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Sections

  • CAPITOLO 23 ARTI DI SEDUZIONE DI UNA VEDOVA
  • CAPITOLO 24 UNA COPPIA DI RAGAZZINI IMMORTALI
  • CAPITOLO 25 IL GINSENG SRADICATO
  • CAPITOLO 26 AFFANNOSA RICERCA DI UN RIMEDIO
  • CAPITOLO 27 TRUCCHI DELLA SIGNORA DAL BIANCO SCHELETRO
  • CAPITOLO 28 RITORNO A CASA
  • CAPITOLO 29 ALLA CORTE DEL RE DEGLI ELEFANTI SACRI
  • CAPITOLO 30 TALENTI E PRODEZZE DEL CAVALLO
  • CAPITOLO 31 STORIA D'AMORE ASTRALE
  • CAPITOLO 32 SUL MONTE CIMA PIATTA
  • CAPITOLO 33 IL CIELO IN PRESTITO
  • CAPITOLO 34 INVITO A PRANZO DI UN'ORCHESSA
  • CAPITOLO 35 SCIMMIOTTO E I SUOI FRATELLI
  • CAPITOLO 36 STILI DIPLOMATICI A CONFRONTO
  • CAPITOLO 37 NOTTE DI FANTASMI
  • CAPITOLO 38 SPEDIZIONE IN FONDO AL POZZO
  • CAPITOLO 39 IL CINABRO 'RICHIAMO DELL'ANIMA'
  • CAPITOLO 40 FURFANTERIE DI BIMBO ROSSO
  • CAPITOLO 41 IL TERRIBILE FUOCO DEL SAMÂDHI
  • CAPITOLO 42 IL TRONO DI LOTO
  • CAPITOLO 43 COCCODRILLO NELL'ACQUA NERA
  • CAPITOLO 44 BUDDISTI IN SCHIAVITÚ
  • CAPITOLO 45 L'ACQUA BENEDETTA
  • CAPITOLO 46 GARE DI MAGIA
  • CAPITOLO 47 BAMBINI DA SALVARE
  • CAPITOLO 48 MAGICA GELATA
  • CAPITOLO 49 GUANYIN IN TENUTA DI CASA
  • CAPITOLO 50 IL PALAZZO DEI FANTASMI
  • CAPITOLO 51 NUDO COME UN VERME
  • CAPITOLO 52 CAUTELE DIPLOMATICHE
  • CAPITOLO 53 GRAVIDANZA DI TRIPITAKA
  • CAPITOLO 54 TENTAZIONI REGALI
  • CAPITOLO 55 LO SCORPIONE INNAMORATO
  • CAPITOLO 56 INCONTRO CON I BRIGANTI
  • CAPITOLO 57 LA FALSA SPEDIZIONE IN OCCIDENTE
  • CAPITOLO 58 UNA LEZIONE DI ZOOLOGIA COSMICA
  • CAPITOLO 59 I MONTI DI FUOCO
  • CAPITOLO 61 IL GRAN TORO ACCERCHIATO
  • CAPITOLO 62 LA PAGODA PROFANATA
  • CAPITOLO 63 UN MOSTRO A NOVE TESTE
  • CAPITOLO 64 POESIA SILVESTRE
  • CAPITOLO 65 UN PARADISO MALEFICO
  • CAPITOLO 66 COMMERCIO DI MELONI
  • CAPITOLO 67 IL SENTIERO DEI CACHI MARCI
  • CAPITOLO 68 A PASSEGGIO PER ACQUISTI
  • CAPITOLO 69 SCIMMIOTTO MEDICO
  • CAPITOLO 70 LA REGINA URTICANTE
  • CAPITOLO 71 UN CANE LUPO DI PELO GIALLO
  • CAPITOLO 72 LE FANCIULLE RAGNO
  • CAPITOLO 73 LA SCOLOPENDRA, GRANDE DISTILLATRICE DI VELENI
  • CAPITOLO 74 SCIMMIOTTO INCONTRA GLI SFONDAVENTO
  • CAPITOLO 75 ALLEGRO SOGGIORNO NEL VENTRE DEL LEONE
  • CAPITOLO 76 VIAGGIO ALLA CITTÀ DEI MOSTRI
  • CAPITOLO 77 LA PIÚ PRESTIGIOSA DELLE SPEDIZIONI DI SOCCORSO

CAPITOLO 78 L'ELISIR DI CUORE DI BAMBINO OVE, PER COMPASSIONE DEI FANCIULLI DEL PAESE DI BHIKSU, SI FA APPELLO AGLI DÈI NASCOSTI; E NEL PALAZZO REALE SI SMASCHERA UN DIAVOLO CHE DISCORRE DELLA VIA E DELLA VIRTÚ. Sempre un solo pensiero agita i diavoli: Nessuna contrizione li mortifica. Senza esitar bisogna eliminarli E tenersi ben netti da ogni polvere. Se sfuggirete a quel sudicio ostacolo, In alto volerete coi vostri atti. Abbiamo sentito come se l'era cavata il grande santo, sfruttando le sue conoscenze, nella città di Cammello Leone; e come i pellegrini la lasciarono per riprendere il viaggio a Occidente. Passarono molte lune e ritornò l'inverno, quando si vede L'acqua del lago stretta dolcemente Da una lama di ghiaccio. Foglie morte Ricoprono le rive; fra gli scheletri D'alberi svetta il pino verde giada. Passano nuvole bianche di neve Sull'erba intirizzita della piana. Il tuo sguardo è abbagliato dalla luce Chiara e gelata, che penetra le ossa. Maestro e discepoli avanzavano sfidando il freddo, esponendosi alla pioggia e bivaccando nel vento. E giunsero in vista di un'altra città circondata da mura. "Consapevole del Vuoto, che città sarà quella?" "Vedremo quando saremo arrivati. Se è un regno, presenteremo il passaporto; se è soltanto prefettura o sottoprefettura, ce ne andremo per i fatti nostri." Giunsero in breve alla porta; all'ombra del suo arco a tutto sesto dormiva pacifico un vecchio militare. Scimmiotto lo andò a scuotere e gridò: "Sveglia, sergente!" La guardia, bruscamente risvegliata, sbatté gli occhi a vedersi davanti quella faccia e si gettò in ginocchio esclamando: "Comandate, monsignore!" "Che ti prende?" rise il Novizio. "Non sono mica un diavolo, per essere trattato con tante cerimonie." "Non siete forse nostro signore il duca del tuono?" balbettò il soldato prosternandosi. "Storie! Sono soltanto un monaco in cerca di scritture. Arrivo in questo momento, e non conosco il nome del posto. Lo chiedo a te, con preghiera di risposta chiara e breve." La guardia balbettò: "Vi prego di scusare. Il paese si chiamava Bhiksu, ma ultimamente ha cambiato nome, e ora è la Città dei Bambini." "Lo avete uno straccio di re?" "Certo, certo." "Ecco qua, maestro" espose Scimmiotto. "Siamo arrivati nel regno di Bhiksu, che attualmente si chiama Regno dei Bambini. Perché abbia cambiato nome, non lo so." "Se si chiama Bhiksu, che cosa c'entrano i bambini?" chiese perplesso Tripitaka. "Sarà morto il re e gli sarà succeduto un figlio bambino" suggerì Porcellino. "È inverosimile: non si usa cambiare il nome al regno, in circostanze del genere." "Giusto" approvò Sabbioso. "Questo vecchietto sembra fuori di sé dalla paura che gli incute il nostro condiscepolo. Entriamo in città e chiediamo ai passanti." Superarono la triplice porta e si trovarono su un largo viale, che offriva l'animato spettacolo di un grande mercato: gente elegante, bei vestiti, qualche gomitata. Ecco qua: Migliaia di negozi e magazzini Dai prosperi commerci, che ogni strada Riempiono di ricchezze e merci in mostra. Sale da tè protette da cortine, Affollate taverne in cui si canta E si suona e si grida allegramente. I mercanti di seta, i trafficanti D'oro e preziosi, a caccia di guadagni, Si affaccendan, si accalcano, si sgolano. È uno scenario di prosperità: Anni di pace, maniere distinte, Calme l'acque del mare, puri i fiumi. I quattro pellegrini, tirandosi dietro il cavallo, si perdevano nelle strade e nei mercati affollati, incantati dalla loro animazione. Si meravigliarono specialmente di certe gabbie da oche, coperte di stoffe dei cinque colori, che si vedevano davanti a tutte le porte. "Discepoli" chiedeva Tripitaka, "chissà perché la gente del posto terrà una gabbia davanti alla propria casa?" Porcellino suppose: "Sarà un giorno particolarmente favorevole per sposarsi. Le gabbie serviranno per portare le cibarie del banchetto." "Figuriamoci se ci può essere un matrimonio in ogni casa" obiettò Scimmiotto. "Evidentemente il motivo è un altro: raccoglierò informazioni." "Attento" lo trattenne Tripitaka. "Non sarebbe la prima volta che spaventi la gente." "Prenderò le mie precauzioni." In effetti si trasformò in ape, e andò a vedere che cosa si nascondeva sotto quei panni colorati. Bambini: ogni gabbia conteneva un bambino, ed erano tutti maschietti. Alcuni giocavano, altri dormivano, o piangevano, o rosicchiavano una mela. I più grandi non raggiungevano sette anni, i più piccoli ne avevano quattro o cinque. Tripitaka, informato, non sapeva che cosa pensare. Videro l'insegna dorata di una locanda e vi si recarono a chiedere ospitalità. Li venne a ricevere l'oste, che si informò: "Da dove venite, reverendi?" "L'umile monaco che sono" rispose Tripitaka "è inviato dai grandi Tang dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Siamo appena arrivati nella vostra nobile città e, prima di proseguire, vorremmo far vistare i nostri documenti." Fu offerto il tè. Quando lo ebbero bevuto, Tripitaka domandò: "Credete che mi sarà possibile recarmi oggi stesso a corte?" "Ormai è tardi, non è più possibile; dovrete aspettare domattina. Intanto potrete passare la notte, spero in modo piacevole, nel mio umile yamen." L'oste fece spazzare le camere loro destinate e li invitò alla sua tavola per consumare un pasto di magro. Tripitaka lo ringraziò cerimoniosamente e, a tavola, riprese la conversazione: "Vi potrei importunare per chiarirmi un dubbio? Mi chiedo come vengano cresciuti i bambini nel vostro nobile paese." "La ragione umana è una sola, come il sole in cielo" rispose l'oste. "Per crescere bambini occorre lo sperma del padre e il mestruo della madre; la madre porta il figlio per dieci mesi prima di partorirlo, e lo allatta per tre anni. Poi, pian piano, il corpo si forma. Come potremmo ignorarlo?" "Vedo dalle vostre nobili parole che si pratica qui come nel nostro umile paese. Ma entrando in città ho visto davanti a tutte le case bambini chiusi in gabbia. Mi permettete di chiedere perché?" L'oste si chinò verso di lui e bisbigliò: "Date retta, reverendo, non immischiatevi di queste cose e non parlatene con nessuno: acqua in bocca! Ora ve ne andrete tranquilli a riposare e domattina riprenderete la vostra strada." Ma Tripitaka insisteva per aver chiarimenti. Non riuscendo a sbarazzarsene in altro modo, l'oste fece allontanare i camerieri e, rimasto solo al lume incerto della lucerna, disse a bassa voce: "Non dovreste insistere. Questa storia delle gabbie è dovuta a una decisione inumana del nostro sovrano." "Perché dite che è inumano? Perdonatemi, ma non avrò pace finché non verrò in chiaro di questa storia." "Tre anni fa giunse qui un vecchio prete taoista che portava con sé una fanciulla di sedici anni, bella come Guanyin. La offrì al re, che se ne infatuò al punto di trascurare le dame dei tre palazzi e le concubine delle sei corti: ha occhi solo per lei e le ha dato il titolo di Regina di Bellezza. Fa l'amore con lei notte e giorno, non mangia più: è spossato ed emaciato, da sembrare in punto di morte. La reale corte di medicina ha esaurito le proprie risorse senza riuscire a guarirlo. Il daoshi, che ha portato la ragazza e ha ricevuto il titolo di real suocero, afferma di conoscere una ricetta segreta per prolungare la vita di mille anni, e di avere raccolto tutti i semplici che occorrono per prepararla nei suoi viaggi attraverso le tre isole e i dieci isolotti. Ma il farmaco, per essere efficace, dev'essere sciolto in una terribile bevanda: il brodo ricavato dalla bollitura del cuore e del fegato di millecentodieci bambini. Non è forse inumano? La gente non osa lamentarsi apertamente, per paura del re. Ma la storia è raccontata nei canti popolari, con sentori di sedizione; ed è per questo che il paese, che si chiamava Bhiksu, ora vien detto il Regno dei Bambini. Domattina, quando vi recherete a corte, guardatevi dall'alludere a queste vicende: fate vistare il passaporto e andatevene." L'oste non aggiunse altro. Il reverendo era inorridito; versava lacrime ed esclamava: "Sovrano fuorviato! Ti sei rovinato la salute e per guarirti uccidi fanciulli. Mi sento morire di fronte a una simile perversità." Perde la sua salute il re perverso, Ad orge dissolute abbandonandosi. Per sfuggire al castigo egli non esita A uccidere i fanciulli del paese. Questa rivelazione strappa al monaco Pianti e sospiri: al lume della lampada L'uomo del Buddha invano si dispera. "Che cosa vi succede, maestro?" domandò Porcellino. "Non state a tormentarvi! Voi non fate che piangere sui guai degli altri. Dice l'adagio: se il sovrano ordina di morire, il suddito che rifiuta manca di lealtà; se lo ordina il padre, il figlio che rifiuta manca di pietà filiale. Sono fatti che riguardano la gente del posto: a voi che cosa importano? Perché non vi spogliate e non vi mettete a letto?" "Discepolo, sei privo di compassione" si indignò Tripitaka. "Per noi che abbiamo lasciato le nostre famiglie, il maggior merito sono le buone azioni verso il prossimo. Come avrà potuto il sovrano cadere in un

inganno così evidente? Quando mai si prolunga la vita mangiando viscere umane?" "Maestro, non vi affliggete" intervenne Sabbioso. "Domani, all'udienza, ne parleremo al re. Se non basterà, cercheremo di saperne di più sul real suocero: magari è un mostro avido di carne umana, che ha trovato questa scusa per procurarsi il suo cibo preferito." "Ha ragione Consapevole della Purezza" approvò Scimmiotto. "Ora, maestro, andate a coricarvi. Domattina vi accompagnerò a corte, e verremo in chiaro di chi sia veramente questo suocero. Se è un uomo, è un ignorante che crede di allungare la vita con i farmaci; in questo caso, mi incarico di convertirlo insegnandogli i grandi principi originari. Se è un mostro lo prenderò e lo mostrerò al re nel suo vero aspetto. Convincerò il re che non giova alla salute della mente e del corpo dedicarsi troppo a una donna sola (tanto meno a una mostriciattola), ma è più sano possederne parecchie(1). In ogni caso la faremo finita con questa persecuzione dei bambini." Tripitaka s'inchinò e rispose: "Caro discepolo, è un'ottima idea. Ma se il sovrano, che non vuol sentire parlare di queste cose, ci accusasse di calunniarlo con insinuazioni sediziose?" "Non dimenticate quanti trucchi conosco" rispose Scimmiotto sorridendo. "Per il caso che le cose si mettano in quel modo, farò scomparire tutti i bambini rinchiusi nelle gabbie. Se il re vorrà carne fresca, dovrà rinnovare il suo ordine; noi lo contesteremo subito, e lui non potrà dire che facciamo insinuazioni." "Puoi davvero togliere quei fanciulli dal pericolo?" esclamò sollevato Tripitaka. "Se lo fai, saggio discepolo, mostrerai una virtù alta come il cielo. Fallo presto, il danno potrebbe essere imminente." Scimmiotto affidò il maestro ai condiscepoli: "Aspettatemi qui. Quando sentirete soffiare il vento, vorrà dire che i bambini lasciano la città." E i tre recitarono in coro: "Namo Buddha, signore dei farmaci e salvatore delle creature, namo Buddha!" Il grande santo uscì all'aperto, salì in cielo con un sibilo e convocò gli dèi delle mura e dei fossati, la divinità locale con i suoi assistenti, i rivelatori dei cinque orienti, i quattro protettori, le sei divinità del giorno e della notte, i difensori della fede, e molti altri. Riuniti davanti a lui, lo salutarono: "Grande santo, quale affare urgente vi ha indotto a buttarci giù dal letto a quest'ora?" "Il re di Bhiksu, dove siamo giunti nel nostro viaggio, si appresta a far strappare il cuore e il fegato ai bambini della città, per farsi preparare un farmaco di lunga vita. Il mio maestro non lo può tollerare, e mi ha incaricato di salvare le vite innocenti e di distruggere la creatura perversa che ha suggerito il crimine. Vi prego di aiutarmi. Dovreste portare tutti quei bambini, nelle loro gabbie, in un posto sicuro, sulla montagna o nel cuore di una foresta, e dovreste custodirli per un paio di giorni. Bisogna nutrirli di frutta e consolarli, perché non soffrano la fame e non piangano di paura. Quando avrò ristabilito l'ordine e ricondotto il re sulla retta via, dovreste riportarli al punto di partenza." Gli dèi ubbidirono. La città fu percorsa da un vento gelato, che portava con sé una fitta nebbia. Un vento di pioggia spazza via le stelle, una coltre di nebbia nasconde la luna per mille leghe. Il vento cresce e diventa un uragano. Fa freddo da gelare i vestiti addosso. I genitori vorrebbero mettere in salvo i loro bambini, ma l'uragano li porta via nelle gabbie che li racchiudono. I genitori sono desolati. È una notte d'angoscia; ma sarà seguita da un radioso mattino. Lo attestano anche i versi: È la porta del Buddha piena di compassione: Egli è chiamato Grande per la grande bontà. Tutti i santi la praticano, ed i cinque divieti Legano ai tre rifugi. Soccorrendo i bambini Per amor del maestro, Scimmiotto acquista meriti Di certo ancor più grandi delle sei perfezioni. A mezzanotte i bambini era scomparsi dalla città e si trovavano nascosti in luogo sicuro. Il Novizio ritornò all'albergo, dove i suoi compagni continuavano a ripetere: "Namo Buddha!", e gridò: "Eccomi qua. Come vi è sembrata la mia bufera?" "Magnifica" rispose Porcellino. "E i bambini?" chiese il maestro. "Sono al sicuro; ritorneranno a cose fatte." Il reverendo s'inchinò ripetutamente per ringraziare. Tripitaka si alzò all'alba e si abbigliò con cura: "Consapevole del Vuoto, voglio approfittare dell'ora mattutina per sbrigare la presentazione del passaporto." "Maestro, non andate da solo: come al solito, non sareste all'altezza della situazione. Lasciate che vi accompagni e guardi negli occhi questo real suocero." "Ma tu rifiuterai di fare gli omaggi consueti, e il re avrà da ridire." "Non c'è problema: non mi farò vedere. Resterò invisibile accanto a voi, per proteggervi." La soluzione piacque molto a Tripitaka. Porcellino e Sabbioso furono incaricati di custodire cavallo e bagagli. L'oste li venne a salutare e notò com'era elegante Tripitaka: Drappeggiato d'un kasâya orlato di broccato e adorno di esotici gioielli, in capo un berretto alla Vairocana, in pugno il bastone con nove anelli. Reca in mano una busta di seta che contiene i documenti. Una luce divina aleggia intorno a lui. Sembra un arhat disceso in terra, una vera immagine del Buddha vivente. L'oste non trascurò di bisbigliargli all'orecchio un nuovo avvertimento a non immischiarsi nei fatti che non lo riguardavano, e il monaco cinese lo rassicurò con un cenno del capo. Da parte sua Scimmiotto, che se ne stava da parte, si mutò in un jaoliao e si posò ronzando sul berretto alla Vairocana. Quando giunsero all'ingresso del palazzo, Tripitaka si rivolse all'ufficiale di guardia: "L'umile monaco che vedete è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est alla ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Giunto nella vostra nobile contrada, sento il dovere di presentare il passaporto. A questo scopo vorrei recarmi all'udienza di sua maestà: vi supplico di trasmettere la mia richiesta." L'ufficiale eseguì, e il re si rallegrò esclamando: "Un monaco che viene da tanto lontano ha certo conseguito la Via!" Tripitaka eseguì le cerimonie prescritte ai piedi dei gradini di giada e fu invitato a sedere. Osservò com'era emaciato e spossato il re: faceva fatica a giungere le mani per salutare, gli si spezzava ripetutamente la voce. Prese in mano il passaporto di Tripitaka e i suoi occhi torbidi a lungo vi vagarono sopra, prima che si decidesse ad apporre il sigillo reale e a restituirlo. Il re si apprestava a chiedergli maggiori notizie sulla sua missione, quando fu annunciato l'arrivo di sua signoria il real suocero e il re, sostenuto da giovani eunuchi, si affrettò ad alzarsi dal giaciglio del drago per andargli faticosamente incontro. Il reverendo si fece da parte e vide un vecchio taoista, che saliva i gradini di giada dandosi arie d'importanza: Reca in capo una berretta da prete di seta fine con volute di nubi giallo oca pallido, indossa una cappa di seta su una veste di piumino di gru profumata d'aloe; gli stringe la vita una triplice cordicella di lana blu; calza sandali di fibre di liana intrecciate dalle punte ricurve. Impugna una canna con nove nodi dal pomo a forma di drago acciambellato; reca appesa al petto una borsa di broccato ricamata con fenici e draghi intrecciati. Il viso di giada lucente è inquadrato da una barba canuta. Le penetranti pupille d'oro gettano fiamme, gli occhi si allungano oltre la linea dei sopraccigli. Avanza avvolto da una pesante atmosfera di profumi, ogni passo ne diffonde una nuvola. Ai piedi del trono i funzionari lo accolgono rispettosi giungendo le mani, e annunciano con un grido che è giunto alla corte il suocero di stato. Il suocero di stato, in atteggiamento sostenuto, non degnò di uno sguardo il re che si inchinava e diceva: "Siamo felici che ci onoriate della vostra presenza mattutina." Sedette a sinistra del trono su un cuscino ricamato. Tripitaka fece un passo avanti, si inchinò e disse: "Suocero di stato, l'umile monaco che vedete vi saluta." Il suocero, seduto sul suo cuscino, non rese il saluto ma si rivolse al re: "Chi sarebbe costui?" "È un inviato dei Tang dell'Est che si reca nel Paradiso dell'Ovest in cerca di scritture. È venuto a corte per presentare il passaporto." "La strada del paradiso è tenebrosa(2)!" considerò il taoista ridendo sarcastico. "A che pro percorrerla?" "L'Ovest è sempre stato il paese della felicità" replicò il monaco cinese. "Perché disdegnarlo?" "Il monaco è discepolo del Buddha: questo è l'antico detto" intervenne il re. "Mi chiedo se questi monaci siano in grado di ottenere lunga vita dal loro Buddha." Tripitaka giunse le mani e disse: "Per chi si è fatto monaco vien meno l'ostacolo del concatenarsi delle cause. Per chi comprende la natura, tutti i fenomeni sono illusori. La Grande Sapienza(3) , vasta e a disposizione di tutti, risiede nella non-nascita; immersa nel silenzio dei veri misteri, essa vaga nel nirvana. Si vuotano i tre mondi, e allora ogni origine è al suo posto; si purificano i sei sensi, e allora ogni germe si esaurisce. Chi rafforza sincerità e coscienza, conoscerà il proprio cuore e il proprio spirito. L'anima purificata è uno specchio terso, che purifica anche ciò che vi si

riflette. "Un volto autentico non manca di nulla e non ha nulla di troppo, e ciò si vede dalla sua vita precedente. Ogni forma illusoria corre verso la distruzione: non serve a nulla cercarne altre fuori dal proprio stato. I meriti e la meditazione consentono la concentrazione; elemosine e carità sono le basi dell'austerità. La suprema abilità sembra goffaggine, perché in ogni circostanza si astiene dall'azione. Il miglior pianificatore non perde tempo in calcoli, perché sa che bisogna lasciar andare le cose per il loro verso. Basta non agitare lo spirito, e tutto andrà alla perfezione. L'idea di rafforzare lo yang attingendo allo yin è sbagliata. Chi promette di cibarti di immortalità, ti inganna con vane parole. "Invece bisogna tener presente che tutto è niente, e respingere la polvere che ostacola la conoscenza. Il segreto del godimento naturale di una vita senza fine risiede nella semplicità e nell'abbandono dei desideri." Il suocero di stato fece un'aspra risata e protese verso il monaco cinese il dito adunco: "Buon monaco, hai la bocca piena di idiozie! Voi che perseguite la via dell'estinzione di ogni cosa, parlate della natura in sé, ma non sapete donde viene né dove va. I vostri esercizi di meditazione vi allenano a essere ciechi e ottusi, come nel detto: Siedi comodo, e si sa Che il tuo culo marcirà. "Non sai che chi gioca col fuoco si brucia le dita? Chi pratica l'immortalità e consegue la via ha ossa solide e spirito acuto. Io me ne vado in montagna a visitare gli amici; reco con me il paniere e la zucca per borraccia, e colgo semplici di ogni specie per la salute dell'umanità. Mi fabbrico un cappello di giacinti e un giaciglio di orchidee. Canto e ballo battendo le mani; poi schiaccio un pisolino tra le nuvole. Quando espongo le leggi del Tao, diffondo la giusta dottrina del supremo Laozi. Sbarazzo il mondo dai miasmi distribuendo acqua benedetta. Estraggo dalla terra e dal cielo le loro sublimi energie e colgo la quintessenza del sole e della luna. L'elisir si compone dall'agitazione dello yin e dello yang, si cristallizza nell'utero con l'acqua e il fuoco. "Quando lo yin del doppio otto incomincia a decrescere, regnano l'ombra e l'indistinto. Quando regna lo yang del doppio nove, cadono le tenebre. Io raccolgo i semplici man mano che li offrono le quattro stagioni, e ne fabbrico un elisir nove volte raffinato. Salgo al palazzo di porpora a cavallo della fenice azzurra; sulla bianca gru mi elevo fino alla capitale di diaspro. Mostrando con zelo le meraviglie del Tao, partecipo agli splendori del cielo. Non vorrai far paragoni con la vostra dottrina buddista per fannulloni, con la vostra cupa divinità dell'estinzione di ogni cosa, o con la carcassa puzzolente del nirvana! Tutte cose che non vi levano nemmeno dalla polvere della strada. Non c'è discussione che tenga sulle tre dottrine: il Tao è sempre stato il solo che meriti rispetto e onore." Il re approvò, i cortigiani applaudirono: "Solo il Tao merita rispetto e onore!" Tripitaka, di fronte al pubblico che applaudiva l'avversario, arrossiva di vergogna e di dispetto. Comunque il re, assai civilmente, ordinò che si offrisse al monaco forestiero un banchetto vegetariano da servire presso l'albergo. Mentre Tripitaka, dopo aver ringraziato, si ritirava, udì Scimmiotto bisbigliargli all'orecchio: "Maestro, quel suocero di stato è una creatura perversa che plagia il re con il suo soffio malefico. Voi ritornate in albergo a banchettare, mentre io resterò qui a raccogliere maggiori informazioni." Infatti il jaoliao ronzò via e andò a posarsi sul paravento di giada della Sala delle Campanelle d'Oro, proprio mentre il comandante dei cinque distretti si presentava a rapporto: "Maestà, una bufera si è portata via, questa notte, tutti i bambini nelle loro gabbie, in tutte le famiglie di tutti i quartieri; non ne è rimasta traccia." Il re, sconvolto, si rivolse al suocero: "Il Cielo ci vuole distruggere! Non vi pare che sia questo il significato? I medici reali si sono dimostrati impotenti contro il male che da mesi ci accascia. Voi ci avevate fornito quella divina ricetta, e proprio oggi si sarebbe dovuto procedere a estrarre il cuore e il fegato dei bambini. Che altro significa la loro scomparsa, se non che il Cielo mi vuol morto?" "Maestà, non vi addolorate. In realtà è il Cielo stesso che vi manda lunga vita." "Come sarebbe a dire?" "Non appena sono entrato in questa sala, mi sono trovato di fronte un diluente per il farmaco molto più efficace di quello che si può ricavare dalle viscere dei fanciulli. Con quel diluente, la vita di vostra maestà sarebbe stata prolungata di mille anni; ma con il nuovo divino ingrediente, guadagnerete almeno diecimila anni." Il re non capiva, e il suocero riprese: "Quel bonzo dell'Est possiede viscere purissime e ha un viso molto regolare. Per formare un corpo vero come quello, ci sono volute dieci reincarnazioni nell'austerità. È divenuto monaco fin da piccolo, non ha mai disperso il suo yang: vale ben più di tutti i bambini della città. Se i miei semplici vengono diluiti nel brodo di cottura del suo cuore e del suo fegato, vi garantisco diecimila anni di longevità." Il re gli credette subito, e replicò: "Perché non me l'avete detto prima? Non l'avrei lasciato andare." "Che differenza fa? Sarà ancora in città, per consumare il banchetto che gli ha preparato il servizio reale. Fate chiudere le porte della città e circondare l'albergo dalla vostra guardia. Poi lo farete condurre qui, e gli chiederemo con le buone se non ha niente in contrario a cedere il suo cuore e il fegato. Se acconsente, lo apriremo seduta stante; sarà sepolto a spese pubbliche e gli erigeremo un tempio dove la gente gli porterà offerte. In caso contrario, andremo per le spicce: lo legheremo a una colonna, lo apriremo comunque e getteremo via gli avanzi. Non mi pare che ci siano difficoltà." Il re diede subito ordini alle guardie della Foresta di Piume. Scimmiotto volò via; quando giunse all'albergo, riprese il suo aspetto e corse dal monaco cinese: "Disgrazia, maestro!" Tripitaka si trovava allegramente seduto a tavola quando udì quel grido. Si prese tanta paura che le sue tre divinità cadaveriche si dispersero. Gli uscì fumo dalle sette aperture, si coprì di sudori freddi, restò con gli occhi in fico incapace di articolare parola, e cadde nella polvere. Sabbioso si precipitò ad assisterlo. Porcellino chiedeva: "Di quale disgrazia si tratta? Potevi essere più cauto!" "Le guardie stanno circondando l'albergo, perché quella creatura malefica del real suocero ha convinto il re a far brodo delle viscere del maestro, al posto di quelle dei bambini scomparsi." "Vedi, compassionevole, che bel guadagno ci fai!" esclamò Porcellino ridendo di gusto. "Ti dài da fare per rompere le scatole agli altri nei fatti che non ti riguardano, e ne ricavi delle conseguenze che ti riguardano da vicino." Tripitaka intanto si rialzò e si aggrappò tremebondo a Scimmiotto: "Saggio discepolo, come faremo?" "La prima cosa da fare è di scambiar di posto giovane e anziano." "Che cosa vuol dire?" chiese Sabbioso. "Per salvare la vita del maestro, bisogna che si muti in discepolo" rispose Scimmiotto. "Se mi salvi" supplicò Tripitaka, "diventerò discepolo tuo o di chiunque altro." "Non perdiamo altro tempo. Porcellino, portami del fango" ordinò Scimmiotto. Il bestione uscì a raspare un po' di terra con il suo rastrello; per non perdere tempo a cercare acqua, sollevò la tonaca e vi orinò sopra. Portò quindi a Scimmiotto del fango puzzolente, che quest'ultimo spalmò senza altra spiegazione sul viso e sul corpo del monaco cinese. Quindi recitò un incantesimo, soffiò su di lui il suo alito magico e gridò: "Trasformati!" Ed ecco il reverendo reso identico a Scimmiotto. Scambiarono gli abiti, e Scimmiotto assunse a sua volta le sembianze di Tripitaka. Le trasformazioni erano perfette, da trarre in inganno persino Porcellino e Sabbioso. Fecero appena in tempo. Si udirono suonare gong e tamburi, e l'albergo fu circondato da tremila guardie, con una selva di lance e di sciabole. Entrò un ufficiale della guardia in abito di broccato a informarsi sulla presenza di un monaco proveniente dall'Est. L'oste atterrito cadde in ginocchio e indicò la camera: "Si trova negli appartamenti del pianterreno." L'ufficiale si fece avanti e disse: "Reverendo, siete convocato dal re." Porcellino e Sabbioso sostenevano il falso Scimmiotto, che quasi sveniva. Ma il falso Tripitaka domandò disinvolto: "Signor ufficiale della guardia in abito di broccato, che cosa vuole il re dalla mia umile persona?" L'ufficiale lo afferrò per i polsi e disse: "Vieni con me. Se ti cercano, vuol dire che a qualcosa servirai." Ahimè, è il caso di dirlo: Se i buoni sentimenti vince perversità, Solo a un mare di guai conduce carità. Se in fin dei conti non sapete come essi giocarono quella pericolosa partita, non vi resta che ascoltare il seguito. CAPITOLO 79 SCIMMIOTTO DAI MOLTI CUORI INSEGUENDO I MOSTRI INCONTRANO LA STELLA DELLA LONGEVITÀ; IN PRESENZA DEL SOVRANO SALVANO I FANCIULLI. Il falso Tripitaka fu condotto a palazzo dall'armata della Foresta di Piume e consegnato all'ufficiale di guardia alla porta. Ai piedi dei gradini di giada, il monaco cinese restò ritto fra gli ufficiali che si inginocchiavano e chiese: "Re di Bhiksu, che cosa volevate dirmi?" "Da molto tempo siamo afflitti da un male da cui non riusciamo a guarire" rispose il re sorridendo. "Ma per fortuna nostro suocero ci ha donato tutti gli ingredienti per preparare un rimedio

adatto, salvo l'opportuno diluente. Vi abbiamo convocato appunto allo scopo di procurarcelo. Se collaborerete alla nostra guarigione, vi faremo costruire un santuario in cui godrete dei sacrifici di stagione e in cui l'incenso arderà in perpetuo a spese dello stato." "Io ho abbandonato la mia famiglia e non possiedo altro che me stesso. Può dirmi vostra maestà quale ingrediente occorre?" "Servirebbe il vostro cuore." "Quale cuore? Vostra maestà deve sapere che ne possiedo parecchi." Il suocero di stato gli puntò contro il dito adunco e gridò: "Quello nero, bonzo!" "Prestatemi un coltello per aprirmi il torace: sono rispettosamente ai vostri ordini e sarò lieto di accontentarvi, se possiedo quello che desiderate." Il sovrano ringraziò calorosamente e fece portare un coltellaccio con la lama a orecchio di toro. Il falso Tripitaka lo impugnò, si aprì la veste, gonfiò il petto e lo tagliò da cima a fondo con mano sicura, producendo un sinistro stridio. Dal petto squarciato uscì ribollendo un gran mucchio di cuori. I mandarini civili erano bianchi di terrore, quelli militari paralizzati dallo spavento. "Ecco un bonzo ambiguo, dai molti cuori!" gridò il suocero di stato seduto sul suo cuscino. Il falso Tripitaka afferrò i cuori grondanti di sangue a uno a uno, per farli vedere. Ce n'erano di ogni specie: rosso, bianco, giallino, avaro, ambizioso, geloso, cauto, calcolatore, superbo, sprezzante, omicida, vizioso, pauroso, prudente, temerario, oscuro e senza nome; cuori malvagi e altri di tutti i generi. Ma non c'era nessun cuor nero. Il re era annichilito e non riusciva ad articolare parola. Infine balbettò: "Metti via quella roba, per piacere." Il falso Tripitaka si richiuse tranquillamente il petto e riprese la propria forma: "Gli occhi di vostra maestà non sanno discernere le cose!" esclamò. "Tutti i monaci condividono un unico cuore perfettamente buono. Il cuor nero lo possiede vostro suocero: è quello l'ingrediente che vi occorre. Se non mi credete, ve lo farò vedere." Il suocero di stato aveva spalancato gli occhi e fissava l'inattesa apparizione: quel grande santo, ahimè, era ben noto da più di cinquecento anni. Balzò via nello spazio, inseguito dal Novizio che gridava: "Fermati, bestia! Assaggia il mio randello!" Il suocero lo affrontò con la canna dal pomo a forma di drago acciambellato. I due avversari diedero saggio della loro bravura: Sbarra contro canna riempiono lo spazio di nuvole. Il suocero di stato è un mostro che utilizza le arti seducenti di una figlia malefica. Egli indebolisce il sovrano con un male dovuto alla lascivia e lo induce a massacrare i bambini. Ma interviene il grande santo a sconvolgere i suoi oscuri disegni. Per la canna non è facile contenere gli attacchi della sbarra di ferro. Combattono fino a oscurare il cielo della città. Tutti impallidiscono di spavento. I mandarini si sentono svenire. Il viso delle signore e delle ragazze è sfigurato, con il trucco sconvolto. L'ottuso sovrano trema, non sa a che santo votarsi e cerca disperatamente un angolo buio per nascondersi. La sbarra si leva come la tigre di montagna che balza sulla preda; la canna si abbatte come il drago che si tuffa nel mare. Questo gran tumulto che agita la città di Bhiksu permetterà di sceverare il giusto dal perverso. Dopo una ventina di scontri, la canna non riuscì a reggere oltre. Il mostro fece una finta, si trasformò in un gelido raggio e dardeggiò nella corte interna del palazzo per prelevare la degna rampolla, che si trasformò anche lei in luce fredda; i due scomparvero chissà dove. Il grande santo ritornò nella sala d'udienza e gridò allegramente: "Avete visto che bel suocero di stato vi tenevate in casa?" Tutti si inchinarono per esprimere la propria gratitudine al divino monaco, che li esortò: "Lasciate perdere le cerimonie. Cercate piuttosto dov'è andato a finire quello scimunito del vostro re." "È corso a nascondersi da qualche parte, quando è iniziato il duello." "Per carità, cercatelo subito! Non vorrei che la mostriciattola se lo fosse portato via." Gli ufficiali, ignorando per quella volta il divieto di entrare negli appartamenti interni, si precipitarono subito nel palazzo di Regina di Bellezza. Ma il luogo era deserto, e non si vedeva traccia né della regina né del re. Le spose reali vennero in folla dal palazzo centrale e da quelli dell'est e dell'ovest a riverire il grande santo, che disse loro: "Non è ancora il momento di ringraziare. Scovatemi quel babbeo del vostro signore e re." Ma il re non era stato rapito. Dopo un po' lo si vide sbucare, sostenuto dai suoi eunuchi, da uno sgabuzzino dietro la Sala di Prudente Condotta. I ministri vennero a prosternarsi ed esclamarono a una voce: "Signore e maestro! Il vero è stato distinto dal falso ad opera di questo monaco divino: in effetti il suocero di stato era una creatura malefica. Anche Regina di Bellezza è scomparsa." Il re invitò il Novizio nella Sala dei Ricevimenti Solenni e lo ringraziò formalmente. Poi gli chiese: "Reverendo, quando siete arrivato avevate un nobile e degno aspetto. Come mai siete tanto cambiato?" "La verità" rispose il Novizio ridendo, "è che io non sono Tripitaka, fratello dell'imperatore Tang, ma il suo discepolo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Sapevo che il mostro vi aveva convinto a strappare il cuore del mio maestro e sono venuto al suo posto per abbattere quella creatura." Il re ordinò subito al primo ministro di recarsi a invitare il vero maestro e gli altri suoi discepoli a presentarsi a corte. Tripitaka, che aveva avuto sentore dello scontro fra Scimmiotto e il mostro, era molto preoccupato, oltre a essere mezzo soffocato dal fango puzzolente con cui gli avevano spalmato la faccia. Quando lo pregarono di recarsi a corte per ricevere i ringraziamenti, si spaventò ancor più; ma Porcellino gli disse: "Questa volta non correte rischi: vi vogliono ringraziare. Si vede che il nostro condiscepolo anziano ha avuto la meglio." "Ma come posso presentarmi alla gente con questa porcheria puzzolente sulla faccia?" "Non c'è scelta, noi non sappiamo come toglierla. Ma lo chiederemo a Scimmiotto, ci penserà lui." Il primo ministro, alla loro vista, non riuscì a nascondere la paura: "Avi miei! Sembrano tutti quanti mostri malefici." "Signor cortigiano" gli disse Sabbioso, "non vi spaventate. Noi siamo brutti soltanto perché siamo nati così; e il nostro maestro ritornerà bello con l'aiuto del condiscepolo anziano." Quando furono a corte, nella sala d'udienza, Scimmiotto andò loro incontro, strappò la maschera di fango dal volto del maestro, alitò il suo fiato magico e gridò: "Rettifica!" Subito il monaco riprese il proprio aspetto e si sentì in ottima forma. Il re lo ricevette rivolgendosi a lui come "reverendo buddha, maestro della Legge". Scimmiotto prese la parola: "Vostra maestà sa da dove proveniva quel mostro? Sarà prudente catturarlo, perché non ritorni a provocare altri malanni." Quando le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti, che si tenevano dietro lo schermo di giada, sentirono le sue intenzioni, corsero fuori e si affollarono intorno a lui senza riguardo all'etichetta: "Supplichiamo il reverendo buddha e divino monaco di strappare la malerba dalla radice" esclamarono inchinandosi. "Avremo per voi una gratitudine illimitata e sapremo ricompensarvi generosamente." Scimmiotto rispose che gli servivano indicazioni più precise. "Tre anni fa, quando giunse da noi" disse il sovrano, pieno di imbarazzo, "mi disse che non veniva da lontano. Abitava a una settantina di li in direzione sud, in una tenuta detta di Puro Splendore, ai margini della Foresta dei Salici. Alla sua tarda età non aveva figli maschi, ma solo quella figlia di sedici anni, nata dal suo ultimo matrimonio. Me la offrì e io la trovai molto attraente, l'accettai e la trattai da favorita. Ma presto caddi ammalato, e nessun rimedio risultò efficace. Lui mi assicurò che possedeva una ricetta infallibile, che richiedeva il brodo del cuore di molti bambini. Io non mi intendo di queste cose, e gli credetti sulla parola. Poi siete arrivati voi e i bambini sono scomparsi. Allora il mostro mi ha assicurato che il cuore del divino monaco, che ha praticato la verità nel corso di dieci reincarnazioni senza mai disperdere il suo yang, era molto più efficace di quelli dei bambini. Ci siamo lasciati sviare. Ma ora che avete smascherato il mostro, spero che userete tutto il vostro potere per eliminarlo. Da parte mia sono pronto a ricompensarvi con tutta la ricchezza del paese." "Vi dirò" disse Scimmiotto sorridendo: "quei bambini li ho nascosti io per incarico del maestro, che sentiva compassione per loro. Non parliamo di ricompense, a me basta il merito. Andiamo, Porcellino." "Agli ordini. Ma non valgo molto, a pancia vuota." "Che il servizio dei banchetti prepari immediatamente un pasto vegetariano" ordinò subito il re. E in breve fu servita la colazione. Quando Porcellino fu ben sazio, seguì Scimmiotto salendo sulle nuvole, mentre re, regine e mandarini si inginocchiavano e gridavano: "Guardate come salgono in cielo! Sono veri immortali, buddha discesi sulla terra!" Il grande santo e Porcellino viaggiarono per settanta li verso sud e si misero alla ricerca della residenza del mostro. Le limpide acque di un torrente scorrevano tra rive incassate, coperte da migliaia di salici; ma non appariva nulla che si potesse identificare con la tenuta di Puro Splendore. Di certo Estesi a perdita d'occhio I campi incolti; le dighe Si nascondon nella bruma Che intorno ai salici aleggia. Dopo avere vanamente esplorato, Scimmiotto evocò il tudi, che si avanzò tremante e si inginocchiò esclamando: "Grande santo, il dio della Foresta dei Salici presenta i suoi omaggi e si prosterna." "Non aver paura, non ti picchio mica. Da queste parti si dovrebbe trovare una tenuta detta di Puro Splendore. Dov'è?" "Tenute non ce ne sono; c'è una grotta che porta quel nome. Devo intendere che la vostra santità viene da Bhiksu?" "Si capisce. Il mostro della grotta si è preso gioco del re di Bhiksu. Quando siamo arrivati l'ho affrontato, ma lui si è trasformato in un raggio gelato ed è scappato non

so dove. Secondo il re, tre anni fa gli avrebbe confidato di abitare da queste parti." "Spero che vostra santità sarà indulgente" disse il tudi prosternandosi un'altra volta. "Anche questo è territorio di Bhiksu, soggetto alla mia vigilanza. Ma quel mostro è più forte di me e si sarebbe vendicato se avessi tradito i suoi disegni: perciò sono stato costretto a mancare ai miei doveri. Ma ora che è arrivata vostra santità, basterà che si accosti al salice con nove rami sulla riva sud, gli giri intorno per tre volte in senso orario e per tre in senso antiorario, bussi con entrambe le mani e gridi tre volte: 'Apriti!' In questo modo avrete accesso al palazzo della Grotta di Puro Splendore." Scimmiotto congedò il tudi e scese in riva al torrente a cercare il salice con nove rami. Seguì le istruzioni: l'albero scomparve con un rumore di tuono e apparve una porta a due battenti che si aprirono cigolando. Dentro splendeva luce, ma non si vedeva nessuno. Il Novizio entrò senza esitare e si trovò in un posto magnifico: Nubi leggere velano il sole e la luna. Bianche nuvole escono dalla grotta, una lieve bruma smeraldina è diffusa nella corte. Il sentiero è bordato da splendidi fiori rari; piante di diaspro gareggiano in bellezza e profumi. Un clima mite regna nel giardino fatato, emulo di Penglai e Yingzhou. Le panchine scivolose si coprono di rampicanti, liane pendono arruffate dal ponticello. Le api lasciano cadere rossi stami di fiori sulle rocce; le farfalle volano fra le orchidee. Scimmiotto si avvicinò a una quinta di pietra su cui erano tracciati quattro grandi caratteri: RESIDENZA DI IMMORTALI DI PURO SPLENDORE Oltre la quinta c'era il mostro, ancora ansimante per la corsa, che stringeva la figlia tra le braccia e le parlava appunto dell'impresa di Bhiksu: "Era un'occasione così bella! Ci abbiamo lavorato per tre anni ed eravamo sul punto di riuscire, quando quella scimmia zuccona ha rovinato tutto." Il Novizio impugnò la sbarra e corse loro addosso urlando: "Sudicioni, ve la do io la bella occasione!" Il mostro si staccò dalla figlia e lo affrontò con la sua canna. Seguì uno scontro ben più terribile del precedente: Si drizza la sbarra lanciando riflessi metallici; intorno alla canna turbinano miasmi malefici. "Che cosa cerchi in casa mia, temerario?" grida il mostro. "La tua diabolica pellaccia!" risponde il Novizio. "I miei rapporti con il re non ti riguardavano. Perché hai voluto metterci il naso?" "La compassione è il fondamento della condotta dei monaci; non potevamo tollerare il massacro degli innocenti." Vanno e vengono le parole, piene d'odio e di furore; vanno e vengono le armi. Essi badano ad aggredire e calpestano senza riguardo i bei fiori, strappano muschio e licheni. La lotta continua finché il luogo ameno è devastato e la dolce vegetazione distrutta, terrorizzati gli uccelli, messe in fuga le belle fanciulle in preda al panico. Nel paesaggio spoglio, percorso da un vento feroce, restano solo il re scimmia e il mostro che si fronteggiano. Ecco che escono dalla grotta. Questo mette in gioco anche Consapevole delle Proprie Capacità. Porcellino, che era rimasto fuori, sentiva rumor di battaglia, che lo eccitava e lo faceva rodere dall'impazienza di partecipare. Colpì più volte il salice con il suo rastrello, e le nove punte si macchiarono di sangue, mentre si udivano gemiti soffocati. "È un albero fantasma" pensò; e continuò a colpire, finché vide comparire Scimmiotto e il mostro. Allora si gettò avanti levando il rastrello. Il mostro ne aveva già abbastanza di Scimmiotto; quando si vide venire addosso un altro avversario si disimpegnò, si mutò in un raggio gelato e dardeggiò verso l'est. I due lo inseguirono. Mentre si apprestavano a sferrare l'attacco conclusivo, apparve una luminosità di buon augurio da cui provenivano canti di gru e di fenici: era il vecchio della costellazione del Sud. Questi catturò il raggio gelato e gridò: "Piano, grande santo! Fermati, ammiraglio dei canneti! Eccomi qua, sono il vostro amico nel Tao." "Come sta la nostra brava stella della Longevità?" lo salutò calorosamente Scimmiotto. "Lo hai preso tu quel malvivente?" gridò Porcellino. "Ma certo, eccolo qua" rispose la stella; "non può scappare. Spero che gli lascerete la vita." "Che ti importa di quella creatura?" si stupì Scimmiotto. Longevità rise imbarazzato: "Si capisce che mi importa, dal momento che mi serve da mezzo di trasporto. Sai, è la storia non rara delle bestie di casa che scappano via, si dànno al nomadismo e diventano mostri." "Se ti appartiene, facci vedere il suo vero aspetto." Longevità lo liberò e gli disse: "Su, bestiaccia, fa vedere come sei fatta, se vuoi salvar la pelle." Si vide che si trattava di un cervo bianco. La canna fu raccolta dalla stella: "Questo pelandrone non si è fatto scrupolo di rubare la mia canna." La bestia s'inginocchiò. Non poteva parlare, ma piangeva e si prosternava. Il pelo picchiettato, un gran palco di corna. Bruca l'erba del prato, beve acqua nel ruscello. Col tempo e con l'ascesi ha appreso a trasformarsi E a volare nel cielo. Chiamato dal padrone, Non può che sottomettersi e tornare all'usato. Longevità montò sul cervo e ringraziò Scimmiotto con l'intenzione di ripartire, ma questi lo trattenne: "Aspetta, amico mio: ci sono ancora cose da chiarire." "Di che si tratta?" "Non abbiamo ancora preso la Regina di Bellezza, e non ho idea di quale creatura si tratti. Inoltre dobbiamo mostrare entrambi al re di Bhiksu: non mi è sembrato una persona molto sveglia, e voglio essere sicuro che si convinca bene." "Va pure a catturare questa Bellezza; io aspetterò qui, e poi ti accompagnerò dal re." Scimmiotto e Porcellino irruppero nella grotta gridando: "Dagli alla strega!" La povera Bellezza, terrorizzata, sbucò fuori dalla quinta di pietra, ma si trovò davanti Porcellino. Si mutò in luce fredda e sfrecciò via accanto a Scimmiotto, che la tramortì al volo con uno scappellotto e la restituì alla sua forma originale: era una volpe dal muso bianco. All'incontenibile bestione scappò di mano una rastrellata, che ridusse l'infelice seduttrice di regni a un mucchietto di peli dentro una pozza di sangue. "Fermo, l'hai ridotta molto male!" gridò Scimmiotto. "Che cosa ci rimane da mostrare al re?" Il bestione prese il cadavere per la coda, senza darsi pensiero se si sporcava le mani, e seguì Scimmiotto che ritornava verso Longevità; il quale si intratteneva con il suo cervo lisciandogli il muso: "Che cosa ti è venuto in mente, brutta bestia, di lasciare il tuo padrone per darti al mestiere di mostro? Hai visto che per poco non ci rimettevi la buccia? Meno male che sono arrivato in tempo." "Che cosa gli dici, vecchio svanito?" chiese Scimmiotto sopraggiungendo. "Gli faccio la lezione, perché non ripeta l'errore." Porcellino gettò i resti della volpe davanti al cervo: "Ecco qui la tua bella parente." Al povero cervo scesero grosse lacrime dagli occhi, mentre gli usciva dal petto un lungo belato come un lamento. Longevità gli diede una pacca sulla testa: "Tu sei vivo, scemo. Che t'importa di quest'altra bestia?" Poi gli legò la propria cintura intorno al collo e si dichiarò pronto a recarsi dal re di Bhiksu. "Non è finita" insisté Scimmiotto. "Prima dobbiamo disinfettare il posto, perché in futuro non venga riutilizzato come covo malefico." Porcellino corse di nuovo a colpire il vecchio salice, mentre il Novizio recitava l'incantesimo di convocazione del tudi: "Raccogli legna secca e brucia tutto. È un buon affare anche per te: ti eviterà in futuro altre noie con esseri malefici." La divinità sollevò un gran vento e, con i suoi assistenti, raccolse in breve una quantità di legna e ramaglie che giacevano sparse da molto tempo, ed erano asciutte e ben combustibili. "Porcellino, non perdere tempo" gridò Scimmiotto. "Quel salice brucerà con tutto il resto." In breve la residenza del mostro fu sommersa da un uragano di fuoco. Congedato il tudi, si recarono a corte. Longevità teneva alla briglia il cervo, che recava in groppa i resti della volpe. Entrarono nella sala d'udienza e presentarono quei resti al re: "Che ne dite? Avete ancora voglia di divertirvi con questa bella figliola?" Il re taceva e batteva i denti. Quando fu presentata la stella della Longevità, re e sudditi, regine e concubine ammutolirono dallo stupore. Tutti si inginocchiarono per rendere omaggio. Il Novizio disse al re: "Questo cervo non è altri che il tuo famoso suocero di stato; quando veniva a corte, non gli lesinavi i complimenti." Il re cambiava colore dalla vergogna: "Divino monaco, grazie di aver salvato i bambini del mio regno. È stata una grazia del cielo." E ordinò un festino in onore della vecchia divinità e dei quattro pellegrini. Tripitaka volle informarsi: "Come ha potuto il vostro cervo bianco venir qui a commettere tante nefandezze?" Longevità raccontò sorridendo: "Il sovrano dell'Est era di passaggio fra i miei monti selvaggi. Io lo ospitai e gli proposi una partita a scacchi. Questa stupida bestia dovette prendere il largo mentre giocavamo. Quando il mio ospite ripartì e io non la trovai, calcolai sulle dita dov'era andata a finire. È così che sono capitato qui,

Ormai non siamo molto lontani dalla meta del nostro cammino. i dolci di zucchero imitano draghi che avvolgono nelle spire animali in fuga. La folla restò sulla strada a guardarli. balzò su una rupe per guardarsi intorno e gridò da lassù: "Maestro. coppie d'uccelli. Il maestro era immerso nella contemplazione del paesaggio. gelati allo zucchero o fritti nell'olio: piatti più vari di fiori su broccato. sapori eccitanti si alternano a sapori soavi. La frutta è disposta in torri e terrazze. l'avrebbe messa nella fossa. riempiendo l'aria di profumi. Quante prove ho affrontato! Nubi e venti. Si vendevano al mercato i loro ritratti. "Naturalmente vi potrei suggerire qualche buona ricetta di pratiche salutiste. Tirò le redini e disse: "Discepoli miei! Da quel giorno lontano. "Sono uscito di casa solo per riprendere il mio cervo. Ma infine dovettero consentire che Tripitaka scendesse dal carro reale. ma ho l'impressione che siate conciato maluccio. "Discepoli miei. Caio a un festino. e se non sapete che cosa avvenne dopo. sformati di formaggi. freschezza di pesche e litchi." Si gettò sui piatti e non tardò a fare piazza pulita. "sperma giallo". Se non vi formalizzate perché vi offro degli avanzi. Magnifiche tavole coperte da sete ricamate. I quali non poterono liberarsi da quella gente prima di un mese. frittelle di cachi. "Discepoli miei" diceva Tripitaka preoccupato. germogli di bambù. al paese? Quando ti rivedrò?"(4) "Maestro" protestò Scimmiotto. montagne. che il re e le reali spose spinsero con le loro mani sulla strada. salici verdi e peschi rossi." "State tranquillo. Scimmiotto gli disse: "I consigli che vi possiamo dare sono presto detti. festa delle lanterne. Scimmiotto gridò: "Grazie. sollevarono Sabbioso. Il viaggio proseguì finché l'inverno trascorse e ritornò la primavera. e mille piatti rari: un va e vieni incessante di servitori li presenta e li sostituisce senza tregua. "si direbbe che. E Tizio li invitava a un banchetto. in cambio del riso e delle tagliatelle. ululò il vento e scesero dall'alto millecentodieci gabbie. legumi dai dieci profumi. le mangiò e si sentì subito meglio. regine e buon popolo stavano a guardare riverenti e bruciavano incenso. scarpe di tela. Ma la prossima volta che ci vediamo. Si udì la voce degli dèi che dicevano: "Grande santo. Porcellino gridò: "Longevità. e se avessi tardato ancora un momento. pigne fragranti. Erbe ed arbusti. portarono in trionfo Porcellino. pazzi di gioia. uomini e donne. Da preziosi bruciaprofumi a forma di anatra salgono fumi di aloe. È proprio vero: Il salvare un folla di gente È merito più grande di un monte. Fiori selvatici tappezzavano la montagna. splendidi tappeti rossi sul pavimento. il re levava la sua coppa delle Nuvole Purpuree per brindare con ciascuno. uve inebrianti. In cui il figlio del cielo mi ordinò di partire. penso che a te ne serviranno molte libbre. sandali. la sala è colma di fragranze esotiche. Il servizio di musica suonava." Non ci fu niente da fare. S'intende che re. I picchi maestosi si allineano come alabarde. quelli d'argento traboccano di riso profumato. Impegnatevi sul serio in ogni impresa e sforzatevi di compensare i vostri punti deboli: è un esercizio che vi manterrà sano. dài qualcosa da mangiare anche a me!" "Non ho altro. finché scomparvero all'orizzonte. Dicevano: "Quel monaco cinese. fabbricava cappelli. e bruciava incenso. anziché un provetto viaggiatore in cammino da tanti anni.. Piatti preparati con il miele. Draghi e tigri." Fu dato l'annuncio: "La tavola è imbandita!" Fu davvero un magnifico festino: All'ingresso un trionfo di colori vivaci. "chissà se ci sarà una strada per superare questa impervia regione. Che abbondanza di piatti delicati! Tonde castagne d'acqua. Scimmiotto impugnò il suo randello. Quando potrò tornare. Datevi una regolata. secondo le istruzioni. Sabbioso affidò i bagagli a Porcellino e prese le redini per guidare la cavalcatura dietro a Scimmiotto. e a prolungare la vita. e in qualche modo contribuirà ad allungarvi la vita. scomparendo nel cielo. Allora non restò che farlo salire sul carro reale. Vediamo un po'. leoni." Il vento ululò di nuovo. Le tagliatelle si intingono nel brodo speziato." Il re le ricevette rispettosamente. Non abbiamo altro da consigliare. si rizzavano stele commemorative: la gente portava offerte anche lì. ciascuna delle quali conteneva un marmocchio piangente." Salutò tutti. a titolo di viatico. anafalidi e licheni tappezzano di verde le altissime rupi. i mestoli di garzette. Sotto le chiome verdazzurre dei pini. con l'appetito che ti ritrovi. un canto di uccello destò in lui la nostalgia.proprio mentre il grande santo la metteva in riga. Il terreno è coperto di fiori profumati e di alberi folti: susini azzurri e bianchi peri. siate un figlio di famiglia che non ha visto più mondo di quanto si contempla dalla bocca del pozzo. furono accompagnati per venti li dal sovrano. deve restare fra noi e accettare la nostra riconoscenza. nostro signore e padre. chi non poteva permettersi altro. Ma anche questo finì. non ho portato con me la valigetta degli elisir" rispose sorridendo Longevità. Piange il cuculo la primavera che passa. che libava acqua pura e bruciava incenso. Non si finirebbe mai di raccontare di quei porcini. biancheria per offrire anche lui qualcosa ai monaci. che apriva la via di buon passo. In effetti la sua malattia guarì poi rapidamente. Mi restano nella manica tre giuggiole. montò sul cervo e balzò in alto. abbiamo sentito che ve ne andate e siamo venuti a riportare le gabbie con i bambini. non credo che le reggereste. Giovani e vecchi. Stiamo attenti!" "Maestro" rideva Scimmiotto. Il re si inginocchiò ai suoi piedi e lo supplicò di aiutarlo a guarire del male che lo affliggeva. tuniche. Raccomando alla gente di qui di largheggiare in offerte ai vostri templi. E SCIMMIA DELLO SPIRITO DENUNCIA LA LAMIA PER PROTEGGERE IL MAESTRO. e con l'approssimarsi del Paradiso dell'Ovest le difficoltà si dovrebbero attenuare. dolci giuggiole." Chiacchierando erano giunti ai piedi dell'erta. I vassoi d'oro recano piramidi di grandi palle di pane. di quelle servite nel tè al sovrano dell'Est. invitando alla sua tavola i tre discepoli. dai ministri e dal popolo di Bhiksu. Il re sedette di fronte a loro. Guardate la montagna: La cima scompare tra nebbie e nuvole. Quando i quattro pellegrini ripresero il viaggio. issarono Scimmiotto sulle spalle. "pensate sempre a casa vostra: non è un atteggiamento da monaco che ha lasciato la sua famiglia. orecchiette. Porcellino si rivolse a Scimmiotto: "Ti cedo la frutta. la rondine celebra la cerimonia della semina all'altare del dio del suolo.. Ho percorso tutti i dodici picchi Dei monti delle Streghe. signori! Ritornate pure a casa. Son domande da fare?" "Non è la montagna che temo. I genitori." Tutti si inginocchiarono. Il re insisteva perché rimanessero e lo istruissero per risolvere i suoi problemi. Usciti dal palazzo attraversarono le strade della città fra ali di gente." Il re offrì loro due vassoi di pezzi d'oro e d'argento alla rinfusa. Il carro su cui stava Tripitaka fu preso a furor di popolo e riportato in città: il re non contava più nulla. Venite!" Il reverendo sollecitò il cavallo. Tripitaka era il solo che rifiutasse di bere. Alla fine del banchetto Longevità si congedò. Da quelle giuggiole derivò la grande longevità che da allora fu tradizionale nella sua famiglia. per manifestarvi la sua gratitudine. Davanti a loro si drizzò una cima elevata. poi pian piano si attenuò e cessò del tutto. è tempo che ci congediamo anche noi" ordinò Tripitaka. ti porterò le giuggiole. ascoltate il seguito. che ancora insistevano perché rimanessero. il sentiero ripido e accidentato si inerpica fra le rocce. insieme a due o tre grandi precettori. Ciascuno si sedette secondo il suo rango. non fate troppo il birichino con le donne e nei ritagli di tempo pensate a fare qualche buona azione. montasse a cavallo e si avviasse con i suoi. ne scendono torrenti e cascate che precipitano nei burroni. Dice l'adagio: nessuna cima ferma la strada. c'è una bellissima strada che sale con molte curve. ma le creature malefiche che può ospitare. I grandi nappi hanno forma di pappagalli. La folla si richiudeva dietro di loro e li seguiva fuori città. CAPITOLO 80 UNA BELLA RAGAZZA CHIEDE AIUTO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA UN COMPAGNO PER NUTRIRE LO YANG. le acque in tumulto negli innumerevoli burroni rivaleggiano con la voce del vasto oceano lontano. Conservate l'animo . Ma Tripitaka precisò che non poteva accettare nemmeno un soldo. Quando furono sulla spianata davanti alla porta. Longevità al primo posto e il reverendo al secondo. riconobbero i loro figli e corsero a consolarli. Fratello mio.

in pace, non vi date pena per queste cose. Gli antichi dicevano: che cerchi soldi od onorificenze, devi applicarti senza reticenze." "Maestro" insinuò Porcellino, "non sarà capitato che il beato Buddha abbia traslocato altrove con le sue sporte di sutra? Avrà saputo che noi le cerchiamo, e lui magari non avrà voglia di darcele. Altrimenti, come spiegate il fatto che si cammina, si cammina, e non si arriva mai?" "Zitto, non inventar frottole!" disse Sabbioso. "Pensa a fare il tuo lavoro e a seguire il condiscepolo anziano. Prima o poi arriveremo a destino." Si avvicinavano a un'immensa e nera abetaia. Il monaco cinese esclamò: "Ai rischi della montagna ora si aggiungono quelli del bosco oscuro. Stiamo attenti!" "Tutto bene. Non c'è pericolo" rispose Scimmiotto. "Lo dici tu. Non fidarti nemmeno di ciò che è retto; guardati dalla malvagità dei buoni. Di abetaie ne abbiamo viste tante, ma non mai una così fitta e scura." [...] Si addentrarono nel folto seguendo il grande santo, che apriva il passaggio con il suo randello. Dopo mezza giornata di cammino erano ancora immersi nella penombra di quelle fitte piante. "Discepoli" disse Tripitaka, "dopo tanti monti e tante foreste pericolose che abbiamo attraversato, questo mi sembra proprio un bel posto, con un sentiero abbastanza confortevole. Guardate che belle piante, quanti fiori! Vorrei sedermi a riposare; credo che gioverebbe anche al cavallo. E ho fame: uno di voi dovrebbe andare a mendicare del cibo." "Smontate pure" rispose Scimmiotto. "Vado e torno." Tripitaka sedette ai piedi di un abete, mentre Porcellino e Sabbioso si guardavano intorno e coglievano fiori e frutti. Il grande santo prese la ciotola delle elemosine e balzò in aria. Osservando la foresta dall'alto, constatò con piacere che era sovrastata da un alone di brume di buon augurio. Pensava: "Ai miei bei tempi, cinquecento anni fa, ero qualcuno: ero indipendente, portavo corona, abbattevo draghi e tigri, avevo cancellato il mio nome dal registro dei morti. Andavo in giro con la mia armatura d'oro fino, calzavo scarpe di nuvole, comandavo quarantasettemila diavoli, e tutti mi trattavano da vostra alta signoria. Ora invece mi devo umiliare e sono a servizio; ma se questo maestro è circondato dall'alone di buon augurio che si vede, si può star sicuri che tutto finirà bene, e anch'io avrò fatto un buon affare." Mentre si cullava in queste piacevoli considerazioni, si accorse che dalla parte sud della foresta saliva un soffio nero, spesso e fetido, che ribolliva a turbinava. "C'è sotto qualche maleficio" si disse allarmato. "Non sono certo Porcellino e Sabbioso a sollevare quella porcheria." Tripitaka, là sotto, recitava placido il sutra del cuore, il Mahâ Prajñâ Pâramitâ Hrdaya Sûtra, quando udì una vocina sottile che gridava: "Aiuto!" "Bontà divina!" esclamò agitato Tripitaka. "Chi può gridare così in mezzo alla foresta? Sarà qualcuno aggredito da una belva: dobbiamo aiutarlo." Il reverendo si alzò e mosse qualche passo fra gli abeti secolari e i cedri millenari. Ed ecco, in una piccola radura vide una ragazza legata con liane ritorte a un albero dalla vita in su, mentre la metà inferiore del corpo era sepolta nel terreno. "Cara pusa, che cosa vi è capitato per ridurvi in questo stato?" Non ci voleva molto a capire che la supposta pusa era una lamia o qualcosa di simile. Ma il reverendo non era mai stato abile a riconoscere questa specie di creature. La ragazza piangeva a calde lacrime, che rendevano più lustri i suoi occhioni vellutati e animavano il volto, bello da fare invidia ai fiori e alla luna: i pesci si tuffavano nel fondo, gli uccelli volavano in alto(5). Il reverendo non osava accostarsi, ma ripeteva: "Cara pusa, avete commesso qualche colpa? Vi puniscono per qualche motivo? Ditelo, vi prego; vorrei aiutarvi." La lamia, fingendosi tutta sconvolta e con vocina dolce e accorata, raccontò questa storia: "La mia famiglia, maestro, abita a Bimbâna, una città a duecento li da questa foresta. Papà e mamma, che sono molto pii, avevano invitato tutti i parenti a onorare le tombe degli antenati per la Festa Pura e Limpida. In palanchino e a cavallo abbiamo raggiunto il posto fuori mano dove si trovano le tombe, abbiamo disposto le offerte e dato fuoco ai cavalli di carta. A questo punto ci ha assalito una banda di forsennati, suonando gong e tamburi, con le armi in mano. Tutti scappavano; io sono caduta. Non so correre svelta, e perciò mi hanno presa. Erano briganti, che mi hanno portata nel loro covo. Il capo voleva tenermi per sé, ma il suo luogotenente aveva la stessa idea; anche altri mi guardavano e mi trovavano di loro gusto. In breve, l'ottantina di uomini che componeva la banda incominciò a litigare e a battersi per me; e dal momento che nessuno voleva darla vinta agli altri, mi hanno legata dove mi vedete e se ne sono andati. Sono qui da cinque giorni e cinque notti: avrei potuto morire ogni momento. Saranno i meriti di qualche antenato che mi fanno incontrare voi. Vi supplico, abbiate pietà, salvatemi la vita! Neanche morta dimenticherò la gratitudine per voi." E piangeva come una fontana. Con il suo temperamento compassionevole, Tripitaka entrò subito in simpatia e gli uscirono lacrime e singhiozzi. Intanto gridava: "Discepoli!" Sabbioso e Porcellino, a caccia di frutti di bosco, sentirono quel richiamo piagnucolante. "Che il maestro abbia trovato nel bosco qualche vecchia zia sentimentale?" si chiese il bestione. E Sabbioso: "Non divagare! Da quando siamo in viaggio non abbiamo incontrato una sola persona per bene. Figuriamoci se le zie del maestro vanno in giro per una foresta come questa." "Non mi dirai che quel monaco si permette confidenze con estranei!" Corsero da Tripitaka: "Maestro, che cosa succede?" Il monaco cinese mostrò loro la bella prigioniera: "Porcellino, libera quella povera pusa, salvale la vita!" E il bestione si mise all'opera senza chiedere altro. Intanto Scimmiotto vedeva il soffio nero addensarsi ed espandersi fino a cancellare completamente le brume di buon augurio. "Qualcosa non va per il suo verso" esclamò. "La creatura malefica dev'essere partita all'attacco. La ricerca del cibo può aspettare." Ritornò indietro e trovò Porcellino intento a sciogliere i legami. Gli arrivò alle spalle, lo prese per le orecchie e lo gettò a terra. "Perché mi aggredisci?" si lagnò il bestione riconoscendolo. "Ubbidivo al maestro." "Fratellino" rispose ridendo Scimmiotto, "non toccare quella lì; non vedi che è una strega che vuol prenderci in giro?" "Brutta scimmia!" intervenne Tripitaka. "Eccoti di nuovo a trinciar giudizi. Perché mai questa fanciulla dovrebbe essere una creatura perversa?" "Maestro, non avete mai capito niente di queste cose. È una tattica vecchia come il mondo, uno stratagemma da manuale per chi ha voglia di farsi uno spuntino di carne umana. Possibile che non vi rendiate conto? " "Maestro" ribatteva Porcellino imbronciato, "non date retta a quell'equipuzio! Questa non è che una brava ragazza del posto. Come possiamo giudicare noi, che veniamo da lontano? Quel malvivente vuole che l'abbandoniamo, per tenersela a disposizione. Più tardi farà una delle sue capriole nelle nuvole e la verrà a trovare passando dalla porta di servizio." "Brutto stronzo!" brontolò Scimmiotto. "Io non corro la cavallina; sei tu che non puoi dire altrettanto. Ti ricordi la volta che cercasti di metter su famiglia con ragazze che non ti volevano, e finisti legato a un albero? Sei tu che perdi la testa per le donne, e che sei disposto a dimenticare il giusto per il tuo profitto." "Finitela!" intervenne Tripitaka. "Porcellino, dobbiamo ammettere che di solito le opinioni del tuo condiscepolo anziano sono risultate fondate. Lasciate stare quella donna e andiamocene." "Grazie al cielo!" esclamò Scimmiotto. "Vi posso assicurare che è per il meglio. Rimontate subito a cavallo e allontaniamoci. Quando usciremo dalla foresta andrò a mendicare il cibo." E se ne andarono. La lamia legata all'albero digrignava i denti: "Ho tanto sentito parlare di questo Scimmiotto guasta disegni, e vedo che la sua fama non è usurpata. Mi volevo accoppiare con quel monaco, che non hai mai sparso goccia del suo yang primordiale, per divenire immortale. Doveva proprio venire la scimmia a guastarmi la festa! Se mi avessero slegata, lo avrei subito catturato e concluso l'affare. Chissà che cosa ha messo sull'avviso la scimmia. Ma non mi sarò data tanta pena per niente. Non rinuncio di certo. Proverò a parlargli da lontano: vediamo se funziona." La brava lamia, senza sciogliere i suoi legami, approfittò di una brezza favorevole per far pervenire a Tripitaka qualche parolina edificante: "Maestro" sospirava, "tu che abbandoni una povera fanciulla in difficoltà negandole soccorso, quali sutra speri di ottenere dal Buddha con la tua devozione ottusa e senza coscienza? " Il monaco tirò le redini del suo cavallo: "Consapevole del Vuoto, torna indietro; va ad aiutare quella donna." "Che cosa ve la fa tornare in mente, maestro?" "È lei che mi chiama." "Tu hai sentito qualcosa, Porcellino?" "Non si può dire che le mie orecchie siano piccole, ma non ho sentito niente." "E tu Sabbioso?" "Pensavo ai bagagli che porto, non ho fatto attenzione. Comunque non ho sentito niente." "Nemmeno io ho sentito niente. Maestro, perché dite che vi chiama? Che cosa vi dice?" "Mi dice cose sensate: dice che la devozione senza coscienza di chi non soccorre la gente nel bisogno non otterrà i sutra dal Buddha. Val più salvare una sola vita umana, che costruire una pagoda di sette piani. Bisogna salvarla: è più importante della ricerca delle scritture." "Quando al maestro viene l'uzzolo delle opere buone, non c'è rimedio al mondo che lo guarisca" sogghignò Scimmiotto. "Quanti mostri abbiamo incontrato lungo la strada! Vi acchiappano, vi portano nel loro covo, e io devo venire a tirarvi fuori e a spiaccicarli con la mia sbarra di ferro. La persona che adesso vi sta cuore è della stessa risma: si può sapere che bisogno avete di andarvi a consegnare nelle sue mani, per poi mettervi a piangere?" "Discepoli" rispose Tripitaka, "ricordate sempre il detto degli antichi: nessun bene è tanto piccolo che non valga la pena di farlo; nessun male è tanto piccolo che non si debba guardarsene. L'aiuto che ci viene chiesto va sempre dato." "Maestro, così sia" disse Scimmiotto. "Non cercherò di dissuadervi: ne ricaverei soltanto il vostro malumore. Ma questa è una responsabilità che non mi voglio prendere. La volete salvare? Fatelo voi." "Si capisce, scimmia zuccona!" inveì Tripitaka. "Tu resta in panciolle, mi aiuterà Porcellino." Il monaco cinese ritornò alla radura con Porcellino, che sciolse i legami e con il rastrello scavò il terreno in cui la ragazza era semisepolta. La buona lamia scosse il terriccio dalle calzature, si aggiustò la

gonnella e seguì Tripitaka con segni di giubilo e di riconoscenza. Quando la vide comparire, Scimmiotto sghignazzò. Tripitaka esasperato gli chiese: "Che cosa ti fa ridere, brutto scimmione?" "Mi fate ridere voi, maestro. Pensavo al distico: Se viene la fortuna, amici certo avrai; E quando essa ti lascia, la bella incontrerai." "Tutte bugie, diabolico macaco! Sono monaco da quando mia madre mi ha partorito; sono un inviato imperiale: non sono di quelli che vanno cercando il proprio guadagno e la soddisfazione della carne. Perché la fortuna mi dovrebbe lasciare?" "Maestro" sghignazzò Scimmiotto, "avete un bell'essere monaco: vi avranno insegnato a leggere i sutra e a pregare il Buddha, ma le leggi non le conoscete. La ragazza è giovane e carina; voi e io siamo monaci. Aspettate che incontriamo qualche malintenzionato, e ci troveremo davanti a un tribunale accusati di fornicazione; andate allora a raccontare di Buddha e di ricerca delle scritture! Se ci assolvessero dall'accusa di fornicazione, resterebbe quella di ratto: bastonate da lasciarvi mezzo morto, caro il mio maestro, e ritiro della licenza di monaco; Porcellino deportato e Sabbioso ai lavori forzati. E anch'io, che nel difendermi sarei certo più abile di voi, dubito che riuscirei a farmi assolvere." "Non dire sciocchezze!" gridò Tripitaka. "Comunque la si voglia mettere, è una persona cui salvo la vita. Perché mai dovrebbero derivarne tante complicazioni? Portiamola con noi: prendo io tutta la responsabilità." "Parlate di responsabilità, ma non sapete quello che dite. Tutto sommato non salvate nemmeno lei, ma piuttosto le fate del male." "Come sarebbe a dire?" "Se fosse rimasta legata dov'era, entro cinque, dieci o quindici giorni, senza un boccone da mangiare, sarebbe morta di fame e avrebbe avuto almeno la consolazione di raggiungere gli antenati con il suo corpo integro. Seguendo voi - che l'avete salvata, come dite - dovrà correre con i suoi piedini dietro il vostro cavallo e dietro a noi, che filiamo come il vento. Finiremo per perderla e se la mangerà il lupo. Che guadagno ci avrà fatto?" "Questo è vero. Come dobbiamo fare, secondo te?" "Perché non la fate salire sul cavallo e non ve la prendete in braccio?" Tripitaka rifletté: "No, non possiamo stare insieme sulla stessa cavalcatura. La potrebbe portare Porcellino." Scimmiotto scoppiò a ridere: "Che bella fortuna per il nostro bestione!" Porcellino osservò: "Nessun peso è leggero, se la strada è lunga. Che fortuna sarebbe, portare una persona sulle spalle?" "Quando l'avrai addosso, le rivolgerai quel tuo grugno lungo come un trombone, sussurrerai una parolina dolce e sarà già una serenata." Porcellino si lasciò andare a pestare i piedi e battersi il petto: "Non ne posso più! Maestro, preferisco essere bastonato. Meglio le botte che i lazzi del condiscepolo anziano: se mi carico in spalla quella ragazza, non farà che tormentarmi finché non l'avrò messa giù." "Ho capito" disse Tripitaka. "Ho gambe anch'io: scenderò da cavallo e proseguirò a piedi. Vorrà dire che procederemo più lentamente. Porcellino prenderà le redini." "Non c'è verso: oggi è giorno di buoni affari per il nostro bestione" rise Scimmiotto. "Il maestro si preoccupa di affidare a te il moccolo da reggere." "Fammi il piacere di tenere per te i tuoi farnetichi. Dicevano gli antichi: il cavallo fa mille leghe, ma qualcuno deve guidarlo. Scendiamo pian piano la montagna con questa giovane pusa, che così non si perderà per via. Quando giungeremo a un monastero buddista o a un tempio taoista, o comunque a un abitato, ce la lasceremo e avremo compiuto la nostra missione di salvataggio." "Va bene, è un'idea sensata" approvò finalmente Scimmiotto. "Non perdiamo altro tempo, e andiamo avanti." Tripitaka marciava in testa, Sabbioso seguiva con i bagagli, Porcellino reggeva le briglie del cavallo e Scimmiotto chiudeva il convoglio conducendo la ragazza. Percorsa una ventina di li, mentre scendeva la sera, videro un complesso di torri, terrazze e padiglioni. "Discepoli" disse Tripitaka, "buddisti o taoisti che siano gli edifici, chiederemo ospitalità per la notte e ripartiremo domattina. Aspettate qui, mentre vado a chiedere: se va tutto liscio, vi chiamerò." I discepoli e la ragazza si fermarono ai piedi di un salice, mentre il reverendo si accostava al portale. Vide subito che era cadente; il muro pendeva pericolosamente da una parte. Mentre spingeva il battente roso dal tempo, fu preso dalla malinconia del luogo: porticati deserti dalle tettoie sfondate, il vecchio tempio desolato, i cortili coperti di muschio, i sentieri cancellati dalle erbacce. L'unica luce proveniva dalle lucciole, l'unico rumore di vita dalle rane che gracidavano. Il reverendo si fermò e gli vennero le lacrime agli occhi. Sale in rovina, stucchi e pitture devastati, celle deserte, porticati distrutti. Giacciono a terra qua e là mattoni e tegole rotte, frammenti di travi, travicelli contorti. Scompaiono le corti nel verde selvatico. Le cucine, con i loro utensili e odori, giacciono sotto uno spesso strato di polvere. La torre dell'orologio è crollata, il tamburo è ridotto a una cassa di legno imputridito. Rotta la lampada di cristallo, il corpo del Buddha ha perduto le dorature, gli arhat sono caduti con le gambe spezzate. Le infiltrazioni d'acqua hanno reso alla terra l'argilla in cui era plasmata Guanyin; il vaso immacolato è rotolato al suolo. Nessun monaco di giorno e, la notte, volpi e fiere che vengono a rintanarsi. I muri cadono, i battenti degli usci sono scomparsi da molto tempo. Abbandonato ormai da tanti anni Senza riparazioni, il vecchio tempio È sorvegliato da guardiani a pezzi Ed ospita dei buddha senza testa: Nemmeno il tudi ci potrebbe vivere. I vajrapani giaccion nella pioggia; La campana, perduto ogni supporto, Se ne sta silenziosa nella polvere. Tripitaka si armò di coraggio e superò il secondo ingresso. Crollata la torre, la campana di bronzo era semiaffondata nel terreno, con la parte superiore bianca come neve e l'inferiore verde cupo: sopra era stata dilavata per lustri dalle intemperie del cielo, sotto era ossidata e scurita dal soffio della terra. Tripitaka la accarezzò: "Campana! Dalla cima della torre scandivi il tempo con la tua voce possente: annunciavi l'alba a gara con i galli e accompagnavi il crepuscolo serale. Dove saranno finiti i monaci che elemosinarono il denaro per fabbricarti, e il fabbro che ti fuse? Tutti saranno scesi nel mondo delle ombre, e ogni loro traccia sarà cancellata." Declamando la sua elegia, il reverendo attirò l'attenzione di una persona che abitava nel monastero, un inserviente addetto a bruciare l'incenso. Si era già coricato; l'inattesa voce umana lo svegliò e lo indusse a raccogliere da terra una scheggia di tegola e a tirarla contro la campana. Il suono improvviso spaventò il reverendo, che pensò di fuggire, ma inciampò in certe radici e cadde esclamando: "Campana! Lamentavo la tua sorte, e tu mi hai risposto. Su questa strada dell'Occidente, che nessuno percorre, nel lungo decorso degli anni sei divenuta un fantasma." L'inserviente accorse e lo aiutò a rialzarsi: "Tiratevi su, reverendo. La campana non è diventata un fantasma, l'ho suonata io." Tripitaka guardò quella brutta faccia scura: "Non sarai uno gnomo, o un diavolo dei boschi? Bada che io non sono un viandante qualsiasi, ma un inviato imperiale, accompagnato da discepoli capaci di abbattere tigri e domare draghi. Se ti misurassi con loro, correresti dei brutti rischi." "Ma no, reverendo" rispose l'uomo inginocchiandosi. "Non sono una creatura malefica, ma un inserviente del monastero, addetto a bruciare l'incenso. Poco fa, quando ho sentito le vostre belle parole, il mio impulso è stato di uscire ad accogliervi; ma ho temuto che poteste essere un diavolo sotto mentite spoglie e, per farmi coraggio, ho suonato la campana." Il monaco cinese si rinfrancò: "Quasi morivo di paura, caro inserviente. Fammi visitare gli edifici." L'inserviente guidò Tripitaka nella terza corte, dove lo spettacolo era completamente diverso. Si vedevano muri rivestite di piastrelline azzurre con disegni di nuvole, sale di cristallo coperte di tetti verdi. Gradini di giada bianca salgono a simulacri rivestiti d'oro. La sala del Buddha eminente è illuminata da una luce azzurrina; dal padiglione di Vairocana esce una nube profumata; la sala di Wenshu è decorata da greche di nuvole. La biblioteca è ornata da pitture di fiori. Al culmine del triplo tetto è collocato un grande vaso sacro. La Torre delle Cinque Felicità è coronata d'intagli. I letti di meditazione sono all'ombra di verdi bambù; pini azzurri si stagliano alla porta del Buddha. Dagli edifici irradia una luce dorata, brume violette li circondano. Al mattino si respira una brezza che vien di lontano; la sera rintocca il tamburo dalle colline. Lampade splendenti sul muro

della corte posteriore diffondono spire d'incenso. Tripitaka, intimidito, si fermò sulla soglia e chiese: "Come mai davanti tutto cade in rovina, e la parte posteriore è così bella?" "Reverendo" rispose ridendo l'inserviente, "queste montagne sono zeppe di briganti e di creature malefiche. Nella buona stagione se ne vanno altrove a commettere le loro malefatte; ma in quella cattiva pretendono di venir qui a ripararsi, rovesciano le statue, rompono gli arredi di legno per bruciarli nel camino. I monaci non sono in grado di tenergli testa. Perciò hanno abbandonato alla loro mercé gli edifici verso la strada, e pian piano hanno costruito sul retro il nuovo monastero che vedete, con le offerte dei benefattori. Il puro e l'impuro abitano l'uno accanto all'altro: è una situazione comune in queste terre occidentali." "Ecco dunque come stanno le cose." Accanto all'entrata Tripitaka lesse una scritta in cinque grandi caratteri: MONASTERO DELLA FORESTA DI MEDITAZIONE, PACIFICATORE DEI MARI Quando si decise a superare la soglia, gli venne incontro un bonzo. Che aspetto aveva? Tonaca di lana di Fala, berretto di velluto e broccato con il fermaglio a sinistra, anelli di bronzo alle orecchie. Gli occhi brillano come l'argento. Agita un tamburello e recita sutra in una incomprensibile lingua barbara. Tripitaka non sapeva che si trattava di un lama. Il lama contemplava Tripitaka; osservava il suo bell'aspetto, la larga fronte, il cranio piatto, le orecchie che giungevano alle spalle, le mani che scendevano oltre le ginocchia, la sua eleganza di arhat disceso sulla terra. Gli piacque molto, e perciò gli andò incontro con un sorriso da un'orecchia all'altra e lo festeggiò a modo suo, stringendogli le mani e i piedi, strofinandogli il naso, pizzicandogli le orecchie. Lo portò nella sua cella e gli chiese: "Da dove venite, reverendo?" "Il vostro discepolo è inviato in missione speciale dall'imperatore dei Tang delle terre dell'Est, per sollecitare le scritture dal Buddha del Monastero del Colpo di Tuono, in India. Passavamo appunto dal vostro prezioso convento mentre scende la sera: permettetemi di chiedervi riparo per la notte. Partiremo domattina di buon'ora. Spero che potrete darci ospitalità." "Non diciamo bestemmie!" esclamò il lama ridendo. "Naturalmente, se abbiamo lasciato le nostre famiglie, è perché siamo nati sotto cattiva stella: i genitori non potevano mantenerci e noi ci arrangiamo come possiamo. Ma questo non ci autorizza a mentire." "Io non mento." "Ma sapete quanto sono lontane le terre dell'Est? E lungo il cammino ci sono infinite montagne, sulle montagne grotte, e nelle grotte creature malefiche. È mai possibile che una personcina civile come voi, pallida e con le mani morbide, abbia percorso tutta sola una simile strada?" "Avete ragione, la mia umile persona da sola non ne sarebbe mai stata capace. Ma ho tre discepoli che mi aprono la via sui monti e gettano ponti sulle acque. Solo grazie alla loro protezione ho potuto giungere fin qui." "E dove sono i vostri eminenti discepoli?" "Attendono alla porta." "Maestro!" esclamò il lama. "Non sapete che questi posti pullulano di fiere, briganti e diavoli? Noi osiamo a malapena mettere il naso fuori di giorno chiaro, senza allontanarci troppo, e al crepuscolo ci barrichiamo in casa. Di notte non si può restare all'aperto!" E gridò: "Discepoli, invitate a entrare quella gente là fuori!" Due giovani lama corsero lesti all'ingresso, ma appena intravidero i pellegrini caddero a terra, si risollevarono precipitosamente e corsero in casa inciampando dappertutto: "Monsignore, che sfortuna! I discepoli sono scomparsi. Alla porta ci sono soltanto certi orribili mostri." "Che aspetto hanno?" chiese Tripitaka. "C'è il duca del tuono, un mostro dalle orecchie gigantesche, e uno con la faccia blu e le zanne sporgenti. Hanno catturato una ragazza carina, pettinata con la brillantina, ben truccata e incipriata." Tripitaka si mise a ridere: "Quei tre sono appunto i miei discepoli. Alla ragazza ho salvato la vita in un'abetaia." "Com'è possibile, monsignore, che un maestro tanto bello abbia discepoli tanto brutti?" "Saranno brutti, ma sanno rendersi utili. Ritornate da loro, per piacere, e invitateli a entrare. Quello che chiamate duca del tuono, se si spazientisce perché non viene invitato, può prendere l'iniziativa di entrare e permettersi delle violenze. Poverino, non ha avuto genitori che gli abbiano insegnato le buone maniere." I monacelli tremebondi ritornarono fuori e si inginocchiarono: "Signori, il monaco cinese vi prega di entrare." "Fratello" sghignazzò Porcellino, "guarda come tremano!" "Siamo tanto brutti che gli facciamo paura." "Che stupidi! Mica lo facciamo apposta; siamo nati così." "Nemmeno loro fanno apposta. Cerca di nasconderti più che puoi." Il bestione andò avanti nascondendo il grugno nel colletto, seguito dagli altri. Si recarono nella cella del superiore, che fece convocare la settantina di monaci presenti nel convento. Dopo le presentazioni, ciascuno prese posto secondo il suo rango e si preparò il pasto in onore degli ospiti. È il caso di dirlo: Solo la compassione vi fa acquistare meriti. Mutua stima prescrive la Legge ai veri monaci. Se poi in fin dei conti non sapete che cosa avvenne prima che lasciassero il monastero, ascoltate il seguito. CAPITOLO 81 MALANNO DI TRIPITAKA E SEDUZIONE DI SCIMMIOTTO OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO CONFONDE LA LAMIA NEL MONASTERO PACIFICATORE DEI MARI, E I TRE PELLEGRINI VANNO IN CERCA DEL LORO MAESTRO NELLA FORESTA DEGLI ABETI NERI. I monaci del Monastero della Foresta di Meditazione offrirono la cena ai pellegrini e, quando fu consumata, diedero cibo anche alla ragazza. Poiché il buio scendeva, si accesero le lampade. Sotto la loro luce, nella cella del superiore, i monaci si accalcavano numerosi per godersi due attrazioni: saperne di più sul viaggio del monaco cinese, e guardare la ragazza. Alla fine Tripitaka chiese al superiore: "Com'è la strada verso l'ovest? Abbiamo intenzione di ripartire domani all'alba." Il lama si gettò in ginocchio, mentre il reverendo si precipitava a rialzarlo: "La strada è piana e in buono stato. Ma c'è un grave problema di cui vi avrei parlato fin dal primo momento, se l'imbarazzo non me lo avesse impedito. Sarò felice di ospitare nella mia cella voi, che venite da tanto lontano a prezzo di molte fatiche. Ma le convenienze non permettono di ospitare la pusa: non so proprio dove metterla a dormire." "Spero non penserete che le nostre intenzioni siano meno che oneste. Ci siamo imbattuti nella ragazza mentre attraversavamo la Foresta degli Abeti Neri: era legata a un albero. Il mio umile discepolo Consapevole del Vuoto si rifiutava di slegarla, ma i precetti della bodhi mi hanno spinto a soccorrerla; e in seguito non potevo certo abbandonarla lungo il cammino. Qualunque sistemazione andrà bene per lei." "Se acconsentite, nella vostra grande generosità, potrei far collocare un pagliericcio nella sala del Re del Cielo, dietro il simulacro, e mandarla a dormire là." "Credo che andrà benissimo." I giovani lama accompagnarono la ragazza nel luogo destinato, e tutti si ritirarono per la notte. "Corichiamoci subito" diceva Tripitaka ai suoi; "la giornata è stata massacrante, e domani dovremo alzarci presto." Come al solito, i discepoli dormirono nella sua stessa camera, per proteggerlo. Nel cielo notturno troneggia la lepre di giada: Deserti son d'ogni passante i divini sentieri. Rilucono quiete le stelle del Fiume d'Argento. In cima alla torre il tamburo scandisce le ore. Scimmiotto si alzò all'alba, chiamò Porcellino e Sabbioso per preparare cavallo e bagagli, e andò a destare il maestro, che dormiva ancora. Chiamato, alzò la testa e la lasciò ricadere sul cuscino. "Maestro, che avete?" chiese inquieto Scimmiotto. "Non lo so nemmeno io" gemette il reverendo. "Mi gira la testa, sento gli occhi gonfi; ho male dappertutto." Porcellino gli toccò la fronte e la sentì scottare. "Ho capito" disse il bestione. "La buona cucina vi ha indotto ieri sera a mangiare un piatto di troppo, e avrete dormito con la testa troppo in basso. È un'indigestione." "Sciocchezze" brontolò Scimmiotto. "Ci dica il maestro che cosa è successo." "Questa notte mi sono alzato per un bisogno e non ho messo in capo la berretta" spiegò Tripitaka. "Avrò preso freddo." "È una spiegazione più verosimile. Ve la sentite di alzarvi e rimettervi in cammino?" "Temo di non riuscire nemmeno a mettermi seduto: come

potrei cavalcare? Ma non vorrei farvi perdere tempo." "Che dite mai, maestro! Come dice l'adagio: maestro per un giorno, padre per la vita. E noi discepoli siamo i vostri figli. Si dice anche: non chiedere a tuo figlio che cachi oro o pisci argento, ma che ti mostri affetto secondo il bisogno del momento. Se non state bene, aspetteremo che vi rimettiate." Per più di due giorni e due notti i discepoli assistettero il maestro; verso la sera del terzo giorno, Tripitaka riuscì finalmente a mettersi a sedere e chiamò Scimmiotto: "Consapevole del Vuoto, sono stato tanto male, che non ti ho chiesto nemmeno se la pusa che abbiamo salvato ha ricevuto il cibo che le occorre." Scimmiotto rise: "Che cosa andate a pensare! Badate piuttosto alla vostra salute." "Giusto. Aiutami a scendere dal letto e portami carta e pennello; la pietra da inchiostro puoi chiederla in prestito a quelli del monastero." "Che cosa intendete fare?" "Devo scrivere una lettera, allegare il passaporto e affidartela, perché la consegni a sua maestà l'imperatore Taizong, a Chang'an." "È un incarico facile; altre cose non le saprò fare, ma come postino non ho rivali. Quando avrete scritto la lettera farò una capriola fino a Chang'an e ritornerò qui con un'altra capriola: il pennello non avrà il tempo di asciugare. Ma che cosa volete scrivere?" "Devo scrivere" rispose piangendo il reverendo: "Tre volte prosternato, l'umile servitore Augura lunga vita al santo imperatore. Possano i mandarini legger questo messaggio. Quando lasciai la Cina ero determinato A raggiungere il Buddha, come mi era ordinato. Molti ostacoli han messo a prova il mio coraggio. Lontano dalla meta, sono attualmente afflitto Da grave malattia che mi lascia sconfitto. Se potessi raggiungere il Monte degli Avvoltoi Ed ottenere i sutra, non risparmiando pene, Non ne ricevereste utilità né bene, Perché morirei prima di riportarli a voi. Il mio viaggio terreno può dirsi terminato: Debbo invitarvi a scegliere un altro incaricato." Scimmiotto non poté trattenersi dallo scoppiare in una fragorosa risata: "Maestro, non ve la prendete, ma come al solito non siete all'altezza della situazione. Vi viene la bua, e vi sognate già morto e sepolto. Del resto, se vi colpisse davvero un male grave, da mettervi in pericolo di vita, non ci sono qui io? Farei subito un'inchiesta: 'Quale re dell'altro mondo ha preso questa cantonata? Quale giudice ha commesso l'imprudenza di spiccare il mandato? Fatemi vedere il malcapitato inviato infernale che si è preso l'incombenza!' Guai a loro se facessero i furbi o avessero il coraggio di contrariarmi! Farei terra bruciata fino in fondo all'Inferno; acchiapperei i dieci giudici e gli romperei le ossa." "Discepolo, non fare il fanfarone. Io sto male davvero." Si fece avanti Porcellino: "Fratello, se ti dice che sta male, non star lì a discutere: sta male. Sistemiamo le cose prima che sia troppo tardi: vendiamo il cavallo e, con il ricavato, compriamo una bara per lui. Poi ci divideremo i bagagli e ce ne andremo ciascuno per la sua strada." "Ci mancavano le idee fisse di questa bestia! Non te ne intendi di queste cose: il nostro maestro fu il secondo discepolo del beato Buddha, sotto il nome di Cicala d'Oro; le prove che sta passando hanno semplicemente lo scopo di fargli espiare una mancanza di riguardo che commise allora." "Qualunque mancanza di riguardo abbia commessa, è stato immerso nel mare di guai della vita umana, senza parlare delle tremarelle che prova ogni volta che incontra un mostro o un diavolo. Non è sufficiente? Che bisogno c'è di tormentarlo anche con le malattie?" "Che cosa ne sappiamo? Pare che si fosse addormentato alla predica del Buddha; inoltre era caduto e aveva schiacciato un grano di riso con il piede sinistro. Magari la pena prevista in questo caso sono proprio tre giorni di malattia." "Tre giorni per un grano di riso!" gridò Porcellino terrorizzato. "E per i calderoni che ne mangio io, quanti secoli mi toccherà penare?" "Fratellino" rispose Scimmiotto, "le bestie come te, il Buddha non le vede nemmeno. Comunque ricordati: Cresce il riso nel campo Con il duro lavoro. Ogni chicco che hai Costa sudore e guai. "Vedrai che per il maestro questo sarà l'ultimo giorno di malattia. Domani sarà guarito." "Non mi pare di star molto meglio. Ho la gola secca: potete darmi un po' d'acqua?" chiese Tripitaka. "Bene!" affermò Scimmiotto. "La sete è un segno di miglioramento. Cerco subito l'acqua." Afferrò la ciotola delle elemosine e corse in cucina. Si guardò intorno, e notò che tutti i monaci presenti avevano gli occhi rossi e trattenevano a stento il pianto. "Come siete meschini!" li apostrofò Scimmiotto. "D'accordo, ci siamo fermati più del previsto; ma prima di partire faremo i conti e vi pagheremo fino all'ultima sapeca. Vi sembra il caso di ostentare tanto il fastidio che vi diamo? Non è un comportamento da veri sacchi di merda?" "Ma noi non ci permetteremmo mai!" esclamarono i monaci gettandosi in ginocchio. "Non state forse frignando per i vuoti che ha provocato nella vostra dispensa il mio condiscepolo con il grugno lungo?" "Potete restar qui mesi interi: non guarderemo certo nel vostro piatto. La nostra disgrazia è un'altra. Ogni notte due giovani bonzi sono addetti a suonare la campana e battere il tamburo: quelli delle ultime tre notti sono scomparsi. Ne abbiamo trovato solo un mucchietto di ossa nel giardino posteriore, accanto ai loro berretti e ai sandali. Non volevamo parlarvene per non affliggervi, perché sappiamo che il vostro maestro è indisposto; ma non possiamo trattenerci dal piangerli." Scimmiotto fu insieme allarmato e contento di sentirsi chiamato in causa: "Non dite altro: è chiaro che avete in casa una creatura perversa. Penserò io a levarla di torno. La prossima notte farò il turno da solo." "Signoria, i mostri dispongono di poteri soprannaturali: sanno cavalcare le nuvole, andare e venire dall'inferno. Gli antichi dicevano: temi l'ingiustizia dei giusti, guàrdati dalla malvagità dei buoni. Non vi arrabbiate, per piacere: se catturaste il colpevole, sarebbe una gioia senza pari; ma se doveste fallire, ne deriverebbero seri guai." "Quali guai ne dovrebbero derivare?" "Reverendo, parliamoci chiaro. Noi abbiamo lasciato le nostre famiglie fin dall'infanzia. Com'è la nostra vita? Quando crescono i capelli, occorre raderli. Se la tonaca si scuce, occorre ricucirla. Al mattino ci alziamo presto, ci laviamo e ci inchiniamo a mani giunte per ubbidire alla Grande Via. Quando scende la sera ci riuniamo, bruciamo incenso, borbottiamo devotamente il nome di Amitâbha. Leviamo gli occhi a contemplare il Buddha sul suo nonuplo trono di loto, che compassionevolmente dispensa la Legge e i Tre Veicoli; e ci auguriamo di poter contemplare l'onore dei Sâkya nel suo grande parco del Jetavana. Abbassiamo il capo per scrutare nel nostro cuore, accettare i cinque divieti, trascendere il gran chiliocosmo; e ci auguriamo di afferrare, attraverso la molteplicità dei fenomeni, il vuoto totale e l'irrealtà della realtà. Se vengono donatori ciascuno di noi, vecchio o giovane, grande o piccolo, grasso o magro, zotico o gentile, batte il pesce di legno e la pietra sonora, e salmodia nel naso un paio di rotoli del sutra del Loto, oppure la litania dell'imperatore dei Liang. Se invece non si vedono donatori, ciascuno giunge le mani e chiude gli occhi, accovacciato sulla sua stuoia, chiude la porta al chiar di luna e si immerge in contemplazione nel silenzio e nell'oscurità. La nostra vita è questo, e nient'altro. Chiacchiericcio di uccelli, zuffe di formiche, domar tigri e abbattere draghi, sono cose che non trovano posto nel grande veicolo della Legge, per grande che sia la compassione. Mostri e diavoli non sono affar nostro. Se vostra signoria si trovasse a stuzzicare uno spirito perverso, esso potrebbe prendersela con noi e mangiarci in un boccone. È facile immaginare le conseguenze: in primo luogo, ricadremmo nel ciclo delle reincarnazioni; secondo, l'antica Foresta di Meditazione resterebbe distrutta; terzo, non avremmo nemmeno un posticino alla corte del Beato. Non li chiamereste seri guai?" Man mano che ascoltava, Scimmiotto si arrabbiava sempre più; sentiva rodere la bile. Urlò: "Banda di idioti! Ciarlate su ciò che possono fare i diavoli; ma non sapete che cosa so fare io!" "In effetti, non ne sappiamo niente" mormorarono i monaci. "Per oggi mi accontenterò di un riassunto succinto. Ascoltatemi bene: "In vita mia ho abbattuto tigri e draghi sulla terra, e messo sottosopra i palazzi del Cielo. Ho saziato l'appetito sgranocchiando l'elisir del signore Laozi, e calmato la sete scolando il vino dell'Imperatore di Giada. Se spalanco i miei occhi dalle pupille d'oro, il cielo sbiadisce e la luna si nasconde. Vado dove voglio senza lasciare traccia né ombra, stringendo la mia sbarra cerchiata d'oro, corta o lunga a volontà. Non temo né i mostriciattoli né i grandi diavoli, per malvagi che siano. Non c'è fuggiasco che non acchiappi: corra, tremi o si nasconda. E chi afferro non mi sfugge: che finisca segato in due, arso, affogato o stritolato. Ho le mie specialità; posso competere con ciascuno degli otto immortali che passano il mare, o con tutti insieme. Monacelli miei,

acchiapperò la creatura perversa e ve la mostrerò, perché sappiate anche voi chi è il vecchio Scimmiotto!" I lama pensavano: "Questo bandito peloso è un gran chiacchierone, ma può darsi che ci sia qualcosa di vero." Dentro di sé erano scettici, ma per educazione emettevano un indistinto mormorio di approvazione. Il loro superiore fece sentire un'altra campana: "Lasciate stare, pensate invece al vostro maestro! Non c'è nessuna fretta di catturar fantasmi. Dice il proverbio: il principe al banchetto, se non si sazierà, calmerà almeno l'appetito; il prode in battaglia, se non sarà ammazzato, buscherà almeno una ferita. Proveremmo un eminente dispiacere se il maestro ammalato subisse danno dalle vostre battaglie con gli spettri." "Giusto. Vado a portargli da bere, e torno subito." Riempì la sua ciotola e portò l'acqua a Tripitaka. Questi, tormentato dall'arsura, la vuotò in un sorso. In verità L'acqua per l'assetato è un gran piacere, Ed è appunto il rimedio che ci vuole. Il reverendo si sentì subito meglio: il suo volto riprese un po' di colore e il suo corpo qualche energia. Scimmiotto lo vide più disteso e domandò: "Maestro, che ne direste di una minestra e di una tazza di riso?" "Ne prenderò volentieri. L'acqua mi ha giovato come un buon farmaco: mi sento mezzo risanato." Scimmiotto corse in cucina gridando: "Il maestro sta meglio. Vuol mangiare." I monaci si affrettarono a preparare il pasto. Misero al fuoco il riso, impastarono tagliatelle, prepararono focacce, fecero cuocere qualche panino al vapore e cucinarono vermicelli in brodo. Servirono quattro o cinque piatti. Tripitaka si limitò a sorbire mezza tazza di brodo, Scimmiotto e Sabbioso gli fecero parca compagnia e tutto il resto finì nel ventre vorace di Porcellino. Poi i lama sparecchiarono la tavola e portarono le lampade. "Da quanto tempo siamo qui?" chiese Tripitaka. "Da tre giorni" rispose Scimmiotto. "Tre giorni! Santo cielo, quante tappe perdute!" "Maestro state tranquillo, nessuna tappa va mai perduta. Domani partiremo e nei prossimi giorni le percorreremo, ecco tutto." "D'accordo. Se non sarò del tutto ristabilito, peggio per me." "Visto che domani partiamo, devo impegnare la notte nella cattura di un mostro." "Che nuovo mostro ti sei procurato?" "È qualcuno che gira qui, nel monastero." "Discepolo, non ti montare la testa! Se avesse dei poteri più grandi dei tuoi? Se ti mettesse in pericolo, mentre io non sono ancora del tutto ristabilito?" "Cercate sempre di smontarmi. Quanti mostri mi avete visto prendere? Ho mai ceduto a qualcuno? Se mi impegno sul serio, vinco io; ormai dovreste saperlo." "Discepolo!" insisteva Tripitaka trattenendolo per le mani. "Le massime che devi avere sempre fisse in testa sono: Fa il bene ogni volta che puoi. Perdona sempre. Val meglio quiete di spirito che agitazione, tolleranza che belligeranza." "Devo pur dirvelo, visto che siete tanto insistente" finì per dire Scimmiotto. "Non lo faccio per divertimento. Quel mostro ha mangiato degli esseri umani." "Quali esseri umani?" volle sapere Tripitaka, cui si rizzavano i capelli. "Sei giovani bonzi. Li ha mangiati appunto in questi ultimi tre giorni, dopo il nostro arrivo." "La volpe piange la morte della lepre: ogni creatura piange i suoi simili. Se le vittime sono monaci, considerato che siamo monaci anche noi, non ti posso negare l'autorizzazione. Ma sta attento." "Va da sé. Appena lo avrò fra le mani, lo eliminerò." Ed ecco che si scrolla di dosso la noia di tre giorni di inattività, affida il maestro a Porcellino e Sabbioso, ed esce giubilante dalla camera. Il cielo era pieno di stelle, ma la luna non si era ancora levata; perciò la grande sala consacrata al Buddha era immersa nell'oscurità. Scimmiotto accese una lampada di cristallo con fuoco di verità, tratto dal suo corpo, batté il tamburo e suonò la campana. Poi, con una scossa, si mutò in un piccolo lama di dodici o tredici anni, con la camicia di tela bianca e la tonaca di seta gialla. Salmodiava sutra e percuoteva il pesce di legno. Finì la prima veglia senza che accadesse nulla. Durante la seconda veglia, quando salì in cielo una falce di luna, si levò il vento. E che vento! Porta con sé nera nebbia e cupe nuvole: come una macchia d'inchiostro che dilaghi ai quattro orizzonti, o una gigantesca pennellata di pittura color indaco che copra il quadro. Solleva polvere e abbatte alberi. Vola la polvere a velare lo scintillio delle stelle, si schiantano gli alberi nell'oscurità dell'eclisse di luna. Il soffio è così forte che Chang'e deve proteggere l'albero di sâla, mentre la lepre di giada gira in tondo impazzita e non riesce a ritrovare la sua ciotola. Gli ufficiali dei nove luminari devono serrare le imposte, i draghi dei quattro mari si barricano in casa. Il dio delle mura e dei fossati dà per dispersi i diavoletti suoi assistenti. Nel palazzo infernale Yama non trova più il fido accolito col muso di cavallo. I giudici corrono da tutte le parti, inseguendo i loro berretti in volo. Questo vento smuove le rupi in cima al Monte Kunlun, agita le acque dei laghi e dei fiumi come una zangola. Infine il vento si calmò e si diffuse profumo di muschio e di orchidea, mentre si udivano giade tintinnare. Scimmiotto alzò gli occhi e vide salire nella sala una donna molto bella. Lui borbottava: "Bla, bla, bla..." come se fosse assorto nella recitazione dei sutra. La donna gli si avvicinò e lo abbracciò dicendo: "Che cosa recita di bello, il mio bonzino?" "Recito quello che devo recitare." "Come mai gli altri, invece, sono andati a dormire?" "Loro dormono, e io recito." La ragazza lo baciò e gli propose: "Che ne dici? Ci vieni là fuori a divertirti con me?" "Non sarai mica matta!" strillò Scimmiotto. "Sai qualcosa di fisiomanzia?" "Ne ho sentito parlare." "Che cosa vedi sul mio viso?" "Che sei capricciosa e puttana; che i tuoi ti hanno cacciata di casa." "Non te ne intendi, è tutto sbagliato. Non sono disonesta, né i parenti Mi scacciaron di casa. Il mio destino Determinato da vite anteriori M'ha unito ad un ragazzo troppo giovane Che la notte di nozze non sapeva Proprio che cosa fare. Ecco il motivo Per cui ho dovuto fuggire da lui. "Ora approfitteremo del chiar di luna e del destino, che ha deciso il nostro incontro da mille leghe di distanza; ce ne andremo nel giardino dietro casa e faremo l'amore." Scimmiotto tentennava il capo e pensava: "Ecco come sono stati attirati, quegli stupidelli." Rispose: "Signora, sono troppo giovane: non sono pratico di queste cose." "Vieni con me e imparerai." Scimmiotto finì per cedere: "Vediamo che cosa conta di fare" pensava. Andarono in giardino tenendosi per mano. Improvvisamente lei lo fece cadere a terra con uno sgambetto, e senza tanti complimenti prese a manipolargli la 'radice disgustosa', mentre lanciava dei gridolini: "Stellina! Come sei carino!" "Orca miseria!" pensò Scimmiotto. "Questa mi mangia vivo." Le afferrò a sua volta il polso e con la mossa della 'piccola giravolta' la gettò a terra. "Piccino! Che bravo!" gorgheggiava lei. "Come sa rovesciare bene la sua donnina!" "Ora o mai più" pensò Scimmiotto. "Chi dà il primo colpo, alla fine è il più forte; di dare il secondo impedisce la morte." Balzò su con la sbarra in mano, mirando alla testa, e riprese il proprio aspetto. "Che succede al piccolo lama?" esclamò la ragazza; in un attimo riconobbe il pericoloso discepolo del monaco cinese, ma non si spaventò e si adeguò subito alla situazione. Chi era quella creatura? Naso d'oro, morbido pelo. Vive nelle spelonche e ci si trova a proprio agio. È figlia adottiva di Li Porta Pagoda, e dunque sorella del principe Nata. A suo tempo ha frequentato il Monte degli Avvoltoi; ma le piaceva rodere incenso e candele, destinate a tutt'altro uso, e il Beato l'ha scacciata. Non è l'uccello che vuole colmare il mare, né la tartaruga che regge una montagna. Non teme la spada di Lei Huan, né la sciabola di Lü Qian. Vagabonda come i flutti dello Yangzi e della Huai; sale e scende senza temere le altezze dei Monti Tai o Heng. A guardare quel visino seducente, nessuno indovinerebbe che non è altri che il pipistrello, divenuto immortale a forza di perseveranza. La vampira balzò in piedi, e due spade preziose comparvero nelle sue mani: si coprì a sinistra e parò a destra. Scimmiotto era più forte di lei, ma non tanto da dominarla facilmente. Un vento gelido soffiava da tutte le parti; la falce di luna in cielo restò offuscata. In fondo al giardino si svolse un magnifico duello. È un vento diabolico quello che si leva a spegnere il lume della luna. Il monastero giace nella quiete, ma nel giardino posteriore si combatte accanitamente. Fra Scimmiotto e la selvaggia ragazza, regina fra le donne, la lotta è senza quartiere. Lei è trasportata d'ira contro il feroce monaco; lui vede rosso davanti alla donna vampiro. Ma quando maneggia le due spade, non sembra davvero una donna. La sbarra si muove rapida come la folgore;

gli anelli d'oro si urtano, il metallo emette fasci di scintille [...] Nel silenzio notturno tremano di paura i trentadue cieli; gli arhat applaudono lo spettacolo. Il grande santo era riposato e in buona forma; la lamia valutò che presto non sarebbe più stata in grado di sostenere i suoi assalti. Aggrottò le sopracciglia, formulò un piano e gli volse le spalle per fuggire. "Dove scappi, carogna? Arrenditi!" gridava Scimmiotto. Ma la vampira non si diede per intesa. Lasciò che si mettesse all'inseguimento, si tolse la pantofola dal piede sinistro e le diede il suo aspetto, con tanto di spade in pugno. Il vero corpo si sottrasse in forma di aria fredda. La cattiva stella di Tripitaka era ancora alta in cielo. Il mostro si introdusse nella camera in cui dormiva, si impadronì di lui e lo sollevò tacitamente nelle nuvole. In un batter d'occhio raggiunsero il Monte del Tranello e si tuffarono nell'Abisso Senza Fondo. Là era la sua casa. Chiamò la servitù e ordinò che preparassero il pranzo di nozze, a ogni buon conto con cibi di magro. Scimmiotto si era fermato a combattere forsennatamente quella che gli pareva la sua avversaria, e mise poco tempo a sopraffarla. Ma con suo stupore si trovò tra le mani soltanto una pantofola ricamata. Comprese l'inganno e corse dal maestro: era scomparso. In un angolo, Porcellino e Sabbioso commentavano l'accaduto. Scimmiotto piombò loro addosso inferocito, levando la sbarra e gridando: "Questa volta vi ammazzo!" Il bestione non sapeva più dove nascondersi. Sabbioso scelse il metodo della remissività. S'inginocchiò e disse: "Ti capisco, fratello maggiore. Non si può andare avanti in questo modo, con continue sorprese e aggressioni di mostri. Ti vuoi sbarazzare di tutti quanti e ritornare a casa tua." "Nemmeno per sogno. Voglio sbarazzarmi di voi perché siete dei disutilacci; e poi devo andare a soccorrere il maestro." "Eh no, mio caro!" rispose Sabbioso sorridendo. "Per soccorrere il maestro serviamo anche noi. Ricordati il proverbio: non c'è corda di un solo filo, né applauso di una sola mano. Per dare battaglia, bisogna proteggere anche le retrovie: chi sorveglierebbe i bagagli e il cavallo? Prendi a modello la buona organizzazione di Guan e Bao, che sapevano spendere i loro soldi; piuttosto che Sun e Pang, che sapevano solo giocare d'astuzia e d'azzardo. Non si è sempre detto: la tigre combatte con l'aiuto del fratello? E anche: vinci la battaglia solo se hai truppe devote. Risparmiaci la vita, ti prego; e aspettiamo l'alba per unire cuori e forze nella ricerca del maestro." Scimmiotto era fiducioso nelle sue forze, ma non incosciente. Perciò disse a Sabbioso: "Non hai tutti i torti. Lasciamo stare. Domattina andremo a localizzare il maestro: dovremo mettercela tutta!" Il bestione si sentì pieno della generosità di chi l'ha scampata bella: "Fratello, penserò io a ogni cosa." I tre fratelli attesero l'alba. Ma di mettersi a dormire, con le preoccupazioni che li agitavano, non c'era da pensarci. Se avessero potuto, avrebbero ordinato al sole di levarsi dall'albero Fusang a metà della notte, o avrebbero soffiato per disperdere le stelle in cielo. Rimasero seduti fino al primo chiarore, e quando si alzarono per uscire trovarono alla porta alcuni monaci, che chiesero: "Dov'è il reverendo?" "Non so come dirvelo" sogghignò Scimmiotto imbarazzato. "Mi vantavo tanto di esser bravo a catturare i mostri, ma il fatto è che invece il mostro ha catturato il maestro." "Come avete potuto coinvolgere il maestro nei piccoli problemi del nostro convento? E adesso dove sarà?" "Credo di sapere dove cercarlo" rispose Scimmiotto. "Non abbiate tanta furia; fate colazione, prima di partire." Servirono qualche tazza di brodo, che Porcellino vuotò in un sorso: "Bravi monaci, in cucina ci sapete fare. Ora dobbiamo trovare il maestro, ma ritornerò qui con vero piacere." "Ritornerai solo per mangiare il loro riso!" esclamò Scimmiotto. "Fa una cosa utile: controlla dov'è la ragazza. Dormiva nella sala del Re del Cielo." "Non c'è più" risposero i lama. "Scomparve subito dopo la prima notte." La risposta mise di buon umore il Novizio; che ripartì verso est, la direzione da cui erano venuti, seguito da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. "Sbagli strada, fratello" gridò Porcellino. "Perché dovremmo ritornare indietro?" "Perché la Foresta degli Abeti Neri è verso est. È là che abbiamo incontrato quella che a voi sembrava una così brava figliola. Le mie pupille d'oro videro subito che cos'era. I lama li ha mangiati lei; il maestro lo ha rapito lei. La vostra idea di darle una mano era proprio astuta! Naturalmente, per cercare il maestro, dobbiamo prender le mosse dal punto dove l'abbiamo incontrata." "Si capisce!" risposero i due sgranando gli occhi. "Sembri un tipo brutale, ma sotto sotto non manchi di finezza. Andiamo." E ritornarono di corsa nella foresta. Si vedeva il sentiero serpeggiante tra le rocce, nella foschia mattutina, che reca impronte di volpi e di lepri. Fra i cespugli si distinguono altre tracce: tigri, pantere e lupi. Ma non si vedono tracce di mostro: dove sarà passato Tripitaka? Scimmiotto, esasperato, finì per assumere l'aspetto che aveva quando devastava i palazzi del Cielo: tre teste e sei braccia, con tre randelli; e si mise a battere a tutta forza alberi e terreno qua e là nella foresta. "Sabbioso" disse Porcellino, "quell'uomo è uscito di senno; se mai ci fosse in giro qualche traccia, la cancellerà senza vederla." Ma Scimmiotto aveva uno scopo preciso: in breve sbucarono dagli alberi due vecchietti: il tudi e il dio della montagna. Si inginocchiarono davanti a lui e dissero: "Grande santo, eccoci qui." "Quel randello è tanto efficace" commentava Porcellino, "che un giorno finirà per scovarci la stella della disgrazia in persona." "Begli infami che siete!" li apostrofò Scimmiotto. "Naturalmente avrete l'abitudine di far comunella con tutti i banditi del territorio, in cambio dello spezzatino di maiale che vi offriranno ogni volta che le loro ladronerie saranno andate a segno. Siete certo complici di una vampira che conosco. Il fatto è che stanotte ha rapito il mio maestro. Dove l'ha nascosto? Vuotate il sacco, o passerò alle vie di fatto." "Non meritiamo le accuse di vostra santità!" protestarono i due vecchi dèi, pieni di paura. "Il mostro che cercate non abita qui, e non è sotto la nostra giurisdizione. Tuttavia il vento che soffiava stanotte qualche informazione ce l'ha data." "Sputate il rospo!" "La vampira che ha rapito il vostro maestro abita a mille li dalla foresta, in direzione sud" spiegò il tudi. "Vive sul Monte del Tranello, dentro un profondo abisso detto Senza Fondo." Congedate le divinità Scimmiotto riferì la situazione ai condiscepoli: "L'ha portato più lontano di quanto credevo." "Non importa" disse Porcellino. "La distanza è modesta, se saliamo sulle nubi." Così fecero, accompagnati dal cavallo, che dopo tutto era la trasformazione di un drago. Bastò poco per giungere in vista di una grande montagna, che offriva questo spettacolo: Se i picchi superano le nuvole, la vetta tocca la volta celeste. La ricoprono grandi foreste di molte essenze, nelle quali risuonano gridi di uccelli di ogni genere. Si vedono correre tigri e pantere; si indovinano cervi e daini all'ombra dei cespugli. Sui pendii soleggiati piante rare schiudono fiori profumati, mentre nelle zone d'ombra la neve non si scioglie neppure in piena estate. Rupi scoscese e torrenti incassati. Gli scuri abeti e le grandi rocce bigie dànno i brividi al viandante. Non vi è traccia di presenze umane, né boscaioli, né erboristi. Le fiere che vedete sanno suscitar nebbie, le volpi sanno scatenare temporali. "Si vede subito che in questo posto abitano mostri. Guarda com'è ripido il monte!" "Si capisce" confermò Scimmiotto. "Ogni gran montagna ha il suo mostro, ogni strapiombo la sua lamia. Noi due, Sabbioso, aspetteremo qui; mentre Porcellino farà una ricognizione per verificare la strada, localizzare la grotta e controllare com'è difeso l'ingresso. Quando avremo le informazioni, ci muoveremo per il meglio." "La mia solita fortuna!" brontolava Porcellino. "Tocca sempre a me affrontare la situazione." "Perché ti lamenti? Non sei stato tu a dire testualmente: 'penserò io a ogni cosa'? Hai già cambiato idea?" "Non prenderla su questo tono. Non ho detto che non vado." E in effetti posò il rastrello e corse via, in cerca del sentiero. Se poi in fin dei conti non sapete quale piega presero le cose, ascoltate il seguito. CAPITOLO 82 PREPARATIVI DI NOZZE IN FONDO ALL'ABISSO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA IL MASCHIO, E L'ANIMA ORIGINALE PROTEGGE LA VIA. Porcellino trovò un sentiero e lo seguì per cinque o sei li, finché vide due mostriciattole che attingevano acqua da un pozzo. Come si capiva che erano mostriciattole? Avevano pettinature fuori moda, con alti chignon trattenuti da spilloni di bambù alti un piede e due pollici sopra la testa. Porcellino le salutò: "Ciao vampire! Come state?" "Che brutto maleducato, questo bonzo! Non ci siamo mai visti né conosciuti, e tu senti come ci tratta!" Brandirono le pertiche con cui calavano il secchio nel pozzo e gliele picchiarono sulla testa. Il bestione, disarmato, non poteva proteggersi dai colpi; ne prese

" "Tu che hai fatto tante esperienze in vita tua. La padrona ci ha mandato ad attingere quest'acqua. vento. "Che strano posto!" considerò Scimmiotto guardandosi intorno. "Difficile non vuol dire impossibile. Cerchiamo. Come devo fare le domande?" "Salutale educatamente e valuta la loro età. puoi dar loro della 'signorina'." Ronzò intorno." "Comunque non può essere lontana" osservò Sabbioso. A questo scopo lo si cerchia di ferro. s'inchinò profondamente e disse: "Umile servitor vostro. finché stai rigido. grosso e maldestro come sono. con una scossa si mutò in un fratacchione dalla faccia scura. loro sono gente del posto. Se sono più o meno nostre coetanee. come in superficie. trasparente in alto e opaco in basso. trecento li. Gli artigiani ne fanno statue del Buddha. Al centro di una spianata rocciosa della circonferenza di una diecina di li. Come un piatto d'argento la sua faccia. che chiamava il reverendo. lo lascio come l'ho preso." "Basterà che tu cambi aspetto. rispose: "Non fa per me. saprai che ci sono due tipi di legno. e lo ospita nella sua grotta." "Quante cerimonie con queste montanare!" sghignazzò Porcellino. "Da quando ti ho raccolto sul Monte delle Due Frontiere." Il grande santo si accovacciò sull'orlo e procedette a un esame accurato. "Ma l'entrata della grotta non è questa. "Sarà quel buco" gridò Porcellino additandolo. Potremmo usare un trucco ben sperimentato. i suoi piedi Loti d'oro." "Non ci avevo pensato. seducente Più di Chang'e nel mondo della luna." Questa volta. Per entrare basta scivolar giù. "Il punto non è questo. "Sono fantasmi di quelli che si vedono alla luce del giorno!" esclamò sbalordito Porcellino." Tanto bastò perché il fratacchione corresse via. la lingua agita il vento . andò a posarsi sulla testa rasata e lo chiamò piano: "Maestro!" Tripitaka bisbigliò: "Discepolo. Legate il cavallo da qualche parte e preparate le vostre armi. Lo si picchia appunto perché è duro." "Porcellino aveva quasi ragione" sogghignò Scimmiotto fra sé. Un'iscrizione in sei grandi caratteri diceva: ABISSO SENZA FONDO DEL MONTE DEL TRANELLO "Ecco un bell'edificio" apprezzò Scimmiotto. Utilizzeremo le forze unite della cooperazione. di dorature e di gioielli. Oltre si intravedeva una corte circondata da vari edifici." "Saranno arrivate alla loro grotta e ci saranno entrate. bonzo? La nostra padrona ha rapito questa notte un monaco cinese. Incipriata e con le labbra rosse. e poi consumerò senza altro indugio le nozze con il mio caro monaco cinese." Porcellino. e io pedinerò le mostriciattole per scoprire l'ingresso della grotta. al riparo di un'alta rupe." In effetti. e per festeggiare il matrimonio che avrà luogo questa sera. dal bordo lustro e consunto per il continuo strofinio. "Che bel posto!" si rallegrò Scimmiotto. Che cosa non va?" "Discepolo!" esclamò inorridito Tripitaka. Né questi può contare su altri protettori." "Ma discepolo." "Ma come vi chiamate?" "Di solito mi chiamo col mio nome. versatele il vino e fatelo spumeggiare agitando la bottiglia. allora date retta a lei. "E io credevo che scherzasse! Andiamo a vedere in che stato è il maestro. Che c'è di nuovo?" "C'è che il maestro è felicemente sposato. Così il pioppo è un legno benedetto. "Due creature che attingono acqua da un pozzo. Serve per preparare un banchetto vegetariano. affar vostro. ragazzi. Ma non mi lasciare solo. Quando vi inviterà a bere la coppa nuziale. chiamale 'gentildonne'." "Grazie tante della solidarietà. per tutta risposta. da quando mangiavi i passanti sulle montagne. Quando lo raggiungeremo. ma ho bisogno di prepararmi. "Dal momento che la ricerca delle scritture è sempre in cima ai vostri pensieri." "Lo vedi che non possiamo salvare il maestro?" "Chi l'ha detto? Si scoraggiano solo i fannulloni." "Che sciocchezze dici? Il maestro si roderà dall'impazienza di essere liberato. andiamocene via! Qui ci sono donne tremende. prima di discendere la montagna. Questa bella ragazza vi offre un festino e poi vi sposa. "Complimenti." "E come vuoi che riusciamo a liberarlo?" "Voi mi seguirete con cavallo e bagagli. "È fonda. Dobbiamo affrettarci a trovare il nostro maestro. ma dobbiamo essere certi che abbiamo davanti le persone che lo hanno rapito. non più di mezza spanna. e ora non si vedono più. Quando giunse in fondo all'abisso. Porcellino. ti pare che abbia mai toccato un cibo vietato? Ho mai infranto divieti. "Mi ricorda un po' la vecchia Grotta del Sipario Torrenziale. mai vista una cosa simile. perché non me l'hai detto prima? Mi sarei risparmiato le legnate. senza speranza di liberazione!" "Andate piano con i giuramenti" replicò sorridendo Scimmiotto. a dir poco. in modo da farmi inghiottire senza che lei se ne accorga. Scimmiotto tratteneva il respiro." "Come le hai salutate?" "Ho chiesto: vampire." Scimmiotto saltò giù: nuvole colorate scaturivano sotto i suoi piedi e lo proteggevano." "Non vi servirebbe a niente ricordare: uscire di qui non è facile. se invece sono anziane. calzando ogni cerchio a suon di martellate. come se fosse all'aperto. Quando fu nei pressi del pozzo. Arrivò dai condiscepoli gridando: "Sabbioso. Celebriamo questo banchetto. attaccheremo tutti insieme. Caspita! Era una voragine profonda." "Dove andate?" "Vado dove vado. il bravo bestione infilò il manico del rastrello nella cintura. "Sarà la casa della vampira." "Possibile che sia tanto profondo?" "Guarda anche tu. care gentildonne!" Le due lo considerarono con simpatia: "Ecco un bonzo che sa come si saluta gentilmente. Voi aspettate qui. Comunque sono animali nocivi. tutto dipinto e scolpito. prova a calarti giù per sondare la profondità. Le labbra rosse come ciliegie si dischiusero per ordinare: "Ragazze. perché è più limpida di quella di casa. servite in tavola. in fondo alla valletta." "Hai ragione. colloca sopra ogni cosa i riti e la musica." E per non farsi notare prese l'aspetto di una mosca. quando sono esposte al pubblico. Andrò a caccia di informazioni. reverendo?" "Vengo da dove vengo. Scimmiotto passò da un forellino della carta. che torno presto. per ridurre i rischi che corre. ma non c'è altro da fare. prepara i bagagli per la spartizione!" "Ormai lo sappiamo: è la tua solita mania." Porcellino non aveva scelta." "Chi sono. che io possa sprofondare nel ciclo della trasmigrazione ed essere respinto oltre il Monte delle Tenebre. Vi darà un figlio. Il pedinamento durò per una ventina di li. "Ho visto tante creature malefiche e tante grotte in vita mia. Volò lieve in cima alla torre e vide la creatura malefica che troneggiava dentro un chiosco di paglia." "Fratello." "Non riesco a ricordare da quale strada sono venuto. che guardava nel foro." "Mi riconosceranno. fosse pure con il pensiero? Se cedo il mio yang a questa creatura che lo vuole." "Dolce e flessibile. È bella e dignitosa. voi l'aspetterete qui pronti a colpire. e noi soltanto dei forestieri. mi hanno preso a legnate. o magari una figlia: avrete la discendenza assicurata. Ed ecco arrivare la lamia. Le ho salutate e loro. Le dita sottili Come germogli di bambù. Se sbagliassimo. come state?" "Allora hai avuto quello che meritavi. Sole." Le due si misero a ridere: "È gentile." "Va bene. non toccherei il fondo prima di un anno. Dopo tutto. tu giri in tondo. Quelle due stavano preparando il banchetto per festeggiare il matrimonio. vi aiuterò a uscire da qui. se riuscissi a mettere in fuga la lamia. che occhio clinico!" commentò Scimmiotto. diecine di migliaia di persone vengono a riverirle e a bruciare incenso. coperte di colori. Non è un luogo sinistro. lo trovò chiaro e luminoso. si diede un'aria cerimoniosa. ma mai niente di simile. salvami!" "Siete il solito pesce fuor d'acqua. Da dove venite. le donne tremende?" chiese Scimmiotto." Una torre d'ingresso a doppia gronda era circondata da pini e bambù. maestro. Questi dapprima pensò di non rispondere: aprir bocca è disperdere energia. le spaccherò il cuore e le strapperò le budella: so che non vi piace la violenza. poi le mostriciattole scomparvero improvvisamente. Quando sarò dentro. con gli occhi gonfi di lacrime. va bene.parecchi. che ferocia!" "Se volete far del bene anche alle vampire. Irrompi in casa loro e gli dài del vampiro: come vuoi che ti rispondano? Per meritare nome d'uomo." "Quali tipi?" "Il pioppo e il sandalo. finché fuggì su per la montagna gridando: "Fratelli miei." "Adesso che lo sai. Io mi trasformerò in un insetto minuscolo e mi nasconderò in una bollicina. torna da loro e interrogale per bene. Il sandalo invece è duro: ma non serve ad altro che a farne ruote di frantoio." "Come facciamo. è una terra benedetta. faremmo torto a gente che non c'entra e perderemmo tempo." "Gentildonne. Se non riuscissi a reggermi e cadessi giù." Si capisce che Scimmiotto il grande santo protegge Tripitaka. perché attingete acqua al pozzo?" "Non lo sai. Era molto più elegante di quando l'avevano incontrata nella foresta: Raffinate volute di capelli Corvini sulla giacca di velluto Verde smeraldo. se è tanto difficile?" gemeva Tripitaka. e trovò Tripitaka seduto nel portico est dietro un tramezzo di carta rossa. ma per uscire bisogna fare una poderosa arrampicata. si apriva un foro non più largo di una giara. fiori e alberi. Entrerò io a esplorare. Il pioppo è tenero ed è facile da scolpire. ma non sa dove ha la testa e dove i piedi. se si è fatto sedurre. trovarono un pailou a triplo spiovente e quattro ordini di decorazioni. "Come hai fatto a vederle nel loro vero aspetto?" "Lo dico perché un momento fa camminavano con l'orcio sulla spalla." "Va bene. guadagni il mondo. Il monaco al mattino ha catturato Per farne il proprio sposo entro la sera.

Fave e fagioli nelle salse adatte. protettori delle quattro direzioni. E portatemi carta da bruciare: devo spedire gli inviti al Cielo e alla Terra. i frutti che offre la montagna e le verdure di stagione: mele. la corte si riempie di effluvi d'incenso che salgono da un bruciaprofumi a forma di leone. La vostra segreta protezione mi è stata accordata da Guanyin. prese la coppa. stoviglie rotte in mille pezzi. Ascoltate il mio giuramento: se è davvero vino analcolico. E poi formaggio di soia. era un comportamento compromettente." "Ho visto un giardino. Tripitaka venne rispedito sotto il portico. "Andiamo a vedere che ne è del maestro. vegetariano o no." "Ma se hai la forza di combatterla. colocasia candita. uva. versò qualche goccia di vino ad uso di libazione e formulò dentro di sé questa preghiera: "Dèi protettori della Legge. perché vuole celebrare le nozze. mentre il maestro è in pericolo?" "E allora perché sei risalito?" Scimmiotto fece il resoconto degli avvenimenti e concluse: "Pazientate ancora e restate qui. La buona vampira gli diceva: "Che aria triste hai! Questo è il più bel posticino del mondo. gli fece mille tenerezze e dimostrazioni di passione." "Come conti di fare?" "Nel giardino c'è un pesco. Ma la lamia perse tempo rivolgendo al reverendo altre tenerezze. la ragazza correva qua e là disperata e non sapeva che fare. scosse la bottiglia in modo da formare schiuma. Povere le mie stoviglie!" "C'è di peggio" informarono le servette. provocando un putiferio: tavole rovesciate. cetrioli. castagne. Scimmiotto si trasformò in un falco affamato: Terribile. toccò a Tripitaka di riempirne un'altra da offrire alla padrona di casa. ma tu stammi vicino. Il falco allargò gli artigli e piombò sui cibi. navoni. giunsero al frutteto dei peschi. Ragazze. olive. Lo sfiora con le fresche Guance di un incarnato Di pesca. mandorle. e voi dovrete fare in modo che addenti il frutto rosso. dietro casa." Tentazione diabolica Per il povero monaco. cachi. Non lo sapevo. I suoi capelli Come ali di corvo. Senza yin e yang non brillerebbero il sole e la luna. mentre lei ne colse una verde. meraviglioso reverendo?" "Signora. fra Sabbioso e Porcellino che si tenevano pronti con le armi in pugno." "Sono sulla vostra testa. Certo. Scimmiotto diede un piccolo morso di avvertimento e Tripitaka lo comprese perfettamente. "E dire che mi ero data tanta pena per far bella figura con questo banchetto. Ti sei lasciato andare ai tuoi sfoggi di bravura e hai rovinato tutto il cibo commestibile di casa." Ai richiami del monaco. ma di cibo vegetale in dispensa è rimasto ben poco. "Signora" domandò il reverendo. In questo modo entrerò dentro di lei e la ucciderò. non possono guastar tutto un'altra volta. sono qui"." S'inoltrarono sul sentiero. indispettiti perché trattengo presso di me il monaco cinese. Farò un altro tentativo. e disse timidamente: "Signora." In attesa dei nuovi preparativi. La fanciulla sottile Dalle curve indiscrete. Per voi ho fatto attingere l'acqua più pura della montagna. Questa bestiaccia dev'essere stata mandata dal Cielo e dalla Terra. e posò per un momento la coppa prima di bere." "Chissà quante ne deve passare il maestro là dentro. Gli occhi ridono teneri. E gli prende la mano. . Poi ebbe paura di irritarla con il silenzio. la vampira accorse tutta festosa e sorridente: "Che cosa desidera il mio caro. frutta e verdure sparse dovunque nella polvere. Si sentiva la lamia che dava ordini. Il chiosco è parato di seta. dentro il boschetto di seta e broccato. e io bevendolo violassi il divieto. La perfida volpe e la lepre astuta si sentono venir meno dalla paura. rape macerate nell'aceto. La vampira si venne a strofinare. gridò: "Fate largo!" e balzò fuori. noci di ginkgo. Io mi trasformerò in una bella pesca rossa. benché si fosse reso perfettamente conto della manovra di Scimmiotto. gli parve di avere perso cento libbre di peso. orecchiette." "Signora. pigne e pinoli. la riempirono di vino e la porsero al monaco cinese: "Mio adorabile reverendo. per un bonzo tanto conosciuto nella capitale e con incarichi così importanti. Sono ricoperti di ogni specie di cibo vegetale. noci." Immaginate la folla delle belle fanciulle dal volto incipriato e dalle ricche acconciature. mi sforzerò di berlo per assicurare il buon esito della mia missione. qui riprese il proprio aspetto. Verdure fritte nell'olio. gioia bella!" rispose lieta la vampira. ed era il primo a soffrirne. Lo hanno appeso al soffitto? Contano di lessarlo o di cuocerlo al vapore?" chiedeva Porcellino. che in forma di minuscolo moscerino era posato sul suo orecchio. Questa lamia mi costringe a bere la coppa di vino. porcini e ogni specie di funghi profumati. maestro. e questa volta vedrete che avrò successo. Sarebbe pericoloso uno scontro in un posto di difficile accesso come questo: sarebbe facile chiudermi dentro." "Bestia! Quali brindisi vuoi fare." Il maestro sedeva sotto il portico. Il monaco smarrito Sente che la sua tonaca S'impregna di profumo. la schiuma si era dissolta e si vedeva benissimo il moscerino galleggiante. "come mai i vostri peschi hanno alcuni frutti verdi e altri rossi?" Lei si mise a ridere: "Quelli verdi sono frutti yin. Per forza bisogna giocare d'astuzia. signora. l'umile monaco che sono non può bere bevande alcoliche. Qualunque persona normale. La ragazza lo vuole impalmare. rivelatori dei cinque orienti. e il pranzo è soltanto di cibi vegetariani. Il novizio volò quindi su un ramo e si trasformò nella più bella pesca rossa che si fosse mai vista. si lancia in picchiata dalle nuvole. con le mani che tremavano. Come convenuto. castagne d'acqua. polpa di loto. La ragazza lo raccolse con l'unghia del mignolo e lo scosse via. "Di stoviglie. Tavoli verniciati di nero e decorati con incrostazioni di madreperla reggono grandi vassoi di bambù laccati di rosso. "Ce ne andremo a passeggio in giardino. I ditini di giada afferrarono una scintillante coppa d'oro." "Grazie dell'insegnamento. perché non l'affronti. "Niente di tutto questo. Voi dovete convincerla ad andare a zonzo là dentro. unione di yin e yang. e Scimmiotto si nascose in una bollicina. e io vi libererò. Non potreste accompagnarmi in una piccola passeggiata?" "Ma certo.della discordia. gli strapazzi del viaggio mi avevano procurato una malattia da cui sono tuttora convalescente. Vista la piega che prendevano le cose e l'impossibilità di realizzare il suo piano. ho preparato del vino che vorrei bere con voi. melanzane ritagliate in forma di quaglie. avrebbe scordato Buddha e scritture. non crescerebbero gli alberi. lo incoraggiò a tagliar corto con le cerimonie. e le donne non si distinguerebbero dagli uomini. "Da dove viene questa bestiaccia? Ha il diavolo in corpo!" Tripitaka tremava. quelli yin restano in ombra. Prepareremo un'altra cerimonia di nozze." "Che spudorata! Vuol farsi il suo bonzo. bevete alla nostra felicità!" Tripitaka. I frutti yang sono i più esposti al sole e maturano prima. balzò su indignato: "Macaco del malanno! Sei il peggiore dei miei persecutori." E allungò la mano a cogliere la pesca rossa. Tripitaka si inchinò con galanteria e offrì il suo frutto a due mani: "Voi che amate i colori caldi(6). Il bel risultato è che l'hai esacerbata: ora vuole costringermi a mangiare cibi proibiti. signora. "Hai trovato la vampira? Come sta il maestro?" "Ma sì. tra fiori e piante bellissimi. vi mandano i loro saluti. mano nella mano." "Dunque sei rimasto là sotto a brindare alle nozze. non ve la prendete così! Ho un altro modo per togliervi dai guai. più lacrimoso che mai. Quanto a Scimmiotto. cui sarò sempre grato. e questa volta pregheremo il Cielo di fungere da mediatore e la Terra da testimone: se vengono coinvolti. ne abbiamo altre negli armadi." "Sentiamo. litchi." "Spazzate il pavimento e servite quello che abbiamo. con la voce roca di collera: "Avanti con quei piatti! Non importa se sono vegetariani o no. in mezzo alla lieta brigata vestita di veli leggeri. Quando la riprese in mano. aprite il cancello del giardino e spazzate il sentiero. meloni d'inverno tagliati a cubetti. invece di scegliere questi sotterfugi disgustosi?" "Maestro." "Lo so. con artigli di giada e ali d'acciaio. con il vino eccellente che si beveva da quelle parti. La fame lo spinge a fare razzia di colombe. senza rendersi conto di quanto lo metteva in imbarazzo. per distrarti e curarti la malinconia." Il monaco cinese la seguì. volò via fino all'imboccatura dell'abisso. Uno spettacolo davvero inconsueto. Devo alla vostra debordante affezione di avermi portato nella vostra bella casa. e corrono a nascondersi. kumquat. Vuotata la coppa. giuggiole. glutine di grano. ma se resto a lungo seduto il male mi riprende. dovete rendervi conto della situazione." Tornò a trasformarsi in mosca e volò sulla torre d'ingresso. Lei certamente vorrà farvi compagnia. quando è sazio risale altissimo nel cielo. nocciole. siatemi testimoni. alla faccia del Cielo e della Terra" si disse Scimmiotto. Dopo aver superato diversi chioschi e padiglioni. pepe e zenzero. i rossi yang. Hai una bella fortuna. Tutti quei cibi formano un'impeccabile armonia di sapori. ben sapendo che il maestro in realtà nutriva una segreta passione per il vino analcolico. precipitatemi subito e per sempre nelle sofferenze della trasmigrazione. che circondano Tripitaka e lo sorreggono per accompagnarlo nel giardino. Ma non aveva scelto lui di mettersi in quella situazione. Scimmiotto sogghignava fra sé: "Chissà se resiste a questo attacco in grande stile. Ma il coraggioso Tripitaka aveva una pietra al posto del cuore." Scimmiotto. germogli di bambù. Quando Scimmiotto gli si posò sulla testa e lo chiamò. ma se non lo fosse." Tripitaka si rimise al giudizio dell'esperto: "Va bene. E io come farò?" "Via. Voi dovete fermarvi ai piedi dell'albero e dire che desiderate mangiare una pesca. La donna prese per mano Tripitaka e lo guidò verso il chiosco di paglia: "Reverendo. Zucchini.

CAPITOLO 83 LA QUERELA RITIRATA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO RICONOSCE LA FONTE DEL CINABRO. bestia? Questa volta non hai neppure i bagagli da spartire. Con le spade volanti difendeva il volto da quella sbarra. e il frutto era invitante." Intanto Scimmiotto era disceso nel ventre e gridava: "Maestro. signora. e si concessero un bel duello in cima alla montagna. la Via della Madre ne soffre. Le ragazze chiedevano: "Ma dove volete andare. lasciate perdere le manfrine. La vampira si rivolse al monaco tutta spaventata: "Reverendo. Prima di avventurarsi ad attraversare la bocca." "Nemmeno per sogno" si rifiutò Porcellino. ascoltate il seguito. Lei si lasciò dietro a fronteggiarli la propria pantofola." Scambiarono i frutti. Quando si fermò esausta." "Non ci possiamo tirare indietro. portate il bonzo all'uscita. ne va della mia vita!" Ma Scimmiotto. quelle spade vagliano la nera polvere della terra. Avrà poteri maggiori dei nostri. nato dal cielo. Torno là sotto. "Discepolo" chiese Tripitaka inquieto. La lamia era già in difficoltà. non c'è altro da fare." A Porcellino venne da ridere. Crederete che il suo unico pensiero fosse di mettersi in salvo." "Non avete abbattuto un bel niente. ma lei si riprese e gridò: "Aiuto. fegato. dovete essere voi ad accompagnare il bonzo. signora?" "Finché sul fiume splende la luna. reverendo mio. come si dice. dopo inutile attesa dell'incontro(7). aiutatemi!" Le sue mostriciattole. e ritrovo solo una briglia spezzata. per non turbare il convegno amoroso. con il cavallo e i bagagli. Non avete riconosciuto la pesca rossa che vi è balzata in gola?" "Dio mio." "Ma questa mi è rotolata giù tutta intera. "Acchiappa. Lottarono a lungo. fanciulla seducente. Poi sfrecciò via fra quella cerchia. cui diede il suo aspetto con un incantesimo." La vampira. Con questo fidanzato mi è andata male. Yin e yang non si possono unire. Scimmiotto credette che fosse morta e sospese l'aggressione. non sapeva dove battere la testa. e ciascuno va per la sua strada. l'abbatté valorosamente. gridò: "Se volete che vi risparmi. giunsero di corsa e la videro stesa a terra con il viso terreo: "Che avete. Vediamo che ne è stato del maestro. Facciamo accomodare il maestro da qualche parte. È proprio il caso di dirlo: La scimmia dello spirito ha sottomesso il mostro Agendo dall'interno. dal ventre. Il Novizio si fece piccolo e le salì nella gola. si aggrappò al monaco: "Ah. Scimmiotto. facciamoci sotto" cambiò idea Porcellino. "che cosa sarà questo rumore?" "È il rastrello di Porcellino" rispose Scimmiotto." "Non pensavo a quello" rispose Porcellino. e uscendo squarciarla. io getto l'amo e spero fortuna. perché ti sei dato tanto da fare per entrarmi dentro lo stomaco?" "Niente di speciale. si mangia da sola. È come nei versi: Quando vedo la sella. Quando Tripitaka uscì dall'abisso accompagnato dalla lamia. "Che cosa stai armeggiando lì dentro? Vieni fuori. cavallo e bagagli erano scomparsi. pensò bene di prendere una precauzione contro il rischio che la creatura tentasse di morderlo: trasformò la sbarra magica in un nocciolo di giuggiola e lo collocò strategicamente fra i suoi denti. adesso se la goda lui. ancor prima che diventi mio marito!" Tripitaka addentò la propria pesca e anche lei accostò la sua alle labbra vermiglie: ma l'impaziente Scimmiotto non aspettò il morso e le balzò senz'altro in gola. e volò via trasformata in corrente d'aria. impugnamo le armi e andiamo ad aiutarlo. Lei vuole impadronirsi dello yang primordiale attraverso l'unione carnale." Quando giunsero alla bocca dell'abisso. "Perché ridi." "Porcellino!" gridò Tripitaka. tanto da farla ammutolire e cadere a terra. da far tremare i monti e fremere le fronde delle foreste. ma anche un peto fa il suo vento. se troverai il giusto tono di voce sepolcrale. io credevo che fossimo Legati a filo rosso fino all'eternità. Chi l'avrebbe creduto? Si voltano le spalle Le due fenici. volse le spalle e fuggì. La lamia sfoderò le due spade preziose. Se poi non sapete che ne fu della lamia." "Voi siete di buonumore. sconvolta dal dolore. maestro! Ho lasciato il cavaliere con il suo cavallo." "Al momento il vostro condiscepolo è nel ventre di questa signora" dichiarò Tripitaka. Ricordi il proverbio: prova tre volte e riuscirai? Tu hai provato due volte. Ma quando vide Tripitaka seduto solo soletto accanto all'imboccatura dell'abisso. discepolo!" "Ma a chi state parlando?" chiese la vampira." C'era poco da scegliere. sempre pericolosamente vicina." La lamia spalancò le mascelle quanto poté. che si era rotta. fratello" rispondeva Sabbioso. ragazze. è figlia della terra. Invece quello scemo è uscito per benino dalla bocca. me ne dovrò cercare un altro. che non volevo venire. acchiappa!" gridava Scimmiotto. lei. Sulla porta del carcere Accolgon terra e legno il monaco ormai libero. Lui è la scimmia dello spirito.vogliate gradire questa pesca. signora? Un attacco di cuore?" "Non fatemi domande. "Sono nelle sue mani. e lui se la prende con noi. la terza di certo riuscirai. Sabbioso cercava intorno girando a vuoto. con la sbarra levata in posizione di combattimento. Il nostro problema sarebbe stato risolto. ricuperando l'arma al passaggio. Al Ponte degli Amanti è salita La marea. "Parlo al mio discepolo Consapevole del Vuoto. la vampira si mise in cammino. E FANCIULLA SEDUCENTE RITROVA IL FONDO DELLA PROPRIA NATURA. Porcellino brontolava: "Vedi che pasticcione! Le stava nel ventre: avrebbe potuto metterla a ferro e fuoco. Sabbioso. Ho la situazione in pugno. quando piombarono su di lei e la tempestarono di colpi. polmoni e cuore. Quello scherzo con la pantofola me l'aveva già fatto la notte scorsa." "Che apra bene la bocca!" gridò Scimmiotto. E voi sorvegliate bene l'uscita. e la buona vampira si sentì tutta intenerita: "Che uomo gentile! Che gesto affettuoso." "E dove sarebbe?" "Nel vostro ventre. "Ma è pur merito suo se il maestro è risalito dall'abisso." "Non far male a nessuno. Presto. ma ci restò male quando vide di che cosa si trattava. Io mangerò quella verde. visto che non avete più niente da custodire. con le sue sette aperture e tre peli. avevo appetito. sono io che arrivo!" Porcellino e Sabbioso li accolsero festosi. la raccolse e non poté trattenere le lacrime: "Ah. signora. che pesca strana! Mi è balzata in gola da sola. io non ci sto. che udiva parlare l'interlocutore ma non riusciva a localizzarlo. che si erano sparse qua e là nel giardino a cogliere fiori. Questa scimmia è un po' tocca: noi l'aiutiamo ad abbattere i mostri. ripenso al palafreno E lacrimo al ricordo del mio amore lontano. Uniti l'uno all'altra come pesci nell'acqua. "Sarà meglio che vi facciate riconoscere. "Posa il rastrello. terrorizzata. Presto!" In effetti maestro. "Non mi serviva il vostro aiuto! Dovevate badare al maestro!" "Te lo dicevo. Quella sbarra riempie il cielo di fredde brume. Lacrime velan gli occhi: quando potrò vederti?" Scimmiotto temette che il suo tono elegiaco avesse presa sul maestro e si mise a fare il diavolo a quattro." Scimmiotto asciugò le lacrime: "Si capisce." "Quando la frutta è ben matura. "Che schifo!" esclamò Porcellino. spaventato. . adesso che faccio?" gridò lei presa dal panico. "Stupidi!" gridava Scimmiotto. si udì rumore d'armi. "Evidentemente il maestro è stato riportato là sotto." "Dài. Ahimè! La coppia d'anatre è stata separata. Intanto Porcellino duellava con la pantofola ricamata. Sabbioso gli chiese: "Che ne è del nostro condiscepolo anziano?" "Avrà fatto bene i suoi conti" suppose Porcellino. Mi accontenterò di mangiarti i sei foglietti. l'avete mangiato con tanto gusto. con il nocciolo. "Arrivo. da ingoiare anche il nocciolo." "Hai ragione. Scimmiotto scoperse un pezzetto della briglia del cavallo. Se l'acqua combatte il fuoco. Lotta e sfoggio di talenti sono dovuti alla missione del monaco cinese. Porcellino. "Quello non è un avversario da poco. Alla fine sarai ben ripulita e potrai aver successo nella carriera di scheletro fantasma. Son pieni di rancore e provano una gioia feroce a sfogare nello scontro il loro furore. afferrò tutto quanto al passaggio e se lo portò via." E balzò giù senza prendersi nemmeno la briga di trasformarsi. Breve è stata la gioia: bisogna separarsi. lui vuole formare il santo embrione combattendo il puro yin. e balzò per aria riprendendo il proprio aspetto. "e avrà trovato conveniente far cambio con il maestro.

Il re celeste Li Jing Porta Pagoda e suo figlio. Visto che veniva in qualità di inviato imperiale." "Vedrete che sarò svelto: ritornerò nel tempo di portare a bollore l'acqua del tè. forzò l'ingresso del palazzo di cristallo e acchiappò un drago. lo lesse e andò tanto in collera che quasi rompeva il tavolino battendoci i pugni: "Zucca dura di una scimmia! È tutto falso. L'Imperatore di Giada la lesse dal principio alla fine e vi appose il suo sigillo: ciò ne faceva un decreto imperiale. Gridava: "Padre e re." "Attento. Siediti un momento. che l'immortale Ge prese e svolse sul tavolo imperiale. ansimante d'ira." Quando giunsero alla Torre di Nuvole. Dopo farò rapporto. Legate subito questa scimmia con la corda per diavoli!" ordinò ai suoi subordinati. il generale Pancia di Pesce e il maresciallo Yaksa Eroico. e il re uscì a riceverlo. fratello" obiettò Porcellino. furioso. da cui esalava l'incenso. Perché mai? Chi lo ostacolava con le armi in pugno non era altri che suo figlio. si rivolse a Scimmiotto: "Hai sbagliato: non si presentano accuse all'imperatore con tanta leggerezza. l'avrà colta la nostalgia di questo basso mondo." Lo condussero alla Sala delle Nuvole Misteriose e lo annunciarono a sua maestà. posta la lamia in condizioni di non nuocere. Come conti di fare?" "Tavoletta e bruciaprofumi sono i mezzi di prova." Il re celeste. Dentro regnava il silenzio: non c'era segno di presenza umana. in quella centrale era posto un tavolo laccato. Brucia l'incenso e poi leggi tu stesso. e legarono Scimmiotto. E che accusato si viene a cercare! Un feldmaresciallo autorizzato prima a decapitare e dopo a riferire. inviato dalla corte dei Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. siete proprio nato sotto la stella della disgrazia. Vennero avanti gli assistenti: il dio Efficienza Gigantesca. "Potete accompagnare il vecchio Venere. grande santo?" "Ho una querela da presentare contro due tizi. Andò dritto filato alla torre d'ingresso. "Re Li. si lamentava: "Maestro. Querelante: Scimmiotto Consapevole del Vuoto. ma cuore valente. non sarebbe stato naturale ordinargli di farsi da parte? Ma ecco che cosa c'era sotto. ma alla fine vince lui. Ho trovato la tavoletta in una specie di cappellina privata. Ridusse la sua sbarra a un ago. IL RE CELESTE LI E sotto: AL MIO RISPETTATO FRATELLO. povera piccola. Supplico che sia compassionevolmente accolta l'umile querela e pertanto: spiccato mandato di comparizione degli imputati. Attualmente ha rapito il nostro maestro e lo detiene in nascondiglio ignoto. Evidentemente la proprietaria è figlia del re Li e sorella del terzo principe. Il viso è contorto. Il vostro vecchio Scimmiotto conduce sempre i suoi affari così: al principio sembra che perda. il portico est era deserto. la venne a roteare sulla testa di Scimmiotto. Ge. il bimbo provocò un incidente. figuriamoci! La calunnia è un brutto reato persino quando le vittime sono gentucola. Quando Li vide che Scimmiotto era venuto con lui. calmatevi!" Il re impallidì. "Bisogna estirpare dalla radice queste porcherie." L'astro del metallo. una carta così ben ragionata navigherà di sicuro con il vento in poppa. non ha orecchie: come potrà ascoltarci?" Scimmiotto mostrò l'oggetto: "In casa non c'era più nessuno. ordinò che si portasse l'incenso da bruciare. sta con me ed è il più instancabile difensore del trono imperiale. più di trecento li di circonferenza). soccorso il nostro maestro. "Dovete recarvi da Li. Sua maestà ha manifestato il proprio volere" risposero i quattro precettori celesti. Il pianeta Venere fu incaricato di recarsi al Palazzo Torre di Nuvole per citare il re celeste Li Porta Pagoda a comparire davanti a sua maestà. Età: vedi allegato. Di tanto vi saremo profondamente riconoscenti. avevano lasciato qualche segno. Accorse il terzo principe. "Ha ricevuto l'ordine di accompagnarmi. tutto spaventato. Lo chiederemo a questa tavoletta. Professione: discepolo del monaco Tripitaka. Alla nascita quel figlio recava scritto il segno Na sulla mano destra e il segno Ta sulla sinistra: donde il suo nome. La tua corda stringe: se non sarà giustificata. ma ha grandi poteri. in servizio nell'avanguardia del Beato." Il re celeste. Xu e Qiu: "Qual buon vento." "Non è più necessario darsi da fare. In effetti la lamia aveva abbandonato la residenza e si era rifugiata chissà dove (l'abisso aveva grandi dimensioni. Quando suo padre lo seppe lo volle uccidere. "Il querelante ha prodotto come prove una tavoletta e un bruciaprofumi. per restituire . impugnò la sciabola e si fece a pezzi da sé: consegnò la carne alla madre e le ossa al padre. Andremo a reclamarlo dalla sua famiglia. scolpito con un motivo di draghi. "Andar dove?" chiese Scimmiotto. il terzo è Nata. collocò il tavolino dell'incenso e ringraziò l'imperatore della grazia che gli accordava. il secondo." "Che cosa scriverai?" "Vediamo un po'. non poté nascondere un moto di disappunto. "Dice l'adagio: la calunnia per fatto punito con la morte. Mia figlia Zhenying non ha ancora compiuto sette anni: che cosa vuoi che sappia di uomini e di vampiri? La prenderò in braccio. Nata. in cui si vedevano tre nicchie nel muro." "Calmati!" lo invitò l'astro del metallo. Aveva sentito raccontare che i tendini di drago sono particolarmente resistenti." "Che querela potrà mai presentare contro di me?" "Ti accusa di incitamento a ratto di esseri umani. te ne pentirai. Sul tavolo erano posati un bruciaprofumi dorato. "Che decreto mi porti?" "Una querela del grande santo Scimmiotto contro di te. l'astro del metallo fu subito annunciato dal portinaio: "È arrivato sua signoria Supremo Candore". che si inchinarono e lo fecero passare. Poi svolse il documento. dissero: "Hai certo liberato il maestro. dove va fuorviando innumerevoli uomini ed attenta alla loro vita. sfoderò la spada e parò il colpo. stabilite chiaramente le responsabilità. che decretò di farlo entrare. si impadronì dei due oggetti e ritornò indietro pieno di allegria. Ma sbrigati: ogni ritardo può costare al maestro la vita. hanno consentito la fuga della rispettiva figlia e sorella nel basso mondo. "Non c'è nulla da temere. rivolto a una falsa lamia." Quel grande santo! Afferrò le prove materiali e il documento. Come mai? Il fatto è che gli scontri di cinquecento anni prima." "Non posso tollerare un'accusa tanto perfida. Mai sentito uno sfacciato paragonabile a questa scimmia zuccona. Perché vi siete andato a rimpiattare in posti che non conosco?" Il vento portò una zaffata di profumo d'incenso. Dagli occhi arrossati diffonde faville E peli di ferro ricoprono il corpo. deluso." "Che roba è? Non è una persona." "Vada anche il querelante" ordinò l'Imperatore di Giada. Si recò di corsa alla Sala della Comunicazione Illuminata. Querela per ratto perpetrato da falsa lamia. Come fai a dire che l'accusa è fondata? E se adesso ci rimetti la pelle?" "Vecchio mio. balzò sulle nuvole e giunse in breve alla porta sud del Cielo. Ed oggi anche l'Ovest dovrà riconoscere Qual'è il suo valore e i grandi poteri. Scimmiotto espletò il cerimoniale degli omaggi al trono e presentò l'istanza. sotto forma di lamia nell'Abisso Senza Fondo del Monte del Tranello. è discepolo di Guanyin nei mari del Sud. se la ripose dietro l'orecchio. e una tavoletta su cui era scritto a caratteri d'oro: TAVOLETTA DEL MIO RISPETTATO PADRE. o qualcos'altro. dove fu accolto con molta cortesia dai quattro grandi precettori Zhang. Sa mettere in fuga le nubi del cielo E reca scompiglio fra le onde del mare. e assicura che si tratta proprio di tua figlia. Moksa. Non sono faccende da prendere alla leggera. Nata. Scimmiotto. Seguì la traccia ed entrò in una piccola stanza disadorna. e te la farò vedere. non vi preoccupate" rispose Scimmiotto con un sorrisetto. io prendo la mia sciabola per decapitare i diavoli e gli taglio la testa." Sabbioso e Porcellino pendevano dalle sue labbra: "Fratellone. IL PRINCIPE EREDITARIO NATA A quella scoperta. per trascuratezza. Erano di turno Anima Lunga e Conservatore dello Stato. per cavargli un tendine e farsene una cintura. La legge lo dice: falsa accusa comporta pena aggravata di tre gradi. quando Li e suo figlio non erano stati in grado di catturare quel terribile grande santo. come protettore della Legge. questa volta. Sconfisse divini guerrieri in battaglia E conquistò titoli di grande prestigio. è punita con la morte. per essere tanto allegro. ma scriverò anche la querela." "Ho tre figli e una figlia. Il primo è Suvarnata.Aspetto bizzarro. Perciò entrò in mare. Aspettatemi qui: presenterò la denuncia all'Imperatore di Giada. non cercare guai!" lo esortò l'astro del metallo. per aver deliberatamente incitato la figlia e sorella a commettere i crimini di cui sopra. Tale è il contenuto della querela che presentiamo. trovò chiusa la porta e la sfondò senza complimenti. "Chissà con chi se la prende. meravigliati. il principe Nata. che era andato a prendere la sciabola." "Il solito aggressivo!" si dissero sconcertati i precettori. "Oso sperare che il sovrano del cielo gli darà un castigo esemplare" aggiunse Scimmiotto. La presente querela ha lo scopo di chiarire se padre e figlio siano imputabili di disumanità. Porcellino e Sabbioso. Scimmiotto abbandonò le ricerche. per evitare di peggio. e avrà preso l'aspetto di creatura malefica per rapire il maestro. Dopo soli tre giorni. Arredi e vasellame erano scomparsi dal chiosco di paglia.

" Al re celeste caddero le braccia. tutti sanno quant'è sfacciata. "Darò io le disposizioni. Chissà dove si è nascosta. almeno in parte" disse Scimmiotto. E dove andrà a finire la tua missione?" Scimmiotto abbassò la testa e rifletté: "È vero. con una circonferenza di trecento li. Per aver rubato candele e incenso la chiamarono Mezza Guanyin. Il re celeste non trovò altro rimedio che implorare a sua volta l'aiuto del Buddha per il quale. ma lo è di adozione. e non sapeva come difendersi. entrambi rimasero a testa bassa. Ma il grande santo non era d'umore da lasciarlo fare: "Nossignore! Giù le mani dalle corde! Ci tengo a comparire in questo stato davanti a sua maestà. mi venga a slegare. che gridava: "Aiuto!" Gli occhi di sapienza del Buddha riconobbero subito l'anima di Nata. né alla nassa terrestre che le prepareremo. con bellissime immagini di buddha a ogni piano. pregò Scimmiotto di sedersi al posto d'onore per ricevere gli omaggi della famiglia. so bene che la parola data va rispettata. ma ora è deserta. e voi ne siete responsabile. il re si spaventò e corse subito a prendere la pagoda d'oro: "Che fai." Finalmente il re celeste fu ammesso ad avvicinarsi e a sciogliere le corde. non la finirebbe mai di lagnarsi e di punzecchiarti." "Non c'è furia. figliolo. non volermene" brontolò Scimmiotto. in caso contrario." Ed ecco Scimmiotto e il terzo principe. lui lo negherà." L'astro del metallo finì per andare da Scimmiotto e mettergli una mano sulla spalla: "Grande santo. trecento anni fa divenne un mostro e rubò candele e incenso al Monte degli Avvoltoi. Il re celeste prese da parte l'astro del metallo. con tutte queste complicazioni. Nata voleva vendicarsi del padre. pace e armonia contano più di ogni altra cosa." "Avete dimenticato.' "Così le risparmiaste la vita e lei. circondavano il grande santo e in breve scesero con lui sul Monte del Tranello. Speriamo che sua maestà voglia autorizzare. un po' di disordine che feci in Cielo non fu proprio niente di speciale. Sarò in ritardo. per carità. Recitò l'incantesimo che fa rivivere i morti. Scimmiotto si recò alla porta sud e trovò i Li pronti alla partenza. se mi patrocinaste voi. e insisteva perché lo portassero subito in udienza. non c'è più nessuno. in modo che non resti nessuna via di fuga. Che castigo ti toccherà per aver lasciato fuggire il colpevole e aver preso alla leggera un decreto imperiale?" "Niente tè. Ci posso andare da solo. non berremo più tè! Ecco che vuole incastrare anche me. e poi vedremo il da farsi" rispose il re celeste. Il Cielo voleva farti arrestare. Va be'. avevi cancellato di prepotenza il tuo nome dal registro dei morti e ti davi alla violenza con la tua banda di mostri. legato come un salame. non vedo come vi possiate difendere. Cos'altro hai da dire? Se sono cose sensate. Il titolo di equipuzio valeva ben poco. fu allora che scrisse la tavoletta e incominciò a onorarci con l'incenso. Siete stato precipitoso a legarlo in quel modo e minacciare di ucciderlo. nella selva di bandiere e baldacchini. Scusateci del ritardo. Riempiranno il mondo di monacelli. Il grande santo si contorceva. è solo per prendere meglio la rincorsa e balzare avanti. né alla rete celeste. Il re sta raccogliendo le truppe per catturarlo." "Il posto l'ho esplorato io ultimamente. Tu sosterrai che la lamia è figlia di Li. Come ti permetti di sospettare che io voglia pescare nel torbido?" Il re lo ringraziò. Chi scenderà per primo?" chiese il re celeste. Tutti si misero in movimento e presto giunsero in vista dell'apertura rotonda da cui si accedeva all'abisso. Se non fossi intervenuto io. I divini guerrieri. Dopo il perdono si fece chiamare Signora Zampilla da Terra. chiedendogli di interporre i suoi buoni uffici. salutò voi come padre adottivo e me come fratello. Qual'è il suo nome?" "Ha tre nomi: quello originario è Spettro Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. Presidiamo l'accesso. Scimmiotto e il terzo principe guideranno insieme le truppe sul fondo dell'abisso. partiamo subito!" Il re non aveva nessuna voglia di muoversi. noi tre sbarreremo l'uscita. Dài. Scimmiotto la indicò: "Ecco il posto." Il re celeste si spaventò: "Se quello va e parla. che a sua volta prese Scimmiotto da parte: "Ho ancora una parolina da dirti: mi ascolterai?" "Mi pare di aver ingoiato abbastanza rospi per salvarti la faccia. che aspettavano ardendo d'impazienza. dovette confessare: "Perbacco." "Accettare il tè equivale a lasciarsi corrompere. La tavoletta dedicata al re Li e a suo figlio è un inganno tramato dal mostro. come la mettiamo con il decreto imperiale?" "Chiedi a Li di levar truppe per venire a sottomettere la lamia. Scimmiotto e l'astro del metallo si recavano a informare l'Imperatore di Giada: "Il mostro che ha catturato il monaco cinese si chiama Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. Le faremo vedere di che cosa siamo capaci. Tant'è. "Ritiro la querela per un riguardo a te. E pensare che ho detto a Porcellino e Sabbioso che sarei stato di ritorno nel tempo che occorreva per portare a bollore l'acqua del tè. rotolando per terra.a lei il sangue e a lui lo sperma. il principe zittì. fu questo il tuo percorso per giungere alla non-nascita e alla non-estinzione. Questo è il motivo per cui Li si chiama Porta Pagoda. si fecero loro incontro a salutarli: "Quanto disturbo vi date!" "Ahimè. e fui ancora io a insistere perché ti si accordasse il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo. . digli di raccogliere le truppe alla porta sud. perché oggi mi rifiuti un piacere?" "Di quali servigi vai cianciando?" "Quando eri una creatura malefica sul Monte di Fiori e Frutti. in un paio di momenti cruciali. Io non ho altri figli che voi. infilarsi per il foro e planare là sotto su nuvole luminose nel bel paesaggio. "È un grande abisso. Al ritorno a casa. Ricordati che un giorno in Cielo è un anno in terra." "Ma io che figura ci faccio?" rise Scimmiotto. e di convocarti in paradiso per darti il titolo di equipuzio. e pertanto l'imputato è dispensato dal comparire. e chissà quanto andrà avanti il dibattito. quando sentì una voce. fui io a proporre di promulgare un editto di pacificazione." L'astro del metallo rise amaramente: "Come sei spietato! Eppure a suo tempo ti ho reso dei servigi. gli antichi! Da morto. per riconoscenza. vecchio mio." L'imperatore. che fendevano oscure nebbie portati da vento d'uragano. Con ciò Nata era invitato a rispettare suo padre come un buddha e a deporre il rancore. la sua querela è giustificata." "Come farai?" "Dirò che il querelante ha tagliato la corda. Dell'ordine imperiale mi occupo io. con l'intenzione di mangiarseli. che sapeva già tutto. mentre raccoglieva le truppe. dopo di che. È vero che avete una figlia nel basso mondo. Ma il Buddha ordinò: 'Non pescar pesce nato in acqua fonda. con le truppe schierate in ordine di battaglia. decretò non luogo a procedere. Re Li. Scimmiotto ha scoperto il suo rifugio e ha trovato la tavoletta. È questo il Monte del Tranello? Noi non conosciamo il posto e non sappiamo dov'è la grotta. Dopo tante emozioni. Quella creatura deve avere diversi rifugi. Figúrati quanto tempo avrà quel vampiro per portarsi a letto il tuo maestro. Voi foste incaricato di catturarla e di batterla a morte. Andiamo pure in udienza da sua maestà. Ma ora non perdiamo altro tempo: non vorrei compromettere la sorte del maestro. "No" si oppose il terzo principe. Quanto alla scimmia. "Ci vado io" propose Scimmiotto. Il Beato commentava sutra per i pusa." "Lo farei volentieri. non farti seppellire vicino a un vecchio. "tocca a me sottomettere quella creatura. quella ragazza si è sentita autorizzata a qualunque soperchieria. "Sono anch'io un militare." "Per prendere i tigrotti. d'origine terrestre. Comunque." Il re. fa la vampira e se l'è presa con il monaco cinese. Lunga vita alla cerva sopra il monte. ma con quali argomenti?" "Ricordategli che foste voi a proporre di perdonarlo e di conferirgli un titolo. ma a stare al racconto di vostro figlio è legata a voi come se lo fosse. "Tieni presente che processo d'un giorno richiede dieci giorni di arringhe. ma prima làsciati slegare. Ma lo dico solo per salvarti la faccia. ragazzo? Alzi la spada su tuo padre?" "Voglio solo evitarvi di commettere un errore. Il Beato gli donò un reliquiario d'oro traforato a forma di pagoda. Porcellino e Sabbioso." Il bestione si mise a strillare: "E invece il primo dev'essere Porcellino!" "Silenzio!" ordinò il re celeste. A quanto pare è ritornata al punto di partenza. io corro il rischio di essere imputato di alto tradimento. l'avevo completamente dimenticata. ti ascolterò. caro Ammiraglio dei Canneti Celesti: per aver bruciato in nostro onore qualche bastoncino d'incenso. Io che cosa posso fare? La colpevole non è vostra figlia carnale. dove saresti oggi?" "Lo dicevano." "Lascia stare. che in seguito avrebbe assoggettato alla Legge i diavoli delle novantasei grotte e acquistato grande potenza. bisogna entrare nella tana della tigre." "Tu sogni. Non sarà figlia vostra di sangue. stupito e confuso." E chiese all'astro del metallo: "Supponiamo che sia d'accordo." "Non potrà sfuggire. che ne dici? Te lo dicevo che alla fine vinco sempre: se faccio un passo indietro. Da principio aveva portato il maestro in una residenza con la torre d'ingresso a doppia gronda." Il re celeste si rese finalmente conto della situazione e volle slegare Scimmiotto con le sue mani. Così rinacque Nata. Perciò ritornò alla carica con l'astro del metallo. Se non comparite in udienza. L'anima se ne andò nel Paradiso dell'Ovest a querelarsi davanti al Buddha. La ragazza. vi darà retta. Temeva che Scimmiotto in udienza si scatenasse di nuovo. e tu mi fai apparire come uno che taglia la corda. io ritorno subito. utilizzando il loto: la radice per lo scheletro e le foglie per rivestirlo. non sapevi proprio stare al tuo posto. Vedendosi davanti il figlio con la spada in mano. con capitani e truppa." "Per chi mi prendi?" s'indignò Scimmiotto. Ti ribellasti di nuovo. e voglio vedere chi vincerà il processo. come il ratto del vostro maestro. fallo per me. beviamoci un'altra tazza di tè. "Come dicevano gli antichi" rispose costui: "pratica sempre la tolleranza. come si sa. così rubasti le pesche della regina." "Potrei evitarlo. trafugasti il vino dell'imperatore e saccheggiasti l'elisir del signore Laozi. Il Novizio si rivolse all'astro del metallo: "Vecchio mio.

però: Non c'era fune che lo sollevasse. Quando la lamia si vide in trappola e riconobbe il principe Nata. risalirono alla bocca dell'abisso. diventerete presto dei pii fantasmi.Tutto come all'aperto: il disco del sole e quello della luna. Non è cosa da poco. che permetta di stare alla larga da quella città?" "Non ci sono deviazioni" sogghignò la vecchia. . e poi estesero le ricerche. ma il re si oppose: "L'abbiamo arrestata per ordine imperiale: non possiamo disporne arbitrariamente." Tripitaka chiese tremando: "Cara pusa. I campi sono verdi. se non si sa volare. Per aver accettato il tuo incenso. nel vaso di bronzo. Mogli e mariti. che è rigorosa e spietata: devi stare attento. Per andare a Ovest si deve passare di lì. a goccia a goccia. che a questo punto ne ha già uccisi novemila novecento novantasei. questo sovrano non è che un uomo: che cosa ci potrà fare? Non dico che dobbiamo mancare di prudenza. solitario. "Siamo venuti ad arrestarti per ordine dell'imperatore. si confuse in prosternazioni e implorazioni. giungereste nel Regno di Distruzione della Legge. prendete le corde da mostri e legate tutte queste streghe!" Soldati. Scende la sera: a quest'ora passerà gente che rientra in città. e Scimmiotto corse a sollevare il maestro: "Potete alzarvi. il tempo in cui caldi e umidi venti subentrano agli acquazzoni della stagione dei susini. Sorgenti di perla avvolte in una tiepida bruma. e senz'altro se ne andarono in cerca della strada maestra." "Discepolo" ammonì Tripitaka. Se poi non sapete che cosa li aspettava lungo il cammino. Era un angolo in ombra. Nuove ninfee ricoprono lo stagno. fiumi e montagne. Sabbioso preparava i bagagli e Porcellino attendeva al cavallo. È il caso di dirlo: Se rompi la rete di seta. Sulla torre delle cinque veglie l'acqua della clessidra incomincia a cadere. ascoltate il seguito. Strano. Io vado a dare un'occhiata in città: può darsi che troviamo modo di prendere il largo di nascosto durante la notte. nelle strade della città. Se ci vedessero e diffondessero la notizia che ci sono bonzi in arrivo." "Niente paura. il magico disco lunare. balzò a terra. e a continuare il suo viaggio verso Occidente con la guida di Scimmiotto. dove il re celeste si fece incontro a Scimmiotto: "Questa volta l'avete ricuperato. giunse le mani e chiese: "Cara pusa. e ciangottavano sottovoce. prosciughi il mare dorato. abbassano le tendine ricamate. Mentre i quattro pellegrini marciavano nell'intensa calura. "né comode né scomode. Sulle montagne Il tappeto fiorito si rinnova. la frugarono in tutti gli angoli." I celesti tornarono in cielo. quante tane di tigri e laghi di draghi! Eppure siamo qui tutti interi. "Che bel posto! Come sarà saltato il ticchio al re di prendersela con i bonzi?" Lanterne brillano ai crocicchi. ci so fare" replicò ridendo Scimmiotto. e vi si è applicato con tanta determinazione. Non c'era canna che lo sostenesse. chissà come sarebbe contento. come faremo a proseguire?" "Non aver paura. sbucò dai grandi salici che fiancheggiavano la strada una vecchia che teneva un bambino per mano. E IL RE DEL PAESE DELLA LEGGE. Tutta la compagnia trovò rifugio in un fossato lontano dalla strada. Sarà meglio che portiamo il maestro lontano dalla strada maestra. Dicevano: "Quella bestiaccia immonda avrà lasciato l'abisso da un bel pezzo. E dopo tutto era di carne ed ossa. e guidò Tripitaka dal padre e dal figlio. spalla a spalla. Giunti alla residenza principale. PORTANDO GIUSTA CAUSA A COMPIMENTO. Spezzata la serratura. loti da tardo autunno. Scusatelo di non avervi accolto come doveva. e venne loro incontro. Ai quattro lati sale la nebbia. cadresti in una trappola mortale. la pusa se n'è andata. Dall'alto guardò giù. da torri e pagode suonano le campane e salgono volute d'incenso. Tutte le diavolette si stipavano all'interno. "voi restate qui di guardia al maestro. e fredda invade i tre mercati. CAPITOLO 84 ALBERGHI SULLA STRADA D'OCCIDENTE OVE GLI INDISTRUTTIBILI PROTETTI DEL BUDDHA REALIZZANO IL GRANDE RISVEGLIO. Si vede che quelle ossa eran leggere. il vostro discepolo vi ha mancato di rispetto." "Non so come ringraziarvi" esclamò Scimmiotto. si rese conto che in realtà non erano altri che Guanyin e il Ragazzo di buona fortuna. bestione. correremo meno rischi di incontri pericolosi. Figuratevi che due anni fa ha fatto voto di sterminare diecimila bonzi. Gridò al monaco cinese: "Fermati." "Consapevole del Vuoto" lo rimproverò Tripitaka. Il re di quel paese avrà accumulato in qualche vita anteriore un bel fardello di odio e violenza. il sovrano. I viaggiatori delle otto direzioni cercano sistemazione per la notte. Ai bordi del ruscello drizza spade Il giuncheto. tutti quanti a bordo di nuvole luminose. a giudicare dai crimini ingiustificati che sta commettendo contro i buddisti. ma della lamia e di Tripitaka non si trovava traccia. Il bambù che ha mutato le sue foglie Riprende slancio. le rosse melagrane Ardon qua e là nel quadro colorato. Scimmiotto assisteva Tripitaka. il vostro maestro. si accendevano le luci. Un paradiso trogloditico come non è dato di vederne altrove. Si inginocchiò gridando: "Pusa. Ritornava l'estate." E subito Guanyin riprese il proprio aspetto e si alzò lentamente su nuvolette colorate. brutta vecchia del malanno!" Scimmiotto. Invitarono il monaco cinese a montare in groppa. Le nuvolette volarono via verso i mari del sud. Sorge ad est. salici da inizio di primavera. "non scherziamo con la legge del re. pozzi di giada e molte altre belle cose. io e mio padre ce la siamo vista brutta. di aspetto vivace e allegro. Nelle sei guarnigioni le scolte soffiano nel corno. osservando la vecchia e il bambino con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. Il cielo incupiva. a consegnare le prigioniere e a presentare rapporto. I bambù crescevano sul tetto. Pensa quanti diavoli e mostri feroci abbiamo incontrato. Sabbioso e Porcellino si fecero avanti con l'intenzione di tagliare a pezzi la vampira. E balzò via nello spazio con un sibilo. gli antichi non dicevano forse che il mare è abbastanza grande perché ogni pesce possa nuotare a suo piacere? Quale trappola nasconde la strada dell'Ovest?" "Fra cinque o sei li. dall'aria carica di segreti profumi. spaventato. e urtò la testa contro un soldato celeste: "Allarme! Sono qui!" Scimmiotto balzò inferocito sulla porta e la sfondò: tutte quelle persone nella stanzetta non avevano nemmeno lo spazio per fare un passo indietro. Si è raccontato come Tripitaka fosse riuscito a difendere il suo yang primordiale dalle amare insidie di brume e fiori della femminilità. perché anche lui esprimesse la sua gratitudine." Tripitaka. di completare il numero con quattro persone di miglior livello! Se andate a mettervi nelle sue mani. Infine. Finora ci hanno perso la vita monaci sconosciuti e poveracci. Padiglioni decorati si allineano in file ordinate. Sorgono in cielo sette stelle luminose. la gabbia non sa trattenerli. quando la più coraggiosa allungò il collo dalla finestra per vedere che cosa accadeva fuori. Anche Porcellino e Sabbioso si inginocchiarono precipitosamente. Le fronde fitte dànno un'ombra fresca Sotto cui gli uccellini si riparano. Trecento li di erba calpestata. Ne rispondiamo ai nostri superiori. Porcellino chiese: "Ora che sappiamo di aver davanti questo sovrano sterminatore di monaci. Il reverendo restò tanto confuso che non sapeva cosa fare: finì per gettarsi bocconi per terra. Cresce l'erba verde Sotto il gran cielo blu. vi sono molto grato dell'avviso." E urlò: "Soldati. posso chiedere se c'è qualche comoda deviazione." A Porcellino salivano i fumi di collera: "Certo che sappiamo volare. Ma il destino stava per deluderla. INCARNA IL NATURALE." Non sapevano che nel punto più riparato di sud est c'era un'altra piccola grotta: da una porticina si accedeva a una camera bassa. ornata di vasi di fiori. prigioniere e pellegrini. torri scarlatte si elevano su rupi rossastre a strapiombo. sicura che Scimmiotto non li avrebbe scovati. Qui la vampira aveva portato Tripitaka per convincerlo a sposarla. Se tu proseguissi. bonzo! Volgi indietro il tuo cavallo e ritorna da dove vieni." Tripitaka non se lo fece ripetere. "Fratelli" raccomandò Scimmiotto. "perché non me l'hai detto subito?" "L'ho detto non appena l'ho riconosciuta" rispose ridendo Scimmiotto. in coppie. le cose potrebbero mettersi male per noi.

nel buio. lo riconobbe al chiar di luna e chiese: "Discepolo. sembra invece che sia un figlio del cielo. Porcellino utilizzò la misura più grande disponibile. Svolazzava attraverso i tre mercati e le sei strade. a volte si brucia. quando si fossero addormentati. "Non è difficile smettere di esser monaci: basta non radersi per sei mesi. si spogliavano. ma viviamo insieme come fratelli. L'irrequieto Scimmiotto. facevano le abluzioni serali e si apprestavano a coricarsi." "Siete giovani per questo mestiere. una volta pagato il conto. In una locanda ho preso in prestito degli indumenti e dei turbanti: ci permetteranno di vestirci da laici e di passare inosservati." "Ma noi dobbiamo laicizzarci subito. sempre con buona reputazione: è la locanda della vedova Zhao. Nel buio si trasformò in topo. a volte le spegne. ma a giudicare dall'atmosfera del posto." La lanterna della porta di mezzo illuminava la scritta: AL RIPOSO DEL MERCANTE DI PASSAGGIO E sotto: Locanda di Wang il giovane Dalle finestre si vedevano viaggiatori che." Il povero Wang si rizzò a sedere frastornato. all'altezza delle gronde di tetti e tettoie. "Dovremmo metterci dei turbanti. "Forse festeggeranno capodanno. non possiamo aspettare sei mesi. questo è un porto di mare. "Il maestro sarà Tang il vecchio. mi riconosceranno subito per bonzo. infilarono le casacche e si misero in capo i turbanti. Bussò alla porta e chiamò: "Ehi della locanda. e io dirò che siamo mercanti di cavalli. lieta e luminosa. e sentirono che all'interno qualcuno altercava a proposito di abiti scomparsi. dove Scimmiotto lo seguì. "Certo." E con un incantesimo si trasformò in falena. La moglie portò i figli. Ornata di porpora. avete ragione. dalle ali profumate." Quelli erano viaggiatori esperti. Ci chiederanno che mestiere facciamo. "Diamogli retta. quando notò certe case con l'uscio illuminato da una lanterna. sarà che teniate la bocca chiusa: parlerò io. e non sarei capace di tramare azioni oscure. Se ci arrestassero. mentre gli altri sei sono rimasti fuori dalle mura con i cavalli e ci raggiungeranno domattina. quanto a me. e gli risposero: "Caro locandiere. ama la quiete della profonda notte. Cercando disperato la salvezza." "Sono tutti cognomi diversi" osservò ridendo la donna. Facciamo parte di un gruppo di dieci persone. Ma la cosa migliore. con ago e filo. In breve fece ritorno al fossato dove Tripitaka. restituirò tutto. che sfortunatamente non è più di questo mondo. che non aveva ancora ritirato la lanterna sopra l'insegna. Qualcuno venne a portare una lampada. tu Porcelli terzo. e spalancarono le persiane per sedersi al chiar di luna. Sarà meglio che mi trasformi. Scusate se vi intrattengo su queste meschinità. Il reverendo e Sabbioso si tolsero gli abiti monacali. Sono venuto a sapere dei decreti disumani del vostro re e. Cercando ospitalità nel mio albergo avete fatto la scelta migliore: questo è l'esercizio più affidabile e attrezzato della città. non ascoltare le sciocchezze che dice tua moglie. "Che cosa dobbiamo fare?" "Maestro. "siete un mercante molto esperto. potremmo sempre dire che siamo inviati di un paese sovrano: il re non oserebbe trattenerci. afferrò abiti e turbanti e se li portò via squittendo. Passeremo la notte in città. disceso in terra per proteggere il monaco cinese che va in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. e i nostri capelli ricresceranno. "Marito!" gridava la donna spaventata. chiuse porte e finestre." "Quanti sono? " "Contando i puledri. Dovete sapere che abbiamo una vasta corte e scuderie grandi e ben fornite. Noi siamo stanchi della giornata di viaggio e avremo il sonno duro. Gli era venuta l'idea furfantesca di derubare gli ospiti dell'albergo. sono centodieci. che scrutava ansioso verso la città. noi potremmo alloggiarli tutti. ma di mantelli diversi. per travestire i suoi compagni con i loro abiti. Volò d'impeto sulla fiamma della candela e la spense: Rischia la propria vita tra le fiamme E si strina i capelli sulle tempie." "Non so proprio come potremmo fare" obiettò Porcellino perplesso. Qui pratichiamo tre tariffe. Porcelli terzo e Sabbiosi quarto. che ronzava intorno agli indumenti." Del resto non c'erano altre soluzioni a portata di mano. e io Scimmiotti il giovane. ho dato un'occhiata alla città: quel sovrano ammazza monaci sarà una bestiaccia. tutti della razza di quello che abbiamo portato con noi." "Questi sono Tang il vecchio. ma è solo per non doverci più pensare in seguito. e scelse un'altra locanda all'angolo della strada. avete camere libere?" Una voce di donna rispose: "Ma certo! Vogliate salire al primo piano. ce li renderete domattina. ma per il suo testone nessun turbante era sufficiente: Scimmiotto dovette cucirne insieme due. Prendeteli in custodia voi. hai trovato un modo per continuare il viaggio?" "Per proseguire bisogna risolvere una difficoltà: nascondere la nostra qualità di monaci" rispose Scimmiotto posando gli indumenti. alla fine si spazientì. si toglievano i turbanti. La locanda è stata costruita dal mio povero marito Zhao." E un garzone venne a prendere il cavallo per portarlo nella stalla. la farfalla notturna che spesso viene a cozzare contro le nostre lampade. La nostra intenzione è di restare qui per il tempo necessario a vendere i nostri cavalli. con quella luminaria. "C'è in giro uno spirito malefico in forma di topo!" Scimmiotto si sentì in dovere di chiarire l'equivoco. viene gente d'ogni risma. "Vuoi scherzare?" intervenne Porcellino. Sabbioso sarà Sabbiosi quarto." "Caro signor Scimmiotti" disse la donna. Infine li venne a trovare una donna sulla sessantina. e se ne va a caccia di lucciole." "Il nostro condiscepolo ha pensato a tutto" approvò Sabbioso. per sfuggirli." L'offerta di una tazza di tè venne invece accettata con piacere. e noi lo ricompenseremo con una bella moneta d'argento. Ma quando saremo usciti dalla città. Caricarono dunque i bagagli sul cavallo ed entrarono in città. Ma non avrebbe combinato che guai. in albergo. ma poiché. avrete a disposizione il servizio più raffinato che possiate desiderare. Al primo piano si trovarono in una camera con tavolo e seggiole confortevoli. mi chiamo Scimmiotti il giovane. al momento della partenza. che domandò: "Da dove venite. "il proverbio dice: vende il mercante tre sorte di cose. e gridò: "Wang. il cavallo bianco fungerà da campione commerciale." Il reverendo non trovava che tutto fosse ineccepibile. Nell'erba che fermenta può trasformarsi in fuoco fatuo." "Per noi sono parole indispensabili. sapete. Sono il Grande Santo Uguale al Cielo. con una luna così bella. Passarono davanti alla locanda di Wang il giovane. ma non li abbiamo. si spogliò e si mise a letto. signori? Quali sono le vostre preziose mercanzie?" "Veniamo dal Nord e vendiamo cavalli. Non sono uno spirito malefico: appartengo alla luce. poi rientrò nella camera. trovò soltanto la camicia e cercò d'infilare la gamba sinistra nella manica destra. ma dorme sempre su un letto . Il locandiere si dedicò alle operazioni serali: uscì a spegnere e staccare dal gancio la lanterna che illuminava l'insegna. La mando avanti io da molti anni. da una scheggia di vecchia tegola. ho preso in prestito questi abiti con cui rivestirò il mio maestro. Era un posto tanto pacifico che le porte erano ancora spalancate a quell'ora di notte. per servirvi. e alla quinta veglia usciremo dalla porta occidentale e ci rimetteremo in cammino."Se mi faccio vedere in giro con la mia zucca pelata." Wang il giovane raccolse gli oggetti nella propria stanza. Anche se i vostri cavalli fossero diverse centinaia." "Veramente" rispose Scimmiotto. Di sicuro il locandiere ci tratterà bene. finita la cena. ci alzeremo alla quarta veglia per fare colazione. Batte le ali nella luce di lampade e candele. balzò dal letto e cercò di infilarsi i pantaloni. Scimmiotto fece finta di niente. "Ho trovato il modo di far passare il maestro" si disse Scimmiotto. abbassò le tende. senza far loro mancare né fieno né acqua. Non ci è sembrato pratico portare in città un branco di cavalli a un'ora così tarda. ma non osò sollevare obiezioni. Infine anche lui si cambiò d'abito e diede le istruzioni per l'uso: "Ricordate che dobbiamo evitare di usare fra noi le parole maestro e discepolo. due fanciulli chiacchierini che non mostravano nessuna voglia di dormire. me la fabbricherò io." "Lasciate perdere i particolari" si spazientì Tripitaka. Scimmiotto lo lasciò in mezzo alle difficoltà. e in ogni caso non avremmo nemmeno un ciuffo di capelli per legarci la cordicella. Quali altre potremmo usare?" chiese Porcellino. perciò lei sedette in un angolo a rammendare panni a lume di candela. Luce e calore le piacciono tanto da tenerla in perenne movimento. non siamo parenti. Noi siamo venuti in avanscoperta. Mi sono fatto un'idea della topografia e della lingua che parla la gente. senza avere un'idea delle risorse disponibili. ma Scimmiotto ci soffiò sopra e disse: "Non serve. Il locandiere venne a raccomandare ai viaggiatori di vigilare sulle loro cose: "Vi prego di badare ad abiti e bagagli.

"Gente che se intende come noi. a costo di rimetterci il prezzo del pasto che hanno consumato. alla seconda veglia. "Per questa sera non preparate carne. "Dov'è il nostro cavallo?" chiese Scimmiotto. Dal momento che a quest'ora non ho altro personale sotto mano." "Mica male" commentò ridendo Scimmiotto. Se lasciate le finestre spalancate. e del resto la luce disturba anche me. Va bene la prima classe. che hanno ordinato il trattamento di prima classe. smettila di scuotere!" "Chi si muove?" reagì il Novizio. "Qui dove ci troviamo. il migliore. Domattina di buon'ora veniteci a dare la sveglia. e poi i nostri fratelli non sono qui. non sono previste ragazze." "Dove possiamo metterci a dormire?" "Questa non è forse una bella stanza? Non ci sono né mosche né zanzare. "Lasciate che ci portino. E mandò a dire ai suoi: "Ritirate i palanchini. e i tuoi conti torneranno. venite su un momento" gridò pestando un piede sul pavimento." "Ma è gente malaticcia" rispose la vedova. "Agli ordini. tremanti di paura." "È ancora più conveniente. a Sabbiosi ritornerà il suo vecchio dolore alla spalla. Volete provarla?" "È proprio quello che ci vuole" rispose Scimmiotto. di quello buono. si rivolse inquieto a Scimmiotto: "Come facciamo? Quella donna fa ammazzare tutte le bestie del cortile." La vecchia rispose: "Fatemi pensare". lessate il riso e mettete in infusione il tè aromatico. praticate tre tariffe diverse ai vostri ospiti mercanti? Spiegateci quali sono le differenze." "In terza classe non è previsto servizio. invece." Mentre la vedova faceva intiepidire il vino." La donna. facendolo brontolare: "Smettila. Mettete al fuoco verdure del giardino per la zuppa di vermicelli e cuocete timballi di pasta al vapore. ci riconoscerebbe subito dalle nostre teste rasate e strillerebbe che siamo monaci. erano in combutta con una banda di briganti. lungo sette e alto tre. Sentirono venire da chissà dove gli sproloqui smorzati del Novizio. Domani saremo tutti insieme in allegria. sono disposto a dormire anche sul carbone destinato al forno. li ho fatti alzare per mandarli a prendere le signorine." approvò la vedova. Finirono per toglierli. "Se la marmitta è grande abbastanza per saziare la fame. I quattro poveretti dentro la cassa correvano il rischio di soffocare. "I nostri guadagni ci consentono qualcosa di meglio. germogli di bambù di Min." Gli esperti cuochi prepararono tutto in un baleno. fratellino!" lo contraddisse Scimmiotto." "Seconda classe: tavola comune. Ai briganti non interessavano le cose dell'albergo. chiamò la signora Zhao: "Adesso chiudete il coperchio e serrate il lucchetto. ritornò dabbasso e si appoggiò pensierosa alla cassa dei conti. Perché voi. Porcelli ha i reumatismi e non sopporta l'umidità. "Dove dormiremo?" bisbigliò Tripitaka nell'orecchio di Scimmiotto. ma al momento di mettersi a tavola hanno voluto solo cibo vegetariano. mangeremo di magro. si può cercare un po' di paglia e un angolo dove stenderla per dormire. e il digiuno cesserà. e poi navighi su nove banchi in un giorno solo. Scegliete il vino. mancava l'aria e per giunta non erano abituati a portare i turbanti. "Che cosa succede?" chiese Scimmiotto." I quattro pellegrini mangiarono e bevvero. Dove glielo trovo il buio perfetto? Da noi è trasparente persino il tetto. sono costretti a dormire all'aperto con i cavalli. ma solo il denaro di quel ricco cliente. Perché hai quell'aria afflitta?" "Mentre stavo per chiudere bottega mi sono capitati quattro mercanti di cavalli. avremmo un incasso superiore al capitale. Tirate il collo a oche e polli." "Signor Scimmiotti. per esempio. giocare alla morra. poi la tavola fu sparecchiata e la servitù si ritirò. In breve. Tang il vecchio riesce a dormire solo nel buio più nero. con cassa e cavallo a guisa di trofei. non chiuderemo occhio." Quando furono entrati tutti e quattro. e batté il piede sul pavimento. accorsero il servizio di vigilanza del quartiere orientale e il comandante in capo della guarnigione urbana." Ma lui continuava a stuzzicare e diceva: "Abbiamo un capitale di cinquemila tael e abbiamo venduto cavalli per tremila. si udì dabbasso un baccano di tavole che si urtavano. la donna corse dabbasso a cambiare le disposizioni: "Fermi tutti. ditegli pure di ritornare a letto. Erano ammucchiati l'uno sull'altro. lo dice anche il proverbio: ti incagli nove giorni su un banco di sabbia. noi che abbiamo fatto voto perpetuo di mangiare di magro?" "Mi viene un'idea" rispose Scimmiotto. mezzo tael non basterebbe per pagare le ragazze." "Quante precauzioni!" commentò la vedova. mollarono la cassa." Tripitaka." Ancor più contenta. Se ce le servono. Tripitaka e Sabbioso si svegliarono anche loro ed esclamarono spaventati: "Qualcuno ci sta portando via!" "Zitti! non fate rumore" intimò il Novizio. il nostro umile esercizio è un guscio di lumaca privo di angoli bui. goffi e sbadati." "Che bellezza!" concluse Porcellino. Comunque. Il pasto fu servito in camera. accanto era legato un cavallo. che girava per casa con un bimbo in collo. Dopo la mezzanotte sarà il giorno xinyou." "Sono previsti i servizi di classe superiore. Ci potrebbero dormire sette od otto persone: chiudili là dentro. lessate carne sotto sale per accompagnare il riso. Prendiamo il cavallo e portiamoci la cassa in aperta campagna. e non mancate di tenervi dacconto. finirono per addormentarsi. che canteranno per voi mentre mangiate e vi terranno compagnia a letto. il turbante ci cadrà dalla testa. quando si è mangiato abbastanza." "Tanto non ti scappano. mangia il suo fieno" rispose un garzone. Sabbioso vi depose prima i bagagli. con il coperchio solidamente serrato." "Ma cosa dici. Per divertirsi si può. e poi aiutò il maestro a entrarvi. osservò: "Mamma. "Portatelo qui con la mangiatoia.di rose. Non è il sistema più pratico?" E infatti. Gli scossoni svegliarono Porcellino: "Dormi. Porcellino ci si lasciò cadere per primo senza tanti complimenti. Le bestie ammazzatele domani. Speravo di guadagnar bene. ma fecero ugualmente un ritorno trionfale. vino tiepido. dove potremo forzarla con comodo. sollevarono a fatica il grande oggetto e se lo portarono via. Il vino e la carne glieli servirai domani. fratello. che si aggiravano per casa a portare acqua o attizzare il fuoco. signor Scimmiotti" rispose lei correndo su per le scale." Ma i briganti non avevano nessuna intenzione di viaggiare verso l'Ovest. riescono a prender sonno solo nel buio perfetto. vede subito che in un baule di quella stazza si custodiscono solo grandi ricchezze. che venivano espressamente per svaligiare il mercante di cavalli. e non mi serve altro. con stanghe e funi. ma d'autunno ne avremo tanti che non sapremo dove metterli. oggi facciamo digiuno." "Sentiamo se a loro sta bene. Alcuni servi della locanda. poi per levarsi tutti i panni. Se qualcuno dovesse entrare nel frattempo. per questa sera vogliamo una cena di magro. Il riso sta nella marmitta. ti credi spiritoso? Lasciami dormire." "Anzi. come potremmo toccarle. al tempo! Non ammazzate bestie. La figlia. l'albergo fu invaso da una ventina di briganti con le torce in mano. Mentre il maestro e Scimmiotto osservavano l'interno a lume di lucerna." "E come?" "Ricordi quel cassone gigantesco che aveva costruito il povero babbo? Sarà largo almeno quattro piedi. anzi. né l'altra. si finirà domani. "ma noi ne berremo volentieri un bicchiere. La vedova e sua figlia. piegati sotto il peso. Portate riso bianco e farina bianca per le focacce. attraversarono il quartiere orientale della città. E noi che cosa faremmo?" "Giusto" ammise Scimmiotto. Non era facile stanarlo: non si trovava nelle camere degli ospiti. in quel caldo soffocante. ci risparmieremo la fatica di camminare. "Signora Zhao. e se la svignarono per avvertire i loro amici. Costa mezzo tael a testa. che parlava di somme favolose. e senza correnti d'aria. che sta per finire. gli possiamo procurare tutto il buio che vogliono. la pagoda di zucchero era già pronta. con questo venticello del sud. che dal piano di sopra la sentiva strillare. Costa pochi soldi. Non possiamo dormire qui. Se vendessimo i cavalli che restano per altri tremila tael. Due decimi di tael a testa. Le truppe non riuscirono a catturare nessuno. e sarà il momento giusto per far venire le ragazze. Sarà meglio pregarli di cercarsi un altro albergo. tutta contenta corse in cucina: "Servite del tè. e legatelo accanto alla cassa. Dobbiamo pur scegliere con cognizione di causa. "Devo servire vino analcolico?" chiese la locandiera. si barricarono in camera loro e li lasciarono fare. Anche alla luce delle torce il comandante poteva apprezzare la bellezza dell'animale: . La vedova risalì: "Che altro vi occorre? Sempre al vostro servizio. Ora ci sono pochi clienti perché è la stagione calda. formaggio di soia e glutine di grano. che non poteva prender sonno e si sentiva d'umore attaccabrighe." "Che brave persone! Usate molti riguardi fra voi. "Hanno paura delle correnti d'aria. ma se volete. Abbattete un maiale e un montone. frutta fresca. abbandonarono il cavallo bianco e si sparpagliarono in fuga nei campi. Pizzicò Porcellino a una gamba. E la terza classe?" "Mi sento imbarazzata a parlarne a nobili ospiti." "Mamma. "Né una cosa. Ci si può accontentare. Come dicevamo. Infine in un angolo buio trovarono il cassone." Porcellino non rispondeva e russava. Verificate bene: se ci sono fessure. tavoli riservati e belle ragazze. Osserviamo il digiuno del giorno genshen. sono i miei contadini. Sono venuti in città a portare il riso dalla mia modesta tenuta. Invece prendete orecchiette. attaccarono le guardie di servizio alla porta est e forzarono le serrature. "Dalle nostre parti. Dunque i lavoranti della tenuta portarono la cassa e aprirono il coperchio. camera compresa. Arcieri a cavallo partirono all'inseguimento e i briganti." "Dite. Fu dato l'allarme. salvo Scimmiotto. che avranno urtato nel soffitto con le stanghe dei palanchini. E tutti se ne andarono a dormire." "Buono a sapersi. La prima classe comprende un festino con cinque piatti e cinque tipi di frutta. e provarono ad agitarli per farsi vento. "Al vecchio Tang non piace" rispose Scimmiotto. State tranquilla che il prezzo resterà quello della prima classe. turatele con la carta." "È per un voto perpetuo o mensile?" domandò la vedova stupita. ci abbandoneremo al sonno e le nostre vesti si scompiglieranno. una pagoda di zucchero. "L'abbiamo messo nella stalla. quello che non si consuma stasera. non servono più. Perciò ciascuno dei nostri sacchi contiene quattromila once d'argento. media e inferiore. dormirete saporitamente. non osando far fronte a truppe regolari." "Non è una cosa prudente. dite. Stanchi come siamo. signor Scimmiotti. e li ho trattenuti a dormire per la notte. non era sceso nella corte. "Niente. abbiamo una grande cassa che non lascia passare né aria né luce.

incontro alle nuvole azzurre. che accompagnava il monaco cinese tenendolo per mano. maestro che venite da tanto lontano?" "Il vostro umile servitore aveva saputo del voto fatto da vostra maestà di sopprimere bonzi. che si alzò dal giaciglio del drago e dichiarò: "Neppure noi comprendiamo che cosa sia accaduto. Solo le ossa si potrebbero vendere per mille pezzi d'oro. nei cinque stabilimenti militari e nei sei ministeri. per paura che qualcuno scoprisse inavvertitamente le nostre teste rasate. Quando si alzò dal letto la regina dei tre palazzi. Se invece sapete portare pazienza. Da parte sua. Ma dopo tutte queste avventure e scrolloni. negli yamen e nelle residenze grandi e piccole. che non ne poteva più. nel gineceo. saltò fuori per primo seminando il panico. Perciò non osavamo farci riconoscere. reverendi?" "Siamo inviati da sua maestà dei grandi Tang. "Sarei contento se ne uscissimo vivi. Recarsi tutti alla sala di udienza. se non c'è nessuno. Dalla cassa forata intorno si diffonde Una buona novella. nitrendo alla luna e mimetizzandosi nella neve. mio sovrano?" Il re si tastò il capo e ci rimase di sale: "Accidenti." "Non fate baccano" esortava il Novizio. abbiamo sequestrato una cassa e un cavallo bianco. le concubine e i cortigiani rendessero loro omaggio. ma dobbiamo constatare che la cosa ha coinvolto tutti senza distinzione. debitamente sigillata da un nastro con la sua firma e guardata dai suoi uomini." E fece conoscere la sua volontà: "Non dir motto a nessuno della perdita dei capelli. Il quale risalì sul trono e ordinò: "Coloro che hanno istanze da presentare si facciano avanti. di uomini e donne. gli yamen. effettuato in conformità dei vostri sacri ordini. ricuperò le sue cose e. le dame del palazzo. Il comandante scese dal proprio cavallo. altrimenti i mandarini civili e militari potrebbero muovere critiche alla politica del governo. che darà vista ai ciechi Redimendo il sovrano. Sa galoppare più veloce del vento per diecimila leghe. È un vero drago dei mari. se in fin dei conti non sapete che cosa ne fu. convocò il tudi locale e lo incaricò di darsi da fare. so io che cosa dire a quel sovrano dalle idee confuse: vedrete che non vi sarà torto un capello. in modo da restare immerso in un sonno tanto profondo che non gli consentisse nemmeno di rigirarsi nel letto. unicorno di giada che rallegra il cuore a vederlo. Quando il re si rese conto che i quattro pellegrini erano bonzi. Non si sentiva parlare d'altro: Ai tre schiocchi di frusta(8) si rivolgono al re. Poi comparve Scimmiotto. cari ministri. udendo gli ordini e il trambusto si spaventò: "Discepoli miei. inghiottendo le lacrime. Se ci avessero arrestato in condizioni normali. al Monastero del Colpo di Tuono. Porcellino vide il comandante in capo che reggeva la briglia del cavallo bianco e marciò su di lui sbraitando: "Dammi quel cavallo! È roba nostra!" Il povero ufficiale. a cercare le scritture e rendere omaggio al Buddha nel Paradiso dell'Ovest. Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli dal braccio destro e li trasformò in uno sciame di insetti del sonno. e da quelle dei civili il commissario del quartiere orientale. passeremo il resto del tempo appesi a una trave." "Portateli qui" rispose il re. si alzò dal trono e ordinò che le regine. Per ordine del re fu aperto il coperchio e Porcellino. mia cara. Agli eunuchi. i mandarini civili e militari che si presentavano a rapporto si scusavano dell'imperdonabile licenza. Tutti si inginocchiavano davanti a lui mostrando una distesa di teste pelate: "Signore e padrone. Infine manipolò la sbarra cerchiata d'oro e la trasformò in una quantità innumerevole di rasoi da tonsura. dal più umile al più eminente. all'udienza mattutina. gli eunuchi grandi e piccoli. quando intendeva presentarsi a rapporto dal sovrano e sollecitare le debite istruzioni. UN PETALO PER VOLTA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO SI INGELOSISCE DI MADRE DEL LEGNO. Si prosternarono davanti ai gradini di giada e riferirono: "Durante il servizio di pattuglia. Le sfuggì uno strillo che fece svegliare il re." Scimmiotto attese che trascorresse la terza veglia. dal primo dei ministeri all'ultimo degli yamen." I rapporti si ammucchiavano davanti al re. signore e padrone! Non si sa come. i ministeri eccetera a radere a specchio tutte le zucche. cadde per terra. si scoprirono con orrore teste lisce come palle da biliardo. commentare e redigere rapporti d'ufficio sugli avvenimenti." Ma i mandarini di ogni livello e residenza. Cercò un posto tranquillo per riprendere il suo normale aspetto. trasformò uno dei propri peli in trapano a tripla punta. fu portata oltre la Torre delle Cinque Fenici e venne deposta ai piedi del trono. trasformatosi di nuovo in formica. e infine Sabbioso coi bagagli. Fu un gran correre. qui dentro è il meno peggio: si può anche schiacciare un pisolino. ritornò donde era venuto. Non mi parlate degli otto destrieri e corsieri: questo eclisserebbe persino il grande Sushuang. è vero! Che cosa hanno fatto alla nostra reale testa?" Ed ecco giungere a frotte le concubine delle sei corti. come vedete ci troviamo tutti trasformati in monaci. Domani. In quel momento il re dormiva ancora della grossa. La cassa venne portata a casa sua. Che comprende ogni causa e pratica ogni astuzia? Un solo fondamento possiedono i tre Veicoli. e balzò su una nuvola per recarsi al palazzo reale. e con pochi giri aprì un forellino in un angolo della cassa. "Ho sistemato tutto: quando apriranno la cassa. Per dormire ci siamo chiusi nella cassa. La misura successiva fu di strapparsi un altro ciuffo di peli dal braccio sinistro e di trasformarlo in un esercito di minuscoli Scimmiottini. le cose non le andarono meglio. coda di pendenti di giada. forse saremmo riusciti a difenderci. Le dame dovettero comunque disporsi in corteo. A questo punto ogni Scimmiottino prese un rasoietto e andò in giro per il palazzo. siamo pronti per finire sotto il coltello del boia senza altra indagine. Senza morte né nascita. "Ci sembrate irreprensibili come sempre. la licenza di cui vi scusate?" "Ah. Afferrò una lanterna e corse al giaciglio del drago: anche lì sembrava che dormisse un monaco. sa arrampicarsi sulla montagna. ciò in attesa dell'alba. In che cosa consisterebbe. come spiegheremo al re la nostra presenza qui dentro?" "Parlate piano!" rispose ridendo il Novizio. Vi preghiamo di decretare quale uso deve esserne fatto." "Figúrati se penso a queste cose!" esclamò l'interessato. Ogni funzionario di ogni grado doveva avere il suo insetto a pungerlo." "Non oseremo mai più prendercela con i bonzi!" esclamavano tutti con le lacrime agli occhi. Quando alle prime luci le signore del palazzo si levarono dal letto e si posero davanti allo specchio per pettinarsi. All'udienza del mattino. CAPITOLO 85 FIOR DI SUSINO. nel paese dell'Est." "Come mai vi siete chiuso dentro quella cassa con i vostri discepoli. ve lo garantisco io. Scimmiotto congedò la divinità locale. Quando si alzarono per recarsi a corte. Ma dite a Porcellino di non far gazzarra per questioni di precedenza. giovani e vecchi.Criniera di fili d'argento. giusto per completare il numero di diecimila bonzi morti ammazzati. Se sentono rumore e aprono subito la cassa. era accaduta la stessa cosa. avevano lo stesso problema." La cassa arrivò a corte. Anche lui finalmente potrà godere il Vuoto. durante la notte tutti quanti abbiamo perduto i nostri capelli. Tripitaka. chiese: "Quali affari vi hanno portato qui. per andare a svegliare la coppia reale. pronunciando l'incantesimo che inizia con la sillaba Om. ascoltate il prossimo capitolo. per rientrare in città alla testa delle sue truppe montato su quella meraviglia. il quale spalancò tanto d'occhi a vedersi davanti quella testa pelata. Prima dell'alba l'operazione fu conclusa. Quindi si trasformò in formica e scivolò fuori." Dalle file dei militari uscì il comandante in capo della guarnigione. che cosa vi è successo?" "E a voi. terrorizzato. doveva diffondere gli animaletti dovunque nel palazzo." Il re rifletté su quanto accadeva e finì per spuntargli una lacrima: "Magari è un castigo per l'uccisione di tutti quei bonzi. Quanto al bottino conquistato dal comandante della guarnigione e al destino che aspettava i prigionieri della misteriosa e gigantesca cassa. e si levò a sedere chiedendo: "Santo cielo. E della tosatura si chiedono il perché. Sfortunatamente dei ladri ci hanno portato in . dentro la cassa. Poi. scoprirono che durante la notte i loro capelli erano scomparsi. le nostre umili persone non hanno osato disporne. arrotoliamo le cortine e togliamo la seduta. vedrete che ci renderanno gli onori dovuti ai maestri della legge. Con l'aiuto dei suoi assistenti. Il reverendo intanto se la prendeva con Scimmiotto: "Scimmia zuccona! Vuoi farmi morire. I due ufficiali si ritirarono per recarsi allo yamen dov'erano depositate le spoglie e organizzare il trasporto. Come potrai distruggere questa Legge infinita. quando apriranno la cassa. E IL PRINCIPE DEI DIAVOLI TRAMA INGANNI PER INGOIARE MEDITAZIONE. ci siamo camuffati da laici e abbiamo chiesto ospitalità in un albergo di questa preziosa città. "Qui fuori è pieno di gente. compreso il re.

ma questa volta mi ero sbagliato. che sta cuocendo a vapore grandi quantità di riso e pani di farina bianca per offrirli ai monaci. a destra e a sinistra. Se non ce la fa e viene fatto prigioniero. Alzando gli occhi. "mi sto ancora chiedendo dove hai potuto trovare tutti i barbieri che occorrevano per radere a zero tante zucche in un tempo così corto. Quel suo masticare e soffiare nebbia e vento rivela intenti aggressivi ben determinati. Cervi e daini caracollano tra i fiori. verso la cima si levano rade canne di bambù. Il reverendo tirò le redini: "Discepoli. gli chiese in privato: "Fratello. Perché il Buddha sereno risiede nel tuo cuore." Scimmiotto raccontò come aveva fatto. che cosa hai scoperto su questa nebbia?" "Come vedete scompare. Sono pieno di brividi e paralizzato dall'angoscia. ruggiti di tigri affamate che balzano sulla preda. Scacciate i dubbi e seguitemi. Accanto a lui. Ululati di richiamo di lupi grigi. ancor prima che cessasse il vento?" "Non affrettiamo le conclusioni" rispose Scimmiotto." "Reverendo. dovrete pagare la matricola. Ma dal momento che è anche un ghiottone. insieme al gorgoglio d'acque dei ruscelli. Ma una piccola negligenza può richiedere mille anni per rimediarla. le orchidee profumate sono sparse nell'erba di diaspro in riva all'acqua. senti! Se volete iscrivervi anche voi.aperta campagna. che il tuo stratagemma è stato proprio ingegnoso: ne avrai grande merito. ecco un'altra montagna: com'è dirupata! Stiamo attenti!" "State tranquillo" disse ridendo Scimmiotto. Il viaggiatore osserva inquieto il cammino: è mai possibile che a ogni curva il sentiero diventi più ripido? Sulla comitiva che avanzava soffiò all'improvviso un colpo di vento. scrutò intorno facendosi solecchio con la mano." "Che bisogno c'è che venga dal cielo? Il vento può benissimo venire dalla terra. e li fece tanto ridere che si dovettero fermare sul ciglio della strada dell'Occidente per tenersi la pancia. Ciascuno può trovare dentro di sé lo stupa Dove può coltivare la vera perfezione. Scompare il sole senza lasciar traccia. scimmie e gibboni si divertono in società. ai turbamenti e ai disagi del pensiero. ma dove andrebbe a finire il mio buon nome?" Scimmiotto era un soldato coraggioso. Quei versi significano che il senso delle scritture. per lui non sarà la stessa cosa?" "Va bene. non è altro che coltivare il cuore e lo spirito." "Non avrete per caso dimenticato il sutra del Cuore del maestro di meditazione del Nido dei Corvi?" "Lo ricordo benissimo. siamo noi che non vi abbiamo accolto adeguatamente: voi siete un monaco eminente di un paese superiore. come una piattola. Si odono i fischi acuti del gibbone in cerca di frutta. Vediamo come te la cavi." "Quale inno?" "Monte degli Avvoltoi non cercarlo lontano." Ritornò dunque da Tripitaka. ma il comandante in capo ci ha ricuperato e portato qui. con le loro migliaia di sutra. Il canto di uccelli invisibili è portato dal vento. screziato di colori. una quarantina di mostriciattoli si dedicava alla stessa pratica magica. S'alza un velo di polvere: scompaiono Gli alberi più vicini. Per i miei gusti. Ora potrei schiacciare il mostro di sorpresa. Vediamo come reagisce. pace in ogni direzione. "C'è un vento per ogni stagione" commentò Scimmiotto. i pelacci pungenti della barba d'argento intimidiscono diavoli e dèi. il figlio non osi sottrargli nulla." "È vero. Se restate in preda alla paura. tutti ci siamo ritrovati con la testa rasata. l'ombra gettata dagli alberi è fredda. "Ritornerò alla base e darò un'opportunità e un segno di considerazione a Porcellino: gli proporrò di affrontare il mostro per primo. coperto di macchie. "Non aveva torto il maestro" pensò Scimmiotto ridendo fra sé. Ma questa notte siamo stati convertiti in modo inatteso: anche noi ci siamo visti ridotti a monaci e monache. Consapevole del Vuoto? Avevi mai visto alzarsi una nebbia come questa." "Non parliamo di soldi" intervenne Scimmiotto. Voialtri due restate qui di guardia. e nonostante la distanza si vedono i vapori nocivi e le nebbie minacciose che ne emanano. La foresta che riveste i fianchi è ricca di migliaia di alti pini. La sua ferocia si manifesta anche in tremendi ruggiti. Supponevo che ci fosse sotto qualche mostro. Uccelli prendono improvvisamente il volo battendo le ali. in numero di diecimila per far cifra tonda. Ora vorremmo diventare vostri discepoli: speriamo che non ci negherete l'appoggio della vostra eminente saggezza. La parete a strapiombo domina grandi cumuli di rocce dalle forme bizzarre. Lo spirito nettato da ogni turbamento risplende nel vuoto." "Non dirlo! La vetta è minacciosa. Mentre riprendevano il cammino." "Maestro. belve esplorano senza requie il terreno a caccia di preda. è la distruzione che non va. "Noialtri siamo monaci osservanti. Consapevole del Vuoto. il riferimento alla legge va benissimo." Ma di colpo subentrò una nebbia poco comune: Oscura il cielo come una tovaglia E ricopre di tenebre la terra. mentre io mi guardo intorno per saperne di più. fiume limpido. Dissimula a malapena artigli più taglienti di lame di giada. Se io andassi avanti in avanscoperta a rosicchiare qualcosa. per riprendere il nostro viaggio. "In primavera lo zefiro. basta avere abbastanza da bere. che chiese: "Consapevole del Vuoto. Quell'infingardo non avrà voglia di darsi da fare." "Non c'è niente di male se il cibo è salato. che ne diresti?" "Non sta bene. fratello" chiese Sabbioso. fratello. starò zitto. Per essere sicuro che il vostro regno resti perennemente integro e che voi godiate di felicità e longevità." "Si capisce." "Hai voglia di mangiare?" "Mi era appunto venuto un po' di appetito. Speriamo che vostra maestà ci vorrà perdonare e lasciar liberi: la nostra riconoscenza sarà più profonda del mare. "Andrà tutto bene. In breve giunsero ai piedi del monte. il merito sarà suo. il cuore conserva la purezza delle cose. Perché vi preoccupa questo vento in particolare?" "Si è alzato troppo all'improvviso per venire dal cielo. vi basta molto meno: è sufficiente che mettiate il visto ai nostri passaporti e ci facciate accompagnare fuori città. Questo garantirà mare calmo. non siete sulla Grande Via e il Monastero del Colpo di Tuono non fa per voi. sta diradando. Sovrano e sudditi." Per . "Ecco il vento!" gridò Tripitaka con voce spaurita. lo stuzzicherò con argomenti gastronomici. di solito l'azzecco. Non puoi pensare a te stesso lasciandoti indietro il maestro. che prese tutto per oro colato. Il voto di uccidere bonzi. Si vedono correre volpi e scorrazzare zibetti." "Ma se tu non glielo dici." "Maestro. Ecco il suo aspetto: Corpo imponente e poderoso. non era capace di sbarazzarsi dei suoi avversari con mezzi sleali. Ricorda il detto dei libri antichi: vivo il padre. Brandelli di nuvole lambiscono le rupi della vetta." Il grande santo balzò in aria. Tu puoi credere Che l'universo ripiombi nel caos. "Che ne dici. regine e concubine. e scoprì che in effetti a qualche distanza c'era un mostro seduto su una rupe." "Di che cosa si tratta?" "A poca distanza da qui c'è un villaggio di brava gente." Ascoltando Scimmiotto. "Smontate da cavallo." Porcellino. Intervenne Scimmiotto: "Nel vostro attuale nome." Porcellino scoppiò a ridere: "Senti. finché giunsero in vista di un'alta montagna. mettono troppo sale. videro un monte superbo. Intanto il passaporto fu vistato e Tripitaka venne interpellato sull'opportunità di mutare il nome del paese. per farci accettare acconsentiremo a offrire tutte le ricchezze del regno. Ripresero il cammino in questa gioiosa disposizione di spirito. il reverendo si sentiva lo spirito riconfortato e rasserenato. d'estate il vento caldo umido. perché il Monastero del Colpo di Tuono sia davanti ai nostri occhi. vittorie per mille generazioni. Tace di colpo il canto degli uccelli. sede di una corte celeste. lo avevamo formulato perché un monaco ci aveva calunniato. ma non è così. prego." Il re ordinò che la corte dei banchetti organizzasse adeguati festeggiamenti per il ritorno del regno in seno all'Unico. Se è capace di vincerlo. Denti da stritolare diamanti. La nebbia veniva dalle loro cucine ed è buon segno. Dovreste sostituirla con il rispetto: Paese del Rispetto della Legge." "Io. Bastano volontà e sincerità senza macchia. "Non c'era niente di naturale in queste condizioni meteorologiche. venti e piogge ai momenti giusti. Liane e rampicanti ricoprono i tronchi." "Allora avrete dimenticato i versi dell'inno." Il re li ringraziò e li fece accompagnare sulla strada dell'Ovest con la carrozza reale." "Lo conosco benissimo. come le nuvole possono emanare dalle montagne. il reverendo dichiarò tutto allegro: "Devo dire. d'autunno il vento dell'ovest e d'inverno la tramontana. Ora che ci è concesso di contemplare il volto di drago di vostra maestà. è come rivedere il sole dopo che le nuvole si sono disperse. lo hai fatto un assaggio?" "Giusto un boccone. Rotondi occhi d'acciaio che spaventano fiere e uccelli. ogni presenza È inghiottita nel nulla. andrò a liberarlo: la prova più impegnativa sarà tanto più onorevole per me.

I miei compiti Sono di cavallante e di facchino. vecchio peccatore." "È vero: Consapevole del Vuoto è sempre rimasto con me. "Disgrazia. Un momento dopo li raggiunse il bestione. Se pensavi di essere tu a mangiare.soddisfare la gola. arrivo!" La sua voce diede nuovo coraggio al bestione. e rispose con una pioggia di colpi. dobbiamo attraversare questa montagna organizzati come un convoglio militare. si chiedeva: "Che cosa succede a questo bonzo? Un momento fa stava per cedere e ora fa il diavolo scatenato. e fui vinto dalla sbarra Cerchiata d'oro. Ho saputo che preparavate cibo per i monaci. si vede che non conosci il proverbio: principe al festino. mentre io raccolgo erba tenera. che non riusciva più a controllarlo. I due eroi impegnano ogni loro talento e giocano il tutto per tutto. Ti racconterò tutto: Nominato Ammiraglio dei Canneti Celesti dal supremo imperatore. perché oggi invece è tanto . "È come il brigante che vuol coinvolgere tutti i compagni di galera." "Vuoi dire che mi devo trasformare?" "Proprio così. Non dir niente." L'orco venne avanti roteando un gran pestello di ferro. e il rastrello è come un drago in agguato nel giuncheto." "Di che cosa ti vergogni?" "Il condiscepolo anziano mi ha imbrogliato. "Eri andato a raccogliere erba. che prometteva di diventare un buono stufato. Lasciamo Porcellino al suo scontro con l'orco." "Questo bestione racconta frottole" intervenne Scimmiotto ridendo. sfuggì una risatina sarcastica. Ci ha tanto spaventato. guerriero in guerra. e io ho pensato di approfittarne. Scimmiotto non seppe trattenersi e gridò: "Tieni duro. Quella che impugna è un'arma insolita: Sembra un rastrello da giardiniere. grida e ruggiti da commuovere le viscere della terra. guai a me! Mi chiedo quanti 'sporco equipuzio!' mi toccheranno. Io non mi sono mosso da qui. mettendo in fuga i suoi aggressori. ritornato sconfitto al suo rifugio. "Che disgrazia?" chiese l'orco. Scimmiotto non intervenne e ritornò invece al punto di partenza. altro che paesani!" Tirato da tutte le parti il bestione si spazientì. L'orco dovette farsi coraggio per chiedere: "Da dove vieni? Come ti chiami? Parla. "Quel monaco di cui sento lodare da tanto tempo la squisitezza della carne. Fece al maestro una riverenza e gli propose: "Non vi pare che sarebbe indiscreto portare in quel villaggio il cavallo affamato e chiedere anche foraggio per lui. L'orco. recitò un incantesimo e si trasformò in un monaco magrolino. ci vuole bella presenza. l'altro ricorda l'acquazzone torrenziale. Se il nemico non si presenta. se non si sbronza si sazierà. ma Scimmiotto lo trattenne per dirgli: "Bada che quella gente non vuol saperne di fare l'elemosina ai monaci troppo brutti. Arida e spessa." "Non abbiate paura. È meglio sfogarsi a parole. il moccio gli colava dal naso e la schiuma gli sigillava la bocca. resta qui mentre verifico come vanno le cose. "Mi stai dicendo che sei un discepolo del monaco cinese" esclamò l'orco. e tutto l'onore è tuo. Veramente di sutra non ne sapeva. Sulla montagna s'ingaggiò un bel duello: Pestello di ferro contro rastrello a nove denti. Avevo giusto in mente di catturarlo. Porcellino." "Mio caro" sogghignò Porcellino. grande re!" corsero ad annunciare. Mi lasciai andare a una dichiarazione D'amore assai focosa a una gran dama. Avrà usato i suoi trucchi per farsi sostituire. di bassa statura. Mentre lo guardi. hai sbagliato strada." Il bestione. Porcellino non era privo d'astuzie. "È arrivato un bonzo di bell'aspetto. ripartirono quindi sulle orme di Porcellino. L'orco. non vi fate imbrogliare anche voi." "Caro mio. Le lunghe orecchie muovono l'aria Come ventagli. che borbottava la sua preghiera scandendola con i colpi sul pesce di legno. che gridava ai suoi mostriciattoli di accerchiare il nemico. dove il reverendo non si era accorto di niente. mi fate morire di vergogna. non ne uscirai." Per non far vedere al reverendo che si allontanava. "sembra che tu non sappia più riconoscere il tuo antenato. "Come mai oggi sei tanto scrupoloso e diligente? Va e torna presto. che apre la strada. sarà il caso che ti dia qualche ritocco. mentre Sabbioso chiudeva la marcia portando i bagagli. Ha raccontato di un villaggio dove si cucinavano pranzi per monaci. tutto allegro." "Va bene" rispose il monaco lietamente stupito. Consapevole della Purezza. che si era seduto a qualche distanza dal maestro. I colpi dell'uno sembrano trombe d'aria. Invece mi son visto circondare da una quantità di mostri e ho dovuto sostenere un duro combattimento. vogliamo soltanto gente pia: ma la vogliamo per cucinarla al vapore." Scimmiotto. se tieni alla vita. L'orco. Porcellino!" gridò il reverendo. Per proteggere il maestro. che non stimava troppo quel mostro." E giù colpi in testa. da bravi immortali di montagna che hanno conseguito il Tao. Con gran sacrificio Dovetti farmi monaco. se non muore si ferirà. Per alta che sia la montagna. Comandai ottantamila marinai E vivevo felice in un palazzo Di cristallo. Ma un giorno. E son quei denti candidi chiodi. "Rido di quello scemo di Porcellino. Divenni Porcellino. Prima ammiraglio dal piede di ferro. semmai ce li serviamo a pranzo. L'orco non sapeva più come pararli. S'inchinò e disse ridendo: "C'è sì una banda di mostriciattoli." "Hai capito male: noi non serviamo pranzi ai monaci. non sai se in veglia Oppur nel sonno ti appare l'incubo. Urla e tuoni da far tremare il monte. "Di che ridi?" chiese Sabbioso. Ci ha pestati ben bene con un rastrello. riprese la propria forma e brandì il rastrello. si era seduto su una roccia e rimuginava in silenzio. Se ritorna perché è riuscito a sconfiggere l'orco che tende agguati lungo la strada. Quando la natura è sulla giusta via. e i guardiani ti hanno battuto perché tagliavi l'erba?" Il bestione lasciò cadere il rastrello e si batté il petto: "Maestro. "Fratello. che si difendeva furiosamente con il rastrello. ma era solo un pretesto. lo afferravano per la cintura. Dall'alto vide il bestione accerchiato. corse a sellare il cavallo e invitò il maestro a montare." Il bestione. ma di fatto Divenni mostro e mi trovai una moglie. Gli occhi rotondi lanciano lampi. oltre all'elemosina per noi? Poiché la nebbia si è dispersa." "Se il bestione fa l'eroe. Vi ho detto che andavo a cogliere erba. Se invece lo acchiappano. ed il mio nome Assunto in religione è Otto Divieti. orecchie larghe e certe setole rade sul collo. attento ai fatti tuoi! Sta arrivando un tizio delle mie parti a darmi una mano. e sono venuto a farmene offrire. Ma è capace di trasformarsi. Devi riconoscere che ti lascio sempre le incombenze più prestigiose. Sembran le setole Punte di freccia. dovessi lasciarci la pelle. E le misi la casa sottosopra. Lo sfortunato bestione ci incappò senza rendersene conto e si trovò accerchiato da mostriciattoli che gli tiravano la tonaca. "Non spingete!" gridava Porcellino. il metallo non sa generare terra. lo spingevano e lo tiravano tutti insieme. Alcuni mostriciattoli si avvicinarono rispettosamente e gli chiesero: "Di solito vostra maestà è allegro. In guardia!" "Bestiaccia che sei! Vedo che in vita tua hai fatto il tintore. Fui scudisciato come si conviene Ed esiliato in questo basso mondo Per fare penitenza. vittorioso ma conciato da far paura: era ansimante e spossato. che rischiar troppo nei fatti." "Com'è fatto un convoglio militare?" "Tu sei il capo in testa. che cosa ha potuto succederti perché ritorni in questo stato? Forse il prato era recinto. Consapevole del Vuoto: ci sono o no mostri. con la testa Che dei fumi dell'alcol era piena. e trovò che la bruttezza di Porcellino era davvero straordinaria: Il lungo grugno sembra un martello." "Insomma. e batté in ritirata con i suoi mostriciattoli." Il bestione s'indignò: "Maestro. Visto che il pericolo era superato. Se il condiscepolo non mi avesse dato una voce. che raddoppiò l'impegno. sostiene oggi la natura in sé. che è partito di corsa in cerca del ristorante per monaci. non me lo chiedete. lasciò un altro sé stesso ottenuto dalla trasformazione di un pelo e balzò in cielo. "Accontenterò tutti: accetterò l'invito di ciascuno di voi. l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. Gridò rauco: "Maestro!" "Santo cielo. rispose: "Certo che marcerò in testa." Porcellino si spaventò e pensò ogni male di Scimmiotto: "Quel vigliacco equipuzio mi ha raccontato che i paesani offrivano riso ai monaci: questi sono mostri. Pelle rugosa. altrimenti ti tocca affrontarlo. Intanto a Scimmiotto. Vieni qua. ma si trovava in crescenti difficoltà. Mi capitò un incontro disgraziato Con Scimmiotto. bonzo?" "L'invito a pranzo. sulla strada che dobbiamo percorrere?" Scimmiotto non poteva reggere oltre lo scherzo. Un terribile orco senza nome sbarra la via fra le montagne. ricuperati vento e nebbia. di color scuro. ma non oseranno certo prendersela con noi. È vero che. Porcellino. vedrai quanto si vanterà. Ora che ti sei gettato da solo nella bocca del lupo. compiaciuto della propria astuzia. vuol dire che non andrà lontano" sogghignò Scimmiotto." Porcellino. che siamo corsi a informarvi. non teme i diavoli. che conosceva anche lui le sue trentasei trasformazioni." "Quale invito." "Perché il tintore?" "Altrimenti dove ti saresti procurato quel pestello per battere i panni?" La creatura non era d'umore conversevole. restate qui seduto per un momento. corse via sogghignando fra sé. e si accontentava di ripetere le parole dei primi tre caratteri che gli avevano insegnato alla scuola elementare: "grand'uomo superiore"(9). vengo a vedere. non credo che ce l'avrei fatta." "Come si è trasformato?" "Non sembra nemmeno un uomo: ha un grugno da porcello. tanto meglio. Sembra quel pestello un pitone che si rizza dalle acque del lago. aveva teso con le sue milizie un'imboscata ai passanti lungo la strada.

Ecco perché so di che cosa sono capaci." "Sentiamo. Si trovarono addosso Scimmiotto. boscaiolo!" esclamò il reverendo riprendendo a piangere. "Ha immensi poteri ed è capace di molte trasformazioni. della dinastia dei Tang." "Sarà prudente procedere. ufficiale d'avanguardia. nella città delle vittime d'ingiustizia. identica armatura. fratello e fratellino brancolano proprio nel buio. ascoltate il seguito. Come non spaventarsi davanti al racconto di un testimone oculare? I mostriciattoli intorno tremavano come foglie. si chiuse la porta e si dispose la guardia. non vi affliggete. Tante fatiche ridotte a nulla. Sono legato qui ormai da tre giorni. Il mostro parò il colpo con il pestello e incominciò lo scontro." "Che bel piano!" gridò entusiasmato l'orco. . lo strappò dall'arcione e se lo portò via come un passerotto." "Il nome del piano è: fior di susino. Se dovesse andar male. Porcellino!" gridò Scimmiotto. non avrebbe nemmeno bisogno di combatterci: con la sua sbarra potrebbe fare un tal buco sotto la montagna da farcela crollare addosso. i pellegrini incapparono in una delle imboscate: il primo mostriciattolo si drizzò urlando sul ciglio della strada e balzò avanti per impadronirsi di Tripitaka. Roso dall'inquietudine. i quali presero l'aspetto dell'orco e tesero le imboscate in attesa del monaco cinese. inginocchiato. Tu vivi per amore di tua madre. uno tagliato. dieci sui cento e tre sui dieci. Il suo terribile rastrello mi ha messo in rotta. Perde di colpo ogni suo beneficio. dove mi concedeste il favore di assumermi al vostro servizio. senza sapere a che cosa andavano incontro. ce lo mangeremo a nostro agio. Si fece l'appello e si scelsero i tre più capaci. la carne di quel monaco cinese dev'essere proprio incommestibile. ma la mia sarebbe molto peggio." "Voi chi siete?" chiese Tripitaka cercando di guardare l'interlocutore attraverso le lacrime che gli facevano velo. se mangiamo il maestro? È probabile che Sabbioso e Porcellino se ne facciano una ragione e si allontanino. La parola del capo in guerra rende nero ciò che è bianco." "Il fatto è che l'imperatore Taizong. mi ha affidato la sacra missione di andare dal Buddha vivente a rendergli omaggio e a chiedergli i sutra autentici. e non ha altro sostegno che me. il Novizio si caricò i bagagli in spalla." Il bestione." Ritorniamo a Scimmiotto. Se leghiamo il monaco cinese nell'orto e lo lasciamo per due o tre giorni senza mangiare." "E Scimmiotto?" "Su di lui ci sarebbe tanto da raccontare. maestà?" "Perché ne dubiti? Ormai è nelle nostre mani. A un certo punto il monaco cinese si troverà solo. renderò vane le intenzioni del mio sovrano. Voi restate a cavallo mentre io lo catturo." Tirò fuori il randello e gli corse addosso gridando: "Dove credi andare? In guardia!" Mentre si scambiavano colpi furiosi sul prato." L'orco era livido dallo spavento. in caso di insuccesso. è l'occasione buona per catturarlo e farne uno stufato. un po' più furbo degli altri. Mi vogliono mangiare. chi la seppellirà?" "Com'è doloroso!" singhiozzava il reverendo. con la sua sbarra cerchiata d'oro: che disastro! Ci fece tutti a pezzi: come al gioco del domino. Non mi pare che la carne di questo monaco cinese sia a portata di mano. Il cavallo bianco pascolava solitario l'erba del ciglio. un arhat che si è coltivato attraverso dieci successive incarnazioni: si dice che mangiare un boccone delle sue carni prolunghi indefinitamente la vita. e voi non avrete che da allungare la mano per impadronirvene. vale quanto Porcellino. e tenderanno imboscate in tre punti diversi. quando provocò disordini nel palazzo del Cielo. Mia madre ha ottantatré anni. Se proprio tenete a mangiare il monaco cinese. Lo scopo è di salvare le anime perdute. Che disastro! È il caso di dirlo: Se la meditazione incontra il diavolo. che non oso" esclamò il mostriciattolo sporgendo la lingua." "Se tutti dicono che mangiarlo procura l'eterna giovinezza. Non sarà più difficile che prendere il pane dalla tavola. È il caso di dirlo: il generale teme parola d'indovino. la vostra morte provocherebbe solo questo guaio. piombò dal cielo su di lui. come puoi fare un'affermazione simile?" "Credete che. L'orco gli è sfuggito." Il mostriciattolo si prosternò per ringraziare della ricompensa promessa. e il terzo Sabbioso il Bonzo. discepolo del monaco cinese che va in cerca delle scritture. per aria." Il mostro. senza distinguere il vero dal falso." "Com'è questo Sabbioso?" "Più o meno. anche il boscaiolo si mise a piangere: "Reverendo. rispose: "Maestà. "Sono un boscaiolo della montagna. Chi l'assisterà nei suoi ultimi giorni. Il reverendo piangeva a calde lacrime: "Discepoli miei. L'orco portò Tripitaka all'ingresso della sua grotta e gridò: "Ufficiale d'avanguardia!" Lo stratega mostriciattolo si inginocchiò protestando: "Non oso accettare. Quei tre devono essere pratici di trasformazioni. rinunceremo. e le nostre vite dureranno all'infinito. Ci penso io. Dopo parecchio cammino. Come potrei restare indifferente?" A sentirlo. catturato da questi mostri. Dice il proverbio: la pazienza viene a capo d'ogni cosa. E gli occhi in pianto vedono altre lacrime. se lo si potesse mangiare. tradirò la speranza dei suoi sudditi. le ventotto costellazioni. o la mosca nel vaso del pesce. e io del mio imperatore. riuscii a scappare in tempo dalla porta di servizio e arrivai qui. il maestro non c'era più. Ora che si trova a passare per le nostre montagne. non avranno forse la delusione più crudele? Esse resteranno per sempre lontane dalla salvezza. i nove luminari. Ma oggi è un giorno sfortunato: sono andato in bianco. Il primo è Scimmiotto il Novizio." Dalla fila dei suoi si fece avanti un mostriciattolo che fece tre singhiozzi e tre risate. che avanzava con Sabbioso. avevate lasciato la famiglia. sei contrato. "Se tu muori. un elmo come il vostro. i cinque dignitari e quattro ministri. comparve il terzo mostro. Ma non sapevo che fosse accompagnato da discepoli di quella levatura." Dall'albero di fronte un voce disse: "Reverendo. farai attingere l'acqua e raschiare la pentola. e un secondo mostro identico al primo ne balzò fuori e si gettò sul monaco cinese. un petalo per volta. non riuscirono ad arrestarlo. È una bella seccatura." "Zitto. la cosa finisce lì. non sapete come trovò il maestro. Sul più bello si udì nel bosco un sinistro scricchiolio. Quando potremo rivederci? Morirò prima di dolore. Se poi. tutti i guerrieri del Cielo. Avevo detto: niente. Ma quando ritornò sulla strada. "Attento. Il tuo bellissimo piano è riuscito in pieno. "Quell'orbo di Porcellino si è lasciato scappare l'orco. Ma uno si fece avanti per dichiarare: "Grande re. Non credete che lo digeriremo meglio?" "Ma certo" approvò l'orco sorridendo. Procediamo a cucinare il nostro stufato. Quando in un modo o nell'altro ci saremo sbarazzati dei discepoli. Anche loro volevano mangiare il monaco cinese. Ora porterai dentro il monaco cinese. "Il nostro ufficiale d'avanguardia è un gran ragionatore." Così si fece. Ma ti garantisco che. Ciascuno di loro affronterà uno dei tre discepoli e si sacrificherà per tenerlo impegnato. nella loro tenebrosa dimora." "Ma quale sarà la reazione dei discepoli. se funziona. Io." "Voi. ogni volta che vado a caccia vi porto qualche preda. reverendo. Se volesse davvero vendicarsi. Tripitaka sfortunato Sempre incontra altre sfortune. Il vero orco. Ma per me è diverso. in fin dei conti. non nuocerà certo alle sue carni. impugnò il rastrello e lo fronteggiò. Il fatto è che lo accompagnano tre discepoli. "Spiegami che cosa vuoi dire." "Come sai tutte queste cose?" "Vedete: una volta abitavo sul Monte del Cammello Leone e servivo i grandi re del posto. Sarà stato inutile il mio lungo studio dei sutra? Servire il sovrano o servire i genitori è la stessa cosa. per fortuna. per mano dell'orco maledetto che mi ha catturato. gli dèi del Nord e del Sud. e se riusciva. le stelle dell'Est e dell'Ovest. "Va male!" esclamò Scimmiotto. Se ora perdo la vita. Davvero: Cuore spezzato con cuore spezzato. i dodici fusi orari. tutti insieme. mentre gli altri pellegrini si allontanavano." "Che cosa significa?" "Fate un'accurata selezione fra i vostri soldati: cento su mille. afferrò le redini e corse avanti. portar legna e accendere il fuoco. "Il boscaiolo pensa a sua madre. gli darà tempo di purgare le budella. anzi. il monaco fu legato a un albero dell'orto. Cinquecento anni fa." "Tu li conosci?" "Fra loro Porcellino Otto Divieti è il secondo. che non mise molto a volgere in fuga il suo avversario." "Ah. ma il grande Scimmiotto è meno prevedibile. ci siete cascato anche voi. Sabbioso gridò: "Maestro. estrasse gli artigli. vide il monaco cinese rimasto tutto solo. la vita: vento e polvere. e tutte le anime in pena. Vedremo come si mettono le cose. Ho sentito molto parlare di questo monaco cinese." "E allora che cosa suggerisci?" "Secondo me. Poi ciascuno avrà il suo bocconcino. non avete né figli né genitori né moglie a carico. mi ricorderò di te: diventerai ufficiale d'avanguardia. Assumeranno il vostro aspetto.pensieroso?" "Ragazzi." "Chi era il vostro avversario?" "Un bonzo che si chiama Porcellino Otto Divieti. i cinque picchi e i quattro fiumi: in una parola. "Ecco l'orco. dove siete andati a combattere creature malefiche? È qui che soffro. ho un piano da proporvi. identico gran pestello in mano. "Lo attueremo senz'altro. Salvato dalle Acque è ricaduto Nella disgrazia nera che lo insegue. mugghiò il vento e davanti a Tripitaka. E Scimmiotto abbatti-diavoli Nuovi diavoli da abbattere." Brandì il suo bastone e si scagliò sul nemico. è meglio prender tempo. sarebbe arrivato fin qui? Chissà quante creature malefiche lo avrebbero mangiato prima. Per voi vivere o morire fa poca differenza.

Come si diceva. grande re!" "Spiégati. interi filari di umidi salici sembrano colare oro. Ci hanno depistato uno dopo l'altro. Saldato il conto. è solo Porcellino." Il mostriciattolo gettò l'oggetto attraverso il foro aperto da Porcellino. scopersero una residenza trogloditica che si apriva ai piedi di una rupe a picco. Poi vi ammucchiò un tumulo e disse ai condiscepoli: "Voi restate a piangere. ne rosicchiarono i lineamenti fino a renderla irriconoscibile e ci riprovarono. E IL DUCA DEL METALLO USA LA MAGIA PER DISTRUGGERE LA PERVERSITÀ. lascia stare. bestione." "Sabbioso avrà accompagnato il maestro dietro un cespuglio a far pipì" sghignazzò Porcellino. Liane gialle pendono come corde." "Se è come dici." "Non ti fidi? Non penserai che la gente scherzi sulle teste dei morti." "Quale pasticcio?" "Porcellino e Sabbioso c'erano cascati. Torse il collo finché non riuscì a scorgere le grandi orecchie a ventaglio. ma ci vorrebbe una vera testa umana. mostrandogli una testa mozza e spiegandogli che è quanto rimane del suo maestro. se lo facesse.CAPITOLO 86 SCIMMIOTTO ESPERTO DI ANTIQUARIATO OVE MADRE DEL LEGNO IMPIEGA IL SUO PRESTIGIO NELLA CAMPAGNA CONTRO L'ORCO." "Hai ragione" approvò Scimmiotto. celebreremo le esequie." Prese un ceppo di salice. Attacchiamolo!" Il bestione levò alto il rastrello e menò un colpo da aprire nella roccia un gran buco. mentre io cerco qualcosa che possa servire da offerta. Ma comparve anche Sabbioso." E assestò un colpetto con la sua sbarra." Il portinaio corse ad annunciare: "Disgrazia. la testa. spaccando in due il ceppo di salice." La testa fu lanciata come prima attraverso la porta." "Quando il vostro maestro è stato portato nella nostra grotta. se non vuoi che ti sfondi la porta e la faccia pagar cara a tutti i tuoi. e quando il maestro è rimasto solo se ne sono impadroniti. "Già. tutti se la prendevano con l'ufficiale di avanguardia. Se non dovesse funzionare." Si presentarono di nuovo all'ingresso della grotta. Scimmiotto esaminò accuratamente l'ingresso dell'antro. Adesso che facciamo?" E non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. dove scavò la fossa con il suo rastrello e vi depose il misero resto. ogni alito di pensiero si traduce nelle cose. finirono di distruggerne la porta e gridarono con voci tonanti: "Noi lo vogliamo vivo!" I mostri. in tal caso il monaco cinese resterà pacificamente nelle nostre mani. lasciamo qui Sabbioso a custodire il cavallo e i bagagli. ma ora mi manda a consegnarvela. i fagiani si posano sui rami e si chiamano. mostra rispetto per tuo nonno: rendici il maestro. È toccato a me di affrontarlo. morivano di paura. ti faccio sentire. vi supplichiamo di deporre l'ira e di concederci l'opportunità di rispondere. Il nostro re avrebbe preferito tenersela come portafortuna. e non gli rimase che mettersi a piangere. "Lui è morto e tu gli offri dei sassi. Coppie di gru vengono qui a danzare nella brezza. "Siete ciechi tutti e due: vi siete lasciati sfuggire l'orco e ho dovuto affrontarlo io. Se non mi credi. avete ragione." "Chi sarà?" chiese l'orco allarmato." Che il Novizio fosse scimmia non è una novità: era molto curioso e vanitoso. Adesso vediamo di che cosa si tratta." I mostri trovarono una testa fresca. converrà catturarlo e mettere in dispensa anche lui. Nel prato dall'erba di diaspro costellata di fiori crescono il mandorlo rosso e il pesco verde. la piangeremo dopo. "Fratelli. e diede l'ordine di attacco: "Ragazzi. salvo la testa: questo è quanto siamo in grado di restituirvi. I pini azzurri svettano nel cielo. misura quaranta spanne di diametro." "Come lo sai?" "Una testa che cade fa un tonfo sordo." "Il piano era tuo. "Quale tranello?" chiese Sabbioso. Come la mettiamo con i petali del susino. Trattenne Porcellino e disse: "Aspetta. Ma questa è quella vera." In breve tutti sbucarono di corsa dalla grotta gettando grida di guerra." Raccolse la testa e la lanciò contro la roccia. L'oggetto fu posto in una scatola laccata e fu recato alla porta: "Vostra signoria grande santo. ha rotto il battente e reclama il suo maestro. Ma sembra che io non gli faccia paura: temono soltanto te. render testimonianza dell'affetto filiale. L'hai visto?" "Mi hanno arruolato come monaco." Scese al torrente e raccolse rami di salice e ciottoli. Le rocce tormentate sono nel cono d'ombra di picchi aguzzi." "È una farsa. piantò i rami ai due lati del tumulo e davanti ammucchiò i ciottoli. I ciottoli stanno per i dolci dei morti. un conoscitore." L'orco si rese conto che aveva ragione. Nell'oscura grotta vive da molti anni un orco che si pasce di carne umana. L'unico che sia davvero temibile è il bonzo peloso con la faccia da duca del tuono. là dentro. si sono gettati su di lui e l'hanno fatto a pezzi. Non ti sei accorto che l'orco ti è sfuggito e ha cercato di rapire il maestro." "Siamo caduti in un tranello!" urlò Scimmiotto digrignando i denti." "Quella non è una testa di morto. correndo su per il pendio. Porcellino lanciò un rosario di invettive: "Banda di schifosi! Tenete nascosto il maestro nel vostro antro e raccontate balle. Scimmiotto constatò che era una testa umana. Credevate di imbrogliare il vostro avo Porcellino? Pretendete che il nostro maestro sia diventato un salice fantasma?" Il mostriciattolo stratega corse via in preda al panico e si presentò al padrone tremando come una foglia: "E' proprio un bel pasticcio. è una scimmia e perciò è un vanesio. che era ermeticamente serrato e recava un'iscrizione incisa nella pietra con otto grandi caratteri: GROTTA DEGLI ANELLI. alla porta. un petalo per volta. Aspetta a piangere di sapere che cos'è. e si è certo portato in casa il nostro maestro. ma sono scomparsi tutti e due. "Che cosa vuoi da me?" "Il maestro è scomparso. questa risuona come un pezzo di legno. Perché mi chiedi se l'ho visto?" "Sei proprio diventato orbo. adesso che abbiamo la catastrofe all'uscio?" "Grande re. sembra un tamburo" commentò Sabbioso. gente rozza e maleducata. Il maestro è rimasto solo sul suo cavallo." "Vediamo. può darsi che ci creda. che sfortuna! Quando penso com'era e cos'è diventato!" "Dài. L'orco diceva: "E adesso che abbiamo i bonzi in casa. porta qui quella cosa. "Questa roba è in cattivo stato. Sarà meglio che prima la sotterriamo. che alla vista di tutto quel sangue si diede a singhiozzare: "Povero infelice. e se sappiamo solleticare adeguatamente il suo amor proprio presentandogli grandi scuse e complimenti. vi si nasconde un drago non ancora esperto di trasformazioni. Se lo sono mangiato tutto. "Vado a vedere" propose l'ufficiale di avanguardia. "I rami di salice significano pini e cipressi per ombreggiare la tomba a conforto del maestro. la mano che hai messo nel paniere del pesce! C'è poco da scegliere: i comandanti di destra e di sinistra devono prendere il comando delle truppe e sterminare i bonzi. Ritornato alla tomba. "si mette male! È arrivato anche Scimmiotto. i mostriciattoli di qui. non parliamone più. aspettate" disse Porcellino. se vuoi vivere. prendete le armi migliori e seguitemi. "Fratello. In capo a una ventina di li. Porcellino raccolse dunque il capo sanguinante e trovò un angolo esposto al sole e protetto dal vento. Se lo mettiamo di fronte al fatto compiuto." "Babbeo" brontolò Scimmiotto. Vide Porcellino che correva ansimando verso di lui e lo chiamò. il maestro lo sorvegliavate tu e Sabbioso. dalla scorza levigata dal tempo e dalle piogge. "Il maestro è rimasto qui sulla montagna. ma Scimmiotto è un vero esperto di antiquariato." Si misero dunque a battere la montagna." "Come facciamo per la testa mozza?" "La fabbrico io: state a vedere." "Maestà" gridò l'ufficiale d'avanguardia. Ce ne dovrebbero essere nel Padiglione degli Scorticati. tirandosi dietro il cavallo e portando i bagagli. l'altra testa era proprio falsa." "Esprimere dei vivi la fedeltà leale. Magari si potrebbe convincere anche lui. Sentiamo che cosa hanno da dire. e tornò a riferire: "Niente paura. dove diede un gran botto. fra gli avanzi della dispensa." "Un tizio. e noi andiamo a buttar giù la casa e fare a pezzi l'orco. Ma fammela vedere. "Vostra signoria grande santo. Porcellino e Scimmiotto arretrarono sulla spianata davanti all'ingresso per fronteggiarli: "Dov'è questo famoso capo? Chi è l'orco che ha preso il nostro maestro?" . gli diede forma di testa umana e lo inzuppò di sangue per renderlo irriconoscibile. non vi scoraggiate. "Piangere non serve a niente" osservò Porcellino. "Il maestro è certo là dentro." "Fratello!" chiamò Porcellino. non può essere lontano. cerchiamolo. L'albero antico. cercheremo qualche altra via. Ha subito annusato il falso. In un profondo bacino contro la parete della montagna si raccolgono le acque. Piuttosto. non è una testa. Gridava: "Rendici il nostro maestro prima che sia troppo tardi. quale strategia scegliamo?" "Dicevano gli antichi: Puzza. lasciando di guardia Sabbioso. e questa volta fece un tonfo sordo. "Il fior di susino. da un momento all'altro incomincerà a puzzare. Scimmiotto si pose alla ricerca del maestro su per la montagna. ma invece devo fare il soldato. "Che cosa significano?" chiese Scimmiotto. Il Novizio. NEL MONTE DEL PICCO SPEZZATO DELLA CATENA SPANDINEBBIA Scimmiotto concluse: "L'orco abita qui. Il luogo è degno degli dèi. Non ha capacità straordinarie e non dovrebbe insistere troppo." Scimmiotto prese il suo posto: "Bestiaccia immonda. "Il maestro dov'è?" gli chiese Scimmiotto. dopo tutto. Io ero impegnato a combattere l'orco. che aveva sentito tutto.

li ho ricuperati." "Sta sicuro che non avrai bisogno di piangere anche me. e non l'hanno affatto mangiato. L'orco che domina quest'angolo sperduto rischia la vita per ottenere un boccone delle carni del monaco cinese. L'ho mangiato io. gli dèi si compiacciono della forza di Consapevole delle Proprie Capacità. "l'orco ha turato l'ingresso. "Propongo di metterlo sotto sale." "Secondo me. Devo prima sapere dov'è l'orco e che cosa fa. la nostra porta è stata così ben barricata da scoraggiare definitivamente quei monaci. Il beato Buddha. certo tu vuoi farti ammazzare!" L'orco. faremmo economia di legna" considerò un terzo." Il grande santo ripose la sua sbarra. che ha assistito alla separazione del Cielo dalla Terra. diede in rumorosi singhiozzi. troverebbe da ridire su un monaco di formato serpentino. Il grande leopardo dei monti del Sud gli sbarra la strada sputando nebbia e vento. chi veniva miseramente spiaccicato dalla sbarra. La mischia solleva polvere da oscurare il cielo." Rifattosi formica. Da una parte. Porcellino. si minacciano." Svolazzò dappertutto. dove infurio da molti secoli." Porcellino si guardò intorno e si accorse che l'esercito di Scimmiotti era scomparso: "Dove sono andati a finire?" "Erano peli miei. Ma Scimmiotto e Porcellino li incalzavano e li massacravano: chi cadeva zampillando sangue da nove fori. Sarà meglio che non mi presenti con la mia faccia: non mi darebbero il benvenuto. "Levami da questo guaio. e ne metteranno un po' da parte per le giornate piovose." Scimmiotto. "Avi miei!" si disse Scimmiotto. fra i mostri che sventolavano le bandiere di broccato. Un singhiozzo per il maestro. uno per te: io finirei per far confusione. Accanto all'origine del canale c'era una porticina mimetizzata nella roccia. senza contare che ci allungherà la vita. perché aveva voglia di continuare a chiacchierare. Le tigri stano dalla foresta. Sa chiudere il suo nido con la terra e la cenere. si lasciò cadere sul tumulo e gemette: "Maestro. Dopodomani. ovunque il mio nome era noto. ti prego!" "Piano. Allora Scimmiotto ricorse alla moltiplicazione del corpo: lanciò in aria un ciuffo di peli. ma è troppo presto. sul Monte Fiori e Frutti. Bisogna che lo trovi e veda in che stato è. "Non farti fregare anche tu. Quali furie ti sono venute sui Monti del Sud? La mia sbarra te le farà passare. senza vincitori né vinti. per simpatia. con una scossa. e non poterono far altro che volgere le spalle e correre a ripararsi nella grotta." Scimmiotto si rallegrò: "A quanto pare. la mia conversazione con l'orco può aspettare. Abusai della forza. Un monaco del divino paese dell'Est si recava nell'Ovest alla ricerca dei sutra autentici. maestro." "Attento. I colpi di rastrello avevano poca presa in quella massa di detriti. invasa dai mostriciattoli giubilanti: si agitavano. si rivelò per un lupo grigio dal dorso di ferro. Con un astuto stratagemma. lavoravano affannati e si guardavano bene dal mettere il naso fuori. è riuscito a impadronirsi di sorpresa dell'eminente monaco cinese. Infatti. vuoi qualcosa di meglio. i mostriciattoli brandiscono ruggendo sciabole e lance. in fondo al giardino. Porcellino. Voi restate qui.Tu non conosci ancora il vecchio Scimmiotto! Sta lì. da Sabbioso. Volò via fino alla sala grande e vide l'orco seduto in atteggiamento depresso e preoccupato. colpito da Scimmiotto. Ma tu. Erano tutti tremanti e malconci. che onora la dottrina dei letterati. spazientito. Resta a lungo nascosto per farsi crescer l'ali E poi va per il mondo a mostrare talenti Di stratega minuscolo. "Magari quello è il maestro: non lo avranno mangiato tutto. Ebbi l'intelligenza In dono e coltivai la mia propria natura. Quale mostro vi si opporrà? Odiosa bestia. Spinto da insofferenza per ogni seccatore. finché scoprì in un angolo buio della sala un piccolo uscio sbarrato. che non riusciva a distogliere il pensiero dalla vendetta. Di gran santo ebbi il titolo. che governa il mondo. cercò di attaccarlo con il suo pestello. non avrebbero seppellito quella testa e non sarebbero rimasti a piangerla. "Eccoti qui. si fece avanti levando il rastrello: con l'esercito dei mostriciattoli si scatenò una bella mischia. Centomila soldati e le case celesti Tenni in rispetto. "Se ci limitassimo a lessarlo. Scimmiotto e Porcellino lanciarono grida di sfida. "Dobbiamo tener presente che è un prodotto raro: bisognerebbe farcelo durare il più a lungo possibile" intervenne un quarto. Né mai trova barriera che possa fargli ostacolo. Quei mostriciattoli erano coraggiosi e resistevano strenuamente agli assalti. il grande santo ritornò nella sala. Non son tipo comune: il mio corpo è formato Dal sole e dalla luna. si accontenta di stare sotto le ali del Grande Roc.L'orco si fece avanti con il suo gran pestello di ferro. Nei palazzi di nuvole vissi per qualche tempo. reggiti la milza per farti coraggio. ascoltava allibito: "Che cosa . ma così facendo si imbatte nella potenza magica di Scimmiotto e. Nessuno mi contrasta Il passaggio. Se non si fossero rassegnati. trova sufficiente il titolo di 'maestro'. Per un bel pezzo vanno. impaurito e allarmato dai suoi discorsi. Avranno sepolto la testa che gli abbiamo dato per quella del monaco cinese. ma il Novizio lo teneva blandamente in rispetto. si ergeva un gruppo di alberi ai quali erano legati due uomini: uno era Tripitaka. Il grande re si circondò di nebbia e volò via trasportato dal vento. Propongo che a quel punto il monaco cinese sia tagliato a strisce sottili e fatto saltare in padella con pepe di fiori. e ci avevano ingannato mostrandoci la testa di qualcun altro. È debole e piccino. strinse alla vita il gonnellino di tigre e si mise in cammino. "Ecco l'entrata di servizio che cercavo. dove ordinò ai superstiti di barricare l'ingresso con pietre e terra. finché un mostriciattolo venne a dirgli: "Grande re. quando l'avranno pianta per tre giorni." Scimmiotto ricuperò i suoi peli e gridò: "Lascialo perdere. Li abbiamo già vinti una volta. dall'altra i divini monaci lanciano grida di guerra e levano insieme la sbarra e il rastrello. Mi trasformerò in una biscia d'acqua. E con le mani nude afferro i leopardi. il vostro monaco cinese. con gli occhi fuori dalla testa: "Come ti permetti di trattarmi in questo modo a casa mia? Credi di farmi paura con le tue ciarle da scimmia? Chi credi di essere?" "Te lo dico io. Ora dovete pazientare e aspettare che sconfiggiamo definitivamente l'orco. il maestro è ancora nascosto qui da qualche parte. fratello" rispose Porcellino fra le lacrime. negl'inferi. nel famoso Porcellino. "Rinuncia. nessun lo può fermare. Al signore Laozi. vengono. posato su una trave. ma certo ci sarà un'entrata di servizio. soprattutto. si trasformò in una formica alata. Il grande santo è un eroe senza rivali. Scimmiotto e Sabbioso che piangevano davanti a un tumulo. Consapevole del Vuoto" disse piangendo Tripitaka. Uno balzò fuori dal gruppo e dichiarò: "Vostra maestà. Quei due o trecento mostriciattoli si videro aggrediti da tutte le parti. Così leggero e aereo. va tutto per il meglio! Mille gioie vi attendono!" "Quali gioie potranno mai essere?" "Mentre facevo la ronda sulla montagna. Aggirando la rupe udì l'acqua gorgogliare: un ruscello scendeva dalla montagna e riceveva acque rossastre da un canale di scolo che usciva dalla rupe. si scontrano. Ci avevano raccontato di avervi divorato. Porcellino lo afferrò per una zampa e lo rivoltò per osservarlo: "Chissà quanti agnelli e maialini ci sono voluti per crescere questo bel tipo. E voi che cosa credete di fare?" "Impudente mucchio di peli sporchi! Senti quante arie si dà." Finì per trasformarsi in un ratto e scivolò con un fruscio attraverso la bocca del canale nella corte posteriore della grotta. e corse verso di lui. Sarà una delizia d'aromi." Il Bonzo piangeva ancora e Porcellino. Hanno ammassato una montagna. basta sedersi alla destra dell'Imperatore di Giada. L'ufficiale d'avanguardia. io cerco di individuarla. avranno fatto il loro dovere e ritorneranno a casa loro. mi sono imbattuto in Porcellino. è meglio cuocerlo al vapore" gridò un altro." Uscì dunque dal canale di scolo e. Sa preveder la pioggia. Per la gioia Scimmiotto riprese il proprio aspetto. ma nessuno rispose. Mi vien voglia di dargli una lezione. e un esercito di Scimmiotti armati di sbarre cerchiate d'oro si gettò nella mischia. Il santo Confucio. bestia immonda. Mi son fatto buddista e seguo nel suo viaggio Ad ovest Tripitaka. urlavano come pazzi. Scivolò da una fessura e si trovò in un giardino in cui risuonavano gemiti di dolenti. non vi fate sentire! Certo che vi leverò dai guai. Se getto un ponte metto in fuga I diavoli. L'orco si era rintanato in fondo alla grotta." L'orco schivò il colpo e urlò. bestiaccia. si spingevano. Dal mio viaggio nell'Ovest attende giusto frutto L'Oriente intero. perché ci metteresti in difficoltà. bonzi maledetti? Sono il grande re dei Monti del Sud. Ma forse l'anima del maestro. E se diventassi granchio? Ma il maestro direbbe che non è decente per un monaco avere tanti piedi. Dobbiamo catturare il capo." "E come vendichiamo il maestro?" "Per ora ritorniamo alla tomba." "Certo che sai fare dei begli scherzi!" E ne risero insieme. i mostriciattoli sopravvissuti si davano da fare: trinciavano quarti di carne umana e disponevano i pezzi a seccare. e ascolta: Cielo e terra mi fecero dentro un uovo di pietra Nel paese dell'Est. e rispose: "Non mi riconoscete. detto Grano di Pepe. Sotto il sole. che destino crudele! Come siete andato lontano! Potremo mai rivederci?" "Fratellino" disse Scimmiotto. chi sono.

diavolo vi ha fatto. trasformandolo in uno sciame di insetti del sonno. ancora addormentato. tutti i miei pensieri Sono rivolti all'altro mondo. in meno di mille li vi porterà in India. vedrete" rispose il boscaiolo. Ma i suoi tre discepoli. Del graticcio che il glicine ricopre." "È vero. Ci congederemo sulla strada maestra. Il reverendo giunse le mani e disse: "Fratello boscaiolo. saltellante e pieno di incertezza. maestro. che incominciarono a sbadigliare e in breve caddero a terra addormentati. con le macchie della pelliccia a forma di foglie di artemisia. non so di chi fossero. non ce la faccio più. per mancargli di rispetto in questo modo?" Si strappò un pelo. "Fratello boscaiolo" disse Porcellino. Sullo sfondo la cerchia di montagne E il bosco dove cantano gli uccelli. non siate in pena. Il mio cuore è votato Ai tre panieri." E Tripitaka gridò a gran voce: "Porcellino!" Il bestione. Con le corde che erano servite per Tripitaka e per il boscaiolo." "Portami anche quelli. più vasta della terra. che penetrò nell'altra narice e completò l'opera: anche l'orco si stese a russare rumorosamente." "Abbiate ancora un momento di pazienza. anche solo per lo spirito compassionevole che un monaco deve manifestare in ogni circostanza. né pepe. pensavo che fossi stato catturato e ucciso dal signore della montagna. e pensa a sbrigarti. Il boscaiolo corse a inginocchiarsi davanti a lei: "Mamma. Il grande santo." A vederlo andare e venire. è stato catturato e legato a un albero come me. Corse quindi nel giardino gridando: "Eccomi. rovi secchi. Il reverendo si sentì preso dalla malinconia. ascoltate il seguito. Dove sono Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" "Sono laggiù che vi piangono." "Non perdiamo tempo inutilmente. maestro!" "Slegami subito. Quando Finiranno le prove che sopporto? Quando ritornerò dalla mia meta?" Disse il boscaiolo: "Reverendo. Maestro e discepoli proseguirono il loro viaggio. A stento son fuggito dagli artigli Di mostri e streghe. La strada maestra. né anice. chiamateli. Quel signore che vedi è un arhat delle terre dell'Est. Il boscaiolo non osava insistere perché rimanessero. Ora la montagna è sicura: potrò andare in giro persino la notte senza correre pericoli. "Ora. ben pochi riuscirono a sfuggire al rogo. Riprese il proprio aspetto. il reverendo non poté fare a meno di sorridere: "Suppongo che questa danza l'abbia inventata per esprimere la gioia di trovarmi vivo. non trascurò di ricuperare i peli che aveva trasformato in insetti del sonno. tanto che finì per sconvolgere il tumulo. fate liberare anche me!" "Consapevole del Vuoto" ordinò Tripitaka. dove madre e figlio. La grotta è piena di mostriciattoli da sistemare." "Chi sarebbe?" "È un boscaiolo che è stato catturato un giorno prima di me. "Mio saggio discepolo" constatò Tripitaka. attraversò il torrente ed entrò nella grotta. "Perché te la prendi con quei poveri resti?" lo rimproverò Tripitaka. eccomi qua!" Lei lo abbracciò: "Figlio mio! Eri scomparso da molti giorni. lo masticò e lo sputò intorno. vecchi tronchi cavi di salice. ed esortò la madre a uscire per congedarli con nuovi ringraziamenti. il mio povero maestro. scusate se vi diamo ancora disturbo." Il bestione raccolse i resti e ricostruì il tumulo. La residenza trogloditica fu completamente devastata. Dopo pranzo i viaggiatori si disposero a partire." Ritornato all'albero. Porcellino levò il rastrello per colpire. Lui continuava a prosternarsi. che piangeva il figlio perduto. possiamo servirvi soltanto verdura selvatica." Balzò nella sala e cambiò idea: "Non sta bene rompere la testa di uno che dorme. artemisie appassite. "Quando avete attaccato i mostri. "Mi aveva legato a un albero. Infatti la tavola fu subito preparata e furono servite verdure raccolte nei prati." Il boscaiolo si congedò e ritornò a casa. "bisogna slegare anche lui." Il boscaiolo li guidò in cerca di bambù spezzati. Sabbioso: l'anima del maestro vaga per la montagna. te li sistemo io. che ora potete vedere. Ritornate a casa. Seguirono un sentiero sinuoso e presto giunsero in vista Del muscoso sentiero lastricato. si munì di un bastone di giuggiolo e uscì ad accompagnarli. Se poi non sapete quanti giorni ancora fossero necessari per raggiungere il Paradiso dell'Ovest. cui girava la testa dopo tante lacrime. Il boscaiolo propose: "La mia capanna è verso sud ovest. Nessun guaio mi è stato risparmiato. e presentate a vostra madre i miei rispetti. ma vi pregherei di farci da guida. "Maestro. che hanno grandi poteri magici. La creatura riprese la sua forma originaria: era un grande leopardo. Prati fioriti e. Sarà meglio che incominci con lo slegare il maestro. ma li ho pianti anche troppo. Discese la scarpata. Entrarono nella capanna." La vecchia andò incontro ai quattro pellegrini e li guidò verso casa inchinandosi a ogni passo. . se lo caricò in spalla e ritornò dai suoi. Scimmiotto aveva il campo libero. È il caso di dirlo: Sconfitto l'orco e vinto il suo terrore Se ne può ripartir senza rancore. "Quale anima? Non vedi che è lui in carne e ossa?" Sabbioso corse a inginocchiarsi davanti al maestro: "Quanti tormenti dovete aver subito! Come ha fatto a liberarvi il condiscepolo?" Scimmiotto raccontò gli ultimi avvenimenti. A vederlo venire da lontano. discepolo. Quando i discepoli ritornarono dal maestro. hanno colpito a morte il signore della montagna. Lei si aggiustò gli abiti. Non sa equilibrare il carico e lo porta tutto da una parte. che va in cerca di scritture nel Paradiso dell'Ovest. Ha una vecchia madre e una grande pietà filiale: bisogna proprio liberarlo. si rimisero in cammino. prepararono alla svelta un pasto di magro. Solo l'orco resisteva. "Non comincerà a venirgli qualche sospetto? Sarà meglio usare dose doppia" si disse Scimmiotto. si grattava il naso e starnutiva continuamente. Senza di loro sarei morto. non datevi pena. si soffiò il naso. Per dimostrarvi la nostra affezione. si asciugò gli occhi e disse: "Ecco qua. avrebbero potuto uccidere me. il paese della gioia assoluta. dopo prosternazioni e altri segni di ringraziamento. Non senti la sua voce?" "Scemo!" gridò Scimmiotto facendosi avanti. che era poi uno spirito di leopardo maculato." Quando alla fine Scimmiotto optò per slegarlo. Fra le siepi la piccola capanna. "Il leopardo maculato può divorare una tigre" commentò Scimmiotto." Discesero lungo il corso del torrente alla ricerca della strada. Del resto avete il dovere di seppellirlo. prima di uscire. che Porcellino ascoltava digrignando i denti e battendo intorno rastrellate. su queste montagne manchiamo di molte cose. ho riacquistato la libertà anch'io: devo loro una gratitudine più alta del cielo. il boscaiolo legato all'albero di fronte gridò: "Signoria." Scimmiotto eseguì senza discutere. Le siamo molto grati del sontuoso pranzo che ci ha offerto. Potreste far visita alla mia vecchia madre e ricevere i suoi ringraziamenti. non lontano da qui. Porcellino sghignazzava: "Si vede che il condiscepolo è un facchino inesperto. l'orco si era risvegliato e Porcellino lo spedì all'altro mondo senza complimenti con un colpo di rastrello. "Meno male che lo abbiamo abbattuto: chissà quante altre vittime avrebbe colpito." Il reverendo accettò volentieri e si avviò a piedi. diede alla sua sbarra il diametro di un uovo d'anitra e con un colpetto sfondò la porticina segreta." Tripitaka smontò da cavallo: "Vi ringrazio di averci accompagnato tanto lontano. legò stretto l'orco. Basta raccogliere legna e dar fuoco a tutto. e quando venne alla luce la testa che vi avevano sepolto. dovreste sedervi un momento e darmi il tempo di fare piazza pulita" disse Scimmiotto. Essi si sparsero per ogni dove e penetrarono nelle narici dei mostriciattoli. I suoi mostri sono stati sterminati col fuoco. fratello boscaiolo. mentre Porcellino agitava le orecchie a mo' di ventola. seduta su una panca." "Farò presto. Insieme al reverendo. liane cadute. e disse: "O discepoli! Da quando ho abbandonato il mio signore Ho viaggiato per l'Ovest senza fine. ammazzo l'orco e torno. ma Scimmiotto lo fermò: "Aspetta. ma se non lo avessero avuto a portata di mano. lontana in un angolo. nuovi dubbi: "Non mi piace lasciarmi alle spalle un grosso pericolo. reciteremo mattina e sera i sutra per assicurare a madre e figlio un secolo di vita piacevole. Videro di lontano la vecchia madre. abbiate compassione. Poi vi guiderei alla strada maestra. e ho rischiato di perdere la vita. Folte quinte di pini e di bambù. "siete povera gente. Il fatto è che sono proprio affamato. la spiaccicò con un colpo. I poveri mostriciattoli ebbero un pessimo risveglio in mezzo al fuoco ruggente. a noi bastano cibi semplici. Ammucchiarono nella grotta tutta quella legna e le diedero fuoco. E gli gettò in faccia un altro insetto. Perché sei stato lontano tutto questo tempo? Dov'è finita la tua ascia?" "Il signore della montagna mi aveva davvero catturato" rispose il boscaiolo prosternandosi. giunchi morti." Quando Scimmiotto posò il fardello ai suoi piedi. si sono serviti di lui per ingannarvi e allontanarvi." "Forse devo a lui se sono ancora vivo" osservò il reverendo." Dopo che il reverendo ebbe manifestato la sua gratitudine. "ti dobbiamo entrambi la vita." "Lascia stare le chiacchiere. Non si trovano funghi. Uscirono all'aperto dalla porta di servizio e risalirono la scarpata. rami morti di pino.

gettare il cielo in fondo al pozzo con un calcio. È una vera fortuna Che al mio appello rispondan veri monaci. Ma l'amore per la virtù e il perseguimento dei meriti possono ottenervi fior di acquazzoni. che il mio potere di provocare la pioggia è al servizio del cielo di Sopra. Il cognome è registrato nel Classico dei patronimici. Chi sia in grado di provocare la pioggia ha il dovere di soccorrere questo povero popolo: sarebbe un atto di misericordia senza uguali. avete un direttore per governatore?" "Direttore è il suo cognome. perché lo tieni all'asciutto?" "Non dimenticate. che era un funzionario integro e saggio. grande santo. Ci siamo permessi di entrare in città a cercare un alloggio per la notte: vogliate scusarci se siamo invadenti. andavano e venivano svelti come una lanterna girevole. Stavamo pulendo il muro sotto il portico. Noi offriamo mille pezzi d'oro e la nostra riconoscenza. non è una città. con cappello e cintura. finché la fame si quietò. e questa non sarà vana promessa per chi ascolti il nostro appello. Noi abbiamo appunto l'incarico di affiggere un appello del governatore ai maestri della legge. mentre mi occupo dei vostri affari?" "Che cosa conti di fare. Porcellino aveva una fame da tigre digiuna." Il governatore. prosciuga fiumi e canali. si tenevano sotto i portici ed erano evidentemente guardie della città. rende incolti i terreni dell'esercito. occorre l'intervento di diversi uffici e operatori. Dopo vari giorni di viaggio videro una città. ma nelle campagne non si contano i saccheggi e gli episodi di antropofagia che turbano l'ordine pubblico. le torri e le terrazze sono sparsi e non formano un agglomerato: così è fatto il Monastero del Colpo di Tuono sul Monte degli Avvoltoi. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka "vedi le mura e i fossati? Non saremo per caso arrivati?" "No di certo!" esclamò Scimmiotto. Del resto vedete che sono venuto subito. i figli maschi vengono abbandonati a chi li voglia. Ma il dipartimento della pioggia non può muoversi senza ordini superiori. I quattro pellegrini. Il presente appello viene promulgato nella speranza che i saggi d'ogni dove verranno a invocare la pioggia salvatrice. invita ogni maestro illuminato a celebrare una grande cerimonia di implorazione della pioggia in conformità della Legge del Buddha. "Fratello" intervenne Porcellino. Giunti alla residenza si fecero le presentazioni. prego." Le guardie srotolarono il foglio. è un luogo puro e pulito. Ciò considerando che. e come sapete. dove dobbiamo incollarlo. mi servirete da assistenti. Tale servizio meriterà grandi ricompense. Si udì annunciare: "Arriva il governatore!" La folla si aprì. Basta un dito di pioggia. Che cosa ci sarebbe di speciale?" Due guardie corsero difilato ad annunciare al governatore: "Vostra signoria. non oserò mai più offendere la virtù. I ricchi sono ridotti alla pura sussistenza." "Fateci dare un'occhiata. allontanandosi dalle pendici dei Monti Spandinebbia. Non appena Scimmiotto ebbe pronunciato le autentiche parole e recitato l'incantesimo. DOVE IL CIELO OFFESO NEGA LA PIOGGIA. mentre convoco il drago per chiedergli la pioggia." Giunti alle mura. "Di quale gioia si tratta?" "Mentre affiggevamo il vostro appello. Se non lo sappiamo fare. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. Nove focolari Su dieci son ridotti senza mezzi. Una bambina di dieci anni si scambia per tre pinte di riso. del grande paese dell'India. in cui si leggeva: Con il presente appello il governatore Direttore del Governatorato di Fengxian." "Mostrateci l'appello" propose Scimmiotto. nella vostra grande compassione. Le guardie si fecero avanti (ma tremavano anche loro) e chiesero da dove venissero. Nella città il timore della legge ancora incita gli infelici a pignorare le proprie cose pur di conservarsi in vita. Per raggiungerlo bisogna arrivare in India. SCIMMIOTTO INCITA AL BENE ED OTTIENE IL DONO DI ACQUAZZONI BENEDETTI." "Far piovere è facile" disse Scimmiotto. abbiamo incontrato quattro bonzi che si dicono inviati in cerca di scritture dai grandi Tang. All'ingresso del mercato incontrarono parecchie persone con l'abito blu dei servitori." "Non oserei mai. spostare montagne. Scimmiotto si incuriosì di un particolare: "Scusate. Quando il governatore vide il monaco cinese si prosternò in mezzo alla strada. Degli abitanti due terzi son morti Di fame. seduto su un cuscino. il rude Porcellino gridò: "Fate passare!" Gli uomini li guardarono e furono presi dalla paura: "Un mostro. hanno affermato di essere in grado di far cadere tutta la pioggia che ci serve. se ci accordate questa dimostrazione della vostra compassione. sputar nebbia e soffiar nuvole." Il governatore si aggiustò l'abito e corse subito al mercato. Posso importunarvi lasciandovi in custodia il mio maestro. grandi e piccoli. si inchinò profondamente e disse: "Maestro." "Discepoli" li interruppe Tripitaka. perché temeva che i discepoli provocassero guai con i loro modi. mi avete convocato: che cosa posso fare al vostro servizio?" "Alzati. Come potrei avere la temerità di procedere senza le prescritte autorizzazioni?" "Passando di qua abbiamo constatato che la popolazione soffre molto. Letto l'avviso. rinunciò a scorta. Reverendo. assunse forma umana e uscì dalle nuvole per inchinarsi davanti a Scimmiotto e chiedere: "Grande santo. senza far caso a quanto erano brutti i suoi discepoli. Alla fine Tripitaka porse i suoi ringraziamenti e chiese: "Vostra grandezza. Il paese in cui ci troviamo soffre di siccità da molti anni. i granai sono vuoti. Si resero conto che in città mancava ogni animazione: le strade erano deserte. Faticarono per un bel pezzo. sono l'umile ufficiale che esercita la funzione di governatore a Fengxian. ripartiamo senza compromettere il nostro viaggio. Dovete pensare piuttosto a un'area montuosa in cui gli edifici. mentre il governatore pregava e bruciava incenso e Tripitaka. di cui ignoriamo il nome. congedatisi dal boscaiolo. "non perdete tempo in chiacchiere. Sono tre anni interi che non piove. allo scopo di riuscire più obbligante con la sollecitudine e la cortesia. "Il mio nome è Direttore. da quanto tempo dura la siccità?" "Il governatorato che comando Appartiene al paese delle Indie. amante del popolo. "L'umile monaco che sono è inviato da sua maestà dei grandi Tang dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono. la fascina di legna cinque once d'argento." "Dev'essere un cognome non comune" commentò Scimmiotto ridacchiando. "Il luogo in cui risiede il Buddha." "Il luogo dove vi trovate è un governatorato esterno dell'India" rispose una delle guardie. invitò Scimmiotto a sedersi al posto d'onore. Questo che vediamo ha l'aria di essere il capoluogo di un governatorato." Porcellino e Sabbioso lo seguirono in fondo alla sala. La strada che seguiamo passa dalla vostra nobile contrada. giunse da est un ammasso di nuvole scure che scesero al suolo nella corte. maestro. posso muovere le stelle fisse e convocare le costellazioni. in India." "Basta con le chiacchiere. Siamo corsi a informarvi. perciò ti ho chiamato per chiederti aiuto. una gioia fra mille!" Lui stava pregando davanti a due bastoncini d'incenso. "Io son capace di invertire il corso dei fiumi e di vuotare l'acqua dei mari. per riempire continuamente ciotole di zuppa e piatti di riso che si vuotavano in un baleno. che significa 'Immortale delle Fenici'. Visto che siete tanto . Il paese è afflitto da una siccità che dura da molti anni. Per tutti. Non cresce nulla. I servitori ne furono terrorizzati. Potremmo recarci in un tempio o in un monastero?" "Seguitemi nel mio umile yamen. fratello?" domandò Sabbioso. convocar venti e tempeste: questi erano i miei giochi da piccolo. Spero che. "si vede che da piccolo marinavi la scuola. Tripitaka smontò da cavallo per superare la tripla serie di porte. "Eccolo qua. affrettarono il passo sulla strada maestra. in ricompensa Daremo pezzi d'oro e gratitudine. perché invochino la pioggia e salvino la popolazione. Tripitaka prese energicamente il controllo della situazione. ho appena bruciato incenso e fatto il bagno rituale per venirvi a implorare di salvare la popolazione con le vostre preghiere. una siccità che perdura da molti anni ha ridotto all'abbandono le coltivazioni private. Alzatevi. Aoguang.CAPITOLO 87 IL GOVERNATORE CHE AVEVA LITIGATO CON LA MOGLIE NEL GOVERNATORATO DI FENGXIAN. Lo staio di grano costa cento pezzi d'oro. cavallo e palanchino. nonostante la grande estensione del territorio del governatorato e le risorse del governo e della popolazione." Tripitaka rese il saluto e rispose: "Questo non è il posto più adatto per discutere. e scusami se ti ho fatto venire da tanto lontano. "Voi due venite con me. i poveri muoiono di fame. "e si chiama Fengxian. recitava sutra. e non so dire a quale distanza si trovi dal confine." Scimmiotto rise: "In cambio di oro non avrete una goccia. alcuni di loro. e chi rimane è una candela Esposta al vento. guardate!" Qualcuno si sentì male. Il re drago del mare orientale. e il governatore fece servire il tè e un pasto di magro. acchiappare la luna. lo sapremo quando arriveremo. non appena mi avete convocato. dissecca i pozzi ed esaurisce le sorgenti." I pellegrini lo seguirono con cavallo e bagagli. Adesso non cercare scappatoie. detto anche Gioia Assoluta. gli affari Vanno a rovescio. verso la fine(10). Poiché la gente ingombrava il passaggio e non dava segno di farsi da parte. ci saprete soccorrere con i vostri divini meriti.

" Scimmiotto fu accompagnato nella Sala dei Profumi. dove lo accolse il re Difesa del Regno con i suoi soldati e giganti: "Sei venuto a capo della tua impresa di cercar scritture. "Fai quello che occorre" gli disse il monaco cinese. Egli si complimentò con il grande santo: "Il merito di queste buone intenzioni è tutto dei vostri incitamenti al bene." Scimmiotto ci rimase male. "Lascia perdere. Tutti insieme lo introdussero nella Sala delle Nuvole Misteriose e annunciarono: "Vostra maestà. facevamo un giro d'ispezione nei diecimila cieli e nei tre mondi. non perdete l'ottimismo. la pioggia sarà assicurata. "Io salgo un momento in Cielo e torno subito. facciamolo entrare" intervenne Xu Jingyang. io non potrò far niente. il cagnolino leccare tutta la farina e la fiammella fondere la barra. il 25 del dodicesimo mese. "Che cosa significa?" chiese Scimmiotto che continuava a non capirci niente." "E allora come faremo?" si inquietò Tripitaka. di qualunque strato sociale. per sollecitare l'autorizzazione a far piovere. In seguito mi dispiacque molto di avere perduto le staffe in quel modo. dove incontrò il delegato allo sportello del Tuono." "Non è difficile" rise Porcellino. Davanti alla Sala della Penetrante Chiarezza incontrò i quattro grandi precettori celesti. "Qual buon vento vi porta. e si accusava dei suoi peccati. "Ha fatto mettere nella Sala dei Profumi Avvolgenti un monte di riso alto dieci tese e uno di farina alto venti tese: un pollo becca il riso e un cagnolino lecca la farina. e qui pioverà a catinelle. grande santo?" "Il governatore di Fengxian. Quando avrai tuoni e fulmini." "Durante il rito mi accapigliai con mia moglie. Per conto suo fece diffondere l'ordine urgente di esporre in ogni casa le tavolette del re drago. "L'affare per cui mi sono permesso di disturbarvi nel vostro stimato ministero è una richiesta di pioggia per il paese di Fengxian." "Se le cose stanno così. e ha visto e sentito tutto. spero che mi farete sapere di più sulle misure prese lassù nei miei confronti." "Se vi pentite e vi volgete al bene. Fatele vedere a Consapevole del Vuoto: se vuole il decreto. Altrimenti faccia il piacere di occuparsi dei fatti suoi. si potrebbe fare così: io torno a casa a predisporre i miei collaboratori e voi vi prendete la pena di presentarvi a rapporto lassù. e ha condannato il paese a restare senz'acqua finché quegli oggetti non siano distrutti. Per risolvere le difficoltà basterebbe commuovere il Cielo con una buona azione." "Che cosa vuoi fare." "Non è un caso se sono rimasti all'asciutto. Me ne ha parlato ieri l'Imperatore di Giada. e i precettori celesti mi hanno mostrato il monte di riso e tutto il resto. Il governatore fu invaso da sconfinato rispetto. un monte di farina e un gran catenaccio d'oro. il re celeste non osò trattenerlo." "Proprio quel giorno l'Imperatore di Giada faceva il suo giro di ispezione nel mondo di Sotto. e al Cielo potrebbe venire in mente di far peggio. Quando mi hanno visto scoraggiato." Il governatore batté la fronte a terra e giurò di rifugiarsi nel Buddha. Allora le montagne si dissolverebbero e il catenaccio si spezzerebbe. Il governatore in persona guidava i fedeli nella preghiera." Ritornato nel mondo di Sotto e nello yamen. Invocava Cielo e Terra. Occorre acqua. c'è qui Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Perciò mi sono permesso di venir qui direttamente. e chiedere che ti assegnino le divinità del tuono. con una capriola nelle nuvole. fratello?" chiese Porcellino." "Sbrigati" concluse Sabbioso. sotto il catenaccio ardeva una lampada. ciò in tutta la città. bruciando bastoncini d'incenso. che non è una donna saggia. Fu allora che feci allestire quelle tre cose nella Sala dei Profumi Avvolgenti. grande santo." Quando Scimmiotto giunse alla porta del Cielo. la fortuna ritornerà spontaneamente. Un galletto non più grosso di un pugno becchettava il riso. e fece rizzare un altare. si arrese e lasciò ripartire il drago. Torno dall'Imperatore di Giada per supplicarlo di nuovo. da parte sua uscì dal diagramma dell'Orsa Maggiore per andare a informare Tripitaka. nei viali e nei vicoli." Quest'ultimo si aggiustò la veste e scese giù dalle sue nubi di cinabro con le nove fenici. potrò fare qualcosa per voi. ma non osa muoversi senza carta bollata: perciò sono venuto a pregare l'Imperatore di Giada di promulgare un editto." "So tutto. e io chiamai i cani perché facessero piazza pulita. Ma non avevo idea che il Cielo si fosse offeso al punto da infierire su tutto il paese. Poi romperò il catenaccio. "Porta a buon fine la tua incombenza. Mentre passavamo dal suo paese. È venuto a sollecitare un decreto di pioggia per quel paese. È un posto in cui non piove da tre anni. il 25 della dodicesima luna. un cagnolino giallo leccava la farina. I precettori risero e gli dissero: "Grande santo." "Badate voi al maestro" raccomandò Scimmiotto a Porcellino e Sabbioso. Ma se non cambiate. Se l'è legata al dito e ha fatto allestire tre cose per non dimenticare." Scimmiotto se lo tenne per detto e ripartì senza nemmeno congedarsi dall'imperatore. Intanto Scimmiotto. Convocò subito preti e monaci. bestione! Sono decreti del cielo di Sopra: là non fanno entrare uno come te. Scimmiotto si trovò circondato dalla folla dei funzionari che chiedevano notizie." Il governatore si prosternò e supplicò con voce implorante: "Sono pronto a ubbidire alle vostre istruzioni." Scimmiotto non conosceva i fatti e insisté per ottenere l'udienza. Il cibo si sparse per terra. Poiché mi onorate del vostro aiuto. Avvisi urgenti diffusero a tutte le famiglie. che è afflitto da una tremenda siccità. il re celeste gli chiese: "Ancora qui?" "Quel governatore si è convertito. fatemi vedere sua maestà. "Portami con te: mi trasformerò in qualche modo e mi ci vorrà poco a ingoiare il riso e la farina. Allora i funzionari daranno via libera ai draghi. magari di mettere in pericolo la vostra vita. "Al momento di venir via. e non so spiegarmi come sia potuto accadere. Mi sono rivolto al re drago. vediamo se sono ancora capace di combinare qualcosa. dove vide un monte di riso alto una diecina di tese e uno di farina alto venti tese. Perché qui piova. "Tutto come dicevi tu. "La strada è un'altra" spiegò Scimmiotto. Puoi andare direttamente all'ufficio di Risposta al Primordiale. nella Legge e nella Comunità. l'ordine di bruciare incenso e di pregare il Buddha." Scimmiotto." "Non dire sciocchezze." "C'è tutta una storia sul governatore di Fengxian. che non aveva scelta. durante una cerimonia che durò tre giorni furono scritte e inviate in cielo infinite suppliche." Ma il re celeste disse: "Grande santo. Prese da parte il governatore e gli disse: "È tutta colpa vostra: tre anni fa. a un cavalletto di ferro. in modo che possiamo riprendere il viaggio." "Dunque sarebbe per quel tale Direttore" rispose l'imperatore. fratello?" si intromise Porcellino. grande santo?" "Avrei bisogno di vedere per affari il Venerabile celeste. i precettori celesti mi hanno detto che può bastare un'opera buona per risolvere il problema. Il ritorno al bene è avvenuto. il cancelliere addetto alle Rettifiche dei Registri e l'ispettore della Incorruttibilità. mi hanno spiegato che sarebbe stato sufficiente ricondurre al bene il governatore e i suoi: perché il Cielo deve ascoltare la gente per bene." "La pioggia è vietata in quella regione" risposero i precettori. di collocare davanti a ogni porta una giara d'acqua pura con rami di salice e d'onorare il Cielo bruciando incenso. grande santo?" "Quasi ci siamo: abbiamo raggiunto la frontiera dell'India e ci troviamo in un governatorato che si chiama Fengxian. quella gente ha pregato tanto che ancora mi ronzano le orecchie. I quattro precettori risposero: "Perché quel tizio che ha offeso il cielo riceva pioggia. maestro. mi ha incaricato di invocare la pioggia per il suo paese. Il messaggero delle suppliche ha già portato all'Imperatore di Giada un gran pacco di documenti che provano la conversione avvenuta. Sulla sinistra. Scimmiotto si rivolse a Porcellino e Sabbioso: "Badate voi al maestro." Il colpevole si prosternò: "Come sapete ciò che è accaduto tre anni fa?" "Rispondete a me: è vero che gettaste ai cani le offerte dedicate al Cielo? Vuotate il sacco. e uscì vergognoso e scoraggiato. perché i precettori celesti le sottopongano all'attenzione dell'imperatore di Giada. Ho sentito raccontare che il governatore di quel paese aveva offeso cielo e terra con la sua condotta. Quando si udì salire da tutta la città il brusio ininterrotto delle preghiere. su al nono cielo. Ma i precettori mi hanno suggerito di provare a riportare al bene il governatore." Proprio in quel momento giunse il messaggero che recava testi taoisti e rescritti buddisti compilati a Fengxian come suppliche. Volevo sollecitare l'assistenza dei vostri addetti al tuono. Non so se sia permesso far piovere da quelle parti. metto ." Ciò detto scomparve." "Vengo con te. quelle cose devono essere distrutte. nelle case dei grandi dignitari e in quelle del popolo minuto. dove siamo giunti con il mio maestro. era giunto alla porta ovest del Cielo. era appeso un catenaccio d'oro alto un piede e tre o quattro pollici. e io farò cadere la quantità di pioggia decretata. io faccio un'altra scappata lassù. Mi arrabbiai tanto che rovesciai il tavolo delle offerte e urlai quello che mi veniva in mente. la cui fiamma lambiva la barra. Provate a ricondurre quell'uomo al bene: se ci riuscite." "Dove porti le carte?" "Nella Sala della Penetrante Chiarezza. il pollo dovrà beccare tutto il riso. leccata tutta la farina e fuso il catenaccio. che si è trovato a passare dal governatorato indiano di Fengxian." "Conoscerai l'espressione popolare: una faccia tosta come quella della mosca nella ragnatela" rispose beffardo Ge Xianweng. L'Imperatore di Giada ha fatto allestire un monte di riso. che gli chiesero: "Quali affari vi portano da noi. avete offeso il cielo e la terra.incline alle opere buone. "Mi pare che il governatore ce la stia mettendo tutta." Scimmiotto seguì il consiglio e salì al nono cielo. "Vietata o no. un pensiero di bontà e di compassione. non occorre che tu chieda un'altra udienza all'Imperatore di Giada. Alla porta. se vi impegnate senza indugio a leggere sutra e pregare il Buddha. e la popolazione soffre molto. "Ricordo benissimo: tre anni fa. sotto la quale arde una lampada. l'imperatore non vuole promulgare il decreto. il re Difesa del Regno gli chiese come era andata. bisogna che lassù sia beccato tutto il riso. "Ma guardati dal mentire. C'è poi un cavalletto di ferro che regge un catenaccio d'oro con la barra grossa un dito. fummo testimoni della malvagità di quell'uomo: gettava ai cani le offerte dedicate al Cielo e bestemmiava in modo tremendo. Tripitaka partecipava alla cerimonia leggendo sutra." "Quali cose. Il governatore restò di sale: "Dov'è andato a finire il reverendo?" "Ha fatto un salto in Cielo" lo informò Porcellino ridendo. con la barra grossa come un dito.

I germogli si gonfiano. inchinandosi a ogni passo. Nel corso dell'intera giornata. boati come se sprofondassero le montagne. ritorneranno più volentieri a farvi visita e recar pioggia. Ma Scimmiotto gridò con voce tonante: "Divinità dei quattro dipartimenti. recati dal messaggero delle suppliche. Infatti. La gente. ora potete ritornare in ufficio. I quattro precettori trasmisero il decreto agli uffici competenti. Le nubi si dissiparono. l'acqua cade a rovesci. Scimmiotto suggerì al maestro di dargli un nome. quando giunse una tal folla di divinità da riempire tutto il cielo. crescono i fagioli negli orti intorno ai villaggi. "Voi avete compiuto un atto d'incommensurabile bontà. mille speranze esaudite. batte sulle tettoie. davanti alla tavoletta su cui incideremo i vostri nomi. perché pregasse il Cielo e bruciasse incenso. e tutti videro gli dèi in gloria nella loro vera forma. a tratti illuminato dai fulmini. crede a ciò che vede. i contadini il gusto dell'aratura. il dio del suolo e diverse altre divinità locali. mentre l'acqua ruscella nei sei viali e nei tre mercati. Fu una bella festa." Le divinità promisero e se ne tornarono ai rispettivi dipartimenti. La gente se ne sta chiusa dentro casa. il governatore e i suoi ufficiali li servirono a suon di musica. come dice il vecchio poema: Dell'uomo non c'è pensiero Che sfugga alla terra e al cielo. Ora la gente di Fengxian sa in quali dèi credere. Come tutti sanno. Acquisteremo un terreno perché le vostre signorie ci fondino un monastero. Torna sulla terra L'età dell'oro e il raccolto abbondante. Quando vi avranno visto in faccia. "Ma devo ricordarle che siamo in viaggio per l'Ovest. su monti e fiumi oscurati per mille leghe si rovescia la pioggia e inzuppa la campagna." "Siete proprio un saggio governatore. spinti dalla gratitudine e dai miei ordini. Il drago ha il volto celeste con le barbe d'argento." La compagnia partì immediatamente e giunse ben presto nei cieli della regione di Fengxian. Quando brilla la riga rossa." Fu subito diffuso un nuovo invito urgente alla popolazione. Zhang e Tao. delle nuvole e della pioggia. Non possiamo ritardare troppo il nostro cammino. che la gente del posto vi assicurerà con fede sincera nei momenti stabiliti. Il popolo vive contento. Ritornato da Tripitaka.subito a vostra disposizione Deng. brucia bastoncini d'incenso e si distoglie dalle male azioni. Giganteschi fuochi fatui. che unisce alla virtù la competenza" disse sorridendo Scimmiotto. con Scimmiotto. Dovreste aprire un varco in mezzo a tutte queste nuvole e farvi vedere di sotto. soldati e gente comune si inginocchiavano davanti all'insolito spettacolo. mentre Scimmiotto ritornava a terra. gli alberi secchi riprendono vita. il grande santo propose: "Ora che il caso è risolto e il popolo in pace. tutti ripetevano: "Namo Amitâbha Buddha! Namo Amitâbha Buddha!" Queste grida di buoni pensieri commuovevano il cielo di Sopra. Se non fossero pagati Bene e male. Poi si dedicò un giorno a una funzione religiosa di resa di grazie. Xin. Grazie all'iniziativa del grande santo. Che bellezza! Spesse e pesanti nubi. Si vedevano dunque: il re drago che rivela la sua immagine. nera e densa caligine: il carro del tuono rotola fragoroso. Il ragazzo delle nuvole è molto carino. ufficiali. Ora grano e miglio prosperano. non soddisferei la decimillesima parte del debito che abbiamo tutti verso di voi. l'universo Ne resterebbe sconvolto. i quattro dipartimenti sono quelli della pioggia." Il governatore non voleva saperne. A voi si chiede di dare una mano. spruzza le finestre. perché oggi hanno visto i guerrieri del Cielo." Un ufficiale incaricato della sorveglianza della Sala dei Profumi Avvolgenti riferì: "Le montagne di riso e di farina sono scomparse. Come potete parlare di ripartire?" "Non voglio certo contestare il fondamento delle parole di vostra grandezza" rispose Tripitaka. I lavori del monastero e del santuario per il culto ai pellegrini erano già molto avanzati. il ritorno della fede. costruiremo un santuario per rendervi fin da vivi il culto delle quattro stagioni. Scimmiotto risalì da loro per salutarli e disse: "Grazie del disturbo che vi siete preso. delle nuvole e del vento. "Ho trattenuto per voi le divinità dei quattro dipartimenti: fareste bene a convocare più gente per esprimere la vostra gratitudine. Il vento soffiava ammassando le nuvole. Gli dèi si pavoneggiarono per due ore buone. scuotimenti che fanno barcollare la terra. mentre i fedeli continuavano a genuflettersi e prosternarsi. il ciambellano di servizio introdusse il tudi. Ed è l'effetto D'un pensiero. Il governatore lo venne a ringraziare. È il caso di dirlo: un pensiero rivolto al Cielo. I loro cuori saranno puri e rivolti al bene. dove predispose le proprie operazioni. quando l'Imperatore di Giada vide gli incartamenti dei preti taoisti e dei monaci buddisti. Al festino del primo giorno seguì un banchetto il giorno successivo. Il governatore li invitò a ispezionare il cantiere. Crepe di fiamma che illuminano tutto il cielo. Quando furono caduti tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. aspettate un momento con i vostri arnesi: vado a cercare il governatore perché vi presenti i suoi ringraziamenti. al massimo un paio di giorni. se la pioggia cade al momento giusto. I canali sono in piena da est a ovest. L'imponente generale Tuono ha una gran bocca con gli angoli rivolti all'ingiù. il guerriero del tuono che inarca il suo corpo gigantesco. lo dicono anche i versi: Dolce la pioggia dopo lungo tempo Di siccità! Tornano ad animarsi I canali e i mercati. Zhang e Tao. Mi sono permesso di farvi preparare un modesto banchetto per testimoniare la nostra gratitudine. vostra signoria!" gridò inchinandosi. recando vento ogni cinque giorni e pioggia ogni dieci. e presto piovve a dirotto. La sera stessa mise all'opera molte persone per preparare il banchetto e per edificare il santuario. andate a vedere a che punto sono quelle tre cose. chi agitava i rami di salice. il ragazzo delle nuvole che fa capolino e il conte del vento che si degna di comparire. Nei campi fioriscono frumento e canapa." Da parte sua. non manca all'appello una sola famiglia. Venite a vedere da vicino. che il monaco cinese fu invitato a presiedere. I mercanti ritrovano la gioia del commercio. spargano le nuvole e versino tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. I fulmini sono serpenti d'oro. i meandri dei torrenti si congiungono da nord a sud." "Che bel . Scimmiotto si trovava in compagnia di Deng. "Lo chiameremo" disse Tripitaka "Monastero del Buon Soccorso di Lunga e Dolce Pioggia. e un altro ai complimenti e ringraziamenti d'uso. Alla fine passarono quindici giorni. Mare liscio e fiumi limpidi sono pegno di pace universale. L'indomani fu dedicato a un sontuoso festino. "Non ringraziate me" disse Scimmiotto. "Sono edifici enormi! Come avete fatto a erigerli in così poco tempo?" "Molti operai ci hanno lavorato giorno e notte. Anche se me li incidessi nel cuore. alla tal ora. I fulmini rigavano lo spazio e il tuono rimbombava. si rechino nel governatorato di Fengxian e oggi stesso. gli dèi delle mura e dei fossati. del tuono. che si mobilitarono immediatamente per coordinare l'esecuzione e sostenere il prestigio degli dèi nel mondo di Sotto. solo se vi mostrate potete contare sulla loro vera fede e su un culto durevole e convinto. dichiarò: "Vedo che questa gente è piena di buoni pensieri. che dichiararono unanimi: "Il governatore e la popolazione della città si sono convertiti al bene. Il conte del vento sbarra gli occhi tondi sotto le sopracciglia cespugliose. Penserò io a organizzare offerte e ringraziamenti. il raccolto sarà abbondante." Ma si fece avanti il governatore: "Che cosa dite mai. Perciò vi supplichiamo di manifestare la vostra compassione e di far cadere la pioggia. il catenaccio d'oro si è rotto. insieme alla Madre del Fulmine. In città e nei sobborghi. Chi si metteva un bruciaprofumi sulla testa. le divinità riposero l'attrezzatura." Gli dèi si tennero a mezz'aria. i quali avevano già ordinato alla signora Fulmine di mettersi al lavoro. Il male d'altri tempi si è dissolto Coi tre tesori. che tutti lodarono. azionino il tuono." L'Imperatore di Giada si rallegrò e promulgò il seguente decreto: I dipartimenti del vento. rendono omaggio al Buddha e onorano il Cielo. Erano giusto tre anni che a Fengxian non si udiva un tuono. Xin. Il monastero aveva sale e padiglioni imponenti e un magnifico portale d'ingresso. il tuono è il chiasso di un'incredibile quantità di insetti. possiamo chiudere le valigie e ripartire. in conformità del presente ordine. Se ne stanno sulle nuvole azzurre come sopra un altare da cerimonia. con la faccina di giada e il berrettuccio d'oro. Porcellino e Sabbioso accanto a sé. Brontola il temporale. montagne e fiumi tremano per mille leghe. cari miei.

e aggiunse la propria firma con evidente piacere. ogni anno vi si dovevano recare le offerte delle quattro stagioni. finì per alzare il grugno e dire: "Quando mai un bonzo riuscirebbe a sottomettere il re dei maiali?" La gente si sbandò dallo spavento. Il vecchio si fermò e rese il saluto: "Da dove venite. Vediamo una città di cui ignoriamo il nome. che affrettavano il passo. La città era grande e bisognò camminare a lungo per giungere alla residenza del principe. "aspettatemi qui. e musiche. prospera il poligono rosso. reverendo?" "L'umile monaco che sono è mandato dalla corte dei Tang a salutare il Buddha nel Monastero del Colpo di Tuono. il frutto del mandarino è ancora verde. e l'olio di sesamo otto millesimi la libbra. "Ci penso io. Non oso accettare. Ti sembra di abitare a Chang'an la divina: Persino cani e gatti litigan come in Cina. Le foglie rosse volano nel vento. Bada a dove metti i piedi. e ama il popolo. e il principe." Porcellino non osò replicare. capaci di sottomettere tigri e draghi. è un membro della famiglia reale." "Dobbiamo restare qui in piedi?" domandò Porcellino. e anche allora non si risolvevano a lasciarli andare. Il tempo correva veloce come la spola. Il signore della città. con fanfara e bandiere spiegate. ma solo per gli altri" sogghignò Porcellino. ma il principe lo fece salire accanto a sé e lo invitò a sedere. non vi preoccupate" assicurò Scimmiotto. "Nascondi la tua brutta faccia e non dire malignità. È un principe saggio: rispetta il buddismo e il taoismo. ritornò verso i discepoli per riferire le notizie. "Ciambellano. Che distanza c'è da qui al paese dei grandi Tang?" "Non saprei con precisione. GIUNTO A YUHUA. che cosa ti costava lasciarmici stare per sei mesi? Là prendevo bei pasti regolari. esaminò incuriosito i sigilli e le scritte di tanti strani paesi." "Si capisce" fece coro Sabbioso. che doma scimmie e maiali. ma essi non accettarono un soldo. A vedermi legato. li vollero scortare per più di trenta li. e il merito è tutto tuo." "Quattordici anni! Suppongo che il vostro cammino sarà stato ritardato da molti ostacoli. e li guardarono allontanarsi con le lacrime agli occhi. vi riceverà di sicuro con rispetto. Tripitaka pensava: "Ho tanto sentito parlare di questi paesi barbari dell'Ovest: tutto sommato sono uguali alla Cina. secondo l'appetito. Solo Scimmiotto procedeva noncurante. cioè 'Splendore di Giada'. Quando il vecchio si fu allontanato. C'erano anche il tempio del dio del Tuono. avete attraversato molte contrade. Fuman mille comignoli nelle sue lunghe vie. lessato o cotto sotto la cenere. Se poi non sapete quanto tempo occorse. Il corteo che li aveva scortati si mosse per ritornare solo quando furono scomparsi all'orizzonte. "Mi raccomando. come dicono i versi: Dietro mura di ferro la città sta sicura: Fra l'acque e la montagna. Navigando sul lago i mercanti le recano Ogni specie di merce." Porcellino. Diavoli e mostri a migliaia. Dopo lungo cammino i quattro pellegrini videro nuovamente levarsi all'orizzonte la massa scura di una cinta muraria. invece. presto ritornò l'autunno. quello del re drago e così via: uno per ciascuna delle divinità che avevano portato soccorso. ma uno dei suoi suggerì: . qualcuno scivolava e cadeva. Nel crepuscolo risplende la fredda acqua del lago davanti alle case dai comignoli fumanti. "Non provochiamo incidenti!" Porcellino camminava a testa bassa." Sentì che un moggio di riso costava quattro decimi di oncia d'argento. irritato." "È la bontà in persona. cui erano state inviate placche dorate per invitarli a intervenire. sappiate che la nostra umile regione è una provincia dell'impero dell'India. Andate a sedervi là dentro" rispose Tripitaka. calzato di sandali di fibre di palma. Riferisce il racconto che. Entro nella residenza per far vistare il passaporto." Sabbioso portò i bagagli dentro l'albergo. né tanto meno metterli alla porta. Le limpide notti. Quando la gente apprese che non sarebbero rimasti più a lungo. gli abitanti non differivano dai cinesi. Dopo il ponte sospeso. che fretta c'era di scappar via?" "La solita bestia" brontolò Scimmiotto. con una smorfia si assestò i bagagli sulla spalla e seguì ansimando gli altri. CAPITOLO 88 LA SCUOLA DEI PRÌNCIPI OVE MEDITAZIONE. Intorno alla piazza c'erano anche gli uffici amministrativi. dopo questa partenza. superarono la porta della città e si inoltrarono per i larghi viali affollati. si assottiglia il mantello delle montagne. per incontrare il Buddha. ma questa pioggia ha salvato diecine o centinaia di migliaia di vite umane. "Come volete che lo sappia? Quando arriveremo." "Quando mai ti avrei pestato i piedi?" domandò Scimmiotto. che si chiama Yuhua. lo ricevette subito." Il bestione abbassò il grugno. Erano tanto brutti che il personale di servizio non osò avvicinarsi. fiancheggiati da taverne e da case di piacere. con l'abito leggero stretto alla vita da una striscia di stoffa a uso di cintura. "ecco un'altra città. Avreste la bontà di farcelo sapere." Dal vicino boschetto sbucò un vecchio che si appoggiava a una canna di bambù. "Consapevole del Vuoto" disse il reverendo indicandola con il frustino. perché temo che siamo in ritardo sulla tabella di marcia" obiettò Tripitaka. Era la grande capitale di una regione importante. "A Bhiksu furono salvati mille centoundici bambini. ma l'arancia già si colora di giallo. ce ne sono anche qui." "Non me ne parlate. Per lingua e aspetto." Il principe prese in simpatia il visitatore e lo invitò a pranzo. Dopo l'ispezione si preparò la partenza. in cui la luna bianca si affaccia alle finestre. L'oca selvatica si rifugia nel casolare abbandonato. Se lo andrete a trovare. che attraversiamo un ponte. "Discepoli" disse Tripitaka. caro donatore?" "Maestro di meditazione che conoscete la Via. Tripitaka lo salutò tenendosi a rispettosa distanza. prudenza!" diceva Tripitaka. Non sono riuscito a tenere il conto di tutte le prove che ho dovuto superare prima di giungere nel vostro bel paese. il gallo di campagna celebra cantando la raccolta dei fagioli. lo chiederemo ai suoi abitanti." Tripitaka lo ringraziò. Tripitaka smontò da cavallo e lo salutò a mani giunte. fu una gara per fornir loro il viatico. celebrò le cerimonie e bruciò l'incenso. questa buona azione è ancora più meritoria del salvataggio dei bambini del regno di Bhiksu. "Fuori mi aspettano tre giovani discepoli. e poi ce ne andremo. Dopo tutta la compassione che hai riversato su un milione di persone nel governatorato di Fengxian." Proseguirono dunque a piedi attraverso i sobborghi. e follie. ma lui rifiutò: "Non occorre: la strada da fare è poca. "Tante volte. ma continuò a ridacchiare fra sé. Mi meraviglio anch'io della potenza magica del nostro condiscepolo anziano. tenendo il maestro per mano. che inoltrò la sua richiesta di udienza. E SCIMMIA DELLO SPIRITO E MADRE DEL LEGNO ACCETTANO DISCEPOLI. tutti esclamavano: "Di monaci eminenti. Quando Tripitaka gli presentò il passaporto. animati da un'intensa attività commerciale. Scompare il rigoglio della vegetazione. che era effettivamente un saggio. Ma non avevamo mai visto un bonzo come questo. "Pensi solo a riempirti la pancia. cercavano rifugio nelle porte. I monaci divini lasciano il Buon Soccorso." "Maestro. Intanto il maestro si era presentato all'ufficiale di servizio. Le taverne si sprecano: Gran tavole imbandite. essi vollero aiutarlo a risalire a cavallo. il monaco cinese sul suo cavallo si rivolse al Novizio: "Saggio discepolo. in corpo e deputazione. MANIFESTA LA POTENZA DELLA LEGGE. A me sa solo pestare i piedi. "Bestia!" gridò Scimmiotto. tu ci provi gusto. è una disgrazia. "In famiglia. Concede il grande santo le sue grazie a ciascuno. questo lo convinse di essere giunto nel paese di Bengodi. Ecco perché questo è detto il paese della gioia assoluta. Il santuario dei pellegrini era stato eretto a sinistra della sala grande. appeso. Profumano le felci. lo posò sul tavolo e chiese: "Reverendo. ve lo farò sapere. Nel caso che il principe ci invitasse a pranzo." L'ufficiale non trovò nella strada nessun eminente discepolo. Sabbioso cercava di nascondere la faccia. "Non hai visto l'insegna? 'Albergo per i visitatori'. sono seguite da chiare mattine gelate. Durante il viaggio l'inverno è ritornato quattordici volte. Una folla di monaci. e della sua compassione che copre la terra intera. Piantala e cammina. Poi ripiegò il documento. Come si chiamerà?" "Non abbiamo mai viaggiato da queste parti" rispose Scimmiotto. dopo aver preso lietamente congedo dal governatore. ignora la paura. Perciò si sedettero dove vollero. principe di Yuhua. ascoltate il prossimo capitolo.nome!" approvò il governatore. esci a cercare i discepoli del reverendo e invita a pranzo anche loro. il servizio delle cucine e l'albergo per i visitatori. Tutti gli ufficiali. La pusa Guanyin disse una volta che la mia meta era lontana cento ottomila li. "Chiedete se si può acquistare foraggio per il cavallo. La gente si spingeva per guardarli. la corte di giustizia.

A rapido attacco. lasciò cadere la ciotola e si inchinò: "L'umile monaco che sono è un inviato della corte dei Tang. Ci piacerebbe averli come maestri e imparare le loro tecniche: ci sarebbero utili per difendere il paese. Poi lo maneggiò intorno alla sua testa. Come apri la bocca. I miei rozzi discepoli sono brutti. Sabbioso lo scartò con la mano. si gettò all'attacco con la sua canna laccata di nero. È un uomo straordinario. prese la parola il principe: "Maestro. E voi tre chi siete. uomini e donne. come udì la parola 'pranzo' balzò in piedi: "Eccoci qua!" L'apparizione provocò un accidente al povero ciambellano. ma il principe stesso nella sua residenza e tutta la cittadinanza. I giovani principi. brusca risposta. Le apparenze rinviano a verità. Metallo e legno mostrano potenza. Ho fatto riverenze. quattro in basso. eccitato." Il principino gettò la propria sbarra e cercò di impugnare quella meraviglia. Tripitaka se la prese con Porcellino: "Somaro maleducato! Potevi almeno star zitto." Il principe dominò la paura e si affrettò a spedire i pellegrini a pranzare nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. perciò abbiamo chiesto loro una dimostrazione. i figli del nostro principe" risposero per loro gli ufficiali di mensa. sei a destra. tirò fuori il suo bastone ammazza diavoli e lo mulinò provocando uno spettacolare fascio di nuvolette iridate. Il principe li invitò tutti nella residenza privata a bere il tè. che aveva il temperamento più focoso. Porcellino applaudiva. Intanto il principe. ed estrasse da dietro l'orecchio il suo ago cerchiato d'oro. I pellegrini. dove per ora il racconto li lascerà. non vi fu uno che non si prosternasse pronunciando il nome del Buddha." "Tu l'aspetto d'uomo ce l'hai. Perfetta comprensione mostra Spatola. Lo spettacolo si vedeva da lontano: non solo il personale del padiglione. che sbadigliava seduto su una seggiola. si erano inginocchiati nella polvere. civili e militari. Vien riempito Lo spazio dalle cause della Via. gridando: "Dove sono questi bonzi in cerca di scritture?" "Principini" risposero inginocchiandosi gli ufficiali di mensa. che roteava vorticosamente incendiando di colori tutto il cielo. Il terzo principe." Porcellino tirò giù una riverenza e berciò: "L'umile monaco che vedete vi saluta!". come se avesse messo radici. preti e laici. ma hanno buon cuore. Lo maneggiò a due mani nelle figure della 'fenice color cinabro che guarda il sole' e della 'tigre affamata che si getta sulla preda'. monaci e suore. né focolare in cui non si ardesse incenso pronunciando preghiere. rassicuratevi. Maestro e discepoli tacquero e mangiarono. Subito arrotolarono le maniche e strinsero i pugni: "Non saranno creature malefiche delle montagne camuffate in forma umana? Aspettate che ci armiamo e andiamo a vedere di che si tratta. Porcellino alzò il naso dal piatto: "Vedo che siete armati. con sibili acuti e melodiosi." "Magari ci potevamo inchinare tutti insieme." Lo levò dalla cintura e lo roteò cavandone mille raggi di luce dorata. infine non poté resistere e urlò a gola spiegata: "Aspetta che vengo a divertirmi anch'io!" Bravo bestione! Salì sulle ali del vento e inventò una danza maneggiando il suo rastrello: tre colpi in alto. cinque a sinistra. giovani altezze. Per quanto sublime Sia l'India. otto indietro." "Questo è il dio del camino! Il protettore della fuliggine!" Gli ordini sono ordini." Sacripante di un grande santo! Fece una capriola e balzò in aria con un sibilo acuto. "L'altro giorno il maestro diceva che per essere educato devo salutare. Quell'arma scatenata produceva il rumore di un temporale. con l'effetto di spaventarlo del tutto. Gli diede il diametro di una tazza e la lunghezza di due o tre tese. e ne acquisteremmo meriti senza pari. Le guardie tremanti dovettero guidare i tre alla residenza e li introdussero nella sala di udienza. Non è certo comune la figura Della meditazione." Scimmiotto si mise a ridere: "Dovevi fare come me. manifestazioni di divinità. Tripitaka se ne accorse e giunse le mani: "Altezza. "sono seduti a tavola nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. I tre condiscepoli. ragazzo: te la regalo. Insomma. che cosa devo fare?" "Ti ho detto di salutare la gente quando la incontri" precisò Tripitaka. Ma non so a quale presenza di dèi o di immortali fosse dovuta. Scimmiotto vide che il maggiore usava come arma una sbarra. Spero ardentemente che vorrete perdonarli. ho dovuto reclutare i miei discepoli sui monti selvaggi. sette in avanti." Tripitaka. Resero poi omaggio a Tripitaka." Le guardie si misero a strillare: "Un altro fantasma! È uno spirito scimmia!" Sabbioso giunse cerimoniosamente le mani e fece notare: "Non è il caso di spaventarsi. e che ci accogliate come discepoli. un po' di civiltà! Non spaventare la gente con le tue cattive maniere. fratellino. Il reverendo fu preso dal panico e si gettò nella polvere. Le loro armi preferite sono uguali alle nostre. Le luci che avete visto venivano dalle loro esibizioni. Sono un uomo. impressionati. Il vaso di cinabro è ovunque oggetto Di adorazione. Uomo e sbarra formavano figure di ricamo su broccato. Permettete che salga al piano di sopra e vi procuri un piccolo divertimento. fu preso dal panico e strillò: "Che orrore! Un diavolo porcello!" Scimmiotto intervenne per rimettere ordine: "Via. A un certo punto l'uomo scomparve e si vide solo la sbarra. Ma anche il principe trasalì. ora turbinando in senso antiorario. L'afferrò con entrambe le mani e diventò rosso per lo sforzo. Non conosci il detto: ci sono persone di qualità. forse saranno loro. Che cosa ne pensate?" Il principe diede il suo consenso." Scimmiotto riprese la sua sbarra e rispose: "Volentieri. . pallido di spavento. che non devo. e disse ridendo: "Prendi questa. che si inchinarono profondamente. siamo appunto i monaci che cercate." Fece un balzo a piedi giunti e ascese in cielo menando fendenti con il suo bastone. che si lasciava dietro scie di faville. Ed è questo il motivo per cui i monaci Salvan l'umanità. La bruttezza del volto non esclude la bontà del cuore. si ritirò negli appartamenti privati. Ma lui spinge sempre avanti il suo grugno e grufola dappertutto" aggiunse Sabbioso. permettete che mi eserciti anch'io."Pare che ci siano in albergo tre bonzi mostruosi. "Mi prendete sempre in giro" si lagnò Porcellino. La nostra speranza è che ci accordiate una dimostrazione della vostra abilità. Porcellino scoppiò a ridere: "Il tuo rastrello è il nipotino neonato del mio. Quando poi li ho guardati in faccia. per entrare qui a dir sciocchezze?" "Sono le loro altezze. Mentre si recavano al padiglione." "Non erano dèi o immortali: erano i brutti discepoli di quel monaco in cerca di scritture. Sabbioso e Scimmiotto risposero: "Siamo esseri umani anche noi. ma non c'era niente da fare: non riuscì a muoverla di un pelo. ma gli altri tre sono proprio diavoli!" Porcellino continuava a mangiare come se niente fosse." Porcellino. ho invitato anche loro. I suoi tre giovani figli lo videro comparire con il volto turbato e chiesero: "Che cosa vi è accaduto?" "Ho ricevuto un bonzo delle terre dell'Est in cerca di scritture. I tre sono entrati senza rispettare il rituale dei saluti. A trecento piedi da terra si arrestò." I giovani vi fecero irruzione e gridarono: "Siete uomini o diavoli? Rispondete. come la 'fontana di fiori sopra il baldacchino' o il 'drago giallo che avvolge le spire'. "e non di metterci in ridicolo davanti a un principe. giungendo le mani. che si preparavano a ripartire. Quando si furono seduti. Non avevamo mai assistito a niente di tanto meraviglioso." Il maggiore impugnò una sbarra. né il corpo grossolano la bellezza dell'anima. si rivolse al reverendo: "Maestro. ha pur qualcosa da imparare: I principi di Yuhua apprenderanno Che cosa sia tenere il giusto mezzo. lasciata la sala d'udienza. quando alzò gli occhi su di loro. e l'ho invitato a pranzo. lenta parata. Delle armi divine che maneggiano Rivelano la grande perfezione. perciò sono tanto goffi e non conoscono le buone maniere. ho visto tali orribili diavoli. signori. ora girando in senso orario." L'ufficiale entrò a interpellare l'albergatore: "Dove sono i discepoli del monaco dei grandi Tang? Siamo incaricati di invitarli a pranzo. "Come potete immaginare. Avreste per caso intenzione di battervi?" Il secondo figlio si mise in posa di combattimento. Il giovane principe era inchiodato dallo stupore e non osava muoversi. il secondo un rastrello a nove denti e il terzo una canna laccata di nero. Uscirono quindi di casa con aria fiera e minacciosa. e già questo non mi è piaciuto. ad astuta finta. e non ci eravamo resi conto di chi foste. rovesci le montagne. che non dovete stupirvi se sono ancora pallido. quando mi ha detto di avere tre discepoli. Ora è posto il frutto Sul cammino del bodhi: quivi giunta Ogni cosa si appaga meditando. Gli ufficiali rimasero a bocca aperta. Ma qui non abbiamo spazio sufficiente. e ho bruciato incenso con vostra madre. Adesso. Le aeree esibizioni dei tre condiscepoli erano smaglianti. non una creatura malefica. dove l'ufficiale di mensa li fece accomodare e ordinò di servire il pasto. i tre giovani principi si inchinarono e dissero: "Maestri! Noi siamo comuni mortali. se tenete alla vita. ne piantò la punta nel suolo con un colpo secco a una profondità di tre piedi. brandendo a due mani il rastrello a nove denti. completata la dimostrazione dei loro talenti. i suoi discepoli si tennero da parte. lo ringraziarono e andarono a sedersi ai loro posti. si videro comparire davanti i ragazzi e il padre. I principini corsero dal padre in gran festa: "Incontriamo un'occasione fortunata fra mille! Avete visto lo spettacolo nel cielo?" "Ho visto nubi iridate. io? Tutta energia risparmiata." I tre principini erano appassionati cultori di arti marziali. abbassarono a terra le loro nuvole e riposero le armi. Sabbioso. che è venuto a far vistare il passaporto. fece scaturire sotto i suoi piedi una nuvola multicolore ed eseguì molte figure con la sua sbarra. come merci di qualità? Come puoi ignorare la differenza fra un nobile e un tizio qualsiasi?" Durante il battibecco erano giunti nel luogo destinato.

Il maggiore voleva vedere la sbarra cerchiata d'oro. ma speriamo che autorizzerete anche a noi a prendere questi ragazzi come discepoli e a divertirci un po'. questa non è una sbarra come potreste trovarne posate accanto al camino. Ci piacerebbe farle imitare nella foggia. se manca. Porcellino e Sabbioso si affrettarono a imitare Scimmiotto. Se diventano nostri discepoli. ma a prezzo di grande fatica. Lasciate giorno e notte all'aperto. Ahimè! quelle armi fatate e luminescenti si sarebbero dovute tenere coperte per non attirare l'attenzione. fiumi e laghi. che ci prestano omaggio perché vogliono apprendere le arti marziali. L'insegnamento continuò durante il banchetto. Poi. Hanno una vera passione per le arti marziali e aspirerebbero. diffusero intorno mille raggi di luce e riversarono ogni specie d'influsso benefico. ma sembravano libellule alle prese con colonne di pietra: la faccia si arrossava per lo sforzo. il secondo giorno le tre armi furono consegnate agli artigiani perché le copiassero." E Tripitaka diede il consenso anche a loro. che non vi intendete di monaci come noi. tavole incrostate d'oro da abbagliare gli occhi. sapete che non siamo bravi a parlare. chi le adopera ci potrebbe insegnare come servirsene." La risposta piacque al principe. quando si stabilì la grande pace. quindi dichiarò: "Onorato maestro. sento il dovere di sottoporre rispettosamente il caso al mio maestro. Con essa ho messo sottosopra i palazzi del Cielo e forzato le porte dell'Inferno." "Ma certo" approvò Porcellino. recitò alcune formule e alitò il suo fiato magico nelle loro viscere. scalando i monti e attraversando le acque. Riuscirono a eseguire varie figure e trucchi. Si chiama 'A piacer vostro' oppure 'Cerchi d'oro'. e ora toccava a loro di rendere quello dovuto ai maestri. bruciarono incenso e pregarono rivolti al cielo. "Mastro Porcellino e mastro Sabbioso nascondono le loro armi sotto i vestiti. ma viene dalla notte dei tempi. Dopo un po' ansimavano." I figli del principe convocarono dunque dei fabbri e fecero acquistare diecimila libbre di ferro e d'acciaio. I miei figli ne sono rimasti incantati. "Lo stesso peso. il principe si recò con i figli a visitare i reverendi. insegnamento senza rigore: maestro inetto . Dopo che ebbe spaccato le montagne e drenato le acque. Mi chiedo quanto pesino queste armi divine. Sarà un bel ricordo del nostro viaggio. Poi vi trasmetterò un po' della forza divina che occorre per praticare questa specie di arti marziali. "Per ciascuna delle vostre armi.vorrei pregarvi di una cosa. Il canto del poeta Si estingue in un bisbiglio sul guanciale. sappiamo che siete buddha e immortali. Tappezzerie di seta. Regnerebbe Il silenzio. Il principe loro padre era fierissimo ed emozionato: si precipitò immediatamente a far preparare un altro banchetto di ringraziamento. Avevano acquistato una forza straordinaria: il maggiore fu capace di sollevare la sbarra cerchiata d'oro. Passavano gli anni. i miei umili discepoli non vi negheranno nulla. di peso costante e più leggero. Il tè è quello divino di Yangxian: un aroma più squisito della cannella. ma non fa dormire. mastro Porcellino e mastro Sabbioso. cinquemila quarantotto libbre" rispose Sabbioso. e noi comunque non potremmo lasciarvele. che foste dei semplici monaci mendicanti venuti dal lontano paese dei Tang." I principini entusiasti corsero a procurarsi un altare. Il primo giorno fu dedicato a preparare il metallo. Prima di procedere. tracciò il diagramma dell'Orsa Maggiore e li invitò a sdraiarvisi con gli occhi chiusi. Il suo ferro venne fuso da Yu il Grande al tempo in cui il caos incominciava a separarsi. compreso il manico: il numero dei rotoli della Legge." Scimmiotto si mise a ridere: "Si vede. "Come vedete. rinviando le divinità primordiali al loro luogo d'origine. In secondo luogo. Danze. ed è un oggetto unico in terra come in cielo. in una grotta detta Gola di Tigre. non chiediamo di meglio che di arruolare discepoli. In questo modo trasmise a ciascuno dei ragazzi il segreto che moltiplicava la loro forza per mille e diecimila." "Insegnare è facile" sorrise Scimmiotto.non potevano reggerlo a lungo. Questo è il momento in cui Splendon le stelle. e la sbarra acquistò pian piano la capacità di emanare luce e di mutare le proprie dimensioni. Sabbioso appoggiò alla parete il bastone ammazza diavoli. Che meraviglia quei croccanti al miele. Ora che siamo giunti a una contrada del paese del Buddha. senza volerlo. ma può crescere o ridursi. per voi saranno come dei nipotini. Il fratello maggiore li richiamò: "Fratelli." "Devo scusarmi con voi per aver creduto." Scimmiotto si rivolse a Tripitaka e lo salutò rispettosamente. la sbarra giacque dimenticata in fondo all'oceano orientale. I miei occhi mortali non hanno visto altro e. e si resero conto che non riuscivano a continuare: quelle armi magiche mutavano continuamente di peso e di dimensioni. Dèi e diavoli la temono: il sole impallidisce di spavento a vedersela puntare contro. è inutile. ti dimostra Che ti capisce. e li pregarono di impartire i loro insegnamenti. e due piatti di pani deliziosi. vi ho mancato di rispetto. si offerse loro un bagno caldo profumato e si prepararono ricchi letti e cortine. quegli anellini fritti nell'olio e glassati di zucchero! Dalle bottiglie di vino di riso si versa una bevanda superiore al nettare di giada." I principini rinnovarono i segni di omaggio e di rispetto. altezza. Dovunque ha vinto tigri e draghi. Il grillo Cantando sotto il letto. Ciò finì per attirare l'attenzione di una creatura malefica che abitava a una settantina di li dalla città. non si parla di denaro. ma loro . Allora i pellegrini furono ospitati nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. A quest'ora soffrirai La nostalgia del tuo paese. con forgia e fornace." "Il mio rastrello non è pesantissimo" rispose ridendo Porcellino. perché ci occorrono per difendere la Legge contro i diavoli. Compiuto il ciclo. se a tratti non giungesse Rumore di pignatte dal cortile Del vicino. canti e spettacoli diversi allietavano i convitati. incontrandovi. Spero che i reverendi abbiano la magnanimità di insegnar loro qualcosa. L'indomani i principini ritornarono a ringraziare: "Divini maestri. Le seggiole laccate sono ricoperte da cuscini di broccato ricamati. L'officina fu collocata nella corte anteriore. che immantinente ordinò un grande festino di ringraziamento. La mattina seguente." "Siamo tutti agli ordini di vostra altezza. Si prosternarono davanti a Tripitaka e gli dissero: "Maestro." "E il vostro prezioso bastone quanto pesa?" chiese il principe più giovane. vi siamo riconoscenti della forza che ci avete fatto acquistare. Il tè dall'aroma penetrante accompagna frutta appena colta. I due principi più giovani cercarono di afferrarli. volute d'incenso. "Il suo peso sarebbe di tredicimila cinquecento libbre. poi la piantò in terra davanti a lui. Poi dichiararono: "Siamo pronti. e ciascuno dei principini dava saggio di quanto imparava. "Insegnamenti di che genere?" domandò Scimmiotto. "Il destino ha voluto che finisse nelle mie mani. I ragazzi si levarono da terra stropicciandosi gli occhi: si sentivano pieni di energia. Maestro e discepoli si godettero il restante corso della giornata con la famiglia principesca. tuttavia maneggiare le vostre armi non è facile per noi. "Cinquemila quarantotto libbre.sapere insufficiente: allievo incapace. I tre ragazzi si prosternarono e chiesero: "Rispettati maestri. In primo luogo. Voi non sapete maneggiare le nostre armi. sulla Montagna del Leopardo. potremmo dare un'occhiata alle vostre armi?" Porcellino mise a terra il suo rastrello. "È un'idea sensata. quattro piatti di pasticceria dolce e leggera. Crescono rigogliose nella notte Le erbacce sul sentiero. non ce la fate. Se proprio lo volete con tutto il cuore.comuni mortali . Ma ora che abbiamo ammirato nel cielo le danze guerriere di mastro Scimmiotto. Egli fece questa sbarra per sondare mari. e Scimmiotto la trasse da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una tazza. prima bruciate incenso al Cielo e alla Terra. ma non so se i vostri eminenti discepoli acconsentiranno. Le mense furono tolte solo quando cadde la sera. Il banchetto durò fino a sera. Come dicevano gli antichi. in tutto questo lungo viaggio verso Occidente vi ho servito con tutte le mie forze e il mio cuore. il vostro discepolo sollecita indulgenza. ad apprendere i rudimenti di quest'arte. rinnovellò le loro ossa e i loro muscoli. li risvegliò. non è ferro comune. ma non c'era verso di smuoverli. ho la fortuna di incontrare questi giovani principi. Però ci chiediamo se acconsentirete. Da quando mi avete liberato con la vostra eminente virtù al Monte delle Due Frontiere. e il nostro scopo è di volgerli al bene. è come disegnare la tigre con i tratti del cane." Tripitaka fu felice di dare il proprio consenso. Posso renderla più piccola di un ago o alta fino al cielo. con il massimo rispetto e devozione. quello di mezzo il rastrello a nove punte e il minore il bastone ammazza diavoli. Pronunciò nella mente le parole di un incantesimo. Allora Scimmiotto condusse i tre principini nella stanza più silenziosa del padiglione. Dimostreremo la nostra gratitudine facendovi ponti d'oro. Nel cuore . e sottomesso mostri e lamie. si purificarono con abluzioni. ma in materiali consueti. Il gioco era bellissimo. Come mai mastro Scimmiotto tiene invece la sua dietro l'orecchio? E come fa a diventare tanto grande?" Scimmiotto si mise a ridere: "Ragazzi miei. Il giorno precedente avevano ricevuto l'omaggio dovuto ai principi. Per quanto lontano sia dallo sdebitarmi verso di voi. "ma per imparare occorre una forza adeguata. non sono mai venuto meno ai precetti della dottrina. con l'acqua e il fuoco.

antenne d'argento. le hanno cercate dappertutto. discende lentamente splendendo nel sole. Diamo il denaro ai fabbri e chiediamo al principe di procurarci maiali e montoni." "Ecco una buona domanda. Ce lo godremo tutti quanti. dove si apre la Grotta Gola di Tigre. Ieri sera le armi erano qui. "Questa notte sono scomparse. in combutta con qualche complice. quindi spiegò le ali e li raggiunse. Confesso di non aver avuto modo di appurare come stiano le cose. "Trovar mostri in un posto tanto pacifico! Qui non ci sono montagne impervie o lande selvagge. Mentre così si discuteva. spingeva le bestie davanti a sé. "badate al maestro e alla sicurezza della città. si riconosceva la presenza di miasmi malefici. PERCHÉ METALLO. su cui i fiori disegnano un broccato. Bisogna arrestarli e dargli una buona bastonatura. I fabbri. Quando i due gli giunsero davanti. congedatosi da Tripitaka. risparmiate le nostre vite innocenti!" Scimmiotto era silenzioso e aggrondato. e scoprì la fonte del fenomeno nella corte del palazzo. "Vedo con soddisfazione che l'arma più apprezzata è la mia" rise Porcellino. "Realizziamolo senza indugio. torrenti che rumoreggiano in fondo ai burroni. incominceremo con l'acquisto di un paio di buone bottiglie. Inoltre potremo fare la cresta sulla spesa. sopraggiunse il principe e si informò dell'accaduto. Una vasta struttura rocciosa dalle lunghe vene di drago: picchi aguzzi conficcati nel cielo. trovò venti tael in una scarsella legata alla cintura di uno dei due. Draghi venuti da lontano appaiono e scompaiono dai nonupli meandri di una gran vena nascosta sotto la montagna. I ragazzi entrarono e si guardarono intorno: "Non vediamo le vostre armi. Pini alteri e antichi cipressi si mescolano a vecchi alberi e bambù. Sale portato dal vento." Sollevò un gran vento. dopo le fatiche della giornata. non c'era nessun bisogno di lasciarle all'aperto durante la notte. dopo il duro lavoro della giornata. che si è portato nella grotta." "Li andremo a trovare tutti e tre. Il grande santo si impadronì degli oggetti e corse in città." In preda all'inquietudine. e i tre si congedarono. "Sentiamo che cosa hanno da raccontare. Ai piedi della roccia scoscesa scorrazzano coppie di daini e cervi. e scoprì due mostri a testa di lupo che risalivano il pendio nord occidentale discutendo animatamente. recitò la formula 'anniuchali'. ma potete immaginare quant'era duro il nostro sonno." "Per quanto riguarda i fabbri. "Ma volevo chiedere a vostra altezza se nei dintorni della città ci sono monti che si sappiano abitati da creature mostruose. Emanano luce. Non ci starete per caso giocando uno scherzo. L'altro giorno è riuscito a conquistare una vera bellezza. Signorie." Recitò un incantesimo e. giuravano e si prosternavano a ripetizione. D'altronde noi regnamo su questa regione da cinque generazioni e. Davanti alla montagna si stende un cuscino di erba di diaspro. Domani offrirà un banchetto per celebrare l'avvenimento: 'l'assemblea del rastrello'. "Egregio fratello" diceva uno dei due. Era una perfetta imitazione: Ali cosparse di polverina colorata. Guardando dall'alto. dormivano della grossa. concludendo: "Le armi dei nostri divini maestri non sono oggetti comuni: cento ladri tutti insieme non sarebbero riusciti nemmeno a spostarle. Le avete riposte voi?" "Certo che no!" esclamò Scimmiotto balzando in piedi. I fabbri si saranno resi conto che erano tesori inestimabili e. troveremo l'occasione di ricuperare le nostre armi. Corsero al Padiglione dell'Essiccatoio della Garza: "Maestri. A nord della città c'è la Montagna del Leopardo. come dimostrava quell'assemblea 'del rastrello'. Scimmiotto si rallegrò di essere sulla buona strada. li pregò di continuare il loro lavoro. "Cerchiamole subito. d'altronde erano creature senza importanza. quando incapparono nei tre giovani principi che venivano a vedere come proseguiva il lavoro. Il bravo re scimmia. la questione è chiusa" disse Scimmiotto. Atterriti le stavano cercando da tutte le parti. "dal momento che dà il nome alla festa. "non troviamo più le armi dei tre divini maestri. secondo alcuni." "Ma che cosa dici. Da molto tempo sento dire che ci abiterebbe un immortale. "Che tesori meravigliosi!" si disse il mostro ardendo di bramosia. ai fabbri e agli ufficiali. Il suo corpo leggero si posa elegante sulle corolle appena dischiuse. Noi siamo comuni mortali: non saremmo stati capaci nemmeno di muoverle. leggete il seguito. Voialtri" aggiunse rivolgendosi a Porcellino e Sabbioso. Sabbioso farà la parte del mercante di bestiame. gru e gibboni fischiano e gemono. Alla fine brontolò: "È colpa nostra. Sabbioso. perciò vi giunse in un batter d'occhio. L'ipotesi non regge." "Volete dire che è scomparso il mio rastrello?" gridò Porcellino. Restarono immobili a occhi spalancati." Quanto ai fabbri. a riferire i fatti al principe." Il principe fece acquistare dal suo maggiordomo sette od otto maiali e quattro o cinque montoni. La catena montuosa è sul confine del distretto di Yuhua. "È certo colpa di quel furfante.della notte notò l'inspiegabile luminosità. Sono ben sicuro che i nostri artigiani non si immischierebbero mai in un simile imbroglio. mentre io vado a fare un giro da quelle parti. alla retroguardia. Mentre si guardava intorno. Sei proprio come lui. Gazze e corvi volano gracchiando. essi supposero che i legittimi proprietari avessero preferito riporle per la notte. Non conosce ostacoli quando va in cerca di fiori odorosi. "Alla fucina non si trovano. impallidì e rifletté a lungo. corresse i particolari e alla fine garantì: "Tutto a posto. Andò a vedere. "come faccio a trasformarmi in Imbroglio Strano. e avranno attirato l'attenzione di qualche mostro. "Fratello" chiese Porcellino. Scimmiotto li gettò nel fosso con uno scappellotto e frugò nei loro vestiti. Così ci introdurremo nella loro tana. godiamo di una certa reputazione di saggezza anche all'estero. Per utilizzarle come modelli. se non l'ho mai visto?" Scimmiotto gli diede le istruzioni necessarie. riprese il proprio aspetto e sostò sul ciglio della strada." Corsero alla fucina. le tre armi erano scomparse. e placche laccate di bianco che recavano i loro nomi: uno si chiamava Strano Imbroglio e l'altro Imbroglio Strano. Udito del furto. scomparve con un sibilo. Quando giunsero ai . La notte passata ha messo le mani su tre armi che sono tesori inestimabili. LEGNO E TERRA DEVASTANO LA MONTAGNA DEL LEOPARDO. Porcellino sarà Imbroglio Strano e io Strano Imbroglio. "Padroncini" dissero i fabbri prosternandosi. "Chi li avrà messi là? È un'occasione da non perdere. si trasformò in farfalla. Quando arriviamo al Mercato del Sud. con quelle armi che si possono rimpicciolire a volontà?" "Vi assicuro che non c'è scherzo" rispose il Novizio. Non aveva armi per ammazzare i due. fece uno sputo magico e li impietrì." "Di fortuna ne abbiamo anche noi: ci hanno dato venti tael per acquistare maiali e montoni. "Sono creature malefiche in missione" si disse Scimmiotto. dormite ancora?" "Eccoci qua" rispose Sabbioso. Quando all'alba ritornarono alla fucina. non per vantarci. dove Porcellino diede in escandescenze: "Questi fabbri sono una banda di ladri! Restituite subito il maltolto. Ciò che lasci non è Via(11). Qui le leggi sono temute e rispettate da tutti." Gli operai." "Basta così!" esclamò Scimmiotto. "è un momento fortunato per il nostro re. o vi ammazzo!" I disgraziati caddero in ginocchio piangendo: "Non abbiamo sentito nulla. al monaco cinese. Scimmiotto udì voci che provenivano dall'altro versante della montagna. terrorizzati. che possano ospitare creature malefiche." Si incamminarono verso la montagna. avranno passato la notte a spingere e tirare per portarseli via. salì su una nuvola per veder meglio. fratello?" obiettò incredulo Porcellino. Perdute le armi divine. Che ne dici?" Ridendo e chiacchierando. in veste di venditore. in modo che ci restino due o tre tael per comprare un abito imbottito per l'inverno. con una scossa. i due procedevano di buon passo. Ascesi e meditazione Andran forse a farsi friggere? Se poi non sapete come si poteva fare a ricuperare quelle armi. posto incomparabile destinato a diecimila anni di felicità. che sarà venuto a rubarle. per carità. secondo altri. e stamane non ci sono più. Come si dice: Nemmeno per un momento Tu puoi lasciare la Via. si impadronì delle tre armi e le portò nel suo rifugio. oppure una belva o un mostro. Ma non voglio certo lasciarla nelle loro mani. levandosi dal letto per aprire la porta. CAPITOLO 89 UNA COMBRICCOLA DI LEONI OVE LEON FULVO INVANO PREPARA IL BANCHETTO DEL RASTRELLO. senza poter muovere un passo né aprire la bocca. La Montagna del Leopardo distava dalla città una settantina di li." "È un bel piano" approvò Sabbioso ridendo. Li superò. stermineremo la mala genia e potremo riprendere la nostra strada. corrono furtivi tassi e volpi. Volò sopra le teste dei mostri per sentire le loro parole.

Porcellino voleva inseguirlo. fronte incavata e faccia gonfia e cianotica." Il principe era diviso fra la gioia e la preoccupazione: la vittoria lo rallegrava. nonostante l'ora tarda. "Si firma Leon Fulvo e invita un certo santo primordiale della Nonupla Numinosità" informò Scimmiotto. il re batté precipitosamente in ritirata e corse a cercare la sua arma preferita. Quando è fuggito. per legare le bestie e portarle al coperto. e il messaggero lo rimise nella scatola e ripartì. che si terrà domattina. e domani cercherà la rivincita. come se andasse a fuoco." Entrarono insieme nella grotta e fecero un macello di tutti i mostri grandi e piccoli che vi trovarono. se il principe li viene a reclamare?" "Signore. pelacci rossi dritti sulla testa. sua altezza si inchinava per ringraziare e i tre giovani principi si inginocchiavano. Alla fine il mostro si trovò in difficoltà. Guardalo quanto vuoi. brutto mucchio di peli!" urlò Scimmiotto di rimando. "Siamo i discepoli di Tripitaka. Mentre ci recavamo alla grotta. Non avevamo denaro a sufficienza. Aggiungete orecchie biforcute. A un tratto sentirono un gran rumore nella corte: erano oggetti e selvaggina che cadevano dal cielo. Il grande santo. In breve bruciò tutto. "Per il detto degli antichi: La vecchia troia mette in fuga il grande leone. un gran truogolo rovesciato. Venite in cucina a mangiare un boccone. pantere. raccolse gli oggetti di valore e la selvaggina. saremo onorati della vostra presenza." Il povero Sabbioso dovette raccogliere tutto il suo coraggio per seguire quei due dentro la grotta. Noi avevamo solo venti tael. il bastone ammazza diavoli riempie il cielo di brume colorate. che era uno speciale raschiatoio detto Quattro Riflessi. Il re mostro li aveva seguiti: "Mercante. Porcellino lo ravvivava agitando le orecchie come ventole. per osare di tendermi questo tranello e rubare i miei tesori?" "Vedrai chi siamo. Il principe. Non mettere nell'angolo il brigante. Al rozzo e impulsivo Porcellino. calza sandali di paglia: maestoso come un dio del malanno. il santo monaco delle terre dell'Est inviato in missione dai grandi Tang." Un mostriciattolo venne dalla grotta a consegnare cinque tael a Scimmiotto. buon uomo. la vista del suo rastrello fece passare la voglia di continuare a fingere: balzò avanti. Queste sono le nostre armi." Sabbioso chinò il capo per ringraziare. "Tiratevi su" disse Sabbioso. Dopo averlo afferrato. suppongo" disse Sabbioso. un leone armato del raschiatoio Quattro Riflessi. che troneggiava su un altare. Dopo la sconfitta. vittoria su tutta la linea!" Il reverendo era tutto gongolante. "Sfacciato!" gridò il re arrabbiato. da parte sua. "Ma chi sarà questo tizio della Nonupla Numinosità?" Porcellino si mise a ridere: "Una cosa è sicura: il leone è mio. contro la parete est era appoggiata la sbarra cerchiata d'oro. lo abbiamo lasciato andare. ed anche il generale Sabbioso è pienamente all'altezza. i suoi figli e Tripitaka aspettavano ansiosi nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. Il Novizio mostra il suo magistero marziale: rubare quegli oggetti è stata una brutta imprudenza. il suo figlio minore e discepolo Leon Fulvo che cento volte si prosterna. La sbarra sibila come il vento. Si leggeva: "Abbiamo rispettosamente preparato un banchetto. sfavillante di luce. ci siamo imbattuti in un diavoletto con i capelli rossi che recava un invito all'avo di quel Leon Fulvo. ma guai a te se ne parli in giro. Le porte della città erano ancora aperte. Distruggiamo invece la sua base." "Da dove viene tutta questa roba?" domandò il principe. Noi abbiamo ricuperato le nostre armi e abbiamo combattuto il mostro. saranno una quarantina di convitati.primi pendii della montagna." Mentre chiacchieravano e ridevano. Il suo naso. anche Scimmiotto e Sabbioso non poterono che riprendere il proprio aspetto e le proprie armi." "Perché dovrebbe essere tuo?" domandò Scimmiotto. Prima di mandarlo via. prima o poi. Liane verdi sigillan le fessure. . Quanto al resto. che erano posate nella corte del principe per servire da modello ai fabbri. non la cede Alla Fonte dei Peschi(12)." "Dài. si dice che abbiate trovato tesori unici al mondo: che male c'è se gli facciamo dare un'occhiata?" "Deficiente!" esplose il mostro. incontrarono un brutto mostriciattolo. non siamo andati a Yuhua. Ahimè! il senso della proprietà è una passione irresistibile. Guardate i tre monaci che mettono alle strette il mostro. ma Scimmiotto gridò: "Lascialo andare. si sarà certo rifugiato da lui. Quali voci potrebbe spargere quest'uomo? D'altronde è affamato dal lungo cammino. "Leon Fulvo sarà un leone di pelo giallo fattosi spirito. ma ho riflettuto a lungo e so quali misure prendere. ne mancano cinque. per celebrare la lieta assemblea del rastrello. Sembrano immortali intenti a trasmutare l'elisir supremo. quello che splende è il rastrello della festa. "Non ci fermiamo: le bestie si sbandano e vanno per conto loro. Presso l'entrata. e giunsero in breve all'ingresso della Grotta Gola di Tigre. ma a Mercato del Sud. Davanti all'attacco congiunto. spargerà la voce e tutti lo sapranno: e io che cosa rispondo. In guardia! Finora le hai contemplate. da portare in città come bottino. fatto da un lungo manico che terminava con una lama tagliente. Il raschiatoio Quattro Riflessi. volesse vendicarsi. Sabbioso raccolse molta legna secca e vi mise fuoco. tra fumo e lingue di fuoco. alla sua schivata. Si battono finché il sole volge al tramonto. Con l'ingresso fiorito. dice l'adagio. inquietante come un fantasma malvagio. Se vorrete darvi la pena di effettuare il viaggio. Vi saremo infinitamente grati se ci concederete il vostro consenso. che gettano nel panico dèi e diavoli. "E questo chi è?" chiese il mostro sbirciando Sabbioso. "Gli animali che vedete erano divenuti spiriti. Il venditore ci ha accompagnato per riscuotere la differenza del prezzo. con il nostro re e i loro capitani. I tre fratelli hanno combinato lo stratagemma che ha portato lo scontro nella grotta del nemico. andiamo avanti!" tagliò corto Porcellino. lo afferrò e riprese la sua forma originaria. e riesce a tenere la partita in equilibrio. per invitare il grande re al ricevimento di domani. e lo siamo anche noi. Allora la creatura perversa sente esaurirsi le proprie forze: non ce la fa più. che è ben lontano." Dopo la lettura Scimmiotto restituì il cartoncino. "Mi rendo conto dei vostri timori. Questo è il bottino che ci abbiamo trovato. una banda di mostri di ogni età giocava e si divertiva sotto gli alberi in fiore. che li diede a Sabbioso dicendo: "Prendete. "Vostra altezza non si preoccupi" lo rassicurò Scimmiotto. sprigiona nubi cangianti. "Piuttosto venite a vedere il bottino. Se li mostriamo al mercante. ma ora le assaggerai. Quando lo videro minacciare il mostro. Fra boschi pieni di canti d'uccelli. Non è facile Trovare eremitaggio più tranquillo. che dissero in coro: "Maestro. il rastrello si abbatte come l'acquazzone. che uscì accompagnato da una diecina di paggi: "Eccovi qua! Quante bestie avete acquistato?" "Otto maiali e sette montoni: quindici capi in tutto" rispose Scimmiotto. potreste fargli mangiare qualcosa e offrirgli del vino. ma gli piacerebbe restare a vedere la festa" aggiunse Scimmiotto. "Voglio vedere com'è fatto il biglietto di invito. cervi e camosci. Al mio rispettabilissimo avo. E tu dove vai?" "Vado al Monte dei Nodi di Bambù." "E tu corrigli dietro" rispose Scimmiotto. Non ce ne andremo di qui prima di esserci assicurati che non possano verificarsi ritorsioni o vendette. lupi. perciò ci accompagna. Mentre attraversavano la seconda sala videro il rastrello a nove denti. "È venuto per riscuotere i soldi. Il baccano che facevano richiamò l'attenzione del re. Occhi lustri come lanterne. "Ho preso questi tesori nella città di Yuhua. Quando vide Scimmiotto e compagni. l'eminente santo primordiale della Nonupla Numinosità. Andarono incontro ai compagni che sopraggiungevano." Il mostro glielo porse. Il mostro teneva sottobraccio un cofanetto per biglietti d'invito. ma abbiamo distrutto la sua base. Erano tigri. pende su una bocca storta da cui spuntano zanne. che altro vuoi da noi?" "Padrone. gridò: "Ecco gli Imbrogli! Che cosa avete comprato?" "Non vedi il gregge?" rispose Scimmiotto. L'abito è giallo chiaro. Sei tu il ladro schifoso e l'impostore. con i suoi mezzi magici. laccato di vari colori. e il bastone ammazza diavoli dall'altro lato. Poi comparvero i tre monaci. ma lo impensieriva il timore che il mostro. si spingevano avanti le bestie. Porcellino combatte da Ammiraglio dei Canneti Celesti. leopardi." Il mostro resisteva con il suo raschiatoio. La battaglia si spostò nello spiazzo davanti all'ingresso della grotta. "Paghiamo il prezzo che chiedi. li affrontò gridando: "Chi siete voi. e nell'attesa la gente non si era coricata. Gridò a Sabbioso: "Bada al raschiatoio!" e. Rovi violetti crescon sulle cenge. "Il mercante che ci vende le bestie. approfittò del varco per fuggire verso sud est. quest'ultimo non manca di forza e di astuzia." "Ragazzi. date cinque tael a quest'uomo e mandatelo via" ordinò il re." "Quanti invitati avremo?" "Il grande re presiederà il banchetto. "I maiali costano sedici tael e i montoni nove. La cerchia smeraldina di montagne Come una cinta senza varco alcuno.

e trovai nella corte del principe tre armi magiche: un rastrello dorato a nove denti. si rinchiudevano le ragazze. e Leone delle Nevi. mi avete incendiato la casa. Nessuno dei due riusciva a prevalere. Mi sono difeso con il mio raschiatoio." "Ma voi sapete chi sono?" "Quello con il grugno lungo è Porcellino Otto Divieti. Lui ci ha rubato i soldi e le placche d'identità. Mordi Elefante e Accoppa Donnole cercarono di intervenire. Sette leoni contro tre bonzi. Ma quando siamo arrivati a casa. che erano leoni di vario pelo: al centro Leon Fulvo. a lanciare insulti: "Ruba tesori." "Come faremo?" gridò il principe. e uscirono a vedere che cosa succedeva. e io mi sono ritirato. In mezzo a loro stava un leone a nove teste. Quei sette leoni accerchiano i monaci Con grida di guerra e intenti omicidi. Non volevo mostrare le armi. E poi ero solo contro tre: ho dovuto fuggire e sono venuto a cercare rifugio da voi. e volevo celebrarne il ritrovamento con un bel banchetto. tutti quanti inferociti: che battaglia! Con ascia e martello. senza rispondere. Grifone usava una mazza. mostro da strada! Dove hai trovato questa banda di complici spelacchiati?" "Maledetto furfante rapato!" gridò Leon Fulvo digrignando i denti. con la sua solita aggressività grossolana. è un grand'uomo nel provocare disastri. CAPITOLO 90 PESTAGGIO DI SCIMMIOTTO OVE MAESTRI E LEONI. Ci siamo liberati solo adesso. "Si avvicina alla città un nugolo di mostri. Poiché ha perduto le armi di saggezza. Ora badate a voi. Monsignore l'ha trattenuto per la notte. la mia residenza non l'avevo costruita in un giorno. ve la farò pagare!" Il bravo Porcellino brandì il rastrello. ma quella festa non si potrà tenere. ascoltate il seguito. credo che tu abbia avuto torto a provocarli. la vita non ha più senso. non mi aspettavo di vedervi qui. Non potevamo muovere un passo né dire una parola. "Venite al momento giusto" gridò Porcellino. con andamento a falce di luna." Comparve Faccia Blu: "Maestà. devastato la montagna e distrutto il clan. RITORNANO ALL'UNITÀ. vidi una luce che saliva al cielo dalla città di Yuhua. Leone Gibbone e gli altri non fossero corsi a trattenerlo. La sbarra cerchiata è ovunque presente." Il vecchio mostro rifletté un momento: "Ecco come sono andate le cose. affermando di esserne i veri proprietari. e il terzo aveva una faccia cupa di colore scuro. per timore di spargere la notizia. Cinquecento anni fa fece un casino incredibile dentro i palazzi celesti. Ippogrifo un martello di bronzo. Non sappiamo che cosa sia accaduto. Oppone Sabbioso il forte bastone. In prossimità della meta annusarono un forte odore di bruciato e udirono piangere e singhiozzare: erano Strano Imbroglio e Imbroglio Strano che chiamavano disperatamente il loro signore e padrone. Come mai siete qui?" "È molto spiacevole. videro le armi. che si sarà procurato rinforzi. Corsi a vedere che cosa la provocava. Il principe diede gli ordini. Frugare montagne." Il principe ringraziò. in compagnia del mercante che lo aveva venduto e avanzava denaro. Porcellino si fece avanti. dopo il quale maestro e discepoli si ritirarono per dormire. sventolavano stendardi scarlatti. e mi si sono gettati addosso senza altre spiegazioni. che sputano nebbia e sollevano una tempesta da far volare le pietre. montoni." Il mostro batté i piedi. mentre sparava il cannone. accanto al quale Faccia Blu reggeva una bandiera ricamata di broccato. che roteava un tribolo di ferro. Me le portai a casa. Il mio odio per voi è più profondo del mare. Si trovarono di fronte una banda di mostri. e noi ci siamo sentiti le gambe immobilizzate e la bocca paralizzata. urlò da far tremare il cielo e si mise a piangere: "Infami teste pelate! Come hanno potuto incendiare casa mia. il santo primordiale della Nonupla Numinosità. ritornarono a casa i miei che erano andati ad acquistare il bestiame. Padre e figli salirono sulla torre più alta e fecero spiegare tante bandiere da oscurare il sole. Abbandonarono quindi il luogo devastato e si diressero verso la città." E raccomandò di chiudere bene tutte le porte e di rinforzare la guardia alle mura. Voi eravate scomparso. e con questi potrebbe ancora passare. spaccar grotte. abbiamo trovato tutto bruciato: le ceneri sono ancora calde. Gli andrò incontro con i miei fratelli. Si copre davanti e para alle spalle Ciascuno. che ha poteri inquietanti. Proprio con lui dovevi prendertela! Va bene." Si alzò barcollando e sarebbe andato a sfracellarsi la testa contro la roccia. qui non c'era più nessuno. Il vantaggio vi poteva bastare.Ma noi lo elimineremo e chiuderemo la partita. al punto in cui siamo la rabbia non serve a nulla. Pensa invece a conservare le tue energie per catturare quei bonzi. con tribolo e mazza. chi era nei campi lasciava tutto e fuggiva verso casa. sconvolgere mari. Un momento dopo il vecchio mostro si alzò dal letto e lo fece chiamare. Il nipote appoggiò la sua arma alla parete e si inchinò fino a terra. Ippogrifo. mostrando valore guerriero. "Ieri mi avete aggredito tre contro uno. Ora che quelle zucche rasate me l'hanno distrutta. Il vecchio convocò subito tutti i suoi nipoti. e alla quinta veglia giunse all'ingresso della grotta e bussò alla porta. "Maestà" si stupì il mostriciattolo portinaio. distruggere tutto quello che avevo. Grifone. facendo servire un gran pranzo. Leone delle Nevi. Accoppa Donnole e Mordi Elefante. come al solito. Ecco perché ci avete trovato in preda alla disperazione. dove si serrava sbarrando l'uscio. che si chiamavano Leone Gibbone. che cosa ti è accaduto?" "Ieri notte" raccontò il mostro. e centomila soldati non riuscirono a venirne a capo. COL DARE E RICEVERE. Ma la faccia pelosa da duca del Tuono appartiene a Scimmiotto il Novizio. Saggio nipote. Era uno schieramento bellico da manuale. spero che vorrete impugnare le armi per vendicarmi e aiutarmi a catturare quei bonzi. che maneggiava una sferza triangolare. quando giunsero alla riscossa Leone Gibbone. mentre i tuoni brontolavano. "Non abbiate paura" disse Scimmiotto ridendo. "Mio saggio nipote." Il mostro si prosternò per esprimere la sua gratitudine. Ma il mercante era affamato e andò in cucina per mangiare un boccone. Ippogrifo. Alla residenza del principe vennero ad annunciare: "Disgrazia!" Il principe e i suoi ospiti erano a pranzo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. ti accompagnerò a catturare quella testa calda e il principe di Yuhua. Abbaglia il rastrello ed è Porcellino Portato da un vento di folle ferocia. Imbroglio Strano e Strano Imbroglio. la sferza e il gran raschiatoio. per andare incontro al nemico. Dopo la partenza di Faccia Blu." Ma il mostro non si rassegnava: "Signore. L'armata dei perversi va all'attacco. per partecipare alla festa del rastrello. Uno era un monaco peloso con la faccia da duca del Tuono. Scimmiotto li fronteggiò con la sbarra cerchiata d'oro. "Sarà quel mostro della Grotta Gola di Tigre. Mordi Elefante una lancia d'acciaio e Accoppa Donnole un'ascia da guerra. Scimmiotto e i suoi compagni lasciarono la città avvolti da brume e nubi. mentre le lacrime gli bagnavano le guance. "Faccia Blu è arrivato ieri a portare il vostro invito." Il mostro era tanto agitato che riuscì solo ad agitare la mano. e stamane contava di portarlo con sé a casa vostra. Vi abitava suo nonno. Se provate qualche affetto per vostro nipote. La lancia. Attraversando la sala. . Tutti si munirono di armi da punta e da taglio e si posero al seguito di Leon Fulvo. sui lati. ma li ho trovati davvero molto forti. un prezioso bastone e una sbarra cerchiata d'oro. né il suo esito. Si videro scendere sui sobborghi spesse nuvole d'inchiostro. Sabbioso si affrettò a impugnare il suo bastone per correre in suo aiuto. per curarti la bile. Avevo fatto comprare maiali. ci siamo imbattuti in un bonzo peloso dalla faccia di duca del Tuono: ci ha sputato addosso. in cui si trovava la Grotta dei Nove Meandri. se Leone delle Nevi. Hanno detto di essere i discepoli del monaco inviato in missione dai grandi Tang. fece una gran parata orizzontale e si gettò contro tutti e tre. Il racconto ci ha narrato come il grande santo uscisse incontro al nemico con Porcellino e Sabbioso. Se poi non sapete come si svolse la battaglia. VIOLARE LA VIA E CAPTARE MEDITAZIONE PLACA NONUPLA NUMINOSITÀ. a sinistra Grifone e Mordi Elefante. Invece vi siete accaniti sui miei. Del resto adora le baruffe. Il mostro si era recato davvero sul Monte dei Nodi di Bambù. Le torri e le mura contese risuonano Del cupo rullar dei tamburi di guerra. frutta e tante cose per il festino che voi avreste presieduto. Il mostro gridò: "Siete veri o falsi?" Le due creature caddero in ginocchio: "Come potete pensare che siamo falsi? Mentre andavamo ad acquistare la carne. un altro un bonzo dal grugno lungo con grandi orecchie. e vennero alle prese. che veniva a portarvi l'invito. Quando Grifone. alla retroguardia Leone Gibbone e Leone delle Nevi. bruciare viva la mia bella? Morirò dalla rabbia!" Il vecchio mostro gli disse: "Saggio nipote. cambiarono aspetto e le impugnarono. facendosi trasportare da una violenta bufera verso la Montagna del Leopardo. a destra Ippogrifo e Accoppa Donnole. Per tutta la notte il nipote si fece portare dal vento in direzione sud est. "mentre passeggiavo al chiar di luna. conquistar città: questo è il suo pane. La gente si spaventò: si chiamavano i bambini. Sabbioso il Bonzo è il tipo con la faccia scura.

che impegnarono gli avversari." "Maestro" chiesero i giovani principi prosternandosi. e subito gli sbucarono le altre otto teste. Poi si cenò in cima alla torre. le voci dei pappagalli sembrano roche. che catapultarono Leone Gibbone a testa in giù. altrimenti vi schiacceremo. Ora ci porterete un pasto di magro. là fuori) e il mostro si precipitò all'attacco. poi Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli e li trasformò in un centinaio di Scimmiottini. per provocare il nemico a battaglia. ne abbiamo catturato uno. perciò vedrete che non lo toccheranno. disponete le guardie per la notte e prendete il vostro riposo. Se sono tanto pazzi da uccidere i nostri. Alla fine." Il giorno dopo. Il fatto è che possedeva nove teste. Non perdete la calma. i due monaci si lanciarono all'inseguimento. del principe e dei suoi figli. C'erano solo i due bonzi che scrutavano la montagna. quando la nuvola si muove. si prosternò davanti a Scimmiotto: "Possano le loro altezze essere conservate in vita. il raschiatoio e il martello di bronzo. D'autunno sbocciano i fiori gialli. Al cader della notte. non resta che scorticarlo. "Avete notizie di Consapevole delle Proprie Capacità?" "Non gli accadrà niente" rispose Scimmiotto. domani procederemo allo scambio. erano riusciti a catturare Grifone e Ippogrifo. catturarono Mordi Elefante. i cervi brucano fiori e si godono il tepore. al ritorno afferrò anche Porcellino. "Dove credi di andare?" gridarono Leone delle Nevi e Leone Gibbone. ogni copia si può moltiplicare. dalle mura. ma dopo che avete simulato una ritirata vi abbiamo visto moltiplicato per cento." Intanto il vecchio ordinò: "Ragazzi. Potrei fare eserciti di milioni o miliardi di mie trasformazioni: questo è il metodo del corpo oltre il corpo. Li porterò nella Grotta della Nonupla Numinosità e aspetterò là il vostro ritorno vittorioso. mentre Mordi Elefante e Accoppa Donnole erano volti in fuga. Quando il sole giunse al tramonto Porcellino. La principessa in lacrime venne a informare Scimmiotto: "Divino maestro. d'inverno volano i fiocchi di neve. Questa volta mobilitano tutti i loro poteri magici per coprirsi di gloria e ripulire dai mostri l'Occidente." A notte i mostri si acquartierarono nei sobborghi della città. gli restavano libere tre bocche per gridare: "Io me ne torno a casa!" A vederlo allontanarsi dopo avere felicemente compiuto il ratto. si impadronirono di Leone delle Nevi. il vecchio mostro salì su una nuvola nera e si lanciò verso la torre. Che magia è questa?" "Dovete sapere" rispose ridendo Scimmiotto." La battaglia di Scimmiotto e Sabbioso aveva alterne vicende. Legate bene i nostri leoni. in città siete entrato voi solo. Scimmiotto e il compagno giocavano d'astuzia per tenerli a distanza. All'alba il patriarca dei leoni convocò Leon Fulvo per comunicargli il piano che aveva escogitato: "Voi farete del vostro meglio per catturare Scimmiotto e Sabbioso. . Il vecchio scosse il capo." I principini si inchinarono di nuovo fino a terra. Io sono scappato e loro mi hanno inseguito. Si strappò molti peli. Che ne sarà adesso di questa povera città?" "Non piangete. e il loro regno venir consolidato. La bellezza delle quattro stagioni e delle otto feste gareggia con gli splendidi paesaggi delle isole di immortali. scorsero Faccia Blu che sbucava da una valletta. un broccato di fiori profumati ai piedi delle rupi. fuggì a gambe levate. La porta fu spalancata (si sentivano gli strilli di Scimmiotto. Dapprima dovettero ritirarsi. La lancia feroce e l'ascia lucente sono spietate quanto la sbarra. Il bestione non riuscì a schivare un colpo del flagello triangolare." E infatti uscì senza indossare armatura né impugnare arma alcuna. Ragazzi. saggia principessa" rispose il grande santo. Niente gli impedì quindi di afferrare coi denti Tripitaka. nel frattempo io piomberò dal cielo sulla fortezza e mi impadronirò del monaco cinese. mentre vado a catturare quei due per dargli il castigo che meritano. Strano Imbroglio e Imbroglio Strano riuscirono ad approfittare del parapiglia per fuggire. La paura invade anche i cuori di tigri e lupi. e lo trascinarono davanti al leone a nove teste: "Ecco qua. prendete un bastone chiodato di salice e date una buona bastonatura sulla testa di questo infernale macaco. Perciò subiva serenamente le loro furie senza far motto. tamburi e raganelle. Solo Faccia Blu. il grande santo raggiunse con Sabbioso il Monte dei Nodi di Bambù. su ogni merlo c'era una lanterna o una bandiera. grida e colpi di cannone scandivano le ore. gridavano invettive a squarciagola: "Sporche canaglie! Restituite Porcellino finché siete in tempo! Non avete altro modo di salvare la pelle. Scimmiotto udì le grida che si alzavano dalle mura e capì di essere caduto in un tranello. Scimmiotto portò sotto le mura i suoi leoni." Leon Fulvo prese il comando dei fratelli e li condusse contro la città in un gran turbine di vento. Quando Leon Fulvo ne informò il nonno. Di primavera rivaleggiano i fiori dei peschi e dei prugni. A quanto pare i condiscepoli hanno vinto e catturato i mostri. che lo raggiunse alla spina dorsale e lo fece cadere a terra grugnendo: "Porca miseria!" I due mostri lo acchiapparono per le setole e per la coda. Si sa che il corpo di Scimmiotto era forgiato e temprato: i colpi gli facevano solletico. tutte con le fauci spalancate. con tutte le dame del palazzo. Afferrarono saldamente fra i denti Scimmiotto e Sabbioso e li portarono dentro la grotta. tranquillizzatevi. il principe e i suoi figli. "che ho sul corpo ottantaquattromila peli. Suonavano in continuazione gong. L'antico sentiero sale serpeggiando verso le cime. A contrasto con il canto delicato della fenice azzurra. ruppe le righe e fuggì." Ciascuno dei tre mostriciattoli impugnò un bastone di salice e si diede a colpire il Novizio. come acconto sulla vendetta per la morte di mio nipote Leon Fulvo. sembra che il picco che vi si appoggiava debba cadere. insieme al vostro maestro. Il grande santo ricuperò i suoi peli e salì con Sabbioso sulla torre dov'era Tripitaka. La gru è la sola compagna del pino. e ora ci vengono a liberare. Domattina di buon'ora ci recheremo nel rifugio del vecchio mostro: vi assicuro che lo acchiapperemo e riporteremo la vostra famiglia sana e salva. nonno. le loro altezze. Si trovarono davanti a una residenza trogloditica: i due battenti di pietra venata della porta d'ingresso erano ermeticamente chiusi. il principe fece aprire una porta della città e mandò una trentina di soldati a legarli e a portarli dentro. spesse nubi nere coprono il cielo: rotolano pietre. vi faremo a pezzi!" I mostri vennero all'attacco senza degnarsi di rispondere. gli alberi si abbattono sradicati. Vi garantisco che tutto finirà bene. i cinque leoni raddoppiarono il loro impegno. Scimmiotto e Sabbioso. "Che battaglia tremenda!" esclamò quest'ultimo. mi sembrano ostaggi sufficienti per garantire la loro vita. la bava alla bocca. hanno perduto la vita. Il bastone di Sabbioso è famoso ben oltre le mura dei palazzi del cielo. "Dove vai?" Il mostriciattolo. "Tu hai catturato i miei nipoti. "Ferma!" gridò Scimmiotto. Il Novizio e Sabbioso si misero sulla difensiva. con sei persone fra i denti." Il vecchio mostro abbassò la testa e le lacrime gli scesero dagli occhi: "Che disgrazia! Mio nipote Leon Fulvo è morto e gli altri sono stati imprigionati nelle carceri della città. "al principio combattevate da solo. Mentre il combattimento giungeva al culmine. ma io ho in mano quattro bonzi e quattro principi." "Ci sono anche i re leoni?" "Non li ho visti." La principessa. e poi andremo a dormire. Che insieme maestoso appariva dall'alto delle nuvole! Si vedevano una fila di picchi aguzzi. Porcellino la pagherà con la vita. Il gibbone nero va a caccia di frutti e di sole. Sulla fronte una lastra orizzontale recava una scritta in dieci grandi caratteri di stile calligrafico regolare: GROTTA DEI NOVE MEANDRI TORTI E RITORTI DEL MONTE DEI NODI DI BAMBÙ DELLE MILLE MERAVIGLIE Il mostriciattolo era entrato là dentro ed era corso ad avvertire il padron di casa: "Signore e padre. legato come un salame insieme ai principi e a Tripitaka. si sentì sollevato e mormorò: "Maestro. terrorizzato. Il grande santo maneggia la sua arma con stupefacente abilità." Scimmiotto diede disposizioni agli ufficiali: "Leon Fulvo è morto. questi ordinò di legare Porcellino senza infierire su di lui: "Faremo uno scambio di prigionieri. turbina la sabbia. che nel frattempo aveva ricuperato i suoi peli. sono arrivati i due bonzi. "Scimmia maledetta!" urlava il vecchio mostro. ma lo persero di vista.Lo scontro durò fino a sera. Gli altri sei leoni devono essere solidamente legati. padre e figli. Vorrebbero impadronirsi di Sabbioso e mangiar vivo Scimmiotto. rovesciarono Accoppa Donnole e picchiarono a morte Leon Fulvo. Gli bastò mostrare le zanne per mettere in fuga la guarnigione. Quando udì il vecchio parlare dei prigionieri. si sentì le gambe molli: fece una finta. li masticò coscienziosamente e ne fece migliaia di Scimmiottini. voi fate attenzione. un gran burrone in fondo al quale rumoreggia il torrente. "Noi abbiamo nelle nostre mani i sette leoni." Faccia Blu e i due Imbrogli corsero a legare stretti gli ultimi venuti. d'estate le chiome dei salici e delle sofore. Qui il mostro ordinò: "Portate le corde. "Anche noi abbiamo fatto dei prigionieri. non temete per la vita dei vostri. Gli ufficiali della guarnigione aprirono le porte e presero in consegna i cinque leoni. Come vendicarli? " Porcellino soffriva in un angolo. e basta un pelo per fare dieci copie di me stesso. Fu uno scontro molto diverso dal giorno prima: Una violenta bufera spazza rabbiosa la terra. di dèi e diavoli. Mentre contemplavano la montagna.

Edifici e padiglioni si susseguono come ricamati sul broccato. ha messo in moto tutta una banda di spiriti leoni. Scimmiotto. I rivelatori dei cinque orienti e le altre divinità vennero a inginocchiarsi per salutarlo. Ho saputo che hai abbandonato il Tao e ti sei convertito al buddismo per proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture al Paradiso dell'Ovest. benché ormai manchi poco. che recitò un incantesimo e gli disse: "Bravo il mio santarellino primordiale! Ecco qua paparino. provocalo a duello e attiralo qui fuori." "Perché siete venuti qui a far confusione. Accendete le lampade e riposatevi. sfondò la porta ed entrò. io mi ritiro nell'Antro del Broccato di Nuvole a schiacciare un pisolino. e chiedere l'intervento del suo padrone. "è scesa sulla terra due anni fa. fratello! Ho i piedi gonfi!" Le proteste del bestione destarono il vecchio mostro. quando una notte sono state rubate. collegati da portici ariosi. dove scappi?" "Bada a quello che dici" sogghignò Scimmiotto arrestandosi." "Non ancora." Il venerabile celeste ordinò di introdurlo. sfondando le porte al suo passaggio. Gli dèi tutelari della città restino a guardia delle mura. che non ne poteva più." Le divinità si divisero i turni di guardia. ma si trovò la strada sbarrata dal venerabile celeste. Di Scimmiotto non si vedeva traccia. Il mostro arrivò di corsa nella sala: "Ragazzi. Dal momento che ci provavano gusto. "Se pensi di passarla liscia. Protetto da un gran drago azzurro. rendimi i miei! Puzzone schifoso. che lo accolse rispettosamente giungendo le mani e chiese: "Dove va il grande santo? " Scimmiotto rese il saluto e rispose: "Faccio un salto al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie." La creatura riconobbe il padrone. si mise a strillare: "Slegami per primo. e non avrò legato bene il leone. balzò davanti all'ingresso della grotta e incominciò a urlare: "Brutta bestiaccia. scivolò fuori dalle corde che lo stringevano. "Si può sapere perché mi venite a trovare solo questa notte?" gridò il grande santo. Vigilava l'ingresso un ragazzo vestito dei colori dell'arcobaleno. senza smettere di urlare. le sei divinità del giorno e le sei della notte. e siamo venuti a presentare i nostri omaggi. Lo trascinarono quindi davanti al venerabile. che alla vista di Scimmiotto corse ad annunciarlo: "Padre. fra miriadi di raggi luminosi di buon augurio." Fra gli altri si fecero avanti il rivelatore Testa d'Oro." "Il mio santo primordiale coltiva la Via da molto tempo" disse il venerabile. Da quanto tempo è scappata la bestia?" "Secondo il tudi" rispose Scimmiotto. Tripitaka. Non ricordo altro: devo essermi ridotto ubriaco fradicio. il Palazzo della Scogliera delle Meraviglie è uno splendido mondo di eterna gioia. e dovettero scuoterlo per un bel pezzo prima che si svegliasse. Il mostro accese una torcia e vide i tre piccoletti spiaccicati per terra. lo gettò a terra e lo legò di nuovo. quando ci siamo scontrati con una banda di leoni capeggiata da quel bel tomo. Domani verrà il tuo turno. Non dovrebbe nuocere alle persone troppo alla leggera. Scimmiotto rise e corse via per la sua strada. a giudicare dalle porte rotte. il solo mezzo è di recarsi nell'estremo oriente. Avevamo accettato i figli del saggio principe della città di Yuhua come allievi d'arti marziali. per interrogarlo. Quella bestia dormiva sodo e non lo sentiva nemmeno. è arrivato quel Grande Santo Uguale al Cielo che fece tanto disordine qualche anno fa. un leone di pelo giallo. Quando tutto tacque. invece di riposare ripresero a picchiare i bastoni sulla testa di Scimmiotto: sembrava che suonassero il tamburo. il vecchio ordinò: "Basta così." "Dunque il mio turno sarà dopodomani" ansimò Porcellino. "Non è accaduto niente." E diede queste istruzioni: "Voi. Ora toccherà a voi assaggiare la mia bacchetta: vediamo che effetto vi fa. Quando il guardiano si stancò di batterlo. ragazzi. riportate il tudi a casa sua e proteggete i prigionieri. abbiamo portato con noi il tudi della montagna: lui conosce le origini del mostro. "Bestiole immonde." Il venerabile celeste ordinò subito a uno dei suoi capitani di convocare lo schiavo che custodiva la gabbia del leone. e non osavamo disturbare. Grande santo. A berlo. "Non hai vergogna di comportarti così davanti al tuo padrone?" Il mostro voleva lanciarsi all'attacco. Il tudi del monte afferma che quel leone vi appartiene. invece di restare sul Monte dei Nodi di Bambù a proteggere il maestro?" tuonò Scimmiotto. Si gettò all'inseguimento e scoprì Sabbioso che cercava di nascondersi dietro un pilastro del portico. dove i tre figli del principe hanno onorato me e i miei compagni come loro maestri nelle arti marziali. Constatando quanto è grande la sua forza magica. uscito dalla grotta. L'ho sgraffignata e me la sono bevuta. lasciali andare!" Aveva un bel gridare. mentre Scimmiotto filava dritto alla porta est del Cielo. Sedeva su un trono di fiori di loto di mille colori. ritornate da dove venite. circa le quattro del mattino. È stato proprio l'adempimento di quel compito a portarmi nella città di Yuhua. era chiaro che era fuggito all'aperto. il mostro lo inseguiva: "Scimmia del malanno. il mostro ha catturato di nuovo il generale delle Cortine Arrotolate. il sole che brilla attraverso la bruma smeraldina aleggiante sull'altera foresta. durante la mia assenza?" chiese Scimmiotto. "È accaduto qualcosa di male al maestro. che gli chiese: "Dov'è la bestia?" Lo schiavo piangeva e non sapeva dire altro che: "Grazia! Grazia!" "Non sarai battuto in presenza di estranei. statue di giada che rappresentano animali a guardia dell'ingresso. grande santo. Se lo interrogate." I tre portarono le lampade. Ma sarà meglio per te che mi spieghi come mai hai lasciato scappare il leone a nove teste. Io vado e torno. Lo trovarono profondamente addormentato. incominciando da Sabbioso. Allora Scimmiotto perse la pazienza. L'autore del furto. "Eravate ospite del saggio principe. che si alzò a sedere sul letto e borbottò: "Slegare che cosa?" Scimmiotto spense la lampada con un soffio e scappò via." Il tudi si prosternò tremante e riferì: "Quel vecchio mostro venne ad abitare sulla montagna due anni fa. Là miriadi di immortali intrecciano corone d'omaggio." "Come mai questa gita nel cielo orientale." Il reverendo celeste scese dunque sul Monte dei Nodi di Bambù con il grande santo e lo schiavo. al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. "Sta buono" gli rispose il vecchio mostro." "È andata certo così" disse ridendo il venerabile. ti sbagli. Si imbatté nel re celeste Vasto Sguardo. dove gli vennero incontro le divinità locali e gli dèi tutelari della città. "È in grado di raggiungere i tre puri in alto e le nove sorgenti sottoterra. Domattina si ricomincia. "Tu alzati. quando giunse sulla rupe. che presentavano un tudi prigioniero: "Grande santo. Giunse ben presto alla Scogliera delle Meraviglie. finì per chiedere che un centinaio di colpi li dessero a lui. Ma ora abbiamo saputo che il principe è stato catturato dai nemici del grande santo. Avevamo prestato le nostre armi perché se ne facessero copie. perché avete spento la luce? Non sarà mica scappato qualcuno?" Nessuna risposta. perché io possa liberare i miei. immerso nei vapori di buon augurio. dove si ammiravano le nubi iridate in vari strati. Scimmiotto gli volse le spalle e corse fuori." Scimmiotto ubbidì: brandì la sua sbarra." "È vino che mi ha mandato in omaggio Laozi. Non c'è altro modo di catturarlo. e quando giunse il vecchio lo onorarono come avo. Suppongo che tu abbia portato a termine questo incarico meritorio. Scimmiotto si rimpicciolì. Voialtri andate pure. In effetti il suo trono appoggia su un leone a nove teste. Se volete eliminare quel leone a nove teste. rivelatore. la distesa delle tegole d'oro. Ma devi accompagnare me e il grande santo nel mondo di Sotto per ricuperare la bestia. non ho bisogno di voi. si chiama 'nettare di diaspro della trasmigrazione'. fra i quali se ne trova uno a nove teste dotato di grandi poteri magici. Quando cadde la sera. l'altro giorno ho visto una bottiglia nella Sala di Dolce Rugiada del Gran Chiliocosmo. Ma alla fine caddero addormentati. perciò sono venuto a pregarvi di riprendervelo. si scosse il pelo e rassettò l'abito. ti perdono. perché sei scappato? Non sai quanti guai mi hai procurato?" Il leone non osava respirare. e vivono santi a migliaia. Il vecchio riparò alla bell'e meglio i battenti scardinati. Il vecchio mostro finì per svegliarsi e balzò in piedi inferocito: "Ora ti faccio vedere io!" Scosse la testa e mise fuori tutte le sue bocche spalancate." Diede loro un colpetto e li ridusse a carne da ragù. gli . Quest'ultimo ha catturato il mio maestro. Poi cavò la sbarra da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una secchia e la lunghezza di due tese. lo afferrò per la criniera e gli fece piovere cento pugni sulla testa: "Brutto sporcaccione. piegò le zampe e batté la fronte al suolo. a disagio. Sabbioso. e li ha portati nella Grotta dei Nove Meandri del Monte dei Nodi di Bambù. e quando entrò il Novizio si alzò e gli andò incontro: "Non ti vedo da molto tempo. ma Scimmiotto e Sabbioso mancavano all'appello. Tripitaka e i principi avevano la pelle d'oca. cioè da un paio di giorni celesti. Porcellino e i principi erano sempre là. le volute di vapori porporini. Quello sventato di Porcellino." "Padre. il doppio arco fiorito della porta. vi darà informazioni utili per liberare il santo monaco e il saggio principe. ardenti come un mare di fiamme. Era l'ora yin." "Mostri e maestri si fanno concorrenza(13)" scherzò il devarâja. con i suoi soldati e colossi. avete picchiato il vostro signore e padre quanto vi è piaciuto. i condiscepoli e i principi. era ritornato al volo nella città di Yuhua. Lo schiavo gli corse addosso. "Il venerabile celeste che vado a trovare è il padrone di un mostro con cui siamo venuti alle prese. "Grande santo. provoca una sbronza che dura tre giorni. abbiamo arrestato questo ruffiano di dio locale. Poi allungò il lucignolo della lampada e si avvicinò ai prigionieri per liberarli." Scimmiotto rifletté: "Sulla Scogliera delle Meraviglie risiede il venerabile celeste Salvatore dell'Uno Supremo. Presto i bastoni si ruppero e bisognò sostituirli. il mostro dorme ancora. quando la tua strada ti porta a occidente?" chiese il devarâja.Ma Porcellino. Gli altri leoni vivevano già nella Grotta dei Nove Meandri. Voi fate la guardia.

le lampade brillano ogni notte sull'altare. Soltanto una solida Base può consentirti di raggiungere L'illuminazione. la folla li accompagnò per un buon tratto di strada. Finalmente Giungono lieti nel mondo del Buddha. Il passeggio nei porticati non ha sosta. e un vassoio d'oro e d'argento a modesta testimonianza della loro gratitudine." I sarti ebbero l'ordine di procurarsi rotoli di broccato azzurro. dove i tre giovani principi facevano i loro esercizi." Il . Le divinità vennero congedate e il luogo restò affidato alla custodia del tudi. ALLA PRIGIONIA DEL MONACO CINESE NELLA GROTTA FIOR DI MISTERO. dalla corte dei Tang. rosso e marrone." "Può andare" disse Scimmiotto. Porcellino e Sabbioso si incaricarono di riportare a casa i principi. Tu devi sbarazzarti D'ira e d'affanni. Infine si prepararono i bagagli e avvenne la partenza. Intorno allo stupa aleggia una bruma colorata. Siete voi a godere la benedizione di un'esistenza libera e gradevole." "Hanno rischiato di costarci molto care. ed il lasciare Evaporare il divino elisir D'autonomia. Porcellino accatastò molta legna secca e vi mise fuoco. E con il cuor sincero si dirigono Al Monastero del Colpo di Tuono. Il resto. un altro ai funzionari dei servizi amministrativi. la dottrina Consentì loro rapidi progressi. alto trono prezioso. rapida e lenta. "Quanto pesano le armi che avete fabbricato?" domandò il Novizio. Sbarazzàti dei mostri ed eliminate le disgrazie." "Voi mi confondete" esclamò sorridendo Tripitaka. che si accalcavano e si spingevano per vederli. Dal vostro aspetto e dal vostro vestito. La regione meritava davvero il suo nome di Gioia Assoluta: la strada era comoda e sicura. Quant'era distante il Monte degli Avvoltoi? Quante tappe occorrevano per raggiungerlo? Se non lo sapete. "Non sono altro che un monaco mendicante senza pretese. e scoprirai che è il vuoto." Il bonzo si inchinò fino a terra e Tripitaka si affrettò a rialzarlo: "Perché tanti riguardi. Giunsero in città verso sera. tagliato a pezzetti da una o due once. Quando suona la campana d'oro del superiore. per accertarsi che non vi fossero altre presenze. offesa e difesa. ma non osavano far domande. poi Tripitaka. Perciò mi sono inchinato rispettosamente. ho intuito che dovete avere alle spalle una lunga ascesi nelle vostre vite anteriori. Questi furono accettati volentieri e subito indossati. Tripitaka aveva i sudori freddi per il timore di incidenti. Ci mettevano tanto entusiasmo che giunsero presto a padroneggiare i settantadue movimenti. "Portate via quella roba!" esclamò Scimmiotto ridendo. Il grande santo fece i suoi ringraziamenti rivolto verso lo spazio. "Che città sarà questa?" domandò Tripitaka. Fece chiamare i tre giovani principi e assegnò a ciascuno la sua arma. il rastrello e il bastone ottocento libbre ciascuno. Le fanfare suonavano nelle strade. Lo attestano i versi: Ebbero la fortuna d'incontrare Dei maestri divini. "La sbarra cerchiata d'oro pesa mille libbre. Su proposta di Scimmiotto si convocarono i macellai. Quando uscirono dalla porta occidentale della città. "Papà" corsero ad annunciare al principe. In breve raggiunsero un'abilità che non avrebbero mai creduto possibile." "Non oro e argento" aggiunse Porcellino. "Sapete bene che siamo monaci e non possiamo accettare. come al solito. dove si aprivano taverne e sale da tè. Nella città e nei sobborghi tutti accorrevano a salutare gli arhat discesi sulla terra. che li rinvigorì e fece passare la gran paura che avevano avuto di quelle bestie da vive. Frugarono la grotta. tornata la pace. Maestro e discepoli si presero il meritato riposo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. e le dame del palazzo e gli ufficiali vennero ad accoglierli. le celle dei monaci sono illuminate dalla luna. Erano liberi da ogni altro impegno e volti interamente a conseguire il giusto frutto. li scorticarono e li squartarono.mise una sella di broccato. L'indomani il principe ordinò un grande festino di ringraziamento. inaridir la giada Di libertà. giunsero a un monastero fuori porta che aveva all'entrata una scritta in tre caratteri: MONASTERO DELLE NUBI DELLA COMPASSIONE "È quello che ci vuole per noi!" esclamò Scimmiotto. fu distribuito alla popolazione della città e dei sobborghi. figli miei. Lo chiederemo ai passanti. reverendo?" "Il vostro discepolo viene dalla Cina." Tripitaka raccomandò ai discepoli che si sbrigassero a completare le lezioni di scherma. Capacità da grandi esperti acquistano: Garanzia per Yuhua di eterna gioia. e la pagoda è sempre aperta a chi la vuole ascendere. Quando l'insegnamento giunse al termine. Se potete procurarci un cambio d'abito. un sol momento Di distrazione ti farà cadere Nei tre sentieri. Si servì una cena vegetariana che tutti mangiarono di buon appetito." "Ma tutto è finito per il meglio. "Ma quei leoni hanno ridotto i nostri vestiti a brandelli. mentre Scimmiotto provvedeva a Tripitaka." Giunsero nei sobborghi orientali e si trovarono in una via rumorosa. ascoltate il seguito. ché solo perfezione Assoluta la Via fa conseguire. Ma. un monaco che proveniva da uno dei porticati venne loro incontro. i giovani principi offrirono ai maestri un grande banchetto di ringraziamento. grazie ai poteri magici dei nostri divini maestri. Seguendo strade e vicoli. Le armi erano pesanti. con i mari calmi e i fiumi limpidi. Uno fu riservato alla residenza principesca. Qual'è il segreto di meditazione? Il cavallo e la scimmia del pensiero Tener sotto controllo. Poi entrò nella grotta e liberò per primo il principe. questo è proprio il mondo della grande pace. e confezionarono per i monaci tre abiti della foggia cui erano abituati. Il lungo grugno di Porcellino. "Non vedo né bandiere né stendardi che ne portino il nome. Arde l'incenso in ogni focolare. perché il viaggio potesse riprendere. al quale parteciparono tutti i notabili del principato. i monaci rispondono salmodiando sutra. i mulini da preghiera sono collocati sotto l'ombra smeraldina degli alberi. Così tutti assaggiarono carne di leone. I bruciaprofumi ardono incenso senza tregua. e infine i condiscepoli e i principini. che li abbatterono. S'intromisero Certi leoni a far da guastafeste. La Grotta dei Nove Meandri si ridusse come il rudere calcinato di una fornace. salutò Tripitaka e chiese: "Da dove venite. Le lezioni venivano impartite nella corte. Abbiamo ascoltato come i quattro pellegrini lasciarono la città di Yuhua. come della gioia: Non c'è altro modo di toccare il fondo D'ogni mistero. videro altre mura e fossati. e il venerabile gli montò in groppa: "A casa!" Salirono su una nuvola colorata e se ne tornarono al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. CAPITOLO 91 LA FESTA DELLE LANTERNE DALLA FESTA DELLE LANTERNE DELLA PRIMA NOTTE DI LUNA PIENA. negozi animati e bancarelle dove si vendevano olio e riso. Mentre i quattro pellegrini si guardavano intorno. Autentica terra pura e falso palazzo del drago: nubi di porpora coronano la Sala del Grande Eroe. caro abate?" "Siamo gente rivolta al bene e preghiamo sempre per la salvezza della Cina. Infine i fabbri si presentarono a Scimmiotto e gli annunciarono che avevano compiuto il loro lavoro. attiravano l'attenzione dei perdigiorno. Il padiglione del Buddha sfiora le nuvole. ma la buona volontà e la forza divina conferita dal grande santo permettevano loro di maneggiarle con precisione. affollate di gente e di bandiere. Allo yang primordiale si conviene Il Nonuplo. Quanto ai leoni prigionieri. Vi entrarono e videro le torri magnificamente decorate. furono condannati a morte. sarà un'attestazione più che sufficiente della vostra affezione. Pendono le lanterne da ogni porta. Dopo cinque o sei giorni di marcia. "le nostre armi sono pronte. la faccia scura di Sabbioso e gli occhi rossi di Scimmiotto.

La cerimonia si ripeté a ogni piano. Alla terza veglia. anche per le soste che facevano davanti a ogni statua del Buddha. Alte strutture di legno reggono leoni azzurri ed elefanti bianchi. passeggiarono nel parco. pifferi e flauti per tutta la notte." "Si vede. perché ci siamo stati: sono duemila li. a farci offrire un pasto prima di riprendere la strada. "È straordinariamente profumato. dietro le tende. dopo la colazione." Mentre conversavano." I monaci aprirono e Tripitaka si fece accompagnare da Sabbioso. in caso contrario ci si dovrebbero aspettare siccità e piogge fuori stagione per tutto l'anno. se possibile." "Ci sono dei buddha che si vengono a trincare l'olio delle lanterne?" sghignazzò Porcellino. che recava il suo kasâya. Mille steli di bambù attendono i versi di un poeta ispirato. presso il ponte sulle acque verdi. che non conoscete il nostro paese. Da noi è ancora viva la tradizione del 'ponte delle lanterne d'oro'. Il vostro discepolo sarebbe grato al superiore se gli permettesse di adempierlo in questo giorno di grande festa. Se aggiungete il trasporto. durante il colloquio. dopodomani. A est gli edifici principali. piante e fiori tra le rocce rivaleggiano in bellezza. Passate con noi le feste del primo plenilunio dell'anno!" "Ho proprio perduto la nozione del tempo" rispose stupito il monaco cinese. I fiori di camelia. a nord la pagoda per la meditazione dei monaci. In tutta la città e per tutta la notte rullano i tamburi e risuonano pifferi. Lanterne e luna rischiaran la notte. "Proprio così" replicarono seri i monaci. e prese molto tempo. Il poeta Li Bo monta il pesce d'oro e la balena. perciò il bonzo non li aveva notati. La luce della fiamma. Il giorno seguente. reverendo. Poi si ammirarono le luminarie del monastero e. Nella sottoprefettura di Mintian. Quando discesero era venuta la sera e si accendevano le luci. sibilò all'improvviso il vento. e sua eccellenza il governatore ama il popolo: avremo dappertutto luminarie. usciti dal portale orientale. Promettono bel tempo e gran raccolto. Per il resto il nostro fisco non è esoso. che deriva dall'antichità. e lo si racconta a memoria d'uomo. Dopo pranzo fu invitato a restare: "Reverendo. non citare il fascino del fiume Wang! Sull'acqua corrente nuotano anitre selvatiche." "Il vostro spirito è tutto rivolto al Buddha e alla meditazione. a rendere omaggio alla statua del Buddha. tutti si sedettero a bere il tè. Finora ci siamo accontentati delle luminarie del monastero e dei sobborghi. I pellegrini non si ritirarono a dormire prima della seconda veglia. perciò non vi date cura di queste cose. questa è la vera e propria sera della festa. la gru d'immortali e il cervo bianco accompagnano la stella della Longevità. La giornata trascorse nel parco e nella sala principale illuminata dalle lanterne. Sentite il vento: sono i venerabili buddha che ci fanno l'onore di scendere a vedere le luminarie. Dalle tettoie pendono montoni e conigli. Canti e colori dovunque intrecciati. fino all'ultimo. chi si era messo in maschera. Poi Tripitaka chiamò i suoi discepoli. Nelle cavità in ombra delle rocce è rimasta un po' di neve invernale. "Venite tutti a vedere i grandi personaggi che vengono dalla Cina! A quanto pare ci sono cinesi belli come pitture. e non vorremmo darvi informazioni imprecise. Il ponte delle lanterne d'oro prendeva nome da tre lanterne della dimensione di grandi giare." "Come fa una lanterna a bruciare cinquecento libbre d'olio in tre notti?" si stupì Scimmiotto. i monaci proposero: "Reverendo maestro. si alza il vento e la gente si chiude in . l'olio scompare e le lampade si spengono. per pregare. potreste prendervi qualche giorno di riposo. "Tutti lo sanno in città. Quando se li vide davanti. Dalle torri pendono lanterne a forma di noci e di fior di loto. Passavamo appunto per la vostra nobile regione e siamo entrati qui a chiedere informazioni sul paese e. di gelsomino e di dafne sono i primi a sbocciare. Il cervo si specchia nello stagno. e gli spettatori si dispersero precipitosamente. il nostro modesto monastero può permettersi l'onore di ospitarvi. il cielo vibrava di scampanii e di rulli di tamburi. ogni anno una grande famiglia di ciascun cantone deve fornire quest'olio come imposta. la gru sotto gli abeti ascolta aerea musica. sono cinquantamila tael bruciati in tre notti. di prugno rosso. D'altronde questa notte non bruceranno a lungo: quando appaiono i buddha. Il piatto d'argento della luna illumina il cielo. aprendogli la porta della vostra pagoda. in totale fanno millecinquecento libbre. e a ogni finestra aperta. che comprende duecentoquaranta cantoni. nella sua cella si stava preparando un pranzo offerto da donatori. alimentata da un olio profumato. la gente canta il regno della pace universale. si vagò per le vie dei sobborghi. accompagnarono i visitatori dal superiore. Profuma l'erba cui discende la scalinata. Una libbra d'olio costa trentadue tael e ogni lanterna ne contiene cinquecento libbre. a forma di padiglioni a vari piani. Volano selle tintinnanti di giada. "Da anni conosco solo le difficoltà di montagne e fiumi. colori di primavera in armonia con la luna piena. La sera stessa si godettero lo spettacolo della folla dei fedeli del quartiere. che era molto gradevole: Nel primo mese dell'anno la primavera rinnova la vegetazione. Arrossano i teneri fiori del pesco. che costano quarantottomila tael. a ovest i padiglioni degli ospiti. Qui la gente ama le feste. dicevano: "Grande paese. Al primo piano indossò l'abito. per contemplare il paesaggio. curiose di spiare lo spettacolo della strada. era riflessa e moltiplicata da scaglie di cristallo e di vetro. chi era montato sull'elefante. ma questa imposta è davvero pesante: la famiglia di turno deve spendere più di duecento tael. Il mercato è affollato come in pieno giorno e vi sono appese le lanterne fiorite. Sotto la lanterna girevole i guerrieri incrociano le spade. Passeggiano tigri e cavalli. La notte del plenilunio. strillò: "Avi miei! Come sono orrendi i vostri eminenti discepoli!" "Non posso negare che siano brutti. chi camminava sui trampoli. Le terrazze illuminate di migliaia di case riempiono l'aria di fumo per dieci e più li. Lo attestano i versi: Gente festosa in paese pacifico. Dèi e immortali si dànno convegno sul monte delle lanterne tartarughe. "Avviene così tutti gli anni. Non è roba qualsiasi. messi in effervescenza." Non si poteva rifiutare. che portavano le lanterne in omaggio al Buddha." "Come lo sapete?" chiese stupito Tripitaka. Quelli là sono i suoi eminenti discepoli. Si alza tra i fiori la torre con il tetto a doppia gronda per coltivare la propria natura. "Fate conto che ogni lanterna contiene quarantanove stoppini di paglia da lucerna intrecciati e rivestiti di seta. Oggi è il 13 della prima luna e questa sera si provano le lanterne. sono grossi come un uovo di gallina. incuriositi e timorosi." I monaci. a sud alcune sale. tutte in filigrana d'oro fino. Anche i bonzi vollero rientrare: "Reverendo maestro. quando la primavera fluttua già nella bruma del bosco. "Che olio si arde in quelle lampade?" chiese Tripitaka ai suoi accompagnatori. si erano tenuti in disparte e avevano voltato le spalle. bisogna tornare a casa. la Cina! Che cosa siete venuto a fare fin qui?" "Il sovrano dei Tang mi ha affidato la missione di recarmi al Monte degli Avvoltoi. Dovete proprio restare qui per qualche giorno. Ma non ci siamo mai spinti fino al Monte degli Avvoltoi. Le belle si tengono per mano alla finestra del primo piano." Monaci e donatori corsero a vedere.bonzo accompagnò il monaco cinese nel tempio principale. È un ritiro che rende superflua la ricerca delle isole dei beati. Peonie e magnolie elaborano segreti vegetali. ridono e mostrano gli effetti del vino bevuto. La notte del plenilunio è il 15. Tripitaka domandò: "Come si chiama la vostra nobile contrada?" "È una dipendenza esterna dell'impero dell'India: la prefettura Come l'Oro. su grandi tele sono rappresentati gamberi e tartarughe." Mentre parlavano si fecero avanti altri bonzi: "Il reverendo viene dalla Cina. ma questa sera potremmo andare a vedere le lanterne d'oro in città. Quando ebbero soddisfatto la loro curiosità. Non vantare la magnificenza del Parco della Valle d'Oro. La sospensione del coprifuoco dava via libera a innumerevoli bighelloni. Allegri passanti. si misero tutti in cammino. Non si finirebbe mai di contemplare i ponti di stelle e gli alberi di fuoco. rotolano carri seguiti da scie di profumi. i rami del vecchio susino si caricano di colore. In realtà devo loro molto. che mi hanno protetto nel lungo cammino. e altri brutti da far paura." Tripitaka ringraziò. pregò e spazzò il pavimento. Tre o quattro celle dalle finestre luminose sono dedicate alle pratiche magiche di trasmutazione. Si crede che se i buddha prendono l'olio si avrà un buon raccolto." I monaci. Le lanterne resteranno esposte fino al 18 o al 19. vi si affiancano aquile e fenici. flauti e canti. c'era chi danzava. Era la bella festa del triplo cinque. Che ne dite?" Con il suo consenso. Questo è il motivo per cui la tradizione del ponte delle lanterne d'oro viene scrupolosamente rispettata. e le lanterne tutti i viali della città." "Quant'è distante la nobile prefettura dal Monte degli Avvoltoi?" "Possiamo dirvi quant'è lontana dalla capitale. poco prima di mezzanotte. il salice si copre di verde novello. e le paure di diavoli e lamie: non so più quando è festa. Il giorno successivo Tripitaka dichiarò: "Ho fatto voto di spazzare ogni pagoda che trovassi sulla mia strada. ma hanno notevoli poteri in fatto di magia. Poi riconsegnò l'abito a Sabbioso e salì le scale. Nella gran calca si offrivano spettacoli dappertutto. ma uno speciale olio profumato mescolato a burro. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture.

con i miei occhi di carne vi ho preso per veri buddha: perciò mi sono avvicinato a voi. Siete diventati dei fannulloni. grande santo!" "Non vi chiamo da un po' di tempo. che si è convertito alla giusta dottrina. Ragazzi. Le altre creature erano d'ogni specie: alte e basse. perché sa che scendono i buddha. Ragazzi. il corpo è variegato come una pittura. Il mio secondo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità. Non esitate a intervenire!" Scimmiotto congedò i protettori e si mise in cerca della residenza trogloditica. coperto di ricami luminosi come lucciole: brillano da tutti i pori. ma a quanto pare qualcuno vi prende in giro. cedendo alla tentazione di godersi la festa nel Monastero delle Nubi della Compassione: questo spiega l'improvvisa disgrazia della sua cattura da parte dei mostri. I miei discepoli sono tre. e la sua collera sfumò. ciascuno porta la sua arma speciale: un'ascia da guerra il primo. mettete ai ferri il monaco cinese nel ripostiglio. e fin da bambini sono ghiotti di olio profumato miscelato con burro." Gli orchi si dissero: "Meno male che non l'abbiamo mangiato subito: poteva andarci di traverso. e voi evidentemente immaginate di poter fare i vostri comodi. se viene? Quale occasione migliore per rendergli omaggio?" Tripitaka non diede retta alle insistenze dei monaci e rimase dov'era. è una reincarnazione dell'Ammiraglio dei Canneti Celesti. tanto per sapere chi è e da dove viene." "Incomincio da me. Quelli che il vento ha portato un momento fa erano tre mostri belli e buoni. sbrigati a farci una relazione completa e sincera. con un ululato sinistro. che urla di essere stato derubato del suo maestro. e si fermò davanti alla porta per gridare: "Mostri! Restituitemi subito il mio maestro!" La porta si spalancò con fracasso e ne uscì un nugolo di diavoli a testa di toro. ci hanno invitato a vedere le luminarie in città. Chissà da quale montagna e da qual caverna venivano quei diavolacci. Dice che se ne andrà solo se lo restituiremo. Il terzo ha un ruggito di tuono e zanne d'argento appuntite. Comunque i difensori della fede vegliano a proteggerlo. non ci cascate! Sono mostri!" Ed ecco che le lanterne si spensero e il vento. o semplicemente Bonzo. lo hanno riconosciuto per un santo monaco di carni pregiate e si sono portati via anche lui. Seguì il vento fino all'alba. ma tutte avevano una testa bovina ed erano armate di lancia o di bastone." Il grande santo fece la capriola nelle nuvole e filò verso nord est. cinquecento anni fa?" "Appunto. tagliando a strisce Tripitaka e mettendolo a friggere nel loro amato olio e burro. a suon di tromba e di tamburo. al giorno e all'ora. Che cosa avete da dire a vostra discolpa? A quali sollazzi vi abbandonate.. senza un'adeguata preparazione del terreno. dove si trova la Grotta Fior di Mistero. invece di fuggire davanti alle nostre immagini di buddha?" "Il povero monaco che vedete è inviato in missione dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. e si trovò in cima a una grande montagna. grazia!" Gli orchi chiesero: "Da dove vieni. Ebbi l'onore di essere scelto dall'imperatore per dirigere le cerimonie e predicare. Il grande santo impugnò la sua sbarra. per intervenire alla festa delle lanterne della prefettura Come l'Oro a procurarsi la loro bevanda preferita. una parete rocciosa in cui si vedevano i battenti di pietra semiaperti di una porta. mollatelo subito: altrimenti rivolterò il vostro formicaio e vi spiaccicherò tutti quanti. Dopo averli osservati a suo agio. Mentre passavamo dalla prefettura di Come l'Oro e guardavamo le luminarie. e vi abbiamo seguito per darvi le informazioni necessarie. ripresero il proprio aspetto e salutarono tremanti: "Perdonateci. Il secondo si avvolge in una garza leggera rosso fiamma e fa risuonare gli zoccoli di giada tintinnante. e io inseguo quel vento malefico. hanno soffiato sulla fiamma e se lo sono portato via. DEL MONTE DEL DRAGO VERDE Scimmiotto preferì non avventurarsi dentro alla cieca. non sono stato abbastanza svelto. detto Otto Divieti. Anche il nostro maestro non se n'è reso conto. Non occorse andare lontano per scoprire. Il più anziano si chiama Scimmiotto Consapevole del Vuoto. in effetti è il Grande Santo Uguale al Cielo. presero questo andazzo di trasformarsi in buddha. Il terzo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza. una gran sciabola il secondo e una canna nodosa il terzo. al mese. i vostri capi l'hanno rapito. e poi li mangeremo tutti insieme. di cui eravamo ospiti. con accompagnamento di capre?" "Erano le capre dell'esagramma della pace. Scimmiotto uscì allo scoperto e li apostrofò con . che significa appunto 'tre ceste'. per salutare il Buddha e chiedergli le scritture nel Monastero del Colpo di Tuono. Perché fuggire. "Si è presentato alla porta un monaco con la faccia pelosa e la bocca da duca del Tuono." Fecero quindi suonare l'adunata di bufali. La loro intenzione è di cucinare un piatto sopraffino. spaventato. è il Generale delle Cortine Arrotolate disceso sulla terra." "E adesso che facciamo. invece di adempiere alla vostra missione di protettori segreti del mio maestro?" "Il vostro maestro ha trascurato la sua natura meditativa. che lo guardarono con occhi bovini e chiesero: "Chi sei per osare di venir qui a strillare tanto?" "Sono il primo discepolo di Tripitaka. Porcellino." Gli orchi si allarmarono: "In effetti abbiamo preso quel tizio senza saper niente di lui. recata di traverso sulle spalle. al ritorno ordinò una grande cerimonia dell'acqua e della terra per la salvezza delle anime in pena. Lo scopo era di sconfiggere la sfortuna in cui è caduto il vostro maestro. comparvero in breve tre buddha e si avvicinarono alle lanterne. Il maestro è stato rapito da creature malefiche: dal piacer nasce la pena." I mostri ebbero un brivido: "Volete dire il santo che provocò quei disordini in Cielo.casa. Dopo che il primo ministro Wei Zheng aveva decapitato in sogno il drago del fiume Jing." "Il vostro discepolo pensa sempre al Buddha. vergognosi di essere stati smascherati." Scimmiotto vide che l'intenzione era buona. e lo prega e l'onora in ogni momento. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione. Cattureremo anche i suoi discepoli. Il maggiore chiese che cosa succedeva. Noi vi abbiamo visto partire all'inseguimento. disgrazia.] Mentre cercava un sentiero. al di là di un burrone. Fui inviato a cercarle e presi il nome di Tripitaka. Tre grandi stendardi recavano i nomi dei tre comandanti. Quando siete arrivati sul ponte delle lanterne d'oro. il secondo il gran re Fuggilcaldo e il più giovane il gran re Fuggipolvere. signore?" chiesero spaventati i monaci. monete false! Che cosa state tramando?" I protettori del tempo. dove il poveretto cadde tremante in ginocchio ripetendo: "Grandi re." I mostriciattoli si precipitarono all'interno per annunciare: "Grandi re. non serve a niente. non mi venite più nemmeno a salutare. ma sono entrato nella comunità monacale del Monte d'Oro fin dall'infanzia. il santo monaco dei grandi Tang in cerca di scritture. Quando riuscì loro di diventare spiriti. Fu allora che ebbi il privilegio di vedere per mia edificazione la pusa Guanyin: essa mi disse che nel Monastero del Colpo di Tuono si trovano tre ceste di scritture autentiche. Porto anche il patronimico Tang.. grasse e magre. altrimenti spaccherà tutto e ci spiaccicherà. le corna si drizzano sopra le orecchie appuntite. Il primo tiene la testa in caldo sotto un folto berretto di pelliccia di volpe ed emette un soffio ardente. Il reverendo si precipitò sul ponte a prosternarsi. Ma Scimmiotto disse: "Fratelli. secondo l'adagio: tre capre iniziano la pace(14). In effetti. Vivono qui da un migliaio d'anni. Una stele lì accanto recava sei caratteri: GROTTA FIOR DI MISTERO. purtroppo. [. si portò via il monaco cinese. "È semplice: voi ritornate al monastero a badare alle nostre cose. calamità!" I tre orchi avevano appunto portato Tripitaka in cucina e l'avevano spogliato e lavato nell'acqua di pozzo: al momento dibattevano se tagliarlo in dadi o in listerelle per saltarlo in padella. Se tenete alla pelle. non puoi certo essere arrivato da solo fin qui." A Scimmiotto prudevano le mani: "E vi sembra serio venirmi ad aiutare travestiti da pagliacci. È il Monte del Drago Verde. che da tanti anni si facevano passare per buddha alla festa delle lanterne. maestro. al riparo di una rupe: Hanno la faccia scura e gli occhi tondi. Domandò: "Dunque è questa la montagna dei mostri?" "Certo." I mostriciattoli corsero a eseguire e spinsero Tripitaka davanti ai troni. Baldi e feroci. rivestitelo e portatelo qui. quando si è avvicinato loro mentre toglievano l'olio dalle lanterne. Io. il sovrano Tang fece un viaggio negl'inferi. Quest'anno si sono imbattuti nel vostro maestro. vecchie e giovani. fratello?" chiese Sabbioso. prosperità!" I suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro videro subito che si trattava dei quattro protettori del tempo travestiti: gli addetti all'anno. Quanti siete? Come vi chiamate? Se vuoi salvare la pelle. Il mio nome da laico era Chen Xuanzang. balzò giù dalla rupe dove si trovava e gridò: "Ehi voi. bonzo? Perché ti sei messo sulla nostra strada." "Le terre dell'Est sono molte lontane. ma Scimmiotto gli corse dietro gridando: "Attento." "Che cosa ve lo fa pensare. Sabbioso chiamava. capaci di far salire in cielo le anime dei trapassati. tori e zebù: ciascuno afferrò un'arma e si schierò sotto lo stendardo del suo drappello. scorse sul pendio quattro uomini che si spingevano davanti tre capre e gridavano: "Buon anno. quando esso cadde improvvisamente. "Voialtri comuni mortali eravate convinti di essere visitati da buddha che accettassero l'offerta del vostro olio. si guardava intorno. La abitano tre mostri: il più anziano è il gran re Fuggilfreddo. Gli orchi indossarono l'armatura e uscirono a gridare: "Chi ha l'audacia di venire qui a far baccano?" Scimmiotto li osservò bene. dispersero in fretta le capre. grazia. seguendo una traccia di odore fetido. In seguito l'imperatore mi ha accordato la grazia di affidarmi il Monastero di Vasta Benedizione. gli faremo un piccolo interrogatorio.

sono qui fuori. corse ad agitare il suo stendardo: la folla dei mostri dal capo bovino oscillò e venne avanti per accerchiare Scimmiotto. ma il tuo aspetto è una vergogna. Intanto Scimmiotto ritornò al monastero. e questo libererà da una tassa esosa il piccolo popolo di Mintian. Non è cosa da poco questa trasformazione: è una bella prova di versatilità. ed eccola all'interno. Fuggilfreddo. A Scimmiotto e ai suoi compagni. Pif. incatenato a un pilastro in una stanzetta sul retro. Coi miei saggi discepoli di certo Dovranno misurarsi. Ora sono ritornato con i condiscepoli. "Ma non fate complimenti: posso anche farne a meno. Ascia e sciabola si abbattono da tutte le parti. Imbrogliano sistematicamente le autorità della prefettura per rubare l'olio di cui sono ghiotti. sono io" si udì la vocina di Scimmiotto. E QUATTRO DIVINITÀ STELLARI CIRCONDANO E CATTURANO I RINOCERONTI. ascoltate il prossimo capitolo. e del resto non sapevamo quali fossero le vostre condizioni." "Hai parlato abbastanza. su cui i protettori del tempo mi avevano dato le informazioni necessarie. approfittassero della notte per mettere le mani addosso al maestro? Secondo me. Figuratevi che una volta ho passato cinquecento anni senza mangiare né bere. "Sì. ma richiamarono le truppe e fecero tranquillamente distribuire il rancio serale. la sera mi sono venuti addosso tutti i loro scagnozzi e io. Ve lo dicevo che c'era sotto qualcosa di losco. le loro armi sono un'ascia. chissà dove dormivano i tre orchi. Un simbolo del vero vuoto tiene in rispetto tre false apparenze di buddha. gridò: "Trasformazione!" e si mutò in una lucciola. I quattro protettori del tempo mi hanno dato le informazioni necessarie: Monte del Drago Verde. e specialmente delle ultime parole. Restituitemi il mio maestro. Grotta Fior di Mistero. venne la voce di uno degli orchi: "Ragazzi. E se gli orchi. e vi soffia uno spiffero. Recitò un incantesimo." Scimmiotto riprese il suo aspetto: "Caro maestro. Non vi sembra che ne valga la pena?" I monaci espressero la loro infinita riconoscenza. Dunque sei tu. ma il Novizio lo trattenne: "Prima di ingaggiar battaglia. reverendo! Avete combattuto tutto il giorno. Mentre esplorava qua e là. visto che si faceva tardi e non ero sicuro di farcela. cattureremo i mostri e liberemo il maestro. e il monaco cinese si stupì: "Vedi come tutto è diverso. si posa sull'architrave e osserva attentamente: da una parte c'è una fessura. Ho passato la giornata a combattere i mostri. "dopo averli catturati non mancheremo di segargli il corno: ne caveremo un bel po' di soldi. senza che si giungesse a una conclusione." "Maestro. se non vi disturba" rispose Scimmiotto. Sono diavoli con la testa bovina. intenta a spiare le mosse dei mostri. e constatare Che i loro pugni non pesano poco." "Pensiamoci bene" obiettò Sabbioso." "Non credo" disse Scimmiotto. Il Novizio restò in ascolto delle sue lamentazioni: "Da oltre dieci anni ho lasciato Chang'an. Andò a svolazzargli intorno. Se in fin dei conti non sapete l'esito di questa spedizione. aspetta che vada a vedere se il maestro è ancora vivo. "Che cosa te lo fa pensare?" chiese Scimmiotto. è meglio muoverci subito e attaccare di sorpresa: non sappiamo quali conseguenze può avere un ritardo. abitanti tre orchi che si chiamano Fuggilfreddo. "Quelle loro teste bovine. "Certo. mentre andiamo a catturare gli orchi. invece di andare a dormire. e noi possiamo approfittarne. Non ho riconosciuto gli impostori E son caduto nella loro trappola. Veramente non si muoveva nessuno: bufali addormentati giacevano di traverso nei corridoi. da una camera che si apriva sulla sala centrale. e un po' perché le disavventure gli toglievano l'appetito. il nemico si consiglia. Ci si intrufola. lo hanno rapito senza sapere chi fosse. proteggendosi con la sua canna nodosa. E con calamità oscurano la Via. ruba lucerne. insieme all'olio di lucerna. Secondo gli antichi. Fu una bella battaglia sulla montagna: Il re scimmia osa affrontare. una volta di più la vostra inettitudine a distinguere il vero dal falso ha compromesso la nostra tabella di marcia e richiederà un bello spreco di fatica." "Ma la porta è sbarrata" osservò Sabbioso." Scimmiotto fece cadere le catene con la magia che apre le serrature. ciascuno si difende e mostra la sua abilità. Anche Tripitaka. ma quella sbarra levata fa paura a dèi e diavoli. con la sua sola sbarra. Non credevo che fossi soltanto un macaco losco e puzzolente." I monaci del convento vennero a invitarli a cena. Sentite: i mostri dormono. Consapevole del Vuoto. Fuggilcaldo e Fuggipolvere. Domattina andremo all'attacco tutti e tre insieme. bocche bisunte!" Si fece avanti roteando la sbarra e i tre orchi lo fronteggiarono con le loro armi. illuminando il buio con la piccola luce del suo addome. Per monti e valli ho avuto mille pene. Ma il maestro non ne inghiottì nemmeno una cucchiaiata. "Come entrerai?" "Ho i miei metodi" rispose Scimmiotto. Gli orchi non si preoccuparono di inseguirlo. di cui si doveva decidere il destino solo dopo aver catturato Scimmiotto." "Vuoi dire che Porcellino e Sabbioso sono con te?" si rallegrò Tripitaka. cavalcando il vento. grazie. In un tempo di festa sono giunto Nell'Ovest. l'ascia. D'un tratto. qui volano già le lucciole. Come mai non sento il gong . le lucciole nascono dalla putrefazione dell'erba. non riconoscete il vecchio Scimmiotto?" "Sei lo Scimmiotto dei disordini in Cielo?" chiese uno degli orchi. sono venuto in avanscoperta per constatarle. Questi si vide messo in una posizione difficile e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole. Poiché la notte non è adatta per combattere. Ci siamo battuti tutto il giorno. Porcellino voleva sfondare senz'altro la porta. brilla come una stella cadente. che l'avevano aspettato tutto il giorno. ebbe per il momento la sua scodella di minestra. all'inizio dell'anno. come usano all'Inferno. La battaglia continua fino a sera. Ping. "Approfittiamo di questo bel chiaro di luna per fare a pezzi i mostri!" Scimmiotto si adeguò al parere della maggioranza e si rivolse ai monaci: "Affidiamo a voi il cavallo e i bagagli. Ecco che vola sulla porta. Il risultato è che quei ladri hanno rubato anche voi. Imbattutisi per caso nel maestro. un po' perché temeva che non fosse vegetariana. È il caso di ricordarlo: Negligenza e licenza disturbano lo spirito. una sciabola e una canna. le larve si muovono appena." "Saranno re diavoli della capitale infernale" suggerì Porcellino. senza vincitore né vinto. Allora il gran re Fuggipolvere. Dimostreremo che sono impostori. Quei brutti musi sporchi d'olio di lampada rubato vogliono catturare un monaco inviato imperiale. gli andarono incontro: "Finalmente ti si rivede. niente! siete corso a fare i vostri salamelecchi." "Se sono rinoceronti" disse allegro Porcellino." "Sono d'accordo con Sabbioso" aggiunse energico Porcellino. dai fratelli e condiscepoli. ma voi. tirano e spingono. "Piuttosto hanno l'aria di tre spiriti rinoceronti. "Dice l'adagio: Se dài tregua.voce tonante: "Brutti mostri ladri. e russavano come temporali d'estate. bastò poco tempo per raggiungere la Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde. pang! Questo è il rumore dell'ascia e della sciabola che si urtano. Tutte le porte erano serrate. e fece strada al maestro verso l'uscita. sfonderò la porta e vi farò uscire. e per una volta tanto Mi son dato bel tempo. Porcellino e Sabbioso. qui nell'Ovest! Da noi. Ad ali spiegate. paf! Questo è il rumore della sbarra di ferro. udì qualcuno singhiozzare: era Tripitaka. invece di dormire come noi. La sala centrale era vuota. "Mi pareva strano di veder lucciole in questa stagione. Ma si vede Che la vita è votata alle disgrazie. tenete chiuse le porte e state attenti a torce e candele. Dopo centocinquanta scontri cadde la sera. Tre contro uno. Che ne è stato del maestro?" "Ho seguito la pista dell'odore di quel vento e sono giunto a una montagna." Scimmiotto si rallegrò di trovare il maestro di umore più filosofico del solito. Fuggilcaldo e Fuggipolvere ben lo conoscono di fama." "Ma come. Scioglierò le vostre catene. e non siete affamato?" "Per ridurmi alla fame ci vuol altro. la sciabola e la canna nodosa." I monaci non sospettarono nemmeno che quella fosse la pura verità. e i tre discepoli lasciarono la città viaggiando sulle nuvole. ho preferito venir via. CAPITOLO 92 A CACCIA DI RINOCERONTI IN FONDO AL MARE OVE I TRE MONACI DANNO BATTAGLIA SUL MONTE DEL DRAGO VERDE. "Certo la fama ti precede. Dopo cena fecero i piani per il giorno dopo: "Andiamo presto a letto.

Quando li vide. Si recò nella Sala di Chiarezza Penetrante. "Il nostro maestro. sono agevolati nel divenire immortali. è stato rapito da mostri per aver distratto la sua natura di meditazione partecipando a una festa delle lanterne. Picchiava e gridava: "Mostri da strada. sapete salire anche in Cielo?" chiesero impauriti i monaci. nella prefettura Come l'Oro. il mio mestiere è di eliminare i perversi e restaurare la giustizia. due corni e la capacità di fendere le acque quando devono attraversare il mare o un fiume. Era la terza veglia. accendevano torce. ma il cielo era rischiarato da una gran luna piena. e sono venuto a chiedere aiuto all'Imperatore di Giada. "Non mi direte che avete difficoltà a identificarli. "Hanno chiuso le porte. che se ne stavano in conversazione. "Porto un sacro decreto che ordina alle quattro costellazioni volatili del Legno di scendere sulla terra con il qui presente grande santo." "D'accordo" rispose Scimmiotto. mandava a pezzi le porte una dopo l'altra e finì per sbucare all'aperto. il rinoceronte maculato. correvano." Scimmiotto si inchinò a tanta sapienza: "Che stelle sono? Posso pregare di darmi indicazioni più precise?" "Le costellazioni si trovano dalle parti del Palazzo dei Tori Combattenti dell'Orsa Maggiore. Detestano la vista della propria ombra e sono maniaci della pulizia: si fanno il bagno ogni momento." "Non sono rinoceronti che stiano a godersi il chiar di luna. si è fatto rapire da tre mostri che andavano in giro con l'aspetto di rispettabili buddha." "Sono gli spiriti di tre rinoceronti. Ma gli orchi si ostinano a resistere. a sentir parlare quel vecchio furfante di Venere. ma non ne sono venuto a capo. scambiati i saluti. Qiu. Scimmiotto si incaricò di affrontare l'ascia da guerra. siete caduti anche voi nelle loro mani! Che ne è di Consapevole del Vuoto?" "È riuscito a tagliare la corda" rispose Sabbioso. urlando: "Grandi re. e anche il rinoceronte col berretto. mentre io faccio un salto in Cielo per chiedere rinforzi?" "Reverendo. e si aprì la strada a bastonate. lo salutarono: "Dove andate. Se li vuoi catturare. Granchio del Legno Dou. che ho incontrato alla porta. Da parte sua. che conosce settantadue trasformazioni. La battaglia si ingaggiò senza scambi verbali. da quelle del tempo. Scimmiotto?" "Dunque siete voi" disse Scimmiotto. Zhu. non ci sarà da temere che il reverendo maestro sia spacciato?" "Non c'è pericolo. a quanto pare hanno nei loro corni il soffio della nobiltà. Per riscattarmi. Sabbioso e Porcellino furono portati prigionieri dov'era Tripitaka. Ce ne sono di tanti tipi: il rinoceronte a testa concava. fuoco e fiamme dalle narici. Dove dobbiamo andare?" "A nord est della prefettura Come l'Oro. sono riuscite a impadronirsi di Porcellino e di Sabbioso. ma i mostri gli balzarono addosso. Non tiratevi indietro! Se la mancanza di uno solo facesse fallire l'operazione. verso mezzanotte. dove Scimmiotto. Le armi sibilano nell'aria. grande santo!" esclamò il pianeta del Metallo con una risatina ironica. "Quali milizie celesti ti possono aiutare?" chiese l'Imperatore di Giada. Tirato e spinto da una mandria di bufali. non mi ha dato altra scelta che di proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture. nella Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde. Le caratteristiche comuni sono: l'unica narice. impugnarono le armi. si trovò legato come un salame e trascinato dentro la grotta. Volevo sollecitare dall'Imperatore di Giada un'inchiesta per identificarli e rinforzi per sottometterli. allora ha sconsideratamente ucciso due di quelli che lo circondavano. "Dove andate?" gli chiesero. che non mi dà mai retta. fece una finta e cercò di fuggire. basta che gli opponga le quattro stelle volatili dell'elemento del Legno: non potranno resistere. andiamo a caccia di rinoceronti. e ci vedrai più chiaro. Ma la voce del capo fece balzar su gli addetti alla guardia. va male! Il mostro con la faccia pelosa è entrato nella grotta e ci ammazza. lo rovesciarono e catturarono anche lui. "Una volta ci stavo di casa" rispose ridendo Scimmiotto." L'Imperatore di Giada incaricò il precettore Xu di accompagnare Scimmiotto al domicilio dell'Orsa Maggiore. Temilcaldo e Temipolvere. sotto la luce abbagliante delle lampade. che sapete cavalcare le nuvole. che ripresero i giri di ronda al suono delle raganelle." "Che impudenti!" dissero gli orchi. Porcellino la sciabola e Sabbioso la canna. Sciabole in pugno. li vennero a ricevere le ventotto case. tre specie di peli. la scimmia è il mio discepolo Consapevole del Vuoto. Scimmiotto scomparve con un sibilo. Strada facendo. Gli altri mollarono la presa e corsero in folla nella sala centrale. "Non sapevo che vi chiamaste 'costellazioni volatili'. e lui ha dovuto abbandonarmi e fuggire. il mio maestro. Zhang e Xu. Fu un bellissimo scontro: Tre monaci contro tre mostri. io solo sono scappato. senza scomodare sua maestà. I mostriciattoli non poterono trattenerlo: rovesciava o schiacciava chi si opponeva. Gli uni combattono furiosi per la vita del maestro. Li ho combattuti. dai rivelatori e da una quantità di altri dèi. gli fecero l'interrogatorio: "Come hai fatto a liberarti dalle catene? Come è entrata quella scimmia? Confessa tutto. Inoltre in vita sua ha mangiato cinabro vegetale: non è facile farlo morire. Li abbiamo combattuti a lungo. che ritornò al monastero dove i monaci gli vennero a chiedere: "Siete riuscito a liberare il reverendo?" "Non è facile. Temilfreddo chiamò i suoi alla riscossa: "All'attacco. "Ehilà. "Venere. Ascia contro sbarra: vittoria incerta. Il grande santo giunse in breve alla porta occidentale del Cielo." "Figúrati se noi avremmo osato lasciare il nostro posto senza ordine espresso. Non riesco a liberarlo da solo. la sbarra di ferro fa prodezze memorabili. gli vennero le lacrime agli occhi: "Che peccato. succialucerne! Sputate fuori il nostro maestro!" Il portinaio terrorizzato corse a riferire: "Grandi re." Il reverendo tremava come una foglia: "Grandi re. "Non è buon segno. il rinoceronte toro. si mette male! I bonzi hanno sfondato la porta. davanti alla porta degli orchi. gli altri . espose il caso. il devarâja Anima Lunga e i quattro grandi ufficiali perspicaci Yin. Ma voi stavate all'erta e l'avete sorpreso. Poiché hanno sul loro corpo il simbolo del disegno celeste. dopo la giornata faticosa. per pregare le costellazioni del Legno di scendere sulla terra. dove siete?" Porcellino e Sabbioso gli vennero incontro levando rastrello e bastone: "Come vanno le cose?" E Scimmiotto riferì per filo e per segno. Vi dispiacerebbe continuare a custodire cavallo e bagagli. essi finirono per imbattersi nel maestro e nel discepolo. e seguiamo Scimmiotto. Basta che ti accompagni la stella del Pozzo: sa arrampicarsi sulle vette per divorare tigri e scendere in fondo al mare per catturare rinoceronti." "Allora non occorre che veniamo tutti e quattro. Scimmiotto vide la mala parata e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole. contrariati. non si sente volare una mosca" s'inquietò Sabbioso. Queste bestie. che li autorizza a dichiararsi grandi re. quei mostri sono forti." E ordinarono ai ragazzi di chiuder bene le porte e di tenersi zitti. Altrimenti sarei venuto direttamente a trovarvi. "Dove credi di scappare?" Scimmiotto non perse tempo a rispondere: sfoderò la sbarra e ruppe la testa ai due più vicini. il randello ammazza diavoli non è un oggetto comune. il rinoceronte bue. Hanno conseguito il Tao e raggiunto l'età di un migliaio d'anni. dopo essere venuto alle mani con loro!" "Ho visto che sono spiriti bovini. dice che questi spiriti rinoceronti si sottomettono alle costellazioni volatili del Legno. canna nodosa e bastone vanno e vengono in un torneo d'alta scuola. "Sarà certo andato a cercare aiuto. dove incontrò i quattro grandi precettori celesti Ge. ma sono troppo potenti per metterli sotto. "Fratelli. con la dovuta pratica." Se ne incaricò il bestione: con un colpo del suo rastrello fece volare in pezzi le porte di pietra. "Buttiamo giù i battenti. Indossarono le armature.e le raganelle dei guardiani notturni?" Il fatto è che tutti i mostriciattoli. alla frontiera dell'India. ragazzi!" Tutte quelle creature bene armate fecero presto a gettare a terra Porcellino. Nei primi scontri sale una sinistra nebbia." I quattro precettori lo condussero subito nella Sala delle Nuvole Misteriose. chiamarono a raccolta i loro mostriciattoli e uscirono ad affrontare il nemico. Comunque questi mostri ci sanno fare. Tripitaka fu rimesso ai ferri. Porcellino e Sabbioso sono rimasti prigionieri. Tao e Xu." "Andiamo. gli altri balzano alla gola per conservarlo nelle proprie mani. Dopo un bel po' che combattevano senza vincitori né vinti. il rinoceronte gigante e il rinoceronte dagli arabeschi che spiegano il cielo. Caimano del Legno Jué. imparano a volare e a camminare sulle nuvole. Rolla e beccheggia il rastrello. Dobbiamo entrare in azione. erano caduti addormentati. Lupo del Legno Kui e Sciacallo del Legno Jing si fecero avanti: "Hai bisogno di noi. impugnavano le armi. "Mi buttò fuori il nostro Buddha. Ma a quanto pare non sapete che questi guai non sono casuali: sono prove che il maestro deve affrontare una dopo l'altra. Scimmiotto non poteva badare a lui. Il nostro maestro è segretamente protetto dalle divinità dei monasteri. o ti tagliamo in due. grande santo?" "Nella prefettura Come l'Oro." I tre orchi balzarono dal letto: "Arrestatelo immediatamente!" Al monaco cinese si piegavano le gambe." Scimmiotto ringraziò a mani giunte. perché avevo disturbato la festa delle pesche di immortalità. Sabbioso lo vide sommerso dalla folla muggente. dove il pianeta del Metallo." I monaci non seppero rispondere altrimenti che prosternandosi nella polvere ed elevando preghiere." "Se non riuscite a vincerli voi. Si era mutato in lucciola per venire a soccorrermi." Gli orchi si misero a ridere: "Per fortuna ci siamo svegliati in tempo per riacchiapparti. Tutti gridavano. Nel Palazzo dei Tori Combattenti. mi chiedevo che cosa volesse dire. bel monaco!" gridarono. ai colpi del rastrello si oppongono i fendenti della sciabola. Va a fare rapporto all'Imperatore di Giada. ma quando le loro truppe sono intervenute. asce levate. per sottomettere certi mostri" spiegò il precettore celeste. Temilfreddo." Lasciamo maestro e discepoli nello sconforto in cui erano piombati. Ma non sappiamo quando ci caverà dai guai. man mano che si prosegue scaturiscono da ogni parte nuvole colorate.

lo osservò con attenzione: "Non si direbbero ferite d'arma da taglio. fece la seguente allocuzione: "Prefetto di Come l'Oro. "Maestro" disse Porcellino. dove sono i rinoceronti?" "Che domande stupide!" esclamò Scimmiotto di malumore. "Non saranno i rinforzi che può trovare a farci paura" esclamarono Temilfreddo e Temilcaldo. A questo punto intervennero le quattro costellazioni del Legno. hanno rapito anche il nostro maestro. bestiacce!" "Quel furfante ci ha fregato!" esclamarono gli orchi. Il terzo è stato addentato a morte dalla stella del Pozzo. Fu la meditazione disturbata Dalla festa." Tripitaka si inchinò di nuovo e rivolse preghiere al cielo. bufali. verso il Monastero delle Nubi della Compassione. perche. Il giovane principe scoprì Sciacallo del Legno Jing che aveva ripreso il suo vero aspetto per abbattere Temilfreddo. grande santo" dissero le costellazioni. Caimano e Scimmiotto." "Certo" disse Porcellino. si chiusero in casa a pregare e bruciare incenso. Presi dal panico." Quando Scimmiotto vide il morto con la testa quasi recisa. troneggiando in cielo su un alone luminoso di buon augurio. Ora i mostri sono sterminati. che avevano riparato alla meglio con lastre di pietra i danni provocati da Porcellino alla porta di ingresso. ambra. È probabile che nel frattempo sia andato a cercare rinforzi" suggerì Temipolvere. Raccogliamo le nostre cose e andiamocene. Avrà studiato la notte. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione varcarono in pompa magna le porte della città. Quando vi giunsero Scimmiotto. "Se non fossi intervenuto io. con un grande sciacquio. poi invitarono il maestro ad aspettarli seduto su un masso. Uno yaksa volteggiatore e un pattugliatore corazzato li videro da lontano. ma si trovarono davanti Sciacallo. Noi due abbiamo sgombrato il terreno e siamo venuti a liberare il santo monaco. caro e saggio discepolo." Aoshun convocò il principe ereditario Mo'ang: "Intervieni subito con le milizie acquatiche. e la Via venne offuscata Dal momentaneo indulgere al piacere. "Tu andrai avanti a provocarli e li attirerai in campo aperto. ma per un bel pezzo non videro nessuno. sguaina la spada e vallo ad aiutare. Abbassarono le loro nuvole e chiesero: "Grande santo. insieme a Caimano e Sciacallo. restituitemi il maestro!" I mostriciattoli. abramidi. Converrà pregare le costellazioni di presentarsi in tribunale a testimoniare. si diedero alla fuga nuotando verso il largo. si sbandarono e presero ciascuno una direzione diversa. Io torno a fare rapporto." Congedatasi dai draghi. "Ce ne avete messo del tempo. venute a rubare l'olio. Il grande santo li tallonava senza perdere il contatto. Dirà il grande santo che cosa si deve fare di te. piantarono in asso bagagli e maestro per salire sulle nuvole e farsi raccontare le circostanze della cattura. carpe. Giunto sul fondo vide le stelle e i mostri che combattevano alla disperata. finché si trovò accerchiato e gridò: "Grazia! Grazia!" Sciacallo lo afferrò per un'orecchia. con l'anello di ferro al naso. e impoverisce le vostre risorse. Dopo un po' videro Caimano che spingeva Temilcaldo verso di loro. Credo si tratti di Temilfreddo. mentre incendiavano la grotta. Quando siamo passati dal vostro paese e siamo venuti a goderci le luminarie. non sai le conseguenze Che subirai allentando l'attenzione. Gli ufficiali e la popolazione della città e dei sobborghi. entrarono nella grotta per liberare Tripitaka." "Va bene. mentre noi partecipiamo all'inseguimento. "perché la gente veda e sappia che santi siamo noi. per abbatterli ho dovuto chiedere aiuto agli dèi del cielo." Porcellino e Sabbioso. poi interverremo noi. urlone: non ti ammazzo. soldati e abitanti della città e dei sobborghi. ho giusto imparato qualcosina di giurisprudenza" ribattè sostenuto Porcellino." "Bisogna portarli tutti e due in corteo per la città" propose Porcellino. per ordine dell'imperatore e per riguardo al nostro condiscepolo. I tre rinoceronti sono scesi in fondo al mare. uscirono dal palazzo di cristallo e corsero con grida di guerra a sbarrare la strada ai rinoceronti. Temipolvere si trovò accerchiato dalle truppe acquatiche. "Abbiamo preso questi due. e non ci saranno scappatoie. ufficiali. e lo stava azzannando di gusto." Ao Mo'ang ubbidì: in breve tartarughe. "Stella del Pozzo!" gridò Mo'ang. Potrete vivere in pace senza altri guai. Ora che siete arrivati voi. conchiglie.non farebbero che perdere tempo." "Non pensavamo che avreste avuto difficoltà a catturarli. Noi siamo santi monaci inviati dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. lo disarmò e disse: "Sta zitto. Dal momento che si trova nel nostro territorio. portateci le armature. Sciacallo e Caimano mi hanno lasciato qui di guardia. giada e oro. tutti si dedicarono all'inseguimento dell'ultimo fuggitivo. Complimenti per questo bel . Ogni momento devi vigilare Sul tuo elisir." Mentre le stelle partivano. Vi schiererete come ieri e baderete a circondarlo per non farvelo scappare. allo scopo di approfittare delle vostre offerte delle lanterne d'oro." "Non cercate scuse" intervenne il precettore celeste. udita la dichiarazione. che erano già in difficoltà. "tante cerimonie sono pura ipocrisia. questi signori non fanno che il loro mestiere. non pestatelo troppo! Non mi consegnate una carcassa!" Mo'ang ubbidì: i soldati si accontentarono di rovesciare la bestia. "Si salvi chi può!" In un bailamme di mugli e muggiti. mostri da strada. "Non ammazzarlo! Il grande santo lo vuole vivo!" Ma quel sanguinario non gli badò. "L'ordine riguarda tutti e quattro: partite senza indugio. Bisogna distruggere la caverna. furono affidati rispettivamente a Caimano e Sciacallo. Infine presero la strada del ritorno. "Li porterete davanti al prefetto di Come l'Oro. la comitiva riprese la via della prefettura. cipree. il monaco cinese si profuse in ringraziamenti: "Sono profondamente riconoscente agli ufficiali stellari della pena che si sono data per venirci a liberare. statemi a sentire. buoi muschiati. temevo di non rivederti più. la montagna e la grotta sono ripulite. e si dispersero al galoppo per la montagna. tanto peggio" concluse Scimmiotto. gamberi e granchi impugnarono le armi. Scimmiotto si raddolcì: "Avete fatto bene: vi sono molto grato di esservi preso il disturbo. Giunti in vista dell'oceano occidentale. "Ragazzi. Scimmiotto sfoderò il solito repertorio di invettive: "Succialucerne. di passargli un gancio di ferro nelle narici e di legargli solidamente le zampe. i mostri ripresero il proprio aspetto: zebù. Quanto a te. la stella del Pozzo se lo sarebbe masticato fino all'ultimo pelo. Anche i tre orchi ricaddero a quattro zampe e corsero via verso nord est col fragore del cannone. perle. "Come siete riuscite a trovarci?" "L'Imperatore di Giada ha ordinato di venirvi a liberare." Temipolvere e Temilcaldo. "Eccolo che ritorna dopo essere stato messo in rotta. datemi il cambio: io faccio un salto là sotto a vedere che cosa succede. Temilcaldo e Temipolvere. per raccogliere tutto ciò che avesse valore e piccolo volume: coralli. spingendosi davanti i due rinoceronti. "Segategli i due corni e scorticatelo. Porcellino e Sabbioso. Quando rivide Scimmiotto. riconoscendo le costellazioni." "Senti senti. mentre Granchio e Lupo facevano strage sulla cima e catturavano vivi quelli che non opponevano resistenza. che esaurisce le famiglie che la devono pagare. roteando le armi: "Giù le zampe." Considerata la buona intenzione. mentre le truppe manovravano per circondarlo. macaco! Non hai paura di prendere un'altra batosta?" Al Novizio non piaceva sentirsi chiamare 'macaco'. le salutarono e le ringraziarono." "Come mai non si vede Consapevole del Vuoto?" domandò Tripitaka con le lacrime agli occhi. agate. portando il reverendo sul loro migliore palanchino. queste creature. Il fuoco la devastò da cima a fondo. Quando ebbero ripulito la montagna." Con incosciente baldanza. Questi furono costretti a battere in ritirata. corsero a riferire. allarmatissimi. ne abbiamo riportato solo i corni e la pelle. su sollecitazione del grande santo. Mentre la carcassa veniva trasportata al palazzo di cristallo. abbiamo visto il Grande Santo Uguale al Cielo e due stelle all'inseguimento di tre rinoceronti. "Voi dovete eseguire i vostri ordini." "L'Ammiraglio dei Canneti Celesti dice bene" approvò la stella del Lupo. o te ne pentirai! Lupo e Granchio correvano sulle nuvole. Scimmiotto gridò: "Prendetelo vivo. li riconobbero e corsero ad avvertire il re drago: "Maestà. Tienilo stretto. e si gettò nella mischia gridando: "Arriva il vecchio Scimmiotto!" I mostri. padre e figlio. Questi spiriti rinoceronti sono gli impostori che per molti anni si sono fatti passare per buddha. per tagliare il male alla radice. che esperto avvocato è diventato il nostro ammiraglio." "Al punto in cui è ridotto. Poi torneremo al monastero ad attendere i nostri amici. Non c'è niente di più adatto del corno di rinoceronte per dividere le acque: le fendevano con precisione e rapidità. Ne raccolsero uno staio e lo portarono all'aperto. carette. "Andate a riposarvi al monastero. Digrignò i denti e si lanciò all'attacco con la sua sbarra. le creature uscirono dalla grotta al rullo dei tamburi: "Rieccoti qua. Vi converrà abolire l'imposta dell'olio per le lanterne d'oro. che ci racconteranno che fine avranno fatto gli orchi. "In questi anni di vita da monaco. "Sta inseguendo gli orchi. Poi le truppe si divisero per aiutare le due stelle a catturare gli altri fuggitivi. Che bella sorpresa!" si sganasciarono le quattro stelle. e ci siamo soffermati a ripulire la montagna e liberare il vostro maestro e i condiscepoli." Quando giunsero sulla montagna." A questo punto abbassarono le armi e ritornarono al palazzo di cristallo ad annunciare: "Missione compiuta." Il grande santo fece il passo per aprire le acque e si tuffò. in compagnia di Sciacallo e di Caimano. Le divinità scesero in cavalcata sulla prefettura immerse in un pulviscolo colorato. "Grande felicità volge in dolore"(15) dice il Classico delle Mutazioni. perché li processi per impostura e stabilisca l'ammontare dei danni cagionati alla popolazione in tanti anni. che in realtà sono tre rinoceronti." "Lo credo bene!" rispose ridendo Mo'ang. e ruppe al malcapitato l'osso del collo. che si sono messi nei guai con il Novizio. Le carni vanno assegnate ai saggi draghi. I monaci. Porcellino e Sabbioso si dedicarono alla perquisizione della grotta. scorsero finalmente Scimmiotto sulla riva del mare che lanciava loro richiami. così le prove saranno inconfutabili.

Mentre nessuno badava a lui. "Consapevole del Vuoto. Ricordate che quei monaci ci avevano detto che occorrevano duemila li solo per giungere alla capitale dell'India?" Scimmiottò rispose: "Voi dimenticate il sutra del Cuore del Maestro del Nido dei Corvi. non ha fatto nemmeno il sagrestano. guarda quel monastero!" Non è grande e non è piccolo. spiega! Siamo qui ad aspettare. Quando il fratello mi vuol picchiare. non lontano dalla strada. per presentarli come resa di grazie nel santuario dedicato ai vivi. e gli elogi ricominciarono. Per qualche tempo. "Non avevamo preso misure di vigilanza. o questa volta non eviterai le botte. i tetti sono coperti di tegole smaltate color smeraldo. Volò via la fenice. reggendo candele accese e bracieri d'incenso. A che serve distinguere i tre ranghi? Quando l'atto è compiuto. oltretutto." "Ci avviciniamo. I grandi caratteri sul portale dicono: MONASTERO DI MEDITAZIONE PAVIMENTATO D'ORO e sotto è appeso un cartello con la scritta: Monumento di remota antichità . perché fosse conservato nel museo locale. Porcellino nel frattempo. scavato ai tempi di chissà quale remota dinastia. e non ho nessuna voglia di farmi rimproverare dal Buddha. Quando nel monastero ci si accorse che Tripitaka e i suoi erano scomparsi. i monaci esclamarono: "Ci siamo lasciati sfuggire i buddha viventi senza riuscire a trattenerli. Strillò in direzione di Sabbioso: "Sveglia.trionfo! Come sono andate le cose?" Scimmiotto glielo riferì. trascurando la giurisprudenza per il commercio. l'altro lo portarono con sé i pellegrini per offrirlo al Buddha. ma ci siamo riempiti la pancia solo una trentina di volte. discepoli! Guardate com'è ripida quella montagna!" "Ci avviciniamo al territorio del Buddha" replicò sorridendo Scimmiotto. e ha l'aria di contenere molte cose antiche di secoli e secoli. i muri sono di mattoni rossi a squadra. Rilassatevi. che vennero in corteo con i loro impiegati. Intanto il monaco cinese e i suoi compagni procedevano per la loro strada. non insistere" diceva Sabbioso. non ne hai mai seguite. "Alzati. magari. alla quinta veglia. e che l'imposta dell'olio era abolita per sempre. dirò a Consapevole del Vuoto di romperti tutti i denti con la sua sbarra. per andare a mettersi a rapporto. trasse il coltello e decapitò Temipolvere e Temilcaldo. E le famiglie riconoscenti? Se non sapete che cosa fecero. e neppure a salutarli!" Li vennero a trovare alcune grandi famiglie dei borghi meridionali. Camminarono così per sei mesi. tanto per orecchiare la spiegazione di qualche sutra. Ma intervenne Scimmiotto a evitare lo scandalo: "I quattro corni di questi rinoceronti siano portati dagli ufficiali stellari come tributo all'Imperatore di Giada. Quindi presero congedo e si allontanarono su nuvolette iridate. si elevò un 'santuario per i vivi' dedicato ai quattro pellegrini e si eressero alcune stele in segno di perenne gratitudine. senza incidenti da segnalare. Mi ha sempre voluto bene e protetto. Non vorrete ricominciare ad affamarmi!" "Stupido! Sacco di segatura! Non dire scemenze!" si indignò Tripitaka. dormiglione! Si barda il cavallo e si va via!" I preparativi furono presto compiuti. aprirono la porta e si ritrovarono in strada. Se tu pensi. uno fu donato al Tesoro della prefettura. è lui che gli fa cambiare idea. Di scuole regolari per imparare la Legge. D'un tratto un convento si presentò alla vista. lo recitate dritto e rovescio. conciata e indurita con salnitro e tannino. Trascorse un mese. CAPITOLO 93 VISITA AL JETAVANA NEL PARCO DI JETA SI INDAGA SULLE ANTICHITÀ E SI DISCUTE DELLE CAUSE. I magistrati convitarono maestro e discepoli a un grande banchetto. Sabbioso si divertiva e Porcellino si piegava in due dal gran ridere: "Che sbruffone! D'origine è una bestia perversa come noi. "Abbiamo avuto duecentoquaranta inviti. tutto torna All'oceano. "Tirati su e va a preparare il cavallo. senza farlo sapere alle duecentoquaranta famiglie. come noi. La pelle." Il bestione non se lo fece ripetere." E continuarono a camminare in silenzio. e sembrava che non li avrebbero mai lasciati partire. Si chiamarono i macellai a scorticare e squartare i rinoceronti. raccogli tutti i preziosi che ci rimangono e donali ai monaci del monastero per ringraziarli dell'ospitalità. smettete di dire sciocchezze. Non vorrei che la nostra missione fosse compromessa. Non restò loro che rivolgersi al cielo e pregare." "Scimmia zuccona! Come ti permetti di dire una cosa simile? Io non capirei quello che dico? E tu. finché giunsero in vista di un'alta montagna. tutto insonnolito. poi si procurò una sega e si applicò a segare i loro corni. Ogni volta che andavano a un banchetto. maestro e discepoli si abbandonarono alla bella vita. Non è vecchio e non è nuovo. Il drago caracolla. Si ripara all'ombra delle conifere. cui sedettero i funzionari di ogni rango. Consapevole del Vuoto sta praticando l'interpretazione senza parola né testo. quel desiderio A sicuro disastro ti conduce. ma non sapete che cosa significa. È il caso di dirlo: Dalla gabbia. Inoltre si destinarono i proventi delle ammende ad acquistare un terreno per erigervi un tempio dedicato alle quattro case celesti che avevano abbattuto i mostri. e sono in grado di spiegare. nutrendosi di vento e dormendo in riva all'acqua. si lamentò: "È presto! Non rompere!" "Si parte! Ordine del maestro" gridò Scimmiotto. Il bestione. È il destino cui devi prepararti. "Il maestro sbaglia i conti" brontolò Porcellino strofinandosi la faccia. Le duecentoquaranta famiglie che avevano fornito l'olio delle lanterne vollero dedicar loro particolari festeggiamenti: non restavano soli un momento. non mancherebbe di vendicarsi in qualche modo. Per giungervi nettato da ogni polvere. NEL PAESE DELL'INDIA EGLI SI RIVOLGE AL RE E INCONTRA UNA COMPAGNA. durante la notte sono scomparsi. Da parte sua s'intende di sbarre di ferro. Saranno saliti sulle nuvole" si lamentavano i monaci." "Sento sempre su di me il sutra della prajñâ. tramava qualcosa. "Non dovremmo più trovar mostri. in segreto. Poi fu la volta dei magistrati della prefettura e delle sotto prefetture. Bisognò che il reverendo prendesse da parte Scimmiotto e gli desse queste istruzioni: "Consapevole del Vuoto. tanto. Porcellino era quello che se la spassava di più. si riempiva le maniche di preziosi trovati nella grotta dei mostri e li offriva agli ospiti. Come potrei dimenticare una preghiera che ripeto ogni giorno e che posso recitare anche alla rovescia?" "Certo. non certo di commenti dei sutra. l'han preso dalla strada per farne un monaco. e svelto! Se continui a discutere. Ma fa la commedia del gran dottore: lui capisce e spiega." Il bestione trasecolò: "Il maestro non è più lui. È questo il giusto frutto che persegui. come la mia veste o la mia ciotola delle elemosine. a documentazione delle circostanze che avevano condotto ad abolire l'imposta dell'olio. Fu promulgato un proclama che informava la popolazione che l'anno seguente la festa delle lanterne d'oro non sarebbe stata autorizzata. cioè l'interpretazione vera. la carne fu distribuita ai funzionari e ai raccomandati. che cosa gli prende adesso?" "Il maestro non ha voglia di compromettere il viaggio per la tua ghiottoneria" gli disse Scimmiotto. Il reverendo disse: "Ora apriamo la porta e ce la filiamo senza dir niente a nessuno." Scimmiotto prese le misure necessarie e l'indomani." Montò a cavallo. fu utilizzata per fabbricare corazze." Tripitaka li rimbrottò: "Per piacere. vorrai. capisci meglio di me?" "Certo che capisco. ma chissà quanta strada resterà da percorrere." Quanto ai due corni di Temilfreddo. Prepariamoci a partire prima dell'alba. Tripitaka si allarmò: "Attenti. Disciolte le catene. scosse Porcellino e gli ordinò di preparare il cavallo. lo sa che sono un balordo. ascoltate il prossimo capitolo. E allora non stare zitto. L'acqua mormora scorrendo nel canale. sul Monte degli Avvoltoi." Intanto avevano percorso un buon tratto di strada e superato alcuni colli. Le grandi famiglie furono invitate a preparare i sacrifici di cinque specie di fiori e di frutti. Le tue realizzazioni Di immortale o di buddha vi si perdono. "Lui parla così perché vuole pungolare il maestro. Gli ufficiali stellari trovarono la soluzione molto elegante e se ne rallegrarono con il grande santo. battendo le palme in segno di disappunto. fratello. che volevano invitare i pellegrini." "Lascia stare. La notizia si sparse in città. maestro. il quale.

maestro!" esclamò Porcellino." L'ho fatta chiudere in una cella. che era una persona attenta. accompagnato dai discepoli. "Raccontano le scritture che il Buddha frequentava il parco di Jetavana nella città di Srâvastî." "Il nostro umile monastero è aperto a tutti. Questo triste affare su cui mi interrogate è cosa che potrebbe mettere in chiaro soltanto il maestro qui presente. che esprimevano tormenti ignorati da tutti e nostalgia di casa." "Non ero mai stato qui" rispose Tripitaka. forse dipenderà da un cambiamento del clima. gli diede di gomito e bisbigliò: "Bada che dài spettacolo. figlia del re dell'India. il monaco ricambiò premurosamente e chiese: "Da dove venite. un colpo di vento mi ha rapita e mi ha portata qui. riusciremo a trovare qualcuna di quelle mattonelle e faremo fortuna. poi Tripitaka portò il discorso sugli antichi monumenti e chiese quale fosse l'origine del nome del monastero 'pavimentato d'oro'. argento o perle." "Dunque è vero. "Giusto un anno fa. chissà perché." "Ma quale spettacolo? Ho la pancia vuota come una caverna" ribatté brusco Porcellino. "Fratello" rispose Sabbioso. Fra un periodo e l'altro di meditazione. Anzi. Il morso non è mortale. Nella folla. Che cosa vengono a fare qui?" "La nostra montagna." I condiscepoli risero. Un domestico venne ad annunciare: "Il nostro reverendo maestro vorrebbe incontrare le personalità cinesi. che si chiama Monte dei Millepiedi. dapprima sulle terre dell'Est. Tripitaka sospirò. A un tratto si udì nelle tenebre qualcuno che singhiozzava perdutamente. ma nella quiete della notte si sfoga singhiozzando e cantando. ciascuno prese posto. Di giorno balbetta soltanto parole incoerenti. Tripitaka paventava incidenti e mormorava ai suoi: "Datevi un contegno! Siate gentili!" Ma nessuno tentò di stabilire contatti." Dietro a lui veniva un vecchio monaco che si appoggiava a una canna di bambù e chiese: "Siete voi il maestro venuto dalla Cina?" "Non oso pretendere a questo titolo" rispose modesto Tripitaka. si godevano lo spettacolo di Porcellino alle prese con il cibo. la brezza mi portò un lamento. ciascuno vi può soggiornare a suo piacere. E aggiunse un'altra domanda: "Al nostro arrivo nel vostro nobile monastero abbiamo visto molta gente che affolla i porticati. Quando vennero avanti quegli strani pellegrini. e che lo riconosciate. perciò lo chiamiamo Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada. "se lo hai dimenticato. Si agita nel vento L'ampia manica sull'impugnatura Del suo bastone. Domani all'alba riprenderemo il cammino. si inchinò davanti al monaco cinese e a Scimmiotto. Ma questa volta si direbbe che abbiate già visto questo posto. Dove si trovano?" chiese Tripitaka. Le chiesi il suo nome e che cosa facesse in quel posto. Si bevve il tè e fu offerta una colazione vegetariana. avete sempre avuto l'aria di uno che non sa distinguere un punto cardinale da un chiodo arrugginito. Quando si sparse la notizia dell'arrivo dei cinesi in cerca di scritture. ti ricordo che hanno una pancia anche gli altri. Ma da qualche tempo hanno preso a infestarla numerosissimi spiriti in forma di millepiedi. Qualche fortunato ne ha raccolti anche l'anno scorso." Chiacchieravano passeggiando nel portico posteriore. Tripitaka si immerse nella riflessione: "Pavimentato d'oro. sulle minestre e sui piatti di verdure. non è una buona ragione per esagerare. I viaggiatori che avete visto sono arrivati troppo tardi per proseguire il cammino e. I sandali di paglia Sul lastricato procedon spediti. L'anziano accettò la condizione e fece coprire tutta la superficie del parco di mattonelle d'oro. sarà per noi una grande gioia. . lasciando solo un'apertura sufficiente al passaggio di una ciotola. ma la gente fa del suo meglio per evitarlo. tutti gli abitanti del monastero vennero a vederli: vecchi e giovani. residenti fissi e ospiti temporanei. Penso che il nome del monastero si riferisca a questa storia. si finge pazza e si rassegna a vivere e dormire fra i propri escrementi. eminente maestro?" "Ho vanamente vissuto quarantacinque anni. "A me. che era al primo quarto. "Magari. Cercai fra le rovine del parco e trovai una ragazza. e incomincia a capire qualcosa degli uomini.Fermato il suo cavallo. Alla fine Tripitaka e Scimmiotto se ne andarono a passeggiare nel giardino al lume della luna. caro superiore?" "Il vostro discepolo ha vissuto più di un secolo. Sembrano venditori ambulanti. come l'albero Della bodhi. Aiuterete i buoni e. che elargiva le ricchezze Ai poveri e in eterno legò il nome Al Jetavana. La tavola venne sparecchiata e si avviò la conversazione. chiese: "Sapete dirmi chi sia la persona afflitta che abbiamo udito lamentarsi?" Il vecchio monaco inviò i suoi accoliti a preparare il tè e. accade ancor oggi che portino alla luce oro. Il vecchio monaco gli fece molti complimenti e infine chiese: "Quanti anni avete. uno così bello e gli altri così brutti. non sale nessuno prima del canto del gallo. Tripitaka lo sollevò e chiese: "Perché queste manifestazioni di rispetto. pregando il Buddha di venirvi a esporre la Legge. Lei rispose: "Sono una principessa. Al Passo del Gallo. nello stesso tempo. "In tanti anni che viaggio con voi. mentre rischiaravo la mia natura al chiar di luna. Chi faceva conversazione." Aprirono una porticina e si avventurarono in un terreno incolto. con carri. "Si è parlato delle rovine del parco di Anâthapindada. Ho diffuso la voce che si trattava di una creatura perversa che si sarebbe dovuto sopprimere. attraverso i portici e il refettorio. anzi. raspando per terra. Per tenerla in vita le portiamo due volte al giorno tè e riso. poi lo mise a disposizione della persona più onorata del mondo. Sudatta(16)." Porcellino fece il possibile per moderarsi. quando restarono soli. "Ve le mostro. dal quale si accede alla regione montuosa. Al canto del gallo ripartiranno. Mentre prendevano la via del ritorno. che è un divino monaco dell'Est. si vedevano carri pieni di gente. L'anziano Anâthapindada gli chiese di acquistarlo. non è una leggenda!" esclamò Tripitaka. Sulla porta e sotto i porticati sostavano molte persone: alcune portavano tavole. Quando infine ritornarono nei loro quartieri. metterete in risalto la vostra divina potenza. Ma ora che ho l'onore di incontrarvi. tanto più che la notte vedo ben poco. Perciò la prigionia continua e io non trovo alternative. l'avevo fatta imprigionare in quel modo. Ove soggiornerà In compagnia degli arhat e dei buddha?" A passi lenti sotto il lume lunare giunsero a una terrazza. Il corpo è ben piantato. mentre contemplavo i fiori sotto la luna." Due giovani bonzi vennero a invitarli a prendere il tè. Sabbioso. Alla fine Tripitaka recitò la preghiera conclusiva e ringraziò. quale età dareste?" "Il vostro volto mi sembra così anziano e la vostra anima così pura. lo raggiunse un monaco imponente dall'aspetto autorevole: La luna piena brilla sul suo volto. si sono fermati da noi a pernottare. Ebbe una stretta al cuore e non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. a scanso di pericoli. Mentre facevano il giro della sala del Vajra. che non oso far congetture. giunse le mani e recitò: "Penso a quel donatore d'altri tempi. la gente si fece da parte timorosa." "Avete dunque centocinque anni" osservò Scimmiotto. Mi sono ben reso conto che voi e i vostri discepoli non siete gente comune. spero che andrete in città e svolgerete un'inchiesta esauriente con i grandi poteri che la Legge vi conferisce. "Qui si trovava anticamente il regno di Srâvastî. La ragazza è abbastanza intelligente da capire la mia intenzione: per non finire violata dai monaci. quelli che pensavano solo a divertirsi. che mordono la gente." Si conversò finché non venne servito un altro pasto. per aver modo di andarci e di indagare discretamente su questa persona." "È precisamente quello che faremo anche noi. Più volte ho organizzato questue nella capitale. Basta uscire dalla porta posteriore. reverendi e inservienti. le persone posate apprezzavano la dignità di Tripitaka. Quando cadono piogge torrenziali. reverendo. era una volta un posto tranquillo. ma non ho saputo che sia scomparsa alcuna principessa. maestro?" "Il vostro discepolo Chen Xuanzang è stato inviato dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est a sollecitare le scritture dal Buddha nel Paradiso dell'Ovest. Tripitaka distingueva le parole di quei lamenti. ospitare il reverendo." "Che fortuna!" sghignazzò Porcellino. Scambiati i saluti. Poiché la nostra strada passa accanto al vostro nobile convento. Mi posso permettere di chiedere la vostra età?" "Io vi supero di uno stupido ciclo di sessant'anni. altre sacchi sulle spalle." Tripitaka lo ringraziò e lo seguì nella sua cella. bella e di alta statura. Tripitaka smontò da cavallo e si avviò a piedi verso l'ingresso. bestie da soma e mercanzie. dove sedettero in grande calma di spirito. Porcellino si era gettato sulle grandi pagnotte. chi dormiva. Tripitaka giunse le palme per salutarlo. perché voleva destinarlo alla predicazione del Buddha. anche al chiaro di luna. Il parco apparteneva al principe ereditario Jeta. dove affiorava la base di un antico muro e giacevano a terra varie pietre spezzate. ma il principe rispose che il parco non era in vendita: lo avrebbe ceduto soltanto a chi lo pavimentasse d'oro. Non saremo per caso nel territorio di Srâvastî?" "È strano. ho ancora la testa abbastanza lucida. altre ancora spingevano carriole. ma poiché la compassione vieta a noi monaci di attentare alla vita. Ancor prima che il reverendo concludesse la preghiera di benedizione del pasto. l'ho fatta murare. ci siamo permessi di entrare con l'intenzione di chiedere riparo per la notte. Il nostro monastero sorge nel Jetavana. Del parco e del monastero originario restano alcune rovine sul retro." "Che cosa ne sapete?" chiese Scimmiotto.

Il mastro di posta venne a riceverli." "Adesso che cosa facciamo?" "Maestro. Si esclamava: "Guardate! Ora getterà la palla ricamata. la principessa ritorna con un monaco. In un istante la piazza si vuotò." Si avviarono sulla strada maestra insieme alla rumorosa carovana dei mercanti e giunsero al passo all'ora della tigre. si diede una statura di tre tese e fece smorfie così spaventose che la gente cadeva a terra dallo spavento. conservate la calma. giorno e ora della sua venuta nella capitale. Può darsi che la principessa non insista per sposarvi. Venite con me. ma il loro cuore è saldo e fidato. dove l'addetto all'accettazione corse ad avvertire il mastro di posta: "Sono arrivati quattro strani bonzi con un cavallo bianco. "Vi accompagno" propose Scimmiotto. Consapevole del Vuoto. Scimmiotto andò nelle cucine a chiedere in prestito una lampada. "Nel nostro umile paese dell'India sono trascorsi cinque secoli dalla fondazione della dinastia. dalle otto finestre spalancate della torre. Silenzio. Verso le dieci del mattino erano in vista delle mura di una città d'oro. che si mosse verso il palazzo seguito da un grande corteo. e non vorrei mettermi in situazioni difficili. forte come una botte di ferro e splendida come una residenza celeste. non aveva scelta." Allora verrò. Alzò le mani per proteggersi. zuppe e dolci per gli ospiti. Un gran re occupa il trono: Regna prosperità." "Che ne dite?" propose Scimmiotto. ma non immaginavano che il pescatore fosse un altro. E sullo fondo monti Come grandi stendardi. "Lascia perdere. Nel frattempo ci è permesso sostare nella residenza di vostra grandezza? Ripartiremo dopo aver sbrigato l'incombenza. La folla gridò: "È un monaco! È toccata a un monaco!" Nella piazza scoppiò un parapiglia indescrivibile. Le dame e le fanciulle del palazzo. non dimenticate le nostre promesse al vecchio monaco del Monastero Pavimentato d'Oro. amante dei fiori e del paesaggio. Non è tempo di bighellonare a contemplare il paesaggio. Vibrante di colori. da Porcellino e da Sabbioso. Farò un'inchiesta e ne ricaverò le conclusioni opportune. come d'incanto. Tripitaka e Scimmiotto andarono a congedarsi dal vecchio monaco. Sapeste quante montagne e quanti fiumi abbiamo attraversato per giungere fin qui!" "Dovete proprio essere un santo monaco!" esclamò il mastro di posta." Tripitaka si teneva in disparte e confidava a Scimmiotto i suoi pensieri: "Se ti guardi intorno. "Non dubitate" lo rassicurò Scimmiotto sorridendo. mese." Il sovrano non gradì la notizia." Il mastro di posta si rinfrancò e chiese: "Maestro. Ma non sapeva come l'avrebbe presa la principessa. Credevano di lanciare l'amo. devo dar loro le ultime istruzioni. in cui l'udienza dura più a lungo del solito. Salirà su una torre decorata. le consuetudini sono le medesime. Siamo pur sempre riconoscibili come stranieri." La luna sprofonda in un sogno di fiori. Dopo che la falsa principessa ebbe bruciato l'incenso e formulato i voti al Cielo e alla Terra. constaterai che i vestiti." "Maestro. Non c'è nulla da temere. Anche il gusto di far baccano e divertirsi è il medesimo. quando si dovrà ripartire al canto del gallo?" "Che cosa ti affligge. è il momento giusto. "Sei un goffo bestione. Userò lo stratagemma detto distruggere il mostro con il matrimonio. si apprestò a recarsi a corte. brutta scimmia zuccona. nel continente meridionale. Una brezza dal muro d'assenza Alita tiepida. Mentre il Novizio se ne andava. Essa lo prese con la sua manina di giada e lo guidò al carro reale. aveva portato a passeggio le sue donne nel parco reale per godersi la luna piena. Vedi: a tanta distanza di luoghi. e Tripitaka gli disse: "L'umile monaco che vedete è inviato da sua maestà della corte dei Tang delle terre dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono. La mia povera mamma raccontava sempre di aver scelto marito gettando una palla ricamata. poi. Il reverendo chiamò Porcellino e Sabbioso perché sellassero il cavallo e preparassero i bagagli. Dice il racconto che l'anno prima questo sovrano dell'India. "Quando giungeremo in città. si rivolgeva risentito a Scimmiotto: "Hai visto. e non avrà testa agli affari di stato. artigiani e mercanti. mentre si sforzava di rendere loro il saluto e di tendere la mano per sollevarle. e getterà una palla ricamata per designare il genero imperiale voluto dal cielo. da cui avrebbe gettato la palla ricamata per designare il monaco cinese come genero imperiale: conosceva anno. Il sole del mattino Ne rischiara le strade. Entrarono nel viale del mercato orientale. Il suo vero obiettivo era Tripitaka: voleva impadronirsi del suo yang primordiale. direte al re: "Fate chiamare i miei discepoli. uscirono a inchinarsi davanti al monaco cinese: "Vogliate venire a corte. Scimmiotto ringhiò e mostrò i denti. e i componenti della carovana si dispersero nelle diverse locande. Vi prego di accomodarvi. e si rassegnò a ordinare che fosse introdotto. e sarò pur capace di distinguere il vero dal falso. ma non so se sua maestà tenga udienza. Vorrei presentare il mio passaporto e farlo vistare. perché tutti si gettavano avanti nella speranza di impadronirsi della palla. quindi." "Questa residenza è appunto destinata a ospitare gli addetti alle missioni ufficiali. L'ufficiale di servizio alla Porta Gialla corse ad annunciare: "Maestà. a ricevere le debite felicitazioni. che era scesa ai piedi della torre. almeno. gli utensili di questa gente non sono diversi da quelli del nostro paese. Questo è il momento culminante della festa: anche il sovrano sarà intento ai casi di sua figlia. Come dice l'adagio: Spaventosa montagna ospita brava gente. e la palla gli rotolò nella manica. che Tripitaka condivise con il mastro di posta e con Scimmiotto. Tripitaka sentì cadere il suo berretto alla Vairocana e fremette. che con la loro bruttezza lo spaventarono molto: erano uomini o diavoli? Tripitaka lo vide tremare e lo rassicurò: "Non temete. La città aveva la nobile forma Di una tigre in agguato O drago acciambellato." "Non è il caso. Erano proprio . con il tuo muso e le tue maniere. per aver modo di distinguere il vero dal falso. "Le cose che sai fare tu non servono a corte. inalberò il grugno e brontolò: "A parte il maestro. È un giorno movimentato. che è stata eretta nella piazza grande." "Quando siete partiti dalla vostra patria?" "Nel tredicesimo anno dell'era Contemplazione della Virtù. Se volete presentare i vostri documenti. La nostra principessa. Si mescolarono alla folla di gente d'ogni sorta che affollava le strade: funzionari e contadini." Visto che c'era un cavallo. Furono serviti nel portico posteriore. Vi porteranno a corte dal sovrano. In effetti non dormirono a lungo prima che il gallo cantasse. Sono trascorsi ormai quattordici anni. Egli è l'imperatore Yizong e si trova attualmente nel ventottesimo anno dell'era Calma Pace. non mi pare che noi tre siamo tanto diversi. Questo è il momento migliore. che ha inaugurato al suo avvento al trono." "Vorrei che mi ricevesse per presentargli le mie credenziali. "Tocca a me!" gridò Porcellino. "Da quanti celesti anni regna la vostra nobile dinastia?" domandò Tripitaka. Il nostro sovrano ama i fiori e il paesaggio. Si sentivano i mille rumori dell'accampamento dei mercanti. "Potremmo avvicinarci per vedere meglio. Suppongo che sia la persona colpita dalla palla ricamata. al bisogno sa sfoderare qualche finezza." Tripitaka gli presentò i suoi discepoli. sarà la prima cosa di cui mi occuperò. In caso contrario. torcendo le reni. I miei discepoli sono brutti. Splendore Senza uguali il fiume d'argento nel cielo. "La palla in testa non ve l'ho tirata io. con gli eunuchi giovani e vecchi. le dame lo circondarono e lo spinsero verso la principessa." Tripitaka." Fu servito un pasto. che ricordò loro il 'triste affare'. che bel tiro mi hai giocato?" "Perché ve la prendete con me?" rise il Novizio. che si alzavano. Unicorni alle torri." Tripitaka indossò il kasâya." Tripitaka si fece convincere e lo seguì fendendo la folla. e sentì la tentazione di gettare quel monaco fuori di casa. Scimmiotto prese i documenti dalla sacca e uscirono insieme. Goccia dopo goccia Si va vuotando la clessidra. accendevano le lampade e preparavano la colazione. per sollecitare le scritture dal Buddha. assumendone le sembianze. Attendono i vostri ordini alla porta meridionale." "Ha ragione Consapevole della Purezza" rincarò Tripitaka. e Scimmiotto riprese la sua statura normale. bestione?" "Coricatevi. Andiamo a goderci lo spettacolo sotto la torre. le sessanta fanciulle che l'attorniavano in ricche vesti e acconciature le presentarono la palla ricamata." Il bestione. d'altronde. La principessa. dove si trova questa corte dei Tang?" "In Cina. letterati a gomito con facchini." "Certo. quando vide avvicinarsi il monaco cinese. celebra la sua ventesima primavera. le case. e io ritornerò in albergo. era chiaro che si trattava di una missione ufficiale. fratello" lo esortò Sabbioso. A questo scopo il mostro aveva speso le ricchezze del paese per far costruire la grande torre decorata. constatando che era passato mezzogiorno. prese la palla e gliela gettò sulla testa. Era dunque l'una del pomeriggio quando Tripitaka e Scimmiotto si accostarono alla torre. Ed ecco la principessa e il monaco cinese presentarsi nella Sala delle Campanelle d'Oro. perché le avrebbe consentito di diventare immortale superiore dell'unità suprema. e Porcellino mostrò la sua gratitudine ingoiando un'intera infornata di panini caldi. vostro onore. non potresti combinare che guai. I nostri pellegrini si presentarono a una stazione postale governativa. Il vento porta i suoni Di pifferi e tamburi. figlia di sua maestà.trovarono Porcellino che brontolava: "Vi sembra l'ora di venire a letto. offeso. e trovò i monaci intenti a preparare tè. vostra grandezza. in questo caso farete vistare il passaporto e ce ne andremo. Una creatura perversa aveva colto l'occasione per rapire la principessa e prendere il suo posto." Tripitaka. Corre acqua nei fossati. esaminò la folla che si accalcava nella piazza e.

"E così. Dopo aver cancellato il mio nome dal registro dei morti. imprigionato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. Ma ho tre discepoli che mi aspettano. In quei santi luoghi. Invitate il mio maestro a diventare vostro genero.. invece di mostrarsi contento. di vistare i documenti e di lasciare che loro portino a termine la nostra spedizione. ridendo fra sé. Se fossi stato anch'io in quella piazza. Quando ritornerò al mio paese. Quando l'ufficiale li vide restò senza parola. Scimmiotto e i suoi compagni. ho abbandonato la famiglia e non potrei mai pretendere di unire la foglia di giada al ramo d'oro." "Intervenire dove?" obiettò Porcellino." Scimmiotto rise: "Noi monaci non perdiamo mai l'occasione di farci avanti. Sono brutto. fui catturato dal Buddha. bestia!" tagliò corto Scimmiotto. Vi supplico di convocarli. la palla della principessa avrebbe colpito me. al seguito dell'ufficiale inviato dal re. Il momento di cercarle un buon partito era stato scelto dagli astrologi con tanta cura! Ed è toccata a voi. la terra benedetta della grotta dove vivevano i miei. e vai col gallo. nutrito di pillole di ferro e dissetato con bronzo liquefatto. Ora è genero reale: non vi sembra una bella fortuna?" Porcellino diede in escandescenze: "È tutta colpa di quel disgraziato di Sabbioso.. E l'amor brutta fine ti fa fare." Porcellino e Sabbioso avanzarono con lui. la figlia del re ha lanciato la sua palla da una torre per scegliere lo sposo. furono mio padre il cielo e mia madre la terra. "Che ne è del maestro?" "Il maestro ha una bella fortuna. un giorno dopo l'altro. Non ti spaventare" gli disse Porcellino. Vi assicuro che. questi discepoli?" "Alla stazione postale. Se poi non sapete come andò il loro incontro con il re. e questa palla ha colpito il maestro. parla lentamente. non avrà certo bisogno di te per farsi spiegare che cosa si fa sotto le coperte. Dame. "Non gli serve più che ci azzuffiamo per lui con i mostri sulle montagne. Il Cielo benedice." Scimmiotto lo prese per le orecchie: "Brutto sporcaccione che pensa solo a queste cose! Che cos'hai da ridire sul maestro?" Mentre bisticciavano. e invece di rallegrarsene continua a perdere la testa dietro ai suoi maledetti sutra. E LA CREATURA INVANO NUTRE SENTIMENTI CHE PORTANO AL DESIDERIO. per salire la scala del trono. ascoltate il prossimo capitolo." Il re prese le sue disposizioni: incaricò il presidente del collegio astrologico di fissare il giorno del matrimonio. e acconsentirete a vistare il mio passaporto e lasciarmi ripartire per la mia meta. senza accennare il minimo inchino. fanciulle ed eunuchi l'hanno imbarcato sul carro reale e l'hanno portato a corte in compagnia della principessa. ma ho anch'io il mio fascino. Se continua a rifiutare. "Ehi ufficiale!" lo incitò Scimmiotto. "Raccogli i bagagli e prendi il cavallo. monaco? Com'è accaduto che la palla di mia figlia sia toccata a voi?" Tripitaka si inchinò e rispose: "Sono incaricato dall'imperatore dei grandi Tang di recarmi al Monastero del Colpo di Tuono per sollecitare le scritture dal Buddha. ma ossa solide. e poi lo costringete a restare in piedi. ma non so che cosa ne pensi la principessa. temendo complicazioni. Spero che mi vorrete perdonare questo delitto capitale. Dopo la cerimonia d'ingresso." Il re spedì subito i suoi ufficiali a cercarli. mi intrattenevo con gli immortali e vivevo nella gioia e nei canti. Discuteremo la situazione con il maestro.. non faceva che implorare: "Scusatemi tanto! Lasciatemi libero!" "Questo bonzo è proprio stupido" si indignò il re. Ma poi. ce n'è per tutti i gusti. Il maestro è in preda al panico. si presentarono a corte. ma del tuo bel faccino" sogghignò Scimmiotto. e te lo senti già sotto il sedere. mi sono sentito cadere in testa quella palla. come dice il proverbio: sposi il gallo." "Zitto. "Mai come in questo caso si può dire: Il filo del destino vi ha uniti a mille leghe di distanza. chiedendosi se fossero diavoli o yaksa. Godevo gli splendori dei palazzi celesti. mio genero" disse il re. Servon tre perfezioni a conservare Il tuo grande elisir." È il caso di ricordarlo: Le strettoie non puoi sempre evitare. mano nella mano. Uniti per il bene e per il male." Il reverendo inorridì e si sentì svenire. né dare le istruzioni necessarie. "Di che cosa ridi. Tripitaka. nel continente dell'Est. "Tieni i bagagli a portata di mano. Come potrei discutere un'unione voluta dal destino? Lo accetto come genero reale. vuol dire che così era destinato dalle nostre esistenze anteriori. Ebbe la tentazione di rifugiarsi nelle stanze interne. "Come vi chiamate? Da dove venite? Perché vi siete fatti monaci? Che cosa sarebbero questi sutra che cercate?" Scimmiotto fece un passo avanti. sul Monte di Fiori e Frutti del paese di Aolai. Io sì. e nessuno pensa di metterti le mani addosso. CAPITOLO 94 TRIPITAKA GENERO REALE OVE I QUATTRO MONACI SONO FESTEGGIATI CON UN BANCHETTO NEL PARCO REALE. Mi partorì una rupe. Sposerà vostra figlia e diventerà 'sua altezza'. fece preparare il corredo ed emanò il proclama che dava la grande notizia a tutto il mondo. "Quale fortuna può mai essere?" "Mentre passavamo per la piazza." "Guàrdati intorno: qui non ci sono strumenti di tortura. sarai puro E libero di giungere a salvezza. "Perché il reverendo ha avuto la fortuna di essere prescelto come genero reale. Alla sua età. Sottomisi i draghi in fondo al mare e scalai le montagne per catturare le fiere. Finì per raccogliere tutto il suo coraggio e ordinare che si portasse un cuscino ricamato per far sedere il monaco. La natura Ti scoprirà le fonti originarie. il re li chiamò accanto al trono e chiese: "Da dove venite. "Credi di poter comprare il mulo per tre soldi. Se la palla per sbaglio avesse colpito te. la grazia che vostra maestà mi avrà concesso sarà annotata per l'eternità. Come si diceva. ho giurato solennemente che avrei sposato qualunque persona avesse colpito. restate dove siete e rispondete alle domande. e non ho potuto avere alcun contatto con loro. non ha visto il Buddha e non ha avuto le scritture" constatò Porcellino. La principessa mia figlia compie vent'anni e non ha mai avuto marito. Mentre attraversavo la piazza per venire a presentare il mio passaporto. Non farfugliare. "Si vede offrire le ricchezze del nostro regno e la posizione di genero reale. Sono un monaco di una fede straniera. il mastro di posta venne ad annunciare: "Un ufficiale è venuto a portarvi il sacro decreto di invito a corte di sua maestà. ordinò: "Discepoli. perché non lo fate sedere?" Il re impallidì di paura. e ci farà chiamare da un momento all'altro: dobbiamo tenerci pronti a intervenire. non ci tengo affatto. Sono i parenti della mia principessa che vi invitano. moraccio. Chi si prenderebbe in casa una disgrazia come te?" "Non te ne intendi. Ormai se ne sta al caldo nella corte reale. Ai piedi dei gradini del trono rimasero dritti impalati. chiamo le guardie in divisa di broccato e gli faccio tagliare la testa. da parte mia. Quando lo vide comodamente sistemato. ebbi il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo. "Non ha paura delle botte. vedendolo in piedi accanto al sovrano seduto sul trono." Il re chiese: "E dove sarebbero. Ma Tripitaka. ma gli sembrò indecoroso e si trattenne.. tu fai il bene. Scimmiotto era ritornato all'albergo tutto allegro e pimpante. Se è toccata al santo monaco. Come dicevano gli antichi: Pelle dura." Essa si prosternò: "Padre mio. per aver turbato la festa delle Pesche d'Immortalità ed essermi ribellato al Cielo. voi sareste gli eminenti discepoli del santo monaco. vivevo felice." "Il viaggio non è finito. abbandonando il loro maestro alla sua vocazione di genero reale. perché venissero a prendersi il passaporto e si levassero di torno. sposi il cane. Scimmiotto acconsentì a rispondere: "La casa avita del vecchio Scimmiotto è la Grotta del Sipario Torrenziale." "Perché siamo invitati?" domandò Porcellino." "Venite proprio da lontano!" esclamò il re." Il Novizio. sbottò: "Sua maestà si dà importanza con l'affettare disprezzo per gli altri. "Hai perduto la parola?" Il poveretto mostrò tremando il decreto reale e balbettò: "La principessa invita i suoi parenti. la principessa non avrebbe aspettato un minuto a bruciare suppliche al Cielo di elevarti subito lassù. e vai col cane. Tradizione È la Via. Senza affetti o pensieri. fratello?" chiesero Porcellino e Sabbioso.Marito e moglie. Si prosternò tremando come una foglia e balbettò: "Sono riconoscente a vostra maestà della grazia celeste che mi concede. Conseguii il Tao con l'aiuto di un perfetto e ritornai nel paese natale." "Fate entrare il messaggero" disse Scimmiotto. ma la guardia di servizio gridò: "Fermo! Parlate dove siete. Mentre ricamavo la palla. contro le insidie Del destino contrario. Non lasciar che i sei sensi ti travolgano Coi molti desideri. che sarei stato un genero soddisfacente!" "Spudorato fanfarone!" esclamò Sabbioso sfregandogli il grugno. ma a te spetta coltivarla. Per .

il giorno in cui le scimmie offrono frutta. ma di sua figlia non ho ancora avuto modo di farmi un'idea. Sabbioso giunse le palme e rispose: "Fui un semplice mortale che cercava la Via perché temeva la morte. sia l'altro nome di Sabbioso. perciò fui degradato e bandito fra i mortali. Mi sentii rinnovato e ricominciai a coltivare il Grande Risveglio. non vi resterà che sposarla e godervi i fasti del regno." Il re era tanto impressionato che non osava nemmeno alzare gli occhi su di lui. pieno e stivato fino ai capelli. Per fortuna il mio maestro partì dalle terre dell'Est. in un angolo dondola al vento l'altalena vuota. Ero ignaro dell'altezza del cielo e dello spessore della terra. con poche parole. mi chiamo anche Otto Divieti. discutevano ancora. non fatevi prendere la mano. Il mio nome è Consapevole del Vuoto. diretto a occidente. Ma durante la festa delle Pesche d'Immortalità ruppi maldestramente una coppa di cristallo. Bianche nuvole navigano lungo la rotta della Via Lattea verso paesi lontani. sventagliando le orecchie e ridendo satanicamente. In quell'occasione la principessa dovrà per forza presentarsi in pubblico." Sabbioso e Porcellino risero: "Nostro fratello fa pratica come fisiognomonista. al cader della sera. Sarà utile anche a voi. praticando con diligenza il lavoro del doppio otto e forgiando rispettosamente la successione del doppio nove. mi inchinai davanti alla volta misteriosa e ricevetti il titolo di Generale delle Cortine Arrotolate. La rugiada Imperla i fiori. "Maestro" suggerì Porcellino. Il bestione fu eccitato dall'impressione che faceva. Ogni luce è spenta nella corte. un comportamento manieroso. perché senza il nostro aiuto non riuscirete a persuaderlo a diventare vostro genero. e riempivano senza tregua la sua ciotola. cova qualcosa. Vagabondai fino alle estremità dei mari e ai confini del cielo." Il re fu soddisfatto e ordinò di spazzare torri e padiglioni nel parco. mi convertì e mi impegnò ad accompagnare il figlio del Buddha della corte dei Tang. per ospitarvi il genero e i suoi discepoli in attesa delle nozze. e si fermò. "Abbiamo avuto una giornata impegnativa. e Guanyin gli ordinò di liberarmi dal celeste castigo." . Ciò mi aprì le porte dei palazzi del Cielo. gli ultimi suoni del flauto tibetano sono svaniti nel silenzio. recito l'incantesimo e ti spacco la testa. fu servito un pasto vegetariano. Sulla porta decorata è calata la tenda di perle." Il mattino successivo l'udienza reale si aprì alle cinque. Mentre mi trovavo immerso nelle tenebre. ma mi chiamano anche il Novizio. mi dedicai anima e corpo al suo insegnamento." "Che cosa farai quando l'avrai vista?" "Distinguerò il vero dal falso e il giusto dal perverso: mi basterà guardarla negli occhi. Il lume della luna riempie la stanza. Ne riparleremo domattina. Poi fu tolta la seduta." Il re si sentiva combattuto fra la gioia e il timore: gioia che sua figlia avesse scelto un buddha vivente. sgocciola la clessidra. Il re ha la faccia cupa. non dicevate che la scelta dello sposo con il lancio della palla ricamata vi ricordava la vostra povera mamma? Sul serio: abbiamo promesso al superiore del Monastero Pavimentato d'Oro di chiarire il mistero della principessa. mi liberò dalla rete dei miei peccati e spezzò la porta della mia disgrazia. si distesero le coperte e in breve tutti si coricarono. una celeste affinità vi ha portato nella mia casa ad annodare questi divini legami. il re ordinò: "Il servizio dei banchetti prepari il convito di nozze per il giorno dodici. potremo sempre creare confusione nel palazzo e rapirvi al momento della cerimonia. dalla vociona rude. propizio all'udienza dei saggi e alla trattazione degli affari. Fu Guanyin a riportarmi sulla retta via: mi convertì alla dottrina del Buddha e fece di me il protettore del monaco cinese nella sua ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Invitiamo nostro genero a intrattenersi con noi nel parco reale. "Oggi è l'otto." "Quelli non sono buoni nemmeno ad allacciarmi le scarpe" ribatté Scimmiotto. Mentre suona la musica reale I mandarini cantano la pace E l'armonia che regnan nel paese. Il mio aspetto e il mio spirito mutarono: mi abbandonai al peccato e distrussi molte vite. Gli sembrò prudente non contrastare lo strano personaggio." Il bestione tirò giù una riverenza e borbottò: "Grazie tante. Per fortuna la pusa. Consapevole della Purezza. Illuminato da lui. con certe curiose contorsioni. Una nube di porpora circonda I palazzi reali. un po' di creanza!" Porcellino si sforzò di rientrare nei ranghi e addirittura di imitare. che cosa conti di fare per cavarmi dai guai in cui mi hai ficcato?" "Maestro" rispose sorridendo Scimmiotto. evocano il fiume. Se lo volete festeggiare nel parco reale. quanto dell'immensità dei mari e della maestà dei monti. La grazia generosa dell'Imperatore di Giada mi conferì il titolo di Ammiraglio dei Canneti Celesti e mi affidò il comando della marina che presidia la Via Lattea. il cuore del viandante si stringe di nostalgia. mi metti sempre in situazioni impossibili! Te lo avevo detto che volevo sbrigare il visto del passaporto tenendomi lontano da quella torre: mi ci hai trascinato tu. "Qual'è la storia del vostro terzo discepolo?" domandò il re. quella boccaccia puzzolente! Se mi manchi di rispetto. il reverendo si rivolse al Novizio con voce furente: "Maledetto macaco." "Oggi che giorno è?" chiese il re. per sbaglio fui concepito da una scrofa. in abito monacale e con la ciotola delle elemosine." Il re si rese conto che aveva a che fare con gente di qualità. Sotto il cielo stellato sognano le farfalle. Intervenne Porcellino: "Maestà. "ma questa gente ha deciso di prendermi per genero: come me ne potrò liberare?" "Le nozze sono fissate per il dodici. E adesso che abbiamo visto com'è andata a finire. finalmente il mangione si sentì sazio. "Preparate per i discepoli il Chiosco Afferra Primavera. Tripitaka gli gridò: "Via. "Mi recherò in compagnia del genero nel Padiglione di Perpetua Pacificazione" dichiarò. mi vuoi morto! Avremo percorso il novantotto per cento del nostro viaggio." Quanto ai tre 'saggi parenti'. "Voi perdete tempo a cicalare" gridò Tripitaka. che erano in realtà divinità perverse. e io avrò modo di osservarla.cinquecento anni non conobbi i sapori del tè e del riso. per rendere omaggio ai genitori. Tienila chiusa." Tripitaka non finiva più di ringraziare. e abitando sul Monte Fuling commisi ogni specie di peccato. Si presentò il primo astrologo di corte: "Il matrimonio è fissato per il dodici di questo mese: un giorno fasto. Sia il mio nome in religione. dove il servizio dei banchetti doveva offrir loro una colazione vegetariana. e si lasciò andare a smorfie mostruose. tanto più se poteva restarne compromesso il real matrimonio. Oggi servirete una giara di vino di primavera. La pia sincerità della mia ricerca mi fece incontrare un compagno d'immortalità. e bruma mattutina Aggiunge un tocco al fascino dei salici. Trascorsi un'esistenza sviata. Si accesero le lampade. Cirri sventolano Come pennoni. Il vento agita le chiome dei salici. invitate anche noi. Sul cammino della reincarnazione. L'ufficio della musica aveva il compito di far musica dove gli ospiti si trovassero. nel disordine e nella confusione. mi convertii allo Y oga. il vecchio Porcellino era avido di piaceri e incline all'indolenza. e timore per quei discepoli. Se poi scoprissi che è una ragazza normale. e perciò fui esiliato nel Fiume delle Sabbie Mobili." Il Novizio si spaventò: "Per carità. "mettiamoci a letto." L'esasperazione di Tripitaka raggiunse il colmo: "Brutto macaco. armonizzai i quattro stati dei fenomeni. in viaggio verso l'Est. Il mio nome in religione è Consapevole delle proprie Capacità. e tu cogli il momento per pugnalarmi con la tua lingua affilata. l'ufficio del cerimoniale fu incaricato di accompagnarli all'albergo. Non appena restarono soli." Il re era impressionato da quel brutto grugno. "vi ho portato dove potevate soddisfare la vostra passione nostalgica per il passato e le tradizioni. balzò giù dal trono e corse a stringere le mani del reverendo: "Genero mio. Tripitaka e i suoi si ritirarono nei quartieri destinati dove. Il re risalì sul trono e domandò: "E il secondo discepolo?" Porcellino drizzò il grugno con sussiego e rispose: "Nella sua vita anteriore. incontrai un uomo vero che. noi discepoli non ci siamo mai separati dal maestro. I servitori portavano una pignatta dopo l'altra di riso e di tagliatelle. Fui ammesso dentro i confini del Cielo. Ma a una festa delle Pesche d'Immortalità mi lasciai andare a certe libertà con Chang'e. Anche se la principessa fosse autentica. Dopo aver ricevuto l'omaggio dei funzionari civili e militari. perché ciascuno godesse la bella giornata primaverile. Profumano i fiori. Mi riuscì di alimentare il fanciullo alchemico e di unirmi alla bella fanciulla. dalle smorfie che faceva e dai suoi impossibili sventagliamenti d'orecchie. non potevamo farlo tenendoci in disparte. Quando sorge il sole Emergono dall'ombra le chimere Sul culmine dei tetti. incaricato del carro di draghi e fenici. particolarmente propizio all'unione e conforme alle regole generalmente in uso. non è il caso che mangino alla stessa tavola del loro maestro. quando il mio lavoro raggiunse il Chiliocosmo." Quando suonò la prima veglia. perciò dobbiamo mangiare in abbondanza!" esclamò allegro Porcellino. in cerca del giusto frutto. Uscito da quella prova.

va a dormire. insoliti fiori si mostrano dietro le balaustre. Non siate avaro dei vostri talenti: offriteci poemi con le stesse rime. Come dice l'adagio: Non c'è colpo che spezzi il legame di sangue. come tutti coloro che hanno chiara visione del proprio spirito. qui un'aria di flauto richiama le fenici. Adesso possiamo anche buttarci giù a ronfare. I giorni successivi trascorsero in feste e passatempi. Ai versi sull'autunno: Gli ultimi aromi esalan foglie al suolo. Si rinnova la vita in ogni stelo. non c'è insulto che rompa il buon vicinato. Mentre la torre di draghi e fenici Emerge dalla bruma. in particolare a Porcellino: "Bestia villana! Tu credi di poter dire qualsiasi cosa. Rivaleggian di fiori il pesco e il melo. "Monsignor genero!" strillava il bestione. Nella penombra rosseggia il braciere." Scimmiotto gli turò la bocca con la mano: "Taci. Girano calici colmi d'ambrosia. così potremo gustarceli con comodo. finché giunse il grande momento. Ai versi sull'inverno: Dà l'aria fredda e pura il suo piacere. Il gran giorno di gioia è arrivato: vi raccomando di essere puntuale alla festa di nozze. Erano appesi al muro quattro pannelli dorati. ormai. Mette in risalto le rupi innevate. e fartela pagare cara. lievi fragranze impregnano i suoi abiti. balaustre finemente traforate. vi prego di perdonare le mille offese che la vostra umile figlia vi reca. Porcellino poté rimettersi in piedi e brontolò: "Bel genero che siete! Fate il tutore della legge del re ancor prima di aver consumato il matrimonio." "Si vede che non conosci il proverbio: Chi dopo pranzo dormirà. soddisfatto. ma il re potrebbe irritarsi.. Splende nel sole il portale imponente." "Che maleducato!" esclamò ridendo Sabbioso.Verso l'ora del serpente. Scimmiotto e i condiscepoli. con il mio bastone da pellegrino. Si affrettò a congedarsi dal re e. Ai versi sulla primavera: Il ciclo si avvicenda. Sul quadro dell'autunno: Le foglie gialle ricoprono il suolo. spero che vediate esauditi tutti i vostri voti. Lo spettacolo di fiori e broccati che offrivano era più ricco e sontuoso di quello del Palazzo della Luna. Il martin pescatore si smarrisce fra i magici peschi. Il giorno dodici gli ufficiali dei tre dipartimenti del servizio dei banchetti si presentarono a rapporto: "In conformità dell'ordine impartito il giorno otto. vegetariano e non. scemo. "Fatemi grazia. Messo a bollire il cumis sul braciere. Ritorna al nido la rondine alata. è stata compiuta la costruzione della residenza del real genero. Il reverendo. Si banchettò in un ambiente fastoso. Dopo tutto stavamo a divertirci. si lasciò andare a gridare: "Come siamo stati bene! Ci siamo riempiti la pancia come si deve. Si sentì onorato dalla proposta del re. Poi il re condusse Tripitaka nel Padiglione di Perpetua Pacificazione.. Per oggi ne hai dette abbastanza. Se musica ti occorre pei tuoi sogni. rovesciandolo al suolo e inchiodandolo spalle a terra." Scimmiotto eseguì. niente da invidiare al Padiglione di Diaspro della residenza degli immortali. e ora tutto è pronto. le dieci del mattino." "Tenetemi fermo questo cretino" ordinò Tripitaka esasperato. ordinò all'ufficiale di guardia: "Portami i quattro tesori dello studio del letterato. Fra la terrazza delle fenici e lo stagno dei draghi si ergono il padiglione dei bambù e il chiosco dei pini. e certo sarete abile a comporla. non poteva certo far mostra di sottrarsi alla gioia generale: viso contento roso dall'angoscia. là i pesci si trasformano in draghi e volano via [." Il reverendo poteva perdersi per ore nella contemplazione di un paesaggio. Ogni cosa nel mondo è rinnovata. Ai versi sull'estate: Dell'ombra della sofora abbisogni. fonde il gelo." Il re si recò nel Palazzo del Radioso Yang." Tripitaka era livido." "Che differenza volete che faccia?" replicò Porcellino. Ho udito dagli ufficiali di palazzo che . I sentieri serpeggiano fra piante rare.. Ci scaldiamo le mani congelate. Pregherò il genero di mettere i suoi poemi per iscritto. un dito di ciccia fabbricherà. diede una strigliata ai suoi discepoli. Il re notò che Tripitaka era intento alla lettura dei versi. vero o dipinto. Vedi brillare il sole sui cotogni E fragranza di fiori ti solleva. Alla fine andarono in cerca del maestro. Un profumo inebriante riempie le maniche del visitatore. "Caro genero" gli propose. Sul quadro dell'estate: L'aria del flauto interrompe i tuoi sogni In cui l'umido caldo t'immergeva. i salici delicati nascondono il rigogolo. "La lezione gliela dò io. in compagnia del genero. Canto d'uccelli ogni tristezza leva. Il primo gelo al cipresso ha giovato. e gli salì senz'altro alle labbra il primo verso: "Il ciclo si avvicenda. Sono chiari I colori che splendono sul prato E drappeggiano i lieti convitati. allontanatosi dal padiglione. Sulle acque la canzone ha risonato.. Candida brina la notte ci ha dato. stormi di oche in volo. fra canti. I preparativi del banchetto sono stati completati: cinquecento coperti con doppio menu. attendevano a passatempi più materiali e finirono per sentirsi un po' brilli. Porcellino. nel loro chiosco." Si ritirarono per la notte nel Chiosco Afferra Primavera. per pietà!" Gli ufficiali che li accompagnavano intercedettero in suo favore. Dei crisantemi fiorisce lo stuolo. Che dall'ardente sole ti solleva.. Splende nel sole l'aiuola infiorata. Mostrano i monti le cime imbiancate." Mentre il re si disponeva a un sopralluogo. Non credo che abbiamo corso nessun pericolo.](17) Quando regine e dame lo ebbero convenientemente salutato. Suono di flauti accompagna il banchetto.] A lungo il re e il suo seguito contemplarono i bei luoghi." Il reverendo prese il pennello e scrisse. Vita latente in fronde denudate. che non conosceva moderazione. [. che si stava ancora intrattenendo con il re. La rondine il suo nido ha abbandonato. Non resta che trasportarvi il corredo. mentre il reverendo levava il suo bastone. "vedo che amate la poesia. sopraggiunse un inviato del palazzo interno: "Maestà. fonde il gelo. "Per lui. la regina vi invita.. fatto segno di tanti riguardi. dopo che la palla ricamata ha così felicemente scelto il vostro sposo. Così passò la giornata. siamo gente di famiglia. Sul quadro della primavera: Nuovo respiro alita dal cielo. Gli ufficiali dei vari servizi hanno lavorato sodo con grande devozione." La principessa si prosternò: "Padre e maestà. il re montò sul carro reale e invitò Tripitaka ad accompagnarlo in un giro dell'incantevole parco reale: Sentieri pavimentati di marmi colorati. Se vuoi restar sano. che rappresentavano le quattro stagioni e recavano versi dei migliori letterati della Foresta dei documenti. mentre Scimmiotto e i condiscepoli furono invitati nel Chiosco Afferra Primavera. Giunchi spezzati." Il re. il re prese la parola: "Mia saggia figlia e cara principessa. musica e danze. Il sovrano divide con i sudditi La sua gioia nel vasto padiglione. "Dormire subito dopo aver mangiato tanto non aiuterà la nostra digestione. Sul quadro dell'inverno: Gelida pioggia dalle nubi nere. dove le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti avevano accompagnato la principessa e cicalavano a distesa. La dolce pioggia ogni cosa ha lavata. Il re fu generoso di complimenti e ordinò all'ufficio della musica di comporre ed eseguire arie sui versi di Tripitaka.

teneva la testa bassa e non osava alzare gli occhi. Le sopracciglia di falena disegnano profili di montagne all'orizzonte. vanno i piedi sul diaspro. flauti e tamburi. per non restarne spaventata." Ed ecco giungere l'ufficiale che li convocava davanti al re. Io me ne vado dal maestro. perché non so che cosa vi risponderebbe. Il mastro di posta offrì loro il tè e fece preparare una colazione. più amabili dei fiori ricamati sul broccato. montarono in cielo e si diedero battaglia sulle nubi. come il monaco cinese riuscisse a tirarsene fuori. Il profumo delle rose si disperde. Scimmiotto tirava diritto e non rispondeva. seguirono l'ufficiale ai piedi dei gradini vermigli. per carità! Non bisogna spaventare sua maestà. non ci avevo pensato. I salici della diga si piegano fino a terra. Vi lascio un sosia. Il temporale di primavera scuote mille fiori nel giardino. si trasformò in ape e volò via." "Come faremo a costringerla a mostrarsi nel suo vero aspetto?" "Ci penso io. ma è lieve. Posato in forma d'ape sul cappello del maestro. Se il mastro di posta vi rivolge la parola. riceverete altri segni della nostra gratitudine. Mormorò all'orecchio del maestro: "In effetti in quella principessa c'è qualcosa che non va. Petali di crisantemi si sono raccolti ai piedi della terrazza. Si posò sul suo cappello alla Vairocana e bisbigliò: "Maestro. devi aspettare che si sia ritirato. Nel vedere il suo maestro insensibile al bello spettacolo. Gettò un grido. scuotere i fiori e rubare ai pistilli i loro profumi. prima di dare il via ai festeggiamenti. Agli occhi dei funzionari. fate festa! Non appena avremo ottenuto le scritture. vi chiederei di mandarli via. L'insetto giallo danza nel vento." "Fermo. Al ritorno. Quel vento di primavera spezza i gambi del loto. e Scimmiotto si inchinò e si scusò per il disturbo. Si incamminarono verso l'albergo. ma si vide opporre la sbarra di ferro. Dalle loro alte e vaporose acconciature prendono il volo splendide fenici. più belle di Xi Shi. Per usare le tue magie. Se fosse possibile. riprese la propria forma e si gettò sulla principessa: "Bestia immonda! Non ti bastava goderti il frutto delle tue menzogne: sei tanto spudorata da voler ingannare anche il mio maestro e distruggere il suo yang immacolato. circondata dalle regine e dalle concubine reali. che gridarono: "Viva il re! Lunga vita al re!" Il reverendo. I petali di melograno cadono qua e là nella corte. L'avido Porcellino li prese in consegna. CAPITOLO 95 UNA LEPROTTA INTRAPRENDENTE OVE IL FALSO." Tripitaka gli restava convulsamente aggrappato. alla sinistra del re. evitate di parlargli. "Eccoci qua!" sogghignò Scimmiotto. Tripitaka. "Sta zitto!" esortò Sabbioso. preso dal panico. in questi giorni abbiamo cercato di confinarli il più possibile nel Chiosco Afferra Primavera." Il re rimase a bocca aperta. gridò: "Trasformazione!" e ne fece un altro Scimmiotto che lasciò al suo posto." "Giusto. si strappò i vestiti e i gioielli che indossava e corse al tempietto della divinità locale per ricuperare un corto bastone. Ma il re sollecitò il genero ad accompagnarlo nei suoi appartamenti. Le note salgono e scendono in bell'armonia. e Tripitaka dovette mollare la presa. "Quanto alla principessa. vide il monaco cinese su un morbido cuscino.il santo monaco ha tre discepoli molto brutti: non li vorrei vedere. e probabilmente inviterà noialtri ad andarcene. Intorno a lui suonavano fanfare ed esalavano dai bracieri profumi squisiti. Scimmiotto se la godeva un mondo: due file di belle fanciulle vestite di vivi colori formavano uno spettacolo più incantevole della brezza di primavera che sollevi tende di broccato. Faremo così: visterò i loro passaporti e li inviterò a ripartire prima di dare inizio alla festa. più seducenti delle ragazze di Chu." La principessa attendeva davanti al Palazzo della Gazza. il pranzo di nozze è servito nel Palazzo della Gazza. tremava come una foglia e non sapeva come comportarsi. Era come se soffiasse temporale di primavera o burrasca autunnale. il giorno di festa potrebbe mutarsi in un giorno di lutto." La principessa batté la fronte al suolo in segno di gratitudine. con la faccia contratta come se fosse seduto sui carboni ardenti. le regine svenivano. la dame di palazzo scappavano via e non sapevano più dove nascondersi. Voi non dovete fare difficoltà a restar qui solo: vedrete che io ritornerò subito di nascosto ad assicurare la vostra protezione. Mentre stavano per partire. per quanto lieve. "Ce ne andiamo davvero?" chiedeva Porcellino. abile e indaffarato. In ogni modo." È il caso di dirlo: Ogni perverso preferisce i fiori Che gli portan disgrazia. Tripitaka si aggrappò al re: "Maestà. restate sulle generali. Come si diceva. non ho ancora avuto modo di osservarla. Urlando e soffiando vapori. figlia mia. La notte di tempesta ha ricoperto il suolo di infinite macchie rosse. che aveva contato febbrilmente i giorni." Quando la creatura malefica si vide smascherata." "Chissà quante once d'oro e d'argento ci offriranno. che aveva la foggia di un grande pestello. il Novizio schioccava la lingua soddisfatto: "Che monaco in gamba! Tra le sete e i broccati il cuor non si smarrisce. con bagagli e cavallo. e bisbigliò: "Ve ne andate via e mi abbandonate!" Scimmiotto gli pizzicò la mano e strizzò l'occhio: "Godetevi la vita. Quella neve invernale brucia i germogli dei prugni. Non abbiate timore per nostro genero: resta in buone mani. appose il sigillo e la sua firma. la burrasca autunnale si porta via diecimila foglie dal boschetto. Il povero melo fiorito si affloscia senza forza nella polvere. Puri canti. Scimmiotto constatò che intorno alla principessa c'era un'aura malefica. Tutto spaurito e preoccupato. Suonano intorno pifferi e organi a fiato." Si strappò un pelo. Gli ibischi presso lo stagno fremono ancora. Non si ferma mai. danze meravigliose. con bocca dolce di miele e aguzzo dardo nella coda. Tenere e carine." Scimmiotto non era di temperamento temporeggiatore. Tripitaka gli si aggrappò a un braccio battendo i denti. il monaco cinese seguì il re verso gli appartamenti interni. e offrì in dono dieci lingotti d'oro e venti d'argento. ascoltate il seguito. Vedrete che il re ci convocherà. Come ci regoliamo?" "Il re è effettivamente circondato da un soffio nefasto. Nessuno è più abile di lui a introdursi fra i salici. ce ne sarà da darci bel tempo e da riportarne a casa a bizzeffe" sognava Porcellino. voi dovete conservare la calma. sembrava che si stessero salutando. non vi spaventate! Quel testardo del mio discepolo vuol sempre fare di testa sua: ora sta usando la magia per distinguere il vero dal falso. Si tengono per mano a coppie. vi supplico. ci rivedremo. è dallo spirito Agitato che originano i guai. Sapete che sono impressionabile e di salute delicata: se mi trovassi davanti quegli spauracchi. "Facciamo come suggerisce il fratello maggiore. presto. Peonie spezzate sono cadute sulla balaustra. sollevandole e scompigliandole fino a nascondere il sole. stava appunto discutendo il da farsi: "Eccoci arrivati al giorno dodici. La regina e la principessa vi aspettano: pregano vostra maestà e gli onorevoli ospiti di prendere posto. Il re salì nella sala d'udienza e convocò il real genero e i suoi discepoli. CONDUCE ALLA CATTURA DELLA LEPRE DI GIADA. Sono dei tipi più brutti del comune. Scimmiotto raccomandò: "Non mettete il naso fuori di qui. i due ingaggiarono un duello con l'impiego dei loro poteri magici. Venne un ufficiale di palazzo a invitare: "Maestà. se avrete ottenuto le scritture. PURA FEMMINILITÀ CHE RITORNA AL GIUSTO E RITROVA NUMINOSITÀ PRIMORDIALE. accompagnato dal direttore dell'ufficio del cerimoniale. pelle più liscia del ghiaccio e sostanza di giada. in fin dei conti." In assetto di viaggio. per muoversi ad agio. Vi abbiamo preparato un viatico perché vi possiate recare senza indugio sul Monte degli Avvoltoi a incontrare il Buddha. Il re li lesse. Fronteggiò e cercò di colpire il Novizio che la inseguiva. Il re disse loro: "Dateci i vostri documenti perché vi apponiamo il sigillo. seduta stante. non può trattarsi di niente d'irreparabile" rispose Scimmiotto. ma la mente nel cielo. Da parte sua. mentre i suoi discepoli venivano accompagnati fuori del palazzo. Un bello scontro! . CERCANDO L'UNIONE COL VERO. al primo colpo d'occhio ne saprò quanto occorre. "Naturalmente si tratterà di metterci alla porta. Se poi non sapete. eccomi qua!" Solo il monaco cinese poteva udire la sua vocina. e gli fu di grande sollievo." Scimmiotto ringraziò e incaricò Sabbioso di porgere i documenti. Troverà mai il tempo di assaggiare il miele che distilla? Giunto alla corte.

perdendo terreno. accompagnata dall'immortale Chang'e. "Ascolta. preso dal panico. Le forze della creatura malefica vengono meno: regge una diecina di scontri. per informarli e dare le sue raccomandazioni. nel mio Palazzo del Gran Gelo. bestiaccia. che lo circondarono invocando: "Santo monaco. Guardate che svergognata: si è spogliata tutta nuda ed è saltata in cielo a picchiarsi con il bonzo. Io l'ho smascherata e combattuta. Scimmiotto allontanò i sassi. videro Scimmiotto che scendeva da una nuvola e chiamava: "Maestro. "Ora fatemi catturare la falsa principessa. i funzionari restarono a pregare rivolti al cielo. Non c'è ragione né timore che mi possano convincere ad arrendermi a te. il grande santo ha riconosciuto i suoi miasmi malvagi e separato l'illusione dalla realtà. Esso. che piovvero da tutte le parti intorno al mostro come una grandinata di serpenti e di pitoni.La sbarra cerchiata d'oro è famosa. Certo. non abbiamo visto niente. Non trovereste altrove un pestello più gagliardo. Qui non ci sono mai stati mostri. chi vi ha chiesto di fare la spia a questo prepotente?" imprecava il povero mostro. Due anni fa ha aperto di nascosto il catenaccio d'oro della porta di giada ed è fuggita. Il sangue gli montò alla testa. vuotate il sacco. per assicurarsi di non cadere vittima di manovre diversive." "Grande santo. Quando volò via con una capriola nelle nuvole." Ciò alimentò le speranze di regine e concubine." "Prudenza. mentre calava la sera. e li mostrarono alla regina: "Dev'essere vero che è una creatura perversa. Gou e Bi. Il suo corpo splendente si congiunge Ai quattro stati ed ai cinque elementi. e lo scontro riprese. ma alla fine si ritrova spossata. Per quale crudeltà tu vuoi spezzare La nostra unione e cercare la morte? L'arma che non conosci ha rinomanza Assai più antica della sbarra tua: Sulla Luna. Scimmiotto si accontentò di rilevare i luoghi e preferì ritornare dal maestro. Così gli appartamenti interni e quelli pubblici resteranno separati. e alzò la sbarra per dargli una buona legnata. Alla fine l'ho messa in fuga e l'ho inseguita su una montagna in cui ha cercato riparo. quel curioso pestello. La creatura resistette come poteva. ma la sbarra è ancor più potente. e si rese conto che il mostro si dirigeva verso l'entrata occidentale del Cielo. Sta in mio possesso Fin da prima che il caos si separasse. al Palazzo del Gran Gelo. Scimmiotto conferì con Porcellino e Sabbioso. Arrivata qui." Scimmiotto fece una risata di compatimento: "Una bestiola che ha abitato nel Palazzo del Gran Gelo non può ignorare chi sia il vecchio Scimmiotto." "La creatura perversa che combatti non è altri che la lepre di giada addetta a pestare nel mortaio la droga di immortalità di brina misteriosa. salvatemi!" Le regine e le dame. terrorizzate. È radice di bianca giada. "Disgraziati. si trasformò in una corrente d'aria e fuggì via nell'azzurro. ma la sbarra lo arresta. si trovò davanti Scimmiotto e lo affrontò alla disperata con il suo pestello. fermate quel mostro!" Il devarâja Conservatore del Regno accorse subito. e noi sapremo ricompensarvi generosamente!" "Non è il momento di discuterne" rispose Scimmiotto. Perché non riprendi il tuo aspetto e non ti sottometti. ma ugualmente potenti. Ed ecco le due divinità prosternate davanti a lui: "Noi non sappiamo niente. come mia compagna Mi seguì inseparabile anche quando Discesi sulla terra e venni in India Per amore dei fiori. La creatura fu costretta a volger loro le spalle. l'altra vuol soddisfare la sua ingordigia per i fiori rari. che con il suo eccessivo amore per i fiori ha attirato l'attenzione dell'essere perverso. È un mostro femminile. Vi supplichiamo di perdonarci!" "Non voglio battervi. Il fatto è che la vostra principessa non era autentica come credevate. ardente di impazienza. Il reverendo sosteneva il re e gli diceva: "Non temete! Rassicurate anche sua maestà la regina e le altre persone. e le signore di ritornare nei loro appartamenti. Se volete essere perdonati. Il Novizio fece ricerche. con un'estremità sottile e l'altra grossa e arrotondata. Vide da lontano bandiere e stendardi. dove la vide scomparire dentro una grotta. sarebbe ragionevole cedere. "Mettiamo un po' d'ordine. "Il mostro che dite si sarà chiuso lì dentro" disse il tudi. mentre il dio della montagna. In tutto e per tutto racchiude una tana di lepre con tre ingressi. finché Scimmiotto gettò in aria la sua sbarra e gridò: "Trasformazione!" Subito la sbarra si moltiplicò in centinaia e migliaia di esemplari. per salvare la pelle?" "Ho visto subito che eri l'equipuzio dei famosi disordini di cinquecento anni fa. Ma." "All'arrivo in India. Ma tu hai impedito il mio matrimonio: è peggio che se mi avessi ucciso il padre e la madre. fin dai tempi antichi. Il mostro e il grande santo continuarono a battersi per mezza giornata. fin dal primo incontro. quella principessa! Ci siamo battuti fino alle porte del Cielo. ma celeste. alla testa dei quattro grandi marescialli Pang. Lei è scesa nel basso mondo a scopo di matrimonio. mia figlia dov'è andata a finire?" "Una cosa per volta" intervenne Scimmiotto. sbarrando con massi l'ingresso del suo rifugio. corrisponde un adeguato contrattacco. e lei è fuggita da queste parti. Sulla montagna il mostro si era rintanato da qualche parte. Dove può essersi rimpiattata?" Le due divinità guidarono Scimmiotto verso la tana di lepre. Erano circa le quattro del pomeriggio. brume colorate mandano i loro riflessi fino alla terra." Pian piano. e vuole impadronirsi del suo seme. e saprete come regolarvi. È lo scontro di due testardi: a ogni assalto. la creatura si rese conto che quella sbarra stava diventando una minaccia incontrollabile. eccomi qua. Se vostra santità cerca mostri. Scimmiotto riunì nuovamente le sbarre e lo inseguì a cavalcioni di una luminosità di buon augurio. ti prego. ma non vide nessun movimento. Il grande santo la inseguì fino a un'alta montagna. Liu. allora gridò a gran voce: "Dalli al mostro! Portinai." Le più coraggiose fra le concubine reali corsero a raccogliere vestiti e gioielli caduti a terra. A suo tempo aveva rapito la vera principessa per mettersi al suo posto. Il Novizio abbassò subito le armi e si inchinò: "Come state. ma soltanto chiedere come si chiama questa montagna e quali mostri nasconde. Consapevole del Vuoto! Cerca di non dare altre preoccupazioni a sua maestà. con una lieve rotazione si trasformò in un fascio di raggi dorati e fuggì verso sud. cara Yin Supremo? Scusatemi se non vi ho visto arrivare e non mi sono fatto da parte. Sono venuta fin qui . fece una finta. questa è terra benedetta. Quel combattimento nel cielo mise in allarme tutti gli ufficiali di corte. È il pestello che serve a preparare La droga che spedisce all'altro mondo. L'uno viaggia in cerca delle autentiche scritture. In capo a una diecina di scontri. trasformata in raggi d'oro. pronunciò la formula per convocare il tudi e il dio della montagna. Il re tremava e si aggrappava a Tripitaka. La creatura conosce da un pezzo il santo monaco. abbi pietà! Arresta la tua forte mano!" Scimmiotto alzò gli occhi e vide discendere su nubi iridate la sovrana dell'Astro dello Yin Supremo. ho trovato che il re si era lasciato rapire la figlia da un mostro che ne aveva preso il posto. mentre io ritorno dal mostro. non parliamo poi delle ingiurie che i due si scambiano a ruota libera. e in effetti la creatura perversa schizzò fuori brandendo il suo pestello e scambiando colpi con Scimmiotto. L'ingresso più alto era chiuso da due grandi sassi. salvate la nostra principessa. quando dal nono cielo venne una voce: "Grande santo. Secoli La levigarono. questo è il Monte Punta di Pennello. e fuggirono all'avvicinarsi degli estranei. L'ebbi Nel Palazzo del Rospo e sotto l'ombra Del cinnamomo. ruzzolava dal pendio e il tudi alzava i tacchi. Presso il più basso dei tre ingressi certi conigli selvatici brucavano l'erba. Aspettate che il mio discepolo metta tutto in chiaro. In effetti la colpa è del re. Ma il mostro mulinò il suo pestello. è scomparsa. Prego sua maestà e il maestro di chiudersi nella sala d'udienza. la regina e le altre dame rientrarono in sé e guardarono che cosa accadeva sopra le loro teste. La sbarra cerchiata d'oro e il pestello per battere droghe nel mortaio sono due armi magiche molto diverse. precisamente come un pestello da mortaio: "Spiegami un po'. il grande santo osservava con curiosità quella strana arma. chissà da dove viene. Non è cosa mortale. quella vera la ritroverete in un baleno. da dove viene la tua strana arma?" "Non la conosci?" rispose il mostro. e sbarrò la strada. dopo avere ordinato un lauto pasto. che ha fatto carte false per sposare il mio maestro. e io sarò più tranquillo e mi sentirò le spalle coperte. ma falsa. Io sono venuto qui per accertarmi che non trovasse modo di prendersela con voi. I miei condiscepoli devono dividersi la protezione dei due luoghi. dove ci si muove liberamente. Ormai Scimmiotto si apprestava a darle il colpo di grazia. Ai tre principi primordiali. A che punto sta l'affare della falsa principessa?" "In realtà è un bel mostro. per lo spavento." Il re prese da parte Tripitaka e gli chiese: "Se quella non era la principessa. Il pestello mira alla testa. Altrimenti non ci saremmo certo risparmiati per farvelo sapere. può trovarne quanti ne vuole sulla strada dell'Ovest. lui svolge il suo compito di protezione del monaco cinese. Mentre combatteva. e in subbuglio tutta la popolazione della città. Raggi d'oro illuminano le porte del Cielo. equipuzio della malora!" Si sa che questo epiteto innervosiva il grande santo. pregandolo: "Santo monaco. il re. Il desiderio Mi spinge verso il monaco cinese." Tutti ubbidirono e si ritirarono nei luoghi assegnati.

quel monastero?" "Non più di sessanta li" rispose Tripitaka. Il re e Tripitaka se ne stavano chiusi nella sala d'udienza." Il re scoppiò in singhiozzi. I monaci corsero a inchinarsi davanti a lui: "Vostra signoria se n'era andata con gli altri. che questa intraprendente leprotta ha rapito la figlia del re dell'India e ne ha preso il posto. se non vi importuno troppo. fece convocare i pellegrini per organizzare la ricerca della principessa perduta. Il suo piccolo naso sembra un formaggino bianco. signoria. bestiaccia. Ci sarebbero altri vantaggi: per me. il re si alzò dal trono e si inchinò: "Divini monaci. con i discepoli e gli ufficiali. Allora il re pubblicò un editto: "La sala delle udienze è affidata alla guardia dei Palazzi dell'Est e dell'Ovest. non era mai uscita dalle porte della città." Il re seguì il consiglio. rise. mi giunsero dei singhiozzi. che si inchinò profondamente a Scimmiotto e gli chiese: "Com'è andato. nel momento in cui sorgeva la luna. Dovreste essere tanto gentile. e tutte le donne dei tre palazzi e delle sei corti accorsero a consolarlo. ecco la sovrana dello Yin Supremo del palazzo della luna. posso permettermi di importunarvi a proposito della mia povera figlia. Gli occhi mandano riflessi rossi: sangue sulla neve. Dove sarà adesso?" "Non vi inquietate. "Ogni tanto uno sente il bisogno di un po' di distrazione. Va piangendo il cuculo primavera che passa. e il vecchio si prosternò per manifestare la sua gratitudine." Solo allora i monaci seppero chi fosse in realtà la prigioniera che cantava ogni notte. Quante volte avrà lappato la limpida rugiada dell'aurora celeste. al grande precettore addetto agli affari di corte. non è che un gomitolo di seta greggia. Illuminano gli astri strade e mercati vuoti. Fin qui è giustificata. "fummo ospitati nel monastero che sorge presso le rovine dell'antico parco pavimentato d'oro. Dopo un breve sonno ristoratore. Tutto il cielo si riempie di profumi. corsero a infilarsi i kasâya e si dedicarono a battere campane e tamburi. Fidatevi di loro: se domani ci accompagneranno alla ricerca della principessa. questi santi monaci sanno cavalcare le nuvole. "Preparatevi a ricevere il corteo reale. "È lontano da qui. questa è stata una mancanza di tatto imperdonabile. Vostra moglie l'ha concepita vent'anni fa. minacciò col dito la creatura e le gridò: "Avanti. che aveva raccontato di essere figlia del re dell'India e di essere stata rapita dal vento mentre contemplava i fiori. Chi ebbe una reazione imprevedibile fu Porcellino. quando era stata presa dalla nostalgia del mondo di Sotto e aveva schiaffeggiato la lepre di giada. com'è che ora cade dal cielo?" "Chiamatemi il vostro superiore e preparate altari per bruciare l'incenso: vi vengono a trovare il re. Il mio discepolo fu incaricato di scoprire la verità con i suoi poteri magici. Scimmiotto fu accompagnato nella sala delle udienze. mentre pestava elisir nel mortaio con il suo pestello delle meraviglie! Il grande santo la considerò con allegria. Egli non aveva osato parlarne in città." Gli ufficiali si prosternarono: "Maestà. dopo aver ascoltato i mandarini. al cader della sera" rispose Tripitaka." Scimmiotto lo acchiappò per il collo. ma lanciata nella corsa. che collegano il passato all'avvenire. Furono il rancore e il desiderio di vendicarsi a indurre la lepre a fuggire a sua volta e a rapire Bianca: me l'ha detto la sovrana dello Yin Supremo in persona. quel batuffolo di pelo di giada sembra volare sulla montagna. Aprì l'udienza già durante la quinta veglia e. per punire Su'e dello schiaffo ricevuto. In breve giunsero nella capitale dell'India. La figlia di quel re non è una mortale qualsiasi. ed ai fiori Un profumo più intenso. Noi andiamo in cerca della principessa." Ogni donna dei palazzi reali accorse e si inginocchiò a pregare. gli diede due ceffoni e gridò: "Zotico! Dove credi di essere. È un reato bello e buono. La clessidra di rame gocciola al chiar di luna E nell'oscurità campanelle tintinnano. nel suo abito d'arcobaleno." La sovrana dello Yin Supremo mise fine all'incidente riprendendo precipitosamente la strada di casa con le sue fate e con la lepre. corsero a chiamare il vecchio superiore. Vent'anni fa sentì nostalgia per il mondo di Sotto. quant'è che non ci vediamo! Ti ricordi di me? L'ultima volta abbiamo lasciato le cose a mezzo. perché in apparenza la principessa non aveva mai lasciato il palazzo e godeva di ottima salute. nell'intento di rovinare lo yang primordiale del santo monaco mio maestro. la difesa del paese. Sotto il cielo notturno dorme il parco reale. e si stupì di vedere Scimmiotto fra loro: "Come avete fatto a precederci." La sovrana dello Yin Supremo si fece convincere. dei mandarini e dei quattro divini monaci. Un monaco centenario che mi accompagnava raccontò che si trattava di una fanciulla. con le sue immortali bellezze lunari. il vecchio l'aveva fatta rinchiudere affermando che si trattava di una creatura malefica. Scorre il fiume d'argento fra le stelle brillanti. da accompagnarmi a corte con le vostre fate e con la lepre. dove si finge pazza. Sul viottolo deserto si disperdono i petali. Ci si proponeva appunto di togliere la seduta. Il posto dove si trova la principessa si chiama Monastero Pavimentato d'Oro. In questi luoghi Che conservano i segni del passato. Tripitaka e gli ufficiali. e vi è effettivamente riuscito. cara Yin Supremo." In breve uscì dal palazzo una lunga fila di carri. Lasciami comunque la speranza che la vorrai perdonare." "Povera ragazza! Da quando è nata. Spero che la vorrai risparmiare per riguardo alla mia vecchia persona. e Scimmiotto con voce tonante gridò: "Maestà. è un filo d'argento. la Fata Bianca del Palazzo del Gran Gelo. "Riportatevi pure la vostra leprotta. Ora ci riposeremo." "Ma certo!" esclamò Scimmiotto. i mandarini e il mio maestro. perciò l'ha rapita e abbandonata lontano da casa. Era già la seconda veglia. di cui racconteremmo la storia per farla liberare e mostrare un esempio di retribuzione dei meriti e dei demeriti. "Non perdiamo tempo in complimenti" disse il Novizio aiutandolo a sollevarsi. lunghe orecchie e baffi radi: quando allunga le zampe nella corsa. e mi permetterai di riportarmela a casa viva. Voi non saprete. Quando si appiatta al suolo impaurita. quando apparve da sud una nube tanto luminosa che sembrava il sole di mezzogiorno. La stessa cosa fecero il re. che richiederà pure una punizione!" "Ci sono altre cose che non sai. che risplende In un cielo di eterna primavera. Penetrò nel ventre della regina dell'India sotto forma di raggio efficiente e si fece partorire come principessa. avremo certo successo. in compagnia della regina. camminando lungo la strada. e per la Fata Bianca. invitate le regine e le dame di palazzo a vedere lo spettacolo: ne vale la pena. in realtà è Su'e. Dopo qualche tempo sbucò il corteo reale. per riguardo a me. dalla torre di guardia si diffondeva il sordo rullare dei tamburi. Sotto il sacro baldacchino. La vostra principessa è nel Monastero Pavimentato d'Oro. e domattina andremo da lei. D'altronde in città ogni famiglia elevava altari e si prosternava al Buddha. divino monaco?" "Ho . che cosa aspetti a ritornare sulla retta via?" La lepre di giada fece una capriola e riprese il suo aspetto originale. certo sanno tutto sulla concatenazione delle cause e degli effetti. senza capire che cosa succedeva. l'affare della principessa?" Scimmiotto gli raccontò tutta la storia. la regina. che ora potete vedere nel suo vero aspetto. Mentre passeggiavo al chiar di luna dopo cena. Certo non avrebbe dovuto tramare per accoppiarsi con il monaco cinese. Contenti e intimiditi. che ci farei una bella figura. temo che il re non mi prenda sul serio. Labbro leporino e denti taglienti." "Che cosa rispondere a una tale concatenazione di cause ed effetti?" rispose ridendo Scimmiotto. si diedero da fare per innalzare altari all'ingresso del monastero. di cui si parlava ieri?" "Il giorno prima di arrivare qui. Com'è lieto il ritorno dei sovrani! Al suo arrivo il re trovò i monaci schierati ad accoglierlo. lei le diede uno schiaffo e se ne andò. Quando si furono presentati e lo ebbero salutato. Non poté trattenersi dal balzare nello spazio e gettarsi sulla compassata Chang'e. Ma se ritorno a mani vuote. Grazia divina dà vivacità Ai colori degli alberi. ma la vera dov'è?" "Tenete presente che nemmeno lei è d'origine mortale: è la Fata Bianca del palazzo della luna." I monaci. poiché la lepre di giada la scherniva per questo. in modo da presentare a sua maestà la prova materiale dell'impostura. il re si trovò liberato da ogni influsso malefico e si sentì pieno di energia. Meno male che la tua esperienza ti ha permesso di chiarire in tempo come stavano le cose e di impedire il peggio. Ma Scimmiotto balzò in aria e giunse subito al monastero. dal lancio della palla ricamata alla cattura della lepre di giada. "Come potrei mancarvi di riguardo? Adesso capisco dove ha imparato a maneggiare quel pestello con tanta destrezza. spalmato di panna e farina.perché mi sono resa conto che la sua vita era in pericolo. scoperta l'anno prima nel parco. abbracciandola con passione: "Dolcezza. Per proteggerla dalle aggressioni dei monaci. La lepre di giada è fuggita a sua volta. e raccolse una gran nube luminosa per accompagnare la sovrana dello Yin Supremo e il suo corteo. per permetterti certe confidenze?" "Quante storie!" piagnucolò Porcellino. dove gli fu chiesto di raccontare l'accaduto per filo e per segno. La falsa principessa che abitava da voi è in realtà la lepre della luna. Prima di ripartire. Infine il re disse: "Vi siamo infinitamente riconoscenti di aver catturato con i vostri immensi poteri la falsa principessa. e tutti si ritirarono per dormire. ma oggi ci dobbiamo divertire. L'umile monastero è favorito Sotto l'arcobaleno.

cui chiedere l'elemosina di un pasto?" "Vi trovate nella sottoprefettura di Diling. Temevo che quei vecchi esagerassero in ottimismo. Poi fu la volta dei monaci locali. l'umile monaco che vedete vi saluta. Io chiederò informazioni a quei vecchi. che passeggiava per il giardino. Ed il sole potente Dà rilievo a ogni cosa. Si sa che i galli sono ghiotti di scolopendre: non potreste mandarne qui un migliaio. faceva crocchio intorno a loro e si spingeva per vederli meglio. Il giorno dopo il re convocò i pittori perché facessero l'autentico ritratto dei quattro santi monaci." ." Tripitaka ringraziò e ritornò a riferire ai discepoli. senza spaventarsi per la bruttezza dei pellegrini. sui saggi e sui matti. Se fingi di non saperne niente." Il re fece abbattere le pietre che muravano la porta e corse con la regina ad abbracciare la principessa. Se le forme e i colori sono senza realtà. resero il saluto e domandarono: "Che cosa desiderate. lasciateci ritornare alla nostra conversazione. per piacere. Il loro ospite li guidò attraverso l'arco di ingresso fino a un edificio di due piani: "Al piano di sopra" spiegò. lasciò cadere gli oggetti che recava in mano e corse dentro a riferire: "Padrone. "Discepoli" disse Tripitaka. "Il monte che vedete prende nome dai millepiedi e. che appartiene alla prefettura della Terrazza di Bronzo. e si inginocchiò dicendo: "In questo edificio è rinchiusa sua altezza la principessa. bestione? Per entrare. ma il re non acconsentì: per altri cinque o sei giorni si diedero grandi banchetti. Ma infine il re si rese conto di non poterli trattenere più a lungo. "Non lo so" rispose il Novizio. Sulla porta ci sono statue di tigri coricate e la scritta: 'Benvenuti i diecimila monaci. Non dovrete certo penare per elemosinare il pasto: passate quell'arco e imboccate il viale verso sud. "Potremmo offendere il donatore. dove la gente li guardava stupita. reverendo?" "Veniamo da lontano per presentare al Buddha i nostri omaggi. I monaci ringraziarono il re della sua generosità e lo riaccompagnarono a corte. entrando senza volere nel suo appartamento interno. "ci sono la sala di preghiera consacrata al Buddha. A questo punto. vedrete la torre d'ingresso della casa del signor Kou. Perché parlare in sogno? Se l'efficacia è inutile. è frequentato da molte scolopendre. che portava un paniere e una bilancia. "Tu sei già venuto da queste parti. Risalirono sui carri e si prepararono a ritornare in città. si fece sull'uscio e. La principessa ritrovò il suo ambiente e la sua allegria." "Giusto" approvò Sabbioso. Alla fine Scimmiotto dovette fare un passo magico e soffiare verso sud ovest: un colpo di vento sollevò un polverone accecante. appoggiandosi a una canna e borbottando preghiere al Buddha. Incaricò alcuni mandarini di procurare i galli e stabilì che la montagna prendesse il nome di Sacro Splendore. passarono il ponte levatoio e si inoltrarono nelle strade. dopo un grande banchetto che fu servito per festeggiarla. Il reverendo mormorava: "Niente incidenti! Niente incidenti!". in una traversa." I due si stavano scambiando considerazioni sui casi della fortuna. contien l'inefficacia Pur qualche utilità. e quando ricadde i pellegrini erano scomparsi. Non serve a nulla chiedere Alla frutta sull'albero perché si è maturata. Sentendosi interpellare. Si abbracciarono e piansero per un bel pezzo. videro una città. Il ministero dei lavori pubblici fu incaricato di provvedere i materiali per ricostruire il monastero. Nella chioma del salice Stanno uccelli a convegno. Quando vide i visitatori. la biblioteca e la sala da pranzo dove sarete accolti. Tornano alla natura rivelata Lasciando l'onda della gratitudine. Dopo un po' ne uscì un vecchio canuto. Le susine Sono mature. Quando cessò di soffiare il vento polveroso e non li videro più. e invece le cose stanno proprio come dicevano loro. poi la madre ordinò per la figlia un bagno profumato e abiti freschi per riportarla nel mondo civile. si prosternarono a pregare e se ne ritornarono a casa. che non volevano più separarsi da loro. "Si vede bene che l'Occidente è buddista! Qui si è organizzati per nutrire i monaci. E IL REVERENDO NON BRAMA NÉ ONORI NÉ RICCHEZZE. Maestro e discepoli ripresero il viaggio verso occidente. Il racconto ci ha narrato come i pellegrini ricorsero alla magia per sbarazzarsi della scorta dei monaci del Monastero Pavimentato d'Oro. sono a vostra disposizione" rispose il re rendendogli il saluto. E ora. senza curarsi della sporcizia e del cattivo odore: "Povera bambina. "Discepoli. Tripitaka scese da cavallo." Il ricco mercante. fra regine. all'alba mangiavano un boccone. come si chiamerà?" chiese Tripitaka. Ecco perché non so come si chiama la città. Dopo quindici giorni di marcia su strada agevole. Offrì dunque oro e gioielli come viatico. ascoltate il seguito. andiamo senz'altro a mendicare il pasto. La principessa si vestì in gran pompa per ringraziarli ufficialmente della propria liberazione. concubine reali. vuol dire che stai architettando qualche brutto tiro. Tripitaka fu fatto salire sul carro con le campanelle d'oro e fu accompagnato dai mandarini. così ripartiremo senza indugio. e ignoriamo il nome della vostra nobile città. Al vecchio superiore fu conferito il titolo ereditario di monaco ufficiale Merito del Regno. "Guardate come la gente è onesta e precisa. Il vecchio superiore li guidò verso la piccola costruzione in cui la principessa prigioniera continuava a fingersi pazza. Escon dal mare metallico e rude Per risvegliarsi nel vero del vuoto. quanto hai sofferto! Com'è possibile che il destino ti abbia inflitto una punizione così terribile?" Si sa che l'incontro dei genitori con il figlio smarrito è il più patetico che ci sia." Quel cafone di Porcellino si avviò all'ingresso senza indugio. ma sempre volando ad alta quota. e i discepoli camminavano piano a testa bassa. Scimmiotto giunse le mani per salutare il re e disse: "Dovrei sottoporvi una preghiera. gli accompagnatori pensarono che quei buddha viventi fossero risaliti in cielo. la famiglia del vostro discepolo abita al piano inferiore." "Bestia senza giudizio! Si capisce che sono passato di qui più volte. tanto il Buddha pesava sui loro pensieri. guadavano torrenti. la sera cercavano riparo. Quiete ed agitazione. sono arrivati quattro monaci di strano aspetto. che assunse il nome di Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada del Monte del Sacro Splendore. Lassù non avevo né motivo né tempo di curiosare nel paesaggio sottostante. divenute spiriti maligni. finiva la primavera e si annunciava l'estate: Ci riempie di energia Il tempo luminoso! Lo stagno si ricopre Di ninfee. "Che cosa stai tramando?" insinuò Porcellino." Infatti si avvicinò e giunse le mani: "Cari donatori. sul tempo che aveva cancellato ogni traccia di tanti fatti importanti ed eroiche imprese di una volta. e a un incrocio scorsero la torre con le tigri coricate davanti all'ingresso e una grande targa con quattro caratteri: BENVENUTI I DIECIMILA MONACI! "Terra di Buddha!" esclamò Tripitaka. che venne a noi portata dal vento." Chiacchierando erano giunti davanti alle porte." "Divino monaco. che la notte attaccano i viaggiatori e interrompono il traffico. I piccoli fagiani Strillano d'allegria. Scalavano pendii. ma Scimmiotto lo fermò: "Dove vai. da destinare al culto nel Padiglione di Perpetua Pacificazione. magari potreste aggiungere il dono di una costruzione commemorativa. Ugualmente irreale è ogni vacuità. si rivolse loro: "Vogliate accomodarvi. Dal momento che in una semplice sottoprefettura non occorre far vistare il passaporto. Tripitaka avrebbe voluto congedarsi e riprendere il cammino con i suoi. Sotto i portici stavano seduti due vecchi in conversazione. ministri e gente del popolo che si prosternavano al suo passaggio. in cui il bestione ingoiò incredibili quantità di cibo." Dunque deposero a terra i bagagli e sostarono accanto alla porta. selezionati per vigore e aggressività.' Là otterrete quello che vi occorre.fatto una corsetta" rispose ridendo Scimmiotto. ma maestro e discepoli rifiutarono." Il loro cammino li portò attraverso un mercato. sulla sinistra. la parola e il silenzio In fondo si equivalgono. Se poi non sapete come il viaggio proseguì. CAPITOLO 96 ECCESSI DI OSPITALITÀ OVE IL SIGNOR KOU ACCOGLIE CON PIACERE L'EMINENTE MONACO. che possano essere sparsi sulla montagna a eliminare quelle bestiacce? Sarebbe una misura per il pubblico bene e un modo per ringraziare questi monaci che hanno custodito la principessa. il grano Assume color d'oro. prego!" Tripitaka e compagni si fecero avanti con circospezione e modestia. All'angolo indicato trovarono il grande viale verso sud." Il re ne fu ben contento. Dove potremmo trovare persone rivolte al bene. bisogna aspettare che esca qualcuno e chiedergli il permesso. perché ci avete messo tanto?" Giunsero anche Tripitaka e gli altri. "E voi. senza osare di levar gli occhi. con emolumento di trentasei stai. "restate qui e cercate di non attirare l'attenzione. a quanto pare.

"L'umile monaco che vedete" spiegò Tripitaka. si informò: "Da dove vengono i monaci che provocano tutto questo subbuglio?" "Sono monaci eminenti inviati dai grandi Tang" rispose uno sguattero. Jambûdvîpa. Bruciaprofumi e vasi di bronzo antico." La vecchia signora si rallegrò e chiamò una cameriera: "Svelta. per visitare il Monte degli Avvoltoi. buoni figli attraverso gli studi. Tutto è delizioso e appetitoso: zuppa di magro. croccanti e abbondanti. Mi chiamo anche Dakuan. e una barba di drago decorata di luna. e di accordarmi l'onore di restare da me almeno un mese. Aspettate che abbia celebrato l'adempimento del mio voto. portare riso. Poi riprenderemo senza indugio il nostro cammino. timballi cotti al vapore. c'era da spaventarsi. un po' per salutarli e un po' perché sentiva le gambe molli di paura. poi provvederò io stesso ad accompagnarvi. La sua voce cavernosa aveva risonanze da ruggito di tigre negli anfratti della montagna." Un piccolo servitore venne a invitarli a tavola. ma l'ospite lo pregò di mettersi prima a suo agio levandosi il kasâya. La prima portata è costituita da alte costruzioni multicolori. Il padrone dice che sono scesi dal cielo. flauti a becco e organi a fiato." Tripitaka. mi sono permesso di venirvi a salutare e a supplicare l'elemosina di un pasto di magro. Dì al padrone che vengo anch'io." Si fecero avanti due giovani diplomati(18). Hong dello Scialo." Negli alti scaffali si stipano i testi sacri. caldi. si prosternò e pregò a lungo. che rincasano da scuola per il pranzo. "Tenete conto che abbiamo incontrato molte creature diaboliche e abbiamo dovuto superare molte prove. Tripitaka restituì prontamente la cortesia: "Siamo confusi di avervi scomodata per questi omaggi che non meritiamo. Il reverendo si purificò le mani. L'atmosfera pura rinvigorisce lo spirito. Per dissipare ogni rancore e querela. Chi versava la zuppa." "Da dove vengono questi signori?" chiesero i ragazzi al padre. ricordate la vostra promessa di restare un po' di tempo! Come dice il proverbio: Incominciare è più facile che portare a conclusione. Quando ebbero mangiato a sazietà. poi evocano il dio guerriero. inchiostro e pennelli. . Aparagodânîya. le scatole sono colme di petali profumati. Dovete sapere che il Monte degli Avvoltoi non è lontano da qui: non più di ottocento li. la liturgia non era diversa da quella in uso presso i Tang. Penserò io a farvi accompagnare attraverso la montagna. e accompagnò i quattro pellegrini nella sala da pranzo. la signora sentiva aumentare la propria apprensione. che significa 'grande liberalità'. Il signor Kou rimandò la moglie e i figli nei loro appartamenti. odorosi. grandi e piccoli. grandi sfere di pane." "Perché i quattro maestri non sono seduti tutti insieme?" chiese la signora a suo marito. al disopra della polvere del mondo: una sala da preghiera privata. e ci ha ordinato di sbrigarci a mettere in tavola. prima che riuscissimo a giungere nel vostro nobile paese. Occorsero sette od otto giorni perché il signor Kou riunisse ventiquattro monaci dei dintorni per celebrare l'adempimento del voto. gong e flauti traversi. Da ventiquattro anni la mia cucina è aperta ai monaci." Il ragazzo corse in biblioteca e annunciò: "Anche la signora vuole vedere e salutare queste persone delle terre dell'Est. moglie del padron di casa. Dopo i saluti. tavolini e scatole di legno scolpito e laccato. nel continente meridionale. piattini piccanti. Stendardi spiegati davanti ai volti dorati dei buddha disposti in fila. Nell'insieme sono trascorsi quattordici inverni e altrettante estati. attingere acqua." "Ho letto nell'Enciclopedia della foresta dei fatti che in tutto l'universo ci sono quattro continenti" commentò uno di loro. "è inviato in missione nella vostra nobile contrada dai grandi Tang delle terre dell'Est. ma gli altre tre sono orrendi. portami un vestito adatto: anch'io voglio vedere gli ospiti. con carta. che si chiama Pûrvavideha. che non ha nulla da invidiare a quelle di eminenti monasteri. Bruciano biglietti di preghiera e meditano davanti alla statua del Buddha. Dapprima invocano pace per il tudi. dorature e decorazioni colorate. Battono un colpo." "L'umile nome del vostro discepolo" espose a sua volta l'ospite. I servitori." "Voi non capite niente di queste cose. Alla fine si rivolse al suo ospite per salutarlo nelle dovute forme. "Vengono da molto lontano" rispose sorridendo il signor Kou." "Certo" rispose ridendo Tripitaka. pitture." I ragazzi erano stupiti: "Dovete proprio essere dei monaci divini. Leggono un passaggio del sutra del Pavone: ogni versetto allontana disgrazie e calamità. presentazione di offerte e di incenso a lume di candela. Porcellino vuotava ogni ciotola in un boccone. Ma il signor Kou lo trattenne: "Maestro. A quarant'anni feci un voto. la terza da cinque tipi di frutta fresca e la quarta da stuzzichini. I religiosi occuparono tre o quattro giorni per redigere i testi delle preghiere. ce n'è anche uno dell'Est. il signor Kou ordinò di portare foraggio al cavallo e di collocare i bagagli dei pellegrini sotto il portico. "dalle terre dell'Est. un supporto laccato regge un tamburo decorato. allo scopo di preparare il pranzo. che si alzava per salutarla. Un riquadro vermiglio fa da sfondo a una campana d'oro puro. dove il pasto fu impeccabilmente servito. legata in oro. farina e verdure. È stato maggiore il tempo perduto a causa delle difficoltà. che si inchinarono fino a terra per salutare il reverendo. "andiamo a fare le presentazioni nella sala dei sutra. Il reverendo voleva eseguire il cerimoniale dei saluti. liuto e scacchiera: gli strumenti dei veri piaceri raffinati. e io tengo il conto su un registro. "uno di loro vale la pena di vederlo. Accendono la lampada del Guaritore: la sua fiamma brilla chiara. si misero subito in movimento per raccogliere fascine. La pietra d'oro vibra senza fine. che avrò adempiuto quando avrò ospitato diecimila monaci. sorpresa da tanta agitazione. ma ne fu impedito dal signor Kou: "Questi sono i miei figli. Ho vissuto sessantaquattro inutili anni. Un domestico venne ad annunciare: "Arrivano i giovani signori. prima di entrare a pregare il Buddha. "Il nostro è il continente occidentale. Nei bruciaprofumi arde l'aloe. il tutto con accompagnamento di musica di cembali e tamburi. uno sramana vale l'altro. celebrano la contrizione con l'acqua. scatole metalliche raccolgono lettere e documenti. Gli esseri celesti discesi sulla terra possono avere le facce più strane e bizzarre. Salmodiare l'Avatamsaka sûtra allontana ogni biasimo e calunnia. perché li scriva nel registro. Si vedono appese una lieve pietra sonora di giada preziosa." "Signora" precisò lo sguattero.Tripitaka si complimentò con lui e si appartò per indossare il kasâya. Una vasca di vetro è piena di acqua limpida. Lampade di cristallo bruciano olio profumato dalla fiamma chiara. "Come dice l'adagio: Nobile casa attraverso il far bene. Vi manda il Cielo a permettermi di adempiere il mio voto! Vi prego di dirmi i vostri rispettabili nomi. Numerosi stendardi sono ricamati con gli otto tesori. La signora cadde in ginocchio. i mille buddha sono rivestiti d'oro. "Vi prego" gli disse lui. perché abbia il tempo di celebrare degnamente l'avvenimento. Quando ho tempo tiro le somme. La meravigliosa Legge dei tre veicoli è delle più perfette: nella liturgia. incontrare il Buddha e sollecitarne le autentiche scritture. acconsentì senza fare resistenza. Per fortuna i miei tre discepoli mi hanno protetto. La signora Kou. chi riempiva le ciotole di riso: correvano come comete che caccino la luna. e così ho verificato ultimamente che ho già offerto ai monaci 9996 pasti: per raggiungere la cifra tonda ne mancano solo quattro. con palanchino e cavalli. Poiché ho saputo che nella vostra onorevole prefettura si tengono i monaci in alta considerazione. Davanti a una cortina profumata sono disposti libri. accese un bastoncino di incenso." "Sono giovani saggi!" esclamò Tripitaka. dovunque sete e fiori. Kou Liang e Kou Dong. riso. abilmente montate in molte forme da pasticceri alla moda. il reverendo si alzò per ringraziare l'ospite e propose di rimettersi in cammino. Sui tavolini sono disposti dei freschi cinque nuvole. con la furia di una burrasca. Infine si procedette alle presentazioni. Ma gli altri tre erano proprio insoliti: anche a volerli discesi dal cielo. che protegge dalle correnti d'aria. il cuore liberato dagli affanni si immerge serenamente nella Via. "Nessuno in cucina sa dove siano questi Tang. "è Kou Hong. il quale voleva render loro la cortesia. di quello impiegato in cammino. Hanno saputo dell'onore che ci fate e sono venuti a salutarvi. Entrarono nella sala di preghiera e videro alla luce delle candele accese salire spire d'incenso." Quando essa entrò nella sala notò il nobile volto e il portamento elegante di Tripitaka. siano occorsi anni di viaggio." Tripitaka dovette cedere alla sua insistenza generosa e sincera. Immagino che per venire fin qui da quello del Sud. Sette od otto servitori vanno e vengono così svelti da non lasciare un momento di requie ai quattro o cinque cuochi. soffiano una nota e intonano i sutra all'unisono. Il luogo rivaleggia con le torri sacre. La seconda da cinque piatti di verdure. Tavole laccate d'oro e seggiole laccate di nero. contento come una pasqua. con la larga faccia ridente. "Il fatto è che noi tre siamo i discepoli" rispose Porcellino alzando il grugno. e infine fissarono la data della cerimonia. Su tavole scolpite e laccate si trovano servizi per scrivere della migliore qualità. nei vasi i fiori di loto mostrano il loro splendore.

Il signor Kou gli disse: "Maestro. Quando constatò che si partiva davvero. mariti della sorella maggiore e di quella minore. un domestico venne ad annunciare che erano giunti gli invitati." "Stupido!" s'indignò Tripitaka. che noia vi dà accettare e fermarvi per un anno? Perché dovremmo partire a tutti i costi e correre le strade mendicando. è appesa al centro una pittura che rappresenta una montagna di longevità su un mare di felicità. Tutto doveva essere pronto l'indomani mattina alle dieci. Si spengono le luci. Da un bruciaprofumi a coda di gazza si levano effluvi di buon augurio." La madre e i ragazzi si seccarono: "Perdiamo il nostro tempo! Se non capisce che vorremmo trattenerlo con le migliori intenzioni del mondo. in cima alla torre lontana Rintoccano campane e rullano tamburi. per invitarli ad accompagnare l'indomani i maestri cinesi in partenza per l'Ovest. gli stendardi erano allineati intorno a un prezioso baldacchino con accompagnamento di musica." Uscito dalla sala dei sutra. Il signor Kou. Noi siamo giovani e poco esperti del concatenarsi delle cause e degli effetti. liuti. le strade son deserte. Il pianto del cuculo si sprofonda nell'ombra. e si avviò all'uscita. cenarono e si ritirarono per dormire. Per ora non posso offrirvi nulla. lo sellò e mise le redini. se non hai seminato. che non pensava ad altro che al Monastero del Colpo di Tuono e voleva ripartire. voi arrivate tardi e il maestro ha una gran fretta di partire. Il reverendo ringraziò l'ospite e i suoi invitati. Non mi aspettavo certo di impiegarne quattordici per il solo viaggio di andata. tutti cedevano loro il passo. e non pensi ad altro. Quando avrò ottenuto le scritture. quando qui si mangia tanto e bene? Si direbbe che sulla strada maestra vi stia aspettando vostra nonna. il signor Kou li invitò ancora una volta nella sala grande. non vi inquietate." Vedendo la faccia alterata del maestro. Io rischio di non rispettare i limiti assegnati alla mia missione. Sabbioso strigliò il cavallo. non raccogli. prese la borsa che conteneva il passaporto e se la mise sul petto. amici miei. e avvertire i parenti e i vicini." Porcellino non seppe trattenersi dal dire la sua. niente mi impedirà di ritornare da voi e di fare un'altra sosta. Che fretta abbiamo? In un mesetto soddisferemmo le richieste della madre e dei figli. coloro che preparavano palanchini e cavalli si scambiavano richiami da lontano. Il signor Kou disse loro sorridendo: "Mi dispiace. Allora la musica si fece più forte: tamburi. Monaci e preti arrivarono in quel momento. non si alzò da tavola prima di aver fatto scomparire le cinque o sei ciotole di riso di riserva. timballi e dolciumi. ma non aveva scelta: dovette ficcare nelle sacche la ciotola e le altre suppellettili." "Ma che cosa dici!" rispose Sabbioso ridendo. Pazientate per oggi: farò preparare tamburi e stendardi. Il bestione si appioppò due schiaffi da solo e disse: "Zitto. messo a disagio da quello scontro fra maestro e discepoli che si svolgeva davanti a lui. gallette. da rallegrare il cielo e la terra. il bestione si imbronciò e si mise a brontolare. Scimmiotto mise in mano al maestro il bastone da pellegrino con nove anelli. ragazzi! Vi siamo molto obbligati. organi a fiato. a cavallo o in palanchino. ritornò a ringraziare e a prendere congedo. Fra il baccano della banda. chi doveva invitare monaci e preti si metteva in cammino. Con i soldi si fa questo e altro. mentre si serviva il vino. Porcellino ritornò alla carica: "Maestro. non sento più fame per tre giorni. Il reverendo ordinò di chiudere i bagagli e di sellare il cavallo." Il povero bestione ansimava e soffriva. Scimmiotto afferrò Porcellino per il collo e lo riempì di botte sulla testa." Ed ecco ricomparire la vecchia signora: "Maestro. ricuperare il bilanciere e appendervi i carichi. ma se non possiamo accettare l'ospitalità di vostro padre. Si danza davanti ai gradini al ritmo dei tamburi. vi voglio ospitare anch'io per quindici giorni. per altri quindici giorni. è questo che mi volete rimproverare?" "Quali rimproveri potrei muovervi." "Ben fatto!" approvava Sabbioso ridendo. Porcellino era tutt'occhi per quel banchetto sontuoso. Quando il maestro e i discepoli si alzarono all'alba. Mentre il reverendo scambiava complimenti con il signor Kou. "È già insopportabile quando sta zitto. C'erano il vicino di sinistra e quello di destra." La folla si aprì per lasciar passare i quattro pellegrini. Da quanto tempo siete da noi?" "Sono ormai quindici giorni. Quando io ho mangiato proprio a sazietà. Quando furono pronti. se ne vada dove gli pare. in questi giorni di sacre funzioni. Tripitaka depose le bacchette e recitò un sutra per concludere il pasto. Fu un bell'andirivieni. "Dice il proverbio: Il sapore più raffinato non riempie la pancia meglio del riso bollito. Vi supplico di lasciarmi compiere la mia missione. Domani vi accompagneremo alla partenza." Il monaco cinese emise un brontolio da bestia feroce. Fra alti tendaggi. I nostri genitori vi invitano. fermo! Non dite niente! Non ho nessuna voglia di ridere!" Al signor Kou non restò che rinunciare a insistere. il sole saliva verso lo zenit. "non fartela scoppiare. per paura di trovarsi a corto di risorse. tè e ricchissimi vini profumati. trovarono tutta quella gente al loro servizio. non esagerate. perché desiderano migliorare il loro karma: perché dovreste rifiutare? Anzi. signora. Commissionò ai cuochi un banchetto d'addio. i cognati maggiore e minore. dobbiamo mangiare e bere più che possiamo: non troveremo mai più un'accoglienza fastosa come nella casa del signor Kou. i domestici si alzarono per fare i preparativi. la vostra ansia di lasciarmi mi fa temere di avervi trascurato. ma al ritorno vi esprimerò la mia gratitudine. Ai lati si allineano quadri che rappresentano le quattro stagioni. Senza considerare che non so se otterrò i sutra. e diceva a Sabbioso: "Fratello mio. la pancia non conserva provviste. A piedi. Tripitaka. Porcellino. mentre non so come scusarmi per il disturbo che vi ho dato? Vedete: quando la sacra persona del mio imperatore mi affidò la missione. Zuppe di riso di straordinaria purezza. Vi era stato preparato un banchetto molto diverso da quelli serviti nella sala da pranzo. si vedono distese di piatti e di frutta come un tappeto di broccato. si inginocchiò: "Maestro. e ci chiede con assoluta sincerità di restare. di ingaggiare una banda musicale e di invitare i monaci del Monastero della Venuta del Sud e i preti taoisti del Tempio del Picco dell'Est. ripartirò da solo. ma conosciamo il detto: Raccogli ciò che hai seminato. come potremmo accettare la vostra? Dobbiamo assolutamente partire. Le stelle rendon pallido il gran fiume d'argento. la terra si è velata. Sulle tavole allineate si accumulano ori e piramidi di dolciumi a forma di leoni e di immortali. romperemo i nostri salvadanai e vi ospiteremo anche noi." "Siete stati ospiti di mio marito. aveva stampato sulla faccia un sorriso più largo che mai: "Maestro. non ne ha mai incontrati di importanti come voi. Se siete prigionieri della vostra ghiottoneria. sarà finita lì. figuriamoci se apre la bocca per far vedere che gli manca il buon senso. incaricò il maggiordomo di far confezionare venti paia di stendardi colorati. Tripitaka se la prese con il Novizio: "Tu di che cosa ridi?" Era tanto irritato che fu sul punto di recitare l'incantesimo di costrizione del cerchio. senza più osare di proferir verbo. per non alimentare il dissidio fra maestro e discepoli: "Non litigate! Resta inteso che domani vi accompagnerò. Non dovete pensare che rifiuti per malizia. scemo! Ricominci?" Scimmiotto e Sabbioso scoppiarono a ridere. Già fra la terza e la quarta veglia. Sai che la strada ci aspetta. "Tu pensi solo a mangiare. E dappertutto gioiosi suoni. voi proprio non avete considerazione per i sentimenti degli altri. Caduta la sera. vuotando ogni ciotola in un boccone. quando sbucarono Kou Dong e il fratello: "In ventiquattro anni che nostro padre ospita monaci. strillando: "Maestro. ma verso le dieci del mattino tutto era pronto. mi chiese quando sarei ritornato." Chiacchierando e mangiando. ordinò al suo segretario di spedire un centinaio di biglietti a vicini e parenti. che faceva vibrare il cielo. Non mancavano pii amici della parrocchia e uomini dabbene di sicura fede buddista: tutti venivano a salutare il reverendo. E poi ha potuto adempiere il suo voto. niente può costringervi a sottrarre alla nostra umile capanna l'onore della vostra presenza. L'ombra dei fiori si agita sotto il chiaro di luna. Anch'io ho accumulato il mio piccolo capitale con un'attività di sartoria. e se lo facessi volontariamente non basterebbe nemmeno la pena capitale a riscattare la mia colpa. resta se ti trattengono. Dopo i saluti presero posto." "Per carità. Questa casa di un popolano non cede in nulla a quelle dei principi. poi rimase in attesa. Quando avrai mangiato. preso dal panico. Sul villaggio isolato si vedon macchie nere Di corvi in volo. e che il ritorno potrebbe richiedere altri dodici o tredici anni.La cerimonia si concluse dopo tre giorni e tre notti. Dice l'adagio: Non imporre la tua presenza. Dal momento che questo signore è ricco sfondato. Tu grufoli nel truogolo fino a farti scoppiare lo stomaco. Sotto il gran cielo muto. entro una cerchia di paraventi." Stava ancora parlando. Voi capite che non posso venir meno all'ordine sacro che ho ricevuto: sarebbe un delitto imperdonabile. fra le due e le tre del mattino. e io ebbi il torto di rispondere che mi sarebbero occorsi tre anni. brontolando: "Questa bestia spinge la sua incoscienza a metter su il maestro contro di noi. e si riempì le maniche di pani. tanto da aver nutrito tutti quei monaci. e lo spiegamento ." E gli voltarono le spalle. Tutti correvano qua e là. quella pancia. e la nostra capanna ne è tutta illuminata. Chi doveva cucinare si affrettava verso la cucina." "Bestione mio" esortò Sabbioso." "Non te ne intendi. chi doveva procurare i musici trattava le condizioni dell'ingaggio. alti canti accompagnati da cetre. Davanti alla porta. non ti curi delle cause che condannano alla trasmigrazione. Dappertutto vasi di fiori freschi dai colori vivaci. Scimmiotto.

una folla immensa si accalcava per vedere il signor Kou che accompagnava il monaco cinese. Fra il baccano della banda. si impadronirono di tutto quello che trovavano: oro. Dove cerchiamo riparo?" domandò il reverendo. Si riunirono per stabilire una lista delle famiglie più ricche della città. Il signor Kou scoppiò in singhiozzi. senza alcuna traccia di presenza umana fra rovi ed erbacce. Era composta da una trentina di malviventi. Kou Liang e il fratello si recarono dal prefetto del capoluogo. DOPO AVER SOFFERTO UN'IBERNAZIONE INFERNALE. fra le rovine del Tempio di Splendore Fiorito. "Santo cielo. commosso. un guardiano del santuario!" Ma entrando non trovarono che portici in rovina e muri crollati. li ho guardati alla luce delle torce. Quando torneremo in Cina. randelli. abiti. Scimmiotto ha ucciso nostro padre. oggetti di casa. A piedi. Se ne approfittiamo. mentre i monaci intonavano inni al Buddha e i preti arie taoiste. ma il cielo si coprì di nuvole nere e cadde un violento temporale. Porcellino ricominciò: "Lo vedete? Abbiamo sdegnato buon cibo abbondante e camere fresche e pulite. a rischio della vita. ma lasciate a questo povero vecchio qualche vestito per i suoi ultimi giorni. sono stati tentati delle ricchezze che si vedevano intorno e hanno studiato la disposizione della casa. E scrisse: "Il monaco cinese reggeva il lume. esaurita ogni altra risorsa. Giunti al chiosco del decimo li. lo consolava: "Se il Buddha mi riceverà al Monte degli Avvoltoi. Il signor Kou non si rassegnava: "Maestro" diceva trattenendo a stento le lacrime. Il rancore la spinse a tramare per perderlo. Si avvicinarono e videro un arco sfondato che recava un vecchio pannello orizzontale. per correre la strada senza fissa dimora. Evidentemente. . i ladri scelsero di calarsi dal muro di cinta in un vicolo con l'aiuto di una scala di corda. e lo spiegamento di stendardi. Compiuto il colpo. corde e torce. uomini e donne. un po' in piedi. Kou Liang." Conversando percorsero altri due o tre li." Al bestione passò la voglia di insistere. manganelli. a cavallo o in palanchino. Per aver ucciso il re diavolo del Fuoco Avvelenato fu degradato e nominato ufficiale trascendente delle Cinque Manifestazioni. finché finalmente schiatterai e diventerai un fantasma obeso. Non è una buona idea?" I briganti accolsero il suggerimento con entusiasmo: si armarono di pugnali.quattro pellegrini. che avevano dilapidato il proprio denaro in bevute e cattive compagnie. a lume di torcia. correvano a nascondersi negli angoli bui. i quattro pellegrini percorsero quaranta o cinquanta li. la signora si nascose sotto il letto. "Quando quei feroci briganti hanno invaso la mia camera. Certo che al ritorno vi verrò a trovare! E vorrò ringraziarvi e prosternarmi molte volte davanti a voi. come i diavoli che piantano il banchetto del funerale per rincorrere l'anima del defunto e portarsela all'inferno. che faceva vibrare il cielo. Li seguirono oltre le mura della città. mi sono nascosta sotto il letto. CAPITOLO 97 UN ERRORE GIUDIZIARIO OVE IL DONATORE. Che infami! Dobbiamo preparare subito la denuncia. ascoltate il prossimo capitolo. Ci sarà pure. signori. Lo gettarono a terra e lo presero a calci. bastoni chiodati. suo marito dietro un uscio. Da ragazzo era povero e d'inverno studiava alla luce riflessa dalla neve. come faremo?" "Brutto animale. VEDE LA SUA ANIMA TENEBROSA CHIAMATA A SALVARE IL PRIMORDIALE. una banda di malandrini si riuniva nella città di Diling. Giusto e leale. Se ne stavano zitti. ma finì per lasciarsi convincere e ritornò indietro. da nascondere il sole. Uno disse: "Non occorrono tante informazioni né lunghi calcoli: al primo posto c'è il ricco e generoso signor Kou. forzarono cofani e panieri e. per lodare la vostra virtù. benché tremassi di paura. non la cedeva in nulla a tende di broccato che coprono la primavera. Chi correva a informare i parenti. Buono e semplice. armi alla mano. Giovani e vecchi. Se poi non sapete che cosa avvenne all'alba. Sabbioso saccheggiava oro e argento. Ripensava al rifiuto del monaco cinese di accettare le ripetute offerte di ospitalità. si erano associati per darsi al brigantaggio. Quando ricomparvero. "al ritorno vi dovrete fermare nella mia umile dimora per alleviare il gran dispiacere del mio cuore. Porcellino incitava alla violenza." I figli presero tutto per oro colato: "Se li hai visti." Tutti in casa erano in effervescenza. Un po' seduti. poi il reverendo insisté perché si separassero. Prima di uscire dai loro nascondigli. l'hanno ammazzato!" E si affollarono piangendo intorno al cadavere. Mentre i nostri pellegrini si adattavano a passare una notte penosa sotto la pioggia. Chi avrebbe mai detto che il voto di vostro padre sarebbe stato adempiuto dando ospitalità ai suoi assassini?" "Che cosa intendi dire?" chiesero i ragazzi. da svaligiare per rimpannucciarsi. tutti cedevano loro il passo. Kou non poté resistere e. I briganti. si disposero panieri di cibo e vasi di dense bevande per una refezione prima di separarsi. Non restò che cercare tra le rovine un rifugio contro la pioggia e il vento. finché le sette anime uscirono dall'infelice per scendere all'inferno. Alla fine hanno approfittato del buio e del maltempo per commettere l'assassinio. Kou Dong e gli altri giovani scappavano qua e là terrorizzati. ma il destino Per ora non lo porta avanti al Buddha. e corsero sotto la pioggia alla casa del signor Kou. Aveva affrontato l'esame di stato ancora in giovane età. Scimmiotto alzò lo sguardo e vide più avanti lungo la strada un complesso di edifici: "Andiamo a riposarci là" propose al maestro. ed è stato Scimmiotto a uccidere vostro padre. Il magistrato di Terrazza di Bronzo era un uomo retto ed eminente. e fuggirono sotto la pioggia che continuava a cadere. chi preparava la bara. argento. quello che oggi ha accompagnato i bonzi cinesi. vasellame." Tripitaka. Prima che scendesse la sera. nei quindici giorni che hanno trascorso da noi. E se si mette a piovere. aveva sempre vissuto nella rettitudine. figli miei. quando ripresero il cammino. Chi credete che fossero? Il monaco cinese reggeva il lume. Porcellino impugnava il coltello. Alla quarta veglia chiamò i figli e disse loro: "Smettete di piangere. e i suoi tre spiriti abbandonarono questo basso mondo. i domestici aspettarono di essere ben sicuri che se ne fossero andati. Un tale dispiegamento di ricchezze superava palizzate di giada e perle. "Dice il proverbio: Chang'an è una bella città." "Come scriviamo?" chiese Kou Dong. Una notte piovosa come questa è un'occasione da non perdere: per le strade non ci sono né guardie notturne né ronda di pompieri. "Si fa tardi. "Come ha detto la mamma" rispose Kou Liang. ma non è posto per te. Ahimè! Felicità e disgrazia Fra loro si avvicendano. La vedova passò il resto della notte ad arrovellarsi. perché temevano di richiamare l'attenzione di qualche creatura malefica. voi sarete il primo di cui gli parlerò." I briganti non furono dell'avviso. Il suo nome viene ricordato nei tribunali accanto a quelli di Zhuo e Lu(19). gioielli. passarono la notte in bianco. smettila!" inveì Tripitaka. È il caso di dirlo: Per il suo voto di nutrire monaci Va verso il Gran Risveglio. Aspetta che il nostro destino ci abbia condotto dal Buddha e mi abbia consentito di ottenere le scritture. Sabbioso raccoglieva oro e argento. chiederò all'imperatore di lasciarti vivere nelle cucine imperiali a mangiare avanzi quanto vorrai. Sfondarono il portone e corsero dentro urlando come ossessi e seminando il panico. non si può sbagliare. Gli annali lo glorificano: fu come Gong e Huang. su cui ancora si leggeva in quattro grandi caratteri scoloriti dal tempo e coperti di polvere: CORTE PROVVISORIA DI SPLENDORE FIORITO Il reverendo mise piede a terra e spiegò: "Il pusa Splendore Fiorito era discepolo del buddha delle Fiamme dai Cinque Splendori. sbucò dal suo nascondiglio per implorare: "Prendete quello che vi serve. mescolava sempre ai suoi pensieri pietà e compassione. avremo di che divertirci per un bel pezzo e ci porteremo a letto quante ragazze vorremo. Avrebbero voluto liberare dalle malerbe almeno il sentiero che attraversava la corte. trovarono il loro padrone stecchito sul pavimento. ed era convinta che lo sfoggio di ricchezza mostrato in pubblico alla sua partenza avesse attirato la disgrazia.

mostrando la tavoletta ricevuta. "Non ha soldi e ci fa ritornare per consegnare il cavallo. arhat giunti dalla corte dei Tang nelle terre dell'Est. all'alba ripresero la loro strada. "Il fratello ci sa fare. cari amici. La sera del giorno stesso in cui li avevamo accompagnati sono ritornati indietro. ed essi pian piano si ripresero. prese le disposizioni sugli affari correnti e ordinò di distribuire le tavolette ai querelanti. e abbiamo pensato che foste ben provvisti. Fagli mettere giù i bagagli. "Non ti rendi conto che ti stai giocando la pelle? Sembri cieco: non vedi che non siamo dei signori? Sganciate il pedaggio. Poi fu la volta dei discepoli. Si impadronirono anche del bagaglio. li abbiamo disturbati per ben quindici giorni. Si può ben dirlo: Le disgrazie non vengono mai sole. in mezzo ai discepoli. avrà qualcosa da dirci: andiamo a sentire. Ci spoglieranno anche dei vestiti. Recare offesa al cielo è il nostro mestiere. tremava come una foglia. Quando si sono trovati davanti nostro padre. "I briganti hanno raccolto grandi rinforzi e si sono armati meglio per darci una lezione!" "Fratello. atterrito. quando videro arrivare una folla di gente armata di lance e di sciabole. pagate il pedaggio senza discutere. incontriamo i malandrini sulla strada. i prigionieri vennero appesi a pertiche passate nei nodi delle funi. è inutile che vi rivolgiate a quei tre là: dovete chiederlo a me. non sarà qualche fottuto brigantello a metterlo in difficoltà. lo hanno abbattuto. abbiamo dilapidato i nostri patrimoni in vino. e vedremo se sono delinquenti incalliti o semplici pivelli. tutto ciò che entra nel sacco passa per le mie mani e viene segnato nel mio registro. bestiacce? Che cosa avete rubato? Avete commesso omicidi? È la prima volta? La seconda? La terza?" "Grazia." I banditi confabularono: "Il bonzo sembra una persona sensata. fra coscritti e volontari." Il reverendo acconsentì. e hanno forzato la porta di casa per saccheggiare ogni cosa. Sabbioso lasciò cadere le sacche. ci siamo riuniti per approfittare della notte e del maltempo e spogliare la sua casa. "Grandi re!" rispose Scimmiotto. e potrete andare dove vi pare." "Non dire sciocchezze!" rise Sabbioso. E se proprio vuoi farlo È a tuo rischio e pericolo! I pellegrini camminavano verso la città carichi di oggetti preziosi. Ci raccomandiamo alla vostra commiserazione: prendete tutto. vi convinceremo a coltellate. Consapevole del Vuoto. non siamo briganti incalliti. Non sapeva di comportarsi come la falena. Maestro e discepoli. e che se ne vadano pure. "Che cosa significa tutta quella gente armata che ci viene incontro?" "Disgrazia!" squittì Porcellino. Riconsegnare le loro cose non è il minimo che possiamo fare?" Scimmiotto ne convenne. ruberemo il cavallo e aumenteremo il nostro bottino: è un lavoretto che sarebbe un peccato trascurare. guarda bene" replicò Sabbioso. I fratelli Kou si presentarono. qual buon vento vi porta?" "Hai un bel coraggio a venircelo a chiedere!" urlò un bandito. Che cosa vuoi?" "Venite a divertirvi con i nostri amici briganti!" Porcellino si avvicinò a uno di loro e lo urtò gridando: "Che fai. "Sono un povero bonzo di campagna e non mi so esprimere bene. questi ultimi ospiti completavano la cifra prevista di diecimila. le mani a mezz'aria. Di rado ha ricompensa. Non sapevamo che vostra eccellenza avesse poteri straordinari e che ci saremmo trovati ammanettati." "Non abbiamo corde" obiettò Sabbioso. È completamente in bolletta. e in breve i banditi si trovarono legati come salami. "smontate da cavallo e sedetevi. mentre Sabbioso si occupò dei loro bagagli. Se volete il pedaggio. ricuperò i suoi peli e li guardò balzar su. Se invece state a pensarci su. Fratelli. ritornate qui!" "Si mette male!" si spaventò Porcellino. e scappare a gambe levate. per questa volta non ti ammazziamo. Porcellino brontolava risentito. Scimmiotto pregò il maestro di sedere al posto d'onore. sbarrando il passaggio. Aspettate che faccia loro qualche domanda. Con insaziabile avidità. bonzi! Se tenete alla pelle. Come ha potuto avvenire quello che dite?" "Eccellenza" rispose Kou Liang battendo la fronte al suolo. poi li avete accompagnati sulla loro strada attraversando Diling in pompa magna." "Va bene." Strinse alla vita il suo gonnellino di pelle di tigre e si fece avanti giungendo le mani sul petto: "Signori." Tripitaka. in questo modo hanno acquistato familiarità con il luogo." I briganti impugnarono dunque le armi e corsero gridando sulla strada. Lo attesta il poema: La bontà. Come mai non parlano?" "Maestro" rispose Scimmiotto." Il magistrato convocò la polizia a piedi e a cavallo che. e ciascuno di loro fu portato da due uomini. si additarono a vicenda i viandanti ed esclamarono: "Guardate! Sono i quattro bonzi che ieri hanno lasciato la città." Scimmiotto si volse ai suoi e strizzò l'occhio. rovesciate a terra questa gente e legatela bene. Se ci chiama. Per pigrizia e incuria. approfittando del buio e del maltempo. Il Novizio si chinò. dopo esservi dedicati alle vostre ruberie. Sabbioso si . un uomo così squisito?" "Ha messo troppo in mostra la sua squisitezza quando ci ha accompagnato: lo sfoggio di lusso ha risvegliato l'attenzione di questi marioli. Quando abbiamo saputo del grande patrimonio accumulato dal signor Kou. Si disposero di traverso. "Scherzi di magia" spiegò Scimmiotto. "È chiaro che questa gente sta inseguendo i briganti. Anche i briganti che avevano saccheggiato la casa di Kou si erano incamminati verso l'ovest e avevano corso fino all'alba. "mio padre Kou Hong aveva nutrito monaci per ventiquattro anni. Un altro carico di metalli preziosi toccò a Porcellino. oboli. I soldi per i sutra che recitiamo. ma temette i rimproveri di Tripitaka. ma lasciateci la vita!" Tripitaka fu sconvolto dalle notizie e balzò in piedi vibrando di indignazione: "Com'è possibile. con le bocche aperte. "Discepoli!" gridò Tripitaka. ma non farlo quando liberi. e noi ci troveremo in una posizione delicata. Essi uscirono dalla porta occidentale e si lanciarono sulle tracce dei quattro pellegrini. quello con il grugno lungo è un facchino. Provvederò io a regalarvi i nostri bagagli. recita sutra e non sa nient'altro." Scimmiotto sorrise: "Non prendetevela. prese il cavallo per la briglia e si incamminò seguito da Porcellino. si prosternarono e gridarono: "Eccellenza. raccolse una manciata di terra e la gettò in aria. Poi apostrofò i briganti: "Da quanti anni fate questo mestiere. si spinsero davanti il cavallo e li portarono nel capoluogo della prefettura. Tutti si misero all'opera. Ora li fermeremo. Scimmiotto si strappò qualche pelo e. mentre festeggiavamo il compimento del voto. Fu così che Tripitaka ritornò indietro con i suoi per restituire i beni rubati. Scimmiotto urlò: "Maestro. così ci siamo ridotti senza mezzi. "È muto e istupidito" ridacchiò Porcellino. se vi ho offeso." "Dunque siete dei briganti da strada" considerò Scimmiotto con un sorriso radioso. ma figli di famiglia.Egli sedette sul seggio. fingendosi spaventato. Mentre erano intenti alla divisione. gioco. ne ricavò trenta lunghezze di corda. gli occhi spalancati. raccoglieva centocinquanta uomini muniti d'armi da punta e da taglio." Il magistrato ricevette il loro memoriale. Hai notato qualcuno Che è caduto nell'acqua E vuoi tirarlo su? Tu pensaci due volte. Questi bonzi vengono da lontano e hanno passato molto tempo dai Kou: il loro bagaglio sarà ben fornito. "Ti sembrano briganti?" "La stella della disgrazia non è tramontata sul capo del maestro" mormorò Scimmiotto. lo strapparono dal suo cavallo e lo legarono. e mentre si avvicinavano gridava: "Eccoci. compresi ciotola e vestiti. "Ma immobilizzare il corpo non chiude la bocca. elemosine e regalie. Una volta legati. e intimarono: "Fermi. quando vola verso la fiamma che le brucerà le ali. Scimmiotto ebbe la tentazione di lasciare ai briganti un ricordo della sua sbarra. Scimmiotto recitò l'incantesimo per liberarli dalla paralisi. con stendardi e fanfare. Ha riportato sulla retta via i peggiori diavoli. E più spesso le accade Di attirare il bastone. come per aprire le sacche. ci quereliamo per un grave fatto di sangue e di furto con effrazione. Consapevole del Vuoto. che una simile disgrazia sia capitata proprio al vecchio signor Kou." "Io sono rimasto commosso dalla generosità dei Kou. Per fortuna li abbiamo incontrati e abbiamo ricuperato la refurtiva. che avevano trascorso la notte fra le rovine del tempio. Sono rimasti nella nostra casa per quindici giorni. Lasciateli perdere: è tutta gente che non può darvi soddisfazione. Vi abbiamo riconosciuto come gli ospiti del signor Kou. Vengono al momento giusto. "Non strillate! Confessate tutto!" "Eccellenza." Circondarono Tripitaka." I sopraggiunti accerchiarono i pellegrini: "Bonzi del malanno! Avete la sfacciataggine di aggirarvi ancora da queste parti. senza poter fare un movimento né dire una parola. Porcellino e Sabbioso si rivolsero a Scimmiotto: "Vedi che scalogna! Dopo la brutta notte che abbiamo passato sotto l'acqua. Si recò con Porcellino e Sabbioso nella valletta dov'era raccolta la refurtiva e la caricò sul cavallo. Tripitaka piangeva e aveva perduto la parola. Li faremo confessare. brigante? Non ti muovi più?" L'uomo restava immoto e privo di parola. Supplichiamo vostra eccellenza di rendere giustizia all'umile gente del popolo. perché sono io che tengo i conti. portate pazienza. muniti di torce e di bastoni. Il moro che vedete l'ho ingaggiato perché s'intende di cavalli. Quindi gridò: "Ferma!" E i trenta componenti della banda restarono immobilizzati come pali. signorie!" strillavano i banditi. non appena liberi. Quello che vedete sul cavallo è il nostro maestro: ha dimenticato piaceri e dispiaceri dei sensi. "Accoppa! Accoppa!" ruggirono i briganti incolleriti. donne e divertimenti. con il vostro cavallo bianco e quelle grandi sacche. Sapete che gli uomini non si accontentano mai: l'ingordigia ci ha spinto a sbarrarvi la strada. Vi abbiamo visto arrivare mentre ci dividevamo il bottino. Come dice l'adagio: Puoi sbagliare quando arresti. con il suo fiato magico. lo lesse e disse: "Mi hanno detto che avevate adempiuto il vostro voto di nutrire monaci accogliendo quattro eminenti bonzi. ben contenti di uscirne vivi. gli strapperemo il viatico. videro i quattro pellegrini che venivano verso di loro. superando di una ventina di li il Tempio di Splendore Fiorito e nascondendosi in una valletta fra le montagne per dividersi il bottino.

siamo stati arrestati e scambiati per i ladri. Domattina. si procurarono una terza corda e stavano per ricominciare. Esclamò: "Queste non sono cose da briganti! Per fortuna mi sono cadute in tempo sotto gli occhi. finché si ruppe con uno schiocco. A quel tempo non possedevano più di mille mu di terreno agricolo. suo padre morì e lui dovette assumere l'amministrazione del patrimonio. Riprenderemo l'interrogatorio quando avrò ricevuto il mio superiore. quando stai male. Pensava: "Fra le prove imposte al maestro c'era evidentemente anche questa notte in prigione. abbia dovuto finire così? Che triste vicenda!" Scimmiotto non perse una parola." La moglie batteva i denti. Perciò mi sono tenuto in disparte e mi sono astenuto da difese e da interventi magici. bastoncini d'incenso. Aprite e prendetevelo. Le truppe si presentarono al tribunale e annunciarono: "Eccellenza. e faticavano a farsi versare la rendita. che allora chiamavamo Spingi L'Ago: quello fu l'inizio della sua prosperità. La vedova. me ne vado" disse Scimmiotto. alla tua età ricordi ancora il mio soprannome da ragazza. Ormai era la quinta veglia. sarà bene che prepari ogni cosa per farlo uscire di qui al levar del giorno. Verso la quarta veglia. oh padre. come mai parli?" "Il re dell'inferno Yama mi ha fatto accompagnare qui dagli spettri perché dica una cosa: la mia vecchia Spingi L'Ago ha usato la sua lingua velenosa per rovinare gli innocenti. gli portava un buon guadagno. Gli abiti di stoffa ordinaria non valevano gran che. stringevo il coltello. mentre sua moglie pressava gli ingredienti. ma gli è mancata la lunga vita. e prega vostra eccellenza di andargli incontro nei sobborghi. avevano ricuperato la refurtiva e la stavano riportando qui per mostrarsi grati. ma in realtà non lo siamo. dove una cinghia serrava il ventre. le quattro del mattino." Tripitaka si sentì come una barchetta nell'oceano in burrasca. Le nuore corsero via spiritate agitando le braccia. la resa dei terreni migliorò e i crediti furono ricuperati. Preghiamo vostro onore di procedere a un attento esame dei fatti. come si vedeva . verificò la refurtiva e la restituì alla famiglia Kou. Porcellino incitava alla violenza. si preparava a mostrare le sue capacità." Tutta la famiglia corse ad ardere biglietti di carta moneta. Lungo la via brillava una luce: si accostò e constatò che si trattava del laboratorio di un fabbricante di formaggio di soia. "Pretendete di venire dalle terre dell'Est e di andare nel Paradiso dell'Ovest a rendere omaggio al Buddha. La moglie. pieno di sigilli e di scritte di molti paesi. come faremo? Come faremo?" "Ci battono per spillarci un po' di soldi" fece notare Scimmiotto. Gli altri non c'entrano. "'Il monaco cinese reggeva il lume. "Voi bruciate carta moneta. si trasformò in un moscerino e fuggì da un interstizio fra le tegole del tetto. che avevamo incontrato sulla nostra strada. Riconosceremo i nostri errori. altrimenti avremmo rischiato di metterci nei pasticci. rubavo e uccidevo. il rumore che facevano attirò l'attenzione del capo. e a riportarla al legittimo proprietario. Al momento il problema è tutto qui. Egli volò nella casa dei Kou. Da quando entrò in casa sua. "permettetemi di dichiarare quanto segue: l'umile monaco che vedete non è un bandito e non si è certo permesso una simile impostura. e sembra fondata. Suo padre si chiamava Kou Ming. ritornate da dove venite e non fate del male a nessuno! Appena farà giorno. alla residenza del magistrato. perché non li avete assicurati alla giustizia? Ve lo impediva la vostra gratitudine? Come mai abbiamo trovato solo voi quattro? Ecco qua: la querela di Kou Liang fa appunto i vostri nomi. i coscritti hanno catturato i malviventi. piangeva. correremo al tribunale e presenteremo l'istanza di scarcerazione. finalmente. luna e stelle splendevano ancora. Il re dell'inferno mi ha mandato qui sotto buona scorta fantasma per dirvi di farli liberare immediatamente. che portavano offerte di riso. Nella rapina contro i Kou io tenevo la torcia. i figli si prosternarono e non osarono muoversi da terra. ma si resero conto che quella cosa fosforescente avvolta nella carta oleata doveva costare un sacco di soldi. Osereste negare la presenza del bottino?" esclamò trionfante il magistrato. Scimmiotto. Lui diceva: "Mamma. "Come dice l'adagio: La vita è bella finché è sana." La proposta fu una coltellata per il cuore di Tripitaka. Per fortuna arrivate voi: aiutateci a dividere. la mia missione è di restare in questa casa per un mese e di metterla sottosopra in modo che nessuno sopravviva. Da piccoli eravamo compagni di scuola. In una di quelle sacche troverete un abito orlato di broccato che vale mille pezzi d'oro. I quattro maestri della corte dei Tang si erano imbattuti nei briganti." "Proprio così. Era un uomo buono. stai per caso tornando in vita?" "No" rispose Scimmiotto imitando la voce del vecchio Kou. Il capo banda sono io. Il padron di casa attendeva alla cottura al fornello. Qualunque affare intraprendesse. Dategli il vostro kasâya. più coraggiosa. Vide un sacchetto di tela." L'ufficiale esaminò il kasâya e il restante contenuto delle sacche. "Il bottino testimonia contro di noi." "Vanno bene anche i vestiti. ora che vi hanno preso" replicò il magistrato. Poi gli somministreremo le verghe. oh padre. Noi cerchiamo solo di stare in pace con i vivi e con i morti. uno per uno. ma in realtà questa non è che la copertura della vostra attività di briganti. il signor Kou aveva fortuna e figli. Scimmiotto volò via e ritornò nel capoluogo. invece di godere i suoi meriti." Il magistrato ordinò al capo della camera di giustizia: "Mettete in cella questi banditi e fate buona guardia. Scimmiotto si posò sulla bara e tossicchiò. continuando a prosternarsi. ma non vi trovarono nemmeno un graffio." "Va bene. Il dio del carcere.' Queste calunnie hanno precipitato delle brave persone nelle torture. Esaminarono le pelle del cranio di Scimmiotto." "Allora incominciate da lui" ordinò il magistrato. Draghi allacciati in squisiti ricami Ed orli di broccato con fenici. Scimmiotto non udì più i gemiti dei compagni: si erano addormentati. Proprio perché il signor Kou ci ha ospitato generosamente per quindici giorni. Lo prova il passaporto che troverete fra le nostre cose. Mentre si spingevano per guardare." I carcerieri frugarono nelle sacche. Il giudice era già sveglio. se c'è qualcuno da mettere alla tortura sono io. ma tenne duro e chiese: "Se sei morto. Era una bella notte serena. quando giunse l'annuncio: "Sua signoria il Secondo Protettore Chen sta giungendo dalla capitale." "Ma noi non abbiamo soldi. Non toccate niente. candele e offerte di frutta. quel bonzo non c'entra. Nel tempo ha accumulato una fortuna di centinaia di migliaia di sapeche. "vi supplichiamo. Scimmiotto ha ucciso vostro padre. batté la mano sulla bara e domandò: "Vecchio mio. Che bell'idea quell'accusa falsa! Ora gli innocenti sono chiusi in carcere per la querela presentata dai nostri figli." "Siete abili a invocare la gratitudine. la vecchia si prosternò: "Vecchio mio. Tripitaka soffriva il martirio e ripeteva: "Consapevole del Vuoto." Chiamata con l'antico soprannome. il tudi e la divinità delle mura e dei fossati sono corsi pieni di indignazione a informare Yama." Gli infelici furono spinti su letti di tortura. "Che cosa aspetti per assumere la difesa?" "Che posso fare?" rispose Scimmiotto. con una lampada accesa. Entrarono i figli accompagnati dalle nuore. Quali innocenti avrei rovinato con lingua velenosa?" "Non prendermi in giro!" urlò il Novizio." Guardate che bravo: si rimpicciolì per liberarsi dalle cinghie che lo legavano al letto. Abbiamo trovato questa cosa che non sappiamo come utilizzare: romperla per dividere sarebbe un peccato." Scimmiotto pensava: "Anche se il destino del maestro prescrive questa prova. Consapevole del Vuoto. la ronda dei pompieri iniziò il suo giro." "Signori ufficiali" gridò Scimmiotto. un'altra il petto e una terza la testa. È mai possibile che. che venne a vedere: "Che cos'è questo baccano?" Le guardie si inginocchiarono: "Stavamo battendo questi bonzi briganti di strada. La sua fortuna fu di sposare la figlia di Zhang il Ricco. Che sfortuna! Aveva sessantaquattro anni e possedeva tutto ciò che serve per godersi la vita. la gratitudine ci ha spinto a togliere la refurtiva ai briganti. Poi ordinò la comparizione di Tripitaka e dei suoi compagni. nemmeno i cani e le galline. E ordinò alle guardie: "Portate il cerchio per stringere la testa e applicatelo alla zucca pelata del capo banda. sapremo come regolarci. Si guardò intorno per orientarsi e prese il volo verso Diling e la strada dove abitavano i Kou. "Discepoli miei" si lamentava Tripitaka "come faremo?" Scimmiotto rideva: "Adesso venite al fresco: è un posticino tranquillo. sputa la grana. Altrimenti. non posso lasciargli subire le torture. Mentre lo facevamo. Vi divertirete. Misero una corda nuova e ricominciarono a tirare: nuova rottura. Senza capire che cosa non funzionasse per il suo verso. "è inutile che vi affatichiate. "Ma se vi siete imbattuti nei briganti. quando sua grandezza riprenderà il processo. gli altri non avranno niente. Sabbioso saccheggiava oro e argento. ma se uno solo la prende. noncurante. ma non ne poteva più e si dovette rassegnare: "Come vuoi. lo aprì e ne tolse il passaporto. seduta su un cuscino.." "Vostro onore" rispose Tripitaka. A quarant'anni si è volto al bene e ha fatto voto di nutrire diecimila monaci." Il tamburo dalla torre annunciò il cadere della notte.. I carcerieri li vennero a frustare. Ed ecco che i briganti lo hanno ucciso a calci." Il magistrato li ricompensò della pena che si erano data." "Padre" supplicavano Kou Liang e suo fratello. Per i pellegrini fu anche questa una notte inquieta. avevo cinque anni più di lui. Aprirono l'involto e scoprirono Le lunghe file di perle brillanti Ed un tesoro di pagliuzze d'oro. e loro ci hanno ceduto le loro sacche." I pellegrini furono chiusi in carcere. I figli batterono la fronte sul pavimento cantilenando: "Oh padre. Quando ebbe vent'anni. dove non troverete cani che vi abbàino." E quando vide le guardie preparare la corda per stringere il cerchio dichiarò: "Vostro onore. Il feretro era stato collocato nella sala principale. Ma ora che la notte e la prova stanno per finire. "Consapevole del Vuoto!" gridò. Le guardie si misero all'opera: incoronarono Scimmiotto e tirarono la corda.sentiva disorientato.

prosternandosi senza tregua." Il magistrato rifletteva: "Non è poi tanto strano che il fantasma di un morto ammazzato si mostri inquieto per qualche giorno. se non mi date retta lo abbasserò sulle vostre teste. "questa notte l'anima di nostro padre si è manifestata per rimproverarci di aver fatto incarcerare ingiustamente il santo monaco. Un raggio di luce divina. si posò nel bel mezzo del ritratto e quando vide comparire il magistrato." E colse l'occasione: "Saggio nipote. che mi ha fatto accompagnare qui. Andremo dai Kou. Ma per riguardo a voi. dove. Perché oggi mi fate questo scherzo? Vi supplico di non terrorizzare la gente di casa con manifestazioni di rumori diabolici. Va da sé che tutti pregarono e bruciarono incenso. e d'altronde il ritrovamento della refurtiva ci aveva indotto in errore." Il magistrato accese altro incenso e molta carta moneta. indossato l'abito da cerimonia e reggeva due bastoncini d'incenso accesi: "Sacra immagine del mio onorevole zio Qiang Qianyi." Assunse quindi dimensioni gigantesche. diede un colpetto di tosse. quello che nutriva monaci nella sottoprefettura di Diling? Fatemi il piacere di rintracciarla subito." Sabbioso issò a cavallo il reverendo in mezzo all'aula di giustizia. che ci stava riportando il bottino tolto ai briganti." "Buona idea" acconsentì Scimmiotto. Quello si rifugiò spaventato in camera sua. Vedrete: reclamerò la restituzione del cavallo e dei bagagli. e ho ricevuto un incarico dall'Imperatore di Giada. Scimmiotto si fece avanti con gli occhi sgranati per la collera e dichiarò con voce tonante: "Un tizio del tribunale si è impadronito del nostro cavallo bianco. guai in vista! L'Imperatore di Giada ci ha mandato un dio ambulante per esigere l'immediata liberazione di quelle brave persone che sono state incarcerate. schiaccerà noi e ridurrà in polvere la nostra città." Scimmiotto ridacchiava fra sé: "Dunque è la sacra immagine dell'onorevole zio. La cosa ha indignato le divinità locali." E d'un balzo salì in cielo. Ora interrogherò tuo marito: provvederà lui a smentirti. il sottoprefetto e i funzionari di ogni ordine e grado andarono loro incontro: "Ieri non abbiamo potuto approfondire l'inchiesta per l'arrivo del nostro superiore. Con una capriola il grande santo raggiunse il mondo delle tenebre ed entrò nella Sala della Rete della Foresta. il magistrato. ciò ha fatto sensazione fra gli dèi dei tre mondi. certo hai onorato i tuoi antenati esercitando la tua carica senza farti corrompere. Non ho mai trascurato di offrirvi incenso mattina e sera. e griderebbero all'imbroglio. che ancora non si era lavato la faccia né pettinato. il dio del carcere e quello delle mura e dei fossati se ne sono lamentati con il signore Yama. grazie alla protezione della virtù dei suoi antenati. spaventati. L'incarico che ho ricevuto è di ordinarvi di rimetterlo subito in libertà. Io torno fra poco. Da parte tua." Il magistrato ascoltava. Io sono venuto qui a riportarvi fra i vivi. Il pusa è tanto gentile da concedervi. per carità. Ci ha ordinato di chiedere la liberazione degli innocenti." Scimmiotto si congedò per recarsi al Palazzo delle Nuvole Smeraldine. siamo caduti in un errore increscioso. la colpa dell'errore fu attribuita alla famiglia Kou. La persona che vedete è il direttore generale dell'inferno. Quando furono introdotti e presentarono l'istanza di scarcerazione dei detenuti. Come potete immaginare. mentre i funzionari si riunivano negli uffici della sottoprefettura. Poi farò una passeggiata sulla città e la pesterò ben bene." "Kou Hong è una persona perbene. Ma mio zio è morto cinque o sei anni fa. Viste le sue referenze. fino a ridurla in cenere e polvere. dopo le cortesie d'uso. "Funzionari." Terrorizzati. sotto il Ponte Senza Appello i fantasmi ritornavano in vita. "Stai tranquillo" gli disse ridendo Scimmiotto.dalla luce che brillava nella sua camera. Non appena furono distribuite le tavolette. Spuntava l'alba. i funzionari hanno ragione. e aspettate invece di essere invitati a sedere al posto d'onore. diciamo." Il magistrato. ma è venuto da solo. si addormentò. come una celeste amnistia. i funzionari si gettarono a terra: "Vostra eminente santità non dubiti: sottometteremo immediatamente il caso al magistrato. Dopo i saluti. illuminava il dominio delle tenebre e splendeva dappertutto. il magistrato si irritò: "Ieri vi eravate querelati per il furto dei vostri beni. Porcellino si chiedeva inquieto quali nuove torture avrebbe portato la giornata. Che cosa sta succedendo?" In quel momento entrarono in folla i funzionari di Diling. I mille alberi-spade erano sconvolti. mi era sembrato adatto per assumerlo come segretario generale del registro dei destini propizi. ascoltate: sono un dio ambulante. fate compagnia al mio maestro. chiedendogli di ordinare la scarcerazione. state all'erta. Senza avere idea di chi fosse il personaggio rappresentato. un'aspettativa: ritornerete qui fra una dozzina d'anni." Naturalmente i funzionari credevano che Scimmiotto scherzasse. Adesso ce li dovete restituire senza indugio. "Smetti di piangere. li farò liberare. caro zio. Infine la gente vide e comprese che si trattava di un immortale che cavalcava le nuvole. posso prolungare la sua vita terrestre di un ciclo di dodici anni. con la speranza che vostra eccellenza accolga la nostra istanza. la montagna dei Diecimila Coltelli era spianata. facendole passare per briganti?" I funzionari. I fratelli li accolsero pieni di paura. I funzionari non sapevano come scusarsi: "Eravamo fuorviati. e non resterà gran che dei funzionari di questa misera sottoprefettura. non trascurare di bruciare carta moneta per me." Tripitaka giunse le mani. "Ecco qui una madre di famiglia che fabbrica calunnie a danno della brava gente" disse Scimmiotto alla signora Kou. di un santo capace di ridar vita ai morti. "nessuno mi prenderebbe sul serio. Intanto il magistrato salì in cattedra. Se volete saperne di più." Il paggio abito-d'oro lo accompagnò nella sala. Dopo un po' ricomparve: aveva fatto la sua toilette. "Interrogherò il morto: saprà ben dirci chi l'ha ucciso. che si sono presentate a rapporto dal re Yama. Piano con i piedi. Certi briganti vi hanno ucciso prendendovi a calci. questa volta volò sul tetto della prigione. Ho fatto arrestare i ladri e voi avete ricuperato la refurtiva. Vogliate scusarci!" Chiesero quindi se in carcere avessero subito danni o perdite. Ha incontrato un paggio abito-d'oro al servizio di Dizang. e li condussero nella camera ardente. Scimmiotto espose il caso. quando vide Scimmiotto. si inchinò e ripeté la propria versione dei fatti. sotto pena delle peggiori disgrazie. capeggiati dal sottoprefetto: "Vostro onore. Ordinò subito al cancelliere della camera di giustizia di redigere un mandato di comparizione per i detenuti. "Nessuno ti toccherà: ho sistemato le cose. salvatemi!" "Non so se vi rendete conto della situazione." Il signor Kou si profuse in . che gli ha permesso di superare gli esami nel gruppo dei primi laureati. Altrimenti sarai convocato all'inferno per chiarire come stanno le cose. malgrado le cinghie. L'azzurro sopra l'edificio si coprì di un velo di nubi iridate: un soffio di buon augurio proteggeva l'anima primordiale. e di finire la sua vita senza imbrattare le lenzuola del suo letto. Se tardiamo. il vostro filiale nipote Qiang Kunsan ricopre attualmente il posto di magistrato nella prefettura Terrazza di Bronzo. Dizang. ritornate da dove venite. "Chi di voi ha aperto la pratica del fantasma di Kou Hong. i nostri bagagli sono finiti nelle mani dei carcerieri. gli chiesero quale fosse lo scopo della visita. e ad accertare che non mancasse nulla. inchinandosi per ringraziare. i fratelli Kou corsero a inginocchiarsi con alte grida davanti alla porta. ho un altro piede delle stesse dimensioni di quello che vedete. Ma poiché i discepoli non sembravano disposti ad accontentarsi. e li mandò a prelevare. entrò dallo spiraglio che aveva utilizzato per uscire e si rimise a letto. mentre gli assessori dei cinque orienti si prosternavano. dov'era riunita la famiglia in lutto. Che cosa significa questa istanza?" "Eccellenza" replicarono i ragazzi piangendo. e dovrebbe giacere in pace. livido di spavento. vi prego. e tutti i presenti si avviarono verso la sottoprefettura e la casa dei Kou. Scimmiotto volò nella sala principale. Lo facciamo chiamare. Quei bonzi non sono briganti. Devi riesaminare il caso e liberare i monaci senza indugio. dove chiese del pusa. Tripitaka cercava di metter pace: "Discepoli. finché il cadavere è ancora caldo e ci sono misteri da risolvere. Perciò ha lasciato il mondo terrestre in quel modo. Ecco perché ci siamo ripresentati. e il suo ospite rispose cortesemente: "Il destino di Kou Hong era di non superare in anni d'età il numero degli esagrammi(20). esclamò: "Maestro. tremando di spavento. così ripartirà con voi. che l'ha accompagnato a visitare il suo padrone. Non abbiamo mandato a prenderlo noi. Ma come hai potuto spingere la tua ignoranza fino a imprigionare dei santi monaci come se fossero dei briganti? Il tudi. rispose: "Vi prego. un altro che recava una sedia pieghevole. Egli vi accusa di aver chiuso e malmenato nella vostra prigione un figlio del Buddha in cerca di scritture. perché la vostra testimonianza è necessaria per mettere in chiaro le circostanze della vostra morte. "Se si accorgessero che chi parla è soltanto un moscerino" pensava il Novizio. Appena arriverò in tribunale. dov'era appeso alla parete un rotolo che rappresentava un mandarino a cavallo di un leardo pomellato con la sua scorta: un uomo che reggeva un parasole azzurro. si affrettarono a far portare cavallo e bagagli. che lo accoglievano giungendo le mani. li interrogheremo e stabiliremo chi dice di averci visto agire come briganti. e mise avanti un piede che bastava a riempire l'aula d'udienza. I dieci giudici accolsero il grande santo e. Questa volta tocca a me interrogarvi: avete idea di quale sia la pena per avere arrestato delle persone innocenti. gliele darò io le botte!" Quando entrarono nell'aula del tribunale. Non inginocchiatevi. Porcellino e Sabbioso. Ma lui disse: "Signori. per carità! Ci farete morire di paura!" Scimmiotto tornò a trasformarsi in moscerino. Nella città delle vittime di malamorte i farfarelli si convertivano. e se qualcosa mancherà. non potete prendervela con loro." "Porterò la tua risposta al signore Yama. seminando il panico fra i giudici infernali. Scimmiotto svolazzò all'aperto e ritornò a Diling. ma figli del Buddha in cerca di scritture.

e devo a voi se sono ritornato dall'inferno. né casa che rifiutasse di nutrir monaci." Tripitaka si inchinò e pregò. Consapevole del Vuoto!" esclamò Tripitaka. Dov'è la gioia assoluta. Ora si nettano Da ogni lordura e trovano. "siete ormai in terra benedetta e in vista della vostra meta: io vi lascio." Tripitaka si fece avanti per salutare. ascoltate il prossimo capitolo. che abita il Tempio della Verità di Giada ai piedi del Monte degli Avvoltoi. Si slanciano di cento piedi verso il cielo. ma l'immortale gli disse: "Aspettate che vi mostro la strada. osservate il fausto splendore di cinque colori in mezzo al cielo." Tripitaka lo salutò rispettosamente e voleva andarsene. Mentre si avvicinavano all'ingresso. Non si usciva dalla porta principale del tempio taoista per riprendere la strada maestra. Superate le pene ed i travagli Per rinnovarsi dentro i tre rifugi. L'accompagnamento della folla di amici e parenti. Ce ne avete messo del tempo! Non speravo più di vedervi arrivare. Da lì si vedeva la montagna. basta guardarvi. gode di vita eterna: la sua longevità lo eleva al disopra del mondo di polvere. dove una nuvola lo portò in breve alla casa dei Kou." Tutta la gente di casa. "Eccovi finalmente. Subito il morto respirò. "Lo credo che sono belli!" rispose Scimmiotto. che vi fornirà ogni particolare. santo monaco!" esclamò ridendo il grande immortale. vecchi e giovani. Si infilò quindi quel vapore in una manica e lasciò l'inferno per ritornare nel mondo dei vivi. Proseguon con fermo passo Nella cerca del Beato. ed era diversa dalle altre: si vedevano solo fiori preziosi. Il grande santo guidava il monaco cinese e i suoi compagni su per la montagna. Come ogni abitante di quel luogo meraviglioso. e un'inchiesta non abbastanza approfondita li ha fatti finire in carcere. I pellegrini trascorsero finalmente una notte tranquilla nella casa." "Sono pratico del posto" intervenne Scimmiotto. Il santo monaco non riconosce questo abitante del Monte degli Avvoltoi. benché lo abbia già incontrato come grande immortale Testa d'Oro. mi raccontò che sarebbe arrivato da queste parti in capo a due o tre anni. Come lo spiegate?" Tripitaka restò a bocca aperta e smontò precipitosamente. La terra del Buddha era ormai prossima. Un bagno caldo è quello che ci vuole. Si è vestito per partecipare al banchetto dello Stagno di Diaspro. ma oggi siete fresco ed elegante. Poi i suoi paggi misero a scaldare l'acqua profumata perché il santo monaco potesse fare le sue abluzioni prima di presentarsi al Buddha. unito il vero Del Cielo alla natura personale. cadeva la sera. circondato da mille vapori di buon augurio: quello è il picco degli Avvoltoi. Maestro e discepoli camminavano da sei o sette giorni. Raggiunto l'obiettivo. C'è ancora strada da fare. l'avevano ricuperata e volevano restituirla. "Guarda che bei posti. "È strano: tante volte siete corso a prosternarvi davanti a Buddha finti e a false mete. Se non vi disturba troppo. Il grande immortale fece loro strada nel suo tempio e fece servire il tè e una colazione. nella sottoprefettura un dio ambulante. si trovarono in riva a un corso d'acqua molto . si accorse dei funzionari che affollavano la sala e si prosternò anche a loro: "A che cosa è dovuta la vostra presenza nella mia umile dimora?" "I tuoi figli avevano accusato i santi monaci" spiegò il magistrato. si ripeté con lo stesso fasto della volta precedente." "Eccellenza" rispose il signor Kou restando in ginocchio. verde smagliante dei pini dopo la pioggia. ESCONO DAL GUSCIO E. dovete muovervi per via di terra. "Maestro" osservò ridendo Scimmiotto. cipressi millenari. COMPIUTA L'IMPRESA. Ogni viandante sulla strada che correva ai piedi delle montagne praticava la pietà. e loro mi presero a calci fino a spedirmi all'altro mondo. Scimmiotto ringraziò il direttore e soffiò sul fantasma trasformandolo in vapore. Per la notte restarono ospiti del Tempio della Verità di Giada." Il grande immortale rise. dalla quale i sutra si diramano in tutto l'universo. Ho dovuto liberarli subito. Ma la notte scorsa è successo un pandemonio: qui si è manifestata la tua anima. "Perciò li avevo fatti inseguire dalle guardie. Certo al mio maestro piacerebbe non aggravare il ritardo. ma il santo monaco non ci può ancora salire. CAPITOLO 98 UNA QUERELA PER FRODE E CONCUSSIONE OVE SCIMMIA E CAVALLO RAGGIUNGONO LA SAGGEZZA. quando partì per individuare il cercatore di scritture. erba di diaspro. I malvagi Non possono farci nulla. pini antichi. Al Monte degli Avvoltoi. Altrimenti farete come nel detto: frustava quando il monte era lontano. Gli sramana Fanno lieta accoglienza. ogni viaggiatore che attraversava la foresta recitava sutra. Indossa un abito di broccato e agita uno scacciamosche di giada. snelle colonne toccano le nubi. indicateci voi il cammino. che li trovarono carichi della refurtiva perché. Ma il magistrato magnanimamente risparmiò loro altre accuse. toccano la Via Lattea. Tanti anni fa. Non so come ringraziarvi dell'alta benevolenza che mi concedete: sono proprio commosso" rispose Tripitaka giungendo le mani. ma egli si rifiutò fermamente." Tripitaka si inchinò per congedarsi e riprese il cammino. "avete fatto davvero un grave torto a questi santi monaci. Dalla loro cima bisogna abbassare il capo per vedere il sole al tramonto. I ladri erano una trentina di briganti. puntando il frustino verso gli edifici. per caso. Perenne bellezza di fiori di primavera. non scendete nemmeno da cavallo. costruite di perle e di gioielli. e loro sono venuti a risuscitarti. siete proprio un figlio del Buddha." "È vero: sono venuto qui più volte. la terra Del Buddha si apre a loro. non faceva che prosternarsi. con stendardi e baldacchini. che l'immortale indicò: "Santo monaco. Sconfitti tanti diavoli. Il proprio corpo imperituro. con brevi riposi notturni e partenze allo spuntar dell'alba. Per sbaglio sono stati arrestati. I sacri palazzi sono arche preziose. ma sempre in volo. un giovane ritto presso la porta gridò loro: "Sareste per caso quella gente dell'Est in cerca di scritture?" Il reverendo si aggiustò la tonaca e lo osservò. prese per mano Tripitaka e guidò Candana verso la porta della Legge. e in breve si riprese tanto da balzar fuori e prosternarsi davanti ai quattro pellegrini: "Ah. Scimmiotto lo avvertì: "Maestro.prosternazioni. ma i funzionari non accettarono e se ne tornarono al loro yamen. e il giorno dopo Kou Hong ritornò a battere il chiodo di nutrir monaci e a insistere perché Tripitaka rimanesse suo ospite. e il suo scacciamosche scuote polvere santa." "Santo monaco" disse il grande immortale. e faceva scoppiare il cavallo. Quando maestro e discepoli ebbero completato le abluzioni. si potrebbe cogliere una cometa tendendo la mano. maestri! Ero morto prematuramente. a casa mia quella del mio defunto zio. quando scorsero file di alte torri e di superbi padiglioni. Kou Hong ordinò di preparare un grande banchetto per ringraziarlo. Figuriamoci se c'entravano i quattro pellegrini!" E chiamò sua moglie: "Tu sapevi! Come hai osato presentare una falsa accusa? Ora sua eccellenza ti metterà sotto processo. CONTEMPLANO IL BEATO. il Fondatore. È un elegante gentiluomo alato di straordinaria bellezza." "Sono confuso di avere abusato della vostra pazienza. quando li vidi frugare la mia casa non potei resistere all'impulso di cercare di farli ragionare. Ampie finestre si spalancano sullo spazio. Gialle gru recano l'annuncio dell'autunno che languisce. fenici dai mille colori portano il messaggio della sera nella limpida brezza." Mentre li ringraziava calorosamente. "Sei pratico di nuvole e di voli ad alta quota. "Devo dire che Guanyin mi aveva imbrogliato. la persona che ci chiama è il grande immortale Testa d'Oro. L'indomani Tripitaka indossò il suo kasâya con gli orli di broccato e il cappello alla Vairocana. e in questo modo perdete tempo. tutti ammirano il volo dell'uccello scarlatto. si erano imbattuti nei ladri. "non continuate a inchinarvi. Porcellino aprì la bara e Scimmiotto tolse l'anima dalla propria manica e la introdusse nel corpo. la terra santa del Buddha. E ora che siete arrivato. ma si attraversava la sala centrale e si imbucava una porticina sul retro. angelica purpurea e frutti di immortalità che crescono un anno dopo l'altro. "Ieri eravate a brandelli. impeccabile. Qui è la sala autentica in cui si discute la Via. Se poi non sapete che cosa avvenne quando incontrarono il Buddha. Sulla loro strada non incontravano famiglia che non fosse volta al bene. Dopo alcuni li. Il Cielo non abbandona L'uomo dabbene. Reca al gomito una tavoletta di immortalità e calza sandali d'oro. impugnò il bastone da pellegrino e andò a prendere congedo dal grande immortale.

che nello stesso modo la trasmisero a quelli della terza. si rotolavano. che cosa è cattivo?" Tripitaka non rinunciò ai suoi inchini e genuflessioni. il Beato. Tripitaka scese a terra con un balzo leggero. color oro bruciato. Guardate bene: quel morto siete voi." Il reverendo si avvicinò e vide un cartello con tre caratteri: Passerella Tocca Nuvole Non era un ponte. Cerchiamo un'altra strada. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka allarmato. Anitre mandarine sono posate sulle tegole d'oro. salite a bordo. Nemmeno mille kalpa consentirebbero di giungere alla gran sala della Legge. la Legge che consente di giungere all'altra riva. A nord come a sud.largo. Scimmiotto spiegò chi era. Nella loro passeggiata attraverso la foresta di pini e il boschetto di verdi cipressi. Quando raggiunsero l'altra riva. caos di rocce dalle forme bizzarre. Battello senza fondo Non galleggia sul mare. vieni!" Porcellino si gettò per terra e gemette: "Non mi fido! Scusami tanto. un alone purpureo circonda l'edificio Protezione della Legge. Andate prima da Sâkyamuni." Il Buddha si rallegrò e fece convocare gli otto pusa. che cosa è brutto? Che cosa è buono. non è praticabile Dai comuni mortali. i tremila rivelatori. upâsikâ. Sommità nelle nubi. "Avete avuto bisogno della nostra protezione per stabilire la dottrina e ottenere la gioia di sfuggire al retaggio mortale. e Tripitaka finalmente comprese e volle ringraziare i suoi discepoli. lavati da terrestre polvere. devi attraversare quel ponte. si rese conto che il barcaiolo era il buddha Accogli e Passa. La barca è sicura. il Supremamente Onorato: "Il santo monaco della corte dei Tang è giunto al monastero. un essere umano non può passare quel ponte. che siamo compagni di viaggio" disse Scimmiotto. non dovete rendere omaggio a noi. sopra una distesa d'acque così ampia e tumultuosa?" "Guardate me!" Il grande santo prese la rincorsa. "il grande immortale non avrà sbagliato? Non possiamo essere sulla buona strada. Fenici dai colori brillanti volano a coppie e cantano al sole. e decorate con agate. uno dei quali si recò nella Sala del Grande Eroe ad avvertire il Buddha Sâkyamuni in persona. "Ma è impraticabile! Come si fa a camminare su quel legno così stretto e scivoloso. non sono capace. "Aspettate qui. da un ufficio all'altro." Scimmiotto giunse le mani per ringraziare: "Vi sono grato di essere venuto a traghettare il mio maestro. gli abeti. intanto." Tiravano. ha passato Tremila fiumi e diecimila monti. È una terra più bella del paradiso. "Il vostro discepolo Xuanzang. che tirava il cavallo e portava i bagagli. spingevano. Sostavano alla terza porta i divini monaci del Servizio delle Offerte. i bambù. i prati. si accorsero con stupore che era priva di fondo. essi divengono Buddha. I quattro pellegrini si prosternarono al Buddha e poi si rivolsero a destra e a sinistra per salutare gli astanti. "Naviga da millenni. Libera da ogni polvere. Ogni destino si compie là dove non giunge la polvere del mondo. ma questo è ben diverso E si può caricare di ogni essere vivente. dalla corrente turbinosa. Da vicino non è che un tronco viscido Sopra le acque in tumulto. intorno non si vedeva traccia umana. aiutava a imbarcare i condiscepoli. si inginocchiarono in posizione lunga. E vede infine adempiuto il suo voto. Completata l'impresa. dove si tenne scuotendo il vestito bagnato e imprecando contro Scimmiotto. Come si possono attraversare acque così agitate senza un'imbarcazione?" "La direzione è giusta" rispose ridendo Scimmiotto." Il reverendo esitava. "Aspettate almeno di arrivare dal padron di casa." "Chi te la dà l'autorizzazione a cavalcare vento e nuvole. rivolti al Buddha. rinuncio a diventare buddha. il decreto d'oro di convocazione del santo monaco passava da una sezione all'altra. Ma è grazie a voi che siamo stati liberati e abbiamo trovato il cammino che porta al giusto frutto. Si gridava: "Si faccia entrare il santo monaco!" Il monaco cinese entrò in compagnia di Scimmiotto. radici che scendono a congiungersi alla catena del Sumeru: file di picchi aguzzi. Il Beato lo esaminò e lo restituì a Tripitaka. La corrente portava verso di loro un cadavere umano. Scimmiotto. Nel boschetto. "Siete proprio voi!" esclamò Sabbioso battendo le mani. detto anche Buddha del Sacro Stendardo. Presto giunsero in vista del Monastero del Colpo di Tuono. "Coraggio! Venite anche voi!" Tripitaka fece un gesto di diniego con la mano." "Invece la strada giusta è proprio questa" ripeteva ridendo il Novizio. per ordine e . Il maestro non sapeva dove mettere i piedi e finì per cascare nell'acqua. Le pareti sono coperte di colori e disegni. le loro danze sono uno spettacolo raro." "Fratello. È più sicuro Camminar sulle nubi. È proprio questo che si intende per 'vasta sapienza'. Il sentiero serpeggiante è bordato di angelica purpurea e di orchidee profumate. viene in cerca delle scritture. Il reverendo rabbrividì. che rispondevano al saluto giungendo le mani e gridavano: "Reverendo. Confrontateli con i luoghi di fantasmagoria diabolica che abbiamo attraversato. le gru. Mentre si disponevano in fila. maestro. Maestro. "Non perdiamo tempo in formalità fra noi." Il reverendo seguiva il Novizio e si sentiva inebriato. Guardate che spettacolo questi fiori. ma un semplice. Sulla rupe crescono splendidi fiori ed erba di diaspro. e poi faremo conoscenza. il cavallo e i bagagli: tutti in precario equilibrio sul bordo della barca. i cinquecento arhat. liberata Dal corpo è tutta gioia e tutto amore. e le splendide fenici. e presentarono il passaporto. Ma non lo diede a vedere. in questi paraggi? Per diventare un buddha. con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. i quattro vajrapani. barcaiolo!" La barca toccò la riva e Tripitaka chiese: "Come fai a trasportare gente su questa vecchia barca sfondata?" "La mia barca" rispose il buddha. traversa mille kalpa E sa condurre all'Uno. All'ingresso del monastero. Il quale. Una luce iridata splende sulla sala Devarâja. A est come a ovest si vedono palazzi squisiti e arche di perle. In quel momento Tripitaka gridò: "Smettete di litigare. Così stretto E scivoloso. saltò sul ponte e corse fino all'altra sponda senza un attimo di esitazione. Le bianche gru appollaiate sui pini sembrano di giada. santo monaco. Dopo tre giri di saluti. L'anima primitiva. e si limitò a gridare: "Da questa parte. ma Scimmiotto lo tirò per il braccio." "Che zelo! Che piega schiena indefesso!" sghignazzava Scimmiotto. Quando si volsero a ringraziare il battelliere. Dormendo con un sasso per guanciale E ripartendo all'alba. non videro più né lui né la barca senza fondo. gibboni immortali balzano di ramo in ramo in cerca di frutti. bestione. se sai farlo! A Tripitaka veniva il batticuore: "Consapevole del Vuoto. tanto che stavano per venire alle mani. bisogna passare di là. lunghissimo tronco d'albero: Ponte di giada gettato sul vuoto. gli undici grandi luminari e i diciotto difensori. Il reverendo si inchinava a upâsaka." Uno dei vajrapani si incaricò di trasmettere la notizia ai quattro grandi portatori di folgore della seconda porta. Il buddha prese il largo e spinse l'imbarcazione con forza e dolcezza. il Novizio rise e gli disse: "Non abbiate paura. naturalmente mise ogni impegno a osservare l'etichetta e il cerimoniale." "È vero!" gridò Porcellino. bhiksu e bhiksuni. Porcellino e Sabbioso si mordevano le dita: "È una parola! Troppo rischioso!" Scimmiotto riattraversò il ponte e tirò Porcellino per il braccio: "Dài. Ripresero allegri la salita della montagna: i loro corpi erano agili e lievi. Non è colpa mia. i cervi. vi andiamo ad annunciare. lunghe prospettive di torri e padiglioni preziosi. Porcellino e Sabbioso. I fiori di utpala spandono profumo ai piedi del magnifico stupa. il rematore vogava a bratto e gridava: "Traghetto! Traghetto!" Quando la barca fu vicina. Il barcaiolo si congratulò. Dall'anno in cui lasciò la sua città Per adempier l'incarico. ma il barcaiolo lo ripescò e lo fece salire dritto sul bordo. Che cosa è bello. Il suo pensiero Ha dedicato solo al giusto frutto. preferisco salire su una nuvola. Arriva il traghetto. contro vento e marea Ed è sicura e stabile in ogni avversità." In effetti si vedeva una barca che risaliva il fiume. Sabbioso dovette intervenire per separarli. quattro grandi vajrapani li fermarono e chiesero: "Il santo monaco è fra voi?" "Ecco il vostro discepolo Xuanzang" rispose inchinandosi Tripitaka. "Vedete che c'è un ponte laggiù? Per ottenere il giusto frutto. maestro e discepoli incontrarono diversi pii laici e uomini dabbene.

la terra fertile e la popolazione numerosa. 1800 rotoli Sutra della Sacra Autorità. mentre il puro soffio del vento sale al firmamento. Poi aprite il padiglione." "Bell'affare!" sogghignarono gli onorevoli." Secondo le direttive ricevute. quello dei trattati. La strada è stata lunga e faticosa. armi e utensili. che parla della terra. al fine di assicurare la salvezza dei viventi. con le lacrime agli occhi. i nostri discendenti moriranno di fame. 1280 rotoli Sutra del Padiglione Originale. A voi personalmente. Non onorate certo gli insegnamenti del Buddha. "Apriteli tutti!" gridò Tripitaka. e vi daremo lo scritture. Il posto era pieno di oggetti rari e preziosi. usi e costumi: non c'è nulla nei quattro continenti dell'universo che non sia menzionato là dentro. Poi ritornarono davanti al trono a ringraziare il Buddha e se ne andarono verso l'uscita. Ridacchiò fra sé e si disse: "Questi tapini non si rendono conto che hanno fatto un viaggio tanto lungo per farsi regalare sutra non scritti. lasciateli perdere. Ma valeva la pena di percorrerla. che saziava lo smisurato appetito con quei cibi capaci di trasmutare carne e ossa mortali. Lo tese a Tripitaka: "Guardate. decapitazioni. Imploro dal nostro patriarca. E lì subite ogni specie di tortura: pestati. Che vento! Un valoroso alla corte del Buddha non è un qualsiasi dio del vento: sarebbe come paragonare il potente grido di un immortale con gli strilli di una ragazzina. Non ne caveranno niente. strappò le sacche e ne disperse il contenuto nella polvere. impiccagioni. e disse: "Queste terre dell'Est non sono altro che quelle del continente meridionale. Gli dèi del Servizio delle Offerte servirono tè. ma regnano l'ingordigia e gli istinti sanguinari. In breve Scimmiotto e Porcellino ritornarono verso il maestro con i sutra ricuperati. i teneri getti dell'erba di diaspro sono trascinati qua e là lungo la strada. e quello dei sutra per la liberazione dei fantasmi. giustizia o bontà: avete il cuore e lo spirito ottenebrati. Maestro e discepoli resero grazie al Buddha e si dedicarono allegramente alla lauta colazione. 110 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. Si rovesciano i bambù smeraldo. stritolati. maltrattate le bestie." Il Beato aprì allora la sua bocca piena di commiserazione. prendete qualche rotolo di ciascuna delle trentacinque opere dei miei tre panieri. 50 rotoli Sutra della determinazione. Si suonano divine melodie. e le loro fatiche saranno state inutili. Si spezzano i rami dei pini. con gran dispiegamento di potenza divina. la salmodia dei sutra sorvola i profondi abissi. maestro! È un foglio bianco!" Scimmiotto e Porcellino si provarono a svolgerne altri. ne fate di tutti i colori. accompagnateli sotto la torre sacra e fategli servire la colazione. "è chiaro: quei due onorevoli malandrini. congedandosi da bhiksu. e non può presentare la sua offerta di frutti. il fagiano lancia strida disperate.volontà dell'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. 140 rotoli Ratnagarbha sûtra. legati alle estremità di pertiche. e il buddha del Passato gli diede queste istruzioni: "Raggiungi il monaco cinese a tutta velocità e vedi di sottrargli quei rotoli bianchi. Sono il paniere della Legge. 850 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. 500 rotoli Sutra in omaggio del Beato. egli aveva capito benissimo che Ânanda e Kâsyapa avevano imbrogliato i pellegrini. sconosciuti in questo basso mondo. pagate il debito fornendo la vostra carne come cibo ai vostri simili. 1950 rotoli Mahâyânastraddhotpâda sâstra sûtra. Al bene non ci pensate. discesero quindi la montagna verso la strada maestra. Nelle vostre vite con le corna e la coda. 1021 rotoli Âkâsagarbha sûtra. 916 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. rubate sui pesi e sulle misure. Ma non c'è verso: siete tanto ciechi e stupidi. che caricarono sul cavallo. siete dissoluti e sregolati. che avete fatto tanta strada per arrivare fin qui. denigrano la parola della verità. 748 rotoli Pusa sûtra. 350 rotoli Saddharma-pundarika sûtra. accumulate tanti crimini che finite per precipitare all'inferno. 130 rotoli Sâmghika sûtra. 100 rotoli Kosa-sâstra sûtra. smarrisce la strada del suo nido. Chi ne ricavò il maggior piacere fu Porcellino. i fiori rari scolorano. salutando buddha e pusa. 32 rotoli Pusa-cârya sûtra. 300 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. freme il loto d'oro. 90 rotoli Mahâprajñâ sûtra. Contengono il cammino della verità. e senza fare tante storie. 100 rotoli Y oga sûtra. 157 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. Il clima è buono. 116 rotoli Mahâsamghâta sûtra. perché ritorni qui a chiederne altri su cui sia scritto qualcosa. Uno strano profumo riempie l'universo. esclamò: "Discepoli. Il gusto insegue sapori squisiti. mentre Eroe Bianco andò a presentare rapporto al buddha del Passato. che se ne stava zitto in un angolo. 1000 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. "Voi capite che. . Scimmiotto si irritò: "Maestro. Negli scaffali si vedevano cofani." "Chi è di servizio oggi?" chiese. 200 rotoli Mahâmayûri sûtra. 1110 rotoli Vimalakîrti sûtra. che esprimeva la compassione del suo cuore. Confucio si è provato a stabilire la dottrina della bontà. egli. "Ecco il perché dell'inferno Forno Senza Perdono. Astronomia e geografia. per timore di quella sbarra che avrebbe potuto rompergli il collo. consegnando loro dei rotoli senza alcuna traccia di scrittura. che cosa ci offrite di bello? Pagate qualcosa. Non rispettate né i tre luminari né i cinque cereali." Eroe Bianco montò a cavallo di un temporale e si slanciò giù per la montagna. 100 rotoli Sutra della sacra permanenza. La voce melodiosa della fenice rossa arrochisce. A che cosa serve riportare a casa questi rotoli non scritti? Non oserò nemmeno farmi vedere dall'imperatore. upâsaka e upasîkâ. mentre Porcellino tentava un vano inseguimento e rotolava per terra. È il segno eterno di una immensa grazia. con lo stesso risultato. Mai troveresti in terra queste cose. senza segno di scrittura. che non ha potuto preparare niente. Andrò io dal Buddha a mettere le cose in chiaro: dovrà darmi le scritture con le sue mani. perché lo intese come una manifestazione di buon augurio. ammazzate. i sovrani che si sono succeduti hanno fatto quanto potevano per il vostro bene: deportazioni. il Buddha. volano via i fiori di utpala. Niente lealtà. i riti e la saggezza. che parla del cielo. Ai piedi della rupe. 800 rotoli Pañca-nâga sûtra. 220 rotoli Sâstra del Paradiso occidenta. pietà. Bisogna sapere che la consegna dei sutra era stata osservata di nascosto dal buddha del Passato Dîpamkara. presa nel turbine di vento. su cui etichette rosse recavano i titoli in calligrafia regolare: Nirvâna sûtra." Porcellino e Sabbioso intervennero per rabbonire Scimmiotto. "Io ho tre panieri di sutra che potrebbero liberarvi dalle sofferenze e dalle calamità. ma i vostri sono troppo stupidi e limitati. e tutti insieme presero in consegna i rotoli. "Non penserai di mettere a soqquadro un paradiso dopo l'altro. 220 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. dove siete condannati senza speranza di remissione. Gli onorevoli fecero loro compagnia e alla fine aprirono la porta del padiglione. strappa draghi e pesci dai loro rifugi. se diamo i sutra gratis. 270 rotoli Vajracchedika sûtra. schiacciati. In tutto sono trentacinque opere in quindicimila centoquarantaquattro rotoli. indispettiti perché non pagavamo la stecca. Attraversato il grande portale. Vi regnavano luce iridata e vapori di buon augurio. Il reverendo avvertì quel turbine di vento profumato e non se ne diede pensiero. Si accorsero di aver fatto soltanto provvista di carta per scrivere. che Porcellino e Sabbioso portarono a due a due." "Il vostro discepolo viene da tanto lontano. Il gibbone nero resta a mani vuote. Il suono delle campane viene rapito a tremila leghe di distanza. 45 rotoli Avatamsaka sûtra. 100 rotoli Saddharma sâstra sûtra. questa grazia che mi permetterà di ritornare al mio paese. Che al godimento aggiungon lunga vita. 170 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. Il temporale solleva mari e fiumi." "Fermo!" si spaventò Ânanda. ignorano il senso profondo dei nostri insegnamenti. una meraviglia da vedere. prima di rinascere da bestie che siete. Scimmiotto rinunciò all'inseguimento per rincorrere i rotoli di sutra dispersi dal vento. Prendetevi i vostri sutra. 200 rotoli Ânanda e Kâsyapa mostrarono i titoli e chiesero: "Santo monaco." "Maestro" disse Scimmiotto. la gru. 130 rotoli Makara sûtra. "Non abbiamo proprio fortuna. infilandone quanti potevano nelle sacche. e non rompete le scatole. 120 rotoli Buddhacarita sûtra. darei volentieri tutta la collezione. i diavoli ci perseguitano persino in questo mondo della gioia assoluta!" Sabbioso prese un sutra e lo srotolò: la pagina era bianca come neve. la giustizia." A vedere che si facevano tanto pregare. "Ânanda. Luci e splendori abbagliano la vista. scrocconi e bugiardi. "Poveri orientali che siamo!" concluse il reverendo. che non vi è limite alla vostra licenza e indisciplina. bhiksuni. La fenice rinuncia a volare. i cervi bianchi si rifugiano negli anfratti. la strada che porta al bene. frutta e piatti di mille sapori squisiti. Degli altri fecero quattro involti. Tripitaka urlò di spavento e si colpì il petto. e dategliela perché la diffondano nelle terre dell'Est. genti e animali. se gli portassi questa roba. i due onorevoli condussero i quattro pellegrini ai piedi della torre. Ma di colpo una mano scese dal cielo. mi farebbe decapitare. Scimmiotto montò in cielo e Sabbioso rimase a guardia di quello che restava. Kâsyapa. è venuto su questa remota montagna sacra per sollecitare il dono delle autentiche scritture. Eroe Bianco si vide sul punto di essere raggiunto e. Si fece avanti Eroe Bianco. strappò i sutra dal dorso del cavallo e se li portò via. 400 rotoli Sûrangama sûtra.

In mancanza di meglio. giunse le palme e si rivolse a lui: "Da quando andai nell'Est per vostro ordine. si battevano pacche sulle spalle e sulle guance. per trovare qualcuno che fosse in grado di condurre a termine questa incombenza. perché anche quelle che vi hanno dato sono scritture autentiche: le scritture senza parola sono buone quanto le altre." E i quattro giunsero le mani e si prosternarono davanti al trono. 50 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. Quanto a Tripitaka. ordinò ai due eminenti arhat Abbatti Draghi e Doma Tigri di battere le pietre di nuvole per chiamare a parlamento i tremila buddha. 90 rotoli Sutra della Sacra Autorità. si aggiustò il cappello alla Vairocana. a rischio di lasciare nel bisogno i loro figli e discendenti. perché la mia missione non fallisca e tutte le fatiche del lungo viaggio non siano rese inutili. 30 rotoli Sutra della sacra permanenza. andò a ripresentarsi al Beato Buddha. Vi prego però di darmi questa volta fogli scritti. Tutto è stato verificato. Di certo Natura illuminata diventa buddhità. Quelli che avevano diritto a sedere erano pregati di prender posto sui rispettivi troni. ricevette le scritture in tutta sincerità e rispetto e se andò. che si rivolse ad Ânanda e Kâsyapa: "Quanti volumi avete consegnato? Fatemi un rapporto preciso. Esse contengono l'ineffabile mistero della Via degli immortali. Guai aprire un rotolo senza essersi lavate le mani! Trattatele come grandi tesori. che restavano in piedi. e ad alzarsi sopra le nuvole. i quattro pusa." "Ma certo!" gridò Porcellino. 116 rotoli Buddhacarita sûtra. senza trascurarne alcuna. 56 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. Kâsyapa si decise finalmente a scegliere i sutra e li mostrò a Tripitaka a uno a uno. tutti si inchinarono al Beato. "Si va tutti in tribunale!" In fretta e furia i quattro pellegrini risalirono ansimando la montagna. "I meriti di queste scritture" spiegò. 81 rotoli Sutra in omaggio del Beato. come i santi monaci. gridarono: "Ehi. non dovrete prenderle alla leggera né trattarle senza il dovuto rispetto. Quando l'assemblea fu riunita. Ma non potete dire che vi abbiano imbrogliato. Dolce sapor di autentiche scritture Che Buddha scrisse con tanta sapienza! Ma è ridicolo chiedere quattrini Al monaco. 1638 rotoli Mahâyâna-straddhotpâda sâstra sûtra. Tutto deve essere completato entro otto giorni. Questa ciotola mi è stata donata dal mio sovrano per mendicare il cibo lungo la strada. Si capisce che. I pellegrini non attendono altro che di esprimervi la loro gratitudine. Dal momento che non avevamo soldi. E LA REALIZZAZIONE DELLA TRIPLICITÀ RICONDUCE LA VIA ALLE SUE RADICI. I vajrapani non fecero ostacolo al loro ingresso. Li caricarono sul cavallo e di altri fecero un involto affidato a Porcellino. 1 rotolo Saddharma sâstra sûtra. che ne ha passate tante. come il racconto ha narrato. 30 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. vi avrebbero dato dei sutra scritti. raggiunto il monaco cinese. cercatori di sutra! Da questa parte!" Tripitaka. 170 rotoli Sâstra del Paradiso occidentale. scegliete qualche rotolo con parole scritte di ciascuna opera autentica. 10 rotoli Y oga sûtra. "So benissimo che i miei chiedono mance alla gente. in attesa di potervi dare di più quando sarò ritornato a corte dal mio sovrano. Le guardie della torre. 20 rotoli Avatamsaka sûtra. Si udì una musica celeste e lo spazio si riempì di sbuffi e lampi di buon augurio. Accordato" rispose il Buddha. non resta che volare. bhiksuni e upâsikâ. Prima non si era accorto dell'inganno. 14 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. 40 rotoli Ratnagarbha sûtra. "Verificate bene. 200 rotoli "Fra tutte le trentacinque opere del magazzino. discepoli" diceva Tripitaka. si assestò il kasâya e. terra benedetta e montagna sacra. Esecuzione immediata!" I vajrapani si misero subito all'inseguimento e. i cinquecento arhat." "Non gridare!" gli disse il Buddha ridendo. 20 rotoli Pañca-nâga sûtra. gli altri. 10 rotoli Mahâmayûri sûtra. 140 rotoli Sutra del Padiglione Originale. E diede ai vajrapani queste istruzioni: "Con i vostri poteri magici riconducete nell'Est il santo monaco perché diffonda le scritture autentiche. e poi riportatelo qui. In quel momento la pusa Guanyin fece un passo avanti. Io li ho rimproverati di aver chiesto poco. 140 rotoli Saddharma-pundarika sûtra. 360 rotoli Âkâsagarbha sûtra. Mentre gli otto vajrapani. cioè 5040 giorni: solo otto in meno del numero dei rotoli del canone. Il Beato si rivolse a Tripitaka. ed essi si recarono difilato nella Sala del Grande Eroe. venivano disposti in fila ai lati. 40 rotoli Sutra della determinazione. Ora tocca a voi mettere ordine in questo casino. Ne ricevettero 5048. se aveste corrotto gli onorevoli. ma quando furono sul posto ripeterono la richiesta di un regalo. Ora non avrete idea di come furono diffuse le scritture riportate nell'Est: ascoltate il seguito! CAPITOLO 99 L'OTTANTUNESIMA PROVA OVE I DIAVOLI SONO ELIMINATI DALLA COMPIUTEZZA DEL NUMERO NOVE VOLTE NOVE. erano controllati da tre diverse paia d'occhi: in effetti. e il vostro decreto che ci concedeva le scritture. Poco tempo fa. 20 rotoli Pusa-cârya sûtra. e la meravigliosa ricetta delle diecimila trasformazioni. grotta. 30 rotoli Sâmghika sûtra. scortavano il monaco cinese sulla strada del ritorno. per proteggere i vivi e liberare i morti della sua famiglia. che pregherò di ricompensarvi generosamente. caricandoci di semplici fogli bianchi. Ânanda e Kâsyapa guidarono il monaco cinese davanti al Beato. Ve la offro per dimostrare la mia gratitudine. Oso sperare che a quel punto permetterete alla vostra discepola di considerare conclusa la sua missione e di restituirvi l'ordine scritto in lettere d'oro. Se ora aiutaste il santo monaco a ritornare a casa in otto giorni. 30 rotoli Makara sûtra. abbiatele care. Ripeté il cerimoniale del triplice omaggio a Buddha il Patriarca. non ebbe difficoltà a volare con i suoi al seguito dei portatori di folgore. impugnò il suo bastone da pellegrino. un canone buddista completo. Adesso ritorniamo dal Buddha e gli presentiamo una bella denuncia per frode e concussione. Questi. Del resto le scritture sono cose importanti: è naturale che per ottenerle si debba pagare. sono trascorsi quattordici anni. Quando arriverete nel vostro continente meridionale e le mostrerete alla gente. Scimmiotto si mise a gridare: "Buddha! Dopo tutte le prove che avevamo superato per venire a rendervi omaggio. abbiamo scelto 5048 rotoli che abbiamo consegnato al santo monaco perché li porti nelle terre dell'Est. si sono messi d'accordo per imbrogliarci. gli otto vajrapani. si presentarono alla pusa Guanyin i rivelatori . ormai forte e leggero. Sabbioso si incaricò dei bagagli e Scimmiotto prese le redini. si completerebbe precisamente lo stesso numero. 30 rotoli Mahâprajñâ sûtra." Tripitaka si prosternò per manifestare a un tempo la propria gratitudine." "Abbiamo affidato al monaco cinese i seguenti testi: Nirvâna sûtra. 42 rotoli Vajracchedika sûtra. fede e obbedienza. in modo da rispettare il numero dei rotoli che compongono il canone. salutando tutti quanti al passaggio delle tre porte. 30 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. 50 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. È per voi stupidelli che bisogna mettere ogni cosa nero su bianco. dall'alto del trono di loto. i tremila rivelatori. 110 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha." Ânanda si limitò ad abbozzare un sorrisetto e incamerò la ciotola. gli ottocento bhiksu e la folla di upâsaka. Il Beato dichiarò chiusa la seduta. tutto allegro. santi monaci?" Tripitaka chinava il capo e ringraziava. "che non ci freghino come l'altra volta!" Man mano che i rotoli venivano consegnati." I due onorevoli ricondussero i pellegrini al padiglione. si facevano segni d'intesa. All'entrata del convento la folla li salutava e rideva allegramente di loro: "Sempre in cerca di sutra. 60 rotoli Mahâsamghâta sûtra. Benché siano lo specchio dei nostri insegnamenti. 550 rotoli Vimalakîrti sûtra. gli onorevoli maggiori e minori di ciascun cielo. "sono incommensurabili." E chiamò Ânanda e Kâsyapa: "Svelti. esse costituiscono in realtà la fonte delle tre dottrine. ma si guardò bene dal mollare l'osso.si sono vendicati così. datelo a questi signori e riferitemi con precisione sulla consegna. 10 rotoli Kosa-sâstra sûtra." "Buona idea. Ânanda e Kâsyapa ci hanno chiesto la mancia. si pizzicavano le labbra: "Hai visto lo svergognato? Fa finta di niente e arraffa la ciotola!" Ânanda fece qualche smorfia di disagio. 20 rotoli Sûrangama sûtra. 400 rotoli Pusa sûtra. Ma il buddha del Passato l'ha aiutato E ogni cosa alla fine si è aggiustata. Tripitaka ordinò a Sabbioso di prendere la ciotola da elemosine in oro massiccio e la offrì rispettosamente: "Il lungo viaggio e la povertà non hanno consentito al vostro discepolo di prepararvi un regalo. i sagrestani che raccoglievano le offerte e gli arhat che sorvegliavano la biblioteca sghignazzavano. santi monaci e bhiksu sono scesi nel paese di Srâvastî. ordinato e imballato. Se hai conseguito i meriti. 60 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. qualcosa di scritto si vedeva. a recitare alcuni dei nostri sutra da un certo Zhao il vecchio. il prezzo che hanno chiesto è stato di trentatré pinte di polvere d'oro.

XLVIII prova: cerca il ventaglio di foglie di banano. l'ultima volta . LXVIII prova: malato in una cella del convento. XLVI prova: due scimmie difficili da distinguere." "Avete il mio consenso" rispose lieta Guanyin. Puoi dirti fortunato. XLI prova: bisogna rivolgersi al Buddha per conoscere le origini del mostro. Eccone il registro completo. Abbiamo scrupolosamente annotato tutte le disgrazie e calamità nelle quali è incorso durante il viaggio. LXXIII prova: sottrazione delle armi. X prova: arso dal fuoco durante la notte. Mentre discutevano proseguivano il cammino. XXVII prova: trasformazione di diavoli. LXX prova: sosta nel paese Distruzione della Legge. LIV prova: cattura degli dèi. V prova: all'uscita dalla città. perché non si vedeva traccia di presenza umana. al centro. non rollare. i quattro protettori del tempo. XVII prova: apparizione di quattro santità." "Non prendertela. La Triplice Unione È assai sofisticata. XXX prova: la scimmia dello spirito è messa alle strette. XIV prova: richiesta d'aiuto a Lingji. Una voce li chiamò: "Da questa parte. LXII prova: le creature divise in tre colori. XXXII prova: naufragio nel Fiume delle Acque Nere. LVI prova: medico nel Paese di Viola Porpora. XV prova: difficile traversata delle Sabbie Mobili. che tendeva il collo verso di loro: "Finalmente siete di ritorno. la tartaruga chiese: "Caro maestro. il cavallo e i sutra che portavano. LXXV prova: in difficoltà sul Monte dei Nodi di Bambù. LX prova: colpito dal mostro con mille paia d'occhi. XLII prova: contaminato dall'acqua bevuta. LIX prova: sviato dai sette sentimenti. ha lasciato il suo corpo carnale nel Tocca Nuvole e non è più troppo pesante da sollevare. si imbatte in una tigre. chiacchieroni!" ordinò Tripitaka. e i difensori della dottrina." Tutti la festeggiarono. dopo tanto tempo dall'ultima volta che ci aiutasti. santo monaco cinese!" I quattro pellegrini si guardarono intorno stupiti. Il monaco cinese è stato assoggettato a indicibili sofferenze. come voi vi proponete di rendere al Buddha il suo ordine in lettere d'oro. LXXII prova: invocazione della pioggia a Fengxian. Ricordo comunque che sulla riva occidentale non si vedevano abitati. VI prova: cade in una fossa e viene separato dalla sua scorta. XX prova: bando della scimmia dello spirito. che aveva preso gusto al volo sulle nuvole. diritta verso la riva orientale. e loro ci piantano a metà strada. annotandone l'esatto numero: I prova: bando di Cicala d'Oro. le sei divinità del giorno e le sei della notte. Ed ecco comparire sull'acqua la grossa tartaruga bianca dal cranio calvo. VII prova: alla Montagna della Doppia Forca. da eseguire senza indugio. facendosi solecchio con la mano: "Maestro. XLIV prova: torture nella Grotta del Pi Pa. Certo che La via del vero per il doppio nove È scomoda ed esige sacrifici. "e non da vajrapani al servizio del Buddha. LVIII prova: la regina liberata dal mostro." "Non credo che ce la faremo" commentò Scimmiotto. Il monaco ha subito una prova di meno. Ci eravamo fermati dai Chen. "Come si sono comportati i quattro pellegrini. II prova: al momento della nascita." "Zitti. LXXI prova: incontra i diavoli sul Monte Spandinebbia. Porcellino si accoccolò presso la coda del cavallo. e avevamo salvato i loro bambini. Lui in persona aveva ordinato di portarci nell'Est. XI prova: perde il kasâya. LI prova: ricupera il tesoro e salva i monaci." La tartaruga si arrampicò all'asciutto. LXXVI prova: sofferenze nella Grotta Fior di Mistero. LV prova: ostacolato dal sentiero dei Cachi Marci. siamo sulla sponda occidentale." "Guardate bene su quale sponda ci troviamo" raccomandò Tripitaka. "Finalmente ci si rivede. salì sulla sponda. Come faremo?" "Credevo che questi scherzi cretini fossero roba da mortali un po' tocchi" brontolava Porcellino. cui bisbigliarono all'orecchio: "Fate così e così. sfugge per poco alla morte. adesso constatate Che quel povero monaco ne passa D'ogni colore. LXVII prova: salva un mostro nella foresta. IX prova: cambio del cavallo sulla montagna. Coi diavoli che stan sempre in agguato. LIII prova: il Piccolo Monastero del Colpo di Tuono. Ora che la sua missione è compiuta." "Si correva molto svelti" notò Sabbioso. Porcellino si mise a ridere: "Benone! Imbocchi una scorciatoia che allunga il cammino. Il maestro aveva già avuto accesso al recondito mistero della levitazione. Vi chiederete perché. è nove volte nove. liberamente circola Il sublime elisir nove volte mutato. se questa tartaruga Con le tue carabattole ti porta all'altra riva! Navigarono per buona parte della giornata. i monaci riabilitati. XL prova: gli dèi non riescono ad assoggettare il mostro. XXXVIII prova: compare la nassa per pesci. LXIV prova: il Buddha è chiamato alla riscossa. Penseremo noi a tirarlo su e a fargli fare la traversata per via aerea. tanto che per riconoscenza volevano fabbricarci una barca. XXXIX prova: incontro malefico sul Monte del Cappuccio d'Oro. Invece facemmo la traversata su una tartaruga bianca. XXXVII prova: caduto nelle acque del Fiume Comunicante con il Cielo. LXXX prova: liberato dal corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. XXXIII prova: arrivo a Carrolento. Tripitaka si collocò a sinistra del collo e Sabbioso a destra. L prova: spazza la pagoda della città. LXXVII prova: cattura dei rinoceronti. Il mistero profondo di non dualità Rivela il cielo e mette in fuga ogni demonio. e che il motivo per cui erano caduti in quel luogo consisteva proprio nella necessità di completare il numero. la riuscita Dell'elisir rimane appesa a un filo. LXV prova: salva i bambini nel paese di Bhiksu. sulla riva orientale." E ordinò ai rivelatori: "Rincorrete i vajrapani e ditegli di organizzare l'ottantunesima prova. Essi le dissero rispettosamente: "Pusa. Le prove subite dal santo monaco lungo questo percorso di diciottomila li sono quelle chiaramente annotate nel presente registro. LII prova: recita poesie nella Foresta dei Rovi." "Dice il proverbio" ricordò Scimmiotto: "In un giorno navighi su nove banchi di sabbia. Ma Scimmiotto si rendeva conto che il suo maestro non aveva ancora superato nove volte nove prove. IV prova: vendetta e ricerca di un parente. con i suoi discepoli avrebbe dovuto essere in grado di attraversare mille e un fiume come quello. caro maestro! Sono tanti anni che vi aspetto!" "Cara vecchia tartaruga!" la salutò Scimmiotto sorridendo. XIX prova: difficoltà nel riportare in vita l'albero di ginseng. Tripitaka. Guanyin esclamò: "Manca qualcosa! Il numero che conduce alla verità. LXI prova: cammino sbarrato da Cammello Leone. XVIII prova: tempio delle Cinque Fattorie. abbiamo segretamente assicurato per vostro ordine la protezione del monaco cinese. XVI prova: assoggettamento di Sabbioso." Essi corsero un giorno e una notte per raggiungere i portatori di folgore. XLIX prova: il re diavolo viene legato. XXXV prova: i preti respinti. mentre si stavano accostando alla riva orientale. "Questo è il Fiume Comunicante con il Cielo. Scimmiotto. che i poveri pellegrini che li seguivano li urtarono nella schiena e caddero giù come pere: loro. per la scuola del Buddha. Scimmiotto balzò in cielo e osservò attentamente il paesaggio. fratello" lo consolò Sabbioso. ordine della pusa." I vajrapani fecero una frenata tanto brusca. XXV prova: appeso nella Grotta dei Fior di Loto. XXII prova: missiva recata nel paese degli Elefanti Sacri. XXIV prova: incontro con i diavoli sulla Cima Piatta. permetteteci di restituirvi quello che abbiamo ricevuto da voi. Se pensavate che ottenere i sutra Fosse facile. i rivelatori hanno preso nota delle prove del monaco cinese. Si mostra il viso autentico." La tartaruga allargò le zampe e incominciò a nuotare pianamente. Usando i tre veicoli. sentì di sorpresa la terra sotto i piedi. LXIII prova: colpito dalla disgrazia nella città. Il cavallo fu issato al centro del carapace. XXXIV prova: la grande burla. ridendo sotto i baffi. "Avranno voluto far tappa per lasciarci riposare. LXXIV prova: festa del rastrello. "Siamo sul Fiume delle Sabbie Mobili?" domandò Porcellino. LXIX prova: prigioniero nell'Abisso Senza Fondo. Scimmiotto la esortò: "Se vuoi renderci un servigio. Verso sera. Mentre la giusta Legge si rimpiatta. LXVI prova: il vero distinto dal perverso." "Ricordo bene. "Il nostro maestro ora ha ottenuto la Via. e presto furono in riva al fiume. XLIII prova: trattenuto nel Paese delle Donne a scopo di matrimonio. Conclusa la lettura. "Guardate piuttosto dove siamo." Sabbioso si guardò intorno: "Sentite che rumore di acqua corrente!" "Ti farà ricordare casa tua" disse il Novizio. LXXIX prova: imprigionato nella prefettura Terrazza di Bronzo. VIII prova: sulla cima del Monte delle Due Frontiere. XIII prova: insidie di Vento Giallo. sul decimo banco ti incagli dieci giorni. III prova: all'età di un mese." La pusa lo lesse da capo a fondo: In conformità della missione affidata. "Ma no!" rispose Sabbioso. XXIII prova: trasformato in tigre durante l'udienza. XXXVI prova: cammino sbarrato da un gran fiume. XLV prova: secondo bando della scimmia dello spirito. viene gettato nel fiume.dei cinque orienti. LXXVIII prova: scelto come genero in India. XII prova: assoggettamento di Porcellino. LVII prova: salvato dalla consunzione. Siamo in un bel pasticcio. XXXI prova: richiesta d'aiuto a un santo. XXIX prova: rapito da una burrasca. XLVII prova: cammino sbarrato dai Monti di Fuoco. XXVI prova: salvataggio del re di Gallo Nero. XXVIII prova: incontro malefico sul Monte del Singhiozzo. con un piede posato sulla sua testa. strada facendo?" "La loro determinazione e la loro devozione non possono essere sfuggite alla vostra perspicacia. XXI prova: perso nella Foresta del Pino Nero. le gridò: "Avanti tutta! E mi raccomando. ogni causalità.

Questo è il motivo per cui. Porcellino mormorò a Scimmiotto: "Il tuo ritratto è proprio somigliante. Meno male che Tripitaka aveva ottenuto la Via e pesava meno del solito. che del resto non era mai stato un gran mangiatore di cibi cucinati. giovani e vecchi. Ora si leva il giorno e ascende il soffio yang: ormai siete al sicuro. L'ostinazione dei due vecchietti fu messa a dura prova per fargli accettare qualche boccone. la catena di montagne si estende fino a raggiungere il drago della terra. Ma quando ha saputo che avevamo dimenticato di porre al Buddha certi quesiti per conto suo. che c'era una volta?" chiese Tripitaka." Tripitaka e gli altri capirono che cosa era accaduto e ringraziarono calorosamente Scimmiotto. Quale risposta vi ha dato?" Il fatto è che il reverendo. E la sbarra del vostro vecchio Scimmiotto. non capite?" rispose Scimmiotto ansante. chiamato Salvataggio della Vita. che ora vorrebbero togliervi i sutra. una pura luce illumina il luogo." "No" rispose Tripitaka. che cosa sta succedendo?" "Maestro. Raccolse quindi i suoi sutra. si nascondono tigri e leopardi all'ira del cielo. la notizia del loro arrivo correva di bocca in bocca: in breve si videro venire incontro tutti gli abitanti del paese. dopo aver assaggiato la divina cucina del Buddha e aver abbandonato il proprio involucro carnale. folgore o nebbia che ve li possano strappare. Effluvi profumati salgono al cielo. trovarono allestito sotto il portico un nuovo banchetto. altrimenti sarebbe affogato. che illuminano distese selvagge. "È somigliante anche il mio. e non abbiamo trovato di meglio che costruire un santuario. e posò la ciotola. Scimmiotto lo ripescò e lo portò a riva. Fuoco volante che lacera nubi. "Tu che ne sai? Come ci hai riconosciuto?" "Lavoro dai Chen. "Non hai appetito. Chen Qing aveva già fatto preparare una tavola di offerte alla porta di casa e aveva arruolato una banda musicale. Voi conseguite una durata pari all'universo. venite subito nella mia povera capanna!" "Verremo da voi quando i sutra saranno asciutti" rispose Scimmiotto. stridono gli uccelli in preda al panico. scoprirono che i Chen vi avevano organizzato un altro banchetto. porta a una torre e a una terrazza. vuol dire che il grande enigma dell'incompiutezza voleva così. Non li può fermare Nessuno. Scimmiotto. fra bagliori di fulmini e rombare di tuoni. Aveva completamente scordato i problemi di longevità della tartaruga. il tuono terrorizza draghi e pesci. Che nebbia! Da oscurare lo spazio e nascondere i nove cieli. Potete star certo che." Ma i pescatori si imbatterono in Chen Cheng: "Signor cadetto. che li videro e li riconobbero. proteggeva con il suo corpo i sacchi di sutra. Che fulmini! Serpenti d'oro nel cielo. Era chiaro che la tempesta era segno di creature delle tenebre che volevano impadronirsi delle scritture. gli alberi scompaiono nella nebbia." "Maestro" propose Porcellino. cui seguì il minuzioso racconto dell'avvenuto. La cosa incredibile fu che Porcellino non sembrava più lui. i piccoli pini formeranno un boschetto. la longevità di un'eterna primavera e un corpo imputrescibile nel dharma. Venne quindi sull'uscio ad accoglierli. e ci ha traghettato anche questa volta. terrorizzato." I ragazzi Protetto di Guan e Bilancia Colma d'Oro si vennero a prosternare. I sutra asciugheranno qui. "vediamo di non perdere tempo. avremmo un tetto sopra la testa e troveremmo qualcosa da mangiare. Inzuppato da capo a piedi e tutto tremante. e li invitarono a visitare il santuario." Chen Cheng era tanto insistente che Tripitaka si dovette rassegnare a dargli retta. che oscurò il cielo. Quando vi giunsero. Il cielo e la terra non possono sopportarlo." Mentre seguivano Chen Cheng verso casa sua. tiene lontano Ogni mostro notturno. protegge voi. tanti anni fa. Uno chiese: "Non sareste per caso i reverendi maestri che passarono il fiume anni fa. Che vento! Da rovesciare pini e bambù. un tesoro di sette piani finemente traforato. mentre quelle rocce conservano tracce dei preziosi caratteri. mentre si preparava il pranzo. Tripitaka. Mentre i quattro pellegrini svolgevano ed esaminavano i loro testi. abbiamo goduto ogni anno di raccolti abbondanti. si tuffò verso il fondo e scomparve." "Non importa" ribatté Scimmiotto ridendo. "È colpa nostra: dovevamo metterci più attenzione. Ai giovani cipressi occorrono ancora abbondanti annaffiature. forse. Ama il sole lo yang. Là dove furono stesi I sutra ad asciugare. Potremmo chiedere anche un po' di amido per i nostri vestiti." Anche Sabbioso si fermò dopo pochi bocconi. dopo il bagno preso nel Tempio della Verità di Giada. mentre andavano in cerca di sutra nel Paradiso dell'Ovest?" "Proprio così" rispose Porcellino. e ne permane La traccia. e fin le rupi su cui crescono. Dalla rupe una cascata scende a mescolare le sue acque con il Fiume Comunicante con il Cielo. "Da quando abbiamo costruito questo santuario. fece rotolare le pietre e volare la sabbia. Ancor oggi si vede la roccia su cui i testi furono stesi al sole. "Che ne è stato del Tempio del Grande Re. e stendono sutra al sole per farli asciugare. si scatenò un'incredibile tempesta. compreso il cavallo-drago) provvedevano a sé stessi. gli abiti e la sella si inzupparono ben bene. ora che avete compiuto la vostra missione e ritornate con le scritture. . Anche vestiti e calzature furono messi ad asciugare. Quando furono introdotti venne servito il tè. senza preavviso. il tuono rimbomba. Vi prego. il fulmine squarcia le tenebre. "Nemmeno il cielo e la terra sono completi. Non ci sono né forza né volontà umana che possano farci niente. "Quello del maestro. ma non si accorse che le estremità di alcuni rotoli di quello sulla vita del Buddha si erano incollate alla roccia. si indispettì e. La burrasca riempie gli occhi di sabbia e di polvere. si sedettero a tavola. e ancor più dopo essersi disfatto del corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. il reverendo gridava: "Consapevole del Vuoto. bestione?" chiese il Novizio.che ci vedemmo vi pregai di porre per me una domanda al Buddha del Paradiso dell'Ovest. nel quale vi dedichiamo un culto. "Non sapevamo come sdebitarci della profonda gratitudine che vi dobbiamo per la salvezza dei nostri figli. Le scritture Zuppe d'acqua non temono la folgore. "Come si sono bagnati?" "Ricordate la tartaruga bianca che ci aveva fatto attraversare il fiume? L'abbiamo nuovamente incontrata. ma mi sento lo stomaco debole. e giunse un terzo invito. Mentre maestro e discepoli guadagnavano la riva e ricuperavano le loro cose. Riquadri e battenti vermigli. e si inginocchiò per supplicarli: "Monsignori. i fulmini rigano di rosso il cielo brumoso. Infine Tripitaka voleva congedarsi." Sparecchiata la tavola. e già ricevevano un altro invito a pranzo. Ma i vecchi e le loro famiglie non volevano lasciarli ripartire. non aveva avuto altro per la testa se non le cerimonie con il Buddha e con tutti i santi monaci e pusa che lo circondavano. Naturalmente i sacchi dei sutra. puro yang. mai potranno ritornare I demoni del buio e dell'orrore. noi li raccoglieremo e riprenderemo la strada del ritorno. nonché la ricerca delle scritture. i maestri che avevano liberato i vostri figli dal sacrificio. portarono i sacchi dei sutra in cima a una rupe e li aprirono per far asciugare i rotoli." Chen Cheng corse da loro. è un po' idealizzato. non potete restar qui all'aperto e rifiutare la mia ospitalità. e le strappò inavvertitamente. se il sutra si è strappato. Colpo di vento Da sconvolger cielo e terra. Fulmine. il testo è lacunoso. "Che peccato!" si desolò Tripitaka. Che tuoni! Da far tremare i potenti. "Ottenere i sutra è un'impresa che toglie al cielo e alla terra i loro poteri di trasformazione. le sponde sprofondano nella nebbia. Quanto a Scimmiotto. Abbiamo scatenato l'invidia di diavoli e dèi. ci ha buttato in acqua e se n'è andata. giusto per complimento. Ma l'acqua che li inzuppa li appesantisce e il vostro corpo dharmico li protegge: non ci sono tuono. Sullo sfondo. impugnarono le bacchette. ancor oggi. La vecchia tartaruga capì benissimo di essere stata trascurata. e i pellegrini saltellarono intorno per riscaldarsi. Sabbioso aveva il suo daffare a coprire i bagagli e Porcellino si curava del cavallo. abbandonandoli tra i flutti. vennero alla spicciolata diversi pescatori. Infuriò tutta la notte. Il vento solleva i flutti del fiume che comunica con il cielo." "Abitano lontano da qui?" "Una ventina di li verso sud. grazie agli sforzi dei donatori. "Non mi era mai capitato. presto respinse il piatto e disse: "Ne ho abbastanza. sono di ritorno. E così via: Tripitaka non osava dir di no per non deludere nessuno." Quando scesero. "che ne direste di portare i sutra a casa loro per farli asciugare? Sarebbe più pratico. una luce pari al sole e alla luna. rinnovando i suoi ringraziamenti per il salvataggio dei bambini." "Va benissimo" ribatté Tripitaka. Il santuario comprendeva un bell'insieme di edifici: Un lindo vialetto di ghiaia rossa. Quando il sole salì in cielo. e solo verso l'alba accennò a placarsi. Colpo di tuono Da scuoter fiume e montagna. Ora non voleva mentire e non osava dire la verità: perciò restò zitto." "Dove li avete visti?" "Stanno sulle rocce in riva al fiume. Il vento ruggisce. Né vento o fuoco. a destra e a sinistra. si avviò la conversazione con molte domande sulla conclusione della cerca dei sutra. Nebbia spessa Copre tutta la terra. Tripitaka non sopportava più il nutrimento terrestre. sulla mia conversione e sugli anni che mi restano da vivere. mentre gli altri (buoni nuotatori. impugnò la sua sbarra a due mani e la mulinò incessantemente contro nemici invisibili." "Anche il tuo" disse Sabbioso. poste in risalto da due ali laterali. "Lo demolimmo subito" risposero i vecchi. Per concludere la visita salirono sulla torre e ci trovarono quattro statue che li rappresentavano. seguito dai suoi mezzadri.

e non le condannava: per avere rotoli scritti." Porcellino e Sabbioso erano pronti. È originario della Grotta del Sipario Torrenziale sul Monte di Fiori e Frutti. possiamo compromettere l'essenziale. ma non osarono avvicinarsi: si accontentarono di seguirlo a distanza. Bisogna che provvediamo noi. Il corteo sfilò fino all'ingresso del palazzo imperiale. "Il maestro è diventato un buddha. Con corpo sano e forte Saluterai il sovrano. ma noi non l'avevamo preparata. Tripitaka si installò in atteggiamento di meditazione ai piedi della torre. Ci rivedremo domattina. Sabbioso tirò il cavallo e Scimmiotto prese per mano il maestro. I vajrapani si erano fermati in cielo e spiegavano a Tripitaka: "Santo monaco. ci chiesero una mancia. Ho ricevuto una scelta tratta da trentacinque diverse opere. gridò: "Indossiamo subito gli abiti da cerimonia! Il maestro in cerca delle scritture è ritornato!" "Come lo sai?" "L'anno in cui partì. mentre i discepoli e il cavallo-drago restavano in attesa ai piedi della scalinata." La notte era già avanzata. "e pregate mio fratello di montarlo. Abbiate la pazienza di aspettarci. La gente diceva: "È ritornato l'uomo che era partito alla ricerca delle scritture. Fiamma perenne in lampade di giada. ma ci accorgemmo che erano rotoli bianchi." Il bestione si mise in spalla il bilanciere. Che spavento! Ritornai dal Buddha a implorarlo." "Noi non c'entriamo. il mio ritorno sarà prossimo. fu affidata una missione Con le dovute credenziali. persino il cavallo sembrava condividere i loro pensieri. ci disse: 'Qualche anno dopo la mia partenza.grazie alla benefica protezione delle vostre signorie. A questo punto. Fate voi un salto a consegnare le scritture al vostro sovrano. al seguito della carrozza imperiale. Compiuta la penosa distruzione Dei diavoli. Se poi non sapete come avvenne l'incontro con l'imperatore dei Tang. "È strano!" esclamavano. quando si volgeranno a oriente." Si vestirono subito e uscirono dal convento. all'alba. CAPITOLO 100 RITORNO E APOTEOSI OVE I CINQUE. Poi Tripitaka fece trasmettere la richiesta di portare i sutra. gli otto vajrapani li chiamarono dal cielo: "Ehi. Si è convertito grazie alle esortazioni di Guanyin. in religione Consapevole del Vuoto. Approfittiamo della notte. nella speranza che l'attesa si compisse. abbassarono la loro nuvola e presero terra accanto alla torre Attesa delle Scritture." "Ricordatevi che Guanyin si è impegnata con il Buddha a concludere andata e ritorno in otto giorni. Porcellino e Sabbioso portavano i bagagli e reggevano le briglie del cavallo-drago." "Avete ragione. con i suoi preziosi sutra davanti agli occhi. Taizong lo aiutò a rialzarsi con le sue mani e gli chiese: "Chi sono quei tre?" "Sono i discepoli che ho ricevuto lungo il cammino. Non ne potevano più. e divorare qualche diecina di grandi pani. Taizong vi si recava puntualmente una volta l'anno. Ritorna e viene ricevuto a corte. e si avviò a offrire la frutta e i cibi che aveva preparati. fuggiaschi! Da questa parte!" Il reverendo si sentì sollevare da un turbine di vento profumato. un vento diabolico li disperse. ma Scimmiotto lo aprì usando la magia che scioglie le catene. se ci lasciamo invischiare da questa gente. . e compiuta la missione. e ne fu profusamente ringraziato. ma la gente continuava ad affluire per invitarli. e ordinò al servizio dei banchetti di aprire il padiglione orientale per prepararvi un grande festino di ringraziamento. non ricevevo più di dieci inviti per volta. e state certi che non faremo ritardi indebiti. CONSEGUENDO IL NIRVANA. Temo che. Noi non possiamo scendere. L'imperatore Taizong. lo trovarono pieno di folla." Il reverendo si prosternò: "Il più anziano si chiama Scimmiotto." I monaci si affrettarono e videro il corteo imperiale. il mio giovane discepolo riuscì a raccoglierli. in totale sono 5048 rotoli: e questo sarà il canone. matrimoni o discendenza. antico discepolo di Tripitaka. Quella mattina i monaci del Monastero di Vasta Benedizione di Chang'an constatarono sorpresi che i pini accanto all'ingresso rivolgevano le loro chiome a oriente. Ritornerò a corte con lui. ma è un prezzo inadeguato. Fu così che fecero il loro ingresso a Chang'an." Tutti ringraziavano e si prosternavano. Sono già trascorsi più di quattro giorni. "Come farebbe il maestro a portare i sutra? E non sa nemmeno condurre il cavallo. in breve tempo giunsero in vista della capitale Chang'an. perché i suoi abitanti sono furbi e ci riconoscerebbero subito. Là si trovava quel giorno. Il Buddha lo aveva chiuso in un cofano di pietra sotto una catena di montagne. "Arrivati al Monte degli Avvoltoi. "Questo non significa che non penseremo a proteggere tutte le famiglie del villaggio." Uno di loro. Taizong e il suo seguito scesero dalla torre ad accoglierli: "Eccovi arrivato. è merito del cielo" commentò ridendo Scimmiotto. senza trovare nessuno. Dunque si alzarono senza fare rumore. Anni prima Al bonzo che officiava il grande rito Funebre. Quando sono arrivato da quelle parti." "Non è un suggerimento pratico" obiettò Scimmiotto. e lui disse: 'Per recitare qualche rotolo di sutra sono state chieste trentatré pinte di polvere d'oro. guarigioni. noi vi aspettiamo qui. È il caso di dirlo: L'elisir ti consente La tua forma verace. per completare la cifra del canone. terrete d'occhio i rami di questi pini." Tripitaka lo ringraziò della condiscendenza e si mise in sella. Non vi faremo ritardare. che lo deve pur aiutare. e spero di riuscirci anch'io. Il grande santo lo seguiva roteando la sua sbarra cerchiata d'oro.' Dunque era al corrente delle pretese dei suoi rispettati discepoli. per filarcela con discrezione. chi si mostra non è l'uomo vero. maleducati!" replicò Porcellino ridendo. per ritornare insieme a voi e render conto della missione compiuta. D'allora in poi celebrarono scrupolosamente i quattro grandi sacrifici dell'anno e i ventiquattro minori.' E le parole del nostro maestro sono sante parole di un buddha. gli è andato incontro e lo accompagna in città. fin dal sedicesimo anno aveva fatto costruire la torre Attesa delle Scritture al passo di Xi'an. mentre tutti dormono. per assicurare numerosi discendenti. detto il Novizio. Fu festeggiato con un gran banchetto A cui partecipò tutta la corte Quel ritorno dall'Ovest. "Quei buddha viventi ci sono sfuggiti!" Non restò loro che recare le offerte in cima alla torre e bruciare carta moneta. misero in spalla i bilancieri e si diressero verso l'uscita. per certi disordini che aveva provocato in paradiso cinquecento anni fa. nel paese di Aolai nel continente orientale. il Signore di Diecimila anni. senza segno di scrittura. "Quand'ero di buon appetito. Quanto ai portatori di folgore e ai quattro pellegrini. Il portone era chiuso. caro fratello!" Tripitaka si inchinò fino a terra. Inoltre non trascorreva giorno senza che qualcuno bruciasse incenso per impetrare protezione da pericoli. I sutra Sono stati concessi ai viaggiatori. Tripitaka fu introdotto. mi toccò dare la ciotola d'oro che vostra maestà mi aveva regalato. Sua maestà. Taizong ordinò che suo fratello sedesse accanto a lui. Ora che sono diventato inappetente. RITORNANO NELLE TERRE DELL'EST E DIVENGONO VERI SANTI. IN UNA SOLA TAPPA. che aveva accompagnato alla partenza il monaco Tripitaka tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù." Ed esercitava la sua inappetenza a vuotare otto o nove piatti di verdure. non vorremmo che venisse a galla l'avidità di Porcellino e ci facesse superare il tempo assegnato." "Ma quale avidità. "Quanti sono? Come li avete ottenuti?" chiese l'imperatore. "ma vi prego: per questa sera basta così. Si era formata una lunga coda di persone che volevano offrire frutta e altri cibi. quando giunsero nel viale occidentale. non trovò più il monaco cinese ai piedi della torre. "Dov'è finita la mia buona fortuna?" esclamava Porcellino. Quando ripartimmo con i sutra. Verso la terza veglia bisbigliò a Scimmiotto: "Come dice l'adagio: L'uomo vero non si mostra. Bruciaprofumi ardono senza sosta. caricarono il cavallo. la riproduzione dei sei animali domestici e le condizioni del tempo più adatte per la campagna. qui sotto c'è la città di Chang'an. "Come avranno fatto a deformarsi in quel modo? Durante la notte non ha nemmeno soffiato il vento." Taizong fu soddisfatto delle spiegazioni. Si interrogarono e cercarono intorno smarriti. i discepoli entrarono nella sala e Scimmiotto consegnò le scritture all'ufficiale di servizio. il Buddha ebbe la bontà di invitarci a pranzo e ordinò ad Ânanda e Kâsyapa di consegnarci le scritture. "Siamo confusi da tante attestazioni di affetto" ripeteva Tripitaka. maestro. ascoltate il prossimo capitolo. gli inviti non finiscono più. Tutto sommato sarà meglio che neppure il grande santo Scimmiotto e i suoi compagni scendano giù." "Sellate un cavallo della mia carrozza" ordinò l'imperatore agli ufficiali del seguito. quando vide il cielo a occidente incendiarsi di riflessi colorati di buon augurio. Quando la gente raccolta nel santuario dei Chen si svegliò. notò lo strano aspetto dei tre discepoli e commentò: "I vostri eminenti discepoli hanno davvero un'aria esotica. mentre spirava una brezza profumata. Quando uscirono e si misero in cerca della strada verso l'est. che sarà l'ultimo. al confine occidentale del nostro paese.

che illumina i territori dell'Est e vi riversa l'onda della compassione. vassoi di germogli di bambù allo zenzero. esse sono i contenitori della vita. Ha saputo superare ripide cime e passi pericolosi: devo molto alla sua forza. orecchiette avvolte in formaggio di soia. nel ritorno la maggior parte dei sutra. Benedetta dai sutra conseguiti. Non muore e non nasce. nel Tibet. Ma quando Egli raggiunse il nirvana e l'ombra si stese su di lui. che pure sono la sostanza di cielo e terra. uva gigante." "Come mai?" si stupì Taizong. Non vi sono brezza fra i pini o riflesso di luna sull'acqua paragonabili alla purezza della sua persona. sono difficili da penetrare perché non si vedono. Quanto al cavallo. Quando i rami dei pini si sono volti a oriente. La sua saggezza supera le relazioni umane. Ha trasceso le impurità dei sei sensi con un volo così alto da spanderne lontano il profumo. Quanto più difficile è la Via del Buddha." "Ma certo. . Ha dovuto percorrere mille leghe di montagne e di fiumi. Yuhua e Come l'Oro. Il Novizio interpellò Guanyin e seppe che si trattava del figlio del drago dei mari occidentali." Taizong spiegò il passaporto e lesse: 'Rilasciato tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù. Piatti d'oro giallo. Invano quattro volte otto magnifici ritratti riprodussero i suoi lineamenti." Tripitaka tornò a ringraziare sua maestà di tutte le sue bontà e fece segno ai tre di seguirlo. ancor prima che la dottrina si diffondesse in parole. frutti della sabbia. l'imperatore scese dal trono e prese Tripitaka per mano: "Non mi pare che i vostri discepoli siano molto pratici di etichetta. Le tazze sono d'ambra. a pensare all'impresa di nostro fratello. sul Monte del Serpente Acciambellato. È cresciuto in purezza intellettuale e ha praticato la condotta che richiede quattro specie di pazienza. e fine da non lasciarsi sfuggire il granello invisibile. Devo molto alla sua protezione. "Ha lo stesso aspetto. i tè profumati e tanti insoliti sapori.l'ho liberato. So che sono trascorsi quattordici inverni e quattordici estati. Sanno stare a tavola?" "Vostra maestà consideri che appartengono al ceto dei mostri di campagna: non hanno familiarità con le finezze della sacra corte cinese. La Legge scorre imbevuta di silenzio. Tripitaka rientrò nel Monastero di Vasta Benedizione. Yin e yang. L'ottenimento della Via aveva spento la loro aggressività. gli avranno oscurato il cielo. tenere radici di loto. anche lui era stato preparato da Guanyin. che inglobano yin e yang. Dove i segni si mostravano. L'indomani Taizong tenne udienza e dichiarò: "Abbiamo trascorso una notte insonne. il mondo cambiò. L'insegnamento verbale che di lui era rimasto fu diffuso per guidare gli esseri lungo le dieci tappe della salvezza. il maestro. sfidare pioggia e gelo. trasformano ogni cosa pur senza manifestarsi in modo visibile. essa porta con sé mille benedizioni. Prosperità è assicurata per sempre. noci di torreya. ed è uno specialista nella traversata di corsi d'acqua. Cielo e terra. si resero conto che il grande impero della Cina non aveva uguali: Le porte sono parate di ricami dai vivi colori. Abbiamo pensato qualche parola di debole ringraziamento. ciotole di giada bianca con disegni scolpiti. Per quattordici anni ha percorso l'universo occidentale nella sua ricerca della giusta dottrina. anche lui aveva i suoi trascorsi. mentre i saggi raramente ne penetrano le combinazioni. mostra il buio e domina il silenzio. attraversando tutti quei paesi stranieri. Quando l'ufficiale di servizio annunciò che il pranzo era servito. Intensi e rari profumi salgono da piatti ricercati. per soccorrere ogni specie di esseri e dominare i dieci orienti! Ineguagliati sono l'efficacia del suo prestigio e la forza dei suoi poteri." E dettò quanto segue(21): Sappiamo che i due princìpi creano le immagini che si manifestano fra il cielo che ricopre e la terra che regge. per insegnare la retta via a chi venisse dopo di lui. in religione Consapevole delle Proprie Capacità. Scimmiotto e Sabbioso erano addirittura gravi e riservati. vari tipi di felci in polvere. attraversa senza età migliaia di kalpa. o immense foreste. quando i segni erano precisi e la gente vi poneva attenzione. i discepoli e i mandarini civili e militari presero posto secondo il rango a sinistra e a destra. sono facili da capire perché si manifestano per immagini. del Gallo Nero. il documento fu restituito. sagittarie. Nell'andata ha portato me. tuffarvisi senza dubbi e confusioni? L'eminente dottrina è nata nelle terre dell'Ovest. Alla fine dell'esame.' Commentò sorridendo: "Che lungo viaggio! Ormai siamo nell'anno ventisettesimo. le tempeste di sabbia. Ha raggiunto la corte dei Han mediante un sogno splendente(22). In quegli antichi tempi. la trasmissione dell'errore e l'arte della magia. Si eseguirono canti e danze solenni. Ha visitato i luoghi sacri(23) . il maestro della Legge Xuanzang. in religione Consapevole della Purezza. che esalta il vuoto. Nascosta o manifesta. ed è giunto precocemente a comprendere la triplice vacuità. Presto se ne andarono a dormire. i vini densi. Voleva riordinare le argomentazioni in base a ciò che aveva appreso. convertito da Guanyin. anche se hanno ben chiaro lo yin e conoscono a fondo lo yang. L'imperatore Taizong sedette al centro. mentre si installava nella cella del superiore. deplorando gli errori che si trovavano anche nei testi meglio recensiti. è capo e guida della scuola buddista. di Viola Porpora. il suo spirito sonda l'informe. così grande e gravida di conseguenze che è impossibile ricompensarla adeguatamente. ginkgo del sud. Abbiamo attraversato molti regni: vi mostrerò i loro visti sul passaporto. radici pepate. di Jisai. anche il più sapiente può ingannarsi nelle cose invisibili. né rugiada di immortali o luminosità di perla che irraggino la sua luce. pere testa di lepre. di Carrolento. questa volta. Al cader della sera tutti resero grazie all'imperatore e si ritirarono. e invitati a partecipare al banchetto nel padiglione orientale.Discepoli. Ti chini su di lei: dove sarà la sua sorgente? Come potrebbero i mortali. Si aggiungano i pasticcini al miele e al burro. un rozzo discorso che non è ancora stato messo per iscritto. con l'azione segreta del freddo e del caldo. o gran distese d'acqua. nei pomeriggi afosi. le coppe di cristallo. Perciò l'esame del cielo e l'osservazione della terra consentono agli ignoranti di comprenderne l'origine. essa è grande da contenere l'universo. io confesso di non aver tenuto il conto. semi di loto. Rifletteva desolandosi delle deformazioni che la giusta Legge subiva. Non si finirebbe mai di descrivere le mille ghiottonerie per cui il grande impero della Cina si differenzia dai barbari dell'Ovest. Le scritture del Buddha si dividono in Grande e Piccolo Veicolo. espungere il falso e convalidare il vero. giuggiole dello Shandong. sciocchi e rozzi. Teneri navoni." "Quel cavallo fu divorato da un drago al Torrente del Dolore dell'Aquila. prugne e corbezzole: non mancava niente. Oso sperare che vostra maestà vorrà essere indulgente. del Paese delle Donne dei Liang dell'Ovest. sfidando i remoti pericoli. pinoli. Quando l'ho incontrato. viene dalla Grotta della Passerella di Nuvole. Quando entrarono nella sala del banchetto. Anche il più stupido sa orientarsi davanti alle immagini. "Sono senz'altro scusati. Mentre le quattro stagioni. Fu allora che divenne necessario diffondere le sue sottili parole. era una creatura malefica del Fiume delle Sabbie Mobili. bianca e nera. non è quello che mi aveva donato vostra maestà. quale distanza avete dovuto coprire?" "Guanyin diceva che si trattava di cento ottomila li. o turbinante nella tormenta. Il nostro monaco. non me la prenderò" rispose Taizong sorridendo. di Bhiksu. Inoltre ci sono: la legge. non fece baccano per avere riso o tè. Porcellino. Partì con il suo bastone di viaggio per solo compagno. marroni di Xuanzhou. mele verdi. presentate a sua maestà i nostri documenti. Ha portato i bagagli per tutto il viaggio. vi siamo corsi incontro. che le prove più dure gli sembravano lievi. e ho potuto assumerlo grazie all'aiuto del Novizio. Glutine di grano con foglie tenere di cedrela. detto Otto Divieti. grani di melone. olive di Cina. Perciò il cuore e lo spirito lo spingevano verso un pio viaggio nei puri territori d'Occidente. cessò di rischiarare il chiliocosmo. splendidi funghi dolci. malva al miele. Lo detteremo al funzionario di servizio del segretariato imperiale. di Cammello Leone. la doratura delle statue nascose il suo vero volto. Porcellino. per salvare uomini e animali dai tre cammini della perdizione. litchi e castagne d'acqua. fettine di zucca alla senape. di Distruzione della Legge. nel Parco delle Gazzelle e sul . attraversare fumo e nebbia. sui monti Fuling. gli avrà nascosto la strada. È una Via segreta che cristallizza i misteri: chi la segue non ne conosce i confini." Il reverendo era allegro e soddisfatto. e che un giorno dopo l'altro ci trovavamo davanti montagne. Dalla luce del Buddha rischiarata. oltre ai timbri delle prefetture di Fengxian. gli uomini si volgevano alla virtù e sapevano onorarla. non avevamo dimenticato le vostre parole. dove i monaci lo accolsero prosternandosi: "Maestro. e la pusa lo aveva convinto a riscattarli e a rifarsi una vita servendomi in qualità di cavalcatura. La giornata trascorse piacevolmente. Il terzo discepolo si chiama Sabbioso. il suolo è coperto di tappeti rossi. allontanandolo dal mondo. faceva il mostro nel villaggio dei Gao. E le frutta sono ancor più varie e ricercate delle verdure: palline e frittelle di cachi secchi. È degna l'assemblea di Tang e Yu. filigranate d'oro e incastonate di giada. La neve accumulata nelle albe fredde. colocasie candite. Ma era così ardente nel perseguire la meta. Spingeva i suoi pensieri alla porta dei misteri." Guardò con curiosità i sigilli dei paesi degli Elefanti Sacri. che non hanno smesso di crescere fino ai nostri giorni. nocciole. Fin dall'infanzia ha esercitato la sua attenzione e la sua intelligenza." Taizong li elogiò senza riserve e domandò: "A conti fatti. alghe finissime.

Picco degli Avvoltoi ha contemplato esotiche bellezze. Il palazzo non è un posto adatto. e si attorceva alla colonna Omaggio agli Splendori del Cielo che si trova all'ingresso del monastero." "Seguiremo le vostre istruzioni. ma i sutra che ha riportato sono in numero finito. Per la fedeltà che hai dimostrato da un capo all'altro del viaggio. Di che cosa ti lamenti? "Consapevole della Purezza. si prosternarono e corsero a diffonderne copie. converrà che ne faccia preparare delle copie. Perché io devo fare lo spazzino?" "Per riempire la tua gran bocca e il tuo grosso ventre" rispose il Buddha. La tua vera anima fu bandita in una reincarnazione nelle terre dell'Est perché eri stato disattento. per recitare i sutra autentici del grande canone." Taizong si rivolse agli ufficiali di servizio: "Qual'è il più impeccabile monastero di Chang'an?" Il grande letterato Xiao Yu fece un passo avanti e rispose: "Il monastero della Pagoda dell'Oca Selvatica. Intanto gli otto vajrapani avevano ricondotto i pellegrini e il cavallo sul Monte degli Avvoltoi. Ottenuti quei sutra in capo a dure prove Dopo quattordici anni di viaggio ad Occidente. peccavi mangiando esseri umani. Il reverendo posò il sutra che teneva in mano e dall'alto del pulpito salì dritto al nono cielo. su cui il reverendo salì. "Maestà" rispose il reverendo. la pelle si coprì di scaglie dorate. Ti sei reso colpevole di empietà disubbidendo a tuo padre. Ti conferisco il giusto frutto del posto di cavallo-drago celeste. al termine della prova voluta dal Cielo. seguito dai mandarini che portavano rispettosamente fasci di sutra. Quando entrò eseguì con molta concentrazione il rituale delle prosternazioni. dopo aver scrupolosamente conservato la nostra fede e aver acquistato i più alti meriti con la tua cerca delle autentiche scritture. hai meritato il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino buddha della Vittoria in Battaglia. ora che siamo colleghi . ha esplorato sublimi meraviglie e penetrato reconditi misteri. Ha ricevuto le ultime parole dei santi di altri tempi e la dottrina autentica dei saggi più eminenti. con la profondissima potenza della Legge. Scimmiotto si rivolse al monaco cinese: "Maestro. Possano quei benefici estendersi e durare a lungo. Per esserti permesso confidenze con la fata della luna ed esserti ubriacato alla Festa delle Pesche d'Immortalità. Non merito davvero i vostri elogi e la pena che vi date per ringraziarmi. che era fortemente lacunosa. Quanto ai classici esoterici." A questo punto il Buddha si rivolse al cavallo bianco: "Tu sei figlio del re drago Aojun del mare occidentale. hai difeso in qualche modo la forma umana e alla fine sei passato alla nostra eminente dottrina. Questo raggio d'oro trarrà tutti. Copie dei testi furono diffuse in tutto l'impero. Il cavallo vi s'immerse e mutò forma: sul capo gli spuntarono corna di drago. a maggior ragione coloro che godono delle relazioni umane. ti avevo immobilizzato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. Finite le cerimonie. L'uomo ne è responsabile con i suoi atti. bando alle prediche! Posate i sutra! È ora di partire!" I tre discepoli e il cavallo già cominciavano a innalzarsi." "Ma come!" brontolò Porcellino. Il carro imperiale si mosse verso la Pagoda dell'Oca Selvatica. proteggendo il santo monaco. Taizong disse: "I nostri talenti valgono meno delle belle tavolette di giada su cui sono espressi. I vajrapani introdussero maestro e discepoli e riferirono al Beato: "In conformità dei vostri ordini. Mentre i buddha lodavano l'eminente Legge del Beato. fosti condannato a reincarnarti nel mondo di Sotto nel corpo di un maiale. "Consapevole delle Proprie Capacità. Prego nostro fratello di venire con noi a leggerci le scritture. abbiamo scortato il santo monaco e i suoi compagni nel paese dei Tang. perché consegnassero i sutra. ti conferisco il giusto frutto di una promozione al posto di Delegato alla Pulizia degli Altari. Ammiraglio dei Canneti Celesti. Il Buddha ordinò a un rivelatore di portare il cavallo dietro la vetta del Monte degli Avvoltoi. e non si lascia toccare da ciò che è sudicio. ci confessiamo ignoranti. Questo testo dettato di getto è proprio maldestro. sarai una delle otto creature eccezionali. A ripensarci con un po' di modestia. scarabocchi d'inchiostro su tavolette d'oro. gli ammiratori della nostra dottrina sono tanti. tu fosti Generale delle Cortine Arrotolate e fosti bandito nel mondo di Sotto per aver rotto una coppa di cristallo. Ora ritorni felicemente. "Loro diventano dei buddha. "queste cose si devono fare in luogo consacrato. che si trova premesso al sutra del Cuore. l'ho pensato stanotte per esprimervi la mia gratitudine. "Devi considerare che. la sporcizia della palude non contamina le foglie del loto che vi cresce. Caduto nel Fiume delle Sabbie Mobili. quanto il cielo e la terra." I quattro pellegrini si prosternarono. I meriti che hai conseguito scalando montagne e guidando il cavallo ti valgono il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino arhat dal Corpo Dorato. Quando la dettatura ebbe termine. Hai acquistato meriti assoggettando lungo la strada diavoli e creature malefiche. in tempo per rispettare il termine assegnato di otto giorni. seguitemi" ordinò il reverendo. Per fortuna. al lago Trasformazione del Drago. fu convocato il santo monaco. Mi sono rallegrato della tua applicazione a contenere il male ed espandere il bene. Le divinità della montagna santa si erano raccolte davanti al Buddha per udirlo predicare. al mondo. il cielo si squarciò e vi apparvero gli otto giganteschi portatori di folgore: "Reverendo. tu eri una divinità acquatica. Infatti il loto si attiene a ciò che è puro e pulito. Le terre dell'Est di loro serbano I sutra riportati. Un'aura di buon augurio lo avvolse mentre saliva in alto sfoderando i lunghi artigli delle quattro zampe. in salvo sull'altra sponda. da tradurre e diffondere in Cina. Ha il merito insuperabile di avere portato le nubi della compassione dall'estremità dell'Occidente a bagnare con la pioggia della legge questo angolo sperduto d'Oriente. La moltitudine peccatrice ritrova la buona fortuna: un'acqua redentrice spegne l'incendio che bruciava la casa e salva l'umanità smarrita. ma dopo la tua felice conversione alla nostra Legge e adesione alla comunità. da maneggiare con precauzione. "nella tua vita anteriore tu fosti il mio secondo discepolo Cicala d'Oro. Davanti alla composizione imperiale sulla santa dottrina. La sua mente ha offerto campo aperto alla Via dei tre veicoli e dei sei comandamenti. Il reverendo lesse e ricominciò a ringraziare: "Lo stile di vostra maestà è elevato come nei tempi antichi. Entrato nella comunità monastica. gli occorrono nubi e rugiada. ma non so se vi piacerà. Riempiendo il Chiliocosmo." Gli interessati si fecero avanti per essere investiti delle loro nuove funzioni. Stabilì inoltre che a est della città si erigesse un nuovo Monastero delle Copie. Vi rendiamo quindi l'ordine ricevuto in lettere d'oro. Dopo tanto soffrire sopra le aspre montagne Ed acquisiti nove volte nove gran meriti. Ordinò dunque che la Foresta dei documenti e l'ufficio delle redazioni procedessero alla copiatura. Non si contano i paesi che ha percorso. l'argomento è sottile e profondo." Questo fu il testo composto dall'imperatore Taizong." "Caro fratello. ma poi ti sei felicemente convertito alla nostra dottrina e l'hai conservata con sincero rispetto." "Discepoli. Era stato preparato un alto pulpito per la predicazione. Se i sutra sono giunti nell'Est è anche merito tuo. hai protetto il santo monaco. "Santo monaco" dichiarò solennemente il Buddha. è restaurata. E." Il reverendo si prosternò e andò avanti con i ringraziamenti. L'intero contenuto di cento cofani di canoni scorre dalle sue labbra come un vasto fiume. tutte quelle buone cose spetteranno a te. e anche il cavallo manifestò la debita gratitudine per i favori accordati. rivolto a Taizong: "Se vostra maestà vorrà diffondere le scritture. Ha ottenuto complessivamente trentacinque opere capitali del Grande Veicolo." Taizong ordinò: "Prendete dunque qualche rotolo dei sutra autentici e accompagnatemi alla Pagoda dell'Oca Selvatica. provo vergogna. ti sei convertito alla dottrina buddista. Per i meriti che hai ottenuto portando pesanti fardelli. attraverso acque torbide e agitate. i mandarini presenti si congratularono. e a ogni cerimonia portano molte offerte. per un totale di 5048 rotoli. Il titolo è: Prefazione alla santa dottrina. Taizong lo fece pregare di salire accanto a lui e gli porse lo scritto. Persino le inconsapevoli piante raggiungono il bene accumulando il bene. Nonostante i numerosi peccati commessi quando vivevi nella Grotta della Passerella di Nuvole dei Monti Fuling. dentro il palazzo e fuori. in modo da liberare i dannati dalle loro sofferenze e diffondere per l'universo il beneficio ricevuto. Il reverendo attendeva alla porta per poter ricominciare i suoi ringraziamenti. hai acquistato meriti trasportando il santo monaco. e con ciò avevi spregiato il mio eminente insegnamento della Legge. vengono ricondotti Fra gli eletti. Bisogna tener presente che la caduta è determinata dall'accumularsi di cause malvagie. "Non ci recitereste qualcuna delle autentiche scritture?" suggerì l'imperatore. Ma vorrei sapere come si intitola. frammenti di tegole in una foresta di perle. Taizong e il suo seguito si prosternarono e pregarono. malgrado il tuo spirito limitato e una sensualità che non sei mai riuscito a dominare completamente. una barba d'argento ornò il suo mento e le guance. Perché il cinnamomo che cresce sulla rupe produca fiori. fratello" rispose sorridendo Taizong. le nostre parole non sono adatte per iscriverle su bronzo e pietra. mentre il bene è fattore di ascesa. Ma in quel momento si diffuse nell'aria un intenso profumo. avevi provocato gravi disordini nei palazzi del Cielo e io. e spargere all'infinito i loro benefici come il sole e la luna. La santa dottrina. Il tuo attaccamento alla nostra dottrina ti vale il giusto frutto di un'alta promozione: io ti nomino Candana buddha Pieno di Meriti e di Virtù. Non saranno lieti di perseguire la felicità mediante fattori felici? Possano le autentiche scritture diffondersi. Monaci eminenti vennero incaricati di celebrare una grande cerimonia dell'acqua e della terra nel Monastero dell'Oca Selvatica. "Consapevole del Vuoto. Bisognerà conservare gli originali come tesori.

Ogni verso originale si riferisce a una combinazione del gioco (ordine del cielo. il nome è Shangguan. Mañjusrî bodhisattva. la dama di corte Mao e la concubina Li erano ammirate dagli uomini . maestro dei medici. Varuna buddha. Namo buddha re della potenza della compassione. Namo buddha vittorioso in battaglia. perché lo sperma serve a lui. (5) "Se l'uomo dorme nel bagnato si prende il mal di reni e resta mezzo paralizzato: è così anche per l'anguilla? Se si trova su un albero vi sta tremante e titubante: è così anche per la scimmia? Chi di questi tre conosce la giusta dimora? L'uomo mangia gli animali erbivori e granivori. non sarebbe la regola. Sumeruprabhâsa buddha. il centopiedi trova gustosi i serpentelli. Namo buddha Poliuna. e finì affogato. i cinquecento arhat." "Non portarmi rancore. Namo buddha Vairocana. gli uccelli volavano in alto e i cervi fuggivano di corsa: chi di questi quattro conosce la giusta bellezza sotto il cielo? A mio modo di vedere. Namo buddha dei meriti e virtù del legno di sandalo. ma si trattenga dall'eiaculare. (4) I versi sono intessuti di riferimenti al gioco del domino cinese." (Zhuangzi. divinità di grotte e di montagne. Namo eminenti pusa. Namo pusa Puxian. Namo buddha Emituo. Namo buddha dello splendore del sole e della luna. Mille fiori. Namo buddha di luce preziosa. Namo buddha saggio dei Sâkya. Namo rispettato buddha Mile. Buddha Sâkyamuni. II. per diventare immortale. cipressi azzurri e bambù smeraldini. le grandi parole compongono i contrari. Namo pusa della legge senza limiti. 10). (12) Nei versi di Tao Qian (365-427) il villaggio della fonte dei Fior di Pesco è una piccola comunità fuori dal mondo. Unito ai quattro stati. recitava in coro: "Namo buddha che accende la lampada dell'antico passato. Namo buddha della lampada che contempla il mondo. a tutti i pusa e mahâsattva: Mahâprajnâ-pâramita!" Così finisce la storia del viaggio a Occidente." (Zhong Y ong. L'invariabile mezzo. Namo santi pusa del vajra di diamante.lo mostrerò al re nel suo vero aspetto per indurlo a coltivare il suo corpo allargando i desideri. ma anche i piaceri dell'amore. Namo buddha dello splendore della virtù dell'oro. (10) Porcellino dice il vero. nuvole di buon augurio si accumulano sopra il mondo della gioia assoluta. I draghi d'oro dormono in luogo appartato. Namo buddha del sacro stendardo. Namo buddha dello splendore della pace del mondo. Questo e altri lieviti taoisti nel discorsetto buddista di Tripitaka. Namo pusa Guanyin. Namo buddha dell'indistruttibile diamante. La folla. Candanapunya buddha. riunione fra nubi e venti di draghi e tigri. serpenti si annodano. Namo buddha vincitore di saggezza. Namo pusa. Namo eminenti pusa. Ha raggiunto Candana il Gran Risveglio. (8) Tre schiocchi di frusta invitavano gli astanti al silenzio e segnalavano l'apertura dell'udienza.ma al vederle i pesci si tuffavano nel fondo. la piccola sapienza distingue. Namo tutti i pusa della gioia ultima del Paradiso dell'Ovest. (7) Il giovane letterato Wei aveva un appuntamento galante sotto il ponte. Namo buddha dello splendore dei talenti. Namo pusa di eminente posizione. bisognava pure adottare qualche mezzo speciale per tenerti sotto controllo. Namo buddha dello splendore del mare d'oro. e io lo farò a pezzi perché quella vecchia pusa maligna non sia tentata di usarlo per giocare brutti tiri a qualcun'altro. il gufo e il corvo trovano gustosi i topi: chi di questi quattro conosce il giusto gusto? Lo scimmione ha per femmina la scimmia. Nârâyana buddha. Ratnaprabhâsa buddha. pini alteri e antichi ginepri. I cinque Di non-dualità giungono in vetta. Namo tutti i pusa dell'oceano di purezza. Samantabhadra bodhisattva. Namo buddha di buon vagabondaggio. Namo buddha e pusa dell'assemblea del Lago di Loto. La realtà torna in polvere. se si potesse derogare. Come posso conoscerne la classificazione?" (Zhuangzi. i tremila rivelatori. Si spargono Ovunque i sutra sulla terra.buddha. riconoscenti alla quadruplice grazia del mondo di Sopra e in soccorso di coloro che soffrono nei tre cammini. Il tempo passava invano e. Namo buddha di longevità senza limiti." L'idea sottostante è taoista: una buona igiene sessuale richiede che un uomo "si nutra dello yin" del maggior numero possibile di donne. il cavallodrago aveva raggiunto il nirvana. A quei tempi eri difficile da maneggiare. Namo buddha onorevole re drago. con una ragazza poco puntuale. Il buddha Candana. Namo buddha Naluoyan. upâsaka e upâsikâ. bhiksu. Nubi iridate intorno al Picco degli Avvoltoi. Namo buddha dello splendore di grande compassione. Bhaisajyavaidûrya-prabhâsa-râja buddha. Namo buddha dello splendore del Sumeru. Lepri nere vanno e vengono. presente e futuro. Dipamkara buddha. upâsika e upâsâka. le piccole parole discutono di futilità. arhat. maestri e immortali che avevano ottenuto la Via. Namo pusa delegato alla pulizia degli altari. Namo buddha che conduce alla verità del nirvâna. (14) . Namo buddha del prezioso splendore della luna. Possa rinascere nel paese della suprema felicità e porre fine alle reincarnazioni. Namo buddha di vasta dignità. tartarughe strisciano. talenti e virtù. Mahâsthâma bodhisattva. l'anguilla nuota insieme al pesce. a mani giunte. Namo pusa dal vasto potere. Fiori straordinari delle otto festività. e così via). Namo buddha di meriti. O magari vi piacerebbe ripetere l'incantesimo per stringerlo? Mi farete il piacere di recitare la formula che lo apre. Namo buddha che manifesta l'assenza di ignoranza.. Namo buddha della luce universale. santi monaci. Namo buddha della chiarezza delle virtù del mare. 1). Manidhvaja buddha. 15). Rinnòvati. Tocca e verifica. Namo pusa Wenshu. (9) In effetti. (11) "Nemmeno per un momento è consentito derogare alla regola delle nostre azioni. i pretesti della carità e della giustizia e le strade dell'affermazione e della negazione sono confusamente mescolate e imbrogliate. Namo buddha dello splendore del legno di sandalo. dèi del giorno e della notte. Sughosa buddha. Ratnadhvaja-râja buddha. (6) "Voi che amate se": colore. Namo buddha della bandiera di luce perpetua. grandi dèi. Il giovanotto non seppe decidersi in tempo a rinunciare all'attesa. che in realtà dice: ". Maestro e leone sono omofoni in cinese: shi. il cervo mangia l'erba. I cinque presero il loro posto fra gli infiniti convenuti ad ascoltare la predica del Buddha: buddha e pusa. non penserete mica di continuare a farmi portare il cerchio d'oro. Gibboni neri e cervi bianchi scorrazzano a piacimento. sono i caratteri con cui si iniziano di solito gli esercizi di scrittura. Namo buddha del lume della torcia di sapienza. fiori e frutti. Mahâprajñâbala-râja buddha. Namo buddha della bandiera di gioielli. Amithâba buddha.. funzionario superiore. fin dall'VIII secolo. Alto su ogni pericolo. il cervo s'unisce alla cerva. Ora che sei buddha. Avalokitesvara bodhisattva. Namo buddha di pura gioia. Vyûharâja buddha. due sette due. pesche che maturano da diecimila anni. Namo buddha re vittorioso della bandiera di sapienza. Gli elementi Ricadono nel vuoto e nel silenzio. Namo pusa. Maitrîbala-râja buddha. A tutti i buddha dei tre mondi e dei dieci orienti. Namo buddha re vincitore della Legge. il buddha della Battaglia. protettori. (2) L'espressione "andare al paradiso dell'Ovest" significa "morire". Namo buddha del meraviglioso suono. bhiksu. il cerchio è scomparso: non poteva certo rimanerti incrostato sulla testa. E così i vani nomi dei demoni. guardiani. Possa chi ne è testimone scoprire la bodhi nel loro cuore e nel loro spirito. tudi. dall'estuario fluviale. (3) "La Grande Sapienza tutto abbraccia. Maitreya buddha. Vogliano così i buddha di tutti i mondi acconsentire a ornare la pura terra del Buddha di meriti e virtù. mille frutti che rivaleggiano in fascino e bellezza sotto un cielo coperto da brume di buon augurio. Amitâyus buddha. prugni di ogni colore. Candraprabha buddha. Punyapuspa buddha. Namo buddha dei chiari talenti. Namo buddha del perlaceo splendore del sole e della luna. divini frutti delle quattro stagioni. Namo buddha capo dei saggi e dei buoni. II. rivelatori. festa delle lanterne. Fenici verdi e rosse svolazzano allegre. la tigre di giada riposa. (13) "Volevate diventare maestri fra gli uomini e avete sollevato queste complicazioni con i leoni". affluiva l'acqua della marea. NOTE: (1) La traduzione italiana si permette di occidentalizzare il testo. Dharmajaya-râja buddha." Scimmiotto si palpò la testa: il cerchio non c'era più. drago celeste che appartiene alle otto creature eccezionali. il Delegato alla Pulizia e l'arhat dal corpo d'oro si godevano il giusto frutto. Namo buddha del passato. dodici undici dieci. Nâgarâja buddha. Namo buddha del progresso del bene. arhat dal corpo d'oro e otto gioielli. Namo buddha re del cristallo splendente. Namo buddha di meriti e virtù. doppio dodici. Svâgata buddha. Namo buddha re della forza della grande sapienza.

che tende a scendere. In seguito servì a indicare esami preliminari. la Pace. (23) "Il doppio albero e le otto acque". benché scritta in tutt'altro modo. L'inizio (dal basso) con tre linee piene significa yang. e sotto il Creativo. (17) In questo caso l'omissione non riguarda una descrizione a oltranza. si compone di tre linee spezzate sotto le quali vi sono tre linee piene: sopra il Ricettivo. per felicitare Xuanzang della traduzione del Y ogâcârabhûmi sâstra. che è probabilmente il più antico testo buddista cinese pervenutoci. Indo. (15) "Il Tai diventa Pi". che ascende. nella sua biografia del maestro.L'esagramma Tai. Al tempo dei Tang l'espressione designava una categoria di esami mandarinali e i candidati che li superavano. Taizong scrisse questo testo nel 648. essi gli riportano il Sutra dei 42 articoli. o illuminazione. La coppia di esagrammi descrive anche il ritmo lunare (capitolo XXXVI). L'esagramma Pi. (21) L'inserto che segue è storico. Yamuna. il Ristagno. sotto tre linee spezzate (il Ricettivo). Sîtâ. e Fu Yi gli parla del Buddha. (20) Sessantaquattro. un discepolo di Tripitaka. L'imperatore Ming (58-75) sogna una divinità d'oro che vola. Il testo fu riportato da Hui Li. (22) La prima menzione del buddismo in Cina si trova nella storia dei Han posteriori. Sono adattati ai fatti del romanzo gli anni di assenza (ridotti da 17 a 14) e le opere riportate dall'India (ridotte da 657 a 35). Invia emissari in occidente in cerca di maggiori informazioni. (19) Furono tutti e quattro mandarini-modello di epoca Han. yang. Mahî e Hiranyavatî). (16) È sempre Anâthapindada. Sarasvatî. . (18) Due "talenti distinti". Oxo. Sono i due alberi di sâla sotto i quali il Buddha ebbe il risveglio. Abbiamo incontrato l'esagramma Tai in una nota del capitolo precedente. che qualificavano ad affrontare i veri esami da mandarino. e gli otto fiumi dell'India (Gange. È l'esagramma della primavera. è il suo opposto: sopra tre linee piene (il Creativo). Gli ovini si indicano con una parola dello stesso suono. ma una serie di canzoni sulle parole: bella riunione di gioiosa unione. Interpella i suoi ministri.

andiamo a chiedere ospitalità." "Fratello" riprese Porcellino. "Si capisce. Aspettarono un pezzo. "devi pur rendertene conto: tu te ne vai in giro come un ballerino. Perciò l'ho fatto andare più svelto. tu e Sabbioso dei bagagli e del cavallo." Porcellino andò a legare il cavallo e si accasciò sull'erba. ai piedi del muro di cinta. invertire il corso del fiume. senza chiedere il parere di nessuno. in ferro Damaschinato in bronzo. Io mi occupo del maestro. E per finire la cappa di giunco. Il cavallo però è grande e grosso. Adesso sei nella comunità monastica. Vanno tacendo le ultime cicale." Il bestione. a mani vuote. Il maestro. spandere polvere." Tripitaka. con le arie che ti dài. ma si guardò bene dallo svelare i celesti disegni e si accontentò di rispondere: "Va bene. avevano spezzato le illusorie catene di polvere e varcato le sabbie mobili dell'oceano della natura che era in loro. Poi aggiungi le coperte Di feltro. venne la sera. Nevican petali di fior di pesco Nell'ampia corte a primavera. bestione mio" replicò Scimmiotto. "vi sbagliate. Sopra la porta pieghevole era appeso un dipinto di formato orizzontale. I quattro pellegrini. Per fortuna sono riuscito a conservare l'equilibrio. e non badi ai poveri cristi che ti portano le valigie. guardate là" invitò Tripitaka. Aspettiamo che qualcuno si faccia vedere. affinché adempia il voto di trasportare il maestro che va a presentare i suoi omaggi al Buddha. "Discepoli miei" disse Tripitaka. Da quando abbiamo attraversato il Fiume delle Sabbie Mobili. Quando la brina fa cadere i fiori. Sulle colonne laccate d'oro erano appesi cartoncini scarlatti che recavano distici per l'anno nuovo. "ho sentito raccontare che. roba da proteggere Dalla pioggia. anche l'autunno volgeva al termine. Chi è nel vero coi denti spezza il ferro: Così pervieni a perfetta saggezza. Stridono lamentose cavallette. tutte con un bel carico sulle spalle. Alte sale delimitano i nitidi Muri a calce. esaminava la scena quando il discepolo Consapevole del Vuoto lo raggiunse: "Non sarete mica cascato dal cavallo. producendo nell'aria mille scie colorate. Benché alle estremità abbia aggiunto un chiodo. hai torto di prendertela con me. Globi d'oro ricoprono l'arancio. che rappresentava paesaggi di montagne di longevità e mari di felicità. sapete. non prendetevela" disse Scimmiotto sorridendo. Ma allora. con pilastri dipinti e travi scolpite. Ho già un carico troppo pesante. con alti tendaggi. La gente come noi. ma tu lo sai quanto pesa questa roba?" "Fratellino. Si apron del loto i ventagli venati. In serena e maestosa architettura. avanzavano sulla strada maestra dell'Ovest. Poi c'è il bastone pastorale. entrò a esplorare: vide una grande sala a tre campate. e certe perle erano andate distrutte. il re drago dei mari occidentali. ma nessuno comparve. che non aveva la forza di trattenerlo. sceso da cavallo. vive d'aria pura e di acqua fresca. come gli altri fanno il loro. che ha lasciato la sua famiglia. "È colpa di Porcellino." Scimmiotto. A che ci serve un riparo per la notte?" "Fratellone" protestò Porcellino. QUANDO QUATTRO SANTITÀ METTONO ALLA PROVA LO SPIRITO DI MEDITAZIONE. Succedendosi i giorni e le notti. criticava il cavallo perché camminava troppo piano. alzò gli zoccoli e schizzò via come il lampo. Aveva provocato un incendio in una sala del palazzo. . ma Tripitaka lo trattenne: "No! Siamo monaci. non sono fatti tuoi. Frena il ronzino senza usar la frusta! Madre del legno. vide che la torre d'ingresso era decorata da spirali di loto e da trombe d'elefante. Non me ne ricordo nemmeno. finirai per rimediare qualche scapaccione. Sabbioso teneva il cavallo. padre del metallo. tu e io. "c'è una residenza dove potremmo chiedere di pernottare." "Be'. produrre nebbia. Tripitaka si sedette su un tamburo di pietra. sollevare sabbia. maestro?" "Maledetta scimmia." Scimmiotto si mosse per entrare." "Non incominciamo a minacciare violenze. Non vi è essere vivente Nella pace d'autunno. Non si può entrare senza permesso. il drago sa soffiare nuvole. Tu fai il discepolo elegante del signor maestro. dopo aver compreso la verità dell'essenza delle cose. arrivò ansimante brontolando: "Non ne posso più! Ho la pancia vuota e la schiena rotta. "non prendere quel tono di rimprovero. signore. e porta solo un vecchio monaco non tanto grasso. Suo padre lo accusò di aver mancato di pietà filiale e lui fu condannato a morte: gli salvò la vita la pusa Guanyin. Capì che doveva trattarsi di trasformazioni soprannaturali predisposte da buddha e immortali. Il maestro. Non sei mica più con i Gao. Allora Tripitaka riprese fiato. e per quanto mi riguarda." "Non vorrai mica trattarlo da cavallo! Guarda che non è un quadrupede qualsiasi: è il figlio di Aojun." "Fratello. ha i titoli di cavallo-drago e di terzo principe. "Ma con chi stai parlando?" "Parlo con voi. secondo gli antichi. vuoi vederlo correre? Ti servo subito. che ha un bel peso. e gli chiederemo rispettosamente asilo. siete voi che la portate." "Maestro. finché in cima al pendio il cavallo rallentò l'andatura. Non allentar le briglie della scimmia. che non riesco a portare. Se non fai il tuo lavoro. Donna gialla e neonato vanno insieme." Il bravo Scimmiotto scosse la sua sbarra cerchiata d'oro. come mai quello lì cammina così piano?" "Perché. "ecco che si fa tardi. Mentre camminavano. Attraversarono innumerevoli colline azzurre e acque verdi. che può scavalcare montagne con un salto. tre o quattro. Siepi di crisantemi decorate Dalla brina. Stormi di oche selvatiche punteggiano In lunghe file lo spazio infinito. Dobbiamo pur trovare un posto per ristorarci e riprendere le energie: è la sola cosa sensata da fare. Gli si potrebbe mettere in groppa qualcosa di più. questo capitolo mostra che la strada della ricerca delle scritture è di quelle che richiedono alla persona di consacrarsi interamente all'essenziale. sconvolgere il mare. Il tutto appoggia Su una pertica alquanto scivolosa. c'è una regola da rispettare. In altre parole. ti ho visto! Sei stato tu a spaventare il cavallo. Ecco: Aceri rossi dominano i colli. Rimase per parecchio tempo ad aspettare il maestro al Torrente del Dolore dell'Aquila. dal ponte le orchidee Rosso sangue ricadono sull'acqua. gli si abbandonò aggrappandosi alla criniera. appoggiato alla sella." "Ma tu fa un po' il conto: Quattro stuoie di giunco ed otto corde Più o meno lunghe. Non si può fare altro. Tra pini alteri e bambù variegati. so io quante salite abbiamo fatto. dove troveremo un riparo per la notte?" "Maestro" replicò Scimmiotto. per timore di essere battuto. più bestione di me. e dobbiamo evitare qualsiasi comportamento criticabile. che aveva dovuto affrettare il passo sulle orme del cavallo. sarebbe un segno di solidarietà fraterna fra condiscepoli. per il gusto di umiliare la gente.CAPITOLO 23 ARTI DI SEDUZIONE DI UNA VEDOVA IN CUI TRIPITAKA NON DIMENTICA LA SUA NATURA DI BUDDHA. Ciascuno ha le sue prove e i suoi meriti. Il tuo vecchio Porcellino pena tutti i giorni sotto questi pesi. Scimmiotto finì per spazientirsi e. notò che gli edifici erano sovrastati da una cappa di brume di buon augurio. perdendosi nella contemplazione dei fiori selvatici e delle immense distese d'erba." "Via. Il cavallo. levato le corna e ritirato la collana di perle per trasformarlo in cavallo. Figuriamoci se tu porteresti pesi. La pusa gli ha tolto le scaglie. Scimmiotto e Sabbioso si appoggiarono al parapetto della terrazza. alzò gli occhi e vide magnifici edifici all'ombra di un boschetto di pini: Fronde di cedri incornician le porte Degli edifici in cima al colle azzurro. le pene e le privazioni da sopportare fanno l'orgoglio del bravo discepolo. come: Esile salice dondola i rami Sul ponte sottile la sera." "Discepoli. Superati gli ostacoli. e per di più mi fate correre a perdifiato dietro al cavallo. mentre Porcellino posò il carico e osservò: "È una casa di gente ricca. rivolta a sud. È ben lunga la via per l'Occidente." "Bestione!" disse Scimmiotto mettendosi a ridere. ma io ci sto solo a fare il facchino. guardando in alto. dove prendevi quello che ti faceva comodo e davi se ne avevi voglia. io non la tocco più da un pezzo." "Ma è proprio un drago?" intervenne Sabbioso. dorme sotto la luna su un guanciale di brina: dappertutto è a casa sua.

" "Reverendo" rispose la donna con un sorriso di buona accoglienza "dove sono gli altri tre? Vi prego. in mancanza di fratelli maschi. Porcellino la squadrava dalla testa ai piedi a occhi socchiusi. che lana di bigello. Una notte di nozze fra piumini di seta È molto più gradevole che vagar per le strade. Questo ingente patrimonio ci è stato lasciato invano: non abbiamo altri parenti. con qualcosa del ranocchio infradiciato: stralunava gli occhi. L'inverno. li fece sedere e li pregò di attendere il tè. rilassatevi un po'. ma è difficile abbandonare tante ricchezze. e voi mi rispondete cercando di ferirmi. La vostra visita. C'erano sei poltrone. raddoppiò la sua amabilità e li invitò a entrare nella sala di ricevimento. con la ciotola delle elemosine in mano?" Impietrito al posto d'onore. signori. con aria di intenditore. di seta per dieci. Sin da piccole hanno imparato a leggere i classici confuciani." Scimmiotto si mise a gridare a squarciagola: "Maestro. reverendo. quando udì rumor di passi dalla porta che dava verso l'interno e vide apparire una signora di una certa età che gli chiese con voce musicale: "Chi siete? Siete entrato non invitato nella casa di una vedova. reverendi. Ai quattro angoli delle pareti erano appesi quattro pannelli che rappresentavano le stagioni. agio e voluttà. "posso permettermi di informarmi sul vostro nome e sul vostro paese?" "Vi trovate nel continente Godâniya. distribuiva i capelli in due chignon bicolori a forma di drago acciambellato. in famiglia voi godete di lusso. vi abbandoniate alla dolce vita. Non sono più comodi da indossare broccati e sete. color verde mandarino. Ritorni alla tua patria. ha sedici anni. nutrire e tenere uniti i figli" replicò Tripitaka. Strani frutti sprigionano misteriosa fragranza. Basta che vi rilassiate. mandrie di cavalli e di muli. e che vantaggio ci può essere a restare in famiglia?" replicò Tripitaka. Poi ordinò di preparare un pranzo vegetariano. Il destino non ci concesse figli maschi: ho avuto solo tre figlie. Io vi proponevo sinceramente di entrare nella nostra famiglia e di condividere i nostri beni. e io vi racconterò i vantaggi che ci sono a restare in famiglia. per divenire i padroni della nostra umile dimora. Nessuna è fidanzata. C'è un'altra poesia per descrivere anche quelli: Serve una volontà più forte del comune Per abbatter la casa dell'amore e dell'odio. onori e ricchezze: ed è certo una buona cosa avere di che vestire. Mi vorrei risposare. "Via. Abbiamo scorte di granaglie per otto o nove anni. Senza cipria né belletto. Dovrebbe essere un'occasione attraente per Otto Divieti." "Poverini. "Io sono nata all'ora del gallo. acquisiti i tuoi meriti. Siamo quattro persone e stavamo attraversando questa nobile regione al cader della sera. dove vi attendono bellezze ornate da due file di spille d'oro. Non c'è nessun lavoro femminile. né se acconsentireste. accompagnato da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. Le bande vaporose volavano come ali di fenice. "Abbiamo più di trecento mu di terre irrigue" riprese la vedova. Vi chiederete com'era abbigliata: Vestiva un abito di broccato tessuto in ramia. maestro e discepoli. Perché incatenarsi così ostinatamente alla legge del Buddha?" Tripitaka. si sentiva venire tali pruriti che non riusciva a star fermo: si contorceva sulla sedia come se avesse le natiche punte da spilli. recando tazze di giada bianca su un vassoio d'oro: Si spande il caldo vapore del tè profumato. "Ma sembra che ignoriate i vantaggi della nostra vita di monaci vaganti. per sollecitare l'ospitalità per una notte. un'estensione non minore di foresta. Recàti a limpidezza la natura e lo spirito. una quantità innumerevole di maiali e di pecore. Ma mi accontenterei di acquisire per genero uno dei vostri discepoli. trattenuti da un pettine d'avorio con smalti vermigli e smeraldo. L'acconciatura alla moda di corte. e ci vorremmo sposare con mariti che vengano a stabilirsi qui. prato e frutteto. sandali di paglia. vedendola in collera. assumendo un atteggiamento contrito. Disponiamo ai quattro orienti di una settantina di granai con le loro aie per la trebbiatura. E. La donna andò loro incontro per accoglierli. vi lasciate crescere i capelli." "Fin da ragazzo. il periodo di lutto si è compiuto appunto quest'anno. Mi sembra una coincidenza davvero fortunata. cappelli di foglie di bambù." "Se . È meglio che nutrirsi Del sangue altrui e marcire nelle spoglie di carne. "La mia prima si chiama Sincerità e ha vent'anni. con calzature fiorite dai tacchi alti. sono persone fini. Il nome della famiglia della vostra umile serva è Mentì(1). Perciò ci siamo presi la libertà di accostarci alla pia dimora della nostra rispettabile donatrice. Quest'anno compio quarantacinque anni. il povero Tripitaka sembrava un epilettico paralizzato dal fulmine. Porcellino. Mi troverete brutta. Nessun disturbo esterno più muove le tue labbra E l'essere si trova in perfetto equilibrio. Scimmiotto stava appunto sbirciando qua e là. ad ascoltare quant'erano ricche e quant'erano belle. sono sempre stato goffo in queste cose. che fece dare un passo indietro a Porcellino: "Bestia maledetta! Noi siamo gente che ha abbandonato la sua famiglia: sarebbe insensato che ci facessimo attirare dalla ricchezza o commuovere dalla bellezza. che siano in tutto degne di voi. "Nobile donatrice" chiese Tripitaka giungendo le mani. "Ma perché poi si dovrebbe rinunciare a qualsiasi famiglia?" "Cara signora." "È vero. ed ereditammo il loro patrimonio: centinaia di migliaia di filze di sapeche. alla vita era serrata una gonna di broccato ricamata in giallo zampa d'oca. lo scosse ed esclamò: "La signora vi sta parlando. facendomi perdere il marito. Non è meglio che penare e faticare tanto per seguire la strada dell'Ovest?" Tripitaka restava inebetito. la bellezza naturale del suo incarnato conservava il fascino della giovinezza. signora." A queste parole Tripitaka si finse sordo e muto. diecine di migliaia di arpenti di terreni fertili. l'ultima. Di fronte all'Arca d'Oro. Amata. Chiuse gli occhi per calmare i battiti del cuore e restò in silenzio. Credo proprio. Quando viene l'autunno. Consapevole del Vuoto? Potresti restare qui. che reggeva un antico brucia profumi di bronzo in forma di animale fantastico. e poi oro argento che non riuscireste mai a spendere tutto nel corso di una vita intera. sembrava sul punto di traboccare per terra. Rimboccando le larghe maniche di seta dai colori cangianti. siamo quattro. per scoprire dita sottili come le più delicate cipolline primaverili. voi avete ricevuto i vostri comandamenti. fateli entrare. hanno ricevuto anche una cultura da maschi. Vedendoli tutti insieme. si avvicinò a Tripitaka. C'è una poesia che ne parla: Abiti nuovi in seta indossi a primavera. viene al momento giusto. Una piccola cameriera con le crocchie di capelli ricadenti comparve discreta da dietro un paravento. dal ricamo alla sartoria. la dama prese a due mani le tazze. Anche noi. godrete di ogni lusso. mille capi di bufali gialli. Benché vivano fra i monti. una per una. "non facciamo scherzi! Sarebbe un argomento da esplorare meglio. ci pregano di entrare!" Tripitaka si decise ad avventurarsi all'interno. bevi vino novello. maestro: vi fa nientemeno che una dichiarazione! Perché non state attento? Alle domande bisogna rispondere!" Tripitaka alzò bruscamente il capo e gettò un grido roco." A questa risposta la vedova andò in collera: "Questo monaco screanzato mi manca di rispetto! Vi direi tutto quello che penso. Non parliamo poi della freschezza primaverile celata dietro le nostre cortine di broccato. Le otto feste ti recano ciascuna le sue gioie." "L'umile monaco che sono" rispose Scimmiotto preso alla sprovvista." "Ehi. "viene dal paese dei grandi Tang dell'Est e ha la missione di recarsi a ovest per sollecitare le scritture dal Buddha. poverini!" esclamò la vedova sorridendo.Al centro era collocato un tavolino nero di lacca opaca. in cui non siano esperte. dell'Ovest. sotto un velo di garza nera. il mio defunto marito aveva tre anni più di me" precisò la vedova. oltre a onorarmi. ma non so ancora che cosa ne pensiate. e non volete ritornare indietro. a mutare i vostri piani e rinunciare ai vostri voti. ti ubriachi a tuo piacere. in nido morbido. Cogli di ogni stagione i diletti che porta. Mendicare e levare preghiere ad Amitâbha. "più di trentamila mu di altre terre agricole. Con altri più leggeri contempli i loti in fiore. Se acconsentite. fratello" replicò Porcellino. Ai lati i capelli erano fissati da due spille d'oro rosso. ma per fortuna le mie figlie non sono male. Da due anni la sventura mi ha colpito di nuovo. non se ne parli più. e sopra un bolero rosa. Dopo gli scambi di cortesie. dagli orecchini pendevano varie file di perle. la seconda Amore e ha diciott'anni. il terzo giorno della terza luna dell'anno del porco. Avemmo la sfortuna di perdere i miei suoceri quando eravamo molto giovani. per onorare ciascuno e offrirgli il tè. se non veniste da tanto lontano. madre e figlie. sanno recitare poemi e comporre distici. muto come un sasso. s'intimidì e fece appello a Scimmiotto: "Che ne dici. se accettate di entrare come mariti nella nostra umile dimora. fatto i vostri voti. Alla fine non ne poté più. e quello del suo defunto marito Noncè(2). Va bene.

Ma Porcellino sgranava gli occhi. "restate qui voi. Reti di fiori d'oro i corpi avvolgono Che emanano gli aromi più squisiti. lo provoco io. io farò da testimone e Sabbioso da mezzana." Ed entrò in casa chiudendosi la porta alle spalle. Vorrei vedere chi non le ha. voltò le spalle e scomparve dietro il paravento. A un tratto si udì un cigolio. che potrebbero Espugnare città. per caso. "Sabbioso. come la passiamo la notte. mentre . Amore e Amata salutarono i pellegrini in cerca delle scritture. fine ed elegante. Se occorre vento. Ma lavorare so come una bestia." Scimmiotto scoppiò a ridere e gli raccontò il colloquio fra Porcellino e la dama con tutti i particolari. finché non lo ebbe spinto. noi possiamo anche passare la notte al freddo. io passo la spugna e ti assolvo. farsi bonzo e seguire il maestro nell'Ovest. come oserei desiderare queste ricchezze estranee? Io voglio a tutti i costi arrivare al Paradiso dell'Ovest. Dopo nemmeno due mesi che sono con voi. presenta al maestro i tuoi rispetti e adempi i tuoi doveri di genero. Chi trova bella la donna di Chu. Le labbra semiaperte sono rosse Come ciliege. nel villaggio del vecchio Gao. fatele ritirare. "L'hai fatto pascolare?" chiese Tripitaka. non ha avuto altra scelta che di abbandonare la moglie. come per caso. poi voi mi avete accettato e mi avete dato i vostri insegnamenti." "Maestro. Mi basteranno i muscoli e il rastrello. Fan fremere i cuori Le bellezze smaglianti. volgaruccia? Queste son fate venute dal Cielo." La donna. il monaco cinese: lui sì che è bello. od attraente La fatalona d'ovest. non avremo una goccia d'acqua per il tè e nessuno ci accenderà il fuoco." Il bestione si accostò al cavallo." "Non prendermi in giro!" replicò Porcellino. Non commetterò mai la perfidia che mi suggerite. signora mamma. tutto il suo sistema viscerale era impegnato a secernere concupiscenza. e poi. Guardatele: Gli occhi sono truccati con aloni Azzurrini. stavano in piedi. per passare una buona serata? Quanto a risponderle di sì o di no. e ci sarà un bel banchetto di nozze. signora. "La voglia ce l'avete anche voi. che mi troviate le orecchie troppo grandi e il grugno troppo lungo?" "Personalmente non mi sembra un problema. e adesso non vuol fare queste cose. in modo da cavarle almeno qualche cosa da mettere sotto i denti. alla sua mogliettina. Con perle. gli deve venire l'acquolina in bocca. Che cosa vi sarebbe costato farle qualche moina e restare più nel vago. che ardeva d'impazienza. Pensate al nostro maestro. non lo nego. ma invece di farlo brucare." "Lo terrà alla briglia perché non si perda. Pupattola in confronto." "Hai un bel dire" obiettò Porcellino. Non sospettava che Scimmiotto avesse sentito tutto. vi prego. si ridurrà pelle e ossa. con la bocca imbronciata e le sopracciglia aggrottate. Sincerità. ma lui domani dovrà camminare tutto il giorno con un uomo in groppa. Questi volò in casa. ma ora. Troppo tardi! Sbrigati ad acconsentire e offrici il brindisi del festeggiamento: almeno ci guadagneremo qualcosa anche noi." "Riflettere su cosa?" intervenne Scimmiotto. ed erano proprio carine. "Ti sei già messo d'accordo alla porta posteriore. Visi primaverili sotto il lieve Velo di cipria. Se non ci sono ostacoli. A queste parole il bestione capì che sapevano tutto. può restare Consapevole della Purezza. accanto alla cenere fredda del forno?" "Secondo discepolo" suggerì Sabbioso. non è leale!" protestò Sabbioso. è meglio avere un genero come te che non avere nessuno. Piccolo o grande. È inutile stare a consultare l'almanacco. e disse: "Suocera. ma accidenti se sono utilizzabile!" "Utilizzabile come?" "Io D'aspetto sono brutto. Adesso che ci ha sbattuto la porta in faccia. per piacere. il nostro giovane reverendo?" "Signora. Porcellino riportò davanti alla casa il cavallo. Lo dice anche il proverbio che il bonzo è un fantasma affamato." "Bestione. una mano della vedova." Prese una mano di Porcellino. E poi quel povero cavallo non può stare così." "Signora e cara mamma." "Perché dovrei chiedere il suo consenso? Non è mio padre. "Bisogna che ci riflettiamo insieme. balle!" brontolò Porcellino. l'una accanto all'altra. non è possibile! Non farò mai una cosa simile. se la prese con il monaco cinese: "Maestro. "L'erba non era granché. Certo. io lo realizzerò. Se passa la notte a digiuno. "Sarebbe un po' confuso: avrei abbandonato il secolo per ritornarci subito dopo. la porta si aprì e vennero avanti un paio di lanterne rosse e un incensiere. portavo il cavallo a pascolare" fece il bestione abbandonando le redini e accostandosi con una riverenza. eppure è completamente inutilizzabile. Ricche le acconciature dei capelli. in quella sala: mi facevano stare sulle spine. quel vostro maestro. Tu ritorni laico e tutti saremo contenti. "Era genero del capofamiglia dei Gao. La mia difficoltà sarebbe questa: non è. Chang'e discesa in terra dalla luna! Tripitaka teneva la testa bassa e le mani giunte. fammi un bel salamelecco. Pieno di imbarazzo. Per ordine della pusa e perché lo avevo catturato. Ad ogni loro passo Diffondono un profumo d'orchidea. lasciando sul posto le lanterne in garza di seta. di esservi data la pena di mostrarci questi esseri celesti. Facciamo tante storie e recitiamo la commedia. come ali di farfalla. con una scossa si trasformò in una libellula rossa e se la filò attraverso il portale per raggiungere Porcellino. Non sarebbe un affare migliore entrare come genero nella mia famiglia. Questa sera. Son gli arpenti a migliaia. smettila di far commedie! L'ha trattata da mamma. "Toccherà a Porcellino divenire vostro genero. gli gridava e lo spingeva a destra e a manca senza lasciarlo in pace. figuriamoci un po'! Cos'altro vuoi riflettere? Il maestro farà da padre dello sposo. Maestro e discepoli si videro abbandonati. Tripitaka non sapeva se dargli credito. non ho trovato un posto adatto. La signora conduceva le tre ragazze. signora. Qualunque decisione appartiene a me solo. ho rispettato divieti e comandamenti mentre vi aspettavo. l'hai persino chiamata mamma. ma non andare a stuzzicarlo. solo a parlarne. Un momento dopo ricomparve il bestione e legò il cavallo. "La pusa mi ha convertito. Fiori e gioielli Ne adornano le grazie. la sposa ti porterà un corredo con i fiocchi. Se la casa ti sembra troppo bassa." Il grande santo uscì dalla sala. ma la madre si accostò alla porta. "È un bel pignolo. Io invece sono brutto. ho l'impressione che ci abbia ripensato spesso. a far da genero." "D'accordo." Le tre ragazze scomparvero dietro il paravento. ma poteva andare per le proposte matrimoniali" fece Scimmiotto. che non aveva avuto modo di pascolare." "Il posto non era adatto al pascolo. "che io vado a vedere che specie di pascolo va cercando il nostro amico. E vedrai le sementi come rendono! Se occorre pioggia." "Se tu sei così bravo in casa. Ogni provvedimento utile in casa. tra effluvi profumati e tintinnio di giade. né mia madre. che mendicare per tutta la strada dell'Ovest?" "Il fatto è che non osano disubbidire all'ordine sovrano del monarca dei Tang" rispose sorridendo Porcellino. ritorna al mestiere di genero! Chiedilo per favore. "avete deciso chi di voi quattro sposerà una mia figlia?" "Ne abbiamo discusso" rispose Sabbioso. "tienilo pure d'occhio. lo slegò e se ne andò di furia. "non se la sentono di prendersi questa responsabilità." Il bestione si disponeva a farsi trascinare dentro. Voi restate qui. le tre bellezze scivolarono come ombre all'interno. dici tu? Non servono né i bovi né l'aratro. avrei ripudiato una moglie solo per impalmarne un'altra. resta a fare compagnia al maestro" disse Scimmiotto. "Se acconsenti. ma tu cerchi di mettere in imbarazzo me solo. Qui vide la vedova e le tre figlie che si divertivano a contemplare i crisantemi. si udì il rumore della porta che si chiudeva. ti prenderò come genero. non siete proprio stato furbo a risponderle in modo così secco e maleducato." "Come. può darsi che le mie figlie non ti trovino una bellezza. dal momento che siamo senza capo famiglia. penso a convocarla. il nostro secondo fratello è stato sposato?" si meravigliò Sabbioso." "Consapevole del Vuoto" raccomandò Tripitaka. Dài bestione. ha tutte le voglie del mondo. per esempio. Non hanno fatto altro che punzecchiare me. senza cibo né bevanda. a testa bassa e collo torto. che vado a far pascolare quel povero animale. "Dove va. con il bel risultato che perdiamo le occasioni. ritorna a parlarne con il tuo maestro. non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. Alla vista di Porcellino. Scimmiotto faceva finta di niente e Sabbioso volgeva loro addirittura la schiena. noi e loro. Aspetta che ne parli alle mie figlie. balbettò: "Grazie. "Dunque ditemi" fece la madre. Le aggiungerò quanti piani vorrai. Restò lì zitto. che farà comodo a tutti noi." "Pensare cosa?" intervenne Scimmiotto. "Quante cose non sai!" disse Scimmiotto. Porcellino. con i suoi regolamenti monacali. davanti alla porta posteriore della residenza. giade e spilloni dorati." "Non fare il provocatore! Bisogna pensarci su." "Va bene. Spazzerò il pavimento quando occorre E drenerò il fossato. la signora il suo ruolo ce l'ha. Non compariva più nessuno. il maestro e la dama faranno da genitori alla cerimonia. dovreste spiegare alle vostre amate figlie che un uomo non si sceglie con questo criterio. sarebbe dipeso soltanto da me e da voi: avremmo potuto pensarci domattina. constatato che uno dopo l'altro cercavano pretesti per rifiutare. introducete vostro genero." "Balle. in Tibet. riprese la propria forma e si presentò a Tripitaka: "Consapevole delle Proprie Capacità riconduce il cavallo alla briglia. Il bestione aveva portato il cavallo sul prato. Da allora. prima che abbia avuto modo di acquistare il minimo merito.nessuno dei due è d'accordo. se si intasa. e le cinture Fan risaltar le forme delicate. Dài. non dico di no." "Ma non si fa così. Con i soldi che ha la famiglia.

stanze per la molitura e simili. "Fratello. "ti ho invitato a entrare perché il tuo condiscepolo ha detto che non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. che vi lesse un inno in otto versi: Madre del Monte Li qui è venuta stanotte. "Mamma. guidatemi per piacere" implorava Porcellino. va. dall'altra va a sbattere in un tramezzo di legno. si era tutto coperto di lividi. mentre l'oriente si andava rischiarando. Sabbioso sentì compassione per lui. e messo al palo della tortura. Il reverendo. Il bestione si sfilò la sua tunica azzurra e infilò la camicia. al giorno d'oggi. Se poi ti dessi la più piccola. Perché non sia penosa la strada al negligente." "Ma che bel genero. non ti pare che sia la voce di Consapevole delle Proprie Capacità?" chiese Tripitaka. Leviamolo dai guai e permettiamogli di seguirci. io vi rivolgerò degli atti di rispetto. di pregare all'altare degli antenati e di gettare il riso nella camera nuziale. Io accompagno il signor genero nella sua stanza. e insieme a esprimervi la mia gratitudine. fissato a un cedro antico alle loro spalle. che già riemergevano dal sonno. Non segue i riti antichi. io le proverò. Quanto a Porcellino." "Giusto. credo che la maggiore si offenderebbe. ho detto di no! Avvolgi la testa in questo panno e nascondici la faccia: faremo una scelta a caso. In realtà avevano passato la notte in una foresta di pini e di cedri. che lo strizzarono spietatamente e gli inflissero un'intollerabile tortura. Si slancia a destra. come se lo circondassero le fate. E la suocera? E tua moglie? Mi pare che ti abbiano ben impacchettato. e sposerai la ragazza che ha cucito la camicia che ti andrà bene. Scordando i desideri e la concupiscenza. sposo tutte e tre le ragazze. per semplificare la cerimonia?" "Va bene" fece la suocera ridendo. d'accordo? " La dama uscì dalla stanza e rientrò poco dopo tendendo una camicia a Porcellino. Si ricordino questi versi. Scimmiotto si mise a ridere: "Non avrete mica creduto alle storie di quelle donne! Madre e figlie erano delle pusa venute da chissà dove. sempre procedendo a tentoni e urtando da tutte le parti. dopo averci ospitato e aver dato una lezione a Porcellino Otto Divieti. i nobili edifici e le alte sale erano scomparsi. "Andiamocene. e tu sposerai quella che riuscirai ad afferrare tendendo le braccia. il nostro bel genero! A quest'ora sta ancora lì a gingillarsi e a farsi bello. "Non ci siamo poi trovati tanto male" replicò Scimmiotto." "Nemmeno per sogno! Non vorrai accaparrarti da solo tutte e tre le mie figlie!" "Pensateci: chi. da cantare sull'aria della Luna sopra il fiume dell'Ovest: . Ritorniamo a Tripitaka. Te le proverai. Corre da tutte le parti. Non so proprio come uscirne" rispose la futura suocera. la seconda si lagnerà." Diede disposizioni al cuoco per il pranzo di nozze dell'indomani. Quando si fu ben coperto. ma è un cuore semplice. Se ti do la più grande." "Che casa immensa!" esclamava Porcellino. fa proposte anche alla suocera. mentre Sabbioso esclamava: "Ci siamo imbattuti nei fantasmi. non siamo arrivati nemmeno alla cucina. non credo che oserà ricominciare. Intanto le donne svanivano. che suppongo siano ripartite durante la notte. incominciamo?" Tutta la sala scintillava di candelieri d'argento. Da questa parte urta contro una colonna. si indispettirà la più piccola. Porcellino serrò i denti e ammutolì. e tende le braccia per acchiapparne una. Tripitaka. quando udirono grida provenienti dal folto del bosco: "Maestro. "Ma non vedi dove abbiamo dormito?" insisteva Tripitaka. Soffriva dolori insopportabili e gemeva continuamente. Sono pronta. che serviranno da devozioni al cielo e alla terra. secondo la volontà del Cielo. prima di giungere agli appartamenti privati. Alla fine cadde seduto per terra. Accontentati di pregare il cielo. In forma di avvenenti fanciulle delle selve. perché sapeva benissimo com'erano andate le cose. andate piano! Non conosco la strada. e ti cedono l'una all'altra con bello spirito di rinuncia." Il bestione si coprì la testa. il Novizio e Sabbioso stavano cantando l'inno a tre voci. con le loro travi scolpite e pilastri decorati. "Caro genero" disse la vedova." A sentir parlare di pusa." "Genero mio" rispose la suocera sollevandogli il velo." La futura suocera chiama: "Sincerità. Ma si copre la testa come un povero stupido. signora! In questo modo non riuscirò mai a prenderne una. Sedetevi al posto d'onore. Non è pratico. Quando aprirono gli occhi. il fatto è che sono modeste. Si vergognava molto. È proprio il caso di dirlo: Per tener la via retta ti occorre la prudenza. Come dice il poema: Il folle non comprende i motivi profondi. senza rispetto all'età! Le mie tre figlie sono molto brave: ciascuna ha cucito una camicia di broccato ornata di perle. "Non dobbiamo indispettire nessuno. magazzini. i tre pellegrini cenarono. Ma la gran precipitazione non mi ha lasciato il tempo di far venire l'astrologo. ansimando da non poterne più: "Ma queste ragazze mi scivolano fra le mani. queste corde mi strangolano! Aiuto! Non lo farò più!" "Consapevole del Vuoto. prendetemi voi. su invito di Guanyin E in buona compagnia con Puxian e Wenshu. dietro urta in un muro di mattoni. invece di alzarsi per andare a ringraziare i parenti e a portare al maestro la buona novella." "Se loro non mi vogliono. le ragazze possono entrare.la padrona di casa ordinava a un giovane domestico: "Pulisci tavola e seggiole. Quando ebbe finito. poi a sinistra. Amata." Il bestione sente tintinnare anelli e placchette di giada. ma ancor prima di averne annodato il laccio cadde a terra: il capo di vestiario era tutto pieno di cordine e funicelle. superava una porta dopo l'altra. quale figlia mi darete?" "È una bella domanda. basterà che tu lo faccia otto volte. Davanti inciampa in una soglia. "non è che le mie figlie scivolino fra le mani. il bestione si prosternava e pregava. servi un pasto di magro e occupati dei miei tre parenti. non avete idea di che cosa era avvenuto a quel bestione di Porcellino. seguendo la suocera. E non sa che l'amore è una spada che uccide. Incespicando e urtando. per le battaglie fra le lenzuola. grazie al cielo. la testa gli gira." Mentre Sabbioso arrotolava le coperte e rifaceva i bagagli." "Così è meglio. che sa economizzare il tempo. datemele tutte e tre: vi risparmierete polemiche e battibecchi che rovinerebbero la pace familiare. chiese: "Signora. Amore. ci hanno fregato!" "Ma davvero?" fece Scimmiotto sorridendo sotto i baffi. signora. si mise a chiamare Scimmiotto. Videro un biglietto che fremeva al vento." "Non se ne parla nemmeno. Vi garantisco che le soddisferò tutte alla perfezione. Ma se. "Dobbiamo inoltre considerare che la pusa ce lo aveva destinato. smarrito. Tripitaka giunse le mani e si inchinò rispettosamente. ma ovunque afferra il vuoto. destinati allo scopo. Si diceva che i pellegrini si addentrarono nella foresta: non tardarono a scoprire il bestione legato a un albero. in fin dei conti. viene e gli sembra che ci siano moltissime ragazze a turbinare intorno a lui: ma nessuna si fa prendere. distesero le coperte e si coricarono nella sala di ricevimento. se riesco a infilarmele tutte e tre. Non di sua iniziativa. ma se ti do la seconda. Scimmiotto e Sabbioso. il bestione propose: "Signora mamma. Porcellino ringraziò tutti prosternandosi fino a toccare il suolo con la fronte. lascia perdere" tagliò corto Scimmiotto. E SCIMMIOTTO SOTTRAE FRUTTI DI GINSENG AL TEMPIO TAOISTA DELLE CINQUE FATTORIE." "So che quel bestione persevera nella sua stoltezza. Le ragazze ti sfileranno davanti. "Mi chiedo dove quello scemo avrà ricevuto il suo castigo. annusa effluvi di muschio e di orchidea. non si regge più sulle gambe e barcolla come un ubriaco. I servitori ubbidirono. e poi la forza per portare i bagagli ce l'ha" obiettò Tripitaka. Se temete malcontenti. "Questi sono soltanto granai. non ha tre mogli e quattro concubine? Io me la caverei bene anche con molte di più: fin da giovane." "Quale castigo?" s'inquietò Tripitaka. dovrete pure ascoltare il seguito! CAPITOLO 24 UNA COPPIA DI RAGAZZINI IMMORTALI IN CUI L'EMINENTE IMMORTALE FA INTRATTENERE IL SUO VECCHIO AMICO SUL MONTE DELLA LONGEVITÀ. "sei un genero molto pratico. Portatemi queste camicie. Il monaco cinese ha abbandonato il mondo. Si capisce che." Confuso e umiliato. in numero incalcolabile. Scimmiotto slegò il cavallo e andò con Tripitaka alla ricerca del discepolo perduto. Sabbioso lo andò a staccare e lo portò al maestro. "Certo che è lui" intervenne Sabbioso. ho avuto un'alta scuola. posò i bagagli e si avvicinò per soccorrerlo e slegarlo. Ma Otto Divieti invero non si sa distaccare: Occorrerà che trovi il modo di correggersi. Quella casa era piena di soglie in cui inciampare e di stipiti in cui battere la testa. venite qui che facciamo l'estrazione a sorte per questo matrimonio. Scimmiotto si fece avanti ridendo: "Eccolo. Camminò ancora per un bel pezzo.

di fortuna!" sbottò a ridere Scimmiotto. Quarantasei lo avevano accompagnato nel mondo superiore ad ascoltare il sermone. Il grande immortale aveva addestrato nel tempo moltissimi discepoli. Dei quattro continenti dell'universo. Smontato da cavallo.. "Ancora pochi passi. discepoli. Sullo stagno le lunghe ombre degli alberi." "Consapevole del Vuoto. "a giudicare da com'è bello e fresco questo posto." Scimmiotto gli tese il biglietto. sarebbe bello ritornare da queste parti." In effetti il luogo si chiamava Monte della Longevità e vi si trovava un tempio taoista. e ciò si ripetesse mille volte: non credo che questo basterebbe per arrivare alla meta. Gestisci il capitale con prudenza E senza sprechi. mentre i figli del Buddha mi rivolgevano segni di rispetto. Bisogna che non ne sappiano niente. Dopo un bel po' che camminavano. dove si vedeva Fresco e ombreggiato il pendio sotto i pini. Si alza il vento Dai profondi burroni e in movimento Mette soffici nubi [. Può darsi che dipenda dalla prossimità al Monastero del Colpo di Tuono. Il maestro aveva detto loro: "Non mi posso sottrarre all'invito della nostra eminente e venerata divinità celeste: voi resterete tutti e due a sorvegliare la casa." "Ora sei ragionevole" approvò Tripitaka." Infatti giunsero presto al portale. Tripitaka notò a sinistra dell'ingresso una stele con dieci grossi caratteri: TERRA BENEDETTA DEL MONTE DELLA LONGEVITÀ CIELO DELLA GROTTA DEL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE "In effetti. e solo in questo tempio. Fra poco passerà di qui un mio amico: trattatelo gentilmente. "Quale mostro può farvi paura?" Rassicurato. può bastare per giungere al Monte degli Avvoltoi. Dentro le fenditure cresce il muschio.] Vedi fiori sbocciare ed appassire. "Quanto a me. "Se incominciaste il cammino nella prima giovinezza e continuaste fino all'estrema vecchiaia. secondo te. quando la nuvola primordiale incominciava appena a prender forma.. ma quattro pusa son piovuti dal cielo nel suo letto!" "Non parlarne più." Queste parole convinsero i due giovani immortali a prendere sul serio le istruzioni ricevute. che valeva più di un tesoro. Di sicuro è il paese di qualche santo o immortale. produce ciò che si chiama cinabro trasmutato vegetale. dovremmo incominciare a prepararci per incontrare con decoro e raccoglimento il Reverendo di tutti reverendi. Perciò lo considero un amico. ne aveva ancora con sé quarantotto. ma è sempre meglio non fidarsi troppo: chissà che gente indisciplinata lo accompagna.. e sopra la seconda porta videro il seguente distico di capodanno: . solo quello dell'Ovest. ogni volta c'era almeno qualche elemento sinistro e minaccioso." "Ma per quanti anni dovremo ancora camminare?" s'inquietò Porcellino. Non ci permetteremo certo di sprecarli. Le gru candide andavano e venivano. nel corso di tremila anni si va formando il frutto. avremo percorso la decima parte della distanza. Puoi solo spendere. per testimoniargli il mio affetto dei vecchi tempi. Vasta dimora di immortali e dèi. "attenti a quella montagna: temo che ospiti diavoli ed esseri malefici pronti a nuocere. Mi sento proprio avvilito. Tripitaka tirò le redini e posò il frustino. Perciò entrarono tutti insieme. "Cento ottomila li. scorsero torri e padiglioni che sbucavano da un boschetto di pini e di bambù. "Tempio taoista o monastero buddista" rispose Scimmiotto. è un tempio taoista" concluse Tripitaka. Non sarò mai più così sconsiderato." "A che distanza saremo dal Colpo di Tuono?" chiese Sabbioso. È il bonzo che si sta recando nel Paradiso dell'Ovest per salutare il Buddha e sollecitare le scritture. Intanto i quattro pellegrini camminavano già sulla montagna. seguirò il maestro fino al paese dell'Ovest. potrei andare e venire una cinquantina di volte in giornata. Leggendo i versi." "Naturalmente Tripitaka è un amico. niente di simile al bellissimo spettacolo che ci offre questa montagna." "Ben detto" approvò Tripitaka. se fosse così. Non avrei potuto riconoscere nemmeno mio padre. Il fiore richiede tremila anni per sbocciare. davanti al vostro cavallo" replicò Scimmiotto. dicci invece quando possiamo arrivare" insisté Tripitaka. Le tue risorse sono limitate. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale secondo il Tao. a una festa Ullambana. ti prego. ci guadagna trecento sessant'anni di vita. La montagna era magnifica: Alta montagna dai ripidi fianchi Che maestosa domina il paese: Le radici piantate nel Kunlun E la cima svettante nelle nuvole. Ne restano ventotto. oppure frutto del ginseng. Sui ginepri si posano le gru In bianche piume. "Non uno. ben formato in ogni parte. "Discepoli" disse." "Chi è questo amico? Vogliate dircelo perché possiamo riconoscerlo e trattarlo adeguatamente. Sì e no. Ma il maestro? Lasciamo stare. Ma se realizzate con determinazione e sincerità la percezione della vostra natura di buddha. Sentiero solitario fra i bambù. di strada da fare. "Nemmeno io vedo traccia di manifestazioni malefiche. "Avevi riconosciuto i pusa?" chiese Scimmiotto. Alzando gli occhi. Il suo nome in religione era Maestro del Primordiale Soggiogato. Dovessi rompermi le ossa e consumarmi le spalle sotto i carichi." "Dici bene" approvò Scimmiotto. "A voi due soli potrebbe bastare una diecina di giorni. "Consapevole del Vuoto. "Da quando sono partito per l'occidente ho attraversato molti paesaggi montuosi. un ragazzo di mille trecentovent'anni. il maestro raccomandò: "I miei frutti sono contati. "Maestro" insisté Sabbioso." "All'apertura del giardino" precisò Vento Puro "ce ne eravamo divisi due. Dolcissima fanciulla sedicenne Ti espone a più pericoli del diavolo. vale quarantasettemila anni di longevità. "Cari discepoli!" esclamò allegro Tripitaka dall'alto della sua cavalcatura. saggi condiscepoli" rispose Scimmiotto. Possiamo percorrerlo passeggiando in tutta tranquillità. che matura in non meno di altri tremila anni: diciamo. e vi dedicate ogni pensiero in ogni istante: questo sì." "Siamo qui in tre. per prudenza. il reverendo riprese il cammino. deve abitare qui un uomo nobile e buono. Sul bosco verde chiaro si riflettono Raggi di sole e fanno evaporare Brume in lente volute. ancor prima che si separassero cielo e terra. Il suo nome in religione è Tripitaka. fra tutti noi. Salivano e scendevano i gibboni. "Ne abbiamo ancora molta. "anche se questa non è la regione del Colpo di Tuono." "Nemmeno per sogno!" rise Scimmiotto. Quel bonzo è la reincarnazione di Cicala d'Oro.L'amore è come una spada tagliente. e l'immortale volò via verso il Cielo con tutta la classe. videro un'alta montagna che sbarrava il passaggio. Prima di partire.] Avresti contemplato senza fine Scene ispirate al Tao ed alla virtù. Chi ha l'inaudita fortuna di annusare uno di questi frutti. Il Novizio li guidò alla strada maestra. prima che scenda il buio. il secondo discepolo del venerato Beato Buddha dell'Ovest. non guadagnare. L'aspetto è un po' strano: il frutto si presenta come un neonato con meno di tre giorni di vita. "Mi girava la testa da non reggermi in piedi. e poi riusciste a ricuperare la giovinezza." "Fratello maggiore" intervenne Sabbioso. mentre i due più giovani erano rimasti a casa: Vento Puro. Quel giorno il grande immortale del Primordiale Soggiogato era stato invitato dall'Imperatore di Giada nel palazzo celeste della Purezza Suprema. e pregò rivolto allo spazio. Potrete cogliere e offrirgli due frutti di ginseng. Perché non entriamo a vedere? E quando saremo sulla strada del ritorno." I ragazzi promisero. per farlo bastare! Porcellino raccolse un pizzico di terra a mo' d'incenso. non ci pensate. la sua origine risaliva all'inizio della separazione del caos. È la superba cima uno spettacolo Di picchi aguzzi su cui corron nuvole. I suoi diletti conducono a morte. che dopo diecimila anni si può mangiare un frutto. che erano tutti completamente veri e avevano conseguito il Tao. divenuti immortali a loro volta. Feci la sua conoscenza cinquecento anni fa. ed i gibboni scuri Saltan fra i rami reggendosi a liane." "È un santo monaco al servizio dell'imperatore dei grandi Tang dell'Est. [. ma di solito lo si chiamava con il soprannome di Signore Uguale al Mondo. e lo sapremo di preciso. un fanciullo che aveva appena compiuto mille duecento anni.. escluso dal genere umano." "Ma Confucio non diceva che non si consulta gente che segue un'altra via?(3)" obiettarono ridendo quei ragazzi leggeroni. Ne potete cogliere due. Arrivare a mangiarne uno. in un paesaggio così bello e perfetto può comunque abitare soltanto gente nobile e buona. in cui viveva un venerato immortale. detto delle Cinque Fattorie. di che cosa si tratta?" chiese Tripitaka. La specialità del tempio era la produzione di un frutto meraviglioso. "Siamo noi la Porta Misteriosa dell'Unità Suprema: perché dovremmo bazzicare bonzi?" "Non capite ancora queste cose. non di più. con le sue quattro membra e cinque sensi. vedevo doppio. e Chiaro di Luna. Mi servì il tè con le sue mani. "Il nostro secondo fratello e condiscepolo ne ha avuta proprio tanta. dopo aver esaminato i luoghi. Porcellino si sentì ancor più umiliato e pieno di vergogna.

ripartiremo subito. prima che abbia tre giorni. se te lo portassero. maestro" rispose sorridendo uno dei due ragazzi. "Ho sempre sostenuto che. Vogliate sedervi. non abbiamo altro da offrirvi che questi due frutti. Ma siccome era un balordo." I tre. Il monaco cinese si avvicinò. e questo è quanto. che esplose: "Voi. prendendone nota. anche di questi caratteri. adulare l'amor proprio?" "I tre puri sono amici di famiglia. e me lo servite come un frutto commestibile. In effetti dopo un po' lo vide ritornare e legare il cavallo a un albero di sofora. vi preghiamo di scusarci. che si reca al Paradiso dell'Ovest in cerca delle scritture. Ma voi siete arrivato così presto. Dopo mangiato. Fate come vi ho detto e lasciatemi qui a riposare un po'. Figùrati che li sentivo succhiare di gusto. Poi uscirono nel giardino. perché presto indurisce e diventa immangiabile. Quei ragazzi ne hanno offerto due al maestro. solo il primo merita il nostro omaggio. per favore. Il nostro maestro ci aveva incaricato di offrirgli il ginseng per testimoniare la sua vecchia amicizia. e che facce patibolari! Per fortuna li ha allontanati. di cui coprì il fondo con fazzoletti di seta. ma questa cosa è cresciuta su un albero" precisò Vento Puro. son speciali e assai eleganti. non sapeva far nulla senza averne prima discusso con Scimmiotto. semplici prodotti locali. che son più brave di me ad acchiappare vento e tritarlo fino fino. E dove si trovano?" "Si trovano in questo posto. Intanto Sabbioso sorveglierà i bagagli. Se fossero rimasti qui. dove Vento Puro si arrampicò sull'albero per battere i frutti con il martelletto. per essere sicuri di non commettere sbagli." "Il vostro maestro dov'è?" inquisì Tripitaka. e già aveva ascoltato le loro battute sul martelletto e sul vassoio da cinabro." "Mi confondete con le vostre squisite cortesie. Vento Puro disse al condiscepolo: "Andiamo a raccogliere la frutta: dobbiamo ubbidire alle istruzioni del nostro maestro. maestro. è immerso nell'oceano del bene e del male: le sue percezioni sono volgari. i musetti assai carini. ne ho solo sentito parlare. Scimmiotto si stava dirigendo verso il retro. Al centro erano appesi i due grandi caratteri Cielo e Terra. che ha invitato il vostro don Pisellone per predicargli sa il cacchio che cosa?" Tripitaka si spaventò. No. ricamati in cinque colori. perché prendersela con loro? Vai a far pascolare il cavallo." Tripitaka fremette d'orrore e fece precipitosamente due passi indietro. Era una vasta sala a cinque campate. Dovresti dire a Porcellino di aprire il sacco del grano e di farsi prestare forno e pignatte per cuocere il cibo. noi ne mendicheremo dell'altro nelle case che ci sono più in là lungo la strada. e le pareti erano molto sottili: si udivano anche i bisbigli. è partito. quando la invitiamo. che forse potreste trovare dissetanti." "Li hai mai visti i frutti del ginseng?" "No." I due ragazzi chiesero licenza a Tripitaka e ritornarono nella propria camera. È criminoso!" "Scusate." "Mi prendi in giro. Ahimè. scemo? Ho cercato il Tao per cinquecento anni. benché il nostro maestro lo abbia messo lì per adularne l'amor proprio. alle divinità che governano il cielo. che non aveva riconosciuto i frutti di ginseng e li aveva costretti a portarli via per mangiarseli da soli. esclamando: "Bontà divina! Eppure quest'anno il raccolto non è stato tanto cattivo da ridurci alla fame e al cannibalismo. ma non l'ho mai visto" sghignazzò Porcellino. Chiaro di Luna e Vento Puro erano rimasti impressionati: "Che bonzo energico! È un vero santo del Paradiso dell'Ovest. Rientrarono nella sala grande e li offrirono al monaco cinese: "Il nostro tempio delle Cinque Fattorie è sperduto in mezzo a montagne senza risorse. e accanto incenso della qualità più fine. ma ci aveva anche messo in guardia contro i suoi servitori: in effetti sono molto rozzi. non trovai tante pretese nemmeno alla porta del signore Laozi. nessuno poteva competere con il vecchio Scimmiotto. Scimmiotto si mise a ridere: "Questo taoista si vanta per impressionare la gente. pagheremo qualche sapeca per la legna che avremo consumata." Chiaro di Luna cercò di spiegare: "Questo prodotto si chiama frutto di ginseng e non c'è alcuna controindicazione a mangiarne. se ne andarono a svolgere i compiti assegnati. Il secondo non dovrebbe nemmeno annusare il profumo del nostro incenso. No. l'uno staccò due frutti e l'altro li prese in consegna. Il loro maestro non è nemmeno qui. Voi glielo rapite. Scimmiotto si piegava in due dalle risate. I ragazzi ne hanno approfittato per spassarsela. non sa riconoscere questo tesoro eccezionale della nostra casa di immortalità. "Ma voi come sapete il mio umile nome?" "Prima di partire il nostro maestro ci aveva raccomandato di venirvi incontro per strada. non li ho mai visti. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale. "Non è in casa. disceso in terra senza offuscare la sua natura originaria. e dovrebbero essere il non plus ultra per procurare longevità. ai suoi piedi. "E anche tu. quando vide Porcellino che faceva segni disperati dalla finestra della cucina e gridava: "Vieni da questa parte!" Scimmiotto fece dietro front e si affacciò alla porta della cucina." "Come sarebbe a dire. non aggredire. Non faceva più attenzione ai fornelli. "entriamo! Non si sa mai. pieni in basso e traforati in alto. se i ragazzi si fossero provati a replicare. Sarà meglio che glielo chiediamo. Perciò non poterono far altro che sedersi sul bordo del letto e mangiarsela. I ragazzi ne aprirono parecchi e pregarono il monaco cinese di entrare. avrebbero dovuto offrirli a noi. Bisogna ammettere che quella è frutta strana: non si può conservarla. Perciò credette necessario intervenire: "Consapevole del Vuoto. In un momento. i quattro sovrani vecchi conoscenti. i nove luminari giovani colleghi e la divinità del Nuovo Anno. Che aspetto avevano? Lindi e puri fino all'osso. Non ci dovrebbe essere molta roba che io non abbia mai visto. non ci capiresti niente. Se il maestro non li voleva. Lo sai che in questo tempio c'è un tesoro?" "Che tesoro sarebbe?" "So come si chiama. suppongo. Bevuto il tè. ho vagabondato ai quattro angoli dell'universo. prese con la mano sinistra alcune bacchette d'incenso e le mise nel brucia profumi. Andarcene via appena arrivati sarebbe segno di una deplorevole mancanza di sentimento ecumenico. ma vi limitate a bruciare l'incenso ai due caratteri del Cielo e della Terra?" "Non vi possiamo nascondere. i ragazzi portarono il vassoio nella propria camera. Anche il proverbio dice che cane non mangia cane. Assaggiatene uno!" "Ma via! Chissà quanto avranno sofferto i genitori che lo hanno concepito e messo al mondo. che li ha scambiati per neonati e non ha osato mangiarli. I fermagli alle cinture sono teste di dragone. sapeva che. esclamando: "Che c'è. in testa portano due ciuffetti di capelli. e le maniche fan vento. Ora li udì di nuovo che discutevano del monaco cinese. è comunque un ospite di rango inferiore. è vero. Preparane per il vecchio secondo il suo appetito. dicendo: "Reverendo maestro. Tanto vanno svolazzando. poteva uscirne un finimondo al di là di ogni possibilità di controllo. in effetti." "Sono proprio io" rispose Tripitaka. Quando ripartiremo. fratello?" domandò Porcellino. ecco tutto. cinquecento anni fa. tendeva continuamente il collo per vedere se il condiscepolo fosse di ritorno. "che. I due ragazzi corsero loro incontro curvando la schiena e si inchinarono profondamente a Tripitaka. Si rivolse quindi ai giovani immortali: "Il vostro tempio delle Cinque Fattorie è certo un grande centro di spiritualità nell'Ovest. non è questione di riso." Lietamente sorpreso dall'accoglienza. Tripitaka li seguì nella sala grande. La conversazione fece venire l'acquolina in bocca a Porcellino: "Quanto mi piacerebbe assaggiarli!" si diceva. di ginseng non si sarebbe potuto nemmeno parlare." "Vieni dentro. bestione." Chiaro di Luna corse a preparare una tazza di tè profumato e venne a servirla al reverendo." "Fratello" mormorò Vento Puro." All'udire queste parole. "Che incredibili sciocchezze! Forse che i bebè spuntano sugli alberi? Portate via questa infamia!" Di fronte al veemente rifiuto. mentre Chiaro di Luna. Ma adesso trovo qui queste fighette taoiste. mi han fatto venire una voglia! Vorrei sentire anch'io che sapore hanno. dove l'uno prese un martelletto d'oro e l'altro un vassoio da cinabro. restituendo il saluto. Sarebbero il cosiddetto cinabro trasmutato vegetale. Quando buttai per aria tutto il paradiso. guardandosi intorno." "Lascia stare" intervenne Porcellino. poi si prosternò tre volte. ma non sapevo come . Ma come mai non offrite culto ai tre puri. con le pareti completamente ricoperte di pannelli scolpiti.Residenza di eterna giovinezza. Casa taoista di età uguale al Cielo. Porcellino stava appunto preparando da mangiare. "in realtà non ci siamo ancora accertati che questo bonzo sia proprio l'amico del nostro maestro. questo taoista potrebbe anche avere acquisito qualche virtù. orientata a sud. li riceveva nel vassoio." Questo fu troppo per Scimmiotto. merdoline taoiste. Aria vispa. perché gridi? Avrai poco riso. Su un tavolino da incenso in lacca rossa riccamente decorato era posato un brucia profumi a forma di vasetto. Si direbbe che le tonache non racchiudano che nuvole. ai sovrani dei quattro orienti." Sulla porta della seconda corte vennero loro incontro due giovanotti. non son gente qualsiasi. Come potete pensare che mi disseti mangiando neonati?" "Questo bonzo" pensò Vento Puro "vive tutto nello spazio in cui combattono labbra e lingua. perché l'Imperatore di Giada lo ha invitato al palazzo celeste della Purezza Suprema. e consentire ai vostri discepoli di servirvi il tè. "Cosa c'è da ridere. Le scarpette lievi legano delle stringhe in vera seta." I due ragazzi si fecero nuovamente avanti: "Permetteteci di chiedere se siete voi Tripitaka dei grandi Tang. Introdotti negli arcani: Vento Puro e Chiar di Luna. come sbruffone. la sapete riconoscere la gente che incontrate? Ma lo sapete a chi state raccontando queste stronzate? E chi sarebbe questo famoso immortale dei castelli in aria. invece si sono chiusi nella loro camera e ne hanno fatto una scorpacciata. Vogliate accomodarvi all'interno. chi avrebbe immaginato il disastro imminente! Il fatto è che la loro camera era accanto alla cucina. che non abbiamo avuto modo di adempiere l'incarico.

rape e tuberi crescono sottoterra. Scimmiotto pensava: "A questo taoista piace mangiare ciò che semina. e almeno altri tremila perché maturi. le balaustre preziose. E questa è una terra vecchia di quarantasettemila anni. Poi saltò giù e ritornò alla cucina. Coriandolo e scalogno. i due ragazzi non c'erano più. Vedere. invece di masticare bene e di assaporare come state facendo voi.. che parla di ginseng? Il nostro maestro ci aveva raccomandato di guardarci da questa gente. riuscì a far cadere nel sacco tre frutti. sembrava davvero un neonato. E tu.fare. il martelletto d'oro è caduto per terra. lunga un paio di piedi e grossa un pollice. che alti pini colorano. Vento Puro si mise in allarme e disse a Chiaro di Luna: "Lo hai sentito. si dissecca. si era sentito come se vermi voraci gli brulicassero nello stomaco." Così ciascuno ebbe il suo frutto da mangiare." "So. Perché non me ne vai a prendere un altro. Bisogna seguir le regole. quel bonzo grassone. attendono il trapianto. Scimmiotto si sentì pieno di soddisfazione e si congratulò con sé stesso: "Ecco una bella e buona cosa. per arrampicarsi su un albero a rubare frutta. può beccarla ogni uccello che passa. grande santo. supponiamo pure che sappia usarle per camminare. ma non sapete le sue origini. dalla chioma foltissima e aromatica. e scortavo il carro di fenice dell'Imperatore di Giada alla Festa della Pesche di Immortalità. Ti va?" "Niente di più facile. Senapi ed amaranti crescon qua e là fra i cavoli.] Luogo più incantatore non potresti trovare: È certo il più bel parco fiorito d'Occidente. A vederlo dondolare lassù. la terra lo assorbe. lo sentirono lamentarsi di aver inghiottito il ginseng senza sentirne il sapore e di non poterne avere dell'altro. che sei sempre pieno di risorse. Lo snello padiglione quasi scompare immerso Fra i rami traboccanti di un gigantesco salice. "Hai un'idea di che cosa siano?" "Si capisce. dopo aver mangiato i frutti. sono frutti di ginseng" disse Sabbioso. La forma delle foglie ricordava il banano. "Sarà questo il martelletto d'oro" si disse Scimmiotto. da questa parte!" Sabbioso posò i bagagli e corse in cucina a chiedere: "Che cosa c'è. si sarebbe detto che il bebè agitasse disperato braccia e gambe. appesa al graticcio della finestra. Quanto al contatto con il suolo. il frutto si staccò e cadde." Attraversato l'orto. ma quand'ero generale delle Cortine Arrotolate. s'inchinò e chiese: "Mi avete chiamato. ne fai assaggiare un po' anche a me?" "È fuori discussione. Poi incominciò a stralunare gli occhi con aria mortificata e chiese a Scimmiotto e a Sabbioso: "Voialtri che cosa avete lì da mangiare?" "Ginseng" disse Sabbioso. toccata a ben poca gente. lo avete appena sperimentato: la terra lo ha subito assorbito. Devo ammettere che ti avevo accusato a torto. Qui non è rimasto nemmeno un graffio. come ha fatto a scomparire?" "Forse voi conoscete soltanto l'efficacia di quel prezioso prodotto per acquistare longevità. Il tronco aveva una circonferenza di sette od otto tese. Ho pensato a te. senza che riuscissi a capire se aveva nocciolo o no. mi è capitato di vedere degli immortali d'oltremare che portavano questa roba in omaggio. l'albero ne produce solo trenta. Porcellino lo trattenne: "Dì. Eccolo qua: Le barriere vermiglie. Quel tesoro è un prodotto di immortali terrestri. Se vostra santità non mi crede. che ci abbiano rubato la nostra frutta preziosa?" "C'è davvero qualcosa che non va. che non si vede tutti i giorni. con il picciolo che spuntava come una piccola coda. per costringere il dio del giardino a presentarsi. con sedani ed epatiche. Come . "non gli badare. le buone azioni non si devono lasciare a metà.. tanto perché possa sentire anch'io il sapore?" "Mai contento. so!" Quando il grande santo. spinse una porta e si trovò in un bel giardino. saccheggiai le riserve di vino di Sua Maestà e depredai le pillole di elisir. una zappa di diamante non riuscirebbe nemmeno a graffiarla tanto è dura: tre o quattro volte di più del ferro forgiato. "Guarda." "E che cosa vuol dire?" "Se lo tocca il metallo. vai pure. e non si occupò più di Porcellino. fratellino. Questa è roba che ne crescono trenta in diecimila anni. l'altro capo era forato e vi passava una funicella di lana verde. chi ne mangia. Come vide i frutti. agli e cipolle. vallette deliziose." "Se non l'hai presa tu. erano ritornati nella sala a conversare con il monaco cinese. Quando i due ragazzi ebbero occasione di ritornare nella loro camera. Germogli di bambù. Fiori rari e svettanti bambù nel cielo azzurro. che serviva appunto per appenderla. provi a colpire il suolo. ma non ne trovò traccia. Per questo motivo lo si bacchia con uno strumento di metallo. ma senza mai assaggiare. mai sazio!" esclamò Scimmiotto. guarda!" diceva Scimmiotto. "Questi non sono i soliti quintali di riso o di tagliatelle di cui ti imbottisci a ogni occasione. semmai. Scimmiotto non si stancava di contemplare. Poterne mangiare uno solo nella vita è già una fortuna incredibile. Dove vuole andare a parare?" "Fratello" fece Porcellino. spingendola. il frutto si disseccherebbe. che spalancò: al centro dello spazio che si apriva. "Che cosa strana!" si disse Scimmiotto. Per frutti così rari. c'era una terza porticina. per qualche misero pezzo di frutta che stavo sgraffignando. quarantasettemila anni. zenzero. In diecimila anni. le zucche ed i meloni. La sbarra fece un gran rimbalzo. Corse dietro l'edificio. Scimmiotto saltò giù e lo andò a cercare nell'erba. Fratello. Ricominciano a brulicarmi quei vermi nella pancia. fratelli?" "Guarda qua" rispose Scimmiotto. ho visto. che te ne porto subito. ma occorre poi raccoglierlo su un vassoio foderato di fazzoletti di seta. quelli là parlavano di un martelletto d'oro che occorre per farli cadere. ma come avrebbe fatto a scavalcare un muro così alto? Credo di capire: l'avrà raccolto la divinità locale del giardino. Carote. lagenarie e piantaggini. Non avrei mai l'audacia di impadronirmi di quella roba. Ma Porcellino aveva una bocca molto capace. il frutto cade. Perciò consumare quel frutto allunga tanto la vita. e non ne è rimasta traccia. Carfani ed artemisie. con l'altra sollevava un lembo della sua lunga tunica di broccato. Come le melanzane. Scimmiotto cercò in tutti gli angoli qualcosa che assomigliasse a un martelletto d'oro." Nessuno vale una scimmia. Per consumarlo. come un sasso nel pozzo. Non sarà. e finì per scoprire una piccola barra di oro rosso. Poi scoprì un'altra porticina e." "Perché. mentre io sono un immortale del mondo dei fantasmi. "Ma allora tu conosci già questa roba. "Ha delle specie di gambe. dopo che l'avevo fatta cadere?" "L'umile divinità che sono è accusata a torto. così ce ne facciamo un'idea. gettò il martelletto nella cella vicina attraverso un buco nel graticcio della finestra. Scimmiotto ci pensò su e trovò una soluzione: si arrampicò di nuovo sull'albero e. non possiamo dimenticare Sabbioso: dagli una voce. piantala!" Si alzò. dove Porcellino gli chiese: "Ce l'hai fatta?" "E questi che cosa sono? Il vecchio Scimmiotto non sbaglia mai il colpo. L'orchidea delle sabbie dà riflessi azzurrini All'acqua del ruscello." La divinità locale tornò subito a rimpiattarsi nel suo santuario. Basta. Minuscole colline. Tuttavia il prodotto teme i cinque elementi. ne ho preso apposta uno per ciascuno di noi. Terrazza della luna. Scimmiotto guardò su e vide un frutto di ginseng pendere da un ramo rivolto a mezzogiorno. a un capo s'ingrossava alle dimensioni di una testa d'aglio. per caso. "Guarda qui. resosi invisibile. "il guaio è che l'ho mandato giù di furia. Appoggiandosi all'albero. Chi ha la fortuna di annusarli vive trecento sessant'anni. e il ventre ancora di più. Calcinato dal fuoco non servirebbe più a nulla. aprendo la piega della sua tunica. pretenderesti di avere la prima scelta? La frutta che spunta sugli alberi. bietole. L'erba verde è trapunta di rosse melagrane. Ha mangiato lui per primo." Mentre si volgeva bruscamente e stava per andarsene. il fuoco lo calcina. c'era un solo albero gigantesco. lo prese uscì dalla cella. nessuno osò pretendere di dividere con me. porri. in modo da formare un sacco. ma sul suolo non restò alcun segno. per impedirmi di rubarlo. non mi sono mai permesso nemmeno di annusarla. grande santo? Che cosa posso fare per servirvi?" "Non sai che il vecchio Scimmiotto è il più famoso ladro solitario di tutto l'universo? L'anno in cui rubai le pesche di immortalità. perché poi non si accorgano di niente." Porcellino lo chiamò facendo gran segni: "Consapevole della Purezza. Aspetta qui. frugò a lungo inutilmente. "E pensare che la mia sbarra polverizza le rocce e lascia il segno anche sul ferro forgiato. Mi è scappato giù per la gola. ma esse salivano a mille piedi di altezza. Ma tu come ti sei permesso di portarmela via. si buttò avanti a bocca spalancata e ne inghiotti uno tutto intero: cadde nel suo ventre con un tonfo. con un rumore di tuono. "Che sapore ha?" "Consapevole della Purezza" intervenne Scimmiotto." Tracciò un incantesimo e recitò la sillaba om. Non sono nemmeno sicuro che sia un furto. Fratello. Dove li hai mangiati?" "Non li ho mai mangiati." Scimmiotto tirò fuori la sbarra cerchiata d'oro e la batté in terra con tutte le forze. Se si usasse il legno. Questi comparve. che scorre inesauribile Riflettendo le grandi chiome che la proteggono [. se lo tocca il legno. Fin da quando aveva colto la conversazione fra i due ragazzi. Insinuandosi fra i rami e allontanando le foglie. Vai nel giardino a sgraffignarne qualcuno. diventerebbe immangiabile e comunque inefficace. che origini ha?" "Questo prezioso prodotto richiede tremila anni perché il fiore si schiuda. mentre con una mano impugnava il martelletto. penetrò nella cella. si trovò nell'orto: Si trovano i legumi delle quattro stagioni: Spinaci. Appena sfiorato dal martelletto d'oro. si può scioglierlo in una tazza di porcellana riempita di acqua pura. fratello" rispose Chiaro di Luna. scuotesse la testa e strillasse al vento che lo agitava. altri tremila per formare il frutto. Intanto il bestione borbottava senza posa. nell'acqua si dissolve.

Se avete mangiato quei frutti. e la prima cosa che vedono è il gigantesco groviglio delle radici rivolte al cielo. "Meglio allontanarsi. ma la cosa non finisce qui: giuro che quella frutta del diavolo non la mangerà più nessuno. no?" "Emituofo! Quella cosa orribile. e non ci è consentito di godere qualsiasi vantaggio a scapito della nostra coscienza. e se ne andò dritto filato all'albero di ginseng. Dal momento che l'esito dell'interrogatorio confermava i loro sospetti. Mostra le sue radici a cielo aperto. quei piccoli taoisti ci vorranno vituperare. Ne abbiamo mangiato uno per uno. lo abbatté. "Non penserete che sia roba che si possa trovare in vendita!" "Se il danno è irreparabile. con un solo botto tanto poderoso da rovesciare una montagna. E SCIMMIOTTO METTE SOTTOSOPRA IL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE. Andiamo a dire il fatto suo al monaco cinese. ma vi prego. è possibile. perché non possano fuggire. E se dopo tutto non avessero rubato? Se avessimo contato male noi.mai? Sarà meglio che diamo un'occhiata in giardino. verifichiamo che siano chiuse tutte le altre porte del tempio e li mettiamo al sicuro. portiamo loro qualche piattino di contorno per prolungare il pasto e intanto ci prepariamo. non saprei. "È solo una storia di roba da mangiare. Chi di voi ne ha rubati e mangiati?" "Io non voglio storie" farfugliò Porcellino. non gridate. Del resto. naso all'aria. Che ci si può fare?" "Quattro. Rovesciato l'albero. di topastro rubalardo. "ma che lo abbiano fatto i vostri. All'inaugurazione del parco. ma confessare vuol dire ammettere che siamo arrivati a rubare per pura ghiottoneria. tanto rapidamente venivano eseguite. che avevamo sbagliato il conto. balbettavano parole incoerenti e ripetevano: "E adesso che si fa? Come faremo? Il cinabro distrutto! La discendenza interrotta! Che dirà il maestro?" Chiaro di Luna fu il primo a riprendersi: "Conviene che ci sforziamo di controllarci. Porcellino aveva origliato la conversazione dei giovanotti di là dalla parete e gli era venuta una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto. non vi resta dunque che di ascoltare il seguito. caro fratello e condiscepolo. CAPITOLO 25 IL GINSENG SRADICATO IN CUI L'IMMORTALE DEL PRIMORDIALE SOGGIOGATO CATTURA I PELLEGRINI. Perciò ritornarono nella sala grande. Sarà meglio negare. Ma. Occorre qualcosa?" "Discepoli. Quando avranno le ciotole in mano." "E chi sarebbe stato. Lo testimoniano i versi: Giunsero al Monte di Longevità. facendo un gran baccano. quando Vento Puro si sentì sfiorare da un dubbio: "Chiaro di Luna. sono d'accordo" approvò Vento Puro. perciò mi ha mandato a coglierne tre. Se avete qualcosa da dirmi. Lasciò questo sosia a sorbirsi pazientemente le ramanzine dei due pupattoli. Sabbioso fu preso dal panico: "Dio che disastro! Devono avere scoperto tutto. Lasciate che li interroghi. In questo tempio ci sono dei frutti particolari. i frutti di ginseng?" "Te ne abbiamo offerti poco fa." "È stato quello che ride!" gridò Vento Puro. che mi ha fatto fremere appena l'ho vista. che si chiamano ginseng e assomigliano a neonati. giusto? Non può essere stata che quella banda di furfanti. varrà il detto giustizia e bontà valgono mille monete d'oro: gli dirò di chiedere scusa." "Hai ragione" rispose Chiaro di Luna. A Vento Puro non reggono più le gambe. e si decise a dire la verità: "In realtà non è stata colpa mia. Tesero contro l'interdetto Tripitaka il dito accusatore e lo trattarono di crapa pelata." Infatti vi si precipitarono. di frutti nemmeno l'ombra. contro loro quattro? È meglio l'astuzia. uno dietro l'altro. e presentiamo le nostre scuse." "Mi sembra sensato." E bravo Scimmiotto! Si strappò un pelo dalla nuca." Nascose la sbarra. Il loro riso sarà cotto: aspettiamo che si siedano a tavola. Due li abbiamo colti noi poco fa per il monaco cinese: dovrebbero restarne ventisei. per non allarmare prematuramente questi bonzi. Ricomponiamoci. Invece non se ne vedono più di ventidue. ma non trovò niente. Giacevano entrambi nella polvere. Teniamo tutto nascosto. Strappata la radice Dell'immortalità. "Te ne intendi di conti?" chiese Chiaro di Luna. vi alitò un soffio magico e lo trasformò in un altro sé stesso. "Amen" si disse Scimmiotto. Si inchinarono al monaco cinese e gli dissero: "Maestro. diciamo loro che non manca nulla. restan ghiacciati D'orrore Vento Puro e Chiar di luna." "Discepolo" intervenne Tripitaka "calma! Noi che abbiamo abbandonato le nostre famiglie non possiamo mentire. non c'è più. Il fatto è che i frutti erano caduti all'urto della sbarra di metallo. ti facevano impressione. Non si deve accusare la gente a torto. "In partenza c'erano trenta frutti. I denti d'acciaio del grande santo stridevano di furore represso. "Vediamo di ricapitolare." "Questo. Chiaro di Luna si sente la schiena spezzata. "Noi parleremmo a vanvera. dissero al maestro: "Il riso è quasi pronto. "Venite qui subito! Tutti!" Udendo l'appello. sforzandosi di assumere un'aria disinvolta e un viso rasserenato. sembravano neonati." Corsero dritti dal giardino alla sala grande. non sarebbero dei banditi!" "Emituofo! Se ne sono scomparsi quattro. perché noi ne abbiamo visti solo tre? Uno lo avevi fatto scomparire tu!" gridò quel cretino di Porcellino. e cade a terra. Ritornano nel parco. così ne rimanevano ventotto. "E secondo questo bonzo. forse è meglio fare un'altra verifica. il maestro ne fece staccare due." "Discepoli!" gridò Tripitaka. a quell'altezza e in mezzo ai rami? Non li vorrei insultare a torto. e trovarono aperta anche la porta dell'orto." "Proprio così." "Rifondere il danno!" esclamò Chiaro di Luna. "Io non so niente e non ho visto niente. Rifecero il conto in senso orario e nell'altro senso. i due piccoli immortali divennero più arroganti che mai. e non ci sarà altro da fare. I due giovani immortali si stavano cavando il gusto di maledire a sazietà i poveri pellegrini. come negarono il loro misfatto. Se fosse vero. spero che potrete trovare un modo civile per farmelo sapere. smettete di parlare a vanvera. trema tutto. Ciò che è mangiato. Incasso e non dico niente. e basta" approvò Porcellino. L'elisir vegetale dei taoisti Con questo colpo è perduto per sempre. li costringerò a rifondere il danno. avremo almeno catturato i criminali: è l'unica cosa che possiamo fare per attenuare la nostra colpa. non sappiamo ancora se sono stati loro. "Che cos'è successo qui?" Attraversarono di corsa il giardino. Il maestro ci vorrà interrogare. "Ma io l'avevo chiusa" si spaventò Vento Puro. chiudiamo la porta e tiriamo il catenaccio. ritornò al punto di partenza e ricuperò il suo pelo. io a destra e tu a sinistra dell'ingresso. va bene! Gli lascio l'ultima parola." "Sei sordo?" gridò Vento Puro. l'avrei rubata per mangiarla? Ma nemmeno nel più tremendo attacco di bulimia mi verrebbe in mente di fare una cosa simile. Questo vuol dire che ne mancano quattro. sarà effetto della sua bontà. si misero a contare i frutti che pendevano dall'albero. gli si odono scrocchiare le ossa. "La contabilità un po' la conosco" rispose Vento Puro. Dove Scimmiotto distrusse il cinabro Vegetale. hai visto come incassano tutto questi bonzi? Gliene abbiamo dette di tutti i colori. è molto imbarazzante" confessò Scimmiotto. avevano toccato il suolo e ne erano stati immediatamente assorbiti. Probabilmente non saprete. A questo punto attenderemo il ritorno del maestro: deciderà lui della loro sorte. In ogni caso. È un vecchio amico del bonzo. se vorrà perdonarlo. e si avviarono verso la sala grande ostentando un volto spensierato. e trovarono la porta aperta. finiremo per litigare e verremo alle mani. se no? hanno anche bisticciato ad alta voce sulla divisione del bottino. che cosa vi salta in mente? Cercate di calmarvi. tastava con mani nervose la sua sbarra cerchiata d'oro con una voglia incontenibile di adoperarla: "Maledetti discoli. speriamo che ci vorrete . in fin dei conti. Che senso ci sarebbe a negarlo a tutti i costi?" L'argomentazione del maestro parve a Scimmiotto molto sensata. Quando i tre discepoli giunsero nella sala grande. Tirò fuori la sua sbarra cerchiata d'oro e. I tre complici uscirono in fila dalla cucina. dovete chiedere scusa. Se discutiamo con lui negherà. di tutto quello che gli venne in mente. ne hanno rubati!" protestò Vento Puro. una bella litania di insulti piuttosto volgari. hai ragione. Si precipitarono nel posto del ginseng e. foglie cadute. Credi che noi due potremmo farcela. A entrambi sembra di morire. ma loro non fiatano. non è del pranzo che vi volevo parlare. roteava gli occhi furibondi." "Può darsi che non l'abbiate mangiata voi" concesse Vento Puro. Povera pianta! Sconvolta la chioma. rami spezzati. che Tripitaka a un certo punto interruppe dicendo: "Ragazzi miei. nessuna persona ordinaria avrebbe potuto accorgersi di queste operazioni. "È stato lui!" "Il vecchio Scimmiotto è nato allegro e ride sempre: non vorrai mica che mi metta a piangere perché tu non trovi la frutta. di grazia. Di certo sono stati loro: quello con la faccia pelosa e la voce da duca del tuono deve aver usato la magia per devastare il nostro tesoro. il grande santo frugò tra le fronde in cerca dei frutti. ma non riuscivano a vedere più di ventidue frutti. come barbari? Ma tu i frutti di ginseng li hai rubati! Non penserai mica di farci tacere!" "Che cosa sono. che altro può essere?" "Sì.

Intanto il grande immortale. giovanotti?" esclamò ridendo Porcellino. "Sono ben strane le usanze del paese. Così fece anche Porcellino. altrimenti aggraverai la tua posizione: ti renderai colpevole di omicidio a scopo di lucro. Avevamo contato male noi." "Queste sono porte da ridere. Potete riposare un po' in questo bosco lungo la strada: quando vi sentirete ristorato. si sono presentati quattro bonzi. pasticcioni? Questi pivelli ci sono venuti a insultare a casaccio." "Discepolo!" s'inquietò Tripitaka. "Che assurdità!" li rimproverò l'immortale. non ha saputo riconoscere il nostro tesoro di immortalità. se ti citassero in giudizio. "A quest'ora la musica è finita. "Ho sentito parlare del Sûrangama sûtra. si saranno dimenticati di chiudere la porta al momento di coricarsi. "In realtà i frutti non sono scomparsi. sono molto pericolosi!" "Cercate di calmarvi" disse sorridendo il grande immortale. inquieto ma a un tempo molto interessato. il grande immortale si dominò: "Basta. Che bisogno c'era di abbattergli l'albero? In un caso del genere. riconobbero il maestro e la folla dei discepoli chini su di loro. ripartiremo. il sutra Ben Noto non lo avevo mai sentito. Non parliamo poi di Vento Puro e Chiaro di Luna. Ma quando entrarono nella sala grande. Noi. "Perché. "Tu diventi un insettino e voli via da una fessura." Scimmiotto invitò il maestro a uscire e a rimontare a cavallo. Fece dietro front. Presi dal panico. navoni in feccia di vino. abbiamo seguito scrupolosamente le vostre istruzioni: ci siamo accertati della loro identità e siamo andati a cogliere due frutti di ginseng. infine se ne andarono a cena e si misero a letto." Ma Vento Puro perse le staffe: "Maledette zucche pelate. si stropicciarono il viso. ben altro! Ha abbattuto il nostro albero di ginseng!" Anche di fronte a questa terribile rivelazione. radici di loto marinate." "Maestro. uno dei suoi discepoli. si versò in bocca un sorso e lo spruzzò sui loro visi. Infine i giovani immortali forzarono la porta e li levarono dal letto. ghiottoni svergognati! Non vi è bastato rubare i nostri frutti di immortalità. il vecchio Scimmiotto sa sempre cavarsela. I ragazzi tirarono i catenacci delle porte tutto intorno. mentre Sabbioso disponeva tavola e seggiole." "Se le cose stanno così" concluse Tripitaka. quel bonzo orientale(4). devo passare la notte in bianco. terminata la riunione al palazzo dell'Imperatore di Giada. Questi recitò un incantesimo. di discuterne francamente. del sutra del Pavone. incassare gli insulti che ti eri andato a cercare e chiuderla lì. Rifiutava assolutamente di mangiarli. alla porta orientale del Cielo. e si lanciarono sulla strada maestra dell'Ovest. "Non devi attentare alla loro vita. Ma con i suoi occhi di volgare profano e il suo spirito limitato. senza avere idea di come stavano le cose. melanzane e zucchini in salsa di soia. se ci provasse. Ci si chiude a chiave per pranzare." "Che cosa intendete dire?" si meravigliò Tripitaka. che mi ha indotto con l'inganno a posarlo sulla testa. come per un colpo di vento." I discepoli si recarono alla porta della loro cella: in effetti era chiusa a chiave. resteremo qui come fessi a prenderci tutte le colpe: noi dobbiamo pur preoccuparci!" "Non ce lo farà. Aprirono gli occhi. Ora abbiamo verificato e constatiamo che i conti tornano" precisò Vento Puro. "Come squagliarsela da tutte queste porte sbarrate?" "Ti farò vedere un'altra delle mie abilità" replicò Scimmiotto impugnando la sua sbarra. Che qualcuno gli abbia giocato un brutto tiro? Portatemi subito dell'acqua!" Uno dei discepoli portò un bicchier d'acqua e lo porse al maestro. Come si fa a uscire?" "Non ti preoccupare. Senza che ce lo aspettassimo. per offrirli al monaco cinese. aveva attraversato il cielo di diaspro su nuvole di buon augurio e non aveva tardato a ritrovarsi al portale del Tempio delle Cinque Fattorie. "Che bel lavoretto!" esclamò Porcellino. Ho già in mente come fare. "Che cosa fate." "Maestro. Noi abbiamo cercato di ricondurlo alla ragione. Li palpò per scegliere i due più grassocci e li gettò con un buffetto attraverso un forellino della finestra. perché credeva che fossero neonati. cavolo rosso sotto senape. Dopo tutto la frutta l'avevi rubata davvero. I due volarono dritti in faccia ai dormienti e li punsero. io reciterei un certo sutra ben noto. e quali forme schifose dovrete assumere?" A queste parole la ciotola di riso cadde di mano a Tripitaka e un grande peso gli gravò sul cuore. Ma noi che non ci sappiamo trasformare. Ma oggi. i catenacci caddero a terra e i battenti si spalancarono violentemente. Tripitaka se la prendeva con Scimmiotto: "Benedetto zuccone di una scimmia! Ci metti sempre nei guai." "Maestro. "Apriremo quando avrete vuotato i calici fino in fondo. "ci hanno chiuso dentro. Sabbioso accanto al cavallo e Porcellino dietro con i bagagli. i due ragazzi si ritirarono precipitosamente. e si affaccendarono a mescere. il vostro amico. dove ha messo radici: adesso è impossibile toglierlo. fagiolini sottaceto. scrollare. briganti di là. per come li conosco. smettete di piangere. maestro. Ma perché dovrebbero essere tanto stanchi? Non sono mai stati dei grandi lavoratori. appoggiando il capo su una roccia a mo' di guanciale. perciò li abbiamo mangiati noi." Tutti i giovani immortali manifestavano il loro compiacimento. del sutra del Loto della Buona Legge. non ti assolverebbe nemmeno tuo nonno. Trovando la porta spalancata e il suolo spazzato. ci ha rubato altri quattro frutti. che non li avrebbero svegliati le trombe del giudizio. i due ragazzi scoppiarono in lacrime." Al reverendo non restò che scendere da cavallo e sedersi ai piedi di un pino in posizione di meditazione. e staranno ancora dormendo della grossa. gridare: quelli ronfavano come se niente fosse. poco dopo la vostra partenza. lasciate stare. ma lui non ha voluto saperne.. si tiene in mano questo mezzuccio per mettermi in difficoltà. e del resto ha già provocato gravi danni in . Sono una banda di briganti. non ho mai pensato di piantarvi in asso. chiusero i battenti della porta principale e li sbarrarono con un grosso catenaccio di rame a due lucchetti. "No. Di solito fanno fatica a stirarsi nel letto quando il sole è già alto tre tese." "Si capisce. nessuna traccia di presenza umana. uno a testa. e non vi vergognate di parlare con quel tono? E voi vorreste raggiungere il Paradiso dell'Ovest e vedere in faccia il Buddha? Ma sapete. liberandoli dall'influsso del demone del sonno. "Ma non è il momento di prenderci in giro" brontolò Porcellino. Il grande immortale si mise a ridere: "Benedetti ragazzi! Chi diviene immortale dovrebbe impegnare tanto il suo spirito da non pensare più a dormire. invece. poi ritornarono davanti alla porta principale e vi restarono fino a sera a proferire vituperi: ladri di qua.perdonare le parole grossolane e offensive che vi abbiamo rivolto poco fa. l'immortale esclamò: "Vedo con stupore che Vento Puro e Chiaro di Luna stanno scoprendo le gioie del lavoro." "Non me ne vogliate troppo. Maestro. "Il bonzo vi ha picchiato?" chiedevano i condiscepoli. "Questa scimmia sarà la mia morte!" gemette Tripitaka. è spaventoso!" A questo punto del racconto." "Fratellino. è il momento buono per filarcela" dichiarò Scimmiotto. né fuoco né incenso. diciamo un mesetto di sogni d'oro. si arrovellava dentro di sé senza dir parola: "Perché parlano così? Perché mentono? I loro frutti glieli ho sistemati io una volta per tutte. "Per colpa della tua ghiottoneria. Le impresse il movimento che apre le serrature e la puntò verso la porta: con un fracasso di metallo spezzato. rientrò nel tempio e si accostò alla cella in cui dormivano i due giovani taoisti. "Chi coltiva l'immortalità non commette certe bassezze. era uscito con la sua scolaresca di giovani immortali dal paradiso Tusita. si devono essere alzati prestissimo e hanno già aperto la porta e spazzato l'entrata." Porcellino andò a riempire le tazze. Ma quando i pellegrini ebbero le loro ciotole in mano. Con una buona concentrazione.. I due ragazzi procurarono molti piattini di verdure. Voi non sapevate che questo Scimmiotto ha enormi poteri magici. Si ebbe un bel bussare. che erano soli in casa.. ma non cambiò nulla: il loro placido russare continuava imperturbato. "si serva il riso. Poi recarono una teiera colma e due caraffe di vino. si divertì a saltare di ramo in ramo fra gli alberi del bosco. potevi lasciarli sfogare. Portava con sé. è un immortale vagabondo dell'Unità suprema. da queste parti?" "Proprio così" rispose da fuori Chiaro di Luna. Vi garantisco che ce ne andremo tutti insieme. il loro sonno divenne tanto profondo. partiremo dopo pranzo. che sapeva tutto. che si affrettavano lungo la strada maestra. Scimmiotto raggiunse a gran passi Tripitaka e gli altri pellegrini. ma allora non lo sai? Il cerchio d'oro che porto in capo" spiegò Scimmiotto "è un regalo della pusa Guanyin al nostro caro maestro. farei saltare le serrature della porta est del Cielo." Intanto calò la notte. certi insetti del sonno che aveva vinto giocando a indovinala grillo con il re celeste Anima Lunga. non vi riducete in questo stato" replicò Scimmiotto asciugandogli la fronte sudata. un certo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. non c'è pericolo che tu non te la cavi" replicò Porcellino. "Nessun fabbro saprebbe far meglio." "Ma hanno tirato tutti i catenacci" obiettò Sabbioso." "So. chiamare. con un cavallo. Scimmiotto aveva altri modi di riposarsi: rimasto solo. Piuttosto. quante volte ancora dovrete spingere il carro delle reincarnazioni. che sutra è?" domandò Porcellino. "Quei ragazzotti sono andati a nanna: lasciamoli dormire. "Avranno approfittato della nostra assenza per rubare qualcosa e scappare" suggerì qualche benevolo condiscepolo. "Raccontatemi per ordine che cosa è accaduto. deve aver usato di nascosto il procedimento di uscita dell'anima dal corpo e. so" rispose Scimmiotto. a meno che sappiano come rendere la vita ai morti. Porcellino ne approfittò subito per assumere un tono di dignità offesa: "Avete visto. Il sutra di cui parlava il maestro è un incantesimo che stringe il cerchio. avete sradicato il nostro santuario. del sutra di Guanyin. balzarono su e si prosternarono ripetutamente dicendo: "Maestro. "Datemi il tempo di assicurarmi che i bambini facciano la nanna. avete anche abbattuto l'albero. che gli farebbe cambiare idea. si alza la luna in ciel. del sutra del Diamante. E così ci avete accusato ingiustamente: è una bella porcheria!" Scimmiotto. e dentro si sentiva russare. fra quel fogliame folto a grande altezza. Se lo recita mi fa venire il mal di testa.. "Non prendetevela troppo calda!" gridò Scimmiotto. lo scherzo di scappare da solo e di lasciarci qui" intervenne Tripitaka. legati alla cintura. non ci trovarono nulla di pronto. fra cui il monaco cinese. Sabbioso diede un grande sbadiglio e si addormentò subito. Noi intanto ce ne andremo via di qua. no.

In un istante aveva già superato mille li. non sarò forse io a portarne la responsabilità?" Perciò aprì bocca: "Maestro. non sono certo queste corde di canapa bagnata a tripla torsione che mi fanno paura. preoccupato dalla potenza dei mezzi di cui disponevano questi taoisti. il nostro maestro stava conversando con i vostri ragazzi nella sala di ricevimento: non sapeva nulla dei nostri intrighi. Quando i pellegrini rimasero soli. prima che sia troppo tardi." "Allora non è grave: dò una rastrellata e faccio un buco" propose Porcellino. la quiete era calata sull'universo. "Porca miseria. E il fustigatore gli inflisse altri trenta colpi." ordinò il grande immortale." "Questa maledetta scimmia ha stile." A queste parole intervenne precipitosamente Scimmiotto. Si diresse verso l'albero e gridò al monaco cinese: "Reverendo. il grande immortale ordinò di rimettere a mollo lo staffile nell'acqua. Va sventolando attorno larghe maniche E leva canti alla luna crescente. l'albero l'ho abbattuto io. "Ci ha infilati nella sua manica. a modo suo" esclamò ridendo il grande immortale. allarmato. I suoi capelli Son legati in due crocchie ala-di-corvo. l'aprì dolcemente e. così morbido a toccarlo. diceva: "Ehi. scemo" disse Scimmiotto. Porcellino e Sabbioso. che li legarono dove erano stati tenuti prigionieri. intorno regnava da un pezzo il silenzio. fingendosi sorpreso. Berretto a nove Yang sopra la testa. abbassando gli occhi. E adesso come faremo?" "Non incominciate a far lagne. Com'era conciato? Un abito di cenci e di rammendi. la calò sulla testa del grande immortale. sputò su ciascuno di loro una goccia di sangue e ordinò loro di trasformarsi: uno dei tronchi prese il suo aspetto. che non era di vacca o montone. Una volta in aria. come se fossero marionette: per primo il monaco cinese. vide le proprie gambe lustre e scintillanti come specchi. "Tagliami quattro salici giovani ai piedi della rupe e portali qui" ordinò Scimmiotto a Porcellino. reverendo? Perché vi siete seduto sul bordo della strada?" "Il vostro umile servitore è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. I bagagli furono gettati a terra sotto il portico. A che serve? I colpi li hanno dati solo a me" ricordò Scimmiotto. andiamocene!" Sabbioso. Rivestirono le loro tuniche. "Qual'è la vostra preziosa montagna?" "La mia umile dimora è il Tempio delle Cinque Fattorie sul Monte della Longevità. dopo tanti colpi. siamo passati da un'altra strada. che furono legati ciascuno a una colonna. un altro diventò un convincente Tripitaka. preparate il necessario per il supplizio che gli infliggeremo quando saremo di ritorno." Vento Puro e il compagno ritornarono a casa. ma era robusto." Apostrofato in questo modo." In effetti il bestione si mise al lavoro. E anche se fosse colpevole di non averci educato con sufficiente fermezza. Somministrati i trenta colpi a intervalli stabiliti. Ecco com'era vestito: In testa una corona d'oro puro. questa notte stessa. Scimmiotto." I discepoli corsero a prendere lo staffile di cuoio. ai piedi di quell'albero sul bordo della strada: è lui!" annunciarono i ragazzi. che aveva la coda di paglia: "No. "Tanti quanti i frutti dell'albero: trenta. toccherebbe a me. Gli inseguitori tornarono indietro. "e a lamentarvi siete voi. "Maestro. Scimmiotto fu invaso dal furore: cavò la sbarra e." "Fratello" obiettò Porcellino. Il grande santo recitò un incantesimo. ma le conseguenze le pago io. ma quella coda di yak con il manico di giada parava ogni colpo. Un giovane immortale dei più robusti impugnò baldanzoso lo staffile e chiese: "Da chi incominciamo?" "Tripitaka è il più anziano di questa banda disonorata. si morse la punta della lingua. I discepoli ubbidirono. gran stivali E cintura di seta. e slegò uno dopo l'altro Tripitaka. Quando scese la sera. l'immortale ricorse al trucco detto dell'universo nella manica: dal bordo della nuvola dove si teneva ritto tese controvento la manica della sua cappa. "Va bene. ed era stata ben imbevuta d'acqua. questi bonzi?" "Ma certo. di subire il castigo per lui. ma inquadrato Da barba e favoriti. poi se ne andarono a cena e si ritirarono nelle loro celle per dormire. "Chi credi di imbrogliare? Sei stato proprio nel nostro tempio. raccolsero i loro bagagli sotto il portico e guadagnarono l'uscita. poi gli altri tre. tendendo il dito accusatore e mettendosi a ridere. eccolo là. le trasformò in pezzi di ferro di forgia. Scimmiotto ne tolse i rami e fece portare i tronchi nella corte dai suoi condiscepoli." Il discepolo levò alto lo staffile per abbatterlo a tutta forza. Dunque il nostro prezioso albero è stato abbattuto. Incomincia da lui." Mentre parlottavano fra loro. vi sbagliate: i frutti li ho rubati io e li ho mangiati io. per mettere la più grande distanza possibile fra loro il Tempio delle Cinque Fattorie. Scimmiotto lo inseguì con una nuvola. sellarono il cavallo. Provvedo io a catturarli. frustatela ancora. alla moda di Lü. seguiva i movimenti con attenzione per capire dove lo avrebbero colpito: vide che si mirava alle gambe." "Senza vantarmi. "Mi servono e basta. Lui penserà di averci perduto per disattenzione. e hai rovesciato l'albero di ginseng. senza perdere tempo a commentare. "Basterà che ci lasciamo cadere da lì. ma almeno mostra qualche traccia di pietà filiale." I discepoli ubbidirono. "siamo tutti nella stessa situazione. Agita in mano la coda di yak E tamburella sul pesce di legno. Tripitaka non era riuscito a percorrere più di cento venti li. fratello maggiore. che ci vendicherà dei frutti del ginseng. voialtri" tagliò corto Scimmiotto. e vacillava minacciando di . ma non trovava traccia dei pellegrini. che fu legato a un pilastro della tettoia all'ingresso della sala grande. Scimmiotto pestava senza tanti riguardi con la sua sbarra. suo discepolo anziano." "Basta rugare. era passato mezzogiorno." "Questa maledetta scimmia è furba e incallita nel male. Il suo testardo discepolo si è scatenato sotto la sua responsabilità. anche un ormeggio di fibre di palma del diametro di una colonna mi farebbe sì e no il solletico. non è armato D'altro che della sua coda di yak. ma sapevano rispondere se li si chiamava per nome. Mentre rubavamo i frutti. Avvolto in una cappa di piumino Di gru." "Poiché venite dall'est. "Ritornate a casa e preparate delle corde. Poi ritornarono dal maestro e camminarono tutta la notte. ma sono tutto indolenzito per via delle corde che mi legano. Un incarnato Di donna reca in viso. il cavallo lo legarono nella corte e gli portarono il fieno. sareste per caso passato dalla nostra desolata montagna?" inquisì il grande immortale. che la schivò balzando da lato e subito si alzò in cielo su un alone di buon augurio. Sapreste riconoscerli." "Da dove venite. Dopo avere resistito in questo modo a due o tre assalti. con gli occhi pieni di lacrime." "Maestro" ricordò Sabbioso.Paradiso. saliva su una nuvola di buon augurio e partiva all'inseguimento del monaco cinese. e io mi sono seduto per riposare un momento. Qui ci vuol altro che la tua abilità di scassinatore di catenacci. perché non aveva badato che la manica era scucita. uno dopo l'altro. bianco splendente. op là! i quattro pellegrini e il cavallo vi furono aspirati e rinchiusi. "questi bonzi sono gente che ha abbandonato la sua famiglia: non si possono usare armi bianche su di loro. se la prese con i suoi discepoli: "Queste disgrazie le avete provocate voi. Che bravo Scimmiotto! Si rimpicciolì per liberarsi dai legami e sussurrò: "Maestro. Se è questo che vuole. Che cosa aspetti a confessare? Dove credi di trovare un alibi? Vieni qui e rendimi il mio albero. Questa appunto è la strada che seguiamo. Sotto gli sguardi attenti dei giovani immortali. "Discepoli" disse l'immortale. per riprendere la somministrazione del supplizio la mattina dopo. mi fanno già abbastanza male. "Vedo" rispose il grande immortale. Poi siete fuggiti. resisteva al rastrello più dell'acciaio. ma non sentiva nulla." Il bestione non era furbo. l'immortale riprese il proprio aspetto. Tripitaka. A questo punto il grande immortale ordinò: "Ora puniremo Tripitaka per il lassismo del suo insegnamento. tutti quanti" assicurò Vento Puro. Portate qui lo staffile a strisce di cuoio e dategli una bella correzione. Sbrigati. Che cosa c'entra lui? Si deve incominciare da me. l'umile taoista che sono vi saluta. estrasse dalla manica i pellegrini." "Non mi hanno ancora picchiato. Pieno di cinghie. Frustatemi un'altra volta. Del resto. Il grande immortale ritornò con la sua nuvola al tempio e ordinò ai discepoli di portare le corde. ma di pelle di drago: quella che si chiama sette stelle. in compagnia di Vento Puro e Chiaro di Luna." Tripitaka rese premurosamente il saluto: "Vi prego di perdonare la mia involontaria scortesia: non vi avevo visto. Con una scossettina. di camoscio o bufalo. Se muore. che finora nessuno ha toccato. no. Il grande immortale scese allora dalla sua nuvola e con una scossa si trasformò in un viandante taoista della setta della Verità completamente sublimata." Il fustigatore si apprestava di nuovo a colpire. Con pochi colpi ben assestati abbatté quattro salici e li riportò sotto braccio. ma non serviva a nulla: quel tessuto. maestro. Voialtri. si rese conto di averli superati: pur camminando di buon passo fino alla sosta per il riposo. incominciamo da lui. mentre il grande immortale. gli altri due presero l'aspetto di Sabbioso e di Porcellino. Tuttavia all'alba il reverendo si assopiva sul suo cavallo. "A che cosa ti servono?" si stupì Porcellino. Quando si volse a guardare a est. "Dobbiamo rimetterci in cammino." "Ti ho colto. "non ricominciare a fare il cacciapalle: queste corde di canapa bagnate. Scimmiotto." Scimmiotto pensò: "Il nostro vecchio bonzo non sopporterà la fustigazione. che si stanno asciugando e stringendo. aiuta anche noi!" "Piano! Parlate piano!" sibilò Scimmiotto. Il grande immortale era intento a guardare verso ovest. maledetta scimmia!" replicò il grande immortale. "Allora venite con me. quando Scimmiotto parlò di nuovo: "Fate un altro sbaglio. dove siamo finiti?" esclamò Porcellino. Calza ai piedi dei sandali a tre orecchie." "Quanti colpi?" chiese il fustigatore. "Dentro un sacco!" "Non è un sacco. Nel fronteggiar Scimmiotto. Non solo erano somiglianti.

non mi sfuggirai. Se vinci la violenza con violenza. il cavallo e i bagagli. Ma allora il vero Scimmiotto. mentre il vero Consapevole del Vuoto se ne volò su una nuvola e vi sedette a contemplare i taoisti. non poterono farci nulla e vi furono aspirati a precipizio. Ma perché prenderti gioco di noi con questo infame trucco dei pezzi di legno? Questa non gliela perdono: dobbiamo riprenderli. Questa scimmia è inafferrabile. Sarà meglio metter fine all'esperimento. mollarono lo staffile e corsero ad annunciare: "Maestro. sopra una catasta di fascine che fecero un fuoco d'inferno. pensavo che oggi non mi avrebbero battuto. Se prima possiamo mangiare abbastanza. che se incontrassimo qualcuno vi rendereste ridicolo. osservando in direzione dell'Occidente.cadere. La collera è cattiva consigliera." A questo punto venne portato un gigantesco calderone. ma questa volta hai passato il limite della ragione e hai tradito la tua coscienza." "Te la farò vedere io. ma quando l'immortale spiegò di nuovo la sua manica. maestro. Il fatto è che ci avevano buttato di peso il leone di pietra. ho giusto la pelle arida che incomincia a irritarsi. Se non sapete quali proposte ricevette. ci ha fregato!" esclamò Porcellino. "Mi vorranno interrogare" pensò Scimmiotto. I giovani taoisti si presero una bella paura." I giovani immortali si misero all'opera per rompere la tela laccata e tirarlo fuori. a pranzo!" "Tanto meglio. Fu una lotta violenta. e confesso che mi dà molto fastidio. quando fosse nell'olio bollente." Il calderone venne posato ai piedi della scala. CAPITOLO 26 AFFANNOSA RICERCA DI UN RIMEDIO IN CUI SCIMMIOTTO PERCORRE LE TRE ISOLE ALLA VANA RICERCA DI UN RIMEDIO. Anche la tua violenza sarà vinta. come testimoniano i versi: Consapevole del Vuoto non capiva Il segreto del Signore Uguale al Mondo: Come egli resistesse a tre armi magiche. Il grande immortale del Primordiale Soggiogato afferrò la mano di Scimmiotto e gli disse: "Conosco le tue capacità e la tua reputazione. Finalmente in venti riuscirono a portarlo ansimanti fino al calderone e ce lo buttarono dentro: fece un grande schizzo. Il grande immortale abbassò la sua nuvola su di loro e gridò: "Dove vai Scimmiotto? Rendimi l'albero di ginseng!" "Rieccolo. per lasciare un po' di sfogo. con il maestro. Basta così. Si slanciarono tutti insieme in aria. E GUANYIN RIPORTA ALLA VITA CON LA RUGIADA L'ALBERO DI GINSENG. "Maestro" disse Scimmiotto a Tripitaka "adesso per piacere mi lasciate riporre la parola bontà in attesa di tempi migliori. "Come ti sei permesso di rompere il mio calderone?" "Non sei il primo a cui mi càpita di guastare i fornelli" replicò Scimmiotto ridendo. ma i discepoli non rimasero ad aspettare che dicesse la sua opinione: Sabbioso tirò fuori la sua preziosa mazza. Così passa buona parte del mattino: Quando mai riprenderan la loro strada? I tre condiscepoli attaccavano congiuntamente con energia. come la prima volta. non ci resterà poi la cera di fantasmi affamati. Non prendo un bagno da un bel po'. afferrare l'ombra o ingabbiare il vento. da una parte una meridiana. Certo che potrebbero risparmiare un bel po' di stoffa con le solite tuniche a campana. "Porcellino!" disse ridendo Scimmiotto. È una pignatta su misura per il tuo appetito. Perciò ho fatto i miei bisogni da un'altra parte e ora sono qui. L'immortale ritornò al suo tempio. salvo la testa. si lanciò sulle nuvole e. ascoltate il seguito. Potevi limitarti a scappare. Opponendovi la sua coda di yak. Per chi ha lasciato casa sua. Sarà meglio che gli dia una mano. poi altri quattro. "Che cosa ho fatto di male? Il tuo amabile invito a prendermi un bagnetto di olio bollente lo gradivo molto. per aria. Ma ora portate qui un'altra caldaia: per vendicare l'albero di ginseng. È piccoletta di statura. alla seconda passata avremo bonzo fritto da mettere in tavola. ma ancora non si riusciva a sollevarlo. A gran botte. e pensava: "È meglio di quanto temevo. perde. Porcellino e Sabbioso agli alberi che stavano a destra e a sinistra dell'ingresso della sala grande. "Com'è privo di riguardi! Scappa se vuoi." Scimmiotto ascoltò con piacere. Poi vennero portate dieci pezze di grossa tela fabbricata in casa. e quando sarà a bollore ci getterete il Novizio Scimmiotto. metteremo a friggere Tripitaka. il taoista gli potesse giocare qualche brutto scherzo. ma inutilmente." Mentre maestro e discepoli fanno una sosta. queste non sono condizioni straordinarie. Ma in basso ci vuole un buco. ed ama il santo la virtù. Un bel bagno caldo è quello che mi ci vuole per mettermi in forma. Porcellino il rastrello e Scimmiotto la sbarra cerchiata d'oro. Scimmiotto continuava a scherzare: "Guardate che bel sudario ci regalano da vivi. e poi ripartiremo. l'immortale fece portare della lacca con cui i pellegrini furono interamente spalmati. Qualunque capriola tu faccia. poteva anche finire lì. altrimenti non ne usciremo mai. e tutto l'olio si sparse intorno. Ne avremo di riso." A queste parole." L'immortale ordinò: "Avvolgeteli nelle tele. l'olio bolle. "Guarda come sono gentili: ci vogliono confezionare vestiti con le maniche a sbuffo. sentiva tutto e si diceva: "Il maestro non sarà all'altezza della situazione: come toccherà l'olio bollente. Il vostro vecchio Scimmiotto potrebbe saltare il sonno per mille notti di seguito. e non fate obiezioni se uso un po' di sana violenza. legato come un salame." Quando furono ben impacchettati." E i discepoli ubbidirono. che si trovava lontano sul bordo della strada maestra. e va bene. dopo la doppia correzione di ieri. legato come un salame. vide i bonzi che avanzavano sulla strada. e Scimmiotto. Tuttavia il grande santo si sentiva inquieto: temeva che. Il leone prese l'aspetto di Scimmiotto." Il fustigatore alzò il suo strumento e gridò: "È il tuo turno!" "E allora dacci dentro" rispose il salice." La caldaia incominciò a bollire. Anche se balzassi fino al Paradiso . dall'altra un leone di pietra. aveva vicino a sé." Tripitaka si mise a tremare come una foglia. Se ne vada dove gli pare. che spruzzò olio bollente sulle facce dei giovanotti e le riempì di vesciche. si morse la punta della lingua e lo trasformò. ma senza risultato. Scimmiotto. "Quando ho trasformato quei salici. ma perché mi spacchi la caldaia? Adesso lo metto io nelle peste. sia quello grande. Si diede una spinta per accostarsi al leone." E quello rispondeva: "Sollevate Scimmiotto e gettatecelo dentro. Scendete giù. Scimmiotto se ne accorse e lo apostrofò: "Non siete proprio all'altezza. Lo friggeremo per vendicare il nostro albero di ginseng. movimenti impercettibili Che le parano in qualunque direzione. il grande immortale diede in una risata agghiacciante e si fece avanti per impadronirsi di Scimmiotto. bello tranquillo e pulito. Dice un poema: Àrmati nella vita di pazienza. né come le cose andarono a finire." Che bravo Scimmiotto! Scese giù e si presentò a mani giunte: "Non friggete il mio maestro! Ci vado io nella pentola dell'olio. ordinando di portare lo staffile: "E oggi incominciamo da Tripitaka. "Ignobile scimmia!" gridò il grande immortale sconvolto dalla collera. come si deve quando si va a farsi friggere: lascia il mio maestro e prendi me. ritorniamo al tempio: al sorgere del giorno il grande immortale fece colazione e salì alla sala di ricevimento. con cavallo e bagagli. Quelli che curavano il fuoco incominciarono a gridare: "Perde. e non accorgersene neppure. tanto varrebbe pretendere di trattenere la sabbia. circondarono l'immortale e incominciarono a legnare senza troppi riguardi. Ma ecco che ricominciano a frustare l'emanazione del mio corpo. e alla terza bonzo carbonizzato. Vide i giovani immortali che annunciavano: "Maestro. a quanto pare non stiamo battendo i bonzi. "Questa maledetta scimmia ama tanto la terra che non si riesce a staccarla dal suolo. Mi dispiaceva sporcare un olio così fine. perde!" Il fondo della marmitta si era spezzato. Questa volta Tripitaka fu legato a una piccola sofora. cadrà morto stecchito. entrò nella corte e di nuovo li estrasse dalla manica." Detto fatto. fu gettato per terra davanti all'immortale." Quattro ragazzi ci provarono. ma dei tronchi di salice. ai piedi della scala. ma in quel momento mi scappavano sia il bisogno piccolo. non credo che poi avresti più potuto usarlo per il fritto misto. si diceva che non riuscivano a fermarlo nemmeno le reti celesti: ora non stento a crederlo. Perciò si guardò intorno. "Guarda che roba. Ne vennero otto di rinforzo. Schiacciate un pisolino al riparo dal vento." A queste parole. maledetto!" tuonò il grande immortale. Poi veniva Scimmiotto. ma quanto è pesante!" commentavano gli immortali. ebbe un fremito ed esclamò: "Ahi. il grande immortale fece una risata cattiva: "Scimmiotto è pur sempre il Bel Re Scimmia! All'epoca dei gravi disordini che provocò in Cielo. Porcellino. Un uomo superiore mai non cerca La lite. va male!" "Che succede?" si allarmò Tripitaka." E recitò una formula che spezzava l'incantesimo. Con Sabbioso accadde la stessa cosa. "Ora riempite la caldaia d'olio. Maneggiate con potenza e con ferocia. stringere fra le dita il mercurio. "Maestro" protestò Porcellino. "la testa è meno importante di quel che sembra. Nulla potrai ottener se non perseveri.

Si vedevano Dardi di luce attraversar lo spazio. fece liberare Tripitaka." "Non chiedo tanto. dopo una giornata di frustate. nella pianta organica dell'Unità suprema non esisti nemmeno. i nove luminari Si rifletton su tartarughe d'oro. avrai i tre giorni che chiedi. pensando che la buona medicina vien dal mare." "Be'. come avrebbero dovuto. "Se non ti tenesse sotto controllo. Non gli deve mancare niente: tre tè e sei pasti al giorno." E gli gridò: "Consapevole del Vuoto. perché non reciti quell'incantesimo. Scimmiotto attraversò il paesaggio senza potersi saziare dello spettacolo. Come puoi prendere alla leggera dei frutti così nutrienti? È una radice di efficacia senza pari al mondo. Chiederò alla loro esperienza i metodi per ridare vita a ciò che è morto. cui seguì un parapiglia. Se conoscete ricette per riportare in vita gli alberi. Non ci vediamo da molto tempo. I due ragazzi non girarono l'offerta a noi discepoli. gli sembravano dei neonati e perciò rifiutò di assaggiarli. Ma nel frattempo dovete provvedere al mio maestro. "Il maestro del Primordiale Soggiogato è il decano degli immortali terrestri. uccello. Mi saltò la mosca al naso. Dopo tutte queste peripezie." "Caro maestro." Il bravo re scimmia. "L'altro giorno. ma si concluse presto. che storie hai raccontato all'immortale per indurlo a liberarci?" "Io non racconto mai storie. dunque!" si spazientì il grande immortale. Sino ad allora. Non voglio ritrovarlo pallido né smagrito. Non è roba che faccia tornare in vita le piante morte." Il grande immortale. Ma i frutti di ginseng nascono dalla radice del legno di immortalità. Alte torri di diaspro la cui ombra Rinfresca il cielo. e presto raggiunse le isole Penglai." "Ma ci abita il grande immortale del Primordiale Soggiogato!" esclamarono i tre vecchi." "Quando pensi di ritornare?" "Mi basteranno tre giorni. ma non dimentichiamo che sei fuori ruolo. insetto o rettile." "Che genere di noie?" volle sapere la stella della Fortuna." "Non crederai che ti possa perdonare!" "Se liberate il mio maestro. esercitare il respiro. Noi siamo l'ultimo dei suoi pensieri. quando arrivammo al tempio. Lasciate liberi i miei. come noi siamo i patriarchi di quelli celesti. con la scusa di andarsi a procurare chissà quali rimedi." "Non parliamo di efficacia della radice: l'ho appunto sradicata. Porcellino e Sabbioso. tanto per incominciare vi sfonderò tutte le pignatte di casa." "Dove conti di trovare i mezzi per mantenere le tue promesse?" "Un vecchio detto dice che la buona medicina vien dal mare. rami spezzati e radici per aria. e di sicuro troverò qualcosa che si adatti a quest'albero. non può esistere." A una risposta così recisa. non vi sbarazzereste facilmente di me. perché noi possiamo rispondere. Conto di recarmi nell'oceano orientale e di fare il giro delle tre isole e dei dieci scogli per visitare i più antichi santi e immortali." "Ho capito. "Grande santo" aggiunse gentilmente la stella della Fortuna. Potrei percorrere cieli e mari da un capo all'altro. Altrimenti. non sa proprio stare al suo posto!" esclamarono le tre divinità. molto contrariate. fratelli maggiori. l'immortale ha incominciato a prendermi sul serio e abbiamo combinato un affare: lui ha liberato i miei. Rari profumi spiravan nel vento: Fra brandelli di brume colorate. e al primo colpetto che diedi l'albero andò lungo disteso: scomparsi i frutti. un albero morto. la sua indulgenza è a tempo definito: mi ha dato tre giorni. Aveva lasciato due ragazzetti. che sarò puntuale. archi giganteschi Che si vedono splendere dal mare. "e che vi siete dedicato a proteggere il monaco cinese che va a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. va lavata e inamidata.dell'Ovest ti seguirei. se la batte e non lo vediamo più. ma quando il messere ritornò a casa e vide l'accaduto. "In quale posto le avete incontrate? Bisogna che ci diate informazioni esaurienti. Allora rubai tre frutti e li divisi fraternamente con i miei compagni. Precisamente. sul Monte della Longevità. saresti capace di intrufolarti di nuovo in Paradiso. Quando la sua biancheria è sporca. che offrirono al nostro maestro frutti di ginseng." "Va bene. Tre giorni e non di più. messere. e io ho promesso di riportare in vita il suo albero. Vi sareste risparmiato tutti questi scontri. Quindi dovrete passare i giorni per monti e per valli: come fate a trovare tempo per distrarvi?" "Vi dirò tutto." "Ho sentito dire che avete lasciato il taoismo per il buddismo" commentò la stella della Longevità. tenere in scacco tre eccellenti armi magiche con un semplice scacciamosche. sicuro che in ogni modo non gli potevano sfuggire." Vedendolo. non è una cattiva idea" risero le tre divinità. al quale la vita non si può rendere. quarantasettemila anni a mangiarne uno. "mi chiedo che diavoleria conta di fare il nostro condiscepolo. basterebbe a riportarlo in vita un gran di miglio del nostro elisir." "Comunque rassicùrati" aggiunse la stella della Longevità. e vi garantisco che il vecchio Scimmiotto troverà il modo di rendere la vita al vostro albero. come puoi pretendere di prevalere su di lui? Se tu avessi ammazzato qualunque bestia. Come al solito fa il grand'uomo per abbagliare la gente." "Ma parti. fu un vero spettacolo vedere l'immortale. con una capriola nelle nuvole. vi prego di insegnarmele subito. Scimmiotto si avvicinò e disse: "Vi saluto. Le tre stelle salirono su di un'augusta luce e si diressero al Tempio delle Cinque Fattorie. Un posto bellissimo. ci inseguì. dovrete fare i conti con me. potrei cercare altrove. "e non angosciarti. e giunse alla Grotta delle Nuvole Bianche. se lo fosse. grande santo?" "Vi sono venuto a trovare per distrarmi in vostra compagnia. Le gare di magia qui non servono. ma fummo riacciuffati come la volta precedente. Ma usai i miei mezzi per fuggire e per rompere la pignatta. È vero che una posizione in Cielo ce l'hai anche tu. Noialtri invece ci dobbiamo impegnare in continue fatiche: nutrire l'essenza seminale. Ma la legge del mio maestro è severa. Per questo i due piccoli immortali ci coprirono di contumelie. quando ritornerò. mescolare la tigre e il drago. constatando che non c'era verso di tenermi fermo. non conosce il valore delle cose! Sono frutti che dànno trecento sessant'anni di vita ad annusarli. "Chiediamogli dove conta di andare. Anch'io parto subito. io reciterò il sutra che sai. Si chiamano cinabro trasmutato vegetale." "Che diavolerie vuoi che faccia?" intervenne Porcellino. "Maestro" disse Sabbioso. Il nostro livello nel Tao è molto inferiore a quello del grande immortale: non è escluso che possieda una longevità uguale al Cielo. lasciò il Tempio delle Cinque Fattorie in direzione del grande oceano orientale." "Come sarebbe a dire. Le cose stanno come dite. mentre la stella della Longevità fungeva da spettatore. ubbidisco. con indosso una semplice veste di casa.. Non volete altro che riavere vivo il vostro albero? Non è difficile. La ricetta che ti servirebbe sarebbe contraddittoria. sradicata?" esclamarono spaventati i tre vegliardi. Sono venuto a trovarvi perché vorrei chiedervi un piccolo servizio. fuggimmo di nuovo. se me lo aveste detto prima. poi. saluterei il Buddha e continuerei a chiederti di rendermi l'albero di ginseng. se non sarai di ritorno. ma ci conosce. usare l'acqua per rafforzare il fuoco. semplicemente per la dieta che fa. Salgon spire di brume colorate Nel cielo azzurro. Che ne dite?" "Se hai questo potere. gli avversari erano la stella della Fortuna e quella della Ricchezza. Attraversava lo spazio con la velocità del lampo o di una meteora. Dopo tre giorni reciterà l'incantesimo della costrizione del cerchio. Conta pure di disporre di tutti i giorni che servono: lui aspetterà che tu ritorni con il rimedio adatto. "Non avrai per caso rubato i suoi frutti di ginseng per mangiarteli?" "E se fosse?" replicò Scimmiotto ridendo. La gente nella corte sentì gridare le gru nel vasto cielo: era l'annuncio che i tre vecchi del buon augurio si avvicinavano. La notte successiva." Si strinse alla vita il grembiule di pelle di tigre e prese congedo dal grande immortale dicendo: "State tranquillo. non ci muoveremo di là. Il rango del grande immortale è superiore al nostro. Si provarono a rinchiuderci e noi fuggimmo. Avemmo una discussione con qualche battuta antipatica da parte sua. Isole dove convergono i flutti. sempre che siate d'accordo. Il maestro e i condiscepoli vennero impacchettati e laccati come anitre da cucinare. Mettiamola così: qui non abbiamo una soluzione. attraverserei come niente le trentasei sfere celesti." "Non avrà il coraggio di abbandonarci" assicurò Tripitaka. signori. mentre io fui senz'altro messo a friggere nell'olio. senza il minimo rispetto. le sopracciglia di Scimmiotto si aggrottarono e la sua fronte si increspò di mille rughe. perché è urgente liberare il monaco cinese dalle sofferenze che sta sopportando. Quando saranno trascorsi. ma può darsi che se ne trovino altrove. Su alti trofei di nuvole si avanzano [. "Benedetta scimmia. Le bellezze fatate qui si recano Per recare in offerta ai tre immortali Pesche d'eternità. Sono venuto da queste parti. "Quello lì usa il trucco del diavolo pentito." "Benedetta scimmia. davanti alla quale vide fra i pini tre vegliardi che giocavano a go. ma lungo la strada per l'Ovest ho avuto qualche noia. ma preferirono mangiarsi tutto loro. ma per aiutarti gli faremo visita e riferiremo i tuoi problemi al monaco cinese.. mi legherò a te con gli otto saluti e diventerò tuo fratello giurato. Tu che non sei ancora entrato a far parte del vero corpo degli immortali. come testimoniano i versi: Sacro e vasto paese d'immortali. "non prendertela tanto. cadute le foglie. in fondo siete un bell'avaro. vi restituirò l'albero vivo. "Dunque potreste senz'altro mettervi in cammino. il grande immortale non era in casa. mantenere la concentrazione dello spirito. perché ci imprigionò tutti nella sua manica. "Sta tranquillo che non lo lascerò morir di fame." E si congedò. ma lui non capì che cosa fossero. le stelle respinsero la scacchiera e risposero al suo saluto: "Qual buon vento vi mena. dico sempre la verità." "I guai sono avvenuti mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie." "Si capisce. la contrada degli immortali." "Non so come ringraziarvi" rispose Scimmiotto.] .

Oggi siamo venuti dopo aver saputo che il grande santo Scimmiotto aveva disturbato il vostro ritiro. Canti melodiosi di fenici variopinte. non oso trattenermi. partito su una nuvola dalle isole Penglai. con il suo gran testone completamente calvo. Per questo siamo stati trattenuti." "E tu che ci vieni a fare. Siamo venuti qui innanzitutto per presentare i nostri rispetti.." "Se non c'è rimedio. Scimmiotto gridò: "Avete niente in contrario che mi venga a divertire con voi?" Tutti gli andarono incontro. "Porcellino. frugava nella sua cintura. ma quel Monte della Longevità è terra benedetta più antica del cielo. queste non vollero sedere finché non ebbero reso omaggio al grande immortale in qualità di fratello maggiore." "Il Novizio Scimmiotto è dunque arrivato alle isole Penglai?" chiese il grande immortale. 'procurami ricchezza!'. è quello che si dice: sfruttare la fortuna sino in fondo. 'porta fortuna!'." "Zitto. bevevano.] Porta il nome di sovrano supremo Dell'Est." Passando davanti alla cucina. Quando si sedettero per prendere il tè.." Manqian era il nome in religione di Dongfang Shuo. come testimoniano i versi: ." Il sovrano supremo gli rese premurosamente il saluto: "Scusate. "Mettetemi al corrente. "Non ho perduto la dignità" rispose ridendo Porcellino. ho perduto le staffe con i ragazzi del posto che mancavano di buone maniere e ho abbattuto l'albero del ginseng. Alto luogo d'incontro di immortali. ma temiamo che non gli bastino i tre giorni concessi dal santo monaco sotto pena di recitare l'incantesimo della costrizione del cerchio." Le mise in testa il proprio berretto da monaco e glielo calcò ben bene. se non vi sono venuto incontro.] Ai vegliardi che così si trastullavano. Il ragazzo che allora sbucò dal paravento Altri non era che l'illustre Dongfang Shuo. Scimmiotto rise ed esclamò: "Sei qui. Erano davvero Nubi di buon augurio che irradiavano luce. In rapporti amichevoli col Buddha. furfantello! Ma nella casa del sovrano supremo non ci sono pesche da rubare. si rassettò e venne a salutare le tre stelle. Qui la fenice si viene a posare. "celebro la festa delle quattro stagioni. arrivano le tre stelle del mare!" Il grande immortale stava conversando con Tripitaka e i suoi discepoli. fra gli immortali delle brume E nebbie occupa il posto più importante. Un bel posto anche quello. scese la scala incontro ai visitatori. Era un posto magnifico. ed è subito ripartito per continuare la ricerca. si impadronì di quattro mestoli e corse nella sala grande. A questo annuncio. Con la vita serrata in cintura di seta. Dal momento che non saprei altrimenti come liberare il monaco cinese. "Proprio così" confermò la stella della Longevità. ai piedi delle rupi di cinabro. ma inoltre volevamo chiedere un rinvio per Scimmiotto. Quando Porcellino vide la stella della Longevità." Risalì su una nuvola e si recò nell'isola di Yingzhou. nove immortali dai volti fanciulleschi. "Questo bonzo fa sempre peggio. Si teneva lontano da vanità e menzogna. un giovane immortale corse trafelato ad annunciare: "Maestro. Godeva eterna vita rifuggendo ogni fama: Su di lui non aveva il tempo alcuna presa. Scimmiotto vi discese. Scimmiotto. viveva a piacer suo." "Possiedo un grano di cinabro dell'Unità suprema nove volte trasmutato. Entrate a prendere il tè nella mia umile dimora. da lui abbattuto. I tre puri sentieri la percorrono Su alte terrazze. [." "Misura le parole. aveva raggiunto il monte Fangzhang. sono venuto apposta alla vostra nobile residenza. dicendo: "Ci vergognamo di aver lasciato passare tanto tempo prima di ritornare a presentare i nostri rispetti e a contemplare il vostro volto venerato. come testimoniano i versi: Sulla montagna si alza un altro cielo. Giocavano a go o a scacchi. senza riuscire a trattenere le risa. Uscito dal suo guscio per ascendere al vero. Penetrando il segreto dello sperma e del soffio.] A Yingzhou Scimmiotto vide. questa reagì: "Somaro! Che cosa ti ho fatto. Sugo di giada cola nei ruscelli. Mentre conversavano Porcellino ritornò alla carica e si mise a molestare la stella della Fortuna chiedendole caramelle. Riconoscendolo." "Di che cosa si tratta?" chiese il sovrano supremo. ma aveva perduto lo stato d'animo adatto a godere del paesaggio. Porcellino vide un ragazzo davanti a una credenza che stava cercando ciotole e dolci per servire il tè. benedetti dal cielo e impregnati dalla terra. Quando il tè fu bevuto. Danze di nere gru in cima alla montagna [." Tripitaka gli ingiunse di andarsene e Porcellino si allontanò rivolgendo uno sguardo intenso alla stella della Fortuna. semmai un mestiere servile lo fate voi. come testimoniano i versi: Illumina la bruma un albero di perle. prese la parola la stella della Fortuna. con capelli candidi e splendenti disposti in crocchie a forma di cicogna." "Per carità." Mentre Porcellino faceva il buffone. Dopo che si furono accomodate.. A rigore qualcosa si potrebbe fare su vegetazione ordinaria. E sfidi sempre le tempeste: non porti nemmeno il berretto in capo. vecchio furfante?" ribattè Dongfang Shuo avanzandosi per rendere il saluto. Non si può curare un albero così. Il Maestro dell'Immortale Soggiogato che vive nel Tempio delle Cinque Fattorie si onora del sacro soprannome di Signore Uguale al Mondo. hai voluto proprio buttar giù la pianta! Non avrai mica pensato che lui potesse ingoiare un tal rospo senza reagire?" "In effetti ce l'eravamo svignata. Le tastava le maniche." "Benedetta scimmia! Provochi catastrofi da tutte le parti senza curarti delle conseguenze." "Di recente ho avuto l'incarico di proteggere il monaco cinese nel suo viaggio a ovest. Non ti è bastato di rubarne. È appunto per questo che vi sollecito. Dalle azzurre colline scorrono verdi acque [. Il sovrano supremo voleva trattenerlo per offrirgli una coppa di giada. "Faccio le cose a ragion veduta. ma può curare solo gli esseri viventi. Mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie. il Tempio delle Cinque Fattorie è una grotta-cielo del continente dell'Ovest e i frutti di ginseng sono nati direttamente dalla radice meravigliosa da cui ha preso origine l'universo. "Vieni a servire il tè. non gli alberi..A questo spettacolo. ma lui ci ha riacchiappato e ci ha messo nella sua manica come fazzoletti. "Ci è venuto a chiedere una ricetta per ridar vita al vostro albero di immortalità.. sotto l'albero di perle. Scimmiotto gli andò incontro timidamente: "Signore. chiacchieravano. vecchio mio. scoppiando a ridere: "Quanto ti dona! È il caso di dirlo: se gli aggiungi il berretto. ma Scimmiotto rifiutò: "Vi ringrazio. Sandali da scalare picchi divini ai piedi Ed in capo un berretto da grande cerimonia. Scimmiotto disse: "Sono venuto a chiedere un favore. Le torri del palazzo montano fino al cielo. Realizzati i suoi meriti. È un pezzo che non ci vediamo." Prese per mano Scimmiotto e lo fece entrare nel suo sontuoso palazzo di immortale: piscine di diaspro. portami rispetto!" "Io non sono un facchino. I frutti che maturano sugli alberi Mille anni di vita ti promettono. perché tu mi guardi male?" "Non ti guardo male" replicò Porcellino. In tre occasioni in cielo aveva di nascosto Rubato ed assaggiato delle pesche immortali. Mi son dovuto adattare a promettergli che avrei trovato un modo per ridare vita all'albero. ridevano e cantavano. finì per sollevarle la veste. padiglioni di pietre preziose. grande santo. da un paravento di giada sbucò fuori un ragazzo. Com'era vestito? Avvolto in una tunica dai riflessi cangianti. non c'è rimedio. Non eravamo in grado di aiutarlo. levo le mani per onorarvi. perché è il decano degli immortali terrestri. sperando che non rifiuterete di insegnarmi un modo per ridar vita all'albero. "Pratico il detto: volgere il capo alla fortuna. mi guarderò bene dal recitare l'incantesimo" assicurò senza indugio Tripitaka. A un tratto udì gridi di gru nere e sentì alitare una brezza profumata: un essere divino doveva trovarsi nei dintorni. ma ho troppa fretta. Come hai osato metterti in conflitto con lui? E il suo albero di ginseng dà una specie di elisir vegetale. mi congedo e vi saluto" concluse Scimmiotto. tra fiori fragranti. che sono spiriti della terra e del legno. ha perduto ogni dignità" s'indignò il grande immortale. Si avvicinò. "Qui non c'è da rubare nemmeno elisir." Tripitaka gridò a Porcellino di farsi da parte. ma non so se me lo farete. l'afferrò per un braccio e disse ridendo: "Non hai perso nulla della tua ciccia. somaro!" "Se non faceste un mestiere servile. Scie di brume felici ondeggianti nell'aria. che modi son questi?" gli gridò Tripitaka." La stella della Longevità si strappò il berretto e borbottò: "Stupido facchino. Manqian!" gli gridò il sovrano supremo.. la gente non vi ordinerebbe continuamente 'reca longevità!'. qui raccolse una pietra sonora e si mise a saltellare intorno percuotendola a tutto spiano con i mestoli. arriva la Ricchezza.

con i tre anziani a sinistra e Tripitaka a destra. "Il tempo rende giustizia" affermò Scimmiotto. Porcellino e Sabbioso rizzarono l'albero e lo rincalzarono nel terreno. che tubava pian piano. non ti degni più di darmi del 'voi'?" In effetti." "L'avete già messa alla prova?" "Si capisce. Consapevole del Vuoto" ordinò Guanyin." "Perché non sei venuto subito da me. un altro era caduto a terra e. Io me lo ripresi e lo misi nel vaso. Poi gli disse di porre la mano sulle radici e di attendere che dal suolo sgorgasse acqua. "Il suo albero del ginseng è una radice meravigliosa che risale alle origini del cielo e della terra. nel continente dell'Ovest. non tergiversiamo. che in realtà sapeva già tutto. rizzare l'albero e annaffiarlo a partire dalla sommità: allora la scorza tornerà ad aderire ai rami e al tronco fino alle radici. "Un ricostituente che può curare una pianta ridotta in cenere. quando si vide Scimmiotto scendere da una nuvola gridando: "Arriva la pusa. Hai incontrato il grande immortale Primordiale Soggiogato?" "Il fatto è che non lo conoscevo" confessò Scimmiotto prosternandosi fino a terra. Poi fu la volta degli immortali del tempio. "Ma l'altro giorno i frutti erano solo ventidue. Come hai trovato il tempo di venire fin qui?" Scimmiotto spiegò che cosa cercava. Una volta facemmo una scommessa con Laozi. ma nelle tre isole e altrove nessun dio o immortale ha saputo aiutarmi. E lui è il decano degli immortali terrestri. Lasciò poi Yingzhou in direzione del vasto oceano orientale e giunse in vista del monte Potalaka. perché mi aiutiate a salvare il monaco cinese e a permettergli di riprendere il viaggio a occidente. La pusa si accorse dell'arrivo di Scimmiotto e gli mandò incontro il gran dio protettore della montagna. senza nozione del valore delle cose!" lo rimproverò Guanyin." Il grande immortale fece portare trenta tazze e quarantacinque coppe. Dopo un giorno e una notte. si gonfieranno nuovi germogli e avremo nuovi frutti. senza nemmeno mettersi seduto. ciascuno poté constatare che l'albero giaceva al suolo con le radici all'aria. ci chiuse nella manica e ci fece legare. Consapevole del Vuoto?" "Orso scarruffato!" tuonò Scimmiotto. "Su. La terza volta capii che non c'era altra via d'uscita e gli promisi di guarire la sua maledetta pianta. "Prepara l'altare e l'incenso. Non seppe far altro che rispondere sorridendo: "Grande santo. ma senza fortuna. Adesso è dimostrato che non mentivo. e vediamo se ha capacità sufficiente." "È una fortuna!" esclamò Scimmiotto ridendo. io stessa dovrei quasi cedergli la precedenza. nel boschetto dei bambù porporini. Quindi è tutto a posto." Il grande immortale fece preparare una tavola per l'incenso e fece spazzare la corte posteriore. sperando umilmente nella vostra infinita compassione. non avrà certo difficoltà a rimetterne in sesto un'altra che è semplicemente sradicata. Scimmiotto tastò fra le radici. Portava ventitré frutti. Moksa e le fanciulle-drago. Scimmiotto condusse a renderle omaggio Tripitaka. ma non sapremmo come aiutarti. Esaurita l'acqua disponibile." Il grande immortale si inchinò per ringraziare: "Come avrei osato scomodarvi per così piccola cosa?" "Il monaco cinese è mio discepolo. Guanyin sedette al posto d'onore. un po' lo doveva anche a Scimmiotto. vivi con la pusa e ne prendi lezioni. a quanto si dice. se l'orso nero aveva conseguito il giusto frutto e acquisito il titolo di 'gran dio' come protettore del Potalaka." "Proprio così. finché sgorgò una sorgente di acqua pura. ho distrutto l'albero del ginseng. ritornò verde e bello come prima. è compito mio risarcirvi." Scimmiotto si diede l'aria più decente e rispettosa che poté. Possono servire?" "L'importante è che siano oggetti di giada adatti a raccogliere l'acqua" rispose Guanyin. seguiti da Tripitaka. Il grande immortale intratteneva in conversazione i tre santi vegliardi. mi devo congedare. dai discepoli e dalla folla degli immortali. non ci volle molto perché l'albero riprendesse a verdeggiare. Quando si fu accomodata e furono scambiati nuovi saluti. "Come ti permetti di darmi del 'tu'? Se il vecchio Scimmiotto non ti avesse risparmiato. venite ad accoglierla!" Le tre stelle e il Maestro del Primordiale Soggiogato si precipitarono fuori dalla sala. che aspergeva l'albero con il suo ramo di salice. Ho girato i mari per trovare un rimedio. e se Scimmiotto vi ha offeso. "In giada abbiamo solo tazze da tè e coppe da vino. "Lui non era in casa. "Sul monte diseredato del vostro umile servitore non abbiamo vasi di giada" si scusò il Maestro del Primordiale Soggiogato. torno subito" raccomandò Guanyin ai suoi. arrivati al tempio. frustare e interrogare tutto il giorno. come avevo detto. "Porgimi la mano. Perché ritornarci sopra? La pusa mi manda a ricevervi. che uscì dal boschetto e gridò: "Dove vai. Conserva il suo profumo la foresta Di giovinezza. e ci avevano ricevuto due giovani immortali. perciò lui trattiene il nostro maestro e ci impedisce di proseguire il viaggio. Come mai ora ce n'è uno di più?" chiesero meravigliati Vento Puro e Chiaro di Luna. Perciò sono venuto a salutare voi. Ma infine le cose si sono aggiustate. portatemi un vaso di giada!" gridò Scimmiotto. I recipienti con l'acqua sorgiva venivano porti uno dopo l'altro a Guanyin. invitava infatti Guanyin e i tre vegliardi a ritornare nella sala grande per ricevere i suoi ringraziamenti e far festa con i frutti di ginseng. in certi casi limitati. "Consapevole del Vuoto" chiese lei. "bando ai complimenti: preghiamo la pusa di venire in giardino a esaminare la situazione. I piccoli immortali disposero seggiole. S'insegna come le trasformazioni A migliaia provengono da un solo Articolo di fede: il giusto frutto Di quattro sante verità ti libera. Dalla dolce Rugiada vien lavato da ogni polvere Il cuore e vien restituito a vita Immortale il santo albero. dicono gli antichi: il vero gentiluomo sa dimenticare i torti. Guanyin fermò la sua nuvola e salutò per primo il grande immortale. Il grande immortale si rasserenò completamente e fece portare il martelletto d'oro per cogliere dieci frutti." E riprese a supplicarla. Quando giunsero nel parco. e prega la pusa di rimetterti in piedi quell'albero dei miei stivali. poi le tre stelle. invece di perder tempo nelle isole?" Il rimprovero diede a Scimmiotto un bel sollievo: "Meno male! Dunque a venir qui non ho perso tempo. nel seguire il gran dio dentro il boschetto dei bambù porporini per presentare i suoi omaggi a Guanyin. seguita dai tre anziani. recitando un incantesimo. Dal prezioso boschetto avvolto nelle brume Uscirono ad accoglierlo i vegliardi immortali. "a che punto è il monaco cinese?" "È sul Monte della Longevità. Ora che hai messo su casa sulla montagna santa. Quando i ragazzi lo scoprirono fecero tante di quelle storie. Lo dicono i versi: La veneranda immagine dorata Della Compassionevole. Abbassò la nube sulla sua cima e vide la pusa Guanyin. con cui fu raccolta l'acqua pura che sgorgava sotto le radici. "La rugiada del mio vaso immacolato è un prodotto di prima qualità. hai scelto la parte giusta e ti stai recando nell'Ovest per prestare omaggio al Buddha. Lui strappò un ramo del mio salice e lo calcinò nel forno del cinabro. Guanyin inzuppò il ramo di salice nella rugiada del vaso e tracciò sul palmo della scimmia il segno della risurrezione." "Che maledetta scimmia. Il giorno dopo l'immortale ci catturò." "Se le cose stanno così" intervennero i tre vegliardi. secondo il dio del luogo. "e. i frutti la dolcezza Ed i fiori risplendono scarlatti. Cercava il grande santo un adatto rimedio. "Portate quello che avete. che visse Accanto al Buddha prima di incarnarsi Nel corpo attuale per purificare L'onda dei desideri. "Quest'acqua non deve entrare in contatto con i cinque elementi. figúrati che in un certo senso. Scimmiotto li riconobbe e disse ridendo: "Cari vecchi condiscepoli." "Tenete d'occhio il boschetto. a questo punto non saresti altro che un fantasma sul Monte del Vento Nero. Come hai potuto abbattere quella pianta?" "Il vostro umile discepolo non si rendeva conto della situazione" rispose Scimmiotto inchinandosi ancora. per curare piante magiche. il motivo è lo stesso che ha reso necessario usare per l'acqua un recipiente fatto di un materiale in cui non entrassero i cinque elementi" confermò Guanyin. Come dicono i versi: Nell'isola regnante sopra il mare Pieno d'inesauribili tesori. e i nove anziani ne furono molto impressionati: "Tu sei sempre esagerato! Quanti danni combini! Ci dispiace. Porcellino sentì parlare di questi frutti di ginseng e gli venne una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto: perciò ne rubai tre e ce li dividemmo. Porcellino mi ha tanto rotto i corbelli sostenendo che me l'ero sbafato io. vi trovo bene. grande immortale" gridò Scimmiotto. seguiti da Tripitaka e dai suoi discepoli. Prese il suo vaso immacolato e il suo pappagallino bianco.Spezzata la radice dell'albero immortale. Scappammo di nuovo." "Se il grande santo fosse rimasto sulla buona strada e non avesse provocato disordini in Cielo. Scimmiotto le tese la mano sinistra. intenta a predicare e commentare i sutra per le divinità guardiane del cielo. piccoli taoisti. spunteranno nuove foglie. tutte le foglie erano appassite e cadute dai rami." "Di corsa. poi invitò Guanyin a uscire per prima." "In tal caso. il grande immortale teneva loro . secondo ragione. e partì seguita da Scimmiotto. Porcellino e Sabbioso. Scimmiotto." "Su quel monte c'è il Tempio delle Cinque Fattorie. tavolini e vassoi di cinabro. che persi la pazienza e gli buttai giù l'albero." I nove vegliardi gli proposero una sosta per bere nettare di giada e mangiare radici di loto azzurro. ma riuscirono soltanto a fargli vuotare una coppa e assaggiare un pezzettino di radice. il suolo lo aveva assorbito. Bisogna raccoglierla in un vaso di giada. quel giorno. starebbe bene quanto noi. "Io ne avevo rubati tre.

Mentre il monaco riposa. mentre cerco un abitato in cui elemosinare cibo. Pendono dagli alberi Ovunque liane fino all'erba folta E la luce intercettano. ma sul pendio meridionale della montagna ci sono dei punti rossi: devono essere pesche selvatiche mature. si vedon serpeggiare Fragorosi torrenti nei burroni. E la cipria sopra l'arco Di falena dei suoi occhi Come bruma sopra il salice. A notte i quattro pellegrini poterono finalmente prendersi un riposo sereno. Però. ed è così ripida che forse il cavallo non riuscirà a scalarla. Sabbioso!" gridò Tripitaka. C'era di che spaventare il reverendo sul suo cavallo. che dapprima gli aveva ispirato orrore. notò sul versante esposto al sole una piccola area di puntini rosso vivo. rosse le sue labbra. coglierò quelle. CAPITOLO 27 TRUCCHI DELLA SIGNORA DAL BIANCO SCHELETRO IN CUI LA DIAVOLESSA DAL BIANCO SCHELETRO INSIDIA PER TRE VOLTE TRIPITAKA. essi conservavano una traccia del loro prestigio di altri tempi e ciò induceva la diavolessa alla prudenza: "Sarà più sicuro giocare d'astuzia. Venne a dare un'occhiata. si era stabilita una tale corrente di simpatia. cercando di darsi un contegno." Posò il rastrello. ESASPERATO. bianchi i suoi denti. e sostò chiedendosi chi fossero quei grandi capi. con la sua sbarra appoggiata di traverso sulle spalle. Il bravo re scimmia apriva la strada. Va a chiedere in elemosina del cibo di magro. la cui attenzione fu attratta dai movimenti di Scimmiotto. Questa sensazione accresceva la sua determinazione nella ricerca delle scritture e alimentava l'ansia per i ritardi già subiti. La voce è d'usignolo che canti nella pergola. in fin dei conti. Il Maestro del Primordiale Soggiogato fece servire vino e un pasto di magro. creando Glauchi recessi. Le tigri solitarie. discepoli!" "State tranquillo. Le famiglie dei daini e dei cinghiali." "Maestro" rispose Scimmiotto con un sorriso contrariato. Come si usa dire: da lontano oscuro. dove potevi muovere soltanto la lingua! Io ti ho salvato la vita e ti ho ricevuto fra i miei discepoli. Scimmiotto ringraziò la pusa che se ne ritornò sul Potalaka. Non ci fu niente da fare. In questo stato e fra queste montagne pestilenziali. e che sarebbe poi la reincarnazione di Cicala d'Oro. anzi aveva dato disposizioni per festeggiarli cinque o sei giorni di seguito. Diresse a breve distanza il suo vento malefico e con una scossa si trasformò in una fanciulla in fiore. Il decimo frutto venne diviso fra gli immortali del tempio. Regna in questi luoghi Dominati da mille picchi gelidi L'atmosfera di un mondo primordiale. vi metterete a recitare quella roba. qualcosa ho trovato" dichiarò scendendo dalla nuvola. Cervi e cerbiatti in branchi. Dice il proverbio: non c'è monte senza fantasma. precisò: "Non ho visto gente cui si possa chiedere del riso. Tenendo nella mano sinistra un vaso di ceramica azzurra e in quella destra uno di porcellana verde-grigia. Non c'è dove chiedere cibo. Come dicono i versi: Nella grotta celeste degli antichi Tempi. Portamento grazioso della persona snella Come un salice dove la rondine fa il nido. Stiamo ben attenti. Le mandorle degli occhi come stelle fulgenti Sotto l'arco blu-notte dei fini sopraccigli. Se poi. La ragazza aveva La pelle di albicocca sulla lieve ossatura. La sua carne è stata sapientemente coltivata attraverso dieci successive generazioni: basterà mangiarne un pezzetto per godere di longevità senza fine. Dalla gonna pieghettata I piedini loto-d'oro. la diavolessa. Ma Tripitaka era divenuto irrequieto: l'elisir vegetale che aveva mangiato gli dava una sensazione di rinnovamento dalla testa ai piedi. I tre discepoli e il grande immortale tennero loro compagnia. Il collo delicato sopra un tenero petto. conosciamo il nostro mestiere" rispose Scimmiotto. maestro. "restate qui con Sabbioso. "Un momento fa Consapevole del Vuoto diceva che questi posti sono selvaggi e deserti. dopo che si erano giurati fratellanza. né vetta senza maleficio. In quel tratto la strada dell'Ovest era proprio deserta." "Trovare delle pesche da mangiare è già una bella fortuna. Oltre tutto il venerabile. Non si finirebbe mai di descrivere com'era pura la linea dei suoi sopraccigli e com'erano vivi i suoi occhi. camminò verso il monaco cinese come se percorresse la strada venendo da ovest. ma Scimmiotto mise in mostra le sue abilità agitando il randello e diede un ruggito che mise in fuga tigri e leopardi. non si vedeva segno di presenza umana. Finalmente è giunto il momento tanto atteso. dal volto di luna. dopo avere riaccompagnato i vecchi alle isole Penglai. e Tripitaka dichiarò: "Consapevole del Vuoto." Scimmiotto balzò su una nuvola e osservò i dintorni. fendendo le nubi spinta da un vento d'oltretomba. rapido come il lampo e lasciandosi dietro una scia di vapori. osservando attentamente. Fra Scimmiotto e il Maestro del Primordiale Soggiogato. I pellegrini giunsero ai piedi di un'altra rupe. SCACCIA IL BEL RE SCIMMIA. Per quanto fossero decaduti. davanti al cavallo. da vicino sicuro. si trovarono di fronte un immenso panorama: Dal picco che sovrasta le alte creste A terrazze. L'indomani all'alba Tripitaka e i suoi discepoli si prepararono a proseguire il loro viaggio. È il caso di dirlo: un posto dove ci son più alberi che uomini. È il caso di dirlo: la migliore amicizia incomincia da una lite. "quando penso che ti ho trovato incastrato dentro un cofano di pietra. Quando mai avrei mostrato il contrario?" "Ti pretendi devoto e diligente. non sapete come si lasciarono il giorno dopo. van maturando del ginseng Frutti preziosi in novemila anni. che meraviglia! Si parla da un pezzo di questo monaco cinese che deve cercare il Grande Veicolo. A pancia vuota non si cammina. orde di lupi." "Va bene.compagnia su di uno sgabello. Dopo avere scalato un'alta rupe. lepri e volpi Che dovunque s'aggirano." "Mi pare invece di essere diligente. e Sabbioso Generale delle Cortine Arrotolate. non si poté trattenerlo. Tre vegliardi rivedon vecchi amici. Per calmare la vostra fame. Sputa il pitone nebbie velenose Ed il serpente un gran vento maligno. non avrò mai la forza di raggiungere il Monastero del Colpo di Tuono. abbiamo fatto una lunga marcia. quando si trovarono davanti a un'alta montagna. Io vado a fare un'ispezione. Smontate da cavallo e sedetevi tranquillo. e rifiuti di mendicare cibo per me. Tripitaka si lasciò convincere dall'esempio di Guanyin e dei tre vegliardi a mangiare quel tesoro di immortali. non si vede da nessuna parte traccia di abitato. "Maestro. prima di giurare fraternità con Scimmiotto. Non sei che un pigro. Ci troviamo fra le montagne. che il secondo non avrebbe voluto vederli andar via così presto. Calamita col suo incedere Ogni sguardo intorno a sé. ho fame. "non è un'idea furba. ancor più ripida. gli rinvigoriva lo spirito e il corpo. Maestro e discepoli si erano da poco rimessi in strada dopo gli addii. aveva molto accresciuto la sua capacità di resistere alle prove che orchi e diavoli potevano infliggergli. né in elemosina né pagando. e tu rifiuti di fare una piccola cosa per me. maestro. Il sudore sul suo viso È rugiada sopra un fiore. Alla domanda di che cosa si trattasse. Scimmiotto prese con sé la ciotola delle elemosine e si catapultò nel luogo della raccolta. Ma non sembra anche a voi che venga una persona nella nostra direzione?" "Maestro" rispose Porcellino. e quando vide Tripitaka che si era seduto a terra per riposare si rallegrò: "Che bella fortuna. Ciascuno consumò un frutto. Si avvicina una fanciulla: Dalle maniche leggere Dita spuntano di giada. Porcellino era stato Ammiraglio dei Canneti Celesti. si rassettò e si diresse verso la ragazza. Per i monaci è un caso fortunato! Mangiare frutti di ginseng significa Gioventù senza fine e lunga vita. mentre lupi e serpenti si rintanavano impauriti." "Benedetta scimmia" replicò Tripitaka di malumore. grazie all'elisir vegetale che aveva mangiato. "Quella montagna ha un aspetto pericoloso. ma vide che due guerrieri lo proteggevano a destra e a sinistra. Restituì la rugiada foglie e frutti All'albero che già distrutto giacque. Conosco il vostro carattere ombroso: per poco che vi contrari." La diavolessa voleva farsi avanti per impadronirsi di lui senza complimenti." Ci sapeva fare. Rovi spinosi ingombrano i sentieri Spesso interrotti da folti di pini E da alti cedri. facendosi solecchio con la mano. per chi ha abbandonato la sua famiglia" commentò rasserenato Tripitaka. ascoltate il seguito. E IL SANTO MONACO. non dite altro. Un pitone È lungo mille piedi e un gran serpente Si srotola per diecimila tese. Come rosa . "Porcellino. Nelle montagne di cui parliamo viveva una diavolessa.

perché vostro marito. cara donatrice? Qual'è la vostra famiglia? Come mai avete fatto voto di nutrire i monaci?" Nemmeno il maestro era capace di scoprire con chi aveva a che fare. Poi ha avuto paura che. ma le trasformazioni più correnti erano in ubriaco o. che sta cercando di perdervi. nel vaso azzurro ho del riso aromatizzato. Come peonia splendida che va aprendo i suoi petali. ma mi amerà più di prima. avevano pregato lungamente gli dèi di concedere loro dei figli. prendersi cura dell'integrità delle formiche quando scopano il pavimento. ma quando vi ho veduto ho pensato a quanto mio padre e mia madre amano le opere buone. "come al solito non capite niente. maestro. dirà almeno chiaramente dove va. maestro. Il reverendo tremava tutto e borbottava: "Che scimmia senza riguardi! Ignora i miei rimproveri e distrugge vite umane senza ragione. essere caritatevoli in ogni istante e in ogni pensiero.al mattino sotto i raggi dorati. finiva imprigionato nella grotta ed era nelle mie mani: di solito finiva nella pentola del lesso. o magari in belvedere adatto ad ammirare il panorama. però. oppure cotto al vapore." "Testa di legno d'una scimmia! Hai perso anche il poco buon senso che avevi. Anzi merita solo eterna infamia!" Tripitaka era un santo monaco compassionevole. con il sostegno di Sabbioso. Ma non ricominciare a mancarmi di rispetto. La diavolessa assunse un'aria ipocrita e un tono mielato: "Queste montagne. Teneva il broncio e brontolava dentro di sé: "Di tutti i bonzi della terra. bella donatrice? Che cosa portate di bello nelle vostre manine?" Evidentemente non era capace di scoprire con chi aveva a che fare. Noi abitiamo ai piedi del loro versante occidentale. . fece del suo meglio per aizzarlo: "Pensate. Ma non mi sono ancora disobbligato del beneficio che vi devo. Che meriti si possono acquistare nella ricerca delle scritture. per quanto fosse la dolcezza in persona. Quello che sto portando è il loro pasto di mezzodì. ma vi hanno dato un marito. Con tutti i lavori che si devono fare in questa stagione della sesta luna. qui. Io farò da carpentiere e vi costruirò un bel nido d'amore. era una brava ragazza di campagna che si recava nei campi per portare la colazione ai suoi. tu invece ti lasci dominare dalla violenza. se fossero qui. Porcellino può abbattere qualche pianta e Sabbioso raccogliere l'erba per il materasso. maestro." "La mia vita è nelle mani del Cielo. Sono diretta dove possa compiere il mio voto di nutrire monaci. parli a vanvera. Prima che nascessi. "mio marito è andato con alcuni braccianti a zappare i campi in una valle lungo il fianco settentrionale della montagna. Non sarai tu che potrai sottrarmi al limite destinato alla mia vita come a ogni altra. con la scusa di cercare pesche. parlate!" "Non ho proprio niente da dire" rispose Tripitaka. che pure dava fiducia anche alle diavolesse. pazienza. al posto del riso aromatizzato si vedeva un groviglio di grassi bruchi bianchi velenosi. senza chiedere il permesso a nessuno. Non mi aspettavo di incontrarvi. aveva motivi per non darla a Scimmiotto. Non è meglio così? Si vede che non valeva la pena di darsi tanto da fare per cercare quei sutra del cavolo. Se però la carne era molta. rovesciandolo a terra. "Non abbiamo incontrato nessuno da quando ci siamo messi in cammino. mascherare le lampade per proteggere le falene. me ne andrò. se le circostanze dovessero renderlo inevitabile. ne avevo anch'io di belle trovate. e la farina finissima erano rospi e ranocchie che si misero a saltare intorno da tutte le parti. La diavolessa. In realtà. Quand'ero mostro alla Grotta del Sipario Torrenziale. caro maestro." Tripitaka non era convinto e continuava a rifiutare. e ha usato i suoi trucchi per far comparire delle bestie schifose al posto del cibo che dovevamo mangiare. sono sicura che. Se volete. ma Porcellino era esasperato. quando Scimmiotto ricomparve con un balzo dal versante meridionale. "Maestro" ne dedusse Scimmiotto. non era priva di risorse: lo teneva d'occhio per valutare l'istante preciso in cui avrebbe colpito e a quel punto se la filò. A vedere Scimmiotto che lo supplicava con tanto ardore. questo è il peggior pappamolle." "Non prendetevela con me. La giovane donna gli lanciò l'amo rispondendo: "Reverendo. se Tripitaka spaventato non fosse corso ad arrestargli la mano: "Consapevole del Vuoto. e tu la tratti da mostro. se vorrete. Come mai camminate sola sulla montagna senza alcuna protezione? Non è il comportamento che conviene a una donna perbene. preferirebbero offrire il cibo ai monaci. Ma è un imbroglio. riparare strade. non solo non mi sgriderà. aumentando la seduzione del suo aspetto per forzare il rifiuto di Tripitaka. se non la disdegnate. Si avviarono. per cui posò la ciotola. Intanto. e la colpa sarebbe del povero monaco che sono. e i miei genitori sono troppo vecchi: ecco perché mi sono messa in cammino da sola. ma io mi guarderò dal colpire chiunque. Ho avuto la fortuna di essere convertito da Guanyin e liberato da voi. recando in mano la ciotola per le elemosine e le pesche che aveva raccolto. Non oso mangiare ciò che mi offrite. Tripitaka balzò in piedi e le si rivolse giungendo le mani sul petto: "Da dove venite. voi recitaste il sutra della costrizione del cerchio. vi sareste fatto prendere e sareste finito come dicevo. c'erano cose che non poteva perdonare. perché mai trattarla da mostro? Il fratellino. Perciò sarò felice di farvi questa umile offerta. temo che non arriverete mai alla fine del vostro cammino verso il Paradiso dell'Ovest. appunto. Il reverendo era perplesso. e fanno offerte generose ai monaci di passaggio. la voleva spaventare." "Se non mi tenete come discepolo." Entusiasmato. "ho capito. Se un mostro mi vorrà lessare o cuocere al vapore. maestro. Fece con la mano il segno adatto e recitò la formula della costrizione. quando mi veniva voglia di mangiare carne umana(6): mi trasformavo in un pezzo d'oro o d'argento." "Maestro" insisté la giovane donna." Tripitaka si avvicinò sulle gambe tremebonde. afferrò il randello e glielo avrebbe assestato sulla testa. Chi era tanto stupido da venirmi dietro. Qui c'è una persona che viaggia apposta per nutrire i poveri monaci. ma lui tira in lungo: così ritornerà la scimmia e bisognerà dividere in quattro.(5) Non solo i vostri genitori sono in vita. dovrebbe essere lui ad adempiere il vostro voto. piuttosto venite a vedere che cosa c'era nei vasi. se lo sapesse. che d'altronde. non è forse scritto nei santi libri? Finché i genitori sono in vita. non c'era nessun'altro a disposizione da mandare. lasciando per terra come morto un finto corpo. ma Porcellino." "Vi ringrazio" sospirò Tripitaka. Quando saprà che ho dato a voi il suo pranzo. "Quelli che hanno abbandonato la propria famiglia si devono dedicare senza posa al bene altrui." "Maestro" corresse il tiro la giovane donna con un largo sorriso. Il pasto è pronto e basta appena per tre. ve ne farebbe rimprovero. in bella ragazza. sostenere gli anziani e compatire i poveri. con il trucco della liberazione del cadavere. come riserva per i tempi grami. La nostra cara donatrice ci stava offrendo del cibo. maestro?" "Non sei più mio discepolo. cavalcando." "Anche trenta. questa qui non è la brava persona che credete voi: è un fior di mostro. ripeterò l'incantesimo venti volte. pieno di rancori." Tripitaka arrossì fino alla punta dei capelli." Ma Tripitaka non credeva una parola e continuava a difendere la bella donatrice." Perse la pazienza e andò a grufolare in un vaso. non sai che cosa fai!" "Maestro." "Non scherzare. Alla vista della bella ragazza. "il gusto di fare elemosine dei miei genitori non è niente a paragone dell'amore del bene che anima mio marito: la sua vita è tutta consacrata a costruire ponti. E ce ne andremo ciascuno per la sua strada. il figlio non si allontanerà da casa. chissà dove sarà andata a perdere tempo quella scimmia. altrimenti." Tripitaka. in quello verde-grigio della farina di grano finissima. a mangiarne troppe. I miei genitori sono dediti alla lettura dei sutra e alle opere buone." "Mia cara donatrice. Scimmiotto approfittò del suo imbarazzo per riprendere il randello e abbatterlo in testa al mostro. è proprio vero che il cielo sa ricompensare i suoi. eccola qui. Mi avrebbero trovato un buon partito lontano da casa. cedette e disse: "Per questa volta ti perdono. sta solo cercando di passarla liscia. e invece l'ha ammazzata al primo colpo." "Maestro" replicò Scimmiotto ridendo. il bestione si lasciò andare a pensieri profani e ad approcci galanti: "Dove siete diretta. fanno borbottare la pancia e procurano diarrea. una parte la facevo essiccare al sole per metterla in dispensa. balordo!" lo rimproverò Tripitaka che non poteva credergli. se non avessero temuto di restare senza sostegno nella vecchiaia. Se ci dovessi riprovare. Da dove uscirebbe un donatore?" "E invece. temute persino dalle belve e dai serpenti. Porcellino corse verso Tripitaka agitandosi come un epilettico: "Maestro." "Va bene. Meno male che sono ritornato in tempo. "Ferma! Se avete qualcosa da dire. per castigarlo. "ma uno dei miei discepoli è andato a cogliere della frutta e ritornerà da un momento all'altro. si chiamano la Catena della Tigre Bianca. se si ammazza un essere innocente del popolo di dio? Vattene!" "E dove volete che vada. I suoi occhi dalle pupille d'oro constatarono subito che sotto le mentite spoglie della bella donna si nascondeva un essere malefico. perciò hanno preferito scegliere un genero che si adattasse a entrare nella nostra casa e si impegnasse ad assisterli. "La mia povera testa!" urlava Scimmiotto. Non stare a discutere e vattene. perché possiate cavarvi la voglia. Se non avessi accettato di accompagnarvi al Paradiso dell'Ovest sarei stato manifestamente ingrato e Chi non è grato non è gentiluomo. ha la mano pesante. stava per mettersi a tavola. mentre Tripitaka. È chiaro che vi piace." Aiutò il monaco cinese a rimontare a cavallo e gli porse le pesche che aveva raccolto." Come la vide." "Quale beneficio?" Il grande santo si inginocchiò e si prosternò dicendo: "Il vecchio Scimmiotto era stato schiacciato dal Buddha sotto il Monte delle Due Frontiere.

"Consapevole del Vuoto" esclamò Tripitaka stupefatto. "cinquecento anni fa vivevo da gran signore. Se è quello che temo. Porcellino sogghignava con aria maligna: "Ma che bravo Novizio! Tre morti ammazzati in mezza giornata. che cadde da cavallo come un sacco e restò per terra a recitare venti volte di fila l'incantesimo della costrizione del cerchio. Da cui spuntano zigomi pungenti Mentre ne pende una bocca cascante. Se adesso lascio perdere il bonzo. ma bada di non ricominciare. è un bel guaio: adesso incontriamo la madre in cerca della figlia. Il grande santo impugnò il suo randello." "State tranquillo" promise Scimmiotto. . Ero qualcuno. che non era all'altezza di un avversario del calibro di Scimmiotto. Dopo che il nirvana mi ha condotto fuori dal peccato e ho avuto la tonsura e ho imboccato la giusta via. batteva i denti e tremava tutto senza riuscire a dire una parola. e prese la forma di una vecchietta sull'ottantina." "Triplo imbecille!" gli gridò Scimmiotto. se lo ammazzo. La lingua sciolta non mi manca. inginocchiato sul ciglio della strada. Maestro." "Come sarebbe a dire?" "Il mio caro fratello e condiscepolo prima ha ammazzato la figlia e poi la moglie di quel vecchio. "che cosa aspetti a levarti dai piedi?" "Vedete" spiegò Scimmiotto. i miei rispetti! Dove siete diretto? Perché pregate durante il cammino?" Il mostro." "Maestro" fece notare Porcellino. ma nemmeno lei ha fatto ritorno. Essa reagì come la volta precedente. Dove credi di arrivare?" "Ma era un mostro!" "Questa maledetta scimmia vede mostri dappertutto. accompagnandovi come discepolo. voi la pagherete con la pena capitale e il vecchio Porcellino sarà deportato per complicità. Come la vide. Ma quel guastafeste mi ha rovinato l'operazione. La verità è che non hai alcuna inclinazione al bene. nella Grotta del Sipario Torrenziale del Monte di Fiori e Frutti: avevo sottomesso i diavoli di settantadue caverne e disponevo di un esercito di quarantasettemila mostri. ai piedi calzature da calpestare le nuvole e in mano la mia sbarra cerchiata d'oro." La spiegazione sembrava convincente. povera bestia. per aver eseguito ordini. non sono mai stato avido né invidioso. Non posso ritornare fra i miei in questo stato. il maestro recita di nuovo quella cosa. dove si trasformò in un venerabile vegliardo: Canuto più del dio della vecchiaia. "la pusa mi ha insegnato solo come si stringe il cerchio. non mi resterà altro da fare che raccogliere le loro spoglie e dar loro sepoltura. essere malefico!" Il mostro smascherato restò sbigottito. Non so che cosa sia accaduto. è cattivo e ha la mano pesante. "La ragazza dimostrava sì e no diciott'anni. a fare elemosine ai monaci." "Quale madre e quale figlia?" chiese Tripitaka. "Ho sempre osservato il voto di povertà. esclamò lietamente: "Amitâbha buddha! L'Ovest è una terra benedetta. e l'avrei avuto in mio potere. Ma se mi scappa. dava sempre retta a chi parlava per ultimo. Lo avvolge un manto in piumino di gru. Intanto il mostro. io ho consacrato la mia vita al bene." Mentre il monaco cinese si stava riprendendo e si apprestava a recitare l'incantesimo." Giaceva a terra un mucchio biancheggiante di ossa corrose dal tempo. Quando Tripitaka lo vide. Quel vegliardo si trascina a stento." "Alzati!" ordinò Tripitaka. quando l'avrò ammazzato e il maestro reciterà l'incantesimo. Mia moglie era uscita per cercarla. che ho maritato con un genero disposto a vivere con noi. perché persisti nella violenza? Avevi appena ucciso un essere del popolo di dio. maestro. a qualche distanza dai pellegrini. sei portato solo alla malvagità. Ti conosco benissimo. "Ti perdono per la seconda volta. addosso una veste color ocra. La scena riempì di tale orrore il monaco cinese. hanno sempre abitato da queste parti. Sarà meglio che ci riprovi. piangendo a dirotto. "non rallegratevi tanto. aiutò il maestro a rimontare a cavallo e riprese il suo posto di battistrada. Vattene!" "Mi ordinate di nuovo di andarmene e lo farò. la colpì in testa. questa vecchietta ne mostra ottanta passati. Figuriamoci se penso ai bagagli!" "Visto che non sei avido né invidioso" replicò il monaco cinese." Nascose il suo randello e si fece incontro all'essere malefico salutandolo: "Emerito mandarino. Intanto la diavolessa. Sabbioso forse se la caverà con i lavori forzati. Tripitaka. "com'è possibile che sia appena morto e si presenti già ridotto in quel modo?" "Non era altro che un cadavere malefico. li seguiva da una nube e faceva le sue considerazioni: "Che occhio sicuro." "Che cosa non va?" "Maestro" intervenne Porcellino. che si era sottratta in tempo al colpo di Scimmiotto ed era fuggita su una nuvola." Scimmiotto scoppiò a ridere: "E io sono il re dei conta frottole! Non penserai mica di darmela a bere. le sto appunto cercando." Che bravo mostro! Abbassò la sua nuvola sulla montagna." "Consapevole del Vuoto" esclamò allarmato Tripitaka. Quei bonzi camminano in fretta: gli restano da percorrere quaranta li e poi. Torno giù e vedo se riesco a farli divertire in un altro modo. finirà per trovare il modo e l'occasione di rapire il maestro. E il fratello maggiore troverà il modo di svignarsela e di lasciare noi a pagare per lui." Un colpo di vento malefico la portò ad atterrare sul fianco della montagna. un incantesimo che mi consenta di levarlo." Tripitaka era influenzabile. ma Porcellino ricominciò a insinuare: "Maestro. usciranno dal mio territorio. dir preghiere e recitare sutra. Scimmiotto rifletteva: "Se non lo colpisco. a questo cretino!" esplose Scimmiotto. "Non spaventare il maestro con le tue scemenze. Il destino mi ha dato una sola figlia. "e devo ammettere che non è una fama usurpata.mangiava le pesche per quietare l'appetito. Avanza a passi lenti e zoppicanti. digrignava i denti furiosa contro il suo assalitore: "Avevo già sentito parlare delle sue capacità straordinarie" pensava. mi scappa. sfuggito anche al secondo colpo di Scimmiotto. leggete la colonna di caratteri incisa sulle sue vertebre: si chiamava la Signora dal Bianco Scheletro. irritato dalle insinuazioni. Fammi vedere da vicino: scommetto che è un altro imbroglio". Ma c'è qualcosa che non va. quel re scimmia! Mi ha riconosciuta anche in quest'altro travestimento. L'ha ammazzato d'impulso e poi ha avuto paura che recitaste l'incantesimo. vi prego. e questa volta il colpo cadde diritto e spezzò l'esistenza del mostro. un cappello sfondato. se è questo che volete. troverò pure l'argomento buono per togliermi dai guai. E poi lo dice anche il proverbio che nemmeno la tigre più feroce mangia i suoi piccoli. reverendo. che non vedeva alternative. È più avvizzito di una foglia secca. e chiese la loro collaborazione: "È la terza volta che questa diavolessa viene a insidiare il mio maestro. Vi ha accompagnato per tanto tempo e non vuole ritornarsene a mani vuote." "Gli spacco i denti. mi sarò data tanto da fare per nulla. Questa volta la voglio abbattere: voi dovete farmi da testimoni e badare a tagliarle la ritirata. non seppe che riprendere le invenzioni precedenti: "I miei avi. Il monaco cinese stava già allungando le mani verso il mio riso: sarebbe bastato che lo annusasse. Dopo tutto ho vissuto con voi per un bel po'. È chiaro che lui le sta cercando. Mi conviene colpire. egli si regge Con la mano tremante sul bastone. e poco è mancato che mi prendessi una bella legnata. Quella che vedete è la sua vera forma. Dategli qualche vecchia tunica. Era meglio l'aspetto precedente! Scimmiotto la riconobbe subito e non si seppe trattenere: senza altre formalità processuali. come uno scettro. ma non rinuncia a recitare i suoi sutra. prima di recitare il sutra venite a vedere di che cosa si tratta. che si aggirava sulla montagna per sviare i viandanti e derubarli della loro identità. Se cadiamo nelle sue mani. Scimmiotto. si rotolava per terra e urlava: "Basta! Basta! Non è leale!" "Un monaco che ha la fortuna di ricevere un buon ammaestramento non ricade nell'inferno. Portavo in testa una corona d'oro. alla vita una cintura di giada di Lantian. avrebbe partorito una figlia a sessant'anni e più. perciò ha inventato questa messinscena. la mia testa è stata serrata in questo cerchio d'oro. secondo te." "In questo caso sarà meglio che non mi mandiate via. Sgrana il rosario e borbotta i suoi sutra. La testa di Scimmiotto prendeva la forma di una di quelle zucche allungate con una strozzatura in mezzo e lui. ma non l'abbiamo più rivista: temo che sia caduta sotto gli artigli di qualche tigre. Stamane l'ho mandata nei campi per portare la colazione ai lavoranti. non lo so togliere. fratellino" sghignazzò Scimmiotto. maestro. passata la montagna. Ve lo restituirò. perché possiate metterlo in testa a qualcun altro. Scimmiotto si precipitò verso di lui gridando: "Fermo. credo che dovreste farmi questo piccolo favore." Il bravo Scimmiotto borbottò un incantesimo per convocare il dio locale e lo spirito della montagna. terrorizzato. se non volete più saperne di me. stiamo solo incontrando nuovi guai. Aspettatemi che vado a dare un'occhiata." Gli dèi acconsentirono: nessuno avrebbe osato disubbidirgli. È magra rinsecchita ed il suo viso. Porcellino si allarmò ed esclamò: "Maestro. Non vi chiedo altro. fuggendo in forma di spirito e abbandonando un altro falso cadavere sul ciglio della strada. Perciò incominciò a recitare l'incantesimo. "vuol dividere i bagagli. Mezzo cieco e sordastro. Il bravo Scimmiotto avanzò a gran passi per esaminare meglio l'essere malefico: Ora si è trasformata in una vecchia: Coi capelli più bianchi della neve. Si appoggiava a una canna di bambù dall'estremità ricurva e veniva avanti pian piano. recitate. Dopo tante esortazioni che ti ho fatto. Se un altro diavolo se li becca (che gli vadano di traverso!) sarà una bella delusione per me. e io dovrò faticare e spremermi le meningi per liberarlo. e ne uccidi un altro. "Ma è la madre della donna che il nostro condiscepolo ha ammazzato!" "Non dir scemenze.

Che io credevo immune Da qualunque sciagura [." Il monaco cinese gli voltava le spalle e brontolava: "Io sono una persona perbene. per bere scendiamo a leccare qualche goccia d'acqua alla piccola sorgente in fondo alla gola. Se poi non sapete. vorrete chiamarmi. Son pochi i pescatori che navigan quelle acque. tanto che il reverendo non lo poté ricusare. Beng e Ba si affrettarono a uscire e a . Rive disabitate. scrutò il suolo. I quattro Scimmiotti (contando anche quello autentico) circondarono il maestro e gli resero omaggio da ogni parte. noi siamo rimasti a far da selvaggina ai cacciatori. foste accompagnato per un tratto da Liu Boqin." "Eravate quarantasettemila. scoprirete che Porcellino e Sabbioso non sapranno liberarvi e penserete a me. Io vi salvo dai pericoli e voi prestate fede alle calunnie e ai sarcasmi di quel cretino. in fin dei conti. che alla vista del vasto oceano orientale cadde in preda alla nostalgia. cavalcando gru o draghi. Chi è preso vivo." "Quanti siete rimasti?" domandò Scimmiotto immerso nello sconforto. si getta l'arco. A Sabbioso dà le ultime istruzioni E poi compie nell'aria un grande balzo Volando sopra i monti e sopra i mari." Piegò il foglio. o nascosto sotto il ponte delle lastre di ferro. Lo strido dei gabbiani risuona da lontano. il pusa Erlang incendiò la montagna: la maggior parte di noi finì bruciata o massacrata mentre cercava di fuggire. stemperò un po' d'inchiostro in acqua del ruscello e scrisse una formale lettera di licenziamento. Chi ha lasciato la sua famiglia e pratica il bene è come la pianta nel giardino a primavera: ogni giorno cresce impercettibilmente. Eccolo qua: Piangendo si prosterna e si congeda. Sarebbe bastata una semplice capriola nelle nuvole per raggiungere subito il Monte di Fiori e Frutti. Quando si spense il fuoco e si disperse il fumo. Liu. digli che il primo dei suoi discepoli è il vecchio Scimmiotto. Ed ecco che dalle rocce sparse sul pendio sbucarono sette od otto scimmiette." Questa insistenza portò Tripitaka all'esasperazione. e questo è troppo. non più di mille. Ho arruolato Porcellino. Raddoppia la mia pena Al veder devastato Il Monte del mio cuore. senza città o villaggi. preso in servizio Sabbioso. Come possiamo difenderci dai loro archi potenti. Sorvolano immortali. che è un calunniatore. dove c'è tanta gente. e insistete a scacciarmi. da reti e giavellotti? Nessuno di noi osa giocare all'aperto. Chi si salvò si era calato nei pozzi. è sempre meglio non fare simili giuramenti" replicò Scimmiotto prendendo la lettera. non c'è più niente da dire. Che cos'era accaduto? In effetti. In un istante scompare ogni traccia. non voglio l'omaggio di un malvagio come te. e la sua intenzione era di uccidervi. CAPITOLO 28 RITORNO A CASA I MOSTRI DEL MONTE DI FIORI E FRUTTI TENGONO CONSIGLIO. perché rischierebbe la vita.] Furono i miei misfatti D'altri tempi a condurmi Al presente cordoglio. sostò a lungo prima di riprendere la corsa. guardando giù. Batte nelle alte ondate il polso della terra. ricuperò i suoi peli e fece le sue raccomandazioni a Sabbioso: "Caro condiscepolo." "Un bravo monaco non può nemmeno pronunciare il nome di un malvagio come te" intervenne Tripitaka. Ma se ti mettessi a roteare il tuo randello della malora in città. Il povero Scimmiotto affogava in un mare di tristezza. Balzò giù dalla sella. metà dei rimasti è stata uccisa o catturata dai cacciatori in questi ultimi anni. non ne salivano vapori né si vedevano segni di vita: rupi diroccate. e salutai in voi il mio maestro. In questi luoghi deserti hai potuto uccidere tre persone. lo dice questa elegia in stile antico sul paesaggio desolato: Piango quando ci penso. Se mai ti richiamassi. In un momento raggiunge la meta. "Sono sempre i marescialli Ma e Liu e i generali Beng e Ba. Scimmiotto si sentì ancor più depresso." "Chi è il vostro comandante?" domandò Scimmiotto. Allora finirete per recitarlo. in modo che me ne possa andare più sereno. qui hai tutti i certificati che vuoi." "Ma perché vi dànno la caccia?" "Sono gente malvagia. vi ho seguito fin qui anche perché me lo aveva detto la pusa Guanyin. con reti o trappole. foreste calcinate. Ma prima o poi vi troverete in difficoltà. Da allora ho penetrato antiche grotte. lasciandola in quello stato. chi stufato con contorno di riso. E oggi. al Monte della Frontiera. i vostri rimproveri non sono fondati. chi fritto nell'olio o infornato sotto sale. non ci sono forse Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" A sentir rammentare i suoi condiscepoli. Ma resta l'incantesimo della costrizione del cerchio. Che ne è stato degli altri?" "Dopo la vostra partenza.. Visto che devo andarmene senza concludere il mio compito. avete perduto il buon senso e mi licenziate. dagli impicci provocati dalle tue malefatte? Vattene via!" "Maestro. Non voglio più saperne di te come discepolo. "Va via!" Di fronte all'ostinata cecità del reverendo." Se volle venirne a capo. "Dunque me ne vado. ho battuto diavoli e catturato esseri malefici. Fermò la sua nuvola. Dai flutti salgon brume ad annebbiare il cielo: Rombando come tuono la marea va montando E sommerge le baie come un vasto uragano. "Fra grandi e piccoli. vi prego. Scimmiotto dovette ricorrere alla moltiplicazione della persona: strappò tre peli e li trasformò in altrettanti sosia. con frecce. camminare a testa in giù. Che sembran rotolare neve di mille anni Sotto un vento mugghiante di bufera invernale. senza che nessuno alzasse un dito. Quelli che ammazzano.. Se deve succedere qualcosa del genere. Erlang e i suoi fratelli del Monte dei Susini avevano devastato tutta la zona. Non ci son barche in vista. ho faticato e penato. da astori crudeli e cani feroci. che tese a Scimmiotto dicendo: "Tieni. mi sono inoltrato in fitte foreste. Ma." "Correte ad avvertirli che sono arrivato. ripensò al monaco cinese e versò qualche lacrima. esisti tu solo. e che vide? La montagna era brulla e deserta. Poi mi liberaste. Viviamo in fondo alla grotta. l'incantesimo. Non parliamone più. accecato. durante la guerra in cui Scimmiotto era stato catturato e condotto prigioniero nel mondo di Sopra. io. giavellotti o randelli. e anche alla distanza di centomila li mi sentirò scoppiare la testa. scacciato dal monaco cinese. come pensi che potrei cavarmela. o rimpiattato in fondo alla gola. che cosa accadde al suo ritorno. Avete pur visto che si trattava di una diavolessa. Scimmiotto si sentì molto depresso: "Che tristezza! Lasciata Chang'an." "Non lo reciterò più" promise Tripitaka. Certo che me ne vado! Ma non avrete più nessuno a servirvi. Metà dei sopravvissuti se n'è andata altrove in cerca di mezzi di sussistenza. che gli corsero incontro e si prosternarono gridando: "Grande santo! Padre! Siete qui!" "Perché stavate nascosti? A prima vista sembrava che qui non abitasse più nessuno: come mai?" Le scimmie piansero: "Dal tempo in cui foste condotto prigioniero nel mondo di Sopra. ma non trovammo più una vegetazione che ci assicurasse di che vivere. uscimmo all'aperto. Solo la vostra presenza ci ha incitato ad affrontare il pericolo di uscire allo scoperto. Stormi d'oche selvatiche vanno solcando il cielo. tu sei un bravo ragazzo. vi toccherà di ascoltare il seguito." I piccoli mostri corsero nella grotta gridando: "Nostro padre il grande santo è ritornato!" A questa notizia. Non fidarti di Porcellino. Infine Scimmiotto scavalcò l'oceano con un balzo e subito raggiunse il Monte di Fiori e Frutti. Questo è il regno dei pesci. vide che erano le onde dell'oceano orientale. deve imparare giochi da saltimbanco: far capriole. li scorticano e disossano per cucinarli: chi finisce cotto in salsa d'aceto. zuccone. Per nutrirci ci accontentiamo dei radi ciuffi d'erba che ancora crescono qua e là. che ogni giorno si consuma. alle prese con chissà quali diavoli. A questo punto potrebbe restare con voi solo un vile. Così sia: abbattuto l'uccello. uccisa la lepre. "Si fa presto a dirlo. chiese a Sabbioso carta e pennello. Chi pratica il male è come la mola. dalle spietate balestre. una dopo l'altra. se lo mise nella manica e fece un ultimo tentativo per ammansire Tripitaka: "Maestro. Poi il grande santo balzò in piedi. nell'ardente speranza del vostro aiuto. mai più di tre volte. si mette in pentola il cane. e tieni gli occhi aperti.batteva la testa per terra e gridava: "Vi supplico! Vi supplico! Parliamone!" "Scimmia testarda. che io sia precipitato in fondo al diciottesimo inferno!" "Maestro. Per tenere in rispetto questi diavoli pelosi. TRIPITAKA SI IMBATTE IN UN DIAVOLO NELLA FORESTA DEL PINO NERO. Dice l'adagio: in ogni cosa. Abbassò la sua nuvola. Ma udì un rumore di acque e. "Non facevo questa strada da cinquecento anni" pensava. mentre la collera incominciava a prendere in lui il posto dello sconforto." "Questa scimmia è anche un bello screanzato!" esclamò indignato Tripitaka. almeno sedetevi e ricevete i miei omaggi. Se un mostro si impadronisse del maestro. "A sentire te. Si parlava del grande santo. può essere utile anche solo la mia fama. tanto vale che rinunciate ad allontanarmi. rullare il tamburo e battere il gong per essere esibito nelle piazze. o ci ripariamo in piccole tane. il grande santo non poteva che partire davvero.

prosternarsi, e poi lo invitarono a entrare. Si sedette sul suo antico trono, con tutti i mostriciattoli che si affollavano intorno per rendergli omaggio e chiedevano: "Avevamo saputo che eravate stato liberato per proteggere un monaco cinese in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Come mai siete invece di ritorno sulla vostra montagna?" "Piccoli miei, dovete sapere che quel monaco non sa distinguere un saggio da un cretino. Per un po' di tempo non ho fatto altro che catturare diavoli ed esseri malefici. Qualche mostro mi è capitato di doverlo ammazzare, e allora lui mi ha rimproverato di essere un violento, di esser dedito al male; ha rifiutato di tenermi come discepolo e mi ha scacciato. Mi ha scritto persino una lettera di licenziamento, per documentare che non mi assumerà mai più." I mostri ridevano e applaudivano: "Che bella fortuna! Non avevate niente da guadagnare a fare il monaco. Restate con noi e aiutateci a ritornare ai bei tempi. Brindiamo col vino di palma per festeggiare il vostro ritorno!" "C'è tempo per i brindisi. Ditemi piuttosto: con quale frequenza vengono qui quei cacciatori?" "Grande santo" risposero Ma e Liu, "non si può dire con certezza, ma vengono molto spesso, quasi tutti i giorni." "Oggi li avete visti?" "No, ma potrebbero venire da un momento all'altro." "Allora, ragazzi" ordinò il grande santo, "andate tutti a raccogliere sassi e schegge di roccia, e fatene dei bei mucchi regolari disposti qua e là. Ci faccio conto!" Tutti si sparsero sulla montagna come uno sciame d'api, e presto i mucchi di pietre furono pronti. Allora Scimmiotto disse: "Ora nascondetevi nella grotta e lasciate fare a me." Il grande santo si arrampicò sulla cima della montagna e vide venir su per i suoi fianchi un migliaio di uomini a cavallo, accompagnati da cani e falconi, armati di lance e spade, con accompagnamento di gong e tamburi. In effetti era gente d'aspetto marziale e feroce: Hanno spalle coperte dalle pelli di volpe Ed il torso serrato in giubbe di broccato, Le faretre contengono frecce a dente di lupo, Appesi alla cintura recano lunghi archi. Uomini più crudeli delle tigri in agguato, Cavalli come draghi, grandi mute di cani; In gran numero recano, posati sulle braccia, Falconi incappucciati ed aquile feroci. Riposte nei panieri tengon armi da fuoco, Recano centinaia di panie e di forche, Molte trappole degne dei giudici infernali, Corde che legherebbero il re Yama in persona. Si spargon numerosi come stelle in un cielo Di sciagura, lanciando dei gridi di richiamo. Tutta questa gente che veniva a spadroneggiare sulla sua montagna fece digrignare i denti al grande santo. Fece un segno con la mano, recitò un incantesimo e soffiò verso sud ovest. Che tempesta si levò! Prima si alza la polvere, poi la terra, le rocce, Alberi sradicati, la foresta distrutta. Le onde del mare si alzano come grandi montagne, Sulle rive si infrangono e tutte le sommergono. Cade il buio, le piante più robuste ruggiscono Come tigri; nel bosco dei bambù mugghia il vento Come un drago. Dà voce il cielo alla sua collera E colpisce spietato uomini ed animali. I mucchi di pietre che erano stati predisposti furono trascinati dal vento a grande velocità e colpirono gli infelici cavalieri come un'artiglieria: Vedi esploder le teste dei nobili signori, I cavalli al galoppo lascian strisce di sangue [...] Dice il poema: Gli uomini ed i cavalli mai più faran ritorno: Si aggiran nei deserti, fantasmi senza nome. Ricordiamo gli eroi, saggi o folli che fossero, Già pieni di baldanza, poi esanimi nel sangue. Scimmiotto osservò la situazione e commentò ridendo: "Che fortuna! Quand'ero bonzo, il monaco cinese diceva sempre: 'Il bene non basta praticarlo mille giorni di fila, ma il male è di troppo anche se praticato una sola volta.' Vedo che aveva ragione. In sua compagnia ammazzai pochissimi mostri, ma fu di troppo la quantità di rimproveri che ricevetti. Ora che sono tornato a casa, ho regolato in una volta sola il conto con tutta questa gente, ma non mancherò di ripeterlo se qualcun altro ci riprova." Al richiamo del grande santo le scimmie, vedendo che la tempesta era passata, corsero fuori dalla caverna. "Scendete lungo il pendio a sud e andate a spogliare i corpi dei cacciatori; laverete dagli abiti ogni traccia di sangue e li userete per proteggervi dal freddo. I cadaveri gettateli nel lago, che è profondo diecimila tese. Quanto ai corpi dei cavalli, dovete portarli alla grotta e scorticarli: con le pelli faremo scarpe, la carne la affumicheremo per conservarla nella dispensa. Archi e frecce, lance e spade ci serviranno per riprendere gli esercizi militari. Raccogliete anche stendardi e bandiere e portatemeli qui." Le scimmie ubbidirono. Tutti gli stendardi furono accuratamente lavati e cuciti insieme a formare un'immensa bandiera di tutti i colori, su cui vennero scritti quattordici grandi caratteri: RIPRISTINO DELLA GROTTA DEL SIPARIO TORRENZIALE SUL MONTE DI FIORI E FRUTTI GRANDE SANTO UGUALE AL CIELO Si drizzò un palo all'ingresso della grotta per alzare la bandiera. Ogni giorno Scimmiotto riceveva diavoli e belve, si occupava di ricostituire le scorte di grano e di foraggio, e non faceva o diceva nulla che avesse a che vedere con monaci o religione. Il suo prestigio e le sue estese relazioni gli permisero di farsi regalare acqua dolce di immortalità, con cui lavò la montagna per farla ritornare verde. Davanti piantò salici e olmi, dietro pini e cedri. Peschi, peri, giuggioli, susini, c'era un po' di tutto. La vita riprese nella calma e nella serenità. Ma ritorniamo a Tripitaka, che era stato indotto da false insinuazioni a congedare la scimmia dello spirito e cavalcava aggrappato alla sella. I pellegrini camminavano verso l'Ovest, con Porcellino come battistrada e Sabbioso in coda a portare i bagagli. Dopo aver superato le creste della Tigre Bianca, scoprirono un pendio boscoso, ricoperto di rovi e liane, pini azzurri e verdi cipressi. "Discepoli" dichiarò Tripitaka, "il pendio è ripido e ci porta a una fitta foresta. Stiamo attenti che non ci siano belve o mostri." Il bestione consegnò a Sabbioso la briglia del cavallo e, aprendosi il cammino a colpi di rastrello, li condusse nel folto della pineta. Dopo un po' il reverendo arrestò il cavallo: "Porcellino, ho troppa fame dopo questa lunga giornata di viaggio. Non mi potresti trovare qualcosa da mangiare?" "Maestro, smontate, vi prego, e aspettate che mi metta in cerca." Tripitaka smontò, Sabbioso posò il carico e porse a Porcellino la ciotola delle elemosine. "Io vado" disse quest'ultimo. "Dove conti di dirigerti?" chiese Tripitaka. "State tranquillo! Bucherei il ghiaccio per cavarne fuoco, spremerei la neve per estrarne olio: qualcosa di commestibile lo troverò." Proseguì per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare traccia umana; erano posti più adatti a lupi e tigri. La marcia incominciava a costargli fatica, e Porcellino rifletteva: "Quando c'era Scimmiotto, il vecchio bonzo otteneva tutto quello che voleva. Adesso che tocca a me, è proprio vero: "Tu saprai quanto costan cibo e legna Quando avrai la tua casa. E capirai Quanto vale l'amore di tuo padre Solo quando a tuo figlio lo darai. "Non c'è proprio un buco in cui si possa mendicare un po' di cibo!" Porcellino continuò a camminare, finché si sentì assalire dal sonno e pensò: "Se adesso ritorno indietro e racconto che non ho trovato donatori, il vecchio bonzo non crederà che abbia fatto tutta questa strada. Converrà che lasci passare un paio d'ore prima di farmi rivedere. Basta! Tanto vale che schiacci un pisolino sull'erba." Il bestione posò il capo sull'erba e si addormentò. Nelle sue intenzioni doveva essere una piccola siesta; ma non si rendeva conto che, se ci si lascia andare dopo un lungo e penoso cammino, si cade in un sonno profondo. Mentre Porcellino dormiva, il reverendo si sentiva pieno di inquietudini, gli ardevano i padiglioni delle orecchie, gli bruciavano gli occhi. Si rivolse a Sabbioso dicendo: "Consapevole delle Proprie Capacità si è allontanato da un bel pezzo; perché non torna?" "Maestro, ormai dovreste conoscerlo. Per quante famiglie trovi disposte a fare elemosine, con lo stomaco che ha, a che cosa credete che pensi? Lo rivedremo quando

sarà riuscito a saziarsi." "Giusto; ma se resta in giro ad abbuffarsi, come faremo a ricuperarlo? Si sta facendo tardi, e questo non è un posto raccomandabile per passare la notte. Sarebbe meglio cercare un riparo." "Portate pazienza, maestro. Restatevene qui seduto, e io lo andrò a cercare." "Va bene. Trovare un riparo è più importante del pasto." E Sabbioso seguì le orme di Porcellino. Solo nel bosco, Tripitaka era tanto stanco e depresso che dovette raccogliere tutte le energie che gli restavano per alzarsi in piedi, ammucchiare ordinatamente i bagagli, legare il cavallo a un albero, togliersi il cappello di paglia, conficcare nel terreno la punta del suo bastone da pellegrino. Peraltro si sentiva inquieto, e finì per rassettarsi e addentrarsi a passi lenti fra gli alberi, nella speranza di distrarsi e distendersi. Contemplava la vegetazione selvatica, così fitta da soffocare i pigolii degli uccelli che, fra le alte chiome, rientravano al nido. Un passo dopo l'altro, pensava di andare incontro ai suoi discepoli; ma non si rese conto che la direzione era sbagliata. Numerosi sentieri attraversavano il sottobosco in tutte le direzioni; quello che prese non andava a ovest, direzione seguita da Porcellino e da Sabbioso, ma compiva un ampio giro e si volgeva a sud. A un certo punto si trovò fuori dalla foresta e, guardando lontano, vide qualcosa che scintillava vivamente sotto i raggi del sole al tramonto. Guardando meglio, riconobbe il tetto dorato di una pagoda. Pensò: "I miei discepoli non hanno proprio fortuna, se non hanno trovato questo bell'edificio. Quando lasciai le terre dell'Est, formulai il voto di bruciare incenso in tutti i templi che avessi incontrato, di pregare il Buddha davanti a tutte le immagini che mi si fossero presentate e di scopare il pavimento all'ingresso di tutte le pagode che si fossero trovate sulla mia strada. E questo che scintilla al sole, non è appunto uno di quei preziosi reliquiari dorati? Ai piedi della pagoda, ci sarà il monastero; e nel monastero i monaci. Andiamo a vedere. Tanto, al cavallo e ai bagagli non può accadere nulla, perché da queste parti non passa nessuno. Se il luogo è ospitale, potrei aspettare là i discepoli e trascorrervi poi la notte." Ahimè, la sfortuna tendeva un tranello a Tripitaka. Egli avanza a gran passi verso lo stupa [...](7), varca la soglia, solleva la stuoia di bambù picchiettato che protegge l'ingresso, entra, e che cosa credete che trovi coricato su un banco di pietra? Un mostro. Ecco il suo aspetto: La faccia color indaco, boccaccia Con bianche zanne, alle tempie matasse Di peli irsuti di color scarlatto. Sparsa in ciuffi violetti come cespi Di litchi la sua barba. Il naso a becco Separa un paio d'occhi sfavillanti Come la stella del mattino. I pugni Grandi come scodelle da elemosina. Gli strani piedi lividi assomigliano A terrose radici. È avviluppato In un mantello giallo. Stringe in mano La sciabola snudata, benché steso Riposi sulla pietra. Egli dà ordini A giovani schierati in battaglioni Come formiche, a vecchi numerosi Come uno sciame d'api. Lo salutano Come padre ed attendono i suoi ordini Tremando. Lui beve solitario Quando splende la luna(8), e spesso esercita Grandi poteri magici. Può fare Tutto il giro del mondo in un istante. I suoi boschi abitati dagli uccelli Racchiudon antri con draghi e serpenti. Nei suoi campi coltivan gli immortali La giada bianca. Alchimisti raffinano Cinabro d'oro nella sua fornace. Se non lo si può dire il re dei diavoli, Egli è certo fra i mostri un importante Yaksa a testa di toro. A quello spettacolo, il reverendo rinculò terrorizzato, con le ginocchia tremanti, fece dietro-front e fuggì. Ma il mostro, socchiudendo i diabolici occhi dalle pupille d'oro, gridò: "Piccoli, andate a vedere chi c'è alla porta!" Un mostriciattolo diede un'occhiata fuori dall'uscio, vide il monaco con la lucente testa pelata e corse ad annunciare: "Maestà, c'è qui fuori un bonzo con la faccia larga e la testa rotonda, con le orecchie che gli cadono sulle spalle. È di carne tenera, con la pelle sottile; è proprio un monaco bello e buono." A queste parole, il mostro fece una risata cavernosa: "Come dice il proverbio: la mosca che passeggia sulla testa del serpente, ha voglia di farsi mangiare. Piccoli, acchiappatelo e portatelo qui; avrete un bel premio." I mostriciattoli si lanciarono fuori tutti insieme, come uno sciame d'api. Tripitaka avrebbe voluto fuggire correndo come una freccia, ma aveva le gambe molli dalla paura. Per di più la strada di montagna era faticosa, la foresta cupa e il sole al tramonto. Non era in grado di sottrarsi agli inseguitori: i mostriciattoli lo afferrarono e se lo portarono via, corpo e beni. Era come Il drago nello stagno assalito dai granchi, La tigre allo scoperto braccata dai mastini. Di storie avventurose se ne contano tante: Ne avete mai sentita una simile a questa? I mostriciattoli ricondussero il reverendo alla loro porta, lo misero giù davanti alla stuoia di bambù e andarono ad annunciare tutti allegri: "Grande re, vi portiamo il bonzo." Il vecchio mostro lo sbirciò di nascosto e rifletté: "Che bell'uomo! Sarà di sicuro una persona importante. Tanto più autorevole deve essere la mia accoglienza." Si diede l'aria della volpe della favola, che si fingeva il re degli animali(9), rizzò al cielo tutti i pelacci scarlatti che gli crescevano in capo, strabuzzò gli occhi e tuonò: "Portatelo qui!" "Detto fatto" dissero i mostri, e spinsero Tripitaka dentro casa. È il caso di dirlo: se entri nel canile, devi abbassar la testa. Tripitaka salutò giungendo le mani. "Da dove vieni, bonzo?" chiese il mostro, "e dove saresti diretto? Dimmelo in poche parole, che si capisca bene." "Sono un monaco che viene dalla corte dei Tang e ha ricevuto la missione imperiale di andare al Paradiso dell'Ovest a cercare le scritture. Poiché passavo per la vostra nobile montagna, ho pensato di visitare il santo che dimora nello stupa. Mi dispiace di avere involontariamente disturbato vostra eminenza; spero che mi vorrete perdonare. Quando ritornerò con le scritture nelle terre dell'Est, il vostro eminente nome sarà consegnato ai posteri, perché lo ricordino perpetuamente per loro edificazione." A queste parole l'orco si fece una bella risata: "Lo dicevo io che dovevate essere una persona importante. E infatti siete esattamente il tipo di persona che mi piace mangiare a pranzo: non potevate venire più a proposito. Difficilmente avrei potuto prendervi, se non foste stato così gentile da venire spontaneamente a consegnarvi con le vostre gambe. Ciò dimostra che è proprio il vostro destino finire i vostri giorni dentro il mio stomaco. E il destino non si contrasta; io non vorrei mai farlo, lasciandovi andare, e voi non potreste neppure se voleste." E ordinò ai mostriciattoli: "Portatelo via e legatelo bene." Essi lo legarono ben stretto al palo del riposo dell'anima. Il vecchio mostro venne a vederlo, impugnando la sua sciabola, e gli chiese: "Bonzo, quanti siete? Non mi racconterai che stavi andando da solo al Paradiso dell'Ovest!" Alla vista della sciabola, Tripitaka rispose onestamente: "Grande re, ho due discepoli che erano andati a mendicare cibo; uno si chiama Porcellino e l'altro Sabbioso. Ho anche un cavallo bianco e dei bagagli, che sono rimasti nella foresta." "Che giornata fortunata! Due discepoli, tre con te, e quattro con il cavallo. C'è da fare una bella scorpacciata." "Li andiamo ad acchiappare?" chiesero i mostriciattoli. "È inutile darsi da fare. Anzi, chiudete la porta. Quando quei due ritorneranno con le elemosine, non troveranno il loro maestro e dovranno venire a cercarlo qui. Come dice il proverbio: l'affare sul tuo uscio è più comodo da concludere. Ce ne stiamo tranquilli a casa nostra e catturiamo tutti quanti." I mostriciattoli chiusero la porta. Ritorniamo a Sabbioso, che era partito alla ricerca di Porcellino. Camminò anche lui per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare casa né villaggio. Osservava i dintorni da un'altura, quando udì una voce borbottare nell'erba; allontanò l'erba con il bastone, e scoprì quel bestione di Porcellino che parlava nel sonno. Gli diede un brusco risveglio, tirandolo per l'orecchio e gridando: "Scemo, ti avevano mandato a mendicare! Perché ti sei messo a dormire?" "Che ora è, fratellino?" borbottò Porcellino aprendo gli occhi. "Tirati su! Il maestro dice di lasciar perdere il cibo, se è difficile trovarne, ma di cercargli un alloggio per la notte." Ritornarono indietro; Porcellino, con la ciotola vuota in una mano e il rastrello nell'altra, aveva ancora l'aria imbambolata. Ma, ritornati al punto di partenza, non trovarono più il maestro. "È tutta colpa tua, bestione" brontolò Sabbioso, che ce l'aveva con lui. "Dovevi ritornare senza farti cercare. Il maestro lo avrà portato via qualche essere malefico." "Fratellino, non fantasticare" replicò Porcellino ridendo. "Un bosco così bello non può essere abitato dagli spiriti. Il maestro si sarà stufato di restarsene seduto e sarà andato a sgranchirsi le gambe. Guardiamoci intorno, e vedrai che lo troviamo." Raccattarono cappello e bastone, presero i bagagli, si tirarono dietro il cavallo e si misero in cerca di tracce. Per un po' vagarono incerti, ma finirono per trovare la pista buona e, dopo un po', giunsero dove si scorgeva ancora lo scintillio del tetto della pagoda, verso sud. Si vede che, per il monaco cinese, non era ancora giunta la sua ora. "Non disgrazie, ma fortuna!" gridò Porcellino. "Lo vedi quello stupa? Il maestro sarà andato là; chi oserebbe maltrattarlo, in un posto come quello? Gli avranno servito il suo bel pasto di magro e lo tratterranno come ospite. Sbrighiamoci ad andarci anche noi, prima che si mangi tutto." "Andiamo pure, ma non ci vedo chiaro" commentò Sabbioso. Marciarono a spron battuto fino alla porta. "To', l'uscio è chiuso!" Sopra la porta si vedeva una targa di giada bianca, che recava incisi sei grandi caratteri:

GROTTA DELLA LUNA MARINA, SUL MONTE DELLA TAZZA "Lo vedi, fratello, altro che monastero!" disse Sabbioso. "È un antro di mostri. Se il nostro maestro è lì dentro, andarlo a trovare non sarà tanto semplice." "Dài, fratellino, non ti spaventare. Lega il cavallo e bada ai bagagli, che io metto le cose in chiaro." Il bestione si fece avanti brandendo il suo rastrello e gridò: "Aprite! Aprite!" Il mostriciattolo portinaio aprì uno spiraglio, diede un'occhiata e corse a riferire: "Grande re, eccoli che arrivano!" "Chi arriva?" "Davanti alla grotta c'è un bonzo dal lungo grugno e dalle grandi orecchie, accompagnato da un altro con la faccia tetra. Vogliono entrare." "Sono Porcellino e Sabbioso che vengono a cercare il loro maestro" disse allegro il mostro. "Che bravi, ci hanno trovato in fretta! Ma se hanno la faccia patibolare, sarà meglio non prenderli alla leggera. Portatemi l'armatura." Una volta armato, uscì impugnando la sciabola. Porcellino e Sabbioso, davanti alla porta, ne videro uscire questo mostro dall'aspetto feroce. Come si presentava? Faccia blu e pelo rosso, inscatolato Nell'armatura d'oro, che è commessa Da cinghie ornate di conchiglie, in vita La cintura di seta. Ulula il vento Se sta sul monte; le onde si sollevano Se va sul mare. Le sue grandi mani Rudi e solcate da gran vene azzurre Stringon la scimitarra. Ed il suo nome, Famoso nei dintorni, è Veste Gialla. L'orco Veste Gialla chiese: "Da dove venite, bonzi che osate far baccano alla mia porta?" "Figliolo" rispose Porcellino, "ecco qui il tuo nonnetto, inviato dalla corte dei Tang al Paradiso dell'Ovest. Il mio maestro Tripitaka è fratello dell'imperatore. Se è in casa tua, fallo uscire prima che sia troppo tardi: mi risparmierai la fatica di farmi strada a colpi di rastrello." "Certo che abbiamo in casa un monaco cinese" rispose sorridendo il mostro, "e lo trattiamo con ogni gentilezza. Gli ho appunto fatto preparare delle polpette farcite di carne umana. Venite anche voi ad assaggiarle!" Quello scemo prese per buono l'invito e stava entrando davvero. Sabbioso dovette prenderlo per la tonaca e dirgli: "Non vedi, fratello, che ti prende in giro? E poi, da quando in qua ti sei rimesso a mangiare carne umana?" Finalmente il bestione capì, levò il rastrello e lo abbatté sul mostro; ma questo ebbe il tempo di schivare il colpo, e alzò la sua sciabola. Presto si misero a combattere a mezz'aria, usando i loro poteri magici. Sabbioso lasciò il cavallo e corse, con il suo bastone, in aiuto di Porcellino. Fu una bella mischia: La sciabola si oppone al bastone levato e para i colpi del rastrello abbassato. Forza e astuzia! Il rastrello a nove denti e il bastone per abbattere i diavoli minacciano da ogni parte, ma Veste Gialla non si spaventa. La sua sciabola d'acciaio brilla come argento, i suoi poteri magici sono grandi. Battendosi riempiono lo spazio di brume e nebbie, fendono rocce, abbattono rupi. L'orco combatte per la sua reputazione: come rinunciarvi? Gli avversari difendono il loro maestro: nulla può spaventarli. I tre ingaggiarono varie diecine di scontri senza decidere il combattimento e senza risolversi ad abbandonare il campo. Se non sapete come si conclusero le cose per Tripitaka, ascoltate il seguito. CAPITOLO 29 ALLA CORTE DEL RE DEGLI ELEFANTI SACRI IN CUI TRIPITAKA SUPERA LA PROVA E GIUNGE IN UN REAME E PORCELLINO, AFFIDATAGLI LA MISSIONE DI COMBATTERE, SCAPPA NEL BOSCO. Dice il poema: Le vane idee la forza non distrugge: Perché sempre cercar la verità? Ti basti coltivare la natura Di buddha. L'illusione fa tutt'uno Con l'illuminazione. La seconda Opera nell'istante, ma la prima Si estende per miriadi di eoni. Il sol pensiero di perfetta unione Sa cancellar peccati numerosi Come sabbia del Gange. Dopo trenta scontri con l'essere malefico, Porcellino e Sabbioso non riuscivano a spuntarla. In realtà nemmeno venti bonzi come loro avrebbero potuto uguagliare poteri e capacità di quel mostro. Se un certo equilibrio veniva mantenuto, era solo grazie al segreto aiuto di guardie della luce, vigili delle tenebre, rivelatori e protettori; e perché non era destino del monaco cinese di morire allora. Mentre i tre combattevano, Tripitaka nella grotta pensava ai suoi discepoli e si lamentava con le lacrime agli occhi: "Consapevole delle Proprie Capacità, qualche amico del bene ti avrà trattenuto chissà dove offrendoti cibo. E tu, Consapevole della Purezza, dove sarai? Avrai ritrovato il condiscepolo? E come saprete che l'orco mi ha catturato? Quando mi sarà dato di superare questa prova?" Mentre gemeva e si desolava, dall'interno della casa venne una giovane donna, che gli si avvicinò e chiese: "Da dove venite, reverendo? Perché vi hanno legato in questo modo?" Tripitaka, attraverso le lacrime che gli annebbiavano gli occhi, la guardò (dimostrava una trentina d'anni) e le rispose: "Cara donatrice, è una domanda inutile. Dal momento che devo morire per essere entrato in casa vostra, mangiatemi se volete, ma vi prego di non farmi interrogatori." "Io non sono un orco" replicò la donna. "La mia famiglia vive a trecento li da questo posto, nella capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Sono la terza figlia del re, e mi chiamo Invidiata dei Cento Fiori. Tredici anni fa, la notte del quindicesimo giorno dell'ottavo mese, mentre contemplavo la luna piena, l'orco mi rapì in un turbine di vento. Gli sono stata moglie per tredici anni e gli ho dato figli senza mai poter comunicare con i miei; ma non ho smesso di pensare a loro. Raccontatemi anche voi da dove venite e come siete stato catturato." "Il povero monaco che sono è stato inviato a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Passavo di qui e sono entrato per sbaglio. L'orco ha detto che contava di catturare anche i miei discepoli e di farci cucinare tutti insieme." "Rassicuratevi, reverendo" disse sorridendo la principessa. "Poiché siete un pellegrino in cerca delle scritture, vi salverò. Se mi promettete di portare un messaggio ai miei genitori, chiederò grazia per voi. Il Regno degli Elefanti Sacri è lungo la strada maestra verso l'Ovest." "Donatrice" rispose Tripitaka, "se salvate la mia povera vita, porterò il vostro messaggio." La principessa andò in camera sua, scrisse una lettera alla sua famiglia e la mise in una busta. Poi slegò il monaco cinese e gli consegnò la busta, che Tripitaka rispettosamente ricevette: "Vi ringrazio infinitamente di salvarmi la vita. Non mancherò di consegnare questa lettera al re; tuttavia, dopo tanti anni, i vostri genitori potrebbero non credere che sia autentica, e mi potrebbero accusare di menzogna." "State tranquillo, mio padre non ha avuto figli maschi, che possano porre dei problemi; ha avuto solo me e le mie due sorelle. Vedrete che si prenderanno cura di voi, come latore della lettera." Tripitaka si mise la busta nella manica e si avviò verso la porta, ma la principessa lo trattenne: "Non conviene che usciate dalla porta principale: lì c'è una calca di mostri grandi e piccoli, pronti ad aiutare il loro capo che combatte contro i vostri discepoli; e intanto gridano, sventolano bandiere, rullano tamburi e battono gong. Sono più pericolosi di mio marito: se vi vedono, non ci pensano due volte ad ammazzarvi. Uscite piuttosto dalla porta posteriore; intanto io parlerò a mio marito, per convincerlo a lasciar andare con voi anche i vostri discepoli." Tripitaka si prosternò fino a terra per salutare, uscì dalla porta posteriore e si nascose nel vicino boschetto. Intanto l'accorta principessa si faceva strada tra la folla eccitata dei mostriciattoli, finché giunse in vista dei combattenti che si scambiavano colpi sulle nuvole, e gridò più forte che poté: "Messer Veste Gialla!" Questi si allontanò subito dal combattimento, abbassò la sua nuvola accanto a lei e, senza abbandonare la sua sciabola d'acciaio, le prese la mano con galanteria: "Che cosa c'è, tesoro?" "Ho fatto un sogno, ho visto un dio con la corazza d'oro." "Che cosa voleva questo dio?" "Da piccola, quando vivevo al palazzo, avevo fatto voto che, quando avessi trovato un marito saggio e nobile, sarei andata in pellegrinaggio su qualche celebre monte, per pregare e fare elemosine ai monaci. Il nostro matrimonio è così felice che non posso pensare di allontanarmi da casa; ma ora il dio con la corazza d'oro è venuto a esigere il compimento del voto. Le sue grida mi

hanno svegliata, e mi sono resa conto che era stato un sogno. Mentre venivo a raccontarvelo, mi sono imbattuta in un monaco legato al palo. Se voi lo lasciaste andare per compiacermi, l'atto di misericordia potrebbe equivalere al compimento del voto. Ma non so se acconsentirete." "Certo, tesoro, non è una cosa importante. Di monaci come questo posso sempre trovarne altri, quando ne avrò voglia. Che se ne vada pure." "Può uscire dalla porta posteriore?" "Esca da dove gli pare." Poi rimontò per aria, sciabola in pugno, e gridò: "Porcellino, vattene con il tuo maestro! Sia chiaro che non mi fai paura; è mia moglie che mi chiede di lasciarvi andare. Cercate il maestro alla porta posteriore e andatevene per la vostra strada; ma non mi ricapitate fra i piedi, se tenete alla pelle." Porcellino e Sabbioso tirarono un respiro di sollievo, ripresero cavallo e bagagli e se la filarono svelti come se fossero inseguiti. Fecero il giro della Grotta della Luna Marina fino alla porta posteriore, e gridarono: "Maestro!" Tripitaka riconobbe le loro voci e rispose dal boschetto in cui si nascondeva. Sabbioso lo andò a cercare nel folto, lo prese per mano e lo aiutò a rimettersi in sella. Come a dire: Incontrò l'orco con la faccia scura, Ma la buona Invidiata lo protesse. Il pesce che si libera dall'amo Guizza lontano nell'acqua profonda. Uscirono dal boschetto e riguadagnarono la strada maestra, Porcellino in testa e Sabbioso in coda. Immaginate come si punzecchiavano e si rimproveravano a vicenda, mentre Tripitaka cercava di metter pace. Di tappa in tappa, camminando fino al calar del sole prima di cercare riparo per la notte e alzandosi al canto del gallo, percorsero in breve duecentonovanta li e si trovarono davanti a una città: la capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Un bel posto, che non ci si stancherebbe di contemplare. [...] I tre pellegrini chiesero ospitalità nella locanda. Tripitaka si recò al palazzo reale e sollecitò un'udienza. Il preposto si presentò ai piedi dei gradini di giada bianca, per annunciare: "Maestà, c'è un monaco eminente della corte dei Tang che chiede udienza per consegnarvi un documento." Il re si compiacque di sentir parlare della grande corte dei Tang e di sentirsi sollecitare da un santo monaco di alto lignaggio. Tripitaka fu accompagnato ai piedi dei gradini dorati, ed eseguì alla perfezione e con la massima disinvoltura tutti i riti di un complesso cerimoniale. Gli ufficiali civili e militari schierati ai piedi del trono, ammirati, commentavano: "Solo una personalità di un paese di alta civiltà può comportarsi con tanta eleganza." "Quali affari vi conducono nel mio paese, reverendo?" chiese il re. "Sono un umile monaco della corte dei Tang, figlio del Buddha, e ho ricevuto dal Figlio del Cielo la missione di cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Mi sono permesso di recare disturbo a vostra maestà, uscendo dal privato riserbo, solo perché era opportuno presentare le mie credenziali fin dal momento dell'arrivo nel vostro stimato paese." "Mostratemi il messaggio del Figlio del Cielo." Tripitaka lo presentò rispettosamente sulle mani tese e lo svolse sul tavolo di sua maestà. Il messaggio diceva: Passaporto rilasciato dal Figlio del Cielo, del grande impero dei Tang nel continente del Sud, per volontà del destino: Noi, alle cui deboli forze è pervenuto un immenso retaggio, serviamo gli dèi e governiamo il popolo con attenta sollecitudine, come se camminassimo sull'orlo di un precipizio, e come se ci muovessimo su una lastra di ghiaccio. Ci accadde di venir meno all'impegno di salvare il drago del fiume Jing e le nostre dieci anime scesero negli inferi; senza la protezione della nostra imperatrice madre, saremmo rimasti ospiti dell'instabilità. Ma per grazia del sovrano infernale, considerato che la durata assegnata alla nostra vita terrena non era esaurita, siamo stati restituiti al mondo dei vivi e abbiamo celebrato il ritorno con grandi cerimonie per la salvezza dei trapassati. La molto compassionevole pusa Guanyin ci accordò il favore di apparirci nel suo corpo d'oro, per indicare l'esistenza nell'Ovest delle scritture del Buddha, che hanno la proprietà di salvare i defunti e di liberare le anime in pena. La presente lettera conferisce al maestro della legge Tripitaka la missione di viaggiare quanto occorre, attraversando mille montagne, alla ricerca di quei sutra. Quando attraverserà i vostri paesi dell'Ovest, io vi chiedo di non ostacolare la sua vocazione al bene e di lasciarlo passare. Questo è il contenuto della presente lettera, che a questo fine vi verrà presentata. Nel tredicesimo anno dell'era della Contemplazione della Virtù dei grandi Tang, in un giorno fasto d'autunno. Il documento imperiale recava nove sacri sigilli. Dopo averlo letto, il re vi aggiunse quello del suo paese e lo rese a Tripitaka, che ringraziò e lo ripose: "L'umile monaco che sono avrebbe anche un'altra incombenza: la consegna a vostra maestà di una lettera familiare." "Di quale lettera si tratta?" chiese sorpreso il re. "Mi ha incaricato di consegnarvela la signora terza principessa, che ho casualmente incontrata. Essa venne a suo tempo rapita dal mostro Veste Gialla, della Grotta della Luna Marina sul Monte della Tazza." Al re vennero le lacrime agli occhi: "Sono tredici anni che non la vedo. Per questo caso, quanti ufficiali ho allontanato dai loro incarichi, civili e militari! Quanti servitori ed eunuchi sono stati fustigati a morte! Si supponeva che si fosse allontanata dal palazzo e si fosse smarrita. Innumerevoli case furono perquisite e frugate in città, senza alcun risultato. Come sapete che fu rapita da un mostro? Certo comprenderete come non possa vincere la commozione, a questa inattesa notizia." Tripitaka si tolse la lettera dalla manica e la presentò. Il re riconobbe la calligrafia dell'indirizzo e si emozionò tanto che non riusciva a strappare la busta. Dovette chiamare in aiuto un letterato dell'Accademia della Foresta dei Documenti, che si fece avanti, l'aprì e la lesse in tono solenne, davanti all'attento uditorio degli ufficiali, dietro i quali le dame di corte si pigiavano ad ascoltare: Vostra figlia Invidiata dei Cento Fiori, così poco filiale, si prosterna cento volte davanti al Palazzo del Drago e della Fenice per salutare vostra maestà, padre virtuoso; e davanti al Palazzo Riflesso di Sole per onorare la regina sua madre, le dame dei tre palazzi, i saggi ministri e gli ufficiali civili e militari della corte. La vostra goffa figlia ha nutrito gratitudine sin dalla nascita per le mille attenzioni godute, che vi sono costate tanta pena. Da parte mia non fui capace di compiacervi e di adempiere i miei doveri di pietà filiale. Il fatto accadde tredici anni fa, il quindicesimo giorno dell'ottavo mese; in una bella nottata, mio padre ebbe la bontà di far predisporre banchetti in ogni palazzo per godere la luce della luna e celebrare le festività del firmamento. Nel bel mezzo della festa venne un diavolo dagli occhi sfavillanti, con la faccia blu e i capelli verdi, che cavalcando un turbine di vento si impadronì di vostra figlia e la portò su una montagna deserta e selvaggia. Qui ho vissuto per tredici anni, partorendo a quel mostro due figli. Senza dubbio ciò è disdicevole per le relazioni sociali, per non parlare dell'oltraggio al buon costume; è senz'altro una situazione disonorevole e io non dovrei nemmeno parlarvene, ma non ho il coraggio di tacere tutto ciò sino alla morte. Mi arrovellavo nella solitudine, miei cari genitori, quando il santo monaco della corte dei Tang fu catturato anche lui dal mio re diavolo. Ho scritto questa lettera piangendo e avrò l'audacia di liberarlo perché ve la porti, come debole testimonianza del mio affetto. Spero che il re mio padre avrà pietà di me e manderà i suoi generali a catturare il mostro Veste Gialla e a liberarmi, per ricondurmi a corte. Vi sarei profondamente riconoscente. Scusate queste righe scribacchiate in fretta: vorrei tanto vedervi e parlarvi! La vostra figlia ribelle, Invidiata dei Cento Fiori, si prosterna ai vostri piedi. Quando l'accademico terminò la lettura, il re scoppiò in lacrime, le dame dei tre palazzi piangevano come fontane, gli ufficiali civili e militari erano rattristati. Tutti esprimevano pena e cordoglio. Infine il re si soffiò il naso e chiese ai suoi ufficiali: "Chi di voi ha il coraggio di levar truppe per catturare il mostro e liberare mia figlia?" La domanda, più volte ripetuta, non otteneva risposta. Tutti restavano muti, come se fossero soldatini di legno o mandarini di terracotta. Il re, molto contrariato, ricominciò a piangere. Allora gli ufficiali, in corpo e deputazione, s'inginocchiarono e gli fecero presente: "Vostra maestà si calmi. Non sapevamo più nulla della principessa da tredici anni, dal giorno della sua scomparsa. Ora il caso le ha fatto incontrare il santo monaco, al quale ha affidato la lettera; ma noi continuiamo a saperne ben poco. Del resto, noi siamo soltanto soldati e cavalieri di questo basso mondo, e le nostre competenze si limitano all'arte classica della guerra: spiegamenti di truppe, fortificazione di accampamenti, infine ciò che occorre per proteggere il paese da aggressioni. Un orco, invece, è una creatura che va e viene sulle nuvole; come fare a combatterlo per aria? Sappiamo però che il pellegrino è un santo monaco dell'Est; un bonzo così importante dovrà pur possedere l'arte di abbattere i diavoli. Non si dice che tigri e draghi si sottomettono a chi possiede il Tao, che dèi e diavoli devono fare i conti con il peso della Virtù? Dice il proverbio: a ciascuno il suo mestiere. Il piano migliore dovrebbe essere di chiedere al reverendo di sottomettere il mostro e di liberare la principessa." Il re si volse allora a Tripitaka: "Reverendo, se

la potenza della legge vi dà la capacità di catturare questo mostro, di liberare mia figlia e di ricondurmela qui, non avrete più bisogno di andare a salutare il Buddha nell'Ovest. Vi farete crescere i capelli e resterete a condividere con me il trono come fratello giurato. Ci godremo insieme onori e ricchezze, voi e io. Che ve ne pare?" Tripitaka rispose precipitosamente: "Per carità, l'umile monaco che sono ha solo una conoscenza approssimativa delle preghiere che si rivolgono al Buddha; non ho la minima idea di come si abbattano i diavoli." "Se fosse così, non avreste l'audacia di percorrere solo soletto la lunga strada verso il Paradiso dell'Ovest." Tripitaka non poté nascondere che due discepoli lo accompagnavano: "È vero, maestà, da solo non ci riuscirei mai. Ma ho due discepoli che sanno aprire passaggi nelle montagne e gettar ponti sulle acque. Sono loro che mi hanno protetto fin qui." "Non siete davvero un bonzo riguardoso" lo rimproverò il re. "Se avete dei discepoli, perché non me li avete presentati? Anche se non potrò far loro doni adeguati, avrò almeno la possibilità di invitarli a pranzo." "Il fatto è che i miei discepoli sono impresentabili a corte. Sono brutti e potrebbero risultare molto sgradevoli a vostra maestà." "Senti, senti!" disse ridendo il re. "Che buffi discorsi fa il nostro bonzo! Ma dopo tutto non credo che mi farebbero paura." "Non oso dir questo. Il mio primo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità, ovvero Otto Divieti. Ha lungo grugno, lunghe zanne, setole rade sulla nuca e le orecchie a ventola; è grande e grosso, quando si muove provoca un forte spostamento d'aria. Il secondo discepolo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza; è alto due tese, le spalle larghe tre cubiti, la faccia color indaco, una bocca molto larga che sembra una bacinella di sangue, gli occhi terribili, i denti come un rastrelliera di chiodi. Insomma, portare a corte gente simile vorrebbe dire assumersi una bella responsabilità." "Se sono come li descrivete, saranno piuttosto divertenti che spaventosi. Fateli venire!" Si mandò alla locanda la piastra d'oro per invitarli. Il bestione disse a Sabbioso: "Tu, fratellino, sostenevi che quella lettera fosse meglio non recapitarla. Ma ora puoi vederne i vantaggi: il re avrà dato ordine di ospitare adeguatamente il latore. Di certo avrà fatto preparare un banchetto come si deve; il nostro maestro, che a tavola non è mai all'altezza della situazione, si troverà in difficoltà a spazzolare tutto e ci avrà fatto invitare perché lo aiutiamo. Noi lo aiuteremo, e questo ci darà vigore domattina per la prossima tappa." "Vedremo" commentò laconicamente Sabbioso. Affidarono al locandiere bagagli e cavallo, e seguirono a corte il latore della piastra d'oro, portando con sé le proprie armi. Quando furono davanti ai gradini di giada bianca, fecero un semplice saluto e rimasero in piedi. Gli ufficiali civili e militari si spaventarono. Dicevano: "Passi la bruttezza, ma questi bonzi sono veri villani! Come si permettono di comparire davanti al re senza prosternarsi? Hanno fatto un saluto qualsiasi e se ne stanno lì ritti impalati. Da non credere!" "Signori, non spettegolate" fece Porcellino sentendo il mormorio. "Siamo fatti così. Non siamo molto belli, ma ci farete l'abitudine." Il re, che era già allarmato dall'orribile aspetto, all'udire questa dichiarazione si mise a tremare come una foglia e cadde giù dal trono reale; per fortuna gli ufficiali più vicini lo risollevarono subito. Tripitaka, sconvolto, si gettò a terra e si prosternò precipitosamente più volte: "Maestà, merito mille morti! L'avevo detto che i miei discepoli erano impresentabili e che temevo recassero offesa a vostra maestà. Ed ecco che vi hanno cagionato un brutto spavento." Pur continuando a tremare, il re tese la mano a Tripitaka per farlo rialzare: "Meno male, reverendo, che me lo avevate detto. Se non fossi stato messo sull'avviso, credo proprio che sarei morto di paura." Il re mise un po' di tempo a riprendersi, ma infine chiese: "Chi dei due reverendi è il miglior distruttore di mostri?" "Io me ne intendo" fece Porcellino senza riflettere. "Che titoli avete?" "Sono l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. Sono stato bandito in questo mondo in seguito a un'infrazione, ma poi ho avuto la fortuna di convertirmi alla retta via e di farmi monaco. Da quando abbiamo lasciato le terre dell'Est, io mi sono dimostrato il più abile distruttore di diavoli." "Se siete un guerriero celeste esiliato sulla terra, sarete esperto anche di trasformazioni." "Non diciamo esperto, ma qualcosa so fare." "Provate. Mi piacerebbe vedere un saggio." "Assegnatemi il tema della trasformazione." "Per esempio, potreste diventare un gigante." Porcellino di trasformazioni ne conosceva parecchie, precisamente trentasei. Per far bella figura, fece il gesto adatto, recitò la formula e gridò: "Cresci!" Con una torsione della schiena si allungò a otto o nove tese di statura, raggiungendo le dimensioni di una di quelle divinità che aprono i cortei dei funerali. I funzionari tremavano, monarca e sudditi erano sbigottiti. Un ufficiale si azzardò a chiedere: "Reverendo, qual'è la statura massima che potete raggiungere?" Il bestione non poté trattenersi dal rispondere con le sue solite sciocchezze: "Dipende dalla direzione del vento. Questa è una statura che va bene con il vento che soffia dall'est o dall'ovest; ma se soffiasse da sud, correrei il rischio di bucare l'azzurro del cielo." "Basta così. Sarebbe meglio che ritornasse giù" disse il re allarmatissimo. Porcellino fece il gesto di accoccolarsi e riprese la sua solita statura. "E come siete armato, reverendo?" chiese ancora il re. "Il vecchio Porcellino usa un rastrello" rispose il bestione mostrandolo. "Ma è indecente!" esclamò il re con un risolino nervoso. "Non sarebbe dignitoso per la mia casa. Qui abbiamo di tutto: fruste, sbarre, azze e mazze, sciabole, lance, alabarde, asce da guerra, spade, picche, partigiane, falci da battaglia. Scegliete quello che vi conviene, ma che sia un'arma decorosa, non un arnese da giardinaggio." "Vostra maestà non se ne intende. Vi sembrerà un'arma volgare ma, a parte il fatto che l'ho sempre usata e ci sono abituato, con questo rastrello in pugno ho comandato ottantamila marinai sul Fiume Celeste, quand'ero ammiraglio. Del resto, anche nell'accompagnare il maestro, è con questo rastrello che ho distrutto covi di lupi e tigri, e ripulito antri di draghi e serpenti." Il discorso impressionò il re, che fece segno di avvicinarsi alla nona concubina e le disse all'orecchio: "Porta di quel vino mio personale per festeggiare il reverendo che va alla guerra; puoi portare una bottiglia intera." Riempì una coppa e la porse a Porcellino: "Reverendo, vi ringrazio fin d'ora della pena che vi darete. Quando avrete catturato l'orco e ricondotto mia figlia, vi darò mille pezzi d'oro e un banchetto coi fiocchi." Il bestione prese la coppa e sfoderò quel tanto di cortesia di cui era capace; fece una gran riverenza a Tripitaka e gli disse: "Maestro, dovreste essere voi il primo a bere questo vino, ma non oso disobbedire all'ordine del re; scusatemi se vi precedo, ma mi serve per mettermi su di giri e aumentare il mio coraggio nella cattura del mostro." Bevve d'un fiato, si impadronì della bottiglia e ne riempì nuovamente la coppa per porgerla a Tripitaka. "Sai che non bevo. Dàlla al tuo condiscepolo." Sabbioso si fece avanti per prendere la coppa. Porcellino produsse una nuvoletta ai suoi piedi e se ne servì per balzare in aria. "Il reverendo Porcellino sa cavalcare anche le nuvole!" esclamò il re. Scomparso il bestione, anche Sabbioso vuotò la coppa d'un fiato: "Maestro, quando combattemmo con Veste Gialla che vi aveva rapito, ci impegnammo tutti e due senza riuscire a concludere. Dubito che Porcellino possa farcela da solo." "Hai ragione, discepolo; sarà meglio che tu vada a dargli una mano." E Sabbioso montò a sua volta su una nuvola e partì. Il re, sconvolto, afferrò il monaco cinese per una mano e implorò: "Reverendo, per favore, non volerete via anche voi! Qualcuno dovrà pur restare a farmi compagnia." "Per carità, io non saprei alzarmi nemmeno di poco." I due rimasero nella sala a fare conversazione. Intanto Sabbioso aveva raggiunto Porcellino: "Aspetta, fratello, vengo anch'io!" "Che cosa vieni a fare, fratellino?" "Il maestro mi ha raccomandato di aiutarti." "Giusto, buona idea" concluse contento Porcellino. "In due, mettendocela tutta, ce la faremo. Non sarà niente di speciale, ma qui in paese ci può dare una certa reputazione." Eccoli: Escon dalla città sulle ali del vento, Passano le frontiere su luci colorate. Per ordine del re devono catturare Ad ogni costo l'orco dentro la sua caverna. Giunti all'ingresso della grotta scesero dalle nuvole e Porcellino menò un gran fendente, con il suo rastrello, alla porta di pietra che chiudeva l'entrata: vi fece un bel buco, delle dimensioni di un recipiente da uno staio. Il mostriciattolo di guardia in portineria diede un'occhiata e corse spaventato a riferire: "Gran re, si mette male. Il bonzo con il grugno e quello tetro sono ritornati, hanno battuto alla porta e l'hanno rotta." "Il loro maestro l'ho lasciato andare. Perché mai quei due rognosi mi vengono a sfondare la porta?" "Magari hanno dimenticato qualcosa e sono tornati a cercarla" suggerì il mostriciattolo. "Cretino!" insultò l'orco. "Ti pare che per questo si debba sfondare l'uscio? La ragione sarà un'altra." Si affrettò a indossare la corazza, impugnò la sciabola e uscì a indagare: "O bonzi, che cosa andate cercando? Il vostro maestro l'ho pur liberato." "Brutto mostro, ne hai combinate di tutti i colori!" rispose Porcellino. "E che cosa avrei combinato?" "Hai rapito la terza principessa del Regno degli Elefanti Sacri e l'hai costretta a divenire tua moglie. Te la tieni da tredici anni, ma adesso è tempo di restituirla: ti vengo ad arrestare per ordine del re. Il meglio che puoi fare è di legarti da solo, così non perdiamo tempo." L'orco vide rosso. Si alza in tutta la sua statura, digrigna i denti, rotea gli occhi e, alzata la sciabola, assesta un gran fendente in testa al nemico. Ma Porcellino schiva e allunga il rastrello; Sabbioso brandisce il bastone e si unisce alla mischia. Questo combattimento fu molto più duro del precedente. Si capisce che

L'ira vien scatenata dalle frasi offensive, Le intenzioni aggressive stimolano la collera. È una lunga battaglia fra i due monaci e l'orco: "Hai rapito una donna e meriti la morte." "Tu cosa ci rimetti, brutto rompicoglioni?" "Il tuo stupro è un oltraggio ad un intero regno." "Ma tu vieni da fuori, non sono fatti tuoi." In fondo si combattono solo per una lettera [...] Dopo otto o nove scontri, Porcellino si trovò in difficoltà: aveva il fiato grosso e non reggeva più gli attacchi. Perché resisteva meno dell'altra volta? mi chiederete. Perché gli dèi protettori si tenevano sempre vicini a Tripitaka, per assicurare la sua protezione; nel primo scontro si trovavano presso la grotta e davano una mano; ma questa volta erano lontani e si sorbivano le chiacchiere da salotto alla corte degli Elefanti Sacri. "Sabbioso" disse il bestione, "vado un momento a far pipì. Tu continua pure." Senza darsi altro pensiero del condiscepolo, corse a rotta di collo nel bosco e si rifugiò in un cespuglio spinoso, incurante delle spine che gli laceravano veste e pelle. Ne lasciò emergere solo un'orecchio, per ascoltare da lontano il rumore della battaglia. La fuga di Porcellino prese Sabbioso alla sprovvista; il mostro si precipitò su di lui, se ne impadronì e lo condusse prigioniero nella grotta con mani e piedi legati. Se poi non sapete se ne uscì vivo o morto, ascoltate il seguito. CAPITOLO 30 TALENTI E PRODEZZE DEL CAVALLO IN CUI IL DEMONE PERVERSO INFRANGE LA GIUSTA LEGGE, E IL CAVALLO DEL PENSIERO SI RICORDA DELLA SCIMMIA DELLO SPIRITO. Il mostro fece legare Sabbioso, ma non lo uccise, non lo percosse e nemmeno lo insultò. Sostò invece a riflettere: "Quel monaco cinese viene da un paese di grande civiltà e non ignora certo i riti e la giustizia. Dal momento che gli ho risparmiato la vita, perché lui dovrebbe mandare i suoi discepoli a cercare di catturarmi? Dev'essere stata mia moglie a mandare un messaggio al suo paese. Bisogna metter le cose in chiaro." Si diede un'aria feroce, e andò a cercare la principessa con le peggiori intenzioni. Quest'ultima, senza sospettare nulla, aveva appena terminato la sua toilette e se ne andava tranquillamente per casa, quando vide il mostro con la fronte aggrottata, che digrignava i denti e gettava sguardi furiosi. La principessa si sforzò di assumere un atteggiamento sereno e sorridente: "Signore, avete qualche noia?" "Donna vile, dal cuore di cagna!" tuonò lui. "Sei fredda come il ghiaccio. Quando ti ho portato qui, non avevi niente da ridire. Ti ho vestita di broccato, ornata d'oro, ti procuro quello che vuoi. Hai tutti i doni delle quattro stagioni e tutto il mio affetto. E tu non provi il minimo sentimento coniugale, pensi solo ai tuoi parenti." La principessa terrorizzata si gettò in ginocchio e gridò: "Marito mio, perché mi volete lasciare?" "Sono io che ti caccio o sei tu a volertene andare? Te lo chiedo. Perché il monaco cinese era stato liberato ancor prima che tu me lo chiedessi? La verità è che gli avevi affidato una lettera per i tuoi. Altrimenti, perché mai questi monaci sarebbero ritornati qui a sfondare la mia porta e a chiedere di lasciarti andare? Non mi dirai che non c'è sotto il tuo zampino!" "Signore, mi fate torto con le vostre accuse; io non ho inviato messaggi." "Non puoi negare; la persona che ho catturato è la prova di come stanno le cose." "E chi avete catturato?" "Sabbioso, il secondo discepolo di quel monaco." L'estremo pericolo può rendere intrepido chiunque. Negare tutto era l'unica risorsa che le rimanesse, perciò replicò: "Calmatevi. Andiamo insieme a interrogare quel monaco. Se parla di una lettera, uccidetemi; in caso contrario, perché dovreste commettere un'ingiustizia?" Il mostro alzò la sua manona blu, grande come un setaccio, afferrò la principessa per i bellissimi capelli, la trascinò davanti al palo dov'era legato Sabbioso e la gettò per terra. Poi, sciabola in pugno, prese a interrogare il prigioniero. "Bonzo!" tuonò. "Se avete avuto l'audacia di attaccarmi, è stato per ordine del re, al quale questa donna ha mandato un messaggio." Sabbioso, alla vista di quella grinta feroce e della sciabola levata sul capo della donna, pensava: "È vero che lei ha inviato la lettera, ma ha anche liberato il maestro. Sarebbe uno strano modo di ringraziarla dire la verità e provocare la sua morte. Basta. Non ho ancora avuto occasione di acquistare meriti: adesso correrò il rischio di finir male per dimostrarle la mia gratitudine." Perciò disse: "Non siate sconsiderato. La lettera che dite non esiste, e le circostanze in cui siamo stati mandati sono altre. Il nostro maestro, mentre era prigioniero nella grotta, aveva notato la principessa. Quando, nel paese degli Elefanti Sacri, si è recato a corte per presentare il suo passaporto, il sovrano ha chiesto se avesse notizie di lei: l'inchiesta sulla sua scomparsa non è mai stata abbandonata. Ci hanno mostrato ritratti e disegni, e la risposta del maestro è stata che l'aveva vista qui. Allora il re ci ha offerto del vino e ci ha incaricato di catturarvi e di ricondurla a palazzo. Questi sono i fatti. Se volete uccidere qualcuno, suppongo che tocchi a me, piuttosto che a una persona che non vi ha fatto niente; se colpiste lei, violereste i grandi princípi della ragione celeste." L'orco rinfoderò la sciabola e aiutò la principessa ad alzarsi: "Ti ho aggredita come un bruto e ti ho gravemente offesa. Perdonami." L'aiutò a riordinare i capelli e la riaccompagnò nelle stanze interne, sorreggendola teneramente e facendole mille carezze. Le chiese infine di sedersi al posto d'onore per ricevere le sue scuse. La principessa, che aveva il temperamento leggero di tutte le donne, a vederlo così riguardoso, ne approfittò subito con totale impudenza e gli domandò: "Signore, in nome del vostro affetto, vi posso chiedere di far legare meno stretto il monaco Sabbioso?" Il mostro ordinò senz'altro di slegarlo e di limitarsi a tenerlo sotto chiave. Sabbioso pensò: "Lo dicevano gli antichi: fare del bene agli altri è farlo anche a se stessi. Se non l'avessi aiutata, non mi troverei libero dalle corde." Il mostro fece preparare un banchetto per farsi perdonare la paura cagionata alla principessa. Mangiarono e bevvero in abbondanza, poi il marito si allontanò per indossare abiti da cerimonia e cingere una spada preziosa. Accarezzò la principessa e le disse: "Tesoro, resta qui e bevi finché ti fa piacere, bada alla casa e a far custodire il bonzo. Io voglio approfittare della presenza del monaco cinese per far visita ai miei suoceri." "Quali suoceri?" "I tuoi genitori, naturalmente. Sono pur sempre genero del re; perché non dovrei presentare i miei omaggi a mio suocero?" "Ma non potete andarci!" "E perché no?" "Il re mio padre non ha conquistato il regno in guerra, ma l'ha ereditato dai suoi avi. È salito al trono molto giovane e non è mai uscito di città; là non si sono mai veduti dei fusti gagliardi come siete voi. Se vi vede resterà terrorizzato, potrebbe venirgli un colpo. Questi convenevoli in famiglia potrebbero risultare pericolosi." "Non ci saranno pericoli. Prenderò l'aspetto di un giovanottello di buona famiglia vestito alla moda." "Vediamo che cosa sapete fare." Il bravo mostro, con una scossa, si trasformò in un bel giovanotto. Davvero: La statura rispettabile, Portamento assai elegante; Parla come un mandarino, Ma si vede che è sportivo. Del poeta Cao Zhi Egli ha la disinvoltura; Di Pan An, il rubacuori, Egli mostra la bellezza. I capelli son raccolti Nel berretto di velluto. Una tunica lo avvolge Di una garza verde giada Dalle maniche sboffanti. Gli stivali ricamati, La cintura colorata. Pien di fascino ed altero, È davvero convincente. La principessa gli girò intorno per esaminarlo accuratamente e lo trovò proprio di suo gusto. "Tesoro" disse ridendo il mostro, "pare che tu mi preferisca così!" "Devo ammettere che non siete niente male. Mio padre tiene molto ai legami familiari, vorrà trattenervi a pranzo. Mi raccomando di non bere tanto da perdere il controllo. Se venisse fuori qualcosa del vostro vero aspetto, se spuntassero gli zoccoli biforcuti da sotto il mantello, il successo che avrete andrebbe subito a gambe all'aria." "Si capisce, ci arrivo anche da solo. Starò attento." Viaggiando sulle nuvole raggiunse senza tardare il paese degli Elefanti Sacri e si presentò alla porta del palazzo. "Il terzo genero reale è venuto nella mia persona espressamente per render visita a sua maestà" annunciò al gran commissario del padiglione d'ingresso. "Vi prego di prendervi il disturbo di farglielo sapere." Il guardiano lo annunciò alla porta gialla e il preposto ai rapporti si presentò ai piedi dei gradini di giada: "Vostra maestà, il terzo genero reale è venuto a visitarvi e attende risposta alla porta del palazzo." Il re era ancora in conversazione con Tripitaka. Quando sentì parlare di un terzo genero reale, si rivolse ai suoi ufficiali: "Che storia è questa? Io ho solo due generi." "Se dice che è il terzo, sarà il mostro." "E sarebbe corretto convocarlo alla mia presenza?" "Maestà" intervenne spaventato Tripitaka, "i mostri hanno poteri soprannaturali, penetrano il passato e il futuro, cavalcano le nuvole. Temo che entrerà, se lo vuole, con o senza convocazione. Sarà prudente invitarlo, per evitare inutili discussioni e brutte figure." Il re concesse quindi l'udienza e il mostro fu introdotto ai piedi dei gradini dorati ed eseguì impeccabilmente tutto il balletto degli omaggi al sovrano. Era bello ed elegante, nessuno poteva credere che si trattasse di un orco. Agli occhi dei comuni mortali era proprio una persona come si deve. A vedere il suo aspetto dignitoso, il re pensò addirittura di poterlo utilizzare

mordicchiando bocconcini di tenere carni di fanciulla come stuzzichini. a est della città. con i suoi occhi mortali. non ci sono proprio altre risorse. folli di terrore. Si fece una bella sarabanda fino a sera e si finì per catturare la tigre viva e illesa. Si può dire Che fu la tigre a farci da sensale. Poi gridò: "Cambia!" e lo trasformò in una gigantesca tigre maculata.come sostegno del trono. Cetre e liuti e calpestano i poveri strumenti Per fuggir da ogni parte. Mentre lui si dava buon tempo alla sua maniera. sarà stato quel perfido mostro a farlo apparire come una tigre. Quando sentì la notizia. perché era pratico del metodo chiamato della costrizione dei liquidi. si diede una scossa e riprese l'aspetto di drago. Il re e la corte videro con i loro occhi La bianca fronte e la testa rotonda. si impadronì dei loro documenti. il vostro umile suddito ha sempre amato cavalcare e tendere l'arco: vive da cacciatore." Che bravo principe drago! Si diede una scossa e si trasformò in fanciulla di corte. cui avevano tagliato le corna e levato le scaglie per punirlo di un'infrazione. con grande scricchiolar di mascelle. C'era un gran buio. Come l'ha il toro bruno di palude. Fetidi miasmi emana dalla gola. con la bocca. altro che pellegrino in cerca di scritture!" Il sovrano era una persona molto impressionabile. che si dicevano provenienti dal paese dei grandi Tang. Una volta. che il mostro non conosceva. danzare e scherzare con lui. mentre riempiva la brocca. salvo i militari più coraggiosi che lanciarono sulla belva i loro uomini. Si urtano. La sera. "Di ballare sei capace?" chiese ancora il mostro. e io lasciai libera la tigre. si alzò e fece i passi del trucco chiamato scurire gli occhi. senza che se ne spargesse una goccia. si può dire che di tigri mi nutro e di tigri mi vesto: vivo ogni giorno in mezzo a loro. Il mostro restò nella sala e si rimise seduto al posto d'onore." "A che distanza si trova questa montagna?" "Non è lontana: trecento li. Le feci domande sulla sua famiglia. fissare il corpo. se avessi saputo che era la terza principessa di vostra maestà? Semmai mi sarei presentato a palazzo e avrei implorato una posizione che mi rendesse meno indegno di lei. mio saggio genero. Vi pare che avrei potuto unirmi a lei. Come il re la vide." "Trecento li! E come ha potuto percorrere questa distanza. A quanto ho sentito raccontare. caro suocero. Corpo zebrato ed occhi lampeggianti. Figuratevi se non ne approfittò! Verso la seconda veglia. Saltò in piedi. dopo che gli ufficiali si furono ritirati. Gli ufficiali. Ma quel parapiglia nel cuore della notte era completamente silenzioso: nessuna osava aprir bocca per non turbare il sonno di sua maestà. Se la trattenni al villaggio. Un filo rosso unì le nostre vite Da esistenze anteriori. per la mia attività. ma in attesa di saperlo potrei andare a divertirmi un po' con quello lì. spruzzò un sorso d'acqua in direzione di Tripitaka. per me. altro non era che una tigre feroce. Ciò mi dovrebbe aiutare a chiarire come stanno le cose. il giovane drago sorrise fra sé e pensò: "Alla fine non ha più retto: ha mostrato lo zoccolo biforcuto. negli anni successivi. da che cosa riconosci in questo bonzo la tigre che aveva rapito la principessa mia figlia?" "Caro suocero. non ne poté più e sentì un bisogno incontenibile di mettersi a suo agio. perché bevesse a suo agio e si divertisse. sempre dedito comunque a fuorviare e uccidere la gente. per unirsi a te?" Il mostro presentò un'abile menzogna: "Caro suocero. Per salvare la vita lascian cadere flauti. Nel veder la gran belva maculata Tutti i presenti son terrorizzati. Salì nello spazio per osservare dall'alto la situazione. Occupò il posto d'onore. L'orco si bevve la pagoda e masticò un boccone di cadavere. in cui trovò diciotto belle ragazze scelte apposta per cantare. Non è certo difficile. Quando vide l'orco seduto a bere smodatamente e a mangiare carne umana. Non era capace. Vicolo senza uscita: eccolo tigre. ma lei mi nascose di essere di sangue reale. si strappano le vesti: Che si salvi chi può. che fu chiusa a chiave in una stanza del palazzo." Il re ordinò a un ufficiale di portare l'acqua. tredici anni fa. sentì le sue anime abbandonarlo. Fatemi avere mezzo bicchiere d'acqua pura. ciascuna pensa a sé. Allora non immaginavo che. vedere con chi ho a che fare. Subito dopo il matrimonio espressi l'intenzione di uccidere la tigre rapitrice. che avevo solo ferita e catturata. Divorare la gente non lo porterà lontano. ma il giovane re drago del mare occidentale. recando addosso la cicatrice della ferita infertale dalla mia freccia. pieno di vino fino al colletto. che era arrivato appena in tempo a salvarlo dall'aggressione del finto bonzo. acchiappò una ragazza che suonava il pi pa e le sgranocchiò la testa. potrei versarne ancora. E ora che facciamo? Il condiscepolo anziano l'abbiamo mandato via. circondato soltanto da queste bellezze. di Porcellino e di Sabbioso non si sa più nulla. Poi chiese: "Sai cantare?" "Me la cavo" disse il drago. Vedete come fecero: Le fanciulle di corte. Ma danzare a mani vuote non vien bene." "Non potremmo vederla anche a noi nella sua vera forma?" "Certo che potete." Spezzò le redini e fuggì all'aperto. il vostro suddito viene dalla Grotta della Luna Marina. quando giunse alla conclusione: "Se non do una mano io. Scoccai una freccia e abbattei la belva. Il genero la prese.' Mi convinse. di venire a corte per divertirsi un po' alle vostre spalle." Il drago prese la brocca e riempì una coppa superando l'orlo di mezzo pollice senza spandere vino. io vivo in montagna e. La tigre li uccise. recitò la formula e. versa pure. Non vedo dov'è il maestro. ma da lassù si vedeva la Sala della Pace d'Argento vivamente illuminata da otto candelabri. Ma senza testimoni né sensali. si graffiano. me la portai a casa e la feci rinvenire facendole bere pozioni calde. davvero seducente. e che alla fine era stato trasformato in cavallo per accompagnare Tripitaka. esplose in una gran risata sgangherata e riprese il suo solito aspetto. perché non si continui a scambiare fischi per fiaschi. Se riesco a sopraffarlo. Poi aprì le manone grandi come setacci." "Fa vedere. mentre cacciavo con i falconi accompagnato da qualche diecina dei miei servitori. in realtà. sono venuta per servirvi da bere. di figura snella ma di seno generoso. Ci sposammo per amore e abbiamo convissuto per tutti questi anni. fu solo perché mi disse di provenire da una famiglia qualsiasi. spaventati. Tremano come ibischi sotto un gran temporale. quella stessa tigre si sarebbe dedicata all'ascesi e sarebbe riuscita a sublimarsi in mostro. ma la mole è gigantesca. Infine si nascosero tremanti al riparo di un muretto in giardino. Perciò questi si mostrò molto interessato e commentò: "Che begli scherzetti sai fare!" "Se è per questo. in città si spargeva la notizia che il monaco cinese. Ma il cavallo si slancia su nel cielo. si mise a riflettere: "So che il mio maestro è una normalissima brava persona. pochi anni fa vennero da queste parti dei monaci in cerca di scritture. Le altre diciassette bellezze. Con le orecchie appuntite essa ricorda Il gatto. Dalle zampe si vedono spuntare Venti artigli taglienti e acuminati E la gran bocca lascia intravvedere Candide seghe di robusti denti." "Va bene. Ricorderete che quello non era un vero cavallo. I lunghi baffi son fili d'acciaio. mio caro genero? Quali origini ha? Quando hai sposato la mia principessa? Perché hai aspettato finora a render visita ai tuoi suoceri?" L'orco si prosternò e rispose: "Signore. Il re diede ordine al servizio competente di preparare un grande banchetto per ringraziare il genero. colpite dal terrore. dove il cavallo bianco mangiava il suo fieno davanti alla greppia. ma la principessa si oppose per il motivo espresso in questi versi: 'Ci siam sposati al cospetto del cielo. Entrò di corsa e disse al mostro: "Non uccidetemi. che scendeva dal pendio della montagna con una ragazza sul dorso. Gli dèi incaricati della protezione di Tripitaka ebbero il loro da fare per impedire che venisse colpito. mia figlia. e con questo proposito gli pose domande: "Dove risiede la tua famiglia. prese il loro aspetto e pensò bene. mi capitò di imbattermi in una feroce tigre maculata. cercando di colpirla con armi di ogni specie: ci sarebbe stato di che fare a pezzi tutti i monaci di un monastero. il mostro entrò nella Sala della Pace d'Argento. senza badare dove. nobile genero reale. avrò poi agio di liberare il maestro. corsero a nascondersi. di vedere chi veramente gli parlava ed era portato a prendere per oro colato tutte le sue menzogne." Il drago continuò a mescere nella stessa coppa: il vino saliva e prendeva la forma di una smilza pagoda di tredici piani." Il mostro . non è difficile." Stette a rimuginare fino alla seconda veglia. e gli cantò un'arietta. come dicono i versi: Nel viaggio verso l'Ovest Tripitaka Ha incontrato un malefico tranello. corsero da tutte le parti a cercare un angolo buio dove nascondersi. Sembrano le peonie squassate da un gran vento. alternando bicchieri di vino e sorsate di sangue. Quanto alla ragazza. incatenarla e metterla dentro una gabbia di ferro. Quel tizio che vedo seduto sul cuscino ricamato non è altri che la tigre che tredici anni fa rapì la principessa. Qualcuno finì per parlarne anche nella stalla della locanda. sul Monte della Tazza. "Più o meno. "Ma tu. che scappò via a coda ritta e con gli artigli sfoderati.

avanti. con una sola mano non puoi applaudire. L'uno sostiene la colonna di giada del cielo. si sedette come se niente fosse e riprese a bere. e mille duecento scimmie schierate ai suoi piedi secondo il loro rango lo applaudivano e gridavano: "Viva il grande santo. che cosa dovrei aspettare?" "Fratello maggiore. che non sareste risultati all'altezza e non ne sareste venuti a capo. Mi dovetti nascondere nel fossato. constatando che tutto restava tranquillo. si inchinò sulle zampe anteriori e gli disse: "Fratello maggiore. Non si può fare nulla Se ragione e giustizia sono dimenticate. Porcellino a testa . il giovane drago sentiva scemare la presa delle proprie mani e aveva tutti i muscoli indolenziti." "Va be'. là in mezzo. barbaro?" chiese severamente Scimmiotto. ma lui riuscì a schivare il colpo e a vincermi con un candelabro." Subito le scimmie." "Chi ci potrebbe aiutare?" "Vai senza perder tempo al Monte di Fiori e Frutti. non abbandonarti alla vigliaccheria. la vecchia donna gialla Tenuta in prigionia. strinse i denti per resistere al dolore che la gamba gli procurava. il pesante candelabro si muove senza sosta. che patrimonio. Di certo gli piacerà misurarsi con un avversario di valore come il mostro. ma soltanto che pensa a lui. basta che arriviamo a scambiarci qualche parola vivace. e sono sicuro che riuscirà a vincerlo e a liberare il maestro. riconobbe Porcellino e incominciò a parlargli in linguaggio umano. pur rimanendo chiusa qui dentro tutto il tempo. balza e travolge il diavolo giallo. Si rialzò precipitosamente e voleva infilare l'uscio. Da dove salta fuori? Portatemelo qui. Il giovane drago si tenne nascosto sott'acqua per un'ora buona. non un gallo che canti. "Per la miseria!" si spaventò Porcellino. Dalla posizione delle stelle capì che doveva essere la terza veglia." Il bestione aveva troppa paura per farsi avanti direttamente. non fate più conto su di me: non verrò nemmeno a dirvelo. Dopo otto o nove scontri. e al sorgere del sole abbassava già la sua nuvola alla ricerca della strada giusta sulla montagna. invece." "Non sa niente. Almeno avreste potuto correre a informare dell'accaduto. perché il vecchio diavolo era forte e vigoroso. Quando lo vedi. Lui era seduto su una grande rupe. come usano i maiali. Se il Novizio ritorna. Non poté più sostenere la lotta e scagliò la spada contro la testa del suo avversario. che se non ti do retta faccio la figura non averne anch'io. non un cane che abbai. in breve si addormentò profondamente. Era un momento in cui Cavallo del pensiero e scimmia dello spirito Erano separati. dopo che aveva colpito la Dama dal Bianco Scheletro sui Monti della Tigre Bianca. e pensò che sarebbe stato suo dovere aiutare Sabbioso: "Ma con un solo filo non fai una corda. Questa bugia lo indurrà a venire qui. non parlare di sfascio" rispose il drago. posso sempre riprendere il mestiere di genero." Il bestione ritornò in città e si recò alla locanda. Io e quella scimmia non siamo mai andati d'accordo. indietro. a fare il monaco non mi ci terrebbe nessuno. non poteva sperare di sfuggire nemmeno per un attimo all'acuto sguardo di Scimmiotto: "C'è un barbaro. ormai sono in ballo e devo ballare. l'altro emette un turbine di vento rosso cupo. Nel frattempo Porcellino non era uscito dal cespuglio in cui si era rifugiato dopo aver abbandonato Sabbioso e si era stravaccato a dormire. dove credi che andrei a finire?" "Vedrai che non ti colpirà. non avrai mica paura di me?" "Ma perché ti sei messo a parlare?" disse tremando Porcellino. con la testa confusa. Qui riprese l'aspetto di cavallo e si stese davanti alla greppia: la povera bestia era zuppa d'acqua e ferita a una zampa. Rifletté un momento e aggiunse: "Da soli non ce la facciamo. in quel buio notturno! Il mostro del Monte della Tazza e il drago bandito dal mare occidentale: l'uno emana una luce più chiara del lampo. con spada e candelabro. Incede l'uno come un maestoso elefante dalle bianche zanne fra i minuscoli uomini. Se non approfitto di questo sfascio per andarmene. vidi invece il mostro in una sala e mi trasformai in dama di corte per avvicinarlo." Il drago non poté trattenere le lacrime e supplicò: "Condiscepolo. ma questi l'afferrò al volo con destrezza e scagliò a sua volta il candelabro. Lui è più forte di noi. Fu il momento che il drago scelse per interrompere la coreografia e indirizzargli un fendente. volteggia la spada preziosa. "Come sarà riuscita questa canaglia. Il maestro non c'era. Il legno ed il metallo Restavano dispersi. Ma se mi dice di no. Chissà quanto ce l'ha con me. Si svegliò a mezzanotte passata e gli ci volle tempo per rendersi conto di dove si trovava. Se avessi io qualcosa di simile. uscirono combattendo dalla sala e continuarono lo scontro sulle nubi. numerose come uno sciame d'api. con le sue dimensioni." "Perché no? Sabbioso è prigioniero e io non sono in grado di battere quel mostro. è stato il mostro. Ma non credo che lui veda la cosa in questo modo. e chiedi a Scimmiotto di ritornare. circondarono Porcellino. a fare una tal sudata e a procurarsi quella contusione? Si vede che un brigante ha portato via il maestro e ha colpito il cavallo. gli giunse un grande vocio. per quella volta che incitai il maestro a recitare l'incantesimo del cerchio. Tu metti tanto cuore in queste cose. Sabbioso lo soccorrerò domani. Lasciamo stare.aprì il suo mantello." "Vai. Chi è venuto. la sua nuvola perse l'assetto e lo rovesciò nell'acqua del fossato della città reale. Voi eravate scomparsi e io temevo per la vita del maestro: non mi restava che cercare di soccorrerlo. sotto la luna che brillava nel cielo silenzioso. Si tuffò a testa in giù e scomparve nei flutti. salverà il maestro e ci vendicherà. e tutte queste scimmie a servirlo. Ma tiriamo avanti. Mentre camminava. A dritta. Io mi metto i bagagli in spalla e me ne torno dal vecchio Gao. non sospettavate che il più forte fosse lui. Nello spazio deserto. Se per distrazione mi menasse. non pensavo che il maestro mi avrebbe preso sul serio e lo avrebbe scacciato. "Non c'è da meravigliarsi che si sia stufato di fare il bonzo e abbia preferito ritornare a casa. non gli devi dire che il maestro è nei guai. scivolò in mezzo alla folla delle scimmie e si prosternò con loro. Ma il mostro non perdeva mai i suoi riflessi: schivò e afferrò un candelabro di ferro forgiato. Presto ebbe superato l'oceano orientale. in quello stato lo hanno catturato. e comunque escludo che lo si possa convincere a ritornare. Che battaglia. perché lui tiri fuori quella sua sbarra maledettamente pesante. Io lo dicevo per ridere. lo spinsero avanti e lo inchiodarono al suolo. Danzai per lui la danza della spada e. "Da dove vieni. Ma a corte non lo trovai. che si prosterna in bello stile maialesco. ti dico io che ritornerà!" Il bestione prese il suo rastrello. cercai di colpirlo. nostro signore e padre!" "Che bella vita. Guarda che bei posti. che improvvisò una lunga danza della spada. Sai. Andrò invece in città a vedere il maestro e a esporgli la situazione. ti prego. a manca. l'altro ricorda il gatto selvaggio che si avventa sul mondo sfoderando artigli d'acciaio. trasformato in un elegante letterato. Il diavolo che lo inseguiva lo perse di vista e se ne ritornò alla Sala della Pace d'Argento. che poteva pesare ottanta o novanta libbre. e quando vedrà la situazione in cui ci troviamo non si arrabbierà. balzò su una nuvola e se ne ritornò nella scuderia della locanda. Il drago non fu abbastanza svelto da evitarlo e ne fu colpito alla gamba. guardava affascinato e il suo sguardo sembrò scivolare in una fissità cui il vino doveva contribuire. dovresti ritornare al tuo oceano. Si tenne nascosto fra l'erba. Il destino che proteggeva Tripitaka gli diede vento in poppa: allargava le orecchie come vele e acquistava velocità. "Credi che racconti storie?" "Adesso che cosa facciamo? Tu sei in grado di muoverti?" "E se lo fossi?" "Se puoi. "Mi sa che c'è sotto qualche disgrazia." "Sai che il maestro si trova in difficoltà?" "Non so niente. Non si rendeva conto che. ho capito. Per quanto tendesse l'orecchio Su tutta la montagna. Ecco da dove viene la contusione che mi vedi su una gamba. quando mi avranno dato gli opportuni rinforzi di truppe e di cavalleria. mentre. Vola e danza il drago d'argento. Devi andare a chiedere aiuto. si stropicciava a lungo gli occhi. Per me le notizie sui tormenti che subiva erano come pugnalate al cuore. ma era tutto bagnato e aveva sul garretto un'ecchimosi del diametro di un piattino. l'altro incornicia l'oceano di travi d'oro. che soddisfazione dev'essere" pensava Porcellino. Anche il drago riprese la sua forma. All'orco piaceva molto. quando mi parve il momento buono. Trovò solo il cavallo che dormiva nella stalla. e tu e Sabbioso pensavate di catturare il mostro e di guadagnarci un premio. che si è fatto ricevere dal re come suo genero e ha trasformato il maestro in una tigre. verrò con lui. chiedilo a qualcun altro." Il cavallo bianco si svegliò. sguainò la spada che portava alla cintura e la tese al drago." "È andata proprio così?" si stupiva Porcellino. si aggiustò la tunica e balzò in aria dirigendosi verso est." "Fratellino. Si guardò intorno e scoprì Scimmiotto che aveva radunato i suoi mostri in una valletta. lui! Quando facevi lo sbruffone davanti al re. ma dobbiamo salvare il maestro. quando il cavallo gli afferrò un lembo della tunica con i denti per trattenerlo. coperto di catene e chiuso a chiave in una stanza. esordendo con un "Condiscepolo anziano!" che fece cadere a terra Porcellino per lo stupore. Il re scimmia ha il senso della giustizia e della bontà.

" "Ma allora perché sei qui?" "Il fatto è che il maestro pensa a te e mi ha mandato a cercarti. non ci si può fidare di quel Porcellino: parla come un manovale e vi insulta a ogni passo. sarà più facile che mi ascolti. per timore di rimediarci un'applicazione del randello. Ogni tappa ha la sua prova. Però non sono un barbaro. Essi salgono Verso la beatitudine a varcare La porta della non-dualità(10). pere profumate. salutiamoci qui. Se la tua intenzione è di fare atto di sottomissione. "cercavo di ingannarti proprio perché tenevo tanto a farti venire con me. che rispondevi subito quando ti si chiamava. signore e padre. Non perdiamo altro tempo. Assaggerò volentieri questa frutta. sento i re dell'inferno che fanno i conti con i loro assistenti? E te. Porcellino Otto Divieti. perché perdi tempo a prendermi in giro." "Ti prego di venirti a distrarre nella Grotta del Sipario Torrenziale. prendi qualcosa come aperitivo." "Fratello" rispose Porcellino prosternato." A queste parole il bestione non osò replicare. Da parte mia dovresti dire al monaco cinese di non perdere tempo a pensare a me. per le orecchie. non avrei dovuto sentirti?" "Ho capito. non avevo fatto i conti con la tua perspicacia. e io non vorrei far aspettare il maestro. Il metallo ed il legno Formano giusto frutto uniti insieme A scimmia dello spirito." "E dove vorresti scappare? Ti prenderei anche se ti lasciassi tre giorni di vantaggio. Non poté far altro che borbottare qualche parola d'addio e rimettersi in cammino. Non mi punire e consentimi di alzarmi per parlare." "Allora alza il muso e fatti vedere" rispose Scimmiotto ridendo. e adesso pretendi di non avermi mai visto e mi tratti da barbaro." "Infatti ci si può campare." "Perché non te ne vai in cerca di scritture con il monaco cinese? Scommetto che l'hai offeso e ti sei fatto licenziare anche tu.china rispose: "Non oso accettare l'onore di essere interrogato. Presso l'ingresso della grotta il grande santo lo aspettava seduto su una roccia. Triplo legame formano i discepoli.] Porcellino non poteva saziarsi dello spettacolo che aveva davanti ed esclamava: "Che meraviglia. ci pensa sempre" si affrettò a ribadire Porcellino. e prese a inveire contro di lui: "Non sei cambiato. se mi farai andare di nuovo fuori dei gangheri. fratellino. per riguardo al nostro maestro. fratello. Sbrigati a parlare se non vuoi botte." "Non credo né che pensi a me né che mi cerchi. sprofondando nella menzogna. ma io sono preoccupato per il maestro che aspetta. la vorrai pur dare un'occhiata al paesaggio. fratello." Ma Porcellino rifiutò: "Sei proprio gentile. Sono i sutra la via di perfezione: L'anima originaria aggiunge il Buddha. il maestro è là che ci aspetta. Comunque. "Se insisti a non riconoscermi. saggio condiscepolo. battendo la fronte al suolo. devi seguire le regole: prima consegni la tua carta d'identità e scrivi il nome nel registro. signore e padre. E SCIMMIOTTO ABBATTE ALLA FINE IL MOSTRO GRAZIE ALLA SUA SAGGEZZA. "Ho un bell'essere tornato a casa. Allora il maestro incominciò a dire che tu eri diverso. Te l'ha data la lettera di licenziamento? Fa un po' vedere. In quello stato d'animo mi ha mandato apposta a cercarti. Questo sarà l'antipasto. tu sei diverso e sei più balordo degli altri. E allora resti dov'è!" Avanzò di qualche passo e riprese le sue invettive." Il bestione non osò rendersi sgradito con altri rifiuti e lo seguì nella passeggiata. è lui che mi ha scacciato. visto che vieni da tanto lontano." "Non ho offeso nessuno. Lungo la strada. buono soltanto da battere" si spazientì Scimmiotto. Dopo la tua partenza riprendemmo il viaggio e." "Lasciamo perdere il maestro. da quello spione che sei. "perdonami. altro che campare!" Chiacchierarono e risero a lungo scendendo dalla cima. ti sarai trasformato in qualche insetto per spiarmi. che bisogno avevi di insultarmi?" "E chi ti insultava. questa volta mi ammazza!" ripeteva Porcellino come se recitasse una litania. si è ricordato di te. mangiate qualcosa!" "Mio fratello Porcellino" rispondeva Scimmiotto ridendo "ha un tipo di appetito che non si sazia con la frutta. gridavano: "Grande santo. Lo sai che non ho più tempo per divertirmi. che eri più sveglio e più intelligente. vieni almeno a fare un giro dalle nostre parti. non sono soggetto né al cielo né alla terra: perché dovrei rinunciare alla mia libertà per fare il bonzo? Vacci tu. Le scimmiette corsero a presentarsi a rapporto: "Grande santo. Ma parla sul serio e dimmi tutto. "Eccolo. fratello! Credo che sia la più bella montagna del mondo. qualcosa da rinfacciarti ce l'avrò." "Penso che il nostro maestro sia un uomo buono e giusto. le scimmie venivano a offrire grappoli d'uva violetti. il sole saliva in cielo. fratello? Possa mangiarmi la lingua! Dicevo semplicemente che avrei dovuto informare il maestro che tu non saresti venuto: questo è quanto." "Qui tutti sono scimmie. ascoltate il seguito: ci troverete tutti i particolari." "Fratello" gridò sconvolto Porcellino. "E come sarebbe andata la cosa?" "Mentre si camminava. dopo il ritorno di Scimmiotto era stata restaurata in breve tempo ed era tornata come nuova." "Quel porcellone di Otto Divieti!" esclamò Scimmiotto soffocando dalle risate. Inginocchiati sul bordo della strada. ero stanco e schiacciai un pisolino. tirati su. tutti si assomigliano e si sentono tutti fedeli sudditi del grande santo." Scimmiotto si arrabbiò e urlò: "Portatemelo qui!" La massa delle scimmie si precipitò sul bestione per riportarlo indietro. sugose nespole gialle e corbezzoli rossi. non ho lettere e non sono stato licenziato. senza pensare che Sabbioso sarebbe venuto a cercarmi e il maestro sarebbe rimasto solo. vedendolo partire. poi ti presenti all'appello quando e dove ti viene indicato. Poi gli darete altri venti colpi sulla schiena. ogni luogo il suo tranello. la Legge ritorna Alla sua fonte." "In questo posto benedetto dal Cielo. Non darti il disturbo. Quando Fraternità si ricongiunge Alla Giustizia." "Ma sei qui. Scimmiotto. e scusa se è poco. quale pericolo? Come ti ho detto. "Sono proprio io.." "Ma è proprio vero che pensa a te. CAPITOLO 31 STORIA D'AMORE ASTRALE IN CUI PORCELLINO SI APPELLA AL SENSO DI GIUSTIZIA DEL RE SCIMMIA. perdonami per riguardo alla pusa Guanyin che risiede di là dal mare." "Va bene. "Siamo stati fratelli giurati per anni. gli mise alle calcagna due agili scimmiette con l'incarico di ascoltare i suoi soliloqui. lui preferisce fare il mostro che il bonzo! Che bel macaco! Avevo le migliori intenzioni di pregarlo di ritornare. In effetti dopo tre o quattro li. per ogni singolo pelo. sei il solito sacco di segatura! Non ti bastava andartene via tranquillamente. Quel giorno fece giuramento davanti al Cielo e scrisse la lettera di suo pugno. che avevi dieci risposte per ogni domanda che ti si faceva. La montagna era bella. Porcellino saltò su e incominciò a tendere il collo da tutte le parti. vieni con me a divertirti un po'. tese il dito nella direzione da cui veniva e incominciò a vituperare Scimmiotto: "Scimmia del cazzo." "La strada è lunga al ritorno quanto all'andata." "A me piace seguire gli usi del paese. Dunque sei un mostro forestiero. "Prendete un bastone bello grosso e cominciate ad ammorbidirlo con venti colpi sulle chiappe. anche solo per non deluderlo e per non rendere inutile tutto il cammino che ho fatto. Come ti permetti di venirmi a rendere omaggio prima di essere stato accettato?" "Vergògnati!" grugnì Porcellino." Mentre assaggiavano. il maestro gridò: 'Discepoli!' Ma io non avevo sentito e Sabbioso faceva orecchie da mercante." A questo discorso Scimmiotto saltò giù dalla rupe. e lo sommerse acchiappandolo per i capelli." "Vuoi farmi fesso? Sai che. ma soprattutto. Porcellino temeva ciò che nel frattempo poteva accadere a Tripitaka e continuava a insistere: "Fratello.. Sai che non ama restare . in una pineta." La menzione di Guanyin ebbe qualche effetto su Scimmiotto: "Se la metti così non ti picchierò. me la pagherai. "Che cosa fai?" "Guardo da che parte la strada è più larga e adatta a scappare. prese per mano Porcellino e gli disse: "Saggio fratello. ma sempre con la testa china e cercando di nascondere il grugno. mentre il monaco cinese è in pericolo?" "Ma no." "Sei un sacco di segatura. caro fratello. per la coda. Camminai molto senza trovare nemmeno una capanna. I diavoli ed i mostri della storia Con i cinque elementi corrispondono. Dovremmo andare." E intanto pensava: "Se ammette di riconoscermi. Le scimmie in massa si erano impadronite del bestione e lo spingevano e tiravano. il mio muso!" gridò Porcellino tirandosi su." Le scimmie mollarono la presa. fratello. e il resto glielo darò io con la mia sbarra." "In questo caso non ti trattengo. parla prima che sia troppo tardi. io resto dove sono. che mi insultavi mentre camminavi qui vicino. saggio condiscepolo. con un codazzo di scimmie. il mio spirito continua a seguire il monaco passo per passo nella ricerca delle scritture. Se poi non sapete che trattamento ebbe Porcellino e se riuscì a scamparla. Figùrati se mi sarei permesso di insultarti." "Ma tu non vieni?" "E dove dovrei venire? Qui sono libero e sto bene. Ti prego. per quanto grande sia il mio appetito." "Ragazzi!" gridò Scimmiotto. se tendo l'orecchio sinistro verso l'alto. Perché avrebbe cambiato idea? E del resto io non posso ritornare. tanto che finirono per strappargli la tunica. "È la fine. Troncate i sei destini menzogneri Ed al Colpo di Tuono giungerete. Camminarono tenendosi per mano fino in vetta alla montagna. che noi non valevamo niente in confronto. ai piedi della montagna. il maestro smontò da cavallo e mi chiese di andare in cerca di elemosine. ma non ne vuol sapere. sento la gente che bisbiglia nel trentatreesimo cielo? E se tendo quello destro verso il basso. ma uno che conoscete bene." "Ti racconterò tutto. Porcellino si volse indietro. [.

Scimmiotto Consapevole del Vuoto. in cielo e in terra. Non lo trovò da nessuna parte. Si mutò in fanciulla di corte e cercò di colpirlo durante una danza della spada. Perché non mi hai dato retta?" Porcellino rifletté e si disse che da un uomo di guerra si ottiene di più con le provocazioni che con le preghiere. Intanto." "Come lo provocheremo?" chiese Sabbioso. quando il Novizio disse: "Fermiamoci un momento. Siamo i soldati di un esercito sconfitto." "Come sarebbe a dire?" "Io gli avevo detto: 'Mostro. Era invece la residenza del mostro Veste Gialla. invece di restar lì come uno scemo a bocca aperta. Aspettate che abbia accompagnato quel monaco al suo destino e l'abbia riportato nell'Est. Vieni a soccorrerci!" "Monta su. non ti conosco nemmeno. risalirono sulla nuvola e ripresero il viaggio. non dovevi proteggere il maestro? Perché stai qui a perder tempo. mi avete salvato la vita aiutandomi a discolparmi di quella lettera. vi avevo detto e ripetuto di far sapere. il vecchio non sarebbe capace di sottomettere nemmeno una lucertola: perciò toccò a noi di ritornare sul posto a combattere. Ora ti prego di non dimenticare l'adagio: maestro per un giorno. Quando il mostro lo saprà. che avresti dimenticato i torti passati e saresti certo venuto a soccorrere il maestro. me ne ritornerò al mio paese. e possono morire da un momento all'altro. La principessa gli disse: "Sei un monaco senza scrupoli. non credere di cavartela!" "E così tu non mi conosci. gli romperò le ossa e gli mangerò il cuore." "Non c'è tempo." Le scimmie. fratello! Dio sa se c'era bisogno di te! Aiutaci!" "Benedetto Sabbioso! Quando il maestro recitava il suo incantesimo per stringermi la testa. corsero dalla principessa ad annunciare: "Signora. Gliela farò vedere io. Ma non avevamo fatto i conti con i grandi poteri del mostro: questa volta toccò a Sabbioso di restare prigioniero. "la faccenda la conduci tu. per l'uomo nato fra cielo e terra?" "Lo so. a grattarsi le orecchie e a tormentarsi le guance: "Ma chi è questo stronzo. come sempre. Credi che il mostro non se la prenderà con noi? A noi. se li portò via. mentre Scimmiotto scendeva dalla rupe e si avvicinava alla pagoda." "Principessa" ghignò Scimmiotto. tu faresti una brutta fine. Non possiamo combatterlo in città: solleveremmo un polverone e la sconvolgeremmo tutta. dentro la grotta. io fui vinto e scappai a nascondermi nell'erba. siete il mio benefattore." "Hai ragione. perché hai rapito i miei figli? Hanno un padre feroce: se gli succede qualcosa. vorrà farla pagare. che non è da gentiluomo. Il mostro prese l'aspetto di un distinto letterato. Sarete vittima del suo furore. poi ritornerò qui a godermi con voi la verità della natura." Il grande santo saltò giù dalla roccia su cui si era accoccolato e si precipitò nella grotta. E adesso che cosa vuoi?" "Non ve la prendete con me" rispose sorridendo Scimmiotto. È stato il cavallo bianco a consigliarmi di andare in cerca del nostro primo condiscepolo. hai tenuto duro!" "Da dove vieni?" chiese Sabbioso inchinandosi. In un prato. i due se ne andarono con i bambini." "Che cosa ci vai a fare? L'orco non sarà in casa. "Grande santo.seduto a lungo: si mise a passeggiare. che si impadronì di lui. Non è che mi ha abbia proprio scacciato: mi ha dato un periodo di licenza per venir qui a vedere come andavano le cose e per prendere un po' di riposo. fratello." "E come vi incastro?" "Ai bambini dev'essere già scoppiata la milza dalla paura. La principessa corse fuori dalla grotta e vide Scimmiotto in cima a una rupe che stringeva i due bambini per il ciuffo e minacciava di lasciarli cadere nel vuoto. Mi chiedevo come avrei potuto rendervi il favore. e io ti rendo i bambini. Uno aveva una diecina d'anni e l'altro otto o nove. Quando. mezza parola avresti potuto dirla." "Fratello" fece Porcellino ridendo. che liberò il maestro e gli affidò una lettera per i suoi genitori. erano cose che diceva questo Veste Gialla. I mostriciattoli della grotta. gridò ai mostriciattoli di farsi da parte e liberò Sabbioso con le sue mani. ma tu no. non hai un'oncia di buona fede. senza perdersi a indagare se erano Pierino o Paolino. "qual'è secondo voi il crimine più grande. E poi. ritornammo indietro. "Ieri. una specie di volano. Li hai spaventati. donna volubile?" "Ho ricevuto la mia educazione a palazzo e ricordo la . verrà qui di certo. Lo cercammo fino all'ingresso della grotta e combattemmo con il mostro. uscì dalla foresta e vide una pagoda con il tetto dorato che prese per un monastero. Non riescono più nemmeno a piangere. Mi raccomando. in breve ritornò all'aperto con il suo randello in mano. pochi scherzi! Giù le mani dal maestro! Bada che non ha solo noi come discepoli. Non siate mai trascurati né approssimativi. Sono il primo discepolo del monaco cinese. Gettandoli sui gradini li ridurremo in poltiglia. Non era rimasto che il cavallo bianco." "Che bestia sei! Quando vi lasciai. il suo primo discepolo è il famoso Scimmiotto il Novizio. quando provocai quei disordini in Paradiso. direte che sono i figli di Veste Gialla e che li ho catturati io. ma fu invece colpito lui a una gamba da un grosso candelabro. cercando di trattenerlo. mentre tu." Scimmiotto divenne furioso: si mise a saltellare intorno. ha detto che sei buono e giusto. per sostituire la sua tenuta da mostro con la tunica di broccato e il grembiule di pelle di tigre. che mi ha informato che il maestro è nei pasticci: Veste Gialla lo ha trasformato in tigre." Sabbioso prese la rincorsa e balzò sulla rupe. Mentre erano assorti nel gioco. "non aprite la mia prigione: quando ritornerà vostro marito se la prenderà con voi. bisogna consolarli e rassicurarli. È comparso il vostro condiscepolo Scimmiotto: mi manda lui a liberarvi. non lo vorrei stomacare. padre per la vita. Devo scendere in mare a purificarmi. ti tieni le mani pulite. fai un buon affare." Scimmiotto lo interruppe: "Basta con le chiacchiere. La madre. quando è avvenuto un fatto inatteso. ma scoprì il mostro che beveva tutto solo in una sala del palazzo. "Vi porterete sopra la Sala delle Campanelle d'Oro e butterete giù i bambini sui gradini di giada bianca. I bambini terrorizzati si misero a strillare e a piangere. Al maestro piace la gente pulita. non si inchinasse profondamente e non mi trattasse con il titolo di 'grande santo'. con Sabbioso. lo taglierò a pezzetti per metterlo nella frittura mista'. Mi dovevi rendere i bambini in cambio del tuo condiscepolo: io ho fatto la mia parte. il quale riprese il suo aspetto di drago e partì in cerca del maestro. che ha immensi poteri e abbatte mostri come te con una mano sola. Se vi chiederanno di chi si tratta. non c'era dio che. un mostro così insolente non lo voglio mancare. Se invece è troppo magro. Confortati dalla sicurezza che dava loro la presenza di Scimmiotto." "Reverendo. senza testimoni. si sentì il cuore pieno di rugiada. e Porcellino lo additò: "Quella è la casa di Veste Gialla. "Era tempo di far conoscere i bambini ai loro nonni. Ciascuno di voi prenda un bambino. sono ritornato in città durante la notte. Scimmiotto si avvicinò alle loro spalle. Io mi sono permesso di ripeterle solo per informarti." Che bravo re scimmia! Abbassò la nuvola luminosa e ne scese per esplorare i dintorni della grotta. Presto giunsero in vista di un tetto dorato che rifletteva i raggi del sole. che il vecchio Scimmiotto era il suo primo discepolo. Stavano completando la traversata dell'oceano orientale." "Che cosa sapete. Tutti." "Non fare l'insolente. accettarono i suoi comandi. Lascialo andare." "Giusto. ma quando l'avrò catturato e fatto a pezzi. Anche Porcellino abbassò la sua nuvola per salutarlo: "Bravo fratellino.' Ma lui diede in escandescenze: 'Credi di farmi paura con questo Scimmiotto dei miei stivali? Venga pure. ci è rimasta solo la vergogna. invece di marciare verso l'Occidente?" "Non frugare nella piaga. Lo prese una gran gioia. Farai il bagno un'altra volta. per ogni evenienza. Verrò anch'io. Cinquecento anni fa. sorvegliate la proprietà e continuate a piantare gli alberi: bisogna aggiungere altri salici e pini. Ho trovato il cavallo bianco. mentre vado a esplorare il terreno di combattimento. fratello. chiese al maestro di catturare il mostro e di ricondurre la figlia. Ma adesso c'è questa situazione d'emergenza. andò a corte e trasformò il nostro maestro in una tigre. E questo burino ha l'insolenza di prendermi alla leggera. Scimmiotto prese per mano Porcellino e montò su una nuvola. fratello." "Lo so. gli strapperò la carne. Perciò rispose: "Magari non ti avessi dato retta! È stato proprio il tuo nome a scatenare quel mostro. Poi farai come vorrai. dove il campo di battaglia è spazioso. sconvolta. rapita dal mostro. Non è un modo di incastrarci?" "Se dovesse prendersela con voi. figlioli! Io ho il compito di proteggere il monaco cinese." Porcellino comprese che l'intenzione era buona." La principessa si precipitò all'interno. saggio condiscepolo. urlava: "Ehi lassù. bestione. fin dal momento che li hai arraffati." "Tu non capisci queste cose. due fanciulli giocavano a 'disputarsi il nido'. è un buon piano. Andiamo!" disse Sabbioso. Si precipitò all'aperto scuotendosi il vestito per salutare Scimmiotto: "Cadi proprio dal cielo. Quando il re ricevette la lettera. come se invece dell'annuncio di un arrivo lo avessero coperto di doni d'oro e di giada. come se sbocciasse la primavera. Bada che mio marito non è un tipo comune. che lo scorticherò vivo." "Alzati. Bisogna proprio tirarlo fuori da questo pasticcio. combatterete ritirandovi in modo da portarlo qui. messo in fuga. uno sconosciuto ha rapito i principini. li afferrò per il ciuffo e. al vedermi. per insultarmi così?" "Calma. monaco. che gli voglio dare una scarica di botte a modo mio. ai mostri che avessero aggredito il maestro. Come sai. calma. quei bambini. ma incastri noi. sanno che Scimmiotto è il suo discepolo." Alleluia! Al nome di Scimmiotto parve a Sabbioso che ambrosia gli piovesse sulla testa. il Novizio. comincia con il catturarlo e vendicarti. Io aspetto qui. dove Sabbioso è tenuto prigioniero. Dopo il bagno. "Principessa" diceva Sabbioso." "Tu resta qui. Se capitasse qui. Il mio condiscepolo Sabbioso è chiuso nel tuo antro." Infatti erano i figli che la principessa aveva avuto dal mostro. comunque. Mi è bastato ritornare pochi giorni fra le mie scimmie per riprendere odore di mostro. il maestro aveva trovato una salvatrice: era la terza principessa del re del paese degli Elefanti Sacri. trovammo solo il cavallo e i bagagli: il maestro era scomparso. messi in allarme. È stato il drago a suggerirmi di venirti a cercare. signore e padre!" gridava spaventata la folla delle scimmie. Due per uno. Poi andrete nella città degli Elefanti Sacri a provocare il mostro per portarlo qui. "Dove volete andare? Non fareste meglio a restare qui a darvi bel tempo ancora per qualche anno?" "Ma che cosa dite.

e lo farò ruotare ben bene per vedere di che si tratta. Porcellino mi ha detto che avete salvato la vita del nostro maestro e avete mandato una lettera ai vostri genitori: questo dimostra che non li avevate dimenticati. Come ti senti? Avrò cura di te. da qui non uscirai vivo. Corre all'aperto." "Voi che siete un esperto. manchi di dignità! Il tuo maestro ti caccia via. assalito da un'enorme collera. dargli il vostro corpo senza pensare a vostro padre e a vostra madre? Se questo non è un crimine contro la pietà filiale." "Tanto peggio!" esclamò il mostro." "Tirati su. per riferirgli l'accaduto. "lo dice anche il proverbio: marito senza moglie perde della sua casa la padrona." "Per piacere. In fatto di astuzia e agilità non è facile farla a una scimmia. a diecine e centinaia? Avessi pur cento mani. mi sorveglia continuamente. Gli omaccioni valgono meno della figura che fanno. In verità sono la peggiore peccatrice che ci sia fra cielo e terra. si batté il petto e riempì la grotta di singhiozzi violenti e di tragiche lamentazioni. mentre te la prendevi con il mio maestro? E non è tutto. non appena si era fatto giorno." "Brutto criticone! Non conosci il proverbio: maestro per un giorno. non vi posso riportare a corte dal re vostro padre." "Via. pestò i piedi. Pietà pei genitori Che tanto hanno penato. Come puoi dar retta a quella bestia?" "Non stiamo a discutere." "Lo so. ma Scimmiotto lo trattenne con una mano e fece con l'altra un movimento che gli restituì il suo vero aspetto: "Ohé mostro. Il mostro si mise a riflettere: "Capisco Porcellino. non vi disperate. Ma stai attenta a non ruotarlo. non sono riusciti a prevalere su mio marito. una specie di ciondolo di cinabro interno. mi hai anche insultato dietro le spalle. Tesoro. si apprestò a farlo ruotare su se stesso. Se non gli puoi offrire vino né merenda. La sua partenza da insalutato ospite confermò la nuova opinione generale che il vero mostro fosse lui. il fondamento del bene. e l'altro: l'ostilità fra padre e figlio dura solo una notte? Credevi che potessi restare con le mani in mano. quello là! Ha il grugno di maiale e la lingua di megera. Scimmiotto si rallegrò: "Che bell'oggetto! Chissà quanti esercizi di meditazione. Era destino che il suo matrimonio avesse fine." La principessa seguì il consiglio e si ritirò in luogo appartato." E si mise a piangere come una fontana. e l'incontro con il grande santo era stato disposto appunto a questo fine. come pensate di fare?" "Penso sia meglio che voi non mi stiate d'attorno. il re scimmia si trasformò con una scossa nella sua copia identica ed entrò nella grotta ad aspettare il mostro. guarda in su e vede Porcellino e Sabbioso che gridano da una nuvola. Tu sei un essere malefico piovuto da chissà dove per prendermi in giro. prima di venire a rubare il mio amuleto con l'inganno? Che azione infame. ma il mostro stava all'erta e subito si slanciò per strapparglielo dalle mani. Che ne pensate?" "Ma voi cercate la morte! Ieri i vostri condiscepoli." "Non ero con i due che conosci. potreste solo crearmi dei problemi. il vostro vecchio Scimmiotto vi garantisce che catturerà il mostro e vi riporterà a corte. Son qui io. povero diavolo sfiancato e sbilenco come un granchio. Qui si levò di bocca un oggetto che aveva le dimensioni di un uovo di gallina." "Proprio così: "Padre mio che m'avete generato.. "Certo che lo erano: li ha presi Porcellino. "che cosa ti succede?" "Ma che tesoro. confezionando frottole al riparo del velo di lacrime che gli bagnava gli occhi.frase dei libri antichi: 'Tremila crimini meritano i cinque castighi. non piangere più. Si fece avanti per prenderla fra le braccia: "Tesoro mio. con le ossa a pezzi e il sangue che correva tutto intorno." "Sento molto la mancanza dei bambini. non può essere. Il mostro alzò i pugni per colpirlo. Che cos'hai da dire a tua discolpa?" "E quando ti avrei insultato?" "Me l'ha detto Porcellino. perché altrimenti apparirei nella mia forma originale. Sarà meglio che prima ritorni a casa e chiarisca questa storia dei bambini. E così. Vediamo l'amuleto. La corte fu presa dal panico. Avreste dovuto rincasare ieri sera! Stamane non eravate qui quando è venuto Porcellino e si è portato via Sabbioso e i nostri bambini. di pugno o bastone che sia. voi ritornate a casa e non li vedo con voi: come volete che non mi senta disperata?" "Mi stai dicendo che quelli erano davvero i nostri figli? " esclamò il mostro. ma non riesco a ricordare.(11) "Il poema spiega che la pietà filiale è la fonte della buona condotta. Porcellino e Sabbioso." "Ti ho visto. se il tuo programma era di fare a botte. "che io e Sabbioso abbiamo portato qui. Lo sai che ho al mio servizio mostri grandi e piccoli. "Ha ucciso i miei figli buttandoli dall'alto: e adesso come rendergli la vita? La farò pagar cara a quel monaco. ho pianto tanto da averne male al cuore. ritornò subito alla sua montagna e corse verso la grotta per capire che cosa stava succedendo. Avrei voluto uccidermi." "Credete davvero di potercela fare?" "Non avete idea di quanto possa pestare diavoli e mostri. Mi accontenterò di farti presente che oggi ti sono venuto a trovare e tu non hai fatto buona accoglienza all'ospite venuto di lontano." La falsa principessa lo afferrò e cominciò a stropicciarselo qua e là. che è un uomo molto compassionevole. D'altronde a corte gli altarini erano stati scoperti. Ho un amuleto che devi strofinare dove ti duole. ma lui diceva che doveva presentarli a corte. ma perché è qui Sabbioso? Lo avevo lasciato prigioniero a casa mia: come è scappato? Perché mia moglie avrebbe dovuto lasciarlo andare? E che cosa c'entrano i miei figli? Porcellino avrà architettato un trucco per provocarmi." Il mostro si mise a ridere: "Caro Scimmiotto. non valgono la minestra che mangiano. puoi sempre offrire la tua testa: abbi la compiacenza di metterti in posa perché io ci batta sopra. Intanto Porcellino e Sabbioso portarono i bambini nella città degli Elefanti Sacri e li lasciarono cadere sui gradini di giada bianca." L'orco prese per mano Scimmiotto e lo guidò in un angolo segreto in fondo alla grotta. Scimmiotto se lo mise in bocca e lo inghiottì. reverendo: come potrei dimenticare i miei genitori? Il fatto è che il mostro mi ha rapito a tradimento. si produsse in un grande numero di teatro: sbatté le lunghe ciglia. non conoscevi il nome di tuo nonno. quando sentì gridare il suo nome. spostano vento e non ripagano la stoffa che occorre per coprirli. mentre gli ufficiali annunciavano: "Disgrazia! Disgrazia! Due persone sono precipitate dal cielo. Non ho più visto nessuno." "Ma che uomo sei. ma tutto muscoli." "Sciocchezze! Diecine e centinaia? Anche se fossero migliaia e centinaia di migliaia. Allora vi troverete un buon partito e potrete vegliare sui vostri genitori finché saranno in vita. ma nessuno è grave come la mancanza di pietà filiale'. come potrete farcela?" "A quanto pare non avete occhio per queste cose" replicò Scimmiotto ridendo. non avresti dovuto entrare qui dentro. Per ogni evenienza. schizzò intorno tante lacrime peggio di un temporale. piccolo piombo pesa un accidente. appunto perché ho l'abitudine di picchiare sodo i mostri che incontro e ne avevo ammazzati un po' troppi. che cos'è accaduto da renderti tanto disperata?" "Oh signore" rispose Scimmiotto. Son fuochi di paglia. proprio da fetente!" "Così non mi riconosci" disse il Novizio. Ecco perché non mi restava che prolungare la mia fragile esistenza." Scimmiotto ghignò dentro di sé: "Il maledetto è abbastanza ingenuo da passare alle confessioni senza che occorra la tortura." "Questi bambini sono i figli del mostro Veste Gialla" proclamò a gran voce Porcellino. Chi sei? Da dove vieni? Dove hai imboscato mia moglie. Io avrò bisogno di muovermi senza avere intorno troppi sentimenti: un colpo dev'essere un colpo.. con le ossa che vi sbucano sotto la pelle. "Dice il proverbio: grande vescica non pesa niente. il mio prestigio ne risentirebbe. e passerà. un po' di contegno! Guardami bene: mi conosci?" "Tesoro" bisbigliò il mostro allocchito. I vostri sentimenti verso di lui potrebbero giocarvi degli scherzi. La faccia gliela spaccherei volentieri. Allontanata la principessa. ma temevo che i miei genitori mi credessero colpevole di una fuga da casa e che la vicenda non venisse mai chiarita. non te ne lascerei uno in . Sono il tuo nonnetto di cinquecento anni fa. torcendosi per il furore che lo attanagliava. Io invece sono piccolo. sposa senza lo sposo è un'infelicità che non perdona. quanti anni di prove. signora. padre per la vita. perché le diciassette compagne della ragazza che egli aveva divorato si erano presentate al re. "Sono il primo discepolo del monaco cinese e mi chiamo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. il re confermò la consegna ai suoi ufficiali di tenere sotto sorveglianza la falsa tigre. mi aveva rimandato a casa per questo motivo. senza parere. ma siete stata sua moglie per tredici anni. "Principessa. Il monaco ha solo due discepoli. Poi. comunque. e tu hai ancora il coraggio di mostrarti in giro. Come avete potuto accoppiarvi con un mostro." Il bravo mostro non stette nemmeno a congedarsi. Io lo supplicavo. riducendoli in poltiglia. "Rimandiamo di un momento le legnate: guarda pure a tuo agio. Se mi prendessi una rastrellata. che pure sono degli omaccioni. E voi. Per sottrarre l'oggetto a ogni contesa." "Ma mi ha portato qui di forza. quante sedute di unione di yin e yang sono occorsi per fabbricare questo ciondolo di cinabro interno. falsa principessa. E voi madre che m'avete nutrito. Alla fine disse: "Le vostre parole sono giuste. come lo volete chiamare?" La principessa arrossì fino ai capelli. brutto diavolo! Non sai nemmeno riconoscere tuo nonno?" "Eppure questa faccia l'ho già vista da qualche parte" sibilò l'orco. la conversazione con lui posso riprenderla più tardi. Ero lontana da loro e non avevo nessuno per inviare notizie. L'orco entrò nella grotta come una folata di vento." Il mostro se ne stava ancora nella Sala della Pace d'Argento a ronfare e smaltire tutto il vino che aveva bevuto." "Te lo raccomando. Scimmiotto. Il mio maestro. Di uno Scimmiotto non ho mai sentito parlare. E valga in luogo del tè. Se non lo abbatto." "Vi potete fidare. non sapeva dove nascondersi per la vergogna. non mi tirate in qualche brutta storia. Il mostro strabuzzò gli occhi: non l'aveva mai vista così. ma ho bevuto troppo e non ho ancora smaltito il vino. E l'eminente legge del destino lo consegna ora nelle mani del vecchio Scimmiotto. non permette che mi allontani.

astro del lupo e del bosco. i quattro fiumi. per non tradire l'impegno. Qui la difesa si dimostra forte. e li seguì nel mondo di Sopra." Scimmiotto gli tese le mani per aiutarlo a rialzarsi: "Se me lo chiedi così." L'Imperatore di Giada decretò che fosse privato della placca d'oro e lo bandì nel Paradiso dei Beati. Le stava raccontando dell'avatara del mostro. "non ci sono ostacoli ad andarcene. dove i quattro grandi precettori celesti Zhang. senza osare di contrastargli il passaggio. veloce come una stella filante. Deng e Xin si scansarono precipitosamente addossandosi ai pilastri. Sono stati i loro pensieri profani a farli cadere fra gli uomini. mentre voi volevate darvi tutto al bene." "Mi sembra già una fortuna che esca di qui pacificamente. Ma se fossi morto. "È sempre il solito rustico. avresti lasciato in terra del sangue." I precettori si recarono subito a rapporto nella Sala delle Nubi Misteriose. non dev'essere un mostro ordinario. e non è cosa da poco. quante finte. gli fece segno con la mano: "Vediamocela fra noi. "È già mancato a quattro appelli ordinari. Così ho liberato la vostra benamata figlia. è risultato che questo Kui era assente da tredici giorni. o di aggravare la pena in caso contrario. non ti avremmo chiesto di venire da tanto lontano. come potrei dire di no? Portatemi un po' d'acqua. ed eseguì la figura detta rubar pesche sotto le foglie. ma non trovò niente: "Ragazzo mio. La loro unione era destinata dalle loro vite anteriori. mi dovevo vendicare del mostro perché mi aveva insultato. "Come sa controllare gli attacchi del mio randello! Aspetta un po': ti servirò una finta." Il mostro lo inseguì con la sciabola levata per fendergli la testa. "Vedi il maledetto!" si diceva Scimmiotto con segreto piacere. Osò sporgere la testa solo quando udì gli incantesimi dei colleghi. il re propose: "Perché non andiamo a vedere il vostro Maestro?" I tre discepoli entrarono nella Sala del Tesoro. Ai magici poteri del gran santo Il mostro oppone forza non comune. Mi desiderava. ma le costellazioni riuscirono a trattenerlo e condussero il colpevole davanti all'Imperatore di Giada. Poveri piccoli mostri! Le loro testoline si spappolavano al primo tocco e gettavano una quantità di sangue. senza combinare guai" replicò l'Imperatore di Giada. il randello Scaccia e disperde nubi colorate. assestando una potente randellata sulla testa dell'orco. "voi che eravate un bravo monaco. Fece una gran riverenza e ringraziò le altre divinità della pena che si erano data. Mancava solo la stella Kui. e non ci sei più. Xu e Qiu gli chiesero subito: "A che cosa dobbiamo la visita del grande santo?" "Sapete che sono addetto alla protezione del monaco cinese. ma non poteva muoversi." Dopo avere ringraziato Scimmiotto. Nessuno avrebbe osato mancare all'appello. Quanti attacchi fulminei. invece di godere l'infinito spettacolo del mondo di Sopra. Se fossimo stati capaci di farlo da soli. Riportiamo a corte la principessa con la magia della contrazione del terreno. i cinque picchi. tutte le truppe si armarono e corsero al posto di combattimento. la riempì d'acqua e la portò a Scimmiotto." Deciso a metter subito le cose in chiaro. In breve non rimase che il vecchio mostro. Gou e Bi. mi trasformai in mostro su una celebre montagna. mentre la sbarra cerchiata d'oro scintillò moltiplicandosi per tre. Scimmiotto deviò la lama con un impercettibile movimento. Ferocia con ferocia. La principessa reale del Paese degli Elefanti Sacri non è una comune mortale. Là l'attacco è diretto a dominare." Balzò su una nuvola per scrutare l'orizzonte. "Il genero di vostra maestà" rispose Scimmiotto "è la costellazione Kui del mondo di Sopra. Scomparve e basta. "Vostra maestà" rispose Kui prosternandosi. fra brume e nuvole. L'altro non mostra mai emozione alcuna." Il mostro gridò il segnale d'allarme. Il grande santo ritornò alla Grotta della Luna Marina a cercare la principessa." "In questo caso" disse Sabbioso. Si ordinò di procedere all'appello delle varie categorie di divinità: i nove luminari. Questa lotta Fino all'ultimo sangue fu ingaggiata. La lama i nembi illumina. dove siamo rimasti uniti per tredici anni. L'altro dimostra agilità felina. quando si udirono dall'alto le voci di Porcellino e di Sabbioso che gridavano: "Fratello. perché rompi sempre le scatole al vecchio Scimmiotto. e vostra figlia è in realtà una fanciulla di giada del servizio dell'incenso. il grande santo raggiunse con una capriola la porta sud del Cielo. che gli correva dietro coprendolo di insulti: "Scimmia maledetta." "Che specie di mostro era questo Veste Gialla?" chiese il re. come Zhang. Anch'io. ma per riguardo al Buddha." "Tredici giorni in cielo sono tredici anni sulla terra" ricordò l'Imperatore di Giada. che scomparve senza lasciar traccia. o qualche altra porcheria. i dodici rami. L'affatturato Tripitaka aveva qualche percezione di ciò che gli accadeva intorno. la rapii e la tenni nella mia residenza. che corrispondono a tredici anni sulla terra. Per eseguire l'ordine imperiale le ventisette costellazioni uscirono dal Cielo. compiaciuto di quella efficienza. Visto che sei il suo discepolo preferito. come avete potuto ridurvi in questo brutto stato? Mi avete cacciato via perché mi comportavo male. mentre Scimmiotto andava e veniva senza ostacolo. sulla porta. l'esito era ancora incerto. dove i funzionari avevano fatto portare la gabbia di ferro e tolte le catene alla falsa tigre. Nel Paese degli Elefanti Sacri ho combattuto con un mostro che aveva attaccato il mio maestro dopo aver sedotto una principessa. destinandolo come fuochista al servizio di Lao Zi. e diede ordine al dipartimento competente di provvedere a ricondurre il latitante nel mondo di Sopra. Scimmiotto fu soddisfatto delle disposizioni adottate. dissimulato fra i suoi vapori. ma non si vedevano movimenti in alcuna delle quattro direzioni. Durante lo scontro è scomparso senza lasciar traccia. Agli occhi di tutti conservava quell'aspetto. e subito si ritrovò in città. sei segretamente fuggito. Sono venuto appunto per verificare se qualche creatura del cielo ha abbandonato il suo posto. i cinque orienti. "Kui. "Kui. Era una fanciulla di giada della Sala Piena di Profumi. impugnò a due mani il suo randello e gridò: "Trasformazione!" Gli crebbero subito tre teste e sei braccia. Dopo una cinquantina di scontri. l'astro del lupo e del bosco." Il bravo re scimmia alzò la sbarra a due mani. Segue la sbarra le tre strategie. Non ero venuto per loro. Tao. vuol dire che sei scappato. detto livellamento del grande mezzo. ma Scimmiotto vedeva benissimo che era un uomo. Poi si unì alle sorelle e tutti i funzionari vennero a renderle omaggio. è disceso sulla terra" concludeva il rapporto dei precettori. A vederlo con la sbarra in pugno le guardie furono prese dal panico: Pang. "perdonate al vostro servitore questo crimine che merita la morte. Se non c'è niente. come se percorresse un posto deserto. Roteando braccia e sbarre si gettò sulla folla come una tigre in un gregge di montoni. cercò nei bagagli la ciotola d'oro delle elemosine. recitando gli opportuni incantesimi.piedi. Questi recitò una formula e spruzzò l'acqua sul capo della belva: si ruppe . me ne ritorno a casa. ma uno spirito celeste. In seguito al rapporto che ho presentato all'Imperatore di Giada. Egli si nascondeva in un torrente di montagna. Il mostro non capì la mossa: vide il vuoto nella difesa e si gettò avanti per colpire con la sciabola. e voglio proprio vedere se conosci questo colpo. La battaglia si spostò sulla montagna. Il grande santo gli sbarrò la strada all'ingresso del Cielo e voleva colpirlo di nuovo." Porcellino si precipitò alla locanda. perciò dev'essere uno spirito celeste. Perché?" chiese l'Imperatore di Giada. Liu. L'astro tolse la placca d'oro dalla sua cintura. "Noi gli abbiamo catturato il mostro e lui se la cava con una riverenza. ora che l'ho fatto. Scimmiotto guardò intorno da tutte le parti. Sarebbe questo il modo?" "Fratello" intervenne Porcellino. I colleghi del suo dipartimento sono andati a ricuperarlo ed egli è stato esiliato nel Paradiso dei Beati. nella figura detta osservare il cavallo dall'alto. sei proprio una disgrazia! Perché vieni a schernire la gente a casa sua?" Scimmiotto. I tre la condussero alla Sala delle Campanelle d'Oro. si prosternò ai piedi dei gradini del trono e riconobbe la sua colpa." "Fratello maggiore" supplicò Sabbioso inginocchiandosi. Come ha potuto scomparire così? Credo di capire: il mostro diceva di avermi già visto da qualche parte. dove avrà modo di riscattarsi. Egli andò difilato alla Sala della Luce Penetrante. "piantala di stuzzicarlo!" "Tu ficchi il grugno dappertutto. salvalo. "Maestro" gli disse Scimmiotto ridendo. Spalanca l'uno i suoi occhi di fuoco. né aprire gli occhi o la bocca. "Eppure ai miei occhi non sfugge nulla. dove salutò il re suo padre e la regina sua madre. o un'aquila nel pollaio. Quindi oggi è il tredicesimo giorno di assenza. Quante parate a protegger la testa! L'espressione dell'un cambia col vento. lascia anche a noi qualche mostro da menare!" "Qui di mostri non ce ne sono più. "il merito è tutto degli immensi poteri del reverendo Scimmiotto. gli dèi della via lattea. che avvengono ogni tre giorni. Essa pensò di prendere forma umana e scese per prima nel mondo di Sotto. sei un cattivo incassatore: una botta. con riserva di reintegrarlo nelle sue funzioni se avesse servito con merito. quando occorre cavarlo dai pasticci? Come avevo detto. "Se Veste Gialla è stato sconfitto e io salvata" disse la principessa a suo padre. ti prego. Non v'è sospiro o fiato che non sia predestinato: oggi l'impresa del grande santo Scimmiotto mi riconduce alla vostra presenza. Ge. "Da quanto tempo manca? " chiese l'Imperatore di Giada. Scimmiotto. "gli antichi dicevano: non per amor del monaco. Si conforma la sciabola ai sei foderi. mentre Scimmiotto lo fronteggiava con la sua sbarra. I recinti della grotta furono subito ermeticamente chiusi e barricati. La verifica proseguì oltre il palazzo dell'Orsa maggiore: si contarono ventisette delle ventotto case. quella scimmia" commentarono ridendo i precettori. ma io non osai contaminare il sacro territorio del palazzo celeste. Dal momento che sei qui. ma per te." La principessa sentì per un istante il vento che le sibilava nelle orecchie. Contro il randello di ferro forgiato S'alza la spada di acciaio temprato.

allentare le redini. Si vede Sullo scosceso fianco della rupe Camminare la tigre di montagna Agitando la coda. Mettiamo che io sappia dove si nascondono queste creature malefiche. Non datevi pensiero di qualche meschina tigre o lupo che possiamo incontrare. quelli del Sud alla Virtù del Fuoco. Ogni categoria ha il suo territorio e il suo oriente. L'uomo domandò: "Reverendo. e tu vuoi farmene una colpa. maestro e discepoli si congedarono per rimettersi in cammino verso l'Occidente. Se in fin dei conti non sapete che altro gli capitò." Anche il re rinnovò i suoi ringraziamenti ai pellegrini e offrì loro un grande banchetto vegetariano. Chi di voi ha il coraggio di andargli a chiedere informazioni più precise?" "Rassicuratevi. li consegno all'Imperatore di Giada. il tempo in cui Il salice risplende come seta Cangiante nella brezza. Tremava tanto da faticare a restare in sella. Tiene in mano un'ascia D'acciaio lustro e trasporta la legna Sul bilanciere. "Per convincermi del vostro amore e della vostra generosità. ascoltate il seguito." Il boscaiolo sogghignò beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia. e il re li accompagnò per un bel pezzo con i suoi funzionari. Si fa musica Con corde e fiati. come penseresti di farli arrestare?" "A sentire le balle che racconti per spaventarci e per magnificarli. se non un parente. Quello là sul cavallo è il nostro maestro. Montagne che nessuno aveva mai Scalato. CAPITOLO 32 SUL MONTE CIMA PIATTA SUL MONTE CIMA PIATTA IL PROTETTORE FORNISCE ALCUNE INFORMAZIONI. coltri di nebbia più fitte Della notte. E ricordate anche questo: Libera il tuo cuore da ogni ostacolo! Senza ostacoli." "Maestro" replicò Scimmiotto. Tripitaka manifestò infinita gratitudine: "Mio saggio discepolo. Quando avrete adempiuto il vostro compito meritorio. Da quanto tempo sono qui. maestro. la bianchezza di giada Della sua fronte nell'oscuro stupa. ma tu come puoi avere l'audacia di catturarle. Mi chiedo: quando mai Si giungerà alla fine del cammino?" Scimmiotto si mise a ridere: "Se aspirate al riposo. Chiamò in fretta i suoi discepoli: "Avete sentito quel boscaiolo? Annuncia diavoli crudeli e mostri feroci sulla montagna. "Discepoli. per qual motivo siete venuti da queste parti?" "Siamo inviati dalle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. dovesse pure sprofondare il cielo. quelli dell'Est ai santi. [. mi basterebbe che rinunciaste a recitare quella cosa che sapete. perlomeno un amico. "Aspettate che senta che cosa si può cavare da lui. agl'inferi. I draghi sono di competenza del sovrano degli oceani. un alleato. Gridò a Tripitaka: "Ehi voi." "Sei matto e basta!" replicò il boscaiolo continuando a ridere. le diecimila cause cesseranno di agire. Non abbiate timore. fra sete e broccati. Fu così che Il sovrano ritrova sicurezza nel suo regno. Le feste Celebran la stagione. Quelli dell'Ovest vanno consegnati al Buddha. in casa sua Non entrano né gloria né vergogna. e se non un alleato." Il bravo Scimmiotto si arrampicò lesto sulla rupe e si rivolse al boscaiolo con uno stentoreo: "Fratello maggiore!" accompagnato da un breve saluto a mani giunte. sono venuto a chiedervi qualche notizia più precisa. non conoscerà la paura. tutte le cose si svuoteranno: allora avrete tutto il riposo che vorrete. non sono matto. quelli del Nord a Zhenwu. che era molto scoscesa. che si nutrono dei viaggiatori come voi. Che aspetto aveva? Un vecchio feltro azzurro sulla testa." "Se dici sul serio. fermatevi un momento! Devo avvertirvi di una cosa: su questa montagna si trova una banda di diavoli crudeli e di mostri feroci." Tripitaka si dovette accontentare di dominare la propria inquietudine. Pago del suo destino. Anche il maestro e i discepoli si godevano la primavera. Vive libero Ed è dalle Tre Stelle benedetto. incanti e aspersioni di acqua . questi diavoli e mostri? Son gente navigata o pivelli? Scusate il disturbo. Ora ho passato fiumi senza nome. Era trascorso parecchio tempo da quando avevano salvato la principessa del Paese degli Elefanti Sacri e la folla dei cortigiani li aveva accompagnati per un tratto fuori della città. L'immagine dorata nel Paese Degli Avvoltoi." A queste parole sembrò a Tripitaka che le sue anime lasciassero il corpo. non può divenire l'uomo degli uomini. E il monaco riprende il cammino del suo impegno. Il Reverendo riprese la sua forma. anche di notte. né quando raggiunse il Paradiso dell'Ovest. a elencarle tutte. che vi diede il bonzo del Nido dei Corvi. Ricordate il Sutra del Cuore.. perché vi teniate in guardia. "Ecco un'alta montagna: corriamo il rischio di essere ostacolati da tigri e lupi. Dopo avere approfittato della regia bontà. lontano dalle illusioni e dai sogni che turbano. Da allora maestro e discepolo camminavano insieme verso occidente. agitare le campanelle d'argento e stimolare il drago di giada. quando incontrarono di nuovo una montagna sul loro cammino. da dove vieni?" Sabbioso gli raccontò i fatti per filo e per segno.] Il reverendo tirava le redini per sostare a osservare la ripida salita. Vede venire un monaco da oriente. Io conosco tutti e posso far spiccare un ordine di cattura urgente in qualsiasi momento. una persona piuttosto paurosa. Ma bisogna innanzitutto spazzar via le impurità dal cuore. Visto che lo avete avvertito di presenze pericolose sulla montagna. Intorno gli alberi Infoltiscono e allargano le chiome Schiudendo ovunque fiori profumati. Quando ritorneremo nell'Est. e dove le vorresti imprigionare?" "Se sono diavoli celesti. segnalerò nel mio rapporto al sovrano dei Tang che il più meritevole sei tu. devi essere un loro parente..l'incantesimo e l'effluvio della tigre si dissipò. Maestro e discepoli iniziarono l'ascesa della montagna. si erano fermati solo quanto era indispensabile per il cibo e per il sonno. Per lui primavera Dura per l'anno intero. Passando in giro le coppe ricolme. Avevano superato tante tappe che. è una meta che non vi potrà sfuggire. Questa volta speriamo di arrivare presto alla meta." Il reverendo trattenne il cavallo tirando le redini e disse: "Mentre partivo da Chang'an pensavo Soltanto che avrei visto il Buddha in viso. "chi ha lasciato la sua famiglia non deve parlare come chi vi è rimasto. ma mi serve saperlo per farli arrestare dal dio della montagna e dalla divinità locale. Chi non ha subito il dolore dei dolori. Giù nel burrone serpeggia il torrente In fragorosi vortici. aprì gli occhi. Che montagna! I picchi aguzzi sulla lunga cresta. "Hai proprio perso la bussola. attenzione!" disse Tripitaka. se sono creature ctonie. maestro" rispose Scimmiotto. Posata l'ascia esce fuori dal bosco E a lunghi passi sale sulla roccia. Il racconto ha riferito come fu che il monaco cinese riprese Scimmiotto al suo servizio. L'abito rozzo di bigello nero: Povera protezione contro il sole Ed il maltempo. lavare le orecchie dalla polvere. È giunta nella corte posteriore Una coppia di rondini." "Lasciamo perdere" replicò ridendo Scimmiotto. Il boscaiolo Tagliava legna secca sul pendio. PRESSO LA CAVERNA DEI FIOR DI LOTO PORCELLINO SI TROVA ESPOSTO ALLA SFORTUNA. Io sono venuto ad avvertirvi del pericolo con le migliori intenzioni. ti devo tutto. reverendo che andate verso occidente. riconobbe Scimmiotto e gli afferrò le mani: "Consapevole del Vuoto." A queste parole il boscaiolo scoppiò in una risata: "Sei un bel matto di bonzo!" "Dico sul serio. Ritornava la primavera. finché vi accompagna il vecchio Scimmiotto voi siete al sicuro. quando vide un boscaiolo ritto su una rupe. i fantasmi del re Yama. il racconto non finirebbe mai.

" "Come ho detto. Scimmiotto non poté trattenere un sogghigno." "E che cos'hanno di tanto cattivo?" "Questa catena di montagne si estende per seicento li e si chiama Cima Piatta. senza scoprire la minima traccia. Si lanciò all'inseguimento gridando: "Brutto villano! Se avevi qualcosa da dirmi. che succede? Che cosa ti preoccupa? A vederti con quella faccia piangente. per guardarti le spalle o per secondarti. si intrufola sotto terra. uno solo non basta. devo andare in giro.beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia. Se non mi credete." "Fratello" replicò Porcellino." "In che cosa consiste?" "Inoltrarsi per i sentieri e negli anfratti." "Per badare al maestro. troppo difficile!" esclamò sgomento Porcellino. ma conservò le sue parole scolpite nella mente. Non è forse peggio della peste e del colera?" "E allora pattuglia la montagna. D'altronde la montagna è troppo alta. ma temo di restar solo e che le mie forze non bastino. incanti e aspersioni di acqua benedetta. potrò sempre andare a liberarlo. si allontanò sul pendio e con una scossa si trasformò in un insetto jiaoliao." "Fratello. bonzo. Ma se devo andare a mendicare nei villaggi." "Non è un problema. non senza spaventarsi del suo impeto aggressivo. non ci sono dubbi su quanto sia pericolosa la montagna e temibili i mostri. Giunse in un attimo davanti al cavallo: "Maestro. Una differenza c'è. Se veniste da un'altra parte. non li hai mai visti." "Maestro. lasciate che lo vada a sorvegliare: se incontrasse guai lo potrò aiutare. Preferisci che vada in giro stando seduto. perderete ogni possibilità di raggiungere mai il Paradiso dell'Ovest. Mentre ritornava verso i compagni rifletteva: "Se riferisco fedelmente al maestro le parole del protettore. e comunque mi potrò assicurare della sincerità della sua devozione al Buddha. credimi. una metamorfosi raffinata. dividiamo tutta questa roba fra noi due!" "E perché dovremmo?" "Dividi! Tu torni a fare il mostro nel Fiume delle Sabbie Mobili e io me ne vado al villaggio del vecchio Gao. salvo un po' di afa da sopportare durante la cottura. non ce la facciamo ad andare avanti. qualunque altra cosa gli venga in mente di fare." "Badare al maestro: se il maestro fa i suoi bisogni. Ora l'hai indotto ad andare avanti con spregevoli astuzie. mentre si rimettevano in marcia. se occorre. Camminava a gran passi. a vedere che ne è stato di mia moglie. Ma vedo che voi siete dotato di un'astuzia superiore." Ma ripensandoci concluse: "È un tal pig