CAPITOLO 78 L'ELISIR DI CUORE DI BAMBINO OVE, PER COMPASSIONE DEI FANCIULLI DEL PAESE DI BHIKSU, SI FA APPELLO AGLI DÈI NASCOSTI; E NEL PALAZZO REALE SI SMASCHERA UN DIAVOLO CHE DISCORRE DELLA VIA E DELLA VIRTÚ. Sempre un solo pensiero agita i diavoli: Nessuna contrizione li mortifica. Senza esitar bisogna eliminarli E tenersi ben netti da ogni polvere. Se sfuggirete a quel sudicio ostacolo, In alto volerete coi vostri atti. Abbiamo sentito come se l'era cavata il grande santo, sfruttando le sue conoscenze, nella città di Cammello Leone; e come i pellegrini la lasciarono per riprendere il viaggio a Occidente. Passarono molte lune e ritornò l'inverno, quando si vede L'acqua del lago stretta dolcemente Da una lama di ghiaccio. Foglie morte Ricoprono le rive; fra gli scheletri D'alberi svetta il pino verde giada. Passano nuvole bianche di neve Sull'erba intirizzita della piana. Il tuo sguardo è abbagliato dalla luce Chiara e gelata, che penetra le ossa. Maestro e discepoli avanzavano sfidando il freddo, esponendosi alla pioggia e bivaccando nel vento. E giunsero in vista di un'altra città circondata da mura. "Consapevole del Vuoto, che città sarà quella?" "Vedremo quando saremo arrivati. Se è un regno, presenteremo il passaporto; se è soltanto prefettura o sottoprefettura, ce ne andremo per i fatti nostri." Giunsero in breve alla porta; all'ombra del suo arco a tutto sesto dormiva pacifico un vecchio militare. Scimmiotto lo andò a scuotere e gridò: "Sveglia, sergente!" La guardia, bruscamente risvegliata, sbatté gli occhi a vedersi davanti quella faccia e si gettò in ginocchio esclamando: "Comandate, monsignore!" "Che ti prende?" rise il Novizio. "Non sono mica un diavolo, per essere trattato con tante cerimonie." "Non siete forse nostro signore il duca del tuono?" balbettò il soldato prosternandosi. "Storie! Sono soltanto un monaco in cerca di scritture. Arrivo in questo momento, e non conosco il nome del posto. Lo chiedo a te, con preghiera di risposta chiara e breve." La guardia balbettò: "Vi prego di scusare. Il paese si chiamava Bhiksu, ma ultimamente ha cambiato nome, e ora è la Città dei Bambini." "Lo avete uno straccio di re?" "Certo, certo." "Ecco qua, maestro" espose Scimmiotto. "Siamo arrivati nel regno di Bhiksu, che attualmente si chiama Regno dei Bambini. Perché abbia cambiato nome, non lo so." "Se si chiama Bhiksu, che cosa c'entrano i bambini?" chiese perplesso Tripitaka. "Sarà morto il re e gli sarà succeduto un figlio bambino" suggerì Porcellino. "È inverosimile: non si usa cambiare il nome al regno, in circostanze del genere." "Giusto" approvò Sabbioso. "Questo vecchietto sembra fuori di sé dalla paura che gli incute il nostro condiscepolo. Entriamo in città e chiediamo ai passanti." Superarono la triplice porta e si trovarono su un largo viale, che offriva l'animato spettacolo di un grande mercato: gente elegante, bei vestiti, qualche gomitata. Ecco qua: Migliaia di negozi e magazzini Dai prosperi commerci, che ogni strada Riempiono di ricchezze e merci in mostra. Sale da tè protette da cortine, Affollate taverne in cui si canta E si suona e si grida allegramente. I mercanti di seta, i trafficanti D'oro e preziosi, a caccia di guadagni, Si affaccendan, si accalcano, si sgolano. È uno scenario di prosperità: Anni di pace, maniere distinte, Calme l'acque del mare, puri i fiumi. I quattro pellegrini, tirandosi dietro il cavallo, si perdevano nelle strade e nei mercati affollati, incantati dalla loro animazione. Si meravigliarono specialmente di certe gabbie da oche, coperte di stoffe dei cinque colori, che si vedevano davanti a tutte le porte. "Discepoli" chiedeva Tripitaka, "chissà perché la gente del posto terrà una gabbia davanti alla propria casa?" Porcellino suppose: "Sarà un giorno particolarmente favorevole per sposarsi. Le gabbie serviranno per portare le cibarie del banchetto." "Figuriamoci se ci può essere un matrimonio in ogni casa" obiettò Scimmiotto. "Evidentemente il motivo è un altro: raccoglierò informazioni." "Attento" lo trattenne Tripitaka. "Non sarebbe la prima volta che spaventi la gente." "Prenderò le mie precauzioni." In effetti si trasformò in ape, e andò a vedere che cosa si nascondeva sotto quei panni colorati. Bambini: ogni gabbia conteneva un bambino, ed erano tutti maschietti. Alcuni giocavano, altri dormivano, o piangevano, o rosicchiavano una mela. I più grandi non raggiungevano sette anni, i più piccoli ne avevano quattro o cinque. Tripitaka, informato, non sapeva che cosa pensare. Videro l'insegna dorata di una locanda e vi si recarono a chiedere ospitalità. Li venne a ricevere l'oste, che si informò: "Da dove venite, reverendi?" "L'umile monaco che sono" rispose Tripitaka "è inviato dai grandi Tang dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Siamo appena arrivati nella vostra nobile città e, prima di proseguire, vorremmo far vistare i nostri documenti." Fu offerto il tè. Quando lo ebbero bevuto, Tripitaka domandò: "Credete che mi sarà possibile recarmi oggi stesso a corte?" "Ormai è tardi, non è più possibile; dovrete aspettare domattina. Intanto potrete passare la notte, spero in modo piacevole, nel mio umile yamen." L'oste fece spazzare le camere loro destinate e li invitò alla sua tavola per consumare un pasto di magro. Tripitaka lo ringraziò cerimoniosamente e, a tavola, riprese la conversazione: "Vi potrei importunare per chiarirmi un dubbio? Mi chiedo come vengano cresciuti i bambini nel vostro nobile paese." "La ragione umana è una sola, come il sole in cielo" rispose l'oste. "Per crescere bambini occorre lo sperma del padre e il mestruo della madre; la madre porta il figlio per dieci mesi prima di partorirlo, e lo allatta per tre anni. Poi, pian piano, il corpo si forma. Come potremmo ignorarlo?" "Vedo dalle vostre nobili parole che si pratica qui come nel nostro umile paese. Ma entrando in città ho visto davanti a tutte le case bambini chiusi in gabbia. Mi permettete di chiedere perché?" L'oste si chinò verso di lui e bisbigliò: "Date retta, reverendo, non immischiatevi di queste cose e non parlatene con nessuno: acqua in bocca! Ora ve ne andrete tranquilli a riposare e domattina riprenderete la vostra strada." Ma Tripitaka insisteva per aver chiarimenti. Non riuscendo a sbarazzarsene in altro modo, l'oste fece allontanare i camerieri e, rimasto solo al lume incerto della lucerna, disse a bassa voce: "Non dovreste insistere. Questa storia delle gabbie è dovuta a una decisione inumana del nostro sovrano." "Perché dite che è inumano? Perdonatemi, ma non avrò pace finché non verrò in chiaro di questa storia." "Tre anni fa giunse qui un vecchio prete taoista che portava con sé una fanciulla di sedici anni, bella come Guanyin. La offrì al re, che se ne infatuò al punto di trascurare le dame dei tre palazzi e le concubine delle sei corti: ha occhi solo per lei e le ha dato il titolo di Regina di Bellezza. Fa l'amore con lei notte e giorno, non mangia più: è spossato ed emaciato, da sembrare in punto di morte. La reale corte di medicina ha esaurito le proprie risorse senza riuscire a guarirlo. Il daoshi, che ha portato la ragazza e ha ricevuto il titolo di real suocero, afferma di conoscere una ricetta segreta per prolungare la vita di mille anni, e di avere raccolto tutti i semplici che occorrono per prepararla nei suoi viaggi attraverso le tre isole e i dieci isolotti. Ma il farmaco, per essere efficace, dev'essere sciolto in una terribile bevanda: il brodo ricavato dalla bollitura del cuore e del fegato di millecentodieci bambini. Non è forse inumano? La gente non osa lamentarsi apertamente, per paura del re. Ma la storia è raccontata nei canti popolari, con sentori di sedizione; ed è per questo che il paese, che si chiamava Bhiksu, ora vien detto il Regno dei Bambini. Domattina, quando vi recherete a corte, guardatevi dall'alludere a queste vicende: fate vistare il passaporto e andatevene." L'oste non aggiunse altro. Il reverendo era inorridito; versava lacrime ed esclamava: "Sovrano fuorviato! Ti sei rovinato la salute e per guarirti uccidi fanciulli. Mi sento morire di fronte a una simile perversità." Perde la sua salute il re perverso, Ad orge dissolute abbandonandosi. Per sfuggire al castigo egli non esita A uccidere i fanciulli del paese. Questa rivelazione strappa al monaco Pianti e sospiri: al lume della lampada L'uomo del Buddha invano si dispera. "Che cosa vi succede, maestro?" domandò Porcellino. "Non state a tormentarvi! Voi non fate che piangere sui guai degli altri. Dice l'adagio: se il sovrano ordina di morire, il suddito che rifiuta manca di lealtà; se lo ordina il padre, il figlio che rifiuta manca di pietà filiale. Sono fatti che riguardano la gente del posto: a voi che cosa importano? Perché non vi spogliate e non vi mettete a letto?" "Discepolo, sei privo di compassione" si indignò Tripitaka. "Per noi che abbiamo lasciato le nostre famiglie, il maggior merito sono le buone azioni verso il prossimo. Come avrà potuto il sovrano cadere in un

inganno così evidente? Quando mai si prolunga la vita mangiando viscere umane?" "Maestro, non vi affliggete" intervenne Sabbioso. "Domani, all'udienza, ne parleremo al re. Se non basterà, cercheremo di saperne di più sul real suocero: magari è un mostro avido di carne umana, che ha trovato questa scusa per procurarsi il suo cibo preferito." "Ha ragione Consapevole della Purezza" approvò Scimmiotto. "Ora, maestro, andate a coricarvi. Domattina vi accompagnerò a corte, e verremo in chiaro di chi sia veramente questo suocero. Se è un uomo, è un ignorante che crede di allungare la vita con i farmaci; in questo caso, mi incarico di convertirlo insegnandogli i grandi principi originari. Se è un mostro lo prenderò e lo mostrerò al re nel suo vero aspetto. Convincerò il re che non giova alla salute della mente e del corpo dedicarsi troppo a una donna sola (tanto meno a una mostriciattola), ma è più sano possederne parecchie(1). In ogni caso la faremo finita con questa persecuzione dei bambini." Tripitaka s'inchinò e rispose: "Caro discepolo, è un'ottima idea. Ma se il sovrano, che non vuol sentire parlare di queste cose, ci accusasse di calunniarlo con insinuazioni sediziose?" "Non dimenticate quanti trucchi conosco" rispose Scimmiotto sorridendo. "Per il caso che le cose si mettano in quel modo, farò scomparire tutti i bambini rinchiusi nelle gabbie. Se il re vorrà carne fresca, dovrà rinnovare il suo ordine; noi lo contesteremo subito, e lui non potrà dire che facciamo insinuazioni." "Puoi davvero togliere quei fanciulli dal pericolo?" esclamò sollevato Tripitaka. "Se lo fai, saggio discepolo, mostrerai una virtù alta come il cielo. Fallo presto, il danno potrebbe essere imminente." Scimmiotto affidò il maestro ai condiscepoli: "Aspettatemi qui. Quando sentirete soffiare il vento, vorrà dire che i bambini lasciano la città." E i tre recitarono in coro: "Namo Buddha, signore dei farmaci e salvatore delle creature, namo Buddha!" Il grande santo uscì all'aperto, salì in cielo con un sibilo e convocò gli dèi delle mura e dei fossati, la divinità locale con i suoi assistenti, i rivelatori dei cinque orienti, i quattro protettori, le sei divinità del giorno e della notte, i difensori della fede, e molti altri. Riuniti davanti a lui, lo salutarono: "Grande santo, quale affare urgente vi ha indotto a buttarci giù dal letto a quest'ora?" "Il re di Bhiksu, dove siamo giunti nel nostro viaggio, si appresta a far strappare il cuore e il fegato ai bambini della città, per farsi preparare un farmaco di lunga vita. Il mio maestro non lo può tollerare, e mi ha incaricato di salvare le vite innocenti e di distruggere la creatura perversa che ha suggerito il crimine. Vi prego di aiutarmi. Dovreste portare tutti quei bambini, nelle loro gabbie, in un posto sicuro, sulla montagna o nel cuore di una foresta, e dovreste custodirli per un paio di giorni. Bisogna nutrirli di frutta e consolarli, perché non soffrano la fame e non piangano di paura. Quando avrò ristabilito l'ordine e ricondotto il re sulla retta via, dovreste riportarli al punto di partenza." Gli dèi ubbidirono. La città fu percorsa da un vento gelato, che portava con sé una fitta nebbia. Un vento di pioggia spazza via le stelle, una coltre di nebbia nasconde la luna per mille leghe. Il vento cresce e diventa un uragano. Fa freddo da gelare i vestiti addosso. I genitori vorrebbero mettere in salvo i loro bambini, ma l'uragano li porta via nelle gabbie che li racchiudono. I genitori sono desolati. È una notte d'angoscia; ma sarà seguita da un radioso mattino. Lo attestano anche i versi: È la porta del Buddha piena di compassione: Egli è chiamato Grande per la grande bontà. Tutti i santi la praticano, ed i cinque divieti Legano ai tre rifugi. Soccorrendo i bambini Per amor del maestro, Scimmiotto acquista meriti Di certo ancor più grandi delle sei perfezioni. A mezzanotte i bambini era scomparsi dalla città e si trovavano nascosti in luogo sicuro. Il Novizio ritornò all'albergo, dove i suoi compagni continuavano a ripetere: "Namo Buddha!", e gridò: "Eccomi qua. Come vi è sembrata la mia bufera?" "Magnifica" rispose Porcellino. "E i bambini?" chiese il maestro. "Sono al sicuro; ritorneranno a cose fatte." Il reverendo s'inchinò ripetutamente per ringraziare. Tripitaka si alzò all'alba e si abbigliò con cura: "Consapevole del Vuoto, voglio approfittare dell'ora mattutina per sbrigare la presentazione del passaporto." "Maestro, non andate da solo: come al solito, non sareste all'altezza della situazione. Lasciate che vi accompagni e guardi negli occhi questo real suocero." "Ma tu rifiuterai di fare gli omaggi consueti, e il re avrà da ridire." "Non c'è problema: non mi farò vedere. Resterò invisibile accanto a voi, per proteggervi." La soluzione piacque molto a Tripitaka. Porcellino e Sabbioso furono incaricati di custodire cavallo e bagagli. L'oste li venne a salutare e notò com'era elegante Tripitaka: Drappeggiato d'un kasâya orlato di broccato e adorno di esotici gioielli, in capo un berretto alla Vairocana, in pugno il bastone con nove anelli. Reca in mano una busta di seta che contiene i documenti. Una luce divina aleggia intorno a lui. Sembra un arhat disceso in terra, una vera immagine del Buddha vivente. L'oste non trascurò di bisbigliargli all'orecchio un nuovo avvertimento a non immischiarsi nei fatti che non lo riguardavano, e il monaco cinese lo rassicurò con un cenno del capo. Da parte sua Scimmiotto, che se ne stava da parte, si mutò in un jaoliao e si posò ronzando sul berretto alla Vairocana. Quando giunsero all'ingresso del palazzo, Tripitaka si rivolse all'ufficiale di guardia: "L'umile monaco che vedete è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est alla ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Giunto nella vostra nobile contrada, sento il dovere di presentare il passaporto. A questo scopo vorrei recarmi all'udienza di sua maestà: vi supplico di trasmettere la mia richiesta." L'ufficiale eseguì, e il re si rallegrò esclamando: "Un monaco che viene da tanto lontano ha certo conseguito la Via!" Tripitaka eseguì le cerimonie prescritte ai piedi dei gradini di giada e fu invitato a sedere. Osservò com'era emaciato e spossato il re: faceva fatica a giungere le mani per salutare, gli si spezzava ripetutamente la voce. Prese in mano il passaporto di Tripitaka e i suoi occhi torbidi a lungo vi vagarono sopra, prima che si decidesse ad apporre il sigillo reale e a restituirlo. Il re si apprestava a chiedergli maggiori notizie sulla sua missione, quando fu annunciato l'arrivo di sua signoria il real suocero e il re, sostenuto da giovani eunuchi, si affrettò ad alzarsi dal giaciglio del drago per andargli faticosamente incontro. Il reverendo si fece da parte e vide un vecchio taoista, che saliva i gradini di giada dandosi arie d'importanza: Reca in capo una berretta da prete di seta fine con volute di nubi giallo oca pallido, indossa una cappa di seta su una veste di piumino di gru profumata d'aloe; gli stringe la vita una triplice cordicella di lana blu; calza sandali di fibre di liana intrecciate dalle punte ricurve. Impugna una canna con nove nodi dal pomo a forma di drago acciambellato; reca appesa al petto una borsa di broccato ricamata con fenici e draghi intrecciati. Il viso di giada lucente è inquadrato da una barba canuta. Le penetranti pupille d'oro gettano fiamme, gli occhi si allungano oltre la linea dei sopraccigli. Avanza avvolto da una pesante atmosfera di profumi, ogni passo ne diffonde una nuvola. Ai piedi del trono i funzionari lo accolgono rispettosi giungendo le mani, e annunciano con un grido che è giunto alla corte il suocero di stato. Il suocero di stato, in atteggiamento sostenuto, non degnò di uno sguardo il re che si inchinava e diceva: "Siamo felici che ci onoriate della vostra presenza mattutina." Sedette a sinistra del trono su un cuscino ricamato. Tripitaka fece un passo avanti, si inchinò e disse: "Suocero di stato, l'umile monaco che vedete vi saluta." Il suocero, seduto sul suo cuscino, non rese il saluto ma si rivolse al re: "Chi sarebbe costui?" "È un inviato dei Tang dell'Est che si reca nel Paradiso dell'Ovest in cerca di scritture. È venuto a corte per presentare il passaporto." "La strada del paradiso è tenebrosa(2)!" considerò il taoista ridendo sarcastico. "A che pro percorrerla?" "L'Ovest è sempre stato il paese della felicità" replicò il monaco cinese. "Perché disdegnarlo?" "Il monaco è discepolo del Buddha: questo è l'antico detto" intervenne il re. "Mi chiedo se questi monaci siano in grado di ottenere lunga vita dal loro Buddha." Tripitaka giunse le mani e disse: "Per chi si è fatto monaco vien meno l'ostacolo del concatenarsi delle cause. Per chi comprende la natura, tutti i fenomeni sono illusori. La Grande Sapienza(3) , vasta e a disposizione di tutti, risiede nella non-nascita; immersa nel silenzio dei veri misteri, essa vaga nel nirvana. Si vuotano i tre mondi, e allora ogni origine è al suo posto; si purificano i sei sensi, e allora ogni germe si esaurisce. Chi rafforza sincerità e coscienza, conoscerà il proprio cuore e il proprio spirito. L'anima purificata è uno specchio terso, che purifica anche ciò che vi si

riflette. "Un volto autentico non manca di nulla e non ha nulla di troppo, e ciò si vede dalla sua vita precedente. Ogni forma illusoria corre verso la distruzione: non serve a nulla cercarne altre fuori dal proprio stato. I meriti e la meditazione consentono la concentrazione; elemosine e carità sono le basi dell'austerità. La suprema abilità sembra goffaggine, perché in ogni circostanza si astiene dall'azione. Il miglior pianificatore non perde tempo in calcoli, perché sa che bisogna lasciar andare le cose per il loro verso. Basta non agitare lo spirito, e tutto andrà alla perfezione. L'idea di rafforzare lo yang attingendo allo yin è sbagliata. Chi promette di cibarti di immortalità, ti inganna con vane parole. "Invece bisogna tener presente che tutto è niente, e respingere la polvere che ostacola la conoscenza. Il segreto del godimento naturale di una vita senza fine risiede nella semplicità e nell'abbandono dei desideri." Il suocero di stato fece un'aspra risata e protese verso il monaco cinese il dito adunco: "Buon monaco, hai la bocca piena di idiozie! Voi che perseguite la via dell'estinzione di ogni cosa, parlate della natura in sé, ma non sapete donde viene né dove va. I vostri esercizi di meditazione vi allenano a essere ciechi e ottusi, come nel detto: Siedi comodo, e si sa Che il tuo culo marcirà. "Non sai che chi gioca col fuoco si brucia le dita? Chi pratica l'immortalità e consegue la via ha ossa solide e spirito acuto. Io me ne vado in montagna a visitare gli amici; reco con me il paniere e la zucca per borraccia, e colgo semplici di ogni specie per la salute dell'umanità. Mi fabbrico un cappello di giacinti e un giaciglio di orchidee. Canto e ballo battendo le mani; poi schiaccio un pisolino tra le nuvole. Quando espongo le leggi del Tao, diffondo la giusta dottrina del supremo Laozi. Sbarazzo il mondo dai miasmi distribuendo acqua benedetta. Estraggo dalla terra e dal cielo le loro sublimi energie e colgo la quintessenza del sole e della luna. L'elisir si compone dall'agitazione dello yin e dello yang, si cristallizza nell'utero con l'acqua e il fuoco. "Quando lo yin del doppio otto incomincia a decrescere, regnano l'ombra e l'indistinto. Quando regna lo yang del doppio nove, cadono le tenebre. Io raccolgo i semplici man mano che li offrono le quattro stagioni, e ne fabbrico un elisir nove volte raffinato. Salgo al palazzo di porpora a cavallo della fenice azzurra; sulla bianca gru mi elevo fino alla capitale di diaspro. Mostrando con zelo le meraviglie del Tao, partecipo agli splendori del cielo. Non vorrai far paragoni con la vostra dottrina buddista per fannulloni, con la vostra cupa divinità dell'estinzione di ogni cosa, o con la carcassa puzzolente del nirvana! Tutte cose che non vi levano nemmeno dalla polvere della strada. Non c'è discussione che tenga sulle tre dottrine: il Tao è sempre stato il solo che meriti rispetto e onore." Il re approvò, i cortigiani applaudirono: "Solo il Tao merita rispetto e onore!" Tripitaka, di fronte al pubblico che applaudiva l'avversario, arrossiva di vergogna e di dispetto. Comunque il re, assai civilmente, ordinò che si offrisse al monaco forestiero un banchetto vegetariano da servire presso l'albergo. Mentre Tripitaka, dopo aver ringraziato, si ritirava, udì Scimmiotto bisbigliargli all'orecchio: "Maestro, quel suocero di stato è una creatura perversa che plagia il re con il suo soffio malefico. Voi ritornate in albergo a banchettare, mentre io resterò qui a raccogliere maggiori informazioni." Infatti il jaoliao ronzò via e andò a posarsi sul paravento di giada della Sala delle Campanelle d'Oro, proprio mentre il comandante dei cinque distretti si presentava a rapporto: "Maestà, una bufera si è portata via, questa notte, tutti i bambini nelle loro gabbie, in tutte le famiglie di tutti i quartieri; non ne è rimasta traccia." Il re, sconvolto, si rivolse al suocero: "Il Cielo ci vuole distruggere! Non vi pare che sia questo il significato? I medici reali si sono dimostrati impotenti contro il male che da mesi ci accascia. Voi ci avevate fornito quella divina ricetta, e proprio oggi si sarebbe dovuto procedere a estrarre il cuore e il fegato dei bambini. Che altro significa la loro scomparsa, se non che il Cielo mi vuol morto?" "Maestà, non vi addolorate. In realtà è il Cielo stesso che vi manda lunga vita." "Come sarebbe a dire?" "Non appena sono entrato in questa sala, mi sono trovato di fronte un diluente per il farmaco molto più efficace di quello che si può ricavare dalle viscere dei fanciulli. Con quel diluente, la vita di vostra maestà sarebbe stata prolungata di mille anni; ma con il nuovo divino ingrediente, guadagnerete almeno diecimila anni." Il re non capiva, e il suocero riprese: "Quel bonzo dell'Est possiede viscere purissime e ha un viso molto regolare. Per formare un corpo vero come quello, ci sono volute dieci reincarnazioni nell'austerità. È divenuto monaco fin da piccolo, non ha mai disperso il suo yang: vale ben più di tutti i bambini della città. Se i miei semplici vengono diluiti nel brodo di cottura del suo cuore e del suo fegato, vi garantisco diecimila anni di longevità." Il re gli credette subito, e replicò: "Perché non me l'avete detto prima? Non l'avrei lasciato andare." "Che differenza fa? Sarà ancora in città, per consumare il banchetto che gli ha preparato il servizio reale. Fate chiudere le porte della città e circondare l'albergo dalla vostra guardia. Poi lo farete condurre qui, e gli chiederemo con le buone se non ha niente in contrario a cedere il suo cuore e il fegato. Se acconsente, lo apriremo seduta stante; sarà sepolto a spese pubbliche e gli erigeremo un tempio dove la gente gli porterà offerte. In caso contrario, andremo per le spicce: lo legheremo a una colonna, lo apriremo comunque e getteremo via gli avanzi. Non mi pare che ci siano difficoltà." Il re diede subito ordini alle guardie della Foresta di Piume. Scimmiotto volò via; quando giunse all'albergo, riprese il suo aspetto e corse dal monaco cinese: "Disgrazia, maestro!" Tripitaka si trovava allegramente seduto a tavola quando udì quel grido. Si prese tanta paura che le sue tre divinità cadaveriche si dispersero. Gli uscì fumo dalle sette aperture, si coprì di sudori freddi, restò con gli occhi in fico incapace di articolare parola, e cadde nella polvere. Sabbioso si precipitò ad assisterlo. Porcellino chiedeva: "Di quale disgrazia si tratta? Potevi essere più cauto!" "Le guardie stanno circondando l'albergo, perché quella creatura malefica del real suocero ha convinto il re a far brodo delle viscere del maestro, al posto di quelle dei bambini scomparsi." "Vedi, compassionevole, che bel guadagno ci fai!" esclamò Porcellino ridendo di gusto. "Ti dài da fare per rompere le scatole agli altri nei fatti che non ti riguardano, e ne ricavi delle conseguenze che ti riguardano da vicino." Tripitaka intanto si rialzò e si aggrappò tremebondo a Scimmiotto: "Saggio discepolo, come faremo?" "La prima cosa da fare è di scambiar di posto giovane e anziano." "Che cosa vuol dire?" chiese Sabbioso. "Per salvare la vita del maestro, bisogna che si muti in discepolo" rispose Scimmiotto. "Se mi salvi" supplicò Tripitaka, "diventerò discepolo tuo o di chiunque altro." "Non perdiamo altro tempo. Porcellino, portami del fango" ordinò Scimmiotto. Il bestione uscì a raspare un po' di terra con il suo rastrello; per non perdere tempo a cercare acqua, sollevò la tonaca e vi orinò sopra. Portò quindi a Scimmiotto del fango puzzolente, che quest'ultimo spalmò senza altra spiegazione sul viso e sul corpo del monaco cinese. Quindi recitò un incantesimo, soffiò su di lui il suo alito magico e gridò: "Trasformati!" Ed ecco il reverendo reso identico a Scimmiotto. Scambiarono gli abiti, e Scimmiotto assunse a sua volta le sembianze di Tripitaka. Le trasformazioni erano perfette, da trarre in inganno persino Porcellino e Sabbioso. Fecero appena in tempo. Si udirono suonare gong e tamburi, e l'albergo fu circondato da tremila guardie, con una selva di lance e di sciabole. Entrò un ufficiale della guardia in abito di broccato a informarsi sulla presenza di un monaco proveniente dall'Est. L'oste atterrito cadde in ginocchio e indicò la camera: "Si trova negli appartamenti del pianterreno." L'ufficiale si fece avanti e disse: "Reverendo, siete convocato dal re." Porcellino e Sabbioso sostenevano il falso Scimmiotto, che quasi sveniva. Ma il falso Tripitaka domandò disinvolto: "Signor ufficiale della guardia in abito di broccato, che cosa vuole il re dalla mia umile persona?" L'ufficiale lo afferrò per i polsi e disse: "Vieni con me. Se ti cercano, vuol dire che a qualcosa servirai." Ahimè, è il caso di dirlo: Se i buoni sentimenti vince perversità, Solo a un mare di guai conduce carità. Se in fin dei conti non sapete come essi giocarono quella pericolosa partita, non vi resta che ascoltare il seguito. CAPITOLO 79 SCIMMIOTTO DAI MOLTI CUORI INSEGUENDO I MOSTRI INCONTRANO LA STELLA DELLA LONGEVITÀ; IN PRESENZA DEL SOVRANO SALVANO I FANCIULLI. Il falso Tripitaka fu condotto a palazzo dall'armata della Foresta di Piume e consegnato all'ufficiale di guardia alla porta. Ai piedi dei gradini di giada, il monaco cinese restò ritto fra gli ufficiali che si inginocchiavano e chiese: "Re di Bhiksu, che cosa volevate dirmi?" "Da molto tempo siamo afflitti da un male da cui non riusciamo a guarire" rispose il re sorridendo. "Ma per fortuna nostro suocero ci ha donato tutti gli ingredienti per preparare un rimedio

adatto, salvo l'opportuno diluente. Vi abbiamo convocato appunto allo scopo di procurarcelo. Se collaborerete alla nostra guarigione, vi faremo costruire un santuario in cui godrete dei sacrifici di stagione e in cui l'incenso arderà in perpetuo a spese dello stato." "Io ho abbandonato la mia famiglia e non possiedo altro che me stesso. Può dirmi vostra maestà quale ingrediente occorre?" "Servirebbe il vostro cuore." "Quale cuore? Vostra maestà deve sapere che ne possiedo parecchi." Il suocero di stato gli puntò contro il dito adunco e gridò: "Quello nero, bonzo!" "Prestatemi un coltello per aprirmi il torace: sono rispettosamente ai vostri ordini e sarò lieto di accontentarvi, se possiedo quello che desiderate." Il sovrano ringraziò calorosamente e fece portare un coltellaccio con la lama a orecchio di toro. Il falso Tripitaka lo impugnò, si aprì la veste, gonfiò il petto e lo tagliò da cima a fondo con mano sicura, producendo un sinistro stridio. Dal petto squarciato uscì ribollendo un gran mucchio di cuori. I mandarini civili erano bianchi di terrore, quelli militari paralizzati dallo spavento. "Ecco un bonzo ambiguo, dai molti cuori!" gridò il suocero di stato seduto sul suo cuscino. Il falso Tripitaka afferrò i cuori grondanti di sangue a uno a uno, per farli vedere. Ce n'erano di ogni specie: rosso, bianco, giallino, avaro, ambizioso, geloso, cauto, calcolatore, superbo, sprezzante, omicida, vizioso, pauroso, prudente, temerario, oscuro e senza nome; cuori malvagi e altri di tutti i generi. Ma non c'era nessun cuor nero. Il re era annichilito e non riusciva ad articolare parola. Infine balbettò: "Metti via quella roba, per piacere." Il falso Tripitaka si richiuse tranquillamente il petto e riprese la propria forma: "Gli occhi di vostra maestà non sanno discernere le cose!" esclamò. "Tutti i monaci condividono un unico cuore perfettamente buono. Il cuor nero lo possiede vostro suocero: è quello l'ingrediente che vi occorre. Se non mi credete, ve lo farò vedere." Il suocero di stato aveva spalancato gli occhi e fissava l'inattesa apparizione: quel grande santo, ahimè, era ben noto da più di cinquecento anni. Balzò via nello spazio, inseguito dal Novizio che gridava: "Fermati, bestia! Assaggia il mio randello!" Il suocero lo affrontò con la canna dal pomo a forma di drago acciambellato. I due avversari diedero saggio della loro bravura: Sbarra contro canna riempiono lo spazio di nuvole. Il suocero di stato è un mostro che utilizza le arti seducenti di una figlia malefica. Egli indebolisce il sovrano con un male dovuto alla lascivia e lo induce a massacrare i bambini. Ma interviene il grande santo a sconvolgere i suoi oscuri disegni. Per la canna non è facile contenere gli attacchi della sbarra di ferro. Combattono fino a oscurare il cielo della città. Tutti impallidiscono di spavento. I mandarini si sentono svenire. Il viso delle signore e delle ragazze è sfigurato, con il trucco sconvolto. L'ottuso sovrano trema, non sa a che santo votarsi e cerca disperatamente un angolo buio per nascondersi. La sbarra si leva come la tigre di montagna che balza sulla preda; la canna si abbatte come il drago che si tuffa nel mare. Questo gran tumulto che agita la città di Bhiksu permetterà di sceverare il giusto dal perverso. Dopo una ventina di scontri, la canna non riuscì a reggere oltre. Il mostro fece una finta, si trasformò in un gelido raggio e dardeggiò nella corte interna del palazzo per prelevare la degna rampolla, che si trasformò anche lei in luce fredda; i due scomparvero chissà dove. Il grande santo ritornò nella sala d'udienza e gridò allegramente: "Avete visto che bel suocero di stato vi tenevate in casa?" Tutti si inchinarono per esprimere la propria gratitudine al divino monaco, che li esortò: "Lasciate perdere le cerimonie. Cercate piuttosto dov'è andato a finire quello scimunito del vostro re." "È corso a nascondersi da qualche parte, quando è iniziato il duello." "Per carità, cercatelo subito! Non vorrei che la mostriciattola se lo fosse portato via." Gli ufficiali, ignorando per quella volta il divieto di entrare negli appartamenti interni, si precipitarono subito nel palazzo di Regina di Bellezza. Ma il luogo era deserto, e non si vedeva traccia né della regina né del re. Le spose reali vennero in folla dal palazzo centrale e da quelli dell'est e dell'ovest a riverire il grande santo, che disse loro: "Non è ancora il momento di ringraziare. Scovatemi quel babbeo del vostro signore e re." Ma il re non era stato rapito. Dopo un po' lo si vide sbucare, sostenuto dai suoi eunuchi, da uno sgabuzzino dietro la Sala di Prudente Condotta. I ministri vennero a prosternarsi ed esclamarono a una voce: "Signore e maestro! Il vero è stato distinto dal falso ad opera di questo monaco divino: in effetti il suocero di stato era una creatura malefica. Anche Regina di Bellezza è scomparsa." Il re invitò il Novizio nella Sala dei Ricevimenti Solenni e lo ringraziò formalmente. Poi gli chiese: "Reverendo, quando siete arrivato avevate un nobile e degno aspetto. Come mai siete tanto cambiato?" "La verità" rispose il Novizio ridendo, "è che io non sono Tripitaka, fratello dell'imperatore Tang, ma il suo discepolo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Sapevo che il mostro vi aveva convinto a strappare il cuore del mio maestro e sono venuto al suo posto per abbattere quella creatura." Il re ordinò subito al primo ministro di recarsi a invitare il vero maestro e gli altri suoi discepoli a presentarsi a corte. Tripitaka, che aveva avuto sentore dello scontro fra Scimmiotto e il mostro, era molto preoccupato, oltre a essere mezzo soffocato dal fango puzzolente con cui gli avevano spalmato la faccia. Quando lo pregarono di recarsi a corte per ricevere i ringraziamenti, si spaventò ancor più; ma Porcellino gli disse: "Questa volta non correte rischi: vi vogliono ringraziare. Si vede che il nostro condiscepolo anziano ha avuto la meglio." "Ma come posso presentarmi alla gente con questa porcheria puzzolente sulla faccia?" "Non c'è scelta, noi non sappiamo come toglierla. Ma lo chiederemo a Scimmiotto, ci penserà lui." Il primo ministro, alla loro vista, non riuscì a nascondere la paura: "Avi miei! Sembrano tutti quanti mostri malefici." "Signor cortigiano" gli disse Sabbioso, "non vi spaventate. Noi siamo brutti soltanto perché siamo nati così; e il nostro maestro ritornerà bello con l'aiuto del condiscepolo anziano." Quando furono a corte, nella sala d'udienza, Scimmiotto andò loro incontro, strappò la maschera di fango dal volto del maestro, alitò il suo fiato magico e gridò: "Rettifica!" Subito il monaco riprese il proprio aspetto e si sentì in ottima forma. Il re lo ricevette rivolgendosi a lui come "reverendo buddha, maestro della Legge". Scimmiotto prese la parola: "Vostra maestà sa da dove proveniva quel mostro? Sarà prudente catturarlo, perché non ritorni a provocare altri malanni." Quando le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti, che si tenevano dietro lo schermo di giada, sentirono le sue intenzioni, corsero fuori e si affollarono intorno a lui senza riguardo all'etichetta: "Supplichiamo il reverendo buddha e divino monaco di strappare la malerba dalla radice" esclamarono inchinandosi. "Avremo per voi una gratitudine illimitata e sapremo ricompensarvi generosamente." Scimmiotto rispose che gli servivano indicazioni più precise. "Tre anni fa, quando giunse da noi" disse il sovrano, pieno di imbarazzo, "mi disse che non veniva da lontano. Abitava a una settantina di li in direzione sud, in una tenuta detta di Puro Splendore, ai margini della Foresta dei Salici. Alla sua tarda età non aveva figli maschi, ma solo quella figlia di sedici anni, nata dal suo ultimo matrimonio. Me la offrì e io la trovai molto attraente, l'accettai e la trattai da favorita. Ma presto caddi ammalato, e nessun rimedio risultò efficace. Lui mi assicurò che possedeva una ricetta infallibile, che richiedeva il brodo del cuore di molti bambini. Io non mi intendo di queste cose, e gli credetti sulla parola. Poi siete arrivati voi e i bambini sono scomparsi. Allora il mostro mi ha assicurato che il cuore del divino monaco, che ha praticato la verità nel corso di dieci reincarnazioni senza mai disperdere il suo yang, era molto più efficace di quelli dei bambini. Ci siamo lasciati sviare. Ma ora che avete smascherato il mostro, spero che userete tutto il vostro potere per eliminarlo. Da parte mia sono pronto a ricompensarvi con tutta la ricchezza del paese." "Vi dirò" disse Scimmiotto sorridendo: "quei bambini li ho nascosti io per incarico del maestro, che sentiva compassione per loro. Non parliamo di ricompense, a me basta il merito. Andiamo, Porcellino." "Agli ordini. Ma non valgo molto, a pancia vuota." "Che il servizio dei banchetti prepari immediatamente un pasto vegetariano" ordinò subito il re. E in breve fu servita la colazione. Quando Porcellino fu ben sazio, seguì Scimmiotto salendo sulle nuvole, mentre re, regine e mandarini si inginocchiavano e gridavano: "Guardate come salgono in cielo! Sono veri immortali, buddha discesi sulla terra!" Il grande santo e Porcellino viaggiarono per settanta li verso sud e si misero alla ricerca della residenza del mostro. Le limpide acque di un torrente scorrevano tra rive incassate, coperte da migliaia di salici; ma non appariva nulla che si potesse identificare con la tenuta di Puro Splendore. Di certo Estesi a perdita d'occhio I campi incolti; le dighe Si nascondon nella bruma Che intorno ai salici aleggia. Dopo avere vanamente esplorato, Scimmiotto evocò il tudi, che si avanzò tremante e si inginocchiò esclamando: "Grande santo, il dio della Foresta dei Salici presenta i suoi omaggi e si prosterna." "Non aver paura, non ti picchio mica. Da queste parti si dovrebbe trovare una tenuta detta di Puro Splendore. Dov'è?" "Tenute non ce ne sono; c'è una grotta che porta quel nome. Devo intendere che la vostra santità viene da Bhiksu?" "Si capisce. Il mostro della grotta si è preso gioco del re di Bhiksu. Quando siamo arrivati l'ho affrontato, ma lui si è trasformato in un raggio gelato ed è scappato non

so dove. Secondo il re, tre anni fa gli avrebbe confidato di abitare da queste parti." "Spero che vostra santità sarà indulgente" disse il tudi prosternandosi un'altra volta. "Anche questo è territorio di Bhiksu, soggetto alla mia vigilanza. Ma quel mostro è più forte di me e si sarebbe vendicato se avessi tradito i suoi disegni: perciò sono stato costretto a mancare ai miei doveri. Ma ora che è arrivata vostra santità, basterà che si accosti al salice con nove rami sulla riva sud, gli giri intorno per tre volte in senso orario e per tre in senso antiorario, bussi con entrambe le mani e gridi tre volte: 'Apriti!' In questo modo avrete accesso al palazzo della Grotta di Puro Splendore." Scimmiotto congedò il tudi e scese in riva al torrente a cercare il salice con nove rami. Seguì le istruzioni: l'albero scomparve con un rumore di tuono e apparve una porta a due battenti che si aprirono cigolando. Dentro splendeva luce, ma non si vedeva nessuno. Il Novizio entrò senza esitare e si trovò in un posto magnifico: Nubi leggere velano il sole e la luna. Bianche nuvole escono dalla grotta, una lieve bruma smeraldina è diffusa nella corte. Il sentiero è bordato da splendidi fiori rari; piante di diaspro gareggiano in bellezza e profumi. Un clima mite regna nel giardino fatato, emulo di Penglai e Yingzhou. Le panchine scivolose si coprono di rampicanti, liane pendono arruffate dal ponticello. Le api lasciano cadere rossi stami di fiori sulle rocce; le farfalle volano fra le orchidee. Scimmiotto si avvicinò a una quinta di pietra su cui erano tracciati quattro grandi caratteri: RESIDENZA DI IMMORTALI DI PURO SPLENDORE Oltre la quinta c'era il mostro, ancora ansimante per la corsa, che stringeva la figlia tra le braccia e le parlava appunto dell'impresa di Bhiksu: "Era un'occasione così bella! Ci abbiamo lavorato per tre anni ed eravamo sul punto di riuscire, quando quella scimmia zuccona ha rovinato tutto." Il Novizio impugnò la sbarra e corse loro addosso urlando: "Sudicioni, ve la do io la bella occasione!" Il mostro si staccò dalla figlia e lo affrontò con la sua canna. Seguì uno scontro ben più terribile del precedente: Si drizza la sbarra lanciando riflessi metallici; intorno alla canna turbinano miasmi malefici. "Che cosa cerchi in casa mia, temerario?" grida il mostro. "La tua diabolica pellaccia!" risponde il Novizio. "I miei rapporti con il re non ti riguardavano. Perché hai voluto metterci il naso?" "La compassione è il fondamento della condotta dei monaci; non potevamo tollerare il massacro degli innocenti." Vanno e vengono le parole, piene d'odio e di furore; vanno e vengono le armi. Essi badano ad aggredire e calpestano senza riguardo i bei fiori, strappano muschio e licheni. La lotta continua finché il luogo ameno è devastato e la dolce vegetazione distrutta, terrorizzati gli uccelli, messe in fuga le belle fanciulle in preda al panico. Nel paesaggio spoglio, percorso da un vento feroce, restano solo il re scimmia e il mostro che si fronteggiano. Ecco che escono dalla grotta. Questo mette in gioco anche Consapevole delle Proprie Capacità. Porcellino, che era rimasto fuori, sentiva rumor di battaglia, che lo eccitava e lo faceva rodere dall'impazienza di partecipare. Colpì più volte il salice con il suo rastrello, e le nove punte si macchiarono di sangue, mentre si udivano gemiti soffocati. "È un albero fantasma" pensò; e continuò a colpire, finché vide comparire Scimmiotto e il mostro. Allora si gettò avanti levando il rastrello. Il mostro ne aveva già abbastanza di Scimmiotto; quando si vide venire addosso un altro avversario si disimpegnò, si mutò in un raggio gelato e dardeggiò verso l'est. I due lo inseguirono. Mentre si apprestavano a sferrare l'attacco conclusivo, apparve una luminosità di buon augurio da cui provenivano canti di gru e di fenici: era il vecchio della costellazione del Sud. Questi catturò il raggio gelato e gridò: "Piano, grande santo! Fermati, ammiraglio dei canneti! Eccomi qua, sono il vostro amico nel Tao." "Come sta la nostra brava stella della Longevità?" lo salutò calorosamente Scimmiotto. "Lo hai preso tu quel malvivente?" gridò Porcellino. "Ma certo, eccolo qua" rispose la stella; "non può scappare. Spero che gli lascerete la vita." "Che ti importa di quella creatura?" si stupì Scimmiotto. Longevità rise imbarazzato: "Si capisce che mi importa, dal momento che mi serve da mezzo di trasporto. Sai, è la storia non rara delle bestie di casa che scappano via, si dànno al nomadismo e diventano mostri." "Se ti appartiene, facci vedere il suo vero aspetto." Longevità lo liberò e gli disse: "Su, bestiaccia, fa vedere come sei fatta, se vuoi salvar la pelle." Si vide che si trattava di un cervo bianco. La canna fu raccolta dalla stella: "Questo pelandrone non si è fatto scrupolo di rubare la mia canna." La bestia s'inginocchiò. Non poteva parlare, ma piangeva e si prosternava. Il pelo picchiettato, un gran palco di corna. Bruca l'erba del prato, beve acqua nel ruscello. Col tempo e con l'ascesi ha appreso a trasformarsi E a volare nel cielo. Chiamato dal padrone, Non può che sottomettersi e tornare all'usato. Longevità montò sul cervo e ringraziò Scimmiotto con l'intenzione di ripartire, ma questi lo trattenne: "Aspetta, amico mio: ci sono ancora cose da chiarire." "Di che si tratta?" "Non abbiamo ancora preso la Regina di Bellezza, e non ho idea di quale creatura si tratti. Inoltre dobbiamo mostrare entrambi al re di Bhiksu: non mi è sembrato una persona molto sveglia, e voglio essere sicuro che si convinca bene." "Va pure a catturare questa Bellezza; io aspetterò qui, e poi ti accompagnerò dal re." Scimmiotto e Porcellino irruppero nella grotta gridando: "Dagli alla strega!" La povera Bellezza, terrorizzata, sbucò fuori dalla quinta di pietra, ma si trovò davanti Porcellino. Si mutò in luce fredda e sfrecciò via accanto a Scimmiotto, che la tramortì al volo con uno scappellotto e la restituì alla sua forma originale: era una volpe dal muso bianco. All'incontenibile bestione scappò di mano una rastrellata, che ridusse l'infelice seduttrice di regni a un mucchietto di peli dentro una pozza di sangue. "Fermo, l'hai ridotta molto male!" gridò Scimmiotto. "Che cosa ci rimane da mostrare al re?" Il bestione prese il cadavere per la coda, senza darsi pensiero se si sporcava le mani, e seguì Scimmiotto che ritornava verso Longevità; il quale si intratteneva con il suo cervo lisciandogli il muso: "Che cosa ti è venuto in mente, brutta bestia, di lasciare il tuo padrone per darti al mestiere di mostro? Hai visto che per poco non ci rimettevi la buccia? Meno male che sono arrivato in tempo." "Che cosa gli dici, vecchio svanito?" chiese Scimmiotto sopraggiungendo. "Gli faccio la lezione, perché non ripeta l'errore." Porcellino gettò i resti della volpe davanti al cervo: "Ecco qui la tua bella parente." Al povero cervo scesero grosse lacrime dagli occhi, mentre gli usciva dal petto un lungo belato come un lamento. Longevità gli diede una pacca sulla testa: "Tu sei vivo, scemo. Che t'importa di quest'altra bestia?" Poi gli legò la propria cintura intorno al collo e si dichiarò pronto a recarsi dal re di Bhiksu. "Non è finita" insisté Scimmiotto. "Prima dobbiamo disinfettare il posto, perché in futuro non venga riutilizzato come covo malefico." Porcellino corse di nuovo a colpire il vecchio salice, mentre il Novizio recitava l'incantesimo di convocazione del tudi: "Raccogli legna secca e brucia tutto. È un buon affare anche per te: ti eviterà in futuro altre noie con esseri malefici." La divinità sollevò un gran vento e, con i suoi assistenti, raccolse in breve una quantità di legna e ramaglie che giacevano sparse da molto tempo, ed erano asciutte e ben combustibili. "Porcellino, non perdere tempo" gridò Scimmiotto. "Quel salice brucerà con tutto il resto." In breve la residenza del mostro fu sommersa da un uragano di fuoco. Congedato il tudi, si recarono a corte. Longevità teneva alla briglia il cervo, che recava in groppa i resti della volpe. Entrarono nella sala d'udienza e presentarono quei resti al re: "Che ne dite? Avete ancora voglia di divertirvi con questa bella figliola?" Il re taceva e batteva i denti. Quando fu presentata la stella della Longevità, re e sudditi, regine e concubine ammutolirono dallo stupore. Tutti si inginocchiarono per rendere omaggio. Il Novizio disse al re: "Questo cervo non è altri che il tuo famoso suocero di stato; quando veniva a corte, non gli lesinavi i complimenti." Il re cambiava colore dalla vergogna: "Divino monaco, grazie di aver salvato i bambini del mio regno. È stata una grazia del cielo." E ordinò un festino in onore della vecchia divinità e dei quattro pellegrini. Tripitaka volle informarsi: "Come ha potuto il vostro cervo bianco venir qui a commettere tante nefandezze?" Longevità raccontò sorridendo: "Il sovrano dell'Est era di passaggio fra i miei monti selvaggi. Io lo ospitai e gli proposi una partita a scacchi. Questa stupida bestia dovette prendere il largo mentre giocavamo. Quando il mio ospite ripartì e io non la trovai, calcolai sulle dita dov'era andata a finire. È così che sono capitato qui,

portarono in trionfo Porcellino. a titolo di viatico. uomini e donne. salici verdi e peschi rossi. i dolci di zucchero imitano draghi che avvolgono nelle spire animali in fuga. Conservate l'animo . leoni. Raccomando alla gente di qui di largheggiare in offerte ai vostri templi. riempiendo l'aria di profumi. ululò il vento e scesero dall'alto millecentodieci gabbie. splendidi tappeti rossi sul pavimento. legumi dai dieci profumi. Porcellino si rivolse a Scimmiotto: "Ti cedo la frutta. biancheria per offrire anche lui qualcosa ai monaci. ti porterò le giuggiole. Fratello mio." Chiacchierando erano giunti ai piedi dell'erta. l'avrebbe messa nella fossa. che libava acqua pura e bruciava incenso. Venite!" Il reverendo sollecitò il cavallo." Non ci fu niente da fare. coppie d'uccelli." Si gettò sui piatti e non tardò a fare piazza pulita. Non si finirebbe mai di raccontare di quei porcini. per manifestarvi la sua gratitudine. montagne. le mangiò e si sentì subito meglio. Il maestro era immerso nella contemplazione del paesaggio. quelli d'argento traboccano di riso profumato. Ma infine dovettero consentire che Tripitaka scendesse dal carro reale. che ancora insistevano perché rimanessero. nostro signore e padre. Che abbondanza di piatti delicati! Tonde castagne d'acqua. Ho percorso tutti i dodici picchi Dei monti delle Streghe. Ormai non siamo molto lontani dalla meta del nostro cammino. I picchi maestosi si allineano come alabarde. deve restare fra noi e accettare la nostra riconoscenza. È proprio vero: Il salvare un folla di gente È merito più grande di un monte. penso che a te ne serviranno molte libbre. riconobbero i loro figli e corsero a consolarli. Piange il cuculo la primavera che passa. e in qualche modo contribuirà ad allungarvi la vita. tuniche. Tirò le redini e disse: "Discepoli miei! Da quel giorno lontano. che il re e le reali spose spinsero con le loro mani sulla strada. la sala è colma di fragranze esotiche. i mestoli di garzette. e con l'approssimarsi del Paradiso dell'Ovest le difficoltà si dovrebbero attenuare. montò sul cervo e balzò in alto. regine e buon popolo stavano a guardare riverenti e bruciavano incenso. festa delle lanterne. ma le creature malefiche che può ospitare. "chissà se ci sarà una strada per superare questa impervia regione. fabbricava cappelli. Guardate la montagna: La cima scompare tra nebbie e nuvole. Dice l'adagio: nessuna cima ferma la strada. finché scomparvero all'orizzonte. ciascuna delle quali conteneva un marmocchio piangente. sollevarono Sabbioso. sapori eccitanti si alternano a sapori soavi. Allora non restò che farlo salire sul carro reale. Da preziosi bruciaprofumi a forma di anatra salgono fumi di aloe. non ho portato con me la valigetta degli elisir" rispose sorridendo Longevità. le acque in tumulto negli innumerevoli burroni rivaleggiano con la voce del vasto oceano lontano.proprio mentre il grande santo la metteva in riga. orecchiette. abbiamo sentito che ve ne andate e siamo venuti a riportare le gabbie con i bambini. In effetti la sua malattia guarì poi rapidamente. CAPITOLO 80 UNA BELLA RAGAZZA CHIEDE AIUTO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA UN COMPAGNO PER NUTRIRE LO YANG. gelati allo zucchero o fritti nell'olio: piatti più vari di fiori su broccato." Il re offrì loro due vassoi di pezzi d'oro e d'argento alla rinfusa.. Scimmiotto gli disse: "I consigli che vi possiamo dare sono presto detti. Il carro su cui stava Tripitaka fu preso a furor di popolo e riportato in città: il re non contava più nulla. Si udì la voce degli dèi che dicevano: "Grande santo. "sperma giallo"." Il vento ululò di nuovo. Davanti a loro si drizzò una cima elevata. e se avessi tardato ancora un momento." Salutò tutti. in cambio del riso e delle tagliatelle. freschezza di pesche e litchi. è tempo che ci congediamo anche noi" ordinò Tripitaka. Porcellino gridò: "Longevità. Le tagliatelle si intingono nel brodo speziato. non credo che le reggereste. dài qualcosa da mangiare anche a me!" "Non ho altro. Quando furono sulla spianata davanti alla porta. issarono Scimmiotto sulle spalle. il re levava la sua coppa delle Nuvole Purpuree per brindare con ciascuno. balzò su una rupe per guardarsi intorno e gridò da lassù: "Maestro. Il servizio di musica suonava. Piatti preparati con il miele." Il re le ricevette rispettosamente. e mille piatti rari: un va e vieni incessante di servitori li presenta e li sostituisce senza tregua. ma ho l'impressione che siate conciato maluccio. Alla fine del banchetto Longevità si congedò. Scimmiotto gridò: "Grazie. Se non vi formalizzate perché vi offro degli avanzi. Quando i quattro pellegrini ripresero il viaggio. Il re sedette di fronte a loro.. Usciti dal palazzo attraversarono le strade della città fra ali di gente. Non abbiamo altro da consigliare. I quali non poterono liberarsi da quella gente prima di un mese. Mi restano nella manica tre giuggiole. scomparendo nel cielo. I genitori. E SCIMMIA DELLO SPIRITO DENUNCIA LA LAMIA PER PROTEGGERE IL MAESTRO. uve inebrianti. Longevità al primo posto e il reverendo al secondo. "Naturalmente vi potrei suggerire qualche buona ricetta di pratiche salutiste. "pensate sempre a casa vostra: non è un atteggiamento da monaco che ha lasciato la sua famiglia. ascoltate il seguito. sandali. Il terreno è coperto di fiori profumati e di alberi folti: susini azzurri e bianchi peri. frittelle di cachi. di quelle servite nel tè al sovrano dell'Est. E Tizio li invitava a un banchetto. montasse a cavallo e si avviasse con i suoi. chi non poteva permettersi altro. e bruciava incenso. Sotto le chiome verdazzurre dei pini. dai ministri e dal popolo di Bhiksu. I grandi nappi hanno forma di pappagalli." Fu dato l'annuncio: "La tavola è imbandita!" Fu davvero un magnifico festino: All'ingresso un trionfo di colori vivaci. I vassoi d'oro recano piramidi di grandi palle di pane. Fiori selvatici tappezzavano la montagna. scarpe di tela. Son domande da fare?" "Non è la montagna che temo. sformati di formaggi. pigne fragranti. La frutta è disposta in torri e terrazze. e se non sapete che cosa avvenne dopo. Il viaggio proseguì finché l'inverno trascorse e ritornò la primavera. furono accompagnati per venti li dal sovrano. con l'appetito che ti ritrovi. Stiamo attenti!" "Maestro" rideva Scimmiotto. Ma anche questo finì. ne scendono torrenti e cascate che precipitano nei burroni. Scimmiotto impugnò il suo randello. al paese? Quando ti rivedrò?"(4) "Maestro" protestò Scimmiotto. "Discepoli miei. Datevi una regolata. Il re si inginocchiò ai suoi piedi e lo supplicò di aiutarlo a guarire del male che lo affliggeva. anziché un provetto viaggiatore in cammino da tanti anni. germogli di bambù. la rondine celebra la cerimonia della semina all'altare del dio del suolo. pazzi di gioia. La folla si richiudeva dietro di loro e li seguiva fuori città. anafalidi e licheni tappezzano di verde le altissime rupi. Si vendevano al mercato i loro ritratti. Quante prove ho affrontato! Nubi e venti. Caio a un festino. insieme a due o tre grandi precettori. invitando alla sua tavola i tre discepoli. "Sono uscito di casa solo per riprendere il mio cervo. Ma Tripitaka precisò che non poteva accettare nemmeno un soldo. secondo le istruzioni. In cui il figlio del cielo mi ordinò di partire. un canto di uccello destò in lui la nostalgia. Quando potrò tornare." "State tranquillo." Tutti si inginocchiarono. Dicevano: "Quel monaco cinese. signori! Ritornate pure a casa. Giovani e vecchi. che apriva la via di buon passo. Tripitaka era il solo che rifiutasse di bere. "si direbbe che. Sabbioso affidò i bagagli a Porcellino e prese le redini per guidare la cavalcatura dietro a Scimmiotto. c'è una bellissima strada che sale con molte curve. La folla restò sulla strada a guardarli. Draghi e tigri. Ma la prossima volta che ci vediamo. Da quelle giuggiole derivò la grande longevità che da allora fu tradizionale nella sua famiglia. S'intende che re. poi pian piano si attenuò e cessò del tutto. Magnifiche tavole coperte da sete ricamate. Vediamo un po'. Erbe ed arbusti. dolci giuggiole. si rizzavano stele commemorative: la gente portava offerte anche lì. Impegnatevi sul serio in ogni impresa e sforzatevi di compensare i vostri punti deboli: è un esercizio che vi manterrà sano. "Discepoli miei" diceva Tripitaka preoccupato. non fate troppo il birichino con le donne e nei ritagli di tempo pensate a fare qualche buona azione. e a prolungare la vita. il sentiero ripido e accidentato si inerpica fra le rocce. siate un figlio di famiglia che non ha visto più mondo di quanto si contempla dalla bocca del pozzo. Il re insisteva perché rimanessero e lo istruissero per risolvere i suoi problemi. Ciascuno si sedette secondo il suo rango.

in pace, non vi date pena per queste cose. Gli antichi dicevano: che cerchi soldi od onorificenze, devi applicarti senza reticenze." "Maestro" insinuò Porcellino, "non sarà capitato che il beato Buddha abbia traslocato altrove con le sue sporte di sutra? Avrà saputo che noi le cerchiamo, e lui magari non avrà voglia di darcele. Altrimenti, come spiegate il fatto che si cammina, si cammina, e non si arriva mai?" "Zitto, non inventar frottole!" disse Sabbioso. "Pensa a fare il tuo lavoro e a seguire il condiscepolo anziano. Prima o poi arriveremo a destino." Si avvicinavano a un'immensa e nera abetaia. Il monaco cinese esclamò: "Ai rischi della montagna ora si aggiungono quelli del bosco oscuro. Stiamo attenti!" "Tutto bene. Non c'è pericolo" rispose Scimmiotto. "Lo dici tu. Non fidarti nemmeno di ciò che è retto; guardati dalla malvagità dei buoni. Di abetaie ne abbiamo viste tante, ma non mai una così fitta e scura." [...] Si addentrarono nel folto seguendo il grande santo, che apriva il passaggio con il suo randello. Dopo mezza giornata di cammino erano ancora immersi nella penombra di quelle fitte piante. "Discepoli" disse Tripitaka, "dopo tanti monti e tante foreste pericolose che abbiamo attraversato, questo mi sembra proprio un bel posto, con un sentiero abbastanza confortevole. Guardate che belle piante, quanti fiori! Vorrei sedermi a riposare; credo che gioverebbe anche al cavallo. E ho fame: uno di voi dovrebbe andare a mendicare del cibo." "Smontate pure" rispose Scimmiotto. "Vado e torno." Tripitaka sedette ai piedi di un abete, mentre Porcellino e Sabbioso si guardavano intorno e coglievano fiori e frutti. Il grande santo prese la ciotola delle elemosine e balzò in aria. Osservando la foresta dall'alto, constatò con piacere che era sovrastata da un alone di brume di buon augurio. Pensava: "Ai miei bei tempi, cinquecento anni fa, ero qualcuno: ero indipendente, portavo corona, abbattevo draghi e tigri, avevo cancellato il mio nome dal registro dei morti. Andavo in giro con la mia armatura d'oro fino, calzavo scarpe di nuvole, comandavo quarantasettemila diavoli, e tutti mi trattavano da vostra alta signoria. Ora invece mi devo umiliare e sono a servizio; ma se questo maestro è circondato dall'alone di buon augurio che si vede, si può star sicuri che tutto finirà bene, e anch'io avrò fatto un buon affare." Mentre si cullava in queste piacevoli considerazioni, si accorse che dalla parte sud della foresta saliva un soffio nero, spesso e fetido, che ribolliva a turbinava. "C'è sotto qualche maleficio" si disse allarmato. "Non sono certo Porcellino e Sabbioso a sollevare quella porcheria." Tripitaka, là sotto, recitava placido il sutra del cuore, il Mahâ Prajñâ Pâramitâ Hrdaya Sûtra, quando udì una vocina sottile che gridava: "Aiuto!" "Bontà divina!" esclamò agitato Tripitaka. "Chi può gridare così in mezzo alla foresta? Sarà qualcuno aggredito da una belva: dobbiamo aiutarlo." Il reverendo si alzò e mosse qualche passo fra gli abeti secolari e i cedri millenari. Ed ecco, in una piccola radura vide una ragazza legata con liane ritorte a un albero dalla vita in su, mentre la metà inferiore del corpo era sepolta nel terreno. "Cara pusa, che cosa vi è capitato per ridurvi in questo stato?" Non ci voleva molto a capire che la supposta pusa era una lamia o qualcosa di simile. Ma il reverendo non era mai stato abile a riconoscere questa specie di creature. La ragazza piangeva a calde lacrime, che rendevano più lustri i suoi occhioni vellutati e animavano il volto, bello da fare invidia ai fiori e alla luna: i pesci si tuffavano nel fondo, gli uccelli volavano in alto(5). Il reverendo non osava accostarsi, ma ripeteva: "Cara pusa, avete commesso qualche colpa? Vi puniscono per qualche motivo? Ditelo, vi prego; vorrei aiutarvi." La lamia, fingendosi tutta sconvolta e con vocina dolce e accorata, raccontò questa storia: "La mia famiglia, maestro, abita a Bimbâna, una città a duecento li da questa foresta. Papà e mamma, che sono molto pii, avevano invitato tutti i parenti a onorare le tombe degli antenati per la Festa Pura e Limpida. In palanchino e a cavallo abbiamo raggiunto il posto fuori mano dove si trovano le tombe, abbiamo disposto le offerte e dato fuoco ai cavalli di carta. A questo punto ci ha assalito una banda di forsennati, suonando gong e tamburi, con le armi in mano. Tutti scappavano; io sono caduta. Non so correre svelta, e perciò mi hanno presa. Erano briganti, che mi hanno portata nel loro covo. Il capo voleva tenermi per sé, ma il suo luogotenente aveva la stessa idea; anche altri mi guardavano e mi trovavano di loro gusto. In breve, l'ottantina di uomini che componeva la banda incominciò a litigare e a battersi per me; e dal momento che nessuno voleva darla vinta agli altri, mi hanno legata dove mi vedete e se ne sono andati. Sono qui da cinque giorni e cinque notti: avrei potuto morire ogni momento. Saranno i meriti di qualche antenato che mi fanno incontrare voi. Vi supplico, abbiate pietà, salvatemi la vita! Neanche morta dimenticherò la gratitudine per voi." E piangeva come una fontana. Con il suo temperamento compassionevole, Tripitaka entrò subito in simpatia e gli uscirono lacrime e singhiozzi. Intanto gridava: "Discepoli!" Sabbioso e Porcellino, a caccia di frutti di bosco, sentirono quel richiamo piagnucolante. "Che il maestro abbia trovato nel bosco qualche vecchia zia sentimentale?" si chiese il bestione. E Sabbioso: "Non divagare! Da quando siamo in viaggio non abbiamo incontrato una sola persona per bene. Figuriamoci se le zie del maestro vanno in giro per una foresta come questa." "Non mi dirai che quel monaco si permette confidenze con estranei!" Corsero da Tripitaka: "Maestro, che cosa succede?" Il monaco cinese mostrò loro la bella prigioniera: "Porcellino, libera quella povera pusa, salvale la vita!" E il bestione si mise all'opera senza chiedere altro. Intanto Scimmiotto vedeva il soffio nero addensarsi ed espandersi fino a cancellare completamente le brume di buon augurio. "Qualcosa non va per il suo verso" esclamò. "La creatura malefica dev'essere partita all'attacco. La ricerca del cibo può aspettare." Ritornò indietro e trovò Porcellino intento a sciogliere i legami. Gli arrivò alle spalle, lo prese per le orecchie e lo gettò a terra. "Perché mi aggredisci?" si lagnò il bestione riconoscendolo. "Ubbidivo al maestro." "Fratellino" rispose ridendo Scimmiotto, "non toccare quella lì; non vedi che è una strega che vuol prenderci in giro?" "Brutta scimmia!" intervenne Tripitaka. "Eccoti di nuovo a trinciar giudizi. Perché mai questa fanciulla dovrebbe essere una creatura perversa?" "Maestro, non avete mai capito niente di queste cose. È una tattica vecchia come il mondo, uno stratagemma da manuale per chi ha voglia di farsi uno spuntino di carne umana. Possibile che non vi rendiate conto? " "Maestro" ribatteva Porcellino imbronciato, "non date retta a quell'equipuzio! Questa non è che una brava ragazza del posto. Come possiamo giudicare noi, che veniamo da lontano? Quel malvivente vuole che l'abbandoniamo, per tenersela a disposizione. Più tardi farà una delle sue capriole nelle nuvole e la verrà a trovare passando dalla porta di servizio." "Brutto stronzo!" brontolò Scimmiotto. "Io non corro la cavallina; sei tu che non puoi dire altrettanto. Ti ricordi la volta che cercasti di metter su famiglia con ragazze che non ti volevano, e finisti legato a un albero? Sei tu che perdi la testa per le donne, e che sei disposto a dimenticare il giusto per il tuo profitto." "Finitela!" intervenne Tripitaka. "Porcellino, dobbiamo ammettere che di solito le opinioni del tuo condiscepolo anziano sono risultate fondate. Lasciate stare quella donna e andiamocene." "Grazie al cielo!" esclamò Scimmiotto. "Vi posso assicurare che è per il meglio. Rimontate subito a cavallo e allontaniamoci. Quando usciremo dalla foresta andrò a mendicare il cibo." E se ne andarono. La lamia legata all'albero digrignava i denti: "Ho tanto sentito parlare di questo Scimmiotto guasta disegni, e vedo che la sua fama non è usurpata. Mi volevo accoppiare con quel monaco, che non hai mai sparso goccia del suo yang primordiale, per divenire immortale. Doveva proprio venire la scimmia a guastarmi la festa! Se mi avessero slegata, lo avrei subito catturato e concluso l'affare. Chissà che cosa ha messo sull'avviso la scimmia. Ma non mi sarò data tanta pena per niente. Non rinuncio di certo. Proverò a parlargli da lontano: vediamo se funziona." La brava lamia, senza sciogliere i suoi legami, approfittò di una brezza favorevole per far pervenire a Tripitaka qualche parolina edificante: "Maestro" sospirava, "tu che abbandoni una povera fanciulla in difficoltà negandole soccorso, quali sutra speri di ottenere dal Buddha con la tua devozione ottusa e senza coscienza? " Il monaco tirò le redini del suo cavallo: "Consapevole del Vuoto, torna indietro; va ad aiutare quella donna." "Che cosa ve la fa tornare in mente, maestro?" "È lei che mi chiama." "Tu hai sentito qualcosa, Porcellino?" "Non si può dire che le mie orecchie siano piccole, ma non ho sentito niente." "E tu Sabbioso?" "Pensavo ai bagagli che porto, non ho fatto attenzione. Comunque non ho sentito niente." "Nemmeno io ho sentito niente. Maestro, perché dite che vi chiama? Che cosa vi dice?" "Mi dice cose sensate: dice che la devozione senza coscienza di chi non soccorre la gente nel bisogno non otterrà i sutra dal Buddha. Val più salvare una sola vita umana, che costruire una pagoda di sette piani. Bisogna salvarla: è più importante della ricerca delle scritture." "Quando al maestro viene l'uzzolo delle opere buone, non c'è rimedio al mondo che lo guarisca" sogghignò Scimmiotto. "Quanti mostri abbiamo incontrato lungo la strada! Vi acchiappano, vi portano nel loro covo, e io devo venire a tirarvi fuori e a spiaccicarli con la mia sbarra di ferro. La persona che adesso vi sta cuore è della stessa risma: si può sapere che bisogno avete di andarvi a consegnare nelle sue mani, per poi mettervi a piangere?" "Discepoli" rispose Tripitaka, "ricordate sempre il detto degli antichi: nessun bene è tanto piccolo che non valga la pena di farlo; nessun male è tanto piccolo che non si debba guardarsene. L'aiuto che ci viene chiesto va sempre dato." "Maestro, così sia" disse Scimmiotto. "Non cercherò di dissuadervi: ne ricaverei soltanto il vostro malumore. Ma questa è una responsabilità che non mi voglio prendere. La volete salvare? Fatelo voi." "Si capisce, scimmia zuccona!" inveì Tripitaka. "Tu resta in panciolle, mi aiuterà Porcellino." Il monaco cinese ritornò alla radura con Porcellino, che sciolse i legami e con il rastrello scavò il terreno in cui la ragazza era semisepolta. La buona lamia scosse il terriccio dalle calzature, si aggiustò la

gonnella e seguì Tripitaka con segni di giubilo e di riconoscenza. Quando la vide comparire, Scimmiotto sghignazzò. Tripitaka esasperato gli chiese: "Che cosa ti fa ridere, brutto scimmione?" "Mi fate ridere voi, maestro. Pensavo al distico: Se viene la fortuna, amici certo avrai; E quando essa ti lascia, la bella incontrerai." "Tutte bugie, diabolico macaco! Sono monaco da quando mia madre mi ha partorito; sono un inviato imperiale: non sono di quelli che vanno cercando il proprio guadagno e la soddisfazione della carne. Perché la fortuna mi dovrebbe lasciare?" "Maestro" sghignazzò Scimmiotto, "avete un bell'essere monaco: vi avranno insegnato a leggere i sutra e a pregare il Buddha, ma le leggi non le conoscete. La ragazza è giovane e carina; voi e io siamo monaci. Aspettate che incontriamo qualche malintenzionato, e ci troveremo davanti a un tribunale accusati di fornicazione; andate allora a raccontare di Buddha e di ricerca delle scritture! Se ci assolvessero dall'accusa di fornicazione, resterebbe quella di ratto: bastonate da lasciarvi mezzo morto, caro il mio maestro, e ritiro della licenza di monaco; Porcellino deportato e Sabbioso ai lavori forzati. E anch'io, che nel difendermi sarei certo più abile di voi, dubito che riuscirei a farmi assolvere." "Non dire sciocchezze!" gridò Tripitaka. "Comunque la si voglia mettere, è una persona cui salvo la vita. Perché mai dovrebbero derivarne tante complicazioni? Portiamola con noi: prendo io tutta la responsabilità." "Parlate di responsabilità, ma non sapete quello che dite. Tutto sommato non salvate nemmeno lei, ma piuttosto le fate del male." "Come sarebbe a dire?" "Se fosse rimasta legata dov'era, entro cinque, dieci o quindici giorni, senza un boccone da mangiare, sarebbe morta di fame e avrebbe avuto almeno la consolazione di raggiungere gli antenati con il suo corpo integro. Seguendo voi - che l'avete salvata, come dite - dovrà correre con i suoi piedini dietro il vostro cavallo e dietro a noi, che filiamo come il vento. Finiremo per perderla e se la mangerà il lupo. Che guadagno ci avrà fatto?" "Questo è vero. Come dobbiamo fare, secondo te?" "Perché non la fate salire sul cavallo e non ve la prendete in braccio?" Tripitaka rifletté: "No, non possiamo stare insieme sulla stessa cavalcatura. La potrebbe portare Porcellino." Scimmiotto scoppiò a ridere: "Che bella fortuna per il nostro bestione!" Porcellino osservò: "Nessun peso è leggero, se la strada è lunga. Che fortuna sarebbe, portare una persona sulle spalle?" "Quando l'avrai addosso, le rivolgerai quel tuo grugno lungo come un trombone, sussurrerai una parolina dolce e sarà già una serenata." Porcellino si lasciò andare a pestare i piedi e battersi il petto: "Non ne posso più! Maestro, preferisco essere bastonato. Meglio le botte che i lazzi del condiscepolo anziano: se mi carico in spalla quella ragazza, non farà che tormentarmi finché non l'avrò messa giù." "Ho capito" disse Tripitaka. "Ho gambe anch'io: scenderò da cavallo e proseguirò a piedi. Vorrà dire che procederemo più lentamente. Porcellino prenderà le redini." "Non c'è verso: oggi è giorno di buoni affari per il nostro bestione" rise Scimmiotto. "Il maestro si preoccupa di affidare a te il moccolo da reggere." "Fammi il piacere di tenere per te i tuoi farnetichi. Dicevano gli antichi: il cavallo fa mille leghe, ma qualcuno deve guidarlo. Scendiamo pian piano la montagna con questa giovane pusa, che così non si perderà per via. Quando giungeremo a un monastero buddista o a un tempio taoista, o comunque a un abitato, ce la lasceremo e avremo compiuto la nostra missione di salvataggio." "Va bene, è un'idea sensata" approvò finalmente Scimmiotto. "Non perdiamo altro tempo, e andiamo avanti." Tripitaka marciava in testa, Sabbioso seguiva con i bagagli, Porcellino reggeva le briglie del cavallo e Scimmiotto chiudeva il convoglio conducendo la ragazza. Percorsa una ventina di li, mentre scendeva la sera, videro un complesso di torri, terrazze e padiglioni. "Discepoli" disse Tripitaka, "buddisti o taoisti che siano gli edifici, chiederemo ospitalità per la notte e ripartiremo domattina. Aspettate qui, mentre vado a chiedere: se va tutto liscio, vi chiamerò." I discepoli e la ragazza si fermarono ai piedi di un salice, mentre il reverendo si accostava al portale. Vide subito che era cadente; il muro pendeva pericolosamente da una parte. Mentre spingeva il battente roso dal tempo, fu preso dalla malinconia del luogo: porticati deserti dalle tettoie sfondate, il vecchio tempio desolato, i cortili coperti di muschio, i sentieri cancellati dalle erbacce. L'unica luce proveniva dalle lucciole, l'unico rumore di vita dalle rane che gracidavano. Il reverendo si fermò e gli vennero le lacrime agli occhi. Sale in rovina, stucchi e pitture devastati, celle deserte, porticati distrutti. Giacciono a terra qua e là mattoni e tegole rotte, frammenti di travi, travicelli contorti. Scompaiono le corti nel verde selvatico. Le cucine, con i loro utensili e odori, giacciono sotto uno spesso strato di polvere. La torre dell'orologio è crollata, il tamburo è ridotto a una cassa di legno imputridito. Rotta la lampada di cristallo, il corpo del Buddha ha perduto le dorature, gli arhat sono caduti con le gambe spezzate. Le infiltrazioni d'acqua hanno reso alla terra l'argilla in cui era plasmata Guanyin; il vaso immacolato è rotolato al suolo. Nessun monaco di giorno e, la notte, volpi e fiere che vengono a rintanarsi. I muri cadono, i battenti degli usci sono scomparsi da molto tempo. Abbandonato ormai da tanti anni Senza riparazioni, il vecchio tempio È sorvegliato da guardiani a pezzi Ed ospita dei buddha senza testa: Nemmeno il tudi ci potrebbe vivere. I vajrapani giaccion nella pioggia; La campana, perduto ogni supporto, Se ne sta silenziosa nella polvere. Tripitaka si armò di coraggio e superò il secondo ingresso. Crollata la torre, la campana di bronzo era semiaffondata nel terreno, con la parte superiore bianca come neve e l'inferiore verde cupo: sopra era stata dilavata per lustri dalle intemperie del cielo, sotto era ossidata e scurita dal soffio della terra. Tripitaka la accarezzò: "Campana! Dalla cima della torre scandivi il tempo con la tua voce possente: annunciavi l'alba a gara con i galli e accompagnavi il crepuscolo serale. Dove saranno finiti i monaci che elemosinarono il denaro per fabbricarti, e il fabbro che ti fuse? Tutti saranno scesi nel mondo delle ombre, e ogni loro traccia sarà cancellata." Declamando la sua elegia, il reverendo attirò l'attenzione di una persona che abitava nel monastero, un inserviente addetto a bruciare l'incenso. Si era già coricato; l'inattesa voce umana lo svegliò e lo indusse a raccogliere da terra una scheggia di tegola e a tirarla contro la campana. Il suono improvviso spaventò il reverendo, che pensò di fuggire, ma inciampò in certe radici e cadde esclamando: "Campana! Lamentavo la tua sorte, e tu mi hai risposto. Su questa strada dell'Occidente, che nessuno percorre, nel lungo decorso degli anni sei divenuta un fantasma." L'inserviente accorse e lo aiutò a rialzarsi: "Tiratevi su, reverendo. La campana non è diventata un fantasma, l'ho suonata io." Tripitaka guardò quella brutta faccia scura: "Non sarai uno gnomo, o un diavolo dei boschi? Bada che io non sono un viandante qualsiasi, ma un inviato imperiale, accompagnato da discepoli capaci di abbattere tigri e domare draghi. Se ti misurassi con loro, correresti dei brutti rischi." "Ma no, reverendo" rispose l'uomo inginocchiandosi. "Non sono una creatura malefica, ma un inserviente del monastero, addetto a bruciare l'incenso. Poco fa, quando ho sentito le vostre belle parole, il mio impulso è stato di uscire ad accogliervi; ma ho temuto che poteste essere un diavolo sotto mentite spoglie e, per farmi coraggio, ho suonato la campana." Il monaco cinese si rinfrancò: "Quasi morivo di paura, caro inserviente. Fammi visitare gli edifici." L'inserviente guidò Tripitaka nella terza corte, dove lo spettacolo era completamente diverso. Si vedevano muri rivestite di piastrelline azzurre con disegni di nuvole, sale di cristallo coperte di tetti verdi. Gradini di giada bianca salgono a simulacri rivestiti d'oro. La sala del Buddha eminente è illuminata da una luce azzurrina; dal padiglione di Vairocana esce una nube profumata; la sala di Wenshu è decorata da greche di nuvole. La biblioteca è ornata da pitture di fiori. Al culmine del triplo tetto è collocato un grande vaso sacro. La Torre delle Cinque Felicità è coronata d'intagli. I letti di meditazione sono all'ombra di verdi bambù; pini azzurri si stagliano alla porta del Buddha. Dagli edifici irradia una luce dorata, brume violette li circondano. Al mattino si respira una brezza che vien di lontano; la sera rintocca il tamburo dalle colline. Lampade splendenti sul muro

della corte posteriore diffondono spire d'incenso. Tripitaka, intimidito, si fermò sulla soglia e chiese: "Come mai davanti tutto cade in rovina, e la parte posteriore è così bella?" "Reverendo" rispose ridendo l'inserviente, "queste montagne sono zeppe di briganti e di creature malefiche. Nella buona stagione se ne vanno altrove a commettere le loro malefatte; ma in quella cattiva pretendono di venir qui a ripararsi, rovesciano le statue, rompono gli arredi di legno per bruciarli nel camino. I monaci non sono in grado di tenergli testa. Perciò hanno abbandonato alla loro mercé gli edifici verso la strada, e pian piano hanno costruito sul retro il nuovo monastero che vedete, con le offerte dei benefattori. Il puro e l'impuro abitano l'uno accanto all'altro: è una situazione comune in queste terre occidentali." "Ecco dunque come stanno le cose." Accanto all'entrata Tripitaka lesse una scritta in cinque grandi caratteri: MONASTERO DELLA FORESTA DI MEDITAZIONE, PACIFICATORE DEI MARI Quando si decise a superare la soglia, gli venne incontro un bonzo. Che aspetto aveva? Tonaca di lana di Fala, berretto di velluto e broccato con il fermaglio a sinistra, anelli di bronzo alle orecchie. Gli occhi brillano come l'argento. Agita un tamburello e recita sutra in una incomprensibile lingua barbara. Tripitaka non sapeva che si trattava di un lama. Il lama contemplava Tripitaka; osservava il suo bell'aspetto, la larga fronte, il cranio piatto, le orecchie che giungevano alle spalle, le mani che scendevano oltre le ginocchia, la sua eleganza di arhat disceso sulla terra. Gli piacque molto, e perciò gli andò incontro con un sorriso da un'orecchia all'altra e lo festeggiò a modo suo, stringendogli le mani e i piedi, strofinandogli il naso, pizzicandogli le orecchie. Lo portò nella sua cella e gli chiese: "Da dove venite, reverendo?" "Il vostro discepolo è inviato in missione speciale dall'imperatore dei Tang delle terre dell'Est, per sollecitare le scritture dal Buddha del Monastero del Colpo di Tuono, in India. Passavamo appunto dal vostro prezioso convento mentre scende la sera: permettetemi di chiedervi riparo per la notte. Partiremo domattina di buon'ora. Spero che potrete darci ospitalità." "Non diciamo bestemmie!" esclamò il lama ridendo. "Naturalmente, se abbiamo lasciato le nostre famiglie, è perché siamo nati sotto cattiva stella: i genitori non potevano mantenerci e noi ci arrangiamo come possiamo. Ma questo non ci autorizza a mentire." "Io non mento." "Ma sapete quanto sono lontane le terre dell'Est? E lungo il cammino ci sono infinite montagne, sulle montagne grotte, e nelle grotte creature malefiche. È mai possibile che una personcina civile come voi, pallida e con le mani morbide, abbia percorso tutta sola una simile strada?" "Avete ragione, la mia umile persona da sola non ne sarebbe mai stata capace. Ma ho tre discepoli che mi aprono la via sui monti e gettano ponti sulle acque. Solo grazie alla loro protezione ho potuto giungere fin qui." "E dove sono i vostri eminenti discepoli?" "Attendono alla porta." "Maestro!" esclamò il lama. "Non sapete che questi posti pullulano di fiere, briganti e diavoli? Noi osiamo a malapena mettere il naso fuori di giorno chiaro, senza allontanarci troppo, e al crepuscolo ci barrichiamo in casa. Di notte non si può restare all'aperto!" E gridò: "Discepoli, invitate a entrare quella gente là fuori!" Due giovani lama corsero lesti all'ingresso, ma appena intravidero i pellegrini caddero a terra, si risollevarono precipitosamente e corsero in casa inciampando dappertutto: "Monsignore, che sfortuna! I discepoli sono scomparsi. Alla porta ci sono soltanto certi orribili mostri." "Che aspetto hanno?" chiese Tripitaka. "C'è il duca del tuono, un mostro dalle orecchie gigantesche, e uno con la faccia blu e le zanne sporgenti. Hanno catturato una ragazza carina, pettinata con la brillantina, ben truccata e incipriata." Tripitaka si mise a ridere: "Quei tre sono appunto i miei discepoli. Alla ragazza ho salvato la vita in un'abetaia." "Com'è possibile, monsignore, che un maestro tanto bello abbia discepoli tanto brutti?" "Saranno brutti, ma sanno rendersi utili. Ritornate da loro, per piacere, e invitateli a entrare. Quello che chiamate duca del tuono, se si spazientisce perché non viene invitato, può prendere l'iniziativa di entrare e permettersi delle violenze. Poverino, non ha avuto genitori che gli abbiano insegnato le buone maniere." I monacelli tremebondi ritornarono fuori e si inginocchiarono: "Signori, il monaco cinese vi prega di entrare." "Fratello" sghignazzò Porcellino, "guarda come tremano!" "Siamo tanto brutti che gli facciamo paura." "Che stupidi! Mica lo facciamo apposta; siamo nati così." "Nemmeno loro fanno apposta. Cerca di nasconderti più che puoi." Il bestione andò avanti nascondendo il grugno nel colletto, seguito dagli altri. Si recarono nella cella del superiore, che fece convocare la settantina di monaci presenti nel convento. Dopo le presentazioni, ciascuno prese posto secondo il suo rango e si preparò il pasto in onore degli ospiti. È il caso di dirlo: Solo la compassione vi fa acquistare meriti. Mutua stima prescrive la Legge ai veri monaci. Se poi in fin dei conti non sapete che cosa avvenne prima che lasciassero il monastero, ascoltate il seguito. CAPITOLO 81 MALANNO DI TRIPITAKA E SEDUZIONE DI SCIMMIOTTO OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO CONFONDE LA LAMIA NEL MONASTERO PACIFICATORE DEI MARI, E I TRE PELLEGRINI VANNO IN CERCA DEL LORO MAESTRO NELLA FORESTA DEGLI ABETI NERI. I monaci del Monastero della Foresta di Meditazione offrirono la cena ai pellegrini e, quando fu consumata, diedero cibo anche alla ragazza. Poiché il buio scendeva, si accesero le lampade. Sotto la loro luce, nella cella del superiore, i monaci si accalcavano numerosi per godersi due attrazioni: saperne di più sul viaggio del monaco cinese, e guardare la ragazza. Alla fine Tripitaka chiese al superiore: "Com'è la strada verso l'ovest? Abbiamo intenzione di ripartire domani all'alba." Il lama si gettò in ginocchio, mentre il reverendo si precipitava a rialzarlo: "La strada è piana e in buono stato. Ma c'è un grave problema di cui vi avrei parlato fin dal primo momento, se l'imbarazzo non me lo avesse impedito. Sarò felice di ospitare nella mia cella voi, che venite da tanto lontano a prezzo di molte fatiche. Ma le convenienze non permettono di ospitare la pusa: non so proprio dove metterla a dormire." "Spero non penserete che le nostre intenzioni siano meno che oneste. Ci siamo imbattuti nella ragazza mentre attraversavamo la Foresta degli Abeti Neri: era legata a un albero. Il mio umile discepolo Consapevole del Vuoto si rifiutava di slegarla, ma i precetti della bodhi mi hanno spinto a soccorrerla; e in seguito non potevo certo abbandonarla lungo il cammino. Qualunque sistemazione andrà bene per lei." "Se acconsentite, nella vostra grande generosità, potrei far collocare un pagliericcio nella sala del Re del Cielo, dietro il simulacro, e mandarla a dormire là." "Credo che andrà benissimo." I giovani lama accompagnarono la ragazza nel luogo destinato, e tutti si ritirarono per la notte. "Corichiamoci subito" diceva Tripitaka ai suoi; "la giornata è stata massacrante, e domani dovremo alzarci presto." Come al solito, i discepoli dormirono nella sua stessa camera, per proteggerlo. Nel cielo notturno troneggia la lepre di giada: Deserti son d'ogni passante i divini sentieri. Rilucono quiete le stelle del Fiume d'Argento. In cima alla torre il tamburo scandisce le ore. Scimmiotto si alzò all'alba, chiamò Porcellino e Sabbioso per preparare cavallo e bagagli, e andò a destare il maestro, che dormiva ancora. Chiamato, alzò la testa e la lasciò ricadere sul cuscino. "Maestro, che avete?" chiese inquieto Scimmiotto. "Non lo so nemmeno io" gemette il reverendo. "Mi gira la testa, sento gli occhi gonfi; ho male dappertutto." Porcellino gli toccò la fronte e la sentì scottare. "Ho capito" disse il bestione. "La buona cucina vi ha indotto ieri sera a mangiare un piatto di troppo, e avrete dormito con la testa troppo in basso. È un'indigestione." "Sciocchezze" brontolò Scimmiotto. "Ci dica il maestro che cosa è successo." "Questa notte mi sono alzato per un bisogno e non ho messo in capo la berretta" spiegò Tripitaka. "Avrò preso freddo." "È una spiegazione più verosimile. Ve la sentite di alzarvi e rimettervi in cammino?" "Temo di non riuscire nemmeno a mettermi seduto: come

potrei cavalcare? Ma non vorrei farvi perdere tempo." "Che dite mai, maestro! Come dice l'adagio: maestro per un giorno, padre per la vita. E noi discepoli siamo i vostri figli. Si dice anche: non chiedere a tuo figlio che cachi oro o pisci argento, ma che ti mostri affetto secondo il bisogno del momento. Se non state bene, aspetteremo che vi rimettiate." Per più di due giorni e due notti i discepoli assistettero il maestro; verso la sera del terzo giorno, Tripitaka riuscì finalmente a mettersi a sedere e chiamò Scimmiotto: "Consapevole del Vuoto, sono stato tanto male, che non ti ho chiesto nemmeno se la pusa che abbiamo salvato ha ricevuto il cibo che le occorre." Scimmiotto rise: "Che cosa andate a pensare! Badate piuttosto alla vostra salute." "Giusto. Aiutami a scendere dal letto e portami carta e pennello; la pietra da inchiostro puoi chiederla in prestito a quelli del monastero." "Che cosa intendete fare?" "Devo scrivere una lettera, allegare il passaporto e affidartela, perché la consegni a sua maestà l'imperatore Taizong, a Chang'an." "È un incarico facile; altre cose non le saprò fare, ma come postino non ho rivali. Quando avrete scritto la lettera farò una capriola fino a Chang'an e ritornerò qui con un'altra capriola: il pennello non avrà il tempo di asciugare. Ma che cosa volete scrivere?" "Devo scrivere" rispose piangendo il reverendo: "Tre volte prosternato, l'umile servitore Augura lunga vita al santo imperatore. Possano i mandarini legger questo messaggio. Quando lasciai la Cina ero determinato A raggiungere il Buddha, come mi era ordinato. Molti ostacoli han messo a prova il mio coraggio. Lontano dalla meta, sono attualmente afflitto Da grave malattia che mi lascia sconfitto. Se potessi raggiungere il Monte degli Avvoltoi Ed ottenere i sutra, non risparmiando pene, Non ne ricevereste utilità né bene, Perché morirei prima di riportarli a voi. Il mio viaggio terreno può dirsi terminato: Debbo invitarvi a scegliere un altro incaricato." Scimmiotto non poté trattenersi dallo scoppiare in una fragorosa risata: "Maestro, non ve la prendete, ma come al solito non siete all'altezza della situazione. Vi viene la bua, e vi sognate già morto e sepolto. Del resto, se vi colpisse davvero un male grave, da mettervi in pericolo di vita, non ci sono qui io? Farei subito un'inchiesta: 'Quale re dell'altro mondo ha preso questa cantonata? Quale giudice ha commesso l'imprudenza di spiccare il mandato? Fatemi vedere il malcapitato inviato infernale che si è preso l'incombenza!' Guai a loro se facessero i furbi o avessero il coraggio di contrariarmi! Farei terra bruciata fino in fondo all'Inferno; acchiapperei i dieci giudici e gli romperei le ossa." "Discepolo, non fare il fanfarone. Io sto male davvero." Si fece avanti Porcellino: "Fratello, se ti dice che sta male, non star lì a discutere: sta male. Sistemiamo le cose prima che sia troppo tardi: vendiamo il cavallo e, con il ricavato, compriamo una bara per lui. Poi ci divideremo i bagagli e ce ne andremo ciascuno per la sua strada." "Ci mancavano le idee fisse di questa bestia! Non te ne intendi di queste cose: il nostro maestro fu il secondo discepolo del beato Buddha, sotto il nome di Cicala d'Oro; le prove che sta passando hanno semplicemente lo scopo di fargli espiare una mancanza di riguardo che commise allora." "Qualunque mancanza di riguardo abbia commessa, è stato immerso nel mare di guai della vita umana, senza parlare delle tremarelle che prova ogni volta che incontra un mostro o un diavolo. Non è sufficiente? Che bisogno c'è di tormentarlo anche con le malattie?" "Che cosa ne sappiamo? Pare che si fosse addormentato alla predica del Buddha; inoltre era caduto e aveva schiacciato un grano di riso con il piede sinistro. Magari la pena prevista in questo caso sono proprio tre giorni di malattia." "Tre giorni per un grano di riso!" gridò Porcellino terrorizzato. "E per i calderoni che ne mangio io, quanti secoli mi toccherà penare?" "Fratellino" rispose Scimmiotto, "le bestie come te, il Buddha non le vede nemmeno. Comunque ricordati: Cresce il riso nel campo Con il duro lavoro. Ogni chicco che hai Costa sudore e guai. "Vedrai che per il maestro questo sarà l'ultimo giorno di malattia. Domani sarà guarito." "Non mi pare di star molto meglio. Ho la gola secca: potete darmi un po' d'acqua?" chiese Tripitaka. "Bene!" affermò Scimmiotto. "La sete è un segno di miglioramento. Cerco subito l'acqua." Afferrò la ciotola delle elemosine e corse in cucina. Si guardò intorno, e notò che tutti i monaci presenti avevano gli occhi rossi e trattenevano a stento il pianto. "Come siete meschini!" li apostrofò Scimmiotto. "D'accordo, ci siamo fermati più del previsto; ma prima di partire faremo i conti e vi pagheremo fino all'ultima sapeca. Vi sembra il caso di ostentare tanto il fastidio che vi diamo? Non è un comportamento da veri sacchi di merda?" "Ma noi non ci permetteremmo mai!" esclamarono i monaci gettandosi in ginocchio. "Non state forse frignando per i vuoti che ha provocato nella vostra dispensa il mio condiscepolo con il grugno lungo?" "Potete restar qui mesi interi: non guarderemo certo nel vostro piatto. La nostra disgrazia è un'altra. Ogni notte due giovani bonzi sono addetti a suonare la campana e battere il tamburo: quelli delle ultime tre notti sono scomparsi. Ne abbiamo trovato solo un mucchietto di ossa nel giardino posteriore, accanto ai loro berretti e ai sandali. Non volevamo parlarvene per non affliggervi, perché sappiamo che il vostro maestro è indisposto; ma non possiamo trattenerci dal piangerli." Scimmiotto fu insieme allarmato e contento di sentirsi chiamato in causa: "Non dite altro: è chiaro che avete in casa una creatura perversa. Penserò io a levarla di torno. La prossima notte farò il turno da solo." "Signoria, i mostri dispongono di poteri soprannaturali: sanno cavalcare le nuvole, andare e venire dall'inferno. Gli antichi dicevano: temi l'ingiustizia dei giusti, guàrdati dalla malvagità dei buoni. Non vi arrabbiate, per piacere: se catturaste il colpevole, sarebbe una gioia senza pari; ma se doveste fallire, ne deriverebbero seri guai." "Quali guai ne dovrebbero derivare?" "Reverendo, parliamoci chiaro. Noi abbiamo lasciato le nostre famiglie fin dall'infanzia. Com'è la nostra vita? Quando crescono i capelli, occorre raderli. Se la tonaca si scuce, occorre ricucirla. Al mattino ci alziamo presto, ci laviamo e ci inchiniamo a mani giunte per ubbidire alla Grande Via. Quando scende la sera ci riuniamo, bruciamo incenso, borbottiamo devotamente il nome di Amitâbha. Leviamo gli occhi a contemplare il Buddha sul suo nonuplo trono di loto, che compassionevolmente dispensa la Legge e i Tre Veicoli; e ci auguriamo di poter contemplare l'onore dei Sâkya nel suo grande parco del Jetavana. Abbassiamo il capo per scrutare nel nostro cuore, accettare i cinque divieti, trascendere il gran chiliocosmo; e ci auguriamo di afferrare, attraverso la molteplicità dei fenomeni, il vuoto totale e l'irrealtà della realtà. Se vengono donatori ciascuno di noi, vecchio o giovane, grande o piccolo, grasso o magro, zotico o gentile, batte il pesce di legno e la pietra sonora, e salmodia nel naso un paio di rotoli del sutra del Loto, oppure la litania dell'imperatore dei Liang. Se invece non si vedono donatori, ciascuno giunge le mani e chiude gli occhi, accovacciato sulla sua stuoia, chiude la porta al chiar di luna e si immerge in contemplazione nel silenzio e nell'oscurità. La nostra vita è questo, e nient'altro. Chiacchiericcio di uccelli, zuffe di formiche, domar tigri e abbattere draghi, sono cose che non trovano posto nel grande veicolo della Legge, per grande che sia la compassione. Mostri e diavoli non sono affar nostro. Se vostra signoria si trovasse a stuzzicare uno spirito perverso, esso potrebbe prendersela con noi e mangiarci in un boccone. È facile immaginare le conseguenze: in primo luogo, ricadremmo nel ciclo delle reincarnazioni; secondo, l'antica Foresta di Meditazione resterebbe distrutta; terzo, non avremmo nemmeno un posticino alla corte del Beato. Non li chiamereste seri guai?" Man mano che ascoltava, Scimmiotto si arrabbiava sempre più; sentiva rodere la bile. Urlò: "Banda di idioti! Ciarlate su ciò che possono fare i diavoli; ma non sapete che cosa so fare io!" "In effetti, non ne sappiamo niente" mormorarono i monaci. "Per oggi mi accontenterò di un riassunto succinto. Ascoltatemi bene: "In vita mia ho abbattuto tigri e draghi sulla terra, e messo sottosopra i palazzi del Cielo. Ho saziato l'appetito sgranocchiando l'elisir del signore Laozi, e calmato la sete scolando il vino dell'Imperatore di Giada. Se spalanco i miei occhi dalle pupille d'oro, il cielo sbiadisce e la luna si nasconde. Vado dove voglio senza lasciare traccia né ombra, stringendo la mia sbarra cerchiata d'oro, corta o lunga a volontà. Non temo né i mostriciattoli né i grandi diavoli, per malvagi che siano. Non c'è fuggiasco che non acchiappi: corra, tremi o si nasconda. E chi afferro non mi sfugge: che finisca segato in due, arso, affogato o stritolato. Ho le mie specialità; posso competere con ciascuno degli otto immortali che passano il mare, o con tutti insieme. Monacelli miei,

acchiapperò la creatura perversa e ve la mostrerò, perché sappiate anche voi chi è il vecchio Scimmiotto!" I lama pensavano: "Questo bandito peloso è un gran chiacchierone, ma può darsi che ci sia qualcosa di vero." Dentro di sé erano scettici, ma per educazione emettevano un indistinto mormorio di approvazione. Il loro superiore fece sentire un'altra campana: "Lasciate stare, pensate invece al vostro maestro! Non c'è nessuna fretta di catturar fantasmi. Dice il proverbio: il principe al banchetto, se non si sazierà, calmerà almeno l'appetito; il prode in battaglia, se non sarà ammazzato, buscherà almeno una ferita. Proveremmo un eminente dispiacere se il maestro ammalato subisse danno dalle vostre battaglie con gli spettri." "Giusto. Vado a portargli da bere, e torno subito." Riempì la sua ciotola e portò l'acqua a Tripitaka. Questi, tormentato dall'arsura, la vuotò in un sorso. In verità L'acqua per l'assetato è un gran piacere, Ed è appunto il rimedio che ci vuole. Il reverendo si sentì subito meglio: il suo volto riprese un po' di colore e il suo corpo qualche energia. Scimmiotto lo vide più disteso e domandò: "Maestro, che ne direste di una minestra e di una tazza di riso?" "Ne prenderò volentieri. L'acqua mi ha giovato come un buon farmaco: mi sento mezzo risanato." Scimmiotto corse in cucina gridando: "Il maestro sta meglio. Vuol mangiare." I monaci si affrettarono a preparare il pasto. Misero al fuoco il riso, impastarono tagliatelle, prepararono focacce, fecero cuocere qualche panino al vapore e cucinarono vermicelli in brodo. Servirono quattro o cinque piatti. Tripitaka si limitò a sorbire mezza tazza di brodo, Scimmiotto e Sabbioso gli fecero parca compagnia e tutto il resto finì nel ventre vorace di Porcellino. Poi i lama sparecchiarono la tavola e portarono le lampade. "Da quanto tempo siamo qui?" chiese Tripitaka. "Da tre giorni" rispose Scimmiotto. "Tre giorni! Santo cielo, quante tappe perdute!" "Maestro state tranquillo, nessuna tappa va mai perduta. Domani partiremo e nei prossimi giorni le percorreremo, ecco tutto." "D'accordo. Se non sarò del tutto ristabilito, peggio per me." "Visto che domani partiamo, devo impegnare la notte nella cattura di un mostro." "Che nuovo mostro ti sei procurato?" "È qualcuno che gira qui, nel monastero." "Discepolo, non ti montare la testa! Se avesse dei poteri più grandi dei tuoi? Se ti mettesse in pericolo, mentre io non sono ancora del tutto ristabilito?" "Cercate sempre di smontarmi. Quanti mostri mi avete visto prendere? Ho mai ceduto a qualcuno? Se mi impegno sul serio, vinco io; ormai dovreste saperlo." "Discepolo!" insisteva Tripitaka trattenendolo per le mani. "Le massime che devi avere sempre fisse in testa sono: Fa il bene ogni volta che puoi. Perdona sempre. Val meglio quiete di spirito che agitazione, tolleranza che belligeranza." "Devo pur dirvelo, visto che siete tanto insistente" finì per dire Scimmiotto. "Non lo faccio per divertimento. Quel mostro ha mangiato degli esseri umani." "Quali esseri umani?" volle sapere Tripitaka, cui si rizzavano i capelli. "Sei giovani bonzi. Li ha mangiati appunto in questi ultimi tre giorni, dopo il nostro arrivo." "La volpe piange la morte della lepre: ogni creatura piange i suoi simili. Se le vittime sono monaci, considerato che siamo monaci anche noi, non ti posso negare l'autorizzazione. Ma sta attento." "Va da sé. Appena lo avrò fra le mani, lo eliminerò." Ed ecco che si scrolla di dosso la noia di tre giorni di inattività, affida il maestro a Porcellino e Sabbioso, ed esce giubilante dalla camera. Il cielo era pieno di stelle, ma la luna non si era ancora levata; perciò la grande sala consacrata al Buddha era immersa nell'oscurità. Scimmiotto accese una lampada di cristallo con fuoco di verità, tratto dal suo corpo, batté il tamburo e suonò la campana. Poi, con una scossa, si mutò in un piccolo lama di dodici o tredici anni, con la camicia di tela bianca e la tonaca di seta gialla. Salmodiava sutra e percuoteva il pesce di legno. Finì la prima veglia senza che accadesse nulla. Durante la seconda veglia, quando salì in cielo una falce di luna, si levò il vento. E che vento! Porta con sé nera nebbia e cupe nuvole: come una macchia d'inchiostro che dilaghi ai quattro orizzonti, o una gigantesca pennellata di pittura color indaco che copra il quadro. Solleva polvere e abbatte alberi. Vola la polvere a velare lo scintillio delle stelle, si schiantano gli alberi nell'oscurità dell'eclisse di luna. Il soffio è così forte che Chang'e deve proteggere l'albero di sâla, mentre la lepre di giada gira in tondo impazzita e non riesce a ritrovare la sua ciotola. Gli ufficiali dei nove luminari devono serrare le imposte, i draghi dei quattro mari si barricano in casa. Il dio delle mura e dei fossati dà per dispersi i diavoletti suoi assistenti. Nel palazzo infernale Yama non trova più il fido accolito col muso di cavallo. I giudici corrono da tutte le parti, inseguendo i loro berretti in volo. Questo vento smuove le rupi in cima al Monte Kunlun, agita le acque dei laghi e dei fiumi come una zangola. Infine il vento si calmò e si diffuse profumo di muschio e di orchidea, mentre si udivano giade tintinnare. Scimmiotto alzò gli occhi e vide salire nella sala una donna molto bella. Lui borbottava: "Bla, bla, bla..." come se fosse assorto nella recitazione dei sutra. La donna gli si avvicinò e lo abbracciò dicendo: "Che cosa recita di bello, il mio bonzino?" "Recito quello che devo recitare." "Come mai gli altri, invece, sono andati a dormire?" "Loro dormono, e io recito." La ragazza lo baciò e gli propose: "Che ne dici? Ci vieni là fuori a divertirti con me?" "Non sarai mica matta!" strillò Scimmiotto. "Sai qualcosa di fisiomanzia?" "Ne ho sentito parlare." "Che cosa vedi sul mio viso?" "Che sei capricciosa e puttana; che i tuoi ti hanno cacciata di casa." "Non te ne intendi, è tutto sbagliato. Non sono disonesta, né i parenti Mi scacciaron di casa. Il mio destino Determinato da vite anteriori M'ha unito ad un ragazzo troppo giovane Che la notte di nozze non sapeva Proprio che cosa fare. Ecco il motivo Per cui ho dovuto fuggire da lui. "Ora approfitteremo del chiar di luna e del destino, che ha deciso il nostro incontro da mille leghe di distanza; ce ne andremo nel giardino dietro casa e faremo l'amore." Scimmiotto tentennava il capo e pensava: "Ecco come sono stati attirati, quegli stupidelli." Rispose: "Signora, sono troppo giovane: non sono pratico di queste cose." "Vieni con me e imparerai." Scimmiotto finì per cedere: "Vediamo che cosa conta di fare" pensava. Andarono in giardino tenendosi per mano. Improvvisamente lei lo fece cadere a terra con uno sgambetto, e senza tanti complimenti prese a manipolargli la 'radice disgustosa', mentre lanciava dei gridolini: "Stellina! Come sei carino!" "Orca miseria!" pensò Scimmiotto. "Questa mi mangia vivo." Le afferrò a sua volta il polso e con la mossa della 'piccola giravolta' la gettò a terra. "Piccino! Che bravo!" gorgheggiava lei. "Come sa rovesciare bene la sua donnina!" "Ora o mai più" pensò Scimmiotto. "Chi dà il primo colpo, alla fine è il più forte; di dare il secondo impedisce la morte." Balzò su con la sbarra in mano, mirando alla testa, e riprese il proprio aspetto. "Che succede al piccolo lama?" esclamò la ragazza; in un attimo riconobbe il pericoloso discepolo del monaco cinese, ma non si spaventò e si adeguò subito alla situazione. Chi era quella creatura? Naso d'oro, morbido pelo. Vive nelle spelonche e ci si trova a proprio agio. È figlia adottiva di Li Porta Pagoda, e dunque sorella del principe Nata. A suo tempo ha frequentato il Monte degli Avvoltoi; ma le piaceva rodere incenso e candele, destinate a tutt'altro uso, e il Beato l'ha scacciata. Non è l'uccello che vuole colmare il mare, né la tartaruga che regge una montagna. Non teme la spada di Lei Huan, né la sciabola di Lü Qian. Vagabonda come i flutti dello Yangzi e della Huai; sale e scende senza temere le altezze dei Monti Tai o Heng. A guardare quel visino seducente, nessuno indovinerebbe che non è altri che il pipistrello, divenuto immortale a forza di perseveranza. La vampira balzò in piedi, e due spade preziose comparvero nelle sue mani: si coprì a sinistra e parò a destra. Scimmiotto era più forte di lei, ma non tanto da dominarla facilmente. Un vento gelido soffiava da tutte le parti; la falce di luna in cielo restò offuscata. In fondo al giardino si svolse un magnifico duello. È un vento diabolico quello che si leva a spegnere il lume della luna. Il monastero giace nella quiete, ma nel giardino posteriore si combatte accanitamente. Fra Scimmiotto e la selvaggia ragazza, regina fra le donne, la lotta è senza quartiere. Lei è trasportata d'ira contro il feroce monaco; lui vede rosso davanti alla donna vampiro. Ma quando maneggia le due spade, non sembra davvero una donna. La sbarra si muove rapida come la folgore;

gli anelli d'oro si urtano, il metallo emette fasci di scintille [...] Nel silenzio notturno tremano di paura i trentadue cieli; gli arhat applaudono lo spettacolo. Il grande santo era riposato e in buona forma; la lamia valutò che presto non sarebbe più stata in grado di sostenere i suoi assalti. Aggrottò le sopracciglia, formulò un piano e gli volse le spalle per fuggire. "Dove scappi, carogna? Arrenditi!" gridava Scimmiotto. Ma la vampira non si diede per intesa. Lasciò che si mettesse all'inseguimento, si tolse la pantofola dal piede sinistro e le diede il suo aspetto, con tanto di spade in pugno. Il vero corpo si sottrasse in forma di aria fredda. La cattiva stella di Tripitaka era ancora alta in cielo. Il mostro si introdusse nella camera in cui dormiva, si impadronì di lui e lo sollevò tacitamente nelle nuvole. In un batter d'occhio raggiunsero il Monte del Tranello e si tuffarono nell'Abisso Senza Fondo. Là era la sua casa. Chiamò la servitù e ordinò che preparassero il pranzo di nozze, a ogni buon conto con cibi di magro. Scimmiotto si era fermato a combattere forsennatamente quella che gli pareva la sua avversaria, e mise poco tempo a sopraffarla. Ma con suo stupore si trovò tra le mani soltanto una pantofola ricamata. Comprese l'inganno e corse dal maestro: era scomparso. In un angolo, Porcellino e Sabbioso commentavano l'accaduto. Scimmiotto piombò loro addosso inferocito, levando la sbarra e gridando: "Questa volta vi ammazzo!" Il bestione non sapeva più dove nascondersi. Sabbioso scelse il metodo della remissività. S'inginocchiò e disse: "Ti capisco, fratello maggiore. Non si può andare avanti in questo modo, con continue sorprese e aggressioni di mostri. Ti vuoi sbarazzare di tutti quanti e ritornare a casa tua." "Nemmeno per sogno. Voglio sbarazzarmi di voi perché siete dei disutilacci; e poi devo andare a soccorrere il maestro." "Eh no, mio caro!" rispose Sabbioso sorridendo. "Per soccorrere il maestro serviamo anche noi. Ricordati il proverbio: non c'è corda di un solo filo, né applauso di una sola mano. Per dare battaglia, bisogna proteggere anche le retrovie: chi sorveglierebbe i bagagli e il cavallo? Prendi a modello la buona organizzazione di Guan e Bao, che sapevano spendere i loro soldi; piuttosto che Sun e Pang, che sapevano solo giocare d'astuzia e d'azzardo. Non si è sempre detto: la tigre combatte con l'aiuto del fratello? E anche: vinci la battaglia solo se hai truppe devote. Risparmiaci la vita, ti prego; e aspettiamo l'alba per unire cuori e forze nella ricerca del maestro." Scimmiotto era fiducioso nelle sue forze, ma non incosciente. Perciò disse a Sabbioso: "Non hai tutti i torti. Lasciamo stare. Domattina andremo a localizzare il maestro: dovremo mettercela tutta!" Il bestione si sentì pieno della generosità di chi l'ha scampata bella: "Fratello, penserò io a ogni cosa." I tre fratelli attesero l'alba. Ma di mettersi a dormire, con le preoccupazioni che li agitavano, non c'era da pensarci. Se avessero potuto, avrebbero ordinato al sole di levarsi dall'albero Fusang a metà della notte, o avrebbero soffiato per disperdere le stelle in cielo. Rimasero seduti fino al primo chiarore, e quando si alzarono per uscire trovarono alla porta alcuni monaci, che chiesero: "Dov'è il reverendo?" "Non so come dirvelo" sogghignò Scimmiotto imbarazzato. "Mi vantavo tanto di esser bravo a catturare i mostri, ma il fatto è che invece il mostro ha catturato il maestro." "Come avete potuto coinvolgere il maestro nei piccoli problemi del nostro convento? E adesso dove sarà?" "Credo di sapere dove cercarlo" rispose Scimmiotto. "Non abbiate tanta furia; fate colazione, prima di partire." Servirono qualche tazza di brodo, che Porcellino vuotò in un sorso: "Bravi monaci, in cucina ci sapete fare. Ora dobbiamo trovare il maestro, ma ritornerò qui con vero piacere." "Ritornerai solo per mangiare il loro riso!" esclamò Scimmiotto. "Fa una cosa utile: controlla dov'è la ragazza. Dormiva nella sala del Re del Cielo." "Non c'è più" risposero i lama. "Scomparve subito dopo la prima notte." La risposta mise di buon umore il Novizio; che ripartì verso est, la direzione da cui erano venuti, seguito da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. "Sbagli strada, fratello" gridò Porcellino. "Perché dovremmo ritornare indietro?" "Perché la Foresta degli Abeti Neri è verso est. È là che abbiamo incontrato quella che a voi sembrava una così brava figliola. Le mie pupille d'oro videro subito che cos'era. I lama li ha mangiati lei; il maestro lo ha rapito lei. La vostra idea di darle una mano era proprio astuta! Naturalmente, per cercare il maestro, dobbiamo prender le mosse dal punto dove l'abbiamo incontrata." "Si capisce!" risposero i due sgranando gli occhi. "Sembri un tipo brutale, ma sotto sotto non manchi di finezza. Andiamo." E ritornarono di corsa nella foresta. Si vedeva il sentiero serpeggiante tra le rocce, nella foschia mattutina, che reca impronte di volpi e di lepri. Fra i cespugli si distinguono altre tracce: tigri, pantere e lupi. Ma non si vedono tracce di mostro: dove sarà passato Tripitaka? Scimmiotto, esasperato, finì per assumere l'aspetto che aveva quando devastava i palazzi del Cielo: tre teste e sei braccia, con tre randelli; e si mise a battere a tutta forza alberi e terreno qua e là nella foresta. "Sabbioso" disse Porcellino, "quell'uomo è uscito di senno; se mai ci fosse in giro qualche traccia, la cancellerà senza vederla." Ma Scimmiotto aveva uno scopo preciso: in breve sbucarono dagli alberi due vecchietti: il tudi e il dio della montagna. Si inginocchiarono davanti a lui e dissero: "Grande santo, eccoci qui." "Quel randello è tanto efficace" commentava Porcellino, "che un giorno finirà per scovarci la stella della disgrazia in persona." "Begli infami che siete!" li apostrofò Scimmiotto. "Naturalmente avrete l'abitudine di far comunella con tutti i banditi del territorio, in cambio dello spezzatino di maiale che vi offriranno ogni volta che le loro ladronerie saranno andate a segno. Siete certo complici di una vampira che conosco. Il fatto è che stanotte ha rapito il mio maestro. Dove l'ha nascosto? Vuotate il sacco, o passerò alle vie di fatto." "Non meritiamo le accuse di vostra santità!" protestarono i due vecchi dèi, pieni di paura. "Il mostro che cercate non abita qui, e non è sotto la nostra giurisdizione. Tuttavia il vento che soffiava stanotte qualche informazione ce l'ha data." "Sputate il rospo!" "La vampira che ha rapito il vostro maestro abita a mille li dalla foresta, in direzione sud" spiegò il tudi. "Vive sul Monte del Tranello, dentro un profondo abisso detto Senza Fondo." Congedate le divinità Scimmiotto riferì la situazione ai condiscepoli: "L'ha portato più lontano di quanto credevo." "Non importa" disse Porcellino. "La distanza è modesta, se saliamo sulle nubi." Così fecero, accompagnati dal cavallo, che dopo tutto era la trasformazione di un drago. Bastò poco per giungere in vista di una grande montagna, che offriva questo spettacolo: Se i picchi superano le nuvole, la vetta tocca la volta celeste. La ricoprono grandi foreste di molte essenze, nelle quali risuonano gridi di uccelli di ogni genere. Si vedono correre tigri e pantere; si indovinano cervi e daini all'ombra dei cespugli. Sui pendii soleggiati piante rare schiudono fiori profumati, mentre nelle zone d'ombra la neve non si scioglie neppure in piena estate. Rupi scoscese e torrenti incassati. Gli scuri abeti e le grandi rocce bigie dànno i brividi al viandante. Non vi è traccia di presenze umane, né boscaioli, né erboristi. Le fiere che vedete sanno suscitar nebbie, le volpi sanno scatenare temporali. "Si vede subito che in questo posto abitano mostri. Guarda com'è ripido il monte!" "Si capisce" confermò Scimmiotto. "Ogni gran montagna ha il suo mostro, ogni strapiombo la sua lamia. Noi due, Sabbioso, aspetteremo qui; mentre Porcellino farà una ricognizione per verificare la strada, localizzare la grotta e controllare com'è difeso l'ingresso. Quando avremo le informazioni, ci muoveremo per il meglio." "La mia solita fortuna!" brontolava Porcellino. "Tocca sempre a me affrontare la situazione." "Perché ti lamenti? Non sei stato tu a dire testualmente: 'penserò io a ogni cosa'? Hai già cambiato idea?" "Non prenderla su questo tono. Non ho detto che non vado." E in effetti posò il rastrello e corse via, in cerca del sentiero. Se poi in fin dei conti non sapete quale piega presero le cose, ascoltate il seguito. CAPITOLO 82 PREPARATIVI DI NOZZE IN FONDO ALL'ABISSO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA IL MASCHIO, E L'ANIMA ORIGINALE PROTEGGE LA VIA. Porcellino trovò un sentiero e lo seguì per cinque o sei li, finché vide due mostriciattole che attingevano acqua da un pozzo. Come si capiva che erano mostriciattole? Avevano pettinature fuori moda, con alti chignon trattenuti da spilloni di bambù alti un piede e due pollici sopra la testa. Porcellino le salutò: "Ciao vampire! Come state?" "Che brutto maleducato, questo bonzo! Non ci siamo mai visti né conosciuti, e tu senti come ci tratta!" Brandirono le pertiche con cui calavano il secchio nel pozzo e gliele picchiarono sulla testa. Il bestione, disarmato, non poteva proteggersi dai colpi; ne prese

" Si capisce che Scimmiotto il grande santo protegge Tripitaka." "Dolce e flessibile. fosse pure con il pensiero? Se cedo il mio yang a questa creatura che lo vuole. Cerchiamo. con gli occhi gonfi di lacrime. va bene. come se fosse all'aperto. La padrona ci ha mandato ad attingere quest'acqua." Scimmiotto saltò giù: nuvole colorate scaturivano sotto i suoi piedi e lo proteggevano." "Possibile che sia tanto profondo?" "Guarda anche tu. affar vostro. per ridurre i rischi che corre. Se sbagliassimo. maestro. "Il punto non è questo. Che cosa non va?" "Discepolo!" esclamò inorridito Tripitaka." "Grazie tante della solidarietà. per tutta risposta. Come devo fare le domande?" "Salutale educatamente e valuta la loro età. Non è un luogo sinistro. Al centro di una spianata rocciosa della circonferenza di una diecina di li. se è tanto difficile?" gemeva Tripitaka. "Sarà quel buco" gridò Porcellino additandolo. Comunque sono animali nocivi. mi hanno preso a legnate. ma non sa dove ha la testa e dove i piedi." "Hai ragione. "Sarà la casa della vampira. prova a calarti giù per sondare la profondità. Il pedinamento durò per una ventina di li. Le labbra rosse come ciliegie si dischiusero per ordinare: "Ragazze. Le ho salutate e loro. ma dobbiamo essere certi che abbiamo davanti le persone che lo hanno rapito. finché stai rigido. e io pedinerò le mostriciattole per scoprire l'ingresso della grotta. salvami!" "Siete il solito pesce fuor d'acqua. Se sono più o meno nostre coetanee. Scimmiotto passò da un forellino della carta." Tanto bastò perché il fratacchione corresse via. Scimmiotto tratteneva il respiro. Legate il cavallo da qualche parte e preparate le vostre armi. Il sandalo invece è duro: ma non serve ad altro che a farne ruote di frantoio. Per entrare basta scivolar giù. se invece sono anziane. vi aiuterò a uscire da qui. Né questi può contare su altri protettori. che ferocia!" "Se volete far del bene anche alle vampire. le donne tremende?" chiese Scimmiotto. loro sono gente del posto. come in superficie." "Che sciocchezze dici? Il maestro si roderà dall'impazienza di essere liberato." Porcellino. Quando sarò dentro. Andrò a caccia di informazioni. Dopo tutto. "Complimenti. seducente Più di Chang'e nel mondo della luna. Entrerò io a esplorare." "Quante cerimonie con queste montanare!" sghignazzò Porcellino. se si è fatto sedurre. trovarono un pailou a triplo spiovente e quattro ordini di decorazioni. Incipriata e con le labbra rosse. ragazzi. "Ho visto tante creature malefiche e tante grotte in vita mia. finché fuggì su per la montagna gridando: "Fratelli miei. che chiamava il reverendo. Il monaco al mattino ha catturato Per farne il proprio sposo entro la sera. la lingua agita il vento . e lo ospita nella sua grotta." E per non farsi notare prese l'aspetto di una mosca. Era molto più elegante di quando l'avevano incontrata nella foresta: Raffinate volute di capelli Corvini sulla giacca di velluto Verde smeraldo. perché non me l'hai detto prima? Mi sarei risparmiato le legnate." Una torre d'ingresso a doppia gronda era circondata da pini e bambù. voi l'aspetterete qui pronti a colpire. "È fonda. è una terra benedetta." "Va bene. ma non c'è altro da fare. che torno presto. si apriva un foro non più largo di una giara. Gli artigiani ne fanno statue del Buddha. Le dita sottili Come germogli di bambù. Ma non mi lasciare solo. Lo si picchia appunto perché è duro. "E io credevo che scherzasse! Andiamo a vedere in che stato è il maestro. ma ho bisogno di prepararmi." "Non riesco a ricordare da quale strada sono venuto. attaccheremo tutti insieme. ma per uscire bisogna fare una poderosa arrampicata. "Che bel posto!" si rallegrò Scimmiotto. "Dal momento che la ricerca delle scritture è sempre in cima ai vostri pensieri." Porcellino non aveva scelta. Caspita! Era una voragine profonda." "Ma come vi chiamate?" "Di solito mi chiamo col mio nome. allora date retta a lei. poi le mostriciattole scomparvero improvvisamente. grosso e maldestro come sono." "Chi sono." "Dove andate?" "Vado dove vado." "Mi riconosceranno. e poi consumerò senza altro indugio le nozze con il mio caro monaco cinese. ma mai niente di simile. Irrompi in casa loro e gli dài del vampiro: come vuoi che ti rispondano? Per meritare nome d'uomo. care gentildonne!" Le due lo considerarono con simpatia: "Ecco un bonzo che sa come si saluta gentilmente." "Fratello. Arrivò dai condiscepoli gridando: "Sabbioso. trecento li. Questa bella ragazza vi offre un festino e poi vi sposa. Celebriamo questo banchetto. Voi aspettate qui. "Che strano posto!" considerò Scimmiotto guardandosi intorno. se riuscissi a mettere in fuga la lamia. bonzo? La nostra padrona ha rapito questa notte un monaco cinese. con una scossa si mutò in un fratacchione dalla faccia scura. "Da quando ti ho raccolto sul Monte delle Due Frontiere." "Come le hai salutate?" "Ho chiesto: vampire. Ed ecco arrivare la lamia. Io mi trasformerò in un insetto minuscolo e mi nasconderò in una bollicina." "Porcellino aveva quasi ragione" sogghignò Scimmiotto fra sé. s'inchinò profondamente e disse: "Umile servitor vostro." "Comunque non può essere lontana" osservò Sabbioso." In effetti." "Non vi servirebbe a niente ricordare: uscire di qui non è facile. Che c'è di nuovo?" "C'è che il maestro è felicemente sposato. prepara i bagagli per la spartizione!" "Ormai lo sappiamo: è la tua solita mania. trasparente in alto e opaco in basso. le spaccherò il cuore e le strapperò le budella: so che non vi piace la violenza. senza speranza di liberazione!" "Andate piano con i giuramenti" replicò sorridendo Scimmiotto. che guardava nel foro. Porcellino. calzando ogni cerchio a suon di martellate. dal bordo lustro e consunto per il continuo strofinio. in fondo alla valletta. "Come hai fatto a vederle nel loro vero aspetto?" "Lo dico perché un momento fa camminavano con l'orcio sulla spalla. e noi soltanto dei forestieri." "Non ci avevo pensato. Come un piatto d'argento la sua faccia." Questa volta. guadagni il mondo. andò a posarsi sulla testa rasata e lo chiamò piano: "Maestro!" Tripitaka bisbigliò: "Discepolo." "Adesso che lo sai. non più di mezza spanna. si diede un'aria cerimoniosa. chiamale 'gentildonne'. Quando vi inviterà a bere la coppa nuziale. ti pare che abbia mai toccato un cibo vietato? Ho mai infranto divieti. Un'iscrizione in sei grandi caratteri diceva: ABISSO SENZA FONDO DEL MONTE DEL TRANELLO "Ecco un bell'edificio" apprezzò Scimmiotto. reverendo?" "Vengo da dove vengo. faremmo torto a gente che non c'entra e perderemmo tempo. i suoi piedi Loti d'oro. Oltre si intravedeva una corte circondata da vari edifici. Utilizzeremo le forze unite della cooperazione. al riparo di un'alta rupe." "Quali tipi?" "Il pioppo e il sandalo. andiamocene via! Qui ci sono donne tremende. quando sono esposte al pubblico. mai vista una cosa simile. perché attingete acqua al pozzo?" "Non lo sai. Quando giunse in fondo all'abisso. o magari una figlia: avrete la discendenza assicurata. servite in tavola. come state?" "Allora hai avuto quello che meritavi. che occhio clinico!" commentò Scimmiotto. Vi darà un figlio. che io possa sprofondare nel ciclo della trasmigrazione ed essere respinto oltre il Monte delle Tenebre." "Basterà che tu cambi aspetto. lo lascio come l'ho preso. È bella e dignitosa. e trovò Tripitaka seduto nel portico est dietro un tramezzo di carta rossa. lo trovò chiaro e luminoso. da quando mangiavi i passanti sulle montagne." "Come facciamo. e ora non si vedono più. e per festeggiare il matrimonio che avrà luogo questa sera. "Mi ricorda un po' la vecchia Grotta del Sipario Torrenziale. Quelle due stavano preparando il banchetto per festeggiare il matrimonio. "Sono fantasmi di quelli che si vedono alla luce del giorno!" esclamò sbalordito Porcellino. Volò lieve in cima alla torre e vide la creatura malefica che troneggiava dentro un chiosco di paglia. "Difficile non vuol dire impossibile. a dir poco." Le due si misero a ridere: "È gentile. colloca sopra ogni cosa i riti e la musica. Da dove venite. vento." "Tu che hai fatto tante esperienze in vita tua. torna da loro e interrogale per bene. diecine di migliaia di persone vengono a riverirle e a bruciare incenso. Quando fu nei pressi del pozzo. Il pioppo è tenero ed è facile da scolpire." "Ma discepolo. Così il pioppo è un legno benedetto. puoi dar loro della 'signorina'." "Va bene. rispose: "Non fa per me. Se non riuscissi a reggermi e cadessi giù. Serve per preparare un banchetto vegetariano. fiori e alberi. Quando lo raggiungeremo. tutto dipinto e scolpito. Sole." "Saranno arrivate alla loro grotta e ci saranno entrate. "Due creature che attingono acqua da un pozzo. Potremmo usare un trucco ben sperimentato." "Lo vedi che non possiamo salvare il maestro?" "Chi l'ha detto? Si scoraggiano solo i fannulloni." "Gentildonne. non toccherei il fondo prima di un anno. saprai che ci sono due tipi di legno. in modo da farmi inghiottire senza che lei se ne accorga. coperte di colori. Questi dapprima pensò di non rispondere: aprir bocca è disperdere energia." "E come vuoi che riusciamo a liberarlo?" "Voi mi seguirete con cavallo e bagagli.parecchi." Ronzò intorno. il bravo bestione infilò il manico del rastrello nella cintura. tu giri in tondo. prima di discendere la montagna. di dorature e di gioielli. A questo scopo lo si cerchia di ferro. Dobbiamo affrettarci a trovare il nostro maestro. versatele il vino e fatelo spumeggiare agitando la bottiglia. perché è più limpida di quella di casa. "Ma l'entrata della grotta non è questa." Il grande santo si accovacciò sull'orlo e procedette a un esame accurato.

meraviglioso reverendo?" "Signora. colocasia candita. e io vi libererò. la ragazza correva qua e là disperata e non sapeva che fare. pepe e zenzero. In questo modo entrerò dentro di lei e la ucciderò. Qualunque persona normale. versò qualche goccia di vino ad uso di libazione e formulò dentro di sé questa preghiera: "Dèi protettori della Legge." "Sono sulla vostra testa. quando è sazio risale altissimo nel cielo. Il chiosco è parato di seta. Per forza bisogna giocare d'astuzia. Ma non aveva scelto lui di mettersi in quella situazione." "Ma se hai la forza di combatterla. Quando la riprese in mano. germogli di bambù. e questa volta pregheremo il Cielo di fungere da mediatore e la Terra da testimone: se vengono coinvolti." "Sentiamo. Vuotata la coppa. Voi dovete fermarvi ai piedi dell'albero e dire che desiderate mangiare una pesca. E io come farò?" "Via. Il bel risultato è che l'hai esacerbata: ora vuole costringermi a mangiare cibi proibiti. gli fece mille tenerezze e dimostrazioni di passione." S'inoltrarono sul sentiero. e corrono a nascondersi. Per voi ho fatto attingere l'acqua più pura della montagna. fra Sabbioso e Porcellino che si tenevano pronti con le armi in pugno. era un comportamento compromettente." "Chissà quante ne deve passare il maestro là dentro. mano nella mano." "Ho visto un giardino. "Da dove viene questa bestiaccia? Ha il diavolo in corpo!" Tripitaka tremava. mandorle. e questa volta vedrete che avrò successo. "Ce ne andremo a passeggio in giardino. per un bonzo tanto conosciuto nella capitale e con incarichi così importanti. dietro casa. Io mi trasformerò in una bella pesca rossa. toccò a Tripitaka di riempirne un'altra da offrire alla padrona di casa. con la voce roca di collera: "Avanti con quei piatti! Non importa se sono vegetariani o no. Quando Scimmiotto gli si posò sulla testa e lo chiamò. signora. ma se non lo fosse. ma tu stammi vicino." Tornò a trasformarsi in mosca e volò sulla torre d'ingresso. e posò per un momento la coppa prima di bere. e disse timidamente: "Signora. "Niente di tutto questo.della discordia. giunsero al frutteto dei peschi. Poi ebbe paura di irritarla con il silenzio. dentro il boschetto di seta e broccato. Tavoli verniciati di nero e decorati con incrostazioni di madreperla reggono grandi vassoi di bambù laccati di rosso. l'umile monaco che sono non può bere bevande alcoliche. I ditini di giada afferrarono una scintillante coppa d'oro. "Hai trovato la vampira? Come sta il maestro?" "Ma sì. La perfida volpe e la lepre astuta si sentono venir meno dalla paura." Immaginate la folla delle belle fanciulle dal volto incipriato e dalle ricche acconciature. frutta e verdure sparse dovunque nella polvere. vegetariano o no. Il novizio volò quindi su un ramo e si trasformò nella più bella pesca rossa che si fosse mai vista." Scimmiotto. siatemi testimoni. con il vino eccellente che si beveva da quelle parti. tra fiori e piante bellissimi. Ragazze. mentre lei ne colse una verde. e voi dovrete fare in modo che addenti il frutto rosso. La vampira si venne a strofinare. Verdure fritte nell'olio. La ragazza lo vuole impalmare. e le donne non si distinguerebbero dagli uomini. Il falco allargò gli artigli e piombò sui cibi. in mezzo alla lieta brigata vestita di veli leggeri." "Signora. i rossi yang. perché vuole celebrare le nozze. e io bevendolo violassi il divieto. La fanciulla sottile Dalle curve indiscrete. non ve la prendete così! Ho un altro modo per togliervi dai guai. "E dire che mi ero data tanta pena per far bella figura con questo banchetto. provocando un putiferio: tavole rovesciate. Tripitaka si inchinò con galanteria e offrì il suo frutto a due mani: "Voi che amate i colori caldi(6). protettori delle quattro direzioni. indispettiti perché trattengo presso di me il monaco cinese. E gli prende la mano. Certo. polpa di loto. unione di yin e yang. bevete alla nostra felicità!" Tripitaka. Gli occhi ridono teneri. castagne d'acqua. pigne e pinoli. cachi. Senza yin e yang non brillerebbero il sole e la luna. stoviglie rotte in mille pezzi." Tentazione diabolica Per il povero monaco. mentre il maestro è in pericolo?" "E allora perché sei risalito?" Scimmiotto fece il resoconto degli avvenimenti e concluse: "Pazientate ancora e restate qui." In attesa dei nuovi preparativi. ben sapendo che il maestro in realtà nutriva una segreta passione per il vino analcolico. la vampira accorse tutta festosa e sorridente: "Che cosa desidera il mio caro. dovete rendervi conto della situazione. ma se resto a lungo seduto il male mi riprende. Scimmiotto si trasformò in un falco affamato: Terribile. Hai una bella fortuna. Zucchini." "Lo so. scosse la bottiglia in modo da formare schiuma. I suoi capelli Come ali di corvo. . perché non l'affronti. balzò su indignato: "Macaco del malanno! Sei il peggiore dei miei persecutori. non crescerebbero gli alberi. invece di scegliere questi sotterfugi disgustosi?" "Maestro. uva. noci di ginkgo. quelli yin restano in ombra. che circondano Tripitaka e lo sorreggono per accompagnarlo nel giardino. ho preparato del vino che vorrei bere con voi. Ma la lamia perse tempo rivolgendo al reverendo altre tenerezze. gridò: "Fate largo!" e balzò fuori. noci." Ai richiami del monaco. Vista la piega che prendevano le cose e l'impossibilità di realizzare il suo piano. i frutti che offre la montagna e le verdure di stagione: mele. La ragazza lo raccolse con l'unghia del mignolo e lo scosse via. Ascoltate il mio giuramento: se è davvero vino analcolico. non possono guastar tutto un'altra volta. nocciole. La fame lo spinge a fare razzia di colombe. gli parve di avere perso cento libbre di peso. porcini e ogni specie di funghi profumati. La vostra segreta protezione mi è stata accordata da Guanyin. Come convenuto. Povere le mie stoviglie!" "C'è di peggio" informarono le servette. Tutti quei cibi formano un'impeccabile armonia di sapori. Dopo aver superato diversi chioschi e padiglioni. Questa lamia mi costringe a bere la coppa di vino. si lancia in picchiata dalle nuvole. glutine di grano. cetrioli. rape macerate nell'aceto. maestro. Questa bestiaccia dev'essere stata mandata dal Cielo e dalla Terra. olive. "Signora" domandò il reverendo. Devo alla vostra debordante affezione di avermi portato nella vostra bella casa. alla faccia del Cielo e della Terra" si disse Scimmiotto." Il maestro sedeva sotto il portico. Scimmiotto diede un piccolo morso di avvertimento e Tripitaka lo comprese perfettamente. che in forma di minuscolo moscerino era posato sul suo orecchio. Lo hanno appeso al soffitto? Contano di lessarlo o di cuocerlo al vapore?" chiedeva Porcellino. "come mai i vostri peschi hanno alcuni frutti verdi e altri rossi?" Lei si mise a ridere: "Quelli verdi sono frutti yin." "Bestia! Quali brindisi vuoi fare." Il monaco cinese la seguì. La buona vampira gli diceva: "Che aria triste hai! Questo è il più bel posticino del mondo. Ti sei lasciato andare ai tuoi sfoggi di bravura e hai rovinato tutto il cibo commestibile di casa." Tripitaka si rimise al giudizio dell'esperto: "Va bene. per distrarti e curarti la malinconia. Non potreste accompagnarmi in una piccola passeggiata?" "Ma certo. sono qui". kumquat. E poi formaggio di soia. ne abbiamo altre negli armadi. I frutti yang sono i più esposti al sole e maturano prima. E portatemi carta da bruciare: devo spedire gli inviti al Cielo e alla Terra. e il pranzo è soltanto di cibi vegetariani. castagne. gli strapazzi del viaggio mi avevano procurato una malattia da cui sono tuttora convalescente. aprite il cancello del giardino e spazzate il sentiero. ma di cibo vegetale in dispensa è rimasto ben poco. rivelatori dei cinque orienti. orecchiette. benché si fosse reso perfettamente conto della manovra di Scimmiotto. La donna prese per mano Tripitaka e lo guidò verso il chiosco di paglia: "Reverendo. mi sforzerò di berlo per assicurare il buon esito della mia missione. Farò un altro tentativo. lo incoraggiò a tagliar corto con le cerimonie. Quanto a Scimmiotto. senza rendersi conto di quanto lo metteva in imbarazzo. meloni d'inverno tagliati a cubetti. Si sentiva la lamia che dava ordini. ed era il primo a soffrirne. vi mandano i loro saluti. e Scimmiotto si nascose in una bollicina. navoni." "Spazzate il pavimento e servite quello che abbiamo. la riempirono di vino e la porsero al monaco cinese: "Mio adorabile reverendo. qui riprese il proprio aspetto. litchi. Lei certamente vorrà farvi compagnia. volò via fino all'imboccatura dell'abisso. Prepareremo un'altra cerimonia di nozze. "Di stoviglie. cui sarò sempre grato. Il monaco smarrito Sente che la sua tonaca S'impregna di profumo. Non lo sapevo. precipitatemi subito e per sempre nelle sofferenze della trasmigrazione. avrebbe scordato Buddha e scritture. "Andiamo a vedere che ne è del maestro. con artigli di giada e ali d'acciaio. la schiuma si era dissolta e si vedeva benissimo il moscerino galleggiante. Tripitaka venne rispedito sotto il portico. più lacrimoso che mai. prese la coppa. Scimmiotto sogghignava fra sé: "Chissà se resiste a questo attacco in grande stile. signora." "Che spudorata! Vuol farsi il suo bonzo. Sarebbe pericoloso uno scontro in un posto di difficile accesso come questo: sarebbe facile chiudermi dentro." "Grazie dell'insegnamento. Uno spettacolo davvero inconsueto." "Come conti di fare?" "Nel giardino c'è un pesco. Voi dovete convincerla ad andare a zonzo là dentro. Ma il coraggioso Tripitaka aveva una pietra al posto del cuore. melanzane ritagliate in forma di quaglie. con le mani che tremavano. Lo sfiora con le fresche Guance di un incarnato Di pesca. la corte si riempie di effluvi d'incenso che salgono da un bruciaprofumi a forma di leone. giuggiole. gioia bella!" rispose lieta la vampira." "Dunque sei rimasto là sotto a brindare alle nozze." E allungò la mano a cogliere la pesca rossa. Fave e fagioli nelle salse adatte. Sono ricoperti di ogni specie di cibo vegetale.

adesso se la goda lui. con il nocciolo. spaventato. e lui se la prende con noi. Ricordi il proverbio: prova tre volte e riuscirai? Tu hai provato due volte. lasciate perdere le manfrine. ne va della mia vita!" Ma Scimmiotto. sempre pericolosamente vicina. "Sarà meglio che vi facciate riconoscere. si udì rumore d'armi. signora. "Sono nelle sue mani. ricuperando l'arma al passaggio. acchiappa!" gridava Scimmiotto. reverendo mio. avevo appetito. fratello" rispondeva Sabbioso. Con le spade volanti difendeva il volto da quella sbarra. io getto l'amo e spero fortuna. Sulla porta del carcere Accolgon terra e legno il monaco ormai libero. ancor prima che diventi mio marito!" Tripitaka addentò la propria pesca e anche lei accostò la sua alle labbra vermiglie: ma l'impaziente Scimmiotto non aspettò il morso e le balzò senz'altro in gola. E voi sorvegliate bene l'uscita. cavallo e bagagli erano scomparsi. e ciascuno va per la sua strada. terrorizzata. Sabbioso gli chiese: "Che ne è del nostro condiscepolo anziano?" "Avrà fatto bene i suoi conti" suppose Porcellino. Sabbioso cercava intorno girando a vuoto. "Parlo al mio discepolo Consapevole del Vuoto. "Stupidi!" gridava Scimmiotto. Uniti l'uno all'altra come pesci nell'acqua. e volò via trasformata in corrente d'aria. si aggrappò al monaco: "Ah. lui vuole formare il santo embrione combattendo il puro yin. non sapeva dove battere la testa. cui diede il suo aspetto con un incantesimo. per non turbare il convegno amoroso. sono io che arrivo!" Porcellino e Sabbioso li accolsero festosi." "Che apra bene la bocca!" gridò Scimmiotto. Scimmiotto credette che fosse morta e sospese l'aggressione." Scambiarono i frutti. Con questo fidanzato mi è andata male. Ho la situazione in pugno. l'avete mangiato con tanto gusto. me ne dovrò cercare un altro. Vediamo che ne è stato del maestro. lei. La lamia era già in difficoltà. dovete essere voi ad accompagnare il bonzo. la vampira si mise in cammino. "che cosa sarà questo rumore?" "È il rastrello di Porcellino" rispose Scimmiotto. "Acchiappa. la raccolse e non poté trattenere le lacrime: "Ah. Presto!" In effetti maestro. che si era rotta. Breve è stata la gioia: bisogna separarsi. discepolo!" "Ma a chi state parlando?" chiese la vampira. Il nostro problema sarebbe stato risolto. "Che schifo!" esclamò Porcellino. Torno là sotto." "Quando la frutta è ben matura. la Via della Madre ne soffre." La vampira. Lei si lasciò dietro a fronteggiarli la propria pantofola. Poi sfrecciò via fra quella cerchia. perché ti sei dato tanto da fare per entrarmi dentro lo stomaco?" "Niente di speciale. signora? Un attacco di cuore?" "Non fatemi domande. da far tremare i monti e fremere le fronde delle foreste. è figlia della terra. Avrà poteri maggiori dei nostri. ma lei si riprese e gridò: "Aiuto. quelle spade vagliano la nera polvere della terra. Intanto Porcellino duellava con la pantofola ricamata. bestia? Questa volta non hai neppure i bagagli da spartire." "Non pensavo a quello" rispose Porcellino. e la buona vampira si sentì tutta intenerita: "Che uomo gentile! Che gesto affettuoso. e ritrovo solo una briglia spezzata. e balzò per aria riprendendo il proprio aspetto. Yin e yang non si possono unire. polmoni e cuore. Quella sbarra riempie il cielo di fredde brume. Alla fine sarai ben ripulita e potrai aver successo nella carriera di scheletro fantasma. io non ci sto. Lottarono a lungo. Al Ponte degli Amanti è salita La marea. "Che cosa stai armeggiando lì dentro? Vieni fuori." E balzò giù senza prendersi nemmeno la briga di trasformarsi. fegato. ragazze. e il frutto era invitante. Lui è la scimmia dello spirito. E FANCIULLA SEDUCENTE RITROVA IL FONDO DELLA PROPRIA NATURA. Mi accontenterò di mangiarti i sei foglietti. "Ma è pur merito suo se il maestro è risalito dall'abisso. Invece quello scemo è uscito per benino dalla bocca. quando piombarono su di lei e la tempestarono di colpi." La lamia spalancò le mascelle quanto poté. Non avete riconosciuto la pesca rossa che vi è balzata in gola?" "Dio mio. Se l'acqua combatte il fuoco. "Evidentemente il maestro è stato riportato là sotto. Lei vuole impadronirsi dello yang primordiale attraverso l'unione carnale. Se poi non sapete che ne fu della lamia. "Arrivo. "Non mi serviva il vostro aiuto! Dovevate badare al maestro!" "Te lo dicevo. gridò: "Se volete che vi risparmi. Questa scimmia è un po' tocca: noi l'aiutiamo ad abbattere i mostri. adesso che faccio?" gridò lei presa dal panico. che pesca strana! Mi è balzata in gola da sola. non c'è altro da fare. sconvolta dal dolore." Quando giunsero alla bocca dell'abisso." "Voi siete di buonumore. e uscendo squarciarla.vogliate gradire questa pesca." "Non ci possiamo tirare indietro. l'abbatté valorosamente. che non volevo venire. afferrò tutto quanto al passaggio e se lo portò via. Quando si fermò esausta. facciamoci sotto" cambiò idea Porcellino. come si dice. "Perché ridi. "Discepolo" chiese Tripitaka inquieto. Presto. ." Intanto Scimmiotto era disceso nel ventre e gridava: "Maestro. pensò bene di prendere una precauzione contro il rischio che la creatura tentasse di morderlo: trasformò la sbarra magica in un nocciolo di giuggiola e lo collocò strategicamente fra i suoi denti. dal ventre. Sabbioso." "Non avete abbattuto un bel niente." Scimmiotto asciugò le lacrime: "Si capisce. aiutatemi!" Le sue mostriciattole. Lacrime velan gli occhi: quando potrò vederti?" Scimmiotto temette che il suo tono elegiaco avesse presa sul maestro e si mise a fare il diavolo a quattro. "e avrà trovato conveniente far cambio con il maestro. Lotta e sfoggio di talenti sono dovuti alla missione del monaco cinese." "Porcellino!" gridò Tripitaka." "E dove sarebbe?" "Nel vostro ventre. CAPITOLO 83 LA QUERELA RITIRATA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO RICONOSCE LA FONTE DEL CINABRO. Crederete che il suo unico pensiero fosse di mettersi in salvo. La lamia sfoderò le due spade preziose. "Quello non è un avversario da poco." A Porcellino venne da ridere. se troverai il giusto tono di voce sepolcrale. io credevo che fossimo Legati a filo rosso fino all'eternità. con il cavallo e i bagagli. Ahimè! La coppia d'anatre è stata separata. da ingoiare anche il nocciolo. "Posa il rastrello. nato dal cielo. Scimmiotto scoperse un pezzetto della briglia del cavallo. e si concessero un bel duello in cima alla montagna. Facciamo accomodare il maestro da qualche parte. Io mangerò quella verde. ripenso al palafreno E lacrimo al ricordo del mio amore lontano. Chi l'avrebbe creduto? Si voltano le spalle Le due fenici. Scimmiotto." "Hai ragione. impugnamo le armi e andiamo ad aiutarlo." "Al momento il vostro condiscepolo è nel ventre di questa signora" dichiarò Tripitaka. Quello scherzo con la pantofola me l'aveva già fatto la notte scorsa. Il Novizio si fece piccolo e le salì nella gola." "Non far male a nessuno. signora. che udiva parlare l'interlocutore ma non riusciva a localizzarlo. Quando Tripitaka uscì dall'abisso accompagnato dalla lamia. Porcellino. Prima di avventurarsi ad attraversare la bocca. che si erano sparse qua e là nel giardino a cogliere fiori." "Ma questa mi è rotolata giù tutta intera. ma anche un peto fa il suo vento. la terza di certo riuscirai. giunsero di corsa e la videro stesa a terra con il viso terreo: "Che avete. maestro! Ho lasciato il cavaliere con il suo cavallo. Son pieni di rancore e provano una gioia feroce a sfogare nello scontro il loro furore. È proprio il caso di dirlo: La scimmia dello spirito ha sottomesso il mostro Agendo dall'interno." "Dài. con le sue sette aperture e tre peli. con la sbarra levata in posizione di combattimento. signora?" "Finché sul fiume splende la luna. È come nei versi: Quando vedo la sella. tanto da farla ammutolire e cadere a terra. si mangia da sola. volse le spalle e fuggì. Le ragazze chiedevano: "Ma dove volete andare. La vampira si rivolse al monaco tutta spaventata: "Reverendo." C'era poco da scegliere. ma ci restò male quando vide di che cosa si trattava. ascoltate il seguito. Ma quando vide Tripitaka seduto solo soletto accanto all'imboccatura dell'abisso. fanciulla seducente. visto che non avete più niente da custodire. Porcellino brontolava: "Vedi che pasticcione! Le stava nel ventre: avrebbe potuto metterla a ferro e fuoco. portate il bonzo all'uscita. dopo inutile attesa dell'incontro(7)." "Nemmeno per sogno" si rifiutò Porcellino.

il generale Pancia di Pesce e il maresciallo Yaksa Eroico. lo lesse e andò tanto in collera che quasi rompeva il tavolino battendoci i pugni: "Zucca dura di una scimmia! È tutto falso. Vennero avanti gli assistenti: il dio Efficienza Gigantesca." "Attento." Il re celeste. il terzo è Nata. ma ha grandi poteri. per essere tanto allegro. Il pianeta Venere fu incaricato di recarsi al Palazzo Torre di Nuvole per citare il re celeste Li Porta Pagoda a comparire davanti a sua maestà. "Chissà con chi se la prende. in servizio nell'avanguardia del Beato. Attualmente ha rapito il nostro maestro e lo detiene in nascondiglio ignoto. il principe Nata. scolpito con un motivo di draghi. dove va fuorviando innumerevoli uomini ed attenta alla loro vita. figuriamoci! La calunnia è un brutto reato persino quando le vittime sono gentucola. Erano di turno Anima Lunga e Conservatore dello Stato. per aver deliberatamente incitato la figlia e sorella a commettere i crimini di cui sopra. ma alla fine vince lui. inviato dalla corte dei Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. per trascuratezza. Sa mettere in fuga le nubi del cielo E reca scompiglio fra le onde del mare. Dopo soli tre giorni. Moksa. dove fu accolto con molta cortesia dai quattro grandi precettori Zhang. è punita con la morte. dissero: "Hai certo liberato il maestro. "Dovete recarvi da Li." L'astro del metallo. o qualcos'altro. Nata. ma cuore valente." Il re celeste. Di tanto vi saremo profondamente riconoscenti." "Vedrete che sarò svelto: ritornerò nel tempo di portare a bollore l'acqua del tè. non poté nascondere un moto di disappunto. Dopo farò rapporto. balzò sulle nuvole e giunse in breve alla porta sud del Cielo. Ge." "Che querela potrà mai presentare contro di me?" "Ti accusa di incitamento a ratto di esseri umani. Perché vi siete andato a rimpiattare in posti che non conosco?" Il vento portò una zaffata di profumo d'incenso." "Il solito aggressivo!" si dissero sconcertati i precettori. Non sono faccende da prendere alla leggera. Sconfisse divini guerrieri in battaglia E conquistò titoli di grande prestigio. questa volta. l'astro del metallo fu subito annunciato dal portinaio: "È arrivato sua signoria Supremo Candore". sfoderò la spada e parò il colpo. fratello" obiettò Porcellino. e una tavoletta su cui era scritto a caratteri d'oro: TAVOLETTA DEL MIO RISPETTATO PADRE. deluso. il secondo. Sua maestà ha manifestato il proprio volere" risposero i quattro precettori celesti. E che accusato si viene a cercare! Un feldmaresciallo autorizzato prima a decapitare e dopo a riferire. si lamentava: "Maestro. Poi svolse il documento. La presente querela ha lo scopo di chiarire se padre e figlio siano imputabili di disumanità. L'Imperatore di Giada la lesse dal principio alla fine e vi appose il suo sigillo: ciò ne faceva un decreto imperiale.Aspetto bizzarro. Accorse il terzo principe. Ho trovato la tavoletta in una specie di cappellina privata." "Non posso tollerare un'accusa tanto perfida. Sul tavolo erano posati un bruciaprofumi dorato. posta la lamia in condizioni di non nuocere. Querelante: Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Legate subito questa scimmia con la corda per diavoli!" ordinò ai suoi subordinati. e assicura che si tratta proprio di tua figlia. hanno consentito la fuga della rispettiva figlia e sorella nel basso mondo. Il vostro vecchio Scimmiotto conduce sempre i suoi affari così: al principio sembra che perda. "Re Li. sta con me ed è il più instancabile difensore del trono imperiale. forzò l'ingresso del palazzo di cristallo e acchiappò un drago. collocò il tavolino dell'incenso e ringraziò l'imperatore della grazia che gli accordava. IL RE CELESTE LI E sotto: AL MIO RISPETTATO FRATELLO. tutto spaventato. non vi preoccupate" rispose Scimmiotto con un sorrisetto. Xu e Qiu: "Qual buon vento. Lo chiederemo a questa tavoletta." "Che cosa scriverai?" "Vediamo un po'. Ridusse la sua sbarra a un ago. Scimmiotto espletò il cerimoniale degli omaggi al trono e presentò l'istanza. povera piccola." Quel grande santo! Afferrò le prove materiali e il documento. Mai sentito uno sfacciato paragonabile a questa scimmia zuccona. e il re uscì a riceverlo. Seguì la traccia ed entrò in una piccola stanza disadorna. te ne pentirai. il bimbo provocò un incidente. "Andar dove?" chiese Scimmiotto. Andò dritto filato alla torre d'ingresso. sotto forma di lamia nell'Abisso Senza Fondo del Monte del Tranello. Professione: discepolo del monaco Tripitaka. rivolto a una falsa lamia. l'avrà colta la nostalgia di questo basso mondo. Scimmiotto abbandonò le ricerche. "Potete accompagnare il vecchio Venere. come protettore della Legge. che l'immortale Ge prese e svolse sul tavolo imperiale. Come conti di fare?" "Tavoletta e bruciaprofumi sono i mezzi di prova." "Non è più necessario darsi da fare. Il re celeste Li Jing Porta Pagoda e suo figlio. furioso. grande santo?" "Ho una querela da presentare contro due tizi. Nata. meravigliati. in quella centrale era posto un tavolo laccato. soccorso il nostro maestro. Scimmiotto. stabilite chiaramente le responsabilità. e te la farò vedere. per cavargli un tendine e farsene una cintura." "Vada anche il querelante" ordinò l'Imperatore di Giada. non ha orecchie: come potrà ascoltarci?" Scimmiotto mostrò l'oggetto: "In casa non c'era più nessuno. si rivolse a Scimmiotto: "Hai sbagliato: non si presentano accuse all'imperatore con tanta leggerezza. che era andato a prendere la sciabola. Aveva sentito raccontare che i tendini di drago sono particolarmente resistenti. In effetti la lamia aveva abbandonato la residenza e si era rifugiata chissà dove (l'abisso aveva grandi dimensioni. "Ha ricevuto l'ordine di accompagnarmi. e avrà preso l'aspetto di creatura malefica per rapire il maestro. Perciò entrò in mare." "Ho tre figli e una figlia. io prendo la mia sciabola per decapitare i diavoli e gli taglio la testa. La tua corda stringe: se non sarà giustificata." Sabbioso e Porcellino pendevano dalle sue labbra: "Fratellone. Perché mai? Chi lo ostacolava con le armi in pugno non era altri che suo figlio. Ma sbrigati: ogni ritardo può costare al maestro la vita. Mia figlia Zhenying non ha ancora compiuto sette anni: che cosa vuoi che sappia di uomini e di vampiri? La prenderò in braccio. più di trecento li di circonferenza). Dentro regnava il silenzio: non c'era segno di presenza umana. Quando Li vide che Scimmiotto era venuto con lui. da cui esalava l'incenso. "Il querelante ha prodotto come prove una tavoletta e un bruciaprofumi. non sarebbe stato naturale ordinargli di farsi da parte? Ma ecco che cosa c'era sotto." "Calmati!" lo invitò l'astro del metallo. ordinò che si portasse l'incenso da bruciare. per evitare di peggio. Dagli occhi arrossati diffonde faville E peli di ferro ricoprono il corpo." "Che roba è? Non è una persona. Alla nascita quel figlio recava scritto il segno Na sulla mano destra e il segno Ta sulla sinistra: donde il suo nome. Querela per ratto perpetrato da falsa lamia. e legarono Scimmiotto. che decretò di farlo entrare. ansimante d'ira. Andremo a reclamarlo dalla sua famiglia. per restituire . impugnò la sciabola e si fece a pezzi da sé: consegnò la carne alla madre e le ossa al padre. Porcellino e Sabbioso. Il primo è Suvarnata. "Dice l'adagio: la calunnia per fatto punito con la morte. siete proprio nato sotto la stella della disgrazia. La legge lo dice: falsa accusa comporta pena aggravata di tre gradi. IL PRINCIPE EREDITARIO NATA A quella scoperta. Supplico che sia compassionevolmente accolta l'umile querela e pertanto: spiccato mandato di comparizione degli imputati. il portico est era deserto. quando Li e suo figlio non erano stati in grado di catturare quel terribile grande santo. Aspettatemi qui: presenterò la denuncia all'Imperatore di Giada. si impadronì dei due oggetti e ritornò indietro pieno di allegria. Come mai? Il fatto è che gli scontri di cinquecento anni prima. avevano lasciato qualche segno. "Bisogna estirpare dalla radice queste porcherie. Il viso è contorto. è discepolo di Guanyin nei mari del Sud. calmatevi!" Il re impallidì. Evidentemente la proprietaria è figlia del re Li e sorella del terzo principe. in cui si vedevano tre nicchie nel muro. Come fai a dire che l'accusa è fondata? E se adesso ci rimetti la pelle?" "Vecchio mio. "Non c'è nulla da temere. che si inchinarono e lo fecero passare. "Oso sperare che il sovrano del cielo gli darà un castigo esemplare" aggiunse Scimmiotto. Si recò di corsa alla Sala della Comunicazione Illuminata. trovò chiusa la porta e la sfondò senza complimenti. ma scriverò anche la querela. Arredi e vasellame erano scomparsi dal chiosco di paglia. Brucia l'incenso e poi leggi tu stesso. la venne a roteare sulla testa di Scimmiotto." Quando giunsero alla Torre di Nuvole. "Che decreto mi porti?" "Una querela del grande santo Scimmiotto contro di te. una carta così ben ragionata navigherà di sicuro con il vento in poppa. non cercare guai!" lo esortò l'astro del metallo. Gridava: "Padre e re." Lo condussero alla Sala delle Nuvole Misteriose e lo annunciarono a sua maestà. Quando suo padre lo seppe lo volle uccidere. Tale è il contenuto della querela che presentiamo. Età: vedi allegato. Ed oggi anche l'Ovest dovrà riconoscere Qual'è il suo valore e i grandi poteri. Siediti un momento. Visto che veniva in qualità di inviato imperiale. se la ripose dietro l'orecchio.

e fui ancora io a insistere perché ti si accordasse il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo." "Come farai?" "Dirò che il querelante ha tagliato la corda. con capitani e truppa. Tant'è. Il grande santo si contorceva. trecento anni fa divenne un mostro e rubò candele e incenso al Monte degli Avvoltoi. e voglio vedere chi vincerà il processo. Scimmiotto e il terzo principe guideranno insieme le truppe sul fondo dell'abisso. quella ragazza si è sentita autorizzata a qualunque soperchieria. d'origine terrestre. figliolo. chiedendogli di interporre i suoi buoni uffici. Tu sosterrai che la lamia è figlia di Li. I divini guerrieri. bisogna entrare nella tana della tigre. che ne dici? Te lo dicevo che alla fine vinco sempre: se faccio un passo indietro. "Ritiro la querela per un riguardo a te. Scimmiotto ha scoperto il suo rifugio e ha trovato la tavoletta. utilizzando il loto: la radice per lo scheletro e le foglie per rivestirlo. trafugasti il vino dell'imperatore e saccheggiasti l'elisir del signore Laozi. "Ci vado io" propose Scimmiotto." "Avete dimenticato. "È un grande abisso. Chissà dove si è nascosta. "No" si oppose il terzo principe." "Accettare il tè equivale a lasciarsi corrompere. Se non comparite in udienza. né alla rete celeste. Il Novizio si rivolse all'astro del metallo: "Vecchio mio." "Non potrà sfuggire. avevi cancellato di prepotenza il tuo nome dal registro dei morti e ti davi alla violenza con la tua banda di mostri. Ma ora non perdiamo altro tempo: non vorrei compromettere la sorte del maestro." Il re. E pensare che ho detto a Porcellino e Sabbioso che sarei stato di ritorno nel tempo che occorreva per portare a bollore l'acqua del tè. Tutti si misero in movimento e presto giunsero in vista dell'apertura rotonda da cui si accedeva all'abisso. Quella creatura deve avere diversi rifugi. Siete stato precipitoso a legarlo in quel modo e minacciare di ucciderlo. La tavoletta dedicata al re Li e a suo figlio è un inganno tramato dal mostro. che sapeva già tutto. legato come un salame. come il ratto del vostro maestro. Dopo tante emozioni. Re Li. che fendevano oscure nebbie portati da vento d'uragano. l'avevo completamente dimenticata. Le faremo vedere di che cosa siamo capaci. Dài. fui io a proporre di promulgare un editto di pacificazione. quando sentì una voce." "Potrei evitarlo." E chiese all'astro del metallo: "Supponiamo che sia d'accordo. Il re sta raccogliendo le truppe per catturarlo. entrambi rimasero a testa bassa." L'astro del metallo finì per andare da Scimmiotto e mettergli una mano sulla spalla: "Grande santo. Voi foste incaricato di catturarla e di batterla a morte. Ti ribellasti di nuovo. È questo il Monte del Tranello? Noi non conosciamo il posto e non sappiamo dov'è la grotta. "Tieni presente che processo d'un giorno richiede dieci giorni di arringhe." "Non c'è furia. così rubasti le pesche della regina. A quanto pare è ritornata al punto di partenza. il principe zittì. Temeva che Scimmiotto in udienza si scatenasse di nuovo. Come ti permetti di sospettare che io voglia pescare nel torbido?" Il re lo ringraziò. io ritorno subito. Va be'. e pertanto l'imputato è dispensato dal comparire." L'imperatore." Ed ecco Scimmiotto e il terzo principe. si fecero loro incontro a salutarli: "Quanto disturbo vi date!" "Ahimè. L'anima se ne andò nel Paradiso dell'Ovest a querelarsi davanti al Buddha. ma a stare al racconto di vostro figlio è legata a voi come se lo fosse. che gridava: "Aiuto!" Gli occhi di sapienza del Buddha riconobbero subito l'anima di Nata. fu allora che scrisse la tavoletta e incominciò a onorarci con l'incenso. mi venga a slegare. . partiamo subito!" Il re non aveva nessuna voglia di muoversi. con l'intenzione di mangiarseli. Io che cosa posso fare? La colpevole non è vostra figlia carnale. con tutte queste complicazioni. "Sono anch'io un militare. se mi patrocinaste voi. dopo di che." "Ma io che figura ci faccio?" rise Scimmiotto. Scimmiotto si recò alla porta sud e trovò i Li pronti alla partenza. vi darà retta. Così rinacque Nata. come la mettiamo con il decreto imperiale?" "Chiedi a Li di levar truppe per venire a sottomettere la lamia. infilarsi per il foro e planare là sotto su nuvole luminose nel bel paesaggio. Porcellino e Sabbioso." Finalmente il re celeste fu ammesso ad avvicinarsi e a sciogliere le corde. un po' di disordine che feci in Cielo non fu proprio niente di speciale. lui lo negherà. Io non ho altri figli che voi. non sapevi proprio stare al tuo posto. caro Ammiraglio dei Canneti Celesti: per aver bruciato in nostro onore qualche bastoncino d'incenso. Il Beato gli donò un reliquiario d'oro traforato a forma di pagoda. ma ora è deserta. né alla nassa terrestre che le prepareremo. il re si spaventò e corse subito a prendere la pagoda d'oro: "Che fai. che aspettavano ardendo d'impazienza. gli antichi! Da morto. Dell'ordine imperiale mi occupo io. per riconoscenza. Con ciò Nata era invitato a rispettare suo padre come un buddha e a deporre il rancore. non la finirebbe mai di lagnarsi e di punzecchiarti. non vedo come vi possiate difendere. vecchio mio. Ci posso andare da solo. Da principio aveva portato il maestro in una residenza con la torre d'ingresso a doppia gronda. in modo che non resti nessuna via di fuga. dove saresti oggi?" "Lo dicevano." Il bestione si mise a strillare: "E invece il primo dev'essere Porcellino!" "Silenzio!" ordinò il re celeste. con bellissime immagini di buddha a ogni piano. non farti seppellire vicino a un vecchio. fallo per me. e tu mi fai apparire come uno che taglia la corda. Al ritorno a casa. la sua querela è giustificata. rotolando per terra. ma con quali argomenti?" "Ricordategli che foste voi a proporre di perdonarlo e di conferirgli un titolo. Speriamo che sua maestà voglia autorizzare. Ma il grande santo non era d'umore da lasciarlo fare: "Nossignore! Giù le mani dalle corde! Ci tengo a comparire in questo stato davanti a sua maestà. Non sarà figlia vostra di sangue. noi tre sbarreremo l'uscita. Quanto alla scimmia. Scimmiotto la indicò: "Ecco il posto. Cos'altro hai da dire? Se sono cose sensate. non volermene" brontolò Scimmiotto. ti ascolterò. per carità." L'astro del metallo rise amaramente: "Come sei spietato! Eppure a suo tempo ti ho reso dei servigi. beviamoci un'altra tazza di tè. e voi ne siete responsabile. Qual'è il suo nome?" "Ha tre nomi: quello originario è Spettro Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. Ma il Buddha ordinò: 'Non pescar pesce nato in acqua fonda. stupito e confuso. Perciò ritornò alla carica con l'astro del metallo. e insisteva perché lo portassero subito in udienza. "Come dicevano gli antichi" rispose costui: "pratica sempre la tolleranza. Dopo il perdono si fece chiamare Signora Zampilla da Terra." "Tu sogni. Il re celeste prese da parte l'astro del metallo. io corro il rischio di essere imputato di alto tradimento. decretò non luogo a procedere. e di convocarti in paradiso per darti il titolo di equipuzio. circondavano il grande santo e in breve scesero con lui sul Monte del Tranello. digli di raccogliere le truppe alla porta sud. è solo per prendere meglio la rincorsa e balzare avanti." Il re celeste si spaventò: "Se quello va e parla. La ragazza. fu questo il tuo percorso per giungere alla non-nascita e alla non-estinzione." "Lo farei volentieri. in caso contrario. Il re celeste non trovò altro rimedio che implorare a sua volta l'aiuto del Buddha per il quale. ragazzo? Alzi la spada su tuo padre?" "Voglio solo evitarvi di commettere un errore. ma lo è di adozione. "tocca a me sottomettere quella creatura. in un paio di momenti cruciali. Recitò l'incantesimo che fa rivivere i morti." "Per prendere i tigrotti. Il Beato commentava sutra per i pusa. È vero che avete una figlia nel basso mondo." "Per chi mi prendi?" s'indignò Scimmiotto.a lei il sangue e a lui lo sperma. che in seguito avrebbe assoggettato alla Legge i diavoli delle novantasei grotte e acquistato grande potenza. Il Cielo voleva farti arrestare. Ricordati che un giorno in Cielo è un anno in terra. "Darò io le disposizioni. con le truppe schierate in ordine di battaglia.' "Così le risparmiaste la vita e lei. Il titolo di equipuzio valeva ben poco. Che castigo ti toccherà per aver lasciato fuggire il colpevole e aver preso alla leggera un decreto imperiale?" "Niente tè. pregò Scimmiotto di sedersi al posto d'onore per ricevere gli omaggi della famiglia. pace e armonia contano più di ogni altra cosa. salutò voi come padre adottivo e me come fratello. Ma lo dico solo per salvarti la faccia." "Lascia stare. Se non fossi intervenuto io. tutti sanno quant'è sfacciata. Comunque. perché oggi mi rifiuti un piacere?" "Di quali servigi vai cianciando?" "Quando eri una creatura malefica sul Monte di Fiori e Frutti. ma prima làsciati slegare. Lunga vita alla cerva sopra il monte. Andiamo pure in udienza da sua maestà. e chissà quanto andrà avanti il dibattito. Vedendosi davanti il figlio con la spada in mano." Il re celeste si rese finalmente conto della situazione e volle slegare Scimmiotto con le sue mani. Per aver rubato candele e incenso la chiamarono Mezza Guanyin. Questo è il motivo per cui Li si chiama Porta Pagoda. Scusateci del ritardo. con una circonferenza di trecento li. E dove andrà a finire la tua missione?" Scimmiotto abbassò la testa e rifletté: "È vero. fa la vampira e se l'è presa con il monaco cinese. Figúrati quanto tempo avrà quel vampiro per portarsi a letto il tuo maestro. Scimmiotto e l'astro del metallo si recavano a informare l'Imperatore di Giada: "Il mostro che ha catturato il monaco cinese si chiama Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. non c'è più nessuno. e poi vedremo il da farsi" rispose il re celeste." Al re celeste caddero le braccia. e non sapeva come difendersi. almeno in parte" disse Scimmiotto. Nata voleva vendicarsi del padre. Sarò in ritardo. Presidiamo l'accesso. nella selva di bandiere e baldacchini." "Il posto l'ho esplorato io ultimamente. Chi scenderà per primo?" chiese il re celeste. come si sa. dovette confessare: "Perbacco. so bene che la parola data va rispettata. Riempiranno il mondo di monacelli. mentre raccoglieva le truppe. che a sua volta prese Scimmiotto da parte: "Ho ancora una parolina da dirti: mi ascolterai?" "Mi pare di aver ingoiato abbastanza rospi per salvarti la faccia. non berremo più tè! Ecco che vuole incastrare anche me.

Qui la vampira aveva portato Tripitaka per convincerlo a sposarla. Infine. Anche Porcellino e Sabbioso si inginocchiarono precipitosamente. quando la più coraggiosa allungò il collo dalla finestra per vedere che cosa accadeva fuori. prendete le corde da mostri e legate tutte queste streghe!" Soldati. osservando la vecchia e il bambino con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro." "Consapevole del Vuoto" lo rimproverò Tripitaka. Nuove ninfee ricoprono lo stagno. "Che bel posto! Come sarà saltato il ticchio al re di prendersela con i bonzi?" Lanterne brillano ai crocicchi. "non scherziamo con la legge del re. e poi estesero le ricerche. le cose potrebbero mettersi male per noi. cadresti in una trappola mortale. Sabbioso e Porcellino si fecero avanti con l'intenzione di tagliare a pezzi la vampira. "Fratelli" raccomandò Scimmiotto. spaventato. CAPITOLO 84 ALBERGHI SULLA STRADA D'OCCIDENTE OVE GLI INDISTRUTTIBILI PROTETTI DEL BUDDHA REALIZZANO IL GRANDE RISVEGLIO. a goccia a goccia. si accendevano le luci. spalla a spalla. Si inginocchiò gridando: "Pusa. Si è raccontato come Tripitaka fosse riuscito a difendere il suo yang primordiale dalle amare insidie di brume e fiori della femminilità. "Siamo venuti ad arrestarti per ordine dell'imperatore. e venne loro incontro. nelle strade della città. si confuse in prosternazioni e implorazioni. "né comode né scomode. Trecento li di erba calpestata. a giudicare dai crimini ingiustificati che sta commettendo contro i buddisti. Se poi non sapete che cosa li aspettava lungo il cammino. diventerete presto dei pii fantasmi. E IL RE DEL PAESE DELLA LEGGE. correremo meno rischi di incontri pericolosi. gli antichi non dicevano forse che il mare è abbastanza grande perché ogni pesce possa nuotare a suo piacere? Quale trappola nasconde la strada dell'Ovest?" "Fra cinque o sei li. Invitarono il monaco cinese a montare in groppa. Non c'era canna che lo sostenesse. il sovrano. Nelle sei guarnigioni le scolte soffiano nel corno. e senz'altro se ne andarono in cerca della strada maestra. Era un angolo in ombra." I celesti tornarono in cielo. e fredda invade i tre mercati. balzò a terra. Tutta la compagnia trovò rifugio in un fossato lontano dalla strada. Giunti alla residenza principale. perché anche lui esprimesse la sua gratitudine. "voi restate qui di guardia al maestro. Per andare a Ovest si deve passare di lì. di completare il numero con quattro persone di miglior livello! Se andate a mettervi nelle sue mani. ascoltate il seguito. Se ci vedessero e diffondessero la notizia che ci sono bonzi in arrivo. che permetta di stare alla larga da quella città?" "Non ci sono deviazioni" sogghignò la vecchia. tutti quanti a bordo di nuvole luminose. e Scimmiotto corse a sollevare il maestro: "Potete alzarvi. il tempo in cui caldi e umidi venti subentrano agli acquazzoni della stagione dei susini. prosciughi il mare dorato. bestione. Scusatelo di non avervi accolto come doveva. . E balzò via nello spazio con un sibilo. Sabbioso preparava i bagagli e Porcellino attendeva al cavallo. Se tu proseguissi. a consegnare le prigioniere e a presentare rapporto. Mentre i quattro pellegrini marciavano nell'intensa calura. Pensa quanti diavoli e mostri feroci abbiamo incontrato. Il cielo incupiva. dove il re celeste si fece incontro a Scimmiotto: "Questa volta l'avete ricuperato. però: Non c'era fune che lo sollevasse. Spezzata la serratura. PORTANDO GIUSTA CAUSA A COMPIMENTO. che è rigorosa e spietata: devi stare attento. loti da tardo autunno. I bambù crescevano sul tetto. come faremo a proseguire?" "Non aver paura." "Non so come ringraziarvi" esclamò Scimmiotto. Cresce l'erba verde Sotto il gran cielo blu. Sulle montagne Il tappeto fiorito si rinnova.Tutto come all'aperto: il disco del sole e quello della luna. abbassano le tendine ricamate. da torri e pagode suonano le campane e salgono volute d'incenso. Il bambù che ha mutato le sue foglie Riprende slancio. Per aver accettato il tuo incenso. Strano. Le nuvolette volarono via verso i mari del sud. pozzi di giada e molte altre belle cose." E urlò: "Soldati. Un paradiso trogloditico come non è dato di vederne altrove. È il caso di dirlo: Se rompi la rete di seta. INCARNA IL NATURALE. io e mio padre ce la siamo vista brutta. Sorgono in cielo sette stelle luminose. sicura che Scimmiotto non li avrebbe scovati. e ciangottavano sottovoce. Mogli e mariti. ma il re si oppose: "L'abbiamo arrestata per ordine imperiale: non possiamo disporne arbitrariamente. ma della lamia e di Tripitaka non si trovava traccia. Ne rispondiamo ai nostri superiori. Si vede che quelle ossa eran leggere. Ai bordi del ruscello drizza spade Il giuncheto." "Discepolo" ammonì Tripitaka. bonzo! Volgi indietro il tuo cavallo e ritorna da dove vieni. le rosse melagrane Ardon qua e là nel quadro colorato. la frugarono in tutti gli angoli. si rese conto che in realtà non erano altri che Guanyin e il Ragazzo di buona fortuna. questo sovrano non è che un uomo: che cosa ci potrà fare? Non dico che dobbiamo mancare di prudenza." Tripitaka non se lo fece ripetere. che a questo punto ne ha già uccisi novemila novecento novantasei. Porcellino chiese: "Ora che sappiamo di aver davanti questo sovrano sterminatore di monaci. solitario. Dicevano: "Quella bestiaccia immonda avrà lasciato l'abisso da un bel pezzo. se non si sa volare. giungereste nel Regno di Distruzione della Legge. "perché non me l'hai detto subito?" "L'ho detto non appena l'ho riconosciuta" rispose ridendo Scimmiotto. vi sono molto grato dell'avviso. e a continuare il suo viaggio verso Occidente con la guida di Scimmiotto. ornata di vasi di fiori. Sarà meglio che portiamo il maestro lontano dalla strada maestra. Scimmiotto assisteva Tripitaka." A Porcellino salivano i fumi di collera: "Certo che sappiamo volare. in coppie. Sulla torre delle cinque veglie l'acqua della clessidra incomincia a cadere. fiumi e montagne. il vostro discepolo vi ha mancato di rispetto. Non è cosa da poco. e urtò la testa contro un soldato celeste: "Allarme! Sono qui!" Scimmiotto balzò inferocito sulla porta e la sfondò: tutte quelle persone nella stanzetta non avevano nemmeno lo spazio per fare un passo indietro." Tripitaka. dall'aria carica di segreti profumi. Quando la lamia si vide in trappola e riconobbe il principe Nata." Tripitaka chiese tremando: "Cara pusa. Padiglioni decorati si allineano in file ordinate. I campi sono verdi. nel vaso di bronzo. Ritornava l'estate. Le fronde fitte dànno un'ombra fresca Sotto cui gli uccellini si riparano. Il reverendo restò tanto confuso che non sapeva cosa fare: finì per gettarsi bocconi per terra. giunse le mani e chiese: "Cara pusa. Il re di quel paese avrà accumulato in qualche vita anteriore un bel fardello di odio e violenza. Dall'alto guardò giù. Figuratevi che due anni fa ha fatto voto di sterminare diecimila bonzi. ci so fare" replicò ridendo Scimmiotto. la gabbia non sa trattenerli. risalirono alla bocca dell'abisso. la pusa se n'è andata. chissà come sarebbe contento. e guidò Tripitaka dal padre e dal figlio. brutta vecchia del malanno!" Scimmiotto. Io vado a dare un'occhiata in città: può darsi che troviamo modo di prendere il largo di nascosto durante la notte. prigioniere e pellegrini. salici da inizio di primavera. di aspetto vivace e allegro. Ma il destino stava per deluderla." "Niente paura. posso chiedere se c'è qualche comoda deviazione. quante tane di tigri e laghi di draghi! Eppure siamo qui tutti interi. Scende la sera: a quest'ora passerà gente che rientra in città. I viaggiatori delle otto direzioni cercano sistemazione per la notte. il magico disco lunare. e vi si è applicato con tanta determinazione. Sorge ad est. Finora ci hanno perso la vita monaci sconosciuti e poveracci. il vostro maestro. Sorgenti di perla avvolte in una tiepida bruma. Ai quattro lati sale la nebbia. Tutte le diavolette si stipavano all'interno. E dopo tutto era di carne ed ossa." Non sapevano che nel punto più riparato di sud est c'era un'altra piccola grotta: da una porticina si accedeva a una camera bassa. torri scarlatte si elevano su rupi rossastre a strapiombo. Gridò al monaco cinese: "Fermati." E subito Guanyin riprese il proprio aspetto e si alzò lentamente su nuvolette colorate. sbucò dai grandi salici che fiancheggiavano la strada una vecchia che teneva un bambino per mano.

L'irrequieto Scimmiotto. poi rientrò nella camera. Gli era venuta l'idea furfantesca di derubare gli ospiti dell'albergo. e se ne va a caccia di lucciole. ma Scimmiotto ci soffiò sopra e disse: "Non serve. sembra invece che sia un figlio del cielo." "Sono tutti cognomi diversi" osservò ridendo la donna. che ronzava intorno agli indumenti. tutti della razza di quello che abbiamo portato con noi. si toglievano i turbanti." Del resto non c'erano altre soluzioni a portata di mano. nel buio. "Diamogli retta. e noi lo ricompenseremo con una bella moneta d'argento. La nostra intenzione è di restare qui per il tempo necessario a vendere i nostri cavalli. Quali altre potremmo usare?" chiese Porcellino." E un garzone venne a prendere il cavallo per portarlo nella stalla." La lanterna della porta di mezzo illuminava la scritta: AL RIPOSO DEL MERCANTE DI PASSAGGIO E sotto: Locanda di Wang il giovane Dalle finestre si vedevano viaggiatori che. Caricarono dunque i bagagli sul cavallo ed entrarono in città. ma a giudicare dall'atmosfera del posto." "Caro signor Scimmiotti" disse la donna. trovò soltanto la camicia e cercò d'infilare la gamba sinistra nella manica destra. Non ci è sembrato pratico portare in città un branco di cavalli a un'ora così tarda. Nel buio si trasformò in topo." "Questi sono Tang il vecchio. In breve fece ritorno al fossato dove Tripitaka. Svolazzava attraverso i tre mercati e le sei strade. ama la quiete della profonda notte." L'offerta di una tazza di tè venne invece accettata con piacere. La mando avanti io da molti anni. potremmo sempre dire che siamo inviati di un paese sovrano: il re non oserebbe trattenerci. Dovete sapere che abbiamo una vasta corte e scuderie grandi e ben fornite. Passarono davanti alla locanda di Wang il giovane. si spogliavano. avrete a disposizione il servizio più raffinato che possiate desiderare."Se mi faccio vedere in giro con la mia zucca pelata. Noi siamo venuti in avanscoperta. Scimmiotto fece finta di niente. Sabbioso sarà Sabbiosi quarto. "Forse festeggeranno capodanno. Sono venuto a sapere dei decreti disumani del vostro re e. restituirò tutto. a volte si brucia. quanto a me. "C'è in giro uno spirito malefico in forma di topo!" Scimmiotto si sentì in dovere di chiarire l'equivoco. non ascoltare le sciocchezze che dice tua moglie. al momento della partenza. "siete un mercante molto esperto." "Lasciate perdere i particolari" si spazientì Tripitaka. infilarono le casacche e si misero in capo i turbanti. con ago e filo. in albergo. non possiamo aspettare sei mesi. Al primo piano si trovarono in una camera con tavolo e seggiole confortevoli. e i nostri capelli ricresceranno. ma poiché." "Siete giovani per questo mestiere. e scelse un'altra locanda all'angolo della strada." "Non so proprio come potremmo fare" obiettò Porcellino perplesso. da una scheggia di vecchia tegola. e in ogni caso non avremmo nemmeno un ciuffo di capelli per legarci la cordicella. "Che cosa dobbiamo fare?" "Maestro. Cercando disperato la salvezza. due fanciulli chiacchierini che non mostravano nessuna voglia di dormire. ma per il suo testone nessun turbante era sufficiente: Scimmiotto dovette cucirne insieme due. Volò d'impeto sulla fiamma della candela e la spense: Rischia la propria vita tra le fiamme E si strina i capelli sulle tempie. abbassò le tende. Infine li venne a trovare una donna sulla sessantina. ma dorme sempre su un letto . "Marito!" gridava la donna spaventata." Quelli erano viaggiatori esperti. dove Scimmiotto lo seguì. Scusate se vi intrattengo su queste meschinità. Batte le ali nella luce di lampade e candele. si spogliò e si mise a letto. quando notò certe case con l'uscio illuminato da una lanterna. che domandò: "Da dove venite. Non sono uno spirito malefico: appartengo alla luce. dalle ali profumate. ma non osò sollevare obiezioni. quando si fossero addormentati. "Ho trovato il modo di far passare il maestro" si disse Scimmiotto. Facciamo parte di un gruppo di dieci persone. e non sarei capace di tramare azioni oscure. me la fabbricherò io. e alla quinta veglia usciremo dalla porta occidentale e ci rimetteremo in cammino. alla fine si spazientì. "Dovremmo metterci dei turbanti. La moglie portò i figli. afferrò abiti e turbanti e se li portò via squittendo. che non aveva ancora ritirato la lanterna sopra l'insegna. "il proverbio dice: vende il mercante tre sorte di cose." "Ma noi dobbiamo laicizzarci subito. ma viviamo insieme come fratelli. facevano le abluzioni serali e si apprestavano a coricarsi. sapete." "Quanti sono? " "Contando i puledri. avete ragione. Sono il Grande Santo Uguale al Cielo. e spalancarono le persiane per sedersi al chiar di luna. noi potremmo alloggiarli tutti. a volte le spegne. e io Scimmiotti il giovane. ma non li abbiamo. con quella luminaria. senza far loro mancare né fieno né acqua. Bussò alla porta e chiamò: "Ehi della locanda. Era un posto tanto pacifico che le porte erano ancora spalancate a quell'ora di notte." "Per noi sono parole indispensabili. "Certo." Wang il giovane raccolse gli oggetti nella propria stanza. In una locanda ho preso in prestito degli indumenti e dei turbanti: ci permetteranno di vestirci da laici e di passare inosservati. perciò lei sedette in un angolo a rammendare panni a lume di candela. ho preso in prestito questi abiti con cui rivestirò il mio maestro. Nell'erba che fermenta può trasformarsi in fuoco fatuo. Mi sono fatto un'idea della topografia e della lingua che parla la gente." Il reverendo non trovava che tutto fosse ineccepibile. con una luna così bella. all'altezza delle gronde di tetti e tettoie. la farfalla notturna che spesso viene a cozzare contro le nostre lampade. hai trovato un modo per continuare il viaggio?" "Per proseguire bisogna risolvere una difficoltà: nascondere la nostra qualità di monaci" rispose Scimmiotto posando gli indumenti. disceso in terra per proteggere il monaco cinese che va in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. per travestire i suoi compagni con i loro abiti. Prendeteli in custodia voi." E con un incantesimo si trasformò in falena. Passeremo la notte in città. e gridò: "Wang. "Il maestro sarà Tang il vecchio. Ma non avrebbe combinato che guai. La locanda è stata costruita dal mio povero marito Zhao. e io dirò che siamo mercanti di cavalli. Anche se i vostri cavalli fossero diverse centinaia. "Non è difficile smettere di esser monaci: basta non radersi per sei mesi. Ma quando saremo usciti dalla città. finita la cena. Qui pratichiamo tre tariffe. Il locandiere venne a raccomandare ai viaggiatori di vigilare sulle loro cose: "Vi prego di badare ad abiti e bagagli. ci alzeremo alla quarta veglia per fare colazione. Scimmiotto lo lasciò in mezzo alle difficoltà. e sentirono che all'interno qualcuno altercava a proposito di abiti scomparsi. Cercando ospitalità nel mio albergo avete fatto la scelta migliore: questo è l'esercizio più affidabile e attrezzato della città. sono centodieci. signori? Quali sono le vostre preziose mercanzie?" "Veniamo dal Nord e vendiamo cavalli. mentre gli altri sei sono rimasti fuori dalle mura con i cavalli e ci raggiungeranno domattina. Porcellino utilizzò la misura più grande disponibile. ma è solo per non doverci più pensare in seguito. ce li renderete domattina. Porcelli terzo e Sabbiosi quarto. Luce e calore le piacciono tanto da tenerla in perenne movimento. senza avere un'idea delle risorse disponibili. Ci chiederanno che mestiere facciamo. Infine anche lui si cambiò d'abito e diede le istruzioni per l'uso: "Ricordate che dobbiamo evitare di usare fra noi le parole maestro e discepolo. Se ci arrestassero. questo è un porto di mare. ho dato un'occhiata alla città: quel sovrano ammazza monaci sarà una bestiaccia. per servirvi. avete camere libere?" Una voce di donna rispose: "Ma certo! Vogliate salire al primo piano. il cavallo bianco fungerà da campione commerciale. tu Porcelli terzo. sarà che teniate la bocca chiusa: parlerò io. che sfortunatamente non è più di questo mondo. lo riconobbe al chiar di luna e chiese: "Discepolo. chiuse porte e finestre. che scrutava ansioso verso la città. Sarà meglio che mi trasformi." Il povero Wang si rizzò a sedere frastornato. non siamo parenti. "Vuoi scherzare?" intervenne Porcellino. balzò dal letto e cercò di infilarsi i pantaloni. viene gente d'ogni risma. Il locandiere si dedicò alle operazioni serali: uscì a spegnere e staccare dal gancio la lanterna che illuminava l'insegna. mi riconosceranno subito per bonzo. ma di mantelli diversi. Ornata di porpora. una volta pagato il conto. Qualcuno venne a portare una lampada. lieta e luminosa. e gli risposero: "Caro locandiere. Il reverendo e Sabbioso si tolsero gli abiti monacali. mi chiamo Scimmiotti il giovane." "Il nostro condiscepolo ha pensato a tutto" approvò Sabbioso. Di sicuro il locandiere ci tratterà bene. Noi siamo stanchi della giornata di viaggio e avremo il sonno duro. Ma la cosa migliore. per sfuggirli." "Veramente" rispose Scimmiotto. sempre con buona reputazione: è la locanda della vedova Zhao.

"Dove dormiremo?" bisbigliò Tripitaka nell'orecchio di Scimmiotto. Gli scossoni svegliarono Porcellino: "Dormi. Se vendessimo i cavalli che restano per altri tremila tael. Se lasciate le finestre spalancate." "Non è una cosa prudente. ti credi spiritoso? Lasciami dormire. Le bestie ammazzatele domani. erano in combutta con una banda di briganti. che girava per casa con un bimbo in collo. attraversarono il quartiere orientale della città." "È per un voto perpetuo o mensile?" domandò la vedova stupita. "L'abbiamo messo nella stalla. non servono più. ma d'autunno ne avremo tanti che non sapremo dove metterli. si finirà domani. lungo sette e alto tre. "Dov'è il nostro cavallo?" chiese Scimmiotto. "Signora Zhao. a costo di rimetterci il prezzo del pasto che hanno consumato. piegati sotto il peso. e batté il piede sul pavimento. turatele con la carta. "ma noi ne berremo volentieri un bicchiere." Porcellino non rispondeva e russava. sono costretti a dormire all'aperto con i cavalli. ci riconoscerebbe subito dalle nostre teste rasate e strillerebbe che siamo monaci. "Devo servire vino analcolico?" chiese la locandiera.di rose. Ci si può accontentare. E mandò a dire ai suoi: "Ritirate i palanchini. Tripitaka e Sabbioso si svegliarono anche loro ed esclamarono spaventati: "Qualcuno ci sta portando via!" "Zitti! non fate rumore" intimò il Novizio. Dunque i lavoranti della tenuta portarono la cassa e aprirono il coperchio. E la terza classe?" "Mi sento imbarazzata a parlarne a nobili ospiti. Dopo la mezzanotte sarà il giorno xinyou. In breve." Gli esperti cuochi prepararono tutto in un baleno. lessate il riso e mettete in infusione il tè aromatico. signor Scimmiotti. fratello. mangeremo di magro." "Seconda classe: tavola comune. quando si è mangiato abbastanza. sono i miei contadini. mezzo tael non basterebbe per pagare le ragazze. Ora ci sono pochi clienti perché è la stagione calda. formaggio di soia e glutine di grano. ma se volete. "Lasciate che ci portino. germogli di bambù di Min. praticate tre tariffe diverse ai vostri ospiti mercanti? Spiegateci quali sono le differenze. Osserviamo il digiuno del giorno genshen." "Mamma. non osando far fronte a truppe regolari. fratellino!" lo contraddisse Scimmiotto. e se la svignarono per avvertire i loro amici. E noi che cosa faremmo?" "Giusto" ammise Scimmiotto. non chiuderemo occhio. "Gente che se intende come noi. non era sceso nella corte. tremanti di paura. Ai briganti non interessavano le cose dell'albergo." Ma lui continuava a stuzzicare e diceva: "Abbiamo un capitale di cinquemila tael e abbiamo venduto cavalli per tremila." "Che bellezza!" concluse Porcellino. di quello buono. sollevarono a fatica il grande oggetto e se lo portarono via. vino tiepido. a Sabbiosi ritornerà il suo vecchio dolore alla spalla. Mettete al fuoco verdure del giardino per la zuppa di vermicelli e cuocete timballi di pasta al vapore. come potremmo toccarle. mancava l'aria e per giunta non erano abituati a portare i turbanti. Costa mezzo tael a testa. Ci potrebbero dormire sette od otto persone: chiudili là dentro. e poi navighi su nove banchi in un giorno solo. Sarà meglio pregarli di cercarsi un altro albergo." La donna. con stanghe e funi. Erano ammucchiati l'uno sull'altro." "Mica male" commentò ridendo Scimmiotto. La figlia. e legatelo accanto alla cassa." "Dove possiamo metterci a dormire?" "Questa non è forse una bella stanza? Non ci sono né mosche né zanzare." "Sentiamo se a loro sta bene." "Quante precauzioni!" commentò la vedova." "Anzi. che venivano espressamente per svaligiare il mercante di cavalli. Perciò ciascuno dei nostri sacchi contiene quattromila once d'argento. anzi. con cassa e cavallo a guisa di trofei. "Dalle nostre parti. e il digiuno cesserà. "Né una cosa. Speravo di guadagnar bene. dove potremo forzarla con comodo." "Buono a sapersi. State tranquilla che il prezzo resterà quello della prima classe. tavoli riservati e belle ragazze. abbiamo una grande cassa che non lascia passare né aria né luce." I quattro pellegrini mangiarono e bevvero. Dal momento che a quest'ora non ho altro personale sotto mano. Arcieri a cavallo partirono all'inseguimento e i briganti." "In terza classe non è previsto servizio. Pizzicò Porcellino a una gamba. E tutti se ne andarono a dormire. mangia il suo fieno" rispose un garzone. poi per levarsi tutti i panni. goffi e sbadati. La vedova e sua figlia. "Agli ordini. osservò: "Mamma." Ma i briganti non avevano nessuna intenzione di viaggiare verso l'Ovest. finirono per addormentarsi. la pagoda di zucchero era già pronta. venite su un momento" gridò pestando un piede sul pavimento. né l'altra. Prendiamo il cavallo e portiamoci la cassa in aperta campagna. Anche alla luce delle torce il comandante poteva apprezzare la bellezza dell'animale: . li ho fatti alzare per mandarli a prendere le signorine." Quando furono entrati tutti e quattro. "Se la marmitta è grande abbastanza per saziare la fame. ci abbandoneremo al sonno e le nostre vesti si scompiglieranno. che canteranno per voi mentre mangiate e vi terranno compagnia a letto. La prima classe comprende un festino con cinque piatti e cinque tipi di frutta. camera compresa. "Niente. e poi aiutò il maestro a entrarvi. con il coperchio solidamente serrato. e non mancate di tenervi dacconto. dite." "È ancora più conveniente. Sono venuti in città a portare il riso dalla mia modesta tenuta. Costa pochi soldi. Perché hai quell'aria afflitta?" "Mentre stavo per chiudere bottega mi sono capitati quattro mercanti di cavalli. Perché voi. che hanno ordinato il trattamento di prima classe. Infine in un angolo buio trovarono il cassone. e i tuoi conti torneranno. Il vino e la carne glieli servirai domani." "Ma è gente malaticcia" rispose la vedova. signor Scimmiotti" rispose lei correndo su per le scale. e sarà il momento giusto per far venire le ragazze. "Al vecchio Tang non piace" rispose Scimmiotto." Tripitaka. Non possiamo dormire qui. Abbattete un maiale e un montone. giocare alla morra. Tang il vecchio riesce a dormire solo nel buio più nero. la donna corse dabbasso a cambiare le disposizioni: "Fermi tutti. Va bene la prima classe. sono disposto a dormire anche sul carbone destinato al forno. gli possiamo procurare tutto il buio che vogliono. Domani saremo tutti insieme in allegria. Il pasto fu servito in camera. Dove glielo trovo il buio perfetto? Da noi è trasparente persino il tetto." La vecchia rispose: "Fatemi pensare". ci risparmieremo la fatica di camminare. ritornò dabbasso e si appoggiò pensierosa alla cassa dei conti. "Che cosa succede?" chiese Scimmiotto. Come dicevamo. Tirate il collo a oche e polli. si può cercare un po' di paglia e un angolo dove stenderla per dormire. Porcellino ci si lasciò cadere per primo senza tanti complimenti." "Tanto non ti scappano. per questa sera vogliamo una cena di magro. al tempo! Non ammazzate bestie. ma fecero ugualmente un ritorno trionfale. Non è il sistema più pratico?" E infatti. con questo venticello del sud. mollarono la cassa. oggi facciamo digiuno. che sta per finire. Porcelli ha i reumatismi e non sopporta l'umidità. ma solo il denaro di quel ricco cliente. si rivolse inquieto a Scimmiotto: "Come facciamo? Quella donna fa ammazzare tutte le bestie del cortile. Per divertirsi si può." "Dite. il nostro umile esercizio è un guscio di lumaca privo di angoli bui. in quel caldo soffocante." "Signor Scimmiotti. media e inferiore. Due decimi di tael a testa." Ancor più contenta. che parlava di somme favolose. Domattina di buon'ora veniteci a dare la sveglia." "E come?" "Ricordi quel cassone gigantesco che aveva costruito il povero babbo? Sarà largo almeno quattro piedi. chiamò la signora Zhao: "Adesso chiudete il coperchio e serrate il lucchetto. Scegliete il vino. e li ho trattenuti a dormire per la notte. "Per questa sera non preparate carne. "Hanno paura delle correnti d'aria. e del resto la luce disturba anche me. Le truppe non riuscirono a catturare nessuno." Mentre la vedova faceva intiepidire il vino. "Qui dove ci troviamo. Verificate bene: se ci sono fessure. I quattro poveretti dentro la cassa correvano il rischio di soffocare. Se qualcuno dovesse entrare nel frattempo. Il riso sta nella marmitta. per esempio. abbandonarono il cavallo bianco e si sparpagliarono in fuga nei campi." approvò la vedova. vede subito che in un baule di quella stazza si custodiscono solo grandi ricchezze. il turbante ci cadrà dalla testa. "Portatelo qui con la mangiatoia. Finirono per toglierli. poi la tavola fu sparecchiata e la servitù si ritirò. dormirete saporitamente. Invece prendete orecchiette." "Ma cosa dici." "Sono previsti i servizi di classe superiore. Volete provarla?" "È proprio quello che ci vuole" rispose Scimmiotto. ma al momento di mettersi a tavola hanno voluto solo cibo vegetariano. salvo Scimmiotto. facendolo brontolare: "Smettila. La vedova risalì: "Che altro vi occorre? Sempre al vostro servizio. che avranno urtato nel soffitto con le stanghe dei palanchini. quello che non si consuma stasera. attaccarono le guardie di servizio alla porta est e forzarono le serrature. il migliore. Alcuni servi della locanda. Dobbiamo pur scegliere con cognizione di causa. avremmo un incasso superiore al capitale. accorsero il servizio di vigilanza del quartiere orientale e il comandante in capo della guarnigione urbana. Se ce le servono. l'albergo fu invaso da una ventina di briganti con le torce in mano. e senza correnti d'aria. si udì dabbasso un baccano di tavole che si urtavano. una pagoda di zucchero. lo dice anche il proverbio: ti incagli nove giorni su un banco di sabbia. Mentre il maestro e Scimmiotto osservavano l'interno a lume di lucerna. alla seconda veglia. ditegli pure di ritornare a letto. lessate carne sotto sale per accompagnare il riso. Non era facile stanarlo: non si trovava nelle camere degli ospiti. noi che abbiamo fatto voto perpetuo di mangiare di magro?" "Mi viene un'idea" rispose Scimmiotto. Stanchi come siamo. frutta fresca. Portate riso bianco e farina bianca per le focacce. non sono previste ragazze." "Che brave persone! Usate molti riguardi fra voi. accanto era legato un cavallo. smettila di scuotere!" "Chi si muove?" reagì il Novizio. "I nostri guadagni ci consentono qualcosa di meglio. si barricarono in camera loro e li lasciarono fare. e non mi serve altro. che non poteva prender sonno e si sentiva d'umore attaccabrighe. che dal piano di sopra la sentiva strillare. e provarono ad agitarli per farsi vento. Sabbioso vi depose prima i bagagli. Fu dato l'allarme. che si aggiravano per casa a portare acqua o attizzare il fuoco. invece. e poi i nostri fratelli non sono qui. riescono a prender sonno solo nel buio perfetto. tutta contenta corse in cucina: "Servite del tè. Comunque. Sentirono venire da chissà dove gli sproloqui smorzati del Novizio.

nei cinque stabilimenti militari e nei sei ministeri. per paura che qualcuno scoprisse inavvertitamente le nostre teste rasate. In che cosa consisterebbe. maestro che venite da tanto lontano?" "Il vostro umile servitore aveva saputo del voto fatto da vostra maestà di sopprimere bonzi. doveva diffondere gli animaletti dovunque nel palazzo. le dame del palazzo. Tripitaka. Scimmiotto congedò la divinità locale. commentare e redigere rapporti d'ufficio sugli avvenimenti. la licenza di cui vi scusate?" "Ah. mio sovrano?" Il re si tastò il capo e ci rimase di sale: "Accidenti. arrotoliamo le cortine e togliamo la seduta. cadde per terra." La cassa arrivò a corte. Ma dite a Porcellino di non far gazzarra per questioni di precedenza. Sa galoppare più veloce del vento per diecimila leghe. che si alzò dal giaciglio del drago e dichiarò: "Neppure noi comprendiamo che cosa sia accaduto. quando intendeva presentarsi a rapporto dal sovrano e sollecitare le debite istruzioni. debitamente sigillata da un nastro con la sua firma e guardata dai suoi uomini. ascoltate il prossimo capitolo. Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli dal braccio destro e li trasformò in uno sciame di insetti del sonno. Prima dell'alba l'operazione fu conclusa. Quando il re si rese conto che i quattro pellegrini erano bonzi. per andare a svegliare la coppia reale. avevano lo stesso problema. Se sentono rumore e aprono subito la cassa. come vedete ci troviamo tutti trasformati in monaci. e infine Sabbioso coi bagagli. Senza morte né nascita. Con l'aiuto dei suoi assistenti." Dalle file dei militari uscì il comandante in capo della guarnigione. ciò in attesa dell'alba. che non ne poteva più. trasformò uno dei propri peli in trapano a tripla punta. Il reverendo intanto se la prendeva con Scimmiotto: "Scimmia zuccona! Vuoi farmi morire. si alzò dal trono e ordinò che le regine. inghiottendo le lacrime. che darà vista ai ciechi Redimendo il sovrano." "Figúrati se penso a queste cose!" esclamò l'interessato. Si prosternarono davanti ai gradini di giada e riferirono: "Durante il servizio di pattuglia. Per dormire ci siamo chiusi nella cassa. Dalla cassa forata intorno si diffonde Una buona novella. ricuperò le sue cose e." Scimmiotto attese che trascorresse la terza veglia. nel paese dell'Est. e si levò a sedere chiedendo: "Santo cielo. qui dentro è il meno peggio: si può anche schiacciare un pisolino. trasformatosi di nuovo in formica. E IL PRINCIPE DEI DIAVOLI TRAMA INGANNI PER INGOIARE MEDITAZIONE. E della tosatura si chiedono il perché. dal più umile al più eminente. le nostre umili persone non hanno osato disporne. Domani. scoprirono che durante la notte i loro capelli erano scomparsi. all'udienza mattutina. La misura successiva fu di strapparsi un altro ciuffo di peli dal braccio sinistro e di trasformarlo in un esercito di minuscoli Scimmiottini. reverendi?" "Siamo inviati da sua maestà dei grandi Tang. Tutti si inginocchiavano davanti a lui mostrando una distesa di teste pelate: "Signore e padrone. passeremo il resto del tempo appesi a una trave." "Come mai vi siete chiuso dentro quella cassa con i vostri discepoli. vedrete che ci renderanno gli onori dovuti ai maestri della legge." Ma i mandarini di ogni livello e residenza. e balzò su una nuvola per recarsi al palazzo reale. le cose non le andarono meglio. In quel momento il re dormiva ancora della grossa. ma dobbiamo constatare che la cosa ha coinvolto tutti senza distinzione. a cercare le scritture e rendere omaggio al Buddha nel Paradiso dell'Ovest. se non c'è nessuno. nel gineceo. saltò fuori per primo seminando il panico. Quando alle prime luci le signore del palazzo si levarono dal letto e si posero davanti allo specchio per pettinarsi. dentro la cassa. le concubine e i cortigiani rendessero loro omaggio. come spiegheremo al re la nostra presenza qui dentro?" "Parlate piano!" rispose ridendo il Novizio. incontro alle nuvole azzurre." "Portateli qui" rispose il re. ve lo garantisco io. cari ministri. Quanto al bottino conquistato dal comandante della guarnigione e al destino che aspettava i prigionieri della misteriosa e gigantesca cassa. Poi. i mandarini civili e militari che si presentavano a rapporto si scusavano dell'imperdonabile licenza. negli yamen e nelle residenze grandi e piccole. Non si sentiva parlare d'altro: Ai tre schiocchi di frusta(8) si rivolgono al re. Il comandante scese dal proprio cavallo. Porcellino vide il comandante in capo che reggeva la briglia del cavallo bianco e marciò su di lui sbraitando: "Dammi quel cavallo! È roba nostra!" Il povero ufficiale. che cosa vi è successo?" "E a voi. nitrendo alla luna e mimetizzandosi nella neve. Non mi parlate degli otto destrieri e corsieri: questo eclisserebbe persino il grande Sushuang. Le sfuggì uno strillo che fece svegliare il re. mia cara. Sfortunatamente dei ladri ci hanno portato in . La cassa venne portata a casa sua." E fece conoscere la sua volontà: "Non dir motto a nessuno della perdita dei capelli. effettuato in conformità dei vostri sacri ordini. Ma dopo tutte queste avventure e scrolloni. Anche lui finalmente potrà godere il Vuoto. convocò il tudi locale e lo incaricò di darsi da fare. Poi comparve Scimmiotto. gli yamen. Perciò non osavamo farci riconoscere. Vi preghiamo di decretare quale uso deve esserne fatto. Solo le ossa si potrebbero vendere per mille pezzi d'oro. al Monastero del Colpo di Tuono. che accompagnava il monaco cinese tenendolo per mano. ritornò donde era venuto. ci siamo camuffati da laici e abbiamo chiesto ospitalità in un albergo di questa preziosa città. era accaduta la stessa cosa. altrimenti i mandarini civili e militari potrebbero muovere critiche alla politica del governo. terrorizzato. giusto per completare il numero di diecimila bonzi morti ammazzati. Quando si alzò dal letto la regina dei tre palazzi. sa arrampicarsi sulla montagna. A questo punto ogni Scimmiottino prese un rasoietto e andò in giro per il palazzo. dal primo dei ministeri all'ultimo degli yamen. Infine manipolò la sbarra cerchiata d'oro e la trasformò in una quantità innumerevole di rasoi da tonsura. si scoprirono con orrore teste lisce come palle da biliardo. il quale spalancò tanto d'occhi a vedersi davanti quella testa pelata. All'udienza del mattino. coda di pendenti di giada." Il re rifletté su quanto accadeva e finì per spuntargli una lacrima: "Magari è un castigo per l'uccisione di tutti quei bonzi. se in fin dei conti non sapete che cosa ne fu. Da parte sua. Come potrai distruggere questa Legge infinita." "Non oseremo mai più prendercela con i bonzi!" esclamavano tutti con le lacrime agli occhi. CAPITOLO 85 FIOR DI SUSINO. siamo pronti per finire sotto il coltello del boia senza altra indagine. udendo gli ordini e il trambusto si spaventò: "Discepoli miei. "Ci sembrate irreprensibili come sempre. abbiamo sequestrato una cassa e un cavallo bianco. fu portata oltre la Torre delle Cinque Fenici e venne deposta ai piedi del trono. so io che cosa dire a quel sovrano dalle idee confuse: vedrete che non vi sarà torto un capello. è vero! Che cosa hanno fatto alla nostra reale testa?" Ed ecco giungere a frotte le concubine delle sei corti. durante la notte tutti quanti abbiamo perduto i nostri capelli. Che comprende ogni causa e pratica ogni astuzia? Un solo fondamento possiedono i tre Veicoli." "Non fate baccano" esortava il Novizio. È un vero drago dei mari. giovani e vecchi. "Sarei contento se ne uscissimo vivi. Il quale risalì sul trono e ordinò: "Coloro che hanno istanze da presentare si facciano avanti. "Ho sistemato tutto: quando apriranno la cassa. Cercò un posto tranquillo per riprendere il suo normale aspetto. chiese: "Quali affari vi hanno portato qui. gli eunuchi grandi e piccoli. Quando si alzarono per recarsi a corte. Le dame dovettero comunque disporsi in corteo. UN PETALO PER VOLTA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO SI INGELOSISCE DI MADRE DEL LEGNO. Per ordine del re fu aperto il coperchio e Porcellino. compreso il re. I due ufficiali si ritirarono per recarsi allo yamen dov'erano depositate le spoglie e organizzare il trasporto." I rapporti si ammucchiavano davanti al re. pronunciando l'incantesimo che inizia con la sillaba Om. di uomini e donne. "Qui fuori è pieno di gente. Se invece sapete portare pazienza. in modo da restare immerso in un sonno tanto profondo che non gli consentisse nemmeno di rigirarsi nel letto. e da quelle dei civili il commissario del quartiere orientale. Quindi si trasformò in formica e scivolò fuori. Se ci avessero arrestato in condizioni normali. i ministeri eccetera a radere a specchio tutte le zucche. per rientrare in città alla testa delle sue truppe montato su quella meraviglia. Ogni funzionario di ogni grado doveva avere il suo insetto a pungerlo. Agli eunuchi. Recarsi tutti alla sala di udienza. Afferrò una lanterna e corse al giaciglio del drago: anche lì sembrava che dormisse un monaco. unicorno di giada che rallegra il cuore a vederlo. forse saremmo riusciti a difenderci. e con pochi giri aprì un forellino in un angolo della cassa.Criniera di fili d'argento. Fu un gran correre. quando apriranno la cassa. signore e padrone! Non si sa come.

Il voto di uccidere bonzi. "Andrà tutto bene. che chiese: "Consapevole del Vuoto. Intanto il passaporto fu vistato e Tripitaka venne interpellato sull'opportunità di mutare il nome del paese. Dovreste sostituirla con il rispetto: Paese del Rispetto della Legge. "Che ne dici. prego. Consapevole del Vuoto." Porcellino. Ma questa notte siamo stati convertiti in modo inatteso: anche noi ci siamo visti ridotti a monaci e monache. starò zitto. ancor prima che cessasse il vento?" "Non affrettiamo le conclusioni" rispose Scimmiotto. e scoprì che in effetti a qualche distanza c'era un mostro seduto su una rupe." Ma di colpo subentrò una nebbia poco comune: Oscura il cielo come una tovaglia E ricopre di tenebre la terra. d'autunno il vento dell'ovest e d'inverno la tramontana. Ciascuno può trovare dentro di sé lo stupa Dove può coltivare la vera perfezione. Quell'infingardo non avrà voglia di darsi da fare. una quarantina di mostriciattoli si dedicava alla stessa pratica magica. Il viaggiatore osserva inquieto il cammino: è mai possibile che a ogni curva il sentiero diventi più ripido? Sulla comitiva che avanzava soffiò all'improvviso un colpo di vento. Quei versi significano che il senso delle scritture. Ora che ci è concesso di contemplare il volto di drago di vostra maestà. Vediamo come te la cavi. fiume limpido." "Lo conosco benissimo. il reverendo si sentiva lo spirito riconfortato e rasserenato. che prese tutto per oro colato." "Hai voglia di mangiare?" "Mi era appunto venuto un po' di appetito. ruggiti di tigri affamate che balzano sulla preda. che cosa hai scoperto su questa nebbia?" "Come vedete scompare. non siete sulla Grande Via e il Monastero del Colpo di Tuono non fa per voi." Il re ordinò che la corte dei banchetti organizzasse adeguati festeggiamenti per il ritorno del regno in seno all'Unico. sede di una corte celeste. Sono pieno di brividi e paralizzato dall'angoscia. mettono troppo sale. Ripresero il cammino in questa gioiosa disposizione di spirito. Ricorda il detto dei libri antichi: vivo il padre. il cuore conserva la purezza delle cose. Non puoi pensare a te stesso lasciandoti indietro il maestro. il merito sarà suo. vi basta molto meno: è sufficiente che mettiate il visto ai nostri passaporti e ci facciate accompagnare fuori città." "Non avrete per caso dimenticato il sutra del Cuore del maestro di meditazione del Nido dei Corvi?" "Lo ricordo benissimo." "Maestro. Se è capace di vincerlo. Cervi e daini caracollano tra i fiori. Si odono i fischi acuti del gibbone in cerca di frutta. e nonostante la distanza si vedono i vapori nocivi e le nebbie minacciose che ne emanano. che sta cuocendo a vapore grandi quantità di riso e pani di farina bianca per offrirli ai monaci. Accanto a lui. finché giunsero in vista di un'alta montagna. il riferimento alla legge va benissimo. non era capace di sbarazzarsi dei suoi avversari con mezzi sleali. di solito l'azzecco." "Maestro. scimmie e gibboni si divertono in società. scrutò intorno facendosi solecchio con la mano." "Allora avrete dimenticato i versi dell'inno. Brandelli di nuvole lambiscono le rupi della vetta. il figlio non osi sottrargli nulla." Porcellino scoppiò a ridere: "Senti. "Ritornerò alla base e darò un'opportunità e un segno di considerazione a Porcellino: gli proporrò di affrontare il mostro per primo. insieme al gorgoglio d'acque dei ruscelli. Ora potrei schiacciare il mostro di sorpresa." "Io. fratello. Per i miei gusti. Mentre riprendevano il cammino. Intervenne Scimmiotto: "Nel vostro attuale nome. Il reverendo tirò le redini: "Discepoli. gli chiese in privato: "Fratello. perché il Monastero del Colpo di Tuono sia davanti ai nostri occhi." Il grande santo balzò in aria. Ma una piccola negligenza può richiedere mille anni per rimediarla." "Non c'è niente di male se il cibo è salato. ecco un'altra montagna: com'è dirupata! Stiamo attenti!" "State tranquillo" disse ridendo Scimmiotto. Ora vorremmo diventare vostri discepoli: speriamo che non ci negherete l'appoggio della vostra eminente saggezza. Lo spirito nettato da ogni turbamento risplende nel vuoto. i pelacci pungenti della barba d'argento intimidiscono diavoli e dèi. come le nuvole possono emanare dalle montagne. Supponevo che ci fosse sotto qualche mostro. Bastano volontà e sincerità senza macchia. "Non c'era niente di naturale in queste condizioni meteorologiche. "Ecco il vento!" gridò Tripitaka con voce spaurita. screziato di colori. le orchidee profumate sono sparse nell'erba di diaspro in riva all'acqua. Se non ce la fa e viene fatto prigioniero. "Noialtri siamo monaci osservanti. Si vedono correre volpi e scorrazzare zibetti. "Smontate da cavallo. Perché il Buddha sereno risiede nel tuo cuore. lo hai fatto un assaggio?" "Giusto un boccone. Sovrano e sudditi. Se restate in preda alla paura. ma dove andrebbe a finire il mio buon nome?" Scimmiotto era un soldato coraggioso. Scacciate i dubbi e seguitemi. Liane e rampicanti ricoprono i tronchi." "Quale inno?" "Monte degli Avvoltoi non cercarlo lontano. vittorie per mille generazioni. ai turbamenti e ai disagi del pensiero. è la distruzione che non va. Denti da stritolare diamanti. ma non è così. ogni presenza È inghiottita nel nulla. d'estate il vento caldo umido. La foresta che riveste i fianchi è ricca di migliaia di alti pini. non è altro che coltivare il cuore e lo spirito." "Che bisogno c'è che venga dal cielo? Il vento può benissimo venire dalla terra. venti e piogge ai momenti giusti." Ascoltando Scimmiotto. Voialtri due restate qui di guardia. lo stuzzicherò con argomenti gastronomici. "Non aveva torto il maestro" pensò Scimmiotto ridendo fra sé. lo avevamo formulato perché un monaco ci aveva calunniato. Tu puoi credere Che l'universo ripiombi nel caos. ma il comandante in capo ci ha ricuperato e portato qui. per riprendere il nostro viaggio. Per essere sicuro che il vostro regno resti perennemente integro e che voi godiate di felicità e longevità. che ne diresti?" "Non sta bene. La sua ferocia si manifesta anche in tremendi ruggiti. La parete a strapiombo domina grandi cumuli di rocce dalle forme bizzarre. La nebbia veniva dalle loro cucine ed è buon segno. sta diradando. Speriamo che vostra maestà ci vorrà perdonare e lasciar liberi: la nostra riconoscenza sarà più profonda del mare. l'ombra gettata dagli alberi è fredda." Scimmiotto raccontò come aveva fatto. belve esplorano senza requie il terreno a caccia di preda. Ululati di richiamo di lupi grigi." "Reverendo. coperto di macchie. per lui non sarà la stessa cosa?" "Va bene. "In primavera lo zefiro." "Di che cosa si tratta?" "A poca distanza da qui c'è un villaggio di brava gente. verso la cima si levano rade canne di bambù. siamo noi che non vi abbiamo accolto adeguatamente: voi siete un monaco eminente di un paese superiore." Per . a destra e a sinistra. ma questa volta mi ero sbagliato. "C'è un vento per ogni stagione" commentò Scimmiotto. con le loro migliaia di sutra. Quel suo masticare e soffiare nebbia e vento rivela intenti aggressivi ben determinati." "Ma se tu non glielo dici." "Non dirlo! La vetta è minacciosa. pace in ogni direzione. senti! Se volete iscrivervi anche voi.aperta campagna. Se io andassi avanti in avanscoperta a rosicchiare qualcosa. Vediamo come reagisce. in numero di diecimila per far cifra tonda. Dissimula a malapena artigli più taglienti di lame di giada. è come rivedere il sole dopo che le nuvole si sono disperse. Perché vi preoccupa questo vento in particolare?" "Si è alzato troppo all'improvviso per venire dal cielo. per farci accettare acconsentiremo a offrire tutte le ricchezze del regno. Rotondi occhi d'acciaio che spaventano fiere e uccelli. S'alza un velo di polvere: scompaiono Gli alberi più vicini. basta avere abbastanza da bere. videro un monte superbo." "Si capisce. Uccelli prendono improvvisamente il volo battendo le ali." Ritornò dunque da Tripitaka. Ma dal momento che è anche un ghiottone. andrò a liberarlo: la prova più impegnativa sarà tanto più onorevole per me. che il tuo stratagemma è stato proprio ingegnoso: ne avrai grande merito." "Non parliamo di soldi" intervenne Scimmiotto." Il re li ringraziò e li fece accompagnare sulla strada dell'Ovest con la carrozza reale. Il canto di uccelli invisibili è portato dal vento. Ecco il suo aspetto: Corpo imponente e poderoso. In breve giunsero ai piedi del monte. dovrete pagare la matricola. e li fece tanto ridere che si dovettero fermare sul ciglio della strada dell'Occidente per tenersi la pancia. regine e concubine. Questo garantirà mare calmo. Tace di colpo il canto degli uccelli. Scompare il sole senza lasciar traccia. il reverendo dichiarò tutto allegro: "Devo dire. fratello" chiese Sabbioso. tutti ci siamo ritrovati con la testa rasata. "mi sto ancora chiedendo dove hai potuto trovare tutti i barbieri che occorrevano per radere a zero tante zucche in un tempo così corto. Alzando gli occhi. Consapevole del Vuoto? Avevi mai visto alzarsi una nebbia come questa. mentre io mi guardo intorno per saperne di più. come una piattola." "È vero.

da bravi immortali di montagna che hanno conseguito il Tao. L'orco non sapeva più come pararli. "È come il brigante che vuol coinvolgere tutti i compagni di galera. non teme i diavoli." "Mio caro" sogghignò Porcellino." "Vuoi dire che mi devo trasformare?" "Proprio così. che siamo corsi a informarvi. Mi capitò un incontro disgraziato Con Scimmiotto." E giù colpi in testa. che non stimava troppo quel mostro. il metallo non sa generare terra. ricuperati vento e nebbia. compiaciuto della propria astuzia. Lasciamo Porcellino al suo scontro con l'orco. rispose: "Certo che marcerò in testa. Mi lasciai andare a una dichiarazione D'amore assai focosa a una gran dama. che apre la strada. Scimmiotto non intervenne e ritornò invece al punto di partenza. Arida e spessa. che raddoppiò l'impegno. Ti racconterò tutto: Nominato Ammiraglio dei Canneti Celesti dal supremo imperatore. resta qui mentre verifico come vanno le cose. Ma un giorno. lasciò un altro sé stesso ottenuto dalla trasformazione di un pelo e balzò in cielo. oltre all'elemosina per noi? Poiché la nebbia si è dispersa. Divenni Porcellino. "Mi stai dicendo che sei un discepolo del monaco cinese" esclamò l'orco. sostiene oggi la natura in sé. vengo a vedere. L'orco. vedrai quanto si vanterà. e sono venuto a farmene offrire. Ci ha tanto spaventato. Comandai ottantamila marinai E vivevo felice in un palazzo Di cristallo. mentre Sabbioso chiudeva la marcia portando i bagagli." "Come si è trasformato?" "Non sembra nemmeno un uomo: ha un grugno da porcello. sulla strada che dobbiamo percorrere?" Scimmiotto non poteva reggere oltre lo scherzo. "sembra che tu non sappia più riconoscere il tuo antenato. Sulla montagna s'ingaggiò un bel duello: Pestello di ferro contro rastrello a nove denti. Se il nemico non si presenta." Il bestione s'indignò: "Maestro. grida e ruggiti da commuovere le viscere della terra. che prometteva di diventare un buono stufato. non vi fate imbrogliare anche voi. di bassa statura. ma di fatto Divenni mostro e mi trovai una moglie." "Hai capito male: noi non serviamo pranzi ai monaci. non ne uscirai. Avevo giusto in mente di catturarlo. che cosa ha potuto succederti perché ritorni in questo stato? Forse il prato era recinto. lo afferravano per la cintura. Porcellino. Sembran le setole Punte di freccia. e io ho pensato di approfittarne. Avrà usato i suoi trucchi per farsi sostituire." "Non abbiate paura. perché oggi invece è tanto . Consapevole della Purezza. L'orco dovette farsi coraggio per chiedere: "Da dove vieni? Come ti chiami? Parla." "Se il bestione fa l'eroe. corse via sogghignando fra sé. di color scuro. Lo sfortunato bestione ci incappò senza rendersene conto e si trovò accerchiato da mostriciattoli che gli tiravano la tonaca. grande re!" corsero ad annunciare. non sai se in veglia Oppur nel sonno ti appare l'incubo. si chiedeva: "Che cosa succede a questo bonzo? Un momento fa stava per cedere e ora fa il diavolo scatenato. E son quei denti candidi chiodi." "Va bene" rispose il monaco lietamente stupito. Porcellino non era privo d'astuzie. e batté in ritirata con i suoi mostriciattoli. Quando la natura è sulla giusta via." Per non far vedere al reverendo che si allontanava." Porcellino si spaventò e pensò ogni male di Scimmiotto: "Quel vigliacco equipuzio mi ha raccontato che i paesani offrivano riso ai monaci: questi sono mostri. che rischiar troppo nei fatti. Se pensavi di essere tu a mangiare. e i guardiani ti hanno battuto perché tagliavi l'erba?" Il bestione lasciò cadere il rastrello e si batté il petto: "Maestro. ci vuole bella presenza. I miei compiti Sono di cavallante e di facchino. che conosceva anche lui le sue trentasei trasformazioni. che borbottava la sua preghiera scandendola con i colpi sul pesce di legno. che si difendeva furiosamente con il rastrello. Gli occhi rotondi lanciano lampi. aveva teso con le sue milizie un'imboscata ai passanti lungo la strada. Ora che ti sei gettato da solo nella bocca del lupo.soddisfare la gola. recitò un incantesimo e si trasformò in un monaco magrolino. Invece mi son visto circondare da una quantità di mostri e ho dovuto sostenere un duro combattimento. E le misi la casa sottosopra. ed il mio nome Assunto in religione è Otto Divieti. non credo che ce l'avrei fatta." L'orco venne avanti roteando un gran pestello di ferro. arrivo!" La sua voce diede nuovo coraggio al bestione. tutto allegro. altrimenti ti tocca affrontarlo. se tieni alla vita. Alcuni mostriciattoli si avvicinarono rispettosamente e gli chiesero: "Di solito vostra maestà è allegro. Veramente di sutra non ne sapeva. sarà il caso che ti dia qualche ritocco. il moccio gli colava dal naso e la schiuma gli sigillava la bocca. Se ritorna perché è riuscito a sconfiggere l'orco che tende agguati lungo la strada. Le lunghe orecchie muovono l'aria Come ventagli. ma Scimmiotto lo trattenne per dirgli: "Bada che quella gente non vuol saperne di fare l'elemosina ai monaci troppo brutti. "Rido di quello scemo di Porcellino. vogliamo soltanto gente pia: ma la vogliamo per cucinarla al vapore. Urla e tuoni da far tremare il monte. I colpi dell'uno sembrano trombe d'aria. Sembra quel pestello un pitone che si rizza dalle acque del lago. "È arrivato un bonzo di bell'aspetto. mettendo in fuga i suoi aggressori. "Come mai oggi sei tanto scrupoloso e diligente? Va e torna presto. guerriero in guerra. Per proteggere il maestro. Ci ha pestati ben bene con un rastrello. che è partito di corsa in cerca del ristorante per monaci. lo spingevano e lo tiravano tutti insieme. Ho saputo che preparavate cibo per i monaci. Fui scudisciato come si conviene Ed esiliato in questo basso mondo Per fare penitenza. Ma è capace di trasformarsi. dove il reverendo non si era accorto di niente. che non riusciva più a controllarlo. Prima ammiraglio dal piede di ferro. mi fate morire di vergogna. Consapevole del Vuoto: ci sono o no mostri. È vero che. ma si trovava in crescenti difficoltà. "Accontenterò tutti: accetterò l'invito di ciascuno di voi. "Non spingete!" gridava Porcellino. che si era seduto a qualche distanza dal maestro. dobbiamo attraversare questa montagna organizzati come un convoglio militare. Vieni qua. Gridò rauco: "Maestro!" "Santo cielo. dovessi lasciarci la pelle. Porcellino. hai sbagliato strada. Mentre lo guardi. e il rastrello è come un drago in agguato nel giuncheto. e si accontentava di ripetere le parole dei primi tre caratteri che gli avevano insegnato alla scuola elementare: "grand'uomo superiore"(9). In guardia!" "Bestiaccia che sei! Vedo che in vita tua hai fatto il tintore. vuol dire che non andrà lontano" sogghignò Scimmiotto. e fui vinto dalla sbarra Cerchiata d'oro. tanto meglio. Intanto a Scimmiotto. corse a sellare il cavallo e invitò il maestro a montare. Dall'alto vide il bestione accerchiato. non me lo chiedete." "Questo bestione racconta frottole" intervenne Scimmiotto ridendo. ripartirono quindi sulle orme di Porcellino. Visto che il pericolo era superato. "Che disgrazia?" chiese l'orco. Devi riconoscere che ti lascio sempre le incombenze più prestigiose. orecchie larghe e certe setole rade sul collo. ma non oseranno certo prendersela con noi. L'orco. Pelle rugosa. Un momento dopo li raggiunse il bestione. che gridava ai suoi mostriciattoli di accerchiare il nemico. si vede che non conosci il proverbio: principe al festino. Fece al maestro una riverenza e gli propose: "Non vi pare che sarebbe indiscreto portare in quel villaggio il cavallo affamato e chiedere anche foraggio per lui." "Caro mio. bonzo?" "L'invito a pranzo. l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. Se invece lo acchiappano. se non si sbronza si sazierà." Scimmiotto." "Com'è fatto un convoglio militare?" "Tu sei il capo in testa." Il bestione. se non muore si ferirà. con la testa Che dei fumi dell'alcol era piena. "Quel monaco di cui sento lodare da tanto tempo la squisitezza della carne. Porcellino!" gridò il reverendo. semmai ce li serviamo a pranzo. e tutto l'onore è tuo." Il bestione. Vi ho detto che andavo a cogliere erba. Io non mi sono mosso da qui. Se il condiscepolo non mi avesse dato una voce. Un terribile orco senza nome sbarra la via fra le montagne. Ha raccontato di un villaggio dove si cucinavano pranzi per monaci. Non dir niente. L'orco. ma era solo un pretesto. "Disgrazia. Scimmiotto non seppe trattenersi e gridò: "Tieni duro. "Eri andato a raccogliere erba. sfuggì una risatina sarcastica. e trovò che la bruttezza di Porcellino era davvero straordinaria: Il lungo grugno sembra un martello. È meglio sfogarsi a parole. Per alta che sia la montagna. mentre io raccolgo erba tenera. guai a me! Mi chiedo quanti 'sporco equipuzio!' mi toccheranno. vecchio peccatore." "È vero: Consapevole del Vuoto è sempre rimasto con me. Quella che impugna è un'arma insolita: Sembra un rastrello da giardiniere. I due eroi impegnano ogni loro talento e giocano il tutto per tutto. attento ai fatti tuoi! Sta arrivando un tizio delle mie parti a darmi una mano. ritornato sconfitto al suo rifugio." "Di che cosa ti vergogni?" "Il condiscepolo anziano mi ha imbrogliato. vittorioso ma conciato da far paura: era ansimante e spossato. "Di che ridi?" chiese Sabbioso. altro che paesani!" Tirato da tutte le parti il bestione si spazientì. Con gran sacrificio Dovetti farmi monaco." "Quale invito." Porcellino. si era seduto su una roccia e rimuginava in silenzio." "Perché il tintore?" "Altrimenti dove ti saresti procurato quel pestello per battere i panni?" La creatura non era d'umore conversevole. S'inchinò e disse ridendo: "C'è sì una banda di mostriciattoli. l'altro ricorda l'acquazzone torrenziale. riprese la propria forma e brandì il rastrello. restate qui seduto per un momento. e rispose con una pioggia di colpi." "Insomma. "Fratello.

maestà?" "Perché ne dubiti? Ormai è nelle nostre mani. "Ecco l'orco. in fin dei conti. Ma uno si fece avanti per dichiarare: "Grande re. della dinastia dei Tang. Se ora perdo la vita. il Novizio si caricò i bagagli in spalla. Ma quando ritornò sulla strada. portar legna e accendere il fuoco. Vedremo come si mettono le cose. Se leghiamo il monaco cinese nell'orto e lo lasciamo per due o tre giorni senza mangiare. la carne di quel monaco cinese dev'essere proprio incommestibile. tutti i guerrieri del Cielo. il monaco fu legato a un albero dell'orto. senza distinguere il vero dal falso. un po' più furbo degli altri. catturato da questi mostri. quando provocò disordini nel palazzo del Cielo." Dalla fila dei suoi si fece avanti un mostriciattolo che fece tre singhiozzi e tre risate. Mi vogliono mangiare. non avrebbe nemmeno bisogno di combatterci: con la sua sbarra potrebbe fare un tal buco sotto la montagna da farcela crollare addosso. i quali presero l'aspetto dell'orco e tesero le imboscate in attesa del monaco cinese. fratello e fratellino brancolano proprio nel buio. Roso dall'inquietudine. "Va male!" esclamò Scimmiotto. dieci sui cento e tre sui dieci. dove siete andati a combattere creature malefiche? È qui che soffro. ho un piano da proporvi. mi ha affidato la sacra missione di andare dal Buddha vivente a rendergli omaggio e a chiedergli i sutra autentici. Se poi." "Come sai tutte queste cose?" "Vedete: una volta abitavo sul Monte del Cammello Leone e servivo i grandi re del posto. Ho sentito molto parlare di questo monaco cinese." "Voi chi siete?" chiese Tripitaka cercando di guardare l'interlocutore attraverso le lacrime che gli facevano velo. Ora che si trova a passare per le nostre montagne. Perde di colpo ogni suo beneficio. avevate lasciato la famiglia. ogni volta che vado a caccia vi porto qualche preda. non avete né figli né genitori né moglie a carico. e le nostre vite dureranno all'infinito. mi ricorderò di te: diventerai ufficiale d'avanguardia. "Ha immensi poteri ed è capace di molte trasformazioni. e tutte le anime in pena." "Se tutti dicono che mangiarlo procura l'eterna giovinezza. Per voi vivere o morire fa poca differenza. Il tuo bellissimo piano è riuscito in pieno. come puoi fare un'affermazione simile?" "Credete che." "Voi. Come potrei restare indifferente?" A sentirlo. reverendo. e se riusciva. Davvero: Cuore spezzato con cuore spezzato. Salvato dalle Acque è ricaduto Nella disgrazia nera che lo insegue. Poi ciascuno avrà il suo bocconcino. Dice il proverbio: la pazienza viene a capo d'ogni cosa. "Spiegami che cosa vuoi dire. Sono legato qui ormai da tre giorni. non riuscirono ad arrestarlo. con la sua sbarra cerchiata d'oro: che disastro! Ci fece tutti a pezzi: come al gioco del domino. Se dovesse andar male. Il vero orco. nella loro tenebrosa dimora. dove mi concedeste il favore di assumermi al vostro servizio. È il caso di dirlo: il generale teme parola d'indovino. impugnò il rastrello e lo fronteggiò. o la mosca nel vaso del pesce. Il mostro parò il colpo con il pestello e incominciò lo scontro." "Sarà prudente procedere. uno tagliato. rinunceremo. chi la seppellirà?" "Com'è doloroso!" singhiozzava il reverendo." Così si fece. Anche loro volevano mangiare il monaco cinese. Sabbioso gridò: "Maestro. Se volesse davvero vendicarsi." "Il fatto è che l'imperatore Taizong. Procediamo a cucinare il nostro stufato. riuscii a scappare in tempo dalla porta di servizio e arrivai qui." "Ah. Dopo parecchio cammino. non avranno forse la delusione più crudele? Esse resteranno per sempre lontane dalla salvezza. Chi l'assisterà nei suoi ultimi giorni. tradirò la speranza dei suoi sudditi." "Com'è questo Sabbioso?" "Più o meno. "Attento. che avanzava con Sabbioso." "E allora che cosa suggerisci?" "Secondo me. se funziona. Porcellino!" gridò Scimmiotto. anzi. Ecco perché so di che cosa sono capaci. ci siete cascato anche voi. i nove luminari. Che disastro! È il caso di dirlo: Se la meditazione incontra il diavolo. rispose: "Maestà. È una bella seccatura. Ma per me è diverso." "Il nome del piano è: fior di susino. Lo scopo è di salvare le anime perdute. per mano dell'orco maledetto che mi ha catturato. Il primo è Scimmiotto il Novizio. se mangiamo il maestro? È probabile che Sabbioso e Porcellino se ne facciano una ragione e si allontanino. in caso di insuccesso. non sapete come trovò il maestro. Non mi pare che la carne di questo monaco cinese sia a portata di mano." Ritorniamo a Scimmiotto. "Il nostro ufficiale d'avanguardia è un gran ragionatore. Mia madre ha ottantatré anni. Ciascuno di loro affronterà uno dei tre discepoli e si sacrificherà per tenerlo impegnato. la vostra morte provocherebbe solo questo guaio. e voi non avrete che da allungare la mano per impadronirvene. i dodici fusi orari. farai attingere l'acqua e raschiare la pentola. tutti insieme. ma la mia sarebbe molto peggio. afferrò le redini e corse avanti." "Che cosa significa?" "Fate un'accurata selezione fra i vostri soldati: cento su mille. vale quanto Porcellino. si chiuse la porta e si dispose la guardia." "Che bel piano!" gridò entusiasmato l'orco." L'orco era livido dallo spavento. Ora porterai dentro il monaco cinese. Il cavallo bianco pascolava solitario l'erba del ciglio. la vita: vento e polvere. e il terzo Sabbioso il Bonzo. Tante fatiche ridotte a nulla. non nuocerà certo alle sue carni. Sul più bello si udì nel bosco un sinistro scricchiolio. identico gran pestello in mano. Ma non sapevo che fosse accompagnato da discepoli di quella levatura. anche il boscaiolo si mise a piangere: "Reverendo. boscaiolo!" esclamò il reverendo riprendendo a piangere. estrasse gli artigli." "Zitto. per fortuna. un elmo come il vostro. un arhat che si è coltivato attraverso dieci successive incarnazioni: si dice che mangiare un boccone delle sue carni prolunghi indefinitamente la vita. la cosa finisce lì. discepolo del monaco cinese che va in cerca delle scritture. comparve il terzo mostro. Si trovarono addosso Scimmiotto. . Sarà stato inutile il mio lungo studio dei sutra? Servire il sovrano o servire i genitori è la stessa cosa. Quei tre devono essere pratici di trasformazioni. nella città delle vittime d'ingiustizia. Non credete che lo digeriremo meglio?" "Ma certo" approvò l'orco sorridendo. Ma ti garantisco che. Il fatto è che lo accompagnano tre discepoli. se lo si potesse mangiare. che non oso" esclamò il mostriciattolo sporgendo la lingua. le ventotto costellazioni. "Se tu muori. è l'occasione buona per catturarlo e farne uno stufato. E Scimmiotto abbatti-diavoli Nuovi diavoli da abbattere. gli dèi del Nord e del Sud. un petalo per volta. Ma oggi è un giorno sfortunato: sono andato in bianco." Brandì il suo bastone e si scagliò sul nemico." "Chi era il vostro avversario?" "Un bonzo che si chiama Porcellino Otto Divieti. i cinque dignitari e quattro ministri. identica armatura. L'orco portò Tripitaka all'ingresso della sua grotta e gridò: "Ufficiale d'avanguardia!" Lo stratega mostriciattolo si inginocchiò protestando: "Non oso accettare. A un certo punto il monaco cinese si troverà solo. i cinque picchi e i quattro fiumi: in una parola." "Sentiamo. Il suo terribile rastrello mi ha messo in rotta. "Il boscaiolo pensa a sua madre. Quando in un modo o nell'altro ci saremo sbarazzati dei discepoli. La parola del capo in guerra rende nero ciò che è bianco. che non mise molto a volgere in fuga il suo avversario. "Quell'orbo di Porcellino si è lasciato scappare l'orco. inginocchiato. sarebbe arrivato fin qui? Chissà quante creature malefiche lo avrebbero mangiato prima. mentre gli altri pellegrini si allontanavano. le stelle dell'Est e dell'Ovest. ce lo mangeremo a nostro agio." Il bestione." "Ma quale sarà la reazione dei discepoli. ma il grande Scimmiotto è meno prevedibile." Il mostriciattolo si prosternò per ringraziare della ricompensa promessa. per aria. Come non spaventarsi davanti al racconto di un testimone oculare? I mostriciattoli intorno tremavano come foglie. il maestro non c'era più. Assumeranno il vostro aspetto. Se proprio tenete a mangiare il monaco cinese. piombò dal cielo su di lui. Il reverendo piangeva a calde lacrime: "Discepoli miei. Non sarà più difficile che prendere il pane dalla tavola. Ci penso io. e un secondo mostro identico al primo ne balzò fuori e si gettò sul monaco cinese. Tu vivi per amore di tua madre." Tirò fuori il randello e gli corse addosso gridando: "Dove credi andare? In guardia!" Mentre si scambiavano colpi furiosi sul prato." "E Scimmiotto?" "Su di lui ci sarebbe tanto da raccontare.pensieroso?" "Ragazzi. "Lo attueremo senz'altro. renderò vane le intenzioni del mio sovrano. sei contrato. senza sapere a che cosa andavano incontro. Voi restate a cavallo mentre io lo catturo. Cinquecento anni fa. L'orco gli è sfuggito. non vi affliggete. è meglio prender tempo. Quando potremo rivederci? Morirò prima di dolore. Avevo detto: niente. lo strappò dall'arcione e se lo portò via come un passerotto." Dall'albero di fronte un voce disse: "Reverendo. ufficiale d'avanguardia. e non ha altro sostegno che me. i pellegrini incapparono in una delle imboscate: il primo mostriciattolo si drizzò urlando sul ciglio della strada e balzò avanti per impadronirsi di Tripitaka. mugghiò il vento e davanti a Tripitaka. e tenderanno imboscate in tre punti diversi." Il mostro. gli darà tempo di purgare le budella. E gli occhi in pianto vedono altre lacrime. vide il monaco cinese rimasto tutto solo. Si fece l'appello e si scelsero i tre più capaci. ascoltate il seguito. Tripitaka sfortunato Sempre incontra altre sfortune. Io. "Sono un boscaiolo della montagna. e io del mio imperatore." "Tu li conosci?" "Fra loro Porcellino Otto Divieti è il secondo.

non parliamone più. Come la mettiamo con i petali del susino. il maestro lo sorvegliavate tu e Sabbioso. "Piangere non serve a niente" osservò Porcellino." I mostri trovarono una testa fresca. L'oggetto fu posto in una scatola laccata e fu recato alla porta: "Vostra signoria grande santo. Credevate di imbrogliare il vostro avo Porcellino? Pretendete che il nostro maestro sia diventato un salice fantasma?" Il mostriciattolo stratega corse via in preda al panico e si presentò al padrone tremando come una foglia: "E' proprio un bel pasticcio. ne rosicchiarono i lineamenti fino a renderla irriconoscibile e ci riprovarono. si sono gettati su di lui e l'hanno fatto a pezzi. "Il maestro dov'è?" gli chiese Scimmiotto. Sentiamo che cosa hanno da dire. morivano di paura. Se non dovesse funzionare." "Quando il vostro maestro è stato portato nella nostra grotta. Scimmiotto constatò che era una testa umana. dopo tutto. Se lo sono mangiato tutto. può darsi che ci creda. Ha subito annusato il falso. bestione. Come si diceva. in tal caso il monaco cinese resterà pacificamente nelle nostre mani. Ce ne dovrebbero essere nel Padiglione degli Scorticati. vi supplichiamo di deporre l'ira e di concederci l'opportunità di rispondere." "Come lo sai?" "Una testa che cade fa un tonfo sordo. "Lui è morto e tu gli offri dei sassi. lasciando di guardia Sabbioso. la testa. cerchiamolo. "Che cosa significano?" chiese Scimmiotto. ha rotto il battente e reclama il suo maestro." In breve tutti sbucarono di corsa dalla grotta gettando grida di guerra." L'orco si rese conto che aveva ragione. "Siete ciechi tutti e due: vi siete lasciati sfuggire l'orco e ho dovuto affrontarlo io." "Come facciamo per la testa mozza?" "La fabbrico io: state a vedere." Scese al torrente e raccolse rami di salice e ciottoli. se vuoi vivere. là dentro." "Fratello!" chiamò Porcellino. se lo facesse. Il Novizio. Porcellino raccolse dunque il capo sanguinante e trovò un angolo esposto al sole e protetto dal vento. alla porta. Attacchiamolo!" Il bestione levò alto il rastrello e menò un colpo da aprire nella roccia un gran buco. Piuttosto.CAPITOLO 86 SCIMMIOTTO ESPERTO DI ANTIQUARIATO OVE MADRE DEL LEGNO IMPIEGA IL SUO PRESTIGIO NELLA CAMPAGNA CONTRO L'ORCO." "Babbeo" brontolò Scimmiotto. Scimmiotto esaminò accuratamente l'ingresso dell'antro. sembra un tamburo" commentò Sabbioso. Il luogo è degno degli dèi. i mostriciattoli di qui. Magari si potrebbe convincere anche lui. quale strategia scegliamo?" "Dicevano gli antichi: Puzza. Nell'oscura grotta vive da molti anni un orco che si pasce di carne umana. lasciamo qui Sabbioso a custodire il cavallo e i bagagli. Se lo mettiamo di fronte al fatto compiuto. "Già. "Questa roba è in cattivo stato. un petalo per volta." "Il piano era tuo. Ma questa è quella vera." "Maestà" gridò l'ufficiale d'avanguardia. Io ero impegnato a combattere l'orco. Ci hanno depistato uno dopo l'altro. Le rocce tormentate sono nel cono d'ombra di picchi aguzzi. Coppie di gru vengono qui a danzare nella brezza. L'hai visto?" "Mi hanno arruolato come monaco. Liane gialle pendono come corde. gli diede forma di testa umana e lo inzuppò di sangue per renderlo irriconoscibile. salvo la testa: questo è quanto siamo in grado di restituirvi. L'unico che sia davvero temibile è il bonzo peloso con la faccia da duca del tuono." "Quella non è una testa di morto. finirono di distruggerne la porta e gridarono con voci tonanti: "Noi lo vogliamo vivo!" I mostri. mostra rispetto per tuo nonno: rendici il maestro. Trattenne Porcellino e disse: "Aspetta. non è una testa. Adesso vediamo di che cosa si tratta. e noi andiamo a buttar giù la casa e fare a pezzi l'orco. tutti se la prendevano con l'ufficiale di avanguardia. E IL DUCA DEL METALLO USA LA MAGIA PER DISTRUGGERE LA PERVERSITÀ. Ritornato alla tomba. non vi scoraggiate." Prese un ceppo di salice. adesso che abbiamo la catastrofe all'uscio?" "Grande re. Ma sembra che io non gli faccia paura: temono soltanto te. mentre io cerco qualcosa che possa servire da offerta. che aveva sentito tutto. tirandosi dietro il cavallo e portando i bagagli. che era ermeticamente serrato e recava un'iscrizione incisa nella pietra con otto grandi caratteri: GROTTA DEGLI ANELLI. porta qui quella cosa. piantò i rami ai due lati del tumulo e davanti ammucchiò i ciottoli. scopersero una residenza trogloditica che si apriva ai piedi di una rupe a picco. NEL MONTE DEL PICCO SPEZZATO DELLA CATENA SPANDINEBBIA Scimmiotto concluse: "L'orco abita qui." "Se è come dici. correndo su per il pendio. Aspetta a piangere di sapere che cos'è. Vide Porcellino che correva ansimando verso di lui e lo chiamò. In capo a una ventina di li. Saldato il conto." "Un tizio. celebreremo le esequie." "Non ti fidi? Non penserai che la gente scherzi sulle teste dei morti. la piangeremo dopo. Sarà meglio che prima la sotterriamo. "I rami di salice significano pini e cipressi per ombreggiare la tomba a conforto del maestro. questa risuona come un pezzo di legno. Perché mi chiedi se l'ho visto?" "Sei proprio diventato orbo." "Quale pasticcio?" "Porcellino e Sabbioso c'erano cascati. lascia stare. Adesso che facciamo?" E non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. fra gli avanzi della dispensa." "Hai ragione" approvò Scimmiotto." E assestò un colpetto con la sua sbarra. da un momento all'altro incomincerà a puzzare. Ma comparve anche Sabbioso." Il mostriciattolo gettò l'oggetto attraverso il foro aperto da Porcellino. e non gli rimase che mettersi a piangere. un conoscitore. dove scavò la fossa con il suo rastrello e vi depose il misero resto. i fagiani si posano sui rami e si chiamano. Non ti sei accorto che l'orco ti è sfuggito e ha cercato di rapire il maestro. "Fratelli. è una scimmia e perciò è un vanesio. non può essere lontano. Il nostro re avrebbe preferito tenersela come portafortuna. "Vostra signoria grande santo." Il portinaio corse ad annunciare: "Disgrazia. Gridava: "Rendici il nostro maestro prima che sia troppo tardi. ti faccio sentire. Non ha capacità straordinarie e non dovrebbe insistere troppo. e si è certo portato in casa il nostro maestro." Scimmiotto prese il suo posto: "Bestiaccia immonda. "Il maestro è certo là dentro. ma invece devo fare il soldato. Porcellino lanciò un rosario di invettive: "Banda di schifosi! Tenete nascosto il maestro nel vostro antro e raccontate balle. grande re!" "Spiégati. render testimonianza dell'affetto filiale." Si misero dunque a battere la montagna." Che il Novizio fosse scimmia non è una novità: era molto curioso e vanitoso." La testa fu lanciata come prima attraverso la porta. misura quaranta spanne di diametro. se non vuoi che ti sfondi la porta e la faccia pagar cara a tutti i tuoi. "si mette male! È arrivato anche Scimmiotto. e questa volta fece un tonfo sordo. è solo Porcellino. L'albero antico. "Fratello. dove diede un gran botto. ma sono scomparsi tutti e due. l'altra testa era proprio falsa." "Chi sarà?" chiese l'orco allarmato. Ma fammela vedere. Poi vi ammucchiò un tumulo e disse ai condiscepoli: "Voi restate a piangere." "Esprimere dei vivi la fedeltà leale. cercheremo qualche altra via. ma ora mi manda a consegnarvela. vi si nasconde un drago non ancora esperto di trasformazioni. L'orco diceva: "E adesso che abbiamo i bonzi in casa. avete ragione. "Quale tranello?" chiese Sabbioso." Raccolse la testa e la lanciò contro la roccia. Torse il collo finché non riuscì a scorgere le grandi orecchie a ventaglio. la mano che hai messo nel paniere del pesce! C'è poco da scegliere: i comandanti di destra e di sinistra devono prendere il comando delle truppe e sterminare i bonzi. "Il maestro è rimasto qui sulla montagna. che sfortuna! Quando penso com'era e cos'è diventato!" "Dài. Nel prato dall'erba di diaspro costellata di fiori crescono il mandorlo rosso e il pesco verde. prendete le armi migliori e seguitemi. che alla vista di tutto quel sangue si diede a singhiozzare: "Povero infelice. aspettate" disse Porcellino. Porcellino e Scimmiotto arretrarono sulla spianata davanti all'ingresso per fronteggiarli: "Dov'è questo famoso capo? Chi è l'orco che ha preso il nostro maestro?" . dalla scorza levigata dal tempo e dalle piogge. In un profondo bacino contro la parete della montagna si raccolgono le acque. e quando il maestro è rimasto solo se ne sono impadroniti. Il maestro è rimasto solo sul suo cavallo. ma Scimmiotto è un vero esperto di antiquariato. ma ci vorrebbe una vera testa umana. ogni alito di pensiero si traduce nelle cose. Se non mi credi. I pini azzurri svettano nel cielo. e tornò a riferire: "Niente paura. È toccato a me di affrontarlo. interi filari di umidi salici sembrano colare oro. "Che cosa vuoi da me?" "Il maestro è scomparso." "Siamo caduti in un tranello!" urlò Scimmiotto digrignando i denti." "Vediamo. e se sappiamo solleticare adeguatamente il suo amor proprio presentandogli grandi scuse e complimenti. gente rozza e maleducata. e diede l'ordine di attacco: "Ragazzi." "Sabbioso avrà accompagnato il maestro dietro un cespuglio a far pipì" sghignazzò Porcellino. "Vado a vedere" propose l'ufficiale di avanguardia. Scimmiotto si pose alla ricerca del maestro su per la montagna. spaccando in due il ceppo di salice. I ciottoli stanno per i dolci dei morti. mostrandogli una testa mozza e spiegandogli che è quanto rimane del suo maestro." Si presentarono di nuovo all'ingresso della grotta. converrà catturarlo e mettere in dispensa anche lui. "Il fior di susino." "È una farsa.

Porcellino lo afferrò per una zampa e lo rivoltò per osservarlo: "Chissà quanti agnelli e maialini ci sono voluti per crescere questo bel tipo. che destino crudele! Come siete andato lontano! Potremo mai rivederci?" "Fratellino" disse Scimmiotto. chi sono. Un singhiozzo per il maestro. Con un astuto stratagemma. Sotto il sole. io cerco di individuarla. Le tigri stano dalla foresta. "Ecco l'entrata di servizio che cercavo. Da una parte. che onora la dottrina dei letterati. L'ufficiale d'avanguardia. invasa dai mostriciattoli giubilanti: si agitavano. per simpatia. Se getto un ponte metto in fuga I diavoli. vengono. nel famoso Porcellino. il vostro monaco cinese. sul Monte Fiori e Frutti. si minacciano. Se non si fossero rassegnati. Bisogna che lo trovi e veda in che stato è. Erano tutti tremanti e malconci. Nei palazzi di nuvole vissi per qualche tempo. Scivolò da una fessura e si trovò in un giardino in cui risuonavano gemiti di dolenti." Uscì dunque dal canale di scolo e. e non poterono far altro che volgere le spalle e correre a ripararsi nella grotta. si accontenta di stare sotto le ali del Grande Roc. soprattutto. si trasformò in una formica alata. ascoltava allibito: "Che cosa . mi sono imbattuto in Porcellino. Li abbiamo già vinti una volta." "Attento. che non riusciva a distogliere il pensiero dalla vendetta. Il grande leopardo dei monti del Sud gli sbarra la strada sputando nebbia e vento. il grande santo ritornò nella sala. dove ordinò ai superstiti di barricare l'ingresso con pietre e terra. Consapevole del Vuoto" disse piangendo Tripitaka. Avranno sepolto la testa che gli abbiamo dato per quella del monaco cinese. L'ho mangiato io." Finì per trasformarsi in un ratto e scivolò con un fruscio attraverso la bocca del canale nella corte posteriore della grotta. senza contare che ci allungherà la vita. e corse verso di lui. bestia immonda. Per la gioia Scimmiotto riprese il proprio aspetto. con gli occhi fuori dalla testa: "Come ti permetti di trattarmi in questo modo a casa mia? Credi di farmi paura con le tue ciarle da scimmia? Chi credi di essere?" "Te lo dico io. Hanno ammassato una montagna. è riuscito a impadronirsi di sorpresa dell'eminente monaco cinese. è meglio cuocerlo al vapore" gridò un altro. bestiaccia." Porcellino si guardò intorno e si accorse che l'esercito di Scimmiotti era scomparso: "Dove sono andati a finire?" "Erano peli miei. e ci avevano ingannato mostrandoci la testa di qualcun altro. urlavano come pazzi. i mostriciattoli brandiscono ruggendo sciabole e lance. Sarà meglio che non mi presenti con la mia faccia: non mi darebbero il benvenuto. Non son tipo comune: il mio corpo è formato Dal sole e dalla luna. maestro.Tu non conosci ancora il vecchio Scimmiotto! Sta lì. "Non farti fregare anche tu. si ergeva un gruppo di alberi ai quali erano legati due uomini: uno era Tripitaka. si lasciò cadere sul tumulo e gemette: "Maestro. reggiti la milza per farti coraggio. cercò di attaccarlo con il suo pestello. che ha assistito alla separazione del Cielo dalla Terra." "Sta sicuro che non avrai bisogno di piangere anche me. finché scoprì in un angolo buio della sala un piccolo uscio sbarrato. Sa preveder la pioggia. Ora dovete pazientare e aspettare che sconfiggiamo definitivamente l'orco. negl'inferi. e ascolta: Cielo e terra mi fecero dentro un uovo di pietra Nel paese dell'Est.L'orco si fece avanti con il suo gran pestello di ferro. "Levami da questo guaio. Sarà una delizia d'aromi. La mischia solleva polvere da oscurare il cielo. Devo prima sapere dov'è l'orco e che cosa fa. va tutto per il meglio! Mille gioie vi attendono!" "Quali gioie potranno mai essere?" "Mentre facevo la ronda sulla montagna. Porcellino. Ma tu. ma è troppo presto. Uno balzò fuori dal gruppo e dichiarò: "Vostra maestà. lavoravano affannati e si guardavano bene dal mettere il naso fuori." "Certo che sai fare dei begli scherzi!" E ne risero insieme. la nostra porta è stata così ben barricata da scoraggiare definitivamente quei monaci. Porcellino. Propongo che a quel punto il monaco cinese sia tagliato a strisce sottili e fatto saltare in padella con pepe di fiori. con una scossa. si rivelò per un lupo grigio dal dorso di ferro. L'orco si era rintanato in fondo alla grotta." "Secondo me. Infatti. in fondo al giardino. "Avi miei!" si disse Scimmiotto. spazientito. ovunque il mio nome era noto. Per un bel pezzo vanno. chi veniva miseramente spiaccicato dalla sbarra. Quali furie ti sono venute sui Monti del Sud? La mia sbarra te le farà passare. L'orco che domina quest'angolo sperduto rischia la vita per ottenere un boccone delle carni del monaco cinese. Il grande santo è un eroe senza rivali. ma il Novizio lo teneva blandamente in rispetto. posato su una trave. non vi fate sentire! Certo che vi leverò dai guai. non avrebbero seppellito quella testa e non sarebbero rimasti a piangerla. Un monaco del divino paese dell'Est si recava nell'Ovest alla ricerca dei sutra autentici. fra i mostri che sventolavano le bandiere di broccato. Dal mio viaggio nell'Ovest attende giusto frutto L'Oriente intero. senza vincitori né vinti. colpito da Scimmiotto. bonzi maledetti? Sono il grande re dei Monti del Sud. Né mai trova barriera che possa fargli ostacolo. Accanto all'origine del canale c'era una porticina mimetizzata nella roccia. si scontrano. Sa chiudere il suo nido con la terra e la cenere. ma così facendo si imbatte nella potenza magica di Scimmiotto e. Mi son fatto buddista e seguo nel suo viaggio Ad ovest Tripitaka. avranno fatto il loro dovere e ritorneranno a casa loro. Resta a lungo nascosto per farsi crescer l'ali E poi va per il mondo a mostrare talenti Di stratega minuscolo. troverebbe da ridire su un monaco di formato serpentino. "Magari quello è il maestro: non lo avranno mangiato tutto. Nessuno mi contrasta Il passaggio. dove infurio da molti secoli. e ne metteranno un po' da parte per le giornate piovose. Mi vien voglia di dargli una lezione. vuoi qualcosa di meglio. "Propongo di metterlo sotto sale. da Sabbioso. ma certo ci sarà un'entrata di servizio." Scimmiotto si rallegrò: "A quanto pare. Volò via fino alla sala grande e vide l'orco seduto in atteggiamento depresso e preoccupato. E se diventassi granchio? Ma il maestro direbbe che non è decente per un monaco avere tanti piedi. Voi restate qui. Abusai della forza. dall'altra i divini monaci lanciano grida di guerra e levano insieme la sbarra e il rastrello. che governa il mondo. perché aveva voglia di continuare a chiacchierare. E con le mani nude afferro i leopardi. Mi trasformerò in una biscia d'acqua. È debole e piccino." Il Bonzo piangeva ancora e Porcellino. detto Grano di Pepe. Scimmiotto e Sabbioso che piangevano davanti a un tumulo." Il grande santo ripose la sua sbarra. e un esercito di Scimmiotti armati di sbarre cerchiate d'oro si gettò nella mischia. Di gran santo ebbi il titolo. Aggirando la rupe udì l'acqua gorgogliare: un ruscello scendeva dalla montagna e riceveva acque rossastre da un canale di scolo che usciva dalla rupe." Scimmiotto ricuperò i suoi peli e gridò: "Lascialo perdere. Allora Scimmiotto ricorse alla moltiplicazione del corpo: lanciò in aria un ciuffo di peli. "Dobbiamo tener presente che è un prodotto raro: bisognerebbe farcelo durare il più a lungo possibile" intervenne un quarto. Dopodomani. nessun lo può fermare. Ma Scimmiotto e Porcellino li incalzavano e li massacravano: chi cadeva zampillando sangue da nove fori. "Eccoti qui. ti prego!" "Piano. Il beato Buddha. Spinto da insofferenza per ogni seccatore. Al signore Laozi. "Se ci limitassimo a lessarlo. certo tu vuoi farti ammazzare!" L'orco. finché un mostriciattolo venne a dirgli: "Grande re." Rifattosi formica. "Rinuncia. uno per te: io finirei per far confusione. si fece avanti levando il rastrello: con l'esercito dei mostriciattoli si scatenò una bella mischia. Ci avevano raccontato di avervi divorato. e non l'hanno affatto mangiato. trova sufficiente il titolo di 'maestro'." Svolazzò dappertutto. i mostriciattoli sopravvissuti si davano da fare: trinciavano quarti di carne umana e disponevano i pezzi a seccare." Scimmiotto. si spingevano. Quale mostro vi si opporrà? Odiosa bestia. basta sedersi alla destra dell'Imperatore di Giada. diede in rumorosi singhiozzi. li ho ricuperati. Il santo Confucio. impaurito e allarmato dai suoi discorsi. E voi che cosa credete di fare?" "Impudente mucchio di peli sporchi! Senti quante arie si dà." L'orco schivò il colpo e urlò. quando l'avranno pianta per tre giorni." "E come vendichiamo il maestro?" "Per ora ritorniamo alla tomba. fratello" rispose Porcellino fra le lacrime. Quei mostriciattoli erano coraggiosi e resistevano strenuamente agli assalti. il maestro è ancora nascosto qui da qualche parte. e rispose: "Non mi riconoscete. Così leggero e aereo. I colpi di rastrello avevano poca presa in quella massa di detriti. ma nessuno rispose. Quei due o trecento mostriciattoli si videro aggrediti da tutte le parti. faremmo economia di legna" considerò un terzo. Il grande re si circondò di nebbia e volò via trasportato dal vento. Dobbiamo catturare il capo. la mia conversazione con l'orco può aspettare. gli dèi si compiacciono della forza di Consapevole delle Proprie Capacità. Ebbi l'intelligenza In dono e coltivai la mia propria natura. Ma forse l'anima del maestro. Centomila soldati e le case celesti Tenni in rispetto. perché ci metteresti in difficoltà. strinse alla vita il gonnellino di tigre e si mise in cammino. "l'orco ha turato l'ingresso. Scimmiotto e Porcellino lanciarono grida di sfida.

con le macchie della pelliccia a forma di foglie di artemisia. lontana in un angolo. Quando i discepoli ritornarono dal maestro. prima di uscire. Sullo sfondo la cerchia di montagne E il bosco dove cantano gli uccelli. vecchi tronchi cavi di salice. Del resto avete il dovere di seppellirlo. hanno colpito a morte il signore della montagna. a noi bastano cibi semplici. Ci congederemo sulla strada maestra. Ma i suoi tre discepoli. liane cadute. Il reverendo giunse le mani e disse: "Fratello boscaiolo. ma se non lo avessero avuto a portata di mano. Riprese il proprio aspetto." Scimmiotto eseguì senza discutere. la spiaccicò con un colpo. I suoi mostri sono stati sterminati col fuoco. per mancargli di rispetto in questo modo?" Si strappò un pelo. tutti i miei pensieri Sono rivolti all'altro mondo. Non sa equilibrare il carico e lo porta tutto da una parte. Le siamo molto grati del sontuoso pranzo che ci ha offerto. prepararono alla svelta un pasto di magro.diavolo vi ha fatto. "Ora. ma vi pregherei di farci da guida. che penetrò nell'altra narice e completò l'opera: anche l'orco si stese a russare rumorosamente." "Farò presto. reciteremo mattina e sera i sutra per assicurare a madre e figlio un secolo di vita piacevole. "bisogna slegare anche lui." Il reverendo accettò volentieri e si avviò a piedi. maestro!" "Slegami subito." "Lascia stare le chiacchiere. Ammucchiarono nella grotta tutta quella legna e le diedero fuoco. che era poi uno spirito di leopardo maculato. "Quando avete attaccato i mostri. Essi si sparsero per ogni dove e penetrarono nelle narici dei mostriciattoli. ancora addormentato. seduta su una panca. "siete povera gente. Quel signore che vedi è un arhat delle terre dell'Est. vedrete" rispose il boscaiolo. legò stretto l'orco. Insieme al reverendo. in meno di mille li vi porterà in India. E gli gettò in faccia un altro insetto. possiamo servirvi soltanto verdura selvatica. abbiate compassione. Il boscaiolo non osava insistere perché rimanessero. Poi vi guiderei alla strada maestra. Entrarono nella capanna. il boscaiolo legato all'albero di fronte gridò: "Signoria. Corse quindi nel giardino gridando: "Eccomi. anche solo per lo spirito compassionevole che un monaco deve manifestare in ogni circostanza. Nessun guaio mi è stato risparmiato. che piangeva il figlio perduto. Sarà meglio che incominci con lo slegare il maestro. Discese la scarpata. Il fatto è che sono proprio affamato. Ritornate a casa. non so di chi fossero. Dove sono Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" "Sono laggiù che vi piangono. fratello boscaiolo. diede alla sua sbarra il diametro di un uovo d'anitra e con un colpetto sfondò la porticina segreta." Il bestione raccolse i resti e ricostruì il tumulo. saltellante e pieno di incertezza. Se poi non sapete quanti giorni ancora fossero necessari per raggiungere il Paradiso dell'Ovest. si sono serviti di lui per ingannarvi e allontanarvi. su queste montagne manchiamo di molte cose." Il boscaiolo li guidò in cerca di bambù spezzati. scusate se vi diamo ancora disturbo. rami morti di pino. Porcellino levò il rastrello per colpire." "Portami anche quelli. maestro." Quando Scimmiotto posò il fardello ai suoi piedi." "Chi sarebbe?" "È un boscaiolo che è stato catturato un giorno prima di me. trasformandolo in uno sciame di insetti del sonno. cui girava la testa dopo tante lacrime. il reverendo non poté fare a meno di sorridere: "Suppongo che questa danza l'abbia inventata per esprimere la gioia di trovarmi vivo. Sabbioso: l'anima del maestro vaga per la montagna. A stento son fuggito dagli artigli Di mostri e streghe. Il boscaiolo propose: "La mia capanna è verso sud ovest. ascoltate il seguito. Non senti la sua voce?" "Scemo!" gridò Scimmiotto facendosi avanti. Seguirono un sentiero sinuoso e presto giunsero in vista Del muscoso sentiero lastricato." "Forse devo a lui se sono ancora vivo" osservò il reverendo. non trascurò di ricuperare i peli che aveva trasformato in insetti del sonno." A vederlo andare e venire. Lui continuava a prosternarsi. A vederlo venire da lontano. si grattava il naso e starnutiva continuamente. e disse: "O discepoli! Da quando ho abbandonato il mio signore Ho viaggiato per l'Ovest senza fine. il mio povero maestro. Con le corde che erano servite per Tripitaka e per il boscaiolo. "Maestro. tanto che finì per sconvolgere il tumulo. ben pochi riuscirono a sfuggire al rogo. La grotta è piena di mostriciattoli da sistemare. che incominciarono a sbadigliare e in breve caddero a terra addormentati. se lo caricò in spalla e ritornò dai suoi. né pepe. Il grande santo. . Uscirono all'aperto dalla porta di servizio e risalirono la scarpata. Fra le siepi la piccola capanna. ed esortò la madre a uscire per congedarli con nuovi ringraziamenti." "Non perdiamo tempo inutilmente. artemisie appassite. attraversò il torrente ed entrò nella grotta. eccomi qua!" Lei lo abbracciò: "Figlio mio! Eri scomparso da molti giorni. "Mi aveva legato a un albero. che hanno grandi poteri magici. che va in cerca di scritture nel Paradiso dell'Ovest. nuovi dubbi: "Non mi piace lasciarmi alle spalle un grosso pericolo. il paese della gioia assoluta. più vasta della terra. "Fratello boscaiolo" disse Porcellino. Infatti la tavola fu subito preparata e furono servite verdure raccolte nei prati. ho riacquistato la libertà anch'io: devo loro una gratitudine più alta del cielo. "Il leopardo maculato può divorare una tigre" commentò Scimmiotto. giunchi morti. La creatura riprese la sua forma originaria: era un grande leopardo. non lontano da qui. Prati fioriti e." "Abbiate ancora un momento di pazienza. Il mio cuore è votato Ai tre panieri. e pensa a sbrigarti. te li sistemo io. Dopo pranzo i viaggiatori si disposero a partire. non datevi pena." Quando alla fine Scimmiotto optò per slegarlo." Il boscaiolo si congedò e ritornò a casa. chiamateli." Balzò nella sala e cambiò idea: "Non sta bene rompere la testa di uno che dorme. si munì di un bastone di giuggiolo e uscì ad accompagnarli. l'orco si era risvegliato e Porcellino lo spedì all'altro mondo senza complimenti con un colpo di rastrello. né anice. si asciugò gli occhi e disse: "Ecco qua. che ora potete vedere. fate liberare anche me!" "Consapevole del Vuoto" ordinò Tripitaka." "È vero. Videro di lontano la vecchia madre." E Tripitaka gridò a gran voce: "Porcellino!" Il bestione. I poveri mostriciattoli ebbero un pessimo risveglio in mezzo al fuoco ruggente. dove madre e figlio. Basta raccogliere legna e dar fuoco a tutto. Quando Finiranno le prove che sopporto? Quando ritornerò dalla mia meta?" Disse il boscaiolo: "Reverendo. Folte quinte di pini e di bambù. "Quale anima? Non vedi che è lui in carne e ossa?" Sabbioso corse a inginocchiarsi davanti al maestro: "Quanti tormenti dovete aver subito! Come ha fatto a liberarvi il condiscepolo?" Scimmiotto raccontò gli ultimi avvenimenti. Del graticcio che il glicine ricopre. e quando venne alla luce la testa che vi avevano sepolto." Dopo che il reverendo ebbe manifestato la sua gratitudine. che Porcellino ascoltava digrignando i denti e battendo intorno rastrellate." Tripitaka smontò da cavallo: "Vi ringrazio di averci accompagnato tanto lontano. "Non comincerà a venirgli qualche sospetto? Sarà meglio usare dose doppia" si disse Scimmiotto. ammazzo l'orco e torno. Il reverendo si sentì preso dalla malinconia. Solo l'orco resisteva. Scimmiotto aveva il campo libero. Ora la montagna è sicura: potrò andare in giro persino la notte senza correre pericoli. "Perché te la prendi con quei poveri resti?" lo rimproverò Tripitaka. Senza di loro sarei morto. "Meno male che lo abbiamo abbattuto: chissà quante altre vittime avrebbe colpito. Ha una vecchia madre e una grande pietà filiale: bisogna proprio liberarlo. discepolo. si rimisero in cammino. Porcellino sghignazzava: "Si vede che il condiscepolo è un facchino inesperto. Non si trovano funghi. rovi secchi." La vecchia andò incontro ai quattro pellegrini e li guidò verso casa inchinandosi a ogni passo. Potreste far visita alla mia vecchia madre e ricevere i suoi ringraziamenti. non ce la faccio più. Lei si aggiustò gli abiti. Il boscaiolo corse a inginocchiarsi davanti a lei: "Mamma. Maestro e discepoli proseguirono il loro viaggio. ma Scimmiotto lo fermò: "Aspetta. dovreste sedervi un momento e darmi il tempo di fare piazza pulita" disse Scimmiotto. Perché sei stato lontano tutto questo tempo? Dov'è finita la tua ascia?" "Il signore della montagna mi aveva davvero catturato" rispose il boscaiolo prosternandosi. È il caso di dirlo: Sconfitto l'orco e vinto il suo terrore Se ne può ripartir senza rancore." Ritornato all'albero. non siate in pena. si soffiò il naso. ma li ho pianti anche troppo." Discesero lungo il corso del torrente alla ricerca della strada. La residenza trogloditica fu completamente devastata. "Mio saggio discepolo" constatò Tripitaka. lo masticò e lo sputò intorno. Per dimostrarvi la nostra affezione. è stato catturato e legato a un albero come me. "ti dobbiamo entrambi la vita. pensavo che fossi stato catturato e ucciso dal signore della montagna. e presentate a vostra madre i miei rispetti. mentre Porcellino agitava le orecchie a mo' di ventola. avrebbero potuto uccidere me. La strada maestra. e ho rischiato di perdere la vita. dopo prosternazioni e altri segni di ringraziamento.

amante del popolo. sputar nebbia e soffiar nuvole. "si vede che da piccolo marinavi la scuola. prosciuga fiumi e canali. "Voi due venite con me." "Il luogo dove vi trovate è un governatorato esterno dell'India" rispose una delle guardie. Reverendo. Dovete pensare piuttosto a un'area montuosa in cui gli edifici." Giunti alle mura. Che cosa ci sarebbe di speciale?" Due guardie corsero difilato ad annunciare al governatore: "Vostra signoria. spostare montagne. All'ingresso del mercato incontrarono parecchie persone con l'abito blu dei servitori. mentre convoco il drago per chiedergli la pioggia. "Eccolo qua. fratello?" domandò Sabbioso. occorre l'intervento di diversi uffici e operatori. allontanandosi dalle pendici dei Monti Spandinebbia. gettare il cielo in fondo al pozzo con un calcio. perché temeva che i discepoli provocassero guai con i loro modi. Spero che." Scimmiotto rise: "In cambio di oro non avrete una goccia. Posso importunarvi lasciandovi in custodia il mio maestro. Per raggiungerlo bisogna arrivare in India. Se non lo sappiamo fare. avete un direttore per governatore?" "Direttore è il suo cognome. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka "vedi le mura e i fossati? Non saremo per caso arrivati?" "No di certo!" esclamò Scimmiotto. Il cognome è registrato nel Classico dei patronimici. cavallo e palanchino. e il governatore fece servire il tè e un pasto di magro. ci saprete soccorrere con i vostri divini meriti. i poveri muoiono di fame. Nella città il timore della legge ancora incita gli infelici a pignorare le proprie cose pur di conservarsi in vita. Degli abitanti due terzi son morti Di fame. invitò Scimmiotto a sedersi al posto d'onore. una siccità che perdura da molti anni ha ridotto all'abbandono le coltivazioni private. Nove focolari Su dieci son ridotti senza mezzi. La strada che seguiamo passa dalla vostra nobile contrada. per riempire continuamente ciotole di zuppa e piatti di riso che si vuotavano in un baleno. Stavamo pulendo il muro sotto il portico. Sono tre anni interi che non piove. finché la fame si quietò. i granai sono vuoti. Alla fine Tripitaka porse i suoi ringraziamenti e chiese: "Vostra grandezza. Si resero conto che in città mancava ogni animazione: le strade erano deserte." "Fateci dare un'occhiata. I quattro pellegrini. Questo che vediamo ha l'aria di essere il capoluogo di un governatorato. "non perdete tempo in chiacchiere." "Dev'essere un cognome non comune" commentò Scimmiotto ridacchiando. in India. perché invochino la pioggia e salvino la popolazione. affrettarono il passo sulla strada maestra. Per tutti." "Mostrateci l'appello" propose Scimmiotto. non appena mi avete convocato. "Io son capace di invertire il corso dei fiumi e di vuotare l'acqua dei mari. allo scopo di riuscire più obbligante con la sollecitudine e la cortesia. è un luogo puro e pulito. invita ogni maestro illuminato a celebrare una grande cerimonia di implorazione della pioggia in conformità della Legge del Buddha. Giunti alla residenza si fecero le presentazioni. hanno affermato di essere in grado di far cadere tutta la pioggia che ci serve. mi avete convocato: che cosa posso fare al vostro servizio?" "Alzati. seduto su un cuscino. Del resto vedete che sono venuto subito.CAPITOLO 87 IL GOVERNATORE CHE AVEVA LITIGATO CON LA MOGLIE NEL GOVERNATORATO DI FENGXIAN. "e si chiama Fengxian. giunse da est un ammasso di nuvole scure che scesero al suolo nella corte. Dopo vari giorni di viaggio videro una città." Il governatore. Il presente appello viene promulgato nella speranza che i saggi d'ogni dove verranno a invocare la pioggia salvatrice. ripartiamo senza compromettere il nostro viaggio. e come sapete. Tripitaka prese energicamente il controllo della situazione. del grande paese dell'India. Ma l'amore per la virtù e il perseguimento dei meriti possono ottenervi fior di acquazzoni. e non so dire a quale distanza si trovi dal confine. mentre mi occupo dei vostri affari?" "Che cosa conti di fare. abbiamo incontrato quattro bonzi che si dicono inviati in cerca di scritture dai grandi Tang. È una vera fortuna Che al mio appello rispondan veri monaci. gli affari Vanno a rovescio." "Basta con le chiacchiere. se ci accordate questa dimostrazione della vostra compassione. Quando il governatore vide il monaco cinese si prosternò in mezzo alla strada." "Non oserei mai. una gioia fra mille!" Lui stava pregando davanti a due bastoncini d'incenso." Le guardie srotolarono il foglio. nonostante la grande estensione del territorio del governatorato e le risorse del governo e della popolazione. lo sapremo quando arriveremo. recitava sutra. Siamo corsi a informarvi. non oserò mai più offendere la virtù. da quanto tempo dura la siccità?" "Il governatorato che comando Appartiene al paese delle Indie. Lo staio di grano costa cento pezzi d'oro. rinunciò a scorta. Il paese è afflitto da una siccità che dura da molti anni. maestro. mi servirete da assistenti. I servitori ne furono terrorizzati. si inchinò profondamente e disse: "Maestro. le torri e le terrazze sono sparsi e non formano un agglomerato: così è fatto il Monastero del Colpo di Tuono sul Monte degli Avvoltoi. di cui ignoriamo il nome. detto anche Gioia Assoluta. senza far caso a quanto erano brutti i suoi discepoli. Ma il dipartimento della pioggia non può muoversi senza ordini superiori. Chi sia in grado di provocare la pioggia ha il dovere di soccorrere questo povero popolo: sarebbe un atto di misericordia senza uguali." Porcellino e Sabbioso lo seguirono in fondo alla sala. "Di quale gioia si tratta?" "Mentre affiggevamo il vostro appello. si tenevano sotto i portici ed erano evidentemente guardie della città. dove dobbiamo incollarlo. perché lo tieni all'asciutto?" "Non dimenticate. posso muovere le stelle fisse e convocare le costellazioni." "Discepoli" li interruppe Tripitaka. non è una città. alcuni di loro. nella vostra grande compassione. DOVE IL CIELO OFFESO NEGA LA PIOGGIA. verso la fine(10). prego. ho appena bruciato incenso e fatto il bagno rituale per venirvi a implorare di salvare la popolazione con le vostre preghiere. Poiché la gente ingombrava il passaggio e non dava segno di farsi da parte. "Il mio nome è Direttore. Basta un dito di pioggia. che significa 'Immortale delle Fenici'. Il paese in cui ci troviamo soffre di siccità da molti anni. Il re drago del mare orientale. Tale servizio meriterà grandi ricompense." "Far piovere è facile" disse Scimmiotto. Ciò considerando che. acchiappare la luna. ma nelle campagne non si contano i saccheggi e gli episodi di antropofagia che turbano l'ordine pubblico. i figli maschi vengono abbandonati a chi li voglia. assunse forma umana e uscì dalle nuvole per inchinarsi davanti a Scimmiotto e chiedere: "Grande santo. Una bambina di dieci anni si scambia per tre pinte di riso. rende incolti i terreni dell'esercito. che era un funzionario integro e saggio. mentre il governatore pregava e bruciava incenso e Tripitaka. Potremmo recarci in un tempio o in un monastero?" "Seguitemi nel mio umile yamen. Adesso non cercare scappatoie. Tripitaka smontò da cavallo per superare la tripla serie di porte. Come potrei avere la temerità di procedere senza le prescritte autorizzazioni?" "Passando di qua abbiamo constatato che la popolazione soffre molto. Scimmiotto si incuriosì di un particolare: "Scusate. andavano e venivano svelti come una lanterna girevole. Ci siamo permessi di entrare in città a cercare un alloggio per la notte: vogliate scusarci se siamo invadenti." I pellegrini lo seguirono con cavallo e bagagli. Visto che siete tanto . Porcellino aveva una fame da tigre digiuna. Aoguang. Letto l'avviso. Le guardie si fecero avanti (ma tremavano anche loro) e chiesero da dove venissero. e scusami se ti ho fatto venire da tanto lontano. sono l'umile ufficiale che esercita la funzione di governatore a Fengxian. "Il luogo in cui risiede il Buddha. congedatisi dal boscaiolo." Tripitaka rese il saluto e rispose: "Questo non è il posto più adatto per discutere. SCIMMIOTTO INCITA AL BENE ED OTTIENE IL DONO DI ACQUAZZONI BENEDETTI. I ricchi sono ridotti alla pura sussistenza. e questa non sarà vana promessa per chi ascolti il nostro appello." Il governatore si aggiustò l'abito e corse subito al mercato. Non cresce nulla. Noi abbiamo appunto l'incarico di affiggere un appello del governatore ai maestri della legge. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. grandi e piccoli. e chi rimane è una candela Esposta al vento. in cui si leggeva: Con il presente appello il governatore Direttore del Governatorato di Fengxian. convocar venti e tempeste: questi erano i miei giochi da piccolo. il rude Porcellino gridò: "Fate passare!" Gli uomini li guardarono e furono presi dalla paura: "Un mostro. in ricompensa Daremo pezzi d'oro e gratitudine. grande santo. che il mio potere di provocare la pioggia è al servizio del cielo di Sopra. la fascina di legna cinque once d'argento. dissecca i pozzi ed esaurisce le sorgenti. con cappello e cintura. perciò ti ho chiamato per chiederti aiuto. "Fratello" intervenne Porcellino. Faticarono per un bel pezzo. Non appena Scimmiotto ebbe pronunciato le autentiche parole e recitato l'incantesimo. Si udì annunciare: "Arriva il governatore!" La folla si aprì. guardate!" Qualcuno si sentì male. "L'umile monaco che sono è inviato da sua maestà dei grandi Tang dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono. Alzatevi. Noi offriamo mille pezzi d'oro e la nostra riconoscenza.

magari di mettere in pericolo la vostra vita. Il messaggero delle suppliche ha già portato all'Imperatore di Giada un gran pacco di documenti che provano la conversione avvenuta. È venuto a sollecitare un decreto di pioggia per quel paese. fratello?" chiese Porcellino. nelle case dei grandi dignitari e in quelle del popolo minuto. bisogna che lassù sia beccato tutto il riso. dove incontrò il delegato allo sportello del Tuono. grande santo?" "Avrei bisogno di vedere per affari il Venerabile celeste. Me ne ha parlato ieri l'Imperatore di Giada. e uscì vergognoso e scoraggiato. "Porta a buon fine la tua incombenza." "Badate voi al maestro" raccomandò Scimmiotto a Porcellino e Sabbioso. Occorre acqua." Proprio in quel momento giunse il messaggero che recava testi taoisti e rescritti buddisti compilati a Fengxian come suppliche." Scimmiotto ci rimase male. fummo testimoni della malvagità di quell'uomo: gettava ai cani le offerte dedicate al Cielo e bestemmiava in modo tremendo. Allora le montagne si dissolverebbero e il catenaccio si spezzerebbe. e la popolazione soffre molto. "Fai quello che occorre" gli disse il monaco cinese." "Non dire sciocchezze." Scimmiotto seguì il consiglio e salì al nono cielo. Ma i precettori mi hanno suggerito di provare a riportare al bene il governatore. sotto il catenaccio ardeva una lampada. Sulla sinistra." Scimmiotto fu accompagnato nella Sala dei Profumi." Il colpevole si prosternò: "Come sapete ciò che è accaduto tre anni fa?" "Rispondete a me: è vero che gettaste ai cani le offerte dedicate al Cielo? Vuotate il sacco. "L'affare per cui mi sono permesso di disturbarvi nel vostro stimato ministero è una richiesta di pioggia per il paese di Fengxian. facciamolo entrare" intervenne Xu Jingyang. ma non osa muoversi senza carta bollata: perciò sono venuto a pregare l'Imperatore di Giada di promulgare un editto." Scimmiotto. Egli si complimentò con il grande santo: "Il merito di queste buone intenzioni è tutto dei vostri incitamenti al bene. fratello?" si intromise Porcellino. non occorre che tu chieda un'altra udienza all'Imperatore di Giada. È un posto in cui non piove da tre anni. Torno dall'Imperatore di Giada per supplicarlo di nuovo. Mi arrabbiai tanto che rovesciai il tavolo delle offerte e urlai quello che mi veniva in mente. il cancelliere addetto alle Rettifiche dei Registri e l'ispettore della Incorruttibilità. In seguito mi dispiacque molto di avere perduto le staffe in quel modo. Alla porta. dove vide un monte di riso alto una diecina di tese e uno di farina alto venti tese. c'è qui Scimmiotto Consapevole del Vuoto. il re Difesa del Regno gli chiese come era andata. nella Legge e nella Comunità. era appeso un catenaccio d'oro alto un piede e tre o quattro pollici. e non so spiegarmi come sia potuto accadere. I quattro precettori risposero: "Perché quel tizio che ha offeso il cielo riceva pioggia. fatemi vedere sua maestà. che si è trovato a passare dal governatorato indiano di Fengxian." "La pioggia è vietata in quella regione" risposero i precettori. "Che cosa significa?" chiese Scimmiotto che continuava a non capirci niente." "Dunque sarebbe per quel tale Direttore" rispose l'imperatore." "Durante il rito mi accapigliai con mia moglie. e chiedere che ti assegnino le divinità del tuono. io non potrò far niente. con la barra grossa come un dito. Prese da parte il governatore e gli disse: "È tutta colpa vostra: tre anni fa. Fatele vedere a Consapevole del Vuoto: se vuole il decreto. grande santo?" "Quasi ci siamo: abbiamo raggiunto la frontiera dell'India e ci troviamo in un governatorato che si chiama Fengxian. il cagnolino leccare tutta la farina e la fiammella fondere la barra. "Ricordo benissimo: tre anni fa. e io chiamai i cani perché facessero piazza pulita. bestione! Sono decreti del cielo di Sopra: là non fanno entrare uno come te. che non aveva scelta. per sollecitare l'autorizzazione a far piovere. a un cavalletto di ferro. Altrimenti faccia il piacere di occuparsi dei fatti suoi." Ma il re celeste disse: "Grande santo. metto . in modo che possiamo riprendere il viaggio. da parte sua uscì dal diagramma dell'Orsa Maggiore per andare a informare Tripitaka. "Lascia perdere. Allora i funzionari daranno via libera ai draghi. Tutti insieme lo introdussero nella Sala delle Nuvole Misteriose e annunciarono: "Vostra maestà. durante una cerimonia che durò tre giorni furono scritte e inviate in cielo infinite suppliche. di qualunque strato sociale. maestro. Il ritorno al bene è avvenuto. un pensiero di bontà e di compassione. dove siamo giunti con il mio maestro." "Vengo con te. Ma se non cambiate. avete offeso il cielo e la terra.incline alle opere buone. su al nono cielo. Ho sentito raccontare che il governatore di quel paese aveva offeso cielo e terra con la sua condotta. Puoi andare direttamente all'ufficio di Risposta al Primordiale." "C'è tutta una storia sul governatore di Fengxian. mi ha incaricato di invocare la pioggia per il suo paese. con una capriola nelle nuvole. non perdete l'ottimismo. Invocava Cielo e Terra. il re celeste gli chiese: "Ancora qui?" "Quel governatore si è convertito." Ciò detto scomparve. I precettori risero e gli dissero: "Grande santo." "Conoscerai l'espressione popolare: una faccia tosta come quella della mosca nella ragnatela" rispose beffardo Ge Xianweng. quella gente ha pregato tanto che ancora mi ronzano le orecchie." Scimmiotto se lo tenne per detto e ripartì senza nemmeno congedarsi dall'imperatore. e ha condannato il paese a restare senz'acqua finché quegli oggetti non siano distrutti. la cui fiamma lambiva la barra. se vi impegnate senza indugio a leggere sutra e pregare il Buddha. l'imperatore non vuole promulgare il decreto. e i precettori celesti mi hanno mostrato il monte di riso e tutto il resto. dove lo accolse il re Difesa del Regno con i suoi soldati e giganti: "Sei venuto a capo della tua impresa di cercar scritture. e al Cielo potrebbe venire in mente di far peggio." "Non è un caso se sono rimasti all'asciutto. Scimmiotto si trovò circondato dalla folla dei funzionari che chiedevano notizie. potrò fare qualcosa per voi. il 25 della dodicesima luna." "Che cosa vuoi fare. Per conto suo fece diffondere l'ordine urgente di esporre in ogni casa le tavolette del re drago." "Non è difficile" rise Porcellino. facevamo un giro d'ispezione nei diecimila cieli e nei tre mondi." "Se vi pentite e vi volgete al bene." "E allora come faremo?" si inquietò Tripitaka. bruciando bastoncini d'incenso. spero che mi farete sapere di più sulle misure prese lassù nei miei confronti. di collocare davanti a ogni porta una giara d'acqua pura con rami di salice e d'onorare il Cielo bruciando incenso. che non è una donna saggia. Il governatore restò di sale: "Dov'è andato a finire il reverendo?" "Ha fatto un salto in Cielo" lo informò Porcellino ridendo. si potrebbe fare così: io torno a casa a predisporre i miei collaboratori e voi vi prendete la pena di presentarvi a rapporto lassù." "Quali cose. e ha visto e sentito tutto. e qui pioverà a catinelle. la pioggia sarà assicurata. Un galletto non più grosso di un pugno becchettava il riso. Provate a ricondurre quell'uomo al bene: se ci riuscite. mi hanno spiegato che sarebbe stato sufficiente ricondurre al bene il governatore e i suoi: perché il Cielo deve ascoltare la gente per bene. un cagnolino giallo leccava la farina. Quando mi hanno visto scoraggiato. Fu allora che feci allestire quelle tre cose nella Sala dei Profumi Avvolgenti." Il governatore si prosternò e supplicò con voce implorante: "Sono pronto a ubbidire alle vostre istruzioni. e si accusava dei suoi peccati. ciò in tutta la città. io faccio un'altra scappata lassù. i precettori celesti mi hanno detto che può bastare un'opera buona per risolvere il problema. e fece rizzare un altare. grande santo?" "Il governatore di Fengxian. Non so se sia permesso far piovere da quelle parti. vediamo se sono ancora capace di combinare qualcosa. Ma non avevo idea che il Cielo si fosse offeso al punto da infierire su tutto il paese. Convocò subito preti e monaci. Volevo sollecitare l'assistenza dei vostri addetti al tuono. Il cibo si sparse per terra. "Mi pare che il governatore ce la stia mettendo tutta. "La strada è un'altra" spiegò Scimmiotto." Scimmiotto non conosceva i fatti e insisté per ottenere l'udienza. "Vietata o no. un monte di farina e un gran catenaccio d'oro. il 25 del dodicesimo mese. "Qual buon vento vi porta. "Portami con te: mi trasformerò in qualche modo e mi ci vorrà poco a ingoiare il riso e la farina. Perché qui piova." Ritornato nel mondo di Sotto e nello yamen." Il governatore batté la fronte a terra e giurò di rifugiarsi nel Buddha. Avvisi urgenti diffusero a tutte le famiglie. "Ma guardati dal mentire. L'Imperatore di Giada ha fatto allestire un monte di riso. Mentre passavamo dal suo paese. Il governatore in persona guidava i fedeli nella preghiera. perché i precettori celesti le sottopongano all'attenzione dell'imperatore di Giada. "Al momento di venir via. il pollo dovrà beccare tutto il riso." "Se le cose stanno così. e io farò cadere la quantità di pioggia decretata. Il governatore fu invaso da sconfinato rispetto." Quest'ultimo si aggiustò la veste e scese giù dalle sue nubi di cinabro con le nove fenici. l'ordine di bruciare incenso e di pregare il Buddha. si arrese e lasciò ripartire il drago. che è afflitto da una tremenda siccità." "So tutto. Quando si udì salire da tutta la città il brusio ininterrotto delle preghiere. "Tutto come dicevi tu. che gli chiesero: "Quali affari vi portano da noi. Poiché mi onorate del vostro aiuto. Per risolvere le difficoltà basterebbe commuovere il Cielo con una buona azione. Scimmiotto si rivolse a Porcellino e Sabbioso: "Badate voi al maestro. il re celeste non osò trattenerlo. Se l'è legata al dito e ha fatto allestire tre cose per non dimenticare. "Io salgo un momento in Cielo e torno subito." Quando Scimmiotto giunse alla porta del Cielo. era giunto alla porta ovest del Cielo. leccata tutta la farina e fuso il catenaccio. Poi romperò il catenaccio." "Proprio quel giorno l'Imperatore di Giada faceva il suo giro di ispezione nel mondo di Sotto. C'è poi un cavalletto di ferro che regge un catenaccio d'oro con la barra grossa un dito." "Dove porti le carte?" "Nella Sala della Penetrante Chiarezza. Tripitaka partecipava alla cerimonia leggendo sutra. quelle cose devono essere distrutte. Mi sono rivolto al re drago. Perciò mi sono permesso di venir qui direttamente. grande santo. nei viali e nei vicoli. Quando avrai tuoni e fulmini." "Sbrigati" concluse Sabbioso. sotto la quale arde una lampada. Davanti alla Sala della Penetrante Chiarezza incontrò i quattro grandi precettori celesti. "Ha fatto mettere nella Sala dei Profumi Avvolgenti un monte di riso alto dieci tese e uno di farina alto venti tese: un pollo becca il riso e un cagnolino lecca la farina. la fortuna ritornerà spontaneamente. Intanto Scimmiotto.

Il popolo vive contento. I canali sono in piena da est a ovest. solo se vi mostrate potete contare sulla loro vera fede e su un culto durevole e convinto. Dovreste aprire un varco in mezzo a tutte queste nuvole e farvi vedere di sotto. Scimmiotto suggerì al maestro di dargli un nome. Erano giusto tre anni che a Fengxian non si udiva un tuono. ufficiali. Poi si dedicò un giorno a una funzione religiosa di resa di grazie. Giganteschi fuochi fatui. il ritorno della fede. Si vedevano dunque: il re drago che rivela la sua immagine. boati come se sprofondassero le montagne. non manca all'appello una sola famiglia. dove predispose le proprie operazioni. brucia bastoncini d'incenso e si distoglie dalle male azioni. il raccolto sarà abbondante. Gli dèi si pavoneggiarono per due ore buone. Fu una bella festa. e un altro ai complimenti e ringraziamenti d'uso. La sera stessa mise all'opera molte persone per preparare il banchetto e per edificare il santuario. l'acqua cade a rovesci. In città e nei sobborghi. dichiarò: "Vedo che questa gente è piena di buoni pensieri. come dice il vecchio poema: Dell'uomo non c'è pensiero Che sfugga alla terra e al cielo. mentre Scimmiotto ritornava a terra. e tutti videro gli dèi in gloria nella loro vera forma. batte sulle tettoie. recando vento ogni cinque giorni e pioggia ogni dieci. Come potete parlare di ripartire?" "Non voglio certo contestare il fondamento delle parole di vostra grandezza" rispose Tripitaka. tutti ripetevano: "Namo Amitâbha Buddha! Namo Amitâbha Buddha!" Queste grida di buoni pensieri commuovevano il cielo di Sopra. quando l'Imperatore di Giada vide gli incartamenti dei preti taoisti e dei monaci buddisti. aspettate un momento con i vostri arnesi: vado a cercare il governatore perché vi presenti i suoi ringraziamenti. Il male d'altri tempi si è dissolto Coi tre tesori. Xin. Ed è l'effetto D'un pensiero. recati dal messaggero delle suppliche. gli dèi delle mura e dei fossati. che dichiararono unanimi: "Il governatore e la popolazione della città si sono convertiti al bene. Chi si metteva un bruciaprofumi sulla testa. e presto piovve a dirotto.subito a vostra disposizione Deng. montagne e fiumi tremano per mille leghe." Ma si fece avanti il governatore: "Che cosa dite mai. Che bellezza! Spesse e pesanti nubi. Nei campi fioriscono frumento e canapa. ora potete ritornare in ufficio. "Ho trattenuto per voi le divinità dei quattro dipartimenti: fareste bene a convocare più gente per esprimere la vostra gratitudine. A voi si chiede di dare una mano. Acquisteremo un terreno perché le vostre signorie ci fondino un monastero. Se non fossero pagati Bene e male." Fu subito diffuso un nuovo invito urgente alla popolazione. I fulmini rigavano lo spazio e il tuono rimbombava. Scimmiotto si trovava in compagnia di Deng. lo dicono anche i versi: Dolce la pioggia dopo lungo tempo Di siccità! Tornano ad animarsi I canali e i mercati. Le nubi si dissiparono. delle nuvole e della pioggia. "Ma devo ricordarle che siamo in viaggio per l'Ovest." Le divinità promisero e se ne tornarono ai rispettivi dipartimenti. Mi sono permesso di farvi preparare un modesto banchetto per testimoniare la nostra gratitudine. chi agitava i rami di salice. Il monastero aveva sale e padiglioni imponenti e un magnifico portale d'ingresso. I germogli si gonfiano. il ciambellano di servizio introdusse il tudi. Ora grano e miglio prosperano. andate a vedere a che punto sono quelle tre cose. mentre l'acqua ruscella nei sei viali e nei tre mercati. il grande santo propose: "Ora che il caso è risolto e il popolo in pace. a tratti illuminato dai fulmini. il guerriero del tuono che inarca il suo corpo gigantesco. "Voi avete compiuto un atto d'incommensurabile bontà. il dio del suolo e diverse altre divinità locali. alla tal ora. i quali avevano già ordinato alla signora Fulmine di mettersi al lavoro. in conformità del presente ordine. spruzza le finestre. Scimmiotto risalì da loro per salutarli e disse: "Grazie del disturbo che vi siete preso. possiamo chiudere le valigie e ripartire. perché oggi hanno visto i guerrieri del Cielo. Il governatore li invitò a ispezionare il cantiere. che unisce alla virtù la competenza" disse sorridendo Scimmiotto. Anche se me li incidessi nel cuore. davanti alla tavoletta su cui incideremo i vostri nomi." Da parte sua. Zhang e Tao. Non possiamo ritardare troppo il nostro cammino. il governatore e i suoi ufficiali li servirono a suon di musica. scuotimenti che fanno barcollare la terra. Come tutti sanno. crede a ciò che vede." "Che bel . mille speranze esaudite. Ma Scimmiotto gridò con voce tonante: "Divinità dei quattro dipartimenti. L'imponente generale Tuono ha una gran bocca con gli angoli rivolti all'ingiù. soldati e gente comune si inginocchiavano davanti all'insolito spettacolo. che tutti lodarono. Torna sulla terra L'età dell'oro e il raccolto abbondante. Quando furono caduti tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. "Sono edifici enormi! Come avete fatto a erigerli in così poco tempo?" "Molti operai ci hanno lavorato giorno e notte. Il ragazzo delle nuvole è molto carino. Xin. "Lo chiameremo" disse Tripitaka "Monastero del Buon Soccorso di Lunga e Dolce Pioggia. Se ne stanno sulle nuvole azzurre come sopra un altare da cerimonia. al massimo un paio di giorni. Mare liscio e fiumi limpidi sono pegno di pace universale. vostra signoria!" gridò inchinandosi. Zhang e Tao. La gente. inchinandosi a ogni passo. perché pregasse il Cielo e bruciasse incenso. il tuono è il chiasso di un'incredibile quantità di insetti. Ritornato da Tripitaka." La compagnia partì immediatamente e giunse ben presto nei cieli della regione di Fengxian. crescono i fagioli negli orti intorno ai villaggi. Il drago ha il volto celeste con le barbe d'argento. Grazie all'iniziativa del grande santo. azionino il tuono. L'indomani fu dedicato a un sontuoso festino. che la gente del posto vi assicurerà con fede sincera nei momenti stabiliti." Un ufficiale incaricato della sorveglianza della Sala dei Profumi Avvolgenti riferì: "Le montagne di riso e di farina sono scomparse. cari miei. I quattro precettori trasmisero il decreto agli uffici competenti. i contadini il gusto dell'aratura. con la faccina di giada e il berrettuccio d'oro. nera e densa caligine: il carro del tuono rotola fragoroso. spinti dalla gratitudine e dai miei ordini. Il vento soffiava ammassando le nuvole. Quando brilla la riga rossa. Alla fine passarono quindici giorni. su monti e fiumi oscurati per mille leghe si rovescia la pioggia e inzuppa la campagna. che il monaco cinese fu invitato a presiedere. I loro cuori saranno puri e rivolti al bene. i meandri dei torrenti si congiungono da nord a sud. Penserò io a organizzare offerte e ringraziamenti. delle nuvole e del vento. Al festino del primo giorno seguì un banchetto il giorno successivo. È il caso di dirlo: un pensiero rivolto al Cielo. le divinità riposero l'attrezzatura. Ora la gente di Fengxian sa in quali dèi credere. Perciò vi supplichiamo di manifestare la vostra compassione e di far cadere la pioggia. I lavori del monastero e del santuario per il culto ai pellegrini erano già molto avanzati. ritorneranno più volentieri a farvi visita e recar pioggia. quando giunse una tal folla di divinità da riempire tutto il cielo. Il governatore lo venne a ringraziare. costruiremo un santuario per rendervi fin da vivi il culto delle quattro stagioni. spargano le nuvole e versino tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. Nel corso dell'intera giornata. non soddisferei la decimillesima parte del debito che abbiamo tutti verso di voi. con Scimmiotto. gli alberi secchi riprendono vita. insieme alla Madre del Fulmine. mentre i fedeli continuavano a genuflettersi e prosternarsi." Il governatore non voleva saperne. Infatti. se la pioggia cade al momento giusto. Brontola il temporale. La gente se ne sta chiusa dentro casa." Gli dèi si tennero a mezz'aria. il ragazzo delle nuvole che fa capolino e il conte del vento che si degna di comparire. Il conte del vento sbarra gli occhi tondi sotto le sopracciglia cespugliose. Porcellino e Sabbioso accanto a sé. l'universo Ne resterebbe sconvolto. "Non ringraziate me" disse Scimmiotto. del tuono. Quando vi avranno visto in faccia. rendono omaggio al Buddha e onorano il Cielo. che si mobilitarono immediatamente per coordinare l'esecuzione e sostenere il prestigio degli dèi nel mondo di Sotto." "Siete proprio un saggio governatore. Crepe di fiamma che illuminano tutto il cielo. si rechino nel governatorato di Fengxian e oggi stesso. il catenaccio d'oro si è rotto." L'Imperatore di Giada si rallegrò e promulgò il seguente decreto: I dipartimenti del vento. I fulmini sono serpenti d'oro. I mercanti ritrovano la gioia del commercio. Venite a vedere da vicino. i quattro dipartimenti sono quelli della pioggia.

che affrettavano il passo. "Pensi solo a riempirti la pancia. ma il principe lo fece salire accanto a sé e lo invitò a sedere. appeso. si assottiglia il mantello delle montagne. La pusa Guanyin disse una volta che la mia meta era lontana cento ottomila li." Dal vicino boschetto sbucò un vecchio che si appoggiava a una canna di bambù. Diavoli e mostri a migliaia. il monaco cinese sul suo cavallo si rivolse al Novizio: "Saggio discepolo. che era effettivamente un saggio. ma questa pioggia ha salvato diecine o centinaia di migliaia di vite umane. cioè 'Splendore di Giada'. "Non provochiamo incidenti!" Porcellino camminava a testa bassa. Ecco perché questo è detto il paese della gioia assoluta. e musiche. Le taverne si sprecano: Gran tavole imbandite. Non sono riuscito a tenere il conto di tutte le prove che ho dovuto superare prima di giungere nel vostro bel paese. lo chiederemo ai suoi abitanti. Piantala e cammina. Navigando sul lago i mercanti le recano Ogni specie di merce. in cui la luna bianca si affaccia alle finestre." "È la bontà in persona. Il tempo correva veloce come la spola. Dopo il ponte sospeso. "ecco un'altra città. Se lo andrete a trovare. ma solo per gli altri" sogghignò Porcellino." Porcellino non osò replicare. A vedermi legato. ma uno dei suoi suggerì: . "In famiglia. Tripitaka smontò da cavallo e lo salutò a mani giunte. Profumano le felci. È un principe saggio: rispetta il buddismo e il taoismo. in corpo e deputazione. "Mi raccomando. secondo l'appetito. Poi ripiegò il documento. "Chiedete se si può acquistare foraggio per il cavallo. ma l'arancia già si colora di giallo. Una folla di monaci. "Ciambellano. ogni anno vi si dovevano recare le offerte delle quattro stagioni. con fanfara e bandiere spiegate. La città era grande e bisognò camminare a lungo per giungere alla residenza del principe." Sabbioso portò i bagagli dentro l'albergo. sappiate che la nostra umile regione è una provincia dell'impero dell'India. ascoltate il prossimo capitolo. Intanto il maestro si era presentato all'ufficiale di servizio. "Bestia!" gridò Scimmiotto. "Nascondi la tua brutta faccia e non dire malignità. esci a cercare i discepoli del reverendo e invita a pranzo anche loro. Se poi non sapete quanto tempo occorse. Nel crepuscolo risplende la fredda acqua del lago davanti alle case dai comignoli fumanti. Ma non avevamo mai visto un bonzo come questo. GIUNTO A YUHUA. Dopo tutta la compassione che hai riversato su un milione di persone nel governatorato di Fengxian. il servizio delle cucine e l'albergo per i visitatori. che attraversiamo un ponte. e anche allora non si risolvevano a lasciarli andare. Per lingua e aspetto. "Come volete che lo sappia? Quando arriveremo. Fuman mille comignoli nelle sue lunghe vie. finì per alzare il grugno e dire: "Quando mai un bonzo riuscirebbe a sottomettere il re dei maiali?" La gente si sbandò dallo spavento. il frutto del mandarino è ancora verde." L'ufficiale non trovò nella strada nessun eminente discepolo. calzato di sandali di fibre di palma. e l'olio di sesamo otto millesimi la libbra. Entro nella residenza per far vistare il passaporto. vi riceverà di sicuro con rispetto. fu una gara per fornir loro il viatico. tutti esclamavano: "Di monaci eminenti." "Quando mai ti avrei pestato i piedi?" domandò Scimmiotto. dopo aver preso lietamente congedo dal governatore. e poi ce ne andremo." "Non me ne parlate. prospera il poligono rosso. Durante il viaggio l'inverno è ritornato quattordici volte. questa buona azione è ancora più meritoria del salvataggio dei bambini del regno di Bhiksu. Perciò si sedettero dove vollero. Riferisce il racconto che." Il bestione abbassò il grugno. MANIFESTA LA POTENZA DELLA LEGGE. invece. ve lo farò sapere. Il vecchio si fermò e rese il saluto: "Da dove venite. ignora la paura. fiancheggiati da taverne e da case di piacere. "A Bhiksu furono salvati mille centoundici bambini. ce ne sono anche qui. avete attraversato molte contrade. sono seguite da chiare mattine gelate. Concede il grande santo le sue grazie a ciascuno. tu ci provi gusto. qualcuno scivolava e cadeva. ma lui rifiutò: "Non occorre: la strada da fare è poca. cui erano state inviate placche dorate per invitarli a intervenire. e li guardarono allontanarsi con le lacrime agli occhi." Tripitaka lo ringraziò. con l'abito leggero stretto alla vita da una striscia di stoffa a uso di cintura. Quando Tripitaka gli presentò il passaporto. quello del re drago e così via: uno per ciascuna delle divinità che avevano portato soccorso." Proseguirono dunque a piedi attraverso i sobborghi. E SCIMMIA DELLO SPIRITO E MADRE DEL LEGNO ACCETTANO DISCEPOLI. irritato. "Ci penso io. Solo Scimmiotto procedeva noncurante. "Non hai visto l'insegna? 'Albergo per i visitatori'. e il merito è tutto tuo. Quando la gente apprese che non sarebbero rimasti più a lungo. li vollero scortare per più di trenta li. dopo questa partenza. né tanto meno metterli alla porta. "Tante volte." "Quattordici anni! Suppongo che il vostro cammino sarà stato ritardato da molti ostacoli. perché temo che siamo in ritardo sulla tabella di marcia" obiettò Tripitaka. L'oca selvatica si rifugia nel casolare abbandonato. ma continuò a ridacchiare fra sé. Sabbioso cercava di nascondere la faccia. Il santuario dei pellegrini era stato eretto a sinistra della sala grande. lo ricevette subito. per incontrare il Buddha." Porcellino. Le limpide notti. Intorno alla piazza c'erano anche gli uffici amministrativi. essi vollero aiutarlo a risalire a cavallo. che cosa ti costava lasciarmici stare per sei mesi? Là prendevo bei pasti regolari. con una smorfia si assestò i bagagli sulla spalla e seguì ansimando gli altri. Bada a dove metti i piedi. che si chiama Yuhua. A me sa solo pestare i piedi. il gallo di campagna celebra cantando la raccolta dei fagioli." "Maestro. Mi meraviglio anch'io della potenza magica del nostro condiscepolo anziano. Il signore della città. capaci di sottomettere tigri e draghi." "Si capisce" fece coro Sabbioso." Sentì che un moggio di riso costava quattro decimi di oncia d'argento.nome!" approvò il governatore. "aspettatemi qui. Tutti gli ufficiali. e della sua compassione che copre la terra intera. "Fuori mi aspettano tre giovani discepoli. la corte di giustizia. Andate a sedervi là dentro" rispose Tripitaka. celebrò le cerimonie e bruciò l'incenso. come dicono i versi: Dietro mura di ferro la città sta sicura: Fra l'acque e la montagna. principe di Yuhua. Scompare il rigoglio della vegetazione. Avreste la bontà di farcelo sapere. Tripitaka lo salutò tenendosi a rispettosa distanza. Che distanza c'è da qui al paese dei grandi Tang?" "Non saprei con precisione. questo lo convinse di essere giunto nel paese di Bengodi. è un membro della famiglia reale." Il principe prese in simpatia il visitatore e lo invitò a pranzo. CAPITOLO 88 LA SCUOLA DEI PRÌNCIPI OVE MEDITAZIONE. presto ritornò l'autunno. Era la grande capitale di una regione importante. C'erano anche il tempio del dio del Tuono. Le foglie rosse volano nel vento. Il corteo che li aveva scortati si mosse per ritornare solo quando furono scomparsi all'orizzonte. è una disgrazia. Non oso accettare. caro donatore?" "Maestro di meditazione che conoscete la Via. Come si chiamerà?" "Non abbiamo mai viaggiato da queste parti" rispose Scimmiotto. Quando il vecchio si fu allontanato. "Discepoli" disse Tripitaka. ma essi non accettarono un soldo. tenendo il maestro per mano. cercavano rifugio nelle porte. prudenza!" diceva Tripitaka. I monaci divini lasciano il Buon Soccorso. e ama il popolo. animati da un'intensa attività commerciale. Nel caso che il principe ci invitasse a pranzo. che inoltrò la sua richiesta di udienza. che fretta c'era di scappar via?" "La solita bestia" brontolò Scimmiotto. lessato o cotto sotto la cenere. Vediamo una città di cui ignoriamo il nome. Dopo l'ispezione si preparò la partenza. reverendo?" "L'umile monaco che sono è mandato dalla corte dei Tang a salutare il Buddha nel Monastero del Colpo di Tuono. e aggiunse la propria firma con evidente piacere. esaminò incuriosito i sigilli e le scritte di tanti strani paesi. e il principe. non vi preoccupate" assicurò Scimmiotto. La gente si spingeva per guardarli. che doma scimmie e maiali. "Consapevole del Vuoto" disse il reverendo indicandola con il frustino. e follie. Erano tanto brutti che il personale di servizio non osò avvicinarsi." "Dobbiamo restare qui in piedi?" domandò Porcellino. Tripitaka pensava: "Ho tanto sentito parlare di questi paesi barbari dell'Ovest: tutto sommato sono uguali alla Cina. gli abitanti non differivano dai cinesi. superarono la porta della città e si inoltrarono per i larghi viali affollati. lo posò sul tavolo e chiese: "Reverendo. Dopo lungo cammino i quattro pellegrini videro nuovamente levarsi all'orizzonte la massa scura di una cinta muraria. Ti sembra di abitare a Chang'an la divina: Persino cani e gatti litigan come in Cina. ritornò verso i discepoli per riferire le notizie.

Il vaso di cinabro è ovunque oggetto Di adorazione. Ed è questo il motivo per cui i monaci Salvan l'umanità. La bruttezza del volto non esclude la bontà del cuore. ragazzo: te la regalo. I pellegrini. lenta parata. come merci di qualità? Come puoi ignorare la differenza fra un nobile e un tizio qualsiasi?" Durante il battibecco erano giunti nel luogo destinato. giungendo le mani. come se avesse messo radici. Ma anche il principe trasalì. Il terzo principe." Il principino gettò la propria sbarra e cercò di impugnare quella meraviglia. Ma qui non abbiamo spazio sufficiente. Porcellino applaudiva. il secondo un rastrello a nove denti e il terzo una canna laccata di nero. Uomo e sbarra formavano figure di ricamo su broccato. completata la dimostrazione dei loro talenti. Il giovane principe era inchiodato dallo stupore e non osava muoversi. sette in avanti. Delle armi divine che maneggiano Rivelano la grande perfezione. Lo maneggiò a due mani nelle figure della 'fenice color cinabro che guarda il sole' e della 'tigre affamata che si getta sulla preda'. Gli diede il diametro di una tazza e la lunghezza di due o tre tese. un po' di civiltà! Non spaventare la gente con le tue cattive maniere." I giovani vi fecero irruzione e gridarono: "Siete uomini o diavoli? Rispondete. Perfetta comprensione mostra Spatola. I tre sono entrati senza rispettare il rituale dei saluti. rovesci le montagne. si gettò all'attacco con la sua canna laccata di nero. ma gli altri tre sono proprio diavoli!" Porcellino continuava a mangiare come se niente fosse. Sabbioso lo scartò con la mano. Ora è posto il frutto Sul cammino del bodhi: quivi giunta Ogni cosa si appaga meditando. Lo spettacolo si vedeva da lontano: non solo il personale del padiglione. otto indietro. "Mi prendete sempre in giro" si lagnò Porcellino. Uscirono quindi di casa con aria fiera e minacciosa." "Tu l'aspetto d'uomo ce l'hai." L'ufficiale entrò a interpellare l'albergatore: "Dove sono i discepoli del monaco dei grandi Tang? Siamo incaricati di invitarli a pranzo. che non dovete stupirvi se sono ancora pallido. che è venuto a far vistare il passaporto. I miei rozzi discepoli sono brutti. Vien riempito Lo spazio dalle cause della Via. né il corpo grossolano la bellezza dell'anima. Scimmiotto vide che il maggiore usava come arma una sbarra. monaci e suore. Le guardie tremanti dovettero guidare i tre alla residenza e li introdussero nella sala di udienza. ho dovuto reclutare i miei discepoli sui monti selvaggi. e ne acquisteremmo meriti senza pari. né focolare in cui non si ardesse incenso pronunciando preghiere. Poi lo maneggiò intorno alla sua testa. che si preparavano a ripartire. che si inchinarono profondamente. Insomma. si erano inginocchiati nella polvere. Ma lui spinge sempre avanti il suo grugno e grufola dappertutto" aggiunse Sabbioso. sei a destra. Ma non so a quale presenza di dèi o di immortali fosse dovuta. Sono un uomo. impressionati. Quando si furono seduti. infine non poté resistere e urlò a gola spiegata: "Aspetta che vengo a divertirmi anch'io!" Bravo bestione! Salì sulle ali del vento e inventò una danza maneggiando il suo rastrello: tre colpi in alto. si ritirò negli appartamenti privati. fratellino. ma hanno buon cuore. Come apri la bocca. per entrare qui a dir sciocchezze?" "Sono le loro altezze. Ci piacerebbe averli come maestri e imparare le loro tecniche: ci sarebbero utili per difendere il paese. tirò fuori il suo bastone ammazza diavoli e lo mulinò provocando uno spettacolare fascio di nuvolette iridate. non vi fu uno che non si prosternasse pronunciando il nome del Buddha. si rivolse al reverendo: "Maestro. rassicuratevi. che non devo. Quando poi li ho guardati in faccia. e già questo non mi è piaciuto. uomini e donne. lasciò cadere la ciotola e si inchinò: "L'umile monaco che sono è un inviato della corte dei Tang." "Non erano dèi o immortali: erano i brutti discepoli di quel monaco in cerca di scritture. si videro comparire davanti i ragazzi e il padre. Sabbioso. io? Tutta energia risparmiata. Quell'arma scatenata produceva il rumore di un temporale." Porcellino tirò giù una riverenza e berciò: "L'umile monaco che vedete vi saluta!". Maestro e discepoli tacquero e mangiarono. e non ci eravamo resi conto di chi foste. I suoi tre giovani figli lo videro comparire con il volto turbato e chiesero: "Che cosa vi è accaduto?" "Ho ricevuto un bonzo delle terre dell'Est in cerca di scritture. Tripitaka se la prese con Porcellino: "Somaro maleducato! Potevi almeno star zitto. ma non c'era niente da fare: non riuscì a muoverla di un pelo." "Magari ci potevamo inchinare tutti insieme. Permettete che salga al piano di sopra e vi procuri un piccolo divertimento. siamo appunto i monaci che cercate. Non conosci il detto: ci sono persone di qualità. Non è certo comune la figura Della meditazione. I principini corsero dal padre in gran festa: "Incontriamo un'occasione fortunata fra mille! Avete visto lo spettacolo nel cielo?" "Ho visto nubi iridate. giovani altezze."Pare che ci siano in albergo tre bonzi mostruosi. e ho bruciato incenso con vostra madre. permettete che mi eserciti anch'io. ha pur qualcosa da imparare: I principi di Yuhua apprenderanno Che cosa sia tenere il giusto mezzo. "sono seduti a tavola nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. gridando: "Dove sono questi bonzi in cerca di scritture?" "Principini" risposero inginocchiandosi gli ufficiali di mensa. Avreste per caso intenzione di battervi?" Il secondo figlio si mise in posa di combattimento. Gli ufficiali rimasero a bocca aperta. civili e militari. Che cosa ne pensate?" Il principe diede il suo consenso. e disse ridendo: "Prendi questa." I tre principini erano appassionati cultori di arti marziali. ho invitato anche loro. ed estrasse da dietro l'orecchio il suo ago cerchiato d'oro. con l'effetto di spaventarlo del tutto. perciò sono tanto goffi e non conoscono le buone maniere. Le aeree esibizioni dei tre condiscepoli erano smaglianti. dove per ora il racconto li lascerà. "e non di metterci in ridicolo davanti a un principe. cinque a sinistra. Ho fatto riverenze." Scimmiotto si mise a ridere: "Dovevi fare come me. ne piantò la punta nel suolo con un colpo secco a una profondità di tre piedi." Lo levò dalla cintura e lo roteò cavandone mille raggi di luce dorata. che aveva il temperamento più focoso. che roteava vorticosamente incendiando di colori tutto il cielo. "L'altro giorno il maestro diceva che per essere educato devo salutare. ora turbinando in senso antiorario. L'afferrò con entrambe le mani e diventò rosso per lo sforzo. Sabbioso e Scimmiotto risposero: "Siamo esseri umani anche noi. lo ringraziarono e andarono a sedersi ai loro posti. . come udì la parola 'pranzo' balzò in piedi: "Eccoci qua!" L'apparizione provocò un accidente al povero ciambellano. quando mi ha detto di avere tre discepoli." Il principe dominò la paura e si affrettò a spedire i pellegrini a pranzare nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. La nostra speranza è che ci accordiate una dimostrazione della vostra abilità. che cosa devo fare?" "Ti ho detto di salutare la gente quando la incontri" precisò Tripitaka. non una creatura malefica. pallido di spavento." Tripitaka. ho visto tali orribili diavoli. quando alzò gli occhi su di loro. brandendo a due mani il rastrello a nove denti. I giovani principi. Porcellino scoppiò a ridere: "Il tuo rastrello è il nipotino neonato del mio. I tre condiscepoli. i suoi discepoli si tennero da parte." Le guardie si misero a strillare: "Un altro fantasma! È uno spirito scimmia!" Sabbioso giunse cerimoniosamente le mani e fece notare: "Non è il caso di spaventarsi. A un certo punto l'uomo scomparve e si vide solo la sbarra. che si lasciava dietro scie di faville. Non avevamo mai assistito a niente di tanto meraviglioso." Scimmiotto riprese la sua sbarra e rispose: "Volentieri. "Come potete immaginare. e l'ho invitato a pranzo." Il maggiore impugnò una sbarra. Porcellino alzò il naso dal piatto: "Vedo che siete armati. Mentre si recavano al padiglione. ma il principe stesso nella sua residenza e tutta la cittadinanza. Subito arrotolarono le maniche e strinsero i pugni: "Non saranno creature malefiche delle montagne camuffate in forma umana? Aspettate che ci armiamo e andiamo a vedere di che si tratta. ora girando in senso orario. se tenete alla vita. A trecento piedi da terra si arrestò. Le luci che avete visto venivano dalle loro esibizioni. abbassarono a terra le loro nuvole e riposero le armi." Fece un balzo a piedi giunti e ascese in cielo menando fendenti con il suo bastone. signori. Metallo e legno mostrano potenza." Sacripante di un grande santo! Fece una capriola e balzò in aria con un sibilo acuto. lasciata la sala d'udienza. È un uomo straordinario. forse saranno loro. fece scaturire sotto i suoi piedi una nuvola multicolore ed eseguì molte figure con la sua sbarra. Le apparenze rinviano a verità. perciò abbiamo chiesto loro una dimostrazione. Per quanto sublime Sia l'India. Il reverendo fu preso dal panico e si gettò nella polvere. manifestazioni di divinità. Il principe li invitò tutti nella residenza privata a bere il tè. preti e laici. e che ci accogliate come discepoli." Porcellino. Resero poi omaggio a Tripitaka. i tre giovani principi si inchinarono e dissero: "Maestri! Noi siamo comuni mortali. Intanto il principe." "Questo è il dio del camino! Il protettore della fuliggine!" Gli ordini sono ordini. i figli del nostro principe" risposero per loro gli ufficiali di mensa. che sbadigliava seduto su una seggiola. Tripitaka se ne accorse e giunse le mani: "Altezza. A rapido attacco. eccitato. Le loro armi preferite sono uguali alle nostre. Adesso. brusca risposta. prese la parola il principe: "Maestro. Spero ardentemente che vorrete perdonarli. ad astuta finta. fu preso dal panico e strillò: "Che orrore! Un diavolo porcello!" Scimmiotto intervenne per rimettere ordine: "Via. dove l'ufficiale di mensa li fece accomodare e ordinò di servire il pasto. con sibili acuti e melodiosi. come la 'fontana di fiori sopra il baldacchino' o il 'drago giallo che avvolge le spire'. E voi tre chi siete. quattro in basso.

tracciò il diagramma dell'Orsa Maggiore e li invitò a sdraiarvisi con gli occhi chiusi. Ora che siamo giunti a una contrada del paese del Buddha. "Per ciascuna delle vostre armi." I principini rinnovarono i segni di omaggio e di rispetto." Tripitaka fu felice di dare il proprio consenso. quando si stabilì la grande pace. rinviando le divinità primordiali al loro luogo d'origine." "E il vostro prezioso bastone quanto pesa?" chiese il principe più giovane. "ma per imparare occorre una forza adeguata. "Lo stesso peso. non sono mai venuto meno ai precetti della dottrina.vorrei pregarvi di una cosa." I figli del principe convocarono dunque dei fabbri e fecero acquistare diecimila libbre di ferro e d'acciaio. Con essa ho messo sottosopra i palazzi del Cielo e forzato le porte dell'Inferno. I miei occhi mortali non hanno visto altro e. ad apprendere i rudimenti di quest'arte. fiumi e laghi. Il fratello maggiore li richiamò: "Fratelli. Porcellino e Sabbioso si affrettarono a imitare Scimmiotto. Prima di procedere. Il banchetto durò fino a sera. il secondo giorno le tre armi furono consegnate agli artigiani perché le copiassero. Il suo ferro venne fuso da Yu il Grande al tempo in cui il caos incominciava a separarsi. Se diventano nostri discepoli. Se proprio lo volete con tutto il cuore. sento il dovere di sottoporre rispettosamente il caso al mio maestro." "Il mio rastrello non è pesantissimo" rispose ridendo Porcellino." I principini entusiasti corsero a procurarsi un altare. ma non so se i vostri eminenti discepoli acconsentiranno. Danze. Crescono rigogliose nella notte Le erbacce sul sentiero. Allora Scimmiotto condusse i tre principini nella stanza più silenziosa del padiglione. ma non fa dormire." "Devo scusarmi con voi per aver creduto. In secondo luogo. L'indomani i principini ritornarono a ringraziare: "Divini maestri. I ragazzi si levarono da terra stropicciandosi gli occhi: si sentivano pieni di energia. si purificarono con abluzioni. e ora toccava a loro di rendere quello dovuto ai maestri." "Siamo tutti agli ordini di vostra altezza. i miei umili discepoli non vi negheranno nulla. e ciascuno dei principini dava saggio di quanto imparava. Però ci chiediamo se acconsentirete." "Insegnare è facile" sorrise Scimmiotto. Questo è il momento in cui Splendon le stelle. vi ho mancato di rispetto. Lasciate giorno e notte all'aperto. Nel cuore . Allora i pellegrini furono ospitati nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. con l'acqua e il fuoco. sappiamo che siete buddha e immortali. non è ferro comune. Il gioco era bellissimo. Poi. Le mense furono tolte solo quando cadde la sera. Il tè è quello divino di Yangxian: un aroma più squisito della cannella. ma viene dalla notte dei tempi. Sabbioso appoggiò alla parete il bastone ammazza diavoli. ma a prezzo di grande fatica. Mi chiedo quanto pesino queste armi divine. in tutto questo lungo viaggio verso Occidente vi ho servito con tutte le mie forze e il mio cuore. e la sbarra acquistò pian piano la capacità di emanare luce e di mutare le proprie dimensioni. senza volerlo. Si chiama 'A piacer vostro' oppure 'Cerchi d'oro'. e il nostro scopo è di volgerli al bene. Come dicevano gli antichi. Ciò finì per attirare l'attenzione di una creatura malefica che abitava a una settantina di li dalla città. che ci prestano omaggio perché vogliono apprendere le arti marziali. con forgia e fornace. Le seggiole laccate sono ricoperte da cuscini di broccato ricamati. Ahimè! quelle armi fatate e luminescenti si sarebbero dovute tenere coperte per non attirare l'attenzione. La mattina seguente. Voi non sapete maneggiare le nostre armi. compreso il manico: il numero dei rotoli della Legge. poi la piantò in terra davanti a lui. perché ci occorrono per difendere la Legge contro i diavoli. prima bruciate incenso al Cielo e alla Terra. "Cinquemila quarantotto libbre. "Il destino ha voluto che finisse nelle mie mani. ma non c'era verso di smuoverli. con il massimo rispetto e devozione. ho la fortuna di incontrare questi giovani principi. Tappezzerie di seta. se a tratti non giungesse Rumore di pignatte dal cortile Del vicino. Dovunque ha vinto tigri e draghi. in una grotta detta Gola di Tigre. In questo modo trasmise a ciascuno dei ragazzi il segreto che moltiplicava la loro forza per mille e diecimila. non chiediamo di meglio che di arruolare discepoli. Passavano gli anni. I tre ragazzi si prosternarono e chiesero: "Rispettati maestri. In primo luogo. quattro piatti di pasticceria dolce e leggera. di peso costante e più leggero. e noi comunque non potremmo lasciarvele. è come disegnare la tigre con i tratti del cane." "Ma certo" approvò Porcellino. che immantinente ordinò un grande festino di ringraziamento. Riuscirono a eseguire varie figure e trucchi. se manca. tuttavia maneggiare le vostre armi non è facile per noi. I due principi più giovani cercarono di afferrarli. Compiuto il ciclo. Da quando mi avete liberato con la vostra eminente virtù al Monte delle Due Frontiere. ma speriamo che autorizzerete anche a noi a prendere questi ragazzi come discepoli e a divertirci un po'. Poi vi trasmetterò un po' della forza divina che occorre per praticare questa specie di arti marziali. e due piatti di pani deliziosi. chi le adopera ci potrebbe insegnare come servirsene. cinquemila quarantotto libbre" rispose Sabbioso. per voi saranno come dei nipotini. Dopo che ebbe spaccato le montagne e drenato le acque. Ci piacerebbe farle imitare nella foggia. canti e spettacoli diversi allietavano i convitati. vi siamo riconoscenti della forza che ci avete fatto acquistare. Ma ora che abbiamo ammirato nel cielo le danze guerriere di mastro Scimmiotto. Il grillo Cantando sotto il letto. "Mastro Porcellino e mastro Sabbioso nascondono le loro armi sotto i vestiti. "Il suo peso sarebbe di tredicimila cinquecento libbre. ed è un oggetto unico in terra come in cielo. ti dimostra Che ti capisce. Dopo un po' ansimavano. non si parla di denaro. tavole incrostate d'oro da abbagliare gli occhi. Il primo giorno fu dedicato a preparare il metallo. ma sembravano libellule alle prese con colonne di pietra: la faccia si arrossava per lo sforzo. insegnamento senza rigore: maestro inetto . rinnovellò le loro ossa e i loro muscoli. recitò alcune formule e alitò il suo fiato magico nelle loro viscere. e si resero conto che non riuscivano a continuare: quelle armi magiche mutavano continuamente di peso e di dimensioni. Poi dichiararono: "Siamo pronti. Il giorno precedente avevano ricevuto l'omaggio dovuto ai principi. Sarà un bel ricordo del nostro viaggio. sapete che non siamo bravi a parlare." E Tripitaka diede il consenso anche a loro.sapere insufficiente: allievo incapace. ma in materiali consueti. Il tè dall'aroma penetrante accompagna frutta appena colta. incontrandovi. Che meraviglia quei croccanti al miele. la sbarra giacque dimenticata in fondo all'oceano orientale. che foste dei semplici monaci mendicanti venuti dal lontano paese dei Tang. Come mai mastro Scimmiotto tiene invece la sua dietro l'orecchio? E come fa a diventare tanto grande?" Scimmiotto si mise a ridere: "Ragazzi miei. L'insegnamento continuò durante il banchetto. si offerse loro un bagno caldo profumato e si prepararono ricchi letti e cortine. L'officina fu collocata nella corte anteriore. quindi dichiarò: "Onorato maestro. Pronunciò nella mente le parole di un incantesimo. Hanno una vera passione per le arti marziali e aspirerebbero. e Scimmiotto la trasse da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una tazza. il principe si recò con i figli a visitare i reverendi. "Insegnamenti di che genere?" domandò Scimmiotto. scalando i monti e attraversando le acque. diffusero intorno mille raggi di luce e riversarono ogni specie d'influsso benefico. Il maggiore voleva vedere la sbarra cerchiata d'oro. Spero che i reverendi abbiano la magnanimità di insegnar loro qualcosa. Egli fece questa sbarra per sondare mari." Scimmiotto si mise a ridere: "Si vede. bruciarono incenso e pregarono rivolti al cielo. Dimostreremo la nostra gratitudine facendovi ponti d'oro. ma può crescere o ridursi. li risvegliò. il vostro discepolo sollecita indulgenza. Si prosternarono davanti a Tripitaka e gli dissero: "Maestro. Regnerebbe Il silenzio. non ce la fate. Avevano acquistato una forza straordinaria: il maggiore fu capace di sollevare la sbarra cerchiata d'oro.non potevano reggerlo a lungo. quello di mezzo il rastrello a nove punte e il minore il bastone ammazza diavoli. Il principe loro padre era fierissimo ed emozionato: si precipitò immediatamente a far preparare un altro banchetto di ringraziamento. che non vi intendete di monaci come noi. potremmo dare un'occhiata alle vostre armi?" Porcellino mise a terra il suo rastrello. volute d'incenso. e li pregarono di impartire i loro insegnamenti. quegli anellini fritti nell'olio e glassati di zucchero! Dalle bottiglie di vino di riso si versa una bevanda superiore al nettare di giada. Il canto del poeta Si estingue in un bisbiglio sul guanciale." La risposta piacque al principe. questa non è una sbarra come potreste trovarne posate accanto al camino. è inutile. "È un'idea sensata. "Come vedete. A quest'ora soffrirai La nostalgia del tuo paese. mastro Porcellino e mastro Sabbioso. Per quanto lontano sia dallo sdebitarmi verso di voi. Dèi e diavoli la temono: il sole impallidisce di spavento a vedersela puntare contro. ma loro . Posso renderla più piccola di un ago o alta fino al cielo. e sottomesso mostri e lamie." Scimmiotto si rivolse a Tripitaka e lo salutò rispettosamente. altezza.comuni mortali . I miei figli ne sono rimasti incantati. sulla Montagna del Leopardo. Maestro e discepoli si godettero il restante corso della giornata con la famiglia principesca.

Così ci introdurremo nella loro tana." "Li andremo a trovare tutti e tre. risparmiate le nostre vite innocenti!" Scimmiotto era silenzioso e aggrondato. PERCHÉ METALLO. troveremo l'occasione di ricuperare le nostre armi. I fabbri. Ascesi e meditazione Andran forse a farsi friggere? Se poi non sapete come si poteva fare a ricuperare quelle armi. avranno passato la notte a spingere e tirare per portarseli via. godiamo di una certa reputazione di saggezza anche all'estero." "È un bel piano" approvò Sabbioso ridendo. torrenti che rumoreggiano in fondo ai burroni. "Chi li avrà messi là? È un'occasione da non perdere. dopo le fatiche della giornata. dove si apre la Grotta Gola di Tigre. le hanno cercate dappertutto. essi supposero che i legittimi proprietari avessero preferito riporle per la notte. secondo alcuni." "Basta così!" esclamò Scimmiotto." Sollevò un gran vento. A nord della città c'è la Montagna del Leopardo. incominceremo con l'acquisto di un paio di buone bottiglie. e scoprì due mostri a testa di lupo che risalivano il pendio nord occidentale discutendo animatamente. Quando giunsero ai . Li superò. Che ne dici?" Ridendo e chiacchierando. CAPITOLO 89 UNA COMBRICCOLA DI LEONI OVE LEON FULVO INVANO PREPARA IL BANCHETTO DEL RASTRELLO. fece uno sputo magico e li impietrì. oppure una belva o un mostro. leggete il seguito. "Padroncini" dissero i fabbri prosternandosi. "Che tesori meravigliosi!" si disse il mostro ardendo di bramosia. sopraggiunse il principe e si informò dell'accaduto." Quanto ai fabbri. Andò a vedere. Diamo il denaro ai fabbri e chiediamo al principe di procurarci maiali e montoni. recitò la formula 'anniuchali'. fratello?" obiettò incredulo Porcellino. terrorizzati. "Trovar mostri in un posto tanto pacifico! Qui non ci sono montagne impervie o lande selvagge. in veste di venditore. Domani offrirà un banchetto per celebrare l'avvenimento: 'l'assemblea del rastrello'. "È certo colpa di quel furfante. Da molto tempo sento dire che ci abiterebbe un immortale. si impadronì delle tre armi e le portò nel suo rifugio. Era una perfetta imitazione: Ali cosparse di polverina colorata. Udito del furto. stermineremo la mala genia e potremo riprendere la nostra strada. Atterriti le stavano cercando da tutte le parti. Signorie. Quando i due gli giunsero davanti. "non troviamo più le armi dei tre divini maestri. Il bravo re scimmia. si trasformò in farfalla. "Alla fucina non si trovano. antenne d'argento. non per vantarci. trovò venti tael in una scarsella legata alla cintura di uno dei due. ma potete immaginare quant'era duro il nostro sonno. con una scossa. congedatosi da Tripitaka. Sono ben sicuro che i nostri artigiani non si immischierebbero mai in un simile imbroglio. posto incomparabile destinato a diecimila anni di felicità. che sarà venuto a rubarle. i due procedevano di buon passo.della notte notò l'inspiegabile luminosità. Ma non voglio certo lasciarla nelle loro mani. Le avete riposte voi?" "Certo che no!" esclamò Scimmiotto balzando in piedi." "Volete dire che è scomparso il mio rastrello?" gridò Porcellino. Emanano luce." "Di fortuna ne abbiamo anche noi: ci hanno dato venti tael per acquistare maiali e montoni. La notte passata ha messo le mani su tre armi che sono tesori inestimabili. Non conosce ostacoli quando va in cerca di fiori odorosi. "è un momento fortunato per il nostro re. Perdute le armi divine. Mentre si guardava intorno. con quelle armi che si possono rimpicciolire a volontà?" "Vi assicuro che non c'è scherzo" rispose il Novizio. Quando all'alba ritornarono alla fucina. in combutta con qualche complice." "Ecco una buona domanda. Il grande santo si impadronì degli oggetti e corse in città. levandosi dal letto per aprire la porta. Sale portato dal vento. perciò vi giunse in un batter d'occhio. e i tre si congedarono. e scoprì la fonte del fenomeno nella corte del palazzo." Recitò un incantesimo e." "Per quanto riguarda i fabbri. Come si dice: Nemmeno per un momento Tu puoi lasciare la Via. ai fabbri e agli ufficiali. Non ci starete per caso giocando uno scherzo. Scimmiotto si rallegrò di essere sulla buona strada. quando incapparono nei tre giovani principi che venivano a vedere come proseguiva il lavoro." In preda all'inquietudine. la questione è chiusa" disse Scimmiotto. Restarono immobili a occhi spalancati. Gazze e corvi volano gracchiando. e placche laccate di bianco che recavano i loro nomi: uno si chiamava Strano Imbroglio e l'altro Imbroglio Strano." Il principe fece acquistare dal suo maggiordomo sette od otto maiali e quattro o cinque montoni. Ieri sera le armi erano qui. in modo che ci restino due o tre tael per comprare un abito imbottito per l'inverno. dormite ancora?" "Eccoci qua" rispose Sabbioso. "Questa notte sono scomparse. D'altronde noi regnamo su questa regione da cinque generazioni e. "Cerchiamole subito." Corsero alla fucina. su cui i fiori disegnano un broccato. La Montagna del Leopardo distava dalla città una settantina di li. corrono furtivi tassi e volpi. Sei proprio come lui. Guardando dall'alto. quindi spiegò le ali e li raggiunse. gru e gibboni fischiano e gemono. Sabbioso farà la parte del mercante di bestiame. I fabbri si saranno resi conto che erano tesori inestimabili e. e stamane non ci sono più. non c'era nessun bisogno di lasciarle all'aperto durante la notte. La catena montuosa è sul confine del distretto di Yuhua. Porcellino sarà Imbroglio Strano e io Strano Imbroglio. Alla fine brontolò: "È colpa nostra. Pini alteri e antichi cipressi si mescolano a vecchi alberi e bambù. concludendo: "Le armi dei nostri divini maestri non sono oggetti comuni: cento ladri tutti insieme non sarebbero riusciti nemmeno a spostarle. discende lentamente splendendo nel sole. o vi ammazzo!" I disgraziati caddero in ginocchio piangendo: "Non abbiamo sentito nulla. al monaco cinese. Davanti alla montagna si stende un cuscino di erba di diaspro. corresse i particolari e alla fine garantì: "Tutto a posto. "Fratello" chiese Porcellino." Gli operai. Qui le leggi sono temute e rispettate da tutti. Ai piedi della roccia scoscesa scorrazzano coppie di daini e cervi. Voialtri" aggiunse rivolgendosi a Porcellino e Sabbioso. Scimmiotto li gettò nel fosso con uno scappellotto e frugò nei loro vestiti. "Egregio fratello" diceva uno dei due. riprese il proprio aspetto e sostò sul ciglio della strada. Bisogna arrestarli e dargli una buona bastonatura. dopo il duro lavoro della giornata. che possano ospitare creature malefiche. scomparve con un sibilo. Volò sopra le teste dei mostri per sentire le loro parole." "Ma che cosa dici. Per utilizzarle come modelli. Il suo corpo leggero si posa elegante sulle corolle appena dischiuse. mentre io vado a fare un giro da quelle parti. Inoltre potremo fare la cresta sulla spesa. alla retroguardia. "Ma volevo chiedere a vostra altezza se nei dintorni della città ci sono monti che si sappiano abitati da creature mostruose. salì su una nuvola per veder meglio. L'altro giorno è riuscito a conquistare una vera bellezza. Corsero al Padiglione dell'Essiccatoio della Garza: "Maestri. Non aveva armi per ammazzare i due. Ciò che lasci non è Via(11). le tre armi erano scomparse. Una vasta struttura rocciosa dalle lunghe vene di drago: picchi aguzzi conficcati nel cielo. "Sono creature malefiche in missione" si disse Scimmiotto. Sabbioso. Confesso di non aver avuto modo di appurare come stiano le cose. impallidì e rifletté a lungo. e avranno attirato l'attenzione di qualche mostro." Si incamminarono verso la montagna. senza poter muovere un passo né aprire la bocca. d'altronde erano creature senza importanza. L'ipotesi non regge. Mentre così si discuteva. "Sentiamo che cosa hanno da raccontare. li pregò di continuare il loro lavoro. Scimmiotto udì voci che provenivano dall'altro versante della montagna. dormivano della grossa. "Realizziamolo senza indugio. dove Porcellino diede in escandescenze: "Questi fabbri sono una banda di ladri! Restituite subito il maltolto. come dimostrava quell'assemblea 'del rastrello'. se non l'ho mai visto?" Scimmiotto gli diede le istruzioni necessarie. si riconosceva la presenza di miasmi malefici. "Vedo con soddisfazione che l'arma più apprezzata è la mia" rise Porcellino. "dal momento che dà il nome alla festa. Ce lo godremo tutti quanti. "badate al maestro e alla sicurezza della città. Quando arriviamo al Mercato del Sud. a riferire i fatti al principe. Noi siamo comuni mortali: non saremmo stati capaci nemmeno di muoverle. per carità. Draghi venuti da lontano appaiono e scompaiono dai nonupli meandri di una gran vena nascosta sotto la montagna. spingeva le bestie davanti a sé. I ragazzi entrarono e si guardarono intorno: "Non vediamo le vostre armi. LEGNO E TERRA DEVASTANO LA MONTAGNA DEL LEOPARDO. giuravano e si prosternavano a ripetizione. secondo altri. che si è portato nella grotta. "come faccio a trasformarmi in Imbroglio Strano.

Vi saremo infinitamente grati se ci concederete il vostro consenso. Porcellino lo ravvivava agitando le orecchie come ventole. quello che splende è il rastrello della festa. i suoi figli e Tripitaka aspettavano ansiosi nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. ma abbiamo distrutto la sua base. ci siamo imbattuti in un diavoletto con i capelli rossi che recava un invito all'avo di quel Leon Fulvo. Le porte della città erano ancora aperte. pantere. La sbarra sibila come il vento. In guardia! Finora le hai contemplate. ne mancano cinque. Se li mostriamo al mercante. La battaglia si spostò nello spiazzo davanti all'ingresso della grotta. calza sandali di paglia: maestoso come un dio del malanno. "Ma chi sarà questo tizio della Nonupla Numinosità?" Porcellino si mise a ridere: "Una cosa è sicura: il leone è mio. Venite in cucina a mangiare un boccone. "Non ci fermiamo: le bestie si sbandano e vanno per conto loro. gridò: "Ecco gli Imbrogli! Che cosa avete comprato?" "Non vedi il gregge?" rispose Scimmiotto. fronte incavata e faccia gonfia e cianotica. che dissero in coro: "Maestro. "Ho preso questi tesori nella città di Yuhua. perciò ci accompagna. buon uomo. prima o poi. "Si firma Leon Fulvo e invita un certo santo primordiale della Nonupla Numinosità" informò Scimmiotto. ma a Mercato del Sud. Occhi lustri come lanterne. Il re mostro li aveva seguiti: "Mercante. che altro vuoi da noi?" "Padrone. e lo siamo anche noi. Queste sono le nostre armi. il suo figlio minore e discepolo Leon Fulvo che cento volte si prosterna." Entrarono insieme nella grotta e fecero un macello di tutti i mostri grandi e piccoli che vi trovarono. Andarono incontro ai compagni che sopraggiungevano. anche Scimmiotto e Sabbioso non poterono che riprendere il proprio aspetto e le proprie armi. e il messaggero lo rimise nella scatola e ripartì. A un tratto sentirono un gran rumore nella corte: erano oggetti e selvaggina che cadevano dal cielo. la vista del suo rastrello fece passare la voglia di continuare a fingere: balzò avanti. si dice che abbiate trovato tesori unici al mondo: che male c'è se gli facciamo dare un'occhiata?" "Deficiente!" esplose il mostro. ma lo impensieriva il timore che il mostro. laccato di vari colori. Distruggiamo invece la sua base. "Voglio vedere com'è fatto il biglietto di invito. ma ho riflettuto a lungo e so quali misure prendere. Alla fine il mostro si trovò in difficoltà." Il mostro resisteva con il suo raschiatoio. se il principe li viene a reclamare?" "Signore. Poi comparvero i tre monaci. Al mio rispettabilissimo avo. "Siamo i discepoli di Tripitaka. approfittò del varco per fuggire verso sud est. si sarà certo rifugiato da lui. l'eminente santo primordiale della Nonupla Numinosità. E tu dove vai?" "Vado al Monte dei Nodi di Bambù. si spingevano avanti le bestie. e domani cercherà la rivincita." Un mostriciattolo venne dalla grotta a consegnare cinque tael a Scimmiotto. andiamo avanti!" tagliò corto Porcellino." "Ragazzi. Erano tigri. Il suo naso. Dopo la sconfitta. Ahimè! il senso della proprietà è una passione irresistibile. "I maiali costano sedici tael e i montoni nove. ma Scimmiotto gridò: "Lascialo andare. ed anche il generale Sabbioso è pienamente all'altezza. Rovi violetti crescon sulle cenge. brutto mucchio di peli!" urlò Scimmiotto di rimando. sprigiona nubi cangianti. Se vorrete darvi la pena di effettuare il viaggio. Quanto al resto. inquietante come un fantasma malvagio. lo abbiamo lasciato andare. per invitare il grande re al ricevimento di domani. che troneggiava su un altare. L'abito è giallo chiaro. Non è facile Trovare eremitaggio più tranquillo. incontrarono un brutto mostriciattolo." Il povero Sabbioso dovette raccogliere tutto il suo coraggio per seguire quei due dentro la grotta. tra fumo e lingue di fuoco. "Vostra altezza non si preoccupi" lo rassicurò Scimmiotto. Quando è fuggito. date cinque tael a quest'uomo e mandatelo via" ordinò il re. saremo onorati della vostra presenza. La cerchia smeraldina di montagne Come una cinta senza varco alcuno. dice l'adagio. Davanti all'attacco congiunto. ma ora le assaggerai. "Piuttosto venite a vedere il bottino. Il principe. "Tiratevi su" disse Sabbioso. "E questo chi è?" chiese il mostro sbirciando Sabbioso. un leone armato del raschiatoio Quattro Riflessi. . che erano posate nella corte del principe per servire da modello ai fabbri. per celebrare la lieta assemblea del rastrello. Presso l'entrata. Il raschiatoio Quattro Riflessi. contro la parete est era appoggiata la sbarra cerchiata d'oro. Mentre ci recavamo alla grotta. quest'ultimo non manca di forza e di astuzia. Fra boschi pieni di canti d'uccelli. da portare in città come bottino. e riesce a tenere la partita in equilibrio. Sei tu il ladro schifoso e l'impostore." Dopo la lettura Scimmiotto restituì il cartoncino. Aggiungete orecchie biforcute. vittoria su tutta la linea!" Il reverendo era tutto gongolante. spargerà la voce e tutti lo sapranno: e io che cosa rispondo. che gettano nel panico dèi e diavoli. il santo monaco delle terre dell'Est inviato in missione dai grandi Tang. per osare di tendermi questo tranello e rubare i miei tesori?" "Vedrai chi siamo. alla sua schivata. Con l'ingresso fiorito." "E tu corrigli dietro" rispose Scimmiotto." "Da dove viene tutta questa roba?" domandò il principe. raccolse gli oggetti di valore e la selvaggina. Sabbioso raccolse molta legna secca e vi mise fuoco. li affrontò gridando: "Chi siete voi. Mentre attraversavano la seconda sala videro il rastrello a nove denti. Porcellino voleva inseguirlo. Allora la creatura perversa sente esaurirsi le proprie forze: non ce la fa più. Quando vide Scimmiotto e compagni. che uscì accompagnato da una diecina di paggi: "Eccovi qua! Quante bestie avete acquistato?" "Otto maiali e sette montoni: quindici capi in tutto" rispose Scimmiotto. leopardi. sfavillante di luce. ma gli piacerebbe restare a vedere la festa" aggiunse Scimmiotto. Quali voci potrebbe spargere quest'uomo? D'altronde è affamato dal lungo cammino. Quando lo videro minacciare il mostro." Mentre chiacchieravano e ridevano." Il principe era diviso fra la gioia e la preoccupazione: la vittoria lo rallegrava. Liane verdi sigillan le fessure. una banda di mostri di ogni età giocava e si divertiva sotto gli alberi in fiore. fatto da un lungo manico che terminava con una lama tagliente. "Gli animali che vedete erano divenuti spiriti. il re batté precipitosamente in ritirata e corse a cercare la sua arma preferita. "È venuto per riscuotere i soldi. pende su una bocca storta da cui spuntano zanne. con i suoi mezzi magici. e il bastone ammazza diavoli dall'altro lato. che è ben lontano. "Paghiamo il prezzo che chiedi." "Quanti invitati avremo?" "Il grande re presiederà il banchetto. "Il mercante che ci vende le bestie. Si battono finché il sole volge al tramonto. "Mi rendo conto dei vostri timori. Non ce ne andremo di qui prima di esserci assicurati che non possano verificarsi ritorsioni o vendette." Il mostro glielo porse. Si leggeva: "Abbiamo rispettosamente preparato un banchetto. Sembrano immortali intenti a trasmutare l'elisir supremo. "Per il detto degli antichi: La vecchia troia mette in fuga il grande leone." "Perché dovrebbe essere tuo?" domandò Scimmiotto. non siamo andati a Yuhua. suppongo" disse Sabbioso. pelacci rossi dritti sulla testa. Guardate i tre monaci che mettono alle strette il mostro. il rastrello si abbatte come l'acquazzone. Noi abbiamo ricuperato le nostre armi e abbiamo combattuto il mostro." "Dài. ma guai a te se ne parli in giro. Noi avevamo solo venti tael. lupi.primi pendii della montagna. Non avevamo denaro a sufficienza. Questo è il bottino che ci abbiamo trovato. e nell'attesa la gente non si era coricata. "Sfacciato!" gridò il re arrabbiato. Il mostro teneva sottobraccio un cofanetto per biglietti d'invito. lo afferrò e riprese la sua forma originaria. Il baccano che facevano richiamò l'attenzione del re. Il venditore ci ha accompagnato per riscuotere la differenza del prezzo. non la cede Alla Fonte dei Peschi(12). saranno una quarantina di convitati. In breve bruciò tutto. volesse vendicarsi." Sabbioso chinò il capo per ringraziare. che si terrà domattina. Al rozzo e impulsivo Porcellino. per legare le bestie e portarle al coperto. Prima di mandarlo via. come se andasse a fuoco. I tre fratelli hanno combinato lo stratagemma che ha portato lo scontro nella grotta del nemico. Gridò a Sabbioso: "Bada al raschiatoio!" e. Guardalo quanto vuoi. Porcellino combatte da Ammiraglio dei Canneti Celesti. Il Novizio mostra il suo magistero marziale: rubare quegli oggetti è stata una brutta imprudenza. cervi e camosci. sua altezza si inchinava per ringraziare e i tre giovani principi si inginocchiavano. da parte sua. Non mettere nell'angolo il brigante. potreste fargli mangiare qualcosa e offrirgli del vino. un gran truogolo rovesciato. con il nostro re e i loro capitani. "Leon Fulvo sarà un leone di pelo giallo fattosi spirito. che era uno speciale raschiatoio detto Quattro Riflessi. Dopo averlo afferrato. Il grande santo. e giunsero in breve all'ingresso della Grotta Gola di Tigre. nonostante l'ora tarda. che li diede a Sabbioso dicendo: "Prendete. il bastone ammazza diavoli riempie il cielo di brume colorate.

con andamento a falce di luna. In mezzo a loro stava un leone a nove teste. per partecipare alla festa del rastrello. Ora badate a voi. Avevo fatto comprare maiali. Porcellino si fece avanti. Ma quando siamo arrivati a casa. e mi si sono gettati addosso senza altre spiegazioni. e stamane contava di portarlo con sé a casa vostra. è un grand'uomo nel provocare disastri. mostro da strada! Dove hai trovato questa banda di complici spelacchiati?" "Maledetto furfante rapato!" gridò Leon Fulvo digrignando i denti. che veniva a portarvi l'invito. Ippogrifo. Scimmiotto li fronteggiò con la sbarra cerchiata d'oro. vidi una luce che saliva al cielo dalla città di Yuhua. "mentre passeggiavo al chiar di luna. e il terzo aveva una faccia cupa di colore scuro. In prossimità della meta annusarono un forte odore di bruciato e udirono piangere e singhiozzare: erano Strano Imbroglio e Imbroglio Strano che chiamavano disperatamente il loro signore e padrone. mostrando valore guerriero. sconvolgere mari. Vi abitava suo nonno. Il mio odio per voi è più profondo del mare. mentre sparava il cannone. che roteava un tribolo di ferro. L'armata dei perversi va all'attacco. Cinquecento anni fa fece un casino incredibile dentro i palazzi celesti. Si copre davanti e para alle spalle Ciascuno. Il racconto ci ha narrato come il grande santo uscisse incontro al nemico con Porcellino e Sabbioso." Il mostro si prosternò per esprimere la sua gratitudine. videro le armi. il santo primordiale della Nonupla Numinosità." Ma il mostro non si rassegnava: "Signore. Se provate qualche affetto per vostro nipote." Il vecchio mostro rifletté un momento: "Ecco come sono andate le cose. dopo il quale maestro e discepoli si ritirarono per dormire. "Sarà quel mostro della Grotta Gola di Tigre. credo che tu abbia avuto torto a provocarli. Abbaglia il rastrello ed è Porcellino Portato da un vento di folle ferocia. Si trovarono di fronte una banda di mostri. Per tutta la notte il nipote si fece portare dal vento in direzione sud est. cambiarono aspetto e le impugnarono. Proprio con lui dovevi prendertela! Va bene. ascoltate il seguito. Non sappiamo che cosa sia accaduto. e uscirono a vedere che cosa succedeva. "Faccia Blu è arrivato ieri a portare il vostro invito. Come mai siete qui?" "È molto spiacevole. Quando Grifone. si rinchiudevano le ragazze. al punto in cui siamo la rabbia non serve a nulla. devastato la montagna e distrutto il clan. montoni. Voi eravate scomparso. Il mostro gridò: "Siete veri o falsi?" Le due creature caddero in ginocchio: "Come potete pensare che siamo falsi? Mentre andavamo ad acquistare la carne. sventolavano stendardi scarlatti. che sputano nebbia e sollevano una tempesta da far volare le pietre. frutta e tante cose per il festino che voi avreste presieduto. CAPITOLO 90 PESTAGGIO DI SCIMMIOTTO OVE MAESTRI E LEONI. Poiché ha perduto le armi di saggezza. con la sua solita aggressività grossolana. Corsi a vedere che cosa la provocava. ve la farò pagare!" Il bravo Porcellino brandì il rastrello. per andare incontro al nemico. Nessuno dei due riusciva a prevalere.Ma noi lo elimineremo e chiuderemo la partita. Il principe diede gli ordini. Un momento dopo il vecchio mostro si alzò dal letto e lo fece chiamare. conquistar città: questo è il suo pane. VIOLARE LA VIA E CAPTARE MEDITAZIONE PLACA NONUPLA NUMINOSITÀ. Sabbioso si affrettò a impugnare il suo bastone per correre in suo aiuto. e centomila soldati non riuscirono a venirne a capo. Era uno schieramento bellico da manuale. Padre e figli salirono sulla torre più alta e fecero spiegare tante bandiere da oscurare il sole. Grifone usava una mazza. che erano leoni di vario pelo: al centro Leon Fulvo." Il principe ringraziò. Ippogrifo. distruggere tutto quello che avevo. "Mio saggio nipote. Frugare montagne. COL DARE E RICEVERE. Leone Gibbone e gli altri non fossero corsi a trattenerlo. Il nipote appoggiò la sua arma alla parete e si inchinò fino a terra. ti accompagnerò a catturare quella testa calda e il principe di Yuhua. E poi ero solo contro tre: ho dovuto fuggire e sono venuto a cercare rifugio da voi. Saggio nipote. Dopo la partenza di Faccia Blu. mi avete incendiato la casa. a lanciare insulti: "Ruba tesori. Ma il mercante era affamato e andò in cucina per mangiare un boccone. che cosa ti è accaduto?" "Ieri notte" raccontò il mostro. senza rispondere." "Come faremo?" gridò il principe. un altro un bonzo dal grugno lungo con grandi orecchie. che si chiamavano Leone Gibbone. e Leone delle Nevi. mentre i tuoni brontolavano. non mi aspettavo di vedervi qui. fece una gran parata orizzontale e si gettò contro tutti e tre. e con questi potrebbe ancora passare. Ecco perché ci avete trovato in preda alla disperazione. Tutti si munirono di armi da punta e da taglio e si posero al seguito di Leon Fulvo. con tribolo e mazza. e io mi sono ritirato. Non potevamo muovere un passo né dire una parola. abbiamo trovato tutto bruciato: le ceneri sono ancora calde. e volevo celebrarne il ritrovamento con un bel banchetto. la mia residenza non l'avevo costruita in un giorno. "Si avvicina alla città un nugolo di mostri. Mi sono difeso con il mio raschiatoio. a sinistra Grifone e Mordi Elefante. La gente si spaventò: si chiamavano i bambini." Si alzò barcollando e sarebbe andato a sfracellarsi la testa contro la roccia. la sferza e il gran raschiatoio. chi era nei campi lasciava tutto e fuggiva verso casa. se Leone delle Nevi. per timore di spargere la notizia." E raccomandò di chiudere bene tutte le porte e di rinforzare la guardia alle mura. Uno era un monaco peloso con la faccia da duca del Tuono. sui lati. Abbandonarono quindi il luogo devastato e si diressero verso la città. Ma la faccia pelosa da duca del Tuono appartiene a Scimmiotto il Novizio. a destra Ippogrifo e Accoppa Donnole. Ci siamo liberati solo adesso. come al solito. urlò da far tremare il cielo e si mise a piangere: "Infami teste pelate! Come hanno potuto incendiare casa mia. la vita non ha più senso. accanto al quale Faccia Blu reggeva una bandiera ricamata di broccato. facendo servire un gran pranzo. La sbarra cerchiata è ovunque presente. spaccar grotte. spero che vorrete impugnare le armi per vendicarmi e aiutarmi a catturare quei bonzi. . La lancia. Me le portai a casa. che si sarà procurato rinforzi. Alla residenza del principe vennero ad annunciare: "Disgrazia!" Il principe e i suoi ospiti erano a pranzo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. un prezioso bastone e una sbarra cerchiata d'oro. Accoppa Donnole e Mordi Elefante. tutti quanti inferociti: che battaglia! Con ascia e martello. affermando di esserne i veri proprietari. che ha poteri inquietanti. in cui si trovava la Grotta dei Nove Meandri. e alla quinta veglia giunse all'ingresso della grotta e bussò alla porta." Il mostro era tanto agitato che riuscì solo ad agitare la mano. Del resto adora le baruffe. né il suo esito. dove si serrava sbarrando l'uscio. Le torri e le mura contese risuonano Del cupo rullar dei tamburi di guerra. Ippogrifo un martello di bronzo. Il vantaggio vi poteva bastare. e noi ci siamo sentiti le gambe immobilizzate e la bocca paralizzata. quando giunsero alla riscossa Leone Gibbone. Grifone. Mordi Elefante una lancia d'acciaio e Accoppa Donnole un'ascia da guerra. Pensa invece a conservare le tue energie per catturare quei bonzi. alla retroguardia Leone Gibbone e Leone delle Nevi. Scimmiotto e i suoi compagni lasciarono la città avvolti da brume e nubi. e vennero alle prese. Il vecchio convocò subito tutti i suoi nipoti. Sabbioso il Bonzo è il tipo con la faccia scura. "Ieri mi avete aggredito tre contro uno. Ora che quelle zucche rasate me l'hanno distrutta. Quei sette leoni accerchiano i monaci Con grida di guerra e intenti omicidi. Imbroglio Strano e Strano Imbroglio. Oppone Sabbioso il forte bastone. e trovai nella corte del principe tre armi magiche: un rastrello dorato a nove denti. Gli andrò incontro con i miei fratelli. per curarti la bile. mentre le lacrime gli bagnavano le guance." Comparve Faccia Blu: "Maestà. Se poi non sapete come si svolse la battaglia. Leone delle Nevi." Il mostro batté i piedi. bruciare viva la mia bella? Morirò dalla rabbia!" Il vecchio mostro gli disse: "Saggio nipote. in compagnia del mercante che lo aveva venduto e avanzava denaro. Invece vi siete accaniti sui miei. "Non abbiate paura" disse Scimmiotto ridendo. Mordi Elefante e Accoppa Donnole cercarono di intervenire." "Ma voi sapete chi sono?" "Quello con il grugno lungo è Porcellino Otto Divieti. ma quella festa non si potrà tenere. RITORNANO ALL'UNITÀ. Lui ci ha rubato i soldi e le placche d'identità. ma li ho trovati davvero molto forti. Si videro scendere sui sobborghi spesse nuvole d'inchiostro. ci siamo imbattuti in un bonzo peloso dalla faccia di duca del Tuono: ci ha sputato addosso. "Maestà" si stupì il mostriciattolo portinaio. Attraversando la sala. ritornarono a casa i miei che erano andati ad acquistare il bestiame. qui non c'era più nessuno. Sette leoni contro tre bonzi. Monsignore l'ha trattenuto per la notte. Il mostro si era recato davvero sul Monte dei Nodi di Bambù. Non volevo mostrare le armi. facendosi trasportare da una violenta bufera verso la Montagna del Leopardo. "Venite al momento giusto" gridò Porcellino. che maneggiava una sferza triangolare. Hanno detto di essere i discepoli del monaco inviato in missione dai grandi Tang.

i due monaci si lanciarono all'inseguimento. le loro altezze." E infatti uscì senza indossare armatura né impugnare arma alcuna." Il giorno dopo. Suonavano in continuazione gong. turbina la sabbia. gridavano invettive a squarciagola: "Sporche canaglie! Restituite Porcellino finché siete in tempo! Non avete altro modo di salvare la pelle. Domattina di buon'ora ci recheremo nel rifugio del vecchio mostro: vi assicuro che lo acchiapperemo e riporteremo la vostra famiglia sana e salva. Sulla fronte una lastra orizzontale recava una scritta in dieci grandi caratteri di stile calligrafico regolare: GROTTA DEI NOVE MEANDRI TORTI E RITORTI DEL MONTE DEI NODI DI BAMBÙ DELLE MILLE MERAVIGLIE Il mostriciattolo era entrato là dentro ed era corso ad avvertire il padron di casa: "Signore e padre. Il fatto è che possedeva nove teste. Questa volta mobilitano tutti i loro poteri magici per coprirsi di gloria e ripulire dai mostri l'Occidente. padre e figli. sono arrivati i due bonzi. ruppe le righe e fuggì. un gran burrone in fondo al quale rumoreggia il torrente. voi fate attenzione. ogni copia si può moltiplicare. Vorrebbero impadronirsi di Sabbioso e mangiar vivo Scimmiotto. scorsero Faccia Blu che sbucava da una valletta. non resta che scorticarlo. mentre Mordi Elefante e Accoppa Donnole erano volti in fuga. "Che battaglia tremenda!" esclamò quest'ultimo. Vi garantisco che tutto finirà bene. Io sono scappato e loro mi hanno inseguito. nonno. rovesciarono Accoppa Donnole e picchiarono a morte Leon Fulvo. D'autunno sbocciano i fiori gialli. ma dopo che avete simulato una ritirata vi abbiamo visto moltiplicato per cento. Se sono tanto pazzi da uccidere i nostri. Il vecchio scosse il capo. "Noi abbiamo nelle nostre mani i sette leoni. "Anche noi abbiamo fatto dei prigionieri. "Scimmia maledetta!" urlava il vecchio mostro. si sentì sollevato e mormorò: "Maestro. nel frattempo io piomberò dal cielo sulla fortezza e mi impadronirò del monaco cinese. quando la nuvola si muove. là fuori) e il mostro si precipitò all'attacco. sembra che il picco che vi si appoggiava debba cadere. La principessa in lacrime venne a informare Scimmiotto: "Divino maestro. erano riusciti a catturare Grifone e Ippogrifo. che nel frattempo aveva ricuperato i suoi peli. Strano Imbroglio e Imbroglio Strano riuscirono ad approfittare del parapiglia per fuggire. legato come un salame insieme ai principi e a Tripitaka." Leon Fulvo prese il comando dei fratelli e li condusse contro la città in un gran turbine di vento. questi ordinò di legare Porcellino senza infierire su di lui: "Faremo uno scambio di prigionieri. Che magia è questa?" "Dovete sapere" rispose ridendo Scimmiotto. Di primavera rivaleggiano i fiori dei peschi e dei prugni. e basta un pelo per fare dieci copie di me stesso. Quando Leon Fulvo ne informò il nonno." Scimmiotto diede disposizioni agli ufficiali: "Leon Fulvo è morto. prendete un bastone chiodato di salice e date una buona bastonatura sulla testa di questo infernale macaco. come acconto sulla vendetta per la morte di mio nipote Leon Fulvo. e il loro regno venir consolidato. Che ne sarà adesso di questa povera città?" "Non piangete. tamburi e raganelle. Gli ufficiali della guarnigione aprirono le porte e presero in consegna i cinque leoni. li masticò coscienziosamente e ne fece migliaia di Scimmiottini." "Ci sono anche i re leoni?" "Non li ho visti. ma lo persero di vista. Afferrarono saldamente fra i denti Scimmiotto e Sabbioso e li portarono dentro la grotta. Alla fine. il principe e i suoi figli. che impegnarono gli avversari. mi sembrano ostaggi sufficienti per garantire la loro vita." A notte i mostri si acquartierarono nei sobborghi della città. fuggì a gambe levate." La battaglia di Scimmiotto e Sabbioso aveva alterne vicende. "Ferma!" gridò Scimmiotto. insieme al vostro maestro. La paura invade anche i cuori di tigri e lupi. La porta fu spalancata (si sentivano gli strilli di Scimmiotto. saggia principessa" rispose il grande santo. il principe fece aprire una porta della città e mandò una trentina di soldati a legarli e a portarli dentro. il raschiatoio e il martello di bronzo. che lo raggiunse alla spina dorsale e lo fece cadere a terra grugnendo: "Porca miseria!" I due mostri lo acchiapparono per le setole e per la coda. "al principio combattevate da solo. d'inverno volano i fiocchi di neve. Quando il sole giunse al tramonto Porcellino. Scimmiotto e il compagno giocavano d'astuzia per tenerli a distanza. e subito gli sbucarono le altre otto teste. tranquillizzatevi. "Dove vai?" Il mostriciattolo. Ragazzi. Il bestione non riuscì a schivare un colpo del flagello triangolare. Niente gli impedì quindi di afferrare coi denti Tripitaka. "Dove credi di andare?" gridarono Leone delle Nevi e Leone Gibbone. d'estate le chiome dei salici e delle sofore. Mentre il combattimento giungeva al culmine. Al cader della notte. Si sa che il corpo di Scimmiotto era forgiato e temprato: i colpi gli facevano solletico. la bava alla bocca. del principe e dei suoi figli. mentre vado a catturare quei due per dargli il castigo che meritano. A quanto pare i condiscepoli hanno vinto e catturato i mostri. C'erano solo i due bonzi che scrutavano la montagna. il grande santo raggiunse con Sabbioso il Monte dei Nodi di Bambù." Il vecchio mostro abbassò la testa e le lacrime gli scesero dagli occhi: "Che disgrazia! Mio nipote Leon Fulvo è morto e gli altri sono stati imprigionati nelle carceri della città. Perciò subiva serenamente le loro furie senza far motto." "Maestro" chiesero i giovani principi prosternandosi. dalle mura. Che insieme maestoso appariva dall'alto delle nuvole! Si vedevano una fila di picchi aguzzi. . con tutte le dame del palazzo. All'alba il patriarca dei leoni convocò Leon Fulvo per comunicargli il piano che aveva escogitato: "Voi farete del vostro meglio per catturare Scimmiotto e Sabbioso. in città siete entrato voi solo. le voci dei pappagalli sembrano roche. si prosternò davanti a Scimmiotto: "Possano le loro altezze essere conservate in vita.Lo scontro durò fino a sera. La bellezza delle quattro stagioni e delle otto feste gareggia con gli splendidi paesaggi delle isole di immortali. Porcellino la pagherà con la vita." I principini si inchinarono di nuovo fino a terra. Qui il mostro ordinò: "Portate le corde. Scimmiotto udì le grida che si alzavano dalle mura e capì di essere caduto in un tranello. Il grande santo ricuperò i suoi peli e salì con Sabbioso sulla torre dov'era Tripitaka. Gli altri sei leoni devono essere solidamente legati. catturarono Mordi Elefante. i cervi brucano fiori e si godono il tepore. Li porterò nella Grotta della Nonupla Numinosità e aspetterò là il vostro ritorno vittorioso." Ciascuno dei tre mostriciattoli impugnò un bastone di salice e si diede a colpire il Novizio. altrimenti vi schiacceremo. Scimmiotto portò sotto le mura i suoi leoni. Non perdete la calma. su ogni merlo c'era una lanterna o una bandiera. terrorizzato. disponete le guardie per la notte e prendete il vostro riposo. Scimmiotto e Sabbioso. Ora ci porterete un pasto di magro. Poi si cenò in cima alla torre. Potrei fare eserciti di milioni o miliardi di mie trasformazioni: questo è il metodo del corpo oltre il corpo. grida e colpi di cannone scandivano le ore. che catapultarono Leone Gibbone a testa in giù. un broccato di fiori profumati ai piedi delle rupi. Dapprima dovettero ritirarsi. e lo trascinarono davanti al leone a nove teste: "Ecco qua." Intanto il vecchio ordinò: "Ragazzi. "che ho sul corpo ottantaquattromila peli. poi Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli e li trasformò in un centinaio di Scimmiottini. Il bastone di Sabbioso è famoso ben oltre le mura dei palazzi del cielo. i cinque leoni raddoppiarono il loro impegno. A contrasto con il canto delicato della fenice azzurra. ma io ho in mano quattro bonzi e quattro principi. La lancia feroce e l'ascia lucente sono spietate quanto la sbarra. non temete per la vita dei vostri. Si trovarono davanti a una residenza trogloditica: i due battenti di pietra venata della porta d'ingresso erano ermeticamente chiusi. Il Novizio e Sabbioso si misero sulla difensiva. di dèi e diavoli. Il gibbone nero va a caccia di frutti e di sole. tutte con le fauci spalancate. L'antico sentiero sale serpeggiando verso le cime. vi faremo a pezzi!" I mostri vennero all'attacco senza degnarsi di rispondere. Fu uno scontro molto diverso dal giorno prima: Una violenta bufera spazza rabbiosa la terra. Gli bastò mostrare le zanne per mettere in fuga la guarnigione. "Tu hai catturato i miei nipoti." La principessa. e poi andremo a dormire. Legate bene i nostri leoni. si sentì le gambe molli: fece una finta. domani procederemo allo scambio. il vecchio mostro salì su una nuvola nera e si lanciò verso la torre. si impadronirono di Leone delle Nevi. Solo Faccia Blu. al ritorno afferrò anche Porcellino. Come vendicarli? " Porcellino soffriva in un angolo. gli restavano libere tre bocche per gridare: "Io me ne torno a casa!" A vederlo allontanarsi dopo avere felicemente compiuto il ratto. Si strappò molti peli. Il grande santo maneggia la sua arma con stupefacente abilità. con sei persone fra i denti. spesse nubi nere coprono il cielo: rotolano pietre. ne abbiamo catturato uno. La gru è la sola compagna del pino. hanno perduto la vita. Mentre contemplavano la montagna. Quando udì il vecchio parlare dei prigionieri. per provocare il nemico a battaglia. e ora ci vengono a liberare." Faccia Blu e i due Imbrogli corsero a legare stretti gli ultimi venuti. perciò vedrete che non lo toccheranno. gli alberi si abbattono sradicati. "Avete notizie di Consapevole delle Proprie Capacità?" "Non gli accadrà niente" rispose Scimmiotto.

" E diede queste istruzioni: "Voi." Il tudi si prosternò tremante e riferì: "Quel vecchio mostro venne ad abitare sulla montagna due anni fa. lasciali andare!" Aveva un bel gridare. Ma devi accompagnare me e il grande santo nel mondo di Sotto per ricuperare la bestia. Lo schiavo gli corse addosso. Accendete le lampade e riposatevi. sfondando le porte al suo passaggio. Scimmiotto rise e corse via per la sua strada. l'altro giorno ho visto una bottiglia nella Sala di Dolce Rugiada del Gran Chiliocosmo. Non c'è altro modo di catturarlo. Là miriadi di immortali intrecciano corone d'omaggio. quando la tua strada ti porta a occidente?" chiese il devarâja. Il tudi del monte afferma che quel leone vi appartiene. Di Scimmiotto non si vedeva traccia. "È in grado di raggiungere i tre puri in alto e le nove sorgenti sottoterra. gli . fratello! Ho i piedi gonfi!" Le proteste del bestione destarono il vecchio mostro. mentre Scimmiotto filava dritto alla porta est del Cielo. a disagio. la distesa delle tegole d'oro. In effetti il suo trono appoggia su un leone a nove teste. quando giunse sulla rupe." "È andata certo così" disse ridendo il venerabile. ha messo in moto tutta una banda di spiriti leoni. Da quanto tempo è scappata la bestia?" "Secondo il tudi" rispose Scimmiotto. Domattina si ricomincia. Lo trovarono profondamente addormentato. "Eravate ospite del saggio principe. che presentavano un tudi prigioniero: "Grande santo. Ora toccherà a voi assaggiare la mia bacchetta: vediamo che effetto vi fa." Scimmiotto rifletté: "Sulla Scogliera delle Meraviglie risiede il venerabile celeste Salvatore dell'Uno Supremo. Scimmiotto si rimpicciolì." "Il mio santo primordiale coltiva la Via da molto tempo" disse il venerabile. e quando giunse il vecchio lo onorarono come avo. il vecchio ordinò: "Basta così. Protetto da un gran drago azzurro. Il vecchio riparò alla bell'e meglio i battenti scardinati. Gli altri leoni vivevano già nella Grotta dei Nove Meandri. Si imbatté nel re celeste Vasto Sguardo. Poi allungò il lucignolo della lampada e si avvicinò ai prigionieri per liberarli." Il reverendo celeste scese dunque sul Monte dei Nodi di Bambù con il grande santo e lo schiavo. provocalo a duello e attiralo qui fuori. "Grande santo. che lo accolse rispettosamente giungendo le mani e chiese: "Dove va il grande santo? " Scimmiotto rese il saluto e rispose: "Faccio un salto al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. Poi cavò la sbarra da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una secchia e la lunghezza di due tese. Era l'ora yin. Scimmiotto. le volute di vapori porporini. il Palazzo della Scogliera delle Meraviglie è uno splendido mondo di eterna gioia. vi darà informazioni utili per liberare il santo monaco e il saggio principe. e non osavamo disturbare. incominciando da Sabbioso. Quando tutto tacque." "Come mai questa gita nel cielo orientale." Le divinità si divisero i turni di guardia. perché sei scappato? Non sai quanti guai mi hai procurato?" Il leone non osava respirare. "Non è accaduto niente. "Se pensi di passarla liscia. era chiaro che era fuggito all'aperto. Il mostro accese una torcia e vide i tre piccoletti spiaccicati per terra." "Mostri e maestri si fanno concorrenza(13)" scherzò il devarâja. il sole che brilla attraverso la bruma smeraldina aleggiante sull'altera foresta. i condiscepoli e i principi. ma Scimmiotto e Sabbioso mancavano all'appello. Quando il guardiano si stancò di batterlo. Constatando quanto è grande la sua forza magica. avete picchiato il vostro signore e padre quanto vi è piaciuto. Vigilava l'ingresso un ragazzo vestito dei colori dell'arcobaleno." La creatura riconobbe il padrone. Dal momento che ci provavano gusto. Io vado e torno. Grande santo. Ma alla fine caddero addormentati. Non dovrebbe nuocere alle persone troppo alla leggera. il mostro lo inseguiva: "Scimmia del malanno. e non avrò legato bene il leone. un leone di pelo giallo. rendimi i miei! Puzzone schifoso. dove i tre figli del principe hanno onorato me e i miei compagni come loro maestri nelle arti marziali. perché io possa liberare i miei. fra i quali se ne trova uno a nove teste dotato di grandi poteri magici. immerso nei vapori di buon augurio. per interrogarlo. il mostro dorme ancora. Quest'ultimo ha catturato il mio maestro. Scimmiotto gli volse le spalle e corse fuori." Il venerabile celeste ordinò di introdurlo." "Dunque il mio turno sarà dopodomani" ansimò Porcellino. fra miriadi di raggi luminosi di buon augurio. al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie." "Non ancora. finì per chiedere che un centinaio di colpi li dessero a lui. statue di giada che rappresentano animali a guardia dell'ingresso. "Bestiole immonde. L'ho sgraffignata e me la sono bevuta." Il venerabile celeste ordinò subito a uno dei suoi capitani di convocare lo schiavo che custodiva la gabbia del leone. balzò davanti all'ingresso della grotta e incominciò a urlare: "Brutta bestiaccia. Presto i bastoni si ruppero e bisognò sostituirli. "Si può sapere perché mi venite a trovare solo questa notte?" gridò il grande santo. ma si trovò la strada sbarrata dal venerabile celeste. benché ormai manchi poco. abbiamo arrestato questo ruffiano di dio locale. cioè da un paio di giorni celesti. Edifici e padiglioni si susseguono come ricamati sul broccato. Lo trascinarono quindi davanti al venerabile. scivolò fuori dalle corde che lo stringevano. il solo mezzo è di recarsi nell'estremo oriente. durante la mia assenza?" chiese Scimmiotto. invece di riposare ripresero a picchiare i bastoni sulla testa di Scimmiotto: sembrava che suonassero il tamburo. e siamo venuti a presentare i nostri omaggi. quando ci siamo scontrati con una banda di leoni capeggiata da quel bel tomo. il mostro ha catturato di nuovo il generale delle Cortine Arrotolate. Ma ora abbiamo saputo che il principe è stato catturato dai nemici del grande santo. rivelatore. "È accaduto qualcosa di male al maestro. Sedeva su un trono di fiori di loto di mille colori. e quando entrò il Novizio si alzò e gli andò incontro: "Non ti vedo da molto tempo. piegò le zampe e batté la fronte al suolo. Ma sarà meglio per te che mi spieghi come mai hai lasciato scappare il leone a nove teste. ritornate da dove venite. con i suoi soldati e colossi. e li ha portati nella Grotta dei Nove Meandri del Monte dei Nodi di Bambù. dove si ammiravano le nubi iridate in vari strati. e vivono santi a migliaia. Voi fate la guardia. lo afferrò per la criniera e gli fece piovere cento pugni sulla testa: "Brutto sporcaccione. Allora Scimmiotto perse la pazienza. Porcellino e i principi erano sempre là." I tre portarono le lampade. il doppio arco fiorito della porta. dove gli vennero incontro le divinità locali e gli dèi tutelari della città. "è scesa sulla terra due anni fa. riportate il tudi a casa sua e proteggete i prigionieri. si chiama 'nettare di diaspro della trasmigrazione'. Avevamo accettato i figli del saggio principe della città di Yuhua come allievi d'arti marziali. ragazzi." Diede loro un colpetto e li ridusse a carne da ragù. Suppongo che tu abbia portato a termine questo incarico meritorio. io mi ritiro nell'Antro del Broccato di Nuvole a schiacciare un pisolino." Fra gli altri si fecero avanti il rivelatore Testa d'Oro. grande santo. Tripitaka. lo gettò a terra e lo legò di nuovo. Quando cadde la sera. che non ne poteva più. A berlo. Non ricordo altro: devo essermi ridotto ubriaco fradicio." "Padre. ti perdono. Quello sventato di Porcellino. Si gettò all'inseguimento e scoprì Sabbioso che cercava di nascondersi dietro un pilastro del portico. che alla vista di Scimmiotto corse ad annunciarlo: "Padre. le sei divinità del giorno e le sei della notte. che si alzò a sedere sul letto e borbottò: "Slegare che cosa?" Scimmiotto spense la lampada con un soffio e scappò via. Se lo interrogate. I rivelatori dei cinque orienti e le altre divinità vennero a inginocchiarsi per salutarlo. e dovettero scuoterlo per un bel pezzo prima che si svegliasse. Gli dèi tutelari della città restino a guardia delle mura. a giudicare dalle porte rotte. è arrivato quel Grande Santo Uguale al Cielo che fece tanto disordine qualche anno fa. Se volete eliminare quel leone a nove teste. quando una notte sono state rubate. perciò sono venuto a pregarvi di riprendervelo. invece di restare sul Monte dei Nodi di Bambù a proteggere il maestro?" tuonò Scimmiotto." Scimmiotto ubbidì: brandì la sua sbarra. Sabbioso. dove scappi?" "Bada a quello che dici" sogghignò Scimmiotto arrestandosi. collegati da portici ariosi. Tripitaka e i principi avevano la pelle d'oca. Quella bestia dormiva sodo e non lo sentiva nemmeno. che gli chiese: "Dov'è la bestia?" Lo schiavo piangeva e non sapeva dire altro che: "Grazia! Grazia!" "Non sarai battuto in presenza di estranei. e chiedere l'intervento del suo padrone. ardenti come un mare di fiamme. Il mostro arrivò di corsa nella sala: "Ragazzi. perché avete spento la luce? Non sarà mica scappato qualcuno?" Nessuna risposta.Ma Porcellino. Il vecchio mostro finì per svegliarsi e balzò in piedi inferocito: "Ora ti faccio vedere io!" Scosse la testa e mise fuori tutte le sue bocche spalancate. Domani verrà il tuo turno. provoca una sbronza che dura tre giorni. senza smettere di urlare. era ritornato al volo nella città di Yuhua." "Perché siete venuti qui a far confusione. abbiamo portato con noi il tudi della montagna: lui conosce le origini del mostro. si scosse il pelo e rassettò l'abito. Giunse ben presto alla Scogliera delle Meraviglie. Avevamo prestato le nostre armi perché se ne facessero copie. "Sta buono" gli rispose il vecchio mostro. si mise a strillare: "Slegami per primo. circa le quattro del mattino. "Tu alzati." "È vino che mi ha mandato in omaggio Laozi. uscito dalla grotta. Voialtri andate pure. che recitò un incantesimo e gli disse: "Bravo il mio santarellino primordiale! Ecco qua paparino. "Non hai vergogna di comportarti così davanti al tuo padrone?" Il mostro voleva lanciarsi all'attacco. "Il venerabile celeste che vado a trovare è il padrone di un mostro con cui siamo venuti alle prese. Ho saputo che hai abbandonato il Tao e ti sei convertito al buddismo per proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture al Paradiso dell'Ovest. È stato proprio l'adempimento di quel compito a portarmi nella città di Yuhua. sfondò la porta ed entrò. ti sbagli. non ho bisogno di voi. L'autore del furto.

Erano liberi da ogni altro impegno e volti interamente a conseguire il giusto frutto." "Hanno rischiato di costarci molto care. "Portate via quella roba!" esclamò Scimmiotto ridendo. Porcellino accatastò molta legna secca e vi mise fuoco. Finalmente Giungono lieti nel mondo del Buddha. Quanto ai leoni prigionieri. la folla li accompagnò per un buon tratto di strada. Fece chiamare i tre giovani principi e assegnò a ciascuno la sua arma. Abbiamo ascoltato come i quattro pellegrini lasciarono la città di Yuhua. e infine i condiscepoli e i principini. Le fanfare suonavano nelle strade. e il venerabile gli montò in groppa: "A casa!" Salirono su una nuvola colorata e se ne tornarono al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. rapida e lenta. Qual'è il segreto di meditazione? Il cavallo e la scimmia del pensiero Tener sotto controllo. Capacità da grandi esperti acquistano: Garanzia per Yuhua di eterna gioia. "Che città sarà questa?" domandò Tripitaka. il rastrello e il bastone ottocento libbre ciascuno. I bruciaprofumi ardono incenso senza tregua. fu distribuito alla popolazione della città e dei sobborghi. "La sbarra cerchiata d'oro pesa mille libbre. caro abate?" "Siamo gente rivolta al bene e preghiamo sempre per la salvezza della Cina." Tripitaka raccomandò ai discepoli che si sbrigassero a completare le lezioni di scherma. Perciò mi sono inchinato rispettosamente. perché il viaggio potesse riprendere. "Papà" corsero ad annunciare al principe. "Quanto pesano le armi che avete fabbricato?" domandò il Novizio. Maestro e discepoli si presero il meritato riposo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. Se potete procurarci un cambio d'abito. Dopo cinque o sei giorni di marcia." I sarti ebbero l'ordine di procurarsi rotoli di broccato azzurro. Così tutti assaggiarono carne di leone. e la pagoda è sempre aperta a chi la vuole ascendere. Arde l'incenso in ogni focolare. ho intuito che dovete avere alle spalle una lunga ascesi nelle vostre vite anteriori. i mulini da preghiera sono collocati sotto l'ombra smeraldina degli alberi. le lampade brillano ogni notte sull'altare. Il passeggio nei porticati non ha sosta. Sbarazzàti dei mostri ed eliminate le disgrazie. figli miei." "Voi mi confondete" esclamò sorridendo Tripitaka. ché solo perfezione Assoluta la Via fa conseguire. CAPITOLO 91 LA FESTA DELLE LANTERNE DALLA FESTA DELLE LANTERNE DELLA PRIMA NOTTE DI LUNA PIENA. che si accalcavano e si spingevano per vederli." "Può andare" disse Scimmiotto. Tripitaka aveva i sudori freddi per il timore di incidenti. grazie ai poteri magici dei nostri divini maestri. la dottrina Consentì loro rapidi progressi. la faccia scura di Sabbioso e gli occhi rossi di Scimmiotto. La Grotta dei Nove Meandri si ridusse come il rudere calcinato di una fornace. come della gioia: Non c'è altro modo di toccare il fondo D'ogni mistero. L'indomani il principe ordinò un grande festino di ringraziamento. furono condannati a morte. "Non sono altro che un monaco mendicante senza pretese. Pendono le lanterne da ogni porta. dove si aprivano taverne e sale da tè. Infine si prepararono i bagagli e avvenne la partenza. Dal vostro aspetto e dal vostro vestito. tagliato a pezzetti da una o due once. La regione meritava davvero il suo nome di Gioia Assoluta: la strada era comoda e sicura. Intorno allo stupa aleggia una bruma colorata. al quale parteciparono tutti i notabili del principato. Quando suona la campana d'oro del superiore. Il resto. alto trono prezioso. Quando uscirono dalla porta occidentale della città. "Ma quei leoni hanno ridotto i nostri vestiti a brandelli." Il . affollate di gente e di bandiere. Il lungo grugno di Porcellino. Il grande santo fece i suoi ringraziamenti rivolto verso lo spazio. Siete voi a godere la benedizione di un'esistenza libera e gradevole. Nella città e nei sobborghi tutti accorrevano a salutare gli arhat discesi sulla terra. videro altre mura e fossati. rosso e marrone. Seguendo strade e vicoli. Mentre i quattro pellegrini si guardavano intorno. Autentica terra pura e falso palazzo del drago: nubi di porpora coronano la Sala del Grande Eroe. ascoltate il seguito.mise una sella di broccato. che li rinvigorì e fece passare la gran paura che avevano avuto di quelle bestie da vive. con i mari calmi e i fiumi limpidi. Su proposta di Scimmiotto si convocarono i macellai. salutò Tripitaka e chiese: "Da dove venite. "le nostre armi sono pronte. inaridir la giada Di libertà." "Non oro e argento" aggiunse Porcellino. ma non osavano far domande. ma la buona volontà e la forza divina conferita dal grande santo permettevano loro di maneggiarle con precisione. Si servì una cena vegetariana che tutti mangiarono di buon appetito. Il padiglione del Buddha sfiora le nuvole. questo è proprio il mondo della grande pace. li scorticarono e li squartarono. Uno fu riservato alla residenza principesca. dove i tre giovani principi facevano i loro esercizi. ed il lasciare Evaporare il divino elisir D'autonomia. Le lezioni venivano impartite nella corte. tornata la pace. offesa e difesa. un sol momento Di distrazione ti farà cadere Nei tre sentieri. i monaci rispondono salmodiando sutra. Giunsero in città verso sera. S'intromisero Certi leoni a far da guastafeste. mentre Scimmiotto provvedeva a Tripitaka." Giunsero nei sobborghi orientali e si trovarono in una via rumorosa. attiravano l'attenzione dei perdigiorno. e confezionarono per i monaci tre abiti della foggia cui erano abituati. come al solito. Ci mettevano tanto entusiasmo che giunsero presto a padroneggiare i settantadue movimenti." Il bonzo si inchinò fino a terra e Tripitaka si affrettò a rialzarlo: "Perché tanti riguardi. reverendo?" "Il vostro discepolo viene dalla Cina. In breve raggiunsero un'abilità che non avrebbero mai creduto possibile. Frugarono la grotta. "Sapete bene che siamo monaci e non possiamo accettare. e un vassoio d'oro e d'argento a modesta testimonianza della loro gratitudine. dalla corte dei Tang. per accertarsi che non vi fossero altre presenze. e le dame del palazzo e gli ufficiali vennero ad accoglierli. Allo yang primordiale si conviene Il Nonuplo. negozi animati e bancarelle dove si vendevano olio e riso. Tu devi sbarazzarti D'ira e d'affanni. che li abbatterono. le celle dei monaci sono illuminate dalla luna. Poi entrò nella grotta e liberò per primo il principe. Lo chiederemo ai passanti. Quant'era distante il Monte degli Avvoltoi? Quante tappe occorrevano per raggiungerlo? Se non lo sapete. i giovani principi offrirono ai maestri un grande banchetto di ringraziamento. Soltanto una solida Base può consentirti di raggiungere L'illuminazione. sarà un'attestazione più che sufficiente della vostra affezione. Questi furono accettati volentieri e subito indossati. ALLA PRIGIONIA DEL MONACO CINESE NELLA GROTTA FIOR DI MISTERO. Le armi erano pesanti. Le divinità vennero congedate e il luogo restò affidato alla custodia del tudi. Ma." "Ma tutto è finito per il meglio. E con il cuor sincero si dirigono Al Monastero del Colpo di Tuono. e scoprirai che è il vuoto. Quando l'insegnamento giunse al termine. "Non vedo né bandiere né stendardi che ne portino il nome. Vi entrarono e videro le torri magnificamente decorate. Porcellino e Sabbioso si incaricarono di riportare a casa i principi. poi Tripitaka. un altro ai funzionari dei servizi amministrativi. Lo attestano i versi: Ebbero la fortuna d'incontrare Dei maestri divini. giunsero a un monastero fuori porta che aveva all'entrata una scritta in tre caratteri: MONASTERO DELLE NUBI DELLA COMPASSIONE "È quello che ci vuole per noi!" esclamò Scimmiotto. un monaco che proveniva da uno dei porticati venne loro incontro. Infine i fabbri si presentarono a Scimmiotto e gli annunciarono che avevano compiuto il loro lavoro.

Questo è il motivo per cui la tradizione del ponte delle lanterne d'oro viene scrupolosamente rispettata. a farci offrire un pasto prima di riprendere la strada. Tripitaka domandò: "Come si chiama la vostra nobile contrada?" "È una dipendenza esterna dell'impero dell'India: la prefettura Come l'Oro. e altri brutti da far paura. si alza il vento e la gente si chiude in . La sospensione del coprifuoco dava via libera a innumerevoli bighelloni. rotolano carri seguiti da scie di profumi. c'era chi danzava. Dalle tettoie pendono montoni e conigli. si vagò per le vie dei sobborghi. pifferi e flauti per tutta la notte. che portavano le lanterne in omaggio al Buddha. e lo si racconta a memoria d'uomo. Si alza tra i fiori la torre con il tetto a doppia gronda per coltivare la propria natura. era riflessa e moltiplicata da scaglie di cristallo e di vetro. che mi hanno protetto nel lungo cammino. la Cina! Che cosa siete venuto a fare fin qui?" "Il sovrano dei Tang mi ha affidato la missione di recarmi al Monte degli Avvoltoi. Quando discesero era venuta la sera e si accendevano le luci." I monaci. tutti si sedettero a bere il tè. Le lanterne resteranno esposte fino al 18 o al 19." "Il vostro spirito è tutto rivolto al Buddha e alla meditazione. a nord la pagoda per la meditazione dei monaci. e le lanterne tutti i viali della città. ogni anno una grande famiglia di ciascun cantone deve fornire quest'olio come imposta. ma questa sera potremmo andare a vedere le lanterne d'oro in città. Non si finirebbe mai di contemplare i ponti di stelle e gli alberi di fuoco. Lanterne e luna rischiaran la notte. Il vostro discepolo sarebbe grato al superiore se gli permettesse di adempierlo in questo giorno di grande festa." Non si poteva rifiutare. D'altronde questa notte non bruceranno a lungo: quando appaiono i buddha. potreste prendervi qualche giorno di riposo. Dalle torri pendono lanterne a forma di noci e di fior di loto. Nella gran calca si offrivano spettacoli dappertutto. flauti e canti. Il giorno successivo Tripitaka dichiarò: "Ho fatto voto di spazzare ogni pagoda che trovassi sulla mia strada. Promettono bel tempo e gran raccolto. "Che olio si arde in quelle lampade?" chiese Tripitaka ai suoi accompagnatori. reverendo. Allegri passanti. Quando ebbero soddisfatto la loro curiosità." "Come fa una lanterna a bruciare cinquecento libbre d'olio in tre notti?" si stupì Scimmiotto. dopodomani. passeggiarono nel parco. e le paure di diavoli e lamie: non so più quando è festa. Anche i bonzi vollero rientrare: "Reverendo maestro. "Fate conto che ogni lanterna contiene quarantanove stoppini di paglia da lucerna intrecciati e rivestiti di seta. Le terrazze illuminate di migliaia di case riempiono l'aria di fumo per dieci e più li. e sua eccellenza il governatore ama il popolo: avremo dappertutto luminarie. se possibile. Peonie e magnolie elaborano segreti vegetali. per contemplare il paesaggio. Se aggiungete il trasporto. che costano quarantottomila tael. la gente canta il regno della pace universale. La notte del plenilunio è il 15. "Tutti lo sanno in città. Sotto la lanterna girevole i guerrieri incrociano le spade. piante e fiori tra le rocce rivaleggiano in bellezza. Le belle si tengono per mano alla finestra del primo piano. che recava il suo kasâya. il nostro modesto monastero può permettersi l'onore di ospitarvi. di gelsomino e di dafne sono i primi a sbocciare. alimentata da un olio profumato. chi camminava sui trampoli. a forma di padiglioni a vari piani." Mentre conversavano. Poi riconsegnò l'abito a Sabbioso e salì le scale. Volano selle tintinnanti di giada. il cielo vibrava di scampanii e di rulli di tamburi. il salice si copre di verde novello. Non è roba qualsiasi. La giornata trascorse nel parco e nella sala principale illuminata dalle lanterne. I fiori di camelia. Il cervo si specchia nello stagno. sibilò all'improvviso il vento. la gru d'immortali e il cervo bianco accompagnano la stella della Longevità. perciò il bonzo non li aveva notati. su grandi tele sono rappresentati gamberi e tartarughe. Quelli là sono i suoi eminenti discepoli. Tre o quattro celle dalle finestre luminose sono dedicate alle pratiche magiche di trasmutazione. Canti e colori dovunque intrecciati. e prese molto tempo. Profuma l'erba cui discende la scalinata. e a ogni finestra aperta. Quando se li vide davanti. la gru sotto gli abeti ascolta aerea musica. Dopo pranzo fu invitato a restare: "Reverendo. e gli spettatori si dispersero precipitosamente. Dovete proprio restare qui per qualche giorno. quando la primavera fluttua già nella bruma del bosco. presso il ponte sulle acque verdi. tutte in filigrana d'oro fino." Tripitaka ringraziò. ma uno speciale olio profumato mescolato a burro. curiose di spiare lo spettacolo della strada. Arrossano i teneri fiori del pesco. È un ritiro che rende superflua la ricerca delle isole dei beati. In tutta la città e per tutta la notte rullano i tamburi e risuonano pifferi. Nella sottoprefettura di Mintian. Da noi è ancora viva la tradizione del 'ponte delle lanterne d'oro'." "Quant'è distante la nobile prefettura dal Monte degli Avvoltoi?" "Possiamo dirvi quant'è lontana dalla capitale. strillò: "Avi miei! Come sono orrendi i vostri eminenti discepoli!" "Non posso negare che siano brutti. messi in effervescenza. che deriva dall'antichità. Il giorno seguente. accompagnarono i visitatori dal superiore." "Come lo sapete?" chiese stupito Tripitaka. Era la bella festa del triplo cinque. che era molto gradevole: Nel primo mese dell'anno la primavera rinnova la vegetazione. sono grossi come un uovo di gallina. dicevano: "Grande paese. Che ne dite?" Con il suo consenso. non citare il fascino del fiume Wang! Sull'acqua corrente nuotano anitre selvatiche. ma hanno notevoli poteri in fatto di magia. In realtà devo loro molto. chi si era messo in maschera. "Da anni conosco solo le difficoltà di montagne e fiumi. ma questa imposta è davvero pesante: la famiglia di turno deve spendere più di duecento tael. incuriositi e timorosi. La notte del plenilunio. Finora ci siamo accontentati delle luminarie del monastero e dei sobborghi. Una libbra d'olio costa trentadue tael e ogni lanterna ne contiene cinquecento libbre. La sera stessa si godettero lo spettacolo della folla dei fedeli del quartiere. usciti dal portale orientale. questa è la vera e propria sera della festa. che non conoscete il nostro paese. I pellegrini non si ritirarono a dormire prima della seconda veglia. La luce della fiamma." "Si vede. Poi si ammirarono le luminarie del monastero e. a sud alcune sale. Qui la gente ama le feste. Lo attestano i versi: Gente festosa in paese pacifico. i rami del vecchio susino si caricano di colore. i monaci proposero: "Reverendo maestro. Oggi è il 13 della prima luna e questa sera si provano le lanterne. Alla terza veglia. nella sua cella si stava preparando un pranzo offerto da donatori. dietro le tende. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. Si crede che se i buddha prendono l'olio si avrà un buon raccolto. e non vorremmo darvi informazioni imprecise. pregò e spazzò il pavimento. Il piatto d'argento della luna illumina il cielo. Il mercato è affollato come in pieno giorno e vi sono appese le lanterne fiorite. bisogna tornare a casa. perciò non vi date cura di queste cose. chi era montato sull'elefante. Dèi e immortali si dànno convegno sul monte delle lanterne tartarughe. si misero tutti in cammino. Passavamo appunto per la vostra nobile regione e siamo entrati qui a chiedere informazioni sul paese e. anche per le soste che facevano davanti a ogni statua del Buddha." I monaci. perché ci siamo stati: sono duemila li. durante il colloquio. per pregare. Mille steli di bambù attendono i versi di un poeta ispirato. Nelle cavità in ombra delle rocce è rimasta un po' di neve invernale. in caso contrario ci si dovrebbero aspettare siccità e piogge fuori stagione per tutto l'anno. colori di primavera in armonia con la luna piena. l'olio scompare e le lampade si spengono. Non vantare la magnificenza del Parco della Valle d'Oro.bonzo accompagnò il monaco cinese nel tempio principale. ridono e mostrano gli effetti del vino bevuto. Passeggiano tigri e cavalli. Il ponte delle lanterne d'oro prendeva nome da tre lanterne della dimensione di grandi giare. in totale fanno millecinquecento libbre. Per il resto il nostro fisco non è esoso. La cerimonia si ripeté a ogni piano. "Avviene così tutti gli anni." I monaci aprirono e Tripitaka si fece accompagnare da Sabbioso. vi si affiancano aquile e fenici. a ovest i padiglioni degli ospiti. Poi Tripitaka chiamò i suoi discepoli. Al primo piano indossò l'abito. Ma non ci siamo mai spinti fino al Monte degli Avvoltoi. a rendere omaggio alla statua del Buddha. aprendogli la porta della vostra pagoda." Mentre parlavano si fecero avanti altri bonzi: "Il reverendo viene dalla Cina. che comprende duecentoquaranta cantoni. di prugno rosso. "Proprio così" replicarono seri i monaci. Passate con noi le feste del primo plenilunio dell'anno!" "Ho proprio perduto la nozione del tempo" rispose stupito il monaco cinese. dopo la colazione. poco prima di mezzanotte." "Ci sono dei buddha che si vengono a trincare l'olio delle lanterne?" sghignazzò Porcellino. A est gli edifici principali. fino all'ultimo. "Venite tutti a vedere i grandi personaggi che vengono dalla Cina! A quanto pare ci sono cinesi belli come pitture." Monaci e donatori corsero a vedere. Sentite il vento: sono i venerabili buddha che ci fanno l'onore di scendere a vedere le luminarie. Il poeta Li Bo monta il pesce d'oro e la balena. "È straordinariamente profumato. si erano tenuti in disparte e avevano voltato le spalle. Alte strutture di legno reggono leoni azzurri ed elefanti bianchi. sono cinquantamila tael bruciati in tre notti.

bonzo? Perché ti sei messo sulla nostra strada. Quanti siete? Come vi chiamate? Se vuoi salvare la pelle. che significa appunto 'tre ceste'. ma tutte avevano una testa bovina ed erano armate di lancia o di bastone. cinquecento anni fa?" "Appunto. Comunque i difensori della fede vegliano a proteggerlo. calamità!" I tre orchi avevano appunto portato Tripitaka in cucina e l'avevano spogliato e lavato nell'acqua di pozzo: al momento dibattevano se tagliarlo in dadi o in listerelle per saltarlo in padella. detto Otto Divieti. scorse sul pendio quattro uomini che si spingevano davanti tre capre e gridavano: "Buon anno. Tre grandi stendardi recavano i nomi dei tre comandanti." "Le terre dell'Est sono molte lontane. fratello?" chiese Sabbioso. quando esso cadde improvvisamente. Il maestro è stato rapito da creature malefiche: dal piacer nasce la pena. Porcellino. Ragazzi. Fui inviato a cercarle e presi il nome di Tripitaka. è una reincarnazione dell'Ammiraglio dei Canneti Celesti. secondo l'adagio: tre capre iniziano la pace(14). Domandò: "Dunque è questa la montagna dei mostri?" "Certo. Ma Scimmiotto disse: "Fratelli. tagliando a strisce Tripitaka e mettendolo a friggere nel loro amato olio e burro. Non occorse andare lontano per scoprire. La loro intenzione è di cucinare un piatto sopraffino. si guardava intorno. e io inseguo quel vento malefico. e vi abbiamo seguito per darvi le informazioni necessarie. in effetti è il Grande Santo Uguale al Cielo. una gran sciabola il secondo e una canna nodosa il terzo. ci hanno invitato a vedere le luminarie in città. prosperità!" I suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro videro subito che si trattava dei quattro protettori del tempo travestiti: gli addetti all'anno. disgrazia. "È semplice: voi ritornate al monastero a badare alle nostre cose. e voi evidentemente immaginate di poter fare i vostri comodi.] Mentre cercava un sentiero. signore?" chiesero spaventati i monaci." "E adesso che facciamo. grasse e magre. e la sua collera sfumò. e poi li mangeremo tutti insieme. per intervenire alla festa delle lanterne della prefettura Come l'Oro a procurarsi la loro bevanda preferita." Gli orchi si dissero: "Meno male che non l'abbiamo mangiato subito: poteva andarci di traverso. e si trovò in cima a una grande montagna. che lo guardarono con occhi bovini e chiesero: "Chi sei per osare di venir qui a strillare tanto?" "Sono il primo discepolo di Tripitaka. rivestitelo e portatelo qui. comparvero in breve tre buddha e si avvicinarono alle lanterne." Scimmiotto vide che l'intenzione era buona. [. coperto di ricami luminosi come lucciole: brillano da tutti i pori. hanno soffiato sulla fiamma e se lo sono portato via. dove il poveretto cadde tremante in ginocchio ripetendo: "Grandi re. al di là di un burrone.. grande santo!" "Non vi chiamo da un po' di tempo. In seguito l'imperatore mi ha accordato la grazia di affidarmi il Monastero di Vasta Benedizione. le corna si drizzano sopra le orecchie appuntite. Il terzo ha un ruggito di tuono e zanne d'argento appuntite. ma Scimmiotto gli corse dietro gridando: "Attento. Siete diventati dei fannulloni. Sabbioso chiamava. altrimenti spaccherà tutto e ci spiaccicherà. il sovrano Tang fece un viaggio negl'inferi. Anche il nostro maestro non se n'è reso conto. La abitano tre mostri: il più anziano è il gran re Fuggilfreddo. il santo monaco dei grandi Tang in cerca di scritture. vecchie e giovani. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione. con i miei occhi di carne vi ho preso per veri buddha: perciò mi sono avvicinato a voi. Una stele lì accanto recava sei caratteri: GROTTA FIOR DI MISTERO. non puoi certo essere arrivato da solo fin qui. Noi vi abbiamo visto partire all'inseguimento. Cattureremo anche i suoi discepoli. è il Generale delle Cortine Arrotolate disceso sulla terra. Se tenete alla pelle. Il secondo si avvolge in una garza leggera rosso fiamma e fa risuonare gli zoccoli di giada tintinnante. tori e zebù: ciascuno afferrò un'arma e si schierò sotto lo stendardo del suo drappello. che si è convertito alla giusta dottrina. al mese. Perché fuggire. Gli orchi indossarono l'armatura e uscirono a gridare: "Chi ha l'audacia di venire qui a far baccano?" Scimmiotto li osservò bene." I mostriciattoli si precipitarono all'interno per annunciare: "Grandi re. di cui eravamo ospiti." I mostriciattoli corsero a eseguire e spinsero Tripitaka davanti ai troni. il secondo il gran re Fuggilcaldo e il più giovane il gran re Fuggipolvere. il corpo è variegato come una pittura. cedendo alla tentazione di godersi la festa nel Monastero delle Nubi della Compassione: questo spiega l'improvvisa disgrazia della sua cattura da parte dei mostri. Le altre creature erano d'ogni specie: alte e basse. capaci di far salire in cielo le anime dei trapassati. maestro. Seguì il vento fino all'alba. per salutare il Buddha e chiedergli le scritture nel Monastero del Colpo di Tuono. non mi venite più nemmeno a salutare. DEL MONTE DEL DRAGO VERDE Scimmiotto preferì non avventurarsi dentro alla cieca. e lo prega e l'onora in ogni momento. Vivono qui da un migliaio d'anni. Il grande santo impugnò la sua sbarra. Che cosa avete da dire a vostra discolpa? A quali sollazzi vi abbandonate. con un ululato sinistro. Ragazzi. si portò via il monaco cinese. invece di fuggire davanti alle nostre immagini di buddha?" "Il povero monaco che vedete è inviato in missione dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. non serve a niente. che da tanti anni si facevano passare per buddha alla festa delle lanterne.casa. ripresero il proprio aspetto e salutarono tremanti: "Perdonateci. Quelli che il vento ha portato un momento fa erano tre mostri belli e buoni. o semplicemente Bonzo. i vostri capi l'hanno rapito. In effetti. Io. grazia!" Gli orchi chiesero: "Da dove vieni. spaventato. a suon di tromba e di tamburo. Baldi e feroci. Il reverendo si precipitò sul ponte a prosternarsi. gli faremo un piccolo interrogatorio. Non esitate a intervenire!" Scimmiotto congedò i protettori e si mise in cerca della residenza trogloditica. una parete rocciosa in cui si vedevano i battenti di pietra semiaperti di una porta. I miei discepoli sono tre. Mentre passavamo dalla prefettura di Come l'Oro e guardavamo le luminarie. mettete ai ferri il monaco cinese nel ripostiglio. monete false! Che cosa state tramando?" I protettori del tempo. senza un'adeguata preparazione del terreno. vergognosi di essere stati smascherati. mollatelo subito: altrimenti rivolterò il vostro formicaio e vi spiaccicherò tutti quanti. Fu allora che ebbi il privilegio di vedere per mia edificazione la pusa Guanyin: essa mi disse che nel Monastero del Colpo di Tuono si trovano tre ceste di scritture autentiche. con accompagnamento di capre?" "Erano le capre dell'esagramma della pace. lo hanno riconosciuto per un santo monaco di carni pregiate e si sono portati via anche lui. Dopo averli osservati a suo agio. Scimmiotto uscì allo scoperto e li apostrofò con . È il Monte del Drago Verde. presero questo andazzo di trasformarsi in buddha. balzò giù dalla rupe dove si trovava e gridò: "Ehi voi. non sono stato abbastanza svelto. quando si è avvicinato loro mentre toglievano l'olio dalle lanterne. Il primo tiene la testa in caldo sotto un folto berretto di pelliccia di volpe ed emette un soffio ardente.. al giorno e all'ora. Dice che se ne andrà solo se lo restituiremo. Quest'anno si sono imbattuti nel vostro maestro. Porto anche il patronimico Tang." Gli orchi si allarmarono: "In effetti abbiamo preso quel tizio senza saper niente di lui." A Scimmiotto prudevano le mani: "E vi sembra serio venirmi ad aiutare travestiti da pagliacci. sbrigati a farci una relazione completa e sincera. ma a quanto pare qualcuno vi prende in giro. che urla di essere stato derubato del suo maestro. dispersero in fretta le capre. Il mio nome da laico era Chen Xuanzang." "Il vostro discepolo pensa sempre al Buddha. se viene? Quale occasione migliore per rendergli omaggio?" Tripitaka non diede retta alle insistenze dei monaci e rimase dov'era." "Che cosa ve lo fa pensare. Ebbi l'onore di essere scelto dall'imperatore per dirigere le cerimonie e predicare. non ci cascate! Sono mostri!" Ed ecco che le lanterne si spensero e il vento." "Incomincio da me. "Si è presentato alla porta un monaco con la faccia pelosa e la bocca da duca del Tuono. Quando riuscì loro di diventare spiriti. tanto per sapere chi è e da dove viene. invece di adempiere alla vostra missione di protettori segreti del mio maestro?" "Il vostro maestro ha trascurato la sua natura meditativa. Il terzo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza. e si fermò davanti alla porta per gridare: "Mostri! Restituitemi subito il mio maestro!" La porta si spalancò con fracasso e ne uscì un nugolo di diavoli a testa di toro. al riparo di una rupe: Hanno la faccia scura e gli occhi tondi. "Voialtri comuni mortali eravate convinti di essere visitati da buddha che accettassero l'offerta del vostro olio. Lo scopo era di sconfiggere la sfortuna in cui è caduto il vostro maestro. recata di traverso sulle spalle. ma sono entrato nella comunità monacale del Monte d'Oro fin dall'infanzia. ciascuno porta la sua arma speciale: un'ascia da guerra il primo. Quando siete arrivati sul ponte delle lanterne d'oro. Dopo che il primo ministro Wei Zheng aveva decapitato in sogno il drago del fiume Jing." I mostri ebbero un brivido: "Volete dire il santo che provocò quei disordini in Cielo. e fin da bambini sono ghiotti di olio profumato miscelato con burro." Fecero quindi suonare l'adunata di bufali. seguendo una traccia di odore fetido. Il mio secondo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità. dove si trova la Grotta Fior di Mistero. Il maggiore chiese che cosa succedeva." Il grande santo fece la capriola nelle nuvole e filò verso nord est. perché sa che scendono i buddha. Chissà da quale montagna e da qual caverna venivano quei diavolacci. purtroppo. al ritorno ordinò una grande cerimonia dell'acqua e della terra per la salvezza delle anime in pena. Il più anziano si chiama Scimmiotto Consapevole del Vuoto. grazia.

se non vi disturba" rispose Scimmiotto. ruba lucerne. Ci si intrufola." "Non credo" disse Scimmiotto. Domattina andremo all'attacco tutti e tre insieme. Dopo cena fecero i piani per il giorno dopo: "Andiamo presto a letto. Non credevo che fossi soltanto un macaco losco e puzzolente. e constatare Che i loro pugni non pesano poco. Che ne è stato del maestro?" "Ho seguito la pista dell'odore di quel vento e sono giunto a una montagna. visto che si faceva tardi e non ero sicuro di farcela. Ascia e sciabola si abbattono da tutte le parti. Un simbolo del vero vuoto tiene in rispetto tre false apparenze di buddha. come usano all'Inferno. senza che si giungesse a una conclusione. niente! siete corso a fare i vostri salamelecchi. "Piuttosto hanno l'aria di tre spiriti rinoceronti. tirano e spingono. Veramente non si muoveva nessuno: bufali addormentati giacevano di traverso nei corridoi. cavalcando il vento. da una camera che si apriva sulla sala centrale. e per una volta tanto Mi son dato bel tempo.voce tonante: "Brutti mostri ladri. Ping. di cui si doveva decidere il destino solo dopo aver catturato Scimmiotto. invece di dormire come noi. Non è cosa da poco questa trasformazione: è una bella prova di versatilità. sfonderò la porta e vi farò uscire. "Mi pareva strano di veder lucciole in questa stagione. e il monaco cinese si stupì: "Vedi come tutto è diverso." "Ma la porta è sbarrata" osservò Sabbioso. mentre andiamo a catturare gli orchi. pang! Questo è il rumore dell'ascia e della sciabola che si urtano. la sera mi sono venuti addosso tutti i loro scagnozzi e io. Ve lo dicevo che c'era sotto qualcosa di losco. Dunque sei tu. è meglio muoverci subito e attaccare di sorpresa: non sappiamo quali conseguenze può avere un ritardo. e vi soffia uno spiffero. tenete chiuse le porte e state attenti a torce e candele. A Scimmiotto e ai suoi compagni. E con calamità oscurano la Via. venne la voce di uno degli orchi: "Ragazzi. Sono diavoli con la testa bovina. sono venuto in avanscoperta per constatarle. abitanti tre orchi che si chiamano Fuggilfreddo. Ecco che vola sulla porta. bastò poco tempo per raggiungere la Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde. con la sua sola sbarra. dai fratelli e condiscepoli." I monaci del convento vennero a invitarli a cena. la sciabola e la canna nodosa. Andò a svolazzargli intorno. e fece strada al maestro verso l'uscita. chissà dove dormivano i tre orchi. Il Novizio restò in ascolto delle sue lamentazioni: "Da oltre dieci anni ho lasciato Chang'an." "Sono d'accordo con Sabbioso" aggiunse energico Porcellino. Non vi sembra che ne valga la pena?" I monaci espressero la loro infinita riconoscenza. CAPITOLO 92 A CACCIA DI RINOCERONTI IN FONDO AL MARE OVE I TRE MONACI DANNO BATTAGLIA SUL MONTE DEL DRAGO VERDE. Porcellino e Sabbioso." "Ma come. le lucciole nascono dalla putrefazione dell'erba." "Vuoi dire che Porcellino e Sabbioso sono con te?" si rallegrò Tripitaka." "Maestro. I quattro protettori del tempo mi hanno dato le informazioni necessarie: Monte del Drago Verde. si posa sull'architrave e osserva attentamente: da una parte c'è una fessura. ed eccola all'interno. corse ad agitare il suo stendardo: la folla dei mostri dal capo bovino oscillò e venne avanti per accerchiare Scimmiotto. grazie. l'ascia. Sentite: i mostri dormono. Ora sono ritornato con i condiscepoli. "Sì. Dimostreremo che sono impostori. Il risultato è che quei ladri hanno rubato anche voi." Scimmiotto riprese il suo aspetto: "Caro maestro. insieme all'olio di lucerna. ciascuno si difende e mostra la sua abilità. gridò: "Trasformazione!" e si mutò in una lucciola. Non ho riconosciuto gli impostori E son caduto nella loro trappola. Ad ali spiegate. Grotta Fior di Mistero. E se gli orchi. le loro armi sono un'ascia. La sala centrale era vuota. gli andarono incontro: "Finalmente ti si rivede." Scimmiotto si rallegrò di trovare il maestro di umore più filosofico del solito. sono qui fuori. Pif. intenta a spiare le mosse dei mostri. "Che cosa te lo fa pensare?" chiese Scimmiotto. "Certo la fama ti precede. e non siete affamato?" "Per ridurmi alla fame ci vuol altro. non riconoscete il vecchio Scimmiotto?" "Sei lo Scimmiotto dei disordini in Cielo?" chiese uno degli orchi. ma voi. Figuratevi che una volta ho passato cinquecento anni senza mangiare né bere. approfittassero della notte per mettere le mani addosso al maestro? Secondo me. "dopo averli catturati non mancheremo di segargli il corno: ne caveremo un bel po' di soldi. "Ma non fate complimenti: posso anche farne a meno. Dopo centocinquanta scontri cadde la sera. Coi miei saggi discepoli di certo Dovranno misurarsi. Recitò un incantesimo. Anche Tripitaka. ebbe per il momento la sua scodella di minestra. Ma si vede Che la vita è votata alle disgrazie. Ma il maestro non ne inghiottì nemmeno una cucchiaiata. Secondo gli antichi. le larve si muovono appena. ma quella sbarra levata fa paura a dèi e diavoli. Imbattutisi per caso nel maestro. Poiché la notte non è adatta per combattere. "Come entrerai?" "Ho i miei metodi" rispose Scimmiotto. e specialmente delle ultime parole. e un po' perché le disavventure gli toglievano l'appetito. invece di andare a dormire. paf! Questo è il rumore della sbarra di ferro. illuminando il buio con la piccola luce del suo addome. Tre contro uno. e del resto non sapevamo quali fossero le vostre condizioni. ho preferito venir via. Tutte le porte erano serrate. udì qualcuno singhiozzare: era Tripitaka. Come mai non sento il gong . all'inizio dell'anno. che l'avevano aspettato tutto il giorno. Fuggilcaldo e Fuggipolvere ben lo conoscono di fama. La battaglia continua fino a sera. "Dice l'adagio: Se dài tregua. ma richiamarono le truppe e fecero tranquillamente distribuire il rancio serale." "Saranno re diavoli della capitale infernale" suggerì Porcellino. e russavano come temporali d'estate. Se in fin dei conti non sapete l'esito di questa spedizione. Allora il gran re Fuggipolvere. D'un tratto. qui nell'Ovest! Da noi. sono io" si udì la vocina di Scimmiotto. ma il tuo aspetto è una vergogna. Ho passato la giornata a combattere i mostri. È il caso di ricordarlo: Negligenza e licenza disturbano lo spirito. E QUATTRO DIVINITÀ STELLARI CIRCONDANO E CATTURANO I RINOCERONTI. Fu una bella battaglia sulla montagna: Il re scimmia osa affrontare. aspetta che vada a vedere se il maestro è ancora vivo. Per monti e valli ho avuto mille pene. reverendo! Avete combattuto tutto il giorno." "Se sono rinoceronti" disse allegro Porcellino. ma il Novizio lo trattenne: "Prima di ingaggiar battaglia." "Pensiamoci bene" obiettò Sabbioso. Scioglierò le vostre catene. Fuggilfreddo. "Quelle loro teste bovine. bocche bisunte!" Si fece avanti roteando la sbarra e i tre orchi lo fronteggiarono con le loro armi. Consapevole del Vuoto. su cui i protettori del tempo mi avevano dato le informazioni necessarie. Imbrogliano sistematicamente le autorità della prefettura per rubare l'olio di cui sono ghiotti. "Certo. Restituitemi il mio maestro." Scimmiotto fece cadere le catene con la magia che apre le serrature. Fuggilcaldo e Fuggipolvere. proteggendosi con la sua canna nodosa. e noi possiamo approfittarne. Ci siamo battuti tutto il giorno. incatenato a un pilastro in una stanzetta sul retro. In un tempo di festa sono giunto Nell'Ovest. Mentre esplorava qua e là. e i tre discepoli lasciarono la città viaggiando sulle nuvole. una volta di più la vostra inettitudine a distinguere il vero dal falso ha compromesso la nostra tabella di marcia e richiederà un bello spreco di fatica. "Approfittiamo di questo bel chiaro di luna per fare a pezzi i mostri!" Scimmiotto si adeguò al parere della maggioranza e si rivolse ai monaci: "Affidiamo a voi il cavallo e i bagagli. brilla come una stella cadente. ascoltate il prossimo capitolo. Porcellino voleva sfondare senz'altro la porta. Gli orchi non si preoccuparono di inseguirlo. lo hanno rapito senza sapere chi fosse. qui volano già le lucciole. il nemico si consiglia. una sciabola e una canna. un po' perché temeva che non fosse vegetariana. Intanto Scimmiotto ritornò al monastero." "Hai parlato abbastanza. e questo libererà da una tassa esosa il piccolo popolo di Mintian. Quei brutti musi sporchi d'olio di lampada rubato vogliono catturare un monaco inviato imperiale." I monaci non sospettarono nemmeno che quella fosse la pura verità. senza vincitore né vinto. cattureremo i mostri e liberemo il maestro. Questi si vide messo in una posizione difficile e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole.

quei mostri sono forti." "Allora non occorre che veniamo tutti e quattro. Gli uni combattono furiosi per la vita del maestro. Qiu. grande santo?" "Nella prefettura Come l'Oro. il rinoceronte bue. Da parte sua. mentre io faccio un salto in Cielo per chiedere rinforzi?" "Reverendo. man mano che si prosegue scaturiscono da ogni parte nuvole colorate. fuoco e fiamme dalle narici. chiamarono a raccolta i loro mostriciattoli e uscirono ad affrontare il nemico. il rinoceronte maculato. Porcellino e Sabbioso sono rimasti prigionieri. si è fatto rapire da tre mostri che andavano in giro con l'aspetto di rispettabili buddha. dice che questi spiriti rinoceronti si sottomettono alle costellazioni volatili del Legno. andiamo a caccia di rinoceronti. Altrimenti sarei venuto direttamente a trovarvi. Scimmiotto non poteva badare a lui. "Una volta ci stavo di casa" rispose ridendo Scimmiotto. il randello ammazza diavoli non è un oggetto comune. la scimmia è il mio discepolo Consapevole del Vuoto. Rolla e beccheggia il rastrello. Li abbiamo combattuti a lungo. si mette male! I bonzi hanno sfondato la porta. Detestano la vista della propria ombra e sono maniaci della pulizia: si fanno il bagno ogni momento. Dove dobbiamo andare?" "A nord est della prefettura Come l'Oro. Basta che ti accompagni la stella del Pozzo: sa arrampicarsi sulle vette per divorare tigri e scendere in fondo al mare per catturare rinoceronti. Volevo sollecitare dall'Imperatore di Giada un'inchiesta per identificarli e rinforzi per sottometterli. a quanto pare hanno nei loro corni il soffio della nobiltà. dove siete?" Porcellino e Sabbioso gli vennero incontro levando rastrello e bastone: "Come vanno le cose?" E Scimmiotto riferì per filo e per segno. Le armi sibilano nell'aria. erano caduti addormentati. Gli altri mollarono la presa e corsero in folla nella sala centrale. che conosce settantadue trasformazioni. siete caduti anche voi nelle loro mani! Che ne è di Consapevole del Vuoto?" "È riuscito a tagliare la corda" rispose Sabbioso. gli vennero le lacrime agli occhi: "Che peccato. Strada facendo. tre specie di peli. canna nodosa e bastone vanno e vengono in un torneo d'alta scuola. succialucerne! Sputate fuori il nostro maestro!" Il portinaio terrorizzato corse a riferire: "Grandi re. "Porto un sacro decreto che ordina alle quattro costellazioni volatili del Legno di scendere sulla terra con il qui presente grande santo. sapete salire anche in Cielo?" chiesero impauriti i monaci. e lui ha dovuto abbandonarmi e fuggire. a sentir parlare quel vecchio furfante di Venere. sono agevolati nel divenire immortali. impugnavano le armi. Sciabole in pugno. gli fecero l'interrogatorio: "Come hai fatto a liberarti dalle catene? Come è entrata quella scimmia? Confessa tutto. è stato rapito da mostri per aver distratto la sua natura di meditazione partecipando a una festa delle lanterne. con la dovuta pratica. Si recò nella Sala di Chiarezza Penetrante." "Sono gli spiriti di tre rinoceronti. basta che gli opponga le quattro stelle volatili dell'elemento del Legno: non potranno resistere. dove Scimmiotto. non mi ha dato altra scelta che di proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture. "Dove credi di scappare?" Scimmiotto non perse tempo a rispondere: sfoderò la sbarra e ruppe la testa ai due più vicini. Temilcaldo e Temipolvere. "Mi buttò fuori il nostro Buddha. che ritornò al monastero dove i monaci gli vennero a chiedere: "Siete riuscito a liberare il reverendo?" "Non è facile. sono riuscite a impadronirsi di Porcellino e di Sabbioso." Scimmiotto si inchinò a tanta sapienza: "Che stelle sono? Posso pregare di darmi indicazioni più precise?" "Le costellazioni si trovano dalle parti del Palazzo dei Tori Combattenti dell'Orsa Maggiore. Temilfreddo. scambiati i saluti. perché avevo disturbato la festa delle pesche di immortalità. "Non è buon segno. Ascia contro sbarra: vittoria incerta. alla frontiera dell'India. Nel Palazzo dei Tori Combattenti. e anche il rinoceronte col berretto. il devarâja Anima Lunga e i quattro grandi ufficiali perspicaci Yin. "Venere." Se ne incaricò il bestione: con un colpo del suo rastrello fece volare in pezzi le porte di pietra. Tutti gridavano. Scimmiotto si incaricò di affrontare l'ascia da guerra. che se ne stavano in conversazione. Tirato e spinto da una mandria di bufali. Fu un bellissimo scontro: Tre monaci contro tre mostri. che ripresero i giri di ronda al suono delle raganelle. Il grande santo giunse in breve alla porta occidentale del Cielo. "Quali milizie celesti ti possono aiutare?" chiese l'Imperatore di Giada. lo rovesciarono e catturarono anche lui. Il nostro maestro è segretamente protetto dalle divinità dei monasteri." "Andiamo. grande santo!" esclamò il pianeta del Metallo con una risatina ironica. Ma gli orchi si ostinano a resistere." Scimmiotto ringraziò a mani giunte." Il reverendo tremava come una foglia: "Grandi re. il rinoceronte gigante e il rinoceronte dagli arabeschi che spiegano il cielo. Scimmiotto vide la mala parata e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole." Gli orchi si misero a ridere: "Per fortuna ci siamo svegliati in tempo per riacchiapparti. Nei primi scontri sale una sinistra nebbia. dopo la giornata faticosa. Caimano del Legno Jué." I quattro precettori lo condussero subito nella Sala delle Nuvole Misteriose. per pregare le costellazioni del Legno di scendere sulla terra. mi chiedevo che cosa volesse dire. Se li vuoi catturare. Temilfreddo chiamò i suoi alla riscossa: "All'attacco. urlando: "Grandi re. Granchio del Legno Dou. Vi dispiacerebbe continuare a custodire cavallo e bagagli. due corni e la capacità di fendere le acque quando devono attraversare il mare o un fiume. verso mezzanotte. "Hanno chiuso le porte." "Figúrati se noi avremmo osato lasciare il nostro posto senza ordine espresso. imparano a volare e a camminare sulle nuvole. Dopo un bel po' che combattevano senza vincitori né vinti. da quelle del tempo. nella Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde. ma il cielo era rischiarato da una gran luna piena. che li autorizza a dichiararsi grandi re. Inoltre in vita sua ha mangiato cinabro vegetale: non è facile farlo morire. asce levate." L'Imperatore di Giada incaricò il precettore Xu di accompagnare Scimmiotto al domicilio dell'Orsa Maggiore.e le raganelle dei guardiani notturni?" Il fatto è che tutti i mostriciattoli. Ma a quanto pare non sapete che questi guai non sono casuali: sono prove che il maestro deve affrontare una dopo l'altra. contrariati. che sapete cavalcare le nuvole. Ce ne sono di tanti tipi: il rinoceronte a testa concava. e seguiamo Scimmiotto. non si sente volare una mosca" s'inquietò Sabbioso. espose il caso. Non riesco a liberarlo da solo. va male! Il mostro con la faccia pelosa è entrato nella grotta e ci ammazza. Hanno conseguito il Tao e raggiunto l'età di un migliaio d'anni. che ho incontrato alla porta. dove il pianeta del Metallo. Comunque questi mostri ci sanno fare." I tre orchi balzarono dal letto: "Arrestatelo immediatamente!" Al monaco cinese si piegavano le gambe. correvano. o ti tagliamo in due. Lupo del Legno Kui e Sciacallo del Legno Jing si fecero avanti: "Hai bisogno di noi." Lasciamo maestro e discepoli nello sconforto in cui erano piombati. lo salutarono: "Dove andate. ai colpi del rastrello si oppongono i fendenti della sciabola. gli altri . Tao e Xu. Porcellino la sciabola e Sabbioso la canna." "D'accordo" rispose Scimmiotto. dove incontrò i quattro grandi precettori celesti Ge. si trovò legato come un salame e trascinato dentro la grotta. Ma non sappiamo quando ci caverà dai guai. "Fratelli. I mostriciattoli non poterono trattenerlo: rovesciava o schiacciava chi si opponeva. Le caratteristiche comuni sono: l'unica narice. Li ho combattuti. "Il nostro maestro. Tripitaka fu rimesso ai ferri. Ma la voce del capo fece balzar su gli addetti alla guardia. sotto la luce abbagliante delle lampade. Per riscattarmi. dai rivelatori e da una quantità di altri dèi. per sottomettere certi mostri" spiegò il precettore celeste. Era la terza veglia. Quando li vide. "Dove andate?" gli chiesero. il mio mestiere è di eliminare i perversi e restaurare la giustizia. Scimmiotto scomparve con un sibilo. "Non sapevo che vi chiamaste 'costellazioni volatili'." I monaci non seppero rispondere altrimenti che prosternandosi nella polvere ed elevando preghiere." "Se non riuscite a vincerli voi. bel monaco!" gridarono. allora ha sconsideratamente ucciso due di quelli che lo circondavano. il mio maestro. Sabbioso lo vide sommerso dalla folla muggente. e sono venuto a chiedere aiuto all'Imperatore di Giada. davanti alla porta degli orchi. Si era mutato in lucciola per venire a soccorrermi. Indossarono le armature. e si aprì la strada a bastonate. non ci sarà da temere che il reverendo maestro sia spacciato?" "Non c'è pericolo. nella prefettura Come l'Oro. accendevano torce. che non mi dà mai retta." E ordinarono ai ragazzi di chiuder bene le porte e di tenersi zitti. Scimmiotto?" "Dunque siete voi" disse Scimmiotto. Zhu. Zhang e Xu. Non tiratevi indietro! Se la mancanza di uno solo facesse fallire l'operazione. fece una finta e cercò di fuggire. senza scomodare sua maestà. dopo essere venuto alle mani con loro!" "Ho visto che sono spiriti bovini. Ma voi stavate all'erta e l'avete sorpreso. "Sarà certo andato a cercare aiuto. "Buttiamo giù i battenti. ragazzi!" Tutte quelle creature bene armate fecero presto a gettare a terra Porcellino. Picchiava e gridava: "Mostri da strada. La battaglia si ingaggiò senza scambi verbali. Dobbiamo entrare in azione. io solo sono scappato. "Non mi direte che avete difficoltà a identificarli. Queste bestie. essi finirono per imbattersi nel maestro e nel discepolo. e ci vedrai più chiaro. Sabbioso e Porcellino furono portati prigionieri dov'era Tripitaka. ma non ne sono venuto a capo. Va a fare rapporto all'Imperatore di Giada. Poiché hanno sul loro corpo il simbolo del disegno celeste. ma sono troppo potenti per metterli sotto. ma i mostri gli balzarono addosso. li vennero a ricevere le ventotto case. ma quando le loro truppe sono intervenute. gli altri balzano alla gola per conservarlo nelle proprie mani. la sbarra di ferro fa prodezze memorabili." "Che impudenti!" dissero gli orchi. impugnarono le armi. il rinoceronte toro. mandava a pezzi le porte una dopo l'altra e finì per sbucare all'aperto. "Ehilà." "Non sono rinoceronti che stiano a godersi il chiar di luna.

Mentre la carcassa veniva trasportata al palazzo di cristallo. udita la dichiarazione. Digrignò i denti e si lanciò all'attacco con la sua sbarra." Quando Scimmiotto vide il morto con la testa quasi recisa. la montagna e la grotta sono ripulite. Temipolvere si trovò accerchiato dalle truppe acquatiche. "Andate a riposarvi al monastero. abramidi. ma si trovarono davanti Sciacallo. conchiglie." Mentre le stelle partivano. Gli ufficiali e la popolazione della città e dei sobborghi. Porcellino e Sabbioso. Bisogna distruggere la caverna. per abbatterli ho dovuto chiedere aiuto agli dèi del cielo. ufficiali. Infine presero la strada del ritorno. A questo punto intervennero le quattro costellazioni del Legno. queste creature. poi invitarono il maestro ad aspettarli seduto su un masso. Dal momento che si trova nel nostro territorio. Scimmiotto gridò: "Prendetelo vivo. per raccogliere tutto ciò che avesse valore e piccolo volume: coralli. e ci siamo soffermati a ripulire la montagna e liberare il vostro maestro e i condiscepoli. Questi furono costretti a battere in ritirata." Aoshun convocò il principe ereditario Mo'ang: "Intervieni subito con le milizie acquatiche. dove sono i rinoceronti?" "Che domande stupide!" esclamò Scimmiotto di malumore. Presi dal panico. cipree. Complimenti per questo bel ." Con incosciente baldanza. "Voi dovete eseguire i vostri ordini." "L'Ammiraglio dei Canneti Celesti dice bene" approvò la stella del Lupo.non farebbero che perdere tempo. Il grande santo li tallonava senza perdere il contatto. soldati e abitanti della città e dei sobborghi. "Come siete riuscite a trovarci?" "L'Imperatore di Giada ha ordinato di venirvi a liberare. insieme a Caimano e Sciacallo. Quando vi giunsero Scimmiotto. Poi le truppe si divisero per aiutare le due stelle a catturare gli altri fuggitivi. "Non ammazzarlo! Il grande santo lo vuole vivo!" Ma quel sanguinario non gli badò." Porcellino e Sabbioso. riconoscendo le costellazioni. "Si salvi chi può!" In un bailamme di mugli e muggiti. Sciacallo e Caimano mi hanno lasciato qui di guardia. che erano già in difficoltà." "Non cercate scuse" intervenne il precettore celeste. Potrete vivere in pace senza altri guai. e ruppe al malcapitato l'osso del collo. "L'ordine riguarda tutti e quattro: partite senza indugio. roteando le armi: "Giù le zampe. carette." Quando giunsero sulla montagna. che si sono messi nei guai con il Novizio. in compagnia di Sciacallo e di Caimano. Ogni momento devi vigilare Sul tuo elisir." A questo punto abbassarono le armi e ritornarono al palazzo di cristallo ad annunciare: "Missione compiuta. Converrà pregare le costellazioni di presentarsi in tribunale a testimoniare. le creature uscirono dalla grotta al rullo dei tamburi: "Rieccoti qua. scorsero finalmente Scimmiotto sulla riva del mare che lanciava loro richiami. ambra. giada e oro. Temilcaldo e Temipolvere." "Va bene. Il giovane principe scoprì Sciacallo del Legno Jing che aveva ripreso il suo vero aspetto per abbattere Temilfreddo. troneggiando in cielo su un alone luminoso di buon augurio. "Maestro" disse Porcellino. così le prove saranno inconfutabili. Avrà studiato la notte. verso il Monastero delle Nubi della Compassione. Vi converrà abolire l'imposta dell'olio per le lanterne d'oro. che esaurisce le famiglie che la devono pagare. che avevano riparato alla meglio con lastre di pietra i danni provocati da Porcellino alla porta di ingresso. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione varcarono in pompa magna le porte della città. Quando siamo passati dal vostro paese e siamo venuti a goderci le luminarie. con l'anello di ferro al naso. "Ce ne avete messo del tempo." Congedatasi dai draghi. uscirono dal palazzo di cristallo e corsero con grida di guerra a sbarrare la strada ai rinoceronti. Ora che siete arrivati voi. sguaina la spada e vallo ad aiutare. hanno rapito anche il nostro maestro. Ora i mostri sono sterminati. Quanto a te. carpe. mentre noi partecipiamo all'inseguimento. Scimmiotto sfoderò il solito repertorio di invettive: "Succialucerne. Caimano e Scimmiotto. Quando rivide Scimmiotto." Il grande santo fece il passo per aprire le acque e si tuffò. I tre rinoceronti sono scesi in fondo al mare. non sai le conseguenze Che subirai allentando l'attenzione. portando il reverendo sul loro migliore palanchino. mentre incendiavano la grotta. caro e saggio discepolo. statemi a sentire. Non c'è niente di più adatto del corno di rinoceronte per dividere le acque: le fendevano con precisione e rapidità. Questi spiriti rinoceronti sono gli impostori che per molti anni si sono fatti passare per buddha. ho giusto imparato qualcosina di giurisprudenza" ribattè sostenuto Porcellino. "Li porterete davanti al prefetto di Come l'Oro. "Abbiamo preso questi due." Ao Mo'ang ubbidì: in breve tartarughe. i mostri ripresero il proprio aspetto: zebù. "Sta inseguendo gli orchi. e non ci saranno scappatoie. di passargli un gancio di ferro nelle narici e di legargli solidamente le zampe." "Senti senti. che esperto avvocato è diventato il nostro ammiraglio. Che bella sorpresa!" si sganasciarono le quattro stelle. "tante cerimonie sono pura ipocrisia. "perché la gente veda e sappia che santi siamo noi. Tienilo stretto. corsero a riferire. e impoverisce le vostre risorse. che in realtà sono tre rinoceronti. Noi siamo santi monaci inviati dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Io torno a fare rapporto. che ci racconteranno che fine avranno fatto gli orchi." "Lo credo bene!" rispose ridendo Mo'ang." "Certo" disse Porcellino. allarmatissimi. portateci le armature. gamberi e granchi impugnarono le armi. spingendosi davanti i due rinoceronti. È probabile che nel frattempo sia andato a cercare rinforzi" suggerì Temipolvere. tanto peggio" concluse Scimmiotto. Dirà il grande santo che cosa si deve fare di te. e lo stava azzannando di gusto. grande santo" dissero le costellazioni. Porcellino e Sabbioso si dedicarono alla perquisizione della grotta." "Bisogna portarli tutti e due in corteo per la città" propose Porcellino. finché si trovò accerchiato e gridò: "Grazia! Grazia!" Sciacallo lo afferrò per un'orecchia. la stella del Pozzo se lo sarebbe masticato fino all'ultimo pelo. il monaco cinese si profuse in ringraziamenti: "Sono profondamente riconoscente agli ufficiali stellari della pena che si sono data per venirci a liberare. mostri da strada. li riconobbero e corsero ad avvertire il re drago: "Maestà." Tripitaka si inchinò di nuovo e rivolse preghiere al cielo. la comitiva riprese la via della prefettura. allo scopo di approfittare delle vostre offerte delle lanterne d'oro. entrarono nella grotta per liberare Tripitaka. fece la seguente allocuzione: "Prefetto di Come l'Oro. Raccogliamo le nostre cose e andiamocene. "Tu andrai avanti a provocarli e li attirerai in campo aperto. urlone: non ti ammazzo. Credo si tratti di Temilfreddo. "Ragazzi. per tagliare il male alla radice. "Se non fossi intervenuto io." "Non pensavamo che avreste avuto difficoltà a catturarli." "Al punto in cui è ridotto. perche. e si gettò nella mischia gridando: "Arriva il vecchio Scimmiotto!" I mostri. temevo di non rivederti più. Dopo un po' videro Caimano che spingeva Temilcaldo verso di loro. Anche i tre orchi ricaddero a quattro zampe e corsero via verso nord est col fragore del cannone. piantarono in asso bagagli e maestro per salire sulle nuvole e farsi raccontare le circostanze della cattura. bestiacce!" "Quel furfante ci ha fregato!" esclamarono gli orchi. macaco! Non hai paura di prendere un'altra batosta?" Al Novizio non piaceva sentirsi chiamare 'macaco'. Giunti in vista dell'oceano occidentale. bufali. Abbassarono le loro nuvole e chiesero: "Grande santo. I monaci. lo disarmò e disse: "Sta zitto. non pestatelo troppo! Non mi consegnate una carcassa!" Mo'ang ubbidì: i soldati si accontentarono di rovesciare la bestia. "Eccolo che ritorna dopo essere stato messo in rotta. lo osservò con attenzione: "Non si direbbero ferite d'arma da taglio. mentre Granchio e Lupo facevano strage sulla cima e catturavano vivi quelli che non opponevano resistenza. tutti si dedicarono all'inseguimento dell'ultimo fuggitivo. ma per un bel pezzo non videro nessuno. Le carni vanno assegnate ai saggi draghi. Giunto sul fondo vide le stelle e i mostri che combattevano alla disperata. datemi il cambio: io faccio un salto là sotto a vedere che cosa succede. "Grande felicità volge in dolore"(15) dice il Classico delle Mutazioni." "Come mai non si vede Consapevole del Vuoto?" domandò Tripitaka con le lacrime agli occhi. su sollecitazione del grande santo. Quando ebbero ripulito la montagna. "In questi anni di vita da monaco." Considerata la buona intenzione. furono affidati rispettivamente a Caimano e Sciacallo. venute a rubare l'olio. si chiusero in casa a pregare e bruciare incenso. perché li processi per impostura e stabilisca l'ammontare dei danni cagionati alla popolazione in tanti anni. e si dispersero al galoppo per la montagna. Le divinità scesero in cavalcata sulla prefettura immerse in un pulviscolo colorato. Poi torneremo al monastero ad attendere i nostri amici. padre e figlio. Il fuoco la devastò da cima a fondo. ne abbiamo riportato solo i corni e la pelle. abbiamo visto il Grande Santo Uguale al Cielo e due stelle all'inseguimento di tre rinoceronti. Vi schiererete come ieri e baderete a circondarlo per non farvelo scappare. le salutarono e le ringraziarono. Uno yaksa volteggiatore e un pattugliatore corazzato li videro da lontano. agate. con un grande sciacquio. "Stella del Pozzo!" gridò Mo'ang. si diedero alla fuga nuotando verso il largo. perle. Noi due abbiamo sgombrato il terreno e siamo venuti a liberare il santo monaco. per ordine dell'imperatore e per riguardo al nostro condiscepolo. si sbandarono e presero ciascuno una direzione diversa. mentre le truppe manovravano per circondarlo. e la Via venne offuscata Dal momentaneo indulgere al piacere. Il terzo è stato addentato a morte dalla stella del Pozzo. questi signori non fanno che il loro mestiere. Scimmiotto si raddolcì: "Avete fatto bene: vi sono molto grato di esservi preso il disturbo. Fu la meditazione disturbata Dalla festa. "Segategli i due corni e scorticatelo. poi interverremo noi. Ne raccolsero uno staio e lo portarono all'aperto. buoi muschiati. "Non saranno i rinforzi che può trovare a farci paura" esclamarono Temilfreddo e Temilcaldo. restituitemi il maestro!" I mostriciattoli. o te ne pentirai! Lupo e Granchio correvano sulle nuvole." Temipolvere e Temilcaldo.

la carne fu distribuita ai funzionari e ai raccomandati. Mentre nessuno badava a lui. D'un tratto un convento si presentò alla vista. fu utilizzata per fabbricare corazze. Per qualche tempo. Mi ha sempre voluto bene e protetto. Le tue realizzazioni Di immortale o di buddha vi si perdono. È il destino cui devi prepararti. non insistere" diceva Sabbioso. trasse il coltello e decapitò Temipolvere e Temilcaldo." Tripitaka li rimbrottò: "Per piacere. aprirono la porta e si ritrovarono in strada. È il caso di dirlo: Dalla gabbia. è lui che gli fa cambiare idea. dormiglione! Si barda il cavallo e si va via!" I preparativi furono presto compiuti. Quando nel monastero ci si accorse che Tripitaka e i suoi erano scomparsi. scavato ai tempi di chissà quale remota dinastia. e svelto! Se continui a discutere. cui sedettero i funzionari di ogni rango. Le grandi famiglie furono invitate a preparare i sacrifici di cinque specie di fiori e di frutti. battendo le palme in segno di disappunto. Prepariamoci a partire prima dell'alba. trascurando la giurisprudenza per il commercio. lo recitate dritto e rovescio. scosse Porcellino e gli ordinò di preparare il cavallo. "Tirati su e va a preparare il cavallo. Gli ufficiali stellari trovarono la soluzione molto elegante e se ne rallegrarono con il grande santo. Ricordate che quei monaci ci avevano detto che occorrevano duemila li solo per giungere alla capitale dell'India?" Scimmiottò rispose: "Voi dimenticate il sutra del Cuore del Maestro del Nido dei Corvi. smettete di dire sciocchezze. Consapevole del Vuoto sta praticando l'interpretazione senza parola né testo. Fu promulgato un proclama che informava la popolazione che l'anno seguente la festa delle lanterne d'oro non sarebbe stata autorizzata. A che serve distinguere i tre ranghi? Quando l'atto è compiuto. ascoltate il prossimo capitolo. fratello. l'altro lo portarono con sé i pellegrini per offrirlo al Buddha. a documentazione delle circostanze che avevano condotto ad abolire l'imposta dell'olio. Per giungervi nettato da ogni polvere." "Sento sempre su di me il sutra della prajñâ. discepoli! Guardate com'è ripida quella montagna!" "Ci avviciniamo al territorio del Buddha" replicò sorridendo Scimmiotto. maestro e discepoli si abbandonarono alla bella vita. Volò via la fenice. "Non dovremmo più trovar mostri. tramava qualcosa." "Lascia stare. poi si procurò una sega e si applicò a segare i loro corni. quel desiderio A sicuro disastro ti conduce. È questo il giusto frutto che persegui. Le duecentoquaranta famiglie che avevano fornito l'olio delle lanterne vollero dedicar loro particolari festeggiamenti: non restavano soli un momento. "Consapevole del Vuoto. Tripitaka si allarmò: "Attenti. non mancherebbe di vendicarsi in qualche modo. come la mia veste o la mia ciotola delle elemosine. ma non sapete che cosa significa. tutto insonnolito. Non restò loro che rivolgersi al cielo e pregare. tutto torna All'oceano. I grandi caratteri sul portale dicono: MONASTERO DI MEDITAZIONE PAVIMENTATO D'ORO e sotto è appeso un cartello con la scritta: Monumento di remota antichità . Il reverendo disse: "Ora apriamo la porta e ce la filiamo senza dir niente a nessuno. CAPITOLO 93 VISITA AL JETAVANA NEL PARCO DI JETA SI INDAGA SULLE ANTICHITÀ E SI DISCUTE DELLE CAUSE. Porcellino era quello che se la spassava di più. in segreto. si elevò un 'santuario per i vivi' dedicato ai quattro pellegrini e si eressero alcune stele in segno di perenne gratitudine. Si chiamarono i macellai a scorticare e squartare i rinoceronti. Camminarono così per sei mesi. o questa volta non eviterai le botte. si lamentò: "È presto! Non rompere!" "Si parte! Ordine del maestro" gridò Scimmiotto. Il drago caracolla. Intanto il monaco cinese e i suoi compagni procedevano per la loro strada. non certo di commenti dei sutra. Poi fu la volta dei magistrati della prefettura e delle sotto prefetture. non ne hai mai seguite. Non vorrei che la nostra missione fosse compromessa. e non ho nessuna voglia di farmi rimproverare dal Buddha. finché giunsero in vista di un'alta montagna. tanto. E allora non stare zitto." "Scimmia zuccona! Come ti permetti di dire una cosa simile? Io non capirei quello che dico? E tu. L'acqua mormora scorrendo nel canale. per presentarli come resa di grazie nel santuario dedicato ai vivi. Come potrei dimenticare una preghiera che ripeto ogni giorno e che posso recitare anche alla rovescia?" "Certo. "Il maestro sbaglia i conti" brontolò Porcellino strofinandosi la faccia. reggendo candele accese e bracieri d'incenso. Non vorrete ricominciare ad affamarmi!" "Stupido! Sacco di segatura! Non dire scemenze!" si indignò Tripitaka. Trascorse un mese. Inoltre si destinarono i proventi delle ammende ad acquistare un terreno per erigervi un tempio dedicato alle quattro case celesti che avevano abbattuto i mostri. capisci meglio di me?" "Certo che capisco. La pelle. e sono in grado di spiegare. vorrai." Scimmiotto prese le misure necessarie e l'indomani. uno fu donato al Tesoro della prefettura. sul Monte degli Avvoltoi. Di scuole regolari per imparare la Legge. Si ripara all'ombra delle conifere. Ogni volta che andavano a un banchetto. Rilassatevi. magari. Se tu pensi. e gli elogi ricominciarono. senza farlo sapere alle duecentoquaranta famiglie. Non è vecchio e non è nuovo." E continuarono a camminare in silenzio. ma ci siamo riempiti la pancia solo una trentina di volte. Ma fa la commedia del gran dottore: lui capisce e spiega. che volevano invitare i pellegrini. lo sa che sono un balordo. NEL PAESE DELL'INDIA EGLI SI RIVOLGE AL RE E INCONTRA UNA COMPAGNA. oltretutto. e che l'imposta dell'olio era abolita per sempre. "Abbiamo avuto duecentoquaranta inviti." "Ci avviciniamo. perché fosse conservato nel museo locale. che vennero in corteo con i loro impiegati. il quale. per andare a mettersi a rapporto. tanto per orecchiare la spiegazione di qualche sutra. che cosa gli prende adesso?" "Il maestro non ha voglia di compromettere il viaggio per la tua ghiottoneria" gli disse Scimmiotto. E le famiglie riconoscenti? Se non sapete che cosa fecero. Bisognò che il reverendo prendesse da parte Scimmiotto e gli desse queste istruzioni: "Consapevole del Vuoto. spiega! Siamo qui ad aspettare." Montò a cavallo. conciata e indurita con salnitro e tannino. Saranno saliti sulle nuvole" si lamentavano i monaci. I magistrati convitarono maestro e discepoli a un grande banchetto. ma chissà quanta strada resterà da percorrere. i monaci esclamarono: "Ci siamo lasciati sfuggire i buddha viventi senza riuscire a trattenerli. Ma intervenne Scimmiotto a evitare lo scandalo: "I quattro corni di questi rinoceronti siano portati dagli ufficiali stellari come tributo all'Imperatore di Giada." Il bestione trasecolò: "Il maestro non è più lui." Il bestione non se lo fece ripetere. Quando il fratello mi vuol picchiare. Sabbioso si divertiva e Porcellino si piegava in due dal gran ridere: "Che sbruffone! D'origine è una bestia perversa come noi. Strillò in direzione di Sabbioso: "Sveglia. si riempiva le maniche di preziosi trovati nella grotta dei mostri e li offriva agli ospiti. Il bestione. i tetti sono coperti di tegole smaltate color smeraldo. cioè l'interpretazione vera. e sembrava che non li avrebbero mai lasciati partire. "Lui parla così perché vuole pungolare il maestro." Intanto avevano percorso un buon tratto di strada e superato alcuni colli. i muri sono di mattoni rossi a squadra. dirò a Consapevole del Vuoto di romperti tutti i denti con la sua sbarra. durante la notte sono scomparsi. "Non avevamo preso misure di vigilanza. La notizia si sparse in città. come noi. "Alzati. Disciolte le catene. Da parte sua s'intende di sbarre di ferro. maestro. Porcellino nel frattempo. e neppure a salutarli!" Li vennero a trovare alcune grandi famiglie dei borghi meridionali. e ha l'aria di contenere molte cose antiche di secoli e secoli. guarda quel monastero!" Non è grande e non è piccolo. raccogli tutti i preziosi che ci rimangono e donali ai monaci del monastero per ringraziarli dell'ospitalità. non ha fatto nemmeno il sagrestano. Quindi presero congedo e si allontanarono su nuvolette iridate. alla quinta veglia. non lontano dalla strada. nutrendosi di vento e dormendo in riva all'acqua. senza incidenti da segnalare. l'han preso dalla strada per farne un monaco.trionfo! Come sono andate le cose?" Scimmiotto glielo riferì." Quanto ai due corni di Temilfreddo.

poi lo mise a disposizione della persona più onorata del mondo. reverendi e inservienti. Penso che il nome del monastero si riferisca a questa storia. Per tenerla in vita le portiamo due volte al giorno tè e riso. Alla fine Tripitaka recitò la preghiera conclusiva e ringraziò. lo raggiunse un monaco imponente dall'aspetto autorevole: La luna piena brilla sul suo volto. "Raccontano le scritture che il Buddha frequentava il parco di Jetavana nella città di Srâvastî. "se lo hai dimenticato. L'anziano Anâthapindada gli chiese di acquistarlo. lasciando solo un'apertura sufficiente al passaggio di una ciotola. caro superiore?" "Il vostro discepolo ha vissuto più di un secolo. Ma ora che ho l'onore di incontrarvi. gli diede di gomito e bisbigliò: "Bada che dài spettacolo. perciò lo chiamiamo Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada. sarà per noi una grande gioia.Fermato il suo cavallo. Mentre facevano il giro della sala del Vajra. Sudatta(16). a scanso di pericoli." "Dunque è vero. con carri. maestro?" "Il vostro discepolo Chen Xuanzang è stato inviato dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est a sollecitare le scritture dal Buddha nel Paradiso dell'Ovest." Porcellino fece il possibile per moderarsi. Scambiati i saluti. avete sempre avuto l'aria di uno che non sa distinguere un punto cardinale da un chiodo arrugginito. dal quale si accede alla regione montuosa." "Che fortuna!" sghignazzò Porcellino. Porcellino si era gettato sulle grandi pagnotte. ciascuno prese posto." "Avete dunque centocinque anni" osservò Scimmiotto. Ove soggiornerà In compagnia degli arhat e dei buddha?" A passi lenti sotto il lume lunare giunsero a una terrazza." "Il nostro umile monastero è aperto a tutti. eminente maestro?" "Ho vanamente vissuto quarantacinque anni. uno così bello e gli altri così brutti. era una volta un posto tranquillo. che elargiva le ricchezze Ai poveri e in eterno legò il nome Al Jetavana. ospitare il reverendo. Mentre prendevano la via del ritorno. altre ancora spingevano carriole." Aprirono una porticina e si avventurarono in un terreno incolto. che esprimevano tormenti ignorati da tutti e nostalgia di casa. l'ho fatta murare. Le chiesi il suo nome e che cosa facesse in quel posto. si inchinò davanti al monaco cinese e a Scimmiotto. Chi faceva conversazione." Due giovani bonzi vennero a invitarli a prendere il tè. ma poiché la compassione vieta a noi monaci di attentare alla vita. altre sacchi sulle spalle. che si chiama Monte dei Millepiedi. reverendo. ma non ho saputo che sia scomparsa alcuna principessa. Alla fine Tripitaka e Scimmiotto se ne andarono a passeggiare nel giardino al lume della luna. attraverso i portici e il refettorio. ma la gente fa del suo meglio per evitarlo. "In tanti anni che viaggio con voi. le persone posate apprezzavano la dignità di Tripitaka. Ma da qualche tempo hanno preso a infestarla numerosissimi spiriti in forma di millepiedi. e incomincia a capire qualcosa degli uomini. "A me. poi Tripitaka portò il discorso sugli antichi monumenti e chiese quale fosse l'origine del nome del monastero 'pavimentato d'oro'. tanto più che la notte vedo ben poco. si godevano lo spettacolo di Porcellino alle prese con il cibo. Più volte ho organizzato questue nella capitale. "Qui si trovava anticamente il regno di Srâvastî." "Ma quale spettacolo? Ho la pancia vuota come una caverna" ribatté brusco Porcellino. spero che andrete in città e svolgerete un'inchiesta esauriente con i grandi poteri che la Legge vi conferisce. La tavola venne sparecchiata e si avviò la conversazione. Aiuterete i buoni e. Sembrano venditori ambulanti. sulle minestre e sui piatti di verdure. L'anziano accettò la condizione e fece coprire tutta la superficie del parco di mattonelle d'oro. per aver modo di andarci e di indagare discretamente su questa persona. Domani all'alba riprenderemo il cammino. Ebbe una stretta al cuore e non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. dove affiorava la base di un antico muro e giacevano a terra varie pietre spezzate. Quando cadono piogge torrenziali. quale età dareste?" "Il vostro volto mi sembra così anziano e la vostra anima così pura. Tripitaka sospirò. che mordono la gente. Il vecchio monaco gli fece molti complimenti e infine chiese: "Quanti anni avete. I sandali di paglia Sul lastricato procedon spediti. anche al chiaro di luna. Non saremo per caso nel territorio di Srâvastî?" "È strano. dove sedettero in grande calma di spirito. E aggiunse un'altra domanda: "Al nostro arrivo nel vostro nobile monastero abbiamo visto molta gente che affolla i porticati. che è un divino monaco dell'Est. Ma questa volta si direbbe che abbiate già visto questo posto. il monaco ricambiò premurosamente e chiese: "Da dove venite. Nella folla. Del parco e del monastero originario restano alcune rovine sul retro. e che lo riconosciate. Qualche fortunato ne ha raccolti anche l'anno scorso." Si conversò finché non venne servito un altro pasto. mentre contemplavo i fiori sotto la luna. chiese: "Sapete dirmi chi sia la persona afflitta che abbiamo udito lamentarsi?" Il vecchio monaco inviò i suoi accoliti a preparare il tè e. Lei rispose: "Sono una principessa. figlia del re dell'India. Ancor prima che il reverendo concludesse la preghiera di benedizione del pasto. Mi sono ben reso conto che voi e i vostri discepoli non siete gente comune. Basta uscire dalla porta posteriore. ma il principe rispose che il parco non era in vendita: lo avrebbe ceduto soltanto a chi lo pavimentasse d'oro. Cercai fra le rovine del parco e trovai una ragazza. ho ancora la testa abbastanza lucida. Al canto del gallo ripartiranno. "Fratello" rispose Sabbioso. argento o perle. ma nella quiete della notte si sfoga singhiozzando e cantando. Il corpo è ben piantato." "Che cosa ne sapete?" chiese Scimmiotto." L'ho fatta chiudere in una cella. chi dormiva. Tripitaka giunse le palme per salutarlo. bella e di alta statura. Un domestico venne ad annunciare: "Il nostro reverendo maestro vorrebbe incontrare le personalità cinesi. Tripitaka distingueva le parole di quei lamenti. Tripitaka smontò da cavallo e si avviò a piedi verso l'ingresso. Dove si trovano?" chiese Tripitaka." Chiacchieravano passeggiando nel portico posteriore. che era al primo quarto. Tripitaka lo sollevò e chiese: "Perché queste manifestazioni di rispetto. non è una leggenda!" esclamò Tripitaka. Sabbioso. Quando vennero avanti quegli strani pellegrini. perché voleva destinarlo alla predicazione del Buddha. maestro!" esclamò Porcellino. La ragazza è abbastanza intelligente da capire la mia intenzione: per non finire violata dai monaci. Fra un periodo e l'altro di meditazione. Quando si sparse la notizia dell'arrivo dei cinesi in cerca di scritture. ti ricordo che hanno una pancia anche gli altri. . Si bevve il tè e fu offerta una colazione vegetariana. non sale nessuno prima del canto del gallo." Tripitaka lo ringraziò e lo seguì nella sua cella. residenti fissi e ospiti temporanei. "Magari. Ho diffuso la voce che si trattava di una creatura perversa che si sarebbe dovuto sopprimere." "È precisamente quello che faremo anche noi. anzi. Anzi. ci siamo permessi di entrare con l'intenzione di chiedere riparo per la notte. Quando infine ritornarono nei loro quartieri. Di giorno balbetta soltanto parole incoerenti. accade ancor oggi che portino alla luce oro. Tripitaka si immerse nella riflessione: "Pavimentato d'oro. dapprima sulle terre dell'Est. che non oso far congetture. Il parco apparteneva al principe ereditario Jeta. pregando il Buddha di venirvi a esporre la Legge. Si agita nel vento L'ampia manica sull'impugnatura Del suo bastone." "Non ero mai stato qui" rispose Tripitaka. la gente si fece da parte timorosa. l'avevo fatta imprigionare in quel modo. Al Passo del Gallo. accompagnato dai discepoli. Poiché la nostra strada passa accanto al vostro nobile convento." Dietro a lui veniva un vecchio monaco che si appoggiava a una canna di bambù e chiese: "Siete voi il maestro venuto dalla Cina?" "Non oso pretendere a questo titolo" rispose modesto Tripitaka. "Si è parlato delle rovine del parco di Anâthapindada. mentre rischiaravo la mia natura al chiar di luna. chissà perché. la brezza mi portò un lamento. raspando per terra. bestie da soma e mercanzie." I condiscepoli risero. un colpo di vento mi ha rapita e mi ha portata qui. giunse le mani e recitò: "Penso a quel donatore d'altri tempi. non è una buona ragione per esagerare. A un tratto si udì nelle tenebre qualcuno che singhiozzava perdutamente. metterete in risalto la vostra divina potenza. Tripitaka paventava incidenti e mormorava ai suoi: "Datevi un contegno! Siate gentili!" Ma nessuno tentò di stabilire contatti. Che cosa vengono a fare qui?" "La nostra montagna. si sono fermati da noi a pernottare. "Ve le mostro. Sulla porta e sotto i porticati sostavano molte persone: alcune portavano tavole. che era una persona attenta. I viaggiatori che avete visto sono arrivati troppo tardi per proseguire il cammino e. Il morso non è mortale. Questo triste affare su cui mi interrogate è cosa che potrebbe mettere in chiaro soltanto il maestro qui presente. quelli che pensavano solo a divertirsi. forse dipenderà da un cambiamento del clima. riusciremo a trovare qualcuna di quelle mattonelle e faremo fortuna. Perciò la prigionia continua e io non trovo alternative. ciascuno vi può soggiornare a suo piacere. quando restarono soli. si vedevano carri pieni di gente. Il nostro monastero sorge nel Jetavana. tutti gli abitanti del monastero vennero a vederli: vecchi e giovani. "Giusto un anno fa. Mi posso permettere di chiedere la vostra età?" "Io vi supero di uno stupido ciclo di sessant'anni. si finge pazza e si rassegna a vivere e dormire fra i propri escrementi. nello stesso tempo. come l'albero Della bodhi.

"Vi accompagno" propose Scimmiotto. come d'incanto. Il vento porta i suoni Di pifferi e tamburi. torcendo le reni. che si alzavano. Mentre il Novizio se ne andava. La nostra principessa. Splendore Senza uguali il fiume d'argento nel cielo. I miei discepoli sono brutti. I nostri pellegrini si presentarono a una stazione postale governativa. constaterai che i vestiti. La città aveva la nobile forma Di una tigre in agguato O drago acciambellato. "Nel nostro umile paese dell'India sono trascorsi cinque secoli dalla fondazione della dinastia. ma non immaginavano che il pescatore fosse un altro. Dice il racconto che l'anno prima questo sovrano dell'India. Non è tempo di bighellonare a contemplare il paesaggio. Dopo che la falsa principessa ebbe bruciato l'incenso e formulato i voti al Cielo e alla Terra. ma non so se sua maestà tenga udienza. le case. almeno. Vi prego di accomodarvi. e trovò i monaci intenti a preparare tè. assumendone le sembianze." "Vorrei che mi ricevesse per presentargli le mie credenziali." Il bestione. da Porcellino e da Sabbioso. esaminò la folla che si accalcava nella piazza e. che con la loro bruttezza lo spaventarono molto: erano uomini o diavoli? Tripitaka lo vide tremare e lo rassicurò: "Non temete. Unicorni alle torri. e si rassegnò a ordinare che fosse introdotto." "Questa residenza è appunto destinata a ospitare gli addetti alle missioni ufficiali. Nel frattempo ci è permesso sostare nella residenza di vostra grandezza? Ripartiremo dopo aver sbrigato l'incombenza. vostro onore. mentre si sforzava di rendere loro il saluto e di tendere la mano per sollevarle. "Sei un goffo bestione. Il reverendo chiamò Porcellino e Sabbioso perché sellassero il cavallo e preparassero i bagagli. perché tutti si gettavano avanti nella speranza di impadronirsi della palla. In effetti non dormirono a lungo prima che il gallo cantasse." Visto che c'era un cavallo. Una brezza dal muro d'assenza Alita tiepida. artigiani e mercanti. e sarò pur capace di distinguere il vero dal falso. E sullo fondo monti Come grandi stendardi. Entrarono nel viale del mercato orientale. devo dar loro le ultime istruzioni." Il sovrano non gradì la notizia. non mi pare che noi tre siamo tanto diversi. aveva portato a passeggio le sue donne nel parco reale per godersi la luna piena. poi. mese. Corre acqua nei fossati. Verso le dieci del mattino erano in vista delle mura di una città d'oro. Anche il gusto di far baccano e divertirsi è il medesimo. Suppongo che sia la persona colpita dalla palla ricamata. Era dunque l'una del pomeriggio quando Tripitaka e Scimmiotto si accostarono alla torre. Un gran re occupa il trono: Regna prosperità." Tripitaka." Fu servito un pasto. Tripitaka e Scimmiotto andarono a congedarsi dal vecchio monaco. celebra la sua ventesima primavera. bestione?" "Coricatevi." Tripitaka si fece convincere e lo seguì fendendo la folla. Si esclamava: "Guardate! Ora getterà la palla ricamata. ma il loro cuore è saldo e fidato. Tripitaka sentì cadere il suo berretto alla Vairocana e fremette. in cui l'udienza dura più a lungo del solito. si apprestò a recarsi a corte. è il momento giusto. La folla gridò: "È un monaco! È toccata a un monaco!" Nella piazza scoppiò un parapiglia indescrivibile. gli utensili di questa gente non sono diversi da quelli del nostro paese. direte al re: "Fate chiamare i miei discepoli. e Tripitaka gli disse: "L'umile monaco che vedete è inviato da sua maestà della corte dei Tang delle terre dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono." Tripitaka. dalle otto finestre spalancate della torre. da cui avrebbe gettato la palla ricamata per designare il monaco cinese come genero imperiale: conosceva anno. Andiamo a goderci lo spettacolo sotto la torre. Vedi: a tanta distanza di luoghi. giorno e ora della sua venuta nella capitale. a ricevere le debite felicitazioni. le sessanta fanciulle che l'attorniavano in ricche vesti e acconciature le presentarono la palla ricamata. quando vide avvicinarsi il monaco cinese. Alzò le mani per proteggersi. Salirà su una torre decorata. dove si trova questa corte dei Tang?" "In Cina. Questo è il momento culminante della festa: anche il sovrano sarà intento ai casi di sua figlia. letterati a gomito con facchini. In un istante la piazza si vuotò. Ma non sapeva come l'avrebbe presa la principessa." La luna sprofonda in un sogno di fiori. le dame lo circondarono e lo spinsero verso la principessa. "Tocca a me!" gridò Porcellino. "Le cose che sai fare tu non servono a corte. per sollecitare le scritture dal Buddha. La principessa. al bisogno sa sfoderare qualche finezza. che si mosse verso il palazzo seguito da un grande corteo. conservate la calma. e io ritornerò in albergo. Ed ecco la principessa e il monaco cinese presentarsi nella Sala delle Campanelle d'Oro. "Quando giungeremo in città. forte come una botte di ferro e splendida come una residenza celeste. L'ufficiale di servizio alla Porta Gialla corse ad annunciare: "Maestà. zuppe e dolci per gli ospiti. si rivolgeva risentito a Scimmiotto: "Hai visto. Si mescolarono alla folla di gente d'ogni sorta che affollava le strade: funzionari e contadini. Credevano di lanciare l'amo." "Certo. perché le avrebbe consentito di diventare immortale superiore dell'unità suprema." "Ha ragione Consapevole della Purezza" rincarò Tripitaka. figlia di sua maestà. non dimenticate le nostre promesse al vecchio monaco del Monastero Pavimentato d'Oro. fratello" lo esortò Sabbioso. si diede una statura di tre tese e fece smorfie così spaventose che la gente cadeva a terra dallo spavento. Silenzio. inalberò il grugno e brontolò: "A parte il maestro." "Maestro. È un giorno movimentato. Vi porteranno a corte dal sovrano. che Tripitaka condivise con il mastro di posta e con Scimmiotto. uscirono a inchinarsi davanti al monaco cinese: "Vogliate venire a corte. Erano proprio . per aver modo di distinguere il vero dal falso. in questo caso farete vistare il passaporto e ce ne andremo. nel continente meridionale. La mia povera mamma raccontava sempre di aver scelto marito gettando una palla ricamata. che bel tiro mi hai giocato?" "Perché ve la prendete con me?" rise il Novizio. non potresti combinare che guai. Scimmiotto prese i documenti dalla sacca e uscirono insieme. "La palla in testa non ve l'ho tirata io. e non avrà testa agli affari di stato. Userò lo stratagemma detto distruggere il mostro con il matrimonio. che era scesa ai piedi della torre. Farò un'inchiesta e ne ricaverò le conclusioni opportune." Tripitaka gli presentò i suoi discepoli. con il tuo muso e le tue maniere. Si sentivano i mille rumori dell'accampamento dei mercanti." "Che ne dite?" propose Scimmiotto. Il nostro sovrano ama i fiori e il paesaggio. "Non dubitate" lo rassicurò Scimmiotto sorridendo. Sono trascorsi ormai quattordici anni." Si avviarono sulla strada maestra insieme alla rumorosa carovana dei mercanti e giunsero al passo all'ora della tigre.trovarono Porcellino che brontolava: "Vi sembra l'ora di venire a letto. Il sole del mattino Ne rischiara le strade." Allora verrò. Il suo vero obiettivo era Tripitaka: voleva impadronirsi del suo yang primordiale. Siamo pur sempre riconoscibili come stranieri. le consuetudini sono le medesime. Venite con me. "Lascia perdere. sarà la prima cosa di cui mi occuperò. A questo scopo il mostro aveva speso le ricchezze del paese per far costruire la grande torre decorata. e Porcellino mostrò la sua gratitudine ingoiando un'intera infornata di panini caldi. Le dame e le fanciulle del palazzo. Goccia dopo goccia Si va vuotando la clessidra. non aveva scelta. Se volete presentare i vostri documenti. Non c'è nulla da temere. quindi. la principessa ritorna con un monaco. e non vorrei mettermi in situazioni difficili. d'altronde. che è stata eretta nella piazza grande. "Potremmo avvicinarci per vedere meglio. Vibrante di colori. Vorrei presentare il mio passaporto e farlo vistare. Sapeste quante montagne e quanti fiumi abbiamo attraversato per giungere fin qui!" "Dovete proprio essere un santo monaco!" esclamò il mastro di posta. In caso contrario. Essa lo prese con la sua manina di giada e lo guidò al carro reale. "Da quanti celesti anni regna la vostra nobile dinastia?" domandò Tripitaka. Attendono i vostri ordini alla porta meridionale. che ricordò loro il 'triste affare'. e Scimmiotto riprese la sua statura normale. brutta scimmia zuccona. offeso. Scimmiotto ringhiò e mostrò i denti." Tripitaka si teneva in disparte e confidava a Scimmiotto i suoi pensieri: "Se ti guardi intorno." Il mastro di posta si rinfrancò e chiese: "Maestro. Una creatura perversa aveva colto l'occasione per rapire la principessa e prendere il suo posto. Egli è l'imperatore Yizong e si trova attualmente nel ventottesimo anno dell'era Calma Pace. e la palla gli rotolò nella manica. e sentì la tentazione di gettare quel monaco fuori di casa." "Quando siete partiti dalla vostra patria?" "Nel tredicesimo anno dell'era Contemplazione della Virtù. Questo è il momento migliore. era chiaro che si trattava di una missione ufficiale. Come dice l'adagio: Spaventosa montagna ospita brava gente. constatando che era passato mezzogiorno. Scimmiotto andò nelle cucine a chiedere in prestito una lampada. Furono serviti nel portico posteriore." "Adesso che cosa facciamo?" "Maestro. con gli eunuchi giovani e vecchi. che ha inaugurato al suo avvento al trono. e i componenti della carovana si dispersero nelle diverse locande. prese la palla e gliela gettò sulla testa. amante dei fiori e del paesaggio. Il mastro di posta venne a riceverli." "Non è il caso. dove l'addetto all'accettazione corse ad avvertire il mastro di posta: "Sono arrivati quattro strani bonzi con un cavallo bianco. e getterà una palla ricamata per designare il genero imperiale voluto dal cielo. Consapevole del Vuoto." Tripitaka indossò il kasâya. accendevano le lampade e preparavano la colazione. Può darsi che la principessa non insista per sposarvi. vostra grandezza. quando si dovrà ripartire al canto del gallo?" "Che cosa ti affligge.

fece preparare il corredo ed emanò il proclama che dava la grande notizia a tutto il mondo. e vai col cane. Se continua a rifiutare. Se è toccata al santo monaco. Godevo gli splendori dei palazzi celesti. Sono brutto. la terra benedetta della grotta dove vivevano i miei. e te lo senti già sotto il sedere. ma la guardia di servizio gridò: "Fermo! Parlate dove siete. Scimmiotto acconsentì a rispondere: "La casa avita del vecchio Scimmiotto è la Grotta del Sipario Torrenziale. Mentre attraversavo la piazza per venire a presentare il mio passaporto. Mentre ricamavo la palla. "Perché il reverendo ha avuto la fortuna di essere prescelto come genero reale. "Che ne è del maestro?" "Il maestro ha una bella fortuna." Porcellino e Sabbioso avanzarono con lui. "Si vede offrire le ricchezze del nostro regno e la posizione di genero reale." "Zitto." "Venite proprio da lontano!" esclamò il re. Se la palla per sbaglio avesse colpito te. vedendolo in piedi accanto al sovrano seduto sul trono. Dame. "Hai perduto la parola?" Il poveretto mostrò tremando il decreto reale e balbettò: "La principessa invita i suoi parenti." "Guàrdati intorno: qui non ci sono strumenti di tortura. voi sareste gli eminenti discepoli del santo monaco. Ai piedi dei gradini del trono rimasero dritti impalati. mi intrattenevo con gli immortali e vivevo nella gioia e nei canti. temendo complicazioni. In quei santi luoghi. Non lasciar che i sei sensi ti travolgano Coi molti desideri. Ma Tripitaka. ridendo fra sé. non avrà certo bisogno di te per farsi spiegare che cosa si fa sotto le coperte. la figlia del re ha lanciato la sua palla da una torre per scegliere lo sposo. questi discepoli?" "Alla stazione postale. da parte mia. vuol dire che così era destinato dalle nostre esistenze anteriori. come dice il proverbio: sposi il gallo. ma gli sembrò indecoroso e si trattenne. ma del tuo bel faccino" sogghignò Scimmiotto. La principessa mia figlia compie vent'anni e non ha mai avuto marito. E l'amor brutta fine ti fa fare. Tripitaka. "E così. chiedendosi se fossero diavoli o yaksa. "Tieni i bagagli a portata di mano. ho giurato solennemente che avrei sposato qualunque persona avesse colpito. la palla della principessa avrebbe colpito me. Discuteremo la situazione con il maestro. parla lentamente. di vistare i documenti e di lasciare che loro portino a termine la nostra spedizione." "Perché siamo invitati?" domandò Porcellino. Come dicevano gli antichi: Pelle dura." "Il viaggio non è finito. mio genero" disse il re. restate dove siete e rispondete alle domande. sposi il cane. moraccio. Tradizione È la Via. Non ti spaventare" gli disse Porcellino. Scimmiotto e i suoi compagni. bestia!" tagliò corto Scimmiotto.. ma ho anch'io il mio fascino. Finì per raccogliere tutto il suo coraggio e ordinare che si portasse un cuscino ricamato per far sedere il monaco. tu fai il bene." "Intervenire dove?" obiettò Porcellino. ce n'è per tutti i gusti. per salire la scala del trono. "Raccogli i bagagli e prendi il cavallo. "Non ha paura delle botte. Mi partorì una rupe." Il re spedì subito i suoi ufficiali a cercarli. senza accennare il minimo inchino." Scimmiotto rise: "Noi monaci non perdiamo mai l'occasione di farci avanti. Sottomisi i draghi in fondo al mare e scalai le montagne per catturare le fiere. Come si diceva. ma a te spetta coltivarla. Quando ritornerò al mio paese. Quando l'ufficiale li vide restò senza parola. perché venissero a prendersi il passaporto e si levassero di torno." È il caso di ricordarlo: Le strettoie non puoi sempre evitare. mi sono sentito cadere in testa quella palla. si presentarono a corte. Il momento di cercarle un buon partito era stato scelto dagli astrologi con tanta cura! Ed è toccata a voi. Si prosternò tremando come una foglia e balbettò: "Sono riconoscente a vostra maestà della grazia celeste che mi concede. ho abbandonato la famiglia e non potrei mai pretendere di unire la foglia di giada al ramo d'oro.Marito e moglie. fanciulle ed eunuchi l'hanno imbarcato sul carro reale e l'hanno portato a corte in compagnia della principessa. Dopo la cerimonia d'ingresso. perché non lo fate sedere?" Il re impallidì di paura. Senza affetti o pensieri. "Non gli serve più che ci azzuffiamo per lui con i mostri sulle montagne. Se fossi stato anch'io in quella piazza. nutrito di pillole di ferro e dissetato con bronzo liquefatto." Il Novizio. Dopo aver cancellato il mio nome dal registro dei morti. sbottò: "Sua maestà si dà importanza con l'affettare disprezzo per gli altri. che sarei stato un genero soddisfacente!" "Spudorato fanfarone!" esclamò Sabbioso sfregandogli il grugno. ebbi il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo. fui catturato dal Buddha. e ci farà chiamare da un momento all'altro: dobbiamo tenerci pronti a intervenire. Ma ho tre discepoli che mi aspettano. Ormai se ne sta al caldo nella corte reale.. invece di mostrarsi contento. Servon tre perfezioni a conservare Il tuo grande elisir. e poi lo costringete a restare in piedi. "Quale fortuna può mai essere?" "Mentre passavamo per la piazza." Il re chiese: "E dove sarebbero. e acconsentirete a vistare il mio passaporto e lasciarmi ripartire per la mia meta. nel continente dell'Est. "Mai come in questo caso si può dire: Il filo del destino vi ha uniti a mille leghe di distanza. fratello?" chiesero Porcellino e Sabbioso. non ci tengo affatto. "Di che cosa ridi. ordinò: "Discepoli. non ha visto il Buddha e non ha avuto le scritture" constatò Porcellino." Il re prese le sue disposizioni: incaricò il presidente del collegio astrologico di fissare il giorno del matrimonio. Spero che mi vorrete perdonare questo delitto capitale. sarai puro E libero di giungere a salvezza. Alla sua età. Scimmiotto era ritornato all'albergo tutto allegro e pimpante. né dare le istruzioni necessarie. e questa palla ha colpito il maestro. furono mio padre il cielo e mia madre la terra. abbandonando il loro maestro alla sua vocazione di genero reale. La natura Ti scoprirà le fonti originarie. Invitate il mio maestro a diventare vostro genero. E LA CREATURA INVANO NUTRE SENTIMENTI CHE PORTANO AL DESIDERIO. imprigionato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. Come potrei discutere un'unione voluta dal destino? Lo accetto come genero reale." Essa si prosternò: "Padre mio. chiamo le guardie in divisa di broccato e gli faccio tagliare la testa. Uniti per il bene e per il male. ma ossa solide. e nessuno pensa di metterti le mani addosso. monaco? Com'è accaduto che la palla di mia figlia sia toccata a voi?" Tripitaka si inchinò e rispose: "Sono incaricato dall'imperatore dei grandi Tang di recarmi al Monastero del Colpo di Tuono per sollecitare le scritture dal Buddha. mano nella mano. Vi supplico di convocarli. Il maestro è in preda al panico.. Conseguii il Tao con l'aiuto di un perfetto e ritornai nel paese natale." Il reverendo inorridì e si sentì svenire. sul Monte di Fiori e Frutti del paese di Aolai. Ora è genero reale: non vi sembra una bella fortuna?" Porcellino diede in escandescenze: "È tutta colpa di quel disgraziato di Sabbioso." "Fate entrare il messaggero" disse Scimmiotto. e vai col gallo. CAPITOLO 94 TRIPITAKA GENERO REALE OVE I QUATTRO MONACI SONO FESTEGGIATI CON UN BANCHETTO NEL PARCO REALE. Il Cielo benedice. al seguito dell'ufficiale inviato dal re. il mastro di posta venne ad annunciare: "Un ufficiale è venuto a portarvi il sacro decreto di invito a corte di sua maestà. Chi si prenderebbe in casa una disgrazia come te?" "Non te ne intendi." Scimmiotto lo prese per le orecchie: "Brutto sporcaccione che pensa solo a queste cose! Che cos'hai da ridire sul maestro?" Mentre bisticciavano. Se poi non sapete come andò il loro incontro con il re. Vi assicuro che. e invece di rallegrarsene continua a perdere la testa dietro ai suoi maledetti sutra. Sono un monaco di una fede straniera. Sposerà vostra figlia e diventerà 'sua altezza'. Ma poi. ma non so che cosa ne pensi la principessa. la grazia che vostra maestà mi avrà concesso sarà annotata per l'eternità.. Quando lo vide comodamente sistemato. contro le insidie Del destino contrario. "Ehi ufficiale!" lo incitò Scimmiotto. Sono i parenti della mia principessa che vi invitano. vivevo felice. un giorno dopo l'altro. per aver turbato la festa delle Pesche d'Immortalità ed essermi ribellato al Cielo. Io sì. Ebbe la tentazione di rifugiarsi nelle stanze interne. "Credi di poter comprare il mulo per tre soldi. Non farfugliare. il re li chiamò accanto al trono e chiese: "Da dove venite. ascoltate il prossimo capitolo. e non ho potuto avere alcun contatto con loro. "Come vi chiamate? Da dove venite? Perché vi siete fatti monaci? Che cosa sarebbero questi sutra che cercate?" Scimmiotto fece un passo avanti. non faceva che implorare: "Scusatemi tanto! Lasciatemi libero!" "Questo bonzo è proprio stupido" si indignò il re. Per . la principessa non avrebbe aspettato un minuto a bruciare suppliche al Cielo di elevarti subito lassù.

Gli sembrò prudente non contrastare lo strano personaggio. un po' di creanza!" Porcellino si sforzò di rientrare nei ranghi e addirittura di imitare. ma mi chiamano anche il Novizio. Oggi servirete una giara di vino di primavera. incontrai un uomo vero che. Sarà utile anche a voi. mi chiamo anche Otto Divieti. mi dedicai anima e corpo al suo insegnamento. incaricato del carro di draghi e fenici. e perciò fui esiliato nel Fiume delle Sabbie Mobili. non vi resterà che sposarla e godervi i fasti del regno. gli ultimi suoni del flauto tibetano sono svaniti nel silenzio. Quando sorge il sole Emergono dall'ombra le chimere Sul culmine dei tetti. che cosa conti di fare per cavarmi dai guai in cui mi hai ficcato?" "Maestro" rispose sorridendo Scimmiotto. perché senza il nostro aiuto non riuscirete a persuaderlo a diventare vostro genero. Mi riuscì di alimentare il fanciullo alchemico e di unirmi alla bella fanciulla. mi metti sempre in situazioni impossibili! Te lo avevo detto che volevo sbrigare il visto del passaporto tenendomi lontano da quella torre: mi ci hai trascinato tu. non fatevi prendere la mano. sia l'altro nome di Sabbioso." Il re fu soddisfatto e ordinò di spazzare torri e padiglioni nel parco. in abito monacale e con la ciotola delle elemosine. Sul cammino della reincarnazione. e io avrò modo di osservarla. quanto dell'immensità dei mari e della maestà dei monti. "Preparate per i discepoli il Chiosco Afferra Primavera." Il mattino successivo l'udienza reale si aprì alle cinque. che erano in realtà divinità perverse. non potevamo farlo tenendoci in disparte. discutevano ancora. Consapevole della Purezza. Mi sentii rinnovato e ricominciai a coltivare il Grande Risveglio. Tripitaka gli gridò: "Via. il reverendo si rivolse al Novizio con voce furente: "Maledetto macaco. Fui ammesso dentro i confini del Cielo. Ogni luce è spenta nella corte. Bianche nuvole navigano lungo la rotta della Via Lattea verso paesi lontani. Anche se la principessa fosse autentica." "Quelli non sono buoni nemmeno ad allacciarmi le scarpe" ribatté Scimmiotto. mi liberò dalla rete dei miei peccati e spezzò la porta della mia disgrazia. L'ufficio della musica aveva il compito di far musica dove gli ospiti si trovassero. e abitando sul Monte Fuling commisi ogni specie di peccato. Sotto il cielo stellato sognano le farfalle. Per fortuna la pusa. mi inchinai davanti alla volta misteriosa e ricevetti il titolo di Generale delle Cortine Arrotolate. Ero ignaro dell'altezza del cielo e dello spessore della terra. una celeste affinità vi ha portato nella mia casa ad annodare questi divini legami. in un angolo dondola al vento l'altalena vuota. Il lume della luna riempie la stanza. pieno e stivato fino ai capelli. Il re risalì sul trono e domandò: "E il secondo discepolo?" Porcellino drizzò il grugno con sussiego e rispose: "Nella sua vita anteriore. perciò dobbiamo mangiare in abbondanza!" esclamò allegro Porcellino. sgocciola la clessidra. "Mi recherò in compagnia del genero nel Padiglione di Perpetua Pacificazione" dichiarò. ma di sua figlia non ho ancora avuto modo di farmi un'idea." "Che cosa farai quando l'avrai vista?" "Distinguerò il vero dal falso e il giusto dal perverso: mi basterà guardarla negli occhi. evocano il fiume. Il re ha la faccia cupa. nel disordine e nella confusione. Il vento agita le chiome dei salici. dalla vociona rude. Per fortuna il mio maestro partì dalle terre dell'Est. Non appena restarono soli. Cirri sventolano Come pennoni. quando il mio lavoro raggiunse il Chiliocosmo. Se lo volete festeggiare nel parco reale. Mentre mi trovavo immerso nelle tenebre." . al cader della sera. Poi fu tolta la seduta. "Qual'è la storia del vostro terzo discepolo?" domandò il re. Il mio nome in religione è Consapevole delle proprie Capacità. mi vuoi morto! Avremo percorso il novantotto per cento del nostro viaggio. e si lasciò andare a smorfie mostruose. e tu cogli il momento per pugnalarmi con la tua lingua affilata. invitate anche noi. e Guanyin gli ordinò di liberarmi dal celeste castigo. propizio all'udienza dei saggi e alla trattazione degli affari. per rendere omaggio ai genitori. Si accesero le lampade. e bruma mattutina Aggiunge un tocco al fascino dei salici. Ma a una festa delle Pesche d'Immortalità mi lasciai andare a certe libertà con Chang'e. recito l'incantesimo e ti spacco la testa. Sia il mio nome in religione. Una nube di porpora circonda I palazzi reali. Trascorsi un'esistenza sviata. Vagabondai fino alle estremità dei mari e ai confini del cielo. "Maestro" suggerì Porcellino. In quell'occasione la principessa dovrà per forza presentarsi in pubblico. perché ciascuno godesse la bella giornata primaverile. I servitori portavano una pignatta dopo l'altra di riso e di tagliatelle. E adesso che abbiamo visto com'è andata a finire. Sulla porta decorata è calata la tenda di perle. armonizzai i quattro stati dei fenomeni." Quando suonò la prima veglia. il re ordinò: "Il servizio dei banchetti prepari il convito di nozze per il giorno dodici. in cerca del giusto frutto. Ne riparleremo domattina. finalmente il mangione si sentì sazio. La grazia generosa dell'Imperatore di Giada mi conferì il titolo di Ammiraglio dei Canneti Celesti e mi affidò il comando della marina che presidia la Via Lattea. Tripitaka e i suoi si ritirarono nei quartieri destinati dove. Profumano i fiori. Ciò mi aprì le porte dei palazzi del Cielo. "Abbiamo avuto una giornata impegnativa. Dopo aver ricevuto l'omaggio dei funzionari civili e militari. Si presentò il primo astrologo di corte: "Il matrimonio è fissato per il dodici di questo mese: un giorno fasto. Mentre suona la musica reale I mandarini cantano la pace E l'armonia che regnan nel paese. un comportamento manieroso. mi convertì e mi impegnò ad accompagnare il figlio del Buddha della corte dei Tang.cinquecento anni non conobbi i sapori del tè e del riso. Il mio aspetto e il mio spirito mutarono: mi abbandonai al peccato e distrussi molte vite. Se poi scoprissi che è una ragazza normale." Il re si sentiva combattuto fra la gioia e il timore: gioia che sua figlia avesse scelto un buddha vivente. Il mio nome è Consapevole del Vuoto. e si fermò." "Oggi che giorno è?" chiese il re. il giorno in cui le scimmie offrono frutta." Tripitaka non finiva più di ringraziare. dalle smorfie che faceva e dai suoi impossibili sventagliamenti d'orecchie. mi convertii allo Y oga. si distesero le coperte e in breve tutti si coricarono." Il re si rese conto che aveva a che fare con gente di qualità. Intervenne Porcellino: "Maestà. dove il servizio dei banchetti doveva offrir loro una colazione vegetariana. "ma questa gente ha deciso di prendermi per genero: come me ne potrò liberare?" "Le nozze sono fissate per il dodici. "Voi perdete tempo a cicalare" gridò Tripitaka. noi discepoli non ci siamo mai separati dal maestro." L'esasperazione di Tripitaka raggiunse il colmo: "Brutto macaco. il cuore del viandante si stringe di nostalgia. in viaggio verso l'Est. e riempivano senza tregua la sua ciotola. La pia sincerità della mia ricerca mi fece incontrare un compagno d'immortalità. per sbaglio fui concepito da una scrofa. non dicevate che la scelta dello sposo con il lancio della palla ricamata vi ricordava la vostra povera mamma? Sul serio: abbiamo promesso al superiore del Monastero Pavimentato d'Oro di chiarire il mistero della principessa. per ospitarvi il genero e i suoi discepoli in attesa delle nozze. "Oggi è l'otto. tanto più se poteva restarne compromesso il real matrimonio. con certe curiose contorsioni. Sabbioso giunse le palme e rispose: "Fui un semplice mortale che cercava la Via perché temeva la morte. sventagliando le orecchie e ridendo satanicamente." Il re era impressionato da quel brutto grugno. Il bestione fu eccitato dall'impressione che faceva. particolarmente propizio all'unione e conforme alle regole generalmente in uso." Il re era tanto impressionato che non osava nemmeno alzare gli occhi su di lui. Illuminato da lui. il vecchio Porcellino era avido di piaceri e incline all'indolenza. quella boccaccia puzzolente! Se mi manchi di rispetto. Invitiamo nostro genero a intrattenersi con noi nel parco reale. l'ufficio del cerimoniale fu incaricato di accompagnarli all'albergo. Tienila chiusa. cova qualcosa. fu servito un pasto vegetariano. Uscito da quella prova. "mettiamoci a letto. "vi ho portato dove potevate soddisfare la vostra passione nostalgica per il passato e le tradizioni. diretto a occidente. con poche parole." Quanto ai tre 'saggi parenti'." Sabbioso e Porcellino risero: "Nostro fratello fa pratica come fisiognomonista. e timore per quei discepoli. praticando con diligenza il lavoro del doppio otto e forgiando rispettosamente la successione del doppio nove. potremo sempre creare confusione nel palazzo e rapirvi al momento della cerimonia. balzò giù dal trono e corse a stringere le mani del reverendo: "Genero mio." Il Novizio si spaventò: "Per carità. La rugiada Imperla i fiori. Ma durante la festa delle Pesche d'Immortalità ruppi maldestramente una coppa di cristallo." Il bestione tirò giù una riverenza e borbottò: "Grazie tante. non è il caso che mangino alla stessa tavola del loro maestro. perciò fui degradato e bandito fra i mortali. Fu Guanyin a riportarmi sulla retta via: mi convertì alla dottrina del Buddha e fece di me il protettore del monaco cinese nella sua ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest.

vi prego di perdonare le mille offese che la vostra umile figlia vi reca. niente da invidiare al Padiglione di Diaspro della residenza degli immortali. Il re notò che Tripitaka era intento alla lettura dei versi. Ho udito dagli ufficiali di palazzo che . fatto segno di tanti riguardi.. Sul quadro della primavera: Nuovo respiro alita dal cielo. Il giorno dodici gli ufficiali dei tre dipartimenti del servizio dei banchetti si presentarono a rapporto: "In conformità dell'ordine impartito il giorno otto." Il reverendo prese il pennello e scrisse. lievi fragranze impregnano i suoi abiti." Il re si recò nel Palazzo del Radioso Yang." Il re. Lo spettacolo di fiori e broccati che offrivano era più ricco e sontuoso di quello del Palazzo della Luna..](17) Quando regine e dame lo ebbero convenientemente salutato. Splende nel sole l'aiuola infiorata. soddisfatto. spero che vediate esauditi tutti i vostri voti. Porcellino poté rimettersi in piedi e brontolò: "Bel genero che siete! Fate il tutore della legge del re ancor prima di aver consumato il matrimonio. Mentre la torre di draghi e fenici Emerge dalla bruma. dopo che la palla ricamata ha così felicemente scelto il vostro sposo. così potremo gustarceli con comodo.Verso l'ora del serpente. [. "vedo che amate la poesia. Mette in risalto le rupi innevate." Il reverendo poteva perdersi per ore nella contemplazione di un paesaggio. Mostrano i monti le cime imbiancate. Non siate avaro dei vostri talenti: offriteci poemi con le stesse rime. Ai versi sull'autunno: Gli ultimi aromi esalan foglie al suolo. Poi il re condusse Tripitaka nel Padiglione di Perpetua Pacificazione. Dei crisantemi fiorisce lo stuolo. come tutti coloro che hanno chiara visione del proprio spirito. Come dice l'adagio: Non c'è colpo che spezzi il legame di sangue. Adesso possiamo anche buttarci giù a ronfare. Candida brina la notte ci ha dato. Sul quadro dell'autunno: Le foglie gialle ricoprono il suolo." Si ritirarono per la notte nel Chiosco Afferra Primavera. qui un'aria di flauto richiama le fenici. Splende nel sole il portale imponente." "Tenetemi fermo questo cretino" ordinò Tripitaka esasperato.. allontanatosi dal padiglione. Erano appesi al muro quattro pannelli dorati. Si banchettò in un ambiente fastoso. Nella penombra rosseggia il braciere. Per oggi ne hai dette abbastanza. Un profumo inebriante riempie le maniche del visitatore. finché giunse il grande momento. I preparativi del banchetto sono stati completati: cinquecento coperti con doppio menu. Rivaleggian di fiori il pesco e il melo. attendevano a passatempi più materiali e finirono per sentirsi un po' brilli. siamo gente di famiglia. "La lezione gliela dò io. vegetariano e non. Ai versi sulla primavera: Il ciclo si avvicenda. Vita latente in fronde denudate. Si affrettò a congedarsi dal re e. Ritorna al nido la rondine alata. in compagnia del genero. Il primo gelo al cipresso ha giovato. fonde il gelo. è stata compiuta la costruzione della residenza del real genero. Alla fine andarono in cerca del maestro." Scimmiotto gli turò la bocca con la mano: "Taci. Sulle acque la canzone ha risonato. vero o dipinto. e certo sarete abile a comporla. I giorni successivi trascorsero in feste e passatempi. che si stava ancora intrattenendo con il re. Dopo tutto stavamo a divertirci." "Che maleducato!" esclamò ridendo Sabbioso." "Che differenza volete che faccia?" replicò Porcellino." Scimmiotto eseguì. Se musica ti occorre pei tuoi sogni. La rondine il suo nido ha abbandonato. Il re fu generoso di complimenti e ordinò all'ufficio della musica di comporre ed eseguire arie sui versi di Tripitaka... che rappresentavano le quattro stagioni e recavano versi dei migliori letterati della Foresta dei documenti. La dolce pioggia ogni cosa ha lavata. non poteva certo far mostra di sottrarsi alla gioia generale: viso contento roso dall'angoscia. per pietà!" Gli ufficiali che li accompagnavano intercedettero in suo favore. che non conosceva moderazione. "Caro genero" gli propose. ordinò all'ufficiale di guardia: "Portami i quattro tesori dello studio del letterato." La principessa si prosternò: "Padre e maestà. Non resta che trasportarvi il corredo. Ai versi sull'inverno: Dà l'aria fredda e pura il suo piacere." Mentre il re si disponeva a un sopralluogo. Girano calici colmi d'ambrosia. la regina vi invita. le dieci del mattino. "Fatemi grazia. un dito di ciccia fabbricherà. Così passò la giornata. Sono chiari I colori che splendono sul prato E drappeggiano i lieti convitati. Si sentì onorato dalla proposta del re. balaustre finemente traforate. mentre il reverendo levava il suo bastone. nel loro chiosco. Fra la terrazza delle fenici e lo stagno dei draghi si ergono il padiglione dei bambù e il chiosco dei pini. Ci scaldiamo le mani congelate. scemo. si lasciò andare a gridare: "Come siamo stati bene! Ci siamo riempiti la pancia come si deve. là i pesci si trasformano in draghi e volano via [. Non credo che abbiamo corso nessun pericolo. Che dall'ardente sole ti solleva. Canto d'uccelli ogni tristezza leva. dove le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti avevano accompagnato la principessa e cicalavano a distesa. rovesciandolo al suolo e inchiodandolo spalle a terra. e gli salì senz'altro alle labbra il primo verso: "Il ciclo si avvicenda. Il gran giorno di gioia è arrivato: vi raccomando di essere puntuale alla festa di nozze. Il reverendo. Porcellino." Tripitaka era livido.] A lungo il re e il suo seguito contemplarono i bei luoghi. Gli ufficiali dei vari servizi hanno lavorato sodo con grande devozione. Scimmiotto e i condiscepoli. "Monsignor genero!" strillava il bestione. diede una strigliata ai suoi discepoli. Suono di flauti accompagna il banchetto. Giunchi spezzati. non c'è insulto che rompa il buon vicinato. Sul quadro dell'estate: L'aria del flauto interrompe i tuoi sogni In cui l'umido caldo t'immergeva. Sul quadro dell'inverno: Gelida pioggia dalle nubi nere. Messo a bollire il cumis sul braciere. Vedi brillare il sole sui cotogni E fragranza di fiori ti solleva. il re prese la parola: "Mia saggia figlia e cara principessa. stormi di oche in volo. sopraggiunse un inviato del palazzo interno: "Maestà. insoliti fiori si mostrano dietro le balaustre. con il mio bastone da pellegrino. Il sovrano divide con i sudditi La sua gioia nel vasto padiglione. i salici delicati nascondono il rigogolo. Ogni cosa nel mondo è rinnovata. Il martin pescatore si smarrisce fra i magici peschi. "Dormire subito dopo aver mangiato tanto non aiuterà la nostra digestione. e ora tutto è pronto. Se vuoi restar sano. I sentieri serpeggiano fra piante rare. fonde il gelo. mentre Scimmiotto e i condiscepoli furono invitati nel Chiosco Afferra Primavera. e fartela pagare cara. Ai versi sull'estate: Dell'ombra della sofora abbisogni. in particolare a Porcellino: "Bestia villana! Tu credi di poter dire qualsiasi cosa. ma il re potrebbe irritarsi.. il re montò sul carro reale e invitò Tripitaka ad accompagnarlo in un giro dell'incantevole parco reale: Sentieri pavimentati di marmi colorati." "Si vede che non conosci il proverbio: Chi dopo pranzo dormirà. "Per lui. musica e danze. fra canti. Pregherò il genero di mettere i suoi poemi per iscritto. Si rinnova la vita in ogni stelo. va a dormire. ormai.

Sapete che sono impressionabile e di salute delicata: se mi trovassi davanti quegli spauracchi. La regina e la principessa vi aspettano: pregano vostra maestà e gli onorevoli ospiti di prendere posto." In assetto di viaggio. Urlando e soffiando vapori. L'avido Porcellino li prese in consegna. non ci avevo pensato. Voi non dovete fare difficoltà a restar qui solo: vedrete che io ritornerò subito di nascosto ad assicurare la vostra protezione. Agli occhi dei funzionari. Il povero melo fiorito si affloscia senza forza nella polvere. la burrasca autunnale si porta via diecimila foglie dal boschetto. fate festa! Non appena avremo ottenuto le scritture. accompagnato dal direttore dell'ufficio del cerimoniale. Petali di crisantemi si sono raccolti ai piedi della terrazza. Mentre stavano per partire." "Chissà quante once d'oro e d'argento ci offriranno. non vi spaventate! Quel testardo del mio discepolo vuol sempre fare di testa sua: ora sta usando la magia per distinguere il vero dal falso.il santo monaco ha tre discepoli molto brutti: non li vorrei vedere. Dalle loro alte e vaporose acconciature prendono il volo splendide fenici. Le sopracciglia di falena disegnano profili di montagne all'orizzonte. per carità! Non bisogna spaventare sua maestà. Troverà mai il tempo di assaggiare il miele che distilla? Giunto alla corte. figlia mia. il Novizio schioccava la lingua soddisfatto: "Che monaco in gamba! Tra le sete e i broccati il cuor non si smarrisce. voi dovete conservare la calma. ci rivedremo. il pranzo di nozze è servito nel Palazzo della Gazza. in fin dei conti. "Naturalmente si tratterà di metterci alla porta." Scimmiotto non era di temperamento temporeggiatore. devi aspettare che si sia ritirato. Da parte sua. Il mastro di posta offrì loro il tè e fece preparare una colazione. appose il sigillo e la sua firma. il giorno di festa potrebbe mutarsi in un giorno di lutto. Gettò un grido. Scimmiotto tirava diritto e non rispondeva. più belle di Xi Shi. vi supplico. vanno i piedi sul diaspro. Il profumo delle rose si disperde. prima di dare il via ai festeggiamenti. Non si ferma mai. e probabilmente inviterà noialtri ad andarcene. seduta stante. Se poi non sapete. si strappò i vestiti e i gioielli che indossava e corse al tempietto della divinità locale per ricuperare un corto bastone. è dallo spirito Agitato che originano i guai. sollevandole e scompigliandole fino a nascondere il sole. Al ritorno. eccomi qua!" Solo il monaco cinese poteva udire la sua vocina. Gli ibischi presso lo stagno fremono ancora. Sono dei tipi più brutti del comune. Faremo così: visterò i loro passaporti e li inviterò a ripartire prima di dare inizio alla festa. teneva la testa bassa e non osava alzare gli occhi. ma è lieve. Il temporale di primavera scuote mille fiori nel giardino. ma la mente nel cielo." Il re rimase a bocca aperta. Fronteggiò e cercò di colpire il Novizio che la inseguiva. Puri canti. Per usare le tue magie. Si posò sul suo cappello alla Vairocana e bisbigliò: "Maestro." Scimmiotto ringraziò e incaricò Sabbioso di porgere i documenti. Scimmiotto se la godeva un mondo: due file di belle fanciulle vestite di vivi colori formavano uno spettacolo più incantevole della brezza di primavera che sollevi tende di broccato. La notte di tempesta ha ricoperto il suolo di infinite macchie rosse. non può trattarsi di niente d'irreparabile" rispose Scimmiotto. vi chiederei di mandarli via. vide il monaco cinese su un morbido cuscino. Il re li lesse. L'insetto giallo danza nel vento. "Sta zitto!" esortò Sabbioso. la dame di palazzo scappavano via e non sapevano più dove nascondersi. "Ce ne andiamo davvero?" chiedeva Porcellino. più seducenti delle ragazze di Chu. scuotere i fiori e rubare ai pistilli i loro profumi. preso dal panico. sembrava che si stessero salutando. Tutto spaurito e preoccupato." Ed ecco giungere l'ufficiale che li convocava davanti al re. Vi lascio un sosia. e gli fu di grande sollievo. Tenere e carine. Tripitaka gli si aggrappò a un braccio battendo i denti. ce ne sarà da darci bel tempo e da riportarne a casa a bizzeffe" sognava Porcellino. con la faccia contratta come se fosse seduto sui carboni ardenti. per muoversi ad agio. perché non so che cosa vi risponderebbe. "Quanto alla principessa. Suonano intorno pifferi e organi a fiato. Quella neve invernale brucia i germogli dei prugni. riprese la propria forma e si gettò sulla principessa: "Bestia immonda! Non ti bastava goderti il frutto delle tue menzogne: sei tanto spudorata da voler ingannare anche il mio maestro e distruggere il suo yang immacolato. Scimmiotto raccomandò: "Non mettete il naso fuori di qui. più amabili dei fiori ricamati sul broccato. riceverete altri segni della nostra gratitudine. Vi abbiamo preparato un viatico perché vi possiate recare senza indugio sul Monte degli Avvoltoi a incontrare il Buddha. seguirono l'ufficiale ai piedi dei gradini vermigli. e Tripitaka dovette mollare la presa. per non restarne spaventata. come il monaco cinese riuscisse a tirarsene fuori. e Scimmiotto si inchinò e si scusò per il disturbo." "Giusto. restate sulle generali. mentre i suoi discepoli venivano accompagnati fuori del palazzo. i due ingaggiarono un duello con l'impiego dei loro poteri magici. Si incamminarono verso l'albergo. se avrete ottenuto le scritture. si trasformò in ape e volò via. Quel vento di primavera spezza i gambi del loto. ascoltate il seguito. Come ci regoliamo?" "Il re è effettivamente circondato da un soffio nefasto. Se il mastro di posta vi rivolge la parola. per quanto lieve. il monaco cinese seguì il re verso gli appartamenti interni. presto. tremava come una foglia e non sapeva come comportarsi. Venne un ufficiale di palazzo a invitare: "Maestà. Nessuno è più abile di lui a introdursi fra i salici. PURA FEMMINILITÀ CHE RITORNA AL GIUSTO E RITROVA NUMINOSITÀ PRIMORDIALE. CERCANDO L'UNIONE COL VERO. In ogni modo." Tripitaka gli restava convulsamente aggrappato." È il caso di dirlo: Ogni perverso preferisce i fiori Che gli portan disgrazia. circondata dalle regine e dalle concubine reali. alla sinistra del re. evitate di parlargli. Peonie spezzate sono cadute sulla balaustra." Quando la creatura malefica si vide smascherata. e bisbigliò: "Ve ne andate via e mi abbandonate!" Scimmiotto gli pizzicò la mano e strizzò l'occhio: "Godetevi la vita. montarono in cielo e si diedero battaglia sulle nubi. al primo colpo d'occhio ne saprò quanto occorre. Nel vedere il suo maestro insensibile al bello spettacolo. Il re disse loro: "Dateci i vostri documenti perché vi apponiamo il sigillo. pelle più liscia del ghiaccio e sostanza di giada. con bagagli e cavallo. stava appunto discutendo il da farsi: "Eccoci arrivati al giorno dodici. Come si diceva. CONDUCE ALLA CATTURA DELLA LEPRE DI GIADA. Tripitaka. CAPITOLO 95 UNA LEPROTTA INTRAPRENDENTE OVE IL FALSO. Tripitaka si aggrappò al re: "Maestà. ma si vide opporre la sbarra di ferro. le regine svenivano." "Come faremo a costringerla a mostrarsi nel suo vero aspetto?" "Ci penso io. danze meravigliose. Un bello scontro! ." La principessa batté la fronte al suolo in segno di gratitudine. Ma il re sollecitò il genero ad accompagnarlo nei suoi appartamenti. "Eccoci qua!" sogghignò Scimmiotto. I petali di melograno cadono qua e là nella corte. Scimmiotto constatò che intorno alla principessa c'era un'aura malefica. e offrì in dono dieci lingotti d'oro e venti d'argento. Io me ne vado dal maestro." Si strappò un pelo. che aveva la foggia di un grande pestello. con bocca dolce di miele e aguzzo dardo nella coda. Il re salì nella sala d'udienza e convocò il real genero e i suoi discepoli. che aveva contato febbrilmente i giorni. Posato in forma d'ape sul cappello del maestro. che gridarono: "Viva il re! Lunga vita al re!" Il reverendo. Era come se soffiasse temporale di primavera o burrasca autunnale. Le note salgono e scendono in bell'armonia." La principessa attendeva davanti al Palazzo della Gazza. Mormorò all'orecchio del maestro: "In effetti in quella principessa c'è qualcosa che non va. Si tengono per mano a coppie. flauti e tamburi. Non abbiate timore per nostro genero: resta in buone mani. in questi giorni abbiamo cercato di confinarli il più possibile nel Chiosco Afferra Primavera." "Fermo. non ho ancora avuto modo di osservarla. Vedrete che il re ci convocherà. gridò: "Trasformazione!" e ne fece un altro Scimmiotto che lasciò al suo posto. Intorno a lui suonavano fanfare ed esalavano dai bracieri profumi squisiti. "Facciamo come suggerisce il fratello maggiore. Se fosse possibile. abile e indaffarato. I salici della diga si piegano fino a terra.

"Disgraziati. con un'estremità sottile e l'altra grossa e arrotondata. È lo scontro di due testardi: a ogni assalto. finché Scimmiotto gettò in aria la sua sbarra e gridò: "Trasformazione!" Subito la sbarra si moltiplicò in centinaia e migliaia di esemplari. fin dal primo incontro. Io l'ho smascherata e combattuta. e io sarò più tranquillo e mi sentirò le spalle coperte. Il grande santo la inseguì fino a un'alta montagna. equipuzio della malora!" Si sa che questo epiteto innervosiva il grande santo. Io sono venuto qui per accertarmi che non trovasse modo di prendersela con voi. fin dai tempi antichi. Sta in mio possesso Fin da prima che il caos si separasse. si trasformò in una corrente d'aria e fuggì via nell'azzurro. quella vera la ritroverete in un baleno. Se vostra santità cerca mostri. Lei è scesa nel basso mondo a scopo di matrimonio. L'uno viaggia in cerca delle autentiche scritture. Ed ecco le due divinità prosternate davanti a lui: "Noi non sappiamo niente. ti prego. ma la sbarra è ancor più potente. con una lieve rotazione si trasformò in un fascio di raggi dorati e fuggì verso sud.La sbarra cerchiata d'oro è famosa. Il pestello mira alla testa. Scimmiotto conferì con Porcellino e Sabbioso. Vi supplichiamo di perdonarci!" "Non voglio battervi. mia figlia dov'è andata a finire?" "Una cosa per volta" intervenne Scimmiotto. ho trovato che il re si era lasciato rapire la figlia da un mostro che ne aveva preso il posto. Ormai Scimmiotto si apprestava a darle il colpo di grazia. bestiaccia. eccomi qua. l'altra vuol soddisfare la sua ingordigia per i fiori rari. si trovò davanti Scimmiotto e lo affrontò alla disperata con il suo pestello. questa è terra benedetta. quella principessa! Ci siamo battuti fino alle porte del Cielo." "La creatura perversa che combatti non è altri che la lepre di giada addetta a pestare nel mortaio la droga di immortalità di brina misteriosa. Aspettate che il mio discepolo metta tutto in chiaro. "Ascolta. Quel combattimento nel cielo mise in allarme tutti gli ufficiali di corte. In capo a una diecina di scontri. salvate la nostra principessa. La creatura fu costretta a volger loro le spalle. da dove viene la tua strana arma?" "Non la conosci?" rispose il mostro. la regina e le altre dame rientrarono in sé e guardarono che cosa accadeva sopra le loro teste. allora gridò a gran voce: "Dalli al mostro! Portinai. È radice di bianca giada. sarebbe ragionevole cedere. Le forze della creatura malefica vengono meno: regge una diecina di scontri. Sulla montagna il mostro si era rintanato da qualche parte. che con il suo eccessivo amore per i fiori ha attirato l'attenzione dell'essere perverso. Il fatto è che la vostra principessa non era autentica come credevate. quel curioso pestello. Scimmiotto allontanò i sassi. fece una finta. per salvare la pelle?" "Ho visto subito che eri l'equipuzio dei famosi disordini di cinquecento anni fa. Scimmiotto riunì nuovamente le sbarre e lo inseguì a cavalcioni di una luminosità di buon augurio. Consapevole del Vuoto! Cerca di non dare altre preoccupazioni a sua maestà." Le più coraggiose fra le concubine reali corsero a raccogliere vestiti e gioielli caduti a terra. per informarli e dare le sue raccomandazioni. dove la vide scomparire dentro una grotta. Non c'è ragione né timore che mi possano convincere ad arrendermi a te. Ma tu hai impedito il mio matrimonio: è peggio che se mi avessi ucciso il padre e la madre." "Prudenza. terrorizzate. La creatura resistette come poteva. chi vi ha chiesto di fare la spia a questo prepotente?" imprecava il povero mostro. la creatura si rese conto che quella sbarra stava diventando una minaccia incontrollabile. pregandolo: "Santo monaco. La creatura conosce da un pezzo il santo monaco. preso dal panico. ma la sbarra lo arresta. Guardate che svergognata: si è spogliata tutta nuda ed è saltata in cielo a picchiarsi con il bonzo. Qui non ci sono mai stati mostri." Scimmiotto fece una risata di compatimento: "Una bestiola che ha abitato nel Palazzo del Gran Gelo non può ignorare chi sia il vecchio Scimmiotto. che ha fatto carte false per sposare il mio maestro. nel mio Palazzo del Gran Gelo. mentre io ritorno dal mostro. i funzionari restarono a pregare rivolti al cielo. è scomparsa. e sbarrò la strada. Presso il più basso dei tre ingressi certi conigli selvatici brucavano l'erba. ma non vide nessun movimento. I miei condiscepoli devono dividersi la protezione dei due luoghi. e in subbuglio tutta la popolazione della città. abbi pietà! Arresta la tua forte mano!" Scimmiotto alzò gli occhi e vide discendere su nubi iridate la sovrana dell'Astro dello Yin Supremo. Due anni fa ha aperto di nascosto il catenaccio d'oro della porta di giada ed è fuggita. dopo avere ordinato un lauto pasto. questo è il Monte Punta di Pennello. Il re tremava e si aggrappava a Tripitaka. salvatemi!" Le regine e le dame. per lo spavento. Esso. cara Yin Supremo? Scusatemi se non vi ho visto arrivare e non mi sono fatto da parte. Per quale crudeltà tu vuoi spezzare La nostra unione e cercare la morte? L'arma che non conosci ha rinomanza Assai più antica della sbarra tua: Sulla Luna. ma celeste. Dove può essersi rimpiattata?" Le due divinità guidarono Scimmiotto verso la tana di lepre. Il reverendo sosteneva il re e gli diceva: "Non temete! Rassicurate anche sua maestà la regina e le altre persone. che piovvero da tutte le parti intorno al mostro come una grandinata di serpenti e di pitoni. Il Novizio abbassò subito le armi e si inchinò: "Come state. mentre il dio della montagna. come mia compagna Mi seguì inseparabile anche quando Discesi sulla terra e venni in India Per amore dei fiori. accompagnata dall'immortale Chang'e. È un mostro femminile. lui svolge il suo compito di protezione del monaco cinese. pronunciò la formula per convocare il tudi e il dio della montagna. Mentre combatteva. mentre calava la sera. e li mostrarono alla regina: "Dev'essere vero che è una creatura perversa. L'ingresso più alto era chiuso da due grandi sassi." Tutti ubbidirono e si ritirarono nei luoghi assegnati. Ma. il grande santo ha riconosciuto i suoi miasmi malvagi e separato l'illusione dalla realtà. Quando volò via con una capriola nelle nuvole. Arrivata qui. e alzò la sbarra per dargli una buona legnata. Non è cosa mortale. e lei è fuggita da queste parti. Secoli La levigarono. Prego sua maestà e il maestro di chiudersi nella sala d'udienza. Perché non riprendi il tuo aspetto e non ti sottometti. Alla fine l'ho messa in fuga e l'ho inseguita su una montagna in cui ha cercato riparo. non parliamo poi delle ingiurie che i due si scambiano a ruota libera. vuotate il sacco. A che punto sta l'affare della falsa principessa?" "In realtà è un bel mostro. ardente di impazienza. La sbarra cerchiata d'oro e il pestello per battere droghe nel mortaio sono due armi magiche molto diverse. corrisponde un adeguato contrattacco. e in effetti la creatura perversa schizzò fuori brandendo il suo pestello e scambiando colpi con Scimmiotto. il grande santo osservava con curiosità quella strana arma. e vuole impadronirsi del suo seme." Il re prese da parte Tripitaka e gli chiese: "Se quella non era la principessa. Se volete essere perdonati. perdendo terreno. Vide da lontano bandiere e stendardi. Ma il mostro mulinò il suo pestello. e lo scontro riprese. "Mettiamo un po' d'ordine. alla testa dei quattro grandi marescialli Pang. Non trovereste altrove un pestello più gagliardo. sbarrando con massi l'ingresso del suo rifugio. Il Novizio fece ricerche. e noi sapremo ricompensarvi generosamente!" "Non è il momento di discuterne" rispose Scimmiotto. Erano circa le quattro del pomeriggio. Liu. Scimmiotto si accontentò di rilevare i luoghi e preferì ritornare dal maestro. Il desiderio Mi spinge verso il monaco cinese. chissà da dove viene. brume colorate mandano i loro riflessi fino alla terra." Ciò alimentò le speranze di regine e concubine. Il sangue gli montò alla testa. per assicurarsi di non cadere vittima di manovre diversive. Il suo corpo splendente si congiunge Ai quattro stati ed ai cinque elementi. e si rese conto che il mostro si dirigeva verso l'entrata occidentale del Cielo. al Palazzo del Gran Gelo. Gou e Bi. quando dal nono cielo venne una voce: "Grande santo. ma alla fine si ritrova spossata. Altrimenti non ci saremmo certo risparmiati per farvelo sapere." "All'arrivo in India. In effetti la colpa è del re. può trovarne quanti ne vuole sulla strada dell'Ovest. e fuggirono all'avvicinarsi degli estranei. fermate quel mostro!" Il devarâja Conservatore del Regno accorse subito. e saprete come regolarvi. ma falsa. ruzzolava dal pendio e il tudi alzava i tacchi. videro Scimmiotto che scendeva da una nuvola e chiamava: "Maestro. È il pestello che serve a preparare La droga che spedisce all'altro mondo. ma ugualmente potenti. non abbiamo visto niente. precisamente come un pestello da mortaio: "Spiegami un po'. ma soltanto chiedere come si chiama questa montagna e quali mostri nasconde. Certo. "Ora fatemi catturare la falsa principessa. Ai tre principi primordiali. dove ci si muove liberamente. Così gli appartamenti interni e quelli pubblici resteranno separati. Sono venuta fin qui . e le signore di ritornare nei loro appartamenti. "Il mostro che dite si sarà chiuso lì dentro" disse il tudi." Pian piano. il re. L'ebbi Nel Palazzo del Rospo e sotto l'ombra Del cinnamomo. A suo tempo aveva rapito la vera principessa per mettersi al suo posto. Il mostro e il grande santo continuarono a battersi per mezza giornata. che lo circondarono invocando: "Santo monaco." "Grande santo. trasformata in raggi d'oro. Raggi d'oro illuminano le porte del Cielo. In tutto e per tutto racchiude una tana di lepre con tre ingressi.

dei mandarini e dei quattro divini monaci." Il re seguì il consiglio. e tutte le donne dei tre palazzi e delle sei corti accorsero a consolarlo. dove si finge pazza. si diedero da fare per innalzare altari all'ingresso del monastero. lunghe orecchie e baffi radi: quando allunga le zampe nella corsa. Il suo piccolo naso sembra un formaggino bianco. e Scimmiotto con voce tonante gridò: "Maestà. nel momento in cui sorgeva la luna." Il re scoppiò in singhiozzi. Sotto il sacro baldacchino. Tutto il cielo si riempie di profumi. quel monastero?" "Non più di sessanta li" rispose Tripitaka. in compagnia della regina. dove gli fu chiesto di raccontare l'accaduto per filo e per segno. Fidatevi di loro: se domani ci accompagneranno alla ricerca della principessa. e il vecchio si prosternò per manifestare la sua gratitudine. Dopo un breve sonno ristoratore. avremo certo successo. Infine il re disse: "Vi siamo infinitamente riconoscenti di aver catturato con i vostri immensi poteri la falsa principessa. Aprì l'udienza già durante la quinta veglia e. Un monaco centenario che mi accompagnava raccontò che si trattava di una fanciulla. la regina." In breve uscì dal palazzo una lunga fila di carri. corsero a chiamare il vecchio superiore. Contenti e intimiditi." I monaci. Vostra moglie l'ha concepita vent'anni fa. da accompagnarmi a corte con le vostre fate e con la lepre." "Povera ragazza! Da quando è nata. "Preparatevi a ricevere il corteo reale. Ma Scimmiotto balzò in aria e giunse subito al monastero. per punire Su'e dello schiaffo ricevuto. "Non perdiamo tempo in complimenti" disse il Novizio aiutandolo a sollevarsi. e si stupì di vedere Scimmiotto fra loro: "Come avete fatto a precederci. Meno male che la tua esperienza ti ha permesso di chiarire in tempo come stavano le cose e di impedire il peggio. e tutti si ritirarono per dormire. cara Yin Supremo. La lepre di giada è fuggita a sua volta. In questi luoghi Che conservano i segni del passato. abbracciandola con passione: "Dolcezza. La vostra principessa è nel Monastero Pavimentato d'Oro. divino monaco?" "Ho . perché in apparenza la principessa non aveva mai lasciato il palazzo e godeva di ottima salute. Ci si proponeva appunto di togliere la seduta. rise. non era mai uscita dalle porte della città. L'umile monastero è favorito Sotto l'arcobaleno. Quante volte avrà lappato la limpida rugiada dell'aurora celeste. Scorre il fiume d'argento fra le stelle brillanti. Dovreste essere tanto gentile. Il re e Tripitaka se ne stavano chiusi nella sala d'udienza. In breve giunsero nella capitale dell'India. nel suo abito d'arcobaleno. Com'è lieto il ritorno dei sovrani! Al suo arrivo il re trovò i monaci schierati ad accoglierlo. Era già la seconda veglia. Lasciami comunque la speranza che la vorrai perdonare. Dopo qualche tempo sbucò il corteo reale. signoria. la difesa del paese. Il mio discepolo fu incaricato di scoprire la verità con i suoi poteri magici. minacciò col dito la creatura e le gridò: "Avanti. spalmato di panna e farina. D'altronde in città ogni famiglia elevava altari e si prosternava al Buddha. che aveva raccontato di essere figlia del re dell'India e di essere stata rapita dal vento mentre contemplava i fiori. Illuminano gli astri strade e mercati vuoti. Egli non aveva osato parlarne in città. Sotto il cielo notturno dorme il parco reale. scoperta l'anno prima nel parco. ed ai fiori Un profumo più intenso." Ogni donna dei palazzi reali accorse e si inginocchiò a pregare. dal lancio della palla ricamata alla cattura della lepre di giada. camminando lungo la strada. quel batuffolo di pelo di giada sembra volare sulla montagna. Prima di ripartire. in modo da presentare a sua maestà la prova materiale dell'impostura. quant'è che non ci vediamo! Ti ricordi di me? L'ultima volta abbiamo lasciato le cose a mezzo. Certo non avrebbe dovuto tramare per accoppiarsi con il monaco cinese. Furono il rancore e il desiderio di vendicarsi a indurre la lepre a fuggire a sua volta e a rapire Bianca: me l'ha detto la sovrana dello Yin Supremo in persona. questi santi monaci sanno cavalcare le nuvole. al cader della sera" rispose Tripitaka. che richiederà pure una punizione!" "Ci sono altre cose che non sai." La sovrana dello Yin Supremo si fece convincere. Spero che la vorrai risparmiare per riguardo alla mia vecchia persona. che risplende In un cielo di eterna primavera. Per proteggerla dalle aggressioni dei monaci. Non poté trattenersi dal balzare nello spazio e gettarsi sulla compassata Chang'e.perché mi sono resa conto che la sua vita era in pericolo. per permetterti certe confidenze?" "Quante storie!" piagnucolò Porcellino. perciò l'ha rapita e abbandonata lontano da casa. che questa intraprendente leprotta ha rapito la figlia del re dell'India e ne ha preso il posto. Penetrò nel ventre della regina dell'India sotto forma di raggio efficiente e si fece partorire come principessa. al grande precettore addetto agli affari di corte. è un filo d'argento. "È lontano da qui. ma la vera dov'è?" "Tenete presente che nemmeno lei è d'origine mortale: è la Fata Bianca del palazzo della luna. La clessidra di rame gocciola al chiar di luna E nell'oscurità campanelle tintinnano. in realtà è Su'e. Scimmiotto fu accompagnato nella sala delle udienze. "Come potrei mancarvi di riguardo? Adesso capisco dove ha imparato a maneggiare quel pestello con tanta destrezza. Ci sarebbero altri vantaggi: per me. Dove sarà adesso?" "Non vi inquietate. Ma se ritorno a mani vuote. ecco la sovrana dello Yin Supremo del palazzo della luna. La figlia di quel re non è una mortale qualsiasi. che si inchinò profondamente a Scimmiotto e gli chiese: "Com'è andato." "Ma certo!" esclamò Scimmiotto. se non vi importuno troppo. lei le diede uno schiaffo e se ne andò. ma lanciata nella corsa. certo sanno tutto sulla concatenazione delle cause e degli effetti. fece convocare i pellegrini per organizzare la ricerca della principessa perduta. bestiaccia. La falsa principessa che abitava da voi è in realtà la lepre della luna. Il posto dove si trova la principessa si chiama Monastero Pavimentato d'Oro. posso permettermi di importunarvi a proposito della mia povera figlia. e domattina andremo da lei. il re si alzò dal trono e si inchinò: "Divini monaci." "Che cosa rispondere a una tale concatenazione di cause ed effetti?" rispose ridendo Scimmiotto. "Riportatevi pure la vostra leprotta. Chi ebbe una reazione imprevedibile fu Porcellino." Gli ufficiali si prosternarono: "Maestà. "fummo ospitati nel monastero che sorge presso le rovine dell'antico parco pavimentato d'oro. Ora ci riposeremo. gli diede due ceffoni e gridò: "Zotico! Dove credi di essere. dalla torre di guardia si diffondeva il sordo rullare dei tamburi. dopo aver ascoltato i mandarini. Allora il re pubblicò un editto: "La sala delle udienze è affidata alla guardia dei Palazzi dell'Est e dell'Ovest. Voi non saprete. che ci farei una bella figura. il re si trovò liberato da ogni influsso malefico e si sentì pieno di energia." Solo allora i monaci seppero chi fosse in realtà la prigioniera che cantava ogni notte. ma oggi ci dobbiamo divertire. poiché la lepre di giada la scherniva per questo." Scimmiotto lo acchiappò per il collo. Grazia divina dà vivacità Ai colori degli alberi. la Fata Bianca del Palazzo del Gran Gelo. Labbro leporino e denti taglienti. Va piangendo il cuculo primavera che passa. e per la Fata Bianca. con i discepoli e gli ufficiali. senza capire che cosa succedeva. mentre pestava elisir nel mortaio con il suo pestello delle meraviglie! Il grande santo la considerò con allegria. Vent'anni fa sentì nostalgia per il mondo di Sotto. l'affare della principessa?" Scimmiotto gli raccontò tutta la storia. Mentre passeggiavo al chiar di luna dopo cena. che ora potete vedere nel suo vero aspetto. nell'intento di rovinare lo yang primordiale del santo monaco mio maestro. e raccolse una gran nube luminosa per accompagnare la sovrana dello Yin Supremo e il suo corteo. Quando si furono presentati e lo ebbero salutato. "Ogni tanto uno sente il bisogno di un po' di distrazione. e vi è effettivamente riuscito. con le sue immortali bellezze lunari. i mandarini e il mio maestro. com'è che ora cade dal cielo?" "Chiamatemi il vostro superiore e preparate altari per bruciare l'incenso: vi vengono a trovare il re. non è che un gomitolo di seta greggia. Tripitaka e gli ufficiali. La stessa cosa fecero il re. Quando si appiatta al suolo impaurita. che cosa aspetti a ritornare sulla retta via?" La lepre di giada fece una capriola e riprese il suo aspetto originale. Sul viottolo deserto si disperdono i petali. È un reato bello e buono. invitate le regine e le dame di palazzo a vedere lo spettacolo: ne vale la pena. corsero a infilarsi i kasâya e si dedicarono a battere campane e tamburi. questa è stata una mancanza di tatto imperdonabile. e mi permetterai di riportarmela a casa viva. che collegano il passato all'avvenire. di cui si parlava ieri?" "Il giorno prima di arrivare qui." La sovrana dello Yin Supremo mise fine all'incidente riprendendo precipitosamente la strada di casa con le sue fate e con la lepre. mi giunsero dei singhiozzi. Fin qui è giustificata. il vecchio l'aveva fatta rinchiudere affermando che si trattava di una creatura malefica. per riguardo a me. quando apparve da sud una nube tanto luminosa che sembrava il sole di mezzogiorno. temo che il re non mi prenda sul serio. I monaci corsero a inchinarsi davanti a lui: "Vostra signoria se n'era andata con gli altri. di cui racconteremmo la storia per farla liberare e mostrare un esempio di retribuzione dei meriti e dei demeriti. Gli occhi mandano riflessi rossi: sangue sulla neve. quando era stata presa dalla nostalgia del mondo di Sotto e aveva schiaffeggiato la lepre di giada. Noi andiamo in cerca della principessa.

Il loro ospite li guidò attraverso l'arco di ingresso fino a un edificio di due piani: "Al piano di sopra" spiegò. E ora. dove la gente li guardava stupita. Sotto i portici stavano seduti due vecchi in conversazione. "E voi. "Che cosa stai tramando?" insinuò Porcellino. Maestro e discepoli ripresero il viaggio verso occidente." "Divino monaco." Tripitaka ringraziò e ritornò a riferire ai discepoli. prego!" Tripitaka e compagni si fecero avanti con circospezione e modestia. Se le forme e i colori sono senza realtà. Alla fine Scimmiotto dovette fare un passo magico e soffiare verso sud ovest: un colpo di vento sollevò un polverone accecante. per piacere. si fece sull'uscio e. che venne a noi portata dal vento. la sera cercavano riparo. "Non lo so" rispose il Novizio. Risalirono sui carri e si prepararono a ritornare in città. così ripartiremo senza indugio. all'alba mangiavano un boccone. appoggiandosi a una canna e borbottando preghiere al Buddha. Quiete ed agitazione. ministri e gente del popolo che si prosternavano al suo passaggio. Si abbracciarono e piansero per un bel pezzo. Lassù non avevo né motivo né tempo di curiosare nel paesaggio sottostante. Sentendosi interpellare." "Giusto" approvò Sabbioso. Se poi non sapete come il viaggio proseguì." Il re fece abbattere le pietre che muravano la porta e corse con la regina ad abbracciare la principessa. resero il saluto e domandarono: "Che cosa desiderate. La principessa si vestì in gran pompa per ringraziarli ufficialmente della propria liberazione. ma sempre volando ad alta quota. Se fingi di non saperne niente. Ugualmente irreale è ogni vacuità. Incaricò alcuni mandarini di procurare i galli e stabilì che la montagna prendesse il nome di Sacro Splendore. bestione? Per entrare. è frequentato da molte scolopendre. La principessa ritrovò il suo ambiente e la sua allegria. gli accompagnatori pensarono che quei buddha viventi fossero risaliti in cielo. Dopo un po' ne uscì un vecchio canuto. Perché parlare in sogno? Se l'efficacia è inutile. "ci sono la sala di preghiera consacrata al Buddha. dopo un grande banchetto che fu servito per festeggiarla. "Il monte che vedete prende nome dai millepiedi e." Dunque deposero a terra i bagagli e sostarono accanto alla porta. che assunse il nome di Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada del Monte del Sacro Splendore. faceva crocchio intorno a loro e si spingeva per vederli meglio. che non volevano più separarsi da loro. Scimmiotto giunse le mani per salutare il re e disse: "Dovrei sottoporvi una preghiera. e si inginocchiò dicendo: "In questo edificio è rinchiusa sua altezza la principessa. All'angolo indicato trovarono il grande viale verso sud. Il giorno dopo il re convocò i pittori perché facessero l'autentico ritratto dei quattro santi monaci. Scalavano pendii. la parola e il silenzio In fondo si equivalgono. che appartiene alla prefettura della Terrazza di Bronzo. che la notte attaccano i viaggiatori e interrompono il traffico. selezionati per vigore e aggressività. finiva la primavera e si annunciava l'estate: Ci riempie di energia Il tempo luminoso! Lo stagno si ricopre Di ninfee. Il vecchio superiore li guidò verso la piccola costruzione in cui la principessa prigioniera continuava a fingersi pazza. poi la madre ordinò per la figlia un bagno profumato e abiti freschi per riportarla nel mondo civile. vuol dire che stai architettando qualche brutto tiro." Il ricco mercante. e i discepoli camminavano piano a testa bassa. in cui il bestione ingoiò incredibili quantità di cibo. sono arrivati quattro monaci di strano aspetto. ascoltate il seguito. Tripitaka scese da cavallo. che portava un paniere e una bilancia. e quando ricadde i pellegrini erano scomparsi. vedrete la torre d'ingresso della casa del signor Kou. ma maestro e discepoli rifiutarono. da destinare al culto nel Padiglione di Perpetua Pacificazione." Il re ne fu ben contento. Io chiederò informazioni a quei vecchi. magari potreste aggiungere il dono di una costruzione commemorativa. "Discepoli. Ecco perché non so come si chiama la città. Quando cessò di soffiare il vento polveroso e non li videro più. Non dovrete certo penare per elemosinare il pasto: passate quell'arco e imboccate il viale verso sud. Quando vide i visitatori. Offrì dunque oro e gioielli come viatico. videro una città. Al vecchio superiore fu conferito il titolo ereditario di monaco ufficiale Merito del Regno. bisogna aspettare che esca qualcuno e chiedergli il permesso. reverendo?" "Veniamo da lontano per presentare al Buddha i nostri omaggi. Escon dal mare metallico e rude Per risvegliarsi nel vero del vuoto. Non serve a nulla chiedere Alla frutta sull'albero perché si è maturata." Chiacchierando erano giunti davanti alle porte. Dal momento che in una semplice sottoprefettura non occorre far vistare il passaporto. I piccoli fagiani Strillano d'allegria. e ignoriamo il nome della vostra nobile città. fra regine. l'umile monaco che vedete vi saluta. che possano essere sparsi sulla montagna a eliminare quelle bestiacce? Sarebbe una misura per il pubblico bene e un modo per ringraziare questi monaci che hanno custodito la principessa. Dove potremmo trovare persone rivolte al bene. Si sa che i galli sono ghiotti di scolopendre: non potreste mandarne qui un migliaio. "Guardate come la gente è onesta e precisa. a quanto pare. ma il re non acconsentì: per altri cinque o sei giorni si diedero grandi banchetti. Il racconto ci ha narrato come i pellegrini ricorsero alla magia per sbarazzarsi della scorta dei monaci del Monastero Pavimentato d'Oro. "Discepoli" disse Tripitaka. lasciateci ritornare alla nostra conversazione. sui saggi e sui matti." Il loro cammino li portò attraverso un mercato." Infatti si avvicinò e giunse le mani: "Cari donatori. Tripitaka avrebbe voluto congedarsi e riprendere il cammino con i suoi. tanto il Buddha pesava sui loro pensieri. I monaci ringraziarono il re della sua generosità e lo riaccompagnarono a corte. ma Scimmiotto lo fermò: "Dove vai. senza curarsi della sporcizia e del cattivo odore: "Povera bambina. con emolumento di trentasei stai. cui chiedere l'elemosina di un pasto?" "Vi trovate nella sottoprefettura di Diling. sono a vostra disposizione" rispose il re rendendogli il saluto. Ed il sole potente Dà rilievo a ogni cosa.fatto una corsetta" rispose ridendo Scimmiotto. Ma infine il re si rese conto di non poterli trattenere più a lungo. Temevo che quei vecchi esagerassero in ottimismo. quanto hai sofferto! Com'è possibile che il destino ti abbia inflitto una punizione così terribile?" Si sa che l'incontro dei genitori con il figlio smarrito è il più patetico che ci sia." I due si stavano scambiando considerazioni sui casi della fortuna. "Potremmo offendere il donatore. Poi fu la volta dei monaci locali. guadavano torrenti. che passeggiava per il giardino. senza osare di levar gli occhi. "restate qui e cercate di non attirare l'attenzione." Quel cafone di Porcellino si avviò all'ingresso senza indugio. perché ci avete messo tanto?" Giunsero anche Tripitaka e gli altri. sulla sinistra. CAPITOLO 96 ECCESSI DI OSPITALITÀ OVE IL SIGNOR KOU ACCOGLIE CON PIACERE L'EMINENTE MONACO. si rivolse loro: "Vogliate accomodarvi. E IL REVERENDO NON BRAMA NÉ ONORI NÉ RICCHEZZE.' Là otterrete quello che vi occorre. Nella chioma del salice Stanno uccelli a convegno. Dopo quindici giorni di marcia su strada agevole. concubine reali. Il ministero dei lavori pubblici fu incaricato di provvedere i materiali per ricostruire il monastero. la biblioteca e la sala da pranzo dove sarete accolti. Sulla porta ci sono statue di tigri coricate e la scritta: 'Benvenuti i diecimila monaci. Tornano alla natura rivelata Lasciando l'onda della gratitudine. A questo punto. andiamo senz'altro a mendicare il pasto. senza spaventarsi per la bruttezza dei pellegrini. la famiglia del vostro discepolo abita al piano inferiore. "Si vede bene che l'Occidente è buddista! Qui si è organizzati per nutrire i monaci. divenute spiriti maligni. contien l'inefficacia Pur qualche utilità. e a un incrocio scorsero la torre con le tigri coricate davanti all'ingresso e una grande targa con quattro caratteri: BENVENUTI I DIECIMILA MONACI! "Terra di Buddha!" esclamò Tripitaka. si prosternarono a pregare e se ne ritornarono a casa. Il reverendo mormorava: "Niente incidenti! Niente incidenti!". e invece le cose stanno proprio come dicevano loro. "Tu sei già venuto da queste parti. Le susine Sono mature. come si chiamerà?" chiese Tripitaka. Tripitaka fu fatto salire sul carro con le campanelle d'oro e fu accompagnato dai mandarini. sul tempo che aveva cancellato ogni traccia di tanti fatti importanti ed eroiche imprese di una volta. lasciò cadere gli oggetti che recava in mano e corse dentro a riferire: "Padrone." "Bestia senza giudizio! Si capisce che sono passato di qui più volte. il grano Assume color d'oro. entrando senza volere nel suo appartamento interno." . passarono il ponte levatoio e si inoltrarono nelle strade. in una traversa.

si prosternò e pregò a lungo. Tavole laccate d'oro e seggiole laccate di nero. La sua voce cavernosa aveva risonanze da ruggito di tigre negli anfratti della montagna. "Il fatto è che noi tre siamo i discepoli" rispose Porcellino alzando il grugno. La pietra d'oro vibra senza fine. accese un bastoncino di incenso. mi sono permesso di venirvi a salutare e a supplicare l'elemosina di un pasto di magro. Vi manda il Cielo a permettermi di adempiere il mio voto! Vi prego di dirmi i vostri rispettabili nomi. perché abbia il tempo di celebrare degnamente l'avvenimento. Dì al padrone che vengo anch'io. Tripitaka restituì prontamente la cortesia: "Siamo confusi di avervi scomodata per questi omaggi che non meritiamo. liuto e scacchiera: gli strumenti dei veri piaceri raffinati. prima di entrare a pregare il Buddha. Tutto è delizioso e appetitoso: zuppa di magro. il tutto con accompagnamento di musica di cembali e tamburi." Si fecero avanti due giovani diplomati(18). Sui tavolini sono disposti dei freschi cinque nuvole. I religiosi occuparono tre o quattro giorni per redigere i testi delle preghiere. buoni figli attraverso gli studi. Mi chiamo anche Dakuan. gong e flauti traversi. Bruciaprofumi e vasi di bronzo antico. che si chiama Pûrvavideha. . "andiamo a fare le presentazioni nella sala dei sutra. poi evocano il dio guerriero. Kou Liang e Kou Dong. che protegge dalle correnti d'aria. i mille buddha sono rivestiti d'oro. "L'umile monaco che vedete" spiegò Tripitaka. ma gli altre tre sono orrendi. e accompagnò i quattro pellegrini nella sala da pranzo. si misero subito in movimento per raccogliere fascine. Salmodiare l'Avatamsaka sûtra allontana ogni biasimo e calunnia. "è inviato in missione nella vostra nobile contrada dai grandi Tang delle terre dell'Est. di quello impiegato in cammino. con la larga faccia ridente. È stato maggiore il tempo perduto a causa delle difficoltà. e infine fissarono la data della cerimonia. Nell'insieme sono trascorsi quattordici inverni e altrettante estati. Alla fine si rivolse al suo ospite per salutarlo nelle dovute forme. Stendardi spiegati davanti ai volti dorati dei buddha disposti in fila. le scatole sono colme di petali profumati. dove il pasto fu impeccabilmente servito. la terza da cinque tipi di frutta fresca e la quarta da stuzzichini. e ci ha ordinato di sbrigarci a mettere in tavola. un supporto laccato regge un tamburo decorato. Hong dello Scialo. Una vasca di vetro è piena di acqua limpida. che significa 'grande liberalità'." Tripitaka dovette cedere alla sua insistenza generosa e sincera. ma l'ospite lo pregò di mettersi prima a suo agio levandosi il kasâya. Gli esseri celesti discesi sulla terra possono avere le facce più strane e bizzarre. Entrarono nella sala di preghiera e videro alla luce delle candele accese salire spire d'incenso." La vecchia signora si rallegrò e chiamò una cameriera: "Svelta. con la furia di una burrasca. A quarant'anni feci un voto. Infine si procedette alle presentazioni. c'era da spaventarsi. "Nessuno in cucina sa dove siano questi Tang. la liturgia non era diversa da quella in uso presso i Tang. inchiostro e pennelli. Chi versava la zuppa. Il signor Kou rimandò la moglie e i figli nei loro appartamenti. Hanno saputo dell'onore che ci fate e sono venuti a salutarvi. caldi. con palanchino e cavalli. al disopra della polvere del mondo: una sala da preghiera privata. flauti a becco e organi a fiato. croccanti e abbondanti." Negli alti scaffali si stipano i testi sacri. Davanti a una cortina profumata sono disposti libri. Da ventiquattro anni la mia cucina è aperta ai monaci. Bruciano biglietti di preghiera e meditano davanti alla statua del Buddha. Il luogo rivaleggia con le torri sacre. Porcellino vuotava ogni ciotola in un boccone. che avrò adempiuto quando avrò ospitato diecimila monaci. che si inchinarono fino a terra per salutare il reverendo. La prima portata è costituita da alte costruzioni multicolori. odorosi. Ma il signor Kou lo trattenne: "Maestro. Poi riprenderemo senza indugio il nostro cammino. Un riquadro vermiglio fa da sfondo a una campana d'oro puro." Il ragazzo corse in biblioteca e annunciò: "Anche la signora vuole vedere e salutare queste persone delle terre dell'Est. "Tenete conto che abbiamo incontrato molte creature diaboliche e abbiamo dovuto superare molte prove." "Perché i quattro maestri non sono seduti tutti insieme?" chiese la signora a suo marito. Numerosi stendardi sono ricamati con gli otto tesori." Tripitaka. portare riso. presentazione di offerte e di incenso a lume di candela. il quale voleva render loro la cortesia. Penserò io a farvi accompagnare attraverso la montagna. soffiano una nota e intonano i sutra all'unisono. siano occorsi anni di viaggio. ricordate la vostra promessa di restare un po' di tempo! Come dice il proverbio: Incominciare è più facile che portare a conclusione. Dopo i saluti. La signora cadde in ginocchio. Un domestico venne ad annunciare: "Arrivano i giovani signori. portami un vestito adatto: anch'io voglio vedere gli ospiti. sorpresa da tanta agitazione. I servitori. piattini piccanti. dorature e decorazioni colorate. allo scopo di preparare il pranzo. Sette od otto servitori vanno e vengono così svelti da non lasciare un momento di requie ai quattro o cinque cuochi. Il reverendo si purificò le mani. la signora sentiva aumentare la propria apprensione. La seconda da cinque piatti di verdure. il cuore liberato dagli affanni si immerge serenamente nella Via. tavolini e scatole di legno scolpito e laccato. ma ne fu impedito dal signor Kou: "Questi sono i miei figli. e io tengo il conto su un registro. Quando ho tempo tiro le somme. Nei bruciaprofumi arde l'aloe. riso." "Signora" precisò lo sguattero. contento come una pasqua. Dapprima invocano pace per il tudi. che si alzava per salutarla." "Ho letto nell'Enciclopedia della foresta dei fatti che in tutto l'universo ci sono quattro continenti" commentò uno di loro. Si vedono appese una lieve pietra sonora di giada preziosa. Leggono un passaggio del sutra del Pavone: ogni versetto allontana disgrazie e calamità. con carta. L'atmosfera pura rinvigorisce lo spirito. Poiché ho saputo che nella vostra onorevole prefettura si tengono i monaci in alta considerazione. Dovete sapere che il Monte degli Avvoltoi non è lontano da qui: non più di ottocento li. e una barba di drago decorata di luna. "Vengono da molto lontano" rispose sorridendo il signor Kou. "Come dice l'adagio: Nobile casa attraverso il far bene. che non ha nulla da invidiare a quelle di eminenti monasteri." "Voi non capite niente di queste cose. Battono un colpo. Per fortuna i miei tre discepoli mi hanno protetto. Quando ebbero mangiato a sazietà." Un piccolo servitore venne a invitarli a tavola." "Da dove vengono questi signori?" chiesero i ragazzi al padre. e di accordarmi l'onore di restare da me almeno un mese. "dalle terre dell'Est. farina e verdure. pitture." "Certo" rispose ridendo Tripitaka. prima che riuscissimo a giungere nel vostro nobile paese. nei vasi i fiori di loto mostrano il loro splendore. Accendono la lampada del Guaritore: la sua fiamma brilla chiara. "è Kou Hong. grandi e piccoli. uno sramana vale l'altro. scatole metalliche raccolgono lettere e documenti. dovunque sete e fiori. Aspettate che abbia celebrato l'adempimento del mio voto. un po' per salutarli e un po' perché sentiva le gambe molli di paura. abilmente montate in molte forme da pasticceri alla moda. Il padrone dice che sono scesi dal cielo. che rincasano da scuola per il pranzo. nel continente meridionale. e così ho verificato ultimamente che ho già offerto ai monaci 9996 pasti: per raggiungere la cifra tonda ne mancano solo quattro. Occorsero sette od otto giorni perché il signor Kou riunisse ventiquattro monaci dei dintorni per celebrare l'adempimento del voto. incontrare il Buddha e sollecitarne le autentiche scritture." Quando essa entrò nella sala notò il nobile volto e il portamento elegante di Tripitaka. per visitare il Monte degli Avvoltoi. Aparagodânîya. timballi cotti al vapore. si informò: "Da dove vengono i monaci che provocano tutto questo subbuglio?" "Sono monaci eminenti inviati dai grandi Tang" rispose uno sguattero." I ragazzi erano stupiti: "Dovete proprio essere dei monaci divini. La meravigliosa Legge dei tre veicoli è delle più perfette: nella liturgia. moglie del padron di casa. La signora Kou. Immagino che per venire fin qui da quello del Sud. celebrano la contrizione con l'acqua. Jambûdvîpa. attingere acqua." "Sono giovani saggi!" esclamò Tripitaka. acconsentì senza fare resistenza.Tripitaka si complimentò con lui e si appartò per indossare il kasâya. legata in oro. "uno di loro vale la pena di vederlo. Ma gli altri tre erano proprio insoliti: anche a volerli discesi dal cielo. il reverendo si alzò per ringraziare l'ospite e propose di rimettersi in cammino. il signor Kou ordinò di portare foraggio al cavallo e di collocare i bagagli dei pellegrini sotto il portico. chi riempiva le ciotole di riso: correvano come comete che caccino la luna. ce n'è anche uno dell'Est. Ho vissuto sessantaquattro inutili anni. grandi sfere di pane." "L'umile nome del vostro discepolo" espose a sua volta l'ospite. "Il nostro è il continente occidentale. Lampade di cristallo bruciano olio profumato dalla fiamma chiara. "Vi prego" gli disse lui. Il reverendo voleva eseguire il cerimoniale dei saluti. poi provvederò io stesso ad accompagnarvi. Per dissipare ogni rancore e querela. perché li scriva nel registro. Su tavole scolpite e laccate si trovano servizi per scrivere della migliore qualità.

Porcellino ritornò alla carica: "Maestro." E gli voltarono le spalle. Dappertutto vasi di fiori freschi dai colori vivaci. incaricò il maggiordomo di far confezionare venti paia di stendardi colorati. Tripitaka. Fra alti tendaggi. Davanti alla porta." "Bestione mio" esortò Sabbioso. il sole saliva verso lo zenit. trovarono tutta quella gente al loro servizio. da rallegrare il cielo e la terra. le strade son deserte. Vi era stato preparato un banchetto molto diverso da quelli serviti nella sala da pranzo. e diceva a Sabbioso: "Fratello mio. Le stelle rendon pallido il gran fiume d'argento. i domestici si alzarono per fare i preparativi. ma non aveva scelta: dovette ficcare nelle sacche la ciotola e le altre suppellettili. Si spengono le luci. quando qui si mangia tanto e bene? Si direbbe che sulla strada maestra vi stia aspettando vostra nonna. Che fretta abbiamo? In un mesetto soddisferemmo le richieste della madre e dei figli. Già fra la terza e la quarta veglia. quando sbucarono Kou Dong e il fratello: "In ventiquattro anni che nostro padre ospita monaci." Il monaco cinese emise un brontolio da bestia feroce. che noia vi dà accettare e fermarvi per un anno? Perché dovremmo partire a tutti i costi e correre le strade mendicando. Ai lati si allineano quadri che rappresentano le quattro stagioni. Quando furono pronti. Vi supplico di lasciarmi compiere la mia missione. Il signor Kou. A piedi. di ingaggiare una banda musicale e di invitare i monaci del Monastero della Venuta del Sud e i preti taoisti del Tempio del Picco dell'Est. strillando: "Maestro. Scimmiotto. ma se non possiamo accettare l'ospitalità di vostro padre. non raccogli. Quando il maestro e i discepoli si alzarono all'alba. quella pancia. ricuperare il bilanciere e appendervi i carichi. Sul villaggio isolato si vedon macchie nere Di corvi in volo. preso dal panico. Dice l'adagio: Non imporre la tua presenza. Caduta la sera. per altri quindici giorni. e se lo facessi volontariamente non basterebbe nemmeno la pena capitale a riscattare la mia colpa. Noi siamo giovani e poco esperti del concatenarsi delle cause e degli effetti. voi arrivate tardi e il maestro ha una gran fretta di partire. ma conosciamo il detto: Raccogli ciò che hai seminato. chi doveva invitare monaci e preti si metteva in cammino. per non alimentare il dissidio fra maestro e discepoli: "Non litigate! Resta inteso che domani vi accompagnerò. in questi giorni di sacre funzioni. i cognati maggiore e minore. brontolando: "Questa bestia spinge la sua incoscienza a metter su il maestro contro di noi. ragazzi! Vi siamo molto obbligati. Tutto doveva essere pronto l'indomani mattina alle dieci. mariti della sorella maggiore e di quella minore. Monaci e preti arrivarono in quel momento. Quando io ho mangiato proprio a sazietà. Dal momento che questo signore è ricco sfondato." Porcellino non seppe trattenersi dal dire la sua. Allora la musica si fece più forte: tamburi. e lo spiegamento . si inginocchiò: "Maestro. alti canti accompagnati da cetre. se non hai seminato. e avvertire i parenti e i vicini. Porcellino era tutt'occhi per quel banchetto sontuoso. non ti curi delle cause che condannano alla trasmigrazione. Non mancavano pii amici della parrocchia e uomini dabbene di sicura fede buddista: tutti venivano a salutare il reverendo. senza più osare di proferir verbo. ma al ritorno vi esprimerò la mia gratitudine." "Ma che cosa dici!" rispose Sabbioso ridendo. Fra il baccano della banda." La madre e i ragazzi si seccarono: "Perdiamo il nostro tempo! Se non capisce che vorremmo trattenerlo con le migliori intenzioni del mondo. chi doveva procurare i musici trattava le condizioni dell'ingaggio. voi proprio non avete considerazione per i sentimenti degli altri. Il pianto del cuculo si sprofonda nell'ombra. Il signor Kou disse loro sorridendo: "Mi dispiace. coloro che preparavano palanchini e cavalli si scambiavano richiami da lontano. si vedono distese di piatti e di frutta come un tappeto di broccato. Sai che la strada ci aspetta. Anch'io ho accumulato il mio piccolo capitale con un'attività di sartoria. mentre non so come scusarmi per il disturbo che vi ho dato? Vedete: quando la sacra persona del mio imperatore mi affidò la missione. e si riempì le maniche di pani. Senza considerare che non so se otterrò i sutra. Non dovete pensare che rifiuti per malizia.La cerimonia si concluse dopo tre giorni e tre notti. Non mi aspettavo certo di impiegarne quattordici per il solo viaggio di andata." Ed ecco ricomparire la vecchia signora: "Maestro. mi chiese quando sarei ritornato. Domani vi accompagneremo alla partenza. è appesa al centro una pittura che rappresenta una montagna di longevità su un mare di felicità. Da un bruciaprofumi a coda di gazza si levano effluvi di buon augurio. come potremmo accettare la vostra? Dobbiamo assolutamente partire. tè e ricchissimi vini profumati. Questa casa di un popolano non cede in nulla a quelle dei principi. C'erano il vicino di sinistra e quello di destra. "non fartela scoppiare. fra le due e le tre del mattino." "Ben fatto!" approvava Sabbioso ridendo. ritornò a ringraziare e a prendere congedo. E poi ha potuto adempiere il suo voto. Sotto il gran cielo muto." La folla si aprì per lasciar passare i quattro pellegrini. romperemo i nostri salvadanai e vi ospiteremo anche noi. niente può costringervi a sottrarre alla nostra umile capanna l'onore della vostra presenza. cenarono e si ritirarono per dormire. Chi doveva cucinare si affrettava verso la cucina. e la nostra capanna ne è tutta illuminata. Scimmiotto mise in mano al maestro il bastone da pellegrino con nove anelli. è questo che mi volete rimproverare?" "Quali rimproveri potrei muovervi." Chiacchierando e mangiando. Il reverendo ringraziò l'ospite e i suoi invitati. Sabbioso strigliò il cavallo." "Non te ne intendi. non sento più fame per tre giorni. Pazientate per oggi: farò preparare tamburi e stendardi. Il signor Kou gli disse: "Maestro. la terra si è velata. e che il ritorno potrebbe richiedere altri dodici o tredici anni. Quando avrò ottenuto le scritture. dobbiamo mangiare e bere più che possiamo: non troveremo mai più un'accoglienza fastosa come nella casa del signor Kou. Tripitaka depose le bacchette e recitò un sutra per concludere il pasto. niente mi impedirà di ritornare da voi e di fare un'altra sosta. Il bestione si appioppò due schiaffi da solo e disse: "Zitto. Quando avrai mangiato. Commissionò ai cuochi un banchetto d'addio. se ne vada dove gli pare. vuotando ogni ciotola in un boccone. tutti cedevano loro il passo. e io ebbi il torto di rispondere che mi sarebbero occorsi tre anni." Vedendo la faccia alterata del maestro. Porcellino. "Tu pensi solo a mangiare." "Stupido!" s'indignò Tripitaka." "Per carità. a cavallo o in palanchino. Io rischio di non rispettare i limiti assegnati alla mia missione. aveva stampato sulla faccia un sorriso più largo che mai: "Maestro. Zuppe di riso di straordinaria purezza. "Dice il proverbio: Il sapore più raffinato non riempie la pancia meglio del riso bollito. fermo! Non dite niente! Non ho nessuna voglia di ridere!" Al signor Kou non restò che rinunciare a insistere. Mentre il reverendo scambiava complimenti con il signor Kou. figuriamoci se apre la bocca per far vedere che gli manca il buon senso. entro una cerchia di paraventi. e non pensi ad altro. non ne ha mai incontrati di importanti come voi. resta se ti trattengono. ordinò al suo segretario di spedire un centinaio di biglietti a vicini e parenti. per invitarli ad accompagnare l'indomani i maestri cinesi in partenza per l'Ovest. tanto da aver nutrito tutti quei monaci. Tutti correvano qua e là. Dopo i saluti presero posto. Voi capite che non posso venir meno all'ordine sacro che ho ricevuto: sarebbe un delitto imperdonabile. ripartirò da solo. prese la borsa che conteneva il passaporto e se la mise sul petto. Quando constatò che si partiva davvero. per paura di trovarsi a corto di risorse. non si alzò da tavola prima di aver fatto scomparire le cinque o sei ciotole di riso di riserva. Tu grufoli nel truogolo fino a farti scoppiare lo stomaco. Da quanto tempo siete da noi?" "Sono ormai quindici giorni. organi a fiato. Tripitaka se la prese con il Novizio: "Tu di che cosa ridi?" Era tanto irritato che fu sul punto di recitare l'incantesimo di costrizione del cerchio. sarà finita lì." Stava ancora parlando. e si avviò all'uscita. amici miei. lo sellò e mise le redini. non esagerate. che non pensava ad altro che al Monastero del Colpo di Tuono e voleva ripartire. gallette. il signor Kou li invitò ancora una volta nella sala grande. L'ombra dei fiori si agita sotto il chiaro di luna. messo a disagio da quello scontro fra maestro e discepoli che si svolgeva davanti a lui. scemo! Ricominci?" Scimmiotto e Sabbioso scoppiarono a ridere. non vi inquietate. Per ora non posso offrirvi nulla. timballi e dolciumi. gli stendardi erano allineati intorno a un prezioso baldacchino con accompagnamento di musica. Fu un bell'andirivieni. che faceva vibrare il cielo." "Siete stati ospiti di mio marito." Il povero bestione ansimava e soffriva. mentre si serviva il vino. la pancia non conserva provviste. "È già insopportabile quando sta zitto. liuti. perché desiderano migliorare il loro karma: perché dovreste rifiutare? Anzi. la vostra ansia di lasciarmi mi fa temere di avervi trascurato. in cima alla torre lontana Rintoccano campane e rullano tamburi. Sulle tavole allineate si accumulano ori e piramidi di dolciumi a forma di leoni e di immortali. vi voglio ospitare anch'io per quindici giorni. poi rimase in attesa. un domestico venne ad annunciare che erano giunti gli invitati. Scimmiotto afferrò Porcellino per il collo e lo riempì di botte sulla testa. ma verso le dieci del mattino tutto era pronto. e ci chiede con assoluta sincerità di restare. Il reverendo ordinò di chiudere i bagagli e di sellare il cavallo. il bestione si imbronciò e si mise a brontolare. Con i soldi si fa questo e altro. Si danza davanti ai gradini al ritmo dei tamburi. E dappertutto gioiosi suoni. signora. Se siete prigionieri della vostra ghiottoneria. I nostri genitori vi invitano." Uscito dalla sala dei sutra.

E scrisse: "Il monaco cinese reggeva il lume." I briganti non furono dell'avviso. Un po' seduti. per correre la strada senza fissa dimora. vasellame. senza alcuna traccia di presenza umana fra rovi ed erbacce." Tripitaka. trovarono il loro padrone stecchito sul pavimento. su cui ancora si leggeva in quattro grandi caratteri scoloriti dal tempo e coperti di polvere: CORTE PROVVISORIA DI SPLENDORE FIORITO Il reverendo mise piede a terra e spiegò: "Il pusa Splendore Fiorito era discepolo del buddha delle Fiamme dai Cinque Splendori. Compiuto il colpo. lo consolava: "Se il Buddha mi riceverà al Monte degli Avvoltoi. "Si fa tardi. manganelli. ma lasciate a questo povero vecchio qualche vestito per i suoi ultimi giorni. si disposero panieri di cibo e vasi di dense bevande per una refezione prima di separarsi. una folla immensa si accalcava per vedere il signor Kou che accompagnava il monaco cinese." Conversando percorsero altri due o tre li. Avrebbero voluto liberare dalle malerbe almeno il sentiero che attraversava la corte. aveva sempre vissuto nella rettitudine. Giusto e leale. a lume di torcia. Il suo nome viene ricordato nei tribunali accanto a quelli di Zhuo e Lu(19). si erano associati per darsi al brigantaggio. Sfondarono il portone e corsero dentro urlando come ossessi e seminando il panico. quello che oggi ha accompagnato i bonzi cinesi. Da ragazzo era povero e d'inverno studiava alla luce riflessa dalla neve. . chi preparava la bara. Il rancore la spinse a tramare per perderlo. Non è una buona idea?" I briganti accolsero il suggerimento con entusiasmo: si armarono di pugnali. abiti. i ladri scelsero di calarsi dal muro di cinta in un vicolo con l'aiuto di una scala di corda. forzarono cofani e panieri e. sbucò dal suo nascondiglio per implorare: "Prendete quello che vi serve. quando ripresero il cammino. "Dice il proverbio: Chang'an è una bella città.quattro pellegrini. Prima che scendesse la sera. ed era convinta che lo sfoggio di ricchezza mostrato in pubblico alla sua partenza avesse attirato la disgrazia. poi il reverendo insisté perché si separassero. Chi avrebbe mai detto che il voto di vostro padre sarebbe stato adempiuto dando ospitalità ai suoi assassini?" "Che cosa intendi dire?" chiesero i ragazzi. VEDE LA SUA ANIMA TENEBROSA CHIAMATA A SALVARE IL PRIMORDIALE. Chi credete che fossero? Il monaco cinese reggeva il lume. Se ne stavano zitti. a rischio della vita. Una notte piovosa come questa è un'occasione da non perdere: per le strade non ci sono né guardie notturne né ronda di pompieri. benché tremassi di paura. armi alla mano. Fra il baccano della banda. ma finì per lasciarsi convincere e ritornò indietro. e fuggirono sotto la pioggia che continuava a cadere. da nascondere il sole. Un tale dispiegamento di ricchezze superava palizzate di giada e perle. correvano a nascondersi negli angoli bui. un po' in piedi. A piedi. li ho guardati alla luce delle torce. fra le rovine del Tempio di Splendore Fiorito. ma non è posto per te. DOPO AVER SOFFERTO UN'IBERNAZIONE INFERNALE. suo marito dietro un uscio." "Come scriviamo?" chiese Kou Dong. a cavallo o in palanchino. smettila!" inveì Tripitaka. che faceva vibrare il cielo. un guardiano del santuario!" Ma entrando non trovarono che portici in rovina e muri crollati. avremo di che divertirci per un bel pezzo e ci porteremo a letto quante ragazze vorremo. "Santo cielo. bastoni chiodati. Kou Liang. Evidentemente. Gli annali lo glorificano: fu come Gong e Huang. È il caso di dirlo: Per il suo voto di nutrire monaci Va verso il Gran Risveglio. Ahimè! Felicità e disgrazia Fra loro si avvicendano. non si può sbagliare. i domestici aspettarono di essere ben sicuri che se ne fossero andati. esaurita ogni altra risorsa. commosso. sono stati tentati delle ricchezze che si vedevano intorno e hanno studiato la disposizione della casa. oggetti di casa. perché temevano di richiamare l'attenzione di qualche creatura malefica. Se ne approfittiamo. figli miei. "Quando quei feroci briganti hanno invaso la mia camera. e corsero sotto la pioggia alla casa del signor Kou. finché finalmente schiatterai e diventerai un fantasma obeso. l'hanno ammazzato!" E si affollarono piangendo intorno al cadavere. Porcellino ricominciò: "Lo vedete? Abbiamo sdegnato buon cibo abbondante e camere fresche e pulite. Mentre i nostri pellegrini si adattavano a passare una notte penosa sotto la pioggia." Tutti in casa erano in effervescenza. Lo gettarono a terra e lo presero a calci. Buono e semplice. Scimmiotto ha ucciso nostro padre. Alla fine hanno approfittato del buio e del maltempo per commettere l'assassinio. Kou Liang e il fratello si recarono dal prefetto del capoluogo. chiederò all'imperatore di lasciarti vivere nelle cucine imperiali a mangiare avanzi quanto vorrai. Scimmiotto alzò lo sguardo e vide più avanti lungo la strada un complesso di edifici: "Andiamo a riposarci là" propose al maestro. Se poi non sapete che cosa avvenne all'alba. ma il cielo si coprì di nuvole nere e cadde un violento temporale. Non restò che cercare tra le rovine un rifugio contro la pioggia e il vento. Per aver ucciso il re diavolo del Fuoco Avvelenato fu degradato e nominato ufficiale trascendente delle Cinque Manifestazioni." I figli presero tutto per oro colato: "Se li hai visti. mi sono nascosta sotto il letto. Kou Dong e gli altri giovani scappavano qua e là terrorizzati. E se si mette a piovere. e i suoi tre spiriti abbandonarono questo basso mondo. Aspetta che il nostro destino ci abbia condotto dal Buddha e mi abbia consentito di ottenere le scritture. uomini e donne. Prima di uscire dai loro nascondigli. tutti cedevano loro il passo. Giovani e vecchi. ma il destino Per ora non lo porta avanti al Buddha. Quando torneremo in Cina. non la cedeva in nulla a tende di broccato che coprono la primavera. Uno disse: "Non occorrono tante informazioni né lunghi calcoli: al primo posto c'è il ricco e generoso signor Kou. e lo spiegamento di stendardi. mentre i monaci intonavano inni al Buddha e i preti arie taoiste. si impadronirono di tutto quello che trovavano: oro. nei quindici giorni che hanno trascorso da noi. i quattro pellegrini percorsero quaranta o cinquanta li. randelli. gioielli. Era composta da una trentina di malviventi. CAPITOLO 97 UN ERRORE GIUDIZIARIO OVE IL DONATORE. Il magistrato di Terrazza di Bronzo era un uomo retto ed eminente. come faremo?" "Brutto animale. Che infami! Dobbiamo preparare subito la denuncia." Al bestione passò la voglia di insistere. Porcellino impugnava il coltello. ed è stato Scimmiotto a uccidere vostro padre. Giunti al chiosco del decimo li. ascoltate il prossimo capitolo. Sabbioso raccoglieva oro e argento. Ci sarà pure. Li seguirono oltre le mura della città. Alla quarta veglia chiamò i figli e disse loro: "Smettete di piangere. passarono la notte in bianco. signori. Ripensava al rifiuto del monaco cinese di accettare le ripetute offerte di ospitalità. Sabbioso saccheggiava oro e argento. Si avvicinarono e videro un arco sfondato che recava un vecchio pannello orizzontale. Quando ricomparvero. da svaligiare per rimpannucciarsi. Il signor Kou non si rassegnava: "Maestro" diceva trattenendo a stento le lacrime. Si riunirono per stabilire una lista delle famiglie più ricche della città. Chi correva a informare i parenti. Dove cerchiamo riparo?" domandò il reverendo. per lodare la vostra virtù. Certo che al ritorno vi verrò a trovare! E vorrò ringraziarvi e prosternarmi molte volte davanti a voi. che avevano dilapidato il proprio denaro in bevute e cattive compagnie. voi sarete il primo di cui gli parlerò. Kou non poté resistere e. mescolava sempre ai suoi pensieri pietà e compassione. finché le sette anime uscirono dall'infelice per scendere all'inferno. come i diavoli che piantano il banchetto del funerale per rincorrere l'anima del defunto e portarsela all'inferno. argento. corde e torce. La vedova passò il resto della notte ad arrovellarsi. la signora si nascose sotto il letto. "Come ha detto la mamma" rispose Kou Liang. Il signor Kou scoppiò in singhiozzi. Aveva affrontato l'esame di stato ancora in giovane età. I briganti. Porcellino incitava alla violenza. una banda di malandrini si riuniva nella città di Diling. "al ritorno vi dovrete fermare nella mia umile dimora per alleviare il gran dispiacere del mio cuore.

non appena liberi." Strinse alla vita il suo gonnellino di pelle di tigre e si fece avanti giungendo le mani sul petto: "Signori. che una simile disgrazia sia capitata proprio al vecchio signor Kou. non siamo briganti incalliti. ci quereliamo per un grave fatto di sangue e di furto con effrazione." I briganti impugnarono dunque le armi e corsero gridando sulla strada. recita sutra e non sa nient'altro. così ci siamo ridotti senza mezzi. Come dice l'adagio: Puoi sbagliare quando arresti. Con insaziabile avidità. Tutti si misero all'opera. ne ricavò trenta lunghezze di corda. arhat giunti dalla corte dei Tang nelle terre dell'Est. Scimmiotto recitò l'incantesimo per liberarli dalla paralisi. Anche i briganti che avevano saccheggiato la casa di Kou si erano incamminati verso l'ovest e avevano corso fino all'alba. Se volete il pedaggio. "Ti sembrano briganti?" "La stella della disgrazia non è tramontata sul capo del maestro" mormorò Scimmiotto." Il magistrato ricevette il loro memoriale. Un altro carico di metalli preziosi toccò a Porcellino. quando vola verso la fiamma che le brucerà le ali." I banditi confabularono: "Il bonzo sembra una persona sensata. Lasciateli perdere: è tutta gente che non può darvi soddisfazione. atterrito." Il magistrato convocò la polizia a piedi e a cavallo che. Si impadronirono anche del bagaglio. e noi ci troveremo in una posizione delicata. Fratelli. guarda bene" replicò Sabbioso. portate pazienza. Ci raccomandiamo alla vostra commiserazione: prendete tutto. ma figli di famiglia. si prosternarono e gridarono: "Eccellenza. donne e divertimenti. prese le disposizioni sugli affari correnti e ordinò di distribuire le tavolette ai querelanti. rovesciate a terra questa gente e legatela bene. i prigionieri vennero appesi a pertiche passate nei nodi delle funi. si spinsero davanti il cavallo e li portarono nel capoluogo della prefettura. superando di una ventina di li il Tempio di Splendore Fiorito e nascondendosi in una valletta fra le montagne per dividersi il bottino. ma temette i rimproveri di Tripitaka. Aspettate che faccia loro qualche domanda." Tripitaka. Si può ben dirlo: Le disgrazie non vengono mai sole. "Il fratello ci sa fare. E più spesso le accade Di attirare il bastone. signorie!" strillavano i banditi. questi ultimi ospiti completavano la cifra prevista di diecimila. ritornate qui!" "Si mette male!" si spaventò Porcellino. Si recò con Porcellino e Sabbioso nella valletta dov'era raccolta la refurtiva e la caricò sul cavallo. compresi ciotola e vestiti. Come ha potuto avvenire quello che dite?" "Eccellenza" rispose Kou Liang battendo la fronte al suolo. Non sapevamo che vostra eccellenza avesse poteri straordinari e che ci saremmo trovati ammanettati. Se invece state a pensarci su. È completamente in bolletta. Scimmiotto si strappò qualche pelo e." "Non abbiamo corde" obiettò Sabbioso. "I briganti hanno raccolto grandi rinforzi e si sono armati meglio per darci una lezione!" "Fratello. approfittando del buio e del maltempo. "Che cosa significa tutta quella gente armata che ci viene incontro?" "Disgrazia!" squittì Porcellino. gli strapperemo il viatico. quando videro arrivare una folla di gente armata di lance e di sciabole. Fu così che Tripitaka ritornò indietro con i suoi per restituire i beni rubati. "Sono un povero bonzo di campagna e non mi so esprimere bene. e intimarono: "Fermi. ma lasciateci la vita!" Tripitaka fu sconvolto dalle notizie e balzò in piedi vibrando di indignazione: "Com'è possibile. all'alba ripresero la loro strada. ma non farlo quando liberi. Poi fu la volta dei discepoli." "Non dire sciocchezze!" rise Sabbioso. Tripitaka piangeva e aveva perduto la parola. Li faremo confessare." Scimmiotto si volse ai suoi e strizzò l'occhio. Non sapeva di comportarsi come la falena." I sopraggiunti accerchiarono i pellegrini: "Bonzi del malanno! Avete la sfacciataggine di aggirarvi ancora da queste parti. e potrete andare dove vi pare. "smontate da cavallo e sedetevi. con il suo fiato magico. cari amici. Ora li fermeremo. abbiamo dilapidato i nostri patrimoni in vino. Come mai non parlano?" "Maestro" rispose Scimmiotto. Che cosa vuoi?" "Venite a divertirvi con i nostri amici briganti!" Porcellino si avvicinò a uno di loro e lo urtò gridando: "Che fai. Quando abbiamo saputo del grande patrimonio accumulato dal signor Kou. Per fortuna li abbiamo incontrati e abbiamo ricuperato la refurtiva. Mentre erano intenti alla divisione." "Dunque siete dei briganti da strada" considerò Scimmiotto con un sorriso radioso. Maestro e discepoli. pagate il pedaggio senza discutere. "Accoppa! Accoppa!" ruggirono i briganti incolleriti. Hai notato qualcuno Che è caduto nell'acqua E vuoi tirarlo su? Tu pensaci due volte. Vengono al momento giusto. lo strapparono dal suo cavallo e lo legarono." "Va bene. fingendosi spaventato. Porcellino e Sabbioso si rivolsero a Scimmiotto: "Vedi che scalogna! Dopo la brutta notte che abbiamo passato sotto l'acqua. Scimmiotto urlò: "Maestro. dopo esservi dedicati alle vostre ruberie. Sabbioso lasciò cadere le sacche. Scimmiotto pregò il maestro di sedere al posto d'onore. Riconsegnare le loro cose non è il minimo che possiamo fare?" Scimmiotto ne convenne." Il reverendo acconsentì. Se ci chiama. lo hanno abbattuto. Consapevole del Vuoto. Si disposero di traverso. bonzi! Se tenete alla pelle. "Discepoli!" gridò Tripitaka. Sabbioso si . è inutile che vi rivolgiate a quei tre là: dovete chiederlo a me. Recare offesa al cielo è il nostro mestiere." "Io sono rimasto commosso dalla generosità dei Kou. brigante? Non ti muovi più?" L'uomo restava immoto e privo di parola. oboli. ricuperò i suoi peli e li guardò balzar su. raccolse una manciata di terra e la gettò in aria. vi convinceremo a coltellate. Consapevole del Vuoto. Quindi gridò: "Ferma!" E i trenta componenti della banda restarono immobilizzati come pali. fra coscritti e volontari. Ci spoglieranno anche dei vestiti." Circondarono Tripitaka. Essi uscirono dalla porta occidentale e si lanciarono sulle tracce dei quattro pellegrini. li abbiamo disturbati per ben quindici giorni. mentre festeggiavamo il compimento del voto. I soldi per i sutra che recitiamo. Vi abbiamo riconosciuto come gli ospiti del signor Kou. con il vostro cavallo bianco e quelle grandi sacche. Il Novizio si chinò. "Grandi re!" rispose Scimmiotto. Quello che vedete sul cavallo è il nostro maestro: ha dimenticato piaceri e dispiaceri dei sensi. Porcellino brontolava risentito. si additarono a vicenda i viandanti ed esclamarono: "Guardate! Sono i quattro bonzi che ieri hanno lasciato la città. tutto ciò che entra nel sacco passa per le mie mani e viene segnato nel mio registro. e che se ne vadano pure. con stendardi e fanfare. perché sono io che tengo i conti. incontriamo i malandrini sulla strada. E se proprio vuoi farlo È a tuo rischio e pericolo! I pellegrini camminavano verso la città carichi di oggetti preziosi. mentre Sabbioso si occupò dei loro bagagli. "Non ti rendi conto che ti stai giocando la pelle? Sembri cieco: non vedi che non siamo dei signori? Sganciate il pedaggio.Egli sedette sul seggio. Scimmiotto ebbe la tentazione di lasciare ai briganti un ricordo della sua sbarra. Vi abbiamo visto arrivare mentre ci dividevamo il bottino. e scappare a gambe levate. e mentre si avvicinavano gridava: "Eccoci. Sono rimasti nella nostra casa per quindici giorni. Fagli mettere giù i bagagli. videro i quattro pellegrini che venivano verso di loro. "È muto e istupidito" ridacchiò Porcellino. e abbiamo pensato che foste ben provvisti. ci siamo riuniti per approfittare della notte e del maltempo e spogliare la sua casa. prese il cavallo per la briglia e si incamminò seguito da Porcellino. e ciascuno di loro fu portato da due uomini. come per aprire le sacche. senza poter fare un movimento né dire una parola. "Non ha soldi e ci fa ritornare per consegnare il cavallo. Supplichiamo vostra eccellenza di rendere giustizia all'umile gente del popolo. ben contenti di uscirne vivi. Il moro che vedete l'ho ingaggiato perché s'intende di cavalli. "Scherzi di magia" spiegò Scimmiotto. non sarà qualche fottuto brigantello a metterlo in difficoltà. Lo attesta il poema: La bontà. un uomo così squisito?" "Ha messo troppo in mostra la sua squisitezza quando ci ha accompagnato: lo sfoggio di lusso ha risvegliato l'attenzione di questi marioli. gli occhi spalancati. tremava come una foglia. La sera del giorno stesso in cui li avevamo accompagnati sono ritornati indietro. raccoglieva centocinquanta uomini muniti d'armi da punta e da taglio. lo lesse e disse: "Mi hanno detto che avevate adempiuto il vostro voto di nutrire monaci accogliendo quattro eminenti bonzi. con le bocche aperte." Scimmiotto sorrise: "Non prendetevela. Sapete che gli uomini non si accontentano mai: l'ingordigia ci ha spinto a sbarrarvi la strada. mostrando la tavoletta ricevuta. e vedremo se sono delinquenti incalliti o semplici pivelli. "mio padre Kou Hong aveva nutrito monaci per ventiquattro anni. elemosine e regalie. "È chiaro che questa gente sta inseguendo i briganti. muniti di torce e di bastoni. sbarrando il passaggio. Quando si sono trovati davanti nostro padre. e hanno forzato la porta di casa per saccheggiare ogni cosa. Ha riportato sulla retta via i peggiori diavoli. poi li avete accompagnati sulla loro strada attraversando Diling in pompa magna. avrà qualcosa da dirci: andiamo a sentire. quello con il grugno lungo è un facchino. Per pigrizia e incuria. qual buon vento vi porta?" "Hai un bel coraggio a venircelo a chiedere!" urlò un bandito. ed essi pian piano si ripresero. ruberemo il cavallo e aumenteremo il nostro bottino: è un lavoretto che sarebbe un peccato trascurare. "Ma immobilizzare il corpo non chiude la bocca. I fratelli Kou si presentarono. Provvederò io a regalarvi i nostri bagagli. Una volta legati. in questo modo hanno acquistato familiarità con il luogo. gioco. se vi ho offeso. "Non strillate! Confessate tutto!" "Eccellenza. le mani a mezz'aria. per questa volta non ti ammazziamo. che avevano trascorso la notte fra le rovine del tempio. in mezzo ai discepoli. e in breve i banditi si trovarono legati come salami. Di rado ha ricompensa. bestiacce? Che cosa avete rubato? Avete commesso omicidi? È la prima volta? La seconda? La terza?" "Grazia. Poi apostrofò i briganti: "Da quanti anni fate questo mestiere. Questi bonzi vengono da lontano e hanno passato molto tempo dai Kou: il loro bagaglio sarà ben fornito.

Il capo banda sono io. "è inutile che vi affatichiate. con una lampada accesa. "Consapevole del Vuoto!" gridò. Vide un sacchetto di tela. A quel tempo non possedevano più di mille mu di terreno agricolo. suo padre morì e lui dovette assumere l'amministrazione del patrimonio. I carcerieri li vennero a frustare. Scimmiotto si posò sulla bara e tossicchiò. rubavo e uccidevo. Lui diceva: "Mamma. Verso la quarta veglia. un'altra il petto e una terza la testa. Le truppe si presentarono al tribunale e annunciarono: "Eccellenza. uno per uno. Qualunque affare intraprendesse. Aprite e prendetevelo. la ronda dei pompieri iniziò il suo giro. stai per caso tornando in vita?" "No" rispose Scimmiotto imitando la voce del vecchio Kou. Da quando entrò in casa sua. ma in realtà non lo siamo." "Padre" supplicavano Kou Liang e suo fratello." "Siete abili a invocare la gratitudine. Al momento il problema è tutto qui." La proposta fu una coltellata per il cuore di Tripitaka. "Discepoli miei" si lamentava Tripitaka "come faremo?" Scimmiotto rideva: "Adesso venite al fresco: è un posticino tranquillo." E quando vide le guardie preparare la corda per stringere il cerchio dichiarò: "Vostro onore. Osereste negare la presenza del bottino?" esclamò trionfante il magistrato. il tudi e la divinità delle mura e dei fossati sono corsi pieni di indignazione a informare Yama. La moglie. Gli abiti di stoffa ordinaria non valevano gran che. e faticavano a farsi versare la rendita. ma gli è mancata la lunga vita. avevano ricuperato la refurtiva e la stavano riportando qui per mostrarsi grati.. il signor Kou aveva fortuna e figli. continuando a prosternarsi. Egli volò nella casa dei Kou." I carcerieri frugarono nelle sacche. la resa dei terreni migliorò e i crediti furono ricuperati." Il tamburo dalla torre annunciò il cadere della notte. luna e stelle splendevano ancora. si trasformò in un moscerino e fuggì da un interstizio fra le tegole del tetto. lo aprì e ne tolse il passaporto." "Va bene." Scimmiotto pensava: "Anche se il destino del maestro prescrive questa prova. Dategli il vostro kasâya. La vedova. che allora chiamavamo Spingi L'Ago: quello fu l'inizio della sua prosperità. La sua fortuna fu di sposare la figlia di Zhang il Ricco. Il feretro era stato collocato nella sala principale. Noi cerchiamo solo di stare in pace con i vivi e con i morti. verificò la refurtiva e la restituì alla famiglia Kou. Ed ecco che i briganti lo hanno ucciso a calci.sentiva disorientato. stringevo il coltello. Senza capire che cosa non funzionasse per il suo verso." I pellegrini furono chiusi in carcere. "Voi bruciate carta moneta. alla tua età ricordi ancora il mio soprannome da ragazza. ma se uno solo la prende. Il giudice era già sveglio. alla residenza del magistrato. "Il bottino testimonia contro di noi. e loro ci hanno ceduto le loro sacche. batté la mano sulla bara e domandò: "Vecchio mio. Consapevole del Vuoto. ma non vi trovarono nemmeno un graffio. piangeva." La moglie batteva i denti." "Proprio così. Per i pellegrini fu anche questa una notte inquieta. Proprio perché il signor Kou ci ha ospitato generosamente per quindici giorni. Abbiamo trovato questa cosa che non sappiamo come utilizzare: romperla per dividere sarebbe un peccato. la mia missione è di restare in questa casa per un mese e di metterla sottosopra in modo che nessuno sopravviva. quando stai male. ma non ne poteva più e si dovette rassegnare: "Come vuoi. Altrimenti. seduta su un cuscino. Vi divertirete. Preghiamo vostro onore di procedere a un attento esame dei fatti. Esaminarono le pelle del cranio di Scimmiotto. Si guardò intorno per orientarsi e prese il volo verso Diling e la strada dove abitavano i Kou. Scimmiotto ha ucciso vostro padre. quando sua grandezza riprenderà il processo. il rumore che facevano attirò l'attenzione del capo." Tutta la famiglia corse ad ardere biglietti di carta moneta. Aprirono l'involto e scoprirono Le lunghe file di perle brillanti Ed un tesoro di pagliuzze d'oro. I quattro maestri della corte dei Tang si erano imbattuti nei briganti. se c'è qualcuno da mettere alla tortura sono io." "Signori ufficiali" gridò Scimmiotto." "Vanno bene anche i vestiti. i figli si prosternarono e non osarono muoversi da terra. e a riportarla al legittimo proprietario. I figli batterono la fronte sul pavimento cantilenando: "Oh padre. e sembra fondata. Gli altri non c'entrano. Per fortuna arrivate voi: aiutateci a dividere. dove non troverete cani che vi abbàino. Lungo la via brillava una luce: si accostò e constatò che si trattava del laboratorio di un fabbricante di formaggio di soia. Entrarono i figli accompagnati dalle nuore. A quarant'anni si è volto al bene e ha fatto voto di nutrire diecimila monaci. sarà bene che prepari ogni cosa per farlo uscire di qui al levar del giorno. ma si resero conto che quella cosa fosforescente avvolta nella carta oleata doveva costare un sacco di soldi. ritornate da dove venite e non fate del male a nessuno! Appena farà giorno. Mentre si spingevano per guardare. Draghi allacciati in squisiti ricami Ed orli di broccato con fenici. Il dio del carcere. Che bell'idea quell'accusa falsa! Ora gli innocenti sono chiusi in carcere per la querela presentata dai nostri figli. come faremo? Come faremo?" "Ci battono per spillarci un po' di soldi" fece notare Scimmiotto. Esclamò: "Queste non sono cose da briganti! Per fortuna mi sono cadute in tempo sotto gli occhi. i coscritti hanno catturato i malviventi. Le guardie si misero all'opera: incoronarono Scimmiotto e tirarono la corda. più coraggiosa." L'ufficiale esaminò il kasâya e il restante contenuto delle sacche. perché non li avete assicurati alla giustizia? Ve lo impediva la vostra gratitudine? Come mai abbiamo trovato solo voi quattro? Ecco qua: la querela di Kou Liang fa appunto i vostri nomi. avevo cinque anni più di lui. pieno di sigilli e di scritte di molti paesi. Ma ora che la notte e la prova stanno per finire. Mentre lo facevamo. la gratitudine ci ha spinto a togliere la refurtiva ai briganti. si procurarono una terza corda e stavano per ricominciare. mentre sua moglie pressava gli ingredienti. "vi supplichiamo. Sabbioso saccheggiava oro e argento. come mai parli?" "Il re dell'inferno Yama mi ha fatto accompagnare qui dagli spettri perché dica una cosa: la mia vecchia Spingi L'Ago ha usato la sua lingua velenosa per rovinare gli innocenti. Misero una corda nuova e ricominciarono a tirare: nuova rottura. quel bonzo non c'entra. Il re dell'inferno mi ha mandato qui sotto buona scorta fantasma per dirvi di farli liberare immediatamente. Perciò mi sono tenuto in disparte e mi sono astenuto da difese e da interventi magici.' Queste calunnie hanno precipitato delle brave persone nelle torture. correremo al tribunale e presenteremo l'istanza di scarcerazione. sputa la grana." "Ma noi non abbiamo soldi. Il padron di casa attendeva alla cottura al fornello. bastoncini d'incenso. Suo padre si chiamava Kou Ming. non posso lasciargli subire le torture. quando giunse l'annuncio: "Sua signoria il Secondo Protettore Chen sta giungendo dalla capitale. me ne vado" disse Scimmiotto. ora che vi hanno preso" replicò il magistrato. e prega vostra eccellenza di andargli incontro nei sobborghi. Scimmiotto. altrimenti avremmo rischiato di metterci nei pasticci. Scimmiotto volò via e ritornò nel capoluogo. "permettetemi di dichiarare quanto segue: l'umile monaco che vedete non è un bandito e non si è certo permesso una simile impostura." Il magistrato li ricompensò della pena che si erano data. candele e offerte di frutta. sapremo come regolarci. "Che cosa aspetti per assumere la difesa?" "Che posso fare?" rispose Scimmiotto. Riprenderemo l'interrogatorio quando avrò ricevuto il mio superiore. Ormai era la quinta veglia. le quattro del mattino. finché si ruppe con uno schiocco. abbia dovuto finire così? Che triste vicenda!" Scimmiotto non perse una parola." "Vostro onore" rispose Tripitaka. Riconosceremo i nostri errori. Nella rapina contro i Kou io tenevo la torcia. Quando ebbe vent'anni. nemmeno i cani e le galline. Scimmiotto non udì più i gemiti dei compagni: si erano addormentati. Nel tempo ha accumulato una fortuna di centinaia di migliaia di sapeche. siamo stati arrestati e scambiati per i ladri. gli altri non avranno niente." Il magistrato ordinò al capo della camera di giustizia: "Mettete in cella questi banditi e fate buona guardia." Guardate che bravo: si rimpicciolì per liberarsi dalle cinghie che lo legavano al letto. come si vedeva . noncurante. oh padre. E ordinò alle guardie: "Portate il cerchio per stringere la testa e applicatelo alla zucca pelata del capo banda. si preparava a mostrare le sue capacità. Non toccate niente. Pensava: "Fra le prove imposte al maestro c'era evidentemente anche questa notte in prigione. "'Il monaco cinese reggeva il lume. È mai possibile che. ma tenne duro e chiese: "Se sei morto. Che sfortuna! Aveva sessantaquattro anni e possedeva tutto ciò che serve per godersi la vita. "Pretendete di venire dalle terre dell'Est e di andare nel Paradiso dell'Ovest a rendere omaggio al Buddha." Chiamata con l'antico soprannome. Lo prova il passaporto che troverete fra le nostre cose." "Allora incominciate da lui" ordinò il magistrato. Poi gli somministreremo le verghe. invece di godere i suoi meriti. Domattina. che avevamo incontrato sulla nostra strada. oh padre. la vecchia si prosternò: "Vecchio mio.. Tripitaka soffriva il martirio e ripeteva: "Consapevole del Vuoto. Da piccoli eravamo compagni di scuola. Quali innocenti avrei rovinato con lingua velenosa?" "Non prendermi in giro!" urlò il Novizio." Tripitaka si sentì come una barchetta nell'oceano in burrasca. "Come dice l'adagio: La vita è bella finché è sana. che venne a vedere: "Che cos'è questo baccano?" Le guardie si inginocchiarono: "Stavamo battendo questi bonzi briganti di strada. gli portava un buon guadagno. dove una cinghia serrava il ventre. In una di quelle sacche troverete un abito orlato di broccato che vale mille pezzi d'oro. ma in realtà questa non è che la copertura della vostra attività di briganti. che portavano offerte di riso. Era un uomo buono. Poi ordinò la comparizione di Tripitaka e dei suoi compagni. Le nuore corsero via spiritate agitando le braccia. "Ma se vi siete imbattuti nei briganti. Porcellino incitava alla violenza." Gli infelici furono spinti su letti di tortura. Era una bella notte serena. finalmente.

I dieci giudici accolsero il grande santo e. Ho fatto arrestare i ladri e voi avete ricuperato la refurtiva. Non abbiamo mandato a prenderlo noi. li farò liberare. Non inginocchiatevi. Devi riesaminare il caso e liberare i monaci senza indugio. si affrettarono a far portare cavallo e bagagli. che gli ha permesso di superare gli esami nel gruppo dei primi laureati." Il magistrato. si addormentò. vi prego. Va da sé che tutti pregarono e bruciarono incenso. entrò dallo spiraglio che aveva utilizzato per uscire e si rimise a letto. siamo caduti in un errore increscioso. Scimmiotto svolazzò all'aperto e ritornò a Diling. Come potete immaginare. "Stai tranquillo" gli disse ridendo Scimmiotto. Piano con i piedi. la montagna dei Diecimila Coltelli era spianata. "Smetti di piangere. dove chiese del pusa. ma figli del Buddha in cerca di scritture. schiaccerà noi e ridurrà in polvere la nostra città. Porcellino e Sabbioso." Il signor Kou si profuse in . diciamo. guai in vista! L'Imperatore di Giada ci ha mandato un dio ambulante per esigere l'immediata liberazione di quelle brave persone che sono state incarcerate. con la speranza che vostra eccellenza accolga la nostra istanza. esclamò: "Maestro. Che cosa significa questa istanza?" "Eccellenza" replicarono i ragazzi piangendo. L'incarico che ho ricevuto è di ordinarvi di rimetterlo subito in libertà. tremando di spavento. indossato l'abito da cerimonia e reggeva due bastoncini d'incenso accesi: "Sacra immagine del mio onorevole zio Qiang Qianyi. il dio del carcere e quello delle mura e dei fossati se ne sono lamentati con il signore Yama. salvatemi!" "Non so se vi rendete conto della situazione. Viste le sue referenze. fino a ridurla in cenere e polvere. grazie alla protezione della virtù dei suoi antenati. non trascurare di bruciare carta moneta per me.dalla luce che brillava nella sua camera. Perciò ha lasciato il mondo terrestre in quel modo. "Funzionari. "nessuno mi prenderebbe sul serio. Dopo un po' ricomparve: aveva fatto la sua toilette. Quando furono introdotti e presentarono l'istanza di scarcerazione dei detenuti. che ancora non si era lavato la faccia né pettinato. Porcellino si chiedeva inquieto quali nuove torture avrebbe portato la giornata. e il suo ospite rispose cortesemente: "Il destino di Kou Hong era di non superare in anni d'età il numero degli esagrammi(20). e se qualcosa mancherà. L'azzurro sopra l'edificio si coprì di un velo di nubi iridate: un soffio di buon augurio proteggeva l'anima primordiale. Infine la gente vide e comprese che si trattava di un immortale che cavalcava le nuvole. mi era sembrato adatto per assumerlo come segretario generale del registro dei destini propizi." Assunse quindi dimensioni gigantesche. Se volete saperne di più. La cosa ha indignato le divinità locali." "Kou Hong è una persona perbene. il sottoprefetto e i funzionari di ogni ordine e grado andarono loro incontro: "Ieri non abbiamo potuto approfondire l'inchiesta per l'arrivo del nostro superiore. Spuntava l'alba. Ecco perché ci siamo ripresentati." E d'un balzo salì in cielo. Se tardiamo. livido di spavento." E colse l'occasione: "Saggio nipote. Intanto il magistrato salì in cattedra." Il magistrato accese altro incenso e molta carta moneta. Ma per riguardo a voi. seminando il panico fra i giudici infernali. "Chi di voi ha aperto la pratica del fantasma di Kou Hong. e mise avanti un piede che bastava a riempire l'aula d'udienza. come una celeste amnistia. fate compagnia al mio maestro. che lo accoglievano giungendo le mani. Un raggio di luce divina. gli chiesero quale fosse lo scopo della visita. dove. così ripartirà con voi. Perché oggi mi fate questo scherzo? Vi supplico di non terrorizzare la gente di casa con manifestazioni di rumori diabolici. sotto il Ponte Senza Appello i fantasmi ritornavano in vita. I fratelli li accolsero pieni di paura. ritornate da dove venite. I mille alberi-spade erano sconvolti. questa volta volò sul tetto della prigione. ho un altro piede delle stesse dimensioni di quello che vedete. Tripitaka cercava di metter pace: "Discepoli. che ci stava riportando il bottino tolto ai briganti. mentre gli assessori dei cinque orienti si prosternavano. Certi briganti vi hanno ucciso prendendovi a calci. li interrogheremo e stabiliremo chi dice di averci visto agire come briganti. per carità! Ci farete morire di paura!" Scimmiotto tornò a trasformarsi in moscerino. Non appena furono distribuite le tavolette. inchinandosi per ringraziare." Scimmiotto ridacchiava fra sé: "Dunque è la sacra immagine dell'onorevole zio. Quei bonzi non sono briganti. che si sono presentate a rapporto dal re Yama. finché il cadavere è ancora caldo e ci sono misteri da risolvere. ascoltate: sono un dio ambulante. Egli vi accusa di aver chiuso e malmenato nella vostra prigione un figlio del Buddha in cerca di scritture. quello che nutriva monaci nella sottoprefettura di Diling? Fatemi il piacere di rintracciarla subito. Il pusa è tanto gentile da concedervi. si inchinò e ripeté la propria versione dei fatti. il magistrato si irritò: "Ieri vi eravate querelati per il furto dei vostri beni. certo hai onorato i tuoi antenati esercitando la tua carica senza farti corrompere. diede un colpetto di tosse. il magistrato." Il magistrato rifletteva: "Non è poi tanto strano che il fantasma di un morto ammazzato si mostri inquieto per qualche giorno. dov'era riunita la famiglia in lutto. e d'altronde il ritrovamento della refurtiva ci aveva indotto in errore." Il paggio abito-d'oro lo accompagnò nella sala." Naturalmente i funzionari credevano che Scimmiotto scherzasse. i fratelli Kou corsero a inginocchiarsi con alte grida davanti alla porta. Ma come hai potuto spingere la tua ignoranza fino a imprigionare dei santi monaci come se fossero dei briganti? Il tudi. Io sono venuto qui a riportarvi fra i vivi. Questa volta tocca a me interrogarvi: avete idea di quale sia la pena per avere arrestato delle persone innocenti. spaventati. Ora interrogherò tuo marito: provvederà lui a smentirti. Che cosa sta succedendo?" In quel momento entrarono in folla i funzionari di Diling. Senza avere idea di chi fosse il personaggio rappresentato. mentre i funzionari si riunivano negli uffici della sottoprefettura. e ho ricevuto un incarico dall'Imperatore di Giada. caro zio." Tripitaka giunse le mani. chiedendogli di ordinare la scarcerazione. Altrimenti sarai convocato all'inferno per chiarire come stanno le cose." "Buona idea" acconsentì Scimmiotto. Dizang. I funzionari non sapevano come scusarsi: "Eravamo fuorviati. Poi farò una passeggiata sulla città e la pesterò ben bene. "Nessuno ti toccherà: ho sistemato le cose. dopo le cortesie d'uso." Il magistrato ascoltava. Ma mio zio è morto cinque o sei anni fa. Ordinò subito al cancelliere della camera di giustizia di redigere un mandato di comparizione per i detenuti. perché la vostra testimonianza è necessaria per mettere in chiaro le circostanze della vostra morte. malgrado le cinghie." Terrorizzati. e griderebbero all'imbroglio. facendole passare per briganti?" I funzionari. Appena arriverò in tribunale. "Interrogherò il morto: saprà ben dirci chi l'ha ucciso." Scimmiotto si congedò per recarsi al Palazzo delle Nuvole Smeraldine. un altro che recava una sedia pieghevole. Vogliate scusarci!" Chiesero quindi se in carcere avessero subito danni o perdite. Vedrete: reclamerò la restituzione del cavallo e dei bagagli. Dopo i saluti. capeggiati dal sottoprefetto: "Vostro onore. Non ho mai trascurato di offrirvi incenso mattina e sera. Quello si rifugiò spaventato in camera sua. e dovrebbe giacere in pace. state all'erta. e non resterà gran che dei funzionari di questa misera sottoprefettura. per carità. Nella città delle vittime di malamorte i farfarelli si convertivano. Io torno fra poco. e aspettate invece di essere invitati a sedere al posto d'onore. di un santo capace di ridar vita ai morti. e ad accertare che non mancasse nulla. i nostri bagagli sono finiti nelle mani dei carcerieri. Adesso ce li dovete restituire senza indugio. che mi ha fatto accompagnare qui. prosternandosi senza tregua. ma è venuto da solo. quando vide Scimmiotto. se non mi date retta lo abbasserò sulle vostre teste. Con una capriola il grande santo raggiunse il mondo delle tenebre ed entrò nella Sala della Rete della Foresta. posso prolungare la sua vita terrestre di un ciclo di dodici anni. e li mandò a prelevare. Ci ha ordinato di chiedere la liberazione degli innocenti. La persona che vedete è il direttore generale dell'inferno." "Porterò la tua risposta al signore Yama. illuminava il dominio delle tenebre e splendeva dappertutto. la colpa dell'errore fu attribuita alla famiglia Kou. e di finire la sua vita senza imbrattare le lenzuola del suo letto. i funzionari hanno ragione. che l'ha accompagnato a visitare il suo padrone. "Ecco qui una madre di famiglia che fabbrica calunnie a danno della brava gente" disse Scimmiotto alla signora Kou. non potete prendervela con loro. Ha incontrato un paggio abito-d'oro al servizio di Dizang. Scimmiotto si fece avanti con gli occhi sgranati per la collera e dichiarò con voce tonante: "Un tizio del tribunale si è impadronito del nostro cavallo bianco. gliele darò io le botte!" Quando entrarono nell'aula del tribunale. Lo facciamo chiamare. Scimmiotto volò nella sala principale. un'aspettativa: ritornerete qui fra una dozzina d'anni. rispose: "Vi prego. i funzionari si gettarono a terra: "Vostra eminente santità non dubiti: sottometteremo immediatamente il caso al magistrato. Da parte tua. ciò ha fatto sensazione fra gli dèi dei tre mondi. e li condussero nella camera ardente. Ma lui disse: "Signori. Scimmiotto espose il caso. Andremo dai Kou. Ma poiché i discepoli non sembravano disposti ad accontentarsi. sotto pena delle peggiori disgrazie. il vostro filiale nipote Qiang Kunsan ricopre attualmente il posto di magistrato nella prefettura Terrazza di Bronzo. e tutti i presenti si avviarono verso la sottoprefettura e la casa dei Kou. "questa notte l'anima di nostro padre si è manifestata per rimproverarci di aver fatto incarcerare ingiustamente il santo monaco." Sabbioso issò a cavallo il reverendo in mezzo all'aula di giustizia. "Se si accorgessero che chi parla è soltanto un moscerino" pensava il Novizio. si posò nel bel mezzo del ritratto e quando vide comparire il magistrato. dov'era appeso alla parete un rotolo che rappresentava un mandarino a cavallo di un leardo pomellato con la sua scorta: un uomo che reggeva un parasole azzurro.

Da lì si vedeva la montagna. Sconfitti tanti diavoli. I sacri palazzi sono arche preziose. la persona che ci chiama è il grande immortale Testa d'Oro. angelica purpurea e frutti di immortalità che crescono un anno dopo l'altro. Reca al gomito una tavoletta di immortalità e calza sandali d'oro. vecchi e giovani. e faceva scoppiare il cavallo. I malvagi Non possono farci nulla. Al Monte degli Avvoltoi. e in questo modo perdete tempo. Ce ne avete messo del tempo! Non speravo più di vedervi arrivare." "Sono confuso di avere abusato della vostra pazienza. Dalla loro cima bisogna abbassare il capo per vedere il sole al tramonto. CONTEMPLANO IL BEATO. impugnò il bastone da pellegrino e andò a prendere congedo dal grande immortale. si accorse dei funzionari che affollavano la sala e si prosternò anche a loro: "A che cosa è dovuta la vostra presenza nella mia umile dimora?" "I tuoi figli avevano accusato i santi monaci" spiegò il magistrato. Mentre si avvicinavano all'ingresso. Il grande santo guidava il monaco cinese e i suoi compagni su per la montagna. con brevi riposi notturni e partenze allo spuntar dell'alba. non scendete nemmeno da cavallo. maestri! Ero morto prematuramente. ma l'immortale gli disse: "Aspettate che vi mostro la strada. Altrimenti farete come nel detto: frustava quando il monte era lontano. COMPIUTA L'IMPRESA. L'indomani Tripitaka indossò il suo kasâya con gli orli di broccato e il cappello alla Vairocana. il Fondatore. dovete muovervi per via di terra." Tripitaka lo salutò rispettosamente e voleva andarsene. cadeva la sera. ascoltate il prossimo capitolo. Come lo spiegate?" Tripitaka restò a bocca aperta e smontò precipitosamente. Se non vi disturba troppo. Ogni viandante sulla strada che correva ai piedi delle montagne praticava la pietà. costruite di perle e di gioielli. ma si attraversava la sala centrale e si imbucava una porticina sul retro. né casa che rifiutasse di nutrir monaci. ma il santo monaco non ci può ancora salire. Ora si nettano Da ogni lordura e trovano. Raggiunto l'obiettivo. Poi i suoi paggi misero a scaldare l'acqua profumata perché il santo monaco potesse fare le sue abluzioni prima di presentarsi al Buddha. Maestro e discepoli camminavano da sei o sette giorni. impeccabile. che abita il Tempio della Verità di Giada ai piedi del Monte degli Avvoltoi. Il Cielo non abbandona L'uomo dabbene. Kou Hong ordinò di preparare un grande banchetto per ringraziarlo. "Devo dire che Guanyin mi aveva imbrogliato. che l'immortale indicò: "Santo monaco. si trovarono in riva a un corso d'acqua molto . ma i funzionari non accettarono e se ne tornarono al loro yamen. quando partì per individuare il cercatore di scritture. Superate le pene ed i travagli Per rinnovarsi dentro i tre rifugi. basta guardarvi. pini antichi. Consapevole del Vuoto!" esclamò Tripitaka." "Sono pratico del posto" intervenne Scimmiotto. e un'inchiesta non abbastanza approfondita li ha fatti finire in carcere. È un elegante gentiluomo alato di straordinaria bellezza. si ripeté con lo stesso fasto della volta precedente. dalla quale i sutra si diramano in tutto l'universo. Il santo monaco non riconosce questo abitante del Monte degli Avvoltoi. unito il vero Del Cielo alla natura personale." Tripitaka si inchinò per congedarsi e riprese il cammino. ma oggi siete fresco ed elegante. non faceva che prosternarsi. Perenne bellezza di fiori di primavera." Mentre li ringraziava calorosamente. La terra del Buddha era ormai prossima." "Eccellenza" rispose il signor Kou restando in ginocchio. nella sottoprefettura un dio ambulante. dove una nuvola lo portò in breve alla casa dei Kou. Gli sramana Fanno lieta accoglienza. Dov'è la gioia assoluta. "Ieri eravate a brandelli. Scimmiotto ringraziò il direttore e soffiò sul fantasma trasformandolo in vapore. Gialle gru recano l'annuncio dell'autunno che languisce." "Santo monaco" disse il grande immortale. snelle colonne toccano le nubi. "Maestro" osservò ridendo Scimmiotto. mi raccontò che sarebbe arrivato da queste parti in capo a due o tre anni. Quando maestro e discepoli ebbero completato le abluzioni. Subito il morto respirò. Sulla loro strada non incontravano famiglia che non fosse volta al bene. prese per mano Tripitaka e guidò Candana verso la porta della Legge. "Perciò li avevo fatti inseguire dalle guardie." Tripitaka si fece avanti per salutare. "Sei pratico di nuvole e di voli ad alta quota.prosternazioni. la terra Del Buddha si apre a loro. "Lo credo che sono belli!" rispose Scimmiotto. indicateci voi il cammino. Porcellino aprì la bara e Scimmiotto tolse l'anima dalla propria manica e la introdusse nel corpo. Scimmiotto lo avvertì: "Maestro. Per sbaglio sono stati arrestati." "È vero: sono venuto qui più volte. quando scorsero file di alte torri e di superbi padiglioni. Come ogni abitante di quel luogo meraviglioso. si potrebbe cogliere una cometa tendendo la mano." Tripitaka si inchinò e pregò. e loro sono venuti a risuscitarti. un giovane ritto presso la porta gridò loro: "Sareste per caso quella gente dell'Est in cerca di scritture?" Il reverendo si aggiustò la tonaca e lo osservò. Il grande immortale fece loro strada nel suo tempio e fece servire il tè e una colazione. "Eccovi finalmente. puntando il frustino verso gli edifici. benché lo abbia già incontrato come grande immortale Testa d'Oro. "non continuate a inchinarvi. Proseguon con fermo passo Nella cerca del Beato. C'è ancora strada da fare. E ora che siete arrivato. Ampie finestre si spalancano sullo spazio. e il giorno dopo Kou Hong ritornò a battere il chiodo di nutrir monaci e a insistere perché Tripitaka rimanesse suo ospite. verde smagliante dei pini dopo la pioggia. Un bagno caldo è quello che ci vuole. santo monaco!" esclamò ridendo il grande immortale. con stendardi e baldacchini. Non si usciva dalla porta principale del tempio taoista per riprendere la strada maestra. e il suo scacciamosche scuote polvere santa. Si slanciano di cento piedi verso il cielo. che li trovarono carichi della refurtiva perché. quando li vidi frugare la mia casa non potei resistere all'impulso di cercare di farli ragionare. la terra santa del Buddha. Figuriamoci se c'entravano i quattro pellegrini!" E chiamò sua moglie: "Tu sapevi! Come hai osato presentare una falsa accusa? Ora sua eccellenza ti metterà sotto processo. Non so come ringraziarvi dell'alta benevolenza che mi concedete: sono proprio commosso" rispose Tripitaka giungendo le mani. e in breve si riprese tanto da balzar fuori e prosternarsi davanti ai quattro pellegrini: "Ah. I pellegrini trascorsero finalmente una notte tranquilla nella casa. ma sempre in volo. Ho dovuto liberarli subito. fenici dai mille colori portano il messaggio della sera nella limpida brezza. Il proprio corpo imperituro. L'accompagnamento della folla di amici e parenti. Per la notte restarono ospiti del Tempio della Verità di Giada. ed era diversa dalle altre: si vedevano solo fiori preziosi. tutti ammirano il volo dell'uccello scarlatto. CAPITOLO 98 UNA QUERELA PER FRODE E CONCUSSIONE OVE SCIMMIA E CAVALLO RAGGIUNGONO LA SAGGEZZA. toccano la Via Lattea. I ladri erano una trentina di briganti. e loro mi presero a calci fino a spedirmi all'altro mondo. "Guarda che bei posti. l'avevano ricuperata e volevano restituirla. che vi fornirà ogni particolare. Se poi non sapete che cosa avvenne quando incontrarono il Buddha. erba di diaspro. Ma il magistrato magnanimamente risparmiò loro altre accuse. Si è vestito per partecipare al banchetto dello Stagno di Diaspro. circondato da mille vapori di buon augurio: quello è il picco degli Avvoltoi. Si infilò quindi quel vapore in una manica e lasciò l'inferno per ritornare nel mondo dei vivi. "siete ormai in terra benedetta e in vista della vostra meta: io vi lascio." Tutta la gente di casa. ogni viaggiatore che attraversava la foresta recitava sutra." Il grande immortale rise. e devo a voi se sono ritornato dall'inferno. Qui è la sala autentica in cui si discute la Via. osservate il fausto splendore di cinque colori in mezzo al cielo. ESCONO DAL GUSCIO E. a casa mia quella del mio defunto zio. Dopo alcuni li. Tanti anni fa. "È strano: tante volte siete corso a prosternarvi davanti a Buddha finti e a false mete. gode di vita eterna: la sua longevità lo eleva al disopra del mondo di polvere. ma egli si rifiutò fermamente. cipressi millenari. Ma la notte scorsa è successo un pandemonio: qui si è manifestata la tua anima. Certo al mio maestro piacerebbe non aggravare il ritardo. "avete fatto davvero un grave torto a questi santi monaci. si erano imbattuti nei ladri. Indossa un abito di broccato e agita uno scacciamosche di giada. siete proprio un figlio del Buddha. per caso.

Completata l'impresa. bhiksu e bhiksuni. si rotolavano. "Il vostro discepolo Xuanzang. maestro. "Ma è impraticabile! Come si fa a camminare su quel legno così stretto e scivoloso. i tremila rivelatori. Dopo tre giri di saluti. Cerchiamo un'altra strada. Dormendo con un sasso per guanciale E ripartendo all'alba. un alone purpureo circonda l'edificio Protezione della Legge. L'anima primitiva. rinuncio a diventare buddha. Da vicino non è che un tronco viscido Sopra le acque in tumulto. Guardate bene: quel morto siete voi. i quattro vajrapani. Come si possono attraversare acque così agitate senza un'imbarcazione?" "La direzione è giusta" rispose ridendo Scimmiotto. Il sentiero serpeggiante è bordato di angelica purpurea e di orchidee profumate. Porcellino e Sabbioso si mordevano le dita: "È una parola! Troppo rischioso!" Scimmiotto riattraversò il ponte e tirò Porcellino per il braccio: "Dài. le loro danze sono uno spettacolo raro. E vede infine adempiuto il suo voto. Il Beato lo esaminò e lo restituì a Tripitaka.largo. Maestro. Dall'anno in cui lasciò la sua città Per adempier l'incarico. con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. che nello stesso modo la trasmisero a quelli della terza." Il Buddha si rallegrò e fece convocare gli otto pusa. I quattro pellegrini si prosternarono al Buddha e poi si rivolsero a destra e a sinistra per salutare gli astanti. Scimmiotto. "Coraggio! Venite anche voi!" Tripitaka fece un gesto di diniego con la mano. che cosa è cattivo?" Tripitaka non rinunciò ai suoi inchini e genuflessioni. che cosa è brutto? Che cosa è buono. Le bianche gru appollaiate sui pini sembrano di giada. non dovete rendere omaggio a noi. La barca è sicura. si inginocchiarono in posizione lunga. Che cosa è bello. Libera da ogni polvere. In quel momento Tripitaka gridò: "Smettete di litigare. si accorsero con stupore che era priva di fondo. i bambù. vi andiamo ad annunciare. Nella loro passeggiata attraverso la foresta di pini e il boschetto di verdi cipressi. Nel boschetto. e Tripitaka finalmente comprese e volle ringraziare i suoi discepoli. si rese conto che il barcaiolo era il buddha Accogli e Passa. lunghissimo tronco d'albero: Ponte di giada gettato sul vuoto. Quando raggiunsero l'altra riva. salite a bordo. Battello senza fondo Non galleggia sul mare. "Avete avuto bisogno della nostra protezione per stabilire la dottrina e ottenere la gioia di sfuggire al retaggio mortale. "Aspettate almeno di arrivare dal padron di casa. e presentarono il passaporto. intorno non si vedeva traccia umana. "Siete proprio voi!" esclamò Sabbioso battendo le mani. All'ingresso del monastero. ma un semplice. detto anche Buddha del Sacro Stendardo. Anitre mandarine sono posate sulle tegole d'oro. Tripitaka scese a terra con un balzo leggero. Il reverendo si inchinava a upâsaka. Il suo pensiero Ha dedicato solo al giusto frutto. "Non perdiamo tempo in formalità fra noi. rivolti al Buddha. i cervi. la Legge che consente di giungere all'altra riva. e decorate con agate. intanto. Andate prima da Sâkyamuni. naturalmente mise ogni impegno a osservare l'etichetta e il cerimoniale. È proprio questo che si intende per 'vasta sapienza'. se sai farlo! A Tripitaka veniva il batticuore: "Consapevole del Vuoto. I fiori di utpala spandono profumo ai piedi del magnifico stupa. non sono capace." "Chi te la dà l'autorizzazione a cavalcare vento e nuvole. Ogni destino si compie là dove non giunge la polvere del mondo. caos di rocce dalle forme bizzarre. barcaiolo!" La barca toccò la riva e Tripitaka chiese: "Come fai a trasportare gente su questa vecchia barca sfondata?" "La mia barca" rispose il buddha. È più sicuro Camminar sulle nubi. Una luce iridata splende sulla sala Devarâja. i cinquecento arhat. lunghe prospettive di torri e padiglioni preziosi. devi attraversare quel ponte. non è praticabile Dai comuni mortali. Ma non lo diede a vedere. il decreto d'oro di convocazione del santo monaco passava da una sezione all'altra. da un ufficio all'altro. Porcellino e Sabbioso. liberata Dal corpo è tutta gioia e tutto amore. gli abeti. spingevano." Il reverendo seguiva il Novizio e si sentiva inebriato. aiutava a imbarcare i condiscepoli. le gru. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka allarmato. ma questo è ben diverso E si può caricare di ogni essere vivente. Il reverendo rabbrividì. gibboni immortali balzano di ramo in ramo in cerca di frutti. Sommità nelle nubi. il Beato. dalla corrente turbinosa. in questi paraggi? Per diventare un buddha. "Naviga da millenni. dove si tenne scuotendo il vestito bagnato e imprecando contro Scimmiotto. La corrente portava verso di loro un cadavere umano. Il buddha prese il largo e spinse l'imbarcazione con forza e dolcezza. Mentre si disponevano in fila. Sostavano alla terza porta i divini monaci del Servizio delle Offerte. ma Scimmiotto lo tirò per il braccio. che rispondevano al saluto giungendo le mani e gridavano: "Reverendo. lavati da terrestre polvere. Si gridava: "Si faccia entrare il santo monaco!" Il monaco cinese entrò in compagnia di Scimmiotto." "Che zelo! Che piega schiena indefesso!" sghignazzava Scimmiotto. traversa mille kalpa E sa condurre all'Uno. Nemmeno mille kalpa consentirebbero di giungere alla gran sala della Legge. un essere umano non può passare quel ponte. Scimmiotto spiegò chi era. Sulla rupe crescono splendidi fiori ed erba di diaspro. il Supremamente Onorato: "Il santo monaco della corte dei Tang è giunto al monastero. È una terra più bella del paradiso." Uno dei vajrapani si incaricò di trasmettere la notizia ai quattro grandi portatori di folgore della seconda porta. A est come a ovest si vedono palazzi squisiti e arche di perle. bestione. bisogna passare di là. Presto giunsero in vista del Monastero del Colpo di Tuono. viene in cerca delle scritture. Il maestro non sapeva dove mettere i piedi e finì per cascare nell'acqua. per ordine e . Le pareti sono coperte di colori e disegni." Scimmiotto giunse le mani per ringraziare: "Vi sono grato di essere venuto a traghettare il mio maestro. il cavallo e i bagagli: tutti in precario equilibrio sul bordo della barca. santo monaco. Il quale." "Fratello." Tiravano. il Novizio rise e gli disse: "Non abbiate paura." Il reverendo si avvicinò e vide un cartello con tre caratteri: Passerella Tocca Nuvole Non era un ponte." In effetti si vedeva una barca che risaliva il fiume. il rematore vogava a bratto e gridava: "Traghetto! Traghetto!" Quando la barca fu vicina. color oro bruciato. i prati. vieni!" Porcellino si gettò per terra e gemette: "Non mi fido! Scusami tanto. preferisco salire su una nuvola." "Invece la strada giusta è proprio questa" ripeteva ridendo il Novizio. non videro più né lui né la barca senza fondo. saltò sul ponte e corse fino all'altra sponda senza un attimo di esitazione. ma il barcaiolo lo ripescò e lo fece salire dritto sul bordo. che tirava il cavallo e portava i bagagli. Quando si volsero a ringraziare il battelliere. radici che scendono a congiungersi alla catena del Sumeru: file di picchi aguzzi. "il grande immortale non avrà sbagliato? Non possiamo essere sulla buona strada. quattro grandi vajrapani li fermarono e chiesero: "Il santo monaco è fra voi?" "Ecco il vostro discepolo Xuanzang" rispose inchinandosi Tripitaka. tanto che stavano per venire alle mani. uno dei quali si recò nella Sala del Grande Eroe ad avvertire il Buddha Sâkyamuni in persona. Guardate che spettacolo questi fiori. Non è colpa mia. contro vento e marea Ed è sicura e stabile in ogni avversità." Il reverendo esitava. Arriva il traghetto. "Aspettate qui. che siamo compagni di viaggio" disse Scimmiotto. maestro e discepoli incontrarono diversi pii laici e uomini dabbene. e le splendide fenici. upâsikâ. Il barcaiolo si congratulò. Confrontateli con i luoghi di fantasmagoria diabolica che abbiamo attraversato. ha passato Tremila fiumi e diecimila monti. gli undici grandi luminari e i diciotto difensori. Così stretto E scivoloso. "Vedete che c'è un ponte laggiù? Per ottenere il giusto frutto. Fenici dai colori brillanti volano a coppie e cantano al sole. Ma è grazie a voi che siamo stati liberati e abbiamo trovato il cammino che porta al giusto frutto. Sabbioso dovette intervenire per separarli. e poi faremo conoscenza." "È vero!" gridò Porcellino. sopra una distesa d'acque così ampia e tumultuosa?" "Guardate me!" Il grande santo prese la rincorsa. e si limitò a gridare: "Da questa parte. A nord come a sud. essi divengono Buddha. Ripresero allegri la salita della montagna: i loro corpi erano agili e lievi.

questa grazia che mi permetterà di ritornare al mio paese. i nostri discendenti moriranno di fame. e il buddha del Passato gli diede queste istruzioni: "Raggiungi il monaco cinese a tutta velocità e vedi di sottrargli quei rotoli bianchi. Il reverendo avvertì quel turbine di vento profumato e non se ne diede pensiero. la gru. esclamò: "Discepoli. 130 rotoli Makara sûtra. 200 rotoli Ânanda e Kâsyapa mostrarono i titoli e chiesero: "Santo monaco. 130 rotoli Sâmghika sûtra." "Il vostro discepolo viene da tanto lontano. la terra fertile e la popolazione numerosa. La fenice rinuncia a volare. ma i vostri sono troppo stupidi e limitati. che saziava lo smisurato appetito con quei cibi capaci di trasmutare carne e ossa mortali." Porcellino e Sabbioso intervennero per rabbonire Scimmiotto. consegnando loro dei rotoli senza alcuna traccia di scrittura. Al bene non ci pensate. accompagnateli sotto la torre sacra e fategli servire la colazione. pietà. perché lo intese come una manifestazione di buon augurio. upâsaka e upasîkâ. Ma di colpo una mano scese dal cielo. Maestro e discepoli resero grazie al Buddha e si dedicarono allegramente alla lauta colazione. Prendetevi i vostri sutra. mentre il puro soffio del vento sale al firmamento. mentre Eroe Bianco andò a presentare rapporto al buddha del Passato. giustizia o bontà: avete il cuore e lo spirito ottenebrati. prendete qualche rotolo di ciascuna delle trentacinque opere dei miei tre panieri. sconosciuti in questo basso mondo. 400 rotoli Sûrangama sûtra. senza segno di scrittura. 120 rotoli Buddhacarita sûtra. 1021 rotoli Âkâsagarbha sûtra. . decapitazioni. armi e utensili. "è chiaro: quei due onorevoli malandrini. Kâsyapa. i due onorevoli condussero i quattro pellegrini ai piedi della torre. 748 rotoli Pusa sûtra." "Fermo!" si spaventò Ânanda. Si accorsero di aver fatto soltanto provvista di carta per scrivere. Chi ne ricavò il maggior piacere fu Porcellino. al fine di assicurare la salvezza dei viventi. mentre Porcellino tentava un vano inseguimento e rotolava per terra. Che al godimento aggiungon lunga vita. che avete fatto tanta strada per arrivare fin qui. è venuto su questa remota montagna sacra per sollecitare il dono delle autentiche scritture. Ridacchiò fra sé e si disse: "Questi tapini non si rendono conto che hanno fatto un viaggio tanto lungo per farsi regalare sutra non scritti. 32 rotoli Pusa-cârya sûtra. il fagiano lancia strida disperate. Il clima è buono. 100 rotoli Sutra della sacra permanenza. una meraviglia da vedere. schiacciati. per timore di quella sbarra che avrebbe potuto rompergli il collo. "Ecco il perché dell'inferno Forno Senza Perdono. accumulate tanti crimini che finite per precipitare all'inferno. genti e animali. strappò le sacche e ne disperse il contenuto nella polvere. 270 rotoli Vajracchedika sûtra. i riti e la saggezza." Eroe Bianco montò a cavallo di un temporale e si slanciò giù per la montagna. Uno strano profumo riempie l'universo. Luci e splendori abbagliano la vista. Il temporale solleva mari e fiumi. 220 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. A voi personalmente. Sono il paniere della Legge. se gli portassi questa roba. Non onorate certo gli insegnamenti del Buddha." Il Beato aprì allora la sua bocca piena di commiserazione. Gli onorevoli fecero loro compagnia e alla fine aprirono la porta del padiglione. strappò i sutra dal dorso del cavallo e se li portò via. Niente lealtà." "Bell'affare!" sogghignarono gli onorevoli. che non ha potuto preparare niente. la salmodia dei sutra sorvola i profondi abissi. ma regnano l'ingordigia e gli istinti sanguinari. che esprimeva la compassione del suo cuore. stritolati. La voce melodiosa della fenice rossa arrochisce. prima di rinascere da bestie che siete. "Voi capite che. con gran dispiegamento di potenza divina. la giustizia. 157 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. e le loro fatiche saranno state inutili. il Buddha. Andrò io dal Buddha a mettere le cose in chiaro: dovrà darmi le scritture con le sue mani. impiccagioni. Ma valeva la pena di percorrerla. 850 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. con lo stesso risultato. e vi daremo lo scritture.volontà dell'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. i diavoli ci perseguitano persino in questo mondo della gioia assoluta!" Sabbioso prese un sutra e lo srotolò: la pagina era bianca come neve. In breve Scimmiotto e Porcellino ritornarono verso il maestro con i sutra ricuperati. Mai troveresti in terra queste cose. siete dissoluti e sregolati. 116 rotoli Mahâsamghâta sûtra. e disse: "Queste terre dell'Est non sono altro che quelle del continente meridionale. scrocconi e bugiardi. "Poveri orientali che siamo!" concluse il reverendo. presa nel turbine di vento. Attraversato il grande portale. Si fece avanti Eroe Bianco. se diamo i sutra gratis. perché ritorni qui a chiederne altri su cui sia scritto qualcosa. che Porcellino e Sabbioso portarono a due a due. "Non penserai di mettere a soqquadro un paradiso dopo l'altro." Secondo le direttive ricevute. quello dei trattati. Il gusto insegue sapori squisiti. i teneri getti dell'erba di diaspro sono trascinati qua e là lungo la strada. bhiksuni. freme il loto d'oro. strappa draghi e pesci dai loro rifugi. 916 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. A che cosa serve riportare a casa questi rotoli non scritti? Non oserò nemmeno farmi vedere dall'imperatore. lasciateli perdere. su cui etichette rosse recavano i titoli in calligrafia regolare: Nirvâna sûtra. Ai piedi della rupe. 100 rotoli Kosa-sâstra sûtra. discesero quindi la montagna verso la strada maestra. egli aveva capito benissimo che Ânanda e Kâsyapa avevano imbrogliato i pellegrini. infilandone quanti potevano nelle sacche. i fiori rari scolorano. In tutto sono trentacinque opere in quindicimila centoquarantaquattro rotoli. indispettiti perché non pagavamo la stecca. maestro! È un foglio bianco!" Scimmiotto e Porcellino si provarono a svolgerne altri. 1000 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. dove siete condannati senza speranza di remissione. e senza fare tante storie. Confucio si è provato a stabilire la dottrina della bontà. 100 rotoli Y oga sûtra. 350 rotoli Saddharma-pundarika sûtra. Poi aprite il padiglione. Ma non c'è verso: siete tanto ciechi e stupidi. ammazzate. darei volentieri tutta la collezione. mi farebbe decapitare. Imploro dal nostro patriarca. 500 rotoli Sutra in omaggio del Beato. volano via i fiori di utpala. 1800 rotoli Sutra della Sacra Autorità. usi e costumi: non c'è nulla nei quattro continenti dell'universo che non sia menzionato là dentro. 1110 rotoli Vimalakîrti sûtra. ignorano il senso profondo dei nostri insegnamenti. 220 rotoli Sâstra del Paradiso occidenta. con le lacrime agli occhi. e dategliela perché la diffondano nelle terre dell'Est. Lo tese a Tripitaka: "Guardate. i sovrani che si sono succeduti hanno fatto quanto potevano per il vostro bene: deportazioni. Il gibbone nero resta a mani vuote. Negli scaffali si vedevano cofani. Gli dèi del Servizio delle Offerte servirono tè. Scimmiotto si irritò: "Maestro. "Apriteli tutti!" gridò Tripitaka. salutando buddha e pusa. i cervi bianchi si rifugiano negli anfratti." A vedere che si facevano tanto pregare. Vi regnavano luce iridata e vapori di buon augurio." "Chi è di servizio oggi?" chiese. Si spezzano i rami dei pini. Poi ritornarono davanti al trono a ringraziare il Buddha e se ne andarono verso l'uscita. denigrano la parola della verità. 90 rotoli Mahâprajñâ sûtra. 1950 rotoli Mahâyânastraddhotpâda sâstra sûtra. 170 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. Non ne caveranno niente. e tutti insieme presero in consegna i rotoli. Non rispettate né i tre luminari né i cinque cereali. 800 rotoli Pañca-nâga sûtra. Nelle vostre vite con le corna e la coda. Si suonano divine melodie. ne fate di tutti i colori. Bisogna sapere che la consegna dei sutra era stata osservata di nascosto dal buddha del Passato Dîpamkara. Astronomia e geografia. pagate il debito fornendo la vostra carne come cibo ai vostri simili. e non rompete le scatole. maltrattate le bestie. che parla del cielo. che caricarono sul cavallo. E lì subite ogni specie di tortura: pestati. Il posto era pieno di oggetti rari e preziosi. 200 rotoli Mahâmayûri sûtra. che cosa ci offrite di bello? Pagate qualcosa. frutta e piatti di mille sapori squisiti. la strada che porta al bene. Il suono delle campane viene rapito a tremila leghe di distanza. e non può presentare la sua offerta di frutti. "Non abbiamo proprio fortuna. Eroe Bianco si vide sul punto di essere raggiunto e. 45 rotoli Avatamsaka sûtra. La strada è stata lunga e faticosa. e quello dei sutra per la liberazione dei fantasmi. "Io ho tre panieri di sutra che potrebbero liberarvi dalle sofferenze e dalle calamità. Si rovesciano i bambù smeraldo. rubate sui pesi e sulle misure. 140 rotoli Ratnagarbha sûtra. congedandosi da bhiksu. Scimmiotto montò in cielo e Sabbioso rimase a guardia di quello che restava." "Maestro" disse Scimmiotto. Degli altri fecero quattro involti. 110 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. Scimmiotto rinunciò all'inseguimento per rincorrere i rotoli di sutra dispersi dal vento. legati alle estremità di pertiche. Contengono il cammino della verità. 300 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. 100 rotoli Saddharma sâstra sûtra. 1280 rotoli Sutra del Padiglione Originale. È il segno eterno di una immensa grazia. smarrisce la strada del suo nido. "Ânanda. Che vento! Un valoroso alla corte del Buddha non è un qualsiasi dio del vento: sarebbe come paragonare il potente grido di un immortale con gli strilli di una ragazzina. 50 rotoli Sutra della determinazione. che parla della terra. egli. Tripitaka urlò di spavento e si colpì il petto. che non vi è limite alla vostra licenza e indisciplina. che se ne stava zitto in un angolo.

che restavano in piedi. ordinato e imballato. Ne ricevettero 5048. Ora non avrete idea di come furono diffuse le scritture riportate nell'Est: ascoltate il seguito! CAPITOLO 99 L'OTTANTUNESIMA PROVA OVE I DIAVOLI SONO ELIMINATI DALLA COMPIUTEZZA DEL NUMERO NOVE VOLTE NOVE. Sabbioso si incaricò dei bagagli e Scimmiotto prese le redini. 1638 rotoli Mahâyâna-straddhotpâda sâstra sûtra. 20 rotoli Sûrangama sûtra. 90 rotoli Sutra della Sacra Autorità. tutti si inchinarono al Beato. dall'alto del trono di loto. 30 rotoli Sutra della sacra permanenza. non ebbe difficoltà a volare con i suoi al seguito dei portatori di folgore. "Verificate bene. impugnò il suo bastone da pellegrino. ricevette le scritture in tutta sincerità e rispetto e se andò. Vi prego però di darmi questa volta fogli scritti. abbiatele care. gli ottocento bhiksu e la folla di upâsaka. Le guardie della torre. 116 rotoli Buddhacarita sûtra. si pizzicavano le labbra: "Hai visto lo svergognato? Fa finta di niente e arraffa la ciotola!" Ânanda fece qualche smorfia di disagio. Se hai conseguito i meriti. 56 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. Ripeté il cerimoniale del triplice omaggio a Buddha il Patriarca. che si rivolse ad Ânanda e Kâsyapa: "Quanti volumi avete consegnato? Fatemi un rapporto preciso. Li caricarono sul cavallo e di altri fecero un involto affidato a Porcellino. 60 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. Quando l'assemblea fu riunita. Kâsyapa si decise finalmente a scegliere i sutra e li mostrò a Tripitaka a uno a uno. gli onorevoli maggiori e minori di ciascun cielo. Questa ciotola mi è stata donata dal mio sovrano per mendicare il cibo lungo la strada. I pellegrini non attendono altro che di esprimervi la loro gratitudine. Io li ho rimproverati di aver chiesto poco. senza trascurarne alcuna. discepoli" diceva Tripitaka. 81 rotoli Sutra in omaggio del Beato. grotta. esse costituiscono in realtà la fonte delle tre dottrine. come il racconto ha narrato. Tutto deve essere completato entro otto giorni. Tutto è stato verificato. in modo da rispettare il numero dei rotoli che compongono il canone. 10 rotoli Kosa-sâstra sûtra. ma quando furono sul posto ripeterono la richiesta di un regalo. Poco tempo fa. 20 rotoli Pañca-nâga sûtra. 30 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. 360 rotoli Âkâsagarbha sûtra. santi monaci?" Tripitaka chinava il capo e ringraziava. Guai aprire un rotolo senza essersi lavate le mani! Trattatele come grandi tesori. si battevano pacche sulle spalle e sulle guance. All'entrata del convento la folla li salutava e rideva allegramente di loro: "Sempre in cerca di sutra. che pregherò di ricompensarvi generosamente. 40 rotoli Ratnagarbha sûtra. raggiunto il monaco cinese. E LA REALIZZAZIONE DELLA TRIPLICITÀ RICONDUCE LA VIA ALLE SUE RADICI. a rischio di lasciare nel bisogno i loro figli e discendenti. I vajrapani non fecero ostacolo al loro ingresso. 550 rotoli Vimalakîrti sûtra." "Ma certo!" gridò Porcellino. 50 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. perché la mia missione non fallisca e tutte le fatiche del lungo viaggio non siano rese inutili. 10 rotoli Mahâmayûri sûtra. 20 rotoli Pusa-cârya sûtra. terra benedetta e montagna sacra. datelo a questi signori e riferitemi con precisione sulla consegna. Quelli che avevano diritto a sedere erano pregati di prender posto sui rispettivi troni. Ora tocca a voi mettere ordine in questo casino. Si udì una musica celeste e lo spazio si riempì di sbuffi e lampi di buon augurio." Tripitaka si prosternò per manifestare a un tempo la propria gratitudine. cercatori di sutra! Da questa parte!" Tripitaka. per proteggere i vivi e liberare i morti della sua famiglia. giunse le palme e si rivolse a lui: "Da quando andai nell'Est per vostro ordine. sono trascorsi quattordici anni. qualcosa di scritto si vedeva. In mancanza di meglio. 1 rotolo Saddharma sâstra sûtra. Quanto a Tripitaka. Oso sperare che a quel punto permetterete alla vostra discepola di considerare conclusa la sua missione e di restituirvi l'ordine scritto in lettere d'oro. caricandoci di semplici fogli bianchi. Esse contengono l'ineffabile mistero della Via degli immortali. "sono incommensurabili. 20 rotoli Avatamsaka sûtra. Esecuzione immediata!" I vajrapani si misero subito all'inseguimento e. Ma il buddha del Passato l'ha aiutato E ogni cosa alla fine si è aggiustata. 140 rotoli Saddharma-pundarika sûtra. Tripitaka ordinò a Sabbioso di prendere la ciotola da elemosine in oro massiccio e la offrì rispettosamente: "Il lungo viaggio e la povertà non hanno consentito al vostro discepolo di prepararvi un regalo." "Abbiamo affidato al monaco cinese i seguenti testi: Nirvâna sûtra. 30 rotoli Sâmghika sûtra. i quattro pusa." I due onorevoli ricondussero i pellegrini al padiglione. Prima non si era accorto dell'inganno. che ne ha passate tante. 40 rotoli Sutra della determinazione. venivano disposti in fila ai lati. gli altri. Quando arriverete nel vostro continente meridionale e le mostrerete alla gente. ormai forte e leggero. i tremila rivelatori. 170 rotoli Sâstra del Paradiso occidentale. scortavano il monaco cinese sulla strada del ritorno. ma si guardò bene dal mollare l'osso. 10 rotoli Y oga sûtra. e il vostro decreto che ci concedeva le scritture. Si capisce che. a recitare alcuni dei nostri sutra da un certo Zhao il vecchio." "Buona idea. Ânanda e Kâsyapa guidarono il monaco cinese davanti al Beato. Ma non potete dire che vi abbiano imbrogliato. Scimmiotto si mise a gridare: "Buddha! Dopo tutte le prove che avevamo superato per venire a rendervi omaggio. santi monaci e bhiksu sono scesi nel paese di Srâvastî." E i quattro giunsero le mani e si prosternarono davanti al trono. Accordato" rispose il Buddha. andò a ripresentarsi al Beato Buddha. in attesa di potervi dare di più quando sarò ritornato a corte dal mio sovrano. scegliete qualche rotolo con parole scritte di ciascuna opera autentica. 400 rotoli Pusa sûtra. non resta che volare. gridarono: "Ehi. ed essi si recarono difilato nella Sala del Grande Eroe.si sono vendicati così. il prezzo che hanno chiesto è stato di trentatré pinte di polvere d'oro. Benché siano lo specchio dei nostri insegnamenti. 140 rotoli Sutra del Padiglione Originale." "Non gridare!" gli disse il Buddha ridendo. si presentarono alla pusa Guanyin i rivelatori . Dal momento che non avevamo soldi." Ânanda si limitò ad abbozzare un sorrisetto e incamerò la ciotola. È per voi stupidelli che bisogna mettere ogni cosa nero su bianco. se aveste corrotto gli onorevoli. e la meravigliosa ricetta delle diecimila trasformazioni. 60 rotoli Mahâsamghâta sûtra. Questi. 200 rotoli "Fra tutte le trentacinque opere del magazzino. si facevano segni d'intesa. Di certo Natura illuminata diventa buddhità. Adesso ritorniamo dal Buddha e gli presentiamo una bella denuncia per frode e concussione. In quel momento la pusa Guanyin fece un passo avanti. 42 rotoli Vajracchedika sûtra. un canone buddista completo. e poi riportatelo qui. 50 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. 110 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. bhiksuni e upâsikâ. Se ora aiutaste il santo monaco a ritornare a casa in otto giorni. Ve la offro per dimostrare la mia gratitudine. per trovare qualcuno che fosse in grado di condurre a termine questa incombenza. abbiamo scelto 5048 rotoli che abbiamo consegnato al santo monaco perché li porti nelle terre dell'Est. 30 rotoli Makara sûtra. 30 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. Il Beato si rivolse a Tripitaka. "So benissimo che i miei chiedono mance alla gente. "che non ci freghino come l'altra volta!" Man mano che i rotoli venivano consegnati. si aggiustò il cappello alla Vairocana. Del resto le scritture sono cose importanti: è naturale che per ottenerle si debba pagare. cioè 5040 giorni: solo otto in meno del numero dei rotoli del canone. si completerebbe precisamente lo stesso numero. erano controllati da tre diverse paia d'occhi: in effetti. 14 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. Mentre gli otto vajrapani. Il Beato dichiarò chiusa la seduta. vi avrebbero dato dei sutra scritti. Ânanda e Kâsyapa ci hanno chiesto la mancia. gli otto vajrapani. salutando tutti quanti al passaggio delle tre porte. E diede ai vajrapani queste istruzioni: "Con i vostri poteri magici riconducete nell'Est il santo monaco perché diffonda le scritture autentiche. si assestò il kasâya e. non dovrete prenderle alla leggera né trattarle senza il dovuto rispetto. ordinò ai due eminenti arhat Abbatti Draghi e Doma Tigri di battere le pietre di nuvole per chiamare a parlamento i tremila buddha. fede e obbedienza. 30 rotoli Mahâprajñâ sûtra. Dolce sapor di autentiche scritture Che Buddha scrisse con tanta sapienza! Ma è ridicolo chiedere quattrini Al monaco. tutto allegro. perché anche quelle che vi hanno dato sono scritture autentiche: le scritture senza parola sono buone quanto le altre." E chiamò Ânanda e Kâsyapa: "Svelti. "I meriti di queste scritture" spiegò. "Si va tutti in tribunale!" In fretta e furia i quattro pellegrini risalirono ansimando la montagna. come i santi monaci. si sono messi d'accordo per imbrogliarci. i cinquecento arhat. i sagrestani che raccoglievano le offerte e gli arhat che sorvegliavano la biblioteca sghignazzavano. e ad alzarsi sopra le nuvole.

VI prova: cade in una fossa e viene separato dalla sua scorta. Conclusa la lettura. LXXIV prova: festa del rastrello. LXII prova: le creature divise in tre colori. Eccone il registro completo." La tartaruga allargò le zampe e incominciò a nuotare pianamente. diritta verso la riva orientale. le gridò: "Avanti tutta! E mi raccomando. LXVI prova: il vero distinto dal perverso. che aveva preso gusto al volo sulle nuvole. sfugge per poco alla morte. "Ma no!" rispose Sabbioso. IV prova: vendetta e ricerca di un parente. Porcellino si accoccolò presso la coda del cavallo. LVI prova: medico nel Paese di Viola Porpora. Le prove subite dal santo monaco lungo questo percorso di diciottomila li sono quelle chiaramente annotate nel presente registro. LXXII prova: invocazione della pioggia a Fengxian. si imbatte in una tigre. XIX prova: difficoltà nel riportare in vita l'albero di ginseng. XXVI prova: salvataggio del re di Gallo Nero. XL prova: gli dèi non riescono ad assoggettare il mostro. XXI prova: perso nella Foresta del Pino Nero. XXII prova: missiva recata nel paese degli Elefanti Sacri. e presto furono in riva al fiume. strada facendo?" "La loro determinazione e la loro devozione non possono essere sfuggite alla vostra perspicacia. adesso constatate Che quel povero monaco ne passa D'ogni colore. XLVIII prova: cerca il ventaglio di foglie di banano. ogni causalità. non rollare. XIII prova: insidie di Vento Giallo. Scimmiotto la esortò: "Se vuoi renderci un servigio. con i suoi discepoli avrebbe dovuto essere in grado di attraversare mille e un fiume come quello. Vi chiederete perché.dei cinque orienti. LXXVIII prova: scelto come genero in India. LXIX prova: prigioniero nell'Abisso Senza Fondo. salì sulla sponda. LIV prova: cattura degli dèi. l'ultima volta . con un piede posato sulla sua testa. LII prova: recita poesie nella Foresta dei Rovi. Se pensavate che ottenere i sutra Fosse facile." "Si correva molto svelti" notò Sabbioso." "Dice il proverbio" ricordò Scimmiotto: "In un giorno navighi su nove banchi di sabbia. La Triplice Unione È assai sofisticata. LXXVI prova: sofferenze nella Grotta Fior di Mistero. Ci eravamo fermati dai Chen. VII prova: alla Montagna della Doppia Forca. Come faremo?" "Credevo che questi scherzi cretini fossero roba da mortali un po' tocchi" brontolava Porcellino. permetteteci di restituirvi quello che abbiamo ricevuto da voi. X prova: arso dal fuoco durante la notte. Coi diavoli che stan sempre in agguato. Scimmiotto balzò in cielo e osservò attentamente il paesaggio." Tutti la festeggiarono. XIV prova: richiesta d'aiuto a Lingji. Mentre la giusta Legge si rimpiatta. V prova: all'uscita dalla città. XXIV prova: incontro con i diavoli sulla Cima Piatta. che i poveri pellegrini che li seguivano li urtarono nella schiena e caddero giù come pere: loro. e i difensori della dottrina. III prova: all'età di un mese. XLV prova: secondo bando della scimmia dello spirito. "Il nostro maestro ora ha ottenuto la Via. "e non da vajrapani al servizio del Buddha. siamo sulla sponda occidentale. la tartaruga chiese: "Caro maestro. al centro. sul decimo banco ti incagli dieci giorni. come voi vi proponete di rendere al Buddha il suo ordine in lettere d'oro. VIII prova: sulla cima del Monte delle Due Frontiere. LXXX prova: liberato dal corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. XXXVII prova: caduto nelle acque del Fiume Comunicante con il Cielo. "Avranno voluto far tappa per lasciarci riposare. il cavallo e i sutra che portavano. Ora che la sua missione è compiuta. XLVII prova: cammino sbarrato dai Monti di Fuoco. fratello" lo consolò Sabbioso. Invece facemmo la traversata su una tartaruga bianca. perché non si vedeva traccia di presenza umana." La pusa lo lesse da capo a fondo: In conformità della missione affidata. Abbiamo scrupolosamente annotato tutte le disgrazie e calamità nelle quali è incorso durante il viaggio. XVIII prova: tempio delle Cinque Fattorie. sentì di sorpresa la terra sotto i piedi. ha lasciato il suo corpo carnale nel Tocca Nuvole e non è più troppo pesante da sollevare. XXIII prova: trasformato in tigre durante l'udienza. Certo che La via del vero per il doppio nove È scomoda ed esige sacrifici. LXX prova: sosta nel paese Distruzione della Legge." "Non credo che ce la faremo" commentò Scimmiotto. XXXIV prova: la grande burla. XVII prova: apparizione di quattro santità. XXXVIII prova: compare la nassa per pesci. II prova: al momento della nascita. Il mistero profondo di non dualità Rivela il cielo e mette in fuga ogni demonio. Scimmiotto. LXV prova: salva i bambini nel paese di Bhiksu." Sabbioso si guardò intorno: "Sentite che rumore di acqua corrente!" "Ti farà ricordare casa tua" disse il Novizio. XV prova: difficile traversata delle Sabbie Mobili. XLIV prova: torture nella Grotta del Pi Pa. L prova: spazza la pagoda della città. LIX prova: sviato dai sette sentimenti. "Guardate piuttosto dove siamo. Il maestro aveva già avuto accesso al recondito mistero della levitazione. sulla riva orientale. Il monaco cinese è stato assoggettato a indicibili sofferenze. i quattro protettori del tempo. "Questo è il Fiume Comunicante con il Cielo." Essi corsero un giorno e una notte per raggiungere i portatori di folgore. Si mostra il viso autentico. santo monaco cinese!" I quattro pellegrini si guardarono intorno stupiti. Il cavallo fu issato al centro del carapace." "Avete il mio consenso" rispose lieta Guanyin. Penseremo noi a tirarlo su e a fargli fare la traversata per via aerea. XX prova: bando della scimmia dello spirito. XXXI prova: richiesta d'aiuto a un santo. XVI prova: assoggettamento di Sabbioso. abbiamo segretamente assicurato per vostro ordine la protezione del monaco cinese. per la scuola del Buddha. caro maestro! Sono tanti anni che vi aspetto!" "Cara vecchia tartaruga!" la salutò Scimmiotto sorridendo. LXXVII prova: cattura dei rinoceronti. facendosi solecchio con la mano: "Maestro. Mentre discutevano proseguivano il cammino. "Siamo sul Fiume delle Sabbie Mobili?" domandò Porcellino. LXXIII prova: sottrazione delle armi." La tartaruga si arrampicò all'asciutto. LVII prova: salvato dalla consunzione. LXVIII prova: malato in una cella del convento. Siamo in un bel pasticcio. IX prova: cambio del cavallo sulla montagna. LXIII prova: colpito dalla disgrazia nella città. XXVII prova: trasformazione di diavoli. la riuscita Dell'elisir rimane appesa a un filo. i monaci riabilitati. XXXII prova: naufragio nel Fiume delle Acque Nere. annotandone l'esatto numero: I prova: bando di Cicala d'Oro. XXIX prova: rapito da una burrasca. viene gettato nel fiume. LXIV prova: il Buddha è chiamato alla riscossa. i rivelatori hanno preso nota delle prove del monaco cinese. XLIX prova: il re diavolo viene legato. LXXI prova: incontra i diavoli sul Monte Spandinebbia. dopo tanto tempo dall'ultima volta che ci aiutasti." E ordinò ai rivelatori: "Rincorrete i vajrapani e ditegli di organizzare l'ottantunesima prova. LXVII prova: salva un mostro nella foresta. cui bisbigliarono all'orecchio: "Fate così e così. chiacchieroni!" ordinò Tripitaka. LXI prova: cammino sbarrato da Cammello Leone. LI prova: ricupera il tesoro e salva i monaci. tanto che per riconoscenza volevano fabbricarci una barca." I vajrapani fecero una frenata tanto brusca. XXVIII prova: incontro malefico sul Monte del Singhiozzo. Porcellino si mise a ridere: "Benone! Imbocchi una scorciatoia che allunga il cammino. XLVI prova: due scimmie difficili da distinguere. Ed ecco comparire sull'acqua la grossa tartaruga bianca dal cranio calvo. LXXIX prova: imprigionato nella prefettura Terrazza di Bronzo. Lui in persona aveva ordinato di portarci nell'Est. Una voce li chiamò: "Da questa parte." "Zitti. e che il motivo per cui erano caduti in quel luogo consisteva proprio nella necessità di completare il numero. Verso sera. Puoi dirti fortunato. XXXIII prova: arrivo a Carrolento. XII prova: assoggettamento di Porcellino." "Ricordo bene. XXXIX prova: incontro malefico sul Monte del Cappuccio d'Oro. Il monaco ha subito una prova di meno." "Guardate bene su quale sponda ci troviamo" raccomandò Tripitaka. se questa tartaruga Con le tue carabattole ti porta all'altra riva! Navigarono per buona parte della giornata. LVIII prova: la regina liberata dal mostro. Ma Scimmiotto si rendeva conto che il suo maestro non aveva ancora superato nove volte nove prove. liberamente circola Il sublime elisir nove volte mutato. da eseguire senza indugio. Ricordo comunque che sulla riva occidentale non si vedevano abitati." "Non prendertela. LV prova: ostacolato dal sentiero dei Cachi Marci. ridendo sotto i baffi. che tendeva il collo verso di loro: "Finalmente siete di ritorno. XXXV prova: i preti respinti. XLI prova: bisogna rivolgersi al Buddha per conoscere le origini del mostro. ordine della pusa. Tripitaka si collocò a sinistra del collo e Sabbioso a destra. e loro ci piantano a metà strada. LX prova: colpito dal mostro con mille paia d'occhi. "Finalmente ci si rivede. XXXVI prova: cammino sbarrato da un gran fiume. XLII prova: contaminato dall'acqua bevuta. LIII prova: il Piccolo Monastero del Colpo di Tuono. LXXV prova: in difficoltà sul Monte dei Nodi di Bambù. Tripitaka. le sei divinità del giorno e le sei della notte. e avevamo salvato i loro bambini. mentre si stavano accostando alla riva orientale. Guanyin esclamò: "Manca qualcosa! Il numero che conduce alla verità. "Come si sono comportati i quattro pellegrini. XLIII prova: trattenuto nel Paese delle Donne a scopo di matrimonio. XI prova: perde il kasâya. è nove volte nove. Usando i tre veicoli. Essi le dissero rispettosamente: "Pusa. XXX prova: la scimmia dello spirito è messa alle strette. XXV prova: appeso nella Grotta dei Fior di Loto.

Le scritture Zuppe d'acqua non temono la folgore. Colpo di vento Da sconvolger cielo e terra. e stendono sutra al sole per farli asciugare. "Non hai appetito. Infine Tripitaka voleva congedarsi. una luce pari al sole e alla luna. Meno male che Tripitaka aveva ottenuto la Via e pesava meno del solito. ma non si accorse che le estremità di alcuni rotoli di quello sulla vita del Buddha si erano incollate alla roccia. non potete restar qui all'aperto e rifiutare la mia ospitalità. Era chiaro che la tempesta era segno di creature delle tenebre che volevano impadronirsi delle scritture. il tuono rimbomba. "Ottenere i sutra è un'impresa che toglie al cielo e alla terra i loro poteri di trasformazione. Ma l'acqua che li inzuppa li appesantisce e il vostro corpo dharmico li protegge: non ci sono tuono. fra bagliori di fulmini e rombare di tuoni. cui seguì il minuzioso racconto dell'avvenuto. Dalla rupe una cascata scende a mescolare le sue acque con il Fiume Comunicante con il Cielo. Mentre maestro e discepoli guadagnavano la riva e ricuperavano le loro cose. . sono di ritorno. Scimmiotto. e ci ha traghettato anche questa volta." Chen Cheng corse da loro. si scatenò un'incredibile tempesta. L'ostinazione dei due vecchietti fu messa a dura prova per fargli accettare qualche boccone. noi li raccoglieremo e riprenderemo la strada del ritorno. abbiamo goduto ogni anno di raccolti abbondanti. mentre andavano in cerca di sutra nel Paradiso dell'Ovest?" "Proprio così" rispose Porcellino." Quando scesero. stridono gli uccelli in preda al panico. a destra e a sinistra. Uno chiese: "Non sareste per caso i reverendi maestri che passarono il fiume anni fa. Fulmine. Sabbioso aveva il suo daffare a coprire i bagagli e Porcellino si curava del cavallo. se il sutra si è strappato. Tripitaka. e solo verso l'alba accennò a placarsi. grazie agli sforzi dei donatori." "Abitano lontano da qui?" "Una ventina di li verso sud. "Non mi era mai capitato. poste in risalto da due ali laterali." "Non importa" ribatté Scimmiotto ridendo. Voi conseguite una durata pari all'universo. giusto per complimento. La vecchia tartaruga capì benissimo di essere stata trascurata." "No" rispose Tripitaka." Anche Sabbioso si fermò dopo pochi bocconi. si sedettero a tavola. e le strappò inavvertitamente. Il vento ruggisce. Tripitaka non sopportava più il nutrimento terrestre." Chen Cheng era tanto insistente che Tripitaka si dovette rassegnare a dargli retta. il testo è lacunoso. Ora si leva il giorno e ascende il soffio yang: ormai siete al sicuro. bestione?" chiese il Novizio. e fin le rupi su cui crescono. vennero alla spicciolata diversi pescatori. proteggeva con il suo corpo i sacchi di sutra. e non abbiamo trovato di meglio che costruire un santuario. tiene lontano Ogni mostro notturno. giovani e vecchi. Ai giovani cipressi occorrono ancora abbondanti annaffiature. senza preavviso. e li invitarono a visitare il santuario. scoprirono che i Chen vi avevano organizzato un altro banchetto. Potremmo chiedere anche un po' di amido per i nostri vestiti. Riquadri e battenti vermigli. mai potranno ritornare I demoni del buio e dell'orrore. mentre si preparava il pranzo. Anche vestiti e calzature furono messi ad asciugare." "Dove li avete visti?" "Stanno sulle rocce in riva al fiume. Infuriò tutta la notte. Né vento o fuoco. "Che peccato!" si desolò Tripitaka. I sutra asciugheranno qui. che ora vorrebbero togliervi i sutra. non aveva avuto altro per la testa se non le cerimonie con il Buddha e con tutti i santi monaci e pusa che lo circondavano. si indispettì e. la notizia del loro arrivo correva di bocca in bocca: in breve si videro venire incontro tutti gli abitanti del paese. ma mi sento lo stomaco debole. "Quello del maestro. che del resto non era mai stato un gran mangiatore di cibi cucinati. e posò la ciotola. che cosa sta succedendo?" "Maestro. Vi prego. si nascondono tigri e leopardi all'ira del cielo. le sponde sprofondano nella nebbia. tanti anni fa. "È somigliante anche il mio. folgore o nebbia che ve li possano strappare. La burrasca riempie gli occhi di sabbia e di polvere. e ne permane La traccia. avremmo un tetto sopra la testa e troveremmo qualcosa da mangiare. Il cielo e la terra non possono sopportarlo. Il santuario comprendeva un bell'insieme di edifici: Un lindo vialetto di ghiaia rossa. Quando furono introdotti venne servito il tè. Scimmiotto lo ripescò e lo portò a riva. Aveva completamente scordato i problemi di longevità della tartaruga. abbandonandoli tra i flutti. trovarono allestito sotto il portico un nuovo banchetto. e giunse un terzo invito. Porcellino mormorò a Scimmiotto: "Il tuo ritratto è proprio somigliante. presto respinse il piatto e disse: "Ne ho abbastanza. Ma quando ha saputo che avevamo dimenticato di porre al Buddha certi quesiti per conto suo. sulla mia conversione e sugli anni che mi restano da vivere. gli abiti e la sella si inzupparono ben bene. vuol dire che il grande enigma dell'incompiutezza voleva così. Quale risposta vi ha dato?" Il fatto è che il reverendo. Questo è il motivo per cui. e si inginocchiò per supplicarli: "Monsignori. puro yang. Nebbia spessa Copre tutta la terra. si tuffò verso il fondo e scomparve. venite subito nella mia povera capanna!" "Verremo da voi quando i sutra saranno asciutti" rispose Scimmiotto. "Da quando abbiamo costruito questo santuario. il reverendo gridava: "Consapevole del Vuoto. un tesoro di sette piani finemente traforato. i piccoli pini formeranno un boschetto. impugnarono le bacchette." "Va benissimo" ribatté Tripitaka. compreso il cavallo-drago) provvedevano a sé stessi. Ma i vecchi e le loro famiglie non volevano lasciarli ripartire. Quanto a Scimmiotto. portarono i sacchi dei sutra in cima a una rupe e li aprirono per far asciugare i rotoli. il fulmine squarcia le tenebre. e ancor più dopo essersi disfatto del corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. Inzuppato da capo a piedi e tutto tremante. mentre gli altri (buoni nuotatori. Che nebbia! Da oscurare lo spazio e nascondere i nove cieli. che c'era una volta?" chiese Tripitaka. i maestri che avevano liberato i vostri figli dal sacrificio. E così via: Tripitaka non osava dir di no per non deludere nessuno. Non li può fermare Nessuno. Naturalmente i sacchi dei sutra. "Che ne è stato del Tempio del Grande Re. dopo il bagno preso nel Tempio della Verità di Giada. Quando il sole salì in cielo. chiamato Salvataggio della Vita. Sullo sfondo. impugnò la sua sbarra a due mani e la mulinò incessantemente contro nemici invisibili." Mentre seguivano Chen Cheng verso casa sua. Effluvi profumati salgono al cielo. ci ha buttato in acqua e se n'è andata. gli alberi scompaiono nella nebbia. Non ci sono né forza né volontà umana che possano farci niente. forse. La cosa incredibile fu che Porcellino non sembrava più lui. "Nemmeno il cielo e la terra sono completi. "che ne direste di portare i sutra a casa loro per farli asciugare? Sarebbe più pratico. che oscurò il cielo. dopo aver assaggiato la divina cucina del Buddha e aver abbandonato il proprio involucro carnale. Venne quindi sull'uscio ad accoglierli. "Lo demolimmo subito" risposero i vecchi. Che tuoni! Da far tremare i potenti. Che vento! Da rovesciare pini e bambù. Chen Qing aveva già fatto preparare una tavola di offerte alla porta di casa e aveva arruolato una banda musicale. "Non sapevamo come sdebitarci della profonda gratitudine che vi dobbiamo per la salvezza dei nostri figli. la longevità di un'eterna primavera e un corpo imputrescibile nel dharma. nel quale vi dedichiamo un culto." Ma i pescatori si imbatterono in Chen Cheng: "Signor cadetto. "Tu che ne sai? Come ci hai riconosciuto?" "Lavoro dai Chen." I ragazzi Protetto di Guan e Bilancia Colma d'Oro si vennero a prosternare. Ama il sole lo yang. Ora non voleva mentire e non osava dire la verità: perciò restò zitto. Potete star certo che. Quando vi giunsero. protegge voi. fece rotolare le pietre e volare la sabbia. Il vento solleva i flutti del fiume che comunica con il cielo. seguito dai suoi mezzadri. E la sbarra del vostro vecchio Scimmiotto. rinnovando i suoi ringraziamenti per il salvataggio dei bambini. Colpo di tuono Da scuoter fiume e montagna. la catena di montagne si estende fino a raggiungere il drago della terra. che li videro e li riconobbero. una pura luce illumina il luogo." "Maestro" propose Porcellino." Tripitaka e gli altri capirono che cosa era accaduto e ringraziarono calorosamente Scimmiotto. altrimenti sarebbe affogato. che illuminano distese selvagge. Raccolse quindi i suoi sutra. "È colpa nostra: dovevamo metterci più attenzione.che ci vedemmo vi pregai di porre per me una domanda al Buddha del Paradiso dell'Ovest. Per concludere la visita salirono sulla torre e ci trovarono quattro statue che li rappresentavano. ora che avete compiuto la vostra missione e ritornate con le scritture. Abbiamo scatenato l'invidia di diavoli e dèi. è un po' idealizzato. Mentre i quattro pellegrini svolgevano ed esaminavano i loro testi. si avviò la conversazione con molte domande sulla conclusione della cerca dei sutra. il tuono terrorizza draghi e pesci. porta a una torre e a una terrazza. e già ricevevano un altro invito a pranzo." Sparecchiata la tavola. "vediamo di non perdere tempo. e i pellegrini saltellarono intorno per riscaldarsi. Ancor oggi si vede la roccia su cui i testi furono stesi al sole. Che fulmini! Serpenti d'oro nel cielo. nonché la ricerca delle scritture. non capite?" rispose Scimmiotto ansante." "Anche il tuo" disse Sabbioso. ancor oggi. Fuoco volante che lacera nubi. mentre quelle rocce conservano tracce dei preziosi caratteri. i fulmini rigano di rosso il cielo brumoso. "Come si sono bagnati?" "Ricordate la tartaruga bianca che ci aveva fatto attraversare il fiume? L'abbiamo nuovamente incontrata. terrorizzato. Là dove furono stesi I sutra ad asciugare.

Non vi faremo ritardare. fuggiaschi! Da questa parte!" Il reverendo si sentì sollevare da un turbine di vento profumato.grazie alla benefica protezione delle vostre signorie. notò lo strano aspetto dei tre discepoli e commentò: "I vostri eminenti discepoli hanno davvero un'aria esotica. lo trovarono pieno di folla. Ora che sono diventato inappetente. gli otto vajrapani li chiamarono dal cielo: "Ehi. e ne fu profusamente ringraziato. quando giunsero nel viale occidentale. al seguito della carrozza imperiale. e non le condannava: per avere rotoli scritti. ." "Ricordatevi che Guanyin si è impegnata con il Buddha a concludere andata e ritorno in otto giorni. Abbiate la pazienza di aspettarci. Quando la gente raccolta nel santuario dei Chen si svegliò. Bisogna che provvediamo noi. ma noi non l'avevamo preparata. e spero di riuscirci anch'io. nella speranza che l'attesa si compisse. "Siamo confusi da tante attestazioni di affetto" ripeteva Tripitaka. Quanto ai portatori di folgore e ai quattro pellegrini. "Quei buddha viventi ci sono sfuggiti!" Non restò loro che recare le offerte in cima alla torre e bruciare carta moneta. Se poi non sapete come avvenne l'incontro con l'imperatore dei Tang. Ritorna e viene ricevuto a corte. "Come farebbe il maestro a portare i sutra? E non sa nemmeno condurre il cavallo. per completare la cifra del canone. "Arrivati al Monte degli Avvoltoi. Poi Tripitaka fece trasmettere la richiesta di portare i sutra. Fate voi un salto a consegnare le scritture al vostro sovrano. È il caso di dirlo: L'elisir ti consente La tua forma verace." Uno di loro. che lo deve pur aiutare.' Dunque era al corrente delle pretese dei suoi rispettati discepoli. fu affidata una missione Con le dovute credenziali. Temo che. Il Buddha lo aveva chiuso in un cofano di pietra sotto una catena di montagne. ma ci accorgemmo che erano rotoli bianchi." Tripitaka lo ringraziò della condiscendenza e si mise in sella. L'imperatore Taizong. "Come avranno fatto a deformarsi in quel modo? Durante la notte non ha nemmeno soffiato il vento. "Quand'ero di buon appetito. matrimoni o discendenza." I monaci si affrettarono e videro il corteo imperiale. Si interrogarono e cercarono intorno smarriti. Tutto sommato sarà meglio che neppure il grande santo Scimmiotto e i suoi compagni scendano giù. perché i suoi abitanti sono furbi e ci riconoscerebbero subito. e lui disse: 'Per recitare qualche rotolo di sutra sono state chieste trentatré pinte di polvere d'oro. "È strano!" esclamavano." Tutti ringraziavano e si prosternavano. Tripitaka si installò in atteggiamento di meditazione ai piedi della torre. persino il cavallo sembrava condividere i loro pensieri. Anni prima Al bonzo che officiava il grande rito Funebre. il mio ritorno sarà prossimo. IN UNA SOLA TAPPA. i discepoli entrarono nella sala e Scimmiotto consegnò le scritture all'ufficiale di servizio. gli inviti non finiscono più. è merito del cielo" commentò ridendo Scimmiotto. un vento diabolico li disperse. D'allora in poi celebrarono scrupolosamente i quattro grandi sacrifici dell'anno e i ventiquattro minori. nel paese di Aolai nel continente orientale. detto il Novizio. Tripitaka fu introdotto. Sabbioso tirò il cavallo e Scimmiotto prese per mano il maestro. non trovò più il monaco cinese ai piedi della torre. Si è convertito grazie alle esortazioni di Guanyin. caricarono il cavallo." Porcellino e Sabbioso erano pronti.' E le parole del nostro maestro sono sante parole di un buddha. Taizong lo aiutò a rialzarsi con le sue mani e gli chiese: "Chi sono quei tre?" "Sono i discepoli che ho ricevuto lungo il cammino. A questo punto. per ritornare insieme a voi e render conto della missione compiuta. per assicurare numerosi discendenti. ma Scimmiotto lo aprì usando la magia che scioglie le catene. e compiuta la missione. chi si mostra non è l'uomo vero. Compiuta la penosa distruzione Dei diavoli. RITORNANO NELLE TERRE DELL'EST E DIVENGONO VERI SANTI. Con corpo sano e forte Saluterai il sovrano. quando si volgeranno a oriente. qui sotto c'è la città di Chang'an. Taizong e il suo seguito scesero dalla torre ad accoglierli: "Eccovi arrivato." Si vestirono subito e uscirono dal convento. non vorremmo che venisse a galla l'avidità di Porcellino e ci facesse superare il tempo assegnato. I vajrapani si erano fermati in cielo e spiegavano a Tripitaka: "Santo monaco. Che spavento! Ritornai dal Buddha a implorarlo. Quando sono arrivato da quelle parti." Il reverendo si prosternò: "Il più anziano si chiama Scimmiotto. gridò: "Indossiamo subito gli abiti da cerimonia! Il maestro in cerca delle scritture è ritornato!" "Come lo sai?" "L'anno in cui partì. per certi disordini che aveva provocato in paradiso cinquecento anni fa. misero in spalla i bilancieri e si diressero verso l'uscita. È originario della Grotta del Sipario Torrenziale sul Monte di Fiori e Frutti." La notte era già avanzata. ci chiesero una mancia." "Ma quale avidità. mi toccò dare la ciotola d'oro che vostra maestà mi aveva regalato. Dunque si alzarono senza fare rumore. in religione Consapevole del Vuoto. "e pregate mio fratello di montarlo. Non ne potevano più. ma la gente continuava ad affluire per invitarli. Il grande santo lo seguiva roteando la sua sbarra cerchiata d'oro. Si era formata una lunga coda di persone che volevano offrire frutta e altri cibi. senza segno di scrittura. CONSEGUENDO IL NIRVANA. Il portone era chiuso. guarigioni. il mio giovane discepolo riuscì a raccoglierli. Approfittiamo della notte. Quella mattina i monaci del Monastero di Vasta Benedizione di Chang'an constatarono sorpresi che i pini accanto all'ingresso rivolgevano le loro chiome a oriente. la riproduzione dei sei animali domestici e le condizioni del tempo più adatte per la campagna. ma è un prezzo inadeguato. fin dal sedicesimo anno aveva fatto costruire la torre Attesa delle Scritture al passo di Xi'an. possiamo compromettere l'essenziale." "Non è un suggerimento pratico" obiettò Scimmiotto. Ritornerò a corte con lui." Il bestione si mise in spalla il bilanciere. Quando ripartimmo con i sutra. Bruciaprofumi ardono senza sosta. che aveva accompagnato alla partenza il monaco Tripitaka tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù. terrete d'occhio i rami di questi pini. Fiamma perenne in lampade di giada. Ci rivedremo domattina. in totale sono 5048 rotoli: e questo sarà il canone. CAPITOLO 100 RITORNO E APOTEOSI OVE I CINQUE. per filarcela con discrezione. senza trovare nessuno. Taizong ordinò che suo fratello sedesse accanto a lui." "Noi non c'entriamo. quando vide il cielo a occidente incendiarsi di riflessi colorati di buon augurio. che sarà l'ultimo." Ed esercitava la sua inappetenza a vuotare otto o nove piatti di verdure. mentre spirava una brezza profumata. Ho ricevuto una scelta tratta da trentacinque diverse opere. ascoltate il prossimo capitolo. "Il maestro è diventato un buddha. maestro. e si avviò a offrire la frutta e i cibi che aveva preparati. Taizong vi si recava puntualmente una volta l'anno. Noi non possiamo scendere. non ricevevo più di dieci inviti per volta. Inoltre non trascorreva giorno senza che qualcuno bruciasse incenso per impetrare protezione da pericoli. se ci lasciamo invischiare da questa gente. Fu festeggiato con un gran banchetto A cui partecipò tutta la corte Quel ritorno dall'Ovest. Là si trovava quel giorno. Verso la terza veglia bisbigliò a Scimmiotto: "Come dice l'adagio: L'uomo vero non si mostra. "Questo non significa che non penseremo a proteggere tutte le famiglie del villaggio. e ordinò al servizio dei banchetti di aprire il padiglione orientale per prepararvi un grande festino di ringraziamento. Sono già trascorsi più di quattro giorni." "Sellate un cavallo della mia carrozza" ordinò l'imperatore agli ufficiali del seguito. con i suoi preziosi sutra davanti agli occhi. Porcellino e Sabbioso portavano i bagagli e reggevano le briglie del cavallo-drago. all'alba. La gente diceva: "È ritornato l'uomo che era partito alla ricerca delle scritture. "Quanti sono? Come li avete ottenuti?" chiese l'imperatore. Il corteo sfilò fino all'ingresso del palazzo imperiale. mentre i discepoli e il cavallo-drago restavano in attesa ai piedi della scalinata. antico discepolo di Tripitaka." "Avete ragione. mentre tutti dormono. abbassarono la loro nuvola e presero terra accanto alla torre Attesa delle Scritture. Quando uscirono e si misero in cerca della strada verso l'est. ci disse: 'Qualche anno dopo la mia partenza. noi vi aspettiamo qui. Sua maestà. gli è andato incontro e lo accompagna in città. "Dov'è finita la mia buona fortuna?" esclamava Porcellino." Taizong fu soddisfatto delle spiegazioni. Fu così che fecero il loro ingresso a Chang'an. maleducati!" replicò Porcellino ridendo. caro fratello!" Tripitaka si inchinò fino a terra. e divorare qualche diecina di grandi pani. e state certi che non faremo ritardi indebiti. "ma vi prego: per questa sera basta così. ma non osarono avvicinarsi: si accontentarono di seguirlo a distanza. I sutra Sono stati concessi ai viaggiatori. il Signore di Diecimila anni. al confine occidentale del nostro paese. in breve tempo giunsero in vista della capitale Chang'an. il Buddha ebbe la bontà di invitarci a pranzo e ordinò ad Ânanda e Kâsyapa di consegnarci le scritture.

Mentre le quattro stagioni. attraversa senza età migliaia di kalpa. sui monti Fuling. "Ha lo stesso aspetto. radici pepate. Cielo e terra. L'imperatore Taizong sedette al centro. Le tazze sono d'ambra. colocasie candite. Si aggiungano i pasticcini al miele e al burro. Yuhua e Come l'Oro. Tripitaka rientrò nel Monastero di Vasta Benedizione. Quando l'ho incontrato. ginkgo del sud. grani di melone. allontanandolo dal mondo. È degna l'assemblea di Tang e Yu. presentate a sua maestà i nostri documenti. con l'azione segreta del freddo e del caldo. dove i monaci lo accolsero prosternandosi: "Maestro. viene dalla Grotta della Passerella di Nuvole. malva al miele. E le frutta sono ancor più varie e ricercate delle verdure: palline e frittelle di cachi secchi. litchi e castagne d'acqua. nocciole. Il Novizio interpellò Guanyin e seppe che si trattava del figlio del drago dei mari occidentali. il mondo cambiò. Non vi sono brezza fra i pini o riflesso di luna sull'acqua paragonabili alla purezza della sua persona. Quanto più difficile è la Via del Buddha. sfidare pioggia e gelo. Ha visitato i luoghi sacri(23) . Ha trasceso le impurità dei sei sensi con un volo così alto da spanderne lontano il profumo. detto Otto Divieti. In quegli antichi tempi. del Gallo Nero. cessò di rischiarare il chiliocosmo. nel Parco delle Gazzelle e sul . Dalla luce del Buddha rischiarata. Dove i segni si mostravano. le tempeste di sabbia. vassoi di germogli di bambù allo zenzero." "Ma certo. È cresciuto in purezza intellettuale e ha praticato la condotta che richiede quattro specie di pazienza. non fece baccano per avere riso o tè. uva gigante. era una creatura malefica del Fiume delle Sabbie Mobili. essa porta con sé mille benedizioni." Guardò con curiosità i sigilli dei paesi degli Elefanti Sacri. attraversando tutti quei paesi stranieri. che non hanno smesso di crescere fino ai nostri giorni. Fu allora che divenne necessario diffondere le sue sottili parole. Prosperità è assicurata per sempre. bianca e nera. un rozzo discorso che non è ancora stato messo per iscritto. Nell'andata ha portato me. Ma quando Egli raggiunse il nirvana e l'ombra si stese su di lui. non è quello che mi aveva donato vostra maestà. Non muore e non nasce. filigranate d'oro e incastonate di giada. nel Tibet. . Oso sperare che vostra maestà vorrà essere indulgente. i discepoli e i mandarini civili e militari presero posto secondo il rango a sinistra e a destra. Il terzo discepolo si chiama Sabbioso. mele verdi. mostra il buio e domina il silenzio. che inglobano yin e yang. e la pusa lo aveva convinto a riscattarli e a rifarsi una vita servendomi in qualità di cavalcatura. alghe finissime. Piatti d'oro giallo. Ha raggiunto la corte dei Han mediante un sogno splendente(22). i tè profumati e tanti insoliti sapori. sagittarie. si resero conto che il grande impero della Cina non aveva uguali: Le porte sono parate di ricami dai vivi colori. o turbinante nella tormenta. È una Via segreta che cristallizza i misteri: chi la segue non ne conosce i confini. Sanno stare a tavola?" "Vostra maestà consideri che appartengono al ceto dei mostri di campagna: non hanno familiarità con le finezze della sacra corte cinese. Voleva riordinare le argomentazioni in base a ciò che aveva appreso. sciocchi e rozzi. semi di loto. Teneri navoni. per insegnare la retta via a chi venisse dopo di lui." Tripitaka tornò a ringraziare sua maestà di tutte le sue bontà e fece segno ai tre di seguirlo. e che un giorno dopo l'altro ci trovavamo davanti montagne. convertito da Guanyin. anche se hanno ben chiaro lo yin e conoscono a fondo lo yang. ed è uno specialista nella traversata di corsi d'acqua. di Carrolento. Anche il più stupido sa orientarsi davanti alle immagini. espungere il falso e convalidare il vero. sono difficili da penetrare perché non si vedono. di Cammello Leone. Al cader della sera tutti resero grazie all'imperatore e si ritirarono. L'ottenimento della Via aveva spento la loro aggressività. sfidando i remoti pericoli. Glutine di grano con foglie tenere di cedrela. Fin dall'infanzia ha esercitato la sua attenzione e la sua intelligenza. splendidi funghi dolci. Intensi e rari profumi salgono da piatti ricercati. L'insegnamento verbale che di lui era rimasto fu diffuso per guidare gli esseri lungo le dieci tappe della salvezza. il maestro della Legge Xuanzang. deplorando gli errori che si trovavano anche nei testi meglio recensiti. Devo molto alla sua protezione. quando i segni erano precisi e la gente vi poneva attenzione. nei pomeriggi afosi. faceva il mostro nel villaggio dei Gao. non me la prenderò" rispose Taizong sorridendo. esse sono i contenitori della vita. Le scritture del Buddha si dividono in Grande e Piccolo Veicolo." E dettò quanto segue(21): Sappiamo che i due princìpi creano le immagini che si manifestano fra il cielo che ricopre e la terra che regge. gli avranno oscurato il cielo. Partì con il suo bastone di viaggio per solo compagno. Ha dovuto percorrere mille leghe di montagne e di fiumi. Spingeva i suoi pensieri alla porta dei misteri." Il reverendo era allegro e soddisfatto. e fine da non lasciarsi sfuggire il granello invisibile. in religione Consapevole della Purezza. gli avrà nascosto la strada. Quando entrarono nella sala del banchetto. Per quattordici anni ha percorso l'universo occidentale nella sua ricerca della giusta dottrina.l'ho liberato. vari tipi di felci in polvere. del Paese delle Donne dei Liang dell'Ovest. La giornata trascorse piacevolmente. nel ritorno la maggior parte dei sutra. o gran distese d'acqua. il suo spirito sonda l'informe. che le prove più dure gli sembravano lievi. il suolo è coperto di tappeti rossi." Taizong li elogiò senza riserve e domandò: "A conti fatti. Scimmiotto e Sabbioso erano addirittura gravi e riservati. Il nostro monaco. Quando i rami dei pini si sono volti a oriente. e ho potuto assumerlo grazie all'aiuto del Novizio. mentre i saggi raramente ne penetrano le combinazioni. La neve accumulata nelle albe fredde. noci di torreya. anche lui aveva i suoi trascorsi. trasformano ogni cosa pur senza manifestarsi in modo visibile. questa volta. oltre ai timbri delle prefetture di Fengxian. ed è giunto precocemente a comprendere la triplice vacuità. il documento fu restituito. Porcellino. che pure sono la sostanza di cielo e terra. di Jisai. che esalta il vuoto. fettine di zucca alla senape. Invano quattro volte otto magnifici ritratti riprodussero i suoi lineamenti." "Come mai?" si stupì Taizong. i vini densi. Quando l'ufficiale di servizio annunciò che il pranzo era servito. Ha saputo superare ripide cime e passi pericolosi: devo molto alla sua forza. L'indomani Taizong tenne udienza e dichiarò: "Abbiamo trascorso una notte insonne. quale distanza avete dovuto coprire?" "Guanyin diceva che si trattava di cento ottomila li. per salvare uomini e animali dai tre cammini della perdizione. orecchiette avvolte in formaggio di soia. e invitati a partecipare al banchetto nel padiglione orientale. tenere radici di loto. giuggiole dello Shandong. per soccorrere ogni specie di esseri e dominare i dieci orienti! Ineguagliati sono l'efficacia del suo prestigio e la forza dei suoi poteri. La Legge scorre imbevuta di silenzio. Inoltre ci sono: la legge. di Bhiksu. La sua saggezza supera le relazioni umane. io confesso di non aver tenuto il conto. ancor prima che la dottrina si diffondesse in parole. è capo e guida della scuola buddista." "Quel cavallo fu divorato da un drago al Torrente del Dolore dell'Aquila. Ma era così ardente nel perseguire la meta. attraversare fumo e nebbia. che illumina i territori dell'Est e vi riversa l'onda della compassione. Perciò il cuore e lo spirito lo spingevano verso un pio viaggio nei puri territori d'Occidente. il maestro. ciotole di giada bianca con disegni scolpiti. Porcellino. prugne e corbezzole: non mancava niente. pere testa di lepre. non avevamo dimenticato le vostre parole. marroni di Xuanzhou. Lo detteremo al funzionario di servizio del segretariato imperiale." Taizong spiegò il passaporto e lesse: 'Rilasciato tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù. mentre si installava nella cella del superiore. anche il più sapiente può ingannarsi nelle cose invisibili. le coppe di cristallo. né rugiada di immortali o luminosità di perla che irraggino la sua luce. essa è grande da contenere l'universo. Abbiamo attraversato molti regni: vi mostrerò i loro visti sul passaporto. la trasmissione dell'errore e l'arte della magia. pinoli.Discepoli. frutti della sabbia. Presto se ne andarono a dormire. vi siamo corsi incontro. So che sono trascorsi quattordici inverni e quattordici estati. Ti chini su di lei: dove sarà la sua sorgente? Come potrebbero i mortali. di Viola Porpora. Si eseguirono canti e danze solenni. Nascosta o manifesta. Alla fine dell'esame. Perciò l'esame del cielo e l'osservazione della terra consentono agli ignoranti di comprenderne l'origine.' Commentò sorridendo: "Che lungo viaggio! Ormai siamo nell'anno ventisettesimo. tuffarvisi senza dubbi e confusioni? L'eminente dottrina è nata nelle terre dell'Ovest. Ha portato i bagagli per tutto il viaggio. Abbiamo pensato qualche parola di debole ringraziamento. Quanto al cavallo. anche lui era stato preparato da Guanyin. l'imperatore scese dal trono e prese Tripitaka per mano: "Non mi pare che i vostri discepoli siano molto pratici di etichetta. olive di Cina. la doratura delle statue nascose il suo vero volto. in religione Consapevole delle Proprie Capacità. gli uomini si volgevano alla virtù e sapevano onorarla. a pensare all'impresa di nostro fratello. Rifletteva desolandosi delle deformazioni che la giusta Legge subiva. "Sono senz'altro scusati. Non si finirebbe mai di descrivere le mille ghiottonerie per cui il grande impero della Cina si differenzia dai barbari dell'Ovest. o immense foreste. sono facili da capire perché si manifestano per immagini. così grande e gravida di conseguenze che è impossibile ricompensarla adeguatamente. sul Monte del Serpente Acciambellato. Yin e yang. Benedetta dai sutra conseguiti. di Distruzione della Legge.

frammenti di tegole in una foresta di perle. ti avevo immobilizzato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. che si trova premesso al sutra del Cuore. "nella tua vita anteriore tu fosti il mio secondo discepolo Cicala d'Oro. hai acquistato meriti trasportando il santo monaco. scarabocchi d'inchiostro su tavolette d'oro. Ha ricevuto le ultime parole dei santi di altri tempi e la dottrina autentica dei saggi più eminenti." A questo punto il Buddha si rivolse al cavallo bianco: "Tu sei figlio del re drago Aojun del mare occidentale." Taizong ordinò: "Prendete dunque qualche rotolo dei sutra autentici e accompagnatemi alla Pagoda dell'Oca Selvatica." "Discepoli. rivolto a Taizong: "Se vostra maestà vorrà diffondere le scritture. Ma in quel momento si diffuse nell'aria un intenso profumo. "Consapevole del Vuoto. il cielo si squarciò e vi apparvero gli otto giganteschi portatori di folgore: "Reverendo. Bisogna tener presente che la caduta è determinata dall'accumularsi di cause malvagie. Stabilì inoltre che a est della città si erigesse un nuovo Monastero delle Copie. Quanto ai classici esoterici. e spargere all'infinito i loro benefici come il sole e la luna. Ottenuti quei sutra in capo a dure prove Dopo quattordici anni di viaggio ad Occidente. Taizong disse: "I nostri talenti valgono meno delle belle tavolette di giada su cui sono espressi. Ha ottenuto complessivamente trentacinque opere capitali del Grande Veicolo. al mondo. Perché io devo fare lo spazzino?" "Per riempire la tua gran bocca e il tuo grosso ventre" rispose il Buddha. fu convocato il santo monaco. dentro il palazzo e fuori. Il cavallo vi s'immerse e mutò forma: sul capo gli spuntarono corna di drago. Infatti il loto si attiene a ciò che è puro e pulito. "Loro diventano dei buddha. Mi sono rallegrato della tua applicazione a contenere il male ed espandere il bene. Scimmiotto si rivolse al monaco cinese: "Maestro. e anche il cavallo manifestò la debita gratitudine per i favori accordati. in tempo per rispettare il termine assegnato di otto giorni." Taizong si rivolse agli ufficiali di servizio: "Qual'è il più impeccabile monastero di Chang'an?" Il grande letterato Xiao Yu fece un passo avanti e rispose: "Il monastero della Pagoda dell'Oca Selvatica. Persino le inconsapevoli piante raggiungono il bene accumulando il bene. Era stato preparato un alto pulpito per la predicazione. "Santo monaco" dichiarò solennemente il Buddha. quanto il cielo e la terra. A ripensarci con un po' di modestia.Picco degli Avvoltoi ha contemplato esotiche bellezze. Un'aura di buon augurio lo avvolse mentre saliva in alto sfoderando i lunghi artigli delle quattro zampe. perché consegnassero i sutra. Il Buddha ordinò a un rivelatore di portare il cavallo dietro la vetta del Monte degli Avvoltoi. la sporcizia della palude non contamina le foglie del loto che vi cresce. "queste cose si devono fare in luogo consacrato. Mentre i buddha lodavano l'eminente Legge del Beato. I meriti che hai conseguito scalando montagne e guidando il cavallo ti valgono il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino arhat dal Corpo Dorato. La tua vera anima fu bandita in una reincarnazione nelle terre dell'Est perché eri stato disattento. attraverso acque torbide e agitate. Per esserti permesso confidenze con la fata della luna ed esserti ubriacato alla Festa delle Pesche d'Immortalità. Ha il merito insuperabile di avere portato le nubi della compassione dall'estremità dell'Occidente a bagnare con la pioggia della legge questo angolo sperduto d'Oriente. Monaci eminenti vennero incaricati di celebrare una grande cerimonia dell'acqua e della terra nel Monastero dell'Oca Selvatica. al termine della prova voluta dal Cielo. tu eri una divinità acquatica. ora che siamo colleghi . fratello" rispose sorridendo Taizong. ci confessiamo ignoranti. L'uomo ne è responsabile con i suoi atti. Per fortuna. I vajrapani introdussero maestro e discepoli e riferirono al Beato: "In conformità dei vostri ordini. hai protetto il santo monaco. Il reverendo attendeva alla porta per poter ricominciare i suoi ringraziamenti. Hai acquistato meriti assoggettando lungo la strada diavoli e creature malefiche. proteggendo il santo monaco. Le divinità della montagna santa si erano raccolte davanti al Buddha per udirlo predicare. Perché il cinnamomo che cresce sulla rupe produca fiori. La santa dottrina. e si attorceva alla colonna Omaggio agli Splendori del Cielo che si trova all'ingresso del monastero. dopo aver scrupolosamente conservato la nostra fede e aver acquistato i più alti meriti con la tua cerca delle autentiche scritture. le nostre parole non sono adatte per iscriverle su bronzo e pietra. ti conferisco il giusto frutto di una promozione al posto di Delegato alla Pulizia degli Altari. ma i sutra che ha riportato sono in numero finito. gli occorrono nubi e rugiada. tu fosti Generale delle Cortine Arrotolate e fosti bandito nel mondo di Sotto per aver rotto una coppa di cristallo. avevi provocato gravi disordini nei palazzi del Cielo e io. Ti sei reso colpevole di empietà disubbidendo a tuo padre." Il reverendo si prosternò e andò avanti con i ringraziamenti. Copie dei testi furono diffuse in tutto l'impero. Dopo tanto soffrire sopra le aspre montagne Ed acquisiti nove volte nove gran meriti. Bisognerà conservare gli originali come tesori. Prego nostro fratello di venire con noi a leggerci le scritture. abbiamo scortato il santo monaco e i suoi compagni nel paese dei Tang. è restaurata. Taizong lo fece pregare di salire accanto a lui e gli porse lo scritto. vengono ricondotti Fra gli eletti. Ora ritorni felicemente. Per i meriti che hai ottenuto portando pesanti fardelli. Se i sutra sono giunti nell'Est è anche merito tuo. Ma vorrei sapere come si intitola. Non saranno lieti di perseguire la felicità mediante fattori felici? Possano le autentiche scritture diffondersi. mentre il bene è fattore di ascesa. Il reverendo lesse e ricominciò a ringraziare: "Lo stile di vostra maestà è elevato come nei tempi antichi. in salvo sull'altra sponda. ti sei convertito alla dottrina buddista. al lago Trasformazione del Drago. per un totale di 5048 rotoli. Le terre dell'Est di loro serbano I sutra riportati. seguitemi" ordinò il reverendo. Quando la dettatura ebbe termine. La moltitudine peccatrice ritrova la buona fortuna: un'acqua redentrice spegne l'incendio che bruciava la casa e salva l'umanità smarrita. L'intero contenuto di cento cofani di canoni scorre dalle sue labbra come un vasto fiume. che era fortemente lacunosa. E. Possano quei benefici estendersi e durare a lungo. da tradurre e diffondere in Cina. Di che cosa ti lamenti? "Consapevole della Purezza. Entrato nella comunità monastica. hai meritato il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino buddha della Vittoria in Battaglia. "Non ci recitereste qualcuna delle autentiche scritture?" suggerì l'imperatore. Ammiraglio dei Canneti Celesti. in modo da liberare i dannati dalle loro sofferenze e diffondere per l'universo il beneficio ricevuto. una barba d'argento ornò il suo mento e le guance. "Consapevole delle Proprie Capacità. malgrado il tuo spirito limitato e una sensualità che non sei mai riuscito a dominare completamente. Nonostante i numerosi peccati commessi quando vivevi nella Grotta della Passerella di Nuvole dei Monti Fuling. La sua mente ha offerto campo aperto alla Via dei tre veicoli e dei sei comandamenti. "Maestà" rispose il reverendo. Finite le cerimonie. su cui il reverendo salì. Il palazzo non è un posto adatto. Il titolo è: Prefazione alla santa dottrina. gli ammiratori della nostra dottrina sono tanti. Vi rendiamo quindi l'ordine ricevuto in lettere d'oro. hai difeso in qualche modo la forma umana e alla fine sei passato alla nostra eminente dottrina. Il carro imperiale si mosse verso la Pagoda dell'Oca Selvatica. ma non so se vi piacerà. sarai una delle otto creature eccezionali. da maneggiare con precauzione." Questo fu il testo composto dall'imperatore Taizong. la pelle si coprì di scaglie dorate. per recitare i sutra autentici del grande canone. Riempiendo il Chiliocosmo. Per la fedeltà che hai dimostrato da un capo all'altro del viaggio. a maggior ragione coloro che godono delle relazioni umane. Quando entrò eseguì con molta concentrazione il rituale delle prosternazioni. Intanto gli otto vajrapani avevano ricondotto i pellegrini e il cavallo sul Monte degli Avvoltoi." "Ma come!" brontolò Porcellino. con la profondissima potenza della Legge. e non si lascia toccare da ciò che è sudicio." Gli interessati si fecero avanti per essere investiti delle loro nuove funzioni. l'argomento è sottile e profondo. fosti condannato a reincarnarti nel mondo di Sotto nel corpo di un maiale. Il reverendo posò il sutra che teneva in mano e dall'alto del pulpito salì dritto al nono cielo. ha esplorato sublimi meraviglie e penetrato reconditi misteri. Non si contano i paesi che ha percorso. Caduto nel Fiume delle Sabbie Mobili. ma dopo la tua felice conversione alla nostra Legge e adesione alla comunità. Il tuo attaccamento alla nostra dottrina ti vale il giusto frutto di un'alta promozione: io ti nomino Candana buddha Pieno di Meriti e di Virtù." "Caro fratello. l'ho pensato stanotte per esprimervi la mia gratitudine. tutte quelle buone cose spetteranno a te. e a ogni cerimonia portano molte offerte. Davanti alla composizione imperiale sulla santa dottrina. Non merito davvero i vostri elogi e la pena che vi date per ringraziarmi. seguito dai mandarini che portavano rispettosamente fasci di sutra. "Devi considerare che. e con ciò avevi spregiato il mio eminente insegnamento della Legge." "Seguiremo le vostre istruzioni. Taizong e il suo seguito si prosternarono e pregarono. Questo testo dettato di getto è proprio maldestro. converrà che ne faccia preparare delle copie. Ordinò dunque che la Foresta dei documenti e l'ufficio delle redazioni procedessero alla copiatura. peccavi mangiando esseri umani." I quattro pellegrini si prosternarono. i mandarini presenti si congratularono. si prosternarono e corsero a diffonderne copie. Questo raggio d'oro trarrà tutti. bando alle prediche! Posate i sutra! È ora di partire!" I tre discepoli e il cavallo già cominciavano a innalzarsi. Ti conferisco il giusto frutto del posto di cavallo-drago celeste. provo vergogna. ma poi ti sei felicemente convertito alla nostra dottrina e l'hai conservata con sincero rispetto.

(6) "Voi che amate se": colore. Avalokitesvara bodhisattva. ma si trattenga dall'eiaculare. il cervo s'unisce alla cerva. rivelatori. due sette due. (9) In effetti.. i tremila rivelatori. serpenti si annodano. il cerchio è scomparso: non poteva certo rimanerti incrostato sulla testa. Candanapunya buddha. e io lo farò a pezzi perché quella vecchia pusa maligna non sia tentata di usarlo per giocare brutti tiri a qualcun'altro. upâsika e upâsâka. e così via). i cinquecento arhat. Nubi iridate intorno al Picco degli Avvoltoi. Namo buddha vincitore di saggezza. Sughosa buddha. Namo buddha dello splendore dei talenti. Il giovanotto non seppe decidersi in tempo a rinunciare all'attesa. Namo buddha re vittorioso della bandiera di sapienza. Namo tutti i pusa della gioia ultima del Paradiso dell'Ovest. dodici undici dieci. Namo pusa dal vasto potere. la tigre di giada riposa. Namo buddha che manifesta l'assenza di ignoranza. Namo eminenti pusa. Namo buddha della luce universale. a tutti i pusa e mahâsattva: Mahâprajnâ-pâramita!" Così finisce la storia del viaggio a Occidente. Namo buddha del sacro stendardo. 15). (5) "Se l'uomo dorme nel bagnato si prende il mal di reni e resta mezzo paralizzato: è così anche per l'anguilla? Se si trova su un albero vi sta tremante e titubante: è così anche per la scimmia? Chi di questi tre conosce la giusta dimora? L'uomo mangia gli animali erbivori e granivori. Namo buddha dello splendore di grande compassione. Vyûharâja buddha. Namo buddha re della forza della grande sapienza. Namo buddha di meriti e virtù. Maestro e leone sono omofoni in cinese: shi. Si spargono Ovunque i sutra sulla terra. Namo buddha vittorioso in battaglia. (14) . doppio dodici. Namo buddha Emituo. Varuna buddha. I draghi d'oro dormono in luogo appartato. gli uccelli volavano in alto e i cervi fuggivano di corsa: chi di questi quattro conosce la giusta bellezza sotto il cielo? A mio modo di vedere. presente e futuro. Mahâsthâma bodhisattva. Alto su ogni pericolo. arhat dal corpo d'oro e otto gioielli. Namo buddha dello splendore del sole e della luna. Sumeruprabhâsa buddha. Samantabhadra bodhisattva. Gli elementi Ricadono nel vuoto e nel silenzio. Manidhvaja buddha. Fenici verdi e rosse svolazzano allegre. bisognava pure adottare qualche mezzo speciale per tenerti sotto controllo. Namo buddha dell'indistruttibile diamante. Namo buddha re del cristallo splendente. Namo buddha di luce preziosa. Possa chi ne è testimone scoprire la bodhi nel loro cuore e nel loro spirito." Scimmiotto si palpò la testa: il cerchio non c'era più. il gufo e il corvo trovano gustosi i topi: chi di questi quattro conosce il giusto gusto? Lo scimmione ha per femmina la scimmia. Ratnaprabhâsa buddha. santi monaci. Namo pusa. Namo buddha del perlaceo splendore del sole e della luna. I cinque Di non-dualità giungono in vetta. bhiksu. A tutti i buddha dei tre mondi e dei dieci orienti." L'idea sottostante è taoista: una buona igiene sessuale richiede che un uomo "si nutra dello yin" del maggior numero possibile di donne. pini alteri e antichi ginepri. L'invariabile mezzo. Namo buddha della bandiera di gioielli. non sarebbe la regola. Namo pusa della legge senza limiti. Namo buddha del passato. l'anguilla nuota insieme al pesce. e finì affogato. sono i caratteri con cui si iniziano di solito gli esercizi di scrittura. Namo buddha della bandiera di luce perpetua. mille frutti che rivaleggiano in fascino e bellezza sotto un cielo coperto da brume di buon augurio. Gibboni neri e cervi bianchi scorrazzano a piacimento. 1). Namo buddha del prezioso splendore della luna. Namo buddha di longevità senza limiti. Namo buddha Vairocana. Amitâyus buddha. tudi. La folla. festa delle lanterne. Rinnòvati. bhiksu. Namo tutti i pusa dell'oceano di purezza. Namo santi pusa del vajra di diamante. affluiva l'acqua della marea. tartarughe strisciano. Mille fiori. Candraprabha buddha. (10) Porcellino dice il vero. (2) L'espressione "andare al paradiso dell'Ovest" significa "morire". Namo buddha Poliuna. dèi del giorno e della notte. con una ragazza poco puntuale. (12) Nei versi di Tao Qian (365-427) il villaggio della fonte dei Fior di Pesco è una piccola comunità fuori dal mondo. Amithâba buddha. fiori e frutti. Bhaisajyavaidûrya-prabhâsa-râja buddha. Punyapuspa buddha. Mañjusrî bodhisattva. Namo pusa. fin dall'VIII secolo. Ogni verso originale si riferisce a una combinazione del gioco (ordine del cielo. cipressi azzurri e bambù smeraldini. Namo pusa Puxian. Namo buddha capo dei saggi e dei buoni. Namo buddha dello splendore del mare d'oro. Il buddha Candana." (Zhuangzi. la dama di corte Mao e la concubina Li erano ammirate dagli uomini . (11) "Nemmeno per un momento è consentito derogare alla regola delle nostre azioni. Namo eminenti pusa. Tocca e verifica. Namo buddha dello splendore del Sumeru. Lepri nere vanno e vengono. Namo buddha saggio dei Sâkya. E così i vani nomi dei demoni.ma al vederle i pesci si tuffavano nel fondo. pesche che maturano da diecimila anni. (4) I versi sono intessuti di riferimenti al gioco del domino cinese. (13) "Volevate diventare maestri fra gli uomini e avete sollevato queste complicazioni con i leoni". upâsaka e upâsikâ. funzionario superiore." "Non portarmi rancore. Namo buddha del meraviglioso suono. A quei tempi eri difficile da maneggiare. Mahâprajñâbala-râja buddha. Namo buddha dei chiari talenti. Fiori straordinari delle otto festività. Namo buddha re vincitore della Legge. Nârâyana buddha.lo mostrerò al re nel suo vero aspetto per indurlo a coltivare il suo corpo allargando i desideri. Dharmajaya-râja buddha. il centopiedi trova gustosi i serpentelli. riconoscenti alla quadruplice grazia del mondo di Sopra e in soccorso di coloro che soffrono nei tre cammini. divini frutti delle quattro stagioni. Namo buddha Naluoyan. (3) "La Grande Sapienza tutto abbraccia. che in realtà dice: ". maestri e immortali che avevano ottenuto la Via. perché lo sperma serve a lui. arhat.buddha. il buddha della Battaglia. Namo buddha dei meriti e virtù del legno di sandalo. La realtà torna in polvere. Namo buddha e pusa dell'assemblea del Lago di Loto. I cinque presero il loro posto fra gli infiniti convenuti ad ascoltare la predica del Buddha: buddha e pusa. Namo buddha di meriti. Dipamkara buddha. Buddha Sâkyamuni. Ha raggiunto Candana il Gran Risveglio. se si potesse derogare. Ratnadhvaja-râja buddha. Come posso conoscerne la classificazione?" (Zhuangzi. O magari vi piacerebbe ripetere l'incantesimo per stringerlo? Mi farete il piacere di recitare la formula che lo apre. Namo buddha della lampada che contempla il mondo. il cervo mangia l'erba. Questo e altri lieviti taoisti nel discorsetto buddista di Tripitaka. non penserete mica di continuare a farmi portare il cerchio d'oro. a mani giunte. (8) Tre schiocchi di frusta invitavano gli astanti al silenzio e segnalavano l'apertura dell'udienza. la piccola sapienza distingue. Namo pusa delegato alla pulizia degli altari. Maitrîbala-râja buddha. Namo buddha del lume della torcia di sapienza. il Delegato alla Pulizia e l'arhat dal corpo d'oro si godevano il giusto frutto. Namo buddha di buon vagabondaggio. maestro dei medici. le grandi parole compongono i contrari. Namo buddha del progresso del bene. recitava in coro: "Namo buddha che accende la lampada dell'antico passato." (Zhong Y ong. (7) Il giovane letterato Wei aveva un appuntamento galante sotto il ponte. Namo buddha della chiarezza delle virtù del mare. il cavallodrago aveva raggiunto il nirvana. II. per diventare immortale. Namo buddha re della potenza della compassione. divinità di grotte e di montagne. Namo buddha dello splendore della pace del mondo.. il nome è Shangguan. grandi dèi. dall'estuario fluviale. Namo pusa Guanyin. guardiani. Namo buddha di pura gioia. Namo pusa Wenshu. Namo buddha di vasta dignità. ma anche i piaceri dell'amore. Namo buddha dello splendore del legno di sandalo. Namo buddha che conduce alla verità del nirvâna. II. NOTE: (1) La traduzione italiana si permette di occidentalizzare il testo. Maitreya buddha. Nâgarâja buddha. Il tempo passava invano e. talenti e virtù. Possa rinascere nel paese della suprema felicità e porre fine alle reincarnazioni. nuvole di buon augurio si accumulano sopra il mondo della gioia assoluta. 10). prugni di ogni colore. Namo buddha onorevole re drago. le piccole parole discutono di futilità. Unito ai quattro stati. riunione fra nubi e venti di draghi e tigri. Vogliano così i buddha di tutti i mondi acconsentire a ornare la pura terra del Buddha di meriti e virtù. protettori. Namo buddha dello splendore della virtù dell'oro. Namo rispettato buddha Mile. drago celeste che appartiene alle otto creature eccezionali. Ora che sei buddha. Namo pusa di eminente posizione. Svâgata buddha. i pretesti della carità e della giustizia e le strade dell'affermazione e della negazione sono confusamente mescolate e imbrogliate.

(16) È sempre Anâthapindada. È l'esagramma della primavera. ma una serie di canzoni sulle parole: bella riunione di gioiosa unione. In seguito servì a indicare esami preliminari. (23) "Il doppio albero e le otto acque". e sotto il Creativo. o illuminazione. che qualificavano ad affrontare i veri esami da mandarino. Invia emissari in occidente in cerca di maggiori informazioni. La coppia di esagrammi descrive anche il ritmo lunare (capitolo XXXVI).L'esagramma Tai. Sarasvatî. e Fu Yi gli parla del Buddha. (21) L'inserto che segue è storico. . (17) In questo caso l'omissione non riguarda una descrizione a oltranza. (19) Furono tutti e quattro mandarini-modello di epoca Han. L'imperatore Ming (58-75) sogna una divinità d'oro che vola. che tende a scendere. Abbiamo incontrato l'esagramma Tai in una nota del capitolo precedente. (22) La prima menzione del buddismo in Cina si trova nella storia dei Han posteriori. per felicitare Xuanzang della traduzione del Y ogâcârabhûmi sâstra. Indo. Sono i due alberi di sâla sotto i quali il Buddha ebbe il risveglio. Il testo fu riportato da Hui Li. si compone di tre linee spezzate sotto le quali vi sono tre linee piene: sopra il Ricettivo. benché scritta in tutt'altro modo. L'esagramma Pi. che è probabilmente il più antico testo buddista cinese pervenutoci. Sono adattati ai fatti del romanzo gli anni di assenza (ridotti da 17 a 14) e le opere riportate dall'India (ridotte da 657 a 35). Gli ovini si indicano con una parola dello stesso suono. sotto tre linee spezzate (il Ricettivo). nella sua biografia del maestro. è il suo opposto: sopra tre linee piene (il Creativo). che ascende. il Ristagno. e gli otto fiumi dell'India (Gange. yang. la Pace. Al tempo dei Tang l'espressione designava una categoria di esami mandarinali e i candidati che li superavano. (20) Sessantaquattro. essi gli riportano il Sutra dei 42 articoli. un discepolo di Tripitaka. (18) Due "talenti distinti". Oxo. Mahî e Hiranyavatî). L'inizio (dal basso) con tre linee piene significa yang. Interpella i suoi ministri. Yamuna. Taizong scrisse questo testo nel 648. Sîtâ. (15) "Il Tai diventa Pi".

questo capitolo mostra che la strada della ricerca delle scritture è di quelle che richiedono alla persona di consacrarsi interamente all'essenziale. ha i titoli di cavallo-drago e di terzo principe. come gli altri fanno il loro. Mentre camminavano." Scimmiotto. ma si guardò bene dallo svelare i celesti disegni e si accontentò di rispondere: "Va bene. rivolta a sud. Suo padre lo accusò di aver mancato di pietà filiale e lui fu condannato a morte: gli salvò la vita la pusa Guanyin." "Ma è proprio un drago?" intervenne Sabbioso. come: Esile salice dondola i rami Sul ponte sottile la sera. esaminava la scena quando il discepolo Consapevole del Vuoto lo raggiunse: "Non sarete mica cascato dal cavallo. vive d'aria pura e di acqua fresca. Sulle colonne laccate d'oro erano appesi cartoncini scarlatti che recavano distici per l'anno nuovo. che può scavalcare montagne con un salto. Poi aggiungi le coperte Di feltro. ai piedi del muro di cinta. finché in cima al pendio il cavallo rallentò l'andatura. "Discepoli miei" disse Tripitaka. "ecco che si fa tardi. e gli chiederemo rispettosamente asilo. criticava il cavallo perché camminava troppo piano. appoggiato alla sella. Siepi di crisantemi decorate Dalla brina. E per finire la cappa di giunco. che rappresentava paesaggi di montagne di longevità e mari di felicità." "Ma tu fa un po' il conto: Quattro stuoie di giunco ed otto corde Più o meno lunghe." Il bestione." "Be'. alzò gli zoccoli e schizzò via come il lampo. Da quando abbiamo attraversato il Fiume delle Sabbie Mobili. e dobbiamo evitare qualsiasi comportamento criticabile. . Ecco: Aceri rossi dominano i colli. Globi d'oro ricoprono l'arancio. producendo nell'aria mille scie colorate. Chi è nel vero coi denti spezza il ferro: Così pervieni a perfetta saggezza. roba da proteggere Dalla pioggia. avevano spezzato le illusorie catene di polvere e varcato le sabbie mobili dell'oceano della natura che era in loro. io non la tocco più da un pezzo. in ferro Damaschinato in bronzo." Porcellino andò a legare il cavallo e si accasciò sull'erba. I quattro pellegrini. senza chiedere il parere di nessuno. sarebbe un segno di solidarietà fraterna fra condiscepoli. con pilastri dipinti e travi scolpite." Scimmiotto si mosse per entrare. Scimmiotto e Sabbioso si appoggiarono al parapetto della terrazza. e per di più mi fate correre a perdifiato dietro al cavallo." "Maestro." Il bravo Scimmiotto scosse la sua sbarra cerchiata d'oro. "Si capisce. Io mi occupo del maestro. Aspettiamo che qualcuno si faccia vedere. come mai quello lì cammina così piano?" "Perché. non sono fatti tuoi. "non prendere quel tono di rimprovero. vide che la torre d'ingresso era decorata da spirali di loto e da trombe d'elefante. Frena il ronzino senza usar la frusta! Madre del legno." "Via. le pene e le privazioni da sopportare fanno l'orgoglio del bravo discepolo. maestro?" "Maledetta scimmia. "ho sentito raccontare che. invertire il corso del fiume. venne la sera. Il maestro. La pusa gli ha tolto le scaglie." "Non incominciamo a minacciare violenze. Attraversarono innumerevoli colline azzurre e acque verdi. dove prendevi quello che ti faceva comodo e davi se ne avevi voglia. finirai per rimediare qualche scapaccione. Non si può fare altro. vuoi vederlo correre? Ti servo subito. Alte sale delimitano i nitidi Muri a calce. Ma allora. Il tutto appoggia Su una pertica alquanto scivolosa. spandere polvere. Perciò l'ho fatto andare più svelto. Rimase per parecchio tempo ad aspettare il maestro al Torrente del Dolore dell'Aquila. Vanno tacendo le ultime cicale. e porta solo un vecchio monaco non tanto grasso. guardate là" invitò Tripitaka. padre del metallo. tutte con un bel carico sulle spalle. che aveva dovuto affrettare il passo sulle orme del cavallo. notò che gli edifici erano sovrastati da una cappa di brume di buon augurio. Superati gli ostacoli. Non sei mica più con i Gao. In altre parole. Ho già un carico troppo pesante." "Fratello. tu e io. Tu fai il discepolo elegante del signor maestro. Poi c'è il bastone pastorale. ma Tripitaka lo trattenne: "No! Siamo monaci. e certe perle erano andate distrutte. guardando in alto. ma nessuno comparve. Dobbiamo pur trovare un posto per ristorarci e riprendere le energie: è la sola cosa sensata da fare. alzò gli occhi e vide magnifici edifici all'ombra di un boschetto di pini: Fronde di cedri incornician le porte Degli edifici in cima al colle azzurro. c'è una regola da rispettare. Aveva provocato un incendio in una sala del palazzo. anche l'autunno volgeva al termine. Non allentar le briglie della scimmia. che non riesco a portare. gli si abbandonò aggrappandosi alla criniera. affinché adempia il voto di trasportare il maestro che va a presentare i suoi omaggi al Buddha. perdendosi nella contemplazione dei fiori selvatici e delle immense distese d'erba. Il cavallo. Non vi è essere vivente Nella pace d'autunno. ma tu lo sai quanto pesa questa roba?" "Fratellino. per il gusto di umiliare la gente. avanzavano sulla strada maestra dell'Ovest." "Fratello" riprese Porcellino. andiamo a chiedere ospitalità. Donna gialla e neonato vanno insieme. "devi pur rendertene conto: tu te ne vai in giro come un ballerino. siete voi che la portate. sapete. mentre Porcellino posò il carico e osservò: "È una casa di gente ricca." Tripitaka. secondo gli antichi. Tra pini alteri e bambù variegati. Sabbioso teneva il cavallo. sollevare sabbia. bestione mio" replicò Scimmiotto. "È colpa di Porcellino. "c'è una residenza dove potremmo chiedere di pernottare. tre o quattro. Scimmiotto finì per spazientirsi e. Benché alle estremità abbia aggiunto un chiodo. Per fortuna sono riuscito a conservare l'equilibrio. Gli si potrebbe mettere in groppa qualcosa di più. il drago sa soffiare nuvole. e non badi ai poveri cristi che ti portano le valigie. È ben lunga la via per l'Occidente. Adesso sei nella comunità monastica. levato le corna e ritirato la collana di perle per trasformarlo in cavallo. La gente come noi.CAPITOLO 23 ARTI DI SEDUZIONE DI UNA VEDOVA IN CUI TRIPITAKA NON DIMENTICA LA SUA NATURA DI BUDDHA. "vi sbagliate. Figuriamoci se tu porteresti pesi. Il maestro. ti ho visto! Sei stato tu a spaventare il cavallo. più bestione di me. con alti tendaggi. dove troveremo un riparo per la notte?" "Maestro" replicò Scimmiotto. QUANDO QUATTRO SANTITÀ METTONO ALLA PROVA LO SPIRITO DI MEDITAZIONE. Aspettarono un pezzo. dal ponte le orchidee Rosso sangue ricadono sull'acqua. Allora Tripitaka riprese fiato. A che ci serve un riparo per la notte?" "Fratellone" protestò Porcellino. Stridono lamentose cavallette. per timore di essere battuto. che non aveva la forza di trattenerlo. hai torto di prendertela con me. Quando la brina fa cadere i fiori. Succedendosi i giorni e le notti. Tripitaka si sedette su un tamburo di pietra. Nevican petali di fior di pesco Nell'ampia corte a primavera. e per quanto mi riguarda. non prendetevela" disse Scimmiotto sorridendo. Ciascuno ha le sue prove e i suoi meriti." "Non vorrai mica trattarlo da cavallo! Guarda che non è un quadrupede qualsiasi: è il figlio di Aojun. produrre nebbia. Sopra la porta pieghevole era appeso un dipinto di formato orizzontale. arrivò ansimante brontolando: "Non ne posso più! Ho la pancia vuota e la schiena rotta. Il cavallo però è grande e grosso. so io quante salite abbiamo fatto. signore. entrò a esplorare: vide una grande sala a tre campate. che ha lasciato la sua famiglia. il re drago dei mari occidentali. Non si può entrare senza permesso. dorme sotto la luna su un guanciale di brina: dappertutto è a casa sua. Si apron del loto i ventagli venati." "Discepoli. ma io ci sto solo a fare il facchino. Il tuo vecchio Porcellino pena tutti i giorni sotto questi pesi. Stormi di oche selvatiche punteggiano In lunghe file lo spazio infinito. "Ma con chi stai parlando?" "Parlo con voi. che ha un bel peso. Se non fai il tuo lavoro. a mani vuote. dopo aver compreso la verità dell'essenza delle cose. In serena e maestosa architettura. Capì che doveva trattarsi di trasformazioni soprannaturali predisposte da buddha e immortali." "Bestione!" disse Scimmiotto mettendosi a ridere. con le arie che ti dài. Non me ne ricordo nemmeno. sconvolgere il mare. tu e Sabbioso dei bagagli e del cavallo. sceso da cavallo.

La vostra visita. Le bande vaporose volavano come ali di fenice. Se acconsentite. Porcellino. muto come un sasso. C'è una poesia che ne parla: Abiti nuovi in seta indossi a primavera. e poi oro argento che non riuscireste mai a spendere tutto nel corso di una vita intera." "Poverini. dagli orecchini pendevano varie file di perle. color verde mandarino. con la ciotola delle elemosine in mano?" Impietrito al posto d'onore. "Abbiamo più di trecento mu di terre irrigue" riprese la vedova. dal ricamo alla sartoria. Le otto feste ti recano ciascuna le sue gioie. fatto i vostri voti. bevi vino novello. Ai lati i capelli erano fissati da due spille d'oro rosso. siamo quattro. di seta per dieci. ci pregano di entrare!" Tripitaka si decise ad avventurarsi all'interno. Quest'anno compio quarantacinque anni. Ma mi accontenterei di acquisire per genero uno dei vostri discepoli.Al centro era collocato un tavolino nero di lacca opaca. ha sedici anni. E. dell'Ovest. la bellezza naturale del suo incarnato conservava il fascino della giovinezza. che reggeva un antico brucia profumi di bronzo in forma di animale fantastico. È meglio che nutrirsi Del sangue altrui e marcire nelle spoglie di carne. quando udì rumor di passi dalla porta che dava verso l'interno e vide apparire una signora di una certa età che gli chiese con voce musicale: "Chi siete? Siete entrato non invitato nella casa di una vedova. Di fronte all'Arca d'Oro. Io vi proponevo sinceramente di entrare nella nostra famiglia e di condividere i nostri beni. Ai quattro angoli delle pareti erano appesi quattro pannelli che rappresentavano le stagioni. in nido morbido. vi abbandoniate alla dolce vita. Da due anni la sventura mi ha colpito di nuovo. Mi sembra una coincidenza davvero fortunata. per divenire i padroni della nostra umile dimora. si avvicinò a Tripitaka. e ci vorremmo sposare con mariti che vengano a stabilirsi qui. acquisiti i tuoi meriti. accompagnato da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. "viene dal paese dei grandi Tang dell'Est e ha la missione di recarsi a ovest per sollecitare le scritture dal Buddha. dove vi attendono bellezze ornate da due file di spille d'oro. ma per fortuna le mie figlie non sono male. una per una. Consapevole del Vuoto? Potresti restare qui." "Reverendo" rispose la donna con un sorriso di buona accoglienza "dove sono gli altri tre? Vi prego." "Fin da ragazzo. "non facciamo scherzi! Sarebbe un argomento da esplorare meglio. a mutare i vostri piani e rinunciare ai vostri voti. raddoppiò la sua amabilità e li invitò a entrare nella sala di ricevimento. Anche noi. sotto un velo di garza nera. in famiglia voi godete di lusso. Senza cipria né belletto. sandali di paglia." "Se . con calzature fiorite dai tacchi alti. Disponiamo ai quattro orienti di una settantina di granai con le loro aie per la trebbiatura. Recàti a limpidezza la natura e lo spirito. distribuiva i capelli in due chignon bicolori a forma di drago acciambellato. Perciò ci siamo presi la libertà di accostarci alla pia dimora della nostra rispettabile donatrice. il terzo giorno della terza luna dell'anno del porco. alla vita era serrata una gonna di broccato ricamata in giallo zampa d'oca. Con altri più leggeri contempli i loti in fiore. e quello del suo defunto marito Noncè(2). Avemmo la sfortuna di perdere i miei suoceri quando eravamo molto giovani. poverini!" esclamò la vedova sorridendo. Credo proprio. diecine di migliaia di arpenti di terreni fertili. la dama prese a due mani le tazze. mandrie di cavalli e di muli." A questa risposta la vedova andò in collera: "Questo monaco screanzato mi manca di rispetto! Vi direi tutto quello che penso. Cogli di ogni stagione i diletti che porta. Il destino non ci concesse figli maschi: ho avuto solo tre figlie. ed ereditammo il loro patrimonio: centinaia di migliaia di filze di sapeche. sono persone fini. non se ne parli più. Amata. Nessun disturbo esterno più muove le tue labbra E l'essere si trova in perfetto equilibrio. lo scosse ed esclamò: "La signora vi sta parlando. ma non so ancora che cosa ne pensiate. godrete di ogni lusso. l'ultima. signori. con aria di intenditore. in cui non siano esperte. se accettate di entrare come mariti nella nostra umile dimora. signora. che fece dare un passo indietro a Porcellino: "Bestia maledetta! Noi siamo gente che ha abbandonato la sua famiglia: sarebbe insensato che ci facessimo attirare dalla ricchezza o commuovere dalla bellezza. con qualcosa del ranocchio infradiciato: stralunava gli occhi. Vedendoli tutti insieme. recando tazze di giada bianca su un vassoio d'oro: Si spande il caldo vapore del tè profumato. "Ma perché poi si dovrebbe rinunciare a qualsiasi famiglia?" "Cara signora. Quando viene l'autunno. Chiuse gli occhi per calmare i battiti del cuore e restò in silenzio. Ritorni alla tua patria. sanno recitare poemi e comporre distici. si sentiva venire tali pruriti che non riusciva a star fermo: si contorceva sulla sedia come se avesse le natiche punte da spilli. Nessuna è fidanzata." A queste parole Tripitaka si finse sordo e muto. C'erano sei poltrone. e sopra un bolero rosa. "posso permettermi di informarmi sul vostro nome e sul vostro paese?" "Vi trovate nel continente Godâniya. la seconda Amore e ha diciott'anni. "Nobile donatrice" chiese Tripitaka giungendo le mani. il mio defunto marito aveva tre anni più di me" precisò la vedova. Strani frutti sprigionano misteriosa fragranza. oltre a onorarmi. Perché incatenarsi così ostinatamente alla legge del Buddha?" Tripitaka. assumendo un atteggiamento contrito. Vi chiederete com'era abbigliata: Vestiva un abito di broccato tessuto in ramia. Dovrebbe essere un'occasione attraente per Otto Divieti. un'estensione non minore di foresta. ma è difficile abbandonare tante ricchezze. ti ubriachi a tuo piacere. se non veniste da tanto lontano. per sollecitare l'ospitalità per una notte. il povero Tripitaka sembrava un epilettico paralizzato dal fulmine. voi avete ricevuto i vostri comandamenti. "Io sono nata all'ora del gallo. Sin da piccole hanno imparato a leggere i classici confuciani. Alla fine non ne poté più. Il nome della famiglia della vostra umile serva è Mentì(1). vedendola in collera. "La mia prima si chiama Sincerità e ha vent'anni. che siano in tutto degne di voi. Mi vorrei risposare. "Via. e io vi racconterò i vantaggi che ci sono a restare in famiglia. Basta che vi rilassiate. Poi ordinò di preparare un pranzo vegetariano. prato e frutteto." "È vero. e voi mi rispondete cercando di ferirmi. agio e voluttà. Una piccola cameriera con le crocchie di capelli ricadenti comparve discreta da dietro un paravento. Va bene. Questo ingente patrimonio ci è stato lasciato invano: non abbiamo altri parenti. "più di trentamila mu di altre terre agricole. vi lasciate crescere i capelli. Non sono più comodi da indossare broccati e sete." "L'umile monaco che sono" rispose Scimmiotto preso alla sprovvista. Porcellino la squadrava dalla testa ai piedi a occhi socchiusi. ad ascoltare quant'erano ricche e quant'erano belle. Rimboccando le larghe maniche di seta dai colori cangianti. Scimmiotto stava appunto sbirciando qua e là. nutrire e tenere uniti i figli" replicò Tripitaka. né se acconsentireste. Non parliamo poi della freschezza primaverile celata dietro le nostre cortine di broccato. in mancanza di fratelli maschi. C'è un'altra poesia per descrivere anche quelli: Serve una volontà più forte del comune Per abbatter la casa dell'amore e dell'odio. maestro e discepoli. L'inverno." Scimmiotto si mise a gridare a squarciagola: "Maestro." "Ehi. "Ma sembra che ignoriate i vantaggi della nostra vita di monaci vaganti. Non c'è nessun lavoro femminile. onori e ricchezze: ed è certo una buona cosa avere di che vestire. madre e figlie. per onorare ciascuno e offrirgli il tè. s'intimidì e fece appello a Scimmiotto: "Che ne dici. Mi troverete brutta. per scoprire dita sottili come le più delicate cipolline primaverili. Una notte di nozze fra piumini di seta È molto più gradevole che vagar per le strade. sono sempre stato goffo in queste cose. Non è meglio che penare e faticare tanto per seguire la strada dell'Ovest?" Tripitaka restava inebetito. e non volete ritornare indietro. La donna andò loro incontro per accoglierli. fratello" replicò Porcellino. L'acconciatura alla moda di corte. maestro: vi fa nientemeno che una dichiarazione! Perché non state attento? Alle domande bisogna rispondere!" Tripitaka alzò bruscamente il capo e gettò un grido roco. il periodo di lutto si è compiuto appunto quest'anno. fateli entrare. e che vantaggio ci può essere a restare in famiglia?" replicò Tripitaka. una quantità innumerevole di maiali e di pecore. Dopo gli scambi di cortesie. Benché vivano fra i monti. reverendo. rilassatevi un po'. Abbiamo scorte di granaglie per otto o nove anni. reverendi. trattenuti da un pettine d'avorio con smalti vermigli e smeraldo. viene al momento giusto. Siamo quattro persone e stavamo attraversando questa nobile regione al cader della sera. Mendicare e levare preghiere ad Amitâbha. facendomi perdere il marito. hanno ricevuto anche una cultura da maschi. cappelli di foglie di bambù. mille capi di bufali gialli. li fece sedere e li pregò di attendere il tè. sembrava sul punto di traboccare per terra. che lana di bigello.

" "Ma non si fa così. Ad ogni loro passo Diffondono un profumo d'orchidea. il monaco cinese: lui sì che è bello. per caso. che mendicare per tutta la strada dell'Ovest?" "Il fatto è che non osano disubbidire all'ordine sovrano del monarca dei Tang" rispose sorridendo Porcellino. come oserei desiderare queste ricchezze estranee? Io voglio a tutti i costi arrivare al Paradiso dell'Ovest." La donna. A queste parole il bestione capì che sapevano tutto. Aspetta che ne parli alle mie figlie. che non aveva avuto modo di pascolare. Porcellino riportò davanti alla casa il cavallo. ma tu cerchi di mettere in imbarazzo me solo." "Balle. Piccolo o grande. Ricche le acconciature dei capelli. Lo dice anche il proverbio che il bonzo è un fantasma affamato. il maestro e la dama faranno da genitori alla cerimonia. si udì il rumore della porta che si chiudeva. Sincerità. riprese la propria forma e si presentò a Tripitaka: "Consapevole delle Proprie Capacità riconduce il cavallo alla briglia. dal momento che siamo senza capo famiglia. Dài bestione. Per ordine della pusa e perché lo avevo catturato. Se la casa ti sembra troppo bassa. Questa sera. Chang'e discesa in terra dalla luna! Tripitaka teneva la testa bassa e le mani giunte. per piacere. ma accidenti se sono utilizzabile!" "Utilizzabile come?" "Io D'aspetto sono brutto. Che cosa vi sarebbe costato farle qualche moina e restare più nel vago. e disse: "Suocera. per esempio. Son gli arpenti a migliaia. fatele ritirare. io passo la spugna e ti assolvo. è meglio avere un genero come te che non avere nessuno. Fan fremere i cuori Le bellezze smaglianti. giade e spilloni dorati. "Quante cose non sai!" disse Scimmiotto. Chi trova bella la donna di Chu." "Maestro. le tre bellezze scivolarono come ombre all'interno. mentre ." Ed entrò in casa chiudendosi la porta alle spalle. a far da genero. quel vostro maestro. Tripitaka non sapeva se dargli credito. presenta al maestro i tuoi rispetti e adempi i tuoi doveri di genero. sarebbe dipeso soltanto da me e da voi: avremmo potuto pensarci domattina. "Sabbioso. può restare Consapevole della Purezza. ritorna al mestiere di genero! Chiedilo per favore. di esservi data la pena di mostrarci questi esseri celesti." "Va bene. "avete deciso chi di voi quattro sposerà una mia figlia?" "Ne abbiamo discusso" rispose Sabbioso. non lo nego. se si intasa. ritorna a parlarne con il tuo maestro. figuriamoci un po'! Cos'altro vuoi riflettere? Il maestro farà da padre dello sposo. a testa bassa e collo torto. "Toccherà a Porcellino divenire vostro genero. Se passa la notte a digiuno. Ma lavorare so come una bestia. come per caso. e ci sarà un bel banchetto di nozze. "non se la sentono di prendersi questa responsabilità. io farò da testimone e Sabbioso da mezzana. Spazzerò il pavimento quando occorre E drenerò il fossato. Un momento dopo ricomparve il bestione e legò il cavallo. gli gridava e lo spingeva a destra e a manca senza lasciarlo in pace." "Perché dovrei chiedere il suo consenso? Non è mio padre. non ha avuto altra scelta che di abbandonare la moglie. penso a convocarla. Non commetterò mai la perfidia che mi suggerite. La signora conduceva le tre ragazze. E poi quel povero cavallo non può stare così. Non sospettava che Scimmiotto avesse sentito tutto. fine ed elegante. farsi bonzo e seguire il maestro nell'Ovest. finché non lo ebbe spinto. ho l'impressione che ci abbia ripensato spesso." "Il posto non era adatto al pascolo. non è leale!" protestò Sabbioso. non dico di no. "Se acconsenti. dovreste spiegare alle vostre amate figlie che un uomo non si sceglie con questo criterio. la signora il suo ruolo ce l'ha. La mia difficoltà sarebbe questa: non è. Visi primaverili sotto il lieve Velo di cipria. resta a fare compagnia al maestro" disse Scimmiotto. fammi un bel salamelecco. signora. non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo." "Lo terrà alla briglia perché non si perda. Ogni provvedimento utile in casa. Se non ci sono ostacoli. avrei ripudiato una moglie solo per impalmarne un'altra. ma invece di farlo brucare. Tu ritorni laico e tutti saremo contenti. Io invece sono brutto. noi e loro." "Signora e cara mamma. ma ora. con il bel risultato che perdiamo le occasioni. portavo il cavallo a pascolare" fece il bestione abbandonando le redini e accostandosi con una riverenza." Prese una mano di Porcellino. smettila di far commedie! L'ha trattata da mamma. come ali di farfalla. constatato che uno dopo l'altro cercavano pretesti per rifiutare." "Se tu sei così bravo in casa. Dopo nemmeno due mesi che sono con voi. poi voi mi avete accettato e mi avete dato i vostri insegnamenti. nel villaggio del vecchio Gao. con la bocca imbronciata e le sopracciglia aggrottate. balle!" brontolò Porcellino. Troppo tardi! Sbrigati ad acconsentire e offrici il brindisi del festeggiamento: almeno ci guadagneremo qualcosa anche noi. "che io vado a vedere che specie di pascolo va cercando il nostro amico. volgaruccia? Queste son fate venute dal Cielo. Adesso che ci ha sbattuto la porta in faccia. balbettò: "Grazie. può darsi che le mie figlie non ti trovino una bellezza. prima che abbia avuto modo di acquistare il minimo merito. Restò lì zitto. per passare una buona serata? Quanto a risponderle di sì o di no. "tienilo pure d'occhio. ma la madre si accostò alla porta. "L'hai fatto pascolare?" chiese Tripitaka. Dài. "Era genero del capofamiglia dei Gao. con una scossa si trasformò in una libellula rossa e se la filò attraverso il portale per raggiungere Porcellino." "Bestione. introducete vostro genero. ma poteva andare per le proposte matrimoniali" fece Scimmiotto. gli deve venire l'acquolina in bocca. signora. tutto il suo sistema viscerale era impegnato a secernere concupiscenza. non siete proprio stato furbo a risponderle in modo così secco e maleducato." Scimmiotto scoppiò a ridere e gli raccontò il colloquio fra Porcellino e la dama con tutti i particolari. "La voglia ce l'avete anche voi. Se occorre vento. Qualunque decisione appartiene a me solo. che farà comodo a tutti noi. Ma Porcellino sgranava gli occhi. vi prego. che vado a far pascolare quel povero animale. io lo realizzerò." "Consapevole del Vuoto" raccomandò Tripitaka. Scimmiotto faceva finta di niente e Sabbioso volgeva loro addirittura la schiena. se la prese con il monaco cinese: "Maestro. davanti alla porta posteriore della residenza. signora mamma. noi possiamo anche passare la notte al freddo. Voi restate qui. come la passiamo la notte. ma lui domani dovrà camminare tutto il giorno con un uomo in groppa. Con perle. non è possibile! Non farò mai una cosa simile. Non sarebbe un affare migliore entrare come genero nella mia famiglia.nessuno dei due è d'accordo. Amore e Amata salutarono i pellegrini in cerca delle scritture. E vedrai le sementi come rendono! Se occorre pioggia. Le labbra semiaperte sono rosse Come ciliege. Non compariva più nessuno. alla sua mogliettina. Vorrei vedere chi non le ha. Reti di fiori d'oro i corpi avvolgono Che emanano gli aromi più squisiti. Alla vista di Porcellino. Le aggiungerò quanti piani vorrai. si ridurrà pelle e ossa. lo provoco io." Il grande santo uscì dalla sala. Porcellino. "La pusa mi ha convertito. Mi basteranno i muscoli e il rastrello." "Non fare il provocatore! Bisogna pensarci su." "Come. "È un bel pignolo. ho rispettato divieti e comandamenti mentre vi aspettavo." "Pensare cosa?" intervenne Scimmiotto. Pupattola in confronto. Da allora. né mia madre. senza cibo né bevanda." "Hai un bel dire" obiettò Porcellino. il nostro giovane reverendo?" "Signora." Il bestione si disponeva a farsi trascinare dentro. È inutile stare a consultare l'almanacco. il nostro secondo fratello è stato sposato?" si meravigliò Sabbioso. voltò le spalle e scomparve dietro il paravento. ma non andare a stuzzicarlo. lo slegò e se ne andò di furia. Qui vide la vedova e le tre figlie che si divertivano a contemplare i crisantemi. tra effluvi profumati e tintinnio di giade. lasciando sul posto le lanterne in garza di seta." Le tre ragazze scomparvero dietro il paravento. Pieno di imbarazzo. e poi. od attraente La fatalona d'ovest. "Sarebbe un po' confuso: avrei abbandonato il secolo per ritornarci subito dopo. "L'erba non era granché. una mano della vedova." "Non prendermi in giro!" replicò Porcellino. dici tu? Non servono né i bovi né l'aratro. Fiori e gioielli Ne adornano le grazie." Il bestione si accostò al cavallo. "Ti sei già messo d'accordo alla porta posteriore. Con i soldi che ha la famiglia. "Bisogna che ci riflettiamo insieme. non ho trovato un posto adatto. in modo da cavarle almeno qualche cosa da mettere sotto i denti. ha tutte le voglie del mondo. Certo. che ardeva d'impazienza. l'una accanto all'altra. ti prenderò come genero. eppure è completamente inutilizzabile. accanto alla cenere fredda del forno?" "Secondo discepolo" suggerì Sabbioso. la porta si aprì e vennero avanti un paio di lanterne rosse e un incensiere. con i suoi regolamenti monacali. Guardatele: Gli occhi sono truccati con aloni Azzurrini. l'hai persino chiamata mamma. "restate qui voi." "Riflettere su cosa?" intervenne Scimmiotto. che potrebbero Espugnare città. la sposa ti porterà un corredo con i fiocchi. "Dove va. solo a parlarne. Questi volò in casa. che mi troviate le orecchie troppo grandi e il grugno troppo lungo?" "Personalmente non mi sembra un problema. Facciamo tante storie e recitiamo la commedia. Non hanno fatto altro che punzecchiare me. non avremo una goccia d'acqua per il tè e nessuno ci accenderà il fuoco. A un tratto si udì un cigolio. in quella sala: mi facevano stare sulle spine. Maestro e discepoli si videro abbandonati. in Tibet. ed erano proprio carine." "D'accordo. e le cinture Fan risaltar le forme delicate. e adesso non vuol fare queste cose. Il bestione aveva portato il cavallo sul prato. "Dunque ditemi" fece la madre. Pensate al nostro maestro. stavano in piedi.

prima di giungere agli appartamenti privati. distesero le coperte e si coricarono nella sala di ricevimento. ansimando da non poterne più: "Ma queste ragazze mi scivolano fra le mani. Te le proverai. mentre l'oriente si andava rischiarando. il Novizio e Sabbioso stavano cantando l'inno a tre voci. Come dice il poema: Il folle non comprende i motivi profondi. Camminò ancora per un bel pezzo. "Mi chiedo dove quello scemo avrà ricevuto il suo castigo. Portatemi queste camicie." "Così è meglio. Alla fine cadde seduto per terra." "Che casa immensa!" esclamava Porcellino. "Mamma. come se lo circondassero le fate. "sei un genero molto pratico. d'accordo? " La dama uscì dalla stanza e rientrò poco dopo tendendo una camicia a Porcellino. Scordando i desideri e la concupiscenza. la testa gli gira. venite qui che facciamo l'estrazione a sorte per questo matrimonio. Scimmiotto si mise a ridere: "Non avrete mica creduto alle storie di quelle donne! Madre e figlie erano delle pusa venute da chissà dove. superava una porta dopo l'altra. Scimmiotto e Sabbioso. se riesco a infilarmele tutte e tre. Ma Otto Divieti invero non si sa distaccare: Occorrerà che trovi il modo di correggersi." A sentir parlare di pusa. Quanto a Porcellino. fa proposte anche alla suocera. Amore. grazie al cielo. quale figlia mi darete?" "È una bella domanda. quando udirono grida provenienti dal folto del bosco: "Maestro. Non segue i riti antichi. È proprio il caso di dirlo: Per tener la via retta ti occorre la prudenza. chiese: "Signora. che serviranno da devozioni al cielo e alla terra. Sabbioso lo andò a staccare e lo portò al maestro. la seconda si lagnerà." Il bestione sente tintinnare anelli e placchette di giada. e tende le braccia per acchiapparne una. destinati allo scopo." "Non se ne parla nemmeno. il bestione propose: "Signora mamma. "Non dobbiamo indispettire nessuno. seguendo la suocera. credo che la maggiore si offenderebbe. non avete idea di che cosa era avvenuto a quel bestione di Porcellino. servi un pasto di magro e occupati dei miei tre parenti. lascia perdere" tagliò corto Scimmiotto. mentre Sabbioso esclamava: "Ci siamo imbattuti nei fantasmi. le ragazze possono entrare. il fatto è che sono modeste. Scimmiotto si fece avanti ridendo: "Eccolo. Le ragazze ti sfileranno davanti. "Caro genero" disse la vedova. secondo la volontà del Cielo. e insieme a esprimervi la mia gratitudine. da cantare sull'aria della Luna sopra il fiume dell'Ovest: . i tre pellegrini cenarono. Si vergognava molto. Ma si copre la testa come un povero stupido. io vi rivolgerò degli atti di rispetto. ho avuto un'alta scuola. ma ovunque afferra il vuoto. per semplificare la cerimonia?" "Va bene" fece la suocera ridendo. si indispettirà la più piccola. in fin dei conti." "Giusto. dall'altra va a sbattere in un tramezzo di legno. basterà che tu lo faccia otto volte. di pregare all'altare degli antenati e di gettare il riso nella camera nuziale. si era tutto coperto di lividi. Quella casa era piena di soglie in cui inciampare e di stipiti in cui battere la testa. ci hanno fregato!" "Ma davvero?" fece Scimmiotto sorridendo sotto i baffi." La futura suocera chiama: "Sincerità. signora. Il monaco cinese ha abbandonato il mondo. annusa effluvi di muschio e di orchidea. Quando ebbe finito. al giorno d'oggi. poi a sinistra. Corre da tutte le parti. va. per le battaglie fra le lenzuola. che lo strizzarono spietatamente e gli inflissero un'intollerabile tortura. Si capisce che. Soffriva dolori insopportabili e gemeva continuamente. che già riemergevano dal sonno. "Andiamocene. io le proverò." "So che quel bestione persevera nella sua stoltezza. guidatemi per piacere" implorava Porcellino. il bestione si prosternava e pregava." "Quale castigo?" s'inquietò Tripitaka. non ha tre mogli e quattro concubine? Io me la caverei bene anche con molte di più: fin da giovane. Ma se. In forma di avvenenti fanciulle delle selve. "Questi sono soltanto granai. perché sapeva benissimo com'erano andate le cose. Se ti do la più grande. E SCIMMIOTTO SOTTRAE FRUTTI DI GINSENG AL TEMPIO TAOISTA DELLE CINQUE FATTORIE. ma se ti do la seconda. e ti cedono l'una all'altra con bello spirito di rinuncia." "Genero mio" rispose la suocera sollevandogli il velo. "Ma non vedi dove abbiamo dormito?" insisteva Tripitaka. Tripitaka. non si regge più sulle gambe e barcolla come un ubriaco." Confuso e umiliato. Davanti inciampa in una soglia. queste corde mi strangolano! Aiuto! Non lo farò più!" "Consapevole del Vuoto. dovrete pure ascoltare il seguito! CAPITOLO 24 UNA COPPIA DI RAGAZZINI IMMORTALI IN CUI L'EMINENTE IMMORTALE FA INTRATTENERE IL SUO VECCHIO AMICO SUL MONTE DELLA LONGEVITÀ. Non è pratico.la padrona di casa ordinava a un giovane domestico: "Pulisci tavola e seggiole. Intanto le donne svanivano. Io accompagno il signor genero nella sua stanza. Si slancia a destra. incominciamo?" Tutta la sala scintillava di candelieri d'argento. "Certo che è lui" intervenne Sabbioso. non ti pare che sia la voce di Consapevole delle Proprie Capacità?" chiese Tripitaka." Diede disposizioni al cuoco per il pranzo di nozze dell'indomani. che suppongo siano ripartite durante la notte. Sabbioso sentì compassione per lui. Non so proprio come uscirne" rispose la futura suocera. e tu sposerai quella che riuscirai ad afferrare tendendo le braccia. Il bestione si sfilò la sua tunica azzurra e infilò la camicia. in numero incalcolabile. ma ancor prima di averne annodato il laccio cadde a terra: il capo di vestiario era tutto pieno di cordine e funicelle. Quando aprirono gli occhi. datemele tutte e tre: vi risparmierete polemiche e battibecchi che rovinerebbero la pace familiare. smarrito. non siamo arrivati nemmeno alla cucina." "Se loro non mi vogliono. che vi lesse un inno in otto versi: Madre del Monte Li qui è venuta stanotte. "ti ho invitato a entrare perché il tuo condiscepolo ha detto che non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. Scimmiotto slegò il cavallo e andò con Tripitaka alla ricerca del discepolo perduto. Incespicando e urtando. E non sa che l'amore è una spada che uccide. Si ricordino questi versi. ho detto di no! Avvolgi la testa in questo panno e nascondici la faccia: faremo una scelta a caso. Tripitaka giunse le mani e si inchinò rispettosamente. signora! In questo modo non riuscirò mai a prenderne una. non credo che oserà ricominciare. "non è che le mie figlie scivolino fra le mani. Videro un biglietto che fremeva al vento. che sa economizzare il tempo. Da questa parte urta contro una colonna. Se poi ti dessi la più piccola. ma è un cuore semplice. "Dobbiamo inoltre considerare che la pusa ce lo aveva destinato. i nobili edifici e le alte sale erano scomparsi. magazzini." "Ma che bel genero. Porcellino serrò i denti e ammutolì. Sono pronta. E la suocera? E tua moglie? Mi pare che ti abbiano ben impacchettato. Non di sua iniziativa. viene e gli sembra che ci siano moltissime ragazze a turbinare intorno a lui: ma nessuna si fa prendere. Accontentati di pregare il cielo. Se temete malcontenti. I servitori ubbidirono. Leviamolo dai guai e permettiamogli di seguirci. stanze per la molitura e simili. sempre procedendo a tentoni e urtando da tutte le parti. invece di alzarsi per andare a ringraziare i parenti e a portare al maestro la buona novella. Vi garantisco che le soddisferò tutte alla perfezione. sposo tutte e tre le ragazze. fissato a un cedro antico alle loro spalle. e messo al palo della tortura. In realtà avevano passato la notte in una foresta di pini e di cedri. Sedetevi al posto d'onore. e poi la forza per portare i bagagli ce l'ha" obiettò Tripitaka. Porcellino ringraziò tutti prosternandosi fino a toccare il suolo con la fronte." Mentre Sabbioso arrotolava le coperte e rifaceva i bagagli. Si diceva che i pellegrini si addentrarono nella foresta: non tardarono a scoprire il bestione legato a un albero. Quando si fu ben coperto. posò i bagagli e si avvicinò per soccorrerlo e slegarlo. il nostro bel genero! A quest'ora sta ancora lì a gingillarsi e a farsi bello." "Nemmeno per sogno! Non vorrai accaparrarti da solo tutte e tre le mie figlie!" "Pensateci: chi. con le loro travi scolpite e pilastri decorati." Il bestione si coprì la testa. e sposerai la ragazza che ha cucito la camicia che ti andrà bene. Amata. "Fratello. si mise a chiamare Scimmiotto. Ma la gran precipitazione non mi ha lasciato il tempo di far venire l'astrologo. senza rispetto all'età! Le mie tre figlie sono molto brave: ciascuna ha cucito una camicia di broccato ornata di perle. prendetemi voi. "Non ci siamo poi trovati tanto male" replicò Scimmiotto. Ritorniamo a Tripitaka. Perché non sia penosa la strada al negligente. dopo averci ospitato e aver dato una lezione a Porcellino Otto Divieti. dietro urta in un muro di mattoni. Il reverendo. andate piano! Non conosco la strada. su invito di Guanyin E in buona compagnia con Puxian e Wenshu.

che erano tutti completamente veri e avevano conseguito il Tao. seguirò il maestro fino al paese dell'Ovest. mentre i figli del Buddha mi rivolgevano segni di rispetto." "È un santo monaco al servizio dell'imperatore dei grandi Tang dell'Est. e solo in questo tempio. Sul bosco verde chiaro si riflettono Raggi di sole e fanno evaporare Brume in lente volute. e poi riusciste a ricuperare la giovinezza. e ciò si ripetesse mille volte: non credo che questo basterebbe per arrivare alla meta. ma è sempre meglio non fidarsi troppo: chissà che gente indisciplinata lo accompagna. la sua origine risaliva all'inizio della separazione del caos. Sui ginepri si posano le gru In bianche piume. Ma se realizzate con determinazione e sincerità la percezione della vostra natura di buddha. L'aspetto è un po' strano: il frutto si presenta come un neonato con meno di tre giorni di vita. e lo sapremo di preciso." "Consapevole del Vuoto. "Quanto a me. prima che scenda il buio. "a giudicare da com'è bello e fresco questo posto. Prima di partire. scorsero torri e padiglioni che sbucavano da un boschetto di pini e di bambù. videro un'alta montagna che sbarrava il passaggio. Fra poco passerà di qui un mio amico: trattatelo gentilmente. non ci pensate. Si alza il vento Dai profondi burroni e in movimento Mette soffici nubi [. solo quello dell'Ovest. di fortuna!" sbottò a ridere Scimmiotto. "Avevi riconosciuto i pusa?" chiese Scimmiotto. ne aveva ancora con sé quarantotto. un fanciullo che aveva appena compiuto mille duecento anni. "Il nostro secondo fratello e condiscepolo ne ha avuta proprio tanta. saggi condiscepoli" rispose Scimmiotto." Queste parole convinsero i due giovani immortali a prendere sul serio le istruzioni ricevute." "A che distanza saremo dal Colpo di Tuono?" chiese Sabbioso. non guadagnare. avremo percorso la decima parte della distanza. ogni volta c'era almeno qualche elemento sinistro e minaccioso. il reverendo riprese il cammino. "Cento ottomila li. secondo te. Non avrei potuto riconoscere nemmeno mio padre. che matura in non meno di altri tremila anni: diciamo." "Chi è questo amico? Vogliate dircelo perché possiamo riconoscerlo e trattarlo adeguatamente. per prudenza. Tripitaka notò a sinistra dell'ingresso una stele con dieci grossi caratteri: TERRA BENEDETTA DEL MONTE DELLA LONGEVITÀ CIELO DELLA GROTTA DEL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE "In effetti. sarebbe bello ritornare da queste parti. può bastare per giungere al Monte degli Avvoltoi. Ne potete cogliere due. ma di solito lo si chiamava con il soprannome di Signore Uguale al Mondo. con le sue quattro membra e cinque sensi. Mi servì il tè con le sue mani. oppure frutto del ginseng. un ragazzo di mille trecentovent'anni. ti prego." "Siamo qui in tre. "Nemmeno io vedo traccia di manifestazioni malefiche. Intanto i quattro pellegrini camminavano già sulla montagna. È la superba cima uno spettacolo Di picchi aguzzi su cui corron nuvole." "Ma per quanti anni dovremo ancora camminare?" s'inquietò Porcellino. escluso dal genere umano. "Ne abbiamo ancora molta. il secondo discepolo del venerato Beato Buddha dell'Ovest. "Quale mostro può farvi paura?" Rassicurato. e Chiaro di Luna.." In effetti il luogo si chiamava Monte della Longevità e vi si trovava un tempio taoista. "attenti a quella montagna: temo che ospiti diavoli ed esseri malefici pronti a nuocere." "Fratello maggiore" intervenne Sabbioso." "All'apertura del giardino" precisò Vento Puro "ce ne eravamo divisi due. ben formato in ogni parte. per farlo bastare! Porcellino raccolse un pizzico di terra a mo' d'incenso. "Non uno. Chi ha l'inaudita fortuna di annusare uno di questi frutti. La montagna era magnifica: Alta montagna dai ripidi fianchi Che maestosa domina il paese: Le radici piantate nel Kunlun E la cima svettante nelle nuvole. potrei andare e venire una cinquantina di volte in giornata. Dopo un bel po' che camminavano. La specialità del tempio era la produzione di un frutto meraviglioso. Ne restano ventotto. "Cari discepoli!" esclamò allegro Tripitaka dall'alto della sua cavalcatura. Ma il maestro? Lasciamo stare. Alzando gli occhi. È il bonzo che si sta recando nel Paradiso dell'Ovest per salutare il Buddha e sollecitare le scritture. ma quattro pusa son piovuti dal cielo nel suo letto!" "Non parlarne più." Scimmiotto gli tese il biglietto. ci guadagna trecento sessant'anni di vita. produce ciò che si chiama cinabro trasmutato vegetale. di strada da fare. divenuti immortali a loro volta. Il grande immortale aveva addestrato nel tempo moltissimi discepoli. Perché non entriamo a vedere? E quando saremo sulla strada del ritorno. dopo aver esaminato i luoghi. mentre i due più giovani erano rimasti a casa: Vento Puro. e pregò rivolto allo spazio. ed i gibboni scuri Saltan fra i rami reggendosi a liane. e l'immortale volò via verso il Cielo con tutta la classe. Di sicuro è il paese di qualche santo o immortale. "Maestro" insisté Sabbioso. il maestro raccomandò: "I miei frutti sono contati. Arrivare a mangiarne uno. Vasta dimora di immortali e dèi. "Siamo noi la Porta Misteriosa dell'Unità Suprema: perché dovremmo bazzicare bonzi?" "Non capite ancora queste cose. Leggendo i versi. Il fiore richiede tremila anni per sbocciare. Possiamo percorrerlo passeggiando in tutta tranquillità. non di più. che dopo diecimila anni si può mangiare un frutto. vedevo doppio. dovremmo incominciare a prepararci per incontrare con decoro e raccoglimento il Reverendo di tutti reverendi. Il suo nome in religione è Tripitaka. Non ci permetteremo certo di sprecarli. "Discepoli" disse. "Mi girava la testa da non reggermi in piedi. Quarantasei lo avevano accompagnato nel mondo superiore ad ascoltare il sermone. niente di simile al bellissimo spettacolo che ci offre questa montagna. e vi dedicate ogni pensiero in ogni istante: questo sì. di che cosa si tratta?" chiese Tripitaka. Perciò entrarono tutti insieme. [. deve abitare qui un uomo nobile e buono. è un tempio taoista" concluse Tripitaka." "Ora sei ragionevole" approvò Tripitaka. Le tue risorse sono limitate. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale secondo il Tao. Gestisci il capitale con prudenza E senza sprechi. se fosse così. in un paesaggio così bello e perfetto può comunque abitare soltanto gente nobile e buona. "A voi due soli potrebbe bastare una diecina di giorni." Infatti giunsero presto al portale. Il Novizio li guidò alla strada maestra. "Consapevole del Vuoto.] Avresti contemplato senza fine Scene ispirate al Tao ed alla virtù. fra tutti noi. detto delle Cinque Fattorie. davanti al vostro cavallo" replicò Scimmiotto. Dovessi rompermi le ossa e consumarmi le spalle sotto i carichi. Sì e no. Il maestro aveva detto loro: "Non mi posso sottrarre all'invito della nostra eminente e venerata divinità celeste: voi resterete tutti e due a sorvegliare la casa. Tripitaka tirò le redini e posò il frustino. Le gru candide andavano e venivano. Potrete cogliere e offrirgli due frutti di ginseng. Dentro le fenditure cresce il muschio. dove si vedeva Fresco e ombreggiato il pendio sotto i pini. ancor prima che si separassero cielo e terra. che valeva più di un tesoro." I ragazzi promisero. "Tempio taoista o monastero buddista" rispose Scimmiotto. in cui viveva un venerato immortale. Salivano e scendevano i gibboni.." "Ma Confucio non diceva che non si consulta gente che segue un'altra via?(3)" obiettarono ridendo quei ragazzi leggeroni.] Vedi fiori sbocciare ed appassire. discepoli. quando la nuvola primordiale incominciava appena a prender forma. "Da quando sono partito per l'occidente ho attraversato molti paesaggi montuosi. Non sarò mai più così sconsiderato. Sentiero solitario fra i bambù. Quel giorno il grande immortale del Primordiale Soggiogato era stato invitato dall'Imperatore di Giada nel palazzo celeste della Purezza Suprema. dicci invece quando possiamo arrivare" insisté Tripitaka. I suoi diletti conducono a morte. per testimoniargli il mio affetto dei vecchi tempi. "Ancora pochi passi.. Puoi solo spendere. nel corso di tremila anni si va formando il frutto. Può darsi che dipenda dalla prossimità al Monastero del Colpo di Tuono. vale quarantasettemila anni di longevità." "Nemmeno per sogno!" rise Scimmiotto.." "Dici bene" approvò Scimmiotto. Feci la sua conoscenza cinquecento anni fa. Sullo stagno le lunghe ombre degli alberi." "Naturalmente Tripitaka è un amico. Bisogna che non ne sappiano niente. Perciò lo considero un amico. Dei quattro continenti dell'universo. Quel bonzo è la reincarnazione di Cicala d'Oro." "Ben detto" approvò Tripitaka. a una festa Ullambana. "anche se questa non è la regione del Colpo di Tuono. "Se incominciaste il cammino nella prima giovinezza e continuaste fino all'estrema vecchiaia. Porcellino si sentì ancor più umiliato e pieno di vergogna.L'amore è come una spada tagliente. Il suo nome in religione era Maestro del Primordiale Soggiogato. Smontato da cavallo. e sopra la seconda porta videro il seguente distico di capodanno: . Dolcissima fanciulla sedicenne Ti espone a più pericoli del diavolo. Mi sento proprio avvilito.

non abbiamo altro da offrirvi che questi due frutti. dove Vento Puro si arrampicò sull'albero per battere i frutti con il martelletto. e dovrebbero essere il non plus ultra per procurare longevità. E dove si trovano?" "Si trovano in questo posto. che non aveva riconosciuto i frutti di ginseng e li aveva costretti a portarli via per mangiarseli da soli. questo taoista potrebbe anche avere acquisito qualche virtù. se ne andarono a svolgere i compiti assegnati. non sapeva far nulla senza averne prima discusso con Scimmiotto." Questo fu troppo per Scimmiotto. "Ho sempre sostenuto che. Su un tavolino da incenso in lacca rossa riccamente decorato era posato un brucia profumi a forma di vasetto. è immerso nell'oceano del bene e del male: le sue percezioni sono volgari. ai sovrani dei quattro orienti. Ma come mai non offrite culto ai tre puri. Assaggiatene uno!" "Ma via! Chissà quanto avranno sofferto i genitori che lo hanno concepito e messo al mondo. Il loro maestro non è nemmeno qui. orientata a sud." I tre. e le pareti erano molto sottili: si udivano anche i bisbigli. I ragazzi ne aprirono parecchi e pregarono il monaco cinese di entrare. "E anche tu. Se fossero rimasti qui. dove l'uno prese un martelletto d'oro e l'altro un vassoio da cinabro. anche di questi caratteri. perché prendersela con loro? Vai a far pascolare il cavallo. e già aveva ascoltato le loro battute sul martelletto e sul vassoio da cinabro. disceso in terra senza offuscare la sua natura originaria. ne ho solo sentito parlare. che forse potreste trovare dissetanti. "che. ricamati in cinque colori. benché il nostro maestro lo abbia messo lì per adularne l'amor proprio. Si direbbe che le tonache non racchiudano che nuvole. perché presto indurisce e diventa immangiabile. maestro. "in realtà non ci siamo ancora accertati che questo bonzo sia proprio l'amico del nostro maestro. ho vagabondato ai quattro angoli dell'universo." Lietamente sorpreso dall'accoglienza. perché gridi? Avrai poco riso. Al centro erano appesi i due grandi caratteri Cielo e Terra. che ha invitato il vostro don Pisellone per predicargli sa il cacchio che cosa?" Tripitaka si spaventò. Andarcene via appena arrivati sarebbe segno di una deplorevole mancanza di sentimento ecumenico. è comunque un ospite di rango inferiore. poteva uscirne un finimondo al di là di ogni possibilità di controllo. Bisogna ammettere che quella è frutta strana: non si può conservarla. Dovresti dire a Porcellino di aprire il sacco del grano e di farsi prestare forno e pignatte per cuocere il cibo. Scimmiotto si stava dirigendo verso il retro. Dopo mangiato. tendeva continuamente il collo per vedere se il condiscepolo fosse di ritorno. chi avrebbe immaginato il disastro imminente! Il fatto è che la loro camera era accanto alla cucina. Figùrati che li sentivo succhiare di gusto. Ahimè. l'uno staccò due frutti e l'altro li prese in consegna. Poi uscirono nel giardino. pagheremo qualche sapeca per la legna che avremo consumata. Aria vispa. suppongo. noi ne mendicheremo dell'altro nelle case che ci sono più in là lungo la strada. non li ho mai visti. che non abbiamo avuto modo di adempiere l'incarico. Vogliate sedervi. se i ragazzi si fossero provati a replicare. solo il primo merita il nostro omaggio. non ci capiresti niente. Scimmiotto si mise a ridere: "Questo taoista si vanta per impressionare la gente." Sulla porta della seconda corte vennero loro incontro due giovanotti. non sa riconoscere questo tesoro eccezionale della nostra casa di immortalità. ecco tutto. I due ragazzi corsero loro incontro curvando la schiena e si inchinarono profondamente a Tripitaka. restituendo il saluto. non trovai tante pretese nemmeno alla porta del signore Laozi. è partito. i nove luminari giovani colleghi e la divinità del Nuovo Anno. No. maestro" rispose sorridendo uno dei due ragazzi. la sapete riconoscere la gente che incontrate? Ma lo sapete a chi state raccontando queste stronzate? E chi sarebbe questo famoso immortale dei castelli in aria. Quando ripartiremo. ma ci aveva anche messo in guardia contro i suoi servitori: in effetti sono molto rozzi. se te lo portassero. Non ci dovrebbe essere molta roba che io non abbia mai visto." All'udire queste parole. "Che incredibili sciocchezze! Forse che i bebè spuntano sugli alberi? Portate via questa infamia!" Di fronte al veemente rifiuto. prima che abbia tre giorni." "Fratello" mormorò Vento Puro. Come potete pensare che mi disseti mangiando neonati?" "Questo bonzo" pensò Vento Puro "vive tutto nello spazio in cui combattono labbra e lingua. Anche il proverbio dice che cane non mangia cane. Ma voi siete arrivato così presto. non è questione di riso. che si reca al Paradiso dell'Ovest in cerca delle scritture. quando vide Porcellino che faceva segni disperati dalla finestra della cucina e gridava: "Vieni da questa parte!" Scimmiotto fece dietro front e si affacciò alla porta della cucina. invece si sono chiusi nella loro camera e ne hanno fatto una scorpacciata." Chiaro di Luna cercò di spiegare: "Questo prodotto si chiama frutto di ginseng e non c'è alcuna controindicazione a mangiarne. bestione. guardandosi intorno." I due ragazzi chiesero licenza a Tripitaka e ritornarono nella propria camera. che li ha scambiati per neonati e non ha osato mangiarli. in testa portano due ciuffetti di capelli. Perciò non poterono far altro che sedersi sul bordo del letto e mangiarsela. esclamando: "Bontà divina! Eppure quest'anno il raccolto non è stato tanto cattivo da ridurci alla fame e al cannibalismo. e accanto incenso della qualità più fine. Il monaco cinese si avvicinò. prendendone nota. ma vi limitate a bruciare l'incenso ai due caratteri del Cielo e della Terra?" "Non vi possiamo nascondere. Introdotti negli arcani: Vento Puro e Chiar di Luna. adulare l'amor proprio?" "I tre puri sono amici di famiglia. Le scarpette lievi legano delle stringhe in vera seta. Il nostro maestro ci aveva incaricato di offrirgli il ginseng per testimoniare la sua vecchia amicizia. "Non è in casa. per favore. e consentire ai vostri discepoli di servirvi il tè. scemo? Ho cercato il Tao per cinquecento anni. sapeva che. i ragazzi portarono il vassoio nella propria camera. Chiaro di Luna e Vento Puro erano rimasti impressionati: "Che bonzo energico! È un vero santo del Paradiso dell'Ovest. In un momento. mi han fatto venire una voglia! Vorrei sentire anch'io che sapore hanno. che son più brave di me ad acchiappare vento e tritarlo fino fino. di cui coprì il fondo con fazzoletti di seta. esclamando: "Che c'è. Vento Puro disse al condiscepolo: "Andiamo a raccogliere la frutta: dobbiamo ubbidire alle istruzioni del nostro maestro. Preparane per il vecchio secondo il suo appetito. Tanto vanno svolazzando. Era una vasta sala a cinque campate. Sarebbero il cosiddetto cinabro trasmutato vegetale. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale. li riceveva nel vassoio. ripartiremo subito. Lo sai che in questo tempio c'è un tesoro?" "Che tesoro sarebbe?" "So come si chiama. nessuno poteva competere con il vecchio Scimmiotto. che esplose: "Voi. dicendo: "Reverendo maestro. come sbruffone. son speciali e assai eleganti. in effetti. semplici prodotti locali. avrebbero dovuto offrirli a noi. e questo è quanto." "Mi prendi in giro. i musetti assai carini. Rientrarono nella sala grande e li offrirono al monaco cinese: "Il nostro tempio delle Cinque Fattorie è sperduto in mezzo a montagne senza risorse. Ma siccome era un balordo. Tripitaka li seguì nella sala grande." "Lascia stare" intervenne Porcellino. ma questa cosa è cresciuta su un albero" precisò Vento Puro. Quando buttai per aria tutto il paradiso." I due ragazzi si fecero nuovamente avanti: "Permetteteci di chiedere se siete voi Tripitaka dei grandi Tang." "Mi confondete con le vostre squisite cortesie. I ragazzi ne hanno approfittato per spassarsela. prese con la mano sinistra alcune bacchette d'incenso e le mise nel brucia profumi. È criminoso!" "Scusate." "Come sarebbe a dire. No. Scimmiotto si piegava in due dalle risate. Il secondo non dovrebbe nemmeno annusare il profumo del nostro incenso. La conversazione fece venire l'acquolina in bocca a Porcellino: "Quanto mi piacerebbe assaggiarli!" si diceva. per essere sicuri di non commettere sbagli." "Li hai mai visti i frutti del ginseng?" "No. vi preghiamo di scusarci. Se il maestro non li voleva. non aggredire. con le pareti completamente ricoperte di pannelli scolpiti. e che facce patibolari! Per fortuna li ha allontanati. non son gente qualsiasi. fratello?" domandò Porcellino. i quattro sovrani vecchi conoscenti. e le maniche fan vento. Si rivolse quindi ai giovani immortali: "Il vostro tempio delle Cinque Fattorie è certo un grande centro di spiritualità nell'Ovest. Ora li udì di nuovo che discutevano del monaco cinese. Intanto Sabbioso sorveglierà i bagagli. poi si prosternò tre volte. Fate come vi ho detto e lasciatemi qui a riposare un po'. Perciò credette necessario intervenire: "Consapevole del Vuoto. "Cosa c'è da ridere. di ginseng non si sarebbe potuto nemmeno parlare. cinquecento anni fa. Vogliate accomodarvi all'interno. Quei ragazzi ne hanno offerto due al maestro. perché l'Imperatore di Giada lo ha invitato al palazzo celeste della Purezza Suprema. "Ma voi come sapete il mio umile nome?" "Prima di partire il nostro maestro ci aveva raccomandato di venirvi incontro per strada." "Sono proprio io" rispose Tripitaka. I fermagli alle cinture sono teste di dragone. Non faceva più attenzione ai fornelli. ma non l'ho mai visto" sghignazzò Porcellino. quando la invitiamo. Bevuto il tè. Porcellino stava appunto preparando da mangiare. ai suoi piedi. merdoline taoiste. Voi glielo rapite." "Il vostro maestro dov'è?" inquisì Tripitaka. Che aspetto avevano? Lindi e puri fino all'osso. ma non sapevo come ." Tripitaka fremette d'orrore e fece precipitosamente due passi indietro. Sarà meglio che glielo chiediamo. "entriamo! Non si sa mai. Casa taoista di età uguale al Cielo. e me lo servite come un frutto commestibile. alle divinità che governano il cielo." Chiaro di Luna corse a preparare una tazza di tè profumato e venne a servirla al reverendo. In effetti dopo un po' lo vide ritornare e legare il cavallo a un albero di sofora. Ma adesso trovo qui queste fighette taoiste. è vero." "Vieni dentro. mentre Chiaro di Luna.Residenza di eterna giovinezza. pieni in basso e traforati in alto.

" "E che cosa vuol dire?" "Se lo tocca il metallo. lunga un paio di piedi e grossa un pollice. diventerebbe immangiabile e comunque inefficace. Senapi ed amaranti crescon qua e là fra i cavoli. mentre io sono un immortale del mondo dei fantasmi. Vai nel giardino a sgraffignarne qualcuno. Quando i due ragazzi ebbero occasione di ritornare nella loro camera. dopo che l'avevo fatta cadere?" "L'umile divinità che sono è accusata a torto. "Guarda. "Hai un'idea di che cosa siano?" "Si capisce. Qui non è rimasto nemmeno un graffio. Devo ammettere che ti avevo accusato a torto. si sarebbe detto che il bebè agitasse disperato braccia e gambe. gettò il martelletto nella cella vicina attraverso un buco nel graticcio della finestra. c'era una terza porticina. Mi è scappato giù per la gola. E tu. Ti va?" "Niente di più facile. Aspetta qui. Poi saltò giù e ritornò alla cucina." La divinità locale tornò subito a rimpiattarsi nel suo santuario. Coriandolo e scalogno. Perché non me ne vai a prendere un altro. guarda!" diceva Scimmiotto. Ho pensato a te. Porcellino lo trattenne: "Dì. Scimmiotto guardò su e vide un frutto di ginseng pendere da un ramo rivolto a mezzogiorno. Ha mangiato lui per primo. che sei sempre pieno di risorse. Bisogna seguir le regole. ma quand'ero generale delle Cortine Arrotolate. Fin da quando aveva colto la conversazione fra i due ragazzi. Ma tu come ti sei permesso di portarmela via. lo avete appena sperimentato: la terra lo ha subito assorbito. Questa è roba che ne crescono trenta in diecimila anni. Corse dietro l'edificio. quelli là parlavano di un martelletto d'oro che occorre per farli cadere. che origini ha?" "Questo prezioso prodotto richiede tremila anni perché il fiore si schiuda. vai pure. semmai. so!" Quando il grande santo. "Ma allora tu conosci già questa roba. per costringere il dio del giardino a presentarsi." Tracciò un incantesimo e recitò la sillaba om. Per consumarlo. Quanto al contatto con il suolo." Mentre si volgeva bruscamente e stava per andarsene. Carfani ed artemisie. ma esse salivano a mille piedi di altezza. appesa al graticcio della finestra. La forma delle foglie ricordava il banano. "Che cosa strana!" si disse Scimmiotto." "Se non l'hai presa tu. nessuno osò pretendere di dividere con me. si trovò nell'orto: Si trovano i legumi delle quattro stagioni: Spinaci." Porcellino lo chiamò facendo gran segni: "Consapevole della Purezza. Poi incominciò a stralunare gli occhi con aria mortificata e chiese a Scimmiotto e a Sabbioso: "Voialtri che cosa avete lì da mangiare?" "Ginseng" disse Sabbioso. Intanto il bestione borbottava senza posa. il frutto si disseccherebbe. porri. ma senza mai assaggiare. non possiamo dimenticare Sabbioso: dagli una voce. Eccolo qua: Le barriere vermiglie." "Perché.fare. Minuscole colline. L'erba verde è trapunta di rosse melagrane. Insinuandosi fra i rami e allontanando le foglie. Tuttavia il prodotto teme i cinque elementi. ma come avrebbe fatto a scavalcare un muro così alto? Credo di capire: l'avrà raccolto la divinità locale del giardino. Scimmiotto pensava: "A questo taoista piace mangiare ciò che semina. Scimmiotto cercò in tutti gli angoli qualcosa che assomigliasse a un martelletto d'oro. il fuoco lo calcina." Così ciascuno ebbe il suo frutto da mangiare. mi è capitato di vedere degli immortali d'oltremare che portavano questa roba in omaggio. grande santo? Che cosa posso fare per servirvi?" "Non sai che il vecchio Scimmiotto è il più famoso ladro solitario di tutto l'universo? L'anno in cui rubai le pesche di immortalità." Attraversato l'orto. perché poi non si accorgano di niente. A vederlo dondolare lassù. con sedani ed epatiche. rape e tuberi crescono sottoterra." "So. se lo tocca il legno. ne fai assaggiare un po' anche a me?" "È fuori discussione. Scimmiotto si sentì pieno di soddisfazione e si congratulò con sé stesso: "Ecco una bella e buona cosa. "non gli badare. il frutto si staccò e cadde. con l'altra sollevava un lembo della sua lunga tunica di broccato. L'orchidea delle sabbie dà riflessi azzurrini All'acqua del ruscello. il frutto cade. senza che riuscissi a capire se aveva nocciolo o no. frugò a lungo inutilmente. Dove vuole andare a parare?" "Fratello" fece Porcellino. fratello" rispose Chiaro di Luna. mentre con una mano impugnava il martelletto. il martelletto d'oro è caduto per terra. agli e cipolle. Per questo motivo lo si bacchia con uno strumento di metallo. sembrava davvero un neonato. così ce ne facciamo un'idea. resosi invisibile. Germogli di bambù. e finì per scoprire una piccola barra di oro rosso. che ci abbiano rubato la nostra frutta preziosa?" "C'è davvero qualcosa che non va. spinse una porta e si trovò in un bel giardino. Non sono nemmeno sicuro che sia un furto. i due ragazzi non c'erano più. toccata a ben poca gente. per arrampicarsi su un albero a rubare frutta. Appena sfiorato dal martelletto d'oro. Vedere. con il picciolo che spuntava come una piccola coda. aprendo la piega della sua tunica. Calcinato dal fuoco non servirebbe più a nulla. Scimmiotto non si stancava di contemplare." Nessuno vale una scimmia. fratellino. lo sentirono lamentarsi di aver inghiottito il ginseng senza sentirne il sapore e di non poterne avere dell'altro. dalla chioma foltissima e aromatica. ma sul suolo non restò alcun segno. Fiori rari e svettanti bambù nel cielo azzurro. Per frutti così rari. può beccarla ogni uccello che passa. Scimmiotto saltò giù e lo andò a cercare nell'erba.. pretenderesti di avere la prima scelta? La frutta che spunta sugli alberi. non mi sono mai permesso nemmeno di annusarla. Chi ha la fortuna di annusarli vive trecento sessant'anni. erano ritornati nella sala a conversare con il monaco cinese. per caso. e almeno altri tremila perché maturi. ho visto. Perciò consumare quel frutto allunga tanto la vita. fratelli?" "Guarda qua" rispose Scimmiotto. chi ne mangia. ma non ne trovò traccia. Poterne mangiare uno solo nella vita è già una fortuna incredibile. bietole. Se si usasse il legno. Non avrei mai l'audacia di impadronirmi di quella roba. Scimmiotto ci pensò su e trovò una soluzione: si arrampicò di nuovo sull'albero e. quel bonzo grassone. Non sarà. con un rumore di tuono.] Luogo più incantatore non potresti trovare: È certo il più bel parco fiorito d'Occidente. mai sazio!" esclamò Scimmiotto. come ha fatto a scomparire?" "Forse voi conoscete soltanto l'efficacia di quel prezioso prodotto per acquistare longevità. e non ne è rimasta traccia. Vento Puro si mise in allarme e disse a Chiaro di Luna: "Lo hai sentito.. grande santo. Fratello. altri tremila per formare il frutto. "Che sapore ha?" "Consapevole della Purezza" intervenne Scimmiotto. a un capo s'ingrossava alle dimensioni di una testa d'aglio. che alti pini colorano. Appoggiandosi all'albero. e scortavo il carro di fenice dell'Imperatore di Giada alla Festa della Pesche di Immortalità. Ricominciano a brulicarmi quei vermi nella pancia. Poi scoprì un'altra porticina e. c'era un solo albero gigantesco. ma occorre poi raccoglierlo su un vassoio foderato di fazzoletti di seta. la terra lo assorbe. e non si occupò più di Porcellino. scuotesse la testa e strillasse al vento che lo agitava. le zucche ed i meloni. spingendola. Quel tesoro è un prodotto di immortali terrestri. quarantasettemila anni. attendono il trapianto. si può scioglierlo in una tazza di porcellana riempita di acqua pura. piantala!" Si alzò. dopo aver mangiato i frutti. per impedirmi di rubarlo. "E pensare che la mia sbarra polverizza le rocce e lascia il segno anche sul ferro forgiato. da questa parte!" Sabbioso posò i bagagli e corse in cucina a chiedere: "Che cosa c'è. nell'acqua si dissolve. si dissecca. l'albero ne produce solo trenta. che te ne porto subito. Se vostra santità non mi crede. le balaustre preziose. invece di masticare bene e di assaporare come state facendo voi. E questa è una terra vecchia di quarantasettemila anni. in modo da formare un sacco. una zappa di diamante non riuscirebbe nemmeno a graffiarla tanto è dura: tre o quattro volte di più del ferro forgiato." Scimmiotto tirò fuori la sbarra cerchiata d'oro e la batté in terra con tutte le forze. le buone azioni non si devono lasciare a metà. "Questi non sono i soliti quintali di riso o di tagliatelle di cui ti imbottisci a ogni occasione. riuscì a far cadere nel sacco tre frutti. ma non sapete le sue origini. che spalancò: al centro dello spazio che si apriva. Ma Porcellino aveva una bocca molto capace. Come vide i frutti. che serviva appunto per appenderla. supponiamo pure che sappia usarle per camminare. si buttò avanti a bocca spalancata e ne inghiotti uno tutto intero: cadde nel suo ventre con un tonfo. lagenarie e piantaggini. La sbarra fece un gran rimbalzo. Come le melanzane. Come . Dove li hai mangiati?" "Non li ho mai mangiati. ne ho preso apposta uno per ciascuno di noi. che parla di ginseng? Il nostro maestro ci aveva raccomandato di guardarci da questa gente. dove Porcellino gli chiese: "Ce l'hai fatta?" "E questi che cosa sono? Il vecchio Scimmiotto non sbaglia mai il colpo. penetrò nella cella. "il guaio è che l'ho mandato giù di furia. zenzero. come un sasso nel pozzo. Il tronco aveva una circonferenza di sette od otto tese. Terrazza della luna. s'inchinò e chiese: "Mi avete chiamato. e il ventre ancora di più. "Ha delle specie di gambe. "Guarda qui. l'altro capo era forato e vi passava una funicella di lana verde. si era sentito come se vermi voraci gli brulicassero nello stomaco. saccheggiai le riserve di vino di Sua Maestà e depredai le pillole di elisir. Questi comparve. tanto perché possa sentire anch'io il sapore?" "Mai contento. sono frutti di ginseng" disse Sabbioso. Fratello. provi a colpire il suolo. Lo snello padiglione quasi scompare immerso Fra i rami traboccanti di un gigantesco salice. che scorre inesauribile Riflettendo le grandi chiome che la proteggono [. In diecimila anni. "Sarà questo il martelletto d'oro" si disse Scimmiotto. che non si vede tutti i giorni. Basta. per qualche misero pezzo di frutta che stavo sgraffignando. Carote. lo prese uscì dalla cella. vallette deliziose.

"La contabilità un po' la conosco" rispose Vento Puro. dissero al maestro: "Il riso è quasi pronto. verifichiamo che siano chiuse tutte le altre porte del tempio e li mettiamo al sicuro. balbettavano parole incoerenti e ripetevano: "E adesso che si fa? Come faremo? Il cinabro distrutto! La discendenza interrotta! Che dirà il maestro?" Chiaro di Luna fu il primo a riprendersi: "Conviene che ci sforziamo di controllarci. come negarono il loro misfatto. A Vento Puro non reggono più le gambe." E bravo Scimmiotto! Si strappò un pelo dalla nuca. uno dietro l'altro. Che senso ci sarebbe a negarlo a tutti i costi?" L'argomentazione del maestro parve a Scimmiotto molto sensata. Ma. e la prima cosa che vedono è il gigantesco groviglio delle radici rivolte al cielo. foglie cadute. perché noi ne abbiamo visti solo tre? Uno lo avevi fatto scomparire tu!" gridò quel cretino di Porcellino. "Non penserete che sia roba che si possa trovare in vendita!" "Se il danno è irreparabile. Si inchinarono al monaco cinese e gli dissero: "Maestro. perciò mi ha mandato a coglierne tre. che Tripitaka a un certo punto interruppe dicendo: "Ragazzi miei. non sarebbero dei banditi!" "Emituofo! Se ne sono scomparsi quattro. Dove Scimmiotto distrusse il cinabro Vegetale. che cosa vi salta in mente? Cercate di calmarvi. Probabilmente non saprete. "Amen" si disse Scimmiotto. diciamo loro che non manca nulla. che si chiamano ginseng e assomigliano a neonati. di frutti nemmeno l'ombra. naso all'aria. no?" "Emituofo! Quella cosa orribile. Se discutiamo con lui negherà. smettete di parlare a vanvera. lo abbatté. facendo un gran baccano. Porcellino aveva origliato la conversazione dei giovanotti di là dalla parete e gli era venuta una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto. "ma che lo abbiano fatto i vostri. E SCIMMIOTTO METTE SOTTOSOPRA IL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE. sono d'accordo" approvò Vento Puro. il grande santo frugò tra le fronde in cerca dei frutti. e si avviarono verso la sala grande ostentando un volto spensierato. se no? hanno anche bisticciato ad alta voce sulla divisione del bottino. Andiamo a dire il fatto suo al monaco cinese. e trovarono aperta anche la porta dell'orto. Chi di voi ne ha rubati e mangiati?" "Io non voglio storie" farfugliò Porcellino. L'elisir vegetale dei taoisti Con questo colpo è perduto per sempre. e non ci sarà altro da fare. Tirò fuori la sua sbarra cerchiata d'oro e. e presentiamo le nostre scuse. In questo tempio ci sono dei frutti particolari. ma confessare vuol dire ammettere che siamo arrivati a rubare per pura ghiottoneria. sforzandosi di assumere un'aria disinvolta e un viso rasserenato. rami spezzati. e si decise a dire la verità: "In realtà non è stata colpa mia. roteava gli occhi furibondi. va bene! Gli lascio l'ultima parola. Invece non se ne vedono più di ventidue. portiamo loro qualche piattino di contorno per prolungare il pasto e intanto ci prepariamo. ma vi prego. Rifecero il conto in senso orario e nell'altro senso. ritornò al punto di partenza e ricuperò il suo pelo. "Noi parleremmo a vanvera. Povera pianta! Sconvolta la chioma. li costringerò a rifondere il danno. sembravano neonati. Credi che noi due potremmo farcela. se vorrà perdonarlo. i frutti di ginseng?" "Te ne abbiamo offerti poco fa. Dal momento che l'esito dell'interrogatorio confermava i loro sospetti. e trovarono la porta aperta. non sappiamo ancora se sono stati loro. In ogni caso. di tutto quello che gli venne in mente. Chiaro di Luna si sente la schiena spezzata. non saprei. Strappata la radice Dell'immortalità. I tre complici uscirono in fila dalla cucina. "Te ne intendi di conti?" chiese Chiaro di Luna. sarà effetto della sua bontà. non vi resta dunque che di ascoltare il seguito. spero che potrete trovare un modo civile per farmelo sapere. Il maestro ci vorrà interrogare. Due li abbiamo colti noi poco fa per il monaco cinese: dovrebbero restarne ventisei. "Io non so niente e non ho visto niente. contro loro quattro? È meglio l'astuzia. Quando avranno le ciotole in mano. Questo vuol dire che ne mancano quattro. non c'è più. e non ci è consentito di godere qualsiasi vantaggio a scapito della nostra coscienza. Se avete qualcosa da dirmi. gli si odono scrocchiare le ossa. ne hanno rubati!" protestò Vento Puro. "Meglio allontanarsi. Sabbioso fu preso dal panico: "Dio che disastro! Devono avere scoperto tutto. dovete chiedere scusa. e cade a terra." "È stato quello che ride!" gridò Vento Puro. Se fosse vero. hai ragione." "Mi sembra sensato. quei piccoli taoisti ci vorranno vituperare." "Discepolo" intervenne Tripitaka "calma! Noi che abbiamo abbandonato le nostre famiglie non possiamo mentire. Lasciò questo sosia a sorbirsi pazientemente le ramanzine dei due pupattoli. Che ci si può fare?" "Quattro. Ciò che è mangiato. chiudiamo la porta e tiriamo il catenaccio. perché non possano fuggire. È un vecchio amico del bonzo. una bella litania di insulti piuttosto volgari. avevano toccato il suolo e ne erano stati immediatamente assorbiti. giusto? Non può essere stata che quella banda di furfanti. avremo almeno catturato i criminali: è l'unica cosa che possiamo fare per attenuare la nostra colpa. Si precipitarono nel posto del ginseng e. A questo punto attenderemo il ritorno del maestro: deciderà lui della loro sorte. hai visto come incassano tutto questi bonzi? Gliene abbiamo dette di tutti i colori. Di certo sono stati loro: quello con la faccia pelosa e la voce da duca del tuono deve aver usato la magia per devastare il nostro tesoro. Il loro riso sarà cotto: aspettiamo che si siedano a tavola. Teniamo tutto nascosto. tanto rapidamente venivano eseguite. Ricomponiamoci." "Può darsi che non l'abbiate mangiata voi" concesse Vento Puro. l'avrei rubata per mangiarla? Ma nemmeno nel più tremendo attacco di bulimia mi verrebbe in mente di fare una cosa simile. varrà il detto giustizia e bontà valgono mille monete d'oro: gli dirò di chiedere scusa. Rovesciato l'albero. tastava con mani nervose la sua sbarra cerchiata d'oro con una voglia incontenibile di adoperarla: "Maledetti discoli. è molto imbarazzante" confessò Scimmiotto. speriamo che ci vorrete . finiremo per litigare e verremo alle mani. "In partenza c'erano trenta frutti. a quell'altezza e in mezzo ai rami? Non li vorrei insultare a torto. forse è meglio fare un'altra verifica. quando Vento Puro si sentì sfiorare da un dubbio: "Chiaro di Luna. Il fatto è che i frutti erano caduti all'urto della sbarra di metallo. Se avete mangiato quei frutti. si misero a contare i frutti che pendevano dall'albero. ma non trovò niente. Ritornano nel parco. CAPITOLO 25 IL GINSENG SRADICATO IN CUI L'IMMORTALE DEL PRIMORDIALE SOGGIOGATO CATTURA I PELLEGRINI. Occorre qualcosa?" "Discepoli. Incasso e non dico niente. e se ne andò dritto filato all'albero di ginseng. "Ma io l'avevo chiusa" si spaventò Vento Puro. i due piccoli immortali divennero più arroganti che mai. "Vediamo di ricapitolare." "Hai ragione" rispose Chiaro di Luna." "Discepoli!" gridò Tripitaka.mai? Sarà meglio che diamo un'occhiata in giardino. così ne rimanevano ventotto. e basta" approvò Porcellino. "È stato lui!" "Il vecchio Scimmiotto è nato allegro e ride sempre: non vorrai mica che mi metta a piangere perché tu non trovi la frutta. che altro può essere?" "Sì. ma la cosa non finisce qui: giuro che quella frutta del diavolo non la mangerà più nessuno. Sarà meglio negare." Corsero dritti dal giardino alla sala grande. restan ghiacciati D'orrore Vento Puro e Chiar di luna. "Venite qui subito! Tutti!" Udendo l'appello. per non allarmare prematuramente questi bonzi." "Proprio così. E se dopo tutto non avessero rubato? Se avessimo contato male noi." "Rifondere il danno!" esclamò Chiaro di Luna. non è del pranzo che vi volevo parlare. A entrambi sembra di morire." "Questo. Lo testimoniano i versi: Giunsero al Monte di Longevità. ma non riuscivano a vedere più di ventidue frutti. vi alitò un soffio magico e lo trasformò in un altro sé stesso. io a destra e tu a sinistra dell'ingresso. Tesero contro l'interdetto Tripitaka il dito accusatore e lo trattarono di crapa pelata." "Sei sordo?" gridò Vento Puro. I denti d'acciaio del grande santo stridevano di furore represso. Mostra le sue radici a cielo aperto. che mi ha fatto fremere appena l'ho vista. ma loro non fiatano." Nascose la sbarra. con un solo botto tanto poderoso da rovesciare una montagna. Del resto. è possibile. Giacevano entrambi nella polvere. in fin dei conti. Ne abbiamo mangiato uno per uno. di topastro rubalardo. "E secondo questo bonzo. nessuna persona ordinaria avrebbe potuto accorgersi di queste operazioni. "È solo una storia di roba da mangiare. di grazia. Quando i tre discepoli giunsero nella sala grande. Lasciate che li interroghi." Infatti vi si precipitarono." "E chi sarebbe stato. Non si deve accusare la gente a torto. All'inaugurazione del parco. il maestro ne fece staccare due. Perciò ritornarono nella sala grande. I due giovani immortali si stavano cavando il gusto di maledire a sazietà i poveri pellegrini. caro fratello e condiscepolo. trema tutto. "Che cos'è successo qui?" Attraversarono di corsa il giardino. ti facevano impressione. che avevamo sbagliato il conto. come barbari? Ma tu i frutti di ginseng li hai rubati! Non penserai mica di farci tacere!" "Che cosa sono. non gridate.

" "Che cosa intendete dire?" si meravigliò Tripitaka. maestro. Ma con i suoi occhi di volgare profano e il suo spirito limitato. no. infine se ne andarono a cena e si misero a letto. è il momento buono per filarcela" dichiarò Scimmiotto. Voi non sapevate che questo Scimmiotto ha enormi poteri magici. radici di loto marinate. non vi riducete in questo stato" replicò Scimmiotto asciugandogli la fronte sudata. terminata la riunione al palazzo dell'Imperatore di Giada. nessuna traccia di presenza umana. perché credeva che fossero neonati. si divertì a saltare di ramo in ramo fra gli alberi del bosco. si saranno dimenticati di chiudere la porta al momento di coricarsi. Infine i giovani immortali forzarono la porta e li levarono dal letto. "Non prendetevela troppo calda!" gridò Scimmiotto. lo scherzo di scappare da solo e di lasciarci qui" intervenne Tripitaka. certi insetti del sonno che aveva vinto giocando a indovinala grillo con il re celeste Anima Lunga. chiamare. Sono una banda di briganti. non ti assolverebbe nemmeno tuo nonno. e quali forme schifose dovrete assumere?" A queste parole la ciotola di riso cadde di mano a Tripitaka e un grande peso gli gravò sul cuore. Ci si chiude a chiave per pranzare. "Questa scimmia sarà la mia morte!" gemette Tripitaka. Maestro. Dopo tutto la frutta l'avevi rubata davvero. di discuterne francamente. il vecchio Scimmiotto sa sempre cavarsela. Scimmiotto raggiunse a gran passi Tripitaka e gli altri pellegrini. quel bonzo orientale(4). "Chi coltiva l'immortalità non commette certe bassezze. liberandoli dall'influsso del demone del sonno. Vi garantisco che ce ne andremo tutti insieme. e dentro si sentiva russare. Come si fa a uscire?" "Non ti preoccupare. Sabbioso diede un grande sbadiglio e si addormentò subito. I ragazzi tirarono i catenacci delle porte tutto intorno. ma lui non ha voluto saperne. Questi recitò un incantesimo. resteremo qui come fessi a prenderci tutte le colpe: noi dobbiamo pur preoccuparci!" "Non ce lo farà. fagiolini sottaceto." "Se le cose stanno così" concluse Tripitaka. smettete di piangere. Presi dal panico. incassare gli insulti che ti eri andato a cercare e chiuderla lì. "si serva il riso. "Datemi il tempo di assicurarmi che i bambini facciano la nanna." "Fratellino. che sutra è?" domandò Porcellino.. uno a testa. Sabbioso accanto al cavallo e Porcellino dietro con i bagagli." Scimmiotto invitò il maestro a uscire e a rimontare a cavallo. avete sradicato il nostro santuario. se ci provasse. Ma perché dovrebbero essere tanto stanchi? Non sono mai stati dei grandi lavoratori. Ho già in mente come fare. potevi lasciarli sfogare. Noi abbiamo cercato di ricondurlo alla ragione. e si affaccendarono a mescere. quante volte ancora dovrete spingere il carro delle reincarnazioni. fra cui il monaco cinese. Porcellino ne approfittò subito per assumere un tono di dignità offesa: "Avete visto. i due ragazzi si ritirarono precipitosamente. è spaventoso!" A questo punto del racconto. abbiamo seguito scrupolosamente le vostre istruzioni: ci siamo accertati della loro identità e siamo andati a cogliere due frutti di ginseng. e non vi vergognate di parlare con quel tono? E voi vorreste raggiungere il Paradiso dell'Ovest e vedere in faccia il Buddha? Ma sapete." Al reverendo non restò che scendere da cavallo e sedersi ai piedi di un pino in posizione di meditazione. poco dopo la vostra partenza. Piuttosto. il grande immortale si dominò: "Basta. riconobbero il maestro e la folla dei discepoli chini su di loro. era uscito con la sua scolaresca di giovani immortali dal paradiso Tusita. Intanto il grande immortale. per come li conosco. perciò li abbiamo mangiati noi. Li palpò per scegliere i due più grassocci e li gettò con un buffetto attraverso un forellino della finestra. l'immortale esclamò: "Vedo con stupore che Vento Puro e Chiaro di Luna stanno scoprendo le gioie del lavoro. ma non cambiò nulla: il loro placido russare continuava imperturbato. scrollare.. Potete riposare un po' in questo bosco lungo la strada: quando vi sentirete ristorato. che gli farebbe cambiare idea. che si affrettavano lungo la strada maestra. e del resto ha già provocato gravi danni in . "Quei ragazzotti sono andati a nanna: lasciamoli dormire. gridare: quelli ronfavano come se niente fosse. ci ha rubato altri quattro frutti. si arrovellava dentro di sé senza dir parola: "Perché parlano così? Perché mentono? I loro frutti glieli ho sistemati io una volta per tutte. che sapeva tutto. si sono presentati quattro bonzi." "Ma hanno tirato tutti i catenacci" obiettò Sabbioso. Ma oggi. "Che assurdità!" li rimproverò l'immortale. se ti citassero in giudizio. "Tu diventi un insettino e voli via da una fessura. Fece dietro front. "Per colpa della tua ghiottoneria. I due ragazzi procurarono molti piattini di verdure. "Perché. è un immortale vagabondo dell'Unità suprema. "In realtà i frutti non sono scomparsi. Il sutra di cui parlava il maestro è un incantesimo che stringe il cerchio. i catenacci caddero a terra e i battenti si spalancarono violentemente. "Che bel lavoretto!" esclamò Porcellino. avete anche abbattuto l'albero. Si ebbe un bel bussare.." Tutti i giovani immortali manifestavano il loro compiacimento. fra quel fogliame folto a grande altezza. so" rispose Scimmiotto. Noi intanto ce ne andremo via di qua. Senza che ce lo aspettassimo. dove ha messo radici: adesso è impossibile toglierlo. Aprirono gli occhi. Trovando la porta spalancata e il suolo spazzato. melanzane e zucchini in salsa di soia. mentre Sabbioso disponeva tavola e seggiole. né fuoco né incenso. ma allora non lo sai? Il cerchio d'oro che porto in capo" spiegò Scimmiotto "è un regalo della pusa Guanyin al nostro caro maestro. il sutra Ben Noto non lo avevo mai sentito. chiusero i battenti della porta principale e li sbarrarono con un grosso catenaccio di rame a due lucchetti. Il grande immortale si mise a ridere: "Benedetti ragazzi! Chi diviene immortale dovrebbe impegnare tanto il suo spirito da non pensare più a dormire. balzarono su e si prosternarono ripetutamente dicendo: "Maestro. con un cavallo. Tripitaka se la prendeva con Scimmiotto: "Benedetto zuccone di una scimmia! Ci metti sempre nei guai. "Avranno approfittato della nostra assenza per rubare qualcosa e scappare" suggerì qualche benevolo condiscepolo. ripartiremo. briganti di là. poi ritornarono davanti alla porta principale e vi restarono fino a sera a proferire vituperi: ladri di qua. "Nessun fabbro saprebbe far meglio. si devono essere alzati prestissimo e hanno già aperto la porta e spazzato l'entrata. giovanotti?" esclamò ridendo Porcellino. uno dei suoi discepoli. partiremo dopo pranzo. e staranno ancora dormendo della grossa. "No." "Queste sono porte da ridere." "Si capisce. "ci hanno chiuso dentro. legati alla cintura. che non li avrebbero svegliati le trombe del giudizio. del sutra del Diamante." "Non me ne vogliate troppo. invece. Che bisogno c'era di abbattergli l'albero? In un caso del genere. "Che cosa fate. Che qualcuno gli abbia giocato un brutto tiro? Portatemi subito dell'acqua!" Uno dei discepoli portò un bicchier d'acqua e lo porse al maestro. ben altro! Ha abbattuto il nostro albero di ginseng!" Anche di fronte a questa terribile rivelazione. il vostro amico. un certo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. non ho mai pensato di piantarvi in asso. Scimmiotto aveva altri modi di riposarsi: rimasto solo. Non parliamo poi di Vento Puro e Chiaro di Luna. diciamo un mesetto di sogni d'oro. devo passare la notte in bianco. Ora abbiamo verificato e constatiamo che i conti tornano" precisò Vento Puro. "Raccontatemi per ordine che cosa è accaduto. Ma noi che non ci sappiamo trasformare. "Apriremo quando avrete vuotato i calici fino in fondo. sono molto pericolosi!" "Cercate di calmarvi" disse sorridendo il grande immortale. "Non devi attentare alla loro vita. ghiottoni svergognati! Non vi è bastato rubare i nostri frutti di immortalità. Le impresse il movimento che apre le serrature e la puntò verso la porta: con un fracasso di metallo spezzato. che erano soli in casa." "So. "A quest'ora la musica è finita. alla porta orientale del Cielo. Poi recarono una teiera colma e due caraffe di vino. i due ragazzi scoppiarono in lacrime." "Maestro. "Come squagliarsela da tutte queste porte sbarrate?" "Ti farò vedere un'altra delle mie abilità" replicò Scimmiotto impugnando la sua sbarra. del sutra del Pavone. del sutra di Guanyin. si alza la luna in ciel. non ha saputo riconoscere il nostro tesoro di immortalità. "Ma non è il momento di prenderci in giro" brontolò Porcellino. rientrò nel tempio e si accostò alla cella in cui dormivano i due giovani taoisti. cavolo rosso sotto senape. Avevamo contato male noi. appoggiando il capo su una roccia a mo' di guanciale." "Discepolo!" s'inquietò Tripitaka. Ma quando entrarono nella sala grande. pasticcioni? Questi pivelli ci sono venuti a insultare a casaccio. e si lanciarono sulla strada maestra dell'Ovest. "Il bonzo vi ha picchiato?" chiedevano i condiscepoli. si versò in bocca un sorso e lo spruzzò sui loro visi." "Maestro. a meno che sappiano come rendere la vita ai morti. navoni in feccia di vino. Rifiutava assolutamente di mangiarli. aveva attraversato il cielo di diaspro su nuvole di buon augurio e non aveva tardato a ritrovarsi al portale del Tempio delle Cinque Fattorie. altrimenti aggraverai la tua posizione: ti renderai colpevole di omicidio a scopo di lucro. Se lo recita mi fa venire il mal di testa. come per un colpo di vento. Noi.perdonare le parole grossolane e offensive che vi abbiamo rivolto poco fa." Intanto calò la notte. da queste parti?" "Proprio così" rispose da fuori Chiaro di Luna. si tiene in mano questo mezzuccio per mettermi in difficoltà." Ma Vento Puro perse le staffe: "Maledette zucche pelate. I due volarono dritti in faccia ai dormienti e li punsero. non ci trovarono nulla di pronto. Portava con sé. lasciate stare. io reciterei un certo sutra ben noto.. il loro sonno divenne tanto profondo. Ma quando i pellegrini ebbero le loro ciotole in mano. deve aver usato di nascosto il procedimento di uscita dell'anima dal corpo e. E così ci avete accusato ingiustamente: è una bella porcheria!" Scimmiotto. Con una buona concentrazione." Porcellino andò a riempire le tazze. "Ho sentito parlare del Sûrangama sûtra. per offrirli al monaco cinese. farei saltare le serrature della porta est del Cielo." I discepoli si recarono alla porta della loro cella: in effetti era chiusa a chiave. Così fece anche Porcellino. inquieto ma a un tempo molto interessato. senza avere idea di come stavano le cose. non c'è pericolo che tu non te la cavi" replicò Porcellino. che mi ha indotto con l'inganno a posarlo sulla testa." "Maestro. del sutra del Loto della Buona Legge. "Sono ben strane le usanze del paese. Di solito fanno fatica a stirarsi nel letto quando il sole è già alto tre tese. si stropicciarono il viso.

In un istante aveva già superato mille li. mi fanno già abbastanza male. ma quella coda di yak con il manico di giada parava ogni colpo. "Qual'è la vostra preziosa montagna?" "La mia umile dimora è il Tempio delle Cinque Fattorie sul Monte della Longevità. raccolsero i loro bagagli sotto il portico e guadagnarono l'uscita. seguiva i movimenti con attenzione per capire dove lo avrebbero colpito: vide che si mirava alle gambe. I bagagli furono gettati a terra sotto il portico. "Tagliami quattro salici giovani ai piedi della rupe e portali qui" ordinò Scimmiotto a Porcellino. maledetta scimmia!" replicò il grande immortale. non è armato D'altro che della sua coda di yak. Tripitaka non era riuscito a percorrere più di cento venti li. "Ritornate a casa e preparate delle corde. l'umile taoista che sono vi saluta. vide le proprie gambe lustre e scintillanti come specchi. "non ricominciare a fare il cacciapalle: queste corde di canapa bagnate. Tuttavia all'alba il reverendo si assopiva sul suo cavallo. Il grande santo recitò un incantesimo. vi sbagliate: i frutti li ho rubati io e li ho mangiati io." I discepoli corsero a prendere lo staffile di cuoio. E adesso come faremo?" "Non incominciate a far lagne. quando Scimmiotto parlò di nuovo: "Fate un altro sbaglio. Poi ritornarono dal maestro e camminarono tutta la notte. incominciamo da lui. eccolo là." Apostrofato in questo modo. uno dopo l'altro. alla moda di Lü. Pieno di cinghie. Qui ci vuol altro che la tua abilità di scassinatore di catenacci. dopo tanti colpi. che li legarono dove erano stati tenuti prigionieri. reverendo? Perché vi siete seduto sul bordo della strada?" "Il vostro umile servitore è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. saliva su una nuvola di buon augurio e partiva all'inseguimento del monaco cinese. che furono legati ciascuno a una colonna. che la schivò balzando da lato e subito si alzò in cielo su un alone di buon augurio. Scimmiotto. Quando scese la sera. Se muore. intorno regnava da un pezzo il silenzio. un altro diventò un convincente Tripitaka. l'albero l'ho abbattuto io. Frustatemi un'altra volta. che fu legato a un pilastro della tettoia all'ingresso della sala grande. e io mi sono seduto per riposare un momento. no. non sono certo queste corde di canapa bagnata a tripla torsione che mi fanno paura." Mentre parlottavano fra loro. Berretto a nove Yang sopra la testa. ma sapevano rispondere se li si chiamava per nome. frustatela ancora. l'immortale riprese il proprio aspetto. diceva: "Ehi. e vacillava minacciando di . per riprendere la somministrazione del supplizio la mattina dopo. Sapreste riconoscerli. perché non aveva badato che la manica era scucita. Scimmiotto. Rivestirono le loro tuniche. Il grande immortale era intento a guardare verso ovest." ordinò il grande immortale. mentre il grande immortale. "Tanti quanti i frutti dell'albero: trenta. I suoi capelli Son legati in due crocchie ala-di-corvo. Nel fronteggiar Scimmiotto. "Mi servono e basta. non sarò forse io a portarne la responsabilità?" Perciò aprì bocca: "Maestro. sareste per caso passato dalla nostra desolata montagna?" inquisì il grande immortale. ma di pelle di drago: quella che si chiama sette stelle. Se è questo che vuole.Paradiso. l'immortale ricorse al trucco detto dell'universo nella manica: dal bordo della nuvola dove si teneva ritto tese controvento la manica della sua cappa. che non era di vacca o montone. e hai rovesciato l'albero di ginseng." Tripitaka rese premurosamente il saluto: "Vi prego di perdonare la mia involontaria scortesia: non vi avevo visto. di subire il castigo per lui. Il suo testardo discepolo si è scatenato sotto la sua responsabilità. il nostro maestro stava conversando con i vostri ragazzi nella sala di ricevimento: non sapeva nulla dei nostri intrighi. fratello maggiore. andiamocene!" Sabbioso. abbassando gli occhi. Il grande immortale ritornò con la sua nuvola al tempio e ordinò ai discepoli di portare le corde. con gli occhi pieni di lacrime. ma le conseguenze le pago io. tendendo il dito accusatore e mettendosi a ridere." "Non mi hanno ancora picchiato. preparate il necessario per il supplizio che gli infliggeremo quando saremo di ritorno. Scimmiotto fu invaso dal furore: cavò la sbarra e. Sbrigati. aiuta anche noi!" "Piano! Parlate piano!" sibilò Scimmiotto. le trasformò in pezzi di ferro di forgia. Non solo erano somiglianti. gran stivali E cintura di seta. Gli inseguitori tornarono indietro. che si stanno asciugando e stringendo. "Discepoli" disse l'immortale. Il grande immortale scese allora dalla sua nuvola e con una scossa si trasformò in un viandante taoista della setta della Verità completamente sublimata. "Vedo" rispose il grande immortale." Scimmiotto pensò: "Il nostro vecchio bonzo non sopporterà la fustigazione. Quando i pellegrini rimasero soli. Che bravo Scimmiotto! Si rimpicciolì per liberarsi dai legami e sussurrò: "Maestro. prima che sia troppo tardi. fingendosi sorpreso. ma almeno mostra qualche traccia di pietà filiale." "Senza vantarmi. come se fossero marionette: per primo il monaco cinese." "Quanti colpi?" chiese il fustigatore. la calò sulla testa del grande immortale. Con una scossettina. Porcellino e Sabbioso. ma era robusto. "questi bonzi sono gente che ha abbandonato la sua famiglia: non si possono usare armi bianche su di loro. Calza ai piedi dei sandali a tre orecchie. Va sventolando attorno larghe maniche E leva canti alla luna crescente. a modo suo" esclamò ridendo il grande immortale. questa notte stessa. gli altri due presero l'aspetto di Sabbioso e di Porcellino. maestro." "Fratello" obiettò Porcellino. che finora nessuno ha toccato. senza perdere tempo a commentare. ed era stata ben imbevuta d'acqua. Avvolto in una cappa di piumino Di gru. l'aprì dolcemente e. "Basterà che ci lasciamo cadere da lì. ma inquadrato Da barba e favoriti." "Ti ho colto. Ecco com'era vestito: In testa una corona d'oro puro. bianco splendente." Il discepolo levò alto lo staffile per abbatterlo a tutta forza." "Maestro" ricordò Sabbioso. così morbido a toccarlo. dove siamo finiti?" esclamò Porcellino." "Basta rugare. ma non serviva a nulla: quel tessuto. "e a lamentarvi siete voi. Un giovane immortale dei più robusti impugnò baldanzoso lo staffile e chiese: "Da chi incominciamo?" "Tripitaka è il più anziano di questa banda disonorata. "Ci ha infilati nella sua manica. A questo punto il grande immortale ordinò: "Ora puniremo Tripitaka per il lassismo del suo insegnamento. questi bonzi?" "Ma certo. E il fustigatore gli inflisse altri trenta colpi. Somministrati i trenta colpi a intervalli stabiliti. suo discepolo anziano. "Va bene. voialtri" tagliò corto Scimmiotto. era passato mezzogiorno. Portate qui lo staffile a strisce di cuoio e dategli una bella correzione. "Porca miseria. "Maestro. Incomincia da lui. si rese conto di averli superati: pur camminando di buon passo fino alla sosta per il riposo. Dunque il nostro prezioso albero è stato abbattuto. di camoscio o bufalo." Il bestione non era furbo. Poi siete fuggiti. allarmato. E anche se fosse colpevole di non averci educato con sufficiente fermezza. Dopo avere resistito in questo modo a due o tre assalti. Quando si volse a guardare a est. op là! i quattro pellegrini e il cavallo vi furono aspirati e rinchiusi. Lui penserà di averci perduto per disattenzione. "Dentro un sacco!" "Non è un sacco. toccherebbe a me. il grande immortale ordinò di rimettere a mollo lo staffile nell'acqua." "Questa maledetta scimmia ha stile. estrasse dalla manica i pellegrini." Vento Puro e il compagno ritornarono a casa." "Questa maledetta scimmia è furba e incallita nel male. "siamo tutti nella stessa situazione. ma non trovava traccia dei pellegrini. siamo passati da un'altra strada. scemo" disse Scimmiotto. si morse la punta della lingua. Agita in mano la coda di yak E tamburella sul pesce di legno. se la prese con i suoi discepoli: "Queste disgrazie le avete provocate voi. che aveva la coda di paglia: "No. tutti quanti" assicurò Vento Puro. Con pochi colpi ben assestati abbatté quattro salici e li riportò sotto braccio. Scimmiotto ne tolse i rami e fece portare i tronchi nella corte dai suoi condiscepoli. anche un ormeggio di fibre di palma del diametro di una colonna mi farebbe sì e no il solletico. Del resto." Il fustigatore si apprestava di nuovo a colpire. Com'era conciato? Un abito di cenci e di rammendi. per mettere la più grande distanza possibile fra loro il Tempio delle Cinque Fattorie. ma sono tutto indolenzito per via delle corde che mi legano. che ci vendicherà dei frutti del ginseng. poi gli altri tre. ai piedi di quell'albero sul bordo della strada: è lui!" annunciarono i ragazzi. I discepoli ubbidirono." "Allora non è grave: dò una rastrellata e faccio un buco" propose Porcellino. Che cosa aspetti a confessare? Dove credi di trovare un alibi? Vieni qui e rendimi il mio albero. Sotto gli sguardi attenti dei giovani immortali. "Chi credi di imbrogliare? Sei stato proprio nel nostro tempio. Scimmiotto lo inseguì con una nuvola." "Poiché venite dall'est. Provvedo io a catturarli. "Dobbiamo rimetterci in cammino. A che serve? I colpi li hanno dati solo a me" ricordò Scimmiotto. "Allora venite con me. Questa appunto è la strada che seguiamo. Mentre rubavamo i frutti." I discepoli ubbidirono. resisteva al rastrello più dell'acciaio." A queste parole intervenne precipitosamente Scimmiotto. Si diresse verso l'albero e gridò al monaco cinese: "Reverendo. Tripitaka. poi se ne andarono a cena e si ritirarono nelle loro celle per dormire. Che cosa c'entra lui? Si deve incominciare da me. sputò su ciascuno di loro una goccia di sangue e ordinò loro di trasformarsi: uno dei tronchi prese il suo aspetto. Un incarnato Di donna reca in viso. in compagnia di Vento Puro e Chiaro di Luna." "Da dove venite. il cavallo lo legarono nella corte e gli portarono il fieno. ma non sentiva nulla. sellarono il cavallo. Voialtri. Scimmiotto pestava senza tanti riguardi con la sua sbarra. Una volta in aria." In effetti il bestione si mise al lavoro. preoccupato dalla potenza dei mezzi di cui disponevano questi taoisti. la quiete era calata sull'universo. e slegò uno dopo l'altro Tripitaka. "A che cosa ti servono?" si stupì Porcellino.

perde. quando fosse nell'olio bollente. Mi dispiaceva sporcare un olio così fine. La collera è cattiva consigliera. e tutto l'olio si sparse intorno. "Maestro" protestò Porcellino. che si trovava lontano sul bordo della strada maestra. Ma allora il vero Scimmiotto. con cavallo e bagagli. Sarà meglio metter fine all'esperimento. Per chi ha lasciato casa sua. Tuttavia il grande santo si sentiva inquieto: temeva che. da una parte una meridiana. va male!" "Che succede?" si allarmò Tripitaka. si morse la punta della lingua e lo trasformò." Tripitaka si mise a tremare come una foglia. pensavo che oggi non mi avrebbero battuto. sopra una catasta di fascine che fecero un fuoco d'inferno.cadere." Scimmiotto ascoltò con piacere. Perciò si guardò intorno. non mi sfuggirai. il grande immortale diede in una risata agghiacciante e si fece avanti per impadronirsi di Scimmiotto. Ma ecco che ricominciano a frustare l'emanazione del mio corpo. che se incontrassimo qualcuno vi rendereste ridicolo. Schiacciate un pisolino al riparo dal vento. stringere fra le dita il mercurio. A gran botte. Se ne vada dove gli pare. Scendete giù. il taoista gli potesse giocare qualche brutto scherzo. ordinando di portare lo staffile: "E oggi incominciamo da Tripitaka. ci ha fregato!" esclamò Porcellino. "Come ti sei permesso di rompere il mio calderone?" "Non sei il primo a cui mi càpita di guastare i fornelli" replicò Scimmiotto ridendo. il cavallo e i bagagli. mentre il vero Consapevole del Vuoto se ne volò su una nuvola e vi sedette a contemplare i taoisti. L'immortale ritornò al suo tempio. "Guarda come sono gentili: ci vogliono confezionare vestiti con le maniche a sbuffo. Scimmiotto se ne accorse e lo apostrofò: "Non siete proprio all'altezza. Scimmiotto continuava a scherzare: "Guardate che bel sudario ci regalano da vivi. Dice un poema: Àrmati nella vita di pazienza. Certo che potrebbero risparmiare un bel po' di stoffa con le solite tuniche a campana. Questa volta Tripitaka fu legato a una piccola sofora. Così passa buona parte del mattino: Quando mai riprenderan la loro strada? I tre condiscepoli attaccavano congiuntamente con energia. ma i discepoli non rimasero ad aspettare che dicesse la sua opinione: Sabbioso tirò fuori la sua preziosa mazza." Quattro ragazzi ci provarono. per aria. entrò nella corte e di nuovo li estrasse dalla manica. legato come un salame. Ne avremo di riso. "Mi vorranno interrogare" pensò Scimmiotto. Ne vennero otto di rinforzo. Ma ora portate qui un'altra caldaia: per vendicare l'albero di ginseng. cadrà morto stecchito. salvo la testa. maestro. e va bene. Con Sabbioso accadde la stessa cosa. "la testa è meno importante di quel che sembra." Il calderone venne posato ai piedi della scala. ma questa volta hai passato il limite della ragione e hai tradito la tua coscienza. Qualunque capriola tu faccia. Porcellino. né come le cose andarono a finire. Perciò ho fatto i miei bisogni da un'altra parte e ora sono qui. Finalmente in venti riuscirono a portarlo ansimanti fino al calderone e ce lo buttarono dentro: fece un grande schizzo. Poi vennero portate dieci pezze di grossa tela fabbricata in casa." Detto fatto. movimenti impercettibili Che le parano in qualunque direzione. ma inutilmente. e Scimmiotto. mollarono lo staffile e corsero ad annunciare: "Maestro. ma perché mi spacchi la caldaia? Adesso lo metto io nelle peste. si diceva che non riuscivano a fermarlo nemmeno le reti celesti: ora non stento a crederlo. afferrare l'ombra o ingabbiare il vento. Questa scimmia è inafferrabile. Si diede una spinta per accostarsi al leone. È una pignatta su misura per il tuo appetito." A queste parole." A questo punto venne portato un gigantesco calderone. il grande immortale fece una risata cattiva: "Scimmiotto è pur sempre il Bel Re Scimmia! All'epoca dei gravi disordini che provocò in Cielo. Nulla potrai ottener se non perseveri. ma senza risultato. bello tranquillo e pulito." "Te la farò vedere io. come testimoniano i versi: Consapevole del Vuoto non capiva Il segreto del Signore Uguale al Mondo: Come egli resistesse a tre armi magiche. per lasciare un po' di sfogo. poteva anche finire lì. e alla terza bonzo carbonizzato. Poi veniva Scimmiotto. e non fate obiezioni se uso un po' di sana violenza. e quando sarà a bollore ci getterete il Novizio Scimmiotto. E GUANYIN RIPORTA ALLA VITA CON LA RUGIADA L'ALBERO DI GINSENG. fu gettato per terra davanti all'immortale." Il fustigatore alzò il suo strumento e gridò: "È il tuo turno!" "E allora dacci dentro" rispose il salice. l'immortale fece portare della lacca con cui i pellegrini furono interamente spalmati." E quello rispondeva: "Sollevate Scimmiotto e gettatecelo dentro. "Maestro" disse Scimmiotto a Tripitaka "adesso per piacere mi lasciate riporre la parola bontà in attesa di tempi migliori." La caldaia incominciò a bollire. dall'altra un leone di pietra. "Ignobile scimmia!" gridò il grande immortale sconvolto dalla collera. Anche la tua violenza sarà vinta. e pensava: "È meglio di quanto temevo. Scimmiotto. maledetto!" tuonò il grande immortale. ritorniamo al tempio: al sorgere del giorno il grande immortale fece colazione e salì alla sala di ricevimento. Il fatto è che ci avevano buttato di peso il leone di pietra. ma ancora non si riusciva a sollevarlo. altrimenti non ne usciremo mai. Fu una lotta violenta. Ma perché prenderti gioco di noi con questo infame trucco dei pezzi di legno? Questa non gliela perdono: dobbiamo riprenderli. Il grande immortale abbassò la sua nuvola su di loro e gridò: "Dove vai Scimmiotto? Rendimi l'albero di ginseng!" "Rieccolo. a quanto pare non stiamo battendo i bonzi. a pranzo!" "Tanto meglio. sia quello grande. "Porcellino!" disse ridendo Scimmiotto. circondarono l'immortale e incominciarono a legnare senza troppi riguardi. "Ora riempite la caldaia d'olio. È piccoletta di statura. ed ama il santo la virtù. si lanciò sulle nuvole e." E i discepoli ubbidirono. vide i bonzi che avanzavano sulla strada. "Com'è privo di riguardi! Scappa se vuoi. alla seconda passata avremo bonzo fritto da mettere in tavola. sentiva tutto e si diceva: "Il maestro non sarà all'altezza della situazione: come toccherà l'olio bollente. Anche se balzassi fino al Paradiso . Si slanciarono tutti insieme in aria. Lo friggeremo per vendicare il nostro albero di ginseng. Maneggiate con potenza e con ferocia. metteremo a friggere Tripitaka. che spruzzò olio bollente sulle facce dei giovanotti e le riempì di vesciche. Non prendo un bagno da un bel po'." Che bravo Scimmiotto! Scese giù e si presentò a mani giunte: "Non friggete il mio maestro! Ci vado io nella pentola dell'olio." I giovani immortali si misero all'opera per rompere la tela laccata e tirarlo fuori." L'immortale ordinò: "Avvolgeteli nelle tele. aveva vicino a sé. "Che cosa ho fatto di male? Il tuo amabile invito a prendermi un bagnetto di olio bollente lo gradivo molto. e poi ripartiremo. Quelli che curavano il fuoco incominciarono a gridare: "Perde. ma in quel momento mi scappavano sia il bisogno piccolo. legato come un salame. non ci resterà poi la cera di fantasmi affamati. "Guarda che roba. Potevi limitarti a scappare. come si deve quando si va a farsi friggere: lascia il mio maestro e prendi me. Un uomo superiore mai non cerca La lite. Basta così. e non accorgersene neppure. Un bel bagno caldo è quello che mi ci vuole per mettermi in forma." Mentre maestro e discepoli fanno una sosta. Porcellino e Sabbioso agli alberi che stavano a destra e a sinistra dell'ingresso della sala grande. tanto varrebbe pretendere di trattenere la sabbia. Opponendovi la sua coda di yak. Il grande immortale del Primordiale Soggiogato afferrò la mano di Scimmiotto e gli disse: "Conosco le tue capacità e la tua reputazione. come la prima volta. Porcellino il rastrello e Scimmiotto la sbarra cerchiata d'oro. non poterono farci nulla e vi furono aspirati a precipizio. "Questa maledetta scimmia ama tanto la terra che non si riesce a staccarla dal suolo." Quando furono ben impacchettati. ai piedi della scala. ebbe un fremito ed esclamò: "Ahi." A queste parole. l'olio bolle. Il vostro vecchio Scimmiotto potrebbe saltare il sonno per mille notti di seguito. non credo che poi avresti più potuto usarlo per il fritto misto. e confesso che mi dà molto fastidio. ascoltate il seguito. "Quando ho trasformato quei salici. dopo la doppia correzione di ieri. I giovani taoisti si presero una bella paura. Se prima possiamo mangiare abbastanza. ho giusto la pelle arida che incomincia a irritarsi. CAPITOLO 26 AFFANNOSA RICERCA DI UN RIMEDIO IN CUI SCIMMIOTTO PERCORRE LE TRE ISOLE ALLA VANA RICERCA DI UN RIMEDIO. osservando in direzione dell'Occidente. Vide i giovani immortali che annunciavano: "Maestro." E recitò una formula che spezzava l'incantesimo. queste non sono condizioni straordinarie. Sarà meglio che gli dia una mano. poi altri quattro. ma dei tronchi di salice. ma quanto è pesante!" commentavano gli immortali. Ma in basso ci vuole un buco. ma quando l'immortale spiegò di nuovo la sua manica. con il maestro. Se non sapete quali proposte ricevette. Se vinci la violenza con violenza. perde!" Il fondo della marmitta si era spezzato. Il leone prese l'aspetto di Scimmiotto.

che sarò puntuale. Si vedevano Dardi di luce attraversar lo spazio. perché ci imprigionò tutti nella sua manica. che offrirono al nostro maestro frutti di ginseng." Vedendolo. Quindi dovrete passare i giorni per monti e per valli: come fate a trovare tempo per distrarvi?" "Vi dirò tutto. Il maestro e i condiscepoli vennero impacchettati e laccati come anitre da cucinare. Potrei percorrere cieli e mari da un capo all'altro. Che ne dite?" "Se hai questo potere. Non gli deve mancare niente: tre tè e sei pasti al giorno. "Benedetta scimmia." A una risposta così recisa. Allora rubai tre frutti e li divisi fraternamente con i miei compagni. Porcellino e Sabbioso. Le tre stelle salirono su di un'augusta luce e si diressero al Tempio delle Cinque Fattorie. Noi siamo l'ultimo dei suoi pensieri." "I guai sono avvenuti mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie." Il grande immortale. dovrete fare i conti con me. Quando saranno trascorsi. Attraversava lo spazio con la velocità del lampo o di una meteora. perché non reciti quell'incantesimo. Dopo tutte queste peripezie. "In quale posto le avete incontrate? Bisogna che ci diate informazioni esaurienti.. Lasciate liberi i miei. Sono venuto da queste parti. "Il maestro del Primordiale Soggiogato è il decano degli immortali terrestri. mi legherò a te con gli otto saluti e diventerò tuo fratello giurato. se non sarai di ritorno. Tre giorni e non di più. semplicemente per la dieta che fa. e di sicuro troverò qualcosa che si adatti a quest'albero. Altrimenti. lasciò il Tempio delle Cinque Fattorie in direzione del grande oceano orientale. Come al solito fa il grand'uomo per abbagliare la gente. La ricetta che ti servirebbe sarebbe contraddittoria. come noi siamo i patriarchi di quelli celesti. ma lungo la strada per l'Ovest ho avuto qualche noia. quarantasettemila anni a mangiarne uno. tenere in scacco tre eccellenti armi magiche con un semplice scacciamosche. "L'altro giorno. la contrada degli immortali. ma fummo riacciuffati come la volta precedente. molto contrariate. come puoi pretendere di prevalere su di lui? Se tu avessi ammazzato qualunque bestia. non può esistere. archi giganteschi Che si vedono splendere dal mare. ubbidisco. un albero morto. cui seguì un parapiglia. Non volete altro che riavere vivo il vostro albero? Non è difficile." "Come sarebbe a dire. Non ci vediamo da molto tempo. ma quando il messere ritornò a casa e vide l'accaduto." "Ho capito. Si provarono a rinchiuderci e noi fuggimmo. con indosso una semplice veste di casa. sradicata?" esclamarono spaventati i tre vegliardi. non vi sbarazzereste facilmente di me." E si congedò. i nove luminari Si rifletton su tartarughe d'oro." "Non so come ringraziarvi" rispose Scimmiotto.. gli avversari erano la stella della Fortuna e quella della Ricchezza. "Chiediamogli dove conta di andare. Conto di recarmi nell'oceano orientale e di fare il giro delle tre isole e dei dieci scogli per visitare i più antichi santi e immortali. ma può darsi che se ne trovino altrove. ma si concluse presto." "Ma ci abita il grande immortale del Primordiale Soggiogato!" esclamarono i tre vecchi." "Non crederai che ti possa perdonare!" "Se liberate il mio maestro." Si strinse alla vita il grembiule di pelle di tigre e prese congedo dal grande immortale dicendo: "State tranquillo. mantenere la concentrazione dello spirito. "Se non ti tenesse sotto controllo. Tu che non sei ancora entrato a far parte del vero corpo degli immortali. va lavata e inamidata. con la scusa di andarsi a procurare chissà quali rimedi. usare l'acqua per rafforzare il fuoco." "Ho sentito dire che avete lasciato il taoismo per il buddismo" commentò la stella della Longevità." "Quando pensi di ritornare?" "Mi basteranno tre giorni." "Caro maestro. Scimmiotto attraversò il paesaggio senza potersi saziare dello spettacolo. grande santo?" "Vi sono venuto a trovare per distrarmi in vostra compagnia. Noialtri invece ci dobbiamo impegnare in continue fatiche: nutrire l'essenza seminale. ma per aiutarti gli faremo visita e riferiremo i tuoi problemi al monaco cinese. Dopo tre giorni reciterà l'incantesimo della costrizione del cerchio. nella pianta organica dell'Unità suprema non esisti nemmeno. Conta pure di disporre di tutti i giorni che servono: lui aspetterà che tu ritorni con il rimedio adatto. "Non avrai per caso rubato i suoi frutti di ginseng per mangiarteli?" "E se fosse?" replicò Scimmiotto ridendo. e giunse alla Grotta delle Nuvole Bianche. se me lo aveste detto prima. Ma la legge del mio maestro è severa. Ma nel frattempo dovete provvedere al mio maestro. perché noi possiamo rispondere." "Comunque rassicùrati" aggiunse la stella della Longevità. Sino ad allora." "Ma parti. senza il minimo rispetto. cadute le foglie. e presto raggiunse le isole Penglai. Salgon spire di brume colorate Nel cielo azzurro. "Sta tranquillo che non lo lascerò morir di fame. Chiederò alla loro esperienza i metodi per ridare vita a ciò che è morto. La gente nella corte sentì gridare le gru nel vasto cielo: era l'annuncio che i tre vecchi del buon augurio si avvicinavano. "mi chiedo che diavoleria conta di fare il nostro condiscepolo. Se conoscete ricette per riportare in vita gli alberi. Il rango del grande immortale è superiore al nostro. Ma i frutti di ginseng nascono dalla radice del legno di immortalità." "Dove conti di trovare i mezzi per mantenere le tue promesse?" "Un vecchio detto dice che la buona medicina vien dal mare. e al primo colpetto che diedi l'albero andò lungo disteso: scomparsi i frutti. potrei cercare altrove. Ma usai i miei mezzi per fuggire e per rompere la pignatta. Mettiamola così: qui non abbiamo una soluzione. Quando la sua biancheria è sporca. non sa proprio stare al suo posto!" esclamarono le tre divinità. quando arrivammo al tempio. in fondo siete un bell'avaro. saluterei il Buddha e continuerei a chiederti di rendermi l'albero di ginseng. l'immortale ha incominciato a prendermi sul serio e abbiamo combinato un affare: lui ha liberato i miei. ma preferirono mangiarsi tutto loro." E gli gridò: "Consapevole del Vuoto. se lo fosse. le sopracciglia di Scimmiotto si aggrottarono e la sua fronte si increspò di mille rughe. tanto per incominciare vi sfonderò tutte le pignatte di casa. "Dunque potreste senz'altro mettervi in cammino. Un posto bellissimo. sicuro che in ogni modo non gli potevano sfuggire. al quale la vita non si può rendere. attraverserei come niente le trentasei sfere celesti." "Non avrà il coraggio di abbandonarci" assicurò Tripitaka. la sua indulgenza è a tempo definito: mi ha dato tre giorni." "Benedetta scimmia.dell'Ovest ti seguirei. "e che vi siete dedicato a proteggere il monaco cinese che va a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. dunque!" si spazientì il grande immortale. Alte torri di diaspro la cui ombra Rinfresca il cielo. Non voglio ritrovarlo pallido né smagrito. non è una cattiva idea" risero le tre divinità. ci inseguì. dico sempre la verità. "Quello lì usa il trucco del diavolo pentito. poi. Per questo i due piccoli immortali ci coprirono di contumelie. come testimoniano i versi: Sacro e vasto paese d'immortali. sul Monte della Longevità. rami spezzati e radici per aria. "Maestro" disse Sabbioso. perché è urgente liberare il monaco cinese dalle sofferenze che sta sopportando. Sono venuto a trovarvi perché vorrei chiedervi un piccolo servizio." "Non parliamo di efficacia della radice: l'ho appunto sradicata. fu un vero spettacolo vedere l'immortale.] . Su alti trofei di nuvole si avanzano [. Vi sareste risparmiato tutti questi scontri." "Va bene." "Che genere di noie?" volle sapere la stella della Fortuna. Le gare di magia qui non servono. Le bellezze fatate qui si recano Per recare in offerta ai tre immortali Pesche d'eternità. con una capriola nelle nuvole. saresti capace di intrufolarti di nuovo in Paradiso. pensando che la buona medicina vien dal mare." "Be'. esercitare il respiro. fratelli maggiori. Precisamente. come avrebbero dovuto. e io ho promesso di riportare in vita il suo albero. davanti alla quale vide fra i pini tre vegliardi che giocavano a go. signori. che storie hai raccontato all'immortale per indurlo a liberarci?" "Io non racconto mai storie. fuggimmo di nuovo. Rari profumi spiravan nel vento: Fra brandelli di brume colorate. insetto o rettile. avrai i tre giorni che chiedi. vi prego di insegnarmele subito. Scimmiotto si avvicinò e disse: "Vi saluto. Mi saltò la mosca al naso. e vi garantisco che il vecchio Scimmiotto troverà il modo di rendere la vita al vostro albero. constatando che non c'era verso di tenermi fermo. quando ritornerò." "Non chiedo tanto. dopo una giornata di frustate. vi restituirò l'albero vivo. non ci muoveremo di là. I due ragazzi non girarono l'offerta a noi discepoli. ma lui non capì che cosa fossero. La notte successiva. "non prendertela tanto." "Che diavolerie vuoi che faccia?" intervenne Porcellino. il grande immortale non era in casa. messere. Come puoi prendere alla leggera dei frutti così nutrienti? È una radice di efficacia senza pari al mondo. mescolare la tigre e il drago. gli sembravano dei neonati e perciò rifiutò di assaggiarli. Non è roba che faccia tornare in vita le piante morte. Il nostro livello nel Tao è molto inferiore a quello del grande immortale: non è escluso che possieda una longevità uguale al Cielo. basterebbe a riportarlo in vita un gran di miglio del nostro elisir. se la batte e non lo vediamo più. È vero che una posizione in Cielo ce l'hai anche tu. Aveva lasciato due ragazzetti." Il bravo re scimmia. ma ci conosce. fece liberare Tripitaka. mentre la stella della Longevità fungeva da spettatore. sempre che siate d'accordo. Anch'io parto subito. Le cose stanno come dite. io reciterò il sutra che sai. uccello. Si chiamano cinabro trasmutato vegetale." "Si capisce. le stelle respinsero la scacchiera e risposero al suo saluto: "Qual buon vento vi mena. mentre io fui senz'altro messo a friggere nell'olio. ma non dimentichiamo che sei fuori ruolo. "e non angosciarti. Avemmo una discussione con qualche battuta antipatica da parte sua. "Grande santo" aggiunse gentilmente la stella della Fortuna. Isole dove convergono i flutti. non conosce il valore delle cose! Sono frutti che dànno trecento sessant'anni di vita ad annusarli.

Penetrando il segreto dello sperma e del soffio." "Zitto. nove immortali dai volti fanciulleschi. "Vieni a servire il tè. Si avvicinò. Alto luogo d'incontro di immortali. Dal momento che non saprei altrimenti come liberare il monaco cinese. 'porta fortuna!'. Mentre conversavano Porcellino ritornò alla carica e si mise a molestare la stella della Fortuna chiedendole caramelle. arrivano le tre stelle del mare!" Il grande immortale stava conversando con Tripitaka e i suoi discepoli. Uscito dal suo guscio per ascendere al vero. Qui la fenice si viene a posare. grande santo. Sandali da scalare picchi divini ai piedi Ed in capo un berretto da grande cerimonia. mi congedo e vi saluto" concluse Scimmiotto. Le tastava le maniche. da un paravento di giada sbucò fuori un ragazzo. come testimoniano i versi: Sulla montagna si alza un altro cielo. "Faccio le cose a ragion veduta. ma non so se me lo farete. I tre puri sentieri la percorrono Su alte terrazze. ha perduto ogni dignità" s'indignò il grande immortale. Le torri del palazzo montano fino al cielo. ai piedi delle rupi di cinabro. chiacchieravano. il Tempio delle Cinque Fattorie è una grotta-cielo del continente dell'Ovest e i frutti di ginseng sono nati direttamente dalla radice meravigliosa da cui ha preso origine l'universo. Siamo venuti qui innanzitutto per presentare i nostri rispetti. Danze di nere gru in cima alla montagna [. perché è il decano degli immortali terrestri. vecchio mio." Il sovrano supremo gli rese premurosamente il saluto: "Scusate. Scimmiotto gridò: "Avete niente in contrario che mi venga a divertire con voi?" Tutti gli andarono incontro. si impadronì di quattro mestoli e corse nella sala grande. come testimoniano i versi: . ma può curare solo gli esseri viventi. "Qui non c'è da rubare nemmeno elisir. Godeva eterna vita rifuggendo ogni fama: Su di lui non aveva il tempo alcuna presa. se non vi sono venuto incontro. Sugo di giada cola nei ruscelli. con capelli candidi e splendenti disposti in crocchie a forma di cicogna. dicendo: "Ci vergognamo di aver lasciato passare tanto tempo prima di ritornare a presentare i nostri rispetti e a contemplare il vostro volto venerato. Il ragazzo che allora sbucò dal paravento Altri non era che l'illustre Dongfang Shuo. Manqian!" gli gridò il sovrano supremo. perché tu mi guardi male?" "Non ti guardo male" replicò Porcellino. "Mettetemi al corrente. non gli alberi. I frutti che maturano sugli alberi Mille anni di vita ti promettono." Manqian era il nome in religione di Dongfang Shuo." La stella della Longevità si strappò il berretto e borbottò: "Stupido facchino. Il Maestro dell'Immortale Soggiogato che vive nel Tempio delle Cinque Fattorie si onora del sacro soprannome di Signore Uguale al Mondo." "Se non c'è rimedio. Dalle azzurre colline scorrono verdi acque [." Mentre Porcellino faceva il buffone." Tripitaka gridò a Porcellino di farsi da parte. In tre occasioni in cielo aveva di nascosto Rubato ed assaggiato delle pesche immortali. Non ti è bastato di rubarne. benedetti dal cielo e impregnati dalla terra." "Possiedo un grano di cinabro dell'Unità suprema nove volte trasmutato. Giocavano a go o a scacchi.. ridevano e cantavano. ma quel Monte della Longevità è terra benedetta più antica del cielo." "Per carità." Risalì su una nuvola e si recò nell'isola di Yingzhou. Non si può curare un albero così. che sono spiriti della terra e del legno. Porcellino vide un ragazzo davanti a una credenza che stava cercando ciotole e dolci per servire il tè. [." Passando davanti alla cucina. ed è subito ripartito per continuare la ricerca. l'afferrò per un braccio e disse ridendo: "Non hai perso nulla della tua ciccia. Mi son dovuto adattare a promettergli che avrei trovato un modo per ridare vita all'albero. hai voluto proprio buttar giù la pianta! Non avrai mica pensato che lui potesse ingoiare un tal rospo senza reagire?" "In effetti ce l'eravamo svignata. Erano davvero Nubi di buon augurio che irradiavano luce. sotto l'albero di perle.. arriva la Ricchezza." "Di recente ho avuto l'incarico di proteggere il monaco cinese nel suo viaggio a ovest. Riconoscendolo. Era un posto magnifico.. Scimmiotto. sperando che non rifiuterete di insegnarmi un modo per ridar vita all'albero. Scimmiotto rise ed esclamò: "Sei qui. Quando Porcellino vide la stella della Longevità. Canti melodiosi di fenici variopinte. somaro!" "Se non faceste un mestiere servile. Non eravamo in grado di aiutarlo." Tripitaka gli ingiunse di andarsene e Porcellino si allontanò rivolgendo uno sguardo intenso alla stella della Fortuna.. È appunto per questo che vi sollecito.] Ai vegliardi che così si trastullavano." "Misura le parole. qui raccolse una pietra sonora e si mise a saltellare intorno percuotendola a tutto spiano con i mestoli.. prese la parola la stella della Fortuna. Un bel posto anche quello." "E tu che ci vieni a fare. ma inoltre volevamo chiedere un rinvio per Scimmiotto." "Benedetta scimmia! Provochi catastrofi da tutte le parti senza curarti delle conseguenze. Entrate a prendere il tè nella mia umile dimora. In rapporti amichevoli col Buddha. non oso trattenermi. queste non vollero sedere finché non ebbero reso omaggio al grande immortale in qualità di fratello maggiore.. Oggi siamo venuti dopo aver saputo che il grande santo Scimmiotto aveva disturbato il vostro ritiro. che modi son questi?" gli gridò Tripitaka. semmai un mestiere servile lo fate voi. ma Scimmiotto rifiutò: "Vi ringrazio. padiglioni di pietre preziose.] A Yingzhou Scimmiotto vide. "celebro la festa delle quattro stagioni. ho perduto le staffe con i ragazzi del posto che mancavano di buone maniere e ho abbattuto l'albero del ginseng. fra gli immortali delle brume E nebbie occupa il posto più importante. aveva raggiunto il monte Fangzhang. frugava nella sua cintura. Come hai osato metterti in conflitto con lui? E il suo albero di ginseng dà una specie di elisir vegetale. È un pezzo che non ci vediamo. Scie di brume felici ondeggianti nell'aria. da lui abbattuto. "Porcellino. ma aveva perduto lo stato d'animo adatto a godere del paesaggio. vecchio furfante?" ribattè Dongfang Shuo avanzandosi per rendere il saluto. partito su una nuvola dalle isole Penglai. bevevano. E sfidi sempre le tempeste: non porti nemmeno il berretto in capo. Il sovrano supremo voleva trattenerlo per offrirgli una coppa di giada." Le mise in testa il proprio berretto da monaco e glielo calcò ben bene. un giovane immortale corse trafelato ad annunciare: "Maestro.A questo spettacolo. Realizzati i suoi meriti. A questo annuncio. "Questo bonzo fa sempre peggio. è quello che si dice: sfruttare la fortuna sino in fondo." "Il Novizio Scimmiotto è dunque arrivato alle isole Penglai?" chiese il grande immortale. "Proprio così" confermò la stella della Longevità." Prese per mano Scimmiotto e lo fece entrare nel suo sontuoso palazzo di immortale: piscine di diaspro. questa reagì: "Somaro! Che cosa ti ho fatto. senza riuscire a trattenere le risa. non c'è rimedio. Si teneva lontano da vanità e menzogna. la gente non vi ordinerebbe continuamente 'reca longevità!'. ma temiamo che non gli bastino i tre giorni concessi dal santo monaco sotto pena di recitare l'incantesimo della costrizione del cerchio. "Non ho perduto la dignità" rispose ridendo Porcellino. "Ci è venuto a chiedere una ricetta per ridar vita al vostro albero di immortalità. A un tratto udì gridi di gru nere e sentì alitare una brezza profumata: un essere divino doveva trovarsi nei dintorni." "Di che cosa si tratta?" chiese il sovrano supremo. levo le mani per onorarvi. con il suo gran testone completamente calvo. Mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie. 'procurami ricchezza!'. Quando il tè fu bevuto. A rigore qualcosa si potrebbe fare su vegetazione ordinaria. Quando si sedettero per prendere il tè. scese la scala incontro ai visitatori. ma ho troppa fretta. Scimmiotto vi discese. Per questo siamo stati trattenuti. tra fiori fragranti. scoppiando a ridere: "Quanto ti dona! È il caso di dirlo: se gli aggiungi il berretto. furfantello! Ma nella casa del sovrano supremo non ci sono pesche da rubare.] Porta il nome di sovrano supremo Dell'Est. mi guarderò bene dal recitare l'incantesimo" assicurò senza indugio Tripitaka. come testimoniano i versi: Illumina la bruma un albero di perle. si rassettò e venne a salutare le tre stelle. Con la vita serrata in cintura di seta. viveva a piacer suo. "Pratico il detto: volgere il capo alla fortuna. Scimmiotto disse: "Sono venuto a chiedere un favore. finì per sollevarle la veste. Dopo che si furono accomodate. ma lui ci ha riacchiappato e ci ha messo nella sua manica come fazzoletti. sono venuto apposta alla vostra nobile residenza. Com'era vestito? Avvolto in una tunica dai riflessi cangianti. Scimmiotto gli andò incontro timidamente: "Signore. portami rispetto!" "Io non sono un facchino.

" Il grande immortale fece portare trenta tazze e quarantacinque coppe. per curare piante magiche. Scappammo di nuovo. recitando un incantesimo. "a che punto è il monaco cinese?" "È sul Monte della Longevità. Lui strappò un ramo del mio salice e lo calcinò nel forno del cinabro. dicono gli antichi: il vero gentiluomo sa dimenticare i torti. senza nemmeno mettersi seduto. Il grande immortale intratteneva in conversazione i tre santi vegliardi. sperando umilmente nella vostra infinita compassione. Bisogna raccoglierla in un vaso di giada. è compito mio risarcirvi. che aspergeva l'albero con il suo ramo di salice. I piccoli immortali disposero seggiole. Ora che hai messo su casa sulla montagna santa. seguiti da Tripitaka e dai suoi discepoli. "Lui non era in casa. Scimmiotto tastò fra le radici." "Se le cose stanno così" intervennero i tre vegliardi. a questo punto non saresti altro che un fantasma sul Monte del Vento Nero. ma non sapremmo come aiutarti. Lo dicono i versi: La veneranda immagine dorata Della Compassionevole." "Di corsa. Perché ritornarci sopra? La pusa mi manda a ricevervi." "È una fortuna!" esclamò Scimmiotto ridendo. ma riuscirono soltanto a fargli vuotare una coppa e assaggiare un pezzettino di radice. Abbassò la nube sulla sua cima e vide la pusa Guanyin. rizzare l'albero e annaffiarlo a partire dalla sommità: allora la scorza tornerà ad aderire ai rami e al tronco fino alle radici. "Sul monte diseredato del vostro umile servitore non abbiamo vasi di giada" si scusò il Maestro del Primordiale Soggiogato. e se Scimmiotto vi ha offeso. "Come ti permetti di darmi del 'tu'? Se il vecchio Scimmiotto non ti avesse risparmiato. E lui è il decano degli immortali terrestri. frustare e interrogare tutto il giorno. Io me lo ripresi e lo misi nel vaso. Dalla dolce Rugiada vien lavato da ogni polvere Il cuore e vien restituito a vita Immortale il santo albero. Prese il suo vaso immacolato e il suo pappagallino bianco. come avevo detto. Dal prezioso boschetto avvolto nelle brume Uscirono ad accoglierlo i vegliardi immortali. "Ma l'altro giorno i frutti erano solo ventidue. grande immortale" gridò Scimmiotto. Porcellino e Sabbioso. che in realtà sapeva già tutto. invece di perder tempo nelle isole?" Il rimprovero diede a Scimmiotto un bel sollievo: "Meno male! Dunque a venir qui non ho perso tempo. Scimmiotto le tese la mano sinistra. ciascuno poté constatare che l'albero giaceva al suolo con le radici all'aria." "L'avete già messa alla prova?" "Si capisce. Scimmiotto li riconobbe e disse ridendo: "Cari vecchi condiscepoli. non ti degni più di darmi del 'voi'?" In effetti. se l'orso nero aveva conseguito il giusto frutto e acquisito il titolo di 'gran dio' come protettore del Potalaka. Dopo un giorno e una notte." I nove vegliardi gli proposero una sosta per bere nettare di giada e mangiare radici di loto azzurro." "In tal caso. un po' lo doveva anche a Scimmiotto. arrivati al tempio. tavolini e vassoi di cinabro. Una volta facemmo una scommessa con Laozi. ma senza fortuna. piccoli taoisti. Porcellino mi ha tanto rotto i corbelli sostenendo che me l'ero sbafato io. seguiti da Tripitaka. nel boschetto dei bambù porporini. "In giada abbiamo solo tazze da tè e coppe da vino. "La rugiada del mio vaso immacolato è un prodotto di prima qualità." Scimmiotto si diede l'aria più decente e rispettosa che poté.Spezzata la radice dell'albero immortale. Quando si fu accomodata e furono scambiati nuovi saluti. intenta a predicare e commentare i sutra per le divinità guardiane del cielo. con cui fu raccolta l'acqua pura che sgorgava sotto le radici." "Su quel monte c'è il Tempio delle Cinque Fattorie. ma nelle tre isole e altrove nessun dio o immortale ha saputo aiutarmi. Perciò sono venuto a salutare voi. il suolo lo aveva assorbito. ritornò verde e bello come prima. con i tre anziani a sinistra e Tripitaka a destra. Ho girato i mari per trovare un rimedio. e i nove anziani ne furono molto impressionati: "Tu sei sempre esagerato! Quanti danni combini! Ci dispiace. Poi fu la volta degli immortali del tempio. "bando ai complimenti: preghiamo la pusa di venire in giardino a esaminare la situazione. Quando giunsero nel parco. "Portate quello che avete." "Che maledetta scimmia. portatemi un vaso di giada!" gridò Scimmiotto. quando si vide Scimmiotto scendere da una nuvola gridando: "Arriva la pusa. non avrà certo difficoltà a rimetterne in sesto un'altra che è semplicemente sradicata. che tubava pian piano. Poi gli disse di porre la mano sulle radici e di attendere che dal suolo sgorgasse acqua. non ci volle molto perché l'albero riprendesse a verdeggiare. poi invitò Guanyin a uscire per prima. Il giorno dopo l'immortale ci catturò. io stessa dovrei quasi cedergli la precedenza. Adesso è dimostrato che non mentivo. quel giorno. Guanyin fermò la sua nuvola e salutò per primo il grande immortale. starebbe bene quanto noi. La terza volta capii che non c'era altra via d'uscita e gli promisi di guarire la sua maledetta pianta. poi le tre stelle. La pusa si accorse dell'arrivo di Scimmiotto e gli mandò incontro il gran dio protettore della montagna. e ci avevano ricevuto due giovani immortali. i frutti la dolcezza Ed i fiori risplendono scarlatti. e vediamo se ha capacità sufficiente. senza nozione del valore delle cose!" lo rimproverò Guanyin." E riprese a supplicarla." "Tenete d'occhio il boschetto." "Perché non sei venuto subito da me. Moksa e le fanciulle-drago. "Io ne avevo rubati tre. Consapevole del Vuoto" ordinò Guanyin. Come mai ora ce n'è uno di più?" chiesero meravigliati Vento Puro e Chiaro di Luna. Scimmiotto. Possono servire?" "L'importante è che siano oggetti di giada adatti a raccogliere l'acqua" rispose Guanyin." Il grande immortale fece preparare una tavola per l'incenso e fece spazzare la corte posteriore." "Proprio così." Il grande immortale si inchinò per ringraziare: "Come avrei osato scomodarvi per così piccola cosa?" "Il monaco cinese è mio discepolo. Come hai potuto abbattere quella pianta?" "Il vostro umile discepolo non si rendeva conto della situazione" rispose Scimmiotto inchinandosi ancora. "Consapevole del Vuoto" chiese lei. S'insegna come le trasformazioni A migliaia provengono da un solo Articolo di fede: il giusto frutto Di quattro sante verità ti libera. perché mi aiutiate a salvare il monaco cinese e a permettergli di riprendere il viaggio a occidente. Come hai trovato il tempo di venire fin qui?" Scimmiotto spiegò che cosa cercava. Esaurita l'acqua disponibile. ci chiuse nella manica e ci fece legare. un altro era caduto a terra e. Guanyin sedette al posto d'onore. perciò lui trattiene il nostro maestro e ci impedisce di proseguire il viaggio. Come dicono i versi: Nell'isola regnante sopra il mare Pieno d'inesauribili tesori. il motivo è lo stesso che ha reso necessario usare per l'acqua un recipiente fatto di un materiale in cui non entrassero i cinque elementi" confermò Guanyin." "Se il grande santo fosse rimasto sulla buona strada e non avesse provocato disordini in Cielo. non tergiversiamo. Quindi è tutto a posto. e partì seguita da Scimmiotto. Ma infine le cose si sono aggiustate. torno subito" raccomandò Guanyin ai suoi. nel seguire il gran dio dentro il boschetto dei bambù porporini per presentare i suoi omaggi a Guanyin. Scimmiotto condusse a renderle omaggio Tripitaka. tutte le foglie erano appassite e cadute dai rami. Hai incontrato il grande immortale Primordiale Soggiogato?" "Il fatto è che non lo conoscevo" confessò Scimmiotto prosternandosi fino a terra. "Un ricostituente che può curare una pianta ridotta in cenere. nel continente dell'Ovest. ho distrutto l'albero del ginseng. finché sgorgò una sorgente di acqua pura. "Quest'acqua non deve entrare in contatto con i cinque elementi. mi devo congedare. "Il suo albero del ginseng è una radice meravigliosa che risale alle origini del cielo e della terra. che uscì dal boschetto e gridò: "Dove vai. Porcellino sentì parlare di questi frutti di ginseng e gli venne una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto: perciò ne rubai tre e ce li dividemmo. "Su. "Prepara l'altare e l'incenso. Guanyin inzuppò il ramo di salice nella rugiada del vaso e tracciò sul palmo della scimmia il segno della risurrezione. dai discepoli e dalla folla degli immortali. Conserva il suo profumo la foresta Di giovinezza. figúrati che in un certo senso. Non seppe far altro che rispondere sorridendo: "Grande santo. "Porgimi la mano. venite ad accoglierla!" Le tre stelle e il Maestro del Primordiale Soggiogato si precipitarono fuori dalla sala. spunteranno nuove foglie. Portava ventitré frutti. si gonfieranno nuovi germogli e avremo nuovi frutti. che visse Accanto al Buddha prima di incarnarsi Nel corpo attuale per purificare L'onda dei desideri. Lasciò poi Yingzhou in direzione del vasto oceano orientale e giunse in vista del monte Potalaka. secondo ragione. a quanto si dice. e prega la pusa di rimetterti in piedi quell'albero dei miei stivali. secondo il dio del luogo. Cercava il grande santo un adatto rimedio. il grande immortale teneva loro . vi trovo bene. "e. invitava infatti Guanyin e i tre vegliardi a ritornare nella sala grande per ricevere i suoi ringraziamenti e far festa con i frutti di ginseng. hai scelto la parte giusta e ti stai recando nell'Ovest per prestare omaggio al Buddha. I recipienti con l'acqua sorgiva venivano porti uno dopo l'altro a Guanyin. "Il tempo rende giustizia" affermò Scimmiotto. Il grande immortale si rasserenò completamente e fece portare il martelletto d'oro per cogliere dieci frutti. Porcellino e Sabbioso rizzarono l'albero e lo rincalzarono nel terreno. Quando i ragazzi lo scoprirono fecero tante di quelle storie. seguita dai tre anziani. vivi con la pusa e ne prendi lezioni. che persi la pazienza e gli buttai giù l'albero. in certi casi limitati. Consapevole del Vuoto?" "Orso scarruffato!" tuonò Scimmiotto.

E la cipria sopra l'arco Di falena dei suoi occhi Come bruma sopra il salice. Mentre il monaco riposa. aveva molto accresciuto la sua capacità di resistere alle prove che orchi e diavoli potevano infliggergli. Dice il proverbio: non c'è monte senza fantasma. Tenendo nella mano sinistra un vaso di ceramica azzurra e in quella destra uno di porcellana verde-grigia. E IL SANTO MONACO. Per quanto fossero decaduti. Il bravo re scimmia apriva la strada. abbiamo fatto una lunga marcia. C'era di che spaventare il reverendo sul suo cavallo. Le famiglie dei daini e dei cinghiali. non si poté trattenerlo. non sapete come si lasciarono il giorno dopo. L'indomani all'alba Tripitaka e i suoi discepoli si prepararono a proseguire il loro viaggio. Però. quando si trovarono davanti a un'alta montagna. Smontate da cavallo e sedetevi tranquillo. "Un momento fa Consapevole del Vuoto diceva che questi posti sono selvaggi e deserti. Il decimo frutto venne diviso fra gli immortali del tempio. che meraviglia! Si parla da un pezzo di questo monaco cinese che deve cercare il Grande Veicolo. Sabbioso!" gridò Tripitaka. dopo avere riaccompagnato i vecchi alle isole Penglai. Non sei che un pigro. In quel tratto la strada dell'Ovest era proprio deserta. Dalla gonna pieghettata I piedini loto-d'oro. Finalmente è giunto il momento tanto atteso.compagnia su di uno sgabello. Come rosa . Maestro e discepoli si erano da poco rimessi in strada dopo gli addii. Non si finirebbe mai di descrivere com'era pura la linea dei suoi sopraccigli e com'erano vivi i suoi occhi. Ma Tripitaka era divenuto irrequieto: l'elisir vegetale che aveva mangiato gli dava una sensazione di rinnovamento dalla testa ai piedi. Stiamo ben attenti. Venne a dare un'occhiata. per chi ha abbandonato la sua famiglia" commentò rasserenato Tripitaka. essi conservavano una traccia del loro prestigio di altri tempi e ciò induceva la diavolessa alla prudenza: "Sarà più sicuro giocare d'astuzia. Scimmiotto ringraziò la pusa che se ne ritornò sul Potalaka. rapido come il lampo e lasciandosi dietro una scia di vapori." "Trovare delle pesche da mangiare è già una bella fortuna. la cui attenzione fu attratta dai movimenti di Scimmiotto. Calamita col suo incedere Ogni sguardo intorno a sé. Rovi spinosi ingombrano i sentieri Spesso interrotti da folti di pini E da alti cedri. vi metterete a recitare quella roba. SCACCIA IL BEL RE SCIMMIA. "Porcellino. qualcosa ho trovato" dichiarò scendendo dalla nuvola. Tripitaka si lasciò convincere dall'esempio di Guanyin e dei tre vegliardi a mangiare quel tesoro di immortali. Le mandorle degli occhi come stelle fulgenti Sotto l'arco blu-notte dei fini sopraccigli. cercando di darsi un contegno. "restate qui con Sabbioso. È il caso di dirlo: la migliore amicizia incomincia da una lite. conosciamo il nostro mestiere" rispose Scimmiotto. Per calmare la vostra fame. Conosco il vostro carattere ombroso: per poco che vi contrari. ma sul pendio meridionale della montagna ci sono dei punti rossi: devono essere pesche selvatiche mature. La sua carne è stata sapientemente coltivata attraverso dieci successive generazioni: basterà mangiarne un pezzetto per godere di longevità senza fine. orde di lupi. osservando attentamente. prima di giurare fraternità con Scimmiotto. Dopo avere scalato un'alta rupe. I pellegrini giunsero ai piedi di un'altra rupe. ESASPERATO." Ci sapeva fare. ma vide che due guerrieri lo proteggevano a destra e a sinistra. Per i monaci è un caso fortunato! Mangiare frutti di ginseng significa Gioventù senza fine e lunga vita. si era stabilita una tale corrente di simpatia. dove potevi muovere soltanto la lingua! Io ti ho salvato la vita e ti ho ricevuto fra i miei discepoli. coglierò quelle. Se poi." La diavolessa voleva farsi avanti per impadronirsi di lui senza complimenti. e Tripitaka dichiarò: "Consapevole del Vuoto. In questo stato e fra queste montagne pestilenziali. grazie all'elisir vegetale che aveva mangiato. facendosi solecchio con la mano. È il caso di dirlo: un posto dove ci son più alberi che uomini." "Va bene. che dapprima gli aveva ispirato orrore. Come dicono i versi: Nella grotta celeste degli antichi Tempi. dal volto di luna." "Benedetta scimmia" replicò Tripitaka di malumore. né in elemosina né pagando." Posò il rastrello. lepri e volpi Che dovunque s'aggirano. ancor più ripida. in fin dei conti. Sputa il pitone nebbie velenose Ed il serpente un gran vento maligno. "non è un'idea furba. Diresse a breve distanza il suo vento malefico e con una scossa si trasformò in una fanciulla in fiore. si trovarono di fronte un immenso panorama: Dal picco che sovrasta le alte creste A terrazze. rosse le sue labbra. ho fame. Oltre tutto il venerabile. davanti al cavallo. camminò verso il monaco cinese come se percorresse la strada venendo da ovest. Come si usa dire: da lontano oscuro. e Sabbioso Generale delle Cortine Arrotolate. e che sarebbe poi la reincarnazione di Cicala d'Oro. A pancia vuota non si cammina. Io vado a fare un'ispezione. Non ci fu niente da fare. "quando penso che ti ho trovato incastrato dentro un cofano di pietra. Quando mai avrei mostrato il contrario?" "Ti pretendi devoto e diligente. I tre discepoli e il grande immortale tennero loro compagnia. van maturando del ginseng Frutti preziosi in novemila anni. CAPITOLO 27 TRUCCHI DELLA SIGNORA DAL BIANCO SCHELETRO IN CUI LA DIAVOLESSA DAL BIANCO SCHELETRO INSIDIA PER TRE VOLTE TRIPITAKA. fendendo le nubi spinta da un vento d'oltretomba. Si avvicina una fanciulla: Dalle maniche leggere Dita spuntano di giada. Alla domanda di che cosa si trattasse. mentre cerco un abitato in cui elemosinare cibo. gli rinvigoriva lo spirito e il corpo. Questa sensazione accresceva la sua determinazione nella ricerca delle scritture e alimentava l'ansia per i ritardi già subiti. "Quella montagna ha un aspetto pericoloso. Scimmiotto prese con sé la ciotola delle elemosine e si catapultò nel luogo della raccolta." "Maestro" rispose Scimmiotto con un sorriso contrariato. creando Glauchi recessi. Un pitone È lungo mille piedi e un gran serpente Si srotola per diecimila tese. Va a chiedere in elemosina del cibo di magro. La voce è d'usignolo che canti nella pergola. non dite altro. maestro. Nelle montagne di cui parliamo viveva una diavolessa. notò sul versante esposto al sole una piccola area di puntini rosso vivo. "Maestro. Cervi e cerbiatti in branchi. che il secondo non avrebbe voluto vederli andar via così presto. e rifiuti di mendicare cibo per me. La ragazza aveva La pelle di albicocca sulla lieve ossatura. Non c'è dove chiedere cibo. Ma non sembra anche a voi che venga una persona nella nostra direzione?" "Maestro" rispose Porcellino. Porcellino era stato Ammiraglio dei Canneti Celesti. bianchi i suoi denti. si vedon serpeggiare Fragorosi torrenti nei burroni. si rassettò e si diresse verso la ragazza. A notte i quattro pellegrini poterono finalmente prendersi un riposo sereno. Regna in questi luoghi Dominati da mille picchi gelidi L'atmosfera di un mondo primordiale. Ciascuno consumò un frutto. con la sua sbarra appoggiata di traverso sulle spalle. e sostò chiedendosi chi fossero quei grandi capi. ascoltate il seguito. e tu rifiuti di fare una piccola cosa per me. Restituì la rugiada foglie e frutti All'albero che già distrutto giacque." Scimmiotto balzò su una nuvola e osservò i dintorni. Il collo delicato sopra un tenero petto. non avrò mai la forza di raggiungere il Monastero del Colpo di Tuono. la diavolessa. e quando vide Tripitaka che si era seduto a terra per riposare si rallegrò: "Che bella fortuna. dopo che si erano giurati fratellanza. anzi aveva dato disposizioni per festeggiarli cinque o sei giorni di seguito. Il Maestro del Primordiale Soggiogato fece servire vino e un pasto di magro. Le tigri solitarie. Il sudore sul suo viso È rugiada sopra un fiore. maestro. discepoli!" "State tranquillo. ed è così ripida che forse il cavallo non riuscirà a scalarla. né vetta senza maleficio. ma Scimmiotto mise in mostra le sue abilità agitando il randello e diede un ruggito che mise in fuga tigri e leopardi. Pendono dagli alberi Ovunque liane fino all'erba folta E la luce intercettano. non si vede da nessuna parte traccia di abitato. non si vedeva segno di presenza umana. Fra Scimmiotto e il Maestro del Primordiale Soggiogato. Ci troviamo fra le montagne. mentre lupi e serpenti si rintanavano impauriti. Portamento grazioso della persona snella Come un salice dove la rondine fa il nido. precisò: "Non ho visto gente cui si possa chiedere del riso. Tre vegliardi rivedon vecchi amici." "Mi pare invece di essere diligente. da vicino sicuro.

oppure cotto al vapore. non solo non mi sgriderà. Scimmiotto approfittò del suo imbarazzo per riprendere il randello e abbatterlo in testa al mostro. perché vostro marito. qui. Se non avessi accettato di accompagnarvi al Paradiso dell'Ovest sarei stato manifestamente ingrato e Chi non è grato non è gentiluomo. Il pasto è pronto e basta appena per tre." "Anche trenta. sostenere gli anziani e compatire i poveri." Perse la pazienza e andò a grufolare in un vaso. Se ci dovessi riprovare." "Vi ringrazio" sospirò Tripitaka. Ma non mi sono ancora disobbligato del beneficio che vi devo. se non avessero temuto di restare senza sostegno nella vecchiaia. finiva imprigionato nella grotta ed era nelle mie mani: di solito finiva nella pentola del lesso. cavalcando.al mattino sotto i raggi dorati. e la colpa sarebbe del povero monaco che sono. questa qui non è la brava persona che credete voi: è un fior di mostro. era una brava ragazza di campagna che si recava nei campi per portare la colazione ai suoi. il figlio non si allontanerà da casa. Anzi merita solo eterna infamia!" Tripitaka era un santo monaco compassionevole." "Quale beneficio?" Il grande santo si inginocchiò e si prosternò dicendo: "Il vecchio Scimmiotto era stato schiacciato dal Buddha sotto il Monte delle Due Frontiere. Come peonia splendida che va aprendo i suoi petali. La diavolessa. la voleva spaventare. o magari in belvedere adatto ad ammirare il panorama. Teneva il broncio e brontolava dentro di sé: "Di tutti i bonzi della terra. nel vaso azzurro ho del riso aromatizzato. aumentando la seduzione del suo aspetto per forzare il rifiuto di Tripitaka. Non oso mangiare ciò che mi offrite. E ce ne andremo ciascuno per la sua strada. non c'era nessun'altro a disposizione da mandare. rovesciandolo a terra. mentre Tripitaka." "Maestro" insisté la giovane donna. dirà almeno chiaramente dove va." Tripitaka non era convinto e continuava a rifiutare. perciò hanno preferito scegliere un genero che si adattasse a entrare nella nostra casa e si impegnasse ad assisterli. appunto. con il trucco della liberazione del cadavere. vi sareste fatto prendere e sareste finito come dicevo. "come al solito non capite niente. La nostra cara donatrice ci stava offrendo del cibo. "La mia povera testa!" urlava Scimmiotto. Non mi aspettavo di incontrarvi. I miei genitori sono dediti alla lettura dei sutra e alle opere buone. quando Scimmiotto ricomparve con un balzo dal versante meridionale. Quello che sto portando è il loro pasto di mezzodì. Noi abitiamo ai piedi del loro versante occidentale. non sai che cosa fai!" "Maestro. cedette e disse: "Per questa volta ti perdono. altrimenti. bella donatrice? Che cosa portate di bello nelle vostre manine?" Evidentemente non era capace di scoprire con chi aveva a che fare. maestro. ma mi amerà più di prima. Il reverendo tremava tutto e borbottava: "Che scimmia senza riguardi! Ignora i miei rimproveri e distrugge vite umane senza ragione." "Testa di legno d'una scimmia! Hai perso anche il poco buon senso che avevi. Non è meglio così? Si vede che non valeva la pena di darsi tanto da fare per cercare quei sutra del cavolo. se vorrete. perché possiate cavarvi la voglia. Se però la carne era molta. quando mi veniva voglia di mangiare carne umana(6): mi trasformavo in un pezzo d'oro o d'argento." "Non scherzare. Si avviarono. ne avevo anch'io di belle trovate. ma lui tira in lungo: così ritornerà la scimmia e bisognerà dividere in quattro. maestro. Quando saprà che ho dato a voi il suo pranzo. Quand'ero mostro alla Grotta del Sipario Torrenziale. voi recitaste il sutra della costrizione del cerchio. che d'altronde. "mio marito è andato con alcuni braccianti a zappare i campi in una valle lungo il fianco settentrionale della montagna. se non la disdegnate. il bestione si lasciò andare a pensieri profani e ad approcci galanti: "Dove siete diretta." Entusiasmato. "Quelli che hanno abbandonato la propria famiglia si devono dedicare senza posa al bene altrui. e tu la tratti da mostro. pazienza. Il reverendo era perplesso. sono sicura che. Mi avrebbero trovato un buon partito lontano da casa. Prima che nascessi. maestro?" "Non sei più mio discepolo. come riserva per i tempi grami. È chiaro che vi piace. . e ha usato i suoi trucchi per far comparire delle bestie schifose al posto del cibo che dovevamo mangiare." Tripitaka si avvicinò sulle gambe tremebonde. questo è il peggior pappamolle. tu invece ti lasci dominare dalla violenza. Perciò sarò felice di farvi questa umile offerta. con la scusa di cercare pesche. stava per mettersi a tavola. Con tutti i lavori che si devono fare in questa stagione della sesta luna. in bella ragazza. se si ammazza un essere innocente del popolo di dio? Vattene!" "E dove volete che vada." "Maestro" corresse il tiro la giovane donna con un largo sorriso. ma io mi guarderò dal colpire chiunque. Intanto. preferirebbero offrire il cibo ai monaci. lasciando per terra come morto un finto corpo. per quanto fosse la dolcezza in persona. "Ferma! Se avete qualcosa da dire. maestro. essere caritatevoli in ogni istante e in ogni pensiero. Chi era tanto stupido da venirmi dietro. però. prendersi cura dell'integrità delle formiche quando scopano il pavimento. aveva motivi per non darla a Scimmiotto. Tripitaka balzò in piedi e le si rivolse giungendo le mani sul petto: "Da dove venite." "La mia vita è nelle mani del Cielo. caro maestro. dovrebbe essere lui ad adempiere il vostro voto. se le circostanze dovessero renderlo inevitabile." Aiutò il monaco cinese a rimontare a cavallo e gli porse le pesche che aveva raccolto. Qui c'è una persona che viaggia apposta per nutrire i poveri monaci. a mangiarne troppe. Fece con la mano il segno adatto e recitò la formula della costrizione. "Maestro" ne dedusse Scimmiotto. Alla vista della bella ragazza. cara donatrice? Qual'è la vostra famiglia? Come mai avete fatto voto di nutrire i monaci?" Nemmeno il maestro era capace di scoprire con chi aveva a che fare. eccola qui. Da dove uscirebbe un donatore?" "E invece. ma le trasformazioni più correnti erano in ubriaco o. Ma è un imbroglio. ha la mano pesante. Se un mostro mi vorrà lessare o cuocere al vapore. chissà dove sarà andata a perdere tempo quella scimmia. ripeterò l'incantesimo venti volte. non era priva di risorse: lo teneva d'occhio per valutare l'istante preciso in cui avrebbe colpito e a quel punto se la filò. e invece l'ha ammazzata al primo colpo. fece del suo meglio per aizzarlo: "Pensate. che sta cercando di perdervi. se lo sapesse. La giovane donna gli lanciò l'amo rispondendo: "Reverendo. ve ne farebbe rimprovero. ma quando vi ho veduto ho pensato a quanto mio padre e mia madre amano le opere buone. per castigarlo. non è forse scritto nei santi libri? Finché i genitori sono in vita. è proprio vero che il cielo sa ricompensare i suoi. fanno borbottare la pancia e procurano diarrea. per cui posò la ciotola. Poi ha avuto paura che. "ho capito. temute persino dalle belve e dai serpenti. Ma non ricominciare a mancarmi di rispetto. A vedere Scimmiotto che lo supplicava con tanto ardore. balordo!" lo rimproverò Tripitaka che non poteva credergli. al posto del riso aromatizzato si vedeva un groviglio di grassi bruchi bianchi velenosi. Ho avuto la fortuna di essere convertito da Guanyin e liberato da voi. c'erano cose che non poteva perdonare. ma Porcellino. e la farina finissima erano rospi e ranocchie che si misero a saltare intorno da tutte le parti." Ma Tripitaka non credeva una parola e continuava a difendere la bella donatrice. parlate!" "Non ho proprio niente da dire" rispose Tripitaka. Io farò da carpentiere e vi costruirò un bel nido d'amore. che pure dava fiducia anche alle diavolesse. maestro. sta solo cercando di passarla liscia. I suoi occhi dalle pupille d'oro constatarono subito che sotto le mentite spoglie della bella donna si nascondeva un essere malefico. In realtà. in quello verde-grigio della farina di grano finissima. Non stare a discutere e vattene. mascherare le lampade per proteggere le falene. "ma uno dei miei discepoli è andato a cogliere della frutta e ritornerà da un momento all'altro." Tripitaka. Porcellino corse verso Tripitaka agitandosi come un epilettico: "Maestro. afferrò il randello e glielo avrebbe assestato sulla testa." "Non prendetevela con me. si chiamano la Catena della Tigre Bianca. Come mai camminate sola sulla montagna senza alcuna protezione? Non è il comportamento che conviene a una donna perbene. se fossero qui. Se volete. Che meriti si possono acquistare nella ricerca delle scritture. ma Porcellino era esasperato. me ne andrò." "Mia cara donatrice. pieno di rancori." "Maestro" replicò Scimmiotto ridendo. Non sarai tu che potrai sottrarmi al limite destinato alla mia vita come a ogni altra." "Se non mi tenete come discepolo." "Va bene. "Non abbiamo incontrato nessuno da quando ci siamo messi in cammino." Tripitaka arrossì fino alla punta dei capelli. La diavolessa assunse un'aria ipocrita e un tono mielato: "Queste montagne. una parte la facevo essiccare al sole per metterla in dispensa. Porcellino può abbattere qualche pianta e Sabbioso raccogliere l'erba per il materasso. se Tripitaka spaventato non fosse corso ad arrestargli la mano: "Consapevole del Vuoto. avevano pregato lungamente gli dèi di concedere loro dei figli. senza chiedere il permesso a nessuno. ma vi hanno dato un marito. piuttosto venite a vedere che cosa c'era nei vasi. perché mai trattarla da mostro? Il fratellino. Meno male che sono ritornato in tempo. temo che non arriverete mai alla fine del vostro cammino verso il Paradiso dell'Ovest. Sono diretta dove possa compiere il mio voto di nutrire monaci. riparare strade. e i miei genitori sono troppo vecchi: ecco perché mi sono messa in cammino da sola. parli a vanvera. "il gusto di fare elemosine dei miei genitori non è niente a paragone dell'amore del bene che anima mio marito: la sua vita è tutta consacrata a costruire ponti.(5) Non solo i vostri genitori sono in vita. recando in mano la ciotola per le elemosine e le pesche che aveva raccolto. con il sostegno di Sabbioso." Come la vide. e fanno offerte generose ai monaci di passaggio.

Mia moglie era uscita per cercarla. Vattene!" "Mi ordinate di nuovo di andarmene e lo farò." "Consapevole del Vuoto" esclamò allarmato Tripitaka. Essa reagì come la volta precedente. Si appoggiava a una canna di bambù dall'estremità ricurva e veniva avanti pian piano. Tripitaka. avrebbe partorito una figlia a sessant'anni e più. Intanto il mostro. finirà per trovare il modo e l'occasione di rapire il maestro. la colpì in testa. ma Porcellino ricominciò a insinuare: "Maestro. Portavo in testa una corona d'oro. esclamò lietamente: "Amitâbha buddha! L'Ovest è una terra benedetta. Non posso ritornare fra i miei in questo stato. e prese la forma di una vecchietta sull'ottantina." "Triplo imbecille!" gli gridò Scimmiotto. fratellino" sghignazzò Scimmiotto. "cinquecento anni fa vivevo da gran signore. si rotolava per terra e urlava: "Basta! Basta! Non è leale!" "Un monaco che ha la fortuna di ricevere un buon ammaestramento non ricade nell'inferno. Scimmiotto rifletteva: "Se non lo colpisco. Quei bonzi camminano in fretta: gli restano da percorrere quaranta li e poi. che si era sottratta in tempo al colpo di Scimmiotto ed era fuggita su una nuvola. Dove credi di arrivare?" "Ma era un mostro!" "Questa maledetta scimmia vede mostri dappertutto. piangendo a dirotto. dir preghiere e recitare sutra. Il grande santo impugnò il suo randello. perché possiate metterlo in testa a qualcun altro. i miei rispetti! Dove siete diretto? Perché pregate durante il cammino?" Il mostro. È magra rinsecchita ed il suo viso. "che cosa aspetti a levarti dai piedi?" "Vedete" spiegò Scimmiotto. a fare elemosine ai monaci." "Come sarebbe a dire?" "Il mio caro fratello e condiscepolo prima ha ammazzato la figlia e poi la moglie di quel vecchio. Ve lo restituirò. mi scappa. Mezzo cieco e sordastro." "Che cosa non va?" "Maestro" intervenne Porcellino. "e devo ammettere che non è una fama usurpata. perciò ha inventato questa messinscena. È più avvizzito di una foglia secca. e l'avrei avuto in mio potere. è cattivo e ha la mano pesante." Scimmiotto scoppiò a ridere: "E io sono il re dei conta frottole! Non penserai mica di darmela a bere. recitate. Lo avvolge un manto in piumino di gru." "Quale madre e quale figlia?" chiese Tripitaka. Scimmiotto si precipitò verso di lui gridando: "Fermo. le sto appunto cercando. che si aggirava sulla montagna per sviare i viandanti e derubarli della loro identità. nella Grotta del Sipario Torrenziale del Monte di Fiori e Frutti: avevo sottomesso i diavoli di settantadue caverne e disponevo di un esercito di quarantasettemila mostri. irritato dalle insinuazioni. li seguiva da una nube e faceva le sue considerazioni: "Che occhio sicuro. ma non l'abbiamo più rivista: temo che sia caduta sotto gli artigli di qualche tigre. un incantesimo che mi consenta di levarlo. E poi lo dice anche il proverbio che nemmeno la tigre più feroce mangia i suoi piccoli. non sono mai stato avido né invidioso. Avanza a passi lenti e zoppicanti. fuggendo in forma di spirito e abbandonando un altro falso cadavere sul ciglio della strada." "In questo caso sarà meglio che non mi mandiate via. che cadde da cavallo come un sacco e restò per terra a recitare venti volte di fila l'incantesimo della costrizione del cerchio. Stamane l'ho mandata nei campi per portare la colazione ai lavoranti. se non volete più saperne di me. Se cadiamo nelle sue mani. L'ha ammazzato d'impulso e poi ha avuto paura che recitaste l'incantesimo. "Consapevole del Vuoto" esclamò Tripitaka stupefatto. questa vecchietta ne mostra ottanta passati. "Non spaventare il maestro con le tue scemenze. maestro." Che bravo mostro! Abbassò la sua nuvola sulla montagna. "vuol dividere i bagagli. per aver eseguito ordini. Quando Tripitaka lo vide. e io dovrò faticare e spremermi le meningi per liberarlo." Il bravo Scimmiotto borbottò un incantesimo per convocare il dio locale e lo spirito della montagna. sfuggito anche al secondo colpo di Scimmiotto. Ma se mi scappa. non lo so togliere. "la pusa mi ha insegnato solo come si stringe il cerchio. Ti conosco benissimo. reverendo. La scena riempì di tale orrore il monaco cinese. come uno scettro. se è questo che volete. voi la pagherete con la pena capitale e il vecchio Porcellino sarà deportato per complicità. il maestro recita di nuovo quella cosa. a questo cretino!" esplose Scimmiotto. La testa di Scimmiotto prendeva la forma di una di quelle zucche allungate con una strozzatura in mezzo e lui. Sgrana il rosario e borbotta i suoi sutra. Vi ha accompagnato per tanto tempo e non vuole ritornarsene a mani vuote. io ho consacrato la mia vita al bene." "State tranquillo" promise Scimmiotto. Figuriamoci se penso ai bagagli!" "Visto che non sei avido né invidioso" replicò il monaco cinese." "Maestro" fece notare Porcellino. Il monaco cinese stava già allungando le mani verso il mio riso: sarebbe bastato che lo annusasse. "non rallegratevi tanto. non mi resterà altro da fare che raccogliere le loro spoglie e dar loro sepoltura. aiutò il maestro a rimontare a cavallo e riprese il suo posto di battistrada. essere malefico!" Il mostro smascherato restò sbigottito. inginocchiato sul ciglio della strada. hanno sempre abitato da queste parti. povera bestia. Era meglio l'aspetto precedente! Scimmiotto la riconobbe subito e non si seppe trattenere: senza altre formalità processuali. Dopo che il nirvana mi ha condotto fuori dal peccato e ho avuto la tonsura e ho imboccato la giusta via. usciranno dal mio territorio. alla vita una cintura di giada di Lantian. Non vi chiedo altro. e ne uccidi un altro. stiamo solo incontrando nuovi guai." Tripitaka era influenzabile. digrignava i denti furiosa contro il suo assalitore: "Avevo già sentito parlare delle sue capacità straordinarie" pensava. è un bel guaio: adesso incontriamo la madre in cerca della figlia. batteva i denti e tremava tutto senza riuscire a dire una parola. ma non rinuncia a recitare i suoi sutra." Giaceva a terra un mucchio biancheggiante di ossa corrose dal tempo. mi sarò data tanto da fare per nulla. E il fratello maggiore troverà il modo di svignarsela e di lasciare noi a pagare per lui." Mentre il monaco cinese si stava riprendendo e si apprestava a recitare l'incantesimo. quando l'avrò ammazzato e il maestro reciterà l'incantesimo. e questa volta il colpo cadde diritto e spezzò l'esistenza del mostro. sei portato solo alla malvagità. Fammi vedere da vicino: scommetto che è un altro imbroglio". vi prego. maestro. È chiaro che lui le sta cercando. Quel vegliardo si trascina a stento. se lo ammazzo. La lingua sciolta non mi manca. passata la montagna. Se adesso lascio perdere il bonzo. Da cui spuntano zigomi pungenti Mentre ne pende una bocca cascante." La spiegazione sembrava convincente. Sarà meglio che ci riprovi. leggete la colonna di caratteri incisa sulle sue vertebre: si chiamava la Signora dal Bianco Scheletro. Ero qualcuno. "com'è possibile che sia appena morto e si presenti già ridotto in quel modo?" "Non era altro che un cadavere malefico. Ma c'è qualcosa che non va. Dategli qualche vecchia tunica. Maestro.mangiava le pesche per quietare l'appetito. Porcellino si allarmò ed esclamò: "Maestro. perché persisti nella violenza? Avevi appena ucciso un essere del popolo di dio. non seppe che riprendere le invenzioni precedenti: "I miei avi." Gli dèi acconsentirono: nessuno avrebbe osato disubbidirgli. egli si regge Con la mano tremante sul bastone. Porcellino sogghignava con aria maligna: "Ma che bravo Novizio! Tre morti ammazzati in mezza giornata. la mia testa è stata serrata in questo cerchio d'oro. Non so che cosa sia accaduto. "La ragazza dimostrava sì e no diciott'anni. Il destino mi ha dato una sola figlia. addosso una veste color ocra. Dopo tutto ho vissuto con voi per un bel po'. che ho maritato con un genero disposto a vivere con noi. Intanto la diavolessa. Come la vide. dove si trasformò in un venerabile vegliardo: Canuto più del dio della vecchiaia. Aspettatemi che vado a dare un'occhiata. Sabbioso forse se la caverà con i lavori forzati." "Alzati!" ordinò Tripitaka. credo che dovreste farmi questo piccolo favore. Se è quello che temo. prima di recitare il sutra venite a vedere di che cosa si tratta." Un colpo di vento malefico la portò ad atterrare sul fianco della montagna. che non vedeva alternative. Scimmiotto. Torno giù e vedo se riesco a farli divertire in un altro modo. ai piedi calzature da calpestare le nuvole e in mano la mia sbarra cerchiata d'oro. "Ho sempre osservato il voto di povertà. "Ti perdono per la seconda volta. ma nemmeno lei ha fatto ritorno. . Il bravo Scimmiotto avanzò a gran passi per esaminare meglio l'essere malefico: Ora si è trasformata in una vecchia: Coi capelli più bianchi della neve. troverò pure l'argomento buono per togliermi dai guai. a qualche distanza dai pellegrini. dava sempre retta a chi parlava per ultimo. e poco è mancato che mi prendessi una bella legnata. quel re scimmia! Mi ha riconosciuta anche in quest'altro travestimento. Mi conviene colpire. secondo te. Perciò incominciò a recitare l'incantesimo. Se un altro diavolo se li becca (che gli vadano di traverso!) sarà una bella delusione per me. e chiese la loro collaborazione: "È la terza volta che questa diavolessa viene a insidiare il mio maestro. terrorizzato. Questa volta la voglio abbattere: voi dovete farmi da testimoni e badare a tagliarle la ritirata. La verità è che non hai alcuna inclinazione al bene. un cappello sfondato. che non era all'altezza di un avversario del calibro di Scimmiotto." Nascose il suo randello e si fece incontro all'essere malefico salutandolo: "Emerito mandarino. ma bada di non ricominciare. Dopo tante esortazioni che ti ho fatto. "Ma è la madre della donna che il nostro condiscepolo ha ammazzato!" "Non dir scemenze. Quella che vedete è la sua vera forma. accompagnandovi come discepolo." "Gli spacco i denti. Ma quel guastafeste mi ha rovinato l'operazione.

che è un calunniatore. e insistete a scacciarmi. preso in servizio Sabbioso. uccisa la lepre. come pensi che potrei cavarmela. camminare a testa in giù. Ma. non ne salivano vapori né si vedevano segni di vita: rupi diroccate. Abbassò la sua nuvola. cavalcando gru o draghi. Che sembran rotolare neve di mille anni Sotto un vento mugghiante di bufera invernale. In un istante scompare ogni traccia. Ma udì un rumore di acque e." "Questa scimmia è anche un bello screanzato!" esclamò indignato Tripitaka. A questo punto potrebbe restare con voi solo un vile. Visto che devo andarmene senza concludere il mio compito. in fin dei conti. Come possiamo difenderci dai loro archi potenti. dove c'è tanta gente. da reti e giavellotti? Nessuno di noi osa giocare all'aperto. uscimmo all'aperto." "Quanti siete rimasti?" domandò Scimmiotto immerso nello sconforto. che gli corsero incontro e si prosternarono gridando: "Grande santo! Padre! Siete qui!" "Perché stavate nascosti? A prima vista sembrava che qui non abitasse più nessuno: come mai?" Le scimmie piansero: "Dal tempo in cui foste condotto prigioniero nel mondo di Sopra. Sarebbe bastata una semplice capriola nelle nuvole per raggiungere subito il Monte di Fiori e Frutti. Per tenere in rispetto questi diavoli pelosi. Scimmiotto si sentì molto depresso: "Che tristezza! Lasciata Chang'an. Infine Scimmiotto scavalcò l'oceano con un balzo e subito raggiunse il Monte di Fiori e Frutti. Raddoppia la mia pena Al veder devastato Il Monte del mio cuore. ricuperò i suoi peli e fece le sue raccomandazioni a Sabbioso: "Caro condiscepolo. chi fritto nell'olio o infornato sotto sale. dalle spietate balestre. Certo che me ne vado! Ma non avrete più nessuno a servirvi. almeno sedetevi e ricevete i miei omaggi. Scimmiotto dovette ricorrere alla moltiplicazione della persona: strappò tre peli e li trasformò in altrettanti sosia." Questa insistenza portò Tripitaka all'esasperazione. Non ci son barche in vista. i vostri rimproveri non sono fondati.] Furono i miei misfatti D'altri tempi a condurmi Al presente cordoglio. rullare il tamburo e battere il gong per essere esibito nelle piazze. accecato. Il povero Scimmiotto affogava in un mare di tristezza. "Fra grandi e piccoli. TRIPITAKA SI IMBATTE IN UN DIAVOLO NELLA FORESTA DEL PINO NERO. Balzò giù dalla sella. vi prego." I piccoli mostri corsero nella grotta gridando: "Nostro padre il grande santo è ritornato!" A questa notizia.. metà dei rimasti è stata uccisa o catturata dai cacciatori in questi ultimi anni. Ma resta l'incantesimo della costrizione del cerchio. e tieni gli occhi aperti. Non fidarti di Porcellino. vide che erano le onde dell'oceano orientale. non voglio l'omaggio di un malvagio come te. Metà dei sopravvissuti se n'è andata altrove in cerca di mezzi di sussistenza. Chi si salvò si era calato nei pozzi." Se volle venirne a capo. deve imparare giochi da saltimbanco: far capriole. Liu. non c'è più niente da dire. senza città o villaggi." "Ma perché vi dànno la caccia?" "Sono gente malvagia. scacciato dal monaco cinese." "Chi è il vostro comandante?" domandò Scimmiotto. mai più di tre volte. Se un mostro si impadronisse del maestro. Che ne è stato degli altri?" "Dopo la vostra partenza. Scimmiotto si sentì ancor più depresso. foreste calcinate. Che cos'era accaduto? In effetti. Fermò la sua nuvola. mi sono inoltrato in fitte foreste. Solo la vostra presenza ci ha incitato ad affrontare il pericolo di uscire allo scoperto. alle prese con chissà quali diavoli. Beng e Ba si affrettarono a uscire e a ." "Un bravo monaco non può nemmeno pronunciare il nome di un malvagio come te" intervenne Tripitaka. Da allora ho penetrato antiche grotte. A Sabbioso dà le ultime istruzioni E poi compie nell'aria un grande balzo Volando sopra i monti e sopra i mari. al Monte della Frontiera. Ma se ti mettessi a roteare il tuo randello della malora in città. che alla vista del vasto oceano orientale cadde in preda alla nostalgia. se lo mise nella manica e fece un ultimo tentativo per ammansire Tripitaka: "Maestro. lasciandola in quello stato. E oggi. Stormi d'oche selvatiche vanno solcando il cielo. guardando giù. "Non facevo questa strada da cinquecento anni" pensava. Chi ha lasciato la sua famiglia e pratica il bene è come la pianta nel giardino a primavera: ogni giorno cresce impercettibilmente. lo dice questa elegia in stile antico sul paesaggio desolato: Piango quando ci penso. con reti o trappole. nell'ardente speranza del vostro aiuto. chiese a Sabbioso carta e pennello. Allora finirete per recitarlo. Erlang e i suoi fratelli del Monte dei Susini avevano devastato tutta la zona. Poi il grande santo balzò in piedi. chi stufato con contorno di riso. Ma prima o poi vi troverete in difficoltà." Piegò il foglio. Chi pratica il male è come la mola. vi ho seguito fin qui anche perché me lo aveva detto la pusa Guanyin. zuccone. il pusa Erlang incendiò la montagna: la maggior parte di noi finì bruciata o massacrata mentre cercava di fuggire. Ed ecco che dalle rocce sparse sul pendio sbucarono sette od otto scimmiette. Non parliamone più. perché rischierebbe la vita. in modo che me ne possa andare più sereno. Se poi non sapete. o nascosto sotto il ponte delle lastre di ferro.batteva la testa per terra e gridava: "Vi supplico! Vi supplico! Parliamone!" "Scimmia testarda. Dice l'adagio: in ogni cosa. e che vide? La montagna era brulla e deserta. ho faticato e penato. una dopo l'altra. con frecce. dagli impicci provocati dalle tue malefatte? Vattene via!" "Maestro. Son pochi i pescatori che navigan quelle acque. durante la guerra in cui Scimmiotto era stato catturato e condotto prigioniero nel mondo di Sopra. In questi luoghi deserti hai potuto uccidere tre persone. non più di mille. stemperò un po' d'inchiostro in acqua del ruscello e scrisse una formale lettera di licenziamento. scrutò il suolo. Si parlava del grande santo. "Dunque me ne vado. o ci ripariamo in piccole tane. ripensò al monaco cinese e versò qualche lacrima. e anche alla distanza di centomila li mi sentirò scoppiare la testa. è sempre meglio non fare simili giuramenti" replicò Scimmiotto prendendo la lettera. Che io credevo immune Da qualunque sciagura [. Avete pur visto che si trattava di una diavolessa. l'incantesimo. vi toccherà di ascoltare il seguito. tu sei un bravo ragazzo. Rive disabitate. che cosa accadde al suo ritorno. sostò a lungo prima di riprendere la corsa. Se mai ti richiamassi. avete perduto il buon senso e mi licenziate. Batte nelle alte ondate il polso della terra. ho battuto diavoli e catturato esseri malefici. da astori crudeli e cani feroci. Lo strido dei gabbiani risuona da lontano. digli che il primo dei suoi discepoli è il vecchio Scimmiotto." "Eravate quarantasettemila." Il monaco cinese gli voltava le spalle e brontolava: "Io sono una persona perbene. li scorticano e disossano per cucinarli: chi finisce cotto in salsa d'aceto." "Non lo reciterò più" promise Tripitaka. Così sia: abbattuto l'uccello. giavellotti o randelli. Chi è preso vivo. qui hai tutti i certificati che vuoi. Questo è il regno dei pesci. Eccolo qua: Piangendo si prosterna e si congeda. CAPITOLO 28 RITORNO A CASA I MOSTRI DEL MONTE DI FIORI E FRUTTI TENGONO CONSIGLIO. senza che nessuno alzasse un dito. si getta l'arco. vorrete chiamarmi. "Si fa presto a dirlo. io. scoprirete che Porcellino e Sabbioso non sapranno liberarvi e penserete a me. In un momento raggiunge la meta. esisti tu solo. Viviamo in fondo alla grotta. e questo è troppo. Sorvolano immortali. non ci sono forse Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" A sentir rammentare i suoi condiscepoli. tanto che il reverendo non lo poté ricusare. "Sono sempre i marescialli Ma e Liu e i generali Beng e Ba." "Correte ad avvertirli che sono arrivato. "A sentire te.. e la sua intenzione era di uccidervi. può essere utile anche solo la mia fama. che io sia precipitato in fondo al diciottesimo inferno!" "Maestro. Non voglio più saperne di te come discepolo. il grande santo non poteva che partire davvero. I quattro Scimmiotti (contando anche quello autentico) circondarono il maestro e gli resero omaggio da ogni parte. si mette in pentola il cane. Io vi salvo dai pericoli e voi prestate fede alle calunnie e ai sarcasmi di quel cretino. mentre la collera incominciava a prendere in lui il posto dello sconforto. "Va via!" Di fronte all'ostinata cecità del reverendo. Per nutrirci ci accontentiamo dei radi ciuffi d'erba che ancora crescono qua e là. e salutai in voi il mio maestro. ma non trovammo più una vegetazione che ci assicurasse di che vivere. per bere scendiamo a leccare qualche goccia d'acqua alla piccola sorgente in fondo alla gola. foste accompagnato per un tratto da Liu Boqin. Quando si spense il fuoco e si disperse il fumo. Dai flutti salgon brume ad annebbiare il cielo: Rombando come tuono la marea va montando E sommerge le baie come un vasto uragano. che ogni giorno si consuma. Poi mi liberaste. che tese a Scimmiotto dicendo: "Tieni. tanto vale che rinunciate ad allontanarmi. Se deve succedere qualcosa del genere. o rimpiattato in fondo alla gola. Quelli che ammazzano. Ho arruolato Porcellino. noi siamo rimasti a far da selvaggina ai cacciatori.

prosternarsi, e poi lo invitarono a entrare. Si sedette sul suo antico trono, con tutti i mostriciattoli che si affollavano intorno per rendergli omaggio e chiedevano: "Avevamo saputo che eravate stato liberato per proteggere un monaco cinese in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Come mai siete invece di ritorno sulla vostra montagna?" "Piccoli miei, dovete sapere che quel monaco non sa distinguere un saggio da un cretino. Per un po' di tempo non ho fatto altro che catturare diavoli ed esseri malefici. Qualche mostro mi è capitato di doverlo ammazzare, e allora lui mi ha rimproverato di essere un violento, di esser dedito al male; ha rifiutato di tenermi come discepolo e mi ha scacciato. Mi ha scritto persino una lettera di licenziamento, per documentare che non mi assumerà mai più." I mostri ridevano e applaudivano: "Che bella fortuna! Non avevate niente da guadagnare a fare il monaco. Restate con noi e aiutateci a ritornare ai bei tempi. Brindiamo col vino di palma per festeggiare il vostro ritorno!" "C'è tempo per i brindisi. Ditemi piuttosto: con quale frequenza vengono qui quei cacciatori?" "Grande santo" risposero Ma e Liu, "non si può dire con certezza, ma vengono molto spesso, quasi tutti i giorni." "Oggi li avete visti?" "No, ma potrebbero venire da un momento all'altro." "Allora, ragazzi" ordinò il grande santo, "andate tutti a raccogliere sassi e schegge di roccia, e fatene dei bei mucchi regolari disposti qua e là. Ci faccio conto!" Tutti si sparsero sulla montagna come uno sciame d'api, e presto i mucchi di pietre furono pronti. Allora Scimmiotto disse: "Ora nascondetevi nella grotta e lasciate fare a me." Il grande santo si arrampicò sulla cima della montagna e vide venir su per i suoi fianchi un migliaio di uomini a cavallo, accompagnati da cani e falconi, armati di lance e spade, con accompagnamento di gong e tamburi. In effetti era gente d'aspetto marziale e feroce: Hanno spalle coperte dalle pelli di volpe Ed il torso serrato in giubbe di broccato, Le faretre contengono frecce a dente di lupo, Appesi alla cintura recano lunghi archi. Uomini più crudeli delle tigri in agguato, Cavalli come draghi, grandi mute di cani; In gran numero recano, posati sulle braccia, Falconi incappucciati ed aquile feroci. Riposte nei panieri tengon armi da fuoco, Recano centinaia di panie e di forche, Molte trappole degne dei giudici infernali, Corde che legherebbero il re Yama in persona. Si spargon numerosi come stelle in un cielo Di sciagura, lanciando dei gridi di richiamo. Tutta questa gente che veniva a spadroneggiare sulla sua montagna fece digrignare i denti al grande santo. Fece un segno con la mano, recitò un incantesimo e soffiò verso sud ovest. Che tempesta si levò! Prima si alza la polvere, poi la terra, le rocce, Alberi sradicati, la foresta distrutta. Le onde del mare si alzano come grandi montagne, Sulle rive si infrangono e tutte le sommergono. Cade il buio, le piante più robuste ruggiscono Come tigri; nel bosco dei bambù mugghia il vento Come un drago. Dà voce il cielo alla sua collera E colpisce spietato uomini ed animali. I mucchi di pietre che erano stati predisposti furono trascinati dal vento a grande velocità e colpirono gli infelici cavalieri come un'artiglieria: Vedi esploder le teste dei nobili signori, I cavalli al galoppo lascian strisce di sangue [...] Dice il poema: Gli uomini ed i cavalli mai più faran ritorno: Si aggiran nei deserti, fantasmi senza nome. Ricordiamo gli eroi, saggi o folli che fossero, Già pieni di baldanza, poi esanimi nel sangue. Scimmiotto osservò la situazione e commentò ridendo: "Che fortuna! Quand'ero bonzo, il monaco cinese diceva sempre: 'Il bene non basta praticarlo mille giorni di fila, ma il male è di troppo anche se praticato una sola volta.' Vedo che aveva ragione. In sua compagnia ammazzai pochissimi mostri, ma fu di troppo la quantità di rimproveri che ricevetti. Ora che sono tornato a casa, ho regolato in una volta sola il conto con tutta questa gente, ma non mancherò di ripeterlo se qualcun altro ci riprova." Al richiamo del grande santo le scimmie, vedendo che la tempesta era passata, corsero fuori dalla caverna. "Scendete lungo il pendio a sud e andate a spogliare i corpi dei cacciatori; laverete dagli abiti ogni traccia di sangue e li userete per proteggervi dal freddo. I cadaveri gettateli nel lago, che è profondo diecimila tese. Quanto ai corpi dei cavalli, dovete portarli alla grotta e scorticarli: con le pelli faremo scarpe, la carne la affumicheremo per conservarla nella dispensa. Archi e frecce, lance e spade ci serviranno per riprendere gli esercizi militari. Raccogliete anche stendardi e bandiere e portatemeli qui." Le scimmie ubbidirono. Tutti gli stendardi furono accuratamente lavati e cuciti insieme a formare un'immensa bandiera di tutti i colori, su cui vennero scritti quattordici grandi caratteri: RIPRISTINO DELLA GROTTA DEL SIPARIO TORRENZIALE SUL MONTE DI FIORI E FRUTTI GRANDE SANTO UGUALE AL CIELO Si drizzò un palo all'ingresso della grotta per alzare la bandiera. Ogni giorno Scimmiotto riceveva diavoli e belve, si occupava di ricostituire le scorte di grano e di foraggio, e non faceva o diceva nulla che avesse a che vedere con monaci o religione. Il suo prestigio e le sue estese relazioni gli permisero di farsi regalare acqua dolce di immortalità, con cui lavò la montagna per farla ritornare verde. Davanti piantò salici e olmi, dietro pini e cedri. Peschi, peri, giuggioli, susini, c'era un po' di tutto. La vita riprese nella calma e nella serenità. Ma ritorniamo a Tripitaka, che era stato indotto da false insinuazioni a congedare la scimmia dello spirito e cavalcava aggrappato alla sella. I pellegrini camminavano verso l'Ovest, con Porcellino come battistrada e Sabbioso in coda a portare i bagagli. Dopo aver superato le creste della Tigre Bianca, scoprirono un pendio boscoso, ricoperto di rovi e liane, pini azzurri e verdi cipressi. "Discepoli" dichiarò Tripitaka, "il pendio è ripido e ci porta a una fitta foresta. Stiamo attenti che non ci siano belve o mostri." Il bestione consegnò a Sabbioso la briglia del cavallo e, aprendosi il cammino a colpi di rastrello, li condusse nel folto della pineta. Dopo un po' il reverendo arrestò il cavallo: "Porcellino, ho troppa fame dopo questa lunga giornata di viaggio. Non mi potresti trovare qualcosa da mangiare?" "Maestro, smontate, vi prego, e aspettate che mi metta in cerca." Tripitaka smontò, Sabbioso posò il carico e porse a Porcellino la ciotola delle elemosine. "Io vado" disse quest'ultimo. "Dove conti di dirigerti?" chiese Tripitaka. "State tranquillo! Bucherei il ghiaccio per cavarne fuoco, spremerei la neve per estrarne olio: qualcosa di commestibile lo troverò." Proseguì per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare traccia umana; erano posti più adatti a lupi e tigri. La marcia incominciava a costargli fatica, e Porcellino rifletteva: "Quando c'era Scimmiotto, il vecchio bonzo otteneva tutto quello che voleva. Adesso che tocca a me, è proprio vero: "Tu saprai quanto costan cibo e legna Quando avrai la tua casa. E capirai Quanto vale l'amore di tuo padre Solo quando a tuo figlio lo darai. "Non c'è proprio un buco in cui si possa mendicare un po' di cibo!" Porcellino continuò a camminare, finché si sentì assalire dal sonno e pensò: "Se adesso ritorno indietro e racconto che non ho trovato donatori, il vecchio bonzo non crederà che abbia fatto tutta questa strada. Converrà che lasci passare un paio d'ore prima di farmi rivedere. Basta! Tanto vale che schiacci un pisolino sull'erba." Il bestione posò il capo sull'erba e si addormentò. Nelle sue intenzioni doveva essere una piccola siesta; ma non si rendeva conto che, se ci si lascia andare dopo un lungo e penoso cammino, si cade in un sonno profondo. Mentre Porcellino dormiva, il reverendo si sentiva pieno di inquietudini, gli ardevano i padiglioni delle orecchie, gli bruciavano gli occhi. Si rivolse a Sabbioso dicendo: "Consapevole delle Proprie Capacità si è allontanato da un bel pezzo; perché non torna?" "Maestro, ormai dovreste conoscerlo. Per quante famiglie trovi disposte a fare elemosine, con lo stomaco che ha, a che cosa credete che pensi? Lo rivedremo quando

sarà riuscito a saziarsi." "Giusto; ma se resta in giro ad abbuffarsi, come faremo a ricuperarlo? Si sta facendo tardi, e questo non è un posto raccomandabile per passare la notte. Sarebbe meglio cercare un riparo." "Portate pazienza, maestro. Restatevene qui seduto, e io lo andrò a cercare." "Va bene. Trovare un riparo è più importante del pasto." E Sabbioso seguì le orme di Porcellino. Solo nel bosco, Tripitaka era tanto stanco e depresso che dovette raccogliere tutte le energie che gli restavano per alzarsi in piedi, ammucchiare ordinatamente i bagagli, legare il cavallo a un albero, togliersi il cappello di paglia, conficcare nel terreno la punta del suo bastone da pellegrino. Peraltro si sentiva inquieto, e finì per rassettarsi e addentrarsi a passi lenti fra gli alberi, nella speranza di distrarsi e distendersi. Contemplava la vegetazione selvatica, così fitta da soffocare i pigolii degli uccelli che, fra le alte chiome, rientravano al nido. Un passo dopo l'altro, pensava di andare incontro ai suoi discepoli; ma non si rese conto che la direzione era sbagliata. Numerosi sentieri attraversavano il sottobosco in tutte le direzioni; quello che prese non andava a ovest, direzione seguita da Porcellino e da Sabbioso, ma compiva un ampio giro e si volgeva a sud. A un certo punto si trovò fuori dalla foresta e, guardando lontano, vide qualcosa che scintillava vivamente sotto i raggi del sole al tramonto. Guardando meglio, riconobbe il tetto dorato di una pagoda. Pensò: "I miei discepoli non hanno proprio fortuna, se non hanno trovato questo bell'edificio. Quando lasciai le terre dell'Est, formulai il voto di bruciare incenso in tutti i templi che avessi incontrato, di pregare il Buddha davanti a tutte le immagini che mi si fossero presentate e di scopare il pavimento all'ingresso di tutte le pagode che si fossero trovate sulla mia strada. E questo che scintilla al sole, non è appunto uno di quei preziosi reliquiari dorati? Ai piedi della pagoda, ci sarà il monastero; e nel monastero i monaci. Andiamo a vedere. Tanto, al cavallo e ai bagagli non può accadere nulla, perché da queste parti non passa nessuno. Se il luogo è ospitale, potrei aspettare là i discepoli e trascorrervi poi la notte." Ahimè, la sfortuna tendeva un tranello a Tripitaka. Egli avanza a gran passi verso lo stupa [...](7), varca la soglia, solleva la stuoia di bambù picchiettato che protegge l'ingresso, entra, e che cosa credete che trovi coricato su un banco di pietra? Un mostro. Ecco il suo aspetto: La faccia color indaco, boccaccia Con bianche zanne, alle tempie matasse Di peli irsuti di color scarlatto. Sparsa in ciuffi violetti come cespi Di litchi la sua barba. Il naso a becco Separa un paio d'occhi sfavillanti Come la stella del mattino. I pugni Grandi come scodelle da elemosina. Gli strani piedi lividi assomigliano A terrose radici. È avviluppato In un mantello giallo. Stringe in mano La sciabola snudata, benché steso Riposi sulla pietra. Egli dà ordini A giovani schierati in battaglioni Come formiche, a vecchi numerosi Come uno sciame d'api. Lo salutano Come padre ed attendono i suoi ordini Tremando. Lui beve solitario Quando splende la luna(8), e spesso esercita Grandi poteri magici. Può fare Tutto il giro del mondo in un istante. I suoi boschi abitati dagli uccelli Racchiudon antri con draghi e serpenti. Nei suoi campi coltivan gli immortali La giada bianca. Alchimisti raffinano Cinabro d'oro nella sua fornace. Se non lo si può dire il re dei diavoli, Egli è certo fra i mostri un importante Yaksa a testa di toro. A quello spettacolo, il reverendo rinculò terrorizzato, con le ginocchia tremanti, fece dietro-front e fuggì. Ma il mostro, socchiudendo i diabolici occhi dalle pupille d'oro, gridò: "Piccoli, andate a vedere chi c'è alla porta!" Un mostriciattolo diede un'occhiata fuori dall'uscio, vide il monaco con la lucente testa pelata e corse ad annunciare: "Maestà, c'è qui fuori un bonzo con la faccia larga e la testa rotonda, con le orecchie che gli cadono sulle spalle. È di carne tenera, con la pelle sottile; è proprio un monaco bello e buono." A queste parole, il mostro fece una risata cavernosa: "Come dice il proverbio: la mosca che passeggia sulla testa del serpente, ha voglia di farsi mangiare. Piccoli, acchiappatelo e portatelo qui; avrete un bel premio." I mostriciattoli si lanciarono fuori tutti insieme, come uno sciame d'api. Tripitaka avrebbe voluto fuggire correndo come una freccia, ma aveva le gambe molli dalla paura. Per di più la strada di montagna era faticosa, la foresta cupa e il sole al tramonto. Non era in grado di sottrarsi agli inseguitori: i mostriciattoli lo afferrarono e se lo portarono via, corpo e beni. Era come Il drago nello stagno assalito dai granchi, La tigre allo scoperto braccata dai mastini. Di storie avventurose se ne contano tante: Ne avete mai sentita una simile a questa? I mostriciattoli ricondussero il reverendo alla loro porta, lo misero giù davanti alla stuoia di bambù e andarono ad annunciare tutti allegri: "Grande re, vi portiamo il bonzo." Il vecchio mostro lo sbirciò di nascosto e rifletté: "Che bell'uomo! Sarà di sicuro una persona importante. Tanto più autorevole deve essere la mia accoglienza." Si diede l'aria della volpe della favola, che si fingeva il re degli animali(9), rizzò al cielo tutti i pelacci scarlatti che gli crescevano in capo, strabuzzò gli occhi e tuonò: "Portatelo qui!" "Detto fatto" dissero i mostri, e spinsero Tripitaka dentro casa. È il caso di dirlo: se entri nel canile, devi abbassar la testa. Tripitaka salutò giungendo le mani. "Da dove vieni, bonzo?" chiese il mostro, "e dove saresti diretto? Dimmelo in poche parole, che si capisca bene." "Sono un monaco che viene dalla corte dei Tang e ha ricevuto la missione imperiale di andare al Paradiso dell'Ovest a cercare le scritture. Poiché passavo per la vostra nobile montagna, ho pensato di visitare il santo che dimora nello stupa. Mi dispiace di avere involontariamente disturbato vostra eminenza; spero che mi vorrete perdonare. Quando ritornerò con le scritture nelle terre dell'Est, il vostro eminente nome sarà consegnato ai posteri, perché lo ricordino perpetuamente per loro edificazione." A queste parole l'orco si fece una bella risata: "Lo dicevo io che dovevate essere una persona importante. E infatti siete esattamente il tipo di persona che mi piace mangiare a pranzo: non potevate venire più a proposito. Difficilmente avrei potuto prendervi, se non foste stato così gentile da venire spontaneamente a consegnarvi con le vostre gambe. Ciò dimostra che è proprio il vostro destino finire i vostri giorni dentro il mio stomaco. E il destino non si contrasta; io non vorrei mai farlo, lasciandovi andare, e voi non potreste neppure se voleste." E ordinò ai mostriciattoli: "Portatelo via e legatelo bene." Essi lo legarono ben stretto al palo del riposo dell'anima. Il vecchio mostro venne a vederlo, impugnando la sua sciabola, e gli chiese: "Bonzo, quanti siete? Non mi racconterai che stavi andando da solo al Paradiso dell'Ovest!" Alla vista della sciabola, Tripitaka rispose onestamente: "Grande re, ho due discepoli che erano andati a mendicare cibo; uno si chiama Porcellino e l'altro Sabbioso. Ho anche un cavallo bianco e dei bagagli, che sono rimasti nella foresta." "Che giornata fortunata! Due discepoli, tre con te, e quattro con il cavallo. C'è da fare una bella scorpacciata." "Li andiamo ad acchiappare?" chiesero i mostriciattoli. "È inutile darsi da fare. Anzi, chiudete la porta. Quando quei due ritorneranno con le elemosine, non troveranno il loro maestro e dovranno venire a cercarlo qui. Come dice il proverbio: l'affare sul tuo uscio è più comodo da concludere. Ce ne stiamo tranquilli a casa nostra e catturiamo tutti quanti." I mostriciattoli chiusero la porta. Ritorniamo a Sabbioso, che era partito alla ricerca di Porcellino. Camminò anche lui per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare casa né villaggio. Osservava i dintorni da un'altura, quando udì una voce borbottare nell'erba; allontanò l'erba con il bastone, e scoprì quel bestione di Porcellino che parlava nel sonno. Gli diede un brusco risveglio, tirandolo per l'orecchio e gridando: "Scemo, ti avevano mandato a mendicare! Perché ti sei messo a dormire?" "Che ora è, fratellino?" borbottò Porcellino aprendo gli occhi. "Tirati su! Il maestro dice di lasciar perdere il cibo, se è difficile trovarne, ma di cercargli un alloggio per la notte." Ritornarono indietro; Porcellino, con la ciotola vuota in una mano e il rastrello nell'altra, aveva ancora l'aria imbambolata. Ma, ritornati al punto di partenza, non trovarono più il maestro. "È tutta colpa tua, bestione" brontolò Sabbioso, che ce l'aveva con lui. "Dovevi ritornare senza farti cercare. Il maestro lo avrà portato via qualche essere malefico." "Fratellino, non fantasticare" replicò Porcellino ridendo. "Un bosco così bello non può essere abitato dagli spiriti. Il maestro si sarà stufato di restarsene seduto e sarà andato a sgranchirsi le gambe. Guardiamoci intorno, e vedrai che lo troviamo." Raccattarono cappello e bastone, presero i bagagli, si tirarono dietro il cavallo e si misero in cerca di tracce. Per un po' vagarono incerti, ma finirono per trovare la pista buona e, dopo un po', giunsero dove si scorgeva ancora lo scintillio del tetto della pagoda, verso sud. Si vede che, per il monaco cinese, non era ancora giunta la sua ora. "Non disgrazie, ma fortuna!" gridò Porcellino. "Lo vedi quello stupa? Il maestro sarà andato là; chi oserebbe maltrattarlo, in un posto come quello? Gli avranno servito il suo bel pasto di magro e lo tratterranno come ospite. Sbrighiamoci ad andarci anche noi, prima che si mangi tutto." "Andiamo pure, ma non ci vedo chiaro" commentò Sabbioso. Marciarono a spron battuto fino alla porta. "To', l'uscio è chiuso!" Sopra la porta si vedeva una targa di giada bianca, che recava incisi sei grandi caratteri:

GROTTA DELLA LUNA MARINA, SUL MONTE DELLA TAZZA "Lo vedi, fratello, altro che monastero!" disse Sabbioso. "È un antro di mostri. Se il nostro maestro è lì dentro, andarlo a trovare non sarà tanto semplice." "Dài, fratellino, non ti spaventare. Lega il cavallo e bada ai bagagli, che io metto le cose in chiaro." Il bestione si fece avanti brandendo il suo rastrello e gridò: "Aprite! Aprite!" Il mostriciattolo portinaio aprì uno spiraglio, diede un'occhiata e corse a riferire: "Grande re, eccoli che arrivano!" "Chi arriva?" "Davanti alla grotta c'è un bonzo dal lungo grugno e dalle grandi orecchie, accompagnato da un altro con la faccia tetra. Vogliono entrare." "Sono Porcellino e Sabbioso che vengono a cercare il loro maestro" disse allegro il mostro. "Che bravi, ci hanno trovato in fretta! Ma se hanno la faccia patibolare, sarà meglio non prenderli alla leggera. Portatemi l'armatura." Una volta armato, uscì impugnando la sciabola. Porcellino e Sabbioso, davanti alla porta, ne videro uscire questo mostro dall'aspetto feroce. Come si presentava? Faccia blu e pelo rosso, inscatolato Nell'armatura d'oro, che è commessa Da cinghie ornate di conchiglie, in vita La cintura di seta. Ulula il vento Se sta sul monte; le onde si sollevano Se va sul mare. Le sue grandi mani Rudi e solcate da gran vene azzurre Stringon la scimitarra. Ed il suo nome, Famoso nei dintorni, è Veste Gialla. L'orco Veste Gialla chiese: "Da dove venite, bonzi che osate far baccano alla mia porta?" "Figliolo" rispose Porcellino, "ecco qui il tuo nonnetto, inviato dalla corte dei Tang al Paradiso dell'Ovest. Il mio maestro Tripitaka è fratello dell'imperatore. Se è in casa tua, fallo uscire prima che sia troppo tardi: mi risparmierai la fatica di farmi strada a colpi di rastrello." "Certo che abbiamo in casa un monaco cinese" rispose sorridendo il mostro, "e lo trattiamo con ogni gentilezza. Gli ho appunto fatto preparare delle polpette farcite di carne umana. Venite anche voi ad assaggiarle!" Quello scemo prese per buono l'invito e stava entrando davvero. Sabbioso dovette prenderlo per la tonaca e dirgli: "Non vedi, fratello, che ti prende in giro? E poi, da quando in qua ti sei rimesso a mangiare carne umana?" Finalmente il bestione capì, levò il rastrello e lo abbatté sul mostro; ma questo ebbe il tempo di schivare il colpo, e alzò la sua sciabola. Presto si misero a combattere a mezz'aria, usando i loro poteri magici. Sabbioso lasciò il cavallo e corse, con il suo bastone, in aiuto di Porcellino. Fu una bella mischia: La sciabola si oppone al bastone levato e para i colpi del rastrello abbassato. Forza e astuzia! Il rastrello a nove denti e il bastone per abbattere i diavoli minacciano da ogni parte, ma Veste Gialla non si spaventa. La sua sciabola d'acciaio brilla come argento, i suoi poteri magici sono grandi. Battendosi riempiono lo spazio di brume e nebbie, fendono rocce, abbattono rupi. L'orco combatte per la sua reputazione: come rinunciarvi? Gli avversari difendono il loro maestro: nulla può spaventarli. I tre ingaggiarono varie diecine di scontri senza decidere il combattimento e senza risolversi ad abbandonare il campo. Se non sapete come si conclusero le cose per Tripitaka, ascoltate il seguito. CAPITOLO 29 ALLA CORTE DEL RE DEGLI ELEFANTI SACRI IN CUI TRIPITAKA SUPERA LA PROVA E GIUNGE IN UN REAME E PORCELLINO, AFFIDATAGLI LA MISSIONE DI COMBATTERE, SCAPPA NEL BOSCO. Dice il poema: Le vane idee la forza non distrugge: Perché sempre cercar la verità? Ti basti coltivare la natura Di buddha. L'illusione fa tutt'uno Con l'illuminazione. La seconda Opera nell'istante, ma la prima Si estende per miriadi di eoni. Il sol pensiero di perfetta unione Sa cancellar peccati numerosi Come sabbia del Gange. Dopo trenta scontri con l'essere malefico, Porcellino e Sabbioso non riuscivano a spuntarla. In realtà nemmeno venti bonzi come loro avrebbero potuto uguagliare poteri e capacità di quel mostro. Se un certo equilibrio veniva mantenuto, era solo grazie al segreto aiuto di guardie della luce, vigili delle tenebre, rivelatori e protettori; e perché non era destino del monaco cinese di morire allora. Mentre i tre combattevano, Tripitaka nella grotta pensava ai suoi discepoli e si lamentava con le lacrime agli occhi: "Consapevole delle Proprie Capacità, qualche amico del bene ti avrà trattenuto chissà dove offrendoti cibo. E tu, Consapevole della Purezza, dove sarai? Avrai ritrovato il condiscepolo? E come saprete che l'orco mi ha catturato? Quando mi sarà dato di superare questa prova?" Mentre gemeva e si desolava, dall'interno della casa venne una giovane donna, che gli si avvicinò e chiese: "Da dove venite, reverendo? Perché vi hanno legato in questo modo?" Tripitaka, attraverso le lacrime che gli annebbiavano gli occhi, la guardò (dimostrava una trentina d'anni) e le rispose: "Cara donatrice, è una domanda inutile. Dal momento che devo morire per essere entrato in casa vostra, mangiatemi se volete, ma vi prego di non farmi interrogatori." "Io non sono un orco" replicò la donna. "La mia famiglia vive a trecento li da questo posto, nella capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Sono la terza figlia del re, e mi chiamo Invidiata dei Cento Fiori. Tredici anni fa, la notte del quindicesimo giorno dell'ottavo mese, mentre contemplavo la luna piena, l'orco mi rapì in un turbine di vento. Gli sono stata moglie per tredici anni e gli ho dato figli senza mai poter comunicare con i miei; ma non ho smesso di pensare a loro. Raccontatemi anche voi da dove venite e come siete stato catturato." "Il povero monaco che sono è stato inviato a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Passavo di qui e sono entrato per sbaglio. L'orco ha detto che contava di catturare anche i miei discepoli e di farci cucinare tutti insieme." "Rassicuratevi, reverendo" disse sorridendo la principessa. "Poiché siete un pellegrino in cerca delle scritture, vi salverò. Se mi promettete di portare un messaggio ai miei genitori, chiederò grazia per voi. Il Regno degli Elefanti Sacri è lungo la strada maestra verso l'Ovest." "Donatrice" rispose Tripitaka, "se salvate la mia povera vita, porterò il vostro messaggio." La principessa andò in camera sua, scrisse una lettera alla sua famiglia e la mise in una busta. Poi slegò il monaco cinese e gli consegnò la busta, che Tripitaka rispettosamente ricevette: "Vi ringrazio infinitamente di salvarmi la vita. Non mancherò di consegnare questa lettera al re; tuttavia, dopo tanti anni, i vostri genitori potrebbero non credere che sia autentica, e mi potrebbero accusare di menzogna." "State tranquillo, mio padre non ha avuto figli maschi, che possano porre dei problemi; ha avuto solo me e le mie due sorelle. Vedrete che si prenderanno cura di voi, come latore della lettera." Tripitaka si mise la busta nella manica e si avviò verso la porta, ma la principessa lo trattenne: "Non conviene che usciate dalla porta principale: lì c'è una calca di mostri grandi e piccoli, pronti ad aiutare il loro capo che combatte contro i vostri discepoli; e intanto gridano, sventolano bandiere, rullano tamburi e battono gong. Sono più pericolosi di mio marito: se vi vedono, non ci pensano due volte ad ammazzarvi. Uscite piuttosto dalla porta posteriore; intanto io parlerò a mio marito, per convincerlo a lasciar andare con voi anche i vostri discepoli." Tripitaka si prosternò fino a terra per salutare, uscì dalla porta posteriore e si nascose nel vicino boschetto. Intanto l'accorta principessa si faceva strada tra la folla eccitata dei mostriciattoli, finché giunse in vista dei combattenti che si scambiavano colpi sulle nuvole, e gridò più forte che poté: "Messer Veste Gialla!" Questi si allontanò subito dal combattimento, abbassò la sua nuvola accanto a lei e, senza abbandonare la sua sciabola d'acciaio, le prese la mano con galanteria: "Che cosa c'è, tesoro?" "Ho fatto un sogno, ho visto un dio con la corazza d'oro." "Che cosa voleva questo dio?" "Da piccola, quando vivevo al palazzo, avevo fatto voto che, quando avessi trovato un marito saggio e nobile, sarei andata in pellegrinaggio su qualche celebre monte, per pregare e fare elemosine ai monaci. Il nostro matrimonio è così felice che non posso pensare di allontanarmi da casa; ma ora il dio con la corazza d'oro è venuto a esigere il compimento del voto. Le sue grida mi

hanno svegliata, e mi sono resa conto che era stato un sogno. Mentre venivo a raccontarvelo, mi sono imbattuta in un monaco legato al palo. Se voi lo lasciaste andare per compiacermi, l'atto di misericordia potrebbe equivalere al compimento del voto. Ma non so se acconsentirete." "Certo, tesoro, non è una cosa importante. Di monaci come questo posso sempre trovarne altri, quando ne avrò voglia. Che se ne vada pure." "Può uscire dalla porta posteriore?" "Esca da dove gli pare." Poi rimontò per aria, sciabola in pugno, e gridò: "Porcellino, vattene con il tuo maestro! Sia chiaro che non mi fai paura; è mia moglie che mi chiede di lasciarvi andare. Cercate il maestro alla porta posteriore e andatevene per la vostra strada; ma non mi ricapitate fra i piedi, se tenete alla pelle." Porcellino e Sabbioso tirarono un respiro di sollievo, ripresero cavallo e bagagli e se la filarono svelti come se fossero inseguiti. Fecero il giro della Grotta della Luna Marina fino alla porta posteriore, e gridarono: "Maestro!" Tripitaka riconobbe le loro voci e rispose dal boschetto in cui si nascondeva. Sabbioso lo andò a cercare nel folto, lo prese per mano e lo aiutò a rimettersi in sella. Come a dire: Incontrò l'orco con la faccia scura, Ma la buona Invidiata lo protesse. Il pesce che si libera dall'amo Guizza lontano nell'acqua profonda. Uscirono dal boschetto e riguadagnarono la strada maestra, Porcellino in testa e Sabbioso in coda. Immaginate come si punzecchiavano e si rimproveravano a vicenda, mentre Tripitaka cercava di metter pace. Di tappa in tappa, camminando fino al calar del sole prima di cercare riparo per la notte e alzandosi al canto del gallo, percorsero in breve duecentonovanta li e si trovarono davanti a una città: la capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Un bel posto, che non ci si stancherebbe di contemplare. [...] I tre pellegrini chiesero ospitalità nella locanda. Tripitaka si recò al palazzo reale e sollecitò un'udienza. Il preposto si presentò ai piedi dei gradini di giada bianca, per annunciare: "Maestà, c'è un monaco eminente della corte dei Tang che chiede udienza per consegnarvi un documento." Il re si compiacque di sentir parlare della grande corte dei Tang e di sentirsi sollecitare da un santo monaco di alto lignaggio. Tripitaka fu accompagnato ai piedi dei gradini dorati, ed eseguì alla perfezione e con la massima disinvoltura tutti i riti di un complesso cerimoniale. Gli ufficiali civili e militari schierati ai piedi del trono, ammirati, commentavano: "Solo una personalità di un paese di alta civiltà può comportarsi con tanta eleganza." "Quali affari vi conducono nel mio paese, reverendo?" chiese il re. "Sono un umile monaco della corte dei Tang, figlio del Buddha, e ho ricevuto dal Figlio del Cielo la missione di cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Mi sono permesso di recare disturbo a vostra maestà, uscendo dal privato riserbo, solo perché era opportuno presentare le mie credenziali fin dal momento dell'arrivo nel vostro stimato paese." "Mostratemi il messaggio del Figlio del Cielo." Tripitaka lo presentò rispettosamente sulle mani tese e lo svolse sul tavolo di sua maestà. Il messaggio diceva: Passaporto rilasciato dal Figlio del Cielo, del grande impero dei Tang nel continente del Sud, per volontà del destino: Noi, alle cui deboli forze è pervenuto un immenso retaggio, serviamo gli dèi e governiamo il popolo con attenta sollecitudine, come se camminassimo sull'orlo di un precipizio, e come se ci muovessimo su una lastra di ghiaccio. Ci accadde di venir meno all'impegno di salvare il drago del fiume Jing e le nostre dieci anime scesero negli inferi; senza la protezione della nostra imperatrice madre, saremmo rimasti ospiti dell'instabilità. Ma per grazia del sovrano infernale, considerato che la durata assegnata alla nostra vita terrena non era esaurita, siamo stati restituiti al mondo dei vivi e abbiamo celebrato il ritorno con grandi cerimonie per la salvezza dei trapassati. La molto compassionevole pusa Guanyin ci accordò il favore di apparirci nel suo corpo d'oro, per indicare l'esistenza nell'Ovest delle scritture del Buddha, che hanno la proprietà di salvare i defunti e di liberare le anime in pena. La presente lettera conferisce al maestro della legge Tripitaka la missione di viaggiare quanto occorre, attraversando mille montagne, alla ricerca di quei sutra. Quando attraverserà i vostri paesi dell'Ovest, io vi chiedo di non ostacolare la sua vocazione al bene e di lasciarlo passare. Questo è il contenuto della presente lettera, che a questo fine vi verrà presentata. Nel tredicesimo anno dell'era della Contemplazione della Virtù dei grandi Tang, in un giorno fasto d'autunno. Il documento imperiale recava nove sacri sigilli. Dopo averlo letto, il re vi aggiunse quello del suo paese e lo rese a Tripitaka, che ringraziò e lo ripose: "L'umile monaco che sono avrebbe anche un'altra incombenza: la consegna a vostra maestà di una lettera familiare." "Di quale lettera si tratta?" chiese sorpreso il re. "Mi ha incaricato di consegnarvela la signora terza principessa, che ho casualmente incontrata. Essa venne a suo tempo rapita dal mostro Veste Gialla, della Grotta della Luna Marina sul Monte della Tazza." Al re vennero le lacrime agli occhi: "Sono tredici anni che non la vedo. Per questo caso, quanti ufficiali ho allontanato dai loro incarichi, civili e militari! Quanti servitori ed eunuchi sono stati fustigati a morte! Si supponeva che si fosse allontanata dal palazzo e si fosse smarrita. Innumerevoli case furono perquisite e frugate in città, senza alcun risultato. Come sapete che fu rapita da un mostro? Certo comprenderete come non possa vincere la commozione, a questa inattesa notizia." Tripitaka si tolse la lettera dalla manica e la presentò. Il re riconobbe la calligrafia dell'indirizzo e si emozionò tanto che non riusciva a strappare la busta. Dovette chiamare in aiuto un letterato dell'Accademia della Foresta dei Documenti, che si fece avanti, l'aprì e la lesse in tono solenne, davanti all'attento uditorio degli ufficiali, dietro i quali le dame di corte si pigiavano ad ascoltare: Vostra figlia Invidiata dei Cento Fiori, così poco filiale, si prosterna cento volte davanti al Palazzo del Drago e della Fenice per salutare vostra maestà, padre virtuoso; e davanti al Palazzo Riflesso di Sole per onorare la regina sua madre, le dame dei tre palazzi, i saggi ministri e gli ufficiali civili e militari della corte. La vostra goffa figlia ha nutrito gratitudine sin dalla nascita per le mille attenzioni godute, che vi sono costate tanta pena. Da parte mia non fui capace di compiacervi e di adempiere i miei doveri di pietà filiale. Il fatto accadde tredici anni fa, il quindicesimo giorno dell'ottavo mese; in una bella nottata, mio padre ebbe la bontà di far predisporre banchetti in ogni palazzo per godere la luce della luna e celebrare le festività del firmamento. Nel bel mezzo della festa venne un diavolo dagli occhi sfavillanti, con la faccia blu e i capelli verdi, che cavalcando un turbine di vento si impadronì di vostra figlia e la portò su una montagna deserta e selvaggia. Qui ho vissuto per tredici anni, partorendo a quel mostro due figli. Senza dubbio ciò è disdicevole per le relazioni sociali, per non parlare dell'oltraggio al buon costume; è senz'altro una situazione disonorevole e io non dovrei nemmeno parlarvene, ma non ho il coraggio di tacere tutto ciò sino alla morte. Mi arrovellavo nella solitudine, miei cari genitori, quando il santo monaco della corte dei Tang fu catturato anche lui dal mio re diavolo. Ho scritto questa lettera piangendo e avrò l'audacia di liberarlo perché ve la porti, come debole testimonianza del mio affetto. Spero che il re mio padre avrà pietà di me e manderà i suoi generali a catturare il mostro Veste Gialla e a liberarmi, per ricondurmi a corte. Vi sarei profondamente riconoscente. Scusate queste righe scribacchiate in fretta: vorrei tanto vedervi e parlarvi! La vostra figlia ribelle, Invidiata dei Cento Fiori, si prosterna ai vostri piedi. Quando l'accademico terminò la lettura, il re scoppiò in lacrime, le dame dei tre palazzi piangevano come fontane, gli ufficiali civili e militari erano rattristati. Tutti esprimevano pena e cordoglio. Infine il re si soffiò il naso e chiese ai suoi ufficiali: "Chi di voi ha il coraggio di levar truppe per catturare il mostro e liberare mia figlia?" La domanda, più volte ripetuta, non otteneva risposta. Tutti restavano muti, come se fossero soldatini di legno o mandarini di terracotta. Il re, molto contrariato, ricominciò a piangere. Allora gli ufficiali, in corpo e deputazione, s'inginocchiarono e gli fecero presente: "Vostra maestà si calmi. Non sapevamo più nulla della principessa da tredici anni, dal giorno della sua scomparsa. Ora il caso le ha fatto incontrare il santo monaco, al quale ha affidato la lettera; ma noi continuiamo a saperne ben poco. Del resto, noi siamo soltanto soldati e cavalieri di questo basso mondo, e le nostre competenze si limitano all'arte classica della guerra: spiegamenti di truppe, fortificazione di accampamenti, infine ciò che occorre per proteggere il paese da aggressioni. Un orco, invece, è una creatura che va e viene sulle nuvole; come fare a combatterlo per aria? Sappiamo però che il pellegrino è un santo monaco dell'Est; un bonzo così importante dovrà pur possedere l'arte di abbattere i diavoli. Non si dice che tigri e draghi si sottomettono a chi possiede il Tao, che dèi e diavoli devono fare i conti con il peso della Virtù? Dice il proverbio: a ciascuno il suo mestiere. Il piano migliore dovrebbe essere di chiedere al reverendo di sottomettere il mostro e di liberare la principessa." Il re si volse allora a Tripitaka: "Reverendo, se

la potenza della legge vi dà la capacità di catturare questo mostro, di liberare mia figlia e di ricondurmela qui, non avrete più bisogno di andare a salutare il Buddha nell'Ovest. Vi farete crescere i capelli e resterete a condividere con me il trono come fratello giurato. Ci godremo insieme onori e ricchezze, voi e io. Che ve ne pare?" Tripitaka rispose precipitosamente: "Per carità, l'umile monaco che sono ha solo una conoscenza approssimativa delle preghiere che si rivolgono al Buddha; non ho la minima idea di come si abbattano i diavoli." "Se fosse così, non avreste l'audacia di percorrere solo soletto la lunga strada verso il Paradiso dell'Ovest." Tripitaka non poté nascondere che due discepoli lo accompagnavano: "È vero, maestà, da solo non ci riuscirei mai. Ma ho due discepoli che sanno aprire passaggi nelle montagne e gettar ponti sulle acque. Sono loro che mi hanno protetto fin qui." "Non siete davvero un bonzo riguardoso" lo rimproverò il re. "Se avete dei discepoli, perché non me li avete presentati? Anche se non potrò far loro doni adeguati, avrò almeno la possibilità di invitarli a pranzo." "Il fatto è che i miei discepoli sono impresentabili a corte. Sono brutti e potrebbero risultare molto sgradevoli a vostra maestà." "Senti, senti!" disse ridendo il re. "Che buffi discorsi fa il nostro bonzo! Ma dopo tutto non credo che mi farebbero paura." "Non oso dir questo. Il mio primo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità, ovvero Otto Divieti. Ha lungo grugno, lunghe zanne, setole rade sulla nuca e le orecchie a ventola; è grande e grosso, quando si muove provoca un forte spostamento d'aria. Il secondo discepolo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza; è alto due tese, le spalle larghe tre cubiti, la faccia color indaco, una bocca molto larga che sembra una bacinella di sangue, gli occhi terribili, i denti come un rastrelliera di chiodi. Insomma, portare a corte gente simile vorrebbe dire assumersi una bella responsabilità." "Se sono come li descrivete, saranno piuttosto divertenti che spaventosi. Fateli venire!" Si mandò alla locanda la piastra d'oro per invitarli. Il bestione disse a Sabbioso: "Tu, fratellino, sostenevi che quella lettera fosse meglio non recapitarla. Ma ora puoi vederne i vantaggi: il re avrà dato ordine di ospitare adeguatamente il latore. Di certo avrà fatto preparare un banchetto come si deve; il nostro maestro, che a tavola non è mai all'altezza della situazione, si troverà in difficoltà a spazzolare tutto e ci avrà fatto invitare perché lo aiutiamo. Noi lo aiuteremo, e questo ci darà vigore domattina per la prossima tappa." "Vedremo" commentò laconicamente Sabbioso. Affidarono al locandiere bagagli e cavallo, e seguirono a corte il latore della piastra d'oro, portando con sé le proprie armi. Quando furono davanti ai gradini di giada bianca, fecero un semplice saluto e rimasero in piedi. Gli ufficiali civili e militari si spaventarono. Dicevano: "Passi la bruttezza, ma questi bonzi sono veri villani! Come si permettono di comparire davanti al re senza prosternarsi? Hanno fatto un saluto qualsiasi e se ne stanno lì ritti impalati. Da non credere!" "Signori, non spettegolate" fece Porcellino sentendo il mormorio. "Siamo fatti così. Non siamo molto belli, ma ci farete l'abitudine." Il re, che era già allarmato dall'orribile aspetto, all'udire questa dichiarazione si mise a tremare come una foglia e cadde giù dal trono reale; per fortuna gli ufficiali più vicini lo risollevarono subito. Tripitaka, sconvolto, si gettò a terra e si prosternò precipitosamente più volte: "Maestà, merito mille morti! L'avevo detto che i miei discepoli erano impresentabili e che temevo recassero offesa a vostra maestà. Ed ecco che vi hanno cagionato un brutto spavento." Pur continuando a tremare, il re tese la mano a Tripitaka per farlo rialzare: "Meno male, reverendo, che me lo avevate detto. Se non fossi stato messo sull'avviso, credo proprio che sarei morto di paura." Il re mise un po' di tempo a riprendersi, ma infine chiese: "Chi dei due reverendi è il miglior distruttore di mostri?" "Io me ne intendo" fece Porcellino senza riflettere. "Che titoli avete?" "Sono l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. Sono stato bandito in questo mondo in seguito a un'infrazione, ma poi ho avuto la fortuna di convertirmi alla retta via e di farmi monaco. Da quando abbiamo lasciato le terre dell'Est, io mi sono dimostrato il più abile distruttore di diavoli." "Se siete un guerriero celeste esiliato sulla terra, sarete esperto anche di trasformazioni." "Non diciamo esperto, ma qualcosa so fare." "Provate. Mi piacerebbe vedere un saggio." "Assegnatemi il tema della trasformazione." "Per esempio, potreste diventare un gigante." Porcellino di trasformazioni ne conosceva parecchie, precisamente trentasei. Per far bella figura, fece il gesto adatto, recitò la formula e gridò: "Cresci!" Con una torsione della schiena si allungò a otto o nove tese di statura, raggiungendo le dimensioni di una di quelle divinità che aprono i cortei dei funerali. I funzionari tremavano, monarca e sudditi erano sbigottiti. Un ufficiale si azzardò a chiedere: "Reverendo, qual'è la statura massima che potete raggiungere?" Il bestione non poté trattenersi dal rispondere con le sue solite sciocchezze: "Dipende dalla direzione del vento. Questa è una statura che va bene con il vento che soffia dall'est o dall'ovest; ma se soffiasse da sud, correrei il rischio di bucare l'azzurro del cielo." "Basta così. Sarebbe meglio che ritornasse giù" disse il re allarmatissimo. Porcellino fece il gesto di accoccolarsi e riprese la sua solita statura. "E come siete armato, reverendo?" chiese ancora il re. "Il vecchio Porcellino usa un rastrello" rispose il bestione mostrandolo. "Ma è indecente!" esclamò il re con un risolino nervoso. "Non sarebbe dignitoso per la mia casa. Qui abbiamo di tutto: fruste, sbarre, azze e mazze, sciabole, lance, alabarde, asce da guerra, spade, picche, partigiane, falci da battaglia. Scegliete quello che vi conviene, ma che sia un'arma decorosa, non un arnese da giardinaggio." "Vostra maestà non se ne intende. Vi sembrerà un'arma volgare ma, a parte il fatto che l'ho sempre usata e ci sono abituato, con questo rastrello in pugno ho comandato ottantamila marinai sul Fiume Celeste, quand'ero ammiraglio. Del resto, anche nell'accompagnare il maestro, è con questo rastrello che ho distrutto covi di lupi e tigri, e ripulito antri di draghi e serpenti." Il discorso impressionò il re, che fece segno di avvicinarsi alla nona concubina e le disse all'orecchio: "Porta di quel vino mio personale per festeggiare il reverendo che va alla guerra; puoi portare una bottiglia intera." Riempì una coppa e la porse a Porcellino: "Reverendo, vi ringrazio fin d'ora della pena che vi darete. Quando avrete catturato l'orco e ricondotto mia figlia, vi darò mille pezzi d'oro e un banchetto coi fiocchi." Il bestione prese la coppa e sfoderò quel tanto di cortesia di cui era capace; fece una gran riverenza a Tripitaka e gli disse: "Maestro, dovreste essere voi il primo a bere questo vino, ma non oso disobbedire all'ordine del re; scusatemi se vi precedo, ma mi serve per mettermi su di giri e aumentare il mio coraggio nella cattura del mostro." Bevve d'un fiato, si impadronì della bottiglia e ne riempì nuovamente la coppa per porgerla a Tripitaka. "Sai che non bevo. Dàlla al tuo condiscepolo." Sabbioso si fece avanti per prendere la coppa. Porcellino produsse una nuvoletta ai suoi piedi e se ne servì per balzare in aria. "Il reverendo Porcellino sa cavalcare anche le nuvole!" esclamò il re. Scomparso il bestione, anche Sabbioso vuotò la coppa d'un fiato: "Maestro, quando combattemmo con Veste Gialla che vi aveva rapito, ci impegnammo tutti e due senza riuscire a concludere. Dubito che Porcellino possa farcela da solo." "Hai ragione, discepolo; sarà meglio che tu vada a dargli una mano." E Sabbioso montò a sua volta su una nuvola e partì. Il re, sconvolto, afferrò il monaco cinese per una mano e implorò: "Reverendo, per favore, non volerete via anche voi! Qualcuno dovrà pur restare a farmi compagnia." "Per carità, io non saprei alzarmi nemmeno di poco." I due rimasero nella sala a fare conversazione. Intanto Sabbioso aveva raggiunto Porcellino: "Aspetta, fratello, vengo anch'io!" "Che cosa vieni a fare, fratellino?" "Il maestro mi ha raccomandato di aiutarti." "Giusto, buona idea" concluse contento Porcellino. "In due, mettendocela tutta, ce la faremo. Non sarà niente di speciale, ma qui in paese ci può dare una certa reputazione." Eccoli: Escon dalla città sulle ali del vento, Passano le frontiere su luci colorate. Per ordine del re devono catturare Ad ogni costo l'orco dentro la sua caverna. Giunti all'ingresso della grotta scesero dalle nuvole e Porcellino menò un gran fendente, con il suo rastrello, alla porta di pietra che chiudeva l'entrata: vi fece un bel buco, delle dimensioni di un recipiente da uno staio. Il mostriciattolo di guardia in portineria diede un'occhiata e corse spaventato a riferire: "Gran re, si mette male. Il bonzo con il grugno e quello tetro sono ritornati, hanno battuto alla porta e l'hanno rotta." "Il loro maestro l'ho lasciato andare. Perché mai quei due rognosi mi vengono a sfondare la porta?" "Magari hanno dimenticato qualcosa e sono tornati a cercarla" suggerì il mostriciattolo. "Cretino!" insultò l'orco. "Ti pare che per questo si debba sfondare l'uscio? La ragione sarà un'altra." Si affrettò a indossare la corazza, impugnò la sciabola e uscì a indagare: "O bonzi, che cosa andate cercando? Il vostro maestro l'ho pur liberato." "Brutto mostro, ne hai combinate di tutti i colori!" rispose Porcellino. "E che cosa avrei combinato?" "Hai rapito la terza principessa del Regno degli Elefanti Sacri e l'hai costretta a divenire tua moglie. Te la tieni da tredici anni, ma adesso è tempo di restituirla: ti vengo ad arrestare per ordine del re. Il meglio che puoi fare è di legarti da solo, così non perdiamo tempo." L'orco vide rosso. Si alza in tutta la sua statura, digrigna i denti, rotea gli occhi e, alzata la sciabola, assesta un gran fendente in testa al nemico. Ma Porcellino schiva e allunga il rastrello; Sabbioso brandisce il bastone e si unisce alla mischia. Questo combattimento fu molto più duro del precedente. Si capisce che

L'ira vien scatenata dalle frasi offensive, Le intenzioni aggressive stimolano la collera. È una lunga battaglia fra i due monaci e l'orco: "Hai rapito una donna e meriti la morte." "Tu cosa ci rimetti, brutto rompicoglioni?" "Il tuo stupro è un oltraggio ad un intero regno." "Ma tu vieni da fuori, non sono fatti tuoi." In fondo si combattono solo per una lettera [...] Dopo otto o nove scontri, Porcellino si trovò in difficoltà: aveva il fiato grosso e non reggeva più gli attacchi. Perché resisteva meno dell'altra volta? mi chiederete. Perché gli dèi protettori si tenevano sempre vicini a Tripitaka, per assicurare la sua protezione; nel primo scontro si trovavano presso la grotta e davano una mano; ma questa volta erano lontani e si sorbivano le chiacchiere da salotto alla corte degli Elefanti Sacri. "Sabbioso" disse il bestione, "vado un momento a far pipì. Tu continua pure." Senza darsi altro pensiero del condiscepolo, corse a rotta di collo nel bosco e si rifugiò in un cespuglio spinoso, incurante delle spine che gli laceravano veste e pelle. Ne lasciò emergere solo un'orecchio, per ascoltare da lontano il rumore della battaglia. La fuga di Porcellino prese Sabbioso alla sprovvista; il mostro si precipitò su di lui, se ne impadronì e lo condusse prigioniero nella grotta con mani e piedi legati. Se poi non sapete se ne uscì vivo o morto, ascoltate il seguito. CAPITOLO 30 TALENTI E PRODEZZE DEL CAVALLO IN CUI IL DEMONE PERVERSO INFRANGE LA GIUSTA LEGGE, E IL CAVALLO DEL PENSIERO SI RICORDA DELLA SCIMMIA DELLO SPIRITO. Il mostro fece legare Sabbioso, ma non lo uccise, non lo percosse e nemmeno lo insultò. Sostò invece a riflettere: "Quel monaco cinese viene da un paese di grande civiltà e non ignora certo i riti e la giustizia. Dal momento che gli ho risparmiato la vita, perché lui dovrebbe mandare i suoi discepoli a cercare di catturarmi? Dev'essere stata mia moglie a mandare un messaggio al suo paese. Bisogna metter le cose in chiaro." Si diede un'aria feroce, e andò a cercare la principessa con le peggiori intenzioni. Quest'ultima, senza sospettare nulla, aveva appena terminato la sua toilette e se ne andava tranquillamente per casa, quando vide il mostro con la fronte aggrottata, che digrignava i denti e gettava sguardi furiosi. La principessa si sforzò di assumere un atteggiamento sereno e sorridente: "Signore, avete qualche noia?" "Donna vile, dal cuore di cagna!" tuonò lui. "Sei fredda come il ghiaccio. Quando ti ho portato qui, non avevi niente da ridire. Ti ho vestita di broccato, ornata d'oro, ti procuro quello che vuoi. Hai tutti i doni delle quattro stagioni e tutto il mio affetto. E tu non provi il minimo sentimento coniugale, pensi solo ai tuoi parenti." La principessa terrorizzata si gettò in ginocchio e gridò: "Marito mio, perché mi volete lasciare?" "Sono io che ti caccio o sei tu a volertene andare? Te lo chiedo. Perché il monaco cinese era stato liberato ancor prima che tu me lo chiedessi? La verità è che gli avevi affidato una lettera per i tuoi. Altrimenti, perché mai questi monaci sarebbero ritornati qui a sfondare la mia porta e a chiedere di lasciarti andare? Non mi dirai che non c'è sotto il tuo zampino!" "Signore, mi fate torto con le vostre accuse; io non ho inviato messaggi." "Non puoi negare; la persona che ho catturato è la prova di come stanno le cose." "E chi avete catturato?" "Sabbioso, il secondo discepolo di quel monaco." L'estremo pericolo può rendere intrepido chiunque. Negare tutto era l'unica risorsa che le rimanesse, perciò replicò: "Calmatevi. Andiamo insieme a interrogare quel monaco. Se parla di una lettera, uccidetemi; in caso contrario, perché dovreste commettere un'ingiustizia?" Il mostro alzò la sua manona blu, grande come un setaccio, afferrò la principessa per i bellissimi capelli, la trascinò davanti al palo dov'era legato Sabbioso e la gettò per terra. Poi, sciabola in pugno, prese a interrogare il prigioniero. "Bonzo!" tuonò. "Se avete avuto l'audacia di attaccarmi, è stato per ordine del re, al quale questa donna ha mandato un messaggio." Sabbioso, alla vista di quella grinta feroce e della sciabola levata sul capo della donna, pensava: "È vero che lei ha inviato la lettera, ma ha anche liberato il maestro. Sarebbe uno strano modo di ringraziarla dire la verità e provocare la sua morte. Basta. Non ho ancora avuto occasione di acquistare meriti: adesso correrò il rischio di finir male per dimostrarle la mia gratitudine." Perciò disse: "Non siate sconsiderato. La lettera che dite non esiste, e le circostanze in cui siamo stati mandati sono altre. Il nostro maestro, mentre era prigioniero nella grotta, aveva notato la principessa. Quando, nel paese degli Elefanti Sacri, si è recato a corte per presentare il suo passaporto, il sovrano ha chiesto se avesse notizie di lei: l'inchiesta sulla sua scomparsa non è mai stata abbandonata. Ci hanno mostrato ritratti e disegni, e la risposta del maestro è stata che l'aveva vista qui. Allora il re ci ha offerto del vino e ci ha incaricato di catturarvi e di ricondurla a palazzo. Questi sono i fatti. Se volete uccidere qualcuno, suppongo che tocchi a me, piuttosto che a una persona che non vi ha fatto niente; se colpiste lei, violereste i grandi princípi della ragione celeste." L'orco rinfoderò la sciabola e aiutò la principessa ad alzarsi: "Ti ho aggredita come un bruto e ti ho gravemente offesa. Perdonami." L'aiutò a riordinare i capelli e la riaccompagnò nelle stanze interne, sorreggendola teneramente e facendole mille carezze. Le chiese infine di sedersi al posto d'onore per ricevere le sue scuse. La principessa, che aveva il temperamento leggero di tutte le donne, a vederlo così riguardoso, ne approfittò subito con totale impudenza e gli domandò: "Signore, in nome del vostro affetto, vi posso chiedere di far legare meno stretto il monaco Sabbioso?" Il mostro ordinò senz'altro di slegarlo e di limitarsi a tenerlo sotto chiave. Sabbioso pensò: "Lo dicevano gli antichi: fare del bene agli altri è farlo anche a se stessi. Se non l'avessi aiutata, non mi troverei libero dalle corde." Il mostro fece preparare un banchetto per farsi perdonare la paura cagionata alla principessa. Mangiarono e bevvero in abbondanza, poi il marito si allontanò per indossare abiti da cerimonia e cingere una spada preziosa. Accarezzò la principessa e le disse: "Tesoro, resta qui e bevi finché ti fa piacere, bada alla casa e a far custodire il bonzo. Io voglio approfittare della presenza del monaco cinese per far visita ai miei suoceri." "Quali suoceri?" "I tuoi genitori, naturalmente. Sono pur sempre genero del re; perché non dovrei presentare i miei omaggi a mio suocero?" "Ma non potete andarci!" "E perché no?" "Il re mio padre non ha conquistato il regno in guerra, ma l'ha ereditato dai suoi avi. È salito al trono molto giovane e non è mai uscito di città; là non si sono mai veduti dei fusti gagliardi come siete voi. Se vi vede resterà terrorizzato, potrebbe venirgli un colpo. Questi convenevoli in famiglia potrebbero risultare pericolosi." "Non ci saranno pericoli. Prenderò l'aspetto di un giovanottello di buona famiglia vestito alla moda." "Vediamo che cosa sapete fare." Il bravo mostro, con una scossa, si trasformò in un bel giovanotto. Davvero: La statura rispettabile, Portamento assai elegante; Parla come un mandarino, Ma si vede che è sportivo. Del poeta Cao Zhi Egli ha la disinvoltura; Di Pan An, il rubacuori, Egli mostra la bellezza. I capelli son raccolti Nel berretto di velluto. Una tunica lo avvolge Di una garza verde giada Dalle maniche sboffanti. Gli stivali ricamati, La cintura colorata. Pien di fascino ed altero, È davvero convincente. La principessa gli girò intorno per esaminarlo accuratamente e lo trovò proprio di suo gusto. "Tesoro" disse ridendo il mostro, "pare che tu mi preferisca così!" "Devo ammettere che non siete niente male. Mio padre tiene molto ai legami familiari, vorrà trattenervi a pranzo. Mi raccomando di non bere tanto da perdere il controllo. Se venisse fuori qualcosa del vostro vero aspetto, se spuntassero gli zoccoli biforcuti da sotto il mantello, il successo che avrete andrebbe subito a gambe all'aria." "Si capisce, ci arrivo anche da solo. Starò attento." Viaggiando sulle nuvole raggiunse senza tardare il paese degli Elefanti Sacri e si presentò alla porta del palazzo. "Il terzo genero reale è venuto nella mia persona espressamente per render visita a sua maestà" annunciò al gran commissario del padiglione d'ingresso. "Vi prego di prendervi il disturbo di farglielo sapere." Il guardiano lo annunciò alla porta gialla e il preposto ai rapporti si presentò ai piedi dei gradini di giada: "Vostra maestà, il terzo genero reale è venuto a visitarvi e attende risposta alla porta del palazzo." Il re era ancora in conversazione con Tripitaka. Quando sentì parlare di un terzo genero reale, si rivolse ai suoi ufficiali: "Che storia è questa? Io ho solo due generi." "Se dice che è il terzo, sarà il mostro." "E sarebbe corretto convocarlo alla mia presenza?" "Maestà" intervenne spaventato Tripitaka, "i mostri hanno poteri soprannaturali, penetrano il passato e il futuro, cavalcano le nuvole. Temo che entrerà, se lo vuole, con o senza convocazione. Sarà prudente invitarlo, per evitare inutili discussioni e brutte figure." Il re concesse quindi l'udienza e il mostro fu introdotto ai piedi dei gradini dorati ed eseguì impeccabilmente tutto il balletto degli omaggi al sovrano. Era bello ed elegante, nessuno poteva credere che si trattasse di un orco. Agli occhi dei comuni mortali era proprio una persona come si deve. A vedere il suo aspetto dignitoso, il re pensò addirittura di poterlo utilizzare

alternando bicchieri di vino e sorsate di sangue. sentì le sue anime abbandonarlo. Divorare la gente non lo porterà lontano. in cui trovò diciotto belle ragazze scelte apposta per cantare. "Di ballare sei capace?" chiese ancora il mostro. altro non era che una tigre feroce. Ricorderete che quello non era un vero cavallo. Cetre e liuti e calpestano i poveri strumenti Per fuggir da ogni parte. avrò poi agio di liberare il maestro." Il drago prese la brocca e riempì una coppa superando l'orlo di mezzo pollice senza spandere vino. Fetidi miasmi emana dalla gola. caro suocero. Qualcuno finì per parlarne anche nella stalla della locanda. Quel tizio che vedo seduto sul cuscino ricamato non è altri che la tigre che tredici anni fa rapì la principessa. per unirsi a te?" Il mostro presentò un'abile menzogna: "Caro suocero. folli di terrore. Quando vide l'orco seduto a bere smodatamente e a mangiare carne umana. A quanto ho sentito raccontare." Il mostro . che fu chiusa a chiave in una stanza del palazzo. che si dicevano provenienti dal paese dei grandi Tang. Saltò in piedi. fissare il corpo. e gli cantò un'arietta. mio caro genero? Quali origini ha? Quando hai sposato la mia principessa? Perché hai aspettato finora a render visita ai tuoi suoceri?" L'orco si prosternò e rispose: "Signore. corsero a nascondersi. Come l'ha il toro bruno di palude. pochi anni fa vennero da queste parti dei monaci in cerca di scritture. Non è certo difficile. ma lei mi nascose di essere di sangue reale. si diede una scossa e riprese l'aspetto di drago. Ci sposammo per amore e abbiamo convissuto per tutti questi anni. perché bevesse a suo agio e si divertisse. di figura snella ma di seno generoso. Vi pare che avrei potuto unirmi a lei. non ne poté più e sentì un bisogno incontenibile di mettersi a suo agio. Quando sentì la notizia. di Porcellino e di Sabbioso non si sa più nulla. senza che se ne spargesse una goccia. Fatemi avere mezzo bicchiere d'acqua pura. davvero seducente. Una volta." "A che distanza si trova questa montagna?" "Non è lontana: trecento li. si può dire che di tigri mi nutro e di tigri mi vesto: vivo ogni giorno in mezzo a loro. Infine si nascosero tremanti al riparo di un muretto in giardino. per la mia attività. a est della città. di vedere chi veramente gli parlava ed era portato a prendere per oro colato tutte le sue menzogne. Corpo zebrato ed occhi lampeggianti. Le feci domande sulla sua famiglia. cercando di colpirla con armi di ogni specie: ci sarebbe stato di che fare a pezzi tutti i monaci di un monastero. ciascuna pensa a sé. Si fece una bella sarabanda fino a sera e si finì per catturare la tigre viva e illesa. che scappò via a coda ritta e con gli artigli sfoderati." Spezzò le redini e fuggì all'aperto. mordicchiando bocconcini di tenere carni di fanciulla come stuzzichini. corsero da tutte le parti a cercare un angolo buio dove nascondersi. sempre dedito comunque a fuorviare e uccidere la gente." "Trecento li! E come ha potuto percorrere questa distanza. "Ma tu. Scoccai una freccia e abbattei la belva. Ma il cavallo si slancia su nel cielo. e io lasciai libera la tigre. Il mostro restò nella sala e si rimise seduto al posto d'onore. versa pure. si strappano le vesti: Che si salvi chi può.come sostegno del trono. mia figlia. di venire a corte per divertirsi un po' alle vostre spalle. mentre cacciavo con i falconi accompagnato da qualche diecina dei miei servitori. il mostro entrò nella Sala della Pace d'Argento. colpite dal terrore. ma la mole è gigantesca. tredici anni fa. sono venuta per servirvi da bere. Il genero la prese. quella stessa tigre si sarebbe dedicata all'ascesi e sarebbe riuscita a sublimarsi in mostro. esplose in una gran risata sgangherata e riprese il suo solito aspetto. cui avevano tagliato le corna e levato le scaglie per punirlo di un'infrazione. Per salvare la vita lascian cadere flauti. Se riesco a sopraffarlo. Gli dèi incaricati della protezione di Tripitaka ebbero il loro da fare per impedire che venisse colpito." Che bravo principe drago! Si diede una scossa e si trasformò in fanciulla di corte. salvo i militari più coraggiosi che lanciarono sulla belva i loro uomini. per me. acchiappò una ragazza che suonava il pi pa e le sgranocchiò la testa." "Fa vedere. ma il giovane re drago del mare occidentale. Ciò mi dovrebbe aiutare a chiarire come stanno le cose. prese il loro aspetto e pensò bene. si alzò e fece i passi del trucco chiamato scurire gli occhi. Le altre diciassette bellezze. Vedete come fecero: Le fanciulle di corte. Poi chiese: "Sai cantare?" "Me la cavo" disse il drago. senza badare dove. dove il cavallo bianco mangiava il suo fieno davanti alla greppia. si mise a riflettere: "So che il mio maestro è una normalissima brava persona. potrei versarne ancora. mentre riempiva la brocca. che il mostro non conosceva. spruzzò un sorso d'acqua in direzione di Tripitaka. Ma quel parapiglia nel cuore della notte era completamente silenzioso: nessuna osava aprir bocca per non turbare il sonno di sua maestà. recando addosso la cicatrice della ferita infertale dalla mia freccia. me la portai a casa e la feci rinvenire facendole bere pozioni calde. Il re e la corte videro con i loro occhi La bianca fronte e la testa rotonda. Si può dire Che fu la tigre a farci da sensale. Gli ufficiali. sarà stato quel perfido mostro a farlo apparire come una tigre. Allora non immaginavo che.' Mi convinse. spaventati. perché non si continui a scambiare fischi per fiaschi. il vostro suddito viene dalla Grotta della Luna Marina. che era arrivato appena in tempo a salvarlo dall'aggressione del finto bonzo. negli anni successivi. da che cosa riconosci in questo bonzo la tigre che aveva rapito la principessa mia figlia?" "Caro suocero. come dicono i versi: Nel viaggio verso l'Ovest Tripitaka Ha incontrato un malefico tranello. pieno di vino fino al colletto. io vivo in montagna e. e che alla fine era stato trasformato in cavallo per accompagnare Tripitaka. ma la principessa si oppose per il motivo espresso in questi versi: 'Ci siam sposati al cospetto del cielo. incatenarla e metterla dentro una gabbia di ferro. nobile genero reale. che avevo solo ferita e catturata. Dalle zampe si vedono spuntare Venti artigli taglienti e acuminati E la gran bocca lascia intravvedere Candide seghe di robusti denti. Quanto alla ragazza. C'era un gran buio. perché era pratico del metodo chiamato della costrizione dei liquidi. Subito dopo il matrimonio espressi l'intenzione di uccidere la tigre rapitrice. mi capitò di imbattermi in una feroce tigre maculata. Poi gridò: "Cambia!" e lo trasformò in una gigantesca tigre maculata. Se la trattenni al villaggio. non ci sono proprio altre risorse. Perciò questi si mostrò molto interessato e commentò: "Che begli scherzetti sai fare!" "Se è per questo. in città si spargeva la notizia che il monaco cinese. circondato soltanto da queste bellezze. "Più o meno. Nel veder la gran belva maculata Tutti i presenti son terrorizzati. Si urtano. Poi aprì le manone grandi come setacci. Figuratevi se non ne approfittò! Verso la seconda veglia." Il drago continuò a mescere nella stessa coppa: il vino saliva e prendeva la forma di una smilza pagoda di tredici piani. sul Monte della Tazza. danzare e scherzare con lui. che scendeva dal pendio della montagna con una ragazza sul dorso. Ma senza testimoni né sensali. quando giunse alla conclusione: "Se non do una mano io. e con questo proposito gli pose domande: "Dove risiede la tua famiglia. Mentre lui si dava buon tempo alla sua maniera. vedere con chi ho a che fare. in realtà. Occupò il posto d'onore. Non vedo dov'è il maestro." Il re ordinò a un ufficiale di portare l'acqua." "Non potremmo vederla anche a noi nella sua vera forma?" "Certo che potete. ma in attesa di saperlo potrei andare a divertirmi un po' con quello lì." Stette a rimuginare fino alla seconda veglia. Sembrano le peonie squassate da un gran vento. fu solo perché mi disse di provenire da una famiglia qualsiasi. Non era capace. Entrò di corsa e disse al mostro: "Non uccidetemi. con i suoi occhi mortali. Il re diede ordine al servizio competente di preparare un grande banchetto per ringraziare il genero. recitò la formula e." "Va bene. L'orco si bevve la pagoda e masticò un boccone di cadavere. se avessi saputo che era la terza principessa di vostra maestà? Semmai mi sarei presentato a palazzo e avrei implorato una posizione che mi rendesse meno indegno di lei. il vostro umile suddito ha sempre amato cavalcare e tendere l'arco: vive da cacciatore. altro che pellegrino in cerca di scritture!" Il sovrano era una persona molto impressionabile. I lunghi baffi son fili d'acciaio. si graffiano. Tremano come ibischi sotto un gran temporale. La tigre li uccise. il giovane drago sorrise fra sé e pensò: "Alla fine non ha più retto: ha mostrato lo zoccolo biforcuto. La sera. E ora che facciamo? Il condiscepolo anziano l'abbiamo mandato via. ma da lassù si vedeva la Sala della Pace d'Argento vivamente illuminata da otto candelabri. Salì nello spazio per osservare dall'alto la situazione. si impadronì dei loro documenti. dopo che gli ufficiali si furono ritirati. con grande scricchiolar di mascelle. Con le orecchie appuntite essa ricorda Il gatto. Come il re la vide. Vicolo senza uscita: eccolo tigre. con la bocca. Ma danzare a mani vuote non vien bene. mio saggio genero. Un filo rosso unì le nostre vite Da esistenze anteriori. non è difficile.

Incede l'uno come un maestoso elefante dalle bianche zanne fra i minuscoli uomini. Per me le notizie sui tormenti che subiva erano come pugnalate al cuore. Lasciamo stare. dovresti ritornare al tuo oceano. che non sareste risultati all'altezza e non ne sareste venuti a capo. Da dove salta fuori? Portatemelo qui. Qui riprese l'aspetto di cavallo e si stese davanti alla greppia: la povera bestia era zuppa d'acqua e ferita a una zampa. Quando lo vedi. in quello stato lo hanno catturato. Il maestro non c'era. balzò su una nuvola e se ne ritornò nella scuderia della locanda." "Sai che il maestro si trova in difficoltà?" "Non so niente. sotto la luna che brillava nel cielo silenzioso. esordendo con un "Condiscepolo anziano!" che fece cadere a terra Porcellino per lo stupore. invece. la vecchia donna gialla Tenuta in prigionia. che si è fatto ricevere dal re come suo genero e ha trasformato il maestro in una tigre. e tu e Sabbioso pensavate di catturare il mostro e di guadagnarci un premio. Lui è più forte di noi. Devi andare a chiedere aiuto. dopo che aveva colpito la Dama dal Bianco Scheletro sui Monti della Tigre Bianca. nostro signore e padre!" "Che bella vita. Si tenne nascosto fra l'erba. Ma tiriamo avanti. si aggiustò la tunica e balzò in aria dirigendosi verso est. strinse i denti per resistere al dolore che la gamba gli procurava. non un gallo che canti. Mentre camminava. che se non ti do retta faccio la figura non averne anch'io. Il drago non fu abbastanza svelto da evitarlo e ne fu colpito alla gamba. Si guardò intorno e scoprì Scimmiotto che aveva radunato i suoi mostri in una valletta. con la testa confusa. quando mi avranno dato gli opportuni rinforzi di truppe e di cavalleria. Nel frattempo Porcellino non era uscito dal cespuglio in cui si era rifugiato dopo aver abbandonato Sabbioso e si era stravaccato a dormire. Se non approfitto di questo sfascio per andarmene." "Perché no? Sabbioso è prigioniero e io non sono in grado di battere quel mostro. a fare una tal sudata e a procurarsi quella contusione? Si vede che un brigante ha portato via il maestro e ha colpito il cavallo. Presto ebbe superato l'oceano orientale. con le sue dimensioni. ma lui riuscì a schivare il colpo e a vincermi con un candelabro. non gli devi dire che il maestro è nei guai. cercai di colpirlo. chiedilo a qualcun altro. Fu il momento che il drago scelse per interrompere la coreografia e indirizzargli un fendente. si inchinò sulle zampe anteriori e gli disse: "Fratello maggiore. ma questi l'afferrò al volo con destrezza e scagliò a sua volta il candelabro. non parlare di sfascio" rispose il drago. Dopo otto o nove scontri. Nello spazio deserto. "Da dove vieni. guardava affascinato e il suo sguardo sembrò scivolare in una fissità cui il vino doveva contribuire. in breve si addormentò profondamente. l'altro emette un turbine di vento rosso cupo. Anche il drago riprese la sua forma. Se il Novizio ritorna. in quel buio notturno! Il mostro del Monte della Tazza e il drago bandito dal mare occidentale: l'uno emana una luce più chiara del lampo. non abbandonarti alla vigliaccheria. che improvvisò una lunga danza della spada. lo spinsero avanti e lo inchiodarono al suolo. riconobbe Porcellino e incominciò a parlargli in linguaggio umano. Che battaglia. Danzai per lui la danza della spada e. non pensavo che il maestro mi avrebbe preso sul serio e lo avrebbe scacciato. Ecco da dove viene la contusione che mi vedi su una gamba. e mille duecento scimmie schierate ai suoi piedi secondo il loro rango lo applaudivano e gridavano: "Viva il grande santo. con spada e candelabro. scivolò in mezzo alla folla delle scimmie e si prosternò con loro. Ma se mi dice di no." "Chi ci potrebbe aiutare?" "Vai senza perder tempo al Monte di Fiori e Frutti. Non poté più sostenere la lotta e scagliò la spada contro la testa del suo avversario. "Non c'è da meravigliarsi che si sia stufato di fare il bonzo e abbia preferito ritornare a casa. quando mi parve il momento buono. indietro. Chi è venuto. "Credi che racconti storie?" "Adesso che cosa facciamo? Tu sei in grado di muoverti?" "E se lo fossi?" "Se puoi. Chissà quanto ce l'ha con me. è stato il mostro. Lui era seduto su una grande rupe. quando il cavallo gli afferrò un lembo della tunica con i denti per trattenerlo. e pensò che sarebbe stato suo dovere aiutare Sabbioso: "Ma con un solo filo non fai una corda. uscirono combattendo dalla sala e continuarono lo scontro sulle nubi. là in mezzo. Io mi metto i bagagli in spalla e me ne torno dal vecchio Gao. Per quanto tendesse l'orecchio Su tutta la montagna. A dritta. numerose come uno sciame d'api. volteggia la spada preziosa. si sedette come se niente fosse e riprese a bere. Rifletté un momento e aggiunse: "Da soli non ce la facciamo. perché il vecchio diavolo era forte e vigoroso. e quando vedrà la situazione in cui ci troviamo non si arrabbierà. Se per distrazione mi menasse. Tu metti tanto cuore in queste cose. balza e travolge il diavolo giallo." "Non sa niente. il pesante candelabro si muove senza sosta. che patrimonio. posso sempre riprendere il mestiere di genero." "Fratellino. trasformato in un elegante letterato. constatando che tutto restava tranquillo. Dalla posizione delle stelle capì che doveva essere la terza veglia. e sono sicuro che riuscirà a vincerlo e a liberare il maestro. come usano i maiali. "Mi sa che c'è sotto qualche disgrazia. Questa bugia lo indurrà a venire qui. non poteva sperare di sfuggire nemmeno per un attimo all'acuto sguardo di Scimmiotto: "C'è un barbaro. ti dico io che ritornerà!" Il bestione prese il suo rastrello. dove credi che andrei a finire?" "Vedrai che non ti colpirà. e comunque escludo che lo si possa convincere a ritornare. e al sorgere del sole abbassava già la sua nuvola alla ricerca della strada giusta sulla montagna." Subito le scimmie. ormai sono in ballo e devo ballare. Trovò solo il cavallo che dormiva nella stalla. Di certo gli piacerà misurarsi con un avversario di valore come il mostro. a fare il monaco non mi ci terrebbe nessuno. Era un momento in cui Cavallo del pensiero e scimmia dello spirito Erano separati." Il drago non poté trattenere le lacrime e supplicò: "Condiscepolo. Se avessi io qualcosa di simile. avanti." "Vai. Vola e danza il drago d'argento. ma soltanto che pensa a lui.aprì il suo mantello. non avrai mica paura di me?" "Ma perché ti sei messo a parlare?" disse tremando Porcellino. Andrò invece in città a vedere il maestro e a esporgli la situazione. lui! Quando facevi lo sbruffone davanti al re. L'uno sostiene la colonna di giada del cielo." "È andata proprio così?" si stupiva Porcellino. Guarda che bei posti. Si tuffò a testa in giù e scomparve nei flutti. non un cane che abbai. Il giovane drago si tenne nascosto sott'acqua per un'ora buona. a manca. barbaro?" chiese severamente Scimmiotto. verrò con lui. non sospettavate che il più forte fosse lui. Almeno avreste potuto correre a informare dell'accaduto." Il bestione ritornò in città e si recò alla locanda. "Come sarà riuscita questa canaglia. All'orco piaceva molto. basta che arriviamo a scambiarci qualche parola vivace. Io lo dicevo per ridere. Porcellino a testa . che cosa dovrei aspettare?" "Fratello maggiore. Voi eravate scomparsi e io temevo per la vita del maestro: non mi restava che cercare di soccorrerlo. ho capito. circondarono Porcellino. Ma non credo che lui veda la cosa in questo modo. con una sola mano non puoi applaudire. coperto di catene e chiuso a chiave in una stanza. Ma il mostro non perdeva mai i suoi riflessi: schivò e afferrò un candelabro di ferro forgiato. Il re scimmia ha il senso della giustizia e della bontà. Non si rendeva conto che. la sua nuvola perse l'assetto e lo rovesciò nell'acqua del fossato della città reale. Il legno ed il metallo Restavano dispersi. Si svegliò a mezzanotte passata e gli ci volle tempo per rendersi conto di dove si trovava. l'altro ricorda il gatto selvaggio che si avventa sul mondo sfoderando artigli d'acciaio. il giovane drago sentiva scemare la presa delle proprie mani e aveva tutti i muscoli indolenziti. mentre. "Per la miseria!" si spaventò Porcellino. si stropicciava a lungo gli occhi. e chiedi a Scimmiotto di ritornare. Si rialzò precipitosamente e voleva infilare l'uscio. non fate più conto su di me: non verrò nemmeno a dirvelo. ma era tutto bagnato e aveva sul garretto un'ecchimosi del diametro di un piattino. Sabbioso lo soccorrerò domani. vidi invece il mostro in una sala e mi trasformai in dama di corte per avvicinarlo. sguainò la spada che portava alla cintura e la tese al drago. per quella volta che incitai il maestro a recitare l'incantesimo del cerchio. l'altro incornicia l'oceano di travi d'oro. Il diavolo che lo inseguiva lo perse di vista e se ne ritornò alla Sala della Pace d'Argento. pur rimanendo chiusa qui dentro tutto il tempo." Il cavallo bianco si svegliò. Il destino che proteggeva Tripitaka gli diede vento in poppa: allargava le orecchie come vele e acquistava velocità. Io e quella scimmia non siamo mai andati d'accordo. ma dobbiamo salvare il maestro. gli giunse un grande vocio. salverà il maestro e ci vendicherà." "Va be'. Sai. che soddisfazione dev'essere" pensava Porcellino." Il bestione aveva troppa paura per farsi avanti direttamente. Ma a corte non lo trovai. che si prosterna in bello stile maialesco. Non si può fare nulla Se ragione e giustizia sono dimenticate. perché lui tiri fuori quella sua sbarra maledettamente pesante. Mi dovetti nascondere nel fossato. che poteva pesare ottanta o novanta libbre. ti prego. e tutte queste scimmie a servirlo.

ma sempre con la testa china e cercando di nascondere il grugno. poi ti presenti all'appello quando e dove ti viene indicato." E intanto pensava: "Se ammette di riconoscermi. buono soltanto da battere" si spazientì Scimmiotto. "Che cosa fai?" "Guardo da che parte la strada è più larga e adatta a scappare. dopo il ritorno di Scimmiotto era stata restaurata in breve tempo ed era tornata come nuova. [. "Ho un bell'essere tornato a casa. sugose nespole gialle e corbezzoli rossi. Sono i sutra la via di perfezione: L'anima originaria aggiunge il Buddha. tu sei diverso e sei più balordo degli altri. Da parte mia dovresti dire al monaco cinese di non perdere tempo a pensare a me. si è ricordato di te. il sole saliva in cielo.china rispose: "Non oso accettare l'onore di essere interrogato. che rispondevi subito quando ti si chiamava. Sbrigati a parlare se non vuoi botte." "In questo caso non ti trattengo." La menzione di Guanyin ebbe qualche effetto su Scimmiotto: "Se la metti così non ti picchierò. sei il solito sacco di segatura! Non ti bastava andartene via tranquillamente. altro che campare!" Chiacchierarono e risero a lungo scendendo dalla cima. Dunque sei un mostro forestiero. Come ti permetti di venirmi a rendere omaggio prima di essere stato accettato?" "Vergògnati!" grugnì Porcellino." "Ma allora perché sei qui?" "Il fatto è che il maestro pensa a te e mi ha mandato a cercarti. che eri più sveglio e più intelligente." "Qui tutti sono scimmie. Lungo la strada. CAPITOLO 31 STORIA D'AMORE ASTRALE IN CUI PORCELLINO SI APPELLA AL SENSO DI GIUSTIZIA DEL RE SCIMMIA. ti sarai trasformato in qualche insetto per spiarmi." Scimmiotto si arrabbiò e urlò: "Portatemelo qui!" La massa delle scimmie si precipitò sul bestione per riportarlo indietro. "E come sarebbe andata la cosa?" "Mentre si camminava. sento la gente che bisbiglia nel trentatreesimo cielo? E se tendo quello destro verso il basso. Però non sono un barbaro. e lo sommerse acchiappandolo per i capelli." "Fratello" gridò sconvolto Porcellino. la vorrai pur dare un'occhiata al paesaggio. il mio spirito continua a seguire il monaco passo per passo nella ricerca delle scritture." "Lasciamo perdere il maestro. non ci si può fidare di quel Porcellino: parla come un manovale e vi insulta a ogni passo.. la Legge ritorna Alla sua fonte." "Penso che il nostro maestro sia un uomo buono e giusto. I diavoli ed i mostri della storia Con i cinque elementi corrispondono. ma non ne vuol sapere. In effetti dopo tre o quattro li." "E dove vorresti scappare? Ti prenderei anche se ti lasciassi tre giorni di vantaggio." "Sei un sacco di segatura. mentre il monaco cinese è in pericolo?" "Ma no. fratello. ai piedi della montagna. Porcellino si volse indietro. non sono soggetto né al cielo né alla terra: perché dovrei rinunciare alla mia libertà per fare il bonzo? Vacci tu. Se poi non sapete che trattamento ebbe Porcellino e se riuscì a scamparla. in una pineta. gridavano: "Grande santo. se tendo l'orecchio sinistro verso l'alto. fratello! Credo che sia la più bella montagna del mondo." "Vuoi farmi fesso? Sai che. In quello stato d'animo mi ha mandato apposta a cercarti. il maestro è là che ci aspetta. lui preferisce fare il mostro che il bonzo! Che bel macaco! Avevo le migliori intenzioni di pregarlo di ritornare. Le scimmiette corsero a presentarsi a rapporto: "Grande santo." A queste parole il bestione non osò replicare. Non mi punire e consentimi di alzarmi per parlare. signore e padre. salutiamoci qui. me la pagherai. se mi farai andare di nuovo fuori dei gangheri." Ma Porcellino rifiutò: "Sei proprio gentile. Porcellino temeva ciò che nel frattempo poteva accadere a Tripitaka e continuava a insistere: "Fratello. Il metallo ed il legno Formano giusto frutto uniti insieme A scimmia dello spirito. e prese a inveire contro di lui: "Non sei cambiato. Perché avrebbe cambiato idea? E del resto io non posso ritornare. Inginocchiati sul bordo della strada. caro fratello. Poi gli darete altri venti colpi sulla schiena. Le scimmie in massa si erano impadronite del bestione e lo spingevano e tiravano. per riguardo al nostro maestro. "È la fine. parla prima che sia troppo tardi. ero stanco e schiacciai un pisolino. che bisogno avevi di insultarmi?" "E chi ti insultava. "Se insisti a non riconoscermi." A questo discorso Scimmiotto saltò giù dalla rupe.] Porcellino non poteva saziarsi dello spettacolo che aveva davanti ed esclamava: "Che meraviglia. prese per mano Porcellino e gli disse: "Saggio fratello. Ti prego. signore e padre. Non poté far altro che borbottare qualche parola d'addio e rimettersi in cammino. battendo la fronte al suolo." "Ma tu non vieni?" "E dove dovrei venire? Qui sono libero e sto bene. Quando Fraternità si ricongiunge Alla Giustizia. Questo sarà l'antipasto." "Non ho offeso nessuno. Presso l'ingresso della grotta il grande santo lo aspettava seduto su una roccia. Te l'ha data la lettera di licenziamento? Fa un po' vedere. Sai che non ama restare . per la coda. vieni con me a divertirti un po'." "Ragazzi!" gridò Scimmiotto." "Ti racconterò tutto. con un codazzo di scimmie. fratello. tutti si assomigliano e si sentono tutti fedeli sudditi del grande santo. Scimmiotto. gli mise alle calcagna due agili scimmiette con l'incarico di ascoltare i suoi soliloqui. per ogni singolo pelo. ma uno che conoscete bene. che avevi dieci risposte per ogni domanda che ti si faceva. visto che vieni da tanto lontano." "Ma è proprio vero che pensa a te. e adesso pretendi di non avermi mai visto e mi tratti da barbaro." "Ti prego di venirti a distrarre nella Grotta del Sipario Torrenziale. Se la tua intenzione è di fare atto di sottomissione. Quel giorno fece giuramento davanti al Cielo e scrisse la lettera di suo pugno. Dopo la tua partenza riprendemmo il viaggio e." Mentre assaggiavano. che noi non valevamo niente in confronto. non avevo fatto i conti con la tua perspicacia. Allora il maestro incominciò a dire che tu eri diverso. ma io sono preoccupato per il maestro che aspetta. che mi insultavi mentre camminavi qui vicino. Figùrati se mi sarei permesso di insultarti." "Allora alza il muso e fatti vedere" rispose Scimmiotto ridendo. da quello spione che sei." "La strada è lunga al ritorno quanto all'andata. La montagna era bella. perché perdi tempo a prendermi in giro.." "Perché non te ne vai in cerca di scritture con il monaco cinese? Scommetto che l'hai offeso e ti sei fatto licenziare anche tu. prendi qualcosa come aperitivo. Lo sai che non ho più tempo per divertirmi. qualcosa da rinfacciarti ce l'avrò. tanto che finirono per strappargli la tunica. senza pensare che Sabbioso sarebbe venuto a cercarmi e il maestro sarebbe rimasto solo. ascoltate il seguito: ci troverete tutti i particolari. ma soprattutto. Triplo legame formano i discepoli. per timore di rimediarci un'applicazione del randello. Camminarono tenendosi per mano fino in vetta alla montagna. fratello. Porcellino Otto Divieti." Le scimmie mollarono la presa. "Siamo stati fratelli giurati per anni. Non perdiamo altro tempo." "Non credo né che pensi a me né che mi cerchi. Dovremmo andare." "Infatti ci si può campare. è lui che mi ha scacciato. Comunque." Il bestione non osò rendersi sgradito con altri rifiuti e lo seguì nella passeggiata. sprofondando nella menzogna. non ho lettere e non sono stato licenziato." "In questo posto benedetto dal Cielo. per le orecchie. E SCIMMIOTTO ABBATTE ALLA FINE IL MOSTRO GRAZIE ALLA SUA SAGGEZZA. vieni almeno a fare un giro dalle nostre parti. Troncate i sei destini menzogneri Ed al Colpo di Tuono giungerete. "Sono proprio io. il maestro smontò da cavallo e mi chiese di andare in cerca di elemosine. Porcellino saltò su e incominciò a tendere il collo da tutte le parti. e scusa se è poco. Essi salgono Verso la beatitudine a varcare La porta della non-dualità(10). Assaggerò volentieri questa frutta. sento i re dell'inferno che fanno i conti con i loro assistenti? E te. Non darti il disturbo. mangiate qualcosa!" "Mio fratello Porcellino" rispondeva Scimmiotto ridendo "ha un tipo di appetito che non si sazia con la frutta. "perdonami. io resto dove sono. saggio condiscepolo. sarà più facile che mi ascolti. tirati su. "cercavo di ingannarti proprio perché tenevo tanto a farti venire con me. e il resto glielo darò io con la mia sbarra. ci pensa sempre" si affrettò a ribadire Porcellino. perdonami per riguardo alla pusa Guanyin che risiede di là dal mare. pere profumate. il maestro gridò: 'Discepoli!' Ma io non avevo sentito e Sabbioso faceva orecchie da mercante. fratellino. il mio muso!" gridò Porcellino tirandosi su. vedendolo partire." "A me piace seguire gli usi del paese. tese il dito nella direzione da cui veniva e incominciò a vituperare Scimmiotto: "Scimmia del cazzo. per quanto grande sia il mio appetito. anche solo per non deluderlo e per non rendere inutile tutto il cammino che ho fatto. le scimmie venivano a offrire grappoli d'uva violetti. non avrei dovuto sentirti?" "Ho capito. ogni luogo il suo tranello." "Fratello" rispose Porcellino prosternato. "Prendete un bastone bello grosso e cominciate ad ammorbidirlo con venti colpi sulle chiappe." "Ma sei qui. Ma parla sul serio e dimmi tutto. saggio condiscepolo. E allora resti dov'è!" Avanzò di qualche passo e riprese le sue invettive. Camminai molto senza trovare nemmeno una capanna. Ogni tappa ha la sua prova. quale pericolo? Come ti ho detto." "Va bene. "Eccolo. devi seguire le regole: prima consegni la tua carta d'identità e scrivi il nome nel registro. fratello? Possa mangiarmi la lingua! Dicevo semplicemente che avrei dovuto informare il maestro che tu non saresti venuto: questo è quanto. e io non vorrei far aspettare il maestro." "Quel porcellone di Otto Divieti!" esclamò Scimmiotto soffocando dalle risate. questa volta mi ammazza!" ripeteva Porcellino come se recitasse una litania.

" "Tu resta qui. che gli voglio dare una scarica di botte a modo mio. Il mostro prese l'aspetto di un distinto letterato. Perciò rispose: "Magari non ti avessi dato retta! È stato proprio il tuo nome a scatenare quel mostro. Siamo i soldati di un esercito sconfitto." "Fratello" fece Porcellino ridendo. Mi raccomando. per l'uomo nato fra cielo e terra?" "Lo so. che non è da gentiluomo." "Che cosa sapete. quei bambini. Scimmiotto Consapevole del Vuoto. io fui vinto e scappai a nascondermi nell'erba. ma scoprì il mostro che beveva tutto solo in una sala del palazzo." Alleluia! Al nome di Scimmiotto parve a Sabbioso che ambrosia gli piovesse sulla testa. non hai un'oncia di buona fede. Al maestro piace la gente pulita. La principessa gli disse: "Sei un monaco senza scrupoli." Scimmiotto lo interruppe: "Basta con le chiacchiere. il maestro aveva trovato una salvatrice: era la terza principessa del re del paese degli Elefanti Sacri. non lo vorrei stomacare. Devo scendere in mare a purificarmi. Cinquecento anni fa. in cielo e in terra. non dovevi proteggere il maestro? Perché stai qui a perder tempo. lo taglierò a pezzetti per metterlo nella frittura mista'. pochi scherzi! Giù le mani dal maestro! Bada che non ha solo noi come discepoli. al vedermi. Io aspetto qui. messi in allarme. Non siate mai trascurati né approssimativi. gli romperò le ossa e gli mangerò il cuore." "Alzati. Non possiamo combatterlo in città: solleveremmo un polverone e la sconvolgeremmo tutta." Sabbioso prese la rincorsa e balzò sulla rupe. sorvegliate la proprietà e continuate a piantare gli alberi: bisogna aggiungere altri salici e pini. rapita dal mostro. Ma adesso c'è questa situazione d'emergenza." "Giusto. messo in fuga. "qual'è secondo voi il crimine più grande. Bada che mio marito non è un tipo comune. senza testimoni. poi ritornerò qui a godermi con voi la verità della natura. comincia con il catturarlo e vendicarti. Ciascuno di voi prenda un bambino. Farai il bagno un'altra volta. Mi chiedevo come avrei potuto rendervi il favore. che il vecchio Scimmiotto era il suo primo discepolo. È stato il cavallo bianco a consigliarmi di andare in cerca del nostro primo condiscepolo. signore e padre!" gridava spaventata la folla delle scimmie. "Ieri. Poi andrete nella città degli Elefanti Sacri a provocare il mostro per portarlo qui." Che bravo re scimmia! Abbassò la nuvola luminosa e ne scese per esplorare i dintorni della grotta. che liberò il maestro e gli affidò una lettera per i suoi genitori." "Reverendo. "Dove volete andare? Non fareste meglio a restare qui a darvi bel tempo ancora per qualche anno?" "Ma che cosa dite. fin dal momento che li hai arraffati. ci è rimasta solo la vergogna. uno sconosciuto ha rapito i principini. Lo prese una gran gioia. Gettandoli sui gradini li ridurremo in poltiglia. sono ritornato in città durante la notte. Andiamo!" disse Sabbioso. Tutti. Aspettate che abbia accompagnato quel monaco al suo destino e l'abbia riportato nell'Est. Quando il mostro lo saprà. mi avete salvato la vita aiutandomi a discolparmi di quella lettera. Il mio condiscepolo Sabbioso è chiuso nel tuo antro. due fanciulli giocavano a 'disputarsi il nido'. quando il Novizio disse: "Fermiamoci un momento. se li portò via.seduto a lungo: si mise a passeggiare. La madre. come sempre. come se invece dell'annuncio di un arrivo lo avessero coperto di doni d'oro e di giada. Non lo trovò da nessuna parte. che avresti dimenticato i torti passati e saresti certo venuto a soccorrere il maestro. ha detto che sei buono e giusto. Quando il re ricevette la lettera. "Principessa" diceva Sabbioso. il vecchio non sarebbe capace di sottomettere nemmeno una lucertola: perciò toccò a noi di ritornare sul posto a combattere. Io mi sono permesso di ripeterle solo per informarti. e io ti rendo i bambini. erano cose che diceva questo Veste Gialla. che mi ha informato che il maestro è nei pasticci: Veste Gialla lo ha trasformato in tigre. risalirono sulla nuvola e ripresero il viaggio. direte che sono i figli di Veste Gialla e che li ho catturati io. andò a corte e trasformò il nostro maestro in una tigre. non si inchinasse profondamente e non mi trattasse con il titolo di 'grande santo'. fratello! Dio sa se c'era bisogno di te! Aiutaci!" "Benedetto Sabbioso! Quando il maestro recitava il suo incantesimo per stringermi la testa. senza perdersi a indagare se erano Pierino o Paolino. urlava: "Ehi lassù. Credi che il mostro non se la prenderà con noi? A noi. vi avevo detto e ripetuto di far sapere. donna volubile?" "Ho ricevuto la mia educazione a palazzo e ricordo la . dove Sabbioso è tenuto prigioniero. "Vi porterete sopra la Sala delle Campanelle d'Oro e butterete giù i bambini sui gradini di giada bianca. saggio condiscepolo. sanno che Scimmiotto è il suo discepolo. mezza parola avresti potuto dirla. Non era rimasto che il cavallo bianco. dentro la grotta. Mi dovevi rendere i bambini in cambio del tuo condiscepolo: io ho fatto la mia parte. Poi farai come vorrai. che ha immensi poteri e abbatte mostri come te con una mano sola." La principessa si precipitò all'interno. "Era tempo di far conoscere i bambini ai loro nonni. ma incastri noi. per sostituire la sua tenuta da mostro con la tunica di broccato e il grembiule di pelle di tigre. non ti conosco nemmeno. La principessa corse fuori dalla grotta e vide Scimmiotto in cima a una rupe che stringeva i due bambini per il ciuffo e minacciava di lasciarli cadere nel vuoto. E adesso che cosa vuoi?" "Non ve la prendete con me" rispose sorridendo Scimmiotto.' Ma lui diede in escandescenze: 'Credi di farmi paura con questo Scimmiotto dei miei stivali? Venga pure. il suo primo discepolo è il famoso Scimmiotto il Novizio. un mostro così insolente non lo voglio mancare. Ma non avevamo fatto i conti con i grandi poteri del mostro: questa volta toccò a Sabbioso di restare prigioniero. Intanto. Si mutò in fanciulla di corte e cercò di colpirlo durante una danza della spada. Scimmiotto prese per mano Porcellino e montò su una nuvola. corsero dalla principessa ad annunciare: "Signora. E poi." Scimmiotto divenne furioso: si mise a saltellare intorno. Lo cercammo fino all'ingresso della grotta e combattemmo con il mostro. per insultarmi così?" "Calma. come se sbocciasse la primavera. Li hai spaventati. e possono morire da un momento all'altro." "Hai ragione. si sentì il cuore pieno di rugiada. I mostriciattoli della grotta. In un prato. Non riescono più nemmeno a piangere. perché hai rapito i miei figli? Hanno un padre feroce: se gli succede qualcosa." "Come lo provocheremo?" chiese Sabbioso. ma quando l'avrò catturato e fatto a pezzi. ma tu no. Mi è bastato ritornare pochi giorni fra le mie scimmie per riprendere odore di mostro. tu faresti una brutta fine. Non è che mi ha abbia proprio scacciato: mi ha dato un periodo di licenza per venir qui a vedere come andavano le cose e per prendere un po' di riposo. hai tenuto duro!" "Da dove vieni?" chiese Sabbioso inchinandosi. Sarete vittima del suo furore. che lo scorticherò vivo. ti tieni le mani pulite. I bambini terrorizzati si misero a strillare e a piangere. per ogni evenienza. Lascialo andare. è un buon piano. gli strapperò la carne. comunque. verrà qui di certo." "Che bestia sei! Quando vi lasciai. Se invece è troppo magro. Confortati dalla sicurezza che dava loro la presenza di Scimmiotto. non c'era dio che. mentre Scimmiotto scendeva dalla rupe e si avvicinava alla pagoda. Scimmiotto si avvicinò alle loro spalle. bisogna consolarli e rassicurarli. li afferrò per il ciuffo e. Se capitasse qui. e Porcellino lo additò: "Quella è la casa di Veste Gialla. Due per uno." Porcellino comprese che l'intenzione era buona." "Che cosa ci vai a fare? L'orco non sarà in casa." Infatti erano i figli che la principessa aveva avuto dal mostro. non credere di cavartela!" "E così tu non mi conosci. Non è un modo di incastrarci?" "Se dovesse prendersela con voi. ma fu invece colpito lui a una gamba da un grosso candelabro. Presto giunsero in vista di un tetto dorato che rifletteva i raggi del sole. Sono il primo discepolo del monaco cinese. uscì dalla foresta e vide una pagoda con il tetto dorato che prese per un monastero. È comparso il vostro condiscepolo Scimmiotto: mi manda lui a liberarvi. Quando. Vieni a soccorrerci!" "Monta su. "la faccenda la conduci tu. bestione. invece di restar lì come uno scemo a bocca aperta. cercando di trattenerlo. dove il campo di battaglia è spazioso. fai un buon affare. Verrò anch'io. siete il mio benefattore." Il grande santo saltò giù dalla roccia su cui si era accoccolato e si precipitò nella grotta. Uno aveva una diecina d'anni e l'altro otto o nove. me ne ritornerò al mio paese. È stato il drago a suggerirmi di venirti a cercare. ritornammo indietro." Le scimmie. Gliela farò vedere io. sconvolta. mentre tu. Si precipitò all'aperto scuotendosi il vestito per salutare Scimmiotto: "Cadi proprio dal cielo. a grattarsi le orecchie e a tormentarsi le guance: "Ma chi è questo stronzo. Dopo il bagno. "Grande santo. trovammo solo il cavallo e i bagagli: il maestro era scomparso." "Principessa" ghignò Scimmiotto. i due se ne andarono con i bambini. Era invece la residenza del mostro Veste Gialla. che si impadronì di lui. "non aprite la mia prigione: quando ritornerà vostro marito se la prenderà con voi. combatterete ritirandovi in modo da portarlo qui. Ho trovato il cavallo bianco. Bisogna proprio tirarlo fuori da questo pasticcio. Ora ti prego di non dimenticare l'adagio: maestro per un giorno. Perché non mi hai dato retta?" Porcellino rifletté e si disse che da un uomo di guerra si ottiene di più con le provocazioni che con le preghiere. una specie di volano. Come sai. quando è avvenuto un fatto inatteso. quando provocai quei disordini in Paradiso. monaco. accettarono i suoi comandi. chiese al maestro di catturare il mostro e di ricondurre la figlia. fratello. ai mostri che avessero aggredito il maestro. in breve ritornò all'aperto con il suo randello in mano. mentre vado a esplorare il terreno di combattimento. calma." "Non fare l'insolente. gridò ai mostriciattoli di farsi da parte e liberò Sabbioso con le sue mani. fratello." "Lo so. Mentre erano assorti nel gioco. figlioli! Io ho il compito di proteggere il monaco cinese. vorrà farla pagare." "Come sarebbe a dire?" "Io gli avevo detto: 'Mostro. il quale riprese il suo aspetto di drago e partì in cerca del maestro. Se vi chiederanno di chi si tratta. Anche Porcellino abbassò la sua nuvola per salutarlo: "Bravo fratellino. fratello. invece di marciare verso l'Occidente?" "Non frugare nella piaga." "E come vi incastro?" "Ai bambini dev'essere già scoppiata la milza dalla paura. il Novizio. padre per la vita. con Sabbioso. E questo burino ha l'insolenza di prendermi alla leggera. Stavano completando la traversata dell'oceano orientale." "Non c'è tempo." "Tu non capisci queste cose.

. Vediamo l'amuleto. Il mostro strabuzzò gli occhi: non l'aveva mai vista così. Allora vi troverete un buon partito e potrete vegliare sui vostri genitori finché saranno in vita. Poi. E l'eminente legge del destino lo consegna ora nelle mani del vecchio Scimmiotto. non può essere. La faccia gliela spaccherei volentieri. Ma stai attenta a non ruotarlo. non piangere più. falsa principessa. mi aveva rimandato a casa per questo motivo. E voi." "Credete davvero di potercela fare?" "Non avete idea di quanto possa pestare diavoli e mostri. comunque. La sua partenza da insalutato ospite confermò la nuova opinione generale che il vero mostro fosse lui. non vi disperate. Ero lontana da loro e non avevo nessuno per inviare notizie. "che io e Sabbioso abbiamo portato qui. signora. che è un uomo molto compassionevole. "Sono il primo discepolo del monaco cinese e mi chiamo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Lo sai che ho al mio servizio mostri grandi e piccoli. non te ne lascerei uno in . Tu sei un essere malefico piovuto da chissà dove per prendermi in giro. una specie di ciondolo di cinabro interno. ma il mostro stava all'erta e subito si slanciò per strapparglielo dalle mani. si apprestò a farlo ruotare su se stesso. perché le diciassette compagne della ragazza che egli aveva divorato si erano presentate al re. povero diavolo sfiancato e sbilenco come un granchio. ritornò subito alla sua montagna e corse verso la grotta per capire che cosa stava succedendo. Per ogni evenienza. la conversazione con lui posso riprenderla più tardi.frase dei libri antichi: 'Tremila crimini meritano i cinque castighi. padre per la vita. quante sedute di unione di yin e yang sono occorsi per fabbricare questo ciondolo di cinabro interno. ma non riesco a ricordare. pestò i piedi. Per sottrarre l'oggetto a ogni contesa. Scimmiotto si rallegrò: "Che bell'oggetto! Chissà quanti esercizi di meditazione. "Ha ucciso i miei figli buttandoli dall'alto: e adesso come rendergli la vita? La farò pagar cara a quel monaco. e passerà. spostano vento e non ripagano la stoffa che occorre per coprirli. Ho un amuleto che devi strofinare dove ti duole. Come puoi dar retta a quella bestia?" "Non stiamo a discutere. sposa senza lo sposo è un'infelicità che non perdona. perché altrimenti apparirei nella mia forma originale. prima di venire a rubare il mio amuleto con l'inganno? Che azione infame. ma perché è qui Sabbioso? Lo avevo lasciato prigioniero a casa mia: come è scappato? Perché mia moglie avrebbe dovuto lasciarlo andare? E che cosa c'entrano i miei figli? Porcellino avrà architettato un trucco per provocarmi. non sono riusciti a prevalere su mio marito. Che cos'hai da dire a tua discolpa?" "E quando ti avrei insultato?" "Me l'ha detto Porcellino. mentre te la prendevi con il mio maestro? E non è tutto. Il mostro alzò i pugni per colpirlo." Scimmiotto ghignò dentro di sé: "Il maledetto è abbastanza ingenuo da passare alle confessioni senza che occorra la tortura." "Voi che siete un esperto. dargli il vostro corpo senza pensare a vostro padre e a vostra madre? Se questo non è un crimine contro la pietà filiale. Sarà meglio che prima ritorni a casa e chiarisca questa storia dei bambini. e l'altro: l'ostilità fra padre e figlio dura solo una notte? Credevi che potessi restare con le mani in mano. il re confermò la consegna ai suoi ufficiali di tenere sotto sorveglianza la falsa tigre. che cos'è accaduto da renderti tanto disperata?" "Oh signore" rispose Scimmiotto. Avrei voluto uccidermi. e lo farò ruotare ben bene per vedere di che si tratta. In verità sono la peggiore peccatrice che ci sia fra cielo e terra. voi ritornate a casa e non li vedo con voi: come volete che non mi senta disperata?" "Mi stai dicendo che quelli erano davvero i nostri figli? " esclamò il mostro. Intanto Porcellino e Sabbioso portarono i bambini nella città degli Elefanti Sacri e li lasciarono cadere sui gradini di giada bianca." L'orco prese per mano Scimmiotto e lo guidò in un angolo segreto in fondo alla grotta. Porcellino e Sabbioso. Corre all'aperto. I vostri sentimenti verso di lui potrebbero giocarvi degli scherzi. Io invece sono piccolo. Ecco perché non mi restava che prolungare la mia fragile esistenza." "Te lo raccomando. ho pianto tanto da averne male al cuore." "Non ero con i due che conosci. reverendo: come potrei dimenticare i miei genitori? Il fatto è che il mostro mi ha rapito a tradimento. Pietà pei genitori Che tanto hanno penato. con le ossa che vi sbucano sotto la pelle. senza parere." "Ma che uomo sei. quello là! Ha il grugno di maiale e la lingua di megera. puoi sempre offrire la tua testa: abbi la compiacenza di metterti in posa perché io ci batta sopra. e tu hai ancora il coraggio di mostrarti in giro. torcendosi per il furore che lo attanagliava. con le ossa a pezzi e il sangue che correva tutto intorno. Io avrò bisogno di muovermi senza avere intorno troppi sentimenti: un colpo dev'essere un colpo. brutto diavolo! Non sai nemmeno riconoscere tuo nonno?" "Eppure questa faccia l'ho già vista da qualche parte" sibilò l'orco. Io lo supplicavo. Allontanata la principessa. potreste solo crearmi dei problemi. non mi tirate in qualche brutta storia. Il monaco ha solo due discepoli. non valgono la minestra che mangiano." "Lo so. come potrete farcela?" "A quanto pare non avete occhio per queste cose" replicò Scimmiotto ridendo." "Tanto peggio!" esclamò il mostro." "Via.. si produsse in un grande numero di teatro: sbatté le lunghe ciglia. quanti anni di prove. Chi sei? Da dove vieni? Dove hai imboscato mia moglie. mi hai anche insultato dietro le spalle.(11) "Il poema spiega che la pietà filiale è la fonte della buona condotta. Sono il tuo nonnetto di cinquecento anni fa." "Per piacere. mi sorveglia continuamente." Il mostro se ne stava ancora nella Sala della Pace d'Argento a ronfare e smaltire tutto il vino che aveva bevuto. ma nessuno è grave come la mancanza di pietà filiale'. Scimmiotto se lo mise in bocca e lo inghiottì. e l'incontro con il grande santo era stato disposto appunto a questo fine." "Ma mi ha portato qui di forza. Tesoro. il vostro vecchio Scimmiotto vi garantisce che catturerà il mostro e vi riporterà a corte. In fatto di astuzia e agilità non è facile farla a una scimmia. si batté il petto e riempì la grotta di singhiozzi violenti e di tragiche lamentazioni." "Questi bambini sono i figli del mostro Veste Gialla" proclamò a gran voce Porcellino. Era destino che il suo matrimonio avesse fine. "lo dice anche il proverbio: marito senza moglie perde della sua casa la padrona. da qui non uscirai vivo. "Dice il proverbio: grande vescica non pesa niente. proprio da fetente!" "Così non mi riconosci" disse il Novizio. Alla fine disse: "Le vostre parole sono giuste. per riferirgli l'accaduto. Scimmiotto. D'altronde a corte gli altarini erano stati scoperti." La principessa seguì il consiglio e si ritirò in luogo appartato. E valga in luogo del tè. Come avete potuto accoppiarvi con un mostro." "Vi potete fidare. mentre gli ufficiali annunciavano: "Disgrazia! Disgrazia! Due persone sono precipitate dal cielo. Si fece avanti per prenderla fra le braccia: "Tesoro mio. un po' di contegno! Guardami bene: mi conosci?" "Tesoro" bisbigliò il mostro allocchito. manchi di dignità! Il tuo maestro ti caccia via. come lo volete chiamare?" La principessa arrossì fino ai capelli. ma ho bevuto troppo e non ho ancora smaltito il vino. Se non gli puoi offrire vino né merenda. Che ne pensate?" "Ma voi cercate la morte! Ieri i vostri condiscepoli. Porcellino mi ha detto che avete salvato la vita del nostro maestro e avete mandato una lettera ai vostri genitori: questo dimostra che non li avevate dimenticati. Son qui io." "Tirati su. Son fuochi di paglia. ma tutto muscoli. piccolo piombo pesa un accidente. "che cosa ti succede?" "Ma che tesoro. ma Scimmiotto lo trattenne con una mano e fece con l'altra un movimento che gli restituì il suo vero aspetto: "Ohé mostro." Il bravo mostro non stette nemmeno a congedarsi." E si mise a piangere come una fontana. schizzò intorno tante lacrime peggio di un temporale. "Rimandiamo di un momento le legnate: guarda pure a tuo agio. Come ti senti? Avrò cura di te. guarda in su e vede Porcellino e Sabbioso che gridano da una nuvola. come pensate di fare?" "Penso sia meglio che voi non mi stiate d'attorno. non sapeva dove nascondersi per la vergogna. E così. il re scimmia si trasformò con una scossa nella sua copia identica ed entrò nella grotta ad aspettare il mostro. assalito da un'enorme collera. Se mi prendessi una rastrellata. Il mio maestro." "Sento molto la mancanza dei bambini. quando sentì gridare il suo nome." Il mostro si mise a ridere: "Caro Scimmiotto. non permette che mi allontani. E voi madre che m'avete nutrito. Di uno Scimmiotto non ho mai sentito parlare. non avresti dovuto entrare qui dentro. L'orco entrò nella grotta come una folata di vento. Avreste dovuto rincasare ieri sera! Stamane non eravate qui quando è venuto Porcellino e si è portato via Sabbioso e i nostri bambini. non appena si era fatto giorno. ma siete stata sua moglie per tredici anni. ma temevo che i miei genitori mi credessero colpevole di una fuga da casa e che la vicenda non venisse mai chiarita. di pugno o bastone che sia. La corte fu presa dal panico. il mio prestigio ne risentirebbe. "Certo che lo erano: li ha presi Porcellino. confezionando frottole al riparo del velo di lacrime che gli bagnava gli occhi. che pure sono degli omaccioni. Gli omaccioni valgono meno della figura che fanno. a diecine e centinaia? Avessi pur cento mani." "Brutto criticone! Non conosci il proverbio: maestro per un giorno. non vi posso riportare a corte dal re vostro padre. Se non lo abbatto. ma lui diceva che doveva presentarli a corte. riducendoli in poltiglia. Qui si levò di bocca un oggetto che aveva le dimensioni di un uovo di gallina. "Principessa." La falsa principessa lo afferrò e cominciò a stropicciarselo qua e là. non conoscevi il nome di tuo nonno. appunto perché ho l'abitudine di picchiare sodo i mostri che incontro e ne avevo ammazzati un po' troppi. Mi accontenterò di farti presente che oggi ti sono venuto a trovare e tu non hai fatto buona accoglienza all'ospite venuto di lontano. Il mostro si mise a riflettere: "Capisco Porcellino." "Proprio così: "Padre mio che m'avete generato. se il tuo programma era di fare a botte." "Sciocchezze! Diecine e centinaia? Anche se fossero migliaia e centinaia di migliaia. il fondamento del bene. Non ho più visto nessuno." "Ti ho visto.

né aprire gli occhi o la bocca. come se percorresse un posto deserto. "Vostra maestà" rispose Kui prosternandosi. i cinque orienti. Roteando braccia e sbarre si gettò sulla folla come una tigre in un gregge di montoni. Nel Paese degli Elefanti Sacri ho combattuto con un mostro che aveva attaccato il mio maestro dopo aver sedotto una principessa. i cinque picchi. il re propose: "Perché non andiamo a vedere il vostro Maestro?" I tre discepoli entrarono nella Sala del Tesoro. salvalo. I colleghi del suo dipartimento sono andati a ricuperarlo ed egli è stato esiliato nel Paradiso dei Beati. La principessa reale del Paese degli Elefanti Sacri non è una comune mortale. Segue la sbarra le tre strategie. e non è cosa da poco." Il mostro lo inseguì con la sciabola levata per fendergli la testa. cercò nei bagagli la ciotola d'oro delle elemosine. Nessuno avrebbe osato mancare all'appello. Si ordinò di procedere all'appello delle varie categorie di divinità: i nove luminari." L'Imperatore di Giada decretò che fosse privato della placca d'oro e lo bandì nel Paradiso dei Beati. Visto che sei il suo discepolo preferito. perciò dev'essere uno spirito celeste. Ma se fossi morto. ma le costellazioni riuscirono a trattenerlo e condussero il colpevole davanti all'Imperatore di Giada. In breve non rimase che il vecchio mostro. Mancava solo la stella Kui. Perché?" chiese l'Imperatore di Giada. "il merito è tutto degli immensi poteri del reverendo Scimmiotto. invece di godere l'infinito spettacolo del mondo di Sopra. o di aggravare la pena in caso contrario.piedi. Il mostro non capì la mossa: vide il vuoto nella difesa e si gettò avanti per colpire con la sciabola. i dodici rami. "Vedi il maledetto!" si diceva Scimmiotto con segreto piacere. mi trasformai in mostro su una celebre montagna. tutte le truppe si armarono e corsero al posto di combattimento. Riportiamo a corte la principessa con la magia della contrazione del terreno. Il grande santo gli sbarrò la strada all'ingresso del Cielo e voleva colpirlo di nuovo. perché rompi sempre le scatole al vecchio Scimmiotto. Egli andò difilato alla Sala della Luce Penetrante. mentre Scimmiotto andava e veniva senza ostacolo. Sono stati i loro pensieri profani a farli cadere fra gli uomini. Durante lo scontro è scomparso senza lasciar traccia. mentre la sbarra cerchiata d'oro scintillò moltiplicandosi per tre. fra brume e nuvole." La principessa sentì per un istante il vento che le sibilava nelle orecchie. Ferocia con ferocia. e vostra figlia è in realtà una fanciulla di giada del servizio dell'incenso. "È già mancato a quattro appelli ordinari. recitando gli opportuni incantesimi. "Kui. ma non trovò niente: "Ragazzo mio." Deciso a metter subito le cose in chiaro. Egli si nascondeva in un torrente di montagna. Anch'io. come Zhang." I precettori si recarono subito a rapporto nella Sala delle Nubi Misteriose. "gli antichi dicevano: non per amor del monaco. Liu. dove avrà modo di riscattarsi. quando si udirono dall'alto le voci di Porcellino e di Sabbioso che gridavano: "Fratello. Essa pensò di prendere forma umana e scese per prima nel mondo di Sotto. gli fece segno con la mano: "Vediamocela fra noi. Il grande santo ritornò alla Grotta della Luna Marina a cercare la principessa. I recinti della grotta furono subito ermeticamente chiusi e barricati. Scomparve e basta. Osò sporgere la testa solo quando udì gli incantesimi dei colleghi. La lama i nembi illumina. come potrei dire di no? Portatemi un po' d'acqua. Scimmiotto. me ne ritorno a casa. La verifica proseguì oltre il palazzo dell'Orsa maggiore: si contarono ventisette delle ventotto case. Dopo una cinquantina di scontri. senza osare di contrastargli il passaggio." Scimmiotto gli tese le mani per aiutarlo a rialzarsi: "Se me lo chiedi così. Si conforma la sciabola ai sei foderi. avresti lasciato in terra del sangue. ora che l'ho fatto. dove i funzionari avevano fatto portare la gabbia di ferro e tolte le catene alla falsa tigre. senza combinare guai" replicò l'Imperatore di Giada." Il mostro gridò il segnale d'allarme. impugnò a due mani il suo randello e gridò: "Trasformazione!" Gli crebbero subito tre teste e sei braccia. Ge. Mi desiderava. "Da quanto tempo manca? " chiese l'Imperatore di Giada. Scimmiotto guardò intorno da tutte le parti. dove salutò il re suo padre e la regina sua madre. ma Scimmiotto vedeva benissimo che era un uomo. "È sempre il solito rustico. dissimulato fra i suoi vapori. Se non c'è niente. mi dovevo vendicare del mostro perché mi aveva insultato. "Come sa controllare gli attacchi del mio randello! Aspetta un po': ti servirò una finta. e voglio proprio vedere se conosci questo colpo. sei un cattivo incassatore: una botta. nella figura detta osservare il cavallo dall'alto. "Se Veste Gialla è stato sconfitto e io salvata" disse la principessa a suo padre. sulla porta. lascia anche a noi qualche mostro da menare!" "Qui di mostri non ce ne sono più. gli dèi della via lattea. Non ero venuto per loro. detto livellamento del grande mezzo." "Fratello maggiore" supplicò Sabbioso inginocchiandosi. non dev'essere un mostro ordinario. In seguito al rapporto che ho presentato all'Imperatore di Giada. Deng e Xin si scansarono precipitosamente addossandosi ai pilastri. "perdonate al vostro servitore questo crimine che merita la morte. astro del lupo e del bosco. "non ci sono ostacoli ad andarcene. "Il genero di vostra maestà" rispose Scimmiotto "è la costellazione Kui del mondo di Sopra. sei segretamente fuggito. L'altro dimostra agilità felina. Spalanca l'uno i suoi occhi di fuoco. che gli correva dietro coprendolo di insulti: "Scimmia maledetta. Era una fanciulla di giada della Sala Piena di Profumi. non ti avremmo chiesto di venire da tanto lontano. che scomparve senza lasciar traccia. Poi si unì alle sorelle e tutti i funzionari vennero a renderle omaggio. Quante parate a protegger la testa! L'espressione dell'un cambia col vento. L'altro non mostra mai emozione alcuna. e non ci sei più. "piantala di stuzzicarlo!" "Tu ficchi il grugno dappertutto. come avete potuto ridurvi in questo brutto stato? Mi avete cacciato via perché mi comportavo male. Ai magici poteri del gran santo Il mostro oppone forza non comune. per non tradire l'impegno. l'esito era ancora incerto. L'affatturato Tripitaka aveva qualche percezione di ciò che gli accadeva intorno. Scimmiotto fu soddisfatto delle disposizioni adottate. Se fossimo stati capaci di farlo da soli. è risultato che questo Kui era assente da tredici giorni. mentre voi volevate darvi tutto al bene. vuol dire che sei scappato. mentre Scimmiotto lo fronteggiava con la sua sbarra. l'astro del lupo e del bosco. Scimmiotto deviò la lama con un impercettibile movimento. Sarebbe questo il modo?" "Fratello" intervenne Porcellino. sei proprio una disgrazia! Perché vieni a schernire la gente a casa sua?" Scimmiotto. e li seguì nel mondo di Sopra." Dopo avere ringraziato Scimmiotto. è disceso sulla terra" concludeva il rapporto dei precettori." "Tredici giorni in cielo sono tredici anni sulla terra" ricordò l'Imperatore di Giada. ma non si vedevano movimenti in alcuna delle quattro direzioni. "Eppure ai miei occhi non sfugge nulla. ma uno spirito celeste. quella scimmia" commentarono ridendo i precettori. e subito si ritrovò in città." "Mi sembra già una fortuna che esca di qui pacificamente. che corrispondono a tredici anni sulla terra. ma io non osai contaminare il sacro territorio del palazzo celeste. Le stava raccontando dell'avatara del mostro. che avvengono ogni tre giorni. i quattro fiumi. Questi recitò una formula e spruzzò l'acqua sul capo della belva: si ruppe . A vederlo con la sbarra in pugno le guardie furono prese dal panico: Pang. compiaciuto di quella efficienza. quante finte. o qualche altra porcheria. Sono venuto appunto per verificare se qualche creatura del cielo ha abbandonato il suo posto. quando occorre cavarlo dai pasticci? Come avevo detto. ma non poteva muoversi. e diede ordine al dipartimento competente di provvedere a ricondurre il latitante nel mondo di Sopra. si prosternò ai piedi dei gradini del trono e riconobbe la sua colpa." Il bravo re scimmia alzò la sbarra a due mani. L'astro tolse la placca d'oro dalla sua cintura. ma per riguardo al Buddha. "voi che eravate un bravo monaco. Fece una gran riverenza e ringraziò le altre divinità della pena che si erano data. Là l'attacco è diretto a dominare. La battaglia si spostò sulla montagna. I tre la condussero alla Sala delle Campanelle d'Oro. "Kui. ma per te. la riempì d'acqua e la portò a Scimmiotto. Contro il randello di ferro forgiato S'alza la spada di acciaio temprato. ed eseguì la figura detta rubar pesche sotto le foglie. ti prego. "Maestro" gli disse Scimmiotto ridendo. Per eseguire l'ordine imperiale le ventisette costellazioni uscirono dal Cielo. Non v'è sospiro o fiato che non sia predestinato: oggi l'impresa del grande santo Scimmiotto mi riconduce alla vostra presenza. la rapii e la tenni nella mia residenza." Porcellino si precipitò alla locanda. il grande santo raggiunse con una capriola la porta sud del Cielo. "Noi gli abbiamo catturato il mostro e lui se la cava con una riverenza. il randello Scaccia e disperde nubi colorate. destinandolo come fuochista al servizio di Lao Zi. con riserva di reintegrarlo nelle sue funzioni se avesse servito con merito. Qui la difesa si dimostra forte. Poveri piccoli mostri! Le loro testoline si spappolavano al primo tocco e gettavano una quantità di sangue. Quanti attacchi fulminei. Xu e Qiu gli chiesero subito: "A che cosa dobbiamo la visita del grande santo?" "Sapete che sono addetto alla protezione del monaco cinese. Gou e Bi. Tao. veloce come una stella filante. o un'aquila nel pollaio. assestando una potente randellata sulla testa dell'orco. Questa lotta Fino all'ultimo sangue fu ingaggiata. Come ha potuto scomparire così? Credo di capire: il mostro diceva di avermi già visto da qualche parte." Balzò su una nuvola per scrutare l'orizzonte. dove i quattro grandi precettori celesti Zhang." "Che specie di mostro era questo Veste Gialla?" chiese il re. Così ho liberato la vostra benamata figlia." "In questo caso" disse Sabbioso. dove siamo rimasti uniti per tredici anni. Quindi oggi è il tredicesimo giorno di assenza. Dal momento che sei qui. Agli occhi di tutti conservava quell'aspetto. La loro unione era destinata dalle loro vite anteriori.

mi basterebbe che rinunciaste a recitare quella cosa che sapete. Gridò a Tripitaka: "Ehi voi.. Vede venire un monaco da oriente. È giunta nella corte posteriore Una coppia di rondini. in casa sua Non entrano né gloria né vergogna. Mettiamo che io sappia dove si nascondono queste creature malefiche. se sono creature ctonie. CAPITOLO 32 SUL MONTE CIMA PIATTA SUL MONTE CIMA PIATTA IL PROTETTORE FORNISCE ALCUNE INFORMAZIONI. si erano fermati solo quanto era indispensabile per il cibo e per il sonno. Ritornava la primavera. "Aspettate che senta che cosa si può cavare da lui. che si nutrono dei viaggiatori come voi. devi essere un loro parente. Ora ho passato fiumi senza nome. non conoscerà la paura.. L'uomo domandò: "Reverendo. Tripitaka manifestò infinita gratitudine: "Mio saggio discepolo. ma mi serve saperlo per farli arrestare dal dio della montagna e dalla divinità locale. un alleato. sono venuto a chiedervi qualche notizia più precisa. Si vede Sullo scosceso fianco della rupe Camminare la tigre di montagna Agitando la coda. questi diavoli e mostri? Son gente navigata o pivelli? Scusate il disturbo. finché vi accompagna il vecchio Scimmiotto voi siete al sicuro. da dove vieni?" Sabbioso gli raccontò i fatti per filo e per segno. agitare le campanelle d'argento e stimolare il drago di giada." Il reverendo trattenne il cavallo tirando le redini e disse: "Mentre partivo da Chang'an pensavo Soltanto che avrei visto il Buddha in viso. Io conosco tutti e posso far spiccare un ordine di cattura urgente in qualsiasi momento. Quando ritorneremo nell'Est. e tu vuoi farmene una colpa. dovesse pure sprofondare il cielo." Il bravo Scimmiotto si arrampicò lesto sulla rupe e si rivolse al boscaiolo con uno stentoreo: "Fratello maggiore!" accompagnato da un breve saluto a mani giunte. L'immagine dorata nel Paese Degli Avvoltoi. lavare le orecchie dalla polvere. "Discepoli. Chi non ha subito il dolore dei dolori. maestro. Chi di voi ha il coraggio di andargli a chiedere informazioni più precise?" "Rassicuratevi. Chiamò in fretta i suoi discepoli: "Avete sentito quel boscaiolo? Annuncia diavoli crudeli e mostri feroci sulla montagna. la bianchezza di giada Della sua fronte nell'oscuro stupa. ma tu come puoi avere l'audacia di catturarle. Vive libero Ed è dalle Tre Stelle benedetto. Anche il maestro e i discepoli si godevano la primavera. allentare le redini. E ricordate anche questo: Libera il tuo cuore da ogni ostacolo! Senza ostacoli. maestro" rispose Scimmiotto. Avevano superato tante tappe che. Il racconto ha riferito come fu che il monaco cinese riprese Scimmiotto al suo servizio. ascoltate il seguito. agl'inferi. Da quanto tempo sono qui. Maestro e discepoli iniziarono l'ascesa della montagna." Tripitaka si dovette accontentare di dominare la propria inquietudine. "Per convincermi del vostro amore e della vostra generosità." "Sei matto e basta!" replicò il boscaiolo continuando a ridere. E il monaco riprende il cammino del suo impegno. il tempo in cui Il salice risplende come seta Cangiante nella brezza. quelli dell'Est ai santi. fermatevi un momento! Devo avvertirvi di una cosa: su questa montagna si trova una banda di diavoli crudeli e di mostri feroci. e dove le vorresti imprigionare?" "Se sono diavoli celesti. maestro e discepoli si congedarono per rimettersi in cammino verso l'Occidente." A queste parole il boscaiolo scoppiò in una risata: "Sei un bel matto di bonzo!" "Dico sul serio. anche di notte. Ma bisogna innanzitutto spazzar via le impurità dal cuore. Da allora maestro e discepolo camminavano insieme verso occidente. Per lui primavera Dura per l'anno intero. Passando in giro le coppe ricolme. per qual motivo siete venuti da queste parti?" "Siamo inviati dalle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. una persona piuttosto paurosa. Fu così che Il sovrano ritrova sicurezza nel suo regno. Che aspetto aveva? Un vecchio feltro azzurro sulla testa. riconobbe Scimmiotto e gli afferrò le mani: "Consapevole del Vuoto. quando incontrarono di nuovo una montagna sul loro cammino. Quelli dell'Ovest vanno consegnati al Buddha. Ogni categoria ha il suo territorio e il suo oriente. Visto che lo avete avvertito di presenze pericolose sulla montagna. Mi chiedo: quando mai Si giungerà alla fine del cammino?" Scimmiotto si mise a ridere: "Se aspirate al riposo." "Se dici sul serio. il racconto non finirebbe mai. Questa volta speriamo di arrivare presto alla meta.l'incantesimo e l'effluvio della tigre si dissipò. Giù nel burrone serpeggia il torrente In fragorosi vortici. "chi ha lasciato la sua famiglia non deve parlare come chi vi è rimasto.] Il reverendo tirava le redini per sostare a osservare la ripida salita. Tremava tanto da faticare a restare in sella. tutte le cose si svuoteranno: allora avrete tutto il riposo che vorrete. e il re li accompagnò per un bel pezzo con i suoi funzionari. Che montagna! I picchi aguzzi sulla lunga cresta." Il boscaiolo sogghignò beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia. perlomeno un amico. Posata l'ascia esce fuori dal bosco E a lunghi passi sale sulla roccia. fra sete e broccati. e se non un alleato. Pago del suo destino. i fantasmi del re Yama. I draghi sono di competenza del sovrano degli oceani. attenzione!" disse Tripitaka. Tiene in mano un'ascia D'acciaio lustro e trasporta la legna Sul bilanciere. quelli del Nord a Zhenwu. Dopo avere approfittato della regia bontà." Anche il re rinnovò i suoi ringraziamenti ai pellegrini e offrì loro un grande banchetto vegetariano. coltri di nebbia più fitte Della notte. segnalerò nel mio rapporto al sovrano dei Tang che il più meritevole sei tu. [. "Hai proprio perso la bussola." A queste parole sembrò a Tripitaka che le sue anime lasciassero il corpo. aprì gli occhi. che vi diede il bonzo del Nido dei Corvi. come penseresti di farli arrestare?" "A sentire le balle che racconti per spaventarci e per magnificarli. Quello là sul cavallo è il nostro maestro. L'abito rozzo di bigello nero: Povera protezione contro il sole Ed il maltempo. incanti e aspersioni di acqua . Era trascorso parecchio tempo da quando avevano salvato la principessa del Paese degli Elefanti Sacri e la folla dei cortigiani li aveva accompagnati per un tratto fuori della città. "Ecco un'alta montagna: corriamo il rischio di essere ostacolati da tigri e lupi. Quando avrete adempiuto il vostro compito meritorio. non può divenire l'uomo degli uomini. Intorno gli alberi Infoltiscono e allargano le chiome Schiudendo ovunque fiori profumati. Non datevi pensiero di qualche meschina tigre o lupo che possiamo incontrare. quando vide un boscaiolo ritto su una rupe. ti devo tutto. Montagne che nessuno aveva mai Scalato. PRESSO LA CAVERNA DEI FIOR DI LOTO PORCELLINO SI TROVA ESPOSTO ALLA SFORTUNA. perché vi teniate in guardia. non sono matto. Il boscaiolo Tagliava legna secca sul pendio. Non abbiate timore. Se in fin dei conti non sapete che altro gli capitò. Le feste Celebran la stagione. a elencarle tutte. Ricordate il Sutra del Cuore." "Maestro" replicò Scimmiotto. che era molto scoscesa. Il Reverendo riprese la sua forma. li consegno all'Imperatore di Giada. quelli del Sud alla Virtù del Fuoco." "Lasciamo perdere" replicò ridendo Scimmiotto. reverendo che andate verso occidente. lontano dalle illusioni e dai sogni che turbano. le diecimila cause cesseranno di agire. Io sono venuto ad avvertirvi del pericolo con le migliori intenzioni. è una meta che non vi potrà sfuggire. Si fa musica Con corde e fiati. né quando raggiunse il Paradiso dell'Ovest. se non un parente.

si intrufola sotto terra. dove si nasconde Ad ogni sguardo. Mentre ritornava verso i compagni rifletteva: "Se riferisco fedelmente al maestro le parole del protettore. Ora l'hai indotto ad andare avanti con spregevoli astuzie. "Però non so in che cosa consista badare al maestro." Caro grande santo! Aguzzò gli occhi di fuoco dalle pupille d'oro e percorse con lo sguardo il paesaggio fino alle cime più lontane. Se non mi dà retta. Sono qui io: non c'è da aver paura. devi badare al maestro. Perciò asciugò subito le lacrime: "Per attraversare la montagna. Scimmiotto non poté trattenere un sogghigno. devo andare in giro. "Chiedi disposizioni al tuo condiscepolo e ascoltalo attentamente. ma quando alzò gli occhi verso il cielo. "Non vedete con quale faccia ritorna Scimmiotto? È uno che non teme né ferro né fuoco. Il reverendo lo rimproverò: "Scimmia malvagia! Siete fratelli e condiscepoli. Giunse in un attimo davanti al cavallo: "Maestro. perché non lo hai fatto francamente. che succede? Che cosa ti preoccupa? A vederti con quella faccia piangente. secondo. purché non gli giochi brutti tiri. discepolo. Porcellino grida subito: "Sabbioso." "Ma no." E si rivolse a Scimmiotto: "Consapevole del Vuoto. bisogna che Porcellino mi dia retta in due cose: allora avremo una probabilità su tre di farcela. Una differenza c'è. sarai battuto. cercare informazioni sulle creature malefiche (chi sono. mi fai paura. invece di recitare questa farsa?" "Grande santo" rispose rispettosamente la divinità. "Primo. che cosa fanno). D'altronde la montagna è troppo alta. perderete ogni possibilità di raggiungere mai il Paradiso dell'Ovest." "Badare al maestro: se il maestro fa i suoi bisogni. quante sono. maestro. si fa dei meriti. mentre si rimettevano in marcia. Il tuo vecchio Porcellino andrà a pattugliare. ma fra voi non c'è amore né compassione. che staranno a perdere tanto tempo? Appena catturato e legato. e comunque mi potrò assicurare della sincerità della sua devozione al Buddha." "Come ho detto. a vedere che ne è stato di mia moglie. Sarà meglio che aspettiamo giorni migliori. Si lanciò all'inseguimento gridando: "Brutto villano! Se avevi qualcosa da dirmi. magari. devo mettermi seduto qui dov'è lui. Dice il proverbio: sai quanto è fonda la palude solo quando ti ci sei infangato. Se non mi credete. non sentirò più niente. "Vada per vigilare e sostenerlo. vi lascerebbero passare. Spiegami di che si tratta. e non stanno nella pelle dalla voglia di mangiare il monaco cinese." "Fratello. qualunque altra cosa gli venga in mente di fare. la strada troppo ripida. sarà ritornato nella foresta a tagliar legna" replicò Scimmiotto. A quanto pare abita da queste parti un paio di esseri malefici. si fa il bagno nell'olio bollente. non è niente di grave. Se invece incominciano dai piedi. Se un mostro riesce a rapirlo. localizzare passaggi e grotte. mentre ce ne stiamo appunto andando per la nostra strada?" "Non sono sciocchezze" replicò Porcellino. Mal che vada. Camminava a gran passi. Fai conto che finisca per terra sette od ottocento volte l'anno: che differenza vuoi che facciano tre o quattro volte di più?" Che bravo Scimmiotto! Non si spaventò affatto e piantò in asso il boscaiolo ritornando di corsa da Tripitaka. e i meriti li acquisterò io." "Fratello" replicò Porcellino." "Lascia stare le gigionate! Questi mostri dispongono di cinque presìdi e di grandissimi poteri. senza scoprire la minima traccia. se occorre. io starò ancora a dimenarmi quando arriveranno alle ossa del bacino. Ma ci sono anche Porcellino e Sabbioso: usali a tuo giudizio." "Per badare al maestro. Che va sfiorando i giunchi più veloce Di una stella filante e ronza lieve." "Maestro. in modo da conoscere il percorso che ci accingiamo ad affrontare. che cosa cavolo vuoi che faccia?" chiese effettivamente il bestione. di qui non passa di sicuro." L'astuto Scimmiotto si stropiccia gli occhi sino a farli lacrimare. fiero e pieno di brio." Tripitaka calmò le sue apprensioni ma. . per guardarti le spalle o per secondarti. salvo un po' di afa da sopportare durante la cottura. per pattugliare. e ciascuno se ne va per la sua strada.beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia. credimi. non ce la facciamo ad andare avanti. una metamorfosi raffinata. È proprio vero che quei mostri hanno grandi poteri e praticano trasformazioni di ogni genere. "scusatemi se ho tardato a portarvi l'informazione. Credete che oserebbe azzuffarsi con i mostri? Sarà andato a nascondersi per un po' da qualche parte. non sarà all'altezza della situazione e si metterà a piangere come una vite tagliata." "È il meno che possa fare. se invece lo catturano. troppo difficile!" esclamò sgomento Porcellino." Il reverendo tremava dalla paura: "Ora che siamo a metà strada." "Aspetta. e secondo me ci si diverte meno. mi rovesceranno per terra e mi porteranno a casa loro." "Questo si può fare. se vuol mangiare. Non converrebbe mettere in gioco anche gli altri. dove finirò scannato e messo sotto sale a stagionare per l'anno nuovo. sa ha cattiva cera. sostenerlo." "Hai ragione. molla i bagagli. e in quello stato va incontro al maestro. lasciate che lo vada a sorvegliare: se incontrasse guai lo potrò aiutare. otterremo il giusto frutto dei nostri sforzi. se dimagrisce. "Come mai non vediamo più quel boscaiolo che ci ha avvertito?" si inquietò Tripitaka." "In che cosa consiste?" "Inoltrarsi per i sentieri e negli anfratti." "E tu come lo sai?" "Non è che lo sappia: vedo e valuto. Se veniste da un'altra parte. il nostro informatore era il protettore del giorno." Il bestione rimboccò la veste. mi circonderanno impugnando forche e scope." "No. o pattugliare la montagna. chiediamo spiegazioni. È l'insetto più piccolo. Lo dicono anche i trattati di arte militare: non affrontare il nemico che abbia forze più numerose. si mise in spalla il rastrello e si avviò bravamente a esplorare." "Si capisce che veniamo dalla Cina." "Che bella coincidenza! Chissà come faranno. E intanto ridi di lui. "Aspettate che do un'occhiata." Scimmiotto mandò cordialmente al diavolo il protettore. perché dici queste parole scoraggianti?" "Io sono sempre pronto a fare meglio che posso. se vuole camminare." "Non sto perdendo tempo a burlarmi di lui: il senso del mio sogghigno è un altro. uno solo non basta." Scimmiotto aveva inscenato la commedia appunto per farsi dire queste parole. Se mi mangiano la testa al primo boccone. giusto per scacciare un fantasma o esorcizzare un diavolo qualsiasi. "Non ci sarà proprio nessun inconveniente. Hai un bell'essere ferro. State attento. non ci sono dubbi su quanto sia pericolosa la montagna e temibili i mostri. si allontanò sul pendio e con una scossa si trasformò in un insetto jiaoliao. Non ce la faremo mai a proseguire. "La nostra fortuna è in ribasso" commentò Porcellino. e precisamente dalla corte dei Tang. Se unendo forze e menti riuscite ad aprire un passaggio e a farmi superare la montagna. potrò sempre andare a liberarlo. sarai battuto." "Come faranno che cosa?" "Se incominciano a mangiare dalla testa." "E che cos'hanno di tanto cattivo?" "Questa catena di montagne si estende per seicento li e si chiama Cima Piatta. Dice che i mostri sono molto feroci e che è difficile passare. devi pattugliare la montagna. la fornace farà di te un mazzo di chiodi. Preferisci che vada in giro stando seduto. Ma vedo che voi siete dotato di un'astuzia superiore. Guardatelo: Ali leggere portano nel vento Quell'essere affilato come un ago. sarà abbastanza divertente. ma la gente del posto ne ha una paura esagerata." "Questo è meglio di tutto" commentò Scimmiotto ridendo. Non mi immischiare. Il cavallo bianco lo vendiamo per comprare una bella bara per il maestro. non li hai mai visti. Se uno così piange e si spaventa." "Tu credi. Ma mostri così feroci. elegante E pieno di risorse. Rimettiamoci in cammino. sale in cielo quando gli serve. Tanto vale tenergliele nascoste ed evitare di inquietarlo. mendicare il cibo. "se è così difficile andare avanti." "Non è un problema. ti cuoceranno al vapore e ti inghiottiranno senza nemmeno sputare le ossa. "Vediamo fantasmi in pieno giorno. non senza spaventarsi del suo impeto aggressivo." "Discepolo!" ingiunse Tripitaka. sarai battuto. chi crederà che sono un santo monaco in cerca di scritture? Si dirà invece che ho l'aria di un bel porcello. o che stia seduto andando in giro?" "Basterebbe che tu facessi bene una delle due cose. e ritornerà a raccontarci frottole. Al vederlo. bonzo. ma conservò le sue parole scolpite nella mente." "Quante vertigini potranno essere?" "Diciamo che per tre o quattro volte finirai per terra. scoprì su una nuvola il protettore del giorno. incanti e aspersioni di acqua benedetta. Se non ha tutto il cibo che gli serve. Ama il riposo In fondo ai boschi. si può anche stargli alle costole e portarlo in groppa. Vedrete: Porcellino non andrà a esplorare la montagna. lasciamo perdere e separiamoci. toccherà a me di darmi da fare. Se invece prima mi rosicchiano i piedi e poi mi masticano i polpacci." "Così va meglio" rispose Porcellino ritrovando il sorriso. ma gente che viene dalla Cina. dividiamo tutta questa roba fra noi due!" "E perché dovremmo?" "Dividi! Tu torni a fare il mostro nel Fiume delle Sabbie Mobili e io me ne vado al villaggio del vecchio Gao." Scimmiotto promise. ma temo di restar solo e che le mie forze non bastino. abili parole e false espressioni(12)." Ma ripensandoci concluse: "È un tal pigro! Non è facile smuoverlo. non ne avremo