CAPITOLO 78 L'ELISIR DI CUORE DI BAMBINO OVE, PER COMPASSIONE DEI FANCIULLI DEL PAESE DI BHIKSU, SI FA APPELLO AGLI DÈI NASCOSTI; E NEL PALAZZO REALE SI SMASCHERA UN DIAVOLO CHE DISCORRE DELLA VIA E DELLA VIRTÚ. Sempre un solo pensiero agita i diavoli: Nessuna contrizione li mortifica. Senza esitar bisogna eliminarli E tenersi ben netti da ogni polvere. Se sfuggirete a quel sudicio ostacolo, In alto volerete coi vostri atti. Abbiamo sentito come se l'era cavata il grande santo, sfruttando le sue conoscenze, nella città di Cammello Leone; e come i pellegrini la lasciarono per riprendere il viaggio a Occidente. Passarono molte lune e ritornò l'inverno, quando si vede L'acqua del lago stretta dolcemente Da una lama di ghiaccio. Foglie morte Ricoprono le rive; fra gli scheletri D'alberi svetta il pino verde giada. Passano nuvole bianche di neve Sull'erba intirizzita della piana. Il tuo sguardo è abbagliato dalla luce Chiara e gelata, che penetra le ossa. Maestro e discepoli avanzavano sfidando il freddo, esponendosi alla pioggia e bivaccando nel vento. E giunsero in vista di un'altra città circondata da mura. "Consapevole del Vuoto, che città sarà quella?" "Vedremo quando saremo arrivati. Se è un regno, presenteremo il passaporto; se è soltanto prefettura o sottoprefettura, ce ne andremo per i fatti nostri." Giunsero in breve alla porta; all'ombra del suo arco a tutto sesto dormiva pacifico un vecchio militare. Scimmiotto lo andò a scuotere e gridò: "Sveglia, sergente!" La guardia, bruscamente risvegliata, sbatté gli occhi a vedersi davanti quella faccia e si gettò in ginocchio esclamando: "Comandate, monsignore!" "Che ti prende?" rise il Novizio. "Non sono mica un diavolo, per essere trattato con tante cerimonie." "Non siete forse nostro signore il duca del tuono?" balbettò il soldato prosternandosi. "Storie! Sono soltanto un monaco in cerca di scritture. Arrivo in questo momento, e non conosco il nome del posto. Lo chiedo a te, con preghiera di risposta chiara e breve." La guardia balbettò: "Vi prego di scusare. Il paese si chiamava Bhiksu, ma ultimamente ha cambiato nome, e ora è la Città dei Bambini." "Lo avete uno straccio di re?" "Certo, certo." "Ecco qua, maestro" espose Scimmiotto. "Siamo arrivati nel regno di Bhiksu, che attualmente si chiama Regno dei Bambini. Perché abbia cambiato nome, non lo so." "Se si chiama Bhiksu, che cosa c'entrano i bambini?" chiese perplesso Tripitaka. "Sarà morto il re e gli sarà succeduto un figlio bambino" suggerì Porcellino. "È inverosimile: non si usa cambiare il nome al regno, in circostanze del genere." "Giusto" approvò Sabbioso. "Questo vecchietto sembra fuori di sé dalla paura che gli incute il nostro condiscepolo. Entriamo in città e chiediamo ai passanti." Superarono la triplice porta e si trovarono su un largo viale, che offriva l'animato spettacolo di un grande mercato: gente elegante, bei vestiti, qualche gomitata. Ecco qua: Migliaia di negozi e magazzini Dai prosperi commerci, che ogni strada Riempiono di ricchezze e merci in mostra. Sale da tè protette da cortine, Affollate taverne in cui si canta E si suona e si grida allegramente. I mercanti di seta, i trafficanti D'oro e preziosi, a caccia di guadagni, Si affaccendan, si accalcano, si sgolano. È uno scenario di prosperità: Anni di pace, maniere distinte, Calme l'acque del mare, puri i fiumi. I quattro pellegrini, tirandosi dietro il cavallo, si perdevano nelle strade e nei mercati affollati, incantati dalla loro animazione. Si meravigliarono specialmente di certe gabbie da oche, coperte di stoffe dei cinque colori, che si vedevano davanti a tutte le porte. "Discepoli" chiedeva Tripitaka, "chissà perché la gente del posto terrà una gabbia davanti alla propria casa?" Porcellino suppose: "Sarà un giorno particolarmente favorevole per sposarsi. Le gabbie serviranno per portare le cibarie del banchetto." "Figuriamoci se ci può essere un matrimonio in ogni casa" obiettò Scimmiotto. "Evidentemente il motivo è un altro: raccoglierò informazioni." "Attento" lo trattenne Tripitaka. "Non sarebbe la prima volta che spaventi la gente." "Prenderò le mie precauzioni." In effetti si trasformò in ape, e andò a vedere che cosa si nascondeva sotto quei panni colorati. Bambini: ogni gabbia conteneva un bambino, ed erano tutti maschietti. Alcuni giocavano, altri dormivano, o piangevano, o rosicchiavano una mela. I più grandi non raggiungevano sette anni, i più piccoli ne avevano quattro o cinque. Tripitaka, informato, non sapeva che cosa pensare. Videro l'insegna dorata di una locanda e vi si recarono a chiedere ospitalità. Li venne a ricevere l'oste, che si informò: "Da dove venite, reverendi?" "L'umile monaco che sono" rispose Tripitaka "è inviato dai grandi Tang dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Siamo appena arrivati nella vostra nobile città e, prima di proseguire, vorremmo far vistare i nostri documenti." Fu offerto il tè. Quando lo ebbero bevuto, Tripitaka domandò: "Credete che mi sarà possibile recarmi oggi stesso a corte?" "Ormai è tardi, non è più possibile; dovrete aspettare domattina. Intanto potrete passare la notte, spero in modo piacevole, nel mio umile yamen." L'oste fece spazzare le camere loro destinate e li invitò alla sua tavola per consumare un pasto di magro. Tripitaka lo ringraziò cerimoniosamente e, a tavola, riprese la conversazione: "Vi potrei importunare per chiarirmi un dubbio? Mi chiedo come vengano cresciuti i bambini nel vostro nobile paese." "La ragione umana è una sola, come il sole in cielo" rispose l'oste. "Per crescere bambini occorre lo sperma del padre e il mestruo della madre; la madre porta il figlio per dieci mesi prima di partorirlo, e lo allatta per tre anni. Poi, pian piano, il corpo si forma. Come potremmo ignorarlo?" "Vedo dalle vostre nobili parole che si pratica qui come nel nostro umile paese. Ma entrando in città ho visto davanti a tutte le case bambini chiusi in gabbia. Mi permettete di chiedere perché?" L'oste si chinò verso di lui e bisbigliò: "Date retta, reverendo, non immischiatevi di queste cose e non parlatene con nessuno: acqua in bocca! Ora ve ne andrete tranquilli a riposare e domattina riprenderete la vostra strada." Ma Tripitaka insisteva per aver chiarimenti. Non riuscendo a sbarazzarsene in altro modo, l'oste fece allontanare i camerieri e, rimasto solo al lume incerto della lucerna, disse a bassa voce: "Non dovreste insistere. Questa storia delle gabbie è dovuta a una decisione inumana del nostro sovrano." "Perché dite che è inumano? Perdonatemi, ma non avrò pace finché non verrò in chiaro di questa storia." "Tre anni fa giunse qui un vecchio prete taoista che portava con sé una fanciulla di sedici anni, bella come Guanyin. La offrì al re, che se ne infatuò al punto di trascurare le dame dei tre palazzi e le concubine delle sei corti: ha occhi solo per lei e le ha dato il titolo di Regina di Bellezza. Fa l'amore con lei notte e giorno, non mangia più: è spossato ed emaciato, da sembrare in punto di morte. La reale corte di medicina ha esaurito le proprie risorse senza riuscire a guarirlo. Il daoshi, che ha portato la ragazza e ha ricevuto il titolo di real suocero, afferma di conoscere una ricetta segreta per prolungare la vita di mille anni, e di avere raccolto tutti i semplici che occorrono per prepararla nei suoi viaggi attraverso le tre isole e i dieci isolotti. Ma il farmaco, per essere efficace, dev'essere sciolto in una terribile bevanda: il brodo ricavato dalla bollitura del cuore e del fegato di millecentodieci bambini. Non è forse inumano? La gente non osa lamentarsi apertamente, per paura del re. Ma la storia è raccontata nei canti popolari, con sentori di sedizione; ed è per questo che il paese, che si chiamava Bhiksu, ora vien detto il Regno dei Bambini. Domattina, quando vi recherete a corte, guardatevi dall'alludere a queste vicende: fate vistare il passaporto e andatevene." L'oste non aggiunse altro. Il reverendo era inorridito; versava lacrime ed esclamava: "Sovrano fuorviato! Ti sei rovinato la salute e per guarirti uccidi fanciulli. Mi sento morire di fronte a una simile perversità." Perde la sua salute il re perverso, Ad orge dissolute abbandonandosi. Per sfuggire al castigo egli non esita A uccidere i fanciulli del paese. Questa rivelazione strappa al monaco Pianti e sospiri: al lume della lampada L'uomo del Buddha invano si dispera. "Che cosa vi succede, maestro?" domandò Porcellino. "Non state a tormentarvi! Voi non fate che piangere sui guai degli altri. Dice l'adagio: se il sovrano ordina di morire, il suddito che rifiuta manca di lealtà; se lo ordina il padre, il figlio che rifiuta manca di pietà filiale. Sono fatti che riguardano la gente del posto: a voi che cosa importano? Perché non vi spogliate e non vi mettete a letto?" "Discepolo, sei privo di compassione" si indignò Tripitaka. "Per noi che abbiamo lasciato le nostre famiglie, il maggior merito sono le buone azioni verso il prossimo. Come avrà potuto il sovrano cadere in un

inganno così evidente? Quando mai si prolunga la vita mangiando viscere umane?" "Maestro, non vi affliggete" intervenne Sabbioso. "Domani, all'udienza, ne parleremo al re. Se non basterà, cercheremo di saperne di più sul real suocero: magari è un mostro avido di carne umana, che ha trovato questa scusa per procurarsi il suo cibo preferito." "Ha ragione Consapevole della Purezza" approvò Scimmiotto. "Ora, maestro, andate a coricarvi. Domattina vi accompagnerò a corte, e verremo in chiaro di chi sia veramente questo suocero. Se è un uomo, è un ignorante che crede di allungare la vita con i farmaci; in questo caso, mi incarico di convertirlo insegnandogli i grandi principi originari. Se è un mostro lo prenderò e lo mostrerò al re nel suo vero aspetto. Convincerò il re che non giova alla salute della mente e del corpo dedicarsi troppo a una donna sola (tanto meno a una mostriciattola), ma è più sano possederne parecchie(1). In ogni caso la faremo finita con questa persecuzione dei bambini." Tripitaka s'inchinò e rispose: "Caro discepolo, è un'ottima idea. Ma se il sovrano, che non vuol sentire parlare di queste cose, ci accusasse di calunniarlo con insinuazioni sediziose?" "Non dimenticate quanti trucchi conosco" rispose Scimmiotto sorridendo. "Per il caso che le cose si mettano in quel modo, farò scomparire tutti i bambini rinchiusi nelle gabbie. Se il re vorrà carne fresca, dovrà rinnovare il suo ordine; noi lo contesteremo subito, e lui non potrà dire che facciamo insinuazioni." "Puoi davvero togliere quei fanciulli dal pericolo?" esclamò sollevato Tripitaka. "Se lo fai, saggio discepolo, mostrerai una virtù alta come il cielo. Fallo presto, il danno potrebbe essere imminente." Scimmiotto affidò il maestro ai condiscepoli: "Aspettatemi qui. Quando sentirete soffiare il vento, vorrà dire che i bambini lasciano la città." E i tre recitarono in coro: "Namo Buddha, signore dei farmaci e salvatore delle creature, namo Buddha!" Il grande santo uscì all'aperto, salì in cielo con un sibilo e convocò gli dèi delle mura e dei fossati, la divinità locale con i suoi assistenti, i rivelatori dei cinque orienti, i quattro protettori, le sei divinità del giorno e della notte, i difensori della fede, e molti altri. Riuniti davanti a lui, lo salutarono: "Grande santo, quale affare urgente vi ha indotto a buttarci giù dal letto a quest'ora?" "Il re di Bhiksu, dove siamo giunti nel nostro viaggio, si appresta a far strappare il cuore e il fegato ai bambini della città, per farsi preparare un farmaco di lunga vita. Il mio maestro non lo può tollerare, e mi ha incaricato di salvare le vite innocenti e di distruggere la creatura perversa che ha suggerito il crimine. Vi prego di aiutarmi. Dovreste portare tutti quei bambini, nelle loro gabbie, in un posto sicuro, sulla montagna o nel cuore di una foresta, e dovreste custodirli per un paio di giorni. Bisogna nutrirli di frutta e consolarli, perché non soffrano la fame e non piangano di paura. Quando avrò ristabilito l'ordine e ricondotto il re sulla retta via, dovreste riportarli al punto di partenza." Gli dèi ubbidirono. La città fu percorsa da un vento gelato, che portava con sé una fitta nebbia. Un vento di pioggia spazza via le stelle, una coltre di nebbia nasconde la luna per mille leghe. Il vento cresce e diventa un uragano. Fa freddo da gelare i vestiti addosso. I genitori vorrebbero mettere in salvo i loro bambini, ma l'uragano li porta via nelle gabbie che li racchiudono. I genitori sono desolati. È una notte d'angoscia; ma sarà seguita da un radioso mattino. Lo attestano anche i versi: È la porta del Buddha piena di compassione: Egli è chiamato Grande per la grande bontà. Tutti i santi la praticano, ed i cinque divieti Legano ai tre rifugi. Soccorrendo i bambini Per amor del maestro, Scimmiotto acquista meriti Di certo ancor più grandi delle sei perfezioni. A mezzanotte i bambini era scomparsi dalla città e si trovavano nascosti in luogo sicuro. Il Novizio ritornò all'albergo, dove i suoi compagni continuavano a ripetere: "Namo Buddha!", e gridò: "Eccomi qua. Come vi è sembrata la mia bufera?" "Magnifica" rispose Porcellino. "E i bambini?" chiese il maestro. "Sono al sicuro; ritorneranno a cose fatte." Il reverendo s'inchinò ripetutamente per ringraziare. Tripitaka si alzò all'alba e si abbigliò con cura: "Consapevole del Vuoto, voglio approfittare dell'ora mattutina per sbrigare la presentazione del passaporto." "Maestro, non andate da solo: come al solito, non sareste all'altezza della situazione. Lasciate che vi accompagni e guardi negli occhi questo real suocero." "Ma tu rifiuterai di fare gli omaggi consueti, e il re avrà da ridire." "Non c'è problema: non mi farò vedere. Resterò invisibile accanto a voi, per proteggervi." La soluzione piacque molto a Tripitaka. Porcellino e Sabbioso furono incaricati di custodire cavallo e bagagli. L'oste li venne a salutare e notò com'era elegante Tripitaka: Drappeggiato d'un kasâya orlato di broccato e adorno di esotici gioielli, in capo un berretto alla Vairocana, in pugno il bastone con nove anelli. Reca in mano una busta di seta che contiene i documenti. Una luce divina aleggia intorno a lui. Sembra un arhat disceso in terra, una vera immagine del Buddha vivente. L'oste non trascurò di bisbigliargli all'orecchio un nuovo avvertimento a non immischiarsi nei fatti che non lo riguardavano, e il monaco cinese lo rassicurò con un cenno del capo. Da parte sua Scimmiotto, che se ne stava da parte, si mutò in un jaoliao e si posò ronzando sul berretto alla Vairocana. Quando giunsero all'ingresso del palazzo, Tripitaka si rivolse all'ufficiale di guardia: "L'umile monaco che vedete è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est alla ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Giunto nella vostra nobile contrada, sento il dovere di presentare il passaporto. A questo scopo vorrei recarmi all'udienza di sua maestà: vi supplico di trasmettere la mia richiesta." L'ufficiale eseguì, e il re si rallegrò esclamando: "Un monaco che viene da tanto lontano ha certo conseguito la Via!" Tripitaka eseguì le cerimonie prescritte ai piedi dei gradini di giada e fu invitato a sedere. Osservò com'era emaciato e spossato il re: faceva fatica a giungere le mani per salutare, gli si spezzava ripetutamente la voce. Prese in mano il passaporto di Tripitaka e i suoi occhi torbidi a lungo vi vagarono sopra, prima che si decidesse ad apporre il sigillo reale e a restituirlo. Il re si apprestava a chiedergli maggiori notizie sulla sua missione, quando fu annunciato l'arrivo di sua signoria il real suocero e il re, sostenuto da giovani eunuchi, si affrettò ad alzarsi dal giaciglio del drago per andargli faticosamente incontro. Il reverendo si fece da parte e vide un vecchio taoista, che saliva i gradini di giada dandosi arie d'importanza: Reca in capo una berretta da prete di seta fine con volute di nubi giallo oca pallido, indossa una cappa di seta su una veste di piumino di gru profumata d'aloe; gli stringe la vita una triplice cordicella di lana blu; calza sandali di fibre di liana intrecciate dalle punte ricurve. Impugna una canna con nove nodi dal pomo a forma di drago acciambellato; reca appesa al petto una borsa di broccato ricamata con fenici e draghi intrecciati. Il viso di giada lucente è inquadrato da una barba canuta. Le penetranti pupille d'oro gettano fiamme, gli occhi si allungano oltre la linea dei sopraccigli. Avanza avvolto da una pesante atmosfera di profumi, ogni passo ne diffonde una nuvola. Ai piedi del trono i funzionari lo accolgono rispettosi giungendo le mani, e annunciano con un grido che è giunto alla corte il suocero di stato. Il suocero di stato, in atteggiamento sostenuto, non degnò di uno sguardo il re che si inchinava e diceva: "Siamo felici che ci onoriate della vostra presenza mattutina." Sedette a sinistra del trono su un cuscino ricamato. Tripitaka fece un passo avanti, si inchinò e disse: "Suocero di stato, l'umile monaco che vedete vi saluta." Il suocero, seduto sul suo cuscino, non rese il saluto ma si rivolse al re: "Chi sarebbe costui?" "È un inviato dei Tang dell'Est che si reca nel Paradiso dell'Ovest in cerca di scritture. È venuto a corte per presentare il passaporto." "La strada del paradiso è tenebrosa(2)!" considerò il taoista ridendo sarcastico. "A che pro percorrerla?" "L'Ovest è sempre stato il paese della felicità" replicò il monaco cinese. "Perché disdegnarlo?" "Il monaco è discepolo del Buddha: questo è l'antico detto" intervenne il re. "Mi chiedo se questi monaci siano in grado di ottenere lunga vita dal loro Buddha." Tripitaka giunse le mani e disse: "Per chi si è fatto monaco vien meno l'ostacolo del concatenarsi delle cause. Per chi comprende la natura, tutti i fenomeni sono illusori. La Grande Sapienza(3) , vasta e a disposizione di tutti, risiede nella non-nascita; immersa nel silenzio dei veri misteri, essa vaga nel nirvana. Si vuotano i tre mondi, e allora ogni origine è al suo posto; si purificano i sei sensi, e allora ogni germe si esaurisce. Chi rafforza sincerità e coscienza, conoscerà il proprio cuore e il proprio spirito. L'anima purificata è uno specchio terso, che purifica anche ciò che vi si

riflette. "Un volto autentico non manca di nulla e non ha nulla di troppo, e ciò si vede dalla sua vita precedente. Ogni forma illusoria corre verso la distruzione: non serve a nulla cercarne altre fuori dal proprio stato. I meriti e la meditazione consentono la concentrazione; elemosine e carità sono le basi dell'austerità. La suprema abilità sembra goffaggine, perché in ogni circostanza si astiene dall'azione. Il miglior pianificatore non perde tempo in calcoli, perché sa che bisogna lasciar andare le cose per il loro verso. Basta non agitare lo spirito, e tutto andrà alla perfezione. L'idea di rafforzare lo yang attingendo allo yin è sbagliata. Chi promette di cibarti di immortalità, ti inganna con vane parole. "Invece bisogna tener presente che tutto è niente, e respingere la polvere che ostacola la conoscenza. Il segreto del godimento naturale di una vita senza fine risiede nella semplicità e nell'abbandono dei desideri." Il suocero di stato fece un'aspra risata e protese verso il monaco cinese il dito adunco: "Buon monaco, hai la bocca piena di idiozie! Voi che perseguite la via dell'estinzione di ogni cosa, parlate della natura in sé, ma non sapete donde viene né dove va. I vostri esercizi di meditazione vi allenano a essere ciechi e ottusi, come nel detto: Siedi comodo, e si sa Che il tuo culo marcirà. "Non sai che chi gioca col fuoco si brucia le dita? Chi pratica l'immortalità e consegue la via ha ossa solide e spirito acuto. Io me ne vado in montagna a visitare gli amici; reco con me il paniere e la zucca per borraccia, e colgo semplici di ogni specie per la salute dell'umanità. Mi fabbrico un cappello di giacinti e un giaciglio di orchidee. Canto e ballo battendo le mani; poi schiaccio un pisolino tra le nuvole. Quando espongo le leggi del Tao, diffondo la giusta dottrina del supremo Laozi. Sbarazzo il mondo dai miasmi distribuendo acqua benedetta. Estraggo dalla terra e dal cielo le loro sublimi energie e colgo la quintessenza del sole e della luna. L'elisir si compone dall'agitazione dello yin e dello yang, si cristallizza nell'utero con l'acqua e il fuoco. "Quando lo yin del doppio otto incomincia a decrescere, regnano l'ombra e l'indistinto. Quando regna lo yang del doppio nove, cadono le tenebre. Io raccolgo i semplici man mano che li offrono le quattro stagioni, e ne fabbrico un elisir nove volte raffinato. Salgo al palazzo di porpora a cavallo della fenice azzurra; sulla bianca gru mi elevo fino alla capitale di diaspro. Mostrando con zelo le meraviglie del Tao, partecipo agli splendori del cielo. Non vorrai far paragoni con la vostra dottrina buddista per fannulloni, con la vostra cupa divinità dell'estinzione di ogni cosa, o con la carcassa puzzolente del nirvana! Tutte cose che non vi levano nemmeno dalla polvere della strada. Non c'è discussione che tenga sulle tre dottrine: il Tao è sempre stato il solo che meriti rispetto e onore." Il re approvò, i cortigiani applaudirono: "Solo il Tao merita rispetto e onore!" Tripitaka, di fronte al pubblico che applaudiva l'avversario, arrossiva di vergogna e di dispetto. Comunque il re, assai civilmente, ordinò che si offrisse al monaco forestiero un banchetto vegetariano da servire presso l'albergo. Mentre Tripitaka, dopo aver ringraziato, si ritirava, udì Scimmiotto bisbigliargli all'orecchio: "Maestro, quel suocero di stato è una creatura perversa che plagia il re con il suo soffio malefico. Voi ritornate in albergo a banchettare, mentre io resterò qui a raccogliere maggiori informazioni." Infatti il jaoliao ronzò via e andò a posarsi sul paravento di giada della Sala delle Campanelle d'Oro, proprio mentre il comandante dei cinque distretti si presentava a rapporto: "Maestà, una bufera si è portata via, questa notte, tutti i bambini nelle loro gabbie, in tutte le famiglie di tutti i quartieri; non ne è rimasta traccia." Il re, sconvolto, si rivolse al suocero: "Il Cielo ci vuole distruggere! Non vi pare che sia questo il significato? I medici reali si sono dimostrati impotenti contro il male che da mesi ci accascia. Voi ci avevate fornito quella divina ricetta, e proprio oggi si sarebbe dovuto procedere a estrarre il cuore e il fegato dei bambini. Che altro significa la loro scomparsa, se non che il Cielo mi vuol morto?" "Maestà, non vi addolorate. In realtà è il Cielo stesso che vi manda lunga vita." "Come sarebbe a dire?" "Non appena sono entrato in questa sala, mi sono trovato di fronte un diluente per il farmaco molto più efficace di quello che si può ricavare dalle viscere dei fanciulli. Con quel diluente, la vita di vostra maestà sarebbe stata prolungata di mille anni; ma con il nuovo divino ingrediente, guadagnerete almeno diecimila anni." Il re non capiva, e il suocero riprese: "Quel bonzo dell'Est possiede viscere purissime e ha un viso molto regolare. Per formare un corpo vero come quello, ci sono volute dieci reincarnazioni nell'austerità. È divenuto monaco fin da piccolo, non ha mai disperso il suo yang: vale ben più di tutti i bambini della città. Se i miei semplici vengono diluiti nel brodo di cottura del suo cuore e del suo fegato, vi garantisco diecimila anni di longevità." Il re gli credette subito, e replicò: "Perché non me l'avete detto prima? Non l'avrei lasciato andare." "Che differenza fa? Sarà ancora in città, per consumare il banchetto che gli ha preparato il servizio reale. Fate chiudere le porte della città e circondare l'albergo dalla vostra guardia. Poi lo farete condurre qui, e gli chiederemo con le buone se non ha niente in contrario a cedere il suo cuore e il fegato. Se acconsente, lo apriremo seduta stante; sarà sepolto a spese pubbliche e gli erigeremo un tempio dove la gente gli porterà offerte. In caso contrario, andremo per le spicce: lo legheremo a una colonna, lo apriremo comunque e getteremo via gli avanzi. Non mi pare che ci siano difficoltà." Il re diede subito ordini alle guardie della Foresta di Piume. Scimmiotto volò via; quando giunse all'albergo, riprese il suo aspetto e corse dal monaco cinese: "Disgrazia, maestro!" Tripitaka si trovava allegramente seduto a tavola quando udì quel grido. Si prese tanta paura che le sue tre divinità cadaveriche si dispersero. Gli uscì fumo dalle sette aperture, si coprì di sudori freddi, restò con gli occhi in fico incapace di articolare parola, e cadde nella polvere. Sabbioso si precipitò ad assisterlo. Porcellino chiedeva: "Di quale disgrazia si tratta? Potevi essere più cauto!" "Le guardie stanno circondando l'albergo, perché quella creatura malefica del real suocero ha convinto il re a far brodo delle viscere del maestro, al posto di quelle dei bambini scomparsi." "Vedi, compassionevole, che bel guadagno ci fai!" esclamò Porcellino ridendo di gusto. "Ti dài da fare per rompere le scatole agli altri nei fatti che non ti riguardano, e ne ricavi delle conseguenze che ti riguardano da vicino." Tripitaka intanto si rialzò e si aggrappò tremebondo a Scimmiotto: "Saggio discepolo, come faremo?" "La prima cosa da fare è di scambiar di posto giovane e anziano." "Che cosa vuol dire?" chiese Sabbioso. "Per salvare la vita del maestro, bisogna che si muti in discepolo" rispose Scimmiotto. "Se mi salvi" supplicò Tripitaka, "diventerò discepolo tuo o di chiunque altro." "Non perdiamo altro tempo. Porcellino, portami del fango" ordinò Scimmiotto. Il bestione uscì a raspare un po' di terra con il suo rastrello; per non perdere tempo a cercare acqua, sollevò la tonaca e vi orinò sopra. Portò quindi a Scimmiotto del fango puzzolente, che quest'ultimo spalmò senza altra spiegazione sul viso e sul corpo del monaco cinese. Quindi recitò un incantesimo, soffiò su di lui il suo alito magico e gridò: "Trasformati!" Ed ecco il reverendo reso identico a Scimmiotto. Scambiarono gli abiti, e Scimmiotto assunse a sua volta le sembianze di Tripitaka. Le trasformazioni erano perfette, da trarre in inganno persino Porcellino e Sabbioso. Fecero appena in tempo. Si udirono suonare gong e tamburi, e l'albergo fu circondato da tremila guardie, con una selva di lance e di sciabole. Entrò un ufficiale della guardia in abito di broccato a informarsi sulla presenza di un monaco proveniente dall'Est. L'oste atterrito cadde in ginocchio e indicò la camera: "Si trova negli appartamenti del pianterreno." L'ufficiale si fece avanti e disse: "Reverendo, siete convocato dal re." Porcellino e Sabbioso sostenevano il falso Scimmiotto, che quasi sveniva. Ma il falso Tripitaka domandò disinvolto: "Signor ufficiale della guardia in abito di broccato, che cosa vuole il re dalla mia umile persona?" L'ufficiale lo afferrò per i polsi e disse: "Vieni con me. Se ti cercano, vuol dire che a qualcosa servirai." Ahimè, è il caso di dirlo: Se i buoni sentimenti vince perversità, Solo a un mare di guai conduce carità. Se in fin dei conti non sapete come essi giocarono quella pericolosa partita, non vi resta che ascoltare il seguito. CAPITOLO 79 SCIMMIOTTO DAI MOLTI CUORI INSEGUENDO I MOSTRI INCONTRANO LA STELLA DELLA LONGEVITÀ; IN PRESENZA DEL SOVRANO SALVANO I FANCIULLI. Il falso Tripitaka fu condotto a palazzo dall'armata della Foresta di Piume e consegnato all'ufficiale di guardia alla porta. Ai piedi dei gradini di giada, il monaco cinese restò ritto fra gli ufficiali che si inginocchiavano e chiese: "Re di Bhiksu, che cosa volevate dirmi?" "Da molto tempo siamo afflitti da un male da cui non riusciamo a guarire" rispose il re sorridendo. "Ma per fortuna nostro suocero ci ha donato tutti gli ingredienti per preparare un rimedio

adatto, salvo l'opportuno diluente. Vi abbiamo convocato appunto allo scopo di procurarcelo. Se collaborerete alla nostra guarigione, vi faremo costruire un santuario in cui godrete dei sacrifici di stagione e in cui l'incenso arderà in perpetuo a spese dello stato." "Io ho abbandonato la mia famiglia e non possiedo altro che me stesso. Può dirmi vostra maestà quale ingrediente occorre?" "Servirebbe il vostro cuore." "Quale cuore? Vostra maestà deve sapere che ne possiedo parecchi." Il suocero di stato gli puntò contro il dito adunco e gridò: "Quello nero, bonzo!" "Prestatemi un coltello per aprirmi il torace: sono rispettosamente ai vostri ordini e sarò lieto di accontentarvi, se possiedo quello che desiderate." Il sovrano ringraziò calorosamente e fece portare un coltellaccio con la lama a orecchio di toro. Il falso Tripitaka lo impugnò, si aprì la veste, gonfiò il petto e lo tagliò da cima a fondo con mano sicura, producendo un sinistro stridio. Dal petto squarciato uscì ribollendo un gran mucchio di cuori. I mandarini civili erano bianchi di terrore, quelli militari paralizzati dallo spavento. "Ecco un bonzo ambiguo, dai molti cuori!" gridò il suocero di stato seduto sul suo cuscino. Il falso Tripitaka afferrò i cuori grondanti di sangue a uno a uno, per farli vedere. Ce n'erano di ogni specie: rosso, bianco, giallino, avaro, ambizioso, geloso, cauto, calcolatore, superbo, sprezzante, omicida, vizioso, pauroso, prudente, temerario, oscuro e senza nome; cuori malvagi e altri di tutti i generi. Ma non c'era nessun cuor nero. Il re era annichilito e non riusciva ad articolare parola. Infine balbettò: "Metti via quella roba, per piacere." Il falso Tripitaka si richiuse tranquillamente il petto e riprese la propria forma: "Gli occhi di vostra maestà non sanno discernere le cose!" esclamò. "Tutti i monaci condividono un unico cuore perfettamente buono. Il cuor nero lo possiede vostro suocero: è quello l'ingrediente che vi occorre. Se non mi credete, ve lo farò vedere." Il suocero di stato aveva spalancato gli occhi e fissava l'inattesa apparizione: quel grande santo, ahimè, era ben noto da più di cinquecento anni. Balzò via nello spazio, inseguito dal Novizio che gridava: "Fermati, bestia! Assaggia il mio randello!" Il suocero lo affrontò con la canna dal pomo a forma di drago acciambellato. I due avversari diedero saggio della loro bravura: Sbarra contro canna riempiono lo spazio di nuvole. Il suocero di stato è un mostro che utilizza le arti seducenti di una figlia malefica. Egli indebolisce il sovrano con un male dovuto alla lascivia e lo induce a massacrare i bambini. Ma interviene il grande santo a sconvolgere i suoi oscuri disegni. Per la canna non è facile contenere gli attacchi della sbarra di ferro. Combattono fino a oscurare il cielo della città. Tutti impallidiscono di spavento. I mandarini si sentono svenire. Il viso delle signore e delle ragazze è sfigurato, con il trucco sconvolto. L'ottuso sovrano trema, non sa a che santo votarsi e cerca disperatamente un angolo buio per nascondersi. La sbarra si leva come la tigre di montagna che balza sulla preda; la canna si abbatte come il drago che si tuffa nel mare. Questo gran tumulto che agita la città di Bhiksu permetterà di sceverare il giusto dal perverso. Dopo una ventina di scontri, la canna non riuscì a reggere oltre. Il mostro fece una finta, si trasformò in un gelido raggio e dardeggiò nella corte interna del palazzo per prelevare la degna rampolla, che si trasformò anche lei in luce fredda; i due scomparvero chissà dove. Il grande santo ritornò nella sala d'udienza e gridò allegramente: "Avete visto che bel suocero di stato vi tenevate in casa?" Tutti si inchinarono per esprimere la propria gratitudine al divino monaco, che li esortò: "Lasciate perdere le cerimonie. Cercate piuttosto dov'è andato a finire quello scimunito del vostro re." "È corso a nascondersi da qualche parte, quando è iniziato il duello." "Per carità, cercatelo subito! Non vorrei che la mostriciattola se lo fosse portato via." Gli ufficiali, ignorando per quella volta il divieto di entrare negli appartamenti interni, si precipitarono subito nel palazzo di Regina di Bellezza. Ma il luogo era deserto, e non si vedeva traccia né della regina né del re. Le spose reali vennero in folla dal palazzo centrale e da quelli dell'est e dell'ovest a riverire il grande santo, che disse loro: "Non è ancora il momento di ringraziare. Scovatemi quel babbeo del vostro signore e re." Ma il re non era stato rapito. Dopo un po' lo si vide sbucare, sostenuto dai suoi eunuchi, da uno sgabuzzino dietro la Sala di Prudente Condotta. I ministri vennero a prosternarsi ed esclamarono a una voce: "Signore e maestro! Il vero è stato distinto dal falso ad opera di questo monaco divino: in effetti il suocero di stato era una creatura malefica. Anche Regina di Bellezza è scomparsa." Il re invitò il Novizio nella Sala dei Ricevimenti Solenni e lo ringraziò formalmente. Poi gli chiese: "Reverendo, quando siete arrivato avevate un nobile e degno aspetto. Come mai siete tanto cambiato?" "La verità" rispose il Novizio ridendo, "è che io non sono Tripitaka, fratello dell'imperatore Tang, ma il suo discepolo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Sapevo che il mostro vi aveva convinto a strappare il cuore del mio maestro e sono venuto al suo posto per abbattere quella creatura." Il re ordinò subito al primo ministro di recarsi a invitare il vero maestro e gli altri suoi discepoli a presentarsi a corte. Tripitaka, che aveva avuto sentore dello scontro fra Scimmiotto e il mostro, era molto preoccupato, oltre a essere mezzo soffocato dal fango puzzolente con cui gli avevano spalmato la faccia. Quando lo pregarono di recarsi a corte per ricevere i ringraziamenti, si spaventò ancor più; ma Porcellino gli disse: "Questa volta non correte rischi: vi vogliono ringraziare. Si vede che il nostro condiscepolo anziano ha avuto la meglio." "Ma come posso presentarmi alla gente con questa porcheria puzzolente sulla faccia?" "Non c'è scelta, noi non sappiamo come toglierla. Ma lo chiederemo a Scimmiotto, ci penserà lui." Il primo ministro, alla loro vista, non riuscì a nascondere la paura: "Avi miei! Sembrano tutti quanti mostri malefici." "Signor cortigiano" gli disse Sabbioso, "non vi spaventate. Noi siamo brutti soltanto perché siamo nati così; e il nostro maestro ritornerà bello con l'aiuto del condiscepolo anziano." Quando furono a corte, nella sala d'udienza, Scimmiotto andò loro incontro, strappò la maschera di fango dal volto del maestro, alitò il suo fiato magico e gridò: "Rettifica!" Subito il monaco riprese il proprio aspetto e si sentì in ottima forma. Il re lo ricevette rivolgendosi a lui come "reverendo buddha, maestro della Legge". Scimmiotto prese la parola: "Vostra maestà sa da dove proveniva quel mostro? Sarà prudente catturarlo, perché non ritorni a provocare altri malanni." Quando le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti, che si tenevano dietro lo schermo di giada, sentirono le sue intenzioni, corsero fuori e si affollarono intorno a lui senza riguardo all'etichetta: "Supplichiamo il reverendo buddha e divino monaco di strappare la malerba dalla radice" esclamarono inchinandosi. "Avremo per voi una gratitudine illimitata e sapremo ricompensarvi generosamente." Scimmiotto rispose che gli servivano indicazioni più precise. "Tre anni fa, quando giunse da noi" disse il sovrano, pieno di imbarazzo, "mi disse che non veniva da lontano. Abitava a una settantina di li in direzione sud, in una tenuta detta di Puro Splendore, ai margini della Foresta dei Salici. Alla sua tarda età non aveva figli maschi, ma solo quella figlia di sedici anni, nata dal suo ultimo matrimonio. Me la offrì e io la trovai molto attraente, l'accettai e la trattai da favorita. Ma presto caddi ammalato, e nessun rimedio risultò efficace. Lui mi assicurò che possedeva una ricetta infallibile, che richiedeva il brodo del cuore di molti bambini. Io non mi intendo di queste cose, e gli credetti sulla parola. Poi siete arrivati voi e i bambini sono scomparsi. Allora il mostro mi ha assicurato che il cuore del divino monaco, che ha praticato la verità nel corso di dieci reincarnazioni senza mai disperdere il suo yang, era molto più efficace di quelli dei bambini. Ci siamo lasciati sviare. Ma ora che avete smascherato il mostro, spero che userete tutto il vostro potere per eliminarlo. Da parte mia sono pronto a ricompensarvi con tutta la ricchezza del paese." "Vi dirò" disse Scimmiotto sorridendo: "quei bambini li ho nascosti io per incarico del maestro, che sentiva compassione per loro. Non parliamo di ricompense, a me basta il merito. Andiamo, Porcellino." "Agli ordini. Ma non valgo molto, a pancia vuota." "Che il servizio dei banchetti prepari immediatamente un pasto vegetariano" ordinò subito il re. E in breve fu servita la colazione. Quando Porcellino fu ben sazio, seguì Scimmiotto salendo sulle nuvole, mentre re, regine e mandarini si inginocchiavano e gridavano: "Guardate come salgono in cielo! Sono veri immortali, buddha discesi sulla terra!" Il grande santo e Porcellino viaggiarono per settanta li verso sud e si misero alla ricerca della residenza del mostro. Le limpide acque di un torrente scorrevano tra rive incassate, coperte da migliaia di salici; ma non appariva nulla che si potesse identificare con la tenuta di Puro Splendore. Di certo Estesi a perdita d'occhio I campi incolti; le dighe Si nascondon nella bruma Che intorno ai salici aleggia. Dopo avere vanamente esplorato, Scimmiotto evocò il tudi, che si avanzò tremante e si inginocchiò esclamando: "Grande santo, il dio della Foresta dei Salici presenta i suoi omaggi e si prosterna." "Non aver paura, non ti picchio mica. Da queste parti si dovrebbe trovare una tenuta detta di Puro Splendore. Dov'è?" "Tenute non ce ne sono; c'è una grotta che porta quel nome. Devo intendere che la vostra santità viene da Bhiksu?" "Si capisce. Il mostro della grotta si è preso gioco del re di Bhiksu. Quando siamo arrivati l'ho affrontato, ma lui si è trasformato in un raggio gelato ed è scappato non

so dove. Secondo il re, tre anni fa gli avrebbe confidato di abitare da queste parti." "Spero che vostra santità sarà indulgente" disse il tudi prosternandosi un'altra volta. "Anche questo è territorio di Bhiksu, soggetto alla mia vigilanza. Ma quel mostro è più forte di me e si sarebbe vendicato se avessi tradito i suoi disegni: perciò sono stato costretto a mancare ai miei doveri. Ma ora che è arrivata vostra santità, basterà che si accosti al salice con nove rami sulla riva sud, gli giri intorno per tre volte in senso orario e per tre in senso antiorario, bussi con entrambe le mani e gridi tre volte: 'Apriti!' In questo modo avrete accesso al palazzo della Grotta di Puro Splendore." Scimmiotto congedò il tudi e scese in riva al torrente a cercare il salice con nove rami. Seguì le istruzioni: l'albero scomparve con un rumore di tuono e apparve una porta a due battenti che si aprirono cigolando. Dentro splendeva luce, ma non si vedeva nessuno. Il Novizio entrò senza esitare e si trovò in un posto magnifico: Nubi leggere velano il sole e la luna. Bianche nuvole escono dalla grotta, una lieve bruma smeraldina è diffusa nella corte. Il sentiero è bordato da splendidi fiori rari; piante di diaspro gareggiano in bellezza e profumi. Un clima mite regna nel giardino fatato, emulo di Penglai e Yingzhou. Le panchine scivolose si coprono di rampicanti, liane pendono arruffate dal ponticello. Le api lasciano cadere rossi stami di fiori sulle rocce; le farfalle volano fra le orchidee. Scimmiotto si avvicinò a una quinta di pietra su cui erano tracciati quattro grandi caratteri: RESIDENZA DI IMMORTALI DI PURO SPLENDORE Oltre la quinta c'era il mostro, ancora ansimante per la corsa, che stringeva la figlia tra le braccia e le parlava appunto dell'impresa di Bhiksu: "Era un'occasione così bella! Ci abbiamo lavorato per tre anni ed eravamo sul punto di riuscire, quando quella scimmia zuccona ha rovinato tutto." Il Novizio impugnò la sbarra e corse loro addosso urlando: "Sudicioni, ve la do io la bella occasione!" Il mostro si staccò dalla figlia e lo affrontò con la sua canna. Seguì uno scontro ben più terribile del precedente: Si drizza la sbarra lanciando riflessi metallici; intorno alla canna turbinano miasmi malefici. "Che cosa cerchi in casa mia, temerario?" grida il mostro. "La tua diabolica pellaccia!" risponde il Novizio. "I miei rapporti con il re non ti riguardavano. Perché hai voluto metterci il naso?" "La compassione è il fondamento della condotta dei monaci; non potevamo tollerare il massacro degli innocenti." Vanno e vengono le parole, piene d'odio e di furore; vanno e vengono le armi. Essi badano ad aggredire e calpestano senza riguardo i bei fiori, strappano muschio e licheni. La lotta continua finché il luogo ameno è devastato e la dolce vegetazione distrutta, terrorizzati gli uccelli, messe in fuga le belle fanciulle in preda al panico. Nel paesaggio spoglio, percorso da un vento feroce, restano solo il re scimmia e il mostro che si fronteggiano. Ecco che escono dalla grotta. Questo mette in gioco anche Consapevole delle Proprie Capacità. Porcellino, che era rimasto fuori, sentiva rumor di battaglia, che lo eccitava e lo faceva rodere dall'impazienza di partecipare. Colpì più volte il salice con il suo rastrello, e le nove punte si macchiarono di sangue, mentre si udivano gemiti soffocati. "È un albero fantasma" pensò; e continuò a colpire, finché vide comparire Scimmiotto e il mostro. Allora si gettò avanti levando il rastrello. Il mostro ne aveva già abbastanza di Scimmiotto; quando si vide venire addosso un altro avversario si disimpegnò, si mutò in un raggio gelato e dardeggiò verso l'est. I due lo inseguirono. Mentre si apprestavano a sferrare l'attacco conclusivo, apparve una luminosità di buon augurio da cui provenivano canti di gru e di fenici: era il vecchio della costellazione del Sud. Questi catturò il raggio gelato e gridò: "Piano, grande santo! Fermati, ammiraglio dei canneti! Eccomi qua, sono il vostro amico nel Tao." "Come sta la nostra brava stella della Longevità?" lo salutò calorosamente Scimmiotto. "Lo hai preso tu quel malvivente?" gridò Porcellino. "Ma certo, eccolo qua" rispose la stella; "non può scappare. Spero che gli lascerete la vita." "Che ti importa di quella creatura?" si stupì Scimmiotto. Longevità rise imbarazzato: "Si capisce che mi importa, dal momento che mi serve da mezzo di trasporto. Sai, è la storia non rara delle bestie di casa che scappano via, si dànno al nomadismo e diventano mostri." "Se ti appartiene, facci vedere il suo vero aspetto." Longevità lo liberò e gli disse: "Su, bestiaccia, fa vedere come sei fatta, se vuoi salvar la pelle." Si vide che si trattava di un cervo bianco. La canna fu raccolta dalla stella: "Questo pelandrone non si è fatto scrupolo di rubare la mia canna." La bestia s'inginocchiò. Non poteva parlare, ma piangeva e si prosternava. Il pelo picchiettato, un gran palco di corna. Bruca l'erba del prato, beve acqua nel ruscello. Col tempo e con l'ascesi ha appreso a trasformarsi E a volare nel cielo. Chiamato dal padrone, Non può che sottomettersi e tornare all'usato. Longevità montò sul cervo e ringraziò Scimmiotto con l'intenzione di ripartire, ma questi lo trattenne: "Aspetta, amico mio: ci sono ancora cose da chiarire." "Di che si tratta?" "Non abbiamo ancora preso la Regina di Bellezza, e non ho idea di quale creatura si tratti. Inoltre dobbiamo mostrare entrambi al re di Bhiksu: non mi è sembrato una persona molto sveglia, e voglio essere sicuro che si convinca bene." "Va pure a catturare questa Bellezza; io aspetterò qui, e poi ti accompagnerò dal re." Scimmiotto e Porcellino irruppero nella grotta gridando: "Dagli alla strega!" La povera Bellezza, terrorizzata, sbucò fuori dalla quinta di pietra, ma si trovò davanti Porcellino. Si mutò in luce fredda e sfrecciò via accanto a Scimmiotto, che la tramortì al volo con uno scappellotto e la restituì alla sua forma originale: era una volpe dal muso bianco. All'incontenibile bestione scappò di mano una rastrellata, che ridusse l'infelice seduttrice di regni a un mucchietto di peli dentro una pozza di sangue. "Fermo, l'hai ridotta molto male!" gridò Scimmiotto. "Che cosa ci rimane da mostrare al re?" Il bestione prese il cadavere per la coda, senza darsi pensiero se si sporcava le mani, e seguì Scimmiotto che ritornava verso Longevità; il quale si intratteneva con il suo cervo lisciandogli il muso: "Che cosa ti è venuto in mente, brutta bestia, di lasciare il tuo padrone per darti al mestiere di mostro? Hai visto che per poco non ci rimettevi la buccia? Meno male che sono arrivato in tempo." "Che cosa gli dici, vecchio svanito?" chiese Scimmiotto sopraggiungendo. "Gli faccio la lezione, perché non ripeta l'errore." Porcellino gettò i resti della volpe davanti al cervo: "Ecco qui la tua bella parente." Al povero cervo scesero grosse lacrime dagli occhi, mentre gli usciva dal petto un lungo belato come un lamento. Longevità gli diede una pacca sulla testa: "Tu sei vivo, scemo. Che t'importa di quest'altra bestia?" Poi gli legò la propria cintura intorno al collo e si dichiarò pronto a recarsi dal re di Bhiksu. "Non è finita" insisté Scimmiotto. "Prima dobbiamo disinfettare il posto, perché in futuro non venga riutilizzato come covo malefico." Porcellino corse di nuovo a colpire il vecchio salice, mentre il Novizio recitava l'incantesimo di convocazione del tudi: "Raccogli legna secca e brucia tutto. È un buon affare anche per te: ti eviterà in futuro altre noie con esseri malefici." La divinità sollevò un gran vento e, con i suoi assistenti, raccolse in breve una quantità di legna e ramaglie che giacevano sparse da molto tempo, ed erano asciutte e ben combustibili. "Porcellino, non perdere tempo" gridò Scimmiotto. "Quel salice brucerà con tutto il resto." In breve la residenza del mostro fu sommersa da un uragano di fuoco. Congedato il tudi, si recarono a corte. Longevità teneva alla briglia il cervo, che recava in groppa i resti della volpe. Entrarono nella sala d'udienza e presentarono quei resti al re: "Che ne dite? Avete ancora voglia di divertirvi con questa bella figliola?" Il re taceva e batteva i denti. Quando fu presentata la stella della Longevità, re e sudditi, regine e concubine ammutolirono dallo stupore. Tutti si inginocchiarono per rendere omaggio. Il Novizio disse al re: "Questo cervo non è altri che il tuo famoso suocero di stato; quando veniva a corte, non gli lesinavi i complimenti." Il re cambiava colore dalla vergogna: "Divino monaco, grazie di aver salvato i bambini del mio regno. È stata una grazia del cielo." E ordinò un festino in onore della vecchia divinità e dei quattro pellegrini. Tripitaka volle informarsi: "Come ha potuto il vostro cervo bianco venir qui a commettere tante nefandezze?" Longevità raccontò sorridendo: "Il sovrano dell'Est era di passaggio fra i miei monti selvaggi. Io lo ospitai e gli proposi una partita a scacchi. Questa stupida bestia dovette prendere il largo mentre giocavamo. Quando il mio ospite ripartì e io non la trovai, calcolai sulle dita dov'era andata a finire. È così che sono capitato qui,

proprio mentre il grande santo la metteva in riga. dolci giuggiole. montasse a cavallo e si avviasse con i suoi. La folla restò sulla strada a guardarli. Scimmiotto gli disse: "I consigli che vi possiamo dare sono presto detti. "Discepoli miei" diceva Tripitaka preoccupato." Il re offrì loro due vassoi di pezzi d'oro e d'argento alla rinfusa. La folla si richiudeva dietro di loro e li seguiva fuori città. Datevi una regolata. I picchi maestosi si allineano come alabarde. Ma la prossima volta che ci vediamo. Quante prove ho affrontato! Nubi e venti. salici verdi e peschi rossi. secondo le istruzioni. Il re insisteva perché rimanessero e lo istruissero per risolvere i suoi problemi. "Naturalmente vi potrei suggerire qualche buona ricetta di pratiche salutiste. penso che a te ne serviranno molte libbre. Piatti preparati con il miele. anziché un provetto viaggiatore in cammino da tanti anni. issarono Scimmiotto sulle spalle. sandali. uomini e donne. e se avessi tardato ancora un momento. nostro signore e padre. abbiamo sentito che ve ne andate e siamo venuti a riportare le gabbie con i bambini. montò sul cervo e balzò in alto. Non si finirebbe mai di raccontare di quei porcini. "Discepoli miei. che libava acqua pura e bruciava incenso. quelli d'argento traboccano di riso profumato." Tutti si inginocchiarono. germogli di bambù. leoni. il re levava la sua coppa delle Nuvole Purpuree per brindare con ciascuno. Che abbondanza di piatti delicati! Tonde castagne d'acqua. sformati di formaggi. Porcellino gridò: "Longevità. e con l'approssimarsi del Paradiso dell'Ovest le difficoltà si dovrebbero attenuare. Draghi e tigri." Salutò tutti. Usciti dal palazzo attraversarono le strade della città fra ali di gente. di quelle servite nel tè al sovrano dell'Est. Longevità al primo posto e il reverendo al secondo. non ho portato con me la valigetta degli elisir" rispose sorridendo Longevità. un canto di uccello destò in lui la nostalgia. I quali non poterono liberarsi da quella gente prima di un mese. Le tagliatelle si intingono nel brodo speziato. montagne. Scimmiotto gridò: "Grazie. Dice l'adagio: nessuna cima ferma la strada. Scimmiotto impugnò il suo randello.. Fiori selvatici tappezzavano la montagna. "Sono uscito di casa solo per riprendere il mio cervo. "pensate sempre a casa vostra: non è un atteggiamento da monaco che ha lasciato la sua famiglia." Non ci fu niente da fare. biancheria per offrire anche lui qualcosa ai monaci. Tripitaka era il solo che rifiutasse di bere. Il carro su cui stava Tripitaka fu preso a furor di popolo e riportato in città: il re non contava più nulla. le mangiò e si sentì subito meglio. la sala è colma di fragranze esotiche. Fratello mio. in cambio del riso e delle tagliatelle. è tempo che ci congediamo anche noi" ordinò Tripitaka. e bruciava incenso. Si vendevano al mercato i loro ritratti. Quando i quattro pellegrini ripresero il viaggio. c'è una bellissima strada che sale con molte curve. i dolci di zucchero imitano draghi che avvolgono nelle spire animali in fuga. Ma Tripitaka precisò che non poteva accettare nemmeno un soldo. Venite!" Il reverendo sollecitò il cavallo. Il re sedette di fronte a loro." Si gettò sui piatti e non tardò a fare piazza pulita. I genitori. La frutta è disposta in torri e terrazze. furono accompagnati per venti li dal sovrano. Sabbioso affidò i bagagli a Porcellino e prese le redini per guidare la cavalcatura dietro a Scimmiotto. non credo che le reggereste. per manifestarvi la sua gratitudine. legumi dai dieci profumi. Stiamo attenti!" "Maestro" rideva Scimmiotto. con l'appetito che ti ritrovi. i mestoli di garzette. Non abbiamo altro da consigliare. e se non sapete che cosa avvenne dopo. Si udì la voce degli dèi che dicevano: "Grande santo.." Il re le ricevette rispettosamente. Impegnatevi sul serio in ogni impresa e sforzatevi di compensare i vostri punti deboli: è un esercizio che vi manterrà sano. splendidi tappeti rossi sul pavimento. e mille piatti rari: un va e vieni incessante di servitori li presenta e li sostituisce senza tregua. Davanti a loro si drizzò una cima elevata. Ho percorso tutti i dodici picchi Dei monti delle Streghe. Ormai non siamo molto lontani dalla meta del nostro cammino. Dicevano: "Quel monaco cinese. pigne fragranti. deve restare fra noi e accettare la nostra riconoscenza. S'intende che re. Da quelle giuggiole derivò la grande longevità che da allora fu tradizionale nella sua famiglia. È proprio vero: Il salvare un folla di gente È merito più grande di un monte. Ciascuno si sedette secondo il suo rango. Il viaggio proseguì finché l'inverno trascorse e ritornò la primavera. finché scomparvero all'orizzonte." Fu dato l'annuncio: "La tavola è imbandita!" Fu davvero un magnifico festino: All'ingresso un trionfo di colori vivaci. e a prolungare la vita. In cui il figlio del cielo mi ordinò di partire. orecchiette. Caio a un festino. scarpe di tela. Raccomando alla gente di qui di largheggiare in offerte ai vostri templi. Il servizio di musica suonava. "chissà se ci sarà una strada per superare questa impervia regione. Ma infine dovettero consentire che Tripitaka scendesse dal carro reale. Son domande da fare?" "Non è la montagna che temo. e in qualche modo contribuirà ad allungarvi la vita. freschezza di pesche e litchi. ma le creature malefiche che può ospitare. il sentiero ripido e accidentato si inerpica fra le rocce. le acque in tumulto negli innumerevoli burroni rivaleggiano con la voce del vasto oceano lontano. Guardate la montagna: La cima scompare tra nebbie e nuvole. dai ministri e dal popolo di Bhiksu. Il re si inginocchiò ai suoi piedi e lo supplicò di aiutarlo a guarire del male che lo affliggeva. I grandi nappi hanno forma di pappagalli. la rondine celebra la cerimonia della semina all'altare del dio del suolo. che apriva la via di buon passo. chi non poteva permettersi altro. Allora non restò che farlo salire sul carro reale. siate un figlio di famiglia che non ha visto più mondo di quanto si contempla dalla bocca del pozzo. al paese? Quando ti rivedrò?"(4) "Maestro" protestò Scimmiotto. tuniche. Porcellino si rivolse a Scimmiotto: "Ti cedo la frutta. "si direbbe che. balzò su una rupe per guardarsi intorno e gridò da lassù: "Maestro. Quando furono sulla spianata davanti alla porta. Giovani e vecchi." Chiacchierando erano giunti ai piedi dell'erta." "State tranquillo." Il vento ululò di nuovo. fabbricava cappelli. Mi restano nella manica tre giuggiole. Da preziosi bruciaprofumi a forma di anatra salgono fumi di aloe. CAPITOLO 80 UNA BELLA RAGAZZA CHIEDE AIUTO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA UN COMPAGNO PER NUTRIRE LO YANG. poi pian piano si attenuò e cessò del tutto. "sperma giallo". Quando potrò tornare. portarono in trionfo Porcellino. Ma anche questo finì. signori! Ritornate pure a casa. sapori eccitanti si alternano a sapori soavi. che ancora insistevano perché rimanessero. sollevarono Sabbioso. Sotto le chiome verdazzurre dei pini. I vassoi d'oro recano piramidi di grandi palle di pane. riconobbero i loro figli e corsero a consolarli. Conservate l'animo . ciascuna delle quali conteneva un marmocchio piangente. frittelle di cachi. scomparendo nel cielo. Alla fine del banchetto Longevità si congedò. Piange il cuculo la primavera che passa. Magnifiche tavole coperte da sete ricamate. Il terreno è coperto di fiori profumati e di alberi folti: susini azzurri e bianchi peri. invitando alla sua tavola i tre discepoli. regine e buon popolo stavano a guardare riverenti e bruciavano incenso. gelati allo zucchero o fritti nell'olio: piatti più vari di fiori su broccato. anafalidi e licheni tappezzano di verde le altissime rupi. pazzi di gioia. ne scendono torrenti e cascate che precipitano nei burroni. a titolo di viatico. ma ho l'impressione che siate conciato maluccio. che il re e le reali spose spinsero con le loro mani sulla strada. l'avrebbe messa nella fossa. Vediamo un po'. coppie d'uccelli. E SCIMMIA DELLO SPIRITO DENUNCIA LA LAMIA PER PROTEGGERE IL MAESTRO. insieme a due o tre grandi precettori. si rizzavano stele commemorative: la gente portava offerte anche lì. Il maestro era immerso nella contemplazione del paesaggio. festa delle lanterne. E Tizio li invitava a un banchetto. uve inebrianti. Se non vi formalizzate perché vi offro degli avanzi. ululò il vento e scesero dall'alto millecentodieci gabbie. non fate troppo il birichino con le donne e nei ritagli di tempo pensate a fare qualche buona azione. ascoltate il seguito. In effetti la sua malattia guarì poi rapidamente. Tirò le redini e disse: "Discepoli miei! Da quel giorno lontano. dài qualcosa da mangiare anche a me!" "Non ho altro. ti porterò le giuggiole. Erbe ed arbusti. riempiendo l'aria di profumi.

in pace, non vi date pena per queste cose. Gli antichi dicevano: che cerchi soldi od onorificenze, devi applicarti senza reticenze." "Maestro" insinuò Porcellino, "non sarà capitato che il beato Buddha abbia traslocato altrove con le sue sporte di sutra? Avrà saputo che noi le cerchiamo, e lui magari non avrà voglia di darcele. Altrimenti, come spiegate il fatto che si cammina, si cammina, e non si arriva mai?" "Zitto, non inventar frottole!" disse Sabbioso. "Pensa a fare il tuo lavoro e a seguire il condiscepolo anziano. Prima o poi arriveremo a destino." Si avvicinavano a un'immensa e nera abetaia. Il monaco cinese esclamò: "Ai rischi della montagna ora si aggiungono quelli del bosco oscuro. Stiamo attenti!" "Tutto bene. Non c'è pericolo" rispose Scimmiotto. "Lo dici tu. Non fidarti nemmeno di ciò che è retto; guardati dalla malvagità dei buoni. Di abetaie ne abbiamo viste tante, ma non mai una così fitta e scura." [...] Si addentrarono nel folto seguendo il grande santo, che apriva il passaggio con il suo randello. Dopo mezza giornata di cammino erano ancora immersi nella penombra di quelle fitte piante. "Discepoli" disse Tripitaka, "dopo tanti monti e tante foreste pericolose che abbiamo attraversato, questo mi sembra proprio un bel posto, con un sentiero abbastanza confortevole. Guardate che belle piante, quanti fiori! Vorrei sedermi a riposare; credo che gioverebbe anche al cavallo. E ho fame: uno di voi dovrebbe andare a mendicare del cibo." "Smontate pure" rispose Scimmiotto. "Vado e torno." Tripitaka sedette ai piedi di un abete, mentre Porcellino e Sabbioso si guardavano intorno e coglievano fiori e frutti. Il grande santo prese la ciotola delle elemosine e balzò in aria. Osservando la foresta dall'alto, constatò con piacere che era sovrastata da un alone di brume di buon augurio. Pensava: "Ai miei bei tempi, cinquecento anni fa, ero qualcuno: ero indipendente, portavo corona, abbattevo draghi e tigri, avevo cancellato il mio nome dal registro dei morti. Andavo in giro con la mia armatura d'oro fino, calzavo scarpe di nuvole, comandavo quarantasettemila diavoli, e tutti mi trattavano da vostra alta signoria. Ora invece mi devo umiliare e sono a servizio; ma se questo maestro è circondato dall'alone di buon augurio che si vede, si può star sicuri che tutto finirà bene, e anch'io avrò fatto un buon affare." Mentre si cullava in queste piacevoli considerazioni, si accorse che dalla parte sud della foresta saliva un soffio nero, spesso e fetido, che ribolliva a turbinava. "C'è sotto qualche maleficio" si disse allarmato. "Non sono certo Porcellino e Sabbioso a sollevare quella porcheria." Tripitaka, là sotto, recitava placido il sutra del cuore, il Mahâ Prajñâ Pâramitâ Hrdaya Sûtra, quando udì una vocina sottile che gridava: "Aiuto!" "Bontà divina!" esclamò agitato Tripitaka. "Chi può gridare così in mezzo alla foresta? Sarà qualcuno aggredito da una belva: dobbiamo aiutarlo." Il reverendo si alzò e mosse qualche passo fra gli abeti secolari e i cedri millenari. Ed ecco, in una piccola radura vide una ragazza legata con liane ritorte a un albero dalla vita in su, mentre la metà inferiore del corpo era sepolta nel terreno. "Cara pusa, che cosa vi è capitato per ridurvi in questo stato?" Non ci voleva molto a capire che la supposta pusa era una lamia o qualcosa di simile. Ma il reverendo non era mai stato abile a riconoscere questa specie di creature. La ragazza piangeva a calde lacrime, che rendevano più lustri i suoi occhioni vellutati e animavano il volto, bello da fare invidia ai fiori e alla luna: i pesci si tuffavano nel fondo, gli uccelli volavano in alto(5). Il reverendo non osava accostarsi, ma ripeteva: "Cara pusa, avete commesso qualche colpa? Vi puniscono per qualche motivo? Ditelo, vi prego; vorrei aiutarvi." La lamia, fingendosi tutta sconvolta e con vocina dolce e accorata, raccontò questa storia: "La mia famiglia, maestro, abita a Bimbâna, una città a duecento li da questa foresta. Papà e mamma, che sono molto pii, avevano invitato tutti i parenti a onorare le tombe degli antenati per la Festa Pura e Limpida. In palanchino e a cavallo abbiamo raggiunto il posto fuori mano dove si trovano le tombe, abbiamo disposto le offerte e dato fuoco ai cavalli di carta. A questo punto ci ha assalito una banda di forsennati, suonando gong e tamburi, con le armi in mano. Tutti scappavano; io sono caduta. Non so correre svelta, e perciò mi hanno presa. Erano briganti, che mi hanno portata nel loro covo. Il capo voleva tenermi per sé, ma il suo luogotenente aveva la stessa idea; anche altri mi guardavano e mi trovavano di loro gusto. In breve, l'ottantina di uomini che componeva la banda incominciò a litigare e a battersi per me; e dal momento che nessuno voleva darla vinta agli altri, mi hanno legata dove mi vedete e se ne sono andati. Sono qui da cinque giorni e cinque notti: avrei potuto morire ogni momento. Saranno i meriti di qualche antenato che mi fanno incontrare voi. Vi supplico, abbiate pietà, salvatemi la vita! Neanche morta dimenticherò la gratitudine per voi." E piangeva come una fontana. Con il suo temperamento compassionevole, Tripitaka entrò subito in simpatia e gli uscirono lacrime e singhiozzi. Intanto gridava: "Discepoli!" Sabbioso e Porcellino, a caccia di frutti di bosco, sentirono quel richiamo piagnucolante. "Che il maestro abbia trovato nel bosco qualche vecchia zia sentimentale?" si chiese il bestione. E Sabbioso: "Non divagare! Da quando siamo in viaggio non abbiamo incontrato una sola persona per bene. Figuriamoci se le zie del maestro vanno in giro per una foresta come questa." "Non mi dirai che quel monaco si permette confidenze con estranei!" Corsero da Tripitaka: "Maestro, che cosa succede?" Il monaco cinese mostrò loro la bella prigioniera: "Porcellino, libera quella povera pusa, salvale la vita!" E il bestione si mise all'opera senza chiedere altro. Intanto Scimmiotto vedeva il soffio nero addensarsi ed espandersi fino a cancellare completamente le brume di buon augurio. "Qualcosa non va per il suo verso" esclamò. "La creatura malefica dev'essere partita all'attacco. La ricerca del cibo può aspettare." Ritornò indietro e trovò Porcellino intento a sciogliere i legami. Gli arrivò alle spalle, lo prese per le orecchie e lo gettò a terra. "Perché mi aggredisci?" si lagnò il bestione riconoscendolo. "Ubbidivo al maestro." "Fratellino" rispose ridendo Scimmiotto, "non toccare quella lì; non vedi che è una strega che vuol prenderci in giro?" "Brutta scimmia!" intervenne Tripitaka. "Eccoti di nuovo a trinciar giudizi. Perché mai questa fanciulla dovrebbe essere una creatura perversa?" "Maestro, non avete mai capito niente di queste cose. È una tattica vecchia come il mondo, uno stratagemma da manuale per chi ha voglia di farsi uno spuntino di carne umana. Possibile che non vi rendiate conto? " "Maestro" ribatteva Porcellino imbronciato, "non date retta a quell'equipuzio! Questa non è che una brava ragazza del posto. Come possiamo giudicare noi, che veniamo da lontano? Quel malvivente vuole che l'abbandoniamo, per tenersela a disposizione. Più tardi farà una delle sue capriole nelle nuvole e la verrà a trovare passando dalla porta di servizio." "Brutto stronzo!" brontolò Scimmiotto. "Io non corro la cavallina; sei tu che non puoi dire altrettanto. Ti ricordi la volta che cercasti di metter su famiglia con ragazze che non ti volevano, e finisti legato a un albero? Sei tu che perdi la testa per le donne, e che sei disposto a dimenticare il giusto per il tuo profitto." "Finitela!" intervenne Tripitaka. "Porcellino, dobbiamo ammettere che di solito le opinioni del tuo condiscepolo anziano sono risultate fondate. Lasciate stare quella donna e andiamocene." "Grazie al cielo!" esclamò Scimmiotto. "Vi posso assicurare che è per il meglio. Rimontate subito a cavallo e allontaniamoci. Quando usciremo dalla foresta andrò a mendicare il cibo." E se ne andarono. La lamia legata all'albero digrignava i denti: "Ho tanto sentito parlare di questo Scimmiotto guasta disegni, e vedo che la sua fama non è usurpata. Mi volevo accoppiare con quel monaco, che non hai mai sparso goccia del suo yang primordiale, per divenire immortale. Doveva proprio venire la scimmia a guastarmi la festa! Se mi avessero slegata, lo avrei subito catturato e concluso l'affare. Chissà che cosa ha messo sull'avviso la scimmia. Ma non mi sarò data tanta pena per niente. Non rinuncio di certo. Proverò a parlargli da lontano: vediamo se funziona." La brava lamia, senza sciogliere i suoi legami, approfittò di una brezza favorevole per far pervenire a Tripitaka qualche parolina edificante: "Maestro" sospirava, "tu che abbandoni una povera fanciulla in difficoltà negandole soccorso, quali sutra speri di ottenere dal Buddha con la tua devozione ottusa e senza coscienza? " Il monaco tirò le redini del suo cavallo: "Consapevole del Vuoto, torna indietro; va ad aiutare quella donna." "Che cosa ve la fa tornare in mente, maestro?" "È lei che mi chiama." "Tu hai sentito qualcosa, Porcellino?" "Non si può dire che le mie orecchie siano piccole, ma non ho sentito niente." "E tu Sabbioso?" "Pensavo ai bagagli che porto, non ho fatto attenzione. Comunque non ho sentito niente." "Nemmeno io ho sentito niente. Maestro, perché dite che vi chiama? Che cosa vi dice?" "Mi dice cose sensate: dice che la devozione senza coscienza di chi non soccorre la gente nel bisogno non otterrà i sutra dal Buddha. Val più salvare una sola vita umana, che costruire una pagoda di sette piani. Bisogna salvarla: è più importante della ricerca delle scritture." "Quando al maestro viene l'uzzolo delle opere buone, non c'è rimedio al mondo che lo guarisca" sogghignò Scimmiotto. "Quanti mostri abbiamo incontrato lungo la strada! Vi acchiappano, vi portano nel loro covo, e io devo venire a tirarvi fuori e a spiaccicarli con la mia sbarra di ferro. La persona che adesso vi sta cuore è della stessa risma: si può sapere che bisogno avete di andarvi a consegnare nelle sue mani, per poi mettervi a piangere?" "Discepoli" rispose Tripitaka, "ricordate sempre il detto degli antichi: nessun bene è tanto piccolo che non valga la pena di farlo; nessun male è tanto piccolo che non si debba guardarsene. L'aiuto che ci viene chiesto va sempre dato." "Maestro, così sia" disse Scimmiotto. "Non cercherò di dissuadervi: ne ricaverei soltanto il vostro malumore. Ma questa è una responsabilità che non mi voglio prendere. La volete salvare? Fatelo voi." "Si capisce, scimmia zuccona!" inveì Tripitaka. "Tu resta in panciolle, mi aiuterà Porcellino." Il monaco cinese ritornò alla radura con Porcellino, che sciolse i legami e con il rastrello scavò il terreno in cui la ragazza era semisepolta. La buona lamia scosse il terriccio dalle calzature, si aggiustò la

gonnella e seguì Tripitaka con segni di giubilo e di riconoscenza. Quando la vide comparire, Scimmiotto sghignazzò. Tripitaka esasperato gli chiese: "Che cosa ti fa ridere, brutto scimmione?" "Mi fate ridere voi, maestro. Pensavo al distico: Se viene la fortuna, amici certo avrai; E quando essa ti lascia, la bella incontrerai." "Tutte bugie, diabolico macaco! Sono monaco da quando mia madre mi ha partorito; sono un inviato imperiale: non sono di quelli che vanno cercando il proprio guadagno e la soddisfazione della carne. Perché la fortuna mi dovrebbe lasciare?" "Maestro" sghignazzò Scimmiotto, "avete un bell'essere monaco: vi avranno insegnato a leggere i sutra e a pregare il Buddha, ma le leggi non le conoscete. La ragazza è giovane e carina; voi e io siamo monaci. Aspettate che incontriamo qualche malintenzionato, e ci troveremo davanti a un tribunale accusati di fornicazione; andate allora a raccontare di Buddha e di ricerca delle scritture! Se ci assolvessero dall'accusa di fornicazione, resterebbe quella di ratto: bastonate da lasciarvi mezzo morto, caro il mio maestro, e ritiro della licenza di monaco; Porcellino deportato e Sabbioso ai lavori forzati. E anch'io, che nel difendermi sarei certo più abile di voi, dubito che riuscirei a farmi assolvere." "Non dire sciocchezze!" gridò Tripitaka. "Comunque la si voglia mettere, è una persona cui salvo la vita. Perché mai dovrebbero derivarne tante complicazioni? Portiamola con noi: prendo io tutta la responsabilità." "Parlate di responsabilità, ma non sapete quello che dite. Tutto sommato non salvate nemmeno lei, ma piuttosto le fate del male." "Come sarebbe a dire?" "Se fosse rimasta legata dov'era, entro cinque, dieci o quindici giorni, senza un boccone da mangiare, sarebbe morta di fame e avrebbe avuto almeno la consolazione di raggiungere gli antenati con il suo corpo integro. Seguendo voi - che l'avete salvata, come dite - dovrà correre con i suoi piedini dietro il vostro cavallo e dietro a noi, che filiamo come il vento. Finiremo per perderla e se la mangerà il lupo. Che guadagno ci avrà fatto?" "Questo è vero. Come dobbiamo fare, secondo te?" "Perché non la fate salire sul cavallo e non ve la prendete in braccio?" Tripitaka rifletté: "No, non possiamo stare insieme sulla stessa cavalcatura. La potrebbe portare Porcellino." Scimmiotto scoppiò a ridere: "Che bella fortuna per il nostro bestione!" Porcellino osservò: "Nessun peso è leggero, se la strada è lunga. Che fortuna sarebbe, portare una persona sulle spalle?" "Quando l'avrai addosso, le rivolgerai quel tuo grugno lungo come un trombone, sussurrerai una parolina dolce e sarà già una serenata." Porcellino si lasciò andare a pestare i piedi e battersi il petto: "Non ne posso più! Maestro, preferisco essere bastonato. Meglio le botte che i lazzi del condiscepolo anziano: se mi carico in spalla quella ragazza, non farà che tormentarmi finché non l'avrò messa giù." "Ho capito" disse Tripitaka. "Ho gambe anch'io: scenderò da cavallo e proseguirò a piedi. Vorrà dire che procederemo più lentamente. Porcellino prenderà le redini." "Non c'è verso: oggi è giorno di buoni affari per il nostro bestione" rise Scimmiotto. "Il maestro si preoccupa di affidare a te il moccolo da reggere." "Fammi il piacere di tenere per te i tuoi farnetichi. Dicevano gli antichi: il cavallo fa mille leghe, ma qualcuno deve guidarlo. Scendiamo pian piano la montagna con questa giovane pusa, che così non si perderà per via. Quando giungeremo a un monastero buddista o a un tempio taoista, o comunque a un abitato, ce la lasceremo e avremo compiuto la nostra missione di salvataggio." "Va bene, è un'idea sensata" approvò finalmente Scimmiotto. "Non perdiamo altro tempo, e andiamo avanti." Tripitaka marciava in testa, Sabbioso seguiva con i bagagli, Porcellino reggeva le briglie del cavallo e Scimmiotto chiudeva il convoglio conducendo la ragazza. Percorsa una ventina di li, mentre scendeva la sera, videro un complesso di torri, terrazze e padiglioni. "Discepoli" disse Tripitaka, "buddisti o taoisti che siano gli edifici, chiederemo ospitalità per la notte e ripartiremo domattina. Aspettate qui, mentre vado a chiedere: se va tutto liscio, vi chiamerò." I discepoli e la ragazza si fermarono ai piedi di un salice, mentre il reverendo si accostava al portale. Vide subito che era cadente; il muro pendeva pericolosamente da una parte. Mentre spingeva il battente roso dal tempo, fu preso dalla malinconia del luogo: porticati deserti dalle tettoie sfondate, il vecchio tempio desolato, i cortili coperti di muschio, i sentieri cancellati dalle erbacce. L'unica luce proveniva dalle lucciole, l'unico rumore di vita dalle rane che gracidavano. Il reverendo si fermò e gli vennero le lacrime agli occhi. Sale in rovina, stucchi e pitture devastati, celle deserte, porticati distrutti. Giacciono a terra qua e là mattoni e tegole rotte, frammenti di travi, travicelli contorti. Scompaiono le corti nel verde selvatico. Le cucine, con i loro utensili e odori, giacciono sotto uno spesso strato di polvere. La torre dell'orologio è crollata, il tamburo è ridotto a una cassa di legno imputridito. Rotta la lampada di cristallo, il corpo del Buddha ha perduto le dorature, gli arhat sono caduti con le gambe spezzate. Le infiltrazioni d'acqua hanno reso alla terra l'argilla in cui era plasmata Guanyin; il vaso immacolato è rotolato al suolo. Nessun monaco di giorno e, la notte, volpi e fiere che vengono a rintanarsi. I muri cadono, i battenti degli usci sono scomparsi da molto tempo. Abbandonato ormai da tanti anni Senza riparazioni, il vecchio tempio È sorvegliato da guardiani a pezzi Ed ospita dei buddha senza testa: Nemmeno il tudi ci potrebbe vivere. I vajrapani giaccion nella pioggia; La campana, perduto ogni supporto, Se ne sta silenziosa nella polvere. Tripitaka si armò di coraggio e superò il secondo ingresso. Crollata la torre, la campana di bronzo era semiaffondata nel terreno, con la parte superiore bianca come neve e l'inferiore verde cupo: sopra era stata dilavata per lustri dalle intemperie del cielo, sotto era ossidata e scurita dal soffio della terra. Tripitaka la accarezzò: "Campana! Dalla cima della torre scandivi il tempo con la tua voce possente: annunciavi l'alba a gara con i galli e accompagnavi il crepuscolo serale. Dove saranno finiti i monaci che elemosinarono il denaro per fabbricarti, e il fabbro che ti fuse? Tutti saranno scesi nel mondo delle ombre, e ogni loro traccia sarà cancellata." Declamando la sua elegia, il reverendo attirò l'attenzione di una persona che abitava nel monastero, un inserviente addetto a bruciare l'incenso. Si era già coricato; l'inattesa voce umana lo svegliò e lo indusse a raccogliere da terra una scheggia di tegola e a tirarla contro la campana. Il suono improvviso spaventò il reverendo, che pensò di fuggire, ma inciampò in certe radici e cadde esclamando: "Campana! Lamentavo la tua sorte, e tu mi hai risposto. Su questa strada dell'Occidente, che nessuno percorre, nel lungo decorso degli anni sei divenuta un fantasma." L'inserviente accorse e lo aiutò a rialzarsi: "Tiratevi su, reverendo. La campana non è diventata un fantasma, l'ho suonata io." Tripitaka guardò quella brutta faccia scura: "Non sarai uno gnomo, o un diavolo dei boschi? Bada che io non sono un viandante qualsiasi, ma un inviato imperiale, accompagnato da discepoli capaci di abbattere tigri e domare draghi. Se ti misurassi con loro, correresti dei brutti rischi." "Ma no, reverendo" rispose l'uomo inginocchiandosi. "Non sono una creatura malefica, ma un inserviente del monastero, addetto a bruciare l'incenso. Poco fa, quando ho sentito le vostre belle parole, il mio impulso è stato di uscire ad accogliervi; ma ho temuto che poteste essere un diavolo sotto mentite spoglie e, per farmi coraggio, ho suonato la campana." Il monaco cinese si rinfrancò: "Quasi morivo di paura, caro inserviente. Fammi visitare gli edifici." L'inserviente guidò Tripitaka nella terza corte, dove lo spettacolo era completamente diverso. Si vedevano muri rivestite di piastrelline azzurre con disegni di nuvole, sale di cristallo coperte di tetti verdi. Gradini di giada bianca salgono a simulacri rivestiti d'oro. La sala del Buddha eminente è illuminata da una luce azzurrina; dal padiglione di Vairocana esce una nube profumata; la sala di Wenshu è decorata da greche di nuvole. La biblioteca è ornata da pitture di fiori. Al culmine del triplo tetto è collocato un grande vaso sacro. La Torre delle Cinque Felicità è coronata d'intagli. I letti di meditazione sono all'ombra di verdi bambù; pini azzurri si stagliano alla porta del Buddha. Dagli edifici irradia una luce dorata, brume violette li circondano. Al mattino si respira una brezza che vien di lontano; la sera rintocca il tamburo dalle colline. Lampade splendenti sul muro

della corte posteriore diffondono spire d'incenso. Tripitaka, intimidito, si fermò sulla soglia e chiese: "Come mai davanti tutto cade in rovina, e la parte posteriore è così bella?" "Reverendo" rispose ridendo l'inserviente, "queste montagne sono zeppe di briganti e di creature malefiche. Nella buona stagione se ne vanno altrove a commettere le loro malefatte; ma in quella cattiva pretendono di venir qui a ripararsi, rovesciano le statue, rompono gli arredi di legno per bruciarli nel camino. I monaci non sono in grado di tenergli testa. Perciò hanno abbandonato alla loro mercé gli edifici verso la strada, e pian piano hanno costruito sul retro il nuovo monastero che vedete, con le offerte dei benefattori. Il puro e l'impuro abitano l'uno accanto all'altro: è una situazione comune in queste terre occidentali." "Ecco dunque come stanno le cose." Accanto all'entrata Tripitaka lesse una scritta in cinque grandi caratteri: MONASTERO DELLA FORESTA DI MEDITAZIONE, PACIFICATORE DEI MARI Quando si decise a superare la soglia, gli venne incontro un bonzo. Che aspetto aveva? Tonaca di lana di Fala, berretto di velluto e broccato con il fermaglio a sinistra, anelli di bronzo alle orecchie. Gli occhi brillano come l'argento. Agita un tamburello e recita sutra in una incomprensibile lingua barbara. Tripitaka non sapeva che si trattava di un lama. Il lama contemplava Tripitaka; osservava il suo bell'aspetto, la larga fronte, il cranio piatto, le orecchie che giungevano alle spalle, le mani che scendevano oltre le ginocchia, la sua eleganza di arhat disceso sulla terra. Gli piacque molto, e perciò gli andò incontro con un sorriso da un'orecchia all'altra e lo festeggiò a modo suo, stringendogli le mani e i piedi, strofinandogli il naso, pizzicandogli le orecchie. Lo portò nella sua cella e gli chiese: "Da dove venite, reverendo?" "Il vostro discepolo è inviato in missione speciale dall'imperatore dei Tang delle terre dell'Est, per sollecitare le scritture dal Buddha del Monastero del Colpo di Tuono, in India. Passavamo appunto dal vostro prezioso convento mentre scende la sera: permettetemi di chiedervi riparo per la notte. Partiremo domattina di buon'ora. Spero che potrete darci ospitalità." "Non diciamo bestemmie!" esclamò il lama ridendo. "Naturalmente, se abbiamo lasciato le nostre famiglie, è perché siamo nati sotto cattiva stella: i genitori non potevano mantenerci e noi ci arrangiamo come possiamo. Ma questo non ci autorizza a mentire." "Io non mento." "Ma sapete quanto sono lontane le terre dell'Est? E lungo il cammino ci sono infinite montagne, sulle montagne grotte, e nelle grotte creature malefiche. È mai possibile che una personcina civile come voi, pallida e con le mani morbide, abbia percorso tutta sola una simile strada?" "Avete ragione, la mia umile persona da sola non ne sarebbe mai stata capace. Ma ho tre discepoli che mi aprono la via sui monti e gettano ponti sulle acque. Solo grazie alla loro protezione ho potuto giungere fin qui." "E dove sono i vostri eminenti discepoli?" "Attendono alla porta." "Maestro!" esclamò il lama. "Non sapete che questi posti pullulano di fiere, briganti e diavoli? Noi osiamo a malapena mettere il naso fuori di giorno chiaro, senza allontanarci troppo, e al crepuscolo ci barrichiamo in casa. Di notte non si può restare all'aperto!" E gridò: "Discepoli, invitate a entrare quella gente là fuori!" Due giovani lama corsero lesti all'ingresso, ma appena intravidero i pellegrini caddero a terra, si risollevarono precipitosamente e corsero in casa inciampando dappertutto: "Monsignore, che sfortuna! I discepoli sono scomparsi. Alla porta ci sono soltanto certi orribili mostri." "Che aspetto hanno?" chiese Tripitaka. "C'è il duca del tuono, un mostro dalle orecchie gigantesche, e uno con la faccia blu e le zanne sporgenti. Hanno catturato una ragazza carina, pettinata con la brillantina, ben truccata e incipriata." Tripitaka si mise a ridere: "Quei tre sono appunto i miei discepoli. Alla ragazza ho salvato la vita in un'abetaia." "Com'è possibile, monsignore, che un maestro tanto bello abbia discepoli tanto brutti?" "Saranno brutti, ma sanno rendersi utili. Ritornate da loro, per piacere, e invitateli a entrare. Quello che chiamate duca del tuono, se si spazientisce perché non viene invitato, può prendere l'iniziativa di entrare e permettersi delle violenze. Poverino, non ha avuto genitori che gli abbiano insegnato le buone maniere." I monacelli tremebondi ritornarono fuori e si inginocchiarono: "Signori, il monaco cinese vi prega di entrare." "Fratello" sghignazzò Porcellino, "guarda come tremano!" "Siamo tanto brutti che gli facciamo paura." "Che stupidi! Mica lo facciamo apposta; siamo nati così." "Nemmeno loro fanno apposta. Cerca di nasconderti più che puoi." Il bestione andò avanti nascondendo il grugno nel colletto, seguito dagli altri. Si recarono nella cella del superiore, che fece convocare la settantina di monaci presenti nel convento. Dopo le presentazioni, ciascuno prese posto secondo il suo rango e si preparò il pasto in onore degli ospiti. È il caso di dirlo: Solo la compassione vi fa acquistare meriti. Mutua stima prescrive la Legge ai veri monaci. Se poi in fin dei conti non sapete che cosa avvenne prima che lasciassero il monastero, ascoltate il seguito. CAPITOLO 81 MALANNO DI TRIPITAKA E SEDUZIONE DI SCIMMIOTTO OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO CONFONDE LA LAMIA NEL MONASTERO PACIFICATORE DEI MARI, E I TRE PELLEGRINI VANNO IN CERCA DEL LORO MAESTRO NELLA FORESTA DEGLI ABETI NERI. I monaci del Monastero della Foresta di Meditazione offrirono la cena ai pellegrini e, quando fu consumata, diedero cibo anche alla ragazza. Poiché il buio scendeva, si accesero le lampade. Sotto la loro luce, nella cella del superiore, i monaci si accalcavano numerosi per godersi due attrazioni: saperne di più sul viaggio del monaco cinese, e guardare la ragazza. Alla fine Tripitaka chiese al superiore: "Com'è la strada verso l'ovest? Abbiamo intenzione di ripartire domani all'alba." Il lama si gettò in ginocchio, mentre il reverendo si precipitava a rialzarlo: "La strada è piana e in buono stato. Ma c'è un grave problema di cui vi avrei parlato fin dal primo momento, se l'imbarazzo non me lo avesse impedito. Sarò felice di ospitare nella mia cella voi, che venite da tanto lontano a prezzo di molte fatiche. Ma le convenienze non permettono di ospitare la pusa: non so proprio dove metterla a dormire." "Spero non penserete che le nostre intenzioni siano meno che oneste. Ci siamo imbattuti nella ragazza mentre attraversavamo la Foresta degli Abeti Neri: era legata a un albero. Il mio umile discepolo Consapevole del Vuoto si rifiutava di slegarla, ma i precetti della bodhi mi hanno spinto a soccorrerla; e in seguito non potevo certo abbandonarla lungo il cammino. Qualunque sistemazione andrà bene per lei." "Se acconsentite, nella vostra grande generosità, potrei far collocare un pagliericcio nella sala del Re del Cielo, dietro il simulacro, e mandarla a dormire là." "Credo che andrà benissimo." I giovani lama accompagnarono la ragazza nel luogo destinato, e tutti si ritirarono per la notte. "Corichiamoci subito" diceva Tripitaka ai suoi; "la giornata è stata massacrante, e domani dovremo alzarci presto." Come al solito, i discepoli dormirono nella sua stessa camera, per proteggerlo. Nel cielo notturno troneggia la lepre di giada: Deserti son d'ogni passante i divini sentieri. Rilucono quiete le stelle del Fiume d'Argento. In cima alla torre il tamburo scandisce le ore. Scimmiotto si alzò all'alba, chiamò Porcellino e Sabbioso per preparare cavallo e bagagli, e andò a destare il maestro, che dormiva ancora. Chiamato, alzò la testa e la lasciò ricadere sul cuscino. "Maestro, che avete?" chiese inquieto Scimmiotto. "Non lo so nemmeno io" gemette il reverendo. "Mi gira la testa, sento gli occhi gonfi; ho male dappertutto." Porcellino gli toccò la fronte e la sentì scottare. "Ho capito" disse il bestione. "La buona cucina vi ha indotto ieri sera a mangiare un piatto di troppo, e avrete dormito con la testa troppo in basso. È un'indigestione." "Sciocchezze" brontolò Scimmiotto. "Ci dica il maestro che cosa è successo." "Questa notte mi sono alzato per un bisogno e non ho messo in capo la berretta" spiegò Tripitaka. "Avrò preso freddo." "È una spiegazione più verosimile. Ve la sentite di alzarvi e rimettervi in cammino?" "Temo di non riuscire nemmeno a mettermi seduto: come

potrei cavalcare? Ma non vorrei farvi perdere tempo." "Che dite mai, maestro! Come dice l'adagio: maestro per un giorno, padre per la vita. E noi discepoli siamo i vostri figli. Si dice anche: non chiedere a tuo figlio che cachi oro o pisci argento, ma che ti mostri affetto secondo il bisogno del momento. Se non state bene, aspetteremo che vi rimettiate." Per più di due giorni e due notti i discepoli assistettero il maestro; verso la sera del terzo giorno, Tripitaka riuscì finalmente a mettersi a sedere e chiamò Scimmiotto: "Consapevole del Vuoto, sono stato tanto male, che non ti ho chiesto nemmeno se la pusa che abbiamo salvato ha ricevuto il cibo che le occorre." Scimmiotto rise: "Che cosa andate a pensare! Badate piuttosto alla vostra salute." "Giusto. Aiutami a scendere dal letto e portami carta e pennello; la pietra da inchiostro puoi chiederla in prestito a quelli del monastero." "Che cosa intendete fare?" "Devo scrivere una lettera, allegare il passaporto e affidartela, perché la consegni a sua maestà l'imperatore Taizong, a Chang'an." "È un incarico facile; altre cose non le saprò fare, ma come postino non ho rivali. Quando avrete scritto la lettera farò una capriola fino a Chang'an e ritornerò qui con un'altra capriola: il pennello non avrà il tempo di asciugare. Ma che cosa volete scrivere?" "Devo scrivere" rispose piangendo il reverendo: "Tre volte prosternato, l'umile servitore Augura lunga vita al santo imperatore. Possano i mandarini legger questo messaggio. Quando lasciai la Cina ero determinato A raggiungere il Buddha, come mi era ordinato. Molti ostacoli han messo a prova il mio coraggio. Lontano dalla meta, sono attualmente afflitto Da grave malattia che mi lascia sconfitto. Se potessi raggiungere il Monte degli Avvoltoi Ed ottenere i sutra, non risparmiando pene, Non ne ricevereste utilità né bene, Perché morirei prima di riportarli a voi. Il mio viaggio terreno può dirsi terminato: Debbo invitarvi a scegliere un altro incaricato." Scimmiotto non poté trattenersi dallo scoppiare in una fragorosa risata: "Maestro, non ve la prendete, ma come al solito non siete all'altezza della situazione. Vi viene la bua, e vi sognate già morto e sepolto. Del resto, se vi colpisse davvero un male grave, da mettervi in pericolo di vita, non ci sono qui io? Farei subito un'inchiesta: 'Quale re dell'altro mondo ha preso questa cantonata? Quale giudice ha commesso l'imprudenza di spiccare il mandato? Fatemi vedere il malcapitato inviato infernale che si è preso l'incombenza!' Guai a loro se facessero i furbi o avessero il coraggio di contrariarmi! Farei terra bruciata fino in fondo all'Inferno; acchiapperei i dieci giudici e gli romperei le ossa." "Discepolo, non fare il fanfarone. Io sto male davvero." Si fece avanti Porcellino: "Fratello, se ti dice che sta male, non star lì a discutere: sta male. Sistemiamo le cose prima che sia troppo tardi: vendiamo il cavallo e, con il ricavato, compriamo una bara per lui. Poi ci divideremo i bagagli e ce ne andremo ciascuno per la sua strada." "Ci mancavano le idee fisse di questa bestia! Non te ne intendi di queste cose: il nostro maestro fu il secondo discepolo del beato Buddha, sotto il nome di Cicala d'Oro; le prove che sta passando hanno semplicemente lo scopo di fargli espiare una mancanza di riguardo che commise allora." "Qualunque mancanza di riguardo abbia commessa, è stato immerso nel mare di guai della vita umana, senza parlare delle tremarelle che prova ogni volta che incontra un mostro o un diavolo. Non è sufficiente? Che bisogno c'è di tormentarlo anche con le malattie?" "Che cosa ne sappiamo? Pare che si fosse addormentato alla predica del Buddha; inoltre era caduto e aveva schiacciato un grano di riso con il piede sinistro. Magari la pena prevista in questo caso sono proprio tre giorni di malattia." "Tre giorni per un grano di riso!" gridò Porcellino terrorizzato. "E per i calderoni che ne mangio io, quanti secoli mi toccherà penare?" "Fratellino" rispose Scimmiotto, "le bestie come te, il Buddha non le vede nemmeno. Comunque ricordati: Cresce il riso nel campo Con il duro lavoro. Ogni chicco che hai Costa sudore e guai. "Vedrai che per il maestro questo sarà l'ultimo giorno di malattia. Domani sarà guarito." "Non mi pare di star molto meglio. Ho la gola secca: potete darmi un po' d'acqua?" chiese Tripitaka. "Bene!" affermò Scimmiotto. "La sete è un segno di miglioramento. Cerco subito l'acqua." Afferrò la ciotola delle elemosine e corse in cucina. Si guardò intorno, e notò che tutti i monaci presenti avevano gli occhi rossi e trattenevano a stento il pianto. "Come siete meschini!" li apostrofò Scimmiotto. "D'accordo, ci siamo fermati più del previsto; ma prima di partire faremo i conti e vi pagheremo fino all'ultima sapeca. Vi sembra il caso di ostentare tanto il fastidio che vi diamo? Non è un comportamento da veri sacchi di merda?" "Ma noi non ci permetteremmo mai!" esclamarono i monaci gettandosi in ginocchio. "Non state forse frignando per i vuoti che ha provocato nella vostra dispensa il mio condiscepolo con il grugno lungo?" "Potete restar qui mesi interi: non guarderemo certo nel vostro piatto. La nostra disgrazia è un'altra. Ogni notte due giovani bonzi sono addetti a suonare la campana e battere il tamburo: quelli delle ultime tre notti sono scomparsi. Ne abbiamo trovato solo un mucchietto di ossa nel giardino posteriore, accanto ai loro berretti e ai sandali. Non volevamo parlarvene per non affliggervi, perché sappiamo che il vostro maestro è indisposto; ma non possiamo trattenerci dal piangerli." Scimmiotto fu insieme allarmato e contento di sentirsi chiamato in causa: "Non dite altro: è chiaro che avete in casa una creatura perversa. Penserò io a levarla di torno. La prossima notte farò il turno da solo." "Signoria, i mostri dispongono di poteri soprannaturali: sanno cavalcare le nuvole, andare e venire dall'inferno. Gli antichi dicevano: temi l'ingiustizia dei giusti, guàrdati dalla malvagità dei buoni. Non vi arrabbiate, per piacere: se catturaste il colpevole, sarebbe una gioia senza pari; ma se doveste fallire, ne deriverebbero seri guai." "Quali guai ne dovrebbero derivare?" "Reverendo, parliamoci chiaro. Noi abbiamo lasciato le nostre famiglie fin dall'infanzia. Com'è la nostra vita? Quando crescono i capelli, occorre raderli. Se la tonaca si scuce, occorre ricucirla. Al mattino ci alziamo presto, ci laviamo e ci inchiniamo a mani giunte per ubbidire alla Grande Via. Quando scende la sera ci riuniamo, bruciamo incenso, borbottiamo devotamente il nome di Amitâbha. Leviamo gli occhi a contemplare il Buddha sul suo nonuplo trono di loto, che compassionevolmente dispensa la Legge e i Tre Veicoli; e ci auguriamo di poter contemplare l'onore dei Sâkya nel suo grande parco del Jetavana. Abbassiamo il capo per scrutare nel nostro cuore, accettare i cinque divieti, trascendere il gran chiliocosmo; e ci auguriamo di afferrare, attraverso la molteplicità dei fenomeni, il vuoto totale e l'irrealtà della realtà. Se vengono donatori ciascuno di noi, vecchio o giovane, grande o piccolo, grasso o magro, zotico o gentile, batte il pesce di legno e la pietra sonora, e salmodia nel naso un paio di rotoli del sutra del Loto, oppure la litania dell'imperatore dei Liang. Se invece non si vedono donatori, ciascuno giunge le mani e chiude gli occhi, accovacciato sulla sua stuoia, chiude la porta al chiar di luna e si immerge in contemplazione nel silenzio e nell'oscurità. La nostra vita è questo, e nient'altro. Chiacchiericcio di uccelli, zuffe di formiche, domar tigri e abbattere draghi, sono cose che non trovano posto nel grande veicolo della Legge, per grande che sia la compassione. Mostri e diavoli non sono affar nostro. Se vostra signoria si trovasse a stuzzicare uno spirito perverso, esso potrebbe prendersela con noi e mangiarci in un boccone. È facile immaginare le conseguenze: in primo luogo, ricadremmo nel ciclo delle reincarnazioni; secondo, l'antica Foresta di Meditazione resterebbe distrutta; terzo, non avremmo nemmeno un posticino alla corte del Beato. Non li chiamereste seri guai?" Man mano che ascoltava, Scimmiotto si arrabbiava sempre più; sentiva rodere la bile. Urlò: "Banda di idioti! Ciarlate su ciò che possono fare i diavoli; ma non sapete che cosa so fare io!" "In effetti, non ne sappiamo niente" mormorarono i monaci. "Per oggi mi accontenterò di un riassunto succinto. Ascoltatemi bene: "In vita mia ho abbattuto tigri e draghi sulla terra, e messo sottosopra i palazzi del Cielo. Ho saziato l'appetito sgranocchiando l'elisir del signore Laozi, e calmato la sete scolando il vino dell'Imperatore di Giada. Se spalanco i miei occhi dalle pupille d'oro, il cielo sbiadisce e la luna si nasconde. Vado dove voglio senza lasciare traccia né ombra, stringendo la mia sbarra cerchiata d'oro, corta o lunga a volontà. Non temo né i mostriciattoli né i grandi diavoli, per malvagi che siano. Non c'è fuggiasco che non acchiappi: corra, tremi o si nasconda. E chi afferro non mi sfugge: che finisca segato in due, arso, affogato o stritolato. Ho le mie specialità; posso competere con ciascuno degli otto immortali che passano il mare, o con tutti insieme. Monacelli miei,

acchiapperò la creatura perversa e ve la mostrerò, perché sappiate anche voi chi è il vecchio Scimmiotto!" I lama pensavano: "Questo bandito peloso è un gran chiacchierone, ma può darsi che ci sia qualcosa di vero." Dentro di sé erano scettici, ma per educazione emettevano un indistinto mormorio di approvazione. Il loro superiore fece sentire un'altra campana: "Lasciate stare, pensate invece al vostro maestro! Non c'è nessuna fretta di catturar fantasmi. Dice il proverbio: il principe al banchetto, se non si sazierà, calmerà almeno l'appetito; il prode in battaglia, se non sarà ammazzato, buscherà almeno una ferita. Proveremmo un eminente dispiacere se il maestro ammalato subisse danno dalle vostre battaglie con gli spettri." "Giusto. Vado a portargli da bere, e torno subito." Riempì la sua ciotola e portò l'acqua a Tripitaka. Questi, tormentato dall'arsura, la vuotò in un sorso. In verità L'acqua per l'assetato è un gran piacere, Ed è appunto il rimedio che ci vuole. Il reverendo si sentì subito meglio: il suo volto riprese un po' di colore e il suo corpo qualche energia. Scimmiotto lo vide più disteso e domandò: "Maestro, che ne direste di una minestra e di una tazza di riso?" "Ne prenderò volentieri. L'acqua mi ha giovato come un buon farmaco: mi sento mezzo risanato." Scimmiotto corse in cucina gridando: "Il maestro sta meglio. Vuol mangiare." I monaci si affrettarono a preparare il pasto. Misero al fuoco il riso, impastarono tagliatelle, prepararono focacce, fecero cuocere qualche panino al vapore e cucinarono vermicelli in brodo. Servirono quattro o cinque piatti. Tripitaka si limitò a sorbire mezza tazza di brodo, Scimmiotto e Sabbioso gli fecero parca compagnia e tutto il resto finì nel ventre vorace di Porcellino. Poi i lama sparecchiarono la tavola e portarono le lampade. "Da quanto tempo siamo qui?" chiese Tripitaka. "Da tre giorni" rispose Scimmiotto. "Tre giorni! Santo cielo, quante tappe perdute!" "Maestro state tranquillo, nessuna tappa va mai perduta. Domani partiremo e nei prossimi giorni le percorreremo, ecco tutto." "D'accordo. Se non sarò del tutto ristabilito, peggio per me." "Visto che domani partiamo, devo impegnare la notte nella cattura di un mostro." "Che nuovo mostro ti sei procurato?" "È qualcuno che gira qui, nel monastero." "Discepolo, non ti montare la testa! Se avesse dei poteri più grandi dei tuoi? Se ti mettesse in pericolo, mentre io non sono ancora del tutto ristabilito?" "Cercate sempre di smontarmi. Quanti mostri mi avete visto prendere? Ho mai ceduto a qualcuno? Se mi impegno sul serio, vinco io; ormai dovreste saperlo." "Discepolo!" insisteva Tripitaka trattenendolo per le mani. "Le massime che devi avere sempre fisse in testa sono: Fa il bene ogni volta che puoi. Perdona sempre. Val meglio quiete di spirito che agitazione, tolleranza che belligeranza." "Devo pur dirvelo, visto che siete tanto insistente" finì per dire Scimmiotto. "Non lo faccio per divertimento. Quel mostro ha mangiato degli esseri umani." "Quali esseri umani?" volle sapere Tripitaka, cui si rizzavano i capelli. "Sei giovani bonzi. Li ha mangiati appunto in questi ultimi tre giorni, dopo il nostro arrivo." "La volpe piange la morte della lepre: ogni creatura piange i suoi simili. Se le vittime sono monaci, considerato che siamo monaci anche noi, non ti posso negare l'autorizzazione. Ma sta attento." "Va da sé. Appena lo avrò fra le mani, lo eliminerò." Ed ecco che si scrolla di dosso la noia di tre giorni di inattività, affida il maestro a Porcellino e Sabbioso, ed esce giubilante dalla camera. Il cielo era pieno di stelle, ma la luna non si era ancora levata; perciò la grande sala consacrata al Buddha era immersa nell'oscurità. Scimmiotto accese una lampada di cristallo con fuoco di verità, tratto dal suo corpo, batté il tamburo e suonò la campana. Poi, con una scossa, si mutò in un piccolo lama di dodici o tredici anni, con la camicia di tela bianca e la tonaca di seta gialla. Salmodiava sutra e percuoteva il pesce di legno. Finì la prima veglia senza che accadesse nulla. Durante la seconda veglia, quando salì in cielo una falce di luna, si levò il vento. E che vento! Porta con sé nera nebbia e cupe nuvole: come una macchia d'inchiostro che dilaghi ai quattro orizzonti, o una gigantesca pennellata di pittura color indaco che copra il quadro. Solleva polvere e abbatte alberi. Vola la polvere a velare lo scintillio delle stelle, si schiantano gli alberi nell'oscurità dell'eclisse di luna. Il soffio è così forte che Chang'e deve proteggere l'albero di sâla, mentre la lepre di giada gira in tondo impazzita e non riesce a ritrovare la sua ciotola. Gli ufficiali dei nove luminari devono serrare le imposte, i draghi dei quattro mari si barricano in casa. Il dio delle mura e dei fossati dà per dispersi i diavoletti suoi assistenti. Nel palazzo infernale Yama non trova più il fido accolito col muso di cavallo. I giudici corrono da tutte le parti, inseguendo i loro berretti in volo. Questo vento smuove le rupi in cima al Monte Kunlun, agita le acque dei laghi e dei fiumi come una zangola. Infine il vento si calmò e si diffuse profumo di muschio e di orchidea, mentre si udivano giade tintinnare. Scimmiotto alzò gli occhi e vide salire nella sala una donna molto bella. Lui borbottava: "Bla, bla, bla..." come se fosse assorto nella recitazione dei sutra. La donna gli si avvicinò e lo abbracciò dicendo: "Che cosa recita di bello, il mio bonzino?" "Recito quello che devo recitare." "Come mai gli altri, invece, sono andati a dormire?" "Loro dormono, e io recito." La ragazza lo baciò e gli propose: "Che ne dici? Ci vieni là fuori a divertirti con me?" "Non sarai mica matta!" strillò Scimmiotto. "Sai qualcosa di fisiomanzia?" "Ne ho sentito parlare." "Che cosa vedi sul mio viso?" "Che sei capricciosa e puttana; che i tuoi ti hanno cacciata di casa." "Non te ne intendi, è tutto sbagliato. Non sono disonesta, né i parenti Mi scacciaron di casa. Il mio destino Determinato da vite anteriori M'ha unito ad un ragazzo troppo giovane Che la notte di nozze non sapeva Proprio che cosa fare. Ecco il motivo Per cui ho dovuto fuggire da lui. "Ora approfitteremo del chiar di luna e del destino, che ha deciso il nostro incontro da mille leghe di distanza; ce ne andremo nel giardino dietro casa e faremo l'amore." Scimmiotto tentennava il capo e pensava: "Ecco come sono stati attirati, quegli stupidelli." Rispose: "Signora, sono troppo giovane: non sono pratico di queste cose." "Vieni con me e imparerai." Scimmiotto finì per cedere: "Vediamo che cosa conta di fare" pensava. Andarono in giardino tenendosi per mano. Improvvisamente lei lo fece cadere a terra con uno sgambetto, e senza tanti complimenti prese a manipolargli la 'radice disgustosa', mentre lanciava dei gridolini: "Stellina! Come sei carino!" "Orca miseria!" pensò Scimmiotto. "Questa mi mangia vivo." Le afferrò a sua volta il polso e con la mossa della 'piccola giravolta' la gettò a terra. "Piccino! Che bravo!" gorgheggiava lei. "Come sa rovesciare bene la sua donnina!" "Ora o mai più" pensò Scimmiotto. "Chi dà il primo colpo, alla fine è il più forte; di dare il secondo impedisce la morte." Balzò su con la sbarra in mano, mirando alla testa, e riprese il proprio aspetto. "Che succede al piccolo lama?" esclamò la ragazza; in un attimo riconobbe il pericoloso discepolo del monaco cinese, ma non si spaventò e si adeguò subito alla situazione. Chi era quella creatura? Naso d'oro, morbido pelo. Vive nelle spelonche e ci si trova a proprio agio. È figlia adottiva di Li Porta Pagoda, e dunque sorella del principe Nata. A suo tempo ha frequentato il Monte degli Avvoltoi; ma le piaceva rodere incenso e candele, destinate a tutt'altro uso, e il Beato l'ha scacciata. Non è l'uccello che vuole colmare il mare, né la tartaruga che regge una montagna. Non teme la spada di Lei Huan, né la sciabola di Lü Qian. Vagabonda come i flutti dello Yangzi e della Huai; sale e scende senza temere le altezze dei Monti Tai o Heng. A guardare quel visino seducente, nessuno indovinerebbe che non è altri che il pipistrello, divenuto immortale a forza di perseveranza. La vampira balzò in piedi, e due spade preziose comparvero nelle sue mani: si coprì a sinistra e parò a destra. Scimmiotto era più forte di lei, ma non tanto da dominarla facilmente. Un vento gelido soffiava da tutte le parti; la falce di luna in cielo restò offuscata. In fondo al giardino si svolse un magnifico duello. È un vento diabolico quello che si leva a spegnere il lume della luna. Il monastero giace nella quiete, ma nel giardino posteriore si combatte accanitamente. Fra Scimmiotto e la selvaggia ragazza, regina fra le donne, la lotta è senza quartiere. Lei è trasportata d'ira contro il feroce monaco; lui vede rosso davanti alla donna vampiro. Ma quando maneggia le due spade, non sembra davvero una donna. La sbarra si muove rapida come la folgore;

gli anelli d'oro si urtano, il metallo emette fasci di scintille [...] Nel silenzio notturno tremano di paura i trentadue cieli; gli arhat applaudono lo spettacolo. Il grande santo era riposato e in buona forma; la lamia valutò che presto non sarebbe più stata in grado di sostenere i suoi assalti. Aggrottò le sopracciglia, formulò un piano e gli volse le spalle per fuggire. "Dove scappi, carogna? Arrenditi!" gridava Scimmiotto. Ma la vampira non si diede per intesa. Lasciò che si mettesse all'inseguimento, si tolse la pantofola dal piede sinistro e le diede il suo aspetto, con tanto di spade in pugno. Il vero corpo si sottrasse in forma di aria fredda. La cattiva stella di Tripitaka era ancora alta in cielo. Il mostro si introdusse nella camera in cui dormiva, si impadronì di lui e lo sollevò tacitamente nelle nuvole. In un batter d'occhio raggiunsero il Monte del Tranello e si tuffarono nell'Abisso Senza Fondo. Là era la sua casa. Chiamò la servitù e ordinò che preparassero il pranzo di nozze, a ogni buon conto con cibi di magro. Scimmiotto si era fermato a combattere forsennatamente quella che gli pareva la sua avversaria, e mise poco tempo a sopraffarla. Ma con suo stupore si trovò tra le mani soltanto una pantofola ricamata. Comprese l'inganno e corse dal maestro: era scomparso. In un angolo, Porcellino e Sabbioso commentavano l'accaduto. Scimmiotto piombò loro addosso inferocito, levando la sbarra e gridando: "Questa volta vi ammazzo!" Il bestione non sapeva più dove nascondersi. Sabbioso scelse il metodo della remissività. S'inginocchiò e disse: "Ti capisco, fratello maggiore. Non si può andare avanti in questo modo, con continue sorprese e aggressioni di mostri. Ti vuoi sbarazzare di tutti quanti e ritornare a casa tua." "Nemmeno per sogno. Voglio sbarazzarmi di voi perché siete dei disutilacci; e poi devo andare a soccorrere il maestro." "Eh no, mio caro!" rispose Sabbioso sorridendo. "Per soccorrere il maestro serviamo anche noi. Ricordati il proverbio: non c'è corda di un solo filo, né applauso di una sola mano. Per dare battaglia, bisogna proteggere anche le retrovie: chi sorveglierebbe i bagagli e il cavallo? Prendi a modello la buona organizzazione di Guan e Bao, che sapevano spendere i loro soldi; piuttosto che Sun e Pang, che sapevano solo giocare d'astuzia e d'azzardo. Non si è sempre detto: la tigre combatte con l'aiuto del fratello? E anche: vinci la battaglia solo se hai truppe devote. Risparmiaci la vita, ti prego; e aspettiamo l'alba per unire cuori e forze nella ricerca del maestro." Scimmiotto era fiducioso nelle sue forze, ma non incosciente. Perciò disse a Sabbioso: "Non hai tutti i torti. Lasciamo stare. Domattina andremo a localizzare il maestro: dovremo mettercela tutta!" Il bestione si sentì pieno della generosità di chi l'ha scampata bella: "Fratello, penserò io a ogni cosa." I tre fratelli attesero l'alba. Ma di mettersi a dormire, con le preoccupazioni che li agitavano, non c'era da pensarci. Se avessero potuto, avrebbero ordinato al sole di levarsi dall'albero Fusang a metà della notte, o avrebbero soffiato per disperdere le stelle in cielo. Rimasero seduti fino al primo chiarore, e quando si alzarono per uscire trovarono alla porta alcuni monaci, che chiesero: "Dov'è il reverendo?" "Non so come dirvelo" sogghignò Scimmiotto imbarazzato. "Mi vantavo tanto di esser bravo a catturare i mostri, ma il fatto è che invece il mostro ha catturato il maestro." "Come avete potuto coinvolgere il maestro nei piccoli problemi del nostro convento? E adesso dove sarà?" "Credo di sapere dove cercarlo" rispose Scimmiotto. "Non abbiate tanta furia; fate colazione, prima di partire." Servirono qualche tazza di brodo, che Porcellino vuotò in un sorso: "Bravi monaci, in cucina ci sapete fare. Ora dobbiamo trovare il maestro, ma ritornerò qui con vero piacere." "Ritornerai solo per mangiare il loro riso!" esclamò Scimmiotto. "Fa una cosa utile: controlla dov'è la ragazza. Dormiva nella sala del Re del Cielo." "Non c'è più" risposero i lama. "Scomparve subito dopo la prima notte." La risposta mise di buon umore il Novizio; che ripartì verso est, la direzione da cui erano venuti, seguito da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. "Sbagli strada, fratello" gridò Porcellino. "Perché dovremmo ritornare indietro?" "Perché la Foresta degli Abeti Neri è verso est. È là che abbiamo incontrato quella che a voi sembrava una così brava figliola. Le mie pupille d'oro videro subito che cos'era. I lama li ha mangiati lei; il maestro lo ha rapito lei. La vostra idea di darle una mano era proprio astuta! Naturalmente, per cercare il maestro, dobbiamo prender le mosse dal punto dove l'abbiamo incontrata." "Si capisce!" risposero i due sgranando gli occhi. "Sembri un tipo brutale, ma sotto sotto non manchi di finezza. Andiamo." E ritornarono di corsa nella foresta. Si vedeva il sentiero serpeggiante tra le rocce, nella foschia mattutina, che reca impronte di volpi e di lepri. Fra i cespugli si distinguono altre tracce: tigri, pantere e lupi. Ma non si vedono tracce di mostro: dove sarà passato Tripitaka? Scimmiotto, esasperato, finì per assumere l'aspetto che aveva quando devastava i palazzi del Cielo: tre teste e sei braccia, con tre randelli; e si mise a battere a tutta forza alberi e terreno qua e là nella foresta. "Sabbioso" disse Porcellino, "quell'uomo è uscito di senno; se mai ci fosse in giro qualche traccia, la cancellerà senza vederla." Ma Scimmiotto aveva uno scopo preciso: in breve sbucarono dagli alberi due vecchietti: il tudi e il dio della montagna. Si inginocchiarono davanti a lui e dissero: "Grande santo, eccoci qui." "Quel randello è tanto efficace" commentava Porcellino, "che un giorno finirà per scovarci la stella della disgrazia in persona." "Begli infami che siete!" li apostrofò Scimmiotto. "Naturalmente avrete l'abitudine di far comunella con tutti i banditi del territorio, in cambio dello spezzatino di maiale che vi offriranno ogni volta che le loro ladronerie saranno andate a segno. Siete certo complici di una vampira che conosco. Il fatto è che stanotte ha rapito il mio maestro. Dove l'ha nascosto? Vuotate il sacco, o passerò alle vie di fatto." "Non meritiamo le accuse di vostra santità!" protestarono i due vecchi dèi, pieni di paura. "Il mostro che cercate non abita qui, e non è sotto la nostra giurisdizione. Tuttavia il vento che soffiava stanotte qualche informazione ce l'ha data." "Sputate il rospo!" "La vampira che ha rapito il vostro maestro abita a mille li dalla foresta, in direzione sud" spiegò il tudi. "Vive sul Monte del Tranello, dentro un profondo abisso detto Senza Fondo." Congedate le divinità Scimmiotto riferì la situazione ai condiscepoli: "L'ha portato più lontano di quanto credevo." "Non importa" disse Porcellino. "La distanza è modesta, se saliamo sulle nubi." Così fecero, accompagnati dal cavallo, che dopo tutto era la trasformazione di un drago. Bastò poco per giungere in vista di una grande montagna, che offriva questo spettacolo: Se i picchi superano le nuvole, la vetta tocca la volta celeste. La ricoprono grandi foreste di molte essenze, nelle quali risuonano gridi di uccelli di ogni genere. Si vedono correre tigri e pantere; si indovinano cervi e daini all'ombra dei cespugli. Sui pendii soleggiati piante rare schiudono fiori profumati, mentre nelle zone d'ombra la neve non si scioglie neppure in piena estate. Rupi scoscese e torrenti incassati. Gli scuri abeti e le grandi rocce bigie dànno i brividi al viandante. Non vi è traccia di presenze umane, né boscaioli, né erboristi. Le fiere che vedete sanno suscitar nebbie, le volpi sanno scatenare temporali. "Si vede subito che in questo posto abitano mostri. Guarda com'è ripido il monte!" "Si capisce" confermò Scimmiotto. "Ogni gran montagna ha il suo mostro, ogni strapiombo la sua lamia. Noi due, Sabbioso, aspetteremo qui; mentre Porcellino farà una ricognizione per verificare la strada, localizzare la grotta e controllare com'è difeso l'ingresso. Quando avremo le informazioni, ci muoveremo per il meglio." "La mia solita fortuna!" brontolava Porcellino. "Tocca sempre a me affrontare la situazione." "Perché ti lamenti? Non sei stato tu a dire testualmente: 'penserò io a ogni cosa'? Hai già cambiato idea?" "Non prenderla su questo tono. Non ho detto che non vado." E in effetti posò il rastrello e corse via, in cerca del sentiero. Se poi in fin dei conti non sapete quale piega presero le cose, ascoltate il seguito. CAPITOLO 82 PREPARATIVI DI NOZZE IN FONDO ALL'ABISSO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA IL MASCHIO, E L'ANIMA ORIGINALE PROTEGGE LA VIA. Porcellino trovò un sentiero e lo seguì per cinque o sei li, finché vide due mostriciattole che attingevano acqua da un pozzo. Come si capiva che erano mostriciattole? Avevano pettinature fuori moda, con alti chignon trattenuti da spilloni di bambù alti un piede e due pollici sopra la testa. Porcellino le salutò: "Ciao vampire! Come state?" "Che brutto maleducato, questo bonzo! Non ci siamo mai visti né conosciuti, e tu senti come ci tratta!" Brandirono le pertiche con cui calavano il secchio nel pozzo e gliele picchiarono sulla testa. Il bestione, disarmato, non poteva proteggersi dai colpi; ne prese

"Ma l'entrata della grotta non è questa. perché non me l'hai detto prima? Mi sarei risparmiato le legnate. perché è più limpida di quella di casa. Scimmiotto passò da un forellino della carta. "Mi ricorda un po' la vecchia Grotta del Sipario Torrenziale. ma non c'è altro da fare. Porcellino. va bene. Il monaco al mattino ha catturato Per farne il proprio sposo entro la sera." Si capisce che Scimmiotto il grande santo protegge Tripitaka. Le labbra rosse come ciliegie si dischiusero per ordinare: "Ragazze. e noi soltanto dei forestieri." "Basterà che tu cambi aspetto. voi l'aspetterete qui pronti a colpire. Ed ecco arrivare la lamia." Ronzò intorno." "Tu che hai fatto tante esperienze in vita tua.parecchi. Dobbiamo affrettarci a trovare il nostro maestro. per ridurre i rischi che corre." Una torre d'ingresso a doppia gronda era circondata da pini e bambù. se è tanto difficile?" gemeva Tripitaka. maestro. Io mi trasformerò in un insetto minuscolo e mi nasconderò in una bollicina. fosse pure con il pensiero? Se cedo il mio yang a questa creatura che lo vuole. in fondo alla valletta. non toccherei il fondo prima di un anno. che io possa sprofondare nel ciclo della trasmigrazione ed essere respinto oltre il Monte delle Tenebre. seducente Più di Chang'e nel mondo della luna. le spaccherò il cuore e le strapperò le budella: so che non vi piace la violenza. Celebriamo questo banchetto. loro sono gente del posto. versatele il vino e fatelo spumeggiare agitando la bottiglia. fiori e alberi. che ferocia!" "Se volete far del bene anche alle vampire. e trovò Tripitaka seduto nel portico est dietro un tramezzo di carta rossa." Porcellino. se si è fatto sedurre. che occhio clinico!" commentò Scimmiotto. Le dita sottili Come germogli di bambù." "Non riesco a ricordare da quale strada sono venuto. torna da loro e interrogale per bene. calzando ogni cerchio a suon di martellate." E per non farsi notare prese l'aspetto di una mosca. Entrerò io a esplorare." "Comunque non può essere lontana" osservò Sabbioso. al riparo di un'alta rupe. trecento li. "Ho visto tante creature malefiche e tante grotte in vita mia. mai vista una cosa simile. Voi aspettate qui. allora date retta a lei. il bravo bestione infilò il manico del rastrello nella cintura. Il pioppo è tenero ed è facile da scolpire. A questo scopo lo si cerchia di ferro. con una scossa si mutò in un fratacchione dalla faccia scura. È bella e dignitosa." "Dove andate?" "Vado dove vado. Dopo tutto. e io pedinerò le mostriciattole per scoprire l'ingresso della grotta. si diede un'aria cerimoniosa. o magari una figlia: avrete la discendenza assicurata. Incipriata e con le labbra rosse. come in superficie. a dir poco." Questa volta. lo lascio come l'ho preso. trovarono un pailou a triplo spiovente e quattro ordini di decorazioni. coperte di colori. se invece sono anziane. Legate il cavallo da qualche parte e preparate le vostre armi. Volò lieve in cima alla torre e vide la creatura malefica che troneggiava dentro un chiosco di paglia. ma non sa dove ha la testa e dove i piedi. Che c'è di nuovo?" "C'è che il maestro è felicemente sposato. bonzo? La nostra padrona ha rapito questa notte un monaco cinese." "Grazie tante della solidarietà. "Il punto non è questo. per tutta risposta. finché stai rigido. prima di discendere la montagna." Scimmiotto saltò giù: nuvole colorate scaturivano sotto i suoi piedi e lo proteggevano. Né questi può contare su altri protettori. Un'iscrizione in sei grandi caratteri diceva: ABISSO SENZA FONDO DEL MONTE DEL TRANELLO "Ecco un bell'edificio" apprezzò Scimmiotto. non più di mezza spanna. da quando mangiavi i passanti sulle montagne." "Lo vedi che non possiamo salvare il maestro?" "Chi l'ha detto? Si scoraggiano solo i fannulloni. vi aiuterò a uscire da qui. Quelle due stavano preparando il banchetto per festeggiare il matrimonio. Da dove venite. con gli occhi gonfi di lacrime. perché attingete acqua al pozzo?" "Non lo sai." "Non ci avevo pensato." Tanto bastò perché il fratacchione corresse via. Oltre si intravedeva una corte circondata da vari edifici. le donne tremende?" chiese Scimmiotto. Era molto più elegante di quando l'avevano incontrata nella foresta: Raffinate volute di capelli Corvini sulla giacca di velluto Verde smeraldo. in modo da farmi inghiottire senza che lei se ne accorga. "Da quando ti ho raccolto sul Monte delle Due Frontiere. chiamale 'gentildonne'. faremmo torto a gente che non c'entra e perderemmo tempo. poi le mostriciattole scomparvero improvvisamente." "Ma come vi chiamate?" "Di solito mi chiamo col mio nome." "Dolce e flessibile." "Non vi servirebbe a niente ricordare: uscire di qui non è facile. Quando vi inviterà a bere la coppa nuziale. Andrò a caccia di informazioni. Non è un luogo sinistro." In effetti. Ma non mi lasciare solo. Le ho salutate e loro." "Chi sono. prova a calarti giù per sondare la profondità." "Porcellino aveva quasi ragione" sogghignò Scimmiotto fra sé." "Gentildonne. trasparente in alto e opaco in basso. tutto dipinto e scolpito. e lo ospita nella sua grotta. "Che bel posto!" si rallegrò Scimmiotto. e ora non si vedono più. Questa bella ragazza vi offre un festino e poi vi sposa. ragazzi." Il grande santo si accovacciò sull'orlo e procedette a un esame accurato. di dorature e di gioielli." "Quali tipi?" "Il pioppo e il sandalo. Gli artigiani ne fanno statue del Buddha. andò a posarsi sulla testa rasata e lo chiamò piano: "Maestro!" Tripitaka bisbigliò: "Discepolo. Al centro di una spianata rocciosa della circonferenza di una diecina di li. Lo si picchia appunto perché è duro. s'inchinò profondamente e disse: "Umile servitor vostro. la lingua agita il vento ." Porcellino non aveva scelta. Come un piatto d'argento la sua faccia." "Come le hai salutate?" "Ho chiesto: vampire. Serve per preparare un banchetto vegetariano. finché fuggì su per la montagna gridando: "Fratelli miei. care gentildonne!" Le due lo considerarono con simpatia: "Ecco un bonzo che sa come si saluta gentilmente. La padrona ci ha mandato ad attingere quest'acqua. guadagni il mondo. Irrompi in casa loro e gli dài del vampiro: come vuoi che ti rispondano? Per meritare nome d'uomo. reverendo?" "Vengo da dove vengo. è una terra benedetta." "Fratello. Se sbagliassimo. Se non riuscissi a reggermi e cadessi giù. e per festeggiare il matrimonio che avrà luogo questa sera. ti pare che abbia mai toccato un cibo vietato? Ho mai infranto divieti. ma mai niente di simile. dal bordo lustro e consunto per il continuo strofinio. Caspita! Era una voragine profonda. Utilizzeremo le forze unite della cooperazione." Le due si misero a ridere: "È gentile. Quando fu nei pressi del pozzo. saprai che ci sono due tipi di legno. Il pedinamento durò per una ventina di li. come state?" "Allora hai avuto quello che meritavi. prepara i bagagli per la spartizione!" "Ormai lo sappiamo: è la tua solita mania. "Sono fantasmi di quelli che si vedono alla luce del giorno!" esclamò sbalordito Porcellino. colloca sopra ogni cosa i riti e la musica. Quando giunse in fondo all'abisso. grosso e maldestro come sono. "Sarà quel buco" gridò Porcellino additandolo. Così il pioppo è un legno benedetto. Il sandalo invece è duro: ma non serve ad altro che a farne ruote di frantoio. Potremmo usare un trucco ben sperimentato. "Difficile non vuol dire impossibile. come se fosse all'aperto. "Due creature che attingono acqua da un pozzo. andiamocene via! Qui ci sono donne tremende. diecine di migliaia di persone vengono a riverirle e a bruciare incenso. ma dobbiamo essere certi che abbiamo davanti le persone che lo hanno rapito. quando sono esposte al pubblico. puoi dar loro della 'signorina'. "Sarà la casa della vampira. tu giri in tondo. rispose: "Non fa per me. "Come hai fatto a vederle nel loro vero aspetto?" "Lo dico perché un momento fa camminavano con l'orcio sulla spalla. che guardava nel foro. si apriva un foro non più largo di una giara. ma ho bisogno di prepararmi." "Va bene. Questi dapprima pensò di non rispondere: aprir bocca è disperdere energia. servite in tavola. "Che strano posto!" considerò Scimmiotto guardandosi intorno. lo trovò chiaro e luminoso. Cerchiamo. "Dal momento che la ricerca delle scritture è sempre in cima ai vostri pensieri. Comunque sono animali nocivi. Scimmiotto tratteneva il respiro. i suoi piedi Loti d'oro. vento. salvami!" "Siete il solito pesce fuor d'acqua." "Mi riconosceranno." "Hai ragione. Se sono più o meno nostre coetanee." "Come facciamo. Vi darà un figlio." "Adesso che lo sai. affar vostro. se riuscissi a mettere in fuga la lamia. "È fonda. "E io credevo che scherzasse! Andiamo a vedere in che stato è il maestro. "Complimenti. ma per uscire bisogna fare una poderosa arrampicata. Per entrare basta scivolar giù. Quando sarò dentro." "Ma discepolo. Arrivò dai condiscepoli gridando: "Sabbioso. mi hanno preso a legnate. Che cosa non va?" "Discepolo!" esclamò inorridito Tripitaka. che torno presto. attaccheremo tutti insieme. senza speranza di liberazione!" "Andate piano con i giuramenti" replicò sorridendo Scimmiotto." "Possibile che sia tanto profondo?" "Guarda anche tu." "Quante cerimonie con queste montanare!" sghignazzò Porcellino." "Saranno arrivate alla loro grotta e ci saranno entrate." "E come vuoi che riusciamo a liberarlo?" "Voi mi seguirete con cavallo e bagagli." "Che sciocchezze dici? Il maestro si roderà dall'impazienza di essere liberato. che chiamava il reverendo. Quando lo raggiungeremo. Sole. e poi consumerò senza altro indugio le nozze con il mio caro monaco cinese. Come devo fare le domande?" "Salutale educatamente e valuta la loro età." "Va bene.

" "Spazzate il pavimento e servite quello che abbiamo. Lo sfiora con le fresche Guance di un incarnato Di pesca. castagne d'acqua. Il monaco smarrito Sente che la sua tonaca S'impregna di profumo. La perfida volpe e la lepre astuta si sentono venir meno dalla paura. Tripitaka venne rispedito sotto il portico. Il chiosco è parato di seta. quando è sazio risale altissimo nel cielo. Hai una bella fortuna. Prepareremo un'altra cerimonia di nozze. "Signora" domandò il reverendo. "come mai i vostri peschi hanno alcuni frutti verdi e altri rossi?" Lei si mise a ridere: "Quelli verdi sono frutti yin. che in forma di minuscolo moscerino era posato sul suo orecchio. Questa bestiaccia dev'essere stata mandata dal Cielo e dalla Terra. tra fiori e piante bellissimi. "Andiamo a vedere che ne è del maestro. unione di yin e yang. E gli prende la mano. fra Sabbioso e Porcellino che si tenevano pronti con le armi in pugno. Vuotata la coppa. Qualunque persona normale. l'umile monaco che sono non può bere bevande alcoliche. ma di cibo vegetale in dispensa è rimasto ben poco. bevete alla nostra felicità!" Tripitaka. scosse la bottiglia in modo da formare schiuma. orecchiette. che circondano Tripitaka e lo sorreggono per accompagnarlo nel giardino. Per voi ho fatto attingere l'acqua più pura della montagna." E allungò la mano a cogliere la pesca rossa. qui riprese il proprio aspetto." "Che spudorata! Vuol farsi il suo bonzo. I suoi capelli Come ali di corvo. La ragazza lo raccolse con l'unghia del mignolo e lo scosse via. con le mani che tremavano. stoviglie rotte in mille pezzi. pepe e zenzero. i frutti che offre la montagna e le verdure di stagione: mele. era un comportamento compromettente. gridò: "Fate largo!" e balzò fuori. e questa volta vedrete che avrò successo. La fanciulla sottile Dalle curve indiscrete. signora. e le donne non si distinguerebbero dagli uomini. Tavoli verniciati di nero e decorati con incrostazioni di madreperla reggono grandi vassoi di bambù laccati di rosso. cachi." Ai richiami del monaco.della discordia. "Ce ne andremo a passeggio in giardino. "E dire che mi ero data tanta pena per far bella figura con questo banchetto." "Chissà quante ne deve passare il maestro là dentro. gli fece mille tenerezze e dimostrazioni di passione. lo incoraggiò a tagliar corto con le cerimonie. Voi dovete fermarvi ai piedi dell'albero e dire che desiderate mangiare una pesca. litchi. porcini e ogni specie di funghi profumati." "Lo so. con il vino eccellente che si beveva da quelle parti. Tutti quei cibi formano un'impeccabile armonia di sapori. mentre lei ne colse una verde. olive. melanzane ritagliate in forma di quaglie. "Hai trovato la vampira? Come sta il maestro?" "Ma sì. ben sapendo che il maestro in realtà nutriva una segreta passione per il vino analcolico. Ti sei lasciato andare ai tuoi sfoggi di bravura e hai rovinato tutto il cibo commestibile di casa." "Signora. dentro il boschetto di seta e broccato. e voi dovrete fare in modo che addenti il frutto rosso. e posò per un momento la coppa prima di bere. Voi dovete convincerla ad andare a zonzo là dentro. la ragazza correva qua e là disperata e non sapeva che fare. pigne e pinoli. . Quando la riprese in mano." Il monaco cinese la seguì." "Dunque sei rimasto là sotto a brindare alle nozze." Immaginate la folla delle belle fanciulle dal volto incipriato e dalle ricche acconciature. Uno spettacolo davvero inconsueto. gioia bella!" rispose lieta la vampira. ed era il primo a soffrirne. benché si fosse reso perfettamente conto della manovra di Scimmiotto. Quando Scimmiotto gli si posò sulla testa e lo chiamò. La vostra segreta protezione mi è stata accordata da Guanyin." "Grazie dell'insegnamento. Povere le mie stoviglie!" "C'è di peggio" informarono le servette. La vampira si venne a strofinare. dovete rendervi conto della situazione. rivelatori dei cinque orienti. La donna prese per mano Tripitaka e lo guidò verso il chiosco di paglia: "Reverendo. polpa di loto. Sono ricoperti di ogni specie di cibo vegetale. la corte si riempie di effluvi d'incenso che salgono da un bruciaprofumi a forma di leone. Questa lamia mi costringe a bere la coppa di vino. Zucchini. provocando un putiferio: tavole rovesciate. si lancia in picchiata dalle nuvole. non ve la prendete così! Ho un altro modo per togliervi dai guai. mano nella mano. Ma non aveva scelto lui di mettersi in quella situazione." "Sono sulla vostra testa. Io mi trasformerò in una bella pesca rossa. aprite il cancello del giardino e spazzate il sentiero. noci di ginkgo. Sarebbe pericoloso uno scontro in un posto di difficile accesso come questo: sarebbe facile chiudermi dentro." "Ma se hai la forza di combatterla." In attesa dei nuovi preparativi. I ditini di giada afferrarono una scintillante coppa d'oro." "Come conti di fare?" "Nel giardino c'è un pesco." Il maestro sedeva sotto il portico. siatemi testimoni. Lo hanno appeso al soffitto? Contano di lessarlo o di cuocerlo al vapore?" chiedeva Porcellino. quelli yin restano in ombra." Tripitaka si rimise al giudizio dell'esperto: "Va bene. e disse timidamente: "Signora." Tornò a trasformarsi in mosca e volò sulla torre d'ingresso. "Da dove viene questa bestiaccia? Ha il diavolo in corpo!" Tripitaka tremava. E portatemi carta da bruciare: devo spedire gli inviti al Cielo e alla Terra. non possono guastar tutto un'altra volta. Certo. La ragazza lo vuole impalmare. Il falco allargò gli artigli e piombò sui cibi. vegetariano o no. Tripitaka si inchinò con galanteria e offrì il suo frutto a due mani: "Voi che amate i colori caldi(6). dietro casa. Scimmiotto si trasformò in un falco affamato: Terribile. giuggiole. germogli di bambù. e io vi libererò. meloni d'inverno tagliati a cubetti. Fave e fagioli nelle salse adatte. Come convenuto. I frutti yang sono i più esposti al sole e maturano prima. Non potreste accompagnarmi in una piccola passeggiata?" "Ma certo. ne abbiamo altre negli armadi. più lacrimoso che mai. e io bevendolo violassi il divieto. gli parve di avere perso cento libbre di peso. Senza yin e yang non brillerebbero il sole e la luna. i rossi yang. "Di stoviglie. La fame lo spinge a fare razzia di colombe. volò via fino all'imboccatura dell'abisso. giunsero al frutteto dei peschi. per distrarti e curarti la malinconia. Devo alla vostra debordante affezione di avermi portato nella vostra bella casa. e questa volta pregheremo il Cielo di fungere da mediatore e la Terra da testimone: se vengono coinvolti. ma se non lo fosse. Farò un altro tentativo. non crescerebbero gli alberi." Scimmiotto. Gli occhi ridono teneri. rape macerate nell'aceto. In questo modo entrerò dentro di lei e la ucciderò. Dopo aver superato diversi chioschi e padiglioni. kumquat. ma se resto a lungo seduto il male mi riprende. mandorle. maestro. Ragazze. Quanto a Scimmiotto. Ma la lamia perse tempo rivolgendo al reverendo altre tenerezze. noci. con la voce roca di collera: "Avanti con quei piatti! Non importa se sono vegetariani o no. la vampira accorse tutta festosa e sorridente: "Che cosa desidera il mio caro. ma tu stammi vicino. con artigli di giada e ali d'acciaio. indispettiti perché trattengo presso di me il monaco cinese." "Sentiamo. Il novizio volò quindi su un ramo e si trasformò nella più bella pesca rossa che si fosse mai vista. toccò a Tripitaka di riempirne un'altra da offrire alla padrona di casa. mentre il maestro è in pericolo?" "E allora perché sei risalito?" Scimmiotto fece il resoconto degli avvenimenti e concluse: "Pazientate ancora e restate qui. E poi formaggio di soia. Ma il coraggioso Tripitaka aveva una pietra al posto del cuore." "Bestia! Quali brindisi vuoi fare. Per forza bisogna giocare d'astuzia. per un bonzo tanto conosciuto nella capitale e con incarichi così importanti. la riempirono di vino e la porsero al monaco cinese: "Mio adorabile reverendo. e corrono a nascondersi. cui sarò sempre grato. frutta e verdure sparse dovunque nella polvere." Tentazione diabolica Per il povero monaco. alla faccia del Cielo e della Terra" si disse Scimmiotto. mi sforzerò di berlo per assicurare il buon esito della mia missione. navoni. Lei certamente vorrà farvi compagnia. Poi ebbe paura di irritarla con il silenzio." "Ho visto un giardino. gli strapazzi del viaggio mi avevano procurato una malattia da cui sono tuttora convalescente. colocasia candita. uva. e il pranzo è soltanto di cibi vegetariani. cetrioli. invece di scegliere questi sotterfugi disgustosi?" "Maestro. vi mandano i loro saluti. Il bel risultato è che l'hai esacerbata: ora vuole costringermi a mangiare cibi proibiti. signora. Ascoltate il mio giuramento: se è davvero vino analcolico. balzò su indignato: "Macaco del malanno! Sei il peggiore dei miei persecutori." S'inoltrarono sul sentiero. Scimmiotto sogghignava fra sé: "Chissà se resiste a questo attacco in grande stile. senza rendersi conto di quanto lo metteva in imbarazzo. E io come farò?" "Via. glutine di grano. castagne. "Niente di tutto questo. prese la coppa. Vista la piega che prendevano le cose e l'impossibilità di realizzare il suo piano. Non lo sapevo. nocciole. Si sentiva la lamia che dava ordini. ho preparato del vino che vorrei bere con voi. La buona vampira gli diceva: "Che aria triste hai! Questo è il più bel posticino del mondo. versò qualche goccia di vino ad uso di libazione e formulò dentro di sé questa preghiera: "Dèi protettori della Legge. Verdure fritte nell'olio. avrebbe scordato Buddha e scritture. meraviglioso reverendo?" "Signora. la schiuma si era dissolta e si vedeva benissimo il moscerino galleggiante. precipitatemi subito e per sempre nelle sofferenze della trasmigrazione. sono qui". in mezzo alla lieta brigata vestita di veli leggeri. perché vuole celebrare le nozze. Scimmiotto diede un piccolo morso di avvertimento e Tripitaka lo comprese perfettamente. perché non l'affronti. e Scimmiotto si nascose in una bollicina. protettori delle quattro direzioni.

per non turbare il convegno amoroso. Se poi non sapete che ne fu della lamia. dovete essere voi ad accompagnare il bonzo. e ciascuno va per la sua strada. Sabbioso cercava intorno girando a vuoto. e volò via trasformata in corrente d'aria. che udiva parlare l'interlocutore ma non riusciva a localizzarlo. Ricordi il proverbio: prova tre volte e riuscirai? Tu hai provato due volte. Sulla porta del carcere Accolgon terra e legno il monaco ormai libero. fegato. sconvolta dal dolore. quelle spade vagliano la nera polvere della terra. e ritrovo solo una briglia spezzata." A Porcellino venne da ridere. fratello" rispondeva Sabbioso." "Non pensavo a quello" rispose Porcellino." Scambiarono i frutti. "Arrivo. Intanto Porcellino duellava con la pantofola ricamata. e la buona vampira si sentì tutta intenerita: "Che uomo gentile! Che gesto affettuoso. Breve è stata la gioia: bisogna separarsi. che si era rotta. Presto!" In effetti maestro. Torno là sotto." "Al momento il vostro condiscepolo è nel ventre di questa signora" dichiarò Tripitaka. come si dice. "Che schifo!" esclamò Porcellino. Ho la situazione in pugno. Lottarono a lungo. adesso che faccio?" gridò lei presa dal panico. È come nei versi: Quando vedo la sella. la Via della Madre ne soffre. volse le spalle e fuggì." "Non ci possiamo tirare indietro. dal ventre. Il Novizio si fece piccolo e le salì nella gola. ancor prima che diventi mio marito!" Tripitaka addentò la propria pesca e anche lei accostò la sua alle labbra vermiglie: ma l'impaziente Scimmiotto non aspettò il morso e le balzò senz'altro in gola. lui vuole formare il santo embrione combattendo il puro yin. con il nocciolo. nato dal cielo. "Stupidi!" gridava Scimmiotto. "Posa il rastrello." "E dove sarebbe?" "Nel vostro ventre. acchiappa!" gridava Scimmiotto. Se l'acqua combatte il fuoco. Uniti l'uno all'altra come pesci nell'acqua. cui diede il suo aspetto con un incantesimo. avevo appetito. Prima di avventurarsi ad attraversare la bocca. Quando si fermò esausta. Crederete che il suo unico pensiero fosse di mettersi in salvo. bestia? Questa volta non hai neppure i bagagli da spartire. si mangia da sola." La lamia spalancò le mascelle quanto poté. signora? Un attacco di cuore?" "Non fatemi domande. io getto l'amo e spero fortuna. Ahimè! La coppia d'anatre è stata separata. ricuperando l'arma al passaggio." "Voi siete di buonumore. io non ci sto. "Che cosa stai armeggiando lì dentro? Vieni fuori. Lui è la scimmia dello spirito." "Porcellino!" gridò Tripitaka. Le ragazze chiedevano: "Ma dove volete andare. Quello scherzo con la pantofola me l'aveva già fatto la notte scorsa. Son pieni di rancore e provano una gioia feroce a sfogare nello scontro il loro furore. terrorizzata." "Ma questa mi è rotolata giù tutta intera. ma ci restò male quando vide di che cosa si trattava." "Hai ragione. Porcellino brontolava: "Vedi che pasticcione! Le stava nel ventre: avrebbe potuto metterla a ferro e fuoco." La vampira.vogliate gradire questa pesca. e lui se la prende con noi." "Nemmeno per sogno" si rifiutò Porcellino. Facciamo accomodare il maestro da qualche parte." "Non avete abbattuto un bel niente. me ne dovrò cercare un altro. ragazze. "Non mi serviva il vostro aiuto! Dovevate badare al maestro!" "Te lo dicevo. e uscendo squarciarla. "Evidentemente il maestro è stato riportato là sotto. non c'è altro da fare. La vampira si rivolse al monaco tutta spaventata: "Reverendo. E voi sorvegliate bene l'uscita. cavallo e bagagli erano scomparsi. facciamoci sotto" cambiò idea Porcellino. e balzò per aria riprendendo il proprio aspetto. Scimmiotto scoperse un pezzetto della briglia del cavallo. Al Ponte degli Amanti è salita La marea. non sapeva dove battere la testa. "Sono nelle sue mani. la vampira si mise in cammino. signora. Invece quello scemo è uscito per benino dalla bocca. "Acchiappa." "Dài. Presto. io credevo che fossimo Legati a filo rosso fino all'eternità. "Quello non è un avversario da poco. Porcellino. Io mangerò quella verde. l'avete mangiato con tanto gusto. maestro! Ho lasciato il cavaliere con il suo cavallo. "e avrà trovato conveniente far cambio con il maestro. tanto da farla ammutolire e cadere a terra. da ingoiare anche il nocciolo." "Quando la frutta è ben matura. lei. Scimmiotto. Scimmiotto credette che fosse morta e sospese l'aggressione. perché ti sei dato tanto da fare per entrarmi dentro lo stomaco?" "Niente di speciale. Non avete riconosciuto la pesca rossa che vi è balzata in gola?" "Dio mio. è figlia della terra. signora. ma lei si riprese e gridò: "Aiuto. e si concessero un bel duello in cima alla montagna. Poi sfrecciò via fra quella cerchia. spaventato. La lamia sfoderò le due spade preziose. fanciulla seducente. "Parlo al mio discepolo Consapevole del Vuoto. da far tremare i monti e fremere le fronde delle foreste. reverendo mio. adesso se la goda lui. La lamia era già in difficoltà." "Non far male a nessuno. "Sarà meglio che vi facciate riconoscere. signora?" "Finché sul fiume splende la luna. impugnamo le armi e andiamo ad aiutarlo. sempre pericolosamente vicina. dopo inutile attesa dell'incontro(7). si aggrappò al monaco: "Ah. l'abbatté valorosamente. "che cosa sarà questo rumore?" "È il rastrello di Porcellino" rispose Scimmiotto. E FANCIULLA SEDUCENTE RITROVA IL FONDO DELLA PROPRIA NATURA. sono io che arrivo!" Porcellino e Sabbioso li accolsero festosi. "Ma è pur merito suo se il maestro è risalito dall'abisso. "Perché ridi." C'era poco da scegliere. . con la sbarra levata in posizione di combattimento. che si erano sparse qua e là nel giardino a cogliere fiori. e il frutto era invitante. ma anche un peto fa il suo vento. Chi l'avrebbe creduto? Si voltano le spalle Le due fenici. lasciate perdere le manfrine. ne va della mia vita!" Ma Scimmiotto. si udì rumore d'armi." "Che apra bene la bocca!" gridò Scimmiotto. pensò bene di prendere una precauzione contro il rischio che la creatura tentasse di morderlo: trasformò la sbarra magica in un nocciolo di giuggiola e lo collocò strategicamente fra i suoi denti. Quella sbarra riempie il cielo di fredde brume. Sabbioso gli chiese: "Che ne è del nostro condiscepolo anziano?" "Avrà fatto bene i suoi conti" suppose Porcellino. Lotta e sfoggio di talenti sono dovuti alla missione del monaco cinese. "Discepolo" chiese Tripitaka inquieto. afferrò tutto quanto al passaggio e se lo portò via. visto che non avete più niente da custodire. Ma quando vide Tripitaka seduto solo soletto accanto all'imboccatura dell'abisso. con le sue sette aperture e tre peli. portate il bonzo all'uscita. con il cavallo e i bagagli. la terza di certo riuscirai. che non volevo venire. quando piombarono su di lei e la tempestarono di colpi. Con le spade volanti difendeva il volto da quella sbarra. CAPITOLO 83 LA QUERELA RITIRATA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO RICONOSCE LA FONTE DEL CINABRO. Yin e yang non si possono unire. Quando Tripitaka uscì dall'abisso accompagnato dalla lamia. ascoltate il seguito. Alla fine sarai ben ripulita e potrai aver successo nella carriera di scheletro fantasma. Lacrime velan gli occhi: quando potrò vederti?" Scimmiotto temette che il suo tono elegiaco avesse presa sul maestro e si mise a fare il diavolo a quattro. Lei si lasciò dietro a fronteggiarli la propria pantofola. Con questo fidanzato mi è andata male. Questa scimmia è un po' tocca: noi l'aiutiamo ad abbattere i mostri. aiutatemi!" Le sue mostriciattole. giunsero di corsa e la videro stesa a terra con il viso terreo: "Che avete. ripenso al palafreno E lacrimo al ricordo del mio amore lontano. Il nostro problema sarebbe stato risolto. Mi accontenterò di mangiarti i sei foglietti. gridò: "Se volete che vi risparmi." Intanto Scimmiotto era disceso nel ventre e gridava: "Maestro. Sabbioso." Quando giunsero alla bocca dell'abisso. Vediamo che ne è stato del maestro. discepolo!" "Ma a chi state parlando?" chiese la vampira. polmoni e cuore. È proprio il caso di dirlo: La scimmia dello spirito ha sottomesso il mostro Agendo dall'interno. la raccolse e non poté trattenere le lacrime: "Ah. Lei vuole impadronirsi dello yang primordiale attraverso l'unione carnale." E balzò giù senza prendersi nemmeno la briga di trasformarsi. se troverai il giusto tono di voce sepolcrale. Avrà poteri maggiori dei nostri." Scimmiotto asciugò le lacrime: "Si capisce. che pesca strana! Mi è balzata in gola da sola.

è discepolo di Guanyin nei mari del Sud. La legge lo dice: falsa accusa comporta pena aggravata di tre gradi. inviato dalla corte dei Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. calmatevi!" Il re impallidì. Dentro regnava il silenzio: non c'era segno di presenza umana. balzò sulle nuvole e giunse in breve alla porta sud del Cielo. In effetti la lamia aveva abbandonato la residenza e si era rifugiata chissà dove (l'abisso aveva grandi dimensioni." "Non è più necessario darsi da fare." Quel grande santo! Afferrò le prove materiali e il documento. meravigliati. hanno consentito la fuga della rispettiva figlia e sorella nel basso mondo. Andremo a reclamarlo dalla sua famiglia. Aspettatemi qui: presenterò la denuncia all'Imperatore di Giada. Nata. che decretò di farlo entrare. "Andar dove?" chiese Scimmiotto. Mai sentito uno sfacciato paragonabile a questa scimmia zuccona. Perché vi siete andato a rimpiattare in posti che non conosco?" Il vento portò una zaffata di profumo d'incenso. Il viso è contorto." "Che querela potrà mai presentare contro di me?" "Ti accusa di incitamento a ratto di esseri umani. Seguì la traccia ed entrò in una piccola stanza disadorna. Brucia l'incenso e poi leggi tu stesso. siete proprio nato sotto la stella della disgrazia. impugnò la sciabola e si fece a pezzi da sé: consegnò la carne alla madre e le ossa al padre. Il primo è Suvarnata." "Che roba è? Non è una persona. è punita con la morte." "Attento. Mia figlia Zhenying non ha ancora compiuto sette anni: che cosa vuoi che sappia di uomini e di vampiri? La prenderò in braccio. "Dice l'adagio: la calunnia per fatto punito con la morte." "Calmati!" lo invitò l'astro del metallo. dove fu accolto con molta cortesia dai quattro grandi precettori Zhang. Si recò di corsa alla Sala della Comunicazione Illuminata. "Oso sperare che il sovrano del cielo gli darà un castigo esemplare" aggiunse Scimmiotto. Nata. Querelante: Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Erano di turno Anima Lunga e Conservatore dello Stato. collocò il tavolino dell'incenso e ringraziò l'imperatore della grazia che gli accordava. Di tanto vi saremo profondamente riconoscenti. per evitare di peggio. per cavargli un tendine e farsene una cintura. il bimbo provocò un incidente. e legarono Scimmiotto. che era andato a prendere la sciabola." "Che cosa scriverai?" "Vediamo un po'. L'Imperatore di Giada la lesse dal principio alla fine e vi appose il suo sigillo: ciò ne faceva un decreto imperiale. ansimante d'ira. Andò dritto filato alla torre d'ingresso. e avrà preso l'aspetto di creatura malefica per rapire il maestro. Attualmente ha rapito il nostro maestro e lo detiene in nascondiglio ignoto. Sua maestà ha manifestato il proprio volere" risposero i quattro precettori celesti. deluso." Sabbioso e Porcellino pendevano dalle sue labbra: "Fratellone. il secondo. Ridusse la sua sbarra a un ago. dove va fuorviando innumerevoli uomini ed attenta alla loro vita. Legate subito questa scimmia con la corda per diavoli!" ordinò ai suoi subordinati. che l'immortale Ge prese e svolse sul tavolo imperiale. Xu e Qiu: "Qual buon vento. te ne pentirai. "Dovete recarvi da Li. questa volta. sfoderò la spada e parò il colpo. Gridava: "Padre e re. per essere tanto allegro. per aver deliberatamente incitato la figlia e sorella a commettere i crimini di cui sopra." L'astro del metallo. Non sono faccende da prendere alla leggera. in quella centrale era posto un tavolo laccato. una carta così ben ragionata navigherà di sicuro con il vento in poppa. ordinò che si portasse l'incenso da bruciare. più di trecento li di circonferenza). ma ha grandi poteri. forzò l'ingresso del palazzo di cristallo e acchiappò un drago. povera piccola. si impadronì dei due oggetti e ritornò indietro pieno di allegria. Come fai a dire che l'accusa è fondata? E se adesso ci rimetti la pelle?" "Vecchio mio. in servizio nell'avanguardia del Beato. Età: vedi allegato. "Bisogna estirpare dalla radice queste porcherie. o qualcos'altro. soccorso il nostro maestro." "Vedrete che sarò svelto: ritornerò nel tempo di portare a bollore l'acqua del tè. il portico est era deserto. che si inchinarono e lo fecero passare. "Re Li. io prendo la mia sciabola per decapitare i diavoli e gli taglio la testa. posta la lamia in condizioni di non nuocere. IL RE CELESTE LI E sotto: AL MIO RISPETTATO FRATELLO. come protettore della Legge. dissero: "Hai certo liberato il maestro.Aspetto bizzarro. Professione: discepolo del monaco Tripitaka. Sul tavolo erano posati un bruciaprofumi dorato. Poi svolse il documento. e assicura che si tratta proprio di tua figlia. ma alla fine vince lui. la venne a roteare sulla testa di Scimmiotto." Quando giunsero alla Torre di Nuvole. quando Li e suo figlio non erano stati in grado di catturare quel terribile grande santo. "Ha ricevuto l'ordine di accompagnarmi. si lamentava: "Maestro. tutto spaventato. per trascuratezza. il terzo è Nata. Come mai? Il fatto è che gli scontri di cinquecento anni prima. Porcellino e Sabbioso. La presente querela ha lo scopo di chiarire se padre e figlio siano imputabili di disumanità. trovò chiusa la porta e la sfondò senza complimenti. Il vostro vecchio Scimmiotto conduce sempre i suoi affari così: al principio sembra che perda." "Non posso tollerare un'accusa tanto perfida. Moksa. Perché mai? Chi lo ostacolava con le armi in pugno non era altri che suo figlio." "Vada anche il querelante" ordinò l'Imperatore di Giada. se la ripose dietro l'orecchio. Sa mettere in fuga le nubi del cielo E reca scompiglio fra le onde del mare. Evidentemente la proprietaria è figlia del re Li e sorella del terzo principe. Il pianeta Venere fu incaricato di recarsi al Palazzo Torre di Nuvole per citare il re celeste Li Porta Pagoda a comparire davanti a sua maestà. Scimmiotto. fratello" obiettò Porcellino. non sarebbe stato naturale ordinargli di farsi da parte? Ma ecco che cosa c'era sotto. Alla nascita quel figlio recava scritto il segno Na sulla mano destra e il segno Ta sulla sinistra: donde il suo nome. rivolto a una falsa lamia. furioso. Dopo soli tre giorni. E che accusato si viene a cercare! Un feldmaresciallo autorizzato prima a decapitare e dopo a riferire. non vi preoccupate" rispose Scimmiotto con un sorrisetto. Visto che veniva in qualità di inviato imperiale. grande santo?" "Ho una querela da presentare contro due tizi. Scimmiotto espletò il cerimoniale degli omaggi al trono e presentò l'istanza. il principe Nata. IL PRINCIPE EREDITARIO NATA A quella scoperta. si rivolse a Scimmiotto: "Hai sbagliato: non si presentano accuse all'imperatore con tanta leggerezza. per restituire . Supplico che sia compassionevolmente accolta l'umile querela e pertanto: spiccato mandato di comparizione degli imputati. non poté nascondere un moto di disappunto. non ha orecchie: come potrà ascoltarci?" Scimmiotto mostrò l'oggetto: "In casa non c'era più nessuno. Ed oggi anche l'Ovest dovrà riconoscere Qual'è il suo valore e i grandi poteri. e una tavoletta su cui era scritto a caratteri d'oro: TAVOLETTA DEL MIO RISPETTATO PADRE. sotto forma di lamia nell'Abisso Senza Fondo del Monte del Tranello." Lo condussero alla Sala delle Nuvole Misteriose e lo annunciarono a sua maestà. in cui si vedevano tre nicchie nel muro. Il re celeste Li Jing Porta Pagoda e suo figlio. "Potete accompagnare il vecchio Venere. scolpito con un motivo di draghi. Sconfisse divini guerrieri in battaglia E conquistò titoli di grande prestigio. sta con me ed è il più instancabile difensore del trono imperiale." Il re celeste. Quando Li vide che Scimmiotto era venuto con lui. "Chissà con chi se la prende. Perciò entrò in mare. Siediti un momento. ma scriverò anche la querela. Scimmiotto abbandonò le ricerche. Come conti di fare?" "Tavoletta e bruciaprofumi sono i mezzi di prova. figuriamoci! La calunnia è un brutto reato persino quando le vittime sono gentucola. Dopo farò rapporto. e te la farò vedere. Aveva sentito raccontare che i tendini di drago sono particolarmente resistenti. "Non c'è nulla da temere." Il re celeste. Dagli occhi arrossati diffonde faville E peli di ferro ricoprono il corpo. Tale è il contenuto della querela che presentiamo. "Il querelante ha prodotto come prove una tavoletta e un bruciaprofumi. Querela per ratto perpetrato da falsa lamia. Ho trovato la tavoletta in una specie di cappellina privata. da cui esalava l'incenso. e il re uscì a riceverlo. non cercare guai!" lo esortò l'astro del metallo. "Che decreto mi porti?" "Una querela del grande santo Scimmiotto contro di te. lo lesse e andò tanto in collera che quasi rompeva il tavolino battendoci i pugni: "Zucca dura di una scimmia! È tutto falso. Ma sbrigati: ogni ritardo può costare al maestro la vita." "Ho tre figli e una figlia. La tua corda stringe: se non sarà giustificata. stabilite chiaramente le responsabilità. Quando suo padre lo seppe lo volle uccidere. Accorse il terzo principe. l'avrà colta la nostalgia di questo basso mondo. Lo chiederemo a questa tavoletta. il generale Pancia di Pesce e il maresciallo Yaksa Eroico." "Il solito aggressivo!" si dissero sconcertati i precettori. avevano lasciato qualche segno. Vennero avanti gli assistenti: il dio Efficienza Gigantesca. Arredi e vasellame erano scomparsi dal chiosco di paglia. ma cuore valente. l'astro del metallo fu subito annunciato dal portinaio: "È arrivato sua signoria Supremo Candore". Ge.

" Finalmente il re celeste fu ammesso ad avvicinarsi e a sciogliere le corde. Ricordati che un giorno in Cielo è un anno in terra. nella selva di bandiere e baldacchini." Il bestione si mise a strillare: "E invece il primo dev'essere Porcellino!" "Silenzio!" ordinò il re celeste. Tutti si misero in movimento e presto giunsero in vista dell'apertura rotonda da cui si accedeva all'abisso. l'avevo completamente dimenticata. Quanto alla scimmia. figliolo." Il re. e di convocarti in paradiso per darti il titolo di equipuzio. non vedo come vi possiate difendere. in modo che non resti nessuna via di fuga. "Ci vado io" propose Scimmiotto. Quella creatura deve avere diversi rifugi. che aspettavano ardendo d'impazienza. Dopo il perdono si fece chiamare Signora Zampilla da Terra. Il re celeste non trovò altro rimedio che implorare a sua volta l'aiuto del Buddha per il quale. Re Li. mentre raccoglieva le truppe. Che castigo ti toccherà per aver lasciato fuggire il colpevole e aver preso alla leggera un decreto imperiale?" "Niente tè. e pertanto l'imputato è dispensato dal comparire. gli antichi! Da morto. Ma ora non perdiamo altro tempo: non vorrei compromettere la sorte del maestro. entrambi rimasero a testa bassa. chiedendogli di interporre i suoi buoni uffici. "tocca a me sottomettere quella creatura. Dopo tante emozioni. Riempiranno il mondo di monacelli." "Non c'è furia." "Come farai?" "Dirò che il querelante ha tagliato la corda. bisogna entrare nella tana della tigre. ma lo è di adozione. Se non fossi intervenuto io." "Il posto l'ho esplorato io ultimamente." L'astro del metallo finì per andare da Scimmiotto e mettergli una mano sulla spalla: "Grande santo." Il re celeste si rese finalmente conto della situazione e volle slegare Scimmiotto con le sue mani.' "Così le risparmiaste la vita e lei. L'anima se ne andò nel Paradiso dell'Ovest a querelarsi davanti al Buddha. ma con quali argomenti?" "Ricordategli che foste voi a proporre di perdonarlo e di conferirgli un titolo. come si sa. ti ascolterò. fu questo il tuo percorso per giungere alla non-nascita e alla non-estinzione. Porcellino e Sabbioso." "Lascia stare. non la finirebbe mai di lagnarsi e di punzecchiarti. quando sentì una voce. Va be'. dove saresti oggi?" "Lo dicevano. avevi cancellato di prepotenza il tuo nome dal registro dei morti e ti davi alla violenza con la tua banda di mostri. Con ciò Nata era invitato a rispettare suo padre come un buddha e a deporre il rancore. Scimmiotto la indicò: "Ecco il posto. Al ritorno a casa. Chi scenderà per primo?" chiese il re celeste. circondavano il grande santo e in breve scesero con lui sul Monte del Tranello. se mi patrocinaste voi. pregò Scimmiotto di sedersi al posto d'onore per ricevere gli omaggi della famiglia. Cos'altro hai da dire? Se sono cose sensate. Ma il grande santo non era d'umore da lasciarlo fare: "Nossignore! Giù le mani dalle corde! Ci tengo a comparire in questo stato davanti a sua maestà. per carità. che fendevano oscure nebbie portati da vento d'uragano." "Accettare il tè equivale a lasciarsi corrompere. Come ti permetti di sospettare che io voglia pescare nel torbido?" Il re lo ringraziò. fallo per me. non sapevi proprio stare al tuo posto. "Ritiro la querela per un riguardo a te. Le faremo vedere di che cosa siamo capaci. Ma lo dico solo per salvarti la faccia. E dove andrà a finire la tua missione?" Scimmiotto abbassò la testa e rifletté: "È vero. che a sua volta prese Scimmiotto da parte: "Ho ancora una parolina da dirti: mi ascolterai?" "Mi pare di aver ingoiato abbastanza rospi per salvarti la faccia. e chissà quanto andrà avanti il dibattito. Scimmiotto e l'astro del metallo si recavano a informare l'Imperatore di Giada: "Il mostro che ha catturato il monaco cinese si chiama Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. io corro il rischio di essere imputato di alto tradimento. caro Ammiraglio dei Canneti Celesti: per aver bruciato in nostro onore qualche bastoncino d'incenso. e voi ne siete responsabile. E pensare che ho detto a Porcellino e Sabbioso che sarei stato di ritorno nel tempo che occorreva per portare a bollore l'acqua del tè. si fecero loro incontro a salutarli: "Quanto disturbo vi date!" "Ahimè. Speriamo che sua maestà voglia autorizzare. perché oggi mi rifiuti un piacere?" "Di quali servigi vai cianciando?" "Quando eri una creatura malefica sul Monte di Fiori e Frutti. Scusateci del ritardo. Tu sosterrai che la lamia è figlia di Li. la sua querela è giustificata. così rubasti le pesche della regina." Ed ecco Scimmiotto e il terzo principe. e insisteva perché lo portassero subito in udienza. e fui ancora io a insistere perché ti si accordasse il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo. Il titolo di equipuzio valeva ben poco. noi tre sbarreremo l'uscita. un po' di disordine che feci in Cielo non fu proprio niente di speciale. in caso contrario. Io che cosa posso fare? La colpevole non è vostra figlia carnale. tutti sanno quant'è sfacciata." Il re celeste si spaventò: "Se quello va e parla. lui lo negherà. Ti ribellasti di nuovo. vecchio mio. Il re sta raccogliendo le truppe per catturarlo. che in seguito avrebbe assoggettato alla Legge i diavoli delle novantasei grotte e acquistato grande potenza.a lei il sangue e a lui lo sperma. Per aver rubato candele e incenso la chiamarono Mezza Guanyin. Il Beato commentava sutra per i pusa. Scimmiotto si recò alla porta sud e trovò i Li pronti alla partenza. né alla rete celeste. Il grande santo si contorceva. Figúrati quanto tempo avrà quel vampiro per portarsi a letto il tuo maestro. Ci posso andare da solo. non farti seppellire vicino a un vecchio. La ragazza." "Potrei evitarlo. I divini guerrieri. Qual'è il suo nome?" "Ha tre nomi: quello originario è Spettro Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. "Tieni presente che processo d'un giorno richiede dieci giorni di arringhe. Il re celeste prese da parte l'astro del metallo." "Lo farei volentieri. "È un grande abisso. Nata voleva vendicarsi del padre. Questo è il motivo per cui Li si chiama Porta Pagoda. che sapeva già tutto. stupito e confuso." "Per chi mi prendi?" s'indignò Scimmiotto. dovette confessare: "Perbacco. per riconoscenza." "Per prendere i tigrotti. il re si spaventò e corse subito a prendere la pagoda d'oro: "Che fai. . fui io a proporre di promulgare un editto di pacificazione. vi darà retta. con bellissime immagini di buddha a ogni piano. Chissà dove si è nascosta. e voglio vedere chi vincerà il processo. "Darò io le disposizioni. Da principio aveva portato il maestro in una residenza con la torre d'ingresso a doppia gronda. con capitani e truppa. non volermene" brontolò Scimmiotto. Lunga vita alla cerva sopra il monte. d'origine terrestre. "Come dicevano gli antichi" rispose costui: "pratica sempre la tolleranza. Siete stato precipitoso a legarlo in quel modo e minacciare di ucciderlo. trafugasti il vino dell'imperatore e saccheggiasti l'elisir del signore Laozi. Se non comparite in udienza. infilarsi per il foro e planare là sotto su nuvole luminose nel bel paesaggio. con una circonferenza di trecento li. Scimmiotto e il terzo principe guideranno insieme le truppe sul fondo dell'abisso. utilizzando il loto: la radice per lo scheletro e le foglie per rivestirlo. fa la vampira e se l'è presa con il monaco cinese. beviamoci un'altra tazza di tè. "Sono anch'io un militare. Presidiamo l'accesso." "Tu sogni. ma prima làsciati slegare. Comunque. Voi foste incaricato di catturarla e di batterla a morte. che gridava: "Aiuto!" Gli occhi di sapienza del Buddha riconobbero subito l'anima di Nata. non c'è più nessuno. legato come un salame. Vedendosi davanti il figlio con la spada in mano. "No" si oppose il terzo principe. Il Beato gli donò un reliquiario d'oro traforato a forma di pagoda. in un paio di momenti cruciali. almeno in parte" disse Scimmiotto. fu allora che scrisse la tavoletta e incominciò a onorarci con l'incenso. Tant'è. con tutte queste complicazioni. e tu mi fai apparire come uno che taglia la corda. Sarò in ritardo. Dài. salutò voi come padre adottivo e me come fratello. non berremo più tè! Ecco che vuole incastrare anche me. rotolando per terra. Perciò ritornò alla carica con l'astro del metallo. Io non ho altri figli che voi. ragazzo? Alzi la spada su tuo padre?" "Voglio solo evitarvi di commettere un errore." L'imperatore. io ritorno subito. quella ragazza si è sentita autorizzata a qualunque soperchieria. è solo per prendere meglio la rincorsa e balzare avanti. Temeva che Scimmiotto in udienza si scatenasse di nuovo. È vero che avete una figlia nel basso mondo." E chiese all'astro del metallo: "Supponiamo che sia d'accordo. decretò non luogo a procedere. e non sapeva come difendersi. È questo il Monte del Tranello? Noi non conosciamo il posto e non sappiamo dov'è la grotta. Andiamo pure in udienza da sua maestà. Recitò l'incantesimo che fa rivivere i morti. Scimmiotto ha scoperto il suo rifugio e ha trovato la tavoletta. che ne dici? Te lo dicevo che alla fine vinco sempre: se faccio un passo indietro. dopo di che. ma a stare al racconto di vostro figlio è legata a voi come se lo fosse." L'astro del metallo rise amaramente: "Come sei spietato! Eppure a suo tempo ti ho reso dei servigi. con le truppe schierate in ordine di battaglia. ma ora è deserta." Al re celeste caddero le braccia. Così rinacque Nata. come la mettiamo con il decreto imperiale?" "Chiedi a Li di levar truppe per venire a sottomettere la lamia. La tavoletta dedicata al re Li e a suo figlio è un inganno tramato dal mostro. mi venga a slegare. so bene che la parola data va rispettata. e poi vedremo il da farsi" rispose il re celeste. il principe zittì." "Ma io che figura ci faccio?" rise Scimmiotto. digli di raccogliere le truppe alla porta sud. come il ratto del vostro maestro. partiamo subito!" Il re non aveva nessuna voglia di muoversi. Ma il Buddha ordinò: 'Non pescar pesce nato in acqua fonda. Il Novizio si rivolse all'astro del metallo: "Vecchio mio." "Avete dimenticato. Non sarà figlia vostra di sangue. pace e armonia contano più di ogni altra cosa." "Non potrà sfuggire. né alla nassa terrestre che le prepareremo. trecento anni fa divenne un mostro e rubò candele e incenso al Monte degli Avvoltoi. A quanto pare è ritornata al punto di partenza. con l'intenzione di mangiarseli. Il Cielo voleva farti arrestare. Dell'ordine imperiale mi occupo io.

Il bambù che ha mutato le sue foglie Riprende slancio. Per aver accettato il tuo incenso. Mentre i quattro pellegrini marciavano nell'intensa calura. a goccia a goccia. Invitarono il monaco cinese a montare in groppa. sbucò dai grandi salici che fiancheggiavano la strada una vecchia che teneva un bambino per mano. osservando la vecchia e il bambino con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. Trecento li di erba calpestata." "Niente paura. Ai quattro lati sale la nebbia. risalirono alla bocca dell'abisso. torri scarlatte si elevano su rupi rossastre a strapiombo. Qui la vampira aveva portato Tripitaka per convincerlo a sposarla. "perché non me l'hai detto subito?" "L'ho detto non appena l'ho riconosciuta" rispose ridendo Scimmiotto. Figuratevi che due anni fa ha fatto voto di sterminare diecimila bonzi. prigioniere e pellegrini. Le fronde fitte dànno un'ombra fresca Sotto cui gli uccellini si riparano.Tutto come all'aperto: il disco del sole e quello della luna. abbassano le tendine ricamate. I viaggiatori delle otto direzioni cercano sistemazione per la notte. il vostro maestro. il tempo in cui caldi e umidi venti subentrano agli acquazzoni della stagione dei susini." I celesti tornarono in cielo. prendete le corde da mostri e legate tutte queste streghe!" Soldati. "Siamo venuti ad arrestarti per ordine dell'imperatore. dove il re celeste si fece incontro a Scimmiotto: "Questa volta l'avete ricuperato. bonzo! Volgi indietro il tuo cavallo e ritorna da dove vieni. e a continuare il suo viaggio verso Occidente con la guida di Scimmiotto. di completare il numero con quattro persone di miglior livello! Se andate a mettervi nelle sue mani. Scimmiotto assisteva Tripitaka. il vostro discepolo vi ha mancato di rispetto." Tripitaka. e guidò Tripitaka dal padre e dal figlio. le cose potrebbero mettersi male per noi. pozzi di giada e molte altre belle cose. in coppie. Io vado a dare un'occhiata in città: può darsi che troviamo modo di prendere il largo di nascosto durante la notte. Se ci vedessero e diffondessero la notizia che ci sono bonzi in arrivo. posso chiedere se c'è qualche comoda deviazione. Scende la sera: a quest'ora passerà gente che rientra in città. prosciughi il mare dorato. spalla a spalla." Tripitaka non se lo fece ripetere. tutti quanti a bordo di nuvole luminose. Sarà meglio che portiamo il maestro lontano dalla strada maestra." E urlò: "Soldati. Per andare a Ovest si deve passare di lì. chissà come sarebbe contento." "Non so come ringraziarvi" esclamò Scimmiotto. quando la più coraggiosa allungò il collo dalla finestra per vedere che cosa accadeva fuori. io e mio padre ce la siamo vista brutta. Ritornava l'estate. ornata di vasi di fiori. E balzò via nello spazio con un sibilo. Era un angolo in ombra. che è rigorosa e spietata: devi stare attento. perché anche lui esprimesse la sua gratitudine. la frugarono in tutti gli angoli. . Ai bordi del ruscello drizza spade Il giuncheto. e Scimmiotto corse a sollevare il maestro: "Potete alzarvi. Porcellino chiese: "Ora che sappiamo di aver davanti questo sovrano sterminatore di monaci. ma il re si oppose: "L'abbiamo arrestata per ordine imperiale: non possiamo disporne arbitrariamente. e urtò la testa contro un soldato celeste: "Allarme! Sono qui!" Scimmiotto balzò inferocito sulla porta e la sfondò: tutte quelle persone nella stanzetta non avevano nemmeno lo spazio per fare un passo indietro. Tutta la compagnia trovò rifugio in un fossato lontano dalla strada. Spezzata la serratura. il sovrano. I bambù crescevano sul tetto. Il re di quel paese avrà accumulato in qualche vita anteriore un bel fardello di odio e violenza. e poi estesero le ricerche. Sabbioso preparava i bagagli e Porcellino attendeva al cavallo. Strano. "voi restate qui di guardia al maestro. si rese conto che in realtà non erano altri che Guanyin e il Ragazzo di buona fortuna. il magico disco lunare. però: Non c'era fune che lo sollevasse. Sulle montagne Il tappeto fiorito si rinnova. da torri e pagode suonano le campane e salgono volute d'incenso. Giunti alla residenza principale. Dicevano: "Quella bestiaccia immonda avrà lasciato l'abisso da un bel pezzo. fiumi e montagne. Nelle sei guarnigioni le scolte soffiano nel corno. Tutte le diavolette si stipavano all'interno. Il reverendo restò tanto confuso che non sapeva cosa fare: finì per gettarsi bocconi per terra. e fredda invade i tre mercati. I campi sono verdi. bestione. si accendevano le luci. nelle strade della città. le rosse melagrane Ardon qua e là nel quadro colorato. se non si sa volare. diventerete presto dei pii fantasmi. Il cielo incupiva. Quando la lamia si vide in trappola e riconobbe il principe Nata. che a questo punto ne ha già uccisi novemila novecento novantasei. Ne rispondiamo ai nostri superiori. ma della lamia e di Tripitaka non si trovava traccia. Si è raccontato come Tripitaka fosse riuscito a difendere il suo yang primordiale dalle amare insidie di brume e fiori della femminilità. la gabbia non sa trattenerli. Scusatelo di non avervi accolto come doveva. Sorgenti di perla avvolte in una tiepida bruma. Gridò al monaco cinese: "Fermati. INCARNA IL NATURALE. E dopo tutto era di carne ed ossa. che permetta di stare alla larga da quella città?" "Non ci sono deviazioni" sogghignò la vecchia. Finora ci hanno perso la vita monaci sconosciuti e poveracci. Nuove ninfee ricoprono lo stagno. Non c'era canna che lo sostenesse. e senz'altro se ne andarono in cerca della strada maestra. "non scherziamo con la legge del re. "né comode né scomode." A Porcellino salivano i fumi di collera: "Certo che sappiamo volare. e vi si è applicato con tanta determinazione. giunse le mani e chiese: "Cara pusa. Pensa quanti diavoli e mostri feroci abbiamo incontrato." "Consapevole del Vuoto" lo rimproverò Tripitaka. gli antichi non dicevano forse che il mare è abbastanza grande perché ogni pesce possa nuotare a suo piacere? Quale trappola nasconde la strada dell'Ovest?" "Fra cinque o sei li. salici da inizio di primavera. È il caso di dirlo: Se rompi la rete di seta. solitario. Sorgono in cielo sette stelle luminose. Un paradiso trogloditico come non è dato di vederne altrove. Ma il destino stava per deluderla. vi sono molto grato dell'avviso." "Discepolo" ammonì Tripitaka. Padiglioni decorati si allineano in file ordinate. Se tu proseguissi. Sulla torre delle cinque veglie l'acqua della clessidra incomincia a cadere. sicura che Scimmiotto non li avrebbe scovati. PORTANDO GIUSTA CAUSA A COMPIMENTO. Le nuvolette volarono via verso i mari del sud. balzò a terra. ascoltate il seguito. loti da tardo autunno. la pusa se n'è andata. questo sovrano non è che un uomo: che cosa ci potrà fare? Non dico che dobbiamo mancare di prudenza. CAPITOLO 84 ALBERGHI SULLA STRADA D'OCCIDENTE OVE GLI INDISTRUTTIBILI PROTETTI DEL BUDDHA REALIZZANO IL GRANDE RISVEGLIO. "Che bel posto! Come sarà saltato il ticchio al re di prendersela con i bonzi?" Lanterne brillano ai crocicchi. spaventato. come faremo a proseguire?" "Non aver paura. Mogli e mariti. e ciangottavano sottovoce. nel vaso di bronzo. Se poi non sapete che cosa li aspettava lungo il cammino. E IL RE DEL PAESE DELLA LEGGE. Cresce l'erba verde Sotto il gran cielo blu. Si vede che quelle ossa eran leggere. Infine. Dall'alto guardò giù. e venne loro incontro. "Fratelli" raccomandò Scimmiotto. Sorge ad est. correremo meno rischi di incontri pericolosi. Si inginocchiò gridando: "Pusa. giungereste nel Regno di Distruzione della Legge. a consegnare le prigioniere e a presentare rapporto. cadresti in una trappola mortale. a giudicare dai crimini ingiustificati che sta commettendo contro i buddisti. brutta vecchia del malanno!" Scimmiotto. quante tane di tigri e laghi di draghi! Eppure siamo qui tutti interi. Non è cosa da poco." E subito Guanyin riprese il proprio aspetto e si alzò lentamente su nuvolette colorate. ci so fare" replicò ridendo Scimmiotto. Anche Porcellino e Sabbioso si inginocchiarono precipitosamente." Tripitaka chiese tremando: "Cara pusa." Non sapevano che nel punto più riparato di sud est c'era un'altra piccola grotta: da una porticina si accedeva a una camera bassa. dall'aria carica di segreti profumi. si confuse in prosternazioni e implorazioni. di aspetto vivace e allegro. Sabbioso e Porcellino si fecero avanti con l'intenzione di tagliare a pezzi la vampira.

Nell'erba che fermenta può trasformarsi in fuoco fatuo. una volta pagato il conto. Il locandiere venne a raccomandare ai viaggiatori di vigilare sulle loro cose: "Vi prego di badare ad abiti e bagagli." "Il nostro condiscepolo ha pensato a tutto" approvò Sabbioso. chiuse porte e finestre. Il locandiere si dedicò alle operazioni serali: uscì a spegnere e staccare dal gancio la lanterna che illuminava l'insegna." Quelli erano viaggiatori esperti. Al primo piano si trovarono in una camera con tavolo e seggiole confortevoli. avete ragione." E un garzone venne a prendere il cavallo per portarlo nella stalla. senza avere un'idea delle risorse disponibili. Cercando ospitalità nel mio albergo avete fatto la scelta migliore: questo è l'esercizio più affidabile e attrezzato della città." La lanterna della porta di mezzo illuminava la scritta: AL RIPOSO DEL MERCANTE DI PASSAGGIO E sotto: Locanda di Wang il giovane Dalle finestre si vedevano viaggiatori che. ma viviamo insieme come fratelli. Ma non avrebbe combinato che guai. mi riconosceranno subito per bonzo. Era un posto tanto pacifico che le porte erano ancora spalancate a quell'ora di notte. La moglie portò i figli. Gli era venuta l'idea furfantesca di derubare gli ospiti dell'albergo. Luce e calore le piacciono tanto da tenerla in perenne movimento. per servirvi." E con un incantesimo si trasformò in falena. a volte le spegne. per sfuggirli. L'irrequieto Scimmiotto. lo riconobbe al chiar di luna e chiese: "Discepolo. e se ne va a caccia di lucciole. Noi siamo stanchi della giornata di viaggio e avremo il sonno duro. Nel buio si trasformò in topo. tu Porcelli terzo. Prendeteli in custodia voi. Caricarono dunque i bagagli sul cavallo ed entrarono in città. Qualcuno venne a portare una lampada. il cavallo bianco fungerà da campione commerciale. "Marito!" gridava la donna spaventata. Ornata di porpora. Dovete sapere che abbiamo una vasta corte e scuderie grandi e ben fornite. "Il maestro sarà Tang il vecchio. facevano le abluzioni serali e si apprestavano a coricarsi. balzò dal letto e cercò di infilarsi i pantaloni. "Che cosa dobbiamo fare?" "Maestro. che domandò: "Da dove venite. sapete. dalle ali profumate. mentre gli altri sei sono rimasti fuori dalle mura con i cavalli e ci raggiungeranno domattina. Infine li venne a trovare una donna sulla sessantina. ho dato un'occhiata alla città: quel sovrano ammazza monaci sarà una bestiaccia. Scimmiotto fece finta di niente. senza far loro mancare né fieno né acqua." "Sono tutti cognomi diversi" osservò ridendo la donna. a volte si brucia. con ago e filo." "Veramente" rispose Scimmiotto. da una scheggia di vecchia tegola." "Non so proprio come potremmo fare" obiettò Porcellino perplesso." Il reverendo non trovava che tutto fosse ineccepibile." Il povero Wang si rizzò a sedere frastornato. e io dirò che siamo mercanti di cavalli. Scusate se vi intrattengo su queste meschinità. ma poiché." "Questi sono Tang il vecchio. Passarono davanti alla locanda di Wang il giovane. e noi lo ricompenseremo con una bella moneta d'argento. si spogliò e si mise a letto. noi potremmo alloggiarli tutti. signori? Quali sono le vostre preziose mercanzie?" "Veniamo dal Nord e vendiamo cavalli. potremmo sempre dire che siamo inviati di un paese sovrano: il re non oserebbe trattenerci. In breve fece ritorno al fossato dove Tripitaka." "Quanti sono? " "Contando i puledri. trovò soltanto la camicia e cercò d'infilare la gamba sinistra nella manica destra. Sarà meglio che mi trasformi. ci alzeremo alla quarta veglia per fare colazione. sarà che teniate la bocca chiusa: parlerò io. hai trovato un modo per continuare il viaggio?" "Per proseguire bisogna risolvere una difficoltà: nascondere la nostra qualità di monaci" rispose Scimmiotto posando gli indumenti. Sabbioso sarà Sabbiosi quarto. che non aveva ancora ritirato la lanterna sopra l'insegna. Non sono uno spirito malefico: appartengo alla luce. la farfalla notturna che spesso viene a cozzare contro le nostre lampade. ma a giudicare dall'atmosfera del posto. ma Scimmiotto ci soffiò sopra e disse: "Non serve. Il reverendo e Sabbioso si tolsero gli abiti monacali. Non ci è sembrato pratico portare in città un branco di cavalli a un'ora così tarda. tutti della razza di quello che abbiamo portato con noi. Bussò alla porta e chiamò: "Ehi della locanda. si spogliavano. "Ho trovato il modo di far passare il maestro" si disse Scimmiotto. Batte le ali nella luce di lampade e candele. Di sicuro il locandiere ci tratterà bene. "Forse festeggeranno capodanno. perciò lei sedette in un angolo a rammendare panni a lume di candela. poi rientrò nella camera. e gli risposero: "Caro locandiere." "Lasciate perdere i particolari" si spazientì Tripitaka. e in ogni caso non avremmo nemmeno un ciuffo di capelli per legarci la cordicella. avete camere libere?" Una voce di donna rispose: "Ma certo! Vogliate salire al primo piano." "Per noi sono parole indispensabili. alla fine si spazientì. "C'è in giro uno spirito malefico in forma di topo!" Scimmiotto si sentì in dovere di chiarire l'equivoco. Facciamo parte di un gruppo di dieci persone. Ci chiederanno che mestiere facciamo. lieta e luminosa. ma è solo per non doverci più pensare in seguito. non possiamo aspettare sei mesi. "Dovremmo metterci dei turbanti. infilarono le casacche e si misero in capo i turbanti. finita la cena. abbassò le tende. ma non li abbiamo. La locanda è stata costruita dal mio povero marito Zhao. Volò d'impeto sulla fiamma della candela e la spense: Rischia la propria vita tra le fiamme E si strina i capelli sulle tempie. dove Scimmiotto lo seguì. che scrutava ansioso verso la città. Anche se i vostri cavalli fossero diverse centinaia. in albergo. quando si fossero addormentati."Se mi faccio vedere in giro con la mia zucca pelata. Sono il Grande Santo Uguale al Cielo. ma non osò sollevare obiezioni. quando notò certe case con l'uscio illuminato da una lanterna. Se ci arrestassero. "siete un mercante molto esperto. ma dorme sempre su un letto . restituirò tutto. sempre con buona reputazione: è la locanda della vedova Zhao. e alla quinta veglia usciremo dalla porta occidentale e ci rimetteremo in cammino. "il proverbio dice: vende il mercante tre sorte di cose. "Certo. viene gente d'ogni risma. Ma quando saremo usciti dalla città. non siamo parenti. Passeremo la notte in città. e io Scimmiotti il giovane. disceso in terra per proteggere il monaco cinese che va in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. con una luna così bella." L'offerta di una tazza di tè venne invece accettata con piacere. ma di mantelli diversi. ce li renderete domattina. si toglievano i turbanti. due fanciulli chiacchierini che non mostravano nessuna voglia di dormire. Infine anche lui si cambiò d'abito e diede le istruzioni per l'uso: "Ricordate che dobbiamo evitare di usare fra noi le parole maestro e discepolo. nel buio. afferrò abiti e turbanti e se li portò via squittendo." "Siete giovani per questo mestiere. e sentirono che all'interno qualcuno altercava a proposito di abiti scomparsi. ma per il suo testone nessun turbante era sufficiente: Scimmiotto dovette cucirne insieme due. e gridò: "Wang. Sono venuto a sapere dei decreti disumani del vostro re e. ho preso in prestito questi abiti con cui rivestirò il mio maestro. all'altezza delle gronde di tetti e tettoie. "Non è difficile smettere di esser monaci: basta non radersi per sei mesi. Cercando disperato la salvezza. La nostra intenzione è di restare qui per il tempo necessario a vendere i nostri cavalli. e i nostri capelli ricresceranno. "Diamogli retta. quanto a me. Scimmiotto lo lasciò in mezzo alle difficoltà. mi chiamo Scimmiotti il giovane. Qui pratichiamo tre tariffe. non ascoltare le sciocchezze che dice tua moglie. e scelse un'altra locanda all'angolo della strada. Noi siamo venuti in avanscoperta. questo è un porto di mare. Ma la cosa migliore. ama la quiete della profonda notte. Quali altre potremmo usare?" chiese Porcellino. sembra invece che sia un figlio del cielo. me la fabbricherò io." Del resto non c'erano altre soluzioni a portata di mano. Mi sono fatto un'idea della topografia e della lingua che parla la gente. "Vuoi scherzare?" intervenne Porcellino. avrete a disposizione il servizio più raffinato che possiate desiderare. e spalancarono le persiane per sedersi al chiar di luna. In una locanda ho preso in prestito degli indumenti e dei turbanti: ci permetteranno di vestirci da laici e di passare inosservati." "Ma noi dobbiamo laicizzarci subito. Porcelli terzo e Sabbiosi quarto. che sfortunatamente non è più di questo mondo. sono centodieci. al momento della partenza. per travestire i suoi compagni con i loro abiti. Svolazzava attraverso i tre mercati e le sei strade. La mando avanti io da molti anni. e non sarei capace di tramare azioni oscure." Wang il giovane raccolse gli oggetti nella propria stanza. con quella luminaria." "Caro signor Scimmiotti" disse la donna. Porcellino utilizzò la misura più grande disponibile. che ronzava intorno agli indumenti.

mangeremo di magro. Non era facile stanarlo: non si trovava nelle camere degli ospiti. Dal momento che a quest'ora non ho altro personale sotto mano. Per divertirsi si può. e i tuoi conti torneranno. Ci si può accontentare. non sono previste ragazze. e non mancate di tenervi dacconto. accorsero il servizio di vigilanza del quartiere orientale e il comandante in capo della guarnigione urbana. dove potremo forzarla con comodo." "Dite. Costa mezzo tael a testa. che dal piano di sopra la sentiva strillare. Le truppe non riuscirono a catturare nessuno." "Seconda classe: tavola comune. Erano ammucchiati l'uno sull'altro. abbiamo una grande cassa che non lascia passare né aria né luce. Prendiamo il cavallo e portiamoci la cassa in aperta campagna. erano in combutta con una banda di briganti. per esempio." "Ma cosa dici." "Ma è gente malaticcia" rispose la vedova. giocare alla morra. come potremmo toccarle. "Gente che se intende come noi. Tirate il collo a oche e polli. Tripitaka e Sabbioso si svegliarono anche loro ed esclamarono spaventati: "Qualcuno ci sta portando via!" "Zitti! non fate rumore" intimò il Novizio. che canteranno per voi mentre mangiate e vi terranno compagnia a letto. Anche alla luce delle torce il comandante poteva apprezzare la bellezza dell'animale: . Il riso sta nella marmitta. Gli scossoni svegliarono Porcellino: "Dormi. Mettete al fuoco verdure del giardino per la zuppa di vermicelli e cuocete timballi di pasta al vapore." "Mica male" commentò ridendo Scimmiotto. ci abbandoneremo al sonno e le nostre vesti si scompiglieranno. "Devo servire vino analcolico?" chiese la locandiera. La figlia. mollarono la cassa. Dobbiamo pur scegliere con cognizione di causa. piegati sotto il peso. ma d'autunno ne avremo tanti che non sapremo dove metterli. vede subito che in un baule di quella stazza si custodiscono solo grandi ricchezze. oggi facciamo digiuno. il nostro umile esercizio è un guscio di lumaca privo di angoli bui. ma fecero ugualmente un ritorno trionfale. vino tiepido. e legatelo accanto alla cassa. noi che abbiamo fatto voto perpetuo di mangiare di magro?" "Mi viene un'idea" rispose Scimmiotto. e poi navighi su nove banchi in un giorno solo. quando si è mangiato abbastanza. Se vendessimo i cavalli che restano per altri tremila tael. smettila di scuotere!" "Chi si muove?" reagì il Novizio. non era sceso nella corte." Tripitaka. e li ho trattenuti a dormire per la notte. sono costretti a dormire all'aperto con i cavalli. al tempo! Non ammazzate bestie. lo dice anche il proverbio: ti incagli nove giorni su un banco di sabbia. Scegliete il vino." "Anzi. dite." Porcellino non rispondeva e russava. E tutti se ne andarono a dormire." "Sentiamo se a loro sta bene. avremmo un incasso superiore al capitale. lessate carne sotto sale per accompagnare il riso. poi la tavola fu sparecchiata e la servitù si ritirò. quello che non si consuma stasera. Ci potrebbero dormire sette od otto persone: chiudili là dentro. che sta per finire." "E come?" "Ricordi quel cassone gigantesco che aveva costruito il povero babbo? Sarà largo almeno quattro piedi. non chiuderemo occhio." "Tanto non ti scappano. e sarà il momento giusto per far venire le ragazze. E mandò a dire ai suoi: "Ritirate i palanchini. con cassa e cavallo a guisa di trofei. con questo venticello del sud. turatele con la carta. Dopo la mezzanotte sarà il giorno xinyou. si finirà domani. Se qualcuno dovesse entrare nel frattempo. riescono a prender sonno solo nel buio perfetto. Volete provarla?" "È proprio quello che ci vuole" rispose Scimmiotto. Domani saremo tutti insieme in allegria." "È per un voto perpetuo o mensile?" domandò la vedova stupita. non servono più. camera compresa. Le bestie ammazzatele domani. sono i miei contadini. formaggio di soia e glutine di grano. "ma noi ne berremo volentieri un bicchiere. Mentre il maestro e Scimmiotto osservavano l'interno a lume di lucerna. tremanti di paura. Costa pochi soldi." "Signor Scimmiotti. e senza correnti d'aria. media e inferiore. "L'abbiamo messo nella stalla. "Al vecchio Tang non piace" rispose Scimmiotto. con il coperchio solidamente serrato. a Sabbiosi ritornerà il suo vecchio dolore alla spalla. "Dove dormiremo?" bisbigliò Tripitaka nell'orecchio di Scimmiotto. La prima classe comprende un festino con cinque piatti e cinque tipi di frutta. anzi. E la terza classe?" "Mi sento imbarazzata a parlarne a nobili ospiti. Tang il vecchio riesce a dormire solo nel buio più nero. Perciò ciascuno dei nostri sacchi contiene quattromila once d'argento. Perché hai quell'aria afflitta?" "Mentre stavo per chiudere bottega mi sono capitati quattro mercanti di cavalli. Stanchi come siamo. Arcieri a cavallo partirono all'inseguimento e i briganti. Porcellino ci si lasciò cadere per primo senza tanti complimenti. Pizzicò Porcellino a una gamba. "Hanno paura delle correnti d'aria. Sarà meglio pregarli di cercarsi un altro albergo." "Dove possiamo metterci a dormire?" "Questa non è forse una bella stanza? Non ci sono né mosche né zanzare." "È ancora più conveniente. Se ce le servono. che avranno urtato nel soffitto con le stanghe dei palanchini. Sentirono venire da chissà dove gli sproloqui smorzati del Novizio. e provarono ad agitarli per farsi vento. in quel caldo soffocante." approvò la vedova. sono disposto a dormire anche sul carbone destinato al forno.di rose. goffi e sbadati. La vedova risalì: "Che altro vi occorre? Sempre al vostro servizio." Gli esperti cuochi prepararono tutto in un baleno." Quando furono entrati tutti e quattro. e non mi serve altro. "Lasciate che ci portino. lungo sette e alto tre. Alcuni servi della locanda. che non poteva prender sonno e si sentiva d'umore attaccabrighe. "Agli ordini. Dove glielo trovo il buio perfetto? Da noi è trasparente persino il tetto. l'albergo fu invaso da una ventina di briganti con le torce in mano. Il pasto fu servito in camera. a costo di rimetterci il prezzo del pasto che hanno consumato. fratello. il turbante ci cadrà dalla testa. che si aggiravano per casa a portare acqua o attizzare il fuoco. abbandonarono il cavallo bianco e si sparpagliarono in fuga nei campi. che venivano espressamente per svaligiare il mercante di cavalli." Ma lui continuava a stuzzicare e diceva: "Abbiamo un capitale di cinquemila tael e abbiamo venduto cavalli per tremila." Ma i briganti non avevano nessuna intenzione di viaggiare verso l'Ovest. lessate il riso e mettete in infusione il tè aromatico. Portate riso bianco e farina bianca per le focacce. attaccarono le guardie di servizio alla porta est e forzarono le serrature. "Portatelo qui con la mangiatoia. li ho fatti alzare per mandarli a prendere le signorine. Comunque. e se la svignarono per avvertire i loro amici. osservò: "Mamma. facendolo brontolare: "Smettila. "Qui dove ci troviamo. salvo Scimmiotto. Due decimi di tael a testa. né l'altra. "Dov'è il nostro cavallo?" chiese Scimmiotto. E noi che cosa faremmo?" "Giusto" ammise Scimmiotto. si barricarono in camera loro e li lasciarono fare. ma solo il denaro di quel ricco cliente. Invece prendete orecchiette. "Dalle nostre parti. si può cercare un po' di paglia e un angolo dove stenderla per dormire." "Non è una cosa prudente. Finirono per toglierli. "Se la marmitta è grande abbastanza per saziare la fame. Abbattete un maiale e un montone. non osando far fronte a truppe regolari." "Che bellezza!" concluse Porcellino. e del resto la luce disturba anche me. frutta fresca. ritornò dabbasso e si appoggiò pensierosa alla cassa dei conti. ci riconoscerebbe subito dalle nostre teste rasate e strillerebbe che siamo monaci. ma se volete." "Sono previsti i servizi di classe superiore. chiamò la signora Zhao: "Adesso chiudete il coperchio e serrate il lucchetto." "Mamma. una pagoda di zucchero." "Che brave persone! Usate molti riguardi fra voi. ma al momento di mettersi a tavola hanno voluto solo cibo vegetariano. fratellino!" lo contraddisse Scimmiotto. che girava per casa con un bimbo in collo. La vedova e sua figlia. la donna corse dabbasso a cambiare le disposizioni: "Fermi tutti. Osserviamo il digiuno del giorno genshen." "Buono a sapersi. dormirete saporitamente." Ancor più contenta. signor Scimmiotti. Ai briganti non interessavano le cose dell'albergo. Il vino e la carne glieli servirai domani. si rivolse inquieto a Scimmiotto: "Come facciamo? Quella donna fa ammazzare tutte le bestie del cortile. germogli di bambù di Min. ci risparmieremo la fatica di camminare. tavoli riservati e belle ragazze." La donna. Sabbioso vi depose prima i bagagli. che hanno ordinato il trattamento di prima classe. I quattro poveretti dentro la cassa correvano il rischio di soffocare. con stanghe e funi. che parlava di somme favolose. Perché voi." La vecchia rispose: "Fatemi pensare". si udì dabbasso un baccano di tavole che si urtavano. gli possiamo procurare tutto il buio che vogliono." "In terza classe non è previsto servizio. State tranquilla che il prezzo resterà quello della prima classe. mangia il suo fieno" rispose un garzone. Come dicevamo." "Quante precauzioni!" commentò la vedova. la pagoda di zucchero era già pronta." Mentre la vedova faceva intiepidire il vino." I quattro pellegrini mangiarono e bevvero. di quello buono. signor Scimmiotti" rispose lei correndo su per le scale. invece. accanto era legato un cavallo. il migliore. "I nostri guadagni ci consentono qualcosa di meglio. poi per levarsi tutti i panni. e il digiuno cesserà. In breve. "Niente. sollevarono a fatica il grande oggetto e se lo portarono via. attraversarono il quartiere orientale della città. mancava l'aria e per giunta non erano abituati a portare i turbanti. per questa sera vogliamo una cena di magro. praticate tre tariffe diverse ai vostri ospiti mercanti? Spiegateci quali sono le differenze. Non è il sistema più pratico?" E infatti. Porcelli ha i reumatismi e non sopporta l'umidità. Fu dato l'allarme. Se lasciate le finestre spalancate. ditegli pure di ritornare a letto. Sono venuti in città a portare il riso dalla mia modesta tenuta. Verificate bene: se ci sono fessure. Dunque i lavoranti della tenuta portarono la cassa e aprirono il coperchio. e batté il piede sul pavimento. mezzo tael non basterebbe per pagare le ragazze. finirono per addormentarsi. Domattina di buon'ora veniteci a dare la sveglia. Infine in un angolo buio trovarono il cassone. Ora ci sono pochi clienti perché è la stagione calda. "Signora Zhao. Speravo di guadagnar bene. Non possiamo dormire qui. e poi aiutò il maestro a entrarvi. e poi i nostri fratelli non sono qui. ti credi spiritoso? Lasciami dormire. "Per questa sera non preparate carne. "Che cosa succede?" chiese Scimmiotto. Va bene la prima classe. venite su un momento" gridò pestando un piede sul pavimento. "Né una cosa. tutta contenta corse in cucina: "Servite del tè. alla seconda veglia.

se in fin dei conti non sapete che cosa ne fu. cari ministri. nel paese dell'Est. All'udienza del mattino. saltò fuori per primo seminando il panico. "Qui fuori è pieno di gente. La misura successiva fu di strapparsi un altro ciuffo di peli dal braccio sinistro e di trasformarlo in un esercito di minuscoli Scimmiottini. Perciò non osavamo farci riconoscere. Quando il re si rese conto che i quattro pellegrini erano bonzi. Sfortunatamente dei ladri ci hanno portato in . le dame del palazzo. Tutti si inginocchiavano davanti a lui mostrando una distesa di teste pelate: "Signore e padrone. UN PETALO PER VOLTA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO SI INGELOSISCE DI MADRE DEL LEGNO. fu portata oltre la Torre delle Cinque Fenici e venne deposta ai piedi del trono. arrotoliamo le cortine e togliamo la seduta. "Ho sistemato tutto: quando apriranno la cassa. cadde per terra. reverendi?" "Siamo inviati da sua maestà dei grandi Tang. le cose non le andarono meglio. Scimmiotto congedò la divinità locale. a cercare le scritture e rendere omaggio al Buddha nel Paradiso dell'Ovest." "Non oseremo mai più prendercela con i bonzi!" esclamavano tutti con le lacrime agli occhi. Senza morte né nascita. Se ci avessero arrestato in condizioni normali. per andare a svegliare la coppia reale. passeremo il resto del tempo appesi a una trave. Dalla cassa forata intorno si diffonde Una buona novella. mia cara. Domani. Si prosternarono davanti ai gradini di giada e riferirono: "Durante il servizio di pattuglia. le concubine e i cortigiani rendessero loro omaggio. che si alzò dal giaciglio del drago e dichiarò: "Neppure noi comprendiamo che cosa sia accaduto. terrorizzato." "Portateli qui" rispose il re. di uomini e donne. gli eunuchi grandi e piccoli. Quando si alzò dal letto la regina dei tre palazzi. Se sentono rumore e aprono subito la cassa. E della tosatura si chiedono il perché. Come potrai distruggere questa Legge infinita. udendo gli ordini e il trambusto si spaventò: "Discepoli miei. abbiamo sequestrato una cassa e un cavallo bianco. Non si sentiva parlare d'altro: Ai tre schiocchi di frusta(8) si rivolgono al re." "Come mai vi siete chiuso dentro quella cassa con i vostri discepoli. mio sovrano?" Il re si tastò il capo e ci rimase di sale: "Accidenti. Da parte sua. Cercò un posto tranquillo per riprendere il suo normale aspetto. le nostre umili persone non hanno osato disporne. altrimenti i mandarini civili e militari potrebbero muovere critiche alla politica del governo. e da quelle dei civili il commissario del quartiere orientale." Dalle file dei militari uscì il comandante in capo della guarnigione. La cassa venne portata a casa sua. nei cinque stabilimenti militari e nei sei ministeri. è vero! Che cosa hanno fatto alla nostra reale testa?" Ed ecco giungere a frotte le concubine delle sei corti. Vi preghiamo di decretare quale uso deve esserne fatto. era accaduta la stessa cosa. commentare e redigere rapporti d'ufficio sugli avvenimenti. Solo le ossa si potrebbero vendere per mille pezzi d'oro. debitamente sigillata da un nastro con la sua firma e guardata dai suoi uomini. durante la notte tutti quanti abbiamo perduto i nostri capelli. vedrete che ci renderanno gli onori dovuti ai maestri della legge." Il re rifletté su quanto accadeva e finì per spuntargli una lacrima: "Magari è un castigo per l'uccisione di tutti quei bonzi. ciò in attesa dell'alba. Agli eunuchi. ci siamo camuffati da laici e abbiamo chiesto ospitalità in un albergo di questa preziosa città. come spiegheremo al re la nostra presenza qui dentro?" "Parlate piano!" rispose ridendo il Novizio. Le dame dovettero comunque disporsi in corteo. e si levò a sedere chiedendo: "Santo cielo. maestro che venite da tanto lontano?" "Il vostro umile servitore aveva saputo del voto fatto da vostra maestà di sopprimere bonzi. Per dormire ci siamo chiusi nella cassa. scoprirono che durante la notte i loro capelli erano scomparsi. che darà vista ai ciechi Redimendo il sovrano. convocò il tudi locale e lo incaricò di darsi da fare. che cosa vi è successo?" "E a voi. CAPITOLO 85 FIOR DI SUSINO. Ogni funzionario di ogni grado doveva avere il suo insetto a pungerlo. Infine manipolò la sbarra cerchiata d'oro e la trasformò in una quantità innumerevole di rasoi da tonsura. inghiottendo le lacrime. nitrendo alla luna e mimetizzandosi nella neve. trasformò uno dei propri peli in trapano a tripla punta. quando intendeva presentarsi a rapporto dal sovrano e sollecitare le debite istruzioni. dal più umile al più eminente. E IL PRINCIPE DEI DIAVOLI TRAMA INGANNI PER INGOIARE MEDITAZIONE. all'udienza mattutina. come vedete ci troviamo tutti trasformati in monaci. Le sfuggì uno strillo che fece svegliare il re. Quindi si trasformò in formica e scivolò fuori." I rapporti si ammucchiavano davanti al re. Quando alle prime luci le signore del palazzo si levarono dal letto e si posero davanti allo specchio per pettinarsi. compreso il re. nel gineceo. Prima dell'alba l'operazione fu conclusa. È un vero drago dei mari. Recarsi tutti alla sala di udienza." E fece conoscere la sua volontà: "Non dir motto a nessuno della perdita dei capelli. "Ci sembrate irreprensibili come sempre. unicorno di giada che rallegra il cuore a vederlo. Il quale risalì sul trono e ordinò: "Coloro che hanno istanze da presentare si facciano avanti. per rientrare in città alla testa delle sue truppe montato su quella meraviglia. "Sarei contento se ne uscissimo vivi. pronunciando l'incantesimo che inizia con la sillaba Om. giusto per completare il numero di diecimila bonzi morti ammazzati. Che comprende ogni causa e pratica ogni astuzia? Un solo fondamento possiedono i tre Veicoli. Porcellino vide il comandante in capo che reggeva la briglia del cavallo bianco e marciò su di lui sbraitando: "Dammi quel cavallo! È roba nostra!" Il povero ufficiale. siamo pronti per finire sotto il coltello del boia senza altra indagine. in modo da restare immerso in un sonno tanto profondo che non gli consentisse nemmeno di rigirarsi nel letto. che accompagnava il monaco cinese tenendolo per mano. e balzò su una nuvola per recarsi al palazzo reale. la licenza di cui vi scusate?" "Ah. I due ufficiali si ritirarono per recarsi allo yamen dov'erano depositate le spoglie e organizzare il trasporto. dal primo dei ministeri all'ultimo degli yamen. A questo punto ogni Scimmiottino prese un rasoietto e andò in giro per il palazzo. Sa galoppare più veloce del vento per diecimila leghe. Il reverendo intanto se la prendeva con Scimmiotto: "Scimmia zuccona! Vuoi farmi morire. si alzò dal trono e ordinò che le regine. Quando si alzarono per recarsi a corte. Il comandante scese dal proprio cavallo. Ma dopo tutte queste avventure e scrolloni. il quale spalancò tanto d'occhi a vedersi davanti quella testa pelata. Anche lui finalmente potrà godere il Vuoto. al Monastero del Colpo di Tuono. giovani e vecchi. Per ordine del re fu aperto il coperchio e Porcellino. In quel momento il re dormiva ancora della grossa. signore e padrone! Non si sa come. forse saremmo riusciti a difenderci." Ma i mandarini di ogni livello e residenza." "Figúrati se penso a queste cose!" esclamò l'interessato." Scimmiotto attese che trascorresse la terza veglia.Criniera di fili d'argento. se non c'è nessuno. Poi. chiese: "Quali affari vi hanno portato qui. gli yamen. avevano lo stesso problema. Quanto al bottino conquistato dal comandante della guarnigione e al destino che aspettava i prigionieri della misteriosa e gigantesca cassa. Poi comparve Scimmiotto. qui dentro è il meno peggio: si può anche schiacciare un pisolino. per paura che qualcuno scoprisse inavvertitamente le nostre teste rasate. dentro la cassa. In che cosa consisterebbe. Afferrò una lanterna e corse al giaciglio del drago: anche lì sembrava che dormisse un monaco. trasformatosi di nuovo in formica. Non mi parlate degli otto destrieri e corsieri: questo eclisserebbe persino il grande Sushuang. e con pochi giri aprì un forellino in un angolo della cassa. Fu un gran correre. effettuato in conformità dei vostri sacri ordini. negli yamen e nelle residenze grandi e piccole. doveva diffondere gli animaletti dovunque nel palazzo." La cassa arrivò a corte. ritornò donde era venuto. e infine Sabbioso coi bagagli. ve lo garantisco io. Ma dite a Porcellino di non far gazzarra per questioni di precedenza. Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli dal braccio destro e li trasformò in uno sciame di insetti del sonno. ma dobbiamo constatare che la cosa ha coinvolto tutti senza distinzione." "Non fate baccano" esortava il Novizio. ascoltate il prossimo capitolo. che non ne poteva più. i ministeri eccetera a radere a specchio tutte le zucche. si scoprirono con orrore teste lisce come palle da biliardo. quando apriranno la cassa. ricuperò le sue cose e. Se invece sapete portare pazienza. sa arrampicarsi sulla montagna. so io che cosa dire a quel sovrano dalle idee confuse: vedrete che non vi sarà torto un capello. coda di pendenti di giada. Con l'aiuto dei suoi assistenti. Tripitaka. incontro alle nuvole azzurre. i mandarini civili e militari che si presentavano a rapporto si scusavano dell'imperdonabile licenza.

per riprendere il nostro viaggio. a destra e a sinistra. Perché il Buddha sereno risiede nel tuo cuore. Accanto a lui. Si odono i fischi acuti del gibbone in cerca di frutta." "Quale inno?" "Monte degli Avvoltoi non cercarlo lontano." "È vero." Per . come una piattola. per lui non sarà la stessa cosa?" "Va bene. coperto di macchie." Il re li ringraziò e li fece accompagnare sulla strada dell'Ovest con la carrozza reale. senti! Se volete iscrivervi anche voi. Se è capace di vincerlo. "Ecco il vento!" gridò Tripitaka con voce spaurita. come le nuvole possono emanare dalle montagne. con le loro migliaia di sutra. Tu puoi credere Che l'universo ripiombi nel caos. Cervi e daini caracollano tra i fiori. Ululati di richiamo di lupi grigi. che il tuo stratagemma è stato proprio ingegnoso: ne avrai grande merito. fratello" chiese Sabbioso. ruggiti di tigri affamate che balzano sulla preda. che prese tutto per oro colato. Denti da stritolare diamanti." Scimmiotto raccontò come aveva fatto. venti e piogge ai momenti giusti." "Maestro. "C'è un vento per ogni stagione" commentò Scimmiotto. Dovreste sostituirla con il rispetto: Paese del Rispetto della Legge. è come rivedere il sole dopo che le nuvole si sono disperse. di solito l'azzecco. "Che ne dici. Ripresero il cammino in questa gioiosa disposizione di spirito. l'ombra gettata dagli alberi è fredda. vittorie per mille generazioni." "Allora avrete dimenticato i versi dell'inno. Uccelli prendono improvvisamente il volo battendo le ali. dovrete pagare la matricola. il riferimento alla legge va benissimo. il merito sarà suo. Perché vi preoccupa questo vento in particolare?" "Si è alzato troppo all'improvviso per venire dal cielo. Bastano volontà e sincerità senza macchia. che sta cuocendo a vapore grandi quantità di riso e pani di farina bianca per offrirli ai monaci. basta avere abbastanza da bere. Il voto di uccidere bonzi. il figlio non osi sottrargli nulla. "Non aveva torto il maestro" pensò Scimmiotto ridendo fra sé. per farci accettare acconsentiremo a offrire tutte le ricchezze del regno. verso la cima si levano rade canne di bambù. ai turbamenti e ai disagi del pensiero. Vediamo come reagisce. fratello. Vediamo come te la cavi. "Smontate da cavallo. ma il comandante in capo ci ha ricuperato e portato qui." "Maestro." "Ma se tu non glielo dici. Rotondi occhi d'acciaio che spaventano fiere e uccelli. Mentre riprendevano il cammino. d'estate il vento caldo umido." Ritornò dunque da Tripitaka. Il canto di uccelli invisibili è portato dal vento. Ora vorremmo diventare vostri discepoli: speriamo che non ci negherete l'appoggio della vostra eminente saggezza. Consapevole del Vuoto. Il viaggiatore osserva inquieto il cammino: è mai possibile che a ogni curva il sentiero diventi più ripido? Sulla comitiva che avanzava soffiò all'improvviso un colpo di vento. in numero di diecimila per far cifra tonda." Ma di colpo subentrò una nebbia poco comune: Oscura il cielo come una tovaglia E ricopre di tenebre la terra. il reverendo dichiarò tutto allegro: "Devo dire. andrò a liberarlo: la prova più impegnativa sarà tanto più onorevole per me. "mi sto ancora chiedendo dove hai potuto trovare tutti i barbieri che occorrevano per radere a zero tante zucche in un tempo così corto. sta diradando. "Ritornerò alla base e darò un'opportunità e un segno di considerazione a Porcellino: gli proporrò di affrontare il mostro per primo. fiume limpido. mentre io mi guardo intorno per saperne di più. pace in ogni direzione. che chiese: "Consapevole del Vuoto. Intervenne Scimmiotto: "Nel vostro attuale nome. Ciascuno può trovare dentro di sé lo stupa Dove può coltivare la vera perfezione. le orchidee profumate sono sparse nell'erba di diaspro in riva all'acqua. Ma questa notte siamo stati convertiti in modo inatteso: anche noi ci siamo visti ridotti a monaci e monache." "Reverendo. insieme al gorgoglio d'acque dei ruscelli." "Hai voglia di mangiare?" "Mi era appunto venuto un po' di appetito. lo avevamo formulato perché un monaco ci aveva calunniato. Ora potrei schiacciare il mostro di sorpresa. Scacciate i dubbi e seguitemi. il reverendo si sentiva lo spirito riconfortato e rasserenato. Alzando gli occhi." Il grande santo balzò in aria. perché il Monastero del Colpo di Tuono sia davanti ai nostri occhi. In breve giunsero ai piedi del monte." "Si capisce. screziato di colori. ma non è così. Dissimula a malapena artigli più taglienti di lame di giada. tutti ci siamo ritrovati con la testa rasata. vi basta molto meno: è sufficiente che mettiate il visto ai nostri passaporti e ci facciate accompagnare fuori città. Ecco il suo aspetto: Corpo imponente e poderoso. Questo garantirà mare calmo. sede di una corte celeste. e nonostante la distanza si vedono i vapori nocivi e le nebbie minacciose che ne emanano. Scompare il sole senza lasciar traccia. Il reverendo tirò le redini: "Discepoli. belve esplorano senza requie il terreno a caccia di preda. Brandelli di nuvole lambiscono le rupi della vetta. Ma una piccola negligenza può richiedere mille anni per rimediarla. La foresta che riveste i fianchi è ricca di migliaia di alti pini. d'autunno il vento dell'ovest e d'inverno la tramontana." "Non avrete per caso dimenticato il sutra del Cuore del maestro di meditazione del Nido dei Corvi?" "Lo ricordo benissimo." Porcellino scoppiò a ridere: "Senti." Ascoltando Scimmiotto. Quel suo masticare e soffiare nebbia e vento rivela intenti aggressivi ben determinati. che ne diresti?" "Non sta bene. ancor prima che cessasse il vento?" "Non affrettiamo le conclusioni" rispose Scimmiotto. lo hai fatto un assaggio?" "Giusto un boccone. lo stuzzicherò con argomenti gastronomici." Il re ordinò che la corte dei banchetti organizzasse adeguati festeggiamenti per il ritorno del regno in seno all'Unico. non è altro che coltivare il cuore e lo spirito. Liane e rampicanti ricoprono i tronchi. Se non ce la fa e viene fatto prigioniero. La parete a strapiombo domina grandi cumuli di rocce dalle forme bizzarre." "Io. Consapevole del Vuoto? Avevi mai visto alzarsi una nebbia come questa." "Non parliamo di soldi" intervenne Scimmiotto." "Non dirlo! La vetta è minacciosa. che cosa hai scoperto su questa nebbia?" "Come vedete scompare. Quei versi significano che il senso delle scritture. siamo noi che non vi abbiamo accolto adeguatamente: voi siete un monaco eminente di un paese superiore. Se restate in preda alla paura. e li fece tanto ridere che si dovettero fermare sul ciglio della strada dell'Occidente per tenersi la pancia." "Non c'è niente di male se il cibo è salato. non era capace di sbarazzarsi dei suoi avversari con mezzi sleali. La sua ferocia si manifesta anche in tremendi ruggiti. i pelacci pungenti della barba d'argento intimidiscono diavoli e dèi. Ora che ci è concesso di contemplare il volto di drago di vostra maestà." Porcellino. Se io andassi avanti in avanscoperta a rosicchiare qualcosa. S'alza un velo di polvere: scompaiono Gli alberi più vicini. e scoprì che in effetti a qualche distanza c'era un mostro seduto su una rupe. Speriamo che vostra maestà ci vorrà perdonare e lasciar liberi: la nostra riconoscenza sarà più profonda del mare. Voialtri due restate qui di guardia. Tace di colpo il canto degli uccelli." "Di che cosa si tratta?" "A poca distanza da qui c'è un villaggio di brava gente. ma questa volta mi ero sbagliato. il cuore conserva la purezza delle cose. Per i miei gusti. ogni presenza È inghiottita nel nulla. scrutò intorno facendosi solecchio con la mano. Ricorda il detto dei libri antichi: vivo il padre. mettono troppo sale. Per essere sicuro che il vostro regno resti perennemente integro e che voi godiate di felicità e longevità.aperta campagna. "Noialtri siamo monaci osservanti. finché giunsero in vista di un'alta montagna. "Non c'era niente di naturale in queste condizioni meteorologiche. gli chiese in privato: "Fratello. Sovrano e sudditi. non siete sulla Grande Via e il Monastero del Colpo di Tuono non fa per voi. Lo spirito nettato da ogni turbamento risplende nel vuoto. Intanto il passaporto fu vistato e Tripitaka venne interpellato sull'opportunità di mutare il nome del paese. "In primavera lo zefiro." "Lo conosco benissimo. scimmie e gibboni si divertono in società. è la distruzione che non va. Supponevo che ci fosse sotto qualche mostro. Non puoi pensare a te stesso lasciandoti indietro il maestro. starò zitto. prego. "Andrà tutto bene. ma dove andrebbe a finire il mio buon nome?" Scimmiotto era un soldato coraggioso. una quarantina di mostriciattoli si dedicava alla stessa pratica magica. La nebbia veniva dalle loro cucine ed è buon segno. Quell'infingardo non avrà voglia di darsi da fare. Sono pieno di brividi e paralizzato dall'angoscia." "Che bisogno c'è che venga dal cielo? Il vento può benissimo venire dalla terra. regine e concubine. Ma dal momento che è anche un ghiottone. Si vedono correre volpi e scorrazzare zibetti. ecco un'altra montagna: com'è dirupata! Stiamo attenti!" "State tranquillo" disse ridendo Scimmiotto. videro un monte superbo.

che borbottava la sua preghiera scandendola con i colpi sul pesce di legno. mi fate morire di vergogna." E giù colpi in testa. "Di che ridi?" chiese Sabbioso. che gridava ai suoi mostriciattoli di accerchiare il nemico." "Se il bestione fa l'eroe. mentre io raccolgo erba tenera. lasciò un altro sé stesso ottenuto dalla trasformazione di un pelo e balzò in cielo. Quando la natura è sulla giusta via. Se il nemico non si presenta. recitò un incantesimo e si trasformò in un monaco magrolino. e si accontentava di ripetere le parole dei primi tre caratteri che gli avevano insegnato alla scuola elementare: "grand'uomo superiore"(9). non credo che ce l'avrei fatta. "È come il brigante che vuol coinvolgere tutti i compagni di galera. se non si sbronza si sazierà. ci vuole bella presenza. Arida e spessa. aveva teso con le sue milizie un'imboscata ai passanti lungo la strada. e il rastrello è come un drago in agguato nel giuncheto. vogliamo soltanto gente pia: ma la vogliamo per cucinarla al vapore. sostiene oggi la natura in sé. Veramente di sutra non ne sapeva. rispose: "Certo che marcerò in testa." "Come si è trasformato?" "Non sembra nemmeno un uomo: ha un grugno da porcello. Porcellino. se tieni alla vita. e rispose con una pioggia di colpi. e sono venuto a farmene offrire. ma di fatto Divenni mostro e mi trovai una moglie. È meglio sfogarsi a parole. ma si trovava in crescenti difficoltà. Gridò rauco: "Maestro!" "Santo cielo. "Eri andato a raccogliere erba." "Caro mio. "Non spingete!" gridava Porcellino. Ha raccontato di un villaggio dove si cucinavano pranzi per monaci. Consapevole del Vuoto: ci sono o no mostri. che prometteva di diventare un buono stufato. Mentre lo guardi.soddisfare la gola. Avevo giusto in mente di catturarlo. che è partito di corsa in cerca del ristorante per monaci. corse via sogghignando fra sé." "Questo bestione racconta frottole" intervenne Scimmiotto ridendo. ma Scimmiotto lo trattenne per dirgli: "Bada che quella gente non vuol saperne di fare l'elemosina ai monaci troppo brutti. "Rido di quello scemo di Porcellino. L'orco non sapeva più come pararli. Se invece lo acchiappano." "Va bene" rispose il monaco lietamente stupito. che cosa ha potuto succederti perché ritorni in questo stato? Forse il prato era recinto. oltre all'elemosina per noi? Poiché la nebbia si è dispersa. che si era seduto a qualche distanza dal maestro. Ma è capace di trasformarsi. Mi lasciai andare a una dichiarazione D'amore assai focosa a una gran dama. Lo sfortunato bestione ci incappò senza rendersene conto e si trovò accerchiato da mostriciattoli che gli tiravano la tonaca. Ci ha tanto spaventato." "Vuoi dire che mi devo trasformare?" "Proprio così. non ne uscirai. tanto meglio." "Mio caro" sogghignò Porcellino. l'altro ricorda l'acquazzone torrenziale. altrimenti ti tocca affrontarlo." "Com'è fatto un convoglio militare?" "Tu sei il capo in testa." Porcellino. e batté in ritirata con i suoi mostriciattoli. Ma un giorno. attento ai fatti tuoi! Sta arrivando un tizio delle mie parti a darmi una mano. che siamo corsi a informarvi. "Mi stai dicendo che sei un discepolo del monaco cinese" esclamò l'orco. Ci ha pestati ben bene con un rastrello. hai sbagliato strada. corse a sellare il cavallo e invitò il maestro a montare. e io ho pensato di approfittarne." "Hai capito male: noi non serviamo pranzi ai monaci." "Perché il tintore?" "Altrimenti dove ti saresti procurato quel pestello per battere i panni?" La creatura non era d'umore conversevole. ripartirono quindi sulle orme di Porcellino. Se ritorna perché è riuscito a sconfiggere l'orco che tende agguati lungo la strada. ma era solo un pretesto. sfuggì una risatina sarcastica." "Di che cosa ti vergogni?" "Il condiscepolo anziano mi ha imbrogliato. Mi capitò un incontro disgraziato Con Scimmiotto. riprese la propria forma e brandì il rastrello. che raddoppiò l'impegno. Sembran le setole Punte di freccia. Quella che impugna è un'arma insolita: Sembra un rastrello da giardiniere. Ora che ti sei gettato da solo nella bocca del lupo. il moccio gli colava dal naso e la schiuma gli sigillava la bocca. ricuperati vento e nebbia. orecchie larghe e certe setole rade sul collo. che non riusciva più a controllarlo. "sembra che tu non sappia più riconoscere il tuo antenato. e trovò che la bruttezza di Porcellino era davvero straordinaria: Il lungo grugno sembra un martello. dovessi lasciarci la pelle." Per non far vedere al reverendo che si allontanava. L'orco. Porcellino!" gridò il reverendo. Per proteggere il maestro." "Quale invito. resta qui mentre verifico come vanno le cose. si vede che non conosci il proverbio: principe al festino. E son quei denti candidi chiodi. Se il condiscepolo non mi avesse dato una voce." L'orco venne avanti roteando un gran pestello di ferro. Alcuni mostriciattoli si avvicinarono rispettosamente e gli chiesero: "Di solito vostra maestà è allegro. si chiedeva: "Che cosa succede a questo bonzo? Un momento fa stava per cedere e ora fa il diavolo scatenato. arrivo!" La sua voce diede nuovo coraggio al bestione. non teme i diavoli. il metallo non sa generare terra. "Che disgrazia?" chiese l'orco. I miei compiti Sono di cavallante e di facchino. Comandai ottantamila marinai E vivevo felice in un palazzo Di cristallo. Pelle rugosa. "È arrivato un bonzo di bell'aspetto. I colpi dell'uno sembrano trombe d'aria. lo afferravano per la cintura. altro che paesani!" Tirato da tutte le parti il bestione si spazientì. Porcellino non era privo d'astuzie. "Come mai oggi sei tanto scrupoloso e diligente? Va e torna presto. Urla e tuoni da far tremare il monte. Con gran sacrificio Dovetti farmi monaco. Avrà usato i suoi trucchi per farsi sostituire. "Fratello. mentre Sabbioso chiudeva la marcia portando i bagagli. Consapevole della Purezza. l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. grande re!" corsero ad annunciare. E le misi la casa sottosopra. non vi fate imbrogliare anche voi. Sembra quel pestello un pitone che si rizza dalle acque del lago. restate qui seduto per un momento. ritornato sconfitto al suo rifugio. Lasciamo Porcellino al suo scontro con l'orco. vedrai quanto si vanterà. compiaciuto della propria astuzia. Invece mi son visto circondare da una quantità di mostri e ho dovuto sostenere un duro combattimento. Vieni qua. Fece al maestro una riverenza e gli propose: "Non vi pare che sarebbe indiscreto portare in quel villaggio il cavallo affamato e chiedere anche foraggio per lui. Non dir niente. L'orco. Fui scudisciato come si conviene Ed esiliato in questo basso mondo Per fare penitenza. e tutto l'onore è tuo. e fui vinto dalla sbarra Cerchiata d'oro. che conosceva anche lui le sue trentasei trasformazioni. guerriero in guerra. Ti racconterò tutto: Nominato Ammiraglio dei Canneti Celesti dal supremo imperatore. "Quel monaco di cui sento lodare da tanto tempo la squisitezza della carne. Visto che il pericolo era superato. si era seduto su una roccia e rimuginava in silenzio. Dall'alto vide il bestione accerchiato. Le lunghe orecchie muovono l'aria Come ventagli." "È vero: Consapevole del Vuoto è sempre rimasto con me. di bassa statura. Prima ammiraglio dal piede di ferro. e i guardiani ti hanno battuto perché tagliavi l'erba?" Il bestione lasciò cadere il rastrello e si batté il petto: "Maestro. che si difendeva furiosamente con il rastrello. Per alta che sia la montagna. Sulla montagna s'ingaggiò un bel duello: Pestello di ferro contro rastrello a nove denti. sarà il caso che ti dia qualche ritocco. di color scuro. Gli occhi rotondi lanciano lampi. tutto allegro. Un momento dopo li raggiunse il bestione." Il bestione s'indignò: "Maestro. È vero che. Vi ho detto che andavo a cogliere erba. Se pensavi di essere tu a mangiare." "Insomma. bonzo?" "L'invito a pranzo. L'orco dovette farsi coraggio per chiedere: "Da dove vieni? Come ti chiami? Parla. Divenni Porcellino. da bravi immortali di montagna che hanno conseguito il Tao." Scimmiotto. sulla strada che dobbiamo percorrere?" Scimmiotto non poteva reggere oltre lo scherzo. "Disgrazia." Il bestione. Ho saputo che preparavate cibo per i monaci. ed il mio nome Assunto in religione è Otto Divieti. dove il reverendo non si era accorto di niente. che rischiar troppo nei fatti. se non muore si ferirà. dobbiamo attraversare questa montagna organizzati come un convoglio militare. non me lo chiedete. che non stimava troppo quel mostro. con la testa Che dei fumi dell'alcol era piena. perché oggi invece è tanto . vengo a vedere. lo spingevano e lo tiravano tutti insieme. Porcellino. vuol dire che non andrà lontano" sogghignò Scimmiotto. Devi riconoscere che ti lascio sempre le incombenze più prestigiose. mettendo in fuga i suoi aggressori. ma non oseranno certo prendersela con noi. "Accontenterò tutti: accetterò l'invito di ciascuno di voi. grida e ruggiti da commuovere le viscere della terra. Un terribile orco senza nome sbarra la via fra le montagne. semmai ce li serviamo a pranzo. vecchio peccatore." Il bestione. Scimmiotto non seppe trattenersi e gridò: "Tieni duro. Intanto a Scimmiotto." Porcellino si spaventò e pensò ogni male di Scimmiotto: "Quel vigliacco equipuzio mi ha raccontato che i paesani offrivano riso ai monaci: questi sono mostri. I due eroi impegnano ogni loro talento e giocano il tutto per tutto. Scimmiotto non intervenne e ritornò invece al punto di partenza. S'inchinò e disse ridendo: "C'è sì una banda di mostriciattoli. che apre la strada. guai a me! Mi chiedo quanti 'sporco equipuzio!' mi toccheranno. non sai se in veglia Oppur nel sonno ti appare l'incubo. Io non mi sono mosso da qui. In guardia!" "Bestiaccia che sei! Vedo che in vita tua hai fatto il tintore. vittorioso ma conciato da far paura: era ansimante e spossato." "Non abbiate paura. L'orco.

"Il nostro ufficiale d'avanguardia è un gran ragionatore. vale quanto Porcellino. gli dèi del Nord e del Sud. gli darà tempo di purgare le budella. Il cavallo bianco pascolava solitario l'erba del ciglio. "Il boscaiolo pensa a sua madre. e io del mio imperatore. per aria. Se leghiamo il monaco cinese nell'orto e lo lasciamo per due o tre giorni senza mangiare." "Tu li conosci?" "Fra loro Porcellino Otto Divieti è il secondo. tradirò la speranza dei suoi sudditi. senza distinguere il vero dal falso." Il bestione. "Quell'orbo di Porcellino si è lasciato scappare l'orco." "Sentiamo. ci siete cascato anche voi. Tu vivi per amore di tua madre. un po' più furbo degli altri." "Il fatto è che l'imperatore Taizong. Roso dall'inquietudine. Se volesse davvero vendicarsi. Tripitaka sfortunato Sempre incontra altre sfortune. Il reverendo piangeva a calde lacrime: "Discepoli miei. Si fece l'appello e si scelsero i tre più capaci. Ora porterai dentro il monaco cinese. e non ha altro sostegno che me. "Ecco l'orco. discepolo del monaco cinese che va in cerca delle scritture." "Voi. maestà?" "Perché ne dubiti? Ormai è nelle nostre mani. se funziona." "E Scimmiotto?" "Su di lui ci sarebbe tanto da raccontare. Il primo è Scimmiotto il Novizio." "Ah. i quali presero l'aspetto dell'orco e tesero le imboscate in attesa del monaco cinese. in fin dei conti. la cosa finisce lì. mi ha affidato la sacra missione di andare dal Buddha vivente a rendergli omaggio e a chiedergli i sutra autentici. Quando potremo rivederci? Morirò prima di dolore. inginocchiato. Come potrei restare indifferente?" A sentirlo. È una bella seccatura. se lo si potesse mangiare. sarebbe arrivato fin qui? Chissà quante creature malefiche lo avrebbero mangiato prima. Ma quando ritornò sulla strada. Il fatto è che lo accompagnano tre discepoli. Si trovarono addosso Scimmiotto. identico gran pestello in mano.pensieroso?" "Ragazzi. tutti i guerrieri del Cielo. ma la mia sarebbe molto peggio. Sono legato qui ormai da tre giorni. il monaco fu legato a un albero dell'orto." "Chi era il vostro avversario?" "Un bonzo che si chiama Porcellino Otto Divieti. "Va male!" esclamò Scimmiotto. se mangiamo il maestro? È probabile che Sabbioso e Porcellino se ne facciano una ragione e si allontanino. e voi non avrete che da allungare la mano per impadronirvene. afferrò le redini e corse avanti. Voi restate a cavallo mentre io lo catturo. rinunceremo. "Spiegami che cosa vuoi dire. mi ricorderò di te: diventerai ufficiale d'avanguardia. "Ha immensi poteri ed è capace di molte trasformazioni. ho un piano da proporvi. e un secondo mostro identico al primo ne balzò fuori e si gettò sul monaco cinese. nella città delle vittime d'ingiustizia. ogni volta che vado a caccia vi porto qualche preda." "Zitto. Dice il proverbio: la pazienza viene a capo d'ogni cosa." Dalla fila dei suoi si fece avanti un mostriciattolo che fece tre singhiozzi e tre risate." "Voi chi siete?" chiese Tripitaka cercando di guardare l'interlocutore attraverso le lacrime che gli facevano velo. sei contrato. Quando in un modo o nell'altro ci saremo sbarazzati dei discepoli. Ma oggi è un giorno sfortunato: sono andato in bianco. con la sua sbarra cerchiata d'oro: che disastro! Ci fece tutti a pezzi: come al gioco del domino. nella loro tenebrosa dimora. e tenderanno imboscate in tre punti diversi. è meglio prender tempo. i dodici fusi orari. rispose: "Maestà. Perde di colpo ogni suo beneficio. Il suo terribile rastrello mi ha messo in rotta. un arhat che si è coltivato attraverso dieci successive incarnazioni: si dice che mangiare un boccone delle sue carni prolunghi indefinitamente la vita. Il vero orco." Dall'albero di fronte un voce disse: "Reverendo. dove siete andati a combattere creature malefiche? È qui che soffro. identica armatura. si chiuse la porta e si dispose la guardia. L'orco gli è sfuggito. Porcellino!" gridò Scimmiotto. Ciascuno di loro affronterà uno dei tre discepoli e si sacrificherà per tenerlo impegnato. ascoltate il seguito. Quei tre devono essere pratici di trasformazioni. che non mise molto a volgere in fuga il suo avversario." "Che bel piano!" gridò entusiasmato l'orco. La parola del capo in guerra rende nero ciò che è bianco." Ritorniamo a Scimmiotto. A un certo punto il monaco cinese si troverà solo. Se proprio tenete a mangiare il monaco cinese. Ci penso io. Ma non sapevo che fosse accompagnato da discepoli di quella levatura. i pellegrini incapparono in una delle imboscate: il primo mostriciattolo si drizzò urlando sul ciglio della strada e balzò avanti per impadronirsi di Tripitaka. Ma ti garantisco che. e tutte le anime in pena. i nove luminari. anzi. il Novizio si caricò i bagagli in spalla." "Ma quale sarà la reazione dei discepoli. Davvero: Cuore spezzato con cuore spezzato. che non oso" esclamò il mostriciattolo sporgendo la lingua. o la mosca nel vaso del pesce. Ora che si trova a passare per le nostre montagne. riuscii a scappare in tempo dalla porta di servizio e arrivai qui. lo strappò dall'arcione e se lo portò via come un passerotto." Il mostriciattolo si prosternò per ringraziare della ricompensa promessa. Mia madre ha ottantatré anni. la vita: vento e polvere. catturato da questi mostri. un elmo come il vostro. che avanzava con Sabbioso. uno tagliato." L'orco era livido dallo spavento. renderò vane le intenzioni del mio sovrano." "E allora che cosa suggerisci?" "Secondo me. Ecco perché so di che cosa sono capaci. anche il boscaiolo si mise a piangere: "Reverendo." "Com'è questo Sabbioso?" "Più o meno. L'orco portò Tripitaka all'ingresso della sua grotta e gridò: "Ufficiale d'avanguardia!" Lo stratega mostriciattolo si inginocchiò protestando: "Non oso accettare. Se poi. Io. "Attento. Il mostro parò il colpo con il pestello e incominciò lo scontro. non sapete come trovò il maestro. mentre gli altri pellegrini si allontanavano. per mano dell'orco maledetto che mi ha catturato. Vedremo come si mettono le cose. in caso di insuccesso." Tirò fuori il randello e gli corse addosso gridando: "Dove credi andare? In guardia!" Mentre si scambiavano colpi furiosi sul prato. Che disastro! È il caso di dirlo: Se la meditazione incontra il diavolo. la carne di quel monaco cinese dev'essere proprio incommestibile. è l'occasione buona per catturarlo e farne uno stufato. il maestro non c'era più. Tante fatiche ridotte a nulla." "Sarà prudente procedere. Ma per me è diverso. Se ora perdo la vita." "Il nome del piano è: fior di susino. Sabbioso gridò: "Maestro. e se riusciva." "Se tutti dicono che mangiarlo procura l'eterna giovinezza." Così si fece. Ma uno si fece avanti per dichiarare: "Grande re. la vostra morte provocherebbe solo questo guaio. non nuocerà certo alle sue carni. non riuscirono ad arrestarlo. Non sarà più difficile che prendere il pane dalla tavola. fratello e fratellino brancolano proprio nel buio. Non credete che lo digeriremo meglio?" "Ma certo" approvò l'orco sorridendo." Il mostro. "Lo attueremo senz'altro. ufficiale d'avanguardia. impugnò il rastrello e lo fronteggiò. estrasse gli artigli. boscaiolo!" esclamò il reverendo riprendendo a piangere. E gli occhi in pianto vedono altre lacrime. non vi affliggete. Sul più bello si udì nel bosco un sinistro scricchiolio. come puoi fare un'affermazione simile?" "Credete che. comparve il terzo mostro. i cinque picchi e i quattro fiumi: in una parola. Procediamo a cucinare il nostro stufato. per fortuna. della dinastia dei Tang. Dopo parecchio cammino. Poi ciascuno avrà il suo bocconcino. farai attingere l'acqua e raschiare la pentola. un petalo per volta. Ho sentito molto parlare di questo monaco cinese. e il terzo Sabbioso il Bonzo. "Se tu muori. e le nostre vite dureranno all'infinito." "Che cosa significa?" "Fate un'accurata selezione fra i vostri soldati: cento su mille. Assumeranno il vostro aspetto. . le stelle dell'Est e dell'Ovest. Non mi pare che la carne di questo monaco cinese sia a portata di mano. non avrebbe nemmeno bisogno di combatterci: con la sua sbarra potrebbe fare un tal buco sotto la montagna da farcela crollare addosso. Il tuo bellissimo piano è riuscito in pieno. ce lo mangeremo a nostro agio. avevate lasciato la famiglia. non avranno forse la delusione più crudele? Esse resteranno per sempre lontane dalla salvezza. Sarà stato inutile il mio lungo studio dei sutra? Servire il sovrano o servire i genitori è la stessa cosa. non avete né figli né genitori né moglie a carico. Come non spaventarsi davanti al racconto di un testimone oculare? I mostriciattoli intorno tremavano come foglie. Chi l'assisterà nei suoi ultimi giorni. Salvato dalle Acque è ricaduto Nella disgrazia nera che lo insegue. Mi vogliono mangiare. portar legna e accendere il fuoco. mugghiò il vento e davanti a Tripitaka. le ventotto costellazioni. quando provocò disordini nel palazzo del Cielo. "Sono un boscaiolo della montagna. Anche loro volevano mangiare il monaco cinese. vide il monaco cinese rimasto tutto solo. piombò dal cielo su di lui. ma il grande Scimmiotto è meno prevedibile. Avevo detto: niente. reverendo. Per voi vivere o morire fa poca differenza." "Come sai tutte queste cose?" "Vedete: una volta abitavo sul Monte del Cammello Leone e servivo i grandi re del posto. senza sapere a che cosa andavano incontro. dieci sui cento e tre sui dieci. chi la seppellirà?" "Com'è doloroso!" singhiozzava il reverendo. tutti insieme. Se dovesse andar male. i cinque dignitari e quattro ministri. dove mi concedeste il favore di assumermi al vostro servizio. È il caso di dirlo: il generale teme parola d'indovino. Lo scopo è di salvare le anime perdute." Brandì il suo bastone e si scagliò sul nemico. Cinquecento anni fa. E Scimmiotto abbatti-diavoli Nuovi diavoli da abbattere.

"Che cosa vuoi da me?" "Il maestro è scomparso." "Vediamo. ogni alito di pensiero si traduce nelle cose." "Quando il vostro maestro è stato portato nella nostra grotta." Il portinaio corse ad annunciare: "Disgrazia. ne rosicchiarono i lineamenti fino a renderla irriconoscibile e ci riprovarono. "Siete ciechi tutti e due: vi siete lasciati sfuggire l'orco e ho dovuto affrontarlo io. I ciottoli stanno per i dolci dei morti. Nell'oscura grotta vive da molti anni un orco che si pasce di carne umana. "I rami di salice significano pini e cipressi per ombreggiare la tomba a conforto del maestro. ma ora mi manda a consegnarvela. celebreremo le esequie. fra gli avanzi della dispensa. lasciamo qui Sabbioso a custodire il cavallo e i bagagli. È toccato a me di affrontarlo. l'altra testa era proprio falsa. correndo su per il pendio." "Maestà" gridò l'ufficiale d'avanguardia. morivano di paura. Coppie di gru vengono qui a danzare nella brezza. Attacchiamolo!" Il bestione levò alto il rastrello e menò un colpo da aprire nella roccia un gran buco. "Il maestro dov'è?" gli chiese Scimmiotto. "Vado a vedere" propose l'ufficiale di avanguardia." "Quale pasticcio?" "Porcellino e Sabbioso c'erano cascati. ha rotto il battente e reclama il suo maestro. "Questa roba è in cattivo stato. "Il fior di susino. che alla vista di tutto quel sangue si diede a singhiozzare: "Povero infelice. e tornò a riferire: "Niente paura. mentre io cerco qualcosa che possa servire da offerta. ti faccio sentire. e non gli rimase che mettersi a piangere." "Fratello!" chiamò Porcellino. "Il maestro è rimasto qui sulla montagna. Non ha capacità straordinarie e non dovrebbe insistere troppo. Scimmiotto si pose alla ricerca del maestro su per la montagna. avete ragione. sembra un tamburo" commentò Sabbioso." "Sabbioso avrà accompagnato il maestro dietro un cespuglio a far pipì" sghignazzò Porcellino." "Quella non è una testa di morto. Come la mettiamo con i petali del susino. può darsi che ci creda. Le rocce tormentate sono nel cono d'ombra di picchi aguzzi." In breve tutti sbucarono di corsa dalla grotta gettando grida di guerra. Ma fammela vedere. porta qui quella cosa. salvo la testa: questo è quanto siamo in grado di restituirvi. Trattenne Porcellino e disse: "Aspetta. Credevate di imbrogliare il vostro avo Porcellino? Pretendete che il nostro maestro sia diventato un salice fantasma?" Il mostriciattolo stratega corse via in preda al panico e si presentò al padrone tremando come una foglia: "E' proprio un bel pasticcio. Poi vi ammucchiò un tumulo e disse ai condiscepoli: "Voi restate a piangere. i fagiani si posano sui rami e si chiamano. dove scavò la fossa con il suo rastrello e vi depose il misero resto. adesso che abbiamo la catastrofe all'uscio?" "Grande re. non può essere lontano. se vuoi vivere. Piuttosto. il maestro lo sorvegliavate tu e Sabbioso. tirandosi dietro il cavallo e portando i bagagli. ma invece devo fare il soldato. I pini azzurri svettano nel cielo. alla porta. grande re!" "Spiégati. L'orco diceva: "E adesso che abbiamo i bonzi in casa. Adesso vediamo di che cosa si tratta. in tal caso il monaco cinese resterà pacificamente nelle nostre mani. Torse il collo finché non riuscì a scorgere le grandi orecchie a ventaglio. "Piangere non serve a niente" osservò Porcellino. mostra rispetto per tuo nonno: rendici il maestro. e questa volta fece un tonfo sordo. Sarà meglio che prima la sotterriamo. Il Novizio. Se lo sono mangiato tutto. e diede l'ordine di attacco: "Ragazzi. non parliamone più." "Siamo caduti in un tranello!" urlò Scimmiotto digrignando i denti." "Come facciamo per la testa mozza?" "La fabbrico io: state a vedere. Liane gialle pendono come corde. Vide Porcellino che correva ansimando verso di lui e lo chiamò. un petalo per volta. quale strategia scegliamo?" "Dicevano gli antichi: Puzza. Se non mi credi. là dentro. "Lui è morto e tu gli offri dei sassi." Si misero dunque a battere la montagna. Porcellino e Scimmiotto arretrarono sulla spianata davanti all'ingresso per fronteggiarli: "Dov'è questo famoso capo? Chi è l'orco che ha preso il nostro maestro?" . spaccando in due il ceppo di salice. prendete le armi migliori e seguitemi. dove diede un gran botto. gli diede forma di testa umana e lo inzuppò di sangue per renderlo irriconoscibile. Porcellino raccolse dunque il capo sanguinante e trovò un angolo esposto al sole e protetto dal vento. converrà catturarlo e mettere in dispensa anche lui. ma sono scomparsi tutti e due. misura quaranta spanne di diametro." "Come lo sai?" "Una testa che cade fa un tonfo sordo." "Il piano era tuo." E assestò un colpetto con la sua sbarra. vi supplichiamo di deporre l'ira e di concederci l'opportunità di rispondere. In un profondo bacino contro la parete della montagna si raccolgono le acque. Porcellino lanciò un rosario di invettive: "Banda di schifosi! Tenete nascosto il maestro nel vostro antro e raccontate balle.CAPITOLO 86 SCIMMIOTTO ESPERTO DI ANTIQUARIATO OVE MADRE DEL LEGNO IMPIEGA IL SUO PRESTIGIO NELLA CAMPAGNA CONTRO L'ORCO. render testimonianza dell'affetto filiale." La testa fu lanciata come prima attraverso la porta." Si presentarono di nuovo all'ingresso della grotta." Raccolse la testa e la lanciò contro la roccia. mostrandogli una testa mozza e spiegandogli che è quanto rimane del suo maestro. cerchiamolo." "È una farsa. Ce ne dovrebbero essere nel Padiglione degli Scorticati. che aveva sentito tutto. da un momento all'altro incomincerà a puzzare. L'albero antico. L'unico che sia davvero temibile è il bonzo peloso con la faccia da duca del tuono. interi filari di umidi salici sembrano colare oro. Scimmiotto constatò che era una testa umana. vi si nasconde un drago non ancora esperto di trasformazioni. Sentiamo che cosa hanno da dire. In capo a una ventina di li." "Chi sarà?" chiese l'orco allarmato. bestione. non è una testa. questa risuona come un pezzo di legno. gente rozza e maleducata. dalla scorza levigata dal tempo e dalle piogge. L'hai visto?" "Mi hanno arruolato come monaco. un conoscitore. Ma questa è quella vera. "Fratello." Che il Novizio fosse scimmia non è una novità: era molto curioso e vanitoso. Non ti sei accorto che l'orco ti è sfuggito e ha cercato di rapire il maestro. Ritornato alla tomba. "Il maestro è certo là dentro. Aspetta a piangere di sapere che cos'è." Scese al torrente e raccolse rami di salice e ciottoli. i mostriciattoli di qui. "Che cosa significano?" chiese Scimmiotto. la piangeremo dopo. Io ero impegnato a combattere l'orco. Adesso che facciamo?" E non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. Ma comparve anche Sabbioso." "Hai ragione" approvò Scimmiotto. "Vostra signoria grande santo. e si è certo portato in casa il nostro maestro. Il nostro re avrebbe preferito tenersela come portafortuna. la testa. Saldato il conto. scopersero una residenza trogloditica che si apriva ai piedi di una rupe a picco. aspettate" disse Porcellino." "Un tizio. piantò i rami ai due lati del tumulo e davanti ammucchiò i ciottoli. Nel prato dall'erba di diaspro costellata di fiori crescono il mandorlo rosso e il pesco verde. e noi andiamo a buttar giù la casa e fare a pezzi l'orco. lasciando di guardia Sabbioso." "Esprimere dei vivi la fedeltà leale. che era ermeticamente serrato e recava un'iscrizione incisa nella pietra con otto grandi caratteri: GROTTA DEGLI ANELLI. se non vuoi che ti sfondi la porta e la faccia pagar cara a tutti i tuoi. Ma sembra che io non gli faccia paura: temono soltanto te. ma ci vorrebbe una vera testa umana. non vi scoraggiate. se lo facesse. Scimmiotto esaminò accuratamente l'ingresso dell'antro. Perché mi chiedi se l'ho visto?" "Sei proprio diventato orbo. E IL DUCA DEL METALLO USA LA MAGIA PER DISTRUGGERE LA PERVERSITÀ. si sono gettati su di lui e l'hanno fatto a pezzi." Il mostriciattolo gettò l'oggetto attraverso il foro aperto da Porcellino. Gridava: "Rendici il nostro maestro prima che sia troppo tardi. L'oggetto fu posto in una scatola laccata e fu recato alla porta: "Vostra signoria grande santo. Il maestro è rimasto solo sul suo cavallo. "si mette male! È arrivato anche Scimmiotto. Il luogo è degno degli dèi." I mostri trovarono una testa fresca." Prese un ceppo di salice. Se lo mettiamo di fronte al fatto compiuto. Se non dovesse funzionare. dopo tutto." "Non ti fidi? Non penserai che la gente scherzi sulle teste dei morti. "Già." L'orco si rese conto che aveva ragione. è una scimmia e perciò è un vanesio. finirono di distruggerne la porta e gridarono con voci tonanti: "Noi lo vogliamo vivo!" I mostri. lascia stare. la mano che hai messo nel paniere del pesce! C'è poco da scegliere: i comandanti di destra e di sinistra devono prendere il comando delle truppe e sterminare i bonzi. Come si diceva. Ci hanno depistato uno dopo l'altro. "Fratelli. cercheremo qualche altra via. Magari si potrebbe convincere anche lui. e quando il maestro è rimasto solo se ne sono impadroniti. "Quale tranello?" chiese Sabbioso. ma Scimmiotto è un vero esperto di antiquariato." "Se è come dici. tutti se la prendevano con l'ufficiale di avanguardia. e se sappiamo solleticare adeguatamente il suo amor proprio presentandogli grandi scuse e complimenti. NEL MONTE DEL PICCO SPEZZATO DELLA CATENA SPANDINEBBIA Scimmiotto concluse: "L'orco abita qui. che sfortuna! Quando penso com'era e cos'è diventato!" "Dài. è solo Porcellino. Ha subito annusato il falso." Scimmiotto prese il suo posto: "Bestiaccia immonda." "Babbeo" brontolò Scimmiotto.

È debole e piccino. Quei due o trecento mostriciattoli si videro aggrediti da tutte le parti. Se non si fossero rassegnati. Mi son fatto buddista e seguo nel suo viaggio Ad ovest Tripitaka. Né mai trova barriera che possa fargli ostacolo." Uscì dunque dal canale di scolo e. dove ordinò ai superstiti di barricare l'ingresso con pietre e terra. Il grande santo è un eroe senza rivali. si minacciano. fra i mostri che sventolavano le bandiere di broccato. "l'orco ha turato l'ingresso. nessun lo può fermare." "Attento. Mi trasformerò in una biscia d'acqua. "Avi miei!" si disse Scimmiotto. Per la gioia Scimmiotto riprese il proprio aspetto. Voi restate qui. nel famoso Porcellino. Con un astuto stratagemma. L'ho mangiato io. è meglio cuocerlo al vapore" gridò un altro. ma è troppo presto. colpito da Scimmiotto. in fondo al giardino. "Se ci limitassimo a lessarlo. con una scossa. spazientito." L'orco schivò il colpo e urlò. fratello" rispose Porcellino fra le lacrime. ma il Novizio lo teneva blandamente in rispetto. Aggirando la rupe udì l'acqua gorgogliare: un ruscello scendeva dalla montagna e riceveva acque rossastre da un canale di scolo che usciva dalla rupe. finché un mostriciattolo venne a dirgli: "Grande re." "Secondo me. non vi fate sentire! Certo che vi leverò dai guai. si accontenta di stare sotto le ali del Grande Roc. maestro. e non l'hanno affatto mangiato. Allora Scimmiotto ricorse alla moltiplicazione del corpo: lanciò in aria un ciuffo di peli. L'orco che domina quest'angolo sperduto rischia la vita per ottenere un boccone delle carni del monaco cinese. i mostriciattoli brandiscono ruggendo sciabole e lance. Quale mostro vi si opporrà? Odiosa bestia. faremmo economia di legna" considerò un terzo. Abusai della forza. ma così facendo si imbatte nella potenza magica di Scimmiotto e. Infatti. "Eccoti qui. non avrebbero seppellito quella testa e non sarebbero rimasti a piangerla. che ha assistito alla separazione del Cielo dalla Terra. Scimmiotto e Porcellino lanciarono grida di sfida. Ma Scimmiotto e Porcellino li incalzavano e li massacravano: chi cadeva zampillando sangue da nove fori." "Certo che sai fare dei begli scherzi!" E ne risero insieme. dove infurio da molti secoli. che non riusciva a distogliere il pensiero dalla vendetta. e non poterono far altro che volgere le spalle e correre a ripararsi nella grotta. Nei palazzi di nuvole vissi per qualche tempo. Propongo che a quel punto il monaco cinese sia tagliato a strisce sottili e fatto saltare in padella con pepe di fiori." "Sta sicuro che non avrai bisogno di piangere anche me. Avranno sepolto la testa che gli abbiamo dato per quella del monaco cinese. soprattutto. L'ufficiale d'avanguardia. e rispose: "Non mi riconoscete. chi sono. bestia immonda. Sarà una delizia d'aromi. E voi che cosa credete di fare?" "Impudente mucchio di peli sporchi! Senti quante arie si dà. "Levami da questo guaio. Li abbiamo già vinti una volta. certo tu vuoi farti ammazzare!" L'orco. io cerco di individuarla. sul Monte Fiori e Frutti. "Magari quello è il maestro: non lo avranno mangiato tutto. Il santo Confucio. e ci avevano ingannato mostrandoci la testa di qualcun altro. quando l'avranno pianta per tre giorni. strinse alla vita il gonnellino di tigre e si mise in cammino. si lasciò cadere sul tumulo e gemette: "Maestro. mi sono imbattuto in Porcellino. con gli occhi fuori dalla testa: "Come ti permetti di trattarmi in questo modo a casa mia? Credi di farmi paura con le tue ciarle da scimmia? Chi credi di essere?" "Te lo dico io. L'orco si era rintanato in fondo alla grotta. urlavano come pazzi. Sarà meglio che non mi presenti con la mia faccia: non mi darebbero il benvenuto. che onora la dottrina dei letterati.Tu non conosci ancora il vecchio Scimmiotto! Sta lì. "Propongo di metterlo sotto sale. senza vincitori né vinti. detto Grano di Pepe. e ne metteranno un po' da parte per le giornate piovose. Porcellino. Ci avevano raccontato di avervi divorato. e un esercito di Scimmiotti armati di sbarre cerchiate d'oro si gettò nella mischia. gli dèi si compiacciono della forza di Consapevole delle Proprie Capacità. Quei mostriciattoli erano coraggiosi e resistevano strenuamente agli assalti. cercò di attaccarlo con il suo pestello. impaurito e allarmato dai suoi discorsi. La mischia solleva polvere da oscurare il cielo. perché aveva voglia di continuare a chiacchierare. Uno balzò fuori dal gruppo e dichiarò: "Vostra maestà. Mi vien voglia di dargli una lezione. Resta a lungo nascosto per farsi crescer l'ali E poi va per il mondo a mostrare talenti Di stratega minuscolo. Scimmiotto e Sabbioso che piangevano davanti a un tumulo. il grande santo ritornò nella sala. Scivolò da una fessura e si trovò in un giardino in cui risuonavano gemiti di dolenti. Un singhiozzo per il maestro. Il beato Buddha. Erano tutti tremanti e malconci. basta sedersi alla destra dell'Imperatore di Giada. bestiaccia. Centomila soldati e le case celesti Tenni in rispetto. invasa dai mostriciattoli giubilanti: si agitavano. da Sabbioso. Consapevole del Vuoto" disse piangendo Tripitaka. ascoltava allibito: "Che cosa . Quali furie ti sono venute sui Monti del Sud? La mia sbarra te le farà passare." Scimmiotto ricuperò i suoi peli e gridò: "Lascialo perdere. Sotto il sole. E con le mani nude afferro i leopardi. "Non farti fregare anche tu." Porcellino si guardò intorno e si accorse che l'esercito di Scimmiotti era scomparso: "Dove sono andati a finire?" "Erano peli miei. vuoi qualcosa di meglio. si rivelò per un lupo grigio dal dorso di ferro. lavoravano affannati e si guardavano bene dal mettere il naso fuori. Accanto all'origine del canale c'era una porticina mimetizzata nella roccia. Così leggero e aereo. Il grande re si circondò di nebbia e volò via trasportato dal vento. Al signore Laozi. diede in rumorosi singhiozzi. per simpatia. vengono. il vostro monaco cinese." Rifattosi formica. si ergeva un gruppo di alberi ai quali erano legati due uomini: uno era Tripitaka. Spinto da insofferenza per ogni seccatore. che governa il mondo. la nostra porta è stata così ben barricata da scoraggiare definitivamente quei monaci. Il grande leopardo dei monti del Sud gli sbarra la strada sputando nebbia e vento.L'orco si fece avanti con il suo gran pestello di ferro. Devo prima sapere dov'è l'orco e che cosa fa. ma nessuno rispose. dall'altra i divini monaci lanciano grida di guerra e levano insieme la sbarra e il rastrello. si spingevano. chi veniva miseramente spiaccicato dalla sbarra. Ma forse l'anima del maestro." Scimmiotto. va tutto per il meglio! Mille gioie vi attendono!" "Quali gioie potranno mai essere?" "Mentre facevo la ronda sulla montagna. ma certo ci sarà un'entrata di servizio. si trasformò in una formica alata. bonzi maledetti? Sono il grande re dei Monti del Sud. I colpi di rastrello avevano poca presa in quella massa di detriti. Ora dovete pazientare e aspettare che sconfiggiamo definitivamente l'orco." Il grande santo ripose la sua sbarra. Se getto un ponte metto in fuga I diavoli. Porcellino. Un monaco del divino paese dell'Est si recava nell'Ovest alla ricerca dei sutra autentici. perché ci metteresti in difficoltà. Sa preveder la pioggia. Hanno ammassato una montagna. Nessuno mi contrasta Il passaggio." Scimmiotto si rallegrò: "A quanto pare. Volò via fino alla sala grande e vide l'orco seduto in atteggiamento depresso e preoccupato. Di gran santo ebbi il titolo. "Rinuncia. e ascolta: Cielo e terra mi fecero dentro un uovo di pietra Nel paese dell'Est. si fece avanti levando il rastrello: con l'esercito dei mostriciattoli si scatenò una bella mischia." Svolazzò dappertutto. senza contare che ci allungherà la vita. reggiti la milza per farti coraggio. Da una parte. uno per te: io finirei per far confusione. si scontrano. ovunque il mio nome era noto. Ma tu. e corse verso di lui." Il Bonzo piangeva ancora e Porcellino. Non son tipo comune: il mio corpo è formato Dal sole e dalla luna. "Dobbiamo tener presente che è un prodotto raro: bisognerebbe farcelo durare il più a lungo possibile" intervenne un quarto. Dal mio viaggio nell'Ovest attende giusto frutto L'Oriente intero." Finì per trasformarsi in un ratto e scivolò con un fruscio attraverso la bocca del canale nella corte posteriore della grotta. il maestro è ancora nascosto qui da qualche parte. Le tigri stano dalla foresta." "E come vendichiamo il maestro?" "Per ora ritorniamo alla tomba. Per un bel pezzo vanno. Dobbiamo catturare il capo. ti prego!" "Piano. Sa chiudere il suo nido con la terra e la cenere. Ebbi l'intelligenza In dono e coltivai la mia propria natura. posato su una trave. Dopodomani. "Ecco l'entrata di servizio che cercavo. avranno fatto il loro dovere e ritorneranno a casa loro. Bisogna che lo trovi e veda in che stato è. i mostriciattoli sopravvissuti si davano da fare: trinciavano quarti di carne umana e disponevano i pezzi a seccare. è riuscito a impadronirsi di sorpresa dell'eminente monaco cinese. la mia conversazione con l'orco può aspettare. Porcellino lo afferrò per una zampa e lo rivoltò per osservarlo: "Chissà quanti agnelli e maialini ci sono voluti per crescere questo bel tipo. trova sufficiente il titolo di 'maestro'. li ho ricuperati. negl'inferi. E se diventassi granchio? Ma il maestro direbbe che non è decente per un monaco avere tanti piedi. finché scoprì in un angolo buio della sala un piccolo uscio sbarrato. troverebbe da ridire su un monaco di formato serpentino. che destino crudele! Come siete andato lontano! Potremo mai rivederci?" "Fratellino" disse Scimmiotto.

maestro!" "Slegami subito. cui girava la testa dopo tante lacrime. su queste montagne manchiamo di molte cose. non ce la faccio più. Ora la montagna è sicura: potrò andare in giro persino la notte senza correre pericoli. si asciugò gli occhi e disse: "Ecco qua. vecchi tronchi cavi di salice. Prati fioriti e." A vederlo andare e venire. "Quale anima? Non vedi che è lui in carne e ossa?" Sabbioso corse a inginocchiarsi davanti al maestro: "Quanti tormenti dovete aver subito! Come ha fatto a liberarvi il condiscepolo?" Scimmiotto raccontò gli ultimi avvenimenti. Quando Finiranno le prove che sopporto? Quando ritornerò dalla mia meta?" Disse il boscaiolo: "Reverendo. non so di chi fossero." Il reverendo accettò volentieri e si avviò a piedi. Ritornate a casa. si sono serviti di lui per ingannarvi e allontanarvi. Non si trovano funghi. né anice. ben pochi riuscirono a sfuggire al rogo. ascoltate il seguito. Quando i discepoli ritornarono dal maestro. Quel signore che vedi è un arhat delle terre dell'Est. "Fratello boscaiolo" disse Porcellino. "siete povera gente. che piangeva il figlio perduto. "Maestro. Le siamo molto grati del sontuoso pranzo che ci ha offerto." Quando alla fine Scimmiotto optò per slegarlo. discepolo. Ci congederemo sulla strada maestra. Porcellino sghignazzava: "Si vede che il condiscepolo è un facchino inesperto. se lo caricò in spalla e ritornò dai suoi. Uscirono all'aperto dalla porta di servizio e risalirono la scarpata. anche solo per lo spirito compassionevole che un monaco deve manifestare in ogni circostanza. È il caso di dirlo: Sconfitto l'orco e vinto il suo terrore Se ne può ripartir senza rancore. Riprese il proprio aspetto. Dopo pranzo i viaggiatori si disposero a partire. "Perché te la prendi con quei poveri resti?" lo rimproverò Tripitaka. Il boscaiolo non osava insistere perché rimanessero. che ora potete vedere. Sarà meglio che incominci con lo slegare il maestro. tanto che finì per sconvolgere il tumulo. Lei si aggiustò gli abiti." "È vero. saltellante e pieno di incertezza. La grotta è piena di mostriciattoli da sistemare." "Lascia stare le chiacchiere. Del graticcio che il glicine ricopre. ancora addormentato. per mancargli di rispetto in questo modo?" Si strappò un pelo." Ritornato all'albero. avrebbero potuto uccidere me. dopo prosternazioni e altri segni di ringraziamento. pensavo che fossi stato catturato e ucciso dal signore della montagna." E Tripitaka gridò a gran voce: "Porcellino!" Il bestione. e ho rischiato di perdere la vita. il mio povero maestro. non trascurò di ricuperare i peli che aveva trasformato in insetti del sonno. dovreste sedervi un momento e darmi il tempo di fare piazza pulita" disse Scimmiotto." "Forse devo a lui se sono ancora vivo" osservò il reverendo. te li sistemo io. "bisogna slegare anche lui. Il mio cuore è votato Ai tre panieri. prepararono alla svelta un pasto di magro. il reverendo non poté fare a meno di sorridere: "Suppongo che questa danza l'abbia inventata per esprimere la gioia di trovarmi vivo. Solo l'orco resisteva. liane cadute. mentre Porcellino agitava le orecchie a mo' di ventola. trasformandolo in uno sciame di insetti del sonno. seduta su una panca. si munì di un bastone di giuggiolo e uscì ad accompagnarli. l'orco si era risvegliato e Porcellino lo spedì all'altro mondo senza complimenti con un colpo di rastrello. "Mio saggio discepolo" constatò Tripitaka. Ma i suoi tre discepoli. Non sa equilibrare il carico e lo porta tutto da una parte. Per dimostrarvi la nostra affezione. lontana in un angolo. Nessun guaio mi è stato risparmiato. legò stretto l'orco." Dopo che il reverendo ebbe manifestato la sua gratitudine. il paese della gioia assoluta. fate liberare anche me!" "Consapevole del Vuoto" ordinò Tripitaka. Seguirono un sentiero sinuoso e presto giunsero in vista Del muscoso sentiero lastricato. e presentate a vostra madre i miei rispetti." "Portami anche quelli. La creatura riprese la sua forma originaria: era un grande leopardo. Ammucchiarono nella grotta tutta quella legna e le diedero fuoco. Basta raccogliere legna e dar fuoco a tutto. rami morti di pino. che Porcellino ascoltava digrignando i denti e battendo intorno rastrellate. Sullo sfondo la cerchia di montagne E il bosco dove cantano gli uccelli. possiamo servirvi soltanto verdura selvatica. scusate se vi diamo ancora disturbo." "Chi sarebbe?" "È un boscaiolo che è stato catturato un giorno prima di me. attraversò il torrente ed entrò nella grotta.diavolo vi ha fatto. Scimmiotto aveva il campo libero. "Quando avete attaccato i mostri. che hanno grandi poteri magici. nuovi dubbi: "Non mi piace lasciarmi alle spalle un grosso pericolo. "Ora. la spiaccicò con un colpo. Con le corde che erano servite per Tripitaka e per il boscaiolo. Il reverendo giunse le mani e disse: "Fratello boscaiolo. ammazzo l'orco e torno. dove madre e figlio. Se poi non sapete quanti giorni ancora fossero necessari per raggiungere il Paradiso dell'Ovest. fratello boscaiolo. I suoi mostri sono stati sterminati col fuoco. Sabbioso: l'anima del maestro vaga per la montagna. La residenza trogloditica fu completamente devastata. ma se non lo avessero avuto a portata di mano. e disse: "O discepoli! Da quando ho abbandonato il mio signore Ho viaggiato per l'Ovest senza fine." Discesero lungo il corso del torrente alla ricerca della strada. si grattava il naso e starnutiva continuamente. è stato catturato e legato a un albero come me. I poveri mostriciattoli ebbero un pessimo risveglio in mezzo al fuoco ruggente." "Non perdiamo tempo inutilmente. "Meno male che lo abbiamo abbattuto: chissà quante altre vittime avrebbe colpito. e quando venne alla luce la testa che vi avevano sepolto. "Non comincerà a venirgli qualche sospetto? Sarà meglio usare dose doppia" si disse Scimmiotto. Insieme al reverendo." Il bestione raccolse i resti e ricostruì il tumulo. si rimisero in cammino." "Farò presto. giunchi morti." Tripitaka smontò da cavallo: "Vi ringrazio di averci accompagnato tanto lontano. La strada maestra. ma Scimmiotto lo fermò: "Aspetta. Potreste far visita alla mia vecchia madre e ricevere i suoi ringraziamenti. Ha una vecchia madre e una grande pietà filiale: bisogna proprio liberarlo. non lontano da qui. in meno di mille li vi porterà in India. diede alla sua sbarra il diametro di un uovo d'anitra e con un colpetto sfondò la porticina segreta. ho riacquistato la libertà anch'io: devo loro una gratitudine più alta del cielo. tutti i miei pensieri Sono rivolti all'altro mondo. Del resto avete il dovere di seppellirlo. Infatti la tavola fu subito preparata e furono servite verdure raccolte nei prati. eccomi qua!" Lei lo abbracciò: "Figlio mio! Eri scomparso da molti giorni. a noi bastano cibi semplici. ma li ho pianti anche troppo. reciteremo mattina e sera i sutra per assicurare a madre e figlio un secolo di vita piacevole. né pepe. lo masticò e lo sputò intorno. Porcellino levò il rastrello per colpire. A stento son fuggito dagli artigli Di mostri e streghe. prima di uscire. Discese la scarpata. "ti dobbiamo entrambi la vita. Corse quindi nel giardino gridando: "Eccomi. Il boscaiolo corse a inginocchiarsi davanti a lei: "Mamma." Il boscaiolo li guidò in cerca di bambù spezzati. con le macchie della pelliccia a forma di foglie di artemisia. non siate in pena. Il boscaiolo propose: "La mia capanna è verso sud ovest." "Abbiate ancora un momento di pazienza. maestro. Il grande santo. Perché sei stato lontano tutto questo tempo? Dov'è finita la tua ascia?" "Il signore della montagna mi aveva davvero catturato" rispose il boscaiolo prosternandosi. e pensa a sbrigarti. Maestro e discepoli proseguirono il loro viaggio. Videro di lontano la vecchia madre. Essi si sparsero per ogni dove e penetrarono nelle narici dei mostriciattoli. Fra le siepi la piccola capanna. il boscaiolo legato all'albero di fronte gridò: "Signoria. non datevi pena." Quando Scimmiotto posò il fardello ai suoi piedi. abbiate compassione." Scimmiotto eseguì senza discutere." Balzò nella sala e cambiò idea: "Non sta bene rompere la testa di uno che dorme. Lui continuava a prosternarsi. Poi vi guiderei alla strada maestra. Non senti la sua voce?" "Scemo!" gridò Scimmiotto facendosi avanti. che incominciarono a sbadigliare e in breve caddero a terra addormentati. Il fatto è che sono proprio affamato. "Mi aveva legato a un albero. che va in cerca di scritture nel Paradiso dell'Ovest. ed esortò la madre a uscire per congedarli con nuovi ringraziamenti. ma vi pregherei di farci da guida. che era poi uno spirito di leopardo maculato. artemisie appassite. che penetrò nell'altra narice e completò l'opera: anche l'orco si stese a russare rumorosamente." La vecchia andò incontro ai quattro pellegrini e li guidò verso casa inchinandosi a ogni passo. Il reverendo si sentì preso dalla malinconia. Entrarono nella capanna. rovi secchi. si soffiò il naso. Senza di loro sarei morto. vedrete" rispose il boscaiolo. chiamateli. . E gli gettò in faccia un altro insetto. hanno colpito a morte il signore della montagna. più vasta della terra. Dove sono Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" "Sono laggiù che vi piangono. A vederlo venire da lontano. "Il leopardo maculato può divorare una tigre" commentò Scimmiotto." Il boscaiolo si congedò e ritornò a casa. Folte quinte di pini e di bambù.

non appena mi avete convocato. Lo staio di grano costa cento pezzi d'oro." Scimmiotto rise: "In cambio di oro non avrete una goccia. prosciuga fiumi e canali." "Non oserei mai. Come potrei avere la temerità di procedere senza le prescritte autorizzazioni?" "Passando di qua abbiamo constatato che la popolazione soffre molto. Quando il governatore vide il monaco cinese si prosternò in mezzo alla strada. mi servirete da assistenti. giunse da est un ammasso di nuvole scure che scesero al suolo nella corte. Si udì annunciare: "Arriva il governatore!" La folla si aprì. e non so dire a quale distanza si trovi dal confine. Nella città il timore della legge ancora incita gli infelici a pignorare le proprie cose pur di conservarsi in vita. ma nelle campagne non si contano i saccheggi e gli episodi di antropofagia che turbano l'ordine pubblico. Noi abbiamo appunto l'incarico di affiggere un appello del governatore ai maestri della legge. Per raggiungerlo bisogna arrivare in India. I servitori ne furono terrorizzati. e questa non sarà vana promessa per chi ascolti il nostro appello. Ma l'amore per la virtù e il perseguimento dei meriti possono ottenervi fior di acquazzoni. fratello?" domandò Sabbioso. Visto che siete tanto . si tenevano sotto i portici ed erano evidentemente guardie della città. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. sputar nebbia e soffiar nuvole." Porcellino e Sabbioso lo seguirono in fondo alla sala." Il governatore. Reverendo. allontanandosi dalle pendici dei Monti Spandinebbia.CAPITOLO 87 IL GOVERNATORE CHE AVEVA LITIGATO CON LA MOGLIE NEL GOVERNATORATO DI FENGXIAN. affrettarono il passo sulla strada maestra." "Il luogo dove vi trovate è un governatorato esterno dell'India" rispose una delle guardie. Scimmiotto si incuriosì di un particolare: "Scusate. in India. invita ogni maestro illuminato a celebrare una grande cerimonia di implorazione della pioggia in conformità della Legge del Buddha. finché la fame si quietò. congedatisi dal boscaiolo. senza far caso a quanto erano brutti i suoi discepoli. che era un funzionario integro e saggio. si inchinò profondamente e disse: "Maestro." Tripitaka rese il saluto e rispose: "Questo non è il posto più adatto per discutere. maestro. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka "vedi le mura e i fossati? Non saremo per caso arrivati?" "No di certo!" esclamò Scimmiotto. Dopo vari giorni di viaggio videro una città. mentre mi occupo dei vostri affari?" "Che cosa conti di fare." "Mostrateci l'appello" propose Scimmiotto. Stavamo pulendo il muro sotto il portico. DOVE IL CIELO OFFESO NEGA LA PIOGGIA. "Io son capace di invertire il corso dei fiumi e di vuotare l'acqua dei mari. con cappello e cintura. Il re drago del mare orientale. perché invochino la pioggia e salvino la popolazione. Ma il dipartimento della pioggia non può muoversi senza ordini superiori. grandi e piccoli. e chi rimane è una candela Esposta al vento. I quattro pellegrini. ci saprete soccorrere con i vostri divini meriti. avete un direttore per governatore?" "Direttore è il suo cognome. Questo che vediamo ha l'aria di essere il capoluogo di un governatorato. Porcellino aveva una fame da tigre digiuna. lo sapremo quando arriveremo. nella vostra grande compassione. Che cosa ci sarebbe di speciale?" Due guardie corsero difilato ad annunciare al governatore: "Vostra signoria. assunse forma umana e uscì dalle nuvole per inchinarsi davanti a Scimmiotto e chiedere: "Grande santo. Spero che." Giunti alle mura. hanno affermato di essere in grado di far cadere tutta la pioggia che ci serve. recitava sutra. di cui ignoriamo il nome. Il cognome è registrato nel Classico dei patronimici. gettare il cielo in fondo al pozzo con un calcio. guardate!" Qualcuno si sentì male. amante del popolo. Letto l'avviso. che il mio potere di provocare la pioggia è al servizio del cielo di Sopra. "non perdete tempo in chiacchiere. Potremmo recarci in un tempio o in un monastero?" "Seguitemi nel mio umile yamen." Il governatore si aggiustò l'abito e corse subito al mercato. del grande paese dell'India. "Eccolo qua. Per tutti. e come sapete. Alzatevi. una gioia fra mille!" Lui stava pregando davanti a due bastoncini d'incenso. sono l'umile ufficiale che esercita la funzione di governatore a Fengxian. acchiappare la luna. non oserò mai più offendere la virtù. Una bambina di dieci anni si scambia per tre pinte di riso. se ci accordate questa dimostrazione della vostra compassione. "Voi due venite con me. Basta un dito di pioggia. "Il luogo in cui risiede il Buddha. All'ingresso del mercato incontrarono parecchie persone con l'abito blu dei servitori. la fascina di legna cinque once d'argento. perciò ti ho chiamato per chiederti aiuto. Aoguang. Nove focolari Su dieci son ridotti senza mezzi. grande santo. perché temeva che i discepoli provocassero guai con i loro modi." Le guardie srotolarono il foglio. dove dobbiamo incollarlo. in ricompensa Daremo pezzi d'oro e gratitudine. i poveri muoiono di fame. Tripitaka smontò da cavallo per superare la tripla serie di porte. mentre il governatore pregava e bruciava incenso e Tripitaka." "Basta con le chiacchiere. detto anche Gioia Assoluta. Il paese è afflitto da una siccità che dura da molti anni. "Il mio nome è Direttore. dissecca i pozzi ed esaurisce le sorgenti. una siccità che perdura da molti anni ha ridotto all'abbandono le coltivazioni private." "Fateci dare un'occhiata. Ciò considerando che. seduto su un cuscino. andavano e venivano svelti come una lanterna girevole. Chi sia in grado di provocare la pioggia ha il dovere di soccorrere questo povero popolo: sarebbe un atto di misericordia senza uguali. ho appena bruciato incenso e fatto il bagno rituale per venirvi a implorare di salvare la popolazione con le vostre preghiere. Alla fine Tripitaka porse i suoi ringraziamenti e chiese: "Vostra grandezza. Sono tre anni interi che non piove. e il governatore fece servire il tè e un pasto di magro. "si vede che da piccolo marinavi la scuola. allo scopo di riuscire più obbligante con la sollecitudine e la cortesia. Se non lo sappiamo fare. Adesso non cercare scappatoie. Ci siamo permessi di entrare in città a cercare un alloggio per la notte: vogliate scusarci se siamo invadenti. "L'umile monaco che sono è inviato da sua maestà dei grandi Tang dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono. Dovete pensare piuttosto a un'area montuosa in cui gli edifici. È una vera fortuna Che al mio appello rispondan veri monaci. in cui si leggeva: Con il presente appello il governatore Direttore del Governatorato di Fengxian. Poiché la gente ingombrava il passaggio e non dava segno di farsi da parte. prego. SCIMMIOTTO INCITA AL BENE ED OTTIENE IL DONO DI ACQUAZZONI BENEDETTI. non è una città. Non cresce nulla. spostare montagne. rinunciò a scorta. rende incolti i terreni dell'esercito. Il paese in cui ci troviamo soffre di siccità da molti anni. Posso importunarvi lasciandovi in custodia il mio maestro. abbiamo incontrato quattro bonzi che si dicono inviati in cerca di scritture dai grandi Tang. invitò Scimmiotto a sedersi al posto d'onore. cavallo e palanchino. Il presente appello viene promulgato nella speranza che i saggi d'ogni dove verranno a invocare la pioggia salvatrice. i granai sono vuoti. Le guardie si fecero avanti (ma tremavano anche loro) e chiesero da dove venissero. Noi offriamo mille pezzi d'oro e la nostra riconoscenza." "Dev'essere un cognome non comune" commentò Scimmiotto ridacchiando. occorre l'intervento di diversi uffici e operatori. Non appena Scimmiotto ebbe pronunciato le autentiche parole e recitato l'incantesimo. i figli maschi vengono abbandonati a chi li voglia. "Fratello" intervenne Porcellino. nonostante la grande estensione del territorio del governatorato e le risorse del governo e della popolazione. convocar venti e tempeste: questi erano i miei giochi da piccolo. mi avete convocato: che cosa posso fare al vostro servizio?" "Alzati. Si resero conto che in città mancava ogni animazione: le strade erano deserte. I ricchi sono ridotti alla pura sussistenza. alcuni di loro. Siamo corsi a informarvi. Giunti alla residenza si fecero le presentazioni. gli affari Vanno a rovescio. Faticarono per un bel pezzo. "Di quale gioia si tratta?" "Mentre affiggevamo il vostro appello. da quanto tempo dura la siccità?" "Il governatorato che comando Appartiene al paese delle Indie. perché lo tieni all'asciutto?" "Non dimenticate. verso la fine(10). il rude Porcellino gridò: "Fate passare!" Gli uomini li guardarono e furono presi dalla paura: "Un mostro. posso muovere le stelle fisse e convocare le costellazioni. le torri e le terrazze sono sparsi e non formano un agglomerato: così è fatto il Monastero del Colpo di Tuono sul Monte degli Avvoltoi. ripartiamo senza compromettere il nostro viaggio." "Far piovere è facile" disse Scimmiotto. La strada che seguiamo passa dalla vostra nobile contrada. e scusami se ti ho fatto venire da tanto lontano. Tripitaka prese energicamente il controllo della situazione. che significa 'Immortale delle Fenici'. Tale servizio meriterà grandi ricompense. Degli abitanti due terzi son morti Di fame. per riempire continuamente ciotole di zuppa e piatti di riso che si vuotavano in un baleno. è un luogo puro e pulito. "e si chiama Fengxian." I pellegrini lo seguirono con cavallo e bagagli. Del resto vedete che sono venuto subito. mentre convoco il drago per chiedergli la pioggia." "Discepoli" li interruppe Tripitaka.

Tutti insieme lo introdussero nella Sala delle Nuvole Misteriose e annunciarono: "Vostra maestà. io non potrò far niente. il 25 della dodicesima luna. ciò in tutta la città. "La strada è un'altra" spiegò Scimmiotto. perché i precettori celesti le sottopongano all'attenzione dell'imperatore di Giada. "Al momento di venir via. Il messaggero delle suppliche ha già portato all'Imperatore di Giada un gran pacco di documenti che provano la conversione avvenuta. ma non osa muoversi senza carta bollata: perciò sono venuto a pregare l'Imperatore di Giada di promulgare un editto. con una capriola nelle nuvole." "Conoscerai l'espressione popolare: una faccia tosta come quella della mosca nella ragnatela" rispose beffardo Ge Xianweng." Scimmiotto seguì il consiglio e salì al nono cielo. il 25 del dodicesimo mese. Mi sono rivolto al re drago. Volevo sollecitare l'assistenza dei vostri addetti al tuono. Ma non avevo idea che il Cielo si fosse offeso al punto da infierire su tutto il paese." Scimmiotto non conosceva i fatti e insisté per ottenere l'udienza. grande santo. C'è poi un cavalletto di ferro che regge un catenaccio d'oro con la barra grossa un dito. si arrese e lasciò ripartire il drago. che non aveva scelta. Torno dall'Imperatore di Giada per supplicarlo di nuovo." Ciò detto scomparve. Non so se sia permesso far piovere da quelle parti. si potrebbe fare così: io torno a casa a predisporre i miei collaboratori e voi vi prendete la pena di presentarvi a rapporto lassù. Altrimenti faccia il piacere di occuparsi dei fatti suoi. magari di mettere in pericolo la vostra vita." Scimmiotto ci rimase male. grande santo?" "Quasi ci siamo: abbiamo raggiunto la frontiera dell'India e ci troviamo in un governatorato che si chiama Fengxian. l'imperatore non vuole promulgare il decreto. che è afflitto da una tremenda siccità. Ho sentito raccontare che il governatore di quel paese aveva offeso cielo e terra con la sua condotta. e qui pioverà a catinelle. e al Cielo potrebbe venire in mente di far peggio. "Tutto come dicevi tu. bisogna che lassù sia beccato tutto il riso. durante una cerimonia che durò tre giorni furono scritte e inviate in cielo infinite suppliche. "Che cosa significa?" chiese Scimmiotto che continuava a non capirci niente. "Qual buon vento vi porta. il re celeste gli chiese: "Ancora qui?" "Quel governatore si è convertito. Allora le montagne si dissolverebbero e il catenaccio si spezzerebbe. e ha condannato il paese a restare senz'acqua finché quegli oggetti non siano distrutti. maestro. Scimmiotto si rivolse a Porcellino e Sabbioso: "Badate voi al maestro." "Se vi pentite e vi volgete al bene. con la barra grossa come un dito." Il colpevole si prosternò: "Come sapete ciò che è accaduto tre anni fa?" "Rispondete a me: è vero che gettaste ai cani le offerte dedicate al Cielo? Vuotate il sacco. I precettori risero e gli dissero: "Grande santo. bruciando bastoncini d'incenso. quelle cose devono essere distrutte. È un posto in cui non piove da tre anni. di collocare davanti a ogni porta una giara d'acqua pura con rami di salice e d'onorare il Cielo bruciando incenso. e chiedere che ti assegnino le divinità del tuono. in modo che possiamo riprendere il viaggio. Fu allora che feci allestire quelle tre cose nella Sala dei Profumi Avvolgenti. Occorre acqua. "Ma guardati dal mentire. facciamolo entrare" intervenne Xu Jingyang. sotto il catenaccio ardeva una lampada. un pensiero di bontà e di compassione. il cancelliere addetto alle Rettifiche dei Registri e l'ispettore della Incorruttibilità. "Lascia perdere. Davanti alla Sala della Penetrante Chiarezza incontrò i quattro grandi precettori celesti. e non so spiegarmi come sia potuto accadere. bestione! Sono decreti del cielo di Sopra: là non fanno entrare uno come te. l'ordine di bruciare incenso e di pregare il Buddha. e io farò cadere la quantità di pioggia decretata. Mi arrabbiai tanto che rovesciai il tavolo delle offerte e urlai quello che mi veniva in mente. Intanto Scimmiotto." "Che cosa vuoi fare. Alla porta. per sollecitare l'autorizzazione a far piovere." Scimmiotto se lo tenne per detto e ripartì senza nemmeno congedarsi dall'imperatore. "Io salgo un momento in Cielo e torno subito. c'è qui Scimmiotto Consapevole del Vuoto." "Non è un caso se sono rimasti all'asciutto. Convocò subito preti e monaci." Quando Scimmiotto giunse alla porta del Cielo. e i precettori celesti mi hanno mostrato il monte di riso e tutto il resto." "Vengo con te." "Durante il rito mi accapigliai con mia moglie. il re Difesa del Regno gli chiese come era andata. grande santo?" "Avrei bisogno di vedere per affari il Venerabile celeste. L'Imperatore di Giada ha fatto allestire un monte di riso. il cagnolino leccare tutta la farina e la fiammella fondere la barra." "C'è tutta una storia sul governatore di Fengxian." "E allora come faremo?" si inquietò Tripitaka. Quando si udì salire da tutta la città il brusio ininterrotto delle preghiere. "L'affare per cui mi sono permesso di disturbarvi nel vostro stimato ministero è una richiesta di pioggia per il paese di Fengxian. "Ricordo benissimo: tre anni fa. e io chiamai i cani perché facessero piazza pulita. e uscì vergognoso e scoraggiato. Allora i funzionari daranno via libera ai draghi. sotto la quale arde una lampada. nella Legge e nella Comunità. i precettori celesti mi hanno detto che può bastare un'opera buona per risolvere il problema. di qualunque strato sociale. "Mi pare che il governatore ce la stia mettendo tutta. e ha visto e sentito tutto. che gli chiesero: "Quali affari vi portano da noi. Per risolvere le difficoltà basterebbe commuovere il Cielo con una buona azione. e la popolazione soffre molto. che non è una donna saggia.incline alle opere buone." Quest'ultimo si aggiustò la veste e scese giù dalle sue nubi di cinabro con le nove fenici. se vi impegnate senza indugio a leggere sutra e pregare il Buddha. dove incontrò il delegato allo sportello del Tuono. Fatele vedere a Consapevole del Vuoto: se vuole il decreto. un monte di farina e un gran catenaccio d'oro." "Non è difficile" rise Porcellino. fratello?" si intromise Porcellino. dove vide un monte di riso alto una diecina di tese e uno di farina alto venti tese." Il governatore si prosternò e supplicò con voce implorante: "Sono pronto a ubbidire alle vostre istruzioni." "Sbrigati" concluse Sabbioso. quella gente ha pregato tanto che ancora mi ronzano le orecchie. vediamo se sono ancora capace di combinare qualcosa. Tripitaka partecipava alla cerimonia leggendo sutra. facevamo un giro d'ispezione nei diecimila cieli e nei tre mondi. Il ritorno al bene è avvenuto." Il governatore batté la fronte a terra e giurò di rifugiarsi nel Buddha. I quattro precettori risposero: "Perché quel tizio che ha offeso il cielo riceva pioggia. Se l'è legata al dito e ha fatto allestire tre cose per non dimenticare. un cagnolino giallo leccava la farina. Scimmiotto si trovò circondato dalla folla dei funzionari che chiedevano notizie. mi hanno spiegato che sarebbe stato sufficiente ricondurre al bene il governatore e i suoi: perché il Cielo deve ascoltare la gente per bene. "Vietata o no. "Fai quello che occorre" gli disse il monaco cinese. il re celeste non osò trattenerlo." Ritornato nel mondo di Sotto e nello yamen. Il governatore in persona guidava i fedeli nella preghiera. Per conto suo fece diffondere l'ordine urgente di esporre in ogni casa le tavolette del re drago. Prese da parte il governatore e gli disse: "È tutta colpa vostra: tre anni fa." "Proprio quel giorno l'Imperatore di Giada faceva il suo giro di ispezione nel mondo di Sotto." "La pioggia è vietata in quella regione" risposero i precettori. io faccio un'altra scappata lassù. dove lo accolse il re Difesa del Regno con i suoi soldati e giganti: "Sei venuto a capo della tua impresa di cercar scritture. la pioggia sarà assicurata. e si accusava dei suoi peccati. leccata tutta la farina e fuso il catenaccio. "Portami con te: mi trasformerò in qualche modo e mi ci vorrà poco a ingoiare il riso e la farina. fummo testimoni della malvagità di quell'uomo: gettava ai cani le offerte dedicate al Cielo e bestemmiava in modo tremendo." "Dunque sarebbe per quel tale Direttore" rispose l'imperatore." "Badate voi al maestro" raccomandò Scimmiotto a Porcellino e Sabbioso. Ma i precettori mi hanno suggerito di provare a riportare al bene il governatore. era giunto alla porta ovest del Cielo. che si è trovato a passare dal governatorato indiano di Fengxian. Mentre passavamo dal suo paese. nelle case dei grandi dignitari e in quelle del popolo minuto." "Quali cose. fatemi vedere sua maestà. Il governatore restò di sale: "Dov'è andato a finire il reverendo?" "Ha fatto un salto in Cielo" lo informò Porcellino ridendo. da parte sua uscì dal diagramma dell'Orsa Maggiore per andare a informare Tripitaka. "Porta a buon fine la tua incombenza." Scimmiotto fu accompagnato nella Sala dei Profumi. e fece rizzare un altare." "Non dire sciocchezze. grande santo?" "Il governatore di Fengxian. su al nono cielo. Me ne ha parlato ieri l'Imperatore di Giada. Un galletto non più grosso di un pugno becchettava il riso." Ma il re celeste disse: "Grande santo. Quando mi hanno visto scoraggiato. il pollo dovrà beccare tutto il riso. potrò fare qualcosa per voi. Perciò mi sono permesso di venir qui direttamente. dove siamo giunti con il mio maestro. avete offeso il cielo e la terra. a un cavalletto di ferro. non perdete l'ottimismo. mi ha incaricato di invocare la pioggia per il suo paese. Puoi andare direttamente all'ufficio di Risposta al Primordiale. In seguito mi dispiacque molto di avere perduto le staffe in quel modo. era appeso un catenaccio d'oro alto un piede e tre o quattro pollici. Egli si complimentò con il grande santo: "Il merito di queste buone intenzioni è tutto dei vostri incitamenti al bene. Il governatore fu invaso da sconfinato rispetto. Poiché mi onorate del vostro aiuto. Invocava Cielo e Terra. spero che mi farete sapere di più sulle misure prese lassù nei miei confronti. nei viali e nei vicoli. Poi romperò il catenaccio. "Ha fatto mettere nella Sala dei Profumi Avvolgenti un monte di riso alto dieci tese e uno di farina alto venti tese: un pollo becca il riso e un cagnolino lecca la farina. fratello?" chiese Porcellino." Proprio in quel momento giunse il messaggero che recava testi taoisti e rescritti buddisti compilati a Fengxian come suppliche. metto . Quando avrai tuoni e fulmini." "Dove porti le carte?" "Nella Sala della Penetrante Chiarezza. Provate a ricondurre quell'uomo al bene: se ci riuscite." "Se le cose stanno così. È venuto a sollecitare un decreto di pioggia per quel paese. Sulla sinistra. Perché qui piova. la cui fiamma lambiva la barra. Il cibo si sparse per terra. Ma se non cambiate. non occorre che tu chieda un'altra udienza all'Imperatore di Giada. la fortuna ritornerà spontaneamente." Scimmiotto. Avvisi urgenti diffusero a tutte le famiglie." "So tutto.

davanti alla tavoletta su cui incideremo i vostri nomi. il catenaccio d'oro si è rotto. I mercanti ritrovano la gioia del commercio. Ora la gente di Fengxian sa in quali dèi credere. spruzza le finestre. ufficiali. il guerriero del tuono che inarca il suo corpo gigantesco. il raccolto sarà abbondante. Zhang e Tao. nera e densa caligine: il carro del tuono rotola fragoroso. Poi si dedicò un giorno a una funzione religiosa di resa di grazie. La sera stessa mise all'opera molte persone per preparare il banchetto e per edificare il santuario. brucia bastoncini d'incenso e si distoglie dalle male azioni. batte sulle tettoie. il ciambellano di servizio introdusse il tudi. "Voi avete compiuto un atto d'incommensurabile bontà." Da parte sua. scuotimenti che fanno barcollare la terra. che tutti lodarono. chi agitava i rami di salice. Ritornato da Tripitaka. inchinandosi a ogni passo. recando vento ogni cinque giorni e pioggia ogni dieci." L'Imperatore di Giada si rallegrò e promulgò il seguente decreto: I dipartimenti del vento. Se ne stanno sulle nuvole azzurre come sopra un altare da cerimonia. Dovreste aprire un varco in mezzo a tutte queste nuvole e farvi vedere di sotto. Ma Scimmiotto gridò con voce tonante: "Divinità dei quattro dipartimenti.subito a vostra disposizione Deng. I fulmini sono serpenti d'oro. Mare liscio e fiumi limpidi sono pegno di pace universale." Fu subito diffuso un nuovo invito urgente alla popolazione. il grande santo propose: "Ora che il caso è risolto e il popolo in pace. Scimmiotto risalì da loro per salutarli e disse: "Grazie del disturbo che vi siete preso. Scimmiotto suggerì al maestro di dargli un nome. lo dicono anche i versi: Dolce la pioggia dopo lungo tempo Di siccità! Tornano ad animarsi I canali e i mercati. L'indomani fu dedicato a un sontuoso festino. il ragazzo delle nuvole che fa capolino e il conte del vento che si degna di comparire. Che bellezza! Spesse e pesanti nubi. crede a ciò che vede. si rechino nel governatorato di Fengxian e oggi stesso. Mi sono permesso di farvi preparare un modesto banchetto per testimoniare la nostra gratitudine. le divinità riposero l'attrezzatura. gli dèi delle mura e dei fossati. non manca all'appello una sola famiglia. Le nubi si dissiparono." Il governatore non voleva saperne. perché pregasse il Cielo e bruciasse incenso. Xin. andate a vedere a che punto sono quelle tre cose. Xin. Il vento soffiava ammassando le nuvole. possiamo chiudere le valigie e ripartire. Anche se me li incidessi nel cuore. spinti dalla gratitudine e dai miei ordini." Ma si fece avanti il governatore: "Che cosa dite mai. Acquisteremo un terreno perché le vostre signorie ci fondino un monastero. "Non ringraziate me" disse Scimmiotto. Come potete parlare di ripartire?" "Non voglio certo contestare il fondamento delle parole di vostra grandezza" rispose Tripitaka. Quando brilla la riga rossa. vostra signoria!" gridò inchinandosi. delle nuvole e del vento. quando l'Imperatore di Giada vide gli incartamenti dei preti taoisti e dei monaci buddisti. Quando vi avranno visto in faccia. Come tutti sanno." La compagnia partì immediatamente e giunse ben presto nei cieli della regione di Fengxian. La gente. Giganteschi fuochi fatui. gli alberi secchi riprendono vita. soldati e gente comune si inginocchiavano davanti all'insolito spettacolo. La gente se ne sta chiusa dentro casa. Chi si metteva un bruciaprofumi sulla testa. che dichiararono unanimi: "Il governatore e la popolazione della città si sono convertiti al bene. Se non fossero pagati Bene e male. "Ho trattenuto per voi le divinità dei quattro dipartimenti: fareste bene a convocare più gente per esprimere la vostra gratitudine. non soddisferei la decimillesima parte del debito che abbiamo tutti verso di voi. cari miei. perché oggi hanno visto i guerrieri del Cielo. i meandri dei torrenti si congiungono da nord a sud. a tratti illuminato dai fulmini. Fu una bella festa. Grazie all'iniziativa del grande santo. Il governatore lo venne a ringraziare. Nel corso dell'intera giornata. aspettate un momento con i vostri arnesi: vado a cercare il governatore perché vi presenti i suoi ringraziamenti. Crepe di fiamma che illuminano tutto il cielo. I quattro precettori trasmisero il decreto agli uffici competenti. l'universo Ne resterebbe sconvolto. dichiarò: "Vedo che questa gente è piena di buoni pensieri. Infatti. il governatore e i suoi ufficiali li servirono a suon di musica. e un altro ai complimenti e ringraziamenti d'uso. Gli dèi si pavoneggiarono per due ore buone. ritorneranno più volentieri a farvi visita e recar pioggia. mille speranze esaudite. alla tal ora. crescono i fagioli negli orti intorno ai villaggi. con la faccina di giada e il berrettuccio d'oro. mentre l'acqua ruscella nei sei viali e nei tre mercati." Un ufficiale incaricato della sorveglianza della Sala dei Profumi Avvolgenti riferì: "Le montagne di riso e di farina sono scomparse. al massimo un paio di giorni. Ora grano e miglio prosperano. delle nuvole e della pioggia. "Lo chiameremo" disse Tripitaka "Monastero del Buon Soccorso di Lunga e Dolce Pioggia." "Siete proprio un saggio governatore. Il monastero aveva sale e padiglioni imponenti e un magnifico portale d'ingresso. tutti ripetevano: "Namo Amitâbha Buddha! Namo Amitâbha Buddha!" Queste grida di buoni pensieri commuovevano il cielo di Sopra. e tutti videro gli dèi in gloria nella loro vera forma. e presto piovve a dirotto. Non possiamo ritardare troppo il nostro cammino. su monti e fiumi oscurati per mille leghe si rovescia la pioggia e inzuppa la campagna. in conformità del presente ordine. spargano le nuvole e versino tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. Il male d'altri tempi si è dissolto Coi tre tesori. che la gente del posto vi assicurerà con fede sincera nei momenti stabiliti. del tuono. solo se vi mostrate potete contare sulla loro vera fede e su un culto durevole e convinto. Scimmiotto si trovava in compagnia di Deng. Il ragazzo delle nuvole è molto carino. come dice il vecchio poema: Dell'uomo non c'è pensiero Che sfugga alla terra e al cielo." Le divinità promisero e se ne tornarono ai rispettivi dipartimenti. "Sono edifici enormi! Come avete fatto a erigerli in così poco tempo?" "Molti operai ci hanno lavorato giorno e notte. il ritorno della fede. I fulmini rigavano lo spazio e il tuono rimbombava. Porcellino e Sabbioso accanto a sé. azionino il tuono. Il conte del vento sbarra gli occhi tondi sotto le sopracciglia cespugliose. mentre Scimmiotto ritornava a terra. Perciò vi supplichiamo di manifestare la vostra compassione e di far cadere la pioggia. i contadini il gusto dell'aratura. I lavori del monastero e del santuario per il culto ai pellegrini erano già molto avanzati. il tuono è il chiasso di un'incredibile quantità di insetti. A voi si chiede di dare una mano. Erano giusto tre anni che a Fengxian non si udiva un tuono. L'imponente generale Tuono ha una gran bocca con gli angoli rivolti all'ingiù. Alla fine passarono quindici giorni. costruiremo un santuario per rendervi fin da vivi il culto delle quattro stagioni. In città e nei sobborghi. rendono omaggio al Buddha e onorano il Cielo. l'acqua cade a rovesci. il dio del suolo e diverse altre divinità locali. I loro cuori saranno puri e rivolti al bene. i quattro dipartimenti sono quelli della pioggia. Venite a vedere da vicino. Penserò io a organizzare offerte e ringraziamenti. "Ma devo ricordarle che siamo in viaggio per l'Ovest. recati dal messaggero delle suppliche. che si mobilitarono immediatamente per coordinare l'esecuzione e sostenere il prestigio degli dèi nel mondo di Sotto. i quali avevano già ordinato alla signora Fulmine di mettersi al lavoro. boati come se sprofondassero le montagne. che unisce alla virtù la competenza" disse sorridendo Scimmiotto. ora potete ritornare in ufficio. Si vedevano dunque: il re drago che rivela la sua immagine. Il drago ha il volto celeste con le barbe d'argento. Il popolo vive contento. È il caso di dirlo: un pensiero rivolto al Cielo. con Scimmiotto. Ed è l'effetto D'un pensiero. Torna sulla terra L'età dell'oro e il raccolto abbondante. Quando furono caduti tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. I germogli si gonfiano. insieme alla Madre del Fulmine. Il governatore li invitò a ispezionare il cantiere. dove predispose le proprie operazioni." "Che bel . mentre i fedeli continuavano a genuflettersi e prosternarsi." Gli dèi si tennero a mezz'aria. Zhang e Tao. se la pioggia cade al momento giusto. Al festino del primo giorno seguì un banchetto il giorno successivo. Brontola il temporale. che il monaco cinese fu invitato a presiedere. I canali sono in piena da est a ovest. montagne e fiumi tremano per mille leghe. quando giunse una tal folla di divinità da riempire tutto il cielo. Nei campi fioriscono frumento e canapa.

Quando il vecchio si fu allontanato. Concede il grande santo le sue grazie a ciascuno. Sabbioso cercava di nascondere la faccia. celebrò le cerimonie e bruciò l'incenso. I monaci divini lasciano il Buon Soccorso." Il bestione abbassò il grugno. "A Bhiksu furono salvati mille centoundici bambini. tutti esclamavano: "Di monaci eminenti. "Fuori mi aspettano tre giovani discepoli. superarono la porta della città e si inoltrarono per i larghi viali affollati. Profumano le felci. esci a cercare i discepoli del reverendo e invita a pranzo anche loro." "Quattordici anni! Suppongo che il vostro cammino sarà stato ritardato da molti ostacoli. e aggiunse la propria firma con evidente piacere. quello del re drago e così via: uno per ciascuna delle divinità che avevano portato soccorso. MANIFESTA LA POTENZA DELLA LEGGE." Porcellino. Nel crepuscolo risplende la fredda acqua del lago davanti alle case dai comignoli fumanti. appeso. e poi ce ne andremo. e della sua compassione che copre la terra intera. principe di Yuhua. Come si chiamerà?" "Non abbiamo mai viaggiato da queste parti" rispose Scimmiotto. Durante il viaggio l'inverno è ritornato quattordici volte. "In famiglia. dopo questa partenza." Sentì che un moggio di riso costava quattro decimi di oncia d'argento. ma questa pioggia ha salvato diecine o centinaia di migliaia di vite umane. ignora la paura. irritato. Quando la gente apprese che non sarebbero rimasti più a lungo. Perciò si sedettero dove vollero. Dopo l'ispezione si preparò la partenza. Nel caso che il principe ci invitasse a pranzo. perché temo che siamo in ritardo sulla tabella di marcia" obiettò Tripitaka. Il corteo che li aveva scortati si mosse per ritornare solo quando furono scomparsi all'orizzonte. calzato di sandali di fibre di palma. "Non hai visto l'insegna? 'Albergo per i visitatori'. Piantala e cammina. C'erano anche il tempio del dio del Tuono. "Bestia!" gridò Scimmiotto. Navigando sul lago i mercanti le recano Ogni specie di merce. secondo l'appetito. e anche allora non si risolvevano a lasciarli andare. Intorno alla piazza c'erano anche gli uffici amministrativi. Tripitaka lo salutò tenendosi a rispettosa distanza. cioè 'Splendore di Giada'. cercavano rifugio nelle porte. ma uno dei suoi suggerì: . Avreste la bontà di farcelo sapere. Erano tanto brutti che il personale di servizio non osò avvicinarsi. "Nascondi la tua brutta faccia e non dire malignità. Era la grande capitale di una regione importante." "Non me ne parlate. lo posò sul tavolo e chiese: "Reverendo. in corpo e deputazione. avete attraversato molte contrade. lessato o cotto sotto la cenere." "Si capisce" fece coro Sabbioso. il frutto del mandarino è ancora verde. La gente si spingeva per guardarli. Ma non avevamo mai visto un bonzo come questo. con una smorfia si assestò i bagagli sulla spalla e seguì ansimando gli altri. Non oso accettare. e follie. L'oca selvatica si rifugia nel casolare abbandonato." Porcellino non osò replicare. ma continuò a ridacchiare fra sé. Solo Scimmiotto procedeva noncurante. ma l'arancia già si colora di giallo. ma il principe lo fece salire accanto a sé e lo invitò a sedere. Fuman mille comignoli nelle sue lunghe vie. CAPITOLO 88 LA SCUOLA DEI PRÌNCIPI OVE MEDITAZIONE. Intanto il maestro si era presentato all'ufficiale di servizio. esaminò incuriosito i sigilli e le scritte di tanti strani paesi. ascoltate il prossimo capitolo. Mi meraviglio anch'io della potenza magica del nostro condiscepolo anziano. Dopo il ponte sospeso. sono seguite da chiare mattine gelate. ritornò verso i discepoli per riferire le notizie. "Discepoli" disse Tripitaka. e musiche. caro donatore?" "Maestro di meditazione che conoscete la Via. che si chiama Yuhua. non vi preoccupate" assicurò Scimmiotto. presto ritornò l'autunno. È un principe saggio: rispetta il buddismo e il taoismo. né tanto meno metterli alla porta." "Maestro. reverendo?" "L'umile monaco che sono è mandato dalla corte dei Tang a salutare il Buddha nel Monastero del Colpo di Tuono. Le taverne si sprecano: Gran tavole imbandite. "Tante volte. prudenza!" diceva Tripitaka. che attraversiamo un ponte. prospera il poligono rosso." "Quando mai ti avrei pestato i piedi?" domandò Scimmiotto. e l'olio di sesamo otto millesimi la libbra. Che distanza c'è da qui al paese dei grandi Tang?" "Non saprei con precisione. "Come volete che lo sappia? Quando arriveremo. Le foglie rosse volano nel vento." "Dobbiamo restare qui in piedi?" domandò Porcellino. finì per alzare il grugno e dire: "Quando mai un bonzo riuscirebbe a sottomettere il re dei maiali?" La gente si sbandò dallo spavento. "ecco un'altra città. Il vecchio si fermò e rese il saluto: "Da dove venite. il monaco cinese sul suo cavallo si rivolse al Novizio: "Saggio discepolo." Il principe prese in simpatia il visitatore e lo invitò a pranzo. ma essi non accettarono un soldo. Quando Tripitaka gli presentò il passaporto. che inoltrò la sua richiesta di udienza. ogni anno vi si dovevano recare le offerte delle quattro stagioni. Scompare il rigoglio della vegetazione. qualcuno scivolava e cadeva. per incontrare il Buddha. Tripitaka pensava: "Ho tanto sentito parlare di questi paesi barbari dell'Ovest: tutto sommato sono uguali alla Cina. la corte di giustizia. tenendo il maestro per mano. e il merito è tutto tuo. che era effettivamente un saggio. il servizio delle cucine e l'albergo per i visitatori. si assottiglia il mantello delle montagne. Andate a sedervi là dentro" rispose Tripitaka. "aspettatemi qui. e li guardarono allontanarsi con le lacrime agli occhi. La pusa Guanyin disse una volta che la mia meta era lontana cento ottomila li. lo chiederemo ai suoi abitanti. fu una gara per fornir loro il viatico. e il principe. gli abitanti non differivano dai cinesi. A me sa solo pestare i piedi.nome!" approvò il governatore." "È la bontà in persona." Proseguirono dunque a piedi attraverso i sobborghi. Le limpide notti." L'ufficiale non trovò nella strada nessun eminente discepolo. "Ciambellano. Ti sembra di abitare a Chang'an la divina: Persino cani e gatti litigan come in Cina. "Consapevole del Vuoto" disse il reverendo indicandola con il frustino. Dopo lungo cammino i quattro pellegrini videro nuovamente levarsi all'orizzonte la massa scura di una cinta muraria. Riferisce il racconto che. che fretta c'era di scappar via?" "La solita bestia" brontolò Scimmiotto. Entro nella residenza per far vistare il passaporto. Dopo tutta la compassione che hai riversato su un milione di persone nel governatorato di Fengxian. Il santuario dei pellegrini era stato eretto a sinistra della sala grande. La città era grande e bisognò camminare a lungo per giungere alla residenza del principe. il gallo di campagna celebra cantando la raccolta dei fagioli. Il tempo correva veloce come la spola. tu ci provi gusto. invece. Vediamo una città di cui ignoriamo il nome. con l'abito leggero stretto alla vita da una striscia di stoffa a uso di cintura. GIUNTO A YUHUA." Dal vicino boschetto sbucò un vecchio che si appoggiava a una canna di bambù. Se lo andrete a trovare. che cosa ti costava lasciarmici stare per sei mesi? Là prendevo bei pasti regolari. ve lo farò sapere. Una folla di monaci. lo ricevette subito. ma solo per gli altri" sogghignò Porcellino. animati da un'intensa attività commerciale. cui erano state inviate placche dorate per invitarli a intervenire. Non sono riuscito a tenere il conto di tutte le prove che ho dovuto superare prima di giungere nel vostro bel paese. Il signore della città. "Pensi solo a riempirti la pancia. Per lingua e aspetto. "Non provochiamo incidenti!" Porcellino camminava a testa bassa. ma lui rifiutò: "Non occorre: la strada da fare è poca. capaci di sottomettere tigri e draghi. ce ne sono anche qui. con fanfara e bandiere spiegate. Tutti gli ufficiali. E SCIMMIA DELLO SPIRITO E MADRE DEL LEGNO ACCETTANO DISCEPOLI. Poi ripiegò il documento. Tripitaka smontò da cavallo e lo salutò a mani giunte. come dicono i versi: Dietro mura di ferro la città sta sicura: Fra l'acque e la montagna. "Chiedete se si può acquistare foraggio per il cavallo. questo lo convinse di essere giunto nel paese di Bengodi. Ecco perché questo è detto il paese della gioia assoluta. li vollero scortare per più di trenta li. è una disgrazia. in cui la luna bianca si affaccia alle finestre. Diavoli e mostri a migliaia. che doma scimmie e maiali. "Ci penso io." Tripitaka lo ringraziò. dopo aver preso lietamente congedo dal governatore. Bada a dove metti i piedi. è un membro della famiglia reale. Se poi non sapete quanto tempo occorse. sappiate che la nostra umile regione è una provincia dell'impero dell'India. A vedermi legato. che affrettavano il passo. e ama il popolo. "Mi raccomando. vi riceverà di sicuro con rispetto. questa buona azione è ancora più meritoria del salvataggio dei bambini del regno di Bhiksu." Sabbioso portò i bagagli dentro l'albergo. fiancheggiati da taverne e da case di piacere. essi vollero aiutarlo a risalire a cavallo.

perciò sono tanto goffi e non conoscono le buone maniere. otto indietro. "sono seduti a tavola nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. Le aeree esibizioni dei tre condiscepoli erano smaglianti. il secondo un rastrello a nove denti e il terzo una canna laccata di nero." Scimmiotto riprese la sua sbarra e rispose: "Volentieri. Le apparenze rinviano a verità. né focolare in cui non si ardesse incenso pronunciando preghiere. dove l'ufficiale di mensa li fece accomodare e ordinò di servire il pasto. Poi lo maneggiò intorno alla sua testa. si gettò all'attacco con la sua canna laccata di nero." Tripitaka. Ora è posto il frutto Sul cammino del bodhi: quivi giunta Ogni cosa si appaga meditando. pallido di spavento. I pellegrini. non vi fu uno che non si prosternasse pronunciando il nome del Buddha." Il principe dominò la paura e si affrettò a spedire i pellegrini a pranzare nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. ma gli altri tre sono proprio diavoli!" Porcellino continuava a mangiare come se niente fosse. e non ci eravamo resi conto di chi foste. Permettete che salga al piano di sopra e vi procuri un piccolo divertimento. come la 'fontana di fiori sopra il baldacchino' o il 'drago giallo che avvolge le spire'. sei a destra. che è venuto a far vistare il passaporto. Spero ardentemente che vorrete perdonarli. cinque a sinistra. permettete che mi eserciti anch'io. lo ringraziarono e andarono a sedersi ai loro posti. Quando poi li ho guardati in faccia. Quell'arma scatenata produceva il rumore di un temporale." Il maggiore impugnò una sbarra." Le guardie si misero a strillare: "Un altro fantasma! È uno spirito scimmia!" Sabbioso giunse cerimoniosamente le mani e fece notare: "Non è il caso di spaventarsi. "e non di metterci in ridicolo davanti a un principe. gridando: "Dove sono questi bonzi in cerca di scritture?" "Principini" risposero inginocchiandosi gli ufficiali di mensa. I principini corsero dal padre in gran festa: "Incontriamo un'occasione fortunata fra mille! Avete visto lo spettacolo nel cielo?" "Ho visto nubi iridate." "Magari ci potevamo inchinare tutti insieme. preti e laici. lenta parata. Insomma. i tre giovani principi si inchinarono e dissero: "Maestri! Noi siamo comuni mortali. Avreste per caso intenzione di battervi?" Il secondo figlio si mise in posa di combattimento. io? Tutta energia risparmiata. né il corpo grossolano la bellezza dell'anima." Fece un balzo a piedi giunti e ascese in cielo menando fendenti con il suo bastone. siamo appunto i monaci che cercate. civili e militari. Porcellino applaudiva. ed estrasse da dietro l'orecchio il suo ago cerchiato d'oro. che si inchinarono profondamente. quando mi ha detto di avere tre discepoli. A trecento piedi da terra si arrestò. Gli ufficiali rimasero a bocca aperta. Per quanto sublime Sia l'India. Le loro armi preferite sono uguali alle nostre." Scimmiotto si mise a ridere: "Dovevi fare come me. ad astuta finta. con sibili acuti e melodiosi. Vien riempito Lo spazio dalle cause della Via. Maestro e discepoli tacquero e mangiarono. uomini e donne." I giovani vi fecero irruzione e gridarono: "Siete uomini o diavoli? Rispondete. Il giovane principe era inchiodato dallo stupore e non osava muoversi. Sono un uomo. È un uomo straordinario. Mentre si recavano al padiglione. Porcellino alzò il naso dal piatto: "Vedo che siete armati. si erano inginocchiati nella polvere. Metallo e legno mostrano potenza. I tre sono entrati senza rispettare il rituale dei saluti. Le guardie tremanti dovettero guidare i tre alla residenza e li introdussero nella sala di udienza. "L'altro giorno il maestro diceva che per essere educato devo salutare. brusca risposta. Gli diede il diametro di una tazza e la lunghezza di due o tre tese. Intanto il principe. come se avesse messo radici. Che cosa ne pensate?" Il principe diede il suo consenso. e che ci accogliate come discepoli. Non conosci il detto: ci sono persone di qualità. che aveva il temperamento più focoso. che cosa devo fare?" "Ti ho detto di salutare la gente quando la incontri" precisò Tripitaka. Lo maneggiò a due mani nelle figure della 'fenice color cinabro che guarda il sole' e della 'tigre affamata che si getta sulla preda'. ma il principe stesso nella sua residenza e tutta la cittadinanza. per entrare qui a dir sciocchezze?" "Sono le loro altezze. Uomo e sbarra formavano figure di ricamo su broccato. che si lasciava dietro scie di faville. ha pur qualcosa da imparare: I principi di Yuhua apprenderanno Che cosa sia tenere il giusto mezzo. L'afferrò con entrambe le mani e diventò rosso per lo sforzo. ma non c'era niente da fare: non riuscì a muoverla di un pelo. I giovani principi. quando alzò gli occhi su di loro. se tenete alla vita. La nostra speranza è che ci accordiate una dimostrazione della vostra abilità. completata la dimostrazione dei loro talenti. si rivolse al reverendo: "Maestro. Uscirono quindi di casa con aria fiera e minacciosa. fu preso dal panico e strillò: "Che orrore! Un diavolo porcello!" Scimmiotto intervenne per rimettere ordine: "Via. E voi tre chi siete."Pare che ci siano in albergo tre bonzi mostruosi. Porcellino scoppiò a ridere: "Il tuo rastrello è il nipotino neonato del mio. monaci e suore." "Non erano dèi o immortali: erano i brutti discepoli di quel monaco in cerca di scritture. Il principe li invitò tutti nella residenza privata a bere il tè. La bruttezza del volto non esclude la bontà del cuore. Tripitaka se la prese con Porcellino: "Somaro maleducato! Potevi almeno star zitto. ora turbinando in senso antiorario. eccitato. Le luci che avete visto venivano dalle loro esibizioni. Subito arrotolarono le maniche e strinsero i pugni: "Non saranno creature malefiche delle montagne camuffate in forma umana? Aspettate che ci armiamo e andiamo a vedere di che si tratta. Ma anche il principe trasalì. e disse ridendo: "Prendi questa. manifestazioni di divinità. e già questo non mi è piaciuto. ho dovuto reclutare i miei discepoli sui monti selvaggi. che non dovete stupirvi se sono ancora pallido. non una creatura malefica. Perfetta comprensione mostra Spatola. Il vaso di cinabro è ovunque oggetto Di adorazione. Ma lui spinge sempre avanti il suo grugno e grufola dappertutto" aggiunse Sabbioso. si ritirò negli appartamenti privati. come merci di qualità? Come puoi ignorare la differenza fra un nobile e un tizio qualsiasi?" Durante il battibecco erano giunti nel luogo destinato. tirò fuori il suo bastone ammazza diavoli e lo mulinò provocando uno spettacolare fascio di nuvolette iridate. Non avevamo mai assistito a niente di tanto meraviglioso. ora girando in senso orario." I tre principini erano appassionati cultori di arti marziali. giovani altezze. ragazzo: te la regalo. Sabbioso e Scimmiotto risposero: "Siamo esseri umani anche noi. ho visto tali orribili diavoli. Adesso. i suoi discepoli si tennero da parte. i figli del nostro principe" risposero per loro gli ufficiali di mensa. . Ma non so a quale presenza di dèi o di immortali fosse dovuta. A un certo punto l'uomo scomparve e si vide solo la sbarra. Ed è questo il motivo per cui i monaci Salvan l'umanità. forse saranno loro. si videro comparire davanti i ragazzi e il padre. abbassarono a terra le loro nuvole e riposero le armi. ho invitato anche loro. signori." Porcellino. quattro in basso. I suoi tre giovani figli lo videro comparire con il volto turbato e chiesero: "Che cosa vi è accaduto?" "Ho ricevuto un bonzo delle terre dell'Est in cerca di scritture. dove per ora il racconto li lascerà. fece scaturire sotto i suoi piedi una nuvola multicolore ed eseguì molte figure con la sua sbarra. Ho fatto riverenze. ma hanno buon cuore. Resero poi omaggio a Tripitaka. perciò abbiamo chiesto loro una dimostrazione. Scimmiotto vide che il maggiore usava come arma una sbarra." Porcellino tirò giù una riverenza e berciò: "L'umile monaco che vedete vi saluta!"." Il principino gettò la propria sbarra e cercò di impugnare quella meraviglia. che sbadigliava seduto su una seggiola. che non devo. I tre condiscepoli. un po' di civiltà! Non spaventare la gente con le tue cattive maniere." Lo levò dalla cintura e lo roteò cavandone mille raggi di luce dorata. Ma qui non abbiamo spazio sufficiente. rovesci le montagne. Ci piacerebbe averli come maestri e imparare le loro tecniche: ci sarebbero utili per difendere il paese. Lo spettacolo si vedeva da lontano: non solo il personale del padiglione. I miei rozzi discepoli sono brutti. con l'effetto di spaventarlo del tutto. Come apri la bocca. fratellino. che roteava vorticosamente incendiando di colori tutto il cielo. brandendo a due mani il rastrello a nove denti. e ne acquisteremmo meriti senza pari. giungendo le mani. Quando si furono seduti. Sabbioso." Sacripante di un grande santo! Fece una capriola e balzò in aria con un sibilo acuto. Tripitaka se ne accorse e giunse le mani: "Altezza. Sabbioso lo scartò con la mano. e ho bruciato incenso con vostra madre. Non è certo comune la figura Della meditazione. infine non poté resistere e urlò a gola spiegata: "Aspetta che vengo a divertirmi anch'io!" Bravo bestione! Salì sulle ali del vento e inventò una danza maneggiando il suo rastrello: tre colpi in alto." "Tu l'aspetto d'uomo ce l'hai. "Mi prendete sempre in giro" si lagnò Porcellino. lasciò cadere la ciotola e si inchinò: "L'umile monaco che sono è un inviato della corte dei Tang. "Come potete immaginare. Delle armi divine che maneggiano Rivelano la grande perfezione. che si preparavano a ripartire. rassicuratevi. prese la parola il principe: "Maestro. ne piantò la punta nel suolo con un colpo secco a una profondità di tre piedi. impressionati. e l'ho invitato a pranzo. sette in avanti. Il reverendo fu preso dal panico e si gettò nella polvere." L'ufficiale entrò a interpellare l'albergatore: "Dove sono i discepoli del monaco dei grandi Tang? Siamo incaricati di invitarli a pranzo. come udì la parola 'pranzo' balzò in piedi: "Eccoci qua!" L'apparizione provocò un accidente al povero ciambellano. lasciata la sala d'udienza. Il terzo principe. A rapido attacco." "Questo è il dio del camino! Il protettore della fuliggine!" Gli ordini sono ordini.

di peso costante e più leggero. con forgia e fornace. e ora toccava a loro di rendere quello dovuto ai maestri. quattro piatti di pasticceria dolce e leggera. Da quando mi avete liberato con la vostra eminente virtù al Monte delle Due Frontiere. "Per ciascuna delle vostre armi. che non vi intendete di monaci come noi. in tutto questo lungo viaggio verso Occidente vi ho servito con tutte le mie forze e il mio cuore. incontrandovi. Hanno una vera passione per le arti marziali e aspirerebbero. ma può crescere o ridursi. "Cinquemila quarantotto libbre. "Lo stesso peso. In questo modo trasmise a ciascuno dei ragazzi il segreto che moltiplicava la loro forza per mille e diecimila. Però ci chiediamo se acconsentirete." E Tripitaka diede il consenso anche a loro. diffusero intorno mille raggi di luce e riversarono ogni specie d'influsso benefico. Ahimè! quelle armi fatate e luminescenti si sarebbero dovute tenere coperte per non attirare l'attenzione. i miei umili discepoli non vi negheranno nulla. ma sembravano libellule alle prese con colonne di pietra: la faccia si arrossava per lo sforzo.vorrei pregarvi di una cosa. Lasciate giorno e notte all'aperto. Dovunque ha vinto tigri e draghi. e si resero conto che non riuscivano a continuare: quelle armi magiche mutavano continuamente di peso e di dimensioni. tavole incrostate d'oro da abbagliare gli occhi. che ci prestano omaggio perché vogliono apprendere le arti marziali." Tripitaka fu felice di dare il proprio consenso. Si chiama 'A piacer vostro' oppure 'Cerchi d'oro'. recitò alcune formule e alitò il suo fiato magico nelle loro viscere. perché ci occorrono per difendere la Legge contro i diavoli. "Il destino ha voluto che finisse nelle mie mani. ma loro . Allora i pellegrini furono ospitati nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. e il nostro scopo è di volgerli al bene." "Ma certo" approvò Porcellino. Poi vi trasmetterò un po' della forza divina che occorre per praticare questa specie di arti marziali. ma viene dalla notte dei tempi. "Mastro Porcellino e mastro Sabbioso nascondono le loro armi sotto i vestiti. A quest'ora soffrirai La nostalgia del tuo paese. Si prosternarono davanti a Tripitaka e gli dissero: "Maestro. ma a prezzo di grande fatica. Le seggiole laccate sono ricoperte da cuscini di broccato ricamati. L'insegnamento continuò durante il banchetto. quindi dichiarò: "Onorato maestro. Le mense furono tolte solo quando cadde la sera. e li pregarono di impartire i loro insegnamenti." "Il mio rastrello non è pesantissimo" rispose ridendo Porcellino." Scimmiotto si mise a ridere: "Si vede." I figli del principe convocarono dunque dei fabbri e fecero acquistare diecimila libbre di ferro e d'acciaio. non è ferro comune. ma speriamo che autorizzerete anche a noi a prendere questi ragazzi come discepoli e a divertirci un po'. scalando i monti e attraversando le acque. Dopo un po' ansimavano. cinquemila quarantotto libbre" rispose Sabbioso. Voi non sapete maneggiare le nostre armi. per voi saranno come dei nipotini. L'indomani i principini ritornarono a ringraziare: "Divini maestri. è inutile. ti dimostra Che ti capisce. quando si stabilì la grande pace." I principini rinnovarono i segni di omaggio e di rispetto. Sarà un bel ricordo del nostro viaggio. Se proprio lo volete con tutto il cuore. e Scimmiotto la trasse da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una tazza. non chiediamo di meglio che di arruolare discepoli. tuttavia maneggiare le vostre armi non è facile per noi. la sbarra giacque dimenticata in fondo all'oceano orientale. quegli anellini fritti nell'olio e glassati di zucchero! Dalle bottiglie di vino di riso si versa una bevanda superiore al nettare di giada. in una grotta detta Gola di Tigre. rinviando le divinità primordiali al loro luogo d'origine. Il primo giorno fu dedicato a preparare il metallo. I due principi più giovani cercarono di afferrarli. quello di mezzo il rastrello a nove punte e il minore il bastone ammazza diavoli. canti e spettacoli diversi allietavano i convitati. In primo luogo. Il gioco era bellissimo. "Insegnamenti di che genere?" domandò Scimmiotto. sulla Montagna del Leopardo." "E il vostro prezioso bastone quanto pesa?" chiese il principe più giovane. La mattina seguente. In secondo luogo. Ci piacerebbe farle imitare nella foggia. Il tè è quello divino di Yangxian: un aroma più squisito della cannella. rinnovellò le loro ossa e i loro muscoli. e noi comunque non potremmo lasciarvele." "Insegnare è facile" sorrise Scimmiotto." I principini entusiasti corsero a procurarsi un altare. Nel cuore . Tappezzerie di seta. con il massimo rispetto e devozione. Posso renderla più piccola di un ago o alta fino al cielo. Il banchetto durò fino a sera. Il grillo Cantando sotto il letto. Ora che siamo giunti a una contrada del paese del Buddha. sento il dovere di sottoporre rispettosamente il caso al mio maestro. Il maggiore voleva vedere la sbarra cerchiata d'oro. Per quanto lontano sia dallo sdebitarmi verso di voi. I miei occhi mortali non hanno visto altro e. e ciascuno dei principini dava saggio di quanto imparava. Come mai mastro Scimmiotto tiene invece la sua dietro l'orecchio? E come fa a diventare tanto grande?" Scimmiotto si mise a ridere: "Ragazzi miei. "Come vedete. si offerse loro un bagno caldo profumato e si prepararono ricchi letti e cortine. se a tratti non giungesse Rumore di pignatte dal cortile Del vicino. questa non è una sbarra come potreste trovarne posate accanto al camino. non sono mai venuto meno ai precetti della dottrina. Poi. il vostro discepolo sollecita indulgenza. Spero che i reverendi abbiano la magnanimità di insegnar loro qualcosa. Dopo che ebbe spaccato le montagne e drenato le acque." "Devo scusarmi con voi per aver creduto. il secondo giorno le tre armi furono consegnate agli artigiani perché le copiassero. li risvegliò. fiumi e laghi. compreso il manico: il numero dei rotoli della Legge. Dimostreremo la nostra gratitudine facendovi ponti d'oro." "Siamo tutti agli ordini di vostra altezza. Riuscirono a eseguire varie figure e trucchi. Egli fece questa sbarra per sondare mari. con l'acqua e il fuoco. Pronunciò nella mente le parole di un incantesimo. non ce la fate. altezza. prima bruciate incenso al Cielo e alla Terra. I ragazzi si levarono da terra stropicciandosi gli occhi: si sentivano pieni di energia. tracciò il diagramma dell'Orsa Maggiore e li invitò a sdraiarvisi con gli occhi chiusi. "Il suo peso sarebbe di tredicimila cinquecento libbre. e la sbarra acquistò pian piano la capacità di emanare luce e di mutare le proprie dimensioni. Con essa ho messo sottosopra i palazzi del Cielo e forzato le porte dell'Inferno. Allora Scimmiotto condusse i tre principini nella stanza più silenziosa del padiglione. se manca. Sabbioso appoggiò alla parete il bastone ammazza diavoli. e sottomesso mostri e lamie. Come dicevano gli antichi. Regnerebbe Il silenzio. Prima di procedere. mastro Porcellino e mastro Sabbioso. Dèi e diavoli la temono: il sole impallidisce di spavento a vedersela puntare contro. Poi dichiararono: "Siamo pronti. vi siamo riconoscenti della forza che ci avete fatto acquistare. Il canto del poeta Si estingue in un bisbiglio sul guanciale. "ma per imparare occorre una forza adeguata. non si parla di denaro. Passavano gli anni. Il fratello maggiore li richiamò: "Fratelli.non potevano reggerlo a lungo. chi le adopera ci potrebbe insegnare come servirsene. Mi chiedo quanto pesino queste armi divine. è come disegnare la tigre con i tratti del cane. Se diventano nostri discepoli. Avevano acquistato una forza straordinaria: il maggiore fu capace di sollevare la sbarra cerchiata d'oro. Il principe loro padre era fierissimo ed emozionato: si precipitò immediatamente a far preparare un altro banchetto di ringraziamento. L'officina fu collocata nella corte anteriore. Questo è il momento in cui Splendon le stelle. Compiuto il ciclo. Maestro e discepoli si godettero il restante corso della giornata con la famiglia principesca. che foste dei semplici monaci mendicanti venuti dal lontano paese dei Tang. potremmo dare un'occhiata alle vostre armi?" Porcellino mise a terra il suo rastrello. il principe si recò con i figli a visitare i reverendi. e due piatti di pani deliziosi. si purificarono con abluzioni. "È un'idea sensata. Il giorno precedente avevano ricevuto l'omaggio dovuto ai principi. I miei figli ne sono rimasti incantati. insegnamento senza rigore: maestro inetto ." Scimmiotto si rivolse a Tripitaka e lo salutò rispettosamente. Ciò finì per attirare l'attenzione di una creatura malefica che abitava a una settantina di li dalla città. ho la fortuna di incontrare questi giovani principi.comuni mortali ." La risposta piacque al principe. che immantinente ordinò un grande festino di ringraziamento. senza volerlo. ma non fa dormire. ma non c'era verso di smuoverli. Ma ora che abbiamo ammirato nel cielo le danze guerriere di mastro Scimmiotto. ma in materiali consueti.sapere insufficiente: allievo incapace. poi la piantò in terra davanti a lui. Il suo ferro venne fuso da Yu il Grande al tempo in cui il caos incominciava a separarsi. sappiamo che siete buddha e immortali. Porcellino e Sabbioso si affrettarono a imitare Scimmiotto. Il tè dall'aroma penetrante accompagna frutta appena colta. bruciarono incenso e pregarono rivolti al cielo. Che meraviglia quei croccanti al miele. ma non so se i vostri eminenti discepoli acconsentiranno. ad apprendere i rudimenti di quest'arte. ed è un oggetto unico in terra come in cielo. volute d'incenso. sapete che non siamo bravi a parlare. Crescono rigogliose nella notte Le erbacce sul sentiero. Danze. vi ho mancato di rispetto. I tre ragazzi si prosternarono e chiesero: "Rispettati maestri.

"Sono creature malefiche in missione" si disse Scimmiotto. discende lentamente splendendo nel sole. dopo le fatiche della giornata." Sollevò un gran vento. godiamo di una certa reputazione di saggezza anche all'estero. "Cerchiamole subito. Restarono immobili a occhi spalancati. che sarà venuto a rubarle. I fabbri si saranno resi conto che erano tesori inestimabili e. li pregò di continuare il loro lavoro. Scimmiotto udì voci che provenivano dall'altro versante della montagna. scomparve con un sibilo. Le avete riposte voi?" "Certo che no!" esclamò Scimmiotto balzando in piedi. L'ipotesi non regge. stermineremo la mala genia e potremo riprendere la nostra strada. Noi siamo comuni mortali: non saremmo stati capaci nemmeno di muoverle. quando incapparono nei tre giovani principi che venivano a vedere come proseguiva il lavoro." "È un bel piano" approvò Sabbioso ridendo. Emanano luce." "Ecco una buona domanda. essi supposero che i legittimi proprietari avessero preferito riporle per la notte. oppure una belva o un mostro." Corsero alla fucina. e stamane non ci sono più. Corsero al Padiglione dell'Essiccatoio della Garza: "Maestri. a riferire i fatti al principe. non per vantarci." Recitò un incantesimo e. con quelle armi che si possono rimpicciolire a volontà?" "Vi assicuro che non c'è scherzo" rispose il Novizio. Il suo corpo leggero si posa elegante sulle corolle appena dischiuse. dove Porcellino diede in escandescenze: "Questi fabbri sono una banda di ladri! Restituite subito il maltolto. se non l'ho mai visto?" Scimmiotto gli diede le istruzioni necessarie. "Egregio fratello" diceva uno dei due. "Chi li avrà messi là? È un'occasione da non perdere. per carità. Quando arriviamo al Mercato del Sud. Per utilizzarle come modelli. "È certo colpa di quel furfante. mentre io vado a fare un giro da quelle parti. la questione è chiusa" disse Scimmiotto. riprese il proprio aspetto e sostò sul ciglio della strada. Guardando dall'alto. Voialtri" aggiunse rivolgendosi a Porcellino e Sabbioso. spingeva le bestie davanti a sé. "Questa notte sono scomparse. Confesso di non aver avuto modo di appurare come stiano le cose. leggete il seguito." "Di fortuna ne abbiamo anche noi: ci hanno dato venti tael per acquistare maiali e montoni." Quanto ai fabbri. Ieri sera le armi erano qui. e scoprì la fonte del fenomeno nella corte del palazzo. "come faccio a trasformarmi in Imbroglio Strano. Non conosce ostacoli quando va in cerca di fiori odorosi. i due procedevano di buon passo. Pini alteri e antichi cipressi si mescolano a vecchi alberi e bambù. senza poter muovere un passo né aprire la bocca. e placche laccate di bianco che recavano i loro nomi: uno si chiamava Strano Imbroglio e l'altro Imbroglio Strano. si riconosceva la presenza di miasmi malefici. dopo il duro lavoro della giornata. "non troviamo più le armi dei tre divini maestri. Da molto tempo sento dire che ci abiterebbe un immortale. Atterriti le stavano cercando da tutte le parti. congedatosi da Tripitaka. giuravano e si prosternavano a ripetizione. dove si apre la Grotta Gola di Tigre. Il grande santo si impadronì degli oggetti e corse in città. "Vedo con soddisfazione che l'arma più apprezzata è la mia" rise Porcellino. ma potete immaginare quant'era duro il nostro sonno. La notte passata ha messo le mani su tre armi che sono tesori inestimabili. Così ci introdurremo nella loro tana. Quando giunsero ai . Era una perfetta imitazione: Ali cosparse di polverina colorata. LEGNO E TERRA DEVASTANO LA MONTAGNA DEL LEOPARDO. recitò la formula 'anniuchali'. Bisogna arrestarli e dargli una buona bastonatura. "Realizziamolo senza indugio. Il bravo re scimmia. sopraggiunse il principe e si informò dell'accaduto." Si incamminarono verso la montagna. d'altronde erano creature senza importanza. non c'era nessun bisogno di lasciarle all'aperto durante la notte. CAPITOLO 89 UNA COMBRICCOLA DI LEONI OVE LEON FULVO INVANO PREPARA IL BANCHETTO DEL RASTRELLO. Non aveva armi per ammazzare i due. in combutta con qualche complice.della notte notò l'inspiegabile luminosità. Quando i due gli giunsero davanti. Gazze e corvi volano gracchiando. in veste di venditore. salì su una nuvola per veder meglio. Davanti alla montagna si stende un cuscino di erba di diaspro. che si è portato nella grotta. corrono furtivi tassi e volpi. I ragazzi entrarono e si guardarono intorno: "Non vediamo le vostre armi. le hanno cercate dappertutto. fece uno sputo magico e li impietrì. Sabbioso farà la parte del mercante di bestiame." "Per quanto riguarda i fabbri. le tre armi erano scomparse. fratello?" obiettò incredulo Porcellino. Ai piedi della roccia scoscesa scorrazzano coppie di daini e cervi. Perdute le armi divine. Alla fine brontolò: "È colpa nostra. corresse i particolari e alla fine garantì: "Tutto a posto. "dal momento che dà il nome alla festa. "badate al maestro e alla sicurezza della città. Volò sopra le teste dei mostri per sentire le loro parole. Porcellino sarà Imbroglio Strano e io Strano Imbroglio. Una vasta struttura rocciosa dalle lunghe vene di drago: picchi aguzzi conficcati nel cielo. Sale portato dal vento. secondo altri. torrenti che rumoreggiano in fondo ai burroni. avranno passato la notte a spingere e tirare per portarseli via. Udito del furto. antenne d'argento. che possano ospitare creature malefiche. incominceremo con l'acquisto di un paio di buone bottiglie. concludendo: "Le armi dei nostri divini maestri non sono oggetti comuni: cento ladri tutti insieme non sarebbero riusciti nemmeno a spostarle. "Alla fucina non si trovano. Qui le leggi sono temute e rispettate da tutti." "Basta così!" esclamò Scimmiotto. PERCHÉ METALLO. troveremo l'occasione di ricuperare le nostre armi. "Ma volevo chiedere a vostra altezza se nei dintorni della città ci sono monti che si sappiano abitati da creature mostruose. quindi spiegò le ali e li raggiunse. posto incomparabile destinato a diecimila anni di felicità. Andò a vedere. "Sentiamo che cosa hanno da raccontare. Ciò che lasci non è Via(11)." In preda all'inquietudine. gru e gibboni fischiano e gemono." "Ma che cosa dici. Sei proprio come lui." Il principe fece acquistare dal suo maggiordomo sette od otto maiali e quattro o cinque montoni. Diamo il denaro ai fabbri e chiediamo al principe di procurarci maiali e montoni. Ce lo godremo tutti quanti. "Trovar mostri in un posto tanto pacifico! Qui non ci sono montagne impervie o lande selvagge. con una scossa. "Padroncini" dissero i fabbri prosternandosi. dormite ancora?" "Eccoci qua" rispose Sabbioso. Sono ben sicuro che i nostri artigiani non si immischierebbero mai in un simile imbroglio. dormivano della grossa. e i tre si congedarono. terrorizzati. impallidì e rifletté a lungo. Che ne dici?" Ridendo e chiacchierando. Ascesi e meditazione Andran forse a farsi friggere? Se poi non sapete come si poteva fare a ricuperare quelle armi. L'altro giorno è riuscito a conquistare una vera bellezza. ai fabbri e agli ufficiali. Domani offrirà un banchetto per celebrare l'avvenimento: 'l'assemblea del rastrello'. Mentre così si discuteva. risparmiate le nostre vite innocenti!" Scimmiotto era silenzioso e aggrondato. Mentre si guardava intorno. La Montagna del Leopardo distava dalla città una settantina di li." Gli operai. Ma non voglio certo lasciarla nelle loro mani. Come si dice: Nemmeno per un momento Tu puoi lasciare la Via. perciò vi giunse in un batter d'occhio. "Che tesori meravigliosi!" si disse il mostro ardendo di bramosia. si trasformò in farfalla. in modo che ci restino due o tre tael per comprare un abito imbottito per l'inverno. e scoprì due mostri a testa di lupo che risalivano il pendio nord occidentale discutendo animatamente." "Li andremo a trovare tutti e tre. I fabbri. Scimmiotto li gettò nel fosso con uno scappellotto e frugò nei loro vestiti. Li superò. "Fratello" chiese Porcellino. Scimmiotto si rallegrò di essere sulla buona strada." "Volete dire che è scomparso il mio rastrello?" gridò Porcellino. Non ci starete per caso giocando uno scherzo. D'altronde noi regnamo su questa regione da cinque generazioni e. su cui i fiori disegnano un broccato. Signorie. Sabbioso. come dimostrava quell'assemblea 'del rastrello'. al monaco cinese. Draghi venuti da lontano appaiono e scompaiono dai nonupli meandri di una gran vena nascosta sotto la montagna. o vi ammazzo!" I disgraziati caddero in ginocchio piangendo: "Non abbiamo sentito nulla. "è un momento fortunato per il nostro re. trovò venti tael in una scarsella legata alla cintura di uno dei due. si impadronì delle tre armi e le portò nel suo rifugio. Inoltre potremo fare la cresta sulla spesa. secondo alcuni. Quando all'alba ritornarono alla fucina. levandosi dal letto per aprire la porta. alla retroguardia. A nord della città c'è la Montagna del Leopardo. e avranno attirato l'attenzione di qualche mostro. La catena montuosa è sul confine del distretto di Yuhua.

Alla fine il mostro si trovò in difficoltà. raccolse gli oggetti di valore e la selvaggina. andiamo avanti!" tagliò corto Porcellino. per osare di tendermi questo tranello e rubare i miei tesori?" "Vedrai chi siamo. La sbarra sibila come il vento. I tre fratelli hanno combinato lo stratagemma che ha portato lo scontro nella grotta del nemico. che uscì accompagnato da una diecina di paggi: "Eccovi qua! Quante bestie avete acquistato?" "Otto maiali e sette montoni: quindici capi in tutto" rispose Scimmiotto. non siamo andati a Yuhua. il suo figlio minore e discepolo Leon Fulvo che cento volte si prosterna. si dice che abbiate trovato tesori unici al mondo: che male c'è se gli facciamo dare un'occhiata?" "Deficiente!" esplose il mostro. per celebrare la lieta assemblea del rastrello. quest'ultimo non manca di forza e di astuzia. Poi comparvero i tre monaci. il santo monaco delle terre dell'Est inviato in missione dai grandi Tang.primi pendii della montagna. Prima di mandarlo via. Guardate i tre monaci che mettono alle strette il mostro. quello che splende è il rastrello della festa." Mentre chiacchieravano e ridevano. ma lo impensieriva il timore che il mostro. contro la parete est era appoggiata la sbarra cerchiata d'oro. Porcellino voleva inseguirlo. Occhi lustri come lanterne. ci siamo imbattuti in un diavoletto con i capelli rossi che recava un invito all'avo di quel Leon Fulvo. Sabbioso raccolse molta legna secca e vi mise fuoco. un leone armato del raschiatoio Quattro Riflessi. "Per il detto degli antichi: La vecchia troia mette in fuga il grande leone. che era uno speciale raschiatoio detto Quattro Riflessi. "Siamo i discepoli di Tripitaka. Andarono incontro ai compagni che sopraggiungevano." Il mostro glielo porse. da parte sua. Non ce ne andremo di qui prima di esserci assicurati che non possano verificarsi ritorsioni o vendette. "Non ci fermiamo: le bestie si sbandano e vanno per conto loro. e riesce a tenere la partita in equilibrio. "Piuttosto venite a vedere il bottino. lo afferrò e riprese la sua forma originaria." Il mostro resisteva con il suo raschiatoio. se il principe li viene a reclamare?" "Signore. che si terrà domattina. come se andasse a fuoco. "Paghiamo il prezzo che chiedi. una banda di mostri di ogni età giocava e si divertiva sotto gli alberi in fiore. ma gli piacerebbe restare a vedere la festa" aggiunse Scimmiotto. saremo onorati della vostra presenza. Il suo naso. "E questo chi è?" chiese il mostro sbirciando Sabbioso. inquietante come un fantasma malvagio. laccato di vari colori. e il bastone ammazza diavoli dall'altro lato. tra fumo e lingue di fuoco. da portare in città come bottino." "Ragazzi. "Sfacciato!" gridò il re arrabbiato. Se vorrete darvi la pena di effettuare il viaggio." Un mostriciattolo venne dalla grotta a consegnare cinque tael a Scimmiotto. Presso l'entrata. Porcellino combatte da Ammiraglio dei Canneti Celesti. Noi abbiamo ricuperato le nostre armi e abbiamo combattuto il mostro. con il nostro re e i loro capitani. Non avevamo denaro a sufficienza. Rovi violetti crescon sulle cenge. Guardalo quanto vuoi. pantere. perciò ci accompagna. Mentre ci recavamo alla grotta. brutto mucchio di peli!" urlò Scimmiotto di rimando. e lo siamo anche noi. Venite in cucina a mangiare un boccone. "Ho preso questi tesori nella città di Yuhua." "Da dove viene tutta questa roba?" domandò il principe. Quando è fuggito. "Vostra altezza non si preoccupi" lo rassicurò Scimmiotto. con i suoi mezzi magici. Non è facile Trovare eremitaggio più tranquillo." "E tu corrigli dietro" rispose Scimmiotto. Gridò a Sabbioso: "Bada al raschiatoio!" e. Aggiungete orecchie biforcute. ma guai a te se ne parli in giro. Noi avevamo solo venti tael. lupi. li affrontò gridando: "Chi siete voi. per legare le bestie e portarle al coperto. nonostante l'ora tarda. Si leggeva: "Abbiamo rispettosamente preparato un banchetto. "Tiratevi su" disse Sabbioso. In breve bruciò tutto. Se li mostriamo al mercante. i suoi figli e Tripitaka aspettavano ansiosi nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. che li diede a Sabbioso dicendo: "Prendete. ma ora le assaggerai. fronte incavata e faccia gonfia e cianotica. Sei tu il ladro schifoso e l'impostore. date cinque tael a quest'uomo e mandatelo via" ordinò il re. Dopo la sconfitta. "I maiali costano sedici tael e i montoni nove. Al rozzo e impulsivo Porcellino. In guardia! Finora le hai contemplate. Quanto al resto. Questo è il bottino che ci abbiamo trovato." "Perché dovrebbe essere tuo?" domandò Scimmiotto. Allora la creatura perversa sente esaurirsi le proprie forze: non ce la fa più. dice l'adagio. alla sua schivata. leopardi. Il mostro teneva sottobraccio un cofanetto per biglietti d'invito. ed anche il generale Sabbioso è pienamente all'altezza. "Ma chi sarà questo tizio della Nonupla Numinosità?" Porcellino si mise a ridere: "Una cosa è sicura: il leone è mio. Quando lo videro minacciare il mostro. ma Scimmiotto gridò: "Lascialo andare. lo abbiamo lasciato andare. A un tratto sentirono un gran rumore nella corte: erano oggetti e selvaggina che cadevano dal cielo. per invitare il grande re al ricevimento di domani. prima o poi. incontrarono un brutto mostriciattolo. Davanti all'attacco congiunto. cervi e camosci. "Il mercante che ci vende le bestie. Liane verdi sigillan le fessure. "Mi rendo conto dei vostri timori. si spingevano avanti le bestie. pelacci rossi dritti sulla testa. ma a Mercato del Sud. sprigiona nubi cangianti. . sua altezza si inchinava per ringraziare e i tre giovani principi si inginocchiavano. ma abbiamo distrutto la sua base. saranno una quarantina di convitati. che è ben lontano." Il povero Sabbioso dovette raccogliere tutto il suo coraggio per seguire quei due dentro la grotta. il re batté precipitosamente in ritirata e corse a cercare la sua arma preferita. Ahimè! il senso della proprietà è una passione irresistibile. Porcellino lo ravvivava agitando le orecchie come ventole. l'eminente santo primordiale della Nonupla Numinosità. anche Scimmiotto e Sabbioso non poterono che riprendere il proprio aspetto e le proprie armi. e domani cercherà la rivincita. Sembrano immortali intenti a trasmutare l'elisir supremo. il rastrello si abbatte come l'acquazzone. Distruggiamo invece la sua base." Il principe era diviso fra la gioia e la preoccupazione: la vittoria lo rallegrava. La battaglia si spostò nello spiazzo davanti all'ingresso della grotta. Con l'ingresso fiorito. fatto da un lungo manico che terminava con una lama tagliente. sfavillante di luce. spargerà la voce e tutti lo sapranno: e io che cosa rispondo. calza sandali di paglia: maestoso come un dio del malanno. Dopo averlo afferrato. approfittò del varco per fuggire verso sud est." Sabbioso chinò il capo per ringraziare. Il baccano che facevano richiamò l'attenzione del re. Il grande santo. e il messaggero lo rimise nella scatola e ripartì. Si battono finché il sole volge al tramonto. che erano posate nella corte del principe per servire da modello ai fabbri. suppongo" disse Sabbioso." "Dài. Il venditore ci ha accompagnato per riscuotere la differenza del prezzo. La cerchia smeraldina di montagne Come una cinta senza varco alcuno. "È venuto per riscuotere i soldi. Il raschiatoio Quattro Riflessi. la vista del suo rastrello fece passare la voglia di continuare a fingere: balzò avanti. Non mettere nell'angolo il brigante. e giunsero in breve all'ingresso della Grotta Gola di Tigre. "Voglio vedere com'è fatto il biglietto di invito. E tu dove vai?" "Vado al Monte dei Nodi di Bambù. che gettano nel panico dèi e diavoli. vittoria su tutta la linea!" Il reverendo era tutto gongolante. che troneggiava su un altare. buon uomo. Il re mostro li aveva seguiti: "Mercante. Queste sono le nostre armi. Erano tigri. il bastone ammazza diavoli riempie il cielo di brume colorate. pende su una bocca storta da cui spuntano zanne. Mentre attraversavano la seconda sala videro il rastrello a nove denti. ma ho riflettuto a lungo e so quali misure prendere. che altro vuoi da noi?" "Padrone. Quali voci potrebbe spargere quest'uomo? D'altronde è affamato dal lungo cammino." Entrarono insieme nella grotta e fecero un macello di tutti i mostri grandi e piccoli che vi trovarono. Al mio rispettabilissimo avo. non la cede Alla Fonte dei Peschi(12). potreste fargli mangiare qualcosa e offrirgli del vino." "Quanti invitati avremo?" "Il grande re presiederà il banchetto." Dopo la lettura Scimmiotto restituì il cartoncino. L'abito è giallo chiaro. Le porte della città erano ancora aperte. "Gli animali che vedete erano divenuti spiriti. Il Novizio mostra il suo magistero marziale: rubare quegli oggetti è stata una brutta imprudenza. gridò: "Ecco gli Imbrogli! Che cosa avete comprato?" "Non vedi il gregge?" rispose Scimmiotto. ne mancano cinque. e nell'attesa la gente non si era coricata. che dissero in coro: "Maestro. Quando vide Scimmiotto e compagni. "Leon Fulvo sarà un leone di pelo giallo fattosi spirito. un gran truogolo rovesciato. Vi saremo infinitamente grati se ci concederete il vostro consenso. Fra boschi pieni di canti d'uccelli. "Si firma Leon Fulvo e invita un certo santo primordiale della Nonupla Numinosità" informò Scimmiotto. Il principe. volesse vendicarsi. si sarà certo rifugiato da lui.

che veniva a portarvi l'invito. sconvolgere mari. . mostrando valore guerriero. Oppone Sabbioso il forte bastone. dove si serrava sbarrando l'uscio. ascoltate il seguito. vidi una luce che saliva al cielo dalla città di Yuhua. Frugare montagne. facendosi trasportare da una violenta bufera verso la Montagna del Leopardo. Hanno detto di essere i discepoli del monaco inviato in missione dai grandi Tang. sui lati." Il mostro era tanto agitato che riuscì solo ad agitare la mano. per timore di spargere la notizia. a lanciare insulti: "Ruba tesori. Scimmiotto li fronteggiò con la sbarra cerchiata d'oro. la vita non ha più senso. che si sarà procurato rinforzi. tutti quanti inferociti: che battaglia! Con ascia e martello. RITORNANO ALL'UNITÀ." Si alzò barcollando e sarebbe andato a sfracellarsi la testa contro la roccia. Ecco perché ci avete trovato in preda alla disperazione. La sbarra cerchiata è ovunque presente. Proprio con lui dovevi prendertela! Va bene. Ora che quelle zucche rasate me l'hanno distrutta. "Sarà quel mostro della Grotta Gola di Tigre. ma quella festa non si potrà tenere. Ippogrifo. Del resto adora le baruffe. Ci siamo liberati solo adesso. se Leone delle Nevi. spaccar grotte. Il vecchio convocò subito tutti i suoi nipoti. Corsi a vedere che cosa la provocava. e centomila soldati non riuscirono a venirne a capo. videro le armi. e stamane contava di portarlo con sé a casa vostra. non mi aspettavo di vedervi qui. Nessuno dei due riusciva a prevalere." Il vecchio mostro rifletté un momento: "Ecco come sono andate le cose. Il mostro si era recato davvero sul Monte dei Nodi di Bambù. Dopo la partenza di Faccia Blu. Ma la faccia pelosa da duca del Tuono appartiene a Scimmiotto il Novizio. e il terzo aveva una faccia cupa di colore scuro. è un grand'uomo nel provocare disastri. Porcellino si fece avanti. Ma il mercante era affamato e andò in cucina per mangiare un boccone. Vi abitava suo nonno. a sinistra Grifone e Mordi Elefante. "Venite al momento giusto" gridò Porcellino." Il principe ringraziò. Abbandonarono quindi il luogo devastato e si diressero verso la città. al punto in cui siamo la rabbia non serve a nulla. Il racconto ci ha narrato come il grande santo uscisse incontro al nemico con Porcellino e Sabbioso.Ma noi lo elimineremo e chiuderemo la partita. Il principe diede gli ordini. mi avete incendiato la casa. Un momento dopo il vecchio mostro si alzò dal letto e lo fece chiamare. Saggio nipote. Avevo fatto comprare maiali. Si copre davanti e para alle spalle Ciascuno. Grifone. mentre le lacrime gli bagnavano le guance. né il suo esito. credo che tu abbia avuto torto a provocarli. chi era nei campi lasciava tutto e fuggiva verso casa. Quando Grifone. conquistar città: questo è il suo pane. abbiamo trovato tutto bruciato: le ceneri sono ancora calde." Ma il mostro non si rassegnava: "Signore. affermando di esserne i veri proprietari. un prezioso bastone e una sbarra cerchiata d'oro. Mordi Elefante e Accoppa Donnole cercarono di intervenire. che cosa ti è accaduto?" "Ieri notte" raccontò il mostro. "Non abbiate paura" disse Scimmiotto ridendo. Padre e figli salirono sulla torre più alta e fecero spiegare tante bandiere da oscurare il sole. facendo servire un gran pranzo. e volevo celebrarne il ritrovamento con un bel banchetto. ma li ho trovati davvero molto forti. in cui si trovava la Grotta dei Nove Meandri. Me le portai a casa. Quei sette leoni accerchiano i monaci Con grida di guerra e intenti omicidi. la sferza e il gran raschiatoio. La lancia. per partecipare alla festa del rastrello." E raccomandò di chiudere bene tutte le porte e di rinforzare la guardia alle mura. e trovai nella corte del principe tre armi magiche: un rastrello dorato a nove denti. Monsignore l'ha trattenuto per la notte. urlò da far tremare il cielo e si mise a piangere: "Infami teste pelate! Come hanno potuto incendiare casa mia. Poiché ha perduto le armi di saggezza. Mordi Elefante una lancia d'acciaio e Accoppa Donnole un'ascia da guerra. Non potevamo muovere un passo né dire una parola. Per tutta la notte il nipote si fece portare dal vento in direzione sud est. che erano leoni di vario pelo: al centro Leon Fulvo. In mezzo a loro stava un leone a nove teste. Come mai siete qui?" "È molto spiacevole. Ippogrifo un martello di bronzo. montoni. Si videro scendere sui sobborghi spesse nuvole d'inchiostro." Il mostro batté i piedi. e mi si sono gettati addosso senza altre spiegazioni. Grifone usava una mazza. Invece vi siete accaniti sui miei. Ora badate a voi. per andare incontro al nemico. Voi eravate scomparso. che maneggiava una sferza triangolare. Pensa invece a conservare le tue energie per catturare quei bonzi. Sabbioso si affrettò a impugnare il suo bastone per correre in suo aiuto. con andamento a falce di luna. alla retroguardia Leone Gibbone e Leone delle Nevi. quando giunsero alla riscossa Leone Gibbone. Non sappiamo che cosa sia accaduto. Leone delle Nevi. Il mostro gridò: "Siete veri o falsi?" Le due creature caddero in ginocchio: "Come potete pensare che siamo falsi? Mentre andavamo ad acquistare la carne. frutta e tante cose per il festino che voi avreste presieduto." "Ma voi sapete chi sono?" "Quello con il grugno lungo è Porcellino Otto Divieti. un altro un bonzo dal grugno lungo con grandi orecchie. come al solito. In prossimità della meta annusarono un forte odore di bruciato e udirono piangere e singhiozzare: erano Strano Imbroglio e Imbroglio Strano che chiamavano disperatamente il loro signore e padrone. "Maestà" si stupì il mostriciattolo portinaio." "Come faremo?" gridò il principe. ve la farò pagare!" Il bravo Porcellino brandì il rastrello. La gente si spaventò: si chiamavano i bambini. Ma quando siamo arrivati a casa. qui non c'era più nessuno. ritornarono a casa i miei che erano andati ad acquistare il bestiame. Gli andrò incontro con i miei fratelli. che roteava un tribolo di ferro. e Leone delle Nevi. mentre i tuoni brontolavano. distruggere tutto quello che avevo. bruciare viva la mia bella? Morirò dalla rabbia!" Il vecchio mostro gli disse: "Saggio nipote. accanto al quale Faccia Blu reggeva una bandiera ricamata di broccato. CAPITOLO 90 PESTAGGIO DI SCIMMIOTTO OVE MAESTRI E LEONI. COL DARE E RICEVERE. "Ieri mi avete aggredito tre contro uno. per curarti la bile. Non volevo mostrare le armi. "Si avvicina alla città un nugolo di mostri. che sputano nebbia e sollevano una tempesta da far volare le pietre. fece una gran parata orizzontale e si gettò contro tutti e tre. la mia residenza non l'avevo costruita in un giorno. Attraversando la sala. Il nipote appoggiò la sua arma alla parete e si inchinò fino a terra. il santo primordiale della Nonupla Numinosità. Alla residenza del principe vennero ad annunciare: "Disgrazia!" Il principe e i suoi ospiti erano a pranzo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. in compagnia del mercante che lo aveva venduto e avanzava denaro." Comparve Faccia Blu: "Maestà. Si trovarono di fronte una banda di mostri. Scimmiotto e i suoi compagni lasciarono la città avvolti da brume e nubi. cambiarono aspetto e le impugnarono. "Faccia Blu è arrivato ieri a portare il vostro invito. e uscirono a vedere che cosa succedeva. e vennero alle prese. E poi ero solo contro tre: ho dovuto fuggire e sono venuto a cercare rifugio da voi. "Mio saggio nipote. mostro da strada! Dove hai trovato questa banda di complici spelacchiati?" "Maledetto furfante rapato!" gridò Leon Fulvo digrignando i denti. Se provate qualche affetto per vostro nipote. spero che vorrete impugnare le armi per vendicarmi e aiutarmi a catturare quei bonzi. si rinchiudevano le ragazze. con tribolo e mazza. dopo il quale maestro e discepoli si ritirarono per dormire. Se poi non sapete come si svolse la battaglia. Il mio odio per voi è più profondo del mare. VIOLARE LA VIA E CAPTARE MEDITAZIONE PLACA NONUPLA NUMINOSITÀ. ci siamo imbattuti in un bonzo peloso dalla faccia di duca del Tuono: ci ha sputato addosso. ti accompagnerò a catturare quella testa calda e il principe di Yuhua. e alla quinta veglia giunse all'ingresso della grotta e bussò alla porta. "mentre passeggiavo al chiar di luna. Lui ci ha rubato i soldi e le placche d'identità. Mi sono difeso con il mio raschiatoio. mentre sparava il cannone. L'armata dei perversi va all'attacco. Sabbioso il Bonzo è il tipo con la faccia scura. e con questi potrebbe ancora passare. Il vantaggio vi poteva bastare. Cinquecento anni fa fece un casino incredibile dentro i palazzi celesti. Uno era un monaco peloso con la faccia da duca del Tuono. Accoppa Donnole e Mordi Elefante. a destra Ippogrifo e Accoppa Donnole. Tutti si munirono di armi da punta e da taglio e si posero al seguito di Leon Fulvo. Sette leoni contro tre bonzi. e io mi sono ritirato. che ha poteri inquietanti. devastato la montagna e distrutto il clan. Era uno schieramento bellico da manuale. che si chiamavano Leone Gibbone." Il mostro si prosternò per esprimere la sua gratitudine. sventolavano stendardi scarlatti. senza rispondere. con la sua solita aggressività grossolana. Le torri e le mura contese risuonano Del cupo rullar dei tamburi di guerra. Ippogrifo. Imbroglio Strano e Strano Imbroglio. Abbaglia il rastrello ed è Porcellino Portato da un vento di folle ferocia. Leone Gibbone e gli altri non fossero corsi a trattenerlo. e noi ci siamo sentiti le gambe immobilizzate e la bocca paralizzata.

al ritorno afferrò anche Porcellino. d'estate le chiome dei salici e delle sofore. tutte con le fauci spalancate. e il loro regno venir consolidato. saggia principessa" rispose il grande santo. i cervi brucano fiori e si godono il tepore. Il vecchio scosse il capo. che impegnarono gli avversari. Si trovarono davanti a una residenza trogloditica: i due battenti di pietra venata della porta d'ingresso erano ermeticamente chiusi. Suonavano in continuazione gong. All'alba il patriarca dei leoni convocò Leon Fulvo per comunicargli il piano che aveva escogitato: "Voi farete del vostro meglio per catturare Scimmiotto e Sabbioso. con tutte le dame del palazzo. Quando il sole giunse al tramonto Porcellino. ne abbiamo catturato uno." Il giorno dopo. fuggì a gambe levate. turbina la sabbia. questi ordinò di legare Porcellino senza infierire su di lui: "Faremo uno scambio di prigionieri. di dèi e diavoli. padre e figli. Io sono scappato e loro mi hanno inseguito. li masticò coscienziosamente e ne fece migliaia di Scimmiottini. Fu uno scontro molto diverso dal giorno prima: Una violenta bufera spazza rabbiosa la terra. Gli altri sei leoni devono essere solidamente legati. ma lo persero di vista. Alla fine." Scimmiotto diede disposizioni agli ufficiali: "Leon Fulvo è morto. grida e colpi di cannone scandivano le ore. Scimmiotto e Sabbioso. C'erano solo i due bonzi che scrutavano la montagna. un gran burrone in fondo al quale rumoreggia il torrente. Il grande santo maneggia la sua arma con stupefacente abilità. perciò vedrete che non lo toccheranno." A notte i mostri si acquartierarono nei sobborghi della città." Leon Fulvo prese il comando dei fratelli e li condusse contro la città in un gran turbine di vento. là fuori) e il mostro si precipitò all'attacco. "che ho sul corpo ottantaquattromila peli. si sentì sollevato e mormorò: "Maestro. La lancia feroce e l'ascia lucente sono spietate quanto la sbarra. domani procederemo allo scambio." "Ci sono anche i re leoni?" "Non li ho visti. Che magia è questa?" "Dovete sapere" rispose ridendo Scimmiotto. La porta fu spalancata (si sentivano gli strilli di Scimmiotto. un broccato di fiori profumati ai piedi delle rupi. Quando Leon Fulvo ne informò il nonno. mentre Mordi Elefante e Accoppa Donnole erano volti in fuga. non resta che scorticarlo. che nel frattempo aveva ricuperato i suoi peli. sono arrivati i due bonzi. che catapultarono Leone Gibbone a testa in giù. su ogni merlo c'era una lanterna o una bandiera. vi faremo a pezzi!" I mostri vennero all'attacco senza degnarsi di rispondere. gli restavano libere tre bocche per gridare: "Io me ne torno a casa!" A vederlo allontanarsi dopo avere felicemente compiuto il ratto. La bellezza delle quattro stagioni e delle otto feste gareggia con gli splendidi paesaggi delle isole di immortali. come acconto sulla vendetta per la morte di mio nipote Leon Fulvo. nonno. si sentì le gambe molli: fece una finta. e poi andremo a dormire. A quanto pare i condiscepoli hanno vinto e catturato i mostri. Qui il mostro ordinò: "Portate le corde. terrorizzato. Quando udì il vecchio parlare dei prigionieri. Li porterò nella Grotta della Nonupla Numinosità e aspetterò là il vostro ritorno vittorioso. "Anche noi abbiamo fatto dei prigionieri. Poi si cenò in cima alla torre. erano riusciti a catturare Grifone e Ippogrifo. Come vendicarli? " Porcellino soffriva in un angolo. tranquillizzatevi. il principe fece aprire una porta della città e mandò una trentina di soldati a legarli e a portarli dentro. quando la nuvola si muove." Intanto il vecchio ordinò: "Ragazzi. Si strappò molti peli. Mentre il combattimento giungeva al culmine. D'autunno sbocciano i fiori gialli. Strano Imbroglio e Imbroglio Strano riuscirono ad approfittare del parapiglia per fuggire. si impadronirono di Leone delle Nevi. "Noi abbiamo nelle nostre mani i sette leoni. il vecchio mostro salì su una nuvola nera e si lanciò verso la torre. le loro altezze. spesse nubi nere coprono il cielo: rotolano pietre. Legate bene i nostri leoni. e subito gli sbucarono le altre otto teste. non temete per la vita dei vostri. voi fate attenzione. del principe e dei suoi figli. il principe e i suoi figli. ogni copia si può moltiplicare. tamburi e raganelle. Di primavera rivaleggiano i fiori dei peschi e dei prugni. gridavano invettive a squarciagola: "Sporche canaglie! Restituite Porcellino finché siete in tempo! Non avete altro modo di salvare la pelle. Vi garantisco che tutto finirà bene. e lo trascinarono davanti al leone a nove teste: "Ecco qua. Gli ufficiali della guarnigione aprirono le porte e presero in consegna i cinque leoni. e ora ci vengono a liberare. Non perdete la calma. Solo Faccia Blu. "Dove credi di andare?" gridarono Leone delle Nevi e Leone Gibbone. L'antico sentiero sale serpeggiando verso le cime. altrimenti vi schiacceremo. La gru è la sola compagna del pino. il grande santo raggiunse con Sabbioso il Monte dei Nodi di Bambù. il raschiatoio e il martello di bronzo. Al cader della notte. prendete un bastone chiodato di salice e date una buona bastonatura sulla testa di questo infernale macaco. Niente gli impedì quindi di afferrare coi denti Tripitaka. si prosternò davanti a Scimmiotto: "Possano le loro altezze essere conservate in vita. . scorsero Faccia Blu che sbucava da una valletta. per provocare il nemico a battaglia. Sulla fronte una lastra orizzontale recava una scritta in dieci grandi caratteri di stile calligrafico regolare: GROTTA DEI NOVE MEANDRI TORTI E RITORTI DEL MONTE DEI NODI DI BAMBÙ DELLE MILLE MERAVIGLIE Il mostriciattolo era entrato là dentro ed era corso ad avvertire il padron di casa: "Signore e padre. La principessa in lacrime venne a informare Scimmiotto: "Divino maestro. Mentre contemplavano la montagna. Si sa che il corpo di Scimmiotto era forgiato e temprato: i colpi gli facevano solletico. Il Novizio e Sabbioso si misero sulla difensiva. "Ferma!" gridò Scimmiotto. Se sono tanto pazzi da uccidere i nostri. Che insieme maestoso appariva dall'alto delle nuvole! Si vedevano una fila di picchi aguzzi. Il bastone di Sabbioso è famoso ben oltre le mura dei palazzi del cielo." La principessa." I principini si inchinarono di nuovo fino a terra. Il gibbone nero va a caccia di frutti e di sole. nel frattempo io piomberò dal cielo sulla fortezza e mi impadronirò del monaco cinese. ruppe le righe e fuggì." La battaglia di Scimmiotto e Sabbioso aveva alterne vicende. Dapprima dovettero ritirarsi. Vorrebbero impadronirsi di Sabbioso e mangiar vivo Scimmiotto. Questa volta mobilitano tutti i loro poteri magici per coprirsi di gloria e ripulire dai mostri l'Occidente. Potrei fare eserciti di milioni o miliardi di mie trasformazioni: questo è il metodo del corpo oltre il corpo. Il grande santo ricuperò i suoi peli e salì con Sabbioso sulla torre dov'era Tripitaka." Il vecchio mostro abbassò la testa e le lacrime gli scesero dagli occhi: "Che disgrazia! Mio nipote Leon Fulvo è morto e gli altri sono stati imprigionati nelle carceri della città. "Tu hai catturato i miei nipoti. d'inverno volano i fiocchi di neve. Scimmiotto portò sotto le mura i suoi leoni." E infatti uscì senza indossare armatura né impugnare arma alcuna. con sei persone fra i denti. Afferrarono saldamente fra i denti Scimmiotto e Sabbioso e li portarono dentro la grotta. hanno perduto la vita. ma dopo che avete simulato una ritirata vi abbiamo visto moltiplicato per cento. "Dove vai?" Il mostriciattolo. i due monaci si lanciarono all'inseguimento. "Avete notizie di Consapevole delle Proprie Capacità?" "Non gli accadrà niente" rispose Scimmiotto. Porcellino la pagherà con la vita. gli alberi si abbattono sradicati. La paura invade anche i cuori di tigri e lupi. Scimmiotto udì le grida che si alzavano dalle mura e capì di essere caduto in un tranello. in città siete entrato voi solo. disponete le guardie per la notte e prendete il vostro riposo. rovesciarono Accoppa Donnole e picchiarono a morte Leon Fulvo. Scimmiotto e il compagno giocavano d'astuzia per tenerli a distanza. A contrasto con il canto delicato della fenice azzurra. "Scimmia maledetta!" urlava il vecchio mostro. catturarono Mordi Elefante. Domattina di buon'ora ci recheremo nel rifugio del vecchio mostro: vi assicuro che lo acchiapperemo e riporteremo la vostra famiglia sana e salva." Ciascuno dei tre mostriciattoli impugnò un bastone di salice e si diede a colpire il Novizio. ma io ho in mano quattro bonzi e quattro principi. "al principio combattevate da solo. e basta un pelo per fare dieci copie di me stesso. Il bestione non riuscì a schivare un colpo del flagello triangolare. insieme al vostro maestro. mentre vado a catturare quei due per dargli il castigo che meritano. dalle mura. i cinque leoni raddoppiarono il loro impegno. legato come un salame insieme ai principi e a Tripitaka. sembra che il picco che vi si appoggiava debba cadere. Ragazzi.Lo scontro durò fino a sera." Faccia Blu e i due Imbrogli corsero a legare stretti gli ultimi venuti. Il fatto è che possedeva nove teste. che lo raggiunse alla spina dorsale e lo fece cadere a terra grugnendo: "Porca miseria!" I due mostri lo acchiapparono per le setole e per la coda. le voci dei pappagalli sembrano roche. Gli bastò mostrare le zanne per mettere in fuga la guarnigione. Che ne sarà adesso di questa povera città?" "Non piangete. poi Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli e li trasformò in un centinaio di Scimmiottini." "Maestro" chiesero i giovani principi prosternandosi. Perciò subiva serenamente le loro furie senza far motto. la bava alla bocca. mi sembrano ostaggi sufficienti per garantire la loro vita. Ora ci porterete un pasto di magro. "Che battaglia tremenda!" esclamò quest'ultimo.

" I tre portarono le lampade. con i suoi soldati e colossi. Se lo interrogate. Non ricordo altro: devo essermi ridotto ubriaco fradicio. si mise a strillare: "Slegami per primo. ritornate da dove venite. si scosse il pelo e rassettò l'abito. ma Scimmiotto e Sabbioso mancavano all'appello. dove i tre figli del principe hanno onorato me e i miei compagni come loro maestri nelle arti marziali. al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. Ho saputo che hai abbandonato il Tao e ti sei convertito al buddismo per proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture al Paradiso dell'Ovest." Diede loro un colpetto e li ridusse a carne da ragù. Avevamo accettato i figli del saggio principe della città di Yuhua come allievi d'arti marziali. senza smettere di urlare." "Il mio santo primordiale coltiva la Via da molto tempo" disse il venerabile. Ma ora abbiamo saputo che il principe è stato catturato dai nemici del grande santo. Porcellino e i principi erano sempre là. "Il venerabile celeste che vado a trovare è il padrone di un mostro con cui siamo venuti alle prese. fratello! Ho i piedi gonfi!" Le proteste del bestione destarono il vecchio mostro. invece di riposare ripresero a picchiare i bastoni sulla testa di Scimmiotto: sembrava che suonassero il tamburo. balzò davanti all'ingresso della grotta e incominciò a urlare: "Brutta bestiaccia. che recitò un incantesimo e gli disse: "Bravo il mio santarellino primordiale! Ecco qua paparino. Ma devi accompagnare me e il grande santo nel mondo di Sotto per ricuperare la bestia.Ma Porcellino." E diede queste istruzioni: "Voi. perché avete spento la luce? Non sarà mica scappato qualcuno?" Nessuna risposta. Il vecchio mostro finì per svegliarsi e balzò in piedi inferocito: "Ora ti faccio vedere io!" Scosse la testa e mise fuori tutte le sue bocche spalancate. incominciando da Sabbioso. Il mostro arrivò di corsa nella sala: "Ragazzi. vi darà informazioni utili per liberare il santo monaco e il saggio principe. In effetti il suo trono appoggia su un leone a nove teste. Scimmiotto si rimpicciolì. Lo schiavo gli corse addosso. "Eravate ospite del saggio principe." Il venerabile celeste ordinò subito a uno dei suoi capitani di convocare lo schiavo che custodiva la gabbia del leone. Poi allungò il lucignolo della lampada e si avvicinò ai prigionieri per liberarli. collegati da portici ariosi." Le divinità si divisero i turni di guardia. L'ho sgraffignata e me la sono bevuta." "Perché siete venuti qui a far confusione. Sabbioso. Scimmiotto gli volse le spalle e corse fuori. Giunse ben presto alla Scogliera delle Meraviglie. ti perdono. dove scappi?" "Bada a quello che dici" sogghignò Scimmiotto arrestandosi. abbiamo portato con noi il tudi della montagna: lui conosce le origini del mostro. il mostro ha catturato di nuovo il generale delle Cortine Arrotolate. Ora toccherà a voi assaggiare la mia bacchetta: vediamo che effetto vi fa. Accendete le lampade e riposatevi. sfondò la porta ed entrò. "È accaduto qualcosa di male al maestro. Gli altri leoni vivevano già nella Grotta dei Nove Meandri. e vivono santi a migliaia. i condiscepoli e i principi. a giudicare dalle porte rotte. riportate il tudi a casa sua e proteggete i prigionieri. dove si ammiravano le nubi iridate in vari strati. perciò sono venuto a pregarvi di riprendervelo. ma si trovò la strada sbarrata dal venerabile celeste. avete picchiato il vostro signore e padre quanto vi è piaciuto. provoca una sbronza che dura tre giorni. dove gli vennero incontro le divinità locali e gli dèi tutelari della città." Scimmiotto rifletté: "Sulla Scogliera delle Meraviglie risiede il venerabile celeste Salvatore dell'Uno Supremo. Protetto da un gran drago azzurro. Domani verrà il tuo turno. e quando entrò il Novizio si alzò e gli andò incontro: "Non ti vedo da molto tempo. quando ci siamo scontrati con una banda di leoni capeggiata da quel bel tomo. che si alzò a sedere sul letto e borbottò: "Slegare che cosa?" Scimmiotto spense la lampada con un soffio e scappò via. il mostro dorme ancora. benché ormai manchi poco. si chiama 'nettare di diaspro della trasmigrazione'. l'altro giorno ho visto una bottiglia nella Sala di Dolce Rugiada del Gran Chiliocosmo. lasciali andare!" Aveva un bel gridare." Scimmiotto ubbidì: brandì la sua sbarra. "Se pensi di passarla liscia. Il mostro accese una torcia e vide i tre piccoletti spiaccicati per terra. e chiedere l'intervento del suo padrone. era chiaro che era fuggito all'aperto. piegò le zampe e batté la fronte al suolo. Quando tutto tacque. che alla vista di Scimmiotto corse ad annunciarlo: "Padre. Lo trovarono profondamente addormentato. Scimmiotto. Si gettò all'inseguimento e scoprì Sabbioso che cercava di nascondersi dietro un pilastro del portico. Io vado e torno. che gli chiese: "Dov'è la bestia?" Lo schiavo piangeva e non sapeva dire altro che: "Grazia! Grazia!" "Non sarai battuto in presenza di estranei. Voialtri andate pure. Quando cadde la sera." Il reverendo celeste scese dunque sul Monte dei Nodi di Bambù con il grande santo e lo schiavo. che lo accolse rispettosamente giungendo le mani e chiese: "Dove va il grande santo? " Scimmiotto rese il saluto e rispose: "Faccio un salto al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. un leone di pelo giallo. Non c'è altro modo di catturarlo. sfondando le porte al suo passaggio. io mi ritiro nell'Antro del Broccato di Nuvole a schiacciare un pisolino. "Si può sapere perché mi venite a trovare solo questa notte?" gridò il grande santo. Era l'ora yin. "è scesa sulla terra due anni fa. scivolò fuori dalle corde che lo stringevano. È stato proprio l'adempimento di quel compito a portarmi nella città di Yuhua. "Tu alzati." Il venerabile celeste ordinò di introdurlo. "Bestiole immonde. Voi fate la guardia. circa le quattro del mattino. Quello sventato di Porcellino. è arrivato quel Grande Santo Uguale al Cielo che fece tanto disordine qualche anno fa. Non dovrebbe nuocere alle persone troppo alla leggera. quando giunse sulla rupe. Ma alla fine caddero addormentati. quando una notte sono state rubate. il sole che brilla attraverso la bruma smeraldina aleggiante sull'altera foresta. non ho bisogno di voi. A berlo. Grande santo. I rivelatori dei cinque orienti e le altre divinità vennero a inginocchiarsi per salutarlo. rivelatore. Quella bestia dormiva sodo e non lo sentiva nemmeno. Edifici e padiglioni si susseguono come ricamati sul broccato. gli . Ma sarà meglio per te che mi spieghi come mai hai lasciato scappare il leone a nove teste. "Non è accaduto niente. che non ne poteva più. Si imbatté nel re celeste Vasto Sguardo. Presto i bastoni si ruppero e bisognò sostituirli. perché io possa liberare i miei. abbiamo arrestato questo ruffiano di dio locale. e li ha portati nella Grotta dei Nove Meandri del Monte dei Nodi di Bambù. era ritornato al volo nella città di Yuhua. Il tudi del monte afferma che quel leone vi appartiene. per interrogarlo. lo gettò a terra e lo legò di nuovo. il vecchio ordinò: "Basta così. fra i quali se ne trova uno a nove teste dotato di grandi poteri magici. Tripitaka e i principi avevano la pelle d'oca. durante la mia assenza?" chiese Scimmiotto." "Come mai questa gita nel cielo orientale. L'autore del furto. Poi cavò la sbarra da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una secchia e la lunghezza di due tese. il Palazzo della Scogliera delle Meraviglie è uno splendido mondo di eterna gioia. ha messo in moto tutta una banda di spiriti leoni. "È in grado di raggiungere i tre puri in alto e le nove sorgenti sottoterra. mentre Scimmiotto filava dritto alla porta est del Cielo. e quando giunse il vecchio lo onorarono come avo. uscito dalla grotta." La creatura riconobbe il padrone. Di Scimmiotto non si vedeva traccia." Il tudi si prosternò tremante e riferì: "Quel vecchio mostro venne ad abitare sulla montagna due anni fa. Dal momento che ci provavano gusto. "Non hai vergogna di comportarti così davanti al tuo padrone?" Il mostro voleva lanciarsi all'attacco. che presentavano un tudi prigioniero: "Grande santo. finì per chiedere che un centinaio di colpi li dessero a lui." "Mostri e maestri si fanno concorrenza(13)" scherzò il devarâja. il mostro lo inseguiva: "Scimmia del malanno. lo afferrò per la criniera e gli fece piovere cento pugni sulla testa: "Brutto sporcaccione. Sedeva su un trono di fiori di loto di mille colori. Gli dèi tutelari della città restino a guardia delle mura. Quando il guardiano si stancò di batterlo. grande santo. statue di giada che rappresentano animali a guardia dell'ingresso. provocalo a duello e attiralo qui fuori. ti sbagli." "Padre. le volute di vapori porporini. Suppongo che tu abbia portato a termine questo incarico meritorio. il doppio arco fiorito della porta. Scimmiotto rise e corse via per la sua strada. Se volete eliminare quel leone a nove teste. e dovettero scuoterlo per un bel pezzo prima che si svegliasse. Il vecchio riparò alla bell'e meglio i battenti scardinati. quando la tua strada ti porta a occidente?" chiese il devarâja. "Grande santo. e non osavamo disturbare. e siamo venuti a presentare i nostri omaggi. Lo trascinarono quindi davanti al venerabile." "Non ancora. Vigilava l'ingresso un ragazzo vestito dei colori dell'arcobaleno. la distesa delle tegole d'oro. il solo mezzo è di recarsi nell'estremo oriente. cioè da un paio di giorni celesti. Constatando quanto è grande la sua forza magica." "È vino che mi ha mandato in omaggio Laozi. Tripitaka. perché sei scappato? Non sai quanti guai mi hai procurato?" Il leone non osava respirare. Quest'ultimo ha catturato il mio maestro. Là miriadi di immortali intrecciano corone d'omaggio. Domattina si ricomincia. invece di restare sul Monte dei Nodi di Bambù a proteggere il maestro?" tuonò Scimmiotto. a disagio. rendimi i miei! Puzzone schifoso. ragazzi. e non avrò legato bene il leone. immerso nei vapori di buon augurio. Avevamo prestato le nostre armi perché se ne facessero copie." "È andata certo così" disse ridendo il venerabile." Fra gli altri si fecero avanti il rivelatore Testa d'Oro. Allora Scimmiotto perse la pazienza. ardenti come un mare di fiamme. Da quanto tempo è scappata la bestia?" "Secondo il tudi" rispose Scimmiotto." "Dunque il mio turno sarà dopodomani" ansimò Porcellino. "Sta buono" gli rispose il vecchio mostro. le sei divinità del giorno e le sei della notte. fra miriadi di raggi luminosi di buon augurio.

"Ma quei leoni hanno ridotto i nostri vestiti a brandelli.mise una sella di broccato. Pendono le lanterne da ogni porta. Qual'è il segreto di meditazione? Il cavallo e la scimmia del pensiero Tener sotto controllo. Seguendo strade e vicoli. "Sapete bene che siamo monaci e non possiamo accettare. poi Tripitaka. "Quanto pesano le armi che avete fabbricato?" domandò il Novizio. Frugarono la grotta. "Non vedo né bandiere né stendardi che ne portino il nome. Erano liberi da ogni altro impegno e volti interamente a conseguire il giusto frutto. salutò Tripitaka e chiese: "Da dove venite. ché solo perfezione Assoluta la Via fa conseguire. Così tutti assaggiarono carne di leone. e la pagoda è sempre aperta a chi la vuole ascendere. ed il lasciare Evaporare il divino elisir D'autonomia. Infine i fabbri si presentarono a Scimmiotto e gli annunciarono che avevano compiuto il loro lavoro. un altro ai funzionari dei servizi amministrativi. Quando uscirono dalla porta occidentale della città. Abbiamo ascoltato come i quattro pellegrini lasciarono la città di Yuhua." "Non oro e argento" aggiunse Porcellino. Tripitaka aveva i sudori freddi per il timore di incidenti. Uno fu riservato alla residenza principesca. Intorno allo stupa aleggia una bruma colorata." I sarti ebbero l'ordine di procurarsi rotoli di broccato azzurro. Capacità da grandi esperti acquistano: Garanzia per Yuhua di eterna gioia. Mentre i quattro pellegrini si guardavano intorno. S'intromisero Certi leoni a far da guastafeste. Vi entrarono e videro le torri magnificamente decorate. dalla corte dei Tang. grazie ai poteri magici dei nostri divini maestri. ho intuito che dovete avere alle spalle una lunga ascesi nelle vostre vite anteriori. Perciò mi sono inchinato rispettosamente. come al solito. Tu devi sbarazzarti D'ira e d'affanni. Allo yang primordiale si conviene Il Nonuplo. Giunsero in città verso sera." "Voi mi confondete" esclamò sorridendo Tripitaka. la folla li accompagnò per un buon tratto di strada. Il lungo grugno di Porcellino. negozi animati e bancarelle dove si vendevano olio e riso. Ma. dove i tre giovani principi facevano i loro esercizi. rosso e marrone. Dal vostro aspetto e dal vostro vestito. Le fanfare suonavano nelle strade. Le lezioni venivano impartite nella corte. un monaco che proveniva da uno dei porticati venne loro incontro." "Ma tutto è finito per il meglio. i mulini da preghiera sono collocati sotto l'ombra smeraldina degli alberi. Soltanto una solida Base può consentirti di raggiungere L'illuminazione. Lo chiederemo ai passanti. e scoprirai che è il vuoto. videro altre mura e fossati. Finalmente Giungono lieti nel mondo del Buddha. Siete voi a godere la benedizione di un'esistenza libera e gradevole. Porcellino e Sabbioso si incaricarono di riportare a casa i principi. Quando l'insegnamento giunse al termine. attiravano l'attenzione dei perdigiorno. In breve raggiunsero un'abilità che non avrebbero mai creduto possibile. ALLA PRIGIONIA DEL MONACO CINESE NELLA GROTTA FIOR DI MISTERO. Il resto. rapida e lenta. Quant'era distante il Monte degli Avvoltoi? Quante tappe occorrevano per raggiungerlo? Se non lo sapete. al quale parteciparono tutti i notabili del principato. Le armi erano pesanti. "Non sono altro che un monaco mendicante senza pretese. giunsero a un monastero fuori porta che aveva all'entrata una scritta in tre caratteri: MONASTERO DELLE NUBI DELLA COMPASSIONE "È quello che ci vuole per noi!" esclamò Scimmiotto. Arde l'incenso in ogni focolare. furono condannati a morte. La Grotta dei Nove Meandri si ridusse come il rudere calcinato di una fornace. Le divinità vennero congedate e il luogo restò affidato alla custodia del tudi. e confezionarono per i monaci tre abiti della foggia cui erano abituati. Infine si prepararono i bagagli e avvenne la partenza. che li rinvigorì e fece passare la gran paura che avevano avuto di quelle bestie da vive. tornata la pace. e il venerabile gli montò in groppa: "A casa!" Salirono su una nuvola colorata e se ne tornarono al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. Ci mettevano tanto entusiasmo che giunsero presto a padroneggiare i settantadue movimenti. "le nostre armi sono pronte. E con il cuor sincero si dirigono Al Monastero del Colpo di Tuono. Autentica terra pura e falso palazzo del drago: nubi di porpora coronano la Sala del Grande Eroe. il rastrello e il bastone ottocento libbre ciascuno. come della gioia: Non c'è altro modo di toccare il fondo D'ogni mistero. Lo attestano i versi: Ebbero la fortuna d'incontrare Dei maestri divini. la faccia scura di Sabbioso e gli occhi rossi di Scimmiotto. Nella città e nei sobborghi tutti accorrevano a salutare gli arhat discesi sulla terra. offesa e difesa. Il passeggio nei porticati non ha sosta. La regione meritava davvero il suo nome di Gioia Assoluta: la strada era comoda e sicura. figli miei." Tripitaka raccomandò ai discepoli che si sbrigassero a completare le lezioni di scherma. I bruciaprofumi ardono incenso senza tregua." Il bonzo si inchinò fino a terra e Tripitaka si affrettò a rialzarlo: "Perché tanti riguardi. un sol momento Di distrazione ti farà cadere Nei tre sentieri. li scorticarono e li squartarono." "Hanno rischiato di costarci molto care. Se potete procurarci un cambio d'abito. i monaci rispondono salmodiando sutra. ma non osavano far domande. ascoltate il seguito. questo è proprio il mondo della grande pace. Il padiglione del Buddha sfiora le nuvole." Il . Su proposta di Scimmiotto si convocarono i macellai. dove si aprivano taverne e sale da tè. Si servì una cena vegetariana che tutti mangiarono di buon appetito. con i mari calmi e i fiumi limpidi. CAPITOLO 91 LA FESTA DELLE LANTERNE DALLA FESTA DELLE LANTERNE DELLA PRIMA NOTTE DI LUNA PIENA. affollate di gente e di bandiere. mentre Scimmiotto provvedeva a Tripitaka. tagliato a pezzetti da una o due once. alto trono prezioso. Quanto ai leoni prigionieri. Il grande santo fece i suoi ringraziamenti rivolto verso lo spazio." Giunsero nei sobborghi orientali e si trovarono in una via rumorosa. Quando suona la campana d'oro del superiore. inaridir la giada Di libertà. i giovani principi offrirono ai maestri un grande banchetto di ringraziamento. Porcellino accatastò molta legna secca e vi mise fuoco. per accertarsi che non vi fossero altre presenze. che li abbatterono. Sbarazzàti dei mostri ed eliminate le disgrazie. perché il viaggio potesse riprendere. Maestro e discepoli si presero il meritato riposo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. "Papà" corsero ad annunciare al principe. "La sbarra cerchiata d'oro pesa mille libbre. Fece chiamare i tre giovani principi e assegnò a ciascuno la sua arma. Dopo cinque o sei giorni di marcia. sarà un'attestazione più che sufficiente della vostra affezione. Questi furono accettati volentieri e subito indossati. Poi entrò nella grotta e liberò per primo il principe. ma la buona volontà e la forza divina conferita dal grande santo permettevano loro di maneggiarle con precisione. e infine i condiscepoli e i principini. reverendo?" "Il vostro discepolo viene dalla Cina. le celle dei monaci sono illuminate dalla luna. L'indomani il principe ordinò un grande festino di ringraziamento. la dottrina Consentì loro rapidi progressi. e le dame del palazzo e gli ufficiali vennero ad accoglierli. caro abate?" "Siamo gente rivolta al bene e preghiamo sempre per la salvezza della Cina." "Può andare" disse Scimmiotto. "Portate via quella roba!" esclamò Scimmiotto ridendo. e un vassoio d'oro e d'argento a modesta testimonianza della loro gratitudine. le lampade brillano ogni notte sull'altare. fu distribuito alla popolazione della città e dei sobborghi. che si accalcavano e si spingevano per vederli. "Che città sarà questa?" domandò Tripitaka.

"Venite tutti a vedere i grandi personaggi che vengono dalla Cina! A quanto pare ci sono cinesi belli come pitture. in totale fanno millecinquecento libbre. e a ogni finestra aperta. Ma non ci siamo mai spinti fino al Monte degli Avvoltoi. È un ritiro che rende superflua la ricerca delle isole dei beati. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. Dopo pranzo fu invitato a restare: "Reverendo. Qui la gente ama le feste. D'altronde questa notte non bruceranno a lungo: quando appaiono i buddha. ogni anno una grande famiglia di ciascun cantone deve fornire quest'olio come imposta. ma uno speciale olio profumato mescolato a burro. che mi hanno protetto nel lungo cammino. pifferi e flauti per tutta la notte. Tripitaka domandò: "Come si chiama la vostra nobile contrada?" "È una dipendenza esterna dell'impero dell'India: la prefettura Come l'Oro. "Fate conto che ogni lanterna contiene quarantanove stoppini di paglia da lucerna intrecciati e rivestiti di seta. Quando discesero era venuta la sera e si accendevano le luci. si erano tenuti in disparte e avevano voltato le spalle. Alla terza veglia. La cerimonia si ripeté a ogni piano. a ovest i padiglioni degli ospiti. a nord la pagoda per la meditazione dei monaci." I monaci aprirono e Tripitaka si fece accompagnare da Sabbioso. sono cinquantamila tael bruciati in tre notti. accompagnarono i visitatori dal superiore. quando la primavera fluttua già nella bruma del bosco. c'era chi danzava. Non è roba qualsiasi. la gente canta il regno della pace universale. Se aggiungete il trasporto. alimentata da un olio profumato. anche per le soste che facevano davanti a ogni statua del Buddha. questa è la vera e propria sera della festa. sibilò all'improvviso il vento. che non conoscete il nostro paese. In realtà devo loro molto. Volano selle tintinnanti di giada. il nostro modesto monastero può permettersi l'onore di ospitarvi. aprendogli la porta della vostra pagoda. Profuma l'erba cui discende la scalinata. Anche i bonzi vollero rientrare: "Reverendo maestro. Quando se li vide davanti." Mentre conversavano. curiose di spiare lo spettacolo della strada. e lo si racconta a memoria d'uomo. vi si affiancano aquile e fenici. chi camminava sui trampoli. Passavamo appunto per la vostra nobile regione e siamo entrati qui a chiedere informazioni sul paese e. Finora ci siamo accontentati delle luminarie del monastero e dei sobborghi. Il vostro discepolo sarebbe grato al superiore se gli permettesse di adempierlo in questo giorno di grande festa. Da noi è ancora viva la tradizione del 'ponte delle lanterne d'oro'. perciò il bonzo non li aveva notati. reverendo. messi in effervescenza. si alza il vento e la gente si chiude in . Dovete proprio restare qui per qualche giorno. per pregare. "Proprio così" replicarono seri i monaci. Non si finirebbe mai di contemplare i ponti di stelle e gli alberi di fuoco. Poi riconsegnò l'abito a Sabbioso e salì le scale." "Si vede. che recava il suo kasâya. Tre o quattro celle dalle finestre luminose sono dedicate alle pratiche magiche di trasmutazione. colori di primavera in armonia con la luna piena. Non vantare la magnificenza del Parco della Valle d'Oro. per contemplare il paesaggio. "Che olio si arde in quelle lampade?" chiese Tripitaka ai suoi accompagnatori. Quando ebbero soddisfatto la loro curiosità. dietro le tende. Era la bella festa del triplo cinque. era riflessa e moltiplicata da scaglie di cristallo e di vetro." "Il vostro spirito è tutto rivolto al Buddha e alla meditazione. a forma di padiglioni a vari piani.bonzo accompagnò il monaco cinese nel tempio principale. La luce della fiamma. La notte del plenilunio è il 15. si vagò per le vie dei sobborghi. e non vorremmo darvi informazioni imprecise. La giornata trascorse nel parco e nella sala principale illuminata dalle lanterne. poco prima di mezzanotte. se possibile. fino all'ultimo." Monaci e donatori corsero a vedere. Nella sottoprefettura di Mintian." "Ci sono dei buddha che si vengono a trincare l'olio delle lanterne?" sghignazzò Porcellino. Lo attestano i versi: Gente festosa in paese pacifico. bisogna tornare a casa. flauti e canti. che deriva dall'antichità. e prese molto tempo." "Quant'è distante la nobile prefettura dal Monte degli Avvoltoi?" "Possiamo dirvi quant'è lontana dalla capitale. Questo è il motivo per cui la tradizione del ponte delle lanterne d'oro viene scrupolosamente rispettata. sono grossi come un uovo di gallina." I monaci. Canti e colori dovunque intrecciati. Poi si ammirarono le luminarie del monastero e. La notte del plenilunio. Si crede che se i buddha prendono l'olio si avrà un buon raccolto. Dalle tettoie pendono montoni e conigli. In tutta la città e per tutta la notte rullano i tamburi e risuonano pifferi." Tripitaka ringraziò. Sotto la lanterna girevole i guerrieri incrociano le spade. Poi Tripitaka chiamò i suoi discepoli. a sud alcune sale. Il cervo si specchia nello stagno. il salice si copre di verde novello. Promettono bel tempo e gran raccolto. i rami del vecchio susino si caricano di colore. "Tutti lo sanno in città. presso il ponte sulle acque verdi. Il poeta Li Bo monta il pesce d'oro e la balena. su grandi tele sono rappresentati gamberi e tartarughe." Non si poteva rifiutare. ma hanno notevoli poteri in fatto di magia. potreste prendervi qualche giorno di riposo. la gru sotto gli abeti ascolta aerea musica. ma questa sera potremmo andare a vedere le lanterne d'oro in città. strillò: "Avi miei! Come sono orrendi i vostri eminenti discepoli!" "Non posso negare che siano brutti. Si alza tra i fiori la torre con il tetto a doppia gronda per coltivare la propria natura. Al primo piano indossò l'abito. La sospensione del coprifuoco dava via libera a innumerevoli bighelloni. Quelli là sono i suoi eminenti discepoli. dopodomani. Le belle si tengono per mano alla finestra del primo piano. che portavano le lanterne in omaggio al Buddha. che comprende duecentoquaranta cantoni. che era molto gradevole: Nel primo mese dell'anno la primavera rinnova la vegetazione. Allegri passanti." I monaci. si misero tutti in cammino. Passate con noi le feste del primo plenilunio dell'anno!" "Ho proprio perduto la nozione del tempo" rispose stupito il monaco cinese. piante e fiori tra le rocce rivaleggiano in bellezza. i monaci proposero: "Reverendo maestro. Il giorno successivo Tripitaka dichiarò: "Ho fatto voto di spazzare ogni pagoda che trovassi sulla mia strada. Peonie e magnolie elaborano segreti vegetali. Le lanterne resteranno esposte fino al 18 o al 19. pregò e spazzò il pavimento. la Cina! Che cosa siete venuto a fare fin qui?" "Il sovrano dei Tang mi ha affidato la missione di recarmi al Monte degli Avvoltoi. perché ci siamo stati: sono duemila li. e sua eccellenza il governatore ama il popolo: avremo dappertutto luminarie. che costano quarantottomila tael. I pellegrini non si ritirarono a dormire prima della seconda veglia. e le paure di diavoli e lamie: non so più quando è festa. Dalle torri pendono lanterne a forma di noci e di fior di loto. La sera stessa si godettero lo spettacolo della folla dei fedeli del quartiere. tutti si sedettero a bere il tè. "Avviene così tutti gli anni. Per il resto il nostro fisco non è esoso. A est gli edifici principali. Lanterne e luna rischiaran la notte. Nella gran calca si offrivano spettacoli dappertutto. chi era montato sull'elefante. durante il colloquio. dicevano: "Grande paese. ridono e mostrano gli effetti del vino bevuto. ma questa imposta è davvero pesante: la famiglia di turno deve spendere più di duecento tael. passeggiarono nel parco. I fiori di camelia. e altri brutti da far paura. in caso contrario ci si dovrebbero aspettare siccità e piogge fuori stagione per tutto l'anno. il cielo vibrava di scampanii e di rulli di tamburi. di gelsomino e di dafne sono i primi a sbocciare. Il mercato è affollato come in pieno giorno e vi sono appese le lanterne fiorite. di prugno rosso. dopo la colazione. l'olio scompare e le lampade si spengono. incuriositi e timorosi. rotolano carri seguiti da scie di profumi. Alte strutture di legno reggono leoni azzurri ed elefanti bianchi." Mentre parlavano si fecero avanti altri bonzi: "Il reverendo viene dalla Cina. Che ne dite?" Con il suo consenso. tutte in filigrana d'oro fino. "È straordinariamente profumato. Sentite il vento: sono i venerabili buddha che ci fanno l'onore di scendere a vedere le luminarie. Dèi e immortali si dànno convegno sul monte delle lanterne tartarughe. usciti dal portale orientale. a rendere omaggio alla statua del Buddha. Il piatto d'argento della luna illumina il cielo. Il ponte delle lanterne d'oro prendeva nome da tre lanterne della dimensione di grandi giare. Nelle cavità in ombra delle rocce è rimasta un po' di neve invernale. perciò non vi date cura di queste cose. nella sua cella si stava preparando un pranzo offerto da donatori." "Come fa una lanterna a bruciare cinquecento libbre d'olio in tre notti?" si stupì Scimmiotto." "Come lo sapete?" chiese stupito Tripitaka. Oggi è il 13 della prima luna e questa sera si provano le lanterne. a farci offrire un pasto prima di riprendere la strada. Una libbra d'olio costa trentadue tael e ogni lanterna ne contiene cinquecento libbre. la gru d'immortali e il cervo bianco accompagnano la stella della Longevità. Il giorno seguente. e gli spettatori si dispersero precipitosamente. Le terrazze illuminate di migliaia di case riempiono l'aria di fumo per dieci e più li. non citare il fascino del fiume Wang! Sull'acqua corrente nuotano anitre selvatiche. Passeggiano tigri e cavalli. e le lanterne tutti i viali della città. "Da anni conosco solo le difficoltà di montagne e fiumi. Mille steli di bambù attendono i versi di un poeta ispirato. Arrossano i teneri fiori del pesco. chi si era messo in maschera.

vecchie e giovani. che urla di essere stato derubato del suo maestro. sbrigati a farci una relazione completa e sincera. non sono stato abbastanza svelto. tori e zebù: ciascuno afferrò un'arma e si schierò sotto lo stendardo del suo drappello. ma sono entrato nella comunità monacale del Monte d'Oro fin dall'infanzia. scorse sul pendio quattro uomini che si spingevano davanti tre capre e gridavano: "Buon anno. per intervenire alla festa delle lanterne della prefettura Come l'Oro a procurarsi la loro bevanda preferita. ripresero il proprio aspetto e salutarono tremanti: "Perdonateci. Il maestro è stato rapito da creature malefiche: dal piacer nasce la pena. non puoi certo essere arrivato da solo fin qui. senza un'adeguata preparazione del terreno. balzò giù dalla rupe dove si trovava e gridò: "Ehi voi. al giorno e all'ora. al di là di un burrone. presero questo andazzo di trasformarsi in buddha. Anche il nostro maestro non se n'è reso conto. Ragazzi." "Che cosa ve lo fa pensare. Quanti siete? Come vi chiamate? Se vuoi salvare la pelle. Scimmiotto uscì allo scoperto e li apostrofò con . tanto per sapere chi è e da dove viene. La loro intenzione è di cucinare un piatto sopraffino. una gran sciabola il secondo e una canna nodosa il terzo." I mostriciattoli corsero a eseguire e spinsero Tripitaka davanti ai troni." Fecero quindi suonare l'adunata di bufali. Dice che se ne andrà solo se lo restituiremo. Le altre creature erano d'ogni specie: alte e basse. spaventato. Dopo che il primo ministro Wei Zheng aveva decapitato in sogno il drago del fiume Jing. è il Generale delle Cortine Arrotolate disceso sulla terra. Il maggiore chiese che cosa succedeva. invece di adempiere alla vostra missione di protettori segreti del mio maestro?" "Il vostro maestro ha trascurato la sua natura meditativa. Tre grandi stendardi recavano i nomi dei tre comandanti. calamità!" I tre orchi avevano appunto portato Tripitaka in cucina e l'avevano spogliato e lavato nell'acqua di pozzo: al momento dibattevano se tagliarlo in dadi o in listerelle per saltarlo in padella. con i miei occhi di carne vi ho preso per veri buddha: perciò mi sono avvicinato a voi. Perché fuggire. si portò via il monaco cinese. dispersero in fretta le capre. con accompagnamento di capre?" "Erano le capre dell'esagramma della pace. Il primo tiene la testa in caldo sotto un folto berretto di pelliccia di volpe ed emette un soffio ardente. ciascuno porta la sua arma speciale: un'ascia da guerra il primo. coperto di ricami luminosi come lucciole: brillano da tutti i pori. Quando riuscì loro di diventare spiriti. ma tutte avevano una testa bovina ed erano armate di lancia o di bastone. Mentre passavamo dalla prefettura di Come l'Oro e guardavamo le luminarie. il corpo è variegato come una pittura. e voi evidentemente immaginate di poter fare i vostri comodi. è una reincarnazione dell'Ammiraglio dei Canneti Celesti. al riparo di una rupe: Hanno la faccia scura e gli occhi tondi. In effetti. Il secondo si avvolge in una garza leggera rosso fiamma e fa risuonare gli zoccoli di giada tintinnante. Se tenete alla pelle.casa. e si trovò in cima a una grande montagna. che si è convertito alla giusta dottrina. cedendo alla tentazione di godersi la festa nel Monastero delle Nubi della Compassione: questo spiega l'improvvisa disgrazia della sua cattura da parte dei mostri. È il Monte del Drago Verde. con un ululato sinistro. e poi li mangeremo tutti insieme. purtroppo. grande santo!" "Non vi chiamo da un po' di tempo. Il grande santo impugnò la sua sbarra. Quando siete arrivati sul ponte delle lanterne d'oro. capaci di far salire in cielo le anime dei trapassati. e si fermò davanti alla porta per gridare: "Mostri! Restituitemi subito il mio maestro!" La porta si spalancò con fracasso e ne uscì un nugolo di diavoli a testa di toro. Il mio nome da laico era Chen Xuanzang. Seguì il vento fino all'alba. In seguito l'imperatore mi ha accordato la grazia di affidarmi il Monastero di Vasta Benedizione. lo hanno riconosciuto per un santo monaco di carni pregiate e si sono portati via anche lui. e io inseguo quel vento malefico. a suon di tromba e di tamburo." A Scimmiotto prudevano le mani: "E vi sembra serio venirmi ad aiutare travestiti da pagliacci.. rivestitelo e portatelo qui. Fu allora che ebbi il privilegio di vedere per mia edificazione la pusa Guanyin: essa mi disse che nel Monastero del Colpo di Tuono si trovano tre ceste di scritture autentiche. Il più anziano si chiama Scimmiotto Consapevole del Vuoto. non serve a niente. Baldi e feroci.. Chissà da quale montagna e da qual caverna venivano quei diavolacci. non mi venite più nemmeno a salutare." Gli orchi si dissero: "Meno male che non l'abbiamo mangiato subito: poteva andarci di traverso. secondo l'adagio: tre capre iniziano la pace(14). non ci cascate! Sono mostri!" Ed ecco che le lanterne si spensero e il vento. una parete rocciosa in cui si vedevano i battenti di pietra semiaperti di una porta. quando si è avvicinato loro mentre toglievano l'olio dalle lanterne. signore?" chiesero spaventati i monaci. "Voialtri comuni mortali eravate convinti di essere visitati da buddha che accettassero l'offerta del vostro olio. Siete diventati dei fannulloni. bonzo? Perché ti sei messo sulla nostra strada. Io." "Le terre dell'Est sono molte lontane. e la sua collera sfumò. "È semplice: voi ritornate al monastero a badare alle nostre cose. cinquecento anni fa?" "Appunto. Una stele lì accanto recava sei caratteri: GROTTA FIOR DI MISTERO." I mostri ebbero un brivido: "Volete dire il santo che provocò quei disordini in Cielo. [. comparvero in breve tre buddha e si avvicinarono alle lanterne. mollatelo subito: altrimenti rivolterò il vostro formicaio e vi spiaccicherò tutti quanti. Il terzo ha un ruggito di tuono e zanne d'argento appuntite. grazia!" Gli orchi chiesero: "Da dove vieni. monete false! Che cosa state tramando?" I protettori del tempo.] Mentre cercava un sentiero. in effetti è il Grande Santo Uguale al Cielo." "Incomincio da me." I mostriciattoli si precipitarono all'interno per annunciare: "Grandi re. e fin da bambini sono ghiotti di olio profumato miscelato con burro. Cattureremo anche i suoi discepoli. il santo monaco dei grandi Tang in cerca di scritture. gli faremo un piccolo interrogatorio. Il reverendo si precipitò sul ponte a prosternarsi. le corna si drizzano sopra le orecchie appuntite. "Si è presentato alla porta un monaco con la faccia pelosa e la bocca da duca del Tuono. Comunque i difensori della fede vegliano a proteggerlo. Ma Scimmiotto disse: "Fratelli. il sovrano Tang fece un viaggio negl'inferi. se viene? Quale occasione migliore per rendergli omaggio?" Tripitaka non diede retta alle insistenze dei monaci e rimase dov'era. DEL MONTE DEL DRAGO VERDE Scimmiotto preferì non avventurarsi dentro alla cieca. Non esitate a intervenire!" Scimmiotto congedò i protettori e si mise in cerca della residenza trogloditica. seguendo una traccia di odore fetido. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione. Il mio secondo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità. ci hanno invitato a vedere le luminarie in città. e lo prega e l'onora in ogni momento. grazia. hanno soffiato sulla fiamma e se lo sono portato via. recata di traverso sulle spalle. quando esso cadde improvvisamente. Quest'anno si sono imbattuti nel vostro maestro. Dopo averli osservati a suo agio." "Il vostro discepolo pensa sempre al Buddha. o semplicemente Bonzo. grasse e magre." "E adesso che facciamo. Noi vi abbiamo visto partire all'inseguimento. dove il poveretto cadde tremante in ginocchio ripetendo: "Grandi re. Vivono qui da un migliaio d'anni. La abitano tre mostri: il più anziano è il gran re Fuggilfreddo. dove si trova la Grotta Fior di Mistero. al ritorno ordinò una grande cerimonia dell'acqua e della terra per la salvezza delle anime in pena. Il terzo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza. Quelli che il vento ha portato un momento fa erano tre mostri belli e buoni. disgrazia. Che cosa avete da dire a vostra discolpa? A quali sollazzi vi abbandonate. per salutare il Buddha e chiedergli le scritture nel Monastero del Colpo di Tuono. Ebbi l'onore di essere scelto dall'imperatore per dirigere le cerimonie e predicare. fratello?" chiese Sabbioso. mettete ai ferri il monaco cinese nel ripostiglio." Scimmiotto vide che l'intenzione era buona. di cui eravamo ospiti. Domandò: "Dunque è questa la montagna dei mostri?" "Certo. ma a quanto pare qualcuno vi prende in giro. Sabbioso chiamava. detto Otto Divieti. si guardava intorno. Non occorse andare lontano per scoprire. prosperità!" I suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro videro subito che si trattava dei quattro protettori del tempo travestiti: gli addetti all'anno." Gli orchi si allarmarono: "In effetti abbiamo preso quel tizio senza saper niente di lui. altrimenti spaccherà tutto e ci spiaccicherà. e vi abbiamo seguito per darvi le informazioni necessarie. al mese. vergognosi di essere stati smascherati. maestro. che da tanti anni si facevano passare per buddha alla festa delle lanterne. perché sa che scendono i buddha. Lo scopo era di sconfiggere la sfortuna in cui è caduto il vostro maestro. Fui inviato a cercarle e presi il nome di Tripitaka. Porto anche il patronimico Tang. che significa appunto 'tre ceste'. Gli orchi indossarono l'armatura e uscirono a gridare: "Chi ha l'audacia di venire qui a far baccano?" Scimmiotto li osservò bene. tagliando a strisce Tripitaka e mettendolo a friggere nel loro amato olio e burro. I miei discepoli sono tre. Porcellino. che lo guardarono con occhi bovini e chiesero: "Chi sei per osare di venir qui a strillare tanto?" "Sono il primo discepolo di Tripitaka. il secondo il gran re Fuggilcaldo e il più giovane il gran re Fuggipolvere. Ragazzi." Il grande santo fece la capriola nelle nuvole e filò verso nord est. i vostri capi l'hanno rapito. invece di fuggire davanti alle nostre immagini di buddha?" "Il povero monaco che vedete è inviato in missione dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. ma Scimmiotto gli corse dietro gridando: "Attento.

Sono diavoli con la testa bovina." "Sono d'accordo con Sabbioso" aggiunse energico Porcellino. è meglio muoverci subito e attaccare di sorpresa: non sappiamo quali conseguenze può avere un ritardo." Scimmiotto si rallegrò di trovare il maestro di umore più filosofico del solito. ed eccola all'interno. Ci si intrufola. Poiché la notte non è adatta per combattere. gli andarono incontro: "Finalmente ti si rivede. Ho passato la giornata a combattere i mostri. Tre contro uno. abitanti tre orchi che si chiamano Fuggilfreddo. si posa sull'architrave e osserva attentamente: da una parte c'è una fessura. e un po' perché le disavventure gli toglievano l'appetito. Recitò un incantesimo. visto che si faceva tardi e non ero sicuro di farcela. Ma si vede Che la vita è votata alle disgrazie. l'ascia. e non siete affamato?" "Per ridurmi alla fame ci vuol altro. Per monti e valli ho avuto mille pene. "Mi pareva strano di veder lucciole in questa stagione. e russavano come temporali d'estate. Dopo cena fecero i piani per il giorno dopo: "Andiamo presto a letto. corse ad agitare il suo stendardo: la folla dei mostri dal capo bovino oscillò e venne avanti per accerchiare Scimmiotto. Intanto Scimmiotto ritornò al monastero. Pif. sono io" si udì la vocina di Scimmiotto. senza che si giungesse a una conclusione." "Hai parlato abbastanza. "dopo averli catturati non mancheremo di segargli il corno: ne caveremo un bel po' di soldi." Scimmiotto riprese il suo aspetto: "Caro maestro. e vi soffia uno spiffero. Allora il gran re Fuggipolvere. Ora sono ritornato con i condiscepoli. CAPITOLO 92 A CACCIA DI RINOCERONTI IN FONDO AL MARE OVE I TRE MONACI DANNO BATTAGLIA SUL MONTE DEL DRAGO VERDE. la sera mi sono venuti addosso tutti i loro scagnozzi e io. La battaglia continua fino a sera. bocche bisunte!" Si fece avanti roteando la sbarra e i tre orchi lo fronteggiarono con le loro armi. il nemico si consiglia. Ping. e constatare Che i loro pugni non pesano poco. Imbattutisi per caso nel maestro." "Ma la porta è sbarrata" osservò Sabbioso. La sala centrale era vuota. Il risultato è che quei ladri hanno rubato anche voi. sfonderò la porta e vi farò uscire. Veramente non si muoveva nessuno: bufali addormentati giacevano di traverso nei corridoi. insieme all'olio di lucerna. Dunque sei tu. all'inizio dell'anno." "Ma come. grazie. approfittassero della notte per mettere le mani addosso al maestro? Secondo me. Coi miei saggi discepoli di certo Dovranno misurarsi. invece di dormire come noi. Scioglierò le vostre catene. di cui si doveva decidere il destino solo dopo aver catturato Scimmiotto. e fece strada al maestro verso l'uscita. Ve lo dicevo che c'era sotto qualcosa di losco. "Certo la fama ti precede. Porcellino voleva sfondare senz'altro la porta. Se in fin dei conti non sapete l'esito di questa spedizione. come usano all'Inferno. Andò a svolazzargli intorno. Che ne è stato del maestro?" "Ho seguito la pista dell'odore di quel vento e sono giunto a una montagna. qui nell'Ovest! Da noi. "Che cosa te lo fa pensare?" chiese Scimmiotto. qui volano già le lucciole. lo hanno rapito senza sapere chi fosse. È il caso di ricordarlo: Negligenza e licenza disturbano lo spirito. ma voi. cattureremo i mostri e liberemo il maestro. una sciabola e una canna. ma richiamarono le truppe e fecero tranquillamente distribuire il rancio serale. ma quella sbarra levata fa paura a dèi e diavoli. Restituitemi il mio maestro. Anche Tripitaka. intenta a spiare le mosse dei mostri. Porcellino e Sabbioso. e specialmente delle ultime parole. invece di andare a dormire. sono venuto in avanscoperta per constatarle. Tutte le porte erano serrate. senza vincitore né vinto. Fuggilfreddo. D'un tratto." I monaci del convento vennero a invitarli a cena. "Approfittiamo di questo bel chiaro di luna per fare a pezzi i mostri!" Scimmiotto si adeguò al parere della maggioranza e si rivolse ai monaci: "Affidiamo a voi il cavallo e i bagagli. "Sì. la sciabola e la canna nodosa." "Vuoi dire che Porcellino e Sabbioso sono con te?" si rallegrò Tripitaka. tenete chiuse le porte e state attenti a torce e candele. Ma il maestro non ne inghiottì nemmeno una cucchiaiata. "Dice l'adagio: Se dài tregua. che l'avevano aspettato tutto il giorno. e noi possiamo approfittarne. le lucciole nascono dalla putrefazione dell'erba. proteggendosi con la sua canna nodosa." "Se sono rinoceronti" disse allegro Porcellino. illuminando il buio con la piccola luce del suo addome. Gli orchi non si preoccuparono di inseguirlo.voce tonante: "Brutti mostri ladri. gridò: "Trasformazione!" e si mutò in una lucciola. Non è cosa da poco questa trasformazione: è una bella prova di versatilità. In un tempo di festa sono giunto Nell'Ovest." I monaci non sospettarono nemmeno che quella fosse la pura verità. venne la voce di uno degli orchi: "Ragazzi. brilla come una stella cadente. Domattina andremo all'attacco tutti e tre insieme. ma il tuo aspetto è una vergogna. ebbe per il momento la sua scodella di minestra. cavalcando il vento. se non vi disturba" rispose Scimmiotto. pang! Questo è il rumore dell'ascia e della sciabola che si urtano. dai fratelli e condiscepoli. e questo libererà da una tassa esosa il piccolo popolo di Mintian. ruba lucerne." Scimmiotto fece cadere le catene con la magia che apre le serrature. tirano e spingono. e del resto non sapevamo quali fossero le vostre condizioni. Ecco che vola sulla porta. Figuratevi che una volta ho passato cinquecento anni senza mangiare né bere. reverendo! Avete combattuto tutto il giorno. ho preferito venir via." "Pensiamoci bene" obiettò Sabbioso." "Maestro. e il monaco cinese si stupì: "Vedi come tutto è diverso. su cui i protettori del tempo mi avevano dato le informazioni necessarie. Il Novizio restò in ascolto delle sue lamentazioni: "Da oltre dieci anni ho lasciato Chang'an. "Come entrerai?" "Ho i miei metodi" rispose Scimmiotto. e per una volta tanto Mi son dato bel tempo. niente! siete corso a fare i vostri salamelecchi. Ad ali spiegate. Dopo centocinquanta scontri cadde la sera. I quattro protettori del tempo mi hanno dato le informazioni necessarie: Monte del Drago Verde." "Saranno re diavoli della capitale infernale" suggerì Porcellino. Non vi sembra che ne valga la pena?" I monaci espressero la loro infinita riconoscenza. Quei brutti musi sporchi d'olio di lampada rubato vogliono catturare un monaco inviato imperiale. ascoltate il prossimo capitolo. Questi si vide messo in una posizione difficile e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole. udì qualcuno singhiozzare: era Tripitaka. le loro armi sono un'ascia. "Quelle loro teste bovine. mentre andiamo a catturare gli orchi. le larve si muovono appena. Grotta Fior di Mistero. E QUATTRO DIVINITÀ STELLARI CIRCONDANO E CATTURANO I RINOCERONTI. "Piuttosto hanno l'aria di tre spiriti rinoceronti. Non credevo che fossi soltanto un macaco losco e puzzolente. "Ma non fate complimenti: posso anche farne a meno. Dimostreremo che sono impostori. una volta di più la vostra inettitudine a distinguere il vero dal falso ha compromesso la nostra tabella di marcia e richiederà un bello spreco di fatica. Fuggilcaldo e Fuggipolvere. Ascia e sciabola si abbattono da tutte le parti. bastò poco tempo per raggiungere la Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde. Non ho riconosciuto gli impostori E son caduto nella loro trappola. ciascuno si difende e mostra la sua abilità. con la sua sola sbarra. Come mai non sento il gong . un po' perché temeva che non fosse vegetariana. "Certo. E con calamità oscurano la Via. aspetta che vada a vedere se il maestro è ancora vivo. sono qui fuori. Fuggilcaldo e Fuggipolvere ben lo conoscono di fama. Consapevole del Vuoto. Fu una bella battaglia sulla montagna: Il re scimmia osa affrontare. e i tre discepoli lasciarono la città viaggiando sulle nuvole. Secondo gli antichi. Sentite: i mostri dormono. E se gli orchi. Ci siamo battuti tutto il giorno. non riconoscete il vecchio Scimmiotto?" "Sei lo Scimmiotto dei disordini in Cielo?" chiese uno degli orchi. A Scimmiotto e ai suoi compagni. paf! Questo è il rumore della sbarra di ferro. Imbrogliano sistematicamente le autorità della prefettura per rubare l'olio di cui sono ghiotti. Un simbolo del vero vuoto tiene in rispetto tre false apparenze di buddha. incatenato a un pilastro in una stanzetta sul retro. da una camera che si apriva sulla sala centrale. ma il Novizio lo trattenne: "Prima di ingaggiar battaglia. chissà dove dormivano i tre orchi. Mentre esplorava qua e là." "Non credo" disse Scimmiotto.

gli altri . il mio mestiere è di eliminare i perversi e restaurare la giustizia. sotto la luce abbagliante delle lampade. "Non mi direte che avete difficoltà a identificarli. quei mostri sono forti. dai rivelatori e da una quantità di altri dèi. sono agevolati nel divenire immortali. Scimmiotto si incaricò di affrontare l'ascia da guerra. che non mi dà mai retta. Tirato e spinto da una mandria di bufali. mi chiedevo che cosa volesse dire. impugnavano le armi.e le raganelle dei guardiani notturni?" Il fatto è che tutti i mostriciattoli. Si recò nella Sala di Chiarezza Penetrante. "Il nostro maestro. Il grande santo giunse in breve alla porta occidentale del Cielo. mentre io faccio un salto in Cielo per chiedere rinforzi?" "Reverendo. Scimmiotto scomparve con un sibilo. dopo la giornata faticosa. il rinoceronte toro. Comunque questi mostri ci sanno fare. chiamarono a raccolta i loro mostriciattoli e uscirono ad affrontare il nemico. Porcellino la sciabola e Sabbioso la canna. a sentir parlare quel vecchio furfante di Venere. da quelle del tempo. che conosce settantadue trasformazioni. si trovò legato come un salame e trascinato dentro la grotta. Se li vuoi catturare. sono riuscite a impadronirsi di Porcellino e di Sabbioso. Nei primi scontri sale una sinistra nebbia. Scimmiotto?" "Dunque siete voi" disse Scimmiotto." I tre orchi balzarono dal letto: "Arrestatelo immediatamente!" Al monaco cinese si piegavano le gambe. o ti tagliamo in due. e ci vedrai più chiaro. Caimano del Legno Jué." "Andiamo. Per riscattarmi. Porcellino e Sabbioso sono rimasti prigionieri. va male! Il mostro con la faccia pelosa è entrato nella grotta e ci ammazza. siete caduti anche voi nelle loro mani! Che ne è di Consapevole del Vuoto?" "È riuscito a tagliare la corda" rispose Sabbioso. che ho incontrato alla porta. scambiati i saluti. Sabbioso e Porcellino furono portati prigionieri dov'era Tripitaka. Dobbiamo entrare in azione. "Dove credi di scappare?" Scimmiotto non perse tempo a rispondere: sfoderò la sbarra e ruppe la testa ai due più vicini. che ritornò al monastero dove i monaci gli vennero a chiedere: "Siete riuscito a liberare il reverendo?" "Non è facile. per sottomettere certi mostri" spiegò il precettore celeste. Rolla e beccheggia il rastrello. dopo essere venuto alle mani con loro!" "Ho visto che sono spiriti bovini. imparano a volare e a camminare sulle nuvole. Hanno conseguito il Tao e raggiunto l'età di un migliaio d'anni. ma quando le loro truppe sono intervenute. Temilfreddo. che ripresero i giri di ronda al suono delle raganelle. Strada facendo. "Non sapevo che vi chiamaste 'costellazioni volatili'. Ma gli orchi si ostinano a resistere. Altrimenti sarei venuto direttamente a trovarvi. Da parte sua. erano caduti addormentati. ma i mostri gli balzarono addosso. e anche il rinoceronte col berretto. "Non è buon segno. urlando: "Grandi re. Temilfreddo chiamò i suoi alla riscossa: "All'attacco. che li autorizza a dichiararsi grandi re. "Ehilà. Non riesco a liberarlo da solo." "D'accordo" rispose Scimmiotto. io solo sono scappato. Ce ne sono di tanti tipi: il rinoceronte a testa concava. Zhu. andiamo a caccia di rinoceronti. Ascia contro sbarra: vittoria incerta. Gli altri mollarono la presa e corsero in folla nella sala centrale. ma il cielo era rischiarato da una gran luna piena. Picchiava e gridava: "Mostri da strada. Li abbiamo combattuti a lungo. il rinoceronte bue. dove incontrò i quattro grandi precettori celesti Ge." Scimmiotto si inchinò a tanta sapienza: "Che stelle sono? Posso pregare di darmi indicazioni più precise?" "Le costellazioni si trovano dalle parti del Palazzo dei Tori Combattenti dell'Orsa Maggiore. "Quali milizie celesti ti possono aiutare?" chiese l'Imperatore di Giada. Le armi sibilano nell'aria. nella Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde." "Sono gli spiriti di tre rinoceronti." "Non sono rinoceronti che stiano a godersi il chiar di luna. Non tiratevi indietro! Se la mancanza di uno solo facesse fallire l'operazione. Temilcaldo e Temipolvere. Nel Palazzo dei Tori Combattenti. bel monaco!" gridarono. Qiu." I monaci non seppero rispondere altrimenti che prosternandosi nella polvere ed elevando preghiere." "Che impudenti!" dissero gli orchi. il devarâja Anima Lunga e i quattro grandi ufficiali perspicaci Yin. man mano che si prosegue scaturiscono da ogni parte nuvole colorate. a quanto pare hanno nei loro corni il soffio della nobiltà. che sapete cavalcare le nuvole. Queste bestie." E ordinarono ai ragazzi di chiuder bene le porte e di tenersi zitti. gli vennero le lacrime agli occhi: "Che peccato. Granchio del Legno Dou. il rinoceronte gigante e il rinoceronte dagli arabeschi che spiegano il cielo. Li ho combattuti. fece una finta e cercò di fuggire. ma sono troppo potenti per metterli sotto. Le caratteristiche comuni sono: l'unica narice. "Mi buttò fuori il nostro Buddha. e sono venuto a chiedere aiuto all'Imperatore di Giada. Poiché hanno sul loro corpo il simbolo del disegno celeste. Detestano la vista della propria ombra e sono maniaci della pulizia: si fanno il bagno ogni momento. "Buttiamo giù i battenti. Fu un bellissimo scontro: Tre monaci contro tre mostri. succialucerne! Sputate fuori il nostro maestro!" Il portinaio terrorizzato corse a riferire: "Grandi re. tre specie di peli. dove il pianeta del Metallo. Indossarono le armature. Tutti gridavano. Scimmiotto non poteva badare a lui. li vennero a ricevere le ventotto case. Il nostro maestro è segretamente protetto dalle divinità dei monasteri. Ma non sappiamo quando ci caverà dai guai. I mostriciattoli non poterono trattenerlo: rovesciava o schiacciava chi si opponeva. Sciabole in pugno. mandava a pezzi le porte una dopo l'altra e finì per sbucare all'aperto. due corni e la capacità di fendere le acque quando devono attraversare il mare o un fiume. "Sarà certo andato a cercare aiuto. Sabbioso lo vide sommerso dalla folla muggente." Lasciamo maestro e discepoli nello sconforto in cui erano piombati." "Figúrati se noi avremmo osato lasciare il nostro posto senza ordine espresso. è stato rapito da mostri per aver distratto la sua natura di meditazione partecipando a una festa delle lanterne. Quando li vide. ai colpi del rastrello si oppongono i fendenti della sciabola." "Se non riuscite a vincerli voi. la scimmia è il mio discepolo Consapevole del Vuoto. "Dove andate?" gli chiesero. "Fratelli. contrariati. allora ha sconsideratamente ucciso due di quelli che lo circondavano. si è fatto rapire da tre mostri che andavano in giro con l'aspetto di rispettabili buddha. dove siete?" Porcellino e Sabbioso gli vennero incontro levando rastrello e bastone: "Come vanno le cose?" E Scimmiotto riferì per filo e per segno. asce levate. Scimmiotto vide la mala parata e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole. dove Scimmiotto. Va a fare rapporto all'Imperatore di Giada." "Allora non occorre che veniamo tutti e quattro. Ma la voce del capo fece balzar su gli addetti alla guardia. gli fecero l'interrogatorio: "Come hai fatto a liberarti dalle catene? Come è entrata quella scimmia? Confessa tutto. ma non ne sono venuto a capo. perché avevo disturbato la festa delle pesche di immortalità." Se ne incaricò il bestione: con un colpo del suo rastrello fece volare in pezzi le porte di pietra. Tripitaka fu rimesso ai ferri. si mette male! I bonzi hanno sfondato la porta. Tao e Xu. impugnarono le armi. non mi ha dato altra scelta che di proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture. che se ne stavano in conversazione. La battaglia si ingaggiò senza scambi verbali. "Venere. gli altri balzano alla gola per conservarlo nelle proprie mani. per pregare le costellazioni del Legno di scendere sulla terra. basta che gli opponga le quattro stelle volatili dell'elemento del Legno: non potranno resistere. e lui ha dovuto abbandonarmi e fuggire. canna nodosa e bastone vanno e vengono in un torneo d'alta scuola. "Hanno chiuso le porte. Gli uni combattono furiosi per la vita del maestro. Vi dispiacerebbe continuare a custodire cavallo e bagagli. alla frontiera dell'India. "Porto un sacro decreto che ordina alle quattro costellazioni volatili del Legno di scendere sulla terra con il qui presente grande santo. Dopo un bel po' che combattevano senza vincitori né vinti. e si aprì la strada a bastonate. fuoco e fiamme dalle narici. "Una volta ci stavo di casa" rispose ridendo Scimmiotto. con la dovuta pratica. Si era mutato in lucciola per venire a soccorrermi." Gli orchi si misero a ridere: "Per fortuna ci siamo svegliati in tempo per riacchiapparti." L'Imperatore di Giada incaricò il precettore Xu di accompagnare Scimmiotto al domicilio dell'Orsa Maggiore. senza scomodare sua maestà. Era la terza veglia. il rinoceronte maculato. lo salutarono: "Dove andate. nella prefettura Come l'Oro. essi finirono per imbattersi nel maestro e nel discepolo. e seguiamo Scimmiotto. ragazzi!" Tutte quelle creature bene armate fecero presto a gettare a terra Porcellino. davanti alla porta degli orchi. grande santo!" esclamò il pianeta del Metallo con una risatina ironica. Lupo del Legno Kui e Sciacallo del Legno Jing si fecero avanti: "Hai bisogno di noi. lo rovesciarono e catturarono anche lui. Ma a quanto pare non sapete che questi guai non sono casuali: sono prove che il maestro deve affrontare una dopo l'altra. il randello ammazza diavoli non è un oggetto comune. il mio maestro. sapete salire anche in Cielo?" chiesero impauriti i monaci. correvano. Dove dobbiamo andare?" "A nord est della prefettura Come l'Oro. Inoltre in vita sua ha mangiato cinabro vegetale: non è facile farlo morire. accendevano torce. grande santo?" "Nella prefettura Come l'Oro." Il reverendo tremava come una foglia: "Grandi re. Zhang e Xu. Basta che ti accompagni la stella del Pozzo: sa arrampicarsi sulle vette per divorare tigri e scendere in fondo al mare per catturare rinoceronti. verso mezzanotte. la sbarra di ferro fa prodezze memorabili." I quattro precettori lo condussero subito nella Sala delle Nuvole Misteriose. non si sente volare una mosca" s'inquietò Sabbioso. non ci sarà da temere che il reverendo maestro sia spacciato?" "Non c'è pericolo. espose il caso. Ma voi stavate all'erta e l'avete sorpreso. Volevo sollecitare dall'Imperatore di Giada un'inchiesta per identificarli e rinforzi per sottometterli. dice che questi spiriti rinoceronti si sottomettono alle costellazioni volatili del Legno." Scimmiotto ringraziò a mani giunte.

Converrà pregare le costellazioni di presentarsi in tribunale a testimoniare. Ora che siete arrivati voi. fece la seguente allocuzione: "Prefetto di Come l'Oro. "Si salvi chi può!" In un bailamme di mugli e muggiti. "Non saranno i rinforzi che può trovare a farci paura" esclamarono Temilfreddo e Temilcaldo." "Come mai non si vede Consapevole del Vuoto?" domandò Tripitaka con le lacrime agli occhi. Credo si tratti di Temilfreddo. Dopo un po' videro Caimano che spingeva Temilcaldo verso di loro. perle. verso il Monastero delle Nubi della Compassione. "perché la gente veda e sappia che santi siamo noi. Caimano e Scimmiotto. spingendosi davanti i due rinoceronti. "L'ordine riguarda tutti e quattro: partite senza indugio. Ora i mostri sono sterminati. ma per un bel pezzo non videro nessuno. Quanto a te. lo osservò con attenzione: "Non si direbbero ferite d'arma da taglio. non sai le conseguenze Che subirai allentando l'attenzione." Considerata la buona intenzione. che erano già in difficoltà. Complimenti per questo bel . e ci siamo soffermati a ripulire la montagna e liberare il vostro maestro e i condiscepoli. entrarono nella grotta per liberare Tripitaka. grande santo" dissero le costellazioni. bestiacce!" "Quel furfante ci ha fregato!" esclamarono gli orchi. Presi dal panico. e ruppe al malcapitato l'osso del collo. Raccogliamo le nostre cose e andiamocene. corsero a riferire. udita la dichiarazione. che si sono messi nei guai con il Novizio. "Ragazzi. Quando siamo passati dal vostro paese e siamo venuti a goderci le luminarie. e si gettò nella mischia gridando: "Arriva il vecchio Scimmiotto!" I mostri. "Eccolo che ritorna dopo essere stato messo in rotta. li riconobbero e corsero ad avvertire il re drago: "Maestà. tanto peggio" concluse Scimmiotto." "Va bene. "In questi anni di vita da monaco. "Abbiamo preso questi due. queste creature. tutti si dedicarono all'inseguimento dell'ultimo fuggitivo. la stella del Pozzo se lo sarebbe masticato fino all'ultimo pelo. Questi spiriti rinoceronti sono gli impostori che per molti anni si sono fatti passare per buddha. Vi converrà abolire l'imposta dell'olio per le lanterne d'oro. Anche i tre orchi ricaddero a quattro zampe e corsero via verso nord est col fragore del cannone. Quando vi giunsero Scimmiotto. per ordine dell'imperatore e per riguardo al nostro condiscepolo. per raccogliere tutto ciò che avesse valore e piccolo volume: coralli. Scimmiotto sfoderò il solito repertorio di invettive: "Succialucerne. Dirà il grande santo che cosa si deve fare di te. insieme a Caimano e Sciacallo. agate. buoi muschiati. si diedero alla fuga nuotando verso il largo. e la Via venne offuscata Dal momentaneo indulgere al piacere. e lo stava azzannando di gusto." Con incosciente baldanza. Ogni momento devi vigilare Sul tuo elisir. Abbassarono le loro nuvole e chiesero: "Grande santo. I monaci. cipree." Tripitaka si inchinò di nuovo e rivolse preghiere al cielo. carette. restituitemi il maestro!" I mostriciattoli." "Senti senti. abbiamo visto il Grande Santo Uguale al Cielo e due stelle all'inseguimento di tre rinoceronti." Quando giunsero sulla montagna." "Bisogna portarli tutti e due in corteo per la città" propose Porcellino. si chiusero in casa a pregare e bruciare incenso. Poi torneremo al monastero ad attendere i nostri amici. "Li porterete davanti al prefetto di Come l'Oro. "Sta inseguendo gli orchi. Le divinità scesero in cavalcata sulla prefettura immerse in un pulviscolo colorato. Vi schiererete come ieri e baderete a circondarlo per non farvelo scappare. "Segategli i due corni e scorticatelo. macaco! Non hai paura di prendere un'altra batosta?" Al Novizio non piaceva sentirsi chiamare 'macaco'. Dal momento che si trova nel nostro territorio. "tante cerimonie sono pura ipocrisia. conchiglie. giada e oro. che esaurisce le famiglie che la devono pagare. che esperto avvocato è diventato il nostro ammiraglio. Avrà studiato la notte. ho giusto imparato qualcosina di giurisprudenza" ribattè sostenuto Porcellino. o te ne pentirai! Lupo e Granchio correvano sulle nuvole. caro e saggio discepolo. ma si trovarono davanti Sciacallo. e impoverisce le vostre risorse. carpe. dove sono i rinoceronti?" "Che domande stupide!" esclamò Scimmiotto di malumore. Gli ufficiali e la popolazione della città e dei sobborghi. non pestatelo troppo! Non mi consegnate una carcassa!" Mo'ang ubbidì: i soldati si accontentarono di rovesciare la bestia." "L'Ammiraglio dei Canneti Celesti dice bene" approvò la stella del Lupo. finché si trovò accerchiato e gridò: "Grazia! Grazia!" Sciacallo lo afferrò per un'orecchia. Quando ebbero ripulito la montagna. portando il reverendo sul loro migliore palanchino. Potrete vivere in pace senza altri guai. con l'anello di ferro al naso. troneggiando in cielo su un alone luminoso di buon augurio. hanno rapito anche il nostro maestro. mentre Granchio e Lupo facevano strage sulla cima e catturavano vivi quelli che non opponevano resistenza. Che bella sorpresa!" si sganasciarono le quattro stelle." Quando Scimmiotto vide il morto con la testa quasi recisa. roteando le armi: "Giù le zampe." Mentre le stelle partivano. la montagna e la grotta sono ripulite. con un grande sciacquio." "Lo credo bene!" rispose ridendo Mo'ang. Temipolvere si trovò accerchiato dalle truppe acquatiche. ne abbiamo riportato solo i corni e la pelle. Quando rivide Scimmiotto. Poi le truppe si divisero per aiutare le due stelle a catturare gli altri fuggitivi. la comitiva riprese la via della prefettura. di passargli un gancio di ferro nelle narici e di legargli solidamente le zampe.non farebbero che perdere tempo. "Se non fossi intervenuto io. Porcellino e Sabbioso si dedicarono alla perquisizione della grotta. mentre incendiavano la grotta. Giunto sul fondo vide le stelle e i mostri che combattevano alla disperata. così le prove saranno inconfutabili. "Ce ne avete messo del tempo." "Certo" disse Porcellino. Il terzo è stato addentato a morte dalla stella del Pozzo. i mostri ripresero il proprio aspetto: zebù. le creature uscirono dalla grotta al rullo dei tamburi: "Rieccoti qua. mostri da strada. il monaco cinese si profuse in ringraziamenti: "Sono profondamente riconoscente agli ufficiali stellari della pena che si sono data per venirci a liberare. per abbatterli ho dovuto chiedere aiuto agli dèi del cielo. Le carni vanno assegnate ai saggi draghi. portateci le armature. Il grande santo li tallonava senza perdere il contatto. abramidi. in compagnia di Sciacallo e di Caimano." Il grande santo fece il passo per aprire le acque e si tuffò. questi signori non fanno che il loro mestiere. su sollecitazione del grande santo. "Voi dovete eseguire i vostri ordini. si sbandarono e presero ciascuno una direzione diversa. statemi a sentire. poi invitarono il maestro ad aspettarli seduto su un masso. I tre rinoceronti sono scesi in fondo al mare. Fu la meditazione disturbata Dalla festa." "Non pensavamo che avreste avuto difficoltà a catturarli. Bisogna distruggere la caverna. Scimmiotto si raddolcì: "Avete fatto bene: vi sono molto grato di esservi preso il disturbo. padre e figlio. perche. gamberi e granchi impugnarono le armi. Io torno a fare rapporto. Questi furono costretti a battere in ritirata. È probabile che nel frattempo sia andato a cercare rinforzi" suggerì Temipolvere. Giunti in vista dell'oceano occidentale. per tagliare il male alla radice. che avevano riparato alla meglio con lastre di pietra i danni provocati da Porcellino alla porta di ingresso. Temilcaldo e Temipolvere." Aoshun convocò il principe ereditario Mo'ang: "Intervieni subito con le milizie acquatiche. che ci racconteranno che fine avranno fatto gli orchi. poi interverremo noi. "Come siete riuscite a trovarci?" "L'Imperatore di Giada ha ordinato di venirvi a liberare. lo disarmò e disse: "Sta zitto. Il giovane principe scoprì Sciacallo del Legno Jing che aveva ripreso il suo vero aspetto per abbattere Temilfreddo. mentre noi partecipiamo all'inseguimento. temevo di non rivederti più. piantarono in asso bagagli e maestro per salire sulle nuvole e farsi raccontare le circostanze della cattura. Noi due abbiamo sgombrato il terreno e siamo venuti a liberare il santo monaco. riconoscendo le costellazioni. Ne raccolsero uno staio e lo portarono all'aperto. Mentre la carcassa veniva trasportata al palazzo di cristallo. Digrignò i denti e si lanciò all'attacco con la sua sbarra. A questo punto intervennero le quattro costellazioni del Legno. "Maestro" disse Porcellino. le salutarono e le ringraziarono. Sciacallo e Caimano mi hanno lasciato qui di guardia. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione varcarono in pompa magna le porte della città." Ao Mo'ang ubbidì: in breve tartarughe. Non c'è niente di più adatto del corno di rinoceronte per dividere le acque: le fendevano con precisione e rapidità. allo scopo di approfittare delle vostre offerte delle lanterne d'oro. perché li processi per impostura e stabilisca l'ammontare dei danni cagionati alla popolazione in tanti anni. mentre le truppe manovravano per circondarlo. Uno yaksa volteggiatore e un pattugliatore corazzato li videro da lontano." A questo punto abbassarono le armi e ritornarono al palazzo di cristallo ad annunciare: "Missione compiuta. "Non ammazzarlo! Il grande santo lo vuole vivo!" Ma quel sanguinario non gli badò. Noi siamo santi monaci inviati dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. allarmatissimi. ambra. e non ci saranno scappatoie. Il fuoco la devastò da cima a fondo. "Tu andrai avanti a provocarli e li attirerai in campo aperto. sguaina la spada e vallo ad aiutare. che in realtà sono tre rinoceronti. soldati e abitanti della città e dei sobborghi." "Al punto in cui è ridotto. Porcellino e Sabbioso. scorsero finalmente Scimmiotto sulla riva del mare che lanciava loro richiami. ufficiali. furono affidati rispettivamente a Caimano e Sciacallo. Infine presero la strada del ritorno. "Grande felicità volge in dolore"(15) dice il Classico delle Mutazioni. venute a rubare l'olio." "Non cercate scuse" intervenne il precettore celeste. e si dispersero al galoppo per la montagna. bufali. urlone: non ti ammazzo. Tienilo stretto. "Andate a riposarvi al monastero. datemi il cambio: io faccio un salto là sotto a vedere che cosa succede. Scimmiotto gridò: "Prendetelo vivo. uscirono dal palazzo di cristallo e corsero con grida di guerra a sbarrare la strada ai rinoceronti." Temipolvere e Temilcaldo. "Stella del Pozzo!" gridò Mo'ang." Congedatasi dai draghi." Porcellino e Sabbioso.

raccogli tutti i preziosi che ci rimangono e donali ai monaci del monastero per ringraziarli dell'ospitalità. e svelto! Se continui a discutere. Si ripara all'ombra delle conifere. cui sedettero i funzionari di ogni rango. e sono in grado di spiegare. sul Monte degli Avvoltoi." Tripitaka li rimbrottò: "Per piacere. a documentazione delle circostanze che avevano condotto ad abolire l'imposta dell'olio. senza incidenti da segnalare. lo sa che sono un balordo. Le duecentoquaranta famiglie che avevano fornito l'olio delle lanterne vollero dedicar loro particolari festeggiamenti: non restavano soli un momento. scavato ai tempi di chissà quale remota dinastia." Montò a cavallo. tramava qualcosa. E le famiglie riconoscenti? Se non sapete che cosa fecero. "Lui parla così perché vuole pungolare il maestro. ascoltate il prossimo capitolo. scosse Porcellino e gli ordinò di preparare il cavallo. Gli ufficiali stellari trovarono la soluzione molto elegante e se ne rallegrarono con il grande santo. Quindi presero congedo e si allontanarono su nuvolette iridate." Scimmiotto prese le misure necessarie e l'indomani. o questa volta non eviterai le botte. si lamentò: "È presto! Non rompere!" "Si parte! Ordine del maestro" gridò Scimmiotto. Per giungervi nettato da ogni polvere. "Tirati su e va a preparare il cavallo. smettete di dire sciocchezze. Non restò loro che rivolgersi al cielo e pregare. maestro. E allora non stare zitto. tutto torna All'oceano. Di scuole regolari per imparare la Legge. per andare a mettersi a rapporto. fu utilizzata per fabbricare corazze. oltretutto. non insistere" diceva Sabbioso. capisci meglio di me?" "Certo che capisco. trasse il coltello e decapitò Temipolvere e Temilcaldo. fratello. non lontano dalla strada. Mentre nessuno badava a lui. "Non avevamo preso misure di vigilanza. Rilassatevi. Quando nel monastero ci si accorse che Tripitaka e i suoi erano scomparsi. Bisognò che il reverendo prendesse da parte Scimmiotto e gli desse queste istruzioni: "Consapevole del Vuoto. Ma fa la commedia del gran dottore: lui capisce e spiega. Sabbioso si divertiva e Porcellino si piegava in due dal gran ridere: "Che sbruffone! D'origine è una bestia perversa come noi. Quando il fratello mi vuol picchiare. Strillò in direzione di Sabbioso: "Sveglia.trionfo! Come sono andate le cose?" Scimmiotto glielo riferì. ma non sapete che cosa significa. e neppure a salutarli!" Li vennero a trovare alcune grandi famiglie dei borghi meridionali. senza farlo sapere alle duecentoquaranta famiglie. È il destino cui devi prepararti. come la mia veste o la mia ciotola delle elemosine. Le grandi famiglie furono invitate a preparare i sacrifici di cinque specie di fiori e di frutti. che volevano invitare i pellegrini. si riempiva le maniche di preziosi trovati nella grotta dei mostri e li offriva agli ospiti. "Abbiamo avuto duecentoquaranta inviti. L'acqua mormora scorrendo nel canale. in segreto. È il caso di dirlo: Dalla gabbia. tanto." E continuarono a camminare in silenzio. "Consapevole del Vuoto. spiega! Siamo qui ad aspettare. è lui che gli fa cambiare idea. lo recitate dritto e rovescio. Per qualche tempo. i tetti sono coperti di tegole smaltate color smeraldo. Se tu pensi." Intanto avevano percorso un buon tratto di strada e superato alcuni colli. Disciolte le catene. Fu promulgato un proclama che informava la popolazione che l'anno seguente la festa delle lanterne d'oro non sarebbe stata autorizzata. magari." "Lascia stare. come noi. si elevò un 'santuario per i vivi' dedicato ai quattro pellegrini e si eressero alcune stele in segno di perenne gratitudine. Da parte sua s'intende di sbarre di ferro. reggendo candele accese e bracieri d'incenso. per presentarli come resa di grazie nel santuario dedicato ai vivi. Il bestione. alla quinta veglia. discepoli! Guardate com'è ripida quella montagna!" "Ci avviciniamo al territorio del Buddha" replicò sorridendo Scimmiotto." Quanto ai due corni di Temilfreddo. e gli elogi ricominciarono. cioè l'interpretazione vera. "Il maestro sbaglia i conti" brontolò Porcellino strofinandosi la faccia. che cosa gli prende adesso?" "Il maestro non ha voglia di compromettere il viaggio per la tua ghiottoneria" gli disse Scimmiotto. A che serve distinguere i tre ranghi? Quando l'atto è compiuto. Saranno saliti sulle nuvole" si lamentavano i monaci. Il reverendo disse: "Ora apriamo la porta e ce la filiamo senza dir niente a nessuno. dormiglione! Si barda il cavallo e si va via!" I preparativi furono presto compiuti. i muri sono di mattoni rossi a squadra. e sembrava che non li avrebbero mai lasciati partire. I grandi caratteri sul portale dicono: MONASTERO DI MEDITAZIONE PAVIMENTATO D'ORO e sotto è appeso un cartello con la scritta: Monumento di remota antichità . Come potrei dimenticare una preghiera che ripeto ogni giorno e che posso recitare anche alla rovescia?" "Certo. conciata e indurita con salnitro e tannino. quel desiderio A sicuro disastro ti conduce. I magistrati convitarono maestro e discepoli a un grande banchetto. guarda quel monastero!" Non è grande e non è piccolo. Intanto il monaco cinese e i suoi compagni procedevano per la loro strada. non certo di commenti dei sutra. ma ci siamo riempiti la pancia solo una trentina di volte. Poi fu la volta dei magistrati della prefettura e delle sotto prefetture. Consapevole del Vuoto sta praticando l'interpretazione senza parola né testo. trascurando la giurisprudenza per il commercio. NEL PAESE DELL'INDIA EGLI SI RIVOLGE AL RE E INCONTRA UNA COMPAGNA. dirò a Consapevole del Vuoto di romperti tutti i denti con la sua sbarra. uno fu donato al Tesoro della prefettura. i monaci esclamarono: "Ci siamo lasciati sfuggire i buddha viventi senza riuscire a trattenerli. Volò via la fenice. il quale. e ha l'aria di contenere molte cose antiche di secoli e secoli. Non vorrei che la nostra missione fosse compromessa. perché fosse conservato nel museo locale. vorrai. non mancherebbe di vendicarsi in qualche modo." Il bestione trasecolò: "Il maestro non è più lui. Le tue realizzazioni Di immortale o di buddha vi si perdono. Ogni volta che andavano a un banchetto. "Alzati. Camminarono così per sei mesi. maestro e discepoli si abbandonarono alla bella vita. Ma intervenne Scimmiotto a evitare lo scandalo: "I quattro corni di questi rinoceronti siano portati dagli ufficiali stellari come tributo all'Imperatore di Giada. non ne hai mai seguite. Non è vecchio e non è nuovo. l'han preso dalla strada per farne un monaco. l'altro lo portarono con sé i pellegrini per offrirlo al Buddha. aprirono la porta e si ritrovarono in strada. Tripitaka si allarmò: "Attenti." "Ci avviciniamo. D'un tratto un convento si presentò alla vista." "Scimmia zuccona! Come ti permetti di dire una cosa simile? Io non capirei quello che dico? E tu." "Sento sempre su di me il sutra della prajñâ. non ha fatto nemmeno il sagrestano. Porcellino nel frattempo. battendo le palme in segno di disappunto. finché giunsero in vista di un'alta montagna. nutrendosi di vento e dormendo in riva all'acqua. Mi ha sempre voluto bene e protetto. durante la notte sono scomparsi. che vennero in corteo con i loro impiegati." Il bestione non se lo fece ripetere. la carne fu distribuita ai funzionari e ai raccomandati. e che l'imposta dell'olio era abolita per sempre. poi si procurò una sega e si applicò a segare i loro corni. Inoltre si destinarono i proventi delle ammende ad acquistare un terreno per erigervi un tempio dedicato alle quattro case celesti che avevano abbattuto i mostri. Porcellino era quello che se la spassava di più. La pelle. tutto insonnolito. "Non dovremmo più trovar mostri. ma chissà quanta strada resterà da percorrere. tanto per orecchiare la spiegazione di qualche sutra. Prepariamoci a partire prima dell'alba. Non vorrete ricominciare ad affamarmi!" "Stupido! Sacco di segatura! Non dire scemenze!" si indignò Tripitaka. e non ho nessuna voglia di farmi rimproverare dal Buddha. La notizia si sparse in città. Si chiamarono i macellai a scorticare e squartare i rinoceronti. Ricordate che quei monaci ci avevano detto che occorrevano duemila li solo per giungere alla capitale dell'India?" Scimmiottò rispose: "Voi dimenticate il sutra del Cuore del Maestro del Nido dei Corvi. Trascorse un mese. CAPITOLO 93 VISITA AL JETAVANA NEL PARCO DI JETA SI INDAGA SULLE ANTICHITÀ E SI DISCUTE DELLE CAUSE. Il drago caracolla. È questo il giusto frutto che persegui.

" Tripitaka lo ringraziò e lo seguì nella sua cella." "Non ero mai stato qui" rispose Tripitaka.Fermato il suo cavallo. non è una leggenda!" esclamò Tripitaka. mentre contemplavo i fiori sotto la luna. reverendi e inservienti. Alla fine Tripitaka recitò la preghiera conclusiva e ringraziò." I condiscepoli risero. Tripitaka giunse le palme per salutarlo. forse dipenderà da un cambiamento del clima. maestro!" esclamò Porcellino. residenti fissi e ospiti temporanei." "Avete dunque centocinque anni" osservò Scimmiotto. ti ricordo che hanno una pancia anche gli altri. Al Passo del Gallo. Scambiati i saluti." "È precisamente quello che faremo anche noi. Dove si trovano?" chiese Tripitaka. sulle minestre e sui piatti di verdure. Il corpo è ben piantato. giunse le mani e recitò: "Penso a quel donatore d'altri tempi. Domani all'alba riprenderemo il cammino. si inchinò davanti al monaco cinese e a Scimmiotto. Al canto del gallo ripartiranno. "Magari. Quando si sparse la notizia dell'arrivo dei cinesi in cerca di scritture. Quando cadono piogge torrenziali. perciò lo chiamiamo Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada." "Ma quale spettacolo? Ho la pancia vuota come una caverna" ribatté brusco Porcellino." Dietro a lui veniva un vecchio monaco che si appoggiava a una canna di bambù e chiese: "Siete voi il maestro venuto dalla Cina?" "Non oso pretendere a questo titolo" rispose modesto Tripitaka. Non saremo per caso nel territorio di Srâvastî?" "È strano. con carri. chi dormiva. . non sale nessuno prima del canto del gallo. accompagnato dai discepoli. che è un divino monaco dell'Est. Quando infine ritornarono nei loro quartieri. Fra un periodo e l'altro di meditazione. Tripitaka distingueva le parole di quei lamenti. si finge pazza e si rassegna a vivere e dormire fra i propri escrementi. Mentre prendevano la via del ritorno. figlia del re dell'India." L'ho fatta chiudere in una cella. altre ancora spingevano carriole. dove affiorava la base di un antico muro e giacevano a terra varie pietre spezzate. maestro?" "Il vostro discepolo Chen Xuanzang è stato inviato dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est a sollecitare le scritture dal Buddha nel Paradiso dell'Ovest. avete sempre avuto l'aria di uno che non sa distinguere un punto cardinale da un chiodo arrugginito. a scanso di pericoli. Ma da qualche tempo hanno preso a infestarla numerosissimi spiriti in forma di millepiedi. Il parco apparteneva al principe ereditario Jeta. Chi faceva conversazione. Perciò la prigionia continua e io non trovo alternative. e incomincia a capire qualcosa degli uomini. quale età dareste?" "Il vostro volto mi sembra così anziano e la vostra anima così pura. altre sacchi sulle spalle. Cercai fra le rovine del parco e trovai una ragazza. Tripitaka sospirò. Ho diffuso la voce che si trattava di una creatura perversa che si sarebbe dovuto sopprimere. Lei rispose: "Sono una principessa. ciascuno vi può soggiornare a suo piacere." Si conversò finché non venne servito un altro pasto. quando restarono soli. dal quale si accede alla regione montuosa. "se lo hai dimenticato. "In tanti anni che viaggio con voi. Le chiesi il suo nome e che cosa facesse in quel posto. ci siamo permessi di entrare con l'intenzione di chiedere riparo per la notte. si vedevano carri pieni di gente. E aggiunse un'altra domanda: "Al nostro arrivo nel vostro nobile monastero abbiamo visto molta gente che affolla i porticati. Alla fine Tripitaka e Scimmiotto se ne andarono a passeggiare nel giardino al lume della luna. che non oso far congetture. l'avevo fatta imprigionare in quel modo. reverendo. Aiuterete i buoni e. Ma questa volta si direbbe che abbiate già visto questo posto. Mi sono ben reso conto che voi e i vostri discepoli non siete gente comune." "Il nostro umile monastero è aperto a tutti. mentre rischiaravo la mia natura al chiar di luna. dove sedettero in grande calma di spirito. ho ancora la testa abbastanza lucida. Poiché la nostra strada passa accanto al vostro nobile convento. che era al primo quarto. Penso che il nome del monastero si riferisca a questa storia. Ma ora che ho l'onore di incontrarvi. riusciremo a trovare qualcuna di quelle mattonelle e faremo fortuna." "Che cosa ne sapete?" chiese Scimmiotto. Più volte ho organizzato questue nella capitale. Il vecchio monaco gli fece molti complimenti e infine chiese: "Quanti anni avete. "Ve le mostro. bella e di alta statura. Ebbe una stretta al cuore e non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. poi lo mise a disposizione della persona più onorata del mondo. era una volta un posto tranquillo. chissà perché. che esprimevano tormenti ignorati da tutti e nostalgia di casa." "Che fortuna!" sghignazzò Porcellino. La ragazza è abbastanza intelligente da capire la mia intenzione: per non finire violata dai monaci." Chiacchieravano passeggiando nel portico posteriore. Il nostro monastero sorge nel Jetavana. l'ho fatta murare. Di giorno balbetta soltanto parole incoerenti. che elargiva le ricchezze Ai poveri e in eterno legò il nome Al Jetavana. un colpo di vento mi ha rapita e mi ha portata qui. Tripitaka smontò da cavallo e si avviò a piedi verso l'ingresso. Si agita nel vento L'ampia manica sull'impugnatura Del suo bastone. "Si è parlato delle rovine del parco di Anâthapindada. Sulla porta e sotto i porticati sostavano molte persone: alcune portavano tavole. anche al chiaro di luna. "A me. Porcellino si era gettato sulle grandi pagnotte. Sudatta(16). che si chiama Monte dei Millepiedi." Porcellino fece il possibile per moderarsi. pregando il Buddha di venirvi a esporre la Legge. Tripitaka paventava incidenti e mormorava ai suoi: "Datevi un contegno! Siate gentili!" Ma nessuno tentò di stabilire contatti. e che lo riconosciate. ma non ho saputo che sia scomparsa alcuna principessa. Del parco e del monastero originario restano alcune rovine sul retro. Ancor prima che il reverendo concludesse la preghiera di benedizione del pasto. Basta uscire dalla porta posteriore. Quando vennero avanti quegli strani pellegrini. caro superiore?" "Il vostro discepolo ha vissuto più di un secolo. sarà per noi una grande gioia. lo raggiunse un monaco imponente dall'aspetto autorevole: La luna piena brilla sul suo volto. Anzi. attraverso i portici e il refettorio. "Fratello" rispose Sabbioso. A un tratto si udì nelle tenebre qualcuno che singhiozzava perdutamente. gli diede di gomito e bisbigliò: "Bada che dài spettacolo. ma nella quiete della notte si sfoga singhiozzando e cantando. Tripitaka si immerse nella riflessione: "Pavimentato d'oro. raspando per terra. Tripitaka lo sollevò e chiese: "Perché queste manifestazioni di rispetto. Sembrano venditori ambulanti. bestie da soma e mercanzie. Nella folla. quelli che pensavano solo a divertirsi. la brezza mi portò un lamento." "Dunque è vero. il monaco ricambiò premurosamente e chiese: "Da dove venite. che era una persona attenta. argento o perle. tanto più che la notte vedo ben poco. poi Tripitaka portò il discorso sugli antichi monumenti e chiese quale fosse l'origine del nome del monastero 'pavimentato d'oro'. L'anziano accettò la condizione e fece coprire tutta la superficie del parco di mattonelle d'oro." Due giovani bonzi vennero a invitarli a prendere il tè. lasciando solo un'apertura sufficiente al passaggio di una ciotola. Ove soggiornerà In compagnia degli arhat e dei buddha?" A passi lenti sotto il lume lunare giunsero a una terrazza. la gente si fece da parte timorosa. per aver modo di andarci e di indagare discretamente su questa persona." Aprirono una porticina e si avventurarono in un terreno incolto. accade ancor oggi che portino alla luce oro. I sandali di paglia Sul lastricato procedon spediti. Un domestico venne ad annunciare: "Il nostro reverendo maestro vorrebbe incontrare le personalità cinesi. che mordono la gente. ma la gente fa del suo meglio per evitarlo. ma il principe rispose che il parco non era in vendita: lo avrebbe ceduto soltanto a chi lo pavimentasse d'oro. I viaggiatori che avete visto sono arrivati troppo tardi per proseguire il cammino e. L'anziano Anâthapindada gli chiese di acquistarlo. ciascuno prese posto. si sono fermati da noi a pernottare. eminente maestro?" "Ho vanamente vissuto quarantacinque anni. La tavola venne sparecchiata e si avviò la conversazione. "Giusto un anno fa. uno così bello e gli altri così brutti. nello stesso tempo. tutti gli abitanti del monastero vennero a vederli: vecchi e giovani. come l'albero Della bodhi. Sabbioso. Si bevve il tè e fu offerta una colazione vegetariana. Che cosa vengono a fare qui?" "La nostra montagna. spero che andrete in città e svolgerete un'inchiesta esauriente con i grandi poteri che la Legge vi conferisce. anzi. Questo triste affare su cui mi interrogate è cosa che potrebbe mettere in chiaro soltanto il maestro qui presente. Il morso non è mortale. Mi posso permettere di chiedere la vostra età?" "Io vi supero di uno stupido ciclo di sessant'anni. Per tenerla in vita le portiamo due volte al giorno tè e riso. ma poiché la compassione vieta a noi monaci di attentare alla vita. chiese: "Sapete dirmi chi sia la persona afflitta che abbiamo udito lamentarsi?" Il vecchio monaco inviò i suoi accoliti a preparare il tè e. "Qui si trovava anticamente il regno di Srâvastî. Mentre facevano il giro della sala del Vajra. perché voleva destinarlo alla predicazione del Buddha. ospitare il reverendo. dapprima sulle terre dell'Est. non è una buona ragione per esagerare. le persone posate apprezzavano la dignità di Tripitaka. si godevano lo spettacolo di Porcellino alle prese con il cibo. "Raccontano le scritture che il Buddha frequentava il parco di Jetavana nella città di Srâvastî. metterete in risalto la vostra divina potenza. Qualche fortunato ne ha raccolti anche l'anno scorso.

"Lascia perdere. Furono serviti nel portico posteriore." "Adesso che cosa facciamo?" "Maestro.trovarono Porcellino che brontolava: "Vi sembra l'ora di venire a letto. e trovò i monaci intenti a preparare tè. Non c'è nulla da temere. e i componenti della carovana si dispersero nelle diverse locande." Fu servito un pasto. La nostra principessa. ma non so se sua maestà tenga udienza. dove l'addetto all'accettazione corse ad avvertire il mastro di posta: "Sono arrivati quattro strani bonzi con un cavallo bianco. Vorrei presentare il mio passaporto e farlo vistare. "Le cose che sai fare tu non servono a corte. letterati a gomito con facchini." "Certo. "Nel nostro umile paese dell'India sono trascorsi cinque secoli dalla fondazione della dinastia. Il vento porta i suoni Di pifferi e tamburi. e getterà una palla ricamata per designare il genero imperiale voluto dal cielo. aveva portato a passeggio le sue donne nel parco reale per godersi la luna piena. In caso contrario. poi. quindi. Non è tempo di bighellonare a contemplare il paesaggio. I miei discepoli sono brutti. che con la loro bruttezza lo spaventarono molto: erano uomini o diavoli? Tripitaka lo vide tremare e lo rassicurò: "Non temete. con il tuo muso e le tue maniere." "Che ne dite?" propose Scimmiotto. e io ritornerò in albergo. Questo è il momento culminante della festa: anche il sovrano sarà intento ai casi di sua figlia. ma non immaginavano che il pescatore fosse un altro. Mentre il Novizio se ne andava. Alzò le mani per proteggersi. Il mastro di posta venne a riceverli. amante dei fiori e del paesaggio. torcendo le reni. figlia di sua maestà. dalle otto finestre spalancate della torre. Erano proprio ." Tripitaka indossò il kasâya. La folla gridò: "È un monaco! È toccata a un monaco!" Nella piazza scoppiò un parapiglia indescrivibile. le consuetudini sono le medesime. accendevano le lampade e preparavano la colazione. Una brezza dal muro d'assenza Alita tiepida. "La palla in testa non ve l'ho tirata io. da Porcellino e da Sabbioso. "Sei un goffo bestione. che Tripitaka condivise con il mastro di posta e con Scimmiotto. offeso. come d'incanto. Si esclamava: "Guardate! Ora getterà la palla ricamata. Il sole del mattino Ne rischiara le strade. Suppongo che sia la persona colpita dalla palla ricamata. per sollecitare le scritture dal Buddha. Andiamo a goderci lo spettacolo sotto la torre. Silenzio. Ed ecco la principessa e il monaco cinese presentarsi nella Sala delle Campanelle d'Oro. si apprestò a recarsi a corte. Se volete presentare i vostri documenti. con gli eunuchi giovani e vecchi. in cui l'udienza dura più a lungo del solito. e si rassegnò a ordinare che fosse introdotto. Corre acqua nei fossati. Nel frattempo ci è permesso sostare nella residenza di vostra grandezza? Ripartiremo dopo aver sbrigato l'incombenza. le sessanta fanciulle che l'attorniavano in ricche vesti e acconciature le presentarono la palla ricamata. La principessa. assumendone le sembianze. In un istante la piazza si vuotò. zuppe e dolci per gli ospiti. non mi pare che noi tre siamo tanto diversi." Tripitaka si fece convincere e lo seguì fendendo la folla." Tripitaka si teneva in disparte e confidava a Scimmiotto i suoi pensieri: "Se ti guardi intorno. che è stata eretta nella piazza grande. Farò un'inchiesta e ne ricaverò le conclusioni opportune." Il bestione. vostro onore. conservate la calma. non potresti combinare che guai. e non avrà testa agli affari di stato. A questo scopo il mostro aveva speso le ricchezze del paese per far costruire la grande torre decorata. Si mescolarono alla folla di gente d'ogni sorta che affollava le strade: funzionari e contadini. Venite con me. Vedi: a tanta distanza di luoghi." Il mastro di posta si rinfrancò e chiese: "Maestro. inalberò il grugno e brontolò: "A parte il maestro. I nostri pellegrini si presentarono a una stazione postale governativa. La mia povera mamma raccontava sempre di aver scelto marito gettando una palla ricamata. prese la palla e gliela gettò sulla testa. Un gran re occupa il trono: Regna prosperità. direte al re: "Fate chiamare i miei discepoli. Egli è l'imperatore Yizong e si trova attualmente nel ventottesimo anno dell'era Calma Pace. È un giorno movimentato. Il suo vero obiettivo era Tripitaka: voleva impadronirsi del suo yang primordiale. era chiaro che si trattava di una missione ufficiale. Credevano di lanciare l'amo. giorno e ora della sua venuta nella capitale." "Maestro. Tripitaka e Scimmiotto andarono a congedarsi dal vecchio monaco. e Porcellino mostrò la sua gratitudine ingoiando un'intera infornata di panini caldi. devo dar loro le ultime istruzioni. La città aveva la nobile forma Di una tigre in agguato O drago acciambellato. Entrarono nel viale del mercato orientale. ma il loro cuore è saldo e fidato. quando vide avvicinarsi il monaco cinese. si rivolgeva risentito a Scimmiotto: "Hai visto. mese. Userò lo stratagemma detto distruggere il mostro con il matrimonio." Visto che c'era un cavallo." "Quando siete partiti dalla vostra patria?" "Nel tredicesimo anno dell'era Contemplazione della Virtù. almeno. Consapevole del Vuoto." "Vorrei che mi ricevesse per presentargli le mie credenziali." "Non è il caso. e sentì la tentazione di gettare quel monaco fuori di casa. Può darsi che la principessa non insista per sposarvi. e non vorrei mettermi in situazioni difficili. le dame lo circondarono e lo spinsero verso la principessa. brutta scimmia zuccona. Anche il gusto di far baccano e divertirsi è il medesimo. vostra grandezza. perché le avrebbe consentito di diventare immortale superiore dell'unità suprema. Vibrante di colori. che si alzavano. da cui avrebbe gettato la palla ricamata per designare il monaco cinese come genero imperiale: conosceva anno. Questo è il momento migliore. che bel tiro mi hai giocato?" "Perché ve la prendete con me?" rise il Novizio." Il sovrano non gradì la notizia. Sapeste quante montagne e quanti fiumi abbiamo attraversato per giungere fin qui!" "Dovete proprio essere un santo monaco!" esclamò il mastro di posta. Goccia dopo goccia Si va vuotando la clessidra. "Da quanti celesti anni regna la vostra nobile dinastia?" domandò Tripitaka. le case. nel continente meridionale. Verso le dieci del mattino erano in vista delle mura di una città d'oro. Si sentivano i mille rumori dell'accampamento dei mercanti. esaminò la folla che si accalcava nella piazza e. "Potremmo avvicinarci per vedere meglio. Unicorni alle torri. Attendono i vostri ordini alla porta meridionale." "Questa residenza è appunto destinata a ospitare gli addetti alle missioni ufficiali. Le dame e le fanciulle del palazzo. la principessa ritorna con un monaco. è il momento giusto. gli utensili di questa gente non sono diversi da quelli del nostro paese. L'ufficiale di servizio alla Porta Gialla corse ad annunciare: "Maestà." La luna sprofonda in un sogno di fiori. a ricevere le debite felicitazioni. Sono trascorsi ormai quattordici anni. che ha inaugurato al suo avvento al trono. sarà la prima cosa di cui mi occuperò." Si avviarono sulla strada maestra insieme alla rumorosa carovana dei mercanti e giunsero al passo all'ora della tigre. che ricordò loro il 'triste affare'." Tripitaka. Tripitaka sentì cadere il suo berretto alla Vairocana e fremette. artigiani e mercanti. forte come una botte di ferro e splendida come una residenza celeste. Dice il racconto che l'anno prima questo sovrano dell'India. constaterai che i vestiti. Siamo pur sempre riconoscibili come stranieri. uscirono a inchinarsi davanti al monaco cinese: "Vogliate venire a corte. In effetti non dormirono a lungo prima che il gallo cantasse. che si mosse verso il palazzo seguito da un grande corteo. che era scesa ai piedi della torre. Scimmiotto prese i documenti dalla sacca e uscirono insieme. e sarò pur capace di distinguere il vero dal falso. per aver modo di distinguere il vero dal falso. non dimenticate le nostre promesse al vecchio monaco del Monastero Pavimentato d'Oro. e la palla gli rotolò nella manica. si diede una statura di tre tese e fece smorfie così spaventose che la gente cadeva a terra dallo spavento. Essa lo prese con la sua manina di giada e lo guidò al carro reale. in questo caso farete vistare il passaporto e ce ne andremo. Era dunque l'una del pomeriggio quando Tripitaka e Scimmiotto si accostarono alla torre. Il nostro sovrano ama i fiori e il paesaggio. Vi porteranno a corte dal sovrano. Come dice l'adagio: Spaventosa montagna ospita brava gente. Splendore Senza uguali il fiume d'argento nel cielo. e Scimmiotto riprese la sua statura normale. Scimmiotto andò nelle cucine a chiedere in prestito una lampada. "Tocca a me!" gridò Porcellino. d'altronde. "Quando giungeremo in città. e Tripitaka gli disse: "L'umile monaco che vedete è inviato da sua maestà della corte dei Tang delle terre dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono. Scimmiotto ringhiò e mostrò i denti. Vi prego di accomodarvi. Il reverendo chiamò Porcellino e Sabbioso perché sellassero il cavallo e preparassero i bagagli. Una creatura perversa aveva colto l'occasione per rapire la principessa e prendere il suo posto." Tripitaka. al bisogno sa sfoderare qualche finezza. constatando che era passato mezzogiorno." Tripitaka gli presentò i suoi discepoli. bestione?" "Coricatevi." "Ha ragione Consapevole della Purezza" rincarò Tripitaka. non aveva scelta. E sullo fondo monti Come grandi stendardi. Dopo che la falsa principessa ebbe bruciato l'incenso e formulato i voti al Cielo e alla Terra. "Non dubitate" lo rassicurò Scimmiotto sorridendo. celebra la sua ventesima primavera." Allora verrò. Ma non sapeva come l'avrebbe presa la principessa. mentre si sforzava di rendere loro il saluto e di tendere la mano per sollevarle. fratello" lo esortò Sabbioso. quando si dovrà ripartire al canto del gallo?" "Che cosa ti affligge. perché tutti si gettavano avanti nella speranza di impadronirsi della palla. dove si trova questa corte dei Tang?" "In Cina. "Vi accompagno" propose Scimmiotto. Salirà su una torre decorata.

" Essa si prosternò: "Padre mio. fanciulle ed eunuchi l'hanno imbarcato sul carro reale e l'hanno portato a corte in compagnia della principessa. senza accennare il minimo inchino. Sono un monaco di una fede straniera. Se fossi stato anch'io in quella piazza. la figlia del re ha lanciato la sua palla da una torre per scegliere lo sposo. ma non so che cosa ne pensi la principessa. Ai piedi dei gradini del trono rimasero dritti impalati. "Come vi chiamate? Da dove venite? Perché vi siete fatti monaci? Che cosa sarebbero questi sutra che cercate?" Scimmiotto fece un passo avanti. la palla della principessa avrebbe colpito me. Non ti spaventare" gli disse Porcellino. "Hai perduto la parola?" Il poveretto mostrò tremando il decreto reale e balbettò: "La principessa invita i suoi parenti. restate dove siete e rispondete alle domande. Non farfugliare. Vi supplico di convocarli." "Fate entrare il messaggero" disse Scimmiotto. non faceva che implorare: "Scusatemi tanto! Lasciatemi libero!" "Questo bonzo è proprio stupido" si indignò il re." "Il viaggio non è finito. ma a te spetta coltivarla." "Perché siamo invitati?" domandò Porcellino. sul Monte di Fiori e Frutti del paese di Aolai. Ebbe la tentazione di rifugiarsi nelle stanze interne. Mi partorì una rupe. Finì per raccogliere tutto il suo coraggio e ordinare che si portasse un cuscino ricamato per far sedere il monaco. monaco? Com'è accaduto che la palla di mia figlia sia toccata a voi?" Tripitaka si inchinò e rispose: "Sono incaricato dall'imperatore dei grandi Tang di recarmi al Monastero del Colpo di Tuono per sollecitare le scritture dal Buddha. Quando ritornerò al mio paese. "Perché il reverendo ha avuto la fortuna di essere prescelto come genero reale. e te lo senti già sotto il sedere. ho giurato solennemente che avrei sposato qualunque persona avesse colpito. Se poi non sapete come andò il loro incontro con il re." "Guàrdati intorno: qui non ci sono strumenti di tortura." È il caso di ricordarlo: Le strettoie non puoi sempre evitare. Sposerà vostra figlia e diventerà 'sua altezza'. Tripitaka. e vai col cane. Come potrei discutere un'unione voluta dal destino? Lo accetto come genero reale. fui catturato dal Buddha." Scimmiotto lo prese per le orecchie: "Brutto sporcaccione che pensa solo a queste cose! Che cos'hai da ridire sul maestro?" Mentre bisticciavano. Se continua a rifiutare." Il re chiese: "E dove sarebbero. La principessa mia figlia compie vent'anni e non ha mai avuto marito. mio genero" disse il re. tu fai il bene. mano nella mano. Conseguii il Tao con l'aiuto di un perfetto e ritornai nel paese natale. vedendolo in piedi accanto al sovrano seduto sul trono.Marito e moglie. "Ehi ufficiale!" lo incitò Scimmiotto. Alla sua età. Io sì. parla lentamente. E l'amor brutta fine ti fa fare. "Credi di poter comprare il mulo per tre soldi. Sono brutto." Il Novizio." Porcellino e Sabbioso avanzarono con lui.. chiamo le guardie in divisa di broccato e gli faccio tagliare la testa. e ci farà chiamare da un momento all'altro: dobbiamo tenerci pronti a intervenire. abbandonando il loro maestro alla sua vocazione di genero reale. Ormai se ne sta al caldo nella corte reale. Per . Tradizione È la Via. e acconsentirete a vistare il mio passaporto e lasciarmi ripartire per la mia meta. Ora è genero reale: non vi sembra una bella fortuna?" Porcellino diede in escandescenze: "È tutta colpa di quel disgraziato di Sabbioso." Il reverendo inorridì e si sentì svenire. Ma Tripitaka. Il momento di cercarle un buon partito era stato scelto dagli astrologi con tanta cura! Ed è toccata a voi. da parte mia. "E così. al seguito dell'ufficiale inviato dal re. sbottò: "Sua maestà si dà importanza con l'affettare disprezzo per gli altri. Quando lo vide comodamente sistemato. ma gli sembrò indecoroso e si trattenne.. mi intrattenevo con gli immortali e vivevo nella gioia e nei canti. bestia!" tagliò corto Scimmiotto. "Che ne è del maestro?" "Il maestro ha una bella fortuna. e non ho potuto avere alcun contatto con loro. e questa palla ha colpito il maestro. nutrito di pillole di ferro e dissetato con bronzo liquefatto. ma del tuo bel faccino" sogghignò Scimmiotto. e invece di rallegrarsene continua a perdere la testa dietro ai suoi maledetti sutra. "Di che cosa ridi. Se è toccata al santo monaco. CAPITOLO 94 TRIPITAKA GENERO REALE OVE I QUATTRO MONACI SONO FESTEGGIATI CON UN BANCHETTO NEL PARCO REALE. per salire la scala del trono. Dame. Spero che mi vorrete perdonare questo delitto capitale. Mentre attraversavo la piazza per venire a presentare il mio passaporto. il mastro di posta venne ad annunciare: "Un ufficiale è venuto a portarvi il sacro decreto di invito a corte di sua maestà. Si prosternò tremando come una foglia e balbettò: "Sono riconoscente a vostra maestà della grazia celeste che mi concede. Non lasciar che i sei sensi ti travolgano Coi molti desideri. invece di mostrarsi contento. contro le insidie Del destino contrario. di vistare i documenti e di lasciare che loro portino a termine la nostra spedizione. "Non ha paura delle botte. Servon tre perfezioni a conservare Il tuo grande elisir. non ha visto il Buddha e non ha avuto le scritture" constatò Porcellino. la terra benedetta della grotta dove vivevano i miei. sarai puro E libero di giungere a salvezza. imprigionato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. sposi il cane. Scimmiotto e i suoi compagni. Il Cielo benedice. chiedendosi se fossero diavoli o yaksa. perché non lo fate sedere?" Il re impallidì di paura. nel continente dell'Est.. Come si diceva. Scimmiotto acconsentì a rispondere: "La casa avita del vecchio Scimmiotto è la Grotta del Sipario Torrenziale. furono mio padre il cielo e mia madre la terra. Uniti per il bene e per il male. "Raccogli i bagagli e prendi il cavallo. ordinò: "Discepoli. Quando l'ufficiale li vide restò senza parola. Discuteremo la situazione con il maestro. che sarei stato un genero soddisfacente!" "Spudorato fanfarone!" esclamò Sabbioso sfregandogli il grugno." "Intervenire dove?" obiettò Porcellino. ho abbandonato la famiglia e non potrei mai pretendere di unire la foglia di giada al ramo d'oro. ma ho anch'io il mio fascino. vuol dire che così era destinato dalle nostre esistenze anteriori. ascoltate il prossimo capitolo. il re li chiamò accanto al trono e chiese: "Da dove venite. Senza affetti o pensieri. fece preparare il corredo ed emanò il proclama che dava la grande notizia a tutto il mondo. Vi assicuro che. si presentarono a corte. non avrà certo bisogno di te per farsi spiegare che cosa si fa sotto le coperte. Sono i parenti della mia principessa che vi invitano. la grazia che vostra maestà mi avrà concesso sarà annotata per l'eternità. Scimmiotto era ritornato all'albergo tutto allegro e pimpante. fratello?" chiesero Porcellino e Sabbioso." "Zitto. Sottomisi i draghi in fondo al mare e scalai le montagne per catturare le fiere. E LA CREATURA INVANO NUTRE SENTIMENTI CHE PORTANO AL DESIDERIO. e vai col gallo. perché venissero a prendersi il passaporto e si levassero di torno. La natura Ti scoprirà le fonti originarie. e poi lo costringete a restare in piedi. Godevo gli splendori dei palazzi celesti. mi sono sentito cadere in testa quella palla. Se la palla per sbaglio avesse colpito te. moraccio. Chi si prenderebbe in casa una disgrazia come te?" "Non te ne intendi. Invitate il mio maestro a diventare vostro genero. né dare le istruzioni necessarie. voi sareste gli eminenti discepoli del santo monaco." Il re prese le sue disposizioni: incaricò il presidente del collegio astrologico di fissare il giorno del matrimonio. Dopo aver cancellato il mio nome dal registro dei morti. come dice il proverbio: sposi il gallo. ce n'è per tutti i gusti. questi discepoli?" "Alla stazione postale. ridendo fra sé. ma la guardia di servizio gridò: "Fermo! Parlate dove siete. Ma ho tre discepoli che mi aspettano. Come dicevano gli antichi: Pelle dura. In quei santi luoghi. Mentre ricamavo la palla." Il re spedì subito i suoi ufficiali a cercarli." Scimmiotto rise: "Noi monaci non perdiamo mai l'occasione di farci avanti. "Tieni i bagagli a portata di mano." "Venite proprio da lontano!" esclamò il re. Il maestro è in preda al panico. "Quale fortuna può mai essere?" "Mentre passavamo per la piazza. "Si vede offrire le ricchezze del nostro regno e la posizione di genero reale. ma ossa solide. Dopo la cerimonia d'ingresso.. "Non gli serve più che ci azzuffiamo per lui con i mostri sulle montagne. per aver turbato la festa delle Pesche d'Immortalità ed essermi ribellato al Cielo. ebbi il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo. non ci tengo affatto. un giorno dopo l'altro. e nessuno pensa di metterti le mani addosso. vivevo felice. Ma poi. temendo complicazioni. la principessa non avrebbe aspettato un minuto a bruciare suppliche al Cielo di elevarti subito lassù. "Mai come in questo caso si può dire: Il filo del destino vi ha uniti a mille leghe di distanza.

" Quanto ai tre 'saggi parenti'. Ne riparleremo domattina. l'ufficio del cerimoniale fu incaricato di accompagnarli all'albergo. Per fortuna la pusa. Sotto il cielo stellato sognano le farfalle. che cosa conti di fare per cavarmi dai guai in cui mi hai ficcato?" "Maestro" rispose sorridendo Scimmiotto." "Che cosa farai quando l'avrai vista?" "Distinguerò il vero dal falso e il giusto dal perverso: mi basterà guardarla negli occhi. Ogni luce è spenta nella corte. propizio all'udienza dei saggi e alla trattazione degli affari. Fu Guanyin a riportarmi sulla retta via: mi convertì alla dottrina del Buddha e fece di me il protettore del monaco cinese nella sua ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Il mio aspetto e il mio spirito mutarono: mi abbandonai al peccato e distrussi molte vite. mi metti sempre in situazioni impossibili! Te lo avevo detto che volevo sbrigare il visto del passaporto tenendomi lontano da quella torre: mi ci hai trascinato tu. Si accesero le lampade. un comportamento manieroso. e Guanyin gli ordinò di liberarmi dal celeste castigo." Il re si sentiva combattuto fra la gioia e il timore: gioia che sua figlia avesse scelto un buddha vivente. e io avrò modo di osservarla. con certe curiose contorsioni. ma mi chiamano anche il Novizio. Oggi servirete una giara di vino di primavera." Sabbioso e Porcellino risero: "Nostro fratello fa pratica come fisiognomonista. "Qual'è la storia del vostro terzo discepolo?" domandò il re. e perciò fui esiliato nel Fiume delle Sabbie Mobili. Il re risalì sul trono e domandò: "E il secondo discepolo?" Porcellino drizzò il grugno con sussiego e rispose: "Nella sua vita anteriore. particolarmente propizio all'unione e conforme alle regole generalmente in uso. dalle smorfie che faceva e dai suoi impossibili sventagliamenti d'orecchie. armonizzai i quattro stati dei fenomeni. Ma durante la festa delle Pesche d'Immortalità ruppi maldestramente una coppa di cristallo. La pia sincerità della mia ricerca mi fece incontrare un compagno d'immortalità. per ospitarvi il genero e i suoi discepoli in attesa delle nozze. Ma a una festa delle Pesche d'Immortalità mi lasciai andare a certe libertà con Chang'e. recito l'incantesimo e ti spacco la testa. il vecchio Porcellino era avido di piaceri e incline all'indolenza. non è il caso che mangino alla stessa tavola del loro maestro. e si fermò. Sul cammino della reincarnazione. perché ciascuno godesse la bella giornata primaverile." Il re si rese conto che aveva a che fare con gente di qualità. Una nube di porpora circonda I palazzi reali. nel disordine e nella confusione. Illuminato da lui. diretto a occidente. Bianche nuvole navigano lungo la rotta della Via Lattea verso paesi lontani. e riempivano senza tregua la sua ciotola. I servitori portavano una pignatta dopo l'altra di riso e di tagliatelle." Il mattino successivo l'udienza reale si aprì alle cinque. Il re ha la faccia cupa. Gli sembrò prudente non contrastare lo strano personaggio. non vi resterà che sposarla e godervi i fasti del regno. cova qualcosa. quando il mio lavoro raggiunse il Chiliocosmo. "Preparate per i discepoli il Chiosco Afferra Primavera. Sarà utile anche a voi. Non appena restarono soli. pieno e stivato fino ai capelli. dalla vociona rude. un po' di creanza!" Porcellino si sforzò di rientrare nei ranghi e addirittura di imitare. in un angolo dondola al vento l'altalena vuota. potremo sempre creare confusione nel palazzo e rapirvi al momento della cerimonia. sia l'altro nome di Sabbioso. fu servito un pasto vegetariano. "Oggi è l'otto. praticando con diligenza il lavoro del doppio otto e forgiando rispettosamente la successione del doppio nove. Mentre suona la musica reale I mandarini cantano la pace E l'armonia che regnan nel paese. Dopo aver ricevuto l'omaggio dei funzionari civili e militari. Se lo volete festeggiare nel parco reale. Trascorsi un'esistenza sviata. perché senza il nostro aiuto non riuscirete a persuaderlo a diventare vostro genero. mi liberò dalla rete dei miei peccati e spezzò la porta della mia disgrazia. Il lume della luna riempie la stanza. il re ordinò: "Il servizio dei banchetti prepari il convito di nozze per il giorno dodici. il cuore del viandante si stringe di nostalgia. Quando sorge il sole Emergono dall'ombra le chimere Sul culmine dei tetti. "ma questa gente ha deciso di prendermi per genero: come me ne potrò liberare?" "Le nozze sono fissate per il dodici. Il mio nome è Consapevole del Vuoto. Il bestione fu eccitato dall'impressione che faceva. Invitiamo nostro genero a intrattenersi con noi nel parco reale. "Maestro" suggerì Porcellino. incaricato del carro di draghi e fenici. Mi riuscì di alimentare il fanciullo alchemico e di unirmi alla bella fanciulla. Intervenne Porcellino: "Maestà. per rendere omaggio ai genitori. tanto più se poteva restarne compromesso il real matrimonio. Cirri sventolano Come pennoni. Tripitaka e i suoi si ritirarono nei quartieri destinati dove. Consapevole della Purezza. perciò dobbiamo mangiare in abbondanza!" esclamò allegro Porcellino. in cerca del giusto frutto. Fui ammesso dentro i confini del Cielo. L'ufficio della musica aveva il compito di far musica dove gli ospiti si trovassero. La rugiada Imperla i fiori." Il bestione tirò giù una riverenza e borbottò: "Grazie tante. Sia il mio nome in religione. Ero ignaro dell'altezza del cielo e dello spessore della terra. per sbaglio fui concepito da una scrofa. Mentre mi trovavo immerso nelle tenebre. evocano il fiume. Se poi scoprissi che è una ragazza normale. Si presentò il primo astrologo di corte: "Il matrimonio è fissato per il dodici di questo mese: un giorno fasto. quanto dell'immensità dei mari e della maestà dei monti. Tienila chiusa. "mettiamoci a letto." Il Novizio si spaventò: "Per carità. gli ultimi suoni del flauto tibetano sono svaniti nel silenzio. ma di sua figlia non ho ancora avuto modo di farmi un'idea. il giorno in cui le scimmie offrono frutta. e abitando sul Monte Fuling commisi ogni specie di peccato. e tu cogli il momento per pugnalarmi con la tua lingua affilata. Il mio nome in religione è Consapevole delle proprie Capacità. Sabbioso giunse le palme e rispose: "Fui un semplice mortale che cercava la Via perché temeva la morte. invitate anche noi." Il re fu soddisfatto e ordinò di spazzare torri e padiglioni nel parco. il reverendo si rivolse al Novizio con voce furente: "Maledetto macaco. mi convertì e mi impegnò ad accompagnare il figlio del Buddha della corte dei Tang. La grazia generosa dell'Imperatore di Giada mi conferì il titolo di Ammiraglio dei Canneti Celesti e mi affidò il comando della marina che presidia la Via Lattea. in viaggio verso l'Est. Mi sentii rinnovato e ricominciai a coltivare il Grande Risveglio." Tripitaka non finiva più di ringraziare. e bruma mattutina Aggiunge un tocco al fascino dei salici. E adesso che abbiamo visto com'è andata a finire. non potevamo farlo tenendoci in disparte. balzò giù dal trono e corse a stringere le mani del reverendo: "Genero mio.cinquecento anni non conobbi i sapori del tè e del riso. mi vuoi morto! Avremo percorso il novantotto per cento del nostro viaggio. mi dedicai anima e corpo al suo insegnamento. dove il servizio dei banchetti doveva offrir loro una colazione vegetariana." Il re era impressionato da quel brutto grugno. Poi fu tolta la seduta. Tripitaka gli gridò: "Via. Ciò mi aprì le porte dei palazzi del Cielo." ." L'esasperazione di Tripitaka raggiunse il colmo: "Brutto macaco." "Quelli non sono buoni nemmeno ad allacciarmi le scarpe" ribatté Scimmiotto." "Oggi che giorno è?" chiese il re. non dicevate che la scelta dello sposo con il lancio della palla ricamata vi ricordava la vostra povera mamma? Sul serio: abbiamo promesso al superiore del Monastero Pavimentato d'Oro di chiarire il mistero della principessa. che erano in realtà divinità perverse. mi inchinai davanti alla volta misteriosa e ricevetti il titolo di Generale delle Cortine Arrotolate." Il re era tanto impressionato che non osava nemmeno alzare gli occhi su di lui. Sulla porta decorata è calata la tenda di perle. Vagabondai fino alle estremità dei mari e ai confini del cielo. non fatevi prendere la mano. al cader della sera. perciò fui degradato e bandito fra i mortali. "Voi perdete tempo a cicalare" gridò Tripitaka. una celeste affinità vi ha portato nella mia casa ad annodare questi divini legami. Il vento agita le chiome dei salici. Anche se la principessa fosse autentica. sventagliando le orecchie e ridendo satanicamente. e si lasciò andare a smorfie mostruose. si distesero le coperte e in breve tutti si coricarono. noi discepoli non ci siamo mai separati dal maestro. mi chiamo anche Otto Divieti. "Abbiamo avuto una giornata impegnativa. con poche parole. mi convertii allo Y oga. discutevano ancora. in abito monacale e con la ciotola delle elemosine. sgocciola la clessidra. finalmente il mangione si sentì sazio. Per fortuna il mio maestro partì dalle terre dell'Est. In quell'occasione la principessa dovrà per forza presentarsi in pubblico. "Mi recherò in compagnia del genero nel Padiglione di Perpetua Pacificazione" dichiarò. Profumano i fiori. "vi ho portato dove potevate soddisfare la vostra passione nostalgica per il passato e le tradizioni." Quando suonò la prima veglia. quella boccaccia puzzolente! Se mi manchi di rispetto. incontrai un uomo vero che. e timore per quei discepoli. Uscito da quella prova.

e gli salì senz'altro alle labbra il primo verso: "Il ciclo si avvicenda. Il martin pescatore si smarrisce fra i magici peschi. con il mio bastone da pellegrino. Ai versi sull'estate: Dell'ombra della sofora abbisogni. Il re fu generoso di complimenti e ordinò all'ufficio della musica di comporre ed eseguire arie sui versi di Tripitaka. Sul quadro della primavera: Nuovo respiro alita dal cielo. Ai versi sull'autunno: Gli ultimi aromi esalan foglie al suolo. Sul quadro dell'estate: L'aria del flauto interrompe i tuoi sogni In cui l'umido caldo t'immergeva. insoliti fiori si mostrano dietro le balaustre. nel loro chiosco." "Che differenza volete che faccia?" replicò Porcellino. [. in compagnia del genero. il re montò sul carro reale e invitò Tripitaka ad accompagnarlo in un giro dell'incantevole parco reale: Sentieri pavimentati di marmi colorati. ordinò all'ufficiale di guardia: "Portami i quattro tesori dello studio del letterato." Scimmiotto gli turò la bocca con la mano: "Taci. Per oggi ne hai dette abbastanza. Sul quadro dell'inverno: Gelida pioggia dalle nubi nere. Se vuoi restar sano. le dieci del mattino. "Per lui. si lasciò andare a gridare: "Come siamo stati bene! Ci siamo riempiti la pancia come si deve. mentre Scimmiotto e i condiscepoli furono invitati nel Chiosco Afferra Primavera. Se musica ti occorre pei tuoi sogni. e certo sarete abile a comporla." Il re. Il reverendo. così potremo gustarceli con comodo. Dei crisantemi fiorisce lo stuolo. fonde il gelo. diede una strigliata ai suoi discepoli. soddisfatto. Non credo che abbiamo corso nessun pericolo. il re prese la parola: "Mia saggia figlia e cara principessa. Così passò la giornata. I preparativi del banchetto sono stati completati: cinquecento coperti con doppio menu. Suono di flauti accompagna il banchetto. "Fatemi grazia. Come dice l'adagio: Non c'è colpo che spezzi il legame di sangue. Splende nel sole l'aiuola infiorata. e ora tutto è pronto. Scimmiotto e i condiscepoli. è stata compiuta la costruzione della residenza del real genero. in particolare a Porcellino: "Bestia villana! Tu credi di poter dire qualsiasi cosa." Si ritirarono per la notte nel Chiosco Afferra Primavera. i salici delicati nascondono il rigogolo." Tripitaka era livido. Girano calici colmi d'ambrosia. La rondine il suo nido ha abbandonato. non poteva certo far mostra di sottrarsi alla gioia generale: viso contento roso dall'angoscia. Fra la terrazza delle fenici e lo stagno dei draghi si ergono il padiglione dei bambù e il chiosco dei pini.](17) Quando regine e dame lo ebbero convenientemente salutato. la regina vi invita. Candida brina la notte ci ha dato. dove le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti avevano accompagnato la principessa e cicalavano a distesa. Rivaleggian di fiori il pesco e il melo.. finché giunse il grande momento. stormi di oche in volo. Porcellino. qui un'aria di flauto richiama le fenici. Non siate avaro dei vostri talenti: offriteci poemi con le stesse rime. ormai. fonde il gelo. Ci scaldiamo le mani congelate. "Dormire subito dopo aver mangiato tanto non aiuterà la nostra digestione. va a dormire. fatto segno di tanti riguardi." Scimmiotto eseguì. Si banchettò in un ambiente fastoso. musica e danze. Mostrano i monti le cime imbiancate. Pregherò il genero di mettere i suoi poemi per iscritto. Mentre la torre di draghi e fenici Emerge dalla bruma. vi prego di perdonare le mille offese che la vostra umile figlia vi reca. mentre il reverendo levava il suo bastone. Gli ufficiali dei vari servizi hanno lavorato sodo con grande devozione. Non resta che trasportarvi il corredo. Giunchi spezzati.. vero o dipinto.. per pietà!" Gli ufficiali che li accompagnavano intercedettero in suo favore. Messo a bollire il cumis sul braciere.] A lungo il re e il suo seguito contemplarono i bei luoghi. Canto d'uccelli ogni tristezza leva.. Il giorno dodici gli ufficiali dei tre dipartimenti del servizio dei banchetti si presentarono a rapporto: "In conformità dell'ordine impartito il giorno otto. dopo che la palla ricamata ha così felicemente scelto il vostro sposo. Sono chiari I colori che splendono sul prato E drappeggiano i lieti convitati." "Tenetemi fermo questo cretino" ordinò Tripitaka esasperato. Il re notò che Tripitaka era intento alla lettura dei versi. Porcellino poté rimettersi in piedi e brontolò: "Bel genero che siete! Fate il tutore della legge del re ancor prima di aver consumato il matrimonio. come tutti coloro che hanno chiara visione del proprio spirito.. Ai versi sull'inverno: Dà l'aria fredda e pura il suo piacere." "Che maleducato!" esclamò ridendo Sabbioso. rovesciandolo al suolo e inchiodandolo spalle a terra." Il reverendo prese il pennello e scrisse. non c'è insulto che rompa il buon vicinato. Vedi brillare il sole sui cotogni E fragranza di fiori ti solleva. Si rinnova la vita in ogni stelo. Sul quadro dell'autunno: Le foglie gialle ricoprono il suolo. Che dall'ardente sole ti solleva. che si stava ancora intrattenendo con il re. Erano appesi al muro quattro pannelli dorati. spero che vediate esauditi tutti i vostri voti. Poi il re condusse Tripitaka nel Padiglione di Perpetua Pacificazione. Lo spettacolo di fiori e broccati che offrivano era più ricco e sontuoso di quello del Palazzo della Luna. Ai versi sulla primavera: Il ciclo si avvicenda. I sentieri serpeggiano fra piante rare. Il primo gelo al cipresso ha giovato. lievi fragranze impregnano i suoi abiti. Adesso possiamo anche buttarci giù a ronfare. Il gran giorno di gioia è arrivato: vi raccomando di essere puntuale alla festa di nozze. Dopo tutto stavamo a divertirci.Verso l'ora del serpente. scemo. Alla fine andarono in cerca del maestro. Si affrettò a congedarsi dal re e.. che rappresentavano le quattro stagioni e recavano versi dei migliori letterati della Foresta dei documenti. che non conosceva moderazione. vegetariano e non. "Monsignor genero!" strillava il bestione. Un profumo inebriante riempie le maniche del visitatore." La principessa si prosternò: "Padre e maestà. Vita latente in fronde denudate. Il sovrano divide con i sudditi La sua gioia nel vasto padiglione. Sulle acque la canzone ha risonato. "vedo che amate la poesia. attendevano a passatempi più materiali e finirono per sentirsi un po' brilli." "Si vede che non conosci il proverbio: Chi dopo pranzo dormirà. sopraggiunse un inviato del palazzo interno: "Maestà. "Caro genero" gli propose. I giorni successivi trascorsero in feste e passatempi. Si sentì onorato dalla proposta del re." Il re si recò nel Palazzo del Radioso Yang. balaustre finemente traforate. Splende nel sole il portale imponente. fra canti. Mette in risalto le rupi innevate. Ho udito dagli ufficiali di palazzo che . La dolce pioggia ogni cosa ha lavata." Il reverendo poteva perdersi per ore nella contemplazione di un paesaggio. allontanatosi dal padiglione. siamo gente di famiglia." Mentre il re si disponeva a un sopralluogo. Ogni cosa nel mondo è rinnovata. niente da invidiare al Padiglione di Diaspro della residenza degli immortali. là i pesci si trasformano in draghi e volano via [. Ritorna al nido la rondine alata. un dito di ciccia fabbricherà. "La lezione gliela dò io. Nella penombra rosseggia il braciere. e fartela pagare cara. ma il re potrebbe irritarsi.

alla sinistra del re. seguirono l'ufficiale ai piedi dei gradini vermigli. vide il monaco cinese su un morbido cuscino. Come ci regoliamo?" "Il re è effettivamente circondato da un soffio nefasto. Troverà mai il tempo di assaggiare il miele che distilla? Giunto alla corte. Scimmiotto raccomandò: "Non mettete il naso fuori di qui. ma si vide opporre la sbarra di ferro. I salici della diga si piegano fino a terra. Tutto spaurito e preoccupato. Voi non dovete fare difficoltà a restar qui solo: vedrete che io ritornerò subito di nascosto ad assicurare la vostra protezione. Tenere e carine. flauti e tamburi. Scimmiotto tirava diritto e non rispondeva. Tripitaka si aggrappò al re: "Maestà. Non si ferma mai. per carità! Non bisogna spaventare sua maestà. si trasformò in ape e volò via. I petali di melograno cadono qua e là nella corte. Il re li lesse. Il re disse loro: "Dateci i vostri documenti perché vi apponiamo il sigillo. stava appunto discutendo il da farsi: "Eccoci arrivati al giorno dodici. per quanto lieve. che aveva la foggia di un grande pestello. devi aspettare che si sia ritirato." "Giusto. con bocca dolce di miele e aguzzo dardo nella coda. Venne un ufficiale di palazzo a invitare: "Maestà. il pranzo di nozze è servito nel Palazzo della Gazza. Mentre stavano per partire. ma la mente nel cielo. vi supplico. "Sta zitto!" esortò Sabbioso. La notte di tempesta ha ricoperto il suolo di infinite macchie rosse. se avrete ottenuto le scritture. Non abbiate timore per nostro genero: resta in buone mani. Le sopracciglia di falena disegnano profili di montagne all'orizzonte." Ed ecco giungere l'ufficiale che li convocava davanti al re. figlia mia. in fin dei conti. più seducenti delle ragazze di Chu. si strappò i vestiti e i gioielli che indossava e corse al tempietto della divinità locale per ricuperare un corto bastone. ascoltate il seguito. Come si diceva.il santo monaco ha tre discepoli molto brutti: non li vorrei vedere. Il temporale di primavera scuote mille fiori nel giardino." Quando la creatura malefica si vide smascherata. vanno i piedi sul diaspro." "Fermo." È il caso di dirlo: Ogni perverso preferisce i fiori Che gli portan disgrazia. scuotere i fiori e rubare ai pistilli i loro profumi. "Naturalmente si tratterà di metterci alla porta. non ho ancora avuto modo di osservarla. Da parte sua." In assetto di viaggio. Sono dei tipi più brutti del comune. "Ce ne andiamo davvero?" chiedeva Porcellino. fate festa! Non appena avremo ottenuto le scritture. eccomi qua!" Solo il monaco cinese poteva udire la sua vocina. La regina e la principessa vi aspettano: pregano vostra maestà e gli onorevoli ospiti di prendere posto. teneva la testa bassa e non osava alzare gli occhi. preso dal panico. in questi giorni abbiamo cercato di confinarli il più possibile nel Chiosco Afferra Primavera. "Quanto alla principessa. restate sulle generali. non vi spaventate! Quel testardo del mio discepolo vuol sempre fare di testa sua: ora sta usando la magia per distinguere il vero dal falso. Faremo così: visterò i loro passaporti e li inviterò a ripartire prima di dare inizio alla festa. prima di dare il via ai festeggiamenti. e probabilmente inviterà noialtri ad andarcene. pelle più liscia del ghiaccio e sostanza di giada. ce ne sarà da darci bel tempo e da riportarne a casa a bizzeffe" sognava Porcellino. Gli ibischi presso lo stagno fremono ancora. vi chiederei di mandarli via. ma è lieve. Nel vedere il suo maestro insensibile al bello spettacolo. Se poi non sapete. Petali di crisantemi si sono raccolti ai piedi della terrazza. riceverete altri segni della nostra gratitudine. mentre i suoi discepoli venivano accompagnati fuori del palazzo. con bagagli e cavallo." "Chissà quante once d'oro e d'argento ci offriranno. Vi lascio un sosia. Un bello scontro! . Puri canti. Fronteggiò e cercò di colpire il Novizio che la inseguiva. presto." Scimmiotto non era di temperamento temporeggiatore." Si strappò un pelo. CAPITOLO 95 UNA LEPROTTA INTRAPRENDENTE OVE IL FALSO. e bisbigliò: "Ve ne andate via e mi abbandonate!" Scimmiotto gli pizzicò la mano e strizzò l'occhio: "Godetevi la vita. Si tengono per mano a coppie." Il re rimase a bocca aperta. appose il sigillo e la sua firma. Si incamminarono verso l'albergo. che aveva contato febbrilmente i giorni. Il re salì nella sala d'udienza e convocò il real genero e i suoi discepoli." Scimmiotto ringraziò e incaricò Sabbioso di porgere i documenti. Agli occhi dei funzionari. che gridarono: "Viva il re! Lunga vita al re!" Il reverendo. Si posò sul suo cappello alla Vairocana e bisbigliò: "Maestro. Posato in forma d'ape sul cappello del maestro. le regine svenivano. seduta stante." La principessa attendeva davanti al Palazzo della Gazza. L'insetto giallo danza nel vento. non può trattarsi di niente d'irreparabile" rispose Scimmiotto. Io me ne vado dal maestro. Gettò un grido. sollevandole e scompigliandole fino a nascondere il sole. per muoversi ad agio. Il povero melo fiorito si affloscia senza forza nella polvere. non ci avevo pensato. voi dovete conservare la calma. Tripitaka. gridò: "Trasformazione!" e ne fece un altro Scimmiotto che lasciò al suo posto. Scimmiotto se la godeva un mondo: due file di belle fanciulle vestite di vivi colori formavano uno spettacolo più incantevole della brezza di primavera che sollevi tende di broccato. "Facciamo come suggerisce il fratello maggiore. montarono in cielo e si diedero battaglia sulle nubi. Mormorò all'orecchio del maestro: "In effetti in quella principessa c'è qualcosa che non va. circondata dalle regine e dalle concubine reali." Tripitaka gli restava convulsamente aggrappato. Quel vento di primavera spezza i gambi del loto. Ma il re sollecitò il genero ad accompagnarlo nei suoi appartamenti. L'avido Porcellino li prese in consegna. e Tripitaka dovette mollare la presa. per non restarne spaventata. Il mastro di posta offrì loro il tè e fece preparare una colazione. tremava come una foglia e non sapeva come comportarsi. evitate di parlargli. Il profumo delle rose si disperde. e Scimmiotto si inchinò e si scusò per il disturbo. più belle di Xi Shi. e gli fu di grande sollievo. il Novizio schioccava la lingua soddisfatto: "Che monaco in gamba! Tra le sete e i broccati il cuor non si smarrisce. Scimmiotto constatò che intorno alla principessa c'era un'aura malefica. i due ingaggiarono un duello con l'impiego dei loro poteri magici. Peonie spezzate sono cadute sulla balaustra. con la faccia contratta come se fosse seduto sui carboni ardenti. PURA FEMMINILITÀ CHE RITORNA AL GIUSTO E RITROVA NUMINOSITÀ PRIMORDIALE. CONDUCE ALLA CATTURA DELLA LEPRE DI GIADA. abile e indaffarato. "Eccoci qua!" sogghignò Scimmiotto. sembrava che si stessero salutando. Urlando e soffiando vapori. Dalle loro alte e vaporose acconciature prendono il volo splendide fenici. più amabili dei fiori ricamati sul broccato. Suonano intorno pifferi e organi a fiato. Quella neve invernale brucia i germogli dei prugni. Vedrete che il re ci convocherà. al primo colpo d'occhio ne saprò quanto occorre. la dame di palazzo scappavano via e non sapevano più dove nascondersi." "Come faremo a costringerla a mostrarsi nel suo vero aspetto?" "Ci penso io. e offrì in dono dieci lingotti d'oro e venti d'argento. danze meravigliose. Nessuno è più abile di lui a introdursi fra i salici. accompagnato dal direttore dell'ufficio del cerimoniale. Sapete che sono impressionabile e di salute delicata: se mi trovassi davanti quegli spauracchi. Era come se soffiasse temporale di primavera o burrasca autunnale. il monaco cinese seguì il re verso gli appartamenti interni. Le note salgono e scendono in bell'armonia. è dallo spirito Agitato che originano i guai. In ogni modo. la burrasca autunnale si porta via diecimila foglie dal boschetto. perché non so che cosa vi risponderebbe. Intorno a lui suonavano fanfare ed esalavano dai bracieri profumi squisiti." La principessa batté la fronte al suolo in segno di gratitudine. ci rivedremo. Se il mastro di posta vi rivolge la parola. Vi abbiamo preparato un viatico perché vi possiate recare senza indugio sul Monte degli Avvoltoi a incontrare il Buddha. Se fosse possibile. Al ritorno. riprese la propria forma e si gettò sulla principessa: "Bestia immonda! Non ti bastava goderti il frutto delle tue menzogne: sei tanto spudorata da voler ingannare anche il mio maestro e distruggere il suo yang immacolato. come il monaco cinese riuscisse a tirarsene fuori. CERCANDO L'UNIONE COL VERO. il giorno di festa potrebbe mutarsi in un giorno di lutto. Tripitaka gli si aggrappò a un braccio battendo i denti. Per usare le tue magie.

nel mio Palazzo del Gran Gelo. la regina e le altre dame rientrarono in sé e guardarono che cosa accadeva sopra le loro teste. Ma il mostro mulinò il suo pestello. accompagnata dall'immortale Chang'e. A suo tempo aveva rapito la vera principessa per mettersi al suo posto. mentre calava la sera. Io l'ho smascherata e combattuta. chissà da dove viene." "All'arrivo in India. ma la sbarra è ancor più potente. "Ascolta. Il grande santo la inseguì fino a un'alta montagna. In effetti la colpa è del re. e lo scontro riprese. può trovarne quanti ne vuole sulla strada dell'Ovest. quel curioso pestello. In capo a una diecina di scontri. Così gli appartamenti interni e quelli pubblici resteranno separati. Liu. eccomi qua. il re. Prego sua maestà e il maestro di chiudersi nella sala d'udienza." "Prudenza. e fuggirono all'avvicinarsi degli estranei. È radice di bianca giada. abbi pietà! Arresta la tua forte mano!" Scimmiotto alzò gli occhi e vide discendere su nubi iridate la sovrana dell'Astro dello Yin Supremo. Per quale crudeltà tu vuoi spezzare La nostra unione e cercare la morte? L'arma che non conosci ha rinomanza Assai più antica della sbarra tua: Sulla Luna. perdendo terreno. Il fatto è che la vostra principessa non era autentica come credevate. dopo avere ordinato un lauto pasto. per assicurarsi di non cadere vittima di manovre diversive. e le signore di ritornare nei loro appartamenti. fece una finta. allora gridò a gran voce: "Dalli al mostro! Portinai. ruzzolava dal pendio e il tudi alzava i tacchi. cara Yin Supremo? Scusatemi se non vi ho visto arrivare e non mi sono fatto da parte. con una lieve rotazione si trasformò in un fascio di raggi dorati e fuggì verso sud. Ed ecco le due divinità prosternate davanti a lui: "Noi non sappiamo niente. e vuole impadronirsi del suo seme. e saprete come regolarvi. La creatura conosce da un pezzo il santo monaco. Scimmiotto conferì con Porcellino e Sabbioso. preso dal panico. e io sarò più tranquillo e mi sentirò le spalle coperte. È un mostro femminile. il grande santo osservava con curiosità quella strana arma. e alzò la sbarra per dargli una buona legnata. Non c'è ragione né timore che mi possano convincere ad arrendermi a te. l'altra vuol soddisfare la sua ingordigia per i fiori rari. e in subbuglio tutta la popolazione della città. Raggi d'oro illuminano le porte del Cielo. vuotate il sacco. ma ugualmente potenti. Vide da lontano bandiere e stendardi." "Grande santo. Io sono venuto qui per accertarmi che non trovasse modo di prendersela con voi. che piovvero da tutte le parti intorno al mostro come una grandinata di serpenti e di pitoni. terrorizzate. i funzionari restarono a pregare rivolti al cielo. non abbiamo visto niente. La creatura resistette come poteva. Vi supplichiamo di perdonarci!" "Non voglio battervi. L'ingresso più alto era chiuso da due grandi sassi. come mia compagna Mi seguì inseparabile anche quando Discesi sulla terra e venni in India Per amore dei fiori. ma falsa. fermate quel mostro!" Il devarâja Conservatore del Regno accorse subito. Quando volò via con una capriola nelle nuvole. Ma tu hai impedito il mio matrimonio: è peggio che se mi avessi ucciso il padre e la madre. Il re tremava e si aggrappava a Tripitaka. sarebbe ragionevole cedere. lui svolge il suo compito di protezione del monaco cinese. ma celeste. da dove viene la tua strana arma?" "Non la conosci?" rispose il mostro. Scimmiotto allontanò i sassi. Ai tre principi primordiali. Se vostra santità cerca mostri." Il re prese da parte Tripitaka e gli chiese: "Se quella non era la principessa. ma non vide nessun movimento. ma soltanto chiedere come si chiama questa montagna e quali mostri nasconde. non parliamo poi delle ingiurie che i due si scambiano a ruota libera. Il desiderio Mi spinge verso il monaco cinese. e si rese conto che il mostro si dirigeva verso l'entrata occidentale del Cielo. Sta in mio possesso Fin da prima che il caos si separasse. precisamente come un pestello da mortaio: "Spiegami un po'. È il pestello che serve a preparare La droga che spedisce all'altro mondo. Lei è scesa nel basso mondo a scopo di matrimonio. sbarrando con massi l'ingresso del suo rifugio. Gou e Bi. Il suo corpo splendente si congiunge Ai quattro stati ed ai cinque elementi. si trasformò in una corrente d'aria e fuggì via nell'azzurro. Ma. Guardate che svergognata: si è spogliata tutta nuda ed è saltata in cielo a picchiarsi con il bonzo. ma la sbarra lo arresta. quella vera la ritroverete in un baleno. L'uno viaggia in cerca delle autentiche scritture. dove la vide scomparire dentro una grotta. "Ora fatemi catturare la falsa principessa. I miei condiscepoli devono dividersi la protezione dei due luoghi. ma alla fine si ritrova spossata. Due anni fa ha aperto di nascosto il catenaccio d'oro della porta di giada ed è fuggita. Presso il più basso dei tre ingressi certi conigli selvatici brucavano l'erba. fin dal primo incontro. e sbarrò la strada. con un'estremità sottile e l'altra grossa e arrotondata. ho trovato che il re si era lasciato rapire la figlia da un mostro che ne aveva preso il posto. questa è terra benedetta. ti prego. Certo. A che punto sta l'affare della falsa principessa?" "In realtà è un bel mostro. che con il suo eccessivo amore per i fiori ha attirato l'attenzione dell'essere perverso. Ormai Scimmiotto si apprestava a darle il colpo di grazia. bestiaccia. Consapevole del Vuoto! Cerca di non dare altre preoccupazioni a sua maestà. Non trovereste altrove un pestello più gagliardo. Le forze della creatura malefica vengono meno: regge una diecina di scontri." Tutti ubbidirono e si ritirarono nei luoghi assegnati. Quel combattimento nel cielo mise in allarme tutti gli ufficiali di corte. e li mostrarono alla regina: "Dev'essere vero che è una creatura perversa. è scomparsa. Altrimenti non ci saremmo certo risparmiati per farvelo sapere. dove ci si muove liberamente. Alla fine l'ho messa in fuga e l'ho inseguita su una montagna in cui ha cercato riparo. Mentre combatteva. che lo circondarono invocando: "Santo monaco. che ha fatto carte false per sposare il mio maestro. Secoli La levigarono. questo è il Monte Punta di Pennello. alla testa dei quattro grandi marescialli Pang. e lei è fuggita da queste parti. Se volete essere perdonati. Il Novizio abbassò subito le armi e si inchinò: "Come state. Dove può essersi rimpiattata?" Le due divinità guidarono Scimmiotto verso la tana di lepre. "Disgraziati. Non è cosa mortale. Arrivata qui. pronunciò la formula per convocare il tudi e il dio della montagna. brume colorate mandano i loro riflessi fino alla terra. quando dal nono cielo venne una voce: "Grande santo. In tutto e per tutto racchiude una tana di lepre con tre ingressi. corrisponde un adeguato contrattacco. Scimmiotto riunì nuovamente le sbarre e lo inseguì a cavalcioni di una luminosità di buon augurio. Aspettate che il mio discepolo metta tutto in chiaro. la creatura si rese conto che quella sbarra stava diventando una minaccia incontrollabile. È lo scontro di due testardi: a ogni assalto. al Palazzo del Gran Gelo. il grande santo ha riconosciuto i suoi miasmi malvagi e separato l'illusione dalla realtà. salvate la nostra principessa." "La creatura perversa che combatti non è altri che la lepre di giada addetta a pestare nel mortaio la droga di immortalità di brina misteriosa. Sulla montagna il mostro si era rintanato da qualche parte. L'ebbi Nel Palazzo del Rospo e sotto l'ombra Del cinnamomo. fin dai tempi antichi." Le più coraggiose fra le concubine reali corsero a raccogliere vestiti e gioielli caduti a terra. "Mettiamo un po' d'ordine. e noi sapremo ricompensarvi generosamente!" "Non è il momento di discuterne" rispose Scimmiotto. quella principessa! Ci siamo battuti fino alle porte del Cielo. Esso. si trovò davanti Scimmiotto e lo affrontò alla disperata con il suo pestello. Il mostro e il grande santo continuarono a battersi per mezza giornata. La sbarra cerchiata d'oro e il pestello per battere droghe nel mortaio sono due armi magiche molto diverse. mia figlia dov'è andata a finire?" "Una cosa per volta" intervenne Scimmiotto. Qui non ci sono mai stati mostri. Il pestello mira alla testa." Ciò alimentò le speranze di regine e concubine. per salvare la pelle?" "Ho visto subito che eri l'equipuzio dei famosi disordini di cinquecento anni fa. Erano circa le quattro del pomeriggio.La sbarra cerchiata d'oro è famosa. per informarli e dare le sue raccomandazioni. Perché non riprendi il tuo aspetto e non ti sottometti." Scimmiotto fece una risata di compatimento: "Una bestiola che ha abitato nel Palazzo del Gran Gelo non può ignorare chi sia il vecchio Scimmiotto. salvatemi!" Le regine e le dame. Sono venuta fin qui . pregandolo: "Santo monaco. chi vi ha chiesto di fare la spia a questo prepotente?" imprecava il povero mostro. mentre il dio della montagna. La creatura fu costretta a volger loro le spalle. equipuzio della malora!" Si sa che questo epiteto innervosiva il grande santo." Pian piano. Il reverendo sosteneva il re e gli diceva: "Non temete! Rassicurate anche sua maestà la regina e le altre persone. Il Novizio fece ricerche. finché Scimmiotto gettò in aria la sua sbarra e gridò: "Trasformazione!" Subito la sbarra si moltiplicò in centinaia e migliaia di esemplari. e in effetti la creatura perversa schizzò fuori brandendo il suo pestello e scambiando colpi con Scimmiotto. trasformata in raggi d'oro. mentre io ritorno dal mostro. "Il mostro che dite si sarà chiuso lì dentro" disse il tudi. Scimmiotto si accontentò di rilevare i luoghi e preferì ritornare dal maestro. Il sangue gli montò alla testa. ardente di impazienza. videro Scimmiotto che scendeva da una nuvola e chiamava: "Maestro. per lo spavento.

i mandarini e il mio maestro. il re si trovò liberato da ogni influsso malefico e si sentì pieno di energia. e tutte le donne dei tre palazzi e delle sei corti accorsero a consolarlo. ma lanciata nella corsa. ma la vera dov'è?" "Tenete presente che nemmeno lei è d'origine mortale: è la Fata Bianca del palazzo della luna. dal lancio della palla ricamata alla cattura della lepre di giada. cara Yin Supremo. "fummo ospitati nel monastero che sorge presso le rovine dell'antico parco pavimentato d'oro. Grazia divina dà vivacità Ai colori degli alberi." Solo allora i monaci seppero chi fosse in realtà la prigioniera che cantava ogni notte. La falsa principessa che abitava da voi è in realtà la lepre della luna. fece convocare i pellegrini per organizzare la ricerca della principessa perduta. Mentre passeggiavo al chiar di luna dopo cena. rise. Dopo un breve sonno ristoratore. e Scimmiotto con voce tonante gridò: "Maestà. Tripitaka e gli ufficiali. che ci farei una bella figura. ma oggi ci dobbiamo divertire. quando era stata presa dalla nostalgia del mondo di Sotto e aveva schiaffeggiato la lepre di giada. Meno male che la tua esperienza ti ha permesso di chiarire in tempo come stavano le cose e di impedire il peggio. per punire Su'e dello schiaffo ricevuto. l'affare della principessa?" Scimmiotto gli raccontò tutta la storia. e vi è effettivamente riuscito. I monaci corsero a inchinarsi davanti a lui: "Vostra signoria se n'era andata con gli altri." In breve uscì dal palazzo una lunga fila di carri. la regina. Prima di ripartire. dei mandarini e dei quattro divini monaci. Il re e Tripitaka se ne stavano chiusi nella sala d'udienza. corsero a infilarsi i kasâya e si dedicarono a battere campane e tamburi. Contenti e intimiditi. e domattina andremo da lei. per permetterti certe confidenze?" "Quante storie!" piagnucolò Porcellino. Fidatevi di loro: se domani ci accompagneranno alla ricerca della principessa. com'è che ora cade dal cielo?" "Chiamatemi il vostro superiore e preparate altari per bruciare l'incenso: vi vengono a trovare il re. Voi non saprete. di cui si parlava ieri?" "Il giorno prima di arrivare qui. Labbro leporino e denti taglienti. "Come potrei mancarvi di riguardo? Adesso capisco dove ha imparato a maneggiare quel pestello con tanta destrezza. senza capire che cosa succedeva.perché mi sono resa conto che la sua vita era in pericolo. nel momento in cui sorgeva la luna. al grande precettore addetto agli affari di corte. di cui racconteremmo la storia per farla liberare e mostrare un esempio di retribuzione dei meriti e dei demeriti. il vecchio l'aveva fatta rinchiudere affermando che si trattava di una creatura malefica. spalmato di panna e farina. Allora il re pubblicò un editto: "La sala delle udienze è affidata alla guardia dei Palazzi dell'Est e dell'Ovest. quant'è che non ci vediamo! Ti ricordi di me? L'ultima volta abbiamo lasciato le cose a mezzo. Ora ci riposeremo. Dove sarà adesso?" "Non vi inquietate. Ma se ritorno a mani vuote. dalla torre di guardia si diffondeva il sordo rullare dei tamburi. Vostra moglie l'ha concepita vent'anni fa. mi giunsero dei singhiozzi. Fin qui è giustificata. Chi ebbe una reazione imprevedibile fu Porcellino." Ogni donna dei palazzi reali accorse e si inginocchiò a pregare. questa è stata una mancanza di tatto imperdonabile. È un reato bello e buono. Infine il re disse: "Vi siamo infinitamente riconoscenti di aver catturato con i vostri immensi poteri la falsa principessa. avremo certo successo. che aveva raccontato di essere figlia del re dell'India e di essere stata rapita dal vento mentre contemplava i fiori. Lasciami comunque la speranza che la vorrai perdonare. La stessa cosa fecero il re. bestiaccia. scoperta l'anno prima nel parco. se non vi importuno troppo. la difesa del paese. Il suo piccolo naso sembra un formaggino bianco." Il re scoppiò in singhiozzi. "È lontano da qui. perciò l'ha rapita e abbandonata lontano da casa. In questi luoghi Che conservano i segni del passato. Gli occhi mandano riflessi rossi: sangue sulla neve. Scorre il fiume d'argento fra le stelle brillanti. In breve giunsero nella capitale dell'India. mentre pestava elisir nel mortaio con il suo pestello delle meraviglie! Il grande santo la considerò con allegria. Egli non aveva osato parlarne in città. Sotto il cielo notturno dorme il parco reale. Il posto dove si trova la principessa si chiama Monastero Pavimentato d'Oro. e tutti si ritirarono per dormire. La vostra principessa è nel Monastero Pavimentato d'Oro. da accompagnarmi a corte con le vostre fate e con la lepre." "Che cosa rispondere a una tale concatenazione di cause ed effetti?" rispose ridendo Scimmiotto. Ci si proponeva appunto di togliere la seduta." La sovrana dello Yin Supremo si fece convincere." I monaci. non era mai uscita dalle porte della città. lunghe orecchie e baffi radi: quando allunga le zampe nella corsa. e si stupì di vedere Scimmiotto fra loro: "Come avete fatto a precederci." "Ma certo!" esclamò Scimmiotto. in realtà è Su'e. in modo da presentare a sua maestà la prova materiale dell'impostura. divino monaco?" "Ho . quel monastero?" "Non più di sessanta li" rispose Tripitaka. corsero a chiamare il vecchio superiore. ed ai fiori Un profumo più intenso. D'altronde in città ogni famiglia elevava altari e si prosternava al Buddha. dove si finge pazza. che risplende In un cielo di eterna primavera. per riguardo a me. Scimmiotto fu accompagnato nella sala delle udienze. L'umile monastero è favorito Sotto l'arcobaleno. minacciò col dito la creatura e le gridò: "Avanti. "Preparatevi a ricevere il corteo reale. è un filo d'argento. posso permettermi di importunarvi a proposito della mia povera figlia. Aprì l'udienza già durante la quinta veglia e. non è che un gomitolo di seta greggia. Furono il rancore e il desiderio di vendicarsi a indurre la lepre a fuggire a sua volta e a rapire Bianca: me l'ha detto la sovrana dello Yin Supremo in persona. questi santi monaci sanno cavalcare le nuvole. "Non perdiamo tempo in complimenti" disse il Novizio aiutandolo a sollevarsi. Non poté trattenersi dal balzare nello spazio e gettarsi sulla compassata Chang'e. Sotto il sacro baldacchino. la Fata Bianca del Palazzo del Gran Gelo. e il vecchio si prosternò per manifestare la sua gratitudine. e per la Fata Bianca. e mi permetterai di riportarmela a casa viva. "Ogni tanto uno sente il bisogno di un po' di distrazione. che ora potete vedere nel suo vero aspetto." Il re seguì il consiglio. nell'intento di rovinare lo yang primordiale del santo monaco mio maestro. con i discepoli e gli ufficiali." "Povera ragazza! Da quando è nata. invitate le regine e le dame di palazzo a vedere lo spettacolo: ne vale la pena. che cosa aspetti a ritornare sulla retta via?" La lepre di giada fece una capriola e riprese il suo aspetto originale. al cader della sera" rispose Tripitaka. Per proteggerla dalle aggressioni dei monaci. "Riportatevi pure la vostra leprotta. e raccolse una gran nube luminosa per accompagnare la sovrana dello Yin Supremo e il suo corteo. Ci sarebbero altri vantaggi: per me. quel batuffolo di pelo di giada sembra volare sulla montagna. Dopo qualche tempo sbucò il corteo reale. dopo aver ascoltato i mandarini. camminando lungo la strada. Ma Scimmiotto balzò in aria e giunse subito al monastero. Vent'anni fa sentì nostalgia per il mondo di Sotto. La figlia di quel re non è una mortale qualsiasi. certo sanno tutto sulla concatenazione delle cause e degli effetti. Illuminano gli astri strade e mercati vuoti. Un monaco centenario che mi accompagnava raccontò che si trattava di una fanciulla. il re si alzò dal trono e si inchinò: "Divini monaci. che collegano il passato all'avvenire. dove gli fu chiesto di raccontare l'accaduto per filo e per segno. signoria. Noi andiamo in cerca della principessa. ecco la sovrana dello Yin Supremo del palazzo della luna. che si inchinò profondamente a Scimmiotto e gli chiese: "Com'è andato. gli diede due ceffoni e gridò: "Zotico! Dove credi di essere." La sovrana dello Yin Supremo mise fine all'incidente riprendendo precipitosamente la strada di casa con le sue fate e con la lepre. quando apparve da sud una nube tanto luminosa che sembrava il sole di mezzogiorno." Scimmiotto lo acchiappò per il collo." Gli ufficiali si prosternarono: "Maestà. Quando si furono presentati e lo ebbero salutato. si diedero da fare per innalzare altari all'ingresso del monastero. Era già la seconda veglia. Dovreste essere tanto gentile. Penetrò nel ventre della regina dell'India sotto forma di raggio efficiente e si fece partorire come principessa. lei le diede uno schiaffo e se ne andò. nel suo abito d'arcobaleno. Com'è lieto il ritorno dei sovrani! Al suo arrivo il re trovò i monaci schierati ad accoglierlo. Tutto il cielo si riempie di profumi. La lepre di giada è fuggita a sua volta. che questa intraprendente leprotta ha rapito la figlia del re dell'India e ne ha preso il posto. Quando si appiatta al suolo impaurita. poiché la lepre di giada la scherniva per questo. Spero che la vorrai risparmiare per riguardo alla mia vecchia persona. con le sue immortali bellezze lunari. in compagnia della regina. Sul viottolo deserto si disperdono i petali. temo che il re non mi prenda sul serio. La clessidra di rame gocciola al chiar di luna E nell'oscurità campanelle tintinnano. Va piangendo il cuculo primavera che passa. abbracciandola con passione: "Dolcezza. Quante volte avrà lappato la limpida rugiada dell'aurora celeste. Il mio discepolo fu incaricato di scoprire la verità con i suoi poteri magici. che richiederà pure una punizione!" "Ci sono altre cose che non sai. perché in apparenza la principessa non aveva mai lasciato il palazzo e godeva di ottima salute. Certo non avrebbe dovuto tramare per accoppiarsi con il monaco cinese.

Tripitaka scese da cavallo. si fece sull'uscio e.' Là otterrete quello che vi occorre. che possano essere sparsi sulla montagna a eliminare quelle bestiacce? Sarebbe una misura per il pubblico bene e un modo per ringraziare questi monaci che hanno custodito la principessa. Temevo che quei vecchi esagerassero in ottimismo. che portava un paniere e una bilancia. Maestro e discepoli ripresero il viaggio verso occidente. per piacere. all'alba mangiavano un boccone. prego!" Tripitaka e compagni si fecero avanti con circospezione e modestia. CAPITOLO 96 ECCESSI DI OSPITALITÀ OVE IL SIGNOR KOU ACCOGLIE CON PIACERE L'EMINENTE MONACO. e invece le cose stanno proprio come dicevano loro. I monaci ringraziarono il re della sua generosità e lo riaccompagnarono a corte." Infatti si avvicinò e giunse le mani: "Cari donatori. bestione? Per entrare. Dopo un po' ne uscì un vecchio canuto. dopo un grande banchetto che fu servito per festeggiarla. La principessa si vestì in gran pompa per ringraziarli ufficialmente della propria liberazione. guadavano torrenti. Si abbracciarono e piansero per un bel pezzo. ma Scimmiotto lo fermò: "Dove vai. e i discepoli camminavano piano a testa bassa. "Discepoli. Quando cessò di soffiare il vento polveroso e non li videro più. "ci sono la sala di preghiera consacrata al Buddha. sono arrivati quattro monaci di strano aspetto. Incaricò alcuni mandarini di procurare i galli e stabilì che la montagna prendesse il nome di Sacro Splendore. Il ministero dei lavori pubblici fu incaricato di provvedere i materiali per ricostruire il monastero. andiamo senz'altro a mendicare il pasto. cui chiedere l'elemosina di un pasto?" "Vi trovate nella sottoprefettura di Diling. resero il saluto e domandarono: "Che cosa desiderate. Il reverendo mormorava: "Niente incidenti! Niente incidenti!"." "Giusto" approvò Sabbioso. senza curarsi della sporcizia e del cattivo odore: "Povera bambina. "Che cosa stai tramando?" insinuò Porcellino. Il giorno dopo il re convocò i pittori perché facessero l'autentico ritratto dei quattro santi monaci. sul tempo che aveva cancellato ogni traccia di tanti fatti importanti ed eroiche imprese di una volta. Sulla porta ci sono statue di tigri coricate e la scritta: 'Benvenuti i diecimila monaci. che appartiene alla prefettura della Terrazza di Bronzo. ascoltate il seguito. gli accompagnatori pensarono che quei buddha viventi fossero risaliti in cielo. Scalavano pendii. Alla fine Scimmiotto dovette fare un passo magico e soffiare verso sud ovest: un colpo di vento sollevò un polverone accecante. la biblioteca e la sala da pranzo dove sarete accolti. Lassù non avevo né motivo né tempo di curiosare nel paesaggio sottostante. Poi fu la volta dei monaci locali." Dunque deposero a terra i bagagli e sostarono accanto alla porta. sui saggi e sui matti. perché ci avete messo tanto?" Giunsero anche Tripitaka e gli altri. "Potremmo offendere il donatore. Sentendosi interpellare. ma maestro e discepoli rifiutarono. la famiglia del vostro discepolo abita al piano inferiore. Il racconto ci ha narrato come i pellegrini ricorsero alla magia per sbarazzarsi della scorta dei monaci del Monastero Pavimentato d'Oro. e ignoriamo il nome della vostra nobile città. Io chiederò informazioni a quei vecchi. si prosternarono a pregare e se ne ritornarono a casa. entrando senza volere nel suo appartamento interno. la sera cercavano riparo. sulla sinistra. l'umile monaco che vedete vi saluta. Quando vide i visitatori. Ugualmente irreale è ogni vacuità. ma sempre volando ad alta quota. Scimmiotto giunse le mani per salutare il re e disse: "Dovrei sottoporvi una preghiera. che passeggiava per il giardino. e si inginocchiò dicendo: "In questo edificio è rinchiusa sua altezza la principessa. Non serve a nulla chiedere Alla frutta sull'albero perché si è maturata. Se poi non sapete come il viaggio proseguì." . Se le forme e i colori sono senza realtà. E ora. Nella chioma del salice Stanno uccelli a convegno. lasciateci ritornare alla nostra conversazione. poi la madre ordinò per la figlia un bagno profumato e abiti freschi per riportarla nel mondo civile. si rivolse loro: "Vogliate accomodarvi." Tripitaka ringraziò e ritornò a riferire ai discepoli." Chiacchierando erano giunti davanti alle porte. senza osare di levar gli occhi." Il ricco mercante." Il re ne fu ben contento. così ripartiremo senza indugio. contien l'inefficacia Pur qualche utilità. E IL REVERENDO NON BRAMA NÉ ONORI NÉ RICCHEZZE. Dopo quindici giorni di marcia su strada agevole. ministri e gente del popolo che si prosternavano al suo passaggio. come si chiamerà?" chiese Tripitaka. vuol dire che stai architettando qualche brutto tiro. Tripitaka fu fatto salire sul carro con le campanelle d'oro e fu accompagnato dai mandarini. ma il re non acconsentì: per altri cinque o sei giorni si diedero grandi banchetti. "E voi." "Divino monaco. che non volevano più separarsi da loro. da destinare al culto nel Padiglione di Perpetua Pacificazione. Perché parlare in sogno? Se l'efficacia è inutile. faceva crocchio intorno a loro e si spingeva per vederli meglio. Escon dal mare metallico e rude Per risvegliarsi nel vero del vuoto. Sotto i portici stavano seduti due vecchi in conversazione. Il loro ospite li guidò attraverso l'arco di ingresso fino a un edificio di due piani: "Al piano di sopra" spiegò. Al vecchio superiore fu conferito il titolo ereditario di monaco ufficiale Merito del Regno. fra regine. senza spaventarsi per la bruttezza dei pellegrini. Offrì dunque oro e gioielli come viatico. "Guardate come la gente è onesta e precisa. che assunse il nome di Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada del Monte del Sacro Splendore. selezionati per vigore e aggressività. La principessa ritrovò il suo ambiente e la sua allegria. la parola e il silenzio In fondo si equivalgono. Le susine Sono mature. "Discepoli" disse Tripitaka. Ecco perché non so come si chiama la città." Il re fece abbattere le pietre che muravano la porta e corse con la regina ad abbracciare la principessa. finiva la primavera e si annunciava l'estate: Ci riempie di energia Il tempo luminoso! Lo stagno si ricopre Di ninfee." I due si stavano scambiando considerazioni sui casi della fortuna. passarono il ponte levatoio e si inoltrarono nelle strade. appoggiandosi a una canna e borbottando preghiere al Buddha. in cui il bestione ingoiò incredibili quantità di cibo. dove la gente li guardava stupita. "restate qui e cercate di non attirare l'attenzione. Tripitaka avrebbe voluto congedarsi e riprendere il cammino con i suoi. che venne a noi portata dal vento. reverendo?" "Veniamo da lontano per presentare al Buddha i nostri omaggi. "Non lo so" rispose il Novizio.fatto una corsetta" rispose ridendo Scimmiotto. divenute spiriti maligni. Dove potremmo trovare persone rivolte al bene." "Bestia senza giudizio! Si capisce che sono passato di qui più volte. sono a vostra disposizione" rispose il re rendendogli il saluto. a quanto pare. Risalirono sui carri e si prepararono a ritornare in città. e a un incrocio scorsero la torre con le tigri coricate davanti all'ingresso e una grande targa con quattro caratteri: BENVENUTI I DIECIMILA MONACI! "Terra di Buddha!" esclamò Tripitaka. "Si vede bene che l'Occidente è buddista! Qui si è organizzati per nutrire i monaci. in una traversa. quanto hai sofferto! Com'è possibile che il destino ti abbia inflitto una punizione così terribile?" Si sa che l'incontro dei genitori con il figlio smarrito è il più patetico che ci sia. Dal momento che in una semplice sottoprefettura non occorre far vistare il passaporto. il grano Assume color d'oro. A questo punto. Tornano alla natura rivelata Lasciando l'onda della gratitudine. Si sa che i galli sono ghiotti di scolopendre: non potreste mandarne qui un migliaio. Se fingi di non saperne niente. All'angolo indicato trovarono il grande viale verso sud. Ed il sole potente Dà rilievo a ogni cosa. Ma infine il re si rese conto di non poterli trattenere più a lungo. che la notte attaccano i viaggiatori e interrompono il traffico." Il loro cammino li portò attraverso un mercato. "Il monte che vedete prende nome dai millepiedi e. lasciò cadere gli oggetti che recava in mano e corse dentro a riferire: "Padrone. Il vecchio superiore li guidò verso la piccola costruzione in cui la principessa prigioniera continuava a fingersi pazza. con emolumento di trentasei stai. magari potreste aggiungere il dono di una costruzione commemorativa. videro una città. Quiete ed agitazione. "Tu sei già venuto da queste parti. tanto il Buddha pesava sui loro pensieri. concubine reali. vedrete la torre d'ingresso della casa del signor Kou. e quando ricadde i pellegrini erano scomparsi." Quel cafone di Porcellino si avviò all'ingresso senza indugio. bisogna aspettare che esca qualcuno e chiedergli il permesso. I piccoli fagiani Strillano d'allegria. Non dovrete certo penare per elemosinare il pasto: passate quell'arco e imboccate il viale verso sud. è frequentato da molte scolopendre.

incontrare il Buddha e sollecitarne le autentiche scritture. riso. presentazione di offerte e di incenso a lume di candela. Penserò io a farvi accompagnare attraverso la montagna. L'atmosfera pura rinvigorisce lo spirito. "andiamo a fare le presentazioni nella sala dei sutra. Alla fine si rivolse al suo ospite per salutarlo nelle dovute forme. Dovete sapere che il Monte degli Avvoltoi non è lontano da qui: non più di ottocento li. Ho vissuto sessantaquattro inutili anni. Dopo i saluti. odorosi. Su tavole scolpite e laccate si trovano servizi per scrivere della migliore qualità." Tripitaka. Sette od otto servitori vanno e vengono così svelti da non lasciare un momento di requie ai quattro o cinque cuochi. Leggono un passaggio del sutra del Pavone: ogni versetto allontana disgrazie e calamità. accese un bastoncino di incenso. Il signor Kou rimandò la moglie e i figli nei loro appartamenti. Nell'insieme sono trascorsi quattordici inverni e altrettante estati." "Voi non capite niente di queste cose. con carta. portami un vestito adatto: anch'io voglio vedere gli ospiti. e io tengo il conto su un registro. Numerosi stendardi sono ricamati con gli otto tesori. uno sramana vale l'altro. acconsentì senza fare resistenza. Quando ho tempo tiro le somme. e accompagnò i quattro pellegrini nella sala da pranzo. Hanno saputo dell'onore che ci fate e sono venuti a salutarvi. attingere acqua. e infine fissarono la data della cerimonia." "Da dove vengono questi signori?" chiesero i ragazzi al padre. caldi. scatole metalliche raccolgono lettere e documenti. Chi versava la zuppa. La signora Kou. ma gli altre tre sono orrendi.Tripitaka si complimentò con lui e si appartò per indossare il kasâya. Un domestico venne ad annunciare: "Arrivano i giovani signori. Per dissipare ogni rancore e querela." Un piccolo servitore venne a invitarli a tavola. Mi chiamo anche Dakuan. la signora sentiva aumentare la propria apprensione. le scatole sono colme di petali profumati. Battono un colpo. poi provvederò io stesso ad accompagnarvi. grandi e piccoli. al disopra della polvere del mondo: una sala da preghiera privata." "Ho letto nell'Enciclopedia della foresta dei fatti che in tutto l'universo ci sono quattro continenti" commentò uno di loro. e di accordarmi l'onore di restare da me almeno un mese. ricordate la vostra promessa di restare un po' di tempo! Come dice il proverbio: Incominciare è più facile che portare a conclusione. La prima portata è costituita da alte costruzioni multicolori. che si inchinarono fino a terra per salutare il reverendo. il signor Kou ordinò di portare foraggio al cavallo e di collocare i bagagli dei pellegrini sotto il portico. prima di entrare a pregare il Buddha. e una barba di drago decorata di luna." Tripitaka dovette cedere alla sua insistenza generosa e sincera. che si alzava per salutarla. Aspettate che abbia celebrato l'adempimento del mio voto. Il luogo rivaleggia con le torri sacre. ma ne fu impedito dal signor Kou: "Questi sono i miei figli. prima che riuscissimo a giungere nel vostro nobile paese. Entrarono nella sala di preghiera e videro alla luce delle candele accese salire spire d'incenso. di quello impiegato in cammino. mi sono permesso di venirvi a salutare e a supplicare l'elemosina di un pasto di magro. "Tenete conto che abbiamo incontrato molte creature diaboliche e abbiamo dovuto superare molte prove. liuto e scacchiera: gli strumenti dei veri piaceri raffinati. "Come dice l'adagio: Nobile casa attraverso il far bene. Lampade di cristallo bruciano olio profumato dalla fiamma chiara. per visitare il Monte degli Avvoltoi. Il reverendo voleva eseguire il cerimoniale dei saluti." Si fecero avanti due giovani diplomati(18). . piattini piccanti. ma l'ospite lo pregò di mettersi prima a suo agio levandosi il kasâya. portare riso. nei vasi i fiori di loto mostrano il loro splendore. Da ventiquattro anni la mia cucina è aperta ai monaci. "è Kou Hong. Quando ebbero mangiato a sazietà." La vecchia signora si rallegrò e chiamò una cameriera: "Svelta. con palanchino e cavalli. "è inviato in missione nella vostra nobile contrada dai grandi Tang delle terre dell'Est. che significa 'grande liberalità'. Porcellino vuotava ogni ciotola in un boccone. i mille buddha sono rivestiti d'oro. A quarant'anni feci un voto. che avrò adempiuto quando avrò ospitato diecimila monaci. I religiosi occuparono tre o quattro giorni per redigere i testi delle preghiere. Kou Liang e Kou Dong. La pietra d'oro vibra senza fine. si misero subito in movimento per raccogliere fascine. Tutto è delizioso e appetitoso: zuppa di magro. Una vasca di vetro è piena di acqua limpida. croccanti e abbondanti. Bruciano biglietti di preghiera e meditano davanti alla statua del Buddha." Negli alti scaffali si stipano i testi sacri. Davanti a una cortina profumata sono disposti libri. Stendardi spiegati davanti ai volti dorati dei buddha disposti in fila. allo scopo di preparare il pranzo. Il padrone dice che sono scesi dal cielo. c'era da spaventarsi. Tavole laccate d'oro e seggiole laccate di nero. il reverendo si alzò per ringraziare l'ospite e propose di rimettersi in cammino. La signora cadde in ginocchio. Sui tavolini sono disposti dei freschi cinque nuvole." "Signora" precisò lo sguattero. Nei bruciaprofumi arde l'aloe. Ma gli altri tre erano proprio insoliti: anche a volerli discesi dal cielo. celebrano la contrizione con l'acqua. "uno di loro vale la pena di vederlo. Bruciaprofumi e vasi di bronzo antico. "dalle terre dell'Est. perché li scriva nel registro. con la larga faccia ridente. la liturgia non era diversa da quella in uso presso i Tang. sorpresa da tanta agitazione. il tutto con accompagnamento di musica di cembali e tamburi. Jambûdvîpa. Un riquadro vermiglio fa da sfondo a una campana d'oro puro. Si vedono appese una lieve pietra sonora di giada preziosa. siano occorsi anni di viaggio. Dì al padrone che vengo anch'io. perché abbia il tempo di celebrare degnamente l'avvenimento. si informò: "Da dove vengono i monaci che provocano tutto questo subbuglio?" "Sono monaci eminenti inviati dai grandi Tang" rispose uno sguattero. Accendono la lampada del Guaritore: la sua fiamma brilla chiara. soffiano una nota e intonano i sutra all'unisono. grandi sfere di pane. Salmodiare l'Avatamsaka sûtra allontana ogni biasimo e calunnia. chi riempiva le ciotole di riso: correvano come comete che caccino la luna. ce n'è anche uno dell'Est. con la furia di una burrasca. "Nessuno in cucina sa dove siano questi Tang. Occorsero sette od otto giorni perché il signor Kou riunisse ventiquattro monaci dei dintorni per celebrare l'adempimento del voto. "L'umile monaco che vedete" spiegò Tripitaka. Tripitaka restituì prontamente la cortesia: "Siamo confusi di avervi scomodata per questi omaggi che non meritiamo. Infine si procedette alle presentazioni. legata in oro. Vi manda il Cielo a permettermi di adempiere il mio voto! Vi prego di dirmi i vostri rispettabili nomi. inchiostro e pennelli. che non ha nulla da invidiare a quelle di eminenti monasteri. buoni figli attraverso gli studi. tavolini e scatole di legno scolpito e laccato. "Il nostro è il continente occidentale. e così ho verificato ultimamente che ho già offerto ai monaci 9996 pasti: per raggiungere la cifra tonda ne mancano solo quattro. flauti a becco e organi a fiato. contento come una pasqua. Poi riprenderemo senza indugio il nostro cammino. Hong dello Scialo. che rincasano da scuola per il pranzo. un po' per salutarli e un po' perché sentiva le gambe molli di paura. il cuore liberato dagli affanni si immerge serenamente nella Via. Il reverendo si purificò le mani. e ci ha ordinato di sbrigarci a mettere in tavola." Il ragazzo corse in biblioteca e annunciò: "Anche la signora vuole vedere e salutare queste persone delle terre dell'Est. si prosternò e pregò a lungo. La sua voce cavernosa aveva risonanze da ruggito di tigre negli anfratti della montagna. La seconda da cinque piatti di verdure. poi evocano il dio guerriero. È stato maggiore il tempo perduto a causa delle difficoltà. Dapprima invocano pace per il tudi. nel continente meridionale. Gli esseri celesti discesi sulla terra possono avere le facce più strane e bizzarre. Per fortuna i miei tre discepoli mi hanno protetto. Immagino che per venire fin qui da quello del Sud. Ma il signor Kou lo trattenne: "Maestro. un supporto laccato regge un tamburo decorato. Aparagodânîya. pitture. "Vengono da molto lontano" rispose sorridendo il signor Kou. gong e flauti traversi. dovunque sete e fiori. moglie del padron di casa. che si chiama Pûrvavideha. farina e verdure. Poiché ho saputo che nella vostra onorevole prefettura si tengono i monaci in alta considerazione." "Certo" rispose ridendo Tripitaka. I servitori. timballi cotti al vapore. dove il pasto fu impeccabilmente servito. che protegge dalle correnti d'aria. "Vi prego" gli disse lui." "Sono giovani saggi!" esclamò Tripitaka. La meravigliosa Legge dei tre veicoli è delle più perfette: nella liturgia. abilmente montate in molte forme da pasticceri alla moda." "L'umile nome del vostro discepolo" espose a sua volta l'ospite. la terza da cinque tipi di frutta fresca e la quarta da stuzzichini. dorature e decorazioni colorate." I ragazzi erano stupiti: "Dovete proprio essere dei monaci divini." "Perché i quattro maestri non sono seduti tutti insieme?" chiese la signora a suo marito." Quando essa entrò nella sala notò il nobile volto e il portamento elegante di Tripitaka. il quale voleva render loro la cortesia. "Il fatto è che noi tre siamo i discepoli" rispose Porcellino alzando il grugno.

Pazientate per oggi: farò preparare tamburi e stendardi. organi a fiato. non sento più fame per tre giorni. Quando furono pronti. ma se non possiamo accettare l'ospitalità di vostro padre. chi doveva procurare i musici trattava le condizioni dell'ingaggio. Dal momento che questo signore è ricco sfondato. e che il ritorno potrebbe richiedere altri dodici o tredici anni." "Stupido!" s'indignò Tripitaka. coloro che preparavano palanchini e cavalli si scambiavano richiami da lontano. Fra il baccano della banda. ricuperare il bilanciere e appendervi i carichi. Per ora non posso offrirvi nulla. non ti curi delle cause che condannano alla trasmigrazione. le strade son deserte. il bestione si imbronciò e si mise a brontolare. Quando io ho mangiato proprio a sazietà. Il signor Kou. Sul villaggio isolato si vedon macchie nere Di corvi in volo. Dice l'adagio: Non imporre la tua presenza. Tripitaka se la prese con il Novizio: "Tu di che cosa ridi?" Era tanto irritato che fu sul punto di recitare l'incantesimo di costrizione del cerchio. Da un bruciaprofumi a coda di gazza si levano effluvi di buon augurio. non vi inquietate. aveva stampato sulla faccia un sorriso più largo che mai: "Maestro. Zuppe di riso di straordinaria purezza. Non mancavano pii amici della parrocchia e uomini dabbene di sicura fede buddista: tutti venivano a salutare il reverendo. vi voglio ospitare anch'io per quindici giorni. e la nostra capanna ne è tutta illuminata. Il reverendo ringraziò l'ospite e i suoi invitati. incaricò il maggiordomo di far confezionare venti paia di stendardi colorati. Porcellino era tutt'occhi per quel banchetto sontuoso. è questo che mi volete rimproverare?" "Quali rimproveri potrei muovervi. E poi ha potuto adempiere il suo voto. se non hai seminato. trovarono tutta quella gente al loro servizio. figuriamoci se apre la bocca per far vedere che gli manca il buon senso. quando qui si mangia tanto e bene? Si direbbe che sulla strada maestra vi stia aspettando vostra nonna. preso dal panico. e io ebbi il torto di rispondere che mi sarebbero occorsi tre anni. Già fra la terza e la quarta veglia. da rallegrare il cielo e la terra. Io rischio di non rispettare i limiti assegnati alla mia missione. prese la borsa che conteneva il passaporto e se la mise sul petto. mariti della sorella maggiore e di quella minore. mi chiese quando sarei ritornato. si inginocchiò: "Maestro. Il reverendo ordinò di chiudere i bagagli e di sellare il cavallo. Commissionò ai cuochi un banchetto d'addio." Stava ancora parlando. Allora la musica si fece più forte: tamburi. senza più osare di proferir verbo. tanto da aver nutrito tutti quei monaci. I nostri genitori vi invitano.La cerimonia si concluse dopo tre giorni e tre notti. che non pensava ad altro che al Monastero del Colpo di Tuono e voleva ripartire. Tripitaka. messo a disagio da quello scontro fra maestro e discepoli che si svolgeva davanti a lui. mentre si serviva il vino. Non dovete pensare che rifiuti per malizia. Con i soldi si fa questo e altro. non si alzò da tavola prima di aver fatto scomparire le cinque o sei ciotole di riso di riserva. "Dice il proverbio: Il sapore più raffinato non riempie la pancia meglio del riso bollito. timballi e dolciumi. ma conosciamo il detto: Raccogli ciò che hai seminato. è appesa al centro una pittura che rappresenta una montagna di longevità su un mare di felicità. ordinò al suo segretario di spedire un centinaio di biglietti a vicini e parenti. i domestici si alzarono per fare i preparativi. la terra si è velata. Vi era stato preparato un banchetto molto diverso da quelli serviti nella sala da pranzo. mentre non so come scusarmi per il disturbo che vi ho dato? Vedete: quando la sacra persona del mio imperatore mi affidò la missione. non ne ha mai incontrati di importanti come voi. dobbiamo mangiare e bere più che possiamo: non troveremo mai più un'accoglienza fastosa come nella casa del signor Kou. Si danza davanti ai gradini al ritmo dei tamburi. Il signor Kou disse loro sorridendo: "Mi dispiace. e non pensi ad altro. Le stelle rendon pallido il gran fiume d'argento. Mentre il reverendo scambiava complimenti con il signor Kou. Sulle tavole allineate si accumulano ori e piramidi di dolciumi a forma di leoni e di immortali. poi rimase in attesa. gli stendardi erano allineati intorno a un prezioso baldacchino con accompagnamento di musica. come potremmo accettare la vostra? Dobbiamo assolutamente partire. Noi siamo giovani e poco esperti del concatenarsi delle cause e degli effetti. Tripitaka depose le bacchette e recitò un sutra per concludere il pasto. vuotando ogni ciotola in un boccone. in cima alla torre lontana Rintoccano campane e rullano tamburi. si vedono distese di piatti e di frutta come un tappeto di broccato. perché desiderano migliorare il loro karma: perché dovreste rifiutare? Anzi. quando sbucarono Kou Dong e il fratello: "In ventiquattro anni che nostro padre ospita monaci. Se siete prigionieri della vostra ghiottoneria. fermo! Non dite niente! Non ho nessuna voglia di ridere!" Al signor Kou non restò che rinunciare a insistere. il signor Kou li invitò ancora una volta nella sala grande. Il pianto del cuculo si sprofonda nell'ombra. entro una cerchia di paraventi. Voi capite che non posso venir meno all'ordine sacro che ho ricevuto: sarebbe un delitto imperdonabile. alti canti accompagnati da cetre. Tutti correvano qua e là." Il monaco cinese emise un brontolio da bestia feroce. amici miei. Quando avrò ottenuto le scritture. Da quanto tempo siete da noi?" "Sono ormai quindici giorni." Vedendo la faccia alterata del maestro. la pancia non conserva provviste. Davanti alla porta. Quando avrai mangiato. che faceva vibrare il cielo. Porcellino ritornò alla carica: "Maestro. "È già insopportabile quando sta zitto. ragazzi! Vi siamo molto obbligati. e avvertire i parenti e i vicini. niente può costringervi a sottrarre alla nostra umile capanna l'onore della vostra presenza. niente mi impedirà di ritornare da voi e di fare un'altra sosta. strillando: "Maestro. liuti. un domestico venne ad annunciare che erano giunti gli invitati. Scimmiotto mise in mano al maestro il bastone da pellegrino con nove anelli. Quando constatò che si partiva davvero. L'ombra dei fiori si agita sotto il chiaro di luna." "Ma che cosa dici!" rispose Sabbioso ridendo. che noia vi dà accettare e fermarvi per un anno? Perché dovremmo partire a tutti i costi e correre le strade mendicando. Ai lati si allineano quadri che rappresentano le quattro stagioni. Dopo i saluti presero posto. Si spengono le luci." "Per carità." Chiacchierando e mangiando. cenarono e si ritirarono per dormire. Domani vi accompagneremo alla partenza." "Ben fatto!" approvava Sabbioso ridendo. Sotto il gran cielo muto. chi doveva invitare monaci e preti si metteva in cammino. Sabbioso strigliò il cavallo." Uscito dalla sala dei sutra. e diceva a Sabbioso: "Fratello mio." Porcellino non seppe trattenersi dal dire la sua. Non mi aspettavo certo di impiegarne quattordici per il solo viaggio di andata. ma al ritorno vi esprimerò la mia gratitudine. "non fartela scoppiare." "Siete stati ospiti di mio marito. signora. "Tu pensi solo a mangiare. e si avviò all'uscita. voi proprio non avete considerazione per i sentimenti degli altri. e si riempì le maniche di pani. ripartirò da solo. Fu un bell'andirivieni. per paura di trovarsi a corto di risorse. Caduta la sera. romperemo i nostri salvadanai e vi ospiteremo anche noi." Il povero bestione ansimava e soffriva. Il bestione si appioppò due schiaffi da solo e disse: "Zitto. gallette. il sole saliva verso lo zenit." "Bestione mio" esortò Sabbioso. lo sellò e mise le redini. ritornò a ringraziare e a prendere congedo. Dappertutto vasi di fiori freschi dai colori vivaci. non raccogli. sarà finita lì. in questi giorni di sacre funzioni. Chi doveva cucinare si affrettava verso la cucina. a cavallo o in palanchino. tutti cedevano loro il passo. e se lo facessi volontariamente non basterebbe nemmeno la pena capitale a riscattare la mia colpa. Questa casa di un popolano non cede in nulla a quelle dei principi." "Non te ne intendi. se ne vada dove gli pare. Monaci e preti arrivarono in quel momento. per non alimentare il dissidio fra maestro e discepoli: "Non litigate! Resta inteso che domani vi accompagnerò." La madre e i ragazzi si seccarono: "Perdiamo il nostro tempo! Se non capisce che vorremmo trattenerlo con le migliori intenzioni del mondo. Scimmiotto. Scimmiotto afferrò Porcellino per il collo e lo riempì di botte sulla testa. Fra alti tendaggi. voi arrivate tardi e il maestro ha una gran fretta di partire. E dappertutto gioiosi suoni." Ed ecco ricomparire la vecchia signora: "Maestro. ma verso le dieci del mattino tutto era pronto. Vi supplico di lasciarmi compiere la mia missione. Il signor Kou gli disse: "Maestro. Porcellino. e lo spiegamento . Senza considerare che non so se otterrò i sutra. per altri quindici giorni. tè e ricchissimi vini profumati. Che fretta abbiamo? In un mesetto soddisferemmo le richieste della madre e dei figli. Sai che la strada ci aspetta. la vostra ansia di lasciarmi mi fa temere di avervi trascurato. C'erano il vicino di sinistra e quello di destra." E gli voltarono le spalle. non esagerate. Quando il maestro e i discepoli si alzarono all'alba. quella pancia. di ingaggiare una banda musicale e di invitare i monaci del Monastero della Venuta del Sud e i preti taoisti del Tempio del Picco dell'Est. A piedi. fra le due e le tre del mattino. Anch'io ho accumulato il mio piccolo capitale con un'attività di sartoria. resta se ti trattengono. Tutto doveva essere pronto l'indomani mattina alle dieci. brontolando: "Questa bestia spinge la sua incoscienza a metter su il maestro contro di noi. Tu grufoli nel truogolo fino a farti scoppiare lo stomaco. e ci chiede con assoluta sincerità di restare. i cognati maggiore e minore. ma non aveva scelta: dovette ficcare nelle sacche la ciotola e le altre suppellettili. per invitarli ad accompagnare l'indomani i maestri cinesi in partenza per l'Ovest." La folla si aprì per lasciar passare i quattro pellegrini. scemo! Ricominci?" Scimmiotto e Sabbioso scoppiarono a ridere.

Se ne stavano zitti. quello che oggi ha accompagnato i bonzi cinesi. "Si fa tardi. gioielli. chiederò all'imperatore di lasciarti vivere nelle cucine imperiali a mangiare avanzi quanto vorrai. ma il destino Per ora non lo porta avanti al Buddha. abiti. Fra il baccano della banda." I briganti non furono dell'avviso. i ladri scelsero di calarsi dal muro di cinta in un vicolo con l'aiuto di una scala di corda. signori. Porcellino ricominciò: "Lo vedete? Abbiamo sdegnato buon cibo abbondante e camere fresche e pulite. li ho guardati alla luce delle torce. una banda di malandrini si riuniva nella città di Diling. che faceva vibrare il cielo. finché finalmente schiatterai e diventerai un fantasma obeso. Si avvicinarono e videro un arco sfondato che recava un vecchio pannello orizzontale. mi sono nascosta sotto il letto." Tutti in casa erano in effervescenza. Porcellino incitava alla violenza. Il rancore la spinse a tramare per perderlo. Prima che scendesse la sera. DOPO AVER SOFFERTO UN'IBERNAZIONE INFERNALE. Chi avrebbe mai detto che il voto di vostro padre sarebbe stato adempiuto dando ospitalità ai suoi assassini?" "Che cosa intendi dire?" chiesero i ragazzi. smettila!" inveì Tripitaka. Uno disse: "Non occorrono tante informazioni né lunghi calcoli: al primo posto c'è il ricco e generoso signor Kou. commosso. Kou non poté resistere e. a cavallo o in palanchino. corde e torce. Ripensava al rifiuto del monaco cinese di accettare le ripetute offerte di ospitalità. . tutti cedevano loro il passo. Se ne approfittiamo. Chi credete che fossero? Il monaco cinese reggeva il lume. figli miei. "Santo cielo. Era composta da una trentina di malviventi. Quando torneremo in Cina. Gli annali lo glorificano: fu come Gong e Huang. Buono e semplice. si erano associati per darsi al brigantaggio. Aveva affrontato l'esame di stato ancora in giovane età. A piedi. Giusto e leale. Sabbioso raccoglieva oro e argento. Chi correva a informare i parenti. Quando ricomparvero. si impadronirono di tutto quello che trovavano: oro. E scrisse: "Il monaco cinese reggeva il lume. Kou Liang. "Come ha detto la mamma" rispose Kou Liang. finché le sette anime uscirono dall'infelice per scendere all'inferno. nei quindici giorni che hanno trascorso da noi. I briganti. che avevano dilapidato il proprio denaro in bevute e cattive compagnie. e corsero sotto la pioggia alla casa del signor Kou. La vedova passò il resto della notte ad arrovellarsi. ma il cielo si coprì di nuvole nere e cadde un violento temporale. a lume di torcia. Il signor Kou scoppiò in singhiozzi. e i suoi tre spiriti abbandonarono questo basso mondo. non si può sbagliare. non la cedeva in nulla a tende di broccato che coprono la primavera. da nascondere il sole. Il signor Kou non si rassegnava: "Maestro" diceva trattenendo a stento le lacrime. la signora si nascose sotto il letto. uomini e donne. per lodare la vostra virtù. randelli. correvano a nascondersi negli angoli bui. mentre i monaci intonavano inni al Buddha e i preti arie taoiste." Conversando percorsero altri due o tre li. Li seguirono oltre le mura della città. Un po' seduti. Evidentemente. Giunti al chiosco del decimo li. un po' in piedi. Ci sarà pure.quattro pellegrini. quando ripresero il cammino. forzarono cofani e panieri e. "al ritorno vi dovrete fermare nella mia umile dimora per alleviare il gran dispiacere del mio cuore. e fuggirono sotto la pioggia che continuava a cadere. Giovani e vecchi. Che infami! Dobbiamo preparare subito la denuncia. ed è stato Scimmiotto a uccidere vostro padre. armi alla mano. sbucò dal suo nascondiglio per implorare: "Prendete quello che vi serve. senza alcuna traccia di presenza umana fra rovi ed erbacce. Porcellino impugnava il coltello. oggetti di casa. ma non è posto per te. lo consolava: "Se il Buddha mi riceverà al Monte degli Avvoltoi. sono stati tentati delle ricchezze che si vedevano intorno e hanno studiato la disposizione della casa. Kou Liang e il fratello si recarono dal prefetto del capoluogo. da svaligiare per rimpannucciarsi. Se poi non sapete che cosa avvenne all'alba. suo marito dietro un uscio." Al bestione passò la voglia di insistere. aveva sempre vissuto nella rettitudine. vasellame. Kou Dong e gli altri giovani scappavano qua e là terrorizzati. come i diavoli che piantano il banchetto del funerale per rincorrere l'anima del defunto e portarsela all'inferno. benché tremassi di paura. Per aver ucciso il re diavolo del Fuoco Avvelenato fu degradato e nominato ufficiale trascendente delle Cinque Manifestazioni. un guardiano del santuario!" Ma entrando non trovarono che portici in rovina e muri crollati. Certo che al ritorno vi verrò a trovare! E vorrò ringraziarvi e prosternarmi molte volte davanti a voi. Mentre i nostri pellegrini si adattavano a passare una notte penosa sotto la pioggia. esaurita ogni altra risorsa. ed era convinta che lo sfoggio di ricchezza mostrato in pubblico alla sua partenza avesse attirato la disgrazia. Sfondarono il portone e corsero dentro urlando come ossessi e seminando il panico. voi sarete il primo di cui gli parlerò. Alla fine hanno approfittato del buio e del maltempo per commettere l'assassinio. e lo spiegamento di stendardi. Prima di uscire dai loro nascondigli. Il suo nome viene ricordato nei tribunali accanto a quelli di Zhuo e Lu(19). come faremo?" "Brutto animale. Non è una buona idea?" I briganti accolsero il suggerimento con entusiasmo: si armarono di pugnali." Tripitaka. per correre la strada senza fissa dimora. Aspetta che il nostro destino ci abbia condotto dal Buddha e mi abbia consentito di ottenere le scritture. a rischio della vita. CAPITOLO 97 UN ERRORE GIUDIZIARIO OVE IL DONATORE. trovarono il loro padrone stecchito sul pavimento. perché temevano di richiamare l'attenzione di qualche creatura malefica. Ahimè! Felicità e disgrazia Fra loro si avvicendano. su cui ancora si leggeva in quattro grandi caratteri scoloriti dal tempo e coperti di polvere: CORTE PROVVISORIA DI SPLENDORE FIORITO Il reverendo mise piede a terra e spiegò: "Il pusa Splendore Fiorito era discepolo del buddha delle Fiamme dai Cinque Splendori. poi il reverendo insisté perché si separassero. Scimmiotto ha ucciso nostro padre. Il magistrato di Terrazza di Bronzo era un uomo retto ed eminente. mescolava sempre ai suoi pensieri pietà e compassione. si disposero panieri di cibo e vasi di dense bevande per una refezione prima di separarsi." "Come scriviamo?" chiese Kou Dong. Da ragazzo era povero e d'inverno studiava alla luce riflessa dalla neve. Alla quarta veglia chiamò i figli e disse loro: "Smettete di piangere. passarono la notte in bianco. Lo gettarono a terra e lo presero a calci." I figli presero tutto per oro colato: "Se li hai visti. VEDE LA SUA ANIMA TENEBROSA CHIAMATA A SALVARE IL PRIMORDIALE. avremo di che divertirci per un bel pezzo e ci porteremo a letto quante ragazze vorremo. Non restò che cercare tra le rovine un rifugio contro la pioggia e il vento. l'hanno ammazzato!" E si affollarono piangendo intorno al cadavere. i quattro pellegrini percorsero quaranta o cinquanta li. ma finì per lasciarsi convincere e ritornò indietro. Sabbioso saccheggiava oro e argento. Compiuto il colpo. chi preparava la bara. Scimmiotto alzò lo sguardo e vide più avanti lungo la strada un complesso di edifici: "Andiamo a riposarci là" propose al maestro. Si riunirono per stabilire una lista delle famiglie più ricche della città. fra le rovine del Tempio di Splendore Fiorito. "Quando quei feroci briganti hanno invaso la mia camera. È il caso di dirlo: Per il suo voto di nutrire monaci Va verso il Gran Risveglio. Un tale dispiegamento di ricchezze superava palizzate di giada e perle. ma lasciate a questo povero vecchio qualche vestito per i suoi ultimi giorni. argento. Dove cerchiamo riparo?" domandò il reverendo. Una notte piovosa come questa è un'occasione da non perdere: per le strade non ci sono né guardie notturne né ronda di pompieri. una folla immensa si accalcava per vedere il signor Kou che accompagnava il monaco cinese. "Dice il proverbio: Chang'an è una bella città. Avrebbero voluto liberare dalle malerbe almeno il sentiero che attraversava la corte. bastoni chiodati. E se si mette a piovere. i domestici aspettarono di essere ben sicuri che se ne fossero andati. manganelli. ascoltate il prossimo capitolo.

I fratelli Kou si presentarono. si additarono a vicenda i viandanti ed esclamarono: "Guardate! Sono i quattro bonzi che ieri hanno lasciato la città. dopo esservi dedicati alle vostre ruberie. "Non strillate! Confessate tutto!" "Eccellenza. se vi ho offeso." I briganti impugnarono dunque le armi e corsero gridando sulla strada. tutto ciò che entra nel sacco passa per le mie mani e viene segnato nel mio registro. elemosine e regalie. un uomo così squisito?" "Ha messo troppo in mostra la sua squisitezza quando ci ha accompagnato: lo sfoggio di lusso ha risvegliato l'attenzione di questi marioli. quando videro arrivare una folla di gente armata di lance e di sciabole. e che se ne vadano pure." I banditi confabularono: "Il bonzo sembra una persona sensata. è inutile che vi rivolgiate a quei tre là: dovete chiederlo a me. Poi fu la volta dei discepoli. gli strapperemo il viatico. lo lesse e disse: "Mi hanno detto che avevate adempiuto il vostro voto di nutrire monaci accogliendo quattro eminenti bonzi. Scimmiotto urlò: "Maestro. li abbiamo disturbati per ben quindici giorni. È completamente in bolletta. che una simile disgrazia sia capitata proprio al vecchio signor Kou. Ci spoglieranno anche dei vestiti. Di rado ha ricompensa. con il suo fiato magico. cari amici." Il magistrato convocò la polizia a piedi e a cavallo che. Vengono al momento giusto. Fratelli. Hai notato qualcuno Che è caduto nell'acqua E vuoi tirarlo su? Tu pensaci due volte. Aspettate che faccia loro qualche domanda. che avevano trascorso la notte fra le rovine del tempio. gli occhi spalancati." "Va bene. Che cosa vuoi?" "Venite a divertirvi con i nostri amici briganti!" Porcellino si avvicinò a uno di loro e lo urtò gridando: "Che fai. "Ti sembrano briganti?" "La stella della disgrazia non è tramontata sul capo del maestro" mormorò Scimmiotto. muniti di torce e di bastoni. Per pigrizia e incuria. Lo attesta il poema: La bontà.Egli sedette sul seggio. Consapevole del Vuoto. recita sutra e non sa nient'altro. Scimmiotto pregò il maestro di sedere al posto d'onore. La sera del giorno stesso in cui li avevamo accompagnati sono ritornati indietro. e noi ci troveremo in una posizione delicata. signorie!" strillavano i banditi. ma temette i rimproveri di Tripitaka. Come ha potuto avvenire quello che dite?" "Eccellenza" rispose Kou Liang battendo la fronte al suolo. e mentre si avvicinavano gridava: "Eccoci. Tripitaka piangeva e aveva perduto la parola. superando di una ventina di li il Tempio di Splendore Fiorito e nascondendosi in una valletta fra le montagne per dividersi il bottino. Ci raccomandiamo alla vostra commiserazione: prendete tutto. abbiamo dilapidato i nostri patrimoni in vino." "Non dire sciocchezze!" rise Sabbioso. perché sono io che tengo i conti. prese il cavallo per la briglia e si incamminò seguito da Porcellino. Con insaziabile avidità. bestiacce? Che cosa avete rubato? Avete commesso omicidi? È la prima volta? La seconda? La terza?" "Grazia. Ora li fermeremo. bonzi! Se tenete alla pelle. ci siamo riuniti per approfittare della notte e del maltempo e spogliare la sua casa. Riconsegnare le loro cose non è il minimo che possiamo fare?" Scimmiotto ne convenne. Sapete che gli uomini non si accontentano mai: l'ingordigia ci ha spinto a sbarrarvi la strada. Se volete il pedaggio. gioco. in mezzo ai discepoli. si prosternarono e gridarono: "Eccellenza. Li faremo confessare. ma figli di famiglia. incontriamo i malandrini sulla strada. Si recò con Porcellino e Sabbioso nella valletta dov'era raccolta la refurtiva e la caricò sul cavallo. "Che cosa significa tutta quella gente armata che ci viene incontro?" "Disgrazia!" squittì Porcellino." Strinse alla vita il suo gonnellino di pelle di tigre e si fece avanti giungendo le mani sul petto: "Signori. "Non ha soldi e ci fa ritornare per consegnare il cavallo. donne e divertimenti." Il reverendo acconsentì. Maestro e discepoli. e vedremo se sono delinquenti incalliti o semplici pivelli." Scimmiotto sorrise: "Non prendetevela." Tripitaka. ritornate qui!" "Si mette male!" si spaventò Porcellino. approfittando del buio e del maltempo. lo hanno abbattuto. e scappare a gambe levate. Quindi gridò: "Ferma!" E i trenta componenti della banda restarono immobilizzati come pali. "Grandi re!" rispose Scimmiotto. atterrito. arhat giunti dalla corte dei Tang nelle terre dell'Est. mentre festeggiavamo il compimento del voto. ma lasciateci la vita!" Tripitaka fu sconvolto dalle notizie e balzò in piedi vibrando di indignazione: "Com'è possibile. E se proprio vuoi farlo È a tuo rischio e pericolo! I pellegrini camminavano verso la città carichi di oggetti preziosi. raccoglieva centocinquanta uomini muniti d'armi da punta e da taglio. ed essi pian piano si ripresero. Si disposero di traverso. Scimmiotto recitò l'incantesimo per liberarli dalla paralisi. Per fortuna li abbiamo incontrati e abbiamo ricuperato la refurtiva. E più spesso le accade Di attirare il bastone. compresi ciotola e vestiti. Sabbioso lasciò cadere le sacche. portate pazienza. Sabbioso si . con le bocche aperte. "Discepoli!" gridò Tripitaka. Come mai non parlano?" "Maestro" rispose Scimmiotto. Provvederò io a regalarvi i nostri bagagli." "Io sono rimasto commosso dalla generosità dei Kou. Quando si sono trovati davanti nostro padre. sbarrando il passaggio. Porcellino brontolava risentito. guarda bene" replicò Sabbioso. "Accoppa! Accoppa!" ruggirono i briganti incolleriti. e potrete andare dove vi pare. Poi apostrofò i briganti: "Da quanti anni fate questo mestiere. qual buon vento vi porta?" "Hai un bel coraggio a venircelo a chiedere!" urlò un bandito." Scimmiotto si volse ai suoi e strizzò l'occhio." "Dunque siete dei briganti da strada" considerò Scimmiotto con un sorriso radioso. Scimmiotto si strappò qualche pelo e. così ci siamo ridotti senza mezzi. per questa volta non ti ammazziamo. Se ci chiama. tremava come una foglia. "Sono un povero bonzo di campagna e non mi so esprimere bene. non appena liberi. ne ricavò trenta lunghezze di corda. con il vostro cavallo bianco e quelle grandi sacche. vi convinceremo a coltellate. ma non farlo quando liberi. fra coscritti e volontari. Vi abbiamo riconosciuto come gli ospiti del signor Kou. "mio padre Kou Hong aveva nutrito monaci per ventiquattro anni. quello con il grugno lungo è un facchino. "Non ti rendi conto che ti stai giocando la pelle? Sembri cieco: non vedi che non siamo dei signori? Sganciate il pedaggio. Recare offesa al cielo è il nostro mestiere. "È muto e istupidito" ridacchiò Porcellino. brigante? Non ti muovi più?" L'uomo restava immoto e privo di parola. Fagli mettere giù i bagagli. I soldi per i sutra che recitiamo. rovesciate a terra questa gente e legatela bene. "Il fratello ci sa fare. Il Novizio si chinò. con stendardi e fanfare. Porcellino e Sabbioso si rivolsero a Scimmiotto: "Vedi che scalogna! Dopo la brutta notte che abbiamo passato sotto l'acqua. e in breve i banditi si trovarono legati come salami. Si impadronirono anche del bagaglio. Lasciateli perdere: è tutta gente che non può darvi soddisfazione." Circondarono Tripitaka. poi li avete accompagnati sulla loro strada attraversando Diling in pompa magna. mostrando la tavoletta ricevuta. non sarà qualche fottuto brigantello a metterlo in difficoltà. prese le disposizioni sugli affari correnti e ordinò di distribuire le tavolette ai querelanti. Scimmiotto ebbe la tentazione di lasciare ai briganti un ricordo della sua sbarra. si spinsero davanti il cavallo e li portarono nel capoluogo della prefettura. Il moro che vedete l'ho ingaggiato perché s'intende di cavalli. ben contenti di uscirne vivi. non siamo briganti incalliti. Ha riportato sulla retta via i peggiori diavoli. ruberemo il cavallo e aumenteremo il nostro bottino: è un lavoretto che sarebbe un peccato trascurare. videro i quattro pellegrini che venivano verso di loro. e intimarono: "Fermi. "smontate da cavallo e sedetevi. come per aprire le sacche. Si può ben dirlo: Le disgrazie non vengono mai sole. Consapevole del Vuoto. questi ultimi ospiti completavano la cifra prevista di diecimila. fingendosi spaventato. Quando abbiamo saputo del grande patrimonio accumulato dal signor Kou. Essi uscirono dalla porta occidentale e si lanciarono sulle tracce dei quattro pellegrini. Tutti si misero all'opera." "Non abbiamo corde" obiettò Sabbioso. mentre Sabbioso si occupò dei loro bagagli. "Scherzi di magia" spiegò Scimmiotto. Non sapeva di comportarsi come la falena. quando vola verso la fiamma che le brucerà le ali. Non sapevamo che vostra eccellenza avesse poteri straordinari e che ci saremmo trovati ammanettati. senza poter fare un movimento né dire una parola. Sono rimasti nella nostra casa per quindici giorni. Quello che vedete sul cavallo è il nostro maestro: ha dimenticato piaceri e dispiaceri dei sensi. Fu così che Tripitaka ritornò indietro con i suoi per restituire i beni rubati. Supplichiamo vostra eccellenza di rendere giustizia all'umile gente del popolo. pagate il pedaggio senza discutere. e abbiamo pensato che foste ben provvisti. ci quereliamo per un grave fatto di sangue e di furto con effrazione. "È chiaro che questa gente sta inseguendo i briganti. oboli. Un altro carico di metalli preziosi toccò a Porcellino. in questo modo hanno acquistato familiarità con il luogo. e hanno forzato la porta di casa per saccheggiare ogni cosa. Anche i briganti che avevano saccheggiato la casa di Kou si erano incamminati verso l'ovest e avevano corso fino all'alba. Come dice l'adagio: Puoi sbagliare quando arresti. "I briganti hanno raccolto grandi rinforzi e si sono armati meglio per darci una lezione!" "Fratello. raccolse una manciata di terra e la gettò in aria. avrà qualcosa da dirci: andiamo a sentire. lo strapparono dal suo cavallo e lo legarono. Mentre erano intenti alla divisione." I sopraggiunti accerchiarono i pellegrini: "Bonzi del malanno! Avete la sfacciataggine di aggirarvi ancora da queste parti. e ciascuno di loro fu portato da due uomini. Vi abbiamo visto arrivare mentre ci dividevamo il bottino. Se invece state a pensarci su." Il magistrato ricevette il loro memoriale. all'alba ripresero la loro strada. le mani a mezz'aria. "Ma immobilizzare il corpo non chiude la bocca. ricuperò i suoi peli e li guardò balzar su. Una volta legati. Questi bonzi vengono da lontano e hanno passato molto tempo dai Kou: il loro bagaglio sarà ben fornito. i prigionieri vennero appesi a pertiche passate nei nodi delle funi.

. Si guardò intorno per orientarsi e prese il volo verso Diling e la strada dove abitavano i Kou. Non toccate niente. bastoncini d'incenso. Vide un sacchetto di tela. La vedova. Senza capire che cosa non funzionasse per il suo verso." I pellegrini furono chiusi in carcere. Vi divertirete. Il feretro era stato collocato nella sala principale. I figli batterono la fronte sul pavimento cantilenando: "Oh padre. Le truppe si presentarono al tribunale e annunciarono: "Eccellenza. altrimenti avremmo rischiato di metterci nei pasticci." Chiamata con l'antico soprannome. ritornate da dove venite e non fate del male a nessuno! Appena farà giorno. Scimmiotto si posò sulla bara e tossicchiò." Scimmiotto pensava: "Anche se il destino del maestro prescrive questa prova. E ordinò alle guardie: "Portate il cerchio per stringere la testa e applicatelo alla zucca pelata del capo banda. quel bonzo non c'entra. Era una bella notte serena. correremo al tribunale e presenteremo l'istanza di scarcerazione. quando stai male." "Vanno bene anche i vestiti. La moglie. nemmeno i cani e le galline. si trasformò in un moscerino e fuggì da un interstizio fra le tegole del tetto. stai per caso tornando in vita?" "No" rispose Scimmiotto imitando la voce del vecchio Kou. come mai parli?" "Il re dell'inferno Yama mi ha fatto accompagnare qui dagli spettri perché dica una cosa: la mia vecchia Spingi L'Ago ha usato la sua lingua velenosa per rovinare gli innocenti. Aprirono l'involto e scoprirono Le lunghe file di perle brillanti Ed un tesoro di pagliuzze d'oro. "permettetemi di dichiarare quanto segue: l'umile monaco che vedete non è un bandito e non si è certo permesso una simile impostura. la resa dei terreni migliorò e i crediti furono ricuperati. Nel tempo ha accumulato una fortuna di centinaia di migliaia di sapeche. avevano ricuperato la refurtiva e la stavano riportando qui per mostrarsi grati. e prega vostra eccellenza di andargli incontro nei sobborghi. Pensava: "Fra le prove imposte al maestro c'era evidentemente anche questa notte in prigione. finalmente. Quando ebbe vent'anni. sarà bene che prepari ogni cosa per farlo uscire di qui al levar del giorno. pieno di sigilli e di scritte di molti paesi. un'altra il petto e una terza la testa." "Proprio così. Abbiamo trovato questa cosa che non sappiamo come utilizzare: romperla per dividere sarebbe un peccato. ma si resero conto che quella cosa fosforescente avvolta nella carta oleata doveva costare un sacco di soldi. Mentre si spingevano per guardare. che portavano offerte di riso. Da piccoli eravamo compagni di scuola. ma in realtà non lo siamo. i figli si prosternarono e non osarono muoversi da terra. È mai possibile che. A quarant'anni si è volto al bene e ha fatto voto di nutrire diecimila monaci. la gratitudine ci ha spinto a togliere la refurtiva ai briganti. "Come dice l'adagio: La vita è bella finché è sana. Per i pellegrini fu anche questa una notte inquieta. Gli abiti di stoffa ordinaria non valevano gran che. Mentre lo facevamo. Tripitaka soffriva il martirio e ripeteva: "Consapevole del Vuoto. più coraggiosa." Guardate che bravo: si rimpicciolì per liberarsi dalle cinghie che lo legavano al letto." Tutta la famiglia corse ad ardere biglietti di carta moneta. Il padron di casa attendeva alla cottura al fornello. Il capo banda sono io. Lungo la via brillava una luce: si accostò e constatò che si trattava del laboratorio di un fabbricante di formaggio di soia. gli portava un buon guadagno. Che sfortuna! Aveva sessantaquattro anni e possedeva tutto ciò che serve per godersi la vita. come si vedeva . dove una cinghia serrava il ventre. e faticavano a farsi versare la rendita. il signor Kou aveva fortuna e figli. "Ma se vi siete imbattuti nei briganti." Il tamburo dalla torre annunciò il cadere della notte. Riconosceremo i nostri errori. Proprio perché il signor Kou ci ha ospitato generosamente per quindici giorni. Qualunque affare intraprendesse. Verso la quarta veglia. "Che cosa aspetti per assumere la difesa?" "Che posso fare?" rispose Scimmiotto." La proposta fu una coltellata per il cuore di Tripitaka." Tripitaka si sentì come una barchetta nell'oceano in burrasca. avevo cinque anni più di lui. "vi supplichiamo." "Padre" supplicavano Kou Liang e suo fratello." La moglie batteva i denti. i coscritti hanno catturato i malviventi. che avevamo incontrato sulla nostra strada. Entrarono i figli accompagnati dalle nuore. lo aprì e ne tolse il passaporto. Poi ordinò la comparizione di Tripitaka e dei suoi compagni. me ne vado" disse Scimmiotto. Riprenderemo l'interrogatorio quando avrò ricevuto il mio superiore. candele e offerte di frutta. Consapevole del Vuoto. "Voi bruciate carta moneta. sputa la grana. Altrimenti. luna e stelle splendevano ancora. Lo prova il passaporto che troverete fra le nostre cose. e loro ci hanno ceduto le loro sacche. Era un uomo buono." L'ufficiale esaminò il kasâya e il restante contenuto delle sacche. "Discepoli miei" si lamentava Tripitaka "come faremo?" Scimmiotto rideva: "Adesso venite al fresco: è un posticino tranquillo. Osereste negare la presenza del bottino?" esclamò trionfante il magistrato.sentiva disorientato. Noi cerchiamo solo di stare in pace con i vivi e con i morti. Le guardie si misero all'opera: incoronarono Scimmiotto e tirarono la corda. "è inutile che vi affatichiate. ma se uno solo la prende." "Va bene. Aprite e prendetevelo. Scimmiotto. Misero una corda nuova e ricominciarono a tirare: nuova rottura." Il magistrato li ricompensò della pena che si erano data. oh padre. Per fortuna arrivate voi: aiutateci a dividere. con una lampada accesa." Il magistrato ordinò al capo della camera di giustizia: "Mettete in cella questi banditi e fate buona guardia. invece di godere i suoi meriti. Domattina. ma non vi trovarono nemmeno un graffio. la vecchia si prosternò: "Vecchio mio. oh padre. "Pretendete di venire dalle terre dell'Est e di andare nel Paradiso dell'Ovest a rendere omaggio al Buddha." E quando vide le guardie preparare la corda per stringere il cerchio dichiarò: "Vostro onore. Ed ecco che i briganti lo hanno ucciso a calci. non posso lasciargli subire le torture. Lui diceva: "Mamma. il tudi e la divinità delle mura e dei fossati sono corsi pieni di indignazione a informare Yama. siamo stati arrestati e scambiati per i ladri. I carcerieri li vennero a frustare. Esaminarono le pelle del cranio di Scimmiotto. "Consapevole del Vuoto!" gridò. Al momento il problema è tutto qui. noncurante. che venne a vedere: "Che cos'è questo baccano?" Le guardie si inginocchiarono: "Stavamo battendo questi bonzi briganti di strada." "Ma noi non abbiamo soldi. verificò la refurtiva e la restituì alla famiglia Kou. Perciò mi sono tenuto in disparte e mi sono astenuto da difese e da interventi magici. Poi gli somministreremo le verghe. seduta su un cuscino. Suo padre si chiamava Kou Ming. In una di quelle sacche troverete un abito orlato di broccato che vale mille pezzi d'oro. Quali innocenti avrei rovinato con lingua velenosa?" "Non prendermi in giro!" urlò il Novizio. "Il bottino testimonia contro di noi. mentre sua moglie pressava gli ingredienti. Il re dell'inferno mi ha mandato qui sotto buona scorta fantasma per dirvi di farli liberare immediatamente. continuando a prosternarsi. Nella rapina contro i Kou io tenevo la torcia. Scimmiotto ha ucciso vostro padre. ma tenne duro e chiese: "Se sei morto. si preparava a mostrare le sue capacità. Egli volò nella casa dei Kou. che allora chiamavamo Spingi L'Ago: quello fu l'inizio della sua prosperità. Sabbioso saccheggiava oro e argento. e sembra fondata. quando sua grandezza riprenderà il processo. Il giudice era già sveglio. alla residenza del magistrato. dove non troverete cani che vi abbàino. Le nuore corsero via spiritate agitando le braccia. rubavo e uccidevo. come faremo? Come faremo?" "Ci battono per spillarci un po' di soldi" fece notare Scimmiotto. piangeva. finché si ruppe con uno schiocco. alla tua età ricordi ancora il mio soprannome da ragazza. Draghi allacciati in squisiti ricami Ed orli di broccato con fenici. Da quando entrò in casa sua.. gli altri non avranno niente. se c'è qualcuno da mettere alla tortura sono io. perché non li avete assicurati alla giustizia? Ve lo impediva la vostra gratitudine? Come mai abbiamo trovato solo voi quattro? Ecco qua: la querela di Kou Liang fa appunto i vostri nomi." "Signori ufficiali" gridò Scimmiotto." "Vostro onore" rispose Tripitaka. sapremo come regolarci. Scimmiotto volò via e ritornò nel capoluogo. abbia dovuto finire così? Che triste vicenda!" Scimmiotto non perse una parola. batté la mano sulla bara e domandò: "Vecchio mio. ma gli è mancata la lunga vita. Che bell'idea quell'accusa falsa! Ora gli innocenti sono chiusi in carcere per la querela presentata dai nostri figli.' Queste calunnie hanno precipitato delle brave persone nelle torture. La sua fortuna fu di sposare la figlia di Zhang il Ricco. I quattro maestri della corte dei Tang si erano imbattuti nei briganti. Il dio del carcere. quando giunse l'annuncio: "Sua signoria il Secondo Protettore Chen sta giungendo dalla capitale." "Allora incominciate da lui" ordinò il magistrato. ora che vi hanno preso" replicò il magistrato." Gli infelici furono spinti su letti di tortura. Ormai era la quinta veglia. le quattro del mattino." I carcerieri frugarono nelle sacche. il rumore che facevano attirò l'attenzione del capo. Dategli il vostro kasâya. Ma ora che la notte e la prova stanno per finire. A quel tempo non possedevano più di mille mu di terreno agricolo." "Siete abili a invocare la gratitudine. si procurarono una terza corda e stavano per ricominciare. Preghiamo vostro onore di procedere a un attento esame dei fatti. Gli altri non c'entrano. suo padre morì e lui dovette assumere l'amministrazione del patrimonio. "'Il monaco cinese reggeva il lume. ma in realtà questa non è che la copertura della vostra attività di briganti. e a riportarla al legittimo proprietario. stringevo il coltello. ma non ne poteva più e si dovette rassegnare: "Come vuoi. la mia missione è di restare in questa casa per un mese e di metterla sottosopra in modo che nessuno sopravviva. la ronda dei pompieri iniziò il suo giro. Esclamò: "Queste non sono cose da briganti! Per fortuna mi sono cadute in tempo sotto gli occhi. uno per uno. Scimmiotto non udì più i gemiti dei compagni: si erano addormentati. Porcellino incitava alla violenza.

il vostro filiale nipote Qiang Kunsan ricopre attualmente il posto di magistrato nella prefettura Terrazza di Bronzo. Lo facciamo chiamare. diede un colpetto di tosse. "Smetti di piangere. Vogliate scusarci!" Chiesero quindi se in carcere avessero subito danni o perdite." Scimmiotto si congedò per recarsi al Palazzo delle Nuvole Smeraldine. e li mandò a prelevare. sotto il Ponte Senza Appello i fantasmi ritornavano in vita." Il magistrato ascoltava. Io torno fra poco. il magistrato. Perché oggi mi fate questo scherzo? Vi supplico di non terrorizzare la gente di casa con manifestazioni di rumori diabolici. vi prego. L'incarico che ho ricevuto è di ordinarvi di rimetterlo subito in libertà. Ma per riguardo a voi. i fratelli Kou corsero a inginocchiarsi con alte grida davanti alla porta. Non inginocchiatevi. Da parte tua. Il pusa è tanto gentile da concedervi. Ordinò subito al cancelliere della camera di giustizia di redigere un mandato di comparizione per i detenuti. esclamò: "Maestro. mentre gli assessori dei cinque orienti si prosternavano. un'aspettativa: ritornerete qui fra una dozzina d'anni. che lo accoglievano giungendo le mani. la colpa dell'errore fu attribuita alla famiglia Kou. Egli vi accusa di aver chiuso e malmenato nella vostra prigione un figlio del Buddha in cerca di scritture. Scimmiotto svolazzò all'aperto e ritornò a Diling. chiedendogli di ordinare la scarcerazione. che ci stava riportando il bottino tolto ai briganti. non trascurare di bruciare carta moneta per me. schiaccerà noi e ridurrà in polvere la nostra città. Andremo dai Kou. Scimmiotto espose il caso. Appena arriverò in tribunale. tremando di spavento. posso prolungare la sua vita terrestre di un ciclo di dodici anni. gliele darò io le botte!" Quando entrarono nell'aula del tribunale. e dovrebbe giacere in pace. ascoltate: sono un dio ambulante. "Se si accorgessero che chi parla è soltanto un moscerino" pensava il Novizio. "Nessuno ti toccherà: ho sistemato le cose. capeggiati dal sottoprefetto: "Vostro onore. Dopo un po' ricomparve: aveva fatto la sua toilette. I fratelli li accolsero pieni di paura." Il magistrato. Non abbiamo mandato a prenderlo noi. li farò liberare. gli chiesero quale fosse lo scopo della visita. Come potete immaginare. La persona che vedete è il direttore generale dell'inferno. Che cosa significa questa istanza?" "Eccellenza" replicarono i ragazzi piangendo. dove chiese del pusa. "Ecco qui una madre di famiglia che fabbrica calunnie a danno della brava gente" disse Scimmiotto alla signora Kou. Dopo i saluti. per carità. dopo le cortesie d'uso. entrò dallo spiraglio che aveva utilizzato per uscire e si rimise a letto. "nessuno mi prenderebbe sul serio." E colse l'occasione: "Saggio nipote. Ho fatto arrestare i ladri e voi avete ricuperato la refurtiva. Porcellino e Sabbioso." Il signor Kou si profuse in ." Il paggio abito-d'oro lo accompagnò nella sala. e di finire la sua vita senza imbrattare le lenzuola del suo letto." E d'un balzo salì in cielo. che mi ha fatto accompagnare qui. i funzionari hanno ragione. Se tardiamo. Scimmiotto volò nella sala principale. Viste le sue referenze. e se qualcosa mancherà. siamo caduti in un errore increscioso. fate compagnia al mio maestro." Terrorizzati. Tripitaka cercava di metter pace: "Discepoli. I dieci giudici accolsero il grande santo e. ma figli del Buddha in cerca di scritture. come una celeste amnistia." Sabbioso issò a cavallo il reverendo in mezzo all'aula di giustizia." Naturalmente i funzionari credevano che Scimmiotto scherzasse. inchinandosi per ringraziare. I mille alberi-spade erano sconvolti. Quei bonzi non sono briganti. rispose: "Vi prego. grazie alla protezione della virtù dei suoi antenati. finché il cadavere è ancora caldo e ci sono misteri da risolvere. dove. si addormentò. indossato l'abito da cerimonia e reggeva due bastoncini d'incenso accesi: "Sacra immagine del mio onorevole zio Qiang Qianyi. e aspettate invece di essere invitati a sedere al posto d'onore. Con una capriola il grande santo raggiunse il mondo delle tenebre ed entrò nella Sala della Rete della Foresta. ho un altro piede delle stesse dimensioni di quello che vedete. quello che nutriva monaci nella sottoprefettura di Diling? Fatemi il piacere di rintracciarla subito. dov'era riunita la famiglia in lutto. mi era sembrato adatto per assumerlo come segretario generale del registro dei destini propizi. mentre i funzionari si riunivano negli uffici della sottoprefettura. i nostri bagagli sono finiti nelle mani dei carcerieri. Vedrete: reclamerò la restituzione del cavallo e dei bagagli. Scimmiotto si fece avanti con gli occhi sgranati per la collera e dichiarò con voce tonante: "Un tizio del tribunale si è impadronito del nostro cavallo bianco. il sottoprefetto e i funzionari di ogni ordine e grado andarono loro incontro: "Ieri non abbiamo potuto approfondire l'inchiesta per l'arrivo del nostro superiore. sotto pena delle peggiori disgrazie. si inchinò e ripeté la propria versione dei fatti. "Stai tranquillo" gli disse ridendo Scimmiotto. La cosa ha indignato le divinità locali. e tutti i presenti si avviarono verso la sottoprefettura e la casa dei Kou. Quello si rifugiò spaventato in camera sua. spaventati. un altro che recava una sedia pieghevole. Infine la gente vide e comprese che si trattava di un immortale che cavalcava le nuvole. e ad accertare che non mancasse nulla. livido di spavento. e d'altronde il ritrovamento della refurtiva ci aveva indotto in errore. Ecco perché ci siamo ripresentati. Devi riesaminare il caso e liberare i monaci senza indugio. Dizang. "Funzionari. Nella città delle vittime di malamorte i farfarelli si convertivano. Certi briganti vi hanno ucciso prendendovi a calci. Porcellino si chiedeva inquieto quali nuove torture avrebbe portato la giornata. "Interrogherò il morto: saprà ben dirci chi l'ha ucciso. i funzionari si gettarono a terra: "Vostra eminente santità non dubiti: sottometteremo immediatamente il caso al magistrato. Questa volta tocca a me interrogarvi: avete idea di quale sia la pena per avere arrestato delle persone innocenti. e il suo ospite rispose cortesemente: "Il destino di Kou Hong era di non superare in anni d'età il numero degli esagrammi(20). diciamo. Se volete saperne di più. Ma come hai potuto spingere la tua ignoranza fino a imprigionare dei santi monaci come se fossero dei briganti? Il tudi. Non appena furono distribuite le tavolette. Piano con i piedi. ritornate da dove venite. di un santo capace di ridar vita ai morti." Scimmiotto ridacchiava fra sé: "Dunque è la sacra immagine dell'onorevole zio. I funzionari non sapevano come scusarsi: "Eravamo fuorviati. illuminava il dominio delle tenebre e splendeva dappertutto. si posò nel bel mezzo del ritratto e quando vide comparire il magistrato. Ma mio zio è morto cinque o sei anni fa. dov'era appeso alla parete un rotolo che rappresentava un mandarino a cavallo di un leardo pomellato con la sua scorta: un uomo che reggeva un parasole azzurro. Ma poiché i discepoli non sembravano disposti ad accontentarsi. L'azzurro sopra l'edificio si coprì di un velo di nubi iridate: un soffio di buon augurio proteggeva l'anima primordiale. malgrado le cinghie. e non resterà gran che dei funzionari di questa misera sottoprefettura." "Porterò la tua risposta al signore Yama. con la speranza che vostra eccellenza accolga la nostra istanza. certo hai onorato i tuoi antenati esercitando la tua carica senza farti corrompere. Ha incontrato un paggio abito-d'oro al servizio di Dizang. si affrettarono a far portare cavallo e bagagli." "Buona idea" acconsentì Scimmiotto. Senza avere idea di chi fosse il personaggio rappresentato. per carità! Ci farete morire di paura!" Scimmiotto tornò a trasformarsi in moscerino. guai in vista! L'Imperatore di Giada ci ha mandato un dio ambulante per esigere l'immediata liberazione di quelle brave persone che sono state incarcerate. il dio del carcere e quello delle mura e dei fossati se ne sono lamentati con il signore Yama. questa volta volò sul tetto della prigione. il magistrato si irritò: "Ieri vi eravate querelati per il furto dei vostri beni. Ci ha ordinato di chiedere la liberazione degli innocenti. li interrogheremo e stabiliremo chi dice di averci visto agire come briganti. state all'erta. Ora interrogherò tuo marito: provvederà lui a smentirti. se non mi date retta lo abbasserò sulle vostre teste. seminando il panico fra i giudici infernali. Adesso ce li dovete restituire senza indugio. ciò ha fatto sensazione fra gli dèi dei tre mondi. e li condussero nella camera ardente. Va da sé che tutti pregarono e bruciarono incenso. Intanto il magistrato salì in cattedra. e mise avanti un piede che bastava a riempire l'aula d'udienza. che gli ha permesso di superare gli esami nel gruppo dei primi laureati. così ripartirà con voi. caro zio. Perciò ha lasciato il mondo terrestre in quel modo. quando vide Scimmiotto. Ma lui disse: "Signori. ma è venuto da solo. e griderebbero all'imbroglio." Il magistrato accese altro incenso e molta carta moneta. perché la vostra testimonianza è necessaria per mettere in chiaro le circostanze della vostra morte. Quando furono introdotti e presentarono l'istanza di scarcerazione dei detenuti." "Kou Hong è una persona perbene.dalla luce che brillava nella sua camera. non potete prendervela con loro. prosternandosi senza tregua. facendole passare per briganti?" I funzionari." Assunse quindi dimensioni gigantesche. che ancora non si era lavato la faccia né pettinato. e ho ricevuto un incarico dall'Imperatore di Giada. che l'ha accompagnato a visitare il suo padrone. che si sono presentate a rapporto dal re Yama. la montagna dei Diecimila Coltelli era spianata. Un raggio di luce divina." Il magistrato rifletteva: "Non è poi tanto strano che il fantasma di un morto ammazzato si mostri inquieto per qualche giorno. "Chi di voi ha aperto la pratica del fantasma di Kou Hong. Spuntava l'alba. Non ho mai trascurato di offrirvi incenso mattina e sera. "questa notte l'anima di nostro padre si è manifestata per rimproverarci di aver fatto incarcerare ingiustamente il santo monaco. fino a ridurla in cenere e polvere." Tripitaka giunse le mani. Io sono venuto qui a riportarvi fra i vivi. Poi farò una passeggiata sulla città e la pesterò ben bene. Che cosa sta succedendo?" In quel momento entrarono in folla i funzionari di Diling. salvatemi!" "Non so se vi rendete conto della situazione. Altrimenti sarai convocato all'inferno per chiarire come stanno le cose.

tutti ammirano il volo dell'uccello scarlatto. la terra Del Buddha si apre a loro. È un elegante gentiluomo alato di straordinaria bellezza. Sulla loro strada non incontravano famiglia che non fosse volta al bene. "Maestro" osservò ridendo Scimmiotto. Se poi non sapete che cosa avvenne quando incontrarono il Buddha. e loro mi presero a calci fino a spedirmi all'altro mondo. ma egli si rifiutò fermamente." "Sono confuso di avere abusato della vostra pazienza. "Perciò li avevo fatti inseguire dalle guardie. Kou Hong ordinò di preparare un grande banchetto per ringraziarlo. impugnò il bastone da pellegrino e andò a prendere congedo dal grande immortale. con brevi riposi notturni e partenze allo spuntar dell'alba. Subito il morto respirò. benché lo abbia già incontrato come grande immortale Testa d'Oro. Perenne bellezza di fiori di primavera. mi raccontò che sarebbe arrivato da queste parti in capo a due o tre anni. Consapevole del Vuoto!" esclamò Tripitaka. Quando maestro e discepoli ebbero completato le abluzioni. Dov'è la gioia assoluta. nella sottoprefettura un dio ambulante." Tripitaka lo salutò rispettosamente e voleva andarsene. Figuriamoci se c'entravano i quattro pellegrini!" E chiamò sua moglie: "Tu sapevi! Come hai osato presentare una falsa accusa? Ora sua eccellenza ti metterà sotto processo. che abita il Tempio della Verità di Giada ai piedi del Monte degli Avvoltoi. dovete muovervi per via di terra. Per la notte restarono ospiti del Tempio della Verità di Giada. si erano imbattuti nei ladri. Gli sramana Fanno lieta accoglienza. "Sei pratico di nuvole e di voli ad alta quota. E ora che siete arrivato. basta guardarvi. Ora si nettano Da ogni lordura e trovano. Un bagno caldo è quello che ci vuole. I sacri palazzi sono arche preziose. Si slanciano di cento piedi verso il cielo. ma i funzionari non accettarono e se ne tornarono al loro yamen. Raggiunto l'obiettivo. Per sbaglio sono stati arrestati. I ladri erano una trentina di briganti. prese per mano Tripitaka e guidò Candana verso la porta della Legge. unito il vero Del Cielo alla natura personale. Maestro e discepoli camminavano da sei o sette giorni. ma oggi siete fresco ed elegante. Come lo spiegate?" Tripitaka restò a bocca aperta e smontò precipitosamente. indicateci voi il cammino. fenici dai mille colori portano il messaggio della sera nella limpida brezza." Tripitaka si inchinò per congedarsi e riprese il cammino. e un'inchiesta non abbastanza approfondita li ha fatti finire in carcere. maestri! Ero morto prematuramente. "siete ormai in terra benedetta e in vista della vostra meta: io vi lascio. toccano la Via Lattea. C'è ancora strada da fare. cipressi millenari. Il grande immortale fece loro strada nel suo tempio e fece servire il tè e una colazione. erba di diaspro. che l'immortale indicò: "Santo monaco. Altrimenti farete come nel detto: frustava quando il monte era lontano. per caso. si potrebbe cogliere una cometa tendendo la mano." Il grande immortale rise. Ogni viandante sulla strada che correva ai piedi delle montagne praticava la pietà. cadeva la sera. impeccabile. Si è vestito per partecipare al banchetto dello Stagno di Diaspro. "avete fatto davvero un grave torto a questi santi monaci. Al Monte degli Avvoltoi. puntando il frustino verso gli edifici. non scendete nemmeno da cavallo. ed era diversa dalle altre: si vedevano solo fiori preziosi. Ampie finestre si spalancano sullo spazio. gode di vita eterna: la sua longevità lo eleva al disopra del mondo di polvere. ma sempre in volo. Ma la notte scorsa è successo un pandemonio: qui si è manifestata la tua anima. I malvagi Non possono farci nulla. Si infilò quindi quel vapore in una manica e lasciò l'inferno per ritornare nel mondo dei vivi. verde smagliante dei pini dopo la pioggia. Reca al gomito una tavoletta di immortalità e calza sandali d'oro. ma l'immortale gli disse: "Aspettate che vi mostro la strada. osservate il fausto splendore di cinque colori in mezzo al cielo. Non so come ringraziarvi dell'alta benevolenza che mi concedete: sono proprio commosso" rispose Tripitaka giungendo le mani. e il giorno dopo Kou Hong ritornò a battere il chiodo di nutrir monaci e a insistere perché Tripitaka rimanesse suo ospite. e faceva scoppiare il cavallo. e devo a voi se sono ritornato dall'inferno. quando partì per individuare il cercatore di scritture. Se non vi disturba troppo. il Fondatore. costruite di perle e di gioielli. "Guarda che bei posti. l'avevano ricuperata e volevano restituirla." Tripitaka si fece avanti per salutare." "Eccellenza" rispose il signor Kou restando in ginocchio. non faceva che prosternarsi. La terra del Buddha era ormai prossima. un giovane ritto presso la porta gridò loro: "Sareste per caso quella gente dell'Est in cerca di scritture?" Il reverendo si aggiustò la tonaca e lo osservò. Tanti anni fa. Indossa un abito di broccato e agita uno scacciamosche di giada. e il suo scacciamosche scuote polvere santa. Certo al mio maestro piacerebbe non aggravare il ritardo. santo monaco!" esclamò ridendo il grande immortale." Tutta la gente di casa." "È vero: sono venuto qui più volte. Non si usciva dalla porta principale del tempio taoista per riprendere la strada maestra. Il Cielo non abbandona L'uomo dabbene. "non continuate a inchinarvi. ma si attraversava la sala centrale e si imbucava una porticina sul retro. Sconfitti tanti diavoli. "Eccovi finalmente." "Sono pratico del posto" intervenne Scimmiotto. Ma il magistrato magnanimamente risparmiò loro altre accuse. Da lì si vedeva la montagna. e in questo modo perdete tempo. Ho dovuto liberarli subito. con stendardi e baldacchini. quando li vidi frugare la mia casa non potei resistere all'impulso di cercare di farli ragionare. pini antichi." "Santo monaco" disse il grande immortale. "È strano: tante volte siete corso a prosternarvi davanti a Buddha finti e a false mete. Dopo alcuni li. Scimmiotto ringraziò il direttore e soffiò sul fantasma trasformandolo in vapore. si trovarono in riva a un corso d'acqua molto . Qui è la sala autentica in cui si discute la Via. I pellegrini trascorsero finalmente una notte tranquilla nella casa. Come ogni abitante di quel luogo meraviglioso. ma il santo monaco non ci può ancora salire. dalla quale i sutra si diramano in tutto l'universo." Tripitaka si inchinò e pregò. Ce ne avete messo del tempo! Non speravo più di vedervi arrivare. a casa mia quella del mio defunto zio. la terra santa del Buddha. siete proprio un figlio del Buddha. ogni viaggiatore che attraversava la foresta recitava sutra. e loro sono venuti a risuscitarti. che vi fornirà ogni particolare." Mentre li ringraziava calorosamente. COMPIUTA L'IMPRESA. ESCONO DAL GUSCIO E. si accorse dei funzionari che affollavano la sala e si prosternò anche a loro: "A che cosa è dovuta la vostra presenza nella mia umile dimora?" "I tuoi figli avevano accusato i santi monaci" spiegò il magistrato. "Ieri eravate a brandelli. L'indomani Tripitaka indossò il suo kasâya con gli orli di broccato e il cappello alla Vairocana. CONTEMPLANO IL BEATO. Il grande santo guidava il monaco cinese e i suoi compagni su per la montagna. Il proprio corpo imperituro. ascoltate il prossimo capitolo. la persona che ci chiama è il grande immortale Testa d'Oro. "Devo dire che Guanyin mi aveva imbrogliato. e in breve si riprese tanto da balzar fuori e prosternarsi davanti ai quattro pellegrini: "Ah. "Lo credo che sono belli!" rispose Scimmiotto. che li trovarono carichi della refurtiva perché. Poi i suoi paggi misero a scaldare l'acqua profumata perché il santo monaco potesse fare le sue abluzioni prima di presentarsi al Buddha. quando scorsero file di alte torri e di superbi padiglioni. Gialle gru recano l'annuncio dell'autunno che languisce. Il santo monaco non riconosce questo abitante del Monte degli Avvoltoi. Proseguon con fermo passo Nella cerca del Beato. circondato da mille vapori di buon augurio: quello è il picco degli Avvoltoi. dove una nuvola lo portò in breve alla casa dei Kou. Mentre si avvicinavano all'ingresso. snelle colonne toccano le nubi. Scimmiotto lo avvertì: "Maestro. vecchi e giovani. Superate le pene ed i travagli Per rinnovarsi dentro i tre rifugi. si ripeté con lo stesso fasto della volta precedente. né casa che rifiutasse di nutrir monaci. CAPITOLO 98 UNA QUERELA PER FRODE E CONCUSSIONE OVE SCIMMIA E CAVALLO RAGGIUNGONO LA SAGGEZZA. Porcellino aprì la bara e Scimmiotto tolse l'anima dalla propria manica e la introdusse nel corpo. Dalla loro cima bisogna abbassare il capo per vedere il sole al tramonto. angelica purpurea e frutti di immortalità che crescono un anno dopo l'altro.prosternazioni. L'accompagnamento della folla di amici e parenti.

dalla corrente turbinosa. L'anima primitiva. Che cosa è bello. Il quale. per ordine e ." Il reverendo si avvicinò e vide un cartello con tre caratteri: Passerella Tocca Nuvole Non era un ponte. Ripresero allegri la salita della montagna: i loro corpi erano agili e lievi. Non è colpa mia. i tremila rivelatori. Nel boschetto. detto anche Buddha del Sacro Stendardo. "il grande immortale non avrà sbagliato? Non possiamo essere sulla buona strada. si accorsero con stupore che era priva di fondo. non è praticabile Dai comuni mortali. La corrente portava verso di loro un cadavere umano. gli undici grandi luminari e i diciotto difensori. i prati. "Vedete che c'è un ponte laggiù? Per ottenere il giusto frutto. La barca è sicura. I quattro pellegrini si prosternarono al Buddha e poi si rivolsero a destra e a sinistra per salutare gli astanti. "Aspettate almeno di arrivare dal padron di casa. È più sicuro Camminar sulle nubi. bhiksu e bhiksuni. A est come a ovest si vedono palazzi squisiti e arche di perle. saltò sul ponte e corse fino all'altra sponda senza un attimo di esitazione. Confrontateli con i luoghi di fantasmagoria diabolica che abbiamo attraversato. con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. e le splendide fenici. In quel momento Tripitaka gridò: "Smettete di litigare." Uno dei vajrapani si incaricò di trasmettere la notizia ai quattro grandi portatori di folgore della seconda porta." Scimmiotto giunse le mani per ringraziare: "Vi sono grato di essere venuto a traghettare il mio maestro. Il reverendo rabbrividì. Libera da ogni polvere. Porcellino e Sabbioso si mordevano le dita: "È una parola! Troppo rischioso!" Scimmiotto riattraversò il ponte e tirò Porcellino per il braccio: "Dài. Le pareti sono coperte di colori e disegni. Sommità nelle nubi. devi attraversare quel ponte. e decorate con agate. sopra una distesa d'acque così ampia e tumultuosa?" "Guardate me!" Il grande santo prese la rincorsa. "Siete proprio voi!" esclamò Sabbioso battendo le mani. un essere umano non può passare quel ponte. "Il vostro discepolo Xuanzang. contro vento e marea Ed è sicura e stabile in ogni avversità. Ma non lo diede a vedere. gibboni immortali balzano di ramo in ramo in cerca di frutti. traversa mille kalpa E sa condurre all'Uno. che cosa è brutto? Che cosa è buono. intorno non si vedeva traccia umana. i cervi. il Novizio rise e gli disse: "Non abbiate paura. ma Scimmiotto lo tirò per il braccio. Così stretto E scivoloso. maestro e discepoli incontrarono diversi pii laici e uomini dabbene. Il sentiero serpeggiante è bordato di angelica purpurea e di orchidee profumate. si rotolavano. non videro più né lui né la barca senza fondo. Nella loro passeggiata attraverso la foresta di pini e il boschetto di verdi cipressi. vi andiamo ad annunciare. lavati da terrestre polvere. lunghissimo tronco d'albero: Ponte di giada gettato sul vuoto. un alone purpureo circonda l'edificio Protezione della Legge. non dovete rendere omaggio a noi. i quattro vajrapani. naturalmente mise ogni impegno a osservare l'etichetta e il cerimoniale. Anitre mandarine sono posate sulle tegole d'oro. Il maestro non sapeva dove mettere i piedi e finì per cascare nell'acqua. il Supremamente Onorato: "Il santo monaco della corte dei Tang è giunto al monastero. Maestro." In effetti si vedeva una barca che risaliva il fiume. Nemmeno mille kalpa consentirebbero di giungere alla gran sala della Legge. ma il barcaiolo lo ripescò e lo fece salire dritto sul bordo. il rematore vogava a bratto e gridava: "Traghetto! Traghetto!" Quando la barca fu vicina. "Non perdiamo tempo in formalità fra noi. quattro grandi vajrapani li fermarono e chiesero: "Il santo monaco è fra voi?" "Ecco il vostro discepolo Xuanzang" rispose inchinandosi Tripitaka. aiutava a imbarcare i condiscepoli. ma questo è ben diverso E si può caricare di ogni essere vivente. Dormendo con un sasso per guanciale E ripartendo all'alba. caos di rocce dalle forme bizzarre. e poi faremo conoscenza. Sabbioso dovette intervenire per separarli. color oro bruciato. E vede infine adempiuto il suo voto. Andate prima da Sâkyamuni. uno dei quali si recò nella Sala del Grande Eroe ad avvertire il Buddha Sâkyamuni in persona. maestro. gli abeti. la Legge che consente di giungere all'altra riva. Battello senza fondo Non galleggia sul mare. e si limitò a gridare: "Da questa parte. che tirava il cavallo e portava i bagagli. Dall'anno in cui lasciò la sua città Per adempier l'incarico. Mentre si disponevano in fila. Sulla rupe crescono splendidi fiori ed erba di diaspro. "Avete avuto bisogno della nostra protezione per stabilire la dottrina e ottenere la gioia di sfuggire al retaggio mortale. da un ufficio all'altro. "Ma è impraticabile! Come si fa a camminare su quel legno così stretto e scivoloso. viene in cerca delle scritture. I fiori di utpala spandono profumo ai piedi del magnifico stupa. Come si possono attraversare acque così agitate senza un'imbarcazione?" "La direzione è giusta" rispose ridendo Scimmiotto. che siamo compagni di viaggio" disse Scimmiotto." Il reverendo seguiva il Novizio e si sentiva inebriato. i cinquecento arhat. bisogna passare di là. Presto giunsero in vista del Monastero del Colpo di Tuono. Scimmiotto. lunghe prospettive di torri e padiglioni preziosi. upâsikâ. i bambù. le gru. È proprio questo che si intende per 'vasta sapienza'. Il buddha prese il largo e spinse l'imbarcazione con forza e dolcezza. ha passato Tremila fiumi e diecimila monti. non sono capace. Cerchiamo un'altra strada." "Chi te la dà l'autorizzazione a cavalcare vento e nuvole. È una terra più bella del paradiso." Tiravano. si inginocchiarono in posizione lunga. il Beato. il cavallo e i bagagli: tutti in precario equilibrio sul bordo della barca. Ma è grazie a voi che siamo stati liberati e abbiamo trovato il cammino che porta al giusto frutto. bestione. spingevano. Da vicino non è che un tronco viscido Sopra le acque in tumulto. si rese conto che il barcaiolo era il buddha Accogli e Passa. Scimmiotto spiegò chi era. Guardate bene: quel morto siete voi. rivolti al Buddha. Quando si volsero a ringraziare il battelliere. "Coraggio! Venite anche voi!" Tripitaka fece un gesto di diniego con la mano. Sostavano alla terza porta i divini monaci del Servizio delle Offerte. Guardate che spettacolo questi fiori." "Fratello. All'ingresso del monastero." Il Buddha si rallegrò e fece convocare gli otto pusa. essi divengono Buddha.largo. vieni!" Porcellino si gettò per terra e gemette: "Non mi fido! Scusami tanto. Il reverendo si inchinava a upâsaka. Si gridava: "Si faccia entrare il santo monaco!" Il monaco cinese entrò in compagnia di Scimmiotto. Il Beato lo esaminò e lo restituì a Tripitaka. radici che scendono a congiungersi alla catena del Sumeru: file di picchi aguzzi. "Aspettate qui. "Naviga da millenni. preferisco salire su una nuvola." "Che zelo! Che piega schiena indefesso!" sghignazzava Scimmiotto. che cosa è cattivo?" Tripitaka non rinunciò ai suoi inchini e genuflessioni. santo monaco. che rispondevano al saluto giungendo le mani e gridavano: "Reverendo. Completata l'impresa." "È vero!" gridò Porcellino. Dopo tre giri di saluti. in questi paraggi? Per diventare un buddha. intanto. salite a bordo. liberata Dal corpo è tutta gioia e tutto amore. Fenici dai colori brillanti volano a coppie e cantano al sole. se sai farlo! A Tripitaka veniva il batticuore: "Consapevole del Vuoto. A nord come a sud. dove si tenne scuotendo il vestito bagnato e imprecando contro Scimmiotto. barcaiolo!" La barca toccò la riva e Tripitaka chiese: "Come fai a trasportare gente su questa vecchia barca sfondata?" "La mia barca" rispose il buddha. ma un semplice. Ogni destino si compie là dove non giunge la polvere del mondo. e presentarono il passaporto. Tripitaka scese a terra con un balzo leggero. e Tripitaka finalmente comprese e volle ringraziare i suoi discepoli. le loro danze sono uno spettacolo raro. che nello stesso modo la trasmisero a quelli della terza. tanto che stavano per venire alle mani." "Invece la strada giusta è proprio questa" ripeteva ridendo il Novizio. Le bianche gru appollaiate sui pini sembrano di giada. rinuncio a diventare buddha. Porcellino e Sabbioso. Il barcaiolo si congratulò. Una luce iridata splende sulla sala Devarâja. Arriva il traghetto. il decreto d'oro di convocazione del santo monaco passava da una sezione all'altra." Il reverendo esitava. Quando raggiunsero l'altra riva. Il suo pensiero Ha dedicato solo al giusto frutto. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka allarmato.

La fenice rinuncia a volare. giustizia o bontà: avete il cuore e lo spirito ottenebrati. la strada che porta al bene. Si accorsero di aver fatto soltanto provvista di carta per scrivere. Scimmiotto rinunciò all'inseguimento per rincorrere i rotoli di sutra dispersi dal vento. Ridacchiò fra sé e si disse: "Questi tapini non si rendono conto che hanno fatto un viaggio tanto lungo per farsi regalare sutra non scritti. La voce melodiosa della fenice rossa arrochisce. 140 rotoli Ratnagarbha sûtra. 1000 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. lasciateli perdere. è venuto su questa remota montagna sacra per sollecitare il dono delle autentiche scritture. Il suono delle campane viene rapito a tremila leghe di distanza. Contengono il cammino della verità. Uno strano profumo riempie l'universo. egli. perché lo intese come una manifestazione di buon augurio. "Poveri orientali che siamo!" concluse il reverendo. e non rompete le scatole. se diamo i sutra gratis. 110 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. maestro! È un foglio bianco!" Scimmiotto e Porcellino si provarono a svolgerne altri. denigrano la parola della verità. che non ha potuto preparare niente. ne fate di tutti i colori. e il buddha del Passato gli diede queste istruzioni: "Raggiungi il monaco cinese a tutta velocità e vedi di sottrargli quei rotoli bianchi. 100 rotoli Sutra della sacra permanenza. 1800 rotoli Sutra della Sacra Autorità. i riti e la saggezza. Si spezzano i rami dei pini. Il posto era pieno di oggetti rari e preziosi. che se ne stava zitto in un angolo. Sono il paniere della Legge. perché ritorni qui a chiederne altri su cui sia scritto qualcosa. e vi daremo lo scritture. 130 rotoli Sâmghika sûtra. accumulate tanti crimini che finite per precipitare all'inferno. maltrattate le bestie. Luci e splendori abbagliano la vista." Porcellino e Sabbioso intervennero per rabbonire Scimmiotto. con le lacrime agli occhi." "Fermo!" si spaventò Ânanda. per timore di quella sbarra che avrebbe potuto rompergli il collo. e disse: "Queste terre dell'Est non sono altro che quelle del continente meridionale." "Maestro" disse Scimmiotto. 916 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. 748 rotoli Pusa sûtra. i cervi bianchi si rifugiano negli anfratti. 220 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. Che vento! Un valoroso alla corte del Buddha non è un qualsiasi dio del vento: sarebbe come paragonare il potente grido di un immortale con gli strilli di una ragazzina. i diavoli ci perseguitano persino in questo mondo della gioia assoluta!" Sabbioso prese un sutra e lo srotolò: la pagina era bianca come neve. E lì subite ogni specie di tortura: pestati. 1021 rotoli Âkâsagarbha sûtra. che parla del cielo. 220 rotoli Sâstra del Paradiso occidenta. 100 rotoli Kosa-sâstra sûtra. il fagiano lancia strida disperate. Vi regnavano luce iridata e vapori di buon augurio. darei volentieri tutta la collezione. che saziava lo smisurato appetito con quei cibi capaci di trasmutare carne e ossa mortali. Il temporale solleva mari e fiumi." A vedere che si facevano tanto pregare. Il gibbone nero resta a mani vuote. "Non penserai di mettere a soqquadro un paradiso dopo l'altro. i fiori rari scolorano. 1950 rotoli Mahâyânastraddhotpâda sâstra sûtra. che esprimeva la compassione del suo cuore. armi e utensili. indispettiti perché non pagavamo la stecca. Non ne caveranno niente. Mai troveresti in terra queste cose. A voi personalmente. esclamò: "Discepoli. "Voi capite che. Maestro e discepoli resero grazie al Buddha e si dedicarono allegramente alla lauta colazione. con gran dispiegamento di potenza divina. mentre Porcellino tentava un vano inseguimento e rotolava per terra. "Ânanda. che parla della terra. Ma valeva la pena di percorrerla. sconosciuti in questo basso mondo. 200 rotoli Ânanda e Kâsyapa mostrarono i titoli e chiesero: "Santo monaco." "Bell'affare!" sogghignarono gli onorevoli. una meraviglia da vedere. Niente lealtà. Nelle vostre vite con le corna e la coda. bhiksuni." Eroe Bianco montò a cavallo di un temporale e si slanciò giù per la montagna. discesero quindi la montagna verso la strada maestra. "è chiaro: quei due onorevoli malandrini. freme il loto d'oro. 400 rotoli Sûrangama sûtra. Ai piedi della rupe. e dategliela perché la diffondano nelle terre dell'Est. Al bene non ci pensate. la terra fertile e la popolazione numerosa. In breve Scimmiotto e Porcellino ritornarono verso il maestro con i sutra ricuperati. egli aveva capito benissimo che Ânanda e Kâsyapa avevano imbrogliato i pellegrini. 350 rotoli Saddharma-pundarika sûtra.volontà dell'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. strappa draghi e pesci dai loro rifugi. Bisogna sapere che la consegna dei sutra era stata osservata di nascosto dal buddha del Passato Dîpamkara. Poi aprite il padiglione. i due onorevoli condussero i quattro pellegrini ai piedi della torre. Lo tese a Tripitaka: "Guardate. e senza fare tante storie. "Ecco il perché dell'inferno Forno Senza Perdono. Che al godimento aggiungon lunga vita. Ma non c'è verso: siete tanto ciechi e stupidi. "Non abbiamo proprio fortuna." "Il vostro discepolo viene da tanto lontano. Si fece avanti Eroe Bianco. che caricarono sul cavallo. smarrisce la strada del suo nido. 157 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. impiccagioni. ignorano il senso profondo dei nostri insegnamenti. i nostri discendenti moriranno di fame. Attraversato il grande portale. accompagnateli sotto la torre sacra e fategli servire la colazione. Negli scaffali si vedevano cofani. 850 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. mi farebbe decapitare. "Apriteli tutti!" gridò Tripitaka. frutta e piatti di mille sapori squisiti. ma regnano l'ingordigia e gli istinti sanguinari. i sovrani che si sono succeduti hanno fatto quanto potevano per il vostro bene: deportazioni. il Buddha. 130 rotoli Makara sûtra. upâsaka e upasîkâ. quello dei trattati. dove siete condannati senza speranza di remissione. Andrò io dal Buddha a mettere le cose in chiaro: dovrà darmi le scritture con le sue mani. 200 rotoli Mahâmayûri sûtra. Ma di colpo una mano scese dal cielo. Si rovesciano i bambù smeraldo. e tutti insieme presero in consegna i rotoli." "Chi è di servizio oggi?" chiese. 120 rotoli Buddhacarita sûtra. A che cosa serve riportare a casa questi rotoli non scritti? Non oserò nemmeno farmi vedere dall'imperatore. consegnando loro dei rotoli senza alcuna traccia di scrittura. pagate il debito fornendo la vostra carne come cibo ai vostri simili. strappò i sutra dal dorso del cavallo e se li portò via. volano via i fiori di utpala. Astronomia e geografia. Poi ritornarono davanti al trono a ringraziare il Buddha e se ne andarono verso l'uscita. Il reverendo avvertì quel turbine di vento profumato e non se ne diede pensiero. Imploro dal nostro patriarca. Gli onorevoli fecero loro compagnia e alla fine aprirono la porta del padiglione. La strada è stata lunga e faticosa. con lo stesso risultato. che non vi è limite alla vostra licenza e indisciplina. 50 rotoli Sutra della determinazione. Prendetevi i vostri sutra. prima di rinascere da bestie che siete. che cosa ci offrite di bello? Pagate qualcosa. Non onorate certo gli insegnamenti del Buddha. legati alle estremità di pertiche. congedandosi da bhiksu. mentre il puro soffio del vento sale al firmamento. se gli portassi questa roba. prendete qualche rotolo di ciascuna delle trentacinque opere dei miei tre panieri. mentre Eroe Bianco andò a presentare rapporto al buddha del Passato. 170 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. decapitazioni. Scimmiotto montò in cielo e Sabbioso rimase a guardia di quello che restava. senza segno di scrittura. siete dissoluti e sregolati. Si suonano divine melodie. e le loro fatiche saranno state inutili. infilandone quanti potevano nelle sacche. genti e animali. Il clima è buono. 800 rotoli Pañca-nâga sûtra. i teneri getti dell'erba di diaspro sono trascinati qua e là lungo la strada. 1110 rotoli Vimalakîrti sûtra. Chi ne ricavò il maggior piacere fu Porcellino. al fine di assicurare la salvezza dei viventi. pietà. ma i vostri sono troppo stupidi e limitati. su cui etichette rosse recavano i titoli in calligrafia regolare: Nirvâna sûtra. . presa nel turbine di vento. e quello dei sutra per la liberazione dei fantasmi. che Porcellino e Sabbioso portarono a due a due. In tutto sono trentacinque opere in quindicimila centoquarantaquattro rotoli. 32 rotoli Pusa-cârya sûtra. la salmodia dei sutra sorvola i profondi abissi. Non rispettate né i tre luminari né i cinque cereali. Scimmiotto si irritò: "Maestro. Degli altri fecero quattro involti. questa grazia che mi permetterà di ritornare al mio paese. Kâsyapa. È il segno eterno di una immensa grazia. 500 rotoli Sutra in omaggio del Beato. rubate sui pesi e sulle misure. 45 rotoli Avatamsaka sûtra. strappò le sacche e ne disperse il contenuto nella polvere. "Io ho tre panieri di sutra che potrebbero liberarvi dalle sofferenze e dalle calamità. ammazzate. usi e costumi: non c'è nulla nei quattro continenti dell'universo che non sia menzionato là dentro. la gru. schiacciati. stritolati. Confucio si è provato a stabilire la dottrina della bontà. Il gusto insegue sapori squisiti. salutando buddha e pusa." Secondo le direttive ricevute. Eroe Bianco si vide sul punto di essere raggiunto e." Il Beato aprì allora la sua bocca piena di commiserazione. 100 rotoli Y oga sûtra. 116 rotoli Mahâsamghâta sûtra. e non può presentare la sua offerta di frutti. 1280 rotoli Sutra del Padiglione Originale. la giustizia. scrocconi e bugiardi. 270 rotoli Vajracchedika sûtra. Tripitaka urlò di spavento e si colpì il petto. 90 rotoli Mahâprajñâ sûtra. Gli dèi del Servizio delle Offerte servirono tè. 100 rotoli Saddharma sâstra sûtra. che avete fatto tanta strada per arrivare fin qui. 300 rotoli Adbhûta-dharma sûtra.

I pellegrini non attendono altro che di esprimervi la loro gratitudine. gli ottocento bhiksu e la folla di upâsaka. Questa ciotola mi è stata donata dal mio sovrano per mendicare il cibo lungo la strada. Guai aprire un rotolo senza essersi lavate le mani! Trattatele come grandi tesori. 50 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. 360 rotoli Âkâsagarbha sûtra. gli otto vajrapani. All'entrata del convento la folla li salutava e rideva allegramente di loro: "Sempre in cerca di sutra. Esecuzione immediata!" I vajrapani si misero subito all'inseguimento e. Ripeté il cerimoniale del triplice omaggio a Buddha il Patriarca." E chiamò Ânanda e Kâsyapa: "Svelti. "So benissimo che i miei chiedono mance alla gente." Tripitaka si prosternò per manifestare a un tempo la propria gratitudine. Questi. Mentre gli otto vajrapani. Tutto è stato verificato. 50 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. Del resto le scritture sono cose importanti: è naturale che per ottenerle si debba pagare. senza trascurarne alcuna. Ve la offro per dimostrare la mia gratitudine. 30 rotoli Sutra della sacra permanenza. Io li ho rimproverati di aver chiesto poco. Ne ricevettero 5048. Prima non si era accorto dell'inganno. 140 rotoli Saddharma-pundarika sûtra. Esse contengono l'ineffabile mistero della Via degli immortali. santi monaci e bhiksu sono scesi nel paese di Srâvastî. i sagrestani che raccoglievano le offerte e gli arhat che sorvegliavano la biblioteca sghignazzavano. e il vostro decreto che ci concedeva le scritture. abbiatele care. impugnò il suo bastone da pellegrino. come il racconto ha narrato. non resta che volare. esse costituiscono in realtà la fonte delle tre dottrine. come i santi monaci. qualcosa di scritto si vedeva. Vi prego però di darmi questa volta fogli scritti. Poco tempo fa. I vajrapani non fecero ostacolo al loro ingresso. che ne ha passate tante. in modo da rispettare il numero dei rotoli che compongono il canone. 1 rotolo Saddharma sâstra sûtra. "che non ci freghino come l'altra volta!" Man mano che i rotoli venivano consegnati. 116 rotoli Buddhacarita sûtra. i tremila rivelatori. si pizzicavano le labbra: "Hai visto lo svergognato? Fa finta di niente e arraffa la ciotola!" Ânanda fece qualche smorfia di disagio. 140 rotoli Sutra del Padiglione Originale. ma quando furono sul posto ripeterono la richiesta di un regalo. Sabbioso si incaricò dei bagagli e Scimmiotto prese le redini. Ma il buddha del Passato l'ha aiutato E ogni cosa alla fine si è aggiustata. si presentarono alla pusa Guanyin i rivelatori . Di certo Natura illuminata diventa buddhità. 42 rotoli Vajracchedika sûtra. 81 rotoli Sutra in omaggio del Beato. "Verificate bene. 400 rotoli Pusa sûtra. Il Beato si rivolse a Tripitaka. 60 rotoli Mahâsamghâta sûtra." I due onorevoli ricondussero i pellegrini al padiglione. 30 rotoli Mahâprajñâ sûtra. a rischio di lasciare nel bisogno i loro figli e discendenti. e ad alzarsi sopra le nuvole. 56 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. che si rivolse ad Ânanda e Kâsyapa: "Quanti volumi avete consegnato? Fatemi un rapporto preciso. 10 rotoli Y oga sûtra. In quel momento la pusa Guanyin fece un passo avanti. 30 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. Adesso ritorniamo dal Buddha e gli presentiamo una bella denuncia per frode e concussione. 40 rotoli Ratnagarbha sûtra. Accordato" rispose il Buddha. che restavano in piedi. ordinò ai due eminenti arhat Abbatti Draghi e Doma Tigri di battere le pietre di nuvole per chiamare a parlamento i tremila buddha. per trovare qualcuno che fosse in grado di condurre a termine questa incombenza. se aveste corrotto gli onorevoli. erano controllati da tre diverse paia d'occhi: in effetti. si aggiustò il cappello alla Vairocana. perché anche quelle che vi hanno dato sono scritture autentiche: le scritture senza parola sono buone quanto le altre. 14 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. Si udì una musica celeste e lo spazio si riempì di sbuffi e lampi di buon augurio. abbiamo scelto 5048 rotoli che abbiamo consegnato al santo monaco perché li porti nelle terre dell'Est. 30 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. datelo a questi signori e riferitemi con precisione sulla consegna. 30 rotoli Makara sûtra. non ebbe difficoltà a volare con i suoi al seguito dei portatori di folgore. ricevette le scritture in tutta sincerità e rispetto e se andò. 20 rotoli Pañca-nâga sûtra. Oso sperare che a quel punto permetterete alla vostra discepola di considerare conclusa la sua missione e di restituirvi l'ordine scritto in lettere d'oro. a recitare alcuni dei nostri sutra da un certo Zhao il vecchio." "Non gridare!" gli disse il Buddha ridendo. terra benedetta e montagna sacra. 60 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. per proteggere i vivi e liberare i morti della sua famiglia. gli onorevoli maggiori e minori di ciascun cielo. Ora non avrete idea di come furono diffuse le scritture riportate nell'Est: ascoltate il seguito! CAPITOLO 99 L'OTTANTUNESIMA PROVA OVE I DIAVOLI SONO ELIMINATI DALLA COMPIUTEZZA DEL NUMERO NOVE VOLTE NOVE. gli altri. È per voi stupidelli che bisogna mettere ogni cosa nero su bianco. giunse le palme e si rivolse a lui: "Da quando andai nell'Est per vostro ordine. raggiunto il monaco cinese. In mancanza di meglio. si completerebbe precisamente lo stesso numero. salutando tutti quanti al passaggio delle tre porte. Dolce sapor di autentiche scritture Che Buddha scrisse con tanta sapienza! Ma è ridicolo chiedere quattrini Al monaco. E LA REALIZZAZIONE DELLA TRIPLICITÀ RICONDUCE LA VIA ALLE SUE RADICI. 200 rotoli "Fra tutte le trentacinque opere del magazzino. non dovrete prenderle alla leggera né trattarle senza il dovuto rispetto. ordinato e imballato." "Ma certo!" gridò Porcellino. Si capisce che. "sono incommensurabili. "I meriti di queste scritture" spiegò. cercatori di sutra! Da questa parte!" Tripitaka. "Si va tutti in tribunale!" In fretta e furia i quattro pellegrini risalirono ansimando la montagna. il prezzo che hanno chiesto è stato di trentatré pinte di polvere d'oro. ma si guardò bene dal mollare l'osso. 20 rotoli Avatamsaka sûtra. gridarono: "Ehi. Quanto a Tripitaka. scegliete qualche rotolo con parole scritte di ciascuna opera autentica. si sono messi d'accordo per imbrogliarci.si sono vendicati così. Tutto deve essere completato entro otto giorni. Li caricarono sul cavallo e di altri fecero un involto affidato a Porcellino. 550 rotoli Vimalakîrti sûtra. i cinquecento arhat. che pregherò di ricompensarvi generosamente." "Buona idea. caricandoci di semplici fogli bianchi. Quelli che avevano diritto a sedere erano pregati di prender posto sui rispettivi troni. Tripitaka ordinò a Sabbioso di prendere la ciotola da elemosine in oro massiccio e la offrì rispettosamente: "Il lungo viaggio e la povertà non hanno consentito al vostro discepolo di prepararvi un regalo. 1638 rotoli Mahâyâna-straddhotpâda sâstra sûtra. Kâsyapa si decise finalmente a scegliere i sutra e li mostrò a Tripitaka a uno a uno. 40 rotoli Sutra della determinazione. Ânanda e Kâsyapa guidarono il monaco cinese davanti al Beato. scortavano il monaco cinese sulla strada del ritorno. venivano disposti in fila ai lati. Quando l'assemblea fu riunita." Ânanda si limitò ad abbozzare un sorrisetto e incamerò la ciotola. cioè 5040 giorni: solo otto in meno del numero dei rotoli del canone. 10 rotoli Mahâmayûri sûtra. 90 rotoli Sutra della Sacra Autorità. 20 rotoli Pusa-cârya sûtra. Dal momento che non avevamo soldi. si battevano pacche sulle spalle e sulle guance. un canone buddista completo. dall'alto del trono di loto. Il Beato dichiarò chiusa la seduta. ed essi si recarono difilato nella Sala del Grande Eroe. Se ora aiutaste il santo monaco a ritornare a casa in otto giorni. bhiksuni e upâsikâ. in attesa di potervi dare di più quando sarò ritornato a corte dal mio sovrano. E diede ai vajrapani queste istruzioni: "Con i vostri poteri magici riconducete nell'Est il santo monaco perché diffonda le scritture autentiche. santi monaci?" Tripitaka chinava il capo e ringraziava. si facevano segni d'intesa. tutti si inchinarono al Beato. sono trascorsi quattordici anni. grotta. 10 rotoli Kosa-sâstra sûtra. e la meravigliosa ricetta delle diecimila trasformazioni. si assestò il kasâya e. Ma non potete dire che vi abbiano imbrogliato. 30 rotoli Sâmghika sûtra. 170 rotoli Sâstra del Paradiso occidentale." "Abbiamo affidato al monaco cinese i seguenti testi: Nirvâna sûtra. Se hai conseguito i meriti. Le guardie della torre. vi avrebbero dato dei sutra scritti. Ânanda e Kâsyapa ci hanno chiesto la mancia. Quando arriverete nel vostro continente meridionale e le mostrerete alla gente. Benché siano lo specchio dei nostri insegnamenti. Scimmiotto si mise a gridare: "Buddha! Dopo tutte le prove che avevamo superato per venire a rendervi omaggio. ormai forte e leggero. perché la mia missione non fallisca e tutte le fatiche del lungo viaggio non siano rese inutili. Ora tocca a voi mettere ordine in questo casino. tutto allegro. 20 rotoli Sûrangama sûtra. 110 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. e poi riportatelo qui. discepoli" diceva Tripitaka." E i quattro giunsero le mani e si prosternarono davanti al trono. fede e obbedienza. andò a ripresentarsi al Beato Buddha. i quattro pusa.

" "Non credo che ce la faremo" commentò Scimmiotto. LV prova: ostacolato dal sentiero dei Cachi Marci. Come faremo?" "Credevo che questi scherzi cretini fossero roba da mortali un po' tocchi" brontolava Porcellino. e che il motivo per cui erano caduti in quel luogo consisteva proprio nella necessità di completare il numero. IV prova: vendetta e ricerca di un parente. i rivelatori hanno preso nota delle prove del monaco cinese. Il maestro aveva già avuto accesso al recondito mistero della levitazione. LXV prova: salva i bambini nel paese di Bhiksu. LXX prova: sosta nel paese Distruzione della Legge. XLVII prova: cammino sbarrato dai Monti di Fuoco. LVI prova: medico nel Paese di Viola Porpora. Lui in persona aveva ordinato di portarci nell'Est. siamo sulla sponda occidentale. La Triplice Unione È assai sofisticata. caro maestro! Sono tanti anni che vi aspetto!" "Cara vecchia tartaruga!" la salutò Scimmiotto sorridendo. XXXVII prova: caduto nelle acque del Fiume Comunicante con il Cielo. Il monaco cinese è stato assoggettato a indicibili sofferenze. XXI prova: perso nella Foresta del Pino Nero. XI prova: perde il kasâya. XXXV prova: i preti respinti." La pusa lo lesse da capo a fondo: In conformità della missione affidata. XIV prova: richiesta d'aiuto a Lingji. LXXI prova: incontra i diavoli sul Monte Spandinebbia. le gridò: "Avanti tutta! E mi raccomando. annotandone l'esatto numero: I prova: bando di Cicala d'Oro. Vi chiederete perché. le sei divinità del giorno e le sei della notte. XXIX prova: rapito da una burrasca. e loro ci piantano a metà strada. LXXIII prova: sottrazione delle armi. XXXII prova: naufragio nel Fiume delle Acque Nere. sulla riva orientale. XLI prova: bisogna rivolgersi al Buddha per conoscere le origini del mostro. L prova: spazza la pagoda della città. ridendo sotto i baffi. LXXII prova: invocazione della pioggia a Fengxian. LIII prova: il Piccolo Monastero del Colpo di Tuono. salì sulla sponda. dopo tanto tempo dall'ultima volta che ci aiutasti. XLIV prova: torture nella Grotta del Pi Pa. II prova: al momento della nascita. ogni causalità." Sabbioso si guardò intorno: "Sentite che rumore di acqua corrente!" "Ti farà ricordare casa tua" disse il Novizio. tanto che per riconoscenza volevano fabbricarci una barca. XL prova: gli dèi non riescono ad assoggettare il mostro. Scimmiotto balzò in cielo e osservò attentamente il paesaggio. LXIV prova: il Buddha è chiamato alla riscossa. il cavallo e i sutra che portavano. Ci eravamo fermati dai Chen. LX prova: colpito dal mostro con mille paia d'occhi. viene gettato nel fiume. "Questo è il Fiume Comunicante con il Cielo. e avevamo salvato i loro bambini. LXVII prova: salva un mostro nella foresta. LXI prova: cammino sbarrato da Cammello Leone. XXVIII prova: incontro malefico sul Monte del Singhiozzo." La tartaruga allargò le zampe e incominciò a nuotare pianamente. che tendeva il collo verso di loro: "Finalmente siete di ritorno. Certo che La via del vero per il doppio nove È scomoda ed esige sacrifici. Verso sera. con i suoi discepoli avrebbe dovuto essere in grado di attraversare mille e un fiume come quello. XXXVI prova: cammino sbarrato da un gran fiume. LXXIX prova: imprigionato nella prefettura Terrazza di Bronzo. XVI prova: assoggettamento di Sabbioso. adesso constatate Che quel povero monaco ne passa D'ogni colore. XV prova: difficile traversata delle Sabbie Mobili. Ma Scimmiotto si rendeva conto che il suo maestro non aveva ancora superato nove volte nove prove. "Siamo sul Fiume delle Sabbie Mobili?" domandò Porcellino. XXIII prova: trasformato in tigre durante l'udienza. XLIII prova: trattenuto nel Paese delle Donne a scopo di matrimonio. VII prova: alla Montagna della Doppia Forca. XXV prova: appeso nella Grotta dei Fior di Loto. che i poveri pellegrini che li seguivano li urtarono nella schiena e caddero giù come pere: loro. "Il nostro maestro ora ha ottenuto la Via. VI prova: cade in una fossa e viene separato dalla sua scorta. XXIV prova: incontro con i diavoli sulla Cima Piatta. XIX prova: difficoltà nel riportare in vita l'albero di ginseng." La tartaruga si arrampicò all'asciutto. LIX prova: sviato dai sette sentimenti. Eccone il registro completo. con un piede posato sulla sua testa. Scimmiotto. Se pensavate che ottenere i sutra Fosse facile. LXII prova: le creature divise in tre colori. LXXX prova: liberato dal corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. se questa tartaruga Con le tue carabattole ti porta all'altra riva! Navigarono per buona parte della giornata. LXVI prova: il vero distinto dal perverso. Le prove subite dal santo monaco lungo questo percorso di diciottomila li sono quelle chiaramente annotate nel presente registro. abbiamo segretamente assicurato per vostro ordine la protezione del monaco cinese. LXXVII prova: cattura dei rinoceronti. santo monaco cinese!" I quattro pellegrini si guardarono intorno stupiti. diritta verso la riva orientale. al centro. V prova: all'uscita dalla città. facendosi solecchio con la mano: "Maestro. liberamente circola Il sublime elisir nove volte mutato. cui bisbigliarono all'orecchio: "Fate così e così. Puoi dirti fortunato. XII prova: assoggettamento di Porcellino. la tartaruga chiese: "Caro maestro. LVIII prova: la regina liberata dal mostro. i quattro protettori del tempo. si imbatte in una tigre. LXVIII prova: malato in una cella del convento." "Non prendertela. "Guardate piuttosto dove siamo. Coi diavoli che stan sempre in agguato. Mentre la giusta Legge si rimpiatta. "Avranno voluto far tappa per lasciarci riposare." "Dice il proverbio" ricordò Scimmiotto: "In un giorno navighi su nove banchi di sabbia. LXIX prova: prigioniero nell'Abisso Senza Fondo. l'ultima volta . strada facendo?" "La loro determinazione e la loro devozione non possono essere sfuggite alla vostra perspicacia. e presto furono in riva al fiume. Porcellino si mise a ridere: "Benone! Imbocchi una scorciatoia che allunga il cammino.dei cinque orienti. Ora che la sua missione è compiuta." "Avete il mio consenso" rispose lieta Guanyin. che aveva preso gusto al volo sulle nuvole. VIII prova: sulla cima del Monte delle Due Frontiere. non rollare. XXXI prova: richiesta d'aiuto a un santo. XXVII prova: trasformazione di diavoli. perché non si vedeva traccia di presenza umana. LXXVIII prova: scelto come genero in India. la riuscita Dell'elisir rimane appesa a un filo. XLVIII prova: cerca il ventaglio di foglie di banano. sentì di sorpresa la terra sotto i piedi. Penseremo noi a tirarlo su e a fargli fare la traversata per via aerea." "Ricordo bene. ordine della pusa. è nove volte nove. XXXVIII prova: compare la nassa per pesci. XIII prova: insidie di Vento Giallo. XX prova: bando della scimmia dello spirito. XLVI prova: due scimmie difficili da distinguere. LXIII prova: colpito dalla disgrazia nella città. XXX prova: la scimmia dello spirito è messa alle strette." "Si correva molto svelti" notò Sabbioso. Guanyin esclamò: "Manca qualcosa! Il numero che conduce alla verità. mentre si stavano accostando alla riva orientale. XXXIV prova: la grande burla. chiacchieroni!" ordinò Tripitaka. sul decimo banco ti incagli dieci giorni." "Zitti. Il cavallo fu issato al centro del carapace. i monaci riabilitati. Abbiamo scrupolosamente annotato tutte le disgrazie e calamità nelle quali è incorso durante il viaggio. XVIII prova: tempio delle Cinque Fattorie. XXXIX prova: incontro malefico sul Monte del Cappuccio d'Oro. permetteteci di restituirvi quello che abbiamo ricevuto da voi. Usando i tre veicoli. LVII prova: salvato dalla consunzione. XLII prova: contaminato dall'acqua bevuta. XLIX prova: il re diavolo viene legato." I vajrapani fecero una frenata tanto brusca. "Finalmente ci si rivede. per la scuola del Buddha." "Guardate bene su quale sponda ci troviamo" raccomandò Tripitaka. LI prova: ricupera il tesoro e salva i monaci. X prova: arso dal fuoco durante la notte. Si mostra il viso autentico. III prova: all'età di un mese. Conclusa la lettura. come voi vi proponete di rendere al Buddha il suo ordine in lettere d'oro. Il mistero profondo di non dualità Rivela il cielo e mette in fuga ogni demonio." Essi corsero un giorno e una notte per raggiungere i portatori di folgore. LXXV prova: in difficoltà sul Monte dei Nodi di Bambù. "Come si sono comportati i quattro pellegrini." Tutti la festeggiarono. Ricordo comunque che sulla riva occidentale non si vedevano abitati. da eseguire senza indugio. Ed ecco comparire sull'acqua la grossa tartaruga bianca dal cranio calvo. IX prova: cambio del cavallo sulla montagna. "Ma no!" rispose Sabbioso. XLV prova: secondo bando della scimmia dello spirito. XXVI prova: salvataggio del re di Gallo Nero. "e non da vajrapani al servizio del Buddha. Tripitaka. Invece facemmo la traversata su una tartaruga bianca. LIV prova: cattura degli dèi. LII prova: recita poesie nella Foresta dei Rovi. ha lasciato il suo corpo carnale nel Tocca Nuvole e non è più troppo pesante da sollevare. XXII prova: missiva recata nel paese degli Elefanti Sacri. Essi le dissero rispettosamente: "Pusa." E ordinò ai rivelatori: "Rincorrete i vajrapani e ditegli di organizzare l'ottantunesima prova. Porcellino si accoccolò presso la coda del cavallo. e i difensori della dottrina. LXXIV prova: festa del rastrello. XVII prova: apparizione di quattro santità. Scimmiotto la esortò: "Se vuoi renderci un servigio. fratello" lo consolò Sabbioso. Tripitaka si collocò a sinistra del collo e Sabbioso a destra. Siamo in un bel pasticcio. LXXVI prova: sofferenze nella Grotta Fior di Mistero. sfugge per poco alla morte. Mentre discutevano proseguivano il cammino. Il monaco ha subito una prova di meno. Una voce li chiamò: "Da questa parte. XXXIII prova: arrivo a Carrolento.

Che tuoni! Da far tremare i potenti." "Maestro" propose Porcellino." "Va benissimo" ribatté Tripitaka. "Nemmeno il cielo e la terra sono completi. e solo verso l'alba accennò a placarsi. che li videro e li riconobbero. Mentre i quattro pellegrini svolgevano ed esaminavano i loro testi. trovarono allestito sotto il portico un nuovo banchetto.che ci vedemmo vi pregai di porre per me una domanda al Buddha del Paradiso dell'Ovest. seguito dai suoi mezzadri. Non ci sono né forza né volontà umana che possano farci niente. abbandonandoli tra i flutti. e le strappò inavvertitamente. una luce pari al sole e alla luna. fece rotolare le pietre e volare la sabbia. impugnarono le bacchette. e si inginocchiò per supplicarli: "Monsignori." "Anche il tuo" disse Sabbioso. La vecchia tartaruga capì benissimo di essere stata trascurata. poste in risalto da due ali laterali. "Ottenere i sutra è un'impresa che toglie al cielo e alla terra i loro poteri di trasformazione. i fulmini rigano di rosso il cielo brumoso. le sponde sprofondano nella nebbia. mentre si preparava il pranzo. "Da quando abbiamo costruito questo santuario. "Non hai appetito. che oscurò il cielo. forse. La cosa incredibile fu che Porcellino non sembrava più lui. Era chiaro che la tempesta era segno di creature delle tenebre che volevano impadronirsi delle scritture. nonché la ricerca delle scritture." "Abitano lontano da qui?" "Una ventina di li verso sud. e non abbiamo trovato di meglio che costruire un santuario. presto respinse il piatto e disse: "Ne ho abbastanza. Sabbioso aveva il suo daffare a coprire i bagagli e Porcellino si curava del cavallo. è un po' idealizzato. Chen Qing aveva già fatto preparare una tavola di offerte alla porta di casa e aveva arruolato una banda musicale. Ma i vecchi e le loro famiglie non volevano lasciarli ripartire. se il sutra si è strappato. Quando vi giunsero. ci ha buttato in acqua e se n'è andata. abbiamo goduto ogni anno di raccolti abbondanti. Inzuppato da capo a piedi e tutto tremante. "vediamo di non perdere tempo. che c'era una volta?" chiese Tripitaka. Naturalmente i sacchi dei sutra. che ora vorrebbero togliervi i sutra. L'ostinazione dei due vecchietti fu messa a dura prova per fargli accettare qualche boccone. porta a una torre e a una terrazza. il reverendo gridava: "Consapevole del Vuoto." Quando scesero. sulla mia conversione e sugli anni che mi restano da vivere. "Quello del maestro. Colpo di tuono Da scuoter fiume e montagna. Vi prego. Il vento solleva i flutti del fiume che comunica con il cielo. Quale risposta vi ha dato?" Il fatto è che il reverendo. "che ne direste di portare i sutra a casa loro per farli asciugare? Sarebbe più pratico. Non li può fermare Nessuno. Colpo di vento Da sconvolger cielo e terra. e i pellegrini saltellarono intorno per riscaldarsi. Tripitaka non sopportava più il nutrimento terrestre. Porcellino mormorò a Scimmiotto: "Il tuo ritratto è proprio somigliante. Fulmine. la longevità di un'eterna primavera e un corpo imputrescibile nel dharma." "Dove li avete visti?" "Stanno sulle rocce in riva al fiume. si scatenò un'incredibile tempesta. il tuono terrorizza draghi e pesci." Anche Sabbioso si fermò dopo pochi bocconi. Effluvi profumati salgono al cielo. si avviò la conversazione con molte domande sulla conclusione della cerca dei sutra." Chen Cheng corse da loro. Aveva completamente scordato i problemi di longevità della tartaruga. "Non mi era mai capitato. giovani e vecchi. ma non si accorse che le estremità di alcuni rotoli di quello sulla vita del Buddha si erano incollate alla roccia. gli alberi scompaiono nella nebbia. Mentre maestro e discepoli guadagnavano la riva e ricuperavano le loro cose. E così via: Tripitaka non osava dir di no per non deludere nessuno. "Non sapevamo come sdebitarci della profonda gratitudine che vi dobbiamo per la salvezza dei nostri figli. mai potranno ritornare I demoni del buio e dell'orrore. e ne permane La traccia. Uno chiese: "Non sareste per caso i reverendi maestri che passarono il fiume anni fa. Le scritture Zuppe d'acqua non temono la folgore. mentre quelle rocce conservano tracce dei preziosi caratteri. Anche vestiti e calzature furono messi ad asciugare. a destra e a sinistra. vuol dire che il grande enigma dell'incompiutezza voleva così. Il cielo e la terra non possono sopportarlo. stridono gli uccelli in preda al panico. non aveva avuto altro per la testa se non le cerimonie con il Buddha e con tutti i santi monaci e pusa che lo circondavano. nel quale vi dedichiamo un culto. ma mi sento lo stomaco debole. dopo il bagno preso nel Tempio della Verità di Giada. un tesoro di sette piani finemente traforato. si sedettero a tavola. Nebbia spessa Copre tutta la terra." Tripitaka e gli altri capirono che cosa era accaduto e ringraziarono calorosamente Scimmiotto. puro yang. Che vento! Da rovesciare pini e bambù. il tuono rimbomba. Questo è il motivo per cui. sono di ritorno." Mentre seguivano Chen Cheng verso casa sua. la notizia del loro arrivo correva di bocca in bocca: in breve si videro venire incontro tutti gli abitanti del paese. Là dove furono stesi I sutra ad asciugare. "Come si sono bagnati?" "Ricordate la tartaruga bianca che ci aveva fatto attraversare il fiume? L'abbiamo nuovamente incontrata. impugnò la sua sbarra a due mani e la mulinò incessantemente contro nemici invisibili. Quanto a Scimmiotto. I sutra asciugheranno qui. Ama il sole lo yang. vennero alla spicciolata diversi pescatori. "Lo demolimmo subito" risposero i vecchi. "È somigliante anche il mio. giusto per complimento. Sullo sfondo. Ma quando ha saputo che avevamo dimenticato di porre al Buddha certi quesiti per conto suo. Riquadri e battenti vermigli. e giunse un terzo invito. Raccolse quindi i suoi sutra. Potete star certo che. che cosa sta succedendo?" "Maestro. si indispettì e. Infine Tripitaka voleva congedarsi. il testo è lacunoso. e fin le rupi su cui crescono. la catena di montagne si estende fino a raggiungere il drago della terra. Che fulmini! Serpenti d'oro nel cielo. cui seguì il minuzioso racconto dell'avvenuto. portarono i sacchi dei sutra in cima a una rupe e li aprirono per far asciugare i rotoli. che illuminano distese selvagge. Infuriò tutta la notte. Voi conseguite una durata pari all'universo. senza preavviso. il fulmine squarcia le tenebre. si nascondono tigri e leopardi all'ira del cielo. Fuoco volante che lacera nubi. ora che avete compiuto la vostra missione e ritornate con le scritture. Quando furono introdotti venne servito il tè. che del resto non era mai stato un gran mangiatore di cibi cucinati. tiene lontano Ogni mostro notturno. e ci ha traghettato anche questa volta. compreso il cavallo-drago) provvedevano a sé stessi. dopo aver assaggiato la divina cucina del Buddha e aver abbandonato il proprio involucro carnale. . noi li raccoglieremo e riprenderemo la strada del ritorno. non potete restar qui all'aperto e rifiutare la mia ospitalità. e li invitarono a visitare il santuario. "Tu che ne sai? Come ci hai riconosciuto?" "Lavoro dai Chen." Chen Cheng era tanto insistente che Tripitaka si dovette rassegnare a dargli retta. Ancor oggi si vede la roccia su cui i testi furono stesi al sole. e già ricevevano un altro invito a pranzo. altrimenti sarebbe affogato. mentre gli altri (buoni nuotatori. grazie agli sforzi dei donatori. Venne quindi sull'uscio ad accoglierli. i maestri che avevano liberato i vostri figli dal sacrificio. i piccoli pini formeranno un boschetto. tanti anni fa. fra bagliori di fulmini e rombare di tuoni. Ai giovani cipressi occorrono ancora abbondanti annaffiature." "Non importa" ribatté Scimmiotto ridendo. si tuffò verso il fondo e scomparve. Meno male che Tripitaka aveva ottenuto la Via e pesava meno del solito. proteggeva con il suo corpo i sacchi di sutra. chiamato Salvataggio della Vita. bestione?" chiese il Novizio." Sparecchiata la tavola." "No" rispose Tripitaka. Quando il sole salì in cielo. avremmo un tetto sopra la testa e troveremmo qualcosa da mangiare. Ma l'acqua che li inzuppa li appesantisce e il vostro corpo dharmico li protegge: non ci sono tuono. Scimmiotto. Che nebbia! Da oscurare lo spazio e nascondere i nove cieli. Né vento o fuoco. Tripitaka." I ragazzi Protetto di Guan e Bilancia Colma d'Oro si vennero a prosternare. La burrasca riempie gli occhi di sabbia e di polvere. Il santuario comprendeva un bell'insieme di edifici: Un lindo vialetto di ghiaia rossa. "Che ne è stato del Tempio del Grande Re. una pura luce illumina il luogo." Ma i pescatori si imbatterono in Chen Cheng: "Signor cadetto. Ora si leva il giorno e ascende il soffio yang: ormai siete al sicuro. protegge voi. ancor oggi. non capite?" rispose Scimmiotto ansante. Per concludere la visita salirono sulla torre e ci trovarono quattro statue che li rappresentavano. E la sbarra del vostro vecchio Scimmiotto. Abbiamo scatenato l'invidia di diavoli e dèi. e ancor più dopo essersi disfatto del corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. Ora non voleva mentire e non osava dire la verità: perciò restò zitto. "Che peccato!" si desolò Tripitaka. Potremmo chiedere anche un po' di amido per i nostri vestiti. scoprirono che i Chen vi avevano organizzato un altro banchetto. Il vento ruggisce. terrorizzato. rinnovando i suoi ringraziamenti per il salvataggio dei bambini. "È colpa nostra: dovevamo metterci più attenzione. folgore o nebbia che ve li possano strappare. e stendono sutra al sole per farli asciugare. venite subito nella mia povera capanna!" "Verremo da voi quando i sutra saranno asciutti" rispose Scimmiotto. e posò la ciotola. Dalla rupe una cascata scende a mescolare le sue acque con il Fiume Comunicante con il Cielo. gli abiti e la sella si inzupparono ben bene. mentre andavano in cerca di sutra nel Paradiso dell'Ovest?" "Proprio così" rispose Porcellino. Scimmiotto lo ripescò e lo portò a riva.

"Quand'ero di buon appetito. "Siamo confusi da tante attestazioni di affetto" ripeteva Tripitaka. e compiuta la missione. Non ne potevano più. il mio giovane discepolo riuscì a raccoglierli. caricarono il cavallo.grazie alla benefica protezione delle vostre signorie. Che spavento! Ritornai dal Buddha a implorarlo. L'imperatore Taizong. "Come farebbe il maestro a portare i sutra? E non sa nemmeno condurre il cavallo. Il grande santo lo seguiva roteando la sua sbarra cerchiata d'oro." "Ma quale avidità. Ci rivedremo domattina. Tripitaka si installò in atteggiamento di meditazione ai piedi della torre. Fate voi un salto a consegnare le scritture al vostro sovrano. i discepoli entrarono nella sala e Scimmiotto consegnò le scritture all'ufficiale di servizio. Tutto sommato sarà meglio che neppure il grande santo Scimmiotto e i suoi compagni scendano giù. Dunque si alzarono senza fare rumore. Noi non possiamo scendere. qui sotto c'è la città di Chang'an. detto il Novizio." Il bestione si mise in spalla il bilanciere. IN UNA SOLA TAPPA. ma è un prezzo inadeguato. Taizong ordinò che suo fratello sedesse accanto a lui. per certi disordini che aveva provocato in paradiso cinquecento anni fa. gli è andato incontro e lo accompagna in città. quando si volgeranno a oriente. in breve tempo giunsero in vista della capitale Chang'an. Là si trovava quel giorno. per completare la cifra del canone. Fiamma perenne in lampade di giada. "Il maestro è diventato un buddha. Se poi non sapete come avvenne l'incontro con l'imperatore dei Tang. ci chiesero una mancia. mentre spirava una brezza profumata. nella speranza che l'attesa si compisse. "Come avranno fatto a deformarsi in quel modo? Durante la notte non ha nemmeno soffiato il vento. e state certi che non faremo ritardi indebiti. Quella mattina i monaci del Monastero di Vasta Benedizione di Chang'an constatarono sorpresi che i pini accanto all'ingresso rivolgevano le loro chiome a oriente. noi vi aspettiamo qui. "Questo non significa che non penseremo a proteggere tutte le famiglie del villaggio. Il Buddha lo aveva chiuso in un cofano di pietra sotto una catena di montagne. A questo punto. Quanto ai portatori di folgore e ai quattro pellegrini." Porcellino e Sabbioso erano pronti. guarigioni." I monaci si affrettarono e videro il corteo imperiale. matrimoni o discendenza. caro fratello!" Tripitaka si inchinò fino a terra. . quando giunsero nel viale occidentale. per filarcela con discrezione. mentre i discepoli e il cavallo-drago restavano in attesa ai piedi della scalinata. e ne fu profusamente ringraziato. fu affidata una missione Con le dovute credenziali. senza trovare nessuno. RITORNANO NELLE TERRE DELL'EST E DIVENGONO VERI SANTI. Sabbioso tirò il cavallo e Scimmiotto prese per mano il maestro. ma la gente continuava ad affluire per invitarli. notò lo strano aspetto dei tre discepoli e commentò: "I vostri eminenti discepoli hanno davvero un'aria esotica. Fu festeggiato con un gran banchetto A cui partecipò tutta la corte Quel ritorno dall'Ovest. CONSEGUENDO IL NIRVANA. perché i suoi abitanti sono furbi e ci riconoscerebbero subito. fin dal sedicesimo anno aveva fatto costruire la torre Attesa delle Scritture al passo di Xi'an. possiamo compromettere l'essenziale. antico discepolo di Tripitaka. Ritornerò a corte con lui." La notte era già avanzata. "Dov'è finita la mia buona fortuna?" esclamava Porcellino. gridò: "Indossiamo subito gli abiti da cerimonia! Il maestro in cerca delle scritture è ritornato!" "Come lo sai?" "L'anno in cui partì.' E le parole del nostro maestro sono sante parole di un buddha. Taizong vi si recava puntualmente una volta l'anno. abbassarono la loro nuvola e presero terra accanto alla torre Attesa delle Scritture. e ordinò al servizio dei banchetti di aprire il padiglione orientale per prepararvi un grande festino di ringraziamento. I sutra Sono stati concessi ai viaggiatori. Poi Tripitaka fece trasmettere la richiesta di portare i sutra. Si era formata una lunga coda di persone che volevano offrire frutta e altri cibi. "Quei buddha viventi ci sono sfuggiti!" Non restò loro che recare le offerte in cima alla torre e bruciare carta moneta. Ora che sono diventato inappetente. il Buddha ebbe la bontà di invitarci a pranzo e ordinò ad Ânanda e Kâsyapa di consegnarci le scritture. Taizong lo aiutò a rialzarsi con le sue mani e gli chiese: "Chi sono quei tre?" "Sono i discepoli che ho ricevuto lungo il cammino. mentre tutti dormono. in religione Consapevole del Vuoto. e spero di riuscirci anch'io. e si avviò a offrire la frutta e i cibi che aveva preparati. e non le condannava: per avere rotoli scritti. nel paese di Aolai nel continente orientale. Quando sono arrivato da quelle parti. il Signore di Diecimila anni. al seguito della carrozza imperiale. in totale sono 5048 rotoli: e questo sarà il canone. Bruciaprofumi ardono senza sosta. Inoltre non trascorreva giorno senza che qualcuno bruciasse incenso per impetrare protezione da pericoli. Fu così che fecero il loro ingresso a Chang'an. con i suoi preziosi sutra davanti agli occhi. "Arrivati al Monte degli Avvoltoi. se ci lasciamo invischiare da questa gente." "Sellate un cavallo della mia carrozza" ordinò l'imperatore agli ufficiali del seguito." Tutti ringraziavano e si prosternavano. Ritorna e viene ricevuto a corte. il mio ritorno sarà prossimo. Compiuta la penosa distruzione Dei diavoli.' Dunque era al corrente delle pretese dei suoi rispettati discepoli. Il portone era chiuso." "Avete ragione. che sarà l'ultimo. Tripitaka fu introdotto. terrete d'occhio i rami di questi pini." Ed esercitava la sua inappetenza a vuotare otto o nove piatti di verdure. per ritornare insieme a voi e render conto della missione compiuta. persino il cavallo sembrava condividere i loro pensieri. chi si mostra non è l'uomo vero. Si è convertito grazie alle esortazioni di Guanyin. un vento diabolico li disperse. maleducati!" replicò Porcellino ridendo. è merito del cielo" commentò ridendo Scimmiotto. Sono già trascorsi più di quattro giorni. "ma vi prego: per questa sera basta così. I vajrapani si erano fermati in cielo e spiegavano a Tripitaka: "Santo monaco. Verso la terza veglia bisbigliò a Scimmiotto: "Come dice l'adagio: L'uomo vero non si mostra. la riproduzione dei sei animali domestici e le condizioni del tempo più adatte per la campagna. D'allora in poi celebrarono scrupolosamente i quattro grandi sacrifici dell'anno e i ventiquattro minori. CAPITOLO 100 RITORNO E APOTEOSI OVE I CINQUE." "Noi non c'entriamo. e divorare qualche diecina di grandi pani. e lui disse: 'Per recitare qualche rotolo di sutra sono state chieste trentatré pinte di polvere d'oro. quando vide il cielo a occidente incendiarsi di riflessi colorati di buon augurio. Porcellino e Sabbioso portavano i bagagli e reggevano le briglie del cavallo-drago. Non vi faremo ritardare." Taizong fu soddisfatto delle spiegazioni. ma non osarono avvicinarsi: si accontentarono di seguirlo a distanza. "È strano!" esclamavano. al confine occidentale del nostro paese. gli otto vajrapani li chiamarono dal cielo: "Ehi. ma noi non l'avevamo preparata. maestro. Abbiate la pazienza di aspettarci. ci disse: 'Qualche anno dopo la mia partenza." Il reverendo si prosternò: "Il più anziano si chiama Scimmiotto. "Quanti sono? Come li avete ottenuti?" chiese l'imperatore. non vorremmo che venisse a galla l'avidità di Porcellino e ci facesse superare il tempo assegnato. fuggiaschi! Da questa parte!" Il reverendo si sentì sollevare da un turbine di vento profumato. Taizong e il suo seguito scesero dalla torre ad accoglierli: "Eccovi arrivato. Temo che. che aveva accompagnato alla partenza il monaco Tripitaka tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù. Quando uscirono e si misero in cerca della strada verso l'est. Approfittiamo della notte. È originario della Grotta del Sipario Torrenziale sul Monte di Fiori e Frutti. La gente diceva: "È ritornato l'uomo che era partito alla ricerca delle scritture. È il caso di dirlo: L'elisir ti consente La tua forma verace. ascoltate il prossimo capitolo. Con corpo sano e forte Saluterai il sovrano. Bisogna che provvediamo noi. "e pregate mio fratello di montarlo. che lo deve pur aiutare. ma ci accorgemmo che erano rotoli bianchi. misero in spalla i bilancieri e si diressero verso l'uscita." "Non è un suggerimento pratico" obiettò Scimmiotto. non trovò più il monaco cinese ai piedi della torre. all'alba. mi toccò dare la ciotola d'oro che vostra maestà mi aveva regalato." Si vestirono subito e uscirono dal convento. non ricevevo più di dieci inviti per volta. Si interrogarono e cercarono intorno smarriti. ma Scimmiotto lo aprì usando la magia che scioglie le catene." Tripitaka lo ringraziò della condiscendenza e si mise in sella. Quando ripartimmo con i sutra. gli inviti non finiscono più. Ho ricevuto una scelta tratta da trentacinque diverse opere. Il corteo sfilò fino all'ingresso del palazzo imperiale." Uno di loro." "Ricordatevi che Guanyin si è impegnata con il Buddha a concludere andata e ritorno in otto giorni. lo trovarono pieno di folla. Anni prima Al bonzo che officiava il grande rito Funebre. Quando la gente raccolta nel santuario dei Chen si svegliò. senza segno di scrittura. per assicurare numerosi discendenti. Sua maestà.

Non si finirebbe mai di descrivere le mille ghiottonerie per cui il grande impero della Cina si differenzia dai barbari dell'Ovest. Spingeva i suoi pensieri alla porta dei misteri. Ha portato i bagagli per tutto il viaggio. Yuhua e Come l'Oro. un rozzo discorso che non è ancora stato messo per iscritto. L'imperatore Taizong sedette al centro. di Bhiksu. Nell'andata ha portato me. che esalta il vuoto. sono difficili da penetrare perché non si vedono. La giornata trascorse piacevolmente. quando i segni erano precisi e la gente vi poneva attenzione. la doratura delle statue nascose il suo vero volto. Ti chini su di lei: dove sarà la sua sorgente? Come potrebbero i mortali. né rugiada di immortali o luminosità di perla che irraggino la sua luce. così grande e gravida di conseguenze che è impossibile ricompensarla adeguatamente. Si aggiungano i pasticcini al miele e al burro. quale distanza avete dovuto coprire?" "Guanyin diceva che si trattava di cento ottomila li. "Sono senz'altro scusati. olive di Cina. Abbiamo pensato qualche parola di debole ringraziamento. espungere il falso e convalidare il vero. È una Via segreta che cristallizza i misteri: chi la segue non ne conosce i confini. L'insegnamento verbale che di lui era rimasto fu diffuso per guidare gli esseri lungo le dieci tappe della salvezza." Tripitaka tornò a ringraziare sua maestà di tutte le sue bontà e fece segno ai tre di seguirlo. frutti della sabbia. faceva il mostro nel villaggio dei Gao. e che un giorno dopo l'altro ci trovavamo davanti montagne. Scimmiotto e Sabbioso erano addirittura gravi e riservati. Ma quando Egli raggiunse il nirvana e l'ombra si stese su di lui. allontanandolo dal mondo. pinoli. So che sono trascorsi quattordici inverni e quattordici estati. per salvare uomini e animali dai tre cammini della perdizione. l'imperatore scese dal trono e prese Tripitaka per mano: "Non mi pare che i vostri discepoli siano molto pratici di etichetta. sono facili da capire perché si manifestano per immagini. il suolo è coperto di tappeti rossi. gli avranno oscurato il cielo. in religione Consapevole della Purezza. i vini densi. viene dalla Grotta della Passerella di Nuvole. Il Novizio interpellò Guanyin e seppe che si trattava del figlio del drago dei mari occidentali. non avevamo dimenticato le vostre parole. Cielo e terra. esse sono i contenitori della vita. il mondo cambiò. convertito da Guanyin." Il reverendo era allegro e soddisfatto. grani di melone. le tempeste di sabbia. attraversare fumo e nebbia. i discepoli e i mandarini civili e militari presero posto secondo il rango a sinistra e a destra. E le frutta sono ancor più varie e ricercate delle verdure: palline e frittelle di cachi secchi. Ma era così ardente nel perseguire la meta. del Gallo Nero. Il terzo discepolo si chiama Sabbioso. attraversa senza età migliaia di kalpa. di Viola Porpora. Ha dovuto percorrere mille leghe di montagne e di fiumi. di Distruzione della Legge. vassoi di germogli di bambù allo zenzero. Abbiamo attraversato molti regni: vi mostrerò i loro visti sul passaporto. il maestro. e fine da non lasciarsi sfuggire il granello invisibile. filigranate d'oro e incastonate di giada. cessò di rischiarare il chiliocosmo. radici pepate. Non muore e non nasce. e ho potuto assumerlo grazie all'aiuto del Novizio. mentre i saggi raramente ne penetrano le combinazioni. che non hanno smesso di crescere fino ai nostri giorni. La Legge scorre imbevuta di silenzio. trasformano ogni cosa pur senza manifestarsi in modo visibile. gli avrà nascosto la strada. anche se hanno ben chiaro lo yin e conoscono a fondo lo yang. semi di loto. essa porta con sé mille benedizioni. mostra il buio e domina il silenzio.Discepoli. nocciole. che pure sono la sostanza di cielo e terra." Taizong li elogiò senza riserve e domandò: "A conti fatti. Porcellino. Alla fine dell'esame. Oso sperare che vostra maestà vorrà essere indulgente. L'ottenimento della Via aveva spento la loro aggressività.l'ho liberato. vari tipi di felci in polvere. gli uomini si volgevano alla virtù e sapevano onorarla. sagittarie. tuffarvisi senza dubbi e confusioni? L'eminente dottrina è nata nelle terre dell'Ovest. che le prove più dure gli sembravano lievi. io confesso di non aver tenuto il conto. Glutine di grano con foglie tenere di cedrela. Il nostro monaco. con l'azione segreta del freddo e del caldo. Quanto al cavallo. per soccorrere ogni specie di esseri e dominare i dieci orienti! Ineguagliati sono l'efficacia del suo prestigio e la forza dei suoi poteri. Si eseguirono canti e danze solenni. Non vi sono brezza fra i pini o riflesso di luna sull'acqua paragonabili alla purezza della sua persona. Fu allora che divenne necessario diffondere le sue sottili parole. sul Monte del Serpente Acciambellato. Quando entrarono nella sala del banchetto. ciotole di giada bianca con disegni scolpiti. Al cader della sera tutti resero grazie all'imperatore e si ritirarono." E dettò quanto segue(21): Sappiamo che i due princìpi creano le immagini che si manifestano fra il cielo che ricopre e la terra che regge. Lo detteremo al funzionario di servizio del segretariato imperiale. Invano quattro volte otto magnifici ritratti riprodussero i suoi lineamenti. era una creatura malefica del Fiume delle Sabbie Mobili. Dove i segni si mostravano. in religione Consapevole delle Proprie Capacità. . del Paese delle Donne dei Liang dell'Ovest. Sanno stare a tavola?" "Vostra maestà consideri che appartengono al ceto dei mostri di campagna: non hanno familiarità con le finezze della sacra corte cinese. non è quello che mi aveva donato vostra maestà. Intensi e rari profumi salgono da piatti ricercati. anche lui era stato preparato da Guanyin. È degna l'assemblea di Tang e Yu. è capo e guida della scuola buddista. Nascosta o manifesta. La neve accumulata nelle albe fredde. Per quattordici anni ha percorso l'universo occidentale nella sua ricerca della giusta dottrina. Partì con il suo bastone di viaggio per solo compagno. dove i monaci lo accolsero prosternandosi: "Maestro. Perciò il cuore e lo spirito lo spingevano verso un pio viaggio nei puri territori d'Occidente. sfidando i remoti pericoli. Anche il più stupido sa orientarsi davanti alle immagini. o gran distese d'acqua. anche il più sapiente può ingannarsi nelle cose invisibili. vi siamo corsi incontro. e invitati a partecipare al banchetto nel padiglione orientale.' Commentò sorridendo: "Che lungo viaggio! Ormai siamo nell'anno ventisettesimo. Le tazze sono d'ambra. Ha raggiunto la corte dei Han mediante un sogno splendente(22). Tripitaka rientrò nel Monastero di Vasta Benedizione." Taizong spiegò il passaporto e lesse: 'Rilasciato tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù. il documento fu restituito. colocasie candite. noci di torreya. nei pomeriggi afosi. detto Otto Divieti. Ha visitato i luoghi sacri(23) . di Carrolento. bianca e nera. Rifletteva desolandosi delle deformazioni che la giusta Legge subiva. Ha trasceso le impurità dei sei sensi con un volo così alto da spanderne lontano il profumo. Quanto più difficile è la Via del Buddha." Guardò con curiosità i sigilli dei paesi degli Elefanti Sacri. Devo molto alla sua protezione." "Ma certo. ed è giunto precocemente a comprendere la triplice vacuità. anche lui aveva i suoi trascorsi. Mentre le quattro stagioni. splendidi funghi dolci. per insegnare la retta via a chi venisse dopo di lui. Quando l'ho incontrato. sui monti Fuling. Piatti d'oro giallo. "Ha lo stesso aspetto. ancor prima che la dottrina si diffondesse in parole. Prosperità è assicurata per sempre. Porcellino. Inoltre ci sono: la legge. ginkgo del sud. il suo spirito sonda l'informe. non fece baccano per avere riso o tè. Fin dall'infanzia ha esercitato la sua attenzione e la sua intelligenza. questa volta. i tè profumati e tanti insoliti sapori. pere testa di lepre. attraversando tutti quei paesi stranieri. nel Tibet. Perciò l'esame del cielo e l'osservazione della terra consentono agli ignoranti di comprenderne l'origine. mele verdi. la trasmissione dell'errore e l'arte della magia. uva gigante. Benedetta dai sutra conseguiti." "Come mai?" si stupì Taizong. si resero conto che il grande impero della Cina non aveva uguali: Le porte sono parate di ricami dai vivi colori. fettine di zucca alla senape. o turbinante nella tormenta. presentate a sua maestà i nostri documenti. ed è uno specialista nella traversata di corsi d'acqua. tenere radici di loto. mentre si installava nella cella del superiore." "Quel cavallo fu divorato da un drago al Torrente del Dolore dell'Aquila. marroni di Xuanzhou. deplorando gli errori che si trovavano anche nei testi meglio recensiti. Voleva riordinare le argomentazioni in base a ciò che aveva appreso. che inglobano yin e yang. oltre ai timbri delle prefetture di Fengxian. Dalla luce del Buddha rischiarata. Yin e yang. In quegli antichi tempi. orecchiette avvolte in formaggio di soia. il maestro della Legge Xuanzang. o immense foreste. essa è grande da contenere l'universo. alghe finissime. e la pusa lo aveva convinto a riscattarli e a rifarsi una vita servendomi in qualità di cavalcatura. Presto se ne andarono a dormire. L'indomani Taizong tenne udienza e dichiarò: "Abbiamo trascorso una notte insonne. malva al miele. prugne e corbezzole: non mancava niente. sciocchi e rozzi. Teneri navoni. È cresciuto in purezza intellettuale e ha praticato la condotta che richiede quattro specie di pazienza. che illumina i territori dell'Est e vi riversa l'onda della compassione. non me la prenderò" rispose Taizong sorridendo. Ha saputo superare ripide cime e passi pericolosi: devo molto alla sua forza. giuggiole dello Shandong. Quando i rami dei pini si sono volti a oriente. Quando l'ufficiale di servizio annunciò che il pranzo era servito. nel ritorno la maggior parte dei sutra. di Jisai. a pensare all'impresa di nostro fratello. litchi e castagne d'acqua. di Cammello Leone. le coppe di cristallo. sfidare pioggia e gelo. nel Parco delle Gazzelle e sul . Le scritture del Buddha si dividono in Grande e Piccolo Veicolo. La sua saggezza supera le relazioni umane.

per recitare i sutra autentici del grande canone. Il palazzo non è un posto adatto. Perché il cinnamomo che cresce sulla rupe produca fiori. I meriti che hai conseguito scalando montagne e guidando il cavallo ti valgono il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino arhat dal Corpo Dorato. Questo testo dettato di getto è proprio maldestro. Ora ritorni felicemente. Il reverendo lesse e ricominciò a ringraziare: "Lo stile di vostra maestà è elevato come nei tempi antichi. Ma in quel momento si diffuse nell'aria un intenso profumo. "Consapevole del Vuoto. e spargere all'infinito i loro benefici come il sole e la luna. ma dopo la tua felice conversione alla nostra Legge e adesione alla comunità. gli ammiratori della nostra dottrina sono tanti. in tempo per rispettare il termine assegnato di otto giorni." I quattro pellegrini si prosternarono. Vi rendiamo quindi l'ordine ricevuto in lettere d'oro. ha esplorato sublimi meraviglie e penetrato reconditi misteri. e con ciò avevi spregiato il mio eminente insegnamento della Legge. L'intero contenuto di cento cofani di canoni scorre dalle sue labbra come un vasto fiume. da maneggiare con precauzione. Stabilì inoltre che a est della città si erigesse un nuovo Monastero delle Copie. hai protetto il santo monaco. Ammiraglio dei Canneti Celesti. Monaci eminenti vennero incaricati di celebrare una grande cerimonia dell'acqua e della terra nel Monastero dell'Oca Selvatica. proteggendo il santo monaco. Ha ottenuto complessivamente trentacinque opere capitali del Grande Veicolo." "Seguiremo le vostre istruzioni. Quando entrò eseguì con molta concentrazione il rituale delle prosternazioni. malgrado il tuo spirito limitato e una sensualità che non sei mai riuscito a dominare completamente. attraverso acque torbide e agitate. Se i sutra sono giunti nell'Est è anche merito tuo. Per la fedeltà che hai dimostrato da un capo all'altro del viaggio. seguito dai mandarini che portavano rispettosamente fasci di sutra. ci confessiamo ignoranti. peccavi mangiando esseri umani. Entrato nella comunità monastica. e non si lascia toccare da ciò che è sudicio. Ordinò dunque che la Foresta dei documenti e l'ufficio delle redazioni procedessero alla copiatura. Il reverendo attendeva alla porta per poter ricominciare i suoi ringraziamenti. L'uomo ne è responsabile con i suoi atti. Era stato preparato un alto pulpito per la predicazione. Davanti alla composizione imperiale sulla santa dottrina. La moltitudine peccatrice ritrova la buona fortuna: un'acqua redentrice spegne l'incendio che bruciava la casa e salva l'umanità smarrita. Dopo tanto soffrire sopra le aspre montagne Ed acquisiti nove volte nove gran meriti. Di che cosa ti lamenti? "Consapevole della Purezza. Il cavallo vi s'immerse e mutò forma: sul capo gli spuntarono corna di drago. Mi sono rallegrato della tua applicazione a contenere il male ed espandere il bene. i mandarini presenti si congratularono. il cielo si squarciò e vi apparvero gli otto giganteschi portatori di folgore: "Reverendo. la sporcizia della palude non contamina le foglie del loto che vi cresce.Picco degli Avvoltoi ha contemplato esotiche bellezze. su cui il reverendo salì. "Consapevole delle Proprie Capacità. tutte quelle buone cose spetteranno a te. Non saranno lieti di perseguire la felicità mediante fattori felici? Possano le autentiche scritture diffondersi. Ma vorrei sapere come si intitola. seguitemi" ordinò il reverendo. a maggior ragione coloro che godono delle relazioni umane. Bisognerà conservare gli originali come tesori. Caduto nel Fiume delle Sabbie Mobili. al lago Trasformazione del Drago. scarabocchi d'inchiostro su tavolette d'oro. hai acquistato meriti trasportando il santo monaco. mentre il bene è fattore di ascesa. La santa dottrina. per un totale di 5048 rotoli. Perché io devo fare lo spazzino?" "Per riempire la tua gran bocca e il tuo grosso ventre" rispose il Buddha. converrà che ne faccia preparare delle copie." Questo fu il testo composto dall'imperatore Taizong. Il carro imperiale si mosse verso la Pagoda dell'Oca Selvatica. sarai una delle otto creature eccezionali. tu eri una divinità acquatica. Quanto ai classici esoterici. perché consegnassero i sutra. al termine della prova voluta dal Cielo. dentro il palazzo e fuori. ma i sutra che ha riportato sono in numero finito. Quando la dettatura ebbe termine. "queste cose si devono fare in luogo consacrato." "Discepoli. Le divinità della montagna santa si erano raccolte davanti al Buddha per udirlo predicare. Per i meriti che hai ottenuto portando pesanti fardelli. le nostre parole non sono adatte per iscriverle su bronzo e pietra. ti sei convertito alla dottrina buddista. tu fosti Generale delle Cortine Arrotolate e fosti bandito nel mondo di Sotto per aver rotto una coppa di cristallo. frammenti di tegole in una foresta di perle." "Ma come!" brontolò Porcellino. A ripensarci con un po' di modestia. Nonostante i numerosi peccati commessi quando vivevi nella Grotta della Passerella di Nuvole dei Monti Fuling. Ti sei reso colpevole di empietà disubbidendo a tuo padre. "Devi considerare che. al mondo. Ha ricevuto le ultime parole dei santi di altri tempi e la dottrina autentica dei saggi più eminenti. in salvo sull'altra sponda. Ottenuti quei sutra in capo a dure prove Dopo quattordici anni di viaggio ad Occidente. fratello" rispose sorridendo Taizong. l'ho pensato stanotte per esprimervi la mia gratitudine. Mentre i buddha lodavano l'eminente Legge del Beato. Per esserti permesso confidenze con la fata della luna ed esserti ubriacato alla Festa delle Pesche d'Immortalità." "Caro fratello. Riempiendo il Chiliocosmo. rivolto a Taizong: "Se vostra maestà vorrà diffondere le scritture. "Maestà" rispose il reverendo. bando alle prediche! Posate i sutra! È ora di partire!" I tre discepoli e il cavallo già cominciavano a innalzarsi. una barba d'argento ornò il suo mento e le guance. Le terre dell'Est di loro serbano I sutra riportati. "Santo monaco" dichiarò solennemente il Buddha. che era fortemente lacunosa. Il reverendo posò il sutra che teneva in mano e dall'alto del pulpito salì dritto al nono cielo. Scimmiotto si rivolse al monaco cinese: "Maestro. "Non ci recitereste qualcuna delle autentiche scritture?" suggerì l'imperatore. vengono ricondotti Fra gli eletti. Bisogna tener presente che la caduta è determinata dall'accumularsi di cause malvagie. hai meritato il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino buddha della Vittoria in Battaglia. Hai acquistato meriti assoggettando lungo la strada diavoli e creature malefiche. è restaurata. l'argomento è sottile e profondo." Il reverendo si prosternò e andò avanti con i ringraziamenti. fosti condannato a reincarnarti nel mondo di Sotto nel corpo di un maiale. abbiamo scortato il santo monaco e i suoi compagni nel paese dei Tang. ora che siamo colleghi . Taizong disse: "I nostri talenti valgono meno delle belle tavolette di giada su cui sono espressi." Gli interessati si fecero avanti per essere investiti delle loro nuove funzioni. ma non so se vi piacerà. La sua mente ha offerto campo aperto alla Via dei tre veicoli e dei sei comandamenti. Un'aura di buon augurio lo avvolse mentre saliva in alto sfoderando i lunghi artigli delle quattro zampe. con la profondissima potenza della Legge. hai difeso in qualche modo la forma umana e alla fine sei passato alla nostra eminente dottrina. I vajrapani introdussero maestro e discepoli e riferirono al Beato: "In conformità dei vostri ordini. Copie dei testi furono diffuse in tutto l'impero. Intanto gli otto vajrapani avevano ricondotto i pellegrini e il cavallo sul Monte degli Avvoltoi. Ti conferisco il giusto frutto del posto di cavallo-drago celeste. quanto il cielo e la terra. Il titolo è: Prefazione alla santa dottrina. Infatti il loto si attiene a ciò che è puro e pulito. "Loro diventano dei buddha. e a ogni cerimonia portano molte offerte. la pelle si coprì di scaglie dorate. si prosternarono e corsero a diffonderne copie. gli occorrono nubi e rugiada." Taizong si rivolse agli ufficiali di servizio: "Qual'è il più impeccabile monastero di Chang'an?" Il grande letterato Xiao Yu fece un passo avanti e rispose: "Il monastero della Pagoda dell'Oca Selvatica. e si attorceva alla colonna Omaggio agli Splendori del Cielo che si trova all'ingresso del monastero. e anche il cavallo manifestò la debita gratitudine per i favori accordati. La tua vera anima fu bandita in una reincarnazione nelle terre dell'Est perché eri stato disattento. avevi provocato gravi disordini nei palazzi del Cielo e io. E. Il tuo attaccamento alla nostra dottrina ti vale il giusto frutto di un'alta promozione: io ti nomino Candana buddha Pieno di Meriti e di Virtù. ti conferisco il giusto frutto di una promozione al posto di Delegato alla Pulizia degli Altari. ma poi ti sei felicemente convertito alla nostra dottrina e l'hai conservata con sincero rispetto. dopo aver scrupolosamente conservato la nostra fede e aver acquistato i più alti meriti con la tua cerca delle autentiche scritture. Finite le cerimonie. da tradurre e diffondere in Cina. in modo da liberare i dannati dalle loro sofferenze e diffondere per l'universo il beneficio ricevuto." Taizong ordinò: "Prendete dunque qualche rotolo dei sutra autentici e accompagnatemi alla Pagoda dell'Oca Selvatica. Questo raggio d'oro trarrà tutti. che si trova premesso al sutra del Cuore. Prego nostro fratello di venire con noi a leggerci le scritture. Persino le inconsapevoli piante raggiungono il bene accumulando il bene. fu convocato il santo monaco. Taizong e il suo seguito si prosternarono e pregarono. Ha il merito insuperabile di avere portato le nubi della compassione dall'estremità dell'Occidente a bagnare con la pioggia della legge questo angolo sperduto d'Oriente. Non merito davvero i vostri elogi e la pena che vi date per ringraziarmi. Taizong lo fece pregare di salire accanto a lui e gli porse lo scritto. "nella tua vita anteriore tu fosti il mio secondo discepolo Cicala d'Oro. Per fortuna. ti avevo immobilizzato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. provo vergogna." A questo punto il Buddha si rivolse al cavallo bianco: "Tu sei figlio del re drago Aojun del mare occidentale. Non si contano i paesi che ha percorso. Il Buddha ordinò a un rivelatore di portare il cavallo dietro la vetta del Monte degli Avvoltoi. Possano quei benefici estendersi e durare a lungo.

Namo tutti i pusa della gioia ultima del Paradiso dell'Ovest. Samantabhadra bodhisattva. il cervo s'unisce alla cerva. Namo eminenti pusa. Fenici verdi e rosse svolazzano allegre. Namo eminenti pusa. e io lo farò a pezzi perché quella vecchia pusa maligna non sia tentata di usarlo per giocare brutti tiri a qualcun'altro. recitava in coro: "Namo buddha che accende la lampada dell'antico passato. Namo pusa dal vasto potere. santi monaci. il nome è Shangguan. Namo buddha Emituo. ma anche i piaceri dell'amore. fin dall'VIII secolo. talenti e virtù. I cinque presero il loro posto fra gli infiniti convenuti ad ascoltare la predica del Buddha: buddha e pusa. bhiksu. Namo buddha del sacro stendardo. dall'estuario fluviale. Namo buddha vincitore di saggezza. Namo pusa Puxian. Namo buddha dello splendore della pace del mondo. i tremila rivelatori. doppio dodici. 15). Maitrîbala-râja buddha. Namo buddha onorevole re drago.ma al vederle i pesci si tuffavano nel fondo. Ora che sei buddha. la dama di corte Mao e la concubina Li erano ammirate dagli uomini . Buddha Sâkyamuni. ma si trattenga dall'eiaculare. Maestro e leone sono omofoni in cinese: shi. festa delle lanterne. (14) . Mañjusrî bodhisattva. Gibboni neri e cervi bianchi scorrazzano a piacimento. cipressi azzurri e bambù smeraldini. Namo pusa di eminente posizione. Vyûharâja buddha. Namo buddha che manifesta l'assenza di ignoranza. Amithâba buddha. Unito ai quattro stati. Namo buddha della luce universale. Possa rinascere nel paese della suprema felicità e porre fine alle reincarnazioni. gli uccelli volavano in alto e i cervi fuggivano di corsa: chi di questi quattro conosce la giusta bellezza sotto il cielo? A mio modo di vedere. tartarughe strisciano. Come posso conoscerne la classificazione?" (Zhuangzi. affluiva l'acqua della marea. Nâgarâja buddha. il gufo e il corvo trovano gustosi i topi: chi di questi quattro conosce il giusto gusto? Lo scimmione ha per femmina la scimmia. Namo buddha dello splendore del legno di sandalo. NOTE: (1) La traduzione italiana si permette di occidentalizzare il testo." Scimmiotto si palpò la testa: il cerchio non c'era più. (12) Nei versi di Tao Qian (365-427) il villaggio della fonte dei Fior di Pesco è una piccola comunità fuori dal mondo. La folla. Il buddha Candana. Namo pusa delegato alla pulizia degli altari. perché lo sperma serve a lui. Namo buddha Poliuna. Nârâyana buddha. Namo buddha del progresso del bene. Namo buddha che conduce alla verità del nirvâna. la tigre di giada riposa. Namo buddha di luce preziosa. A quei tempi eri difficile da maneggiare. Namo buddha del perlaceo splendore del sole e della luna. Namo buddha re della forza della grande sapienza. Namo buddha vittorioso in battaglia. Namo buddha re vittorioso della bandiera di sapienza. per diventare immortale. Alto su ogni pericolo. I cinque Di non-dualità giungono in vetta. le grandi parole compongono i contrari. Varuna buddha. Namo pusa Wenshu. protettori. guardiani. II. l'anguilla nuota insieme al pesce. Questo e altri lieviti taoisti nel discorsetto buddista di Tripitaka. il cerchio è scomparso: non poteva certo rimanerti incrostato sulla testa. nuvole di buon augurio si accumulano sopra il mondo della gioia assoluta. tudi. i cinquecento arhat. il buddha della Battaglia. 1). non penserete mica di continuare a farmi portare il cerchio d'oro. Punyapuspa buddha. O magari vi piacerebbe ripetere l'incantesimo per stringerlo? Mi farete il piacere di recitare la formula che lo apre. Maitreya buddha. Il giovanotto non seppe decidersi in tempo a rinunciare all'attesa. Namo buddha di vasta dignità. Namo buddha del meraviglioso suono. (9) In effetti. upâsaka e upâsikâ. upâsika e upâsâka. A tutti i buddha dei tre mondi e dei dieci orienti. con una ragazza poco puntuale. Namo buddha di meriti. e finì affogato. Namo buddha dello splendore della virtù dell'oro. mille frutti che rivaleggiano in fascino e bellezza sotto un cielo coperto da brume di buon augurio. Sughosa buddha.. Ha raggiunto Candana il Gran Risveglio. Namo buddha Vairocana. Possa chi ne è testimone scoprire la bodhi nel loro cuore e nel loro spirito. la piccola sapienza distingue. che in realtà dice: ". Mille fiori. Namo buddha e pusa dell'assemblea del Lago di Loto. prugni di ogni colore. (6) "Voi che amate se": colore. divinità di grotte e di montagne. (11) "Nemmeno per un momento è consentito derogare alla regola delle nostre azioni. arhat. Namo buddha dello splendore dei talenti. Namo buddha re del cristallo splendente. bisognava pure adottare qualche mezzo speciale per tenerti sotto controllo. Namo buddha Naluoyan." "Non portarmi rancore. a tutti i pusa e mahâsattva: Mahâprajnâ-pâramita!" Così finisce la storia del viaggio a Occidente. Lepri nere vanno e vengono. maestri e immortali che avevano ottenuto la Via. Mahâprajñâbala-râja buddha. Avalokitesvara bodhisattva. Gli elementi Ricadono nel vuoto e nel silenzio. Namo rispettato buddha Mile. arhat dal corpo d'oro e otto gioielli. Tocca e verifica. Ogni verso originale si riferisce a una combinazione del gioco (ordine del cielo. Namo tutti i pusa dell'oceano di purezza. Rinnòvati. Namo buddha re vincitore della Legge. maestro dei medici. dèi del giorno e della notte." L'idea sottostante è taoista: una buona igiene sessuale richiede che un uomo "si nutra dello yin" del maggior numero possibile di donne. serpenti si annodano. (2) L'espressione "andare al paradiso dell'Ovest" significa "morire". le piccole parole discutono di futilità. Namo buddha dell'indistruttibile diamante. Mahâsthâma bodhisattva. i pretesti della carità e della giustizia e le strade dell'affermazione e della negazione sono confusamente mescolate e imbrogliate. Namo pusa Guanyin. non sarebbe la regola. fiori e frutti. drago celeste che appartiene alle otto creature eccezionali. Namo santi pusa del vajra di diamante. (4) I versi sono intessuti di riferimenti al gioco del domino cinese. grandi dèi. il cavallodrago aveva raggiunto il nirvana. Namo buddha dello splendore di grande compassione. Si spargono Ovunque i sutra sulla terra. pesche che maturano da diecimila anni. Namo buddha dei meriti e virtù del legno di sandalo. Vogliano così i buddha di tutti i mondi acconsentire a ornare la pura terra del Buddha di meriti e virtù. Bhaisajyavaidûrya-prabhâsa-râja buddha. il centopiedi trova gustosi i serpentelli. presente e futuro. Namo buddha della bandiera di gioielli. Namo buddha del passato. Dipamkara buddha. Namo pusa. Namo buddha della lampada che contempla il mondo. Dharmajaya-râja buddha. due sette due. Candraprabha buddha. sono i caratteri con cui si iniziano di solito gli esercizi di scrittura. dodici undici dieci. Namo buddha del prezioso splendore della luna. Namo pusa. e così via). II. Namo buddha dello splendore del Sumeru. Namo buddha saggio dei Sâkya. se si potesse derogare. (8) Tre schiocchi di frusta invitavano gli astanti al silenzio e segnalavano l'apertura dell'udienza. Sumeruprabhâsa buddha. Namo buddha della bandiera di luce perpetua. Namo buddha re della potenza della compassione. Namo pusa della legge senza limiti. il cervo mangia l'erba. Namo buddha di pura gioia. La realtà torna in polvere. Fiori straordinari delle otto festività." (Zhong Y ong. Manidhvaja buddha. Namo buddha di longevità senza limiti. divini frutti delle quattro stagioni. Ratnaprabhâsa buddha. Candanapunya buddha. Namo buddha di meriti e virtù. funzionario superiore.. (13) "Volevate diventare maestri fra gli uomini e avete sollevato queste complicazioni con i leoni". (7) Il giovane letterato Wei aveva un appuntamento galante sotto il ponte. Namo buddha dello splendore del sole e della luna. riconoscenti alla quadruplice grazia del mondo di Sopra e in soccorso di coloro che soffrono nei tre cammini. a mani giunte. L'invariabile mezzo. Namo buddha del lume della torcia di sapienza. Namo buddha capo dei saggi e dei buoni. Amitâyus buddha.buddha. rivelatori. Namo buddha della chiarezza delle virtù del mare. Il tempo passava invano e. il Delegato alla Pulizia e l'arhat dal corpo d'oro si godevano il giusto frutto. E così i vani nomi dei demoni. riunione fra nubi e venti di draghi e tigri. Namo buddha dei chiari talenti. bhiksu. (3) "La Grande Sapienza tutto abbraccia. Namo buddha di buon vagabondaggio. I draghi d'oro dormono in luogo appartato. Ratnadhvaja-râja buddha. (10) Porcellino dice il vero. 10).lo mostrerò al re nel suo vero aspetto per indurlo a coltivare il suo corpo allargando i desideri. Namo buddha dello splendore del mare d'oro. Nubi iridate intorno al Picco degli Avvoltoi. Svâgata buddha. pini alteri e antichi ginepri. (5) "Se l'uomo dorme nel bagnato si prende il mal di reni e resta mezzo paralizzato: è così anche per l'anguilla? Se si trova su un albero vi sta tremante e titubante: è così anche per la scimmia? Chi di questi tre conosce la giusta dimora? L'uomo mangia gli animali erbivori e granivori." (Zhuangzi.

(15) "Il Tai diventa Pi". Gli ovini si indicano con una parola dello stesso suono. La coppia di esagrammi descrive anche il ritmo lunare (capitolo XXXVI). L'inizio (dal basso) con tre linee piene significa yang. che è probabilmente il più antico testo buddista cinese pervenutoci. .L'esagramma Tai. sotto tre linee spezzate (il Ricettivo). Oxo. Abbiamo incontrato l'esagramma Tai in una nota del capitolo precedente. per felicitare Xuanzang della traduzione del Y ogâcârabhûmi sâstra. (22) La prima menzione del buddismo in Cina si trova nella storia dei Han posteriori. che tende a scendere. un discepolo di Tripitaka. (18) Due "talenti distinti". Mahî e Hiranyavatî). (16) È sempre Anâthapindada. È l'esagramma della primavera. che ascende. Sîtâ. e gli otto fiumi dell'India (Gange. In seguito servì a indicare esami preliminari. L'imperatore Ming (58-75) sogna una divinità d'oro che vola. Interpella i suoi ministri. benché scritta in tutt'altro modo. o illuminazione. Indo. L'esagramma Pi. Sono i due alberi di sâla sotto i quali il Buddha ebbe il risveglio. yang. (23) "Il doppio albero e le otto acque". Taizong scrisse questo testo nel 648. Sono adattati ai fatti del romanzo gli anni di assenza (ridotti da 17 a 14) e le opere riportate dall'India (ridotte da 657 a 35). Il testo fu riportato da Hui Li. e sotto il Creativo. (19) Furono tutti e quattro mandarini-modello di epoca Han. nella sua biografia del maestro. ma una serie di canzoni sulle parole: bella riunione di gioiosa unione. (17) In questo caso l'omissione non riguarda una descrizione a oltranza. Sarasvatî. la Pace. è il suo opposto: sopra tre linee piene (il Creativo). essi gli riportano il Sutra dei 42 articoli. Yamuna. e Fu Yi gli parla del Buddha. si compone di tre linee spezzate sotto le quali vi sono tre linee piene: sopra il Ricettivo. (21) L'inserto che segue è storico. Al tempo dei Tang l'espressione designava una categoria di esami mandarinali e i candidati che li superavano. Invia emissari in occidente in cerca di maggiori informazioni. il Ristagno. che qualificavano ad affrontare i veri esami da mandarino. (20) Sessantaquattro.

come: Esile salice dondola i rami Sul ponte sottile la sera. La pusa gli ha tolto le scaglie. . Il tutto appoggia Su una pertica alquanto scivolosa. Non allentar le briglie della scimmia. Il maestro. sollevare sabbia. Tripitaka si sedette su un tamburo di pietra. il re drago dei mari occidentali. Benché alle estremità abbia aggiunto un chiodo. ma si guardò bene dallo svelare i celesti disegni e si accontentò di rispondere: "Va bene. I quattro pellegrini. finché in cima al pendio il cavallo rallentò l'andatura. Il cavallo. Tra pini alteri e bambù variegati. "vi sbagliate. Aveva provocato un incendio in una sala del palazzo. "non prendere quel tono di rimprovero. più bestione di me. signore. sconvolgere il mare. vuoi vederlo correre? Ti servo subito. sarebbe un segno di solidarietà fraterna fra condiscepoli. tu e Sabbioso dei bagagli e del cavallo. guardando in alto. In altre parole. affinché adempia il voto di trasportare il maestro che va a presentare i suoi omaggi al Buddha. secondo gli antichi. Gli si potrebbe mettere in groppa qualcosa di più. e per quanto mi riguarda. so io quante salite abbiamo fatto. perdendosi nella contemplazione dei fiori selvatici e delle immense distese d'erba. È ben lunga la via per l'Occidente.CAPITOLO 23 ARTI DI SEDUZIONE DI UNA VEDOVA IN CUI TRIPITAKA NON DIMENTICA LA SUA NATURA DI BUDDHA. andiamo a chiedere ospitalità. Il maestro. Aspettarono un pezzo." "Fratello. che non riesco a portare. finirai per rimediare qualche scapaccione. gli si abbandonò aggrappandosi alla criniera. a mani vuote. avevano spezzato le illusorie catene di polvere e varcato le sabbie mobili dell'oceano della natura che era in loro. ma nessuno comparve. E per finire la cappa di giunco. sapete. Non si può entrare senza permesso. Nevican petali di fior di pesco Nell'ampia corte a primavera. mentre Porcellino posò il carico e osservò: "È una casa di gente ricca. Ho già un carico troppo pesante. dorme sotto la luna su un guanciale di brina: dappertutto è a casa sua. vide che la torre d'ingresso era decorata da spirali di loto e da trombe d'elefante. io non la tocco più da un pezzo. tutte con un bel carico sulle spalle. e dobbiamo evitare qualsiasi comportamento criticabile. Mentre camminavano. arrivò ansimante brontolando: "Non ne posso più! Ho la pancia vuota e la schiena rotta. c'è una regola da rispettare." "Ma tu fa un po' il conto: Quattro stuoie di giunco ed otto corde Più o meno lunghe. entrò a esplorare: vide una grande sala a tre campate. appoggiato alla sella. "ecco che si fa tardi. con pilastri dipinti e travi scolpite. le pene e le privazioni da sopportare fanno l'orgoglio del bravo discepolo. Ma allora. In serena e maestosa architettura. che può scavalcare montagne con un salto. avanzavano sulla strada maestra dell'Ovest." Scimmiotto si mosse per entrare. Poi c'è il bastone pastorale. "ho sentito raccontare che. dove prendevi quello che ti faceva comodo e davi se ne avevi voglia. "c'è una residenza dove potremmo chiedere di pernottare. questo capitolo mostra che la strada della ricerca delle scritture è di quelle che richiedono alla persona di consacrarsi interamente all'essenziale. Succedendosi i giorni e le notti. Rimase per parecchio tempo ad aspettare il maestro al Torrente del Dolore dell'Aquila. Poi aggiungi le coperte Di feltro. come gli altri fanno il loro. il drago sa soffiare nuvole. Non vi è essere vivente Nella pace d'autunno." "Discepoli. Stridono lamentose cavallette. venne la sera. Alte sale delimitano i nitidi Muri a calce. Aspettiamo che qualcuno si faccia vedere. e non badi ai poveri cristi che ti portano le valigie. tu e io." "Bestione!" disse Scimmiotto mettendosi a ridere." "Non incominciamo a minacciare violenze." Il bravo Scimmiotto scosse la sua sbarra cerchiata d'oro. Attraversarono innumerevoli colline azzurre e acque verdi. Ciascuno ha le sue prove e i suoi meriti. e certe perle erano andate distrutte. Stormi di oche selvatiche punteggiano In lunghe file lo spazio infinito. "Ma con chi stai parlando?" "Parlo con voi. Se non fai il tuo lavoro. dal ponte le orchidee Rosso sangue ricadono sull'acqua. Non si può fare altro. alzò gli zoccoli e schizzò via come il lampo." "Maestro. Frena il ronzino senza usar la frusta! Madre del legno." "Fratello" riprese Porcellino. La gente come noi. Scimmiotto e Sabbioso si appoggiarono al parapetto della terrazza. notò che gli edifici erano sovrastati da una cappa di brume di buon augurio. esaminava la scena quando il discepolo Consapevole del Vuoto lo raggiunse: "Non sarete mica cascato dal cavallo. rivolta a sud. non prendetevela" disse Scimmiotto sorridendo. anche l'autunno volgeva al termine. con alti tendaggi. ha i titoli di cavallo-drago e di terzo principe. che non aveva la forza di trattenerlo. ma io ci sto solo a fare il facchino. invertire il corso del fiume. dove troveremo un riparo per la notte?" "Maestro" replicò Scimmiotto. Sabbioso teneva il cavallo. criticava il cavallo perché camminava troppo piano. Quando la brina fa cadere i fiori. con le arie che ti dài. sceso da cavallo. Non me ne ricordo nemmeno. Adesso sei nella comunità monastica. hai torto di prendertela con me. A che ci serve un riparo per la notte?" "Fratellone" protestò Porcellino. che ha un bel peso. padre del metallo. Chi è nel vero coi denti spezza il ferro: Così pervieni a perfetta saggezza. Sopra la porta pieghevole era appeso un dipinto di formato orizzontale. per timore di essere battuto. roba da proteggere Dalla pioggia. Io mi occupo del maestro. siete voi che la portate. Capì che doveva trattarsi di trasformazioni soprannaturali predisposte da buddha e immortali. Si apron del loto i ventagli venati. Per fortuna sono riuscito a conservare l'equilibrio. Globi d'oro ricoprono l'arancio. "Discepoli miei" disse Tripitaka. che ha lasciato la sua famiglia. QUANDO QUATTRO SANTITÀ METTONO ALLA PROVA LO SPIRITO DI MEDITAZIONE. levato le corna e ritirato la collana di perle per trasformarlo in cavallo. e per di più mi fate correre a perdifiato dietro al cavallo. Il cavallo però è grande e grosso. Tu fai il discepolo elegante del signor maestro. Figuriamoci se tu porteresti pesi. ma tu lo sai quanto pesa questa roba?" "Fratellino. Suo padre lo accusò di aver mancato di pietà filiale e lui fu condannato a morte: gli salvò la vita la pusa Guanyin. "È colpa di Porcellino. Superati gli ostacoli. dopo aver compreso la verità dell'essenza delle cose. Ecco: Aceri rossi dominano i colli. maestro?" "Maledetta scimmia. Siepi di crisantemi decorate Dalla brina. tre o quattro. Vanno tacendo le ultime cicale. come mai quello lì cammina così piano?" "Perché. che rappresentava paesaggi di montagne di longevità e mari di felicità. Da quando abbiamo attraversato il Fiume delle Sabbie Mobili. alzò gli occhi e vide magnifici edifici all'ombra di un boschetto di pini: Fronde di cedri incornician le porte Degli edifici in cima al colle azzurro." Il bestione. Sulle colonne laccate d'oro erano appesi cartoncini scarlatti che recavano distici per l'anno nuovo. producendo nell'aria mille scie colorate." Tripitaka. in ferro Damaschinato in bronzo. bestione mio" replicò Scimmiotto. vive d'aria pura e di acqua fresca. Dobbiamo pur trovare un posto per ristorarci e riprendere le energie: è la sola cosa sensata da fare." Porcellino andò a legare il cavallo e si accasciò sull'erba. ma Tripitaka lo trattenne: "No! Siamo monaci. produrre nebbia. e porta solo un vecchio monaco non tanto grasso. ai piedi del muro di cinta. Scimmiotto finì per spazientirsi e." "Be'. non sono fatti tuoi. ti ho visto! Sei stato tu a spaventare il cavallo. e gli chiederemo rispettosamente asilo. Il tuo vecchio Porcellino pena tutti i giorni sotto questi pesi." "Non vorrai mica trattarlo da cavallo! Guarda che non è un quadrupede qualsiasi: è il figlio di Aojun. Allora Tripitaka riprese fiato." "Via. guardate là" invitò Tripitaka. spandere polvere." Scimmiotto. Non sei mica più con i Gao. "Si capisce. che aveva dovuto affrettare il passo sulle orme del cavallo. "devi pur rendertene conto: tu te ne vai in giro come un ballerino. per il gusto di umiliare la gente. Perciò l'ho fatto andare più svelto." "Ma è proprio un drago?" intervenne Sabbioso. senza chiedere il parere di nessuno. Donna gialla e neonato vanno insieme.

un'estensione non minore di foresta." "L'umile monaco che sono" rispose Scimmiotto preso alla sprovvista. L'inverno. Mendicare e levare preghiere ad Amitâbha. con la ciotola delle elemosine in mano?" Impietrito al posto d'onore. quando udì rumor di passi dalla porta che dava verso l'interno e vide apparire una signora di una certa età che gli chiese con voce musicale: "Chi siete? Siete entrato non invitato nella casa di una vedova. Chiuse gli occhi per calmare i battiti del cuore e restò in silenzio. vedendola in collera. di seta per dieci. per onorare ciascuno e offrirgli il tè. onori e ricchezze: ed è certo una buona cosa avere di che vestire." "Fin da ragazzo. nutrire e tenere uniti i figli" replicò Tripitaka. in nido morbido. raddoppiò la sua amabilità e li invitò a entrare nella sala di ricevimento. "Nobile donatrice" chiese Tripitaka giungendo le mani. si sentiva venire tali pruriti che non riusciva a star fermo: si contorceva sulla sedia come se avesse le natiche punte da spilli. la seconda Amore e ha diciott'anni. dove vi attendono bellezze ornate da due file di spille d'oro. Va bene. Mi troverete brutta." A queste parole Tripitaka si finse sordo e muto. signora. ed ereditammo il loro patrimonio: centinaia di migliaia di filze di sapeche. che reggeva un antico brucia profumi di bronzo in forma di animale fantastico. ti ubriachi a tuo piacere. Nessuna è fidanzata. in cui non siano esperte. Credo proprio. mille capi di bufali gialli. Ai quattro angoli delle pareti erano appesi quattro pannelli che rappresentavano le stagioni. "Ma perché poi si dovrebbe rinunciare a qualsiasi famiglia?" "Cara signora. per scoprire dita sottili come le più delicate cipolline primaverili. Non sono più comodi da indossare broccati e sete. Abbiamo scorte di granaglie per otto o nove anni. sanno recitare poemi e comporre distici. il terzo giorno della terza luna dell'anno del porco. Ritorni alla tua patria. acquisiti i tuoi meriti. Disponiamo ai quattro orienti di una settantina di granai con le loro aie per la trebbiatura. il mio defunto marito aveva tre anni più di me" precisò la vedova. Non parliamo poi della freschezza primaverile celata dietro le nostre cortine di broccato." A questa risposta la vedova andò in collera: "Questo monaco screanzato mi manca di rispetto! Vi direi tutto quello che penso. Quando viene l'autunno. Non è meglio che penare e faticare tanto per seguire la strada dell'Ovest?" Tripitaka restava inebetito. C'erano sei poltrone. C'è una poesia che ne parla: Abiti nuovi in seta indossi a primavera. Dopo gli scambi di cortesie. Perché incatenarsi così ostinatamente alla legge del Buddha?" Tripitaka.Al centro era collocato un tavolino nero di lacca opaca. dal ricamo alla sartoria. Non c'è nessun lavoro femminile. sono sempre stato goffo in queste cose. si avvicinò a Tripitaka. Dovrebbe essere un'occasione attraente per Otto Divieti. Da due anni la sventura mi ha colpito di nuovo. La vostra visita. Siamo quattro persone e stavamo attraversando questa nobile regione al cader della sera. che siano in tutto degne di voi. se accettate di entrare come mariti nella nostra umile dimora." "Reverendo" rispose la donna con un sorriso di buona accoglienza "dove sono gli altri tre? Vi prego. mandrie di cavalli e di muli. e ci vorremmo sposare con mariti che vengano a stabilirsi qui. Quest'anno compio quarantacinque anni. rilassatevi un po'. non se ne parli più. e sopra un bolero rosa. e quello del suo defunto marito Noncè(2). s'intimidì e fece appello a Scimmiotto: "Che ne dici. È meglio che nutrirsi Del sangue altrui e marcire nelle spoglie di carne. "Via. "non facciamo scherzi! Sarebbe un argomento da esplorare meglio. Vedendoli tutti insieme. con qualcosa del ranocchio infradiciato: stralunava gli occhi." "Ehi. Senza cipria né belletto. Cogli di ogni stagione i diletti che porta. C'è un'altra poesia per descrivere anche quelli: Serve una volontà più forte del comune Per abbatter la casa dell'amore e dell'odio. e che vantaggio ci può essere a restare in famiglia?" replicò Tripitaka. ad ascoltare quant'erano ricche e quant'erano belle. sandali di paglia. color verde mandarino. ma è difficile abbandonare tante ricchezze. che lana di bigello. Consapevole del Vuoto? Potresti restare qui. distribuiva i capelli in due chignon bicolori a forma di drago acciambellato. assumendo un atteggiamento contrito. godrete di ogni lusso." "È vero. per divenire i padroni della nostra umile dimora. Le otto feste ti recano ciascuna le sue gioie. lo scosse ed esclamò: "La signora vi sta parlando. ci pregano di entrare!" Tripitaka si decise ad avventurarsi all'interno. Poi ordinò di preparare un pranzo vegetariano. "più di trentamila mu di altre terre agricole. Questo ingente patrimonio ci è stato lasciato invano: non abbiamo altri parenti. alla vita era serrata una gonna di broccato ricamata in giallo zampa d'oca. li fece sedere e li pregò di attendere il tè. trattenuti da un pettine d'avorio con smalti vermigli e smeraldo. con calzature fiorite dai tacchi alti. Di fronte all'Arca d'Oro. accompagnato da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. Mi sembra una coincidenza davvero fortunata. Basta che vi rilassiate. in famiglia voi godete di lusso. fateli entrare. la dama prese a due mani le tazze. signori. Mi vorrei risposare. Nessun disturbo esterno più muove le tue labbra E l'essere si trova in perfetto equilibrio. madre e figlie. Vi chiederete com'era abbigliata: Vestiva un abito di broccato tessuto in ramia. facendomi perdere il marito. e voi mi rispondete cercando di ferirmi. Recàti a limpidezza la natura e lo spirito. bevi vino novello. Ai lati i capelli erano fissati da due spille d'oro rosso. recando tazze di giada bianca su un vassoio d'oro: Si spande il caldo vapore del tè profumato. agio e voluttà. "Ma sembra che ignoriate i vantaggi della nostra vita di monaci vaganti. "posso permettermi di informarmi sul vostro nome e sul vostro paese?" "Vi trovate nel continente Godâniya." Scimmiotto si mise a gridare a squarciagola: "Maestro. Alla fine non ne poté più. il periodo di lutto si è compiuto appunto quest'anno. Una piccola cameriera con le crocchie di capelli ricadenti comparve discreta da dietro un paravento." "Poverini. La donna andò loro incontro per accoglierli. e poi oro argento che non riuscireste mai a spendere tutto nel corso di una vita intera. dagli orecchini pendevano varie file di perle. "La mia prima si chiama Sincerità e ha vent'anni. per sollecitare l'ospitalità per una notte. "Abbiamo più di trecento mu di terre irrigue" riprese la vedova. Strani frutti sprigionano misteriosa fragranza. viene al momento giusto. Perciò ci siamo presi la libertà di accostarci alla pia dimora della nostra rispettabile donatrice. l'ultima." "Se . a mutare i vostri piani e rinunciare ai vostri voti. con aria di intenditore. E. Avemmo la sfortuna di perdere i miei suoceri quando eravamo molto giovani. Il destino non ci concesse figli maschi: ho avuto solo tre figlie. vi lasciate crescere i capelli. fatto i vostri voti. se non veniste da tanto lontano. Io vi proponevo sinceramente di entrare nella nostra famiglia e di condividere i nostri beni. ha sedici anni. siamo quattro. in mancanza di fratelli maschi. vi abbandoniate alla dolce vita. Sin da piccole hanno imparato a leggere i classici confuciani. una per una. Il nome della famiglia della vostra umile serva è Mentì(1). reverendi. sembrava sul punto di traboccare per terra. maestro e discepoli. ma per fortuna le mie figlie non sono male. sono persone fini. la bellezza naturale del suo incarnato conservava il fascino della giovinezza. Le bande vaporose volavano come ali di fenice. Anche noi. e io vi racconterò i vantaggi che ci sono a restare in famiglia. diecine di migliaia di arpenti di terreni fertili. una quantità innumerevole di maiali e di pecore. muto come un sasso. Porcellino la squadrava dalla testa ai piedi a occhi socchiusi. e non volete ritornare indietro. prato e frutteto. Una notte di nozze fra piumini di seta È molto più gradevole che vagar per le strade. Amata. sotto un velo di garza nera. dell'Ovest. Rimboccando le larghe maniche di seta dai colori cangianti. ma non so ancora che cosa ne pensiate. Con altri più leggeri contempli i loti in fiore. "Io sono nata all'ora del gallo. hanno ricevuto anche una cultura da maschi. fratello" replicò Porcellino. né se acconsentireste. Scimmiotto stava appunto sbirciando qua e là. reverendo. "viene dal paese dei grandi Tang dell'Est e ha la missione di recarsi a ovest per sollecitare le scritture dal Buddha. Se acconsentite. Porcellino. L'acconciatura alla moda di corte. Ma mi accontenterei di acquisire per genero uno dei vostri discepoli. voi avete ricevuto i vostri comandamenti. oltre a onorarmi. poverini!" esclamò la vedova sorridendo. maestro: vi fa nientemeno che una dichiarazione! Perché non state attento? Alle domande bisogna rispondere!" Tripitaka alzò bruscamente il capo e gettò un grido roco. Benché vivano fra i monti. cappelli di foglie di bambù. il povero Tripitaka sembrava un epilettico paralizzato dal fulmine. che fece dare un passo indietro a Porcellino: "Bestia maledetta! Noi siamo gente che ha abbandonato la sua famiglia: sarebbe insensato che ci facessimo attirare dalla ricchezza o commuovere dalla bellezza.

presenta al maestro i tuoi rispetti e adempi i tuoi doveri di genero. Guardatele: Gli occhi sono truccati con aloni Azzurrini. Adesso che ci ha sbattuto la porta in faccia. Pieno di imbarazzo." Le tre ragazze scomparvero dietro il paravento. Ma lavorare so come una bestia. Ad ogni loro passo Diffondono un profumo d'orchidea. A queste parole il bestione capì che sapevano tutto. "Toccherà a Porcellino divenire vostro genero. che vado a far pascolare quel povero animale.nessuno dei due è d'accordo. ho rispettato divieti e comandamenti mentre vi aspettavo. fatele ritirare. e le cinture Fan risaltar le forme delicate. si udì il rumore della porta che si chiudeva. non lo nego. portavo il cavallo a pascolare" fece il bestione abbandonando le redini e accostandosi con una riverenza. gli deve venire l'acquolina in bocca. vi prego. Facciamo tante storie e recitiamo la commedia. Maestro e discepoli si videro abbandonati. giade e spilloni dorati. io passo la spugna e ti assolvo. a testa bassa e collo torto. con una scossa si trasformò in una libellula rossa e se la filò attraverso il portale per raggiungere Porcellino. noi possiamo anche passare la notte al freddo. dal momento che siamo senza capo famiglia. Tripitaka non sapeva se dargli credito. l'una accanto all'altra." "Signora e cara mamma. Se non ci sono ostacoli. il monaco cinese: lui sì che è bello. signora. le tre bellezze scivolarono come ombre all'interno. non avremo una goccia d'acqua per il tè e nessuno ci accenderà il fuoco." "Consapevole del Vuoto" raccomandò Tripitaka. Pensate al nostro maestro. e disse: "Suocera. io farò da testimone e Sabbioso da mezzana. Sincerità. ma lui domani dovrà camminare tutto il giorno con un uomo in groppa." "D'accordo. può restare Consapevole della Purezza. quel vostro maestro. non è possibile! Non farò mai una cosa simile. "non se la sentono di prendersi questa responsabilità. per esempio. "Quante cose non sai!" disse Scimmiotto. "Se acconsenti. è meglio avere un genero come te che non avere nessuno." "Hai un bel dire" obiettò Porcellino. non siete proprio stato furbo a risponderle in modo così secco e maleducato. "Dove va. Un momento dopo ricomparve il bestione e legò il cavallo. Ma Porcellino sgranava gli occhi. signora. la sposa ti porterà un corredo con i fiocchi. il nostro secondo fratello è stato sposato?" si meravigliò Sabbioso. "L'erba non era granché. Qui vide la vedova e le tre figlie che si divertivano a contemplare i crisantemi." "Pensare cosa?" intervenne Scimmiotto. Se passa la notte a digiuno. Vorrei vedere chi non le ha. con la bocca imbronciata e le sopracciglia aggrottate. che mendicare per tutta la strada dell'Ovest?" "Il fatto è che non osano disubbidire all'ordine sovrano del monarca dei Tang" rispose sorridendo Porcellino. Non commetterò mai la perfidia che mi suggerite. ma invece di farlo brucare. può darsi che le mie figlie non ti trovino una bellezza. di esservi data la pena di mostrarci questi esseri celesti. Reti di fiori d'oro i corpi avvolgono Che emanano gli aromi più squisiti." "Non fare il provocatore! Bisogna pensarci su. Non sospettava che Scimmiotto avesse sentito tutto." "Il posto non era adatto al pascolo. non dico di no. ma non andare a stuzzicarlo. Le labbra semiaperte sono rosse Come ciliege. se la prese con il monaco cinese: "Maestro. "È un bel pignolo. "Ti sei già messo d'accordo alla porta posteriore. fine ed elegante. balbettò: "Grazie. tutto il suo sistema viscerale era impegnato a secernere concupiscenza. tra effluvi profumati e tintinnio di giade. in quella sala: mi facevano stare sulle spine. si ridurrà pelle e ossa. Se la casa ti sembra troppo bassa. Piccolo o grande. È inutile stare a consultare l'almanacco. il maestro e la dama faranno da genitori alla cerimonia. ha tutte le voglie del mondo. A un tratto si udì un cigolio." "Riflettere su cosa?" intervenne Scimmiotto. finché non lo ebbe spinto. voltò le spalle e scomparve dietro il paravento. solo a parlarne. Tu ritorni laico e tutti saremo contenti. né mia madre. ma la madre si accostò alla porta. constatato che uno dopo l'altro cercavano pretesti per rifiutare. Dài bestione. Dài." Prese una mano di Porcellino. alla sua mogliettina. Restò lì zitto. che potrebbero Espugnare città." "Balle. farsi bonzo e seguire il maestro nell'Ovest. ritorna al mestiere di genero! Chiedilo per favore. E poi quel povero cavallo non può stare così. "L'hai fatto pascolare?" chiese Tripitaka." "Perché dovrei chiedere il suo consenso? Non è mio padre. che ardeva d'impazienza. senza cibo né bevanda. in modo da cavarle almeno qualche cosa da mettere sotto i denti. per piacere. Chi trova bella la donna di Chu. Porcellino. ma poteva andare per le proposte matrimoniali" fece Scimmiotto. come ali di farfalla. gli gridava e lo spingeva a destra e a manca senza lasciarlo in pace. non ho trovato un posto adatto. Le aggiungerò quanti piani vorrai. eppure è completamente inutilizzabile. Qualunque decisione appartiene a me solo. Chang'e discesa in terra dalla luna! Tripitaka teneva la testa bassa e le mani giunte. ma ora. Che cosa vi sarebbe costato farle qualche moina e restare più nel vago." "Se tu sei così bravo in casa. dici tu? Non servono né i bovi né l'aratro. se si intasa. Scimmiotto faceva finta di niente e Sabbioso volgeva loro addirittura la schiena. Non compariva più nessuno. od attraente La fatalona d'ovest. Non hanno fatto altro che punzecchiare me." "Lo terrà alla briglia perché non si perda. a far da genero. "restate qui voi. Troppo tardi! Sbrigati ad acconsentire e offrici il brindisi del festeggiamento: almeno ci guadagneremo qualcosa anche noi. Spazzerò il pavimento quando occorre E drenerò il fossato. che farà comodo a tutti noi." "Va bene. in Tibet. sarebbe dipeso soltanto da me e da voi: avremmo potuto pensarci domattina. ho l'impressione che ci abbia ripensato spesso. "Dunque ditemi" fece la madre. come la passiamo la notte. E vedrai le sementi come rendono! Se occorre pioggia. Per ordine della pusa e perché lo avevo catturato. per caso. Lo dice anche il proverbio che il bonzo è un fantasma affamato." "Maestro. davanti alla porta posteriore della residenza." Il grande santo uscì dalla sala." La donna. penso a convocarla. Certo. Ogni provvedimento utile in casa. figuriamoci un po'! Cos'altro vuoi riflettere? Il maestro farà da padre dello sposo. "La pusa mi ha convertito. la porta si aprì e vennero avanti un paio di lanterne rosse e un incensiere. con i suoi regolamenti monacali. "Sabbioso. Non sarebbe un affare migliore entrare come genero nella mia famiglia." Ed entrò in casa chiudendosi la porta alle spalle. smettila di far commedie! L'ha trattata da mamma. ma accidenti se sono utilizzabile!" "Utilizzabile come?" "Io D'aspetto sono brutto. Io invece sono brutto. ti prenderò come genero. Questa sera." "Non prendermi in giro!" replicò Porcellino. ed erano proprio carine. poi voi mi avete accettato e mi avete dato i vostri insegnamenti. Pupattola in confronto. ritorna a parlarne con il tuo maestro. Questi volò in casa. signora mamma. "che io vado a vedere che specie di pascolo va cercando il nostro amico. Dopo nemmeno due mesi che sono con voi. Amore e Amata salutarono i pellegrini in cerca delle scritture." Scimmiotto scoppiò a ridere e gli raccontò il colloquio fra Porcellino e la dama con tutti i particolari." "Come. "tienilo pure d'occhio. riprese la propria forma e si presentò a Tripitaka: "Consapevole delle Proprie Capacità riconduce il cavallo alla briglia. e poi. introducete vostro genero. noi e loro. dovreste spiegare alle vostre amate figlie che un uomo non si sceglie con questo criterio. Son gli arpenti a migliaia. Il bestione aveva portato il cavallo sul prato. mentre . Aspetta che ne parli alle mie figlie. la signora il suo ruolo ce l'ha. "Era genero del capofamiglia dei Gao. Visi primaverili sotto il lieve Velo di cipria. lo provoco io. l'hai persino chiamata mamma. "Sarebbe un po' confuso: avrei abbandonato il secolo per ritornarci subito dopo. non ha avuto altra scelta che di abbandonare la moglie. Con perle. Fan fremere i cuori Le bellezze smaglianti. Mi basteranno i muscoli e il rastrello. lo slegò e se ne andò di furia. "Bisogna che ci riflettiamo insieme. La signora conduceva le tre ragazze. accanto alla cenere fredda del forno?" "Secondo discepolo" suggerì Sabbioso. non è leale!" protestò Sabbioso. e ci sarà un bel banchetto di nozze. non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. stavano in piedi. che non aveva avuto modo di pascolare. Alla vista di Porcellino. Fiori e gioielli Ne adornano le grazie. per passare una buona serata? Quanto a risponderle di sì o di no. io lo realizzerò. Con i soldi che ha la famiglia. Porcellino riportò davanti alla casa il cavallo. Da allora. resta a fare compagnia al maestro" disse Scimmiotto. che mi troviate le orecchie troppo grandi e il grugno troppo lungo?" "Personalmente non mi sembra un problema. con il bel risultato che perdiamo le occasioni. lasciando sul posto le lanterne in garza di seta. il nostro giovane reverendo?" "Signora." "Ma non si fa così. avrei ripudiato una moglie solo per impalmarne un'altra. volgaruccia? Queste son fate venute dal Cielo. "avete deciso chi di voi quattro sposerà una mia figlia?" "Ne abbiamo discusso" rispose Sabbioso. fammi un bel salamelecco. una mano della vedova. balle!" brontolò Porcellino. prima che abbia avuto modo di acquistare il minimo merito. come per caso. La mia difficoltà sarebbe questa: non è. nel villaggio del vecchio Gao. Ricche le acconciature dei capelli. Se occorre vento." "Bestione. ma tu cerchi di mettere in imbarazzo me solo. Voi restate qui. come oserei desiderare queste ricchezze estranee? Io voglio a tutti i costi arrivare al Paradiso dell'Ovest. "La voglia ce l'avete anche voi. e adesso non vuol fare queste cose." Il bestione si accostò al cavallo." Il bestione si disponeva a farsi trascinare dentro.

smarrito. Camminò ancora per un bel pezzo. "non è che le mie figlie scivolino fra le mani. in numero incalcolabile. grazie al cielo." "Nemmeno per sogno! Non vorrai accaparrarti da solo tutte e tre le mie figlie!" "Pensateci: chi. Il reverendo. "Andiamocene. quale figlia mi darete?" "È una bella domanda. da cantare sull'aria della Luna sopra il fiume dell'Ovest: . Non so proprio come uscirne" rispose la futura suocera. Tripitaka giunse le mani e si inchinò rispettosamente. Ma Otto Divieti invero non si sa distaccare: Occorrerà che trovi il modo di correggersi. dovrete pure ascoltare il seguito! CAPITOLO 24 UNA COPPIA DI RAGAZZINI IMMORTALI IN CUI L'EMINENTE IMMORTALE FA INTRATTENERE IL SUO VECCHIO AMICO SUL MONTE DELLA LONGEVITÀ. "Fratello. secondo la volontà del Cielo." "Giusto. fa proposte anche alla suocera. "sei un genero molto pratico. E non sa che l'amore è una spada che uccide. il Novizio e Sabbioso stavano cantando l'inno a tre voci. Ma se. il bestione si prosternava e pregava. i tre pellegrini cenarono. e tu sposerai quella che riuscirai ad afferrare tendendo le braccia." "Ma che bel genero. In forma di avvenenti fanciulle delle selve. posò i bagagli e si avvicinò per soccorrerlo e slegarlo. superava una porta dopo l'altra. Il bestione si sfilò la sua tunica azzurra e infilò la camicia. stanze per la molitura e simili. guidatemi per piacere" implorava Porcellino. Corre da tutte le parti. Quando aprirono gli occhi. "Certo che è lui" intervenne Sabbioso. "ti ho invitato a entrare perché il tuo condiscepolo ha detto che non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. Come dice il poema: Il folle non comprende i motivi profondi. che sa economizzare il tempo. ma ancor prima di averne annodato il laccio cadde a terra: il capo di vestiario era tutto pieno di cordine e funicelle. di pregare all'altare degli antenati e di gettare il riso nella camera nuziale. "Dobbiamo inoltre considerare che la pusa ce lo aveva destinato. Si diceva che i pellegrini si addentrarono nella foresta: non tardarono a scoprire il bestione legato a un albero. sposo tutte e tre le ragazze. il bestione propose: "Signora mamma. destinati allo scopo. io vi rivolgerò degli atti di rispetto." Il bestione si coprì la testa. la seconda si lagnerà. Scimmiotto slegò il cavallo e andò con Tripitaka alla ricerca del discepolo perduto. dopo averci ospitato e aver dato una lezione a Porcellino Otto Divieti. Ritorniamo a Tripitaka. Scimmiotto si mise a ridere: "Non avrete mica creduto alle storie di quelle donne! Madre e figlie erano delle pusa venute da chissà dove. incominciamo?" Tutta la sala scintillava di candelieri d'argento. non siamo arrivati nemmeno alla cucina. non ti pare che sia la voce di Consapevole delle Proprie Capacità?" chiese Tripitaka. prima di giungere agli appartamenti privati. E la suocera? E tua moglie? Mi pare che ti abbiano ben impacchettato. "Mamma." "Non se ne parla nemmeno. non credo che oserà ricominciare. e sposerai la ragazza che ha cucito la camicia che ti andrà bene. chiese: "Signora." "Genero mio" rispose la suocera sollevandogli il velo." "Che casa immensa!" esclamava Porcellino. il fatto è che sono modeste. che suppongo siano ripartite durante la notte. e ti cedono l'una all'altra con bello spirito di rinuncia. prendetemi voi. invece di alzarsi per andare a ringraziare i parenti e a portare al maestro la buona novella. mentre Sabbioso esclamava: "Ci siamo imbattuti nei fantasmi. e insieme a esprimervi la mia gratitudine. io le proverò." Il bestione sente tintinnare anelli e placchette di giada. È proprio il caso di dirlo: Per tener la via retta ti occorre la prudenza. Quanto a Porcellino. Soffriva dolori insopportabili e gemeva continuamente. "Non dobbiamo indispettire nessuno. "Ma non vedi dove abbiamo dormito?" insisteva Tripitaka." "Se loro non mi vogliono. Intanto le donne svanivano. va. Sono pronta. "Mi chiedo dove quello scemo avrà ricevuto il suo castigo. Sabbioso sentì compassione per lui. Si vergognava molto." "Quale castigo?" s'inquietò Tripitaka. "Non ci siamo poi trovati tanto male" replicò Scimmiotto. perché sapeva benissimo com'erano andate le cose. in fin dei conti. Se temete malcontenti. la testa gli gira. che lo strizzarono spietatamente e gli inflissero un'intollerabile tortura. non avete idea di che cosa era avvenuto a quel bestione di Porcellino. In realtà avevano passato la notte in una foresta di pini e di cedri. Non è pratico." La futura suocera chiama: "Sincerità. Se ti do la più grande. d'accordo? " La dama uscì dalla stanza e rientrò poco dopo tendendo una camicia a Porcellino. per semplificare la cerimonia?" "Va bene" fece la suocera ridendo. ma ovunque afferra il vuoto. viene e gli sembra che ci siano moltissime ragazze a turbinare intorno a lui: ma nessuna si fa prendere. Te le proverai. dietro urta in un muro di mattoni. con le loro travi scolpite e pilastri decorati. Quando ebbe finito. il nostro bel genero! A quest'ora sta ancora lì a gingillarsi e a farsi bello. lascia perdere" tagliò corto Scimmiotto. Accontentati di pregare il cielo. e messo al palo della tortura." Confuso e umiliato. Si capisce che. sempre procedendo a tentoni e urtando da tutte le parti." "So che quel bestione persevera nella sua stoltezza. Alla fine cadde seduto per terra. signora! In questo modo non riuscirò mai a prenderne una. si mise a chiamare Scimmiotto. se riesco a infilarmele tutte e tre. che serviranno da devozioni al cielo e alla terra. E SCIMMIOTTO SOTTRAE FRUTTI DI GINSENG AL TEMPIO TAOISTA DELLE CINQUE FATTORIE. Sabbioso lo andò a staccare e lo portò al maestro. su invito di Guanyin E in buona compagnia con Puxian e Wenshu. Scimmiotto e Sabbioso. i nobili edifici e le alte sale erano scomparsi. che già riemergevano dal sonno. annusa effluvi di muschio e di orchidea. ansimando da non poterne più: "Ma queste ragazze mi scivolano fra le mani. e poi la forza per portare i bagagli ce l'ha" obiettò Tripitaka. signora." Diede disposizioni al cuoco per il pranzo di nozze dell'indomani. servi un pasto di magro e occupati dei miei tre parenti. Quella casa era piena di soglie in cui inciampare e di stipiti in cui battere la testa. che vi lesse un inno in otto versi: Madre del Monte Li qui è venuta stanotte. si indispettirà la più piccola. mentre l'oriente si andava rischiarando. ma è un cuore semplice. si era tutto coperto di lividi.la padrona di casa ordinava a un giovane domestico: "Pulisci tavola e seggiole. Perché non sia penosa la strada al negligente." A sentir parlare di pusa. "Caro genero" disse la vedova. Scimmiotto si fece avanti ridendo: "Eccolo. le ragazze possono entrare. Porcellino ringraziò tutti prosternandosi fino a toccare il suolo con la fronte. magazzini. Quando si fu ben coperto. "Questi sono soltanto granai. distesero le coperte e si coricarono nella sala di ricevimento. poi a sinistra. dall'altra va a sbattere in un tramezzo di legno. Porcellino serrò i denti e ammutolì. Scordando i desideri e la concupiscenza. fissato a un cedro antico alle loro spalle. Vi garantisco che le soddisferò tutte alla perfezione. al giorno d'oggi. quando udirono grida provenienti dal folto del bosco: "Maestro. Il monaco cinese ha abbandonato il mondo. ho avuto un'alta scuola. credo che la maggiore si offenderebbe. senza rispetto all'età! Le mie tre figlie sono molto brave: ciascuna ha cucito una camicia di broccato ornata di perle. Amata. ho detto di no! Avvolgi la testa in questo panno e nascondici la faccia: faremo una scelta a caso. Si slancia a destra. queste corde mi strangolano! Aiuto! Non lo farò più!" "Consapevole del Vuoto. non ha tre mogli e quattro concubine? Io me la caverei bene anche con molte di più: fin da giovane." "Così è meglio. e tende le braccia per acchiapparne una. Leviamolo dai guai e permettiamogli di seguirci. ma se ti do la seconda. per le battaglie fra le lenzuola. I servitori ubbidirono. datemele tutte e tre: vi risparmierete polemiche e battibecchi che rovinerebbero la pace familiare." Mentre Sabbioso arrotolava le coperte e rifaceva i bagagli. non si regge più sulle gambe e barcolla come un ubriaco. andate piano! Non conosco la strada. Non di sua iniziativa. Videro un biglietto che fremeva al vento. seguendo la suocera. Le ragazze ti sfileranno davanti. Tripitaka. Sedetevi al posto d'onore. Incespicando e urtando. ci hanno fregato!" "Ma davvero?" fece Scimmiotto sorridendo sotto i baffi. Se poi ti dessi la più piccola. Ma si copre la testa come un povero stupido. come se lo circondassero le fate. Da questa parte urta contro una colonna. Amore. Io accompagno il signor genero nella sua stanza. venite qui che facciamo l'estrazione a sorte per questo matrimonio. basterà che tu lo faccia otto volte. Si ricordino questi versi. Davanti inciampa in una soglia. Portatemi queste camicie. Ma la gran precipitazione non mi ha lasciato il tempo di far venire l'astrologo. Non segue i riti antichi.

produce ciò che si chiama cinabro trasmutato vegetale. Leggendo i versi. [. "Il nostro secondo fratello e condiscepolo ne ha avuta proprio tanta. Vasta dimora di immortali e dèi. sarebbe bello ritornare da queste parti. "Maestro" insisté Sabbioso. e ciò si ripetesse mille volte: non credo che questo basterebbe per arrivare alla meta.] Avresti contemplato senza fine Scene ispirate al Tao ed alla virtù. "Tempio taoista o monastero buddista" rispose Scimmiotto. Sul bosco verde chiaro si riflettono Raggi di sole e fanno evaporare Brume in lente volute. "Mi girava la testa da non reggermi in piedi. di strada da fare. "Consapevole del Vuoto. non guadagnare. Quel giorno il grande immortale del Primordiale Soggiogato era stato invitato dall'Imperatore di Giada nel palazzo celeste della Purezza Suprema. "Non uno. Ne restano ventotto. niente di simile al bellissimo spettacolo che ci offre questa montagna. "Da quando sono partito per l'occidente ho attraversato molti paesaggi montuosi. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale secondo il Tao. Porcellino si sentì ancor più umiliato e pieno di vergogna. "Cento ottomila li. La specialità del tempio era la produzione di un frutto meraviglioso. per testimoniargli il mio affetto dei vecchi tempi. Salivano e scendevano i gibboni. non ci pensate." "Ben detto" approvò Tripitaka." "All'apertura del giardino" precisò Vento Puro "ce ne eravamo divisi due. "Ancora pochi passi." "Dici bene" approvò Scimmiotto. secondo te. Il suo nome in religione era Maestro del Primordiale Soggiogato. "Ne abbiamo ancora molta. Perché non entriamo a vedere? E quando saremo sulla strada del ritorno. Gestisci il capitale con prudenza E senza sprechi. "Nemmeno io vedo traccia di manifestazioni malefiche. Smontato da cavallo. Mi sento proprio avvilito. e Chiaro di Luna. solo quello dell'Ovest.. non di più. ma quattro pusa son piovuti dal cielo nel suo letto!" "Non parlarne più. è un tempio taoista" concluse Tripitaka. Sentiero solitario fra i bambù. deve abitare qui un uomo nobile e buono. la sua origine risaliva all'inizio della separazione del caos." "Nemmeno per sogno!" rise Scimmiotto. dicci invece quando possiamo arrivare" insisté Tripitaka. divenuti immortali a loro volta." "Consapevole del Vuoto. in cui viveva un venerato immortale. "Se incominciaste il cammino nella prima giovinezza e continuaste fino all'estrema vecchiaia. e sopra la seconda porta videro il seguente distico di capodanno: . Dei quattro continenti dell'universo. un fanciullo che aveva appena compiuto mille duecento anni. Il suo nome in religione è Tripitaka. "attenti a quella montagna: temo che ospiti diavoli ed esseri malefici pronti a nuocere. Quel bonzo è la reincarnazione di Cicala d'Oro. Alzando gli occhi. Ma se realizzate con determinazione e sincerità la percezione della vostra natura di buddha. Intanto i quattro pellegrini camminavano già sulla montagna. avremo percorso la decima parte della distanza. un ragazzo di mille trecentovent'anni. Le gru candide andavano e venivano. dove si vedeva Fresco e ombreggiato il pendio sotto i pini. Dolcissima fanciulla sedicenne Ti espone a più pericoli del diavolo." "Ma Confucio non diceva che non si consulta gente che segue un'altra via?(3)" obiettarono ridendo quei ragazzi leggeroni..L'amore è come una spada tagliente. potrei andare e venire una cinquantina di volte in giornata. Ne potete cogliere due. Dopo un bel po' che camminavano. ben formato in ogni parte. Sui ginepri si posano le gru In bianche piume. che matura in non meno di altri tremila anni: diciamo. Dentro le fenditure cresce il muschio. Potrete cogliere e offrirgli due frutti di ginseng. Dovessi rompermi le ossa e consumarmi le spalle sotto i carichi. Non ci permetteremo certo di sprecarli. ma di solito lo si chiamava con il soprannome di Signore Uguale al Mondo. L'aspetto è un po' strano: il frutto si presenta come un neonato con meno di tre giorni di vita. Chi ha l'inaudita fortuna di annusare uno di questi frutti. ancor prima che si separassero cielo e terra. Il fiore richiede tremila anni per sbocciare. "a giudicare da com'è bello e fresco questo posto. "Cari discepoli!" esclamò allegro Tripitaka dall'alto della sua cavalcatura." "Chi è questo amico? Vogliate dircelo perché possiamo riconoscerlo e trattarlo adeguatamente. Il Novizio li guidò alla strada maestra." "A che distanza saremo dal Colpo di Tuono?" chiese Sabbioso." Queste parole convinsero i due giovani immortali a prendere sul serio le istruzioni ricevute. "Siamo noi la Porta Misteriosa dell'Unità Suprema: perché dovremmo bazzicare bonzi?" "Non capite ancora queste cose. Feci la sua conoscenza cinquecento anni fa. che valeva più di un tesoro. Può darsi che dipenda dalla prossimità al Monastero del Colpo di Tuono. Possiamo percorrerlo passeggiando in tutta tranquillità. È il bonzo che si sta recando nel Paradiso dell'Ovest per salutare il Buddha e sollecitare le scritture. per farlo bastare! Porcellino raccolse un pizzico di terra a mo' d'incenso. e vi dedicate ogni pensiero in ogni istante: questo sì. Bisogna che non ne sappiano niente. che dopo diecimila anni si può mangiare un frutto. di che cosa si tratta?" chiese Tripitaka. Mi servì il tè con le sue mani. fra tutti noi. Perciò entrarono tutti insieme. "Quale mostro può farvi paura?" Rassicurato. il maestro raccomandò: "I miei frutti sono contati. dovremmo incominciare a prepararci per incontrare con decoro e raccoglimento il Reverendo di tutti reverendi. Il grande immortale aveva addestrato nel tempo moltissimi discepoli." Scimmiotto gli tese il biglietto." "È un santo monaco al servizio dell'imperatore dei grandi Tang dell'Est. ed i gibboni scuri Saltan fra i rami reggendosi a liane. Si alza il vento Dai profondi burroni e in movimento Mette soffici nubi [. Di sicuro è il paese di qualche santo o immortale. mentre i figli del Buddha mi rivolgevano segni di rispetto. Puoi solo spendere. Arrivare a mangiarne uno. scorsero torri e padiglioni che sbucavano da un boschetto di pini e di bambù. La montagna era magnifica: Alta montagna dai ripidi fianchi Che maestosa domina il paese: Le radici piantate nel Kunlun E la cima svettante nelle nuvole. e solo in questo tempio. Sullo stagno le lunghe ombre degli alberi. escluso dal genere umano. ne aveva ancora con sé quarantotto." I ragazzi promisero.. il reverendo riprese il cammino." "Fratello maggiore" intervenne Sabbioso. in un paesaggio così bello e perfetto può comunque abitare soltanto gente nobile e buona. seguirò il maestro fino al paese dell'Ovest. nel corso di tremila anni si va formando il frutto. "anche se questa non è la regione del Colpo di Tuono. Tripitaka tirò le redini e posò il frustino. per prudenza. e pregò rivolto allo spazio. ti prego. I suoi diletti conducono a morte. ogni volta c'era almeno qualche elemento sinistro e minaccioso. prima che scenda il buio. Fra poco passerà di qui un mio amico: trattatelo gentilmente. Sì e no. può bastare per giungere al Monte degli Avvoltoi. Ma il maestro? Lasciamo stare. "Quanto a me. Non sarò mai più così sconsiderato. quando la nuvola primordiale incominciava appena a prender forma. Prima di partire." "Naturalmente Tripitaka è un amico." "Ora sei ragionevole" approvò Tripitaka. davanti al vostro cavallo" replicò Scimmiotto. il secondo discepolo del venerato Beato Buddha dell'Ovest. vale quarantasettemila anni di longevità.." In effetti il luogo si chiamava Monte della Longevità e vi si trovava un tempio taoista. dopo aver esaminato i luoghi. vedevo doppio. Tripitaka notò a sinistra dell'ingresso una stele con dieci grossi caratteri: TERRA BENEDETTA DEL MONTE DELLA LONGEVITÀ CIELO DELLA GROTTA DEL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE "In effetti. videro un'alta montagna che sbarrava il passaggio. Le tue risorse sono limitate. che erano tutti completamente veri e avevano conseguito il Tao." Infatti giunsero presto al portale. ci guadagna trecento sessant'anni di vita.] Vedi fiori sbocciare ed appassire. e lo sapremo di preciso. di fortuna!" sbottò a ridere Scimmiotto. se fosse così. con le sue quattro membra e cinque sensi. È la superba cima uno spettacolo Di picchi aguzzi su cui corron nuvole. detto delle Cinque Fattorie. "A voi due soli potrebbe bastare una diecina di giorni." "Siamo qui in tre. Quarantasei lo avevano accompagnato nel mondo superiore ad ascoltare il sermone. e poi riusciste a ricuperare la giovinezza. saggi condiscepoli" rispose Scimmiotto." "Ma per quanti anni dovremo ancora camminare?" s'inquietò Porcellino. e l'immortale volò via verso il Cielo con tutta la classe. a una festa Ullambana. Perciò lo considero un amico. Non avrei potuto riconoscere nemmeno mio padre. ma è sempre meglio non fidarsi troppo: chissà che gente indisciplinata lo accompagna. discepoli. "Discepoli" disse. mentre i due più giovani erano rimasti a casa: Vento Puro. Il maestro aveva detto loro: "Non mi posso sottrarre all'invito della nostra eminente e venerata divinità celeste: voi resterete tutti e due a sorvegliare la casa. oppure frutto del ginseng. "Avevi riconosciuto i pusa?" chiese Scimmiotto.

e le maniche fan vento. noi ne mendicheremo dell'altro nelle case che ci sono più in là lungo la strada. solo il primo merita il nostro omaggio. dove l'uno prese un martelletto d'oro e l'altro un vassoio da cinabro. che forse potreste trovare dissetanti. perché gridi? Avrai poco riso. Come potete pensare che mi disseti mangiando neonati?" "Questo bonzo" pensò Vento Puro "vive tutto nello spazio in cui combattono labbra e lingua. Intanto Sabbioso sorveglierà i bagagli. avrebbero dovuto offrirli a noi. Perciò credette necessario intervenire: "Consapevole del Vuoto. che li ha scambiati per neonati e non ha osato mangiarli." "Lascia stare" intervenne Porcellino. Il secondo non dovrebbe nemmeno annusare il profumo del nostro incenso. prese con la mano sinistra alcune bacchette d'incenso e le mise nel brucia profumi. Introdotti negli arcani: Vento Puro e Chiar di Luna. Il nostro maestro ci aveva incaricato di offrirgli il ginseng per testimoniare la sua vecchia amicizia. di cui coprì il fondo con fazzoletti di seta." I due ragazzi si fecero nuovamente avanti: "Permetteteci di chiedere se siete voi Tripitaka dei grandi Tang. Quando ripartiremo. ma ci aveva anche messo in guardia contro i suoi servitori: in effetti sono molto rozzi. Rientrarono nella sala grande e li offrirono al monaco cinese: "Il nostro tempio delle Cinque Fattorie è sperduto in mezzo a montagne senza risorse. dicendo: "Reverendo maestro. Si direbbe che le tonache non racchiudano che nuvole." "Il vostro maestro dov'è?" inquisì Tripitaka. non son gente qualsiasi. Chiaro di Luna e Vento Puro erano rimasti impressionati: "Che bonzo energico! È un vero santo del Paradiso dell'Ovest. se te lo portassero. Ma adesso trovo qui queste fighette taoiste. Le scarpette lievi legano delle stringhe in vera seta. Ora li udì di nuovo che discutevano del monaco cinese." Chiaro di Luna cercò di spiegare: "Questo prodotto si chiama frutto di ginseng e non c'è alcuna controindicazione a mangiarne. pieni in basso e traforati in alto. di ginseng non si sarebbe potuto nemmeno parlare. non sa riconoscere questo tesoro eccezionale della nostra casa di immortalità." "Mi prendi in giro. non sapeva far nulla senza averne prima discusso con Scimmiotto. che ha invitato il vostro don Pisellone per predicargli sa il cacchio che cosa?" Tripitaka si spaventò. perché prendersela con loro? Vai a far pascolare il cavallo. Il loro maestro non è nemmeno qui. Se il maestro non li voleva. E dove si trovano?" "Si trovano in questo posto. che si reca al Paradiso dell'Ovest in cerca delle scritture. non aggredire. Se fossero rimasti qui. tendeva continuamente il collo per vedere se il condiscepolo fosse di ritorno. "Che incredibili sciocchezze! Forse che i bebè spuntano sugli alberi? Portate via questa infamia!" Di fronte al veemente rifiuto.Residenza di eterna giovinezza. ecco tutto. alle divinità che governano il cielo. anche di questi caratteri. non ci capiresti niente. No. In un momento. ripartiremo subito. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale. perché l'Imperatore di Giada lo ha invitato al palazzo celeste della Purezza Suprema. esclamando: "Bontà divina! Eppure quest'anno il raccolto non è stato tanto cattivo da ridurci alla fame e al cannibalismo. Andarcene via appena arrivati sarebbe segno di una deplorevole mancanza di sentimento ecumenico. È criminoso!" "Scusate. Dopo mangiato. e dovrebbero essere il non plus ultra per procurare longevità. ai suoi piedi. Sarà meglio che glielo chiediamo. non li ho mai visti. poteva uscirne un finimondo al di là di ogni possibilità di controllo." Tripitaka fremette d'orrore e fece precipitosamente due passi indietro. "che. In effetti dopo un po' lo vide ritornare e legare il cavallo a un albero di sofora. Tanto vanno svolazzando. scemo? Ho cercato il Tao per cinquecento anni. Figùrati che li sentivo succhiare di gusto. son speciali e assai eleganti. Assaggiatene uno!" "Ma via! Chissà quanto avranno sofferto i genitori che lo hanno concepito e messo al mondo. pagheremo qualche sapeca per la legna che avremo consumata. Ma come mai non offrite culto ai tre puri." Chiaro di Luna corse a preparare una tazza di tè profumato e venne a servirla al reverendo. nessuno poteva competere con il vecchio Scimmiotto. vi preghiamo di scusarci. Casa taoista di età uguale al Cielo. "E anche tu. ne ho solo sentito parlare. che son più brave di me ad acchiappare vento e tritarlo fino fino. perché presto indurisce e diventa immangiabile." Lietamente sorpreso dall'accoglienza. suppongo." Questo fu troppo per Scimmiotto. ma non l'ho mai visto" sghignazzò Porcellino. mentre Chiaro di Luna. Tripitaka li seguì nella sala grande. merdoline taoiste." I tre. Quando buttai per aria tutto il paradiso. I due ragazzi corsero loro incontro curvando la schiena e si inchinarono profondamente a Tripitaka. Aria vispa. è vero. Che aspetto avevano? Lindi e puri fino all'osso. No. e che facce patibolari! Per fortuna li ha allontanati. prima che abbia tre giorni. Ahimè. ma non sapevo come . sapeva che. è immerso nell'oceano del bene e del male: le sue percezioni sono volgari. con le pareti completamente ricoperte di pannelli scolpiti. Poi uscirono nel giardino. Dovresti dire a Porcellino di aprire il sacco del grano e di farsi prestare forno e pignatte per cuocere il cibo. non è questione di riso. Non faceva più attenzione ai fornelli. Il monaco cinese si avvicinò. se ne andarono a svolgere i compiti assegnati. quando la invitiamo. restituendo il saluto." I due ragazzi chiesero licenza a Tripitaka e ritornarono nella propria camera. fratello?" domandò Porcellino. i musetti assai carini." "Li hai mai visti i frutti del ginseng?" "No. Fate come vi ho detto e lasciatemi qui a riposare un po'. Vogliate sedervi. è comunque un ospite di rango inferiore. non trovai tante pretese nemmeno alla porta del signore Laozi. quando vide Porcellino che faceva segni disperati dalla finestra della cucina e gridava: "Vieni da questa parte!" Scimmiotto fece dietro front e si affacciò alla porta della cucina. Preparane per il vecchio secondo il suo appetito. e me lo servite come un frutto commestibile. Perciò non poterono far altro che sedersi sul bordo del letto e mangiarsela. guardandosi intorno. non abbiamo altro da offrirvi che questi due frutti. in effetti. Scimmiotto si piegava in due dalle risate. questo taoista potrebbe anche avere acquisito qualche virtù. maestro. Vogliate accomodarvi all'interno. "entriamo! Non si sa mai. "Cosa c'è da ridere. come sbruffone. i nove luminari giovani colleghi e la divinità del Nuovo Anno. "in realtà non ci siamo ancora accertati che questo bonzo sia proprio l'amico del nostro maestro. e già aveva ascoltato le loro battute sul martelletto e sul vassoio da cinabro. Sarebbero il cosiddetto cinabro trasmutato vegetale. cinquecento anni fa. i ragazzi portarono il vassoio nella propria camera. Lo sai che in questo tempio c'è un tesoro?" "Che tesoro sarebbe?" "So come si chiama. chi avrebbe immaginato il disastro imminente! Il fatto è che la loro camera era accanto alla cucina. ma questa cosa è cresciuta su un albero" precisò Vento Puro. Si rivolse quindi ai giovani immortali: "Il vostro tempio delle Cinque Fattorie è certo un grande centro di spiritualità nell'Ovest. e le pareti erano molto sottili: si udivano anche i bisbigli. Ma voi siete arrivato così presto." Sulla porta della seconda corte vennero loro incontro due giovanotti. disceso in terra senza offuscare la sua natura originaria. Scimmiotto si stava dirigendo verso il retro. la sapete riconoscere la gente che incontrate? Ma lo sapete a chi state raccontando queste stronzate? E chi sarebbe questo famoso immortale dei castelli in aria. per favore. benché il nostro maestro lo abbia messo lì per adularne l'amor proprio. Ma siccome era un balordo. "Non è in casa. Quei ragazzi ne hanno offerto due al maestro. Voi glielo rapite." "Fratello" mormorò Vento Puro." "Sono proprio io" rispose Tripitaka. Vento Puro disse al condiscepolo: "Andiamo a raccogliere la frutta: dobbiamo ubbidire alle istruzioni del nostro maestro. che non aveva riconosciuto i frutti di ginseng e li aveva costretti a portarli via per mangiarseli da soli. maestro" rispose sorridendo uno dei due ragazzi. semplici prodotti locali. bestione. poi si prosternò tre volte." "Vieni dentro. e accanto incenso della qualità più fine. prendendone nota." "Mi confondete con le vostre squisite cortesie. orientata a sud. per essere sicuri di non commettere sbagli. Su un tavolino da incenso in lacca rossa riccamente decorato era posato un brucia profumi a forma di vasetto." All'udire queste parole. se i ragazzi si fossero provati a replicare. Non ci dovrebbe essere molta roba che io non abbia mai visto. li riceveva nel vassoio. dove Vento Puro si arrampicò sull'albero per battere i frutti con il martelletto. i quattro sovrani vecchi conoscenti. Era una vasta sala a cinque campate. I ragazzi ne aprirono parecchi e pregarono il monaco cinese di entrare. Bevuto il tè. Bisogna ammettere che quella è frutta strana: non si può conservarla. Porcellino stava appunto preparando da mangiare. Al centro erano appesi i due grandi caratteri Cielo e Terra. Scimmiotto si mise a ridere: "Questo taoista si vanta per impressionare la gente. Anche il proverbio dice che cane non mangia cane. I ragazzi ne hanno approfittato per spassarsela. "Ma voi come sapete il mio umile nome?" "Prima di partire il nostro maestro ci aveva raccomandato di venirvi incontro per strada. ricamati in cinque colori. ho vagabondato ai quattro angoli dell'universo. è partito. e consentire ai vostri discepoli di servirvi il tè." "Come sarebbe a dire. ai sovrani dei quattro orienti. che non abbiamo avuto modo di adempiere l'incarico. "Ho sempre sostenuto che. mi han fatto venire una voglia! Vorrei sentire anch'io che sapore hanno. e questo è quanto. in testa portano due ciuffetti di capelli. I fermagli alle cinture sono teste di dragone. l'uno staccò due frutti e l'altro li prese in consegna. esclamando: "Che c'è. ma vi limitate a bruciare l'incenso ai due caratteri del Cielo e della Terra?" "Non vi possiamo nascondere. adulare l'amor proprio?" "I tre puri sono amici di famiglia. che esplose: "Voi. invece si sono chiusi nella loro camera e ne hanno fatto una scorpacciata. La conversazione fece venire l'acquolina in bocca a Porcellino: "Quanto mi piacerebbe assaggiarli!" si diceva.

" Così ciascuno ebbe il suo frutto da mangiare." Attraversato l'orto. ma esse salivano a mille piedi di altezza. erano ritornati nella sala a conversare con il monaco cinese." Nessuno vale una scimmia. piantala!" Si alzò. E questa è una terra vecchia di quarantasettemila anni. così ce ne facciamo un'idea. L'erba verde è trapunta di rosse melagrane. Scimmiotto pensava: "A questo taoista piace mangiare ciò che semina. aprendo la piega della sua tunica. dopo aver mangiato i frutti. con sedani ed epatiche. A vederlo dondolare lassù. l'altro capo era forato e vi passava una funicella di lana verde." Mentre si volgeva bruscamente e stava per andarsene. Basta. le balaustre preziose. che serviva appunto per appenderla. a un capo s'ingrossava alle dimensioni di una testa d'aglio. le zucche ed i meloni. Vai nel giardino a sgraffignarne qualcuno. spinse una porta e si trovò in un bel giardino. appesa al graticcio della finestra. Dove li hai mangiati?" "Non li ho mai mangiati. che sei sempre pieno di risorse. Vento Puro si mise in allarme e disse a Chiaro di Luna: "Lo hai sentito. Fin da quando aveva colto la conversazione fra i due ragazzi. "Ha delle specie di gambe. Carfani ed artemisie.. Il tronco aveva una circonferenza di sette od otto tese. Senapi ed amaranti crescon qua e là fra i cavoli. so!" Quando il grande santo." La divinità locale tornò subito a rimpiattarsi nel suo santuario. per qualche misero pezzo di frutta che stavo sgraffignando. vai pure. nessuno osò pretendere di dividere con me. si trovò nell'orto: Si trovano i legumi delle quattro stagioni: Spinaci. Germogli di bambù. vallette deliziose. fratello" rispose Chiaro di Luna." "So. c'era una terza porticina. "Guarda. per caso. che scorre inesauribile Riflettendo le grandi chiome che la proteggono [. ma occorre poi raccoglierlo su un vassoio foderato di fazzoletti di seta. "non gli badare. con il picciolo che spuntava come una piccola coda. dopo che l'avevo fatta cadere?" "L'umile divinità che sono è accusata a torto. che te ne porto subito. Fratello. si dissecca. "Che cosa strana!" si disse Scimmiotto. in modo da formare un sacco.fare. "E pensare che la mia sbarra polverizza le rocce e lascia il segno anche sul ferro forgiato. guarda!" diceva Scimmiotto. frugò a lungo inutilmente. Intanto il bestione borbottava senza posa. La sbarra fece un gran rimbalzo. come un sasso nel pozzo. Qui non è rimasto nemmeno un graffio. Ricominciano a brulicarmi quei vermi nella pancia. per impedirmi di rubarlo. lagenarie e piantaggini. quelli là parlavano di un martelletto d'oro che occorre per farli cadere. come ha fatto a scomparire?" "Forse voi conoscete soltanto l'efficacia di quel prezioso prodotto per acquistare longevità. si sarebbe detto che il bebè agitasse disperato braccia e gambe. Lo snello padiglione quasi scompare immerso Fra i rami traboccanti di un gigantesco salice. c'era un solo albero gigantesco. ma non ne trovò traccia. invece di masticare bene e di assaporare come state facendo voi. Ma Porcellino aveva una bocca molto capace. Come vide i frutti. Mi è scappato giù per la gola. che ci abbiano rubato la nostra frutta preziosa?" "C'è davvero qualcosa che non va. con l'altra sollevava un lembo della sua lunga tunica di broccato. riuscì a far cadere nel sacco tre frutti. Scimmiotto si sentì pieno di soddisfazione e si congratulò con sé stesso: "Ecco una bella e buona cosa. Aspetta qui. pretenderesti di avere la prima scelta? La frutta che spunta sugli alberi. una zappa di diamante non riuscirebbe nemmeno a graffiarla tanto è dura: tre o quattro volte di più del ferro forgiato. "Che sapore ha?" "Consapevole della Purezza" intervenne Scimmiotto." Porcellino lo chiamò facendo gran segni: "Consapevole della Purezza. L'orchidea delle sabbie dà riflessi azzurrini All'acqua del ruscello. Fratello. Bisogna seguir le regole. se lo tocca il legno.] Luogo più incantatore non potresti trovare: È certo il più bel parco fiorito d'Occidente. ne ho preso apposta uno per ciascuno di noi. dove Porcellino gli chiese: "Ce l'hai fatta?" "E questi che cosa sono? Il vecchio Scimmiotto non sbaglia mai il colpo. Dove vuole andare a parare?" "Fratello" fece Porcellino. Poi saltò giù e ritornò alla cucina. Quando i due ragazzi ebbero occasione di ritornare nella loro camera. Non sono nemmeno sicuro che sia un furto. saccheggiai le riserve di vino di Sua Maestà e depredai le pillole di elisir. si può scioglierlo in una tazza di porcellana riempita di acqua pura. penetrò nella cella. il martelletto d'oro è caduto per terra. che parla di ginseng? Il nostro maestro ci aveva raccomandato di guardarci da questa gente. e il ventre ancora di più. Terrazza della luna. e non ne è rimasta traccia. Perché non me ne vai a prendere un altro. Ti va?" "Niente di più facile. Eccolo qua: Le barriere vermiglie. grande santo. rape e tuberi crescono sottoterra. Scimmiotto non si stancava di contemplare. quel bonzo grassone. "Guarda qui. lo sentirono lamentarsi di aver inghiottito il ginseng senza sentirne il sapore e di non poterne avere dell'altro. Ma tu come ti sei permesso di portarmela via. Ha mangiato lui per primo. senza che riuscissi a capire se aveva nocciolo o no. attendono il trapianto. che origini ha?" "Questo prezioso prodotto richiede tremila anni perché il fiore si schiuda. per arrampicarsi su un albero a rubare frutta. Scimmiotto saltò giù e lo andò a cercare nell'erba. con un rumore di tuono. Perciò consumare quel frutto allunga tanto la vita. scuotesse la testa e strillasse al vento che lo agitava. Appoggiandosi all'albero. ma sul suolo non restò alcun segno. Poi scoprì un'altra porticina e. Come le melanzane. il frutto cade. La forma delle foglie ricordava il banano. per costringere il dio del giardino a presentarsi. diventerebbe immangiabile e comunque inefficace. ma come avrebbe fatto a scavalcare un muro così alto? Credo di capire: l'avrà raccolto la divinità locale del giardino. fratellino. e scortavo il carro di fenice dell'Imperatore di Giada alla Festa della Pesche di Immortalità." "E che cosa vuol dire?" "Se lo tocca il metallo. lo prese uscì dalla cella. Tuttavia il prodotto teme i cinque elementi. Calcinato dal fuoco non servirebbe più a nulla." Scimmiotto tirò fuori la sbarra cerchiata d'oro e la batté in terra con tutte le forze. può beccarla ogni uccello che passa. Per questo motivo lo si bacchia con uno strumento di metallo. lo avete appena sperimentato: la terra lo ha subito assorbito. "Questi non sono i soliti quintali di riso o di tagliatelle di cui ti imbottisci a ogni occasione. toccata a ben poca gente. supponiamo pure che sappia usarle per camminare. agli e cipolle. e non si occupò più di Porcellino. il fuoco lo calcina. gettò il martelletto nella cella vicina attraverso un buco nel graticcio della finestra. Chi ha la fortuna di annusarli vive trecento sessant'anni. si buttò avanti a bocca spalancata e ne inghiotti uno tutto intero: cadde nel suo ventre con un tonfo. e almeno altri tremila perché maturi. Per consumarlo. Ho pensato a te. mentre con una mano impugnava il martelletto. E tu. In diecimila anni. "Sarà questo il martelletto d'oro" si disse Scimmiotto. porri. l'albero ne produce solo trenta. dalla chioma foltissima e aromatica. sono frutti di ginseng" disse Sabbioso. bietole. "il guaio è che l'ho mandato giù di furia. e finì per scoprire una piccola barra di oro rosso. Devo ammettere che ti avevo accusato a torto." "Perché. le buone azioni non si devono lasciare a metà. Scimmiotto ci pensò su e trovò una soluzione: si arrampicò di nuovo sull'albero e. non possiamo dimenticare Sabbioso: dagli una voce. Questa è roba che ne crescono trenta in diecimila anni. Porcellino lo trattenne: "Dì. Carote. Minuscole colline. Se si usasse il legno. Questi comparve. spingendola. Come . Quanto al contatto con il suolo. si era sentito come se vermi voraci gli brulicassero nello stomaco. mi è capitato di vedere degli immortali d'oltremare che portavano questa roba in omaggio. Poi incominciò a stralunare gli occhi con aria mortificata e chiese a Scimmiotto e a Sabbioso: "Voialtri che cosa avete lì da mangiare?" "Ginseng" disse Sabbioso. Corse dietro l'edificio. non mi sono mai permesso nemmeno di annusarla. Per frutti così rari. Se vostra santità non mi crede. semmai. chi ne mangia. s'inchinò e chiese: "Mi avete chiamato. zenzero. Non avrei mai l'audacia di impadronirmi di quella roba.. grande santo? Che cosa posso fare per servirvi?" "Non sai che il vecchio Scimmiotto è il più famoso ladro solitario di tutto l'universo? L'anno in cui rubai le pesche di immortalità. mentre io sono un immortale del mondo dei fantasmi. altri tremila per formare il frutto. Appena sfiorato dal martelletto d'oro. sembrava davvero un neonato. che alti pini colorano. quarantasettemila anni. resosi invisibile. Insinuandosi fra i rami e allontanando le foglie. tanto perché possa sentire anch'io il sapore?" "Mai contento. ma quand'ero generale delle Cortine Arrotolate. Fiori rari e svettanti bambù nel cielo azzurro. "Ma allora tu conosci già questa roba. Coriandolo e scalogno. la terra lo assorbe. il frutto si disseccherebbe. ma senza mai assaggiare. che spalancò: al centro dello spazio che si apriva. che non si vede tutti i giorni. ma non sapete le sue origini. da questa parte!" Sabbioso posò i bagagli e corse in cucina a chiedere: "Che cosa c'è. "Hai un'idea di che cosa siano?" "Si capisce. ne fai assaggiare un po' anche a me?" "È fuori discussione. nell'acqua si dissolve. Non sarà. fratelli?" "Guarda qua" rispose Scimmiotto. il frutto si staccò e cadde. perché poi non si accorgano di niente. Vedere." Tracciò un incantesimo e recitò la sillaba om. Scimmiotto guardò su e vide un frutto di ginseng pendere da un ramo rivolto a mezzogiorno. Poterne mangiare uno solo nella vita è già una fortuna incredibile. mai sazio!" esclamò Scimmiotto. lunga un paio di piedi e grossa un pollice." "Se non l'hai presa tu. i due ragazzi non c'erano più. provi a colpire il suolo. Scimmiotto cercò in tutti gli angoli qualcosa che assomigliasse a un martelletto d'oro. Quel tesoro è un prodotto di immortali terrestri. ho visto.

Se avete qualcosa da dirmi. avevano toccato il suolo e ne erano stati immediatamente assorbiti. ti facevano impressione." E bravo Scimmiotto! Si strappò un pelo dalla nuca. Ricomponiamoci. Invece non se ne vedono più di ventidue. spero che potrete trovare un modo civile per farmelo sapere. sembravano neonati. va bene! Gli lascio l'ultima parola." "E chi sarebbe stato. I denti d'acciaio del grande santo stridevano di furore represso. Se fosse vero. Giacevano entrambi nella polvere. "È stato lui!" "Il vecchio Scimmiotto è nato allegro e ride sempre: non vorrai mica che mi metta a piangere perché tu non trovi la frutta. "Venite qui subito! Tutti!" Udendo l'appello. non sarebbero dei banditi!" "Emituofo! Se ne sono scomparsi quattro. naso all'aria." "Mi sembra sensato. Del resto. sarà effetto della sua bontà. e se ne andò dritto filato all'albero di ginseng. Lasciò questo sosia a sorbirsi pazientemente le ramanzine dei due pupattoli. i due piccoli immortali divennero più arroganti che mai. restan ghiacciati D'orrore Vento Puro e Chiar di luna. smettete di parlare a vanvera. Dal momento che l'esito dell'interrogatorio confermava i loro sospetti. "Amen" si disse Scimmiotto. I due giovani immortali si stavano cavando il gusto di maledire a sazietà i poveri pellegrini. non c'è più." "Rifondere il danno!" esclamò Chiaro di Luna. no?" "Emituofo! Quella cosa orribile. non vi resta dunque che di ascoltare il seguito. tanto rapidamente venivano eseguite. a quell'altezza e in mezzo ai rami? Non li vorrei insultare a torto. Il maestro ci vorrà interrogare. che altro può essere?" "Sì. Quando i tre discepoli giunsero nella sala grande." Infatti vi si precipitarono. In questo tempio ci sono dei frutti particolari. I tre complici uscirono in fila dalla cucina. È un vecchio amico del bonzo. "La contabilità un po' la conosco" rispose Vento Puro. Credi che noi due potremmo farcela. "Noi parleremmo a vanvera. che mi ha fatto fremere appena l'ho vista. ritornò al punto di partenza e ricuperò il suo pelo. CAPITOLO 25 IL GINSENG SRADICATO IN CUI L'IMMORTALE DEL PRIMORDIALE SOGGIOGATO CATTURA I PELLEGRINI. Porcellino aveva origliato la conversazione dei giovanotti di là dalla parete e gli era venuta una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto. non saprei. Che senso ci sarebbe a negarlo a tutti i costi?" L'argomentazione del maestro parve a Scimmiotto molto sensata. perché noi ne abbiamo visti solo tre? Uno lo avevi fatto scomparire tu!" gridò quel cretino di Porcellino. di grazia. foglie cadute. trema tutto. nessuna persona ordinaria avrebbe potuto accorgersi di queste operazioni. e trovarono la porta aperta. e non ci è consentito di godere qualsiasi vantaggio a scapito della nostra coscienza. Lo testimoniano i versi: Giunsero al Monte di Longevità. dissero al maestro: "Il riso è quasi pronto. gli si odono scrocchiare le ossa. che si chiamano ginseng e assomigliano a neonati. e si avviarono verso la sala grande ostentando un volto spensierato. Dove Scimmiotto distrusse il cinabro Vegetale. ma confessare vuol dire ammettere che siamo arrivati a rubare per pura ghiottoneria. E se dopo tutto non avessero rubato? Se avessimo contato male noi. con un solo botto tanto poderoso da rovesciare una montagna. come barbari? Ma tu i frutti di ginseng li hai rubati! Non penserai mica di farci tacere!" "Che cosa sono. di tutto quello che gli venne in mente. giusto? Non può essere stata che quella banda di furfanti. non è del pranzo che vi volevo parlare. il maestro ne fece staccare due. non sappiamo ancora se sono stati loro. Il fatto è che i frutti erano caduti all'urto della sbarra di metallo. Probabilmente non saprete." "È stato quello che ride!" gridò Vento Puro. Tesero contro l'interdetto Tripitaka il dito accusatore e lo trattarono di crapa pelata. vi alitò un soffio magico e lo trasformò in un altro sé stesso. Rifecero il conto in senso orario e nell'altro senso. uno dietro l'altro. perciò mi ha mandato a coglierne tre. Sarà meglio negare. "Vediamo di ricapitolare. come negarono il loro misfatto. "ma che lo abbiano fatto i vostri. e si decise a dire la verità: "In realtà non è stata colpa mia. Si inchinarono al monaco cinese e gli dissero: "Maestro. "Non penserete che sia roba che si possa trovare in vendita!" "Se il danno è irreparabile." Corsero dritti dal giardino alla sala grande. ma vi prego. avremo almeno catturato i criminali: è l'unica cosa che possiamo fare per attenuare la nostra colpa. Questo vuol dire che ne mancano quattro. se no? hanno anche bisticciato ad alta voce sulla divisione del bottino. Perciò ritornarono nella sala grande. Quando avranno le ciotole in mano." "Discepoli!" gridò Tripitaka. contro loro quattro? È meglio l'astuzia. Il loro riso sarà cotto: aspettiamo che si siedano a tavola. quando Vento Puro si sentì sfiorare da un dubbio: "Chiaro di Luna. il grande santo frugò tra le fronde in cerca dei frutti. sforzandosi di assumere un'aria disinvolta e un viso rasserenato." "Sei sordo?" gridò Vento Puro. Ritornano nel parco. io a destra e tu a sinistra dell'ingresso. Di certo sono stati loro: quello con la faccia pelosa e la voce da duca del tuono deve aver usato la magia per devastare il nostro tesoro. L'elisir vegetale dei taoisti Con questo colpo è perduto per sempre. "Io non so niente e non ho visto niente. Sabbioso fu preso dal panico: "Dio che disastro! Devono avere scoperto tutto. varrà il detto giustizia e bontà valgono mille monete d'oro: gli dirò di chiedere scusa. in fin dei conti. All'inaugurazione del parco. Ne abbiamo mangiato uno per uno. e non ci sarà altro da fare." Nascose la sbarra. Se discutiamo con lui negherà. A Vento Puro non reggono più le gambe. diciamo loro che non manca nulla." "Questo. facendo un gran baccano. A entrambi sembra di morire. "Te ne intendi di conti?" chiese Chiaro di Luna. Chi di voi ne ha rubati e mangiati?" "Io non voglio storie" farfugliò Porcellino. e trovarono aperta anche la porta dell'orto. Strappata la radice Dell'immortalità. è molto imbarazzante" confessò Scimmiotto. Due li abbiamo colti noi poco fa per il monaco cinese: dovrebbero restarne ventisei. forse è meglio fare un'altra verifica. Tirò fuori la sua sbarra cerchiata d'oro e. finiremo per litigare e verremo alle mani.mai? Sarà meglio che diamo un'occhiata in giardino. ma loro non fiatano. sono d'accordo" approvò Vento Puro. i frutti di ginseng?" "Te ne abbiamo offerti poco fa. di frutti nemmeno l'ombra. una bella litania di insulti piuttosto volgari. Ma. Andiamo a dire il fatto suo al monaco cinese. li costringerò a rifondere il danno. verifichiamo che siano chiuse tutte le altre porte del tempio e li mettiamo al sicuro. e la prima cosa che vedono è il gigantesco groviglio delle radici rivolte al cielo. Rovesciato l'albero. portiamo loro qualche piattino di contorno per prolungare il pasto e intanto ci prepariamo. è possibile. "E secondo questo bonzo. ma la cosa non finisce qui: giuro che quella frutta del diavolo non la mangerà più nessuno. così ne rimanevano ventotto." "Può darsi che non l'abbiate mangiata voi" concesse Vento Puro. dovete chiedere scusa. che cosa vi salta in mente? Cercate di calmarvi." "Proprio così. hai ragione. Si precipitarono nel posto del ginseng e." "Hai ragione" rispose Chiaro di Luna. che avevamo sbagliato il conto. e basta" approvò Porcellino. "In partenza c'erano trenta frutti. speriamo che ci vorrete . Se avete mangiato quei frutti. l'avrei rubata per mangiarla? Ma nemmeno nel più tremendo attacco di bulimia mi verrebbe in mente di fare una cosa simile. di topastro rubalardo. Non si deve accusare la gente a torto. hai visto come incassano tutto questi bonzi? Gliene abbiamo dette di tutti i colori. e presentiamo le nostre scuse. perché non possano fuggire. "Meglio allontanarsi. chiudiamo la porta e tiriamo il catenaccio. Teniamo tutto nascosto. e cade a terra. "È solo una storia di roba da mangiare. che Tripitaka a un certo punto interruppe dicendo: "Ragazzi miei. Povera pianta! Sconvolta la chioma. "Che cos'è successo qui?" Attraversarono di corsa il giardino. quei piccoli taoisti ci vorranno vituperare. Che ci si può fare?" "Quattro. rami spezzati." "Discepolo" intervenne Tripitaka "calma! Noi che abbiamo abbandonato le nostre famiglie non possiamo mentire. Ciò che è mangiato. "Ma io l'avevo chiusa" si spaventò Vento Puro. ne hanno rubati!" protestò Vento Puro. lo abbatté. ma non riuscivano a vedere più di ventidue frutti. balbettavano parole incoerenti e ripetevano: "E adesso che si fa? Come faremo? Il cinabro distrutto! La discendenza interrotta! Che dirà il maestro?" Chiaro di Luna fu il primo a riprendersi: "Conviene che ci sforziamo di controllarci. Mostra le sue radici a cielo aperto. A questo punto attenderemo il ritorno del maestro: deciderà lui della loro sorte. per non allarmare prematuramente questi bonzi. Incasso e non dico niente. tastava con mani nervose la sua sbarra cerchiata d'oro con una voglia incontenibile di adoperarla: "Maledetti discoli. Lasciate che li interroghi. ma non trovò niente. roteava gli occhi furibondi. Occorre qualcosa?" "Discepoli. E SCIMMIOTTO METTE SOTTOSOPRA IL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE. Chiaro di Luna si sente la schiena spezzata. se vorrà perdonarlo. si misero a contare i frutti che pendevano dall'albero. caro fratello e condiscepolo. In ogni caso. non gridate.

" "Discepolo!" s'inquietò Tripitaka. appoggiando il capo su una roccia a mo' di guanciale. del sutra di Guanyin. uno a testa. ma lui non ha voluto saperne. pasticcioni? Questi pivelli ci sono venuti a insultare a casaccio. radici di loto marinate. Questi recitò un incantesimo. Dopo tutto la frutta l'avevi rubata davvero. "Avranno approfittato della nostra assenza per rubare qualcosa e scappare" suggerì qualche benevolo condiscepolo. cavolo rosso sotto senape. non c'è pericolo che tu non te la cavi" replicò Porcellino. Ma oggi. quante volte ancora dovrete spingere il carro delle reincarnazioni. l'immortale esclamò: "Vedo con stupore che Vento Puro e Chiaro di Luna stanno scoprendo le gioie del lavoro. chiamare. ghiottoni svergognati! Non vi è bastato rubare i nostri frutti di immortalità. Che qualcuno gli abbia giocato un brutto tiro? Portatemi subito dell'acqua!" Uno dei discepoli portò un bicchier d'acqua e lo porse al maestro. "Apriremo quando avrete vuotato i calici fino in fondo. poco dopo la vostra partenza. ci ha rubato altri quattro frutti. Rifiutava assolutamente di mangiarli. partiremo dopo pranzo. fagiolini sottaceto. Li palpò per scegliere i due più grassocci e li gettò con un buffetto attraverso un forellino della finestra. senza avere idea di come stavano le cose. il loro sonno divenne tanto profondo. si tiene in mano questo mezzuccio per mettermi in difficoltà. alla porta orientale del Cielo. Senza che ce lo aspettassimo. Così fece anche Porcellino.. ben altro! Ha abbattuto il nostro albero di ginseng!" Anche di fronte a questa terribile rivelazione. si arrovellava dentro di sé senza dir parola: "Perché parlano così? Perché mentono? I loro frutti glieli ho sistemati io una volta per tutte. i due ragazzi si ritirarono precipitosamente. Ma quando i pellegrini ebbero le loro ciotole in mano. Poi recarono una teiera colma e due caraffe di vino. Maestro. ripartiremo.perdonare le parole grossolane e offensive che vi abbiamo rivolto poco fa. Se lo recita mi fa venire il mal di testa. perciò li abbiamo mangiati noi. Scimmiotto aveva altri modi di riposarsi: rimasto solo. "A quest'ora la musica è finita. Ma quando entrarono nella sala grande. "ci hanno chiuso dentro. Presi dal panico. dove ha messo radici: adesso è impossibile toglierlo. "Che cosa fate. Ma perché dovrebbero essere tanto stanchi? Non sono mai stati dei grandi lavoratori." Porcellino andò a riempire le tazze. come per un colpo di vento. "Raccontatemi per ordine che cosa è accaduto. legati alla cintura. e si lanciarono sulla strada maestra dell'Ovest. invece. I due volarono dritti in faccia ai dormienti e li punsero. "Nessun fabbro saprebbe far meglio. incassare gli insulti che ti eri andato a cercare e chiuderla lì. "No. no. si versò in bocca un sorso e lo spruzzò sui loro visi. i due ragazzi scoppiarono in lacrime. Sabbioso diede un grande sbadiglio e si addormentò subito. il sutra Ben Noto non lo avevo mai sentito. un certo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. il vostro amico. lo scherzo di scappare da solo e di lasciarci qui" intervenne Tripitaka. "Come squagliarsela da tutte queste porte sbarrate?" "Ti farò vedere un'altra delle mie abilità" replicò Scimmiotto impugnando la sua sbarra. Non parliamo poi di Vento Puro e Chiaro di Luna. aveva attraversato il cielo di diaspro su nuvole di buon augurio e non aveva tardato a ritrovarsi al portale del Tempio delle Cinque Fattorie. Di solito fanno fatica a stirarsi nel letto quando il sole è già alto tre tese. giovanotti?" esclamò ridendo Porcellino. deve aver usato di nascosto il procedimento di uscita dell'anima dal corpo e. Ma noi che non ci sappiamo trasformare. Si ebbe un bel bussare. poi ritornarono davanti alla porta principale e vi restarono fino a sera a proferire vituperi: ladri di qua.." "Non me ne vogliate troppo. "Chi coltiva l'immortalità non commette certe bassezze. non ci trovarono nulla di pronto. devo passare la notte in bianco." "Se le cose stanno così" concluse Tripitaka. so" rispose Scimmiotto. "Tu diventi un insettino e voli via da una fessura. del sutra del Pavone. e si affaccendarono a mescere. "Quei ragazzotti sono andati a nanna: lasciamoli dormire. "In realtà i frutti non sono scomparsi. "Non prendetevela troppo calda!" gridò Scimmiotto. Ho già in mente come fare. che erano soli in casa." "Maestro. Aprirono gli occhi. quel bonzo orientale(4).. Avevamo contato male noi." "Si capisce. Noi intanto ce ne andremo via di qua. è il momento buono per filarcela" dichiarò Scimmiotto. "Datemi il tempo di assicurarmi che i bambini facciano la nanna. Il grande immortale si mise a ridere: "Benedetti ragazzi! Chi diviene immortale dovrebbe impegnare tanto il suo spirito da non pensare più a dormire. il vecchio Scimmiotto sa sempre cavarsela. Che bisogno c'era di abbattergli l'albero? In un caso del genere. "Non devi attentare alla loro vita. ma non cambiò nulla: il loro placido russare continuava imperturbato. Ora abbiamo verificato e constatiamo che i conti tornano" precisò Vento Puro. Fece dietro front. e non vi vergognate di parlare con quel tono? E voi vorreste raggiungere il Paradiso dell'Ovest e vedere in faccia il Buddha? Ma sapete. ma allora non lo sai? Il cerchio d'oro che porto in capo" spiegò Scimmiotto "è un regalo della pusa Guanyin al nostro caro maestro. Noi abbiamo cercato di ricondurlo alla ragione. si devono essere alzati prestissimo e hanno già aperto la porta e spazzato l'entrata. I ragazzi tirarono i catenacci delle porte tutto intorno. e quali forme schifose dovrete assumere?" A queste parole la ciotola di riso cadde di mano a Tripitaka e un grande peso gli gravò sul cuore." "Maestro. maestro." Ma Vento Puro perse le staffe: "Maledette zucche pelate. avete anche abbattuto l'albero. Piuttosto. nessuna traccia di presenza umana. si divertì a saltare di ramo in ramo fra gli alberi del bosco. "Il bonzo vi ha picchiato?" chiedevano i condiscepoli. a meno che sappiano come rendere la vita ai morti. lasciate stare. scrollare. Trovando la porta spalancata e il suolo spazzato. non ha saputo riconoscere il nostro tesoro di immortalità." "Queste sono porte da ridere. si saranno dimenticati di chiudere la porta al momento di coricarsi." I discepoli si recarono alla porta della loro cella: in effetti era chiusa a chiave." "Ma hanno tirato tutti i catenacci" obiettò Sabbioso. si sono presentati quattro bonzi. per come li conosco. Come si fa a uscire?" "Non ti preoccupare. mentre Sabbioso disponeva tavola e seggiole. e dentro si sentiva russare." Intanto calò la notte. resteremo qui come fessi a prenderci tutte le colpe: noi dobbiamo pur preoccuparci!" "Non ce lo farà. Porcellino ne approfittò subito per assumere un tono di dignità offesa: "Avete visto. "Ho sentito parlare del Sûrangama sûtra. Infine i giovani immortali forzarono la porta e li levarono dal letto. "Che bel lavoretto!" esclamò Porcellino. perché credeva che fossero neonati." "Fratellino." Tutti i giovani immortali manifestavano il loro compiacimento. del sutra del Loto della Buona Legge. Ma con i suoi occhi di volgare profano e il suo spirito limitato. né fuoco né incenso. liberandoli dall'influsso del demone del sonno. abbiamo seguito scrupolosamente le vostre istruzioni: ci siamo accertati della loro identità e siamo andati a cogliere due frutti di ginseng.. diciamo un mesetto di sogni d'oro. non ho mai pensato di piantarvi in asso. gridare: quelli ronfavano come se niente fosse. infine se ne andarono a cena e si misero a letto. rientrò nel tempio e si accostò alla cella in cui dormivano i due giovani taoisti. il grande immortale si dominò: "Basta. sono molto pericolosi!" "Cercate di calmarvi" disse sorridendo il grande immortale. "si serva il riso. potevi lasciarli sfogare. melanzane e zucchini in salsa di soia. fra quel fogliame folto a grande altezza. Voi non sapevate che questo Scimmiotto ha enormi poteri magici. "Sono ben strane le usanze del paese. Scimmiotto raggiunse a gran passi Tripitaka e gli altri pellegrini." "So. si alza la luna in ciel. Vi garantisco che ce ne andremo tutti insieme. Il sutra di cui parlava il maestro è un incantesimo che stringe il cerchio." "Maestro. balzarono su e si prosternarono ripetutamente dicendo: "Maestro. uno dei suoi discepoli. chiusero i battenti della porta principale e li sbarrarono con un grosso catenaccio di rame a due lucchetti. e del resto ha già provocato gravi danni in . Le impresse il movimento che apre le serrature e la puntò verso la porta: con un fracasso di metallo spezzato. che non li avrebbero svegliati le trombe del giudizio. che gli farebbe cambiare idea. altrimenti aggraverai la tua posizione: ti renderai colpevole di omicidio a scopo di lucro. se ci provasse. Con una buona concentrazione. briganti di là. "Questa scimmia sarà la mia morte!" gemette Tripitaka. Noi. "Ma non è il momento di prenderci in giro" brontolò Porcellino. E così ci avete accusato ingiustamente: è una bella porcheria!" Scimmiotto. da queste parti?" "Proprio così" rispose da fuori Chiaro di Luna. smettete di piangere. Tripitaka se la prendeva con Scimmiotto: "Benedetto zuccone di una scimmia! Ci metti sempre nei guai. Sono una banda di briganti. era uscito con la sua scolaresca di giovani immortali dal paradiso Tusita." "Che cosa intendete dire?" si meravigliò Tripitaka." Scimmiotto invitò il maestro a uscire e a rimontare a cavallo. Portava con sé." Al reverendo non restò che scendere da cavallo e sedersi ai piedi di un pino in posizione di meditazione. certi insetti del sonno che aveva vinto giocando a indovinala grillo con il re celeste Anima Lunga. I due ragazzi procurarono molti piattini di verdure. "Che assurdità!" li rimproverò l'immortale. farei saltare le serrature della porta est del Cielo. Sabbioso accanto al cavallo e Porcellino dietro con i bagagli. terminata la riunione al palazzo dell'Imperatore di Giada. avete sradicato il nostro santuario. con un cavallo. che mi ha indotto con l'inganno a posarlo sulla testa. è un immortale vagabondo dell'Unità suprema. e staranno ancora dormendo della grossa. "Per colpa della tua ghiottoneria. Potete riposare un po' in questo bosco lungo la strada: quando vi sentirete ristorato. inquieto ma a un tempo molto interessato. se ti citassero in giudizio. navoni in feccia di vino. che sutra è?" domandò Porcellino. fra cui il monaco cinese. "Perché. si stropicciarono il viso. che si affrettavano lungo la strada maestra. riconobbero il maestro e la folla dei discepoli chini su di loro. del sutra del Diamante. Intanto il grande immortale. non ti assolverebbe nemmeno tuo nonno. io reciterei un certo sutra ben noto. di discuterne francamente. non vi riducete in questo stato" replicò Scimmiotto asciugandogli la fronte sudata. è spaventoso!" A questo punto del racconto. per offrirli al monaco cinese. Ci si chiude a chiave per pranzare. che sapeva tutto. i catenacci caddero a terra e i battenti si spalancarono violentemente.

ed era stata ben imbevuta d'acqua. poi gli altri tre. il grande immortale ordinò di rimettere a mollo lo staffile nell'acqua. per riprendere la somministrazione del supplizio la mattina dopo. si rese conto di averli superati: pur camminando di buon passo fino alla sosta per il riposo. che furono legati ciascuno a una colonna. il nostro maestro stava conversando con i vostri ragazzi nella sala di ricevimento: non sapeva nulla dei nostri intrighi. Il grande immortale ritornò con la sua nuvola al tempio e ordinò ai discepoli di portare le corde. I suoi capelli Son legati in due crocchie ala-di-corvo. Il grande immortale scese allora dalla sua nuvola e con una scossa si trasformò in un viandante taoista della setta della Verità completamente sublimata. Se è questo che vuole. seguiva i movimenti con attenzione per capire dove lo avrebbero colpito: vide che si mirava alle gambe. ma almeno mostra qualche traccia di pietà filiale. Il grande immortale era intento a guardare verso ovest. che non era di vacca o montone." Scimmiotto pensò: "Il nostro vecchio bonzo non sopporterà la fustigazione. che ci vendicherà dei frutti del ginseng." Il fustigatore si apprestava di nuovo a colpire. Una volta in aria. l'aprì dolcemente e. e slegò uno dopo l'altro Tripitaka. Scimmiotto lo inseguì con una nuvola. Agita in mano la coda di yak E tamburella sul pesce di legno." Vento Puro e il compagno ritornarono a casa. "Tagliami quattro salici giovani ai piedi della rupe e portali qui" ordinò Scimmiotto a Porcellino. "Tanti quanti i frutti dell'albero: trenta. dopo tanti colpi. Con pochi colpi ben assestati abbatté quattro salici e li riportò sotto braccio." "Allora non è grave: dò una rastrellata e faccio un buco" propose Porcellino. per mettere la più grande distanza possibile fra loro il Tempio delle Cinque Fattorie. l'umile taoista che sono vi saluta. prima che sia troppo tardi. I bagagli furono gettati a terra sotto il portico. op là! i quattro pellegrini e il cavallo vi furono aspirati e rinchiusi. resisteva al rastrello più dell'acciaio. "Vedo" rispose il grande immortale. Che cosa aspetti a confessare? Dove credi di trovare un alibi? Vieni qui e rendimi il mio albero. ma di pelle di drago: quella che si chiama sette stelle. Gli inseguitori tornarono indietro. "Chi credi di imbrogliare? Sei stato proprio nel nostro tempio. suo discepolo anziano. intorno regnava da un pezzo il silenzio." "Questa maledetta scimmia è furba e incallita nel male. bianco splendente. "questi bonzi sono gente che ha abbandonato la sua famiglia: non si possono usare armi bianche su di loro. "non ricominciare a fare il cacciapalle: queste corde di canapa bagnate. Non solo erano somiglianti. "e a lamentarvi siete voi. l'immortale riprese il proprio aspetto. le trasformò in pezzi di ferro di forgia. Dopo avere resistito in questo modo a due o tre assalti." "Ti ho colto. Pieno di cinghie. "Dentro un sacco!" "Non è un sacco." Mentre parlottavano fra loro. Si diresse verso l'albero e gridò al monaco cinese: "Reverendo. alla moda di Lü. un altro diventò un convincente Tripitaka. "Qual'è la vostra preziosa montagna?" "La mia umile dimora è il Tempio delle Cinque Fattorie sul Monte della Longevità. E adesso come faremo?" "Non incominciate a far lagne. A che serve? I colpi li hanno dati solo a me" ricordò Scimmiotto." Il discepolo levò alto lo staffile per abbatterlo a tutta forza. Sapreste riconoscerli. no." "Questa maledetta scimmia ha stile. tutti quanti" assicurò Vento Puro. "Porca miseria." "Poiché venite dall'est. estrasse dalla manica i pellegrini. "Va bene. Tuttavia all'alba il reverendo si assopiva sul suo cavallo. se la prese con i suoi discepoli: "Queste disgrazie le avete provocate voi. gli altri due presero l'aspetto di Sabbioso e di Porcellino. senza perdere tempo a commentare." In effetti il bestione si mise al lavoro. Se muore. Rivestirono le loro tuniche. Voialtri. Tripitaka. che si stanno asciugando e stringendo. Portate qui lo staffile a strisce di cuoio e dategli una bella correzione. Scimmiotto ne tolse i rami e fece portare i tronchi nella corte dai suoi condiscepoli. e io mi sono seduto per riposare un momento. aiuta anche noi!" "Piano! Parlate piano!" sibilò Scimmiotto. Quando scese la sera. Che bravo Scimmiotto! Si rimpicciolì per liberarsi dai legami e sussurrò: "Maestro." "Maestro" ricordò Sabbioso. In un istante aveva già superato mille li. Quando si volse a guardare a est. "Ritornate a casa e preparate delle corde. poi se ne andarono a cena e si ritirarono nelle loro celle per dormire. Avvolto in una cappa di piumino Di gru. si morse la punta della lingua. Provvedo io a catturarli. reverendo? Perché vi siete seduto sul bordo della strada?" "Il vostro umile servitore è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Questa appunto è la strada che seguiamo. ma non trovava traccia dei pellegrini. ma sono tutto indolenzito per via delle corde che mi legano. l'albero l'ho abbattuto io. frustatela ancora.Paradiso. Incomincia da lui. uno dopo l'altro. sareste per caso passato dalla nostra desolata montagna?" inquisì il grande immortale. incominciamo da lui. Berretto a nove Yang sopra la testa. a modo suo" esclamò ridendo il grande immortale. "Maestro. che finora nessuno ha toccato. diceva: "Ehi." Tripitaka rese premurosamente il saluto: "Vi prego di perdonare la mia involontaria scortesia: non vi avevo visto. Quando i pellegrini rimasero soli. ma quella coda di yak con il manico di giada parava ogni colpo. Calza ai piedi dei sandali a tre orecchie. Va sventolando attorno larghe maniche E leva canti alla luna crescente. Lui penserà di averci perduto per disattenzione. Scimmiotto fu invaso dal furore: cavò la sbarra e." I discepoli corsero a prendere lo staffile di cuoio. Un incarnato Di donna reca in viso. "Dobbiamo rimetterci in cammino. Sotto gli sguardi attenti dei giovani immortali. perché non aveva badato che la manica era scucita. preparate il necessario per il supplizio che gli infliggeremo quando saremo di ritorno. questa notte stessa. ma era robusto. che fu legato a un pilastro della tettoia all'ingresso della sala grande. A questo punto il grande immortale ordinò: "Ora puniremo Tripitaka per il lassismo del suo insegnamento. il cavallo lo legarono nella corte e gli portarono il fieno. "siamo tutti nella stessa situazione. la calò sulla testa del grande immortale. sputò su ciascuno di loro una goccia di sangue e ordinò loro di trasformarsi: uno dei tronchi prese il suo aspetto. Un giovane immortale dei più robusti impugnò baldanzoso lo staffile e chiese: "Da chi incominciamo?" "Tripitaka è il più anziano di questa banda disonorata. voialtri" tagliò corto Scimmiotto. sellarono il cavallo. Com'era conciato? Un abito di cenci e di rammendi. la quiete era calata sull'universo. Sbrigati. "Basterà che ci lasciamo cadere da lì. gran stivali E cintura di seta. quando Scimmiotto parlò di nuovo: "Fate un altro sbaglio. tendendo il dito accusatore e mettendosi a ridere." I discepoli ubbidirono. l'immortale ricorse al trucco detto dell'universo nella manica: dal bordo della nuvola dove si teneva ritto tese controvento la manica della sua cappa. questi bonzi?" "Ma certo. dove siamo finiti?" esclamò Porcellino. preoccupato dalla potenza dei mezzi di cui disponevano questi taoisti. Il grande santo recitò un incantesimo. toccherebbe a me. in compagnia di Vento Puro e Chiaro di Luna. con gli occhi pieni di lacrime. Tripitaka non era riuscito a percorrere più di cento venti li. di camoscio o bufalo. fingendosi sorpreso. I discepoli ubbidirono. Porcellino e Sabbioso. ma sapevano rispondere se li si chiamava per nome. siamo passati da un'altra strada. mi fanno già abbastanza male." "Non mi hanno ancora picchiato." "Basta rugare. che la schivò balzando da lato e subito si alzò in cielo su un alone di buon augurio." "Da dove venite. Nel fronteggiar Scimmiotto. Scimmiotto pestava senza tanti riguardi con la sua sbarra. Poi ritornarono dal maestro e camminarono tutta la notte. Qui ci vuol altro che la tua abilità di scassinatore di catenacci. mentre il grande immortale." Apostrofato in questo modo. e vacillava minacciando di . maledetta scimmia!" replicò il grande immortale. fratello maggiore. "Discepoli" disse l'immortale. ma non sentiva nulla. così morbido a toccarlo. maestro. e hai rovesciato l'albero di ginseng. "Mi servono e basta. Frustatemi un'altra volta. Mentre rubavamo i frutti. Del resto. Il suo testardo discepolo si è scatenato sotto la sua responsabilità. saliva su una nuvola di buon augurio e partiva all'inseguimento del monaco cinese. anche un ormeggio di fibre di palma del diametro di una colonna mi farebbe sì e no il solletico." ordinò il grande immortale. raccolsero i loro bagagli sotto il portico e guadagnarono l'uscita. "Allora venite con me. E anche se fosse colpevole di non averci educato con sufficiente fermezza." "Senza vantarmi. che aveva la coda di paglia: "No. andiamocene!" Sabbioso. come se fossero marionette: per primo il monaco cinese. non sarò forse io a portarne la responsabilità?" Perciò aprì bocca: "Maestro. ma inquadrato Da barba e favoriti. "Ci ha infilati nella sua manica. che li legarono dove erano stati tenuti prigionieri. vi sbagliate: i frutti li ho rubati io e li ho mangiati io. scemo" disse Scimmiotto. E il fustigatore gli inflisse altri trenta colpi. non sono certo queste corde di canapa bagnata a tripla torsione che mi fanno paura." "Fratello" obiettò Porcellino. "A che cosa ti servono?" si stupì Porcellino. ai piedi di quell'albero sul bordo della strada: è lui!" annunciarono i ragazzi. vide le proprie gambe lustre e scintillanti come specchi. ma le conseguenze le pago io. Poi siete fuggiti. abbassando gli occhi. di subire il castigo per lui. Ecco com'era vestito: In testa una corona d'oro puro. era passato mezzogiorno. Somministrati i trenta colpi a intervalli stabiliti. non è armato D'altro che della sua coda di yak." A queste parole intervenne precipitosamente Scimmiotto." "Quanti colpi?" chiese il fustigatore. Con una scossettina. Che cosa c'entra lui? Si deve incominciare da me." Il bestione non era furbo. eccolo là. allarmato. Scimmiotto. Scimmiotto. Dunque il nostro prezioso albero è stato abbattuto. ma non serviva a nulla: quel tessuto.

come la prima volta. Ma ora portate qui un'altra caldaia: per vendicare l'albero di ginseng. CAPITOLO 26 AFFANNOSA RICERCA DI UN RIMEDIO IN CUI SCIMMIOTTO PERCORRE LE TRE ISOLE ALLA VANA RICERCA DI UN RIMEDIO. non ci resterà poi la cera di fantasmi affamati." Quattro ragazzi ci provarono. poteva anche finire lì." A queste parole." Detto fatto. Opponendovi la sua coda di yak. salvo la testa. movimenti impercettibili Che le parano in qualunque direzione. Anche se balzassi fino al Paradiso . Basta così. Se vinci la violenza con violenza. Scimmiotto continuava a scherzare: "Guardate che bel sudario ci regalano da vivi. Schiacciate un pisolino al riparo dal vento. Non prendo un bagno da un bel po'. entrò nella corte e di nuovo li estrasse dalla manica. sopra una catasta di fascine che fecero un fuoco d'inferno. tanto varrebbe pretendere di trattenere la sabbia. L'immortale ritornò al suo tempio. ma senza risultato. queste non sono condizioni straordinarie. "Com'è privo di riguardi! Scappa se vuoi. Mi dispiaceva sporcare un olio così fine. afferrare l'ombra o ingabbiare il vento. non credo che poi avresti più potuto usarlo per il fritto misto." "Te la farò vedere io. stringere fra le dita il mercurio. "Ora riempite la caldaia d'olio. con cavallo e bagagli. "Che cosa ho fatto di male? Il tuo amabile invito a prendermi un bagnetto di olio bollente lo gradivo molto. Scimmiotto. Qualunque capriola tu faccia. bello tranquillo e pulito. ma quanto è pesante!" commentavano gli immortali. Ma allora il vero Scimmiotto. non poterono farci nulla e vi furono aspirati a precipizio." A questo punto venne portato un gigantesco calderone. Il vostro vecchio Scimmiotto potrebbe saltare il sonno per mille notti di seguito. alla seconda passata avremo bonzo fritto da mettere in tavola. come si deve quando si va a farsi friggere: lascia il mio maestro e prendi me. Scendete giù." L'immortale ordinò: "Avvolgeteli nelle tele. "Maestro" protestò Porcellino. Scimmiotto se ne accorse e lo apostrofò: "Non siete proprio all'altezza. che spruzzò olio bollente sulle facce dei giovanotti e le riempì di vesciche. e pensava: "È meglio di quanto temevo. ma dei tronchi di salice. Ma perché prenderti gioco di noi con questo infame trucco dei pezzi di legno? Questa non gliela perdono: dobbiamo riprenderli." Scimmiotto ascoltò con piacere." Quando furono ben impacchettati." Mentre maestro e discepoli fanno una sosta. ma in quel momento mi scappavano sia il bisogno piccolo. fu gettato per terra davanti all'immortale. Tuttavia il grande santo si sentiva inquieto: temeva che." Che bravo Scimmiotto! Scese giù e si presentò a mani giunte: "Non friggete il mio maestro! Ci vado io nella pentola dell'olio." Tripitaka si mise a tremare come una foglia. e confesso che mi dà molto fastidio. Certo che potrebbero risparmiare un bel po' di stoffa con le solite tuniche a campana. "Maestro" disse Scimmiotto a Tripitaka "adesso per piacere mi lasciate riporre la parola bontà in attesa di tempi migliori. da una parte una meridiana. aveva vicino a sé. Perciò si guardò intorno. si morse la punta della lingua e lo trasformò. legato come un salame. e poi ripartiremo. Poi veniva Scimmiotto. Un uomo superiore mai non cerca La lite. legato come un salame. e tutto l'olio si sparse intorno. il cavallo e i bagagli. perde!" Il fondo della marmitta si era spezzato. ma perché mi spacchi la caldaia? Adesso lo metto io nelle peste. a quanto pare non stiamo battendo i bonzi. "Come ti sei permesso di rompere il mio calderone?" "Non sei il primo a cui mi càpita di guastare i fornelli" replicò Scimmiotto ridendo. Per chi ha lasciato casa sua.cadere." E quello rispondeva: "Sollevate Scimmiotto e gettatecelo dentro. circondarono l'immortale e incominciarono a legnare senza troppi riguardi. Se non sapete quali proposte ricevette. quando fosse nell'olio bollente. a pranzo!" "Tanto meglio. e va bene. Così passa buona parte del mattino: Quando mai riprenderan la loro strada? I tre condiscepoli attaccavano congiuntamente con energia. ebbe un fremito ed esclamò: "Ahi. che si trovava lontano sul bordo della strada maestra. Anche la tua violenza sarà vinta. che se incontrassimo qualcuno vi rendereste ridicolo. dopo la doppia correzione di ieri. Porcellino. si lanciò sulle nuvole e. Lo friggeremo per vendicare il nostro albero di ginseng. non mi sfuggirai. il grande immortale fece una risata cattiva: "Scimmiotto è pur sempre il Bel Re Scimmia! All'epoca dei gravi disordini che provocò in Cielo. Porcellino il rastrello e Scimmiotto la sbarra cerchiata d'oro. mollarono lo staffile e corsero ad annunciare: "Maestro." E i discepoli ubbidirono. Se ne vada dove gli pare. ordinando di portare lo staffile: "E oggi incominciamo da Tripitaka." E recitò una formula che spezzava l'incantesimo. Il grande immortale del Primordiale Soggiogato afferrò la mano di Scimmiotto e gli disse: "Conosco le tue capacità e la tua reputazione. sia quello grande. per aria. e alla terza bonzo carbonizzato. e Scimmiotto. cadrà morto stecchito. Vide i giovani immortali che annunciavano: "Maestro. Ma ecco che ricominciano a frustare l'emanazione del mio corpo. Questa scimmia è inafferrabile. "Guarda come sono gentili: ci vogliono confezionare vestiti con le maniche a sbuffo. Quelli che curavano il fuoco incominciarono a gridare: "Perde. "Questa maledetta scimmia ama tanto la terra che non si riesce a staccarla dal suolo." La caldaia incominciò a bollire. ed ama il santo la virtù. va male!" "Che succede?" si allarmò Tripitaka. Il leone prese l'aspetto di Scimmiotto. metteremo a friggere Tripitaka. come testimoniano i versi: Consapevole del Vuoto non capiva Il segreto del Signore Uguale al Mondo: Come egli resistesse a tre armi magiche. Maneggiate con potenza e con ferocia. Il fatto è che ci avevano buttato di peso il leone di pietra. ma quando l'immortale spiegò di nuovo la sua manica. Nulla potrai ottener se non perseveri. Si diede una spinta per accostarsi al leone. altrimenti non ne usciremo mai. ritorniamo al tempio: al sorgere del giorno il grande immortale fece colazione e salì alla sala di ricevimento. È una pignatta su misura per il tuo appetito. Un bel bagno caldo è quello che mi ci vuole per mettermi in forma. A gran botte. "Quando ho trasformato quei salici. mentre il vero Consapevole del Vuoto se ne volò su una nuvola e vi sedette a contemplare i taoisti. l'olio bolle." Il fustigatore alzò il suo strumento e gridò: "È il tuo turno!" "E allora dacci dentro" rispose il salice. pensavo che oggi non mi avrebbero battuto. Perciò ho fatto i miei bisogni da un'altra parte e ora sono qui. con il maestro." A queste parole. Ne vennero otto di rinforzo. Questa volta Tripitaka fu legato a una piccola sofora. Sarà meglio metter fine all'esperimento. maledetto!" tuonò il grande immortale. "Ignobile scimmia!" gridò il grande immortale sconvolto dalla collera." Il calderone venne posato ai piedi della scala. La collera è cattiva consigliera. "Mi vorranno interrogare" pensò Scimmiotto. ma inutilmente. Ne avremo di riso. sentiva tutto e si diceva: "Il maestro non sarà all'altezza della situazione: come toccherà l'olio bollente. e quando sarà a bollore ci getterete il Novizio Scimmiotto. ho giusto la pelle arida che incomincia a irritarsi." I giovani immortali si misero all'opera per rompere la tela laccata e tirarlo fuori. I giovani taoisti si presero una bella paura. Se prima possiamo mangiare abbastanza. e non accorgersene neppure. per lasciare un po' di sfogo. osservando in direzione dell'Occidente. ascoltate il seguito. ma questa volta hai passato il limite della ragione e hai tradito la tua coscienza. Con Sabbioso accadde la stessa cosa. Ma in basso ci vuole un buco. Potevi limitarti a scappare. il grande immortale diede in una risata agghiacciante e si fece avanti per impadronirsi di Scimmiotto. Porcellino e Sabbioso agli alberi che stavano a destra e a sinistra dell'ingresso della sala grande. né come le cose andarono a finire. perde. si diceva che non riuscivano a fermarlo nemmeno le reti celesti: ora non stento a crederlo. Il grande immortale abbassò la sua nuvola su di loro e gridò: "Dove vai Scimmiotto? Rendimi l'albero di ginseng!" "Rieccolo. maestro. "Guarda che roba. Dice un poema: Àrmati nella vita di pazienza. ci ha fregato!" esclamò Porcellino. "Porcellino!" disse ridendo Scimmiotto. Finalmente in venti riuscirono a portarlo ansimanti fino al calderone e ce lo buttarono dentro: fece un grande schizzo. Fu una lotta violenta. E GUANYIN RIPORTA ALLA VITA CON LA RUGIADA L'ALBERO DI GINSENG. l'immortale fece portare della lacca con cui i pellegrini furono interamente spalmati. il taoista gli potesse giocare qualche brutto scherzo. Sarà meglio che gli dia una mano. Si slanciarono tutti insieme in aria. poi altri quattro. "la testa è meno importante di quel che sembra. e non fate obiezioni se uso un po' di sana violenza. ma ancora non si riusciva a sollevarlo. dall'altra un leone di pietra. ma i discepoli non rimasero ad aspettare che dicesse la sua opinione: Sabbioso tirò fuori la sua preziosa mazza. È piccoletta di statura. Poi vennero portate dieci pezze di grossa tela fabbricata in casa. ai piedi della scala. vide i bonzi che avanzavano sulla strada.

Conta pure di disporre di tutti i giorni che servono: lui aspetterà che tu ritorni con il rimedio adatto. attraverserei come niente le trentasei sfere celesti. esercitare il respiro. saresti capace di intrufolarti di nuovo in Paradiso. e di sicuro troverò qualcosa che si adatti a quest'albero. va lavata e inamidata. se me lo aveste detto prima. "Se non ti tenesse sotto controllo. Lasciate liberi i miei. senza il minimo rispetto. Ma usai i miei mezzi per fuggire e per rompere la pignatta. Noi siamo l'ultimo dei suoi pensieri. "Sta tranquillo che non lo lascerò morir di fame. che offrirono al nostro maestro frutti di ginseng. Chiederò alla loro esperienza i metodi per ridare vita a ciò che è morto. le sopracciglia di Scimmiotto si aggrottarono e la sua fronte si increspò di mille rughe. basterebbe a riportarlo in vita un gran di miglio del nostro elisir. grande santo?" "Vi sono venuto a trovare per distrarmi in vostra compagnia. Ma nel frattempo dovete provvedere al mio maestro. avrai i tre giorni che chiedi. semplicemente per la dieta che fa." Il grande immortale. e presto raggiunse le isole Penglai. se la batte e non lo vediamo più. e giunse alla Grotta delle Nuvole Bianche. Attraversava lo spazio con la velocità del lampo o di una meteora. non può esistere. uccello. Quando saranno trascorsi. mescolare la tigre e il drago. "Maestro" disse Sabbioso. La gente nella corte sentì gridare le gru nel vasto cielo: era l'annuncio che i tre vecchi del buon augurio si avvicinavano." Vedendolo. Potrei percorrere cieli e mari da un capo all'altro." "Non avrà il coraggio di abbandonarci" assicurò Tripitaka. dico sempre la verità." "Non so come ringraziarvi" rispose Scimmiotto. non sa proprio stare al suo posto!" esclamarono le tre divinità." E si congedò." "Si capisce. perché è urgente liberare il monaco cinese dalle sofferenze che sta sopportando. ma lui non capì che cosa fossero." "Che diavolerie vuoi che faccia?" intervenne Porcellino." "Ho sentito dire che avete lasciato il taoismo per il buddismo" commentò la stella della Longevità. Come al solito fa il grand'uomo per abbagliare la gente. Si vedevano Dardi di luce attraversar lo spazio. gli sembravano dei neonati e perciò rifiutò di assaggiarli. dovrete fare i conti con me. archi giganteschi Che si vedono splendere dal mare." "Come sarebbe a dire. con indosso una semplice veste di casa. ma quando il messere ritornò a casa e vide l'accaduto. Scimmiotto si avvicinò e disse: "Vi saluto. Si chiamano cinabro trasmutato vegetale. il grande immortale non era in casa. Come puoi prendere alla leggera dei frutti così nutrienti? È una radice di efficacia senza pari al mondo." E gli gridò: "Consapevole del Vuoto. al quale la vita non si può rendere. Mi saltò la mosca al naso. Che ne dite?" "Se hai questo potere." A una risposta così recisa. come noi siamo i patriarchi di quelli celesti. in fondo siete un bell'avaro." "Caro maestro. perché ci imprigionò tutti nella sua manica. Quando la sua biancheria è sporca. con la scusa di andarsi a procurare chissà quali rimedi. "Il maestro del Primordiale Soggiogato è il decano degli immortali terrestri. "L'altro giorno. Ma la legge del mio maestro è severa. rami spezzati e radici per aria. le stelle respinsero la scacchiera e risposero al suo saluto: "Qual buon vento vi mena. Le tre stelle salirono su di un'augusta luce e si diressero al Tempio delle Cinque Fattorie. È vero che una posizione in Cielo ce l'hai anche tu." "Ma ci abita il grande immortale del Primordiale Soggiogato!" esclamarono i tre vecchi." Si strinse alla vita il grembiule di pelle di tigre e prese congedo dal grande immortale dicendo: "State tranquillo. Isole dove convergono i flutti. Quindi dovrete passare i giorni per monti e per valli: come fate a trovare tempo per distrarvi?" "Vi dirò tutto. Non è roba che faccia tornare in vita le piante morte. mi legherò a te con gli otto saluti e diventerò tuo fratello giurato. Sono venuto a trovarvi perché vorrei chiedervi un piccolo servizio. cadute le foglie. "Quello lì usa il trucco del diavolo pentito. Su alti trofei di nuvole si avanzano [. mentre io fui senz'altro messo a friggere nell'olio. Ma i frutti di ginseng nascono dalla radice del legno di immortalità. Mettiamola così: qui non abbiamo una soluzione. poi. Il maestro e i condiscepoli vennero impacchettati e laccati come anitre da cucinare. e io ho promesso di riportare in vita il suo albero. fuggimmo di nuovo. sicuro che in ogni modo non gli potevano sfuggire. cui seguì un parapiglia. un albero morto. Tu che non sei ancora entrato a far parte del vero corpo degli immortali. Non volete altro che riavere vivo il vostro albero? Non è difficile. "Non avrai per caso rubato i suoi frutti di ginseng per mangiarteli?" "E se fosse?" replicò Scimmiotto ridendo. Sono venuto da queste parti." "Ma parti. pensando che la buona medicina vien dal mare. mantenere la concentrazione dello spirito." "Che genere di noie?" volle sapere la stella della Fortuna. fu un vero spettacolo vedere l'immortale. Tre giorni e non di più. Salgon spire di brume colorate Nel cielo azzurro. "Dunque potreste senz'altro mettervi in cammino. che storie hai raccontato all'immortale per indurlo a liberarci?" "Io non racconto mai storie. Le bellezze fatate qui si recano Per recare in offerta ai tre immortali Pesche d'eternità. tenere in scacco tre eccellenti armi magiche con un semplice scacciamosche." "Comunque rassicùrati" aggiunse la stella della Longevità. molto contrariate. ma può darsi che se ne trovino altrove. quarantasettemila anni a mangiarne uno. Avemmo una discussione con qualche battuta antipatica da parte sua. Il nostro livello nel Tao è molto inferiore a quello del grande immortale: non è escluso che possieda una longevità uguale al Cielo. i nove luminari Si rifletton su tartarughe d'oro." "Dove conti di trovare i mezzi per mantenere le tue promesse?" "Un vecchio detto dice che la buona medicina vien dal mare. Conto di recarmi nell'oceano orientale e di fare il giro delle tre isole e dei dieci scogli per visitare i più antichi santi e immortali." "Non parliamo di efficacia della radice: l'ho appunto sradicata. Non voglio ritrovarlo pallido né smagrito. constatando che non c'era verso di tenermi fermo. insetto o rettile. sul Monte della Longevità. io reciterò il sutra che sai." "I guai sono avvenuti mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie. Alte torri di diaspro la cui ombra Rinfresca il cielo. "e che vi siete dedicato a proteggere il monaco cinese che va a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. tanto per incominciare vi sfonderò tutte le pignatte di casa. con una capriola nelle nuvole. che sarò puntuale. ci inseguì. non è una cattiva idea" risero le tre divinità. come avrebbero dovuto. potrei cercare altrove. dunque!" si spazientì il grande immortale. "e non angosciarti. Aveva lasciato due ragazzetti. Scimmiotto attraversò il paesaggio senza potersi saziare dello spettacolo. Per questo i due piccoli immortali ci coprirono di contumelie. ma non dimentichiamo che sei fuori ruolo." Il bravo re scimmia. ma lungo la strada per l'Ovest ho avuto qualche noia." "Quando pensi di ritornare?" "Mi basteranno tre giorni. ma ci conosce. La notte successiva.] . come puoi pretendere di prevalere su di lui? Se tu avessi ammazzato qualunque bestia. "mi chiedo che diavoleria conta di fare il nostro condiscepolo. La ricetta che ti servirebbe sarebbe contraddittoria. saluterei il Buddha e continuerei a chiederti di rendermi l'albero di ginseng. Un posto bellissimo. gli avversari erano la stella della Fortuna e quella della Ricchezza. Le cose stanno come dite. quando ritornerò. e al primo colpetto che diedi l'albero andò lungo disteso: scomparsi i frutti. come testimoniano i versi: Sacro e vasto paese d'immortali. non conosce il valore delle cose! Sono frutti che dànno trecento sessant'anni di vita ad annusarli. l'immortale ha incominciato a prendermi sul serio e abbiamo combinato un affare: lui ha liberato i miei. sempre che siate d'accordo. fece liberare Tripitaka. Altrimenti. Sino ad allora." "Ho capito. fratelli maggiori. la sua indulgenza è a tempo definito: mi ha dato tre giorni.. Vi sareste risparmiato tutti questi scontri. Se conoscete ricette per riportare in vita gli alberi. non vi sbarazzereste facilmente di me. "Grande santo" aggiunse gentilmente la stella della Fortuna. perché non reciti quell'incantesimo. Non gli deve mancare niente: tre tè e sei pasti al giorno. e vi garantisco che il vecchio Scimmiotto troverà il modo di rendere la vita al vostro albero. Dopo tre giorni reciterà l'incantesimo della costrizione del cerchio. usare l'acqua per rafforzare il fuoco. Allora rubai tre frutti e li divisi fraternamente con i miei compagni. se lo fosse.. Anch'io parto subito. lasciò il Tempio delle Cinque Fattorie in direzione del grande oceano orientale. Non ci vediamo da molto tempo. ma si concluse presto. Le gare di magia qui non servono. "Chiediamogli dove conta di andare. messere. nella pianta organica dell'Unità suprema non esisti nemmeno. "In quale posto le avete incontrate? Bisogna che ci diate informazioni esaurienti. ma preferirono mangiarsi tutto loro." "Non crederai che ti possa perdonare!" "Se liberate il mio maestro. Precisamente. perché noi possiamo rispondere. ma fummo riacciuffati come la volta precedente." "Non chiedo tanto. Noialtri invece ci dobbiamo impegnare in continue fatiche: nutrire l'essenza seminale.dell'Ovest ti seguirei. ubbidisco." "Be'. dopo una giornata di frustate. ma per aiutarti gli faremo visita e riferiremo i tuoi problemi al monaco cinese. Si provarono a rinchiuderci e noi fuggimmo. la contrada degli immortali. Rari profumi spiravan nel vento: Fra brandelli di brume colorate. signori. Porcellino e Sabbioso. sradicata?" esclamarono spaventati i tre vegliardi. davanti alla quale vide fra i pini tre vegliardi che giocavano a go. "Benedetta scimmia. I due ragazzi non girarono l'offerta a noi discepoli. non ci muoveremo di là. mentre la stella della Longevità fungeva da spettatore. quando arrivammo al tempio. vi prego di insegnarmele subito. se non sarai di ritorno." "Benedetta scimmia. Dopo tutte queste peripezie. "non prendertela tanto. vi restituirò l'albero vivo. Il rango del grande immortale è superiore al nostro." "Va bene.

. Penetrando il segreto dello sperma e del soffio. ai piedi delle rupi di cinabro. somaro!" "Se non faceste un mestiere servile. nove immortali dai volti fanciulleschi.A questo spettacolo." "Zitto. Dalle azzurre colline scorrono verdi acque [. che modi son questi?" gli gridò Tripitaka." "Per carità. Entrate a prendere il tè nella mia umile dimora. "Faccio le cose a ragion veduta. hai voluto proprio buttar giù la pianta! Non avrai mica pensato che lui potesse ingoiare un tal rospo senza reagire?" "In effetti ce l'eravamo svignata. "celebro la festa delle quattro stagioni. Si teneva lontano da vanità e menzogna. la gente non vi ordinerebbe continuamente 'reca longevità!'. qui raccolse una pietra sonora e si mise a saltellare intorno percuotendola a tutto spiano con i mestoli. Realizzati i suoi meriti. Scimmiotto disse: "Sono venuto a chiedere un favore. A un tratto udì gridi di gru nere e sentì alitare una brezza profumata: un essere divino doveva trovarsi nei dintorni. sotto l'albero di perle. come testimoniano i versi: . Sugo di giada cola nei ruscelli. È un pezzo che non ci vediamo. perché tu mi guardi male?" "Non ti guardo male" replicò Porcellino. un giovane immortale corse trafelato ad annunciare: "Maestro. Le torri del palazzo montano fino al cielo." Risalì su una nuvola e si recò nell'isola di Yingzhou. Scimmiotto gridò: "Avete niente in contrario che mi venga a divertire con voi?" Tutti gli andarono incontro.] A Yingzhou Scimmiotto vide. Alto luogo d'incontro di immortali. ma inoltre volevamo chiedere un rinvio per Scimmiotto. ma Scimmiotto rifiutò: "Vi ringrazio. I frutti che maturano sugli alberi Mille anni di vita ti promettono. Manqian!" gli gridò il sovrano supremo. Scimmiotto vi discese. ma aveva perduto lo stato d'animo adatto a godere del paesaggio. benedetti dal cielo e impregnati dalla terra. chiacchieravano. In rapporti amichevoli col Buddha. non oso trattenermi. queste non vollero sedere finché non ebbero reso omaggio al grande immortale in qualità di fratello maggiore. mi congedo e vi saluto" concluse Scimmiotto. ridevano e cantavano. scese la scala incontro ai visitatori. Giocavano a go o a scacchi. Riconoscendolo. arriva la Ricchezza. grande santo.. È appunto per questo che vi sollecito. vecchio furfante?" ribattè Dongfang Shuo avanzandosi per rendere il saluto. "Vieni a servire il tè.. Non ti è bastato di rubarne." "Possiedo un grano di cinabro dell'Unità suprema nove volte trasmutato. arrivano le tre stelle del mare!" Il grande immortale stava conversando con Tripitaka e i suoi discepoli. ma lui ci ha riacchiappato e ci ha messo nella sua manica come fazzoletti. "Non ho perduto la dignità" rispose ridendo Porcellino. con capelli candidi e splendenti disposti in crocchie a forma di cicogna. se non vi sono venuto incontro." Passando davanti alla cucina. finì per sollevarle la veste. padiglioni di pietre preziose. sperando che non rifiuterete di insegnarmi un modo per ridar vita all'albero. ma temiamo che non gli bastino i tre giorni concessi dal santo monaco sotto pena di recitare l'incantesimo della costrizione del cerchio. Dal momento che non saprei altrimenti come liberare il monaco cinese. ed è subito ripartito per continuare la ricerca. Mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie. perché è il decano degli immortali terrestri. A rigore qualcosa si potrebbe fare su vegetazione ordinaria. "Porcellino. I tre puri sentieri la percorrono Su alte terrazze. viveva a piacer suo. ha perduto ogni dignità" s'indignò il grande immortale." La stella della Longevità si strappò il berretto e borbottò: "Stupido facchino. Quando il tè fu bevuto. bevevano. Scimmiotto gli andò incontro timidamente: "Signore." Le mise in testa il proprio berretto da monaco e glielo calcò ben bene. Danze di nere gru in cima alla montagna [." "Il Novizio Scimmiotto è dunque arrivato alle isole Penglai?" chiese il grande immortale." "Benedetta scimmia! Provochi catastrofi da tutte le parti senza curarti delle conseguenze. l'afferrò per un braccio e disse ridendo: "Non hai perso nulla della tua ciccia. sono venuto apposta alla vostra nobile residenza. Con la vita serrata in cintura di seta. Mi son dovuto adattare a promettergli che avrei trovato un modo per ridare vita all'albero. Come hai osato metterti in conflitto con lui? E il suo albero di ginseng dà una specie di elisir vegetale. ma quel Monte della Longevità è terra benedetta più antica del cielo. questa reagì: "Somaro! Che cosa ti ho fatto. da lui abbattuto. è quello che si dice: sfruttare la fortuna sino in fondo. dicendo: "Ci vergognamo di aver lasciato passare tanto tempo prima di ritornare a presentare i nostri rispetti e a contemplare il vostro volto venerato." Manqian era il nome in religione di Dongfang Shuo. si rassettò e venne a salutare le tre stelle. "Mettetemi al corrente.] Porta il nome di sovrano supremo Dell'Est. con il suo gran testone completamente calvo. Il sovrano supremo voleva trattenerlo per offrirgli una coppa di giada. prese la parola la stella della Fortuna. furfantello! Ma nella casa del sovrano supremo non ci sono pesche da rubare. scoppiando a ridere: "Quanto ti dona! È il caso di dirlo: se gli aggiungi il berretto.] Ai vegliardi che così si trastullavano." Tripitaka gridò a Porcellino di farsi da parte. Porcellino vide un ragazzo davanti a una credenza che stava cercando ciotole e dolci per servire il tè. che sono spiriti della terra e del legno. Per questo siamo stati trattenuti. Le tastava le maniche. Oggi siamo venuti dopo aver saputo che il grande santo Scimmiotto aveva disturbato il vostro ritiro. Era un posto magnifico. A questo annuncio. il Tempio delle Cinque Fattorie è una grotta-cielo del continente dell'Ovest e i frutti di ginseng sono nati direttamente dalla radice meravigliosa da cui ha preso origine l'universo. ma ho troppa fretta. 'procurami ricchezza!'." Il sovrano supremo gli rese premurosamente il saluto: "Scusate. 'porta fortuna!'. "Questo bonzo fa sempre peggio. Qui la fenice si viene a posare. ma non so se me lo farete. Quando Porcellino vide la stella della Longevità." "E tu che ci vieni a fare. "Pratico il detto: volgere il capo alla fortuna. Scimmiotto. levo le mani per onorarvi. Godeva eterna vita rifuggendo ogni fama: Su di lui non aveva il tempo alcuna presa. fra gli immortali delle brume E nebbie occupa il posto più importante. partito su una nuvola dalle isole Penglai. mi guarderò bene dal recitare l'incantesimo" assicurò senza indugio Tripitaka. aveva raggiunto il monte Fangzhang. [. E sfidi sempre le tempeste: non porti nemmeno il berretto in capo." Tripitaka gli ingiunse di andarsene e Porcellino si allontanò rivolgendo uno sguardo intenso alla stella della Fortuna. "Proprio così" confermò la stella della Longevità. "Ci è venuto a chiedere una ricetta per ridar vita al vostro albero di immortalità." Prese per mano Scimmiotto e lo fece entrare nel suo sontuoso palazzo di immortale: piscine di diaspro. Quando si sedettero per prendere il tè.. ho perduto le staffe con i ragazzi del posto che mancavano di buone maniere e ho abbattuto l'albero del ginseng. Siamo venuti qui innanzitutto per presentare i nostri rispetti." "Misura le parole. non c'è rimedio. da un paravento di giada sbucò fuori un ragazzo. come testimoniano i versi: Illumina la bruma un albero di perle. Uscito dal suo guscio per ascendere al vero. Non eravamo in grado di aiutarlo. Dopo che si furono accomodate. come testimoniano i versi: Sulla montagna si alza un altro cielo. Erano davvero Nubi di buon augurio che irradiavano luce. Un bel posto anche quello. tra fiori fragranti. In tre occasioni in cielo aveva di nascosto Rubato ed assaggiato delle pesche immortali. Com'era vestito? Avvolto in una tunica dai riflessi cangianti. vecchio mio.. Il Maestro dell'Immortale Soggiogato che vive nel Tempio delle Cinque Fattorie si onora del sacro soprannome di Signore Uguale al Mondo. portami rispetto!" "Io non sono un facchino. "Qui non c'è da rubare nemmeno elisir. Scimmiotto rise ed esclamò: "Sei qui. Mentre conversavano Porcellino ritornò alla carica e si mise a molestare la stella della Fortuna chiedendole caramelle. Canti melodiosi di fenici variopinte. ma può curare solo gli esseri viventi." Mentre Porcellino faceva il buffone.. frugava nella sua cintura. Si avvicinò. Il ragazzo che allora sbucò dal paravento Altri non era che l'illustre Dongfang Shuo. non gli alberi." "Di che cosa si tratta?" chiese il sovrano supremo. semmai un mestiere servile lo fate voi. senza riuscire a trattenere le risa. Scie di brume felici ondeggianti nell'aria." "Se non c'è rimedio. si impadronì di quattro mestoli e corse nella sala grande." "Di recente ho avuto l'incarico di proteggere il monaco cinese nel suo viaggio a ovest. Sandali da scalare picchi divini ai piedi Ed in capo un berretto da grande cerimonia. Non si può curare un albero così.

Lasciò poi Yingzhou in direzione del vasto oceano orientale e giunse in vista del monte Potalaka. non avrà certo difficoltà a rimetterne in sesto un'altra che è semplicemente sradicata. Quando si fu accomodata e furono scambiati nuovi saluti. e partì seguita da Scimmiotto. poi invitò Guanyin a uscire per prima. "Consapevole del Vuoto" chiese lei. Ma infine le cose si sono aggiustate. Hai incontrato il grande immortale Primordiale Soggiogato?" "Il fatto è che non lo conoscevo" confessò Scimmiotto prosternandosi fino a terra. e vediamo se ha capacità sufficiente. Dalla dolce Rugiada vien lavato da ogni polvere Il cuore e vien restituito a vita Immortale il santo albero." "L'avete già messa alla prova?" "Si capisce. Prese il suo vaso immacolato e il suo pappagallino bianco. tavolini e vassoi di cinabro. sperando umilmente nella vostra infinita compassione. Ho girato i mari per trovare un rimedio. intenta a predicare e commentare i sutra per le divinità guardiane del cielo. ciascuno poté constatare che l'albero giaceva al suolo con le radici all'aria. "Lui non era in casa. dicono gli antichi: il vero gentiluomo sa dimenticare i torti. i frutti la dolcezza Ed i fiori risplendono scarlatti. Scimmiotto tastò fra le radici. La pusa si accorse dell'arrivo di Scimmiotto e gli mandò incontro il gran dio protettore della montagna." "Proprio così. "Portate quello che avete. a questo punto non saresti altro che un fantasma sul Monte del Vento Nero. "a che punto è il monaco cinese?" "È sul Monte della Longevità. I recipienti con l'acqua sorgiva venivano porti uno dopo l'altro a Guanyin. ho distrutto l'albero del ginseng. Il grande immortale si rasserenò completamente e fece portare il martelletto d'oro per cogliere dieci frutti. nel seguire il gran dio dentro il boschetto dei bambù porporini per presentare i suoi omaggi a Guanyin. Esaurita l'acqua disponibile. con cui fu raccolta l'acqua pura che sgorgava sotto le radici. Una volta facemmo una scommessa con Laozi. "Porgimi la mano. un po' lo doveva anche a Scimmiotto." "Che maledetta scimmia. Scimmiotto. io stessa dovrei quasi cedergli la precedenza. Quando giunsero nel parco. e se Scimmiotto vi ha offeso. torno subito" raccomandò Guanyin ai suoi. "Sul monte diseredato del vostro umile servitore non abbiamo vasi di giada" si scusò il Maestro del Primordiale Soggiogato. Il grande immortale intratteneva in conversazione i tre santi vegliardi. Perché ritornarci sopra? La pusa mi manda a ricevervi. La terza volta capii che non c'era altra via d'uscita e gli promisi di guarire la sua maledetta pianta. ritornò verde e bello come prima. Abbassò la nube sulla sua cima e vide la pusa Guanyin. Dal prezioso boschetto avvolto nelle brume Uscirono ad accoglierlo i vegliardi immortali. "Il tempo rende giustizia" affermò Scimmiotto. Guanyin fermò la sua nuvola e salutò per primo il grande immortale. seguiti da Tripitaka e dai suoi discepoli. che uscì dal boschetto e gridò: "Dove vai. che tubava pian piano. Porcellino e Sabbioso rizzarono l'albero e lo rincalzarono nel terreno. Quando i ragazzi lo scoprirono fecero tante di quelle storie. si gonfieranno nuovi germogli e avremo nuovi frutti. venite ad accoglierla!" Le tre stelle e il Maestro del Primordiale Soggiogato si precipitarono fuori dalla sala. Bisogna raccoglierla in un vaso di giada. non ti degni più di darmi del 'voi'?" In effetti." "Su quel monte c'è il Tempio delle Cinque Fattorie. "Il suo albero del ginseng è una radice meravigliosa che risale alle origini del cielo e della terra. S'insegna come le trasformazioni A migliaia provengono da un solo Articolo di fede: il giusto frutto Di quattro sante verità ti libera. frustare e interrogare tutto il giorno. Ora che hai messo su casa sulla montagna santa. tutte le foglie erano appassite e cadute dai rami. Cercava il grande santo un adatto rimedio. ma non sapremmo come aiutarti. perciò lui trattiene il nostro maestro e ci impedisce di proseguire il viaggio. Il giorno dopo l'immortale ci catturò. come avevo detto. nel continente dell'Ovest. Come hai potuto abbattere quella pianta?" "Il vostro umile discepolo non si rendeva conto della situazione" rispose Scimmiotto inchinandosi ancora. per curare piante magiche. Lui strappò un ramo del mio salice e lo calcinò nel forno del cinabro." "Se le cose stanno così" intervennero i tre vegliardi." Il grande immortale si inchinò per ringraziare: "Come avrei osato scomodarvi per così piccola cosa?" "Il monaco cinese è mio discepolo. è compito mio risarcirvi. non ci volle molto perché l'albero riprendesse a verdeggiare. Porcellino e Sabbioso." "Tenete d'occhio il boschetto. il motivo è lo stesso che ha reso necessario usare per l'acqua un recipiente fatto di un materiale in cui non entrassero i cinque elementi" confermò Guanyin. Poi fu la volta degli immortali del tempio. seguiti da Tripitaka. starebbe bene quanto noi. grande immortale" gridò Scimmiotto. Io me lo ripresi e lo misi nel vaso." "Perché non sei venuto subito da me. che visse Accanto al Buddha prima di incarnarsi Nel corpo attuale per purificare L'onda dei desideri." Il grande immortale fece portare trenta tazze e quarantacinque coppe. invitava infatti Guanyin e i tre vegliardi a ritornare nella sala grande per ricevere i suoi ringraziamenti e far festa con i frutti di ginseng. E lui è il decano degli immortali terrestri." I nove vegliardi gli proposero una sosta per bere nettare di giada e mangiare radici di loto azzurro. mi devo congedare. portatemi un vaso di giada!" gridò Scimmiotto. Come mai ora ce n'è uno di più?" chiesero meravigliati Vento Puro e Chiaro di Luna. "Prepara l'altare e l'incenso.Spezzata la radice dell'albero immortale. quando si vide Scimmiotto scendere da una nuvola gridando: "Arriva la pusa. a quanto si dice. ma nelle tre isole e altrove nessun dio o immortale ha saputo aiutarmi. "Un ricostituente che può curare una pianta ridotta in cenere. arrivati al tempio. che in realtà sapeva già tutto. Perciò sono venuto a salutare voi. finché sgorgò una sorgente di acqua pura. nel boschetto dei bambù porporini. invece di perder tempo nelle isole?" Il rimprovero diede a Scimmiotto un bel sollievo: "Meno male! Dunque a venir qui non ho perso tempo. il suolo lo aveva assorbito. "La rugiada del mio vaso immacolato è un prodotto di prima qualità. Come dicono i versi: Nell'isola regnante sopra il mare Pieno d'inesauribili tesori. Poi gli disse di porre la mano sulle radici e di attendere che dal suolo sgorgasse acqua. e i nove anziani ne furono molto impressionati: "Tu sei sempre esagerato! Quanti danni combini! Ci dispiace." "Di corsa. dai discepoli e dalla folla degli immortali. Porcellino sentì parlare di questi frutti di ginseng e gli venne una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto: perciò ne rubai tre e ce li dividemmo. "Io ne avevo rubati tre. secondo ragione. "In giada abbiamo solo tazze da tè e coppe da vino. con i tre anziani a sinistra e Tripitaka a destra. Adesso è dimostrato che non mentivo. Consapevole del Vuoto?" "Orso scarruffato!" tuonò Scimmiotto. Lo dicono i versi: La veneranda immagine dorata Della Compassionevole. spunteranno nuove foglie. Conserva il suo profumo la foresta Di giovinezza. hai scelto la parte giusta e ti stai recando nell'Ovest per prestare omaggio al Buddha. recitando un incantesimo. quel giorno. e prega la pusa di rimetterti in piedi quell'albero dei miei stivali. ma senza fortuna. "e. che aspergeva l'albero con il suo ramo di salice. vi trovo bene. rizzare l'albero e annaffiarlo a partire dalla sommità: allora la scorza tornerà ad aderire ai rami e al tronco fino alle radici. il grande immortale teneva loro ." E riprese a supplicarla. Scimmiotto li riconobbe e disse ridendo: "Cari vecchi condiscepoli. secondo il dio del luogo. Scappammo di nuovo. vivi con la pusa e ne prendi lezioni. "Quest'acqua non deve entrare in contatto con i cinque elementi. ci chiuse nella manica e ci fece legare. Scimmiotto condusse a renderle omaggio Tripitaka." Scimmiotto si diede l'aria più decente e rispettosa che poté. perché mi aiutiate a salvare il monaco cinese e a permettergli di riprendere il viaggio a occidente. e ci avevano ricevuto due giovani immortali. "bando ai complimenti: preghiamo la pusa di venire in giardino a esaminare la situazione." "In tal caso. Guanyin sedette al posto d'onore." "Se il grande santo fosse rimasto sulla buona strada e non avesse provocato disordini in Cielo. "Ma l'altro giorno i frutti erano solo ventidue. Quindi è tutto a posto. Dopo un giorno e una notte. Come hai trovato il tempo di venire fin qui?" Scimmiotto spiegò che cosa cercava. Portava ventitré frutti. "Come ti permetti di darmi del 'tu'? Se il vecchio Scimmiotto non ti avesse risparmiato. seguita dai tre anziani. poi le tre stelle. Porcellino mi ha tanto rotto i corbelli sostenendo che me l'ero sbafato io. figúrati che in un certo senso. Non seppe far altro che rispondere sorridendo: "Grande santo." Il grande immortale fece preparare una tavola per l'incenso e fece spazzare la corte posteriore. I piccoli immortali disposero seggiole." "È una fortuna!" esclamò Scimmiotto ridendo. Scimmiotto le tese la mano sinistra. senza nozione del valore delle cose!" lo rimproverò Guanyin. che persi la pazienza e gli buttai giù l'albero. Guanyin inzuppò il ramo di salice nella rugiada del vaso e tracciò sul palmo della scimmia il segno della risurrezione. "Su. ma riuscirono soltanto a fargli vuotare una coppa e assaggiare un pezzettino di radice. un altro era caduto a terra e. senza nemmeno mettersi seduto. Possono servire?" "L'importante è che siano oggetti di giada adatti a raccogliere l'acqua" rispose Guanyin. Consapevole del Vuoto" ordinò Guanyin. non tergiversiamo. piccoli taoisti. in certi casi limitati. Moksa e le fanciulle-drago. se l'orso nero aveva conseguito il giusto frutto e acquisito il titolo di 'gran dio' come protettore del Potalaka.

Restituì la rugiada foglie e frutti All'albero che già distrutto giacque. maestro. "non è un'idea furba. Maestro e discepoli si erano da poco rimessi in strada dopo gli addii. Scimmiotto ringraziò la pusa che se ne ritornò sul Potalaka. Dalla gonna pieghettata I piedini loto-d'oro. si era stabilita una tale corrente di simpatia. In questo stato e fra queste montagne pestilenziali. Il collo delicato sopra un tenero petto. aveva molto accresciuto la sua capacità di resistere alle prove che orchi e diavoli potevano infliggergli. e Sabbioso Generale delle Cortine Arrotolate. notò sul versante esposto al sole una piccola area di puntini rosso vivo. Smontate da cavallo e sedetevi tranquillo. C'era di che spaventare il reverendo sul suo cavallo. ascoltate il seguito. e Tripitaka dichiarò: "Consapevole del Vuoto. Non ci fu niente da fare. E la cipria sopra l'arco Di falena dei suoi occhi Come bruma sopra il salice. Ciascuno consumò un frutto. prima di giurare fraternità con Scimmiotto. la diavolessa. La ragazza aveva La pelle di albicocca sulla lieve ossatura. Questa sensazione accresceva la sua determinazione nella ricerca delle scritture e alimentava l'ansia per i ritardi già subiti. quando si trovarono davanti a un'alta montagna. ancor più ripida. Rovi spinosi ingombrano i sentieri Spesso interrotti da folti di pini E da alti cedri. "Quella montagna ha un aspetto pericoloso. ma Scimmiotto mise in mostra le sue abilità agitando il randello e diede un ruggito che mise in fuga tigri e leopardi. Pendono dagli alberi Ovunque liane fino all'erba folta E la luce intercettano. che dapprima gli aveva ispirato orrore. Conosco il vostro carattere ombroso: per poco che vi contrari. Dopo avere scalato un'alta rupe." "Va bene. Ci troviamo fra le montagne. con la sua sbarra appoggiata di traverso sulle spalle. A pancia vuota non si cammina. I tre discepoli e il grande immortale tennero loro compagnia. "quando penso che ti ho trovato incastrato dentro un cofano di pietra. vi metterete a recitare quella roba. maestro. non avrò mai la forza di raggiungere il Monastero del Colpo di Tuono. bianchi i suoi denti. Ma Tripitaka era divenuto irrequieto: l'elisir vegetale che aveva mangiato gli dava una sensazione di rinnovamento dalla testa ai piedi. Quando mai avrei mostrato il contrario?" "Ti pretendi devoto e diligente. La voce è d'usignolo che canti nella pergola. camminò verso il monaco cinese come se percorresse la strada venendo da ovest. né in elemosina né pagando." La diavolessa voleva farsi avanti per impadronirsi di lui senza complimenti. La sua carne è stata sapientemente coltivata attraverso dieci successive generazioni: basterà mangiarne un pezzetto per godere di longevità senza fine. Per calmare la vostra fame. coglierò quelle. Regna in questi luoghi Dominati da mille picchi gelidi L'atmosfera di un mondo primordiale." "Trovare delle pesche da mangiare è già una bella fortuna. ESASPERATO. Non c'è dove chiedere cibo. non si vede da nessuna parte traccia di abitato. discepoli!" "State tranquillo. van maturando del ginseng Frutti preziosi in novemila anni. che meraviglia! Si parla da un pezzo di questo monaco cinese che deve cercare il Grande Veicolo." "Mi pare invece di essere diligente. Nelle montagne di cui parliamo viveva una diavolessa. Io vado a fare un'ispezione. dopo che si erano giurati fratellanza. conosciamo il nostro mestiere" rispose Scimmiotto. È il caso di dirlo: la migliore amicizia incomincia da una lite. e sostò chiedendosi chi fossero quei grandi capi. né vetta senza maleficio. per chi ha abbandonato la sua famiglia" commentò rasserenato Tripitaka. Venne a dare un'occhiata. dopo avere riaccompagnato i vecchi alle isole Penglai. Il sudore sul suo viso È rugiada sopra un fiore. mentre lupi e serpenti si rintanavano impauriti. Porcellino era stato Ammiraglio dei Canneti Celesti. da vicino sicuro. non si vedeva segno di presenza umana. Per quanto fossero decaduti. I pellegrini giunsero ai piedi di un'altra rupe. Le famiglie dei daini e dei cinghiali. facendosi solecchio con la mano. dal volto di luna." "Maestro" rispose Scimmiotto con un sorriso contrariato." Posò il rastrello. Ma non sembra anche a voi che venga una persona nella nostra direzione?" "Maestro" rispose Porcellino. che il secondo non avrebbe voluto vederli andar via così presto. grazie all'elisir vegetale che aveva mangiato. ho fame. Va a chiedere in elemosina del cibo di magro. SCACCIA IL BEL RE SCIMMIA. cercando di darsi un contegno. Come rosa . dove potevi muovere soltanto la lingua! Io ti ho salvato la vita e ti ho ricevuto fra i miei discepoli. Sabbioso!" gridò Tripitaka. fendendo le nubi spinta da un vento d'oltretomba. non si poté trattenerlo. creando Glauchi recessi." "Benedetta scimmia" replicò Tripitaka di malumore. si rassettò e si diresse verso la ragazza. "Maestro. orde di lupi.compagnia su di uno sgabello. Alla domanda di che cosa si trattasse. abbiamo fatto una lunga marcia. la cui attenzione fu attratta dai movimenti di Scimmiotto. "Un momento fa Consapevole del Vuoto diceva che questi posti sono selvaggi e deserti. Tre vegliardi rivedon vecchi amici. lepri e volpi Che dovunque s'aggirano. in fin dei conti. precisò: "Non ho visto gente cui si possa chiedere del riso. Un pitone È lungo mille piedi e un gran serpente Si srotola per diecimila tese. Le tigri solitarie." Ci sapeva fare. mentre cerco un abitato in cui elemosinare cibo. Però. rapido come il lampo e lasciandosi dietro una scia di vapori. "Porcellino. Diresse a breve distanza il suo vento malefico e con una scossa si trasformò in una fanciulla in fiore. "restate qui con Sabbioso. L'indomani all'alba Tripitaka e i suoi discepoli si prepararono a proseguire il loro viaggio. Per i monaci è un caso fortunato! Mangiare frutti di ginseng significa Gioventù senza fine e lunga vita. non sapete come si lasciarono il giorno dopo. Dice il proverbio: non c'è monte senza fantasma. Portamento grazioso della persona snella Come un salice dove la rondine fa il nido. Fra Scimmiotto e il Maestro del Primordiale Soggiogato. e che sarebbe poi la reincarnazione di Cicala d'Oro. si vedon serpeggiare Fragorosi torrenti nei burroni. Oltre tutto il venerabile. ed è così ripida che forse il cavallo non riuscirà a scalarla. Calamita col suo incedere Ogni sguardo intorno a sé. Sputa il pitone nebbie velenose Ed il serpente un gran vento maligno." Scimmiotto balzò su una nuvola e osservò i dintorni. gli rinvigoriva lo spirito e il corpo. Come dicono i versi: Nella grotta celeste degli antichi Tempi. È il caso di dirlo: un posto dove ci son più alberi che uomini. e tu rifiuti di fare una piccola cosa per me. A notte i quattro pellegrini poterono finalmente prendersi un riposo sereno. Scimmiotto prese con sé la ciotola delle elemosine e si catapultò nel luogo della raccolta. anzi aveva dato disposizioni per festeggiarli cinque o sei giorni di seguito. ma vide che due guerrieri lo proteggevano a destra e a sinistra. Non si finirebbe mai di descrivere com'era pura la linea dei suoi sopraccigli e com'erano vivi i suoi occhi. CAPITOLO 27 TRUCCHI DELLA SIGNORA DAL BIANCO SCHELETRO IN CUI LA DIAVOLESSA DAL BIANCO SCHELETRO INSIDIA PER TRE VOLTE TRIPITAKA. Finalmente è giunto il momento tanto atteso. essi conservavano una traccia del loro prestigio di altri tempi e ciò induceva la diavolessa alla prudenza: "Sarà più sicuro giocare d'astuzia. In quel tratto la strada dell'Ovest era proprio deserta. Si avvicina una fanciulla: Dalle maniche leggere Dita spuntano di giada. e quando vide Tripitaka che si era seduto a terra per riposare si rallegrò: "Che bella fortuna. ma sul pendio meridionale della montagna ci sono dei punti rossi: devono essere pesche selvatiche mature. qualcosa ho trovato" dichiarò scendendo dalla nuvola. Tripitaka si lasciò convincere dall'esempio di Guanyin e dei tre vegliardi a mangiare quel tesoro di immortali. osservando attentamente. Non sei che un pigro. E IL SANTO MONACO. Come si usa dire: da lontano oscuro. rosse le sue labbra. Le mandorle degli occhi come stelle fulgenti Sotto l'arco blu-notte dei fini sopraccigli. non dite altro. Se poi. si trovarono di fronte un immenso panorama: Dal picco che sovrasta le alte creste A terrazze. Mentre il monaco riposa. Cervi e cerbiatti in branchi. Il bravo re scimmia apriva la strada. e rifiuti di mendicare cibo per me. Il decimo frutto venne diviso fra gli immortali del tempio. Stiamo ben attenti. Tenendo nella mano sinistra un vaso di ceramica azzurra e in quella destra uno di porcellana verde-grigia. davanti al cavallo. Il Maestro del Primordiale Soggiogato fece servire vino e un pasto di magro.

Mi avrebbero trovato un buon partito lontano da casa. Il pasto è pronto e basta appena per tre. con la scusa di cercare pesche. ve ne farebbe rimprovero. Come mai camminate sola sulla montagna senza alcuna protezione? Non è il comportamento che conviene a una donna perbene. questo è il peggior pappamolle. E ce ne andremo ciascuno per la sua strada. tu invece ti lasci dominare dalla violenza. ma mi amerà più di prima. Non stare a discutere e vattene. La diavolessa assunse un'aria ipocrita e un tono mielato: "Queste montagne." Tripitaka si avvicinò sulle gambe tremebonde. Con tutti i lavori che si devono fare in questa stagione della sesta luna. sono sicura che. Se volete. dovrebbe essere lui ad adempiere il vostro voto. "La mia povera testa!" urlava Scimmiotto." "Quale beneficio?" Il grande santo si inginocchiò e si prosternò dicendo: "Il vecchio Scimmiotto era stato schiacciato dal Buddha sotto il Monte delle Due Frontiere. se non la disdegnate. recando in mano la ciotola per le elemosine e le pesche che aveva raccolto. Poi ha avuto paura che." "La mia vita è nelle mani del Cielo. eccola qui. preferirebbero offrire il cibo ai monaci. me ne andrò. riparare strade. e ha usato i suoi trucchi per far comparire delle bestie schifose al posto del cibo che dovevamo mangiare. cara donatrice? Qual'è la vostra famiglia? Come mai avete fatto voto di nutrire i monaci?" Nemmeno il maestro era capace di scoprire con chi aveva a che fare. c'erano cose che non poteva perdonare. "come al solito non capite niente. se fossero qui. vi sareste fatto prendere e sareste finito come dicevo." "Vi ringrazio" sospirò Tripitaka. per cui posò la ciotola. per quanto fosse la dolcezza in persona. maestro. pazienza. non è forse scritto nei santi libri? Finché i genitori sono in vita. e tu la tratti da mostro. maestro. cedette e disse: "Per questa volta ti perdono. che d'altronde. altrimenti. Se però la carne era molta. Ho avuto la fortuna di essere convertito da Guanyin e liberato da voi. una parte la facevo essiccare al sole per metterla in dispensa. in bella ragazza." Entusiasmato. se le circostanze dovessero renderlo inevitabile. essere caritatevoli in ogni istante e in ogni pensiero. fanno borbottare la pancia e procurano diarrea. "Maestro" ne dedusse Scimmiotto. dirà almeno chiaramente dove va. maestro?" "Non sei più mio discepolo. "Ferma! Se avete qualcosa da dire. Come peonia splendida che va aprendo i suoi petali." "Maestro" replicò Scimmiotto ridendo." "Maestro" insisté la giovane donna. maestro. stava per mettersi a tavola. prendersi cura dell'integrità delle formiche quando scopano il pavimento. ma io mi guarderò dal colpire chiunque. ma Porcellino. "Quelli che hanno abbandonato la propria famiglia si devono dedicare senza posa al bene altrui." "Anche trenta." "Testa di legno d'una scimmia! Hai perso anche il poco buon senso che avevi. Porcellino corse verso Tripitaka agitandosi come un epilettico: "Maestro. Perciò sarò felice di farvi questa umile offerta. maestro. sta solo cercando di passarla liscia. piuttosto venite a vedere che cosa c'era nei vasi. I miei genitori sono dediti alla lettura dei sutra e alle opere buone. quando mi veniva voglia di mangiare carne umana(6): mi trasformavo in un pezzo d'oro o d'argento. Che meriti si possono acquistare nella ricerca delle scritture. con il trucco della liberazione del cadavere. aumentando la seduzione del suo aspetto per forzare il rifiuto di Tripitaka. se non avessero temuto di restare senza sostegno nella vecchiaia. ma lui tira in lungo: così ritornerà la scimmia e bisognerà dividere in quattro. parli a vanvera. Meno male che sono ritornato in tempo. era una brava ragazza di campagna che si recava nei campi per portare la colazione ai suoi. Non oso mangiare ciò che mi offrite. Non sarai tu che potrai sottrarmi al limite destinato alla mia vita come a ogni altra. Tripitaka balzò in piedi e le si rivolse giungendo le mani sul petto: "Da dove venite. Scimmiotto approfittò del suo imbarazzo per riprendere il randello e abbatterlo in testa al mostro. Sono diretta dove possa compiere il mio voto di nutrire monaci. Il reverendo era perplesso. Si avviarono. che sta cercando di perdervi. A vedere Scimmiotto che lo supplicava con tanto ardore. mascherare le lampade per proteggere le falene." Aiutò il monaco cinese a rimontare a cavallo e gli porse le pesche che aveva raccolto. voi recitaste il sutra della costrizione del cerchio. temo che non arriverete mai alla fine del vostro cammino verso il Paradiso dell'Ovest. e invece l'ha ammazzata al primo colpo." "Va bene." "Se non mi tenete come discepolo. con il sostegno di Sabbioso. Quand'ero mostro alla Grotta del Sipario Torrenziale. Non è meglio così? Si vede che non valeva la pena di darsi tanto da fare per cercare quei sutra del cavolo. il figlio non si allontanerà da casa. Se non avessi accettato di accompagnarvi al Paradiso dell'Ovest sarei stato manifestamente ingrato e Chi non è grato non è gentiluomo. È chiaro che vi piace. ma Porcellino era esasperato.al mattino sotto i raggi dorati. qui. appunto. sostenere gli anziani e compatire i poveri. lasciando per terra come morto un finto corpo. Porcellino può abbattere qualche pianta e Sabbioso raccogliere l'erba per il materasso. I suoi occhi dalle pupille d'oro constatarono subito che sotto le mentite spoglie della bella donna si nascondeva un essere malefico. caro maestro." Come la vide." Tripitaka non era convinto e continuava a rifiutare. Ma non mi sono ancora disobbligato del beneficio che vi devo. Teneva il broncio e brontolava dentro di sé: "Di tutti i bonzi della terra. Alla vista della bella ragazza. parlate!" "Non ho proprio niente da dire" rispose Tripitaka. o magari in belvedere adatto ad ammirare il panorama. Ma è un imbroglio. fece del suo meglio per aizzarlo: "Pensate. Non mi aspettavo di incontrarvi. Prima che nascessi." Perse la pazienza e andò a grufolare in un vaso. il bestione si lasciò andare a pensieri profani e ad approcci galanti: "Dove siete diretta. Quando saprà che ho dato a voi il suo pranzo. come riserva per i tempi grami. Quello che sto portando è il loro pasto di mezzodì. avevano pregato lungamente gli dèi di concedere loro dei figli. ha la mano pesante. La giovane donna gli lanciò l'amo rispondendo: "Reverendo. se lo sapesse. Intanto. "ma uno dei miei discepoli è andato a cogliere della frutta e ritornerà da un momento all'altro. mentre Tripitaka. al posto del riso aromatizzato si vedeva un groviglio di grassi bruchi bianchi velenosi. In realtà." "Mia cara donatrice. e i miei genitori sono troppo vecchi: ecco perché mi sono messa in cammino da sola. non sai che cosa fai!" "Maestro. e la farina finissima erano rospi e ranocchie che si misero a saltare intorno da tutte le parti. "mio marito è andato con alcuni braccianti a zappare i campi in una valle lungo il fianco settentrionale della montagna. è proprio vero che il cielo sa ricompensare i suoi. ma le trasformazioni più correnti erano in ubriaco o. finiva imprigionato nella grotta ed era nelle mie mani: di solito finiva nella pentola del lesso. Qui c'è una persona che viaggia apposta per nutrire i poveri monaci. Fece con la mano il segno adatto e recitò la formula della costrizione. Ma non ricominciare a mancarmi di rispetto. che pure dava fiducia anche alle diavolesse. temute persino dalle belve e dai serpenti. cavalcando. Chi era tanto stupido da venirmi dietro. Se un mostro mi vorrà lessare o cuocere al vapore. La nostra cara donatrice ci stava offrendo del cibo. Noi abitiamo ai piedi del loro versante occidentale.(5) Non solo i vostri genitori sono in vita. se vorrete. per castigarlo. "Non abbiamo incontrato nessuno da quando ci siamo messi in cammino. ma vi hanno dato un marito. ne avevo anch'io di belle trovate. oppure cotto al vapore. bella donatrice? Che cosa portate di bello nelle vostre manine?" Evidentemente non era capace di scoprire con chi aveva a che fare. balordo!" lo rimproverò Tripitaka che non poteva credergli." "Non prendetevela con me. Anzi merita solo eterna infamia!" Tripitaka era un santo monaco compassionevole. però. perché vostro marito." Tripitaka arrossì fino alla punta dei capelli. quando Scimmiotto ricomparve con un balzo dal versante meridionale." Ma Tripitaka non credeva una parola e continuava a difendere la bella donatrice. nel vaso azzurro ho del riso aromatizzato. aveva motivi per non darla a Scimmiotto. si chiamano la Catena della Tigre Bianca. e la colpa sarebbe del povero monaco che sono." "Non scherzare. se Tripitaka spaventato non fosse corso ad arrestargli la mano: "Consapevole del Vuoto. Il reverendo tremava tutto e borbottava: "Che scimmia senza riguardi! Ignora i miei rimproveri e distrugge vite umane senza ragione. perciò hanno preferito scegliere un genero che si adattasse a entrare nella nostra casa e si impegnasse ad assisterli. pieno di rancori. se si ammazza un essere innocente del popolo di dio? Vattene!" "E dove volete che vada. e fanno offerte generose ai monaci di passaggio." "Maestro" corresse il tiro la giovane donna con un largo sorriso. La diavolessa. Se ci dovessi riprovare. a mangiarne troppe." Tripitaka. "ho capito. ripeterò l'incantesimo venti volte. perché mai trattarla da mostro? Il fratellino. non c'era nessun'altro a disposizione da mandare. . ma quando vi ho veduto ho pensato a quanto mio padre e mia madre amano le opere buone. in quello verde-grigio della farina di grano finissima. non solo non mi sgriderà. la voleva spaventare. Io farò da carpentiere e vi costruirò un bel nido d'amore. senza chiedere il permesso a nessuno. rovesciandolo a terra. non era priva di risorse: lo teneva d'occhio per valutare l'istante preciso in cui avrebbe colpito e a quel punto se la filò. perché possiate cavarvi la voglia. questa qui non è la brava persona che credete voi: è un fior di mostro. Da dove uscirebbe un donatore?" "E invece. afferrò il randello e glielo avrebbe assestato sulla testa. "il gusto di fare elemosine dei miei genitori non è niente a paragone dell'amore del bene che anima mio marito: la sua vita è tutta consacrata a costruire ponti. chissà dove sarà andata a perdere tempo quella scimmia.

troverò pure l'argomento buono per togliermi dai guai. maestro. Se è quello che temo. fuggendo in forma di spirito e abbandonando un altro falso cadavere sul ciglio della strada. La lingua sciolta non mi manca. io ho consacrato la mia vita al bene. Dopo tante esortazioni che ti ho fatto.mangiava le pesche per quietare l'appetito. irritato dalle insinuazioni. a qualche distanza dai pellegrini. Sgrana il rosario e borbotta i suoi sutra. perciò ha inventato questa messinscena. È chiaro che lui le sta cercando. ma non l'abbiamo più rivista: temo che sia caduta sotto gli artigli di qualche tigre. Vattene!" "Mi ordinate di nuovo di andarmene e lo farò. per aver eseguito ordini. i miei rispetti! Dove siete diretto? Perché pregate durante il cammino?" Il mostro. Mi conviene colpire. essere malefico!" Il mostro smascherato restò sbigottito. piangendo a dirotto. . Da cui spuntano zigomi pungenti Mentre ne pende una bocca cascante. che non era all'altezza di un avversario del calibro di Scimmiotto. alla vita una cintura di giada di Lantian. e questa volta il colpo cadde diritto e spezzò l'esistenza del mostro. recitate." Scimmiotto scoppiò a ridere: "E io sono il re dei conta frottole! Non penserai mica di darmela a bere. Portavo in testa una corona d'oro. ma non rinuncia a recitare i suoi sutra. avrebbe partorito una figlia a sessant'anni e più. aiutò il maestro a rimontare a cavallo e riprese il suo posto di battistrada. "La ragazza dimostrava sì e no diciott'anni. secondo te. "cinquecento anni fa vivevo da gran signore. "com'è possibile che sia appena morto e si presenti già ridotto in quel modo?" "Non era altro che un cadavere malefico. la colpì in testa." Giaceva a terra un mucchio biancheggiante di ossa corrose dal tempo. povera bestia. Il bravo Scimmiotto avanzò a gran passi per esaminare meglio l'essere malefico: Ora si è trasformata in una vecchia: Coi capelli più bianchi della neve. perché persisti nella violenza? Avevi appena ucciso un essere del popolo di dio. è un bel guaio: adesso incontriamo la madre in cerca della figlia. non lo so togliere. "Non spaventare il maestro con le tue scemenze. La verità è che non hai alcuna inclinazione al bene. usciranno dal mio territorio. sfuggito anche al secondo colpo di Scimmiotto. a fare elemosine ai monaci. esclamò lietamente: "Amitâbha buddha! L'Ovest è una terra benedetta. finirà per trovare il modo e l'occasione di rapire il maestro. Vi ha accompagnato per tanto tempo e non vuole ritornarsene a mani vuote." Gli dèi acconsentirono: nessuno avrebbe osato disubbidirgli. leggete la colonna di caratteri incisa sulle sue vertebre: si chiamava la Signora dal Bianco Scheletro." "Gli spacco i denti. Ma se mi scappa. non sono mai stato avido né invidioso. ai piedi calzature da calpestare le nuvole e in mano la mia sbarra cerchiata d'oro. Perciò incominciò a recitare l'incantesimo. un incantesimo che mi consenta di levarlo. li seguiva da una nube e faceva le sue considerazioni: "Che occhio sicuro. Sabbioso forse se la caverà con i lavori forzati. che si era sottratta in tempo al colpo di Scimmiotto ed era fuggita su una nuvola. maestro. e ne uccidi un altro." "Che cosa non va?" "Maestro" intervenne Porcellino. Dove credi di arrivare?" "Ma era un mostro!" "Questa maledetta scimmia vede mostri dappertutto. un cappello sfondato. hanno sempre abitato da queste parti. se non volete più saperne di me. "non rallegratevi tanto. Stamane l'ho mandata nei campi per portare la colazione ai lavoranti. Come la vide. la mia testa è stata serrata in questo cerchio d'oro." "Triplo imbecille!" gli gridò Scimmiotto. stiamo solo incontrando nuovi guai. digrignava i denti furiosa contro il suo assalitore: "Avevo già sentito parlare delle sue capacità straordinarie" pensava. il maestro recita di nuovo quella cosa. vi prego. e chiese la loro collaborazione: "È la terza volta che questa diavolessa viene a insidiare il mio maestro. perché possiate metterlo in testa a qualcun altro. Torno giù e vedo se riesco a farli divertire in un altro modo. Aspettatemi che vado a dare un'occhiata. che non vedeva alternative. Non so che cosa sia accaduto. ma Porcellino ricominciò a insinuare: "Maestro. Il destino mi ha dato una sola figlia. Scimmiotto si precipitò verso di lui gridando: "Fermo. Ma c'è qualcosa che non va. Si appoggiava a una canna di bambù dall'estremità ricurva e veniva avanti pian piano. Porcellino si allarmò ed esclamò: "Maestro. Dopo tutto ho vissuto con voi per un bel po'." Nascose il suo randello e si fece incontro all'essere malefico salutandolo: "Emerito mandarino. Porcellino sogghignava con aria maligna: "Ma che bravo Novizio! Tre morti ammazzati in mezza giornata. egli si regge Con la mano tremante sul bastone. Dopo che il nirvana mi ha condotto fuori dal peccato e ho avuto la tonsura e ho imboccato la giusta via. La testa di Scimmiotto prendeva la forma di una di quelle zucche allungate con una strozzatura in mezzo e lui. Non vi chiedo altro. È più avvizzito di una foglia secca. Se adesso lascio perdere il bonzo. L'ha ammazzato d'impulso e poi ha avuto paura che recitaste l'incantesimo. dava sempre retta a chi parlava per ultimo." La spiegazione sembrava convincente. Quei bonzi camminano in fretta: gli restano da percorrere quaranta li e poi. Maestro. Il monaco cinese stava già allungando le mani verso il mio riso: sarebbe bastato che lo annusasse. è cattivo e ha la mano pesante. non mi resterà altro da fare che raccogliere le loro spoglie e dar loro sepoltura. Figuriamoci se penso ai bagagli!" "Visto che non sei avido né invidioso" replicò il monaco cinese. Essa reagì come la volta precedente. Scimmiotto." Il bravo Scimmiotto borbottò un incantesimo per convocare il dio locale e lo spirito della montagna." "Consapevole del Vuoto" esclamò allarmato Tripitaka. ma bada di non ricominciare. mi scappa." "Maestro" fece notare Porcellino. come uno scettro. che ho maritato con un genero disposto a vivere con noi. Avanza a passi lenti e zoppicanti. Fammi vedere da vicino: scommetto che è un altro imbroglio"." Un colpo di vento malefico la portò ad atterrare sul fianco della montagna. questa vecchietta ne mostra ottanta passati. quando l'avrò ammazzato e il maestro reciterà l'incantesimo. Lo avvolge un manto in piumino di gru. quel re scimmia! Mi ha riconosciuta anche in quest'altro travestimento." "Come sarebbe a dire?" "Il mio caro fratello e condiscepolo prima ha ammazzato la figlia e poi la moglie di quel vecchio. La scena riempì di tale orrore il monaco cinese. Quel vegliardo si trascina a stento. a questo cretino!" esplose Scimmiotto. È magra rinsecchita ed il suo viso. batteva i denti e tremava tutto senza riuscire a dire una parola. e poco è mancato che mi prendessi una bella legnata. se è questo che volete. Mezzo cieco e sordastro. e l'avrei avuto in mio potere. mi sarò data tanto da fare per nulla. e prese la forma di una vecchietta sull'ottantina. Dategli qualche vecchia tunica. Questa volta la voglio abbattere: voi dovete farmi da testimoni e badare a tagliarle la ritirata." "Quale madre e quale figlia?" chiese Tripitaka. se lo ammazzo. reverendo. "Ho sempre osservato il voto di povertà. prima di recitare il sutra venite a vedere di che cosa si tratta. che si aggirava sulla montagna per sviare i viandanti e derubarli della loro identità. inginocchiato sul ciglio della strada. Intanto la diavolessa. Ti conosco benissimo. che cadde da cavallo come un sacco e restò per terra a recitare venti volte di fila l'incantesimo della costrizione del cerchio." Che bravo mostro! Abbassò la sua nuvola sulla montagna. Era meglio l'aspetto precedente! Scimmiotto la riconobbe subito e non si seppe trattenere: senza altre formalità processuali. Ma quel guastafeste mi ha rovinato l'operazione. fratellino" sghignazzò Scimmiotto. "che cosa aspetti a levarti dai piedi?" "Vedete" spiegò Scimmiotto. Intanto il mostro. Ve lo restituirò. passata la montagna. "Ti perdono per la seconda volta. Quella che vedete è la sua vera forma. "vuol dividere i bagagli. voi la pagherete con la pena capitale e il vecchio Porcellino sarà deportato per complicità. "Consapevole del Vuoto" esclamò Tripitaka stupefatto. Ero qualcuno. Se cadiamo nelle sue mani. dir preghiere e recitare sutra. sei portato solo alla malvagità. "e devo ammettere che non è una fama usurpata. dove si trasformò in un venerabile vegliardo: Canuto più del dio della vecchiaia. "la pusa mi ha insegnato solo come si stringe il cerchio. E poi lo dice anche il proverbio che nemmeno la tigre più feroce mangia i suoi piccoli. si rotolava per terra e urlava: "Basta! Basta! Non è leale!" "Un monaco che ha la fortuna di ricevere un buon ammaestramento non ricade nell'inferno." "State tranquillo" promise Scimmiotto. addosso una veste color ocra. terrorizzato. E il fratello maggiore troverà il modo di svignarsela e di lasciare noi a pagare per lui. e io dovrò faticare e spremermi le meningi per liberarlo. Se un altro diavolo se li becca (che gli vadano di traverso!) sarà una bella delusione per me. "Ma è la madre della donna che il nostro condiscepolo ha ammazzato!" "Non dir scemenze. ma nemmeno lei ha fatto ritorno." Mentre il monaco cinese si stava riprendendo e si apprestava a recitare l'incantesimo. le sto appunto cercando. non seppe che riprendere le invenzioni precedenti: "I miei avi. accompagnandovi come discepolo." Tripitaka era influenzabile. Il grande santo impugnò il suo randello. credo che dovreste farmi questo piccolo favore." "In questo caso sarà meglio che non mi mandiate via. Tripitaka. Non posso ritornare fra i miei in questo stato." "Alzati!" ordinò Tripitaka. Sarà meglio che ci riprovi. Scimmiotto rifletteva: "Se non lo colpisco. nella Grotta del Sipario Torrenziale del Monte di Fiori e Frutti: avevo sottomesso i diavoli di settantadue caverne e disponevo di un esercito di quarantasettemila mostri. Quando Tripitaka lo vide. Mia moglie era uscita per cercarla.

Che ne è stato degli altri?" "Dopo la vostra partenza. Liu. rullare il tamburo e battere il gong per essere esibito nelle piazze. Chi si salvò si era calato nei pozzi. avete perduto il buon senso e mi licenziate." I piccoli mostri corsero nella grotta gridando: "Nostro padre il grande santo è ritornato!" A questa notizia. Stormi d'oche selvatiche vanno solcando il cielo. ho faticato e penato. Dice l'adagio: in ogni cosa. foreste calcinate. digli che il primo dei suoi discepoli è il vecchio Scimmiotto. si mette in pentola il cane. vi toccherà di ascoltare il seguito. nell'ardente speranza del vostro aiuto. Erlang e i suoi fratelli del Monte dei Susini avevano devastato tutta la zona." Questa insistenza portò Tripitaka all'esasperazione. che gli corsero incontro e si prosternarono gridando: "Grande santo! Padre! Siete qui!" "Perché stavate nascosti? A prima vista sembrava che qui non abitasse più nessuno: come mai?" Le scimmie piansero: "Dal tempo in cui foste condotto prigioniero nel mondo di Sopra. con reti o trappole." Piegò il foglio. foste accompagnato per un tratto da Liu Boqin. non più di mille. Fermò la sua nuvola." "Eravate quarantasettemila. lasciandola in quello stato. preso in servizio Sabbioso. perché rischierebbe la vita. Allora finirete per recitarlo." Il monaco cinese gli voltava le spalle e brontolava: "Io sono una persona perbene." "Correte ad avvertirli che sono arrivato. chi fritto nell'olio o infornato sotto sale. "Si fa presto a dirlo. Chi pratica il male è come la mola. o rimpiattato in fondo alla gola. vi prego. in modo che me ne possa andare più sereno. metà dei rimasti è stata uccisa o catturata dai cacciatori in questi ultimi anni. Balzò giù dalla sella. e insistete a scacciarmi. ripensò al monaco cinese e versò qualche lacrima. Eccolo qua: Piangendo si prosterna e si congeda. che ogni giorno si consuma." "Ma perché vi dànno la caccia?" "Sono gente malvagia. vorrete chiamarmi. Metà dei sopravvissuti se n'è andata altrove in cerca di mezzi di sussistenza. "A sentire te. vi ho seguito fin qui anche perché me lo aveva detto la pusa Guanyin. deve imparare giochi da saltimbanco: far capriole. i vostri rimproveri non sono fondati. "Non facevo questa strada da cinquecento anni" pensava. guardando giù. Che cos'era accaduto? In effetti. Batte nelle alte ondate il polso della terra. Scimmiotto dovette ricorrere alla moltiplicazione della persona: strappò tre peli e li trasformò in altrettanti sosia." "Chi è il vostro comandante?" domandò Scimmiotto. Non voglio più saperne di te come discepolo. Avete pur visto che si trattava di una diavolessa. il pusa Erlang incendiò la montagna: la maggior parte di noi finì bruciata o massacrata mentre cercava di fuggire.. Viviamo in fondo alla grotta. Rive disabitate. Per tenere in rispetto questi diavoli pelosi. ma non trovammo più una vegetazione che ci assicurasse di che vivere. alle prese con chissà quali diavoli. tanto che il reverendo non lo poté ricusare. stemperò un po' d'inchiostro in acqua del ruscello e scrisse una formale lettera di licenziamento. o ci ripariamo in piccole tane. al Monte della Frontiera. Poi il grande santo balzò in piedi. uccisa la lepre. mentre la collera incominciava a prendere in lui il posto dello sconforto." "Questa scimmia è anche un bello screanzato!" esclamò indignato Tripitaka. non ci sono forse Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" A sentir rammentare i suoi condiscepoli. Sorvolano immortali. Scimmiotto si sentì ancor più depresso. Se un mostro si impadronisse del maestro." "Quanti siete rimasti?" domandò Scimmiotto immerso nello sconforto. se lo mise nella manica e fece un ultimo tentativo per ammansire Tripitaka: "Maestro. TRIPITAKA SI IMBATTE IN UN DIAVOLO NELLA FORESTA DEL PINO NERO. l'incantesimo. dagli impicci provocati dalle tue malefatte? Vattene via!" "Maestro. una dopo l'altra. che tese a Scimmiotto dicendo: "Tieni. e tieni gli occhi aperti. ricuperò i suoi peli e fece le sue raccomandazioni a Sabbioso: "Caro condiscepolo. che è un calunniatore. CAPITOLO 28 RITORNO A CASA I MOSTRI DEL MONTE DI FIORI E FRUTTI TENGONO CONSIGLIO. Lo strido dei gabbiani risuona da lontano. accecato. Non parliamone più. senza città o villaggi. Per nutrirci ci accontentiamo dei radi ciuffi d'erba che ancora crescono qua e là. lo dice questa elegia in stile antico sul paesaggio desolato: Piango quando ci penso. o nascosto sotto il ponte delle lastre di ferro. zuccone. e anche alla distanza di centomila li mi sentirò scoppiare la testa. Certo che me ne vado! Ma non avrete più nessuno a servirvi. Ma udì un rumore di acque e. Solo la vostra presenza ci ha incitato ad affrontare il pericolo di uscire allo scoperto. Se deve succedere qualcosa del genere. Ma prima o poi vi troverete in difficoltà. in fin dei conti. da astori crudeli e cani feroci. io. Da allora ho penetrato antiche grotte. esisti tu solo. A questo punto potrebbe restare con voi solo un vile. è sempre meglio non fare simili giuramenti" replicò Scimmiotto prendendo la lettera. "Fra grandi e piccoli. Non ci son barche in vista. Ho arruolato Porcellino. sostò a lungo prima di riprendere la corsa. dalle spietate balestre. Ma resta l'incantesimo della costrizione del cerchio. può essere utile anche solo la mia fama. e la sua intenzione era di uccidervi. con frecce. "Va via!" Di fronte all'ostinata cecità del reverendo. scacciato dal monaco cinese. Il povero Scimmiotto affogava in un mare di tristezza. Si parlava del grande santo. e questo è troppo. durante la guerra in cui Scimmiotto era stato catturato e condotto prigioniero nel mondo di Sopra. "Dunque me ne vado. I quattro Scimmiotti (contando anche quello autentico) circondarono il maestro e gli resero omaggio da ogni parte. Poi mi liberaste. Ed ecco che dalle rocce sparse sul pendio sbucarono sette od otto scimmiette.batteva la testa per terra e gridava: "Vi supplico! Vi supplico! Parliamone!" "Scimmia testarda. qui hai tutti i certificati che vuoi. Dai flutti salgon brume ad annebbiare il cielo: Rombando come tuono la marea va montando E sommerge le baie come un vasto uragano. Chi ha lasciato la sua famiglia e pratica il bene è come la pianta nel giardino a primavera: ogni giorno cresce impercettibilmente. uscimmo all'aperto. che alla vista del vasto oceano orientale cadde in preda alla nostalgia." "Non lo reciterò più" promise Tripitaka. Ma se ti mettessi a roteare il tuo randello della malora in città. per bere scendiamo a leccare qualche goccia d'acqua alla piccola sorgente in fondo alla gola. mai più di tre volte. mi sono inoltrato in fitte foreste. Raddoppia la mia pena Al veder devastato Il Monte del mio cuore. non voglio l'omaggio di un malvagio come te. Chi è preso vivo. In un momento raggiunge la meta. In questi luoghi deserti hai potuto uccidere tre persone. si getta l'arco. In un istante scompare ogni traccia. cavalcando gru o draghi. Sarebbe bastata una semplice capriola nelle nuvole per raggiungere subito il Monte di Fiori e Frutti.] Furono i miei misfatti D'altri tempi a condurmi Al presente cordoglio. che io sia precipitato in fondo al diciottesimo inferno!" "Maestro. tanto vale che rinunciate ad allontanarmi. chi stufato con contorno di riso. camminare a testa in giù. vide che erano le onde dell'oceano orientale. Se mai ti richiamassi. Questo è il regno dei pesci. E oggi. Quelli che ammazzano. scoprirete che Porcellino e Sabbioso non sapranno liberarvi e penserete a me. Che sembran rotolare neve di mille anni Sotto un vento mugghiante di bufera invernale.. Infine Scimmiotto scavalcò l'oceano con un balzo e subito raggiunse il Monte di Fiori e Frutti. non c'è più niente da dire. Se poi non sapete. Come possiamo difenderci dai loro archi potenti. che cosa accadde al suo ritorno. ho battuto diavoli e catturato esseri malefici. Son pochi i pescatori che navigan quelle acque. Così sia: abbattuto l'uccello. Abbassò la sua nuvola. come pensi che potrei cavarmela. da reti e giavellotti? Nessuno di noi osa giocare all'aperto. Quando si spense il fuoco e si disperse il fumo. noi siamo rimasti a far da selvaggina ai cacciatori. Scimmiotto si sentì molto depresso: "Che tristezza! Lasciata Chang'an. Non fidarti di Porcellino. dove c'è tanta gente. senza che nessuno alzasse un dito." "Un bravo monaco non può nemmeno pronunciare il nome di un malvagio come te" intervenne Tripitaka. non ne salivano vapori né si vedevano segni di vita: rupi diroccate. li scorticano e disossano per cucinarli: chi finisce cotto in salsa d'aceto. chiese a Sabbioso carta e pennello. A Sabbioso dà le ultime istruzioni E poi compie nell'aria un grande balzo Volando sopra i monti e sopra i mari." Se volle venirne a capo. Ma. Io vi salvo dai pericoli e voi prestate fede alle calunnie e ai sarcasmi di quel cretino. "Sono sempre i marescialli Ma e Liu e i generali Beng e Ba. e salutai in voi il mio maestro. tu sei un bravo ragazzo. almeno sedetevi e ricevete i miei omaggi. il grande santo non poteva che partire davvero. Beng e Ba si affrettarono a uscire e a . giavellotti o randelli. e che vide? La montagna era brulla e deserta. scrutò il suolo. Che io credevo immune Da qualunque sciagura [. Visto che devo andarmene senza concludere il mio compito.

prosternarsi, e poi lo invitarono a entrare. Si sedette sul suo antico trono, con tutti i mostriciattoli che si affollavano intorno per rendergli omaggio e chiedevano: "Avevamo saputo che eravate stato liberato per proteggere un monaco cinese in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Come mai siete invece di ritorno sulla vostra montagna?" "Piccoli miei, dovete sapere che quel monaco non sa distinguere un saggio da un cretino. Per un po' di tempo non ho fatto altro che catturare diavoli ed esseri malefici. Qualche mostro mi è capitato di doverlo ammazzare, e allora lui mi ha rimproverato di essere un violento, di esser dedito al male; ha rifiutato di tenermi come discepolo e mi ha scacciato. Mi ha scritto persino una lettera di licenziamento, per documentare che non mi assumerà mai più." I mostri ridevano e applaudivano: "Che bella fortuna! Non avevate niente da guadagnare a fare il monaco. Restate con noi e aiutateci a ritornare ai bei tempi. Brindiamo col vino di palma per festeggiare il vostro ritorno!" "C'è tempo per i brindisi. Ditemi piuttosto: con quale frequenza vengono qui quei cacciatori?" "Grande santo" risposero Ma e Liu, "non si può dire con certezza, ma vengono molto spesso, quasi tutti i giorni." "Oggi li avete visti?" "No, ma potrebbero venire da un momento all'altro." "Allora, ragazzi" ordinò il grande santo, "andate tutti a raccogliere sassi e schegge di roccia, e fatene dei bei mucchi regolari disposti qua e là. Ci faccio conto!" Tutti si sparsero sulla montagna come uno sciame d'api, e presto i mucchi di pietre furono pronti. Allora Scimmiotto disse: "Ora nascondetevi nella grotta e lasciate fare a me." Il grande santo si arrampicò sulla cima della montagna e vide venir su per i suoi fianchi un migliaio di uomini a cavallo, accompagnati da cani e falconi, armati di lance e spade, con accompagnamento di gong e tamburi. In effetti era gente d'aspetto marziale e feroce: Hanno spalle coperte dalle pelli di volpe Ed il torso serrato in giubbe di broccato, Le faretre contengono frecce a dente di lupo, Appesi alla cintura recano lunghi archi. Uomini più crudeli delle tigri in agguato, Cavalli come draghi, grandi mute di cani; In gran numero recano, posati sulle braccia, Falconi incappucciati ed aquile feroci. Riposte nei panieri tengon armi da fuoco, Recano centinaia di panie e di forche, Molte trappole degne dei giudici infernali, Corde che legherebbero il re Yama in persona. Si spargon numerosi come stelle in un cielo Di sciagura, lanciando dei gridi di richiamo. Tutta questa gente che veniva a spadroneggiare sulla sua montagna fece digrignare i denti al grande santo. Fece un segno con la mano, recitò un incantesimo e soffiò verso sud ovest. Che tempesta si levò! Prima si alza la polvere, poi la terra, le rocce, Alberi sradicati, la foresta distrutta. Le onde del mare si alzano come grandi montagne, Sulle rive si infrangono e tutte le sommergono. Cade il buio, le piante più robuste ruggiscono Come tigri; nel bosco dei bambù mugghia il vento Come un drago. Dà voce il cielo alla sua collera E colpisce spietato uomini ed animali. I mucchi di pietre che erano stati predisposti furono trascinati dal vento a grande velocità e colpirono gli infelici cavalieri come un'artiglieria: Vedi esploder le teste dei nobili signori, I cavalli al galoppo lascian strisce di sangue [...] Dice il poema: Gli uomini ed i cavalli mai più faran ritorno: Si aggiran nei deserti, fantasmi senza nome. Ricordiamo gli eroi, saggi o folli che fossero, Già pieni di baldanza, poi esanimi nel sangue. Scimmiotto osservò la situazione e commentò ridendo: "Che fortuna! Quand'ero bonzo, il monaco cinese diceva sempre: 'Il bene non basta praticarlo mille giorni di fila, ma il male è di troppo anche se praticato una sola volta.' Vedo che aveva ragione. In sua compagnia ammazzai pochissimi mostri, ma fu di troppo la quantità di rimproveri che ricevetti. Ora che sono tornato a casa, ho regolato in una volta sola il conto con tutta questa gente, ma non mancherò di ripeterlo se qualcun altro ci riprova." Al richiamo del grande santo le scimmie, vedendo che la tempesta era passata, corsero fuori dalla caverna. "Scendete lungo il pendio a sud e andate a spogliare i corpi dei cacciatori; laverete dagli abiti ogni traccia di sangue e li userete per proteggervi dal freddo. I cadaveri gettateli nel lago, che è profondo diecimila tese. Quanto ai corpi dei cavalli, dovete portarli alla grotta e scorticarli: con le pelli faremo scarpe, la carne la affumicheremo per conservarla nella dispensa. Archi e frecce, lance e spade ci serviranno per riprendere gli esercizi militari. Raccogliete anche stendardi e bandiere e portatemeli qui." Le scimmie ubbidirono. Tutti gli stendardi furono accuratamente lavati e cuciti insieme a formare un'immensa bandiera di tutti i colori, su cui vennero scritti quattordici grandi caratteri: RIPRISTINO DELLA GROTTA DEL SIPARIO TORRENZIALE SUL MONTE DI FIORI E FRUTTI GRANDE SANTO UGUALE AL CIELO Si drizzò un palo all'ingresso della grotta per alzare la bandiera. Ogni giorno Scimmiotto riceveva diavoli e belve, si occupava di ricostituire le scorte di grano e di foraggio, e non faceva o diceva nulla che avesse a che vedere con monaci o religione. Il suo prestigio e le sue estese relazioni gli permisero di farsi regalare acqua dolce di immortalità, con cui lavò la montagna per farla ritornare verde. Davanti piantò salici e olmi, dietro pini e cedri. Peschi, peri, giuggioli, susini, c'era un po' di tutto. La vita riprese nella calma e nella serenità. Ma ritorniamo a Tripitaka, che era stato indotto da false insinuazioni a congedare la scimmia dello spirito e cavalcava aggrappato alla sella. I pellegrini camminavano verso l'Ovest, con Porcellino come battistrada e Sabbioso in coda a portare i bagagli. Dopo aver superato le creste della Tigre Bianca, scoprirono un pendio boscoso, ricoperto di rovi e liane, pini azzurri e verdi cipressi. "Discepoli" dichiarò Tripitaka, "il pendio è ripido e ci porta a una fitta foresta. Stiamo attenti che non ci siano belve o mostri." Il bestione consegnò a Sabbioso la briglia del cavallo e, aprendosi il cammino a colpi di rastrello, li condusse nel folto della pineta. Dopo un po' il reverendo arrestò il cavallo: "Porcellino, ho troppa fame dopo questa lunga giornata di viaggio. Non mi potresti trovare qualcosa da mangiare?" "Maestro, smontate, vi prego, e aspettate che mi metta in cerca." Tripitaka smontò, Sabbioso posò il carico e porse a Porcellino la ciotola delle elemosine. "Io vado" disse quest'ultimo. "Dove conti di dirigerti?" chiese Tripitaka. "State tranquillo! Bucherei il ghiaccio per cavarne fuoco, spremerei la neve per estrarne olio: qualcosa di commestibile lo troverò." Proseguì per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare traccia umana; erano posti più adatti a lupi e tigri. La marcia incominciava a costargli fatica, e Porcellino rifletteva: "Quando c'era Scimmiotto, il vecchio bonzo otteneva tutto quello che voleva. Adesso che tocca a me, è proprio vero: "Tu saprai quanto costan cibo e legna Quando avrai la tua casa. E capirai Quanto vale l'amore di tuo padre Solo quando a tuo figlio lo darai. "Non c'è proprio un buco in cui si possa mendicare un po' di cibo!" Porcellino continuò a camminare, finché si sentì assalire dal sonno e pensò: "Se adesso ritorno indietro e racconto che non ho trovato donatori, il vecchio bonzo non crederà che abbia fatto tutta questa strada. Converrà che lasci passare un paio d'ore prima di farmi rivedere. Basta! Tanto vale che schiacci un pisolino sull'erba." Il bestione posò il capo sull'erba e si addormentò. Nelle sue intenzioni doveva essere una piccola siesta; ma non si rendeva conto che, se ci si lascia andare dopo un lungo e penoso cammino, si cade in un sonno profondo. Mentre Porcellino dormiva, il reverendo si sentiva pieno di inquietudini, gli ardevano i padiglioni delle orecchie, gli bruciavano gli occhi. Si rivolse a Sabbioso dicendo: "Consapevole delle Proprie Capacità si è allontanato da un bel pezzo; perché non torna?" "Maestro, ormai dovreste conoscerlo. Per quante famiglie trovi disposte a fare elemosine, con lo stomaco che ha, a che cosa credete che pensi? Lo rivedremo quando

sarà riuscito a saziarsi." "Giusto; ma se resta in giro ad abbuffarsi, come faremo a ricuperarlo? Si sta facendo tardi, e questo non è un posto raccomandabile per passare la notte. Sarebbe meglio cercare un riparo." "Portate pazienza, maestro. Restatevene qui seduto, e io lo andrò a cercare." "Va bene. Trovare un riparo è più importante del pasto." E Sabbioso seguì le orme di Porcellino. Solo nel bosco, Tripitaka era tanto stanco e depresso che dovette raccogliere tutte le energie che gli restavano per alzarsi in piedi, ammucchiare ordinatamente i bagagli, legare il cavallo a un albero, togliersi il cappello di paglia, conficcare nel terreno la punta del suo bastone da pellegrino. Peraltro si sentiva inquieto, e finì per rassettarsi e addentrarsi a passi lenti fra gli alberi, nella speranza di distrarsi e distendersi. Contemplava la vegetazione selvatica, così fitta da soffocare i pigolii degli uccelli che, fra le alte chiome, rientravano al nido. Un passo dopo l'altro, pensava di andare incontro ai suoi discepoli; ma non si rese conto che la direzione era sbagliata. Numerosi sentieri attraversavano il sottobosco in tutte le direzioni; quello che prese non andava a ovest, direzione seguita da Porcellino e da Sabbioso, ma compiva un ampio giro e si volgeva a sud. A un certo punto si trovò fuori dalla foresta e, guardando lontano, vide qualcosa che scintillava vivamente sotto i raggi del sole al tramonto. Guardando meglio, riconobbe il tetto dorato di una pagoda. Pensò: "I miei discepoli non hanno proprio fortuna, se non hanno trovato questo bell'edificio. Quando lasciai le terre dell'Est, formulai il voto di bruciare incenso in tutti i templi che avessi incontrato, di pregare il Buddha davanti a tutte le immagini che mi si fossero presentate e di scopare il pavimento all'ingresso di tutte le pagode che si fossero trovate sulla mia strada. E questo che scintilla al sole, non è appunto uno di quei preziosi reliquiari dorati? Ai piedi della pagoda, ci sarà il monastero; e nel monastero i monaci. Andiamo a vedere. Tanto, al cavallo e ai bagagli non può accadere nulla, perché da queste parti non passa nessuno. Se il luogo è ospitale, potrei aspettare là i discepoli e trascorrervi poi la notte." Ahimè, la sfortuna tendeva un tranello a Tripitaka. Egli avanza a gran passi verso lo stupa [...](7), varca la soglia, solleva la stuoia di bambù picchiettato che protegge l'ingresso, entra, e che cosa credete che trovi coricato su un banco di pietra? Un mostro. Ecco il suo aspetto: La faccia color indaco, boccaccia Con bianche zanne, alle tempie matasse Di peli irsuti di color scarlatto. Sparsa in ciuffi violetti come cespi Di litchi la sua barba. Il naso a becco Separa un paio d'occhi sfavillanti Come la stella del mattino. I pugni Grandi come scodelle da elemosina. Gli strani piedi lividi assomigliano A terrose radici. È avviluppato In un mantello giallo. Stringe in mano La sciabola snudata, benché steso Riposi sulla pietra. Egli dà ordini A giovani schierati in battaglioni Come formiche, a vecchi numerosi Come uno sciame d'api. Lo salutano Come padre ed attendono i suoi ordini Tremando. Lui beve solitario Quando splende la luna(8), e spesso esercita Grandi poteri magici. Può fare Tutto il giro del mondo in un istante. I suoi boschi abitati dagli uccelli Racchiudon antri con draghi e serpenti. Nei suoi campi coltivan gli immortali La giada bianca. Alchimisti raffinano Cinabro d'oro nella sua fornace. Se non lo si può dire il re dei diavoli, Egli è certo fra i mostri un importante Yaksa a testa di toro. A quello spettacolo, il reverendo rinculò terrorizzato, con le ginocchia tremanti, fece dietro-front e fuggì. Ma il mostro, socchiudendo i diabolici occhi dalle pupille d'oro, gridò: "Piccoli, andate a vedere chi c'è alla porta!" Un mostriciattolo diede un'occhiata fuori dall'uscio, vide il monaco con la lucente testa pelata e corse ad annunciare: "Maestà, c'è qui fuori un bonzo con la faccia larga e la testa rotonda, con le orecchie che gli cadono sulle spalle. È di carne tenera, con la pelle sottile; è proprio un monaco bello e buono." A queste parole, il mostro fece una risata cavernosa: "Come dice il proverbio: la mosca che passeggia sulla testa del serpente, ha voglia di farsi mangiare. Piccoli, acchiappatelo e portatelo qui; avrete un bel premio." I mostriciattoli si lanciarono fuori tutti insieme, come uno sciame d'api. Tripitaka avrebbe voluto fuggire correndo come una freccia, ma aveva le gambe molli dalla paura. Per di più la strada di montagna era faticosa, la foresta cupa e il sole al tramonto. Non era in grado di sottrarsi agli inseguitori: i mostriciattoli lo afferrarono e se lo portarono via, corpo e beni. Era come Il drago nello stagno assalito dai granchi, La tigre allo scoperto braccata dai mastini. Di storie avventurose se ne contano tante: Ne avete mai sentita una simile a questa? I mostriciattoli ricondussero il reverendo alla loro porta, lo misero giù davanti alla stuoia di bambù e andarono ad annunciare tutti allegri: "Grande re, vi portiamo il bonzo." Il vecchio mostro lo sbirciò di nascosto e rifletté: "Che bell'uomo! Sarà di sicuro una persona importante. Tanto più autorevole deve essere la mia accoglienza." Si diede l'aria della volpe della favola, che si fingeva il re degli animali(9), rizzò al cielo tutti i pelacci scarlatti che gli crescevano in capo, strabuzzò gli occhi e tuonò: "Portatelo qui!" "Detto fatto" dissero i mostri, e spinsero Tripitaka dentro casa. È il caso di dirlo: se entri nel canile, devi abbassar la testa. Tripitaka salutò giungendo le mani. "Da dove vieni, bonzo?" chiese il mostro, "e dove saresti diretto? Dimmelo in poche parole, che si capisca bene." "Sono un monaco che viene dalla corte dei Tang e ha ricevuto la missione imperiale di andare al Paradiso dell'Ovest a cercare le scritture. Poiché passavo per la vostra nobile montagna, ho pensato di visitare il santo che dimora nello stupa. Mi dispiace di avere involontariamente disturbato vostra eminenza; spero che mi vorrete perdonare. Quando ritornerò con le scritture nelle terre dell'Est, il vostro eminente nome sarà consegnato ai posteri, perché lo ricordino perpetuamente per loro edificazione." A queste parole l'orco si fece una bella risata: "Lo dicevo io che dovevate essere una persona importante. E infatti siete esattamente il tipo di persona che mi piace mangiare a pranzo: non potevate venire più a proposito. Difficilmente avrei potuto prendervi, se non foste stato così gentile da venire spontaneamente a consegnarvi con le vostre gambe. Ciò dimostra che è proprio il vostro destino finire i vostri giorni dentro il mio stomaco. E il destino non si contrasta; io non vorrei mai farlo, lasciandovi andare, e voi non potreste neppure se voleste." E ordinò ai mostriciattoli: "Portatelo via e legatelo bene." Essi lo legarono ben stretto al palo del riposo dell'anima. Il vecchio mostro venne a vederlo, impugnando la sua sciabola, e gli chiese: "Bonzo, quanti siete? Non mi racconterai che stavi andando da solo al Paradiso dell'Ovest!" Alla vista della sciabola, Tripitaka rispose onestamente: "Grande re, ho due discepoli che erano andati a mendicare cibo; uno si chiama Porcellino e l'altro Sabbioso. Ho anche un cavallo bianco e dei bagagli, che sono rimasti nella foresta." "Che giornata fortunata! Due discepoli, tre con te, e quattro con il cavallo. C'è da fare una bella scorpacciata." "Li andiamo ad acchiappare?" chiesero i mostriciattoli. "È inutile darsi da fare. Anzi, chiudete la porta. Quando quei due ritorneranno con le elemosine, non troveranno il loro maestro e dovranno venire a cercarlo qui. Come dice il proverbio: l'affare sul tuo uscio è più comodo da concludere. Ce ne stiamo tranquilli a casa nostra e catturiamo tutti quanti." I mostriciattoli chiusero la porta. Ritorniamo a Sabbioso, che era partito alla ricerca di Porcellino. Camminò anche lui per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare casa né villaggio. Osservava i dintorni da un'altura, quando udì una voce borbottare nell'erba; allontanò l'erba con il bastone, e scoprì quel bestione di Porcellino che parlava nel sonno. Gli diede un brusco risveglio, tirandolo per l'orecchio e gridando: "Scemo, ti avevano mandato a mendicare! Perché ti sei messo a dormire?" "Che ora è, fratellino?" borbottò Porcellino aprendo gli occhi. "Tirati su! Il maestro dice di lasciar perdere il cibo, se è difficile trovarne, ma di cercargli un alloggio per la notte." Ritornarono indietro; Porcellino, con la ciotola vuota in una mano e il rastrello nell'altra, aveva ancora l'aria imbambolata. Ma, ritornati al punto di partenza, non trovarono più il maestro. "È tutta colpa tua, bestione" brontolò Sabbioso, che ce l'aveva con lui. "Dovevi ritornare senza farti cercare. Il maestro lo avrà portato via qualche essere malefico." "Fratellino, non fantasticare" replicò Porcellino ridendo. "Un bosco così bello non può essere abitato dagli spiriti. Il maestro si sarà stufato di restarsene seduto e sarà andato a sgranchirsi le gambe. Guardiamoci intorno, e vedrai che lo troviamo." Raccattarono cappello e bastone, presero i bagagli, si tirarono dietro il cavallo e si misero in cerca di tracce. Per un po' vagarono incerti, ma finirono per trovare la pista buona e, dopo un po', giunsero dove si scorgeva ancora lo scintillio del tetto della pagoda, verso sud. Si vede che, per il monaco cinese, non era ancora giunta la sua ora. "Non disgrazie, ma fortuna!" gridò Porcellino. "Lo vedi quello stupa? Il maestro sarà andato là; chi oserebbe maltrattarlo, in un posto come quello? Gli avranno servito il suo bel pasto di magro e lo tratterranno come ospite. Sbrighiamoci ad andarci anche noi, prima che si mangi tutto." "Andiamo pure, ma non ci vedo chiaro" commentò Sabbioso. Marciarono a spron battuto fino alla porta. "To', l'uscio è chiuso!" Sopra la porta si vedeva una targa di giada bianca, che recava incisi sei grandi caratteri:

GROTTA DELLA LUNA MARINA, SUL MONTE DELLA TAZZA "Lo vedi, fratello, altro che monastero!" disse Sabbioso. "È un antro di mostri. Se il nostro maestro è lì dentro, andarlo a trovare non sarà tanto semplice." "Dài, fratellino, non ti spaventare. Lega il cavallo e bada ai bagagli, che io metto le cose in chiaro." Il bestione si fece avanti brandendo il suo rastrello e gridò: "Aprite! Aprite!" Il mostriciattolo portinaio aprì uno spiraglio, diede un'occhiata e corse a riferire: "Grande re, eccoli che arrivano!" "Chi arriva?" "Davanti alla grotta c'è un bonzo dal lungo grugno e dalle grandi orecchie, accompagnato da un altro con la faccia tetra. Vogliono entrare." "Sono Porcellino e Sabbioso che vengono a cercare il loro maestro" disse allegro il mostro. "Che bravi, ci hanno trovato in fretta! Ma se hanno la faccia patibolare, sarà meglio non prenderli alla leggera. Portatemi l'armatura." Una volta armato, uscì impugnando la sciabola. Porcellino e Sabbioso, davanti alla porta, ne videro uscire questo mostro dall'aspetto feroce. Come si presentava? Faccia blu e pelo rosso, inscatolato Nell'armatura d'oro, che è commessa Da cinghie ornate di conchiglie, in vita La cintura di seta. Ulula il vento Se sta sul monte; le onde si sollevano Se va sul mare. Le sue grandi mani Rudi e solcate da gran vene azzurre Stringon la scimitarra. Ed il suo nome, Famoso nei dintorni, è Veste Gialla. L'orco Veste Gialla chiese: "Da dove venite, bonzi che osate far baccano alla mia porta?" "Figliolo" rispose Porcellino, "ecco qui il tuo nonnetto, inviato dalla corte dei Tang al Paradiso dell'Ovest. Il mio maestro Tripitaka è fratello dell'imperatore. Se è in casa tua, fallo uscire prima che sia troppo tardi: mi risparmierai la fatica di farmi strada a colpi di rastrello." "Certo che abbiamo in casa un monaco cinese" rispose sorridendo il mostro, "e lo trattiamo con ogni gentilezza. Gli ho appunto fatto preparare delle polpette farcite di carne umana. Venite anche voi ad assaggiarle!" Quello scemo prese per buono l'invito e stava entrando davvero. Sabbioso dovette prenderlo per la tonaca e dirgli: "Non vedi, fratello, che ti prende in giro? E poi, da quando in qua ti sei rimesso a mangiare carne umana?" Finalmente il bestione capì, levò il rastrello e lo abbatté sul mostro; ma questo ebbe il tempo di schivare il colpo, e alzò la sua sciabola. Presto si misero a combattere a mezz'aria, usando i loro poteri magici. Sabbioso lasciò il cavallo e corse, con il suo bastone, in aiuto di Porcellino. Fu una bella mischia: La sciabola si oppone al bastone levato e para i colpi del rastrello abbassato. Forza e astuzia! Il rastrello a nove denti e il bastone per abbattere i diavoli minacciano da ogni parte, ma Veste Gialla non si spaventa. La sua sciabola d'acciaio brilla come argento, i suoi poteri magici sono grandi. Battendosi riempiono lo spazio di brume e nebbie, fendono rocce, abbattono rupi. L'orco combatte per la sua reputazione: come rinunciarvi? Gli avversari difendono il loro maestro: nulla può spaventarli. I tre ingaggiarono varie diecine di scontri senza decidere il combattimento e senza risolversi ad abbandonare il campo. Se non sapete come si conclusero le cose per Tripitaka, ascoltate il seguito. CAPITOLO 29 ALLA CORTE DEL RE DEGLI ELEFANTI SACRI IN CUI TRIPITAKA SUPERA LA PROVA E GIUNGE IN UN REAME E PORCELLINO, AFFIDATAGLI LA MISSIONE DI COMBATTERE, SCAPPA NEL BOSCO. Dice il poema: Le vane idee la forza non distrugge: Perché sempre cercar la verità? Ti basti coltivare la natura Di buddha. L'illusione fa tutt'uno Con l'illuminazione. La seconda Opera nell'istante, ma la prima Si estende per miriadi di eoni. Il sol pensiero di perfetta unione Sa cancellar peccati numerosi Come sabbia del Gange. Dopo trenta scontri con l'essere malefico, Porcellino e Sabbioso non riuscivano a spuntarla. In realtà nemmeno venti bonzi come loro avrebbero potuto uguagliare poteri e capacità di quel mostro. Se un certo equilibrio veniva mantenuto, era solo grazie al segreto aiuto di guardie della luce, vigili delle tenebre, rivelatori e protettori; e perché non era destino del monaco cinese di morire allora. Mentre i tre combattevano, Tripitaka nella grotta pensava ai suoi discepoli e si lamentava con le lacrime agli occhi: "Consapevole delle Proprie Capacità, qualche amico del bene ti avrà trattenuto chissà dove offrendoti cibo. E tu, Consapevole della Purezza, dove sarai? Avrai ritrovato il condiscepolo? E come saprete che l'orco mi ha catturato? Quando mi sarà dato di superare questa prova?" Mentre gemeva e si desolava, dall'interno della casa venne una giovane donna, che gli si avvicinò e chiese: "Da dove venite, reverendo? Perché vi hanno legato in questo modo?" Tripitaka, attraverso le lacrime che gli annebbiavano gli occhi, la guardò (dimostrava una trentina d'anni) e le rispose: "Cara donatrice, è una domanda inutile. Dal momento che devo morire per essere entrato in casa vostra, mangiatemi se volete, ma vi prego di non farmi interrogatori." "Io non sono un orco" replicò la donna. "La mia famiglia vive a trecento li da questo posto, nella capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Sono la terza figlia del re, e mi chiamo Invidiata dei Cento Fiori. Tredici anni fa, la notte del quindicesimo giorno dell'ottavo mese, mentre contemplavo la luna piena, l'orco mi rapì in un turbine di vento. Gli sono stata moglie per tredici anni e gli ho dato figli senza mai poter comunicare con i miei; ma non ho smesso di pensare a loro. Raccontatemi anche voi da dove venite e come siete stato catturato." "Il povero monaco che sono è stato inviato a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Passavo di qui e sono entrato per sbaglio. L'orco ha detto che contava di catturare anche i miei discepoli e di farci cucinare tutti insieme." "Rassicuratevi, reverendo" disse sorridendo la principessa. "Poiché siete un pellegrino in cerca delle scritture, vi salverò. Se mi promettete di portare un messaggio ai miei genitori, chiederò grazia per voi. Il Regno degli Elefanti Sacri è lungo la strada maestra verso l'Ovest." "Donatrice" rispose Tripitaka, "se salvate la mia povera vita, porterò il vostro messaggio." La principessa andò in camera sua, scrisse una lettera alla sua famiglia e la mise in una busta. Poi slegò il monaco cinese e gli consegnò la busta, che Tripitaka rispettosamente ricevette: "Vi ringrazio infinitamente di salvarmi la vita. Non mancherò di consegnare questa lettera al re; tuttavia, dopo tanti anni, i vostri genitori potrebbero non credere che sia autentica, e mi potrebbero accusare di menzogna." "State tranquillo, mio padre non ha avuto figli maschi, che possano porre dei problemi; ha avuto solo me e le mie due sorelle. Vedrete che si prenderanno cura di voi, come latore della lettera." Tripitaka si mise la busta nella manica e si avviò verso la porta, ma la principessa lo trattenne: "Non conviene che usciate dalla porta principale: lì c'è una calca di mostri grandi e piccoli, pronti ad aiutare il loro capo che combatte contro i vostri discepoli; e intanto gridano, sventolano bandiere, rullano tamburi e battono gong. Sono più pericolosi di mio marito: se vi vedono, non ci pensano due volte ad ammazzarvi. Uscite piuttosto dalla porta posteriore; intanto io parlerò a mio marito, per convincerlo a lasciar andare con voi anche i vostri discepoli." Tripitaka si prosternò fino a terra per salutare, uscì dalla porta posteriore e si nascose nel vicino boschetto. Intanto l'accorta principessa si faceva strada tra la folla eccitata dei mostriciattoli, finché giunse in vista dei combattenti che si scambiavano colpi sulle nuvole, e gridò più forte che poté: "Messer Veste Gialla!" Questi si allontanò subito dal combattimento, abbassò la sua nuvola accanto a lei e, senza abbandonare la sua sciabola d'acciaio, le prese la mano con galanteria: "Che cosa c'è, tesoro?" "Ho fatto un sogno, ho visto un dio con la corazza d'oro." "Che cosa voleva questo dio?" "Da piccola, quando vivevo al palazzo, avevo fatto voto che, quando avessi trovato un marito saggio e nobile, sarei andata in pellegrinaggio su qualche celebre monte, per pregare e fare elemosine ai monaci. Il nostro matrimonio è così felice che non posso pensare di allontanarmi da casa; ma ora il dio con la corazza d'oro è venuto a esigere il compimento del voto. Le sue grida mi

hanno svegliata, e mi sono resa conto che era stato un sogno. Mentre venivo a raccontarvelo, mi sono imbattuta in un monaco legato al palo. Se voi lo lasciaste andare per compiacermi, l'atto di misericordia potrebbe equivalere al compimento del voto. Ma non so se acconsentirete." "Certo, tesoro, non è una cosa importante. Di monaci come questo posso sempre trovarne altri, quando ne avrò voglia. Che se ne vada pure." "Può uscire dalla porta posteriore?" "Esca da dove gli pare." Poi rimontò per aria, sciabola in pugno, e gridò: "Porcellino, vattene con il tuo maestro! Sia chiaro che non mi fai paura; è mia moglie che mi chiede di lasciarvi andare. Cercate il maestro alla porta posteriore e andatevene per la vostra strada; ma non mi ricapitate fra i piedi, se tenete alla pelle." Porcellino e Sabbioso tirarono un respiro di sollievo, ripresero cavallo e bagagli e se la filarono svelti come se fossero inseguiti. Fecero il giro della Grotta della Luna Marina fino alla porta posteriore, e gridarono: "Maestro!" Tripitaka riconobbe le loro voci e rispose dal boschetto in cui si nascondeva. Sabbioso lo andò a cercare nel folto, lo prese per mano e lo aiutò a rimettersi in sella. Come a dire: Incontrò l'orco con la faccia scura, Ma la buona Invidiata lo protesse. Il pesce che si libera dall'amo Guizza lontano nell'acqua profonda. Uscirono dal boschetto e riguadagnarono la strada maestra, Porcellino in testa e Sabbioso in coda. Immaginate come si punzecchiavano e si rimproveravano a vicenda, mentre Tripitaka cercava di metter pace. Di tappa in tappa, camminando fino al calar del sole prima di cercare riparo per la notte e alzandosi al canto del gallo, percorsero in breve duecentonovanta li e si trovarono davanti a una città: la capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Un bel posto, che non ci si stancherebbe di contemplare. [...] I tre pellegrini chiesero ospitalità nella locanda. Tripitaka si recò al palazzo reale e sollecitò un'udienza. Il preposto si presentò ai piedi dei gradini di giada bianca, per annunciare: "Maestà, c'è un monaco eminente della corte dei Tang che chiede udienza per consegnarvi un documento." Il re si compiacque di sentir parlare della grande corte dei Tang e di sentirsi sollecitare da un santo monaco di alto lignaggio. Tripitaka fu accompagnato ai piedi dei gradini dorati, ed eseguì alla perfezione e con la massima disinvoltura tutti i riti di un complesso cerimoniale. Gli ufficiali civili e militari schierati ai piedi del trono, ammirati, commentavano: "Solo una personalità di un paese di alta civiltà può comportarsi con tanta eleganza." "Quali affari vi conducono nel mio paese, reverendo?" chiese il re. "Sono un umile monaco della corte dei Tang, figlio del Buddha, e ho ricevuto dal Figlio del Cielo la missione di cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Mi sono permesso di recare disturbo a vostra maestà, uscendo dal privato riserbo, solo perché era opportuno presentare le mie credenziali fin dal momento dell'arrivo nel vostro stimato paese." "Mostratemi il messaggio del Figlio del Cielo." Tripitaka lo presentò rispettosamente sulle mani tese e lo svolse sul tavolo di sua maestà. Il messaggio diceva: Passaporto rilasciato dal Figlio del Cielo, del grande impero dei Tang nel continente del Sud, per volontà del destino: Noi, alle cui deboli forze è pervenuto un immenso retaggio, serviamo gli dèi e governiamo il popolo con attenta sollecitudine, come se camminassimo sull'orlo di un precipizio, e come se ci muovessimo su una lastra di ghiaccio. Ci accadde di venir meno all'impegno di salvare il drago del fiume Jing e le nostre dieci anime scesero negli inferi; senza la protezione della nostra imperatrice madre, saremmo rimasti ospiti dell'instabilità. Ma per grazia del sovrano infernale, considerato che la durata assegnata alla nostra vita terrena non era esaurita, siamo stati restituiti al mondo dei vivi e abbiamo celebrato il ritorno con grandi cerimonie per la salvezza dei trapassati. La molto compassionevole pusa Guanyin ci accordò il favore di apparirci nel suo corpo d'oro, per indicare l'esistenza nell'Ovest delle scritture del Buddha, che hanno la proprietà di salvare i defunti e di liberare le anime in pena. La presente lettera conferisce al maestro della legge Tripitaka la missione di viaggiare quanto occorre, attraversando mille montagne, alla ricerca di quei sutra. Quando attraverserà i vostri paesi dell'Ovest, io vi chiedo di non ostacolare la sua vocazione al bene e di lasciarlo passare. Questo è il contenuto della presente lettera, che a questo fine vi verrà presentata. Nel tredicesimo anno dell'era della Contemplazione della Virtù dei grandi Tang, in un giorno fasto d'autunno. Il documento imperiale recava nove sacri sigilli. Dopo averlo letto, il re vi aggiunse quello del suo paese e lo rese a Tripitaka, che ringraziò e lo ripose: "L'umile monaco che sono avrebbe anche un'altra incombenza: la consegna a vostra maestà di una lettera familiare." "Di quale lettera si tratta?" chiese sorpreso il re. "Mi ha incaricato di consegnarvela la signora terza principessa, che ho casualmente incontrata. Essa venne a suo tempo rapita dal mostro Veste Gialla, della Grotta della Luna Marina sul Monte della Tazza." Al re vennero le lacrime agli occhi: "Sono tredici anni che non la vedo. Per questo caso, quanti ufficiali ho allontanato dai loro incarichi, civili e militari! Quanti servitori ed eunuchi sono stati fustigati a morte! Si supponeva che si fosse allontanata dal palazzo e si fosse smarrita. Innumerevoli case furono perquisite e frugate in città, senza alcun risultato. Come sapete che fu rapita da un mostro? Certo comprenderete come non possa vincere la commozione, a questa inattesa notizia." Tripitaka si tolse la lettera dalla manica e la presentò. Il re riconobbe la calligrafia dell'indirizzo e si emozionò tanto che non riusciva a strappare la busta. Dovette chiamare in aiuto un letterato dell'Accademia della Foresta dei Documenti, che si fece avanti, l'aprì e la lesse in tono solenne, davanti all'attento uditorio degli ufficiali, dietro i quali le dame di corte si pigiavano ad ascoltare: Vostra figlia Invidiata dei Cento Fiori, così poco filiale, si prosterna cento volte davanti al Palazzo del Drago e della Fenice per salutare vostra maestà, padre virtuoso; e davanti al Palazzo Riflesso di Sole per onorare la regina sua madre, le dame dei tre palazzi, i saggi ministri e gli ufficiali civili e militari della corte. La vostra goffa figlia ha nutrito gratitudine sin dalla nascita per le mille attenzioni godute, che vi sono costate tanta pena. Da parte mia non fui capace di compiacervi e di adempiere i miei doveri di pietà filiale. Il fatto accadde tredici anni fa, il quindicesimo giorno dell'ottavo mese; in una bella nottata, mio padre ebbe la bontà di far predisporre banchetti in ogni palazzo per godere la luce della luna e celebrare le festività del firmamento. Nel bel mezzo della festa venne un diavolo dagli occhi sfavillanti, con la faccia blu e i capelli verdi, che cavalcando un turbine di vento si impadronì di vostra figlia e la portò su una montagna deserta e selvaggia. Qui ho vissuto per tredici anni, partorendo a quel mostro due figli. Senza dubbio ciò è disdicevole per le relazioni sociali, per non parlare dell'oltraggio al buon costume; è senz'altro una situazione disonorevole e io non dovrei nemmeno parlarvene, ma non ho il coraggio di tacere tutto ciò sino alla morte. Mi arrovellavo nella solitudine, miei cari genitori, quando il santo monaco della corte dei Tang fu catturato anche lui dal mio re diavolo. Ho scritto questa lettera piangendo e avrò l'audacia di liberarlo perché ve la porti, come debole testimonianza del mio affetto. Spero che il re mio padre avrà pietà di me e manderà i suoi generali a catturare il mostro Veste Gialla e a liberarmi, per ricondurmi a corte. Vi sarei profondamente riconoscente. Scusate queste righe scribacchiate in fretta: vorrei tanto vedervi e parlarvi! La vostra figlia ribelle, Invidiata dei Cento Fiori, si prosterna ai vostri piedi. Quando l'accademico terminò la lettura, il re scoppiò in lacrime, le dame dei tre palazzi piangevano come fontane, gli ufficiali civili e militari erano rattristati. Tutti esprimevano pena e cordoglio. Infine il re si soffiò il naso e chiese ai suoi ufficiali: "Chi di voi ha il coraggio di levar truppe per catturare il mostro e liberare mia figlia?" La domanda, più volte ripetuta, non otteneva risposta. Tutti restavano muti, come se fossero soldatini di legno o mandarini di terracotta. Il re, molto contrariato, ricominciò a piangere. Allora gli ufficiali, in corpo e deputazione, s'inginocchiarono e gli fecero presente: "Vostra maestà si calmi. Non sapevamo più nulla della principessa da tredici anni, dal giorno della sua scomparsa. Ora il caso le ha fatto incontrare il santo monaco, al quale ha affidato la lettera; ma noi continuiamo a saperne ben poco. Del resto, noi siamo soltanto soldati e cavalieri di questo basso mondo, e le nostre competenze si limitano all'arte classica della guerra: spiegamenti di truppe, fortificazione di accampamenti, infine ciò che occorre per proteggere il paese da aggressioni. Un orco, invece, è una creatura che va e viene sulle nuvole; come fare a combatterlo per aria? Sappiamo però che il pellegrino è un santo monaco dell'Est; un bonzo così importante dovrà pur possedere l'arte di abbattere i diavoli. Non si dice che tigri e draghi si sottomettono a chi possiede il Tao, che dèi e diavoli devono fare i conti con il peso della Virtù? Dice il proverbio: a ciascuno il suo mestiere. Il piano migliore dovrebbe essere di chiedere al reverendo di sottomettere il mostro e di liberare la principessa." Il re si volse allora a Tripitaka: "Reverendo, se

la potenza della legge vi dà la capacità di catturare questo mostro, di liberare mia figlia e di ricondurmela qui, non avrete più bisogno di andare a salutare il Buddha nell'Ovest. Vi farete crescere i capelli e resterete a condividere con me il trono come fratello giurato. Ci godremo insieme onori e ricchezze, voi e io. Che ve ne pare?" Tripitaka rispose precipitosamente: "Per carità, l'umile monaco che sono ha solo una conoscenza approssimativa delle preghiere che si rivolgono al Buddha; non ho la minima idea di come si abbattano i diavoli." "Se fosse così, non avreste l'audacia di percorrere solo soletto la lunga strada verso il Paradiso dell'Ovest." Tripitaka non poté nascondere che due discepoli lo accompagnavano: "È vero, maestà, da solo non ci riuscirei mai. Ma ho due discepoli che sanno aprire passaggi nelle montagne e gettar ponti sulle acque. Sono loro che mi hanno protetto fin qui." "Non siete davvero un bonzo riguardoso" lo rimproverò il re. "Se avete dei discepoli, perché non me li avete presentati? Anche se non potrò far loro doni adeguati, avrò almeno la possibilità di invitarli a pranzo." "Il fatto è che i miei discepoli sono impresentabili a corte. Sono brutti e potrebbero risultare molto sgradevoli a vostra maestà." "Senti, senti!" disse ridendo il re. "Che buffi discorsi fa il nostro bonzo! Ma dopo tutto non credo che mi farebbero paura." "Non oso dir questo. Il mio primo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità, ovvero Otto Divieti. Ha lungo grugno, lunghe zanne, setole rade sulla nuca e le orecchie a ventola; è grande e grosso, quando si muove provoca un forte spostamento d'aria. Il secondo discepolo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza; è alto due tese, le spalle larghe tre cubiti, la faccia color indaco, una bocca molto larga che sembra una bacinella di sangue, gli occhi terribili, i denti come un rastrelliera di chiodi. Insomma, portare a corte gente simile vorrebbe dire assumersi una bella responsabilità." "Se sono come li descrivete, saranno piuttosto divertenti che spaventosi. Fateli venire!" Si mandò alla locanda la piastra d'oro per invitarli. Il bestione disse a Sabbioso: "Tu, fratellino, sostenevi che quella lettera fosse meglio non recapitarla. Ma ora puoi vederne i vantaggi: il re avrà dato ordine di ospitare adeguatamente il latore. Di certo avrà fatto preparare un banchetto come si deve; il nostro maestro, che a tavola non è mai all'altezza della situazione, si troverà in difficoltà a spazzolare tutto e ci avrà fatto invitare perché lo aiutiamo. Noi lo aiuteremo, e questo ci darà vigore domattina per la prossima tappa." "Vedremo" commentò laconicamente Sabbioso. Affidarono al locandiere bagagli e cavallo, e seguirono a corte il latore della piastra d'oro, portando con sé le proprie armi. Quando furono davanti ai gradini di giada bianca, fecero un semplice saluto e rimasero in piedi. Gli ufficiali civili e militari si spaventarono. Dicevano: "Passi la bruttezza, ma questi bonzi sono veri villani! Come si permettono di comparire davanti al re senza prosternarsi? Hanno fatto un saluto qualsiasi e se ne stanno lì ritti impalati. Da non credere!" "Signori, non spettegolate" fece Porcellino sentendo il mormorio. "Siamo fatti così. Non siamo molto belli, ma ci farete l'abitudine." Il re, che era già allarmato dall'orribile aspetto, all'udire questa dichiarazione si mise a tremare come una foglia e cadde giù dal trono reale; per fortuna gli ufficiali più vicini lo risollevarono subito. Tripitaka, sconvolto, si gettò a terra e si prosternò precipitosamente più volte: "Maestà, merito mille morti! L'avevo detto che i miei discepoli erano impresentabili e che temevo recassero offesa a vostra maestà. Ed ecco che vi hanno cagionato un brutto spavento." Pur continuando a tremare, il re tese la mano a Tripitaka per farlo rialzare: "Meno male, reverendo, che me lo avevate detto. Se non fossi stato messo sull'avviso, credo proprio che sarei morto di paura." Il re mise un po' di tempo a riprendersi, ma infine chiese: "Chi dei due reverendi è il miglior distruttore di mostri?" "Io me ne intendo" fece Porcellino senza riflettere. "Che titoli avete?" "Sono l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. Sono stato bandito in questo mondo in seguito a un'infrazione, ma poi ho avuto la fortuna di convertirmi alla retta via e di farmi monaco. Da quando abbiamo lasciato le terre dell'Est, io mi sono dimostrato il più abile distruttore di diavoli." "Se siete un guerriero celeste esiliato sulla terra, sarete esperto anche di trasformazioni." "Non diciamo esperto, ma qualcosa so fare." "Provate. Mi piacerebbe vedere un saggio." "Assegnatemi il tema della trasformazione." "Per esempio, potreste diventare un gigante." Porcellino di trasformazioni ne conosceva parecchie, precisamente trentasei. Per far bella figura, fece il gesto adatto, recitò la formula e gridò: "Cresci!" Con una torsione della schiena si allungò a otto o nove tese di statura, raggiungendo le dimensioni di una di quelle divinità che aprono i cortei dei funerali. I funzionari tremavano, monarca e sudditi erano sbigottiti. Un ufficiale si azzardò a chiedere: "Reverendo, qual'è la statura massima che potete raggiungere?" Il bestione non poté trattenersi dal rispondere con le sue solite sciocchezze: "Dipende dalla direzione del vento. Questa è una statura che va bene con il vento che soffia dall'est o dall'ovest; ma se soffiasse da sud, correrei il rischio di bucare l'azzurro del cielo." "Basta così. Sarebbe meglio che ritornasse giù" disse il re allarmatissimo. Porcellino fece il gesto di accoccolarsi e riprese la sua solita statura. "E come siete armato, reverendo?" chiese ancora il re. "Il vecchio Porcellino usa un rastrello" rispose il bestione mostrandolo. "Ma è indecente!" esclamò il re con un risolino nervoso. "Non sarebbe dignitoso per la mia casa. Qui abbiamo di tutto: fruste, sbarre, azze e mazze, sciabole, lance, alabarde, asce da guerra, spade, picche, partigiane, falci da battaglia. Scegliete quello che vi conviene, ma che sia un'arma decorosa, non un arnese da giardinaggio." "Vostra maestà non se ne intende. Vi sembrerà un'arma volgare ma, a parte il fatto che l'ho sempre usata e ci sono abituato, con questo rastrello in pugno ho comandato ottantamila marinai sul Fiume Celeste, quand'ero ammiraglio. Del resto, anche nell'accompagnare il maestro, è con questo rastrello che ho distrutto covi di lupi e tigri, e ripulito antri di draghi e serpenti." Il discorso impressionò il re, che fece segno di avvicinarsi alla nona concubina e le disse all'orecchio: "Porta di quel vino mio personale per festeggiare il reverendo che va alla guerra; puoi portare una bottiglia intera." Riempì una coppa e la porse a Porcellino: "Reverendo, vi ringrazio fin d'ora della pena che vi darete. Quando avrete catturato l'orco e ricondotto mia figlia, vi darò mille pezzi d'oro e un banchetto coi fiocchi." Il bestione prese la coppa e sfoderò quel tanto di cortesia di cui era capace; fece una gran riverenza a Tripitaka e gli disse: "Maestro, dovreste essere voi il primo a bere questo vino, ma non oso disobbedire all'ordine del re; scusatemi se vi precedo, ma mi serve per mettermi su di giri e aumentare il mio coraggio nella cattura del mostro." Bevve d'un fiato, si impadronì della bottiglia e ne riempì nuovamente la coppa per porgerla a Tripitaka. "Sai che non bevo. Dàlla al tuo condiscepolo." Sabbioso si fece avanti per prendere la coppa. Porcellino produsse una nuvoletta ai suoi piedi e se ne servì per balzare in aria. "Il reverendo Porcellino sa cavalcare anche le nuvole!" esclamò il re. Scomparso il bestione, anche Sabbioso vuotò la coppa d'un fiato: "Maestro, quando combattemmo con Veste Gialla che vi aveva rapito, ci impegnammo tutti e due senza riuscire a concludere. Dubito che Porcellino possa farcela da solo." "Hai ragione, discepolo; sarà meglio che tu vada a dargli una mano." E Sabbioso montò a sua volta su una nuvola e partì. Il re, sconvolto, afferrò il monaco cinese per una mano e implorò: "Reverendo, per favore, non volerete via anche voi! Qualcuno dovrà pur restare a farmi compagnia." "Per carità, io non saprei alzarmi nemmeno di poco." I due rimasero nella sala a fare conversazione. Intanto Sabbioso aveva raggiunto Porcellino: "Aspetta, fratello, vengo anch'io!" "Che cosa vieni a fare, fratellino?" "Il maestro mi ha raccomandato di aiutarti." "Giusto, buona idea" concluse contento Porcellino. "In due, mettendocela tutta, ce la faremo. Non sarà niente di speciale, ma qui in paese ci può dare una certa reputazione." Eccoli: Escon dalla città sulle ali del vento, Passano le frontiere su luci colorate. Per ordine del re devono catturare Ad ogni costo l'orco dentro la sua caverna. Giunti all'ingresso della grotta scesero dalle nuvole e Porcellino menò un gran fendente, con il suo rastrello, alla porta di pietra che chiudeva l'entrata: vi fece un bel buco, delle dimensioni di un recipiente da uno staio. Il mostriciattolo di guardia in portineria diede un'occhiata e corse spaventato a riferire: "Gran re, si mette male. Il bonzo con il grugno e quello tetro sono ritornati, hanno battuto alla porta e l'hanno rotta." "Il loro maestro l'ho lasciato andare. Perché mai quei due rognosi mi vengono a sfondare la porta?" "Magari hanno dimenticato qualcosa e sono tornati a cercarla" suggerì il mostriciattolo. "Cretino!" insultò l'orco. "Ti pare che per questo si debba sfondare l'uscio? La ragione sarà un'altra." Si affrettò a indossare la corazza, impugnò la sciabola e uscì a indagare: "O bonzi, che cosa andate cercando? Il vostro maestro l'ho pur liberato." "Brutto mostro, ne hai combinate di tutti i colori!" rispose Porcellino. "E che cosa avrei combinato?" "Hai rapito la terza principessa del Regno degli Elefanti Sacri e l'hai costretta a divenire tua moglie. Te la tieni da tredici anni, ma adesso è tempo di restituirla: ti vengo ad arrestare per ordine del re. Il meglio che puoi fare è di legarti da solo, così non perdiamo tempo." L'orco vide rosso. Si alza in tutta la sua statura, digrigna i denti, rotea gli occhi e, alzata la sciabola, assesta un gran fendente in testa al nemico. Ma Porcellino schiva e allunga il rastrello; Sabbioso brandisce il bastone e si unisce alla mischia. Questo combattimento fu molto più duro del precedente. Si capisce che

L'ira vien scatenata dalle frasi offensive, Le intenzioni aggressive stimolano la collera. È una lunga battaglia fra i due monaci e l'orco: "Hai rapito una donna e meriti la morte." "Tu cosa ci rimetti, brutto rompicoglioni?" "Il tuo stupro è un oltraggio ad un intero regno." "Ma tu vieni da fuori, non sono fatti tuoi." In fondo si combattono solo per una lettera [...] Dopo otto o nove scontri, Porcellino si trovò in difficoltà: aveva il fiato grosso e non reggeva più gli attacchi. Perché resisteva meno dell'altra volta? mi chiederete. Perché gli dèi protettori si tenevano sempre vicini a Tripitaka, per assicurare la sua protezione; nel primo scontro si trovavano presso la grotta e davano una mano; ma questa volta erano lontani e si sorbivano le chiacchiere da salotto alla corte degli Elefanti Sacri. "Sabbioso" disse il bestione, "vado un momento a far pipì. Tu continua pure." Senza darsi altro pensiero del condiscepolo, corse a rotta di collo nel bosco e si rifugiò in un cespuglio spinoso, incurante delle spine che gli laceravano veste e pelle. Ne lasciò emergere solo un'orecchio, per ascoltare da lontano il rumore della battaglia. La fuga di Porcellino prese Sabbioso alla sprovvista; il mostro si precipitò su di lui, se ne impadronì e lo condusse prigioniero nella grotta con mani e piedi legati. Se poi non sapete se ne uscì vivo o morto, ascoltate il seguito. CAPITOLO 30 TALENTI E PRODEZZE DEL CAVALLO IN CUI IL DEMONE PERVERSO INFRANGE LA GIUSTA LEGGE, E IL CAVALLO DEL PENSIERO SI RICORDA DELLA SCIMMIA DELLO SPIRITO. Il mostro fece legare Sabbioso, ma non lo uccise, non lo percosse e nemmeno lo insultò. Sostò invece a riflettere: "Quel monaco cinese viene da un paese di grande civiltà e non ignora certo i riti e la giustizia. Dal momento che gli ho risparmiato la vita, perché lui dovrebbe mandare i suoi discepoli a cercare di catturarmi? Dev'essere stata mia moglie a mandare un messaggio al suo paese. Bisogna metter le cose in chiaro." Si diede un'aria feroce, e andò a cercare la principessa con le peggiori intenzioni. Quest'ultima, senza sospettare nulla, aveva appena terminato la sua toilette e se ne andava tranquillamente per casa, quando vide il mostro con la fronte aggrottata, che digrignava i denti e gettava sguardi furiosi. La principessa si sforzò di assumere un atteggiamento sereno e sorridente: "Signore, avete qualche noia?" "Donna vile, dal cuore di cagna!" tuonò lui. "Sei fredda come il ghiaccio. Quando ti ho portato qui, non avevi niente da ridire. Ti ho vestita di broccato, ornata d'oro, ti procuro quello che vuoi. Hai tutti i doni delle quattro stagioni e tutto il mio affetto. E tu non provi il minimo sentimento coniugale, pensi solo ai tuoi parenti." La principessa terrorizzata si gettò in ginocchio e gridò: "Marito mio, perché mi volete lasciare?" "Sono io che ti caccio o sei tu a volertene andare? Te lo chiedo. Perché il monaco cinese era stato liberato ancor prima che tu me lo chiedessi? La verità è che gli avevi affidato una lettera per i tuoi. Altrimenti, perché mai questi monaci sarebbero ritornati qui a sfondare la mia porta e a chiedere di lasciarti andare? Non mi dirai che non c'è sotto il tuo zampino!" "Signore, mi fate torto con le vostre accuse; io non ho inviato messaggi." "Non puoi negare; la persona che ho catturato è la prova di come stanno le cose." "E chi avete catturato?" "Sabbioso, il secondo discepolo di quel monaco." L'estremo pericolo può rendere intrepido chiunque. Negare tutto era l'unica risorsa che le rimanesse, perciò replicò: "Calmatevi. Andiamo insieme a interrogare quel monaco. Se parla di una lettera, uccidetemi; in caso contrario, perché dovreste commettere un'ingiustizia?" Il mostro alzò la sua manona blu, grande come un setaccio, afferrò la principessa per i bellissimi capelli, la trascinò davanti al palo dov'era legato Sabbioso e la gettò per terra. Poi, sciabola in pugno, prese a interrogare il prigioniero. "Bonzo!" tuonò. "Se avete avuto l'audacia di attaccarmi, è stato per ordine del re, al quale questa donna ha mandato un messaggio." Sabbioso, alla vista di quella grinta feroce e della sciabola levata sul capo della donna, pensava: "È vero che lei ha inviato la lettera, ma ha anche liberato il maestro. Sarebbe uno strano modo di ringraziarla dire la verità e provocare la sua morte. Basta. Non ho ancora avuto occasione di acquistare meriti: adesso correrò il rischio di finir male per dimostrarle la mia gratitudine." Perciò disse: "Non siate sconsiderato. La lettera che dite non esiste, e le circostanze in cui siamo stati mandati sono altre. Il nostro maestro, mentre era prigioniero nella grotta, aveva notato la principessa. Quando, nel paese degli Elefanti Sacri, si è recato a corte per presentare il suo passaporto, il sovrano ha chiesto se avesse notizie di lei: l'inchiesta sulla sua scomparsa non è mai stata abbandonata. Ci hanno mostrato ritratti e disegni, e la risposta del maestro è stata che l'aveva vista qui. Allora il re ci ha offerto del vino e ci ha incaricato di catturarvi e di ricondurla a palazzo. Questi sono i fatti. Se volete uccidere qualcuno, suppongo che tocchi a me, piuttosto che a una persona che non vi ha fatto niente; se colpiste lei, violereste i grandi princípi della ragione celeste." L'orco rinfoderò la sciabola e aiutò la principessa ad alzarsi: "Ti ho aggredita come un bruto e ti ho gravemente offesa. Perdonami." L'aiutò a riordinare i capelli e la riaccompagnò nelle stanze interne, sorreggendola teneramente e facendole mille carezze. Le chiese infine di sedersi al posto d'onore per ricevere le sue scuse. La principessa, che aveva il temperamento leggero di tutte le donne, a vederlo così riguardoso, ne approfittò subito con totale impudenza e gli domandò: "Signore, in nome del vostro affetto, vi posso chiedere di far legare meno stretto il monaco Sabbioso?" Il mostro ordinò senz'altro di slegarlo e di limitarsi a tenerlo sotto chiave. Sabbioso pensò: "Lo dicevano gli antichi: fare del bene agli altri è farlo anche a se stessi. Se non l'avessi aiutata, non mi troverei libero dalle corde." Il mostro fece preparare un banchetto per farsi perdonare la paura cagionata alla principessa. Mangiarono e bevvero in abbondanza, poi il marito si allontanò per indossare abiti da cerimonia e cingere una spada preziosa. Accarezzò la principessa e le disse: "Tesoro, resta qui e bevi finché ti fa piacere, bada alla casa e a far custodire il bonzo. Io voglio approfittare della presenza del monaco cinese per far visita ai miei suoceri." "Quali suoceri?" "I tuoi genitori, naturalmente. Sono pur sempre genero del re; perché non dovrei presentare i miei omaggi a mio suocero?" "Ma non potete andarci!" "E perché no?" "Il re mio padre non ha conquistato il regno in guerra, ma l'ha ereditato dai suoi avi. È salito al trono molto giovane e non è mai uscito di città; là non si sono mai veduti dei fusti gagliardi come siete voi. Se vi vede resterà terrorizzato, potrebbe venirgli un colpo. Questi convenevoli in famiglia potrebbero risultare pericolosi." "Non ci saranno pericoli. Prenderò l'aspetto di un giovanottello di buona famiglia vestito alla moda." "Vediamo che cosa sapete fare." Il bravo mostro, con una scossa, si trasformò in un bel giovanotto. Davvero: La statura rispettabile, Portamento assai elegante; Parla come un mandarino, Ma si vede che è sportivo. Del poeta Cao Zhi Egli ha la disinvoltura; Di Pan An, il rubacuori, Egli mostra la bellezza. I capelli son raccolti Nel berretto di velluto. Una tunica lo avvolge Di una garza verde giada Dalle maniche sboffanti. Gli stivali ricamati, La cintura colorata. Pien di fascino ed altero, È davvero convincente. La principessa gli girò intorno per esaminarlo accuratamente e lo trovò proprio di suo gusto. "Tesoro" disse ridendo il mostro, "pare che tu mi preferisca così!" "Devo ammettere che non siete niente male. Mio padre tiene molto ai legami familiari, vorrà trattenervi a pranzo. Mi raccomando di non bere tanto da perdere il controllo. Se venisse fuori qualcosa del vostro vero aspetto, se spuntassero gli zoccoli biforcuti da sotto il mantello, il successo che avrete andrebbe subito a gambe all'aria." "Si capisce, ci arrivo anche da solo. Starò attento." Viaggiando sulle nuvole raggiunse senza tardare il paese degli Elefanti Sacri e si presentò alla porta del palazzo. "Il terzo genero reale è venuto nella mia persona espressamente per render visita a sua maestà" annunciò al gran commissario del padiglione d'ingresso. "Vi prego di prendervi il disturbo di farglielo sapere." Il guardiano lo annunciò alla porta gialla e il preposto ai rapporti si presentò ai piedi dei gradini di giada: "Vostra maestà, il terzo genero reale è venuto a visitarvi e attende risposta alla porta del palazzo." Il re era ancora in conversazione con Tripitaka. Quando sentì parlare di un terzo genero reale, si rivolse ai suoi ufficiali: "Che storia è questa? Io ho solo due generi." "Se dice che è il terzo, sarà il mostro." "E sarebbe corretto convocarlo alla mia presenza?" "Maestà" intervenne spaventato Tripitaka, "i mostri hanno poteri soprannaturali, penetrano il passato e il futuro, cavalcano le nuvole. Temo che entrerà, se lo vuole, con o senza convocazione. Sarà prudente invitarlo, per evitare inutili discussioni e brutte figure." Il re concesse quindi l'udienza e il mostro fu introdotto ai piedi dei gradini dorati ed eseguì impeccabilmente tutto il balletto degli omaggi al sovrano. Era bello ed elegante, nessuno poteva credere che si trattasse di un orco. Agli occhi dei comuni mortali era proprio una persona come si deve. A vedere il suo aspetto dignitoso, il re pensò addirittura di poterlo utilizzare

folli di terrore. caro suocero. Ma danzare a mani vuote non vien bene. Le altre diciassette bellezze. il mostro entrò nella Sala della Pace d'Argento." "Va bene. danzare e scherzare con lui. sul Monte della Tazza. avrò poi agio di liberare il maestro. io vivo in montagna e. Saltò in piedi. che il mostro non conosceva. che scappò via a coda ritta e con gli artigli sfoderati. Una volta. per me." Il drago prese la brocca e riempì una coppa superando l'orlo di mezzo pollice senza spandere vino. ciascuna pensa a sé. La sera. Poi gridò: "Cambia!" e lo trasformò in una gigantesca tigre maculata. non ci sono proprio altre risorse. circondato soltanto da queste bellezze. quando giunse alla conclusione: "Se non do una mano io. e gli cantò un'arietta. potrei versarne ancora. senza badare dove. altro non era che una tigre feroce. "Ma tu. si mise a riflettere: "So che il mio maestro è una normalissima brava persona. di vedere chi veramente gli parlava ed era portato a prendere per oro colato tutte le sue menzogne. Un filo rosso unì le nostre vite Da esistenze anteriori. per unirsi a te?" Il mostro presentò un'abile menzogna: "Caro suocero. altro che pellegrino in cerca di scritture!" Il sovrano era una persona molto impressionabile. Quando vide l'orco seduto a bere smodatamente e a mangiare carne umana. Se riesco a sopraffarlo. con grande scricchiolar di mascelle. con i suoi occhi mortali. il vostro suddito viene dalla Grotta della Luna Marina. spaventati. Occupò il posto d'onore. Cetre e liuti e calpestano i poveri strumenti Per fuggir da ogni parte. Divorare la gente non lo porterà lontano. Poi aprì le manone grandi come setacci. che si dicevano provenienti dal paese dei grandi Tang. "Di ballare sei capace?" chiese ancora il mostro. Si può dire Che fu la tigre a farci da sensale. Come il re la vide. dopo che gli ufficiali si furono ritirati." "Fa vedere. tredici anni fa. L'orco si bevve la pagoda e masticò un boccone di cadavere.come sostegno del trono. si diede una scossa e riprese l'aspetto di drago. Nel veder la gran belva maculata Tutti i presenti son terrorizzati. e con questo proposito gli pose domande: "Dove risiede la tua famiglia. "Più o meno. di venire a corte per divertirsi un po' alle vostre spalle. ma la mole è gigantesca. Non era capace. mia figlia. il giovane drago sorrise fra sé e pensò: "Alla fine non ha più retto: ha mostrato lo zoccolo biforcuto. Il mostro restò nella sala e si rimise seduto al posto d'onore. me la portai a casa e la feci rinvenire facendole bere pozioni calde. Mentre lui si dava buon tempo alla sua maniera. davvero seducente. Vedete come fecero: Le fanciulle di corte. pieno di vino fino al colletto. salvo i militari più coraggiosi che lanciarono sulla belva i loro uomini. mentre cacciavo con i falconi accompagnato da qualche diecina dei miei servitori." Il drago continuò a mescere nella stessa coppa: il vino saliva e prendeva la forma di una smilza pagoda di tredici piani. Ricorderete che quello non era un vero cavallo. sempre dedito comunque a fuorviare e uccidere la gente. C'era un gran buio." Stette a rimuginare fino alla seconda veglia." Che bravo principe drago! Si diede una scossa e si trasformò in fanciulla di corte." "Trecento li! E come ha potuto percorrere questa distanza. sentì le sue anime abbandonarlo. fissare il corpo. corsero da tutte le parti a cercare un angolo buio dove nascondersi. Si fece una bella sarabanda fino a sera e si finì per catturare la tigre viva e illesa. A quanto ho sentito raccontare. incatenarla e metterla dentro una gabbia di ferro. che scendeva dal pendio della montagna con una ragazza sul dorso. Fetidi miasmi emana dalla gola. si impadronì dei loro documenti. e io lasciai libera la tigre. mio caro genero? Quali origini ha? Quando hai sposato la mia principessa? Perché hai aspettato finora a render visita ai tuoi suoceri?" L'orco si prosternò e rispose: "Signore. Allora non immaginavo che. Corpo zebrato ed occhi lampeggianti. pochi anni fa vennero da queste parti dei monaci in cerca di scritture. Le feci domande sulla sua famiglia. cercando di colpirla con armi di ogni specie: ci sarebbe stato di che fare a pezzi tutti i monaci di un monastero. Fatemi avere mezzo bicchiere d'acqua pura. Salì nello spazio per osservare dall'alto la situazione. Come l'ha il toro bruno di palude. mentre riempiva la brocca. il vostro umile suddito ha sempre amato cavalcare e tendere l'arco: vive da cacciatore. Quel tizio che vedo seduto sul cuscino ricamato non è altri che la tigre che tredici anni fa rapì la principessa. Figuratevi se non ne approfittò! Verso la seconda veglia. Con le orecchie appuntite essa ricorda Il gatto. prese il loro aspetto e pensò bene. spruzzò un sorso d'acqua in direzione di Tripitaka. Gli ufficiali. Qualcuno finì per parlarne anche nella stalla della locanda. Dalle zampe si vedono spuntare Venti artigli taglienti e acuminati E la gran bocca lascia intravvedere Candide seghe di robusti denti. ma lei mi nascose di essere di sangue reale. versa pure. e che alla fine era stato trasformato in cavallo per accompagnare Tripitaka. in cui trovò diciotto belle ragazze scelte apposta per cantare. dove il cavallo bianco mangiava il suo fieno davanti alla greppia." Il re ordinò a un ufficiale di portare l'acqua. negli anni successivi. Sembrano le peonie squassate da un gran vento. non è difficile.' Mi convinse. Quando sentì la notizia." Il mostro . Poi chiese: "Sai cantare?" "Me la cavo" disse il drago. di Porcellino e di Sabbioso non si sa più nulla. Perciò questi si mostrò molto interessato e commentò: "Che begli scherzetti sai fare!" "Se è per questo. Vicolo senza uscita: eccolo tigre. perché non si continui a scambiare fischi per fiaschi. E ora che facciamo? Il condiscepolo anziano l'abbiamo mandato via. Non vedo dov'è il maestro. che era arrivato appena in tempo a salvarlo dall'aggressione del finto bonzo. a est della città. Se la trattenni al villaggio. recitò la formula e. recando addosso la cicatrice della ferita infertale dalla mia freccia. Vi pare che avrei potuto unirmi a lei. che fu chiusa a chiave in una stanza del palazzo. I lunghi baffi son fili d'acciaio. acchiappò una ragazza che suonava il pi pa e le sgranocchiò la testa. La tigre li uccise. Ciò mi dovrebbe aiutare a chiarire come stanno le cose. colpite dal terrore. corsero a nascondersi. quella stessa tigre si sarebbe dedicata all'ascesi e sarebbe riuscita a sublimarsi in mostro. Ma quel parapiglia nel cuore della notte era completamente silenzioso: nessuna osava aprir bocca per non turbare il sonno di sua maestà. sono venuta per servirvi da bere. ma da lassù si vedeva la Sala della Pace d'Argento vivamente illuminata da otto candelabri. per la mia attività. in realtà. con la bocca. Non è certo difficile. Il re e la corte videro con i loro occhi La bianca fronte e la testa rotonda. Ci sposammo per amore e abbiamo convissuto per tutti questi anni. Per salvare la vita lascian cadere flauti. Entrò di corsa e disse al mostro: "Non uccidetemi. vedere con chi ho a che fare. sarà stato quel perfido mostro a farlo apparire come una tigre. in città si spargeva la notizia che il monaco cinese. Tremano come ibischi sotto un gran temporale. ma in attesa di saperlo potrei andare a divertirmi un po' con quello lì. se avessi saputo che era la terza principessa di vostra maestà? Semmai mi sarei presentato a palazzo e avrei implorato una posizione che mi rendesse meno indegno di lei. Subito dopo il matrimonio espressi l'intenzione di uccidere la tigre rapitrice. esplose in una gran risata sgangherata e riprese il suo solito aspetto. Il re diede ordine al servizio competente di preparare un grande banchetto per ringraziare il genero. come dicono i versi: Nel viaggio verso l'Ovest Tripitaka Ha incontrato un malefico tranello. senza che se ne spargesse una goccia. perché bevesse a suo agio e si divertisse. Ma il cavallo si slancia su nel cielo. Si urtano. si alzò e fece i passi del trucco chiamato scurire gli occhi. non ne poté più e sentì un bisogno incontenibile di mettersi a suo agio. alternando bicchieri di vino e sorsate di sangue. mi capitò di imbattermi in una feroce tigre maculata. Quanto alla ragazza." "Non potremmo vederla anche a noi nella sua vera forma?" "Certo che potete. si può dire che di tigri mi nutro e di tigri mi vesto: vivo ogni giorno in mezzo a loro. che avevo solo ferita e catturata. di figura snella ma di seno generoso. mio saggio genero. ma il giovane re drago del mare occidentale. Ma senza testimoni né sensali. mordicchiando bocconcini di tenere carni di fanciulla come stuzzichini. Scoccai una freccia e abbattei la belva. perché era pratico del metodo chiamato della costrizione dei liquidi. ma la principessa si oppose per il motivo espresso in questi versi: 'Ci siam sposati al cospetto del cielo." Spezzò le redini e fuggì all'aperto. Gli dèi incaricati della protezione di Tripitaka ebbero il loro da fare per impedire che venisse colpito. Il genero la prese." "A che distanza si trova questa montagna?" "Non è lontana: trecento li. fu solo perché mi disse di provenire da una famiglia qualsiasi. cui avevano tagliato le corna e levato le scaglie per punirlo di un'infrazione. si graffiano. Infine si nascosero tremanti al riparo di un muretto in giardino. si strappano le vesti: Che si salvi chi può. da che cosa riconosci in questo bonzo la tigre che aveva rapito la principessa mia figlia?" "Caro suocero. nobile genero reale.

Guarda che bei posti. per quella volta che incitai il maestro a recitare l'incantesimo del cerchio. non fate più conto su di me: non verrò nemmeno a dirvelo. il pesante candelabro si muove senza sosta. non un gallo che canti. là in mezzo. si aggiustò la tunica e balzò in aria dirigendosi verso est. Chissà quanto ce l'ha con me. volteggia la spada preziosa. ho capito. la sua nuvola perse l'assetto e lo rovesciò nell'acqua del fossato della città reale." Il bestione aveva troppa paura per farsi avanti direttamente. Si tenne nascosto fra l'erba. Che battaglia. che improvvisò una lunga danza della spada. balza e travolge il diavolo giallo. avanti. e tu e Sabbioso pensavate di catturare il mostro e di guadagnarci un premio. Il maestro non c'era. quando il cavallo gli afferrò un lembo della tunica con i denti per trattenerlo. Il re scimmia ha il senso della giustizia e della bontà. salverà il maestro e ci vendicherà. quando mi avranno dato gli opportuni rinforzi di truppe e di cavalleria. ti prego. invece. in quel buio notturno! Il mostro del Monte della Tazza e il drago bandito dal mare occidentale: l'uno emana una luce più chiara del lampo. Nello spazio deserto. "Per la miseria!" si spaventò Porcellino." "Chi ci potrebbe aiutare?" "Vai senza perder tempo al Monte di Fiori e Frutti. Se per distrazione mi menasse. Voi eravate scomparsi e io temevo per la vita del maestro: non mi restava che cercare di soccorrerlo. perché il vecchio diavolo era forte e vigoroso. riconobbe Porcellino e incominciò a parlargli in linguaggio umano. "Non c'è da meravigliarsi che si sia stufato di fare il bonzo e abbia preferito ritornare a casa. Tu metti tanto cuore in queste cose. Non si può fare nulla Se ragione e giustizia sono dimenticate. e quando vedrà la situazione in cui ci troviamo non si arrabbierà. e comunque escludo che lo si possa convincere a ritornare. Devi andare a chiedere aiuto. Vola e danza il drago d'argento. ormai sono in ballo e devo ballare. Ma non credo che lui veda la cosa in questo modo. non avrai mica paura di me?" "Ma perché ti sei messo a parlare?" disse tremando Porcellino. è stato il mostro. che poteva pesare ottanta o novanta libbre. Il drago non fu abbastanza svelto da evitarlo e ne fu colpito alla gamba. Lui è più forte di noi. ma lui riuscì a schivare il colpo e a vincermi con un candelabro. si sedette come se niente fosse e riprese a bere. Si svegliò a mezzanotte passata e gli ci volle tempo per rendersi conto di dove si trovava. a manca. ma dobbiamo salvare il maestro. che soddisfazione dev'essere" pensava Porcellino. non poteva sperare di sfuggire nemmeno per un attimo all'acuto sguardo di Scimmiotto: "C'è un barbaro. circondarono Porcellino. chiedilo a qualcun altro. uscirono combattendo dalla sala e continuarono lo scontro sulle nubi. Io lo dicevo per ridere. indietro. che se non ti do retta faccio la figura non averne anch'io. perché lui tiri fuori quella sua sbarra maledettamente pesante. mentre." "Fratellino. con le sue dimensioni. sguainò la spada che portava alla cintura e la tese al drago. e chiedi a Scimmiotto di ritornare. e mille duecento scimmie schierate ai suoi piedi secondo il loro rango lo applaudivano e gridavano: "Viva il grande santo. cercai di colpirlo. nostro signore e padre!" "Che bella vita. Sai. Fu il momento che il drago scelse per interrompere la coreografia e indirizzargli un fendente. barbaro?" chiese severamente Scimmiotto. Di certo gli piacerà misurarsi con un avversario di valore come il mostro. Ma tiriamo avanti. dove credi che andrei a finire?" "Vedrai che non ti colpirà. "Credi che racconti storie?" "Adesso che cosa facciamo? Tu sei in grado di muoverti?" "E se lo fossi?" "Se puoi. Chi è venuto.aprì il suo mantello. Per me le notizie sui tormenti che subiva erano come pugnalate al cuore. e tutte queste scimmie a servirlo. quando mi parve il momento buono. dopo che aveva colpito la Dama dal Bianco Scheletro sui Monti della Tigre Bianca. strinse i denti per resistere al dolore che la gamba gli procurava." "Non sa niente." "È andata proprio così?" si stupiva Porcellino. sotto la luna che brillava nel cielo silenzioso. vidi invece il mostro in una sala e mi trasformai in dama di corte per avvicinarlo. Dalla posizione delle stelle capì che doveva essere la terza veglia. Si tuffò a testa in giù e scomparve nei flutti." "Va be'. Dopo otto o nove scontri. "Come sarà riuscita questa canaglia. in breve si addormentò profondamente. Ma il mostro non perdeva mai i suoi riflessi: schivò e afferrò un candelabro di ferro forgiato. Se il Novizio ritorna. che si prosterna in bello stile maialesco. Il giovane drago si tenne nascosto sott'acqua per un'ora buona. il giovane drago sentiva scemare la presa delle proprie mani e aveva tutti i muscoli indolenziti. e pensò che sarebbe stato suo dovere aiutare Sabbioso: "Ma con un solo filo non fai una corda. Mi dovetti nascondere nel fossato. Si rialzò precipitosamente e voleva infilare l'uscio. Ecco da dove viene la contusione che mi vedi su una gamba. trasformato in un elegante letterato. Se non approfitto di questo sfascio per andarmene. L'uno sostiene la colonna di giada del cielo. numerose come uno sciame d'api." "Perché no? Sabbioso è prigioniero e io non sono in grado di battere quel mostro. che patrimonio. Qui riprese l'aspetto di cavallo e si stese davanti alla greppia: la povera bestia era zuppa d'acqua e ferita a una zampa. Porcellino a testa ." Subito le scimmie. gli giunse un grande vocio. Quando lo vedi. che cosa dovrei aspettare?" "Fratello maggiore. Incede l'uno come un maestoso elefante dalle bianche zanne fra i minuscoli uomini. Da dove salta fuori? Portatemelo qui. Io mi metto i bagagli in spalla e me ne torno dal vecchio Gao. la vecchia donna gialla Tenuta in prigionia. Mentre camminava. basta che arriviamo a scambiarci qualche parola vivace. che si è fatto ricevere dal re come suo genero e ha trasformato il maestro in una tigre. lui! Quando facevi lo sbruffone davanti al re. Il destino che proteggeva Tripitaka gli diede vento in poppa: allargava le orecchie come vele e acquistava velocità. coperto di catene e chiuso a chiave in una stanza. Lui era seduto su una grande rupe. che non sareste risultati all'altezza e non ne sareste venuti a capo." Il bestione ritornò in città e si recò alla locanda. non parlare di sfascio" rispose il drago. pur rimanendo chiusa qui dentro tutto il tempo. constatando che tutto restava tranquillo. Non poté più sostenere la lotta e scagliò la spada contro la testa del suo avversario. con la testa confusa. Danzai per lui la danza della spada e. con spada e candelabro. Trovò solo il cavallo che dormiva nella stalla. Ma se mi dice di no. si stropicciava a lungo gli occhi. si inchinò sulle zampe anteriori e gli disse: "Fratello maggiore. con una sola mano non puoi applaudire. "Mi sa che c'è sotto qualche disgrazia. A dritta. Il diavolo che lo inseguiva lo perse di vista e se ne ritornò alla Sala della Pace d'Argento." Il cavallo bianco si svegliò." "Sai che il maestro si trova in difficoltà?" "Non so niente. All'orco piaceva molto. non un cane che abbai. guardava affascinato e il suo sguardo sembrò scivolare in una fissità cui il vino doveva contribuire. Se avessi io qualcosa di simile. l'altro emette un turbine di vento rosso cupo. ma soltanto che pensa a lui. Si guardò intorno e scoprì Scimmiotto che aveva radunato i suoi mostri in una valletta. a fare il monaco non mi ci terrebbe nessuno. scivolò in mezzo alla folla delle scimmie e si prosternò con loro. Presto ebbe superato l'oceano orientale. non sospettavate che il più forte fosse lui. come usano i maiali." "Vai. Almeno avreste potuto correre a informare dell'accaduto. Io e quella scimmia non siamo mai andati d'accordo. Questa bugia lo indurrà a venire qui. e sono sicuro che riuscirà a vincerlo e a liberare il maestro. Anche il drago riprese la sua forma. Non si rendeva conto che. Rifletté un momento e aggiunse: "Da soli non ce la facciamo. non gli devi dire che il maestro è nei guai. Ma a corte non lo trovai. non abbandonarti alla vigliaccheria. ma era tutto bagnato e aveva sul garretto un'ecchimosi del diametro di un piattino. Andrò invece in città a vedere il maestro e a esporgli la situazione. Era un momento in cui Cavallo del pensiero e scimmia dello spirito Erano separati. in quello stato lo hanno catturato. posso sempre riprendere il mestiere di genero. Per quanto tendesse l'orecchio Su tutta la montagna." Il drago non poté trattenere le lacrime e supplicò: "Condiscepolo. "Da dove vieni. Il legno ed il metallo Restavano dispersi. l'altro ricorda il gatto selvaggio che si avventa sul mondo sfoderando artigli d'acciaio. a fare una tal sudata e a procurarsi quella contusione? Si vede che un brigante ha portato via il maestro e ha colpito il cavallo. Nel frattempo Porcellino non era uscito dal cespuglio in cui si era rifugiato dopo aver abbandonato Sabbioso e si era stravaccato a dormire. verrò con lui. l'altro incornicia l'oceano di travi d'oro. non pensavo che il maestro mi avrebbe preso sul serio e lo avrebbe scacciato. ti dico io che ritornerà!" Il bestione prese il suo rastrello. balzò su una nuvola e se ne ritornò nella scuderia della locanda. ma questi l'afferrò al volo con destrezza e scagliò a sua volta il candelabro. Lasciamo stare. lo spinsero avanti e lo inchiodarono al suolo. Sabbioso lo soccorrerò domani. e al sorgere del sole abbassava già la sua nuvola alla ricerca della strada giusta sulla montagna. dovresti ritornare al tuo oceano. esordendo con un "Condiscepolo anziano!" che fece cadere a terra Porcellino per lo stupore.

fratello. Le scimmiette corsero a presentarsi a rapporto: "Grande santo. Porcellino saltò su e incominciò a tendere il collo da tutte le parti." "Ma tu non vieni?" "E dove dovrei venire? Qui sono libero e sto bene. ai piedi della montagna. Come ti permetti di venirmi a rendere omaggio prima di essere stato accettato?" "Vergògnati!" grugnì Porcellino. me la pagherai. "perdonami. saggio condiscepolo. Troncate i sei destini menzogneri Ed al Colpo di Tuono giungerete. ascoltate il seguito: ci troverete tutti i particolari. e prese a inveire contro di lui: "Non sei cambiato. In effetti dopo tre o quattro li." Il bestione non osò rendersi sgradito con altri rifiuti e lo seguì nella passeggiata.] Porcellino non poteva saziarsi dello spettacolo che aveva davanti ed esclamava: "Che meraviglia. la vorrai pur dare un'occhiata al paesaggio. "E come sarebbe andata la cosa?" "Mentre si camminava. "Sono proprio io. fratello. Non perdiamo altro tempo. prese per mano Porcellino e gli disse: "Saggio fratello. Non mi punire e consentimi di alzarmi per parlare. In quello stato d'animo mi ha mandato apposta a cercarti." "Ma sei qui." "Lasciamo perdere il maestro." "Qui tutti sono scimmie." "Sei un sacco di segatura. il sole saliva in cielo." "E dove vorresti scappare? Ti prenderei anche se ti lasciassi tre giorni di vantaggio. "Ho un bell'essere tornato a casa." Le scimmie mollarono la presa. Il metallo ed il legno Formano giusto frutto uniti insieme A scimmia dello spirito. e il resto glielo darò io con la mia sbarra. Scimmiotto. pere profumate. e scusa se è poco. Triplo legame formano i discepoli. buono soltanto da battere" si spazientì Scimmiotto. e lo sommerse acchiappandolo per i capelli." "Non ho offeso nessuno. ma io sono preoccupato per il maestro che aspetta." "Non credo né che pensi a me né che mi cerchi. dopo il ritorno di Scimmiotto era stata restaurata in breve tempo ed era tornata come nuova." "Fratello" gridò sconvolto Porcellino." "A me piace seguire gli usi del paese. che eri più sveglio e più intelligente. per quanto grande sia il mio appetito. E SCIMMIOTTO ABBATTE ALLA FINE IL MOSTRO GRAZIE ALLA SUA SAGGEZZA. non ho lettere e non sono stato licenziato. Te l'ha data la lettera di licenziamento? Fa un po' vedere. fratello. Lo sai che non ho più tempo per divertirmi. vedendolo partire. il maestro è là che ci aspetta. che noi non valevamo niente in confronto. Porcellino Otto Divieti. Da parte mia dovresti dire al monaco cinese di non perdere tempo a pensare a me. Se poi non sapete che trattamento ebbe Porcellino e se riuscì a scamparla. Ma parla sul serio e dimmi tutto. non sono soggetto né al cielo né alla terra: perché dovrei rinunciare alla mia libertà per fare il bonzo? Vacci tu. fratello! Credo che sia la più bella montagna del mondo. salutiamoci qui." Ma Porcellino rifiutò: "Sei proprio gentile. Non darti il disturbo. vieni almeno a fare un giro dalle nostre parti. signore e padre. anche solo per non deluderlo e per non rendere inutile tutto il cammino che ho fatto. non ci si può fidare di quel Porcellino: parla come un manovale e vi insulta a ogni passo." "Ragazzi!" gridò Scimmiotto. Assaggerò volentieri questa frutta. ma non ne vuol sapere. il maestro smontò da cavallo e mi chiese di andare in cerca di elemosine. tutti si assomigliano e si sentono tutti fedeli sudditi del grande santo." "Ma allora perché sei qui?" "Il fatto è che il maestro pensa a te e mi ha mandato a cercarti. poi ti presenti all'appello quando e dove ti viene indicato. mentre il monaco cinese è in pericolo?" "Ma no. il mio muso!" gridò Porcellino tirandosi su. saggio condiscepolo. tirati su. E allora resti dov'è!" Avanzò di qualche passo e riprese le sue invettive. ma sempre con la testa china e cercando di nascondere il grugno. devi seguire le regole: prima consegni la tua carta d'identità e scrivi il nome nel registro. Camminai molto senza trovare nemmeno una capanna. questa volta mi ammazza!" ripeteva Porcellino come se recitasse una litania." "Infatti ci si può campare. Presso l'ingresso della grotta il grande santo lo aspettava seduto su una roccia." "Vuoi farmi fesso? Sai che. Sono i sutra la via di perfezione: L'anima originaria aggiunge il Buddha. gli mise alle calcagna due agili scimmiette con l'incarico di ascoltare i suoi soliloqui. Porcellino si volse indietro. che rispondevi subito quando ti si chiamava. gridavano: "Grande santo. non avrei dovuto sentirti?" "Ho capito. sprofondando nella menzogna. fratellino. quale pericolo? Come ti ho detto. che bisogno avevi di insultarmi?" "E chi ti insultava." "Va bene. parla prima che sia troppo tardi. sei il solito sacco di segatura! Non ti bastava andartene via tranquillamente. si è ricordato di te. ma soprattutto. per la coda." "In questo posto benedetto dal Cielo. Però non sono un barbaro. senza pensare che Sabbioso sarebbe venuto a cercarmi e il maestro sarebbe rimasto solo. Quando Fraternità si ricongiunge Alla Giustizia. Sai che non ama restare ." "Ti prego di venirti a distrarre nella Grotta del Sipario Torrenziale. tanto che finirono per strappargli la tunica. e io non vorrei far aspettare il maestro. la Legge ritorna Alla sua fonte. Comunque." Scimmiotto si arrabbiò e urlò: "Portatemelo qui!" La massa delle scimmie si precipitò sul bestione per riportarlo indietro. che avevi dieci risposte per ogni domanda che ti si faceva. perché perdi tempo a prendermi in giro. sento la gente che bisbiglia nel trentatreesimo cielo? E se tendo quello destro verso il basso. La montagna era bella. e adesso pretendi di non avermi mai visto e mi tratti da barbaro." "Ma è proprio vero che pensa a te. tese il dito nella direzione da cui veniva e incominciò a vituperare Scimmiotto: "Scimmia del cazzo. Porcellino temeva ciò che nel frattempo poteva accadere a Tripitaka e continuava a insistere: "Fratello. Le scimmie in massa si erano impadronite del bestione e lo spingevano e tiravano.china rispose: "Non oso accettare l'onore di essere interrogato.. Essi salgono Verso la beatitudine a varcare La porta della non-dualità(10). Poi gli darete altri venti colpi sulla schiena." "Fratello" rispose Porcellino prosternato. con un codazzo di scimmie. signore e padre. Dopo la tua partenza riprendemmo il viaggio e. caro fratello. ma uno che conoscete bene. visto che vieni da tanto lontano. ti sarai trasformato in qualche insetto per spiarmi. per timore di rimediarci un'applicazione del randello. Dunque sei un mostro forestiero. se tendo l'orecchio sinistro verso l'alto. I diavoli ed i mostri della storia Con i cinque elementi corrispondono." "Ti racconterò tutto. battendo la fronte al suolo. Figùrati se mi sarei permesso di insultarti. qualcosa da rinfacciarti ce l'avrò." E intanto pensava: "Se ammette di riconoscermi. da quello spione che sei. che mi insultavi mentre camminavi qui vicino. "cercavo di ingannarti proprio perché tenevo tanto a farti venire con me. Questo sarà l'antipasto." "Allora alza il muso e fatti vedere" rispose Scimmiotto ridendo. ogni luogo il suo tranello. vieni con me a divertirti un po'." Mentre assaggiavano. Perché avrebbe cambiato idea? E del resto io non posso ritornare. per ogni singolo pelo. sugose nespole gialle e corbezzoli rossi. "Se insisti a non riconoscermi." "La strada è lunga al ritorno quanto all'andata. ero stanco e schiacciai un pisolino. prendi qualcosa come aperitivo. altro che campare!" Chiacchierarono e risero a lungo scendendo dalla cima. Ogni tappa ha la sua prova. tu sei diverso e sei più balordo degli altri. per riguardo al nostro maestro. il mio spirito continua a seguire il monaco passo per passo nella ricerca delle scritture." "Penso che il nostro maestro sia un uomo buono e giusto. è lui che mi ha scacciato. Camminarono tenendosi per mano fino in vetta alla montagna. mangiate qualcosa!" "Mio fratello Porcellino" rispondeva Scimmiotto ridendo "ha un tipo di appetito che non si sazia con la frutta. se mi farai andare di nuovo fuori dei gangheri." "In questo caso non ti trattengo. non avevo fatto i conti con la tua perspicacia. Dovremmo andare. "Eccolo. fratello? Possa mangiarmi la lingua! Dicevo semplicemente che avrei dovuto informare il maestro che tu non saresti venuto: questo è quanto. sento i re dell'inferno che fanno i conti con i loro assistenti? E te. sarà più facile che mi ascolti. perdonami per riguardo alla pusa Guanyin che risiede di là dal mare. "Siamo stati fratelli giurati per anni. Sbrigati a parlare se non vuoi botte. le scimmie venivano a offrire grappoli d'uva violetti. lui preferisce fare il mostro che il bonzo! Che bel macaco! Avevo le migliori intenzioni di pregarlo di ritornare. in una pineta." "Quel porcellone di Otto Divieti!" esclamò Scimmiotto soffocando dalle risate." A queste parole il bestione non osò replicare. Non poté far altro che borbottare qualche parola d'addio e rimettersi in cammino.. Se la tua intenzione è di fare atto di sottomissione. Ti prego. io resto dove sono. CAPITOLO 31 STORIA D'AMORE ASTRALE IN CUI PORCELLINO SI APPELLA AL SENSO DI GIUSTIZIA DEL RE SCIMMIA. "Prendete un bastone bello grosso e cominciate ad ammorbidirlo con venti colpi sulle chiappe. il maestro gridò: 'Discepoli!' Ma io non avevo sentito e Sabbioso faceva orecchie da mercante. Lungo la strada. Allora il maestro incominciò a dire che tu eri diverso. "Che cosa fai?" "Guardo da che parte la strada è più larga e adatta a scappare. "È la fine." "Perché non te ne vai in cerca di scritture con il monaco cinese? Scommetto che l'hai offeso e ti sei fatto licenziare anche tu. ci pensa sempre" si affrettò a ribadire Porcellino. [." La menzione di Guanyin ebbe qualche effetto su Scimmiotto: "Se la metti così non ti picchierò. Quel giorno fece giuramento davanti al Cielo e scrisse la lettera di suo pugno. Inginocchiati sul bordo della strada. per le orecchie." A questo discorso Scimmiotto saltò giù dalla rupe.

" "Principessa" ghignò Scimmiotto. Come sai. calma." Scimmiotto divenne furioso: si mise a saltellare intorno. Due per uno. E adesso che cosa vuoi?" "Non ve la prendete con me" rispose sorridendo Scimmiotto. Intanto. dove il campo di battaglia è spazioso. due fanciulli giocavano a 'disputarsi il nido'. lo taglierò a pezzetti per metterlo nella frittura mista'. "Era tempo di far conoscere i bambini ai loro nonni. è un buon piano. Siamo i soldati di un esercito sconfitto. comincia con il catturarlo e vendicarti. "Dove volete andare? Non fareste meglio a restare qui a darvi bel tempo ancora per qualche anno?" "Ma che cosa dite. erano cose che diceva questo Veste Gialla. andò a corte e trasformò il nostro maestro in una tigre. Io mi sono permesso di ripeterle solo per informarti. In un prato." "Come sarebbe a dire?" "Io gli avevo detto: 'Mostro. che avresti dimenticato i torti passati e saresti certo venuto a soccorrere il maestro. a grattarsi le orecchie e a tormentarsi le guance: "Ma chi è questo stronzo. gli romperò le ossa e gli mangerò il cuore. quando provocai quei disordini in Paradiso. rapita dal mostro. si sentì il cuore pieno di rugiada. donna volubile?" "Ho ricevuto la mia educazione a palazzo e ricordo la . che non è da gentiluomo. una specie di volano. Era invece la residenza del mostro Veste Gialla. ma fu invece colpito lui a una gamba da un grosso candelabro. in breve ritornò all'aperto con il suo randello in mano. Aspettate che abbia accompagnato quel monaco al suo destino e l'abbia riportato nell'Est. Perciò rispose: "Magari non ti avessi dato retta! È stato proprio il tuo nome a scatenare quel mostro. come se sbocciasse la primavera." "Come lo provocheremo?" chiese Sabbioso. Vieni a soccorrerci!" "Monta su. messo in fuga. Non lo trovò da nessuna parte." Infatti erano i figli che la principessa aveva avuto dal mostro. non hai un'oncia di buona fede. Si precipitò all'aperto scuotendosi il vestito per salutare Scimmiotto: "Cadi proprio dal cielo. li afferrò per il ciuffo e. Tutti. Mi dovevi rendere i bambini in cambio del tuo condiscepolo: io ho fatto la mia parte. Bisogna proprio tirarlo fuori da questo pasticcio. comunque. Perché non mi hai dato retta?" Porcellino rifletté e si disse che da un uomo di guerra si ottiene di più con le provocazioni che con le preghiere. me ne ritornerò al mio paese. che gli voglio dare una scarica di botte a modo mio. ti tieni le mani pulite. padre per la vita. Il mostro prese l'aspetto di un distinto letterato. Io aspetto qui. "la faccenda la conduci tu. invece di restar lì come uno scemo a bocca aperta.seduto a lungo: si mise a passeggiare. e possono morire da un momento all'altro. sorvegliate la proprietà e continuate a piantare gli alberi: bisogna aggiungere altri salici e pini. vi avevo detto e ripetuto di far sapere. Verrò anch'io. È stato il drago a suggerirmi di venirti a cercare. figlioli! Io ho il compito di proteggere il monaco cinese. quando è avvenuto un fatto inatteso. il vecchio non sarebbe capace di sottomettere nemmeno una lucertola: perciò toccò a noi di ritornare sul posto a combattere. e Porcellino lo additò: "Quella è la casa di Veste Gialla." "Che cosa ci vai a fare? L'orco non sarà in casa. Ma non avevamo fatto i conti con i grandi poteri del mostro: questa volta toccò a Sabbioso di restare prigioniero. Mi raccomando. Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Sarete vittima del suo furore. per ogni evenienza. se li portò via. signore e padre!" gridava spaventata la folla delle scimmie." Le scimmie. monaco. pochi scherzi! Giù le mani dal maestro! Bada che non ha solo noi come discepoli. "non aprite la mia prigione: quando ritornerà vostro marito se la prenderà con voi. "Vi porterete sopra la Sala delle Campanelle d'Oro e butterete giù i bambini sui gradini di giada bianca. io fui vinto e scappai a nascondermi nell'erba. che mi ha informato che il maestro è nei pasticci: Veste Gialla lo ha trasformato in tigre. il suo primo discepolo è il famoso Scimmiotto il Novizio. senza testimoni. Andiamo!" disse Sabbioso. Confortati dalla sicurezza che dava loro la presenza di Scimmiotto. bisogna consolarli e rassicurarli. corsero dalla principessa ad annunciare: "Signora. e io ti rendo i bambini. Presto giunsero in vista di un tetto dorato che rifletteva i raggi del sole." "Che bestia sei! Quando vi lasciai. non si inchinasse profondamente e non mi trattasse con il titolo di 'grande santo'. Scimmiotto si avvicinò alle loro spalle." Il grande santo saltò giù dalla roccia su cui si era accoccolato e si precipitò nella grotta. Anche Porcellino abbassò la sua nuvola per salutarlo: "Bravo fratellino. Dopo il bagno. invece di marciare verso l'Occidente?" "Non frugare nella piaga. tu faresti una brutta fine. come se invece dell'annuncio di un arrivo lo avessero coperto di doni d'oro e di giada. "Grande santo. I bambini terrorizzati si misero a strillare e a piangere. fratello. che il vecchio Scimmiotto era il suo primo discepolo." "Che cosa sapete. Non era rimasto che il cavallo bianco. combatterete ritirandovi in modo da portarlo qui. Mi chiedevo come avrei potuto rendervi il favore. per l'uomo nato fra cielo e terra?" "Lo so. La madre. Al maestro piace la gente pulita. trovammo solo il cavallo e i bagagli: il maestro era scomparso. ma tu no. sconvolta. Non è che mi ha abbia proprio scacciato: mi ha dato un periodo di licenza per venir qui a vedere come andavano le cose e per prendere un po' di riposo." Che bravo re scimmia! Abbassò la nuvola luminosa e ne scese per esplorare i dintorni della grotta. Uno aveva una diecina d'anni e l'altro otto o nove. dentro la grotta. Quando il mostro lo saprà. "qual'è secondo voi il crimine più grande. ma scoprì il mostro che beveva tutto solo in una sala del palazzo." "Tu non capisci queste cose. non credere di cavartela!" "E così tu non mi conosci. Lascialo andare." "Non c'è tempo." "Reverendo. Non è un modo di incastrarci?" "Se dovesse prendersela con voi. ai mostri che avessero aggredito il maestro. mezza parola avresti potuto dirla. Ma adesso c'è questa situazione d'emergenza. che si impadronì di lui. Lo cercammo fino all'ingresso della grotta e combattemmo con il mostro. Se invece è troppo magro. accettarono i suoi comandi. Gliela farò vedere io. Sono il primo discepolo del monaco cinese. fai un buon affare." "Alzati. che lo scorticherò vivo. messi in allarme. perché hai rapito i miei figli? Hanno un padre feroce: se gli succede qualcosa." Alleluia! Al nome di Scimmiotto parve a Sabbioso che ambrosia gli piovesse sulla testa." Sabbioso prese la rincorsa e balzò sulla rupe. fin dal momento che li hai arraffati. uno sconosciuto ha rapito i principini. direte che sono i figli di Veste Gialla e che li ho catturati io. dove Sabbioso è tenuto prigioniero. Quando. ma incastri noi. mentre vado a esplorare il terreno di combattimento. Non riescono più nemmeno a piangere. quando il Novizio disse: "Fermiamoci un momento. Se capitasse qui. È stato il cavallo bianco a consigliarmi di andare in cerca del nostro primo condiscepolo. sono ritornato in città durante la notte. come sempre. che liberò il maestro e gli affidò una lettera per i suoi genitori. Si mutò in fanciulla di corte e cercò di colpirlo durante una danza della spada. mi avete salvato la vita aiutandomi a discolparmi di quella lettera. Ciascuno di voi prenda un bambino. Credi che il mostro non se la prenderà con noi? A noi. sanno che Scimmiotto è il suo discepolo. gridò ai mostriciattoli di farsi da parte e liberò Sabbioso con le sue mani." Scimmiotto lo interruppe: "Basta con le chiacchiere. senza perdersi a indagare se erano Pierino o Paolino." "Lo so. chiese al maestro di catturare il mostro e di ricondurre la figlia. Stavano completando la traversata dell'oceano orientale." "Non fare l'insolente. ha detto che sei buono e giusto. Bada che mio marito non è un tipo comune. per insultarmi così?" "Calma. al vedermi. il maestro aveva trovato una salvatrice: era la terza principessa del re del paese degli Elefanti Sacri. "Ieri. fratello." La principessa si precipitò all'interno. non c'era dio che. verrà qui di certo. E questo burino ha l'insolenza di prendermi alla leggera." "Fratello" fece Porcellino ridendo. gli strapperò la carne. che ha immensi poteri e abbatte mostri come te con una mano sola. Mi è bastato ritornare pochi giorni fra le mie scimmie per riprendere odore di mostro. vorrà farla pagare. ci è rimasta solo la vergogna. È comparso il vostro condiscepolo Scimmiotto: mi manda lui a liberarvi. E poi. i due se ne andarono con i bambini. non dovevi proteggere il maestro? Perché stai qui a perder tempo. Gettandoli sui gradini li ridurremo in poltiglia." "Hai ragione. Non possiamo combatterlo in città: solleveremmo un polverone e la sconvolgeremmo tutta. Se vi chiederanno di chi si tratta. saggio condiscepolo. mentre tu. Devo scendere in mare a purificarmi. un mostro così insolente non lo voglio mancare. in cielo e in terra. Ho trovato il cavallo bianco. quei bambini. uscì dalla foresta e vide una pagoda con il tetto dorato che prese per un monastero. La principessa corse fuori dalla grotta e vide Scimmiotto in cima a una rupe che stringeva i due bambini per il ciuffo e minacciava di lasciarli cadere nel vuoto. non ti conosco nemmeno. fratello! Dio sa se c'era bisogno di te! Aiutaci!" "Benedetto Sabbioso! Quando il maestro recitava il suo incantesimo per stringermi la testa. Non siate mai trascurati né approssimativi. bestione. ma quando l'avrò catturato e fatto a pezzi. La principessa gli disse: "Sei un monaco senza scrupoli. Farai il bagno un'altra volta. risalirono sulla nuvola e ripresero il viaggio. hai tenuto duro!" "Da dove vieni?" chiese Sabbioso inchinandosi. I mostriciattoli della grotta. cercando di trattenerlo. Ora ti prego di non dimenticare l'adagio: maestro per un giorno. ritornammo indietro. per sostituire la sua tenuta da mostro con la tunica di broccato e il grembiule di pelle di tigre. Scimmiotto prese per mano Porcellino e montò su una nuvola.' Ma lui diede in escandescenze: 'Credi di farmi paura con questo Scimmiotto dei miei stivali? Venga pure. mentre Scimmiotto scendeva dalla rupe e si avvicinava alla pagoda." "E come vi incastro?" "Ai bambini dev'essere già scoppiata la milza dalla paura. "Principessa" diceva Sabbioso. il quale riprese il suo aspetto di drago e partì in cerca del maestro. Poi farai come vorrai. siete il mio benefattore. Quando il re ricevette la lettera. poi ritornerò qui a godermi con voi la verità della natura. con Sabbioso. non lo vorrei stomacare. Poi andrete nella città degli Elefanti Sacri a provocare il mostro per portarlo qui." "Tu resta qui." Porcellino comprese che l'intenzione era buona. il Novizio. Li hai spaventati. Il mio condiscepolo Sabbioso è chiuso nel tuo antro. Lo prese una gran gioia. Cinquecento anni fa. urlava: "Ehi lassù." "Giusto. fratello. Mentre erano assorti nel gioco.

" "Ma che uomo sei. brutto diavolo! Non sai nemmeno riconoscere tuo nonno?" "Eppure questa faccia l'ho già vista da qualche parte" sibilò l'orco. come lo volete chiamare?" La principessa arrossì fino ai capelli. quante sedute di unione di yin e yang sono occorsi per fabbricare questo ciondolo di cinabro interno. "Sono il primo discepolo del monaco cinese e mi chiamo Scimmiotto Consapevole del Vuoto." "Proprio così: "Padre mio che m'avete generato. e l'incontro con il grande santo era stato disposto appunto a questo fine. Tesoro. a diecine e centinaia? Avessi pur cento mani. non mi tirate in qualche brutta storia." "Via. Pietà pei genitori Che tanto hanno penato. Avrei voluto uccidermi. si apprestò a farlo ruotare su se stesso. Se non lo abbatto. Lo sai che ho al mio servizio mostri grandi e piccoli. Son qui io. Vediamo l'amuleto. si batté il petto e riempì la grotta di singhiozzi violenti e di tragiche lamentazioni. perché le diciassette compagne della ragazza che egli aveva divorato si erano presentate al re. Il mostro alzò i pugni per colpirlo." Scimmiotto ghignò dentro di sé: "Il maledetto è abbastanza ingenuo da passare alle confessioni senza che occorra la tortura. non valgono la minestra che mangiano. perché altrimenti apparirei nella mia forma originale. voi ritornate a casa e non li vedo con voi: come volete che non mi senta disperata?" "Mi stai dicendo che quelli erano davvero i nostri figli? " esclamò il mostro." La principessa seguì il consiglio e si ritirò in luogo appartato. "Principessa. ritornò subito alla sua montagna e corse verso la grotta per capire che cosa stava succedendo. riducendoli in poltiglia. Sarà meglio che prima ritorni a casa e chiarisca questa storia dei bambini. ma nessuno è grave come la mancanza di pietà filiale'. ma tutto muscoli. La sua partenza da insalutato ospite confermò la nuova opinione generale che il vero mostro fosse lui. Come avete potuto accoppiarvi con un mostro. puoi sempre offrire la tua testa: abbi la compiacenza di metterti in posa perché io ci batta sopra. il vostro vecchio Scimmiotto vi garantisce che catturerà il mostro e vi riporterà a corte. Non ho più visto nessuno. "Rimandiamo di un momento le legnate: guarda pure a tuo agio. Porcellino e Sabbioso. La corte fu presa dal panico. non sapeva dove nascondersi per la vergogna." "Tanto peggio!" esclamò il mostro." "Te lo raccomando. mi sorveglia continuamente. torcendosi per il furore che lo attanagliava.(11) "Il poema spiega che la pietà filiale è la fonte della buona condotta. ma Scimmiotto lo trattenne con una mano e fece con l'altra un movimento che gli restituì il suo vero aspetto: "Ohé mostro. L'orco entrò nella grotta come una folata di vento. padre per la vita. sposa senza lo sposo è un'infelicità che non perdona. pestò i piedi. con le ossa che vi sbucano sotto la pelle." L'orco prese per mano Scimmiotto e lo guidò in un angolo segreto in fondo alla grotta. reverendo: come potrei dimenticare i miei genitori? Il fatto è che il mostro mi ha rapito a tradimento. Si fece avanti per prenderla fra le braccia: "Tesoro mio. ma perché è qui Sabbioso? Lo avevo lasciato prigioniero a casa mia: come è scappato? Perché mia moglie avrebbe dovuto lasciarlo andare? E che cosa c'entrano i miei figli? Porcellino avrà architettato un trucco per provocarmi. non appena si era fatto giorno." E si mise a piangere come una fontana. il mio prestigio ne risentirebbe. non conoscevi il nome di tuo nonno. non permette che mi allontani. Il mostro si mise a riflettere: "Capisco Porcellino. non vi disperate. non sono riusciti a prevalere su mio marito. senza parere. da qui non uscirai vivo. proprio da fetente!" "Così non mi riconosci" disse il Novizio. Il monaco ha solo due discepoli.frase dei libri antichi: 'Tremila crimini meritano i cinque castighi. Se mi prendessi una rastrellata." "Brutto criticone! Non conosci il proverbio: maestro per un giorno. guarda in su e vede Porcellino e Sabbioso che gridano da una nuvola. mentre te la prendevi con il mio maestro? E non è tutto. E voi madre che m'avete nutrito.. Di uno Scimmiotto non ho mai sentito parlare." Il bravo mostro non stette nemmeno a congedarsi. piccolo piombo pesa un accidente. Ma stai attenta a non ruotarlo.. Avreste dovuto rincasare ieri sera! Stamane non eravate qui quando è venuto Porcellino e si è portato via Sabbioso e i nostri bambini. Intanto Porcellino e Sabbioso portarono i bambini nella città degli Elefanti Sacri e li lasciarono cadere sui gradini di giada bianca. E l'eminente legge del destino lo consegna ora nelle mani del vecchio Scimmiotto. "Certo che lo erano: li ha presi Porcellino. "che io e Sabbioso abbiamo portato qui. D'altronde a corte gli altarini erano stati scoperti. povero diavolo sfiancato e sbilenco come un granchio." Il mostro se ne stava ancora nella Sala della Pace d'Argento a ronfare e smaltire tutto il vino che aveva bevuto. ma temevo che i miei genitori mi credessero colpevole di una fuga da casa e che la vicenda non venisse mai chiarita. Gli omaccioni valgono meno della figura che fanno. Che cos'hai da dire a tua discolpa?" "E quando ti avrei insultato?" "Me l'ha detto Porcellino." "Per piacere." "Sciocchezze! Diecine e centinaia? Anche se fossero migliaia e centinaia di migliaia. e lo farò ruotare ben bene per vedere di che si tratta." "Tirati su. non vi posso riportare a corte dal re vostro padre. e l'altro: l'ostilità fra padre e figlio dura solo una notte? Credevi che potessi restare con le mani in mano. quanti anni di prove. mentre gli ufficiali annunciavano: "Disgrazia! Disgrazia! Due persone sono precipitate dal cielo. La faccia gliela spaccherei volentieri." "Lo so. che cos'è accaduto da renderti tanto disperata?" "Oh signore" rispose Scimmiotto. Chi sei? Da dove vieni? Dove hai imboscato mia moglie. Il mio maestro." "Questi bambini sono i figli del mostro Veste Gialla" proclamò a gran voce Porcellino. che è un uomo molto compassionevole. Mi accontenterò di farti presente che oggi ti sono venuto a trovare e tu non hai fatto buona accoglienza all'ospite venuto di lontano. Qui si levò di bocca un oggetto che aveva le dimensioni di un uovo di gallina. mi hai anche insultato dietro le spalle." "Vi potete fidare. Ecco perché non mi restava che prolungare la mia fragile esistenza. come pensate di fare?" "Penso sia meglio che voi non mi stiate d'attorno. Scimmiotto. Allora vi troverete un buon partito e potrete vegliare sui vostri genitori finché saranno in vita. e tu hai ancora il coraggio di mostrarti in giro. con le ossa a pezzi e il sangue che correva tutto intorno. signora. Scimmiotto si rallegrò: "Che bell'oggetto! Chissà quanti esercizi di meditazione. prima di venire a rubare il mio amuleto con l'inganno? Che azione infame. confezionando frottole al riparo del velo di lacrime che gli bagnava gli occhi. E valga in luogo del tè. "che cosa ti succede?" "Ma che tesoro. Ero lontana da loro e non avevo nessuno per inviare notizie. Ho un amuleto che devi strofinare dove ti duole. E voi." "Ma mi ha portato qui di forza. schizzò intorno tante lacrime peggio di un temporale. Io avrò bisogno di muovermi senza avere intorno troppi sentimenti: un colpo dev'essere un colpo. Come ti senti? Avrò cura di te. Come puoi dar retta a quella bestia?" "Non stiamo a discutere. Corre all'aperto. Se non gli puoi offrire vino né merenda. come potrete farcela?" "A quanto pare non avete occhio per queste cose" replicò Scimmiotto ridendo. quando sentì gridare il suo nome. ma lui diceva che doveva presentarli a corte." "Voi che siete un esperto. una specie di ciondolo di cinabro interno. non può essere. si produsse in un grande numero di teatro: sbatté le lunghe ciglia. potreste solo crearmi dei problemi." "Ti ho visto. di pugno o bastone che sia. Io lo supplicavo. e passerà. Poi. Alla fine disse: "Le vostre parole sono giuste. Il mostro strabuzzò gli occhi: non l'aveva mai vista così. appunto perché ho l'abitudine di picchiare sodo i mostri che incontro e ne avevo ammazzati un po' troppi." "Non ero con i due che conosci. ma non riesco a ricordare. ma il mostro stava all'erta e subito si slanciò per strapparglielo dalle mani. Allontanata la principessa. Io invece sono piccolo. In verità sono la peggiore peccatrice che ci sia fra cielo e terra. il re scimmia si trasformò con una scossa nella sua copia identica ed entrò nella grotta ad aspettare il mostro. per riferirgli l'accaduto. I vostri sentimenti verso di lui potrebbero giocarvi degli scherzi. "Ha ucciso i miei figli buttandoli dall'alto: e adesso come rendergli la vita? La farò pagar cara a quel monaco. che pure sono degli omaccioni. Porcellino mi ha detto che avete salvato la vita del nostro maestro e avete mandato una lettera ai vostri genitori: questo dimostra che non li avevate dimenticati. Sono il tuo nonnetto di cinquecento anni fa. un po' di contegno! Guardami bene: mi conosci?" "Tesoro" bisbigliò il mostro allocchito. ma ho bevuto troppo e non ho ancora smaltito il vino." Il mostro si mise a ridere: "Caro Scimmiotto. manchi di dignità! Il tuo maestro ti caccia via." "Credete davvero di potercela fare?" "Non avete idea di quanto possa pestare diavoli e mostri. il fondamento del bene. quello là! Ha il grugno di maiale e la lingua di megera. se il tuo programma era di fare a botte. mi aveva rimandato a casa per questo motivo. Tu sei un essere malefico piovuto da chissà dove per prendermi in giro. In fatto di astuzia e agilità non è facile farla a una scimmia. E così. ho pianto tanto da averne male al cuore. Scimmiotto se lo mise in bocca e lo inghiottì. Era destino che il suo matrimonio avesse fine. Per ogni evenienza. la conversazione con lui posso riprenderla più tardi. non te ne lascerei uno in . ma siete stata sua moglie per tredici anni. Per sottrarre l'oggetto a ogni contesa." La falsa principessa lo afferrò e cominciò a stropicciarselo qua e là. non avresti dovuto entrare qui dentro. falsa principessa. Son fuochi di paglia. spostano vento e non ripagano la stoffa che occorre per coprirli. "Dice il proverbio: grande vescica non pesa niente. "lo dice anche il proverbio: marito senza moglie perde della sua casa la padrona." "Sento molto la mancanza dei bambini. comunque. Che ne pensate?" "Ma voi cercate la morte! Ieri i vostri condiscepoli. assalito da un'enorme collera. dargli il vostro corpo senza pensare a vostro padre e a vostra madre? Se questo non è un crimine contro la pietà filiale. il re confermò la consegna ai suoi ufficiali di tenere sotto sorveglianza la falsa tigre. non piangere più.

è disceso sulla terra" concludeva il rapporto dei precettori. né aprire gli occhi o la bocca. con riserva di reintegrarlo nelle sue funzioni se avesse servito con merito. Se non c'è niente. quante finte." I precettori si recarono subito a rapporto nella Sala delle Nubi Misteriose. L'affatturato Tripitaka aveva qualche percezione di ciò che gli accadeva intorno. Perché?" chiese l'Imperatore di Giada. L'astro tolse la placca d'oro dalla sua cintura. Tao. La verifica proseguì oltre il palazzo dell'Orsa maggiore: si contarono ventisette delle ventotto case. Nel Paese degli Elefanti Sacri ho combattuto con un mostro che aveva attaccato il mio maestro dopo aver sedotto una principessa. Visto che sei il suo discepolo preferito. Roteando braccia e sbarre si gettò sulla folla come una tigre in un gregge di montoni. mentre voi volevate darvi tutto al bene. ti prego." "In questo caso" disse Sabbioso. ma Scimmiotto vedeva benissimo che era un uomo. Il mostro non capì la mossa: vide il vuoto nella difesa e si gettò avanti per colpire con la sciabola. l'astro del lupo e del bosco. Scimmiotto." "Mi sembra già una fortuna che esca di qui pacificamente. e non ci sei più. destinandolo come fuochista al servizio di Lao Zi." L'Imperatore di Giada decretò che fosse privato della placca d'oro e lo bandì nel Paradiso dei Beati. La loro unione era destinata dalle loro vite anteriori. non dev'essere un mostro ordinario. Ma se fossi morto. salvalo. Il grande santo gli sbarrò la strada all'ingresso del Cielo e voleva colpirlo di nuovo. senza combinare guai" replicò l'Imperatore di Giada. che corrispondono a tredici anni sulla terra. mentre Scimmiotto andava e veniva senza ostacolo. è risultato che questo Kui era assente da tredici giorni. "Kui. Egli si nascondeva in un torrente di montagna. Se fossimo stati capaci di farlo da soli. La principessa reale del Paese degli Elefanti Sacri non è una comune mortale. "Maestro" gli disse Scimmiotto ridendo." Deciso a metter subito le cose in chiaro. Il grande santo ritornò alla Grotta della Luna Marina a cercare la principessa. si prosternò ai piedi dei gradini del trono e riconobbe la sua colpa. La lama i nembi illumina. dove i funzionari avevano fatto portare la gabbia di ferro e tolte le catene alla falsa tigre. ora che l'ho fatto. dissimulato fra i suoi vapori. vuol dire che sei scappato. veloce come una stella filante. tutte le truppe si armarono e corsero al posto di combattimento." Dopo avere ringraziato Scimmiotto. Qui la difesa si dimostra forte. "Vostra maestà" rispose Kui prosternandosi. avresti lasciato in terra del sangue. sei un cattivo incassatore: una botta. Sarebbe questo il modo?" "Fratello" intervenne Porcellino. o un'aquila nel pollaio. Si conforma la sciabola ai sei foderi. sulla porta. Egli andò difilato alla Sala della Luce Penetrante." Il mostro lo inseguì con la sciabola levata per fendergli la testa. Osò sporgere la testa solo quando udì gli incantesimi dei colleghi. "il merito è tutto degli immensi poteri del reverendo Scimmiotto. astro del lupo e del bosco. il randello Scaccia e disperde nubi colorate. quella scimmia" commentarono ridendo i precettori. mentre la sbarra cerchiata d'oro scintillò moltiplicandosi per tre. i dodici rami. compiaciuto di quella efficienza. La battaglia si spostò sulla montagna. cercò nei bagagli la ciotola d'oro delle elemosine. "Se Veste Gialla è stato sconfitto e io salvata" disse la principessa a suo padre. Scimmiotto guardò intorno da tutte le parti. Ge. ed eseguì la figura detta rubar pesche sotto le foglie." "Che specie di mostro era questo Veste Gialla?" chiese il re. quando si udirono dall'alto le voci di Porcellino e di Sabbioso che gridavano: "Fratello. mi dovevo vendicare del mostro perché mi aveva insultato. perciò dev'essere uno spirito celeste. lascia anche a noi qualche mostro da menare!" "Qui di mostri non ce ne sono più. Anch'io. Si ordinò di procedere all'appello delle varie categorie di divinità: i nove luminari." Scimmiotto gli tese le mani per aiutarlo a rialzarsi: "Se me lo chiedi così. Sono stati i loro pensieri profani a farli cadere fra gli uomini. recitando gli opportuni incantesimi. la rapii e la tenni nella mia residenza. e diede ordine al dipartimento competente di provvedere a ricondurre il latitante nel mondo di Sopra. "voi che eravate un bravo monaco. "gli antichi dicevano: non per amor del monaco. ma io non osai contaminare il sacro territorio del palazzo celeste. L'altro dimostra agilità felina. come se percorresse un posto deserto. "È già mancato a quattro appelli ordinari. "Noi gli abbiamo catturato il mostro e lui se la cava con una riverenza. "piantala di stuzzicarlo!" "Tu ficchi il grugno dappertutto. Come ha potuto scomparire così? Credo di capire: il mostro diceva di avermi già visto da qualche parte. Quante parate a protegger la testa! L'espressione dell'un cambia col vento. ma per te. "Il genero di vostra maestà" rispose Scimmiotto "è la costellazione Kui del mondo di Sopra. Questi recitò una formula e spruzzò l'acqua sul capo della belva: si ruppe . Non ero venuto per loro. dove i quattro grandi precettori celesti Zhang. per non tradire l'impegno. Agli occhi di tutti conservava quell'aspetto. assestando una potente randellata sulla testa dell'orco. "non ci sono ostacoli ad andarcene. e vostra figlia è in realtà una fanciulla di giada del servizio dell'incenso. e non è cosa da poco. Quindi oggi è il tredicesimo giorno di assenza." Porcellino si precipitò alla locanda. detto livellamento del grande mezzo. gli fece segno con la mano: "Vediamocela fra noi. "Vedi il maledetto!" si diceva Scimmiotto con segreto piacere. "Da quanto tempo manca? " chiese l'Imperatore di Giada. ma non si vedevano movimenti in alcuna delle quattro direzioni. Durante lo scontro è scomparso senza lasciar traccia. Liu. come avete potuto ridurvi in questo brutto stato? Mi avete cacciato via perché mi comportavo male. mi trasformai in mostro su una celebre montagna. che scomparve senza lasciar traccia." Il mostro gridò il segnale d'allarme. Contro il randello di ferro forgiato S'alza la spada di acciaio temprato. Le stava raccontando dell'avatara del mostro. "È sempre il solito rustico. Dal momento che sei qui. mentre Scimmiotto lo fronteggiava con la sua sbarra. Mancava solo la stella Kui. Nessuno avrebbe osato mancare all'appello. Gou e Bi. Così ho liberato la vostra benamata figlia. che gli correva dietro coprendolo di insulti: "Scimmia maledetta. non ti avremmo chiesto di venire da tanto lontano. Essa pensò di prendere forma umana e scese per prima nel mondo di Sotto. o qualche altra porcheria. invece di godere l'infinito spettacolo del mondo di Sopra. fra brume e nuvole. ma non poteva muoversi. il grande santo raggiunse con una capriola la porta sud del Cielo. Scomparve e basta. Poveri piccoli mostri! Le loro testoline si spappolavano al primo tocco e gettavano una quantità di sangue. Poi si unì alle sorelle e tutti i funzionari vennero a renderle omaggio." La principessa sentì per un istante il vento che le sibilava nelle orecchie. perché rompi sempre le scatole al vecchio Scimmiotto. Quanti attacchi fulminei. e voglio proprio vedere se conosci questo colpo. sei segretamente fuggito. dove siamo rimasti uniti per tredici anni. sei proprio una disgrazia! Perché vieni a schernire la gente a casa sua?" Scimmiotto. ma uno spirito celeste. e li seguì nel mondo di Sopra." Il bravo re scimmia alzò la sbarra a due mani. Riportiamo a corte la principessa con la magia della contrazione del terreno. Scimmiotto deviò la lama con un impercettibile movimento. Fece una gran riverenza e ringraziò le altre divinità della pena che si erano data. Ai magici poteri del gran santo Il mostro oppone forza non comune. quando occorre cavarlo dai pasticci? Come avevo detto. Deng e Xin si scansarono precipitosamente addossandosi ai pilastri. I tre la condussero alla Sala delle Campanelle d'Oro. o di aggravare la pena in caso contrario. In seguito al rapporto che ho presentato all'Imperatore di Giada." "Tredici giorni in cielo sono tredici anni sulla terra" ricordò l'Imperatore di Giada. Sono venuto appunto per verificare se qualche creatura del cielo ha abbandonato il suo posto. senza osare di contrastargli il passaggio. Era una fanciulla di giada della Sala Piena di Profumi. "Come sa controllare gli attacchi del mio randello! Aspetta un po': ti servirò una finta. che avvengono ogni tre giorni. la riempì d'acqua e la portò a Scimmiotto. i quattro fiumi. Spalanca l'uno i suoi occhi di fuoco. Questa lotta Fino all'ultimo sangue fu ingaggiata. L'altro non mostra mai emozione alcuna. ma per riguardo al Buddha. ma non trovò niente: "Ragazzo mio. Là l'attacco è diretto a dominare. come Zhang. il re propose: "Perché non andiamo a vedere il vostro Maestro?" I tre discepoli entrarono nella Sala del Tesoro. e subito si ritrovò in città. A vederlo con la sbarra in pugno le guardie furono prese dal panico: Pang. Ferocia con ferocia. Non v'è sospiro o fiato che non sia predestinato: oggi l'impresa del grande santo Scimmiotto mi riconduce alla vostra presenza. Mi desiderava. come potrei dire di no? Portatemi un po' d'acqua. In breve non rimase che il vecchio mostro. Segue la sbarra le tre strategie. impugnò a due mani il suo randello e gridò: "Trasformazione!" Gli crebbero subito tre teste e sei braccia. Dopo una cinquantina di scontri. dove salutò il re suo padre e la regina sua madre. nella figura detta osservare il cavallo dall'alto. "Kui. me ne ritorno a casa. Per eseguire l'ordine imperiale le ventisette costellazioni uscirono dal Cielo. I colleghi del suo dipartimento sono andati a ricuperarlo ed egli è stato esiliato nel Paradiso dei Beati. i cinque picchi.piedi. Xu e Qiu gli chiesero subito: "A che cosa dobbiamo la visita del grande santo?" "Sapete che sono addetto alla protezione del monaco cinese. I recinti della grotta furono subito ermeticamente chiusi e barricati. "perdonate al vostro servitore questo crimine che merita la morte. l'esito era ancora incerto." Balzò su una nuvola per scrutare l'orizzonte. ma le costellazioni riuscirono a trattenerlo e condussero il colpevole davanti all'Imperatore di Giada. dove avrà modo di riscattarsi. i cinque orienti. Scimmiotto fu soddisfatto delle disposizioni adottate." "Fratello maggiore" supplicò Sabbioso inginocchiandosi. gli dèi della via lattea. "Eppure ai miei occhi non sfugge nulla.

segnalerò nel mio rapporto al sovrano dei Tang che il più meritevole sei tu. attenzione!" disse Tripitaka. Pago del suo destino. agitare le campanelle d'argento e stimolare il drago di giada. "Ecco un'alta montagna: corriamo il rischio di essere ostacolati da tigri e lupi. maestro. Le feste Celebran la stagione. e se non un alleato." A queste parole sembrò a Tripitaka che le sue anime lasciassero il corpo. "Aspettate che senta che cosa si può cavare da lui. Non abbiate timore. mi basterebbe che rinunciaste a recitare quella cosa che sapete. Dopo avere approfittato della regia bontà. i fantasmi del re Yama. Visto che lo avete avvertito di presenze pericolose sulla montagna. le diecimila cause cesseranno di agire. se non un parente. Ogni categoria ha il suo territorio e il suo oriente. agl'inferi. Chi non ha subito il dolore dei dolori. Io conosco tutti e posso far spiccare un ordine di cattura urgente in qualsiasi momento." Tripitaka si dovette accontentare di dominare la propria inquietudine. fermatevi un momento! Devo avvertirvi di una cosa: su questa montagna si trova una banda di diavoli crudeli e di mostri feroci. il racconto non finirebbe mai. Avevano superato tante tappe che. finché vi accompagna il vecchio Scimmiotto voi siete al sicuro. da dove vieni?" Sabbioso gli raccontò i fatti per filo e per segno. aprì gli occhi. "Discepoli. come penseresti di farli arrestare?" "A sentire le balle che racconti per spaventarci e per magnificarli." "Maestro" replicò Scimmiotto. Maestro e discepoli iniziarono l'ascesa della montagna. Tripitaka manifestò infinita gratitudine: "Mio saggio discepolo. quando vide un boscaiolo ritto su una rupe." Il boscaiolo sogghignò beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia. Vive libero Ed è dalle Tre Stelle benedetto. quando incontrarono di nuovo una montagna sul loro cammino. "Hai proprio perso la bussola. maestro" rispose Scimmiotto. Per lui primavera Dura per l'anno intero. Quello là sul cavallo è il nostro maestro. ma mi serve saperlo per farli arrestare dal dio della montagna e dalla divinità locale. perlomeno un amico. tutte le cose si svuoteranno: allora avrete tutto il riposo che vorrete. Era trascorso parecchio tempo da quando avevano salvato la principessa del Paese degli Elefanti Sacri e la folla dei cortigiani li aveva accompagnati per un tratto fuori della città. Se in fin dei conti non sapete che altro gli capitò. reverendo che andate verso occidente. maestro e discepoli si congedarono per rimettersi in cammino verso l'Occidente. li consegno all'Imperatore di Giada. Tremava tanto da faticare a restare in sella.. riconobbe Scimmiotto e gli afferrò le mani: "Consapevole del Vuoto. si erano fermati solo quanto era indispensabile per il cibo e per il sonno. non può divenire l'uomo degli uomini. se sono creature ctonie.. CAPITOLO 32 SUL MONTE CIMA PIATTA SUL MONTE CIMA PIATTA IL PROTETTORE FORNISCE ALCUNE INFORMAZIONI. PRESSO LA CAVERNA DEI FIOR DI LOTO PORCELLINO SI TROVA ESPOSTO ALLA SFORTUNA. né quando raggiunse il Paradiso dell'Ovest. Si vede Sullo scosceso fianco della rupe Camminare la tigre di montagna Agitando la coda. e dove le vorresti imprigionare?" "Se sono diavoli celesti. Posata l'ascia esce fuori dal bosco E a lunghi passi sale sulla roccia. quelli del Sud alla Virtù del Fuoco. E il monaco riprende il cammino del suo impegno. coltri di nebbia più fitte Della notte. il tempo in cui Il salice risplende come seta Cangiante nella brezza. L'immagine dorata nel Paese Degli Avvoltoi. Il boscaiolo Tagliava legna secca sul pendio." A queste parole il boscaiolo scoppiò in una risata: "Sei un bel matto di bonzo!" "Dico sul serio. Ora ho passato fiumi senza nome. Questa volta speriamo di arrivare presto alla meta. Che aspetto aveva? Un vecchio feltro azzurro sulla testa. una persona piuttosto paurosa. allentare le redini. ti devo tutto. Passando in giro le coppe ricolme. in casa sua Non entrano né gloria né vergogna. per qual motivo siete venuti da queste parti?" "Siamo inviati dalle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest." Il reverendo trattenne il cavallo tirando le redini e disse: "Mentre partivo da Chang'an pensavo Soltanto che avrei visto il Buddha in viso. lavare le orecchie dalla polvere. Si fa musica Con corde e fiati." "Sei matto e basta!" replicò il boscaiolo continuando a ridere. Da quanto tempo sono qui." Anche il re rinnovò i suoi ringraziamenti ai pellegrini e offrì loro un grande banchetto vegetariano. È giunta nella corte posteriore Una coppia di rondini. lontano dalle illusioni e dai sogni che turbano. Ricordate il Sutra del Cuore. la bianchezza di giada Della sua fronte nell'oscuro stupa. perché vi teniate in guardia. a elencarle tutte. incanti e aspersioni di acqua . Montagne che nessuno aveva mai Scalato.] Il reverendo tirava le redini per sostare a osservare la ripida salita." "Lasciamo perdere" replicò ridendo Scimmiotto. che si nutrono dei viaggiatori come voi. "chi ha lasciato la sua famiglia non deve parlare come chi vi è rimasto. Il Reverendo riprese la sua forma.l'incantesimo e l'effluvio della tigre si dissipò. che era molto scoscesa." Il bravo Scimmiotto si arrampicò lesto sulla rupe e si rivolse al boscaiolo con uno stentoreo: "Fratello maggiore!" accompagnato da un breve saluto a mani giunte. Mettiamo che io sappia dove si nascondono queste creature malefiche. dovesse pure sprofondare il cielo. L'uomo domandò: "Reverendo. L'abito rozzo di bigello nero: Povera protezione contro il sole Ed il maltempo. devi essere un loro parente. Mi chiedo: quando mai Si giungerà alla fine del cammino?" Scimmiotto si mise a ridere: "Se aspirate al riposo. ascoltate il seguito. Io sono venuto ad avvertirvi del pericolo con le migliori intenzioni. Ritornava la primavera. quelli del Nord a Zhenwu. Quando avrete adempiuto il vostro compito meritorio. e tu vuoi farmene una colpa. Anche il maestro e i discepoli si godevano la primavera. che vi diede il bonzo del Nido dei Corvi." "Se dici sul serio. Quelli dell'Ovest vanno consegnati al Buddha. Fu così che Il sovrano ritrova sicurezza nel suo regno. è una meta che non vi potrà sfuggire. ma tu come puoi avere l'audacia di catturarle. e il re li accompagnò per un bel pezzo con i suoi funzionari. non sono matto. I draghi sono di competenza del sovrano degli oceani. quelli dell'Est ai santi. questi diavoli e mostri? Son gente navigata o pivelli? Scusate il disturbo. Chiamò in fretta i suoi discepoli: "Avete sentito quel boscaiolo? Annuncia diavoli crudeli e mostri feroci sulla montagna. Che montagna! I picchi aguzzi sulla lunga cresta. sono venuto a chiedervi qualche notizia più precisa. Quando ritorneremo nell'Est. Chi di voi ha il coraggio di andargli a chiedere informazioni più precise?" "Rassicuratevi. Da allora maestro e discepolo camminavano insieme verso occidente. un alleato. Tiene in mano un'ascia D'acciaio lustro e trasporta la legna Sul bilanciere. fra sete e broccati. non conoscerà la paura. anche di notte. Il racconto ha riferito come fu che il monaco cinese riprese Scimmiotto al suo servizio. [. Gridò a Tripitaka: "Ehi voi. "Per convincermi del vostro amore e della vostra generosità. Non datevi pensiero di qualche meschina tigre o lupo che possiamo incontrare. Ma bisogna innanzitutto spazzar via le impurità dal cuore. Vede venire un monaco da oriente. Intorno gli alberi Infoltiscono e allargano le chiome Schiudendo ovunque fiori profumati. Giù nel burrone serpeggia il torrente In fragorosi vortici. E ricordate anche questo: Libera il tuo cuore da ogni ostacolo! Senza ostacoli.

non li hai mai visti. mendicare il cibo. Ma ci sono anche Porcellino e Sabbioso: usali a tuo giudizio." Scimmiotto promise." L'astuto Scimmiotto si stropiccia gli occhi sino a farli lacrimare. mi rovesceranno per terra e mi porteranno a casa loro. Spiegami di che si tratta. È proprio vero che quei mostri hanno grandi poteri e praticano trasformazioni di ogni genere. sale in cielo quando gli serve. Ma mostri così feroci. vigilare nei dintorni. perderete ogni possibilità di raggiungere mai il Paradiso dell'Ovest. devi badare al maestro." "E che cos'hanno di tanto cattivo?" "Questa catena di montagne si estende per seicento li e si chiama Cima Piatta. otterremo il giusto frutto dei nostri sforzi. Sono qui io: non c'è da aver paura. credimi. Se non ha tutto il cibo che gli serve. Altro che Paradiso dell'Ovest!" Il reverendo sentiva questi discorsi dall'alto del suo cavallo: "Stupido! Perché dici queste sciocchezze. qualunque altra cosa gli venga in mente di fare. Una differenza c'è. Ma se devo andare a mendicare nei villaggi. Non mi immischiare. Giunse in un attimo davanti al cavallo: "Maestro. "scusatemi se ho tardato a portarvi l'informazione." Tripitaka calmò le sue apprensioni ma. e secondo me ci si diverte meno. sarà abbastanza divertente. non sentirò più niente. Sarà meglio che aspettiamo giorni migliori. "Vada per vigilare e sostenerlo. sostenerlo. e d'altronde il maestro è parziale nei suoi confronti. salvo un po' di afa da sopportare durante la cottura. "se è così difficile andare avanti. Ama il riposo In fondo ai boschi. si allontanò sul pendio e con una scossa si trasformò in un insetto jiaoliao. toccherà a me di darmi da fare. senza scoprire la minima traccia. Perciò asciugò subito le lacrime: "Per attraversare la montagna. mi fai paura." "Così va meglio" rispose Porcellino ritrovando il sorriso. Se non mi credete. dove si nasconde Ad ogni sguardo. discepolo. per guardarti le spalle o per secondarti. Vedrete: Porcellino non andrà a esplorare la montagna. solo gelosie. la strada troppo ripida. una metamorfosi raffinata. per pattugliare. Preferisci che vada in giro stando seduto. a vedere che ne è stato di mia moglie. elegante E pieno di risorse. ma fra voi non c'è amore né compassione. Che va sfiorando i giunchi più veloce Di una stella filante e ronza lieve. se vuole camminare." Scimmiotto aveva inscenato la commedia appunto per farsi dire queste parole. si mise in spalla il rastrello e si avviò bravamente a esplorare. o che stia seduto andando in giro?" "Basterebbe che tu facessi bene una delle due cose. perché non lo hai fatto francamente. Non è forse peggio della peste e del colera?" "E allora pattuglia la montagna. che cosa cavolo vuoi che faccia?" chiese effettivamente il bestione. chiediamo spiegazioni. Dice il proverbio: sai quanto è fonda la palude solo quando ti ci sei infangato. Hai un bell'essere ferro. Fai conto che finisca per terra sette od ottocento volte l'anno: che differenza vuoi che facciano tre o quattro volte di più?" Che bravo Scimmiotto! Non si spaventò affatto e piantò in asso il boscaiolo ritornando di corsa da Tripitaka. Non ce la faremo mai a proseguire. di qui non passa di sicuro. non ne avremo nemmeno mezza e sarà meglio lasciar perdere. e in quello stato va incontro al maestro." "Quante vertigini potranno essere?" "Diciamo che per tre o quattro volte finirai per terra. chi crederà che sono un santo monaco in cerca di scritture? Si dirà invece che ho l'aria di un bel porcello. molto meno. Non converrebbe mettere in gioco anche gli altri. io starò ancora a dimenarmi quando arriveranno alle ossa del bacino. Il cavallo bianco lo vendiamo per comprare una bella bara per il maestro. "Primo. invece di recitare questa farsa?" "Grande santo" rispose rispettosamente la divinità. ma temo di restar solo e che le mie forze non bastino." "Discepolo!" ingiunse Tripitaka. e per esempio vedere come se la cava Porcellino? Se vince uno scontro. ma la gente del posto ne ha una paura esagerata. sarai battuto." "Ma no. dove finirò scannato e messo sotto sale a stagionare per l'anno nuovo. abili parole e false espressioni(12). scoprì su una nuvola il protettore del giorno." "Non sto perdendo tempo a burlarmi di lui: il senso del mio sogghigno è un altro. se dimagrisce. uno solo non basta. Se mi mangiano la testa al primo boccone. potrò sempre andare a liberarlo. ti cuoceranno al vapore e ti inghiottiranno senza nemmeno sputare le ossa. se vuol mangiare. "Però non so in che cosa consista badare al maestro." "Hai ragione." Il bestione rimboccò la veste. e i meriti li acquisterò io. Anche se voi poteste disporre del pilastro di giada che sostiene il cielo o del ponte d'oro che scavalca gli oceani. Al vederlo. ma quando alzò gli occhi verso il cielo." "Questo è meglio di tutto" commentò Scimmiotto ridendo. sarai battuto. Il tuo vecchio Porcellino andrà a pattugliare." "Badare al maestro: se il maestro fa i suoi bisogni." E si rivolse a Scimmiotto: "Consapevole del Vuoto. la fornace farà di te un mazzo di chiodi." "Questo si può fare. Rimettiamoci in cammino. A quanto pare abita da queste parti un paio di esseri malefici. che cosa fanno)." "Non è un problema. e non stanno nella pelle dalla voglia di mangiare il monaco cinese. non senza spaventarsi del suo impeto aggressivo." "Fratello" replicò Porcellino. vi lascerebbero passare. Sul monte c'è una Grotta dei Fior di Loto e lì dentro stanno due capi diavoli con piani di battaglia e ritratti: hanno il nome e cognome di tutti voi. "La nostra fortuna è in ribasso" commentò Porcellino." "Maestro. Porcellino grida subito: "Sabbioso. "Aspettate che do un'occhiata. Credete che oserebbe azzuffarsi con i mostri? Sarà andato a nascondersi per un po' da qualche parte." "Come ho detto." "È il meno che possa fare. ma conservò le sue parole scolpite nella mente. dividiamo tutta questa roba fra noi due!" "E perché dovremmo?" "Dividi! Tu torni a fare il mostro nel Fiume delle Sabbie Mobili e io me ne vado al villaggio del vecchio Gao. Camminava a gran passi." Ma ripensandoci concluse: "È un tal pigro! Non è facile smuoverlo. sarai battuto. "Come mai non vediamo più quel boscaiolo che ci ha avvertito?" si inquietò Tripitaka. si intrufola sotto terra. purché non gli giochi brutti tiri. Lo dicono anche i trattati di arte militare: non affrontare il nemico che abbia forze più numerose. localizzare passaggi e grotte. non ce la facciamo ad andare avanti. in modo da conoscere il percorso che ci accingiamo ad affrontare. quante sono. che succede? Che cosa ti preoccupa? A vederti con quella faccia piangente. Se unendo forze e menti riuscite ad aprire un passaggio e a farmi superare la montagna. maestro. mi circonderanno impugnando forche e scope. D'altronde la montagna è troppo alta. si fa il bagno nell'olio bollente. lasciate che lo vada a sorvegliare: se incontrasse guai lo potrò aiutare. È l'insetto più piccolo. Si lanciò all'inseguimento gridando: "Brutto villano! Se avevi qualcosa da dirmi. mentre si rimettevano in marcia. non sarà all'altezza della situazione e si metterà a piangere come una vite tagliata." "Come faranno che cosa?" "Se incominciano a mangiare dalla testa. ma gente che viene dalla Cina. "Vediamo fantasmi in pieno giorno. Ora l'hai indotto ad andare avanti con spregevoli astuzie. Il reverendo lo rimproverò: "Scimmia malvagia! Siete fratelli e condiscepoli. si fa dei meriti. bonzo. Bisogna inventare qualcosa per stimolarlo. sarà ritornato nella foresta a tagliar legna" replicò Scimmiotto. mentre ce ne stiamo appunto andando per la nostra strada?" "Non sono sciocchezze" replicò Porcellino. giusto per scacciare un fantasma o esorcizzare un diavolo qualsiasi." Il reverendo tremava dalla paura: "Ora che siamo a metà strada. il nostro informatore era il protettore del giorno. molla i bagagli. fiero e pieno di brio. State attento. magari. o pattugliare la montagna." Scimmiotto mandò cordialmente al diavolo il protettore. se occorre." "Lascia stare le gigionate! Questi mostri dispongono di cinque presìdi e di grandissimi poteri. e comunque mi potrò assicurare della sincerità della sua devozione al Buddha. Mentre ritornava verso i compagni rifletteva: "Se riferisco fedelmente al maestro le parole del protettore." Caro grande santo! Aguzzò gli occhi di fuoco dalle pupille d'oro e percorse con lo sguardo il paesaggio fino alle cime più lontane. "Non vedete con quale faccia ritorna Scimmiotto? È uno che non teme né ferro né fuoco.beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia." "Si capisce che veniamo dalla Cina." "Che differenza fa?" "Si vede proprio che non hai mai provato. Mal che vada. Se invece prima mi rosicchiano i piedi e poi mi masticano i polpacci. siete precisamente quelli che vogliono mangiare. incanti e aspersioni di acqua benedetta. E intanto ridi di lui. devo andare in giro." "No. lasciamo perdere e separiamoci. non è niente di grave. sano e dell'età giusta. si può anche stargli alle costole e portarlo in groppa. . cercare informazioni sulle creature malefiche (chi sono. sa ha cattiva cera. se invece lo catturano. Se un mostro riesce a rapirlo. Dice che i mostri sono molto feroci e che è difficile passare. Se non mi dà retta. Ma vedo che voi siete dotato di un'astuzia superiore. Se veniste da un'altra parte. devi pattugliare la montagna. Tanto vale tenergliele nascoste ed evitare di inquietarlo." "Fratello." "Aspetta. Guardatelo: Ali leggere portano nel vento Quell'essere affilato come un ago. troppo difficile!" esclamò sgomento Porcellino." "Per badare al maestro." "Che bella coincidenza! Chissà come faranno. secondo. e ritornerà a raccontarci frottole. e ciascuno se ne va per la sua strada." "E tu come lo sai?" "Non è che lo sappia: vedo e valuto. il boscaiolo scomparve." &