CAPITOLO 78 L'ELISIR DI CUORE DI BAMBINO OVE, PER COMPASSIONE DEI FANCIULLI DEL PAESE DI BHIKSU, SI FA APPELLO AGLI DÈI NASCOSTI; E NEL PALAZZO REALE SI SMASCHERA UN DIAVOLO CHE DISCORRE DELLA VIA E DELLA VIRTÚ. Sempre un solo pensiero agita i diavoli: Nessuna contrizione li mortifica. Senza esitar bisogna eliminarli E tenersi ben netti da ogni polvere. Se sfuggirete a quel sudicio ostacolo, In alto volerete coi vostri atti. Abbiamo sentito come se l'era cavata il grande santo, sfruttando le sue conoscenze, nella città di Cammello Leone; e come i pellegrini la lasciarono per riprendere il viaggio a Occidente. Passarono molte lune e ritornò l'inverno, quando si vede L'acqua del lago stretta dolcemente Da una lama di ghiaccio. Foglie morte Ricoprono le rive; fra gli scheletri D'alberi svetta il pino verde giada. Passano nuvole bianche di neve Sull'erba intirizzita della piana. Il tuo sguardo è abbagliato dalla luce Chiara e gelata, che penetra le ossa. Maestro e discepoli avanzavano sfidando il freddo, esponendosi alla pioggia e bivaccando nel vento. E giunsero in vista di un'altra città circondata da mura. "Consapevole del Vuoto, che città sarà quella?" "Vedremo quando saremo arrivati. Se è un regno, presenteremo il passaporto; se è soltanto prefettura o sottoprefettura, ce ne andremo per i fatti nostri." Giunsero in breve alla porta; all'ombra del suo arco a tutto sesto dormiva pacifico un vecchio militare. Scimmiotto lo andò a scuotere e gridò: "Sveglia, sergente!" La guardia, bruscamente risvegliata, sbatté gli occhi a vedersi davanti quella faccia e si gettò in ginocchio esclamando: "Comandate, monsignore!" "Che ti prende?" rise il Novizio. "Non sono mica un diavolo, per essere trattato con tante cerimonie." "Non siete forse nostro signore il duca del tuono?" balbettò il soldato prosternandosi. "Storie! Sono soltanto un monaco in cerca di scritture. Arrivo in questo momento, e non conosco il nome del posto. Lo chiedo a te, con preghiera di risposta chiara e breve." La guardia balbettò: "Vi prego di scusare. Il paese si chiamava Bhiksu, ma ultimamente ha cambiato nome, e ora è la Città dei Bambini." "Lo avete uno straccio di re?" "Certo, certo." "Ecco qua, maestro" espose Scimmiotto. "Siamo arrivati nel regno di Bhiksu, che attualmente si chiama Regno dei Bambini. Perché abbia cambiato nome, non lo so." "Se si chiama Bhiksu, che cosa c'entrano i bambini?" chiese perplesso Tripitaka. "Sarà morto il re e gli sarà succeduto un figlio bambino" suggerì Porcellino. "È inverosimile: non si usa cambiare il nome al regno, in circostanze del genere." "Giusto" approvò Sabbioso. "Questo vecchietto sembra fuori di sé dalla paura che gli incute il nostro condiscepolo. Entriamo in città e chiediamo ai passanti." Superarono la triplice porta e si trovarono su un largo viale, che offriva l'animato spettacolo di un grande mercato: gente elegante, bei vestiti, qualche gomitata. Ecco qua: Migliaia di negozi e magazzini Dai prosperi commerci, che ogni strada Riempiono di ricchezze e merci in mostra. Sale da tè protette da cortine, Affollate taverne in cui si canta E si suona e si grida allegramente. I mercanti di seta, i trafficanti D'oro e preziosi, a caccia di guadagni, Si affaccendan, si accalcano, si sgolano. È uno scenario di prosperità: Anni di pace, maniere distinte, Calme l'acque del mare, puri i fiumi. I quattro pellegrini, tirandosi dietro il cavallo, si perdevano nelle strade e nei mercati affollati, incantati dalla loro animazione. Si meravigliarono specialmente di certe gabbie da oche, coperte di stoffe dei cinque colori, che si vedevano davanti a tutte le porte. "Discepoli" chiedeva Tripitaka, "chissà perché la gente del posto terrà una gabbia davanti alla propria casa?" Porcellino suppose: "Sarà un giorno particolarmente favorevole per sposarsi. Le gabbie serviranno per portare le cibarie del banchetto." "Figuriamoci se ci può essere un matrimonio in ogni casa" obiettò Scimmiotto. "Evidentemente il motivo è un altro: raccoglierò informazioni." "Attento" lo trattenne Tripitaka. "Non sarebbe la prima volta che spaventi la gente." "Prenderò le mie precauzioni." In effetti si trasformò in ape, e andò a vedere che cosa si nascondeva sotto quei panni colorati. Bambini: ogni gabbia conteneva un bambino, ed erano tutti maschietti. Alcuni giocavano, altri dormivano, o piangevano, o rosicchiavano una mela. I più grandi non raggiungevano sette anni, i più piccoli ne avevano quattro o cinque. Tripitaka, informato, non sapeva che cosa pensare. Videro l'insegna dorata di una locanda e vi si recarono a chiedere ospitalità. Li venne a ricevere l'oste, che si informò: "Da dove venite, reverendi?" "L'umile monaco che sono" rispose Tripitaka "è inviato dai grandi Tang dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Siamo appena arrivati nella vostra nobile città e, prima di proseguire, vorremmo far vistare i nostri documenti." Fu offerto il tè. Quando lo ebbero bevuto, Tripitaka domandò: "Credete che mi sarà possibile recarmi oggi stesso a corte?" "Ormai è tardi, non è più possibile; dovrete aspettare domattina. Intanto potrete passare la notte, spero in modo piacevole, nel mio umile yamen." L'oste fece spazzare le camere loro destinate e li invitò alla sua tavola per consumare un pasto di magro. Tripitaka lo ringraziò cerimoniosamente e, a tavola, riprese la conversazione: "Vi potrei importunare per chiarirmi un dubbio? Mi chiedo come vengano cresciuti i bambini nel vostro nobile paese." "La ragione umana è una sola, come il sole in cielo" rispose l'oste. "Per crescere bambini occorre lo sperma del padre e il mestruo della madre; la madre porta il figlio per dieci mesi prima di partorirlo, e lo allatta per tre anni. Poi, pian piano, il corpo si forma. Come potremmo ignorarlo?" "Vedo dalle vostre nobili parole che si pratica qui come nel nostro umile paese. Ma entrando in città ho visto davanti a tutte le case bambini chiusi in gabbia. Mi permettete di chiedere perché?" L'oste si chinò verso di lui e bisbigliò: "Date retta, reverendo, non immischiatevi di queste cose e non parlatene con nessuno: acqua in bocca! Ora ve ne andrete tranquilli a riposare e domattina riprenderete la vostra strada." Ma Tripitaka insisteva per aver chiarimenti. Non riuscendo a sbarazzarsene in altro modo, l'oste fece allontanare i camerieri e, rimasto solo al lume incerto della lucerna, disse a bassa voce: "Non dovreste insistere. Questa storia delle gabbie è dovuta a una decisione inumana del nostro sovrano." "Perché dite che è inumano? Perdonatemi, ma non avrò pace finché non verrò in chiaro di questa storia." "Tre anni fa giunse qui un vecchio prete taoista che portava con sé una fanciulla di sedici anni, bella come Guanyin. La offrì al re, che se ne infatuò al punto di trascurare le dame dei tre palazzi e le concubine delle sei corti: ha occhi solo per lei e le ha dato il titolo di Regina di Bellezza. Fa l'amore con lei notte e giorno, non mangia più: è spossato ed emaciato, da sembrare in punto di morte. La reale corte di medicina ha esaurito le proprie risorse senza riuscire a guarirlo. Il daoshi, che ha portato la ragazza e ha ricevuto il titolo di real suocero, afferma di conoscere una ricetta segreta per prolungare la vita di mille anni, e di avere raccolto tutti i semplici che occorrono per prepararla nei suoi viaggi attraverso le tre isole e i dieci isolotti. Ma il farmaco, per essere efficace, dev'essere sciolto in una terribile bevanda: il brodo ricavato dalla bollitura del cuore e del fegato di millecentodieci bambini. Non è forse inumano? La gente non osa lamentarsi apertamente, per paura del re. Ma la storia è raccontata nei canti popolari, con sentori di sedizione; ed è per questo che il paese, che si chiamava Bhiksu, ora vien detto il Regno dei Bambini. Domattina, quando vi recherete a corte, guardatevi dall'alludere a queste vicende: fate vistare il passaporto e andatevene." L'oste non aggiunse altro. Il reverendo era inorridito; versava lacrime ed esclamava: "Sovrano fuorviato! Ti sei rovinato la salute e per guarirti uccidi fanciulli. Mi sento morire di fronte a una simile perversità." Perde la sua salute il re perverso, Ad orge dissolute abbandonandosi. Per sfuggire al castigo egli non esita A uccidere i fanciulli del paese. Questa rivelazione strappa al monaco Pianti e sospiri: al lume della lampada L'uomo del Buddha invano si dispera. "Che cosa vi succede, maestro?" domandò Porcellino. "Non state a tormentarvi! Voi non fate che piangere sui guai degli altri. Dice l'adagio: se il sovrano ordina di morire, il suddito che rifiuta manca di lealtà; se lo ordina il padre, il figlio che rifiuta manca di pietà filiale. Sono fatti che riguardano la gente del posto: a voi che cosa importano? Perché non vi spogliate e non vi mettete a letto?" "Discepolo, sei privo di compassione" si indignò Tripitaka. "Per noi che abbiamo lasciato le nostre famiglie, il maggior merito sono le buone azioni verso il prossimo. Come avrà potuto il sovrano cadere in un

inganno così evidente? Quando mai si prolunga la vita mangiando viscere umane?" "Maestro, non vi affliggete" intervenne Sabbioso. "Domani, all'udienza, ne parleremo al re. Se non basterà, cercheremo di saperne di più sul real suocero: magari è un mostro avido di carne umana, che ha trovato questa scusa per procurarsi il suo cibo preferito." "Ha ragione Consapevole della Purezza" approvò Scimmiotto. "Ora, maestro, andate a coricarvi. Domattina vi accompagnerò a corte, e verremo in chiaro di chi sia veramente questo suocero. Se è un uomo, è un ignorante che crede di allungare la vita con i farmaci; in questo caso, mi incarico di convertirlo insegnandogli i grandi principi originari. Se è un mostro lo prenderò e lo mostrerò al re nel suo vero aspetto. Convincerò il re che non giova alla salute della mente e del corpo dedicarsi troppo a una donna sola (tanto meno a una mostriciattola), ma è più sano possederne parecchie(1). In ogni caso la faremo finita con questa persecuzione dei bambini." Tripitaka s'inchinò e rispose: "Caro discepolo, è un'ottima idea. Ma se il sovrano, che non vuol sentire parlare di queste cose, ci accusasse di calunniarlo con insinuazioni sediziose?" "Non dimenticate quanti trucchi conosco" rispose Scimmiotto sorridendo. "Per il caso che le cose si mettano in quel modo, farò scomparire tutti i bambini rinchiusi nelle gabbie. Se il re vorrà carne fresca, dovrà rinnovare il suo ordine; noi lo contesteremo subito, e lui non potrà dire che facciamo insinuazioni." "Puoi davvero togliere quei fanciulli dal pericolo?" esclamò sollevato Tripitaka. "Se lo fai, saggio discepolo, mostrerai una virtù alta come il cielo. Fallo presto, il danno potrebbe essere imminente." Scimmiotto affidò il maestro ai condiscepoli: "Aspettatemi qui. Quando sentirete soffiare il vento, vorrà dire che i bambini lasciano la città." E i tre recitarono in coro: "Namo Buddha, signore dei farmaci e salvatore delle creature, namo Buddha!" Il grande santo uscì all'aperto, salì in cielo con un sibilo e convocò gli dèi delle mura e dei fossati, la divinità locale con i suoi assistenti, i rivelatori dei cinque orienti, i quattro protettori, le sei divinità del giorno e della notte, i difensori della fede, e molti altri. Riuniti davanti a lui, lo salutarono: "Grande santo, quale affare urgente vi ha indotto a buttarci giù dal letto a quest'ora?" "Il re di Bhiksu, dove siamo giunti nel nostro viaggio, si appresta a far strappare il cuore e il fegato ai bambini della città, per farsi preparare un farmaco di lunga vita. Il mio maestro non lo può tollerare, e mi ha incaricato di salvare le vite innocenti e di distruggere la creatura perversa che ha suggerito il crimine. Vi prego di aiutarmi. Dovreste portare tutti quei bambini, nelle loro gabbie, in un posto sicuro, sulla montagna o nel cuore di una foresta, e dovreste custodirli per un paio di giorni. Bisogna nutrirli di frutta e consolarli, perché non soffrano la fame e non piangano di paura. Quando avrò ristabilito l'ordine e ricondotto il re sulla retta via, dovreste riportarli al punto di partenza." Gli dèi ubbidirono. La città fu percorsa da un vento gelato, che portava con sé una fitta nebbia. Un vento di pioggia spazza via le stelle, una coltre di nebbia nasconde la luna per mille leghe. Il vento cresce e diventa un uragano. Fa freddo da gelare i vestiti addosso. I genitori vorrebbero mettere in salvo i loro bambini, ma l'uragano li porta via nelle gabbie che li racchiudono. I genitori sono desolati. È una notte d'angoscia; ma sarà seguita da un radioso mattino. Lo attestano anche i versi: È la porta del Buddha piena di compassione: Egli è chiamato Grande per la grande bontà. Tutti i santi la praticano, ed i cinque divieti Legano ai tre rifugi. Soccorrendo i bambini Per amor del maestro, Scimmiotto acquista meriti Di certo ancor più grandi delle sei perfezioni. A mezzanotte i bambini era scomparsi dalla città e si trovavano nascosti in luogo sicuro. Il Novizio ritornò all'albergo, dove i suoi compagni continuavano a ripetere: "Namo Buddha!", e gridò: "Eccomi qua. Come vi è sembrata la mia bufera?" "Magnifica" rispose Porcellino. "E i bambini?" chiese il maestro. "Sono al sicuro; ritorneranno a cose fatte." Il reverendo s'inchinò ripetutamente per ringraziare. Tripitaka si alzò all'alba e si abbigliò con cura: "Consapevole del Vuoto, voglio approfittare dell'ora mattutina per sbrigare la presentazione del passaporto." "Maestro, non andate da solo: come al solito, non sareste all'altezza della situazione. Lasciate che vi accompagni e guardi negli occhi questo real suocero." "Ma tu rifiuterai di fare gli omaggi consueti, e il re avrà da ridire." "Non c'è problema: non mi farò vedere. Resterò invisibile accanto a voi, per proteggervi." La soluzione piacque molto a Tripitaka. Porcellino e Sabbioso furono incaricati di custodire cavallo e bagagli. L'oste li venne a salutare e notò com'era elegante Tripitaka: Drappeggiato d'un kasâya orlato di broccato e adorno di esotici gioielli, in capo un berretto alla Vairocana, in pugno il bastone con nove anelli. Reca in mano una busta di seta che contiene i documenti. Una luce divina aleggia intorno a lui. Sembra un arhat disceso in terra, una vera immagine del Buddha vivente. L'oste non trascurò di bisbigliargli all'orecchio un nuovo avvertimento a non immischiarsi nei fatti che non lo riguardavano, e il monaco cinese lo rassicurò con un cenno del capo. Da parte sua Scimmiotto, che se ne stava da parte, si mutò in un jaoliao e si posò ronzando sul berretto alla Vairocana. Quando giunsero all'ingresso del palazzo, Tripitaka si rivolse all'ufficiale di guardia: "L'umile monaco che vedete è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est alla ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Giunto nella vostra nobile contrada, sento il dovere di presentare il passaporto. A questo scopo vorrei recarmi all'udienza di sua maestà: vi supplico di trasmettere la mia richiesta." L'ufficiale eseguì, e il re si rallegrò esclamando: "Un monaco che viene da tanto lontano ha certo conseguito la Via!" Tripitaka eseguì le cerimonie prescritte ai piedi dei gradini di giada e fu invitato a sedere. Osservò com'era emaciato e spossato il re: faceva fatica a giungere le mani per salutare, gli si spezzava ripetutamente la voce. Prese in mano il passaporto di Tripitaka e i suoi occhi torbidi a lungo vi vagarono sopra, prima che si decidesse ad apporre il sigillo reale e a restituirlo. Il re si apprestava a chiedergli maggiori notizie sulla sua missione, quando fu annunciato l'arrivo di sua signoria il real suocero e il re, sostenuto da giovani eunuchi, si affrettò ad alzarsi dal giaciglio del drago per andargli faticosamente incontro. Il reverendo si fece da parte e vide un vecchio taoista, che saliva i gradini di giada dandosi arie d'importanza: Reca in capo una berretta da prete di seta fine con volute di nubi giallo oca pallido, indossa una cappa di seta su una veste di piumino di gru profumata d'aloe; gli stringe la vita una triplice cordicella di lana blu; calza sandali di fibre di liana intrecciate dalle punte ricurve. Impugna una canna con nove nodi dal pomo a forma di drago acciambellato; reca appesa al petto una borsa di broccato ricamata con fenici e draghi intrecciati. Il viso di giada lucente è inquadrato da una barba canuta. Le penetranti pupille d'oro gettano fiamme, gli occhi si allungano oltre la linea dei sopraccigli. Avanza avvolto da una pesante atmosfera di profumi, ogni passo ne diffonde una nuvola. Ai piedi del trono i funzionari lo accolgono rispettosi giungendo le mani, e annunciano con un grido che è giunto alla corte il suocero di stato. Il suocero di stato, in atteggiamento sostenuto, non degnò di uno sguardo il re che si inchinava e diceva: "Siamo felici che ci onoriate della vostra presenza mattutina." Sedette a sinistra del trono su un cuscino ricamato. Tripitaka fece un passo avanti, si inchinò e disse: "Suocero di stato, l'umile monaco che vedete vi saluta." Il suocero, seduto sul suo cuscino, non rese il saluto ma si rivolse al re: "Chi sarebbe costui?" "È un inviato dei Tang dell'Est che si reca nel Paradiso dell'Ovest in cerca di scritture. È venuto a corte per presentare il passaporto." "La strada del paradiso è tenebrosa(2)!" considerò il taoista ridendo sarcastico. "A che pro percorrerla?" "L'Ovest è sempre stato il paese della felicità" replicò il monaco cinese. "Perché disdegnarlo?" "Il monaco è discepolo del Buddha: questo è l'antico detto" intervenne il re. "Mi chiedo se questi monaci siano in grado di ottenere lunga vita dal loro Buddha." Tripitaka giunse le mani e disse: "Per chi si è fatto monaco vien meno l'ostacolo del concatenarsi delle cause. Per chi comprende la natura, tutti i fenomeni sono illusori. La Grande Sapienza(3) , vasta e a disposizione di tutti, risiede nella non-nascita; immersa nel silenzio dei veri misteri, essa vaga nel nirvana. Si vuotano i tre mondi, e allora ogni origine è al suo posto; si purificano i sei sensi, e allora ogni germe si esaurisce. Chi rafforza sincerità e coscienza, conoscerà il proprio cuore e il proprio spirito. L'anima purificata è uno specchio terso, che purifica anche ciò che vi si

riflette. "Un volto autentico non manca di nulla e non ha nulla di troppo, e ciò si vede dalla sua vita precedente. Ogni forma illusoria corre verso la distruzione: non serve a nulla cercarne altre fuori dal proprio stato. I meriti e la meditazione consentono la concentrazione; elemosine e carità sono le basi dell'austerità. La suprema abilità sembra goffaggine, perché in ogni circostanza si astiene dall'azione. Il miglior pianificatore non perde tempo in calcoli, perché sa che bisogna lasciar andare le cose per il loro verso. Basta non agitare lo spirito, e tutto andrà alla perfezione. L'idea di rafforzare lo yang attingendo allo yin è sbagliata. Chi promette di cibarti di immortalità, ti inganna con vane parole. "Invece bisogna tener presente che tutto è niente, e respingere la polvere che ostacola la conoscenza. Il segreto del godimento naturale di una vita senza fine risiede nella semplicità e nell'abbandono dei desideri." Il suocero di stato fece un'aspra risata e protese verso il monaco cinese il dito adunco: "Buon monaco, hai la bocca piena di idiozie! Voi che perseguite la via dell'estinzione di ogni cosa, parlate della natura in sé, ma non sapete donde viene né dove va. I vostri esercizi di meditazione vi allenano a essere ciechi e ottusi, come nel detto: Siedi comodo, e si sa Che il tuo culo marcirà. "Non sai che chi gioca col fuoco si brucia le dita? Chi pratica l'immortalità e consegue la via ha ossa solide e spirito acuto. Io me ne vado in montagna a visitare gli amici; reco con me il paniere e la zucca per borraccia, e colgo semplici di ogni specie per la salute dell'umanità. Mi fabbrico un cappello di giacinti e un giaciglio di orchidee. Canto e ballo battendo le mani; poi schiaccio un pisolino tra le nuvole. Quando espongo le leggi del Tao, diffondo la giusta dottrina del supremo Laozi. Sbarazzo il mondo dai miasmi distribuendo acqua benedetta. Estraggo dalla terra e dal cielo le loro sublimi energie e colgo la quintessenza del sole e della luna. L'elisir si compone dall'agitazione dello yin e dello yang, si cristallizza nell'utero con l'acqua e il fuoco. "Quando lo yin del doppio otto incomincia a decrescere, regnano l'ombra e l'indistinto. Quando regna lo yang del doppio nove, cadono le tenebre. Io raccolgo i semplici man mano che li offrono le quattro stagioni, e ne fabbrico un elisir nove volte raffinato. Salgo al palazzo di porpora a cavallo della fenice azzurra; sulla bianca gru mi elevo fino alla capitale di diaspro. Mostrando con zelo le meraviglie del Tao, partecipo agli splendori del cielo. Non vorrai far paragoni con la vostra dottrina buddista per fannulloni, con la vostra cupa divinità dell'estinzione di ogni cosa, o con la carcassa puzzolente del nirvana! Tutte cose che non vi levano nemmeno dalla polvere della strada. Non c'è discussione che tenga sulle tre dottrine: il Tao è sempre stato il solo che meriti rispetto e onore." Il re approvò, i cortigiani applaudirono: "Solo il Tao merita rispetto e onore!" Tripitaka, di fronte al pubblico che applaudiva l'avversario, arrossiva di vergogna e di dispetto. Comunque il re, assai civilmente, ordinò che si offrisse al monaco forestiero un banchetto vegetariano da servire presso l'albergo. Mentre Tripitaka, dopo aver ringraziato, si ritirava, udì Scimmiotto bisbigliargli all'orecchio: "Maestro, quel suocero di stato è una creatura perversa che plagia il re con il suo soffio malefico. Voi ritornate in albergo a banchettare, mentre io resterò qui a raccogliere maggiori informazioni." Infatti il jaoliao ronzò via e andò a posarsi sul paravento di giada della Sala delle Campanelle d'Oro, proprio mentre il comandante dei cinque distretti si presentava a rapporto: "Maestà, una bufera si è portata via, questa notte, tutti i bambini nelle loro gabbie, in tutte le famiglie di tutti i quartieri; non ne è rimasta traccia." Il re, sconvolto, si rivolse al suocero: "Il Cielo ci vuole distruggere! Non vi pare che sia questo il significato? I medici reali si sono dimostrati impotenti contro il male che da mesi ci accascia. Voi ci avevate fornito quella divina ricetta, e proprio oggi si sarebbe dovuto procedere a estrarre il cuore e il fegato dei bambini. Che altro significa la loro scomparsa, se non che il Cielo mi vuol morto?" "Maestà, non vi addolorate. In realtà è il Cielo stesso che vi manda lunga vita." "Come sarebbe a dire?" "Non appena sono entrato in questa sala, mi sono trovato di fronte un diluente per il farmaco molto più efficace di quello che si può ricavare dalle viscere dei fanciulli. Con quel diluente, la vita di vostra maestà sarebbe stata prolungata di mille anni; ma con il nuovo divino ingrediente, guadagnerete almeno diecimila anni." Il re non capiva, e il suocero riprese: "Quel bonzo dell'Est possiede viscere purissime e ha un viso molto regolare. Per formare un corpo vero come quello, ci sono volute dieci reincarnazioni nell'austerità. È divenuto monaco fin da piccolo, non ha mai disperso il suo yang: vale ben più di tutti i bambini della città. Se i miei semplici vengono diluiti nel brodo di cottura del suo cuore e del suo fegato, vi garantisco diecimila anni di longevità." Il re gli credette subito, e replicò: "Perché non me l'avete detto prima? Non l'avrei lasciato andare." "Che differenza fa? Sarà ancora in città, per consumare il banchetto che gli ha preparato il servizio reale. Fate chiudere le porte della città e circondare l'albergo dalla vostra guardia. Poi lo farete condurre qui, e gli chiederemo con le buone se non ha niente in contrario a cedere il suo cuore e il fegato. Se acconsente, lo apriremo seduta stante; sarà sepolto a spese pubbliche e gli erigeremo un tempio dove la gente gli porterà offerte. In caso contrario, andremo per le spicce: lo legheremo a una colonna, lo apriremo comunque e getteremo via gli avanzi. Non mi pare che ci siano difficoltà." Il re diede subito ordini alle guardie della Foresta di Piume. Scimmiotto volò via; quando giunse all'albergo, riprese il suo aspetto e corse dal monaco cinese: "Disgrazia, maestro!" Tripitaka si trovava allegramente seduto a tavola quando udì quel grido. Si prese tanta paura che le sue tre divinità cadaveriche si dispersero. Gli uscì fumo dalle sette aperture, si coprì di sudori freddi, restò con gli occhi in fico incapace di articolare parola, e cadde nella polvere. Sabbioso si precipitò ad assisterlo. Porcellino chiedeva: "Di quale disgrazia si tratta? Potevi essere più cauto!" "Le guardie stanno circondando l'albergo, perché quella creatura malefica del real suocero ha convinto il re a far brodo delle viscere del maestro, al posto di quelle dei bambini scomparsi." "Vedi, compassionevole, che bel guadagno ci fai!" esclamò Porcellino ridendo di gusto. "Ti dài da fare per rompere le scatole agli altri nei fatti che non ti riguardano, e ne ricavi delle conseguenze che ti riguardano da vicino." Tripitaka intanto si rialzò e si aggrappò tremebondo a Scimmiotto: "Saggio discepolo, come faremo?" "La prima cosa da fare è di scambiar di posto giovane e anziano." "Che cosa vuol dire?" chiese Sabbioso. "Per salvare la vita del maestro, bisogna che si muti in discepolo" rispose Scimmiotto. "Se mi salvi" supplicò Tripitaka, "diventerò discepolo tuo o di chiunque altro." "Non perdiamo altro tempo. Porcellino, portami del fango" ordinò Scimmiotto. Il bestione uscì a raspare un po' di terra con il suo rastrello; per non perdere tempo a cercare acqua, sollevò la tonaca e vi orinò sopra. Portò quindi a Scimmiotto del fango puzzolente, che quest'ultimo spalmò senza altra spiegazione sul viso e sul corpo del monaco cinese. Quindi recitò un incantesimo, soffiò su di lui il suo alito magico e gridò: "Trasformati!" Ed ecco il reverendo reso identico a Scimmiotto. Scambiarono gli abiti, e Scimmiotto assunse a sua volta le sembianze di Tripitaka. Le trasformazioni erano perfette, da trarre in inganno persino Porcellino e Sabbioso. Fecero appena in tempo. Si udirono suonare gong e tamburi, e l'albergo fu circondato da tremila guardie, con una selva di lance e di sciabole. Entrò un ufficiale della guardia in abito di broccato a informarsi sulla presenza di un monaco proveniente dall'Est. L'oste atterrito cadde in ginocchio e indicò la camera: "Si trova negli appartamenti del pianterreno." L'ufficiale si fece avanti e disse: "Reverendo, siete convocato dal re." Porcellino e Sabbioso sostenevano il falso Scimmiotto, che quasi sveniva. Ma il falso Tripitaka domandò disinvolto: "Signor ufficiale della guardia in abito di broccato, che cosa vuole il re dalla mia umile persona?" L'ufficiale lo afferrò per i polsi e disse: "Vieni con me. Se ti cercano, vuol dire che a qualcosa servirai." Ahimè, è il caso di dirlo: Se i buoni sentimenti vince perversità, Solo a un mare di guai conduce carità. Se in fin dei conti non sapete come essi giocarono quella pericolosa partita, non vi resta che ascoltare il seguito. CAPITOLO 79 SCIMMIOTTO DAI MOLTI CUORI INSEGUENDO I MOSTRI INCONTRANO LA STELLA DELLA LONGEVITÀ; IN PRESENZA DEL SOVRANO SALVANO I FANCIULLI. Il falso Tripitaka fu condotto a palazzo dall'armata della Foresta di Piume e consegnato all'ufficiale di guardia alla porta. Ai piedi dei gradini di giada, il monaco cinese restò ritto fra gli ufficiali che si inginocchiavano e chiese: "Re di Bhiksu, che cosa volevate dirmi?" "Da molto tempo siamo afflitti da un male da cui non riusciamo a guarire" rispose il re sorridendo. "Ma per fortuna nostro suocero ci ha donato tutti gli ingredienti per preparare un rimedio

adatto, salvo l'opportuno diluente. Vi abbiamo convocato appunto allo scopo di procurarcelo. Se collaborerete alla nostra guarigione, vi faremo costruire un santuario in cui godrete dei sacrifici di stagione e in cui l'incenso arderà in perpetuo a spese dello stato." "Io ho abbandonato la mia famiglia e non possiedo altro che me stesso. Può dirmi vostra maestà quale ingrediente occorre?" "Servirebbe il vostro cuore." "Quale cuore? Vostra maestà deve sapere che ne possiedo parecchi." Il suocero di stato gli puntò contro il dito adunco e gridò: "Quello nero, bonzo!" "Prestatemi un coltello per aprirmi il torace: sono rispettosamente ai vostri ordini e sarò lieto di accontentarvi, se possiedo quello che desiderate." Il sovrano ringraziò calorosamente e fece portare un coltellaccio con la lama a orecchio di toro. Il falso Tripitaka lo impugnò, si aprì la veste, gonfiò il petto e lo tagliò da cima a fondo con mano sicura, producendo un sinistro stridio. Dal petto squarciato uscì ribollendo un gran mucchio di cuori. I mandarini civili erano bianchi di terrore, quelli militari paralizzati dallo spavento. "Ecco un bonzo ambiguo, dai molti cuori!" gridò il suocero di stato seduto sul suo cuscino. Il falso Tripitaka afferrò i cuori grondanti di sangue a uno a uno, per farli vedere. Ce n'erano di ogni specie: rosso, bianco, giallino, avaro, ambizioso, geloso, cauto, calcolatore, superbo, sprezzante, omicida, vizioso, pauroso, prudente, temerario, oscuro e senza nome; cuori malvagi e altri di tutti i generi. Ma non c'era nessun cuor nero. Il re era annichilito e non riusciva ad articolare parola. Infine balbettò: "Metti via quella roba, per piacere." Il falso Tripitaka si richiuse tranquillamente il petto e riprese la propria forma: "Gli occhi di vostra maestà non sanno discernere le cose!" esclamò. "Tutti i monaci condividono un unico cuore perfettamente buono. Il cuor nero lo possiede vostro suocero: è quello l'ingrediente che vi occorre. Se non mi credete, ve lo farò vedere." Il suocero di stato aveva spalancato gli occhi e fissava l'inattesa apparizione: quel grande santo, ahimè, era ben noto da più di cinquecento anni. Balzò via nello spazio, inseguito dal Novizio che gridava: "Fermati, bestia! Assaggia il mio randello!" Il suocero lo affrontò con la canna dal pomo a forma di drago acciambellato. I due avversari diedero saggio della loro bravura: Sbarra contro canna riempiono lo spazio di nuvole. Il suocero di stato è un mostro che utilizza le arti seducenti di una figlia malefica. Egli indebolisce il sovrano con un male dovuto alla lascivia e lo induce a massacrare i bambini. Ma interviene il grande santo a sconvolgere i suoi oscuri disegni. Per la canna non è facile contenere gli attacchi della sbarra di ferro. Combattono fino a oscurare il cielo della città. Tutti impallidiscono di spavento. I mandarini si sentono svenire. Il viso delle signore e delle ragazze è sfigurato, con il trucco sconvolto. L'ottuso sovrano trema, non sa a che santo votarsi e cerca disperatamente un angolo buio per nascondersi. La sbarra si leva come la tigre di montagna che balza sulla preda; la canna si abbatte come il drago che si tuffa nel mare. Questo gran tumulto che agita la città di Bhiksu permetterà di sceverare il giusto dal perverso. Dopo una ventina di scontri, la canna non riuscì a reggere oltre. Il mostro fece una finta, si trasformò in un gelido raggio e dardeggiò nella corte interna del palazzo per prelevare la degna rampolla, che si trasformò anche lei in luce fredda; i due scomparvero chissà dove. Il grande santo ritornò nella sala d'udienza e gridò allegramente: "Avete visto che bel suocero di stato vi tenevate in casa?" Tutti si inchinarono per esprimere la propria gratitudine al divino monaco, che li esortò: "Lasciate perdere le cerimonie. Cercate piuttosto dov'è andato a finire quello scimunito del vostro re." "È corso a nascondersi da qualche parte, quando è iniziato il duello." "Per carità, cercatelo subito! Non vorrei che la mostriciattola se lo fosse portato via." Gli ufficiali, ignorando per quella volta il divieto di entrare negli appartamenti interni, si precipitarono subito nel palazzo di Regina di Bellezza. Ma il luogo era deserto, e non si vedeva traccia né della regina né del re. Le spose reali vennero in folla dal palazzo centrale e da quelli dell'est e dell'ovest a riverire il grande santo, che disse loro: "Non è ancora il momento di ringraziare. Scovatemi quel babbeo del vostro signore e re." Ma il re non era stato rapito. Dopo un po' lo si vide sbucare, sostenuto dai suoi eunuchi, da uno sgabuzzino dietro la Sala di Prudente Condotta. I ministri vennero a prosternarsi ed esclamarono a una voce: "Signore e maestro! Il vero è stato distinto dal falso ad opera di questo monaco divino: in effetti il suocero di stato era una creatura malefica. Anche Regina di Bellezza è scomparsa." Il re invitò il Novizio nella Sala dei Ricevimenti Solenni e lo ringraziò formalmente. Poi gli chiese: "Reverendo, quando siete arrivato avevate un nobile e degno aspetto. Come mai siete tanto cambiato?" "La verità" rispose il Novizio ridendo, "è che io non sono Tripitaka, fratello dell'imperatore Tang, ma il suo discepolo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Sapevo che il mostro vi aveva convinto a strappare il cuore del mio maestro e sono venuto al suo posto per abbattere quella creatura." Il re ordinò subito al primo ministro di recarsi a invitare il vero maestro e gli altri suoi discepoli a presentarsi a corte. Tripitaka, che aveva avuto sentore dello scontro fra Scimmiotto e il mostro, era molto preoccupato, oltre a essere mezzo soffocato dal fango puzzolente con cui gli avevano spalmato la faccia. Quando lo pregarono di recarsi a corte per ricevere i ringraziamenti, si spaventò ancor più; ma Porcellino gli disse: "Questa volta non correte rischi: vi vogliono ringraziare. Si vede che il nostro condiscepolo anziano ha avuto la meglio." "Ma come posso presentarmi alla gente con questa porcheria puzzolente sulla faccia?" "Non c'è scelta, noi non sappiamo come toglierla. Ma lo chiederemo a Scimmiotto, ci penserà lui." Il primo ministro, alla loro vista, non riuscì a nascondere la paura: "Avi miei! Sembrano tutti quanti mostri malefici." "Signor cortigiano" gli disse Sabbioso, "non vi spaventate. Noi siamo brutti soltanto perché siamo nati così; e il nostro maestro ritornerà bello con l'aiuto del condiscepolo anziano." Quando furono a corte, nella sala d'udienza, Scimmiotto andò loro incontro, strappò la maschera di fango dal volto del maestro, alitò il suo fiato magico e gridò: "Rettifica!" Subito il monaco riprese il proprio aspetto e si sentì in ottima forma. Il re lo ricevette rivolgendosi a lui come "reverendo buddha, maestro della Legge". Scimmiotto prese la parola: "Vostra maestà sa da dove proveniva quel mostro? Sarà prudente catturarlo, perché non ritorni a provocare altri malanni." Quando le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti, che si tenevano dietro lo schermo di giada, sentirono le sue intenzioni, corsero fuori e si affollarono intorno a lui senza riguardo all'etichetta: "Supplichiamo il reverendo buddha e divino monaco di strappare la malerba dalla radice" esclamarono inchinandosi. "Avremo per voi una gratitudine illimitata e sapremo ricompensarvi generosamente." Scimmiotto rispose che gli servivano indicazioni più precise. "Tre anni fa, quando giunse da noi" disse il sovrano, pieno di imbarazzo, "mi disse che non veniva da lontano. Abitava a una settantina di li in direzione sud, in una tenuta detta di Puro Splendore, ai margini della Foresta dei Salici. Alla sua tarda età non aveva figli maschi, ma solo quella figlia di sedici anni, nata dal suo ultimo matrimonio. Me la offrì e io la trovai molto attraente, l'accettai e la trattai da favorita. Ma presto caddi ammalato, e nessun rimedio risultò efficace. Lui mi assicurò che possedeva una ricetta infallibile, che richiedeva il brodo del cuore di molti bambini. Io non mi intendo di queste cose, e gli credetti sulla parola. Poi siete arrivati voi e i bambini sono scomparsi. Allora il mostro mi ha assicurato che il cuore del divino monaco, che ha praticato la verità nel corso di dieci reincarnazioni senza mai disperdere il suo yang, era molto più efficace di quelli dei bambini. Ci siamo lasciati sviare. Ma ora che avete smascherato il mostro, spero che userete tutto il vostro potere per eliminarlo. Da parte mia sono pronto a ricompensarvi con tutta la ricchezza del paese." "Vi dirò" disse Scimmiotto sorridendo: "quei bambini li ho nascosti io per incarico del maestro, che sentiva compassione per loro. Non parliamo di ricompense, a me basta il merito. Andiamo, Porcellino." "Agli ordini. Ma non valgo molto, a pancia vuota." "Che il servizio dei banchetti prepari immediatamente un pasto vegetariano" ordinò subito il re. E in breve fu servita la colazione. Quando Porcellino fu ben sazio, seguì Scimmiotto salendo sulle nuvole, mentre re, regine e mandarini si inginocchiavano e gridavano: "Guardate come salgono in cielo! Sono veri immortali, buddha discesi sulla terra!" Il grande santo e Porcellino viaggiarono per settanta li verso sud e si misero alla ricerca della residenza del mostro. Le limpide acque di un torrente scorrevano tra rive incassate, coperte da migliaia di salici; ma non appariva nulla che si potesse identificare con la tenuta di Puro Splendore. Di certo Estesi a perdita d'occhio I campi incolti; le dighe Si nascondon nella bruma Che intorno ai salici aleggia. Dopo avere vanamente esplorato, Scimmiotto evocò il tudi, che si avanzò tremante e si inginocchiò esclamando: "Grande santo, il dio della Foresta dei Salici presenta i suoi omaggi e si prosterna." "Non aver paura, non ti picchio mica. Da queste parti si dovrebbe trovare una tenuta detta di Puro Splendore. Dov'è?" "Tenute non ce ne sono; c'è una grotta che porta quel nome. Devo intendere che la vostra santità viene da Bhiksu?" "Si capisce. Il mostro della grotta si è preso gioco del re di Bhiksu. Quando siamo arrivati l'ho affrontato, ma lui si è trasformato in un raggio gelato ed è scappato non

so dove. Secondo il re, tre anni fa gli avrebbe confidato di abitare da queste parti." "Spero che vostra santità sarà indulgente" disse il tudi prosternandosi un'altra volta. "Anche questo è territorio di Bhiksu, soggetto alla mia vigilanza. Ma quel mostro è più forte di me e si sarebbe vendicato se avessi tradito i suoi disegni: perciò sono stato costretto a mancare ai miei doveri. Ma ora che è arrivata vostra santità, basterà che si accosti al salice con nove rami sulla riva sud, gli giri intorno per tre volte in senso orario e per tre in senso antiorario, bussi con entrambe le mani e gridi tre volte: 'Apriti!' In questo modo avrete accesso al palazzo della Grotta di Puro Splendore." Scimmiotto congedò il tudi e scese in riva al torrente a cercare il salice con nove rami. Seguì le istruzioni: l'albero scomparve con un rumore di tuono e apparve una porta a due battenti che si aprirono cigolando. Dentro splendeva luce, ma non si vedeva nessuno. Il Novizio entrò senza esitare e si trovò in un posto magnifico: Nubi leggere velano il sole e la luna. Bianche nuvole escono dalla grotta, una lieve bruma smeraldina è diffusa nella corte. Il sentiero è bordato da splendidi fiori rari; piante di diaspro gareggiano in bellezza e profumi. Un clima mite regna nel giardino fatato, emulo di Penglai e Yingzhou. Le panchine scivolose si coprono di rampicanti, liane pendono arruffate dal ponticello. Le api lasciano cadere rossi stami di fiori sulle rocce; le farfalle volano fra le orchidee. Scimmiotto si avvicinò a una quinta di pietra su cui erano tracciati quattro grandi caratteri: RESIDENZA DI IMMORTALI DI PURO SPLENDORE Oltre la quinta c'era il mostro, ancora ansimante per la corsa, che stringeva la figlia tra le braccia e le parlava appunto dell'impresa di Bhiksu: "Era un'occasione così bella! Ci abbiamo lavorato per tre anni ed eravamo sul punto di riuscire, quando quella scimmia zuccona ha rovinato tutto." Il Novizio impugnò la sbarra e corse loro addosso urlando: "Sudicioni, ve la do io la bella occasione!" Il mostro si staccò dalla figlia e lo affrontò con la sua canna. Seguì uno scontro ben più terribile del precedente: Si drizza la sbarra lanciando riflessi metallici; intorno alla canna turbinano miasmi malefici. "Che cosa cerchi in casa mia, temerario?" grida il mostro. "La tua diabolica pellaccia!" risponde il Novizio. "I miei rapporti con il re non ti riguardavano. Perché hai voluto metterci il naso?" "La compassione è il fondamento della condotta dei monaci; non potevamo tollerare il massacro degli innocenti." Vanno e vengono le parole, piene d'odio e di furore; vanno e vengono le armi. Essi badano ad aggredire e calpestano senza riguardo i bei fiori, strappano muschio e licheni. La lotta continua finché il luogo ameno è devastato e la dolce vegetazione distrutta, terrorizzati gli uccelli, messe in fuga le belle fanciulle in preda al panico. Nel paesaggio spoglio, percorso da un vento feroce, restano solo il re scimmia e il mostro che si fronteggiano. Ecco che escono dalla grotta. Questo mette in gioco anche Consapevole delle Proprie Capacità. Porcellino, che era rimasto fuori, sentiva rumor di battaglia, che lo eccitava e lo faceva rodere dall'impazienza di partecipare. Colpì più volte il salice con il suo rastrello, e le nove punte si macchiarono di sangue, mentre si udivano gemiti soffocati. "È un albero fantasma" pensò; e continuò a colpire, finché vide comparire Scimmiotto e il mostro. Allora si gettò avanti levando il rastrello. Il mostro ne aveva già abbastanza di Scimmiotto; quando si vide venire addosso un altro avversario si disimpegnò, si mutò in un raggio gelato e dardeggiò verso l'est. I due lo inseguirono. Mentre si apprestavano a sferrare l'attacco conclusivo, apparve una luminosità di buon augurio da cui provenivano canti di gru e di fenici: era il vecchio della costellazione del Sud. Questi catturò il raggio gelato e gridò: "Piano, grande santo! Fermati, ammiraglio dei canneti! Eccomi qua, sono il vostro amico nel Tao." "Come sta la nostra brava stella della Longevità?" lo salutò calorosamente Scimmiotto. "Lo hai preso tu quel malvivente?" gridò Porcellino. "Ma certo, eccolo qua" rispose la stella; "non può scappare. Spero che gli lascerete la vita." "Che ti importa di quella creatura?" si stupì Scimmiotto. Longevità rise imbarazzato: "Si capisce che mi importa, dal momento che mi serve da mezzo di trasporto. Sai, è la storia non rara delle bestie di casa che scappano via, si dànno al nomadismo e diventano mostri." "Se ti appartiene, facci vedere il suo vero aspetto." Longevità lo liberò e gli disse: "Su, bestiaccia, fa vedere come sei fatta, se vuoi salvar la pelle." Si vide che si trattava di un cervo bianco. La canna fu raccolta dalla stella: "Questo pelandrone non si è fatto scrupolo di rubare la mia canna." La bestia s'inginocchiò. Non poteva parlare, ma piangeva e si prosternava. Il pelo picchiettato, un gran palco di corna. Bruca l'erba del prato, beve acqua nel ruscello. Col tempo e con l'ascesi ha appreso a trasformarsi E a volare nel cielo. Chiamato dal padrone, Non può che sottomettersi e tornare all'usato. Longevità montò sul cervo e ringraziò Scimmiotto con l'intenzione di ripartire, ma questi lo trattenne: "Aspetta, amico mio: ci sono ancora cose da chiarire." "Di che si tratta?" "Non abbiamo ancora preso la Regina di Bellezza, e non ho idea di quale creatura si tratti. Inoltre dobbiamo mostrare entrambi al re di Bhiksu: non mi è sembrato una persona molto sveglia, e voglio essere sicuro che si convinca bene." "Va pure a catturare questa Bellezza; io aspetterò qui, e poi ti accompagnerò dal re." Scimmiotto e Porcellino irruppero nella grotta gridando: "Dagli alla strega!" La povera Bellezza, terrorizzata, sbucò fuori dalla quinta di pietra, ma si trovò davanti Porcellino. Si mutò in luce fredda e sfrecciò via accanto a Scimmiotto, che la tramortì al volo con uno scappellotto e la restituì alla sua forma originale: era una volpe dal muso bianco. All'incontenibile bestione scappò di mano una rastrellata, che ridusse l'infelice seduttrice di regni a un mucchietto di peli dentro una pozza di sangue. "Fermo, l'hai ridotta molto male!" gridò Scimmiotto. "Che cosa ci rimane da mostrare al re?" Il bestione prese il cadavere per la coda, senza darsi pensiero se si sporcava le mani, e seguì Scimmiotto che ritornava verso Longevità; il quale si intratteneva con il suo cervo lisciandogli il muso: "Che cosa ti è venuto in mente, brutta bestia, di lasciare il tuo padrone per darti al mestiere di mostro? Hai visto che per poco non ci rimettevi la buccia? Meno male che sono arrivato in tempo." "Che cosa gli dici, vecchio svanito?" chiese Scimmiotto sopraggiungendo. "Gli faccio la lezione, perché non ripeta l'errore." Porcellino gettò i resti della volpe davanti al cervo: "Ecco qui la tua bella parente." Al povero cervo scesero grosse lacrime dagli occhi, mentre gli usciva dal petto un lungo belato come un lamento. Longevità gli diede una pacca sulla testa: "Tu sei vivo, scemo. Che t'importa di quest'altra bestia?" Poi gli legò la propria cintura intorno al collo e si dichiarò pronto a recarsi dal re di Bhiksu. "Non è finita" insisté Scimmiotto. "Prima dobbiamo disinfettare il posto, perché in futuro non venga riutilizzato come covo malefico." Porcellino corse di nuovo a colpire il vecchio salice, mentre il Novizio recitava l'incantesimo di convocazione del tudi: "Raccogli legna secca e brucia tutto. È un buon affare anche per te: ti eviterà in futuro altre noie con esseri malefici." La divinità sollevò un gran vento e, con i suoi assistenti, raccolse in breve una quantità di legna e ramaglie che giacevano sparse da molto tempo, ed erano asciutte e ben combustibili. "Porcellino, non perdere tempo" gridò Scimmiotto. "Quel salice brucerà con tutto il resto." In breve la residenza del mostro fu sommersa da un uragano di fuoco. Congedato il tudi, si recarono a corte. Longevità teneva alla briglia il cervo, che recava in groppa i resti della volpe. Entrarono nella sala d'udienza e presentarono quei resti al re: "Che ne dite? Avete ancora voglia di divertirvi con questa bella figliola?" Il re taceva e batteva i denti. Quando fu presentata la stella della Longevità, re e sudditi, regine e concubine ammutolirono dallo stupore. Tutti si inginocchiarono per rendere omaggio. Il Novizio disse al re: "Questo cervo non è altri che il tuo famoso suocero di stato; quando veniva a corte, non gli lesinavi i complimenti." Il re cambiava colore dalla vergogna: "Divino monaco, grazie di aver salvato i bambini del mio regno. È stata una grazia del cielo." E ordinò un festino in onore della vecchia divinità e dei quattro pellegrini. Tripitaka volle informarsi: "Come ha potuto il vostro cervo bianco venir qui a commettere tante nefandezze?" Longevità raccontò sorridendo: "Il sovrano dell'Est era di passaggio fra i miei monti selvaggi. Io lo ospitai e gli proposi una partita a scacchi. Questa stupida bestia dovette prendere il largo mentre giocavamo. Quando il mio ospite ripartì e io non la trovai, calcolai sulle dita dov'era andata a finire. È così che sono capitato qui,

In effetti la sua malattia guarì poi rapidamente. orecchiette. e mille piatti rari: un va e vieni incessante di servitori li presenta e li sostituisce senza tregua. i dolci di zucchero imitano draghi che avvolgono nelle spire animali in fuga. ma le creature malefiche che può ospitare. È proprio vero: Il salvare un folla di gente È merito più grande di un monte. Dice l'adagio: nessuna cima ferma la strada. Dicevano: "Quel monaco cinese. uomini e donne. ciascuna delle quali conteneva un marmocchio piangente. signori! Ritornate pure a casa. "Discepoli miei. Da preziosi bruciaprofumi a forma di anatra salgono fumi di aloe. germogli di bambù. in cambio del riso e delle tagliatelle. scarpe di tela. Le tagliatelle si intingono nel brodo speziato. chi non poteva permettersi altro. Venite!" Il reverendo sollecitò il cavallo. dolci giuggiole. Piatti preparati con il miele. Porcellino si rivolse a Scimmiotto: "Ti cedo la frutta. "si direbbe che. Stiamo attenti!" "Maestro" rideva Scimmiotto. non ho portato con me la valigetta degli elisir" rispose sorridendo Longevità. montasse a cavallo e si avviasse con i suoi. E SCIMMIA DELLO SPIRITO DENUNCIA LA LAMIA PER PROTEGGERE IL MAESTRO. ne scendono torrenti e cascate che precipitano nei burroni. I vassoi d'oro recano piramidi di grandi palle di pane. "Discepoli miei" diceva Tripitaka preoccupato. E Tizio li invitava a un banchetto. "Sono uscito di casa solo per riprendere il mio cervo. è tempo che ci congediamo anche noi" ordinò Tripitaka. freschezza di pesche e litchi. Fratello mio. Vediamo un po'. Scimmiotto impugnò il suo randello. la sala è colma di fragranze esotiche. Raccomando alla gente di qui di largheggiare in offerte ai vostri templi. ascoltate il seguito. Il servizio di musica suonava. Il carro su cui stava Tripitaka fu preso a furor di popolo e riportato in città: il re non contava più nulla. Ciascuno si sedette secondo il suo rango. I quali non poterono liberarsi da quella gente prima di un mese. Ma la prossima volta che ci vediamo. I picchi maestosi si allineano come alabarde. che libava acqua pura e bruciava incenso. le mangiò e si sentì subito meglio. che il re e le reali spose spinsero con le loro mani sulla strada. La frutta è disposta in torri e terrazze. la rondine celebra la cerimonia della semina all'altare del dio del suolo. S'intende che re. c'è una bellissima strada che sale con molte curve. siate un figlio di famiglia che non ha visto più mondo di quanto si contempla dalla bocca del pozzo. salici verdi e peschi rossi. al paese? Quando ti rivedrò?"(4) "Maestro" protestò Scimmiotto. Ormai non siamo molto lontani dalla meta del nostro cammino. e a prolungare la vita. e bruciava incenso. Erbe ed arbusti. ma ho l'impressione che siate conciato maluccio. Quando i quattro pellegrini ripresero il viaggio. Ma Tripitaka precisò che non poteva accettare nemmeno un soldo. Scimmiotto gridò: "Grazie. penso che a te ne serviranno molte libbre. Sotto le chiome verdazzurre dei pini." Tutti si inginocchiarono." Chiacchierando erano giunti ai piedi dell'erta. Il viaggio proseguì finché l'inverno trascorse e ritornò la primavera." Si gettò sui piatti e non tardò a fare piazza pulita. Giovani e vecchi. Magnifiche tavole coperte da sete ricamate. riempiendo l'aria di profumi. Guardate la montagna: La cima scompare tra nebbie e nuvole. pazzi di gioia. Fiori selvatici tappezzavano la montagna." Il re le ricevette rispettosamente. Quando furono sulla spianata davanti alla porta. "Naturalmente vi potrei suggerire qualche buona ricetta di pratiche salutiste. Quando potrò tornare. I grandi nappi hanno forma di pappagalli." Il vento ululò di nuovo. scomparendo nel cielo. Scimmiotto gli disse: "I consigli che vi possiamo dare sono presto detti. Tripitaka era il solo che rifiutasse di bere. ululò il vento e scesero dall'alto millecentodieci gabbie. Da quelle giuggiole derivò la grande longevità che da allora fu tradizionale nella sua famiglia. uve inebrianti. riconobbero i loro figli e corsero a consolarli. "sperma giallo". festa delle lanterne." Il re offrì loro due vassoi di pezzi d'oro e d'argento alla rinfusa.proprio mentre il grande santo la metteva in riga. nostro signore e padre. quelli d'argento traboccano di riso profumato. Il re sedette di fronte a loro. regine e buon popolo stavano a guardare riverenti e bruciavano incenso. deve restare fra noi e accettare la nostra riconoscenza. e se avessi tardato ancora un momento. secondo le istruzioni. Davanti a loro si drizzò una cima elevata. portarono in trionfo Porcellino. l'avrebbe messa nella fossa. Conservate l'animo . leoni. e in qualche modo contribuirà ad allungarvi la vita. le acque in tumulto negli innumerevoli burroni rivaleggiano con la voce del vasto oceano lontano. sapori eccitanti si alternano a sapori soavi. invitando alla sua tavola i tre discepoli. Caio a un festino. abbiamo sentito che ve ne andate e siamo venuti a riportare le gabbie con i bambini. Porcellino gridò: "Longevità. Non abbiamo altro da consigliare. Non si finirebbe mai di raccontare di quei porcini. Ma anche questo finì. Son domande da fare?" "Non è la montagna che temo. La folla si richiudeva dietro di loro e li seguiva fuori città. In cui il figlio del cielo mi ordinò di partire. balzò su una rupe per guardarsi intorno e gridò da lassù: "Maestro. montagne. anziché un provetto viaggiatore in cammino da tanti anni. i mestoli di garzette. e con l'approssimarsi del Paradiso dell'Ovest le difficoltà si dovrebbero attenuare.." Fu dato l'annuncio: "La tavola è imbandita!" Fu davvero un magnifico festino: All'ingresso un trionfo di colori vivaci. con l'appetito che ti ritrovi. Ho percorso tutti i dodici picchi Dei monti delle Streghe. Si udì la voce degli dèi che dicevano: "Grande santo. a titolo di viatico. splendidi tappeti rossi sul pavimento." Salutò tutti. sollevarono Sabbioso. Se non vi formalizzate perché vi offro degli avanzi. si rizzavano stele commemorative: la gente portava offerte anche lì." Non ci fu niente da fare. il re levava la sua coppa delle Nuvole Purpuree per brindare con ciascuno. di quelle servite nel tè al sovrano dell'Est. biancheria per offrire anche lui qualcosa ai monaci. CAPITOLO 80 UNA BELLA RAGAZZA CHIEDE AIUTO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA UN COMPAGNO PER NUTRIRE LO YANG. Allora non restò che farlo salire sul carro reale. anafalidi e licheni tappezzano di verde le altissime rupi. Impegnatevi sul serio in ogni impresa e sforzatevi di compensare i vostri punti deboli: è un esercizio che vi manterrà sano. Il maestro era immerso nella contemplazione del paesaggio. Il re insisteva perché rimanessero e lo istruissero per risolvere i suoi problemi. il sentiero ripido e accidentato si inerpica fra le rocce. Draghi e tigri. dai ministri e dal popolo di Bhiksu. sandali. furono accompagnati per venti li dal sovrano. Si vendevano al mercato i loro ritratti. Alla fine del banchetto Longevità si congedò. pigne fragranti. tuniche. "chissà se ci sarà una strada per superare questa impervia regione. non fate troppo il birichino con le donne e nei ritagli di tempo pensate a fare qualche buona azione. fabbricava cappelli. che ancora insistevano perché rimanessero. ti porterò le giuggiole. Quante prove ho affrontato! Nubi e venti. Che abbondanza di piatti delicati! Tonde castagne d'acqua. I genitori. Tirò le redini e disse: "Discepoli miei! Da quel giorno lontano.. che apriva la via di buon passo. non credo che le reggereste. per manifestarvi la sua gratitudine. La folla restò sulla strada a guardarli. Datevi una regolata. legumi dai dieci profumi. poi pian piano si attenuò e cessò del tutto. e se non sapete che cosa avvenne dopo. Piange il cuculo la primavera che passa. frittelle di cachi. Il re si inginocchiò ai suoi piedi e lo supplicò di aiutarlo a guarire del male che lo affliggeva. Longevità al primo posto e il reverendo al secondo. Sabbioso affidò i bagagli a Porcellino e prese le redini per guidare la cavalcatura dietro a Scimmiotto. montò sul cervo e balzò in alto. Mi restano nella manica tre giuggiole." "State tranquillo. coppie d'uccelli. un canto di uccello destò in lui la nostalgia. Il terreno è coperto di fiori profumati e di alberi folti: susini azzurri e bianchi peri. gelati allo zucchero o fritti nell'olio: piatti più vari di fiori su broccato. sformati di formaggi. finché scomparvero all'orizzonte. Ma infine dovettero consentire che Tripitaka scendesse dal carro reale. Usciti dal palazzo attraversarono le strade della città fra ali di gente. dài qualcosa da mangiare anche a me!" "Non ho altro. "pensate sempre a casa vostra: non è un atteggiamento da monaco che ha lasciato la sua famiglia. insieme a due o tre grandi precettori. issarono Scimmiotto sulle spalle.

in pace, non vi date pena per queste cose. Gli antichi dicevano: che cerchi soldi od onorificenze, devi applicarti senza reticenze." "Maestro" insinuò Porcellino, "non sarà capitato che il beato Buddha abbia traslocato altrove con le sue sporte di sutra? Avrà saputo che noi le cerchiamo, e lui magari non avrà voglia di darcele. Altrimenti, come spiegate il fatto che si cammina, si cammina, e non si arriva mai?" "Zitto, non inventar frottole!" disse Sabbioso. "Pensa a fare il tuo lavoro e a seguire il condiscepolo anziano. Prima o poi arriveremo a destino." Si avvicinavano a un'immensa e nera abetaia. Il monaco cinese esclamò: "Ai rischi della montagna ora si aggiungono quelli del bosco oscuro. Stiamo attenti!" "Tutto bene. Non c'è pericolo" rispose Scimmiotto. "Lo dici tu. Non fidarti nemmeno di ciò che è retto; guardati dalla malvagità dei buoni. Di abetaie ne abbiamo viste tante, ma non mai una così fitta e scura." [...] Si addentrarono nel folto seguendo il grande santo, che apriva il passaggio con il suo randello. Dopo mezza giornata di cammino erano ancora immersi nella penombra di quelle fitte piante. "Discepoli" disse Tripitaka, "dopo tanti monti e tante foreste pericolose che abbiamo attraversato, questo mi sembra proprio un bel posto, con un sentiero abbastanza confortevole. Guardate che belle piante, quanti fiori! Vorrei sedermi a riposare; credo che gioverebbe anche al cavallo. E ho fame: uno di voi dovrebbe andare a mendicare del cibo." "Smontate pure" rispose Scimmiotto. "Vado e torno." Tripitaka sedette ai piedi di un abete, mentre Porcellino e Sabbioso si guardavano intorno e coglievano fiori e frutti. Il grande santo prese la ciotola delle elemosine e balzò in aria. Osservando la foresta dall'alto, constatò con piacere che era sovrastata da un alone di brume di buon augurio. Pensava: "Ai miei bei tempi, cinquecento anni fa, ero qualcuno: ero indipendente, portavo corona, abbattevo draghi e tigri, avevo cancellato il mio nome dal registro dei morti. Andavo in giro con la mia armatura d'oro fino, calzavo scarpe di nuvole, comandavo quarantasettemila diavoli, e tutti mi trattavano da vostra alta signoria. Ora invece mi devo umiliare e sono a servizio; ma se questo maestro è circondato dall'alone di buon augurio che si vede, si può star sicuri che tutto finirà bene, e anch'io avrò fatto un buon affare." Mentre si cullava in queste piacevoli considerazioni, si accorse che dalla parte sud della foresta saliva un soffio nero, spesso e fetido, che ribolliva a turbinava. "C'è sotto qualche maleficio" si disse allarmato. "Non sono certo Porcellino e Sabbioso a sollevare quella porcheria." Tripitaka, là sotto, recitava placido il sutra del cuore, il Mahâ Prajñâ Pâramitâ Hrdaya Sûtra, quando udì una vocina sottile che gridava: "Aiuto!" "Bontà divina!" esclamò agitato Tripitaka. "Chi può gridare così in mezzo alla foresta? Sarà qualcuno aggredito da una belva: dobbiamo aiutarlo." Il reverendo si alzò e mosse qualche passo fra gli abeti secolari e i cedri millenari. Ed ecco, in una piccola radura vide una ragazza legata con liane ritorte a un albero dalla vita in su, mentre la metà inferiore del corpo era sepolta nel terreno. "Cara pusa, che cosa vi è capitato per ridurvi in questo stato?" Non ci voleva molto a capire che la supposta pusa era una lamia o qualcosa di simile. Ma il reverendo non era mai stato abile a riconoscere questa specie di creature. La ragazza piangeva a calde lacrime, che rendevano più lustri i suoi occhioni vellutati e animavano il volto, bello da fare invidia ai fiori e alla luna: i pesci si tuffavano nel fondo, gli uccelli volavano in alto(5). Il reverendo non osava accostarsi, ma ripeteva: "Cara pusa, avete commesso qualche colpa? Vi puniscono per qualche motivo? Ditelo, vi prego; vorrei aiutarvi." La lamia, fingendosi tutta sconvolta e con vocina dolce e accorata, raccontò questa storia: "La mia famiglia, maestro, abita a Bimbâna, una città a duecento li da questa foresta. Papà e mamma, che sono molto pii, avevano invitato tutti i parenti a onorare le tombe degli antenati per la Festa Pura e Limpida. In palanchino e a cavallo abbiamo raggiunto il posto fuori mano dove si trovano le tombe, abbiamo disposto le offerte e dato fuoco ai cavalli di carta. A questo punto ci ha assalito una banda di forsennati, suonando gong e tamburi, con le armi in mano. Tutti scappavano; io sono caduta. Non so correre svelta, e perciò mi hanno presa. Erano briganti, che mi hanno portata nel loro covo. Il capo voleva tenermi per sé, ma il suo luogotenente aveva la stessa idea; anche altri mi guardavano e mi trovavano di loro gusto. In breve, l'ottantina di uomini che componeva la banda incominciò a litigare e a battersi per me; e dal momento che nessuno voleva darla vinta agli altri, mi hanno legata dove mi vedete e se ne sono andati. Sono qui da cinque giorni e cinque notti: avrei potuto morire ogni momento. Saranno i meriti di qualche antenato che mi fanno incontrare voi. Vi supplico, abbiate pietà, salvatemi la vita! Neanche morta dimenticherò la gratitudine per voi." E piangeva come una fontana. Con il suo temperamento compassionevole, Tripitaka entrò subito in simpatia e gli uscirono lacrime e singhiozzi. Intanto gridava: "Discepoli!" Sabbioso e Porcellino, a caccia di frutti di bosco, sentirono quel richiamo piagnucolante. "Che il maestro abbia trovato nel bosco qualche vecchia zia sentimentale?" si chiese il bestione. E Sabbioso: "Non divagare! Da quando siamo in viaggio non abbiamo incontrato una sola persona per bene. Figuriamoci se le zie del maestro vanno in giro per una foresta come questa." "Non mi dirai che quel monaco si permette confidenze con estranei!" Corsero da Tripitaka: "Maestro, che cosa succede?" Il monaco cinese mostrò loro la bella prigioniera: "Porcellino, libera quella povera pusa, salvale la vita!" E il bestione si mise all'opera senza chiedere altro. Intanto Scimmiotto vedeva il soffio nero addensarsi ed espandersi fino a cancellare completamente le brume di buon augurio. "Qualcosa non va per il suo verso" esclamò. "La creatura malefica dev'essere partita all'attacco. La ricerca del cibo può aspettare." Ritornò indietro e trovò Porcellino intento a sciogliere i legami. Gli arrivò alle spalle, lo prese per le orecchie e lo gettò a terra. "Perché mi aggredisci?" si lagnò il bestione riconoscendolo. "Ubbidivo al maestro." "Fratellino" rispose ridendo Scimmiotto, "non toccare quella lì; non vedi che è una strega che vuol prenderci in giro?" "Brutta scimmia!" intervenne Tripitaka. "Eccoti di nuovo a trinciar giudizi. Perché mai questa fanciulla dovrebbe essere una creatura perversa?" "Maestro, non avete mai capito niente di queste cose. È una tattica vecchia come il mondo, uno stratagemma da manuale per chi ha voglia di farsi uno spuntino di carne umana. Possibile che non vi rendiate conto? " "Maestro" ribatteva Porcellino imbronciato, "non date retta a quell'equipuzio! Questa non è che una brava ragazza del posto. Come possiamo giudicare noi, che veniamo da lontano? Quel malvivente vuole che l'abbandoniamo, per tenersela a disposizione. Più tardi farà una delle sue capriole nelle nuvole e la verrà a trovare passando dalla porta di servizio." "Brutto stronzo!" brontolò Scimmiotto. "Io non corro la cavallina; sei tu che non puoi dire altrettanto. Ti ricordi la volta che cercasti di metter su famiglia con ragazze che non ti volevano, e finisti legato a un albero? Sei tu che perdi la testa per le donne, e che sei disposto a dimenticare il giusto per il tuo profitto." "Finitela!" intervenne Tripitaka. "Porcellino, dobbiamo ammettere che di solito le opinioni del tuo condiscepolo anziano sono risultate fondate. Lasciate stare quella donna e andiamocene." "Grazie al cielo!" esclamò Scimmiotto. "Vi posso assicurare che è per il meglio. Rimontate subito a cavallo e allontaniamoci. Quando usciremo dalla foresta andrò a mendicare il cibo." E se ne andarono. La lamia legata all'albero digrignava i denti: "Ho tanto sentito parlare di questo Scimmiotto guasta disegni, e vedo che la sua fama non è usurpata. Mi volevo accoppiare con quel monaco, che non hai mai sparso goccia del suo yang primordiale, per divenire immortale. Doveva proprio venire la scimmia a guastarmi la festa! Se mi avessero slegata, lo avrei subito catturato e concluso l'affare. Chissà che cosa ha messo sull'avviso la scimmia. Ma non mi sarò data tanta pena per niente. Non rinuncio di certo. Proverò a parlargli da lontano: vediamo se funziona." La brava lamia, senza sciogliere i suoi legami, approfittò di una brezza favorevole per far pervenire a Tripitaka qualche parolina edificante: "Maestro" sospirava, "tu che abbandoni una povera fanciulla in difficoltà negandole soccorso, quali sutra speri di ottenere dal Buddha con la tua devozione ottusa e senza coscienza? " Il monaco tirò le redini del suo cavallo: "Consapevole del Vuoto, torna indietro; va ad aiutare quella donna." "Che cosa ve la fa tornare in mente, maestro?" "È lei che mi chiama." "Tu hai sentito qualcosa, Porcellino?" "Non si può dire che le mie orecchie siano piccole, ma non ho sentito niente." "E tu Sabbioso?" "Pensavo ai bagagli che porto, non ho fatto attenzione. Comunque non ho sentito niente." "Nemmeno io ho sentito niente. Maestro, perché dite che vi chiama? Che cosa vi dice?" "Mi dice cose sensate: dice che la devozione senza coscienza di chi non soccorre la gente nel bisogno non otterrà i sutra dal Buddha. Val più salvare una sola vita umana, che costruire una pagoda di sette piani. Bisogna salvarla: è più importante della ricerca delle scritture." "Quando al maestro viene l'uzzolo delle opere buone, non c'è rimedio al mondo che lo guarisca" sogghignò Scimmiotto. "Quanti mostri abbiamo incontrato lungo la strada! Vi acchiappano, vi portano nel loro covo, e io devo venire a tirarvi fuori e a spiaccicarli con la mia sbarra di ferro. La persona che adesso vi sta cuore è della stessa risma: si può sapere che bisogno avete di andarvi a consegnare nelle sue mani, per poi mettervi a piangere?" "Discepoli" rispose Tripitaka, "ricordate sempre il detto degli antichi: nessun bene è tanto piccolo che non valga la pena di farlo; nessun male è tanto piccolo che non si debba guardarsene. L'aiuto che ci viene chiesto va sempre dato." "Maestro, così sia" disse Scimmiotto. "Non cercherò di dissuadervi: ne ricaverei soltanto il vostro malumore. Ma questa è una responsabilità che non mi voglio prendere. La volete salvare? Fatelo voi." "Si capisce, scimmia zuccona!" inveì Tripitaka. "Tu resta in panciolle, mi aiuterà Porcellino." Il monaco cinese ritornò alla radura con Porcellino, che sciolse i legami e con il rastrello scavò il terreno in cui la ragazza era semisepolta. La buona lamia scosse il terriccio dalle calzature, si aggiustò la

gonnella e seguì Tripitaka con segni di giubilo e di riconoscenza. Quando la vide comparire, Scimmiotto sghignazzò. Tripitaka esasperato gli chiese: "Che cosa ti fa ridere, brutto scimmione?" "Mi fate ridere voi, maestro. Pensavo al distico: Se viene la fortuna, amici certo avrai; E quando essa ti lascia, la bella incontrerai." "Tutte bugie, diabolico macaco! Sono monaco da quando mia madre mi ha partorito; sono un inviato imperiale: non sono di quelli che vanno cercando il proprio guadagno e la soddisfazione della carne. Perché la fortuna mi dovrebbe lasciare?" "Maestro" sghignazzò Scimmiotto, "avete un bell'essere monaco: vi avranno insegnato a leggere i sutra e a pregare il Buddha, ma le leggi non le conoscete. La ragazza è giovane e carina; voi e io siamo monaci. Aspettate che incontriamo qualche malintenzionato, e ci troveremo davanti a un tribunale accusati di fornicazione; andate allora a raccontare di Buddha e di ricerca delle scritture! Se ci assolvessero dall'accusa di fornicazione, resterebbe quella di ratto: bastonate da lasciarvi mezzo morto, caro il mio maestro, e ritiro della licenza di monaco; Porcellino deportato e Sabbioso ai lavori forzati. E anch'io, che nel difendermi sarei certo più abile di voi, dubito che riuscirei a farmi assolvere." "Non dire sciocchezze!" gridò Tripitaka. "Comunque la si voglia mettere, è una persona cui salvo la vita. Perché mai dovrebbero derivarne tante complicazioni? Portiamola con noi: prendo io tutta la responsabilità." "Parlate di responsabilità, ma non sapete quello che dite. Tutto sommato non salvate nemmeno lei, ma piuttosto le fate del male." "Come sarebbe a dire?" "Se fosse rimasta legata dov'era, entro cinque, dieci o quindici giorni, senza un boccone da mangiare, sarebbe morta di fame e avrebbe avuto almeno la consolazione di raggiungere gli antenati con il suo corpo integro. Seguendo voi - che l'avete salvata, come dite - dovrà correre con i suoi piedini dietro il vostro cavallo e dietro a noi, che filiamo come il vento. Finiremo per perderla e se la mangerà il lupo. Che guadagno ci avrà fatto?" "Questo è vero. Come dobbiamo fare, secondo te?" "Perché non la fate salire sul cavallo e non ve la prendete in braccio?" Tripitaka rifletté: "No, non possiamo stare insieme sulla stessa cavalcatura. La potrebbe portare Porcellino." Scimmiotto scoppiò a ridere: "Che bella fortuna per il nostro bestione!" Porcellino osservò: "Nessun peso è leggero, se la strada è lunga. Che fortuna sarebbe, portare una persona sulle spalle?" "Quando l'avrai addosso, le rivolgerai quel tuo grugno lungo come un trombone, sussurrerai una parolina dolce e sarà già una serenata." Porcellino si lasciò andare a pestare i piedi e battersi il petto: "Non ne posso più! Maestro, preferisco essere bastonato. Meglio le botte che i lazzi del condiscepolo anziano: se mi carico in spalla quella ragazza, non farà che tormentarmi finché non l'avrò messa giù." "Ho capito" disse Tripitaka. "Ho gambe anch'io: scenderò da cavallo e proseguirò a piedi. Vorrà dire che procederemo più lentamente. Porcellino prenderà le redini." "Non c'è verso: oggi è giorno di buoni affari per il nostro bestione" rise Scimmiotto. "Il maestro si preoccupa di affidare a te il moccolo da reggere." "Fammi il piacere di tenere per te i tuoi farnetichi. Dicevano gli antichi: il cavallo fa mille leghe, ma qualcuno deve guidarlo. Scendiamo pian piano la montagna con questa giovane pusa, che così non si perderà per via. Quando giungeremo a un monastero buddista o a un tempio taoista, o comunque a un abitato, ce la lasceremo e avremo compiuto la nostra missione di salvataggio." "Va bene, è un'idea sensata" approvò finalmente Scimmiotto. "Non perdiamo altro tempo, e andiamo avanti." Tripitaka marciava in testa, Sabbioso seguiva con i bagagli, Porcellino reggeva le briglie del cavallo e Scimmiotto chiudeva il convoglio conducendo la ragazza. Percorsa una ventina di li, mentre scendeva la sera, videro un complesso di torri, terrazze e padiglioni. "Discepoli" disse Tripitaka, "buddisti o taoisti che siano gli edifici, chiederemo ospitalità per la notte e ripartiremo domattina. Aspettate qui, mentre vado a chiedere: se va tutto liscio, vi chiamerò." I discepoli e la ragazza si fermarono ai piedi di un salice, mentre il reverendo si accostava al portale. Vide subito che era cadente; il muro pendeva pericolosamente da una parte. Mentre spingeva il battente roso dal tempo, fu preso dalla malinconia del luogo: porticati deserti dalle tettoie sfondate, il vecchio tempio desolato, i cortili coperti di muschio, i sentieri cancellati dalle erbacce. L'unica luce proveniva dalle lucciole, l'unico rumore di vita dalle rane che gracidavano. Il reverendo si fermò e gli vennero le lacrime agli occhi. Sale in rovina, stucchi e pitture devastati, celle deserte, porticati distrutti. Giacciono a terra qua e là mattoni e tegole rotte, frammenti di travi, travicelli contorti. Scompaiono le corti nel verde selvatico. Le cucine, con i loro utensili e odori, giacciono sotto uno spesso strato di polvere. La torre dell'orologio è crollata, il tamburo è ridotto a una cassa di legno imputridito. Rotta la lampada di cristallo, il corpo del Buddha ha perduto le dorature, gli arhat sono caduti con le gambe spezzate. Le infiltrazioni d'acqua hanno reso alla terra l'argilla in cui era plasmata Guanyin; il vaso immacolato è rotolato al suolo. Nessun monaco di giorno e, la notte, volpi e fiere che vengono a rintanarsi. I muri cadono, i battenti degli usci sono scomparsi da molto tempo. Abbandonato ormai da tanti anni Senza riparazioni, il vecchio tempio È sorvegliato da guardiani a pezzi Ed ospita dei buddha senza testa: Nemmeno il tudi ci potrebbe vivere. I vajrapani giaccion nella pioggia; La campana, perduto ogni supporto, Se ne sta silenziosa nella polvere. Tripitaka si armò di coraggio e superò il secondo ingresso. Crollata la torre, la campana di bronzo era semiaffondata nel terreno, con la parte superiore bianca come neve e l'inferiore verde cupo: sopra era stata dilavata per lustri dalle intemperie del cielo, sotto era ossidata e scurita dal soffio della terra. Tripitaka la accarezzò: "Campana! Dalla cima della torre scandivi il tempo con la tua voce possente: annunciavi l'alba a gara con i galli e accompagnavi il crepuscolo serale. Dove saranno finiti i monaci che elemosinarono il denaro per fabbricarti, e il fabbro che ti fuse? Tutti saranno scesi nel mondo delle ombre, e ogni loro traccia sarà cancellata." Declamando la sua elegia, il reverendo attirò l'attenzione di una persona che abitava nel monastero, un inserviente addetto a bruciare l'incenso. Si era già coricato; l'inattesa voce umana lo svegliò e lo indusse a raccogliere da terra una scheggia di tegola e a tirarla contro la campana. Il suono improvviso spaventò il reverendo, che pensò di fuggire, ma inciampò in certe radici e cadde esclamando: "Campana! Lamentavo la tua sorte, e tu mi hai risposto. Su questa strada dell'Occidente, che nessuno percorre, nel lungo decorso degli anni sei divenuta un fantasma." L'inserviente accorse e lo aiutò a rialzarsi: "Tiratevi su, reverendo. La campana non è diventata un fantasma, l'ho suonata io." Tripitaka guardò quella brutta faccia scura: "Non sarai uno gnomo, o un diavolo dei boschi? Bada che io non sono un viandante qualsiasi, ma un inviato imperiale, accompagnato da discepoli capaci di abbattere tigri e domare draghi. Se ti misurassi con loro, correresti dei brutti rischi." "Ma no, reverendo" rispose l'uomo inginocchiandosi. "Non sono una creatura malefica, ma un inserviente del monastero, addetto a bruciare l'incenso. Poco fa, quando ho sentito le vostre belle parole, il mio impulso è stato di uscire ad accogliervi; ma ho temuto che poteste essere un diavolo sotto mentite spoglie e, per farmi coraggio, ho suonato la campana." Il monaco cinese si rinfrancò: "Quasi morivo di paura, caro inserviente. Fammi visitare gli edifici." L'inserviente guidò Tripitaka nella terza corte, dove lo spettacolo era completamente diverso. Si vedevano muri rivestite di piastrelline azzurre con disegni di nuvole, sale di cristallo coperte di tetti verdi. Gradini di giada bianca salgono a simulacri rivestiti d'oro. La sala del Buddha eminente è illuminata da una luce azzurrina; dal padiglione di Vairocana esce una nube profumata; la sala di Wenshu è decorata da greche di nuvole. La biblioteca è ornata da pitture di fiori. Al culmine del triplo tetto è collocato un grande vaso sacro. La Torre delle Cinque Felicità è coronata d'intagli. I letti di meditazione sono all'ombra di verdi bambù; pini azzurri si stagliano alla porta del Buddha. Dagli edifici irradia una luce dorata, brume violette li circondano. Al mattino si respira una brezza che vien di lontano; la sera rintocca il tamburo dalle colline. Lampade splendenti sul muro

della corte posteriore diffondono spire d'incenso. Tripitaka, intimidito, si fermò sulla soglia e chiese: "Come mai davanti tutto cade in rovina, e la parte posteriore è così bella?" "Reverendo" rispose ridendo l'inserviente, "queste montagne sono zeppe di briganti e di creature malefiche. Nella buona stagione se ne vanno altrove a commettere le loro malefatte; ma in quella cattiva pretendono di venir qui a ripararsi, rovesciano le statue, rompono gli arredi di legno per bruciarli nel camino. I monaci non sono in grado di tenergli testa. Perciò hanno abbandonato alla loro mercé gli edifici verso la strada, e pian piano hanno costruito sul retro il nuovo monastero che vedete, con le offerte dei benefattori. Il puro e l'impuro abitano l'uno accanto all'altro: è una situazione comune in queste terre occidentali." "Ecco dunque come stanno le cose." Accanto all'entrata Tripitaka lesse una scritta in cinque grandi caratteri: MONASTERO DELLA FORESTA DI MEDITAZIONE, PACIFICATORE DEI MARI Quando si decise a superare la soglia, gli venne incontro un bonzo. Che aspetto aveva? Tonaca di lana di Fala, berretto di velluto e broccato con il fermaglio a sinistra, anelli di bronzo alle orecchie. Gli occhi brillano come l'argento. Agita un tamburello e recita sutra in una incomprensibile lingua barbara. Tripitaka non sapeva che si trattava di un lama. Il lama contemplava Tripitaka; osservava il suo bell'aspetto, la larga fronte, il cranio piatto, le orecchie che giungevano alle spalle, le mani che scendevano oltre le ginocchia, la sua eleganza di arhat disceso sulla terra. Gli piacque molto, e perciò gli andò incontro con un sorriso da un'orecchia all'altra e lo festeggiò a modo suo, stringendogli le mani e i piedi, strofinandogli il naso, pizzicandogli le orecchie. Lo portò nella sua cella e gli chiese: "Da dove venite, reverendo?" "Il vostro discepolo è inviato in missione speciale dall'imperatore dei Tang delle terre dell'Est, per sollecitare le scritture dal Buddha del Monastero del Colpo di Tuono, in India. Passavamo appunto dal vostro prezioso convento mentre scende la sera: permettetemi di chiedervi riparo per la notte. Partiremo domattina di buon'ora. Spero che potrete darci ospitalità." "Non diciamo bestemmie!" esclamò il lama ridendo. "Naturalmente, se abbiamo lasciato le nostre famiglie, è perché siamo nati sotto cattiva stella: i genitori non potevano mantenerci e noi ci arrangiamo come possiamo. Ma questo non ci autorizza a mentire." "Io non mento." "Ma sapete quanto sono lontane le terre dell'Est? E lungo il cammino ci sono infinite montagne, sulle montagne grotte, e nelle grotte creature malefiche. È mai possibile che una personcina civile come voi, pallida e con le mani morbide, abbia percorso tutta sola una simile strada?" "Avete ragione, la mia umile persona da sola non ne sarebbe mai stata capace. Ma ho tre discepoli che mi aprono la via sui monti e gettano ponti sulle acque. Solo grazie alla loro protezione ho potuto giungere fin qui." "E dove sono i vostri eminenti discepoli?" "Attendono alla porta." "Maestro!" esclamò il lama. "Non sapete che questi posti pullulano di fiere, briganti e diavoli? Noi osiamo a malapena mettere il naso fuori di giorno chiaro, senza allontanarci troppo, e al crepuscolo ci barrichiamo in casa. Di notte non si può restare all'aperto!" E gridò: "Discepoli, invitate a entrare quella gente là fuori!" Due giovani lama corsero lesti all'ingresso, ma appena intravidero i pellegrini caddero a terra, si risollevarono precipitosamente e corsero in casa inciampando dappertutto: "Monsignore, che sfortuna! I discepoli sono scomparsi. Alla porta ci sono soltanto certi orribili mostri." "Che aspetto hanno?" chiese Tripitaka. "C'è il duca del tuono, un mostro dalle orecchie gigantesche, e uno con la faccia blu e le zanne sporgenti. Hanno catturato una ragazza carina, pettinata con la brillantina, ben truccata e incipriata." Tripitaka si mise a ridere: "Quei tre sono appunto i miei discepoli. Alla ragazza ho salvato la vita in un'abetaia." "Com'è possibile, monsignore, che un maestro tanto bello abbia discepoli tanto brutti?" "Saranno brutti, ma sanno rendersi utili. Ritornate da loro, per piacere, e invitateli a entrare. Quello che chiamate duca del tuono, se si spazientisce perché non viene invitato, può prendere l'iniziativa di entrare e permettersi delle violenze. Poverino, non ha avuto genitori che gli abbiano insegnato le buone maniere." I monacelli tremebondi ritornarono fuori e si inginocchiarono: "Signori, il monaco cinese vi prega di entrare." "Fratello" sghignazzò Porcellino, "guarda come tremano!" "Siamo tanto brutti che gli facciamo paura." "Che stupidi! Mica lo facciamo apposta; siamo nati così." "Nemmeno loro fanno apposta. Cerca di nasconderti più che puoi." Il bestione andò avanti nascondendo il grugno nel colletto, seguito dagli altri. Si recarono nella cella del superiore, che fece convocare la settantina di monaci presenti nel convento. Dopo le presentazioni, ciascuno prese posto secondo il suo rango e si preparò il pasto in onore degli ospiti. È il caso di dirlo: Solo la compassione vi fa acquistare meriti. Mutua stima prescrive la Legge ai veri monaci. Se poi in fin dei conti non sapete che cosa avvenne prima che lasciassero il monastero, ascoltate il seguito. CAPITOLO 81 MALANNO DI TRIPITAKA E SEDUZIONE DI SCIMMIOTTO OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO CONFONDE LA LAMIA NEL MONASTERO PACIFICATORE DEI MARI, E I TRE PELLEGRINI VANNO IN CERCA DEL LORO MAESTRO NELLA FORESTA DEGLI ABETI NERI. I monaci del Monastero della Foresta di Meditazione offrirono la cena ai pellegrini e, quando fu consumata, diedero cibo anche alla ragazza. Poiché il buio scendeva, si accesero le lampade. Sotto la loro luce, nella cella del superiore, i monaci si accalcavano numerosi per godersi due attrazioni: saperne di più sul viaggio del monaco cinese, e guardare la ragazza. Alla fine Tripitaka chiese al superiore: "Com'è la strada verso l'ovest? Abbiamo intenzione di ripartire domani all'alba." Il lama si gettò in ginocchio, mentre il reverendo si precipitava a rialzarlo: "La strada è piana e in buono stato. Ma c'è un grave problema di cui vi avrei parlato fin dal primo momento, se l'imbarazzo non me lo avesse impedito. Sarò felice di ospitare nella mia cella voi, che venite da tanto lontano a prezzo di molte fatiche. Ma le convenienze non permettono di ospitare la pusa: non so proprio dove metterla a dormire." "Spero non penserete che le nostre intenzioni siano meno che oneste. Ci siamo imbattuti nella ragazza mentre attraversavamo la Foresta degli Abeti Neri: era legata a un albero. Il mio umile discepolo Consapevole del Vuoto si rifiutava di slegarla, ma i precetti della bodhi mi hanno spinto a soccorrerla; e in seguito non potevo certo abbandonarla lungo il cammino. Qualunque sistemazione andrà bene per lei." "Se acconsentite, nella vostra grande generosità, potrei far collocare un pagliericcio nella sala del Re del Cielo, dietro il simulacro, e mandarla a dormire là." "Credo che andrà benissimo." I giovani lama accompagnarono la ragazza nel luogo destinato, e tutti si ritirarono per la notte. "Corichiamoci subito" diceva Tripitaka ai suoi; "la giornata è stata massacrante, e domani dovremo alzarci presto." Come al solito, i discepoli dormirono nella sua stessa camera, per proteggerlo. Nel cielo notturno troneggia la lepre di giada: Deserti son d'ogni passante i divini sentieri. Rilucono quiete le stelle del Fiume d'Argento. In cima alla torre il tamburo scandisce le ore. Scimmiotto si alzò all'alba, chiamò Porcellino e Sabbioso per preparare cavallo e bagagli, e andò a destare il maestro, che dormiva ancora. Chiamato, alzò la testa e la lasciò ricadere sul cuscino. "Maestro, che avete?" chiese inquieto Scimmiotto. "Non lo so nemmeno io" gemette il reverendo. "Mi gira la testa, sento gli occhi gonfi; ho male dappertutto." Porcellino gli toccò la fronte e la sentì scottare. "Ho capito" disse il bestione. "La buona cucina vi ha indotto ieri sera a mangiare un piatto di troppo, e avrete dormito con la testa troppo in basso. È un'indigestione." "Sciocchezze" brontolò Scimmiotto. "Ci dica il maestro che cosa è successo." "Questa notte mi sono alzato per un bisogno e non ho messo in capo la berretta" spiegò Tripitaka. "Avrò preso freddo." "È una spiegazione più verosimile. Ve la sentite di alzarvi e rimettervi in cammino?" "Temo di non riuscire nemmeno a mettermi seduto: come

potrei cavalcare? Ma non vorrei farvi perdere tempo." "Che dite mai, maestro! Come dice l'adagio: maestro per un giorno, padre per la vita. E noi discepoli siamo i vostri figli. Si dice anche: non chiedere a tuo figlio che cachi oro o pisci argento, ma che ti mostri affetto secondo il bisogno del momento. Se non state bene, aspetteremo che vi rimettiate." Per più di due giorni e due notti i discepoli assistettero il maestro; verso la sera del terzo giorno, Tripitaka riuscì finalmente a mettersi a sedere e chiamò Scimmiotto: "Consapevole del Vuoto, sono stato tanto male, che non ti ho chiesto nemmeno se la pusa che abbiamo salvato ha ricevuto il cibo che le occorre." Scimmiotto rise: "Che cosa andate a pensare! Badate piuttosto alla vostra salute." "Giusto. Aiutami a scendere dal letto e portami carta e pennello; la pietra da inchiostro puoi chiederla in prestito a quelli del monastero." "Che cosa intendete fare?" "Devo scrivere una lettera, allegare il passaporto e affidartela, perché la consegni a sua maestà l'imperatore Taizong, a Chang'an." "È un incarico facile; altre cose non le saprò fare, ma come postino non ho rivali. Quando avrete scritto la lettera farò una capriola fino a Chang'an e ritornerò qui con un'altra capriola: il pennello non avrà il tempo di asciugare. Ma che cosa volete scrivere?" "Devo scrivere" rispose piangendo il reverendo: "Tre volte prosternato, l'umile servitore Augura lunga vita al santo imperatore. Possano i mandarini legger questo messaggio. Quando lasciai la Cina ero determinato A raggiungere il Buddha, come mi era ordinato. Molti ostacoli han messo a prova il mio coraggio. Lontano dalla meta, sono attualmente afflitto Da grave malattia che mi lascia sconfitto. Se potessi raggiungere il Monte degli Avvoltoi Ed ottenere i sutra, non risparmiando pene, Non ne ricevereste utilità né bene, Perché morirei prima di riportarli a voi. Il mio viaggio terreno può dirsi terminato: Debbo invitarvi a scegliere un altro incaricato." Scimmiotto non poté trattenersi dallo scoppiare in una fragorosa risata: "Maestro, non ve la prendete, ma come al solito non siete all'altezza della situazione. Vi viene la bua, e vi sognate già morto e sepolto. Del resto, se vi colpisse davvero un male grave, da mettervi in pericolo di vita, non ci sono qui io? Farei subito un'inchiesta: 'Quale re dell'altro mondo ha preso questa cantonata? Quale giudice ha commesso l'imprudenza di spiccare il mandato? Fatemi vedere il malcapitato inviato infernale che si è preso l'incombenza!' Guai a loro se facessero i furbi o avessero il coraggio di contrariarmi! Farei terra bruciata fino in fondo all'Inferno; acchiapperei i dieci giudici e gli romperei le ossa." "Discepolo, non fare il fanfarone. Io sto male davvero." Si fece avanti Porcellino: "Fratello, se ti dice che sta male, non star lì a discutere: sta male. Sistemiamo le cose prima che sia troppo tardi: vendiamo il cavallo e, con il ricavato, compriamo una bara per lui. Poi ci divideremo i bagagli e ce ne andremo ciascuno per la sua strada." "Ci mancavano le idee fisse di questa bestia! Non te ne intendi di queste cose: il nostro maestro fu il secondo discepolo del beato Buddha, sotto il nome di Cicala d'Oro; le prove che sta passando hanno semplicemente lo scopo di fargli espiare una mancanza di riguardo che commise allora." "Qualunque mancanza di riguardo abbia commessa, è stato immerso nel mare di guai della vita umana, senza parlare delle tremarelle che prova ogni volta che incontra un mostro o un diavolo. Non è sufficiente? Che bisogno c'è di tormentarlo anche con le malattie?" "Che cosa ne sappiamo? Pare che si fosse addormentato alla predica del Buddha; inoltre era caduto e aveva schiacciato un grano di riso con il piede sinistro. Magari la pena prevista in questo caso sono proprio tre giorni di malattia." "Tre giorni per un grano di riso!" gridò Porcellino terrorizzato. "E per i calderoni che ne mangio io, quanti secoli mi toccherà penare?" "Fratellino" rispose Scimmiotto, "le bestie come te, il Buddha non le vede nemmeno. Comunque ricordati: Cresce il riso nel campo Con il duro lavoro. Ogni chicco che hai Costa sudore e guai. "Vedrai che per il maestro questo sarà l'ultimo giorno di malattia. Domani sarà guarito." "Non mi pare di star molto meglio. Ho la gola secca: potete darmi un po' d'acqua?" chiese Tripitaka. "Bene!" affermò Scimmiotto. "La sete è un segno di miglioramento. Cerco subito l'acqua." Afferrò la ciotola delle elemosine e corse in cucina. Si guardò intorno, e notò che tutti i monaci presenti avevano gli occhi rossi e trattenevano a stento il pianto. "Come siete meschini!" li apostrofò Scimmiotto. "D'accordo, ci siamo fermati più del previsto; ma prima di partire faremo i conti e vi pagheremo fino all'ultima sapeca. Vi sembra il caso di ostentare tanto il fastidio che vi diamo? Non è un comportamento da veri sacchi di merda?" "Ma noi non ci permetteremmo mai!" esclamarono i monaci gettandosi in ginocchio. "Non state forse frignando per i vuoti che ha provocato nella vostra dispensa il mio condiscepolo con il grugno lungo?" "Potete restar qui mesi interi: non guarderemo certo nel vostro piatto. La nostra disgrazia è un'altra. Ogni notte due giovani bonzi sono addetti a suonare la campana e battere il tamburo: quelli delle ultime tre notti sono scomparsi. Ne abbiamo trovato solo un mucchietto di ossa nel giardino posteriore, accanto ai loro berretti e ai sandali. Non volevamo parlarvene per non affliggervi, perché sappiamo che il vostro maestro è indisposto; ma non possiamo trattenerci dal piangerli." Scimmiotto fu insieme allarmato e contento di sentirsi chiamato in causa: "Non dite altro: è chiaro che avete in casa una creatura perversa. Penserò io a levarla di torno. La prossima notte farò il turno da solo." "Signoria, i mostri dispongono di poteri soprannaturali: sanno cavalcare le nuvole, andare e venire dall'inferno. Gli antichi dicevano: temi l'ingiustizia dei giusti, guàrdati dalla malvagità dei buoni. Non vi arrabbiate, per piacere: se catturaste il colpevole, sarebbe una gioia senza pari; ma se doveste fallire, ne deriverebbero seri guai." "Quali guai ne dovrebbero derivare?" "Reverendo, parliamoci chiaro. Noi abbiamo lasciato le nostre famiglie fin dall'infanzia. Com'è la nostra vita? Quando crescono i capelli, occorre raderli. Se la tonaca si scuce, occorre ricucirla. Al mattino ci alziamo presto, ci laviamo e ci inchiniamo a mani giunte per ubbidire alla Grande Via. Quando scende la sera ci riuniamo, bruciamo incenso, borbottiamo devotamente il nome di Amitâbha. Leviamo gli occhi a contemplare il Buddha sul suo nonuplo trono di loto, che compassionevolmente dispensa la Legge e i Tre Veicoli; e ci auguriamo di poter contemplare l'onore dei Sâkya nel suo grande parco del Jetavana. Abbassiamo il capo per scrutare nel nostro cuore, accettare i cinque divieti, trascendere il gran chiliocosmo; e ci auguriamo di afferrare, attraverso la molteplicità dei fenomeni, il vuoto totale e l'irrealtà della realtà. Se vengono donatori ciascuno di noi, vecchio o giovane, grande o piccolo, grasso o magro, zotico o gentile, batte il pesce di legno e la pietra sonora, e salmodia nel naso un paio di rotoli del sutra del Loto, oppure la litania dell'imperatore dei Liang. Se invece non si vedono donatori, ciascuno giunge le mani e chiude gli occhi, accovacciato sulla sua stuoia, chiude la porta al chiar di luna e si immerge in contemplazione nel silenzio e nell'oscurità. La nostra vita è questo, e nient'altro. Chiacchiericcio di uccelli, zuffe di formiche, domar tigri e abbattere draghi, sono cose che non trovano posto nel grande veicolo della Legge, per grande che sia la compassione. Mostri e diavoli non sono affar nostro. Se vostra signoria si trovasse a stuzzicare uno spirito perverso, esso potrebbe prendersela con noi e mangiarci in un boccone. È facile immaginare le conseguenze: in primo luogo, ricadremmo nel ciclo delle reincarnazioni; secondo, l'antica Foresta di Meditazione resterebbe distrutta; terzo, non avremmo nemmeno un posticino alla corte del Beato. Non li chiamereste seri guai?" Man mano che ascoltava, Scimmiotto si arrabbiava sempre più; sentiva rodere la bile. Urlò: "Banda di idioti! Ciarlate su ciò che possono fare i diavoli; ma non sapete che cosa so fare io!" "In effetti, non ne sappiamo niente" mormorarono i monaci. "Per oggi mi accontenterò di un riassunto succinto. Ascoltatemi bene: "In vita mia ho abbattuto tigri e draghi sulla terra, e messo sottosopra i palazzi del Cielo. Ho saziato l'appetito sgranocchiando l'elisir del signore Laozi, e calmato la sete scolando il vino dell'Imperatore di Giada. Se spalanco i miei occhi dalle pupille d'oro, il cielo sbiadisce e la luna si nasconde. Vado dove voglio senza lasciare traccia né ombra, stringendo la mia sbarra cerchiata d'oro, corta o lunga a volontà. Non temo né i mostriciattoli né i grandi diavoli, per malvagi che siano. Non c'è fuggiasco che non acchiappi: corra, tremi o si nasconda. E chi afferro non mi sfugge: che finisca segato in due, arso, affogato o stritolato. Ho le mie specialità; posso competere con ciascuno degli otto immortali che passano il mare, o con tutti insieme. Monacelli miei,

acchiapperò la creatura perversa e ve la mostrerò, perché sappiate anche voi chi è il vecchio Scimmiotto!" I lama pensavano: "Questo bandito peloso è un gran chiacchierone, ma può darsi che ci sia qualcosa di vero." Dentro di sé erano scettici, ma per educazione emettevano un indistinto mormorio di approvazione. Il loro superiore fece sentire un'altra campana: "Lasciate stare, pensate invece al vostro maestro! Non c'è nessuna fretta di catturar fantasmi. Dice il proverbio: il principe al banchetto, se non si sazierà, calmerà almeno l'appetito; il prode in battaglia, se non sarà ammazzato, buscherà almeno una ferita. Proveremmo un eminente dispiacere se il maestro ammalato subisse danno dalle vostre battaglie con gli spettri." "Giusto. Vado a portargli da bere, e torno subito." Riempì la sua ciotola e portò l'acqua a Tripitaka. Questi, tormentato dall'arsura, la vuotò in un sorso. In verità L'acqua per l'assetato è un gran piacere, Ed è appunto il rimedio che ci vuole. Il reverendo si sentì subito meglio: il suo volto riprese un po' di colore e il suo corpo qualche energia. Scimmiotto lo vide più disteso e domandò: "Maestro, che ne direste di una minestra e di una tazza di riso?" "Ne prenderò volentieri. L'acqua mi ha giovato come un buon farmaco: mi sento mezzo risanato." Scimmiotto corse in cucina gridando: "Il maestro sta meglio. Vuol mangiare." I monaci si affrettarono a preparare il pasto. Misero al fuoco il riso, impastarono tagliatelle, prepararono focacce, fecero cuocere qualche panino al vapore e cucinarono vermicelli in brodo. Servirono quattro o cinque piatti. Tripitaka si limitò a sorbire mezza tazza di brodo, Scimmiotto e Sabbioso gli fecero parca compagnia e tutto il resto finì nel ventre vorace di Porcellino. Poi i lama sparecchiarono la tavola e portarono le lampade. "Da quanto tempo siamo qui?" chiese Tripitaka. "Da tre giorni" rispose Scimmiotto. "Tre giorni! Santo cielo, quante tappe perdute!" "Maestro state tranquillo, nessuna tappa va mai perduta. Domani partiremo e nei prossimi giorni le percorreremo, ecco tutto." "D'accordo. Se non sarò del tutto ristabilito, peggio per me." "Visto che domani partiamo, devo impegnare la notte nella cattura di un mostro." "Che nuovo mostro ti sei procurato?" "È qualcuno che gira qui, nel monastero." "Discepolo, non ti montare la testa! Se avesse dei poteri più grandi dei tuoi? Se ti mettesse in pericolo, mentre io non sono ancora del tutto ristabilito?" "Cercate sempre di smontarmi. Quanti mostri mi avete visto prendere? Ho mai ceduto a qualcuno? Se mi impegno sul serio, vinco io; ormai dovreste saperlo." "Discepolo!" insisteva Tripitaka trattenendolo per le mani. "Le massime che devi avere sempre fisse in testa sono: Fa il bene ogni volta che puoi. Perdona sempre. Val meglio quiete di spirito che agitazione, tolleranza che belligeranza." "Devo pur dirvelo, visto che siete tanto insistente" finì per dire Scimmiotto. "Non lo faccio per divertimento. Quel mostro ha mangiato degli esseri umani." "Quali esseri umani?" volle sapere Tripitaka, cui si rizzavano i capelli. "Sei giovani bonzi. Li ha mangiati appunto in questi ultimi tre giorni, dopo il nostro arrivo." "La volpe piange la morte della lepre: ogni creatura piange i suoi simili. Se le vittime sono monaci, considerato che siamo monaci anche noi, non ti posso negare l'autorizzazione. Ma sta attento." "Va da sé. Appena lo avrò fra le mani, lo eliminerò." Ed ecco che si scrolla di dosso la noia di tre giorni di inattività, affida il maestro a Porcellino e Sabbioso, ed esce giubilante dalla camera. Il cielo era pieno di stelle, ma la luna non si era ancora levata; perciò la grande sala consacrata al Buddha era immersa nell'oscurità. Scimmiotto accese una lampada di cristallo con fuoco di verità, tratto dal suo corpo, batté il tamburo e suonò la campana. Poi, con una scossa, si mutò in un piccolo lama di dodici o tredici anni, con la camicia di tela bianca e la tonaca di seta gialla. Salmodiava sutra e percuoteva il pesce di legno. Finì la prima veglia senza che accadesse nulla. Durante la seconda veglia, quando salì in cielo una falce di luna, si levò il vento. E che vento! Porta con sé nera nebbia e cupe nuvole: come una macchia d'inchiostro che dilaghi ai quattro orizzonti, o una gigantesca pennellata di pittura color indaco che copra il quadro. Solleva polvere e abbatte alberi. Vola la polvere a velare lo scintillio delle stelle, si schiantano gli alberi nell'oscurità dell'eclisse di luna. Il soffio è così forte che Chang'e deve proteggere l'albero di sâla, mentre la lepre di giada gira in tondo impazzita e non riesce a ritrovare la sua ciotola. Gli ufficiali dei nove luminari devono serrare le imposte, i draghi dei quattro mari si barricano in casa. Il dio delle mura e dei fossati dà per dispersi i diavoletti suoi assistenti. Nel palazzo infernale Yama non trova più il fido accolito col muso di cavallo. I giudici corrono da tutte le parti, inseguendo i loro berretti in volo. Questo vento smuove le rupi in cima al Monte Kunlun, agita le acque dei laghi e dei fiumi come una zangola. Infine il vento si calmò e si diffuse profumo di muschio e di orchidea, mentre si udivano giade tintinnare. Scimmiotto alzò gli occhi e vide salire nella sala una donna molto bella. Lui borbottava: "Bla, bla, bla..." come se fosse assorto nella recitazione dei sutra. La donna gli si avvicinò e lo abbracciò dicendo: "Che cosa recita di bello, il mio bonzino?" "Recito quello che devo recitare." "Come mai gli altri, invece, sono andati a dormire?" "Loro dormono, e io recito." La ragazza lo baciò e gli propose: "Che ne dici? Ci vieni là fuori a divertirti con me?" "Non sarai mica matta!" strillò Scimmiotto. "Sai qualcosa di fisiomanzia?" "Ne ho sentito parlare." "Che cosa vedi sul mio viso?" "Che sei capricciosa e puttana; che i tuoi ti hanno cacciata di casa." "Non te ne intendi, è tutto sbagliato. Non sono disonesta, né i parenti Mi scacciaron di casa. Il mio destino Determinato da vite anteriori M'ha unito ad un ragazzo troppo giovane Che la notte di nozze non sapeva Proprio che cosa fare. Ecco il motivo Per cui ho dovuto fuggire da lui. "Ora approfitteremo del chiar di luna e del destino, che ha deciso il nostro incontro da mille leghe di distanza; ce ne andremo nel giardino dietro casa e faremo l'amore." Scimmiotto tentennava il capo e pensava: "Ecco come sono stati attirati, quegli stupidelli." Rispose: "Signora, sono troppo giovane: non sono pratico di queste cose." "Vieni con me e imparerai." Scimmiotto finì per cedere: "Vediamo che cosa conta di fare" pensava. Andarono in giardino tenendosi per mano. Improvvisamente lei lo fece cadere a terra con uno sgambetto, e senza tanti complimenti prese a manipolargli la 'radice disgustosa', mentre lanciava dei gridolini: "Stellina! Come sei carino!" "Orca miseria!" pensò Scimmiotto. "Questa mi mangia vivo." Le afferrò a sua volta il polso e con la mossa della 'piccola giravolta' la gettò a terra. "Piccino! Che bravo!" gorgheggiava lei. "Come sa rovesciare bene la sua donnina!" "Ora o mai più" pensò Scimmiotto. "Chi dà il primo colpo, alla fine è il più forte; di dare il secondo impedisce la morte." Balzò su con la sbarra in mano, mirando alla testa, e riprese il proprio aspetto. "Che succede al piccolo lama?" esclamò la ragazza; in un attimo riconobbe il pericoloso discepolo del monaco cinese, ma non si spaventò e si adeguò subito alla situazione. Chi era quella creatura? Naso d'oro, morbido pelo. Vive nelle spelonche e ci si trova a proprio agio. È figlia adottiva di Li Porta Pagoda, e dunque sorella del principe Nata. A suo tempo ha frequentato il Monte degli Avvoltoi; ma le piaceva rodere incenso e candele, destinate a tutt'altro uso, e il Beato l'ha scacciata. Non è l'uccello che vuole colmare il mare, né la tartaruga che regge una montagna. Non teme la spada di Lei Huan, né la sciabola di Lü Qian. Vagabonda come i flutti dello Yangzi e della Huai; sale e scende senza temere le altezze dei Monti Tai o Heng. A guardare quel visino seducente, nessuno indovinerebbe che non è altri che il pipistrello, divenuto immortale a forza di perseveranza. La vampira balzò in piedi, e due spade preziose comparvero nelle sue mani: si coprì a sinistra e parò a destra. Scimmiotto era più forte di lei, ma non tanto da dominarla facilmente. Un vento gelido soffiava da tutte le parti; la falce di luna in cielo restò offuscata. In fondo al giardino si svolse un magnifico duello. È un vento diabolico quello che si leva a spegnere il lume della luna. Il monastero giace nella quiete, ma nel giardino posteriore si combatte accanitamente. Fra Scimmiotto e la selvaggia ragazza, regina fra le donne, la lotta è senza quartiere. Lei è trasportata d'ira contro il feroce monaco; lui vede rosso davanti alla donna vampiro. Ma quando maneggia le due spade, non sembra davvero una donna. La sbarra si muove rapida come la folgore;

gli anelli d'oro si urtano, il metallo emette fasci di scintille [...] Nel silenzio notturno tremano di paura i trentadue cieli; gli arhat applaudono lo spettacolo. Il grande santo era riposato e in buona forma; la lamia valutò che presto non sarebbe più stata in grado di sostenere i suoi assalti. Aggrottò le sopracciglia, formulò un piano e gli volse le spalle per fuggire. "Dove scappi, carogna? Arrenditi!" gridava Scimmiotto. Ma la vampira non si diede per intesa. Lasciò che si mettesse all'inseguimento, si tolse la pantofola dal piede sinistro e le diede il suo aspetto, con tanto di spade in pugno. Il vero corpo si sottrasse in forma di aria fredda. La cattiva stella di Tripitaka era ancora alta in cielo. Il mostro si introdusse nella camera in cui dormiva, si impadronì di lui e lo sollevò tacitamente nelle nuvole. In un batter d'occhio raggiunsero il Monte del Tranello e si tuffarono nell'Abisso Senza Fondo. Là era la sua casa. Chiamò la servitù e ordinò che preparassero il pranzo di nozze, a ogni buon conto con cibi di magro. Scimmiotto si era fermato a combattere forsennatamente quella che gli pareva la sua avversaria, e mise poco tempo a sopraffarla. Ma con suo stupore si trovò tra le mani soltanto una pantofola ricamata. Comprese l'inganno e corse dal maestro: era scomparso. In un angolo, Porcellino e Sabbioso commentavano l'accaduto. Scimmiotto piombò loro addosso inferocito, levando la sbarra e gridando: "Questa volta vi ammazzo!" Il bestione non sapeva più dove nascondersi. Sabbioso scelse il metodo della remissività. S'inginocchiò e disse: "Ti capisco, fratello maggiore. Non si può andare avanti in questo modo, con continue sorprese e aggressioni di mostri. Ti vuoi sbarazzare di tutti quanti e ritornare a casa tua." "Nemmeno per sogno. Voglio sbarazzarmi di voi perché siete dei disutilacci; e poi devo andare a soccorrere il maestro." "Eh no, mio caro!" rispose Sabbioso sorridendo. "Per soccorrere il maestro serviamo anche noi. Ricordati il proverbio: non c'è corda di un solo filo, né applauso di una sola mano. Per dare battaglia, bisogna proteggere anche le retrovie: chi sorveglierebbe i bagagli e il cavallo? Prendi a modello la buona organizzazione di Guan e Bao, che sapevano spendere i loro soldi; piuttosto che Sun e Pang, che sapevano solo giocare d'astuzia e d'azzardo. Non si è sempre detto: la tigre combatte con l'aiuto del fratello? E anche: vinci la battaglia solo se hai truppe devote. Risparmiaci la vita, ti prego; e aspettiamo l'alba per unire cuori e forze nella ricerca del maestro." Scimmiotto era fiducioso nelle sue forze, ma non incosciente. Perciò disse a Sabbioso: "Non hai tutti i torti. Lasciamo stare. Domattina andremo a localizzare il maestro: dovremo mettercela tutta!" Il bestione si sentì pieno della generosità di chi l'ha scampata bella: "Fratello, penserò io a ogni cosa." I tre fratelli attesero l'alba. Ma di mettersi a dormire, con le preoccupazioni che li agitavano, non c'era da pensarci. Se avessero potuto, avrebbero ordinato al sole di levarsi dall'albero Fusang a metà della notte, o avrebbero soffiato per disperdere le stelle in cielo. Rimasero seduti fino al primo chiarore, e quando si alzarono per uscire trovarono alla porta alcuni monaci, che chiesero: "Dov'è il reverendo?" "Non so come dirvelo" sogghignò Scimmiotto imbarazzato. "Mi vantavo tanto di esser bravo a catturare i mostri, ma il fatto è che invece il mostro ha catturato il maestro." "Come avete potuto coinvolgere il maestro nei piccoli problemi del nostro convento? E adesso dove sarà?" "Credo di sapere dove cercarlo" rispose Scimmiotto. "Non abbiate tanta furia; fate colazione, prima di partire." Servirono qualche tazza di brodo, che Porcellino vuotò in un sorso: "Bravi monaci, in cucina ci sapete fare. Ora dobbiamo trovare il maestro, ma ritornerò qui con vero piacere." "Ritornerai solo per mangiare il loro riso!" esclamò Scimmiotto. "Fa una cosa utile: controlla dov'è la ragazza. Dormiva nella sala del Re del Cielo." "Non c'è più" risposero i lama. "Scomparve subito dopo la prima notte." La risposta mise di buon umore il Novizio; che ripartì verso est, la direzione da cui erano venuti, seguito da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. "Sbagli strada, fratello" gridò Porcellino. "Perché dovremmo ritornare indietro?" "Perché la Foresta degli Abeti Neri è verso est. È là che abbiamo incontrato quella che a voi sembrava una così brava figliola. Le mie pupille d'oro videro subito che cos'era. I lama li ha mangiati lei; il maestro lo ha rapito lei. La vostra idea di darle una mano era proprio astuta! Naturalmente, per cercare il maestro, dobbiamo prender le mosse dal punto dove l'abbiamo incontrata." "Si capisce!" risposero i due sgranando gli occhi. "Sembri un tipo brutale, ma sotto sotto non manchi di finezza. Andiamo." E ritornarono di corsa nella foresta. Si vedeva il sentiero serpeggiante tra le rocce, nella foschia mattutina, che reca impronte di volpi e di lepri. Fra i cespugli si distinguono altre tracce: tigri, pantere e lupi. Ma non si vedono tracce di mostro: dove sarà passato Tripitaka? Scimmiotto, esasperato, finì per assumere l'aspetto che aveva quando devastava i palazzi del Cielo: tre teste e sei braccia, con tre randelli; e si mise a battere a tutta forza alberi e terreno qua e là nella foresta. "Sabbioso" disse Porcellino, "quell'uomo è uscito di senno; se mai ci fosse in giro qualche traccia, la cancellerà senza vederla." Ma Scimmiotto aveva uno scopo preciso: in breve sbucarono dagli alberi due vecchietti: il tudi e il dio della montagna. Si inginocchiarono davanti a lui e dissero: "Grande santo, eccoci qui." "Quel randello è tanto efficace" commentava Porcellino, "che un giorno finirà per scovarci la stella della disgrazia in persona." "Begli infami che siete!" li apostrofò Scimmiotto. "Naturalmente avrete l'abitudine di far comunella con tutti i banditi del territorio, in cambio dello spezzatino di maiale che vi offriranno ogni volta che le loro ladronerie saranno andate a segno. Siete certo complici di una vampira che conosco. Il fatto è che stanotte ha rapito il mio maestro. Dove l'ha nascosto? Vuotate il sacco, o passerò alle vie di fatto." "Non meritiamo le accuse di vostra santità!" protestarono i due vecchi dèi, pieni di paura. "Il mostro che cercate non abita qui, e non è sotto la nostra giurisdizione. Tuttavia il vento che soffiava stanotte qualche informazione ce l'ha data." "Sputate il rospo!" "La vampira che ha rapito il vostro maestro abita a mille li dalla foresta, in direzione sud" spiegò il tudi. "Vive sul Monte del Tranello, dentro un profondo abisso detto Senza Fondo." Congedate le divinità Scimmiotto riferì la situazione ai condiscepoli: "L'ha portato più lontano di quanto credevo." "Non importa" disse Porcellino. "La distanza è modesta, se saliamo sulle nubi." Così fecero, accompagnati dal cavallo, che dopo tutto era la trasformazione di un drago. Bastò poco per giungere in vista di una grande montagna, che offriva questo spettacolo: Se i picchi superano le nuvole, la vetta tocca la volta celeste. La ricoprono grandi foreste di molte essenze, nelle quali risuonano gridi di uccelli di ogni genere. Si vedono correre tigri e pantere; si indovinano cervi e daini all'ombra dei cespugli. Sui pendii soleggiati piante rare schiudono fiori profumati, mentre nelle zone d'ombra la neve non si scioglie neppure in piena estate. Rupi scoscese e torrenti incassati. Gli scuri abeti e le grandi rocce bigie dànno i brividi al viandante. Non vi è traccia di presenze umane, né boscaioli, né erboristi. Le fiere che vedete sanno suscitar nebbie, le volpi sanno scatenare temporali. "Si vede subito che in questo posto abitano mostri. Guarda com'è ripido il monte!" "Si capisce" confermò Scimmiotto. "Ogni gran montagna ha il suo mostro, ogni strapiombo la sua lamia. Noi due, Sabbioso, aspetteremo qui; mentre Porcellino farà una ricognizione per verificare la strada, localizzare la grotta e controllare com'è difeso l'ingresso. Quando avremo le informazioni, ci muoveremo per il meglio." "La mia solita fortuna!" brontolava Porcellino. "Tocca sempre a me affrontare la situazione." "Perché ti lamenti? Non sei stato tu a dire testualmente: 'penserò io a ogni cosa'? Hai già cambiato idea?" "Non prenderla su questo tono. Non ho detto che non vado." E in effetti posò il rastrello e corse via, in cerca del sentiero. Se poi in fin dei conti non sapete quale piega presero le cose, ascoltate il seguito. CAPITOLO 82 PREPARATIVI DI NOZZE IN FONDO ALL'ABISSO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA IL MASCHIO, E L'ANIMA ORIGINALE PROTEGGE LA VIA. Porcellino trovò un sentiero e lo seguì per cinque o sei li, finché vide due mostriciattole che attingevano acqua da un pozzo. Come si capiva che erano mostriciattole? Avevano pettinature fuori moda, con alti chignon trattenuti da spilloni di bambù alti un piede e due pollici sopra la testa. Porcellino le salutò: "Ciao vampire! Come state?" "Che brutto maleducato, questo bonzo! Non ci siamo mai visti né conosciuti, e tu senti come ci tratta!" Brandirono le pertiche con cui calavano il secchio nel pozzo e gliele picchiarono sulla testa. Il bestione, disarmato, non poteva proteggersi dai colpi; ne prese

Il monaco al mattino ha catturato Per farne il proprio sposo entro la sera." In effetti." "Quante cerimonie con queste montanare!" sghignazzò Porcellino. ma per uscire bisogna fare una poderosa arrampicata. grosso e maldestro come sono. lo lascio come l'ho preso. Il sandalo invece è duro: ma non serve ad altro che a farne ruote di frantoio. mai vista una cosa simile. calzando ogni cerchio a suon di martellate. Irrompi in casa loro e gli dài del vampiro: come vuoi che ti rispondano? Per meritare nome d'uomo. poi le mostriciattole scomparvero improvvisamente. se riuscissi a mettere in fuga la lamia. il bravo bestione infilò il manico del rastrello nella cintura." Le due si misero a ridere: "È gentile. si diede un'aria cerimoniosa." "Come facciamo. per tutta risposta. bonzo? La nostra padrona ha rapito questa notte un monaco cinese." "Fratello. perché è più limpida di quella di casa. "Come hai fatto a vederle nel loro vero aspetto?" "Lo dico perché un momento fa camminavano con l'orcio sulla spalla. Io mi trasformerò in un insetto minuscolo e mi nasconderò in una bollicina. rispose: "Non fa per me. Vi darà un figlio. come state?" "Allora hai avuto quello che meritavi. Così il pioppo è un legno benedetto." "Non ci avevo pensato. andò a posarsi sulla testa rasata e lo chiamò piano: "Maestro!" Tripitaka bisbigliò: "Discepolo. che ferocia!" "Se volete far del bene anche alle vampire." "Non riesco a ricordare da quale strada sono venuto." Una torre d'ingresso a doppia gronda era circondata da pini e bambù. come in superficie. È bella e dignitosa. Oltre si intravedeva una corte circondata da vari edifici. Ma non mi lasciare solo. Quando sarò dentro. e per festeggiare il matrimonio che avrà luogo questa sera." "Saranno arrivate alla loro grotta e ci saranno entrate. "E io credevo che scherzasse! Andiamo a vedere in che stato è il maestro." "Tu che hai fatto tante esperienze in vita tua. "Sarà la casa della vampira. saprai che ci sono due tipi di legno." "Non vi servirebbe a niente ricordare: uscire di qui non è facile. "Ho visto tante creature malefiche e tante grotte in vita mia. allora date retta a lei. perché attingete acqua al pozzo?" "Non lo sai. Che c'è di nuovo?" "C'è che il maestro è felicemente sposato." "Dolce e flessibile. ti pare che abbia mai toccato un cibo vietato? Ho mai infranto divieti. "Due creature che attingono acqua da un pozzo." "Possibile che sia tanto profondo?" "Guarda anche tu. mi hanno preso a legnate." "Hai ragione. perché non me l'hai detto prima? Mi sarei risparmiato le legnate. Un'iscrizione in sei grandi caratteri diceva: ABISSO SENZA FONDO DEL MONTE DEL TRANELLO "Ecco un bell'edificio" apprezzò Scimmiotto. è una terra benedetta. e io pedinerò le mostriciattole per scoprire l'ingresso della grotta. Se sono più o meno nostre coetanee. Porcellino. dal bordo lustro e consunto per il continuo strofinio. non toccherei il fondo prima di un anno. coperte di colori. Comunque sono animali nocivi." "E come vuoi che riusciamo a liberarlo?" "Voi mi seguirete con cavallo e bagagli." Si capisce che Scimmiotto il grande santo protegge Tripitaka. Scimmiotto tratteneva il respiro. diecine di migliaia di persone vengono a riverirle e a bruciare incenso. Per entrare basta scivolar giù. Utilizzeremo le forze unite della cooperazione. se invece sono anziane. in modo da farmi inghiottire senza che lei se ne accorga. ma non sa dove ha la testa e dove i piedi." "Come le hai salutate?" "Ho chiesto: vampire. Questi dapprima pensò di non rispondere: aprir bocca è disperdere energia." "Mi riconosceranno. tutto dipinto e scolpito. Potremmo usare un trucco ben sperimentato. se è tanto difficile?" gemeva Tripitaka. Incipriata e con le labbra rosse. "Che bel posto!" si rallegrò Scimmiotto. s'inchinò profondamente e disse: "Umile servitor vostro. voi l'aspetterete qui pronti a colpire. Era molto più elegante di quando l'avevano incontrata nella foresta: Raffinate volute di capelli Corvini sulla giacca di velluto Verde smeraldo. ma dobbiamo essere certi che abbiamo davanti le persone che lo hanno rapito." "Lo vedi che non possiamo salvare il maestro?" "Chi l'ha detto? Si scoraggiano solo i fannulloni." "Gentildonne. se si è fatto sedurre. salvami!" "Siete il solito pesce fuor d'acqua. Le ho salutate e loro. maestro. colloca sopra ogni cosa i riti e la musica. tu giri in tondo. prova a calarti giù per sondare la profondità. faremmo torto a gente che non c'entra e perderemmo tempo. ragazzi. e ora non si vedono più." Porcellino non aveva scelta." "Ma discepolo." Tanto bastò perché il fratacchione corresse via. e poi consumerò senza altro indugio le nozze con il mio caro monaco cinese. reverendo?" "Vengo da dove vengo. trovarono un pailou a triplo spiovente e quattro ordini di decorazioni." "Che sciocchezze dici? Il maestro si roderà dall'impazienza di essere liberato. e lo ospita nella sua grotta." "Comunque non può essere lontana" osservò Sabbioso. quando sono esposte al pubblico. "Mi ricorda un po' la vecchia Grotta del Sipario Torrenziale. Se sbagliassimo. Il pioppo è tenero ed è facile da scolpire. Che cosa non va?" "Discepolo!" esclamò inorridito Tripitaka. Dobbiamo affrettarci a trovare il nostro maestro. "Sarà quel buco" gridò Porcellino additandolo. Dopo tutto. Non è un luogo sinistro. andiamocene via! Qui ci sono donne tremende. i suoi piedi Loti d'oro. e noi soltanto dei forestieri. Serve per preparare un banchetto vegetariano. Né questi può contare su altri protettori." "Chi sono. finché fuggì su per la montagna gridando: "Fratelli miei. Le labbra rosse come ciliegie si dischiusero per ordinare: "Ragazze. vento. Come un piatto d'argento la sua faccia. attaccheremo tutti insieme. Arrivò dai condiscepoli gridando: "Sabbioso. La padrona ci ha mandato ad attingere quest'acqua. che guardava nel foro. Voi aspettate qui. e trovò Tripitaka seduto nel portico est dietro un tramezzo di carta rossa. ma ho bisogno di prepararmi. chiamale 'gentildonne'. Scimmiotto passò da un forellino della carta. Se non riuscissi a reggermi e cadessi giù. Legate il cavallo da qualche parte e preparate le vostre armi. Entrerò io a esplorare. la lingua agita il vento . Come devo fare le domande?" "Salutale educatamente e valuta la loro età. Quelle due stavano preparando il banchetto per festeggiare il matrimonio. "Difficile non vuol dire impossibile. Andrò a caccia di informazioni." "Basterà che tu cambi aspetto. Quando vi inviterà a bere la coppa nuziale. fosse pure con il pensiero? Se cedo il mio yang a questa creatura che lo vuole." Il grande santo si accovacciò sull'orlo e procedette a un esame accurato. care gentildonne!" Le due lo considerarono con simpatia: "Ecco un bonzo che sa come si saluta gentilmente. prima di discendere la montagna. versatele il vino e fatelo spumeggiare agitando la bottiglia." "Ma come vi chiamate?" "Di solito mi chiamo col mio nome." Porcellino. trasparente in alto e opaco in basso. Celebriamo questo banchetto. trecento li. Ed ecco arrivare la lamia. seducente Più di Chang'e nel mondo della luna. ma mai niente di simile." "Porcellino aveva quasi ragione" sogghignò Scimmiotto fra sé. guadagni il mondo. le spaccherò il cuore e le strapperò le budella: so che non vi piace la violenza. va bene." "Va bene. Quando giunse in fondo all'abisso. al riparo di un'alta rupe. Gli artigiani ne fanno statue del Buddha. "Ma l'entrata della grotta non è questa. "Da quando ti ho raccolto sul Monte delle Due Frontiere. lo trovò chiaro e luminoso. che chiamava il reverendo. che torno presto." Questa volta. "Che strano posto!" considerò Scimmiotto guardandosi intorno. Cerchiamo. "Sono fantasmi di quelli che si vedono alla luce del giorno!" esclamò sbalordito Porcellino. Quando lo raggiungeremo." "Quali tipi?" "Il pioppo e il sandalo. Lo si picchia appunto perché è duro. Sole." "Adesso che lo sai. o magari una figlia: avrete la discendenza assicurata." "Va bene. che io possa sprofondare nel ciclo della trasmigrazione ed essere respinto oltre il Monte delle Tenebre. in fondo alla valletta." "Dove andate?" "Vado dove vado. si apriva un foro non più largo di una giara. Quando fu nei pressi del pozzo. "Dal momento che la ricerca delle scritture è sempre in cima ai vostri pensieri. a dir poco. senza speranza di liberazione!" "Andate piano con i giuramenti" replicò sorridendo Scimmiotto. per ridurre i rischi che corre. Le dita sottili Come germogli di bambù. Volò lieve in cima alla torre e vide la creatura malefica che troneggiava dentro un chiosco di paglia. che occhio clinico!" commentò Scimmiotto." Ronzò intorno. torna da loro e interrogale per bene. non più di mezza spanna. di dorature e di gioielli. fiori e alberi. affar vostro. prepara i bagagli per la spartizione!" "Ormai lo sappiamo: è la tua solita mania. vi aiuterò a uscire da qui. "È fonda. "Il punto non è questo." "Grazie tante della solidarietà. con gli occhi gonfi di lacrime. le donne tremende?" chiese Scimmiotto. Al centro di una spianata rocciosa della circonferenza di una diecina di li." Scimmiotto saltò giù: nuvole colorate scaturivano sotto i suoi piedi e lo proteggevano. da quando mangiavi i passanti sulle montagne. Questa bella ragazza vi offre un festino e poi vi sposa. puoi dar loro della 'signorina'. loro sono gente del posto. Il pedinamento durò per una ventina di li. come se fosse all'aperto.parecchi. con una scossa si mutò in un fratacchione dalla faccia scura. Caspita! Era una voragine profonda. "Complimenti. finché stai rigido. ma non c'è altro da fare. servite in tavola. Da dove venite." E per non farsi notare prese l'aspetto di una mosca. A questo scopo lo si cerchia di ferro.

Ma il coraggioso Tripitaka aveva una pietra al posto del cuore. ma se non lo fosse. I frutti yang sono i più esposti al sole e maturano prima. Qualunque persona normale." "Come conti di fare?" "Nel giardino c'è un pesco. perché non l'affronti. uva. Hai una bella fortuna. "Andiamo a vedere che ne è del maestro. non possono guastar tutto un'altra volta. Come convenuto. i frutti che offre la montagna e le verdure di stagione: mele. la ragazza correva qua e là disperata e non sapeva che fare. mentre il maestro è in pericolo?" "E allora perché sei risalito?" Scimmiotto fece il resoconto degli avvenimenti e concluse: "Pazientate ancora e restate qui. "Di stoviglie. e questa volta pregheremo il Cielo di fungere da mediatore e la Terra da testimone: se vengono coinvolti." Tentazione diabolica Per il povero monaco. La vostra segreta protezione mi è stata accordata da Guanyin. più lacrimoso che mai. glutine di grano. I suoi capelli Come ali di corvo. mandorle. Lei certamente vorrà farvi compagnia. e io vi libererò." Ai richiami del monaco." "Chissà quante ne deve passare il maestro là dentro. i rossi yang. dovete rendervi conto della situazione. La donna prese per mano Tripitaka e lo guidò verso il chiosco di paglia: "Reverendo. Il chiosco è parato di seta. Scimmiotto diede un piccolo morso di avvertimento e Tripitaka lo comprese perfettamente. e le donne non si distinguerebbero dagli uomini. Quanto a Scimmiotto." "Ho visto un giardino. con artigli di giada e ali d'acciaio. Gli occhi ridono teneri. qui riprese il proprio aspetto. Io mi trasformerò in una bella pesca rossa. germogli di bambù. mano nella mano. perché vuole celebrare le nozze. giuggiole. Il monaco smarrito Sente che la sua tonaca S'impregna di profumo. Tripitaka si inchinò con galanteria e offrì il suo frutto a due mani: "Voi che amate i colori caldi(6). con il vino eccellente che si beveva da quelle parti. porcini e ogni specie di funghi profumati. cui sarò sempre grato. Quando Scimmiotto gli si posò sulla testa e lo chiamò. quelli yin restano in ombra. Scimmiotto sogghignava fra sé: "Chissà se resiste a questo attacco in grande stile. la vampira accorse tutta festosa e sorridente: "Che cosa desidera il mio caro. orecchiette. Per voi ho fatto attingere l'acqua più pura della montagna. gli strapazzi del viaggio mi avevano procurato una malattia da cui sono tuttora convalescente. benché si fosse reso perfettamente conto della manovra di Scimmiotto. vegetariano o no." "Dunque sei rimasto là sotto a brindare alle nozze. e disse timidamente: "Signora. prese la coppa. la corte si riempie di effluvi d'incenso che salgono da un bruciaprofumi a forma di leone. "come mai i vostri peschi hanno alcuni frutti verdi e altri rossi?" Lei si mise a ridere: "Quelli verdi sono frutti yin. gioia bella!" rispose lieta la vampira. Tripitaka venne rispedito sotto il portico. siatemi testimoni. Ma la lamia perse tempo rivolgendo al reverendo altre tenerezze." Scimmiotto. La buona vampira gli diceva: "Che aria triste hai! Questo è il più bel posticino del mondo. versò qualche goccia di vino ad uso di libazione e formulò dentro di sé questa preghiera: "Dèi protettori della Legge. . Senza yin e yang non brillerebbero il sole e la luna. alla faccia del Cielo e della Terra" si disse Scimmiotto. Ma non aveva scelto lui di mettersi in quella situazione. kumquat. Voi dovete convincerla ad andare a zonzo là dentro. Farò un altro tentativo. Questa bestiaccia dev'essere stata mandata dal Cielo e dalla Terra." In attesa dei nuovi preparativi. Ti sei lasciato andare ai tuoi sfoggi di bravura e hai rovinato tutto il cibo commestibile di casa. bevete alla nostra felicità!" Tripitaka. Tutti quei cibi formano un'impeccabile armonia di sapori. la riempirono di vino e la porsero al monaco cinese: "Mio adorabile reverendo. volò via fino all'imboccatura dell'abisso. non crescerebbero gli alberi. avrebbe scordato Buddha e scritture. Non potreste accompagnarmi in una piccola passeggiata?" "Ma certo. Zucchini. Lo sfiora con le fresche Guance di un incarnato Di pesca. fra Sabbioso e Porcellino che si tenevano pronti con le armi in pugno." "Spazzate il pavimento e servite quello che abbiamo. vi mandano i loro saluti. la schiuma si era dissolta e si vedeva benissimo il moscerino galleggiante. e posò per un momento la coppa prima di bere. e voi dovrete fare in modo che addenti il frutto rosso." Tripitaka si rimise al giudizio dell'esperto: "Va bene. La perfida volpe e la lepre astuta si sentono venir meno dalla paura. La ragazza lo raccolse con l'unghia del mignolo e lo scosse via. l'umile monaco che sono non può bere bevande alcoliche. Sono ricoperti di ogni specie di cibo vegetale. toccò a Tripitaka di riempirne un'altra da offrire alla padrona di casa. La ragazza lo vuole impalmare." S'inoltrarono sul sentiero. E io come farò?" "Via. non ve la prendete così! Ho un altro modo per togliervi dai guai. mi sforzerò di berlo per assicurare il buon esito della mia missione." Il monaco cinese la seguì. ne abbiamo altre negli armadi. "Hai trovato la vampira? Come sta il maestro?" "Ma sì. melanzane ritagliate in forma di quaglie. Poi ebbe paura di irritarla con il silenzio. rivelatori dei cinque orienti. si lancia in picchiata dalle nuvole. "E dire che mi ero data tanta pena per far bella figura con questo banchetto. pepe e zenzero. Ascoltate il mio giuramento: se è davvero vino analcolico." "Bestia! Quali brindisi vuoi fare. per distrarti e curarti la malinconia." "Sono sulla vostra testa. Uno spettacolo davvero inconsueto. olive. "Ce ne andremo a passeggio in giardino. balzò su indignato: "Macaco del malanno! Sei il peggiore dei miei persecutori. Fave e fagioli nelle salse adatte. Lo hanno appeso al soffitto? Contano di lessarlo o di cuocerlo al vapore?" chiedeva Porcellino. signora. Questa lamia mi costringe a bere la coppa di vino. tra fiori e piante bellissimi. "Signora" domandò il reverendo. e Scimmiotto si nascose in una bollicina. quando è sazio risale altissimo nel cielo. "Da dove viene questa bestiaccia? Ha il diavolo in corpo!" Tripitaka tremava. cachi. Sarebbe pericoloso uno scontro in un posto di difficile accesso come questo: sarebbe facile chiudermi dentro. Il bel risultato è che l'hai esacerbata: ora vuole costringermi a mangiare cibi proibiti. e corrono a nascondersi. Per forza bisogna giocare d'astuzia. senza rendersi conto di quanto lo metteva in imbarazzo. E poi formaggio di soia. Certo. ma se resto a lungo seduto il male mi riprende. meraviglioso reverendo?" "Signora. Prepareremo un'altra cerimonia di nozze." "Sentiamo. La fanciulla sottile Dalle curve indiscrete." "Signora. indispettiti perché trattengo presso di me il monaco cinese. Dopo aver superato diversi chioschi e padiglioni. Vuotata la coppa. ho preparato del vino che vorrei bere con voi. castagne. Il novizio volò quindi su un ramo e si trasformò nella più bella pesca rossa che si fosse mai vista. Verdure fritte nell'olio. polpa di loto. castagne d'acqua. rape macerate nell'aceto." Tornò a trasformarsi in mosca e volò sulla torre d'ingresso. era un comportamento compromettente. signora. e questa volta vedrete che avrò successo. in mezzo alla lieta brigata vestita di veli leggeri. giunsero al frutteto dei peschi. ben sapendo che il maestro in realtà nutriva una segreta passione per il vino analcolico.della discordia. con le mani che tremavano. colocasia candita. provocando un putiferio: tavole rovesciate. Ragazze." Immaginate la folla delle belle fanciulle dal volto incipriato e dalle ricche acconciature. gli fece mille tenerezze e dimostrazioni di passione. "Niente di tutto questo. gli parve di avere perso cento libbre di peso. Voi dovete fermarvi ai piedi dell'albero e dire che desiderate mangiare una pesca. ed era il primo a soffrirne. Non lo sapevo. frutta e verdure sparse dovunque nella polvere. La vampira si venne a strofinare. ma tu stammi vicino. pigne e pinoli. litchi. navoni. maestro. che circondano Tripitaka e lo sorreggono per accompagnarlo nel giardino. Povere le mie stoviglie!" "C'è di peggio" informarono le servette. e il pranzo è soltanto di cibi vegetariani. che in forma di minuscolo moscerino era posato sul suo orecchio. Devo alla vostra debordante affezione di avermi portato nella vostra bella casa. invece di scegliere questi sotterfugi disgustosi?" "Maestro. mentre lei ne colse una verde. noci di ginkgo." "Che spudorata! Vuol farsi il suo bonzo. E portatemi carta da bruciare: devo spedire gli inviti al Cielo e alla Terra. I ditini di giada afferrarono una scintillante coppa d'oro. Si sentiva la lamia che dava ordini. meloni d'inverno tagliati a cubetti. lo incoraggiò a tagliar corto con le cerimonie. Il falco allargò gli artigli e piombò sui cibi. aprite il cancello del giardino e spazzate il sentiero." "Ma se hai la forza di combatterla. Quando la riprese in mano." E allungò la mano a cogliere la pesca rossa. Scimmiotto si trasformò in un falco affamato: Terribile. La fame lo spinge a fare razzia di colombe. unione di yin e yang. protettori delle quattro direzioni. cetrioli. per un bonzo tanto conosciuto nella capitale e con incarichi così importanti. dietro casa. sono qui". con la voce roca di collera: "Avanti con quei piatti! Non importa se sono vegetariani o no. nocciole. e io bevendolo violassi il divieto. E gli prende la mano." "Lo so. gridò: "Fate largo!" e balzò fuori. scosse la bottiglia in modo da formare schiuma. noci. Tavoli verniciati di nero e decorati con incrostazioni di madreperla reggono grandi vassoi di bambù laccati di rosso. Vista la piega che prendevano le cose e l'impossibilità di realizzare il suo piano." "Grazie dell'insegnamento. ma di cibo vegetale in dispensa è rimasto ben poco. precipitatemi subito e per sempre nelle sofferenze della trasmigrazione. dentro il boschetto di seta e broccato. stoviglie rotte in mille pezzi. In questo modo entrerò dentro di lei e la ucciderò." Il maestro sedeva sotto il portico.

Ma quando vide Tripitaka seduto solo soletto accanto all'imboccatura dell'abisso. e lui se la prende con noi. reverendo mio. E voi sorvegliate bene l'uscita. Avrà poteri maggiori dei nostri. fanciulla seducente." "Dài." Quando giunsero alla bocca dell'abisso." "Voi siete di buonumore. io non ci sto. "e avrà trovato conveniente far cambio con il maestro. volse le spalle e fuggì. Breve è stata la gioia: bisogna separarsi. è figlia della terra. da far tremare i monti e fremere le fronde delle foreste." "Non avete abbattuto un bel niente. "Evidentemente il maestro è stato riportato là sotto. giunsero di corsa e la videro stesa a terra con il viso terreo: "Che avete. sono io che arrivo!" Porcellino e Sabbioso li accolsero festosi. con il cavallo e i bagagli. Presto." "Non far male a nessuno. Prima di avventurarsi ad attraversare la bocca. Sulla porta del carcere Accolgon terra e legno il monaco ormai libero. Lei si lasciò dietro a fronteggiarli la propria pantofola. La lamia era già in difficoltà. e si concessero un bel duello in cima alla montagna. "Sarà meglio che vi facciate riconoscere. È proprio il caso di dirlo: La scimmia dello spirito ha sottomesso il mostro Agendo dall'interno. signora. lei. Con questo fidanzato mi è andata male. Il Novizio si fece piccolo e le salì nella gola. "Discepolo" chiese Tripitaka inquieto." Scimmiotto asciugò le lacrime: "Si capisce." "Non ci possiamo tirare indietro. bestia? Questa volta non hai neppure i bagagli da spartire. fratello" rispondeva Sabbioso. Uniti l'uno all'altra come pesci nell'acqua. Quando si fermò esausta. È come nei versi: Quando vedo la sella. cui diede il suo aspetto con un incantesimo. Mi accontenterò di mangiarti i sei foglietti. Son pieni di rancore e provano una gioia feroce a sfogare nello scontro il loro furore. La lamia sfoderò le due spade preziose. Se l'acqua combatte il fuoco. cavallo e bagagli erano scomparsi. Facciamo accomodare il maestro da qualche parte. aiutatemi!" Le sue mostriciattole. discepolo!" "Ma a chi state parlando?" chiese la vampira. Quando Tripitaka uscì dall'abisso accompagnato dalla lamia. Crederete che il suo unico pensiero fosse di mettersi in salvo." Intanto Scimmiotto era disceso nel ventre e gridava: "Maestro. portate il bonzo all'uscita. Al Ponte degli Amanti è salita La marea. perché ti sei dato tanto da fare per entrarmi dentro lo stomaco?" "Niente di speciale. Invece quello scemo è uscito per benino dalla bocca. Quello scherzo con la pantofola me l'aveva già fatto la notte scorsa. che udiva parlare l'interlocutore ma non riusciva a localizzarlo. Sabbioso cercava intorno girando a vuoto. l'avete mangiato con tanto gusto. avevo appetito. si udì rumore d'armi. "Che schifo!" esclamò Porcellino. la terza di certo riuscirai. dal ventre. adesso che faccio?" gridò lei presa dal panico. Sabbioso. Quella sbarra riempie il cielo di fredde brume. fegato." La vampira. ripenso al palafreno E lacrimo al ricordo del mio amore lontano. io getto l'amo e spero fortuna. e la buona vampira si sentì tutta intenerita: "Che uomo gentile! Che gesto affettuoso. Le ragazze chiedevano: "Ma dove volete andare. nato dal cielo. ancor prima che diventi mio marito!" Tripitaka addentò la propria pesca e anche lei accostò la sua alle labbra vermiglie: ma l'impaziente Scimmiotto non aspettò il morso e le balzò senz'altro in gola." "E dove sarebbe?" "Nel vostro ventre. E FANCIULLA SEDUCENTE RITROVA IL FONDO DELLA PROPRIA NATURA. facciamoci sotto" cambiò idea Porcellino. Non avete riconosciuto la pesca rossa che vi è balzata in gola?" "Dio mio. Torno là sotto. che non volevo venire." C'era poco da scegliere. Ricordi il proverbio: prova tre volte e riuscirai? Tu hai provato due volte. io credevo che fossimo Legati a filo rosso fino all'eternità. acchiappa!" gridava Scimmiotto. Con le spade volanti difendeva il volto da quella sbarra. Lui è la scimmia dello spirito. visto che non avete più niente da custodire. che si era rotta." E balzò giù senza prendersi nemmeno la briga di trasformarsi. Ahimè! La coppia d'anatre è stata separata. signora?" "Finché sul fiume splende la luna. Lottarono a lungo. Vediamo che ne è stato del maestro. con la sbarra levata in posizione di combattimento. "che cosa sarà questo rumore?" "È il rastrello di Porcellino" rispose Scimmiotto. che pesca strana! Mi è balzata in gola da sola. "Posa il rastrello. "Che cosa stai armeggiando lì dentro? Vieni fuori. la vampira si mise in cammino. Lotta e sfoggio di talenti sono dovuti alla missione del monaco cinese. Alla fine sarai ben ripulita e potrai aver successo nella carriera di scheletro fantasma. si mangia da sola. Se poi non sapete che ne fu della lamia. ne va della mia vita!" Ma Scimmiotto. "Arrivo. e ritrovo solo una briglia spezzata. impugnamo le armi e andiamo ad aiutarlo. La vampira si rivolse al monaco tutta spaventata: "Reverendo. dopo inutile attesa dell'incontro(7). lasciate perdere le manfrine. da ingoiare anche il nocciolo. Intanto Porcellino duellava con la pantofola ricamata. spaventato." "Nemmeno per sogno" si rifiutò Porcellino. lui vuole formare il santo embrione combattendo il puro yin." "Non pensavo a quello" rispose Porcellino. Ho la situazione in pugno. ascoltate il seguito." "Porcellino!" gridò Tripitaka. e il frutto era invitante. si aggrappò al monaco: "Ah. la Via della Madre ne soffre. ricuperando l'arma al passaggio. CAPITOLO 83 LA QUERELA RITIRATA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO RICONOSCE LA FONTE DEL CINABRO. adesso se la goda lui. non sapeva dove battere la testa. quando piombarono su di lei e la tempestarono di colpi. Lei vuole impadronirsi dello yang primordiale attraverso l'unione carnale. sempre pericolosamente vicina. Poi sfrecciò via fra quella cerchia. dovete essere voi ad accompagnare il bonzo. e balzò per aria riprendendo il proprio aspetto. pensò bene di prendere una precauzione contro il rischio che la creatura tentasse di morderlo: trasformò la sbarra magica in un nocciolo di giuggiola e lo collocò strategicamente fra i suoi denti." "Che apra bene la bocca!" gridò Scimmiotto." "Quando la frutta è ben matura." Scambiarono i frutti. che si erano sparse qua e là nel giardino a cogliere fiori. "Non mi serviva il vostro aiuto! Dovevate badare al maestro!" "Te lo dicevo. maestro! Ho lasciato il cavaliere con il suo cavallo. tanto da farla ammutolire e cadere a terra. Scimmiotto. polmoni e cuore. afferrò tutto quanto al passaggio e se lo portò via. quelle spade vagliano la nera polvere della terra. e volò via trasformata in corrente d'aria. "Quello non è un avversario da poco. Lacrime velan gli occhi: quando potrò vederti?" Scimmiotto temette che il suo tono elegiaco avesse presa sul maestro e si mise a fare il diavolo a quattro. Chi l'avrebbe creduto? Si voltano le spalle Le due fenici." "Hai ragione." "Ma questa mi è rotolata giù tutta intera. gridò: "Se volete che vi risparmi. e uscendo squarciarla. "Perché ridi. Sabbioso gli chiese: "Che ne è del nostro condiscepolo anziano?" "Avrà fatto bene i suoi conti" suppose Porcellino.vogliate gradire questa pesca. sconvolta dal dolore. Porcellino. ma ci restò male quando vide di che cosa si trattava. "Stupidi!" gridava Scimmiotto. con le sue sette aperture e tre peli. "Acchiappa. Il nostro problema sarebbe stato risolto. la raccolse e non poté trattenere le lacrime: "Ah. ma lei si riprese e gridò: "Aiuto." A Porcellino venne da ridere. non c'è altro da fare. Scimmiotto scoperse un pezzetto della briglia del cavallo." "Al momento il vostro condiscepolo è nel ventre di questa signora" dichiarò Tripitaka. ragazze. come si dice. Questa scimmia è un po' tocca: noi l'aiutiamo ad abbattere i mostri. "Parlo al mio discepolo Consapevole del Vuoto. ma anche un peto fa il suo vento. Yin e yang non si possono unire. Io mangerò quella verde. per non turbare il convegno amoroso. "Ma è pur merito suo se il maestro è risalito dall'abisso. me ne dovrò cercare un altro. se troverai il giusto tono di voce sepolcrale. terrorizzata. ." La lamia spalancò le mascelle quanto poté. "Sono nelle sue mani. Scimmiotto credette che fosse morta e sospese l'aggressione. signora. Presto!" In effetti maestro. e ciascuno va per la sua strada. Porcellino brontolava: "Vedi che pasticcione! Le stava nel ventre: avrebbe potuto metterla a ferro e fuoco. signora? Un attacco di cuore?" "Non fatemi domande. l'abbatté valorosamente. con il nocciolo.

La legge lo dice: falsa accusa comporta pena aggravata di tre gradi. si lamentava: "Maestro. Scimmiotto espletò il cerimoniale degli omaggi al trono e presentò l'istanza. che l'immortale Ge prese e svolse sul tavolo imperiale. tutto spaventato. Il primo è Suvarnata. in cui si vedevano tre nicchie nel muro." Il re celeste. Sconfisse divini guerrieri in battaglia E conquistò titoli di grande prestigio. e assicura che si tratta proprio di tua figlia. il secondo. "Andar dove?" chiese Scimmiotto. "Il querelante ha prodotto come prove una tavoletta e un bruciaprofumi. Vennero avanti gli assistenti: il dio Efficienza Gigantesca. "Potete accompagnare il vecchio Venere. Dentro regnava il silenzio: non c'era segno di presenza umana. sta con me ed è il più instancabile difensore del trono imperiale. La presente querela ha lo scopo di chiarire se padre e figlio siano imputabili di disumanità. In effetti la lamia aveva abbandonato la residenza e si era rifugiata chissà dove (l'abisso aveva grandi dimensioni. da cui esalava l'incenso. ma cuore valente." "Che cosa scriverai?" "Vediamo un po'. ordinò che si portasse l'incenso da bruciare. Legate subito questa scimmia con la corda per diavoli!" ordinò ai suoi subordinati. "Che decreto mi porti?" "Una querela del grande santo Scimmiotto contro di te. in quella centrale era posto un tavolo laccato. la venne a roteare sulla testa di Scimmiotto. te ne pentirai. il bimbo provocò un incidente. povera piccola." "Vada anche il querelante" ordinò l'Imperatore di Giada. "Non c'è nulla da temere. scolpito con un motivo di draghi. il principe Nata." "Calmati!" lo invitò l'astro del metallo. balzò sulle nuvole e giunse in breve alla porta sud del Cielo. Di tanto vi saremo profondamente riconoscenti. per cavargli un tendine e farsene una cintura.Aspetto bizzarro." "Attento. per essere tanto allegro. dove fu accolto con molta cortesia dai quattro grandi precettori Zhang. in servizio nell'avanguardia del Beato. ma scriverò anche la querela. Non sono faccende da prendere alla leggera. avevano lasciato qualche segno. il terzo è Nata. grande santo?" "Ho una querela da presentare contro due tizi. Aveva sentito raccontare che i tendini di drago sono particolarmente resistenti. l'astro del metallo fu subito annunciato dal portinaio: "È arrivato sua signoria Supremo Candore". furioso. si impadronì dei due oggetti e ritornò indietro pieno di allegria. Il vostro vecchio Scimmiotto conduce sempre i suoi affari così: al principio sembra che perda. Attualmente ha rapito il nostro maestro e lo detiene in nascondiglio ignoto. Arredi e vasellame erano scomparsi dal chiosco di paglia. il portico est era deserto. "Ha ricevuto l'ordine di accompagnarmi. Mia figlia Zhenying non ha ancora compiuto sette anni: che cosa vuoi che sappia di uomini e di vampiri? La prenderò in braccio. Nata. ansimante d'ira." "Che roba è? Non è una persona. ma ha grandi poteri." "Che querela potrà mai presentare contro di me?" "Ti accusa di incitamento a ratto di esseri umani. Come mai? Il fatto è che gli scontri di cinquecento anni prima. Il pianeta Venere fu incaricato di recarsi al Palazzo Torre di Nuvole per citare il re celeste Li Porta Pagoda a comparire davanti a sua maestà. si rivolse a Scimmiotto: "Hai sbagliato: non si presentano accuse all'imperatore con tanta leggerezza. Ma sbrigati: ogni ritardo può costare al maestro la vita. Gridava: "Padre e re." Il re celeste. come protettore della Legge. Nata." Sabbioso e Porcellino pendevano dalle sue labbra: "Fratellone. e avrà preso l'aspetto di creatura malefica per rapire il maestro. se la ripose dietro l'orecchio. deluso." "Non posso tollerare un'accusa tanto perfida. fratello" obiettò Porcellino. forzò l'ingresso del palazzo di cristallo e acchiappò un drago. "Re Li. per aver deliberatamente incitato la figlia e sorella a commettere i crimini di cui sopra. Dopo farò rapporto. La tua corda stringe: se non sarà giustificata. Quando Li vide che Scimmiotto era venuto con lui. calmatevi!" Il re impallidì. sfoderò la spada e parò il colpo. Età: vedi allegato." Quel grande santo! Afferrò le prove materiali e il documento. non poté nascondere un moto di disappunto." "Non è più necessario darsi da fare. Perché mai? Chi lo ostacolava con le armi in pugno non era altri che suo figlio. Ridusse la sua sbarra a un ago. Ho trovato la tavoletta in una specie di cappellina privata." "Ho tre figli e una figlia. "Chissà con chi se la prende. che si inchinarono e lo fecero passare. Perché vi siete andato a rimpiattare in posti che non conosco?" Il vento portò una zaffata di profumo d'incenso. E che accusato si viene a cercare! Un feldmaresciallo autorizzato prima a decapitare e dopo a riferire. e il re uscì a riceverlo. non sarebbe stato naturale ordinargli di farsi da parte? Ma ecco che cosa c'era sotto. Ge. non ha orecchie: come potrà ascoltarci?" Scimmiotto mostrò l'oggetto: "In casa non c'era più nessuno. Erano di turno Anima Lunga e Conservatore dello Stato. Ed oggi anche l'Ovest dovrà riconoscere Qual'è il suo valore e i grandi poteri. Scimmiotto abbandonò le ricerche. che era andato a prendere la sciabola." Quando giunsero alla Torre di Nuvole. Querela per ratto perpetrato da falsa lamia. Come conti di fare?" "Tavoletta e bruciaprofumi sono i mezzi di prova. Sul tavolo erano posati un bruciaprofumi dorato. Scimmiotto. il generale Pancia di Pesce e il maresciallo Yaksa Eroico. l'avrà colta la nostalgia di questo basso mondo. Visto che veniva in qualità di inviato imperiale. o qualcos'altro. e te la farò vedere." "Vedrete che sarò svelto: ritornerò nel tempo di portare a bollore l'acqua del tè. dove va fuorviando innumerevoli uomini ed attenta alla loro vita. trovò chiusa la porta e la sfondò senza complimenti. Il re celeste Li Jing Porta Pagoda e suo figlio. "Dice l'adagio: la calunnia per fatto punito con la morte. Dopo soli tre giorni. Mai sentito uno sfacciato paragonabile a questa scimmia zuccona. Tale è il contenuto della querela che presentiamo. IL PRINCIPE EREDITARIO NATA A quella scoperta. Accorse il terzo principe. posta la lamia in condizioni di non nuocere. siete proprio nato sotto la stella della disgrazia. rivolto a una falsa lamia. Alla nascita quel figlio recava scritto il segno Na sulla mano destra e il segno Ta sulla sinistra: donde il suo nome." L'astro del metallo. non vi preoccupate" rispose Scimmiotto con un sorrisetto. Andremo a reclamarlo dalla sua famiglia. "Dovete recarvi da Li. ma alla fine vince lui. io prendo la mia sciabola per decapitare i diavoli e gli taglio la testa. Si recò di corsa alla Sala della Comunicazione Illuminata. Evidentemente la proprietaria è figlia del re Li e sorella del terzo principe. Seguì la traccia ed entrò in una piccola stanza disadorna. Professione: discepolo del monaco Tripitaka. collocò il tavolino dell'incenso e ringraziò l'imperatore della grazia che gli accordava." "Il solito aggressivo!" si dissero sconcertati i precettori. Aspettatemi qui: presenterò la denuncia all'Imperatore di Giada. per trascuratezza. Poi svolse il documento. Moksa. soccorso il nostro maestro. per evitare di peggio. lo lesse e andò tanto in collera che quasi rompeva il tavolino battendoci i pugni: "Zucca dura di una scimmia! È tutto falso. stabilite chiaramente le responsabilità. Il viso è contorto. una carta così ben ragionata navigherà di sicuro con il vento in poppa. "Oso sperare che il sovrano del cielo gli darà un castigo esemplare" aggiunse Scimmiotto. e legarono Scimmiotto. più di trecento li di circonferenza). Come fai a dire che l'accusa è fondata? E se adesso ci rimetti la pelle?" "Vecchio mio. Sua maestà ha manifestato il proprio volere" risposero i quattro precettori celesti. Perciò entrò in mare. e una tavoletta su cui era scritto a caratteri d'oro: TAVOLETTA DEL MIO RISPETTATO PADRE. Porcellino e Sabbioso. inviato dalla corte dei Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. impugnò la sciabola e si fece a pezzi da sé: consegnò la carne alla madre e le ossa al padre. Dagli occhi arrossati diffonde faville E peli di ferro ricoprono il corpo. Brucia l'incenso e poi leggi tu stesso. Andò dritto filato alla torre d'ingresso. è punita con la morte. "Bisogna estirpare dalla radice queste porcherie. questa volta." Lo condussero alla Sala delle Nuvole Misteriose e lo annunciarono a sua maestà. Lo chiederemo a questa tavoletta. non cercare guai!" lo esortò l'astro del metallo. per restituire . Siediti un momento. Querelante: Scimmiotto Consapevole del Vuoto. è discepolo di Guanyin nei mari del Sud. Sa mettere in fuga le nubi del cielo E reca scompiglio fra le onde del mare. che decretò di farlo entrare. meravigliati. quando Li e suo figlio non erano stati in grado di catturare quel terribile grande santo. Xu e Qiu: "Qual buon vento. Supplico che sia compassionevolmente accolta l'umile querela e pertanto: spiccato mandato di comparizione degli imputati. Quando suo padre lo seppe lo volle uccidere. IL RE CELESTE LI E sotto: AL MIO RISPETTATO FRATELLO. L'Imperatore di Giada la lesse dal principio alla fine e vi appose il suo sigillo: ciò ne faceva un decreto imperiale. sotto forma di lamia nell'Abisso Senza Fondo del Monte del Tranello. dissero: "Hai certo liberato il maestro. hanno consentito la fuga della rispettiva figlia e sorella nel basso mondo. figuriamoci! La calunnia è un brutto reato persino quando le vittime sono gentucola.

" "Avete dimenticato. Se non fossi intervenuto io. fui io a proporre di promulgare un editto di pacificazione. Per aver rubato candele e incenso la chiamarono Mezza Guanyin. utilizzando il loto: la radice per lo scheletro e le foglie per rivestirlo. l'avevo completamente dimenticata. e voi ne siete responsabile. e non sapeva come difendersi. né alla rete celeste." "Non c'è furia. noi tre sbarreremo l'uscita. Recitò l'incantesimo che fa rivivere i morti. quella ragazza si è sentita autorizzata a qualunque soperchieria. Io che cosa posso fare? La colpevole non è vostra figlia carnale. Il grande santo si contorceva." "Accettare il tè equivale a lasciarsi corrompere. Che castigo ti toccherà per aver lasciato fuggire il colpevole e aver preso alla leggera un decreto imperiale?" "Niente tè. Comunque. io corro il rischio di essere imputato di alto tradimento. ma lo è di adozione. ma a stare al racconto di vostro figlio è legata a voi come se lo fosse. ma ora è deserta. e chissà quanto andrà avanti il dibattito. Chissà dove si è nascosta. Scimmiotto la indicò: "Ecco il posto. E dove andrà a finire la tua missione?" Scimmiotto abbassò la testa e rifletté: "È vero. Ma il grande santo non era d'umore da lasciarlo fare: "Nossignore! Giù le mani dalle corde! Ci tengo a comparire in questo stato davanti a sua maestà. e pertanto l'imputato è dispensato dal comparire. come si sa. Tu sosterrai che la lamia è figlia di Li. Qual'è il suo nome?" "Ha tre nomi: quello originario è Spettro Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. ma con quali argomenti?" "Ricordategli che foste voi a proporre di perdonarlo e di conferirgli un titolo. decretò non luogo a procedere. non la finirebbe mai di lagnarsi e di punzecchiarti. Vedendosi davanti il figlio con la spada in mano. rotolando per terra. Va be'. un po' di disordine che feci in Cielo non fu proprio niente di speciale. e di convocarti in paradiso per darti il titolo di equipuzio. Porcellino e Sabbioso. con l'intenzione di mangiarseli." "Lo farei volentieri. partiamo subito!" Il re non aveva nessuna voglia di muoversi. digli di raccogliere le truppe alla porta sud. Il titolo di equipuzio valeva ben poco. non c'è più nessuno. pace e armonia contano più di ogni altra cosa. "È un grande abisso. Tant'è." "Potrei evitarlo. con bellissime immagini di buddha a ogni piano. in un paio di momenti cruciali. Ma il Buddha ordinò: 'Non pescar pesce nato in acqua fonda. si fecero loro incontro a salutarli: "Quanto disturbo vi date!" "Ahimè. almeno in parte" disse Scimmiotto. Ma lo dico solo per salvarti la faccia. non berremo più tè! Ecco che vuole incastrare anche me. vecchio mio. e fui ancora io a insistere perché ti si accordasse il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo. come la mettiamo con il decreto imperiale?" "Chiedi a Li di levar truppe per venire a sottomettere la lamia. in modo che non resti nessuna via di fuga. trecento anni fa divenne un mostro e rubò candele e incenso al Monte degli Avvoltoi. La ragazza." "Come farai?" "Dirò che il querelante ha tagliato la corda. Temeva che Scimmiotto in udienza si scatenasse di nuovo. Scimmiotto e il terzo principe guideranno insieme le truppe sul fondo dell'abisso." "Per prendere i tigrotti. È questo il Monte del Tranello? Noi non conosciamo il posto e non sappiamo dov'è la grotta. Siete stato precipitoso a legarlo in quel modo e minacciare di ucciderlo. Il Novizio si rivolse all'astro del metallo: "Vecchio mio. con le truppe schierate in ordine di battaglia. pregò Scimmiotto di sedersi al posto d'onore per ricevere gli omaggi della famiglia. con una circonferenza di trecento li. Non sarà figlia vostra di sangue. per riconoscenza. né alla nassa terrestre che le prepareremo. "tocca a me sottomettere quella creatura. che ne dici? Te lo dicevo che alla fine vinco sempre: se faccio un passo indietro. Sarò in ritardo. "Ritiro la querela per un riguardo a te. Dài. beviamoci un'altra tazza di tè. vi darà retta." "Ma io che figura ci faccio?" rise Scimmiotto. Le faremo vedere di che cosa siamo capaci. "Ci vado io" propose Scimmiotto. così rubasti le pesche della regina. "Sono anch'io un militare. Perciò ritornò alla carica con l'astro del metallo. Il Beato commentava sutra per i pusa. infilarsi per il foro e planare là sotto su nuvole luminose nel bel paesaggio. "No" si oppose il terzo principe. Voi foste incaricato di catturarla e di batterla a morte. Il re celeste prese da parte l'astro del metallo." L'imperatore." "Per chi mi prendi?" s'indignò Scimmiotto. e poi vedremo il da farsi" rispose il re celeste. se mi patrocinaste voi." "Tu sogni. Nata voleva vendicarsi del padre. quando sentì una voce." Il re. fallo per me. Quanto alla scimmia. ma prima làsciati slegare. Io non ho altri figli che voi. non farti seppellire vicino a un vecchio. ragazzo? Alzi la spada su tuo padre?" "Voglio solo evitarvi di commettere un errore." Finalmente il re celeste fu ammesso ad avvicinarsi e a sciogliere le corde. Il Beato gli donò un reliquiario d'oro traforato a forma di pagoda. Con ciò Nata era invitato a rispettare suo padre come un buddha e a deporre il rancore. Il re sta raccogliendo le truppe per catturarlo. Riempiranno il mondo di monacelli. Dopo tante emozioni. il principe zittì. Da principio aveva portato il maestro in una residenza con la torre d'ingresso a doppia gronda. Chi scenderà per primo?" chiese il re celeste. mi venga a slegare. nella selva di bandiere e baldacchini. entrambi rimasero a testa bassa. Questo è il motivo per cui Li si chiama Porta Pagoda. "Darò io le disposizioni. Scimmiotto ha scoperto il suo rifugio e ha trovato la tavoletta. salutò voi come padre adottivo e me come fratello. non sapevi proprio stare al tuo posto." Il re celeste si spaventò: "Se quello va e parla. con tutte queste complicazioni. d'origine terrestre. non volermene" brontolò Scimmiotto. E pensare che ho detto a Porcellino e Sabbioso che sarei stato di ritorno nel tempo che occorreva per portare a bollore l'acqua del tè. dopo di che. Tutti si misero in movimento e presto giunsero in vista dell'apertura rotonda da cui si accedeva all'abisso. Speriamo che sua maestà voglia autorizzare." "Lascia stare. circondavano il grande santo e in breve scesero con lui sul Monte del Tranello. Così rinacque Nata. Se non comparite in udienza. per carità. io ritorno subito. che sapeva già tutto. il re si spaventò e corse subito a prendere la pagoda d'oro: "Che fai. dove saresti oggi?" "Lo dicevano. Quella creatura deve avere diversi rifugi. avevi cancellato di prepotenza il tuo nome dal registro dei morti e ti davi alla violenza con la tua banda di mostri. È vero che avete una figlia nel basso mondo. fu questo il tuo percorso per giungere alla non-nascita e alla non-estinzione. fa la vampira e se l'è presa con il monaco cinese. Il Cielo voleva farti arrestare. Ricordati che un giorno in Cielo è un anno in terra. lui lo negherà. L'anima se ne andò nel Paradiso dell'Ovest a querelarsi davanti al Buddha. in caso contrario. tutti sanno quant'è sfacciata. chiedendogli di interporre i suoi buoni uffici. e voglio vedere chi vincerà il processo. che gridava: "Aiuto!" Gli occhi di sapienza del Buddha riconobbero subito l'anima di Nata. mentre raccoglieva le truppe. perché oggi mi rifiuti un piacere?" "Di quali servigi vai cianciando?" "Quando eri una creatura malefica sul Monte di Fiori e Frutti. stupito e confuso. fu allora che scrisse la tavoletta e incominciò a onorarci con l'incenso. e insisteva perché lo portassero subito in udienza." Ed ecco Scimmiotto e il terzo principe. Re Li." "Il posto l'ho esplorato io ultimamente. Lunga vita alla cerva sopra il monte. Scusateci del ritardo." Al re celeste caddero le braccia. figliolo. la sua querela è giustificata. Ti ribellasti di nuovo. gli antichi! Da morto. che a sua volta prese Scimmiotto da parte: "Ho ancora una parolina da dirti: mi ascolterai?" "Mi pare di aver ingoiato abbastanza rospi per salvarti la faccia.' "Così le risparmiaste la vita e lei. ." Il re celeste si rese finalmente conto della situazione e volle slegare Scimmiotto con le sue mani. non vedo come vi possiate difendere. so bene che la parola data va rispettata." "Non potrà sfuggire. e tu mi fai apparire come uno che taglia la corda. Dopo il perdono si fece chiamare Signora Zampilla da Terra. con capitani e truppa." E chiese all'astro del metallo: "Supponiamo che sia d'accordo. caro Ammiraglio dei Canneti Celesti: per aver bruciato in nostro onore qualche bastoncino d'incenso. Cos'altro hai da dire? Se sono cose sensate. Come ti permetti di sospettare che io voglia pescare nel torbido?" Il re lo ringraziò. La tavoletta dedicata al re Li e a suo figlio è un inganno tramato dal mostro. è solo per prendere meglio la rincorsa e balzare avanti. Il re celeste non trovò altro rimedio che implorare a sua volta l'aiuto del Buddha per il quale. che in seguito avrebbe assoggettato alla Legge i diavoli delle novantasei grotte e acquistato grande potenza." L'astro del metallo rise amaramente: "Come sei spietato! Eppure a suo tempo ti ho reso dei servigi. Presidiamo l'accesso. Dell'ordine imperiale mi occupo io. bisogna entrare nella tana della tigre. legato come un salame." L'astro del metallo finì per andare da Scimmiotto e mettergli una mano sulla spalla: "Grande santo. come il ratto del vostro maestro. ti ascolterò. Scimmiotto e l'astro del metallo si recavano a informare l'Imperatore di Giada: "Il mostro che ha catturato il monaco cinese si chiama Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. che fendevano oscure nebbie portati da vento d'uragano. Ci posso andare da solo. che aspettavano ardendo d'impazienza. Andiamo pure in udienza da sua maestà. dovette confessare: "Perbacco. I divini guerrieri. "Tieni presente che processo d'un giorno richiede dieci giorni di arringhe. Al ritorno a casa." Il bestione si mise a strillare: "E invece il primo dev'essere Porcellino!" "Silenzio!" ordinò il re celeste. Scimmiotto si recò alla porta sud e trovò i Li pronti alla partenza. A quanto pare è ritornata al punto di partenza.a lei il sangue e a lui lo sperma. Figúrati quanto tempo avrà quel vampiro per portarsi a letto il tuo maestro. Ma ora non perdiamo altro tempo: non vorrei compromettere la sorte del maestro. "Come dicevano gli antichi" rispose costui: "pratica sempre la tolleranza. trafugasti il vino dell'imperatore e saccheggiasti l'elisir del signore Laozi.

quante tane di tigri e laghi di draghi! Eppure siamo qui tutti interi. dall'aria carica di segreti profumi. CAPITOLO 84 ALBERGHI SULLA STRADA D'OCCIDENTE OVE GLI INDISTRUTTIBILI PROTETTI DEL BUDDHA REALIZZANO IL GRANDE RISVEGLIO. e poi estesero le ricerche. ma il re si oppose: "L'abbiamo arrestata per ordine imperiale: non possiamo disporne arbitrariamente. sicura che Scimmiotto non li avrebbe scovati. le rosse melagrane Ardon qua e là nel quadro colorato. fiumi e montagne. Mogli e mariti. Ai quattro lati sale la nebbia. Anche Porcellino e Sabbioso si inginocchiarono precipitosamente. e fredda invade i tre mercati. Si inginocchiò gridando: "Pusa. il vostro discepolo vi ha mancato di rispetto. Scimmiotto assisteva Tripitaka. e ciangottavano sottovoce. Pensa quanti diavoli e mostri feroci abbiamo incontrato. "né comode né scomode. in coppie." "Discepolo" ammonì Tripitaka. Sorge ad est. Sarà meglio che portiamo il maestro lontano dalla strada maestra. brutta vecchia del malanno!" Scimmiotto. ornata di vasi di fiori. da torri e pagode suonano le campane e salgono volute d'incenso. Giunti alla residenza principale. quando la più coraggiosa allungò il collo dalla finestra per vedere che cosa accadeva fuori. Spezzata la serratura. Le nuvolette volarono via verso i mari del sud." "Niente paura. la pusa se n'è andata. Non è cosa da poco." Tripitaka. il vostro maestro. Nuove ninfee ricoprono lo stagno. questo sovrano non è che un uomo: che cosa ci potrà fare? Non dico che dobbiamo mancare di prudenza. posso chiedere se c'è qualche comoda deviazione. "non scherziamo con la legge del re. sbucò dai grandi salici che fiancheggiavano la strada una vecchia che teneva un bambino per mano. Se tu proseguissi. Sabbioso preparava i bagagli e Porcellino attendeva al cavallo. Figuratevi che due anni fa ha fatto voto di sterminare diecimila bonzi. Scusatelo di non avervi accolto come doveva. correremo meno rischi di incontri pericolosi. "voi restate qui di guardia al maestro. Dall'alto guardò giù. di aspetto vivace e allegro. I viaggiatori delle otto direzioni cercano sistemazione per la notte. Ne rispondiamo ai nostri superiori. Gridò al monaco cinese: "Fermati. Tutta la compagnia trovò rifugio in un fossato lontano dalla strada. Sulla torre delle cinque veglie l'acqua della clessidra incomincia a cadere. si rese conto che in realtà non erano altri che Guanyin e il Ragazzo di buona fortuna. E IL RE DEL PAESE DELLA LEGGE. PORTANDO GIUSTA CAUSA A COMPIMENTO. giungereste nel Regno di Distruzione della Legge. "perché non me l'hai detto subito?" "L'ho detto non appena l'ho riconosciuta" rispose ridendo Scimmiotto. che è rigorosa e spietata: devi stare attento. risalirono alla bocca dell'abisso. Quando la lamia si vide in trappola e riconobbe il principe Nata. Strano. di completare il numero con quattro persone di miglior livello! Se andate a mettervi nelle sue mani. cadresti in una trappola mortale. si confuse in prosternazioni e implorazioni. abbassano le tendine ricamate. tutti quanti a bordo di nuvole luminose. Le fronde fitte dànno un'ombra fresca Sotto cui gli uccellini si riparano. ci so fare" replicò ridendo Scimmiotto. pozzi di giada e molte altre belle cose. INCARNA IL NATURALE. Sorgenti di perla avvolte in una tiepida bruma." Tripitaka non se lo fece ripetere. il tempo in cui caldi e umidi venti subentrano agli acquazzoni della stagione dei susini. loti da tardo autunno. vi sono molto grato dell'avviso. la gabbia non sa trattenerli. come faremo a proseguire?" "Non aver paura. ." "Non so come ringraziarvi" esclamò Scimmiotto. e guidò Tripitaka dal padre e dal figlio. e urtò la testa contro un soldato celeste: "Allarme! Sono qui!" Scimmiotto balzò inferocito sulla porta e la sfondò: tutte quelle persone nella stanzetta non avevano nemmeno lo spazio per fare un passo indietro. nelle strade della città. e vi si è applicato con tanta determinazione. Per andare a Ovest si deve passare di lì. prigioniere e pellegrini. I campi sono verdi. a goccia a goccia. Scende la sera: a quest'ora passerà gente che rientra in città. Qui la vampira aveva portato Tripitaka per convincerlo a sposarla. solitario. bestione. Sulle montagne Il tappeto fiorito si rinnova. torri scarlatte si elevano su rupi rossastre a strapiombo. Io vado a dare un'occhiata in città: può darsi che troviamo modo di prendere il largo di nascosto durante la notte. che a questo punto ne ha già uccisi novemila novecento novantasei. Il bambù che ha mutato le sue foglie Riprende slancio. Finora ci hanno perso la vita monaci sconosciuti e poveracci." A Porcellino salivano i fumi di collera: "Certo che sappiamo volare. "Che bel posto! Come sarà saltato il ticchio al re di prendersela con i bonzi?" Lanterne brillano ai crocicchi. Si vede che quelle ossa eran leggere. se non si sa volare. però: Non c'era fune che lo sollevasse. spaventato. I bambù crescevano sul tetto. Tutte le diavolette si stipavano all'interno. Se ci vedessero e diffondessero la notizia che ci sono bonzi in arrivo. chissà come sarebbe contento. Il reverendo restò tanto confuso che non sapeva cosa fare: finì per gettarsi bocconi per terra. Ai bordi del ruscello drizza spade Il giuncheto. Il re di quel paese avrà accumulato in qualche vita anteriore un bel fardello di odio e violenza. Sorgono in cielo sette stelle luminose. che permetta di stare alla larga da quella città?" "Non ci sono deviazioni" sogghignò la vecchia. Si è raccontato come Tripitaka fosse riuscito a difendere il suo yang primordiale dalle amare insidie di brume e fiori della femminilità. il sovrano. bonzo! Volgi indietro il tuo cavallo e ritorna da dove vieni. il magico disco lunare. Padiglioni decorati si allineano in file ordinate. osservando la vecchia e il bambino con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. Porcellino chiese: "Ora che sappiamo di aver davanti questo sovrano sterminatore di monaci. ascoltate il seguito." I celesti tornarono in cielo. prendete le corde da mostri e legate tutte queste streghe!" Soldati. E balzò via nello spazio con un sibilo. la frugarono in tutti gli angoli." Non sapevano che nel punto più riparato di sud est c'era un'altra piccola grotta: da una porticina si accedeva a una camera bassa. salici da inizio di primavera. Nelle sei guarnigioni le scolte soffiano nel corno. a giudicare dai crimini ingiustificati che sta commettendo contro i buddisti." "Consapevole del Vuoto" lo rimproverò Tripitaka." E urlò: "Soldati. Se poi non sapete che cosa li aspettava lungo il cammino. diventerete presto dei pii fantasmi. Dicevano: "Quella bestiaccia immonda avrà lasciato l'abisso da un bel pezzo. Un paradiso trogloditico come non è dato di vederne altrove. Cresce l'erba verde Sotto il gran cielo blu. Ma il destino stava per deluderla. e venne loro incontro. e senz'altro se ne andarono in cerca della strada maestra. È il caso di dirlo: Se rompi la rete di seta. ma della lamia e di Tripitaka non si trovava traccia. balzò a terra. gli antichi non dicevano forse che il mare è abbastanza grande perché ogni pesce possa nuotare a suo piacere? Quale trappola nasconde la strada dell'Ovest?" "Fra cinque o sei li. perché anche lui esprimesse la sua gratitudine. Era un angolo in ombra. "Fratelli" raccomandò Scimmiotto. spalla a spalla. Il cielo incupiva. e Scimmiotto corse a sollevare il maestro: "Potete alzarvi. Trecento li di erba calpestata. a consegnare le prigioniere e a presentare rapporto. le cose potrebbero mettersi male per noi. io e mio padre ce la siamo vista brutta.Tutto come all'aperto: il disco del sole e quello della luna. giunse le mani e chiese: "Cara pusa. Mentre i quattro pellegrini marciavano nell'intensa calura. Ritornava l'estate. E dopo tutto era di carne ed ossa. Non c'era canna che lo sostenesse. Invitarono il monaco cinese a montare in groppa. Per aver accettato il tuo incenso. Sabbioso e Porcellino si fecero avanti con l'intenzione di tagliare a pezzi la vampira. prosciughi il mare dorato. Infine. e a continuare il suo viaggio verso Occidente con la guida di Scimmiotto. si accendevano le luci." E subito Guanyin riprese il proprio aspetto e si alzò lentamente su nuvolette colorate. "Siamo venuti ad arrestarti per ordine dell'imperatore. nel vaso di bronzo." Tripitaka chiese tremando: "Cara pusa. dove il re celeste si fece incontro a Scimmiotto: "Questa volta l'avete ricuperato.

la farfalla notturna che spesso viene a cozzare contro le nostre lampade. ma dorme sempre su un letto . ma poiché. "Marito!" gridava la donna spaventata. ho preso in prestito questi abiti con cui rivestirò il mio maestro. "il proverbio dice: vende il mercante tre sorte di cose. viene gente d'ogni risma. questo è un porto di mare." "Il nostro condiscepolo ha pensato a tutto" approvò Sabbioso. Sono venuto a sapere dei decreti disumani del vostro re e. nel buio. Era un posto tanto pacifico che le porte erano ancora spalancate a quell'ora di notte. il cavallo bianco fungerà da campione commerciale. "Non è difficile smettere di esser monaci: basta non radersi per sei mesi. Se ci arrestassero. due fanciulli chiacchierini che non mostravano nessuna voglia di dormire." "Quanti sono? " "Contando i puledri. Mi sono fatto un'idea della topografia e della lingua che parla la gente. Batte le ali nella luce di lampade e candele. senza avere un'idea delle risorse disponibili. In una locanda ho preso in prestito degli indumenti e dei turbanti: ci permetteranno di vestirci da laici e di passare inosservati. "Dovremmo metterci dei turbanti. e spalancarono le persiane per sedersi al chiar di luna. Ma la cosa migliore. a volte si brucia. signori? Quali sono le vostre preziose mercanzie?" "Veniamo dal Nord e vendiamo cavalli. Non ci è sembrato pratico portare in città un branco di cavalli a un'ora così tarda. potremmo sempre dire che siamo inviati di un paese sovrano: il re non oserebbe trattenerci. per sfuggirli. ma a giudicare dall'atmosfera del posto. Nel buio si trasformò in topo." Quelli erano viaggiatori esperti. Passeremo la notte in città. che ronzava intorno agli indumenti. Porcelli terzo e Sabbiosi quarto. mi riconosceranno subito per bonzo. e sentirono che all'interno qualcuno altercava a proposito di abiti scomparsi. sempre con buona reputazione: è la locanda della vedova Zhao. tu Porcelli terzo. facevano le abluzioni serali e si apprestavano a coricarsi." "Non so proprio come potremmo fare" obiettò Porcellino perplesso. Caricarono dunque i bagagli sul cavallo ed entrarono in città. disceso in terra per proteggere il monaco cinese che va in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. abbassò le tende. Volò d'impeto sulla fiamma della candela e la spense: Rischia la propria vita tra le fiamme E si strina i capelli sulle tempie. che domandò: "Da dove venite. noi potremmo alloggiarli tutti. lieta e luminosa. Cercando disperato la salvezza. in albergo. all'altezza delle gronde di tetti e tettoie. sembra invece che sia un figlio del cielo. Il reverendo e Sabbioso si tolsero gli abiti monacali. dove Scimmiotto lo seguì. Il locandiere si dedicò alle operazioni serali: uscì a spegnere e staccare dal gancio la lanterna che illuminava l'insegna." E un garzone venne a prendere il cavallo per portarlo nella stalla. Sabbioso sarà Sabbiosi quarto. Infine anche lui si cambiò d'abito e diede le istruzioni per l'uso: "Ricordate che dobbiamo evitare di usare fra noi le parole maestro e discepolo. La nostra intenzione è di restare qui per il tempo necessario a vendere i nostri cavalli." "Sono tutti cognomi diversi" osservò ridendo la donna. ma Scimmiotto ci soffiò sopra e disse: "Non serve. al momento della partenza. non possiamo aspettare sei mesi. Infine li venne a trovare una donna sulla sessantina. e alla quinta veglia usciremo dalla porta occidentale e ci rimetteremo in cammino. hai trovato un modo per continuare il viaggio?" "Per proseguire bisogna risolvere una difficoltà: nascondere la nostra qualità di monaci" rispose Scimmiotto posando gli indumenti. sarà che teniate la bocca chiusa: parlerò io. Scimmiotto fece finta di niente. mi chiamo Scimmiotti il giovane. si spogliavano. trovò soltanto la camicia e cercò d'infilare la gamba sinistra nella manica destra. non ascoltare le sciocchezze che dice tua moglie. finita la cena." "Ma noi dobbiamo laicizzarci subito. Porcellino utilizzò la misura più grande disponibile." "Caro signor Scimmiotti" disse la donna. afferrò abiti e turbanti e se li portò via squittendo. "Certo. e se ne va a caccia di lucciole. con ago e filo. ma di mantelli diversi. La mando avanti io da molti anni. lo riconobbe al chiar di luna e chiese: "Discepolo. Non sono uno spirito malefico: appartengo alla luce." Il povero Wang si rizzò a sedere frastornato. ma viviamo insieme come fratelli. ma è solo per non doverci più pensare in seguito. "C'è in giro uno spirito malefico in forma di topo!" Scimmiotto si sentì in dovere di chiarire l'equivoco. che scrutava ansioso verso la città. ho dato un'occhiata alla città: quel sovrano ammazza monaci sarà una bestiaccia. "Ho trovato il modo di far passare il maestro" si disse Scimmiotto. che non aveva ancora ritirato la lanterna sopra l'insegna. e scelse un'altra locanda all'angolo della strada. Noi siamo stanchi della giornata di viaggio e avremo il sonno duro." "Lasciate perdere i particolari" si spazientì Tripitaka. Passarono davanti alla locanda di Wang il giovane. per travestire i suoi compagni con i loro abiti. Gli era venuta l'idea furfantesca di derubare gli ospiti dell'albergo. e io dirò che siamo mercanti di cavalli. non siamo parenti. una volta pagato il conto. e noi lo ricompenseremo con una bella moneta d'argento. che sfortunatamente non è più di questo mondo. Noi siamo venuti in avanscoperta. sono centodieci. perciò lei sedette in un angolo a rammendare panni a lume di candela." L'offerta di una tazza di tè venne invece accettata con piacere." E con un incantesimo si trasformò in falena. Qui pratichiamo tre tariffe. Anche se i vostri cavalli fossero diverse centinaia. Scimmiotto lo lasciò in mezzo alle difficoltà. "Il maestro sarà Tang il vecchio. ama la quiete della profonda notte. In breve fece ritorno al fossato dove Tripitaka. sapete. Sono il Grande Santo Uguale al Cielo. ma non li abbiamo. quando notò certe case con l'uscio illuminato da una lanterna. da una scheggia di vecchia tegola. Ornata di porpora. "Diamogli retta." Del resto non c'erano altre soluzioni a portata di mano." "Questi sono Tang il vecchio. "siete un mercante molto esperto. ce li renderete domattina. Bussò alla porta e chiamò: "Ehi della locanda. Ma quando saremo usciti dalla città. Di sicuro il locandiere ci tratterà bene. quando si fossero addormentati. Luce e calore le piacciono tanto da tenerla in perenne movimento. restituirò tutto. e io Scimmiotti il giovane. avrete a disposizione il servizio più raffinato che possiate desiderare."Se mi faccio vedere in giro con la mia zucca pelata. La locanda è stata costruita dal mio povero marito Zhao." La lanterna della porta di mezzo illuminava la scritta: AL RIPOSO DEL MERCANTE DI PASSAGGIO E sotto: Locanda di Wang il giovane Dalle finestre si vedevano viaggiatori che. con quella luminaria. Cercando ospitalità nel mio albergo avete fatto la scelta migliore: questo è l'esercizio più affidabile e attrezzato della città. Nell'erba che fermenta può trasformarsi in fuoco fatuo. "Che cosa dobbiamo fare?" "Maestro. infilarono le casacche e si misero in capo i turbanti. e gli risposero: "Caro locandiere. ma per il suo testone nessun turbante era sufficiente: Scimmiotto dovette cucirne insieme due. Prendeteli in custodia voi. e in ogni caso non avremmo nemmeno un ciuffo di capelli per legarci la cordicella. ma non osò sollevare obiezioni. Scusate se vi intrattengo su queste meschinità. "Forse festeggeranno capodanno. poi rientrò nella camera. e i nostri capelli ricresceranno. me la fabbricherò io." "Veramente" rispose Scimmiotto." Il reverendo non trovava che tutto fosse ineccepibile. avete camere libere?" Una voce di donna rispose: "Ma certo! Vogliate salire al primo piano." Wang il giovane raccolse gli oggetti nella propria stanza. "Vuoi scherzare?" intervenne Porcellino. avete ragione. Dovete sapere che abbiamo una vasta corte e scuderie grandi e ben fornite. e gridò: "Wang. Quali altre potremmo usare?" chiese Porcellino. ci alzeremo alla quarta veglia per fare colazione. Qualcuno venne a portare una lampada. mentre gli altri sei sono rimasti fuori dalle mura con i cavalli e ci raggiungeranno domattina. Sarà meglio che mi trasformi. e non sarei capace di tramare azioni oscure. Svolazzava attraverso i tre mercati e le sei strade. alla fine si spazientì. Ma non avrebbe combinato che guai." "Per noi sono parole indispensabili. per servirvi. Ci chiederanno che mestiere facciamo. Il locandiere venne a raccomandare ai viaggiatori di vigilare sulle loro cose: "Vi prego di badare ad abiti e bagagli. con una luna così bella. quanto a me. Al primo piano si trovarono in una camera con tavolo e seggiole confortevoli." "Siete giovani per questo mestiere. si toglievano i turbanti. La moglie portò i figli. Facciamo parte di un gruppo di dieci persone. dalle ali profumate. si spogliò e si mise a letto. balzò dal letto e cercò di infilarsi i pantaloni. L'irrequieto Scimmiotto. tutti della razza di quello che abbiamo portato con noi. a volte le spegne. senza far loro mancare né fieno né acqua. chiuse porte e finestre.

"Dov'è il nostro cavallo?" chiese Scimmiotto. ma fecero ugualmente un ritorno trionfale. State tranquilla che il prezzo resterà quello della prima classe. ci riconoscerebbe subito dalle nostre teste rasate e strillerebbe che siamo monaci. con questo venticello del sud." "Mamma. Scegliete il vino. lessate carne sotto sale per accompagnare il riso. "Hanno paura delle correnti d'aria. Non possiamo dormire qui. e batté il piede sul pavimento." "E come?" "Ricordi quel cassone gigantesco che aveva costruito il povero babbo? Sarà largo almeno quattro piedi. finirono per addormentarsi. Tripitaka e Sabbioso si svegliarono anche loro ed esclamarono spaventati: "Qualcuno ci sta portando via!" "Zitti! non fate rumore" intimò il Novizio." "Non è una cosa prudente. la pagoda di zucchero era già pronta. signor Scimmiotti" rispose lei correndo su per le scale." Mentre la vedova faceva intiepidire il vino. facendolo brontolare: "Smettila. Sentirono venire da chissà dove gli sproloqui smorzati del Novizio. e li ho trattenuti a dormire per la notte. che canteranno per voi mentre mangiate e vi terranno compagnia a letto. che dal piano di sopra la sentiva strillare. quando si è mangiato abbastanza. anzi. che venivano espressamente per svaligiare il mercante di cavalli. Erano ammucchiati l'uno sull'altro. una pagoda di zucchero. chiamò la signora Zhao: "Adesso chiudete il coperchio e serrate il lucchetto. Domattina di buon'ora veniteci a dare la sveglia. Perché hai quell'aria afflitta?" "Mentre stavo per chiudere bottega mi sono capitati quattro mercanti di cavalli." "Tanto non ti scappano. germogli di bambù di Min. "Né una cosa. gli possiamo procurare tutto il buio che vogliono. al tempo! Non ammazzate bestie. "Agli ordini. la donna corse dabbasso a cambiare le disposizioni: "Fermi tutti. e provarono ad agitarli per farsi vento. erano in combutta con una banda di briganti. Anche alla luce delle torce il comandante poteva apprezzare la bellezza dell'animale: . che parlava di somme favolose." "È ancora più conveniente. mezzo tael non basterebbe per pagare le ragazze. Dopo la mezzanotte sarà il giorno xinyou. smettila di scuotere!" "Chi si muove?" reagì il Novizio. poi per levarsi tutti i panni." I quattro pellegrini mangiarono e bevvero. e sarà il momento giusto per far venire le ragazze." "Dite. Ai briganti non interessavano le cose dell'albergo." "È per un voto perpetuo o mensile?" domandò la vedova stupita. Perché voi." "Ma cosa dici. si può cercare un po' di paglia e un angolo dove stenderla per dormire. lungo sette e alto tre. che girava per casa con un bimbo in collo. goffi e sbadati." approvò la vedova. a costo di rimetterci il prezzo del pasto che hanno consumato. Perciò ciascuno dei nostri sacchi contiene quattromila once d'argento. e poi navighi su nove banchi in un giorno solo. mancava l'aria e per giunta non erano abituati a portare i turbanti. lessate il riso e mettete in infusione il tè aromatico. tavoli riservati e belle ragazze. E mandò a dire ai suoi: "Ritirate i palanchini. "Al vecchio Tang non piace" rispose Scimmiotto. Se ce le servono. di quello buono. "Dove dormiremo?" bisbigliò Tripitaka nell'orecchio di Scimmiotto. Verificate bene: se ci sono fessure." "Mica male" commentò ridendo Scimmiotto. e i tuoi conti torneranno. Il pasto fu servito in camera. fratello." "Che bellezza!" concluse Porcellino." "Sono previsti i servizi di classe superiore. E la terza classe?" "Mi sento imbarazzata a parlarne a nobili ospiti. Abbattete un maiale e un montone. accorsero il servizio di vigilanza del quartiere orientale e il comandante in capo della guarnigione urbana. accanto era legato un cavallo." "Quante precauzioni!" commentò la vedova. quello che non si consuma stasera. La vedova e sua figlia. Ora ci sono pochi clienti perché è la stagione calda. Costa mezzo tael a testa. che avranno urtato nel soffitto con le stanghe dei palanchini. Gli scossoni svegliarono Porcellino: "Dormi. "Che cosa succede?" chiese Scimmiotto. e del resto la luce disturba anche me. attaccarono le guardie di servizio alla porta est e forzarono le serrature. Invece prendete orecchiette. e senza correnti d'aria. Speravo di guadagnar bene. vede subito che in un baule di quella stazza si custodiscono solo grandi ricchezze. ma se volete. Due decimi di tael a testa. signor Scimmiotti." "Ma è gente malaticcia" rispose la vedova. non osando far fronte a truppe regolari. non chiuderemo occhio. sono i miei contadini. Le bestie ammazzatele domani. I quattro poveretti dentro la cassa correvano il rischio di soffocare. e poi i nostri fratelli non sono qui. La figlia. sono costretti a dormire all'aperto con i cavalli. oggi facciamo digiuno." "Sentiamo se a loro sta bene. E noi che cosa faremmo?" "Giusto" ammise Scimmiotto. vino tiepido. "Portatelo qui con la mangiatoia. piegati sotto il peso. con il coperchio solidamente serrato. l'albergo fu invaso da una ventina di briganti con le torce in mano. sono disposto a dormire anche sul carbone destinato al forno." Tripitaka. Dal momento che a quest'ora non ho altro personale sotto mano. Prendiamo il cavallo e portiamoci la cassa in aperta campagna. turatele con la carta. mangia il suo fieno" rispose un garzone. Alcuni servi della locanda. La prima classe comprende un festino con cinque piatti e cinque tipi di frutta. "Dalle nostre parti. Sono venuti in città a portare il riso dalla mia modesta tenuta. Va bene la prima classe. In breve. Dove glielo trovo il buio perfetto? Da noi è trasparente persino il tetto. lo dice anche il proverbio: ti incagli nove giorni su un banco di sabbia. E tutti se ne andarono a dormire." Ma i briganti non avevano nessuna intenzione di viaggiare verso l'Ovest. Osserviamo il digiuno del giorno genshen.di rose." Porcellino non rispondeva e russava. "I nostri guadagni ci consentono qualcosa di meglio. come potremmo toccarle. ci risparmieremo la fatica di camminare. Non è il sistema più pratico?" E infatti. ma d'autunno ne avremo tanti che non sapremo dove metterli." La donna. Domani saremo tutti insieme in allegria. Come dicevamo. Infine in un angolo buio trovarono il cassone. e legatelo accanto alla cassa. Volete provarla?" "È proprio quello che ci vuole" rispose Scimmiotto. "Gente che se intende come noi. Tang il vecchio riesce a dormire solo nel buio più nero. La vedova risalì: "Che altro vi occorre? Sempre al vostro servizio. Porcellino ci si lasciò cadere per primo senza tanti complimenti. "Niente. si rivolse inquieto a Scimmiotto: "Come facciamo? Quella donna fa ammazzare tutte le bestie del cortile. Tirate il collo a oche e polli. non sono previste ragazze. avremmo un incasso superiore al capitale. riescono a prender sonno solo nel buio perfetto. Il riso sta nella marmitta." "Seconda classe: tavola comune. si udì dabbasso un baccano di tavole che si urtavano. Porcelli ha i reumatismi e non sopporta l'umidità. invece." Quando furono entrati tutti e quattro. si finirà domani. ma al momento di mettersi a tavola hanno voluto solo cibo vegetariano. per questa sera vogliamo una cena di magro. "ma noi ne berremo volentieri un bicchiere. che non poteva prender sonno e si sentiva d'umore attaccabrighe. Finirono per toglierli. e se la svignarono per avvertire i loro amici. Costa pochi soldi. Dobbiamo pur scegliere con cognizione di causa. il nostro umile esercizio è un guscio di lumaca privo di angoli bui. salvo Scimmiotto. "Signora Zhao. praticate tre tariffe diverse ai vostri ospiti mercanti? Spiegateci quali sono le differenze. ci abbandoneremo al sonno e le nostre vesti si scompiglieranno. attraversarono il quartiere orientale della città. che sta per finire. Arcieri a cavallo partirono all'inseguimento e i briganti. mangeremo di magro. Sarà meglio pregarli di cercarsi un altro albergo." Ancor più contenta. sollevarono a fatica il grande oggetto e se lo portarono via. Ci si può accontentare. "Per questa sera non preparate carne. in quel caldo soffocante. e non mi serve altro. e il digiuno cesserà. Se lasciate le finestre spalancate. ditegli pure di ritornare a letto. dormirete saporitamente. Pizzicò Porcellino a una gamba. tutta contenta corse in cucina: "Servite del tè. li ho fatti alzare per mandarli a prendere le signorine. Comunque. con stanghe e funi. Sabbioso vi depose prima i bagagli. Non era facile stanarlo: non si trovava nelle camere degli ospiti. il migliore. "Lasciate che ci portino. tremanti di paura." "Buono a sapersi. Per divertirsi si può. "Qui dove ci troviamo. media e inferiore. ma solo il denaro di quel ricco cliente. giocare alla morra. Stanchi come siamo. Mentre il maestro e Scimmiotto osservavano l'interno a lume di lucerna. venite su un momento" gridò pestando un piede sul pavimento. camera compresa. Il vino e la carne glieli servirai domani. noi che abbiamo fatto voto perpetuo di mangiare di magro?" "Mi viene un'idea" rispose Scimmiotto. si barricarono in camera loro e li lasciarono fare. Portate riso bianco e farina bianca per le focacce. fratellino!" lo contraddisse Scimmiotto. mollarono la cassa." "In terza classe non è previsto servizio." Ma lui continuava a stuzzicare e diceva: "Abbiamo un capitale di cinquemila tael e abbiamo venduto cavalli per tremila. abbiamo una grande cassa che non lascia passare né aria né luce. alla seconda veglia. Fu dato l'allarme. Le truppe non riuscirono a catturare nessuno. non servono più. e non mancate di tenervi dacconto. formaggio di soia e glutine di grano. abbandonarono il cavallo bianco e si sparpagliarono in fuga nei campi. per esempio. Se qualcuno dovesse entrare nel frattempo." Gli esperti cuochi prepararono tutto in un baleno. il turbante ci cadrà dalla testa. Mettete al fuoco verdure del giardino per la zuppa di vermicelli e cuocete timballi di pasta al vapore. "Se la marmitta è grande abbastanza per saziare la fame." "Che brave persone! Usate molti riguardi fra voi." "Anzi. ritornò dabbasso e si appoggiò pensierosa alla cassa dei conti. dite. ti credi spiritoso? Lasciami dormire. "Devo servire vino analcolico?" chiese la locandiera. a Sabbiosi ritornerà il suo vecchio dolore alla spalla. che hanno ordinato il trattamento di prima classe. con cassa e cavallo a guisa di trofei. osservò: "Mamma." "Dove possiamo metterci a dormire?" "Questa non è forse una bella stanza? Non ci sono né mosche né zanzare." "Signor Scimmiotti. non era sceso nella corte. né l'altra. dove potremo forzarla con comodo. "L'abbiamo messo nella stalla. frutta fresca." La vecchia rispose: "Fatemi pensare". Ci potrebbero dormire sette od otto persone: chiudili là dentro. Se vendessimo i cavalli che restano per altri tremila tael. poi la tavola fu sparecchiata e la servitù si ritirò. e poi aiutò il maestro a entrarvi. che si aggiravano per casa a portare acqua o attizzare il fuoco. Dunque i lavoranti della tenuta portarono la cassa e aprirono il coperchio.

" "Non fate baccano" esortava il Novizio. E della tosatura si chiedono il perché. In che cosa consisterebbe. che darà vista ai ciechi Redimendo il sovrano. di uomini e donne. Tutti si inginocchiavano davanti a lui mostrando una distesa di teste pelate: "Signore e padrone." E fece conoscere la sua volontà: "Non dir motto a nessuno della perdita dei capelli." "Non oseremo mai più prendercela con i bonzi!" esclamavano tutti con le lacrime agli occhi. UN PETALO PER VOLTA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO SI INGELOSISCE DI MADRE DEL LEGNO. se non c'è nessuno. pronunciando l'incantesimo che inizia con la sillaba Om. le dame del palazzo. e balzò su una nuvola per recarsi al palazzo reale." Ma i mandarini di ogni livello e residenza. maestro che venite da tanto lontano?" "Il vostro umile servitore aveva saputo del voto fatto da vostra maestà di sopprimere bonzi. Quindi si trasformò in formica e scivolò fuori. gli eunuchi grandi e piccoli. Domani. dal primo dei ministeri all'ultimo degli yamen. come vedete ci troviamo tutti trasformati in monaci. forse saremmo riusciti a difenderci. per rientrare in città alla testa delle sue truppe montato su quella meraviglia. La cassa venne portata a casa sua. unicorno di giada che rallegra il cuore a vederlo." La cassa arrivò a corte. Non mi parlate degli otto destrieri e corsieri: questo eclisserebbe persino il grande Sushuang. ma dobbiamo constatare che la cosa ha coinvolto tutti senza distinzione. al Monastero del Colpo di Tuono. Quando alle prime luci le signore del palazzo si levarono dal letto e si posero davanti allo specchio per pettinarsi. Ma dopo tutte queste avventure e scrolloni. scoprirono che durante la notte i loro capelli erano scomparsi. saltò fuori per primo seminando il panico. Se ci avessero arrestato in condizioni normali. era accaduta la stessa cosa. all'udienza mattutina. Cercò un posto tranquillo per riprendere il suo normale aspetto. Sfortunatamente dei ladri ci hanno portato in . Se sentono rumore e aprono subito la cassa. e da quelle dei civili il commissario del quartiere orientale. nel gineceo. nitrendo alla luna e mimetizzandosi nella neve. effettuato in conformità dei vostri sacri ordini. convocò il tudi locale e lo incaricò di darsi da fare. Da parte sua. Il comandante scese dal proprio cavallo. commentare e redigere rapporti d'ufficio sugli avvenimenti. e con pochi giri aprì un forellino in un angolo della cassa. Dalla cassa forata intorno si diffonde Una buona novella. la licenza di cui vi scusate?" "Ah. siamo pronti per finire sotto il coltello del boia senza altra indagine. Il reverendo intanto se la prendeva con Scimmiotto: "Scimmia zuccona! Vuoi farmi morire. terrorizzato. so io che cosa dire a quel sovrano dalle idee confuse: vedrete che non vi sarà torto un capello. Per ordine del re fu aperto il coperchio e Porcellino. che accompagnava il monaco cinese tenendolo per mano. incontro alle nuvole azzurre. giovani e vecchi. Le sfuggì uno strillo che fece svegliare il re. Vi preghiamo di decretare quale uso deve esserne fatto. Prima dell'alba l'operazione fu conclusa. udendo gli ordini e il trambusto si spaventò: "Discepoli miei." "Portateli qui" rispose il re. Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli dal braccio destro e li trasformò in uno sciame di insetti del sonno. dentro la cassa. quando intendeva presentarsi a rapporto dal sovrano e sollecitare le debite istruzioni. è vero! Che cosa hanno fatto alla nostra reale testa?" Ed ecco giungere a frotte le concubine delle sei corti. che non ne poteva più. il quale spalancò tanto d'occhi a vedersi davanti quella testa pelata. come spiegheremo al re la nostra presenza qui dentro?" "Parlate piano!" rispose ridendo il Novizio. Quando il re si rese conto che i quattro pellegrini erano bonzi." Dalle file dei militari uscì il comandante in capo della guarnigione. abbiamo sequestrato una cassa e un cavallo bianco. le cose non le andarono meglio. Sa galoppare più veloce del vento per diecimila leghe. arrotoliamo le cortine e togliamo la seduta. avevano lo stesso problema. Si prosternarono davanti ai gradini di giada e riferirono: "Durante il servizio di pattuglia. Solo le ossa si potrebbero vendere per mille pezzi d'oro." "Come mai vi siete chiuso dentro quella cassa con i vostri discepoli. Infine manipolò la sbarra cerchiata d'oro e la trasformò in una quantità innumerevole di rasoi da tonsura. per andare a svegliare la coppia reale." Scimmiotto attese che trascorresse la terza veglia. per paura che qualcuno scoprisse inavvertitamente le nostre teste rasate. a cercare le scritture e rendere omaggio al Buddha nel Paradiso dell'Ovest. ricuperò le sue cose e. altrimenti i mandarini civili e militari potrebbero muovere critiche alla politica del governo. passeremo il resto del tempo appesi a una trave. che cosa vi è successo?" "E a voi. trasformatosi di nuovo in formica. si scoprirono con orrore teste lisce come palle da biliardo. coda di pendenti di giada. cadde per terra. qui dentro è il meno peggio: si può anche schiacciare un pisolino. CAPITOLO 85 FIOR DI SUSINO. giusto per completare il numero di diecimila bonzi morti ammazzati. i ministeri eccetera a radere a specchio tutte le zucche. Che comprende ogni causa e pratica ogni astuzia? Un solo fondamento possiedono i tre Veicoli. Quando si alzò dal letto la regina dei tre palazzi. "Sarei contento se ne uscissimo vivi. in modo da restare immerso in un sonno tanto profondo che non gli consentisse nemmeno di rigirarsi nel letto. mio sovrano?" Il re si tastò il capo e ci rimase di sale: "Accidenti. mia cara. nei cinque stabilimenti militari e nei sei ministeri. La misura successiva fu di strapparsi un altro ciuffo di peli dal braccio sinistro e di trasformarlo in un esercito di minuscoli Scimmiottini. Se invece sapete portare pazienza. debitamente sigillata da un nastro con la sua firma e guardata dai suoi uomini. reverendi?" "Siamo inviati da sua maestà dei grandi Tang. Afferrò una lanterna e corse al giaciglio del drago: anche lì sembrava che dormisse un monaco. Agli eunuchi. i mandarini civili e militari che si presentavano a rapporto si scusavano dell'imperdonabile licenza. ritornò donde era venuto." I rapporti si ammucchiavano davanti al re. Scimmiotto congedò la divinità locale. È un vero drago dei mari. ascoltate il prossimo capitolo. vedrete che ci renderanno gli onori dovuti ai maestri della legge. Il quale risalì sul trono e ordinò: "Coloro che hanno istanze da presentare si facciano avanti. Tripitaka. doveva diffondere gli animaletti dovunque nel palazzo. sa arrampicarsi sulla montagna." Il re rifletté su quanto accadeva e finì per spuntargli una lacrima: "Magari è un castigo per l'uccisione di tutti quei bonzi. e infine Sabbioso coi bagagli. Porcellino vide il comandante in capo che reggeva la briglia del cavallo bianco e marciò su di lui sbraitando: "Dammi quel cavallo! È roba nostra!" Il povero ufficiale. che si alzò dal giaciglio del drago e dichiarò: "Neppure noi comprendiamo che cosa sia accaduto. compreso il re. ci siamo camuffati da laici e abbiamo chiesto ospitalità in un albergo di questa preziosa città. Ma dite a Porcellino di non far gazzarra per questioni di precedenza. fu portata oltre la Torre delle Cinque Fenici e venne deposta ai piedi del trono. I due ufficiali si ritirarono per recarsi allo yamen dov'erano depositate le spoglie e organizzare il trasporto. trasformò uno dei propri peli in trapano a tripla punta. Quando si alzarono per recarsi a corte. inghiottendo le lacrime. "Ho sistemato tutto: quando apriranno la cassa. si alzò dal trono e ordinò che le regine. Quanto al bottino conquistato dal comandante della guarnigione e al destino che aspettava i prigionieri della misteriosa e gigantesca cassa. Non si sentiva parlare d'altro: Ai tre schiocchi di frusta(8) si rivolgono al re. Poi. Recarsi tutti alla sala di udienza. le concubine e i cortigiani rendessero loro omaggio. Le dame dovettero comunque disporsi in corteo. se in fin dei conti non sapete che cosa ne fu. Con l'aiuto dei suoi assistenti. "Ci sembrate irreprensibili come sempre. ve lo garantisco io. E IL PRINCIPE DEI DIAVOLI TRAMA INGANNI PER INGOIARE MEDITAZIONE. Come potrai distruggere questa Legge infinita. Anche lui finalmente potrà godere il Vuoto. e si levò a sedere chiedendo: "Santo cielo. Poi comparve Scimmiotto. In quel momento il re dormiva ancora della grossa. "Qui fuori è pieno di gente. Per dormire ci siamo chiusi nella cassa. signore e padrone! Non si sa come. Fu un gran correre. ciò in attesa dell'alba. durante la notte tutti quanti abbiamo perduto i nostri capelli. gli yamen. chiese: "Quali affari vi hanno portato qui. dal più umile al più eminente. Ogni funzionario di ogni grado doveva avere il suo insetto a pungerlo. nel paese dell'Est. quando apriranno la cassa. le nostre umili persone non hanno osato disporne. cari ministri. A questo punto ogni Scimmiottino prese un rasoietto e andò in giro per il palazzo. All'udienza del mattino. Perciò non osavamo farci riconoscere. negli yamen e nelle residenze grandi e piccole." "Figúrati se penso a queste cose!" esclamò l'interessato.Criniera di fili d'argento. Senza morte né nascita.

Voialtri due restate qui di guardia. Brandelli di nuvole lambiscono le rupi della vetta. Questo garantirà mare calmo. verso la cima si levano rade canne di bambù. il reverendo si sentiva lo spirito riconfortato e rasserenato." "Quale inno?" "Monte degli Avvoltoi non cercarlo lontano. "Che ne dici. Ora che ci è concesso di contemplare il volto di drago di vostra maestà. in numero di diecimila per far cifra tonda. tutti ci siamo ritrovati con la testa rasata." "Non dirlo! La vetta è minacciosa. "Noialtri siamo monaci osservanti. La foresta che riveste i fianchi è ricca di migliaia di alti pini. Sovrano e sudditi. e nonostante la distanza si vedono i vapori nocivi e le nebbie minacciose che ne emanano. fratello. sta diradando. il merito sarà suo. è la distruzione che non va. "Non aveva torto il maestro" pensò Scimmiotto ridendo fra sé. fratello" chiese Sabbioso. regine e concubine. Ma questa notte siamo stati convertiti in modo inatteso: anche noi ci siamo visti ridotti a monaci e monache. non siete sulla Grande Via e il Monastero del Colpo di Tuono non fa per voi. Tu puoi credere Che l'universo ripiombi nel caos. La parete a strapiombo domina grandi cumuli di rocce dalle forme bizzarre. Il reverendo tirò le redini: "Discepoli. coperto di macchie. con le loro migliaia di sutra. che cosa hai scoperto su questa nebbia?" "Come vedete scompare. sede di una corte celeste." Porcellino. Consapevole del Vuoto? Avevi mai visto alzarsi una nebbia come questa. Quel suo masticare e soffiare nebbia e vento rivela intenti aggressivi ben determinati. Ora vorremmo diventare vostri discepoli: speriamo che non ci negherete l'appoggio della vostra eminente saggezza." Porcellino scoppiò a ridere: "Senti. che il tuo stratagemma è stato proprio ingegnoso: ne avrai grande merito." Per . che ne diresti?" "Non sta bene. Dissimula a malapena artigli più taglienti di lame di giada. come le nuvole possono emanare dalle montagne. Si odono i fischi acuti del gibbone in cerca di frutta. ai turbamenti e ai disagi del pensiero. Lo spirito nettato da ogni turbamento risplende nel vuoto. una quarantina di mostriciattoli si dedicava alla stessa pratica magica.aperta campagna." Ascoltando Scimmiotto. Se non ce la fa e viene fatto prigioniero. Ma dal momento che è anche un ghiottone. non è altro che coltivare il cuore e lo spirito. venti e piogge ai momenti giusti." "Hai voglia di mangiare?" "Mi era appunto venuto un po' di appetito. videro un monte superbo." Il re li ringraziò e li fece accompagnare sulla strada dell'Ovest con la carrozza reale. ma il comandante in capo ci ha ricuperato e portato qui. che chiese: "Consapevole del Vuoto." "Io. Accanto a lui. La nebbia veniva dalle loro cucine ed è buon segno. "C'è un vento per ogni stagione" commentò Scimmiotto. Ecco il suo aspetto: Corpo imponente e poderoso." "Di che cosa si tratta?" "A poca distanza da qui c'è un villaggio di brava gente. come una piattola. screziato di colori. lo stuzzicherò con argomenti gastronomici. Ciascuno può trovare dentro di sé lo stupa Dove può coltivare la vera perfezione. di solito l'azzecco. ogni presenza È inghiottita nel nulla. Se è capace di vincerlo. ecco un'altra montagna: com'è dirupata! Stiamo attenti!" "State tranquillo" disse ridendo Scimmiotto. Liane e rampicanti ricoprono i tronchi. gli chiese in privato: "Fratello. Il voto di uccidere bonzi. Tace di colpo il canto degli uccelli. Se restate in preda alla paura. basta avere abbastanza da bere. Non puoi pensare a te stesso lasciandoti indietro il maestro. "Ecco il vento!" gridò Tripitaka con voce spaurita. finché giunsero in vista di un'alta montagna. perché il Monastero del Colpo di Tuono sia davanti ai nostri occhi. starò zitto. "mi sto ancora chiedendo dove hai potuto trovare tutti i barbieri che occorrevano per radere a zero tante zucche in un tempo così corto." "Maestro. per farci accettare acconsentiremo a offrire tutte le ricchezze del regno." "Ma se tu non glielo dici." "Reverendo. Vediamo come te la cavi. Alzando gli occhi." Ma di colpo subentrò una nebbia poco comune: Oscura il cielo come una tovaglia E ricopre di tenebre la terra. In breve giunsero ai piedi del monte. Rotondi occhi d'acciaio che spaventano fiere e uccelli. Intervenne Scimmiotto: "Nel vostro attuale nome. Quei versi significano che il senso delle scritture. Cervi e daini caracollano tra i fiori." "Che bisogno c'è che venga dal cielo? Il vento può benissimo venire dalla terra. Ora potrei schiacciare il mostro di sorpresa." "Lo conosco benissimo. Il canto di uccelli invisibili è portato dal vento." "Allora avrete dimenticato i versi dell'inno. ma questa volta mi ero sbagliato. "In primavera lo zefiro. e li fece tanto ridere che si dovettero fermare sul ciglio della strada dell'Occidente per tenersi la pancia. Denti da stritolare diamanti. Sono pieno di brividi e paralizzato dall'angoscia." "Non avrete per caso dimenticato il sutra del Cuore del maestro di meditazione del Nido dei Corvi?" "Lo ricordo benissimo. Scacciate i dubbi e seguitemi. Bastano volontà e sincerità senza macchia. senti! Se volete iscrivervi anche voi. mettono troppo sale. siamo noi che non vi abbiamo accolto adeguatamente: voi siete un monaco eminente di un paese superiore. le orchidee profumate sono sparse nell'erba di diaspro in riva all'acqua. Speriamo che vostra maestà ci vorrà perdonare e lasciar liberi: la nostra riconoscenza sarà più profonda del mare. Scompare il sole senza lasciar traccia. Vediamo come reagisce. l'ombra gettata dagli alberi è fredda. Se io andassi avanti in avanscoperta a rosicchiare qualcosa. lo hai fatto un assaggio?" "Giusto un boccone. Si vedono correre volpi e scorrazzare zibetti." "Si capisce. mentre io mi guardo intorno per saperne di più. Consapevole del Vuoto. insieme al gorgoglio d'acque dei ruscelli. il riferimento alla legge va benissimo." "È vero. a destra e a sinistra. Ripresero il cammino in questa gioiosa disposizione di spirito. il reverendo dichiarò tutto allegro: "Devo dire. belve esplorano senza requie il terreno a caccia di preda. per lui non sarà la stessa cosa?" "Va bene. prego." "Non parliamo di soldi" intervenne Scimmiotto. Supponevo che ci fosse sotto qualche mostro. Ma una piccola negligenza può richiedere mille anni per rimediarla. Mentre riprendevano il cammino. dovrete pagare la matricola. S'alza un velo di polvere: scompaiono Gli alberi più vicini. che sta cuocendo a vapore grandi quantità di riso e pani di farina bianca per offrirli ai monaci. "Andrà tutto bene. vi basta molto meno: è sufficiente che mettiate il visto ai nostri passaporti e ci facciate accompagnare fuori città. che prese tutto per oro colato. pace in ogni direzione. e scoprì che in effetti a qualche distanza c'era un mostro seduto su una rupe. Perché vi preoccupa questo vento in particolare?" "Si è alzato troppo all'improvviso per venire dal cielo. Per essere sicuro che il vostro regno resti perennemente integro e che voi godiate di felicità e longevità. andrò a liberarlo: la prova più impegnativa sarà tanto più onorevole per me. ma non è così." Il re ordinò che la corte dei banchetti organizzasse adeguati festeggiamenti per il ritorno del regno in seno all'Unico. d'estate il vento caldo umido. Il viaggiatore osserva inquieto il cammino: è mai possibile che a ogni curva il sentiero diventi più ripido? Sulla comitiva che avanzava soffiò all'improvviso un colpo di vento. i pelacci pungenti della barba d'argento intimidiscono diavoli e dèi. "Smontate da cavallo. per riprendere il nostro viaggio. Dovreste sostituirla con il rispetto: Paese del Rispetto della Legge. ancor prima che cessasse il vento?" "Non affrettiamo le conclusioni" rispose Scimmiotto. Ricorda il detto dei libri antichi: vivo il padre. La sua ferocia si manifesta anche in tremendi ruggiti. Uccelli prendono improvvisamente il volo battendo le ali." "Non c'è niente di male se il cibo è salato. il cuore conserva la purezza delle cose. non era capace di sbarazzarsi dei suoi avversari con mezzi sleali. "Ritornerò alla base e darò un'opportunità e un segno di considerazione a Porcellino: gli proporrò di affrontare il mostro per primo. ma dove andrebbe a finire il mio buon nome?" Scimmiotto era un soldato coraggioso. Ululati di richiamo di lupi grigi. il figlio non osi sottrargli nulla. è come rivedere il sole dopo che le nuvole si sono disperse. Quell'infingardo non avrà voglia di darsi da fare. Intanto il passaporto fu vistato e Tripitaka venne interpellato sull'opportunità di mutare il nome del paese." Il grande santo balzò in aria. scrutò intorno facendosi solecchio con la mano." "Maestro." Ritornò dunque da Tripitaka. lo avevamo formulato perché un monaco ci aveva calunniato. Perché il Buddha sereno risiede nel tuo cuore." Scimmiotto raccontò come aveva fatto. Per i miei gusti. vittorie per mille generazioni. scimmie e gibboni si divertono in società. ruggiti di tigri affamate che balzano sulla preda. d'autunno il vento dell'ovest e d'inverno la tramontana. fiume limpido. "Non c'era niente di naturale in queste condizioni meteorologiche.

arrivo!" La sua voce diede nuovo coraggio al bestione. vogliamo soltanto gente pia: ma la vogliamo per cucinarla al vapore. si chiedeva: "Che cosa succede a questo bonzo? Un momento fa stava per cedere e ora fa il diavolo scatenato. Un momento dopo li raggiunse il bestione. Veramente di sutra non ne sapeva. riprese la propria forma e brandì il rastrello. ma era solo un pretesto. ma Scimmiotto lo trattenne per dirgli: "Bada che quella gente non vuol saperne di fare l'elemosina ai monaci troppo brutti. che siamo corsi a informarvi. con la testa Che dei fumi dell'alcol era piena. "Fratello. E le misi la casa sottosopra. Fui scudisciato come si conviene Ed esiliato in questo basso mondo Per fare penitenza. "Quel monaco di cui sento lodare da tanto tempo la squisitezza della carne. Mi lasciai andare a una dichiarazione D'amore assai focosa a una gran dama. lasciò un altro sé stesso ottenuto dalla trasformazione di un pelo e balzò in cielo. L'orco non sapeva più come pararli. il metallo non sa generare terra. e fui vinto dalla sbarra Cerchiata d'oro. Vieni qua. se non si sbronza si sazierà. Per proteggere il maestro. I miei compiti Sono di cavallante e di facchino. il moccio gli colava dal naso e la schiuma gli sigillava la bocca. Ci ha pestati ben bene con un rastrello. e trovò che la bruttezza di Porcellino era davvero straordinaria: Il lungo grugno sembra un martello. tutto allegro. dobbiamo attraversare questa montagna organizzati come un convoglio militare. ed il mio nome Assunto in religione è Otto Divieti. di color scuro. mentre Sabbioso chiudeva la marcia portando i bagagli. l'Ammiraglio dei Canneti Celesti." "Hai capito male: noi non serviamo pranzi ai monaci. Porcellino. aveva teso con le sue milizie un'imboscata ai passanti lungo la strada. "Come mai oggi sei tanto scrupoloso e diligente? Va e torna presto. Sembra quel pestello un pitone che si rizza dalle acque del lago. I due eroi impegnano ogni loro talento e giocano il tutto per tutto. che apre la strada." L'orco venne avanti roteando un gran pestello di ferro. Alcuni mostriciattoli si avvicinarono rispettosamente e gli chiesero: "Di solito vostra maestà è allegro. Gli occhi rotondi lanciano lampi. altro che paesani!" Tirato da tutte le parti il bestione si spazientì. bonzo?" "L'invito a pranzo." Il bestione. non ne uscirai. "Eri andato a raccogliere erba. e i guardiani ti hanno battuto perché tagliavi l'erba?" Il bestione lasciò cadere il rastrello e si batté il petto: "Maestro. "È come il brigante che vuol coinvolgere tutti i compagni di galera. grida e ruggiti da commuovere le viscere della terra. Divenni Porcellino." "Di che cosa ti vergogni?" "Il condiscepolo anziano mi ha imbrogliato. non teme i diavoli. Non dir niente. che si difendeva furiosamente con il rastrello. ma di fatto Divenni mostro e mi trovai una moglie. Mentre lo guardi. È meglio sfogarsi a parole. hai sbagliato strada." "Come si è trasformato?" "Non sembra nemmeno un uomo: ha un grugno da porcello. I colpi dell'uno sembrano trombe d'aria. Se il condiscepolo non mi avesse dato una voce. orecchie larghe e certe setole rade sul collo. ma si trovava in crescenti difficoltà. oltre all'elemosina per noi? Poiché la nebbia si è dispersa. Consapevole del Vuoto: ci sono o no mostri. Prima ammiraglio dal piede di ferro. e rispose con una pioggia di colpi. che non stimava troppo quel mostro. e batté in ritirata con i suoi mostriciattoli. se tieni alla vita. rispose: "Certo che marcerò in testa. attento ai fatti tuoi! Sta arrivando un tizio delle mie parti a darmi una mano. Se ritorna perché è riuscito a sconfiggere l'orco che tende agguati lungo la strada. Intanto a Scimmiotto. Ma un giorno. che borbottava la sua preghiera scandendola con i colpi sul pesce di legno. Vi ho detto che andavo a cogliere erba. ricuperati vento e nebbia. Porcellino!" gridò il reverendo.soddisfare la gola." "Vuoi dire che mi devo trasformare?" "Proprio così. non me lo chiedete. che gridava ai suoi mostriciattoli di accerchiare il nemico. "Di che ridi?" chiese Sabbioso. S'inchinò e disse ridendo: "C'è sì una banda di mostriciattoli. Pelle rugosa. Con gran sacrificio Dovetti farmi monaco. In guardia!" "Bestiaccia che sei! Vedo che in vita tua hai fatto il tintore. Ho saputo che preparavate cibo per i monaci. lo spingevano e lo tiravano tutti insieme." "Se il bestione fa l'eroe." Per non far vedere al reverendo che si allontanava. non vi fate imbrogliare anche voi. Ora che ti sei gettato da solo nella bocca del lupo. Scimmiotto non intervenne e ritornò invece al punto di partenza." "Insomma. e si accontentava di ripetere le parole dei primi tre caratteri che gli avevano insegnato alla scuola elementare: "grand'uomo superiore"(9). E son quei denti candidi chiodi. L'orco. semmai ce li serviamo a pranzo. "sembra che tu non sappia più riconoscere il tuo antenato. mettendo in fuga i suoi aggressori. compiaciuto della propria astuzia. Devi riconoscere che ti lascio sempre le incombenze più prestigiose. vengo a vedere. ci vuole bella presenza. Se invece lo acchiappano." "Va bene" rispose il monaco lietamente stupito." E giù colpi in testa. Invece mi son visto circondare da una quantità di mostri e ho dovuto sostenere un duro combattimento. corse a sellare il cavallo e invitò il maestro a montare. vecchio peccatore. grande re!" corsero ad annunciare. guai a me! Mi chiedo quanti 'sporco equipuzio!' mi toccheranno. di bassa statura. non credo che ce l'avrei fatta. Urla e tuoni da far tremare il monte. che raddoppiò l'impegno. che si era seduto a qualche distanza dal maestro. Avevo giusto in mente di catturarlo. se non muore si ferirà. sulla strada che dobbiamo percorrere?" Scimmiotto non poteva reggere oltre lo scherzo. da bravi immortali di montagna che hanno conseguito il Tao. Ci ha tanto spaventato. vuol dire che non andrà lontano" sogghignò Scimmiotto. guerriero in guerra. Gridò rauco: "Maestro!" "Santo cielo. Ha raccontato di un villaggio dove si cucinavano pranzi per monaci. e il rastrello è come un drago in agguato nel giuncheto." "È vero: Consapevole del Vuoto è sempre rimasto con me. mi fate morire di vergogna. L'orco." "Perché il tintore?" "Altrimenti dove ti saresti procurato quel pestello per battere i panni?" La creatura non era d'umore conversevole. Lasciamo Porcellino al suo scontro con l'orco. dove il reverendo non si era accorto di niente. l'altro ricorda l'acquazzone torrenziale. Consapevole della Purezza. che è partito di corsa in cerca del ristorante per monaci. Scimmiotto non seppe trattenersi e gridò: "Tieni duro. "Non spingete!" gridava Porcellino. che conosceva anche lui le sue trentasei trasformazioni." Porcellino si spaventò e pensò ogni male di Scimmiotto: "Quel vigliacco equipuzio mi ha raccontato che i paesani offrivano riso ai monaci: questi sono mostri. lo afferravano per la cintura. ripartirono quindi sulle orme di Porcellino. Sulla montagna s'ingaggiò un bel duello: Pestello di ferro contro rastrello a nove denti. Io non mi sono mosso da qui. perché oggi invece è tanto . non sai se in veglia Oppur nel sonno ti appare l'incubo. resta qui mentre verifico come vanno le cose. sfuggì una risatina sarcastica. che prometteva di diventare un buono stufato. ma non oseranno certo prendersela con noi. ritornato sconfitto al suo rifugio. altrimenti ti tocca affrontarlo. tanto meglio." "Questo bestione racconta frottole" intervenne Scimmiotto ridendo." "Mio caro" sogghignò Porcellino. Mi capitò un incontro disgraziato Con Scimmiotto." "Com'è fatto un convoglio militare?" "Tu sei il capo in testa. Un terribile orco senza nome sbarra la via fra le montagne. Quando la natura è sulla giusta via. che non riusciva più a controllarlo. Porcellino non era privo d'astuzie. Avrà usato i suoi trucchi per farsi sostituire." Scimmiotto. che rischiar troppo nei fatti. L'orco dovette farsi coraggio per chiedere: "Da dove vieni? Come ti chiami? Parla. Se pensavi di essere tu a mangiare. Se il nemico non si presenta. Per alta che sia la montagna. restate qui seduto per un momento. Le lunghe orecchie muovono l'aria Come ventagli. È vero che. "Mi stai dicendo che sei un discepolo del monaco cinese" esclamò l'orco. L'orco. Quella che impugna è un'arma insolita: Sembra un rastrello da giardiniere. mentre io raccolgo erba tenera. si era seduto su una roccia e rimuginava in silenzio. recitò un incantesimo e si trasformò in un monaco magrolino. Comandai ottantamila marinai E vivevo felice in un palazzo Di cristallo. che cosa ha potuto succederti perché ritorni in questo stato? Forse il prato era recinto. sostiene oggi la natura in sé. Arida e spessa. e tutto l'onore è tuo." "Non abbiate paura. dovessi lasciarci la pelle." "Quale invito." Porcellino. e io ho pensato di approfittarne. corse via sogghignando fra sé. Lo sfortunato bestione ci incappò senza rendersene conto e si trovò accerchiato da mostriciattoli che gli tiravano la tonaca. e sono venuto a farmene offrire. Fece al maestro una riverenza e gli propose: "Non vi pare che sarebbe indiscreto portare in quel villaggio il cavallo affamato e chiedere anche foraggio per lui." Il bestione. Ti racconterò tutto: Nominato Ammiraglio dei Canneti Celesti dal supremo imperatore. sarà il caso che ti dia qualche ritocco. "Che disgrazia?" chiese l'orco. Dall'alto vide il bestione accerchiato. "Disgrazia. "Accontenterò tutti: accetterò l'invito di ciascuno di voi. "Rido di quello scemo di Porcellino. "È arrivato un bonzo di bell'aspetto. Visto che il pericolo era superato. Sembran le setole Punte di freccia. vittorioso ma conciato da far paura: era ansimante e spossato. Ma è capace di trasformarsi." Il bestione s'indignò: "Maestro." "Caro mio. vedrai quanto si vanterà. Porcellino. si vede che non conosci il proverbio: principe al festino.

Salvato dalle Acque è ricaduto Nella disgrazia nera che lo insegue." "Se tutti dicono che mangiarlo procura l'eterna giovinezza. il Novizio si caricò i bagagli in spalla. mi ha affidato la sacra missione di andare dal Buddha vivente a rendergli omaggio e a chiedergli i sutra autentici." "Chi era il vostro avversario?" "Un bonzo che si chiama Porcellino Otto Divieti. comparve il terzo mostro. portar legna e accendere il fuoco." Il mostro. Non sarà più difficile che prendere il pane dalla tavola. Roso dall'inquietudine. la cosa finisce lì." "Sarà prudente procedere." "Che bel piano!" gridò entusiasmato l'orco. identica armatura. Ma oggi è un giorno sfortunato: sono andato in bianco. Ma per me è diverso. non vi affliggete. "Ha immensi poteri ed è capace di molte trasformazioni. Non mi pare che la carne di questo monaco cinese sia a portata di mano. con la sua sbarra cerchiata d'oro: che disastro! Ci fece tutti a pezzi: come al gioco del domino. Chi l'assisterà nei suoi ultimi giorni. Se poi." "Ma quale sarà la reazione dei discepoli. Se volesse davvero vendicarsi." "Come sai tutte queste cose?" "Vedete: una volta abitavo sul Monte del Cammello Leone e servivo i grandi re del posto. Voi restate a cavallo mentre io lo catturo. le ventotto costellazioni. A un certo punto il monaco cinese si troverà solo. Ma uno si fece avanti per dichiarare: "Grande re. "Quell'orbo di Porcellino si è lasciato scappare l'orco. un petalo per volta. Ci penso io. ma il grande Scimmiotto è meno prevedibile. sei contrato. vide il monaco cinese rimasto tutto solo. Tripitaka sfortunato Sempre incontra altre sfortune. per fortuna. "Sono un boscaiolo della montagna." "Voi. renderò vane le intenzioni del mio sovrano." "Che cosa significa?" "Fate un'accurata selezione fra i vostri soldati: cento su mille. Avevo detto: niente. Tante fatiche ridotte a nulla. non sapete come trovò il maestro." "E Scimmiotto?" "Su di lui ci sarebbe tanto da raccontare." "Zitto. Io. fratello e fratellino brancolano proprio nel buio. Ho sentito molto parlare di questo monaco cinese. è l'occasione buona per catturarlo e farne uno stufato. Il tuo bellissimo piano è riuscito in pieno. Anche loro volevano mangiare il monaco cinese. per mano dell'orco maledetto che mi ha catturato. Non credete che lo digeriremo meglio?" "Ma certo" approvò l'orco sorridendo. Se leghiamo il monaco cinese nell'orto e lo lasciamo per due o tre giorni senza mangiare." "Voi chi siete?" chiese Tripitaka cercando di guardare l'interlocutore attraverso le lacrime che gli facevano velo. Sul più bello si udì nel bosco un sinistro scricchiolio. Vedremo come si mettono le cose. un po' più furbo degli altri. afferrò le redini e corse avanti. Come non spaventarsi davanti al racconto di un testimone oculare? I mostriciattoli intorno tremavano come foglie. Quando in un modo o nell'altro ci saremo sbarazzati dei discepoli." "Com'è questo Sabbioso?" "Più o meno.pensieroso?" "Ragazzi." "E allora che cosa suggerisci?" "Secondo me. nella loro tenebrosa dimora. lo strappò dall'arcione e se lo portò via come un passerotto. è meglio prender tempo. gli dèi del Nord e del Sud. e se riusciva. È una bella seccatura. L'orco portò Tripitaka all'ingresso della sua grotta e gridò: "Ufficiale d'avanguardia!" Lo stratega mostriciattolo si inginocchiò protestando: "Non oso accettare. senza distinguere il vero dal falso." Dall'albero di fronte un voce disse: "Reverendo. "Il boscaiolo pensa a sua madre. ci siete cascato anche voi. estrasse gli artigli." L'orco era livido dallo spavento. non avranno forse la delusione più crudele? Esse resteranno per sempre lontane dalla salvezza. e tenderanno imboscate in tre punti diversi. Il primo è Scimmiotto il Novizio. chi la seppellirà?" "Com'è doloroso!" singhiozzava il reverendo. maestà?" "Perché ne dubiti? Ormai è nelle nostre mani. Mi vogliono mangiare. come puoi fare un'affermazione simile?" "Credete che. le stelle dell'Est e dell'Ovest. Assumeranno il vostro aspetto. i pellegrini incapparono in una delle imboscate: il primo mostriciattolo si drizzò urlando sul ciglio della strada e balzò avanti per impadronirsi di Tripitaka. ufficiale d'avanguardia. i quali presero l'aspetto dell'orco e tesero le imboscate in attesa del monaco cinese. si chiuse la porta e si dispose la guardia. dove mi concedeste il favore di assumermi al vostro servizio." Il bestione. la carne di quel monaco cinese dev'essere proprio incommestibile." "Il nome del piano è: fior di susino. boscaiolo!" esclamò il reverendo riprendendo a piangere. mi ricorderò di te: diventerai ufficiale d'avanguardia. Il cavallo bianco pascolava solitario l'erba del ciglio. e voi non avrete che da allungare la mano per impadronirvene." Così si fece. riuscii a scappare in tempo dalla porta di servizio e arrivai qui. Dice il proverbio: la pazienza viene a capo d'ogni cosa. ma la mia sarebbe molto peggio. i dodici fusi orari." Brandì il suo bastone e si scagliò sul nemico. L'orco gli è sfuggito." Il mostriciattolo si prosternò per ringraziare della ricompensa promessa. Si trovarono addosso Scimmiotto. Porcellino!" gridò Scimmiotto. Ciascuno di loro affronterà uno dei tre discepoli e si sacrificherà per tenerlo impegnato. Ora porterai dentro il monaco cinese. Si fece l'appello e si scelsero i tre più capaci. il maestro non c'era più. che non oso" esclamò il mostriciattolo sporgendo la lingua. Procediamo a cucinare il nostro stufato. non avete né figli né genitori né moglie a carico. inginocchiato. e tutte le anime in pena. Se dovesse andar male. non avrebbe nemmeno bisogno di combatterci: con la sua sbarra potrebbe fare un tal buco sotto la montagna da farcela crollare addosso. Sarà stato inutile il mio lungo studio dei sutra? Servire il sovrano o servire i genitori è la stessa cosa. E Scimmiotto abbatti-diavoli Nuovi diavoli da abbattere. "Ecco l'orco. e il terzo Sabbioso il Bonzo. Ma ti garantisco che. e non ha altro sostegno che me. anche il boscaiolo si mise a piangere: "Reverendo. Il fatto è che lo accompagnano tre discepoli. tradirò la speranza dei suoi sudditi. "Lo attueremo senz'altro. gli darà tempo di purgare le budella." "Tu li conosci?" "Fra loro Porcellino Otto Divieti è il secondo. Come potrei restare indifferente?" A sentirlo. rispose: "Maestà. la vostra morte provocherebbe solo questo guaio. se mangiamo il maestro? È probabile che Sabbioso e Porcellino se ne facciano una ragione e si allontanino. non nuocerà certo alle sue carni." Ritorniamo a Scimmiotto. farai attingere l'acqua e raschiare la pentola. tutti i guerrieri del Cielo. Se proprio tenete a mangiare il monaco cinese. Per voi vivere o morire fa poca differenza. "Il nostro ufficiale d'avanguardia è un gran ragionatore. discepolo del monaco cinese che va in cerca delle scritture. mentre gli altri pellegrini si allontanavano. Il reverendo piangeva a calde lacrime: "Discepoli miei. Dopo parecchio cammino. Il suo terribile rastrello mi ha messo in rotta. i nove luminari." Dalla fila dei suoi si fece avanti un mostriciattolo che fece tre singhiozzi e tre risate. un arhat che si è coltivato attraverso dieci successive incarnazioni: si dice che mangiare un boccone delle sue carni prolunghi indefinitamente la vita. Se ora perdo la vita. i cinque dignitari e quattro ministri. se lo si potesse mangiare. piombò dal cielo su di lui. un elmo come il vostro. impugnò il rastrello e lo fronteggiò. che non mise molto a volgere in fuga il suo avversario." "Ah. uno tagliato. sarebbe arrivato fin qui? Chissà quante creature malefiche lo avrebbero mangiato prima. i cinque picchi e i quattro fiumi: in una parola. in fin dei conti. ." "Sentiamo. Che disastro! È il caso di dirlo: Se la meditazione incontra il diavolo. e le nostre vite dureranno all'infinito. ce lo mangeremo a nostro agio. "Attento. Ma non sapevo che fosse accompagnato da discepoli di quella levatura. ascoltate il seguito. Davvero: Cuore spezzato con cuore spezzato. "Spiegami che cosa vuoi dire. in caso di insuccesso. tutti insieme. dieci sui cento e tre sui dieci. Ora che si trova a passare per le nostre montagne. avevate lasciato la famiglia. Ecco perché so di che cosa sono capaci. nella città delle vittime d'ingiustizia. anzi. non riuscirono ad arrestarlo. Mia madre ha ottantatré anni. e un secondo mostro identico al primo ne balzò fuori e si gettò sul monaco cinese. "Se tu muori. Poi ciascuno avrà il suo bocconcino. ogni volta che vado a caccia vi porto qualche preda. se funziona. o la mosca nel vaso del pesce. catturato da questi mostri. reverendo. Lo scopo è di salvare le anime perdute. Il mostro parò il colpo con il pestello e incominciò lo scontro. rinunceremo. Quei tre devono essere pratici di trasformazioni. Il vero orco. quando provocò disordini nel palazzo del Cielo. della dinastia dei Tang. Ma quando ritornò sulla strada. dove siete andati a combattere creature malefiche? È qui che soffro. il monaco fu legato a un albero dell'orto. per aria. Quando potremo rivederci? Morirò prima di dolore. che avanzava con Sabbioso. e io del mio imperatore. È il caso di dirlo: il generale teme parola d'indovino. E gli occhi in pianto vedono altre lacrime. senza sapere a che cosa andavano incontro. vale quanto Porcellino. Sabbioso gridò: "Maestro. Perde di colpo ogni suo beneficio. "Va male!" esclamò Scimmiotto. La parola del capo in guerra rende nero ciò che è bianco." Tirò fuori il randello e gli corse addosso gridando: "Dove credi andare? In guardia!" Mentre si scambiavano colpi furiosi sul prato. mugghiò il vento e davanti a Tripitaka. ho un piano da proporvi. Sono legato qui ormai da tre giorni. Cinquecento anni fa. Tu vivi per amore di tua madre. identico gran pestello in mano. la vita: vento e polvere." "Il fatto è che l'imperatore Taizong.

mostra rispetto per tuo nonno: rendici il maestro. "Fratelli. se vuoi vivere. Ritornato alla tomba. ma invece devo fare il soldato. non parliamone più. Nel prato dall'erba di diaspro costellata di fiori crescono il mandorlo rosso e il pesco verde. "Siete ciechi tutti e due: vi siete lasciati sfuggire l'orco e ho dovuto affrontarlo io. Non ha capacità straordinarie e non dovrebbe insistere troppo. ma ora mi manda a consegnarvela. Adesso che facciamo?" E non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. lasciamo qui Sabbioso a custodire il cavallo e i bagagli. piantò i rami ai due lati del tumulo e davanti ammucchiò i ciottoli. mentre io cerco qualcosa che possa servire da offerta." "Quale pasticcio?" "Porcellino e Sabbioso c'erano cascati." La testa fu lanciata come prima attraverso la porta. Il luogo è degno degli dèi. si sono gettati su di lui e l'hanno fatto a pezzi. spaccando in due il ceppo di salice." "Sabbioso avrà accompagnato il maestro dietro un cespuglio a far pipì" sghignazzò Porcellino. "Il maestro è certo là dentro." "Vediamo. vi si nasconde un drago non ancora esperto di trasformazioni. i mostriciattoli di qui. "Vado a vedere" propose l'ufficiale di avanguardia. sembra un tamburo" commentò Sabbioso. e non gli rimase che mettersi a piangere. Poi vi ammucchiò un tumulo e disse ai condiscepoli: "Voi restate a piangere." "Il piano era tuo. che era ermeticamente serrato e recava un'iscrizione incisa nella pietra con otto grandi caratteri: GROTTA DEGLI ANELLI. Ce ne dovrebbero essere nel Padiglione degli Scorticati. cercheremo qualche altra via." Si misero dunque a battere la montagna. non può essere lontano. gente rozza e maleducata. Come la mettiamo con i petali del susino. là dentro. Se lo mettiamo di fronte al fatto compiuto. un conoscitore. che alla vista di tutto quel sangue si diede a singhiozzare: "Povero infelice. è solo Porcellino. i fagiani si posano sui rami e si chiamano." Il mostriciattolo gettò l'oggetto attraverso il foro aperto da Porcellino." In breve tutti sbucarono di corsa dalla grotta gettando grida di guerra. fra gli avanzi della dispensa. ogni alito di pensiero si traduce nelle cose. Porcellino raccolse dunque il capo sanguinante e trovò un angolo esposto al sole e protetto dal vento." "Un tizio. e se sappiamo solleticare adeguatamente il suo amor proprio presentandogli grandi scuse e complimenti. che sfortuna! Quando penso com'era e cos'è diventato!" "Dài." "Come facciamo per la testa mozza?" "La fabbrico io: state a vedere. I pini azzurri svettano nel cielo." Che il Novizio fosse scimmia non è una novità: era molto curioso e vanitoso. e questa volta fece un tonfo sordo. Ma fammela vedere. Se non mi credi." Scimmiotto prese il suo posto: "Bestiaccia immonda." "Fratello!" chiamò Porcellino. "Che cosa significano?" chiese Scimmiotto. Coppie di gru vengono qui a danzare nella brezza." "Esprimere dei vivi la fedeltà leale. lasciando di guardia Sabbioso. se lo facesse. Aspetta a piangere di sapere che cos'è. In capo a una ventina di li. non vi scoraggiate. Porcellino e Scimmiotto arretrarono sulla spianata davanti all'ingresso per fronteggiarli: "Dov'è questo famoso capo? Chi è l'orco che ha preso il nostro maestro?" . "si mette male! È arrivato anche Scimmiotto. È toccato a me di affrontarlo. Se lo sono mangiato tutto. "Fratello." Raccolse la testa e la lanciò contro la roccia. tutti se la prendevano con l'ufficiale di avanguardia. I ciottoli stanno per i dolci dei morti. Ma sembra che io non gli faccia paura: temono soltanto te. vi supplichiamo di deporre l'ira e di concederci l'opportunità di rispondere. che aveva sentito tutto. Magari si potrebbe convincere anche lui. la piangeremo dopo. "Il maestro dov'è?" gli chiese Scimmiotto. quale strategia scegliamo?" "Dicevano gli antichi: Puzza. "Che cosa vuoi da me?" "Il maestro è scomparso. Se non dovesse funzionare. mostrandogli una testa mozza e spiegandogli che è quanto rimane del suo maestro." Scese al torrente e raccolse rami di salice e ciottoli. NEL MONTE DEL PICCO SPEZZATO DELLA CATENA SPANDINEBBIA Scimmiotto concluse: "L'orco abita qui. "Questa roba è in cattivo stato. e noi andiamo a buttar giù la casa e fare a pezzi l'orco." "Non ti fidi? Non penserai che la gente scherzi sulle teste dei morti. Gridava: "Rendici il nostro maestro prima che sia troppo tardi." Prese un ceppo di salice. interi filari di umidi salici sembrano colare oro. "Piangere non serve a niente" osservò Porcellino. la mano che hai messo nel paniere del pesce! C'è poco da scegliere: i comandanti di destra e di sinistra devono prendere il comando delle truppe e sterminare i bonzi. il maestro lo sorvegliavate tu e Sabbioso. ha rotto il battente e reclama il suo maestro." "È una farsa." "Siamo caduti in un tranello!" urlò Scimmiotto digrignando i denti. Il nostro re avrebbe preferito tenersela come portafortuna. Credevate di imbrogliare il vostro avo Porcellino? Pretendete che il nostro maestro sia diventato un salice fantasma?" Il mostriciattolo stratega corse via in preda al panico e si presentò al padrone tremando come una foglia: "E' proprio un bel pasticcio. dove scavò la fossa con il suo rastrello e vi depose il misero resto. in tal caso il monaco cinese resterà pacificamente nelle nostre mani. Ma comparve anche Sabbioso. Ma questa è quella vera. Piuttosto. celebreremo le esequie. questa risuona come un pezzo di legno. Il maestro è rimasto solo sul suo cavallo. grande re!" "Spiégati." E assestò un colpetto con la sua sbarra. l'altra testa era proprio falsa. Io ero impegnato a combattere l'orco. Come si diceva." I mostri trovarono una testa fresca. Il Novizio. aspettate" disse Porcellino. Porcellino lanciò un rosario di invettive: "Banda di schifosi! Tenete nascosto il maestro nel vostro antro e raccontate balle. render testimonianza dell'affetto filiale. ti faccio sentire. e diede l'ordine di attacco: "Ragazzi. può darsi che ci creda. alla porta." Si presentarono di nuovo all'ingresso della grotta." "Hai ragione" approvò Scimmiotto. non è una testa. Ha subito annusato il falso. In un profondo bacino contro la parete della montagna si raccolgono le acque. Vide Porcellino che correva ansimando verso di lui e lo chiamò. Scimmiotto esaminò accuratamente l'ingresso dell'antro. cerchiamolo. L'unico che sia davvero temibile è il bonzo peloso con la faccia da duca del tuono. Sentiamo che cosa hanno da dire. morivano di paura." L'orco si rese conto che aveva ragione. da un momento all'altro incomincerà a puzzare. finirono di distruggerne la porta e gridarono con voci tonanti: "Noi lo vogliamo vivo!" I mostri. L'hai visto?" "Mi hanno arruolato come monaco." "Se è come dici. correndo su per il pendio. scopersero una residenza trogloditica che si apriva ai piedi di una rupe a picco. Liane gialle pendono come corde. adesso che abbiamo la catastrofe all'uscio?" "Grande re. e si è certo portato in casa il nostro maestro. Le rocce tormentate sono nel cono d'ombra di picchi aguzzi. "Lui è morto e tu gli offri dei sassi. "Il maestro è rimasto qui sulla montagna. prendete le armi migliori e seguitemi. gli diede forma di testa umana e lo inzuppò di sangue per renderlo irriconoscibile." "Quella non è una testa di morto. ma Scimmiotto è un vero esperto di antiquariato. è una scimmia e perciò è un vanesio. e tornò a riferire: "Niente paura. bestione. avete ragione. "Quale tranello?" chiese Sabbioso. "Già. E IL DUCA DEL METALLO USA LA MAGIA PER DISTRUGGERE LA PERVERSITÀ. lascia stare. se non vuoi che ti sfondi la porta e la faccia pagar cara a tutti i tuoi. Saldato il conto. Ci hanno depistato uno dopo l'altro." "Maestà" gridò l'ufficiale d'avanguardia. Adesso vediamo di che cosa si tratta. "Vostra signoria grande santo. ne rosicchiarono i lineamenti fino a renderla irriconoscibile e ci riprovarono. Scimmiotto constatò che era una testa umana. Trattenne Porcellino e disse: "Aspetta. Perché mi chiedi se l'ho visto?" "Sei proprio diventato orbo.CAPITOLO 86 SCIMMIOTTO ESPERTO DI ANTIQUARIATO OVE MADRE DEL LEGNO IMPIEGA IL SUO PRESTIGIO NELLA CAMPAGNA CONTRO L'ORCO. converrà catturarlo e mettere in dispensa anche lui. Attacchiamolo!" Il bestione levò alto il rastrello e menò un colpo da aprire nella roccia un gran buco." Il portinaio corse ad annunciare: "Disgrazia." "Babbeo" brontolò Scimmiotto. un petalo per volta. dopo tutto. dove diede un gran botto. Non ti sei accorto che l'orco ti è sfuggito e ha cercato di rapire il maestro. dalla scorza levigata dal tempo e dalle piogge. e quando il maestro è rimasto solo se ne sono impadroniti. misura quaranta spanne di diametro." "Quando il vostro maestro è stato portato nella nostra grotta. Scimmiotto si pose alla ricerca del maestro su per la montagna. L'albero antico." "Come lo sai?" "Una testa che cade fa un tonfo sordo. L'orco diceva: "E adesso che abbiamo i bonzi in casa. porta qui quella cosa. "I rami di salice significano pini e cipressi per ombreggiare la tomba a conforto del maestro." "Chi sarà?" chiese l'orco allarmato. salvo la testa: questo è quanto siamo in grado di restituirvi. L'oggetto fu posto in una scatola laccata e fu recato alla porta: "Vostra signoria grande santo. ma sono scomparsi tutti e due. Nell'oscura grotta vive da molti anni un orco che si pasce di carne umana. ma ci vorrebbe una vera testa umana. tirandosi dietro il cavallo e portando i bagagli. "Il fior di susino. Torse il collo finché non riuscì a scorgere le grandi orecchie a ventaglio. la testa. Sarà meglio che prima la sotterriamo.

lavoravano affannati e si guardavano bene dal mettere il naso fuori. Avranno sepolto la testa che gli abbiamo dato per quella del monaco cinese. Se non si fossero rassegnati. si ergeva un gruppo di alberi ai quali erano legati due uomini: uno era Tripitaka. Aggirando la rupe udì l'acqua gorgogliare: un ruscello scendeva dalla montagna e riceveva acque rossastre da un canale di scolo che usciva dalla rupe." "E come vendichiamo il maestro?" "Per ora ritorniamo alla tomba." Il grande santo ripose la sua sbarra." Rifattosi formica. E con le mani nude afferro i leopardi. Bisogna che lo trovi e veda in che stato è. spazientito. va tutto per il meglio! Mille gioie vi attendono!" "Quali gioie potranno mai essere?" "Mentre facevo la ronda sulla montagna. si scontrano. Voi restate qui." Uscì dunque dal canale di scolo e. Quei mostriciattoli erano coraggiosi e resistevano strenuamente agli assalti. e ascolta: Cielo e terra mi fecero dentro un uovo di pietra Nel paese dell'Est. e corse verso di lui. in fondo al giardino. I colpi di rastrello avevano poca presa in quella massa di detriti. e rispose: "Non mi riconoscete. il grande santo ritornò nella sala. "l'orco ha turato l'ingresso. urlavano come pazzi. sul Monte Fiori e Frutti. avranno fatto il loro dovere e ritorneranno a casa loro. Per la gioia Scimmiotto riprese il proprio aspetto. Scivolò da una fessura e si trovò in un giardino in cui risuonavano gemiti di dolenti. Sotto il sole. Dal mio viaggio nell'Ovest attende giusto frutto L'Oriente intero." Scimmiotto si rallegrò: "A quanto pare. Il santo Confucio. bonzi maledetti? Sono il grande re dei Monti del Sud." L'orco schivò il colpo e urlò. si lasciò cadere sul tumulo e gemette: "Maestro. Dopodomani. faremmo economia di legna" considerò un terzo. che non riusciva a distogliere il pensiero dalla vendetta. Resta a lungo nascosto per farsi crescer l'ali E poi va per il mondo a mostrare talenti Di stratega minuscolo. e ne metteranno un po' da parte per le giornate piovose. e non l'hanno affatto mangiato. posato su una trave. dove infurio da molti secoli. si minacciano. ma nessuno rispose. Sa preveder la pioggia. finché scoprì in un angolo buio della sala un piccolo uscio sbarrato." "Attento. trova sufficiente il titolo di 'maestro'. Scimmiotto e Porcellino lanciarono grida di sfida. si accontenta di stare sotto le ali del Grande Roc. perché ci metteresti in difficoltà. mi sono imbattuto in Porcellino. bestia immonda. con una scossa. soprattutto. Così leggero e aereo. troverebbe da ridire su un monaco di formato serpentino. si rivelò per un lupo grigio dal dorso di ferro. Ebbi l'intelligenza In dono e coltivai la mia propria natura." "Secondo me. L'orco si era rintanato in fondo alla grotta. ti prego!" "Piano. Abusai della forza. maestro. bestiaccia. "Propongo di metterlo sotto sale. e non poterono far altro che volgere le spalle e correre a ripararsi nella grotta. nessun lo può fermare. senza vincitori né vinti. basta sedersi alla destra dell'Imperatore di Giada. Le tigri stano dalla foresta. che governa il mondo. Un singhiozzo per il maestro. "Non farti fregare anche tu. "Eccoti qui. Nessuno mi contrasta Il passaggio. i mostriciattoli sopravvissuti si davano da fare: trinciavano quarti di carne umana e disponevano i pezzi a seccare. Di gran santo ebbi il titolo. "Dobbiamo tener presente che è un prodotto raro: bisognerebbe farcelo durare il più a lungo possibile" intervenne un quarto. ma il Novizio lo teneva blandamente in rispetto. Volò via fino alla sala grande e vide l'orco seduto in atteggiamento depresso e preoccupato. finché un mostriciattolo venne a dirgli: "Grande re. che destino crudele! Come siete andato lontano! Potremo mai rivederci?" "Fratellino" disse Scimmiotto. ma certo ci sarà un'entrata di servizio. colpito da Scimmiotto. Porcellino. Porcellino. ma è troppo presto. Porcellino lo afferrò per una zampa e lo rivoltò per osservarlo: "Chissà quanti agnelli e maialini ci sono voluti per crescere questo bel tipo. ascoltava allibito: "Che cosa . con gli occhi fuori dalla testa: "Come ti permetti di trattarmi in questo modo a casa mia? Credi di farmi paura con le tue ciarle da scimmia? Chi credi di essere?" "Te lo dico io. vuoi qualcosa di meglio. la nostra porta è stata così ben barricata da scoraggiare definitivamente quei monaci. perché aveva voglia di continuare a chiacchierare. Ci avevano raccontato di avervi divorato. reggiti la milza per farti coraggio. Il beato Buddha. ovunque il mio nome era noto." Il Bonzo piangeva ancora e Porcellino. non vi fate sentire! Certo che vi leverò dai guai. Sarà una delizia d'aromi. si trasformò in una formica alata. Uno balzò fuori dal gruppo e dichiarò: "Vostra maestà. Hanno ammassato una montagna. diede in rumorosi singhiozzi. io cerco di individuarla. Allora Scimmiotto ricorse alla moltiplicazione del corpo: lanciò in aria un ciuffo di peli. E se diventassi granchio? Ma il maestro direbbe che non è decente per un monaco avere tanti piedi." Porcellino si guardò intorno e si accorse che l'esercito di Scimmiotti era scomparso: "Dove sono andati a finire?" "Erano peli miei. è riuscito a impadronirsi di sorpresa dell'eminente monaco cinese. Mi son fatto buddista e seguo nel suo viaggio Ad ovest Tripitaka. non avrebbero seppellito quella testa e non sarebbero rimasti a piangerla. Da una parte. Il grande santo è un eroe senza rivali. fra i mostri che sventolavano le bandiere di broccato. L'ufficiale d'avanguardia. che ha assistito alla separazione del Cielo dalla Terra. Non son tipo comune: il mio corpo è formato Dal sole e dalla luna. per simpatia. è meglio cuocerlo al vapore" gridò un altro. Un monaco del divino paese dell'Est si recava nell'Ovest alla ricerca dei sutra autentici. uno per te: io finirei per far confusione." "Certo che sai fare dei begli scherzi!" E ne risero insieme. chi veniva miseramente spiaccicato dalla sbarra. Il grande re si circondò di nebbia e volò via trasportato dal vento. chi sono. Sarà meglio che non mi presenti con la mia faccia: non mi darebbero il benvenuto. L'ho mangiato io. Dobbiamo catturare il capo. Li abbiamo già vinti una volta." Scimmiotto ricuperò i suoi peli e gridò: "Lascialo perdere. si spingevano. impaurito e allarmato dai suoi discorsi. ma così facendo si imbatte nella potenza magica di Scimmiotto e." Svolazzò dappertutto. detto Grano di Pepe. Ma Scimmiotto e Porcellino li incalzavano e li massacravano: chi cadeva zampillando sangue da nove fori.Tu non conosci ancora il vecchio Scimmiotto! Sta lì. i mostriciattoli brandiscono ruggendo sciabole e lance. È debole e piccino. strinse alla vita il gonnellino di tigre e si mise in cammino. negl'inferi. Spinto da insofferenza per ogni seccatore." "Sta sicuro che non avrai bisogno di piangere anche me. vengono. si fece avanti levando il rastrello: con l'esercito dei mostriciattoli si scatenò una bella mischia. da Sabbioso. L'orco che domina quest'angolo sperduto rischia la vita per ottenere un boccone delle carni del monaco cinese. Ma tu. quando l'avranno pianta per tre giorni. "Se ci limitassimo a lessarlo. Propongo che a quel punto il monaco cinese sia tagliato a strisce sottili e fatto saltare in padella con pepe di fiori. gli dèi si compiacciono della forza di Consapevole delle Proprie Capacità. Centomila soldati e le case celesti Tenni in rispetto. dove ordinò ai superstiti di barricare l'ingresso con pietre e terra. la mia conversazione con l'orco può aspettare. Accanto all'origine del canale c'era una porticina mimetizzata nella roccia. "Ecco l'entrata di servizio che cercavo. il vostro monaco cinese. cercò di attaccarlo con il suo pestello. Nei palazzi di nuvole vissi per qualche tempo. Quale mostro vi si opporrà? Odiosa bestia. Al signore Laozi. Se getto un ponte metto in fuga I diavoli." Finì per trasformarsi in un ratto e scivolò con un fruscio attraverso la bocca del canale nella corte posteriore della grotta. Devo prima sapere dov'è l'orco e che cosa fa. Il grande leopardo dei monti del Sud gli sbarra la strada sputando nebbia e vento. invasa dai mostriciattoli giubilanti: si agitavano. "Avi miei!" si disse Scimmiotto. E voi che cosa credete di fare?" "Impudente mucchio di peli sporchi! Senti quante arie si dà. Sa chiudere il suo nido con la terra e la cenere.L'orco si fece avanti con il suo gran pestello di ferro. La mischia solleva polvere da oscurare il cielo. "Magari quello è il maestro: non lo avranno mangiato tutto. Erano tutti tremanti e malconci. "Rinuncia. nel famoso Porcellino. Per un bel pezzo vanno. Scimmiotto e Sabbioso che piangevano davanti a un tumulo. che onora la dottrina dei letterati. senza contare che ci allungherà la vita. fratello" rispose Porcellino fra le lacrime. Consapevole del Vuoto" disse piangendo Tripitaka. dall'altra i divini monaci lanciano grida di guerra e levano insieme la sbarra e il rastrello. certo tu vuoi farti ammazzare!" L'orco. e un esercito di Scimmiotti armati di sbarre cerchiate d'oro si gettò nella mischia. li ho ricuperati. "Levami da questo guaio. Ma forse l'anima del maestro. Ora dovete pazientare e aspettare che sconfiggiamo definitivamente l'orco." Scimmiotto. Mi vien voglia di dargli una lezione. Quei due o trecento mostriciattoli si videro aggrediti da tutte le parti. Con un astuto stratagemma. e ci avevano ingannato mostrandoci la testa di qualcun altro. il maestro è ancora nascosto qui da qualche parte. Quali furie ti sono venute sui Monti del Sud? La mia sbarra te le farà passare. Né mai trova barriera che possa fargli ostacolo. Infatti. Mi trasformerò in una biscia d'acqua.

La strada maestra. Il boscaiolo non osava insistere perché rimanessero. maestro!" "Slegami subito. cui girava la testa dopo tante lacrime. Quel signore che vedi è un arhat delle terre dell'Est." E Tripitaka gridò a gran voce: "Porcellino!" Il bestione. si soffiò il naso. La residenza trogloditica fu completamente devastata. Sullo sfondo la cerchia di montagne E il bosco dove cantano gli uccelli. artemisie appassite. l'orco si era risvegliato e Porcellino lo spedì all'altro mondo senza complimenti con un colpo di rastrello." Quando Scimmiotto posò il fardello ai suoi piedi. e presentate a vostra madre i miei rispetti. più vasta della terra. "siete povera gente. che ora potete vedere. Fra le siepi la piccola capanna. Entrarono nella capanna. rovi secchi." "Non perdiamo tempo inutilmente." Il reverendo accettò volentieri e si avviò a piedi. La creatura riprese la sua forma originaria: era un grande leopardo. abbiate compassione. Ora la montagna è sicura: potrò andare in giro persino la notte senza correre pericoli. Quando Finiranno le prove che sopporto? Quando ritornerò dalla mia meta?" Disse il boscaiolo: "Reverendo. lontana in un angolo." "Chi sarebbe?" "È un boscaiolo che è stato catturato un giorno prima di me. la spiaccicò con un colpo. Ammucchiarono nella grotta tutta quella legna e le diedero fuoco. Essi si sparsero per ogni dove e penetrarono nelle narici dei mostriciattoli. Riprese il proprio aspetto." Il bestione raccolse i resti e ricostruì il tumulo. Videro di lontano la vecchia madre. "Maestro. Folte quinte di pini e di bambù." "Forse devo a lui se sono ancora vivo" osservò il reverendo." Quando alla fine Scimmiotto optò per slegarlo. ho riacquistato la libertà anch'io: devo loro una gratitudine più alta del cielo. Per dimostrarvi la nostra affezione. hanno colpito a morte il signore della montagna. che piangeva il figlio perduto. Nessun guaio mi è stato risparmiato. Solo l'orco resisteva. "ti dobbiamo entrambi la vita. trasformandolo in uno sciame di insetti del sonno. Prati fioriti e. si sono serviti di lui per ingannarvi e allontanarvi. e ho rischiato di perdere la vita." "Abbiate ancora un momento di pazienza. Ma i suoi tre discepoli. lo masticò e lo sputò intorno. che incominciarono a sbadigliare e in breve caddero a terra addormentati. si grattava il naso e starnutiva continuamente. è stato catturato e legato a un albero come me. ben pochi riuscirono a sfuggire al rogo." "È vero." Balzò nella sala e cambiò idea: "Non sta bene rompere la testa di uno che dorme. Senza di loro sarei morto. Insieme al reverendo. ." "Lascia stare le chiacchiere. per mancargli di rispetto in questo modo?" Si strappò un pelo. vecchi tronchi cavi di salice. Lui continuava a prosternarsi. Sarà meglio che incominci con lo slegare il maestro. Uscirono all'aperto dalla porta di servizio e risalirono la scarpata. Poi vi guiderei alla strada maestra. vedrete" rispose il boscaiolo. in meno di mille li vi porterà in India. "Non comincerà a venirgli qualche sospetto? Sarà meglio usare dose doppia" si disse Scimmiotto. con le macchie della pelliccia a forma di foglie di artemisia. ascoltate il seguito. fate liberare anche me!" "Consapevole del Vuoto" ordinò Tripitaka. prima di uscire. tanto che finì per sconvolgere il tumulo. Il fatto è che sono proprio affamato. Seguirono un sentiero sinuoso e presto giunsero in vista Del muscoso sentiero lastricato. "Mi aveva legato a un albero. non datevi pena. maestro." A vederlo andare e venire. eccomi qua!" Lei lo abbracciò: "Figlio mio! Eri scomparso da molti giorni. Porcellino levò il rastrello per colpire. né pepe. diede alla sua sbarra il diametro di un uovo d'anitra e con un colpetto sfondò la porticina segreta. saltellante e pieno di incertezza. "Quale anima? Non vedi che è lui in carne e ossa?" Sabbioso corse a inginocchiarsi davanti al maestro: "Quanti tormenti dovete aver subito! Come ha fatto a liberarvi il condiscepolo?" Scimmiotto raccontò gli ultimi avvenimenti. Infatti la tavola fu subito preparata e furono servite verdure raccolte nei prati. ammazzo l'orco e torno. non so di chi fossero. reciteremo mattina e sera i sutra per assicurare a madre e figlio un secolo di vita piacevole. si munì di un bastone di giuggiolo e uscì ad accompagnarli. Del resto avete il dovere di seppellirlo. il paese della gioia assoluta. non trascurò di ricuperare i peli che aveva trasformato in insetti del sonno. anche solo per lo spirito compassionevole che un monaco deve manifestare in ogni circostanza. che va in cerca di scritture nel Paradiso dell'Ovest. Con le corde che erano servite per Tripitaka e per il boscaiolo. mentre Porcellino agitava le orecchie a mo' di ventola. Discese la scarpata. si rimisero in cammino." Il boscaiolo si congedò e ritornò a casa. Quando i discepoli ritornarono dal maestro. Dopo pranzo i viaggiatori si disposero a partire. "Fratello boscaiolo" disse Porcellino. che penetrò nell'altra narice e completò l'opera: anche l'orco si stese a russare rumorosamente. Se poi non sapete quanti giorni ancora fossero necessari per raggiungere il Paradiso dell'Ovest. il reverendo non poté fare a meno di sorridere: "Suppongo che questa danza l'abbia inventata per esprimere la gioia di trovarmi vivo. legò stretto l'orco. Non si trovano funghi. "bisogna slegare anche lui. non lontano da qui. "Il leopardo maculato può divorare una tigre" commentò Scimmiotto. ma se non lo avessero avuto a portata di mano. scusate se vi diamo ancora disturbo. pensavo che fossi stato catturato e ucciso dal signore della montagna. il boscaiolo legato all'albero di fronte gridò: "Signoria. liane cadute. non ce la faccio più. Ha una vecchia madre e una grande pietà filiale: bisogna proprio liberarlo. Dove sono Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" "Sono laggiù che vi piangono. tutti i miei pensieri Sono rivolti all'altro mondo." Tripitaka smontò da cavallo: "Vi ringrazio di averci accompagnato tanto lontano. Il grande santo. "Mio saggio discepolo" constatò Tripitaka. Porcellino sghignazzava: "Si vede che il condiscepolo è un facchino inesperto. Perché sei stato lontano tutto questo tempo? Dov'è finita la tua ascia?" "Il signore della montagna mi aveva davvero catturato" rispose il boscaiolo prosternandosi. Basta raccogliere legna e dar fuoco a tutto. "Quando avete attaccato i mostri. te li sistemo io. Lei si aggiustò gli abiti. né anice. Sabbioso: l'anima del maestro vaga per la montagna. il mio povero maestro. Il boscaiolo corse a inginocchiarsi davanti a lei: "Mamma. Non sa equilibrare il carico e lo porta tutto da una parte. Il reverendo si sentì preso dalla malinconia. che hanno grandi poteri magici. dove madre e figlio. e pensa a sbrigarti. I poveri mostriciattoli ebbero un pessimo risveglio in mezzo al fuoco ruggente. ma li ho pianti anche troppo. dovreste sedervi un momento e darmi il tempo di fare piazza pulita" disse Scimmiotto. E gli gettò in faccia un altro insetto. È il caso di dirlo: Sconfitto l'orco e vinto il suo terrore Se ne può ripartir senza rancore. Corse quindi nel giardino gridando: "Eccomi. Il boscaiolo propose: "La mia capanna è verso sud ovest. Ritornate a casa. A stento son fuggito dagli artigli Di mostri e streghe. e quando venne alla luce la testa che vi avevano sepolto. a noi bastano cibi semplici." Scimmiotto eseguì senza discutere. discepolo." Discesero lungo il corso del torrente alla ricerca della strada. A vederlo venire da lontano. "Ora. La grotta è piena di mostriciattoli da sistemare." Il boscaiolo li guidò in cerca di bambù spezzati. avrebbero potuto uccidere me. Del graticcio che il glicine ricopre. ma vi pregherei di farci da guida. ma Scimmiotto lo fermò: "Aspetta.diavolo vi ha fatto. Maestro e discepoli proseguirono il loro viaggio." Dopo che il reverendo ebbe manifestato la sua gratitudine. fratello boscaiolo. seduta su una panca. su queste montagne manchiamo di molte cose. giunchi morti." "Farò presto. possiamo servirvi soltanto verdura selvatica. "Meno male che lo abbiamo abbattuto: chissà quante altre vittime avrebbe colpito. Il mio cuore è votato Ai tre panieri. Il reverendo giunse le mani e disse: "Fratello boscaiolo. rami morti di pino. ed esortò la madre a uscire per congedarli con nuovi ringraziamenti. Non senti la sua voce?" "Scemo!" gridò Scimmiotto facendosi avanti." Ritornato all'albero. che era poi uno spirito di leopardo maculato. non siate in pena. si asciugò gli occhi e disse: "Ecco qua." La vecchia andò incontro ai quattro pellegrini e li guidò verso casa inchinandosi a ogni passo. "Perché te la prendi con quei poveri resti?" lo rimproverò Tripitaka. nuovi dubbi: "Non mi piace lasciarmi alle spalle un grosso pericolo. se lo caricò in spalla e ritornò dai suoi. Potreste far visita alla mia vecchia madre e ricevere i suoi ringraziamenti. che Porcellino ascoltava digrignando i denti e battendo intorno rastrellate." "Portami anche quelli. dopo prosternazioni e altri segni di ringraziamento. Ci congederemo sulla strada maestra. prepararono alla svelta un pasto di magro. Scimmiotto aveva il campo libero. chiamateli. e disse: "O discepoli! Da quando ho abbandonato il mio signore Ho viaggiato per l'Ovest senza fine. ancora addormentato. I suoi mostri sono stati sterminati col fuoco. Le siamo molto grati del sontuoso pranzo che ci ha offerto. attraversò il torrente ed entrò nella grotta.

Se non lo sappiamo fare. in ricompensa Daremo pezzi d'oro e gratitudine. Il cognome è registrato nel Classico dei patronimici. maestro. "Il luogo in cui risiede il Buddha. "e si chiama Fengxian. "Eccolo qua. per riempire continuamente ciotole di zuppa e piatti di riso che si vuotavano in un baleno. in India. Noi abbiamo appunto l'incarico di affiggere un appello del governatore ai maestri della legge. recitava sutra. La strada che seguiamo passa dalla vostra nobile contrada. da quanto tempo dura la siccità?" "Il governatorato che comando Appartiene al paese delle Indie. Si resero conto che in città mancava ogni animazione: le strade erano deserte. convocar venti e tempeste: questi erano i miei giochi da piccolo. alcuni di loro. mentre convoco il drago per chiedergli la pioggia. allontanandosi dalle pendici dei Monti Spandinebbia. Giunti alla residenza si fecero le presentazioni. "Il mio nome è Direttore. ma nelle campagne non si contano i saccheggi e gli episodi di antropofagia che turbano l'ordine pubblico. le torri e le terrazze sono sparsi e non formano un agglomerato: così è fatto il Monastero del Colpo di Tuono sul Monte degli Avvoltoi. Letto l'avviso. Per raggiungerlo bisogna arrivare in India. Questo che vediamo ha l'aria di essere il capoluogo di un governatorato. mentre mi occupo dei vostri affari?" "Che cosa conti di fare. Reverendo. Scimmiotto si incuriosì di un particolare: "Scusate. non appena mi avete convocato. nella vostra grande compassione. Ci siamo permessi di entrare in città a cercare un alloggio per la notte: vogliate scusarci se siamo invadenti. mentre il governatore pregava e bruciava incenso e Tripitaka. Siamo corsi a informarvi. i poveri muoiono di fame. Noi offriamo mille pezzi d'oro e la nostra riconoscenza. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. Ma il dipartimento della pioggia non può muoversi senza ordini superiori. non è una città. I servitori ne furono terrorizzati. Porcellino aveva una fame da tigre digiuna. Non appena Scimmiotto ebbe pronunciato le autentiche parole e recitato l'incantesimo. in cui si leggeva: Con il presente appello il governatore Direttore del Governatorato di Fengxian. SCIMMIOTTO INCITA AL BENE ED OTTIENE IL DONO DI ACQUAZZONI BENEDETTI. che era un funzionario integro e saggio. Basta un dito di pioggia. Dovete pensare piuttosto a un'area montuosa in cui gli edifici. Tripitaka prese energicamente il controllo della situazione. perciò ti ho chiamato per chiederti aiuto. Il paese è afflitto da una siccità che dura da molti anni. Quando il governatore vide il monaco cinese si prosternò in mezzo alla strada. "L'umile monaco che sono è inviato da sua maestà dei grandi Tang dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono. prosciuga fiumi e canali. Dopo vari giorni di viaggio videro una città. Lo staio di grano costa cento pezzi d'oro. spostare montagne. del grande paese dell'India. Posso importunarvi lasciandovi in custodia il mio maestro. senza far caso a quanto erano brutti i suoi discepoli. sputar nebbia e soffiar nuvole. cavallo e palanchino. I ricchi sono ridotti alla pura sussistenza. una siccità che perdura da molti anni ha ridotto all'abbandono le coltivazioni private. rende incolti i terreni dell'esercito. una gioia fra mille!" Lui stava pregando davanti a due bastoncini d'incenso. Alzatevi. avete un direttore per governatore?" "Direttore è il suo cognome. Poiché la gente ingombrava il passaggio e non dava segno di farsi da parte. Chi sia in grado di provocare la pioggia ha il dovere di soccorrere questo povero popolo: sarebbe un atto di misericordia senza uguali. posso muovere le stelle fisse e convocare le costellazioni. il rude Porcellino gridò: "Fate passare!" Gli uomini li guardarono e furono presi dalla paura: "Un mostro. la fascina di legna cinque once d'argento. non oserò mai più offendere la virtù. acchiappare la luna. nonostante la grande estensione del territorio del governatorato e le risorse del governo e della popolazione. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka "vedi le mura e i fossati? Non saremo per caso arrivati?" "No di certo!" esclamò Scimmiotto. di cui ignoriamo il nome. I quattro pellegrini. Che cosa ci sarebbe di speciale?" Due guardie corsero difilato ad annunciare al governatore: "Vostra signoria. se ci accordate questa dimostrazione della vostra compassione. si inchinò profondamente e disse: "Maestro." "Mostrateci l'appello" propose Scimmiotto." Il governatore si aggiustò l'abito e corse subito al mercato. amante del popolo. Tripitaka smontò da cavallo per superare la tripla serie di porte. i granai sono vuoti. "Io son capace di invertire il corso dei fiumi e di vuotare l'acqua dei mari.CAPITOLO 87 IL GOVERNATORE CHE AVEVA LITIGATO CON LA MOGLIE NEL GOVERNATORATO DI FENGXIAN. È una vera fortuna Che al mio appello rispondan veri monaci. grande santo. dove dobbiamo incollarlo. All'ingresso del mercato incontrarono parecchie persone con l'abito blu dei servitori. e il governatore fece servire il tè e un pasto di magro. Del resto vedete che sono venuto subito. Nove focolari Su dieci son ridotti senza mezzi. prego. gli affari Vanno a rovescio. perché lo tieni all'asciutto?" "Non dimenticate. congedatisi dal boscaiolo. Visto che siete tanto . e chi rimane è una candela Esposta al vento." Tripitaka rese il saluto e rispose: "Questo non è il posto più adatto per discutere. Ciò considerando che." Scimmiotto rise: "In cambio di oro non avrete una goccia. "si vede che da piccolo marinavi la scuola. grandi e piccoli. ho appena bruciato incenso e fatto il bagno rituale per venirvi a implorare di salvare la popolazione con le vostre preghiere." "Basta con le chiacchiere. sono l'umile ufficiale che esercita la funzione di governatore a Fengxian. assunse forma umana e uscì dalle nuvole per inchinarsi davanti a Scimmiotto e chiedere: "Grande santo. DOVE IL CIELO OFFESO NEGA LA PIOGGIA. rinunciò a scorta. e questa non sarà vana promessa per chi ascolti il nostro appello. Alla fine Tripitaka porse i suoi ringraziamenti e chiese: "Vostra grandezza. "non perdete tempo in chiacchiere." Giunti alle mura. ci saprete soccorrere con i vostri divini meriti." Porcellino e Sabbioso lo seguirono in fondo alla sala. mi avete convocato: che cosa posso fare al vostro servizio?" "Alzati. i figli maschi vengono abbandonati a chi li voglia. Sono tre anni interi che non piove. e come sapete. ripartiamo senza compromettere il nostro viaggio. Come potrei avere la temerità di procedere senza le prescritte autorizzazioni?" "Passando di qua abbiamo constatato che la popolazione soffre molto. occorre l'intervento di diversi uffici e operatori. "Di quale gioia si tratta?" "Mentre affiggevamo il vostro appello. è un luogo puro e pulito. si tenevano sotto i portici ed erano evidentemente guardie della città. Si udì annunciare: "Arriva il governatore!" La folla si aprì. Stavamo pulendo il muro sotto il portico. Faticarono per un bel pezzo. e scusami se ti ho fatto venire da tanto lontano. guardate!" Qualcuno si sentì male. giunse da est un ammasso di nuvole scure che scesero al suolo nella corte. seduto su un cuscino. Le guardie si fecero avanti (ma tremavano anche loro) e chiesero da dove venissero. finché la fame si quietò. Potremmo recarci in un tempio o in un monastero?" "Seguitemi nel mio umile yamen. affrettarono il passo sulla strada maestra. lo sapremo quando arriveremo." "Fateci dare un'occhiata. verso la fine(10). allo scopo di riuscire più obbligante con la sollecitudine e la cortesia. Una bambina di dieci anni si scambia per tre pinte di riso. Il re drago del mare orientale." "Il luogo dove vi trovate è un governatorato esterno dell'India" rispose una delle guardie. invita ogni maestro illuminato a celebrare una grande cerimonia di implorazione della pioggia in conformità della Legge del Buddha. perché temeva che i discepoli provocassero guai con i loro modi. Tale servizio meriterà grandi ricompense. hanno affermato di essere in grado di far cadere tutta la pioggia che ci serve. Degli abitanti due terzi son morti Di fame. "Fratello" intervenne Porcellino. e non so dire a quale distanza si trovi dal confine. che il mio potere di provocare la pioggia è al servizio del cielo di Sopra. Ma l'amore per la virtù e il perseguimento dei meriti possono ottenervi fior di acquazzoni. mi servirete da assistenti. dissecca i pozzi ed esaurisce le sorgenti. Adesso non cercare scappatoie. detto anche Gioia Assoluta." Le guardie srotolarono il foglio." Il governatore. invitò Scimmiotto a sedersi al posto d'onore. gettare il cielo in fondo al pozzo con un calcio." I pellegrini lo seguirono con cavallo e bagagli. Non cresce nulla." "Dev'essere un cognome non comune" commentò Scimmiotto ridacchiando. perché invochino la pioggia e salvino la popolazione. Spero che. Per tutti. "Voi due venite con me. che significa 'Immortale delle Fenici'. fratello?" domandò Sabbioso." "Non oserei mai. abbiamo incontrato quattro bonzi che si dicono inviati in cerca di scritture dai grandi Tang. Il presente appello viene promulgato nella speranza che i saggi d'ogni dove verranno a invocare la pioggia salvatrice. andavano e venivano svelti come una lanterna girevole. Aoguang. Nella città il timore della legge ancora incita gli infelici a pignorare le proprie cose pur di conservarsi in vita." "Far piovere è facile" disse Scimmiotto. Il paese in cui ci troviamo soffre di siccità da molti anni." "Discepoli" li interruppe Tripitaka. con cappello e cintura.

e non so spiegarmi come sia potuto accadere. Ho sentito raccontare che il governatore di quel paese aveva offeso cielo e terra con la sua condotta. Il governatore in persona guidava i fedeli nella preghiera. e al Cielo potrebbe venire in mente di far peggio. Fu allora che feci allestire quelle tre cose nella Sala dei Profumi Avvolgenti." "E allora come faremo?" si inquietò Tripitaka. I quattro precettori risposero: "Perché quel tizio che ha offeso il cielo riceva pioggia. leccata tutta la farina e fuso il catenaccio. io non potrò far niente. nella Legge e nella Comunità. grande santo?" "Quasi ci siamo: abbiamo raggiunto la frontiera dell'India e ci troviamo in un governatorato che si chiama Fengxian. grande santo?" "Avrei bisogno di vedere per affari il Venerabile celeste." Scimmiotto. il cagnolino leccare tutta la farina e la fiammella fondere la barra." Quest'ultimo si aggiustò la veste e scese giù dalle sue nubi di cinabro con le nove fenici. e si accusava dei suoi peccati. Allora i funzionari daranno via libera ai draghi. sotto il catenaccio ardeva una lampada. che non è una donna saggia. di qualunque strato sociale. Volevo sollecitare l'assistenza dei vostri addetti al tuono. Allora le montagne si dissolverebbero e il catenaccio si spezzerebbe. "Qual buon vento vi porta." Proprio in quel momento giunse il messaggero che recava testi taoisti e rescritti buddisti compilati a Fengxian come suppliche." Ciò detto scomparve." "Dove porti le carte?" "Nella Sala della Penetrante Chiarezza. un monte di farina e un gran catenaccio d'oro. ma non osa muoversi senza carta bollata: perciò sono venuto a pregare l'Imperatore di Giada di promulgare un editto. "Che cosa significa?" chiese Scimmiotto che continuava a non capirci niente. Mi arrabbiai tanto che rovesciai il tavolo delle offerte e urlai quello che mi veniva in mente. maestro. Perché qui piova." Scimmiotto non conosceva i fatti e insisté per ottenere l'udienza. Avvisi urgenti diffusero a tutte le famiglie. fummo testimoni della malvagità di quell'uomo: gettava ai cani le offerte dedicate al Cielo e bestemmiava in modo tremendo. il cancelliere addetto alle Rettifiche dei Registri e l'ispettore della Incorruttibilità. che non aveva scelta. In seguito mi dispiacque molto di avere perduto le staffe in quel modo. "Mi pare che il governatore ce la stia mettendo tutta. con una capriola nelle nuvole. quelle cose devono essere distrutte. È venuto a sollecitare un decreto di pioggia per quel paese. il 25 della dodicesima luna." "So tutto. Poi romperò il catenaccio. di collocare davanti a ogni porta una giara d'acqua pura con rami di salice e d'onorare il Cielo bruciando incenso. e uscì vergognoso e scoraggiato. Non so se sia permesso far piovere da quelle parti. dove incontrò il delegato allo sportello del Tuono. C'è poi un cavalletto di ferro che regge un catenaccio d'oro con la barra grossa un dito. nelle case dei grandi dignitari e in quelle del popolo minuto. e io chiamai i cani perché facessero piazza pulita. Per conto suo fece diffondere l'ordine urgente di esporre in ogni casa le tavolette del re drago." Il governatore batté la fronte a terra e giurò di rifugiarsi nel Buddha. "Ha fatto mettere nella Sala dei Profumi Avvolgenti un monte di riso alto dieci tese e uno di farina alto venti tese: un pollo becca il riso e un cagnolino lecca la farina." "C'è tutta una storia sul governatore di Fengxian. "Tutto come dicevi tu. e chiedere che ti assegnino le divinità del tuono. Scimmiotto si rivolse a Porcellino e Sabbioso: "Badate voi al maestro. Scimmiotto si trovò circondato dalla folla dei funzionari che chiedevano notizie. nei viali e nei vicoli. "Ricordo benissimo: tre anni fa. Davanti alla Sala della Penetrante Chiarezza incontrò i quattro grandi precettori celesti. l'ordine di bruciare incenso e di pregare il Buddha. Tripitaka partecipava alla cerimonia leggendo sutra. facevamo un giro d'ispezione nei diecimila cieli e nei tre mondi. e ha condannato il paese a restare senz'acqua finché quegli oggetti non siano distrutti." "Se vi pentite e vi volgete al bene. "Portami con te: mi trasformerò in qualche modo e mi ci vorrà poco a ingoiare il riso e la farina. bruciando bastoncini d'incenso. "Lascia perdere. "La strada è un'altra" spiegò Scimmiotto." "Se le cose stanno così. era giunto alla porta ovest del Cielo. Tutti insieme lo introdussero nella Sala delle Nuvole Misteriose e annunciarono: "Vostra maestà. Poiché mi onorate del vostro aiuto. spero che mi farete sapere di più sulle misure prese lassù nei miei confronti. "Al momento di venir via. in modo che possiamo riprendere il viaggio. Quando si udì salire da tutta la città il brusio ininterrotto delle preghiere. Sulla sinistra. Puoi andare direttamente all'ufficio di Risposta al Primordiale. si potrebbe fare così: io torno a casa a predisporre i miei collaboratori e voi vi prendete la pena di presentarvi a rapporto lassù. Un galletto non più grosso di un pugno becchettava il riso. "Fai quello che occorre" gli disse il monaco cinese. durante una cerimonia che durò tre giorni furono scritte e inviate in cielo infinite suppliche." "Non è difficile" rise Porcellino." Ma il re celeste disse: "Grande santo. se vi impegnate senza indugio a leggere sutra e pregare il Buddha. Il ritorno al bene è avvenuto." "Quali cose. i precettori celesti mi hanno detto che può bastare un'opera buona per risolvere il problema. Mi sono rivolto al re drago. magari di mettere in pericolo la vostra vita. Ma non avevo idea che il Cielo si fosse offeso al punto da infierire su tutto il paese. metto . "Porta a buon fine la tua incombenza. "Vietata o no. io faccio un'altra scappata lassù. non perdete l'ottimismo. che si è trovato a passare dal governatorato indiano di Fengxian. dove vide un monte di riso alto una diecina di tese e uno di farina alto venti tese." "Non dire sciocchezze. "Io salgo un momento in Cielo e torno subito. Egli si complimentò con il grande santo: "Il merito di queste buone intenzioni è tutto dei vostri incitamenti al bene. avete offeso il cielo e la terra." "Vengo con te." "Sbrigati" concluse Sabbioso. Ma i precettori mi hanno suggerito di provare a riportare al bene il governatore. grande santo?" "Il governatore di Fengxian. perché i precettori celesti le sottopongano all'attenzione dell'imperatore di Giada. un pensiero di bontà e di compassione. Il messaggero delle suppliche ha già portato all'Imperatore di Giada un gran pacco di documenti che provano la conversione avvenuta. Se l'è legata al dito e ha fatto allestire tre cose per non dimenticare. vediamo se sono ancora capace di combinare qualcosa. ciò in tutta la città. che è afflitto da una tremenda siccità. fratello?" si intromise Porcellino. I precettori risero e gli dissero: "Grande santo. Occorre acqua. che gli chiesero: "Quali affari vi portano da noi." "Che cosa vuoi fare. e i precettori celesti mi hanno mostrato il monte di riso e tutto il resto. e io farò cadere la quantità di pioggia decretata." Il colpevole si prosternò: "Come sapete ciò che è accaduto tre anni fa?" "Rispondete a me: è vero che gettaste ai cani le offerte dedicate al Cielo? Vuotate il sacco. Per risolvere le difficoltà basterebbe commuovere il Cielo con una buona azione." "Durante il rito mi accapigliai con mia moglie. a un cavalletto di ferro." "Conoscerai l'espressione popolare: una faccia tosta come quella della mosca nella ragnatela" rispose beffardo Ge Xianweng. sotto la quale arde una lampada. Altrimenti faccia il piacere di occuparsi dei fatti suoi. la pioggia sarà assicurata. È un posto in cui non piove da tre anni. bisogna che lassù sia beccato tutto il riso." "La pioggia è vietata in quella regione" risposero i precettori. Invocava Cielo e Terra." Scimmiotto seguì il consiglio e salì al nono cielo." "Non è un caso se sono rimasti all'asciutto." "Dunque sarebbe per quel tale Direttore" rispose l'imperatore." Ritornato nel mondo di Sotto e nello yamen. un cagnolino giallo leccava la farina. fatemi vedere sua maestà. con la barra grossa come un dito. e qui pioverà a catinelle. L'Imperatore di Giada ha fatto allestire un monte di riso. e ha visto e sentito tutto. quella gente ha pregato tanto che ancora mi ronzano le orecchie. "L'affare per cui mi sono permesso di disturbarvi nel vostro stimato ministero è una richiesta di pioggia per il paese di Fengxian." Scimmiotto fu accompagnato nella Sala dei Profumi. potrò fare qualcosa per voi. dove siamo giunti con il mio maestro. il 25 del dodicesimo mese. era appeso un catenaccio d'oro alto un piede e tre o quattro pollici. Torno dall'Imperatore di Giada per supplicarlo di nuovo." Quando Scimmiotto giunse alla porta del Cielo.incline alle opere buone. mi ha incaricato di invocare la pioggia per il suo paese. mi hanno spiegato che sarebbe stato sufficiente ricondurre al bene il governatore e i suoi: perché il Cielo deve ascoltare la gente per bene. Perciò mi sono permesso di venir qui direttamente. da parte sua uscì dal diagramma dell'Orsa Maggiore per andare a informare Tripitaka. la cui fiamma lambiva la barra. grande santo. per sollecitare l'autorizzazione a far piovere. Prese da parte il governatore e gli disse: "È tutta colpa vostra: tre anni fa. facciamolo entrare" intervenne Xu Jingyang. la fortuna ritornerà spontaneamente. e la popolazione soffre molto. su al nono cielo. Il governatore restò di sale: "Dov'è andato a finire il reverendo?" "Ha fatto un salto in Cielo" lo informò Porcellino ridendo. Il cibo si sparse per terra." Scimmiotto se lo tenne per detto e ripartì senza nemmeno congedarsi dall'imperatore. Alla porta. Fatele vedere a Consapevole del Vuoto: se vuole il decreto. c'è qui Scimmiotto Consapevole del Vuoto. e fece rizzare un altare. bestione! Sono decreti del cielo di Sopra: là non fanno entrare uno come te. il re celeste non osò trattenerlo." "Proprio quel giorno l'Imperatore di Giada faceva il suo giro di ispezione nel mondo di Sotto. "Ma guardati dal mentire. Il governatore fu invaso da sconfinato rispetto. fratello?" chiese Porcellino. si arrese e lasciò ripartire il drago." "Badate voi al maestro" raccomandò Scimmiotto a Porcellino e Sabbioso. Quando avrai tuoni e fulmini. Intanto Scimmiotto. il re Difesa del Regno gli chiese come era andata. non occorre che tu chieda un'altra udienza all'Imperatore di Giada. Mentre passavamo dal suo paese. l'imperatore non vuole promulgare il decreto. Convocò subito preti e monaci. Quando mi hanno visto scoraggiato. Ma se non cambiate. dove lo accolse il re Difesa del Regno con i suoi soldati e giganti: "Sei venuto a capo della tua impresa di cercar scritture." Il governatore si prosternò e supplicò con voce implorante: "Sono pronto a ubbidire alle vostre istruzioni. Me ne ha parlato ieri l'Imperatore di Giada. il re celeste gli chiese: "Ancora qui?" "Quel governatore si è convertito. il pollo dovrà beccare tutto il riso. Provate a ricondurre quell'uomo al bene: se ci riuscite." Scimmiotto ci rimase male.

Venite a vedere da vicino. Ora la gente di Fengxian sa in quali dèi credere. Scimmiotto risalì da loro per salutarli e disse: "Grazie del disturbo che vi siete preso." La compagnia partì immediatamente e giunse ben presto nei cieli della regione di Fengxian. quando l'Imperatore di Giada vide gli incartamenti dei preti taoisti e dei monaci buddisti. Il ragazzo delle nuvole è molto carino. ritorneranno più volentieri a farvi visita e recar pioggia. il dio del suolo e diverse altre divinità locali. le divinità riposero l'attrezzatura. mentre Scimmiotto ritornava a terra. L'imponente generale Tuono ha una gran bocca con gli angoli rivolti all'ingiù. Mare liscio e fiumi limpidi sono pegno di pace universale. batte sulle tettoie. I fulmini rigavano lo spazio e il tuono rimbombava." Gli dèi si tennero a mezz'aria. I loro cuori saranno puri e rivolti al bene. I germogli si gonfiano. Scimmiotto si trovava in compagnia di Deng. Zhang e Tao. Il vento soffiava ammassando le nuvole. recando vento ogni cinque giorni e pioggia ogni dieci. che la gente del posto vi assicurerà con fede sincera nei momenti stabiliti. che il monaco cinese fu invitato a presiedere. Non possiamo ritardare troppo il nostro cammino. Torna sulla terra L'età dell'oro e il raccolto abbondante. Erano giusto tre anni che a Fengxian non si udiva un tuono." L'Imperatore di Giada si rallegrò e promulgò il seguente decreto: I dipartimenti del vento. Gli dèi si pavoneggiarono per due ore buone. Il conte del vento sbarra gli occhi tondi sotto le sopracciglia cespugliose. I lavori del monastero e del santuario per il culto ai pellegrini erano già molto avanzati. Il governatore li invitò a ispezionare il cantiere. che si mobilitarono immediatamente per coordinare l'esecuzione e sostenere il prestigio degli dèi nel mondo di Sotto. al massimo un paio di giorni. non soddisferei la decimillesima parte del debito che abbiamo tutti verso di voi. I quattro precettori trasmisero il decreto agli uffici competenti." Da parte sua. I canali sono in piena da est a ovest. delle nuvole e del vento. nera e densa caligine: il carro del tuono rotola fragoroso. Nel corso dell'intera giornata. il catenaccio d'oro si è rotto. insieme alla Madre del Fulmine. Xin. quando giunse una tal folla di divinità da riempire tutto il cielo. Anche se me li incidessi nel cuore. Ritornato da Tripitaka. Ora grano e miglio prosperano. ora potete ritornare in ufficio. Xin. possiamo chiudere le valigie e ripartire. se la pioggia cade al momento giusto. dove predispose le proprie operazioni. che tutti lodarono. perché pregasse il Cielo e bruciasse incenso. davanti alla tavoletta su cui incideremo i vostri nomi. Si vedevano dunque: il re drago che rivela la sua immagine. con la faccina di giada e il berrettuccio d'oro. su monti e fiumi oscurati per mille leghe si rovescia la pioggia e inzuppa la campagna. mentre i fedeli continuavano a genuflettersi e prosternarsi. costruiremo un santuario per rendervi fin da vivi il culto delle quattro stagioni. boati come se sprofondassero le montagne." Ma si fece avanti il governatore: "Che cosa dite mai. Dovreste aprire un varco in mezzo a tutte queste nuvole e farvi vedere di sotto. "Ma devo ricordarle che siamo in viaggio per l'Ovest. in conformità del presente ordine. il ciambellano di servizio introdusse il tudi. si rechino nel governatorato di Fengxian e oggi stesso. tutti ripetevano: "Namo Amitâbha Buddha! Namo Amitâbha Buddha!" Queste grida di buoni pensieri commuovevano il cielo di Sopra. chi agitava i rami di salice. scuotimenti che fanno barcollare la terra. il guerriero del tuono che inarca il suo corpo gigantesco. Poi si dedicò un giorno a una funzione religiosa di resa di grazie. Scimmiotto suggerì al maestro di dargli un nome. solo se vi mostrate potete contare sulla loro vera fede e su un culto durevole e convinto. il grande santo propose: "Ora che il caso è risolto e il popolo in pace. Come potete parlare di ripartire?" "Non voglio certo contestare il fondamento delle parole di vostra grandezza" rispose Tripitaka. La sera stessa mise all'opera molte persone per preparare il banchetto e per edificare il santuario. Brontola il temporale. Come tutti sanno. Porcellino e Sabbioso accanto a sé. È il caso di dirlo: un pensiero rivolto al Cielo. delle nuvole e della pioggia. che dichiararono unanimi: "Il governatore e la popolazione della città si sono convertiti al bene. con Scimmiotto. Perciò vi supplichiamo di manifestare la vostra compassione e di far cadere la pioggia. brucia bastoncini d'incenso e si distoglie dalle male azioni. mentre l'acqua ruscella nei sei viali e nei tre mercati." Le divinità promisero e se ne tornarono ai rispettivi dipartimenti." Un ufficiale incaricato della sorveglianza della Sala dei Profumi Avvolgenti riferì: "Le montagne di riso e di farina sono scomparse. I mercanti ritrovano la gioia del commercio. il governatore e i suoi ufficiali li servirono a suon di musica. il ritorno della fede. il raccolto sarà abbondante. e presto piovve a dirotto. Fu una bella festa. "Non ringraziate me" disse Scimmiotto. Mi sono permesso di farvi preparare un modesto banchetto per testimoniare la nostra gratitudine. Il monastero aveva sale e padiglioni imponenti e un magnifico portale d'ingresso. e tutti videro gli dèi in gloria nella loro vera forma. l'acqua cade a rovesci. soldati e gente comune si inginocchiavano davanti all'insolito spettacolo. i quattro dipartimenti sono quelli della pioggia. Che bellezza! Spesse e pesanti nubi." Fu subito diffuso un nuovo invito urgente alla popolazione. Penserò io a organizzare offerte e ringraziamenti. inchinandosi a ogni passo." Il governatore non voleva saperne. recati dal messaggero delle suppliche. che unisce alla virtù la competenza" disse sorridendo Scimmiotto. a tratti illuminato dai fulmini. "Lo chiameremo" disse Tripitaka "Monastero del Buon Soccorso di Lunga e Dolce Pioggia. I fulmini sono serpenti d'oro. Giganteschi fuochi fatui. "Sono edifici enormi! Come avete fatto a erigerli in così poco tempo?" "Molti operai ci hanno lavorato giorno e notte. spargano le nuvole e versino tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. Il governatore lo venne a ringraziare. Quando vi avranno visto in faccia. Nei campi fioriscono frumento e canapa. non manca all'appello una sola famiglia. i quali avevano già ordinato alla signora Fulmine di mettersi al lavoro. come dice il vecchio poema: Dell'uomo non c'è pensiero Che sfugga alla terra e al cielo. Ed è l'effetto D'un pensiero. rendono omaggio al Buddha e onorano il Cielo. Al festino del primo giorno seguì un banchetto il giorno successivo. In città e nei sobborghi. Zhang e Tao. i meandri dei torrenti si congiungono da nord a sud. Alla fine passarono quindici giorni. Se non fossero pagati Bene e male. Ma Scimmiotto gridò con voce tonante: "Divinità dei quattro dipartimenti. lo dicono anche i versi: Dolce la pioggia dopo lungo tempo Di siccità! Tornano ad animarsi I canali e i mercati. Crepe di fiamma che illuminano tutto il cielo. crescono i fagioli negli orti intorno ai villaggi. spruzza le finestre. Il male d'altri tempi si è dissolto Coi tre tesori. Se ne stanno sulle nuvole azzurre come sopra un altare da cerimonia. e un altro ai complimenti e ringraziamenti d'uso. "Ho trattenuto per voi le divinità dei quattro dipartimenti: fareste bene a convocare più gente per esprimere la vostra gratitudine. Il popolo vive contento. l'universo Ne resterebbe sconvolto. vostra signoria!" gridò inchinandosi. alla tal ora. Grazie all'iniziativa del grande santo. il ragazzo delle nuvole che fa capolino e il conte del vento che si degna di comparire. il tuono è il chiasso di un'incredibile quantità di insetti. crede a ciò che vede. La gente se ne sta chiusa dentro casa. Il drago ha il volto celeste con le barbe d'argento. i contadini il gusto dell'aratura. dichiarò: "Vedo che questa gente è piena di buoni pensieri. gli dèi delle mura e dei fossati. Quando brilla la riga rossa. Quando furono caduti tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. Chi si metteva un bruciaprofumi sulla testa. aspettate un momento con i vostri arnesi: vado a cercare il governatore perché vi presenti i suoi ringraziamenti.subito a vostra disposizione Deng. ufficiali. andate a vedere a che punto sono quelle tre cose. cari miei. spinti dalla gratitudine e dai miei ordini. mille speranze esaudite." "Siete proprio un saggio governatore. A voi si chiede di dare una mano. montagne e fiumi tremano per mille leghe." "Che bel . Le nubi si dissiparono. "Voi avete compiuto un atto d'incommensurabile bontà. perché oggi hanno visto i guerrieri del Cielo. Infatti. azionino il tuono. L'indomani fu dedicato a un sontuoso festino. gli alberi secchi riprendono vita. La gente. del tuono. Acquisteremo un terreno perché le vostre signorie ci fondino un monastero.

tenendo il maestro per mano. La città era grande e bisognò camminare a lungo per giungere alla residenza del principe. Quando la gente apprese che non sarebbero rimasti più a lungo. E SCIMMIA DELLO SPIRITO E MADRE DEL LEGNO ACCETTANO DISCEPOLI. ma il principe lo fece salire accanto a sé e lo invitò a sedere. lo ricevette subito. e ama il popolo. Una folla di monaci. ma solo per gli altri" sogghignò Porcellino." Il bestione abbassò il grugno. Il tempo correva veloce come la spola. "Nascondi la tua brutta faccia e non dire malignità. perché temo che siamo in ritardo sulla tabella di marcia" obiettò Tripitaka. cui erano state inviate placche dorate per invitarli a intervenire. come dicono i versi: Dietro mura di ferro la città sta sicura: Fra l'acque e la montagna. con l'abito leggero stretto alla vita da una striscia di stoffa a uso di cintura. che era effettivamente un saggio. e il merito è tutto tuo. né tanto meno metterli alla porta. la corte di giustizia. dopo questa partenza." Proseguirono dunque a piedi attraverso i sobborghi. Entro nella residenza per far vistare il passaporto. cioè 'Splendore di Giada'. Tutti gli ufficiali. "ecco un'altra città. Erano tanto brutti che il personale di servizio non osò avvicinarsi. A vedermi legato. reverendo?" "L'umile monaco che sono è mandato dalla corte dei Tang a salutare il Buddha nel Monastero del Colpo di Tuono. Solo Scimmiotto procedeva noncurante. esci a cercare i discepoli del reverendo e invita a pranzo anche loro." "Maestro. Le limpide notti. ma lui rifiutò: "Non occorre: la strada da fare è poca. Se lo andrete a trovare. cercavano rifugio nelle porte. "Mi raccomando. ritornò verso i discepoli per riferire le notizie. il monaco cinese sul suo cavallo si rivolse al Novizio: "Saggio discepolo." "È la bontà in persona. che doma scimmie e maiali. secondo l'appetito. che fretta c'era di scappar via?" "La solita bestia" brontolò Scimmiotto. Ma non avevamo mai visto un bonzo come questo. qualcuno scivolava e cadeva. e musiche. ma l'arancia già si colora di giallo. Riferisce il racconto che. Il corteo che li aveva scortati si mosse per ritornare solo quando furono scomparsi all'orizzonte. che affrettavano il passo. "Chiedete se si può acquistare foraggio per il cavallo. e il principe. prospera il poligono rosso. prudenza!" diceva Tripitaka. ma continuò a ridacchiare fra sé. Il santuario dei pellegrini era stato eretto a sinistra della sala grande. "Non hai visto l'insegna? 'Albergo per i visitatori'. che si chiama Yuhua. ignora la paura. "In famiglia. quello del re drago e così via: uno per ciascuna delle divinità che avevano portato soccorso. Mi meraviglio anch'io della potenza magica del nostro condiscepolo anziano. il frutto del mandarino è ancora verde. non vi preoccupate" assicurò Scimmiotto. lo posò sul tavolo e chiese: "Reverendo. Se poi non sapete quanto tempo occorse. Non sono riuscito a tenere il conto di tutte le prove che ho dovuto superare prima di giungere nel vostro bel paese. "Tante volte. Perciò si sedettero dove vollero. e della sua compassione che copre la terra intera. caro donatore?" "Maestro di meditazione che conoscete la Via. questa buona azione è ancora più meritoria del salvataggio dei bambini del regno di Bhiksu. MANIFESTA LA POTENZA DELLA LEGGE." "Non me ne parlate. essi vollero aiutarlo a risalire a cavallo. il servizio delle cucine e l'albergo per i visitatori. Per lingua e aspetto. il gallo di campagna celebra cantando la raccolta dei fagioli. Dopo l'ispezione si preparò la partenza. Quando il vecchio si fu allontanato. "Consapevole del Vuoto" disse il reverendo indicandola con il frustino. e follie. e aggiunse la propria firma con evidente piacere. Le taverne si sprecano: Gran tavole imbandite. Dopo il ponte sospeso." Sabbioso portò i bagagli dentro l'albergo. ascoltate il prossimo capitolo. "Ciambellano. Poi ripiegò il documento. GIUNTO A YUHUA. si assottiglia il mantello delle montagne. Tripitaka lo salutò tenendosi a rispettosa distanza. "Discepoli" disse Tripitaka. finì per alzare il grugno e dire: "Quando mai un bonzo riuscirebbe a sottomettere il re dei maiali?" La gente si sbandò dallo spavento. Sabbioso cercava di nascondere la faccia. CAPITOLO 88 LA SCUOLA DEI PRÌNCIPI OVE MEDITAZIONE. fiancheggiati da taverne e da case di piacere. è un membro della famiglia reale. Ti sembra di abitare a Chang'an la divina: Persino cani e gatti litigan come in Cina. dopo aver preso lietamente congedo dal governatore. ma uno dei suoi suggerì: . e poi ce ne andremo. Navigando sul lago i mercanti le recano Ogni specie di merce." L'ufficiale non trovò nella strada nessun eminente discepolo." "Quando mai ti avrei pestato i piedi?" domandò Scimmiotto. tu ci provi gusto. ma questa pioggia ha salvato diecine o centinaia di migliaia di vite umane. Nel crepuscolo risplende la fredda acqua del lago davanti alle case dai comignoli fumanti. Il signore della città. che attraversiamo un ponte. ce ne sono anche qui. fu una gara per fornir loro il viatico. Intanto il maestro si era presentato all'ufficiale di servizio. Scompare il rigoglio della vegetazione. Vediamo una città di cui ignoriamo il nome. invece. che inoltrò la sua richiesta di udienza. superarono la porta della città e si inoltrarono per i larghi viali affollati. "Come volete che lo sappia? Quando arriveremo. gli abitanti non differivano dai cinesi. L'oca selvatica si rifugia nel casolare abbandonato. in corpo e deputazione. Come si chiamerà?" "Non abbiamo mai viaggiato da queste parti" rispose Scimmiotto. Era la grande capitale di una regione importante. "Ci penso io." Sentì che un moggio di riso costava quattro decimi di oncia d'argento. "Pensi solo a riempirti la pancia. Dopo lungo cammino i quattro pellegrini videro nuovamente levarsi all'orizzonte la massa scura di una cinta muraria. con una smorfia si assestò i bagagli sulla spalla e seguì ansimando gli altri. celebrò le cerimonie e bruciò l'incenso." "Si capisce" fece coro Sabbioso. Intorno alla piazza c'erano anche gli uffici amministrativi. Piantala e cammina. e anche allora non si risolvevano a lasciarli andare. "aspettatemi qui." Porcellino non osò replicare. in cui la luna bianca si affaccia alle finestre. vi riceverà di sicuro con rispetto. irritato." Porcellino. per incontrare il Buddha." "Quattordici anni! Suppongo che il vostro cammino sarà stato ritardato da molti ostacoli. principe di Yuhua. sappiate che la nostra umile regione è una provincia dell'impero dell'India. e l'olio di sesamo otto millesimi la libbra." Il principe prese in simpatia il visitatore e lo invitò a pranzo. Tripitaka pensava: "Ho tanto sentito parlare di questi paesi barbari dell'Ovest: tutto sommato sono uguali alla Cina. Bada a dove metti i piedi. "Non provochiamo incidenti!" Porcellino camminava a testa bassa. È un principe saggio: rispetta il buddismo e il taoismo. A me sa solo pestare i piedi. Profumano le felci. Non oso accettare. "Fuori mi aspettano tre giovani discepoli. lo chiederemo ai suoi abitanti. I monaci divini lasciano il Buon Soccorso. Avreste la bontà di farcelo sapere." Dal vicino boschetto sbucò un vecchio che si appoggiava a una canna di bambù. con fanfara e bandiere spiegate. esaminò incuriosito i sigilli e le scritte di tanti strani paesi. Tripitaka smontò da cavallo e lo salutò a mani giunte. C'erano anche il tempio del dio del Tuono. ve lo farò sapere. li vollero scortare per più di trenta li. presto ritornò l'autunno." Tripitaka lo ringraziò. "Bestia!" gridò Scimmiotto." "Dobbiamo restare qui in piedi?" domandò Porcellino. lessato o cotto sotto la cenere. e li guardarono allontanarsi con le lacrime agli occhi. Nel caso che il principe ci invitasse a pranzo. che cosa ti costava lasciarmici stare per sei mesi? Là prendevo bei pasti regolari. sono seguite da chiare mattine gelate. Quando Tripitaka gli presentò il passaporto. Dopo tutta la compassione che hai riversato su un milione di persone nel governatorato di Fengxian. La gente si spingeva per guardarli. Diavoli e mostri a migliaia. tutti esclamavano: "Di monaci eminenti. è una disgrazia. Le foglie rosse volano nel vento.nome!" approvò il governatore. Durante il viaggio l'inverno è ritornato quattordici volte. ma essi non accettarono un soldo. Che distanza c'è da qui al paese dei grandi Tang?" "Non saprei con precisione. calzato di sandali di fibre di palma. avete attraversato molte contrade. animati da un'intensa attività commerciale. appeso. Andate a sedervi là dentro" rispose Tripitaka. "A Bhiksu furono salvati mille centoundici bambini. Concede il grande santo le sue grazie a ciascuno. La pusa Guanyin disse una volta che la mia meta era lontana cento ottomila li. capaci di sottomettere tigri e draghi. Il vecchio si fermò e rese il saluto: "Da dove venite. Fuman mille comignoli nelle sue lunghe vie. questo lo convinse di essere giunto nel paese di Bengodi. ogni anno vi si dovevano recare le offerte delle quattro stagioni. Ecco perché questo è detto il paese della gioia assoluta.

ne piantò la punta nel suolo con un colpo secco a una profondità di tre piedi. I giovani principi. perciò sono tanto goffi e non conoscono le buone maniere. ragazzo: te la regalo. né il corpo grossolano la bellezza dell'anima. abbassarono a terra le loro nuvole e riposero le armi. lenta parata." "Magari ci potevamo inchinare tutti insieme. Non avevamo mai assistito a niente di tanto meraviglioso. Tripitaka se ne accorse e giunse le mani: "Altezza. Adesso. per entrare qui a dir sciocchezze?" "Sono le loro altezze. ed estrasse da dietro l'orecchio il suo ago cerchiato d'oro. dove per ora il racconto li lascerà. Ed è questo il motivo per cui i monaci Salvan l'umanità. completata la dimostrazione dei loro talenti. Delle armi divine che maneggiano Rivelano la grande perfezione. e che ci accogliate come discepoli. che si preparavano a ripartire. otto indietro. Ma non so a quale presenza di dèi o di immortali fosse dovuta. i suoi discepoli si tennero da parte. Il terzo principe. ad astuta finta. che si inchinarono profondamente. Uomo e sbarra formavano figure di ricamo su broccato." Fece un balzo a piedi giunti e ascese in cielo menando fendenti con il suo bastone. Sabbioso lo scartò con la mano." Il principe dominò la paura e si affrettò a spedire i pellegrini a pranzare nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. io? Tutta energia risparmiata. Quando poi li ho guardati in faccia." Scimmiotto si mise a ridere: "Dovevi fare come me. Non conosci il detto: ci sono persone di qualità. brusca risposta. lo ringraziarono e andarono a sedersi ai loro posti. e disse ridendo: "Prendi questa. e l'ho invitato a pranzo." I giovani vi fecero irruzione e gridarono: "Siete uomini o diavoli? Rispondete. e ho bruciato incenso con vostra madre. Vien riempito Lo spazio dalle cause della Via. Maestro e discepoli tacquero e mangiarono. giungendo le mani. Spero ardentemente che vorrete perdonarli. dove l'ufficiale di mensa li fece accomodare e ordinò di servire il pasto. un po' di civiltà! Non spaventare la gente con le tue cattive maniere. quando mi ha detto di avere tre discepoli. cinque a sinistra. La bruttezza del volto non esclude la bontà del cuore. Insomma. i figli del nostro principe" risposero per loro gli ufficiali di mensa. Ho fatto riverenze." I tre principini erano appassionati cultori di arti marziali. Avreste per caso intenzione di battervi?" Il secondo figlio si mise in posa di combattimento. Le guardie tremanti dovettero guidare i tre alla residenza e li introdussero nella sala di udienza. A rapido attacco. signori. e ne acquisteremmo meriti senza pari. "sono seduti a tavola nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. "Come potete immaginare. che cosa devo fare?" "Ti ho detto di salutare la gente quando la incontri" precisò Tripitaka. Il reverendo fu preso dal panico e si gettò nella polvere." Lo levò dalla cintura e lo roteò cavandone mille raggi di luce dorata. I suoi tre giovani figli lo videro comparire con il volto turbato e chiesero: "Che cosa vi è accaduto?" "Ho ricevuto un bonzo delle terre dell'Est in cerca di scritture. Porcellino alzò il naso dal piatto: "Vedo che siete armati. Le luci che avete visto venivano dalle loro esibizioni. Lo spettacolo si vedeva da lontano: non solo il personale del padiglione. che aveva il temperamento più focoso. manifestazioni di divinità. Porcellino scoppiò a ridere: "Il tuo rastrello è il nipotino neonato del mio. ma gli altri tre sono proprio diavoli!" Porcellino continuava a mangiare come se niente fosse. Che cosa ne pensate?" Il principe diede il suo consenso. I miei rozzi discepoli sono brutti. che sbadigliava seduto su una seggiola. ho invitato anche loro. se tenete alla vita. si ritirò negli appartamenti privati. non vi fu uno che non si prosternasse pronunciando il nome del Buddha. rovesci le montagne. Il principe li invitò tutti nella residenza privata a bere il tè. si erano inginocchiati nella polvere. ma il principe stesso nella sua residenza e tutta la cittadinanza. lasciò cadere la ciotola e si inchinò: "L'umile monaco che sono è un inviato della corte dei Tang. quattro in basso. "e non di metterci in ridicolo davanti a un principe. come se avesse messo radici. si videro comparire davanti i ragazzi e il padre. Perfetta comprensione mostra Spatola." "Non erano dèi o immortali: erano i brutti discepoli di quel monaco in cerca di scritture. i tre giovani principi si inchinarono e dissero: "Maestri! Noi siamo comuni mortali."Pare che ci siano in albergo tre bonzi mostruosi. che è venuto a far vistare il passaporto. Il giovane principe era inchiodato dallo stupore e non osava muoversi. I principini corsero dal padre in gran festa: "Incontriamo un'occasione fortunata fra mille! Avete visto lo spettacolo nel cielo?" "Ho visto nubi iridate. uomini e donne. E voi tre chi siete. Le apparenze rinviano a verità. e già questo non mi è piaciuto. siamo appunto i monaci che cercate. I tre condiscepoli. La nostra speranza è che ci accordiate una dimostrazione della vostra abilità. come merci di qualità? Come puoi ignorare la differenza fra un nobile e un tizio qualsiasi?" Durante il battibecco erano giunti nel luogo destinato. ho dovuto reclutare i miei discepoli sui monti selvaggi. ho visto tali orribili diavoli." "Tu l'aspetto d'uomo ce l'hai. Gli diede il diametro di una tazza e la lunghezza di due o tre tese. Non è certo comune la figura Della meditazione." Il principino gettò la propria sbarra e cercò di impugnare quella meraviglia." Porcellino. Subito arrotolarono le maniche e strinsero i pugni: "Non saranno creature malefiche delle montagne camuffate in forma umana? Aspettate che ci armiamo e andiamo a vedere di che si tratta. come la 'fontana di fiori sopra il baldacchino' o il 'drago giallo che avvolge le spire'." Tripitaka." L'ufficiale entrò a interpellare l'albergatore: "Dove sono i discepoli del monaco dei grandi Tang? Siamo incaricati di invitarli a pranzo. ma hanno buon cuore. Resero poi omaggio a Tripitaka. Ma qui non abbiamo spazio sufficiente. rassicuratevi. tirò fuori il suo bastone ammazza diavoli e lo mulinò provocando uno spettacolare fascio di nuvolette iridate. "L'altro giorno il maestro diceva che per essere educato devo salutare. fu preso dal panico e strillò: "Che orrore! Un diavolo porcello!" Scimmiotto intervenne per rimettere ordine: "Via." Porcellino tirò giù una riverenza e berciò: "L'umile monaco che vedete vi saluta!". non una creatura malefica. Intanto il principe. ora turbinando in senso antiorario. sette in avanti. pallido di spavento. forse saranno loro. monaci e suore. e non ci eravamo resi conto di chi foste. Quando si furono seduti. Sabbioso e Scimmiotto risposero: "Siamo esseri umani anche noi. quando alzò gli occhi su di loro. perciò abbiamo chiesto loro una dimostrazione. brandendo a due mani il rastrello a nove denti. fece scaturire sotto i suoi piedi una nuvola multicolore ed eseguì molte figure con la sua sbarra. si rivolse al reverendo: "Maestro. Metallo e legno mostrano potenza. I tre sono entrati senza rispettare il rituale dei saluti. Tripitaka se la prese con Porcellino: "Somaro maleducato! Potevi almeno star zitto. infine non poté resistere e urlò a gola spiegata: "Aspetta che vengo a divertirmi anch'io!" Bravo bestione! Salì sulle ali del vento e inventò una danza maneggiando il suo rastrello: tre colpi in alto. impressionati. Il vaso di cinabro è ovunque oggetto Di adorazione. Permettete che salga al piano di sopra e vi procuri un piccolo divertimento. L'afferrò con entrambe le mani e diventò rosso per lo sforzo. A trecento piedi da terra si arrestò. con sibili acuti e melodiosi. gridando: "Dove sono questi bonzi in cerca di scritture?" "Principini" risposero inginocchiandosi gli ufficiali di mensa. Sabbioso." Sacripante di un grande santo! Fece una capriola e balzò in aria con un sibilo acuto. lasciata la sala d'udienza. si gettò all'attacco con la sua canna laccata di nero. che non devo. Porcellino applaudiva. È un uomo straordinario. Ma lui spinge sempre avanti il suo grugno e grufola dappertutto" aggiunse Sabbioso. A un certo punto l'uomo scomparve e si vide solo la sbarra." Il maggiore impugnò una sbarra. fratellino. Le loro armi preferite sono uguali alle nostre. Scimmiotto vide che il maggiore usava come arma una sbarra. Quell'arma scatenata produceva il rumore di un temporale. ha pur qualcosa da imparare: I principi di Yuhua apprenderanno Che cosa sia tenere il giusto mezzo. con l'effetto di spaventarlo del tutto. prese la parola il principe: "Maestro." "Questo è il dio del camino! Il protettore della fuliggine!" Gli ordini sono ordini. "Mi prendete sempre in giro" si lagnò Porcellino. Per quanto sublime Sia l'India. preti e laici. ma non c'era niente da fare: non riuscì a muoverla di un pelo. Mentre si recavano al padiglione. Poi lo maneggiò intorno alla sua testa. Ci piacerebbe averli come maestri e imparare le loro tecniche: ci sarebbero utili per difendere il paese." Le guardie si misero a strillare: "Un altro fantasma! È uno spirito scimmia!" Sabbioso giunse cerimoniosamente le mani e fece notare: "Non è il caso di spaventarsi. il secondo un rastrello a nove denti e il terzo una canna laccata di nero. I pellegrini. Le aeree esibizioni dei tre condiscepoli erano smaglianti. Uscirono quindi di casa con aria fiera e minacciosa. sei a destra. che si lasciava dietro scie di faville. Ma anche il principe trasalì. civili e militari. giovani altezze. che non dovete stupirvi se sono ancora pallido. Ora è posto il frutto Sul cammino del bodhi: quivi giunta Ogni cosa si appaga meditando. . come udì la parola 'pranzo' balzò in piedi: "Eccoci qua!" L'apparizione provocò un accidente al povero ciambellano. Come apri la bocca. permettete che mi eserciti anch'io. né focolare in cui non si ardesse incenso pronunciando preghiere. ora girando in senso orario." Scimmiotto riprese la sua sbarra e rispose: "Volentieri. Sono un uomo. eccitato. Gli ufficiali rimasero a bocca aperta. che roteava vorticosamente incendiando di colori tutto il cielo. Lo maneggiò a due mani nelle figure della 'fenice color cinabro che guarda il sole' e della 'tigre affamata che si getta sulla preda'.

ma non c'era verso di smuoverli. Allora i pellegrini furono ospitati nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. con forgia e fornace. Ciò finì per attirare l'attenzione di una creatura malefica che abitava a una settantina di li dalla città. non chiediamo di meglio che di arruolare discepoli. si purificarono con abluzioni. se manca. Avevano acquistato una forza straordinaria: il maggiore fu capace di sollevare la sbarra cerchiata d'oro. Se proprio lo volete con tutto il cuore. Però ci chiediamo se acconsentirete. Riuscirono a eseguire varie figure e trucchi. A quest'ora soffrirai La nostalgia del tuo paese. insegnamento senza rigore: maestro inetto . e due piatti di pani deliziosi. Se diventano nostri discepoli. tuttavia maneggiare le vostre armi non è facile per noi. Il grillo Cantando sotto il letto. Il giorno precedente avevano ricevuto l'omaggio dovuto ai principi. potremmo dare un'occhiata alle vostre armi?" Porcellino mise a terra il suo rastrello. è come disegnare la tigre con i tratti del cane. In questo modo trasmise a ciascuno dei ragazzi il segreto che moltiplicava la loro forza per mille e diecimila. Come mai mastro Scimmiotto tiene invece la sua dietro l'orecchio? E come fa a diventare tanto grande?" Scimmiotto si mise a ridere: "Ragazzi miei. vi ho mancato di rispetto. I due principi più giovani cercarono di afferrarli. e Scimmiotto la trasse da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una tazza. Che meraviglia quei croccanti al miele. bruciarono incenso e pregarono rivolti al cielo. Egli fece questa sbarra per sondare mari. L'officina fu collocata nella corte anteriore. e si resero conto che non riuscivano a continuare: quelle armi magiche mutavano continuamente di peso e di dimensioni. Si chiama 'A piacer vostro' oppure 'Cerchi d'oro'. "Il destino ha voluto che finisse nelle mie mani. chi le adopera ci potrebbe insegnare come servirsene. ma sembravano libellule alle prese con colonne di pietra: la faccia si arrossava per lo sforzo. Le seggiole laccate sono ricoperte da cuscini di broccato ricamati. Ci piacerebbe farle imitare nella foggia. sapete che non siamo bravi a parlare. con l'acqua e il fuoco. quattro piatti di pasticceria dolce e leggera. ad apprendere i rudimenti di quest'arte. vi siamo riconoscenti della forza che ci avete fatto acquistare. "Insegnamenti di che genere?" domandò Scimmiotto. la sbarra giacque dimenticata in fondo all'oceano orientale. Con essa ho messo sottosopra i palazzi del Cielo e forzato le porte dell'Inferno. Il maggiore voleva vedere la sbarra cerchiata d'oro. Voi non sapete maneggiare le nostre armi. L'insegnamento continuò durante il banchetto. tracciò il diagramma dell'Orsa Maggiore e li invitò a sdraiarvisi con gli occhi chiusi. I tre ragazzi si prosternarono e chiesero: "Rispettati maestri. I miei occhi mortali non hanno visto altro e. e noi comunque non potremmo lasciarvele. Il suo ferro venne fuso da Yu il Grande al tempo in cui il caos incominciava a separarsi. ti dimostra Che ti capisce. che foste dei semplici monaci mendicanti venuti dal lontano paese dei Tang. Porcellino e Sabbioso si affrettarono a imitare Scimmiotto." E Tripitaka diede il consenso anche a loro. recitò alcune formule e alitò il suo fiato magico nelle loro viscere. Per quanto lontano sia dallo sdebitarmi verso di voi. Sabbioso appoggiò alla parete il bastone ammazza diavoli. Lasciate giorno e notte all'aperto. non è ferro comune. non si parla di denaro. non ce la fate. e il nostro scopo è di volgerli al bene." "Devo scusarmi con voi per aver creduto. se a tratti non giungesse Rumore di pignatte dal cortile Del vicino. di peso costante e più leggero. Questo è il momento in cui Splendon le stelle. si offerse loro un bagno caldo profumato e si prepararono ricchi letti e cortine. ed è un oggetto unico in terra come in cielo. Poi dichiararono: "Siamo pronti. Mi chiedo quanto pesino queste armi divine. "Il suo peso sarebbe di tredicimila cinquecento libbre. ma non so se i vostri eminenti discepoli acconsentiranno. Dopo un po' ansimavano. Allora Scimmiotto condusse i tre principini nella stanza più silenziosa del padiglione. "Lo stesso peso. sulla Montagna del Leopardo. Come dicevano gli antichi. Il banchetto durò fino a sera. scalando i monti e attraversando le acque. "Cinquemila quarantotto libbre. rinnovellò le loro ossa e i loro muscoli. in tutto questo lungo viaggio verso Occidente vi ho servito con tutte le mie forze e il mio cuore. Dèi e diavoli la temono: il sole impallidisce di spavento a vedersela puntare contro. che immantinente ordinò un grande festino di ringraziamento. I ragazzi si levarono da terra stropicciandosi gli occhi: si sentivano pieni di energia. è inutile. "ma per imparare occorre una forza adeguata. ma può crescere o ridursi. "È un'idea sensata. il secondo giorno le tre armi furono consegnate agli artigiani perché le copiassero." I principini entusiasti corsero a procurarsi un altare. ma a prezzo di grande fatica." Scimmiotto si mise a ridere: "Si vede. quindi dichiarò: "Onorato maestro. perché ci occorrono per difendere la Legge contro i diavoli. Il gioco era bellissimo. I miei figli ne sono rimasti incantati. Dopo che ebbe spaccato le montagne e drenato le acque. ma speriamo che autorizzerete anche a noi a prendere questi ragazzi come discepoli e a divertirci un po'. ma viene dalla notte dei tempi.comuni mortali . compreso il manico: il numero dei rotoli della Legge. Le mense furono tolte solo quando cadde la sera. In primo luogo. Il tè è quello divino di Yangxian: un aroma più squisito della cannella. mastro Porcellino e mastro Sabbioso. Crescono rigogliose nella notte Le erbacce sul sentiero." "Ma certo" approvò Porcellino. Il principe loro padre era fierissimo ed emozionato: si precipitò immediatamente a far preparare un altro banchetto di ringraziamento. e sottomesso mostri e lamie." "Il mio rastrello non è pesantissimo" rispose ridendo Porcellino. tavole incrostate d'oro da abbagliare gli occhi. Poi vi trasmetterò un po' della forza divina che occorre per praticare questa specie di arti marziali. quegli anellini fritti nell'olio e glassati di zucchero! Dalle bottiglie di vino di riso si versa una bevanda superiore al nettare di giada. il principe si recò con i figli a visitare i reverendi.vorrei pregarvi di una cosa." "E il vostro prezioso bastone quanto pesa?" chiese il principe più giovane. "Per ciascuna delle vostre armi. volute d'incenso. Ahimè! quelle armi fatate e luminescenti si sarebbero dovute tenere coperte per non attirare l'attenzione. "Come vedete. L'indomani i principini ritornarono a ringraziare: "Divini maestri. Sarà un bel ricordo del nostro viaggio. poi la piantò in terra davanti a lui. Dovunque ha vinto tigri e draghi. sento il dovere di sottoporre rispettosamente il caso al mio maestro. La mattina seguente. Posso renderla più piccola di un ago o alta fino al cielo. Ora che siamo giunti a una contrada del paese del Buddha. ma non fa dormire. questa non è una sbarra come potreste trovarne posate accanto al camino. Regnerebbe Il silenzio." Scimmiotto si rivolse a Tripitaka e lo salutò rispettosamente. altezza. Il canto del poeta Si estingue in un bisbiglio sul guanciale. e ora toccava a loro di rendere quello dovuto ai maestri. e la sbarra acquistò pian piano la capacità di emanare luce e di mutare le proprie dimensioni. sappiamo che siete buddha e immortali. ma in materiali consueti. con il massimo rispetto e devozione. prima bruciate incenso al Cielo e alla Terra. Ma ora che abbiamo ammirato nel cielo le danze guerriere di mastro Scimmiotto. Danze." La risposta piacque al principe. quando si stabilì la grande pace. in una grotta detta Gola di Tigre." Tripitaka fu felice di dare il proprio consenso. Il fratello maggiore li richiamò: "Fratelli. li risvegliò. ma loro ." "Siamo tutti agli ordini di vostra altezza. che ci prestano omaggio perché vogliono apprendere le arti marziali. Maestro e discepoli si godettero il restante corso della giornata con la famiglia principesca. Dimostreremo la nostra gratitudine facendovi ponti d'oro. e ciascuno dei principini dava saggio di quanto imparava. quello di mezzo il rastrello a nove punte e il minore il bastone ammazza diavoli. senza volerlo. Tappezzerie di seta. Nel cuore .sapere insufficiente: allievo incapace. incontrandovi. In secondo luogo. fiumi e laghi. Il tè dall'aroma penetrante accompagna frutta appena colta. Poi. e li pregarono di impartire i loro insegnamenti. Spero che i reverendi abbiano la magnanimità di insegnar loro qualcosa. rinviando le divinità primordiali al loro luogo d'origine. Da quando mi avete liberato con la vostra eminente virtù al Monte delle Due Frontiere." "Insegnare è facile" sorrise Scimmiotto. Pronunciò nella mente le parole di un incantesimo. per voi saranno come dei nipotini. Compiuto il ciclo. Passavano gli anni. Prima di procedere." I figli del principe convocarono dunque dei fabbri e fecero acquistare diecimila libbre di ferro e d'acciaio. i miei umili discepoli non vi negheranno nulla. non sono mai venuto meno ai precetti della dottrina. cinquemila quarantotto libbre" rispose Sabbioso. Si prosternarono davanti a Tripitaka e gli dissero: "Maestro. Il primo giorno fu dedicato a preparare il metallo. il vostro discepolo sollecita indulgenza. ho la fortuna di incontrare questi giovani principi.non potevano reggerlo a lungo. che non vi intendete di monaci come noi." I principini rinnovarono i segni di omaggio e di rispetto. canti e spettacoli diversi allietavano i convitati. "Mastro Porcellino e mastro Sabbioso nascondono le loro armi sotto i vestiti. diffusero intorno mille raggi di luce e riversarono ogni specie d'influsso benefico. Hanno una vera passione per le arti marziali e aspirerebbero.

che possano ospitare creature malefiche. corresse i particolari e alla fine garantì: "Tutto a posto. spingeva le bestie davanti a sé. stermineremo la mala genia e potremo riprendere la nostra strada. Signorie." Si incamminarono verso la montagna. riprese il proprio aspetto e sostò sul ciglio della strada. secondo altri. come dimostrava quell'assemblea 'del rastrello'. Sabbioso farà la parte del mercante di bestiame. "Ma volevo chiedere a vostra altezza se nei dintorni della città ci sono monti che si sappiano abitati da creature mostruose. dopo il duro lavoro della giornata. "non troviamo più le armi dei tre divini maestri. Sale portato dal vento. "Sentiamo che cosa hanno da raccontare. dormite ancora?" "Eccoci qua" rispose Sabbioso. ai fabbri e agli ufficiali. Porcellino sarà Imbroglio Strano e io Strano Imbroglio. torrenti che rumoreggiano in fondo ai burroni. Che ne dici?" Ridendo e chiacchierando. che sarà venuto a rubarle. Ieri sera le armi erano qui. Sabbioso. Li superò." "Ma che cosa dici. che si è portato nella grotta." Recitò un incantesimo e. Mentre si guardava intorno." Il principe fece acquistare dal suo maggiordomo sette od otto maiali e quattro o cinque montoni. "Che tesori meravigliosi!" si disse il mostro ardendo di bramosia. Una vasta struttura rocciosa dalle lunghe vene di drago: picchi aguzzi conficcati nel cielo." "Basta così!" esclamò Scimmiotto. Come si dice: Nemmeno per un momento Tu puoi lasciare la Via. e placche laccate di bianco che recavano i loro nomi: uno si chiamava Strano Imbroglio e l'altro Imbroglio Strano. Domani offrirà un banchetto per celebrare l'avvenimento: 'l'assemblea del rastrello'. Quando all'alba ritornarono alla fucina. salì su una nuvola per veder meglio. Bisogna arrestarli e dargli una buona bastonatura. Atterriti le stavano cercando da tutte le parti. Non ci starete per caso giocando uno scherzo. Ma non voglio certo lasciarla nelle loro mani. antenne d'argento. Scimmiotto udì voci che provenivano dall'altro versante della montagna. La Montagna del Leopardo distava dalla città una settantina di li. recitò la formula 'anniuchali'. Restarono immobili a occhi spalancati. impallidì e rifletté a lungo. "Sono creature malefiche in missione" si disse Scimmiotto. posto incomparabile destinato a diecimila anni di felicità. "Cerchiamole subito. alla retroguardia. La notte passata ha messo le mani su tre armi che sono tesori inestimabili. "Realizziamolo senza indugio." "Volete dire che è scomparso il mio rastrello?" gridò Porcellino. le tre armi erano scomparse. Diamo il denaro ai fabbri e chiediamo al principe di procurarci maiali e montoni. D'altronde noi regnamo su questa regione da cinque generazioni e. per carità. fratello?" obiettò incredulo Porcellino. terrorizzati. o vi ammazzo!" I disgraziati caddero in ginocchio piangendo: "Non abbiamo sentito nulla. PERCHÉ METALLO. "Vedo con soddisfazione che l'arma più apprezzata è la mia" rise Porcellino. Gazze e corvi volano gracchiando. Per utilizzarle come modelli." "Li andremo a trovare tutti e tre. scomparve con un sibilo. in modo che ci restino due o tre tael per comprare un abito imbottito per l'inverno." "Ecco una buona domanda. sopraggiunse il principe e si informò dell'accaduto. Da molto tempo sento dire che ci abiterebbe un immortale. avranno passato la notte a spingere e tirare per portarseli via. dormivano della grossa. L'altro giorno è riuscito a conquistare una vera bellezza. congedatosi da Tripitaka. "Chi li avrà messi là? È un'occasione da non perdere. se non l'ho mai visto?" Scimmiotto gli diede le istruzioni necessarie. discende lentamente splendendo nel sole. e i tre si congedarono. Draghi venuti da lontano appaiono e scompaiono dai nonupli meandri di una gran vena nascosta sotto la montagna. troveremo l'occasione di ricuperare le nostre armi." Sollevò un gran vento. Quando giunsero ai . mentre io vado a fare un giro da quelle parti. "Egregio fratello" diceva uno dei due." Corsero alla fucina. godiamo di una certa reputazione di saggezza anche all'estero. risparmiate le nostre vite innocenti!" Scimmiotto era silenzioso e aggrondato. concludendo: "Le armi dei nostri divini maestri non sono oggetti comuni: cento ladri tutti insieme non sarebbero riusciti nemmeno a spostarle. Quando i due gli giunsero davanti. perciò vi giunse in un batter d'occhio. I fabbri. corrono furtivi tassi e volpi. ma potete immaginare quant'era duro il nostro sonno. Le avete riposte voi?" "Certo che no!" esclamò Scimmiotto balzando in piedi. Mentre così si discuteva. Volò sopra le teste dei mostri per sentire le loro parole. d'altronde erano creature senza importanza. Sei proprio come lui. La catena montuosa è sul confine del distretto di Yuhua. fece uno sputo magico e li impietrì. Pini alteri e antichi cipressi si mescolano a vecchi alberi e bambù." In preda all'inquietudine. Non aveva armi per ammazzare i due. Voialtri" aggiunse rivolgendosi a Porcellino e Sabbioso. Confesso di non aver avuto modo di appurare come stiano le cose. la questione è chiusa" disse Scimmiotto. I fabbri si saranno resi conto che erano tesori inestimabili e. al monaco cinese. "come faccio a trasformarmi in Imbroglio Strano. Andò a vedere. Era una perfetta imitazione: Ali cosparse di polverina colorata." "È un bel piano" approvò Sabbioso ridendo. Alla fine brontolò: "È colpa nostra. e stamane non ci sono più.della notte notò l'inspiegabile luminosità. "Padroncini" dissero i fabbri prosternandosi. Scimmiotto li gettò nel fosso con uno scappellotto e frugò nei loro vestiti. dove si apre la Grotta Gola di Tigre. L'ipotesi non regge. CAPITOLO 89 UNA COMBRICCOLA DI LEONI OVE LEON FULVO INVANO PREPARA IL BANCHETTO DEL RASTRELLO. e avranno attirato l'attenzione di qualche mostro. gru e gibboni fischiano e gemono. levandosi dal letto per aprire la porta. Corsero al Padiglione dell'Essiccatoio della Garza: "Maestri. e scoprì due mostri a testa di lupo che risalivano il pendio nord occidentale discutendo animatamente. le hanno cercate dappertutto. non c'era nessun bisogno di lasciarle all'aperto durante la notte. in veste di venditore. secondo alcuni. quindi spiegò le ali e li raggiunse. Inoltre potremo fare la cresta sulla spesa. dove Porcellino diede in escandescenze: "Questi fabbri sono una banda di ladri! Restituite subito il maltolto. si trasformò in farfalla." "Per quanto riguarda i fabbri. "dal momento che dà il nome alla festa. Davanti alla montagna si stende un cuscino di erba di diaspro. A nord della città c'è la Montagna del Leopardo. trovò venti tael in una scarsella legata alla cintura di uno dei due. Guardando dall'alto." Quanto ai fabbri. Ascesi e meditazione Andran forse a farsi friggere? Se poi non sapete come si poteva fare a ricuperare quelle armi. Ciò che lasci non è Via(11). non per vantarci. su cui i fiori disegnano un broccato. Udito del furto. "Questa notte sono scomparse." Gli operai. Emanano luce. si impadronì delle tre armi e le portò nel suo rifugio. "è un momento fortunato per il nostro re. Ce lo godremo tutti quanti. si riconosceva la presenza di miasmi malefici. Così ci introdurremo nella loro tana. leggete il seguito. oppure una belva o un mostro. "Fratello" chiese Porcellino. Qui le leggi sono temute e rispettate da tutti." "Di fortuna ne abbiamo anche noi: ci hanno dato venti tael per acquistare maiali e montoni. li pregò di continuare il loro lavoro. "È certo colpa di quel furfante. Non conosce ostacoli quando va in cerca di fiori odorosi. essi supposero che i legittimi proprietari avessero preferito riporle per la notte. Scimmiotto si rallegrò di essere sulla buona strada. e scoprì la fonte del fenomeno nella corte del palazzo. Quando arriviamo al Mercato del Sud. in combutta con qualche complice. con una scossa. I ragazzi entrarono e si guardarono intorno: "Non vediamo le vostre armi. con quelle armi che si possono rimpicciolire a volontà?" "Vi assicuro che non c'è scherzo" rispose il Novizio. a riferire i fatti al principe. giuravano e si prosternavano a ripetizione. senza poter muovere un passo né aprire la bocca. incominceremo con l'acquisto di un paio di buone bottiglie. Il bravo re scimmia. Il suo corpo leggero si posa elegante sulle corolle appena dischiuse. Ai piedi della roccia scoscesa scorrazzano coppie di daini e cervi. dopo le fatiche della giornata. Sono ben sicuro che i nostri artigiani non si immischierebbero mai in un simile imbroglio. LEGNO E TERRA DEVASTANO LA MONTAGNA DEL LEOPARDO. "Trovar mostri in un posto tanto pacifico! Qui non ci sono montagne impervie o lande selvagge. Il grande santo si impadronì degli oggetti e corse in città. quando incapparono nei tre giovani principi che venivano a vedere come proseguiva il lavoro. i due procedevano di buon passo. Noi siamo comuni mortali: non saremmo stati capaci nemmeno di muoverle. Perdute le armi divine. "badate al maestro e alla sicurezza della città. "Alla fucina non si trovano.

"Sfacciato!" gridò il re arrabbiato. e il bastone ammazza diavoli dall'altro lato. "Ho preso questi tesori nella città di Yuhua. Quando è fuggito. Il baccano che facevano richiamò l'attenzione del re." Il principe era diviso fra la gioia e la preoccupazione: la vittoria lo rallegrava. "E questo chi è?" chiese il mostro sbirciando Sabbioso. i suoi figli e Tripitaka aspettavano ansiosi nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. suppongo" disse Sabbioso. l'eminente santo primordiale della Nonupla Numinosità. non siamo andati a Yuhua. da portare in città come bottino. inquietante come un fantasma malvagio. Il mostro teneva sottobraccio un cofanetto per biglietti d'invito. "Paghiamo il prezzo che chiedi. In guardia! Finora le hai contemplate. lo abbiamo lasciato andare. ma ho riflettuto a lungo e so quali misure prendere. perciò ci accompagna. "Tiratevi su" disse Sabbioso. si spingevano avanti le bestie. ma ora le assaggerai. ci siamo imbattuti in un diavoletto con i capelli rossi che recava un invito all'avo di quel Leon Fulvo. Venite in cucina a mangiare un boccone. il rastrello si abbatte come l'acquazzone. Se vorrete darvi la pena di effettuare il viaggio. da parte sua. cervi e camosci. fronte incavata e faccia gonfia e cianotica. ne mancano cinque. gridò: "Ecco gli Imbrogli! Che cosa avete comprato?" "Non vedi il gregge?" rispose Scimmiotto. Allora la creatura perversa sente esaurirsi le proprie forze: non ce la fa più. Quanto al resto. fatto da un lungo manico che terminava con una lama tagliente. ma a Mercato del Sud. si sarà certo rifugiato da lui. si dice che abbiate trovato tesori unici al mondo: che male c'è se gli facciamo dare un'occhiata?" "Deficiente!" esplose il mostro. "Per il detto degli antichi: La vecchia troia mette in fuga il grande leone. Guardate i tre monaci che mettono alle strette il mostro. Andarono incontro ai compagni che sopraggiungevano. Porcellino voleva inseguirlo. buon uomo. non la cede Alla Fonte dei Peschi(12). un gran truogolo rovesciato. Fra boschi pieni di canti d'uccelli. che altro vuoi da noi?" "Padrone. Al rozzo e impulsivo Porcellino. che erano posate nella corte del principe per servire da modello ai fabbri. "È venuto per riscuotere i soldi. "Voglio vedere com'è fatto il biglietto di invito. la vista del suo rastrello fece passare la voglia di continuare a fingere: balzò avanti." "E tu corrigli dietro" rispose Scimmiotto. quello che splende è il rastrello della festa." "Da dove viene tutta questa roba?" domandò il principe. Guardalo quanto vuoi." "Dài. "Vostra altezza non si preoccupi" lo rassicurò Scimmiotto. e nell'attesa la gente non si era coricata. che si terrà domattina. Non è facile Trovare eremitaggio più tranquillo. Sabbioso raccolse molta legna secca e vi mise fuoco. Quando lo videro minacciare il mostro. L'abito è giallo chiaro. che dissero in coro: "Maestro. il re batté precipitosamente in ritirata e corse a cercare la sua arma preferita." Il mostro resisteva con il suo raschiatoio. e il messaggero lo rimise nella scatola e ripartì. La cerchia smeraldina di montagne Come una cinta senza varco alcuno. Il principe." Il mostro glielo porse. Il Novizio mostra il suo magistero marziale: rubare quegli oggetti è stata una brutta imprudenza. Quando vide Scimmiotto e compagni. ed anche il generale Sabbioso è pienamente all'altezza. Rovi violetti crescon sulle cenge. saranno una quarantina di convitati. Il re mostro li aveva seguiti: "Mercante. Porcellino lo ravvivava agitando le orecchie come ventole. per celebrare la lieta assemblea del rastrello. e giunsero in breve all'ingresso della Grotta Gola di Tigre. anche Scimmiotto e Sabbioso non poterono che riprendere il proprio aspetto e le proprie armi. che è ben lontano. un leone armato del raschiatoio Quattro Riflessi. che li diede a Sabbioso dicendo: "Prendete. Aggiungete orecchie biforcute. Se li mostriamo al mercante. Il grande santo. ma gli piacerebbe restare a vedere la festa" aggiunse Scimmiotto. andiamo avanti!" tagliò corto Porcellino. che era uno speciale raschiatoio detto Quattro Riflessi. dice l'adagio. Sei tu il ladro schifoso e l'impostore. per osare di tendermi questo tranello e rubare i miei tesori?" "Vedrai chi siamo." "Quanti invitati avremo?" "Il grande re presiederà il banchetto. "Siamo i discepoli di Tripitaka. se il principe li viene a reclamare?" "Signore. il bastone ammazza diavoli riempie il cielo di brume colorate. In breve bruciò tutto. Distruggiamo invece la sua base." Entrarono insieme nella grotta e fecero un macello di tutti i mostri grandi e piccoli che vi trovarono. brutto mucchio di peli!" urlò Scimmiotto di rimando. e riesce a tenere la partita in equilibrio. Si battono finché il sole volge al tramonto. Noi avevamo solo venti tael. leopardi. Questo è il bottino che ci abbiamo trovato. il suo figlio minore e discepolo Leon Fulvo che cento volte si prosterna. e lo siamo anche noi. Il suo naso. una banda di mostri di ogni età giocava e si divertiva sotto gli alberi in fiore. calza sandali di paglia: maestoso come un dio del malanno. pantere. volesse vendicarsi. che uscì accompagnato da una diecina di paggi: "Eccovi qua! Quante bestie avete acquistato?" "Otto maiali e sette montoni: quindici capi in tutto" rispose Scimmiotto. Queste sono le nostre armi. che gettano nel panico dèi e diavoli. laccato di vari colori. Le porte della città erano ancora aperte. date cinque tael a quest'uomo e mandatelo via" ordinò il re. prima o poi. "Piuttosto venite a vedere il bottino. saremo onorati della vostra presenza. Non mettere nell'angolo il brigante. Dopo averlo afferrato. "Mi rendo conto dei vostri timori. nonostante l'ora tarda. Porcellino combatte da Ammiraglio dei Canneti Celesti. Vi saremo infinitamente grati se ci concederete il vostro consenso. "Si firma Leon Fulvo e invita un certo santo primordiale della Nonupla Numinosità" informò Scimmiotto. sua altezza si inchinava per ringraziare e i tre giovani principi si inginocchiavano." Sabbioso chinò il capo per ringraziare. e domani cercherà la rivincita. I tre fratelli hanno combinato lo stratagemma che ha portato lo scontro nella grotta del nemico. sprigiona nubi cangianti. "Leon Fulvo sarà un leone di pelo giallo fattosi spirito. Quali voci potrebbe spargere quest'uomo? D'altronde è affamato dal lungo cammino. pende su una bocca storta da cui spuntano zanne. con i suoi mezzi magici. per invitare il grande re al ricevimento di domani. approfittò del varco per fuggire verso sud est. E tu dove vai?" "Vado al Monte dei Nodi di Bambù. alla sua schivata." Mentre chiacchieravano e ridevano. ma lo impensieriva il timore che il mostro. tra fumo e lingue di fuoco. La sbarra sibila come il vento. A un tratto sentirono un gran rumore nella corte: erano oggetti e selvaggina che cadevano dal cielo. ma abbiamo distrutto la sua base.primi pendii della montagna. quest'ultimo non manca di forza e di astuzia. spargerà la voce e tutti lo sapranno: e io che cosa rispondo. Noi abbiamo ricuperato le nostre armi e abbiamo combattuto il mostro. potreste fargli mangiare qualcosa e offrirgli del vino. per legare le bestie e portarle al coperto." Un mostriciattolo venne dalla grotta a consegnare cinque tael a Scimmiotto. che troneggiava su un altare. Erano tigri. Si leggeva: "Abbiamo rispettosamente preparato un banchetto. Il venditore ci ha accompagnato per riscuotere la differenza del prezzo. contro la parete est era appoggiata la sbarra cerchiata d'oro. ma Scimmiotto gridò: "Lascialo andare. Gridò a Sabbioso: "Bada al raschiatoio!" e. come se andasse a fuoco. Il raschiatoio Quattro Riflessi. Dopo la sconfitta. La battaglia si spostò nello spiazzo davanti all'ingresso della grotta. ma guai a te se ne parli in giro. lo afferrò e riprese la sua forma originaria. Mentre attraversavano la seconda sala videro il rastrello a nove denti. Ahimè! il senso della proprietà è una passione irresistibile. sfavillante di luce. "Ma chi sarà questo tizio della Nonupla Numinosità?" Porcellino si mise a ridere: "Una cosa è sicura: il leone è mio. "Non ci fermiamo: le bestie si sbandano e vanno per conto loro. Al mio rispettabilissimo avo. lupi." "Perché dovrebbe essere tuo?" domandò Scimmiotto." Il povero Sabbioso dovette raccogliere tutto il suo coraggio per seguire quei due dentro la grotta. Non avevamo denaro a sufficienza. Non ce ne andremo di qui prima di esserci assicurati che non possano verificarsi ritorsioni o vendette. raccolse gli oggetti di valore e la selvaggina. Sembrano immortali intenti a trasmutare l'elisir supremo. Prima di mandarlo via. Liane verdi sigillan le fessure. Davanti all'attacco congiunto. "I maiali costano sedici tael e i montoni nove. con il nostro re e i loro capitani." "Ragazzi. Poi comparvero i tre monaci. Con l'ingresso fiorito. Presso l'entrata. pelacci rossi dritti sulla testa. vittoria su tutta la linea!" Il reverendo era tutto gongolante." Dopo la lettura Scimmiotto restituì il cartoncino. il santo monaco delle terre dell'Est inviato in missione dai grandi Tang. Mentre ci recavamo alla grotta. . incontrarono un brutto mostriciattolo. li affrontò gridando: "Chi siete voi. "Gli animali che vedete erano divenuti spiriti. "Il mercante che ci vende le bestie. Occhi lustri come lanterne. Alla fine il mostro si trovò in difficoltà.

credo che tu abbia avuto torto a provocarli. Poiché ha perduto le armi di saggezza. abbiamo trovato tutto bruciato: le ceneri sono ancora calde. Voi eravate scomparso. che ha poteri inquietanti." Il mostro batté i piedi." Il principe ringraziò.Ma noi lo elimineremo e chiuderemo la partita. che veniva a portarvi l'invito. il santo primordiale della Nonupla Numinosità. che sputano nebbia e sollevano una tempesta da far volare le pietre. ti accompagnerò a catturare quella testa calda e il principe di Yuhua." "Ma voi sapete chi sono?" "Quello con il grugno lungo è Porcellino Otto Divieti. CAPITOLO 90 PESTAGGIO DI SCIMMIOTTO OVE MAESTRI E LEONI. Come mai siete qui?" "È molto spiacevole. ritornarono a casa i miei che erano andati ad acquistare il bestiame. "Sarà quel mostro della Grotta Gola di Tigre. frutta e tante cose per il festino che voi avreste presieduto. la sferza e il gran raschiatoio. Me le portai a casa. cambiarono aspetto e le impugnarono. e uscirono a vedere che cosa succedeva. vidi una luce che saliva al cielo dalla città di Yuhua. e io mi sono ritirato. Abbandonarono quindi il luogo devastato e si diressero verso la città. mi avete incendiato la casa. che cosa ti è accaduto?" "Ieri notte" raccontò il mostro. "Ieri mi avete aggredito tre contro uno. è un grand'uomo nel provocare disastri. senza rispondere. La gente si spaventò: si chiamavano i bambini. "Mio saggio nipote. in cui si trovava la Grotta dei Nove Meandri. a destra Ippogrifo e Accoppa Donnole. e vennero alle prese. ma quella festa non si potrà tenere. e centomila soldati non riuscirono a venirne a capo. per timore di spargere la notizia. "mentre passeggiavo al chiar di luna. Non potevamo muovere un passo né dire una parola. la mia residenza non l'avevo costruita in un giorno. Frugare montagne. Mi sono difeso con il mio raschiatoio. Dopo la partenza di Faccia Blu. al punto in cui siamo la rabbia non serve a nulla. e il terzo aveva una faccia cupa di colore scuro. Padre e figli salirono sulla torre più alta e fecero spiegare tante bandiere da oscurare il sole. "Faccia Blu è arrivato ieri a portare il vostro invito. a lanciare insulti: "Ruba tesori. dopo il quale maestro e discepoli si ritirarono per dormire. mentre i tuoni brontolavano. Ci siamo liberati solo adesso. la vita non ha più senso." Il mostro si prosternò per esprimere la sua gratitudine. devastato la montagna e distrutto il clan. fece una gran parata orizzontale e si gettò contro tutti e tre. Alla residenza del principe vennero ad annunciare: "Disgrazia!" Il principe e i suoi ospiti erano a pranzo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. Uno era un monaco peloso con la faccia da duca del Tuono. come al solito. un prezioso bastone e una sbarra cerchiata d'oro. Corsi a vedere che cosa la provocava. e volevo celebrarne il ritrovamento con un bel banchetto. "Non abbiate paura" disse Scimmiotto ridendo. con andamento a falce di luna. che maneggiava una sferza triangolare. distruggere tutto quello che avevo. bruciare viva la mia bella? Morirò dalla rabbia!" Il vecchio mostro gli disse: "Saggio nipote. e con questi potrebbe ancora passare. Ora badate a voi. Ma la faccia pelosa da duca del Tuono appartiene a Scimmiotto il Novizio. Se poi non sapete come si svolse la battaglia. quando giunsero alla riscossa Leone Gibbone. Vi abitava suo nonno. Era uno schieramento bellico da manuale. sconvolgere mari. urlò da far tremare il cielo e si mise a piangere: "Infami teste pelate! Come hanno potuto incendiare casa mia. per curarti la bile. Si trovarono di fronte una banda di mostri." Comparve Faccia Blu: "Maestà. non mi aspettavo di vedervi qui. conquistar città: questo è il suo pane. Imbroglio Strano e Strano Imbroglio. che roteava un tribolo di ferro. che erano leoni di vario pelo: al centro Leon Fulvo. né il suo esito. Se provate qualche affetto per vostro nipote. Monsignore l'ha trattenuto per la notte. facendosi trasportare da una violenta bufera verso la Montagna del Leopardo. tutti quanti inferociti: che battaglia! Con ascia e martello. Tutti si munirono di armi da punta e da taglio e si posero al seguito di Leon Fulvo. Ma il mercante era affamato e andò in cucina per mangiare un boccone. Il vantaggio vi poteva bastare. si rinchiudevano le ragazze. Per tutta la notte il nipote si fece portare dal vento in direzione sud est. Sabbioso il Bonzo è il tipo con la faccia scura. . e mi si sono gettati addosso senza altre spiegazioni." E raccomandò di chiudere bene tutte le porte e di rinforzare la guardia alle mura. spero che vorrete impugnare le armi per vendicarmi e aiutarmi a catturare quei bonzi. Mordi Elefante una lancia d'acciaio e Accoppa Donnole un'ascia da guerra. Si videro scendere sui sobborghi spesse nuvole d'inchiostro. Abbaglia il rastrello ed è Porcellino Portato da un vento di folle ferocia. Il mio odio per voi è più profondo del mare. L'armata dei perversi va all'attacco. se Leone delle Nevi. alla retroguardia Leone Gibbone e Leone delle Nevi. Nessuno dei due riusciva a prevalere. mostrando valore guerriero. ascoltate il seguito. Il mostro gridò: "Siete veri o falsi?" Le due creature caddero in ginocchio: "Come potete pensare che siamo falsi? Mentre andavamo ad acquistare la carne. mentre le lacrime gli bagnavano le guance. Leone Gibbone e gli altri non fossero corsi a trattenerlo. RITORNANO ALL'UNITÀ. chi era nei campi lasciava tutto e fuggiva verso casa. Ora che quelle zucche rasate me l'hanno distrutta." "Come faremo?" gridò il principe. facendo servire un gran pranzo. Avevo fatto comprare maiali. con tribolo e mazza. affermando di esserne i veri proprietari. accanto al quale Faccia Blu reggeva una bandiera ricamata di broccato. In mezzo a loro stava un leone a nove teste. montoni. che si chiamavano Leone Gibbone. Gli andrò incontro con i miei fratelli. ve la farò pagare!" Il bravo Porcellino brandì il rastrello. COL DARE E RICEVERE. in compagnia del mercante che lo aveva venduto e avanzava denaro. qui non c'era più nessuno. Ippogrifo. sventolavano stendardi scarlatti. sui lati. Porcellino si fece avanti. per andare incontro al nemico. ci siamo imbattuti in un bonzo peloso dalla faccia di duca del Tuono: ci ha sputato addosso. "Venite al momento giusto" gridò Porcellino. Mordi Elefante e Accoppa Donnole cercarono di intervenire. Sabbioso si affrettò a impugnare il suo bastone per correre in suo aiuto. Hanno detto di essere i discepoli del monaco inviato in missione dai grandi Tang. e noi ci siamo sentiti le gambe immobilizzate e la bocca paralizzata. In prossimità della meta annusarono un forte odore di bruciato e udirono piangere e singhiozzare: erano Strano Imbroglio e Imbroglio Strano che chiamavano disperatamente il loro signore e padrone. VIOLARE LA VIA E CAPTARE MEDITAZIONE PLACA NONUPLA NUMINOSITÀ." Il mostro era tanto agitato che riuscì solo ad agitare la mano. che si sarà procurato rinforzi. "Maestà" si stupì il mostriciattolo portinaio. "Si avvicina alla città un nugolo di mostri. Ma quando siamo arrivati a casa. Accoppa Donnole e Mordi Elefante. Quei sette leoni accerchiano i monaci Con grida di guerra e intenti omicidi. Proprio con lui dovevi prendertela! Va bene. mostro da strada! Dove hai trovato questa banda di complici spelacchiati?" "Maledetto furfante rapato!" gridò Leon Fulvo digrignando i denti. Non sappiamo che cosa sia accaduto. E poi ero solo contro tre: ho dovuto fuggire e sono venuto a cercare rifugio da voi. videro le armi. Il mostro si era recato davvero sul Monte dei Nodi di Bambù. Il racconto ci ha narrato come il grande santo uscisse incontro al nemico con Porcellino e Sabbioso. con la sua solita aggressività grossolana. Si copre davanti e para alle spalle Ciascuno. mentre sparava il cannone. Ippogrifo." Si alzò barcollando e sarebbe andato a sfracellarsi la testa contro la roccia. La lancia. Ippogrifo un martello di bronzo. Quando Grifone. Pensa invece a conservare le tue energie per catturare quei bonzi. Ecco perché ci avete trovato in preda alla disperazione. Sette leoni contro tre bonzi. Grifone. Del resto adora le baruffe. Grifone usava una mazza. Saggio nipote. Attraversando la sala. Lui ci ha rubato i soldi e le placche d'identità. Scimmiotto li fronteggiò con la sbarra cerchiata d'oro. per partecipare alla festa del rastrello. Il nipote appoggiò la sua arma alla parete e si inchinò fino a terra. e trovai nella corte del principe tre armi magiche: un rastrello dorato a nove denti. Scimmiotto e i suoi compagni lasciarono la città avvolti da brume e nubi. La sbarra cerchiata è ovunque presente. Non volevo mostrare le armi. Un momento dopo il vecchio mostro si alzò dal letto e lo fece chiamare. Il principe diede gli ordini. a sinistra Grifone e Mordi Elefante. Leone delle Nevi. ma li ho trovati davvero molto forti. spaccar grotte. Cinquecento anni fa fece un casino incredibile dentro i palazzi celesti. e Leone delle Nevi. dove si serrava sbarrando l'uscio. Invece vi siete accaniti sui miei. Oppone Sabbioso il forte bastone." Il vecchio mostro rifletté un momento: "Ecco come sono andate le cose. Le torri e le mura contese risuonano Del cupo rullar dei tamburi di guerra. e stamane contava di portarlo con sé a casa vostra. e alla quinta veglia giunse all'ingresso della grotta e bussò alla porta. un altro un bonzo dal grugno lungo con grandi orecchie. Il vecchio convocò subito tutti i suoi nipoti." Ma il mostro non si rassegnava: "Signore.

il principe e i suoi figli. come acconto sulla vendetta per la morte di mio nipote Leon Fulvo. si sentì sollevato e mormorò: "Maestro." Leon Fulvo prese il comando dei fratelli e li condusse contro la città in un gran turbine di vento. là fuori) e il mostro si precipitò all'attacco. grida e colpi di cannone scandivano le ore." Ciascuno dei tre mostriciattoli impugnò un bastone di salice e si diede a colpire il Novizio." A notte i mostri si acquartierarono nei sobborghi della città. si impadronirono di Leone delle Nevi. Il fatto è che possedeva nove teste. gli restavano libere tre bocche per gridare: "Io me ne torno a casa!" A vederlo allontanarsi dopo avere felicemente compiuto il ratto. Scimmiotto e il compagno giocavano d'astuzia per tenerli a distanza. Il gibbone nero va a caccia di frutti e di sole. non resta che scorticarlo. d'inverno volano i fiocchi di neve. "Noi abbiamo nelle nostre mani i sette leoni. "Dove credi di andare?" gridarono Leone delle Nevi e Leone Gibbone. turbina la sabbia. Alla fine. dalle mura. nonno. A quanto pare i condiscepoli hanno vinto e catturato i mostri. Fu uno scontro molto diverso dal giorno prima: Una violenta bufera spazza rabbiosa la terra. che nel frattempo aveva ricuperato i suoi peli. Suonavano in continuazione gong. La principessa in lacrime venne a informare Scimmiotto: "Divino maestro. si prosternò davanti a Scimmiotto: "Possano le loro altezze essere conservate in vita. Potrei fare eserciti di milioni o miliardi di mie trasformazioni: questo è il metodo del corpo oltre il corpo. catturarono Mordi Elefante." Faccia Blu e i due Imbrogli corsero a legare stretti gli ultimi venuti. nel frattempo io piomberò dal cielo sulla fortezza e mi impadronirò del monaco cinese. mentre Mordi Elefante e Accoppa Donnole erano volti in fuga. Afferrarono saldamente fra i denti Scimmiotto e Sabbioso e li portarono dentro la grotta. Ragazzi. La bellezza delle quattro stagioni e delle otto feste gareggia con gli splendidi paesaggi delle isole di immortali." "Maestro" chiesero i giovani principi prosternandosi. Il grande santo ricuperò i suoi peli e salì con Sabbioso sulla torre dov'era Tripitaka. C'erano solo i due bonzi che scrutavano la montagna. Il grande santo maneggia la sua arma con stupefacente abilità. Scimmiotto e Sabbioso." Intanto il vecchio ordinò: "Ragazzi. tranquillizzatevi. Al cader della notte. Dapprima dovettero ritirarsi. poi Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli e li trasformò in un centinaio di Scimmiottini. saggia principessa" rispose il grande santo. i cinque leoni raddoppiarono il loro impegno. "Ferma!" gridò Scimmiotto." La principessa. "Tu hai catturato i miei nipoti. Niente gli impedì quindi di afferrare coi denti Tripitaka. Perciò subiva serenamente le loro furie senza far motto. d'estate le chiome dei salici e delle sofore. La paura invade anche i cuori di tigri e lupi. sembra che il picco che vi si appoggiava debba cadere." "Ci sono anche i re leoni?" "Non li ho visti. il grande santo raggiunse con Sabbioso il Monte dei Nodi di Bambù. e ora ci vengono a liberare. Quando Leon Fulvo ne informò il nonno. Scimmiotto portò sotto le mura i suoi leoni. disponete le guardie per la notte e prendete il vostro riposo. che catapultarono Leone Gibbone a testa in giù. "al principio combattevate da solo.Lo scontro durò fino a sera. domani procederemo allo scambio. mi sembrano ostaggi sufficienti per garantire la loro vita. ma dopo che avete simulato una ritirata vi abbiamo visto moltiplicato per cento. gli alberi si abbattono sradicati. Che insieme maestoso appariva dall'alto delle nuvole! Si vedevano una fila di picchi aguzzi. vi faremo a pezzi!" I mostri vennero all'attacco senza degnarsi di rispondere. Si trovarono davanti a una residenza trogloditica: i due battenti di pietra venata della porta d'ingresso erano ermeticamente chiusi. hanno perduto la vita. "Dove vai?" Il mostriciattolo. Sulla fronte una lastra orizzontale recava una scritta in dieci grandi caratteri di stile calligrafico regolare: GROTTA DEI NOVE MEANDRI TORTI E RITORTI DEL MONTE DEI NODI DI BAMBÙ DELLE MILLE MERAVIGLIE Il mostriciattolo era entrato là dentro ed era corso ad avvertire il padron di casa: "Signore e padre. Vorrebbero impadronirsi di Sabbioso e mangiar vivo Scimmiotto. Il bastone di Sabbioso è famoso ben oltre le mura dei palazzi del cielo. ne abbiamo catturato uno. si sentì le gambe molli: fece una finta. ma lo persero di vista. questi ordinò di legare Porcellino senza infierire su di lui: "Faremo uno scambio di prigionieri. i due monaci si lanciarono all'inseguimento. Non perdete la calma. con sei persone fra i denti. i cervi brucano fiori e si godono il tepore. non temete per la vita dei vostri. Il Novizio e Sabbioso si misero sulla difensiva. e basta un pelo per fare dieci copie di me stesso. di dèi e diavoli. il principe fece aprire una porta della città e mandò una trentina di soldati a legarli e a portarli dentro. Porcellino la pagherà con la vita. Quando il sole giunse al tramonto Porcellino. Che magia è questa?" "Dovete sapere" rispose ridendo Scimmiotto. Se sono tanto pazzi da uccidere i nostri. ruppe le righe e fuggì. "Scimmia maledetta!" urlava il vecchio mostro. che lo raggiunse alla spina dorsale e lo fece cadere a terra grugnendo: "Porca miseria!" I due mostri lo acchiapparono per le setole e per la coda. terrorizzato. Gli bastò mostrare le zanne per mettere in fuga la guarnigione. D'autunno sbocciano i fiori gialli. ma io ho in mano quattro bonzi e quattro principi. insieme al vostro maestro. per provocare il nemico a battaglia." Il giorno dopo. Scimmiotto udì le grida che si alzavano dalle mura e capì di essere caduto in un tranello. gridavano invettive a squarciagola: "Sporche canaglie! Restituite Porcellino finché siete in tempo! Non avete altro modo di salvare la pelle. le voci dei pappagalli sembrano roche. sono arrivati i due bonzi. voi fate attenzione. erano riusciti a catturare Grifone e Ippogrifo. All'alba il patriarca dei leoni convocò Leon Fulvo per comunicargli il piano che aveva escogitato: "Voi farete del vostro meglio per catturare Scimmiotto e Sabbioso. "Avete notizie di Consapevole delle Proprie Capacità?" "Non gli accadrà niente" rispose Scimmiotto." Il vecchio mostro abbassò la testa e le lacrime gli scesero dagli occhi: "Che disgrazia! Mio nipote Leon Fulvo è morto e gli altri sono stati imprigionati nelle carceri della città. ogni copia si può moltiplicare. tutte con le fauci spalancate." Scimmiotto diede disposizioni agli ufficiali: "Leon Fulvo è morto. e poi andremo a dormire. fuggì a gambe levate. padre e figli. le loro altezze. Il bestione non riuscì a schivare un colpo del flagello triangolare. Che ne sarà adesso di questa povera città?" "Non piangete. Il vecchio scosse il capo. con tutte le dame del palazzo. e lo trascinarono davanti al leone a nove teste: "Ecco qua. Domattina di buon'ora ci recheremo nel rifugio del vecchio mostro: vi assicuro che lo acchiapperemo e riporteremo la vostra famiglia sana e salva." E infatti uscì senza indossare armatura né impugnare arma alcuna. Questa volta mobilitano tutti i loro poteri magici per coprirsi di gloria e ripulire dai mostri l'Occidente. Qui il mostro ordinò: "Portate le corde. quando la nuvola si muove. Solo Faccia Blu. in città siete entrato voi solo. altrimenti vi schiacceremo. Mentre il combattimento giungeva al culmine. scorsero Faccia Blu che sbucava da una valletta. Gli ufficiali della guarnigione aprirono le porte e presero in consegna i cinque leoni. Mentre contemplavano la montagna. spesse nubi nere coprono il cielo: rotolano pietre. . e subito gli sbucarono le altre otto teste. La porta fu spalancata (si sentivano gli strilli di Scimmiotto." I principini si inchinarono di nuovo fino a terra. legato come un salame insieme ai principi e a Tripitaka. mentre vado a catturare quei due per dargli il castigo che meritano. Quando udì il vecchio parlare dei prigionieri." La battaglia di Scimmiotto e Sabbioso aveva alterne vicende. un broccato di fiori profumati ai piedi delle rupi. il raschiatoio e il martello di bronzo. su ogni merlo c'era una lanterna o una bandiera. tamburi e raganelle. prendete un bastone chiodato di salice e date una buona bastonatura sulla testa di questo infernale macaco. Gli altri sei leoni devono essere solidamente legati. "Anche noi abbiamo fatto dei prigionieri. Si sa che il corpo di Scimmiotto era forgiato e temprato: i colpi gli facevano solletico. la bava alla bocca. perciò vedrete che non lo toccheranno. li masticò coscienziosamente e ne fece migliaia di Scimmiottini. "Che battaglia tremenda!" esclamò quest'ultimo. Di primavera rivaleggiano i fiori dei peschi e dei prugni. Io sono scappato e loro mi hanno inseguito. del principe e dei suoi figli. Ora ci porterete un pasto di magro. L'antico sentiero sale serpeggiando verso le cime. rovesciarono Accoppa Donnole e picchiarono a morte Leon Fulvo. Legate bene i nostri leoni. il vecchio mostro salì su una nuvola nera e si lanciò verso la torre. "che ho sul corpo ottantaquattromila peli. Li porterò nella Grotta della Nonupla Numinosità e aspetterò là il vostro ritorno vittorioso. e il loro regno venir consolidato. Si strappò molti peli. Poi si cenò in cima alla torre. La lancia feroce e l'ascia lucente sono spietate quanto la sbarra. Strano Imbroglio e Imbroglio Strano riuscirono ad approfittare del parapiglia per fuggire. La gru è la sola compagna del pino. Come vendicarli? " Porcellino soffriva in un angolo. Vi garantisco che tutto finirà bene. A contrasto con il canto delicato della fenice azzurra. al ritorno afferrò anche Porcellino. un gran burrone in fondo al quale rumoreggia il torrente. che impegnarono gli avversari.

invece di restare sul Monte dei Nodi di Bambù a proteggere il maestro?" tuonò Scimmiotto. sfondando le porte al suo passaggio. "Se pensi di passarla liscia. Era l'ora yin. "È accaduto qualcosa di male al maestro." "Non ancora. abbiamo portato con noi il tudi della montagna: lui conosce le origini del mostro. era ritornato al volo nella città di Yuhua. Di Scimmiotto non si vedeva traccia. avete picchiato il vostro signore e padre quanto vi è piaciuto." Scimmiotto ubbidì: brandì la sua sbarra. ti sbagli. era chiaro che era fuggito all'aperto. Voialtri andate pure. Dal momento che ci provavano gusto. Da quanto tempo è scappata la bestia?" "Secondo il tudi" rispose Scimmiotto. riportate il tudi a casa sua e proteggete i prigionieri. Il mostro accese una torcia e vide i tre piccoletti spiaccicati per terra. il mostro ha catturato di nuovo il generale delle Cortine Arrotolate. al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. il vecchio ordinò: "Basta così." Diede loro un colpetto e li ridusse a carne da ragù. Avevamo prestato le nostre armi perché se ne facessero copie. Domattina si ricomincia. immerso nei vapori di buon augurio. che gli chiese: "Dov'è la bestia?" Lo schiavo piangeva e non sapeva dire altro che: "Grazia! Grazia!" "Non sarai battuto in presenza di estranei. finì per chiedere che un centinaio di colpi li dessero a lui. e chiedere l'intervento del suo padrone. Scimmiotto si rimpicciolì. statue di giada che rappresentano animali a guardia dell'ingresso. dove gli vennero incontro le divinità locali e gli dèi tutelari della città. abbiamo arrestato questo ruffiano di dio locale. circa le quattro del mattino. Se volete eliminare quel leone a nove teste. per interrogarlo. "Grande santo. ritornate da dove venite. "Tu alzati." La creatura riconobbe il padrone." "Il mio santo primordiale coltiva la Via da molto tempo" disse il venerabile. dove i tre figli del principe hanno onorato me e i miei compagni come loro maestri nelle arti marziali. mentre Scimmiotto filava dritto alla porta est del Cielo. senza smettere di urlare. Se lo interrogate. lasciali andare!" Aveva un bel gridare. gli . rendimi i miei! Puzzone schifoso. grande santo. si mise a strillare: "Slegami per primo. Scimmiotto gli volse le spalle e corse fuori. "Il venerabile celeste che vado a trovare è il padrone di un mostro con cui siamo venuti alle prese. perché sei scappato? Non sai quanti guai mi hai procurato?" Il leone non osava respirare. Il vecchio riparò alla bell'e meglio i battenti scardinati." Le divinità si divisero i turni di guardia. Poi allungò il lucignolo della lampada e si avvicinò ai prigionieri per liberarli. Poi cavò la sbarra da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una secchia e la lunghezza di due tese. Scimmiotto. perché avete spento la luce? Non sarà mica scappato qualcuno?" Nessuna risposta. "è scesa sulla terra due anni fa." "Mostri e maestri si fanno concorrenza(13)" scherzò il devarâja. Non ricordo altro: devo essermi ridotto ubriaco fradicio. le volute di vapori porporini. perché io possa liberare i miei." Fra gli altri si fecero avanti il rivelatore Testa d'Oro." "Come mai questa gita nel cielo orientale. Ora toccherà a voi assaggiare la mia bacchetta: vediamo che effetto vi fa. Ma alla fine caddero addormentati." Il reverendo celeste scese dunque sul Monte dei Nodi di Bambù con il grande santo e lo schiavo." Scimmiotto rifletté: "Sulla Scogliera delle Meraviglie risiede il venerabile celeste Salvatore dell'Uno Supremo. Gli altri leoni vivevano già nella Grotta dei Nove Meandri. dove si ammiravano le nubi iridate in vari strati. e quando entrò il Novizio si alzò e gli andò incontro: "Non ti vedo da molto tempo. fratello! Ho i piedi gonfi!" Le proteste del bestione destarono il vecchio mostro. che si alzò a sedere sul letto e borbottò: "Slegare che cosa?" Scimmiotto spense la lampada con un soffio e scappò via. l'altro giorno ho visto una bottiglia nella Sala di Dolce Rugiada del Gran Chiliocosmo. Scimmiotto rise e corse via per la sua strada. Lo trascinarono quindi davanti al venerabile. Si imbatté nel re celeste Vasto Sguardo. il mostro dorme ancora. invece di riposare ripresero a picchiare i bastoni sulla testa di Scimmiotto: sembrava che suonassero il tamburo. e li ha portati nella Grotta dei Nove Meandri del Monte dei Nodi di Bambù. il doppio arco fiorito della porta. si chiama 'nettare di diaspro della trasmigrazione'. Vigilava l'ingresso un ragazzo vestito dei colori dell'arcobaleno. Giunse ben presto alla Scogliera delle Meraviglie. quando la tua strada ti porta a occidente?" chiese il devarâja. Si gettò all'inseguimento e scoprì Sabbioso che cercava di nascondersi dietro un pilastro del portico. "Si può sapere perché mi venite a trovare solo questa notte?" gridò il grande santo. lo afferrò per la criniera e gli fece piovere cento pugni sulla testa: "Brutto sporcaccione. rivelatore. è arrivato quel Grande Santo Uguale al Cielo che fece tanto disordine qualche anno fa. e non osavamo disturbare. Il tudi del monte afferma che quel leone vi appartiene. provoca una sbronza che dura tre giorni. Il vecchio mostro finì per svegliarsi e balzò in piedi inferocito: "Ora ti faccio vedere io!" Scosse la testa e mise fuori tutte le sue bocche spalancate. Voi fate la guardia. Sedeva su un trono di fiori di loto di mille colori. Ho saputo che hai abbandonato il Tao e ti sei convertito al buddismo per proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture al Paradiso dell'Ovest. "Non è accaduto niente. Ma devi accompagnare me e il grande santo nel mondo di Sotto per ricuperare la bestia. "Bestiole immonde. che alla vista di Scimmiotto corse ad annunciarlo: "Padre." "È vino che mi ha mandato in omaggio Laozi. ha messo in moto tutta una banda di spiriti leoni. Ma ora abbiamo saputo che il principe è stato catturato dai nemici del grande santo. e non avrò legato bene il leone. L'ho sgraffignata e me la sono bevuta. quando giunse sulla rupe. il Palazzo della Scogliera delle Meraviglie è uno splendido mondo di eterna gioia. incominciando da Sabbioso. che non ne poteva più. Quando cadde la sera. che recitò un incantesimo e gli disse: "Bravo il mio santarellino primordiale! Ecco qua paparino. L'autore del furto. balzò davanti all'ingresso della grotta e incominciò a urlare: "Brutta bestiaccia. Tripitaka e i principi avevano la pelle d'oca. "È in grado di raggiungere i tre puri in alto e le nove sorgenti sottoterra. il mostro lo inseguiva: "Scimmia del malanno. i condiscepoli e i principi. un leone di pelo giallo. il solo mezzo è di recarsi nell'estremo oriente. fra miriadi di raggi luminosi di buon augurio. durante la mia assenza?" chiese Scimmiotto. Io vado e torno. I rivelatori dei cinque orienti e le altre divinità vennero a inginocchiarsi per salutarlo. Non dovrebbe nuocere alle persone troppo alla leggera. Gli dèi tutelari della città restino a guardia delle mura. piegò le zampe e batté la fronte al suolo. Ma sarà meglio per te che mi spieghi come mai hai lasciato scappare il leone a nove teste. Domani verrà il tuo turno. quando ci siamo scontrati con una banda di leoni capeggiata da quel bel tomo. Quando il guardiano si stancò di batterlo. Sabbioso. È stato proprio l'adempimento di quel compito a portarmi nella città di Yuhua. che presentavano un tudi prigioniero: "Grande santo. che lo accolse rispettosamente giungendo le mani e chiese: "Dove va il grande santo? " Scimmiotto rese il saluto e rispose: "Faccio un salto al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. Allora Scimmiotto perse la pazienza. Il mostro arrivò di corsa nella sala: "Ragazzi. sfondò la porta ed entrò. Porcellino e i principi erano sempre là. con i suoi soldati e colossi. Quando tutto tacque. benché ormai manchi poco." Il tudi si prosternò tremante e riferì: "Quel vecchio mostro venne ad abitare sulla montagna due anni fa. Lo trovarono profondamente addormentato. Protetto da un gran drago azzurro. quando una notte sono state rubate. "Sta buono" gli rispose il vecchio mostro. Suppongo che tu abbia portato a termine questo incarico meritorio. Quello sventato di Porcellino. "Eravate ospite del saggio principe. e quando giunse il vecchio lo onorarono come avo. a disagio. Quest'ultimo ha catturato il mio maestro. cioè da un paio di giorni celesti. Tripitaka. Presto i bastoni si ruppero e bisognò sostituirli. collegati da portici ariosi. In effetti il suo trono appoggia su un leone a nove teste." Il venerabile celeste ordinò di introdurlo. Lo schiavo gli corse addosso. Avevamo accettato i figli del saggio principe della città di Yuhua come allievi d'arti marziali. io mi ritiro nell'Antro del Broccato di Nuvole a schiacciare un pisolino." "Padre. Constatando quanto è grande la sua forza magica. il sole che brilla attraverso la bruma smeraldina aleggiante sull'altera foresta.Ma Porcellino. lo gettò a terra e lo legò di nuovo. si scosse il pelo e rassettò l'abito. e dovettero scuoterlo per un bel pezzo prima che si svegliasse. ragazzi. provocalo a duello e attiralo qui fuori. Grande santo." Il venerabile celeste ordinò subito a uno dei suoi capitani di convocare lo schiavo che custodiva la gabbia del leone. e siamo venuti a presentare i nostri omaggi. Edifici e padiglioni si susseguono come ricamati sul broccato. ma Scimmiotto e Sabbioso mancavano all'appello." "Perché siete venuti qui a far confusione. scivolò fuori dalle corde che lo stringevano. "Non hai vergogna di comportarti così davanti al tuo padrone?" Il mostro voleva lanciarsi all'attacco. e vivono santi a migliaia." "È andata certo così" disse ridendo il venerabile." "Dunque il mio turno sarà dopodomani" ansimò Porcellino. Accendete le lampade e riposatevi. Là miriadi di immortali intrecciano corone d'omaggio. uscito dalla grotta. Non c'è altro modo di catturarlo. vi darà informazioni utili per liberare il santo monaco e il saggio principe." E diede queste istruzioni: "Voi. fra i quali se ne trova uno a nove teste dotato di grandi poteri magici. perciò sono venuto a pregarvi di riprendervelo." I tre portarono le lampade. Quella bestia dormiva sodo e non lo sentiva nemmeno. a giudicare dalle porte rotte. ma si trovò la strada sbarrata dal venerabile celeste. non ho bisogno di voi. le sei divinità del giorno e le sei della notte. dove scappi?" "Bada a quello che dici" sogghignò Scimmiotto arrestandosi. A berlo. la distesa delle tegole d'oro. ti perdono. ardenti come un mare di fiamme.

perché il viaggio potesse riprendere. furono condannati a morte. grazie ai poteri magici dei nostri divini maestri. ascoltate il seguito. CAPITOLO 91 LA FESTA DELLE LANTERNE DALLA FESTA DELLE LANTERNE DELLA PRIMA NOTTE DI LUNA PIENA. Così tutti assaggiarono carne di leone. un altro ai funzionari dei servizi amministrativi. mentre Scimmiotto provvedeva a Tripitaka. caro abate?" "Siamo gente rivolta al bene e preghiamo sempre per la salvezza della Cina. Seguendo strade e vicoli." "Può andare" disse Scimmiotto. al quale parteciparono tutti i notabili del principato. Quando l'insegnamento giunse al termine. Il resto. salutò Tripitaka e chiese: "Da dove venite." "Voi mi confondete" esclamò sorridendo Tripitaka. i monaci rispondono salmodiando sutra. "Quanto pesano le armi che avete fabbricato?" domandò il Novizio. i mulini da preghiera sono collocati sotto l'ombra smeraldina degli alberi. Quando suona la campana d'oro del superiore. "Non vedo né bandiere né stendardi che ne portino il nome. La regione meritava davvero il suo nome di Gioia Assoluta: la strada era comoda e sicura. il rastrello e il bastone ottocento libbre ciascuno. Mentre i quattro pellegrini si guardavano intorno. Le lezioni venivano impartite nella corte. rapida e lenta. poi Tripitaka. Lo chiederemo ai passanti. Se potete procurarci un cambio d'abito. un monaco che proveniva da uno dei porticati venne loro incontro. Frugarono la grotta. e confezionarono per i monaci tre abiti della foggia cui erano abituati. e il venerabile gli montò in groppa: "A casa!" Salirono su una nuvola colorata e se ne tornarono al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. ché solo perfezione Assoluta la Via fa conseguire. le celle dei monaci sono illuminate dalla luna. alto trono prezioso. Soltanto una solida Base può consentirti di raggiungere L'illuminazione. Il grande santo fece i suoi ringraziamenti rivolto verso lo spazio. e infine i condiscepoli e i principini. come al solito. Autentica terra pura e falso palazzo del drago: nubi di porpora coronano la Sala del Grande Eroe. tagliato a pezzetti da una o due once. che si accalcavano e si spingevano per vederli." "Non oro e argento" aggiunse Porcellino. Nella città e nei sobborghi tutti accorrevano a salutare gli arhat discesi sulla terra. Su proposta di Scimmiotto si convocarono i macellai. le lampade brillano ogni notte sull'altare. Le armi erano pesanti." "Ma tutto è finito per il meglio. Uno fu riservato alla residenza principesca. questo è proprio il mondo della grande pace. "Portate via quella roba!" esclamò Scimmiotto ridendo. Quando uscirono dalla porta occidentale della città. con i mari calmi e i fiumi limpidi. Il passeggio nei porticati non ha sosta. ALLA PRIGIONIA DEL MONACO CINESE NELLA GROTTA FIOR DI MISTERO." Il . ma non osavano far domande." Tripitaka raccomandò ai discepoli che si sbrigassero a completare le lezioni di scherma. per accertarsi che non vi fossero altre presenze. Vi entrarono e videro le torri magnificamente decorate. S'intromisero Certi leoni a far da guastafeste. e un vassoio d'oro e d'argento a modesta testimonianza della loro gratitudine. Intorno allo stupa aleggia una bruma colorata. Ci mettevano tanto entusiasmo che giunsero presto a padroneggiare i settantadue movimenti. Finalmente Giungono lieti nel mondo del Buddha. E con il cuor sincero si dirigono Al Monastero del Colpo di Tuono. negozi animati e bancarelle dove si vendevano olio e riso. "Non sono altro che un monaco mendicante senza pretese. ma la buona volontà e la forza divina conferita dal grande santo permettevano loro di maneggiarle con precisione. che li rinvigorì e fece passare la gran paura che avevano avuto di quelle bestie da vive. Porcellino e Sabbioso si incaricarono di riportare a casa i principi. Erano liberi da ogni altro impegno e volti interamente a conseguire il giusto frutto. Quanto ai leoni prigionieri. Le fanfare suonavano nelle strade. i giovani principi offrirono ai maestri un grande banchetto di ringraziamento. dove i tre giovani principi facevano i loro esercizi. "Che città sarà questa?" domandò Tripitaka. Giunsero in città verso sera. Il padiglione del Buddha sfiora le nuvole. "Sapete bene che siamo monaci e non possiamo accettare." I sarti ebbero l'ordine di procurarsi rotoli di broccato azzurro. la dottrina Consentì loro rapidi progressi. dalla corte dei Tang. inaridir la giada Di libertà. Il lungo grugno di Porcellino. ho intuito che dovete avere alle spalle una lunga ascesi nelle vostre vite anteriori. Lo attestano i versi: Ebbero la fortuna d'incontrare Dei maestri divini. sarà un'attestazione più che sufficiente della vostra affezione. Porcellino accatastò molta legna secca e vi mise fuoco. rosso e marrone. Siete voi a godere la benedizione di un'esistenza libera e gradevole. La Grotta dei Nove Meandri si ridusse come il rudere calcinato di una fornace. offesa e difesa. e scoprirai che è il vuoto. "La sbarra cerchiata d'oro pesa mille libbre. Pendono le lanterne da ogni porta. attiravano l'attenzione dei perdigiorno. dove si aprivano taverne e sale da tè." "Hanno rischiato di costarci molto care. "Ma quei leoni hanno ridotto i nostri vestiti a brandelli. Ma. la folla li accompagnò per un buon tratto di strada. li scorticarono e li squartarono. Questi furono accettati volentieri e subito indossati. giunsero a un monastero fuori porta che aveva all'entrata una scritta in tre caratteri: MONASTERO DELLE NUBI DELLA COMPASSIONE "È quello che ci vuole per noi!" esclamò Scimmiotto. Qual'è il segreto di meditazione? Il cavallo e la scimmia del pensiero Tener sotto controllo. Poi entrò nella grotta e liberò per primo il principe. un sol momento Di distrazione ti farà cadere Nei tre sentieri. Tu devi sbarazzarti D'ira e d'affanni. e la pagoda è sempre aperta a chi la vuole ascendere. come della gioia: Non c'è altro modo di toccare il fondo D'ogni mistero. "le nostre armi sono pronte. Abbiamo ascoltato come i quattro pellegrini lasciarono la città di Yuhua. In breve raggiunsero un'abilità che non avrebbero mai creduto possibile. tornata la pace." Il bonzo si inchinò fino a terra e Tripitaka si affrettò a rialzarlo: "Perché tanti riguardi. "Papà" corsero ad annunciare al principe." Giunsero nei sobborghi orientali e si trovarono in una via rumorosa. Infine i fabbri si presentarono a Scimmiotto e gli annunciarono che avevano compiuto il loro lavoro. Infine si prepararono i bagagli e avvenne la partenza. la faccia scura di Sabbioso e gli occhi rossi di Scimmiotto. fu distribuito alla popolazione della città e dei sobborghi. Capacità da grandi esperti acquistano: Garanzia per Yuhua di eterna gioia. reverendo?" "Il vostro discepolo viene dalla Cina. che li abbatterono. figli miei. videro altre mura e fossati. L'indomani il principe ordinò un grande festino di ringraziamento. Le divinità vennero congedate e il luogo restò affidato alla custodia del tudi.mise una sella di broccato. Maestro e discepoli si presero il meritato riposo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. Tripitaka aveva i sudori freddi per il timore di incidenti. Dal vostro aspetto e dal vostro vestito. Fece chiamare i tre giovani principi e assegnò a ciascuno la sua arma. I bruciaprofumi ardono incenso senza tregua. Quant'era distante il Monte degli Avvoltoi? Quante tappe occorrevano per raggiungerlo? Se non lo sapete. Dopo cinque o sei giorni di marcia. affollate di gente e di bandiere. ed il lasciare Evaporare il divino elisir D'autonomia. Sbarazzàti dei mostri ed eliminate le disgrazie. Si servì una cena vegetariana che tutti mangiarono di buon appetito. Allo yang primordiale si conviene Il Nonuplo. Perciò mi sono inchinato rispettosamente. e le dame del palazzo e gli ufficiali vennero ad accoglierli. Arde l'incenso in ogni focolare.

Che ne dite?" Con il suo consenso. Poi Tripitaka chiamò i suoi discepoli." I monaci aprirono e Tripitaka si fece accompagnare da Sabbioso. ma hanno notevoli poteri in fatto di magia. colori di primavera in armonia con la luna piena. Il piatto d'argento della luna illumina il cielo. il nostro modesto monastero può permettersi l'onore di ospitarvi. "Che olio si arde in quelle lampade?" chiese Tripitaka ai suoi accompagnatori. Passavamo appunto per la vostra nobile regione e siamo entrati qui a chiedere informazioni sul paese e." Mentre conversavano. Una libbra d'olio costa trentadue tael e ogni lanterna ne contiene cinquecento libbre. Se aggiungete il trasporto. perciò il bonzo non li aveva notati. che costano quarantottomila tael. Le belle si tengono per mano alla finestra del primo piano. e le paure di diavoli e lamie: non so più quando è festa. Il mercato è affollato come in pieno giorno e vi sono appese le lanterne fiorite. Le lanterne resteranno esposte fino al 18 o al 19. I fiori di camelia. La luce della fiamma. vi si affiancano aquile e fenici. reverendo. dicevano: "Grande paese. che non conoscete il nostro paese." Mentre parlavano si fecero avanti altri bonzi: "Il reverendo viene dalla Cina. curiose di spiare lo spettacolo della strada. Dalle torri pendono lanterne a forma di noci e di fior di loto. in caso contrario ci si dovrebbero aspettare siccità e piogge fuori stagione per tutto l'anno. "Proprio così" replicarono seri i monaci. Dèi e immortali si dànno convegno sul monte delle lanterne tartarughe. nella sua cella si stava preparando un pranzo offerto da donatori. perché ci siamo stati: sono duemila li. quando la primavera fluttua già nella bruma del bosco. Qui la gente ama le feste. Sentite il vento: sono i venerabili buddha che ci fanno l'onore di scendere a vedere le luminarie. Tre o quattro celle dalle finestre luminose sono dedicate alle pratiche magiche di trasmutazione. Oggi è il 13 della prima luna e questa sera si provano le lanterne. il salice si copre di verde novello. Dalle tettoie pendono montoni e conigli. Non si finirebbe mai di contemplare i ponti di stelle e gli alberi di fuoco. chi camminava sui trampoli. i rami del vecchio susino si caricano di colore. a farci offrire un pasto prima di riprendere la strada." "Quant'è distante la nobile prefettura dal Monte degli Avvoltoi?" "Possiamo dirvi quant'è lontana dalla capitale. Le terrazze illuminate di migliaia di case riempiono l'aria di fumo per dieci e più li. Lanterne e luna rischiaran la notte. Al primo piano indossò l'abito. alimentata da un olio profumato. Peonie e magnolie elaborano segreti vegetali. si alza il vento e la gente si chiude in . Profuma l'erba cui discende la scalinata. si vagò per le vie dei sobborghi. perciò non vi date cura di queste cose. che deriva dall'antichità. pifferi e flauti per tutta la notte. Si alza tra i fiori la torre con il tetto a doppia gronda per coltivare la propria natura. Nella sottoprefettura di Mintian. dopodomani. Non è roba qualsiasi. Mille steli di bambù attendono i versi di un poeta ispirato.bonzo accompagnò il monaco cinese nel tempio principale. Poi riconsegnò l'abito a Sabbioso e salì le scale. "È straordinariamente profumato. La notte del plenilunio è il 15. la gente canta il regno della pace universale. accompagnarono i visitatori dal superiore. "Fate conto che ogni lanterna contiene quarantanove stoppini di paglia da lucerna intrecciati e rivestiti di seta. Dopo pranzo fu invitato a restare: "Reverendo. Arrossano i teneri fiori del pesco. Si crede che se i buddha prendono l'olio si avrà un buon raccolto. "Da anni conosco solo le difficoltà di montagne e fiumi. Era la bella festa del triplo cinque. La cerimonia si ripeté a ogni piano." Tripitaka ringraziò. rotolano carri seguiti da scie di profumi. durante il colloquio. In tutta la città e per tutta la notte rullano i tamburi e risuonano pifferi. Tripitaka domandò: "Come si chiama la vostra nobile contrada?" "È una dipendenza esterna dell'impero dell'India: la prefettura Come l'Oro. Promettono bel tempo e gran raccolto." "Si vede. la gru d'immortali e il cervo bianco accompagnano la stella della Longevità. Allegri passanti. questa è la vera e propria sera della festa. si erano tenuti in disparte e avevano voltato le spalle. Quando se li vide davanti. e a ogni finestra aperta. Passeggiano tigri e cavalli. La giornata trascorse nel parco e nella sala principale illuminata dalle lanterne. Per il resto il nostro fisco non è esoso. e lo si racconta a memoria d'uomo. per pregare." "Come lo sapete?" chiese stupito Tripitaka. l'olio scompare e le lampade si spengono. tutti si sedettero a bere il tè. Il giorno successivo Tripitaka dichiarò: "Ho fatto voto di spazzare ogni pagoda che trovassi sulla mia strada. poco prima di mezzanotte. ma questa sera potremmo andare a vedere le lanterne d'oro in città. Da noi è ancora viva la tradizione del 'ponte delle lanterne d'oro'. Ma non ci siamo mai spinti fino al Monte degli Avvoltoi. a forma di padiglioni a vari piani. La sera stessa si godettero lo spettacolo della folla dei fedeli del quartiere. "Venite tutti a vedere i grandi personaggi che vengono dalla Cina! A quanto pare ci sono cinesi belli come pitture. e altri brutti da far paura. che era molto gradevole: Nel primo mese dell'anno la primavera rinnova la vegetazione. la Cina! Che cosa siete venuto a fare fin qui?" "Il sovrano dei Tang mi ha affidato la missione di recarmi al Monte degli Avvoltoi. Questo è il motivo per cui la tradizione del ponte delle lanterne d'oro viene scrupolosamente rispettata. che mi hanno protetto nel lungo cammino. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. piante e fiori tra le rocce rivaleggiano in bellezza." Non si poteva rifiutare. Alla terza veglia. Lo attestano i versi: Gente festosa in paese pacifico. sono cinquantamila tael bruciati in tre notti. su grandi tele sono rappresentati gamberi e tartarughe. era riflessa e moltiplicata da scaglie di cristallo e di vetro. In realtà devo loro molto. strillò: "Avi miei! Come sono orrendi i vostri eminenti discepoli!" "Non posso negare che siano brutti. Poi si ammirarono le luminarie del monastero e. che recava il suo kasâya. c'era chi danzava. a ovest i padiglioni degli ospiti. Il giorno seguente. Quando discesero era venuta la sera e si accendevano le luci. chi era montato sull'elefante. per contemplare il paesaggio. fino all'ultimo. ogni anno una grande famiglia di ciascun cantone deve fornire quest'olio come imposta. si misero tutti in cammino. D'altronde questa notte non bruceranno a lungo: quando appaiono i buddha. Nelle cavità in ombra delle rocce è rimasta un po' di neve invernale. Finora ci siamo accontentati delle luminarie del monastero e dei sobborghi. A est gli edifici principali. pregò e spazzò il pavimento. sibilò all'improvviso il vento. a rendere omaggio alla statua del Buddha. in totale fanno millecinquecento libbre. a sud alcune sale. Il cervo si specchia nello stagno. la gru sotto gli abeti ascolta aerea musica. i monaci proposero: "Reverendo maestro. Volano selle tintinnanti di giada. Quando ebbero soddisfatto la loro curiosità. Il vostro discepolo sarebbe grato al superiore se gli permettesse di adempierlo in questo giorno di grande festa. chi si era messo in maschera." Monaci e donatori corsero a vedere. "Tutti lo sanno in città. il cielo vibrava di scampanii e di rulli di tamburi. Alte strutture di legno reggono leoni azzurri ed elefanti bianchi. Il ponte delle lanterne d'oro prendeva nome da tre lanterne della dimensione di grandi giare." I monaci. La notte del plenilunio. messi in effervescenza. dopo la colazione. È un ritiro che rende superflua la ricerca delle isole dei beati. potreste prendervi qualche giorno di riposo. e non vorremmo darvi informazioni imprecise. Passate con noi le feste del primo plenilunio dell'anno!" "Ho proprio perduto la nozione del tempo" rispose stupito il monaco cinese. di gelsomino e di dafne sono i primi a sbocciare. Quelli là sono i suoi eminenti discepoli. anche per le soste che facevano davanti a ogni statua del Buddha. usciti dal portale orientale. flauti e canti. dietro le tende." "Come fa una lanterna a bruciare cinquecento libbre d'olio in tre notti?" si stupì Scimmiotto. Anche i bonzi vollero rientrare: "Reverendo maestro." "Il vostro spirito è tutto rivolto al Buddha e alla meditazione. passeggiarono nel parco. incuriositi e timorosi. di prugno rosso. se possibile. tutte in filigrana d'oro fino. I pellegrini non si ritirarono a dormire prima della seconda veglia. La sospensione del coprifuoco dava via libera a innumerevoli bighelloni. e gli spettatori si dispersero precipitosamente." "Ci sono dei buddha che si vengono a trincare l'olio delle lanterne?" sghignazzò Porcellino. che comprende duecentoquaranta cantoni. Il poeta Li Bo monta il pesce d'oro e la balena. bisogna tornare a casa. ma uno speciale olio profumato mescolato a burro. "Avviene così tutti gli anni. che portavano le lanterne in omaggio al Buddha. ma questa imposta è davvero pesante: la famiglia di turno deve spendere più di duecento tael. sono grossi come un uovo di gallina. e prese molto tempo." I monaci. e le lanterne tutti i viali della città. non citare il fascino del fiume Wang! Sull'acqua corrente nuotano anitre selvatiche. e sua eccellenza il governatore ama il popolo: avremo dappertutto luminarie. Sotto la lanterna girevole i guerrieri incrociano le spade. Canti e colori dovunque intrecciati. a nord la pagoda per la meditazione dei monaci. presso il ponte sulle acque verdi. Dovete proprio restare qui per qualche giorno. ridono e mostrano gli effetti del vino bevuto. aprendogli la porta della vostra pagoda. Nella gran calca si offrivano spettacoli dappertutto. Non vantare la magnificenza del Parco della Valle d'Oro.

Dopo che il primo ministro Wei Zheng aveva decapitato in sogno il drago del fiume Jing. monete false! Che cosa state tramando?" I protettori del tempo. quando esso cadde improvvisamente." "E adesso che facciamo. Non occorse andare lontano per scoprire. signore?" chiesero spaventati i monaci. ma a quanto pare qualcuno vi prende in giro. Dice che se ne andrà solo se lo restituiremo. I miei discepoli sono tre. seguendo una traccia di odore fetido." Gli orchi si dissero: "Meno male che non l'abbiamo mangiato subito: poteva andarci di traverso." I mostriciattoli corsero a eseguire e spinsero Tripitaka davanti ai troni. grazia. Il primo tiene la testa in caldo sotto un folto berretto di pelliccia di volpe ed emette un soffio ardente. invece di adempiere alla vostra missione di protettori segreti del mio maestro?" "Il vostro maestro ha trascurato la sua natura meditativa. gli faremo un piccolo interrogatorio. secondo l'adagio: tre capre iniziano la pace(14). e poi li mangeremo tutti insieme. Dopo averli osservati a suo agio. Il grande santo impugnò la sua sbarra. mettete ai ferri il monaco cinese nel ripostiglio. senza un'adeguata preparazione del terreno. ripresero il proprio aspetto e salutarono tremanti: "Perdonateci. rivestitelo e portatelo qui. bonzo? Perché ti sei messo sulla nostra strada. con accompagnamento di capre?" "Erano le capre dell'esagramma della pace." "Le terre dell'Est sono molte lontane. vergognosi di essere stati smascherati. le corna si drizzano sopra le orecchie appuntite. che da tanti anni si facevano passare per buddha alla festa delle lanterne.. Mentre passavamo dalla prefettura di Come l'Oro e guardavamo le luminarie. grazia!" Gli orchi chiesero: "Da dove vieni. Il maggiore chiese che cosa succedeva. Io. Quelli che il vento ha portato un momento fa erano tre mostri belli e buoni. al mese. Le altre creature erano d'ogni specie: alte e basse. recata di traverso sulle spalle. coperto di ricami luminosi come lucciole: brillano da tutti i pori. "È semplice: voi ritornate al monastero a badare alle nostre cose. Il secondo si avvolge in una garza leggera rosso fiamma e fa risuonare gli zoccoli di giada tintinnante. una gran sciabola il secondo e una canna nodosa il terzo. al di là di un burrone. non puoi certo essere arrivato da solo fin qui. in effetti è il Grande Santo Uguale al Cielo. non sono stato abbastanza svelto. Vivono qui da un migliaio d'anni. Tre grandi stendardi recavano i nomi dei tre comandanti. ma sono entrato nella comunità monacale del Monte d'Oro fin dall'infanzia. Il più anziano si chiama Scimmiotto Consapevole del Vuoto. In seguito l'imperatore mi ha accordato la grazia di affidarmi il Monastero di Vasta Benedizione.] Mentre cercava un sentiero. che significa appunto 'tre ceste'. scorse sul pendio quattro uomini che si spingevano davanti tre capre e gridavano: "Buon anno. Se tenete alla pelle. si portò via il monaco cinese. cinquecento anni fa?" "Appunto. Fu allora che ebbi il privilegio di vedere per mia edificazione la pusa Guanyin: essa mi disse che nel Monastero del Colpo di Tuono si trovano tre ceste di scritture autentiche. La loro intenzione è di cucinare un piatto sopraffino. Una stele lì accanto recava sei caratteri: GROTTA FIOR DI MISTERO. DEL MONTE DEL DRAGO VERDE Scimmiotto preferì non avventurarsi dentro alla cieca. Ragazzi. al giorno e all'ora. Cattureremo anche i suoi discepoli. ma Scimmiotto gli corse dietro gridando: "Attento." "Il vostro discepolo pensa sempre al Buddha. spaventato. non serve a niente. comparvero in breve tre buddha e si avvicinarono alle lanterne. Il terzo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza." I mostriciattoli si precipitarono all'interno per annunciare: "Grandi re. e io inseguo quel vento malefico. maestro." Gli orchi si allarmarono: "In effetti abbiamo preso quel tizio senza saper niente di lui. al riparo di una rupe: Hanno la faccia scura e gli occhi tondi. Quest'anno si sono imbattuti nel vostro maestro. "Voialtri comuni mortali eravate convinti di essere visitati da buddha che accettassero l'offerta del vostro olio. Il maestro è stato rapito da creature malefiche: dal piacer nasce la pena. e lo prega e l'onora in ogni momento.. sbrigati a farci una relazione completa e sincera. si guardava intorno. a suon di tromba e di tamburo. una parete rocciosa in cui si vedevano i battenti di pietra semiaperti di una porta. che si è convertito alla giusta dottrina. capaci di far salire in cielo le anime dei trapassati. prosperità!" I suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro videro subito che si trattava dei quattro protettori del tempo travestiti: gli addetti all'anno." Fecero quindi suonare l'adunata di bufali. è il Generale delle Cortine Arrotolate disceso sulla terra. il sovrano Tang fece un viaggio negl'inferi. grasse e magre. che lo guardarono con occhi bovini e chiesero: "Chi sei per osare di venir qui a strillare tanto?" "Sono il primo discepolo di Tripitaka. Quando siete arrivati sul ponte delle lanterne d'oro. di cui eravamo ospiti. non ci cascate! Sono mostri!" Ed ecco che le lanterne si spensero e il vento. lo hanno riconosciuto per un santo monaco di carni pregiate e si sono portati via anche lui. e vi abbiamo seguito per darvi le informazioni necessarie. Non esitate a intervenire!" Scimmiotto congedò i protettori e si mise in cerca della residenza trogloditica. Lo scopo era di sconfiggere la sfortuna in cui è caduto il vostro maestro. vecchie e giovani. Fui inviato a cercarle e presi il nome di Tripitaka. Baldi e feroci. Il terzo ha un ruggito di tuono e zanne d'argento appuntite. il secondo il gran re Fuggilcaldo e il più giovane il gran re Fuggipolvere. Il reverendo si precipitò sul ponte a prosternarsi. purtroppo. che urla di essere stato derubato del suo maestro. Che cosa avete da dire a vostra discolpa? A quali sollazzi vi abbandonate. al ritorno ordinò una grande cerimonia dell'acqua e della terra per la salvezza delle anime in pena. o semplicemente Bonzo. con un ululato sinistro. Seguì il vento fino all'alba." Il grande santo fece la capriola nelle nuvole e filò verso nord est. mollatelo subito: altrimenti rivolterò il vostro formicaio e vi spiaccicherò tutti quanti. calamità!" I tre orchi avevano appunto portato Tripitaka in cucina e l'avevano spogliato e lavato nell'acqua di pozzo: al momento dibattevano se tagliarlo in dadi o in listerelle per saltarlo in padella. È il Monte del Drago Verde. invece di fuggire davanti alle nostre immagini di buddha?" "Il povero monaco che vedete è inviato in missione dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. perché sa che scendono i buddha. In effetti. Ragazzi. [. tanto per sapere chi è e da dove viene.casa." A Scimmiotto prudevano le mani: "E vi sembra serio venirmi ad aiutare travestiti da pagliacci." I mostri ebbero un brivido: "Volete dire il santo che provocò quei disordini in Cielo. e si fermò davanti alla porta per gridare: "Mostri! Restituitemi subito il mio maestro!" La porta si spalancò con fracasso e ne uscì un nugolo di diavoli a testa di toro. presero questo andazzo di trasformarsi in buddha. Chissà da quale montagna e da qual caverna venivano quei diavolacci. e la sua collera sfumò. balzò giù dalla rupe dove si trovava e gridò: "Ehi voi. La abitano tre mostri: il più anziano è il gran re Fuggilfreddo. detto Otto Divieti. Il mio secondo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità. il santo monaco dei grandi Tang in cerca di scritture. dove il poveretto cadde tremante in ginocchio ripetendo: "Grandi re. i vostri capi l'hanno rapito. Domandò: "Dunque è questa la montagna dei mostri?" "Certo. dispersero in fretta le capre. il corpo è variegato come una pittura." "Che cosa ve lo fa pensare. Scimmiotto uscì allo scoperto e li apostrofò con . grande santo!" "Non vi chiamo da un po' di tempo. per salutare il Buddha e chiedergli le scritture nel Monastero del Colpo di Tuono. Il mio nome da laico era Chen Xuanzang. "Si è presentato alla porta un monaco con la faccia pelosa e la bocca da duca del Tuono. Comunque i difensori della fede vegliano a proteggerlo. Noi vi abbiamo visto partire all'inseguimento. Ma Scimmiotto disse: "Fratelli. è una reincarnazione dell'Ammiraglio dei Canneti Celesti. altrimenti spaccherà tutto e ci spiaccicherà. e si trovò in cima a una grande montagna. tagliando a strisce Tripitaka e mettendolo a friggere nel loro amato olio e burro. Porcellino. ma tutte avevano una testa bovina ed erano armate di lancia o di bastone. Quando riuscì loro di diventare spiriti. e voi evidentemente immaginate di poter fare i vostri comodi. Gli orchi indossarono l'armatura e uscirono a gridare: "Chi ha l'audacia di venire qui a far baccano?" Scimmiotto li osservò bene. cedendo alla tentazione di godersi la festa nel Monastero delle Nubi della Compassione: questo spiega l'improvvisa disgrazia della sua cattura da parte dei mostri. Perché fuggire. dove si trova la Grotta Fior di Mistero. Ebbi l'onore di essere scelto dall'imperatore per dirigere le cerimonie e predicare. se viene? Quale occasione migliore per rendergli omaggio?" Tripitaka non diede retta alle insistenze dei monaci e rimase dov'era. hanno soffiato sulla fiamma e se lo sono portato via. quando si è avvicinato loro mentre toglievano l'olio dalle lanterne. disgrazia." "Incomincio da me. per intervenire alla festa delle lanterne della prefettura Come l'Oro a procurarsi la loro bevanda preferita." Scimmiotto vide che l'intenzione era buona. e fin da bambini sono ghiotti di olio profumato miscelato con burro. con i miei occhi di carne vi ho preso per veri buddha: perciò mi sono avvicinato a voi. fratello?" chiese Sabbioso. tori e zebù: ciascuno afferrò un'arma e si schierò sotto lo stendardo del suo drappello. Sabbioso chiamava. ciascuno porta la sua arma speciale: un'ascia da guerra il primo. Anche il nostro maestro non se n'è reso conto. non mi venite più nemmeno a salutare. ci hanno invitato a vedere le luminarie in città. Quanti siete? Come vi chiamate? Se vuoi salvare la pelle. Porto anche il patronimico Tang. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione. Siete diventati dei fannulloni.

" I monaci del convento vennero a invitarli a cena." "Pensiamoci bene" obiettò Sabbioso. udì qualcuno singhiozzare: era Tripitaka. "Sì. il nemico si consiglia. "Ma non fate complimenti: posso anche farne a meno. da una camera che si apriva sulla sala centrale. Quei brutti musi sporchi d'olio di lampada rubato vogliono catturare un monaco inviato imperiale. reverendo! Avete combattuto tutto il giorno. paf! Questo è il rumore della sbarra di ferro. Porcellino e Sabbioso. e per una volta tanto Mi son dato bel tempo. grazie. Andò a svolazzargli intorno. Gli orchi non si preoccuparono di inseguirlo. Il risultato è che quei ladri hanno rubato anche voi. Anche Tripitaka. una sciabola e una canna. corse ad agitare il suo stendardo: la folla dei mostri dal capo bovino oscillò e venne avanti per accerchiare Scimmiotto. Non ho riconosciuto gli impostori E son caduto nella loro trappola. Non vi sembra che ne valga la pena?" I monaci espressero la loro infinita riconoscenza. proteggendosi con la sua canna nodosa. Secondo gli antichi. E se gli orchi." "Non credo" disse Scimmiotto. Veramente non si muoveva nessuno: bufali addormentati giacevano di traverso nei corridoi. la sciabola e la canna nodosa. Dimostreremo che sono impostori. D'un tratto. le lucciole nascono dalla putrefazione dell'erba. venne la voce di uno degli orchi: "Ragazzi. non riconoscete il vecchio Scimmiotto?" "Sei lo Scimmiotto dei disordini in Cielo?" chiese uno degli orchi. Domattina andremo all'attacco tutti e tre insieme.voce tonante: "Brutti mostri ladri. Ma si vede Che la vita è votata alle disgrazie. Sono diavoli con la testa bovina. "Quelle loro teste bovine." Scimmiotto riprese il suo aspetto: "Caro maestro. e fece strada al maestro verso l'uscita. Se in fin dei conti non sapete l'esito di questa spedizione. ascoltate il prossimo capitolo. "Che cosa te lo fa pensare?" chiese Scimmiotto. "dopo averli catturati non mancheremo di segargli il corno: ne caveremo un bel po' di soldi. sono qui fuori." "Se sono rinoceronti" disse allegro Porcellino. qui nell'Ovest! Da noi." "Vuoi dire che Porcellino e Sabbioso sono con te?" si rallegrò Tripitaka. "Mi pareva strano di veder lucciole in questa stagione. Coi miei saggi discepoli di certo Dovranno misurarsi. sono io" si udì la vocina di Scimmiotto. ho preferito venir via. Fu una bella battaglia sulla montagna: Il re scimmia osa affrontare. di cui si doveva decidere il destino solo dopo aver catturato Scimmiotto. gli andarono incontro: "Finalmente ti si rivede. cattureremo i mostri e liberemo il maestro. Fuggilcaldo e Fuggipolvere ben lo conoscono di fama. ruba lucerne. Imbrogliano sistematicamente le autorità della prefettura per rubare l'olio di cui sono ghiotti. e noi possiamo approfittarne. Tutte le porte erano serrate. "Certo. "Dice l'adagio: Se dài tregua. Dopo centocinquanta scontri cadde la sera. all'inizio dell'anno. mentre andiamo a catturare gli orchi. e del resto non sapevamo quali fossero le vostre condizioni. aspetta che vada a vedere se il maestro è ancora vivo. lo hanno rapito senza sapere chi fosse. Non è cosa da poco questa trasformazione: è una bella prova di versatilità. su cui i protettori del tempo mi avevano dato le informazioni necessarie. Ora sono ritornato con i condiscepoli. Ci si intrufola. Un simbolo del vero vuoto tiene in rispetto tre false apparenze di buddha. illuminando il buio con la piccola luce del suo addome. Grotta Fior di Mistero. e specialmente delle ultime parole. tirano e spingono." "Hai parlato abbastanza. ebbe per il momento la sua scodella di minestra. Intanto Scimmiotto ritornò al monastero. le loro armi sono un'ascia. niente! siete corso a fare i vostri salamelecchi." "Sono d'accordo con Sabbioso" aggiunse energico Porcellino. qui volano già le lucciole. e vi soffia uno spiffero. La sala centrale era vuota. Allora il gran re Fuggipolvere. Questi si vide messo in una posizione difficile e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole. Sentite: i mostri dormono. che l'avevano aspettato tutto il giorno. chissà dove dormivano i tre orchi. Ascia e sciabola si abbattono da tutte le parti. Recitò un incantesimo. e un po' perché le disavventure gli toglievano l'appetito. la sera mi sono venuti addosso tutti i loro scagnozzi e io. Scioglierò le vostre catene. È il caso di ricordarlo: Negligenza e licenza disturbano lo spirito. e il monaco cinese si stupì: "Vedi come tutto è diverso. invece di dormire come noi." "Maestro. senza che si giungesse a una conclusione. cavalcando il vento. Come mai non sento il gong . "Certo la fama ti precede. Per monti e valli ho avuto mille pene. In un tempo di festa sono giunto Nell'Ovest. "Approfittiamo di questo bel chiaro di luna per fare a pezzi i mostri!" Scimmiotto si adeguò al parere della maggioranza e si rivolse ai monaci: "Affidiamo a voi il cavallo e i bagagli. bastò poco tempo per raggiungere la Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde. "Come entrerai?" "Ho i miei metodi" rispose Scimmiotto. un po' perché temeva che non fosse vegetariana." "Ma la porta è sbarrata" osservò Sabbioso. invece di andare a dormire. "Piuttosto hanno l'aria di tre spiriti rinoceronti. abitanti tre orchi che si chiamano Fuggilfreddo. è meglio muoverci subito e attaccare di sorpresa: non sappiamo quali conseguenze può avere un ritardo. e constatare Che i loro pugni non pesano poco. ma il tuo aspetto è una vergogna. Fuggilfreddo. insieme all'olio di lucerna. Dunque sei tu. Il Novizio restò in ascolto delle sue lamentazioni: "Da oltre dieci anni ho lasciato Chang'an. come usano all'Inferno. Consapevole del Vuoto." Scimmiotto fece cadere le catene con la magia che apre le serrature. Ci siamo battuti tutto il giorno. le larve si muovono appena. Poiché la notte non è adatta per combattere. incatenato a un pilastro in una stanzetta sul retro. Ma il maestro non ne inghiottì nemmeno una cucchiaiata. Che ne è stato del maestro?" "Ho seguito la pista dell'odore di quel vento e sono giunto a una montagna. Non credevo che fossi soltanto un macaco losco e puzzolente. ma richiamarono le truppe e fecero tranquillamente distribuire il rancio serale. si posa sull'architrave e osserva attentamente: da una parte c'è una fessura. se non vi disturba" rispose Scimmiotto. ma voi. Ping. e non siete affamato?" "Per ridurmi alla fame ci vuol altro. E QUATTRO DIVINITÀ STELLARI CIRCONDANO E CATTURANO I RINOCERONTI. CAPITOLO 92 A CACCIA DI RINOCERONTI IN FONDO AL MARE OVE I TRE MONACI DANNO BATTAGLIA SUL MONTE DEL DRAGO VERDE. dai fratelli e condiscepoli. con la sua sola sbarra. e i tre discepoli lasciarono la città viaggiando sulle nuvole. Porcellino voleva sfondare senz'altro la porta. Ve lo dicevo che c'era sotto qualcosa di losco. ciascuno si difende e mostra la sua abilità. Tre contro uno." Scimmiotto si rallegrò di trovare il maestro di umore più filosofico del solito." "Saranno re diavoli della capitale infernale" suggerì Porcellino. e questo libererà da una tassa esosa il piccolo popolo di Mintian. brilla come una stella cadente. pang! Questo è il rumore dell'ascia e della sciabola che si urtano. bocche bisunte!" Si fece avanti roteando la sbarra e i tre orchi lo fronteggiarono con le loro armi. ma il Novizio lo trattenne: "Prima di ingaggiar battaglia." I monaci non sospettarono nemmeno che quella fosse la pura verità." "Ma come. Ecco che vola sulla porta. Mentre esplorava qua e là. sfonderò la porta e vi farò uscire. A Scimmiotto e ai suoi compagni. Imbattutisi per caso nel maestro. ed eccola all'interno. I quattro protettori del tempo mi hanno dato le informazioni necessarie: Monte del Drago Verde. Fuggilcaldo e Fuggipolvere. Ho passato la giornata a combattere i mostri. Pif. La battaglia continua fino a sera. Figuratevi che una volta ho passato cinquecento anni senza mangiare né bere. visto che si faceva tardi e non ero sicuro di farcela. l'ascia. tenete chiuse le porte e state attenti a torce e candele. E con calamità oscurano la Via. ma quella sbarra levata fa paura a dèi e diavoli. Restituitemi il mio maestro. una volta di più la vostra inettitudine a distinguere il vero dal falso ha compromesso la nostra tabella di marcia e richiederà un bello spreco di fatica. sono venuto in avanscoperta per constatarle. Dopo cena fecero i piani per il giorno dopo: "Andiamo presto a letto. gridò: "Trasformazione!" e si mutò in una lucciola. e russavano come temporali d'estate. senza vincitore né vinto. intenta a spiare le mosse dei mostri. approfittassero della notte per mettere le mani addosso al maestro? Secondo me. Ad ali spiegate.

gli vennero le lacrime agli occhi: "Che peccato. va male! Il mostro con la faccia pelosa è entrato nella grotta e ci ammazza. ai colpi del rastrello si oppongono i fendenti della sciabola. che ho incontrato alla porta. che ritornò al monastero dove i monaci gli vennero a chiedere: "Siete riuscito a liberare il reverendo?" "Non è facile. lo salutarono: "Dove andate. Va a fare rapporto all'Imperatore di Giada." "D'accordo" rispose Scimmiotto. "Venere. per pregare le costellazioni del Legno di scendere sulla terra. che conosce settantadue trasformazioni. e ci vedrai più chiaro. Dopo un bel po' che combattevano senza vincitori né vinti. "Non mi direte che avete difficoltà a identificarli. da quelle del tempo. "Il nostro maestro. gli fecero l'interrogatorio: "Come hai fatto a liberarti dalle catene? Come è entrata quella scimmia? Confessa tutto. con la dovuta pratica. essi finirono per imbattersi nel maestro e nel discepolo. "Dove credi di scappare?" Scimmiotto non perse tempo a rispondere: sfoderò la sbarra e ruppe la testa ai due più vicini. alla frontiera dell'India. Ma voi stavate all'erta e l'avete sorpreso. dopo essere venuto alle mani con loro!" "Ho visto che sono spiriti bovini. Scimmiotto?" "Dunque siete voi" disse Scimmiotto. ma il cielo era rischiarato da una gran luna piena. Scimmiotto scomparve con un sibilo. ma sono troppo potenti per metterli sotto. Sabbioso lo vide sommerso dalla folla muggente. siete caduti anche voi nelle loro mani! Che ne è di Consapevole del Vuoto?" "È riuscito a tagliare la corda" rispose Sabbioso. scambiati i saluti. dove siete?" Porcellino e Sabbioso gli vennero incontro levando rastrello e bastone: "Come vanno le cose?" E Scimmiotto riferì per filo e per segno. Ce ne sono di tanti tipi: il rinoceronte a testa concava. fuoco e fiamme dalle narici. Strada facendo. che non mi dà mai retta." E ordinarono ai ragazzi di chiuder bene le porte e di tenersi zitti. Il nostro maestro è segretamente protetto dalle divinità dei monasteri. Ma a quanto pare non sapete che questi guai non sono casuali: sono prove che il maestro deve affrontare una dopo l'altra." Lasciamo maestro e discepoli nello sconforto in cui erano piombati. nella Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde." "Andiamo. e lui ha dovuto abbandonarmi e fuggire. Dove dobbiamo andare?" "A nord est della prefettura Come l'Oro. "Sarà certo andato a cercare aiuto. dove il pianeta del Metallo. Gli uni combattono furiosi per la vita del maestro. Tutti gridavano." Gli orchi si misero a ridere: "Per fortuna ci siamo svegliati in tempo per riacchiapparti. a quanto pare hanno nei loro corni il soffio della nobiltà. Porcellino la sciabola e Sabbioso la canna. correvano. senza scomodare sua maestà. Indossarono le armature. Non tiratevi indietro! Se la mancanza di uno solo facesse fallire l'operazione. mi chiedevo che cosa volesse dire. Da parte sua. Temilfreddo. Dobbiamo entrare in azione. ma non ne sono venuto a capo. non mi ha dato altra scelta che di proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture. e seguiamo Scimmiotto. due corni e la capacità di fendere le acque quando devono attraversare il mare o un fiume. che se ne stavano in conversazione. succialucerne! Sputate fuori il nostro maestro!" Il portinaio terrorizzato corse a riferire: "Grandi re." I tre orchi balzarono dal letto: "Arrestatelo immediatamente!" Al monaco cinese si piegavano le gambe. il randello ammazza diavoli non è un oggetto comune. erano caduti addormentati. davanti alla porta degli orchi. li vennero a ricevere le ventotto case. il rinoceronte bue. I mostriciattoli non poterono trattenerlo: rovesciava o schiacciava chi si opponeva. Ma la voce del capo fece balzar su gli addetti alla guardia. si mette male! I bonzi hanno sfondato la porta. "Fratelli. dove incontrò i quattro grandi precettori celesti Ge." L'Imperatore di Giada incaricò il precettore Xu di accompagnare Scimmiotto al domicilio dell'Orsa Maggiore. andiamo a caccia di rinoceronti. ma quando le loro truppe sono intervenute. dai rivelatori e da una quantità di altri dèi. Per riscattarmi. fece una finta e cercò di fuggire. e si aprì la strada a bastonate. sapete salire anche in Cielo?" chiesero impauriti i monaci. il rinoceronte maculato. Nei primi scontri sale una sinistra nebbia. nella prefettura Come l'Oro. Qiu. quei mostri sono forti. perché avevo disturbato la festa delle pesche di immortalità. Temilfreddo chiamò i suoi alla riscossa: "All'attacco. io solo sono scappato. o ti tagliamo in due. verso mezzanotte. Caimano del Legno Jué." I quattro precettori lo condussero subito nella Sala delle Nuvole Misteriose. Tirato e spinto da una mandria di bufali. Hanno conseguito il Tao e raggiunto l'età di un migliaio d'anni. dice che questi spiriti rinoceronti si sottomettono alle costellazioni volatili del Legno. il devarâja Anima Lunga e i quattro grandi ufficiali perspicaci Yin. Altrimenti sarei venuto direttamente a trovarvi. sotto la luce abbagliante delle lampade. Porcellino e Sabbioso sono rimasti prigionieri. La battaglia si ingaggiò senza scambi verbali." "Se non riuscite a vincerli voi. contrariati. Tripitaka fu rimesso ai ferri. Comunque questi mostri ci sanno fare. e sono venuto a chiedere aiuto all'Imperatore di Giada. Le armi sibilano nell'aria. che ripresero i giri di ronda al suono delle raganelle." "Allora non occorre che veniamo tutti e quattro. asce levate. Temilcaldo e Temipolvere. mandava a pezzi le porte una dopo l'altra e finì per sbucare all'aperto. impugnarono le armi." "Sono gli spiriti di tre rinoceronti. che li autorizza a dichiararsi grandi re. grande santo?" "Nella prefettura Come l'Oro. "Buttiamo giù i battenti. dopo la giornata faticosa. che sapete cavalcare le nuvole." "Figúrati se noi avremmo osato lasciare il nostro posto senza ordine espresso. Queste bestie. "Porto un sacro decreto che ordina alle quattro costellazioni volatili del Legno di scendere sulla terra con il qui presente grande santo. Era la terza veglia. gli altri . sono riuscite a impadronirsi di Porcellino e di Sabbioso. Tao e Xu. canna nodosa e bastone vanno e vengono in un torneo d'alta scuola. Ma gli orchi si ostinano a resistere. Scimmiotto vide la mala parata e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole. è stato rapito da mostri per aver distratto la sua natura di meditazione partecipando a una festa delle lanterne. "Quali milizie celesti ti possono aiutare?" chiese l'Imperatore di Giada. Detestano la vista della propria ombra e sono maniaci della pulizia: si fanno il bagno ogni momento." "Che impudenti!" dissero gli orchi. non ci sarà da temere che il reverendo maestro sia spacciato?" "Non c'è pericolo. Scimmiotto si incaricò di affrontare l'ascia da guerra. man mano che si prosegue scaturiscono da ogni parte nuvole colorate. "Una volta ci stavo di casa" rispose ridendo Scimmiotto." Scimmiotto ringraziò a mani giunte. il mio maestro. urlando: "Grandi re. Se li vuoi catturare." I monaci non seppero rispondere altrimenti che prosternandosi nella polvere ed elevando preghiere. Si era mutato in lucciola per venire a soccorrermi. la scimmia è il mio discepolo Consapevole del Vuoto.e le raganelle dei guardiani notturni?" Il fatto è che tutti i mostriciattoli. Zhu. per sottomettere certi mostri" spiegò il precettore celeste. Inoltre in vita sua ha mangiato cinabro vegetale: non è facile farlo morire. Poiché hanno sul loro corpo il simbolo del disegno celeste. Fu un bellissimo scontro: Tre monaci contro tre mostri. impugnavano le armi. "Mi buttò fuori il nostro Buddha. Basta che ti accompagni la stella del Pozzo: sa arrampicarsi sulle vette per divorare tigri e scendere in fondo al mare per catturare rinoceronti. Si recò nella Sala di Chiarezza Penetrante. Scimmiotto non poteva badare a lui. Li abbiamo combattuti a lungo. basta che gli opponga le quattro stelle volatili dell'elemento del Legno: non potranno resistere. Il grande santo giunse in breve alla porta occidentale del Cielo. Quando li vide. ragazzi!" Tutte quelle creature bene armate fecero presto a gettare a terra Porcellino. tre specie di peli. gli altri balzano alla gola per conservarlo nelle proprie mani. il rinoceronte gigante e il rinoceronte dagli arabeschi che spiegano il cielo. la sbarra di ferro fa prodezze memorabili. si trovò legato come un salame e trascinato dentro la grotta. Li ho combattuti." "Non sono rinoceronti che stiano a godersi il chiar di luna. Volevo sollecitare dall'Imperatore di Giada un'inchiesta per identificarli e rinforzi per sottometterli. Lupo del Legno Kui e Sciacallo del Legno Jing si fecero avanti: "Hai bisogno di noi. imparano a volare e a camminare sulle nuvole. grande santo!" esclamò il pianeta del Metallo con una risatina ironica. ma i mostri gli balzarono addosso. mentre io faccio un salto in Cielo per chiedere rinforzi?" "Reverendo. "Dove andate?" gli chiesero. "Hanno chiuso le porte. si è fatto rapire da tre mostri che andavano in giro con l'aspetto di rispettabili buddha. chiamarono a raccolta i loro mostriciattoli e uscirono ad affrontare il nemico. "Non è buon segno. lo rovesciarono e catturarono anche lui." Se ne incaricò il bestione: con un colpo del suo rastrello fece volare in pezzi le porte di pietra. Non riesco a liberarlo da solo. Le caratteristiche comuni sono: l'unica narice. "Non sapevo che vi chiamaste 'costellazioni volatili'. e anche il rinoceronte col berretto." Il reverendo tremava come una foglia: "Grandi re. Nel Palazzo dei Tori Combattenti. accendevano torce. sono agevolati nel divenire immortali. il mio mestiere è di eliminare i perversi e restaurare la giustizia. Picchiava e gridava: "Mostri da strada. Vi dispiacerebbe continuare a custodire cavallo e bagagli. allora ha sconsideratamente ucciso due di quelli che lo circondavano. bel monaco!" gridarono. dove Scimmiotto. a sentir parlare quel vecchio furfante di Venere. Granchio del Legno Dou. non si sente volare una mosca" s'inquietò Sabbioso. Ascia contro sbarra: vittoria incerta. Ma non sappiamo quando ci caverà dai guai. Sabbioso e Porcellino furono portati prigionieri dov'era Tripitaka." Scimmiotto si inchinò a tanta sapienza: "Che stelle sono? Posso pregare di darmi indicazioni più precise?" "Le costellazioni si trovano dalle parti del Palazzo dei Tori Combattenti dell'Orsa Maggiore. espose il caso. "Ehilà. Zhang e Xu. Sciabole in pugno. il rinoceronte toro. Gli altri mollarono la presa e corsero in folla nella sala centrale. Rolla e beccheggia il rastrello.

"Stella del Pozzo!" gridò Mo'ang. allarmatissimi. Mentre la carcassa veniva trasportata al palazzo di cristallo. agate. Io torno a fare rapporto. "Andate a riposarvi al monastero. che avevano riparato alla meglio con lastre di pietra i danni provocati da Porcellino alla porta di ingresso. la comitiva riprese la via della prefettura. conchiglie. "Non ammazzarlo! Il grande santo lo vuole vivo!" Ma quel sanguinario non gli badò. "In questi anni di vita da monaco. soldati e abitanti della città e dei sobborghi. su sollecitazione del grande santo. Il grande santo li tallonava senza perdere il contatto. Questi furono costretti a battere in ritirata. che ci racconteranno che fine avranno fatto gli orchi. Ogni momento devi vigilare Sul tuo elisir. Le carni vanno assegnate ai saggi draghi. corsero a riferire. che esperto avvocato è diventato il nostro ammiraglio. per raccogliere tutto ciò che avesse valore e piccolo volume: coralli. e ruppe al malcapitato l'osso del collo. hanno rapito anche il nostro maestro. Questi spiriti rinoceronti sono gli impostori che per molti anni si sono fatti passare per buddha. udita la dichiarazione. poi invitarono il maestro ad aspettarli seduto su un masso. carpe. È probabile che nel frattempo sia andato a cercare rinforzi" suggerì Temipolvere. Scimmiotto gridò: "Prendetelo vivo. Abbassarono le loro nuvole e chiesero: "Grande santo." "Al punto in cui è ridotto. le creature uscirono dalla grotta al rullo dei tamburi: "Rieccoti qua. di passargli un gancio di ferro nelle narici e di legargli solidamente le zampe. allo scopo di approfittare delle vostre offerte delle lanterne d'oro. o te ne pentirai! Lupo e Granchio correvano sulle nuvole. uscirono dal palazzo di cristallo e corsero con grida di guerra a sbarrare la strada ai rinoceronti. "perché la gente veda e sappia che santi siamo noi. le salutarono e le ringraziarono. bufali. Converrà pregare le costellazioni di presentarsi in tribunale a testimoniare. con l'anello di ferro al naso." Congedatasi dai draghi." Considerata la buona intenzione. buoi muschiati. perle. portando il reverendo sul loro migliore palanchino. "Sta inseguendo gli orchi. "Abbiamo preso questi due. finché si trovò accerchiato e gridò: "Grazia! Grazia!" Sciacallo lo afferrò per un'orecchia. Raccogliamo le nostre cose e andiamocene. e non ci saranno scappatoie. I monaci. fece la seguente allocuzione: "Prefetto di Come l'Oro. Quanto a te. tanto peggio" concluse Scimmiotto. dove sono i rinoceronti?" "Che domande stupide!" esclamò Scimmiotto di malumore. "tante cerimonie sono pura ipocrisia. con un grande sciacquio. queste creature. ma per un bel pezzo non videro nessuno." "Non cercate scuse" intervenne il precettore celeste. Quando siamo passati dal vostro paese e siamo venuti a goderci le luminarie. A questo punto intervennero le quattro costellazioni del Legno. Sciacallo e Caimano mi hanno lasciato qui di guardia. Presi dal panico. "Grande felicità volge in dolore"(15) dice il Classico delle Mutazioni. Non c'è niente di più adatto del corno di rinoceronte per dividere le acque: le fendevano con precisione e rapidità. ne abbiamo riportato solo i corni e la pelle. Tienilo stretto.non farebbero che perdere tempo. Temilcaldo e Temipolvere. e lo stava azzannando di gusto. perché li processi per impostura e stabilisca l'ammontare dei danni cagionati alla popolazione in tanti anni. questi signori non fanno che il loro mestiere. Infine presero la strada del ritorno. scorsero finalmente Scimmiotto sulla riva del mare che lanciava loro richiami. "Eccolo che ritorna dopo essere stato messo in rotta. "Ce ne avete messo del tempo. cipree. Fu la meditazione disturbata Dalla festa. Complimenti per questo bel . "Maestro" disse Porcellino. Uno yaksa volteggiatore e un pattugliatore corazzato li videro da lontano. venute a rubare l'olio." "Senti senti. mentre Granchio e Lupo facevano strage sulla cima e catturavano vivi quelli che non opponevano resistenza. lo disarmò e disse: "Sta zitto. Temipolvere si trovò accerchiato dalle truppe acquatiche. mentre le truppe manovravano per circondarlo. Dal momento che si trova nel nostro territorio." "Lo credo bene!" rispose ridendo Mo'ang. spingendosi davanti i due rinoceronti. carette. che si sono messi nei guai con il Novizio. Vi converrà abolire l'imposta dell'olio per le lanterne d'oro." Con incosciente baldanza. Giunto sul fondo vide le stelle e i mostri che combattevano alla disperata. Gli ufficiali e la popolazione della città e dei sobborghi. Dirà il grande santo che cosa si deve fare di te. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione varcarono in pompa magna le porte della città. e la Via venne offuscata Dal momentaneo indulgere al piacere. per ordine dell'imperatore e per riguardo al nostro condiscepolo. Anche i tre orchi ricaddero a quattro zampe e corsero via verso nord est col fragore del cannone. Ne raccolsero uno staio e lo portarono all'aperto. Porcellino e Sabbioso si dedicarono alla perquisizione della grotta. non pestatelo troppo! Non mi consegnate una carcassa!" Mo'ang ubbidì: i soldati si accontentarono di rovesciare la bestia. Dopo un po' videro Caimano che spingeva Temilcaldo verso di loro. li riconobbero e corsero ad avvertire il re drago: "Maestà. Bisogna distruggere la caverna. temevo di non rivederti più. datemi il cambio: io faccio un salto là sotto a vedere che cosa succede. gamberi e granchi impugnarono le armi." "Bisogna portarli tutti e due in corteo per la città" propose Porcellino. roteando le armi: "Giù le zampe. "Come siete riuscite a trovarci?" "L'Imperatore di Giada ha ordinato di venirvi a liberare. la montagna e la grotta sono ripulite. "Li porterete davanti al prefetto di Come l'Oro." "Certo" disse Porcellino. Il giovane principe scoprì Sciacallo del Legno Jing che aveva ripreso il suo vero aspetto per abbattere Temilfreddo. mentre noi partecipiamo all'inseguimento. Quando vi giunsero Scimmiotto. e si dispersero al galoppo per la montagna. macaco! Non hai paura di prendere un'altra batosta?" Al Novizio non piaceva sentirsi chiamare 'macaco'. bestiacce!" "Quel furfante ci ha fregato!" esclamarono gli orchi. piantarono in asso bagagli e maestro per salire sulle nuvole e farsi raccontare le circostanze della cattura. e impoverisce le vostre risorse. urlone: non ti ammazzo. Credo si tratti di Temilfreddo. insieme a Caimano e Sciacallo. Quando rivide Scimmiotto. riconoscendo le costellazioni." Il grande santo fece il passo per aprire le acque e si tuffò. giada e oro. si diedero alla fuga nuotando verso il largo. "Tu andrai avanti a provocarli e li attirerai in campo aperto." Temipolvere e Temilcaldo. "Si salvi chi può!" In un bailamme di mugli e muggiti. non sai le conseguenze Che subirai allentando l'attenzione. statemi a sentire. Avrà studiato la notte. "Ragazzi. in compagnia di Sciacallo e di Caimano." Quando giunsero sulla montagna." Quando Scimmiotto vide il morto con la testa quasi recisa. lo osservò con attenzione: "Non si direbbero ferite d'arma da taglio. Poi torneremo al monastero ad attendere i nostri amici." Aoshun convocò il principe ereditario Mo'ang: "Intervieni subito con le milizie acquatiche. tutti si dedicarono all'inseguimento dell'ultimo fuggitivo. Quando ebbero ripulito la montagna. per abbatterli ho dovuto chiedere aiuto agli dèi del cielo. portateci le armature. che esaurisce le famiglie che la devono pagare." Porcellino e Sabbioso. "Se non fossi intervenuto io. la stella del Pozzo se lo sarebbe masticato fino all'ultimo pelo. Ora che siete arrivati voi. ufficiali. Il terzo è stato addentato a morte dalla stella del Pozzo. grande santo" dissero le costellazioni. Digrignò i denti e si lanciò all'attacco con la sua sbarra. ambra. i mostri ripresero il proprio aspetto: zebù. Noi due abbiamo sgombrato il terreno e siamo venuti a liberare il santo monaco. e ci siamo soffermati a ripulire la montagna e liberare il vostro maestro e i condiscepoli. il monaco cinese si profuse in ringraziamenti: "Sono profondamente riconoscente agli ufficiali stellari della pena che si sono data per venirci a liberare. entrarono nella grotta per liberare Tripitaka. abramidi." Ao Mo'ang ubbidì: in breve tartarughe. si sbandarono e presero ciascuno una direzione diversa. I tre rinoceronti sono scesi in fondo al mare." "Come mai non si vede Consapevole del Vuoto?" domandò Tripitaka con le lacrime agli occhi. ho giusto imparato qualcosina di giurisprudenza" ribattè sostenuto Porcellino. restituitemi il maestro!" I mostriciattoli. verso il Monastero delle Nubi della Compassione. che in realtà sono tre rinoceronti. Caimano e Scimmiotto. mentre incendiavano la grotta. per tagliare il male alla radice. Potrete vivere in pace senza altri guai. Il fuoco la devastò da cima a fondo. Scimmiotto si raddolcì: "Avete fatto bene: vi sono molto grato di esservi preso il disturbo. caro e saggio discepolo. padre e figlio. Poi le truppe si divisero per aiutare le due stelle a catturare gli altri fuggitivi. Che bella sorpresa!" si sganasciarono le quattro stelle. che erano già in difficoltà." Mentre le stelle partivano." "Non pensavamo che avreste avuto difficoltà a catturarli." "L'Ammiraglio dei Canneti Celesti dice bene" approvò la stella del Lupo. Porcellino e Sabbioso. troneggiando in cielo su un alone luminoso di buon augurio. Ora i mostri sono sterminati. sguaina la spada e vallo ad aiutare. abbiamo visto il Grande Santo Uguale al Cielo e due stelle all'inseguimento di tre rinoceronti. "Voi dovete eseguire i vostri ordini. mostri da strada." A questo punto abbassarono le armi e ritornarono al palazzo di cristallo ad annunciare: "Missione compiuta." Tripitaka si inchinò di nuovo e rivolse preghiere al cielo. si chiusero in casa a pregare e bruciare incenso. Le divinità scesero in cavalcata sulla prefettura immerse in un pulviscolo colorato. "Non saranno i rinforzi che può trovare a farci paura" esclamarono Temilfreddo e Temilcaldo. Scimmiotto sfoderò il solito repertorio di invettive: "Succialucerne. così le prove saranno inconfutabili. "L'ordine riguarda tutti e quattro: partite senza indugio. "Segategli i due corni e scorticatelo. ma si trovarono davanti Sciacallo." "Va bene. Giunti in vista dell'oceano occidentale. furono affidati rispettivamente a Caimano e Sciacallo. Vi schiererete come ieri e baderete a circondarlo per non farvelo scappare. Noi siamo santi monaci inviati dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. perche. e si gettò nella mischia gridando: "Arriva il vecchio Scimmiotto!" I mostri. poi interverremo noi.

senza incidenti da segnalare. Sabbioso si divertiva e Porcellino si piegava in due dal gran ridere: "Che sbruffone! D'origine è una bestia perversa come noi." Il bestione trasecolò: "Il maestro non è più lui. Le tue realizzazioni Di immortale o di buddha vi si perdono. lo sa che sono un balordo. non insistere" diceva Sabbioso. Volò via la fenice. fratello. La notizia si sparse in città. Le grandi famiglie furono invitate a preparare i sacrifici di cinque specie di fiori e di frutti. Gli ufficiali stellari trovarono la soluzione molto elegante e se ne rallegrarono con il grande santo." "Sento sempre su di me il sutra della prajñâ. NEL PAESE DELL'INDIA EGLI SI RIVOLGE AL RE E INCONTRA UNA COMPAGNA. "Tirati su e va a preparare il cavallo. "Non avevamo preso misure di vigilanza. poi si procurò una sega e si applicò a segare i loro corni. Di scuole regolari per imparare la Legge. cui sedettero i funzionari di ogni rango. non mancherebbe di vendicarsi in qualche modo. Tripitaka si allarmò: "Attenti. oltretutto. "Non dovremmo più trovar mostri. si riempiva le maniche di preziosi trovati nella grotta dei mostri e li offriva agli ospiti. Disciolte le catene. Prepariamoci a partire prima dell'alba." Scimmiotto prese le misure necessarie e l'indomani. durante la notte sono scomparsi. e non ho nessuna voglia di farmi rimproverare dal Buddha. raccogli tutti i preziosi che ci rimangono e donali ai monaci del monastero per ringraziarli dell'ospitalità. L'acqua mormora scorrendo nel canale. tanto." Tripitaka li rimbrottò: "Per piacere. Inoltre si destinarono i proventi delle ammende ad acquistare un terreno per erigervi un tempio dedicato alle quattro case celesti che avevano abbattuto i mostri. e sono in grado di spiegare. i tetti sono coperti di tegole smaltate color smeraldo. Rilassatevi. Il bestione. come noi. si elevò un 'santuario per i vivi' dedicato ai quattro pellegrini e si eressero alcune stele in segno di perenne gratitudine. smettete di dire sciocchezze. trasse il coltello e decapitò Temipolvere e Temilcaldo. si lamentò: "È presto! Non rompere!" "Si parte! Ordine del maestro" gridò Scimmiotto." E continuarono a camminare in silenzio. finché giunsero in vista di un'alta montagna. non lontano dalla strada." Intanto avevano percorso un buon tratto di strada e superato alcuni colli. Ogni volta che andavano a un banchetto. e ha l'aria di contenere molte cose antiche di secoli e secoli. non certo di commenti dei sutra. aprirono la porta e si ritrovarono in strada. "Il maestro sbaglia i conti" brontolò Porcellino strofinandosi la faccia. non ne hai mai seguite. capisci meglio di me?" "Certo che capisco.trionfo! Come sono andate le cose?" Scimmiotto glielo riferì. che cosa gli prende adesso?" "Il maestro non ha voglia di compromettere il viaggio per la tua ghiottoneria" gli disse Scimmiotto. Non restò loro che rivolgersi al cielo e pregare. Quindi presero congedo e si allontanarono su nuvolette iridate. conciata e indurita con salnitro e tannino. Bisognò che il reverendo prendesse da parte Scimmiotto e gli desse queste istruzioni: "Consapevole del Vuoto. E le famiglie riconoscenti? Se non sapete che cosa fecero. ascoltate il prossimo capitolo. ma chissà quanta strada resterà da percorrere. La pelle. quel desiderio A sicuro disastro ti conduce. ma ci siamo riempiti la pancia solo una trentina di volte. perché fosse conservato nel museo locale. per andare a mettersi a rapporto. tanto per orecchiare la spiegazione di qualche sutra. per presentarli come resa di grazie nel santuario dedicato ai vivi. Consapevole del Vuoto sta praticando l'interpretazione senza parola né testo. cioè l'interpretazione vera. Per qualche tempo." Quanto ai due corni di Temilfreddo. Se tu pensi. i monaci esclamarono: "Ci siamo lasciati sfuggire i buddha viventi senza riuscire a trattenerli. magari. Strillò in direzione di Sabbioso: "Sveglia. dirò a Consapevole del Vuoto di romperti tutti i denti con la sua sbarra. che vennero in corteo con i loro impiegati. Ma fa la commedia del gran dottore: lui capisce e spiega. Non vorrei che la nostra missione fosse compromessa. D'un tratto un convento si presentò alla vista. a documentazione delle circostanze che avevano condotto ad abolire l'imposta dell'olio. trascurando la giurisprudenza per il commercio. la carne fu distribuita ai funzionari e ai raccomandati. A che serve distinguere i tre ranghi? Quando l'atto è compiuto. Le duecentoquaranta famiglie che avevano fornito l'olio delle lanterne vollero dedicar loro particolari festeggiamenti: non restavano soli un momento. e neppure a salutarli!" Li vennero a trovare alcune grandi famiglie dei borghi meridionali. I grandi caratteri sul portale dicono: MONASTERO DI MEDITAZIONE PAVIMENTATO D'ORO e sotto è appeso un cartello con la scritta: Monumento di remota antichità . Intanto il monaco cinese e i suoi compagni procedevano per la loro strada. guarda quel monastero!" Non è grande e non è piccolo. Il drago caracolla. Il reverendo disse: "Ora apriamo la porta e ce la filiamo senza dir niente a nessuno. E allora non stare zitto. maestro. Come potrei dimenticare una preghiera che ripeto ogni giorno e che posso recitare anche alla rovescia?" "Certo. che volevano invitare i pellegrini. l'altro lo portarono con sé i pellegrini per offrirlo al Buddha. Ricordate che quei monaci ci avevano detto che occorrevano duemila li solo per giungere alla capitale dell'India?" Scimmiottò rispose: "Voi dimenticate il sutra del Cuore del Maestro del Nido dei Corvi." Il bestione non se lo fece ripetere. È il destino cui devi prepararti. "Alzati. come la mia veste o la mia ciotola delle elemosine. "Lui parla così perché vuole pungolare il maestro. e gli elogi ricominciarono. battendo le palme in segno di disappunto." "Lascia stare. sul Monte degli Avvoltoi. Mentre nessuno badava a lui. Si chiamarono i macellai a scorticare e squartare i rinoceronti. Saranno saliti sulle nuvole" si lamentavano i monaci. maestro e discepoli si abbandonarono alla bella vita. reggendo candele accese e bracieri d'incenso." "Ci avviciniamo." "Scimmia zuccona! Come ti permetti di dire una cosa simile? Io non capirei quello che dico? E tu. il quale. alla quinta veglia. discepoli! Guardate com'è ripida quella montagna!" "Ci avviciniamo al territorio del Buddha" replicò sorridendo Scimmiotto. vorrai. e che l'imposta dell'olio era abolita per sempre. Porcellino era quello che se la spassava di più. spiega! Siamo qui ad aspettare. Trascorse un mese. scavato ai tempi di chissà quale remota dinastia. fu utilizzata per fabbricare corazze. senza farlo sapere alle duecentoquaranta famiglie. Non vorrete ricominciare ad affamarmi!" "Stupido! Sacco di segatura! Non dire scemenze!" si indignò Tripitaka. tutto insonnolito. dormiglione! Si barda il cavallo e si va via!" I preparativi furono presto compiuti. Per giungervi nettato da ogni polvere. ma non sapete che cosa significa. I magistrati convitarono maestro e discepoli a un grande banchetto. Da parte sua s'intende di sbarre di ferro. è lui che gli fa cambiare idea. nutrendosi di vento e dormendo in riva all'acqua. tramava qualcosa. o questa volta non eviterai le botte. Si ripara all'ombra delle conifere." Montò a cavallo. lo recitate dritto e rovescio. È questo il giusto frutto che persegui. "Consapevole del Vuoto. Porcellino nel frattempo. tutto torna All'oceano. Fu promulgato un proclama che informava la popolazione che l'anno seguente la festa delle lanterne d'oro non sarebbe stata autorizzata. uno fu donato al Tesoro della prefettura. e sembrava che non li avrebbero mai lasciati partire. in segreto. i muri sono di mattoni rossi a squadra. "Abbiamo avuto duecentoquaranta inviti. Poi fu la volta dei magistrati della prefettura e delle sotto prefetture. CAPITOLO 93 VISITA AL JETAVANA NEL PARCO DI JETA SI INDAGA SULLE ANTICHITÀ E SI DISCUTE DELLE CAUSE. non ha fatto nemmeno il sagrestano. e svelto! Se continui a discutere. Quando nel monastero ci si accorse che Tripitaka e i suoi erano scomparsi. Camminarono così per sei mesi. Non è vecchio e non è nuovo. scosse Porcellino e gli ordinò di preparare il cavallo. Quando il fratello mi vuol picchiare. Mi ha sempre voluto bene e protetto. È il caso di dirlo: Dalla gabbia. l'han preso dalla strada per farne un monaco. Ma intervenne Scimmiotto a evitare lo scandalo: "I quattro corni di questi rinoceronti siano portati dagli ufficiali stellari come tributo all'Imperatore di Giada.

Di giorno balbetta soltanto parole incoerenti. Dove si trovano?" chiese Tripitaka. sarà per noi una grande gioia. argento o perle." Chiacchieravano passeggiando nel portico posteriore." Porcellino fece il possibile per moderarsi. Sudatta(16). "A me. il monaco ricambiò premurosamente e chiese: "Da dove venite. era una volta un posto tranquillo. Sabbioso. Fra un periodo e l'altro di meditazione. Più volte ho organizzato questue nella capitale. eminente maestro?" "Ho vanamente vissuto quarantacinque anni. dove sedettero in grande calma di spirito. Perciò la prigionia continua e io non trovo alternative. non sale nessuno prima del canto del gallo. e incomincia a capire qualcosa degli uomini. "Magari. non è una buona ragione per esagerare. Ma questa volta si direbbe che abbiate già visto questo posto." "Non ero mai stato qui" rispose Tripitaka. perché voleva destinarlo alla predicazione del Buddha. Il parco apparteneva al principe ereditario Jeta. Tripitaka giunse le palme per salutarlo. la gente si fece da parte timorosa. che esprimevano tormenti ignorati da tutti e nostalgia di casa. Mentre prendevano la via del ritorno. poi Tripitaka portò il discorso sugli antichi monumenti e chiese quale fosse l'origine del nome del monastero 'pavimentato d'oro'." "È precisamente quello che faremo anche noi. Scambiati i saluti. figlia del re dell'India. "Qui si trovava anticamente il regno di Srâvastî. Mi posso permettere di chiedere la vostra età?" "Io vi supero di uno stupido ciclo di sessant'anni. giunse le mani e recitò: "Penso a quel donatore d'altri tempi. perciò lo chiamiamo Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada. residenti fissi e ospiti temporanei. lasciando solo un'apertura sufficiente al passaggio di una ciotola." Tripitaka lo ringraziò e lo seguì nella sua cella. Al Passo del Gallo. Anzi. ma il principe rispose che il parco non era in vendita: lo avrebbe ceduto soltanto a chi lo pavimentasse d'oro. spero che andrete in città e svolgerete un'inchiesta esauriente con i grandi poteri che la Legge vi conferisce. Sulla porta e sotto i porticati sostavano molte persone: alcune portavano tavole." "Che fortuna!" sghignazzò Porcellino." "Il nostro umile monastero è aperto a tutti. ospitare il reverendo. si inchinò davanti al monaco cinese e a Scimmiotto. e che lo riconosciate. L'anziano Anâthapindada gli chiese di acquistarlo." Aprirono una porticina e si avventurarono in un terreno incolto. si vedevano carri pieni di gente." "Avete dunque centocinque anni" osservò Scimmiotto." "Ma quale spettacolo? Ho la pancia vuota come una caverna" ribatté brusco Porcellino." "Dunque è vero. bestie da soma e mercanzie. quelli che pensavano solo a divertirsi. maestro?" "Il vostro discepolo Chen Xuanzang è stato inviato dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est a sollecitare le scritture dal Buddha nel Paradiso dell'Ovest. Quando cadono piogge torrenziali." "Che cosa ne sapete?" chiese Scimmiotto. Ancor prima che il reverendo concludesse la preghiera di benedizione del pasto. Mentre facevano il giro della sala del Vajra. ci siamo permessi di entrare con l'intenzione di chiedere riparo per la notte. per aver modo di andarci e di indagare discretamente su questa persona. Tripitaka sospirò. lo raggiunse un monaco imponente dall'aspetto autorevole: La luna piena brilla sul suo volto. Poiché la nostra strada passa accanto al vostro nobile convento. accompagnato dai discepoli. ma la gente fa del suo meglio per evitarlo. "Si è parlato delle rovine del parco di Anâthapindada. Che cosa vengono a fare qui?" "La nostra montagna. Lei rispose: "Sono una principessa. come l'albero Della bodhi. Al canto del gallo ripartiranno. . si sono fermati da noi a pernottare." Dietro a lui veniva un vecchio monaco che si appoggiava a una canna di bambù e chiese: "Siete voi il maestro venuto dalla Cina?" "Non oso pretendere a questo titolo" rispose modesto Tripitaka. attraverso i portici e il refettorio. gli diede di gomito e bisbigliò: "Bada che dài spettacolo. Tripitaka smontò da cavallo e si avviò a piedi verso l'ingresso. mentre contemplavo i fiori sotto la luna. chiese: "Sapete dirmi chi sia la persona afflitta che abbiamo udito lamentarsi?" Il vecchio monaco inviò i suoi accoliti a preparare il tè e. ciascuno vi può soggiornare a suo piacere. anche al chiaro di luna. si godevano lo spettacolo di Porcellino alle prese con il cibo. altre ancora spingevano carriole. mentre rischiaravo la mia natura al chiar di luna. ho ancora la testa abbastanza lucida." I condiscepoli risero. Porcellino si era gettato sulle grandi pagnotte. Quando infine ritornarono nei loro quartieri. Il vecchio monaco gli fece molti complimenti e infine chiese: "Quanti anni avete. La tavola venne sparecchiata e si avviò la conversazione. che mordono la gente. Il morso non è mortale. Aiuterete i buoni e. forse dipenderà da un cambiamento del clima. Tripitaka paventava incidenti e mormorava ai suoi: "Datevi un contegno! Siate gentili!" Ma nessuno tentò di stabilire contatti. Quando si sparse la notizia dell'arrivo dei cinesi in cerca di scritture. Il corpo è ben piantato. riusciremo a trovare qualcuna di quelle mattonelle e faremo fortuna. maestro!" esclamò Porcellino. che elargiva le ricchezze Ai poveri e in eterno legò il nome Al Jetavana." Due giovani bonzi vennero a invitarli a prendere il tè. Ove soggiornerà In compagnia degli arhat e dei buddha?" A passi lenti sotto il lume lunare giunsero a una terrazza. Alla fine Tripitaka recitò la preghiera conclusiva e ringraziò. L'anziano accettò la condizione e fece coprire tutta la superficie del parco di mattonelle d'oro. "Giusto un anno fa. Ho diffuso la voce che si trattava di una creatura perversa che si sarebbe dovuto sopprimere. che era una persona attenta. Le chiesi il suo nome e che cosa facesse in quel posto. "Ve le mostro. avete sempre avuto l'aria di uno che non sa distinguere un punto cardinale da un chiodo arrugginito. Qualche fortunato ne ha raccolti anche l'anno scorso. a scanso di pericoli. Chi faceva conversazione. che è un divino monaco dell'Est. bella e di alta statura. reverendi e inservienti. tutti gli abitanti del monastero vennero a vederli: vecchi e giovani. Basta uscire dalla porta posteriore. un colpo di vento mi ha rapita e mi ha portata qui. raspando per terra. non è una leggenda!" esclamò Tripitaka. che si chiama Monte dei Millepiedi. Cercai fra le rovine del parco e trovai una ragazza. sulle minestre e sui piatti di verdure. dove affiorava la base di un antico muro e giacevano a terra varie pietre spezzate. I sandali di paglia Sul lastricato procedon spediti. uno così bello e gli altri così brutti. quando restarono soli. Ma ora che ho l'onore di incontrarvi.Fermato il suo cavallo. che non oso far congetture. Tripitaka distingueva le parole di quei lamenti. pregando il Buddha di venirvi a esporre la Legge. nello stesso tempo. dal quale si accede alla regione montuosa. Sembrano venditori ambulanti. chissà perché. Ebbe una stretta al cuore e non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. chi dormiva. ma non ho saputo che sia scomparsa alcuna principessa." L'ho fatta chiudere in una cella. Per tenerla in vita le portiamo due volte al giorno tè e riso. tanto più che la notte vedo ben poco. Tripitaka si immerse nella riflessione: "Pavimentato d'oro. Si agita nel vento L'ampia manica sull'impugnatura Del suo bastone. Tripitaka lo sollevò e chiese: "Perché queste manifestazioni di rispetto. Ma da qualche tempo hanno preso a infestarla numerosissimi spiriti in forma di millepiedi. la brezza mi portò un lamento. I viaggiatori che avete visto sono arrivati troppo tardi per proseguire il cammino e. altre sacchi sulle spalle. l'avevo fatta imprigionare in quel modo. con carri. si finge pazza e si rassegna a vivere e dormire fra i propri escrementi." Si conversò finché non venne servito un altro pasto. che era al primo quarto. Nella folla. quale età dareste?" "Il vostro volto mi sembra così anziano e la vostra anima così pura. dapprima sulle terre dell'Est. anzi. Quando vennero avanti quegli strani pellegrini. Non saremo per caso nel territorio di Srâvastî?" "È strano. ma poiché la compassione vieta a noi monaci di attentare alla vita. ciascuno prese posto. poi lo mise a disposizione della persona più onorata del mondo. Del parco e del monastero originario restano alcune rovine sul retro. Questo triste affare su cui mi interrogate è cosa che potrebbe mettere in chiaro soltanto il maestro qui presente. l'ho fatta murare. "Raccontano le scritture che il Buddha frequentava il parco di Jetavana nella città di Srâvastî. Alla fine Tripitaka e Scimmiotto se ne andarono a passeggiare nel giardino al lume della luna. ti ricordo che hanno una pancia anche gli altri. A un tratto si udì nelle tenebre qualcuno che singhiozzava perdutamente. Mi sono ben reso conto che voi e i vostri discepoli non siete gente comune. Un domestico venne ad annunciare: "Il nostro reverendo maestro vorrebbe incontrare le personalità cinesi. Penso che il nome del monastero si riferisca a questa storia. La ragazza è abbastanza intelligente da capire la mia intenzione: per non finire violata dai monaci. accade ancor oggi che portino alla luce oro. metterete in risalto la vostra divina potenza. Domani all'alba riprenderemo il cammino. Il nostro monastero sorge nel Jetavana. Si bevve il tè e fu offerta una colazione vegetariana. reverendo. "Fratello" rispose Sabbioso. "In tanti anni che viaggio con voi. le persone posate apprezzavano la dignità di Tripitaka. ma nella quiete della notte si sfoga singhiozzando e cantando. "se lo hai dimenticato. caro superiore?" "Il vostro discepolo ha vissuto più di un secolo. E aggiunse un'altra domanda: "Al nostro arrivo nel vostro nobile monastero abbiamo visto molta gente che affolla i porticati.

e non vorrei mettermi in situazioni difficili. uscirono a inchinarsi davanti al monaco cinese: "Vogliate venire a corte. Sapeste quante montagne e quanti fiumi abbiamo attraversato per giungere fin qui!" "Dovete proprio essere un santo monaco!" esclamò il mastro di posta." Fu servito un pasto. La folla gridò: "È un monaco! È toccata a un monaco!" Nella piazza scoppiò un parapiglia indescrivibile. che si mosse verso il palazzo seguito da un grande corteo. dove si trova questa corte dei Tang?" "In Cina. Splendore Senza uguali il fiume d'argento nel cielo. si rivolgeva risentito a Scimmiotto: "Hai visto." "Non è il caso. Scimmiotto andò nelle cucine a chiedere in prestito una lampada. mentre si sforzava di rendere loro il saluto e di tendere la mano per sollevarle. Scimmiotto prese i documenti dalla sacca e uscirono insieme. "Vi accompagno" propose Scimmiotto. le case. "Sei un goffo bestione." Visto che c'era un cavallo. e io ritornerò in albergo. non mi pare che noi tre siamo tanto diversi." "Questa residenza è appunto destinata a ospitare gli addetti alle missioni ufficiali. Il nostro sovrano ama i fiori e il paesaggio. La mia povera mamma raccontava sempre di aver scelto marito gettando una palla ricamata. Farò un'inchiesta e ne ricaverò le conclusioni opportune. conservate la calma. L'ufficiale di servizio alla Porta Gialla corse ad annunciare: "Maestà. e Scimmiotto riprese la sua statura normale. e sarò pur capace di distinguere il vero dal falso. Anche il gusto di far baccano e divertirsi è il medesimo. Entrarono nel viale del mercato orientale. Il suo vero obiettivo era Tripitaka: voleva impadronirsi del suo yang primordiale." Tripitaka indossò il kasâya. prese la palla e gliela gettò sulla testa. Se volete presentare i vostri documenti. Vi prego di accomodarvi. Si esclamava: "Guardate! Ora getterà la palla ricamata. Il reverendo chiamò Porcellino e Sabbioso perché sellassero il cavallo e preparassero i bagagli. Venite con me. È un giorno movimentato. forte come una botte di ferro e splendida come una residenza celeste. la principessa ritorna con un monaco. le dame lo circondarono e lo spinsero verso la principessa. è il momento giusto. "Nel nostro umile paese dell'India sono trascorsi cinque secoli dalla fondazione della dinastia. "Lascia perdere. Si mescolarono alla folla di gente d'ogni sorta che affollava le strade: funzionari e contadini. Userò lo stratagemma detto distruggere il mostro con il matrimonio. "Le cose che sai fare tu non servono a corte. Ma non sapeva come l'avrebbe presa la principessa. Era dunque l'una del pomeriggio quando Tripitaka e Scimmiotto si accostarono alla torre. Le dame e le fanciulle del palazzo. gli utensili di questa gente non sono diversi da quelli del nostro paese. Questo è il momento culminante della festa: anche il sovrano sarà intento ai casi di sua figlia." Si avviarono sulla strada maestra insieme alla rumorosa carovana dei mercanti e giunsero al passo all'ora della tigre. al bisogno sa sfoderare qualche finezza. Nel frattempo ci è permesso sostare nella residenza di vostra grandezza? Ripartiremo dopo aver sbrigato l'incombenza. e Tripitaka gli disse: "L'umile monaco che vedete è inviato da sua maestà della corte dei Tang delle terre dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono." "Che ne dite?" propose Scimmiotto. da cui avrebbe gettato la palla ricamata per designare il monaco cinese come genero imperiale: conosceva anno. e sentì la tentazione di gettare quel monaco fuori di casa. offeso. Verso le dieci del mattino erano in vista delle mura di una città d'oro. e Porcellino mostrò la sua gratitudine ingoiando un'intera infornata di panini caldi. accendevano le lampade e preparavano la colazione. dalle otto finestre spalancate della torre. da Porcellino e da Sabbioso. Silenzio. Siamo pur sempre riconoscibili come stranieri. Come dice l'adagio: Spaventosa montagna ospita brava gente. celebra la sua ventesima primavera. con il tuo muso e le tue maniere. le sessanta fanciulle che l'attorniavano in ricche vesti e acconciature le presentarono la palla ricamata. Una creatura perversa aveva colto l'occasione per rapire la principessa e prendere il suo posto. le consuetudini sono le medesime. Il vento porta i suoni Di pifferi e tamburi. "Tocca a me!" gridò Porcellino.trovarono Porcellino che brontolava: "Vi sembra l'ora di venire a letto. Può darsi che la principessa non insista per sposarvi. Vedi: a tanta distanza di luoghi. "La palla in testa non ve l'ho tirata io. a ricevere le debite felicitazioni. In un istante la piazza si vuotò. Una brezza dal muro d'assenza Alita tiepida. aveva portato a passeggio le sue donne nel parco reale per godersi la luna piena. si diede una statura di tre tese e fece smorfie così spaventose che la gente cadeva a terra dallo spavento. Goccia dopo goccia Si va vuotando la clessidra. Credevano di lanciare l'amo. amante dei fiori e del paesaggio. e getterà una palla ricamata per designare il genero imperiale voluto dal cielo. esaminò la folla che si accalcava nella piazza e. che ricordò loro il 'triste affare'. Ed ecco la principessa e il monaco cinese presentarsi nella Sala delle Campanelle d'Oro." Il sovrano non gradì la notizia. ma non so se sua maestà tenga udienza. A questo scopo il mostro aveva speso le ricchezze del paese per far costruire la grande torre decorata. nel continente meridionale. Vibrante di colori. Erano proprio . quindi. era chiaro che si trattava di una missione ufficiale. inalberò il grugno e brontolò: "A parte il maestro. perché le avrebbe consentito di diventare immortale superiore dell'unità suprema. I miei discepoli sono brutti. come d'incanto. in questo caso farete vistare il passaporto e ce ne andremo. In caso contrario. Dopo che la falsa principessa ebbe bruciato l'incenso e formulato i voti al Cielo e alla Terra. La nostra principessa. ma non immaginavano che il pescatore fosse un altro. Non è tempo di bighellonare a contemplare il paesaggio. Corre acqua nei fossati. d'altronde. sarà la prima cosa di cui mi occuperò. bestione?" "Coricatevi. Salirà su una torre decorata. torcendo le reni. La principessa. devo dar loro le ultime istruzioni. Si sentivano i mille rumori dell'accampamento dei mercanti. Furono serviti nel portico posteriore. La città aveva la nobile forma Di una tigre in agguato O drago acciambellato. "Potremmo avvicinarci per vedere meglio. per aver modo di distinguere il vero dal falso. vostra grandezza. Tripitaka sentì cadere il suo berretto alla Vairocana e fremette. quando si dovrà ripartire al canto del gallo?" "Che cosa ti affligge. Un gran re occupa il trono: Regna prosperità. Mentre il Novizio se ne andava. e la palla gli rotolò nella manica." Tripitaka. che era scesa ai piedi della torre. Sono trascorsi ormai quattordici anni." Tripitaka si fece convincere e lo seguì fendendo la folla. quando vide avvicinarsi il monaco cinese. assumendone le sembianze. In effetti non dormirono a lungo prima che il gallo cantasse. e si rassegnò a ordinare che fosse introdotto. che si alzavano. giorno e ora della sua venuta nella capitale." "Certo. "Quando giungeremo in città." Tripitaka si teneva in disparte e confidava a Scimmiotto i suoi pensieri: "Se ti guardi intorno. brutta scimmia zuccona. che è stata eretta nella piazza grande. Dice il racconto che l'anno prima questo sovrano dell'India. Scimmiotto ringhiò e mostrò i denti. in cui l'udienza dura più a lungo del solito." Tripitaka. non dimenticate le nostre promesse al vecchio monaco del Monastero Pavimentato d'Oro." "Quando siete partiti dalla vostra patria?" "Nel tredicesimo anno dell'era Contemplazione della Virtù. che Tripitaka condivise con il mastro di posta e con Scimmiotto. e i componenti della carovana si dispersero nelle diverse locande. si apprestò a recarsi a corte." "Vorrei che mi ricevesse per presentargli le mie credenziali. non aveva scelta. artigiani e mercanti. direte al re: "Fate chiamare i miei discepoli. Consapevole del Vuoto. Vorrei presentare il mio passaporto e farlo vistare. Alzò le mani per proteggersi. poi. che bel tiro mi hai giocato?" "Perché ve la prendete con me?" rise il Novizio." "Maestro. che con la loro bruttezza lo spaventarono molto: erano uomini o diavoli? Tripitaka lo vide tremare e lo rassicurò: "Non temete. perché tutti si gettavano avanti nella speranza di impadronirsi della palla." La luna sprofonda in un sogno di fiori. figlia di sua maestà. constatando che era passato mezzogiorno. I nostri pellegrini si presentarono a una stazione postale governativa. "Non dubitate" lo rassicurò Scimmiotto sorridendo. Essa lo prese con la sua manina di giada e lo guidò al carro reale. ma il loro cuore è saldo e fidato. "Da quanti celesti anni regna la vostra nobile dinastia?" domandò Tripitaka. Vi porteranno a corte dal sovrano. constaterai che i vestiti. Non c'è nulla da temere." Il mastro di posta si rinfrancò e chiese: "Maestro. fratello" lo esortò Sabbioso. mese." Allora verrò. Il mastro di posta venne a riceverli. Egli è l'imperatore Yizong e si trova attualmente nel ventottesimo anno dell'era Calma Pace. letterati a gomito con facchini. E sullo fondo monti Come grandi stendardi. con gli eunuchi giovani e vecchi. Suppongo che sia la persona colpita dalla palla ricamata. Questo è il momento migliore. Attendono i vostri ordini alla porta meridionale. almeno. dove l'addetto all'accettazione corse ad avvertire il mastro di posta: "Sono arrivati quattro strani bonzi con un cavallo bianco. che ha inaugurato al suo avvento al trono. e trovò i monaci intenti a preparare tè." Il bestione. Tripitaka e Scimmiotto andarono a congedarsi dal vecchio monaco." Tripitaka gli presentò i suoi discepoli. Il sole del mattino Ne rischiara le strade. zuppe e dolci per gli ospiti." "Adesso che cosa facciamo?" "Maestro. e non avrà testa agli affari di stato. per sollecitare le scritture dal Buddha. Andiamo a goderci lo spettacolo sotto la torre. vostro onore." "Ha ragione Consapevole della Purezza" rincarò Tripitaka. non potresti combinare che guai. Unicorni alle torri.

La natura Ti scoprirà le fonti originarie. "Non ha paura delle botte. che sarei stato un genero soddisfacente!" "Spudorato fanfarone!" esclamò Sabbioso sfregandogli il grugno. "Che ne è del maestro?" "Il maestro ha una bella fortuna. Ma Tripitaka. Sottomisi i draghi in fondo al mare e scalai le montagne per catturare le fiere. "Tieni i bagagli a portata di mano. Se continua a rifiutare. Godevo gli splendori dei palazzi celesti. Non lasciar che i sei sensi ti travolgano Coi molti desideri. Vi supplico di convocarli. sposi il cane." Il re prese le sue disposizioni: incaricò il presidente del collegio astrologico di fissare il giorno del matrimonio. Quando lo vide comodamente sistemato. Il momento di cercarle un buon partito era stato scelto dagli astrologi con tanta cura! Ed è toccata a voi. ma del tuo bel faccino" sogghignò Scimmiotto. la figlia del re ha lanciato la sua palla da una torre per scegliere lo sposo. ce n'è per tutti i gusti. nel continente dell'Est. Ora è genero reale: non vi sembra una bella fortuna?" Porcellino diede in escandescenze: "È tutta colpa di quel disgraziato di Sabbioso. monaco? Com'è accaduto che la palla di mia figlia sia toccata a voi?" Tripitaka si inchinò e rispose: "Sono incaricato dall'imperatore dei grandi Tang di recarmi al Monastero del Colpo di Tuono per sollecitare le scritture dal Buddha. Come dicevano gli antichi: Pelle dura. parla lentamente. sul Monte di Fiori e Frutti del paese di Aolai. Per .. il re li chiamò accanto al trono e chiese: "Da dove venite. voi sareste gli eminenti discepoli del santo monaco. Ma poi. Ai piedi dei gradini del trono rimasero dritti impalati. furono mio padre il cielo e mia madre la terra. Alla sua età. ma non so che cosa ne pensi la principessa. Chi si prenderebbe in casa una disgrazia come te?" "Non te ne intendi. La principessa mia figlia compie vent'anni e non ha mai avuto marito. mio genero" disse il re. invece di mostrarsi contento." Essa si prosternò: "Padre mio. la grazia che vostra maestà mi avrà concesso sarà annotata per l'eternità. perché venissero a prendersi il passaporto e si levassero di torno. nutrito di pillole di ferro e dissetato con bronzo liquefatto. ma ossa solide." Il re chiese: "E dove sarebbero. "Quale fortuna può mai essere?" "Mentre passavamo per la piazza. ebbi il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo. abbandonando il loro maestro alla sua vocazione di genero reale. Ormai se ne sta al caldo nella corte reale. ma la guardia di servizio gridò: "Fermo! Parlate dove siete. Mi partorì una rupe. imprigionato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. Mentre ricamavo la palla. sarai puro E libero di giungere a salvezza. fece preparare il corredo ed emanò il proclama che dava la grande notizia a tutto il mondo. moraccio. Il maestro è in preda al panico. "Non gli serve più che ci azzuffiamo per lui con i mostri sulle montagne. Vi assicuro che. "E così. Si prosternò tremando come una foglia e balbettò: "Sono riconoscente a vostra maestà della grazia celeste che mi concede. Non ti spaventare" gli disse Porcellino. perché non lo fate sedere?" Il re impallidì di paura. ma a te spetta coltivarla. Senza affetti o pensieri. Tradizione È la Via. mi sono sentito cadere in testa quella palla. Dopo la cerimonia d'ingresso. e acconsentirete a vistare il mio passaporto e lasciarmi ripartire per la mia meta." "Guàrdati intorno: qui non ci sono strumenti di tortura. "Mai come in questo caso si può dire: Il filo del destino vi ha uniti a mille leghe di distanza. ho giurato solennemente che avrei sposato qualunque persona avesse colpito. chiamo le guardie in divisa di broccato e gli faccio tagliare la testa. Se poi non sapete come andò il loro incontro con il re. Conseguii il Tao con l'aiuto di un perfetto e ritornai nel paese natale. ho abbandonato la famiglia e non potrei mai pretendere di unire la foglia di giada al ramo d'oro. E LA CREATURA INVANO NUTRE SENTIMENTI CHE PORTANO AL DESIDERIO. Se è toccata al santo monaco. un giorno dopo l'altro. non ci tengo affatto. Discuteremo la situazione con il maestro. Quando l'ufficiale li vide restò senza parola. Tripitaka. la principessa non avrebbe aspettato un minuto a bruciare suppliche al Cielo di elevarti subito lassù. "Perché il reverendo ha avuto la fortuna di essere prescelto come genero reale. questi discepoli?" "Alla stazione postale. non ha visto il Buddha e non ha avuto le scritture" constatò Porcellino. contro le insidie Del destino contrario. Finì per raccogliere tutto il suo coraggio e ordinare che si portasse un cuscino ricamato per far sedere il monaco. da parte mia. bestia!" tagliò corto Scimmiotto. Come potrei discutere un'unione voluta dal destino? Lo accetto come genero reale." "Zitto. senza accennare il minimo inchino. temendo complicazioni. di vistare i documenti e di lasciare che loro portino a termine la nostra spedizione. la terra benedetta della grotta dove vivevano i miei. "Come vi chiamate? Da dove venite? Perché vi siete fatti monaci? Che cosa sarebbero questi sutra che cercate?" Scimmiotto fece un passo avanti. "Credi di poter comprare il mulo per tre soldi. e vai col gallo. vuol dire che così era destinato dalle nostre esistenze anteriori. ascoltate il prossimo capitolo. Se fossi stato anch'io in quella piazza. vivevo felice.. e poi lo costringete a restare in piedi. e invece di rallegrarsene continua a perdere la testa dietro ai suoi maledetti sutra." Scimmiotto lo prese per le orecchie: "Brutto sporcaccione che pensa solo a queste cose! Che cos'hai da ridire sul maestro?" Mentre bisticciavano. Sono un monaco di una fede straniera. "Di che cosa ridi. CAPITOLO 94 TRIPITAKA GENERO REALE OVE I QUATTRO MONACI SONO FESTEGGIATI CON UN BANCHETTO NEL PARCO REALE. Mentre attraversavo la piazza per venire a presentare il mio passaporto. ma ho anch'io il mio fascino. non faceva che implorare: "Scusatemi tanto! Lasciatemi libero!" "Questo bonzo è proprio stupido" si indignò il re. Scimmiotto era ritornato all'albergo tutto allegro e pimpante. "Ehi ufficiale!" lo incitò Scimmiotto. "Raccogli i bagagli e prendi il cavallo." Il reverendo inorridì e si sentì svenire." Porcellino e Sabbioso avanzarono con lui. Dame. la palla della principessa avrebbe colpito me. e vai col cane. Dopo aver cancellato il mio nome dal registro dei morti. "Si vede offrire le ricchezze del nostro regno e la posizione di genero reale.. "Hai perduto la parola?" Il poveretto mostrò tremando il decreto reale e balbettò: "La principessa invita i suoi parenti. per salire la scala del trono. Servon tre perfezioni a conservare Il tuo grande elisir. vedendolo in piedi accanto al sovrano seduto sul trono." "Fate entrare il messaggero" disse Scimmiotto." "Perché siamo invitati?" domandò Porcellino. e te lo senti già sotto il sedere. fui catturato dal Buddha. né dare le istruzioni necessarie. e ci farà chiamare da un momento all'altro: dobbiamo tenerci pronti a intervenire. ridendo fra sé. restate dove siete e rispondete alle domande. Sposerà vostra figlia e diventerà 'sua altezza'. sbottò: "Sua maestà si dà importanza con l'affettare disprezzo per gli altri. Non farfugliare. e nessuno pensa di metterti le mani addosso. Scimmiotto e i suoi compagni. Il Cielo benedice. Sono brutto. In quei santi luoghi. come dice il proverbio: sposi il gallo. ma gli sembrò indecoroso e si trattenne." È il caso di ricordarlo: Le strettoie non puoi sempre evitare." "Intervenire dove?" obiettò Porcellino. per aver turbato la festa delle Pesche d'Immortalità ed essermi ribellato al Cielo.Marito e moglie. Se la palla per sbaglio avesse colpito te. Io sì. e non ho potuto avere alcun contatto con loro. il mastro di posta venne ad annunciare: "Un ufficiale è venuto a portarvi il sacro decreto di invito a corte di sua maestà." Il re spedì subito i suoi ufficiali a cercarli. fratello?" chiesero Porcellino e Sabbioso. chiedendosi se fossero diavoli o yaksa. Quando ritornerò al mio paese. al seguito dell'ufficiale inviato dal re. Uniti per il bene e per il male. Sono i parenti della mia principessa che vi invitano. Invitate il mio maestro a diventare vostro genero. mano nella mano." "Il viaggio non è finito. e questa palla ha colpito il maestro. non avrà certo bisogno di te per farsi spiegare che cosa si fa sotto le coperte. Ebbe la tentazione di rifugiarsi nelle stanze interne. Spero che mi vorrete perdonare questo delitto capitale.. fanciulle ed eunuchi l'hanno imbarcato sul carro reale e l'hanno portato a corte in compagnia della principessa. Ma ho tre discepoli che mi aspettano. si presentarono a corte. E l'amor brutta fine ti fa fare. Come si diceva. ordinò: "Discepoli. mi intrattenevo con gli immortali e vivevo nella gioia e nei canti." "Venite proprio da lontano!" esclamò il re. Scimmiotto acconsentì a rispondere: "La casa avita del vecchio Scimmiotto è la Grotta del Sipario Torrenziale." Scimmiotto rise: "Noi monaci non perdiamo mai l'occasione di farci avanti." Il Novizio. tu fai il bene.

Sulla porta decorata è calata la tenda di perle. perché senza il nostro aiuto non riuscirete a persuaderlo a diventare vostro genero. sventagliando le orecchie e ridendo satanicamente. La rugiada Imperla i fiori." Il bestione tirò giù una riverenza e borbottò: "Grazie tante. praticando con diligenza il lavoro del doppio otto e forgiando rispettosamente la successione del doppio nove. Uscito da quella prova." "Che cosa farai quando l'avrai vista?" "Distinguerò il vero dal falso e il giusto dal perverso: mi basterà guardarla negli occhi." "Oggi che giorno è?" chiese il re. "Oggi è l'otto. nel disordine e nella confusione. E adesso che abbiamo visto com'è andata a finire." Tripitaka non finiva più di ringraziare. con poche parole. in abito monacale e con la ciotola delle elemosine." Quanto ai tre 'saggi parenti'. e abitando sul Monte Fuling commisi ogni specie di peccato. Una nube di porpora circonda I palazzi reali. il cuore del viandante si stringe di nostalgia. discutevano ancora." Il mattino successivo l'udienza reale si aprì alle cinque. per rendere omaggio ai genitori. per ospitarvi il genero e i suoi discepoli in attesa delle nozze. L'ufficio della musica aveva il compito di far musica dove gli ospiti si trovassero. non potevamo farlo tenendoci in disparte. fu servito un pasto vegetariano. Il re risalì sul trono e domandò: "E il secondo discepolo?" Porcellino drizzò il grugno con sussiego e rispose: "Nella sua vita anteriore. e bruma mattutina Aggiunge un tocco al fascino dei salici. Consapevole della Purezza. e riempivano senza tregua la sua ciotola. incontrai un uomo vero che. Si presentò il primo astrologo di corte: "Il matrimonio è fissato per il dodici di questo mese: un giorno fasto. dalle smorfie che faceva e dai suoi impossibili sventagliamenti d'orecchie. Mentre mi trovavo immerso nelle tenebre. Fui ammesso dentro i confini del Cielo. mi metti sempre in situazioni impossibili! Te lo avevo detto che volevo sbrigare il visto del passaporto tenendomi lontano da quella torre: mi ci hai trascinato tu. Profumano i fiori. invitate anche noi. Cirri sventolano Come pennoni. e perciò fui esiliato nel Fiume delle Sabbie Mobili. dalla vociona rude. mi inchinai davanti alla volta misteriosa e ricevetti il titolo di Generale delle Cortine Arrotolate. finalmente il mangione si sentì sazio. Il lume della luna riempie la stanza. sgocciola la clessidra. in viaggio verso l'Est. Per fortuna la pusa. Invitiamo nostro genero a intrattenersi con noi nel parco reale." Quando suonò la prima veglia. per sbaglio fui concepito da una scrofa. non è il caso che mangino alla stessa tavola del loro maestro. Fu Guanyin a riportarmi sulla retta via: mi convertì alla dottrina del Buddha e fece di me il protettore del monaco cinese nella sua ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. non vi resterà che sposarla e godervi i fasti del regno. In quell'occasione la principessa dovrà per forza presentarsi in pubblico. si distesero le coperte e in breve tutti si coricarono. il reverendo si rivolse al Novizio con voce furente: "Maledetto macaco. I servitori portavano una pignatta dopo l'altra di riso e di tagliatelle. e timore per quei discepoli." L'esasperazione di Tripitaka raggiunse il colmo: "Brutto macaco. "vi ho portato dove potevate soddisfare la vostra passione nostalgica per il passato e le tradizioni. mi chiamo anche Otto Divieti. Sotto il cielo stellato sognano le farfalle. Mi riuscì di alimentare il fanciullo alchemico e di unirmi alla bella fanciulla. Tienila chiusa. perciò fui degradato e bandito fra i mortali. ma di sua figlia non ho ancora avuto modo di farmi un'idea. Sabbioso giunse le palme e rispose: "Fui un semplice mortale che cercava la Via perché temeva la morte. Gli sembrò prudente non contrastare lo strano personaggio." Il re era impressionato da quel brutto grugno. con certe curiose contorsioni. Mentre suona la musica reale I mandarini cantano la pace E l'armonia che regnan nel paese. Il bestione fu eccitato dall'impressione che faceva." . mi liberò dalla rete dei miei peccati e spezzò la porta della mia disgrazia. Sia il mio nome in religione. l'ufficio del cerimoniale fu incaricato di accompagnarli all'albergo. un comportamento manieroso. Poi fu tolta la seduta." Il re si sentiva combattuto fra la gioia e il timore: gioia che sua figlia avesse scelto un buddha vivente. dove il servizio dei banchetti doveva offrir loro una colazione vegetariana. Ne riparleremo domattina. La grazia generosa dell'Imperatore di Giada mi conferì il titolo di Ammiraglio dei Canneti Celesti e mi affidò il comando della marina che presidia la Via Lattea. Non appena restarono soli. armonizzai i quattro stati dei fenomeni. Il vento agita le chiome dei salici." Il re fu soddisfatto e ordinò di spazzare torri e padiglioni nel parco. Tripitaka gli gridò: "Via. e io avrò modo di osservarla. "ma questa gente ha deciso di prendermi per genero: come me ne potrò liberare?" "Le nozze sono fissate per il dodici. Sul cammino della reincarnazione. recito l'incantesimo e ti spacco la testa. e Guanyin gli ordinò di liberarmi dal celeste castigo. potremo sempre creare confusione nel palazzo e rapirvi al momento della cerimonia. Intervenne Porcellino: "Maestà. che erano in realtà divinità perverse. perché ciascuno godesse la bella giornata primaverile. particolarmente propizio all'unione e conforme alle regole generalmente in uso. non dicevate che la scelta dello sposo con il lancio della palla ricamata vi ricordava la vostra povera mamma? Sul serio: abbiamo promesso al superiore del Monastero Pavimentato d'Oro di chiarire il mistero della principessa. Il re ha la faccia cupa. "Maestro" suggerì Porcellino. quanto dell'immensità dei mari e della maestà dei monti." Sabbioso e Porcellino risero: "Nostro fratello fa pratica come fisiognomonista. una celeste affinità vi ha portato nella mia casa ad annodare questi divini legami. il re ordinò: "Il servizio dei banchetti prepari il convito di nozze per il giorno dodici. e si fermò. Quando sorge il sole Emergono dall'ombra le chimere Sul culmine dei tetti. "Mi recherò in compagnia del genero nel Padiglione di Perpetua Pacificazione" dichiarò." Il re era tanto impressionato che non osava nemmeno alzare gli occhi su di lui. Illuminato da lui. Il mio aspetto e il mio spirito mutarono: mi abbandonai al peccato e distrussi molte vite. in cerca del giusto frutto. sia l'altro nome di Sabbioso. Se poi scoprissi che è una ragazza normale. diretto a occidente. al cader della sera. e si lasciò andare a smorfie mostruose. mi dedicai anima e corpo al suo insegnamento. Per fortuna il mio maestro partì dalle terre dell'Est. La pia sincerità della mia ricerca mi fece incontrare un compagno d'immortalità. "Preparate per i discepoli il Chiosco Afferra Primavera. "Voi perdete tempo a cicalare" gridò Tripitaka. mi convertì e mi impegnò ad accompagnare il figlio del Buddha della corte dei Tang. il giorno in cui le scimmie offrono frutta. noi discepoli non ci siamo mai separati dal maestro. quella boccaccia puzzolente! Se mi manchi di rispetto. mi vuoi morto! Avremo percorso il novantotto per cento del nostro viaggio. evocano il fiume. Oggi servirete una giara di vino di primavera. Dopo aver ricevuto l'omaggio dei funzionari civili e militari. quando il mio lavoro raggiunse il Chiliocosmo. balzò giù dal trono e corse a stringere le mani del reverendo: "Genero mio. un po' di creanza!" Porcellino si sforzò di rientrare nei ranghi e addirittura di imitare. Tripitaka e i suoi si ritirarono nei quartieri destinati dove. Mi sentii rinnovato e ricominciai a coltivare il Grande Risveglio. Ciò mi aprì le porte dei palazzi del Cielo. Il mio nome è Consapevole del Vuoto. Sarà utile anche a voi. Trascorsi un'esistenza sviata. perciò dobbiamo mangiare in abbondanza!" esclamò allegro Porcellino. cova qualcosa. incaricato del carro di draghi e fenici. Se lo volete festeggiare nel parco reale. "Qual'è la storia del vostro terzo discepolo?" domandò il re. Ero ignaro dell'altezza del cielo e dello spessore della terra. Vagabondai fino alle estremità dei mari e ai confini del cielo.cinquecento anni non conobbi i sapori del tè e del riso. e tu cogli il momento per pugnalarmi con la tua lingua affilata. Ma a una festa delle Pesche d'Immortalità mi lasciai andare a certe libertà con Chang'e. Bianche nuvole navigano lungo la rotta della Via Lattea verso paesi lontani." "Quelli non sono buoni nemmeno ad allacciarmi le scarpe" ribatté Scimmiotto. mi convertii allo Y oga. tanto più se poteva restarne compromesso il real matrimonio. Anche se la principessa fosse autentica. il vecchio Porcellino era avido di piaceri e incline all'indolenza. Si accesero le lampade. Ogni luce è spenta nella corte." Il re si rese conto che aveva a che fare con gente di qualità. "mettiamoci a letto. non fatevi prendere la mano." Il Novizio si spaventò: "Per carità. Ma durante la festa delle Pesche d'Immortalità ruppi maldestramente una coppa di cristallo. propizio all'udienza dei saggi e alla trattazione degli affari. ma mi chiamano anche il Novizio. Il mio nome in religione è Consapevole delle proprie Capacità. "Abbiamo avuto una giornata impegnativa. pieno e stivato fino ai capelli. che cosa conti di fare per cavarmi dai guai in cui mi hai ficcato?" "Maestro" rispose sorridendo Scimmiotto. in un angolo dondola al vento l'altalena vuota. gli ultimi suoni del flauto tibetano sono svaniti nel silenzio.

stormi di oche in volo. fatto segno di tanti riguardi. Nella penombra rosseggia il braciere. Vita latente in fronde denudate. che si stava ancora intrattenendo con il re. Messo a bollire il cumis sul braciere. Poi il re condusse Tripitaka nel Padiglione di Perpetua Pacificazione. la regina vi invita. I sentieri serpeggiano fra piante rare. siamo gente di famiglia. Ai versi sulla primavera: Il ciclo si avvicenda. ormai. Che dall'ardente sole ti solleva. Non credo che abbiamo corso nessun pericolo. Il gran giorno di gioia è arrivato: vi raccomando di essere puntuale alla festa di nozze.](17) Quando regine e dame lo ebbero convenientemente salutato." "Si vede che non conosci il proverbio: Chi dopo pranzo dormirà. Splende nel sole il portale imponente. Girano calici colmi d'ambrosia. Alla fine andarono in cerca del maestro. si lasciò andare a gridare: "Come siamo stati bene! Ci siamo riempiti la pancia come si deve. soddisfatto. vegetariano e non. là i pesci si trasformano in draghi e volano via [. in particolare a Porcellino: "Bestia villana! Tu credi di poter dire qualsiasi cosa. Gli ufficiali dei vari servizi hanno lavorato sodo con grande devozione. spero che vediate esauditi tutti i vostri voti. rovesciandolo al suolo e inchiodandolo spalle a terra. "Monsignor genero!" strillava il bestione. I preparativi del banchetto sono stati completati: cinquecento coperti con doppio menu. che non conosceva moderazione. fonde il gelo. un dito di ciccia fabbricherà. Si rinnova la vita in ogni stelo. Non resta che trasportarvi il corredo. Suono di flauti accompagna il banchetto. ordinò all'ufficiale di guardia: "Portami i quattro tesori dello studio del letterato. Ai versi sull'inverno: Dà l'aria fredda e pura il suo piacere." Scimmiotto gli turò la bocca con la mano: "Taci. mentre Scimmiotto e i condiscepoli furono invitati nel Chiosco Afferra Primavera. e ora tutto è pronto. è stata compiuta la costruzione della residenza del real genero. e fartela pagare cara. e certo sarete abile a comporla. Sul quadro della primavera: Nuovo respiro alita dal cielo. Fra la terrazza delle fenici e lo stagno dei draghi si ergono il padiglione dei bambù e il chiosco dei pini. attendevano a passatempi più materiali e finirono per sentirsi un po' brilli.. "Caro genero" gli propose. con il mio bastone da pellegrino. La rondine il suo nido ha abbandonato. "vedo che amate la poesia. "Fatemi grazia. Porcellino poté rimettersi in piedi e brontolò: "Bel genero che siete! Fate il tutore della legge del re ancor prima di aver consumato il matrimonio. mentre il reverendo levava il suo bastone. balaustre finemente traforate. "Per lui. qui un'aria di flauto richiama le fenici. "La lezione gliela dò io. che rappresentavano le quattro stagioni e recavano versi dei migliori letterati della Foresta dei documenti." "Che differenza volete che faccia?" replicò Porcellino. sopraggiunse un inviato del palazzo interno: "Maestà.Verso l'ora del serpente. Candida brina la notte ci ha dato. Si affrettò a congedarsi dal re e. Pregherò il genero di mettere i suoi poemi per iscritto. Sono chiari I colori che splendono sul prato E drappeggiano i lieti convitati. insoliti fiori si mostrano dietro le balaustre. e gli salì senz'altro alle labbra il primo verso: "Il ciclo si avvicenda. Adesso possiamo anche buttarci giù a ronfare." Il re. in compagnia del genero." Tripitaka era livido." Il reverendo prese il pennello e scrisse. Ritorna al nido la rondine alata.] A lungo il re e il suo seguito contemplarono i bei luoghi. Se musica ti occorre pei tuoi sogni." Mentre il re si disponeva a un sopralluogo.. La dolce pioggia ogni cosa ha lavata. Lo spettacolo di fiori e broccati che offrivano era più ricco e sontuoso di quello del Palazzo della Luna. I giorni successivi trascorsero in feste e passatempi. musica e danze. Giunchi spezzati." La principessa si prosternò: "Padre e maestà.." "Che maleducato!" esclamò ridendo Sabbioso. Erano appesi al muro quattro pannelli dorati." Scimmiotto eseguì. va a dormire." Il re si recò nel Palazzo del Radioso Yang." Il reverendo poteva perdersi per ore nella contemplazione di un paesaggio. Il re fu generoso di complimenti e ordinò all'ufficio della musica di comporre ed eseguire arie sui versi di Tripitaka. Vedi brillare il sole sui cotogni E fragranza di fiori ti solleva. così potremo gustarceli con comodo. dove le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti avevano accompagnato la principessa e cicalavano a distesa. "Dormire subito dopo aver mangiato tanto non aiuterà la nostra digestione. Dei crisantemi fiorisce lo stuolo. Il reverendo. niente da invidiare al Padiglione di Diaspro della residenza degli immortali. Un profumo inebriante riempie le maniche del visitatore. Splende nel sole l'aiuola infiorata. Se vuoi restar sano." "Tenetemi fermo questo cretino" ordinò Tripitaka esasperato. Mentre la torre di draghi e fenici Emerge dalla bruma. Sul quadro dell'inverno: Gelida pioggia dalle nubi nere.. Ho udito dagli ufficiali di palazzo che . Il primo gelo al cipresso ha giovato. dopo che la palla ricamata ha così felicemente scelto il vostro sposo. allontanatosi dal padiglione. per pietà!" Gli ufficiali che li accompagnavano intercedettero in suo favore. fonde il gelo. Ci scaldiamo le mani congelate. Rivaleggian di fiori il pesco e il melo. vi prego di perdonare le mille offese che la vostra umile figlia vi reca. non c'è insulto che rompa il buon vicinato. finché giunse il grande momento. Porcellino. il re prese la parola: "Mia saggia figlia e cara principessa. Il re notò che Tripitaka era intento alla lettura dei versi.. Dopo tutto stavamo a divertirci. vero o dipinto. Così passò la giornata. come tutti coloro che hanno chiara visione del proprio spirito. Mostrano i monti le cime imbiancate. Sulle acque la canzone ha risonato. Non siate avaro dei vostri talenti: offriteci poemi con le stesse rime. Ai versi sull'autunno: Gli ultimi aromi esalan foglie al suolo. Il sovrano divide con i sudditi La sua gioia nel vasto padiglione. le dieci del mattino.. lievi fragranze impregnano i suoi abiti. Per oggi ne hai dette abbastanza. ma il re potrebbe irritarsi. diede una strigliata ai suoi discepoli. fra canti." Si ritirarono per la notte nel Chiosco Afferra Primavera. Scimmiotto e i condiscepoli. non poteva certo far mostra di sottrarsi alla gioia generale: viso contento roso dall'angoscia. scemo. Il martin pescatore si smarrisce fra i magici peschi. il re montò sul carro reale e invitò Tripitaka ad accompagnarlo in un giro dell'incantevole parco reale: Sentieri pavimentati di marmi colorati. Come dice l'adagio: Non c'è colpo che spezzi il legame di sangue. Si sentì onorato dalla proposta del re. [. Mette in risalto le rupi innevate. Il giorno dodici gli ufficiali dei tre dipartimenti del servizio dei banchetti si presentarono a rapporto: "In conformità dell'ordine impartito il giorno otto. Canto d'uccelli ogni tristezza leva. Ai versi sull'estate: Dell'ombra della sofora abbisogni. i salici delicati nascondono il rigogolo. Si banchettò in un ambiente fastoso. Ogni cosa nel mondo è rinnovata. nel loro chiosco. Sul quadro dell'autunno: Le foglie gialle ricoprono il suolo. Sul quadro dell'estate: L'aria del flauto interrompe i tuoi sogni In cui l'umido caldo t'immergeva.

montarono in cielo e si diedero battaglia sulle nubi. restate sulle generali. CONDUCE ALLA CATTURA DELLA LEPRE DI GIADA. "Quanto alla principessa. Al ritorno. Gli ibischi presso lo stagno fremono ancora. come il monaco cinese riuscisse a tirarsene fuori. con bocca dolce di miele e aguzzo dardo nella coda. il pranzo di nozze è servito nel Palazzo della Gazza. Scimmiotto raccomandò: "Non mettete il naso fuori di qui. Il re salì nella sala d'udienza e convocò il real genero e i suoi discepoli. alla sinistra del re. che gridarono: "Viva il re! Lunga vita al re!" Il reverendo. Mormorò all'orecchio del maestro: "In effetti in quella principessa c'è qualcosa che non va. presto. Faremo così: visterò i loro passaporti e li inviterò a ripartire prima di dare inizio alla festa." Scimmiotto non era di temperamento temporeggiatore. ce ne sarà da darci bel tempo e da riportarne a casa a bizzeffe" sognava Porcellino.il santo monaco ha tre discepoli molto brutti: non li vorrei vedere. per non restarne spaventata. scuotere i fiori e rubare ai pistilli i loro profumi. più seducenti delle ragazze di Chu. Se il mastro di posta vi rivolge la parola. fate festa! Non appena avremo ottenuto le scritture. gridò: "Trasformazione!" e ne fece un altro Scimmiotto che lasciò al suo posto. Puri canti. e gli fu di grande sollievo. L'insetto giallo danza nel vento. Tutto spaurito e preoccupato. Da parte sua." Il re rimase a bocca aperta. Tripitaka si aggrappò al re: "Maestà. riprese la propria forma e si gettò sulla principessa: "Bestia immonda! Non ti bastava goderti il frutto delle tue menzogne: sei tanto spudorata da voler ingannare anche il mio maestro e distruggere il suo yang immacolato. "Naturalmente si tratterà di metterci alla porta. Ma il re sollecitò il genero ad accompagnarlo nei suoi appartamenti. I petali di melograno cadono qua e là nella corte. Scimmiotto constatò che intorno alla principessa c'era un'aura malefica. stava appunto discutendo il da farsi: "Eccoci arrivati al giorno dodici. CAPITOLO 95 UNA LEPROTTA INTRAPRENDENTE OVE IL FALSO. le regine svenivano." "Fermo. appose il sigillo e la sua firma. flauti e tamburi. al primo colpo d'occhio ne saprò quanto occorre. Se poi non sapete. più belle di Xi Shi. Petali di crisantemi si sono raccolti ai piedi della terrazza. Come ci regoliamo?" "Il re è effettivamente circondato da un soffio nefasto. Io me ne vado dal maestro. Dalle loro alte e vaporose acconciature prendono il volo splendide fenici. e bisbigliò: "Ve ne andate via e mi abbandonate!" Scimmiotto gli pizzicò la mano e strizzò l'occhio: "Godetevi la vita. Quel vento di primavera spezza i gambi del loto. per quanto lieve. Suonano intorno pifferi e organi a fiato. La regina e la principessa vi aspettano: pregano vostra maestà e gli onorevoli ospiti di prendere posto. vi supplico. Il re li lesse. devi aspettare che si sia ritirato. Il mastro di posta offrì loro il tè e fece preparare una colazione. la burrasca autunnale si porta via diecimila foglie dal boschetto." "Giusto." È il caso di dirlo: Ogni perverso preferisce i fiori Che gli portan disgrazia. vanno i piedi sul diaspro. Quella neve invernale brucia i germogli dei prugni. circondata dalle regine e dalle concubine reali. e probabilmente inviterà noialtri ad andarcene. "Ce ne andiamo davvero?" chiedeva Porcellino. Sapete che sono impressionabile e di salute delicata: se mi trovassi davanti quegli spauracchi. Voi non dovete fare difficoltà a restar qui solo: vedrete che io ritornerò subito di nascosto ad assicurare la vostra protezione. voi dovete conservare la calma. accompagnato dal direttore dell'ufficio del cerimoniale. I salici della diga si piegano fino a terra. Le note salgono e scendono in bell'armonia. L'avido Porcellino li prese in consegna. con bagagli e cavallo. ma la mente nel cielo. Peonie spezzate sono cadute sulla balaustra. ci rivedremo. Si incamminarono verso l'albergo. seguirono l'ufficiale ai piedi dei gradini vermigli. e offrì in dono dieci lingotti d'oro e venti d'argento. "Eccoci qua!" sogghignò Scimmiotto. la dame di palazzo scappavano via e non sapevano più dove nascondersi. Non abbiate timore per nostro genero: resta in buone mani. Venne un ufficiale di palazzo a invitare: "Maestà. Si tengono per mano a coppie. La notte di tempesta ha ricoperto il suolo di infinite macchie rosse. per muoversi ad agio. e Tripitaka dovette mollare la presa. vide il monaco cinese su un morbido cuscino. abile e indaffarato. Gettò un grido. Le sopracciglia di falena disegnano profili di montagne all'orizzonte. ma è lieve. vi chiederei di mandarli via. teneva la testa bassa e non osava alzare gli occhi. CERCANDO L'UNIONE COL VERO. si strappò i vestiti e i gioielli che indossava e corse al tempietto della divinità locale per ricuperare un corto bastone. Tenere e carine." "Chissà quante once d'oro e d'argento ci offriranno. non ho ancora avuto modo di osservarla. Agli occhi dei funzionari. Scimmiotto se la godeva un mondo: due file di belle fanciulle vestite di vivi colori formavano uno spettacolo più incantevole della brezza di primavera che sollevi tende di broccato. Vi lascio un sosia. il giorno di festa potrebbe mutarsi in un giorno di lutto. Per usare le tue magie. che aveva contato febbrilmente i giorni. Il re disse loro: "Dateci i vostri documenti perché vi apponiamo il sigillo. si trasformò in ape e volò via. non può trattarsi di niente d'irreparabile" rispose Scimmiotto. Non si ferma mai. Si posò sul suo cappello alla Vairocana e bisbigliò: "Maestro. per carità! Non bisogna spaventare sua maestà. riceverete altri segni della nostra gratitudine. Il temporale di primavera scuote mille fiori nel giardino. sollevandole e scompigliandole fino a nascondere il sole." "Come faremo a costringerla a mostrarsi nel suo vero aspetto?" "Ci penso io. In ogni modo. Intorno a lui suonavano fanfare ed esalavano dai bracieri profumi squisiti." Tripitaka gli restava convulsamente aggrappato. danze meravigliose." Si strappò un pelo. Era come se soffiasse temporale di primavera o burrasca autunnale. Urlando e soffiando vapori. e Scimmiotto si inchinò e si scusò per il disturbo. PURA FEMMINILITÀ CHE RITORNA AL GIUSTO E RITROVA NUMINOSITÀ PRIMORDIALE. Il povero melo fiorito si affloscia senza forza nella polvere. Il profumo delle rose si disperde." In assetto di viaggio. Fronteggiò e cercò di colpire il Novizio che la inseguiva." Scimmiotto ringraziò e incaricò Sabbioso di porgere i documenti. Un bello scontro! . i due ingaggiarono un duello con l'impiego dei loro poteri magici. in questi giorni abbiamo cercato di confinarli il più possibile nel Chiosco Afferra Primavera. prima di dare il via ai festeggiamenti. preso dal panico. più amabili dei fiori ricamati sul broccato. mentre i suoi discepoli venivano accompagnati fuori del palazzo. Tripitaka. è dallo spirito Agitato che originano i guai. Nessuno è più abile di lui a introdursi fra i salici. Posato in forma d'ape sul cappello del maestro. Se fosse possibile. Troverà mai il tempo di assaggiare il miele che distilla? Giunto alla corte. Nel vedere il suo maestro insensibile al bello spettacolo. seduta stante. il monaco cinese seguì il re verso gli appartamenti interni. figlia mia. evitate di parlargli. eccomi qua!" Solo il monaco cinese poteva udire la sua vocina. pelle più liscia del ghiaccio e sostanza di giada. Come si diceva. "Facciamo come suggerisce il fratello maggiore. tremava come una foglia e non sapeva come comportarsi. non vi spaventate! Quel testardo del mio discepolo vuol sempre fare di testa sua: ora sta usando la magia per distinguere il vero dal falso. se avrete ottenuto le scritture. Mentre stavano per partire. Scimmiotto tirava diritto e non rispondeva." Quando la creatura malefica si vide smascherata." La principessa attendeva davanti al Palazzo della Gazza. Sono dei tipi più brutti del comune. Vedrete che il re ci convocherà. Vi abbiamo preparato un viatico perché vi possiate recare senza indugio sul Monte degli Avvoltoi a incontrare il Buddha. Tripitaka gli si aggrappò a un braccio battendo i denti. perché non so che cosa vi risponderebbe. "Sta zitto!" esortò Sabbioso. il Novizio schioccava la lingua soddisfatto: "Che monaco in gamba! Tra le sete e i broccati il cuor non si smarrisce. non ci avevo pensato. ascoltate il seguito. sembrava che si stessero salutando. che aveva la foggia di un grande pestello. ma si vide opporre la sbarra di ferro." Ed ecco giungere l'ufficiale che li convocava davanti al re. in fin dei conti. con la faccia contratta come se fosse seduto sui carboni ardenti." La principessa batté la fronte al suolo in segno di gratitudine.

videro Scimmiotto che scendeva da una nuvola e chiamava: "Maestro. brume colorate mandano i loro riflessi fino alla terra. Aspettate che il mio discepolo metta tutto in chiaro. mentre calava la sera. l'altra vuol soddisfare la sua ingordigia per i fiori rari. Ma il mostro mulinò il suo pestello." "La creatura perversa che combatti non è altri che la lepre di giada addetta a pestare nel mortaio la droga di immortalità di brina misteriosa. salvate la nostra principessa. e le signore di ritornare nei loro appartamenti. la regina e le altre dame rientrarono in sé e guardarono che cosa accadeva sopra le loro teste. e sbarrò la strada. A suo tempo aveva rapito la vera principessa per mettersi al suo posto. Guardate che svergognata: si è spogliata tutta nuda ed è saltata in cielo a picchiarsi con il bonzo. Sulla montagna il mostro si era rintanato da qualche parte. trasformata in raggi d'oro. questo è il Monte Punta di Pennello. la creatura si rese conto che quella sbarra stava diventando una minaccia incontrollabile. non parliamo poi delle ingiurie che i due si scambiano a ruota libera. può trovarne quanti ne vuole sulla strada dell'Ovest. e lei è fuggita da queste parti. Dove può essersi rimpiattata?" Le due divinità guidarono Scimmiotto verso la tana di lepre. è scomparsa. pregandolo: "Santo monaco. Ma. Quando volò via con una capriola nelle nuvole. Scimmiotto conferì con Porcellino e Sabbioso. per lo spavento. chissà da dove viene. ma la sbarra è ancor più potente. ma alla fine si ritrova spossata. Il desiderio Mi spinge verso il monaco cinese. Il suo corpo splendente si congiunge Ai quattro stati ed ai cinque elementi. ma celeste." "Grande santo. terrorizzate. per informarli e dare le sue raccomandazioni. pronunciò la formula per convocare il tudi e il dio della montagna." Il re prese da parte Tripitaka e gli chiese: "Se quella non era la principessa. Alla fine l'ho messa in fuga e l'ho inseguita su una montagna in cui ha cercato riparo. La creatura resistette come poteva. In tutto e per tutto racchiude una tana di lepre con tre ingressi. quella vera la ritroverete in un baleno. mentre io ritorno dal mostro. Non è cosa mortale. La creatura conosce da un pezzo il santo monaco. per salvare la pelle?" "Ho visto subito che eri l'equipuzio dei famosi disordini di cinquecento anni fa. Esso. e lo scontro riprese. finché Scimmiotto gettò in aria la sua sbarra e gridò: "Trasformazione!" Subito la sbarra si moltiplicò in centinaia e migliaia di esemplari. quando dal nono cielo venne una voce: "Grande santo. Io l'ho smascherata e combattuta. salvatemi!" Le regine e le dame. Sono venuta fin qui . Prego sua maestà e il maestro di chiudersi nella sala d'udienza. e alzò la sbarra per dargli una buona legnata. che piovvero da tutte le parti intorno al mostro come una grandinata di serpenti e di pitoni. I miei condiscepoli devono dividersi la protezione dei due luoghi. fin dal primo incontro. Ai tre principi primordiali. quel curioso pestello. La sbarra cerchiata d'oro e il pestello per battere droghe nel mortaio sono due armi magiche molto diverse. allora gridò a gran voce: "Dalli al mostro! Portinai. fece una finta." "Prudenza. Le forze della creatura malefica vengono meno: regge una diecina di scontri. Il re tremava e si aggrappava a Tripitaka. vuotate il sacco. il re. il grande santo osservava con curiosità quella strana arma. Scimmiotto riunì nuovamente le sbarre e lo inseguì a cavalcioni di una luminosità di buon augurio. quella principessa! Ci siamo battuti fino alle porte del Cielo." Ciò alimentò le speranze di regine e concubine. mentre il dio della montagna. "Disgraziati. i funzionari restarono a pregare rivolti al cielo. corrisponde un adeguato contrattacco. dove ci si muove liberamente. ma la sbarra lo arresta. ma non vide nessun movimento. lui svolge il suo compito di protezione del monaco cinese. dopo avere ordinato un lauto pasto. sarebbe ragionevole cedere. Raggi d'oro illuminano le porte del Cielo.La sbarra cerchiata d'oro è famosa. con una lieve rotazione si trasformò in un fascio di raggi dorati e fuggì verso sud. da dove viene la tua strana arma?" "Non la conosci?" rispose il mostro. A che punto sta l'affare della falsa principessa?" "In realtà è un bel mostro. e in subbuglio tutta la popolazione della città." Scimmiotto fece una risata di compatimento: "Una bestiola che ha abitato nel Palazzo del Gran Gelo non può ignorare chi sia il vecchio Scimmiotto. Non c'è ragione né timore che mi possano convincere ad arrendermi a te. Erano circa le quattro del pomeriggio. È lo scontro di due testardi: a ogni assalto. non abbiamo visto niente. È il pestello che serve a preparare La droga che spedisce all'altro mondo. che lo circondarono invocando: "Santo monaco. ruzzolava dal pendio e il tudi alzava i tacchi. che ha fatto carte false per sposare il mio maestro. ho trovato che il re si era lasciato rapire la figlia da un mostro che ne aveva preso il posto. e io sarò più tranquillo e mi sentirò le spalle coperte. Il grande santo la inseguì fino a un'alta montagna. È radice di bianca giada. Lei è scesa nel basso mondo a scopo di matrimonio. ma soltanto chiedere come si chiama questa montagna e quali mostri nasconde. Ma tu hai impedito il mio matrimonio: è peggio che se mi avessi ucciso il padre e la madre. Così gli appartamenti interni e quelli pubblici resteranno separati. si trasformò in una corrente d'aria e fuggì via nell'azzurro. "Ascolta. L'ingresso più alto era chiuso da due grandi sassi. "Mettiamo un po' d'ordine. La creatura fu costretta a volger loro le spalle. perdendo terreno. dove la vide scomparire dentro una grotta. equipuzio della malora!" Si sa che questo epiteto innervosiva il grande santo. L'ebbi Nel Palazzo del Rospo e sotto l'ombra Del cinnamomo. Altrimenti non ci saremmo certo risparmiati per farvelo sapere. eccomi qua. chi vi ha chiesto di fare la spia a questo prepotente?" imprecava il povero mostro. Io sono venuto qui per accertarmi che non trovasse modo di prendersela con voi. Vi supplichiamo di perdonarci!" "Non voglio battervi. Ormai Scimmiotto si apprestava a darle il colpo di grazia. Scimmiotto si accontentò di rilevare i luoghi e preferì ritornare dal maestro. mia figlia dov'è andata a finire?" "Una cosa per volta" intervenne Scimmiotto. e in effetti la creatura perversa schizzò fuori brandendo il suo pestello e scambiando colpi con Scimmiotto. il grande santo ha riconosciuto i suoi miasmi malvagi e separato l'illusione dalla realtà. per assicurarsi di non cadere vittima di manovre diversive. Arrivata qui. Se volete essere perdonati. Presso il più basso dei tre ingressi certi conigli selvatici brucavano l'erba. Il pestello mira alla testa. Il fatto è che la vostra principessa non era autentica come credevate. Il Novizio fece ricerche. Certo. ardente di impazienza. Vide da lontano bandiere e stendardi. questa è terra benedetta." "All'arrivo in India. e si rese conto che il mostro si dirigeva verso l'entrata occidentale del Cielo. Quel combattimento nel cielo mise in allarme tutti gli ufficiali di corte. "Il mostro che dite si sarà chiuso lì dentro" disse il tudi. Ed ecco le due divinità prosternate davanti a lui: "Noi non sappiamo niente. cara Yin Supremo? Scusatemi se non vi ho visto arrivare e non mi sono fatto da parte. Il reverendo sosteneva il re e gli diceva: "Non temete! Rassicurate anche sua maestà la regina e le altre persone. ma falsa. Liu. e noi sapremo ricompensarvi generosamente!" "Non è il momento di discuterne" rispose Scimmiotto. Secoli La levigarono. accompagnata dall'immortale Chang'e. È un mostro femminile. "Ora fatemi catturare la falsa principessa. e fuggirono all'avvicinarsi degli estranei. Gou e Bi. L'uno viaggia in cerca delle autentiche scritture. e saprete come regolarvi. Due anni fa ha aperto di nascosto il catenaccio d'oro della porta di giada ed è fuggita. con un'estremità sottile e l'altra grossa e arrotondata." Tutti ubbidirono e si ritirarono nei luoghi assegnati. si trovò davanti Scimmiotto e lo affrontò alla disperata con il suo pestello. Consapevole del Vuoto! Cerca di non dare altre preoccupazioni a sua maestà. alla testa dei quattro grandi marescialli Pang. Qui non ci sono mai stati mostri. Il Novizio abbassò subito le armi e si inchinò: "Come state. In capo a una diecina di scontri. che con il suo eccessivo amore per i fiori ha attirato l'attenzione dell'essere perverso. Perché non riprendi il tuo aspetto e non ti sottometti. fermate quel mostro!" Il devarâja Conservatore del Regno accorse subito. Mentre combatteva. ti prego. preso dal panico. Scimmiotto allontanò i sassi. precisamente come un pestello da mortaio: "Spiegami un po'. bestiaccia." Pian piano. Se vostra santità cerca mostri." Le più coraggiose fra le concubine reali corsero a raccogliere vestiti e gioielli caduti a terra. al Palazzo del Gran Gelo. sbarrando con massi l'ingresso del suo rifugio. Il sangue gli montò alla testa. ma ugualmente potenti. Il mostro e il grande santo continuarono a battersi per mezza giornata. Sta in mio possesso Fin da prima che il caos si separasse. Non trovereste altrove un pestello più gagliardo. come mia compagna Mi seguì inseparabile anche quando Discesi sulla terra e venni in India Per amore dei fiori. In effetti la colpa è del re. nel mio Palazzo del Gran Gelo. Per quale crudeltà tu vuoi spezzare La nostra unione e cercare la morte? L'arma che non conosci ha rinomanza Assai più antica della sbarra tua: Sulla Luna. e vuole impadronirsi del suo seme. abbi pietà! Arresta la tua forte mano!" Scimmiotto alzò gli occhi e vide discendere su nubi iridate la sovrana dell'Astro dello Yin Supremo. fin dai tempi antichi. e li mostrarono alla regina: "Dev'essere vero che è una creatura perversa.

Non poté trattenersi dal balzare nello spazio e gettarsi sulla compassata Chang'e. al cader della sera" rispose Tripitaka. e il vecchio si prosternò per manifestare la sua gratitudine. Penetrò nel ventre della regina dell'India sotto forma di raggio efficiente e si fece partorire come principessa. temo che il re non mi prenda sul serio. dopo aver ascoltato i mandarini. Va piangendo il cuculo primavera che passa. senza capire che cosa succedeva. certo sanno tutto sulla concatenazione delle cause e degli effetti. con le sue immortali bellezze lunari." In breve uscì dal palazzo una lunga fila di carri. abbracciandola con passione: "Dolcezza. e tutte le donne dei tre palazzi e delle sei corti accorsero a consolarlo. Dove sarà adesso?" "Non vi inquietate. In breve giunsero nella capitale dell'India. Voi non saprete. che collegano il passato all'avvenire. D'altronde in città ogni famiglia elevava altari e si prosternava al Buddha. Aprì l'udienza già durante la quinta veglia e. Certo non avrebbe dovuto tramare per accoppiarsi con il monaco cinese. la regina. "Ogni tanto uno sente il bisogno di un po' di distrazione. gli diede due ceffoni e gridò: "Zotico! Dove credi di essere. perciò l'ha rapita e abbandonata lontano da casa. Era già la seconda veglia. Egli non aveva osato parlarne in città. dei mandarini e dei quattro divini monaci. ma la vera dov'è?" "Tenete presente che nemmeno lei è d'origine mortale: è la Fata Bianca del palazzo della luna. mi giunsero dei singhiozzi. In questi luoghi Che conservano i segni del passato. quel monastero?" "Non più di sessanta li" rispose Tripitaka. camminando lungo la strada. e tutti si ritirarono per dormire. Tutto il cielo si riempie di profumi. quando apparve da sud una nube tanto luminosa che sembrava il sole di mezzogiorno. È un reato bello e buono. cara Yin Supremo. è un filo d'argento." Il re scoppiò in singhiozzi. I monaci corsero a inchinarsi davanti a lui: "Vostra signoria se n'era andata con gli altri. Lasciami comunque la speranza che la vorrai perdonare. da accompagnarmi a corte con le vostre fate e con la lepre. che aveva raccontato di essere figlia del re dell'India e di essere stata rapita dal vento mentre contemplava i fiori. in modo da presentare a sua maestà la prova materiale dell'impostura. che cosa aspetti a ritornare sulla retta via?" La lepre di giada fece una capriola e riprese il suo aspetto originale. Tripitaka e gli ufficiali. Quante volte avrà lappato la limpida rugiada dell'aurora celeste. con i discepoli e gli ufficiali. Gli occhi mandano riflessi rossi: sangue sulla neve." "Ma certo!" esclamò Scimmiotto. per riguardo a me. Vent'anni fa sentì nostalgia per il mondo di Sotto. Sotto il sacro baldacchino. questa è stata una mancanza di tatto imperdonabile. Illuminano gli astri strade e mercati vuoti. la difesa del paese. Dopo un breve sonno ristoratore. e vi è effettivamente riuscito. Il posto dove si trova la principessa si chiama Monastero Pavimentato d'Oro. dove si finge pazza. per punire Su'e dello schiaffo ricevuto. Per proteggerla dalle aggressioni dei monaci. Noi andiamo in cerca della principessa. e mi permetterai di riportarmela a casa viva. Labbro leporino e denti taglienti. "Come potrei mancarvi di riguardo? Adesso capisco dove ha imparato a maneggiare quel pestello con tanta destrezza. Prima di ripartire. perché in apparenza la principessa non aveva mai lasciato il palazzo e godeva di ottima salute. signoria." Ogni donna dei palazzi reali accorse e si inginocchiò a pregare. Sul viottolo deserto si disperdono i petali. in realtà è Su'e. "È lontano da qui. non era mai uscita dalle porte della città. nell'intento di rovinare lo yang primordiale del santo monaco mio maestro. Un monaco centenario che mi accompagnava raccontò che si trattava di una fanciulla. mentre pestava elisir nel mortaio con il suo pestello delle meraviglie! Il grande santo la considerò con allegria." La sovrana dello Yin Supremo si fece convincere. Infine il re disse: "Vi siamo infinitamente riconoscenti di aver catturato con i vostri immensi poteri la falsa principessa. Spero che la vorrai risparmiare per riguardo alla mia vecchia persona. il vecchio l'aveva fatta rinchiudere affermando che si trattava di una creatura malefica. Ma Scimmiotto balzò in aria e giunse subito al monastero. Ora ci riposeremo. poiché la lepre di giada la scherniva per questo. Chi ebbe una reazione imprevedibile fu Porcellino. bestiaccia. di cui si parlava ieri?" "Il giorno prima di arrivare qui. Il mio discepolo fu incaricato di scoprire la verità con i suoi poteri magici. se non vi importuno troppo. Scorre il fiume d'argento fra le stelle brillanti. La clessidra di rame gocciola al chiar di luna E nell'oscurità campanelle tintinnano. dalla torre di guardia si diffondeva il sordo rullare dei tamburi. al grande precettore addetto agli affari di corte. "Preparatevi a ricevere il corteo reale. quant'è che non ci vediamo! Ti ricordi di me? L'ultima volta abbiamo lasciato le cose a mezzo. La figlia di quel re non è una mortale qualsiasi. L'umile monastero è favorito Sotto l'arcobaleno. Grazia divina dà vivacità Ai colori degli alberi. ed ai fiori Un profumo più intenso. Quando si appiatta al suolo impaurita. nel suo abito d'arcobaleno. e si stupì di vedere Scimmiotto fra loro: "Come avete fatto a precederci. Furono il rancore e il desiderio di vendicarsi a indurre la lepre a fuggire a sua volta e a rapire Bianca: me l'ha detto la sovrana dello Yin Supremo in persona. e raccolse una gran nube luminosa per accompagnare la sovrana dello Yin Supremo e il suo corteo." I monaci. minacciò col dito la creatura e le gridò: "Avanti. avremo certo successo. lei le diede uno schiaffo e se ne andò. nel momento in cui sorgeva la luna." Scimmiotto lo acchiappò per il collo. quando era stata presa dalla nostalgia del mondo di Sotto e aveva schiaffeggiato la lepre di giada. "Riportatevi pure la vostra leprotta. e domattina andremo da lei. spalmato di panna e farina. si diedero da fare per innalzare altari all'ingresso del monastero." Gli ufficiali si prosternarono: "Maestà. ecco la sovrana dello Yin Supremo del palazzo della luna. "fummo ospitati nel monastero che sorge presso le rovine dell'antico parco pavimentato d'oro. Meno male che la tua esperienza ti ha permesso di chiarire in tempo come stavano le cose e di impedire il peggio. La vostra principessa è nel Monastero Pavimentato d'Oro. che ci farei una bella figura." "Povera ragazza! Da quando è nata." Il re seguì il consiglio. il re si trovò liberato da ogni influsso malefico e si sentì pieno di energia. Fin qui è giustificata. La falsa principessa che abitava da voi è in realtà la lepre della luna. com'è che ora cade dal cielo?" "Chiamatemi il vostro superiore e preparate altari per bruciare l'incenso: vi vengono a trovare il re. posso permettermi di importunarvi a proposito della mia povera figlia. per permetterti certe confidenze?" "Quante storie!" piagnucolò Porcellino. non è che un gomitolo di seta greggia. Ci si proponeva appunto di togliere la seduta. Allora il re pubblicò un editto: "La sala delle udienze è affidata alla guardia dei Palazzi dell'Est e dell'Ovest. ma lanciata nella corsa. corsero a chiamare il vecchio superiore. di cui racconteremmo la storia per farla liberare e mostrare un esempio di retribuzione dei meriti e dei demeriti.perché mi sono resa conto che la sua vita era in pericolo. ma oggi ci dobbiamo divertire. che risplende In un cielo di eterna primavera. che richiederà pure una punizione!" "Ci sono altre cose che non sai. Dovreste essere tanto gentile. corsero a infilarsi i kasâya e si dedicarono a battere campane e tamburi." Solo allora i monaci seppero chi fosse in realtà la prigioniera che cantava ogni notte. divino monaco?" "Ho ." "Che cosa rispondere a una tale concatenazione di cause ed effetti?" rispose ridendo Scimmiotto. Contenti e intimiditi. che ora potete vedere nel suo vero aspetto. invitate le regine e le dame di palazzo a vedere lo spettacolo: ne vale la pena. Ci sarebbero altri vantaggi: per me. che questa intraprendente leprotta ha rapito la figlia del re dell'India e ne ha preso il posto. questi santi monaci sanno cavalcare le nuvole. "Non perdiamo tempo in complimenti" disse il Novizio aiutandolo a sollevarsi. lunghe orecchie e baffi radi: quando allunga le zampe nella corsa. La stessa cosa fecero il re. Il suo piccolo naso sembra un formaggino bianco. La lepre di giada è fuggita a sua volta. Fidatevi di loro: se domani ci accompagneranno alla ricerca della principessa. Sotto il cielo notturno dorme il parco reale. il re si alzò dal trono e si inchinò: "Divini monaci. fece convocare i pellegrini per organizzare la ricerca della principessa perduta. in compagnia della regina. rise. Vostra moglie l'ha concepita vent'anni fa. Mentre passeggiavo al chiar di luna dopo cena. Quando si furono presentati e lo ebbero salutato. Il re e Tripitaka se ne stavano chiusi nella sala d'udienza. Ma se ritorno a mani vuote. dove gli fu chiesto di raccontare l'accaduto per filo e per segno. l'affare della principessa?" Scimmiotto gli raccontò tutta la storia. Dopo qualche tempo sbucò il corteo reale. la Fata Bianca del Palazzo del Gran Gelo. Com'è lieto il ritorno dei sovrani! Al suo arrivo il re trovò i monaci schierati ad accoglierlo. dal lancio della palla ricamata alla cattura della lepre di giada." La sovrana dello Yin Supremo mise fine all'incidente riprendendo precipitosamente la strada di casa con le sue fate e con la lepre. scoperta l'anno prima nel parco. che si inchinò profondamente a Scimmiotto e gli chiese: "Com'è andato. quel batuffolo di pelo di giada sembra volare sulla montagna. e per la Fata Bianca. i mandarini e il mio maestro. e Scimmiotto con voce tonante gridò: "Maestà. Scimmiotto fu accompagnato nella sala delle udienze.

all'alba mangiavano un boccone. selezionati per vigore e aggressività. ministri e gente del popolo che si prosternavano al suo passaggio. gli accompagnatori pensarono che quei buddha viventi fossero risaliti in cielo. sulla sinistra. Tripitaka avrebbe voluto congedarsi e riprendere il cammino con i suoi. "Il monte che vedete prende nome dai millepiedi e. Temevo che quei vecchi esagerassero in ottimismo." . Incaricò alcuni mandarini di procurare i galli e stabilì che la montagna prendesse il nome di Sacro Splendore. "E voi." Chiacchierando erano giunti davanti alle porte. La principessa ritrovò il suo ambiente e la sua allegria. Il giorno dopo il re convocò i pittori perché facessero l'autentico ritratto dei quattro santi monaci. bisogna aspettare che esca qualcuno e chiedergli il permesso. Tornano alla natura rivelata Lasciando l'onda della gratitudine. entrando senza volere nel suo appartamento interno. senza osare di levar gli occhi. che venne a noi portata dal vento." Il loro cammino li portò attraverso un mercato. Sotto i portici stavano seduti due vecchi in conversazione. "restate qui e cercate di non attirare l'attenzione. il grano Assume color d'oro. appoggiandosi a una canna e borbottando preghiere al Buddha. fra regine.fatto una corsetta" rispose ridendo Scimmiotto. I monaci ringraziarono il re della sua generosità e lo riaccompagnarono a corte. ma sempre volando ad alta quota." Dunque deposero a terra i bagagli e sostarono accanto alla porta. Ecco perché non so come si chiama la città. guadavano torrenti. All'angolo indicato trovarono il grande viale verso sud. Scalavano pendii. e ignoriamo il nome della vostra nobile città. Quando vide i visitatori. bestione? Per entrare. cui chiedere l'elemosina di un pasto?" "Vi trovate nella sottoprefettura di Diling.' Là otterrete quello che vi occorre. la sera cercavano riparo. vedrete la torre d'ingresso della casa del signor Kou. lasciò cadere gli oggetti che recava in mano e corse dentro a riferire: "Padrone. con emolumento di trentasei stai. e si inginocchiò dicendo: "In questo edificio è rinchiusa sua altezza la principessa. Poi fu la volta dei monaci locali. sono arrivati quattro monaci di strano aspetto. ma il re non acconsentì: per altri cinque o sei giorni si diedero grandi banchetti. "Si vede bene che l'Occidente è buddista! Qui si è organizzati per nutrire i monaci. "Non lo so" rispose il Novizio. "ci sono la sala di preghiera consacrata al Buddha. E IL REVERENDO NON BRAMA NÉ ONORI NÉ RICCHEZZE. "Che cosa stai tramando?" insinuò Porcellino. da destinare al culto nel Padiglione di Perpetua Pacificazione. finiva la primavera e si annunciava l'estate: Ci riempie di energia Il tempo luminoso! Lo stagno si ricopre Di ninfee. Si abbracciarono e piansero per un bel pezzo." Infatti si avvicinò e giunse le mani: "Cari donatori. Al vecchio superiore fu conferito il titolo ereditario di monaco ufficiale Merito del Regno. si fece sull'uscio e. prego!" Tripitaka e compagni si fecero avanti con circospezione e modestia. Risalirono sui carri e si prepararono a ritornare in città. Il reverendo mormorava: "Niente incidenti! Niente incidenti!"." Quel cafone di Porcellino si avviò all'ingresso senza indugio." "Bestia senza giudizio! Si capisce che sono passato di qui più volte. Scimmiotto giunse le mani per salutare il re e disse: "Dovrei sottoporvi una preghiera. "Potremmo offendere il donatore. ascoltate il seguito. dopo un grande banchetto che fu servito per festeggiarla. senza curarsi della sporcizia e del cattivo odore: "Povera bambina. Quando cessò di soffiare il vento polveroso e non li videro più. Le susine Sono mature. Ugualmente irreale è ogni vacuità. Alla fine Scimmiotto dovette fare un passo magico e soffiare verso sud ovest: un colpo di vento sollevò un polverone accecante. sul tempo che aveva cancellato ogni traccia di tanti fatti importanti ed eroiche imprese di una volta. quanto hai sofferto! Com'è possibile che il destino ti abbia inflitto una punizione così terribile?" Si sa che l'incontro dei genitori con il figlio smarrito è il più patetico che ci sia. I piccoli fagiani Strillano d'allegria. Si sa che i galli sono ghiotti di scolopendre: non potreste mandarne qui un migliaio." Tripitaka ringraziò e ritornò a riferire ai discepoli. Offrì dunque oro e gioielli come viatico. Ma infine il re si rese conto di non poterli trattenere più a lungo. in una traversa. Io chiederò informazioni a quei vecchi. è frequentato da molte scolopendre." Il ricco mercante. La principessa si vestì in gran pompa per ringraziarli ufficialmente della propria liberazione. lasciateci ritornare alla nostra conversazione. si rivolse loro: "Vogliate accomodarvi. passarono il ponte levatoio e si inoltrarono nelle strade. in cui il bestione ingoiò incredibili quantità di cibo. E ora. Perché parlare in sogno? Se l'efficacia è inutile. sui saggi e sui matti. per piacere. Se poi non sapete come il viaggio proseguì. e quando ricadde i pellegrini erano scomparsi. Tripitaka fu fatto salire sul carro con le campanelle d'oro e fu accompagnato dai mandarini. e invece le cose stanno proprio come dicevano loro. Dopo un po' ne uscì un vecchio canuto. Il racconto ci ha narrato come i pellegrini ricorsero alla magia per sbarazzarsi della scorta dei monaci del Monastero Pavimentato d'Oro. sono a vostra disposizione" rispose il re rendendogli il saluto. come si chiamerà?" chiese Tripitaka. che portava un paniere e una bilancia. dove la gente li guardava stupita. Quiete ed agitazione. così ripartiremo senza indugio. l'umile monaco che vedete vi saluta. Il loro ospite li guidò attraverso l'arco di ingresso fino a un edificio di due piani: "Al piano di sopra" spiegò. CAPITOLO 96 ECCESSI DI OSPITALITÀ OVE IL SIGNOR KOU ACCOGLIE CON PIACERE L'EMINENTE MONACO. la famiglia del vostro discepolo abita al piano inferiore. Non dovrete certo penare per elemosinare il pasto: passate quell'arco e imboccate il viale verso sud." Il re ne fu ben contento. che possano essere sparsi sulla montagna a eliminare quelle bestiacce? Sarebbe una misura per il pubblico bene e un modo per ringraziare questi monaci che hanno custodito la principessa. la biblioteca e la sala da pranzo dove sarete accolti. che appartiene alla prefettura della Terrazza di Bronzo. che passeggiava per il giardino. "Discepoli. videro una città. vuol dire che stai architettando qualche brutto tiro. Maestro e discepoli ripresero il viaggio verso occidente. ma Scimmiotto lo fermò: "Dove vai. "Tu sei già venuto da queste parti." "Giusto" approvò Sabbioso. Il vecchio superiore li guidò verso la piccola costruzione in cui la principessa prigioniera continuava a fingersi pazza. Sulla porta ci sono statue di tigri coricate e la scritta: 'Benvenuti i diecimila monaci. poi la madre ordinò per la figlia un bagno profumato e abiti freschi per riportarla nel mondo civile. Dopo quindici giorni di marcia su strada agevole. tanto il Buddha pesava sui loro pensieri. ma maestro e discepoli rifiutarono. che assunse il nome di Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada del Monte del Sacro Splendore. Lassù non avevo né motivo né tempo di curiosare nel paesaggio sottostante. Ed il sole potente Dà rilievo a ogni cosa. divenute spiriti maligni. concubine reali. reverendo?" "Veniamo da lontano per presentare al Buddha i nostri omaggi. Dal momento che in una semplice sottoprefettura non occorre far vistare il passaporto. faceva crocchio intorno a loro e si spingeva per vederli meglio. andiamo senz'altro a mendicare il pasto. contien l'inefficacia Pur qualche utilità. a quanto pare. Se le forme e i colori sono senza realtà. Nella chioma del salice Stanno uccelli a convegno. senza spaventarsi per la bruttezza dei pellegrini." I due si stavano scambiando considerazioni sui casi della fortuna. Se fingi di non saperne niente. e i discepoli camminavano piano a testa bassa." "Divino monaco. Tripitaka scese da cavallo. che la notte attaccano i viaggiatori e interrompono il traffico. Escon dal mare metallico e rude Per risvegliarsi nel vero del vuoto. resero il saluto e domandarono: "Che cosa desiderate. "Guardate come la gente è onesta e precisa. perché ci avete messo tanto?" Giunsero anche Tripitaka e gli altri. Dove potremmo trovare persone rivolte al bene. magari potreste aggiungere il dono di una costruzione commemorativa. la parola e il silenzio In fondo si equivalgono. Il ministero dei lavori pubblici fu incaricato di provvedere i materiali per ricostruire il monastero. "Discepoli" disse Tripitaka. Non serve a nulla chiedere Alla frutta sull'albero perché si è maturata. e a un incrocio scorsero la torre con le tigri coricate davanti all'ingresso e una grande targa con quattro caratteri: BENVENUTI I DIECIMILA MONACI! "Terra di Buddha!" esclamò Tripitaka. si prosternarono a pregare e se ne ritornarono a casa." Il re fece abbattere le pietre che muravano la porta e corse con la regina ad abbracciare la principessa. A questo punto. Sentendosi interpellare. che non volevano più separarsi da loro.

acconsentì senza fare resistenza. poi provvederò io stesso ad accompagnarvi. nel continente meridionale. ce n'è anche uno dell'Est. Chi versava la zuppa." Negli alti scaffali si stipano i testi sacri. Lampade di cristallo bruciano olio profumato dalla fiamma chiara. A quarant'anni feci un voto. chi riempiva le ciotole di riso: correvano come comete che caccino la luna. sorpresa da tanta agitazione. con carta. odorosi. le scatole sono colme di petali profumati. prima di entrare a pregare il Buddha. "Come dice l'adagio: Nobile casa attraverso il far bene. "Nessuno in cucina sa dove siano questi Tang. "Il fatto è che noi tre siamo i discepoli" rispose Porcellino alzando il grugno. "L'umile monaco che vedete" spiegò Tripitaka. Tutto è delizioso e appetitoso: zuppa di magro. portare riso. allo scopo di preparare il pranzo. ma l'ospite lo pregò di mettersi prima a suo agio levandosi il kasâya. prima che riuscissimo a giungere nel vostro nobile paese. Un domestico venne ad annunciare: "Arrivano i giovani signori. mi sono permesso di venirvi a salutare e a supplicare l'elemosina di un pasto di magro. riso. Occorsero sette od otto giorni perché il signor Kou riunisse ventiquattro monaci dei dintorni per celebrare l'adempimento del voto. per visitare il Monte degli Avvoltoi. il cuore liberato dagli affanni si immerge serenamente nella Via. e una barba di drago decorata di luna. Ho vissuto sessantaquattro inutili anni." "Sono giovani saggi!" esclamò Tripitaka. "dalle terre dell'Est." "Ho letto nell'Enciclopedia della foresta dei fatti che in tutto l'universo ci sono quattro continenti" commentò uno di loro. Da ventiquattro anni la mia cucina è aperta ai monaci." "Signora" precisò lo sguattero. Vi manda il Cielo a permettermi di adempiere il mio voto! Vi prego di dirmi i vostri rispettabili nomi. "Tenete conto che abbiamo incontrato molte creature diaboliche e abbiamo dovuto superare molte prove." Tripitaka dovette cedere alla sua insistenza generosa e sincera. timballi cotti al vapore. "andiamo a fare le presentazioni nella sala dei sutra. È stato maggiore il tempo perduto a causa delle difficoltà. che avrò adempiuto quando avrò ospitato diecimila monaci. farina e verdure. "Vengono da molto lontano" rispose sorridendo il signor Kou. L'atmosfera pura rinvigorisce lo spirito. Dovete sapere che il Monte degli Avvoltoi non è lontano da qui: non più di ottocento li. caldi. dove il pasto fu impeccabilmente servito. accese un bastoncino di incenso. ma ne fu impedito dal signor Kou: "Questi sono i miei figli. moglie del padron di casa. inchiostro e pennelli. legata in oro. Il padrone dice che sono scesi dal cielo." La vecchia signora si rallegrò e chiamò una cameriera: "Svelta. Per fortuna i miei tre discepoli mi hanno protetto. Poi riprenderemo senza indugio il nostro cammino. . Poiché ho saputo che nella vostra onorevole prefettura si tengono i monaci in alta considerazione. Jambûdvîpa. Un riquadro vermiglio fa da sfondo a una campana d'oro puro. Ma gli altri tre erano proprio insoliti: anche a volerli discesi dal cielo. che significa 'grande liberalità'. con palanchino e cavalli. Quando ebbero mangiato a sazietà. celebrano la contrizione con l'acqua. pitture. di quello impiegato in cammino. Stendardi spiegati davanti ai volti dorati dei buddha disposti in fila. ricordate la vostra promessa di restare un po' di tempo! Come dice il proverbio: Incominciare è più facile che portare a conclusione. Gli esseri celesti discesi sulla terra possono avere le facce più strane e bizzarre. la signora sentiva aumentare la propria apprensione." I ragazzi erano stupiti: "Dovete proprio essere dei monaci divini. Dopo i saluti. Ma il signor Kou lo trattenne: "Maestro. Sette od otto servitori vanno e vengono così svelti da non lasciare un momento di requie ai quattro o cinque cuochi. incontrare il Buddha e sollecitarne le autentiche scritture. Salmodiare l'Avatamsaka sûtra allontana ogni biasimo e calunnia. contento come una pasqua. e di accordarmi l'onore di restare da me almeno un mese. Accendono la lampada del Guaritore: la sua fiamma brilla chiara. Si vedono appese una lieve pietra sonora di giada preziosa. Aspettate che abbia celebrato l'adempimento del mio voto." "Voi non capite niente di queste cose. il reverendo si alzò per ringraziare l'ospite e propose di rimettersi in cammino. Mi chiamo anche Dakuan. uno sramana vale l'altro. scatole metalliche raccolgono lettere e documenti. Kou Liang e Kou Dong." Il ragazzo corse in biblioteca e annunciò: "Anche la signora vuole vedere e salutare queste persone delle terre dell'Est. I servitori." "Da dove vengono questi signori?" chiesero i ragazzi al padre. il tutto con accompagnamento di musica di cembali e tamburi. che non ha nulla da invidiare a quelle di eminenti monasteri. c'era da spaventarsi. Leggono un passaggio del sutra del Pavone: ogni versetto allontana disgrazie e calamità. Penserò io a farvi accompagnare attraverso la montagna." "L'umile nome del vostro discepolo" espose a sua volta l'ospite. "è Kou Hong. un po' per salutarli e un po' perché sentiva le gambe molli di paura. buoni figli attraverso gli studi. Nell'insieme sono trascorsi quattordici inverni e altrettante estati. presentazione di offerte e di incenso a lume di candela. Quando ho tempo tiro le somme. la liturgia non era diversa da quella in uso presso i Tang. al disopra della polvere del mondo: una sala da preghiera privata. portami un vestito adatto: anch'io voglio vedere gli ospiti. Tavole laccate d'oro e seggiole laccate di nero. che protegge dalle correnti d'aria." Un piccolo servitore venne a invitarli a tavola. tavolini e scatole di legno scolpito e laccato.Tripitaka si complimentò con lui e si appartò per indossare il kasâya. Per dissipare ogni rancore e querela. il signor Kou ordinò di portare foraggio al cavallo e di collocare i bagagli dei pellegrini sotto il portico. che si inchinarono fino a terra per salutare il reverendo. La signora cadde in ginocchio. siano occorsi anni di viaggio. La meravigliosa Legge dei tre veicoli è delle più perfette: nella liturgia. ma gli altre tre sono orrendi. Sui tavolini sono disposti dei freschi cinque nuvole. si misero subito in movimento per raccogliere fascine. Infine si procedette alle presentazioni. e ci ha ordinato di sbrigarci a mettere in tavola. Numerosi stendardi sono ricamati con gli otto tesori. Nei bruciaprofumi arde l'aloe. perché abbia il tempo di celebrare degnamente l'avvenimento. perché li scriva nel registro. Hanno saputo dell'onore che ci fate e sono venuti a salutarvi. I religiosi occuparono tre o quattro giorni per redigere i testi delle preghiere. Bruciano biglietti di preghiera e meditano davanti alla statua del Buddha. il quale voleva render loro la cortesia. la terza da cinque tipi di frutta fresca e la quarta da stuzzichini. e così ho verificato ultimamente che ho già offerto ai monaci 9996 pasti: per raggiungere la cifra tonda ne mancano solo quattro. poi evocano il dio guerriero. Dì al padrone che vengo anch'io. Dapprima invocano pace per il tudi. liuto e scacchiera: gli strumenti dei veri piaceri raffinati. Hong dello Scialo. dovunque sete e fiori. nei vasi i fiori di loto mostrano il loro splendore. "è inviato in missione nella vostra nobile contrada dai grandi Tang delle terre dell'Est. Battono un colpo." Quando essa entrò nella sala notò il nobile volto e il portamento elegante di Tripitaka. che rincasano da scuola per il pranzo. si informò: "Da dove vengono i monaci che provocano tutto questo subbuglio?" "Sono monaci eminenti inviati dai grandi Tang" rispose uno sguattero. Alla fine si rivolse al suo ospite per salutarlo nelle dovute forme. La pietra d'oro vibra senza fine. e infine fissarono la data della cerimonia. che si alzava per salutarla. grandi sfere di pane. La sua voce cavernosa aveva risonanze da ruggito di tigre negli anfratti della montagna. con la furia di una burrasca. Tripitaka restituì prontamente la cortesia: "Siamo confusi di avervi scomodata per questi omaggi che non meritiamo. abilmente montate in molte forme da pasticceri alla moda. Il signor Kou rimandò la moglie e i figli nei loro appartamenti. Entrarono nella sala di preghiera e videro alla luce delle candele accese salire spire d'incenso. "Il nostro è il continente occidentale. con la larga faccia ridente. Aparagodânîya. gong e flauti traversi. Immagino che per venire fin qui da quello del Sud." "Certo" rispose ridendo Tripitaka." Si fecero avanti due giovani diplomati(18). e accompagnò i quattro pellegrini nella sala da pranzo. Il luogo rivaleggia con le torri sacre. Il reverendo si purificò le mani. si prosternò e pregò a lungo. Davanti a una cortina profumata sono disposti libri. attingere acqua." "Perché i quattro maestri non sono seduti tutti insieme?" chiese la signora a suo marito. un supporto laccato regge un tamburo decorato. Porcellino vuotava ogni ciotola in un boccone. e io tengo il conto su un registro. croccanti e abbondanti. "uno di loro vale la pena di vederlo." Tripitaka. La seconda da cinque piatti di verdure. soffiano una nota e intonano i sutra all'unisono. La prima portata è costituita da alte costruzioni multicolori. Su tavole scolpite e laccate si trovano servizi per scrivere della migliore qualità. che si chiama Pûrvavideha. dorature e decorazioni colorate. Bruciaprofumi e vasi di bronzo antico. grandi e piccoli. "Vi prego" gli disse lui. La signora Kou. i mille buddha sono rivestiti d'oro. flauti a becco e organi a fiato. piattini piccanti. Una vasca di vetro è piena di acqua limpida. Il reverendo voleva eseguire il cerimoniale dei saluti.

E poi ha potuto adempiere il suo voto. Senza considerare che non so se otterrò i sutra. fermo! Non dite niente! Non ho nessuna voglia di ridere!" Al signor Kou non restò che rinunciare a insistere. come potremmo accettare la vostra? Dobbiamo assolutamente partire. Fra il baccano della banda. trovarono tutta quella gente al loro servizio. tanto da aver nutrito tutti quei monaci." "Ma che cosa dici!" rispose Sabbioso ridendo. Dice l'adagio: Non imporre la tua presenza. coloro che preparavano palanchini e cavalli si scambiavano richiami da lontano. Quando furono pronti. Da un bruciaprofumi a coda di gazza si levano effluvi di buon augurio. Il signor Kou disse loro sorridendo: "Mi dispiace. e io ebbi il torto di rispondere che mi sarebbero occorsi tre anni." Chiacchierando e mangiando. ma al ritorno vi esprimerò la mia gratitudine. scemo! Ricominci?" Scimmiotto e Sabbioso scoppiarono a ridere. Vi era stato preparato un banchetto molto diverso da quelli serviti nella sala da pranzo. i cognati maggiore e minore. non raccogli. Fu un bell'andirivieni. C'erano il vicino di sinistra e quello di destra. se non hai seminato. messo a disagio da quello scontro fra maestro e discepoli che si svolgeva davanti a lui. Domani vi accompagneremo alla partenza. amici miei. Sotto il gran cielo muto. timballi e dolciumi. voi arrivate tardi e il maestro ha una gran fretta di partire. senza più osare di proferir verbo. Che fretta abbiamo? In un mesetto soddisferemmo le richieste della madre e dei figli. chi doveva invitare monaci e preti si metteva in cammino. un domestico venne ad annunciare che erano giunti gli invitati. Tripitaka se la prese con il Novizio: "Tu di che cosa ridi?" Era tanto irritato che fu sul punto di recitare l'incantesimo di costrizione del cerchio." Il povero bestione ansimava e soffriva. Non dovete pensare che rifiuti per malizia. è questo che mi volete rimproverare?" "Quali rimproveri potrei muovervi. Caduta la sera. non sento più fame per tre giorni. per paura di trovarsi a corto di risorse. E dappertutto gioiosi suoni. Pazientate per oggi: farò preparare tamburi e stendardi. Fra alti tendaggi. Zuppe di riso di straordinaria purezza. Il bestione si appioppò due schiaffi da solo e disse: "Zitto. Porcellino. Monaci e preti arrivarono in quel momento. Ai lati si allineano quadri che rappresentano le quattro stagioni. Si spengono le luci. la pancia non conserva provviste. la terra si è velata. la vostra ansia di lasciarmi mi fa temere di avervi trascurato." "Per carità. signora. il signor Kou li invitò ancora una volta nella sala grande. per altri quindici giorni. quella pancia. Se siete prigionieri della vostra ghiottoneria. Già fra la terza e la quarta veglia. non ti curi delle cause che condannano alla trasmigrazione. Voi capite che non posso venir meno all'ordine sacro che ho ricevuto: sarebbe un delitto imperdonabile. perché desiderano migliorare il loro karma: perché dovreste rifiutare? Anzi. e che il ritorno potrebbe richiedere altri dodici o tredici anni. Quando avrai mangiato." "Siete stati ospiti di mio marito.La cerimonia si concluse dopo tre giorni e tre notti. Le stelle rendon pallido il gran fiume d'argento. Allora la musica si fece più forte: tamburi. di ingaggiare una banda musicale e di invitare i monaci del Monastero della Venuta del Sud e i preti taoisti del Tempio del Picco dell'Est. e se lo facessi volontariamente non basterebbe nemmeno la pena capitale a riscattare la mia colpa. ma non aveva scelta: dovette ficcare nelle sacche la ciotola e le altre suppellettili. Sul villaggio isolato si vedon macchie nere Di corvi in volo." Il monaco cinese emise un brontolio da bestia feroce. Anch'io ho accumulato il mio piccolo capitale con un'attività di sartoria. per invitarli ad accompagnare l'indomani i maestri cinesi in partenza per l'Ovest. Quando constatò che si partiva davvero. il sole saliva verso lo zenit. Per ora non posso offrirvi nulla. Tutti correvano qua e là. mariti della sorella maggiore e di quella minore. gli stendardi erano allineati intorno a un prezioso baldacchino con accompagnamento di musica. non ne ha mai incontrati di importanti come voi. Commissionò ai cuochi un banchetto d'addio. non si alzò da tavola prima di aver fatto scomparire le cinque o sei ciotole di riso di riserva." Uscito dalla sala dei sutra. in questi giorni di sacre funzioni. Porcellino ritornò alla carica: "Maestro. Quando io ho mangiato proprio a sazietà. gallette. che faceva vibrare il cielo. chi doveva procurare i musici trattava le condizioni dell'ingaggio. Tripitaka. Noi siamo giovani e poco esperti del concatenarsi delle cause e degli effetti. romperemo i nostri salvadanai e vi ospiteremo anche noi. quando sbucarono Kou Dong e il fratello: "In ventiquattro anni che nostro padre ospita monaci. Davanti alla porta." "Ben fatto!" approvava Sabbioso ridendo. e lo spiegamento . ritornò a ringraziare e a prendere congedo. Tripitaka depose le bacchette e recitò un sutra per concludere il pasto. e avvertire i parenti e i vicini." Porcellino non seppe trattenersi dal dire la sua. ma se non possiamo accettare l'ospitalità di vostro padre. sarà finita lì. quando qui si mangia tanto e bene? Si direbbe che sulla strada maestra vi stia aspettando vostra nonna. brontolando: "Questa bestia spinge la sua incoscienza a metter su il maestro contro di noi. Dappertutto vasi di fiori freschi dai colori vivaci. si vedono distese di piatti e di frutta come un tappeto di broccato. per non alimentare il dissidio fra maestro e discepoli: "Non litigate! Resta inteso che domani vi accompagnerò." La folla si aprì per lasciar passare i quattro pellegrini. Dal momento che questo signore è ricco sfondato. non esagerate. Questa casa di un popolano non cede in nulla a quelle dei principi. Non mi aspettavo certo di impiegarne quattordici per il solo viaggio di andata. Con i soldi si fa questo e altro. dobbiamo mangiare e bere più che possiamo: non troveremo mai più un'accoglienza fastosa come nella casa del signor Kou. Si danza davanti ai gradini al ritmo dei tamburi. vi voglio ospitare anch'io per quindici giorni. lo sellò e mise le redini. prese la borsa che conteneva il passaporto e se la mise sul petto. Scimmiotto mise in mano al maestro il bastone da pellegrino con nove anelli. Il pianto del cuculo si sprofonda nell'ombra. preso dal panico. Sai che la strada ci aspetta." "Stupido!" s'indignò Tripitaka. niente mi impedirà di ritornare da voi e di fare un'altra sosta. Tutto doveva essere pronto l'indomani mattina alle dieci. L'ombra dei fiori si agita sotto il chiaro di luna. Scimmiotto. incaricò il maggiordomo di far confezionare venti paia di stendardi colorati. voi proprio non avete considerazione per i sentimenti degli altri. niente può costringervi a sottrarre alla nostra umile capanna l'onore della vostra presenza. "non fartela scoppiare. Vi supplico di lasciarmi compiere la mia missione. "Tu pensi solo a mangiare. I nostri genitori vi invitano. Sabbioso strigliò il cavallo. alti canti accompagnati da cetre. cenarono e si ritirarono per dormire. Mentre il reverendo scambiava complimenti con il signor Kou. è appesa al centro una pittura che rappresenta una montagna di longevità su un mare di felicità. da rallegrare il cielo e la terra. Quando il maestro e i discepoli si alzarono all'alba. a cavallo o in palanchino. e si avviò all'uscita. ricuperare il bilanciere e appendervi i carichi. poi rimase in attesa. strillando: "Maestro." E gli voltarono le spalle. Non mancavano pii amici della parrocchia e uomini dabbene di sicura fede buddista: tutti venivano a salutare il reverendo. A piedi. e non pensi ad altro. mentre si serviva il vino. fra le due e le tre del mattino. Il signor Kou gli disse: "Maestro. entro una cerchia di paraventi. Chi doveva cucinare si affrettava verso la cucina. "È già insopportabile quando sta zitto. il bestione si imbronciò e si mise a brontolare. mi chiese quando sarei ritornato. se ne vada dove gli pare. mentre non so come scusarmi per il disturbo che vi ho dato? Vedete: quando la sacra persona del mio imperatore mi affidò la missione. e si riempì le maniche di pani. e la nostra capanna ne è tutta illuminata. Scimmiotto afferrò Porcellino per il collo e lo riempì di botte sulla testa. non vi inquietate. ripartirò da solo." "Bestione mio" esortò Sabbioso. Tu grufoli nel truogolo fino a farti scoppiare lo stomaco. aveva stampato sulla faccia un sorriso più largo che mai: "Maestro. vuotando ogni ciotola in un boccone. Il reverendo ordinò di chiudere i bagagli e di sellare il cavallo." Stava ancora parlando. e diceva a Sabbioso: "Fratello mio. Porcellino era tutt'occhi per quel banchetto sontuoso. che noia vi dà accettare e fermarvi per un anno? Perché dovremmo partire a tutti i costi e correre le strade mendicando. ragazzi! Vi siamo molto obbligati. i domestici si alzarono per fare i preparativi. organi a fiato. Il signor Kou. Dopo i saluti presero posto." Ed ecco ricomparire la vecchia signora: "Maestro. in cima alla torre lontana Rintoccano campane e rullano tamburi." La madre e i ragazzi si seccarono: "Perdiamo il nostro tempo! Se non capisce che vorremmo trattenerlo con le migliori intenzioni del mondo. resta se ti trattengono. si inginocchiò: "Maestro. "Dice il proverbio: Il sapore più raffinato non riempie la pancia meglio del riso bollito. ordinò al suo segretario di spedire un centinaio di biglietti a vicini e parenti. Quando avrò ottenuto le scritture. che non pensava ad altro che al Monastero del Colpo di Tuono e voleva ripartire. Sulle tavole allineate si accumulano ori e piramidi di dolciumi a forma di leoni e di immortali." "Non te ne intendi. Da quanto tempo siete da noi?" "Sono ormai quindici giorni. ma verso le dieci del mattino tutto era pronto. figuriamoci se apre la bocca per far vedere che gli manca il buon senso. Il reverendo ringraziò l'ospite e i suoi invitati. tè e ricchissimi vini profumati. liuti. Io rischio di non rispettare i limiti assegnati alla mia missione. tutti cedevano loro il passo." Vedendo la faccia alterata del maestro. ma conosciamo il detto: Raccogli ciò che hai seminato. e ci chiede con assoluta sincerità di restare. le strade son deserte.

Chi credete che fossero? Il monaco cinese reggeva il lume. fra le rovine del Tempio di Splendore Fiorito. Porcellino impugnava il coltello. sono stati tentati delle ricchezze che si vedevano intorno e hanno studiato la disposizione della casa. voi sarete il primo di cui gli parlerò. finché le sette anime uscirono dall'infelice per scendere all'inferno. Si riunirono per stabilire una lista delle famiglie più ricche della città. Era composta da una trentina di malviventi. a lume di torcia. . chi preparava la bara. Kou Liang e il fratello si recarono dal prefetto del capoluogo. sbucò dal suo nascondiglio per implorare: "Prendete quello che vi serve. "Come ha detto la mamma" rispose Kou Liang. lo consolava: "Se il Buddha mi riceverà al Monte degli Avvoltoi. ma finì per lasciarsi convincere e ritornò indietro." Conversando percorsero altri due o tre li. ed è stato Scimmiotto a uccidere vostro padre. aveva sempre vissuto nella rettitudine. Sabbioso raccoglieva oro e argento. Il signor Kou scoppiò in singhiozzi. una banda di malandrini si riuniva nella città di Diling. ascoltate il prossimo capitolo. Un po' seduti. da svaligiare per rimpannucciarsi. Giovani e vecchi. senza alcuna traccia di presenza umana fra rovi ed erbacce. Scimmiotto alzò lo sguardo e vide più avanti lungo la strada un complesso di edifici: "Andiamo a riposarci là" propose al maestro. Lo gettarono a terra e lo presero a calci. chiederò all'imperatore di lasciarti vivere nelle cucine imperiali a mangiare avanzi quanto vorrai. Sabbioso saccheggiava oro e argento. armi alla mano. non la cedeva in nulla a tende di broccato che coprono la primavera." Al bestione passò la voglia di insistere. ed era convinta che lo sfoggio di ricchezza mostrato in pubblico alla sua partenza avesse attirato la disgrazia. un guardiano del santuario!" Ma entrando non trovarono che portici in rovina e muri crollati. Porcellino incitava alla violenza. "Si fa tardi. a rischio della vita. e lo spiegamento di stendardi. Kou Liang. manganelli. "Dice il proverbio: Chang'an è una bella città. Certo che al ritorno vi verrò a trovare! E vorrò ringraziarvi e prosternarmi molte volte davanti a voi. gioielli. Quando torneremo in Cina. La vedova passò il resto della notte ad arrovellarsi. Gli annali lo glorificano: fu come Gong e Huang. Una notte piovosa come questa è un'occasione da non perdere: per le strade non ci sono né guardie notturne né ronda di pompieri. I briganti. correvano a nascondersi negli angoli bui. commosso. perché temevano di richiamare l'attenzione di qualche creatura malefica. la signora si nascose sotto il letto. per correre la strada senza fissa dimora. DOPO AVER SOFFERTO UN'IBERNAZIONE INFERNALE. a cavallo o in palanchino. abiti. A piedi. Il rancore la spinse a tramare per perderlo. Quando ricomparvero. Aveva affrontato l'esame di stato ancora in giovane età. non si può sbagliare. Buono e semplice. Evidentemente. Prima che scendesse la sera. e corsero sotto la pioggia alla casa del signor Kou. Per aver ucciso il re diavolo del Fuoco Avvelenato fu degradato e nominato ufficiale trascendente delle Cinque Manifestazioni. Ci sarà pure. Se ne approfittiamo. "Quando quei feroci briganti hanno invaso la mia camera. quello che oggi ha accompagnato i bonzi cinesi." I briganti non furono dell'avviso. tutti cedevano loro il passo. randelli. bastoni chiodati. E se si mette a piovere. È il caso di dirlo: Per il suo voto di nutrire monaci Va verso il Gran Risveglio. "al ritorno vi dovrete fermare nella mia umile dimora per alleviare il gran dispiacere del mio cuore. ma il cielo si coprì di nuvole nere e cadde un violento temporale. Un tale dispiegamento di ricchezze superava palizzate di giada e perle. signori. Non è una buona idea?" I briganti accolsero il suggerimento con entusiasmo: si armarono di pugnali. suo marito dietro un uscio. Ahimè! Felicità e disgrazia Fra loro si avvicendano. CAPITOLO 97 UN ERRORE GIUDIZIARIO OVE IL DONATORE. avremo di che divertirci per un bel pezzo e ci porteremo a letto quante ragazze vorremo. i domestici aspettarono di essere ben sicuri che se ne fossero andati. Se ne stavano zitti. e i suoi tre spiriti abbandonarono questo basso mondo. Ripensava al rifiuto del monaco cinese di accettare le ripetute offerte di ospitalità. Mentre i nostri pellegrini si adattavano a passare una notte penosa sotto la pioggia. Li seguirono oltre le mura della città. i quattro pellegrini percorsero quaranta o cinquanta li." Tripitaka. vasellame. Giunti al chiosco del decimo li. "Santo cielo. poi il reverendo insisté perché si separassero. benché tremassi di paura." "Come scriviamo?" chiese Kou Dong. argento. trovarono il loro padrone stecchito sul pavimento. Prima di uscire dai loro nascondigli. Aspetta che il nostro destino ci abbia condotto dal Buddha e mi abbia consentito di ottenere le scritture. Avrebbero voluto liberare dalle malerbe almeno il sentiero che attraversava la corte. che avevano dilapidato il proprio denaro in bevute e cattive compagnie. smettila!" inveì Tripitaka. che faceva vibrare il cielo. Non restò che cercare tra le rovine un rifugio contro la pioggia e il vento. e fuggirono sotto la pioggia che continuava a cadere. si impadronirono di tutto quello che trovavano: oro. Il magistrato di Terrazza di Bronzo era un uomo retto ed eminente. finché finalmente schiatterai e diventerai un fantasma obeso." I figli presero tutto per oro colato: "Se li hai visti. Compiuto il colpo. Scimmiotto ha ucciso nostro padre. Da ragazzo era povero e d'inverno studiava alla luce riflessa dalla neve. passarono la notte in bianco. figli miei. Alla fine hanno approfittato del buio e del maltempo per commettere l'assassinio. Kou non poté resistere e. ma lasciate a questo povero vecchio qualche vestito per i suoi ultimi giorni. oggetti di casa.quattro pellegrini. per lodare la vostra virtù. VEDE LA SUA ANIMA TENEBROSA CHIAMATA A SALVARE IL PRIMORDIALE. da nascondere il sole. un po' in piedi. l'hanno ammazzato!" E si affollarono piangendo intorno al cadavere. Che infami! Dobbiamo preparare subito la denuncia. Se poi non sapete che cosa avvenne all'alba. mescolava sempre ai suoi pensieri pietà e compassione. ma non è posto per te. Il signor Kou non si rassegnava: "Maestro" diceva trattenendo a stento le lacrime. nei quindici giorni che hanno trascorso da noi. su cui ancora si leggeva in quattro grandi caratteri scoloriti dal tempo e coperti di polvere: CORTE PROVVISORIA DI SPLENDORE FIORITO Il reverendo mise piede a terra e spiegò: "Il pusa Splendore Fiorito era discepolo del buddha delle Fiamme dai Cinque Splendori. mentre i monaci intonavano inni al Buddha e i preti arie taoiste. Uno disse: "Non occorrono tante informazioni né lunghi calcoli: al primo posto c'è il ricco e generoso signor Kou. Chi avrebbe mai detto che il voto di vostro padre sarebbe stato adempiuto dando ospitalità ai suoi assassini?" "Che cosa intendi dire?" chiesero i ragazzi. Si avvicinarono e videro un arco sfondato che recava un vecchio pannello orizzontale. si erano associati per darsi al brigantaggio. i ladri scelsero di calarsi dal muro di cinta in un vicolo con l'aiuto di una scala di corda. come i diavoli che piantano il banchetto del funerale per rincorrere l'anima del defunto e portarsela all'inferno." Tutti in casa erano in effervescenza. Dove cerchiamo riparo?" domandò il reverendo. Il suo nome viene ricordato nei tribunali accanto a quelli di Zhuo e Lu(19). mi sono nascosta sotto il letto. Fra il baccano della banda. uomini e donne. come faremo?" "Brutto animale. Giusto e leale. Porcellino ricominciò: "Lo vedete? Abbiamo sdegnato buon cibo abbondante e camere fresche e pulite. Sfondarono il portone e corsero dentro urlando come ossessi e seminando il panico. E scrisse: "Il monaco cinese reggeva il lume. quando ripresero il cammino. esaurita ogni altra risorsa. una folla immensa si accalcava per vedere il signor Kou che accompagnava il monaco cinese. si disposero panieri di cibo e vasi di dense bevande per una refezione prima di separarsi. corde e torce. li ho guardati alla luce delle torce. forzarono cofani e panieri e. Alla quarta veglia chiamò i figli e disse loro: "Smettete di piangere. Chi correva a informare i parenti. Kou Dong e gli altri giovani scappavano qua e là terrorizzati. ma il destino Per ora non lo porta avanti al Buddha.

pagate il pedaggio senza discutere. così ci siamo ridotti senza mezzi. poi li avete accompagnati sulla loro strada attraversando Diling in pompa magna. Con insaziabile avidità. ne ricavò trenta lunghezze di corda." Scimmiotto si volse ai suoi e strizzò l'occhio. Si disposero di traverso." "Dunque siete dei briganti da strada" considerò Scimmiotto con un sorriso radioso. rovesciate a terra questa gente e legatela bene. compresi ciotola e vestiti. "Non strillate! Confessate tutto!" "Eccellenza. Ci spoglieranno anche dei vestiti. Se invece state a pensarci su. e intimarono: "Fermi. Quindi gridò: "Ferma!" E i trenta componenti della banda restarono immobilizzati come pali. qual buon vento vi porta?" "Hai un bel coraggio a venircelo a chiedere!" urlò un bandito. con le bocche aperte. Porcellino brontolava risentito. È completamente in bolletta. approfittando del buio e del maltempo. Si recò con Porcellino e Sabbioso nella valletta dov'era raccolta la refurtiva e la caricò sul cavallo. Maestro e discepoli. Quando abbiamo saputo del grande patrimonio accumulato dal signor Kou. La sera del giorno stesso in cui li avevamo accompagnati sono ritornati indietro. quello con il grugno lungo è un facchino. ma figli di famiglia. Poi apostrofò i briganti: "Da quanti anni fate questo mestiere. Sabbioso si . elemosine e regalie." Strinse alla vita il suo gonnellino di pelle di tigre e si fece avanti giungendo le mani sul petto: "Signori. e abbiamo pensato che foste ben provvisti. "Accoppa! Accoppa!" ruggirono i briganti incolleriti. guarda bene" replicò Sabbioso. ma lasciateci la vita!" Tripitaka fu sconvolto dalle notizie e balzò in piedi vibrando di indignazione: "Com'è possibile. Mentre erano intenti alla divisione. con il suo fiato magico. Tutti si misero all'opera. raccoglieva centocinquanta uomini muniti d'armi da punta e da taglio. Una volta legati. ben contenti di uscirne vivi. signorie!" strillavano i banditi. se vi ho offeso. lo strapparono dal suo cavallo e lo legarono. ritornate qui!" "Si mette male!" si spaventò Porcellino. Un altro carico di metalli preziosi toccò a Porcellino. "Non ha soldi e ci fa ritornare per consegnare il cavallo. E se proprio vuoi farlo È a tuo rischio e pericolo! I pellegrini camminavano verso la città carichi di oggetti preziosi. questi ultimi ospiti completavano la cifra prevista di diecimila. prese il cavallo per la briglia e si incamminò seguito da Porcellino. Aspettate che faccia loro qualche domanda. fra coscritti e volontari. Li faremo confessare. donne e divertimenti. in questo modo hanno acquistato familiarità con il luogo. gli occhi spalancati. "Sono un povero bonzo di campagna e non mi so esprimere bene. I soldi per i sutra che recitiamo. quando videro arrivare una folla di gente armata di lance e di sciabole. Sapete che gli uomini non si accontentano mai: l'ingordigia ci ha spinto a sbarrarvi la strada. I fratelli Kou si presentarono. in mezzo ai discepoli. vi convinceremo a coltellate. tremava come una foglia. si additarono a vicenda i viandanti ed esclamarono: "Guardate! Sono i quattro bonzi che ieri hanno lasciato la città. Scimmiotto recitò l'incantesimo per liberarli dalla paralisi. Vengono al momento giusto. Se ci chiama. prese le disposizioni sugli affari correnti e ordinò di distribuire le tavolette ai querelanti. "È muto e istupidito" ridacchiò Porcellino. Di rado ha ricompensa. "I briganti hanno raccolto grandi rinforzi e si sono armati meglio per darci una lezione!" "Fratello. "smontate da cavallo e sedetevi. superando di una ventina di li il Tempio di Splendore Fiorito e nascondendosi in una valletta fra le montagne per dividersi il bottino. ed essi pian piano si ripresero. e in breve i banditi si trovarono legati come salami. "Il fratello ci sa fare. con stendardi e fanfare. "Grandi re!" rispose Scimmiotto. come per aprire le sacche. non sarà qualche fottuto brigantello a metterlo in difficoltà. "mio padre Kou Hong aveva nutrito monaci per ventiquattro anni. Il Novizio si chinò. Si impadronirono anche del bagaglio. raccolse una manciata di terra e la gettò in aria. muniti di torce e di bastoni. Per pigrizia e incuria. bonzi! Se tenete alla pelle." Il magistrato ricevette il loro memoriale. mostrando la tavoletta ricevuta." "Non abbiamo corde" obiettò Sabbioso. sbarrando il passaggio. Quando si sono trovati davanti nostro padre. Tripitaka piangeva e aveva perduto la parola. cari amici. che una simile disgrazia sia capitata proprio al vecchio signor Kou." Tripitaka. non appena liberi. oboli. non siamo briganti incalliti." Scimmiotto sorrise: "Non prendetevela. Ci raccomandiamo alla vostra commiserazione: prendete tutto. i prigionieri vennero appesi a pertiche passate nei nodi delle funi. atterrito." "Non dire sciocchezze!" rise Sabbioso. "Discepoli!" gridò Tripitaka. ci siamo riuniti per approfittare della notte e del maltempo e spogliare la sua casa. Come ha potuto avvenire quello che dite?" "Eccellenza" rispose Kou Liang battendo la fronte al suolo. perché sono io che tengo i conti. Ha riportato sulla retta via i peggiori diavoli. è inutile che vi rivolgiate a quei tre là: dovete chiederlo a me. e hanno forzato la porta di casa per saccheggiare ogni cosa. Scimmiotto ebbe la tentazione di lasciare ai briganti un ricordo della sua sbarra." I briganti impugnarono dunque le armi e corsero gridando sulla strada. Lasciateli perdere: è tutta gente che non può darvi soddisfazione. e vedremo se sono delinquenti incalliti o semplici pivelli. Scimmiotto si strappò qualche pelo e." "Va bene. Come dice l'adagio: Puoi sbagliare quando arresti. Se volete il pedaggio. arhat giunti dalla corte dei Tang nelle terre dell'Est. all'alba ripresero la loro strada." I banditi confabularono: "Il bonzo sembra una persona sensata. mentre festeggiavamo il compimento del voto. si spinsero davanti il cavallo e li portarono nel capoluogo della prefettura. Provvederò io a regalarvi i nostri bagagli. Fu così che Tripitaka ritornò indietro con i suoi per restituire i beni rubati. gli strapperemo il viatico. e potrete andare dove vi pare. ma non farlo quando liberi. Sono rimasti nella nostra casa per quindici giorni. mentre Sabbioso si occupò dei loro bagagli. ci quereliamo per un grave fatto di sangue e di furto con effrazione. Consapevole del Vuoto. quando vola verso la fiamma che le brucerà le ali. Vi abbiamo riconosciuto come gli ospiti del signor Kou. Vi abbiamo visto arrivare mentre ci dividevamo il bottino. e scappare a gambe levate.Egli sedette sul seggio. Consapevole del Vuoto. Scimmiotto pregò il maestro di sedere al posto d'onore. lo lesse e disse: "Mi hanno detto che avevate adempiuto il vostro voto di nutrire monaci accogliendo quattro eminenti bonzi. senza poter fare un movimento né dire una parola. gioco. Si può ben dirlo: Le disgrazie non vengono mai sole. bestiacce? Che cosa avete rubato? Avete commesso omicidi? È la prima volta? La seconda? La terza?" "Grazia. e ciascuno di loro fu portato da due uomini. e noi ci troveremo in una posizione delicata." "Io sono rimasto commosso dalla generosità dei Kou. e mentre si avvicinavano gridava: "Eccoci. Supplichiamo vostra eccellenza di rendere giustizia all'umile gente del popolo. Lo attesta il poema: La bontà." Circondarono Tripitaka. recita sutra e non sa nient'altro. avrà qualcosa da dirci: andiamo a sentire." Il magistrato convocò la polizia a piedi e a cavallo che. li abbiamo disturbati per ben quindici giorni. per questa volta non ti ammazziamo. Che cosa vuoi?" "Venite a divertirvi con i nostri amici briganti!" Porcellino si avvicinò a uno di loro e lo urtò gridando: "Che fai. si prosternarono e gridarono: "Eccellenza. Essi uscirono dalla porta occidentale e si lanciarono sulle tracce dei quattro pellegrini. Fratelli. Porcellino e Sabbioso si rivolsero a Scimmiotto: "Vedi che scalogna! Dopo la brutta notte che abbiamo passato sotto l'acqua. videro i quattro pellegrini che venivano verso di loro. "Ti sembrano briganti?" "La stella della disgrazia non è tramontata sul capo del maestro" mormorò Scimmiotto. Quello che vedete sul cavallo è il nostro maestro: ha dimenticato piaceri e dispiaceri dei sensi. "È chiaro che questa gente sta inseguendo i briganti. "Ma immobilizzare il corpo non chiude la bocca. "Che cosa significa tutta quella gente armata che ci viene incontro?" "Disgrazia!" squittì Porcellino. Riconsegnare le loro cose non è il minimo che possiamo fare?" Scimmiotto ne convenne. Poi fu la volta dei discepoli. Recare offesa al cielo è il nostro mestiere. ruberemo il cavallo e aumenteremo il nostro bottino: è un lavoretto che sarebbe un peccato trascurare. che avevano trascorso la notte fra le rovine del tempio. E più spesso le accade Di attirare il bastone. ricuperò i suoi peli e li guardò balzar su. portate pazienza. ma temette i rimproveri di Tripitaka. Fagli mettere giù i bagagli. con il vostro cavallo bianco e quelle grandi sacche. Ora li fermeremo. tutto ciò che entra nel sacco passa per le mie mani e viene segnato nel mio registro. Scimmiotto urlò: "Maestro. le mani a mezz'aria. Non sapeva di comportarsi come la falena. "Non ti rendi conto che ti stai giocando la pelle? Sembri cieco: non vedi che non siamo dei signori? Sganciate il pedaggio. abbiamo dilapidato i nostri patrimoni in vino. incontriamo i malandrini sulla strada. Per fortuna li abbiamo incontrati e abbiamo ricuperato la refurtiva. Come mai non parlano?" "Maestro" rispose Scimmiotto." Il reverendo acconsentì." I sopraggiunti accerchiarono i pellegrini: "Bonzi del malanno! Avete la sfacciataggine di aggirarvi ancora da queste parti. fingendosi spaventato. Questi bonzi vengono da lontano e hanno passato molto tempo dai Kou: il loro bagaglio sarà ben fornito. "Scherzi di magia" spiegò Scimmiotto. dopo esservi dedicati alle vostre ruberie. brigante? Non ti muovi più?" L'uomo restava immoto e privo di parola. Non sapevamo che vostra eccellenza avesse poteri straordinari e che ci saremmo trovati ammanettati. e che se ne vadano pure. lo hanno abbattuto. un uomo così squisito?" "Ha messo troppo in mostra la sua squisitezza quando ci ha accompagnato: lo sfoggio di lusso ha risvegliato l'attenzione di questi marioli. Sabbioso lasciò cadere le sacche. Hai notato qualcuno Che è caduto nell'acqua E vuoi tirarlo su? Tu pensaci due volte. Anche i briganti che avevano saccheggiato la casa di Kou si erano incamminati verso l'ovest e avevano corso fino all'alba. Il moro che vedete l'ho ingaggiato perché s'intende di cavalli.

Noi cerchiamo solo di stare in pace con i vivi e con i morti. Scimmiotto. "Voi bruciate carta moneta. I figli batterono la fronte sul pavimento cantilenando: "Oh padre. sputa la grana. La moglie. batté la mano sulla bara e domandò: "Vecchio mio. Tripitaka soffriva il martirio e ripeteva: "Consapevole del Vuoto. ora che vi hanno preso" replicò il magistrato. Verso la quarta veglia. Domattina. verificò la refurtiva e la restituì alla famiglia Kou. Lui diceva: "Mamma. e faticavano a farsi versare la rendita. Si guardò intorno per orientarsi e prese il volo verso Diling e la strada dove abitavano i Kou. la gratitudine ci ha spinto a togliere la refurtiva ai briganti. Pensava: "Fra le prove imposte al maestro c'era evidentemente anche questa notte in prigione. mentre sua moglie pressava gli ingredienti. Lungo la via brillava una luce: si accostò e constatò che si trattava del laboratorio di un fabbricante di formaggio di soia. pieno di sigilli e di scritte di molti paesi. piangeva. stringevo il coltello. Osereste negare la presenza del bottino?" esclamò trionfante il magistrato. Qualunque affare intraprendesse. quando stai male. Esclamò: "Queste non sono cose da briganti! Per fortuna mi sono cadute in tempo sotto gli occhi.sentiva disorientato. "permettetemi di dichiarare quanto segue: l'umile monaco che vedete non è un bandito e non si è certo permesso una simile impostura." "Signori ufficiali" gridò Scimmiotto. finché si ruppe con uno schiocco. ma gli è mancata la lunga vita." "Siete abili a invocare la gratitudine. rubavo e uccidevo.' Queste calunnie hanno precipitato delle brave persone nelle torture. siamo stati arrestati e scambiati per i ladri. quando sua grandezza riprenderà il processo. E ordinò alle guardie: "Portate il cerchio per stringere la testa e applicatelo alla zucca pelata del capo banda. uno per uno. "Pretendete di venire dalle terre dell'Est e di andare nel Paradiso dell'Ovest a rendere omaggio al Buddha. ma se uno solo la prende. seduta su un cuscino. Gli altri non c'entrano. altrimenti avremmo rischiato di metterci nei pasticci. Da quando entrò in casa sua. ma in realtà non lo siamo. alla tua età ricordi ancora il mio soprannome da ragazza. Mentre lo facevamo. In una di quelle sacche troverete un abito orlato di broccato che vale mille pezzi d'oro. nemmeno i cani e le galline. Senza capire che cosa non funzionasse per il suo verso. Ormai era la quinta veglia. I carcerieri li vennero a frustare. Suo padre si chiamava Kou Ming. il rumore che facevano attirò l'attenzione del capo. "è inutile che vi affatichiate. Che bell'idea quell'accusa falsa! Ora gli innocenti sono chiusi in carcere per la querela presentata dai nostri figli. più coraggiosa. Ed ecco che i briganti lo hanno ucciso a calci. Lo prova il passaporto che troverete fra le nostre cose. Il feretro era stato collocato nella sala principale." La moglie batteva i denti. La vedova. un'altra il petto e una terza la testa." Tripitaka si sentì come una barchetta nell'oceano in burrasca.. "vi supplichiamo. Egli volò nella casa dei Kou. la mia missione è di restare in questa casa per un mese e di metterla sottosopra in modo che nessuno sopravviva. Vide un sacchetto di tela. non posso lasciargli subire le torture. Per i pellegrini fu anche questa una notte inquieta. la vecchia si prosternò: "Vecchio mio. i coscritti hanno catturato i malviventi. Il dio del carcere. Era una bella notte serena." E quando vide le guardie preparare la corda per stringere il cerchio dichiarò: "Vostro onore. i figli si prosternarono e non osarono muoversi da terra. Le truppe si presentarono al tribunale e annunciarono: "Eccellenza. Nel tempo ha accumulato una fortuna di centinaia di migliaia di sapeche. Il giudice era già sveglio. luna e stelle splendevano ancora. Da piccoli eravamo compagni di scuola. ma non ne poteva più e si dovette rassegnare: "Come vuoi. I quattro maestri della corte dei Tang si erano imbattuti nei briganti. Scimmiotto ha ucciso vostro padre. Aprite e prendetevelo." Chiamata con l'antico soprannome. gli altri non avranno niente." "Ma noi non abbiamo soldi. Quando ebbe vent'anni. alla residenza del magistrato. noncurante. Nella rapina contro i Kou io tenevo la torcia. Quali innocenti avrei rovinato con lingua velenosa?" "Non prendermi in giro!" urlò il Novizio. Era un uomo buono." La proposta fu una coltellata per il cuore di Tripitaka." "Vanno bene anche i vestiti. oh padre. avevano ricuperato la refurtiva e la stavano riportando qui per mostrarsi grati. Gli abiti di stoffa ordinaria non valevano gran che. se c'è qualcuno da mettere alla tortura sono io. quando giunse l'annuncio: "Sua signoria il Secondo Protettore Chen sta giungendo dalla capitale. Misero una corda nuova e ricominciarono a tirare: nuova rottura." Scimmiotto pensava: "Anche se il destino del maestro prescrive questa prova. che venne a vedere: "Che cos'è questo baccano?" Le guardie si inginocchiarono: "Stavamo battendo questi bonzi briganti di strada. "Il bottino testimonia contro di noi." Gli infelici furono spinti su letti di tortura. Scimmiotto si posò sulla bara e tossicchiò. "Che cosa aspetti per assumere la difesa?" "Che posso fare?" rispose Scimmiotto. Sabbioso saccheggiava oro e argento. e a riportarla al legittimo proprietario. È mai possibile che. Riconosceremo i nostri errori. Al momento il problema è tutto qui. ma si resero conto che quella cosa fosforescente avvolta nella carta oleata doveva costare un sacco di soldi. Altrimenti. Ma ora che la notte e la prova stanno per finire. Il padron di casa attendeva alla cottura al fornello. Perciò mi sono tenuto in disparte e mi sono astenuto da difese e da interventi magici. le quattro del mattino. che portavano offerte di riso. invece di godere i suoi meriti. Non toccate niente." Il tamburo dalla torre annunciò il cadere della notte. sarà bene che prepari ogni cosa per farlo uscire di qui al levar del giorno. come mai parli?" "Il re dell'inferno Yama mi ha fatto accompagnare qui dagli spettri perché dica una cosa: la mia vecchia Spingi L'Ago ha usato la sua lingua velenosa per rovinare gli innocenti. ritornate da dove venite e non fate del male a nessuno! Appena farà giorno. dove non troverete cani che vi abbàino. Consapevole del Vuoto. "Discepoli miei" si lamentava Tripitaka "come faremo?" Scimmiotto rideva: "Adesso venite al fresco: è un posticino tranquillo. con una lampada accesa. il signor Kou aveva fortuna e figli. Il re dell'inferno mi ha mandato qui sotto buona scorta fantasma per dirvi di farli liberare immediatamente. Preghiamo vostro onore di procedere a un attento esame dei fatti. come si vedeva ." Guardate che bravo: si rimpicciolì per liberarsi dalle cinghie che lo legavano al letto. me ne vado" disse Scimmiotto. "Come dice l'adagio: La vita è bella finché è sana. il tudi e la divinità delle mura e dei fossati sono corsi pieni di indignazione a informare Yama. Poi ordinò la comparizione di Tripitaka e dei suoi compagni. si procurarono una terza corda e stavano per ricominciare." "Vostro onore" rispose Tripitaka. A quel tempo non possedevano più di mille mu di terreno agricolo. perché non li avete assicurati alla giustizia? Ve lo impediva la vostra gratitudine? Come mai abbiamo trovato solo voi quattro? Ecco qua: la querela di Kou Liang fa appunto i vostri nomi. dove una cinghia serrava il ventre.. la ronda dei pompieri iniziò il suo giro. come faremo? Come faremo?" "Ci battono per spillarci un po' di soldi" fece notare Scimmiotto. stai per caso tornando in vita?" "No" rispose Scimmiotto imitando la voce del vecchio Kou. e loro ci hanno ceduto le loro sacche. Riprenderemo l'interrogatorio quando avrò ricevuto il mio superiore. correremo al tribunale e presenteremo l'istanza di scarcerazione." "Padre" supplicavano Kou Liang e suo fratello." Il magistrato li ricompensò della pena che si erano data. Draghi allacciati in squisiti ricami Ed orli di broccato con fenici. ma non vi trovarono nemmeno un graffio. Mentre si spingevano per guardare. "Consapevole del Vuoto!" gridò." I pellegrini furono chiusi in carcere. Proprio perché il signor Kou ci ha ospitato generosamente per quindici giorni. quel bonzo non c'entra. La sua fortuna fu di sposare la figlia di Zhang il Ricco. Esaminarono le pelle del cranio di Scimmiotto. Dategli il vostro kasâya. Le nuore corsero via spiritate agitando le braccia." "Proprio così. e prega vostra eccellenza di andargli incontro nei sobborghi." Il magistrato ordinò al capo della camera di giustizia: "Mettete in cella questi banditi e fate buona guardia." Tutta la famiglia corse ad ardere biglietti di carta moneta. candele e offerte di frutta. sapremo come regolarci. Aprirono l'involto e scoprirono Le lunghe file di perle brillanti Ed un tesoro di pagliuzze d'oro. si trasformò in un moscerino e fuggì da un interstizio fra le tegole del tetto. Per fortuna arrivate voi: aiutateci a dividere. Abbiamo trovato questa cosa che non sappiamo come utilizzare: romperla per dividere sarebbe un peccato. bastoncini d'incenso. Scimmiotto volò via e ritornò nel capoluogo. Le guardie si misero all'opera: incoronarono Scimmiotto e tirarono la corda. e sembra fondata. gli portava un buon guadagno. continuando a prosternarsi. "'Il monaco cinese reggeva il lume. avevo cinque anni più di lui. Che sfortuna! Aveva sessantaquattro anni e possedeva tutto ciò che serve per godersi la vita. oh padre. si preparava a mostrare le sue capacità. che avevamo incontrato sulla nostra strada." "Va bene." "Allora incominciate da lui" ordinò il magistrato. Porcellino incitava alla violenza. Poi gli somministreremo le verghe. ma in realtà questa non è che la copertura della vostra attività di briganti. suo padre morì e lui dovette assumere l'amministrazione del patrimonio. Vi divertirete. ma tenne duro e chiese: "Se sei morto. Il capo banda sono io." L'ufficiale esaminò il kasâya e il restante contenuto delle sacche." I carcerieri frugarono nelle sacche. Scimmiotto non udì più i gemiti dei compagni: si erano addormentati. la resa dei terreni migliorò e i crediti furono ricuperati. finalmente. che allora chiamavamo Spingi L'Ago: quello fu l'inizio della sua prosperità. abbia dovuto finire così? Che triste vicenda!" Scimmiotto non perse una parola. "Ma se vi siete imbattuti nei briganti. lo aprì e ne tolse il passaporto. A quarant'anni si è volto al bene e ha fatto voto di nutrire diecimila monaci. Entrarono i figli accompagnati dalle nuore.

" Naturalmente i funzionari credevano che Scimmiotto scherzasse. spaventati. caro zio." "Buona idea" acconsentì Scimmiotto. posso prolungare la sua vita terrestre di un ciclo di dodici anni. che ancora non si era lavato la faccia né pettinato." Il paggio abito-d'oro lo accompagnò nella sala. La persona che vedete è il direttore generale dell'inferno. esclamò: "Maestro. la montagna dei Diecimila Coltelli era spianata." Il signor Kou si profuse in . entrò dallo spiraglio che aveva utilizzato per uscire e si rimise a letto. ho un altro piede delle stesse dimensioni di quello che vedete. Non abbiamo mandato a prenderlo noi. e se qualcosa mancherà. schiaccerà noi e ridurrà in polvere la nostra città. Io torno fra poco. "Smetti di piangere. Ci ha ordinato di chiedere la liberazione degli innocenti. indossato l'abito da cerimonia e reggeva due bastoncini d'incenso accesi: "Sacra immagine del mio onorevole zio Qiang Qianyi. capeggiati dal sottoprefetto: "Vostro onore. "Ecco qui una madre di famiglia che fabbrica calunnie a danno della brava gente" disse Scimmiotto alla signora Kou. Ecco perché ci siamo ripresentati. i nostri bagagli sono finiti nelle mani dei carcerieri. Ha incontrato un paggio abito-d'oro al servizio di Dizang. salvatemi!" "Non so se vi rendete conto della situazione. gli chiesero quale fosse lo scopo della visita. dove. dopo le cortesie d'uso. Scimmiotto svolazzò all'aperto e ritornò a Diling. I fratelli li accolsero pieni di paura. Ma come hai potuto spingere la tua ignoranza fino a imprigionare dei santi monaci come se fossero dei briganti? Il tudi. il dio del carcere e quello delle mura e dei fossati se ne sono lamentati con il signore Yama. e tutti i presenti si avviarono verso la sottoprefettura e la casa dei Kou. state all'erta." Il magistrato. i funzionari si gettarono a terra: "Vostra eminente santità non dubiti: sottometteremo immediatamente il caso al magistrato." "Porterò la tua risposta al signore Yama. di un santo capace di ridar vita ai morti. Non appena furono distribuite le tavolette. Egli vi accusa di aver chiuso e malmenato nella vostra prigione un figlio del Buddha in cerca di scritture. per carità! Ci farete morire di paura!" Scimmiotto tornò a trasformarsi in moscerino. malgrado le cinghie. Dopo un po' ricomparve: aveva fatto la sua toilette. rispose: "Vi prego." E colse l'occasione: "Saggio nipote. Ma per riguardo a voi. che lo accoglievano giungendo le mani. Quando furono introdotti e presentarono l'istanza di scarcerazione dei detenuti. Questa volta tocca a me interrogarvi: avete idea di quale sia la pena per avere arrestato delle persone innocenti. Io sono venuto qui a riportarvi fra i vivi. Devi riesaminare il caso e liberare i monaci senza indugio. Vedrete: reclamerò la restituzione del cavallo e dei bagagli. il magistrato si irritò: "Ieri vi eravate querelati per il furto dei vostri beni. sotto pena delle peggiori disgrazie. Con una capriola il grande santo raggiunse il mondo delle tenebre ed entrò nella Sala della Rete della Foresta. un'aspettativa: ritornerete qui fra una dozzina d'anni. "nessuno mi prenderebbe sul serio. certo hai onorato i tuoi antenati esercitando la tua carica senza farti corrompere. sotto il Ponte Senza Appello i fantasmi ritornavano in vita. I dieci giudici accolsero il grande santo e. Tripitaka cercava di metter pace: "Discepoli. e ad accertare che non mancasse nulla. Non ho mai trascurato di offrirvi incenso mattina e sera. Perché oggi mi fate questo scherzo? Vi supplico di non terrorizzare la gente di casa con manifestazioni di rumori diabolici. i funzionari hanno ragione. Certi briganti vi hanno ucciso prendendovi a calci. Vogliate scusarci!" Chiesero quindi se in carcere avessero subito danni o perdite. Dizang. per carità. perché la vostra testimonianza è necessaria per mettere in chiaro le circostanze della vostra morte." Il magistrato accese altro incenso e molta carta moneta. finché il cadavere è ancora caldo e ci sono misteri da risolvere. li interrogheremo e stabiliremo chi dice di averci visto agire come briganti. Ma poiché i discepoli non sembravano disposti ad accontentarsi. dov'era riunita la famiglia in lutto. "Interrogherò il morto: saprà ben dirci chi l'ha ucciso. siamo caduti in un errore increscioso. "Se si accorgessero che chi parla è soltanto un moscerino" pensava il Novizio. tremando di spavento. non trascurare di bruciare carta moneta per me. Va da sé che tutti pregarono e bruciarono incenso. Spuntava l'alba." Scimmiotto si congedò per recarsi al Palazzo delle Nuvole Smeraldine. che l'ha accompagnato a visitare il suo padrone. e d'altronde il ritrovamento della refurtiva ci aveva indotto in errore. Poi farò una passeggiata sulla città e la pesterò ben bene. L'azzurro sopra l'edificio si coprì di un velo di nubi iridate: un soffio di buon augurio proteggeva l'anima primordiale. ritornate da dove venite. e il suo ospite rispose cortesemente: "Il destino di Kou Hong era di non superare in anni d'età il numero degli esagrammi(20). inchinandosi per ringraziare." Sabbioso issò a cavallo il reverendo in mezzo all'aula di giustizia. gliele darò io le botte!" Quando entrarono nell'aula del tribunale. fate compagnia al mio maestro. si addormentò. se non mi date retta lo abbasserò sulle vostre teste. ma è venuto da solo. il sottoprefetto e i funzionari di ogni ordine e grado andarono loro incontro: "Ieri non abbiamo potuto approfondire l'inchiesta per l'arrivo del nostro superiore. quando vide Scimmiotto. Quello si rifugiò spaventato in camera sua. e mise avanti un piede che bastava a riempire l'aula d'udienza. si inchinò e ripeté la propria versione dei fatti. livido di spavento. Porcellino si chiedeva inquieto quali nuove torture avrebbe portato la giornata. ciò ha fatto sensazione fra gli dèi dei tre mondi. grazie alla protezione della virtù dei suoi antenati. illuminava il dominio delle tenebre e splendeva dappertutto. Intanto il magistrato salì in cattedra. che mi ha fatto accompagnare qui. e aspettate invece di essere invitati a sedere al posto d'onore. Ma mio zio è morto cinque o sei anni fa." Tripitaka giunse le mani. il vostro filiale nipote Qiang Kunsan ricopre attualmente il posto di magistrato nella prefettura Terrazza di Bronzo. Scimmiotto espose il caso. e di finire la sua vita senza imbrattare le lenzuola del suo letto. I funzionari non sapevano come scusarsi: "Eravamo fuorviati. ascoltate: sono un dio ambulante. li farò liberare. Non inginocchiatevi. e griderebbero all'imbroglio. Senza avere idea di chi fosse il personaggio rappresentato. con la speranza che vostra eccellenza accolga la nostra istanza. come una celeste amnistia. I mille alberi-spade erano sconvolti. Perciò ha lasciato il mondo terrestre in quel modo. chiedendogli di ordinare la scarcerazione. Ma lui disse: "Signori." "Kou Hong è una persona perbene. Se tardiamo. Andremo dai Kou. fino a ridurla in cenere e polvere. Il pusa è tanto gentile da concedervi. e li mandò a prelevare. Porcellino e Sabbioso. "Nessuno ti toccherà: ho sistemato le cose. dov'era appeso alla parete un rotolo che rappresentava un mandarino a cavallo di un leardo pomellato con la sua scorta: un uomo che reggeva un parasole azzurro. e dovrebbe giacere in pace. non potete prendervela con loro." Il magistrato rifletteva: "Non è poi tanto strano che il fantasma di un morto ammazzato si mostri inquieto per qualche giorno. Ordinò subito al cancelliere della camera di giustizia di redigere un mandato di comparizione per i detenuti. un altro che recava una sedia pieghevole. e li condussero nella camera ardente. e ho ricevuto un incarico dall'Imperatore di Giada. ma figli del Buddha in cerca di scritture. Che cosa sta succedendo?" In quel momento entrarono in folla i funzionari di Diling. Piano con i piedi. "Funzionari. L'incarico che ho ricevuto è di ordinarvi di rimetterlo subito in libertà. Se volete saperne di più. i fratelli Kou corsero a inginocchiarsi con alte grida davanti alla porta. Viste le sue referenze. La cosa ha indignato le divinità locali." Terrorizzati. e non resterà gran che dei funzionari di questa misera sottoprefettura. facendole passare per briganti?" I funzionari. che gli ha permesso di superare gli esami nel gruppo dei primi laureati. il magistrato. "Stai tranquillo" gli disse ridendo Scimmiotto. Altrimenti sarai convocato all'inferno per chiarire come stanno le cose. Ora interrogherò tuo marito: provvederà lui a smentirti. questa volta volò sul tetto della prigione. Ho fatto arrestare i ladri e voi avete ricuperato la refurtiva.dalla luce che brillava nella sua camera. che si sono presentate a rapporto dal re Yama. Scimmiotto volò nella sala principale." Il magistrato ascoltava. mi era sembrato adatto per assumerlo come segretario generale del registro dei destini propizi. prosternandosi senza tregua. Come potete immaginare." Scimmiotto ridacchiava fra sé: "Dunque è la sacra immagine dell'onorevole zio. si affrettarono a far portare cavallo e bagagli. mentre gli assessori dei cinque orienti si prosternavano. Adesso ce li dovete restituire senza indugio. Dopo i saluti. dove chiese del pusa. guai in vista! L'Imperatore di Giada ci ha mandato un dio ambulante per esigere l'immediata liberazione di quelle brave persone che sono state incarcerate. la colpa dell'errore fu attribuita alla famiglia Kou. Che cosa significa questa istanza?" "Eccellenza" replicarono i ragazzi piangendo. mentre i funzionari si riunivano negli uffici della sottoprefettura. Infine la gente vide e comprese che si trattava di un immortale che cavalcava le nuvole. quello che nutriva monaci nella sottoprefettura di Diling? Fatemi il piacere di rintracciarla subito." E d'un balzo salì in cielo. si posò nel bel mezzo del ritratto e quando vide comparire il magistrato. Appena arriverò in tribunale. Lo facciamo chiamare. Quei bonzi non sono briganti. "questa notte l'anima di nostro padre si è manifestata per rimproverarci di aver fatto incarcerare ingiustamente il santo monaco. Da parte tua. Un raggio di luce divina. "Chi di voi ha aperto la pratica del fantasma di Kou Hong. diciamo. Scimmiotto si fece avanti con gli occhi sgranati per la collera e dichiarò con voce tonante: "Un tizio del tribunale si è impadronito del nostro cavallo bianco." Assunse quindi dimensioni gigantesche. Nella città delle vittime di malamorte i farfarelli si convertivano. così ripartirà con voi. vi prego. seminando il panico fra i giudici infernali. che ci stava riportando il bottino tolto ai briganti. diede un colpetto di tosse.

la terra Del Buddha si apre a loro. né casa che rifiutasse di nutrir monaci. angelica purpurea e frutti di immortalità che crescono un anno dopo l'altro. il Fondatore. santo monaco!" esclamò ridendo il grande immortale. Dopo alcuni li. non faceva che prosternarsi. Porcellino aprì la bara e Scimmiotto tolse l'anima dalla propria manica e la introdusse nel corpo. "Sei pratico di nuvole e di voli ad alta quota. osservate il fausto splendore di cinque colori in mezzo al cielo." Tripitaka si inchinò per congedarsi e riprese il cammino." Tripitaka si inchinò e pregò. È un elegante gentiluomo alato di straordinaria bellezza. COMPIUTA L'IMPRESA. ma egli si rifiutò fermamente. Poi i suoi paggi misero a scaldare l'acqua profumata perché il santo monaco potesse fare le sue abluzioni prima di presentarsi al Buddha. ascoltate il prossimo capitolo. fenici dai mille colori portano il messaggio della sera nella limpida brezza. Sconfitti tanti diavoli." "Sono confuso di avere abusato della vostra pazienza. Raggiunto l'obiettivo. Gli sramana Fanno lieta accoglienza. snelle colonne toccano le nubi. "Perciò li avevo fatti inseguire dalle guardie. Indossa un abito di broccato e agita uno scacciamosche di giada. maestri! Ero morto prematuramente. toccano la Via Lattea. Consapevole del Vuoto!" esclamò Tripitaka. Reca al gomito una tavoletta di immortalità e calza sandali d'oro." "Santo monaco" disse il grande immortale. "È strano: tante volte siete corso a prosternarvi davanti a Buddha finti e a false mete. Si è vestito per partecipare al banchetto dello Stagno di Diaspro. la persona che ci chiama è il grande immortale Testa d'Oro. Mentre si avvicinavano all'ingresso. Si infilò quindi quel vapore in una manica e lasciò l'inferno per ritornare nel mondo dei vivi. "Eccovi finalmente. Ce ne avete messo del tempo! Non speravo più di vedervi arrivare." Il grande immortale rise. ma i funzionari non accettarono e se ne tornarono al loro yamen. si trovarono in riva a un corso d'acqua molto . "siete ormai in terra benedetta e in vista della vostra meta: io vi lascio." "È vero: sono venuto qui più volte. siete proprio un figlio del Buddha." Tripitaka si fece avanti per salutare. e devo a voi se sono ritornato dall'inferno. Gialle gru recano l'annuncio dell'autunno che languisce. Se poi non sapete che cosa avvenne quando incontrarono il Buddha. quando partì per individuare il cercatore di scritture. si accorse dei funzionari che affollavano la sala e si prosternò anche a loro: "A che cosa è dovuta la vostra presenza nella mia umile dimora?" "I tuoi figli avevano accusato i santi monaci" spiegò il magistrato. cipressi millenari. Un bagno caldo è quello che ci vuole. Per la notte restarono ospiti del Tempio della Verità di Giada. verde smagliante dei pini dopo la pioggia. Tanti anni fa. Ma il magistrato magnanimamente risparmiò loro altre accuse. Perenne bellezza di fiori di primavera. Il proprio corpo imperituro. indicateci voi il cammino. e in breve si riprese tanto da balzar fuori e prosternarsi davanti ai quattro pellegrini: "Ah. Maestro e discepoli camminavano da sei o sette giorni. e un'inchiesta non abbastanza approfondita li ha fatti finire in carcere. Scimmiotto lo avvertì: "Maestro. e loro mi presero a calci fino a spedirmi all'altro mondo. a casa mia quella del mio defunto zio. CAPITOLO 98 UNA QUERELA PER FRODE E CONCUSSIONE OVE SCIMMIA E CAVALLO RAGGIUNGONO LA SAGGEZZA. circondato da mille vapori di buon augurio: quello è il picco degli Avvoltoi. Ho dovuto liberarli subito. Dov'è la gioia assoluta. C'è ancora strada da fare. nella sottoprefettura un dio ambulante. Ampie finestre si spalancano sullo spazio. ogni viaggiatore che attraversava la foresta recitava sutra." Tutta la gente di casa. I pellegrini trascorsero finalmente una notte tranquilla nella casa. un giovane ritto presso la porta gridò loro: "Sareste per caso quella gente dell'Est in cerca di scritture?" Il reverendo si aggiustò la tonaca e lo osservò. Ma la notte scorsa è successo un pandemonio: qui si è manifestata la tua anima. che li trovarono carichi della refurtiva perché. e in questo modo perdete tempo. ESCONO DAL GUSCIO E. e faceva scoppiare il cavallo. pini antichi. Altrimenti farete come nel detto: frustava quando il monte era lontano. L'accompagnamento della folla di amici e parenti. Subito il morto respirò. I sacri palazzi sono arche preziose. Il grande santo guidava il monaco cinese e i suoi compagni su per la montagna. Il santo monaco non riconosce questo abitante del Monte degli Avvoltoi. "Ieri eravate a brandelli. Non so come ringraziarvi dell'alta benevolenza che mi concedete: sono proprio commosso" rispose Tripitaka giungendo le mani. dalla quale i sutra si diramano in tutto l'universo. Ogni viandante sulla strada che correva ai piedi delle montagne praticava la pietà. che vi fornirà ogni particolare. Il Cielo non abbandona L'uomo dabbene. L'indomani Tripitaka indossò il suo kasâya con gli orli di broccato e il cappello alla Vairocana. Come ogni abitante di quel luogo meraviglioso. Figuriamoci se c'entravano i quattro pellegrini!" E chiamò sua moglie: "Tu sapevi! Come hai osato presentare una falsa accusa? Ora sua eccellenza ti metterà sotto processo. ma l'immortale gli disse: "Aspettate che vi mostro la strada. ma oggi siete fresco ed elegante. Non si usciva dalla porta principale del tempio taoista per riprendere la strada maestra. I malvagi Non possono farci nulla. I ladri erano una trentina di briganti. benché lo abbia già incontrato come grande immortale Testa d'Oro." Tripitaka lo salutò rispettosamente e voleva andarsene. Quando maestro e discepoli ebbero completato le abluzioni." "Sono pratico del posto" intervenne Scimmiotto. con stendardi e baldacchini." "Eccellenza" rispose il signor Kou restando in ginocchio. si potrebbe cogliere una cometa tendendo la mano. Da lì si vedeva la montagna. dovete muovervi per via di terra. erba di diaspro. Proseguon con fermo passo Nella cerca del Beato. "Lo credo che sono belli!" rispose Scimmiotto. Superate le pene ed i travagli Per rinnovarsi dentro i tre rifugi. che abita il Tempio della Verità di Giada ai piedi del Monte degli Avvoltoi." Mentre li ringraziava calorosamente. Per sbaglio sono stati arrestati. Qui è la sala autentica in cui si discute la Via. Scimmiotto ringraziò il direttore e soffiò sul fantasma trasformandolo in vapore. la terra santa del Buddha. "Devo dire che Guanyin mi aveva imbrogliato. E ora che siete arrivato. vecchi e giovani. ma si attraversava la sala centrale e si imbucava una porticina sul retro. e il suo scacciamosche scuote polvere santa. unito il vero Del Cielo alla natura personale. quando li vidi frugare la mia casa non potei resistere all'impulso di cercare di farli ragionare. "Guarda che bei posti. basta guardarvi. ma sempre in volo. tutti ammirano il volo dell'uccello scarlatto. Sulla loro strada non incontravano famiglia che non fosse volta al bene. Il grande immortale fece loro strada nel suo tempio e fece servire il tè e una colazione. puntando il frustino verso gli edifici. Kou Hong ordinò di preparare un grande banchetto per ringraziarlo. quando scorsero file di alte torri e di superbi padiglioni. Si slanciano di cento piedi verso il cielo. impugnò il bastone da pellegrino e andò a prendere congedo dal grande immortale. non scendete nemmeno da cavallo. con brevi riposi notturni e partenze allo spuntar dell'alba. impeccabile. si erano imbattuti nei ladri. Certo al mio maestro piacerebbe non aggravare il ritardo. ed era diversa dalle altre: si vedevano solo fiori preziosi. prese per mano Tripitaka e guidò Candana verso la porta della Legge. dove una nuvola lo portò in breve alla casa dei Kou. Se non vi disturba troppo. Ora si nettano Da ogni lordura e trovano. mi raccontò che sarebbe arrivato da queste parti in capo a due o tre anni. CONTEMPLANO IL BEATO.prosternazioni. si ripeté con lo stesso fasto della volta precedente. Come lo spiegate?" Tripitaka restò a bocca aperta e smontò precipitosamente. "Maestro" osservò ridendo Scimmiotto. che l'immortale indicò: "Santo monaco. "avete fatto davvero un grave torto a questi santi monaci. cadeva la sera. per caso. costruite di perle e di gioielli. e loro sono venuti a risuscitarti. Al Monte degli Avvoltoi. La terra del Buddha era ormai prossima. ma il santo monaco non ci può ancora salire. l'avevano ricuperata e volevano restituirla. Dalla loro cima bisogna abbassare il capo per vedere il sole al tramonto. gode di vita eterna: la sua longevità lo eleva al disopra del mondo di polvere. e il giorno dopo Kou Hong ritornò a battere il chiodo di nutrir monaci e a insistere perché Tripitaka rimanesse suo ospite. "non continuate a inchinarvi.

con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. Sommità nelle nubi. E vede infine adempiuto il suo voto. essi divengono Buddha. in questi paraggi? Per diventare un buddha. Guardate bene: quel morto siete voi. Quando si volsero a ringraziare il battelliere. Tripitaka scese a terra con un balzo leggero. maestro. ma il barcaiolo lo ripescò e lo fece salire dritto sul bordo. il rematore vogava a bratto e gridava: "Traghetto! Traghetto!" Quando la barca fu vicina. le loro danze sono uno spettacolo raro. "Avete avuto bisogno della nostra protezione per stabilire la dottrina e ottenere la gioia di sfuggire al retaggio mortale. si rese conto che il barcaiolo era il buddha Accogli e Passa. "Coraggio! Venite anche voi!" Tripitaka fece un gesto di diniego con la mano. traversa mille kalpa E sa condurre all'Uno. vi andiamo ad annunciare. Dormendo con un sasso per guanciale E ripartendo all'alba. color oro bruciato. Sabbioso dovette intervenire per separarli. Nel boschetto. "Vedete che c'è un ponte laggiù? Per ottenere il giusto frutto. Mentre si disponevano in fila. i bambù. In quel momento Tripitaka gridò: "Smettete di litigare. si rotolavano. che tirava il cavallo e portava i bagagli. barcaiolo!" La barca toccò la riva e Tripitaka chiese: "Come fai a trasportare gente su questa vecchia barca sfondata?" "La mia barca" rispose il buddha." In effetti si vedeva una barca che risaliva il fiume. A est come a ovest si vedono palazzi squisiti e arche di perle. il cavallo e i bagagli: tutti in precario equilibrio sul bordo della barca. bhiksu e bhiksuni. Arriva il traghetto. e si limitò a gridare: "Da questa parte. Anitre mandarine sono posate sulle tegole d'oro. le gru. Sostavano alla terza porta i divini monaci del Servizio delle Offerte." Il reverendo seguiva il Novizio e si sentiva inebriato. naturalmente mise ogni impegno a osservare l'etichetta e il cerimoniale. Andate prima da Sâkyamuni. vieni!" Porcellino si gettò per terra e gemette: "Non mi fido! Scusami tanto. che nello stesso modo la trasmisero a quelli della terza. da un ufficio all'altro. per ordine e . Il reverendo si inchinava a upâsaka. Cerchiamo un'altra strada." Uno dei vajrapani si incaricò di trasmettere la notizia ai quattro grandi portatori di folgore della seconda porta. i tremila rivelatori. Ma non lo diede a vedere. La barca è sicura." "Fratello. rivolti al Buddha. Ma è grazie a voi che siamo stati liberati e abbiamo trovato il cammino che porta al giusto frutto. Porcellino e Sabbioso si mordevano le dita: "È una parola! Troppo rischioso!" Scimmiotto riattraversò il ponte e tirò Porcellino per il braccio: "Dài. Non è colpa mia. lavati da terrestre polvere. Nella loro passeggiata attraverso la foresta di pini e il boschetto di verdi cipressi." "Che zelo! Che piega schiena indefesso!" sghignazzava Scimmiotto. Dall'anno in cui lasciò la sua città Per adempier l'incarico. Scimmiotto spiegò chi era. Così stretto E scivoloso. quattro grandi vajrapani li fermarono e chiesero: "Il santo monaco è fra voi?" "Ecco il vostro discepolo Xuanzang" rispose inchinandosi Tripitaka." "Chi te la dà l'autorizzazione a cavalcare vento e nuvole. Il Beato lo esaminò e lo restituì a Tripitaka. che siamo compagni di viaggio" disse Scimmiotto. i quattro vajrapani. gibboni immortali balzano di ramo in ramo in cerca di frutti. Come si possono attraversare acque così agitate senza un'imbarcazione?" "La direzione è giusta" rispose ridendo Scimmiotto. Presto giunsero in vista del Monastero del Colpo di Tuono. "Naviga da millenni." Scimmiotto giunse le mani per ringraziare: "Vi sono grato di essere venuto a traghettare il mio maestro. spingevano. radici che scendono a congiungersi alla catena del Sumeru: file di picchi aguzzi." Tiravano. intanto. e decorate con agate. Sulla rupe crescono splendidi fiori ed erba di diaspro. Battello senza fondo Non galleggia sul mare. rinuncio a diventare buddha. Le bianche gru appollaiate sui pini sembrano di giada. È più sicuro Camminar sulle nubi. Una luce iridata splende sulla sala Devarâja. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka allarmato. dove si tenne scuotendo il vestito bagnato e imprecando contro Scimmiotto. contro vento e marea Ed è sicura e stabile in ogni avversità. Il buddha prese il largo e spinse l'imbarcazione con forza e dolcezza. dalla corrente turbinosa. e poi faremo conoscenza. Il barcaiolo si congratulò. la Legge che consente di giungere all'altra riva. maestro e discepoli incontrarono diversi pii laici e uomini dabbene. non è praticabile Dai comuni mortali. Confrontateli con i luoghi di fantasmagoria diabolica che abbiamo attraversato. "Ma è impraticabile! Come si fa a camminare su quel legno così stretto e scivoloso. un alone purpureo circonda l'edificio Protezione della Legge. tanto che stavano per venire alle mani. Il reverendo rabbrividì. uno dei quali si recò nella Sala del Grande Eroe ad avvertire il Buddha Sâkyamuni in persona. e presentarono il passaporto. il decreto d'oro di convocazione del santo monaco passava da una sezione all'altra. saltò sul ponte e corse fino all'altra sponda senza un attimo di esitazione. "Il vostro discepolo Xuanzang. e Tripitaka finalmente comprese e volle ringraziare i suoi discepoli. Le pareti sono coperte di colori e disegni. Il sentiero serpeggiante è bordato di angelica purpurea e di orchidee profumate.largo. il Beato. "Siete proprio voi!" esclamò Sabbioso battendo le mani. bisogna passare di là. Ripresero allegri la salita della montagna: i loro corpi erano agili e lievi. Libera da ogni polvere. I fiori di utpala spandono profumo ai piedi del magnifico stupa. ma questo è ben diverso E si può caricare di ogni essere vivente. si accorsero con stupore che era priva di fondo. "Non perdiamo tempo in formalità fra noi. Da vicino non è che un tronco viscido Sopra le acque in tumulto. i cinquecento arhat. Maestro. viene in cerca delle scritture. È proprio questo che si intende per 'vasta sapienza'. All'ingresso del monastero. lunghissimo tronco d'albero: Ponte di giada gettato sul vuoto. Scimmiotto. Fenici dai colori brillanti volano a coppie e cantano al sole. Guardate che spettacolo questi fiori. salite a bordo. liberata Dal corpo è tutta gioia e tutto amore. bestione. Dopo tre giri di saluti. santo monaco. Che cosa è bello. gli abeti. i prati. "il grande immortale non avrà sbagliato? Non possiamo essere sulla buona strada. intorno non si vedeva traccia umana. La corrente portava verso di loro un cadavere umano. i cervi." Il reverendo esitava." Il Buddha si rallegrò e fece convocare gli otto pusa. non sono capace. ma un semplice. upâsikâ. È una terra più bella del paradiso." "Invece la strada giusta è proprio questa" ripeteva ridendo il Novizio. detto anche Buddha del Sacro Stendardo. che cosa è brutto? Che cosa è buono. caos di rocce dalle forme bizzarre. che cosa è cattivo?" Tripitaka non rinunciò ai suoi inchini e genuflessioni. se sai farlo! A Tripitaka veniva il batticuore: "Consapevole del Vuoto. gli undici grandi luminari e i diciotto difensori. devi attraversare quel ponte. che rispondevano al saluto giungendo le mani e gridavano: "Reverendo. ma Scimmiotto lo tirò per il braccio. "Aspettate almeno di arrivare dal padron di casa. un essere umano non può passare quel ponte. lunghe prospettive di torri e padiglioni preziosi. Il quale." "È vero!" gridò Porcellino. Il suo pensiero Ha dedicato solo al giusto frutto. e le splendide fenici. Completata l'impresa. "Aspettate qui. non videro più né lui né la barca senza fondo. Quando raggiunsero l'altra riva. preferisco salire su una nuvola. A nord come a sud. Nemmeno mille kalpa consentirebbero di giungere alla gran sala della Legge. si inginocchiarono in posizione lunga. il Supremamente Onorato: "Il santo monaco della corte dei Tang è giunto al monastero. aiutava a imbarcare i condiscepoli. il Novizio rise e gli disse: "Non abbiate paura. L'anima primitiva. non dovete rendere omaggio a noi. sopra una distesa d'acque così ampia e tumultuosa?" "Guardate me!" Il grande santo prese la rincorsa." Il reverendo si avvicinò e vide un cartello con tre caratteri: Passerella Tocca Nuvole Non era un ponte. Si gridava: "Si faccia entrare il santo monaco!" Il monaco cinese entrò in compagnia di Scimmiotto. Porcellino e Sabbioso. ha passato Tremila fiumi e diecimila monti. Il maestro non sapeva dove mettere i piedi e finì per cascare nell'acqua. I quattro pellegrini si prosternarono al Buddha e poi si rivolsero a destra e a sinistra per salutare gli astanti. Ogni destino si compie là dove non giunge la polvere del mondo.

che caricarono sul cavallo. Imploro dal nostro patriarca. ne fate di tutti i colori. "Io ho tre panieri di sutra che potrebbero liberarvi dalle sofferenze e dalle calamità. Al bene non ci pensate. frutta e piatti di mille sapori squisiti. Confucio si è provato a stabilire la dottrina della bontà. Attraversato il grande portale. 1000 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. Uno strano profumo riempie l'universo. Ma di colpo una mano scese dal cielo. maltrattate le bestie. rubate sui pesi e sulle misure. Ma non c'è verso: siete tanto ciechi e stupidi. mentre il puro soffio del vento sale al firmamento. Il gibbone nero resta a mani vuote." A vedere che si facevano tanto pregare." Porcellino e Sabbioso intervennero per rabbonire Scimmiotto. pagate il debito fornendo la vostra carne come cibo ai vostri simili. Luci e splendori abbagliano la vista. Eroe Bianco si vide sul punto di essere raggiunto e. mi farebbe decapitare. accumulate tanti crimini che finite per precipitare all'inferno. Vi regnavano luce iridata e vapori di buon augurio." Il Beato aprì allora la sua bocca piena di commiserazione. maestro! È un foglio bianco!" Scimmiotto e Porcellino si provarono a svolgerne altri. quello dei trattati. esclamò: "Discepoli. La fenice rinuncia a volare. ma i vostri sono troppo stupidi e limitati. Kâsyapa. che se ne stava zitto in un angolo. 200 rotoli Mahâmayûri sûtra. pietà. siete dissoluti e sregolati." "Il vostro discepolo viene da tanto lontano. 100 rotoli Saddharma sâstra sûtra. A voi personalmente. se gli portassi questa roba. È il segno eterno di una immensa grazia." "Maestro" disse Scimmiotto. i sovrani che si sono succeduti hanno fatto quanto potevano per il vostro bene: deportazioni. i due onorevoli condussero i quattro pellegrini ai piedi della torre. 748 rotoli Pusa sûtra. mentre Eroe Bianco andò a presentare rapporto al buddha del Passato." "Chi è di servizio oggi?" chiese. i riti e la saggezza. 100 rotoli Kosa-sâstra sûtra. 1110 rotoli Vimalakîrti sûtra. ammazzate. Degli altri fecero quattro involti. Ridacchiò fra sé e si disse: "Questi tapini non si rendono conto che hanno fatto un viaggio tanto lungo per farsi regalare sutra non scritti. i cervi bianchi si rifugiano negli anfratti. Il suono delle campane viene rapito a tremila leghe di distanza. 220 rotoli Sâstra del Paradiso occidenta. 300 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. 800 rotoli Pañca-nâga sûtra. Si rovesciano i bambù smeraldo. Prendetevi i vostri sutra. Si spezzano i rami dei pini. 1021 rotoli Âkâsagarbha sûtra. In breve Scimmiotto e Porcellino ritornarono verso il maestro con i sutra ricuperati. lasciateli perdere. schiacciati. 116 rotoli Mahâsamghâta sûtra. che parla della terra. e tutti insieme presero in consegna i rotoli. "Voi capite che. 157 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. "Non abbiamo proprio fortuna. Che al godimento aggiungon lunga vita." Eroe Bianco montò a cavallo di un temporale e si slanciò giù per la montagna. Si fece avanti Eroe Bianco. 130 rotoli Makara sûtra. "Ecco il perché dell'inferno Forno Senza Perdono. 170 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. infilandone quanti potevano nelle sacche. "Non penserai di mettere a soqquadro un paradiso dopo l'altro. "Poveri orientali che siamo!" concluse il reverendo. strappò i sutra dal dorso del cavallo e se li portò via. Negli scaffali si vedevano cofani. 100 rotoli Y oga sûtra. per timore di quella sbarra che avrebbe potuto rompergli il collo. Si accorsero di aver fatto soltanto provvista di carta per scrivere. 90 rotoli Mahâprajñâ sûtra. presa nel turbine di vento. 200 rotoli Ânanda e Kâsyapa mostrarono i titoli e chiesero: "Santo monaco. ignorano il senso profondo dei nostri insegnamenti. che avete fatto tanta strada per arrivare fin qui. i diavoli ci perseguitano persino in questo mondo della gioia assoluta!" Sabbioso prese un sutra e lo srotolò: la pagina era bianca come neve. bhiksuni. Scimmiotto si irritò: "Maestro. è venuto su questa remota montagna sacra per sollecitare il dono delle autentiche scritture. Lo tese a Tripitaka: "Guardate. la gru. prima di rinascere da bestie che siete. indispettiti perché non pagavamo la stecca. una meraviglia da vedere. denigrano la parola della verità. La strada è stata lunga e faticosa. strappa draghi e pesci dai loro rifugi. Non onorate certo gli insegnamenti del Buddha. A che cosa serve riportare a casa questi rotoli non scritti? Non oserò nemmeno farmi vedere dall'imperatore. che parla del cielo. su cui etichette rosse recavano i titoli in calligrafia regolare: Nirvâna sûtra. Che vento! Un valoroso alla corte del Buddha non è un qualsiasi dio del vento: sarebbe come paragonare il potente grido di un immortale con gli strilli di una ragazzina. egli aveva capito benissimo che Ânanda e Kâsyapa avevano imbrogliato i pellegrini. giustizia o bontà: avete il cuore e lo spirito ottenebrati. E lì subite ogni specie di tortura: pestati. e il buddha del Passato gli diede queste istruzioni: "Raggiungi il monaco cinese a tutta velocità e vedi di sottrargli quei rotoli bianchi. Sono il paniere della Legge. con le lacrime agli occhi. Mai troveresti in terra queste cose. 120 rotoli Buddhacarita sûtra. Scimmiotto rinunciò all'inseguimento per rincorrere i rotoli di sutra dispersi dal vento. strappò le sacche e ne disperse il contenuto nella polvere. Non ne caveranno niente. e senza fare tante storie. 50 rotoli Sutra della determinazione. 130 rotoli Sâmghika sûtra. ma regnano l'ingordigia e gli istinti sanguinari. con gran dispiegamento di potenza divina. scrocconi e bugiardi. Bisogna sapere che la consegna dei sutra era stata osservata di nascosto dal buddha del Passato Dîpamkara. 400 rotoli Sûrangama sûtra. 140 rotoli Ratnagarbha sûtra. e dategliela perché la diffondano nelle terre dell'Est. 350 rotoli Saddharma-pundarika sûtra. "Apriteli tutti!" gridò Tripitaka. che cosa ci offrite di bello? Pagate qualcosa. Astronomia e geografia. Il clima è buono. In tutto sono trentacinque opere in quindicimila centoquarantaquattro rotoli. upâsaka e upasîkâ. Si suonano divine melodie. Il posto era pieno di oggetti rari e preziosi. legati alle estremità di pertiche. consegnando loro dei rotoli senza alcuna traccia di scrittura. Contengono il cammino della verità. Tripitaka urlò di spavento e si colpì il petto. e le loro fatiche saranno state inutili. che esprimeva la compassione del suo cuore. al fine di assicurare la salvezza dei viventi. 1950 rotoli Mahâyânastraddhotpâda sâstra sûtra. Nelle vostre vite con le corna e la coda. 850 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. se diamo i sutra gratis. dove siete condannati senza speranza di remissione. 270 rotoli Vajracchedika sûtra. Non rispettate né i tre luminari né i cinque cereali. volano via i fiori di utpala. Ma valeva la pena di percorrerla. che non vi è limite alla vostra licenza e indisciplina. 916 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. 1280 rotoli Sutra del Padiglione Originale. i nostri discendenti moriranno di fame. "è chiaro: quei due onorevoli malandrini. Il temporale solleva mari e fiumi. che non ha potuto preparare niente. il Buddha. genti e animali. 32 rotoli Pusa-cârya sûtra. il fagiano lancia strida disperate. 100 rotoli Sutra della sacra permanenza. Chi ne ricavò il maggior piacere fu Porcellino.volontà dell'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. . e non può presentare la sua offerta di frutti." Secondo le direttive ricevute. la salmodia dei sutra sorvola i profondi abissi. 110 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. e vi daremo lo scritture. prendete qualche rotolo di ciascuna delle trentacinque opere dei miei tre panieri. Andrò io dal Buddha a mettere le cose in chiaro: dovrà darmi le scritture con le sue mani. 1800 rotoli Sutra della Sacra Autorità. La voce melodiosa della fenice rossa arrochisce. Poi aprite il padiglione. Il gusto insegue sapori squisiti. Gli onorevoli fecero loro compagnia e alla fine aprirono la porta del padiglione. 220 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. salutando buddha e pusa. congedandosi da bhiksu. Maestro e discepoli resero grazie al Buddha e si dedicarono allegramente alla lauta colazione. Gli dèi del Servizio delle Offerte servirono tè. perché ritorni qui a chiederne altri su cui sia scritto qualcosa. i teneri getti dell'erba di diaspro sono trascinati qua e là lungo la strada. che saziava lo smisurato appetito con quei cibi capaci di trasmutare carne e ossa mortali. "Ânanda. 45 rotoli Avatamsaka sûtra. impiccagioni. la strada che porta al bene. accompagnateli sotto la torre sacra e fategli servire la colazione. usi e costumi: non c'è nulla nei quattro continenti dell'universo che non sia menzionato là dentro. e non rompete le scatole. Poi ritornarono davanti al trono a ringraziare il Buddha e se ne andarono verso l'uscita. mentre Porcellino tentava un vano inseguimento e rotolava per terra. freme il loto d'oro. e quello dei sutra per la liberazione dei fantasmi. sconosciuti in questo basso mondo. Scimmiotto montò in cielo e Sabbioso rimase a guardia di quello che restava. la terra fertile e la popolazione numerosa." "Fermo!" si spaventò Ânanda. e disse: "Queste terre dell'Est non sono altro che quelle del continente meridionale. i fiori rari scolorano. con lo stesso risultato. egli. che Porcellino e Sabbioso portarono a due a due. senza segno di scrittura. darei volentieri tutta la collezione. questa grazia che mi permetterà di ritornare al mio paese. la giustizia. Il reverendo avvertì quel turbine di vento profumato e non se ne diede pensiero. stritolati. Niente lealtà. 500 rotoli Sutra in omaggio del Beato. Ai piedi della rupe. decapitazioni." "Bell'affare!" sogghignarono gli onorevoli. armi e utensili. perché lo intese come una manifestazione di buon augurio. smarrisce la strada del suo nido. discesero quindi la montagna verso la strada maestra.

Io li ho rimproverati di aver chiesto poco. discepoli" diceva Tripitaka. 40 rotoli Ratnagarbha sûtra. Ma il buddha del Passato l'ha aiutato E ogni cosa alla fine si è aggiustata. Questa ciotola mi è stata donata dal mio sovrano per mendicare il cibo lungo la strada. Il Beato si rivolse a Tripitaka." Ânanda si limitò ad abbozzare un sorrisetto e incamerò la ciotola. scortavano il monaco cinese sulla strada del ritorno. Ripeté il cerimoniale del triplice omaggio a Buddha il Patriarca. i sagrestani che raccoglievano le offerte e gli arhat che sorvegliavano la biblioteca sghignazzavano. gli otto vajrapani. 30 rotoli Sâmghika sûtra. 60 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. come i santi monaci. grotta. 10 rotoli Kosa-sâstra sûtra. 30 rotoli Makara sûtra." Tripitaka si prosternò per manifestare a un tempo la propria gratitudine. Ora non avrete idea di come furono diffuse le scritture riportate nell'Est: ascoltate il seguito! CAPITOLO 99 L'OTTANTUNESIMA PROVA OVE I DIAVOLI SONO ELIMINATI DALLA COMPIUTEZZA DEL NUMERO NOVE VOLTE NOVE. 90 rotoli Sutra della Sacra Autorità. vi avrebbero dato dei sutra scritti. Quanto a Tripitaka. tutto allegro. e il vostro decreto che ci concedeva le scritture. 30 rotoli Mahâprajñâ sûtra. un canone buddista completo. È per voi stupidelli che bisogna mettere ogni cosa nero su bianco. Poco tempo fa. 81 rotoli Sutra in omaggio del Beato. Esecuzione immediata!" I vajrapani si misero subito all'inseguimento e. 170 rotoli Sâstra del Paradiso occidentale. 116 rotoli Buddhacarita sûtra. Vi prego però di darmi questa volta fogli scritti. santi monaci?" Tripitaka chinava il capo e ringraziava. 10 rotoli Y oga sûtra. non resta che volare. si aggiustò il cappello alla Vairocana. Adesso ritorniamo dal Buddha e gli presentiamo una bella denuncia per frode e concussione. Benché siano lo specchio dei nostri insegnamenti. Quelli che avevano diritto a sedere erano pregati di prender posto sui rispettivi troni. 1638 rotoli Mahâyâna-straddhotpâda sâstra sûtra. Ânanda e Kâsyapa ci hanno chiesto la mancia. In mancanza di meglio. gli altri." "Non gridare!" gli disse il Buddha ridendo. santi monaci e bhiksu sono scesi nel paese di Srâvastî. 20 rotoli Pañca-nâga sûtra. E LA REALIZZAZIONE DELLA TRIPLICITÀ RICONDUCE LA VIA ALLE SUE RADICI. Dal momento che non avevamo soldi. "I meriti di queste scritture" spiegò. 42 rotoli Vajracchedika sûtra. perché anche quelle che vi hanno dato sono scritture autentiche: le scritture senza parola sono buone quanto le altre. gli onorevoli maggiori e minori di ciascun cielo. gridarono: "Ehi. che pregherò di ricompensarvi generosamente. ricevette le scritture in tutta sincerità e rispetto e se andò. 20 rotoli Sûrangama sûtra. Del resto le scritture sono cose importanti: è naturale che per ottenerle si debba pagare. raggiunto il monaco cinese. a rischio di lasciare nel bisogno i loro figli e discendenti. 10 rotoli Mahâmayûri sûtra. venivano disposti in fila ai lati. salutando tutti quanti al passaggio delle tre porte. Prima non si era accorto dell'inganno. Il Beato dichiarò chiusa la seduta. Oso sperare che a quel punto permetterete alla vostra discepola di considerare conclusa la sua missione e di restituirvi l'ordine scritto in lettere d'oro. scegliete qualche rotolo con parole scritte di ciascuna opera autentica. "che non ci freghino come l'altra volta!" Man mano che i rotoli venivano consegnati. qualcosa di scritto si vedeva. abbiamo scelto 5048 rotoli che abbiamo consegnato al santo monaco perché li porti nelle terre dell'Est. In quel momento la pusa Guanyin fece un passo avanti. 20 rotoli Pusa-cârya sûtra. il prezzo che hanno chiesto è stato di trentatré pinte di polvere d'oro. cioè 5040 giorni: solo otto in meno del numero dei rotoli del canone. terra benedetta e montagna sacra. si sono messi d'accordo per imbrogliarci. Ve la offro per dimostrare la mia gratitudine. 200 rotoli "Fra tutte le trentacinque opere del magazzino. Esse contengono l'ineffabile mistero della Via degli immortali. Ora tocca a voi mettere ordine in questo casino. ma si guardò bene dal mollare l'osso." "Abbiamo affidato al monaco cinese i seguenti testi: Nirvâna sûtra. 50 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. 30 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. e poi riportatelo qui. Ne ricevettero 5048. Tutto è stato verificato. tutti si inchinarono al Beato. si completerebbe precisamente lo stesso numero. Guai aprire un rotolo senza essersi lavate le mani! Trattatele come grandi tesori. Mentre gli otto vajrapani. Di certo Natura illuminata diventa buddhità." E chiamò Ânanda e Kâsyapa: "Svelti. bhiksuni e upâsikâ. ormai forte e leggero. 60 rotoli Mahâsamghâta sûtra. 550 rotoli Vimalakîrti sûtra. 1 rotolo Saddharma sâstra sûtra. Si capisce che. impugnò il suo bastone da pellegrino. andò a ripresentarsi al Beato Buddha. Dolce sapor di autentiche scritture Che Buddha scrisse con tanta sapienza! Ma è ridicolo chiedere quattrini Al monaco. i tremila rivelatori. Si udì una musica celeste e lo spazio si riempì di sbuffi e lampi di buon augurio. Accordato" rispose il Buddha. 110 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. 400 rotoli Pusa sûtra. senza trascurarne alcuna. i cinquecento arhat. e ad alzarsi sopra le nuvole. caricandoci di semplici fogli bianchi. si assestò il kasâya e. cercatori di sutra! Da questa parte!" Tripitaka. "Si va tutti in tribunale!" In fretta e furia i quattro pellegrini risalirono ansimando la montagna. sono trascorsi quattordici anni. Tutto deve essere completato entro otto giorni." I due onorevoli ricondussero i pellegrini al padiglione." E i quattro giunsero le mani e si prosternarono davanti al trono. 20 rotoli Avatamsaka sûtra." "Ma certo!" gridò Porcellino. 40 rotoli Sutra della determinazione. Scimmiotto si mise a gridare: "Buddha! Dopo tutte le prove che avevamo superato per venire a rendervi omaggio.si sono vendicati così. Le guardie della torre. I pellegrini non attendono altro che di esprimervi la loro gratitudine. Ânanda e Kâsyapa guidarono il monaco cinese davanti al Beato. esse costituiscono in realtà la fonte delle tre dottrine. abbiatele care. Ma non potete dire che vi abbiano imbrogliato. gli ottocento bhiksu e la folla di upâsaka. dall'alto del trono di loto. Quando arriverete nel vostro continente meridionale e le mostrerete alla gente. ma quando furono sul posto ripeterono la richiesta di un regalo. si facevano segni d'intesa. ordinò ai due eminenti arhat Abbatti Draghi e Doma Tigri di battere le pietre di nuvole per chiamare a parlamento i tremila buddha. si presentarono alla pusa Guanyin i rivelatori . 14 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. 30 rotoli Sutra della sacra permanenza. per trovare qualcuno che fosse in grado di condurre a termine questa incombenza. "sono incommensurabili. Questi. Tripitaka ordinò a Sabbioso di prendere la ciotola da elemosine in oro massiccio e la offrì rispettosamente: "Il lungo viaggio e la povertà non hanno consentito al vostro discepolo di prepararvi un regalo. Quando l'assemblea fu riunita. 140 rotoli Sutra del Padiglione Originale. giunse le palme e si rivolse a lui: "Da quando andai nell'Est per vostro ordine. 50 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. "Verificate bene. Se hai conseguito i meriti. che restavano in piedi. datelo a questi signori e riferitemi con precisione sulla consegna. E diede ai vajrapani queste istruzioni: "Con i vostri poteri magici riconducete nell'Est il santo monaco perché diffonda le scritture autentiche. si pizzicavano le labbra: "Hai visto lo svergognato? Fa finta di niente e arraffa la ciotola!" Ânanda fece qualche smorfia di disagio. che ne ha passate tante. All'entrata del convento la folla li salutava e rideva allegramente di loro: "Sempre in cerca di sutra. non dovrete prenderle alla leggera né trattarle senza il dovuto rispetto. Sabbioso si incaricò dei bagagli e Scimmiotto prese le redini. Kâsyapa si decise finalmente a scegliere i sutra e li mostrò a Tripitaka a uno a uno. in modo da rispettare il numero dei rotoli che compongono il canone. i quattro pusa. come il racconto ha narrato. 56 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. perché la mia missione non fallisca e tutte le fatiche del lungo viaggio non siano rese inutili. I vajrapani non fecero ostacolo al loro ingresso. se aveste corrotto gli onorevoli. fede e obbedienza. a recitare alcuni dei nostri sutra da un certo Zhao il vecchio. Se ora aiutaste il santo monaco a ritornare a casa in otto giorni. ed essi si recarono difilato nella Sala del Grande Eroe. non ebbe difficoltà a volare con i suoi al seguito dei portatori di folgore. ordinato e imballato. e la meravigliosa ricetta delle diecimila trasformazioni. si battevano pacche sulle spalle e sulle guance. 140 rotoli Saddharma-pundarika sûtra. che si rivolse ad Ânanda e Kâsyapa: "Quanti volumi avete consegnato? Fatemi un rapporto preciso. 360 rotoli Âkâsagarbha sûtra." "Buona idea. 30 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. erano controllati da tre diverse paia d'occhi: in effetti. in attesa di potervi dare di più quando sarò ritornato a corte dal mio sovrano. "So benissimo che i miei chiedono mance alla gente. Li caricarono sul cavallo e di altri fecero un involto affidato a Porcellino. per proteggere i vivi e liberare i morti della sua famiglia.

LXXI prova: incontra i diavoli sul Monte Spandinebbia." E ordinò ai rivelatori: "Rincorrete i vajrapani e ditegli di organizzare l'ottantunesima prova. Puoi dirti fortunato. e i difensori della dottrina. tanto che per riconoscenza volevano fabbricarci una barca. Ricordo comunque che sulla riva occidentale non si vedevano abitati. dopo tanto tempo dall'ultima volta che ci aiutasti. Usando i tre veicoli." Sabbioso si guardò intorno: "Sentite che rumore di acqua corrente!" "Ti farà ricordare casa tua" disse il Novizio. Porcellino si mise a ridere: "Benone! Imbocchi una scorciatoia che allunga il cammino. ha lasciato il suo corpo carnale nel Tocca Nuvole e non è più troppo pesante da sollevare. LI prova: ricupera il tesoro e salva i monaci. XLIII prova: trattenuto nel Paese delle Donne a scopo di matrimonio. le gridò: "Avanti tutta! E mi raccomando. Il maestro aveva già avuto accesso al recondito mistero della levitazione. sulla riva orientale." Tutti la festeggiarono. LXI prova: cammino sbarrato da Cammello Leone. LXIV prova: il Buddha è chiamato alla riscossa. XXIII prova: trasformato in tigre durante l'udienza. Si mostra il viso autentico." I vajrapani fecero una frenata tanto brusca. diritta verso la riva orientale. V prova: all'uscita dalla città. perché non si vedeva traccia di presenza umana. LXII prova: le creature divise in tre colori. La Triplice Unione È assai sofisticata. LII prova: recita poesie nella Foresta dei Rovi. Ci eravamo fermati dai Chen. fratello" lo consolò Sabbioso. XXXVIII prova: compare la nassa per pesci." La tartaruga allargò le zampe e incominciò a nuotare pianamente. "Il nostro maestro ora ha ottenuto la Via. XL prova: gli dèi non riescono ad assoggettare il mostro. e che il motivo per cui erano caduti in quel luogo consisteva proprio nella necessità di completare il numero. non rollare. LX prova: colpito dal mostro con mille paia d'occhi.dei cinque orienti. la tartaruga chiese: "Caro maestro. Come faremo?" "Credevo che questi scherzi cretini fossero roba da mortali un po' tocchi" brontolava Porcellino. IV prova: vendetta e ricerca di un parente. "Ma no!" rispose Sabbioso. LXVI prova: il vero distinto dal perverso. LXXII prova: invocazione della pioggia a Fengxian. Guanyin esclamò: "Manca qualcosa! Il numero che conduce alla verità. "Avranno voluto far tappa per lasciarci riposare. permetteteci di restituirvi quello che abbiamo ricevuto da voi. XIII prova: insidie di Vento Giallo. XXXVI prova: cammino sbarrato da un gran fiume. facendosi solecchio con la mano: "Maestro. siamo sulla sponda occidentale. con un piede posato sulla sua testa. LXV prova: salva i bambini nel paese di Bhiksu. Il monaco cinese è stato assoggettato a indicibili sofferenze." Essi corsero un giorno e una notte per raggiungere i portatori di folgore. "Come si sono comportati i quattro pellegrini. XLVIII prova: cerca il ventaglio di foglie di banano. ordine della pusa. LXXVI prova: sofferenze nella Grotta Fior di Mistero. XXXII prova: naufragio nel Fiume delle Acque Nere. VII prova: alla Montagna della Doppia Forca." "Avete il mio consenso" rispose lieta Guanyin. LXXIV prova: festa del rastrello. LXXVIII prova: scelto come genero in India. X prova: arso dal fuoco durante la notte. Scimmiotto la esortò: "Se vuoi renderci un servigio." "Zitti." "Si correva molto svelti" notò Sabbioso. Il mistero profondo di non dualità Rivela il cielo e mette in fuga ogni demonio. LIII prova: il Piccolo Monastero del Colpo di Tuono. ridendo sotto i baffi. Porcellino si accoccolò presso la coda del cavallo. Penseremo noi a tirarlo su e a fargli fare la traversata per via aerea. Vi chiederete perché. Eccone il registro completo." "Non credo che ce la faremo" commentò Scimmiotto. la riuscita Dell'elisir rimane appesa a un filo. XXXVII prova: caduto nelle acque del Fiume Comunicante con il Cielo. liberamente circola Il sublime elisir nove volte mutato. XXXIII prova: arrivo a Carrolento. come voi vi proponete di rendere al Buddha il suo ordine in lettere d'oro. e presto furono in riva al fiume. Tripitaka si collocò a sinistra del collo e Sabbioso a destra. i quattro protettori del tempo. Il cavallo fu issato al centro del carapace. VIII prova: sulla cima del Monte delle Due Frontiere. mentre si stavano accostando alla riva orientale. Lui in persona aveva ordinato di portarci nell'Est. e loro ci piantano a metà strada." "Dice il proverbio" ricordò Scimmiotto: "In un giorno navighi su nove banchi di sabbia. XXVII prova: trasformazione di diavoli. XXX prova: la scimmia dello spirito è messa alle strette. "e non da vajrapani al servizio del Buddha. XVI prova: assoggettamento di Sabbioso. XLVII prova: cammino sbarrato dai Monti di Fuoco. che i poveri pellegrini che li seguivano li urtarono nella schiena e caddero giù come pere: loro. XLII prova: contaminato dall'acqua bevuta. LXXIII prova: sottrazione delle armi. XLIV prova: torture nella Grotta del Pi Pa. XXXV prova: i preti respinti. per la scuola del Buddha. abbiamo segretamente assicurato per vostro ordine la protezione del monaco cinese. i rivelatori hanno preso nota delle prove del monaco cinese. Scimmiotto. santo monaco cinese!" I quattro pellegrini si guardarono intorno stupiti. XVII prova: apparizione di quattro santità. Tripitaka. da eseguire senza indugio. LXXV prova: in difficoltà sul Monte dei Nodi di Bambù. Ora che la sua missione è compiuta. adesso constatate Che quel povero monaco ne passa D'ogni colore. Essi le dissero rispettosamente: "Pusa. "Siamo sul Fiume delle Sabbie Mobili?" domandò Porcellino. Certo che La via del vero per il doppio nove È scomoda ed esige sacrifici. Le prove subite dal santo monaco lungo questo percorso di diciottomila li sono quelle chiaramente annotate nel presente registro. Ed ecco comparire sull'acqua la grossa tartaruga bianca dal cranio calvo. Conclusa la lettura. Una voce li chiamò: "Da questa parte. il cavallo e i sutra che portavano. ogni causalità. Verso sera. e avevamo salvato i loro bambini. le sei divinità del giorno e le sei della notte. salì sulla sponda. "Questo è il Fiume Comunicante con il Cielo. con i suoi discepoli avrebbe dovuto essere in grado di attraversare mille e un fiume come quello. Invece facemmo la traversata su una tartaruga bianca. LVI prova: medico nel Paese di Viola Porpora." La pusa lo lesse da capo a fondo: In conformità della missione affidata. annotandone l'esatto numero: I prova: bando di Cicala d'Oro. che tendeva il collo verso di loro: "Finalmente siete di ritorno. sentì di sorpresa la terra sotto i piedi. XXXIX prova: incontro malefico sul Monte del Cappuccio d'Oro." "Non prendertela." "Ricordo bene. LXXX prova: liberato dal corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. VI prova: cade in una fossa e viene separato dalla sua scorta. LXXIX prova: imprigionato nella prefettura Terrazza di Bronzo. XLIX prova: il re diavolo viene legato. Ma Scimmiotto si rendeva conto che il suo maestro non aveva ancora superato nove volte nove prove. XXIV prova: incontro con i diavoli sulla Cima Piatta. Coi diavoli che stan sempre in agguato. XIV prova: richiesta d'aiuto a Lingji. XXIX prova: rapito da una burrasca. LXXVII prova: cattura dei rinoceronti. LXVII prova: salva un mostro nella foresta. LIX prova: sviato dai sette sentimenti. XLV prova: secondo bando della scimmia dello spirito. Il monaco ha subito una prova di meno. III prova: all'età di un mese. LVIII prova: la regina liberata dal mostro. LVII prova: salvato dalla consunzione. viene gettato nel fiume. Mentre discutevano proseguivano il cammino." La tartaruga si arrampicò all'asciutto. XII prova: assoggettamento di Porcellino. XXXI prova: richiesta d'aiuto a un santo. i monaci riabilitati. L prova: spazza la pagoda della città. Abbiamo scrupolosamente annotato tutte le disgrazie e calamità nelle quali è incorso durante il viaggio. LXIX prova: prigioniero nell'Abisso Senza Fondo. XXV prova: appeso nella Grotta dei Fior di Loto. XXVIII prova: incontro malefico sul Monte del Singhiozzo. caro maestro! Sono tanti anni che vi aspetto!" "Cara vecchia tartaruga!" la salutò Scimmiotto sorridendo. LXIII prova: colpito dalla disgrazia nella città. LXVIII prova: malato in una cella del convento. Se pensavate che ottenere i sutra Fosse facile. è nove volte nove. si imbatte in una tigre. chiacchieroni!" ordinò Tripitaka." "Guardate bene su quale sponda ci troviamo" raccomandò Tripitaka. LXX prova: sosta nel paese Distruzione della Legge. strada facendo?" "La loro determinazione e la loro devozione non possono essere sfuggite alla vostra perspicacia. l'ultima volta . "Finalmente ci si rivede. sul decimo banco ti incagli dieci giorni. XIX prova: difficoltà nel riportare in vita l'albero di ginseng. che aveva preso gusto al volo sulle nuvole. sfugge per poco alla morte. XLVI prova: due scimmie difficili da distinguere. IX prova: cambio del cavallo sulla montagna. II prova: al momento della nascita. XX prova: bando della scimmia dello spirito. XLI prova: bisogna rivolgersi al Buddha per conoscere le origini del mostro. LV prova: ostacolato dal sentiero dei Cachi Marci. XI prova: perde il kasâya. XXXIV prova: la grande burla. XXI prova: perso nella Foresta del Pino Nero. Siamo in un bel pasticcio. cui bisbigliarono all'orecchio: "Fate così e così. Scimmiotto balzò in cielo e osservò attentamente il paesaggio. "Guardate piuttosto dove siamo. LIV prova: cattura degli dèi. XV prova: difficile traversata delle Sabbie Mobili. XXII prova: missiva recata nel paese degli Elefanti Sacri. XVIII prova: tempio delle Cinque Fattorie. al centro. se questa tartaruga Con le tue carabattole ti porta all'altra riva! Navigarono per buona parte della giornata. XXVI prova: salvataggio del re di Gallo Nero. Mentre la giusta Legge si rimpiatta.

ma non si accorse che le estremità di alcuni rotoli di quello sulla vita del Buddha si erano incollate alla roccia. Meno male che Tripitaka aveva ottenuto la Via e pesava meno del solito. senza preavviso. puro yang. si scatenò un'incredibile tempesta. e le strappò inavvertitamente. le sponde sprofondano nella nebbia. Infine Tripitaka voleva congedarsi. presto respinse il piatto e disse: "Ne ho abbastanza. Il santuario comprendeva un bell'insieme di edifici: Un lindo vialetto di ghiaia rossa. Che vento! Da rovesciare pini e bambù. il testo è lacunoso. folgore o nebbia che ve li possano strappare. Sabbioso aveva il suo daffare a coprire i bagagli e Porcellino si curava del cavallo. che li videro e li riconobbero. tiene lontano Ogni mostro notturno. terrorizzato. una luce pari al sole e alla luna. una pura luce illumina il luogo." Chen Cheng corse da loro. Uno chiese: "Non sareste per caso i reverendi maestri che passarono il fiume anni fa. Il cielo e la terra non possono sopportarlo. che c'era una volta?" chiese Tripitaka. e fin le rupi su cui crescono. Che fulmini! Serpenti d'oro nel cielo. E così via: Tripitaka non osava dir di no per non deludere nessuno. rinnovando i suoi ringraziamenti per il salvataggio dei bambini. che ora vorrebbero togliervi i sutra. Colpo di vento Da sconvolger cielo e terra. Non ci sono né forza né volontà umana che possano farci niente. ora che avete compiuto la vostra missione e ritornate con le scritture. Ma i vecchi e le loro famiglie non volevano lasciarli ripartire. e ci ha traghettato anche questa volta. Là dove furono stesi I sutra ad asciugare. il tuono terrorizza draghi e pesci. Tripitaka. giusto per complimento." "Non importa" ribatté Scimmiotto ridendo. La burrasca riempie gli occhi di sabbia e di polvere. e già ricevevano un altro invito a pranzo. Nebbia spessa Copre tutta la terra.che ci vedemmo vi pregai di porre per me una domanda al Buddha del Paradiso dell'Ovest. Mentre maestro e discepoli guadagnavano la riva e ricuperavano le loro cose. Potete star certo che. sulla mia conversione e sugli anni che mi restano da vivere. Non li può fermare Nessuno. Quanto a Scimmiotto. dopo il bagno preso nel Tempio della Verità di Giada. bestione?" chiese il Novizio. chiamato Salvataggio della Vita. nel quale vi dedichiamo un culto. grazie agli sforzi dei donatori. e stendono sutra al sole per farli asciugare. Venne quindi sull'uscio ad accoglierli. Porcellino mormorò a Scimmiotto: "Il tuo ritratto è proprio somigliante. vennero alla spicciolata diversi pescatori. tanti anni fa. che cosa sta succedendo?" "Maestro. si nascondono tigri e leopardi all'ira del cielo." "No" rispose Tripitaka." "Maestro" propose Porcellino. ancor oggi. e solo verso l'alba accennò a placarsi. Fuoco volante che lacera nubi. si sedettero a tavola. mentre quelle rocce conservano tracce dei preziosi caratteri. "Non hai appetito. Ma l'acqua che li inzuppa li appesantisce e il vostro corpo dharmico li protegge: non ci sono tuono. "È colpa nostra: dovevamo metterci più attenzione. la catena di montagne si estende fino a raggiungere il drago della terra. trovarono allestito sotto il portico un nuovo banchetto. impugnò la sua sbarra a due mani e la mulinò incessantemente contro nemici invisibili. nonché la ricerca delle scritture. i maestri che avevano liberato i vostri figli dal sacrificio. Aveva completamente scordato i problemi di longevità della tartaruga. poste in risalto da due ali laterali. a destra e a sinistra. sono di ritorno. La cosa incredibile fu che Porcellino non sembrava più lui." Tripitaka e gli altri capirono che cosa era accaduto e ringraziarono calorosamente Scimmiotto. Scimmiotto. "vediamo di non perdere tempo. "Che peccato!" si desolò Tripitaka. che del resto non era mai stato un gran mangiatore di cibi cucinati. L'ostinazione dei due vecchietti fu messa a dura prova per fargli accettare qualche boccone. impugnarono le bacchette. il reverendo gridava: "Consapevole del Vuoto. "Come si sono bagnati?" "Ricordate la tartaruga bianca che ci aveva fatto attraversare il fiume? L'abbiamo nuovamente incontrata. è un po' idealizzato. "Quello del maestro. i fulmini rigano di rosso il cielo brumoso. "Non mi era mai capitato. gli alberi scompaiono nella nebbia. . Ancor oggi si vede la roccia su cui i testi furono stesi al sole. "È somigliante anche il mio. Mentre i quattro pellegrini svolgevano ed esaminavano i loro testi." "Dove li avete visti?" "Stanno sulle rocce in riva al fiume. Che tuoni! Da far tremare i potenti. il tuono rimbomba. Infuriò tutta la notte. abbiamo goduto ogni anno di raccolti abbondanti. compreso il cavallo-drago) provvedevano a sé stessi." Chen Cheng era tanto insistente che Tripitaka si dovette rassegnare a dargli retta. Che nebbia! Da oscurare lo spazio e nascondere i nove cieli. seguito dai suoi mezzadri. e non abbiamo trovato di meglio che costruire un santuario. e si inginocchiò per supplicarli: "Monsignori. "che ne direste di portare i sutra a casa loro per farli asciugare? Sarebbe più pratico. ci ha buttato in acqua e se n'è andata. "Lo demolimmo subito" risposero i vecchi. Ai giovani cipressi occorrono ancora abbondanti annaffiature. ma mi sento lo stomaco debole. il fulmine squarcia le tenebre. venite subito nella mia povera capanna!" "Verremo da voi quando i sutra saranno asciutti" rispose Scimmiotto. Sullo sfondo. forse. Ama il sole lo yang. fra bagliori di fulmini e rombare di tuoni. stridono gli uccelli in preda al panico. La vecchia tartaruga capì benissimo di essere stata trascurata. e li invitarono a visitare il santuario. porta a una torre e a una terrazza. abbandonandoli tra i flutti. fece rotolare le pietre e volare la sabbia. e ne permane La traccia. se il sutra si è strappato. vuol dire che il grande enigma dell'incompiutezza voleva così. Fulmine. Né vento o fuoco. avremmo un tetto sopra la testa e troveremmo qualcosa da mangiare. mai potranno ritornare I demoni del buio e dell'orrore. Il vento ruggisce. altrimenti sarebbe affogato. Colpo di tuono Da scuoter fiume e montagna. che oscurò il cielo. Effluvi profumati salgono al cielo. Era chiaro che la tempesta era segno di creature delle tenebre che volevano impadronirsi delle scritture. E la sbarra del vostro vecchio Scimmiotto. scoprirono che i Chen vi avevano organizzato un altro banchetto. e giunse un terzo invito." "Anche il tuo" disse Sabbioso." I ragazzi Protetto di Guan e Bilancia Colma d'Oro si vennero a prosternare. giovani e vecchi. Dalla rupe una cascata scende a mescolare le sue acque con il Fiume Comunicante con il Cielo. mentre gli altri (buoni nuotatori. la notizia del loro arrivo correva di bocca in bocca: in breve si videro venire incontro tutti gli abitanti del paese. Abbiamo scatenato l'invidia di diavoli e dèi. un tesoro di sette piani finemente traforato. Ora non voleva mentire e non osava dire la verità: perciò restò zitto. "Da quando abbiamo costruito questo santuario. e posò la ciotola. portarono i sacchi dei sutra in cima a una rupe e li aprirono per far asciugare i rotoli. si avviò la conversazione con molte domande sulla conclusione della cerca dei sutra. gli abiti e la sella si inzupparono ben bene." Quando scesero. Riquadri e battenti vermigli. "Che ne è stato del Tempio del Grande Re." "Va benissimo" ribatté Tripitaka. Le scritture Zuppe d'acqua non temono la folgore. si tuffò verso il fondo e scomparve. la longevità di un'eterna primavera e un corpo imputrescibile nel dharma. Quando vi giunsero. Potremmo chiedere anche un po' di amido per i nostri vestiti. Il vento solleva i flutti del fiume che comunica con il cielo. Chen Qing aveva già fatto preparare una tavola di offerte alla porta di casa e aveva arruolato una banda musicale. non capite?" rispose Scimmiotto ansante. Scimmiotto lo ripescò e lo portò a riva. non potete restar qui all'aperto e rifiutare la mia ospitalità. i piccoli pini formeranno un boschetto. e ancor più dopo essersi disfatto del corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. cui seguì il minuzioso racconto dell'avvenuto. e i pellegrini saltellarono intorno per riscaldarsi. Naturalmente i sacchi dei sutra. Ora si leva il giorno e ascende il soffio yang: ormai siete al sicuro. Raccolse quindi i suoi sutra. Per concludere la visita salirono sulla torre e ci trovarono quattro statue che li rappresentavano. Questo è il motivo per cui. "Tu che ne sai? Come ci hai riconosciuto?" "Lavoro dai Chen. Tripitaka non sopportava più il nutrimento terrestre. Ma quando ha saputo che avevamo dimenticato di porre al Buddha certi quesiti per conto suo. Quando il sole salì in cielo. che illuminano distese selvagge. non aveva avuto altro per la testa se non le cerimonie con il Buddha e con tutti i santi monaci e pusa che lo circondavano. I sutra asciugheranno qui." Anche Sabbioso si fermò dopo pochi bocconi. Quando furono introdotti venne servito il tè. "Non sapevamo come sdebitarci della profonda gratitudine che vi dobbiamo per la salvezza dei nostri figli. Quale risposta vi ha dato?" Il fatto è che il reverendo. noi li raccoglieremo e riprenderemo la strada del ritorno. si indispettì e. mentre si preparava il pranzo. protegge voi. Voi conseguite una durata pari all'universo. "Ottenere i sutra è un'impresa che toglie al cielo e alla terra i loro poteri di trasformazione. Vi prego. Inzuppato da capo a piedi e tutto tremante. "Nemmeno il cielo e la terra sono completi." "Abitano lontano da qui?" "Una ventina di li verso sud. dopo aver assaggiato la divina cucina del Buddha e aver abbandonato il proprio involucro carnale." Mentre seguivano Chen Cheng verso casa sua. Anche vestiti e calzature furono messi ad asciugare." Sparecchiata la tavola. mentre andavano in cerca di sutra nel Paradiso dell'Ovest?" "Proprio così" rispose Porcellino. proteggeva con il suo corpo i sacchi di sutra." Ma i pescatori si imbatterono in Chen Cheng: "Signor cadetto.

' Dunque era al corrente delle pretese dei suoi rispettati discepoli. antico discepolo di Tripitaka. al seguito della carrozza imperiale. per ritornare insieme a voi e render conto della missione compiuta. ci disse: 'Qualche anno dopo la mia partenza. Sua maestà." "Ricordatevi che Guanyin si è impegnata con il Buddha a concludere andata e ritorno in otto giorni. Ho ricevuto una scelta tratta da trentacinque diverse opere." Il bestione si mise in spalla il bilanciere. Il portone era chiuso. mentre tutti dormono. senza trovare nessuno. possiamo compromettere l'essenziale. gli inviti non finiscono più. in religione Consapevole del Vuoto. detto il Novizio. Non vi faremo ritardare. per completare la cifra del canone. Il Buddha lo aveva chiuso in un cofano di pietra sotto una catena di montagne. che sarà l'ultimo. "Dov'è finita la mia buona fortuna?" esclamava Porcellino. caro fratello!" Tripitaka si inchinò fino a terra. quando vide il cielo a occidente incendiarsi di riflessi colorati di buon augurio. Tutto sommato sarà meglio che neppure il grande santo Scimmiotto e i suoi compagni scendano giù. in breve tempo giunsero in vista della capitale Chang'an. Ci rivedremo domattina. I sutra Sono stati concessi ai viaggiatori. in totale sono 5048 rotoli: e questo sarà il canone. RITORNANO NELLE TERRE DELL'EST E DIVENGONO VERI SANTI. e compiuta la missione. quando si volgeranno a oriente. noi vi aspettiamo qui. notò lo strano aspetto dei tre discepoli e commentò: "I vostri eminenti discepoli hanno davvero un'aria esotica. Fiamma perenne in lampade di giada. Taizong e il suo seguito scesero dalla torre ad accoglierli: "Eccovi arrivato. Porcellino e Sabbioso portavano i bagagli e reggevano le briglie del cavallo-drago. è merito del cielo" commentò ridendo Scimmiotto. Quella mattina i monaci del Monastero di Vasta Benedizione di Chang'an constatarono sorpresi che i pini accanto all'ingresso rivolgevano le loro chiome a oriente. terrete d'occhio i rami di questi pini. ma non osarono avvicinarsi: si accontentarono di seguirlo a distanza. il mio ritorno sarà prossimo. Che spavento! Ritornai dal Buddha a implorarlo. Fu così che fecero il loro ingresso a Chang'an. il mio giovane discepolo riuscì a raccoglierli. Quando uscirono e si misero in cerca della strada verso l'est." Tutti ringraziavano e si prosternavano. "Siamo confusi da tante attestazioni di affetto" ripeteva Tripitaka. quando giunsero nel viale occidentale. Non ne potevano più. se ci lasciamo invischiare da questa gente. Dunque si alzarono senza fare rumore. chi si mostra non è l'uomo vero. nel paese di Aolai nel continente orientale. guarigioni. ma la gente continuava ad affluire per invitarli. Taizong vi si recava puntualmente una volta l'anno." "Non è un suggerimento pratico" obiettò Scimmiotto. Fate voi un salto a consegnare le scritture al vostro sovrano. ma ci accorgemmo che erano rotoli bianchi. "e pregate mio fratello di montarlo. maestro." Si vestirono subito e uscirono dal convento. ci chiesero una mancia." La notte era già avanzata. mi toccò dare la ciotola d'oro che vostra maestà mi aveva regalato. Inoltre non trascorreva giorno senza che qualcuno bruciasse incenso per impetrare protezione da pericoli. Quando la gente raccolta nel santuario dei Chen si svegliò. "Il maestro è diventato un buddha. fuggiaschi! Da questa parte!" Il reverendo si sentì sollevare da un turbine di vento profumato." "Noi non c'entriamo. Bisogna che provvediamo noi. Sabbioso tirò il cavallo e Scimmiotto prese per mano il maestro." Ed esercitava la sua inappetenza a vuotare otto o nove piatti di verdure. Verso la terza veglia bisbigliò a Scimmiotto: "Come dice l'adagio: L'uomo vero non si mostra. Là si trovava quel giorno. e spero di riuscirci anch'io. non vorremmo che venisse a galla l'avidità di Porcellino e ci facesse superare il tempo assegnato. gridò: "Indossiamo subito gli abiti da cerimonia! Il maestro in cerca delle scritture è ritornato!" "Come lo sai?" "L'anno in cui partì. È originario della Grotta del Sipario Torrenziale sul Monte di Fiori e Frutti. con i suoi preziosi sutra davanti agli occhi. Ora che sono diventato inappetente. misero in spalla i bilancieri e si diressero verso l'uscita. Con corpo sano e forte Saluterai il sovrano. IN UNA SOLA TAPPA. "Arrivati al Monte degli Avvoltoi. Taizong ordinò che suo fratello sedesse accanto a lui. Si è convertito grazie alle esortazioni di Guanyin. gli è andato incontro e lo accompagna in città. Quando ripartimmo con i sutra. il Buddha ebbe la bontà di invitarci a pranzo e ordinò ad Ânanda e Kâsyapa di consegnarci le scritture. Noi non possiamo scendere. abbassarono la loro nuvola e presero terra accanto alla torre Attesa delle Scritture. persino il cavallo sembrava condividere i loro pensieri. la riproduzione dei sei animali domestici e le condizioni del tempo più adatte per la campagna. per certi disordini che aveva provocato in paradiso cinquecento anni fa. ascoltate il prossimo capitolo. Sono già trascorsi più di quattro giorni. A questo punto. un vento diabolico li disperse. caricarono il cavallo." Il reverendo si prosternò: "Il più anziano si chiama Scimmiotto." Uno di loro. È il caso di dirlo: L'elisir ti consente La tua forma verace. mentre spirava una brezza profumata. Compiuta la penosa distruzione Dei diavoli. ma è un prezzo inadeguato. . Ritorna e viene ricevuto a corte. CAPITOLO 100 RITORNO E APOTEOSI OVE I CINQUE. Temo che. Si interrogarono e cercarono intorno smarriti. che aveva accompagnato alla partenza il monaco Tripitaka tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù. "Quand'ero di buon appetito. i discepoli entrarono nella sala e Scimmiotto consegnò le scritture all'ufficiale di servizio." I monaci si affrettarono e videro il corteo imperiale. Approfittiamo della notte. non trovò più il monaco cinese ai piedi della torre. I vajrapani si erano fermati in cielo e spiegavano a Tripitaka: "Santo monaco.' E le parole del nostro maestro sono sante parole di un buddha. e ordinò al servizio dei banchetti di aprire il padiglione orientale per prepararvi un grande festino di ringraziamento. lo trovarono pieno di folla. Quanto ai portatori di folgore e ai quattro pellegrini. e divorare qualche diecina di grandi pani." Tripitaka lo ringraziò della condiscendenza e si mise in sella. all'alba. e state certi che non faremo ritardi indebiti. e lui disse: 'Per recitare qualche rotolo di sutra sono state chieste trentatré pinte di polvere d'oro. "Quanti sono? Come li avete ottenuti?" chiese l'imperatore. ma Scimmiotto lo aprì usando la magia che scioglie le catene. matrimoni o discendenza. Bruciaprofumi ardono senza sosta. perché i suoi abitanti sono furbi e ci riconoscerebbero subito." "Avete ragione. Fu festeggiato con un gran banchetto A cui partecipò tutta la corte Quel ritorno dall'Ovest. "Come avranno fatto a deformarsi in quel modo? Durante la notte non ha nemmeno soffiato il vento." "Sellate un cavallo della mia carrozza" ordinò l'imperatore agli ufficiali del seguito. D'allora in poi celebrarono scrupolosamente i quattro grandi sacrifici dell'anno e i ventiquattro minori. Se poi non sapete come avvenne l'incontro con l'imperatore dei Tang. Il corteo sfilò fino all'ingresso del palazzo imperiale. CONSEGUENDO IL NIRVANA. che lo deve pur aiutare. nella speranza che l'attesa si compisse. Tripitaka fu introdotto. maleducati!" replicò Porcellino ridendo. Tripitaka si installò in atteggiamento di meditazione ai piedi della torre. gli otto vajrapani li chiamarono dal cielo: "Ehi. Taizong lo aiutò a rialzarsi con le sue mani e gli chiese: "Chi sono quei tre?" "Sono i discepoli che ho ricevuto lungo il cammino. qui sotto c'è la città di Chang'an. Ritornerò a corte con lui." Taizong fu soddisfatto delle spiegazioni. "ma vi prego: per questa sera basta così. Poi Tripitaka fece trasmettere la richiesta di portare i sutra. L'imperatore Taizong. Abbiate la pazienza di aspettarci. e non le condannava: per avere rotoli scritti. per assicurare numerosi discendenti.grazie alla benefica protezione delle vostre signorie. al confine occidentale del nostro paese. "Quei buddha viventi ci sono sfuggiti!" Non restò loro che recare le offerte in cima alla torre e bruciare carta moneta. "Questo non significa che non penseremo a proteggere tutte le famiglie del villaggio. e ne fu profusamente ringraziato. mentre i discepoli e il cavallo-drago restavano in attesa ai piedi della scalinata. fu affidata una missione Con le dovute credenziali. Anni prima Al bonzo che officiava il grande rito Funebre. Il grande santo lo seguiva roteando la sua sbarra cerchiata d'oro. La gente diceva: "È ritornato l'uomo che era partito alla ricerca delle scritture. ma noi non l'avevamo preparata. fin dal sedicesimo anno aveva fatto costruire la torre Attesa delle Scritture al passo di Xi'an. "È strano!" esclamavano." Porcellino e Sabbioso erano pronti. Si era formata una lunga coda di persone che volevano offrire frutta e altri cibi. il Signore di Diecimila anni. per filarcela con discrezione. "Come farebbe il maestro a portare i sutra? E non sa nemmeno condurre il cavallo. non ricevevo più di dieci inviti per volta. Quando sono arrivato da quelle parti." "Ma quale avidità. senza segno di scrittura. e si avviò a offrire la frutta e i cibi che aveva preparati.

un rozzo discorso che non è ancora stato messo per iscritto. questa volta. malva al miele. Mentre le quattro stagioni. Il Novizio interpellò Guanyin e seppe che si trattava del figlio del drago dei mari occidentali. che non hanno smesso di crescere fino ai nostri giorni. Rifletteva desolandosi delle deformazioni che la giusta Legge subiva. così grande e gravida di conseguenze che è impossibile ricompensarla adeguatamente. tenere radici di loto. in religione Consapevole della Purezza. "Ha lo stesso aspetto. Glutine di grano con foglie tenere di cedrela. La neve accumulata nelle albe fredde. Non muore e non nasce. per soccorrere ogni specie di esseri e dominare i dieci orienti! Ineguagliati sono l'efficacia del suo prestigio e la forza dei suoi poteri. viene dalla Grotta della Passerella di Nuvole. le tempeste di sabbia. Quando l'ho incontrato. quando i segni erano precisi e la gente vi poneva attenzione. per salvare uomini e animali dai tre cammini della perdizione. Quanto più difficile è la Via del Buddha. L'ottenimento della Via aveva spento la loro aggressività. e ho potuto assumerlo grazie all'aiuto del Novizio. Lo detteremo al funzionario di servizio del segretariato imperiale. bianca e nera. Ha saputo superare ripide cime e passi pericolosi: devo molto alla sua forza." Taizong spiegò il passaporto e lesse: 'Rilasciato tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù. Oso sperare che vostra maestà vorrà essere indulgente. faceva il mostro nel villaggio dei Gao. Al cader della sera tutti resero grazie all'imperatore e si ritirarono." "Come mai?" si stupì Taizong. di Cammello Leone.' Commentò sorridendo: "Che lungo viaggio! Ormai siamo nell'anno ventisettesimo. litchi e castagne d'acqua. pinoli. Porcellino. In quegli antichi tempi. sul Monte del Serpente Acciambellato. Le scritture del Buddha si dividono in Grande e Piccolo Veicolo. Ha portato i bagagli per tutto il viaggio. essa è grande da contenere l'universo. che pure sono la sostanza di cielo e terra. Teneri navoni.l'ho liberato. Voleva riordinare le argomentazioni in base a ciò che aveva appreso. non me la prenderò" rispose Taizong sorridendo. mele verdi. Ha trasceso le impurità dei sei sensi con un volo così alto da spanderne lontano il profumo. trasformano ogni cosa pur senza manifestarsi in modo visibile. Porcellino. in religione Consapevole delle Proprie Capacità. i vini densi. filigranate d'oro e incastonate di giada. l'imperatore scese dal trono e prese Tripitaka per mano: "Non mi pare che i vostri discepoli siano molto pratici di etichetta. anche il più sapiente può ingannarsi nelle cose invisibili. essa porta con sé mille benedizioni. ginkgo del sud." Taizong li elogiò senza riserve e domandò: "A conti fatti. nel Tibet. Ha visitato i luoghi sacri(23) . frutti della sabbia. semi di loto. sagittarie. Dalla luce del Buddha rischiarata. dove i monaci lo accolsero prosternandosi: "Maestro. le coppe di cristallo. alghe finissime. di Distruzione della Legge. gli uomini si volgevano alla virtù e sapevano onorarla. Yuhua e Come l'Oro. È degna l'assemblea di Tang e Yu. i tè profumati e tanti insoliti sapori. che inglobano yin e yang. di Carrolento. vari tipi di felci in polvere. radici pepate. anche lui aveva i suoi trascorsi. convertito da Guanyin. non fece baccano per avere riso o tè. splendidi funghi dolci. Ti chini su di lei: dove sarà la sua sorgente? Come potrebbero i mortali. o turbinante nella tormenta. Ma quando Egli raggiunse il nirvana e l'ombra si stese su di lui. Perciò il cuore e lo spirito lo spingevano verso un pio viaggio nei puri territori d'Occidente. Cielo e terra. nocciole. che illumina i territori dell'Est e vi riversa l'onda della compassione. olive di Cina. Quando l'ufficiale di servizio annunciò che il pranzo era servito. e la pusa lo aveva convinto a riscattarli e a rifarsi una vita servendomi in qualità di cavalcatura. era una creatura malefica del Fiume delle Sabbie Mobili. deplorando gli errori che si trovavano anche nei testi meglio recensiti. nei pomeriggi afosi. Nell'andata ha portato me. marroni di Xuanzhou. il documento fu restituito. Benedetta dai sutra conseguiti. il maestro. Spingeva i suoi pensieri alla porta dei misteri." E dettò quanto segue(21): Sappiamo che i due princìpi creano le immagini che si manifestano fra il cielo che ricopre e la terra che regge. L'imperatore Taizong sedette al centro. è capo e guida della scuola buddista. E le frutta sono ancor più varie e ricercate delle verdure: palline e frittelle di cachi secchi. Si eseguirono canti e danze solenni. sfidando i remoti pericoli. Nascosta o manifesta. ed è uno specialista nella traversata di corsi d'acqua. La giornata trascorse piacevolmente. i discepoli e i mandarini civili e militari presero posto secondo il rango a sinistra e a destra. allontanandolo dal mondo. la doratura delle statue nascose il suo vero volto. Alla fine dell'esame. Invano quattro volte otto magnifici ritratti riprodussero i suoi lineamenti. nel ritorno la maggior parte dei sutra." "Quel cavallo fu divorato da un drago al Torrente del Dolore dell'Aquila. detto Otto Divieti. ed è giunto precocemente a comprendere la triplice vacuità. gli avrà nascosto la strada. il mondo cambiò. L'indomani Taizong tenne udienza e dichiarò: "Abbiamo trascorso una notte insonne. attraversa senza età migliaia di kalpa. Quanto al cavallo. cessò di rischiarare il chiliocosmo. e fine da non lasciarsi sfuggire il granello invisibile. tuffarvisi senza dubbi e confusioni? L'eminente dottrina è nata nelle terre dell'Ovest. Tripitaka rientrò nel Monastero di Vasta Benedizione. mentre i saggi raramente ne penetrano le combinazioni. per insegnare la retta via a chi venisse dopo di lui. La Legge scorre imbevuta di silenzio. né rugiada di immortali o luminosità di perla che irraggino la sua luce. il suolo è coperto di tappeti rossi. del Paese delle Donne dei Liang dell'Ovest. vassoi di germogli di bambù allo zenzero. Le tazze sono d'ambra. Quando i rami dei pini si sono volti a oriente. con l'azione segreta del freddo e del caldo. che le prove più dure gli sembravano lievi. espungere il falso e convalidare il vero. Anche il più stupido sa orientarsi davanti alle immagini. colocasie candite. Ma era così ardente nel perseguire la meta. Yin e yang. L'insegnamento verbale che di lui era rimasto fu diffuso per guidare gli esseri lungo le dieci tappe della salvezza. Non vi sono brezza fra i pini o riflesso di luna sull'acqua paragonabili alla purezza della sua persona. e che un giorno dopo l'altro ci trovavamo davanti montagne. sono difficili da penetrare perché non si vedono. Ha dovuto percorrere mille leghe di montagne e di fiumi. esse sono i contenitori della vita. del Gallo Nero. uva gigante. È cresciuto in purezza intellettuale e ha praticato la condotta che richiede quattro specie di pazienza. Quando entrarono nella sala del banchetto. si resero conto che il grande impero della Cina non aveva uguali: Le porte sono parate di ricami dai vivi colori. sono facili da capire perché si manifestano per immagini. e invitati a partecipare al banchetto nel padiglione orientale. anche se hanno ben chiaro lo yin e conoscono a fondo lo yang." Tripitaka tornò a ringraziare sua maestà di tutte le sue bontà e fece segno ai tre di seguirlo. noci di torreya. Devo molto alla sua protezione. il suo spirito sonda l'informe. Partì con il suo bastone di viaggio per solo compagno." "Ma certo. quale distanza avete dovuto coprire?" "Guanyin diceva che si trattava di cento ottomila li. Non si finirebbe mai di descrivere le mille ghiottonerie per cui il grande impero della Cina si differenzia dai barbari dell'Ovest. o immense foreste. ciotole di giada bianca con disegni scolpiti. Scimmiotto e Sabbioso erano addirittura gravi e riservati. anche lui era stato preparato da Guanyin. sfidare pioggia e gelo. non è quello che mi aveva donato vostra maestà. Ha raggiunto la corte dei Han mediante un sogno splendente(22). attraversando tutti quei paesi stranieri. Si aggiungano i pasticcini al miele e al burro. Prosperità è assicurata per sempre. ancor prima che la dottrina si diffondesse in parole. nel Parco delle Gazzelle e sul . prugne e corbezzole: non mancava niente. Abbiamo pensato qualche parola di debole ringraziamento. o gran distese d'acqua. gli avranno oscurato il cielo. Perciò l'esame del cielo e l'osservazione della terra consentono agli ignoranti di comprenderne l'origine. a pensare all'impresa di nostro fratello. Abbiamo attraversato molti regni: vi mostrerò i loro visti sul passaporto. di Bhiksu.Discepoli. di Jisai. "Sono senz'altro scusati. oltre ai timbri delle prefetture di Fengxian. sui monti Fuling. Il terzo discepolo si chiama Sabbioso. che esalta il vuoto. fettine di zucca alla senape." Guardò con curiosità i sigilli dei paesi degli Elefanti Sacri. grani di melone. Inoltre ci sono: la legge. Per quattordici anni ha percorso l'universo occidentale nella sua ricerca della giusta dottrina. . vi siamo corsi incontro. io confesso di non aver tenuto il conto. Il nostro monaco. mentre si installava nella cella del superiore. giuggiole dello Shandong. È una Via segreta che cristallizza i misteri: chi la segue non ne conosce i confini." Il reverendo era allegro e soddisfatto. la trasmissione dell'errore e l'arte della magia. mostra il buio e domina il silenzio. Dove i segni si mostravano. Fin dall'infanzia ha esercitato la sua attenzione e la sua intelligenza. presentate a sua maestà i nostri documenti. Presto se ne andarono a dormire. Sanno stare a tavola?" "Vostra maestà consideri che appartengono al ceto dei mostri di campagna: non hanno familiarità con le finezze della sacra corte cinese. So che sono trascorsi quattordici inverni e quattordici estati. di Viola Porpora. Fu allora che divenne necessario diffondere le sue sottili parole. non avevamo dimenticato le vostre parole. attraversare fumo e nebbia. Piatti d'oro giallo. La sua saggezza supera le relazioni umane. Intensi e rari profumi salgono da piatti ricercati. orecchiette avvolte in formaggio di soia. il maestro della Legge Xuanzang. sciocchi e rozzi. pere testa di lepre.

Il palazzo non è un posto adatto. Il cavallo vi s'immerse e mutò forma: sul capo gli spuntarono corna di drago. provo vergogna. Il reverendo attendeva alla porta per poter ricominciare i suoi ringraziamenti. Ma in quel momento si diffuse nell'aria un intenso profumo. bando alle prediche! Posate i sutra! È ora di partire!" I tre discepoli e il cavallo già cominciavano a innalzarsi. L'uomo ne è responsabile con i suoi atti. Non merito davvero i vostri elogi e la pena che vi date per ringraziarmi. una barba d'argento ornò il suo mento e le guance. Ti conferisco il giusto frutto del posto di cavallo-drago celeste. Era stato preparato un alto pulpito per la predicazione. quanto il cielo e la terra. a maggior ragione coloro che godono delle relazioni umane. E. La moltitudine peccatrice ritrova la buona fortuna: un'acqua redentrice spegne l'incendio che bruciava la casa e salva l'umanità smarrita. fu convocato il santo monaco. Mi sono rallegrato della tua applicazione a contenere il male ed espandere il bene. sarai una delle otto creature eccezionali. Riempiendo il Chiliocosmo." "Discepoli. Copie dei testi furono diffuse in tutto l'impero. Il reverendo posò il sutra che teneva in mano e dall'alto del pulpito salì dritto al nono cielo. hai protetto il santo monaco. tutte quelle buone cose spetteranno a te. frammenti di tegole in una foresta di perle. Non si contano i paesi che ha percorso. Di che cosa ti lamenti? "Consapevole della Purezza. ma non so se vi piacerà. "Maestà" rispose il reverendo. tu fosti Generale delle Cortine Arrotolate e fosti bandito nel mondo di Sotto per aver rotto una coppa di cristallo. la sporcizia della palude non contamina le foglie del loto che vi cresce. Quando entrò eseguì con molta concentrazione il rituale delle prosternazioni. Non saranno lieti di perseguire la felicità mediante fattori felici? Possano le autentiche scritture diffondersi. fosti condannato a reincarnarti nel mondo di Sotto nel corpo di un maiale. al mondo. Intanto gli otto vajrapani avevano ricondotto i pellegrini e il cavallo sul Monte degli Avvoltoi. Se i sutra sono giunti nell'Est è anche merito tuo." Il reverendo si prosternò e andò avanti con i ringraziamenti. mentre il bene è fattore di ascesa. tu eri una divinità acquatica. La tua vera anima fu bandita in una reincarnazione nelle terre dell'Est perché eri stato disattento." Taizong si rivolse agli ufficiali di servizio: "Qual'è il più impeccabile monastero di Chang'an?" Il grande letterato Xiao Yu fece un passo avanti e rispose: "Il monastero della Pagoda dell'Oca Selvatica." Taizong ordinò: "Prendete dunque qualche rotolo dei sutra autentici e accompagnatemi alla Pagoda dell'Oca Selvatica. Vi rendiamo quindi l'ordine ricevuto in lettere d'oro. "queste cose si devono fare in luogo consacrato. Il Buddha ordinò a un rivelatore di portare il cavallo dietro la vetta del Monte degli Avvoltoi. Ha il merito insuperabile di avere portato le nubi della compassione dall'estremità dell'Occidente a bagnare con la pioggia della legge questo angolo sperduto d'Oriente. "Non ci recitereste qualcuna delle autentiche scritture?" suggerì l'imperatore." I quattro pellegrini si prosternarono. Infatti il loto si attiene a ciò che è puro e pulito. Ma vorrei sapere come si intitola. Bisognerà conservare gli originali come tesori. scarabocchi d'inchiostro su tavolette d'oro. ora che siamo colleghi . Hai acquistato meriti assoggettando lungo la strada diavoli e creature malefiche. l'ho pensato stanotte per esprimervi la mia gratitudine. Ora ritorni felicemente. si prosternarono e corsero a diffonderne copie. Bisogna tener presente che la caduta è determinata dall'accumularsi di cause malvagie. Scimmiotto si rivolse al monaco cinese: "Maestro.Picco degli Avvoltoi ha contemplato esotiche bellezze. e spargere all'infinito i loro benefici come il sole e la luna. "Consapevole del Vuoto. fratello" rispose sorridendo Taizong. "Consapevole delle Proprie Capacità. ma dopo la tua felice conversione alla nostra Legge e adesione alla comunità. Taizong disse: "I nostri talenti valgono meno delle belle tavolette di giada su cui sono espressi. Ti sei reso colpevole di empietà disubbidendo a tuo padre. attraverso acque torbide e agitate. e a ogni cerimonia portano molte offerte. Per fortuna. con la profondissima potenza della Legge. abbiamo scortato il santo monaco e i suoi compagni nel paese dei Tang. da tradurre e diffondere in Cina. ma i sutra che ha riportato sono in numero finito. su cui il reverendo salì. hai meritato il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino buddha della Vittoria in Battaglia. che si trova premesso al sutra del Cuore. Le terre dell'Est di loro serbano I sutra riportati. e anche il cavallo manifestò la debita gratitudine per i favori accordati. malgrado il tuo spirito limitato e una sensualità che non sei mai riuscito a dominare completamente. Ottenuti quei sutra in capo a dure prove Dopo quattordici anni di viaggio ad Occidente. la pelle si coprì di scaglie dorate. gli occorrono nubi e rugiada." "Seguiremo le vostre istruzioni. Ha ottenuto complessivamente trentacinque opere capitali del Grande Veicolo. peccavi mangiando esseri umani." A questo punto il Buddha si rivolse al cavallo bianco: "Tu sei figlio del re drago Aojun del mare occidentale. Un'aura di buon augurio lo avvolse mentre saliva in alto sfoderando i lunghi artigli delle quattro zampe. che era fortemente lacunosa. in modo da liberare i dannati dalle loro sofferenze e diffondere per l'universo il beneficio ricevuto. Ordinò dunque che la Foresta dei documenti e l'ufficio delle redazioni procedessero alla copiatura. Caduto nel Fiume delle Sabbie Mobili. hai acquistato meriti trasportando il santo monaco. è restaurata." "Caro fratello. ma poi ti sei felicemente convertito alla nostra dottrina e l'hai conservata con sincero rispetto. l'argomento è sottile e profondo. ti sei convertito alla dottrina buddista. Persino le inconsapevoli piante raggiungono il bene accumulando il bene. Quando la dettatura ebbe termine. Nonostante i numerosi peccati commessi quando vivevi nella Grotta della Passerella di Nuvole dei Monti Fuling. Ammiraglio dei Canneti Celesti. Possano quei benefici estendersi e durare a lungo. La santa dottrina. "Devi considerare che. Le divinità della montagna santa si erano raccolte davanti al Buddha per udirlo predicare. in salvo sull'altra sponda." Questo fu il testo composto dall'imperatore Taizong. Finite le cerimonie. dentro il palazzo e fuori. I meriti che hai conseguito scalando montagne e guidando il cavallo ti valgono il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino arhat dal Corpo Dorato. seguito dai mandarini che portavano rispettosamente fasci di sutra. Questo testo dettato di getto è proprio maldestro. A ripensarci con un po' di modestia. seguitemi" ordinò il reverendo. Questo raggio d'oro trarrà tutti. ti avevo immobilizzato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. vengono ricondotti Fra gli eletti. Taizong lo fece pregare di salire accanto a lui e gli porse lo scritto. Per la fedeltà che hai dimostrato da un capo all'altro del viaggio. i mandarini presenti si congratularono. al lago Trasformazione del Drago. Il reverendo lesse e ricominciò a ringraziare: "Lo stile di vostra maestà è elevato come nei tempi antichi. I vajrapani introdussero maestro e discepoli e riferirono al Beato: "In conformità dei vostri ordini. e non si lascia toccare da ciò che è sudicio. ti conferisco il giusto frutto di una promozione al posto di Delegato alla Pulizia degli Altari. proteggendo il santo monaco. Per i meriti che hai ottenuto portando pesanti fardelli. Dopo tanto soffrire sopra le aspre montagne Ed acquisiti nove volte nove gran meriti. avevi provocato gravi disordini nei palazzi del Cielo e io. Ha ricevuto le ultime parole dei santi di altri tempi e la dottrina autentica dei saggi più eminenti. Davanti alla composizione imperiale sulla santa dottrina. Mentre i buddha lodavano l'eminente Legge del Beato. Perché io devo fare lo spazzino?" "Per riempire la tua gran bocca e il tuo grosso ventre" rispose il Buddha. "Loro diventano dei buddha. ci confessiamo ignoranti. Stabilì inoltre che a est della città si erigesse un nuovo Monastero delle Copie. Entrato nella comunità monastica. Quanto ai classici esoterici. rivolto a Taizong: "Se vostra maestà vorrà diffondere le scritture. Per esserti permesso confidenze con la fata della luna ed esserti ubriacato alla Festa delle Pesche d'Immortalità. Il titolo è: Prefazione alla santa dottrina. "nella tua vita anteriore tu fosti il mio secondo discepolo Cicala d'Oro. converrà che ne faccia preparare delle copie. ha esplorato sublimi meraviglie e penetrato reconditi misteri. Prego nostro fratello di venire con noi a leggerci le scritture. dopo aver scrupolosamente conservato la nostra fede e aver acquistato i più alti meriti con la tua cerca delle autentiche scritture. da maneggiare con precauzione. in tempo per rispettare il termine assegnato di otto giorni. L'intero contenuto di cento cofani di canoni scorre dalle sue labbra come un vasto fiume. le nostre parole non sono adatte per iscriverle su bronzo e pietra. perché consegnassero i sutra. "Santo monaco" dichiarò solennemente il Buddha. e si attorceva alla colonna Omaggio agli Splendori del Cielo che si trova all'ingresso del monastero. e con ciò avevi spregiato il mio eminente insegnamento della Legge. Perché il cinnamomo che cresce sulla rupe produca fiori." "Ma come!" brontolò Porcellino. gli ammiratori della nostra dottrina sono tanti. hai difeso in qualche modo la forma umana e alla fine sei passato alla nostra eminente dottrina. per recitare i sutra autentici del grande canone. Il carro imperiale si mosse verso la Pagoda dell'Oca Selvatica. Monaci eminenti vennero incaricati di celebrare una grande cerimonia dell'acqua e della terra nel Monastero dell'Oca Selvatica. per un totale di 5048 rotoli. La sua mente ha offerto campo aperto alla Via dei tre veicoli e dei sei comandamenti. il cielo si squarciò e vi apparvero gli otto giganteschi portatori di folgore: "Reverendo. Il tuo attaccamento alla nostra dottrina ti vale il giusto frutto di un'alta promozione: io ti nomino Candana buddha Pieno di Meriti e di Virtù." Gli interessati si fecero avanti per essere investiti delle loro nuove funzioni. Taizong e il suo seguito si prosternarono e pregarono. al termine della prova voluta dal Cielo.

Alto su ogni pericolo. a mani giunte. Namo buddha re vittorioso della bandiera di sapienza. l'anguilla nuota insieme al pesce. Candraprabha buddha. Ogni verso originale si riferisce a una combinazione del gioco (ordine del cielo. bhiksu. Vogliano così i buddha di tutti i mondi acconsentire a ornare la pura terra del Buddha di meriti e virtù. non penserete mica di continuare a farmi portare il cerchio d'oro. Namo buddha Vairocana. grandi dèi. Namo buddha di pura gioia. Namo eminenti pusa. Gli elementi Ricadono nel vuoto e nel silenzio. Manidhvaja buddha. riconoscenti alla quadruplice grazia del mondo di Sopra e in soccorso di coloro che soffrono nei tre cammini. e così via). (14) . Namo pusa di eminente posizione. il centopiedi trova gustosi i serpentelli. arhat dal corpo d'oro e otto gioielli.ma al vederle i pesci si tuffavano nel fondo. arhat. maestro dei medici. Unito ai quattro stati. Namo buddha dei chiari talenti. Namo santi pusa del vajra di diamante. e finì affogato. due sette due. Namo pusa. Sughosa buddha. Namo buddha del sacro stendardo. Namo buddha del perlaceo splendore del sole e della luna. pini alteri e antichi ginepri.buddha. Namo buddha re della potenza della compassione." L'idea sottostante è taoista: una buona igiene sessuale richiede che un uomo "si nutra dello yin" del maggior numero possibile di donne. L'invariabile mezzo. O magari vi piacerebbe ripetere l'incantesimo per stringerlo? Mi farete il piacere di recitare la formula che lo apre. (12) Nei versi di Tao Qian (365-427) il villaggio della fonte dei Fior di Pesco è una piccola comunità fuori dal mondo. se si potesse derogare. Namo buddha vittorioso in battaglia. Namo buddha capo dei saggi e dei buoni. (9) In effetti. il nome è Shangguan. Namo buddha che manifesta l'assenza di ignoranza. Maitrîbala-râja buddha. Mahâprajñâbala-râja buddha. i tremila rivelatori. Rinnòvati. (4) I versi sono intessuti di riferimenti al gioco del domino cinese. santi monaci. (5) "Se l'uomo dorme nel bagnato si prende il mal di reni e resta mezzo paralizzato: è così anche per l'anguilla? Se si trova su un albero vi sta tremante e titubante: è così anche per la scimmia? Chi di questi tre conosce la giusta dimora? L'uomo mangia gli animali erbivori e granivori. Namo buddha Naluoyan. Namo buddha di vasta dignità. (11) "Nemmeno per un momento è consentito derogare alla regola delle nostre azioni. II. Ratnaprabhâsa buddha. (13) "Volevate diventare maestri fra gli uomini e avete sollevato queste complicazioni con i leoni". tartarughe strisciano. Namo buddha della bandiera di luce perpetua. Namo buddha del meraviglioso suono. a tutti i pusa e mahâsattva: Mahâprajnâ-pâramita!" Così finisce la storia del viaggio a Occidente." (Zhuangzi. Namo rispettato buddha Mile. Namo buddha re della forza della grande sapienza. (8) Tre schiocchi di frusta invitavano gli astanti al silenzio e segnalavano l'apertura dell'udienza. Namo pusa Puxian. Punyapuspa buddha. il cavallodrago aveva raggiunto il nirvana. Namo pusa. Namo buddha della lampada che contempla il mondo. il cervo s'unisce alla cerva. le piccole parole discutono di futilità. riunione fra nubi e venti di draghi e tigri. perché lo sperma serve a lui. pesche che maturano da diecimila anni. Namo buddha re vincitore della Legge. i pretesti della carità e della giustizia e le strade dell'affermazione e della negazione sono confusamente mescolate e imbrogliate. presente e futuro. Namo buddha Poliuna. Amitâyus buddha. (7) Il giovane letterato Wei aveva un appuntamento galante sotto il ponte. Buddha Sâkyamuni. Il tempo passava invano e. Samantabhadra bodhisattva. gli uccelli volavano in alto e i cervi fuggivano di corsa: chi di questi quattro conosce la giusta bellezza sotto il cielo? A mio modo di vedere. la dama di corte Mao e la concubina Li erano ammirate dagli uomini . sono i caratteri con cui si iniziano di solito gli esercizi di scrittura. Namo buddha di luce preziosa. che in realtà dice: ". Namo buddha dei meriti e virtù del legno di sandalo. Avalokitesvara bodhisattva. il cervo mangia l'erba. 15). fiori e frutti. dall'estuario fluviale. Namo buddha del prezioso splendore della luna. Nâgarâja buddha. (3) "La Grande Sapienza tutto abbraccia. ma si trattenga dall'eiaculare. il Delegato alla Pulizia e l'arhat dal corpo d'oro si godevano il giusto frutto. Maitreya buddha. Maestro e leone sono omofoni in cinese: shi. Possa chi ne è testimone scoprire la bodhi nel loro cuore e nel loro spirito. Mañjusrî bodhisattva. Namo buddha che conduce alla verità del nirvâna. drago celeste che appartiene alle otto creature eccezionali. Namo buddha Emituo. Namo eminenti pusa. I cinque Di non-dualità giungono in vetta. A quei tempi eri difficile da maneggiare. dodici undici dieci. Namo buddha onorevole re drago. bisognava pure adottare qualche mezzo speciale per tenerti sotto controllo. Dipamkara buddha.. upâsika e upâsâka. il gufo e il corvo trovano gustosi i topi: chi di questi quattro conosce il giusto gusto? Lo scimmione ha per femmina la scimmia. Dharmajaya-râja buddha. Namo buddha dello splendore della virtù dell'oro. Namo buddha dello splendore del sole e della luna. Namo buddha della luce universale. Namo buddha dello splendore del Sumeru. Namo buddha dello splendore del legno di sandalo. Namo buddha vincitore di saggezza. Namo pusa dal vasto potere. Namo pusa della legge senza limiti. 10). Mille fiori. A tutti i buddha dei tre mondi e dei dieci orienti. il buddha della Battaglia. Ha raggiunto Candana il Gran Risveglio." (Zhong Y ong. le grandi parole compongono i contrari. Namo tutti i pusa dell'oceano di purezza. per diventare immortale. Namo buddha di buon vagabondaggio. Namo buddha dello splendore di grande compassione. Varuna buddha. La realtà torna in polvere. cipressi azzurri e bambù smeraldini. affluiva l'acqua della marea. NOTE: (1) La traduzione italiana si permette di occidentalizzare il testo. Lepri nere vanno e vengono. con una ragazza poco puntuale. Ora che sei buddha. doppio dodici. bhiksu. la tigre di giada riposa. maestri e immortali che avevano ottenuto la Via. Possa rinascere nel paese della suprema felicità e porre fine alle reincarnazioni. Namo buddha di meriti e virtù. Questo e altri lieviti taoisti nel discorsetto buddista di Tripitaka. protettori. Namo buddha re del cristallo splendente. Namo buddha dell'indistruttibile diamante. Amithâba buddha. Namo buddha di longevità senza limiti. funzionario superiore. Ratnadhvaja-râja buddha. Gibboni neri e cervi bianchi scorrazzano a piacimento. Namo buddha dello splendore del mare d'oro. Il buddha Candana.. Namo buddha del lume della torcia di sapienza. (2) L'espressione "andare al paradiso dell'Ovest" significa "morire". II.lo mostrerò al re nel suo vero aspetto per indurlo a coltivare il suo corpo allargando i desideri. serpenti si annodano. Il giovanotto non seppe decidersi in tempo a rinunciare all'attesa. fin dall'VIII secolo." "Non portarmi rancore. Fiori straordinari delle otto festività. Namo buddha della chiarezza delle virtù del mare. I draghi d'oro dormono in luogo appartato. Namo pusa delegato alla pulizia degli altari. Sumeruprabhâsa buddha. mille frutti che rivaleggiano in fascino e bellezza sotto un cielo coperto da brume di buon augurio. upâsaka e upâsikâ. la piccola sapienza distingue. Namo buddha del passato. La folla." Scimmiotto si palpò la testa: il cerchio non c'era più. Nubi iridate intorno al Picco degli Avvoltoi. nuvole di buon augurio si accumulano sopra il mondo della gioia assoluta. festa delle lanterne. E così i vani nomi dei demoni. Vyûharâja buddha. Si spargono Ovunque i sutra sulla terra. rivelatori. 1). divini frutti delle quattro stagioni. tudi. non sarebbe la regola. Candanapunya buddha. (10) Porcellino dice il vero. Namo tutti i pusa della gioia ultima del Paradiso dell'Ovest. ma anche i piaceri dell'amore. (6) "Voi che amate se": colore. Namo buddha dello splendore della pace del mondo. Namo pusa Wenshu. Namo buddha e pusa dell'assemblea del Lago di Loto. e io lo farò a pezzi perché quella vecchia pusa maligna non sia tentata di usarlo per giocare brutti tiri a qualcun'altro. Namo buddha di meriti. prugni di ogni colore. Come posso conoscerne la classificazione?" (Zhuangzi. Namo buddha della bandiera di gioielli. divinità di grotte e di montagne. guardiani. dèi del giorno e della notte. Namo buddha saggio dei Sâkya. i cinquecento arhat. Nârâyana buddha. Fenici verdi e rosse svolazzano allegre. Namo buddha dello splendore dei talenti. Mahâsthâma bodhisattva. Svâgata buddha. Namo buddha del progresso del bene. Tocca e verifica. Bhaisajyavaidûrya-prabhâsa-râja buddha. I cinque presero il loro posto fra gli infiniti convenuti ad ascoltare la predica del Buddha: buddha e pusa. talenti e virtù. recitava in coro: "Namo buddha che accende la lampada dell'antico passato. il cerchio è scomparso: non poteva certo rimanerti incrostato sulla testa. Namo pusa Guanyin.

Sarasvatî. o illuminazione. il Ristagno. (21) L'inserto che segue è storico. che è probabilmente il più antico testo buddista cinese pervenutoci. Oxo. essi gli riportano il Sutra dei 42 articoli. (23) "Il doppio albero e le otto acque". per felicitare Xuanzang della traduzione del Y ogâcârabhûmi sâstra. Al tempo dei Tang l'espressione designava una categoria di esami mandarinali e i candidati che li superavano. è il suo opposto: sopra tre linee piene (il Creativo). Mahî e Hiranyavatî). e sotto il Creativo. sotto tre linee spezzate (il Ricettivo). (17) In questo caso l'omissione non riguarda una descrizione a oltranza. Sîtâ. Sono adattati ai fatti del romanzo gli anni di assenza (ridotti da 17 a 14) e le opere riportate dall'India (ridotte da 657 a 35). yang. che qualificavano ad affrontare i veri esami da mandarino. che tende a scendere. Invia emissari in occidente in cerca di maggiori informazioni. Gli ovini si indicano con una parola dello stesso suono. e gli otto fiumi dell'India (Gange. (18) Due "talenti distinti". Il testo fu riportato da Hui Li. (22) La prima menzione del buddismo in Cina si trova nella storia dei Han posteriori. La coppia di esagrammi descrive anche il ritmo lunare (capitolo XXXVI). la Pace. si compone di tre linee spezzate sotto le quali vi sono tre linee piene: sopra il Ricettivo. ma una serie di canzoni sulle parole: bella riunione di gioiosa unione. (20) Sessantaquattro. Yamuna. Sono i due alberi di sâla sotto i quali il Buddha ebbe il risveglio. Indo. L'esagramma Pi. . che ascende. È l'esagramma della primavera. e Fu Yi gli parla del Buddha. In seguito servì a indicare esami preliminari. Taizong scrisse questo testo nel 648. Interpella i suoi ministri. (16) È sempre Anâthapindada. un discepolo di Tripitaka. L'imperatore Ming (58-75) sogna una divinità d'oro che vola. L'inizio (dal basso) con tre linee piene significa yang.L'esagramma Tai. benché scritta in tutt'altro modo. nella sua biografia del maestro. Abbiamo incontrato l'esagramma Tai in una nota del capitolo precedente. (19) Furono tutti e quattro mandarini-modello di epoca Han. (15) "Il Tai diventa Pi".

invertire il corso del fiume. più bestione di me. tu e Sabbioso dei bagagli e del cavallo. Il maestro. "c'è una residenza dove potremmo chiedere di pernottare. vide che la torre d'ingresso era decorata da spirali di loto e da trombe d'elefante. . mentre Porcellino posò il carico e osservò: "È una casa di gente ricca. e non badi ai poveri cristi che ti portano le valigie. Globi d'oro ricoprono l'arancio. che ha un bel peso. che aveva dovuto affrettare il passo sulle orme del cavallo. "vi sbagliate. notò che gli edifici erano sovrastati da una cappa di brume di buon augurio. Il cavallo. A che ci serve un riparo per la notte?" "Fratellone" protestò Porcellino. Ecco: Aceri rossi dominano i colli. "È colpa di Porcellino. c'è una regola da rispettare. dal ponte le orchidee Rosso sangue ricadono sull'acqua. produrre nebbia. bestione mio" replicò Scimmiotto. non prendetevela" disse Scimmiotto sorridendo. La pusa gli ha tolto le scaglie. che può scavalcare montagne con un salto." "Fratello. finirai per rimediare qualche scapaccione. Sopra la porta pieghevole era appeso un dipinto di formato orizzontale. che rappresentava paesaggi di montagne di longevità e mari di felicità." "Non vorrai mica trattarlo da cavallo! Guarda che non è un quadrupede qualsiasi: è il figlio di Aojun. roba da proteggere Dalla pioggia. Siepi di crisantemi decorate Dalla brina. Tripitaka si sedette su un tamburo di pietra. producendo nell'aria mille scie colorate. È ben lunga la via per l'Occidente. ti ho visto! Sei stato tu a spaventare il cavallo. Tra pini alteri e bambù variegati." Scimmiotto si mosse per entrare. Aveva provocato un incendio in una sala del palazzo. io non la tocco più da un pezzo. dove troveremo un riparo per la notte?" "Maestro" replicò Scimmiotto. ma io ci sto solo a fare il facchino. Suo padre lo accusò di aver mancato di pietà filiale e lui fu condannato a morte: gli salvò la vita la pusa Guanyin. ma tu lo sai quanto pesa questa roba?" "Fratellino. andiamo a chiedere ospitalità. Attraversarono innumerevoli colline azzurre e acque verdi. Non vi è essere vivente Nella pace d'autunno. con alti tendaggi. perdendosi nella contemplazione dei fiori selvatici e delle immense distese d'erba." Porcellino andò a legare il cavallo e si accasciò sull'erba. Da quando abbiamo attraversato il Fiume delle Sabbie Mobili. ma si guardò bene dallo svelare i celesti disegni e si accontentò di rispondere: "Va bene. hai torto di prendertela con me. e gli chiederemo rispettosamente asilo." "Discepoli. QUANDO QUATTRO SANTITÀ METTONO ALLA PROVA LO SPIRITO DI MEDITAZIONE." Scimmiotto. Io mi occupo del maestro." "Ma tu fa un po' il conto: Quattro stuoie di giunco ed otto corde Più o meno lunghe." "Non incominciamo a minacciare violenze. Adesso sei nella comunità monastica." "Via. tre o quattro. Sulle colonne laccate d'oro erano appesi cartoncini scarlatti che recavano distici per l'anno nuovo. Il tutto appoggia Su una pertica alquanto scivolosa. Non sei mica più con i Gao. con le arie che ti dài. che non aveva la forza di trattenerlo. Superati gli ostacoli. come gli altri fanno il loro." "Bestione!" disse Scimmiotto mettendosi a ridere. anche l'autunno volgeva al termine. Scimmiotto finì per spazientirsi e. Mentre camminavano." Il bestione. Ma allora. Il maestro. maestro?" "Maledetta scimmia. signore. spandere polvere. Per fortuna sono riuscito a conservare l'equilibrio. "Si capisce. "ecco che si fa tardi. dorme sotto la luna su un guanciale di brina: dappertutto è a casa sua. rivolta a sud. sceso da cavallo. entrò a esplorare: vide una grande sala a tre campate. Gli si potrebbe mettere in groppa qualcosa di più." "Ma è proprio un drago?" intervenne Sabbioso." "Maestro. Sabbioso teneva il cavallo. "Ma con chi stai parlando?" "Parlo con voi. avanzavano sulla strada maestra dell'Ovest. "ho sentito raccontare che. Rimase per parecchio tempo ad aspettare il maestro al Torrente del Dolore dell'Aquila. Stridono lamentose cavallette. Tu fai il discepolo elegante del signor maestro. e per di più mi fate correre a perdifiato dietro al cavallo. Il tuo vecchio Porcellino pena tutti i giorni sotto questi pesi. sconvolgere il mare. Aspettiamo che qualcuno si faccia vedere. ha i titoli di cavallo-drago e di terzo principe. siete voi che la portate. gli si abbandonò aggrappandosi alla criniera. che ha lasciato la sua famiglia. le pene e le privazioni da sopportare fanno l'orgoglio del bravo discepolo. Benché alle estremità abbia aggiunto un chiodo. venne la sera. in ferro Damaschinato in bronzo. questo capitolo mostra che la strada della ricerca delle scritture è di quelle che richiedono alla persona di consacrarsi interamente all'essenziale. esaminava la scena quando il discepolo Consapevole del Vuoto lo raggiunse: "Non sarete mica cascato dal cavallo. I quattro pellegrini." Il bravo Scimmiotto scosse la sua sbarra cerchiata d'oro. per timore di essere battuto. a mani vuote. Scimmiotto e Sabbioso si appoggiarono al parapetto della terrazza. "non prendere quel tono di rimprovero. Frena il ronzino senza usar la frusta! Madre del legno. Non si può entrare senza permesso. In serena e maestosa architettura. In altre parole. e certe perle erano andate distrutte. Vanno tacendo le ultime cicale. E per finire la cappa di giunco. Stormi di oche selvatiche punteggiano In lunghe file lo spazio infinito. padre del metallo. sapete. appoggiato alla sella. ai piedi del muro di cinta. "devi pur rendertene conto: tu te ne vai in giro come un ballerino. so io quante salite abbiamo fatto. sarebbe un segno di solidarietà fraterna fra condiscepoli. Se non fai il tuo lavoro. affinché adempia il voto di trasportare il maestro che va a presentare i suoi omaggi al Buddha." Tripitaka. Il cavallo però è grande e grosso. guardate là" invitò Tripitaka. ma Tripitaka lo trattenne: "No! Siamo monaci. Perciò l'ho fatto andare più svelto. Poi c'è il bastone pastorale. il re drago dei mari occidentali. Ciascuno ha le sue prove e i suoi meriti. dove prendevi quello che ti faceva comodo e davi se ne avevi voglia. dopo aver compreso la verità dell'essenza delle cose. tu e io. il drago sa soffiare nuvole. e per quanto mi riguarda. levato le corna e ritirato la collana di perle per trasformarlo in cavallo. criticava il cavallo perché camminava troppo piano. Nevican petali di fior di pesco Nell'ampia corte a primavera. non sono fatti tuoi." "Be'. per il gusto di umiliare la gente. che non riesco a portare. ma nessuno comparve. sollevare sabbia. alzò gli occhi e vide magnifici edifici all'ombra di un boschetto di pini: Fronde di cedri incornician le porte Degli edifici in cima al colle azzurro. Quando la brina fa cadere i fiori.CAPITOLO 23 ARTI DI SEDUZIONE DI UNA VEDOVA IN CUI TRIPITAKA NON DIMENTICA LA SUA NATURA DI BUDDHA. avevano spezzato le illusorie catene di polvere e varcato le sabbie mobili dell'oceano della natura che era in loro. secondo gli antichi. vuoi vederlo correre? Ti servo subito. Non me ne ricordo nemmeno. tutte con un bel carico sulle spalle. vive d'aria pura e di acqua fresca. Ho già un carico troppo pesante. e porta solo un vecchio monaco non tanto grasso. Non si può fare altro. La gente come noi. come mai quello lì cammina così piano?" "Perché. Figuriamoci se tu porteresti pesi. come: Esile salice dondola i rami Sul ponte sottile la sera. Non allentar le briglie della scimmia. alzò gli zoccoli e schizzò via come il lampo. Si apron del loto i ventagli venati. Donna gialla e neonato vanno insieme. Allora Tripitaka riprese fiato. e dobbiamo evitare qualsiasi comportamento criticabile. guardando in alto. Aspettarono un pezzo. con pilastri dipinti e travi scolpite. "Discepoli miei" disse Tripitaka. Capì che doveva trattarsi di trasformazioni soprannaturali predisposte da buddha e immortali. Dobbiamo pur trovare un posto per ristorarci e riprendere le energie: è la sola cosa sensata da fare. senza chiedere il parere di nessuno. Chi è nel vero coi denti spezza il ferro: Così pervieni a perfetta saggezza. Succedendosi i giorni e le notti. Poi aggiungi le coperte Di feltro." "Fratello" riprese Porcellino. finché in cima al pendio il cavallo rallentò l'andatura. arrivò ansimante brontolando: "Non ne posso più! Ho la pancia vuota e la schiena rotta. Alte sale delimitano i nitidi Muri a calce.

Anche noi. sandali di paglia. Una piccola cameriera con le crocchie di capelli ricadenti comparve discreta da dietro un paravento. la seconda Amore e ha diciott'anni. in famiglia voi godete di lusso. color verde mandarino. "Nobile donatrice" chiese Tripitaka giungendo le mani. non se ne parli più. diecine di migliaia di arpenti di terreni fertili. in mancanza di fratelli maschi. rilassatevi un po'. Dopo gli scambi di cortesie. "non facciamo scherzi! Sarebbe un argomento da esplorare meglio. bevi vino novello. lo scosse ed esclamò: "La signora vi sta parlando. fateli entrare. e non volete ritornare indietro. con la ciotola delle elemosine in mano?" Impietrito al posto d'onore. il povero Tripitaka sembrava un epilettico paralizzato dal fulmine. Poi ordinò di preparare un pranzo vegetariano. E. Il destino non ci concesse figli maschi: ho avuto solo tre figlie. Consapevole del Vuoto? Potresti restare qui. alla vita era serrata una gonna di broccato ricamata in giallo zampa d'oca." "Ehi. "posso permettermi di informarmi sul vostro nome e sul vostro paese?" "Vi trovate nel continente Godâniya. La vostra visita. Mi troverete brutta. se non veniste da tanto lontano. per sollecitare l'ospitalità per una notte. Basta che vi rilassiate. sembrava sul punto di traboccare per terra. si sentiva venire tali pruriti che non riusciva a star fermo: si contorceva sulla sedia come se avesse le natiche punte da spilli. Non sono più comodi da indossare broccati e sete. hanno ricevuto anche una cultura da maschi. agio e voluttà. recando tazze di giada bianca su un vassoio d'oro: Si spande il caldo vapore del tè profumato. "Io sono nata all'ora del gallo." A questa risposta la vedova andò in collera: "Questo monaco screanzato mi manca di rispetto! Vi direi tutto quello che penso. Ma mi accontenterei di acquisire per genero uno dei vostri discepoli. "Via. trattenuti da un pettine d'avorio con smalti vermigli e smeraldo. un'estensione non minore di foresta. godrete di ogni lusso. Benché vivano fra i monti. Di fronte all'Arca d'Oro." "Reverendo" rispose la donna con un sorriso di buona accoglienza "dove sono gli altri tre? Vi prego. signori. Nessun disturbo esterno più muove le tue labbra E l'essere si trova in perfetto equilibrio. e che vantaggio ci può essere a restare in famiglia?" replicò Tripitaka. quando udì rumor di passi dalla porta che dava verso l'interno e vide apparire una signora di una certa età che gli chiese con voce musicale: "Chi siete? Siete entrato non invitato nella casa di una vedova. dagli orecchini pendevano varie file di perle. Io vi proponevo sinceramente di entrare nella nostra famiglia e di condividere i nostri beni. Da due anni la sventura mi ha colpito di nuovo. con qualcosa del ranocchio infradiciato: stralunava gli occhi. una quantità innumerevole di maiali e di pecore. Ritorni alla tua patria. accompagnato da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. e io vi racconterò i vantaggi che ci sono a restare in famiglia. vedendola in collera. voi avete ricevuto i vostri comandamenti. "La mia prima si chiama Sincerità e ha vent'anni. che reggeva un antico brucia profumi di bronzo in forma di animale fantastico. che fece dare un passo indietro a Porcellino: "Bestia maledetta! Noi siamo gente che ha abbandonato la sua famiglia: sarebbe insensato che ci facessimo attirare dalla ricchezza o commuovere dalla bellezza. Non c'è nessun lavoro femminile." "L'umile monaco che sono" rispose Scimmiotto preso alla sprovvista. la dama prese a due mani le tazze. È meglio che nutrirsi Del sangue altrui e marcire nelle spoglie di carne. Ai quattro angoli delle pareti erano appesi quattro pannelli che rappresentavano le stagioni." "È vero. madre e figlie. dove vi attendono bellezze ornate da due file di spille d'oro. prato e frutteto. mandrie di cavalli e di muli. fatto i vostri voti. Strani frutti sprigionano misteriosa fragranza. Amata. fratello" replicò Porcellino. Ai lati i capelli erano fissati da due spille d'oro rosso. "Ma sembra che ignoriate i vantaggi della nostra vita di monaci vaganti. facendomi perdere il marito. il periodo di lutto si è compiuto appunto quest'anno. ad ascoltare quant'erano ricche e quant'erano belle. ha sedici anni. vi abbandoniate alla dolce vita. si avvicinò a Tripitaka. Questo ingente patrimonio ci è stato lasciato invano: non abbiamo altri parenti. se accettate di entrare come mariti nella nostra umile dimora. viene al momento giusto. maestro: vi fa nientemeno che una dichiarazione! Perché non state attento? Alle domande bisogna rispondere!" Tripitaka alzò bruscamente il capo e gettò un grido roco. acquisiti i tuoi meriti. sanno recitare poemi e comporre distici. Avemmo la sfortuna di perdere i miei suoceri quando eravamo molto giovani. raddoppiò la sua amabilità e li invitò a entrare nella sala di ricevimento. Alla fine non ne poté più. per scoprire dita sottili come le più delicate cipolline primaverili. C'è un'altra poesia per descrivere anche quelli: Serve una volontà più forte del comune Per abbatter la casa dell'amore e dell'odio. Siamo quattro persone e stavamo attraversando questa nobile regione al cader della sera. Il nome della famiglia della vostra umile serva è Mentì(1). e sopra un bolero rosa. mille capi di bufali gialli. Cogli di ogni stagione i diletti che porta. Se acconsentite.Al centro era collocato un tavolino nero di lacca opaca. sono sempre stato goffo in queste cose. Le otto feste ti recano ciascuna le sue gioie. C'erano sei poltrone. oltre a onorarmi. siamo quattro. poverini!" esclamò la vedova sorridendo. li fece sedere e li pregò di attendere il tè. distribuiva i capelli in due chignon bicolori a forma di drago acciambellato. a mutare i vostri piani e rinunciare ai vostri voti. Dovrebbe essere un'occasione attraente per Otto Divieti. C'è una poesia che ne parla: Abiti nuovi in seta indossi a primavera. Porcellino. ma per fortuna le mie figlie non sono male. il mio defunto marito aveva tre anni più di me" precisò la vedova. Abbiamo scorte di granaglie per otto o nove anni. e ci vorremmo sposare con mariti che vengano a stabilirsi qui. "viene dal paese dei grandi Tang dell'Est e ha la missione di recarsi a ovest per sollecitare le scritture dal Buddha. Le bande vaporose volavano come ali di fenice. "più di trentamila mu di altre terre agricole. Recàti a limpidezza la natura e lo spirito. nutrire e tenere uniti i figli" replicò Tripitaka. Mi sembra una coincidenza davvero fortunata." A queste parole Tripitaka si finse sordo e muto. che lana di bigello. ed ereditammo il loro patrimonio: centinaia di migliaia di filze di sapeche. in nido morbido. di seta per dieci. sono persone fini. Disponiamo ai quattro orienti di una settantina di granai con le loro aie per la trebbiatura. per onorare ciascuno e offrirgli il tè. in cui non siano esperte. muto come un sasso. dell'Ovest. sotto un velo di garza nera. né se acconsentireste." "Poverini. dal ricamo alla sartoria. assumendo un atteggiamento contrito. onori e ricchezze: ed è certo una buona cosa avere di che vestire. Scimmiotto stava appunto sbirciando qua e là. reverendo. s'intimidì e fece appello a Scimmiotto: "Che ne dici. Rimboccando le larghe maniche di seta dai colori cangianti. ti ubriachi a tuo piacere. Va bene. L'acconciatura alla moda di corte. che siano in tutto degne di voi. cappelli di foglie di bambù. e poi oro argento che non riuscireste mai a spendere tutto nel corso di una vita intera. il terzo giorno della terza luna dell'anno del porco. Credo proprio. ma è difficile abbandonare tante ricchezze. l'ultima. Senza cipria né belletto. Nessuna è fidanzata. per divenire i padroni della nostra umile dimora. Mendicare e levare preghiere ad Amitâbha. reverendi. Mi vorrei risposare. signora. L'inverno. maestro e discepoli. Una notte di nozze fra piumini di seta È molto più gradevole che vagar per le strade. Quando viene l'autunno. ci pregano di entrare!" Tripitaka si decise ad avventurarsi all'interno. "Ma perché poi si dovrebbe rinunciare a qualsiasi famiglia?" "Cara signora. Chiuse gli occhi per calmare i battiti del cuore e restò in silenzio. Porcellino la squadrava dalla testa ai piedi a occhi socchiusi. ma non so ancora che cosa ne pensiate. una per una." Scimmiotto si mise a gridare a squarciagola: "Maestro. La donna andò loro incontro per accoglierli. e voi mi rispondete cercando di ferirmi. Perciò ci siamo presi la libertà di accostarci alla pia dimora della nostra rispettabile donatrice. Vedendoli tutti insieme. Non è meglio che penare e faticare tanto per seguire la strada dell'Ovest?" Tripitaka restava inebetito." "Se . e quello del suo defunto marito Noncè(2). con aria di intenditore. con calzature fiorite dai tacchi alti. la bellezza naturale del suo incarnato conservava il fascino della giovinezza. Vi chiederete com'era abbigliata: Vestiva un abito di broccato tessuto in ramia. vi lasciate crescere i capelli. Sin da piccole hanno imparato a leggere i classici confuciani. Non parliamo poi della freschezza primaverile celata dietro le nostre cortine di broccato. "Abbiamo più di trecento mu di terre irrigue" riprese la vedova. Perché incatenarsi così ostinatamente alla legge del Buddha?" Tripitaka. Quest'anno compio quarantacinque anni." "Fin da ragazzo. Con altri più leggeri contempli i loti in fiore.

"L'erba non era granché." "Lo terrà alla briglia perché non si perda." "D'accordo. Dopo nemmeno due mesi che sono con voi. che potrebbero Espugnare città. volgaruccia? Queste son fate venute dal Cielo." "Come. Reti di fiori d'oro i corpi avvolgono Che emanano gli aromi più squisiti. le tre bellezze scivolarono come ombre all'interno. Ogni provvedimento utile in casa. Fan fremere i cuori Le bellezze smaglianti. Questi volò in casa. vi prego. "La pusa mi ha convertito. Ad ogni loro passo Diffondono un profumo d'orchidea. Restò lì zitto. se si intasa. signora. Son gli arpenti a migliaia." La donna. Porcellino. "Dove va. ma poteva andare per le proposte matrimoniali" fece Scimmiotto. Non sospettava che Scimmiotto avesse sentito tutto. come la passiamo la notte. balbettò: "Grazie. Ricche le acconciature dei capelli. "che io vado a vedere che specie di pascolo va cercando il nostro amico. e adesso non vuol fare queste cose. in modo da cavarle almeno qualche cosa da mettere sotto i denti. il monaco cinese: lui sì che è bello. Porcellino riportò davanti alla casa il cavallo. Guardatele: Gli occhi sono truccati con aloni Azzurrini." Scimmiotto scoppiò a ridere e gli raccontò il colloquio fra Porcellino e la dama con tutti i particolari. Voi restate qui. Non commetterò mai la perfidia che mi suggerite." "Il posto non era adatto al pascolo." "Non prendermi in giro!" replicò Porcellino. sarebbe dipeso soltanto da me e da voi: avremmo potuto pensarci domattina. Scimmiotto faceva finta di niente e Sabbioso volgeva loro addirittura la schiena. balle!" brontolò Porcellino. noi possiamo anche passare la notte al freddo. Se passa la notte a digiuno. fatele ritirare. A un tratto si udì un cigolio. l'una accanto all'altra. accanto alla cenere fredda del forno?" "Secondo discepolo" suggerì Sabbioso. Troppo tardi! Sbrigati ad acconsentire e offrici il brindisi del festeggiamento: almeno ci guadagneremo qualcosa anche noi. Spazzerò il pavimento quando occorre E drenerò il fossato.nessuno dei due è d'accordo. si udì il rumore della porta che si chiudeva. ma tu cerchi di mettere in imbarazzo me solo. Questa sera. fine ed elegante. lasciando sul posto le lanterne in garza di seta. Maestro e discepoli si videro abbandonati. il nostro secondo fratello è stato sposato?" si meravigliò Sabbioso. la porta si aprì e vennero avanti un paio di lanterne rosse e un incensiere. può darsi che le mie figlie non ti trovino una bellezza. prima che abbia avuto modo di acquistare il minimo merito. Pupattola in confronto. Alla vista di Porcellino. Adesso che ci ha sbattuto la porta in faccia. E vedrai le sementi come rendono! Se occorre pioggia. gli deve venire l'acquolina in bocca. Tripitaka non sapeva se dargli credito. La mia difficoltà sarebbe questa: non è. Non sarebbe un affare migliore entrare come genero nella mia famiglia. è meglio avere un genero come te che non avere nessuno. dal momento che siamo senza capo famiglia. signora." "Maestro. giade e spilloni dorati." Il bestione si accostò al cavallo. e disse: "Suocera." "Bestione. ti prenderò come genero. a testa bassa e collo torto. "non se la sentono di prendersi questa responsabilità. l'hai persino chiamata mamma. non avremo una goccia d'acqua per il tè e nessuno ci accenderà il fuoco. non ho trovato un posto adatto. ma ora. gli gridava e lo spingeva a destra e a manca senza lasciarlo in pace. fammi un bel salamelecco. Chang'e discesa in terra dalla luna! Tripitaka teneva la testa bassa e le mani giunte. "Sarebbe un po' confuso: avrei abbandonato il secolo per ritornarci subito dopo. che ardeva d'impazienza. portavo il cavallo a pascolare" fece il bestione abbandonando le redini e accostandosi con una riverenza. voltò le spalle e scomparve dietro il paravento. Da allora. "tienilo pure d'occhio. "Dunque ditemi" fece la madre. io farò da testimone e Sabbioso da mezzana. "Ti sei già messo d'accordo alla porta posteriore. Tu ritorni laico e tutti saremo contenti. "restate qui voi. Io invece sono brutto. che mi troviate le orecchie troppo grandi e il grugno troppo lungo?" "Personalmente non mi sembra un problema. finché non lo ebbe spinto. ho l'impressione che ci abbia ripensato spesso. Se occorre vento." "Balle. od attraente La fatalona d'ovest. "Toccherà a Porcellino divenire vostro genero. Con i soldi che ha la famiglia. "Bisogna che ci riflettiamo insieme. Piccolo o grande. alla sua mogliettina. constatato che uno dopo l'altro cercavano pretesti per rifiutare. e le cinture Fan risaltar le forme delicate. Le aggiungerò quanti piani vorrai. Sincerità. Dài. come ali di farfalla. Fiori e gioielli Ne adornano le grazie. Se non ci sono ostacoli. per passare una buona serata? Quanto a risponderle di sì o di no. penso a convocarla. avrei ripudiato una moglie solo per impalmarne un'altra." "Va bene. che mendicare per tutta la strada dell'Ovest?" "Il fatto è che non osano disubbidire all'ordine sovrano del monarca dei Tang" rispose sorridendo Porcellino." "Riflettere su cosa?" intervenne Scimmiotto. ma la madre si accostò alla porta. "Quante cose non sai!" disse Scimmiotto. riprese la propria forma e si presentò a Tripitaka: "Consapevole delle Proprie Capacità riconduce il cavallo alla briglia. introducete vostro genero. "Sabbioso. per esempio. E poi quel povero cavallo non può stare così. Qualunque decisione appartiene a me solo. che non aveva avuto modo di pascolare. con i suoi regolamenti monacali. con la bocca imbronciata e le sopracciglia aggrottate. con il bel risultato che perdiamo le occasioni. signora mamma. Per ordine della pusa e perché lo avevo catturato. A queste parole il bestione capì che sapevano tutto. ed erano proprio carine. Non compariva più nessuno. ma non andare a stuzzicarlo. Vorrei vedere chi non le ha. Ma lavorare so come una bestia. Certo. tra effluvi profumati e tintinnio di giade." "Perché dovrei chiedere il suo consenso? Non è mio padre. Con perle. ma invece di farlo brucare. resta a fare compagnia al maestro" disse Scimmiotto. Chi trova bella la donna di Chu. ho rispettato divieti e comandamenti mentre vi aspettavo." "Consapevole del Vuoto" raccomandò Tripitaka. È inutile stare a consultare l'almanacco. se la prese con il monaco cinese: "Maestro. io passo la spugna e ti assolvo. Che cosa vi sarebbe costato farle qualche moina e restare più nel vago. lo slegò e se ne andò di furia. il nostro giovane reverendo?" "Signora. che vado a far pascolare quel povero animale. per piacere. una mano della vedova." "Non fare il provocatore! Bisogna pensarci su. farsi bonzo e seguire il maestro nell'Ovest. non è possibile! Non farò mai una cosa simile. a far da genero." Il bestione si disponeva a farsi trascinare dentro. "È un bel pignolo. Il bestione aveva portato il cavallo sul prato. stavano in piedi. non è leale!" protestò Sabbioso. "avete deciso chi di voi quattro sposerà una mia figlia?" "Ne abbiamo discusso" rispose Sabbioso. "Se acconsenti. e poi." Le tre ragazze scomparvero dietro il paravento. di esservi data la pena di mostrarci questi esseri celesti. Se la casa ti sembra troppo bassa. ha tutte le voglie del mondo. e ci sarà un bel banchetto di nozze. Aspetta che ne parli alle mie figlie. smettila di far commedie! L'ha trattata da mamma. nel villaggio del vecchio Gao. ritorna a parlarne con il tuo maestro. Ma Porcellino sgranava gli occhi. la signora il suo ruolo ce l'ha. solo a parlarne. può restare Consapevole della Purezza. Un momento dopo ricomparve il bestione e legò il cavallo. Visi primaverili sotto il lieve Velo di cipria." "Pensare cosa?" intervenne Scimmiotto. come per caso. Dài bestione. "L'hai fatto pascolare?" chiese Tripitaka. ma accidenti se sono utilizzabile!" "Utilizzabile come?" "Io D'aspetto sono brutto. dici tu? Non servono né i bovi né l'aratro. La signora conduceva le tre ragazze. noi e loro. poi voi mi avete accettato e mi avete dato i vostri insegnamenti." "Hai un bel dire" obiettò Porcellino. in quella sala: mi facevano stare sulle spine. tutto il suo sistema viscerale era impegnato a secernere concupiscenza. Qui vide la vedova e le tre figlie che si divertivano a contemplare i crisantemi. non lo nego. non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. davanti alla porta posteriore della residenza. Pensate al nostro maestro." Ed entrò in casa chiudendosi la porta alle spalle." "Se tu sei così bravo in casa. Mi basteranno i muscoli e il rastrello." "Ma non si fa così. come oserei desiderare queste ricchezze estranee? Io voglio a tutti i costi arrivare al Paradiso dell'Ovest. senza cibo né bevanda. il maestro e la dama faranno da genitori alla cerimonia. ritorna al mestiere di genero! Chiedilo per favore. non dico di no. Lo dice anche il proverbio che il bonzo è un fantasma affamato. mentre . "Era genero del capofamiglia dei Gao. io lo realizzerò. Facciamo tante storie e recitiamo la commedia. Non hanno fatto altro che punzecchiare me. presenta al maestro i tuoi rispetti e adempi i tuoi doveri di genero." "Signora e cara mamma. la sposa ti porterà un corredo con i fiocchi. dovreste spiegare alle vostre amate figlie che un uomo non si sceglie con questo criterio. figuriamoci un po'! Cos'altro vuoi riflettere? Il maestro farà da padre dello sposo. non siete proprio stato furbo a risponderle in modo così secco e maleducato. con una scossa si trasformò in una libellula rossa e se la filò attraverso il portale per raggiungere Porcellino. non ha avuto altra scelta che di abbandonare la moglie. che farà comodo a tutti noi. Le labbra semiaperte sono rosse Come ciliege." Il grande santo uscì dalla sala. in Tibet. Amore e Amata salutarono i pellegrini in cerca delle scritture. né mia madre. eppure è completamente inutilizzabile. Pieno di imbarazzo. si ridurrà pelle e ossa." Prese una mano di Porcellino. quel vostro maestro. ma lui domani dovrà camminare tutto il giorno con un uomo in groppa. per caso. lo provoco io. "La voglia ce l'avete anche voi.

queste corde mi strangolano! Aiuto! Non lo farò più!" "Consapevole del Vuoto. fissato a un cedro antico alle loro spalle. Io accompagno il signor genero nella sua stanza. Quanto a Porcellino. fa proposte anche alla suocera." Il bestione si coprì la testa." "Genero mio" rispose la suocera sollevandogli il velo. secondo la volontà del Cielo. Camminò ancora per un bel pezzo. E la suocera? E tua moglie? Mi pare che ti abbiano ben impacchettato. su invito di Guanyin E in buona compagnia con Puxian e Wenshu. va. non si regge più sulle gambe e barcolla come un ubriaco. servi un pasto di magro e occupati dei miei tre parenti. Il reverendo. Le ragazze ti sfileranno davanti. andate piano! Non conosco la strada. Leviamolo dai guai e permettiamogli di seguirci. Amata. E SCIMMIOTTO SOTTRAE FRUTTI DI GINSENG AL TEMPIO TAOISTA DELLE CINQUE FATTORIE. dopo averci ospitato e aver dato una lezione a Porcellino Otto Divieti. datemele tutte e tre: vi risparmierete polemiche e battibecchi che rovinerebbero la pace familiare. Se ti do la più grande. che vi lesse un inno in otto versi: Madre del Monte Li qui è venuta stanotte. Porcellino ringraziò tutti prosternandosi fino a toccare il suolo con la fronte. Ma si copre la testa come un povero stupido. "Andiamocene. Quando si fu ben coperto. Portatemi queste camicie. si indispettirà la più piccola. si mise a chiamare Scimmiotto." "Se loro non mi vogliono. i nobili edifici e le alte sale erano scomparsi. Intanto le donne svanivano. Porcellino serrò i denti e ammutolì. credo che la maggiore si offenderebbe. Amore. chiese: "Signora. prima di giungere agli appartamenti privati. quando udirono grida provenienti dal folto del bosco: "Maestro. mentre l'oriente si andava rischiarando." A sentir parlare di pusa. Alla fine cadde seduto per terra. Non è pratico. Ma la gran precipitazione non mi ha lasciato il tempo di far venire l'astrologo. Se temete malcontenti. Non so proprio come uscirne" rispose la futura suocera. Incespicando e urtando. dall'altra va a sbattere in un tramezzo di legno. Non di sua iniziativa. per le battaglie fra le lenzuola. Scimmiotto si fece avanti ridendo: "Eccolo.la padrona di casa ordinava a un giovane domestico: "Pulisci tavola e seggiole. Si diceva che i pellegrini si addentrarono nella foresta: non tardarono a scoprire il bestione legato a un albero. e tu sposerai quella che riuscirai ad afferrare tendendo le braccia. Ritorniamo a Tripitaka. annusa effluvi di muschio e di orchidea. ma se ti do la seconda. ma ancor prima di averne annodato il laccio cadde a terra: il capo di vestiario era tutto pieno di cordine e funicelle. Scimmiotto si mise a ridere: "Non avrete mica creduto alle storie di quelle donne! Madre e figlie erano delle pusa venute da chissà dove. I servitori ubbidirono. Scordando i desideri e la concupiscenza." "Ma che bel genero. "non è che le mie figlie scivolino fra le mani." "Quale castigo?" s'inquietò Tripitaka. e tende le braccia per acchiapparne una. viene e gli sembra che ci siano moltissime ragazze a turbinare intorno a lui: ma nessuna si fa prendere. i tre pellegrini cenarono. d'accordo? " La dama uscì dalla stanza e rientrò poco dopo tendendo una camicia a Porcellino. che già riemergevano dal sonno. il bestione propose: "Signora mamma. che serviranno da devozioni al cielo e alla terra. Scimmiotto e Sabbioso. mentre Sabbioso esclamava: "Ci siamo imbattuti nei fantasmi. la seconda si lagnerà. incominciamo?" Tutta la sala scintillava di candelieri d'argento. Davanti inciampa in una soglia. in numero incalcolabile. Ma se." "Nemmeno per sogno! Non vorrai accaparrarti da solo tutte e tre le mie figlie!" "Pensateci: chi. Quella casa era piena di soglie in cui inciampare e di stipiti in cui battere la testa. in fin dei conti. ansimando da non poterne più: "Ma queste ragazze mi scivolano fra le mani. Si vergognava molto. le ragazze possono entrare. che sa economizzare il tempo. "Ma non vedi dove abbiamo dormito?" insisteva Tripitaka. non avete idea di che cosa era avvenuto a quel bestione di Porcellino. Da questa parte urta contro una colonna. e insieme a esprimervi la mia gratitudine. signora! In questo modo non riuscirò mai a prenderne una. Scimmiotto slegò il cavallo e andò con Tripitaka alla ricerca del discepolo perduto. Corre da tutte le parti. Il bestione si sfilò la sua tunica azzurra e infilò la camicia. ma ovunque afferra il vuoto. "ti ho invitato a entrare perché il tuo condiscepolo ha detto che non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. non credo che oserà ricominciare. In realtà avevano passato la notte in una foresta di pini e di cedri. guidatemi per piacere" implorava Porcellino. lascia perdere" tagliò corto Scimmiotto. Sedetevi al posto d'onore." Diede disposizioni al cuoco per il pranzo di nozze dell'indomani." "So che quel bestione persevera nella sua stoltezza. Tripitaka giunse le mani e si inchinò rispettosamente. ho detto di no! Avvolgi la testa in questo panno e nascondici la faccia: faremo una scelta a caso. Vi garantisco che le soddisferò tutte alla perfezione. Tripitaka." Confuso e umiliato. e poi la forza per portare i bagagli ce l'ha" obiettò Tripitaka. prendetemi voi. Ma Otto Divieti invero non si sa distaccare: Occorrerà che trovi il modo di correggersi. Perché non sia penosa la strada al negligente. il nostro bel genero! A quest'ora sta ancora lì a gingillarsi e a farsi bello. grazie al cielo." "Giusto." Mentre Sabbioso arrotolava le coperte e rifaceva i bagagli. posò i bagagli e si avvicinò per soccorrerlo e slegarlo. "sei un genero molto pratico. con le loro travi scolpite e pilastri decorati. e ti cedono l'una all'altra con bello spirito di rinuncia. magazzini. superava una porta dopo l'altra. ma è un cuore semplice. Soffriva dolori insopportabili e gemeva continuamente. non ha tre mogli e quattro concubine? Io me la caverei bene anche con molte di più: fin da giovane. non siamo arrivati nemmeno alla cucina. stanze per la molitura e simili. "Mi chiedo dove quello scemo avrà ricevuto il suo castigo. io le proverò. non ti pare che sia la voce di Consapevole delle Proprie Capacità?" chiese Tripitaka. Non segue i riti antichi. Si capisce che. per semplificare la cerimonia?" "Va bene" fece la suocera ridendo. al giorno d'oggi. "Non ci siamo poi trovati tanto male" replicò Scimmiotto. E non sa che l'amore è una spada che uccide. il Novizio e Sabbioso stavano cantando l'inno a tre voci. Quando aprirono gli occhi. È proprio il caso di dirlo: Per tener la via retta ti occorre la prudenza. come se lo circondassero le fate. Sabbioso sentì compassione per lui. sposo tutte e tre le ragazze. io vi rivolgerò degli atti di rispetto. perché sapeva benissimo com'erano andate le cose. Accontentati di pregare il cielo. Videro un biglietto che fremeva al vento. dietro urta in un muro di mattoni. Sono pronta. Se poi ti dessi la più piccola. venite qui che facciamo l'estrazione a sorte per questo matrimonio. "Dobbiamo inoltre considerare che la pusa ce lo aveva destinato. "Non dobbiamo indispettire nessuno. Quando ebbe finito. si era tutto coperto di lividi. quale figlia mi darete?" "È una bella domanda. Si slancia a destra. il bestione si prosternava e pregava. ho avuto un'alta scuola. In forma di avvenenti fanciulle delle selve. se riesco a infilarmele tutte e tre." Il bestione sente tintinnare anelli e placchette di giada. "Questi sono soltanto granai. "Fratello. e messo al palo della tortura. seguendo la suocera. poi a sinistra. che suppongo siano ripartite durante la notte." "Così è meglio. Come dice il poema: Il folle non comprende i motivi profondi. e sposerai la ragazza che ha cucito la camicia che ti andrà bene. distesero le coperte e si coricarono nella sala di ricevimento. signora. Sabbioso lo andò a staccare e lo portò al maestro." "Che casa immensa!" esclamava Porcellino. Il monaco cinese ha abbandonato il mondo. basterà che tu lo faccia otto volte. di pregare all'altare degli antenati e di gettare il riso nella camera nuziale. la testa gli gira. che lo strizzarono spietatamente e gli inflissero un'intollerabile tortura. il fatto è che sono modeste. Te le proverai. "Caro genero" disse la vedova." "Non se ne parla nemmeno. destinati allo scopo." La futura suocera chiama: "Sincerità. "Certo che è lui" intervenne Sabbioso. smarrito. senza rispetto all'età! Le mie tre figlie sono molto brave: ciascuna ha cucito una camicia di broccato ornata di perle. invece di alzarsi per andare a ringraziare i parenti e a portare al maestro la buona novella. dovrete pure ascoltare il seguito! CAPITOLO 24 UNA COPPIA DI RAGAZZINI IMMORTALI IN CUI L'EMINENTE IMMORTALE FA INTRATTENERE IL SUO VECCHIO AMICO SUL MONTE DELLA LONGEVITÀ. sempre procedendo a tentoni e urtando da tutte le parti. da cantare sull'aria della Luna sopra il fiume dell'Ovest: . "Mamma. ci hanno fregato!" "Ma davvero?" fece Scimmiotto sorridendo sotto i baffi. Si ricordino questi versi.

la sua origine risaliva all'inizio della separazione del caos." Scimmiotto gli tese il biglietto. Il Novizio li guidò alla strada maestra. il reverendo riprese il cammino. se fosse così. ancor prima che si separassero cielo e terra. che erano tutti completamente veri e avevano conseguito il Tao. Il grande immortale aveva addestrato nel tempo moltissimi discepoli. saggi condiscepoli" rispose Scimmiotto. Possiamo percorrerlo passeggiando in tutta tranquillità. dove si vedeva Fresco e ombreggiato il pendio sotto i pini. niente di simile al bellissimo spettacolo che ci offre questa montagna. Quarantasei lo avevano accompagnato nel mondo superiore ad ascoltare il sermone. che matura in non meno di altri tremila anni: diciamo.L'amore è come una spada tagliente. non ci pensate. videro un'alta montagna che sbarrava il passaggio. ne aveva ancora con sé quarantotto. Ma se realizzate con determinazione e sincerità la percezione della vostra natura di buddha." "Naturalmente Tripitaka è un amico. Arrivare a mangiarne uno. un ragazzo di mille trecentovent'anni.. e poi riusciste a ricuperare la giovinezza. "Se incominciaste il cammino nella prima giovinezza e continuaste fino all'estrema vecchiaia. fra tutti noi. Può darsi che dipenda dalla prossimità al Monastero del Colpo di Tuono. Non avrei potuto riconoscere nemmeno mio padre. Mi servì il tè con le sue mani." "Dici bene" approvò Scimmiotto. nel corso di tremila anni si va formando il frutto.. Sì e no. in un paesaggio così bello e perfetto può comunque abitare soltanto gente nobile e buona. Il fiore richiede tremila anni per sbocciare. Bisogna che non ne sappiano niente. il secondo discepolo del venerato Beato Buddha dell'Ovest. potrei andare e venire una cinquantina di volte in giornata." "Ma Confucio non diceva che non si consulta gente che segue un'altra via?(3)" obiettarono ridendo quei ragazzi leggeroni. Fra poco passerà di qui un mio amico: trattatelo gentilmente. e Chiaro di Luna. Sul bosco verde chiaro si riflettono Raggi di sole e fanno evaporare Brume in lente volute.. Puoi solo spendere. "Tempio taoista o monastero buddista" rispose Scimmiotto. e sopra la seconda porta videro il seguente distico di capodanno: . Potrete cogliere e offrirgli due frutti di ginseng. per testimoniargli il mio affetto dei vecchi tempi." "Chi è questo amico? Vogliate dircelo perché possiamo riconoscerlo e trattarlo adeguatamente. per farlo bastare! Porcellino raccolse un pizzico di terra a mo' d'incenso." "Consapevole del Vuoto. produce ciò che si chiama cinabro trasmutato vegetale. un fanciullo che aveva appena compiuto mille duecento anni. Il suo nome in religione era Maestro del Primordiale Soggiogato. Alzando gli occhi. Il maestro aveva detto loro: "Non mi posso sottrarre all'invito della nostra eminente e venerata divinità celeste: voi resterete tutti e due a sorvegliare la casa. Dovessi rompermi le ossa e consumarmi le spalle sotto i carichi. il maestro raccomandò: "I miei frutti sono contati. Quel giorno il grande immortale del Primordiale Soggiogato era stato invitato dall'Imperatore di Giada nel palazzo celeste della Purezza Suprema. escluso dal genere umano. Vasta dimora di immortali e dèi. che valeva più di un tesoro. La montagna era magnifica: Alta montagna dai ripidi fianchi Che maestosa domina il paese: Le radici piantate nel Kunlun E la cima svettante nelle nuvole. ogni volta c'era almeno qualche elemento sinistro e minaccioso. Sullo stagno le lunghe ombre degli alberi." "Ma per quanti anni dovremo ancora camminare?" s'inquietò Porcellino. Chi ha l'inaudita fortuna di annusare uno di questi frutti. "Cari discepoli!" esclamò allegro Tripitaka dall'alto della sua cavalcatura. "A voi due soli potrebbe bastare una diecina di giorni. "Il nostro secondo fratello e condiscepolo ne ha avuta proprio tanta. L'aspetto è un po' strano: il frutto si presenta come un neonato con meno di tre giorni di vita. quando la nuvola primordiale incominciava appena a prender forma. "Non uno. Ma il maestro? Lasciamo stare. "anche se questa non è la regione del Colpo di Tuono. discepoli.] Avresti contemplato senza fine Scene ispirate al Tao ed alla virtù. Leggendo i versi. Ne restano ventotto." Infatti giunsero presto al portale. Dopo un bel po' che camminavano." I ragazzi promisero. dicci invece quando possiamo arrivare" insisté Tripitaka. Salivano e scendevano i gibboni. Il suo nome in religione è Tripitaka. sarebbe bello ritornare da queste parti. ma è sempre meglio non fidarsi troppo: chissà che gente indisciplinata lo accompagna. Smontato da cavallo. solo quello dell'Ovest. e l'immortale volò via verso il Cielo con tutta la classe. non di più." "Ora sei ragionevole" approvò Tripitaka. mentre i due più giovani erano rimasti a casa: Vento Puro." Queste parole convinsero i due giovani immortali a prendere sul serio le istruzioni ricevute. davanti al vostro cavallo" replicò Scimmiotto. "Siamo noi la Porta Misteriosa dell'Unità Suprema: perché dovremmo bazzicare bonzi?" "Non capite ancora queste cose. con le sue quattro membra e cinque sensi. La specialità del tempio era la produzione di un frutto meraviglioso. secondo te." "È un santo monaco al servizio dell'imperatore dei grandi Tang dell'Est. "Discepoli" disse. scorsero torri e padiglioni che sbucavano da un boschetto di pini e di bambù. Ne potete cogliere due. di che cosa si tratta?" chiese Tripitaka. ben formato in ogni parte. [. Dolcissima fanciulla sedicenne Ti espone a più pericoli del diavolo. "attenti a quella montagna: temo che ospiti diavoli ed esseri malefici pronti a nuocere. ma di solito lo si chiamava con il soprannome di Signore Uguale al Mondo. Feci la sua conoscenza cinquecento anni fa. ci guadagna trecento sessant'anni di vita. Si alza il vento Dai profondi burroni e in movimento Mette soffici nubi [. prima che scenda il buio. e solo in questo tempio. per prudenza. in cui viveva un venerato immortale. che dopo diecimila anni si può mangiare un frutto." "All'apertura del giardino" precisò Vento Puro "ce ne eravamo divisi due. avremo percorso la decima parte della distanza." "A che distanza saremo dal Colpo di Tuono?" chiese Sabbioso. non guadagnare. Perciò entrarono tutti insieme. Di sicuro è il paese di qualche santo o immortale. può bastare per giungere al Monte degli Avvoltoi.] Vedi fiori sbocciare ed appassire. di strada da fare. oppure frutto del ginseng. vale quarantasettemila anni di longevità. Intanto i quattro pellegrini camminavano già sulla montagna.. seguirò il maestro fino al paese dell'Ovest. Dei quattro continenti dell'universo." "Siamo qui in tre. detto delle Cinque Fattorie. divenuti immortali a loro volta. "Quale mostro può farvi paura?" Rassicurato. I suoi diletti conducono a morte. ed i gibboni scuri Saltan fra i rami reggendosi a liane. "a giudicare da com'è bello e fresco questo posto. mentre i figli del Buddha mi rivolgevano segni di rispetto. e lo sapremo di preciso. e pregò rivolto allo spazio. Non ci permetteremo certo di sprecarli. È la superba cima uno spettacolo Di picchi aguzzi su cui corron nuvole. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale secondo il Tao. "Quanto a me. deve abitare qui un uomo nobile e buono. È il bonzo che si sta recando nel Paradiso dell'Ovest per salutare il Buddha e sollecitare le scritture. Mi sento proprio avvilito. dopo aver esaminato i luoghi. "Mi girava la testa da non reggermi in piedi. "Avevi riconosciuto i pusa?" chiese Scimmiotto. e ciò si ripetesse mille volte: non credo che questo basterebbe per arrivare alla meta. ma quattro pusa son piovuti dal cielo nel suo letto!" "Non parlarne più. "Nemmeno io vedo traccia di manifestazioni malefiche. Dentro le fenditure cresce il muschio. "Da quando sono partito per l'occidente ho attraversato molti paesaggi montuosi. "Ancora pochi passi. dovremmo incominciare a prepararci per incontrare con decoro e raccoglimento il Reverendo di tutti reverendi. a una festa Ullambana. "Cento ottomila li. Perché non entriamo a vedere? E quando saremo sulla strada del ritorno. di fortuna!" sbottò a ridere Scimmiotto. vedevo doppio. Sui ginepri si posano le gru In bianche piume. Sentiero solitario fra i bambù." "Ben detto" approvò Tripitaka. Gestisci il capitale con prudenza E senza sprechi. Quel bonzo è la reincarnazione di Cicala d'Oro. ti prego. "Consapevole del Vuoto." "Nemmeno per sogno!" rise Scimmiotto. Non sarò mai più così sconsiderato." In effetti il luogo si chiamava Monte della Longevità e vi si trovava un tempio taoista. è un tempio taoista" concluse Tripitaka. Tripitaka tirò le redini e posò il frustino. "Maestro" insisté Sabbioso. Perciò lo considero un amico." "Fratello maggiore" intervenne Sabbioso. Tripitaka notò a sinistra dell'ingresso una stele con dieci grossi caratteri: TERRA BENEDETTA DEL MONTE DELLA LONGEVITÀ CIELO DELLA GROTTA DEL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE "In effetti. Porcellino si sentì ancor più umiliato e pieno di vergogna. "Ne abbiamo ancora molta. e vi dedicate ogni pensiero in ogni istante: questo sì. Le tue risorse sono limitate. Prima di partire. Le gru candide andavano e venivano.

Tripitaka li seguì nella sala grande. non li ho mai visti. ma non sapevo come . Sarebbero il cosiddetto cinabro trasmutato vegetale. anche di questi caratteri. Era una vasta sala a cinque campate. "Ho sempre sostenuto che." Lietamente sorpreso dall'accoglienza. chi avrebbe immaginato il disastro imminente! Il fatto è che la loro camera era accanto alla cucina. dove Vento Puro si arrampicò sull'albero per battere i frutti con il martelletto. poteva uscirne un finimondo al di là di ogni possibilità di controllo." Chiaro di Luna corse a preparare una tazza di tè profumato e venne a servirla al reverendo. Bevuto il tè. nessuno poteva competere con il vecchio Scimmiotto. vi preghiamo di scusarci. è comunque un ospite di rango inferiore. Che aspetto avevano? Lindi e puri fino all'osso. I fermagli alle cinture sono teste di dragone. i ragazzi portarono il vassoio nella propria camera. Intanto Sabbioso sorveglierà i bagagli. Il secondo non dovrebbe nemmeno annusare il profumo del nostro incenso. Ma voi siete arrivato così presto. poi si prosternò tre volte. Aria vispa. Non faceva più attenzione ai fornelli. pagheremo qualche sapeca per la legna che avremo consumata." Sulla porta della seconda corte vennero loro incontro due giovanotti. Bisogna ammettere che quella è frutta strana: non si può conservarla. per favore. Si rivolse quindi ai giovani immortali: "Il vostro tempio delle Cinque Fattorie è certo un grande centro di spiritualità nell'Ovest. ai suoi piedi. Al centro erano appesi i due grandi caratteri Cielo e Terra." I due ragazzi si fecero nuovamente avanti: "Permetteteci di chiedere se siete voi Tripitaka dei grandi Tang. l'uno staccò due frutti e l'altro li prese in consegna. "Che incredibili sciocchezze! Forse che i bebè spuntano sugli alberi? Portate via questa infamia!" Di fronte al veemente rifiuto. perché l'Imperatore di Giada lo ha invitato al palazzo celeste della Purezza Suprema. I ragazzi ne hanno approfittato per spassarsela. perché prendersela con loro? Vai a far pascolare il cavallo. In un momento. non sa riconoscere questo tesoro eccezionale della nostra casa di immortalità. per essere sicuri di non commettere sbagli. cinquecento anni fa. maestro. prendendone nota. "entriamo! Non si sa mai. Figùrati che li sentivo succhiare di gusto. e le pareti erano molto sottili: si udivano anche i bisbigli. non ci capiresti niente. In effetti dopo un po' lo vide ritornare e legare il cavallo a un albero di sofora. non trovai tante pretese nemmeno alla porta del signore Laozi. ecco tutto. Ma adesso trovo qui queste fighette taoiste. ho vagabondato ai quattro angoli dell'universo." "Li hai mai visti i frutti del ginseng?" "No. Assaggiatene uno!" "Ma via! Chissà quanto avranno sofferto i genitori che lo hanno concepito e messo al mondo. Dovresti dire a Porcellino di aprire il sacco del grano e di farsi prestare forno e pignatte per cuocere il cibo. non abbiamo altro da offrirvi che questi due frutti. Porcellino stava appunto preparando da mangiare. i quattro sovrani vecchi conoscenti. non è questione di riso. non aggredire. Se il maestro non li voleva. alle divinità che governano il cielo. e che facce patibolari! Per fortuna li ha allontanati. Le scarpette lievi legano delle stringhe in vera seta. Il monaco cinese si avvicinò." Tripitaka fremette d'orrore e fece precipitosamente due passi indietro. che son più brave di me ad acchiappare vento e tritarlo fino fino. che li ha scambiati per neonati e non ha osato mangiarli. e già aveva ascoltato le loro battute sul martelletto e sul vassoio da cinabro. Vogliate sedervi." I due ragazzi chiesero licenza a Tripitaka e ritornarono nella propria camera. questo taoista potrebbe anche avere acquisito qualche virtù." "Il vostro maestro dov'è?" inquisì Tripitaka. Anche il proverbio dice che cane non mangia cane. sapeva che. bestione. quando vide Porcellino che faceva segni disperati dalla finestra della cucina e gridava: "Vieni da questa parte!" Scimmiotto fece dietro front e si affacciò alla porta della cucina. pieni in basso e traforati in alto. esclamando: "Bontà divina! Eppure quest'anno il raccolto non è stato tanto cattivo da ridurci alla fame e al cannibalismo. Rientrarono nella sala grande e li offrirono al monaco cinese: "Il nostro tempio delle Cinque Fattorie è sperduto in mezzo a montagne senza risorse. ma vi limitate a bruciare l'incenso ai due caratteri del Cielo e della Terra?" "Non vi possiamo nascondere. "Cosa c'è da ridere. "Ma voi come sapete il mio umile nome?" "Prima di partire il nostro maestro ci aveva raccomandato di venirvi incontro per strada. Non ci dovrebbe essere molta roba che io non abbia mai visto." "Fratello" mormorò Vento Puro. Casa taoista di età uguale al Cielo. e dovrebbero essere il non plus ultra per procurare longevità." Questo fu troppo per Scimmiotto." "Mi prendi in giro. restituendo il saluto. che non abbiamo avuto modo di adempiere l'incarico. Sarà meglio che glielo chiediamo. Si direbbe che le tonache non racchiudano che nuvole. No. scemo? Ho cercato il Tao per cinquecento anni. Come potete pensare che mi disseti mangiando neonati?" "Questo bonzo" pensò Vento Puro "vive tutto nello spazio in cui combattono labbra e lingua. come sbruffone. è vero. che forse potreste trovare dissetanti. Vogliate accomodarvi all'interno. "Non è in casa. Quei ragazzi ne hanno offerto due al maestro. li riceveva nel vassoio. e le maniche fan vento. che esplose: "Voi. ma ci aveva anche messo in guardia contro i suoi servitori: in effetti sono molto rozzi. merdoline taoiste. Scimmiotto si stava dirigendo verso il retro. non son gente qualsiasi.Residenza di eterna giovinezza. con le pareti completamente ricoperte di pannelli scolpiti. adulare l'amor proprio?" "I tre puri sono amici di famiglia. Ma come mai non offrite culto ai tre puri. e accanto incenso della qualità più fine. ricamati in cinque colori. Lo sai che in questo tempio c'è un tesoro?" "Che tesoro sarebbe?" "So come si chiama. è immerso nell'oceano del bene e del male: le sue percezioni sono volgari. Poi uscirono nel giardino. Quando ripartiremo. Ma siccome era un balordo." "Sono proprio io" rispose Tripitaka. Perciò non poterono far altro che sedersi sul bordo del letto e mangiarsela. Ora li udì di nuovo che discutevano del monaco cinese. benché il nostro maestro lo abbia messo lì per adularne l'amor proprio. Il nostro maestro ci aveva incaricato di offrirgli il ginseng per testimoniare la sua vecchia amicizia. guardandosi intorno. se te lo portassero. disceso in terra senza offuscare la sua natura originaria. Ahimè. ma questa cosa è cresciuta su un albero" precisò Vento Puro. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale. Dopo mangiato. "in realtà non ci siamo ancora accertati che questo bonzo sia proprio l'amico del nostro maestro. dicendo: "Reverendo maestro. in testa portano due ciuffetti di capelli. Se fossero rimasti qui. Fate come vi ho detto e lasciatemi qui a riposare un po'. di ginseng non si sarebbe potuto nemmeno parlare. è partito. ne ho solo sentito parlare. quando la invitiamo. Chiaro di Luna e Vento Puro erano rimasti impressionati: "Che bonzo energico! È un vero santo del Paradiso dell'Ovest. mentre Chiaro di Luna. orientata a sud. Introdotti negli arcani: Vento Puro e Chiar di Luna. maestro" rispose sorridendo uno dei due ragazzi. prima che abbia tre giorni. noi ne mendicheremo dell'altro nelle case che ci sono più in là lungo la strada. Voi glielo rapite. Perciò credette necessario intervenire: "Consapevole del Vuoto. "che. i nove luminari giovani colleghi e la divinità del Nuovo Anno. Tanto vanno svolazzando. e consentire ai vostri discepoli di servirvi il tè. I ragazzi ne aprirono parecchi e pregarono il monaco cinese di entrare. se ne andarono a svolgere i compiti assegnati. suppongo." I tre. esclamando: "Che c'è. No." Chiaro di Luna cercò di spiegare: "Questo prodotto si chiama frutto di ginseng e non c'è alcuna controindicazione a mangiarne. avrebbero dovuto offrirli a noi. dove l'uno prese un martelletto d'oro e l'altro un vassoio da cinabro. "E anche tu." "Mi confondete con le vostre squisite cortesie. perché presto indurisce e diventa immangiabile. e questo è quanto." All'udire queste parole. Preparane per il vecchio secondo il suo appetito. semplici prodotti locali. in effetti. Vento Puro disse al condiscepolo: "Andiamo a raccogliere la frutta: dobbiamo ubbidire alle istruzioni del nostro maestro. invece si sono chiusi nella loro camera e ne hanno fatto una scorpacciata. son speciali e assai eleganti. tendeva continuamente il collo per vedere se il condiscepolo fosse di ritorno. Scimmiotto si mise a ridere: "Questo taoista si vanta per impressionare la gente. Andarcene via appena arrivati sarebbe segno di una deplorevole mancanza di sentimento ecumenico. se i ragazzi si fossero provati a replicare. che ha invitato il vostro don Pisellone per predicargli sa il cacchio che cosa?" Tripitaka si spaventò. mi han fatto venire una voglia! Vorrei sentire anch'io che sapore hanno." "Come sarebbe a dire. Su un tavolino da incenso in lacca rossa riccamente decorato era posato un brucia profumi a forma di vasetto. ai sovrani dei quattro orienti. È criminoso!" "Scusate. Scimmiotto si piegava in due dalle risate. i musetti assai carini. E dove si trovano?" "Si trovano in questo posto. perché gridi? Avrai poco riso. ma non l'ho mai visto" sghignazzò Porcellino. ripartiremo subito. non sapeva far nulla senza averne prima discusso con Scimmiotto." "Vieni dentro. Quando buttai per aria tutto il paradiso. e me lo servite come un frutto commestibile. La conversazione fece venire l'acquolina in bocca a Porcellino: "Quanto mi piacerebbe assaggiarli!" si diceva. la sapete riconoscere la gente che incontrate? Ma lo sapete a chi state raccontando queste stronzate? E chi sarebbe questo famoso immortale dei castelli in aria. I due ragazzi corsero loro incontro curvando la schiena e si inchinarono profondamente a Tripitaka. prese con la mano sinistra alcune bacchette d'incenso e le mise nel brucia profumi. che non aveva riconosciuto i frutti di ginseng e li aveva costretti a portarli via per mangiarseli da soli. che si reca al Paradiso dell'Ovest in cerca delle scritture. fratello?" domandò Porcellino. Il loro maestro non è nemmeno qui. di cui coprì il fondo con fazzoletti di seta. solo il primo merita il nostro omaggio." "Lascia stare" intervenne Porcellino.

Poi scoprì un'altra porticina e. Ha mangiato lui per primo. e finì per scoprire una piccola barra di oro rosso. "il guaio è che l'ho mandato giù di furia. si può scioglierlo in una tazza di porcellana riempita di acqua pura. che sei sempre pieno di risorse." Tracciò un incantesimo e recitò la sillaba om. lo prese uscì dalla cella. fratello" rispose Chiaro di Luna. si trovò nell'orto: Si trovano i legumi delle quattro stagioni: Spinaci. supponiamo pure che sappia usarle per camminare. come ha fatto a scomparire?" "Forse voi conoscete soltanto l'efficacia di quel prezioso prodotto per acquistare longevità. aprendo la piega della sua tunica. Non sarà. Insinuandosi fra i rami e allontanando le foglie. lo avete appena sperimentato: la terra lo ha subito assorbito. "Guarda qui. spinse una porta e si trovò in un bel giardino. ne fai assaggiare un po' anche a me?" "È fuori discussione. Poi saltò giù e ritornò alla cucina. Quanto al contatto con il suolo. Dove li hai mangiati?" "Non li ho mai mangiati. l'altro capo era forato e vi passava una funicella di lana verde. guarda!" diceva Scimmiotto. mai sazio!" esclamò Scimmiotto. le balaustre preziose. penetrò nella cella. con il picciolo che spuntava come una piccola coda. diventerebbe immangiabile e comunque inefficace. il fuoco lo calcina. Se vostra santità non mi crede. come un sasso nel pozzo. e non ne è rimasta traccia. zenzero. che ci abbiano rubato la nostra frutta preziosa?" "C'è davvero qualcosa che non va. L'erba verde è trapunta di rosse melagrane. Se si usasse il legno. Terrazza della luna. ma occorre poi raccoglierlo su un vassoio foderato di fazzoletti di seta. Calcinato dal fuoco non servirebbe più a nulla. si dissecca. toccata a ben poca gente. ma non sapete le sue origini. che parla di ginseng? Il nostro maestro ci aveva raccomandato di guardarci da questa gente. che non si vede tutti i giorni. in modo da formare un sacco." La divinità locale tornò subito a rimpiattarsi nel suo santuario. dopo aver mangiato i frutti." Così ciascuno ebbe il suo frutto da mangiare. semmai. senza che riuscissi a capire se aveva nocciolo o no. i due ragazzi non c'erano più. dalla chioma foltissima e aromatica. Scimmiotto ci pensò su e trovò una soluzione: si arrampicò di nuovo sull'albero e." "E che cosa vuol dire?" "Se lo tocca il metallo. si buttò avanti a bocca spalancata e ne inghiotti uno tutto intero: cadde nel suo ventre con un tonfo. invece di masticare bene e di assaporare come state facendo voi. s'inchinò e chiese: "Mi avete chiamato. E tu. attendono il trapianto. ne ho preso apposta uno per ciascuno di noi. E questa è una terra vecchia di quarantasettemila anni. ho visto. L'orchidea delle sabbie dà riflessi azzurrini All'acqua del ruscello. Bisogna seguir le regole. lunga un paio di piedi e grossa un pollice. vallette deliziose. Quel tesoro è un prodotto di immortali terrestri. per caso. Eccolo qua: Le barriere vermiglie. "E pensare che la mia sbarra polverizza le rocce e lascia il segno anche sul ferro forgiato. con l'altra sollevava un lembo della sua lunga tunica di broccato. il frutto cade. Germogli di bambù. che origini ha?" "Questo prezioso prodotto richiede tremila anni perché il fiore si schiuda. La forma delle foglie ricordava il banano. erano ritornati nella sala a conversare con il monaco cinese. tanto perché possa sentire anch'io il sapore?" "Mai contento. che scorre inesauribile Riflettendo le grandi chiome che la proteggono [. il frutto si disseccherebbe. Per frutti così rari. Ho pensato a te. Corse dietro l'edificio. Intanto il bestione borbottava senza posa. Qui non è rimasto nemmeno un graffio. Basta. Vento Puro si mise in allarme e disse a Chiaro di Luna: "Lo hai sentito. Coriandolo e scalogno. resosi invisibile. con un rumore di tuono. quarantasettemila anni. ma quand'ero generale delle Cortine Arrotolate. Lo snello padiglione quasi scompare immerso Fra i rami traboccanti di un gigantesco salice. e il ventre ancora di più. Vedere. che spalancò: al centro dello spazio che si apriva. per arrampicarsi su un albero a rubare frutta. nessuno osò pretendere di dividere con me. rape e tuberi crescono sottoterra. così ce ne facciamo un'idea. Fratello. Ma tu come ti sei permesso di portarmela via. Mi è scappato giù per la gola. A vederlo dondolare lassù. se lo tocca il legno. "Sarà questo il martelletto d'oro" si disse Scimmiotto. "non gli badare. fratellino. piantala!" Si alzò. Questi comparve." "Se non l'hai presa tu. so!" Quando il grande santo. Appena sfiorato dal martelletto d'oro. non possiamo dimenticare Sabbioso: dagli una voce. provi a colpire il suolo. Appoggiandosi all'albero. nell'acqua si dissolve. per qualche misero pezzo di frutta che stavo sgraffignando." "So. Come . perché poi non si accorgano di niente. Perciò consumare quel frutto allunga tanto la vita. ma come avrebbe fatto a scavalcare un muro così alto? Credo di capire: l'avrà raccolto la divinità locale del giardino. frugò a lungo inutilmente." Porcellino lo chiamò facendo gran segni: "Consapevole della Purezza. Non sono nemmeno sicuro che sia un furto.fare. Fratello. ma senza mai assaggiare. "Hai un'idea di che cosa siano?" "Si capisce. grande santo. La sbarra fece un gran rimbalzo. Ma Porcellino aveva una bocca molto capace. Dove vuole andare a parare?" "Fratello" fece Porcellino." "Perché. "Ma allora tu conosci già questa roba. lagenarie e piantaggini. per impedirmi di rubarlo. il martelletto d'oro è caduto per terra. Fin da quando aveva colto la conversazione fra i due ragazzi. Carfani ed artemisie. ma non ne trovò traccia. la terra lo assorbe. "Ha delle specie di gambe. Come vide i frutti. Scimmiotto pensava: "A questo taoista piace mangiare ciò che semina. Poi incominciò a stralunare gli occhi con aria mortificata e chiese a Scimmiotto e a Sabbioso: "Voialtri che cosa avete lì da mangiare?" "Ginseng" disse Sabbioso. "Che sapore ha?" "Consapevole della Purezza" intervenne Scimmiotto. c'era un solo albero gigantesco. Perché non me ne vai a prendere un altro. saccheggiai le riserve di vino di Sua Maestà e depredai le pillole di elisir. Come le melanzane. Scimmiotto guardò su e vide un frutto di ginseng pendere da un ramo rivolto a mezzogiorno. mentre con una mano impugnava il martelletto. gettò il martelletto nella cella vicina attraverso un buco nel graticcio della finestra. bietole. lo sentirono lamentarsi di aver inghiottito il ginseng senza sentirne il sapore e di non poterne avere dell'altro." Nessuno vale una scimmia. pretenderesti di avere la prima scelta? La frutta che spunta sugli alberi." Mentre si volgeva bruscamente e stava per andarsene. il frutto si staccò e cadde. Minuscole colline. da questa parte!" Sabbioso posò i bagagli e corse in cucina a chiedere: "Che cosa c'è. Per consumarlo. Non avrei mai l'audacia di impadronirmi di quella roba. può beccarla ogni uccello che passa." Scimmiotto tirò fuori la sbarra cerchiata d'oro e la batté in terra con tutte le forze. si sarebbe detto che il bebè agitasse disperato braccia e gambe. Scimmiotto cercò in tutti gli angoli qualcosa che assomigliasse a un martelletto d'oro. Porcellino lo trattenne: "Dì. sono frutti di ginseng" disse Sabbioso. Ti va?" "Niente di più facile. e scortavo il carro di fenice dell'Imperatore di Giada alla Festa della Pesche di Immortalità. ma sul suolo non restò alcun segno. e non si occupò più di Porcellino. le buone azioni non si devono lasciare a metà. Ricominciano a brulicarmi quei vermi nella pancia." Attraversato l'orto. sembrava davvero un neonato. Poterne mangiare uno solo nella vita è già una fortuna incredibile. Senapi ed amaranti crescon qua e là fra i cavoli. Scimmiotto non si stancava di contemplare. e almeno altri tremila perché maturi. Vai nel giardino a sgraffignarne qualcuno. "Guarda. Il tronco aveva una circonferenza di sette od otto tese. grande santo? Che cosa posso fare per servirvi?" "Non sai che il vecchio Scimmiotto è il più famoso ladro solitario di tutto l'universo? L'anno in cui rubai le pesche di immortalità. Aspetta qui. vai pure. con sedani ed epatiche. altri tremila per formare il frutto. l'albero ne produce solo trenta. dopo che l'avevo fatta cadere?" "L'umile divinità che sono è accusata a torto. Scimmiotto saltò giù e lo andò a cercare nell'erba.. dove Porcellino gli chiese: "Ce l'hai fatta?" "E questi che cosa sono? Il vecchio Scimmiotto non sbaglia mai il colpo. non mi sono mai permesso nemmeno di annusarla. Carote. ma esse salivano a mille piedi di altezza. Per questo motivo lo si bacchia con uno strumento di metallo. per costringere il dio del giardino a presentarsi. Questa è roba che ne crescono trenta in diecimila anni. In diecimila anni. "Che cosa strana!" si disse Scimmiotto. "Questi non sono i soliti quintali di riso o di tagliatelle di cui ti imbottisci a ogni occasione. Chi ha la fortuna di annusarli vive trecento sessant'anni. che te ne porto subito. Quando i due ragazzi ebbero occasione di ritornare nella loro camera. che alti pini colorano. porri. una zappa di diamante non riuscirebbe nemmeno a graffiarla tanto è dura: tre o quattro volte di più del ferro forgiato. mi è capitato di vedere degli immortali d'oltremare che portavano questa roba in omaggio. c'era una terza porticina. a un capo s'ingrossava alle dimensioni di una testa d'aglio. appesa al graticcio della finestra.] Luogo più incantatore non potresti trovare: È certo il più bel parco fiorito d'Occidente. quelli là parlavano di un martelletto d'oro che occorre per farli cadere. Scimmiotto si sentì pieno di soddisfazione e si congratulò con sé stesso: "Ecco una bella e buona cosa. spingendola. riuscì a far cadere nel sacco tre frutti. quel bonzo grassone. Fiori rari e svettanti bambù nel cielo azzurro. Devo ammettere che ti avevo accusato a torto. si era sentito come se vermi voraci gli brulicassero nello stomaco. chi ne mangia. fratelli?" "Guarda qua" rispose Scimmiotto.. agli e cipolle. che serviva appunto per appenderla. scuotesse la testa e strillasse al vento che lo agitava. le zucche ed i meloni. Tuttavia il prodotto teme i cinque elementi. mentre io sono un immortale del mondo dei fantasmi.

I denti d'acciaio del grande santo stridevano di furore represso. In questo tempio ci sono dei frutti particolari. Se fosse vero. Credi che noi due potremmo farcela. quei piccoli taoisti ci vorranno vituperare. come barbari? Ma tu i frutti di ginseng li hai rubati! Non penserai mica di farci tacere!" "Che cosa sono. se vorrà perdonarlo. che cosa vi salta in mente? Cercate di calmarvi.mai? Sarà meglio che diamo un'occhiata in giardino. finiremo per litigare e verremo alle mani. Tesero contro l'interdetto Tripitaka il dito accusatore e lo trattarono di crapa pelata. avremo almeno catturato i criminali: è l'unica cosa che possiamo fare per attenuare la nostra colpa. gli si odono scrocchiare le ossa. verifichiamo che siano chiuse tutte le altre porte del tempio e li mettiamo al sicuro. e presentiamo le nostre scuse. che mi ha fatto fremere appena l'ho vista. Ma. Due li abbiamo colti noi poco fa per il monaco cinese: dovrebbero restarne ventisei. non vi resta dunque che di ascoltare il seguito. "Vediamo di ricapitolare. All'inaugurazione del parco. e non ci sarà altro da fare. "È solo una storia di roba da mangiare. il maestro ne fece staccare due. perché noi ne abbiamo visti solo tre? Uno lo avevi fatto scomparire tu!" gridò quel cretino di Porcellino. "Che cos'è successo qui?" Attraversarono di corsa il giardino. dovete chiedere scusa. e la prima cosa che vedono è il gigantesco groviglio delle radici rivolte al cielo. balbettavano parole incoerenti e ripetevano: "E adesso che si fa? Come faremo? Il cinabro distrutto! La discendenza interrotta! Che dirà il maestro?" Chiaro di Luna fu il primo a riprendersi: "Conviene che ci sforziamo di controllarci. Mostra le sue radici a cielo aperto. e si avviarono verso la sala grande ostentando un volto spensierato. Questo vuol dire che ne mancano quattro. e se ne andò dritto filato all'albero di ginseng. "Meglio allontanarsi. ne hanno rubati!" protestò Vento Puro. ma non riuscivano a vedere più di ventidue frutti. ma non trovò niente. Giacevano entrambi nella polvere. che Tripitaka a un certo punto interruppe dicendo: "Ragazzi miei. e basta" approvò Porcellino. restan ghiacciati D'orrore Vento Puro e Chiar di luna. smettete di parlare a vanvera. non c'è più. il grande santo frugò tra le fronde in cerca dei frutti. i due piccoli immortali divennero più arroganti che mai. uno dietro l'altro. hai ragione. Dove Scimmiotto distrusse il cinabro Vegetale. Se avete qualcosa da dirmi." "Discepoli!" gridò Tripitaka. Quando i tre discepoli giunsero nella sala grande. Andiamo a dire il fatto suo al monaco cinese. a quell'altezza e in mezzo ai rami? Non li vorrei insultare a torto. chiudiamo la porta e tiriamo il catenaccio. non saprei. vi alitò un soffio magico e lo trasformò in un altro sé stesso. Perciò ritornarono nella sala grande. Rovesciato l'albero." "Questo. Si inchinarono al monaco cinese e gli dissero: "Maestro. Probabilmente non saprete. Teniamo tutto nascosto." "Hai ragione" rispose Chiaro di Luna. se no? hanno anche bisticciato ad alta voce sulla divisione del bottino. dissero al maestro: "Il riso è quasi pronto. I tre complici uscirono in fila dalla cucina. Chi di voi ne ha rubati e mangiati?" "Io non voglio storie" farfugliò Porcellino. Si precipitarono nel posto del ginseng e. In ogni caso. portiamo loro qualche piattino di contorno per prolungare il pasto e intanto ci prepariamo. perché non possano fuggire." "Discepolo" intervenne Tripitaka "calma! Noi che abbiamo abbandonato le nostre famiglie non possiamo mentire. contro loro quattro? È meglio l'astuzia. nessuna persona ordinaria avrebbe potuto accorgersi di queste operazioni. L'elisir vegetale dei taoisti Con questo colpo è perduto per sempre. "Non penserete che sia roba che si possa trovare in vendita!" "Se il danno è irreparabile. ma la cosa non finisce qui: giuro che quella frutta del diavolo non la mangerà più nessuno." Infatti vi si precipitarono. E SCIMMIOTTO METTE SOTTOSOPRA IL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE. li costringerò a rifondere il danno. Lasciate che li interroghi. e si decise a dire la verità: "In realtà non è stata colpa mia. e non ci è consentito di godere qualsiasi vantaggio a scapito della nostra coscienza. caro fratello e condiscepolo. Dal momento che l'esito dell'interrogatorio confermava i loro sospetti. l'avrei rubata per mangiarla? Ma nemmeno nel più tremendo attacco di bulimia mi verrebbe in mente di fare una cosa simile. rami spezzati." "Proprio così. Il maestro ci vorrà interrogare. ma vi prego. facendo un gran baccano. Lasciò questo sosia a sorbirsi pazientemente le ramanzine dei due pupattoli. hai visto come incassano tutto questi bonzi? Gliene abbiamo dette di tutti i colori. lo abbatté." "E chi sarebbe stato. roteava gli occhi furibondi. "Venite qui subito! Tutti!" Udendo l'appello." "È stato quello che ride!" gridò Vento Puro. che altro può essere?" "Sì. di tutto quello che gli venne in mente. E se dopo tutto non avessero rubato? Se avessimo contato male noi. per non allarmare prematuramente questi bonzi. Che ci si può fare?" "Quattro. È un vecchio amico del bonzo." "Sei sordo?" gridò Vento Puro. che avevamo sbagliato il conto. Sabbioso fu preso dal panico: "Dio che disastro! Devono avere scoperto tutto. "Io non so niente e non ho visto niente. I due giovani immortali si stavano cavando il gusto di maledire a sazietà i poveri pellegrini. come negarono il loro misfatto. perciò mi ha mandato a coglierne tre. di topastro rubalardo. "E secondo questo bonzo. avevano toccato il suolo e ne erano stati immediatamente assorbiti. non sarebbero dei banditi!" "Emituofo! Se ne sono scomparsi quattro. speriamo che ci vorrete . non sappiamo ancora se sono stati loro. così ne rimanevano ventotto. A entrambi sembra di morire. Lo testimoniano i versi: Giunsero al Monte di Longevità. una bella litania di insulti piuttosto volgari. "Noi parleremmo a vanvera. varrà il detto giustizia e bontà valgono mille monete d'oro: gli dirò di chiedere scusa. che si chiamano ginseng e assomigliano a neonati. "ma che lo abbiano fatto i vostri. sforzandosi di assumere un'aria disinvolta e un viso rasserenato. Sarà meglio negare. e trovarono aperta anche la porta dell'orto. i frutti di ginseng?" "Te ne abbiamo offerti poco fa. Strappata la radice Dell'immortalità. "È stato lui!" "Il vecchio Scimmiotto è nato allegro e ride sempre: non vorrai mica che mi metta a piangere perché tu non trovi la frutta. ti facevano impressione. Tirò fuori la sua sbarra cerchiata d'oro e. trema tutto. non gridate. Che senso ci sarebbe a negarlo a tutti i costi?" L'argomentazione del maestro parve a Scimmiotto molto sensata. di grazia. va bene! Gli lascio l'ultima parola. Ricomponiamoci. Del resto. "Amen" si disse Scimmiotto. ritornò al punto di partenza e ricuperò il suo pelo. quando Vento Puro si sentì sfiorare da un dubbio: "Chiaro di Luna. in fin dei conti. "La contabilità un po' la conosco" rispose Vento Puro." "Rifondere il danno!" esclamò Chiaro di Luna. no?" "Emituofo! Quella cosa orribile. foglie cadute. io a destra e tu a sinistra dell'ingresso. tastava con mani nervose la sua sbarra cerchiata d'oro con una voglia incontenibile di adoperarla: "Maledetti discoli. Rifecero il conto in senso orario e nell'altro senso. sembravano neonati. Di certo sono stati loro: quello con la faccia pelosa e la voce da duca del tuono deve aver usato la magia per devastare il nostro tesoro. ma loro non fiatano. CAPITOLO 25 IL GINSENG SRADICATO IN CUI L'IMMORTALE DEL PRIMORDIALE SOGGIOGATO CATTURA I PELLEGRINI. "In partenza c'erano trenta frutti. di frutti nemmeno l'ombra. "Te ne intendi di conti?" chiese Chiaro di Luna. Porcellino aveva origliato la conversazione dei giovanotti di là dalla parete e gli era venuta una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto. si misero a contare i frutti che pendevano dall'albero." E bravo Scimmiotto! Si strappò un pelo dalla nuca. è possibile. Ritornano nel parco. Il loro riso sarà cotto: aspettiamo che si siedano a tavola." Nascose la sbarra." Corsero dritti dal giardino alla sala grande. Se discutiamo con lui negherà. Povera pianta! Sconvolta la chioma. sarà effetto della sua bontà. diciamo loro che non manca nulla. non è del pranzo che vi volevo parlare. Quando avranno le ciotole in mano. spero che potrete trovare un modo civile per farmelo sapere. A questo punto attenderemo il ritorno del maestro: deciderà lui della loro sorte. Ciò che è mangiato." "Mi sembra sensato. Ne abbiamo mangiato uno per uno. Occorre qualcosa?" "Discepoli. tanto rapidamente venivano eseguite. e trovarono la porta aperta. naso all'aria. e cade a terra." "Può darsi che non l'abbiate mangiata voi" concesse Vento Puro. Non si deve accusare la gente a torto. con un solo botto tanto poderoso da rovesciare una montagna. sono d'accordo" approvò Vento Puro. Chiaro di Luna si sente la schiena spezzata. ma confessare vuol dire ammettere che siamo arrivati a rubare per pura ghiottoneria. Se avete mangiato quei frutti. è molto imbarazzante" confessò Scimmiotto. Il fatto è che i frutti erano caduti all'urto della sbarra di metallo. A Vento Puro non reggono più le gambe. Incasso e non dico niente. "Ma io l'avevo chiusa" si spaventò Vento Puro. giusto? Non può essere stata che quella banda di furfanti. forse è meglio fare un'altra verifica. Invece non se ne vedono più di ventidue.

ci ha rubato altri quattro frutti. Rifiutava assolutamente di mangiarli." "Ma hanno tirato tutti i catenacci" obiettò Sabbioso. "Datemi il tempo di assicurarmi che i bambini facciano la nanna. un certo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. "Non devi attentare alla loro vita. so" rispose Scimmiotto. Ma quando i pellegrini ebbero le loro ciotole in mano. si saranno dimenticati di chiudere la porta al momento di coricarsi." "Fratellino. si devono essere alzati prestissimo e hanno già aperto la porta e spazzato l'entrata. fra cui il monaco cinese. farei saltare le serrature della porta est del Cielo. dove ha messo radici: adesso è impossibile toglierlo. "Apriremo quando avrete vuotato i calici fino in fondo. altrimenti aggraverai la tua posizione: ti renderai colpevole di omicidio a scopo di lucro.. Si ebbe un bel bussare. "Chi coltiva l'immortalità non commette certe bassezze. del sutra di Guanyin. terminata la riunione al palazzo dell'Imperatore di Giada. abbiamo seguito scrupolosamente le vostre istruzioni: ci siamo accertati della loro identità e siamo andati a cogliere due frutti di ginseng. Sabbioso diede un grande sbadiglio e si addormentò subito. Non parliamo poi di Vento Puro e Chiaro di Luna. Che qualcuno gli abbia giocato un brutto tiro? Portatemi subito dell'acqua!" Uno dei discepoli portò un bicchier d'acqua e lo porse al maestro. quante volte ancora dovrete spingere il carro delle reincarnazioni. "Ma non è il momento di prenderci in giro" brontolò Porcellino. sono molto pericolosi!" "Cercate di calmarvi" disse sorridendo il grande immortale. perciò li abbiamo mangiati noi. di discuterne francamente." "Se le cose stanno così" concluse Tripitaka. potevi lasciarli sfogare. i due ragazzi si ritirarono precipitosamente. si versò in bocca un sorso e lo spruzzò sui loro visi.. si alza la luna in ciel. io reciterei un certo sutra ben noto. Di solito fanno fatica a stirarsi nel letto quando il sole è già alto tre tese. Fece dietro front. del sutra del Diamante. "ci hanno chiuso dentro." "Queste sono porte da ridere. avete anche abbattuto l'albero. "Che cosa fate.. "Come squagliarsela da tutte queste porte sbarrate?" "Ti farò vedere un'altra delle mie abilità" replicò Scimmiotto impugnando la sua sbarra." Porcellino andò a riempire le tazze. da queste parti?" "Proprio così" rispose da fuori Chiaro di Luna." "Non me ne vogliate troppo. ben altro! Ha abbattuto il nostro albero di ginseng!" Anche di fronte a questa terribile rivelazione. no. Noi intanto ce ne andremo via di qua. il grande immortale si dominò: "Basta. Che bisogno c'era di abbattergli l'albero? In un caso del genere. Portava con sé. deve aver usato di nascosto il procedimento di uscita dell'anima dal corpo e. appoggiando il capo su una roccia a mo' di guanciale. "Che assurdità!" li rimproverò l'immortale. Così fece anche Porcellino." Intanto calò la notte. resteremo qui come fessi a prenderci tutte le colpe: noi dobbiamo pur preoccuparci!" "Non ce lo farà. "Non prendetevela troppo calda!" gridò Scimmiotto. che sutra è?" domandò Porcellino. fagiolini sottaceto. per offrirli al monaco cinese. non ho mai pensato di piantarvi in asso. e quali forme schifose dovrete assumere?" A queste parole la ciotola di riso cadde di mano a Tripitaka e un grande peso gli gravò sul cuore. Senza che ce lo aspettassimo. nessuna traccia di presenza umana. è un immortale vagabondo dell'Unità suprema. certi insetti del sonno che aveva vinto giocando a indovinala grillo con il re celeste Anima Lunga. Noi. uno a testa. "Il bonzo vi ha picchiato?" chiedevano i condiscepoli. è spaventoso!" A questo punto del racconto. Il grande immortale si mise a ridere: "Benedetti ragazzi! Chi diviene immortale dovrebbe impegnare tanto il suo spirito da non pensare più a dormire. se ci provasse. Potete riposare un po' in questo bosco lungo la strada: quando vi sentirete ristorato. ma lui non ha voluto saperne.perdonare le parole grossolane e offensive che vi abbiamo rivolto poco fa. pasticcioni? Questi pivelli ci sono venuti a insultare a casaccio. Dopo tutto la frutta l'avevi rubata davvero. chiusero i battenti della porta principale e li sbarrarono con un grosso catenaccio di rame a due lucchetti. non ha saputo riconoscere il nostro tesoro di immortalità. l'immortale esclamò: "Vedo con stupore che Vento Puro e Chiaro di Luna stanno scoprendo le gioie del lavoro. perché credeva che fossero neonati. "Nessun fabbro saprebbe far meglio." Scimmiotto invitò il maestro a uscire e a rimontare a cavallo. "No. Le impresse il movimento che apre le serrature e la puntò verso la porta: con un fracasso di metallo spezzato. I due volarono dritti in faccia ai dormienti e li punsero. "Tu diventi un insettino e voli via da una fessura. né fuoco né incenso. "Che bel lavoretto!" esclamò Porcellino. e del resto ha già provocato gravi danni in . con un cavallo. poi ritornarono davanti alla porta principale e vi restarono fino a sera a proferire vituperi: ladri di qua." "Discepolo!" s'inquietò Tripitaka." "So. che si affrettavano lungo la strada maestra. "Questa scimmia sarà la mia morte!" gemette Tripitaka. i due ragazzi scoppiarono in lacrime. Intanto il grande immortale. mentre Sabbioso disponeva tavola e seggiole. e si affaccendarono a mescere. I due ragazzi procurarono molti piattini di verdure. Sabbioso accanto al cavallo e Porcellino dietro con i bagagli. e non vi vergognate di parlare con quel tono? E voi vorreste raggiungere il Paradiso dell'Ovest e vedere in faccia il Buddha? Ma sapete. il loro sonno divenne tanto profondo. briganti di là. inquieto ma a un tempo molto interessato. a meno che sappiano come rendere la vita ai morti. Trovando la porta spalancata e il suolo spazzato. alla porta orientale del Cielo. si divertì a saltare di ramo in ramo fra gli alberi del bosco. "Per colpa della tua ghiottoneria. rientrò nel tempio e si accostò alla cella in cui dormivano i due giovani taoisti. Porcellino ne approfittò subito per assumere un tono di dignità offesa: "Avete visto. smettete di piangere. "A quest'ora la musica è finita. non ci trovarono nulla di pronto. del sutra del Pavone. cavolo rosso sotto senape. maestro. Presi dal panico. il vecchio Scimmiotto sa sempre cavarsela. giovanotti?" esclamò ridendo Porcellino. Noi abbiamo cercato di ricondurlo alla ragione. scrollare." "Maestro. che erano soli in casa. Se lo recita mi fa venire il mal di testa. "Ho sentito parlare del Sûrangama sûtra. se ti citassero in giudizio. si arrovellava dentro di sé senza dir parola: "Perché parlano così? Perché mentono? I loro frutti glieli ho sistemati io una volta per tutte. Ma noi che non ci sappiamo trasformare. avete sradicato il nostro santuario. Ora abbiamo verificato e constatiamo che i conti tornano" precisò Vento Puro. "Avranno approfittato della nostra assenza per rubare qualcosa e scappare" suggerì qualche benevolo condiscepolo. Infine i giovani immortali forzarono la porta e li levarono dal letto. Ma quando entrarono nella sala grande. uno dei suoi discepoli. per come li conosco. balzarono su e si prosternarono ripetutamente dicendo: "Maestro. aveva attraversato il cielo di diaspro su nuvole di buon augurio e non aveva tardato a ritrovarsi al portale del Tempio delle Cinque Fattorie." "Maestro. "In realtà i frutti non sono scomparsi. Maestro. Ho già in mente come fare. Li palpò per scegliere i due più grassocci e li gettò con un buffetto attraverso un forellino della finestra. partiremo dopo pranzo." I discepoli si recarono alla porta della loro cella: in effetti era chiusa a chiave. Scimmiotto raggiunse a gran passi Tripitaka e gli altri pellegrini." "Maestro. Ma con i suoi occhi di volgare profano e il suo spirito limitato. e staranno ancora dormendo della grossa. che gli farebbe cambiare idea. fra quel fogliame folto a grande altezza. si stropicciarono il viso. non vi riducete in questo stato" replicò Scimmiotto asciugandogli la fronte sudata. il vostro amico. Questi recitò un incantesimo. si tiene in mano questo mezzuccio per mettermi in difficoltà. legati alla cintura. Scimmiotto aveva altri modi di riposarsi: rimasto solo. Voi non sapevate che questo Scimmiotto ha enormi poteri magici. liberandoli dall'influsso del demone del sonno. come per un colpo di vento. Ci si chiude a chiave per pranzare. i catenacci caddero a terra e i battenti si spalancarono violentemente." Tutti i giovani immortali manifestavano il loro compiacimento. del sutra del Loto della Buona Legge. Aprirono gli occhi. è il momento buono per filarcela" dichiarò Scimmiotto. era uscito con la sua scolaresca di giovani immortali dal paradiso Tusita. quel bonzo orientale(4). poco dopo la vostra partenza. ghiottoni svergognati! Non vi è bastato rubare i nostri frutti di immortalità. invece. ma non cambiò nulla: il loro placido russare continuava imperturbato. "Raccontatemi per ordine che cosa è accaduto. e dentro si sentiva russare. Tripitaka se la prendeva con Scimmiotto: "Benedetto zuccone di una scimmia! Ci metti sempre nei guai. che mi ha indotto con l'inganno a posarlo sulla testa. infine se ne andarono a cena e si misero a letto. "Perché. lo scherzo di scappare da solo e di lasciarci qui" intervenne Tripitaka. non c'è pericolo che tu non te la cavi" replicò Porcellino. Poi recarono una teiera colma e due caraffe di vino. gridare: quelli ronfavano come se niente fosse. Vi garantisco che ce ne andremo tutti insieme. e si lanciarono sulla strada maestra dell'Ovest. melanzane e zucchini in salsa di soia. Come si fa a uscire?" "Non ti preoccupare. il sutra Ben Noto non lo avevo mai sentito. ripartiremo. ma allora non lo sai? Il cerchio d'oro che porto in capo" spiegò Scimmiotto "è un regalo della pusa Guanyin al nostro caro maestro. senza avere idea di come stavano le cose. E così ci avete accusato ingiustamente: è una bella porcheria!" Scimmiotto.." "Si capisce. Ma oggi. si sono presentati quattro bonzi. che non li avrebbero svegliati le trombe del giudizio. I ragazzi tirarono i catenacci delle porte tutto intorno. radici di loto marinate. Con una buona concentrazione. "Sono ben strane le usanze del paese. navoni in feccia di vino. riconobbero il maestro e la folla dei discepoli chini su di loro." "Che cosa intendete dire?" si meravigliò Tripitaka. Piuttosto." Al reverendo non restò che scendere da cavallo e sedersi ai piedi di un pino in posizione di meditazione. chiamare. Il sutra di cui parlava il maestro è un incantesimo che stringe il cerchio. diciamo un mesetto di sogni d'oro. Sono una banda di briganti. incassare gli insulti che ti eri andato a cercare e chiuderla lì. non ti assolverebbe nemmeno tuo nonno." Ma Vento Puro perse le staffe: "Maledette zucche pelate. "Quei ragazzotti sono andati a nanna: lasciamoli dormire. che sapeva tutto. "si serva il riso. devo passare la notte in bianco. Avevamo contato male noi. lasciate stare. Ma perché dovrebbero essere tanto stanchi? Non sono mai stati dei grandi lavoratori.

era passato mezzogiorno. Porcellino e Sabbioso. Dopo avere resistito in questo modo a due o tre assalti. Berretto a nove Yang sopra la testa." Mentre parlottavano fra loro. E anche se fosse colpevole di non averci educato con sufficiente fermezza. uno dopo l'altro." In effetti il bestione si mise al lavoro. questa notte stessa. ma era robusto. che non era di vacca o montone." "Allora non è grave: dò una rastrellata e faccio un buco" propose Porcellino. Scimmiotto fu invaso dal furore: cavò la sbarra e. suo discepolo anziano." ordinò il grande immortale. che ci vendicherà dei frutti del ginseng. Somministrati i trenta colpi a intervalli stabiliti. Un giovane immortale dei più robusti impugnò baldanzoso lo staffile e chiese: "Da chi incominciamo?" "Tripitaka è il più anziano di questa banda disonorata. "Basterà che ci lasciamo cadere da lì. intorno regnava da un pezzo il silenzio." "Quanti colpi?" chiese il fustigatore. siamo passati da un'altra strada. per mettere la più grande distanza possibile fra loro il Tempio delle Cinque Fattorie. anche un ormeggio di fibre di palma del diametro di una colonna mi farebbe sì e no il solletico. preoccupato dalla potenza dei mezzi di cui disponevano questi taoisti. prima che sia troppo tardi. "Mi servono e basta. saliva su una nuvola di buon augurio e partiva all'inseguimento del monaco cinese." Il discepolo levò alto lo staffile per abbatterlo a tutta forza. Il grande santo recitò un incantesimo. reverendo? Perché vi siete seduto sul bordo della strada?" "Il vostro umile servitore è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. e io mi sono seduto per riposare un momento. tutti quanti" assicurò Vento Puro. Tuttavia all'alba il reverendo si assopiva sul suo cavallo. no. "Discepoli" disse l'immortale. I suoi capelli Son legati in due crocchie ala-di-corvo. "Tagliami quattro salici giovani ai piedi della rupe e portali qui" ordinò Scimmiotto a Porcellino." Scimmiotto pensò: "Il nostro vecchio bonzo non sopporterà la fustigazione. che fu legato a un pilastro della tettoia all'ingresso della sala grande. eccolo là. Se è questo che vuole. bianco splendente. ai piedi di quell'albero sul bordo della strada: è lui!" annunciarono i ragazzi. diceva: "Ehi. Gli inseguitori tornarono indietro. e vacillava minacciando di . ma di pelle di drago: quella che si chiama sette stelle. Scimmiotto ne tolse i rami e fece portare i tronchi nella corte dai suoi condiscepoli." I discepoli corsero a prendere lo staffile di cuoio." A queste parole intervenne precipitosamente Scimmiotto. estrasse dalla manica i pellegrini. Che cosa c'entra lui? Si deve incominciare da me. gli altri due presero l'aspetto di Sabbioso e di Porcellino. poi se ne andarono a cena e si ritirarono nelle loro celle per dormire. A che serve? I colpi li hanno dati solo a me" ricordò Scimmiotto. vide le proprie gambe lustre e scintillanti come specchi. a modo suo" esclamò ridendo il grande immortale. questi bonzi?" "Ma certo. si rese conto di averli superati: pur camminando di buon passo fino alla sosta per il riposo. frustatela ancora. Nel fronteggiar Scimmiotto. Mentre rubavamo i frutti. e slegò uno dopo l'altro Tripitaka. di subire il castigo per lui. Quando scese la sera.Paradiso. ma non trovava traccia dei pellegrini. allarmato. l'umile taoista che sono vi saluta. Con pochi colpi ben assestati abbatté quattro salici e li riportò sotto braccio. preparate il necessario per il supplizio che gli infliggeremo quando saremo di ritorno." "Questa maledetta scimmia ha stile. raccolsero i loro bagagli sotto il portico e guadagnarono l'uscita. l'albero l'ho abbattuto io. come se fossero marionette: per primo il monaco cinese. ma almeno mostra qualche traccia di pietà filiale. Sapreste riconoscerli. fingendosi sorpreso. senza perdere tempo a commentare. ma sapevano rispondere se li si chiamava per nome. Il suo testardo discepolo si è scatenato sotto la sua responsabilità. "Maestro. Tripitaka non era riuscito a percorrere più di cento venti li. Avvolto in una cappa di piumino Di gru. la calò sulla testa del grande immortale. E adesso come faremo?" "Non incominciate a far lagne. un altro diventò un convincente Tripitaka. Com'era conciato? Un abito di cenci e di rammendi. tendendo il dito accusatore e mettendosi a ridere. I discepoli ubbidirono. "e a lamentarvi siete voi. il cavallo lo legarono nella corte e gli portarono il fieno. Tripitaka. mentre il grande immortale. per riprendere la somministrazione del supplizio la mattina dopo. "Ritornate a casa e preparate delle corde. l'immortale riprese il proprio aspetto. che aveva la coda di paglia: "No. maledetta scimmia!" replicò il grande immortale. Frustatemi un'altra volta. Quando i pellegrini rimasero soli. voialtri" tagliò corto Scimmiotto. mi fanno già abbastanza male. ma le conseguenze le pago io. op là! i quattro pellegrini e il cavallo vi furono aspirati e rinchiusi. "siamo tutti nella stessa situazione. perché non aveva badato che la manica era scucita. Non solo erano somiglianti. ma non sentiva nulla. che li legarono dove erano stati tenuti prigionieri. andiamocene!" Sabbioso. di camoscio o bufalo. non è armato D'altro che della sua coda di yak. "Dobbiamo rimetterci in cammino." Vento Puro e il compagno ritornarono a casa. Scimmiotto lo inseguì con una nuvola. incominciamo da lui. Scimmiotto pestava senza tanti riguardi con la sua sbarra." "Maestro" ricordò Sabbioso." "Basta rugare. Incomincia da lui. gran stivali E cintura di seta. il nostro maestro stava conversando con i vostri ragazzi nella sala di ricevimento: non sapeva nulla dei nostri intrighi. Che bravo Scimmiotto! Si rimpicciolì per liberarsi dai legami e sussurrò: "Maestro." "Questa maledetta scimmia è furba e incallita nel male. con gli occhi pieni di lacrime. Quando si volse a guardare a est." "Non mi hanno ancora picchiato. Che cosa aspetti a confessare? Dove credi di trovare un alibi? Vieni qui e rendimi il mio albero. la quiete era calata sull'universo. e hai rovesciato l'albero di ginseng. sputò su ciascuno di loro una goccia di sangue e ordinò loro di trasformarsi: uno dei tronchi prese il suo aspetto." Il fustigatore si apprestava di nuovo a colpire. Ecco com'era vestito: In testa una corona d'oro puro. Del resto." I discepoli ubbidirono. "non ricominciare a fare il cacciapalle: queste corde di canapa bagnate. Un incarnato Di donna reca in viso. Voialtri. E il fustigatore gli inflisse altri trenta colpi. Agita in mano la coda di yak E tamburella sul pesce di legno. quando Scimmiotto parlò di nuovo: "Fate un altro sbaglio. Sotto gli sguardi attenti dei giovani immortali. ed era stata ben imbevuta d'acqua. seguiva i movimenti con attenzione per capire dove lo avrebbero colpito: vide che si mirava alle gambe. Scimmiotto. A questo punto il grande immortale ordinò: "Ora puniremo Tripitaka per il lassismo del suo insegnamento. sareste per caso passato dalla nostra desolata montagna?" inquisì il grande immortale. non sono certo queste corde di canapa bagnata a tripla torsione che mi fanno paura. fratello maggiore. Con una scossettina. l'aprì dolcemente e. che la schivò balzando da lato e subito si alzò in cielo su un alone di buon augurio. si morse la punta della lingua. Poi ritornarono dal maestro e camminarono tutta la notte. abbassando gli occhi. In un istante aveva già superato mille li. alla moda di Lü. ma sono tutto indolenzito per via delle corde che mi legano. Va sventolando attorno larghe maniche E leva canti alla luna crescente. "Dentro un sacco!" "Non è un sacco." "Poiché venite dall'est. Qui ci vuol altro che la tua abilità di scassinatore di catenacci. che finora nessuno ha toccato. Il grande immortale ritornò con la sua nuvola al tempio e ordinò ai discepoli di portare le corde. ma quella coda di yak con il manico di giada parava ogni colpo. Rivestirono le loro tuniche." Tripitaka rese premurosamente il saluto: "Vi prego di perdonare la mia involontaria scortesia: non vi avevo visto. resisteva al rastrello più dell'acciaio. vi sbagliate: i frutti li ho rubati io e li ho mangiati io. così morbido a toccarlo. Provvedo io a catturarli. dopo tanti colpi. Sbrigati. Dunque il nostro prezioso albero è stato abbattuto. l'immortale ricorse al trucco detto dell'universo nella manica: dal bordo della nuvola dove si teneva ritto tese controvento la manica della sua cappa. Portate qui lo staffile a strisce di cuoio e dategli una bella correzione. in compagnia di Vento Puro e Chiaro di Luna. "Chi credi di imbrogliare? Sei stato proprio nel nostro tempio. il grande immortale ordinò di rimettere a mollo lo staffile nell'acqua. "Va bene. I bagagli furono gettati a terra sotto il portico. "questi bonzi sono gente che ha abbandonato la sua famiglia: non si possono usare armi bianche su di loro. "Qual'è la vostra preziosa montagna?" "La mia umile dimora è il Tempio delle Cinque Fattorie sul Monte della Longevità. "Porca miseria. maestro. Questa appunto è la strada che seguiamo. aiuta anche noi!" "Piano! Parlate piano!" sibilò Scimmiotto. Scimmiotto. Pieno di cinghie. ma inquadrato Da barba e favoriti." "Senza vantarmi. che si stanno asciugando e stringendo. Poi siete fuggiti. Si diresse verso l'albero e gridò al monaco cinese: "Reverendo. dove siamo finiti?" esclamò Porcellino. Calza ai piedi dei sandali a tre orecchie." "Da dove venite. toccherebbe a me. Il grande immortale scese allora dalla sua nuvola e con una scossa si trasformò in un viandante taoista della setta della Verità completamente sublimata. "Ci ha infilati nella sua manica. Se muore. sellarono il cavallo. ma non serviva a nulla: quel tessuto. le trasformò in pezzi di ferro di forgia. Il grande immortale era intento a guardare verso ovest. "Vedo" rispose il grande immortale. Lui penserà di averci perduto per disattenzione." Il bestione non era furbo. che furono legati ciascuno a una colonna. Una volta in aria. poi gli altri tre. "Tanti quanti i frutti dell'albero: trenta. "Allora venite con me. "A che cosa ti servono?" si stupì Porcellino. se la prese con i suoi discepoli: "Queste disgrazie le avete provocate voi. scemo" disse Scimmiotto. non sarò forse io a portarne la responsabilità?" Perciò aprì bocca: "Maestro." "Fratello" obiettò Porcellino." "Ti ho colto." Apostrofato in questo modo.

Non prendo un bagno da un bel po'. ma inutilmente. con il maestro. Lo friggeremo per vendicare il nostro albero di ginseng. Quelli che curavano il fuoco incominciarono a gridare: "Perde. "la testa è meno importante di quel che sembra. L'immortale ritornò al suo tempio. va male!" "Che succede?" si allarmò Tripitaka. Fu una lotta violenta. da una parte una meridiana. "Quando ho trasformato quei salici. che se incontrassimo qualcuno vi rendereste ridicolo. "Maestro" disse Scimmiotto a Tripitaka "adesso per piacere mi lasciate riporre la parola bontà in attesa di tempi migliori." A queste parole. sopra una catasta di fascine che fecero un fuoco d'inferno. con cavallo e bagagli. ma perché mi spacchi la caldaia? Adesso lo metto io nelle peste." Scimmiotto ascoltò con piacere. ma questa volta hai passato il limite della ragione e hai tradito la tua coscienza. ascoltate il seguito. Il fatto è che ci avevano buttato di peso il leone di pietra. come testimoniano i versi: Consapevole del Vuoto non capiva Il segreto del Signore Uguale al Mondo: Come egli resistesse a tre armi magiche. "Guarda come sono gentili: ci vogliono confezionare vestiti con le maniche a sbuffo. bello tranquillo e pulito. vide i bonzi che avanzavano sulla strada. dopo la doppia correzione di ieri. Ne avremo di riso. circondarono l'immortale e incominciarono a legnare senza troppi riguardi. E GUANYIN RIPORTA ALLA VITA CON LA RUGIADA L'ALBERO DI GINSENG. Il grande immortale del Primordiale Soggiogato afferrò la mano di Scimmiotto e gli disse: "Conosco le tue capacità e la tua reputazione. pensavo che oggi non mi avrebbero battuto.cadere. Si slanciarono tutti insieme in aria. e alla terza bonzo carbonizzato. e non accorgersene neppure. ma ancora non si riusciva a sollevarlo. Certo che potrebbero risparmiare un bel po' di stoffa con le solite tuniche a campana. cadrà morto stecchito. Poi veniva Scimmiotto. fu gettato per terra davanti all'immortale." Il fustigatore alzò il suo strumento e gridò: "È il tuo turno!" "E allora dacci dentro" rispose il salice. sentiva tutto e si diceva: "Il maestro non sarà all'altezza della situazione: come toccherà l'olio bollente. che si trovava lontano sul bordo della strada maestra. come la prima volta. "Guarda che roba." La caldaia incominciò a bollire. "Questa maledetta scimmia ama tanto la terra che non si riesce a staccarla dal suolo. Ne vennero otto di rinforzo. I giovani taoisti si presero una bella paura. Nulla potrai ottener se non perseveri. A gran botte. poteva anche finire lì." Quattro ragazzi ci provarono. e Scimmiotto. Con Sabbioso accadde la stessa cosa. perde. aveva vicino a sé. Potevi limitarti a scappare. afferrare l'ombra o ingabbiare il vento. "Mi vorranno interrogare" pensò Scimmiotto. queste non sono condizioni straordinarie. Qualunque capriola tu faccia. e poi ripartiremo. ritorniamo al tempio: al sorgere del giorno il grande immortale fece colazione e salì alla sala di ricevimento. si lanciò sulle nuvole e." I giovani immortali si misero all'opera per rompere la tela laccata e tirarlo fuori. il cavallo e i bagagli. Il vostro vecchio Scimmiotto potrebbe saltare il sonno per mille notti di seguito. tanto varrebbe pretendere di trattenere la sabbia. ma quanto è pesante!" commentavano gli immortali. Un uomo superiore mai non cerca La lite. Porcellino. La collera è cattiva consigliera. Porcellino il rastrello e Scimmiotto la sbarra cerchiata d'oro. Scimmiotto continuava a scherzare: "Guardate che bel sudario ci regalano da vivi. ma senza risultato. entrò nella corte e di nuovo li estrasse dalla manica. Vide i giovani immortali che annunciavano: "Maestro. Sarà meglio metter fine all'esperimento. Questa scimmia è inafferrabile. a quanto pare non stiamo battendo i bonzi. sia quello grande. ma quando l'immortale spiegò di nuovo la sua manica. maestro. e quando sarà a bollore ci getterete il Novizio Scimmiotto. "Ora riempite la caldaia d'olio. salvo la testa." "Te la farò vedere io. "Maestro" protestò Porcellino. osservando in direzione dell'Occidente. Se vinci la violenza con violenza. né come le cose andarono a finire. il grande immortale diede in una risata agghiacciante e si fece avanti per impadronirsi di Scimmiotto. ordinando di portare lo staffile: "E oggi incominciamo da Tripitaka. Per chi ha lasciato casa sua. poi altri quattro. Scimmiotto se ne accorse e lo apostrofò: "Non siete proprio all'altezza. Così passa buona parte del mattino: Quando mai riprenderan la loro strada? I tre condiscepoli attaccavano congiuntamente con energia. Sarà meglio che gli dia una mano." Mentre maestro e discepoli fanno una sosta. mentre il vero Consapevole del Vuoto se ne volò su una nuvola e vi sedette a contemplare i taoisti. È una pignatta su misura per il tuo appetito. Ma in basso ci vuole un buco. Anche se balzassi fino al Paradiso . che spruzzò olio bollente sulle facce dei giovanotti e le riempì di vesciche. ebbe un fremito ed esclamò: "Ahi. Questa volta Tripitaka fu legato a una piccola sofora. e confesso che mi dà molto fastidio. movimenti impercettibili Che le parano in qualunque direzione. Se prima possiamo mangiare abbastanza. Dice un poema: Àrmati nella vita di pazienza." E quello rispondeva: "Sollevate Scimmiotto e gettatecelo dentro. Il grande immortale abbassò la sua nuvola su di loro e gridò: "Dove vai Scimmiotto? Rendimi l'albero di ginseng!" "Rieccolo. ma in quel momento mi scappavano sia il bisogno piccolo. ma dei tronchi di salice. e tutto l'olio si sparse intorno. non credo che poi avresti più potuto usarlo per il fritto misto. e va bene. altrimenti non ne usciremo mai. Scimmiotto. "Porcellino!" disse ridendo Scimmiotto. ed ama il santo la virtù. ci ha fregato!" esclamò Porcellino. "Com'è privo di riguardi! Scappa se vuoi." Che bravo Scimmiotto! Scese giù e si presentò a mani giunte: "Non friggete il mio maestro! Ci vado io nella pentola dell'olio." E i discepoli ubbidirono. non poterono farci nulla e vi furono aspirati a precipizio. maledetto!" tuonò il grande immortale." A questo punto venne portato un gigantesco calderone." Quando furono ben impacchettati. Il leone prese l'aspetto di Scimmiotto." L'immortale ordinò: "Avvolgeteli nelle tele. quando fosse nell'olio bollente. per aria. CAPITOLO 26 AFFANNOSA RICERCA DI UN RIMEDIO IN CUI SCIMMIOTTO PERCORRE LE TRE ISOLE ALLA VANA RICERCA DI UN RIMEDIO. il grande immortale fece una risata cattiva: "Scimmiotto è pur sempre il Bel Re Scimmia! All'epoca dei gravi disordini che provocò in Cielo. Perciò si guardò intorno. ma i discepoli non rimasero ad aspettare che dicesse la sua opinione: Sabbioso tirò fuori la sua preziosa mazza." Il calderone venne posato ai piedi della scala. Ma allora il vero Scimmiotto. Ma perché prenderti gioco di noi con questo infame trucco dei pezzi di legno? Questa non gliela perdono: dobbiamo riprenderli. non ci resterà poi la cera di fantasmi affamati. alla seconda passata avremo bonzo fritto da mettere in tavola. legato come un salame. stringere fra le dita il mercurio. Opponendovi la sua coda di yak. È piccoletta di statura. l'immortale fece portare della lacca con cui i pellegrini furono interamente spalmati. Maneggiate con potenza e con ferocia. Si diede una spinta per accostarsi al leone. Se ne vada dove gli pare. Poi vennero portate dieci pezze di grossa tela fabbricata in casa. per lasciare un po' di sfogo. ai piedi della scala." Detto fatto. Finalmente in venti riuscirono a portarlo ansimanti fino al calderone e ce lo buttarono dentro: fece un grande schizzo. "Come ti sei permesso di rompere il mio calderone?" "Non sei il primo a cui mi càpita di guastare i fornelli" replicò Scimmiotto ridendo. Porcellino e Sabbioso agli alberi che stavano a destra e a sinistra dell'ingresso della sala grande. Ma ora portate qui un'altra caldaia: per vendicare l'albero di ginseng. Un bel bagno caldo è quello che mi ci vuole per mettermi in forma. Se non sapete quali proposte ricevette. Mi dispiaceva sporcare un olio così fine. Perciò ho fatto i miei bisogni da un'altra parte e ora sono qui. come si deve quando si va a farsi friggere: lascia il mio maestro e prendi me. legato come un salame." E recitò una formula che spezzava l'incantesimo. l'olio bolle. ho giusto la pelle arida che incomincia a irritarsi. Scendete giù. Basta così." Tripitaka si mise a tremare come una foglia. si morse la punta della lingua e lo trasformò. mollarono lo staffile e corsero ad annunciare: "Maestro. Anche la tua violenza sarà vinta. e non fate obiezioni se uso un po' di sana violenza. Tuttavia il grande santo si sentiva inquieto: temeva che. "Ignobile scimmia!" gridò il grande immortale sconvolto dalla collera. "Che cosa ho fatto di male? Il tuo amabile invito a prendermi un bagnetto di olio bollente lo gradivo molto. il taoista gli potesse giocare qualche brutto scherzo." A queste parole. a pranzo!" "Tanto meglio. metteremo a friggere Tripitaka. Schiacciate un pisolino al riparo dal vento. Ma ecco che ricominciano a frustare l'emanazione del mio corpo. si diceva che non riuscivano a fermarlo nemmeno le reti celesti: ora non stento a crederlo. perde!" Il fondo della marmitta si era spezzato. non mi sfuggirai. e pensava: "È meglio di quanto temevo. dall'altra un leone di pietra.

Avemmo una discussione con qualche battuta antipatica da parte sua." "Non parliamo di efficacia della radice: l'ho appunto sradicata. non ci muoveremo di là. Si provarono a rinchiuderci e noi fuggimmo. fece liberare Tripitaka. La gente nella corte sentì gridare le gru nel vasto cielo: era l'annuncio che i tre vecchi del buon augurio si avvicinavano. dico sempre la verità." "Comunque rassicùrati" aggiunse la stella della Longevità. ubbidisco. "Non avrai per caso rubato i suoi frutti di ginseng per mangiarteli?" "E se fosse?" replicò Scimmiotto ridendo. insetto o rettile. Su alti trofei di nuvole si avanzano [. potrei cercare altrove. avrai i tre giorni che chiedi. Isole dove convergono i flutti. perché noi possiamo rispondere. che offrirono al nostro maestro frutti di ginseng. sempre che siate d'accordo." "Benedetta scimmia. fratelli maggiori. un albero morto. "Dunque potreste senz'altro mettervi in cammino. "non prendertela tanto. "e non angosciarti." "Non chiedo tanto." Si strinse alla vita il grembiule di pelle di tigre e prese congedo dal grande immortale dicendo: "State tranquillo. con una capriola nelle nuvole. dopo una giornata di frustate. Quindi dovrete passare i giorni per monti e per valli: come fate a trovare tempo per distrarvi?" "Vi dirò tutto. "e che vi siete dedicato a proteggere il monaco cinese che va a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Le cose stanno come dite. mescolare la tigre e il drago. dovrete fare i conti con me. perché ci imprigionò tutti nella sua manica. e di sicuro troverò qualcosa che si adatti a quest'albero. "Sta tranquillo che non lo lascerò morir di fame. "mi chiedo che diavoleria conta di fare il nostro condiscepolo. Ma nel frattempo dovete provvedere al mio maestro. Ma i frutti di ginseng nascono dalla radice del legno di immortalità. Dopo tre giorni reciterà l'incantesimo della costrizione del cerchio. se lo fosse. ma si concluse presto." "Dove conti di trovare i mezzi per mantenere le tue promesse?" "Un vecchio detto dice che la buona medicina vien dal mare. Attraversava lo spazio con la velocità del lampo o di una meteora." "Che genere di noie?" volle sapere la stella della Fortuna. non è una cattiva idea" risero le tre divinità. in fondo siete un bell'avaro. "Benedetta scimmia. non sa proprio stare al suo posto!" esclamarono le tre divinità. cui seguì un parapiglia." "Non avrà il coraggio di abbandonarci" assicurò Tripitaka. le stelle respinsero la scacchiera e risposero al suo saluto: "Qual buon vento vi mena. Rari profumi spiravan nel vento: Fra brandelli di brume colorate. il grande immortale non era in casa. ma per aiutarti gli faremo visita e riferiremo i tuoi problemi al monaco cinese. pensando che la buona medicina vien dal mare. Un posto bellissimo. La ricetta che ti servirebbe sarebbe contraddittoria." "Ho capito." "Non so come ringraziarvi" rispose Scimmiotto. vi restituirò l'albero vivo. Noi siamo l'ultimo dei suoi pensieri. Scimmiotto attraversò il paesaggio senza potersi saziare dello spettacolo. poi. Conto di recarmi nell'oceano orientale e di fare il giro delle tre isole e dei dieci scogli per visitare i più antichi santi e immortali. Non è roba che faccia tornare in vita le piante morte." Vedendolo. mi legherò a te con gli otto saluti e diventerò tuo fratello giurato. molto contrariate." "Be'. Mettiamola così: qui non abbiamo una soluzione." "I guai sono avvenuti mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie. "Maestro" disse Sabbioso. saluterei il Buddha e continuerei a chiederti di rendermi l'albero di ginseng. mentre la stella della Longevità fungeva da spettatore. Che ne dite?" "Se hai questo potere. Alte torri di diaspro la cui ombra Rinfresca il cielo. saresti capace di intrufolarti di nuovo in Paradiso." "Ho sentito dire che avete lasciato il taoismo per il buddismo" commentò la stella della Longevità. "In quale posto le avete incontrate? Bisogna che ci diate informazioni esaurienti. Chiederò alla loro esperienza i metodi per ridare vita a ciò che è morto. I due ragazzi non girarono l'offerta a noi discepoli. basterebbe a riportarlo in vita un gran di miglio del nostro elisir. ma lungo la strada per l'Ovest ho avuto qualche noia. Tre giorni e non di più. Porcellino e Sabbioso. sul Monte della Longevità." "Caro maestro. Non volete altro che riavere vivo il vostro albero? Non è difficile. messere. sradicata?" esclamarono spaventati i tre vegliardi. rami spezzati e radici per aria. Tu che non sei ancora entrato a far parte del vero corpo degli immortali. La notte successiva. e io ho promesso di riportare in vita il suo albero." A una risposta così recisa. "Grande santo" aggiunse gentilmente la stella della Fortuna. l'immortale ha incominciato a prendermi sul serio e abbiamo combinato un affare: lui ha liberato i miei. esercitare il respiro. ma ci conosce." Il bravo re scimmia. se la batte e non lo vediamo più. sicuro che in ogni modo non gli potevano sfuggire. Lasciate liberi i miei. Scimmiotto si avvicinò e disse: "Vi saluto. ma può darsi che se ne trovino altrove. Dopo tutte queste peripezie. Come al solito fa il grand'uomo per abbagliare la gente. Allora rubai tre frutti e li divisi fraternamente con i miei compagni. davanti alla quale vide fra i pini tre vegliardi che giocavano a go. e al primo colpetto che diedi l'albero andò lungo disteso: scomparsi i frutti." E gli gridò: "Consapevole del Vuoto. ma non dimentichiamo che sei fuori ruolo. Potrei percorrere cieli e mari da un capo all'altro. e presto raggiunse le isole Penglai." Il grande immortale." "Quando pensi di ritornare?" "Mi basteranno tre giorni. fuggimmo di nuovo. Non gli deve mancare niente: tre tè e sei pasti al giorno. Il nostro livello nel Tao è molto inferiore a quello del grande immortale: non è escluso che possieda una longevità uguale al Cielo." "Non crederai che ti possa perdonare!" "Se liberate il mio maestro. ma preferirono mangiarsi tutto loro. Quando la sua biancheria è sporca. Sono venuto a trovarvi perché vorrei chiedervi un piccolo servizio. gli sembravano dei neonati e perciò rifiutò di assaggiarli. Sono venuto da queste parti." "Si capisce. "Chiediamogli dove conta di andare. e giunse alla Grotta delle Nuvole Bianche.. dunque!" si spazientì il grande immortale. senza il minimo rispetto. attraverserei come niente le trentasei sfere celesti. fu un vero spettacolo vedere l'immortale. le sopracciglia di Scimmiotto si aggrottarono e la sua fronte si increspò di mille rughe.. perché non reciti quell'incantesimo. come testimoniano i versi: Sacro e vasto paese d'immortali. È vero che una posizione in Cielo ce l'hai anche tu. "Se non ti tenesse sotto controllo. "Il maestro del Primordiale Soggiogato è il decano degli immortali terrestri." "Che diavolerie vuoi che faccia?" intervenne Porcellino. Sino ad allora. vi prego di insegnarmele subito. come avrebbero dovuto. Le tre stelle salirono su di un'augusta luce e si diressero al Tempio delle Cinque Fattorie. Ma usai i miei mezzi per fuggire e per rompere la pignatta. constatando che non c'era verso di tenermi fermo. Se conoscete ricette per riportare in vita gli alberi.] . signori. Anch'io parto subito. non vi sbarazzereste facilmente di me. e vi garantisco che il vecchio Scimmiotto troverà il modo di rendere la vita al vostro albero. Noialtri invece ci dobbiamo impegnare in continue fatiche: nutrire l'essenza seminale." "Ma parti. "L'altro giorno. Le gare di magia qui non servono. che sarò puntuale. come puoi pretendere di prevalere su di lui? Se tu avessi ammazzato qualunque bestia. al quale la vita non si può rendere. semplicemente per la dieta che fa. Per questo i due piccoli immortali ci coprirono di contumelie. Non voglio ritrovarlo pallido né smagrito. Vi sareste risparmiato tutti questi scontri. la sua indulgenza è a tempo definito: mi ha dato tre giorni. i nove luminari Si rifletton su tartarughe d'oro. Precisamente. ma quando il messere ritornò a casa e vide l'accaduto." "Ma ci abita il grande immortale del Primordiale Soggiogato!" esclamarono i tre vecchi. quarantasettemila anni a mangiarne uno. archi giganteschi Che si vedono splendere dal mare. cadute le foglie." "Va bene. quando arrivammo al tempio. Il maestro e i condiscepoli vennero impacchettati e laccati come anitre da cucinare. grande santo?" "Vi sono venuto a trovare per distrarmi in vostra compagnia. se me lo aveste detto prima. perché è urgente liberare il monaco cinese dalle sofferenze che sta sopportando. Le bellezze fatate qui si recano Per recare in offerta ai tre immortali Pesche d'eternità. tenere in scacco tre eccellenti armi magiche con un semplice scacciamosche. se non sarai di ritorno. Salgon spire di brume colorate Nel cielo azzurro. Mi saltò la mosca al naso. Aveva lasciato due ragazzetti." "Come sarebbe a dire. non conosce il valore delle cose! Sono frutti che dànno trecento sessant'anni di vita ad annusarli. come noi siamo i patriarchi di quelli celesti. Altrimenti. Si vedevano Dardi di luce attraversar lo spazio. lasciò il Tempio delle Cinque Fattorie in direzione del grande oceano orientale. Quando saranno trascorsi. Il rango del grande immortale è superiore al nostro. con indosso una semplice veste di casa. uccello. Si chiamano cinabro trasmutato vegetale. ma fummo riacciuffati come la volta precedente. con la scusa di andarsi a procurare chissà quali rimedi. Ma la legge del mio maestro è severa. io reciterò il sutra che sai. tanto per incominciare vi sfonderò tutte le pignatte di casa. usare l'acqua per rafforzare il fuoco. "Quello lì usa il trucco del diavolo pentito. la contrada degli immortali. Non ci vediamo da molto tempo. mantenere la concentrazione dello spirito.dell'Ovest ti seguirei. gli avversari erano la stella della Fortuna e quella della Ricchezza. Conta pure di disporre di tutti i giorni che servono: lui aspetterà che tu ritorni con il rimedio adatto. mentre io fui senz'altro messo a friggere nell'olio. non può esistere. che storie hai raccontato all'immortale per indurlo a liberarci?" "Io non racconto mai storie. nella pianta organica dell'Unità suprema non esisti nemmeno. Come puoi prendere alla leggera dei frutti così nutrienti? È una radice di efficacia senza pari al mondo. ma lui non capì che cosa fossero. va lavata e inamidata. ci inseguì. quando ritornerò." E si congedò.

ma temiamo che non gli bastino i tre giorni concessi dal santo monaco sotto pena di recitare l'incantesimo della costrizione del cerchio." "Il Novizio Scimmiotto è dunque arrivato alle isole Penglai?" chiese il grande immortale. Il ragazzo che allora sbucò dal paravento Altri non era che l'illustre Dongfang Shuo. frugava nella sua cintura. non c'è rimedio. nove immortali dai volti fanciulleschi. Dopo che si furono accomodate.] Ai vegliardi che così si trastullavano. come testimoniano i versi: Sulla montagna si alza un altro cielo. portami rispetto!" "Io non sono un facchino. Scie di brume felici ondeggianti nell'aria. viveva a piacer suo. "Vieni a servire il tè. Non ti è bastato di rubarne. "Pratico il detto: volgere il capo alla fortuna. Sugo di giada cola nei ruscelli. E sfidi sempre le tempeste: non porti nemmeno il berretto in capo. chiacchieravano. Uscito dal suo guscio per ascendere al vero. "Questo bonzo fa sempre peggio. sono venuto apposta alla vostra nobile residenza.. ma inoltre volevamo chiedere un rinvio per Scimmiotto." Risalì su una nuvola e si recò nell'isola di Yingzhou. perché è il decano degli immortali terrestri. non gli alberi. perché tu mi guardi male?" "Non ti guardo male" replicò Porcellino.] Porta il nome di sovrano supremo Dell'Est." "Misura le parole. "celebro la festa delle quattro stagioni. ma quel Monte della Longevità è terra benedetta più antica del cielo. Penetrando il segreto dello sperma e del soffio. mi congedo e vi saluto" concluse Scimmiotto. finì per sollevarle la veste. In tre occasioni in cielo aveva di nascosto Rubato ed assaggiato delle pesche immortali. Le tastava le maniche. si impadronì di quattro mestoli e corse nella sala grande. Il sovrano supremo voleva trattenerlo per offrirgli una coppa di giada.. Scimmiotto. mi guarderò bene dal recitare l'incantesimo" assicurò senza indugio Tripitaka. Scimmiotto disse: "Sono venuto a chiedere un favore. A questo annuncio. semmai un mestiere servile lo fate voi." "Per carità. Manqian!" gli gridò il sovrano supremo. senza riuscire a trattenere le risa. con capelli candidi e splendenti disposti in crocchie a forma di cicogna. si rassettò e venne a salutare le tre stelle. Non si può curare un albero così. somaro!" "Se non faceste un mestiere servile. In rapporti amichevoli col Buddha. Godeva eterna vita rifuggendo ogni fama: Su di lui non aveva il tempo alcuna presa. ma non so se me lo farete.A questo spettacolo. A un tratto udì gridi di gru nere e sentì alitare una brezza profumata: un essere divino doveva trovarsi nei dintorni." "Di che cosa si tratta?" chiese il sovrano supremo. Per questo siamo stati trattenuti." Tripitaka gli ingiunse di andarsene e Porcellino si allontanò rivolgendo uno sguardo intenso alla stella della Fortuna. sotto l'albero di perle. [. il Tempio delle Cinque Fattorie è una grotta-cielo del continente dell'Ovest e i frutti di ginseng sono nati direttamente dalla radice meravigliosa da cui ha preso origine l'universo. aveva raggiunto il monte Fangzhang. "Non ho perduto la dignità" rispose ridendo Porcellino. Quando si sedettero per prendere il tè. Canti melodiosi di fenici variopinte. queste non vollero sedere finché non ebbero reso omaggio al grande immortale in qualità di fratello maggiore. la gente non vi ordinerebbe continuamente 'reca longevità!'. Alto luogo d'incontro di immortali. grande santo. ma può curare solo gli esseri viventi. Mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie. che modi son questi?" gli gridò Tripitaka. qui raccolse una pietra sonora e si mise a saltellare intorno percuotendola a tutto spiano con i mestoli. furfantello! Ma nella casa del sovrano supremo non ci sono pesche da rubare." Prese per mano Scimmiotto e lo fece entrare nel suo sontuoso palazzo di immortale: piscine di diaspro. l'afferrò per un braccio e disse ridendo: "Non hai perso nulla della tua ciccia. è quello che si dice: sfruttare la fortuna sino in fondo. Si teneva lontano da vanità e menzogna. Scimmiotto gli andò incontro timidamente: "Signore.. 'procurami ricchezza!'. "Ci è venuto a chiedere una ricetta per ridar vita al vostro albero di immortalità.. bevevano. Non eravamo in grado di aiutarlo. Un bel posto anche quello. Riconoscendolo. dicendo: "Ci vergognamo di aver lasciato passare tanto tempo prima di ritornare a presentare i nostri rispetti e a contemplare il vostro volto venerato." Le mise in testa il proprio berretto da monaco e glielo calcò ben bene. Con la vita serrata in cintura di seta. I frutti che maturano sugli alberi Mille anni di vita ti promettono. ha perduto ogni dignità" s'indignò il grande immortale. Scimmiotto gridò: "Avete niente in contrario che mi venga a divertire con voi?" Tutti gli andarono incontro. benedetti dal cielo e impregnati dalla terra. ma Scimmiotto rifiutò: "Vi ringrazio. ai piedi delle rupi di cinabro." "Di recente ho avuto l'incarico di proteggere il monaco cinese nel suo viaggio a ovest. A rigore qualcosa si potrebbe fare su vegetazione ordinaria. ma ho troppa fretta.. Entrate a prendere il tè nella mia umile dimora. "Mettetemi al corrente." "E tu che ci vieni a fare." Mentre Porcellino faceva il buffone. tra fiori fragranti. vecchio mio." "Benedetta scimmia! Provochi catastrofi da tutte le parti senza curarti delle conseguenze. Come hai osato metterti in conflitto con lui? E il suo albero di ginseng dà una specie di elisir vegetale. partito su una nuvola dalle isole Penglai. ed è subito ripartito per continuare la ricerca. Siamo venuti qui innanzitutto per presentare i nostri rispetti. 'porta fortuna!'. levo le mani per onorarvi." Tripitaka gridò a Porcellino di farsi da parte. come testimoniano i versi: . Qui la fenice si viene a posare. prese la parola la stella della Fortuna. "Proprio così" confermò la stella della Longevità. fra gli immortali delle brume E nebbie occupa il posto più importante." La stella della Longevità si strappò il berretto e borbottò: "Stupido facchino. ma aveva perduto lo stato d'animo adatto a godere del paesaggio. Dal momento che non saprei altrimenti come liberare il monaco cinese. Giocavano a go o a scacchi. Il Maestro dell'Immortale Soggiogato che vive nel Tempio delle Cinque Fattorie si onora del sacro soprannome di Signore Uguale al Mondo. Erano davvero Nubi di buon augurio che irradiavano luce. Mentre conversavano Porcellino ritornò alla carica e si mise a molestare la stella della Fortuna chiedendole caramelle. È un pezzo che non ci vediamo." "Se non c'è rimedio. come testimoniano i versi: Illumina la bruma un albero di perle. non oso trattenermi. questa reagì: "Somaro! Che cosa ti ho fatto. scoppiando a ridere: "Quanto ti dona! È il caso di dirlo: se gli aggiungi il berretto. se non vi sono venuto incontro." "Zitto. Le torri del palazzo montano fino al cielo. da un paravento di giada sbucò fuori un ragazzo. ho perduto le staffe con i ragazzi del posto che mancavano di buone maniere e ho abbattuto l'albero del ginseng. vecchio furfante?" ribattè Dongfang Shuo avanzandosi per rendere il saluto. arrivano le tre stelle del mare!" Il grande immortale stava conversando con Tripitaka e i suoi discepoli. Mi son dovuto adattare a promettergli che avrei trovato un modo per ridare vita all'albero." Passando davanti alla cucina. È appunto per questo che vi sollecito.. sperando che non rifiuterete di insegnarmi un modo per ridar vita all'albero. che sono spiriti della terra e del legno. Oggi siamo venuti dopo aver saputo che il grande santo Scimmiotto aveva disturbato il vostro ritiro. Realizzati i suoi meriti. arriva la Ricchezza. Si avvicinò. un giovane immortale corse trafelato ad annunciare: "Maestro. "Faccio le cose a ragion veduta. con il suo gran testone completamente calvo. Porcellino vide un ragazzo davanti a una credenza che stava cercando ciotole e dolci per servire il tè.] A Yingzhou Scimmiotto vide. Era un posto magnifico. hai voluto proprio buttar giù la pianta! Non avrai mica pensato che lui potesse ingoiare un tal rospo senza reagire?" "In effetti ce l'eravamo svignata. "Qui non c'è da rubare nemmeno elisir. Dalle azzurre colline scorrono verdi acque [. Danze di nere gru in cima alla montagna [. scese la scala incontro ai visitatori. da lui abbattuto. Scimmiotto rise ed esclamò: "Sei qui. Quando Porcellino vide la stella della Longevità. ma lui ci ha riacchiappato e ci ha messo nella sua manica come fazzoletti. Sandali da scalare picchi divini ai piedi Ed in capo un berretto da grande cerimonia." Il sovrano supremo gli rese premurosamente il saluto: "Scusate." "Possiedo un grano di cinabro dell'Unità suprema nove volte trasmutato. Scimmiotto vi discese. Quando il tè fu bevuto. I tre puri sentieri la percorrono Su alte terrazze." Manqian era il nome in religione di Dongfang Shuo. Com'era vestito? Avvolto in una tunica dai riflessi cangianti. ridevano e cantavano. padiglioni di pietre preziose. "Porcellino.

Dopo un giorno e una notte. Hai incontrato il grande immortale Primordiale Soggiogato?" "Il fatto è che non lo conoscevo" confessò Scimmiotto prosternandosi fino a terra. a questo punto non saresti altro che un fantasma sul Monte del Vento Nero. Bisogna raccoglierla in un vaso di giada." "Perché non sei venuto subito da me. "Come ti permetti di darmi del 'tu'? Se il vecchio Scimmiotto non ti avesse risparmiato. Una volta facemmo una scommessa con Laozi." "In tal caso. Lasciò poi Yingzhou in direzione del vasto oceano orientale e giunse in vista del monte Potalaka. Guanyin sedette al posto d'onore. invitava infatti Guanyin e i tre vegliardi a ritornare nella sala grande per ricevere i suoi ringraziamenti e far festa con i frutti di ginseng." "Se il grande santo fosse rimasto sulla buona strada e non avesse provocato disordini in Cielo. Lo dicono i versi: La veneranda immagine dorata Della Compassionevole. Scimmiotto condusse a renderle omaggio Tripitaka. Scimmiotto. Scimmiotto li riconobbe e disse ridendo: "Cari vecchi condiscepoli. Dalla dolce Rugiada vien lavato da ogni polvere Il cuore e vien restituito a vita Immortale il santo albero. "Ma l'altro giorno i frutti erano solo ventidue. Poi gli disse di porre la mano sulle radici e di attendere che dal suolo sgorgasse acqua. Quindi è tutto a posto. "Sul monte diseredato del vostro umile servitore non abbiamo vasi di giada" si scusò il Maestro del Primordiale Soggiogato. Quando giunsero nel parco. Consapevole del Vuoto" ordinò Guanyin. "bando ai complimenti: preghiamo la pusa di venire in giardino a esaminare la situazione. portatemi un vaso di giada!" gridò Scimmiotto. secondo ragione. Consapevole del Vuoto?" "Orso scarruffato!" tuonò Scimmiotto. ciascuno poté constatare che l'albero giaceva al suolo con le radici all'aria. "a che punto è il monaco cinese?" "È sul Monte della Longevità. Poi fu la volta degli immortali del tempio. come avevo detto. recitando un incantesimo. dai discepoli e dalla folla degli immortali. Portava ventitré frutti." "È una fortuna!" esclamò Scimmiotto ridendo. Come dicono i versi: Nell'isola regnante sopra il mare Pieno d'inesauribili tesori. piccoli taoisti. io stessa dovrei quasi cedergli la precedenza. in certi casi limitati. ho distrutto l'albero del ginseng. Possono servire?" "L'importante è che siano oggetti di giada adatti a raccogliere l'acqua" rispose Guanyin." Il grande immortale si inchinò per ringraziare: "Come avrei osato scomodarvi per così piccola cosa?" "Il monaco cinese è mio discepolo. Come hai trovato il tempo di venire fin qui?" Scimmiotto spiegò che cosa cercava. Porcellino e Sabbioso. Prese il suo vaso immacolato e il suo pappagallino bianco. Adesso è dimostrato che non mentivo." "Proprio così. quel giorno. Dal prezioso boschetto avvolto nelle brume Uscirono ad accoglierlo i vegliardi immortali. seguita dai tre anziani. tutte le foglie erano appassite e cadute dai rami. "Io ne avevo rubati tre. secondo il dio del luogo. Porcellino e Sabbioso rizzarono l'albero e lo rincalzarono nel terreno. Esaurita l'acqua disponibile. Il grande immortale si rasserenò completamente e fece portare il martelletto d'oro per cogliere dieci frutti. nel seguire il gran dio dentro il boschetto dei bambù porporini per presentare i suoi omaggi a Guanyin. Porcellino sentì parlare di questi frutti di ginseng e gli venne una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto: perciò ne rubai tre e ce li dividemmo. S'insegna come le trasformazioni A migliaia provengono da un solo Articolo di fede: il giusto frutto Di quattro sante verità ti libera. Il grande immortale intratteneva in conversazione i tre santi vegliardi." Il grande immortale fece preparare una tavola per l'incenso e fece spazzare la corte posteriore. "Prepara l'altare e l'incenso. vivi con la pusa e ne prendi lezioni. vi trovo bene. Conserva il suo profumo la foresta Di giovinezza. Scappammo di nuovo. "In giada abbiamo solo tazze da tè e coppe da vino. per curare piante magiche. arrivati al tempio. Io me lo ripresi e lo misi nel vaso. frustare e interrogare tutto il giorno. Abbassò la nube sulla sua cima e vide la pusa Guanyin. intenta a predicare e commentare i sutra per le divinità guardiane del cielo. "Il tempo rende giustizia" affermò Scimmiotto. grande immortale" gridò Scimmiotto. Guanyin inzuppò il ramo di salice nella rugiada del vaso e tracciò sul palmo della scimmia il segno della risurrezione. seguiti da Tripitaka e dai suoi discepoli. che uscì dal boschetto e gridò: "Dove vai. nel continente dell'Ovest. Non seppe far altro che rispondere sorridendo: "Grande santo. quando si vide Scimmiotto scendere da una nuvola gridando: "Arriva la pusa. Cercava il grande santo un adatto rimedio. torno subito" raccomandò Guanyin ai suoi. Porcellino mi ha tanto rotto i corbelli sostenendo che me l'ero sbafato io. dicono gli antichi: il vero gentiluomo sa dimenticare i torti. che aspergeva l'albero con il suo ramo di salice. e prega la pusa di rimetterti in piedi quell'albero dei miei stivali. ma nelle tre isole e altrove nessun dio o immortale ha saputo aiutarmi. Ho girato i mari per trovare un rimedio. nel boschetto dei bambù porporini. che visse Accanto al Buddha prima di incarnarsi Nel corpo attuale per purificare L'onda dei desideri. un altro era caduto a terra e. I recipienti con l'acqua sorgiva venivano porti uno dopo l'altro a Guanyin. Quando i ragazzi lo scoprirono fecero tante di quelle storie. Moksa e le fanciulle-drago. Ora che hai messo su casa sulla montagna santa. "Il suo albero del ginseng è una radice meravigliosa che risale alle origini del cielo e della terra. seguiti da Tripitaka." Scimmiotto si diede l'aria più decente e rispettosa che poté. "Su. non ti degni più di darmi del 'voi'?" In effetti. figúrati che in un certo senso. e partì seguita da Scimmiotto." "Di corsa. "Lui non era in casa. E lui è il decano degli immortali terrestri. Come hai potuto abbattere quella pianta?" "Il vostro umile discepolo non si rendeva conto della situazione" rispose Scimmiotto inchinandosi ancora. con cui fu raccolta l'acqua pura che sgorgava sotto le radici. e se Scimmiotto vi ha offeso. "Un ricostituente che può curare una pianta ridotta in cenere. se l'orso nero aveva conseguito il giusto frutto e acquisito il titolo di 'gran dio' come protettore del Potalaka. tavolini e vassoi di cinabro. poi invitò Guanyin a uscire per prima. La pusa si accorse dell'arrivo di Scimmiotto e gli mandò incontro il gran dio protettore della montagna. "Consapevole del Vuoto" chiese lei. senza nozione del valore delle cose!" lo rimproverò Guanyin. "Portate quello che avete. finché sgorgò una sorgente di acqua pura." I nove vegliardi gli proposero una sosta per bere nettare di giada e mangiare radici di loto azzurro. non avrà certo difficoltà a rimetterne in sesto un'altra che è semplicemente sradicata. ma senza fortuna. Il giorno dopo l'immortale ci catturò. a quanto si dice. sperando umilmente nella vostra infinita compassione. "Quest'acqua non deve entrare in contatto con i cinque elementi. che in realtà sapeva già tutto. Scimmiotto le tese la mano sinistra." "Se le cose stanno così" intervennero i tre vegliardi. Come mai ora ce n'è uno di più?" chiesero meravigliati Vento Puro e Chiaro di Luna. Guanyin fermò la sua nuvola e salutò per primo il grande immortale. "Porgimi la mano. invece di perder tempo nelle isole?" Il rimprovero diede a Scimmiotto un bel sollievo: "Meno male! Dunque a venir qui non ho perso tempo." "Su quel monte c'è il Tempio delle Cinque Fattorie. "La rugiada del mio vaso immacolato è un prodotto di prima qualità. il motivo è lo stesso che ha reso necessario usare per l'acqua un recipiente fatto di un materiale in cui non entrassero i cinque elementi" confermò Guanyin." E riprese a supplicarla. Lui strappò un ramo del mio salice e lo calcinò nel forno del cinabro. ritornò verde e bello come prima. "e. e ci avevano ricevuto due giovani immortali. senza nemmeno mettersi seduto. rizzare l'albero e annaffiarlo a partire dalla sommità: allora la scorza tornerà ad aderire ai rami e al tronco fino alle radici. e i nove anziani ne furono molto impressionati: "Tu sei sempre esagerato! Quanti danni combini! Ci dispiace. il suolo lo aveva assorbito. La terza volta capii che non c'era altra via d'uscita e gli promisi di guarire la sua maledetta pianta. con i tre anziani a sinistra e Tripitaka a destra. Perciò sono venuto a salutare voi." Il grande immortale fece portare trenta tazze e quarantacinque coppe.Spezzata la radice dell'albero immortale. starebbe bene quanto noi. e vediamo se ha capacità sufficiente. perché mi aiutiate a salvare il monaco cinese e a permettergli di riprendere il viaggio a occidente. mi devo congedare. Ma infine le cose si sono aggiustate. non ci volle molto perché l'albero riprendesse a verdeggiare. non tergiversiamo. il grande immortale teneva loro . ci chiuse nella manica e ci fece legare. ma riuscirono soltanto a fargli vuotare una coppa e assaggiare un pezzettino di radice. si gonfieranno nuovi germogli e avremo nuovi frutti. che tubava pian piano. ma non sapremmo come aiutarti. venite ad accoglierla!" Le tre stelle e il Maestro del Primordiale Soggiogato si precipitarono fuori dalla sala. un po' lo doveva anche a Scimmiotto. hai scelto la parte giusta e ti stai recando nell'Ovest per prestare omaggio al Buddha. perciò lui trattiene il nostro maestro e ci impedisce di proseguire il viaggio. spunteranno nuove foglie. I piccoli immortali disposero seggiole." "Che maledetta scimmia. Quando si fu accomodata e furono scambiati nuovi saluti." "Tenete d'occhio il boschetto. Perché ritornarci sopra? La pusa mi manda a ricevervi. poi le tre stelle." "L'avete già messa alla prova?" "Si capisce. che persi la pazienza e gli buttai giù l'albero. Scimmiotto tastò fra le radici. i frutti la dolcezza Ed i fiori risplendono scarlatti. è compito mio risarcirvi.

Il bravo re scimmia apriva la strada. non si poté trattenerlo. si trovarono di fronte un immenso panorama: Dal picco che sovrasta le alte creste A terrazze. precisò: "Non ho visto gente cui si possa chiedere del riso. I pellegrini giunsero ai piedi di un'altra rupe. davanti al cavallo. Per i monaci è un caso fortunato! Mangiare frutti di ginseng significa Gioventù senza fine e lunga vita. camminò verso il monaco cinese come se percorresse la strada venendo da ovest. La sua carne è stata sapientemente coltivata attraverso dieci successive generazioni: basterà mangiarne un pezzetto per godere di longevità senza fine. Ma non sembra anche a voi che venga una persona nella nostra direzione?" "Maestro" rispose Porcellino. ed è così ripida che forse il cavallo non riuscirà a scalarla. E la cipria sopra l'arco Di falena dei suoi occhi Come bruma sopra il salice. mentre cerco un abitato in cui elemosinare cibo. Va a chiedere in elemosina del cibo di magro. prima di giurare fraternità con Scimmiotto. Se poi. ma vide che due guerrieri lo proteggevano a destra e a sinistra. orde di lupi. Dalla gonna pieghettata I piedini loto-d'oro. Non c'è dove chiedere cibo. La ragazza aveva La pelle di albicocca sulla lieve ossatura." "Benedetta scimmia" replicò Tripitaka di malumore. "restate qui con Sabbioso. cercando di darsi un contegno. Come rosa . "Maestro. fendendo le nubi spinta da un vento d'oltretomba." Ci sapeva fare. dal volto di luna." "Mi pare invece di essere diligente. da vicino sicuro. Dice il proverbio: non c'è monte senza fantasma. Come dicono i versi: Nella grotta celeste degli antichi Tempi." Posò il rastrello. Mentre il monaco riposa. coglierò quelle. Per quanto fossero decaduti." La diavolessa voleva farsi avanti per impadronirsi di lui senza complimenti. Stiamo ben attenti. Non sei che un pigro. ma sul pendio meridionale della montagna ci sono dei punti rossi: devono essere pesche selvatiche mature. Smontate da cavallo e sedetevi tranquillo. si rassettò e si diresse verso la ragazza. grazie all'elisir vegetale che aveva mangiato. Diresse a breve distanza il suo vento malefico e con una scossa si trasformò in una fanciulla in fiore. CAPITOLO 27 TRUCCHI DELLA SIGNORA DAL BIANCO SCHELETRO IN CUI LA DIAVOLESSA DAL BIANCO SCHELETRO INSIDIA PER TRE VOLTE TRIPITAKA. Ci troviamo fra le montagne. si vedon serpeggiare Fragorosi torrenti nei burroni. ma Scimmiotto mise in mostra le sue abilità agitando il randello e diede un ruggito che mise in fuga tigri e leopardi. I tre discepoli e il grande immortale tennero loro compagnia." "Maestro" rispose Scimmiotto con un sorriso contrariato. "non è un'idea furba. È il caso di dirlo: un posto dove ci son più alberi che uomini. Oltre tutto il venerabile. notò sul versante esposto al sole una piccola area di puntini rosso vivo. SCACCIA IL BEL RE SCIMMIA. Alla domanda di che cosa si trattasse.compagnia su di uno sgabello. mentre lupi e serpenti si rintanavano impauriti. Questa sensazione accresceva la sua determinazione nella ricerca delle scritture e alimentava l'ansia per i ritardi già subiti. non si vede da nessuna parte traccia di abitato. e Tripitaka dichiarò: "Consapevole del Vuoto. Le famiglie dei daini e dei cinghiali. si era stabilita una tale corrente di simpatia. non sapete come si lasciarono il giorno dopo. che il secondo non avrebbe voluto vederli andar via così presto. Sabbioso!" gridò Tripitaka." "Va bene." Scimmiotto balzò su una nuvola e osservò i dintorni. ho fame. la diavolessa. Fra Scimmiotto e il Maestro del Primordiale Soggiogato. e Sabbioso Generale delle Cortine Arrotolate. Le mandorle degli occhi come stelle fulgenti Sotto l'arco blu-notte dei fini sopraccigli. Rovi spinosi ingombrano i sentieri Spesso interrotti da folti di pini E da alti cedri. con la sua sbarra appoggiata di traverso sulle spalle. non si vedeva segno di presenza umana. A notte i quattro pellegrini poterono finalmente prendersi un riposo sereno. né vetta senza maleficio. in fin dei conti. Le tigri solitarie. Regna in questi luoghi Dominati da mille picchi gelidi L'atmosfera di un mondo primordiale. discepoli!" "State tranquillo. Non si finirebbe mai di descrivere com'era pura la linea dei suoi sopraccigli e com'erano vivi i suoi occhi. Tenendo nella mano sinistra un vaso di ceramica azzurra e in quella destra uno di porcellana verde-grigia. Io vado a fare un'ispezione. E IL SANTO MONACO. gli rinvigoriva lo spirito e il corpo. Cervi e cerbiatti in branchi. A pancia vuota non si cammina. In questo stato e fra queste montagne pestilenziali. rapido come il lampo e lasciandosi dietro una scia di vapori. e che sarebbe poi la reincarnazione di Cicala d'Oro. C'era di che spaventare il reverendo sul suo cavallo. Dopo avere scalato un'alta rupe. dopo che si erano giurati fratellanza. qualcosa ho trovato" dichiarò scendendo dalla nuvola. Portamento grazioso della persona snella Come un salice dove la rondine fa il nido. bianchi i suoi denti. ascoltate il seguito. osservando attentamente. Quando mai avrei mostrato il contrario?" "Ti pretendi devoto e diligente. Calamita col suo incedere Ogni sguardo intorno a sé. facendosi solecchio con la mano. lepri e volpi Che dovunque s'aggirano. che meraviglia! Si parla da un pezzo di questo monaco cinese che deve cercare il Grande Veicolo. Tripitaka si lasciò convincere dall'esempio di Guanyin e dei tre vegliardi a mangiare quel tesoro di immortali. Sputa il pitone nebbie velenose Ed il serpente un gran vento maligno. È il caso di dirlo: la migliore amicizia incomincia da una lite. e sostò chiedendosi chi fossero quei grandi capi. Il sudore sul suo viso È rugiada sopra un fiore. Venne a dare un'occhiata. per chi ha abbandonato la sua famiglia" commentò rasserenato Tripitaka. quando si trovarono davanti a un'alta montagna. che dapprima gli aveva ispirato orrore. "quando penso che ti ho trovato incastrato dentro un cofano di pietra. aveva molto accresciuto la sua capacità di resistere alle prove che orchi e diavoli potevano infliggergli. vi metterete a recitare quella roba. Un pitone È lungo mille piedi e un gran serpente Si srotola per diecimila tese. Però. conosciamo il nostro mestiere" rispose Scimmiotto. In quel tratto la strada dell'Ovest era proprio deserta. e quando vide Tripitaka che si era seduto a terra per riposare si rallegrò: "Che bella fortuna. Il decimo frutto venne diviso fra gli immortali del tempio. la cui attenzione fu attratta dai movimenti di Scimmiotto. "Porcellino. van maturando del ginseng Frutti preziosi in novemila anni. maestro. ESASPERATO. Si avvicina una fanciulla: Dalle maniche leggere Dita spuntano di giada. non avrò mai la forza di raggiungere il Monastero del Colpo di Tuono. Scimmiotto prese con sé la ciotola delle elemosine e si catapultò nel luogo della raccolta. Ciascuno consumò un frutto. Per calmare la vostra fame. e tu rifiuti di fare una piccola cosa per me. né in elemosina né pagando." "Trovare delle pesche da mangiare è già una bella fortuna. dove potevi muovere soltanto la lingua! Io ti ho salvato la vita e ti ho ricevuto fra i miei discepoli. "Quella montagna ha un aspetto pericoloso. Scimmiotto ringraziò la pusa che se ne ritornò sul Potalaka. creando Glauchi recessi. Pendono dagli alberi Ovunque liane fino all'erba folta E la luce intercettano. "Un momento fa Consapevole del Vuoto diceva che questi posti sono selvaggi e deserti. Il collo delicato sopra un tenero petto. Il Maestro del Primordiale Soggiogato fece servire vino e un pasto di magro. maestro. non dite altro. ancor più ripida. Non ci fu niente da fare. dopo avere riaccompagnato i vecchi alle isole Penglai. abbiamo fatto una lunga marcia. Ma Tripitaka era divenuto irrequieto: l'elisir vegetale che aveva mangiato gli dava una sensazione di rinnovamento dalla testa ai piedi. L'indomani all'alba Tripitaka e i suoi discepoli si prepararono a proseguire il loro viaggio. anzi aveva dato disposizioni per festeggiarli cinque o sei giorni di seguito. La voce è d'usignolo che canti nella pergola. rosse le sue labbra. Come si usa dire: da lontano oscuro. Maestro e discepoli si erano da poco rimessi in strada dopo gli addii. Finalmente è giunto il momento tanto atteso. e rifiuti di mendicare cibo per me. Nelle montagne di cui parliamo viveva una diavolessa. Restituì la rugiada foglie e frutti All'albero che già distrutto giacque. essi conservavano una traccia del loro prestigio di altri tempi e ciò induceva la diavolessa alla prudenza: "Sarà più sicuro giocare d'astuzia. Tre vegliardi rivedon vecchi amici. Conosco il vostro carattere ombroso: per poco che vi contrari. Porcellino era stato Ammiraglio dei Canneti Celesti.

Chi era tanto stupido da venirmi dietro." Perse la pazienza e andò a grufolare in un vaso. temo che non arriverete mai alla fine del vostro cammino verso il Paradiso dell'Ovest. Se ci dovessi riprovare. stava per mettersi a tavola. La nostra cara donatrice ci stava offrendo del cibo. una parte la facevo essiccare al sole per metterla in dispensa." "Non prendetevela con me. ve ne farebbe rimprovero. afferrò il randello e glielo avrebbe assestato sulla testa. Quand'ero mostro alla Grotta del Sipario Torrenziale. piuttosto venite a vedere che cosa c'era nei vasi. che pure dava fiducia anche alle diavolesse. Da dove uscirebbe un donatore?" "E invece." Ma Tripitaka non credeva una parola e continuava a difendere la bella donatrice. qui." "Anche trenta. lasciando per terra come morto un finto corpo. se Tripitaka spaventato non fosse corso ad arrestargli la mano: "Consapevole del Vuoto. La diavolessa. cedette e disse: "Per questa volta ti perdono. me ne andrò. Quello che sto portando è il loro pasto di mezzodì. che d'altronde. non è forse scritto nei santi libri? Finché i genitori sono in vita. Sono diretta dove possa compiere il mio voto di nutrire monaci. temute persino dalle belve e dai serpenti. "Non abbiamo incontrato nessuno da quando ci siamo messi in cammino. Prima che nascessi. ha la mano pesante. La diavolessa assunse un'aria ipocrita e un tono mielato: "Queste montagne. avevano pregato lungamente gli dèi di concedere loro dei figli. o magari in belvedere adatto ad ammirare il panorama. nel vaso azzurro ho del riso aromatizzato. chissà dove sarà andata a perdere tempo quella scimmia." Tripitaka arrossì fino alla punta dei capelli. "ho capito. perché possiate cavarvi la voglia. Non è meglio così? Si vede che non valeva la pena di darsi tanto da fare per cercare quei sutra del cavolo. altrimenti. "Ferma! Se avete qualcosa da dire. "il gusto di fare elemosine dei miei genitori non è niente a paragone dell'amore del bene che anima mio marito: la sua vita è tutta consacrata a costruire ponti." Aiutò il monaco cinese a rimontare a cavallo e gli porse le pesche che aveva raccolto." "Testa di legno d'una scimmia! Hai perso anche il poco buon senso che avevi. ma mi amerà più di prima." "Va bene. maestro. Si avviarono. sono sicura che. il bestione si lasciò andare a pensieri profani e ad approcci galanti: "Dove siete diretta. ripeterò l'incantesimo venti volte. E ce ne andremo ciascuno per la sua strada." "Maestro" insisté la giovane donna. ma vi hanno dato un marito. È chiaro che vi piace." "Vi ringrazio" sospirò Tripitaka. "La mia povera testa!" urlava Scimmiotto. maestro?" "Non sei più mio discepolo. per quanto fosse la dolcezza in persona. però. ne avevo anch'io di belle trovate. pazienza. "ma uno dei miei discepoli è andato a cogliere della frutta e ritornerà da un momento all'altro. Come peonia splendida che va aprendo i suoi petali. c'erano cose che non poteva perdonare. con la scusa di cercare pesche. bella donatrice? Che cosa portate di bello nelle vostre manine?" Evidentemente non era capace di scoprire con chi aveva a che fare. a mangiarne troppe. con il trucco della liberazione del cadavere.(5) Non solo i vostri genitori sono in vita. e i miei genitori sono troppo vecchi: ecco perché mi sono messa in cammino da sola. parli a vanvera. Scimmiotto approfittò del suo imbarazzo per riprendere il randello e abbatterlo in testa al mostro. non era priva di risorse: lo teneva d'occhio per valutare l'istante preciso in cui avrebbe colpito e a quel punto se la filò. Poi ha avuto paura che. se lo sapesse. sta solo cercando di passarla liscia. maestro. recando in mano la ciotola per le elemosine e le pesche che aveva raccolto. maestro. Non sarai tu che potrai sottrarmi al limite destinato alla mia vita come a ogni altra. Tripitaka balzò in piedi e le si rivolse giungendo le mani sul petto: "Da dove venite. "mio marito è andato con alcuni braccianti a zappare i campi in una valle lungo il fianco settentrionale della montagna. per castigarlo. "Maestro" ne dedusse Scimmiotto. Non stare a discutere e vattene. aumentando la seduzione del suo aspetto per forzare il rifiuto di Tripitaka. sostenere gli anziani e compatire i poveri. Il reverendo tremava tutto e borbottava: "Che scimmia senza riguardi! Ignora i miei rimproveri e distrugge vite umane senza ragione. se vorrete. e tu la tratti da mostro. cara donatrice? Qual'è la vostra famiglia? Come mai avete fatto voto di nutrire i monaci?" Nemmeno il maestro era capace di scoprire con chi aveva a che fare. è proprio vero che il cielo sa ricompensare i suoi. Io farò da carpentiere e vi costruirò un bel nido d'amore. essere caritatevoli in ogni istante e in ogni pensiero. voi recitaste il sutra della costrizione del cerchio. Perciò sarò felice di farvi questa umile offerta. perché vostro marito. Teneva il broncio e brontolava dentro di sé: "Di tutti i bonzi della terra. "Quelli che hanno abbandonato la propria famiglia si devono dedicare senza posa al bene altrui. Il pasto è pronto e basta appena per tre. Anzi merita solo eterna infamia!" Tripitaka era un santo monaco compassionevole. e la farina finissima erano rospi e ranocchie che si misero a saltare intorno da tutte le parti. Noi abitiamo ai piedi del loro versante occidentale. se non avessero temuto di restare senza sostegno nella vecchiaia. in quello verde-grigio della farina di grano finissima. mascherare le lampade per proteggere le falene. e invece l'ha ammazzata al primo colpo. per cui posò la ciotola. caro maestro. e fanno offerte generose ai monaci di passaggio. se non la disdegnate." Tripitaka si avvicinò sulle gambe tremebonde. oppure cotto al vapore." "Quale beneficio?" Il grande santo si inginocchiò e si prosternò dicendo: "Il vecchio Scimmiotto era stato schiacciato dal Buddha sotto il Monte delle Due Frontiere. vi sareste fatto prendere e sareste finito come dicevo. come riserva per i tempi grami." "Maestro" replicò Scimmiotto ridendo. Meno male che sono ritornato in tempo. fanno borbottare la pancia e procurano diarrea. Ma non mi sono ancora disobbligato del beneficio che vi devo. prendersi cura dell'integrità delle formiche quando scopano il pavimento. quando mi veniva voglia di mangiare carne umana(6): mi trasformavo in un pezzo d'oro o d'argento. se le circostanze dovessero renderlo inevitabile. Il reverendo era perplesso. non sai che cosa fai!" "Maestro. "come al solito non capite niente. Mi avrebbero trovato un buon partito lontano da casa. parlate!" "Non ho proprio niente da dire" rispose Tripitaka. Se un mostro mi vorrà lessare o cuocere al vapore." "Non scherzare. Con tutti i lavori che si devono fare in questa stagione della sesta luna. non c'era nessun'altro a disposizione da mandare. Non oso mangiare ciò che mi offrite. balordo!" lo rimproverò Tripitaka che non poteva credergli. Porcellino corse verso Tripitaka agitandosi come un epilettico: "Maestro. rovesciandolo a terra. che sta cercando di perdervi. fece del suo meglio per aizzarlo: "Pensate. I miei genitori sono dediti alla lettura dei sutra e alle opere buone. In realtà. ma Porcellino. dirà almeno chiaramente dove va. si chiamano la Catena della Tigre Bianca. Se volete. eccola qui. Ho avuto la fortuna di essere convertito da Guanyin e liberato da voi.al mattino sotto i raggi dorati. Se non avessi accettato di accompagnarvi al Paradiso dell'Ovest sarei stato manifestamente ingrato e Chi non è grato non è gentiluomo." "Maestro" corresse il tiro la giovane donna con un largo sorriso. pieno di rancori. mentre Tripitaka. appunto." Tripitaka. perché mai trattarla da mostro? Il fratellino. quando Scimmiotto ricomparve con un balzo dal versante meridionale." Tripitaka non era convinto e continuava a rifiutare. aveva motivi per non darla a Scimmiotto. al posto del riso aromatizzato si vedeva un groviglio di grassi bruchi bianchi velenosi. perciò hanno preferito scegliere un genero che si adattasse a entrare nella nostra casa e si impegnasse ad assisterli. Porcellino può abbattere qualche pianta e Sabbioso raccogliere l'erba per il materasso. la voleva spaventare. Ma non ricominciare a mancarmi di rispetto. I suoi occhi dalle pupille d'oro constatarono subito che sotto le mentite spoglie della bella donna si nascondeva un essere malefico. Non mi aspettavo di incontrarvi. maestro. non solo non mi sgriderà. Se però la carne era molta. Come mai camminate sola sulla montagna senza alcuna protezione? Non è il comportamento che conviene a una donna perbene. Intanto. questa qui non è la brava persona che credete voi: è un fior di mostro. dovrebbe essere lui ad adempiere il vostro voto. preferirebbero offrire il cibo ai monaci." "La mia vita è nelle mani del Cielo. Ma è un imbroglio. ma quando vi ho veduto ho pensato a quanto mio padre e mia madre amano le opere buone. La giovane donna gli lanciò l'amo rispondendo: "Reverendo. senza chiedere il permesso a nessuno. questo è il peggior pappamolle. ma lui tira in lungo: così ritornerà la scimmia e bisognerà dividere in quattro. e ha usato i suoi trucchi per far comparire delle bestie schifose al posto del cibo che dovevamo mangiare. . cavalcando. e la colpa sarebbe del povero monaco che sono. A vedere Scimmiotto che lo supplicava con tanto ardore. Fece con la mano il segno adatto e recitò la formula della costrizione. il figlio non si allontanerà da casa. era una brava ragazza di campagna che si recava nei campi per portare la colazione ai suoi. ma Porcellino era esasperato." "Mia cara donatrice. in bella ragazza. ma io mi guarderò dal colpire chiunque. Che meriti si possono acquistare nella ricerca delle scritture." Come la vide. Qui c'è una persona che viaggia apposta per nutrire i poveri monaci." "Se non mi tenete come discepolo. finiva imprigionato nella grotta ed era nelle mie mani: di solito finiva nella pentola del lesso. se fossero qui. se si ammazza un essere innocente del popolo di dio? Vattene!" "E dove volete che vada. ma le trasformazioni più correnti erano in ubriaco o. Alla vista della bella ragazza. tu invece ti lasci dominare dalla violenza. riparare strade. Quando saprà che ho dato a voi il suo pranzo. con il sostegno di Sabbioso." Entusiasmato.

usciranno dal mio territorio. un cappello sfondato. ma Porcellino ricominciò a insinuare: "Maestro. Il destino mi ha dato una sola figlia. inginocchiato sul ciglio della strada. Sgrana il rosario e borbotta i suoi sutra. Se è quello che temo." Gli dèi acconsentirono: nessuno avrebbe osato disubbidirgli. Scimmiotto si precipitò verso di lui gridando: "Fermo. e l'avrei avuto in mio potere. ai piedi calzature da calpestare le nuvole e in mano la mia sbarra cerchiata d'oro." Scimmiotto scoppiò a ridere: "E io sono il re dei conta frottole! Non penserai mica di darmela a bere. "e devo ammettere che non è una fama usurpata." Il bravo Scimmiotto borbottò un incantesimo per convocare il dio locale e lo spirito della montagna. come uno scettro. "Ma è la madre della donna che il nostro condiscepolo ha ammazzato!" "Non dir scemenze. se è questo che volete." "Maestro" fece notare Porcellino." "Come sarebbe a dire?" "Il mio caro fratello e condiscepolo prima ha ammazzato la figlia e poi la moglie di quel vecchio. stiamo solo incontrando nuovi guai. ma non l'abbiamo più rivista: temo che sia caduta sotto gli artigli di qualche tigre. La testa di Scimmiotto prendeva la forma di una di quelle zucche allungate con una strozzatura in mezzo e lui. Mezzo cieco e sordastro. Fammi vedere da vicino: scommetto che è un altro imbroglio". ma non rinuncia a recitare i suoi sutra. Porcellino si allarmò ed esclamò: "Maestro. Ti conosco benissimo. Lo avvolge un manto in piumino di gru. Era meglio l'aspetto precedente! Scimmiotto la riconobbe subito e non si seppe trattenere: senza altre formalità processuali. Sabbioso forse se la caverà con i lavori forzati. quel re scimmia! Mi ha riconosciuta anche in quest'altro travestimento. secondo te. avrebbe partorito una figlia a sessant'anni e più. Maestro. troverò pure l'argomento buono per togliermi dai guai. Quando Tripitaka lo vide. a questo cretino!" esplose Scimmiotto. Dopo tutto ho vissuto con voi per un bel po'. egli si regge Con la mano tremante sul bastone. Se cadiamo nelle sue mani. La lingua sciolta non mi manca. Dopo che il nirvana mi ha condotto fuori dal peccato e ho avuto la tonsura e ho imboccato la giusta via. "che cosa aspetti a levarti dai piedi?" "Vedete" spiegò Scimmiotto. Se adesso lascio perdere il bonzo. questa vecchietta ne mostra ottanta passati. Si appoggiava a una canna di bambù dall'estremità ricurva e veniva avanti pian piano. Scimmiotto. un incantesimo che mi consenta di levarlo. "non rallegratevi tanto. vi prego. mi scappa. Quel vegliardo si trascina a stento. accompagnandovi come discepolo. Non vi chiedo altro. nella Grotta del Sipario Torrenziale del Monte di Fiori e Frutti: avevo sottomesso i diavoli di settantadue caverne e disponevo di un esercito di quarantasettemila mostri. Perciò incominciò a recitare l'incantesimo. maestro. Aspettatemi che vado a dare un'occhiata. Se un altro diavolo se li becca (che gli vadano di traverso!) sarà una bella delusione per me.mangiava le pesche per quietare l'appetito. batteva i denti e tremava tutto senza riuscire a dire una parola. a fare elemosine ai monaci. che si era sottratta in tempo al colpo di Scimmiotto ed era fuggita su una nuvola. è un bel guaio: adesso incontriamo la madre in cerca della figlia." "Che cosa non va?" "Maestro" intervenne Porcellino. "Ti perdono per la seconda volta. Ero qualcuno. Non so che cosa sia accaduto. e io dovrò faticare e spremermi le meningi per liberarlo." "State tranquillo" promise Scimmiotto. maestro. alla vita una cintura di giada di Lantian. fuggendo in forma di spirito e abbandonando un altro falso cadavere sul ciglio della strada. La scena riempì di tale orrore il monaco cinese. che ho maritato con un genero disposto a vivere con noi. sfuggito anche al secondo colpo di Scimmiotto. perché persisti nella violenza? Avevi appena ucciso un essere del popolo di dio. fratellino" sghignazzò Scimmiotto. recitate. È magra rinsecchita ed il suo viso. perché possiate metterlo in testa a qualcun altro. Da cui spuntano zigomi pungenti Mentre ne pende una bocca cascante. dava sempre retta a chi parlava per ultimo. Ma c'è qualcosa che non va." "Alzati!" ordinò Tripitaka. Intanto la diavolessa. se non volete più saperne di me. mi sarò data tanto da fare per nulla. Il grande santo impugnò il suo randello. Dove credi di arrivare?" "Ma era un mostro!" "Questa maledetta scimmia vede mostri dappertutto. Torno giù e vedo se riesco a farli divertire in un altro modo. "vuol dividere i bagagli." Un colpo di vento malefico la portò ad atterrare sul fianco della montagna." Tripitaka era influenzabile. io ho consacrato la mia vita al bene. aiutò il maestro a rimontare a cavallo e riprese il suo posto di battistrada. hanno sempre abitato da queste parti. digrignava i denti furiosa contro il suo assalitore: "Avevo già sentito parlare delle sue capacità straordinarie" pensava. Essa reagì come la volta precedente. "Consapevole del Vuoto" esclamò Tripitaka stupefatto. e ne uccidi un altro. Mi conviene colpire. non seppe che riprendere le invenzioni precedenti: "I miei avi." Giaceva a terra un mucchio biancheggiante di ossa corrose dal tempo. povera bestia. sei portato solo alla malvagità." "Triplo imbecille!" gli gridò Scimmiotto. Vattene!" "Mi ordinate di nuovo di andarmene e lo farò. "la pusa mi ha insegnato solo come si stringe il cerchio. dir preghiere e recitare sutra." "In questo caso sarà meglio che non mi mandiate via. La verità è che non hai alcuna inclinazione al bene. "cinquecento anni fa vivevo da gran signore. e chiese la loro collaborazione: "È la terza volta che questa diavolessa viene a insidiare il mio maestro. Stamane l'ho mandata nei campi per portare la colazione ai lavoranti. che non vedeva alternative. Figuriamoci se penso ai bagagli!" "Visto che non sei avido né invidioso" replicò il monaco cinese. irritato dalle insinuazioni. Vi ha accompagnato per tanto tempo e non vuole ritornarsene a mani vuote. Tripitaka. finirà per trovare il modo e l'occasione di rapire il maestro. dove si trasformò in un venerabile vegliardo: Canuto più del dio della vecchiaia. Quella che vedete è la sua vera forma. credo che dovreste farmi questo piccolo favore. Portavo in testa una corona d'oro. per aver eseguito ordini. che non era all'altezza di un avversario del calibro di Scimmiotto. Ma se mi scappa. li seguiva da una nube e faceva le sue considerazioni: "Che occhio sicuro." Nascose il suo randello e si fece incontro all'essere malefico salutandolo: "Emerito mandarino. si rotolava per terra e urlava: "Basta! Basta! Non è leale!" "Un monaco che ha la fortuna di ricevere un buon ammaestramento non ricade nell'inferno. voi la pagherete con la pena capitale e il vecchio Porcellino sarà deportato per complicità. L'ha ammazzato d'impulso e poi ha avuto paura che recitaste l'incantesimo. non mi resterà altro da fare che raccogliere le loro spoglie e dar loro sepoltura." Che bravo mostro! Abbassò la sua nuvola sulla montagna. "La ragazza dimostrava sì e no diciott'anni. Ve lo restituirò. ." "Consapevole del Vuoto" esclamò allarmato Tripitaka. a qualche distanza dai pellegrini. addosso una veste color ocra. essere malefico!" Il mostro smascherato restò sbigottito. la mia testa è stata serrata in questo cerchio d'oro." "Quale madre e quale figlia?" chiese Tripitaka. Sarà meglio che ci riprovi. Dopo tante esortazioni che ti ho fatto. è cattivo e ha la mano pesante. passata la montagna. "Non spaventare il maestro con le tue scemenze. Avanza a passi lenti e zoppicanti. E il fratello maggiore troverà il modo di svignarsela e di lasciare noi a pagare per lui. Ma quel guastafeste mi ha rovinato l'operazione. ma nemmeno lei ha fatto ritorno. piangendo a dirotto. non lo so togliere. se lo ammazzo. È chiaro che lui le sta cercando. non sono mai stato avido né invidioso. Dategli qualche vecchia tunica." "Gli spacco i denti. "com'è possibile che sia appena morto e si presenti già ridotto in quel modo?" "Non era altro che un cadavere malefico. "Ho sempre osservato il voto di povertà. Questa volta la voglio abbattere: voi dovete farmi da testimoni e badare a tagliarle la ritirata. e prese la forma di una vecchietta sull'ottantina. che si aggirava sulla montagna per sviare i viandanti e derubarli della loro identità. Porcellino sogghignava con aria maligna: "Ma che bravo Novizio! Tre morti ammazzati in mezza giornata. È più avvizzito di una foglia secca. perciò ha inventato questa messinscena. e poco è mancato che mi prendessi una bella legnata." La spiegazione sembrava convincente. Scimmiotto rifletteva: "Se non lo colpisco. i miei rispetti! Dove siete diretto? Perché pregate durante il cammino?" Il mostro. Intanto il mostro. leggete la colonna di caratteri incisa sulle sue vertebre: si chiamava la Signora dal Bianco Scheletro. esclamò lietamente: "Amitâbha buddha! L'Ovest è una terra benedetta. che cadde da cavallo come un sacco e restò per terra a recitare venti volte di fila l'incantesimo della costrizione del cerchio. terrorizzato. Il monaco cinese stava già allungando le mani verso il mio riso: sarebbe bastato che lo annusasse. Come la vide. E poi lo dice anche il proverbio che nemmeno la tigre più feroce mangia i suoi piccoli. prima di recitare il sutra venite a vedere di che cosa si tratta. Il bravo Scimmiotto avanzò a gran passi per esaminare meglio l'essere malefico: Ora si è trasformata in una vecchia: Coi capelli più bianchi della neve. quando l'avrò ammazzato e il maestro reciterà l'incantesimo. reverendo. Mia moglie era uscita per cercarla." Mentre il monaco cinese si stava riprendendo e si apprestava a recitare l'incantesimo. Quei bonzi camminano in fretta: gli restano da percorrere quaranta li e poi. le sto appunto cercando. ma bada di non ricominciare. e questa volta il colpo cadde diritto e spezzò l'esistenza del mostro. Non posso ritornare fra i miei in questo stato. la colpì in testa. il maestro recita di nuovo quella cosa.

digli che il primo dei suoi discepoli è il vecchio Scimmiotto. perché rischierebbe la vita. Ma prima o poi vi troverete in difficoltà. TRIPITAKA SI IMBATTE IN UN DIAVOLO NELLA FORESTA DEL PINO NERO. e anche alla distanza di centomila li mi sentirò scoppiare la testa. Ho arruolato Porcellino." "Questa scimmia è anche un bello screanzato!" esclamò indignato Tripitaka. che gli corsero incontro e si prosternarono gridando: "Grande santo! Padre! Siete qui!" "Perché stavate nascosti? A prima vista sembrava che qui non abitasse più nessuno: come mai?" Le scimmie piansero: "Dal tempo in cui foste condotto prigioniero nel mondo di Sopra. Quelli che ammazzano. deve imparare giochi da saltimbanco: far capriole. camminare a testa in giù. il pusa Erlang incendiò la montagna: la maggior parte di noi finì bruciata o massacrata mentre cercava di fuggire. "Non facevo questa strada da cinquecento anni" pensava. "Va via!" Di fronte all'ostinata cecità del reverendo. non ne salivano vapori né si vedevano segni di vita: rupi diroccate. si mette in pentola il cane. Chi è preso vivo. mi sono inoltrato in fitte foreste." Questa insistenza portò Tripitaka all'esasperazione." Il monaco cinese gli voltava le spalle e brontolava: "Io sono una persona perbene." "Eravate quarantasettemila. Solo la vostra presenza ci ha incitato ad affrontare il pericolo di uscire allo scoperto. Il povero Scimmiotto affogava in un mare di tristezza. vi ho seguito fin qui anche perché me lo aveva detto la pusa Guanyin. Non parliamone più. Che ne è stato degli altri?" "Dopo la vostra partenza. stemperò un po' d'inchiostro in acqua del ruscello e scrisse una formale lettera di licenziamento. Rive disabitate. Ma udì un rumore di acque e. uscimmo all'aperto. Visto che devo andarmene senza concludere il mio compito. senza che nessuno alzasse un dito. Non fidarti di Porcellino. Quando si spense il fuoco e si disperse il fumo. non più di mille. non voglio l'omaggio di un malvagio come te. guardando giù. e salutai in voi il mio maestro." Se volle venirne a capo." "Ma perché vi dànno la caccia?" "Sono gente malvagia. A questo punto potrebbe restare con voi solo un vile. A Sabbioso dà le ultime istruzioni E poi compie nell'aria un grande balzo Volando sopra i monti e sopra i mari. da astori crudeli e cani feroci. o ci ripariamo in piccole tane. una dopo l'altra. i vostri rimproveri non sono fondati. Se deve succedere qualcosa del genere. e che vide? La montagna era brulla e deserta. nell'ardente speranza del vostro aiuto. e questo è troppo. In un istante scompare ogni traccia. che cosa accadde al suo ritorno. Chi pratica il male è come la mola. Chi si salvò si era calato nei pozzi. ma non trovammo più una vegetazione che ci assicurasse di che vivere. lo dice questa elegia in stile antico sul paesaggio desolato: Piango quando ci penso. Poi mi liberaste. con reti o trappole. foreste calcinate. Erlang e i suoi fratelli del Monte dei Susini avevano devastato tutta la zona. o rimpiattato in fondo alla gola. scoprirete che Porcellino e Sabbioso non sapranno liberarvi e penserete a me.. Ma. noi siamo rimasti a far da selvaggina ai cacciatori. che alla vista del vasto oceano orientale cadde in preda alla nostalgia. rullare il tamburo e battere il gong per essere esibito nelle piazze. Certo che me ne vado! Ma non avrete più nessuno a servirvi. Raddoppia la mia pena Al veder devastato Il Monte del mio cuore. e insistete a scacciarmi. preso in servizio Sabbioso. Ma se ti mettessi a roteare il tuo randello della malora in città." "Non lo reciterò più" promise Tripitaka. Che cos'era accaduto? In effetti. Abbassò la sua nuvola. ho battuto diavoli e catturato esseri malefici. "A sentire te. mentre la collera incominciava a prendere in lui il posto dello sconforto. chi fritto nell'olio o infornato sotto sale. Chi ha lasciato la sua famiglia e pratica il bene è come la pianta nel giardino a primavera: ogni giorno cresce impercettibilmente. per bere scendiamo a leccare qualche goccia d'acqua alla piccola sorgente in fondo alla gola. accecato. Beng e Ba si affrettarono a uscire e a . Infine Scimmiotto scavalcò l'oceano con un balzo e subito raggiunse il Monte di Fiori e Frutti. Poi il grande santo balzò in piedi. Se un mostro si impadronisse del maestro. foste accompagnato per un tratto da Liu Boqin. almeno sedetevi e ricevete i miei omaggi. sostò a lungo prima di riprendere la corsa. e la sua intenzione era di uccidervi. Ma resta l'incantesimo della costrizione del cerchio." "Correte ad avvertirli che sono arrivato. mai più di tre volte. Si parlava del grande santo. esisti tu solo. Se mai ti richiamassi. Allora finirete per recitarlo. Eccolo qua: Piangendo si prosterna e si congeda. dalle spietate balestre. giavellotti o randelli. in modo che me ne possa andare più sereno. Balzò giù dalla sella.] Furono i miei misfatti D'altri tempi a condurmi Al presente cordoglio. senza città o villaggi. Che sembran rotolare neve di mille anni Sotto un vento mugghiante di bufera invernale. In questi luoghi deserti hai potuto uccidere tre persone." "Chi è il vostro comandante?" domandò Scimmiotto. Per nutrirci ci accontentiamo dei radi ciuffi d'erba che ancora crescono qua e là. ho faticato e penato. cavalcando gru o draghi. metà dei rimasti è stata uccisa o catturata dai cacciatori in questi ultimi anni. Fermò la sua nuvola. Che io credevo immune Da qualunque sciagura [. lasciandola in quello stato. Sorvolano immortali. uccisa la lepre." I piccoli mostri corsero nella grotta gridando: "Nostro padre il grande santo è ritornato!" A questa notizia. da reti e giavellotti? Nessuno di noi osa giocare all'aperto. "Fra grandi e piccoli. Scimmiotto si sentì ancor più depresso. Avete pur visto che si trattava di una diavolessa." "Un bravo monaco non può nemmeno pronunciare il nome di un malvagio come te" intervenne Tripitaka. Metà dei sopravvissuti se n'è andata altrove in cerca di mezzi di sussistenza. avete perduto il buon senso e mi licenziate. tanto che il reverendo non lo poté ricusare. Dice l'adagio: in ogni cosa. ripensò al monaco cinese e versò qualche lacrima. è sempre meglio non fare simili giuramenti" replicò Scimmiotto prendendo la lettera. Se poi non sapete." Piegò il foglio. Liu. se lo mise nella manica e fece un ultimo tentativo per ammansire Tripitaka: "Maestro. CAPITOLO 28 RITORNO A CASA I MOSTRI DEL MONTE DI FIORI E FRUTTI TENGONO CONSIGLIO. Da allora ho penetrato antiche grotte. in fin dei conti. vorrete chiamarmi. alle prese con chissà quali diavoli." "Quanti siete rimasti?" domandò Scimmiotto immerso nello sconforto. Per tenere in rispetto questi diavoli pelosi. Così sia: abbattuto l'uccello. Scimmiotto si sentì molto depresso: "Che tristezza! Lasciata Chang'an. chi stufato con contorno di riso. io. che tese a Scimmiotto dicendo: "Tieni. Come possiamo difenderci dai loro archi potenti. Lo strido dei gabbiani risuona da lontano. ricuperò i suoi peli e fece le sue raccomandazioni a Sabbioso: "Caro condiscepolo. con frecce. si getta l'arco. tu sei un bravo ragazzo. o nascosto sotto il ponte delle lastre di ferro. come pensi che potrei cavarmela. Questo è il regno dei pesci. dove c'è tanta gente. Ed ecco che dalle rocce sparse sul pendio sbucarono sette od otto scimmiette.batteva la testa per terra e gridava: "Vi supplico! Vi supplico! Parliamone!" "Scimmia testarda. "Si fa presto a dirlo. vi prego. dagli impicci provocati dalle tue malefatte? Vattene via!" "Maestro. tanto vale che rinunciate ad allontanarmi. non ci sono forse Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" A sentir rammentare i suoi condiscepoli. Dai flutti salgon brume ad annebbiare il cielo: Rombando come tuono la marea va montando E sommerge le baie come un vasto uragano. Non ci son barche in vista. li scorticano e disossano per cucinarli: chi finisce cotto in salsa d'aceto. l'incantesimo. può essere utile anche solo la mia fama. "Sono sempre i marescialli Ma e Liu e i generali Beng e Ba. "Dunque me ne vado. che io sia precipitato in fondo al diciottesimo inferno!" "Maestro. Sarebbe bastata una semplice capriola nelle nuvole per raggiungere subito il Monte di Fiori e Frutti. Stormi d'oche selvatiche vanno solcando il cielo. E oggi. zuccone.. Scimmiotto dovette ricorrere alla moltiplicazione della persona: strappò tre peli e li trasformò in altrettanti sosia. chiese a Sabbioso carta e pennello. Son pochi i pescatori che navigan quelle acque. e tieni gli occhi aperti. vi toccherà di ascoltare il seguito. il grande santo non poteva che partire davvero. che ogni giorno si consuma. Viviamo in fondo alla grotta. scacciato dal monaco cinese. non c'è più niente da dire. durante la guerra in cui Scimmiotto era stato catturato e condotto prigioniero nel mondo di Sopra. che è un calunniatore. Batte nelle alte ondate il polso della terra. vide che erano le onde dell'oceano orientale. Io vi salvo dai pericoli e voi prestate fede alle calunnie e ai sarcasmi di quel cretino. qui hai tutti i certificati che vuoi. I quattro Scimmiotti (contando anche quello autentico) circondarono il maestro e gli resero omaggio da ogni parte. Non voglio più saperne di te come discepolo. scrutò il suolo. al Monte della Frontiera. In un momento raggiunge la meta.

prosternarsi, e poi lo invitarono a entrare. Si sedette sul suo antico trono, con tutti i mostriciattoli che si affollavano intorno per rendergli omaggio e chiedevano: "Avevamo saputo che eravate stato liberato per proteggere un monaco cinese in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Come mai siete invece di ritorno sulla vostra montagna?" "Piccoli miei, dovete sapere che quel monaco non sa distinguere un saggio da un cretino. Per un po' di tempo non ho fatto altro che catturare diavoli ed esseri malefici. Qualche mostro mi è capitato di doverlo ammazzare, e allora lui mi ha rimproverato di essere un violento, di esser dedito al male; ha rifiutato di tenermi come discepolo e mi ha scacciato. Mi ha scritto persino una lettera di licenziamento, per documentare che non mi assumerà mai più." I mostri ridevano e applaudivano: "Che bella fortuna! Non avevate niente da guadagnare a fare il monaco. Restate con noi e aiutateci a ritornare ai bei tempi. Brindiamo col vino di palma per festeggiare il vostro ritorno!" "C'è tempo per i brindisi. Ditemi piuttosto: con quale frequenza vengono qui quei cacciatori?" "Grande santo" risposero Ma e Liu, "non si può dire con certezza, ma vengono molto spesso, quasi tutti i giorni." "Oggi li avete visti?" "No, ma potrebbero venire da un momento all'altro." "Allora, ragazzi" ordinò il grande santo, "andate tutti a raccogliere sassi e schegge di roccia, e fatene dei bei mucchi regolari disposti qua e là. Ci faccio conto!" Tutti si sparsero sulla montagna come uno sciame d'api, e presto i mucchi di pietre furono pronti. Allora Scimmiotto disse: "Ora nascondetevi nella grotta e lasciate fare a me." Il grande santo si arrampicò sulla cima della montagna e vide venir su per i suoi fianchi un migliaio di uomini a cavallo, accompagnati da cani e falconi, armati di lance e spade, con accompagnamento di gong e tamburi. In effetti era gente d'aspetto marziale e feroce: Hanno spalle coperte dalle pelli di volpe Ed il torso serrato in giubbe di broccato, Le faretre contengono frecce a dente di lupo, Appesi alla cintura recano lunghi archi. Uomini più crudeli delle tigri in agguato, Cavalli come draghi, grandi mute di cani; In gran numero recano, posati sulle braccia, Falconi incappucciati ed aquile feroci. Riposte nei panieri tengon armi da fuoco, Recano centinaia di panie e di forche, Molte trappole degne dei giudici infernali, Corde che legherebbero il re Yama in persona. Si spargon numerosi come stelle in un cielo Di sciagura, lanciando dei gridi di richiamo. Tutta questa gente che veniva a spadroneggiare sulla sua montagna fece digrignare i denti al grande santo. Fece un segno con la mano, recitò un incantesimo e soffiò verso sud ovest. Che tempesta si levò! Prima si alza la polvere, poi la terra, le rocce, Alberi sradicati, la foresta distrutta. Le onde del mare si alzano come grandi montagne, Sulle rive si infrangono e tutte le sommergono. Cade il buio, le piante più robuste ruggiscono Come tigri; nel bosco dei bambù mugghia il vento Come un drago. Dà voce il cielo alla sua collera E colpisce spietato uomini ed animali. I mucchi di pietre che erano stati predisposti furono trascinati dal vento a grande velocità e colpirono gli infelici cavalieri come un'artiglieria: Vedi esploder le teste dei nobili signori, I cavalli al galoppo lascian strisce di sangue [...] Dice il poema: Gli uomini ed i cavalli mai più faran ritorno: Si aggiran nei deserti, fantasmi senza nome. Ricordiamo gli eroi, saggi o folli che fossero, Già pieni di baldanza, poi esanimi nel sangue. Scimmiotto osservò la situazione e commentò ridendo: "Che fortuna! Quand'ero bonzo, il monaco cinese diceva sempre: 'Il bene non basta praticarlo mille giorni di fila, ma il male è di troppo anche se praticato una sola volta.' Vedo che aveva ragione. In sua compagnia ammazzai pochissimi mostri, ma fu di troppo la quantità di rimproveri che ricevetti. Ora che sono tornato a casa, ho regolato in una volta sola il conto con tutta questa gente, ma non mancherò di ripeterlo se qualcun altro ci riprova." Al richiamo del grande santo le scimmie, vedendo che la tempesta era passata, corsero fuori dalla caverna. "Scendete lungo il pendio a sud e andate a spogliare i corpi dei cacciatori; laverete dagli abiti ogni traccia di sangue e li userete per proteggervi dal freddo. I cadaveri gettateli nel lago, che è profondo diecimila tese. Quanto ai corpi dei cavalli, dovete portarli alla grotta e scorticarli: con le pelli faremo scarpe, la carne la affumicheremo per conservarla nella dispensa. Archi e frecce, lance e spade ci serviranno per riprendere gli esercizi militari. Raccogliete anche stendardi e bandiere e portatemeli qui." Le scimmie ubbidirono. Tutti gli stendardi furono accuratamente lavati e cuciti insieme a formare un'immensa bandiera di tutti i colori, su cui vennero scritti quattordici grandi caratteri: RIPRISTINO DELLA GROTTA DEL SIPARIO TORRENZIALE SUL MONTE DI FIORI E FRUTTI GRANDE SANTO UGUALE AL CIELO Si drizzò un palo all'ingresso della grotta per alzare la bandiera. Ogni giorno Scimmiotto riceveva diavoli e belve, si occupava di ricostituire le scorte di grano e di foraggio, e non faceva o diceva nulla che avesse a che vedere con monaci o religione. Il suo prestigio e le sue estese relazioni gli permisero di farsi regalare acqua dolce di immortalità, con cui lavò la montagna per farla ritornare verde. Davanti piantò salici e olmi, dietro pini e cedri. Peschi, peri, giuggioli, susini, c'era un po' di tutto. La vita riprese nella calma e nella serenità. Ma ritorniamo a Tripitaka, che era stato indotto da false insinuazioni a congedare la scimmia dello spirito e cavalcava aggrappato alla sella. I pellegrini camminavano verso l'Ovest, con Porcellino come battistrada e Sabbioso in coda a portare i bagagli. Dopo aver superato le creste della Tigre Bianca, scoprirono un pendio boscoso, ricoperto di rovi e liane, pini azzurri e verdi cipressi. "Discepoli" dichiarò Tripitaka, "il pendio è ripido e ci porta a una fitta foresta. Stiamo attenti che non ci siano belve o mostri." Il bestione consegnò a Sabbioso la briglia del cavallo e, aprendosi il cammino a colpi di rastrello, li condusse nel folto della pineta. Dopo un po' il reverendo arrestò il cavallo: "Porcellino, ho troppa fame dopo questa lunga giornata di viaggio. Non mi potresti trovare qualcosa da mangiare?" "Maestro, smontate, vi prego, e aspettate che mi metta in cerca." Tripitaka smontò, Sabbioso posò il carico e porse a Porcellino la ciotola delle elemosine. "Io vado" disse quest'ultimo. "Dove conti di dirigerti?" chiese Tripitaka. "State tranquillo! Bucherei il ghiaccio per cavarne fuoco, spremerei la neve per estrarne olio: qualcosa di commestibile lo troverò." Proseguì per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare traccia umana; erano posti più adatti a lupi e tigri. La marcia incominciava a costargli fatica, e Porcellino rifletteva: "Quando c'era Scimmiotto, il vecchio bonzo otteneva tutto quello che voleva. Adesso che tocca a me, è proprio vero: "Tu saprai quanto costan cibo e legna Quando avrai la tua casa. E capirai Quanto vale l'amore di tuo padre Solo quando a tuo figlio lo darai. "Non c'è proprio un buco in cui si possa mendicare un po' di cibo!" Porcellino continuò a camminare, finché si sentì assalire dal sonno e pensò: "Se adesso ritorno indietro e racconto che non ho trovato donatori, il vecchio bonzo non crederà che abbia fatto tutta questa strada. Converrà che lasci passare un paio d'ore prima di farmi rivedere. Basta! Tanto vale che schiacci un pisolino sull'erba." Il bestione posò il capo sull'erba e si addormentò. Nelle sue intenzioni doveva essere una piccola siesta; ma non si rendeva conto che, se ci si lascia andare dopo un lungo e penoso cammino, si cade in un sonno profondo. Mentre Porcellino dormiva, il reverendo si sentiva pieno di inquietudini, gli ardevano i padiglioni delle orecchie, gli bruciavano gli occhi. Si rivolse a Sabbioso dicendo: "Consapevole delle Proprie Capacità si è allontanato da un bel pezzo; perché non torna?" "Maestro, ormai dovreste conoscerlo. Per quante famiglie trovi disposte a fare elemosine, con lo stomaco che ha, a che cosa credete che pensi? Lo rivedremo quando

sarà riuscito a saziarsi." "Giusto; ma se resta in giro ad abbuffarsi, come faremo a ricuperarlo? Si sta facendo tardi, e questo non è un posto raccomandabile per passare la notte. Sarebbe meglio cercare un riparo." "Portate pazienza, maestro. Restatevene qui seduto, e io lo andrò a cercare." "Va bene. Trovare un riparo è più importante del pasto." E Sabbioso seguì le orme di Porcellino. Solo nel bosco, Tripitaka era tanto stanco e depresso che dovette raccogliere tutte le energie che gli restavano per alzarsi in piedi, ammucchiare ordinatamente i bagagli, legare il cavallo a un albero, togliersi il cappello di paglia, conficcare nel terreno la punta del suo bastone da pellegrino. Peraltro si sentiva inquieto, e finì per rassettarsi e addentrarsi a passi lenti fra gli alberi, nella speranza di distrarsi e distendersi. Contemplava la vegetazione selvatica, così fitta da soffocare i pigolii degli uccelli che, fra le alte chiome, rientravano al nido. Un passo dopo l'altro, pensava di andare incontro ai suoi discepoli; ma non si rese conto che la direzione era sbagliata. Numerosi sentieri attraversavano il sottobosco in tutte le direzioni; quello che prese non andava a ovest, direzione seguita da Porcellino e da Sabbioso, ma compiva un ampio giro e si volgeva a sud. A un certo punto si trovò fuori dalla foresta e, guardando lontano, vide qualcosa che scintillava vivamente sotto i raggi del sole al tramonto. Guardando meglio, riconobbe il tetto dorato di una pagoda. Pensò: "I miei discepoli non hanno proprio fortuna, se non hanno trovato questo bell'edificio. Quando lasciai le terre dell'Est, formulai il voto di bruciare incenso in tutti i templi che avessi incontrato, di pregare il Buddha davanti a tutte le immagini che mi si fossero presentate e di scopare il pavimento all'ingresso di tutte le pagode che si fossero trovate sulla mia strada. E questo che scintilla al sole, non è appunto uno di quei preziosi reliquiari dorati? Ai piedi della pagoda, ci sarà il monastero; e nel monastero i monaci. Andiamo a vedere. Tanto, al cavallo e ai bagagli non può accadere nulla, perché da queste parti non passa nessuno. Se il luogo è ospitale, potrei aspettare là i discepoli e trascorrervi poi la notte." Ahimè, la sfortuna tendeva un tranello a Tripitaka. Egli avanza a gran passi verso lo stupa [...](7), varca la soglia, solleva la stuoia di bambù picchiettato che protegge l'ingresso, entra, e che cosa credete che trovi coricato su un banco di pietra? Un mostro. Ecco il suo aspetto: La faccia color indaco, boccaccia Con bianche zanne, alle tempie matasse Di peli irsuti di color scarlatto. Sparsa in ciuffi violetti come cespi Di litchi la sua barba. Il naso a becco Separa un paio d'occhi sfavillanti Come la stella del mattino. I pugni Grandi come scodelle da elemosina. Gli strani piedi lividi assomigliano A terrose radici. È avviluppato In un mantello giallo. Stringe in mano La sciabola snudata, benché steso Riposi sulla pietra. Egli dà ordini A giovani schierati in battaglioni Come formiche, a vecchi numerosi Come uno sciame d'api. Lo salutano Come padre ed attendono i suoi ordini Tremando. Lui beve solitario Quando splende la luna(8), e spesso esercita Grandi poteri magici. Può fare Tutto il giro del mondo in un istante. I suoi boschi abitati dagli uccelli Racchiudon antri con draghi e serpenti. Nei suoi campi coltivan gli immortali La giada bianca. Alchimisti raffinano Cinabro d'oro nella sua fornace. Se non lo si può dire il re dei diavoli, Egli è certo fra i mostri un importante Yaksa a testa di toro. A quello spettacolo, il reverendo rinculò terrorizzato, con le ginocchia tremanti, fece dietro-front e fuggì. Ma il mostro, socchiudendo i diabolici occhi dalle pupille d'oro, gridò: "Piccoli, andate a vedere chi c'è alla porta!" Un mostriciattolo diede un'occhiata fuori dall'uscio, vide il monaco con la lucente testa pelata e corse ad annunciare: "Maestà, c'è qui fuori un bonzo con la faccia larga e la testa rotonda, con le orecchie che gli cadono sulle spalle. È di carne tenera, con la pelle sottile; è proprio un monaco bello e buono." A queste parole, il mostro fece una risata cavernosa: "Come dice il proverbio: la mosca che passeggia sulla testa del serpente, ha voglia di farsi mangiare. Piccoli, acchiappatelo e portatelo qui; avrete un bel premio." I mostriciattoli si lanciarono fuori tutti insieme, come uno sciame d'api. Tripitaka avrebbe voluto fuggire correndo come una freccia, ma aveva le gambe molli dalla paura. Per di più la strada di montagna era faticosa, la foresta cupa e il sole al tramonto. Non era in grado di sottrarsi agli inseguitori: i mostriciattoli lo afferrarono e se lo portarono via, corpo e beni. Era come Il drago nello stagno assalito dai granchi, La tigre allo scoperto braccata dai mastini. Di storie avventurose se ne contano tante: Ne avete mai sentita una simile a questa? I mostriciattoli ricondussero il reverendo alla loro porta, lo misero giù davanti alla stuoia di bambù e andarono ad annunciare tutti allegri: "Grande re, vi portiamo il bonzo." Il vecchio mostro lo sbirciò di nascosto e rifletté: "Che bell'uomo! Sarà di sicuro una persona importante. Tanto più autorevole deve essere la mia accoglienza." Si diede l'aria della volpe della favola, che si fingeva il re degli animali(9), rizzò al cielo tutti i pelacci scarlatti che gli crescevano in capo, strabuzzò gli occhi e tuonò: "Portatelo qui!" "Detto fatto" dissero i mostri, e spinsero Tripitaka dentro casa. È il caso di dirlo: se entri nel canile, devi abbassar la testa. Tripitaka salutò giungendo le mani. "Da dove vieni, bonzo?" chiese il mostro, "e dove saresti diretto? Dimmelo in poche parole, che si capisca bene." "Sono un monaco che viene dalla corte dei Tang e ha ricevuto la missione imperiale di andare al Paradiso dell'Ovest a cercare le scritture. Poiché passavo per la vostra nobile montagna, ho pensato di visitare il santo che dimora nello stupa. Mi dispiace di avere involontariamente disturbato vostra eminenza; spero che mi vorrete perdonare. Quando ritornerò con le scritture nelle terre dell'Est, il vostro eminente nome sarà consegnato ai posteri, perché lo ricordino perpetuamente per loro edificazione." A queste parole l'orco si fece una bella risata: "Lo dicevo io che dovevate essere una persona importante. E infatti siete esattamente il tipo di persona che mi piace mangiare a pranzo: non potevate venire più a proposito. Difficilmente avrei potuto prendervi, se non foste stato così gentile da venire spontaneamente a consegnarvi con le vostre gambe. Ciò dimostra che è proprio il vostro destino finire i vostri giorni dentro il mio stomaco. E il destino non si contrasta; io non vorrei mai farlo, lasciandovi andare, e voi non potreste neppure se voleste." E ordinò ai mostriciattoli: "Portatelo via e legatelo bene." Essi lo legarono ben stretto al palo del riposo dell'anima. Il vecchio mostro venne a vederlo, impugnando la sua sciabola, e gli chiese: "Bonzo, quanti siete? Non mi racconterai che stavi andando da solo al Paradiso dell'Ovest!" Alla vista della sciabola, Tripitaka rispose onestamente: "Grande re, ho due discepoli che erano andati a mendicare cibo; uno si chiama Porcellino e l'altro Sabbioso. Ho anche un cavallo bianco e dei bagagli, che sono rimasti nella foresta." "Che giornata fortunata! Due discepoli, tre con te, e quattro con il cavallo. C'è da fare una bella scorpacciata." "Li andiamo ad acchiappare?" chiesero i mostriciattoli. "È inutile darsi da fare. Anzi, chiudete la porta. Quando quei due ritorneranno con le elemosine, non troveranno il loro maestro e dovranno venire a cercarlo qui. Come dice il proverbio: l'affare sul tuo uscio è più comodo da concludere. Ce ne stiamo tranquilli a casa nostra e catturiamo tutti quanti." I mostriciattoli chiusero la porta. Ritorniamo a Sabbioso, che era partito alla ricerca di Porcellino. Camminò anche lui per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare casa né villaggio. Osservava i dintorni da un'altura, quando udì una voce borbottare nell'erba; allontanò l'erba con il bastone, e scoprì quel bestione di Porcellino che parlava nel sonno. Gli diede un brusco risveglio, tirandolo per l'orecchio e gridando: "Scemo, ti avevano mandato a mendicare! Perché ti sei messo a dormire?" "Che ora è, fratellino?" borbottò Porcellino aprendo gli occhi. "Tirati su! Il maestro dice di lasciar perdere il cibo, se è difficile trovarne, ma di cercargli un alloggio per la notte." Ritornarono indietro; Porcellino, con la ciotola vuota in una mano e il rastrello nell'altra, aveva ancora l'aria imbambolata. Ma, ritornati al punto di partenza, non trovarono più il maestro. "È tutta colpa tua, bestione" brontolò Sabbioso, che ce l'aveva con lui. "Dovevi ritornare senza farti cercare. Il maestro lo avrà portato via qualche essere malefico." "Fratellino, non fantasticare" replicò Porcellino ridendo. "Un bosco così bello non può essere abitato dagli spiriti. Il maestro si sarà stufato di restarsene seduto e sarà andato a sgranchirsi le gambe. Guardiamoci intorno, e vedrai che lo troviamo." Raccattarono cappello e bastone, presero i bagagli, si tirarono dietro il cavallo e si misero in cerca di tracce. Per un po' vagarono incerti, ma finirono per trovare la pista buona e, dopo un po', giunsero dove si scorgeva ancora lo scintillio del tetto della pagoda, verso sud. Si vede che, per il monaco cinese, non era ancora giunta la sua ora. "Non disgrazie, ma fortuna!" gridò Porcellino. "Lo vedi quello stupa? Il maestro sarà andato là; chi oserebbe maltrattarlo, in un posto come quello? Gli avranno servito il suo bel pasto di magro e lo tratterranno come ospite. Sbrighiamoci ad andarci anche noi, prima che si mangi tutto." "Andiamo pure, ma non ci vedo chiaro" commentò Sabbioso. Marciarono a spron battuto fino alla porta. "To', l'uscio è chiuso!" Sopra la porta si vedeva una targa di giada bianca, che recava incisi sei grandi caratteri:

GROTTA DELLA LUNA MARINA, SUL MONTE DELLA TAZZA "Lo vedi, fratello, altro che monastero!" disse Sabbioso. "È un antro di mostri. Se il nostro maestro è lì dentro, andarlo a trovare non sarà tanto semplice." "Dài, fratellino, non ti spaventare. Lega il cavallo e bada ai bagagli, che io metto le cose in chiaro." Il bestione si fece avanti brandendo il suo rastrello e gridò: "Aprite! Aprite!" Il mostriciattolo portinaio aprì uno spiraglio, diede un'occhiata e corse a riferire: "Grande re, eccoli che arrivano!" "Chi arriva?" "Davanti alla grotta c'è un bonzo dal lungo grugno e dalle grandi orecchie, accompagnato da un altro con la faccia tetra. Vogliono entrare." "Sono Porcellino e Sabbioso che vengono a cercare il loro maestro" disse allegro il mostro. "Che bravi, ci hanno trovato in fretta! Ma se hanno la faccia patibolare, sarà meglio non prenderli alla leggera. Portatemi l'armatura." Una volta armato, uscì impugnando la sciabola. Porcellino e Sabbioso, davanti alla porta, ne videro uscire questo mostro dall'aspetto feroce. Come si presentava? Faccia blu e pelo rosso, inscatolato Nell'armatura d'oro, che è commessa Da cinghie ornate di conchiglie, in vita La cintura di seta. Ulula il vento Se sta sul monte; le onde si sollevano Se va sul mare. Le sue grandi mani Rudi e solcate da gran vene azzurre Stringon la scimitarra. Ed il suo nome, Famoso nei dintorni, è Veste Gialla. L'orco Veste Gialla chiese: "Da dove venite, bonzi che osate far baccano alla mia porta?" "Figliolo" rispose Porcellino, "ecco qui il tuo nonnetto, inviato dalla corte dei Tang al Paradiso dell'Ovest. Il mio maestro Tripitaka è fratello dell'imperatore. Se è in casa tua, fallo uscire prima che sia troppo tardi: mi risparmierai la fatica di farmi strada a colpi di rastrello." "Certo che abbiamo in casa un monaco cinese" rispose sorridendo il mostro, "e lo trattiamo con ogni gentilezza. Gli ho appunto fatto preparare delle polpette farcite di carne umana. Venite anche voi ad assaggiarle!" Quello scemo prese per buono l'invito e stava entrando davvero. Sabbioso dovette prenderlo per la tonaca e dirgli: "Non vedi, fratello, che ti prende in giro? E poi, da quando in qua ti sei rimesso a mangiare carne umana?" Finalmente il bestione capì, levò il rastrello e lo abbatté sul mostro; ma questo ebbe il tempo di schivare il colpo, e alzò la sua sciabola. Presto si misero a combattere a mezz'aria, usando i loro poteri magici. Sabbioso lasciò il cavallo e corse, con il suo bastone, in aiuto di Porcellino. Fu una bella mischia: La sciabola si oppone al bastone levato e para i colpi del rastrello abbassato. Forza e astuzia! Il rastrello a nove denti e il bastone per abbattere i diavoli minacciano da ogni parte, ma Veste Gialla non si spaventa. La sua sciabola d'acciaio brilla come argento, i suoi poteri magici sono grandi. Battendosi riempiono lo spazio di brume e nebbie, fendono rocce, abbattono rupi. L'orco combatte per la sua reputazione: come rinunciarvi? Gli avversari difendono il loro maestro: nulla può spaventarli. I tre ingaggiarono varie diecine di scontri senza decidere il combattimento e senza risolversi ad abbandonare il campo. Se non sapete come si conclusero le cose per Tripitaka, ascoltate il seguito. CAPITOLO 29 ALLA CORTE DEL RE DEGLI ELEFANTI SACRI IN CUI TRIPITAKA SUPERA LA PROVA E GIUNGE IN UN REAME E PORCELLINO, AFFIDATAGLI LA MISSIONE DI COMBATTERE, SCAPPA NEL BOSCO. Dice il poema: Le vane idee la forza non distrugge: Perché sempre cercar la verità? Ti basti coltivare la natura Di buddha. L'illusione fa tutt'uno Con l'illuminazione. La seconda Opera nell'istante, ma la prima Si estende per miriadi di eoni. Il sol pensiero di perfetta unione Sa cancellar peccati numerosi Come sabbia del Gange. Dopo trenta scontri con l'essere malefico, Porcellino e Sabbioso non riuscivano a spuntarla. In realtà nemmeno venti bonzi come loro avrebbero potuto uguagliare poteri e capacità di quel mostro. Se un certo equilibrio veniva mantenuto, era solo grazie al segreto aiuto di guardie della luce, vigili delle tenebre, rivelatori e protettori; e perché non era destino del monaco cinese di morire allora. Mentre i tre combattevano, Tripitaka nella grotta pensava ai suoi discepoli e si lamentava con le lacrime agli occhi: "Consapevole delle Proprie Capacità, qualche amico del bene ti avrà trattenuto chissà dove offrendoti cibo. E tu, Consapevole della Purezza, dove sarai? Avrai ritrovato il condiscepolo? E come saprete che l'orco mi ha catturato? Quando mi sarà dato di superare questa prova?" Mentre gemeva e si desolava, dall'interno della casa venne una giovane donna, che gli si avvicinò e chiese: "Da dove venite, reverendo? Perché vi hanno legato in questo modo?" Tripitaka, attraverso le lacrime che gli annebbiavano gli occhi, la guardò (dimostrava una trentina d'anni) e le rispose: "Cara donatrice, è una domanda inutile. Dal momento che devo morire per essere entrato in casa vostra, mangiatemi se volete, ma vi prego di non farmi interrogatori." "Io non sono un orco" replicò la donna. "La mia famiglia vive a trecento li da questo posto, nella capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Sono la terza figlia del re, e mi chiamo Invidiata dei Cento Fiori. Tredici anni fa, la notte del quindicesimo giorno dell'ottavo mese, mentre contemplavo la luna piena, l'orco mi rapì in un turbine di vento. Gli sono stata moglie per tredici anni e gli ho dato figli senza mai poter comunicare con i miei; ma non ho smesso di pensare a loro. Raccontatemi anche voi da dove venite e come siete stato catturato." "Il povero monaco che sono è stato inviato a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Passavo di qui e sono entrato per sbaglio. L'orco ha detto che contava di catturare anche i miei discepoli e di farci cucinare tutti insieme." "Rassicuratevi, reverendo" disse sorridendo la principessa. "Poiché siete un pellegrino in cerca delle scritture, vi salverò. Se mi promettete di portare un messaggio ai miei genitori, chiederò grazia per voi. Il Regno degli Elefanti Sacri è lungo la strada maestra verso l'Ovest." "Donatrice" rispose Tripitaka, "se salvate la mia povera vita, porterò il vostro messaggio." La principessa andò in camera sua, scrisse una lettera alla sua famiglia e la mise in una busta. Poi slegò il monaco cinese e gli consegnò la busta, che Tripitaka rispettosamente ricevette: "Vi ringrazio infinitamente di salvarmi la vita. Non mancherò di consegnare questa lettera al re; tuttavia, dopo tanti anni, i vostri genitori potrebbero non credere che sia autentica, e mi potrebbero accusare di menzogna." "State tranquillo, mio padre non ha avuto figli maschi, che possano porre dei problemi; ha avuto solo me e le mie due sorelle. Vedrete che si prenderanno cura di voi, come latore della lettera." Tripitaka si mise la busta nella manica e si avviò verso la porta, ma la principessa lo trattenne: "Non conviene che usciate dalla porta principale: lì c'è una calca di mostri grandi e piccoli, pronti ad aiutare il loro capo che combatte contro i vostri discepoli; e intanto gridano, sventolano bandiere, rullano tamburi e battono gong. Sono più pericolosi di mio marito: se vi vedono, non ci pensano due volte ad ammazzarvi. Uscite piuttosto dalla porta posteriore; intanto io parlerò a mio marito, per convincerlo a lasciar andare con voi anche i vostri discepoli." Tripitaka si prosternò fino a terra per salutare, uscì dalla porta posteriore e si nascose nel vicino boschetto. Intanto l'accorta principessa si faceva strada tra la folla eccitata dei mostriciattoli, finché giunse in vista dei combattenti che si scambiavano colpi sulle nuvole, e gridò più forte che poté: "Messer Veste Gialla!" Questi si allontanò subito dal combattimento, abbassò la sua nuvola accanto a lei e, senza abbandonare la sua sciabola d'acciaio, le prese la mano con galanteria: "Che cosa c'è, tesoro?" "Ho fatto un sogno, ho visto un dio con la corazza d'oro." "Che cosa voleva questo dio?" "Da piccola, quando vivevo al palazzo, avevo fatto voto che, quando avessi trovato un marito saggio e nobile, sarei andata in pellegrinaggio su qualche celebre monte, per pregare e fare elemosine ai monaci. Il nostro matrimonio è così felice che non posso pensare di allontanarmi da casa; ma ora il dio con la corazza d'oro è venuto a esigere il compimento del voto. Le sue grida mi

hanno svegliata, e mi sono resa conto che era stato un sogno. Mentre venivo a raccontarvelo, mi sono imbattuta in un monaco legato al palo. Se voi lo lasciaste andare per compiacermi, l'atto di misericordia potrebbe equivalere al compimento del voto. Ma non so se acconsentirete." "Certo, tesoro, non è una cosa importante. Di monaci come questo posso sempre trovarne altri, quando ne avrò voglia. Che se ne vada pure." "Può uscire dalla porta posteriore?" "Esca da dove gli pare." Poi rimontò per aria, sciabola in pugno, e gridò: "Porcellino, vattene con il tuo maestro! Sia chiaro che non mi fai paura; è mia moglie che mi chiede di lasciarvi andare. Cercate il maestro alla porta posteriore e andatevene per la vostra strada; ma non mi ricapitate fra i piedi, se tenete alla pelle." Porcellino e Sabbioso tirarono un respiro di sollievo, ripresero cavallo e bagagli e se la filarono svelti come se fossero inseguiti. Fecero il giro della Grotta della Luna Marina fino alla porta posteriore, e gridarono: "Maestro!" Tripitaka riconobbe le loro voci e rispose dal boschetto in cui si nascondeva. Sabbioso lo andò a cercare nel folto, lo prese per mano e lo aiutò a rimettersi in sella. Come a dire: Incontrò l'orco con la faccia scura, Ma la buona Invidiata lo protesse. Il pesce che si libera dall'amo Guizza lontano nell'acqua profonda. Uscirono dal boschetto e riguadagnarono la strada maestra, Porcellino in testa e Sabbioso in coda. Immaginate come si punzecchiavano e si rimproveravano a vicenda, mentre Tripitaka cercava di metter pace. Di tappa in tappa, camminando fino al calar del sole prima di cercare riparo per la notte e alzandosi al canto del gallo, percorsero in breve duecentonovanta li e si trovarono davanti a una città: la capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Un bel posto, che non ci si stancherebbe di contemplare. [...] I tre pellegrini chiesero ospitalità nella locanda. Tripitaka si recò al palazzo reale e sollecitò un'udienza. Il preposto si presentò ai piedi dei gradini di giada bianca, per annunciare: "Maestà, c'è un monaco eminente della corte dei Tang che chiede udienza per consegnarvi un documento." Il re si compiacque di sentir parlare della grande corte dei Tang e di sentirsi sollecitare da un santo monaco di alto lignaggio. Tripitaka fu accompagnato ai piedi dei gradini dorati, ed eseguì alla perfezione e con la massima disinvoltura tutti i riti di un complesso cerimoniale. Gli ufficiali civili e militari schierati ai piedi del trono, ammirati, commentavano: "Solo una personalità di un paese di alta civiltà può comportarsi con tanta eleganza." "Quali affari vi conducono nel mio paese, reverendo?" chiese il re. "Sono un umile monaco della corte dei Tang, figlio del Buddha, e ho ricevuto dal Figlio del Cielo la missione di cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Mi sono permesso di recare disturbo a vostra maestà, uscendo dal privato riserbo, solo perché era opportuno presentare le mie credenziali fin dal momento dell'arrivo nel vostro stimato paese." "Mostratemi il messaggio del Figlio del Cielo." Tripitaka lo presentò rispettosamente sulle mani tese e lo svolse sul tavolo di sua maestà. Il messaggio diceva: Passaporto rilasciato dal Figlio del Cielo, del grande impero dei Tang nel continente del Sud, per volontà del destino: Noi, alle cui deboli forze è pervenuto un immenso retaggio, serviamo gli dèi e governiamo il popolo con attenta sollecitudine, come se camminassimo sull'orlo di un precipizio, e come se ci muovessimo su una lastra di ghiaccio. Ci accadde di venir meno all'impegno di salvare il drago del fiume Jing e le nostre dieci anime scesero negli inferi; senza la protezione della nostra imperatrice madre, saremmo rimasti ospiti dell'instabilità. Ma per grazia del sovrano infernale, considerato che la durata assegnata alla nostra vita terrena non era esaurita, siamo stati restituiti al mondo dei vivi e abbiamo celebrato il ritorno con grandi cerimonie per la salvezza dei trapassati. La molto compassionevole pusa Guanyin ci accordò il favore di apparirci nel suo corpo d'oro, per indicare l'esistenza nell'Ovest delle scritture del Buddha, che hanno la proprietà di salvare i defunti e di liberare le anime in pena. La presente lettera conferisce al maestro della legge Tripitaka la missione di viaggiare quanto occorre, attraversando mille montagne, alla ricerca di quei sutra. Quando attraverserà i vostri paesi dell'Ovest, io vi chiedo di non ostacolare la sua vocazione al bene e di lasciarlo passare. Questo è il contenuto della presente lettera, che a questo fine vi verrà presentata. Nel tredicesimo anno dell'era della Contemplazione della Virtù dei grandi Tang, in un giorno fasto d'autunno. Il documento imperiale recava nove sacri sigilli. Dopo averlo letto, il re vi aggiunse quello del suo paese e lo rese a Tripitaka, che ringraziò e lo ripose: "L'umile monaco che sono avrebbe anche un'altra incombenza: la consegna a vostra maestà di una lettera familiare." "Di quale lettera si tratta?" chiese sorpreso il re. "Mi ha incaricato di consegnarvela la signora terza principessa, che ho casualmente incontrata. Essa venne a suo tempo rapita dal mostro Veste Gialla, della Grotta della Luna Marina sul Monte della Tazza." Al re vennero le lacrime agli occhi: "Sono tredici anni che non la vedo. Per questo caso, quanti ufficiali ho allontanato dai loro incarichi, civili e militari! Quanti servitori ed eunuchi sono stati fustigati a morte! Si supponeva che si fosse allontanata dal palazzo e si fosse smarrita. Innumerevoli case furono perquisite e frugate in città, senza alcun risultato. Come sapete che fu rapita da un mostro? Certo comprenderete come non possa vincere la commozione, a questa inattesa notizia." Tripitaka si tolse la lettera dalla manica e la presentò. Il re riconobbe la calligrafia dell'indirizzo e si emozionò tanto che non riusciva a strappare la busta. Dovette chiamare in aiuto un letterato dell'Accademia della Foresta dei Documenti, che si fece avanti, l'aprì e la lesse in tono solenne, davanti all'attento uditorio degli ufficiali, dietro i quali le dame di corte si pigiavano ad ascoltare: Vostra figlia Invidiata dei Cento Fiori, così poco filiale, si prosterna cento volte davanti al Palazzo del Drago e della Fenice per salutare vostra maestà, padre virtuoso; e davanti al Palazzo Riflesso di Sole per onorare la regina sua madre, le dame dei tre palazzi, i saggi ministri e gli ufficiali civili e militari della corte. La vostra goffa figlia ha nutrito gratitudine sin dalla nascita per le mille attenzioni godute, che vi sono costate tanta pena. Da parte mia non fui capace di compiacervi e di adempiere i miei doveri di pietà filiale. Il fatto accadde tredici anni fa, il quindicesimo giorno dell'ottavo mese; in una bella nottata, mio padre ebbe la bontà di far predisporre banchetti in ogni palazzo per godere la luce della luna e celebrare le festività del firmamento. Nel bel mezzo della festa venne un diavolo dagli occhi sfavillanti, con la faccia blu e i capelli verdi, che cavalcando un turbine di vento si impadronì di vostra figlia e la portò su una montagna deserta e selvaggia. Qui ho vissuto per tredici anni, partorendo a quel mostro due figli. Senza dubbio ciò è disdicevole per le relazioni sociali, per non parlare dell'oltraggio al buon costume; è senz'altro una situazione disonorevole e io non dovrei nemmeno parlarvene, ma non ho il coraggio di tacere tutto ciò sino alla morte. Mi arrovellavo nella solitudine, miei cari genitori, quando il santo monaco della corte dei Tang fu catturato anche lui dal mio re diavolo. Ho scritto questa lettera piangendo e avrò l'audacia di liberarlo perché ve la porti, come debole testimonianza del mio affetto. Spero che il re mio padre avrà pietà di me e manderà i suoi generali a catturare il mostro Veste Gialla e a liberarmi, per ricondurmi a corte. Vi sarei profondamente riconoscente. Scusate queste righe scribacchiate in fretta: vorrei tanto vedervi e parlarvi! La vostra figlia ribelle, Invidiata dei Cento Fiori, si prosterna ai vostri piedi. Quando l'accademico terminò la lettura, il re scoppiò in lacrime, le dame dei tre palazzi piangevano come fontane, gli ufficiali civili e militari erano rattristati. Tutti esprimevano pena e cordoglio. Infine il re si soffiò il naso e chiese ai suoi ufficiali: "Chi di voi ha il coraggio di levar truppe per catturare il mostro e liberare mia figlia?" La domanda, più volte ripetuta, non otteneva risposta. Tutti restavano muti, come se fossero soldatini di legno o mandarini di terracotta. Il re, molto contrariato, ricominciò a piangere. Allora gli ufficiali, in corpo e deputazione, s'inginocchiarono e gli fecero presente: "Vostra maestà si calmi. Non sapevamo più nulla della principessa da tredici anni, dal giorno della sua scomparsa. Ora il caso le ha fatto incontrare il santo monaco, al quale ha affidato la lettera; ma noi continuiamo a saperne ben poco. Del resto, noi siamo soltanto soldati e cavalieri di questo basso mondo, e le nostre competenze si limitano all'arte classica della guerra: spiegamenti di truppe, fortificazione di accampamenti, infine ciò che occorre per proteggere il paese da aggressioni. Un orco, invece, è una creatura che va e viene sulle nuvole; come fare a combatterlo per aria? Sappiamo però che il pellegrino è un santo monaco dell'Est; un bonzo così importante dovrà pur possedere l'arte di abbattere i diavoli. Non si dice che tigri e draghi si sottomettono a chi possiede il Tao, che dèi e diavoli devono fare i conti con il peso della Virtù? Dice il proverbio: a ciascuno il suo mestiere. Il piano migliore dovrebbe essere di chiedere al reverendo di sottomettere il mostro e di liberare la principessa." Il re si volse allora a Tripitaka: "Reverendo, se

la potenza della legge vi dà la capacità di catturare questo mostro, di liberare mia figlia e di ricondurmela qui, non avrete più bisogno di andare a salutare il Buddha nell'Ovest. Vi farete crescere i capelli e resterete a condividere con me il trono come fratello giurato. Ci godremo insieme onori e ricchezze, voi e io. Che ve ne pare?" Tripitaka rispose precipitosamente: "Per carità, l'umile monaco che sono ha solo una conoscenza approssimativa delle preghiere che si rivolgono al Buddha; non ho la minima idea di come si abbattano i diavoli." "Se fosse così, non avreste l'audacia di percorrere solo soletto la lunga strada verso il Paradiso dell'Ovest." Tripitaka non poté nascondere che due discepoli lo accompagnavano: "È vero, maestà, da solo non ci riuscirei mai. Ma ho due discepoli che sanno aprire passaggi nelle montagne e gettar ponti sulle acque. Sono loro che mi hanno protetto fin qui." "Non siete davvero un bonzo riguardoso" lo rimproverò il re. "Se avete dei discepoli, perché non me li avete presentati? Anche se non potrò far loro doni adeguati, avrò almeno la possibilità di invitarli a pranzo." "Il fatto è che i miei discepoli sono impresentabili a corte. Sono brutti e potrebbero risultare molto sgradevoli a vostra maestà." "Senti, senti!" disse ridendo il re. "Che buffi discorsi fa il nostro bonzo! Ma dopo tutto non credo che mi farebbero paura." "Non oso dir questo. Il mio primo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità, ovvero Otto Divieti. Ha lungo grugno, lunghe zanne, setole rade sulla nuca e le orecchie a ventola; è grande e grosso, quando si muove provoca un forte spostamento d'aria. Il secondo discepolo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza; è alto due tese, le spalle larghe tre cubiti, la faccia color indaco, una bocca molto larga che sembra una bacinella di sangue, gli occhi terribili, i denti come un rastrelliera di chiodi. Insomma, portare a corte gente simile vorrebbe dire assumersi una bella responsabilità." "Se sono come li descrivete, saranno piuttosto divertenti che spaventosi. Fateli venire!" Si mandò alla locanda la piastra d'oro per invitarli. Il bestione disse a Sabbioso: "Tu, fratellino, sostenevi che quella lettera fosse meglio non recapitarla. Ma ora puoi vederne i vantaggi: il re avrà dato ordine di ospitare adeguatamente il latore. Di certo avrà fatto preparare un banchetto come si deve; il nostro maestro, che a tavola non è mai all'altezza della situazione, si troverà in difficoltà a spazzolare tutto e ci avrà fatto invitare perché lo aiutiamo. Noi lo aiuteremo, e questo ci darà vigore domattina per la prossima tappa." "Vedremo" commentò laconicamente Sabbioso. Affidarono al locandiere bagagli e cavallo, e seguirono a corte il latore della piastra d'oro, portando con sé le proprie armi. Quando furono davanti ai gradini di giada bianca, fecero un semplice saluto e rimasero in piedi. Gli ufficiali civili e militari si spaventarono. Dicevano: "Passi la bruttezza, ma questi bonzi sono veri villani! Come si permettono di comparire davanti al re senza prosternarsi? Hanno fatto un saluto qualsiasi e se ne stanno lì ritti impalati. Da non credere!" "Signori, non spettegolate" fece Porcellino sentendo il mormorio. "Siamo fatti così. Non siamo molto belli, ma ci farete l'abitudine." Il re, che era già allarmato dall'orribile aspetto, all'udire questa dichiarazione si mise a tremare come una foglia e cadde giù dal trono reale; per fortuna gli ufficiali più vicini lo risollevarono subito. Tripitaka, sconvolto, si gettò a terra e si prosternò precipitosamente più volte: "Maestà, merito mille morti! L'avevo detto che i miei discepoli erano impresentabili e che temevo recassero offesa a vostra maestà. Ed ecco che vi hanno cagionato un brutto spavento." Pur continuando a tremare, il re tese la mano a Tripitaka per farlo rialzare: "Meno male, reverendo, che me lo avevate detto. Se non fossi stato messo sull'avviso, credo proprio che sarei morto di paura." Il re mise un po' di tempo a riprendersi, ma infine chiese: "Chi dei due reverendi è il miglior distruttore di mostri?" "Io me ne intendo" fece Porcellino senza riflettere. "Che titoli avete?" "Sono l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. Sono stato bandito in questo mondo in seguito a un'infrazione, ma poi ho avuto la fortuna di convertirmi alla retta via e di farmi monaco. Da quando abbiamo lasciato le terre dell'Est, io mi sono dimostrato il più abile distruttore di diavoli." "Se siete un guerriero celeste esiliato sulla terra, sarete esperto anche di trasformazioni." "Non diciamo esperto, ma qualcosa so fare." "Provate. Mi piacerebbe vedere un saggio." "Assegnatemi il tema della trasformazione." "Per esempio, potreste diventare un gigante." Porcellino di trasformazioni ne conosceva parecchie, precisamente trentasei. Per far bella figura, fece il gesto adatto, recitò la formula e gridò: "Cresci!" Con una torsione della schiena si allungò a otto o nove tese di statura, raggiungendo le dimensioni di una di quelle divinità che aprono i cortei dei funerali. I funzionari tremavano, monarca e sudditi erano sbigottiti. Un ufficiale si azzardò a chiedere: "Reverendo, qual'è la statura massima che potete raggiungere?" Il bestione non poté trattenersi dal rispondere con le sue solite sciocchezze: "Dipende dalla direzione del vento. Questa è una statura che va bene con il vento che soffia dall'est o dall'ovest; ma se soffiasse da sud, correrei il rischio di bucare l'azzurro del cielo." "Basta così. Sarebbe meglio che ritornasse giù" disse il re allarmatissimo. Porcellino fece il gesto di accoccolarsi e riprese la sua solita statura. "E come siete armato, reverendo?" chiese ancora il re. "Il vecchio Porcellino usa un rastrello" rispose il bestione mostrandolo. "Ma è indecente!" esclamò il re con un risolino nervoso. "Non sarebbe dignitoso per la mia casa. Qui abbiamo di tutto: fruste, sbarre, azze e mazze, sciabole, lance, alabarde, asce da guerra, spade, picche, partigiane, falci da battaglia. Scegliete quello che vi conviene, ma che sia un'arma decorosa, non un arnese da giardinaggio." "Vostra maestà non se ne intende. Vi sembrerà un'arma volgare ma, a parte il fatto che l'ho sempre usata e ci sono abituato, con questo rastrello in pugno ho comandato ottantamila marinai sul Fiume Celeste, quand'ero ammiraglio. Del resto, anche nell'accompagnare il maestro, è con questo rastrello che ho distrutto covi di lupi e tigri, e ripulito antri di draghi e serpenti." Il discorso impressionò il re, che fece segno di avvicinarsi alla nona concubina e le disse all'orecchio: "Porta di quel vino mio personale per festeggiare il reverendo che va alla guerra; puoi portare una bottiglia intera." Riempì una coppa e la porse a Porcellino: "Reverendo, vi ringrazio fin d'ora della pena che vi darete. Quando avrete catturato l'orco e ricondotto mia figlia, vi darò mille pezzi d'oro e un banchetto coi fiocchi." Il bestione prese la coppa e sfoderò quel tanto di cortesia di cui era capace; fece una gran riverenza a Tripitaka e gli disse: "Maestro, dovreste essere voi il primo a bere questo vino, ma non oso disobbedire all'ordine del re; scusatemi se vi precedo, ma mi serve per mettermi su di giri e aumentare il mio coraggio nella cattura del mostro." Bevve d'un fiato, si impadronì della bottiglia e ne riempì nuovamente la coppa per porgerla a Tripitaka. "Sai che non bevo. Dàlla al tuo condiscepolo." Sabbioso si fece avanti per prendere la coppa. Porcellino produsse una nuvoletta ai suoi piedi e se ne servì per balzare in aria. "Il reverendo Porcellino sa cavalcare anche le nuvole!" esclamò il re. Scomparso il bestione, anche Sabbioso vuotò la coppa d'un fiato: "Maestro, quando combattemmo con Veste Gialla che vi aveva rapito, ci impegnammo tutti e due senza riuscire a concludere. Dubito che Porcellino possa farcela da solo." "Hai ragione, discepolo; sarà meglio che tu vada a dargli una mano." E Sabbioso montò a sua volta su una nuvola e partì. Il re, sconvolto, afferrò il monaco cinese per una mano e implorò: "Reverendo, per favore, non volerete via anche voi! Qualcuno dovrà pur restare a farmi compagnia." "Per carità, io non saprei alzarmi nemmeno di poco." I due rimasero nella sala a fare conversazione. Intanto Sabbioso aveva raggiunto Porcellino: "Aspetta, fratello, vengo anch'io!" "Che cosa vieni a fare, fratellino?" "Il maestro mi ha raccomandato di aiutarti." "Giusto, buona idea" concluse contento Porcellino. "In due, mettendocela tutta, ce la faremo. Non sarà niente di speciale, ma qui in paese ci può dare una certa reputazione." Eccoli: Escon dalla città sulle ali del vento, Passano le frontiere su luci colorate. Per ordine del re devono catturare Ad ogni costo l'orco dentro la sua caverna. Giunti all'ingresso della grotta scesero dalle nuvole e Porcellino menò un gran fendente, con il suo rastrello, alla porta di pietra che chiudeva l'entrata: vi fece un bel buco, delle dimensioni di un recipiente da uno staio. Il mostriciattolo di guardia in portineria diede un'occhiata e corse spaventato a riferire: "Gran re, si mette male. Il bonzo con il grugno e quello tetro sono ritornati, hanno battuto alla porta e l'hanno rotta." "Il loro maestro l'ho lasciato andare. Perché mai quei due rognosi mi vengono a sfondare la porta?" "Magari hanno dimenticato qualcosa e sono tornati a cercarla" suggerì il mostriciattolo. "Cretino!" insultò l'orco. "Ti pare che per questo si debba sfondare l'uscio? La ragione sarà un'altra." Si affrettò a indossare la corazza, impugnò la sciabola e uscì a indagare: "O bonzi, che cosa andate cercando? Il vostro maestro l'ho pur liberato." "Brutto mostro, ne hai combinate di tutti i colori!" rispose Porcellino. "E che cosa avrei combinato?" "Hai rapito la terza principessa del Regno degli Elefanti Sacri e l'hai costretta a divenire tua moglie. Te la tieni da tredici anni, ma adesso è tempo di restituirla: ti vengo ad arrestare per ordine del re. Il meglio che puoi fare è di legarti da solo, così non perdiamo tempo." L'orco vide rosso. Si alza in tutta la sua statura, digrigna i denti, rotea gli occhi e, alzata la sciabola, assesta un gran fendente in testa al nemico. Ma Porcellino schiva e allunga il rastrello; Sabbioso brandisce il bastone e si unisce alla mischia. Questo combattimento fu molto più duro del precedente. Si capisce che

L'ira vien scatenata dalle frasi offensive, Le intenzioni aggressive stimolano la collera. È una lunga battaglia fra i due monaci e l'orco: "Hai rapito una donna e meriti la morte." "Tu cosa ci rimetti, brutto rompicoglioni?" "Il tuo stupro è un oltraggio ad un intero regno." "Ma tu vieni da fuori, non sono fatti tuoi." In fondo si combattono solo per una lettera [...] Dopo otto o nove scontri, Porcellino si trovò in difficoltà: aveva il fiato grosso e non reggeva più gli attacchi. Perché resisteva meno dell'altra volta? mi chiederete. Perché gli dèi protettori si tenevano sempre vicini a Tripitaka, per assicurare la sua protezione; nel primo scontro si trovavano presso la grotta e davano una mano; ma questa volta erano lontani e si sorbivano le chiacchiere da salotto alla corte degli Elefanti Sacri. "Sabbioso" disse il bestione, "vado un momento a far pipì. Tu continua pure." Senza darsi altro pensiero del condiscepolo, corse a rotta di collo nel bosco e si rifugiò in un cespuglio spinoso, incurante delle spine che gli laceravano veste e pelle. Ne lasciò emergere solo un'orecchio, per ascoltare da lontano il rumore della battaglia. La fuga di Porcellino prese Sabbioso alla sprovvista; il mostro si precipitò su di lui, se ne impadronì e lo condusse prigioniero nella grotta con mani e piedi legati. Se poi non sapete se ne uscì vivo o morto, ascoltate il seguito. CAPITOLO 30 TALENTI E PRODEZZE DEL CAVALLO IN CUI IL DEMONE PERVERSO INFRANGE LA GIUSTA LEGGE, E IL CAVALLO DEL PENSIERO SI RICORDA DELLA SCIMMIA DELLO SPIRITO. Il mostro fece legare Sabbioso, ma non lo uccise, non lo percosse e nemmeno lo insultò. Sostò invece a riflettere: "Quel monaco cinese viene da un paese di grande civiltà e non ignora certo i riti e la giustizia. Dal momento che gli ho risparmiato la vita, perché lui dovrebbe mandare i suoi discepoli a cercare di catturarmi? Dev'essere stata mia moglie a mandare un messaggio al suo paese. Bisogna metter le cose in chiaro." Si diede un'aria feroce, e andò a cercare la principessa con le peggiori intenzioni. Quest'ultima, senza sospettare nulla, aveva appena terminato la sua toilette e se ne andava tranquillamente per casa, quando vide il mostro con la fronte aggrottata, che digrignava i denti e gettava sguardi furiosi. La principessa si sforzò di assumere un atteggiamento sereno e sorridente: "Signore, avete qualche noia?" "Donna vile, dal cuore di cagna!" tuonò lui. "Sei fredda come il ghiaccio. Quando ti ho portato qui, non avevi niente da ridire. Ti ho vestita di broccato, ornata d'oro, ti procuro quello che vuoi. Hai tutti i doni delle quattro stagioni e tutto il mio affetto. E tu non provi il minimo sentimento coniugale, pensi solo ai tuoi parenti." La principessa terrorizzata si gettò in ginocchio e gridò: "Marito mio, perché mi volete lasciare?" "Sono io che ti caccio o sei tu a volertene andare? Te lo chiedo. Perché il monaco cinese era stato liberato ancor prima che tu me lo chiedessi? La verità è che gli avevi affidato una lettera per i tuoi. Altrimenti, perché mai questi monaci sarebbero ritornati qui a sfondare la mia porta e a chiedere di lasciarti andare? Non mi dirai che non c'è sotto il tuo zampino!" "Signore, mi fate torto con le vostre accuse; io non ho inviato messaggi." "Non puoi negare; la persona che ho catturato è la prova di come stanno le cose." "E chi avete catturato?" "Sabbioso, il secondo discepolo di quel monaco." L'estremo pericolo può rendere intrepido chiunque. Negare tutto era l'unica risorsa che le rimanesse, perciò replicò: "Calmatevi. Andiamo insieme a interrogare quel monaco. Se parla di una lettera, uccidetemi; in caso contrario, perché dovreste commettere un'ingiustizia?" Il mostro alzò la sua manona blu, grande come un setaccio, afferrò la principessa per i bellissimi capelli, la trascinò davanti al palo dov'era legato Sabbioso e la gettò per terra. Poi, sciabola in pugno, prese a interrogare il prigioniero. "Bonzo!" tuonò. "Se avete avuto l'audacia di attaccarmi, è stato per ordine del re, al quale questa donna ha mandato un messaggio." Sabbioso, alla vista di quella grinta feroce e della sciabola levata sul capo della donna, pensava: "È vero che lei ha inviato la lettera, ma ha anche liberato il maestro. Sarebbe uno strano modo di ringraziarla dire la verità e provocare la sua morte. Basta. Non ho ancora avuto occasione di acquistare meriti: adesso correrò il rischio di finir male per dimostrarle la mia gratitudine." Perciò disse: "Non siate sconsiderato. La lettera che dite non esiste, e le circostanze in cui siamo stati mandati sono altre. Il nostro maestro, mentre era prigioniero nella grotta, aveva notato la principessa. Quando, nel paese degli Elefanti Sacri, si è recato a corte per presentare il suo passaporto, il sovrano ha chiesto se avesse notizie di lei: l'inchiesta sulla sua scomparsa non è mai stata abbandonata. Ci hanno mostrato ritratti e disegni, e la risposta del maestro è stata che l'aveva vista qui. Allora il re ci ha offerto del vino e ci ha incaricato di catturarvi e di ricondurla a palazzo. Questi sono i fatti. Se volete uccidere qualcuno, suppongo che tocchi a me, piuttosto che a una persona che non vi ha fatto niente; se colpiste lei, violereste i grandi princípi della ragione celeste." L'orco rinfoderò la sciabola e aiutò la principessa ad alzarsi: "Ti ho aggredita come un bruto e ti ho gravemente offesa. Perdonami." L'aiutò a riordinare i capelli e la riaccompagnò nelle stanze interne, sorreggendola teneramente e facendole mille carezze. Le chiese infine di sedersi al posto d'onore per ricevere le sue scuse. La principessa, che aveva il temperamento leggero di tutte le donne, a vederlo così riguardoso, ne approfittò subito con totale impudenza e gli domandò: "Signore, in nome del vostro affetto, vi posso chiedere di far legare meno stretto il monaco Sabbioso?" Il mostro ordinò senz'altro di slegarlo e di limitarsi a tenerlo sotto chiave. Sabbioso pensò: "Lo dicevano gli antichi: fare del bene agli altri è farlo anche a se stessi. Se non l'avessi aiutata, non mi troverei libero dalle corde." Il mostro fece preparare un banchetto per farsi perdonare la paura cagionata alla principessa. Mangiarono e bevvero in abbondanza, poi il marito si allontanò per indossare abiti da cerimonia e cingere una spada preziosa. Accarezzò la principessa e le disse: "Tesoro, resta qui e bevi finché ti fa piacere, bada alla casa e a far custodire il bonzo. Io voglio approfittare della presenza del monaco cinese per far visita ai miei suoceri." "Quali suoceri?" "I tuoi genitori, naturalmente. Sono pur sempre genero del re; perché non dovrei presentare i miei omaggi a mio suocero?" "Ma non potete andarci!" "E perché no?" "Il re mio padre non ha conquistato il regno in guerra, ma l'ha ereditato dai suoi avi. È salito al trono molto giovane e non è mai uscito di città; là non si sono mai veduti dei fusti gagliardi come siete voi. Se vi vede resterà terrorizzato, potrebbe venirgli un colpo. Questi convenevoli in famiglia potrebbero risultare pericolosi." "Non ci saranno pericoli. Prenderò l'aspetto di un giovanottello di buona famiglia vestito alla moda." "Vediamo che cosa sapete fare." Il bravo mostro, con una scossa, si trasformò in un bel giovanotto. Davvero: La statura rispettabile, Portamento assai elegante; Parla come un mandarino, Ma si vede che è sportivo. Del poeta Cao Zhi Egli ha la disinvoltura; Di Pan An, il rubacuori, Egli mostra la bellezza. I capelli son raccolti Nel berretto di velluto. Una tunica lo avvolge Di una garza verde giada Dalle maniche sboffanti. Gli stivali ricamati, La cintura colorata. Pien di fascino ed altero, È davvero convincente. La principessa gli girò intorno per esaminarlo accuratamente e lo trovò proprio di suo gusto. "Tesoro" disse ridendo il mostro, "pare che tu mi preferisca così!" "Devo ammettere che non siete niente male. Mio padre tiene molto ai legami familiari, vorrà trattenervi a pranzo. Mi raccomando di non bere tanto da perdere il controllo. Se venisse fuori qualcosa del vostro vero aspetto, se spuntassero gli zoccoli biforcuti da sotto il mantello, il successo che avrete andrebbe subito a gambe all'aria." "Si capisce, ci arrivo anche da solo. Starò attento." Viaggiando sulle nuvole raggiunse senza tardare il paese degli Elefanti Sacri e si presentò alla porta del palazzo. "Il terzo genero reale è venuto nella mia persona espressamente per render visita a sua maestà" annunciò al gran commissario del padiglione d'ingresso. "Vi prego di prendervi il disturbo di farglielo sapere." Il guardiano lo annunciò alla porta gialla e il preposto ai rapporti si presentò ai piedi dei gradini di giada: "Vostra maestà, il terzo genero reale è venuto a visitarvi e attende risposta alla porta del palazzo." Il re era ancora in conversazione con Tripitaka. Quando sentì parlare di un terzo genero reale, si rivolse ai suoi ufficiali: "Che storia è questa? Io ho solo due generi." "Se dice che è il terzo, sarà il mostro." "E sarebbe corretto convocarlo alla mia presenza?" "Maestà" intervenne spaventato Tripitaka, "i mostri hanno poteri soprannaturali, penetrano il passato e il futuro, cavalcano le nuvole. Temo che entrerà, se lo vuole, con o senza convocazione. Sarà prudente invitarlo, per evitare inutili discussioni e brutte figure." Il re concesse quindi l'udienza e il mostro fu introdotto ai piedi dei gradini dorati ed eseguì impeccabilmente tutto il balletto degli omaggi al sovrano. Era bello ed elegante, nessuno poteva credere che si trattasse di un orco. Agli occhi dei comuni mortali era proprio una persona come si deve. A vedere il suo aspetto dignitoso, il re pensò addirittura di poterlo utilizzare

Quando sentì la notizia. in cui trovò diciotto belle ragazze scelte apposta per cantare. spruzzò un sorso d'acqua in direzione di Tripitaka. sarà stato quel perfido mostro a farlo apparire come una tigre. si mise a riflettere: "So che il mio maestro è una normalissima brava persona. si può dire che di tigri mi nutro e di tigri mi vesto: vivo ogni giorno in mezzo a loro. davvero seducente. Scoccai una freccia e abbattei la belva. Mentre lui si dava buon tempo alla sua maniera. Se riesco a sopraffarlo. avrò poi agio di liberare il maestro. sono venuta per servirvi da bere. Quando vide l'orco seduto a bere smodatamente e a mangiare carne umana." Che bravo principe drago! Si diede una scossa e si trasformò in fanciulla di corte. Quel tizio che vedo seduto sul cuscino ricamato non è altri che la tigre che tredici anni fa rapì la principessa. Il re diede ordine al servizio competente di preparare un grande banchetto per ringraziare il genero. incatenarla e metterla dentro una gabbia di ferro. Tremano come ibischi sotto un gran temporale. I lunghi baffi son fili d'acciaio. il mostro entrò nella Sala della Pace d'Argento. "Ma tu. se avessi saputo che era la terza principessa di vostra maestà? Semmai mi sarei presentato a palazzo e avrei implorato una posizione che mi rendesse meno indegno di lei. Poi gridò: "Cambia!" e lo trasformò in una gigantesca tigre maculata. Per salvare la vita lascian cadere flauti. e gli cantò un'arietta. quando giunse alla conclusione: "Se non do una mano io." Il drago continuò a mescere nella stessa coppa: il vino saliva e prendeva la forma di una smilza pagoda di tredici piani. Occupò il posto d'onore. mio saggio genero. Le feci domande sulla sua famiglia. senza badare dove. nobile genero reale. Non vedo dov'è il maestro. acchiappò una ragazza che suonava il pi pa e le sgranocchiò la testa. ma lei mi nascose di essere di sangue reale. con i suoi occhi mortali. Corpo zebrato ed occhi lampeggianti. Vi pare che avrei potuto unirmi a lei. cercando di colpirla con armi di ogni specie: ci sarebbe stato di che fare a pezzi tutti i monaci di un monastero. tredici anni fa. di Porcellino e di Sabbioso non si sa più nulla. il vostro suddito viene dalla Grotta della Luna Marina. Il genero la prese. Quanto alla ragazza. sentì le sue anime abbandonarlo. che avevo solo ferita e catturata." "Non potremmo vederla anche a noi nella sua vera forma?" "Certo che potete. e che alla fine era stato trasformato in cavallo per accompagnare Tripitaka. Un filo rosso unì le nostre vite Da esistenze anteriori. E ora che facciamo? Il condiscepolo anziano l'abbiamo mandato via. perché era pratico del metodo chiamato della costrizione dei liquidi. sul Monte della Tazza. si diede una scossa e riprese l'aspetto di drago. danzare e scherzare con lui. non è difficile. vedere con chi ho a che fare." Il re ordinò a un ufficiale di portare l'acqua. Allora non immaginavo che. "Più o meno. per unirsi a te?" Il mostro presentò un'abile menzogna: "Caro suocero. Gli ufficiali. dopo che gli ufficiali si furono ritirati. che fu chiusa a chiave in una stanza del palazzo. corsero a nascondersi. Si urtano. senza che se ne spargesse una goccia. mordicchiando bocconcini di tenere carni di fanciulla come stuzzichini. Vedete come fecero: Le fanciulle di corte. Vicolo senza uscita: eccolo tigre. Ma il cavallo si slancia su nel cielo. salvo i militari più coraggiosi che lanciarono sulla belva i loro uomini. Fatemi avere mezzo bicchiere d'acqua pura. Divorare la gente non lo porterà lontano. con grande scricchiolar di mascelle. Se la trattenni al villaggio. La tigre li uccise. potrei versarne ancora. ma la principessa si oppose per il motivo espresso in questi versi: 'Ci siam sposati al cospetto del cielo.' Mi convinse. me la portai a casa e la feci rinvenire facendole bere pozioni calde." Spezzò le redini e fuggì all'aperto. L'orco si bevve la pagoda e masticò un boccone di cadavere. Non era capace. dove il cavallo bianco mangiava il suo fieno davanti alla greppia. sempre dedito comunque a fuorviare e uccidere la gente. Con le orecchie appuntite essa ricorda Il gatto. spaventati. si impadronì dei loro documenti. Saltò in piedi. mio caro genero? Quali origini ha? Quando hai sposato la mia principessa? Perché hai aspettato finora a render visita ai tuoi suoceri?" L'orco si prosternò e rispose: "Signore. corsero da tutte le parti a cercare un angolo buio dove nascondersi. Nel veder la gran belva maculata Tutti i presenti son terrorizzati." Il drago prese la brocca e riempì una coppa superando l'orlo di mezzo pollice senza spandere vino. Sembrano le peonie squassate da un gran vento. negli anni successivi. Ciò mi dovrebbe aiutare a chiarire come stanno le cose. ma in attesa di saperlo potrei andare a divertirmi un po' con quello lì. ciascuna pensa a sé. per me. Si fece una bella sarabanda fino a sera e si finì per catturare la tigre viva e illesa. Ma quel parapiglia nel cuore della notte era completamente silenzioso: nessuna osava aprir bocca per non turbare il sonno di sua maestà. pieno di vino fino al colletto." Stette a rimuginare fino alla seconda veglia. Ma danzare a mani vuote non vien bene. di venire a corte per divertirsi un po' alle vostre spalle. Subito dopo il matrimonio espressi l'intenzione di uccidere la tigre rapitrice. Gli dèi incaricati della protezione di Tripitaka ebbero il loro da fare per impedire che venisse colpito. si graffiano. Salì nello spazio per osservare dall'alto la situazione. Cetre e liuti e calpestano i poveri strumenti Per fuggir da ogni parte. Ci sposammo per amore e abbiamo convissuto per tutti questi anni. si strappano le vesti: Che si salvi chi può. circondato soltanto da queste bellezze." "Trecento li! E come ha potuto percorrere questa distanza. Le altre diciassette bellezze. recitò la formula e. Infine si nascosero tremanti al riparo di un muretto in giardino. quella stessa tigre si sarebbe dedicata all'ascesi e sarebbe riuscita a sublimarsi in mostro. Si può dire Che fu la tigre a farci da sensale. altro che pellegrino in cerca di scritture!" Il sovrano era una persona molto impressionabile. fissare il corpo. il vostro umile suddito ha sempre amato cavalcare e tendere l'arco: vive da cacciatore. Come il re la vide. con la bocca. colpite dal terrore. Ma senza testimoni né sensali. caro suocero. esplose in una gran risata sgangherata e riprese il suo solito aspetto. fu solo perché mi disse di provenire da una famiglia qualsiasi. Entrò di corsa e disse al mostro: "Non uccidetemi. e io lasciai libera la tigre. ma il giovane re drago del mare occidentale. Una volta. mentre riempiva la brocca. di figura snella ma di seno generoso. in città si spargeva la notizia che il monaco cinese. come dicono i versi: Nel viaggio verso l'Ovest Tripitaka Ha incontrato un malefico tranello. Fetidi miasmi emana dalla gola. Il re e la corte videro con i loro occhi La bianca fronte e la testa rotonda. e con questo proposito gli pose domande: "Dove risiede la tua famiglia. si alzò e fece i passi del trucco chiamato scurire gli occhi. mi capitò di imbattermi in una feroce tigre maculata. versa pure." "Va bene. in realtà. Qualcuno finì per parlarne anche nella stalla della locanda. mentre cacciavo con i falconi accompagnato da qualche diecina dei miei servitori. recando addosso la cicatrice della ferita infertale dalla mia freccia. altro non era che una tigre feroce. "Di ballare sei capace?" chiese ancora il mostro. Il mostro restò nella sala e si rimise seduto al posto d'onore." "A che distanza si trova questa montagna?" "Non è lontana: trecento li. folli di terrore. ma la mole è gigantesca. C'era un gran buio. non ne poté più e sentì un bisogno incontenibile di mettersi a suo agio. che il mostro non conosceva. che scappò via a coda ritta e con gli artigli sfoderati. prese il loro aspetto e pensò bene. il giovane drago sorrise fra sé e pensò: "Alla fine non ha più retto: ha mostrato lo zoccolo biforcuto. per la mia attività. di vedere chi veramente gli parlava ed era portato a prendere per oro colato tutte le sue menzogne. pochi anni fa vennero da queste parti dei monaci in cerca di scritture. A quanto ho sentito raccontare." Il mostro . a est della città. che si dicevano provenienti dal paese dei grandi Tang. Figuratevi se non ne approfittò! Verso la seconda veglia. che scendeva dal pendio della montagna con una ragazza sul dorso. cui avevano tagliato le corna e levato le scaglie per punirlo di un'infrazione. non ci sono proprio altre risorse. perché non si continui a scambiare fischi per fiaschi." "Fa vedere. Non è certo difficile. La sera.come sostegno del trono. perché bevesse a suo agio e si divertisse. che era arrivato appena in tempo a salvarlo dall'aggressione del finto bonzo. Ricorderete che quello non era un vero cavallo. alternando bicchieri di vino e sorsate di sangue. io vivo in montagna e. Perciò questi si mostrò molto interessato e commentò: "Che begli scherzetti sai fare!" "Se è per questo. da che cosa riconosci in questo bonzo la tigre che aveva rapito la principessa mia figlia?" "Caro suocero. mia figlia. ma da lassù si vedeva la Sala della Pace d'Argento vivamente illuminata da otto candelabri. Come l'ha il toro bruno di palude. Poi chiese: "Sai cantare?" "Me la cavo" disse il drago. Poi aprì le manone grandi come setacci. Dalle zampe si vedono spuntare Venti artigli taglienti e acuminati E la gran bocca lascia intravvedere Candide seghe di robusti denti.

" Il bestione aveva troppa paura per farsi avanti direttamente. Lui era seduto su una grande rupe. non sospettavate che il più forte fosse lui. invece. guardava affascinato e il suo sguardo sembrò scivolare in una fissità cui il vino doveva contribuire. basta che arriviamo a scambiarci qualche parola vivace. Devi andare a chiedere aiuto. ormai sono in ballo e devo ballare. Il diavolo che lo inseguiva lo perse di vista e se ne ritornò alla Sala della Pace d'Argento. Guarda che bei posti. la vecchia donna gialla Tenuta in prigionia. Ma a corte non lo trovai. ma era tutto bagnato e aveva sul garretto un'ecchimosi del diametro di un piattino. Se per distrazione mi menasse. ma soltanto che pensa a lui. Ma se mi dice di no. "Credi che racconti storie?" "Adesso che cosa facciamo? Tu sei in grado di muoverti?" "E se lo fossi?" "Se puoi. e tutte queste scimmie a servirlo. Io mi metto i bagagli in spalla e me ne torno dal vecchio Gao. constatando che tutto restava tranquillo. Si rialzò precipitosamente e voleva infilare l'uscio. sotto la luna che brillava nel cielo silenzioso. volteggia la spada preziosa. quando mi avranno dato gli opportuni rinforzi di truppe e di cavalleria. si aggiustò la tunica e balzò in aria dirigendosi verso est. lo spinsero avanti e lo inchiodarono al suolo. è stato il mostro. non pensavo che il maestro mi avrebbe preso sul serio e lo avrebbe scacciato. "Non c'è da meravigliarsi che si sia stufato di fare il bonzo e abbia preferito ritornare a casa. che cosa dovrei aspettare?" "Fratello maggiore. Non si rendeva conto che. Almeno avreste potuto correre a informare dell'accaduto. per quella volta che incitai il maestro a recitare l'incantesimo del cerchio. ma dobbiamo salvare il maestro.aprì il suo mantello. si stropicciava a lungo gli occhi. che patrimonio. cercai di colpirlo. non parlare di sfascio" rispose il drago. dovresti ritornare al tuo oceano. perché il vecchio diavolo era forte e vigoroso. Mentre camminava. barbaro?" chiese severamente Scimmiotto. Dopo otto o nove scontri. Voi eravate scomparsi e io temevo per la vita del maestro: non mi restava che cercare di soccorrerlo. che improvvisò una lunga danza della spada." Il drago non poté trattenere le lacrime e supplicò: "Condiscepolo." "Vai. lui! Quando facevi lo sbruffone davanti al re. Qui riprese l'aspetto di cavallo e si stese davanti alla greppia: la povera bestia era zuppa d'acqua e ferita a una zampa. scivolò in mezzo alla folla delle scimmie e si prosternò con loro. Se avessi io qualcosa di simile. Per quanto tendesse l'orecchio Su tutta la montagna. balza e travolge il diavolo giallo. e sono sicuro che riuscirà a vincerlo e a liberare il maestro." Il cavallo bianco si svegliò. All'orco piaceva molto. gli giunse un grande vocio." "Non sa niente." "Va be'. in quel buio notturno! Il mostro del Monte della Tazza e il drago bandito dal mare occidentale: l'uno emana una luce più chiara del lampo. avanti. che soddisfazione dev'essere" pensava Porcellino. Quando lo vedi. non un gallo che canti. Se il Novizio ritorna. non gli devi dire che il maestro è nei guai. la sua nuvola perse l'assetto e lo rovesciò nell'acqua del fossato della città reale. a fare una tal sudata e a procurarsi quella contusione? Si vede che un brigante ha portato via il maestro e ha colpito il cavallo. esordendo con un "Condiscepolo anziano!" che fece cadere a terra Porcellino per lo stupore. "Da dove vieni. A dritta. Danzai per lui la danza della spada e. si inchinò sulle zampe anteriori e gli disse: "Fratello maggiore. Sabbioso lo soccorrerò domani." Il bestione ritornò in città e si recò alla locanda. Si tenne nascosto fra l'erba. l'altro ricorda il gatto selvaggio che si avventa sul mondo sfoderando artigli d'acciaio. indietro. Tu metti tanto cuore in queste cose. Che battaglia. verrò con lui. Lasciamo stare. in breve si addormentò profondamente. Da dove salta fuori? Portatemelo qui. Era un momento in cui Cavallo del pensiero e scimmia dello spirito Erano separati. Io lo dicevo per ridere." "Chi ci potrebbe aiutare?" "Vai senza perder tempo al Monte di Fiori e Frutti. con spada e candelabro. e mille duecento scimmie schierate ai suoi piedi secondo il loro rango lo applaudivano e gridavano: "Viva il grande santo. e tu e Sabbioso pensavate di catturare il mostro e di guadagnarci un premio. che se non ti do retta faccio la figura non averne anch'io. Trovò solo il cavallo che dormiva nella stalla. l'altro emette un turbine di vento rosso cupo. là in mezzo. e pensò che sarebbe stato suo dovere aiutare Sabbioso: "Ma con un solo filo non fai una corda. a fare il monaco non mi ci terrebbe nessuno. che si è fatto ricevere dal re come suo genero e ha trasformato il maestro in una tigre. il pesante candelabro si muove senza sosta. Chissà quanto ce l'ha con me." Subito le scimmie." "Perché no? Sabbioso è prigioniero e io non sono in grado di battere quel mostro. si sedette come se niente fosse e riprese a bere. Fu il momento che il drago scelse per interrompere la coreografia e indirizzargli un fendente. Il maestro non c'era. ho capito. Si svegliò a mezzanotte passata e gli ci volle tempo per rendersi conto di dove si trovava. Questa bugia lo indurrà a venire qui. Dalla posizione delle stelle capì che doveva essere la terza veglia. Mi dovetti nascondere nel fossato. con le sue dimensioni. che si prosterna in bello stile maialesco. ma lui riuscì a schivare il colpo e a vincermi con un candelabro. chiedilo a qualcun altro. strinse i denti per resistere al dolore che la gamba gli procurava. Se non approfitto di questo sfascio per andarmene. Anche il drago riprese la sua forma. quando mi parve il momento buono. non poteva sperare di sfuggire nemmeno per un attimo all'acuto sguardo di Scimmiotto: "C'è un barbaro. nostro signore e padre!" "Che bella vita. posso sempre riprendere il mestiere di genero. in quello stato lo hanno catturato. Non poté più sostenere la lotta e scagliò la spada contro la testa del suo avversario. che non sareste risultati all'altezza e non ne sareste venuti a capo. L'uno sostiene la colonna di giada del cielo. non fate più conto su di me: non verrò nemmeno a dirvelo." "Fratellino. Rifletté un momento e aggiunse: "Da soli non ce la facciamo. sguainò la spada che portava alla cintura e la tese al drago. e comunque escludo che lo si possa convincere a ritornare. "Per la miseria!" si spaventò Porcellino. Il re scimmia ha il senso della giustizia e della bontà. ma questi l'afferrò al volo con destrezza e scagliò a sua volta il candelabro. Nello spazio deserto. Non si può fare nulla Se ragione e giustizia sono dimenticate. Di certo gli piacerà misurarsi con un avversario di valore come il mostro. mentre. e al sorgere del sole abbassava già la sua nuvola alla ricerca della strada giusta sulla montagna. salverà il maestro e ci vendicherà. Io e quella scimmia non siamo mai andati d'accordo. ti dico io che ritornerà!" Il bestione prese il suo rastrello. il giovane drago sentiva scemare la presa delle proprie mani e aveva tutti i muscoli indolenziti. Incede l'uno come un maestoso elefante dalle bianche zanne fra i minuscoli uomini. Per me le notizie sui tormenti che subiva erano come pugnalate al cuore. l'altro incornicia l'oceano di travi d'oro. Il destino che proteggeva Tripitaka gli diede vento in poppa: allargava le orecchie come vele e acquistava velocità. uscirono combattendo dalla sala e continuarono lo scontro sulle nubi. Chi è venuto. circondarono Porcellino. pur rimanendo chiusa qui dentro tutto il tempo." "È andata proprio così?" si stupiva Porcellino. Sai. ti prego. Porcellino a testa . Nel frattempo Porcellino non era uscito dal cespuglio in cui si era rifugiato dopo aver abbandonato Sabbioso e si era stravaccato a dormire. Presto ebbe superato l'oceano orientale. quando il cavallo gli afferrò un lembo della tunica con i denti per trattenerlo. Andrò invece in città a vedere il maestro e a esporgli la situazione. coperto di catene e chiuso a chiave in una stanza. non avrai mica paura di me?" "Ma perché ti sei messo a parlare?" disse tremando Porcellino. Il drago non fu abbastanza svelto da evitarlo e ne fu colpito alla gamba. trasformato in un elegante letterato." "Sai che il maestro si trova in difficoltà?" "Non so niente. "Come sarà riuscita questa canaglia. non un cane che abbai. Vola e danza il drago d'argento. Ecco da dove viene la contusione che mi vedi su una gamba. perché lui tiri fuori quella sua sbarra maledettamente pesante. che poteva pesare ottanta o novanta libbre. con la testa confusa. Ma non credo che lui veda la cosa in questo modo. a manca. dopo che aveva colpito la Dama dal Bianco Scheletro sui Monti della Tigre Bianca. Si tuffò a testa in giù e scomparve nei flutti. Si guardò intorno e scoprì Scimmiotto che aveva radunato i suoi mostri in una valletta. e chiedi a Scimmiotto di ritornare. dove credi che andrei a finire?" "Vedrai che non ti colpirà. come usano i maiali. numerose come uno sciame d'api. "Mi sa che c'è sotto qualche disgrazia. Ma il mostro non perdeva mai i suoi riflessi: schivò e afferrò un candelabro di ferro forgiato. riconobbe Porcellino e incominciò a parlargli in linguaggio umano. con una sola mano non puoi applaudire. Il giovane drago si tenne nascosto sott'acqua per un'ora buona. Il legno ed il metallo Restavano dispersi. balzò su una nuvola e se ne ritornò nella scuderia della locanda. e quando vedrà la situazione in cui ci troviamo non si arrabbierà. Lui è più forte di noi. vidi invece il mostro in una sala e mi trasformai in dama di corte per avvicinarlo. Ma tiriamo avanti. non abbandonarti alla vigliaccheria.

e adesso pretendi di non avermi mai visto e mi tratti da barbaro. "Sono proprio io. Quel giorno fece giuramento davanti al Cielo e scrisse la lettera di suo pugno. Figùrati se mi sarei permesso di insultarti. Sono i sutra la via di perfezione: L'anima originaria aggiunge il Buddha. non ci si può fidare di quel Porcellino: parla come un manovale e vi insulta a ogni passo." "Non credo né che pensi a me né che mi cerchi." "Ma è proprio vero che pensa a te. "cercavo di ingannarti proprio perché tenevo tanto a farti venire con me." "Fratello" rispose Porcellino prosternato. Sai che non ama restare . vedendolo partire. ma soprattutto. Perché avrebbe cambiato idea? E del resto io non posso ritornare. tese il dito nella direzione da cui veniva e incominciò a vituperare Scimmiotto: "Scimmia del cazzo. che bisogno avevi di insultarmi?" "E chi ti insultava. Porcellino temeva ciò che nel frattempo poteva accadere a Tripitaka e continuava a insistere: "Fratello." "La strada è lunga al ritorno quanto all'andata. le scimmie venivano a offrire grappoli d'uva violetti. se mi farai andare di nuovo fuori dei gangheri. non sono soggetto né al cielo né alla terra: perché dovrei rinunciare alla mia libertà per fare il bonzo? Vacci tu. questa volta mi ammazza!" ripeteva Porcellino come se recitasse una litania. ascoltate il seguito: ci troverete tutti i particolari. Camminarono tenendosi per mano fino in vetta alla montagna. senza pensare che Sabbioso sarebbe venuto a cercarmi e il maestro sarebbe rimasto solo. Non mi punire e consentimi di alzarmi per parlare. Te l'ha data la lettera di licenziamento? Fa un po' vedere. Se poi non sapete che trattamento ebbe Porcellino e se riuscì a scamparla. parla prima che sia troppo tardi. perché perdi tempo a prendermi in giro. e prese a inveire contro di lui: "Non sei cambiato. che mi insultavi mentre camminavi qui vicino. gli mise alle calcagna due agili scimmiette con l'incarico di ascoltare i suoi soliloqui. Scimmiotto. e scusa se è poco. per timore di rimediarci un'applicazione del randello. La montagna era bella. fratello? Possa mangiarmi la lingua! Dicevo semplicemente che avrei dovuto informare il maestro che tu non saresti venuto: questo è quanto. signore e padre." La menzione di Guanyin ebbe qualche effetto su Scimmiotto: "Se la metti così non ti picchierò. buono soltanto da battere" si spazientì Scimmiotto. prese per mano Porcellino e gli disse: "Saggio fratello. I diavoli ed i mostri della storia Con i cinque elementi corrispondono. Presso l'ingresso della grotta il grande santo lo aspettava seduto su una roccia." A queste parole il bestione non osò replicare. tutti si assomigliano e si sentono tutti fedeli sudditi del grande santo. per quanto grande sia il mio appetito. fratellino. Non poté far altro che borbottare qualche parola d'addio e rimettersi in cammino. Come ti permetti di venirmi a rendere omaggio prima di essere stato accettato?" "Vergògnati!" grugnì Porcellino. sarà più facile che mi ascolti. il maestro gridò: 'Discepoli!' Ma io non avevo sentito e Sabbioso faceva orecchie da mercante. vieni con me a divertirti un po'.. fratello! Credo che sia la più bella montagna del mondo." "Ma sei qui. salutiamoci qui. Porcellino saltò su e incominciò a tendere il collo da tutte le parti. saggio condiscepolo. non avevo fatto i conti con la tua perspicacia. ma sempre con la testa china e cercando di nascondere il grugno." Mentre assaggiavano. perdonami per riguardo alla pusa Guanyin che risiede di là dal mare. per le orecchie. Ti prego. mangiate qualcosa!" "Mio fratello Porcellino" rispondeva Scimmiotto ridendo "ha un tipo di appetito che non si sazia con la frutta." "Perché non te ne vai in cerca di scritture con il monaco cinese? Scommetto che l'hai offeso e ti sei fatto licenziare anche tu. è lui che mi ha scacciato." "Vuoi farmi fesso? Sai che." "Va bene. ero stanco e schiacciai un pisolino. Lungo la strada." "Fratello" gridò sconvolto Porcellino. saggio condiscepolo." "In questo posto benedetto dal Cielo. e lo sommerse acchiappandolo per i capelli. "perdonami. "Prendete un bastone bello grosso e cominciate ad ammorbidirlo con venti colpi sulle chiappe. il maestro è là che ci aspetta. Le scimmiette corsero a presentarsi a rapporto: "Grande santo. "È la fine. "Ho un bell'essere tornato a casa. caro fratello. per riguardo al nostro maestro. il sole saliva in cielo. ma uno che conoscete bene. Ogni tappa ha la sua prova." "Qui tutti sono scimmie." "A me piace seguire gli usi del paese. dopo il ritorno di Scimmiotto era stata restaurata in breve tempo ed era tornata come nuova. gridavano: "Grande santo. con un codazzo di scimmie. il maestro smontò da cavallo e mi chiese di andare in cerca di elemosine. E allora resti dov'è!" Avanzò di qualche passo e riprese le sue invettive." "Lasciamo perdere il maestro. e io non vorrei far aspettare il maestro. sprofondando nella menzogna. il mio spirito continua a seguire il monaco passo per passo nella ricerca delle scritture." A questo discorso Scimmiotto saltò giù dalla rupe. non ho lettere e non sono stato licenziato." Ma Porcellino rifiutò: "Sei proprio gentile. Non perdiamo altro tempo." "Infatti ci si può campare. Dunque sei un mostro forestiero. Sbrigati a parlare se non vuoi botte. ma non ne vuol sapere. Ma parla sul serio e dimmi tutto. fratello." "E dove vorresti scappare? Ti prenderei anche se ti lasciassi tre giorni di vantaggio. da quello spione che sei." "In questo caso non ti trattengo. sento i re dell'inferno che fanno i conti con i loro assistenti? E te. Porcellino Otto Divieti. qualcosa da rinfacciarti ce l'avrò. Se la tua intenzione è di fare atto di sottomissione. si è ricordato di te. pere profumate. Quando Fraternità si ricongiunge Alla Giustizia." "Ti prego di venirti a distrarre nella Grotta del Sipario Torrenziale." Scimmiotto si arrabbiò e urlò: "Portatemelo qui!" La massa delle scimmie si precipitò sul bestione per riportarlo indietro." "Ti racconterò tutto." "Penso che il nostro maestro sia un uomo buono e giusto. prendi qualcosa come aperitivo. io resto dove sono. "Che cosa fai?" "Guardo da che parte la strada è più larga e adatta a scappare. Le scimmie in massa si erano impadronite del bestione e lo spingevano e tiravano. fratello. Assaggerò volentieri questa frutta. CAPITOLO 31 STORIA D'AMORE ASTRALE IN CUI PORCELLINO SI APPELLA AL SENSO DI GIUSTIZIA DEL RE SCIMMIA.. ai piedi della montagna. poi ti presenti all'appello quando e dove ti viene indicato. vieni almeno a fare un giro dalle nostre parti. Essi salgono Verso la beatitudine a varcare La porta della non-dualità(10). ci pensa sempre" si affrettò a ribadire Porcellino. non avrei dovuto sentirti?" "Ho capito. Poi gli darete altri venti colpi sulla schiena. altro che campare!" Chiacchierarono e risero a lungo scendendo dalla cima. Comunque. per la coda. In effetti dopo tre o quattro li. Da parte mia dovresti dire al monaco cinese di non perdere tempo a pensare a me. che rispondevi subito quando ti si chiamava." "Quel porcellone di Otto Divieti!" esclamò Scimmiotto soffocando dalle risate. ogni luogo il suo tranello. e il resto glielo darò io con la mia sbarra.china rispose: "Non oso accettare l'onore di essere interrogato." "Ragazzi!" gridò Scimmiotto. "Siamo stati fratelli giurati per anni. la vorrai pur dare un'occhiata al paesaggio." "Sei un sacco di segatura. battendo la fronte al suolo. la Legge ritorna Alla sua fonte. "Eccolo. tanto che finirono per strappargli la tunica. Però non sono un barbaro. mentre il monaco cinese è in pericolo?" "Ma no. che noi non valevamo niente in confronto." "Ma tu non vieni?" "E dove dovrei venire? Qui sono libero e sto bene. in una pineta. fratello. tu sei diverso e sei più balordo degli altri. che avevi dieci risposte per ogni domanda che ti si faceva.] Porcellino non poteva saziarsi dello spettacolo che aveva davanti ed esclamava: "Che meraviglia. "Se insisti a non riconoscermi. Non darti il disturbo. ma io sono preoccupato per il maestro che aspetta. E SCIMMIOTTO ABBATTE ALLA FINE IL MOSTRO GRAZIE ALLA SUA SAGGEZZA. se tendo l'orecchio sinistro verso l'alto." E intanto pensava: "Se ammette di riconoscermi. devi seguire le regole: prima consegni la tua carta d'identità e scrivi il nome nel registro. Troncate i sei destini menzogneri Ed al Colpo di Tuono giungerete. quale pericolo? Come ti ho detto. me la pagherai. lui preferisce fare il mostro che il bonzo! Che bel macaco! Avevo le migliori intenzioni di pregarlo di ritornare." "Ma allora perché sei qui?" "Il fatto è che il maestro pensa a te e mi ha mandato a cercarti. ti sarai trasformato in qualche insetto per spiarmi. anche solo per non deluderlo e per non rendere inutile tutto il cammino che ho fatto. Dopo la tua partenza riprendemmo il viaggio e. signore e padre." Il bestione non osò rendersi sgradito con altri rifiuti e lo seguì nella passeggiata. sugose nespole gialle e corbezzoli rossi. In quello stato d'animo mi ha mandato apposta a cercarti." "Non ho offeso nessuno. per ogni singolo pelo. Camminai molto senza trovare nemmeno una capanna. "E come sarebbe andata la cosa?" "Mentre si camminava. visto che vieni da tanto lontano. Il metallo ed il legno Formano giusto frutto uniti insieme A scimmia dello spirito. sento la gente che bisbiglia nel trentatreesimo cielo? E se tendo quello destro verso il basso. [. Dovremmo andare. sei il solito sacco di segatura! Non ti bastava andartene via tranquillamente. Allora il maestro incominciò a dire che tu eri diverso. che eri più sveglio e più intelligente. Triplo legame formano i discepoli." "Allora alza il muso e fatti vedere" rispose Scimmiotto ridendo. tirati su. Questo sarà l'antipasto. il mio muso!" gridò Porcellino tirandosi su. Porcellino si volse indietro. Lo sai che non ho più tempo per divertirmi. Inginocchiati sul bordo della strada." Le scimmie mollarono la presa.

In un prato. ma scoprì il mostro che beveva tutto solo in una sala del palazzo. chiese al maestro di catturare il mostro e di ricondurre la figlia. E questo burino ha l'insolenza di prendermi alla leggera. li afferrò per il ciuffo e. che non è da gentiluomo. Non possiamo combatterlo in città: solleveremmo un polverone e la sconvolgeremmo tutta. andò a corte e trasformò il nostro maestro in una tigre. che il vecchio Scimmiotto era il suo primo discepolo. Poi farai come vorrai. Devo scendere in mare a purificarmi. figlioli! Io ho il compito di proteggere il monaco cinese. messo in fuga. "Ieri. uno sconosciuto ha rapito i principini. Lo cercammo fino all'ingresso della grotta e combattemmo con il mostro." Che bravo re scimmia! Abbassò la nuvola luminosa e ne scese per esplorare i dintorni della grotta. ma tu no. "Dove volete andare? Non fareste meglio a restare qui a darvi bel tempo ancora per qualche anno?" "Ma che cosa dite." Scimmiotto divenne furioso: si mise a saltellare intorno. corsero dalla principessa ad annunciare: "Signora. dove il campo di battaglia è spazioso. Scimmiotto prese per mano Porcellino e montò su una nuvola. ti tieni le mani pulite. il vecchio non sarebbe capace di sottomettere nemmeno una lucertola: perciò toccò a noi di ritornare sul posto a combattere. fratello." Infatti erano i figli che la principessa aveva avuto dal mostro. gridò ai mostriciattoli di farsi da parte e liberò Sabbioso con le sue mani. con Sabbioso. poi ritornerò qui a godermi con voi la verità della natura." Le scimmie. Bada che mio marito non è un tipo comune. Aspettate che abbia accompagnato quel monaco al suo destino e l'abbia riportato nell'Est. un mostro così insolente non lo voglio mancare. Lascialo andare. senza testimoni. Si mutò in fanciulla di corte e cercò di colpirlo durante una danza della spada. ai mostri che avessero aggredito il maestro. quei bambini. "non aprite la mia prigione: quando ritornerà vostro marito se la prenderà con voi. bisogna consolarli e rassicurarli. se li portò via. Lo prese una gran gioia.' Ma lui diede in escandescenze: 'Credi di farmi paura con questo Scimmiotto dei miei stivali? Venga pure. La madre. I bambini terrorizzati si misero a strillare e a piangere. mentre vado a esplorare il terreno di combattimento." "Come lo provocheremo?" chiese Sabbioso. gli romperò le ossa e gli mangerò il cuore." "Che bestia sei! Quando vi lasciai." "Giusto. "Vi porterete sopra la Sala delle Campanelle d'Oro e butterete giù i bambini sui gradini di giada bianca. Non è un modo di incastrarci?" "Se dovesse prendersela con voi. Mi raccomando. combatterete ritirandovi in modo da portarlo qui." Sabbioso prese la rincorsa e balzò sulla rupe. sono ritornato in città durante la notte. che si impadronì di lui. per l'uomo nato fra cielo e terra?" "Lo so. che gli voglio dare una scarica di botte a modo mio. donna volubile?" "Ho ricevuto la mia educazione a palazzo e ricordo la . Intanto. Scimmiotto si avvicinò alle loro spalle. Verrò anch'io. Se vi chiederanno di chi si tratta. Confortati dalla sicurezza che dava loro la presenza di Scimmiotto. fin dal momento che li hai arraffati. tu faresti una brutta fine." La principessa si precipitò all'interno. Mi chiedevo come avrei potuto rendervi il favore." "Lo so. Era invece la residenza del mostro Veste Gialla." "Come sarebbe a dire?" "Io gli avevo detto: 'Mostro. Non era rimasto che il cavallo bianco." "Reverendo. Quando. Sono il primo discepolo del monaco cinese. "la faccenda la conduci tu. È stato il drago a suggerirmi di venirti a cercare. Vieni a soccorrerci!" "Monta su. bestione. Non è che mi ha abbia proprio scacciato: mi ha dato un periodo di licenza per venir qui a vedere come andavano le cose e per prendere un po' di riposo. Io aspetto qui. non ti conosco nemmeno. direte che sono i figli di Veste Gialla e che li ho catturati io. saggio condiscepolo. che liberò il maestro e gli affidò una lettera per i suoi genitori. quando il Novizio disse: "Fermiamoci un momento. Mi è bastato ritornare pochi giorni fra le mie scimmie per riprendere odore di mostro. che lo scorticherò vivo. che ha immensi poteri e abbatte mostri come te con una mano sola. Quando il re ricevette la lettera. fratello. Sarete vittima del suo furore. gli strapperò la carne. invece di restar lì come uno scemo a bocca aperta. fratello. ci è rimasta solo la vergogna." "Principessa" ghignò Scimmiotto. quando provocai quei disordini in Paradiso. Presto giunsero in vista di un tetto dorato che rifletteva i raggi del sole." Alleluia! Al nome di Scimmiotto parve a Sabbioso che ambrosia gli piovesse sulla testa." "E come vi incastro?" "Ai bambini dev'essere già scoppiata la milza dalla paura. Non lo trovò da nessuna parte. Ora ti prego di non dimenticare l'adagio: maestro per un giorno. "qual'è secondo voi il crimine più grande. è un buon piano.seduto a lungo: si mise a passeggiare. fai un buon affare. sanno che Scimmiotto è il suo discepolo. il quale riprese il suo aspetto di drago e partì in cerca del maestro. in cielo e in terra. pochi scherzi! Giù le mani dal maestro! Bada che non ha solo noi come discepoli. comincia con il catturarlo e vendicarti. vi avevo detto e ripetuto di far sapere. il suo primo discepolo è il famoso Scimmiotto il Novizio. Credi che il mostro non se la prenderà con noi? A noi." "Tu non capisci queste cose. Ma adesso c'è questa situazione d'emergenza. ritornammo indietro. E poi." "Hai ragione." "Non fare l'insolente. quando è avvenuto un fatto inatteso." Porcellino comprese che l'intenzione era buona. due fanciulli giocavano a 'disputarsi il nido'. Gettandoli sui gradini li ridurremo in poltiglia. lo taglierò a pezzetti per metterlo nella frittura mista'. Non siate mai trascurati né approssimativi. ma fu invece colpito lui a una gamba da un grosso candelabro. senza perdersi a indagare se erano Pierino o Paolino. Il mio condiscepolo Sabbioso è chiuso nel tuo antro. in breve ritornò all'aperto con il suo randello in mano." "Non c'è tempo. uscì dalla foresta e vide una pagoda con il tetto dorato che prese per un monastero. Bisogna proprio tirarlo fuori da questo pasticcio. come sempre. mentre tu. ha detto che sei buono e giusto. calma. siete il mio benefattore. Tutti. cercando di trattenerlo. per insultarmi così?" "Calma. Scimmiotto Consapevole del Vuoto." "Tu resta qui. e possono morire da un momento all'altro. Stavano completando la traversata dell'oceano orientale. Si precipitò all'aperto scuotendosi il vestito per salutare Scimmiotto: "Cadi proprio dal cielo. per sostituire la sua tenuta da mostro con la tunica di broccato e il grembiule di pelle di tigre. Perciò rispose: "Magari non ti avessi dato retta! È stato proprio il tuo nome a scatenare quel mostro. il maestro aveva trovato una salvatrice: era la terza principessa del re del paese degli Elefanti Sacri. a grattarsi le orecchie e a tormentarsi le guance: "Ma chi è questo stronzo. non hai un'oncia di buona fede. Se invece è troppo magro. trovammo solo il cavallo e i bagagli: il maestro era scomparso. Io mi sono permesso di ripeterle solo per informarti. Ciascuno di voi prenda un bambino. Uno aveva una diecina d'anni e l'altro otto o nove. monaco. me ne ritornerò al mio paese." Scimmiotto lo interruppe: "Basta con le chiacchiere. messi in allarme. mi avete salvato la vita aiutandomi a discolparmi di quella lettera." "Che cosa sapete. Ho trovato il cavallo bianco. Come sai. accettarono i suoi comandi." "Alzati. signore e padre!" gridava spaventata la folla delle scimmie." "Che cosa ci vai a fare? L'orco non sarà in casa. risalirono sulla nuvola e ripresero il viaggio. Perché non mi hai dato retta?" Porcellino rifletté e si disse che da un uomo di guerra si ottiene di più con le provocazioni che con le preghiere. come se sbocciasse la primavera. una specie di volano. Siamo i soldati di un esercito sconfitto. i due se ne andarono con i bambini. Il mostro prese l'aspetto di un distinto letterato. non c'era dio che. rapita dal mostro. I mostriciattoli della grotta. Dopo il bagno. sconvolta. Al maestro piace la gente pulita. Quando il mostro lo saprà. E adesso che cosa vuoi?" "Non ve la prendete con me" rispose sorridendo Scimmiotto. Gliela farò vedere io. mezza parola avresti potuto dirla. padre per la vita. "Grande santo. urlava: "Ehi lassù. fratello! Dio sa se c'era bisogno di te! Aiutaci!" "Benedetto Sabbioso! Quando il maestro recitava il suo incantesimo per stringermi la testa. si sentì il cuore pieno di rugiada. Mi dovevi rendere i bambini in cambio del tuo condiscepolo: io ho fatto la mia parte. invece di marciare verso l'Occidente?" "Non frugare nella piaga. non dovevi proteggere il maestro? Perché stai qui a perder tempo. dove Sabbioso è tenuto prigioniero. ma quando l'avrò catturato e fatto a pezzi. Andiamo!" disse Sabbioso." Il grande santo saltò giù dalla roccia su cui si era accoccolato e si precipitò nella grotta. perché hai rapito i miei figli? Hanno un padre feroce: se gli succede qualcosa. erano cose che diceva questo Veste Gialla. dentro la grotta. come se invece dell'annuncio di un arrivo lo avessero coperto di doni d'oro e di giada. il Novizio. vorrà farla pagare. al vedermi. ma incastri noi. Farai il bagno un'altra volta. "Era tempo di far conoscere i bambini ai loro nonni. "Principessa" diceva Sabbioso. È comparso il vostro condiscepolo Scimmiotto: mi manda lui a liberarvi. La principessa gli disse: "Sei un monaco senza scrupoli. Poi andrete nella città degli Elefanti Sacri a provocare il mostro per portarlo qui. e io ti rendo i bambini. sorvegliate la proprietà e continuate a piantare gli alberi: bisogna aggiungere altri salici e pini. Non riescono più nemmeno a piangere." "Fratello" fece Porcellino ridendo. non lo vorrei stomacare. io fui vinto e scappai a nascondermi nell'erba. Anche Porcellino abbassò la sua nuvola per salutarlo: "Bravo fratellino. e Porcellino lo additò: "Quella è la casa di Veste Gialla. Se capitasse qui. verrà qui di certo. Cinquecento anni fa. mentre Scimmiotto scendeva dalla rupe e si avvicinava alla pagoda. La principessa corse fuori dalla grotta e vide Scimmiotto in cima a una rupe che stringeva i due bambini per il ciuffo e minacciava di lasciarli cadere nel vuoto. Due per uno. non si inchinasse profondamente e non mi trattasse con il titolo di 'grande santo'. per ogni evenienza. È stato il cavallo bianco a consigliarmi di andare in cerca del nostro primo condiscepolo. che avresti dimenticato i torti passati e saresti certo venuto a soccorrere il maestro. comunque. che mi ha informato che il maestro è nei pasticci: Veste Gialla lo ha trasformato in tigre. Ma non avevamo fatto i conti con i grandi poteri del mostro: questa volta toccò a Sabbioso di restare prigioniero. hai tenuto duro!" "Da dove vieni?" chiese Sabbioso inchinandosi. Mentre erano assorti nel gioco. non credere di cavartela!" "E così tu non mi conosci. Li hai spaventati.

ma temevo che i miei genitori mi credessero colpevole di una fuga da casa e che la vicenda non venisse mai chiarita." "Per piacere. povero diavolo sfiancato e sbilenco come un granchio. "lo dice anche il proverbio: marito senza moglie perde della sua casa la padrona. la conversazione con lui posso riprenderla più tardi. Il monaco ha solo due discepoli. Porcellino mi ha detto che avete salvato la vita del nostro maestro e avete mandato una lettera ai vostri genitori: questo dimostra che non li avevate dimenticati. e lo farò ruotare ben bene per vedere di che si tratta. una specie di ciondolo di cinabro interno. La sua partenza da insalutato ospite confermò la nuova opinione generale che il vero mostro fosse lui. Tu sei un essere malefico piovuto da chissà dove per prendermi in giro. ma tutto muscoli. reverendo: come potrei dimenticare i miei genitori? Il fatto è che il mostro mi ha rapito a tradimento. puoi sempre offrire la tua testa: abbi la compiacenza di metterti in posa perché io ci batta sopra. Ecco perché non mi restava che prolungare la mia fragile esistenza.frase dei libri antichi: 'Tremila crimini meritano i cinque castighi. ritornò subito alla sua montagna e corse verso la grotta per capire che cosa stava succedendo. di pugno o bastone che sia. potreste solo crearmi dei problemi." Il bravo mostro non stette nemmeno a congedarsi. a diecine e centinaia? Avessi pur cento mani. pestò i piedi." "Non ero con i due che conosci. In verità sono la peggiore peccatrice che ci sia fra cielo e terra. Alla fine disse: "Le vostre parole sono giuste. non permette che mi allontani. assalito da un'enorme collera. non sapeva dove nascondersi per la vergogna. come potrete farcela?" "A quanto pare non avete occhio per queste cose" replicò Scimmiotto ridendo. Che ne pensate?" "Ma voi cercate la morte! Ieri i vostri condiscepoli. si apprestò a farlo ruotare su se stesso. ma il mostro stava all'erta e subito si slanciò per strapparglielo dalle mani. quando sentì gridare il suo nome. Pietà pei genitori Che tanto hanno penato. dargli il vostro corpo senza pensare a vostro padre e a vostra madre? Se questo non è un crimine contro la pietà filiale." La falsa principessa lo afferrò e cominciò a stropicciarselo qua e là. Il mio maestro." "Sciocchezze! Diecine e centinaia? Anche se fossero migliaia e centinaia di migliaia." Il mostro se ne stava ancora nella Sala della Pace d'Argento a ronfare e smaltire tutto il vino che aveva bevuto." "Tanto peggio!" esclamò il mostro. Scimmiotto. Io invece sono piccolo. E valga in luogo del tè. Ero lontana da loro e non avevo nessuno per inviare notizie. non conoscevi il nome di tuo nonno. Son fuochi di paglia. sposa senza lo sposo è un'infelicità che non perdona. quante sedute di unione di yin e yang sono occorsi per fabbricare questo ciondolo di cinabro interno. non avresti dovuto entrare qui dentro. che pure sono degli omaccioni. Tesoro. "Principessa. Corre all'aperto. comunque. ma lui diceva che doveva presentarli a corte." "Proprio così: "Padre mio che m'avete generato. non vi posso riportare a corte dal re vostro padre. come pensate di fare?" "Penso sia meglio che voi non mi stiate d'attorno. come lo volete chiamare?" La principessa arrossì fino ai capelli. Ma stai attenta a non ruotarlo. "Ha ucciso i miei figli buttandoli dall'alto: e adesso come rendergli la vita? La farò pagar cara a quel monaco. non vi disperate. guarda in su e vede Porcellino e Sabbioso che gridano da una nuvola." La principessa seguì il consiglio e si ritirò in luogo appartato. ma perché è qui Sabbioso? Lo avevo lasciato prigioniero a casa mia: come è scappato? Perché mia moglie avrebbe dovuto lasciarlo andare? E che cosa c'entrano i miei figli? Porcellino avrà architettato un trucco per provocarmi. non sono riusciti a prevalere su mio marito. Intanto Porcellino e Sabbioso portarono i bambini nella città degli Elefanti Sacri e li lasciarono cadere sui gradini di giada bianca. Si fece avanti per prenderla fra le braccia: "Tesoro mio. Sono il tuo nonnetto di cinquecento anni fa. il vostro vecchio Scimmiotto vi garantisce che catturerà il mostro e vi riporterà a corte. non valgono la minestra che mangiano. Non ho più visto nessuno. Qui si levò di bocca un oggetto che aveva le dimensioni di un uovo di gallina. E l'eminente legge del destino lo consegna ora nelle mani del vecchio Scimmiotto. E voi madre che m'avete nutrito. "Rimandiamo di un momento le legnate: guarda pure a tuo agio. se il tuo programma era di fare a botte. Mi accontenterò di farti presente che oggi ti sono venuto a trovare e tu non hai fatto buona accoglienza all'ospite venuto di lontano. quanti anni di prove." "Via. Avrei voluto uccidermi. appunto perché ho l'abitudine di picchiare sodo i mostri che incontro e ne avevo ammazzati un po' troppi. confezionando frottole al riparo del velo di lacrime che gli bagnava gli occhi." E si mise a piangere come una fontana. La faccia gliela spaccherei volentieri. Avreste dovuto rincasare ieri sera! Stamane non eravate qui quando è venuto Porcellino e si è portato via Sabbioso e i nostri bambini. prima di venire a rubare il mio amuleto con l'inganno? Che azione infame. torcendosi per il furore che lo attanagliava. e passerà. mi aveva rimandato a casa per questo motivo. spostano vento e non ripagano la stoffa che occorre per coprirli." "Voi che siete un esperto. Se non gli puoi offrire vino né merenda. E voi. che cos'è accaduto da renderti tanto disperata?" "Oh signore" rispose Scimmiotto. perché altrimenti apparirei nella mia forma originale." "Ma mi ha portato qui di forza. brutto diavolo! Non sai nemmeno riconoscere tuo nonno?" "Eppure questa faccia l'ho già vista da qualche parte" sibilò l'orco. Io lo supplicavo. con le ossa che vi sbucano sotto la pelle. il re scimmia si trasformò con una scossa nella sua copia identica ed entrò nella grotta ad aspettare il mostro. falsa principessa. Poi. non te ne lascerei uno in . da qui non uscirai vivo. Io avrò bisogno di muovermi senza avere intorno troppi sentimenti: un colpo dev'essere un colpo. mi hai anche insultato dietro le spalle." "Sento molto la mancanza dei bambini. si batté il petto e riempì la grotta di singhiozzi violenti e di tragiche lamentazioni." "Vi potete fidare. Come puoi dar retta a quella bestia?" "Non stiamo a discutere. Son qui io. Il mostro si mise a riflettere: "Capisco Porcellino. mi sorveglia continuamente. il re confermò la consegna ai suoi ufficiali di tenere sotto sorveglianza la falsa tigre. ma Scimmiotto lo trattenne con una mano e fece con l'altra un movimento che gli restituì il suo vero aspetto: "Ohé mostro. ho pianto tanto da averne male al cuore. senza parere. signora. "che io e Sabbioso abbiamo portato qui. mentre te la prendevi con il mio maestro? E non è tutto.. proprio da fetente!" "Così non mi riconosci" disse il Novizio. manchi di dignità! Il tuo maestro ti caccia via. E così. Per ogni evenienza. ma ho bevuto troppo e non ho ancora smaltito il vino.. un po' di contegno! Guardami bene: mi conosci?" "Tesoro" bisbigliò il mostro allocchito. Il mostro strabuzzò gli occhi: non l'aveva mai vista così. Come ti senti? Avrò cura di te. Di uno Scimmiotto non ho mai sentito parlare. si produsse in un grande numero di teatro: sbatté le lunghe ciglia. "che cosa ti succede?" "Ma che tesoro. Che cos'hai da dire a tua discolpa?" "E quando ti avrei insultato?" "Me l'ha detto Porcellino. e tu hai ancora il coraggio di mostrarti in giro. Porcellino e Sabbioso. Lo sai che ho al mio servizio mostri grandi e piccoli. Ho un amuleto che devi strofinare dove ti duole. Se non lo abbatto." "Lo so. La corte fu presa dal panico. il mio prestigio ne risentirebbe. "Sono il primo discepolo del monaco cinese e mi chiamo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. D'altronde a corte gli altarini erano stati scoperti. e l'incontro con il grande santo era stato disposto appunto a questo fine. "Certo che lo erano: li ha presi Porcellino. ma siete stata sua moglie per tredici anni. mentre gli ufficiali annunciavano: "Disgrazia! Disgrazia! Due persone sono precipitate dal cielo." "Credete davvero di potercela fare?" "Non avete idea di quanto possa pestare diavoli e mostri. non mi tirate in qualche brutta storia." "Tirati su. voi ritornate a casa e non li vedo con voi: come volete che non mi senta disperata?" "Mi stai dicendo che quelli erano davvero i nostri figli? " esclamò il mostro. In fatto di astuzia e agilità non è facile farla a una scimmia. Vediamo l'amuleto. riducendoli in poltiglia. non può essere. con le ossa a pezzi e il sangue che correva tutto intorno. Per sottrarre l'oggetto a ogni contesa. perché le diciassette compagne della ragazza che egli aveva divorato si erano presentate al re. Come avete potuto accoppiarvi con un mostro.(11) "Il poema spiega che la pietà filiale è la fonte della buona condotta." "Te lo raccomando. Scimmiotto si rallegrò: "Che bell'oggetto! Chissà quanti esercizi di meditazione. Se mi prendessi una rastrellata." "Ti ho visto. padre per la vita. non piangere più. L'orco entrò nella grotta come una folata di vento." "Questi bambini sono i figli del mostro Veste Gialla" proclamò a gran voce Porcellino." Scimmiotto ghignò dentro di sé: "Il maledetto è abbastanza ingenuo da passare alle confessioni senza che occorra la tortura." "Brutto criticone! Non conosci il proverbio: maestro per un giorno. "Dice il proverbio: grande vescica non pesa niente. Gli omaccioni valgono meno della figura che fanno." Il mostro si mise a ridere: "Caro Scimmiotto. non appena si era fatto giorno. che è un uomo molto compassionevole." "Ma che uomo sei. il fondamento del bene. Sarà meglio che prima ritorni a casa e chiarisca questa storia dei bambini. ma non riesco a ricordare. I vostri sentimenti verso di lui potrebbero giocarvi degli scherzi. schizzò intorno tante lacrime peggio di un temporale. Scimmiotto se lo mise in bocca e lo inghiottì. ma nessuno è grave come la mancanza di pietà filiale'. Chi sei? Da dove vieni? Dove hai imboscato mia moglie. Allontanata la principessa." L'orco prese per mano Scimmiotto e lo guidò in un angolo segreto in fondo alla grotta. Il mostro alzò i pugni per colpirlo. quello là! Ha il grugno di maiale e la lingua di megera. e l'altro: l'ostilità fra padre e figlio dura solo una notte? Credevi che potessi restare con le mani in mano. Era destino che il suo matrimonio avesse fine. per riferirgli l'accaduto. Allora vi troverete un buon partito e potrete vegliare sui vostri genitori finché saranno in vita. piccolo piombo pesa un accidente.

Qui la difesa si dimostra forte. astro del lupo e del bosco.piedi. Quindi oggi è il tredicesimo giorno di assenza. "non ci sono ostacoli ad andarcene. Nel Paese degli Elefanti Sacri ho combattuto con un mostro che aveva attaccato il mio maestro dopo aver sedotto una principessa. il randello Scaccia e disperde nubi colorate. Se fossimo stati capaci di farlo da soli. Tao. "voi che eravate un bravo monaco. Spalanca l'uno i suoi occhi di fuoco. detto livellamento del grande mezzo. me ne ritorno a casa. "È sempre il solito rustico. quante finte. che corrispondono a tredici anni sulla terra. Fece una gran riverenza e ringraziò le altre divinità della pena che si erano data. senza combinare guai" replicò l'Imperatore di Giada. Anch'io. Ai magici poteri del gran santo Il mostro oppone forza non comune. ma non trovò niente: "Ragazzo mio. "il merito è tutto degli immensi poteri del reverendo Scimmiotto. "Vostra maestà" rispose Kui prosternandosi. dissimulato fra i suoi vapori. Si ordinò di procedere all'appello delle varie categorie di divinità: i nove luminari. Ge. Scimmiotto deviò la lama con un impercettibile movimento. "Come sa controllare gli attacchi del mio randello! Aspetta un po': ti servirò una finta. quando si udirono dall'alto le voci di Porcellino e di Sabbioso che gridavano: "Fratello. "gli antichi dicevano: non per amor del monaco. Scimmiotto fu soddisfatto delle disposizioni adottate. perché rompi sempre le scatole al vecchio Scimmiotto. "piantala di stuzzicarlo!" "Tu ficchi il grugno dappertutto. Il grande santo gli sbarrò la strada all'ingresso del Cielo e voleva colpirlo di nuovo." Dopo avere ringraziato Scimmiotto. Essa pensò di prendere forma umana e scese per prima nel mondo di Sotto. Scimmiotto. Non ero venuto per loro. mi dovevo vendicare del mostro perché mi aveva insultato. come Zhang. "Kui. Deng e Xin si scansarono precipitosamente addossandosi ai pilastri. Là l'attacco è diretto a dominare. quella scimmia" commentarono ridendo i precettori. "Eppure ai miei occhi non sfugge nulla. e subito si ritrovò in città. che avvengono ogni tre giorni." Scimmiotto gli tese le mani per aiutarlo a rialzarsi: "Se me lo chiedi così. Se non c'è niente. Poi si unì alle sorelle e tutti i funzionari vennero a renderle omaggio. In breve non rimase che il vecchio mostro. e diede ordine al dipartimento competente di provvedere a ricondurre il latitante nel mondo di Sopra. o di aggravare la pena in caso contrario. e non è cosa da poco. L'altro dimostra agilità felina. Per eseguire l'ordine imperiale le ventisette costellazioni uscirono dal Cielo. Le stava raccontando dell'avatara del mostro. Quante parate a protegger la testa! L'espressione dell'un cambia col vento. con riserva di reintegrarlo nelle sue funzioni se avesse servito con merito. mentre la sbarra cerchiata d'oro scintillò moltiplicandosi per tre. quando occorre cavarlo dai pasticci? Come avevo detto. cercò nei bagagli la ciotola d'oro delle elemosine. "È già mancato a quattro appelli ordinari. "Kui. Agli occhi di tutti conservava quell'aspetto. destinandolo come fuochista al servizio di Lao Zi. In seguito al rapporto che ho presentato all'Imperatore di Giada. Quanti attacchi fulminei. salvalo. mentre Scimmiotto andava e veniva senza ostacolo. e li seguì nel mondo di Sopra." "Che specie di mostro era questo Veste Gialla?" chiese il re. L'affatturato Tripitaka aveva qualche percezione di ciò che gli accadeva intorno. dove siamo rimasti uniti per tredici anni. Egli andò difilato alla Sala della Luce Penetrante. si prosternò ai piedi dei gradini del trono e riconobbe la sua colpa. Egli si nascondeva in un torrente di montagna. Liu. Si conforma la sciabola ai sei foderi. mi trasformai in mostro su una celebre montagna. "Vedi il maledetto!" si diceva Scimmiotto con segreto piacere. Sarebbe questo il modo?" "Fratello" intervenne Porcellino." La principessa sentì per un istante il vento che le sibilava nelle orecchie. "Noi gli abbiamo catturato il mostro e lui se la cava con una riverenza. la rapii e la tenni nella mia residenza. Mi desiderava. ma per te. perciò dev'essere uno spirito celeste. senza osare di contrastargli il passaggio. lascia anche a noi qualche mostro da menare!" "Qui di mostri non ce ne sono più. sulla porta." "In questo caso" disse Sabbioso. recitando gli opportuni incantesimi." Il mostro gridò il segnale d'allarme. ma non poteva muoversi. come se percorresse un posto deserto. né aprire gli occhi o la bocca. fra brume e nuvole." Balzò su una nuvola per scrutare l'orizzonte." "Tredici giorni in cielo sono tredici anni sulla terra" ricordò l'Imperatore di Giada. La battaglia si spostò sulla montagna. o un'aquila nel pollaio. dove i funzionari avevano fatto portare la gabbia di ferro e tolte le catene alla falsa tigre. "Se Veste Gialla è stato sconfitto e io salvata" disse la principessa a suo padre. veloce come una stella filante. Segue la sbarra le tre strategie. Xu e Qiu gli chiesero subito: "A che cosa dobbiamo la visita del grande santo?" "Sapete che sono addetto alla protezione del monaco cinese. ma le costellazioni riuscirono a trattenerlo e condussero il colpevole davanti all'Imperatore di Giada. e voglio proprio vedere se conosci questo colpo. compiaciuto di quella efficienza. Sono stati i loro pensieri profani a farli cadere fra gli uomini. sei segretamente fuggito. Dopo una cinquantina di scontri. assestando una potente randellata sulla testa dell'orco. dove salutò il re suo padre e la regina sua madre. dove i quattro grandi precettori celesti Zhang. La loro unione era destinata dalle loro vite anteriori. Nessuno avrebbe osato mancare all'appello. Il grande santo ritornò alla Grotta della Luna Marina a cercare la principessa. o qualche altra porcheria." Porcellino si precipitò alla locanda. l'astro del lupo e del bosco. Il mostro non capì la mossa: vide il vuoto nella difesa e si gettò avanti per colpire con la sciabola. e non ci sei più. L'astro tolse la placca d'oro dalla sua cintura. vuol dire che sei scappato. La verifica proseguì oltre il palazzo dell'Orsa maggiore: si contarono ventisette delle ventotto case. A vederlo con la sbarra in pugno le guardie furono prese dal panico: Pang. Osò sporgere la testa solo quando udì gli incantesimi dei colleghi. Durante lo scontro è scomparso senza lasciar traccia. ma io non osai contaminare il sacro territorio del palazzo celeste." L'Imperatore di Giada decretò che fosse privato della placca d'oro e lo bandì nel Paradiso dei Beati. gli dèi della via lattea. "Maestro" gli disse Scimmiotto ridendo. è risultato che questo Kui era assente da tredici giorni. Era una fanciulla di giada della Sala Piena di Profumi. Dal momento che sei qui. per non tradire l'impegno. Questi recitò una formula e spruzzò l'acqua sul capo della belva: si ruppe . Ma se fossi morto. I tre la condussero alla Sala delle Campanelle d'Oro. impugnò a due mani il suo randello e gridò: "Trasformazione!" Gli crebbero subito tre teste e sei braccia. "Da quanto tempo manca? " chiese l'Imperatore di Giada. non dev'essere un mostro ordinario. Gou e Bi. ma Scimmiotto vedeva benissimo che era un uomo. L'altro non mostra mai emozione alcuna. invece di godere l'infinito spettacolo del mondo di Sopra. Ferocia con ferocia. Poveri piccoli mostri! Le loro testoline si spappolavano al primo tocco e gettavano una quantità di sangue. I colleghi del suo dipartimento sono andati a ricuperarlo ed egli è stato esiliato nel Paradiso dei Beati. Come ha potuto scomparire così? Credo di capire: il mostro diceva di avermi già visto da qualche parte. è disceso sulla terra" concludeva il rapporto dei precettori. ora che l'ho fatto." "Fratello maggiore" supplicò Sabbioso inginocchiandosi. come potrei dire di no? Portatemi un po' d'acqua. i dodici rami. Scomparve e basta. Sono venuto appunto per verificare se qualche creatura del cielo ha abbandonato il suo posto. I recinti della grotta furono subito ermeticamente chiusi e barricati. Perché?" chiese l'Imperatore di Giada. Contro il randello di ferro forgiato S'alza la spada di acciaio temprato. gli fece segno con la mano: "Vediamocela fra noi." Il mostro lo inseguì con la sciabola levata per fendergli la testa." Il bravo re scimmia alzò la sbarra a due mani. La principessa reale del Paese degli Elefanti Sacri non è una comune mortale. Roteando braccia e sbarre si gettò sulla folla come una tigre in un gregge di montoni. tutte le truppe si armarono e corsero al posto di combattimento. che gli correva dietro coprendolo di insulti: "Scimmia maledetta. "Il genero di vostra maestà" rispose Scimmiotto "è la costellazione Kui del mondo di Sopra. come avete potuto ridurvi in questo brutto stato? Mi avete cacciato via perché mi comportavo male. i cinque orienti. e vostra figlia è in realtà una fanciulla di giada del servizio dell'incenso. ma per riguardo al Buddha. il grande santo raggiunse con una capriola la porta sud del Cielo. nella figura detta osservare il cavallo dall'alto. Scimmiotto guardò intorno da tutte le parti. non ti avremmo chiesto di venire da tanto lontano." Deciso a metter subito le cose in chiaro. ma non si vedevano movimenti in alcuna delle quattro direzioni. Visto che sei il suo discepolo preferito. Così ho liberato la vostra benamata figlia. ti prego. Mancava solo la stella Kui. Questa lotta Fino all'ultimo sangue fu ingaggiata. "perdonate al vostro servitore questo crimine che merita la morte. Non v'è sospiro o fiato che non sia predestinato: oggi l'impresa del grande santo Scimmiotto mi riconduce alla vostra presenza. i quattro fiumi. dove avrà modo di riscattarsi. mentre voi volevate darvi tutto al bene. ed eseguì la figura detta rubar pesche sotto le foglie." "Mi sembra già una fortuna che esca di qui pacificamente." I precettori si recarono subito a rapporto nella Sala delle Nubi Misteriose. Riportiamo a corte la principessa con la magia della contrazione del terreno. ma uno spirito celeste. la riempì d'acqua e la portò a Scimmiotto. avresti lasciato in terra del sangue. il re propose: "Perché non andiamo a vedere il vostro Maestro?" I tre discepoli entrarono nella Sala del Tesoro. i cinque picchi. mentre Scimmiotto lo fronteggiava con la sua sbarra. sei proprio una disgrazia! Perché vieni a schernire la gente a casa sua?" Scimmiotto. La lama i nembi illumina. sei un cattivo incassatore: una botta. l'esito era ancora incerto. che scomparve senza lasciar traccia.

Dopo avere approfittato della regia bontà. Chi non ha subito il dolore dei dolori. maestro. a elencarle tutte. Mi chiedo: quando mai Si giungerà alla fine del cammino?" Scimmiotto si mise a ridere: "Se aspirate al riposo. Pago del suo destino. Il racconto ha riferito come fu che il monaco cinese riprese Scimmiotto al suo servizio." Tripitaka si dovette accontentare di dominare la propria inquietudine. che vi diede il bonzo del Nido dei Corvi. il tempo in cui Il salice risplende come seta Cangiante nella brezza. ti devo tutto. Questa volta speriamo di arrivare presto alla meta. Maestro e discepoli iniziarono l'ascesa della montagna. agitare le campanelle d'argento e stimolare il drago di giada. da dove vieni?" Sabbioso gli raccontò i fatti per filo e per segno. e dove le vorresti imprigionare?" "Se sono diavoli celesti. i fantasmi del re Yama." "Maestro" replicò Scimmiotto." A queste parole il boscaiolo scoppiò in una risata: "Sei un bel matto di bonzo!" "Dico sul serio. Io sono venuto ad avvertirvi del pericolo con le migliori intenzioni. tutte le cose si svuoteranno: allora avrete tutto il riposo che vorrete. Vive libero Ed è dalle Tre Stelle benedetto. I draghi sono di competenza del sovrano degli oceani. maestro e discepoli si congedarono per rimettersi in cammino verso l'Occidente. in casa sua Non entrano né gloria né vergogna." Anche il re rinnovò i suoi ringraziamenti ai pellegrini e offrì loro un grande banchetto vegetariano. sono venuto a chiedervi qualche notizia più precisa. mi basterebbe che rinunciaste a recitare quella cosa che sapete. finché vi accompagna il vecchio Scimmiotto voi siete al sicuro. Il boscaiolo Tagliava legna secca sul pendio. Vede venire un monaco da oriente. Avevano superato tante tappe che. "chi ha lasciato la sua famiglia non deve parlare come chi vi è rimasto. le diecimila cause cesseranno di agire. "Aspettate che senta che cosa si può cavare da lui. Ora ho passato fiumi senza nome. fra sete e broccati. ma mi serve saperlo per farli arrestare dal dio della montagna e dalla divinità locale. Da quanto tempo sono qui. Se in fin dei conti non sapete che altro gli capitò. Chi di voi ha il coraggio di andargli a chiedere informazioni più precise?" "Rassicuratevi. aprì gli occhi. È giunta nella corte posteriore Una coppia di rondini. Io conosco tutti e posso far spiccare un ordine di cattura urgente in qualsiasi momento. Si vede Sullo scosceso fianco della rupe Camminare la tigre di montagna Agitando la coda. Fu così che Il sovrano ritrova sicurezza nel suo regno. se non un parente. né quando raggiunse il Paradiso dell'Ovest. Ritornava la primavera. agl'inferi. Ma bisogna innanzitutto spazzar via le impurità dal cuore. e se non un alleato. Intorno gli alberi Infoltiscono e allargano le chiome Schiudendo ovunque fiori profumati. e tu vuoi farmene una colpa." "Lasciamo perdere" replicò ridendo Scimmiotto. [. quando incontrarono di nuovo una montagna sul loro cammino. non sono matto. Ricordate il Sutra del Cuore.] Il reverendo tirava le redini per sostare a osservare la ripida salita. se sono creature ctonie. come penseresti di farli arrestare?" "A sentire le balle che racconti per spaventarci e per magnificarli. perché vi teniate in guardia. ascoltate il seguito. il racconto non finirebbe mai. Da allora maestro e discepolo camminavano insieme verso occidente. Tiene in mano un'ascia D'acciaio lustro e trasporta la legna Sul bilanciere. Che aspetto aveva? Un vecchio feltro azzurro sulla testa. E ricordate anche questo: Libera il tuo cuore da ogni ostacolo! Senza ostacoli. Quelli dell'Ovest vanno consegnati al Buddha. che si nutrono dei viaggiatori come voi. L'immagine dorata nel Paese Degli Avvoltoi. attenzione!" disse Tripitaka." A queste parole sembrò a Tripitaka che le sue anime lasciassero il corpo. Quello là sul cavallo è il nostro maestro." Il boscaiolo sogghignò beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia. Non abbiate timore. quelli del Nord a Zhenwu. quelli del Sud alla Virtù del Fuoco. Passando in giro le coppe ricolme. CAPITOLO 32 SUL MONTE CIMA PIATTA SUL MONTE CIMA PIATTA IL PROTETTORE FORNISCE ALCUNE INFORMAZIONI. Posata l'ascia esce fuori dal bosco E a lunghi passi sale sulla roccia. Chiamò in fretta i suoi discepoli: "Avete sentito quel boscaiolo? Annuncia diavoli crudeli e mostri feroci sulla montagna. quelli dell'Est ai santi." Il bravo Scimmiotto si arrampicò lesto sulla rupe e si rivolse al boscaiolo con uno stentoreo: "Fratello maggiore!" accompagnato da un breve saluto a mani giunte. ma tu come puoi avere l'audacia di catturarle. questi diavoli e mostri? Son gente navigata o pivelli? Scusate il disturbo. la bianchezza di giada Della sua fronte nell'oscuro stupa. Per lui primavera Dura per l'anno intero. coltri di nebbia più fitte Della notte. lavare le orecchie dalla polvere. quando vide un boscaiolo ritto su una rupe. maestro" rispose Scimmiotto. "Ecco un'alta montagna: corriamo il rischio di essere ostacolati da tigri e lupi. "Per convincermi del vostro amore e della vostra generosità. Mettiamo che io sappia dove si nascondono queste creature malefiche. perlomeno un amico. Le feste Celebran la stagione.l'incantesimo e l'effluvio della tigre si dissipò. che era molto scoscesa. Ogni categoria ha il suo territorio e il suo oriente. Il Reverendo riprese la sua forma. E il monaco riprende il cammino del suo impegno. un alleato. "Discepoli. Non datevi pensiero di qualche meschina tigre o lupo che possiamo incontrare. "Hai proprio perso la bussola. Quando ritorneremo nell'Est.. una persona piuttosto paurosa. riconobbe Scimmiotto e gli afferrò le mani: "Consapevole del Vuoto. Gridò a Tripitaka: "Ehi voi. reverendo che andate verso occidente. dovesse pure sprofondare il cielo. fermatevi un momento! Devo avvertirvi di una cosa: su questa montagna si trova una banda di diavoli crudeli e di mostri feroci. Tripitaka manifestò infinita gratitudine: "Mio saggio discepolo. e il re li accompagnò per un bel pezzo con i suoi funzionari. Tremava tanto da faticare a restare in sella.. li consegno all'Imperatore di Giada. Visto che lo avete avvertito di presenze pericolose sulla montagna." "Se dici sul serio. L'uomo domandò: "Reverendo. Giù nel burrone serpeggia il torrente In fragorosi vortici. anche di notte. Era trascorso parecchio tempo da quando avevano salvato la principessa del Paese degli Elefanti Sacri e la folla dei cortigiani li aveva accompagnati per un tratto fuori della città. PRESSO LA CAVERNA DEI FIOR DI LOTO PORCELLINO SI TROVA ESPOSTO ALLA SFORTUNA. Si fa musica Con corde e fiati. è una meta che non vi potrà sfuggire. si erano fermati solo quanto era indispensabile per il cibo e per il sonno. L'abito rozzo di bigello nero: Povera protezione contro il sole Ed il maltempo." Il reverendo trattenne il cavallo tirando le redini e disse: "Mentre partivo da Chang'an pensavo Soltanto che avrei visto il Buddha in viso. Anche il maestro e i discepoli si godevano la primavera. non conoscerà la paura. Che montagna! I picchi aguzzi sulla lunga cresta. segnalerò nel mio rapporto al sovrano dei Tang che il più meritevole sei tu. per qual motivo siete venuti da queste parti?" "Siamo inviati dalle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. lontano dalle illusioni e dai sogni che turbano. Quando avrete adempiuto il vostro compito meritorio. Montagne che nessuno aveva mai Scalato. devi essere un loro parente. non può divenire l'uomo degli uomini. allentare le redini." "Sei matto e basta!" replicò il boscaiolo continuando a ridere. incanti e aspersioni di acqua .

Tanto vale tenergliele nascoste ed evitare di inquietarlo. "Come mai non vediamo più quel boscaiolo che ci ha avvertito?" si inquietò Tripitaka. senza scoprire la minima traccia. Se unendo forze e menti riuscite ad aprire un passaggio e a farmi superare la montagna. "scusatemi se ho tardato a portarvi l'informazione. devo andare in giro." "Che bella coincidenza! Chissà come faranno. Si lanciò all'inseguimento gridando: "Brutto villano! Se avevi qualcosa da dirmi." "Per badare al maestro. sarai battuto. Giunse in un attimo davanti al cavallo: "Maestro. Camminava a gran passi. Al vederlo. se vuol mangiare. "Primo. È l'insetto più piccolo. Dice che i mostri sono molto feroci e che è difficile passare." "Ma no. "Però non so in che cosa consista badare al maestro." L'astuto Scimmiotto si stropiccia gli occhi sino a farli lacrimare. "Vediamo fantasmi in pieno giorno. Dice il proverbio: sai quanto è fonda la palude solo quando ti ci sei infangato. Sul monte c'è una Grotta dei Fior di Loto e lì dentro stanno due capi diavoli con piani di battaglia e ritratti: hanno il nome e cognome di tutti voi. chi crederà che sono un santo monaco in cerca di scritture? Si dirà invece che ho l'aria di un bel porcello. Ma vedo che voi siete dotato di un'astuzia superiore. Ma se devo andare a mendicare nei villaggi. sano e dell'età giusta." Scimmiotto promise. È proprio vero che quei mostri hanno grandi poteri e praticano trasformazioni di ogni genere. ma gente che viene dalla Cina. Credete che oserebbe azzuffarsi con i mostri? Sarà andato a nascondersi per un po' da qualche parte." "Non sto perdendo tempo a burlarmi di lui: il senso del mio sogghigno è un altro. toccherà a me di darmi da fare." "Fratello. vi lascerebbero passare. se dimagrisce. Se non mi credete. Anche se voi poteste disporre del pilastro di giada che sostiene il cielo o del ponte d'oro che scavalca gli oceani. Bisogna inventare qualcosa per stimolarlo. Altro che Paradiso dell'Ovest!" Il reverendo sentiva questi discorsi dall'alto del suo cavallo: "Stupido! Perché dici queste sciocchezze. sarai battuto." Scimmiotto aveva inscenato la commedia appunto per farsi dire queste parole. Rimettiamoci in cammino. non li hai mai visti. Ma mostri così feroci. Se un mostro riesce a rapirlo. "Aspettate che do un'occhiata. o pattugliare la montagna. io starò ancora a dimenarmi quando arriveranno alle ossa del bacino." Scimmiotto mandò cordialmente al diavolo il protettore. Preferisci che vada in giro stando seduto." "Hai ragione. Se non ha tutto il cibo che gli serve. che staranno a perdere tanto tempo? Appena catturato e legato. e d'altronde il maestro è parziale nei suoi confronti." "Badare al maestro: se il maestro fa i suoi bisogni. non sentirò più niente. A quanto pare abita da queste parti un paio di esseri malefici. purché non gli giochi brutti tiri." Ma ripensandoci concluse: "È un tal pigro! Non è facile smuoverlo. il nostro informatore era il protettore del giorno. otterremo il giusto frutto dei nostri sforzi. maestro. "Vada per vigilare e sostenerlo. sostenerlo.beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia. discepolo. bonzo. non ne avremo nemmeno mezza e sarà meglio lasciar perdere. il boscaiolo scomparve." "Maestro. sarà abbastanza divertente. proteggerlo era l'unica cosa che gli stesse a cuore. Ma ci sono anche Porcellino e Sabbioso: usali a tuo giudizio." Caro grande santo! Aguzzò gli occhi di fuoco dalle pupille d'oro e percorse con lo sguardo il paesaggio fino alle cime più lontane. sarà ritornato nella foresta a tagliar legna" replicò Scimmiotto." "In che cosa consiste?" "Inoltrarsi per i sentieri e negli anfratti. ma quando alzò gli occhi verso il cielo. Mal che vada. troppo difficile!" esclamò sgomento Porcellino. solo gelosie. che succede? Che cosa ti preoccupa? A vederti con quella faccia piangente. che cosa cavolo vuoi che faccia?" chiese effettivamente il bestione. Non mi immischiare. non ce la facciamo ad andare avanti. ma la gente del posto ne ha una paura esagerata. devi pattugliare la montagna. Se veniste da un'altra parte." "Tu credi. si mise in spalla il rastrello e si avviò bravamente a esplorare. e per esempio vedere come se la cava Porcellino? Se vince uno scontro. e i meriti li acquisterò io. Se invece incominciano dai piedi. e comunque mi potrò assicurare della sincerità della sua devozione al Buddha. Una differenza c'è. sarai battuto. localizzare passaggi e grotte." "Che differenza fa?" "Si vede proprio che non hai mai provato. Non è forse peggio della peste e del colera?" "E allora pattuglia la montagna. Se mi mangiano la testa al primo boccone. in modo da conoscere il percorso che ci accingiamo ad affrontare." "Come ho detto. a vedere che ne è stato di mia moglie. perderete ogni possibilità di raggiungere mai il Paradiso dell'Ovest. giusto per scacciare un fantasma o esorcizzare un diavolo qualsiasi. o che stia seduto andando in giro?" "Basterebbe che tu facessi bene una delle due cose. Spiegami di che si tratta. mi fai paura. si allontanò sul pendio e con una scossa si trasformò in un insetto jiaoliao. Sono qui io: non c'è da aver paura. secondo. Scimmiotto non poté trattenere un sogghigno. e non stanno nella pelle dalla voglia di mangiare il monaco cinese. potrò sempre andare a liberarlo. Sarà meglio che aspettiamo giorni migliori. se vuole camminare." "Fratello" replicò Porcellino. molto meno. mi rovesceranno per terra e mi porteranno a casa loro. Il cavallo bianco lo vendiamo per comprare una bella bara per il maestro. scoprì su una nuvola il protettore del giorno. e in quello stato va incontro al maestro. Che va sfiorando i giunchi più veloce Di una stella filante e ronza lieve." "Non è un problema. "Non vedete con quale faccia ritorna Scimmiotto? È uno che non teme né ferro né fuoco. per guardarti le spalle o per secondarti. dove finirò scannato e messo sotto sale a stagionare per l'anno nuovo. lasciamo perdere e separiamoci. ma conservò le sue parole scolpite nella mente. dividiamo tutta questa roba fra noi due!" "E perché dovremmo?" "Dividi! Tu torni a fare il mostro nel Fiume delle Sabbie Mobili e io me ne vado al villaggio del vecchio Gao. fiero e pieno di brio. salvo un po' di afa da sopportare durante la cottura. Porcellino grida subito: "Sabbioso. Il tuo vecchio Porcellino andrà a pattugliare. molla i bagagli. Mentre ritornava verso i compagni rifletteva: "Se riferisco fedelmente al maestro le parole del protettore. quante sono. Il reverendo lo rimproverò: "Scimmia malvagia! Siete fratelli e condiscepoli. magari." "Questo è meglio di tutto" commentò Scimmiotto ridendo. qualunque altra cosa gli venga in mente di fare. si può anche stargli alle costole e portarlo in groppa." "No. di qui non passa di sicuro. "se è così difficile andare avanti. non riuscireste a far passare il monaco cinese senza provare qualche vertigine." "Lascia stare le gigionate! Questi mostri dispongono di cinque presìdi e di grandissimi poteri. che cosa fanno). ma temo di restar solo e che le mie forze non bastino. Hai un bell'essere ferro. se invece lo catturano. non senza spaventarsi del suo impeto aggressivo." "E che cos'hanno di tanto cattivo?" "Questa catena di montagne si estende per seicento li e si chiama Cima Piatta. vigilare nei dintorni. credimi. se occorre. Perciò asciugò subito le lacrime: "Per attraversare la montagna. Se non mi dà retta." "Aspetta. Se uno così piange e si spaventa. ti cuoceranno al vapore e ti inghiottiranno senza nemmeno sputare le ossa. abili parole e false espressioni(12). Lo dicono anche i trattati di arte militare: non affrontare il nemico che abbia forze più numerose. Se invece prima mi rosicchiano i piedi e poi mi masticano i polpacci. la fornace farà di te un mazzo di chiodi. Fai conto che finisca per terra sette od ottocento volte l'anno: che differenza vuoi che facciano tre o quattro volte di più?" Che bravo Scimmiotto! Non si spaventò affatto e piantò in asso il boscaiolo ritornando di corsa da Tripitaka. si intrufola sotto terra. bisogna che Porcellino mi dia retta in due cose: allora avremo una probabilità su tre di farcela. . si fa il bagno nell'olio bollente. perché dici queste parole scoraggianti?" "Io sono sempre pronto a fare meglio che posso. "Non ci sarà proprio nessun inconveniente. Non ce la faremo mai a proseguire." Il reverendo tremava dalla paura: "Ora che siamo a metà strada. D'altronde la montagna è troppo alta." Il bestione rimboccò la veste." "Quante vertigini potranno essere?" "Diciamo che per tre o quattro volte finirai per terra. non ci sono dubbi su quanto sia pericolosa la montagna e temibili i mostri. dove si nasconde Ad ogni sguardo. lasciate che lo vada a sorvegliare: se incontrasse guai lo potrò aiutare. devo mettermi seduto qui dov'è lui. Non converrebbe mettere in gioco anche gli altri. la strada troppo ripida. State attento. devi badare al maestro. chiediamo spiegazioni. Vedrete: Porcellino non andrà a esplorare la montagna. e precisamente dalla corte dei Tang." "E tu come lo sai?" "Non è che lo sappia: vedo e valuto." "Come faranno che cosa?" "Se incominciano a mangiare dalla testa. e ritornerà a raccontarci frottole. perché non lo hai fatto francamente. "La nostra fortuna è in ribasso" commentò Porcellino." Tripitaka calmò le sue apprensioni ma. Guardatelo: Ali leggere portano nel vento Quell'essere affilato come un ago. Ama il riposo In fondo ai bo