CAPITOLO 78 L'ELISIR DI CUORE DI BAMBINO OVE, PER COMPASSIONE DEI FANCIULLI DEL PAESE DI BHIKSU, SI FA APPELLO AGLI DÈI NASCOSTI; E NEL PALAZZO REALE SI SMASCHERA UN DIAVOLO CHE DISCORRE DELLA VIA E DELLA VIRTÚ. Sempre un solo pensiero agita i diavoli: Nessuna contrizione li mortifica. Senza esitar bisogna eliminarli E tenersi ben netti da ogni polvere. Se sfuggirete a quel sudicio ostacolo, In alto volerete coi vostri atti. Abbiamo sentito come se l'era cavata il grande santo, sfruttando le sue conoscenze, nella città di Cammello Leone; e come i pellegrini la lasciarono per riprendere il viaggio a Occidente. Passarono molte lune e ritornò l'inverno, quando si vede L'acqua del lago stretta dolcemente Da una lama di ghiaccio. Foglie morte Ricoprono le rive; fra gli scheletri D'alberi svetta il pino verde giada. Passano nuvole bianche di neve Sull'erba intirizzita della piana. Il tuo sguardo è abbagliato dalla luce Chiara e gelata, che penetra le ossa. Maestro e discepoli avanzavano sfidando il freddo, esponendosi alla pioggia e bivaccando nel vento. E giunsero in vista di un'altra città circondata da mura. "Consapevole del Vuoto, che città sarà quella?" "Vedremo quando saremo arrivati. Se è un regno, presenteremo il passaporto; se è soltanto prefettura o sottoprefettura, ce ne andremo per i fatti nostri." Giunsero in breve alla porta; all'ombra del suo arco a tutto sesto dormiva pacifico un vecchio militare. Scimmiotto lo andò a scuotere e gridò: "Sveglia, sergente!" La guardia, bruscamente risvegliata, sbatté gli occhi a vedersi davanti quella faccia e si gettò in ginocchio esclamando: "Comandate, monsignore!" "Che ti prende?" rise il Novizio. "Non sono mica un diavolo, per essere trattato con tante cerimonie." "Non siete forse nostro signore il duca del tuono?" balbettò il soldato prosternandosi. "Storie! Sono soltanto un monaco in cerca di scritture. Arrivo in questo momento, e non conosco il nome del posto. Lo chiedo a te, con preghiera di risposta chiara e breve." La guardia balbettò: "Vi prego di scusare. Il paese si chiamava Bhiksu, ma ultimamente ha cambiato nome, e ora è la Città dei Bambini." "Lo avete uno straccio di re?" "Certo, certo." "Ecco qua, maestro" espose Scimmiotto. "Siamo arrivati nel regno di Bhiksu, che attualmente si chiama Regno dei Bambini. Perché abbia cambiato nome, non lo so." "Se si chiama Bhiksu, che cosa c'entrano i bambini?" chiese perplesso Tripitaka. "Sarà morto il re e gli sarà succeduto un figlio bambino" suggerì Porcellino. "È inverosimile: non si usa cambiare il nome al regno, in circostanze del genere." "Giusto" approvò Sabbioso. "Questo vecchietto sembra fuori di sé dalla paura che gli incute il nostro condiscepolo. Entriamo in città e chiediamo ai passanti." Superarono la triplice porta e si trovarono su un largo viale, che offriva l'animato spettacolo di un grande mercato: gente elegante, bei vestiti, qualche gomitata. Ecco qua: Migliaia di negozi e magazzini Dai prosperi commerci, che ogni strada Riempiono di ricchezze e merci in mostra. Sale da tè protette da cortine, Affollate taverne in cui si canta E si suona e si grida allegramente. I mercanti di seta, i trafficanti D'oro e preziosi, a caccia di guadagni, Si affaccendan, si accalcano, si sgolano. È uno scenario di prosperità: Anni di pace, maniere distinte, Calme l'acque del mare, puri i fiumi. I quattro pellegrini, tirandosi dietro il cavallo, si perdevano nelle strade e nei mercati affollati, incantati dalla loro animazione. Si meravigliarono specialmente di certe gabbie da oche, coperte di stoffe dei cinque colori, che si vedevano davanti a tutte le porte. "Discepoli" chiedeva Tripitaka, "chissà perché la gente del posto terrà una gabbia davanti alla propria casa?" Porcellino suppose: "Sarà un giorno particolarmente favorevole per sposarsi. Le gabbie serviranno per portare le cibarie del banchetto." "Figuriamoci se ci può essere un matrimonio in ogni casa" obiettò Scimmiotto. "Evidentemente il motivo è un altro: raccoglierò informazioni." "Attento" lo trattenne Tripitaka. "Non sarebbe la prima volta che spaventi la gente." "Prenderò le mie precauzioni." In effetti si trasformò in ape, e andò a vedere che cosa si nascondeva sotto quei panni colorati. Bambini: ogni gabbia conteneva un bambino, ed erano tutti maschietti. Alcuni giocavano, altri dormivano, o piangevano, o rosicchiavano una mela. I più grandi non raggiungevano sette anni, i più piccoli ne avevano quattro o cinque. Tripitaka, informato, non sapeva che cosa pensare. Videro l'insegna dorata di una locanda e vi si recarono a chiedere ospitalità. Li venne a ricevere l'oste, che si informò: "Da dove venite, reverendi?" "L'umile monaco che sono" rispose Tripitaka "è inviato dai grandi Tang dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Siamo appena arrivati nella vostra nobile città e, prima di proseguire, vorremmo far vistare i nostri documenti." Fu offerto il tè. Quando lo ebbero bevuto, Tripitaka domandò: "Credete che mi sarà possibile recarmi oggi stesso a corte?" "Ormai è tardi, non è più possibile; dovrete aspettare domattina. Intanto potrete passare la notte, spero in modo piacevole, nel mio umile yamen." L'oste fece spazzare le camere loro destinate e li invitò alla sua tavola per consumare un pasto di magro. Tripitaka lo ringraziò cerimoniosamente e, a tavola, riprese la conversazione: "Vi potrei importunare per chiarirmi un dubbio? Mi chiedo come vengano cresciuti i bambini nel vostro nobile paese." "La ragione umana è una sola, come il sole in cielo" rispose l'oste. "Per crescere bambini occorre lo sperma del padre e il mestruo della madre; la madre porta il figlio per dieci mesi prima di partorirlo, e lo allatta per tre anni. Poi, pian piano, il corpo si forma. Come potremmo ignorarlo?" "Vedo dalle vostre nobili parole che si pratica qui come nel nostro umile paese. Ma entrando in città ho visto davanti a tutte le case bambini chiusi in gabbia. Mi permettete di chiedere perché?" L'oste si chinò verso di lui e bisbigliò: "Date retta, reverendo, non immischiatevi di queste cose e non parlatene con nessuno: acqua in bocca! Ora ve ne andrete tranquilli a riposare e domattina riprenderete la vostra strada." Ma Tripitaka insisteva per aver chiarimenti. Non riuscendo a sbarazzarsene in altro modo, l'oste fece allontanare i camerieri e, rimasto solo al lume incerto della lucerna, disse a bassa voce: "Non dovreste insistere. Questa storia delle gabbie è dovuta a una decisione inumana del nostro sovrano." "Perché dite che è inumano? Perdonatemi, ma non avrò pace finché non verrò in chiaro di questa storia." "Tre anni fa giunse qui un vecchio prete taoista che portava con sé una fanciulla di sedici anni, bella come Guanyin. La offrì al re, che se ne infatuò al punto di trascurare le dame dei tre palazzi e le concubine delle sei corti: ha occhi solo per lei e le ha dato il titolo di Regina di Bellezza. Fa l'amore con lei notte e giorno, non mangia più: è spossato ed emaciato, da sembrare in punto di morte. La reale corte di medicina ha esaurito le proprie risorse senza riuscire a guarirlo. Il daoshi, che ha portato la ragazza e ha ricevuto il titolo di real suocero, afferma di conoscere una ricetta segreta per prolungare la vita di mille anni, e di avere raccolto tutti i semplici che occorrono per prepararla nei suoi viaggi attraverso le tre isole e i dieci isolotti. Ma il farmaco, per essere efficace, dev'essere sciolto in una terribile bevanda: il brodo ricavato dalla bollitura del cuore e del fegato di millecentodieci bambini. Non è forse inumano? La gente non osa lamentarsi apertamente, per paura del re. Ma la storia è raccontata nei canti popolari, con sentori di sedizione; ed è per questo che il paese, che si chiamava Bhiksu, ora vien detto il Regno dei Bambini. Domattina, quando vi recherete a corte, guardatevi dall'alludere a queste vicende: fate vistare il passaporto e andatevene." L'oste non aggiunse altro. Il reverendo era inorridito; versava lacrime ed esclamava: "Sovrano fuorviato! Ti sei rovinato la salute e per guarirti uccidi fanciulli. Mi sento morire di fronte a una simile perversità." Perde la sua salute il re perverso, Ad orge dissolute abbandonandosi. Per sfuggire al castigo egli non esita A uccidere i fanciulli del paese. Questa rivelazione strappa al monaco Pianti e sospiri: al lume della lampada L'uomo del Buddha invano si dispera. "Che cosa vi succede, maestro?" domandò Porcellino. "Non state a tormentarvi! Voi non fate che piangere sui guai degli altri. Dice l'adagio: se il sovrano ordina di morire, il suddito che rifiuta manca di lealtà; se lo ordina il padre, il figlio che rifiuta manca di pietà filiale. Sono fatti che riguardano la gente del posto: a voi che cosa importano? Perché non vi spogliate e non vi mettete a letto?" "Discepolo, sei privo di compassione" si indignò Tripitaka. "Per noi che abbiamo lasciato le nostre famiglie, il maggior merito sono le buone azioni verso il prossimo. Come avrà potuto il sovrano cadere in un

inganno così evidente? Quando mai si prolunga la vita mangiando viscere umane?" "Maestro, non vi affliggete" intervenne Sabbioso. "Domani, all'udienza, ne parleremo al re. Se non basterà, cercheremo di saperne di più sul real suocero: magari è un mostro avido di carne umana, che ha trovato questa scusa per procurarsi il suo cibo preferito." "Ha ragione Consapevole della Purezza" approvò Scimmiotto. "Ora, maestro, andate a coricarvi. Domattina vi accompagnerò a corte, e verremo in chiaro di chi sia veramente questo suocero. Se è un uomo, è un ignorante che crede di allungare la vita con i farmaci; in questo caso, mi incarico di convertirlo insegnandogli i grandi principi originari. Se è un mostro lo prenderò e lo mostrerò al re nel suo vero aspetto. Convincerò il re che non giova alla salute della mente e del corpo dedicarsi troppo a una donna sola (tanto meno a una mostriciattola), ma è più sano possederne parecchie(1). In ogni caso la faremo finita con questa persecuzione dei bambini." Tripitaka s'inchinò e rispose: "Caro discepolo, è un'ottima idea. Ma se il sovrano, che non vuol sentire parlare di queste cose, ci accusasse di calunniarlo con insinuazioni sediziose?" "Non dimenticate quanti trucchi conosco" rispose Scimmiotto sorridendo. "Per il caso che le cose si mettano in quel modo, farò scomparire tutti i bambini rinchiusi nelle gabbie. Se il re vorrà carne fresca, dovrà rinnovare il suo ordine; noi lo contesteremo subito, e lui non potrà dire che facciamo insinuazioni." "Puoi davvero togliere quei fanciulli dal pericolo?" esclamò sollevato Tripitaka. "Se lo fai, saggio discepolo, mostrerai una virtù alta come il cielo. Fallo presto, il danno potrebbe essere imminente." Scimmiotto affidò il maestro ai condiscepoli: "Aspettatemi qui. Quando sentirete soffiare il vento, vorrà dire che i bambini lasciano la città." E i tre recitarono in coro: "Namo Buddha, signore dei farmaci e salvatore delle creature, namo Buddha!" Il grande santo uscì all'aperto, salì in cielo con un sibilo e convocò gli dèi delle mura e dei fossati, la divinità locale con i suoi assistenti, i rivelatori dei cinque orienti, i quattro protettori, le sei divinità del giorno e della notte, i difensori della fede, e molti altri. Riuniti davanti a lui, lo salutarono: "Grande santo, quale affare urgente vi ha indotto a buttarci giù dal letto a quest'ora?" "Il re di Bhiksu, dove siamo giunti nel nostro viaggio, si appresta a far strappare il cuore e il fegato ai bambini della città, per farsi preparare un farmaco di lunga vita. Il mio maestro non lo può tollerare, e mi ha incaricato di salvare le vite innocenti e di distruggere la creatura perversa che ha suggerito il crimine. Vi prego di aiutarmi. Dovreste portare tutti quei bambini, nelle loro gabbie, in un posto sicuro, sulla montagna o nel cuore di una foresta, e dovreste custodirli per un paio di giorni. Bisogna nutrirli di frutta e consolarli, perché non soffrano la fame e non piangano di paura. Quando avrò ristabilito l'ordine e ricondotto il re sulla retta via, dovreste riportarli al punto di partenza." Gli dèi ubbidirono. La città fu percorsa da un vento gelato, che portava con sé una fitta nebbia. Un vento di pioggia spazza via le stelle, una coltre di nebbia nasconde la luna per mille leghe. Il vento cresce e diventa un uragano. Fa freddo da gelare i vestiti addosso. I genitori vorrebbero mettere in salvo i loro bambini, ma l'uragano li porta via nelle gabbie che li racchiudono. I genitori sono desolati. È una notte d'angoscia; ma sarà seguita da un radioso mattino. Lo attestano anche i versi: È la porta del Buddha piena di compassione: Egli è chiamato Grande per la grande bontà. Tutti i santi la praticano, ed i cinque divieti Legano ai tre rifugi. Soccorrendo i bambini Per amor del maestro, Scimmiotto acquista meriti Di certo ancor più grandi delle sei perfezioni. A mezzanotte i bambini era scomparsi dalla città e si trovavano nascosti in luogo sicuro. Il Novizio ritornò all'albergo, dove i suoi compagni continuavano a ripetere: "Namo Buddha!", e gridò: "Eccomi qua. Come vi è sembrata la mia bufera?" "Magnifica" rispose Porcellino. "E i bambini?" chiese il maestro. "Sono al sicuro; ritorneranno a cose fatte." Il reverendo s'inchinò ripetutamente per ringraziare. Tripitaka si alzò all'alba e si abbigliò con cura: "Consapevole del Vuoto, voglio approfittare dell'ora mattutina per sbrigare la presentazione del passaporto." "Maestro, non andate da solo: come al solito, non sareste all'altezza della situazione. Lasciate che vi accompagni e guardi negli occhi questo real suocero." "Ma tu rifiuterai di fare gli omaggi consueti, e il re avrà da ridire." "Non c'è problema: non mi farò vedere. Resterò invisibile accanto a voi, per proteggervi." La soluzione piacque molto a Tripitaka. Porcellino e Sabbioso furono incaricati di custodire cavallo e bagagli. L'oste li venne a salutare e notò com'era elegante Tripitaka: Drappeggiato d'un kasâya orlato di broccato e adorno di esotici gioielli, in capo un berretto alla Vairocana, in pugno il bastone con nove anelli. Reca in mano una busta di seta che contiene i documenti. Una luce divina aleggia intorno a lui. Sembra un arhat disceso in terra, una vera immagine del Buddha vivente. L'oste non trascurò di bisbigliargli all'orecchio un nuovo avvertimento a non immischiarsi nei fatti che non lo riguardavano, e il monaco cinese lo rassicurò con un cenno del capo. Da parte sua Scimmiotto, che se ne stava da parte, si mutò in un jaoliao e si posò ronzando sul berretto alla Vairocana. Quando giunsero all'ingresso del palazzo, Tripitaka si rivolse all'ufficiale di guardia: "L'umile monaco che vedete è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est alla ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Giunto nella vostra nobile contrada, sento il dovere di presentare il passaporto. A questo scopo vorrei recarmi all'udienza di sua maestà: vi supplico di trasmettere la mia richiesta." L'ufficiale eseguì, e il re si rallegrò esclamando: "Un monaco che viene da tanto lontano ha certo conseguito la Via!" Tripitaka eseguì le cerimonie prescritte ai piedi dei gradini di giada e fu invitato a sedere. Osservò com'era emaciato e spossato il re: faceva fatica a giungere le mani per salutare, gli si spezzava ripetutamente la voce. Prese in mano il passaporto di Tripitaka e i suoi occhi torbidi a lungo vi vagarono sopra, prima che si decidesse ad apporre il sigillo reale e a restituirlo. Il re si apprestava a chiedergli maggiori notizie sulla sua missione, quando fu annunciato l'arrivo di sua signoria il real suocero e il re, sostenuto da giovani eunuchi, si affrettò ad alzarsi dal giaciglio del drago per andargli faticosamente incontro. Il reverendo si fece da parte e vide un vecchio taoista, che saliva i gradini di giada dandosi arie d'importanza: Reca in capo una berretta da prete di seta fine con volute di nubi giallo oca pallido, indossa una cappa di seta su una veste di piumino di gru profumata d'aloe; gli stringe la vita una triplice cordicella di lana blu; calza sandali di fibre di liana intrecciate dalle punte ricurve. Impugna una canna con nove nodi dal pomo a forma di drago acciambellato; reca appesa al petto una borsa di broccato ricamata con fenici e draghi intrecciati. Il viso di giada lucente è inquadrato da una barba canuta. Le penetranti pupille d'oro gettano fiamme, gli occhi si allungano oltre la linea dei sopraccigli. Avanza avvolto da una pesante atmosfera di profumi, ogni passo ne diffonde una nuvola. Ai piedi del trono i funzionari lo accolgono rispettosi giungendo le mani, e annunciano con un grido che è giunto alla corte il suocero di stato. Il suocero di stato, in atteggiamento sostenuto, non degnò di uno sguardo il re che si inchinava e diceva: "Siamo felici che ci onoriate della vostra presenza mattutina." Sedette a sinistra del trono su un cuscino ricamato. Tripitaka fece un passo avanti, si inchinò e disse: "Suocero di stato, l'umile monaco che vedete vi saluta." Il suocero, seduto sul suo cuscino, non rese il saluto ma si rivolse al re: "Chi sarebbe costui?" "È un inviato dei Tang dell'Est che si reca nel Paradiso dell'Ovest in cerca di scritture. È venuto a corte per presentare il passaporto." "La strada del paradiso è tenebrosa(2)!" considerò il taoista ridendo sarcastico. "A che pro percorrerla?" "L'Ovest è sempre stato il paese della felicità" replicò il monaco cinese. "Perché disdegnarlo?" "Il monaco è discepolo del Buddha: questo è l'antico detto" intervenne il re. "Mi chiedo se questi monaci siano in grado di ottenere lunga vita dal loro Buddha." Tripitaka giunse le mani e disse: "Per chi si è fatto monaco vien meno l'ostacolo del concatenarsi delle cause. Per chi comprende la natura, tutti i fenomeni sono illusori. La Grande Sapienza(3) , vasta e a disposizione di tutti, risiede nella non-nascita; immersa nel silenzio dei veri misteri, essa vaga nel nirvana. Si vuotano i tre mondi, e allora ogni origine è al suo posto; si purificano i sei sensi, e allora ogni germe si esaurisce. Chi rafforza sincerità e coscienza, conoscerà il proprio cuore e il proprio spirito. L'anima purificata è uno specchio terso, che purifica anche ciò che vi si

riflette. "Un volto autentico non manca di nulla e non ha nulla di troppo, e ciò si vede dalla sua vita precedente. Ogni forma illusoria corre verso la distruzione: non serve a nulla cercarne altre fuori dal proprio stato. I meriti e la meditazione consentono la concentrazione; elemosine e carità sono le basi dell'austerità. La suprema abilità sembra goffaggine, perché in ogni circostanza si astiene dall'azione. Il miglior pianificatore non perde tempo in calcoli, perché sa che bisogna lasciar andare le cose per il loro verso. Basta non agitare lo spirito, e tutto andrà alla perfezione. L'idea di rafforzare lo yang attingendo allo yin è sbagliata. Chi promette di cibarti di immortalità, ti inganna con vane parole. "Invece bisogna tener presente che tutto è niente, e respingere la polvere che ostacola la conoscenza. Il segreto del godimento naturale di una vita senza fine risiede nella semplicità e nell'abbandono dei desideri." Il suocero di stato fece un'aspra risata e protese verso il monaco cinese il dito adunco: "Buon monaco, hai la bocca piena di idiozie! Voi che perseguite la via dell'estinzione di ogni cosa, parlate della natura in sé, ma non sapete donde viene né dove va. I vostri esercizi di meditazione vi allenano a essere ciechi e ottusi, come nel detto: Siedi comodo, e si sa Che il tuo culo marcirà. "Non sai che chi gioca col fuoco si brucia le dita? Chi pratica l'immortalità e consegue la via ha ossa solide e spirito acuto. Io me ne vado in montagna a visitare gli amici; reco con me il paniere e la zucca per borraccia, e colgo semplici di ogni specie per la salute dell'umanità. Mi fabbrico un cappello di giacinti e un giaciglio di orchidee. Canto e ballo battendo le mani; poi schiaccio un pisolino tra le nuvole. Quando espongo le leggi del Tao, diffondo la giusta dottrina del supremo Laozi. Sbarazzo il mondo dai miasmi distribuendo acqua benedetta. Estraggo dalla terra e dal cielo le loro sublimi energie e colgo la quintessenza del sole e della luna. L'elisir si compone dall'agitazione dello yin e dello yang, si cristallizza nell'utero con l'acqua e il fuoco. "Quando lo yin del doppio otto incomincia a decrescere, regnano l'ombra e l'indistinto. Quando regna lo yang del doppio nove, cadono le tenebre. Io raccolgo i semplici man mano che li offrono le quattro stagioni, e ne fabbrico un elisir nove volte raffinato. Salgo al palazzo di porpora a cavallo della fenice azzurra; sulla bianca gru mi elevo fino alla capitale di diaspro. Mostrando con zelo le meraviglie del Tao, partecipo agli splendori del cielo. Non vorrai far paragoni con la vostra dottrina buddista per fannulloni, con la vostra cupa divinità dell'estinzione di ogni cosa, o con la carcassa puzzolente del nirvana! Tutte cose che non vi levano nemmeno dalla polvere della strada. Non c'è discussione che tenga sulle tre dottrine: il Tao è sempre stato il solo che meriti rispetto e onore." Il re approvò, i cortigiani applaudirono: "Solo il Tao merita rispetto e onore!" Tripitaka, di fronte al pubblico che applaudiva l'avversario, arrossiva di vergogna e di dispetto. Comunque il re, assai civilmente, ordinò che si offrisse al monaco forestiero un banchetto vegetariano da servire presso l'albergo. Mentre Tripitaka, dopo aver ringraziato, si ritirava, udì Scimmiotto bisbigliargli all'orecchio: "Maestro, quel suocero di stato è una creatura perversa che plagia il re con il suo soffio malefico. Voi ritornate in albergo a banchettare, mentre io resterò qui a raccogliere maggiori informazioni." Infatti il jaoliao ronzò via e andò a posarsi sul paravento di giada della Sala delle Campanelle d'Oro, proprio mentre il comandante dei cinque distretti si presentava a rapporto: "Maestà, una bufera si è portata via, questa notte, tutti i bambini nelle loro gabbie, in tutte le famiglie di tutti i quartieri; non ne è rimasta traccia." Il re, sconvolto, si rivolse al suocero: "Il Cielo ci vuole distruggere! Non vi pare che sia questo il significato? I medici reali si sono dimostrati impotenti contro il male che da mesi ci accascia. Voi ci avevate fornito quella divina ricetta, e proprio oggi si sarebbe dovuto procedere a estrarre il cuore e il fegato dei bambini. Che altro significa la loro scomparsa, se non che il Cielo mi vuol morto?" "Maestà, non vi addolorate. In realtà è il Cielo stesso che vi manda lunga vita." "Come sarebbe a dire?" "Non appena sono entrato in questa sala, mi sono trovato di fronte un diluente per il farmaco molto più efficace di quello che si può ricavare dalle viscere dei fanciulli. Con quel diluente, la vita di vostra maestà sarebbe stata prolungata di mille anni; ma con il nuovo divino ingrediente, guadagnerete almeno diecimila anni." Il re non capiva, e il suocero riprese: "Quel bonzo dell'Est possiede viscere purissime e ha un viso molto regolare. Per formare un corpo vero come quello, ci sono volute dieci reincarnazioni nell'austerità. È divenuto monaco fin da piccolo, non ha mai disperso il suo yang: vale ben più di tutti i bambini della città. Se i miei semplici vengono diluiti nel brodo di cottura del suo cuore e del suo fegato, vi garantisco diecimila anni di longevità." Il re gli credette subito, e replicò: "Perché non me l'avete detto prima? Non l'avrei lasciato andare." "Che differenza fa? Sarà ancora in città, per consumare il banchetto che gli ha preparato il servizio reale. Fate chiudere le porte della città e circondare l'albergo dalla vostra guardia. Poi lo farete condurre qui, e gli chiederemo con le buone se non ha niente in contrario a cedere il suo cuore e il fegato. Se acconsente, lo apriremo seduta stante; sarà sepolto a spese pubbliche e gli erigeremo un tempio dove la gente gli porterà offerte. In caso contrario, andremo per le spicce: lo legheremo a una colonna, lo apriremo comunque e getteremo via gli avanzi. Non mi pare che ci siano difficoltà." Il re diede subito ordini alle guardie della Foresta di Piume. Scimmiotto volò via; quando giunse all'albergo, riprese il suo aspetto e corse dal monaco cinese: "Disgrazia, maestro!" Tripitaka si trovava allegramente seduto a tavola quando udì quel grido. Si prese tanta paura che le sue tre divinità cadaveriche si dispersero. Gli uscì fumo dalle sette aperture, si coprì di sudori freddi, restò con gli occhi in fico incapace di articolare parola, e cadde nella polvere. Sabbioso si precipitò ad assisterlo. Porcellino chiedeva: "Di quale disgrazia si tratta? Potevi essere più cauto!" "Le guardie stanno circondando l'albergo, perché quella creatura malefica del real suocero ha convinto il re a far brodo delle viscere del maestro, al posto di quelle dei bambini scomparsi." "Vedi, compassionevole, che bel guadagno ci fai!" esclamò Porcellino ridendo di gusto. "Ti dài da fare per rompere le scatole agli altri nei fatti che non ti riguardano, e ne ricavi delle conseguenze che ti riguardano da vicino." Tripitaka intanto si rialzò e si aggrappò tremebondo a Scimmiotto: "Saggio discepolo, come faremo?" "La prima cosa da fare è di scambiar di posto giovane e anziano." "Che cosa vuol dire?" chiese Sabbioso. "Per salvare la vita del maestro, bisogna che si muti in discepolo" rispose Scimmiotto. "Se mi salvi" supplicò Tripitaka, "diventerò discepolo tuo o di chiunque altro." "Non perdiamo altro tempo. Porcellino, portami del fango" ordinò Scimmiotto. Il bestione uscì a raspare un po' di terra con il suo rastrello; per non perdere tempo a cercare acqua, sollevò la tonaca e vi orinò sopra. Portò quindi a Scimmiotto del fango puzzolente, che quest'ultimo spalmò senza altra spiegazione sul viso e sul corpo del monaco cinese. Quindi recitò un incantesimo, soffiò su di lui il suo alito magico e gridò: "Trasformati!" Ed ecco il reverendo reso identico a Scimmiotto. Scambiarono gli abiti, e Scimmiotto assunse a sua volta le sembianze di Tripitaka. Le trasformazioni erano perfette, da trarre in inganno persino Porcellino e Sabbioso. Fecero appena in tempo. Si udirono suonare gong e tamburi, e l'albergo fu circondato da tremila guardie, con una selva di lance e di sciabole. Entrò un ufficiale della guardia in abito di broccato a informarsi sulla presenza di un monaco proveniente dall'Est. L'oste atterrito cadde in ginocchio e indicò la camera: "Si trova negli appartamenti del pianterreno." L'ufficiale si fece avanti e disse: "Reverendo, siete convocato dal re." Porcellino e Sabbioso sostenevano il falso Scimmiotto, che quasi sveniva. Ma il falso Tripitaka domandò disinvolto: "Signor ufficiale della guardia in abito di broccato, che cosa vuole il re dalla mia umile persona?" L'ufficiale lo afferrò per i polsi e disse: "Vieni con me. Se ti cercano, vuol dire che a qualcosa servirai." Ahimè, è il caso di dirlo: Se i buoni sentimenti vince perversità, Solo a un mare di guai conduce carità. Se in fin dei conti non sapete come essi giocarono quella pericolosa partita, non vi resta che ascoltare il seguito. CAPITOLO 79 SCIMMIOTTO DAI MOLTI CUORI INSEGUENDO I MOSTRI INCONTRANO LA STELLA DELLA LONGEVITÀ; IN PRESENZA DEL SOVRANO SALVANO I FANCIULLI. Il falso Tripitaka fu condotto a palazzo dall'armata della Foresta di Piume e consegnato all'ufficiale di guardia alla porta. Ai piedi dei gradini di giada, il monaco cinese restò ritto fra gli ufficiali che si inginocchiavano e chiese: "Re di Bhiksu, che cosa volevate dirmi?" "Da molto tempo siamo afflitti da un male da cui non riusciamo a guarire" rispose il re sorridendo. "Ma per fortuna nostro suocero ci ha donato tutti gli ingredienti per preparare un rimedio

adatto, salvo l'opportuno diluente. Vi abbiamo convocato appunto allo scopo di procurarcelo. Se collaborerete alla nostra guarigione, vi faremo costruire un santuario in cui godrete dei sacrifici di stagione e in cui l'incenso arderà in perpetuo a spese dello stato." "Io ho abbandonato la mia famiglia e non possiedo altro che me stesso. Può dirmi vostra maestà quale ingrediente occorre?" "Servirebbe il vostro cuore." "Quale cuore? Vostra maestà deve sapere che ne possiedo parecchi." Il suocero di stato gli puntò contro il dito adunco e gridò: "Quello nero, bonzo!" "Prestatemi un coltello per aprirmi il torace: sono rispettosamente ai vostri ordini e sarò lieto di accontentarvi, se possiedo quello che desiderate." Il sovrano ringraziò calorosamente e fece portare un coltellaccio con la lama a orecchio di toro. Il falso Tripitaka lo impugnò, si aprì la veste, gonfiò il petto e lo tagliò da cima a fondo con mano sicura, producendo un sinistro stridio. Dal petto squarciato uscì ribollendo un gran mucchio di cuori. I mandarini civili erano bianchi di terrore, quelli militari paralizzati dallo spavento. "Ecco un bonzo ambiguo, dai molti cuori!" gridò il suocero di stato seduto sul suo cuscino. Il falso Tripitaka afferrò i cuori grondanti di sangue a uno a uno, per farli vedere. Ce n'erano di ogni specie: rosso, bianco, giallino, avaro, ambizioso, geloso, cauto, calcolatore, superbo, sprezzante, omicida, vizioso, pauroso, prudente, temerario, oscuro e senza nome; cuori malvagi e altri di tutti i generi. Ma non c'era nessun cuor nero. Il re era annichilito e non riusciva ad articolare parola. Infine balbettò: "Metti via quella roba, per piacere." Il falso Tripitaka si richiuse tranquillamente il petto e riprese la propria forma: "Gli occhi di vostra maestà non sanno discernere le cose!" esclamò. "Tutti i monaci condividono un unico cuore perfettamente buono. Il cuor nero lo possiede vostro suocero: è quello l'ingrediente che vi occorre. Se non mi credete, ve lo farò vedere." Il suocero di stato aveva spalancato gli occhi e fissava l'inattesa apparizione: quel grande santo, ahimè, era ben noto da più di cinquecento anni. Balzò via nello spazio, inseguito dal Novizio che gridava: "Fermati, bestia! Assaggia il mio randello!" Il suocero lo affrontò con la canna dal pomo a forma di drago acciambellato. I due avversari diedero saggio della loro bravura: Sbarra contro canna riempiono lo spazio di nuvole. Il suocero di stato è un mostro che utilizza le arti seducenti di una figlia malefica. Egli indebolisce il sovrano con un male dovuto alla lascivia e lo induce a massacrare i bambini. Ma interviene il grande santo a sconvolgere i suoi oscuri disegni. Per la canna non è facile contenere gli attacchi della sbarra di ferro. Combattono fino a oscurare il cielo della città. Tutti impallidiscono di spavento. I mandarini si sentono svenire. Il viso delle signore e delle ragazze è sfigurato, con il trucco sconvolto. L'ottuso sovrano trema, non sa a che santo votarsi e cerca disperatamente un angolo buio per nascondersi. La sbarra si leva come la tigre di montagna che balza sulla preda; la canna si abbatte come il drago che si tuffa nel mare. Questo gran tumulto che agita la città di Bhiksu permetterà di sceverare il giusto dal perverso. Dopo una ventina di scontri, la canna non riuscì a reggere oltre. Il mostro fece una finta, si trasformò in un gelido raggio e dardeggiò nella corte interna del palazzo per prelevare la degna rampolla, che si trasformò anche lei in luce fredda; i due scomparvero chissà dove. Il grande santo ritornò nella sala d'udienza e gridò allegramente: "Avete visto che bel suocero di stato vi tenevate in casa?" Tutti si inchinarono per esprimere la propria gratitudine al divino monaco, che li esortò: "Lasciate perdere le cerimonie. Cercate piuttosto dov'è andato a finire quello scimunito del vostro re." "È corso a nascondersi da qualche parte, quando è iniziato il duello." "Per carità, cercatelo subito! Non vorrei che la mostriciattola se lo fosse portato via." Gli ufficiali, ignorando per quella volta il divieto di entrare negli appartamenti interni, si precipitarono subito nel palazzo di Regina di Bellezza. Ma il luogo era deserto, e non si vedeva traccia né della regina né del re. Le spose reali vennero in folla dal palazzo centrale e da quelli dell'est e dell'ovest a riverire il grande santo, che disse loro: "Non è ancora il momento di ringraziare. Scovatemi quel babbeo del vostro signore e re." Ma il re non era stato rapito. Dopo un po' lo si vide sbucare, sostenuto dai suoi eunuchi, da uno sgabuzzino dietro la Sala di Prudente Condotta. I ministri vennero a prosternarsi ed esclamarono a una voce: "Signore e maestro! Il vero è stato distinto dal falso ad opera di questo monaco divino: in effetti il suocero di stato era una creatura malefica. Anche Regina di Bellezza è scomparsa." Il re invitò il Novizio nella Sala dei Ricevimenti Solenni e lo ringraziò formalmente. Poi gli chiese: "Reverendo, quando siete arrivato avevate un nobile e degno aspetto. Come mai siete tanto cambiato?" "La verità" rispose il Novizio ridendo, "è che io non sono Tripitaka, fratello dell'imperatore Tang, ma il suo discepolo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Sapevo che il mostro vi aveva convinto a strappare il cuore del mio maestro e sono venuto al suo posto per abbattere quella creatura." Il re ordinò subito al primo ministro di recarsi a invitare il vero maestro e gli altri suoi discepoli a presentarsi a corte. Tripitaka, che aveva avuto sentore dello scontro fra Scimmiotto e il mostro, era molto preoccupato, oltre a essere mezzo soffocato dal fango puzzolente con cui gli avevano spalmato la faccia. Quando lo pregarono di recarsi a corte per ricevere i ringraziamenti, si spaventò ancor più; ma Porcellino gli disse: "Questa volta non correte rischi: vi vogliono ringraziare. Si vede che il nostro condiscepolo anziano ha avuto la meglio." "Ma come posso presentarmi alla gente con questa porcheria puzzolente sulla faccia?" "Non c'è scelta, noi non sappiamo come toglierla. Ma lo chiederemo a Scimmiotto, ci penserà lui." Il primo ministro, alla loro vista, non riuscì a nascondere la paura: "Avi miei! Sembrano tutti quanti mostri malefici." "Signor cortigiano" gli disse Sabbioso, "non vi spaventate. Noi siamo brutti soltanto perché siamo nati così; e il nostro maestro ritornerà bello con l'aiuto del condiscepolo anziano." Quando furono a corte, nella sala d'udienza, Scimmiotto andò loro incontro, strappò la maschera di fango dal volto del maestro, alitò il suo fiato magico e gridò: "Rettifica!" Subito il monaco riprese il proprio aspetto e si sentì in ottima forma. Il re lo ricevette rivolgendosi a lui come "reverendo buddha, maestro della Legge". Scimmiotto prese la parola: "Vostra maestà sa da dove proveniva quel mostro? Sarà prudente catturarlo, perché non ritorni a provocare altri malanni." Quando le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti, che si tenevano dietro lo schermo di giada, sentirono le sue intenzioni, corsero fuori e si affollarono intorno a lui senza riguardo all'etichetta: "Supplichiamo il reverendo buddha e divino monaco di strappare la malerba dalla radice" esclamarono inchinandosi. "Avremo per voi una gratitudine illimitata e sapremo ricompensarvi generosamente." Scimmiotto rispose che gli servivano indicazioni più precise. "Tre anni fa, quando giunse da noi" disse il sovrano, pieno di imbarazzo, "mi disse che non veniva da lontano. Abitava a una settantina di li in direzione sud, in una tenuta detta di Puro Splendore, ai margini della Foresta dei Salici. Alla sua tarda età non aveva figli maschi, ma solo quella figlia di sedici anni, nata dal suo ultimo matrimonio. Me la offrì e io la trovai molto attraente, l'accettai e la trattai da favorita. Ma presto caddi ammalato, e nessun rimedio risultò efficace. Lui mi assicurò che possedeva una ricetta infallibile, che richiedeva il brodo del cuore di molti bambini. Io non mi intendo di queste cose, e gli credetti sulla parola. Poi siete arrivati voi e i bambini sono scomparsi. Allora il mostro mi ha assicurato che il cuore del divino monaco, che ha praticato la verità nel corso di dieci reincarnazioni senza mai disperdere il suo yang, era molto più efficace di quelli dei bambini. Ci siamo lasciati sviare. Ma ora che avete smascherato il mostro, spero che userete tutto il vostro potere per eliminarlo. Da parte mia sono pronto a ricompensarvi con tutta la ricchezza del paese." "Vi dirò" disse Scimmiotto sorridendo: "quei bambini li ho nascosti io per incarico del maestro, che sentiva compassione per loro. Non parliamo di ricompense, a me basta il merito. Andiamo, Porcellino." "Agli ordini. Ma non valgo molto, a pancia vuota." "Che il servizio dei banchetti prepari immediatamente un pasto vegetariano" ordinò subito il re. E in breve fu servita la colazione. Quando Porcellino fu ben sazio, seguì Scimmiotto salendo sulle nuvole, mentre re, regine e mandarini si inginocchiavano e gridavano: "Guardate come salgono in cielo! Sono veri immortali, buddha discesi sulla terra!" Il grande santo e Porcellino viaggiarono per settanta li verso sud e si misero alla ricerca della residenza del mostro. Le limpide acque di un torrente scorrevano tra rive incassate, coperte da migliaia di salici; ma non appariva nulla che si potesse identificare con la tenuta di Puro Splendore. Di certo Estesi a perdita d'occhio I campi incolti; le dighe Si nascondon nella bruma Che intorno ai salici aleggia. Dopo avere vanamente esplorato, Scimmiotto evocò il tudi, che si avanzò tremante e si inginocchiò esclamando: "Grande santo, il dio della Foresta dei Salici presenta i suoi omaggi e si prosterna." "Non aver paura, non ti picchio mica. Da queste parti si dovrebbe trovare una tenuta detta di Puro Splendore. Dov'è?" "Tenute non ce ne sono; c'è una grotta che porta quel nome. Devo intendere che la vostra santità viene da Bhiksu?" "Si capisce. Il mostro della grotta si è preso gioco del re di Bhiksu. Quando siamo arrivati l'ho affrontato, ma lui si è trasformato in un raggio gelato ed è scappato non

so dove. Secondo il re, tre anni fa gli avrebbe confidato di abitare da queste parti." "Spero che vostra santità sarà indulgente" disse il tudi prosternandosi un'altra volta. "Anche questo è territorio di Bhiksu, soggetto alla mia vigilanza. Ma quel mostro è più forte di me e si sarebbe vendicato se avessi tradito i suoi disegni: perciò sono stato costretto a mancare ai miei doveri. Ma ora che è arrivata vostra santità, basterà che si accosti al salice con nove rami sulla riva sud, gli giri intorno per tre volte in senso orario e per tre in senso antiorario, bussi con entrambe le mani e gridi tre volte: 'Apriti!' In questo modo avrete accesso al palazzo della Grotta di Puro Splendore." Scimmiotto congedò il tudi e scese in riva al torrente a cercare il salice con nove rami. Seguì le istruzioni: l'albero scomparve con un rumore di tuono e apparve una porta a due battenti che si aprirono cigolando. Dentro splendeva luce, ma non si vedeva nessuno. Il Novizio entrò senza esitare e si trovò in un posto magnifico: Nubi leggere velano il sole e la luna. Bianche nuvole escono dalla grotta, una lieve bruma smeraldina è diffusa nella corte. Il sentiero è bordato da splendidi fiori rari; piante di diaspro gareggiano in bellezza e profumi. Un clima mite regna nel giardino fatato, emulo di Penglai e Yingzhou. Le panchine scivolose si coprono di rampicanti, liane pendono arruffate dal ponticello. Le api lasciano cadere rossi stami di fiori sulle rocce; le farfalle volano fra le orchidee. Scimmiotto si avvicinò a una quinta di pietra su cui erano tracciati quattro grandi caratteri: RESIDENZA DI IMMORTALI DI PURO SPLENDORE Oltre la quinta c'era il mostro, ancora ansimante per la corsa, che stringeva la figlia tra le braccia e le parlava appunto dell'impresa di Bhiksu: "Era un'occasione così bella! Ci abbiamo lavorato per tre anni ed eravamo sul punto di riuscire, quando quella scimmia zuccona ha rovinato tutto." Il Novizio impugnò la sbarra e corse loro addosso urlando: "Sudicioni, ve la do io la bella occasione!" Il mostro si staccò dalla figlia e lo affrontò con la sua canna. Seguì uno scontro ben più terribile del precedente: Si drizza la sbarra lanciando riflessi metallici; intorno alla canna turbinano miasmi malefici. "Che cosa cerchi in casa mia, temerario?" grida il mostro. "La tua diabolica pellaccia!" risponde il Novizio. "I miei rapporti con il re non ti riguardavano. Perché hai voluto metterci il naso?" "La compassione è il fondamento della condotta dei monaci; non potevamo tollerare il massacro degli innocenti." Vanno e vengono le parole, piene d'odio e di furore; vanno e vengono le armi. Essi badano ad aggredire e calpestano senza riguardo i bei fiori, strappano muschio e licheni. La lotta continua finché il luogo ameno è devastato e la dolce vegetazione distrutta, terrorizzati gli uccelli, messe in fuga le belle fanciulle in preda al panico. Nel paesaggio spoglio, percorso da un vento feroce, restano solo il re scimmia e il mostro che si fronteggiano. Ecco che escono dalla grotta. Questo mette in gioco anche Consapevole delle Proprie Capacità. Porcellino, che era rimasto fuori, sentiva rumor di battaglia, che lo eccitava e lo faceva rodere dall'impazienza di partecipare. Colpì più volte il salice con il suo rastrello, e le nove punte si macchiarono di sangue, mentre si udivano gemiti soffocati. "È un albero fantasma" pensò; e continuò a colpire, finché vide comparire Scimmiotto e il mostro. Allora si gettò avanti levando il rastrello. Il mostro ne aveva già abbastanza di Scimmiotto; quando si vide venire addosso un altro avversario si disimpegnò, si mutò in un raggio gelato e dardeggiò verso l'est. I due lo inseguirono. Mentre si apprestavano a sferrare l'attacco conclusivo, apparve una luminosità di buon augurio da cui provenivano canti di gru e di fenici: era il vecchio della costellazione del Sud. Questi catturò il raggio gelato e gridò: "Piano, grande santo! Fermati, ammiraglio dei canneti! Eccomi qua, sono il vostro amico nel Tao." "Come sta la nostra brava stella della Longevità?" lo salutò calorosamente Scimmiotto. "Lo hai preso tu quel malvivente?" gridò Porcellino. "Ma certo, eccolo qua" rispose la stella; "non può scappare. Spero che gli lascerete la vita." "Che ti importa di quella creatura?" si stupì Scimmiotto. Longevità rise imbarazzato: "Si capisce che mi importa, dal momento che mi serve da mezzo di trasporto. Sai, è la storia non rara delle bestie di casa che scappano via, si dànno al nomadismo e diventano mostri." "Se ti appartiene, facci vedere il suo vero aspetto." Longevità lo liberò e gli disse: "Su, bestiaccia, fa vedere come sei fatta, se vuoi salvar la pelle." Si vide che si trattava di un cervo bianco. La canna fu raccolta dalla stella: "Questo pelandrone non si è fatto scrupolo di rubare la mia canna." La bestia s'inginocchiò. Non poteva parlare, ma piangeva e si prosternava. Il pelo picchiettato, un gran palco di corna. Bruca l'erba del prato, beve acqua nel ruscello. Col tempo e con l'ascesi ha appreso a trasformarsi E a volare nel cielo. Chiamato dal padrone, Non può che sottomettersi e tornare all'usato. Longevità montò sul cervo e ringraziò Scimmiotto con l'intenzione di ripartire, ma questi lo trattenne: "Aspetta, amico mio: ci sono ancora cose da chiarire." "Di che si tratta?" "Non abbiamo ancora preso la Regina di Bellezza, e non ho idea di quale creatura si tratti. Inoltre dobbiamo mostrare entrambi al re di Bhiksu: non mi è sembrato una persona molto sveglia, e voglio essere sicuro che si convinca bene." "Va pure a catturare questa Bellezza; io aspetterò qui, e poi ti accompagnerò dal re." Scimmiotto e Porcellino irruppero nella grotta gridando: "Dagli alla strega!" La povera Bellezza, terrorizzata, sbucò fuori dalla quinta di pietra, ma si trovò davanti Porcellino. Si mutò in luce fredda e sfrecciò via accanto a Scimmiotto, che la tramortì al volo con uno scappellotto e la restituì alla sua forma originale: era una volpe dal muso bianco. All'incontenibile bestione scappò di mano una rastrellata, che ridusse l'infelice seduttrice di regni a un mucchietto di peli dentro una pozza di sangue. "Fermo, l'hai ridotta molto male!" gridò Scimmiotto. "Che cosa ci rimane da mostrare al re?" Il bestione prese il cadavere per la coda, senza darsi pensiero se si sporcava le mani, e seguì Scimmiotto che ritornava verso Longevità; il quale si intratteneva con il suo cervo lisciandogli il muso: "Che cosa ti è venuto in mente, brutta bestia, di lasciare il tuo padrone per darti al mestiere di mostro? Hai visto che per poco non ci rimettevi la buccia? Meno male che sono arrivato in tempo." "Che cosa gli dici, vecchio svanito?" chiese Scimmiotto sopraggiungendo. "Gli faccio la lezione, perché non ripeta l'errore." Porcellino gettò i resti della volpe davanti al cervo: "Ecco qui la tua bella parente." Al povero cervo scesero grosse lacrime dagli occhi, mentre gli usciva dal petto un lungo belato come un lamento. Longevità gli diede una pacca sulla testa: "Tu sei vivo, scemo. Che t'importa di quest'altra bestia?" Poi gli legò la propria cintura intorno al collo e si dichiarò pronto a recarsi dal re di Bhiksu. "Non è finita" insisté Scimmiotto. "Prima dobbiamo disinfettare il posto, perché in futuro non venga riutilizzato come covo malefico." Porcellino corse di nuovo a colpire il vecchio salice, mentre il Novizio recitava l'incantesimo di convocazione del tudi: "Raccogli legna secca e brucia tutto. È un buon affare anche per te: ti eviterà in futuro altre noie con esseri malefici." La divinità sollevò un gran vento e, con i suoi assistenti, raccolse in breve una quantità di legna e ramaglie che giacevano sparse da molto tempo, ed erano asciutte e ben combustibili. "Porcellino, non perdere tempo" gridò Scimmiotto. "Quel salice brucerà con tutto il resto." In breve la residenza del mostro fu sommersa da un uragano di fuoco. Congedato il tudi, si recarono a corte. Longevità teneva alla briglia il cervo, che recava in groppa i resti della volpe. Entrarono nella sala d'udienza e presentarono quei resti al re: "Che ne dite? Avete ancora voglia di divertirvi con questa bella figliola?" Il re taceva e batteva i denti. Quando fu presentata la stella della Longevità, re e sudditi, regine e concubine ammutolirono dallo stupore. Tutti si inginocchiarono per rendere omaggio. Il Novizio disse al re: "Questo cervo non è altri che il tuo famoso suocero di stato; quando veniva a corte, non gli lesinavi i complimenti." Il re cambiava colore dalla vergogna: "Divino monaco, grazie di aver salvato i bambini del mio regno. È stata una grazia del cielo." E ordinò un festino in onore della vecchia divinità e dei quattro pellegrini. Tripitaka volle informarsi: "Come ha potuto il vostro cervo bianco venir qui a commettere tante nefandezze?" Longevità raccontò sorridendo: "Il sovrano dell'Est era di passaggio fra i miei monti selvaggi. Io lo ospitai e gli proposi una partita a scacchi. Questa stupida bestia dovette prendere il largo mentre giocavamo. Quando il mio ospite ripartì e io non la trovai, calcolai sulle dita dov'era andata a finire. È così che sono capitato qui,

La folla si richiudeva dietro di loro e li seguiva fuori città. "Naturalmente vi potrei suggerire qualche buona ricetta di pratiche salutiste. freschezza di pesche e litchi. scarpe di tela. I vassoi d'oro recano piramidi di grandi palle di pane. montasse a cavallo e si avviasse con i suoi. "pensate sempre a casa vostra: non è un atteggiamento da monaco che ha lasciato la sua famiglia. per manifestarvi la sua gratitudine. che il re e le reali spose spinsero con le loro mani sulla strada. ascoltate il seguito. si rizzavano stele commemorative: la gente portava offerte anche lì. Longevità al primo posto e il reverendo al secondo. "Discepoli miei" diceva Tripitaka preoccupato. Tripitaka era il solo che rifiutasse di bere. riconobbero i loro figli e corsero a consolarli. E Tizio li invitava a un banchetto. Che abbondanza di piatti delicati! Tonde castagne d'acqua. Mi restano nella manica tre giuggiole. Ma Tripitaka precisò che non poteva accettare nemmeno un soldo." Il re offrì loro due vassoi di pezzi d'oro e d'argento alla rinfusa. E SCIMMIA DELLO SPIRITO DENUNCIA LA LAMIA PER PROTEGGERE IL MAESTRO. Alla fine del banchetto Longevità si congedò. I quali non poterono liberarsi da quella gente prima di un mese. le acque in tumulto negli innumerevoli burroni rivaleggiano con la voce del vasto oceano lontano. che ancora insistevano perché rimanessero. di quelle servite nel tè al sovrano dell'Est..proprio mentre il grande santo la metteva in riga. non fate troppo il birichino con le donne e nei ritagli di tempo pensate a fare qualche buona azione. Datevi una regolata. Il re insisteva perché rimanessero e lo istruissero per risolvere i suoi problemi. siate un figlio di famiglia che non ha visto più mondo di quanto si contempla dalla bocca del pozzo. Ma infine dovettero consentire che Tripitaka scendesse dal carro reale. Conservate l'animo . furono accompagnati per venti li dal sovrano." Il vento ululò di nuovo. Venite!" Il reverendo sollecitò il cavallo. Il servizio di musica suonava. Ciascuno si sedette secondo il suo rango. e a prolungare la vita. Quando i quattro pellegrini ripresero il viaggio. ma ho l'impressione che siate conciato maluccio. I grandi nappi hanno forma di pappagalli. la sala è colma di fragranze esotiche. Erbe ed arbusti. "si direbbe che. Son domande da fare?" "Non è la montagna che temo. scomparendo nel cielo. regine e buon popolo stavano a guardare riverenti e bruciavano incenso. Da quelle giuggiole derivò la grande longevità che da allora fu tradizionale nella sua famiglia. biancheria per offrire anche lui qualcosa ai monaci. sformati di formaggi. che apriva la via di buon passo. Impegnatevi sul serio in ogni impresa e sforzatevi di compensare i vostri punti deboli: è un esercizio che vi manterrà sano. Raccomando alla gente di qui di largheggiare in offerte ai vostri templi. penso che a te ne serviranno molte libbre. sapori eccitanti si alternano a sapori soavi. e in qualche modo contribuirà ad allungarvi la vita." Il re le ricevette rispettosamente. Da preziosi bruciaprofumi a forma di anatra salgono fumi di aloe. Non si finirebbe mai di raccontare di quei porcini. sollevarono Sabbioso. La folla restò sulla strada a guardarli. quelli d'argento traboccano di riso profumato. Le tagliatelle si intingono nel brodo speziato. Scimmiotto impugnò il suo randello. e mille piatti rari: un va e vieni incessante di servitori li presenta e li sostituisce senza tregua. In cui il figlio del cielo mi ordinò di partire. e bruciava incenso. montagne. Quante prove ho affrontato! Nubi e venti. Usciti dal palazzo attraversarono le strade della città fra ali di gente. Dicevano: "Quel monaco cinese. insieme a due o tre grandi precettori. orecchiette. Allora non restò che farlo salire sul carro reale. Piange il cuculo la primavera che passa. Si udì la voce degli dèi che dicevano: "Grande santo. sandali. Se non vi formalizzate perché vi offro degli avanzi. Scimmiotto gridò: "Grazie. Fiori selvatici tappezzavano la montagna. e se non sapete che cosa avvenne dopo. frittelle di cachi. Stiamo attenti!" "Maestro" rideva Scimmiotto. i dolci di zucchero imitano draghi che avvolgono nelle spire animali in fuga. Caio a un festino. Piatti preparati con il miele. ti porterò le giuggiole. Ormai non siamo molto lontani dalla meta del nostro cammino. legumi dai dieci profumi. tuniche. Quando furono sulla spianata davanti alla porta. i mestoli di garzette. fabbricava cappelli. a titolo di viatico. uve inebrianti. In effetti la sua malattia guarì poi rapidamente. Il re si inginocchiò ai suoi piedi e lo supplicò di aiutarlo a guarire del male che lo affliggeva." Si gettò sui piatti e non tardò a fare piazza pulita. c'è una bellissima strada che sale con molte curve. Guardate la montagna: La cima scompare tra nebbie e nuvole. signori! Ritornate pure a casa. abbiamo sentito che ve ne andate e siamo venuti a riportare le gabbie con i bambini. leoni. Ho percorso tutti i dodici picchi Dei monti delle Streghe. Draghi e tigri. Dice l'adagio: nessuna cima ferma la strada. ma le creature malefiche che può ospitare. Il maestro era immerso nella contemplazione del paesaggio. che libava acqua pura e bruciava incenso. salici verdi e peschi rossi. dolci giuggiole. festa delle lanterne. CAPITOLO 80 UNA BELLA RAGAZZA CHIEDE AIUTO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA UN COMPAGNO PER NUTRIRE LO YANG. Porcellino gridò: "Longevità. non credo che le reggereste. germogli di bambù. nostro signore e padre. Magnifiche tavole coperte da sete ricamate. balzò su una rupe per guardarsi intorno e gridò da lassù: "Maestro." Chiacchierando erano giunti ai piedi dell'erta. Il re sedette di fronte a loro. le mangiò e si sentì subito meglio. ciascuna delle quali conteneva un marmocchio piangente. invitando alla sua tavola i tre discepoli.. splendidi tappeti rossi sul pavimento. chi non poteva permettersi altro." Salutò tutti. "chissà se ci sarà una strada per superare questa impervia regione. ne scendono torrenti e cascate che precipitano nei burroni. e se avessi tardato ancora un momento." Non ci fu niente da fare. riempiendo l'aria di profumi. Fratello mio. Vediamo un po'. deve restare fra noi e accettare la nostra riconoscenza. un canto di uccello destò in lui la nostalgia. poi pian piano si attenuò e cessò del tutto. La frutta è disposta in torri e terrazze. e con l'approssimarsi del Paradiso dell'Ovest le difficoltà si dovrebbero attenuare. Sotto le chiome verdazzurre dei pini. Giovani e vecchi. Ma anche questo finì. la rondine celebra la cerimonia della semina all'altare del dio del suolo. Quando potrò tornare. con l'appetito che ti ritrovi. al paese? Quando ti rivedrò?"(4) "Maestro" protestò Scimmiotto. il re levava la sua coppa delle Nuvole Purpuree per brindare con ciascuno. Porcellino si rivolse a Scimmiotto: "Ti cedo la frutta. I genitori. montò sul cervo e balzò in alto. Il carro su cui stava Tripitaka fu preso a furor di popolo e riportato in città: il re non contava più nulla. finché scomparvero all'orizzonte. non ho portato con me la valigetta degli elisir" rispose sorridendo Longevità. l'avrebbe messa nella fossa. uomini e donne. Tirò le redini e disse: "Discepoli miei! Da quel giorno lontano. in cambio del riso e delle tagliatelle. Non abbiamo altro da consigliare. è tempo che ci congediamo anche noi" ordinò Tripitaka. dai ministri e dal popolo di Bhiksu. Sabbioso affidò i bagagli a Porcellino e prese le redini per guidare la cavalcatura dietro a Scimmiotto. Il terreno è coperto di fiori profumati e di alberi folti: susini azzurri e bianchi peri." Tutti si inginocchiarono. S'intende che re. secondo le istruzioni. "sperma giallo". ululò il vento e scesero dall'alto millecentodieci gabbie. Scimmiotto gli disse: "I consigli che vi possiamo dare sono presto detti. I picchi maestosi si allineano come alabarde. "Discepoli miei." Fu dato l'annuncio: "La tavola è imbandita!" Fu davvero un magnifico festino: All'ingresso un trionfo di colori vivaci. coppie d'uccelli. gelati allo zucchero o fritti nell'olio: piatti più vari di fiori su broccato. pazzi di gioia. anziché un provetto viaggiatore in cammino da tanti anni." "State tranquillo. issarono Scimmiotto sulle spalle. pigne fragranti. dài qualcosa da mangiare anche a me!" "Non ho altro. Il viaggio proseguì finché l'inverno trascorse e ritornò la primavera. il sentiero ripido e accidentato si inerpica fra le rocce. "Sono uscito di casa solo per riprendere il mio cervo. È proprio vero: Il salvare un folla di gente È merito più grande di un monte. anafalidi e licheni tappezzano di verde le altissime rupi. Davanti a loro si drizzò una cima elevata. portarono in trionfo Porcellino. Ma la prossima volta che ci vediamo. Si vendevano al mercato i loro ritratti.

in pace, non vi date pena per queste cose. Gli antichi dicevano: che cerchi soldi od onorificenze, devi applicarti senza reticenze." "Maestro" insinuò Porcellino, "non sarà capitato che il beato Buddha abbia traslocato altrove con le sue sporte di sutra? Avrà saputo che noi le cerchiamo, e lui magari non avrà voglia di darcele. Altrimenti, come spiegate il fatto che si cammina, si cammina, e non si arriva mai?" "Zitto, non inventar frottole!" disse Sabbioso. "Pensa a fare il tuo lavoro e a seguire il condiscepolo anziano. Prima o poi arriveremo a destino." Si avvicinavano a un'immensa e nera abetaia. Il monaco cinese esclamò: "Ai rischi della montagna ora si aggiungono quelli del bosco oscuro. Stiamo attenti!" "Tutto bene. Non c'è pericolo" rispose Scimmiotto. "Lo dici tu. Non fidarti nemmeno di ciò che è retto; guardati dalla malvagità dei buoni. Di abetaie ne abbiamo viste tante, ma non mai una così fitta e scura." [...] Si addentrarono nel folto seguendo il grande santo, che apriva il passaggio con il suo randello. Dopo mezza giornata di cammino erano ancora immersi nella penombra di quelle fitte piante. "Discepoli" disse Tripitaka, "dopo tanti monti e tante foreste pericolose che abbiamo attraversato, questo mi sembra proprio un bel posto, con un sentiero abbastanza confortevole. Guardate che belle piante, quanti fiori! Vorrei sedermi a riposare; credo che gioverebbe anche al cavallo. E ho fame: uno di voi dovrebbe andare a mendicare del cibo." "Smontate pure" rispose Scimmiotto. "Vado e torno." Tripitaka sedette ai piedi di un abete, mentre Porcellino e Sabbioso si guardavano intorno e coglievano fiori e frutti. Il grande santo prese la ciotola delle elemosine e balzò in aria. Osservando la foresta dall'alto, constatò con piacere che era sovrastata da un alone di brume di buon augurio. Pensava: "Ai miei bei tempi, cinquecento anni fa, ero qualcuno: ero indipendente, portavo corona, abbattevo draghi e tigri, avevo cancellato il mio nome dal registro dei morti. Andavo in giro con la mia armatura d'oro fino, calzavo scarpe di nuvole, comandavo quarantasettemila diavoli, e tutti mi trattavano da vostra alta signoria. Ora invece mi devo umiliare e sono a servizio; ma se questo maestro è circondato dall'alone di buon augurio che si vede, si può star sicuri che tutto finirà bene, e anch'io avrò fatto un buon affare." Mentre si cullava in queste piacevoli considerazioni, si accorse che dalla parte sud della foresta saliva un soffio nero, spesso e fetido, che ribolliva a turbinava. "C'è sotto qualche maleficio" si disse allarmato. "Non sono certo Porcellino e Sabbioso a sollevare quella porcheria." Tripitaka, là sotto, recitava placido il sutra del cuore, il Mahâ Prajñâ Pâramitâ Hrdaya Sûtra, quando udì una vocina sottile che gridava: "Aiuto!" "Bontà divina!" esclamò agitato Tripitaka. "Chi può gridare così in mezzo alla foresta? Sarà qualcuno aggredito da una belva: dobbiamo aiutarlo." Il reverendo si alzò e mosse qualche passo fra gli abeti secolari e i cedri millenari. Ed ecco, in una piccola radura vide una ragazza legata con liane ritorte a un albero dalla vita in su, mentre la metà inferiore del corpo era sepolta nel terreno. "Cara pusa, che cosa vi è capitato per ridurvi in questo stato?" Non ci voleva molto a capire che la supposta pusa era una lamia o qualcosa di simile. Ma il reverendo non era mai stato abile a riconoscere questa specie di creature. La ragazza piangeva a calde lacrime, che rendevano più lustri i suoi occhioni vellutati e animavano il volto, bello da fare invidia ai fiori e alla luna: i pesci si tuffavano nel fondo, gli uccelli volavano in alto(5). Il reverendo non osava accostarsi, ma ripeteva: "Cara pusa, avete commesso qualche colpa? Vi puniscono per qualche motivo? Ditelo, vi prego; vorrei aiutarvi." La lamia, fingendosi tutta sconvolta e con vocina dolce e accorata, raccontò questa storia: "La mia famiglia, maestro, abita a Bimbâna, una città a duecento li da questa foresta. Papà e mamma, che sono molto pii, avevano invitato tutti i parenti a onorare le tombe degli antenati per la Festa Pura e Limpida. In palanchino e a cavallo abbiamo raggiunto il posto fuori mano dove si trovano le tombe, abbiamo disposto le offerte e dato fuoco ai cavalli di carta. A questo punto ci ha assalito una banda di forsennati, suonando gong e tamburi, con le armi in mano. Tutti scappavano; io sono caduta. Non so correre svelta, e perciò mi hanno presa. Erano briganti, che mi hanno portata nel loro covo. Il capo voleva tenermi per sé, ma il suo luogotenente aveva la stessa idea; anche altri mi guardavano e mi trovavano di loro gusto. In breve, l'ottantina di uomini che componeva la banda incominciò a litigare e a battersi per me; e dal momento che nessuno voleva darla vinta agli altri, mi hanno legata dove mi vedete e se ne sono andati. Sono qui da cinque giorni e cinque notti: avrei potuto morire ogni momento. Saranno i meriti di qualche antenato che mi fanno incontrare voi. Vi supplico, abbiate pietà, salvatemi la vita! Neanche morta dimenticherò la gratitudine per voi." E piangeva come una fontana. Con il suo temperamento compassionevole, Tripitaka entrò subito in simpatia e gli uscirono lacrime e singhiozzi. Intanto gridava: "Discepoli!" Sabbioso e Porcellino, a caccia di frutti di bosco, sentirono quel richiamo piagnucolante. "Che il maestro abbia trovato nel bosco qualche vecchia zia sentimentale?" si chiese il bestione. E Sabbioso: "Non divagare! Da quando siamo in viaggio non abbiamo incontrato una sola persona per bene. Figuriamoci se le zie del maestro vanno in giro per una foresta come questa." "Non mi dirai che quel monaco si permette confidenze con estranei!" Corsero da Tripitaka: "Maestro, che cosa succede?" Il monaco cinese mostrò loro la bella prigioniera: "Porcellino, libera quella povera pusa, salvale la vita!" E il bestione si mise all'opera senza chiedere altro. Intanto Scimmiotto vedeva il soffio nero addensarsi ed espandersi fino a cancellare completamente le brume di buon augurio. "Qualcosa non va per il suo verso" esclamò. "La creatura malefica dev'essere partita all'attacco. La ricerca del cibo può aspettare." Ritornò indietro e trovò Porcellino intento a sciogliere i legami. Gli arrivò alle spalle, lo prese per le orecchie e lo gettò a terra. "Perché mi aggredisci?" si lagnò il bestione riconoscendolo. "Ubbidivo al maestro." "Fratellino" rispose ridendo Scimmiotto, "non toccare quella lì; non vedi che è una strega che vuol prenderci in giro?" "Brutta scimmia!" intervenne Tripitaka. "Eccoti di nuovo a trinciar giudizi. Perché mai questa fanciulla dovrebbe essere una creatura perversa?" "Maestro, non avete mai capito niente di queste cose. È una tattica vecchia come il mondo, uno stratagemma da manuale per chi ha voglia di farsi uno spuntino di carne umana. Possibile che non vi rendiate conto? " "Maestro" ribatteva Porcellino imbronciato, "non date retta a quell'equipuzio! Questa non è che una brava ragazza del posto. Come possiamo giudicare noi, che veniamo da lontano? Quel malvivente vuole che l'abbandoniamo, per tenersela a disposizione. Più tardi farà una delle sue capriole nelle nuvole e la verrà a trovare passando dalla porta di servizio." "Brutto stronzo!" brontolò Scimmiotto. "Io non corro la cavallina; sei tu che non puoi dire altrettanto. Ti ricordi la volta che cercasti di metter su famiglia con ragazze che non ti volevano, e finisti legato a un albero? Sei tu che perdi la testa per le donne, e che sei disposto a dimenticare il giusto per il tuo profitto." "Finitela!" intervenne Tripitaka. "Porcellino, dobbiamo ammettere che di solito le opinioni del tuo condiscepolo anziano sono risultate fondate. Lasciate stare quella donna e andiamocene." "Grazie al cielo!" esclamò Scimmiotto. "Vi posso assicurare che è per il meglio. Rimontate subito a cavallo e allontaniamoci. Quando usciremo dalla foresta andrò a mendicare il cibo." E se ne andarono. La lamia legata all'albero digrignava i denti: "Ho tanto sentito parlare di questo Scimmiotto guasta disegni, e vedo che la sua fama non è usurpata. Mi volevo accoppiare con quel monaco, che non hai mai sparso goccia del suo yang primordiale, per divenire immortale. Doveva proprio venire la scimmia a guastarmi la festa! Se mi avessero slegata, lo avrei subito catturato e concluso l'affare. Chissà che cosa ha messo sull'avviso la scimmia. Ma non mi sarò data tanta pena per niente. Non rinuncio di certo. Proverò a parlargli da lontano: vediamo se funziona." La brava lamia, senza sciogliere i suoi legami, approfittò di una brezza favorevole per far pervenire a Tripitaka qualche parolina edificante: "Maestro" sospirava, "tu che abbandoni una povera fanciulla in difficoltà negandole soccorso, quali sutra speri di ottenere dal Buddha con la tua devozione ottusa e senza coscienza? " Il monaco tirò le redini del suo cavallo: "Consapevole del Vuoto, torna indietro; va ad aiutare quella donna." "Che cosa ve la fa tornare in mente, maestro?" "È lei che mi chiama." "Tu hai sentito qualcosa, Porcellino?" "Non si può dire che le mie orecchie siano piccole, ma non ho sentito niente." "E tu Sabbioso?" "Pensavo ai bagagli che porto, non ho fatto attenzione. Comunque non ho sentito niente." "Nemmeno io ho sentito niente. Maestro, perché dite che vi chiama? Che cosa vi dice?" "Mi dice cose sensate: dice che la devozione senza coscienza di chi non soccorre la gente nel bisogno non otterrà i sutra dal Buddha. Val più salvare una sola vita umana, che costruire una pagoda di sette piani. Bisogna salvarla: è più importante della ricerca delle scritture." "Quando al maestro viene l'uzzolo delle opere buone, non c'è rimedio al mondo che lo guarisca" sogghignò Scimmiotto. "Quanti mostri abbiamo incontrato lungo la strada! Vi acchiappano, vi portano nel loro covo, e io devo venire a tirarvi fuori e a spiaccicarli con la mia sbarra di ferro. La persona che adesso vi sta cuore è della stessa risma: si può sapere che bisogno avete di andarvi a consegnare nelle sue mani, per poi mettervi a piangere?" "Discepoli" rispose Tripitaka, "ricordate sempre il detto degli antichi: nessun bene è tanto piccolo che non valga la pena di farlo; nessun male è tanto piccolo che non si debba guardarsene. L'aiuto che ci viene chiesto va sempre dato." "Maestro, così sia" disse Scimmiotto. "Non cercherò di dissuadervi: ne ricaverei soltanto il vostro malumore. Ma questa è una responsabilità che non mi voglio prendere. La volete salvare? Fatelo voi." "Si capisce, scimmia zuccona!" inveì Tripitaka. "Tu resta in panciolle, mi aiuterà Porcellino." Il monaco cinese ritornò alla radura con Porcellino, che sciolse i legami e con il rastrello scavò il terreno in cui la ragazza era semisepolta. La buona lamia scosse il terriccio dalle calzature, si aggiustò la

gonnella e seguì Tripitaka con segni di giubilo e di riconoscenza. Quando la vide comparire, Scimmiotto sghignazzò. Tripitaka esasperato gli chiese: "Che cosa ti fa ridere, brutto scimmione?" "Mi fate ridere voi, maestro. Pensavo al distico: Se viene la fortuna, amici certo avrai; E quando essa ti lascia, la bella incontrerai." "Tutte bugie, diabolico macaco! Sono monaco da quando mia madre mi ha partorito; sono un inviato imperiale: non sono di quelli che vanno cercando il proprio guadagno e la soddisfazione della carne. Perché la fortuna mi dovrebbe lasciare?" "Maestro" sghignazzò Scimmiotto, "avete un bell'essere monaco: vi avranno insegnato a leggere i sutra e a pregare il Buddha, ma le leggi non le conoscete. La ragazza è giovane e carina; voi e io siamo monaci. Aspettate che incontriamo qualche malintenzionato, e ci troveremo davanti a un tribunale accusati di fornicazione; andate allora a raccontare di Buddha e di ricerca delle scritture! Se ci assolvessero dall'accusa di fornicazione, resterebbe quella di ratto: bastonate da lasciarvi mezzo morto, caro il mio maestro, e ritiro della licenza di monaco; Porcellino deportato e Sabbioso ai lavori forzati. E anch'io, che nel difendermi sarei certo più abile di voi, dubito che riuscirei a farmi assolvere." "Non dire sciocchezze!" gridò Tripitaka. "Comunque la si voglia mettere, è una persona cui salvo la vita. Perché mai dovrebbero derivarne tante complicazioni? Portiamola con noi: prendo io tutta la responsabilità." "Parlate di responsabilità, ma non sapete quello che dite. Tutto sommato non salvate nemmeno lei, ma piuttosto le fate del male." "Come sarebbe a dire?" "Se fosse rimasta legata dov'era, entro cinque, dieci o quindici giorni, senza un boccone da mangiare, sarebbe morta di fame e avrebbe avuto almeno la consolazione di raggiungere gli antenati con il suo corpo integro. Seguendo voi - che l'avete salvata, come dite - dovrà correre con i suoi piedini dietro il vostro cavallo e dietro a noi, che filiamo come il vento. Finiremo per perderla e se la mangerà il lupo. Che guadagno ci avrà fatto?" "Questo è vero. Come dobbiamo fare, secondo te?" "Perché non la fate salire sul cavallo e non ve la prendete in braccio?" Tripitaka rifletté: "No, non possiamo stare insieme sulla stessa cavalcatura. La potrebbe portare Porcellino." Scimmiotto scoppiò a ridere: "Che bella fortuna per il nostro bestione!" Porcellino osservò: "Nessun peso è leggero, se la strada è lunga. Che fortuna sarebbe, portare una persona sulle spalle?" "Quando l'avrai addosso, le rivolgerai quel tuo grugno lungo come un trombone, sussurrerai una parolina dolce e sarà già una serenata." Porcellino si lasciò andare a pestare i piedi e battersi il petto: "Non ne posso più! Maestro, preferisco essere bastonato. Meglio le botte che i lazzi del condiscepolo anziano: se mi carico in spalla quella ragazza, non farà che tormentarmi finché non l'avrò messa giù." "Ho capito" disse Tripitaka. "Ho gambe anch'io: scenderò da cavallo e proseguirò a piedi. Vorrà dire che procederemo più lentamente. Porcellino prenderà le redini." "Non c'è verso: oggi è giorno di buoni affari per il nostro bestione" rise Scimmiotto. "Il maestro si preoccupa di affidare a te il moccolo da reggere." "Fammi il piacere di tenere per te i tuoi farnetichi. Dicevano gli antichi: il cavallo fa mille leghe, ma qualcuno deve guidarlo. Scendiamo pian piano la montagna con questa giovane pusa, che così non si perderà per via. Quando giungeremo a un monastero buddista o a un tempio taoista, o comunque a un abitato, ce la lasceremo e avremo compiuto la nostra missione di salvataggio." "Va bene, è un'idea sensata" approvò finalmente Scimmiotto. "Non perdiamo altro tempo, e andiamo avanti." Tripitaka marciava in testa, Sabbioso seguiva con i bagagli, Porcellino reggeva le briglie del cavallo e Scimmiotto chiudeva il convoglio conducendo la ragazza. Percorsa una ventina di li, mentre scendeva la sera, videro un complesso di torri, terrazze e padiglioni. "Discepoli" disse Tripitaka, "buddisti o taoisti che siano gli edifici, chiederemo ospitalità per la notte e ripartiremo domattina. Aspettate qui, mentre vado a chiedere: se va tutto liscio, vi chiamerò." I discepoli e la ragazza si fermarono ai piedi di un salice, mentre il reverendo si accostava al portale. Vide subito che era cadente; il muro pendeva pericolosamente da una parte. Mentre spingeva il battente roso dal tempo, fu preso dalla malinconia del luogo: porticati deserti dalle tettoie sfondate, il vecchio tempio desolato, i cortili coperti di muschio, i sentieri cancellati dalle erbacce. L'unica luce proveniva dalle lucciole, l'unico rumore di vita dalle rane che gracidavano. Il reverendo si fermò e gli vennero le lacrime agli occhi. Sale in rovina, stucchi e pitture devastati, celle deserte, porticati distrutti. Giacciono a terra qua e là mattoni e tegole rotte, frammenti di travi, travicelli contorti. Scompaiono le corti nel verde selvatico. Le cucine, con i loro utensili e odori, giacciono sotto uno spesso strato di polvere. La torre dell'orologio è crollata, il tamburo è ridotto a una cassa di legno imputridito. Rotta la lampada di cristallo, il corpo del Buddha ha perduto le dorature, gli arhat sono caduti con le gambe spezzate. Le infiltrazioni d'acqua hanno reso alla terra l'argilla in cui era plasmata Guanyin; il vaso immacolato è rotolato al suolo. Nessun monaco di giorno e, la notte, volpi e fiere che vengono a rintanarsi. I muri cadono, i battenti degli usci sono scomparsi da molto tempo. Abbandonato ormai da tanti anni Senza riparazioni, il vecchio tempio È sorvegliato da guardiani a pezzi Ed ospita dei buddha senza testa: Nemmeno il tudi ci potrebbe vivere. I vajrapani giaccion nella pioggia; La campana, perduto ogni supporto, Se ne sta silenziosa nella polvere. Tripitaka si armò di coraggio e superò il secondo ingresso. Crollata la torre, la campana di bronzo era semiaffondata nel terreno, con la parte superiore bianca come neve e l'inferiore verde cupo: sopra era stata dilavata per lustri dalle intemperie del cielo, sotto era ossidata e scurita dal soffio della terra. Tripitaka la accarezzò: "Campana! Dalla cima della torre scandivi il tempo con la tua voce possente: annunciavi l'alba a gara con i galli e accompagnavi il crepuscolo serale. Dove saranno finiti i monaci che elemosinarono il denaro per fabbricarti, e il fabbro che ti fuse? Tutti saranno scesi nel mondo delle ombre, e ogni loro traccia sarà cancellata." Declamando la sua elegia, il reverendo attirò l'attenzione di una persona che abitava nel monastero, un inserviente addetto a bruciare l'incenso. Si era già coricato; l'inattesa voce umana lo svegliò e lo indusse a raccogliere da terra una scheggia di tegola e a tirarla contro la campana. Il suono improvviso spaventò il reverendo, che pensò di fuggire, ma inciampò in certe radici e cadde esclamando: "Campana! Lamentavo la tua sorte, e tu mi hai risposto. Su questa strada dell'Occidente, che nessuno percorre, nel lungo decorso degli anni sei divenuta un fantasma." L'inserviente accorse e lo aiutò a rialzarsi: "Tiratevi su, reverendo. La campana non è diventata un fantasma, l'ho suonata io." Tripitaka guardò quella brutta faccia scura: "Non sarai uno gnomo, o un diavolo dei boschi? Bada che io non sono un viandante qualsiasi, ma un inviato imperiale, accompagnato da discepoli capaci di abbattere tigri e domare draghi. Se ti misurassi con loro, correresti dei brutti rischi." "Ma no, reverendo" rispose l'uomo inginocchiandosi. "Non sono una creatura malefica, ma un inserviente del monastero, addetto a bruciare l'incenso. Poco fa, quando ho sentito le vostre belle parole, il mio impulso è stato di uscire ad accogliervi; ma ho temuto che poteste essere un diavolo sotto mentite spoglie e, per farmi coraggio, ho suonato la campana." Il monaco cinese si rinfrancò: "Quasi morivo di paura, caro inserviente. Fammi visitare gli edifici." L'inserviente guidò Tripitaka nella terza corte, dove lo spettacolo era completamente diverso. Si vedevano muri rivestite di piastrelline azzurre con disegni di nuvole, sale di cristallo coperte di tetti verdi. Gradini di giada bianca salgono a simulacri rivestiti d'oro. La sala del Buddha eminente è illuminata da una luce azzurrina; dal padiglione di Vairocana esce una nube profumata; la sala di Wenshu è decorata da greche di nuvole. La biblioteca è ornata da pitture di fiori. Al culmine del triplo tetto è collocato un grande vaso sacro. La Torre delle Cinque Felicità è coronata d'intagli. I letti di meditazione sono all'ombra di verdi bambù; pini azzurri si stagliano alla porta del Buddha. Dagli edifici irradia una luce dorata, brume violette li circondano. Al mattino si respira una brezza che vien di lontano; la sera rintocca il tamburo dalle colline. Lampade splendenti sul muro

della corte posteriore diffondono spire d'incenso. Tripitaka, intimidito, si fermò sulla soglia e chiese: "Come mai davanti tutto cade in rovina, e la parte posteriore è così bella?" "Reverendo" rispose ridendo l'inserviente, "queste montagne sono zeppe di briganti e di creature malefiche. Nella buona stagione se ne vanno altrove a commettere le loro malefatte; ma in quella cattiva pretendono di venir qui a ripararsi, rovesciano le statue, rompono gli arredi di legno per bruciarli nel camino. I monaci non sono in grado di tenergli testa. Perciò hanno abbandonato alla loro mercé gli edifici verso la strada, e pian piano hanno costruito sul retro il nuovo monastero che vedete, con le offerte dei benefattori. Il puro e l'impuro abitano l'uno accanto all'altro: è una situazione comune in queste terre occidentali." "Ecco dunque come stanno le cose." Accanto all'entrata Tripitaka lesse una scritta in cinque grandi caratteri: MONASTERO DELLA FORESTA DI MEDITAZIONE, PACIFICATORE DEI MARI Quando si decise a superare la soglia, gli venne incontro un bonzo. Che aspetto aveva? Tonaca di lana di Fala, berretto di velluto e broccato con il fermaglio a sinistra, anelli di bronzo alle orecchie. Gli occhi brillano come l'argento. Agita un tamburello e recita sutra in una incomprensibile lingua barbara. Tripitaka non sapeva che si trattava di un lama. Il lama contemplava Tripitaka; osservava il suo bell'aspetto, la larga fronte, il cranio piatto, le orecchie che giungevano alle spalle, le mani che scendevano oltre le ginocchia, la sua eleganza di arhat disceso sulla terra. Gli piacque molto, e perciò gli andò incontro con un sorriso da un'orecchia all'altra e lo festeggiò a modo suo, stringendogli le mani e i piedi, strofinandogli il naso, pizzicandogli le orecchie. Lo portò nella sua cella e gli chiese: "Da dove venite, reverendo?" "Il vostro discepolo è inviato in missione speciale dall'imperatore dei Tang delle terre dell'Est, per sollecitare le scritture dal Buddha del Monastero del Colpo di Tuono, in India. Passavamo appunto dal vostro prezioso convento mentre scende la sera: permettetemi di chiedervi riparo per la notte. Partiremo domattina di buon'ora. Spero che potrete darci ospitalità." "Non diciamo bestemmie!" esclamò il lama ridendo. "Naturalmente, se abbiamo lasciato le nostre famiglie, è perché siamo nati sotto cattiva stella: i genitori non potevano mantenerci e noi ci arrangiamo come possiamo. Ma questo non ci autorizza a mentire." "Io non mento." "Ma sapete quanto sono lontane le terre dell'Est? E lungo il cammino ci sono infinite montagne, sulle montagne grotte, e nelle grotte creature malefiche. È mai possibile che una personcina civile come voi, pallida e con le mani morbide, abbia percorso tutta sola una simile strada?" "Avete ragione, la mia umile persona da sola non ne sarebbe mai stata capace. Ma ho tre discepoli che mi aprono la via sui monti e gettano ponti sulle acque. Solo grazie alla loro protezione ho potuto giungere fin qui." "E dove sono i vostri eminenti discepoli?" "Attendono alla porta." "Maestro!" esclamò il lama. "Non sapete che questi posti pullulano di fiere, briganti e diavoli? Noi osiamo a malapena mettere il naso fuori di giorno chiaro, senza allontanarci troppo, e al crepuscolo ci barrichiamo in casa. Di notte non si può restare all'aperto!" E gridò: "Discepoli, invitate a entrare quella gente là fuori!" Due giovani lama corsero lesti all'ingresso, ma appena intravidero i pellegrini caddero a terra, si risollevarono precipitosamente e corsero in casa inciampando dappertutto: "Monsignore, che sfortuna! I discepoli sono scomparsi. Alla porta ci sono soltanto certi orribili mostri." "Che aspetto hanno?" chiese Tripitaka. "C'è il duca del tuono, un mostro dalle orecchie gigantesche, e uno con la faccia blu e le zanne sporgenti. Hanno catturato una ragazza carina, pettinata con la brillantina, ben truccata e incipriata." Tripitaka si mise a ridere: "Quei tre sono appunto i miei discepoli. Alla ragazza ho salvato la vita in un'abetaia." "Com'è possibile, monsignore, che un maestro tanto bello abbia discepoli tanto brutti?" "Saranno brutti, ma sanno rendersi utili. Ritornate da loro, per piacere, e invitateli a entrare. Quello che chiamate duca del tuono, se si spazientisce perché non viene invitato, può prendere l'iniziativa di entrare e permettersi delle violenze. Poverino, non ha avuto genitori che gli abbiano insegnato le buone maniere." I monacelli tremebondi ritornarono fuori e si inginocchiarono: "Signori, il monaco cinese vi prega di entrare." "Fratello" sghignazzò Porcellino, "guarda come tremano!" "Siamo tanto brutti che gli facciamo paura." "Che stupidi! Mica lo facciamo apposta; siamo nati così." "Nemmeno loro fanno apposta. Cerca di nasconderti più che puoi." Il bestione andò avanti nascondendo il grugno nel colletto, seguito dagli altri. Si recarono nella cella del superiore, che fece convocare la settantina di monaci presenti nel convento. Dopo le presentazioni, ciascuno prese posto secondo il suo rango e si preparò il pasto in onore degli ospiti. È il caso di dirlo: Solo la compassione vi fa acquistare meriti. Mutua stima prescrive la Legge ai veri monaci. Se poi in fin dei conti non sapete che cosa avvenne prima che lasciassero il monastero, ascoltate il seguito. CAPITOLO 81 MALANNO DI TRIPITAKA E SEDUZIONE DI SCIMMIOTTO OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO CONFONDE LA LAMIA NEL MONASTERO PACIFICATORE DEI MARI, E I TRE PELLEGRINI VANNO IN CERCA DEL LORO MAESTRO NELLA FORESTA DEGLI ABETI NERI. I monaci del Monastero della Foresta di Meditazione offrirono la cena ai pellegrini e, quando fu consumata, diedero cibo anche alla ragazza. Poiché il buio scendeva, si accesero le lampade. Sotto la loro luce, nella cella del superiore, i monaci si accalcavano numerosi per godersi due attrazioni: saperne di più sul viaggio del monaco cinese, e guardare la ragazza. Alla fine Tripitaka chiese al superiore: "Com'è la strada verso l'ovest? Abbiamo intenzione di ripartire domani all'alba." Il lama si gettò in ginocchio, mentre il reverendo si precipitava a rialzarlo: "La strada è piana e in buono stato. Ma c'è un grave problema di cui vi avrei parlato fin dal primo momento, se l'imbarazzo non me lo avesse impedito. Sarò felice di ospitare nella mia cella voi, che venite da tanto lontano a prezzo di molte fatiche. Ma le convenienze non permettono di ospitare la pusa: non so proprio dove metterla a dormire." "Spero non penserete che le nostre intenzioni siano meno che oneste. Ci siamo imbattuti nella ragazza mentre attraversavamo la Foresta degli Abeti Neri: era legata a un albero. Il mio umile discepolo Consapevole del Vuoto si rifiutava di slegarla, ma i precetti della bodhi mi hanno spinto a soccorrerla; e in seguito non potevo certo abbandonarla lungo il cammino. Qualunque sistemazione andrà bene per lei." "Se acconsentite, nella vostra grande generosità, potrei far collocare un pagliericcio nella sala del Re del Cielo, dietro il simulacro, e mandarla a dormire là." "Credo che andrà benissimo." I giovani lama accompagnarono la ragazza nel luogo destinato, e tutti si ritirarono per la notte. "Corichiamoci subito" diceva Tripitaka ai suoi; "la giornata è stata massacrante, e domani dovremo alzarci presto." Come al solito, i discepoli dormirono nella sua stessa camera, per proteggerlo. Nel cielo notturno troneggia la lepre di giada: Deserti son d'ogni passante i divini sentieri. Rilucono quiete le stelle del Fiume d'Argento. In cima alla torre il tamburo scandisce le ore. Scimmiotto si alzò all'alba, chiamò Porcellino e Sabbioso per preparare cavallo e bagagli, e andò a destare il maestro, che dormiva ancora. Chiamato, alzò la testa e la lasciò ricadere sul cuscino. "Maestro, che avete?" chiese inquieto Scimmiotto. "Non lo so nemmeno io" gemette il reverendo. "Mi gira la testa, sento gli occhi gonfi; ho male dappertutto." Porcellino gli toccò la fronte e la sentì scottare. "Ho capito" disse il bestione. "La buona cucina vi ha indotto ieri sera a mangiare un piatto di troppo, e avrete dormito con la testa troppo in basso. È un'indigestione." "Sciocchezze" brontolò Scimmiotto. "Ci dica il maestro che cosa è successo." "Questa notte mi sono alzato per un bisogno e non ho messo in capo la berretta" spiegò Tripitaka. "Avrò preso freddo." "È una spiegazione più verosimile. Ve la sentite di alzarvi e rimettervi in cammino?" "Temo di non riuscire nemmeno a mettermi seduto: come

potrei cavalcare? Ma non vorrei farvi perdere tempo." "Che dite mai, maestro! Come dice l'adagio: maestro per un giorno, padre per la vita. E noi discepoli siamo i vostri figli. Si dice anche: non chiedere a tuo figlio che cachi oro o pisci argento, ma che ti mostri affetto secondo il bisogno del momento. Se non state bene, aspetteremo che vi rimettiate." Per più di due giorni e due notti i discepoli assistettero il maestro; verso la sera del terzo giorno, Tripitaka riuscì finalmente a mettersi a sedere e chiamò Scimmiotto: "Consapevole del Vuoto, sono stato tanto male, che non ti ho chiesto nemmeno se la pusa che abbiamo salvato ha ricevuto il cibo che le occorre." Scimmiotto rise: "Che cosa andate a pensare! Badate piuttosto alla vostra salute." "Giusto. Aiutami a scendere dal letto e portami carta e pennello; la pietra da inchiostro puoi chiederla in prestito a quelli del monastero." "Che cosa intendete fare?" "Devo scrivere una lettera, allegare il passaporto e affidartela, perché la consegni a sua maestà l'imperatore Taizong, a Chang'an." "È un incarico facile; altre cose non le saprò fare, ma come postino non ho rivali. Quando avrete scritto la lettera farò una capriola fino a Chang'an e ritornerò qui con un'altra capriola: il pennello non avrà il tempo di asciugare. Ma che cosa volete scrivere?" "Devo scrivere" rispose piangendo il reverendo: "Tre volte prosternato, l'umile servitore Augura lunga vita al santo imperatore. Possano i mandarini legger questo messaggio. Quando lasciai la Cina ero determinato A raggiungere il Buddha, come mi era ordinato. Molti ostacoli han messo a prova il mio coraggio. Lontano dalla meta, sono attualmente afflitto Da grave malattia che mi lascia sconfitto. Se potessi raggiungere il Monte degli Avvoltoi Ed ottenere i sutra, non risparmiando pene, Non ne ricevereste utilità né bene, Perché morirei prima di riportarli a voi. Il mio viaggio terreno può dirsi terminato: Debbo invitarvi a scegliere un altro incaricato." Scimmiotto non poté trattenersi dallo scoppiare in una fragorosa risata: "Maestro, non ve la prendete, ma come al solito non siete all'altezza della situazione. Vi viene la bua, e vi sognate già morto e sepolto. Del resto, se vi colpisse davvero un male grave, da mettervi in pericolo di vita, non ci sono qui io? Farei subito un'inchiesta: 'Quale re dell'altro mondo ha preso questa cantonata? Quale giudice ha commesso l'imprudenza di spiccare il mandato? Fatemi vedere il malcapitato inviato infernale che si è preso l'incombenza!' Guai a loro se facessero i furbi o avessero il coraggio di contrariarmi! Farei terra bruciata fino in fondo all'Inferno; acchiapperei i dieci giudici e gli romperei le ossa." "Discepolo, non fare il fanfarone. Io sto male davvero." Si fece avanti Porcellino: "Fratello, se ti dice che sta male, non star lì a discutere: sta male. Sistemiamo le cose prima che sia troppo tardi: vendiamo il cavallo e, con il ricavato, compriamo una bara per lui. Poi ci divideremo i bagagli e ce ne andremo ciascuno per la sua strada." "Ci mancavano le idee fisse di questa bestia! Non te ne intendi di queste cose: il nostro maestro fu il secondo discepolo del beato Buddha, sotto il nome di Cicala d'Oro; le prove che sta passando hanno semplicemente lo scopo di fargli espiare una mancanza di riguardo che commise allora." "Qualunque mancanza di riguardo abbia commessa, è stato immerso nel mare di guai della vita umana, senza parlare delle tremarelle che prova ogni volta che incontra un mostro o un diavolo. Non è sufficiente? Che bisogno c'è di tormentarlo anche con le malattie?" "Che cosa ne sappiamo? Pare che si fosse addormentato alla predica del Buddha; inoltre era caduto e aveva schiacciato un grano di riso con il piede sinistro. Magari la pena prevista in questo caso sono proprio tre giorni di malattia." "Tre giorni per un grano di riso!" gridò Porcellino terrorizzato. "E per i calderoni che ne mangio io, quanti secoli mi toccherà penare?" "Fratellino" rispose Scimmiotto, "le bestie come te, il Buddha non le vede nemmeno. Comunque ricordati: Cresce il riso nel campo Con il duro lavoro. Ogni chicco che hai Costa sudore e guai. "Vedrai che per il maestro questo sarà l'ultimo giorno di malattia. Domani sarà guarito." "Non mi pare di star molto meglio. Ho la gola secca: potete darmi un po' d'acqua?" chiese Tripitaka. "Bene!" affermò Scimmiotto. "La sete è un segno di miglioramento. Cerco subito l'acqua." Afferrò la ciotola delle elemosine e corse in cucina. Si guardò intorno, e notò che tutti i monaci presenti avevano gli occhi rossi e trattenevano a stento il pianto. "Come siete meschini!" li apostrofò Scimmiotto. "D'accordo, ci siamo fermati più del previsto; ma prima di partire faremo i conti e vi pagheremo fino all'ultima sapeca. Vi sembra il caso di ostentare tanto il fastidio che vi diamo? Non è un comportamento da veri sacchi di merda?" "Ma noi non ci permetteremmo mai!" esclamarono i monaci gettandosi in ginocchio. "Non state forse frignando per i vuoti che ha provocato nella vostra dispensa il mio condiscepolo con il grugno lungo?" "Potete restar qui mesi interi: non guarderemo certo nel vostro piatto. La nostra disgrazia è un'altra. Ogni notte due giovani bonzi sono addetti a suonare la campana e battere il tamburo: quelli delle ultime tre notti sono scomparsi. Ne abbiamo trovato solo un mucchietto di ossa nel giardino posteriore, accanto ai loro berretti e ai sandali. Non volevamo parlarvene per non affliggervi, perché sappiamo che il vostro maestro è indisposto; ma non possiamo trattenerci dal piangerli." Scimmiotto fu insieme allarmato e contento di sentirsi chiamato in causa: "Non dite altro: è chiaro che avete in casa una creatura perversa. Penserò io a levarla di torno. La prossima notte farò il turno da solo." "Signoria, i mostri dispongono di poteri soprannaturali: sanno cavalcare le nuvole, andare e venire dall'inferno. Gli antichi dicevano: temi l'ingiustizia dei giusti, guàrdati dalla malvagità dei buoni. Non vi arrabbiate, per piacere: se catturaste il colpevole, sarebbe una gioia senza pari; ma se doveste fallire, ne deriverebbero seri guai." "Quali guai ne dovrebbero derivare?" "Reverendo, parliamoci chiaro. Noi abbiamo lasciato le nostre famiglie fin dall'infanzia. Com'è la nostra vita? Quando crescono i capelli, occorre raderli. Se la tonaca si scuce, occorre ricucirla. Al mattino ci alziamo presto, ci laviamo e ci inchiniamo a mani giunte per ubbidire alla Grande Via. Quando scende la sera ci riuniamo, bruciamo incenso, borbottiamo devotamente il nome di Amitâbha. Leviamo gli occhi a contemplare il Buddha sul suo nonuplo trono di loto, che compassionevolmente dispensa la Legge e i Tre Veicoli; e ci auguriamo di poter contemplare l'onore dei Sâkya nel suo grande parco del Jetavana. Abbassiamo il capo per scrutare nel nostro cuore, accettare i cinque divieti, trascendere il gran chiliocosmo; e ci auguriamo di afferrare, attraverso la molteplicità dei fenomeni, il vuoto totale e l'irrealtà della realtà. Se vengono donatori ciascuno di noi, vecchio o giovane, grande o piccolo, grasso o magro, zotico o gentile, batte il pesce di legno e la pietra sonora, e salmodia nel naso un paio di rotoli del sutra del Loto, oppure la litania dell'imperatore dei Liang. Se invece non si vedono donatori, ciascuno giunge le mani e chiude gli occhi, accovacciato sulla sua stuoia, chiude la porta al chiar di luna e si immerge in contemplazione nel silenzio e nell'oscurità. La nostra vita è questo, e nient'altro. Chiacchiericcio di uccelli, zuffe di formiche, domar tigri e abbattere draghi, sono cose che non trovano posto nel grande veicolo della Legge, per grande che sia la compassione. Mostri e diavoli non sono affar nostro. Se vostra signoria si trovasse a stuzzicare uno spirito perverso, esso potrebbe prendersela con noi e mangiarci in un boccone. È facile immaginare le conseguenze: in primo luogo, ricadremmo nel ciclo delle reincarnazioni; secondo, l'antica Foresta di Meditazione resterebbe distrutta; terzo, non avremmo nemmeno un posticino alla corte del Beato. Non li chiamereste seri guai?" Man mano che ascoltava, Scimmiotto si arrabbiava sempre più; sentiva rodere la bile. Urlò: "Banda di idioti! Ciarlate su ciò che possono fare i diavoli; ma non sapete che cosa so fare io!" "In effetti, non ne sappiamo niente" mormorarono i monaci. "Per oggi mi accontenterò di un riassunto succinto. Ascoltatemi bene: "In vita mia ho abbattuto tigri e draghi sulla terra, e messo sottosopra i palazzi del Cielo. Ho saziato l'appetito sgranocchiando l'elisir del signore Laozi, e calmato la sete scolando il vino dell'Imperatore di Giada. Se spalanco i miei occhi dalle pupille d'oro, il cielo sbiadisce e la luna si nasconde. Vado dove voglio senza lasciare traccia né ombra, stringendo la mia sbarra cerchiata d'oro, corta o lunga a volontà. Non temo né i mostriciattoli né i grandi diavoli, per malvagi che siano. Non c'è fuggiasco che non acchiappi: corra, tremi o si nasconda. E chi afferro non mi sfugge: che finisca segato in due, arso, affogato o stritolato. Ho le mie specialità; posso competere con ciascuno degli otto immortali che passano il mare, o con tutti insieme. Monacelli miei,

acchiapperò la creatura perversa e ve la mostrerò, perché sappiate anche voi chi è il vecchio Scimmiotto!" I lama pensavano: "Questo bandito peloso è un gran chiacchierone, ma può darsi che ci sia qualcosa di vero." Dentro di sé erano scettici, ma per educazione emettevano un indistinto mormorio di approvazione. Il loro superiore fece sentire un'altra campana: "Lasciate stare, pensate invece al vostro maestro! Non c'è nessuna fretta di catturar fantasmi. Dice il proverbio: il principe al banchetto, se non si sazierà, calmerà almeno l'appetito; il prode in battaglia, se non sarà ammazzato, buscherà almeno una ferita. Proveremmo un eminente dispiacere se il maestro ammalato subisse danno dalle vostre battaglie con gli spettri." "Giusto. Vado a portargli da bere, e torno subito." Riempì la sua ciotola e portò l'acqua a Tripitaka. Questi, tormentato dall'arsura, la vuotò in un sorso. In verità L'acqua per l'assetato è un gran piacere, Ed è appunto il rimedio che ci vuole. Il reverendo si sentì subito meglio: il suo volto riprese un po' di colore e il suo corpo qualche energia. Scimmiotto lo vide più disteso e domandò: "Maestro, che ne direste di una minestra e di una tazza di riso?" "Ne prenderò volentieri. L'acqua mi ha giovato come un buon farmaco: mi sento mezzo risanato." Scimmiotto corse in cucina gridando: "Il maestro sta meglio. Vuol mangiare." I monaci si affrettarono a preparare il pasto. Misero al fuoco il riso, impastarono tagliatelle, prepararono focacce, fecero cuocere qualche panino al vapore e cucinarono vermicelli in brodo. Servirono quattro o cinque piatti. Tripitaka si limitò a sorbire mezza tazza di brodo, Scimmiotto e Sabbioso gli fecero parca compagnia e tutto il resto finì nel ventre vorace di Porcellino. Poi i lama sparecchiarono la tavola e portarono le lampade. "Da quanto tempo siamo qui?" chiese Tripitaka. "Da tre giorni" rispose Scimmiotto. "Tre giorni! Santo cielo, quante tappe perdute!" "Maestro state tranquillo, nessuna tappa va mai perduta. Domani partiremo e nei prossimi giorni le percorreremo, ecco tutto." "D'accordo. Se non sarò del tutto ristabilito, peggio per me." "Visto che domani partiamo, devo impegnare la notte nella cattura di un mostro." "Che nuovo mostro ti sei procurato?" "È qualcuno che gira qui, nel monastero." "Discepolo, non ti montare la testa! Se avesse dei poteri più grandi dei tuoi? Se ti mettesse in pericolo, mentre io non sono ancora del tutto ristabilito?" "Cercate sempre di smontarmi. Quanti mostri mi avete visto prendere? Ho mai ceduto a qualcuno? Se mi impegno sul serio, vinco io; ormai dovreste saperlo." "Discepolo!" insisteva Tripitaka trattenendolo per le mani. "Le massime che devi avere sempre fisse in testa sono: Fa il bene ogni volta che puoi. Perdona sempre. Val meglio quiete di spirito che agitazione, tolleranza che belligeranza." "Devo pur dirvelo, visto che siete tanto insistente" finì per dire Scimmiotto. "Non lo faccio per divertimento. Quel mostro ha mangiato degli esseri umani." "Quali esseri umani?" volle sapere Tripitaka, cui si rizzavano i capelli. "Sei giovani bonzi. Li ha mangiati appunto in questi ultimi tre giorni, dopo il nostro arrivo." "La volpe piange la morte della lepre: ogni creatura piange i suoi simili. Se le vittime sono monaci, considerato che siamo monaci anche noi, non ti posso negare l'autorizzazione. Ma sta attento." "Va da sé. Appena lo avrò fra le mani, lo eliminerò." Ed ecco che si scrolla di dosso la noia di tre giorni di inattività, affida il maestro a Porcellino e Sabbioso, ed esce giubilante dalla camera. Il cielo era pieno di stelle, ma la luna non si era ancora levata; perciò la grande sala consacrata al Buddha era immersa nell'oscurità. Scimmiotto accese una lampada di cristallo con fuoco di verità, tratto dal suo corpo, batté il tamburo e suonò la campana. Poi, con una scossa, si mutò in un piccolo lama di dodici o tredici anni, con la camicia di tela bianca e la tonaca di seta gialla. Salmodiava sutra e percuoteva il pesce di legno. Finì la prima veglia senza che accadesse nulla. Durante la seconda veglia, quando salì in cielo una falce di luna, si levò il vento. E che vento! Porta con sé nera nebbia e cupe nuvole: come una macchia d'inchiostro che dilaghi ai quattro orizzonti, o una gigantesca pennellata di pittura color indaco che copra il quadro. Solleva polvere e abbatte alberi. Vola la polvere a velare lo scintillio delle stelle, si schiantano gli alberi nell'oscurità dell'eclisse di luna. Il soffio è così forte che Chang'e deve proteggere l'albero di sâla, mentre la lepre di giada gira in tondo impazzita e non riesce a ritrovare la sua ciotola. Gli ufficiali dei nove luminari devono serrare le imposte, i draghi dei quattro mari si barricano in casa. Il dio delle mura e dei fossati dà per dispersi i diavoletti suoi assistenti. Nel palazzo infernale Yama non trova più il fido accolito col muso di cavallo. I giudici corrono da tutte le parti, inseguendo i loro berretti in volo. Questo vento smuove le rupi in cima al Monte Kunlun, agita le acque dei laghi e dei fiumi come una zangola. Infine il vento si calmò e si diffuse profumo di muschio e di orchidea, mentre si udivano giade tintinnare. Scimmiotto alzò gli occhi e vide salire nella sala una donna molto bella. Lui borbottava: "Bla, bla, bla..." come se fosse assorto nella recitazione dei sutra. La donna gli si avvicinò e lo abbracciò dicendo: "Che cosa recita di bello, il mio bonzino?" "Recito quello che devo recitare." "Come mai gli altri, invece, sono andati a dormire?" "Loro dormono, e io recito." La ragazza lo baciò e gli propose: "Che ne dici? Ci vieni là fuori a divertirti con me?" "Non sarai mica matta!" strillò Scimmiotto. "Sai qualcosa di fisiomanzia?" "Ne ho sentito parlare." "Che cosa vedi sul mio viso?" "Che sei capricciosa e puttana; che i tuoi ti hanno cacciata di casa." "Non te ne intendi, è tutto sbagliato. Non sono disonesta, né i parenti Mi scacciaron di casa. Il mio destino Determinato da vite anteriori M'ha unito ad un ragazzo troppo giovane Che la notte di nozze non sapeva Proprio che cosa fare. Ecco il motivo Per cui ho dovuto fuggire da lui. "Ora approfitteremo del chiar di luna e del destino, che ha deciso il nostro incontro da mille leghe di distanza; ce ne andremo nel giardino dietro casa e faremo l'amore." Scimmiotto tentennava il capo e pensava: "Ecco come sono stati attirati, quegli stupidelli." Rispose: "Signora, sono troppo giovane: non sono pratico di queste cose." "Vieni con me e imparerai." Scimmiotto finì per cedere: "Vediamo che cosa conta di fare" pensava. Andarono in giardino tenendosi per mano. Improvvisamente lei lo fece cadere a terra con uno sgambetto, e senza tanti complimenti prese a manipolargli la 'radice disgustosa', mentre lanciava dei gridolini: "Stellina! Come sei carino!" "Orca miseria!" pensò Scimmiotto. "Questa mi mangia vivo." Le afferrò a sua volta il polso e con la mossa della 'piccola giravolta' la gettò a terra. "Piccino! Che bravo!" gorgheggiava lei. "Come sa rovesciare bene la sua donnina!" "Ora o mai più" pensò Scimmiotto. "Chi dà il primo colpo, alla fine è il più forte; di dare il secondo impedisce la morte." Balzò su con la sbarra in mano, mirando alla testa, e riprese il proprio aspetto. "Che succede al piccolo lama?" esclamò la ragazza; in un attimo riconobbe il pericoloso discepolo del monaco cinese, ma non si spaventò e si adeguò subito alla situazione. Chi era quella creatura? Naso d'oro, morbido pelo. Vive nelle spelonche e ci si trova a proprio agio. È figlia adottiva di Li Porta Pagoda, e dunque sorella del principe Nata. A suo tempo ha frequentato il Monte degli Avvoltoi; ma le piaceva rodere incenso e candele, destinate a tutt'altro uso, e il Beato l'ha scacciata. Non è l'uccello che vuole colmare il mare, né la tartaruga che regge una montagna. Non teme la spada di Lei Huan, né la sciabola di Lü Qian. Vagabonda come i flutti dello Yangzi e della Huai; sale e scende senza temere le altezze dei Monti Tai o Heng. A guardare quel visino seducente, nessuno indovinerebbe che non è altri che il pipistrello, divenuto immortale a forza di perseveranza. La vampira balzò in piedi, e due spade preziose comparvero nelle sue mani: si coprì a sinistra e parò a destra. Scimmiotto era più forte di lei, ma non tanto da dominarla facilmente. Un vento gelido soffiava da tutte le parti; la falce di luna in cielo restò offuscata. In fondo al giardino si svolse un magnifico duello. È un vento diabolico quello che si leva a spegnere il lume della luna. Il monastero giace nella quiete, ma nel giardino posteriore si combatte accanitamente. Fra Scimmiotto e la selvaggia ragazza, regina fra le donne, la lotta è senza quartiere. Lei è trasportata d'ira contro il feroce monaco; lui vede rosso davanti alla donna vampiro. Ma quando maneggia le due spade, non sembra davvero una donna. La sbarra si muove rapida come la folgore;

gli anelli d'oro si urtano, il metallo emette fasci di scintille [...] Nel silenzio notturno tremano di paura i trentadue cieli; gli arhat applaudono lo spettacolo. Il grande santo era riposato e in buona forma; la lamia valutò che presto non sarebbe più stata in grado di sostenere i suoi assalti. Aggrottò le sopracciglia, formulò un piano e gli volse le spalle per fuggire. "Dove scappi, carogna? Arrenditi!" gridava Scimmiotto. Ma la vampira non si diede per intesa. Lasciò che si mettesse all'inseguimento, si tolse la pantofola dal piede sinistro e le diede il suo aspetto, con tanto di spade in pugno. Il vero corpo si sottrasse in forma di aria fredda. La cattiva stella di Tripitaka era ancora alta in cielo. Il mostro si introdusse nella camera in cui dormiva, si impadronì di lui e lo sollevò tacitamente nelle nuvole. In un batter d'occhio raggiunsero il Monte del Tranello e si tuffarono nell'Abisso Senza Fondo. Là era la sua casa. Chiamò la servitù e ordinò che preparassero il pranzo di nozze, a ogni buon conto con cibi di magro. Scimmiotto si era fermato a combattere forsennatamente quella che gli pareva la sua avversaria, e mise poco tempo a sopraffarla. Ma con suo stupore si trovò tra le mani soltanto una pantofola ricamata. Comprese l'inganno e corse dal maestro: era scomparso. In un angolo, Porcellino e Sabbioso commentavano l'accaduto. Scimmiotto piombò loro addosso inferocito, levando la sbarra e gridando: "Questa volta vi ammazzo!" Il bestione non sapeva più dove nascondersi. Sabbioso scelse il metodo della remissività. S'inginocchiò e disse: "Ti capisco, fratello maggiore. Non si può andare avanti in questo modo, con continue sorprese e aggressioni di mostri. Ti vuoi sbarazzare di tutti quanti e ritornare a casa tua." "Nemmeno per sogno. Voglio sbarazzarmi di voi perché siete dei disutilacci; e poi devo andare a soccorrere il maestro." "Eh no, mio caro!" rispose Sabbioso sorridendo. "Per soccorrere il maestro serviamo anche noi. Ricordati il proverbio: non c'è corda di un solo filo, né applauso di una sola mano. Per dare battaglia, bisogna proteggere anche le retrovie: chi sorveglierebbe i bagagli e il cavallo? Prendi a modello la buona organizzazione di Guan e Bao, che sapevano spendere i loro soldi; piuttosto che Sun e Pang, che sapevano solo giocare d'astuzia e d'azzardo. Non si è sempre detto: la tigre combatte con l'aiuto del fratello? E anche: vinci la battaglia solo se hai truppe devote. Risparmiaci la vita, ti prego; e aspettiamo l'alba per unire cuori e forze nella ricerca del maestro." Scimmiotto era fiducioso nelle sue forze, ma non incosciente. Perciò disse a Sabbioso: "Non hai tutti i torti. Lasciamo stare. Domattina andremo a localizzare il maestro: dovremo mettercela tutta!" Il bestione si sentì pieno della generosità di chi l'ha scampata bella: "Fratello, penserò io a ogni cosa." I tre fratelli attesero l'alba. Ma di mettersi a dormire, con le preoccupazioni che li agitavano, non c'era da pensarci. Se avessero potuto, avrebbero ordinato al sole di levarsi dall'albero Fusang a metà della notte, o avrebbero soffiato per disperdere le stelle in cielo. Rimasero seduti fino al primo chiarore, e quando si alzarono per uscire trovarono alla porta alcuni monaci, che chiesero: "Dov'è il reverendo?" "Non so come dirvelo" sogghignò Scimmiotto imbarazzato. "Mi vantavo tanto di esser bravo a catturare i mostri, ma il fatto è che invece il mostro ha catturato il maestro." "Come avete potuto coinvolgere il maestro nei piccoli problemi del nostro convento? E adesso dove sarà?" "Credo di sapere dove cercarlo" rispose Scimmiotto. "Non abbiate tanta furia; fate colazione, prima di partire." Servirono qualche tazza di brodo, che Porcellino vuotò in un sorso: "Bravi monaci, in cucina ci sapete fare. Ora dobbiamo trovare il maestro, ma ritornerò qui con vero piacere." "Ritornerai solo per mangiare il loro riso!" esclamò Scimmiotto. "Fa una cosa utile: controlla dov'è la ragazza. Dormiva nella sala del Re del Cielo." "Non c'è più" risposero i lama. "Scomparve subito dopo la prima notte." La risposta mise di buon umore il Novizio; che ripartì verso est, la direzione da cui erano venuti, seguito da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. "Sbagli strada, fratello" gridò Porcellino. "Perché dovremmo ritornare indietro?" "Perché la Foresta degli Abeti Neri è verso est. È là che abbiamo incontrato quella che a voi sembrava una così brava figliola. Le mie pupille d'oro videro subito che cos'era. I lama li ha mangiati lei; il maestro lo ha rapito lei. La vostra idea di darle una mano era proprio astuta! Naturalmente, per cercare il maestro, dobbiamo prender le mosse dal punto dove l'abbiamo incontrata." "Si capisce!" risposero i due sgranando gli occhi. "Sembri un tipo brutale, ma sotto sotto non manchi di finezza. Andiamo." E ritornarono di corsa nella foresta. Si vedeva il sentiero serpeggiante tra le rocce, nella foschia mattutina, che reca impronte di volpi e di lepri. Fra i cespugli si distinguono altre tracce: tigri, pantere e lupi. Ma non si vedono tracce di mostro: dove sarà passato Tripitaka? Scimmiotto, esasperato, finì per assumere l'aspetto che aveva quando devastava i palazzi del Cielo: tre teste e sei braccia, con tre randelli; e si mise a battere a tutta forza alberi e terreno qua e là nella foresta. "Sabbioso" disse Porcellino, "quell'uomo è uscito di senno; se mai ci fosse in giro qualche traccia, la cancellerà senza vederla." Ma Scimmiotto aveva uno scopo preciso: in breve sbucarono dagli alberi due vecchietti: il tudi e il dio della montagna. Si inginocchiarono davanti a lui e dissero: "Grande santo, eccoci qui." "Quel randello è tanto efficace" commentava Porcellino, "che un giorno finirà per scovarci la stella della disgrazia in persona." "Begli infami che siete!" li apostrofò Scimmiotto. "Naturalmente avrete l'abitudine di far comunella con tutti i banditi del territorio, in cambio dello spezzatino di maiale che vi offriranno ogni volta che le loro ladronerie saranno andate a segno. Siete certo complici di una vampira che conosco. Il fatto è che stanotte ha rapito il mio maestro. Dove l'ha nascosto? Vuotate il sacco, o passerò alle vie di fatto." "Non meritiamo le accuse di vostra santità!" protestarono i due vecchi dèi, pieni di paura. "Il mostro che cercate non abita qui, e non è sotto la nostra giurisdizione. Tuttavia il vento che soffiava stanotte qualche informazione ce l'ha data." "Sputate il rospo!" "La vampira che ha rapito il vostro maestro abita a mille li dalla foresta, in direzione sud" spiegò il tudi. "Vive sul Monte del Tranello, dentro un profondo abisso detto Senza Fondo." Congedate le divinità Scimmiotto riferì la situazione ai condiscepoli: "L'ha portato più lontano di quanto credevo." "Non importa" disse Porcellino. "La distanza è modesta, se saliamo sulle nubi." Così fecero, accompagnati dal cavallo, che dopo tutto era la trasformazione di un drago. Bastò poco per giungere in vista di una grande montagna, che offriva questo spettacolo: Se i picchi superano le nuvole, la vetta tocca la volta celeste. La ricoprono grandi foreste di molte essenze, nelle quali risuonano gridi di uccelli di ogni genere. Si vedono correre tigri e pantere; si indovinano cervi e daini all'ombra dei cespugli. Sui pendii soleggiati piante rare schiudono fiori profumati, mentre nelle zone d'ombra la neve non si scioglie neppure in piena estate. Rupi scoscese e torrenti incassati. Gli scuri abeti e le grandi rocce bigie dànno i brividi al viandante. Non vi è traccia di presenze umane, né boscaioli, né erboristi. Le fiere che vedete sanno suscitar nebbie, le volpi sanno scatenare temporali. "Si vede subito che in questo posto abitano mostri. Guarda com'è ripido il monte!" "Si capisce" confermò Scimmiotto. "Ogni gran montagna ha il suo mostro, ogni strapiombo la sua lamia. Noi due, Sabbioso, aspetteremo qui; mentre Porcellino farà una ricognizione per verificare la strada, localizzare la grotta e controllare com'è difeso l'ingresso. Quando avremo le informazioni, ci muoveremo per il meglio." "La mia solita fortuna!" brontolava Porcellino. "Tocca sempre a me affrontare la situazione." "Perché ti lamenti? Non sei stato tu a dire testualmente: 'penserò io a ogni cosa'? Hai già cambiato idea?" "Non prenderla su questo tono. Non ho detto che non vado." E in effetti posò il rastrello e corse via, in cerca del sentiero. Se poi in fin dei conti non sapete quale piega presero le cose, ascoltate il seguito. CAPITOLO 82 PREPARATIVI DI NOZZE IN FONDO ALL'ABISSO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA IL MASCHIO, E L'ANIMA ORIGINALE PROTEGGE LA VIA. Porcellino trovò un sentiero e lo seguì per cinque o sei li, finché vide due mostriciattole che attingevano acqua da un pozzo. Come si capiva che erano mostriciattole? Avevano pettinature fuori moda, con alti chignon trattenuti da spilloni di bambù alti un piede e due pollici sopra la testa. Porcellino le salutò: "Ciao vampire! Come state?" "Che brutto maleducato, questo bonzo! Non ci siamo mai visti né conosciuti, e tu senti come ci tratta!" Brandirono le pertiche con cui calavano il secchio nel pozzo e gliele picchiarono sulla testa. Il bestione, disarmato, non poteva proteggersi dai colpi; ne prese

guadagni il mondo. se riuscissi a mettere in fuga la lamia. Porcellino. "Sarà la casa della vampira. ma per uscire bisogna fare una poderosa arrampicata. fosse pure con il pensiero? Se cedo il mio yang a questa creatura che lo vuole. Se sbagliassimo. "Ma l'entrata della grotta non è questa. care gentildonne!" Le due lo considerarono con simpatia: "Ecco un bonzo che sa come si saluta gentilmente. Sole. con una scossa si mutò in un fratacchione dalla faccia scura. mi hanno preso a legnate. Le labbra rosse come ciliegie si dischiusero per ordinare: "Ragazze. "Due creature che attingono acqua da un pozzo." "Come facciamo. che io possa sprofondare nel ciclo della trasmigrazione ed essere respinto oltre il Monte delle Tenebre. Dopo tutto. allora date retta a lei. vento. Entrerò io a esplorare. lo lascio come l'ho preso. Le ho salutate e loro. A questo scopo lo si cerchia di ferro. "Dal momento che la ricerca delle scritture è sempre in cima ai vostri pensieri." Una torre d'ingresso a doppia gronda era circondata da pini e bambù." "Gentildonne." "Hai ragione. grosso e maldestro come sono." "Saranno arrivate alla loro grotta e ci saranno entrate. è una terra benedetta. voi l'aspetterete qui pronti a colpire. va bene. Questi dapprima pensò di non rispondere: aprir bocca è disperdere energia. Cerchiamo. in modo da farmi inghiottire senza che lei se ne accorga. Che c'è di nuovo?" "C'è che il maestro è felicemente sposato. lo trovò chiaro e luminoso. affar vostro. Andrò a caccia di informazioni. Scimmiotto passò da un forellino della carta. Un'iscrizione in sei grandi caratteri diceva: ABISSO SENZA FONDO DEL MONTE DEL TRANELLO "Ecco un bell'edificio" apprezzò Scimmiotto. perché è più limpida di quella di casa. ma non c'è altro da fare. il bravo bestione infilò il manico del rastrello nella cintura." Il grande santo si accovacciò sull'orlo e procedette a un esame accurato. Questa bella ragazza vi offre un festino e poi vi sposa. Il pedinamento durò per una ventina di li. i suoi piedi Loti d'oro. andò a posarsi sulla testa rasata e lo chiamò piano: "Maestro!" Tripitaka bisbigliò: "Discepolo. o magari una figlia: avrete la discendenza assicurata. "Da quando ti ho raccolto sul Monte delle Due Frontiere. Il monaco al mattino ha catturato Per farne il proprio sposo entro la sera. se è tanto difficile?" gemeva Tripitaka. Comunque sono animali nocivi. senza speranza di liberazione!" "Andate piano con i giuramenti" replicò sorridendo Scimmiotto. Quando sarò dentro." "Non riesco a ricordare da quale strada sono venuto." "Non ci avevo pensato. ma mai niente di simile. in fondo alla valletta. se si è fatto sedurre. "È fonda. Potremmo usare un trucco ben sperimentato. Il pioppo è tenero ed è facile da scolpire. e poi consumerò senza altro indugio le nozze con il mio caro monaco cinese. Io mi trasformerò in un insetto minuscolo e mi nasconderò in una bollicina." "Possibile che sia tanto profondo?" "Guarda anche tu. "Il punto non è questo. Gli artigiani ne fanno statue del Buddha. Volò lieve in cima alla torre e vide la creatura malefica che troneggiava dentro un chiosco di paglia. si apriva un foro non più largo di una giara." In effetti. Così il pioppo è un legno benedetto. Come un piatto d'argento la sua faccia. poi le mostriciattole scomparvero improvvisamente." "Basterà che tu cambi aspetto. Se non riuscissi a reggermi e cadessi giù." Porcellino. Quando lo raggiungeremo." "Tu che hai fatto tante esperienze in vita tua. vi aiuterò a uscire da qui. Al centro di una spianata rocciosa della circonferenza di una diecina di li. e per festeggiare il matrimonio che avrà luogo questa sera." "Dove andate?" "Vado dove vado. si diede un'aria cerimoniosa. che occhio clinico!" commentò Scimmiotto. ma dobbiamo essere certi che abbiamo davanti le persone che lo hanno rapito." "Chi sono." "Grazie tante della solidarietà." "Ma come vi chiamate?" "Di solito mi chiamo col mio nome. Le dita sottili Come germogli di bambù. da quando mangiavi i passanti sulle montagne. ma non sa dove ha la testa e dove i piedi. prima di discendere la montagna. "Complimenti. che guardava nel foro. Incipriata e con le labbra rosse. Oltre si intravedeva una corte circondata da vari edifici. maestro. mai vista una cosa simile. a dir poco. "Sono fantasmi di quelli che si vedono alla luce del giorno!" esclamò sbalordito Porcellino. puoi dar loro della 'signorina'. Celebriamo questo banchetto. che chiamava il reverendo. e lo ospita nella sua grotta. e ora non si vedono più. finché fuggì su per la montagna gridando: "Fratelli miei. per tutta risposta." "Dolce e flessibile. Non è un luogo sinistro. trecento li. trasparente in alto e opaco in basso." Le due si misero a ridere: "È gentile. tutto dipinto e scolpito. le spaccherò il cuore e le strapperò le budella: so che non vi piace la violenza. che ferocia!" "Se volete far del bene anche alle vampire. "Mi ricorda un po' la vecchia Grotta del Sipario Torrenziale. Ed ecco arrivare la lamia. Voi aspettate qui." "Non vi servirebbe a niente ricordare: uscire di qui non è facile." "Va bene." "Lo vedi che non possiamo salvare il maestro?" "Chi l'ha detto? Si scoraggiano solo i fannulloni. Per entrare basta scivolar giù. Lo si picchia appunto perché è duro. finché stai rigido. Caspita! Era una voragine profonda. non più di mezza spanna. se invece sono anziane. prepara i bagagli per la spartizione!" "Ormai lo sappiamo: è la tua solita mania." Si capisce che Scimmiotto il grande santo protegge Tripitaka. "Che bel posto!" si rallegrò Scimmiotto." "Che sciocchezze dici? Il maestro si roderà dall'impazienza di essere liberato. Se sono più o meno nostre coetanee." "Porcellino aveva quasi ragione" sogghignò Scimmiotto fra sé. "Ho visto tante creature malefiche e tante grotte in vita mia. Né questi può contare su altri protettori. quando sono esposte al pubblico. e trovò Tripitaka seduto nel portico est dietro un tramezzo di carta rossa. come state?" "Allora hai avuto quello che meritavi. Da dove venite. Il sandalo invece è duro: ma non serve ad altro che a farne ruote di frantoio. tu giri in tondo. Utilizzeremo le forze unite della cooperazione. di dorature e di gioielli. le donne tremende?" chiese Scimmiotto. prova a calarti giù per sondare la profondità." Ronzò intorno. torna da loro e interrogale per bene.parecchi. versatele il vino e fatelo spumeggiare agitando la bottiglia." "Comunque non può essere lontana" osservò Sabbioso. reverendo?" "Vengo da dove vengo." "E come vuoi che riusciamo a liberarlo?" "Voi mi seguirete con cavallo e bagagli. perché non me l'hai detto prima? Mi sarei risparmiato le legnate. Arrivò dai condiscepoli gridando: "Sabbioso. Quelle due stavano preparando il banchetto per festeggiare il matrimonio. colloca sopra ogni cosa i riti e la musica. attaccheremo tutti insieme. salvami!" "Siete il solito pesce fuor d'acqua. "E io credevo che scherzasse! Andiamo a vedere in che stato è il maestro. Come devo fare le domande?" "Salutale educatamente e valuta la loro età. Era molto più elegante di quando l'avevano incontrata nella foresta: Raffinate volute di capelli Corvini sulla giacca di velluto Verde smeraldo." "Mi riconosceranno. e noi soltanto dei forestieri." "Adesso che lo sai. chiamale 'gentildonne'." "Fratello." E per non farsi notare prese l'aspetto di una mosca. saprai che ci sono due tipi di legno. diecine di migliaia di persone vengono a riverirle e a bruciare incenso. seducente Più di Chang'e nel mondo della luna." Scimmiotto saltò giù: nuvole colorate scaturivano sotto i suoi piedi e lo proteggevano. bonzo? La nostra padrona ha rapito questa notte un monaco cinese. perché attingete acqua al pozzo?" "Non lo sai. con gli occhi gonfi di lacrime. Vi darà un figlio. Quando fu nei pressi del pozzo. come in superficie." "Come le hai salutate?" "Ho chiesto: vampire. rispose: "Non fa per me. e io pedinerò le mostriciattole per scoprire l'ingresso della grotta. "Sarà quel buco" gridò Porcellino additandolo. Scimmiotto tratteneva il respiro. "Come hai fatto a vederle nel loro vero aspetto?" "Lo dico perché un momento fa camminavano con l'orcio sulla spalla. "Difficile non vuol dire impossibile. Irrompi in casa loro e gli dài del vampiro: come vuoi che ti rispondano? Per meritare nome d'uomo. È bella e dignitosa. "Che strano posto!" considerò Scimmiotto guardandosi intorno. Ma non mi lasciare solo." "Quante cerimonie con queste montanare!" sghignazzò Porcellino. Legate il cavallo da qualche parte e preparate le vostre armi. la lingua agita il vento . dal bordo lustro e consunto per il continuo strofinio. loro sono gente del posto. che torno presto. servite in tavola. trovarono un pailou a triplo spiovente e quattro ordini di decorazioni. La padrona ci ha mandato ad attingere quest'acqua. ragazzi. Che cosa non va?" "Discepolo!" esclamò inorridito Tripitaka." "Quali tipi?" "Il pioppo e il sandalo. Quando giunse in fondo all'abisso." Tanto bastò perché il fratacchione corresse via." "Va bene. ti pare che abbia mai toccato un cibo vietato? Ho mai infranto divieti." Porcellino non aveva scelta. fiori e alberi. calzando ogni cerchio a suon di martellate." Questa volta. Dobbiamo affrettarci a trovare il nostro maestro. Quando vi inviterà a bere la coppa nuziale." "Ma discepolo. faremmo torto a gente che non c'entra e perderemmo tempo. andiamocene via! Qui ci sono donne tremende. per ridurre i rischi che corre. Serve per preparare un banchetto vegetariano. al riparo di un'alta rupe. ma ho bisogno di prepararmi. s'inchinò profondamente e disse: "Umile servitor vostro. coperte di colori. come se fosse all'aperto. non toccherei il fondo prima di un anno.

orecchiette." Il maestro sedeva sotto il portico. cachi. bevete alla nostra felicità!" Tripitaka." "Ma se hai la forza di combatterla." "Chissà quante ne deve passare il maestro là dentro. e le donne non si distinguerebbero dagli uomini. in mezzo alla lieta brigata vestita di veli leggeri." Tentazione diabolica Per il povero monaco. nocciole. Zucchini. unione di yin e yang. Qualunque persona normale. non crescerebbero gli alberi. Sono ricoperti di ogni specie di cibo vegetale. rivelatori dei cinque orienti. provocando un putiferio: tavole rovesciate. quando è sazio risale altissimo nel cielo. mentre lei ne colse una verde. litchi. Lo sfiora con le fresche Guance di un incarnato Di pesca. protettori delle quattro direzioni. vegetariano o no. "E dire che mi ero data tanta pena per far bella figura con questo banchetto. Senza yin e yang non brillerebbero il sole e la luna. pepe e zenzero." "Lo so. non ve la prendete così! Ho un altro modo per togliervi dai guai. fra Sabbioso e Porcellino che si tenevano pronti con le armi in pugno. lo incoraggiò a tagliar corto con le cerimonie. "Ce ne andremo a passeggio in giardino." "Sentiamo. Scimmiotto diede un piccolo morso di avvertimento e Tripitaka lo comprese perfettamente. Tavoli verniciati di nero e decorati con incrostazioni di madreperla reggono grandi vassoi di bambù laccati di rosso. ma se non lo fosse. "Niente di tutto questo. la riempirono di vino e la porsero al monaco cinese: "Mio adorabile reverendo. "Hai trovato la vampira? Come sta il maestro?" "Ma sì. cetrioli. La buona vampira gli diceva: "Che aria triste hai! Questo è il più bel posticino del mondo. castagne d'acqua. non possono guastar tutto un'altra volta. gli parve di avere perso cento libbre di peso. e io bevendolo violassi il divieto. la schiuma si era dissolta e si vedeva benissimo il moscerino galleggiante. Tripitaka venne rispedito sotto il portico. Quando Scimmiotto gli si posò sulla testa e lo chiamò. avrebbe scordato Buddha e scritture." "Dunque sei rimasto là sotto a brindare alle nozze. giuggiole. e io vi libererò. Farò un altro tentativo. per distrarti e curarti la malinconia. e voi dovrete fare in modo che addenti il frutto rosso. melanzane ritagliate in forma di quaglie. e corrono a nascondersi. e questa volta vedrete che avrò successo. Scimmiotto si trasformò in un falco affamato: Terribile. Lei certamente vorrà farvi compagnia. Per forza bisogna giocare d'astuzia. Dopo aver superato diversi chioschi e padiglioni." E allungò la mano a cogliere la pesca rossa. Lo hanno appeso al soffitto? Contano di lessarlo o di cuocerlo al vapore?" chiedeva Porcellino. I suoi capelli Come ali di corvo. Tutti quei cibi formano un'impeccabile armonia di sapori. tra fiori e piante bellissimi. cui sarò sempre grato. vi mandano i loro saluti. e il pranzo è soltanto di cibi vegetariani. Ma la lamia perse tempo rivolgendo al reverendo altre tenerezze. La donna prese per mano Tripitaka e lo guidò verso il chiosco di paglia: "Reverendo. con le mani che tremavano. e Scimmiotto si nascose in una bollicina.della discordia. Devo alla vostra debordante affezione di avermi portato nella vostra bella casa. Per voi ho fatto attingere l'acqua più pura della montagna. La perfida volpe e la lepre astuta si sentono venir meno dalla paura. Ragazze. Il bel risultato è che l'hai esacerbata: ora vuole costringermi a mangiare cibi proibiti. porcini e ogni specie di funghi profumati. per un bonzo tanto conosciuto nella capitale e con incarichi così importanti. gli fece mille tenerezze e dimostrazioni di passione. navoni. qui riprese il proprio aspetto. e questa volta pregheremo il Cielo di fungere da mediatore e la Terra da testimone: se vengono coinvolti. "Andiamo a vedere che ne è del maestro. ma tu stammi vicino. gridò: "Fate largo!" e balzò fuori. La vostra segreta protezione mi è stata accordata da Guanyin. Uno spettacolo davvero inconsueto. precipitatemi subito e per sempre nelle sofferenze della trasmigrazione. La ragazza lo raccolse con l'unghia del mignolo e lo scosse via. Il novizio volò quindi su un ramo e si trasformò nella più bella pesca rossa che si fosse mai vista. Quando la riprese in mano. colocasia candita. La vampira si venne a strofinare. invece di scegliere questi sotterfugi disgustosi?" "Maestro." Il monaco cinese la seguì. la vampira accorse tutta festosa e sorridente: "Che cosa desidera il mio caro." Immaginate la folla delle belle fanciulle dal volto incipriato e dalle ricche acconciature. Il monaco smarrito Sente che la sua tonaca S'impregna di profumo. giunsero al frutteto dei peschi. siatemi testimoni. uva. indispettiti perché trattengo presso di me il monaco cinese. Vuotata la coppa. kumquat. dietro casa. Hai una bella fortuna." "Signora. balzò su indignato: "Macaco del malanno! Sei il peggiore dei miei persecutori. rape macerate nell'aceto. che circondano Tripitaka e lo sorreggono per accompagnarlo nel giardino. castagne. alla faccia del Cielo e della Terra" si disse Scimmiotto. Questa lamia mi costringe a bere la coppa di vino. Tripitaka si inchinò con galanteria e offrì il suo frutto a due mani: "Voi che amate i colori caldi(6). prese la coppa. . stoviglie rotte in mille pezzi. benché si fosse reso perfettamente conto della manovra di Scimmiotto. E portatemi carta da bruciare: devo spedire gli inviti al Cielo e alla Terra. Ti sei lasciato andare ai tuoi sfoggi di bravura e hai rovinato tutto il cibo commestibile di casa. Prepareremo un'altra cerimonia di nozze. glutine di grano. polpa di loto. "come mai i vostri peschi hanno alcuni frutti verdi e altri rossi?" Lei si mise a ridere: "Quelli verdi sono frutti yin. Si sentiva la lamia che dava ordini. La ragazza lo vuole impalmare. ma di cibo vegetale in dispensa è rimasto ben poco. senza rendersi conto di quanto lo metteva in imbarazzo. Gli occhi ridono teneri. perché non l'affronti. versò qualche goccia di vino ad uso di libazione e formulò dentro di sé questa preghiera: "Dèi protettori della Legge. Ma non aveva scelto lui di mettersi in quella situazione. Il falco allargò gli artigli e piombò sui cibi." "Ho visto un giardino. E poi formaggio di soia. olive. era un comportamento compromettente. Io mi trasformerò in una bella pesca rossa. maestro. Non potreste accompagnarmi in una piccola passeggiata?" "Ma certo. Scimmiotto sogghignava fra sé: "Chissà se resiste a questo attacco in grande stile. La fame lo spinge a fare razzia di colombe. volò via fino all'imboccatura dell'abisso. ed era il primo a soffrirne. Non lo sapevo. ma se resto a lungo seduto il male mi riprende. la corte si riempie di effluvi d'incenso che salgono da un bruciaprofumi a forma di leone. perché vuole celebrare le nozze. Voi dovete convincerla ad andare a zonzo là dentro. dovete rendervi conto della situazione. si lancia in picchiata dalle nuvole." Scimmiotto. con il vino eccellente che si beveva da quelle parti. mano nella mano. noci di ginkgo. germogli di bambù. Voi dovete fermarvi ai piedi dell'albero e dire che desiderate mangiare una pesca. Poi ebbe paura di irritarla con il silenzio." "Sono sulla vostra testa. i rossi yang. "Di stoviglie. gli strapazzi del viaggio mi avevano procurato una malattia da cui sono tuttora convalescente. più lacrimoso che mai. E io come farò?" "Via. noci. gioia bella!" rispose lieta la vampira." "Che spudorata! Vuol farsi il suo bonzo. mi sforzerò di berlo per assicurare il buon esito della mia missione. sono qui". pigne e pinoli. I frutti yang sono i più esposti al sole e maturano prima. aprite il cancello del giardino e spazzate il sentiero. signora." "Spazzate il pavimento e servite quello che abbiamo." Tripitaka si rimise al giudizio dell'esperto: "Va bene." Ai richiami del monaco." "Grazie dell'insegnamento. Fave e fagioli nelle salse adatte. ho preparato del vino che vorrei bere con voi." S'inoltrarono sul sentiero. signora. mandorle. dentro il boschetto di seta e broccato. scosse la bottiglia in modo da formare schiuma. Ascoltate il mio giuramento: se è davvero vino analcolico. ben sapendo che il maestro in realtà nutriva una segreta passione per il vino analcolico." "Come conti di fare?" "Nel giardino c'è un pesco. Quanto a Scimmiotto. "Da dove viene questa bestiaccia? Ha il diavolo in corpo!" Tripitaka tremava. toccò a Tripitaka di riempirne un'altra da offrire alla padrona di casa. Povere le mie stoviglie!" "C'è di peggio" informarono le servette. E gli prende la mano. I ditini di giada afferrarono una scintillante coppa d'oro. e posò per un momento la coppa prima di bere. i frutti che offre la montagna e le verdure di stagione: mele. con la voce roca di collera: "Avanti con quei piatti! Non importa se sono vegetariani o no. che in forma di minuscolo moscerino era posato sul suo orecchio. Verdure fritte nell'olio. quelli yin restano in ombra." "Bestia! Quali brindisi vuoi fare. ne abbiamo altre negli armadi." Tornò a trasformarsi in mosca e volò sulla torre d'ingresso. con artigli di giada e ali d'acciaio. meloni d'inverno tagliati a cubetti. Certo. meraviglioso reverendo?" "Signora. la ragazza correva qua e là disperata e non sapeva che fare." In attesa dei nuovi preparativi. "Signora" domandò il reverendo. l'umile monaco che sono non può bere bevande alcoliche. frutta e verdure sparse dovunque nella polvere. Vista la piega che prendevano le cose e l'impossibilità di realizzare il suo piano. In questo modo entrerò dentro di lei e la ucciderò. e disse timidamente: "Signora. La fanciulla sottile Dalle curve indiscrete. Questa bestiaccia dev'essere stata mandata dal Cielo e dalla Terra. mentre il maestro è in pericolo?" "E allora perché sei risalito?" Scimmiotto fece il resoconto degli avvenimenti e concluse: "Pazientate ancora e restate qui. Ma il coraggioso Tripitaka aveva una pietra al posto del cuore. Sarebbe pericoloso uno scontro in un posto di difficile accesso come questo: sarebbe facile chiudermi dentro. Il chiosco è parato di seta. Come convenuto.

Ricordi il proverbio: prova tre volte e riuscirai? Tu hai provato due volte." C'era poco da scegliere. ma lei si riprese e gridò: "Aiuto. "che cosa sarà questo rumore?" "È il rastrello di Porcellino" rispose Scimmiotto. ma anche un peto fa il suo vento. Prima di avventurarsi ad attraversare la bocca. CAPITOLO 83 LA QUERELA RITIRATA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO RICONOSCE LA FONTE DEL CINABRO. Le ragazze chiedevano: "Ma dove volete andare. È come nei versi: Quando vedo la sella. Lei si lasciò dietro a fronteggiarli la propria pantofola. che non volevo venire. lasciate perdere le manfrine. l'avete mangiato con tanto gusto. Lotta e sfoggio di talenti sono dovuti alla missione del monaco cinese. tanto da farla ammutolire e cadere a terra. adesso se la goda lui. Facciamo accomodare il maestro da qualche parte. l'abbatté valorosamente. la raccolse e non poté trattenere le lacrime: "Ah." "Ma questa mi è rotolata giù tutta intera." "Non far male a nessuno. da ingoiare anche il nocciolo. Uniti l'uno all'altra come pesci nell'acqua. fratello" rispondeva Sabbioso. Son pieni di rancore e provano una gioia feroce a sfogare nello scontro il loro furore. e uscendo squarciarla. con il nocciolo. Torno là sotto. ma ci restò male quando vide di che cosa si trattava. reverendo mio. Quella sbarra riempie il cielo di fredde brume. Lottarono a lungo. la vampira si mise in cammino. Questa scimmia è un po' tocca: noi l'aiutiamo ad abbattere i mostri. per non turbare il convegno amoroso. Scimmiotto credette che fosse morta e sospese l'aggressione. Presto. e ciascuno va per la sua strada. polmoni e cuore. La lamia era già in difficoltà. adesso che faccio?" gridò lei presa dal panico. si udì rumore d'armi. signora. fanciulla seducente. acchiappa!" gridava Scimmiotto. Yin e yang non si possono unire." "Al momento il vostro condiscepolo è nel ventre di questa signora" dichiarò Tripitaka. Scimmiotto. e il frutto era invitante. "Discepolo" chiese Tripitaka inquieto. dopo inutile attesa dell'incontro(7). La lamia sfoderò le due spade preziose. pensò bene di prendere una precauzione contro il rischio che la creatura tentasse di morderlo: trasformò la sbarra magica in un nocciolo di giuggiola e lo collocò strategicamente fra i suoi denti. e ritrovo solo una briglia spezzata." "E dove sarebbe?" "Nel vostro ventre. io getto l'amo e spero fortuna. nato dal cielo. Avrà poteri maggiori dei nostri. Mi accontenterò di mangiarti i sei foglietti." A Porcellino venne da ridere." Scambiarono i frutti. con le sue sette aperture e tre peli. visto che non avete più niente da custodire. bestia? Questa volta non hai neppure i bagagli da spartire. e balzò per aria riprendendo il proprio aspetto. da far tremare i monti e fremere le fronde delle foreste. aiutatemi!" Le sue mostriciattole." La vampira. cavallo e bagagli erano scomparsi. Se l'acqua combatte il fuoco. Breve è stata la gioia: bisogna separarsi. e volò via trasformata in corrente d'aria. "Sono nelle sue mani. Ahimè! La coppia d'anatre è stata separata. e lui se la prende con noi. giunsero di corsa e la videro stesa a terra con il viso terreo: "Che avete. ragazze. e si concessero un bel duello in cima alla montagna. "Arrivo." "Hai ragione. maestro! Ho lasciato il cavaliere con il suo cavallo. Non avete riconosciuto la pesca rossa che vi è balzata in gola?" "Dio mio. Il nostro problema sarebbe stato risolto." "Non ci possiamo tirare indietro. afferrò tutto quanto al passaggio e se lo portò via. che si era rotta. come si dice. che udiva parlare l'interlocutore ma non riusciva a localizzarlo. spaventato. si mangia da sola." "Non avete abbattuto un bel niente." "Quando la frutta è ben matura. signora? Un attacco di cuore?" "Non fatemi domande. cui diede il suo aspetto con un incantesimo. È proprio il caso di dirlo: La scimmia dello spirito ha sottomesso il mostro Agendo dall'interno. signora?" "Finché sul fiume splende la luna. Al Ponte degli Amanti è salita La marea. "Evidentemente il maestro è stato riportato là sotto. Ho la situazione in pugno. Sabbioso gli chiese: "Che ne è del nostro condiscepolo anziano?" "Avrà fatto bene i suoi conti" suppose Porcellino. Vediamo che ne è stato del maestro. . non c'è altro da fare. Intanto Porcellino duellava con la pantofola ricamata. ancor prima che diventi mio marito!" Tripitaka addentò la propria pesca e anche lei accostò la sua alle labbra vermiglie: ma l'impaziente Scimmiotto non aspettò il morso e le balzò senz'altro in gola. "Non mi serviva il vostro aiuto! Dovevate badare al maestro!" "Te lo dicevo. sono io che arrivo!" Porcellino e Sabbioso li accolsero festosi. è figlia della terra." Intanto Scimmiotto era disceso nel ventre e gridava: "Maestro." E balzò giù senza prendersi nemmeno la briga di trasformarsi. Lui è la scimmia dello spirito. sempre pericolosamente vicina. impugnamo le armi e andiamo ad aiutarlo. me ne dovrò cercare un altro. con la sbarra levata in posizione di combattimento. gridò: "Se volete che vi risparmi. che si erano sparse qua e là nel giardino a cogliere fiori. ricuperando l'arma al passaggio. se troverai il giusto tono di voce sepolcrale." "Nemmeno per sogno" si rifiutò Porcellino. Alla fine sarai ben ripulita e potrai aver successo nella carriera di scheletro fantasma. Poi sfrecciò via fra quella cerchia. Chi l'avrebbe creduto? Si voltano le spalle Le due fenici. Lei vuole impadronirsi dello yang primordiale attraverso l'unione carnale. quando piombarono su di lei e la tempestarono di colpi. "Quello non è un avversario da poco. Quando si fermò esausta. "Perché ridi. dovete essere voi ad accompagnare il bonzo. la terza di certo riuscirai. quelle spade vagliano la nera polvere della terra. Ma quando vide Tripitaka seduto solo soletto accanto all'imboccatura dell'abisso. terrorizzata. "Stupidi!" gridava Scimmiotto. Scimmiotto scoperse un pezzetto della briglia del cavallo. non sapeva dove battere la testa. "Sarà meglio che vi facciate riconoscere. E voi sorvegliate bene l'uscita. lui vuole formare il santo embrione combattendo il puro yin. che pesca strana! Mi è balzata in gola da sola. signora. "Parlo al mio discepolo Consapevole del Vuoto. fegato. si aggrappò al monaco: "Ah. "Ma è pur merito suo se il maestro è risalito dall'abisso. con il cavallo e i bagagli." "Che apra bene la bocca!" gridò Scimmiotto. dal ventre. "e avrà trovato conveniente far cambio con il maestro. Quando Tripitaka uscì dall'abisso accompagnato dalla lamia. volse le spalle e fuggì. portate il bonzo all'uscita. perché ti sei dato tanto da fare per entrarmi dentro lo stomaco?" "Niente di speciale." "Dài. "Acchiappa. sconvolta dal dolore. io credevo che fossimo Legati a filo rosso fino all'eternità. ne va della mia vita!" Ma Scimmiotto." "Voi siete di buonumore. lei. Sulla porta del carcere Accolgon terra e legno il monaco ormai libero. io non ci sto." "Porcellino!" gridò Tripitaka. Porcellino. avevo appetito. la Via della Madre ne soffre." Quando giunsero alla bocca dell'abisso. facciamoci sotto" cambiò idea Porcellino. discepolo!" "Ma a chi state parlando?" chiese la vampira. Il Novizio si fece piccolo e le salì nella gola. Con questo fidanzato mi è andata male. Quello scherzo con la pantofola me l'aveva già fatto la notte scorsa. e la buona vampira si sentì tutta intenerita: "Che uomo gentile! Che gesto affettuoso. Presto!" In effetti maestro. Crederete che il suo unico pensiero fosse di mettersi in salvo. "Che schifo!" esclamò Porcellino." La lamia spalancò le mascelle quanto poté. E FANCIULLA SEDUCENTE RITROVA IL FONDO DELLA PROPRIA NATURA. "Posa il rastrello. Sabbioso. Io mangerò quella verde. Invece quello scemo è uscito per benino dalla bocca. Lacrime velan gli occhi: quando potrò vederti?" Scimmiotto temette che il suo tono elegiaco avesse presa sul maestro e si mise a fare il diavolo a quattro. ripenso al palafreno E lacrimo al ricordo del mio amore lontano." Scimmiotto asciugò le lacrime: "Si capisce. Sabbioso cercava intorno girando a vuoto. ascoltate il seguito. Con le spade volanti difendeva il volto da quella sbarra. Porcellino brontolava: "Vedi che pasticcione! Le stava nel ventre: avrebbe potuto metterla a ferro e fuoco. "Che cosa stai armeggiando lì dentro? Vieni fuori.vogliate gradire questa pesca. La vampira si rivolse al monaco tutta spaventata: "Reverendo." "Non pensavo a quello" rispose Porcellino. Se poi non sapete che ne fu della lamia.

E che accusato si viene a cercare! Un feldmaresciallo autorizzato prima a decapitare e dopo a riferire." "Calmati!" lo invitò l'astro del metallo. posta la lamia in condizioni di non nuocere. io prendo la mia sciabola per decapitare i diavoli e gli taglio la testa. hanno consentito la fuga della rispettiva figlia e sorella nel basso mondo." "Che roba è? Non è una persona. povera piccola. avevano lasciato qualche segno. lo lesse e andò tanto in collera che quasi rompeva il tavolino battendoci i pugni: "Zucca dura di una scimmia! È tutto falso. "Oso sperare che il sovrano del cielo gli darà un castigo esemplare" aggiunse Scimmiotto. dove fu accolto con molta cortesia dai quattro grandi precettori Zhang." "Che querela potrà mai presentare contro di me?" "Ti accusa di incitamento a ratto di esseri umani. Dopo farò rapporto. da cui esalava l'incenso. per aver deliberatamente incitato la figlia e sorella a commettere i crimini di cui sopra. una carta così ben ragionata navigherà di sicuro con il vento in poppa." "Ho tre figli e una figlia. Ge. "Dice l'adagio: la calunnia per fatto punito con la morte. Di tanto vi saremo profondamente riconoscenti. è discepolo di Guanyin nei mari del Sud. il terzo è Nata. per trascuratezza. Seguì la traccia ed entrò in una piccola stanza disadorna. è punita con la morte. siete proprio nato sotto la stella della disgrazia. che l'immortale Ge prese e svolse sul tavolo imperiale. "Re Li. Perché vi siete andato a rimpiattare in posti che non conosco?" Il vento portò una zaffata di profumo d'incenso. Querela per ratto perpetrato da falsa lamia. fratello" obiettò Porcellino. collocò il tavolino dell'incenso e ringraziò l'imperatore della grazia che gli accordava." "Vedrete che sarò svelto: ritornerò nel tempo di portare a bollore l'acqua del tè. in cui si vedevano tre nicchie nel muro. Alla nascita quel figlio recava scritto il segno Na sulla mano destra e il segno Ta sulla sinistra: donde il suo nome. "Ha ricevuto l'ordine di accompagnarmi. Sa mettere in fuga le nubi del cielo E reca scompiglio fra le onde del mare. Come mai? Il fatto è che gli scontri di cinquecento anni prima. "Dovete recarvi da Li. per evitare di peggio. più di trecento li di circonferenza). Scimmiotto abbandonò le ricerche." L'astro del metallo. Arredi e vasellame erano scomparsi dal chiosco di paglia." "Non posso tollerare un'accusa tanto perfida. Si recò di corsa alla Sala della Comunicazione Illuminata. Erano di turno Anima Lunga e Conservatore dello Stato. in quella centrale era posto un tavolo laccato. Tale è il contenuto della querela che presentiamo." Sabbioso e Porcellino pendevano dalle sue labbra: "Fratellone. Come fai a dire che l'accusa è fondata? E se adesso ci rimetti la pelle?" "Vecchio mio. "Potete accompagnare il vecchio Venere. ma scriverò anche la querela. Visto che veniva in qualità di inviato imperiale. balzò sulle nuvole e giunse in breve alla porta sud del Cielo." "Che cosa scriverai?" "Vediamo un po'. meravigliati. si rivolse a Scimmiotto: "Hai sbagliato: non si presentano accuse all'imperatore con tanta leggerezza. dissero: "Hai certo liberato il maestro. Querelante: Scimmiotto Consapevole del Vuoto. l'astro del metallo fu subito annunciato dal portinaio: "È arrivato sua signoria Supremo Candore"." Lo condussero alla Sala delle Nuvole Misteriose e lo annunciarono a sua maestà. Scimmiotto. e legarono Scimmiotto. si impadronì dei due oggetti e ritornò indietro pieno di allegria. scolpito con un motivo di draghi. non ha orecchie: come potrà ascoltarci?" Scimmiotto mostrò l'oggetto: "In casa non c'era più nessuno. Ma sbrigati: ogni ritardo può costare al maestro la vita. "Non c'è nulla da temere. dove va fuorviando innumerevoli uomini ed attenta alla loro vita. il bimbo provocò un incidente. Ridusse la sua sbarra a un ago. Andremo a reclamarlo dalla sua famiglia. questa volta. Il pianeta Venere fu incaricato di recarsi al Palazzo Torre di Nuvole per citare il re celeste Li Porta Pagoda a comparire davanti a sua maestà. per cavargli un tendine e farsene una cintura. Dopo soli tre giorni. IL RE CELESTE LI E sotto: AL MIO RISPETTATO FRATELLO. "Il querelante ha prodotto come prove una tavoletta e un bruciaprofumi. Il re celeste Li Jing Porta Pagoda e suo figlio. Legate subito questa scimmia con la corda per diavoli!" ordinò ai suoi subordinati. sta con me ed è il più instancabile difensore del trono imperiale. ma ha grandi poteri. "Bisogna estirpare dalla radice queste porcherie. e assicura che si tratta proprio di tua figlia. Aspettatemi qui: presenterò la denuncia all'Imperatore di Giada. stabilite chiaramente le responsabilità. Non sono faccende da prendere alla leggera." Il re celeste. In effetti la lamia aveva abbandonato la residenza e si era rifugiata chissà dove (l'abisso aveva grandi dimensioni. Sconfisse divini guerrieri in battaglia E conquistò titoli di grande prestigio. e avrà preso l'aspetto di creatura malefica per rapire il maestro. Ed oggi anche l'Ovest dovrà riconoscere Qual'è il suo valore e i grandi poteri. Nata. il generale Pancia di Pesce e il maresciallo Yaksa Eroico. o qualcos'altro. furioso. Quando suo padre lo seppe lo volle uccidere." Il re celeste. Dentro regnava il silenzio: non c'era segno di presenza umana." "Il solito aggressivo!" si dissero sconcertati i precettori. Dagli occhi arrossati diffonde faville E peli di ferro ricoprono il corpo." "Vada anche il querelante" ordinò l'Imperatore di Giada. e una tavoletta su cui era scritto a caratteri d'oro: TAVOLETTA DEL MIO RISPETTATO PADRE. Professione: discepolo del monaco Tripitaka. Perciò entrò in mare. Aveva sentito raccontare che i tendini di drago sono particolarmente resistenti. il principe Nata. il portico est era deserto. Nata. tutto spaventato. ma cuore valente. il secondo. Perché mai? Chi lo ostacolava con le armi in pugno non era altri che suo figlio. non cercare guai!" lo esortò l'astro del metallo. Mia figlia Zhenying non ha ancora compiuto sette anni: che cosa vuoi che sappia di uomini e di vampiri? La prenderò in braccio." Quel grande santo! Afferrò le prove materiali e il documento. La presente querela ha lo scopo di chiarire se padre e figlio siano imputabili di disumanità. inviato dalla corte dei Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest.Aspetto bizzarro. Accorse il terzo principe. ordinò che si portasse l'incenso da bruciare. ansimante d'ira. che si inchinarono e lo fecero passare. come protettore della Legge. non poté nascondere un moto di disappunto. grande santo?" "Ho una querela da presentare contro due tizi. Lo chiederemo a questa tavoletta. Età: vedi allegato. Evidentemente la proprietaria è figlia del re Li e sorella del terzo principe." "Non è più necessario darsi da fare. Moksa. che era andato a prendere la sciabola. La legge lo dice: falsa accusa comporta pena aggravata di tre gradi. per essere tanto allegro. se la ripose dietro l'orecchio. Gridava: "Padre e re. Poi svolse il documento. Il viso è contorto. te ne pentirai. Brucia l'incenso e poi leggi tu stesso. Sua maestà ha manifestato il proprio volere" risposero i quattro precettori celesti. Il vostro vecchio Scimmiotto conduce sempre i suoi affari così: al principio sembra che perda. calmatevi!" Il re impallidì. Come conti di fare?" "Tavoletta e bruciaprofumi sono i mezzi di prova. Quando Li vide che Scimmiotto era venuto con lui. si lamentava: "Maestro. L'Imperatore di Giada la lesse dal principio alla fine e vi appose il suo sigillo: ciò ne faceva un decreto imperiale. Porcellino e Sabbioso. ma alla fine vince lui. Supplico che sia compassionevolmente accolta l'umile querela e pertanto: spiccato mandato di comparizione degli imputati. Andò dritto filato alla torre d'ingresso. sotto forma di lamia nell'Abisso Senza Fondo del Monte del Tranello. e il re uscì a riceverlo. Ho trovato la tavoletta in una specie di cappellina privata. Xu e Qiu: "Qual buon vento. "Chissà con chi se la prende. "Che decreto mi porti?" "Una querela del grande santo Scimmiotto contro di te. e te la farò vedere. non sarebbe stato naturale ordinargli di farsi da parte? Ma ecco che cosa c'era sotto. non vi preoccupate" rispose Scimmiotto con un sorrisetto. Scimmiotto espletò il cerimoniale degli omaggi al trono e presentò l'istanza. Vennero avanti gli assistenti: il dio Efficienza Gigantesca. soccorso il nostro maestro. l'avrà colta la nostalgia di questo basso mondo. rivolto a una falsa lamia." "Attento. figuriamoci! La calunnia è un brutto reato persino quando le vittime sono gentucola. Attualmente ha rapito il nostro maestro e lo detiene in nascondiglio ignoto. Mai sentito uno sfacciato paragonabile a questa scimmia zuccona. Siediti un momento. forzò l'ingresso del palazzo di cristallo e acchiappò un drago. sfoderò la spada e parò il colpo. in servizio nell'avanguardia del Beato. IL PRINCIPE EREDITARIO NATA A quella scoperta. deluso. quando Li e suo figlio non erano stati in grado di catturare quel terribile grande santo. che decretò di farlo entrare. per restituire . la venne a roteare sulla testa di Scimmiotto. trovò chiusa la porta e la sfondò senza complimenti. Sul tavolo erano posati un bruciaprofumi dorato. La tua corda stringe: se non sarà giustificata. Il primo è Suvarnata. "Andar dove?" chiese Scimmiotto. impugnò la sciabola e si fece a pezzi da sé: consegnò la carne alla madre e le ossa al padre." Quando giunsero alla Torre di Nuvole.

non sapevi proprio stare al tuo posto. pace e armonia contano più di ogni altra cosa. non la finirebbe mai di lagnarsi e di punzecchiarti. Al ritorno a casa. fui io a proporre di promulgare un editto di pacificazione. nella selva di bandiere e baldacchini. vecchio mio. che ne dici? Te lo dicevo che alla fine vinco sempre: se faccio un passo indietro. mi venga a slegare. che aspettavano ardendo d'impazienza." E chiese all'astro del metallo: "Supponiamo che sia d'accordo. Figúrati quanto tempo avrà quel vampiro per portarsi a letto il tuo maestro. infilarsi per il foro e planare là sotto su nuvole luminose nel bel paesaggio. Il grande santo si contorceva. Tant'è. Il Cielo voleva farti arrestare. e voglio vedere chi vincerà il processo. e voi ne siete responsabile. fu allora che scrisse la tavoletta e incominciò a onorarci con l'incenso." "Per prendere i tigrotti. L'anima se ne andò nel Paradiso dell'Ovest a querelarsi davanti al Buddha. Va be'. Lunga vita alla cerva sopra il monte. fa la vampira e se l'è presa con il monaco cinese. io ritorno subito. Quanto alla scimmia. "tocca a me sottomettere quella creatura. e chissà quanto andrà avanti il dibattito. "Darò io le disposizioni. Recitò l'incantesimo che fa rivivere i morti. "Ritiro la querela per un riguardo a te." L'astro del metallo finì per andare da Scimmiotto e mettergli una mano sulla spalla: "Grande santo. fallo per me. È vero che avete una figlia nel basso mondo. Io non ho altri figli che voi. e fui ancora io a insistere perché ti si accordasse il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo. Perciò ritornò alla carica con l'astro del metallo. ma prima làsciati slegare. d'origine terrestre. ma con quali argomenti?" "Ricordategli che foste voi a proporre di perdonarlo e di conferirgli un titolo. ma ora è deserta. mentre raccoglieva le truppe. per carità. Scimmiotto la indicò: "Ecco il posto. Dell'ordine imperiale mi occupo io. con l'intenzione di mangiarseli. lui lo negherà. Re Li. non vedo come vi possiate difendere. noi tre sbarreremo l'uscita. Ci posso andare da solo. legato come un salame. Le faremo vedere di che cosa siamo capaci. E pensare che ho detto a Porcellino e Sabbioso che sarei stato di ritorno nel tempo che occorreva per portare a bollore l'acqua del tè. "Tieni presente che processo d'un giorno richiede dieci giorni di arringhe." Ed ecco Scimmiotto e il terzo principe. Se non fossi intervenuto io. chiedendogli di interporre i suoi buoni uffici. La ragazza. Qual'è il suo nome?" "Ha tre nomi: quello originario è Spettro Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. Scimmiotto ha scoperto il suo rifugio e ha trovato la tavoletta. entrambi rimasero a testa bassa. Dài. dovette confessare: "Perbacco." Al re celeste caddero le braccia. A quanto pare è ritornata al punto di partenza. quella ragazza si è sentita autorizzata a qualunque soperchieria. che fendevano oscure nebbie portati da vento d'uragano." "Lo farei volentieri." "Potrei evitarlo. "Sono anch'io un militare. "Ci vado io" propose Scimmiotto. e poi vedremo il da farsi" rispose il re celeste. come la mettiamo con il decreto imperiale?" "Chiedi a Li di levar truppe per venire a sottomettere la lamia. Con ciò Nata era invitato a rispettare suo padre come un buddha e a deporre il rancore." "Come farai?" "Dirò che il querelante ha tagliato la corda. è solo per prendere meglio la rincorsa e balzare avanti. il principe zittì. dopo di che. . Ma il Buddha ordinò: 'Non pescar pesce nato in acqua fonda. con bellissime immagini di buddha a ogni piano. Cos'altro hai da dire? Se sono cose sensate. Scimmiotto si recò alla porta sud e trovò i Li pronti alla partenza. l'avevo completamente dimenticata. Il Beato gli donò un reliquiario d'oro traforato a forma di pagoda. Il re sta raccogliendo le truppe per catturarlo. so bene che la parola data va rispettata. Scusateci del ritardo. non farti seppellire vicino a un vecchio. che sapeva già tutto. Andiamo pure in udienza da sua maestà. Vedendosi davanti il figlio con la spada in mano. Questo è il motivo per cui Li si chiama Porta Pagoda. beviamoci un'altra tazza di tè.' "Così le risparmiaste la vita e lei.a lei il sangue e a lui lo sperma. ti ascolterò." "Accettare il tè equivale a lasciarsi corrompere. Da principio aveva portato il maestro in una residenza con la torre d'ingresso a doppia gronda. Come ti permetti di sospettare che io voglia pescare nel torbido?" Il re lo ringraziò. e non sapeva come difendersi. con capitani e truppa. in un paio di momenti cruciali. Se non comparite in udienza." "Il posto l'ho esplorato io ultimamente. Tu sosterrai che la lamia è figlia di Li. Dopo tante emozioni. rotolando per terra. partiamo subito!" Il re non aveva nessuna voglia di muoversi. Sarò in ritardo. avevi cancellato di prepotenza il tuo nome dal registro dei morti e ti davi alla violenza con la tua banda di mostri. né alla nassa terrestre che le prepareremo. salutò voi come padre adottivo e me come fratello. si fecero loro incontro a salutarli: "Quanto disturbo vi date!" "Ahimè. che gridava: "Aiuto!" Gli occhi di sapienza del Buddha riconobbero subito l'anima di Nata. Io che cosa posso fare? La colpevole non è vostra figlia carnale. Il re celeste prese da parte l'astro del metallo. Siete stato precipitoso a legarlo in quel modo e minacciare di ucciderlo. Quella creatura deve avere diversi rifugi. Presidiamo l'accesso." Il re celeste si spaventò: "Se quello va e parla. digli di raccogliere le truppe alla porta sud. Ma il grande santo non era d'umore da lasciarlo fare: "Nossignore! Giù le mani dalle corde! Ci tengo a comparire in questo stato davanti a sua maestà. che in seguito avrebbe assoggettato alla Legge i diavoli delle novantasei grotte e acquistato grande potenza. Chi scenderà per primo?" chiese il re celeste. Scimmiotto e il terzo principe guideranno insieme le truppe sul fondo dell'abisso. e pertanto l'imputato è dispensato dal comparire. come il ratto del vostro maestro." "Lascia stare. come si sa. Il Novizio si rivolse all'astro del metallo: "Vecchio mio." "Per chi mi prendi?" s'indignò Scimmiotto. non volermene" brontolò Scimmiotto. non berremo più tè! Ecco che vuole incastrare anche me." "Non potrà sfuggire. e tu mi fai apparire come uno che taglia la corda. figliolo. se mi patrocinaste voi. io corro il rischio di essere imputato di alto tradimento. gli antichi! Da morto. ragazzo? Alzi la spada su tuo padre?" "Voglio solo evitarvi di commettere un errore. che a sua volta prese Scimmiotto da parte: "Ho ancora una parolina da dirti: mi ascolterai?" "Mi pare di aver ingoiato abbastanza rospi per salvarti la faccia. Scimmiotto e l'astro del metallo si recavano a informare l'Imperatore di Giada: "Il mostro che ha catturato il monaco cinese si chiama Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro." "Avete dimenticato. per riconoscenza. così rubasti le pesche della regina. non c'è più nessuno. Temeva che Scimmiotto in udienza si scatenasse di nuovo. Speriamo che sua maestà voglia autorizzare. "No" si oppose il terzo principe. Comunque. in caso contrario. La tavoletta dedicata al re Li e a suo figlio è un inganno tramato dal mostro. Dopo il perdono si fece chiamare Signora Zampilla da Terra. utilizzando il loto: la radice per lo scheletro e le foglie per rivestirlo. con le truppe schierate in ordine di battaglia. con tutte queste complicazioni." L'imperatore. il re si spaventò e corse subito a prendere la pagoda d'oro: "Che fai. Così rinacque Nata. "Come dicevano gli antichi" rispose costui: "pratica sempre la tolleranza. Riempiranno il mondo di monacelli. un po' di disordine che feci in Cielo non fu proprio niente di speciale." "Non c'è furia. "È un grande abisso. almeno in parte" disse Scimmiotto. Voi foste incaricato di catturarla e di batterla a morte. Ricordati che un giorno in Cielo è un anno in terra. Tutti si misero in movimento e presto giunsero in vista dell'apertura rotonda da cui si accedeva all'abisso. Ti ribellasti di nuovo. circondavano il grande santo e in breve scesero con lui sul Monte del Tranello. bisogna entrare nella tana della tigre. Porcellino e Sabbioso. e di convocarti in paradiso per darti il titolo di equipuzio. Ma ora non perdiamo altro tempo: non vorrei compromettere la sorte del maestro. Per aver rubato candele e incenso la chiamarono Mezza Guanyin. fu questo il tuo percorso per giungere alla non-nascita e alla non-estinzione." "Tu sogni. con una circonferenza di trecento li. ma a stare al racconto di vostro figlio è legata a voi come se lo fosse. pregò Scimmiotto di sedersi al posto d'onore per ricevere gli omaggi della famiglia. tutti sanno quant'è sfacciata. Ma lo dico solo per salvarti la faccia. decretò non luogo a procedere. quando sentì una voce. in modo che non resti nessuna via di fuga. È questo il Monte del Tranello? Noi non conosciamo il posto e non sappiamo dov'è la grotta. Il titolo di equipuzio valeva ben poco. né alla rete celeste." Il re. Il re celeste non trovò altro rimedio che implorare a sua volta l'aiuto del Buddha per il quale. E dove andrà a finire la tua missione?" Scimmiotto abbassò la testa e rifletté: "È vero. Chissà dove si è nascosta. I divini guerrieri. trafugasti il vino dell'imperatore e saccheggiasti l'elisir del signore Laozi. Non sarà figlia vostra di sangue." Il bestione si mise a strillare: "E invece il primo dev'essere Porcellino!" "Silenzio!" ordinò il re celeste. caro Ammiraglio dei Canneti Celesti: per aver bruciato in nostro onore qualche bastoncino d'incenso. la sua querela è giustificata. ma lo è di adozione. stupito e confuso. e insisteva perché lo portassero subito in udienza." L'astro del metallo rise amaramente: "Come sei spietato! Eppure a suo tempo ti ho reso dei servigi. Nata voleva vendicarsi del padre." "Ma io che figura ci faccio?" rise Scimmiotto." Finalmente il re celeste fu ammesso ad avvicinarsi e a sciogliere le corde. trecento anni fa divenne un mostro e rubò candele e incenso al Monte degli Avvoltoi. Il Beato commentava sutra per i pusa. vi darà retta. perché oggi mi rifiuti un piacere?" "Di quali servigi vai cianciando?" "Quando eri una creatura malefica sul Monte di Fiori e Frutti. dove saresti oggi?" "Lo dicevano. Che castigo ti toccherà per aver lasciato fuggire il colpevole e aver preso alla leggera un decreto imperiale?" "Niente tè." Il re celeste si rese finalmente conto della situazione e volle slegare Scimmiotto con le sue mani.

" A Porcellino salivano i fumi di collera: "Certo che sappiamo volare. prosciughi il mare dorato. che permetta di stare alla larga da quella città?" "Non ci sono deviazioni" sogghignò la vecchia. dove il re celeste si fece incontro a Scimmiotto: "Questa volta l'avete ricuperato. Padiglioni decorati si allineano in file ordinate." Tripitaka non se lo fece ripetere. PORTANDO GIUSTA CAUSA A COMPIMENTO. Cresce l'erba verde Sotto il gran cielo blu. nel vaso di bronzo. che è rigorosa e spietata: devi stare attento. "voi restate qui di guardia al maestro. il vostro discepolo vi ha mancato di rispetto. loti da tardo autunno. a consegnare le prigioniere e a presentare rapporto. e venne loro incontro. diventerete presto dei pii fantasmi. nelle strade della città. perché anche lui esprimesse la sua gratitudine. il magico disco lunare. sicura che Scimmiotto non li avrebbe scovati. Tutte le diavolette si stipavano all'interno. "né comode né scomode. ci so fare" replicò ridendo Scimmiotto. e guidò Tripitaka dal padre e dal figlio. e urtò la testa contro un soldato celeste: "Allarme! Sono qui!" Scimmiotto balzò inferocito sulla porta e la sfondò: tutte quelle persone nella stanzetta non avevano nemmeno lo spazio per fare un passo indietro. prendete le corde da mostri e legate tutte queste streghe!" Soldati. se non si sa volare. e a continuare il suo viaggio verso Occidente con la guida di Scimmiotto." E urlò: "Soldati. Scende la sera: a quest'ora passerà gente che rientra in città. Per andare a Ovest si deve passare di lì. da torri e pagode suonano le campane e salgono volute d'incenso. Mogli e mariti. Il bambù che ha mutato le sue foglie Riprende slancio. "Fratelli" raccomandò Scimmiotto. Scimmiotto assisteva Tripitaka. È il caso di dirlo: Se rompi la rete di seta. e vi si è applicato con tanta determinazione. posso chiedere se c'è qualche comoda deviazione. Sorgenti di perla avvolte in una tiepida bruma. il tempo in cui caldi e umidi venti subentrano agli acquazzoni della stagione dei susini. fiumi e montagne. cadresti in una trappola mortale." I celesti tornarono in cielo. sbucò dai grandi salici che fiancheggiavano la strada una vecchia che teneva un bambino per mano. osservando la vecchia e il bambino con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. vi sono molto grato dell'avviso. "Siamo venuti ad arrestarti per ordine dell'imperatore. e poi estesero le ricerche. però: Non c'era fune che lo sollevasse. Sulla torre delle cinque veglie l'acqua della clessidra incomincia a cadere. Quando la lamia si vide in trappola e riconobbe il principe Nata." "Niente paura. Non c'era canna che lo sostenesse. Il re di quel paese avrà accumulato in qualche vita anteriore un bel fardello di odio e violenza. quante tane di tigri e laghi di draghi! Eppure siamo qui tutti interi. "non scherziamo con la legge del re." "Non so come ringraziarvi" esclamò Scimmiotto. Gridò al monaco cinese: "Fermati. Nelle sei guarnigioni le scolte soffiano nel corno. Pensa quanti diavoli e mostri feroci abbiamo incontrato. E dopo tutto era di carne ed ossa. E IL RE DEL PAESE DELLA LEGGE. prigioniere e pellegrini. Le nuvolette volarono via verso i mari del sud. Mentre i quattro pellegrini marciavano nell'intensa calura. ascoltate il seguito. Se tu proseguissi. gli antichi non dicevano forse che il mare è abbastanza grande perché ogni pesce possa nuotare a suo piacere? Quale trappola nasconde la strada dell'Ovest?" "Fra cinque o sei li. questo sovrano non è che un uomo: che cosa ci potrà fare? Non dico che dobbiamo mancare di prudenza. Era un angolo in ombra." E subito Guanyin riprese il proprio aspetto e si alzò lentamente su nuvolette colorate. Si è raccontato come Tripitaka fosse riuscito a difendere il suo yang primordiale dalle amare insidie di brume e fiori della femminilità. Giunti alla residenza principale. bonzo! Volgi indietro il tuo cavallo e ritorna da dove vieni. le cose potrebbero mettersi male per noi. Qui la vampira aveva portato Tripitaka per convincerlo a sposarla. e senz'altro se ne andarono in cerca della strada maestra. Tutta la compagnia trovò rifugio in un fossato lontano dalla strada. CAPITOLO 84 ALBERGHI SULLA STRADA D'OCCIDENTE OVE GLI INDISTRUTTIBILI PROTETTI DEL BUDDHA REALIZZANO IL GRANDE RISVEGLIO. il vostro maestro. Ma il destino stava per deluderla. salici da inizio di primavera. Sarà meglio che portiamo il maestro lontano dalla strada maestra. . brutta vecchia del malanno!" Scimmiotto. INCARNA IL NATURALE. Se ci vedessero e diffondessero la notizia che ci sono bonzi in arrivo. si accendevano le luci. Dall'alto guardò giù. a goccia a goccia. in coppie. Le fronde fitte dànno un'ombra fresca Sotto cui gli uccellini si riparano. Io vado a dare un'occhiata in città: può darsi che troviamo modo di prendere il largo di nascosto durante la notte. come faremo a proseguire?" "Non aver paura. Spezzata la serratura. Non è cosa da poco. solitario. le rosse melagrane Ardon qua e là nel quadro colorato. Sabbioso preparava i bagagli e Porcellino attendeva al cavallo. giungereste nel Regno di Distruzione della Legge. correremo meno rischi di incontri pericolosi. I bambù crescevano sul tetto. spalla a spalla." Tripitaka chiese tremando: "Cara pusa.Tutto come all'aperto: il disco del sole e quello della luna. e ciangottavano sottovoce. Finora ci hanno perso la vita monaci sconosciuti e poveracci. Ne rispondiamo ai nostri superiori." "Consapevole del Vuoto" lo rimproverò Tripitaka. giunse le mani e chiese: "Cara pusa. Si inginocchiò gridando: "Pusa. a giudicare dai crimini ingiustificati che sta commettendo contro i buddisti. Infine. risalirono alla bocca dell'abisso. Sabbioso e Porcellino si fecero avanti con l'intenzione di tagliare a pezzi la vampira. torri scarlatte si elevano su rupi rossastre a strapiombo. tutti quanti a bordo di nuvole luminose. bestione. la frugarono in tutti gli angoli." "Discepolo" ammonì Tripitaka. I viaggiatori delle otto direzioni cercano sistemazione per la notte. Invitarono il monaco cinese a montare in groppa. di aspetto vivace e allegro. di completare il numero con quattro persone di miglior livello! Se andate a mettervi nelle sue mani. chissà come sarebbe contento. che a questo punto ne ha già uccisi novemila novecento novantasei. Si vede che quelle ossa eran leggere. Ritornava l'estate. ma della lamia e di Tripitaka non si trovava traccia. spaventato. balzò a terra. Per aver accettato il tuo incenso. la gabbia non sa trattenerli. "Che bel posto! Come sarà saltato il ticchio al re di prendersela con i bonzi?" Lanterne brillano ai crocicchi. Sulle montagne Il tappeto fiorito si rinnova. la pusa se n'è andata. Il cielo incupiva. abbassano le tendine ricamate. Porcellino chiese: "Ora che sappiamo di aver davanti questo sovrano sterminatore di monaci. Ai quattro lati sale la nebbia. Anche Porcellino e Sabbioso si inginocchiarono precipitosamente. Sorgono in cielo sette stelle luminose. e Scimmiotto corse a sollevare il maestro: "Potete alzarvi. Se poi non sapete che cosa li aspettava lungo il cammino. I campi sono verdi. Figuratevi che due anni fa ha fatto voto di sterminare diecimila bonzi. e fredda invade i tre mercati. Strano. Sorge ad est. si confuse in prosternazioni e implorazioni. "perché non me l'hai detto subito?" "L'ho detto non appena l'ho riconosciuta" rispose ridendo Scimmiotto. pozzi di giada e molte altre belle cose. Nuove ninfee ricoprono lo stagno. dall'aria carica di segreti profumi." Non sapevano che nel punto più riparato di sud est c'era un'altra piccola grotta: da una porticina si accedeva a una camera bassa. Scusatelo di non avervi accolto come doveva. Dicevano: "Quella bestiaccia immonda avrà lasciato l'abisso da un bel pezzo. Trecento li di erba calpestata. io e mio padre ce la siamo vista brutta." Tripitaka. Il reverendo restò tanto confuso che non sapeva cosa fare: finì per gettarsi bocconi per terra. Un paradiso trogloditico come non è dato di vederne altrove. E balzò via nello spazio con un sibilo. il sovrano. ornata di vasi di fiori. si rese conto che in realtà non erano altri che Guanyin e il Ragazzo di buona fortuna. ma il re si oppose: "L'abbiamo arrestata per ordine imperiale: non possiamo disporne arbitrariamente. quando la più coraggiosa allungò il collo dalla finestra per vedere che cosa accadeva fuori. Ai bordi del ruscello drizza spade Il giuncheto.

che scrutava ansioso verso la città. Passarono davanti alla locanda di Wang il giovane. Ma non avrebbe combinato che guai. noi potremmo alloggiarli tutti. Il reverendo e Sabbioso si tolsero gli abiti monacali. Ci chiederanno che mestiere facciamo. al momento della partenza. Facciamo parte di un gruppo di dieci persone. trovò soltanto la camicia e cercò d'infilare la gamba sinistra nella manica destra. Porcelli terzo e Sabbiosi quarto." Il reverendo non trovava che tutto fosse ineccepibile. Caricarono dunque i bagagli sul cavallo ed entrarono in città. Ma quando saremo usciti dalla città. Infine li venne a trovare una donna sulla sessantina. questo è un porto di mare. "Dovremmo metterci dei turbanti. hai trovato un modo per continuare il viaggio?" "Per proseguire bisogna risolvere una difficoltà: nascondere la nostra qualità di monaci" rispose Scimmiotto posando gli indumenti." "Questi sono Tang il vecchio. ma non li abbiamo. Scimmiotto fece finta di niente. "Forse festeggeranno capodanno. Sono il Grande Santo Uguale al Cielo. mi riconosceranno subito per bonzo. Nell'erba che fermenta può trasformarsi in fuoco fatuo." E con un incantesimo si trasformò in falena. non possiamo aspettare sei mesi." "Siete giovani per questo mestiere." "Il nostro condiscepolo ha pensato a tutto" approvò Sabbioso. ma a giudicare dall'atmosfera del posto. "Il maestro sarà Tang il vecchio. il cavallo bianco fungerà da campione commerciale. In breve fece ritorno al fossato dove Tripitaka. finita la cena." "Caro signor Scimmiotti" disse la donna. in albergo. non siamo parenti. e sentirono che all'interno qualcuno altercava a proposito di abiti scomparsi. restituirò tutto. che domandò: "Da dove venite. avete camere libere?" Una voce di donna rispose: "Ma certo! Vogliate salire al primo piano. La locanda è stata costruita dal mio povero marito Zhao. lieta e luminosa. sembra invece che sia un figlio del cielo. Dovete sapere che abbiamo una vasta corte e scuderie grandi e ben fornite. una volta pagato il conto. tutti della razza di quello che abbiamo portato con noi. Il locandiere si dedicò alle operazioni serali: uscì a spegnere e staccare dal gancio la lanterna che illuminava l'insegna. Luce e calore le piacciono tanto da tenerla in perenne movimento. perciò lei sedette in un angolo a rammendare panni a lume di candela. Sono venuto a sapere dei decreti disumani del vostro re e. chiuse porte e finestre." "Sono tutti cognomi diversi" osservò ridendo la donna. ma è solo per non doverci più pensare in seguito. e i nostri capelli ricresceranno. Noi siamo venuti in avanscoperta. e gridò: "Wang. senza avere un'idea delle risorse disponibili." "Lasciate perdere i particolari" si spazientì Tripitaka. che sfortunatamente non è più di questo mondo. Qui pratichiamo tre tariffe. ce li renderete domattina. all'altezza delle gronde di tetti e tettoie. e scelse un'altra locanda all'angolo della strada. Al primo piano si trovarono in una camera con tavolo e seggiole confortevoli. potremmo sempre dire che siamo inviati di un paese sovrano: il re non oserebbe trattenerci. ma di mantelli diversi. disceso in terra per proteggere il monaco cinese che va in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. "Vuoi scherzare?" intervenne Porcellino. La moglie portò i figli. poi rientrò nella camera. senza far loro mancare né fieno né acqua. Cercando disperato la salvezza. Bussò alla porta e chiamò: "Ehi della locanda. "siete un mercante molto esperto. ma Scimmiotto ci soffiò sopra e disse: "Non serve. ma poiché. Cercando ospitalità nel mio albergo avete fatto la scelta migliore: questo è l'esercizio più affidabile e attrezzato della città." Quelli erano viaggiatori esperti. Volò d'impeto sulla fiamma della candela e la spense: Rischia la propria vita tra le fiamme E si strina i capelli sulle tempie. Batte le ali nella luce di lampade e candele. e gli risposero: "Caro locandiere. sempre con buona reputazione: è la locanda della vedova Zhao. a volte le spegne. e io Scimmiotti il giovane. non ascoltare le sciocchezze che dice tua moglie. due fanciulli chiacchierini che non mostravano nessuna voglia di dormire. da una scheggia di vecchia tegola. e io dirò che siamo mercanti di cavalli. Sabbioso sarà Sabbiosi quarto. Gli era venuta l'idea furfantesca di derubare gli ospiti dell'albergo. che non aveva ancora ritirato la lanterna sopra l'insegna. quando si fossero addormentati. si toglievano i turbanti. Nel buio si trasformò in topo. Svolazzava attraverso i tre mercati e le sei strade. dove Scimmiotto lo seguì. facevano le abluzioni serali e si apprestavano a coricarsi. "Certo. La nostra intenzione è di restare qui per il tempo necessario a vendere i nostri cavalli. per servirvi. mi chiamo Scimmiotti il giovane. ma viviamo insieme come fratelli. In una locanda ho preso in prestito degli indumenti e dei turbanti: ci permetteranno di vestirci da laici e di passare inosservati. Non ci è sembrato pratico portare in città un branco di cavalli a un'ora così tarda. a volte si brucia. lo riconobbe al chiar di luna e chiese: "Discepolo. Quali altre potremmo usare?" chiese Porcellino. tu Porcelli terzo. quanto a me. ama la quiete della profonda notte. me la fabbricherò io. Il locandiere venne a raccomandare ai viaggiatori di vigilare sulle loro cose: "Vi prego di badare ad abiti e bagagli. ma dorme sempre su un letto ." "Non so proprio come potremmo fare" obiettò Porcellino perplesso. afferrò abiti e turbanti e se li portò via squittendo. Infine anche lui si cambiò d'abito e diede le istruzioni per l'uso: "Ricordate che dobbiamo evitare di usare fra noi le parole maestro e discepolo. signori? Quali sono le vostre preziose mercanzie?" "Veniamo dal Nord e vendiamo cavalli. alla fine si spazientì. si spogliavano. Scusate se vi intrattengo su queste meschinità. "Che cosa dobbiamo fare?" "Maestro. ho dato un'occhiata alla città: quel sovrano ammazza monaci sarà una bestiaccia. "Non è difficile smettere di esser monaci: basta non radersi per sei mesi. Di sicuro il locandiere ci tratterà bene. L'irrequieto Scimmiotto. Qualcuno venne a portare una lampada. Mi sono fatto un'idea della topografia e della lingua che parla la gente. dalle ali profumate. "Marito!" gridava la donna spaventata. La mando avanti io da molti anni. infilarono le casacche e si misero in capo i turbanti. con ago e filo." L'offerta di una tazza di tè venne invece accettata con piacere. ci alzeremo alla quarta veglia per fare colazione." Del resto non c'erano altre soluzioni a portata di mano." "Per noi sono parole indispensabili. e spalancarono le persiane per sedersi al chiar di luna. "Ho trovato il modo di far passare il maestro" si disse Scimmiotto. Era un posto tanto pacifico che le porte erano ancora spalancate a quell'ora di notte. viene gente d'ogni risma. "C'è in giro uno spirito malefico in forma di topo!" Scimmiotto si sentì in dovere di chiarire l'equivoco. Noi siamo stanchi della giornata di viaggio e avremo il sonno duro. e alla quinta veglia usciremo dalla porta occidentale e ci rimetteremo in cammino. e se ne va a caccia di lucciole. Sarà meglio che mi trasformi. Se ci arrestassero. con una luna così bella. per travestire i suoi compagni con i loro abiti." Wang il giovane raccolse gli oggetti nella propria stanza. per sfuggirli. ma non osò sollevare obiezioni. sono centodieci. Ma la cosa migliore. Anche se i vostri cavalli fossero diverse centinaia. "il proverbio dice: vende il mercante tre sorte di cose. mentre gli altri sei sono rimasti fuori dalle mura con i cavalli e ci raggiungeranno domattina." "Veramente" rispose Scimmiotto. nel buio." "Quanti sono? " "Contando i puledri. si spogliò e si mise a letto. la farfalla notturna che spesso viene a cozzare contro le nostre lampade." "Ma noi dobbiamo laicizzarci subito. sapete. Non sono uno spirito malefico: appartengo alla luce. abbassò le tende. Porcellino utilizzò la misura più grande disponibile. "Diamogli retta. Scimmiotto lo lasciò in mezzo alle difficoltà." E un garzone venne a prendere il cavallo per portarlo nella stalla. ho preso in prestito questi abiti con cui rivestirò il mio maestro. sarà che teniate la bocca chiusa: parlerò io. balzò dal letto e cercò di infilarsi i pantaloni. e non sarei capace di tramare azioni oscure. Prendeteli in custodia voi. che ronzava intorno agli indumenti. Passeremo la notte in città." La lanterna della porta di mezzo illuminava la scritta: AL RIPOSO DEL MERCANTE DI PASSAGGIO E sotto: Locanda di Wang il giovane Dalle finestre si vedevano viaggiatori che." Il povero Wang si rizzò a sedere frastornato. avete ragione. e in ogni caso non avremmo nemmeno un ciuffo di capelli per legarci la cordicella. ma per il suo testone nessun turbante era sufficiente: Scimmiotto dovette cucirne insieme due. avrete a disposizione il servizio più raffinato che possiate desiderare."Se mi faccio vedere in giro con la mia zucca pelata. Ornata di porpora. con quella luminaria. quando notò certe case con l'uscio illuminato da una lanterna. e noi lo ricompenseremo con una bella moneta d'argento.

" "In terza classe non è previsto servizio. tremanti di paura. e poi navighi su nove banchi in un giorno solo." "Che brave persone! Usate molti riguardi fra voi. Il riso sta nella marmitta. finirono per addormentarsi. Va bene la prima classe. in quel caldo soffocante. praticate tre tariffe diverse ai vostri ospiti mercanti? Spiegateci quali sono le differenze. dormirete saporitamente. Dal momento che a quest'ora non ho altro personale sotto mano. piegati sotto il peso. E mandò a dire ai suoi: "Ritirate i palanchini. sono costretti a dormire all'aperto con i cavalli. Tirate il collo a oche e polli." "Seconda classe: tavola comune. Ora ci sono pochi clienti perché è la stagione calda." "Sono previsti i servizi di classe superiore. I quattro poveretti dentro la cassa correvano il rischio di soffocare. smettila di scuotere!" "Chi si muove?" reagì il Novizio. osservò: "Mamma. Dobbiamo pur scegliere con cognizione di causa." "Anzi. Due decimi di tael a testa. Dove glielo trovo il buio perfetto? Da noi è trasparente persino il tetto." La vecchia rispose: "Fatemi pensare". poi per levarsi tutti i panni. e provarono ad agitarli per farsi vento. Gli scossoni svegliarono Porcellino: "Dormi. tutta contenta corse in cucina: "Servite del tè. Dunque i lavoranti della tenuta portarono la cassa e aprirono il coperchio." I quattro pellegrini mangiarono e bevvero. Ai briganti non interessavano le cose dell'albergo. ti credi spiritoso? Lasciami dormire. Portate riso bianco e farina bianca per le focacce. oggi facciamo digiuno. e senza correnti d'aria." "Non è una cosa prudente." "Signor Scimmiotti. Se lasciate le finestre spalancate. "Dov'è il nostro cavallo?" chiese Scimmiotto. al tempo! Non ammazzate bestie. come potremmo toccarle. Prendiamo il cavallo e portiamoci la cassa in aperta campagna. La vedova risalì: "Che altro vi occorre? Sempre al vostro servizio. Volete provarla?" "È proprio quello che ci vuole" rispose Scimmiotto." "Mamma. ci riconoscerebbe subito dalle nostre teste rasate e strillerebbe che siamo monaci. gli possiamo procurare tutto il buio che vogliono. ma fecero ugualmente un ritorno trionfale. Non possiamo dormire qui. che hanno ordinato il trattamento di prima classe. Stanchi come siamo. che parlava di somme favolose." "Ma cosa dici. La vedova e sua figlia. Non è il sistema più pratico?" E infatti. Abbattete un maiale e un montone. accorsero il servizio di vigilanza del quartiere orientale e il comandante in capo della guarnigione urbana. Per divertirsi si può. Sono venuti in città a portare il riso dalla mia modesta tenuta. Mettete al fuoco verdure del giardino per la zuppa di vermicelli e cuocete timballi di pasta al vapore. la pagoda di zucchero era già pronta. "Devo servire vino analcolico?" chiese la locandiera. lungo sette e alto tre. media e inferiore. "Se la marmitta è grande abbastanza per saziare la fame. li ho fatti alzare per mandarli a prendere le signorine. Fu dato l'allarme. si finirà domani. chiamò la signora Zhao: "Adesso chiudete il coperchio e serrate il lucchetto. Verificate bene: se ci sono fessure. anzi. attaccarono le guardie di servizio alla porta est e forzarono le serrature. "Al vecchio Tang non piace" rispose Scimmiotto. e poi i nostri fratelli non sono qui. "I nostri guadagni ci consentono qualcosa di meglio. Domattina di buon'ora veniteci a dare la sveglia. Speravo di guadagnar bene. Pizzicò Porcellino a una gamba. Dopo la mezzanotte sarà il giorno xinyou. sollevarono a fatica il grande oggetto e se lo portarono via. alla seconda veglia. e batté il piede sul pavimento. una pagoda di zucchero. e sarà il momento giusto per far venire le ragazze. Sarà meglio pregarli di cercarsi un altro albergo. germogli di bambù di Min. Scegliete il vino. Anche alla luce delle torce il comandante poteva apprezzare la bellezza dell'animale: . "Dove dormiremo?" bisbigliò Tripitaka nell'orecchio di Scimmiotto. "Portatelo qui con la mangiatoia. Infine in un angolo buio trovarono il cassone. ma d'autunno ne avremo tanti che non sapremo dove metterli. fratello. invece." "Quante precauzioni!" commentò la vedova. Invece prendete orecchiette. quello che non si consuma stasera. e il digiuno cesserà. a costo di rimetterci il prezzo del pasto che hanno consumato." Ma lui continuava a stuzzicare e diceva: "Abbiamo un capitale di cinquemila tael e abbiamo venduto cavalli per tremila. Alcuni servi della locanda." Quando furono entrati tutti e quattro. avremmo un incasso superiore al capitale. Tang il vecchio riesce a dormire solo nel buio più nero. con stanghe e funi. che girava per casa con un bimbo in collo. ma solo il denaro di quel ricco cliente. facendolo brontolare: "Smettila. Il pasto fu servito in camera. La figlia. Porcelli ha i reumatismi e non sopporta l'umidità. E noi che cosa faremmo?" "Giusto" ammise Scimmiotto. e del resto la luce disturba anche me. poi la tavola fu sparecchiata e la servitù si ritirò. signor Scimmiotti" rispose lei correndo su per le scale. tavoli riservati e belle ragazze. non servono più. Sabbioso vi depose prima i bagagli. mollarono la cassa. turatele con la carta." La donna. salvo Scimmiotto. mancava l'aria e per giunta non erano abituati a portare i turbanti. ma se volete. a Sabbiosi ritornerà il suo vecchio dolore alla spalla." "Mica male" commentò ridendo Scimmiotto. E tutti se ne andarono a dormire." "Sentiamo se a loro sta bene. formaggio di soia e glutine di grano. si barricarono in camera loro e li lasciarono fare. abbandonarono il cavallo bianco e si sparpagliarono in fuga nei campi. "ma noi ne berremo volentieri un bicchiere. la donna corse dabbasso a cambiare le disposizioni: "Fermi tutti. In breve. che dal piano di sopra la sentiva strillare. Non era facile stanarlo: non si trovava nelle camere degli ospiti. State tranquilla che il prezzo resterà quello della prima classe." "Buono a sapersi. ci abbandoneremo al sonno e le nostre vesti si scompiglieranno. erano in combutta con una banda di briganti. e poi aiutò il maestro a entrarvi." "Dite. Come dicevamo." "E come?" "Ricordi quel cassone gigantesco che aveva costruito il povero babbo? Sarà largo almeno quattro piedi. "Qui dove ci troviamo. e legatelo accanto alla cassa. per questa sera vogliamo una cena di magro. "Agli ordini. non era sceso nella corte." Tripitaka. si può cercare un po' di paglia e un angolo dove stenderla per dormire. "Hanno paura delle correnti d'aria. sono disposto a dormire anche sul carbone destinato al forno. attraversarono il quartiere orientale della città. che canteranno per voi mentre mangiate e vi terranno compagnia a letto. Le bestie ammazzatele domani. abbiamo una grande cassa che non lascia passare né aria né luce. fratellino!" lo contraddisse Scimmiotto. quando si è mangiato abbastanza. si rivolse inquieto a Scimmiotto: "Come facciamo? Quella donna fa ammazzare tutte le bestie del cortile. Porcellino ci si lasciò cadere per primo senza tanti complimenti. il turbante ci cadrà dalla testa. che non poteva prender sonno e si sentiva d'umore attaccabrighe. giocare alla morra. Osserviamo il digiuno del giorno genshen. noi che abbiamo fatto voto perpetuo di mangiare di magro?" "Mi viene un'idea" rispose Scimmiotto. il migliore. Tripitaka e Sabbioso si svegliarono anche loro ed esclamarono spaventati: "Qualcuno ci sta portando via!" "Zitti! non fate rumore" intimò il Novizio. frutta fresca. camera compresa." approvò la vedova. con il coperchio solidamente serrato. che venivano espressamente per svaligiare il mercante di cavalli. vino tiepido. "Gente che se intende come noi." "Dove possiamo metterci a dormire?" "Questa non è forse una bella stanza? Non ci sono né mosche né zanzare. lessate il riso e mettete in infusione il tè aromatico. ditegli pure di ritornare a letto. goffi e sbadati. che si aggiravano per casa a portare acqua o attizzare il fuoco. mangia il suo fieno" rispose un garzone. "Dalle nostre parti." "Tanto non ti scappano. "Signora Zhao. con questo venticello del sud." Porcellino non rispondeva e russava. Finirono per toglierli. ritornò dabbasso e si appoggiò pensierosa alla cassa dei conti. che sta per finire. Il vino e la carne glieli servirai domani. ma al momento di mettersi a tavola hanno voluto solo cibo vegetariano." Mentre la vedova faceva intiepidire il vino. con cassa e cavallo a guisa di trofei. "Lasciate che ci portino. mangeremo di magro. e non mi serve altro. Se qualcuno dovesse entrare nel frattempo. "Che cosa succede?" chiese Scimmiotto. Erano ammucchiati l'uno sull'altro. e non mancate di tenervi dacconto. non sono previste ragazze. Costa mezzo tael a testa. lessate carne sotto sale per accompagnare il riso. per esempio. vede subito che in un baule di quella stazza si custodiscono solo grandi ricchezze. "Né una cosa. e i tuoi conti torneranno. si udì dabbasso un baccano di tavole che si urtavano. il nostro umile esercizio è un guscio di lumaca privo di angoli bui. e li ho trattenuti a dormire per la notte. dite. né l'altra. Mentre il maestro e Scimmiotto osservavano l'interno a lume di lucerna. "L'abbiamo messo nella stalla." Ancor più contenta. lo dice anche il proverbio: ti incagli nove giorni su un banco di sabbia. Perciò ciascuno dei nostri sacchi contiene quattromila once d'argento. l'albergo fu invaso da una ventina di briganti con le torce in mano. La prima classe comprende un festino con cinque piatti e cinque tipi di frutta. riescono a prender sonno solo nel buio perfetto. ci risparmieremo la fatica di camminare. dove potremo forzarla con comodo. Comunque. Perché hai quell'aria afflitta?" "Mentre stavo per chiudere bottega mi sono capitati quattro mercanti di cavalli. "Per questa sera non preparate carne." "Ma è gente malaticcia" rispose la vedova. non chiuderemo occhio. non osando far fronte a truppe regolari. accanto era legato un cavallo. E la terza classe?" "Mi sento imbarazzata a parlarne a nobili ospiti." Gli esperti cuochi prepararono tutto in un baleno. Perché voi. Ci si può accontentare. Sentirono venire da chissà dove gli sproloqui smorzati del Novizio. "Niente." Ma i briganti non avevano nessuna intenzione di viaggiare verso l'Ovest. Costa pochi soldi. Domani saremo tutti insieme in allegria. Arcieri a cavallo partirono all'inseguimento e i briganti." "Che bellezza!" concluse Porcellino. e se la svignarono per avvertire i loro amici. Ci potrebbero dormire sette od otto persone: chiudili là dentro. mezzo tael non basterebbe per pagare le ragazze. sono i miei contadini. Le truppe non riuscirono a catturare nessuno. signor Scimmiotti. venite su un momento" gridò pestando un piede sul pavimento." "È per un voto perpetuo o mensile?" domandò la vedova stupita. Se ce le servono." "È ancora più conveniente. di quello buono. Se vendessimo i cavalli che restano per altri tremila tael.di rose. che avranno urtato nel soffitto con le stanghe dei palanchini.

trasformatosi di nuovo in formica. sa arrampicarsi sulla montagna. Il reverendo intanto se la prendeva con Scimmiotto: "Scimmia zuccona! Vuoi farmi morire. Il comandante scese dal proprio cavallo. coda di pendenti di giada. Con l'aiuto dei suoi assistenti. Prima dell'alba l'operazione fu conclusa. inghiottendo le lacrime. CAPITOLO 85 FIOR DI SUSINO. i ministeri eccetera a radere a specchio tutte le zucche. Se sentono rumore e aprono subito la cassa. la licenza di cui vi scusate?" "Ah. qui dentro è il meno peggio: si può anche schiacciare un pisolino. che cosa vi è successo?" "E a voi. dal più umile al più eminente. Senza morte né nascita. incontro alle nuvole azzurre. La misura successiva fu di strapparsi un altro ciuffo di peli dal braccio sinistro e di trasformarlo in un esercito di minuscoli Scimmiottini. gli yamen. il quale spalancò tanto d'occhi a vedersi davanti quella testa pelata. all'udienza mattutina. ci siamo camuffati da laici e abbiamo chiesto ospitalità in un albergo di questa preziosa città." Scimmiotto attese che trascorresse la terza veglia. Il quale risalì sul trono e ordinò: "Coloro che hanno istanze da presentare si facciano avanti." E fece conoscere la sua volontà: "Non dir motto a nessuno della perdita dei capelli. Fu un gran correre. scoprirono che durante la notte i loro capelli erano scomparsi. All'udienza del mattino. giovani e vecchi. ciò in attesa dell'alba. Afferrò una lanterna e corse al giaciglio del drago: anche lì sembrava che dormisse un monaco. Vi preghiamo di decretare quale uso deve esserne fatto. Agli eunuchi. Non mi parlate degli otto destrieri e corsieri: questo eclisserebbe persino il grande Sushuang. vedrete che ci renderanno gli onori dovuti ai maestri della legge. chiese: "Quali affari vi hanno portato qui. "Ho sistemato tutto: quando apriranno la cassa. fu portata oltre la Torre delle Cinque Fenici e venne deposta ai piedi del trono. Poi. quando apriranno la cassa. per paura che qualcuno scoprisse inavvertitamente le nostre teste rasate. saltò fuori per primo seminando il panico. effettuato in conformità dei vostri sacri ordini. debitamente sigillata da un nastro con la sua firma e guardata dai suoi uomini. si alzò dal trono e ordinò che le regine. che darà vista ai ciechi Redimendo il sovrano. Domani. Per dormire ci siamo chiusi nella cassa. e da quelle dei civili il commissario del quartiere orientale. se non c'è nessuno. le cose non le andarono meglio. maestro che venite da tanto lontano?" "Il vostro umile servitore aveva saputo del voto fatto da vostra maestà di sopprimere bonzi. Per ordine del re fu aperto il coperchio e Porcellino. a cercare le scritture e rendere omaggio al Buddha nel Paradiso dell'Ovest. e con pochi giri aprì un forellino in un angolo della cassa." "Non fate baccano" esortava il Novizio. Anche lui finalmente potrà godere il Vuoto. "Ci sembrate irreprensibili come sempre. UN PETALO PER VOLTA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO SI INGELOSISCE DI MADRE DEL LEGNO. avevano lo stesso problema. nitrendo alla luna e mimetizzandosi nella neve. Ogni funzionario di ogni grado doveva avere il suo insetto a pungerlo. Quando alle prime luci le signore del palazzo si levarono dal letto e si posero davanti allo specchio per pettinarsi. commentare e redigere rapporti d'ufficio sugli avvenimenti. Quando il re si rese conto che i quattro pellegrini erano bonzi. le dame del palazzo. Tripitaka." "Non oseremo mai più prendercela con i bonzi!" esclamavano tutti con le lacrime agli occhi. che accompagnava il monaco cinese tenendolo per mano. di uomini e donne. Recarsi tutti alla sala di udienza. Quanto al bottino conquistato dal comandante della guarnigione e al destino che aspettava i prigionieri della misteriosa e gigantesca cassa. durante la notte tutti quanti abbiamo perduto i nostri capelli. e si levò a sedere chiedendo: "Santo cielo. Sa galoppare più veloce del vento per diecimila leghe. cadde per terra. udendo gli ordini e il trambusto si spaventò: "Discepoli miei. che non ne poteva più. Non si sentiva parlare d'altro: Ai tre schiocchi di frusta(8) si rivolgono al re. per andare a svegliare la coppia reale. Quando si alzarono per recarsi a corte." Il re rifletté su quanto accadeva e finì per spuntargli una lacrima: "Magari è un castigo per l'uccisione di tutti quei bonzi. come spiegheremo al re la nostra presenza qui dentro?" "Parlate piano!" rispose ridendo il Novizio. ma dobbiamo constatare che la cosa ha coinvolto tutti senza distinzione. terrorizzato. era accaduta la stessa cosa. Poi comparve Scimmiotto. reverendi?" "Siamo inviati da sua maestà dei grandi Tang. altrimenti i mandarini civili e militari potrebbero muovere critiche alla politica del governo. La cassa venne portata a casa sua." "Portateli qui" rispose il re. Cercò un posto tranquillo per riprendere il suo normale aspetto. doveva diffondere gli animaletti dovunque nel palazzo. che si alzò dal giaciglio del drago e dichiarò: "Neppure noi comprendiamo che cosa sia accaduto.Criniera di fili d'argento. giusto per completare il numero di diecimila bonzi morti ammazzati. Da parte sua." "Figúrati se penso a queste cose!" esclamò l'interessato. In quel momento il re dormiva ancora della grossa." Ma i mandarini di ogni livello e residenza. mia cara. convocò il tudi locale e lo incaricò di darsi da fare. Solo le ossa si potrebbero vendere per mille pezzi d'oro. si scoprirono con orrore teste lisce come palle da biliardo. le nostre umili persone non hanno osato disporne. Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli dal braccio destro e li trasformò in uno sciame di insetti del sonno. gli eunuchi grandi e piccoli. negli yamen e nelle residenze grandi e piccole. Che comprende ogni causa e pratica ogni astuzia? Un solo fondamento possiedono i tre Veicoli. Se invece sapete portare pazienza. Come potrai distruggere questa Legge infinita. compreso il re. le concubine e i cortigiani rendessero loro omaggio. passeremo il resto del tempo appesi a una trave. ritornò donde era venuto. ascoltate il prossimo capitolo. Ma dite a Porcellino di non far gazzarra per questioni di precedenza." I rapporti si ammucchiavano davanti al re." Dalle file dei militari uscì il comandante in capo della guarnigione. Perciò non osavamo farci riconoscere. dal primo dei ministeri all'ultimo degli yamen. signore e padrone! Non si sa come. e infine Sabbioso coi bagagli. dentro la cassa. arrotoliamo le cortine e togliamo la seduta. Sfortunatamente dei ladri ci hanno portato in . Porcellino vide il comandante in capo che reggeva la briglia del cavallo bianco e marciò su di lui sbraitando: "Dammi quel cavallo! È roba nostra!" Il povero ufficiale. al Monastero del Colpo di Tuono. in modo da restare immerso in un sonno tanto profondo che non gli consentisse nemmeno di rigirarsi nel letto. "Sarei contento se ne uscissimo vivi. Si prosternarono davanti ai gradini di giada e riferirono: "Durante il servizio di pattuglia. In che cosa consisterebbe. nei cinque stabilimenti militari e nei sei ministeri. Ma dopo tutte queste avventure e scrolloni. nel gineceo. E della tosatura si chiedono il perché. A questo punto ogni Scimmiottino prese un rasoietto e andò in giro per il palazzo. come vedete ci troviamo tutti trasformati in monaci. so io che cosa dire a quel sovrano dalle idee confuse: vedrete che non vi sarà torto un capello. I due ufficiali si ritirarono per recarsi allo yamen dov'erano depositate le spoglie e organizzare il trasporto. Scimmiotto congedò la divinità locale. trasformò uno dei propri peli in trapano a tripla punta. unicorno di giada che rallegra il cuore a vederlo. se in fin dei conti non sapete che cosa ne fu. è vero! Che cosa hanno fatto alla nostra reale testa?" Ed ecco giungere a frotte le concubine delle sei corti. Le dame dovettero comunque disporsi in corteo." "Come mai vi siete chiuso dentro quella cassa con i vostri discepoli. "Qui fuori è pieno di gente. abbiamo sequestrato una cassa e un cavallo bianco. Quindi si trasformò in formica e scivolò fuori. Infine manipolò la sbarra cerchiata d'oro e la trasformò in una quantità innumerevole di rasoi da tonsura. per rientrare in città alla testa delle sue truppe montato su quella meraviglia. Le sfuggì uno strillo che fece svegliare il re. Tutti si inginocchiavano davanti a lui mostrando una distesa di teste pelate: "Signore e padrone. ve lo garantisco io. quando intendeva presentarsi a rapporto dal sovrano e sollecitare le debite istruzioni. forse saremmo riusciti a difenderci. siamo pronti per finire sotto il coltello del boia senza altra indagine. mio sovrano?" Il re si tastò il capo e ci rimase di sale: "Accidenti. È un vero drago dei mari. pronunciando l'incantesimo che inizia con la sillaba Om. Se ci avessero arrestato in condizioni normali. nel paese dell'Est." La cassa arrivò a corte. Quando si alzò dal letto la regina dei tre palazzi. ricuperò le sue cose e. E IL PRINCIPE DEI DIAVOLI TRAMA INGANNI PER INGOIARE MEDITAZIONE. i mandarini civili e militari che si presentavano a rapporto si scusavano dell'imperdonabile licenza. e balzò su una nuvola per recarsi al palazzo reale. cari ministri. Dalla cassa forata intorno si diffonde Una buona novella.

Perché vi preoccupa questo vento in particolare?" "Si è alzato troppo all'improvviso per venire dal cielo. Questo garantirà mare calmo. ogni presenza È inghiottita nel nulla. Per essere sicuro che il vostro regno resti perennemente integro e che voi godiate di felicità e longevità. Tace di colpo il canto degli uccelli. Non puoi pensare a te stesso lasciandoti indietro il maestro." "Quale inno?" "Monte degli Avvoltoi non cercarlo lontano. e scoprì che in effetti a qualche distanza c'era un mostro seduto su una rupe. coperto di macchie. Alzando gli occhi." Scimmiotto raccontò come aveva fatto. una quarantina di mostriciattoli si dedicava alla stessa pratica magica. Scacciate i dubbi e seguitemi. Ripresero il cammino in questa gioiosa disposizione di spirito. belve esplorano senza requie il terreno a caccia di preda." "Non avrete per caso dimenticato il sutra del Cuore del maestro di meditazione del Nido dei Corvi?" "Lo ricordo benissimo. starò zitto.aperta campagna. scrutò intorno facendosi solecchio con la mano." Per ." "Che bisogno c'è che venga dal cielo? Il vento può benissimo venire dalla terra." "Non c'è niente di male se il cibo è salato. mettono troppo sale. Dovreste sostituirla con il rispetto: Paese del Rispetto della Legge. "Smontate da cavallo. fratello" chiese Sabbioso. è la distruzione che non va. il merito sarà suo." Ritornò dunque da Tripitaka. ai turbamenti e ai disagi del pensiero. d'estate il vento caldo umido. ecco un'altra montagna: com'è dirupata! Stiamo attenti!" "State tranquillo" disse ridendo Scimmiotto. lo stuzzicherò con argomenti gastronomici. a destra e a sinistra." "Di che cosa si tratta?" "A poca distanza da qui c'è un villaggio di brava gente. Bastano volontà e sincerità senza macchia. Per i miei gusti. d'autunno il vento dell'ovest e d'inverno la tramontana. Se è capace di vincerlo. come le nuvole possono emanare dalle montagne. Perché il Buddha sereno risiede nel tuo cuore." Porcellino scoppiò a ridere: "Senti. screziato di colori. Se non ce la fa e viene fatto prigioniero. Consapevole del Vuoto? Avevi mai visto alzarsi una nebbia come questa." Il re ordinò che la corte dei banchetti organizzasse adeguati festeggiamenti per il ritorno del regno in seno all'Unico. Mentre riprendevano il cammino. "Ecco il vento!" gridò Tripitaka con voce spaurita. Liane e rampicanti ricoprono i tronchi. senti! Se volete iscrivervi anche voi. per riprendere il nostro viaggio. Ora potrei schiacciare il mostro di sorpresa. che prese tutto per oro colato. "Non aveva torto il maestro" pensò Scimmiotto ridendo fra sé. fiume limpido. siamo noi che non vi abbiamo accolto adeguatamente: voi siete un monaco eminente di un paese superiore. "mi sto ancora chiedendo dove hai potuto trovare tutti i barbieri che occorrevano per radere a zero tante zucche in un tempo così corto. S'alza un velo di polvere: scompaiono Gli alberi più vicini. Ululati di richiamo di lupi grigi. Ma dal momento che è anche un ghiottone. "C'è un vento per ogni stagione" commentò Scimmiotto." Ascoltando Scimmiotto. Ma una piccola negligenza può richiedere mille anni per rimediarla. Sovrano e sudditi. Ora vorremmo diventare vostri discepoli: speriamo che non ci negherete l'appoggio della vostra eminente saggezza. e li fece tanto ridere che si dovettero fermare sul ciglio della strada dell'Occidente per tenersi la pancia. scimmie e gibboni si divertono in società. basta avere abbastanza da bere. Quel suo masticare e soffiare nebbia e vento rivela intenti aggressivi ben determinati. insieme al gorgoglio d'acque dei ruscelli. "Noialtri siamo monaci osservanti. il reverendo dichiarò tutto allegro: "Devo dire." "Io. Voialtri due restate qui di guardia. di solito l'azzecco. regine e concubine. vittorie per mille generazioni. il figlio non osi sottrargli nulla. andrò a liberarlo: la prova più impegnativa sarà tanto più onorevole per me. Cervi e daini caracollano tra i fiori." "Allora avrete dimenticato i versi dell'inno." "Si capisce. La foresta che riveste i fianchi è ricca di migliaia di alti pini. ma dove andrebbe a finire il mio buon nome?" Scimmiotto era un soldato coraggioso. Lo spirito nettato da ogni turbamento risplende nel vuoto. Scompare il sole senza lasciar traccia." "Ma se tu non glielo dici. Denti da stritolare diamanti. Il voto di uccidere bonzi. Tu puoi credere Che l'universo ripiombi nel caos. "Ritornerò alla base e darò un'opportunità e un segno di considerazione a Porcellino: gli proporrò di affrontare il mostro per primo. che ne diresti?" "Non sta bene. per lui non sarà la stessa cosa?" "Va bene. gli chiese in privato: "Fratello." Il grande santo balzò in aria. non era capace di sbarazzarsi dei suoi avversari con mezzi sleali. ma il comandante in capo ci ha ricuperato e portato qui. "Non c'era niente di naturale in queste condizioni meteorologiche. tutti ci siamo ritrovati con la testa rasata. Consapevole del Vuoto. ma non è così." Porcellino. sede di una corte celeste. Ricorda il detto dei libri antichi: vivo il padre. il riferimento alla legge va benissimo." "Non dirlo! La vetta è minacciosa. Brandelli di nuvole lambiscono le rupi della vetta." "Lo conosco benissimo. La parete a strapiombo domina grandi cumuli di rocce dalle forme bizzarre. le orchidee profumate sono sparse nell'erba di diaspro in riva all'acqua. mentre io mi guardo intorno per saperne di più. Il canto di uccelli invisibili è portato dal vento. Quei versi significano che il senso delle scritture. è come rivedere il sole dopo che le nuvole si sono disperse. Si vedono correre volpi e scorrazzare zibetti." "Reverendo. prego." "È vero. "Andrà tutto bene. Vediamo come te la cavi. Intanto il passaporto fu vistato e Tripitaka venne interpellato sull'opportunità di mutare il nome del paese. per farci accettare acconsentiremo a offrire tutte le ricchezze del regno. Supponevo che ci fosse sotto qualche mostro. Si odono i fischi acuti del gibbone in cerca di frutta." "Hai voglia di mangiare?" "Mi era appunto venuto un po' di appetito. perché il Monastero del Colpo di Tuono sia davanti ai nostri occhi. verso la cima si levano rade canne di bambù. in numero di diecimila per far cifra tonda." "Maestro. Accanto a lui. il reverendo si sentiva lo spirito riconfortato e rasserenato. Intervenne Scimmiotto: "Nel vostro attuale nome. Vediamo come reagisce. Ora che ci è concesso di contemplare il volto di drago di vostra maestà. fratello. Ma questa notte siamo stati convertiti in modo inatteso: anche noi ci siamo visti ridotti a monaci e monache. Se io andassi avanti in avanscoperta a rosicchiare qualcosa. In breve giunsero ai piedi del monte. non è altro che coltivare il cuore e lo spirito. Il viaggiatore osserva inquieto il cammino: è mai possibile che a ogni curva il sentiero diventi più ripido? Sulla comitiva che avanzava soffiò all'improvviso un colpo di vento. dovrete pagare la matricola. che il tuo stratagemma è stato proprio ingegnoso: ne avrai grande merito. Se restate in preda alla paura. finché giunsero in vista di un'alta montagna. lo avevamo formulato perché un monaco ci aveva calunniato. che sta cuocendo a vapore grandi quantità di riso e pani di farina bianca per offrirli ai monaci. "Che ne dici. pace in ogni direzione. l'ombra gettata dagli alberi è fredda. con le loro migliaia di sutra." Il re li ringraziò e li fece accompagnare sulla strada dell'Ovest con la carrozza reale. Rotondi occhi d'acciaio che spaventano fiere e uccelli. "In primavera lo zefiro. ma questa volta mi ero sbagliato. che cosa hai scoperto su questa nebbia?" "Come vedete scompare. sta diradando. Il reverendo tirò le redini: "Discepoli." "Maestro. come una piattola. Sono pieno di brividi e paralizzato dall'angoscia. il cuore conserva la purezza delle cose. non siete sulla Grande Via e il Monastero del Colpo di Tuono non fa per voi. venti e piogge ai momenti giusti. Quell'infingardo non avrà voglia di darsi da fare. i pelacci pungenti della barba d'argento intimidiscono diavoli e dèi. Ecco il suo aspetto: Corpo imponente e poderoso. Ciascuno può trovare dentro di sé lo stupa Dove può coltivare la vera perfezione. che chiese: "Consapevole del Vuoto. Dissimula a malapena artigli più taglienti di lame di giada. e nonostante la distanza si vedono i vapori nocivi e le nebbie minacciose che ne emanano. lo hai fatto un assaggio?" "Giusto un boccone. vi basta molto meno: è sufficiente che mettiate il visto ai nostri passaporti e ci facciate accompagnare fuori città. La sua ferocia si manifesta anche in tremendi ruggiti. Uccelli prendono improvvisamente il volo battendo le ali. ruggiti di tigri affamate che balzano sulla preda. La nebbia veniva dalle loro cucine ed è buon segno. Speriamo che vostra maestà ci vorrà perdonare e lasciar liberi: la nostra riconoscenza sarà più profonda del mare. ancor prima che cessasse il vento?" "Non affrettiamo le conclusioni" rispose Scimmiotto." Ma di colpo subentrò una nebbia poco comune: Oscura il cielo come una tovaglia E ricopre di tenebre la terra." "Non parliamo di soldi" intervenne Scimmiotto. videro un monte superbo.

attento ai fatti tuoi! Sta arrivando un tizio delle mie parti a darmi una mano. Pelle rugosa." "Questo bestione racconta frottole" intervenne Scimmiotto ridendo. dobbiamo attraversare questa montagna organizzati come un convoglio militare. Ora che ti sei gettato da solo nella bocca del lupo. che si difendeva furiosamente con il rastrello. ed il mio nome Assunto in religione è Otto Divieti. Arida e spessa. E son quei denti candidi chiodi. ma non oseranno certo prendersela con noi. hai sbagliato strada. Ma è capace di trasformarsi. il moccio gli colava dal naso e la schiuma gli sigillava la bocca. mentre io raccolgo erba tenera. Sembra quel pestello un pitone che si rizza dalle acque del lago. ma era solo un pretesto. oltre all'elemosina per noi? Poiché la nebbia si è dispersa. Sembran le setole Punte di freccia. Consapevole del Vuoto: ci sono o no mostri. mettendo in fuga i suoi aggressori. bonzo?" "L'invito a pranzo. ci vuole bella presenza. Gridò rauco: "Maestro!" "Santo cielo. corse a sellare il cavallo e invitò il maestro a montare. Avevo giusto in mente di catturarlo. È meglio sfogarsi a parole. se non muore si ferirà. vengo a vedere. vogliamo soltanto gente pia: ma la vogliamo per cucinarla al vapore. ritornato sconfitto al suo rifugio. che borbottava la sua preghiera scandendola con i colpi sul pesce di legno. si vede che non conosci il proverbio: principe al festino." "Se il bestione fa l'eroe. resta qui mentre verifico come vanno le cose. Se ritorna perché è riuscito a sconfiggere l'orco che tende agguati lungo la strada. Avrà usato i suoi trucchi per farsi sostituire. Comandai ottantamila marinai E vivevo felice in un palazzo Di cristallo. ripartirono quindi sulle orme di Porcellino. "Eri andato a raccogliere erba. Non dir niente. Invece mi son visto circondare da una quantità di mostri e ho dovuto sostenere un duro combattimento. Porcellino!" gridò il reverendo. In guardia!" "Bestiaccia che sei! Vedo che in vita tua hai fatto il tintore. Se il condiscepolo non mi avesse dato una voce. Io non mi sono mosso da qui. Lo sfortunato bestione ci incappò senza rendersene conto e si trovò accerchiato da mostriciattoli che gli tiravano la tonaca." "Di che cosa ti vergogni?" "Il condiscepolo anziano mi ha imbrogliato. Dall'alto vide il bestione accerchiato. non me lo chiedete. che si era seduto a qualche distanza dal maestro. Intanto a Scimmiotto. che conosceva anche lui le sue trentasei trasformazioni. Se pensavi di essere tu a mangiare. e batté in ritirata con i suoi mostriciattoli. Alcuni mostriciattoli si avvicinarono rispettosamente e gli chiesero: "Di solito vostra maestà è allegro. Se il nemico non si presenta. non ne uscirai. aveva teso con le sue milizie un'imboscata ai passanti lungo la strada. L'orco non sapeva più come pararli." Porcellino si spaventò e pensò ogni male di Scimmiotto: "Quel vigliacco equipuzio mi ha raccontato che i paesani offrivano riso ai monaci: questi sono mostri. È vero che. e fui vinto dalla sbarra Cerchiata d'oro. Mi capitò un incontro disgraziato Con Scimmiotto." Porcellino. riprese la propria forma e brandì il rastrello." "Non abbiate paura. Quando la natura è sulla giusta via. lo spingevano e lo tiravano tutti insieme. L'orco. tutto allegro. che apre la strada. ricuperati vento e nebbia. Un momento dopo li raggiunse il bestione. Ci ha pestati ben bene con un rastrello. e si accontentava di ripetere le parole dei primi tre caratteri che gli avevano insegnato alla scuola elementare: "grand'uomo superiore"(9)." Scimmiotto." Il bestione s'indignò: "Maestro. non teme i diavoli. Ho saputo che preparavate cibo per i monaci. e trovò che la bruttezza di Porcellino era davvero straordinaria: Il lungo grugno sembra un martello. lo afferravano per la cintura. che non riusciva più a controllarlo. grida e ruggiti da commuovere le viscere della terra." "Vuoi dire che mi devo trasformare?" "Proprio così." "Quale invito. sulla strada che dobbiamo percorrere?" Scimmiotto non poteva reggere oltre lo scherzo. Sulla montagna s'ingaggiò un bel duello: Pestello di ferro contro rastrello a nove denti. orecchie larghe e certe setole rade sul collo. L'orco. L'orco dovette farsi coraggio per chiedere: "Da dove vieni? Come ti chiami? Parla." Il bestione. Mi lasciai andare a una dichiarazione D'amore assai focosa a una gran dama. lasciò un altro sé stesso ottenuto dalla trasformazione di un pelo e balzò in cielo." "Caro mio. "Come mai oggi sei tanto scrupoloso e diligente? Va e torna presto. Lasciamo Porcellino al suo scontro con l'orco. Vieni qua. perché oggi invece è tanto . Per proteggere il maestro. non sai se in veglia Oppur nel sonno ti appare l'incubo. recitò un incantesimo e si trasformò in un monaco magrolino. Le lunghe orecchie muovono l'aria Come ventagli. l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. vittorioso ma conciato da far paura: era ansimante e spossato." "Perché il tintore?" "Altrimenti dove ti saresti procurato quel pestello per battere i panni?" La creatura non era d'umore conversevole. E le misi la casa sottosopra. se non si sbronza si sazierà. ma Scimmiotto lo trattenne per dirgli: "Bada che quella gente non vuol saperne di fare l'elemosina ai monaci troppo brutti. Divenni Porcellino. che prometteva di diventare un buono stufato. sostiene oggi la natura in sé. si chiedeva: "Che cosa succede a questo bonzo? Un momento fa stava per cedere e ora fa il diavolo scatenato. Fece al maestro una riverenza e gli propose: "Non vi pare che sarebbe indiscreto portare in quel villaggio il cavallo affamato e chiedere anche foraggio per lui. restate qui seduto per un momento. Scimmiotto non intervenne e ritornò invece al punto di partenza. Ma un giorno. vecchio peccatore. mentre Sabbioso chiudeva la marcia portando i bagagli. Vi ho detto che andavo a cogliere erba." Per non far vedere al reverendo che si allontanava. L'orco. "È arrivato un bonzo di bell'aspetto. che gridava ai suoi mostriciattoli di accerchiare il nemico. Un terribile orco senza nome sbarra la via fra le montagne." "Insomma." L'orco venne avanti roteando un gran pestello di ferro. "È come il brigante che vuol coinvolgere tutti i compagni di galera. Porcellino. Quella che impugna è un'arma insolita: Sembra un rastrello da giardiniere." "Com'è fatto un convoglio militare?" "Tu sei il capo in testa. Porcellino. "Non spingete!" gridava Porcellino. grande re!" corsero ad annunciare. "Quel monaco di cui sento lodare da tanto tempo la squisitezza della carne. S'inchinò e disse ridendo: "C'è sì una banda di mostriciattoli. che rischiar troppo nei fatti. Mentre lo guardi. Urla e tuoni da far tremare il monte. si era seduto su una roccia e rimuginava in silenzio. "Accontenterò tutti: accetterò l'invito di ciascuno di voi. che non stimava troppo quel mostro. I colpi dell'uno sembrano trombe d'aria. Devi riconoscere che ti lascio sempre le incombenze più prestigiose." "È vero: Consapevole del Vuoto è sempre rimasto con me. sarà il caso che ti dia qualche ritocco. Veramente di sutra non ne sapeva. Per alta che sia la montagna. che cosa ha potuto succederti perché ritorni in questo stato? Forse il prato era recinto. vedrai quanto si vanterà. che raddoppiò l'impegno. Scimmiotto non seppe trattenersi e gridò: "Tieni duro. e i guardiani ti hanno battuto perché tagliavi l'erba?" Il bestione lasciò cadere il rastrello e si batté il petto: "Maestro. che siamo corsi a informarvi." "Mio caro" sogghignò Porcellino. Porcellino non era privo d'astuzie. Visto che il pericolo era superato. "Di che ridi?" chiese Sabbioso. da bravi immortali di montagna che hanno conseguito il Tao. mi fate morire di vergogna. Gli occhi rotondi lanciano lampi. altro che paesani!" Tirato da tutte le parti il bestione si spazientì. "Che disgrazia?" chiese l'orco. il metallo non sa generare terra." Il bestione. "Disgrazia. Ci ha tanto spaventato. non credo che ce l'avrei fatta. I miei compiti Sono di cavallante e di facchino. e io ho pensato di approfittarne.soddisfare la gola." "Va bene" rispose il monaco lietamente stupito. dove il reverendo non si era accorto di niente. guai a me! Mi chiedo quanti 'sporco equipuzio!' mi toccheranno. ma si trovava in crescenti difficoltà. l'altro ricorda l'acquazzone torrenziale. vuol dire che non andrà lontano" sogghignò Scimmiotto. Consapevole della Purezza. di bassa statura. Ha raccontato di un villaggio dove si cucinavano pranzi per monaci. e tutto l'onore è tuo. "Rido di quello scemo di Porcellino. "Mi stai dicendo che sei un discepolo del monaco cinese" esclamò l'orco. non vi fate imbrogliare anche voi. semmai ce li serviamo a pranzo. che è partito di corsa in cerca del ristorante per monaci. dovessi lasciarci la pelle." "Come si è trasformato?" "Non sembra nemmeno un uomo: ha un grugno da porcello. con la testa Che dei fumi dell'alcol era piena. arrivo!" La sua voce diede nuovo coraggio al bestione. ma di fatto Divenni mostro e mi trovai una moglie. I due eroi impegnano ogni loro talento e giocano il tutto per tutto. altrimenti ti tocca affrontarlo. e il rastrello è come un drago in agguato nel giuncheto. "sembra che tu non sappia più riconoscere il tuo antenato. e sono venuto a farmene offrire. Ti racconterò tutto: Nominato Ammiraglio dei Canneti Celesti dal supremo imperatore. e rispose con una pioggia di colpi. corse via sogghignando fra sé. Fui scudisciato come si conviene Ed esiliato in questo basso mondo Per fare penitenza. di color scuro. rispose: "Certo che marcerò in testa. Con gran sacrificio Dovetti farmi monaco." "Hai capito male: noi non serviamo pranzi ai monaci. Prima ammiraglio dal piede di ferro. Se invece lo acchiappano. compiaciuto della propria astuzia. "Fratello. tanto meglio. sfuggì una risatina sarcastica. se tieni alla vita. guerriero in guerra." E giù colpi in testa.

ma la mia sarebbe molto peggio. anzi. "Spiegami che cosa vuoi dire. non sapete come trovò il maestro. se mangiamo il maestro? È probabile che Sabbioso e Porcellino se ne facciano una ragione e si allontanino." "Voi chi siete?" chiese Tripitaka cercando di guardare l'interlocutore attraverso le lacrime che gli facevano velo." "Sarà prudente procedere. afferrò le redini e corse avanti. Il vero orco. comparve il terzo mostro." Il bestione. senza sapere a che cosa andavano incontro. Sarà stato inutile il mio lungo studio dei sutra? Servire il sovrano o servire i genitori è la stessa cosa. con la sua sbarra cerchiata d'oro: che disastro! Ci fece tutti a pezzi: come al gioco del domino. sarebbe arrivato fin qui? Chissà quante creature malefiche lo avrebbero mangiato prima. Il tuo bellissimo piano è riuscito in pieno. un petalo per volta. Non credete che lo digeriremo meglio?" "Ma certo" approvò l'orco sorridendo. catturato da questi mostri. chi la seppellirà?" "Com'è doloroso!" singhiozzava il reverendo. ci siete cascato anche voi. le stelle dell'Est e dell'Ovest." Il mostro." "Ma quale sarà la reazione dei discepoli. dieci sui cento e tre sui dieci." "Se tutti dicono che mangiarlo procura l'eterna giovinezza. un elmo come il vostro. Davvero: Cuore spezzato con cuore spezzato. reverendo. e se riusciva. farai attingere l'acqua e raschiare la pentola. Poi ciascuno avrà il suo bocconcino. come puoi fare un'affermazione simile?" "Credete che. . la cosa finisce lì. Quando in un modo o nell'altro ci saremo sbarazzati dei discepoli. piombò dal cielo su di lui. Tante fatiche ridotte a nulla. senza distinguere il vero dal falso. in caso di insuccesso. Salvato dalle Acque è ricaduto Nella disgrazia nera che lo insegue. e non ha altro sostegno che me." "Com'è questo Sabbioso?" "Più o meno. identica armatura. ce lo mangeremo a nostro agio. "Va male!" esclamò Scimmiotto. non avrebbe nemmeno bisogno di combatterci: con la sua sbarra potrebbe fare un tal buco sotto la montagna da farcela crollare addosso. tutti insieme." "Che bel piano!" gridò entusiasmato l'orco. che non oso" esclamò il mostriciattolo sporgendo la lingua. mugghiò il vento e davanti a Tripitaka. e tutte le anime in pena. quando provocò disordini nel palazzo del Cielo." "Come sai tutte queste cose?" "Vedete: una volta abitavo sul Monte del Cammello Leone e servivo i grandi re del posto. è l'occasione buona per catturarlo e farne uno stufato. Il primo è Scimmiotto il Novizio. e il terzo Sabbioso il Bonzo. Io. la carne di quel monaco cinese dev'essere proprio incommestibile. riuscii a scappare in tempo dalla porta di servizio e arrivai qui. "Ecco l'orco. Ma ti garantisco che. non avranno forse la delusione più crudele? Esse resteranno per sempre lontane dalla salvezza. nella loro tenebrosa dimora. È il caso di dirlo: il generale teme parola d'indovino. un arhat che si è coltivato attraverso dieci successive incarnazioni: si dice che mangiare un boccone delle sue carni prolunghi indefinitamente la vita. identico gran pestello in mano. Quando potremo rivederci? Morirò prima di dolore. i quali presero l'aspetto dell'orco e tesero le imboscate in attesa del monaco cinese. E Scimmiotto abbatti-diavoli Nuovi diavoli da abbattere. renderò vane le intenzioni del mio sovrano. Anche loro volevano mangiare il monaco cinese. Ecco perché so di che cosa sono capaci. o la mosca nel vaso del pesce. le ventotto costellazioni. gli dèi del Nord e del Sud. Se volesse davvero vendicarsi. per mano dell'orco maledetto che mi ha catturato. maestà?" "Perché ne dubiti? Ormai è nelle nostre mani." Dalla fila dei suoi si fece avanti un mostriciattolo che fece tre singhiozzi e tre risate.pensieroso?" "Ragazzi. i cinque picchi e i quattro fiumi: in una parola. vide il monaco cinese rimasto tutto solo. Come potrei restare indifferente?" A sentirlo. si chiuse la porta e si dispose la guardia. Voi restate a cavallo mentre io lo catturo. sei contrato. è meglio prender tempo." L'orco era livido dallo spavento." "Il nome del piano è: fior di susino. Assumeranno il vostro aspetto. e io del mio imperatore. avevate lasciato la famiglia. Non sarà più difficile che prendere il pane dalla tavola. non avete né figli né genitori né moglie a carico. per aria. e un secondo mostro identico al primo ne balzò fuori e si gettò sul monaco cinese." "Il fatto è che l'imperatore Taizong. Il mostro parò il colpo con il pestello e incominciò lo scontro. Se ora perdo la vita. della dinastia dei Tang. Ma non sapevo che fosse accompagnato da discepoli di quella levatura. rispose: "Maestà. inginocchiato. Perde di colpo ogni suo beneficio. che avanzava con Sabbioso. Sono legato qui ormai da tre giorni. se funziona. e le nostre vite dureranno all'infinito. i nove luminari. Porcellino!" gridò Scimmiotto. È una bella seccatura. Se proprio tenete a mangiare il monaco cinese. impugnò il rastrello e lo fronteggiò. Se poi. e tenderanno imboscate in tre punti diversi. Si fece l'appello e si scelsero i tre più capaci. Ma uno si fece avanti per dichiarare: "Grande re." "Voi. se lo si potesse mangiare. Ciascuno di loro affronterà uno dei tre discepoli e si sacrificherà per tenerlo impegnato. ufficiale d'avanguardia. ho un piano da proporvi. e voi non avrete che da allungare la mano per impadronirvene. i pellegrini incapparono in una delle imboscate: il primo mostriciattolo si drizzò urlando sul ciglio della strada e balzò avanti per impadronirsi di Tripitaka. il Novizio si caricò i bagagli in spalla." Ritorniamo a Scimmiotto. Procediamo a cucinare il nostro stufato. che non mise molto a volgere in fuga il suo avversario. Il suo terribile rastrello mi ha messo in rotta. Come non spaventarsi davanti al racconto di un testimone oculare? I mostriciattoli intorno tremavano come foglie. Roso dall'inquietudine. i dodici fusi orari." "E Scimmiotto?" "Su di lui ci sarebbe tanto da raccontare. tradirò la speranza dei suoi sudditi. Ora che si trova a passare per le nostre montagne. "Attento. Tripitaka sfortunato Sempre incontra altre sfortune. non riuscirono ad arrestarlo. Ci penso io. anche il boscaiolo si mise a piangere: "Reverendo. L'orco gli è sfuggito. Il reverendo piangeva a calde lacrime: "Discepoli miei. Vedremo come si mettono le cose. Avevo detto: niente. ogni volta che vado a caccia vi porto qualche preda. rinunceremo." Brandì il suo bastone e si scagliò sul nemico. Mia madre ha ottantatré anni. un po' più furbo degli altri. Ho sentito molto parlare di questo monaco cinese. "Sono un boscaiolo della montagna. Dice il proverbio: la pazienza viene a capo d'ogni cosa. Non mi pare che la carne di questo monaco cinese sia a portata di mano. ascoltate il seguito. Ma quando ritornò sulla strada. per fortuna. "Ha immensi poteri ed è capace di molte trasformazioni. mentre gli altri pellegrini si allontanavano. Chi l'assisterà nei suoi ultimi giorni. fratello e fratellino brancolano proprio nel buio. Ma per me è diverso. non vi affliggete. portar legna e accendere il fuoco. discepolo del monaco cinese che va in cerca delle scritture. Sabbioso gridò: "Maestro. dove mi concedeste il favore di assumermi al vostro servizio." "E allora che cosa suggerisci?" "Secondo me. Tu vivi per amore di tua madre. Lo scopo è di salvare le anime perdute. il monaco fu legato a un albero dell'orto." "Tu li conosci?" "Fra loro Porcellino Otto Divieti è il secondo." "Chi era il vostro avversario?" "Un bonzo che si chiama Porcellino Otto Divieti. vale quanto Porcellino. ma il grande Scimmiotto è meno prevedibile. "Il boscaiolo pensa a sua madre." "Sentiamo. Se leghiamo il monaco cinese nell'orto e lo lasciamo per due o tre giorni senza mangiare. Ora porterai dentro il monaco cinese. Se dovesse andar male. Quei tre devono essere pratici di trasformazioni. "Se tu muori. "Lo attueremo senz'altro. estrasse gli artigli. mi ha affidato la sacra missione di andare dal Buddha vivente a rendergli omaggio e a chiedergli i sutra autentici. E gli occhi in pianto vedono altre lacrime. boscaiolo!" esclamò il reverendo riprendendo a piangere." "Che cosa significa?" "Fate un'accurata selezione fra i vostri soldati: cento su mille. Che disastro! È il caso di dirlo: Se la meditazione incontra il diavolo. Il cavallo bianco pascolava solitario l'erba del ciglio. Per voi vivere o morire fa poca differenza. Ma oggi è un giorno sfortunato: sono andato in bianco. la vostra morte provocherebbe solo questo guaio." Il mostriciattolo si prosternò per ringraziare della ricompensa promessa. tutti i guerrieri del Cielo. mi ricorderò di te: diventerai ufficiale d'avanguardia." "Ah. Dopo parecchio cammino. Il fatto è che lo accompagnano tre discepoli." Così si fece. nella città delle vittime d'ingiustizia. gli darà tempo di purgare le budella. il maestro non c'era più. Sul più bello si udì nel bosco un sinistro scricchiolio. "Quell'orbo di Porcellino si è lasciato scappare l'orco. non nuocerà certo alle sue carni. A un certo punto il monaco cinese si troverà solo. in fin dei conti. Cinquecento anni fa. la vita: vento e polvere." Dall'albero di fronte un voce disse: "Reverendo. La parola del capo in guerra rende nero ciò che è bianco. L'orco portò Tripitaka all'ingresso della sua grotta e gridò: "Ufficiale d'avanguardia!" Lo stratega mostriciattolo si inginocchiò protestando: "Non oso accettare. dove siete andati a combattere creature malefiche? È qui che soffro. lo strappò dall'arcione e se lo portò via come un passerotto." "Zitto." Tirò fuori il randello e gli corse addosso gridando: "Dove credi andare? In guardia!" Mentre si scambiavano colpi furiosi sul prato. Mi vogliono mangiare. "Il nostro ufficiale d'avanguardia è un gran ragionatore. uno tagliato. i cinque dignitari e quattro ministri. Si trovarono addosso Scimmiotto.

salvo la testa: questo è quanto siamo in grado di restituirvi. cerchiamolo." "Come facciamo per la testa mozza?" "La fabbrico io: state a vedere. Ma comparve anche Sabbioso. e questa volta fece un tonfo sordo. Sarà meglio che prima la sotterriamo." Scese al torrente e raccolse rami di salice e ciottoli. Io ero impegnato a combattere l'orco. Porcellino raccolse dunque il capo sanguinante e trovò un angolo esposto al sole e protetto dal vento. I ciottoli stanno per i dolci dei morti. la piangeremo dopo. Porcellino lanciò un rosario di invettive: "Banda di schifosi! Tenete nascosto il maestro nel vostro antro e raccontate balle. in tal caso il monaco cinese resterà pacificamente nelle nostre mani." E assestò un colpetto con la sua sbarra. dove scavò la fossa con il suo rastrello e vi depose il misero resto. tirandosi dietro il cavallo e portando i bagagli. "Questa roba è in cattivo stato. scopersero una residenza trogloditica che si apriva ai piedi di una rupe a picco. L'unico che sia davvero temibile è il bonzo peloso con la faccia da duca del tuono." "È una farsa. mostra rispetto per tuo nonno: rendici il maestro." I mostri trovarono una testa fresca. ha rotto il battente e reclama il suo maestro." "Maestà" gridò l'ufficiale d'avanguardia. aspettate" disse Porcellino. "Piangere non serve a niente" osservò Porcellino. quale strategia scegliamo?" "Dicevano gli antichi: Puzza. "Siete ciechi tutti e due: vi siete lasciati sfuggire l'orco e ho dovuto affrontarlo io. "Quale tranello?" chiese Sabbioso. che sfortuna! Quando penso com'era e cos'è diventato!" "Dài. e tornò a riferire: "Niente paura. Gridava: "Rendici il nostro maestro prima che sia troppo tardi. Ci hanno depistato uno dopo l'altro. il maestro lo sorvegliavate tu e Sabbioso. Come si diceva. Scimmiotto esaminò accuratamente l'ingresso dell'antro. L'oggetto fu posto in una scatola laccata e fu recato alla porta: "Vostra signoria grande santo." In breve tutti sbucarono di corsa dalla grotta gettando grida di guerra. ma ora mi manda a consegnarvela. Coppie di gru vengono qui a danzare nella brezza." Si misero dunque a battere la montagna. prendete le armi migliori e seguitemi. In un profondo bacino contro la parete della montagna si raccolgono le acque. e quando il maestro è rimasto solo se ne sono impadroniti." "Sabbioso avrà accompagnato il maestro dietro un cespuglio a far pipì" sghignazzò Porcellino. Non ti sei accorto che l'orco ti è sfuggito e ha cercato di rapire il maestro. ma sono scomparsi tutti e due. "Il maestro è certo là dentro." "Non ti fidi? Non penserai che la gente scherzi sulle teste dei morti. là dentro. "Che cosa significano?" chiese Scimmiotto." "Siamo caduti in un tranello!" urlò Scimmiotto digrignando i denti. Nel prato dall'erba di diaspro costellata di fiori crescono il mandorlo rosso e il pesco verde. L'hai visto?" "Mi hanno arruolato come monaco. se non vuoi che ti sfondi la porta e la faccia pagar cara a tutti i tuoi. In capo a una ventina di li. Se lo mettiamo di fronte al fatto compiuto. è solo Porcellino. NEL MONTE DEL PICCO SPEZZATO DELLA CATENA SPANDINEBBIA Scimmiotto concluse: "L'orco abita qui. correndo su per il pendio." "Quella non è una testa di morto.CAPITOLO 86 SCIMMIOTTO ESPERTO DI ANTIQUARIATO OVE MADRE DEL LEGNO IMPIEGA IL SUO PRESTIGIO NELLA CAMPAGNA CONTRO L'ORCO. la testa. da un momento all'altro incomincerà a puzzare. vi supplichiamo di deporre l'ira e di concederci l'opportunità di rispondere. dalla scorza levigata dal tempo e dalle piogge. Scimmiotto constatò che era una testa umana. che era ermeticamente serrato e recava un'iscrizione incisa nella pietra con otto grandi caratteri: GROTTA DEGLI ANELLI. mentre io cerco qualcosa che possa servire da offerta. "si mette male! È arrivato anche Scimmiotto." "Hai ragione" approvò Scimmiotto. se vuoi vivere. "I rami di salice significano pini e cipressi per ombreggiare la tomba a conforto del maestro. Ce ne dovrebbero essere nel Padiglione degli Scorticati." Che il Novizio fosse scimmia non è una novità: era molto curioso e vanitoso. dove diede un gran botto. un petalo per volta. vi si nasconde un drago non ancora esperto di trasformazioni." "Quando il vostro maestro è stato portato nella nostra grotta. Torse il collo finché non riuscì a scorgere le grandi orecchie a ventaglio. morivano di paura. Magari si potrebbe convincere anche lui. Sentiamo che cosa hanno da dire." "Un tizio. lasciamo qui Sabbioso a custodire il cavallo e i bagagli. avete ragione. tutti se la prendevano con l'ufficiale di avanguardia. l'altra testa era proprio falsa. "Il maestro è rimasto qui sulla montagna. Poi vi ammucchiò un tumulo e disse ai condiscepoli: "Voi restate a piangere. non parliamone più." Il mostriciattolo gettò l'oggetto attraverso il foro aperto da Porcellino. ne rosicchiarono i lineamenti fino a renderla irriconoscibile e ci riprovarono. È toccato a me di affrontarlo. Adesso che facciamo?" E non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. ma invece devo fare il soldato. "Fratelli. Scimmiotto si pose alla ricerca del maestro su per la montagna." "Come lo sai?" "Una testa che cade fa un tonfo sordo. Nell'oscura grotta vive da molti anni un orco che si pasce di carne umana. Ha subito annusato il falso. "Che cosa vuoi da me?" "Il maestro è scomparso. lascia stare. Aspetta a piangere di sapere che cos'è. converrà catturarlo e mettere in dispensa anche lui. che alla vista di tutto quel sangue si diede a singhiozzare: "Povero infelice. che aveva sentito tutto. e non gli rimase che mettersi a piangere. e diede l'ordine di attacco: "Ragazzi. non vi scoraggiate. cercheremo qualche altra via. la mano che hai messo nel paniere del pesce! C'è poco da scegliere: i comandanti di destra e di sinistra devono prendere il comando delle truppe e sterminare i bonzi. Ma questa è quella vera. celebreremo le esequie. mostrandogli una testa mozza e spiegandogli che è quanto rimane del suo maestro. dopo tutto. porta qui quella cosa. è una scimmia e perciò è un vanesio." "Chi sarà?" chiese l'orco allarmato. questa risuona come un pezzo di legno. Non ha capacità straordinarie e non dovrebbe insistere troppo. grande re!" "Spiégati. Trattenne Porcellino e disse: "Aspetta. ogni alito di pensiero si traduce nelle cose. "Vostra signoria grande santo. adesso che abbiamo la catastrofe all'uscio?" "Grande re." "Esprimere dei vivi la fedeltà leale. Vide Porcellino che correva ansimando verso di lui e lo chiamò. Saldato il conto." Raccolse la testa e la lanciò contro la roccia. L'albero antico." "Quale pasticcio?" "Porcellino e Sabbioso c'erano cascati. e noi andiamo a buttar giù la casa e fare a pezzi l'orco. "Il fior di susino. E IL DUCA DEL METALLO USA LA MAGIA PER DISTRUGGERE LA PERVERSITÀ. Le rocce tormentate sono nel cono d'ombra di picchi aguzzi. e se sappiamo solleticare adeguatamente il suo amor proprio presentandogli grandi scuse e complimenti. Il maestro è rimasto solo sul suo cavallo." "Babbeo" brontolò Scimmiotto. Porcellino e Scimmiotto arretrarono sulla spianata davanti all'ingresso per fronteggiarli: "Dov'è questo famoso capo? Chi è l'orco che ha preso il nostro maestro?" . Se non dovesse funzionare. "Già. Ma sembra che io non gli faccia paura: temono soltanto te." Il portinaio corse ad annunciare: "Disgrazia. L'orco diceva: "E adesso che abbiamo i bonzi in casa." "Se è come dici." "Il piano era tuo. lasciando di guardia Sabbioso." Prese un ceppo di salice. "Il maestro dov'è?" gli chiese Scimmiotto. piantò i rami ai due lati del tumulo e davanti ammucchiò i ciottoli. ti faccio sentire. Liane gialle pendono come corde. Il nostro re avrebbe preferito tenersela come portafortuna. non è una testa. Perché mi chiedi se l'ho visto?" "Sei proprio diventato orbo. può darsi che ci creda. fra gli avanzi della dispensa. Credevate di imbrogliare il vostro avo Porcellino? Pretendete che il nostro maestro sia diventato un salice fantasma?" Il mostriciattolo stratega corse via in preda al panico e si presentò al padrone tremando come una foglia: "E' proprio un bel pasticcio. Ma fammela vedere. gli diede forma di testa umana e lo inzuppò di sangue per renderlo irriconoscibile. interi filari di umidi salici sembrano colare oro. se lo facesse. Piuttosto." L'orco si rese conto che aveva ragione. gente rozza e maleducata. Se non mi credi. "Vado a vedere" propose l'ufficiale di avanguardia. bestione. ma Scimmiotto è un vero esperto di antiquariato. un conoscitore. Adesso vediamo di che cosa si tratta. Attacchiamolo!" Il bestione levò alto il rastrello e menò un colpo da aprire nella roccia un gran buco. Come la mettiamo con i petali del susino. e si è certo portato in casa il nostro maestro. finirono di distruggerne la porta e gridarono con voci tonanti: "Noi lo vogliamo vivo!" I mostri." "Vediamo. misura quaranta spanne di diametro. ma ci vorrebbe una vera testa umana. I pini azzurri svettano nel cielo. spaccando in due il ceppo di salice. i fagiani si posano sui rami e si chiamano. "Fratello. render testimonianza dell'affetto filiale. Il luogo è degno degli dèi. si sono gettati su di lui e l'hanno fatto a pezzi." Scimmiotto prese il suo posto: "Bestiaccia immonda." Si presentarono di nuovo all'ingresso della grotta. Ritornato alla tomba." "Fratello!" chiamò Porcellino. Se lo sono mangiato tutto. non può essere lontano. "Lui è morto e tu gli offri dei sassi. sembra un tamburo" commentò Sabbioso. alla porta." La testa fu lanciata come prima attraverso la porta. i mostriciattoli di qui. Il Novizio.

Quei mostriciattoli erano coraggiosi e resistevano strenuamente agli assalti. L'ufficiale d'avanguardia. Da una parte. il maestro è ancora nascosto qui da qualche parte. Quali furie ti sono venute sui Monti del Sud? La mia sbarra te le farà passare. "Rinuncia. Il grande leopardo dei monti del Sud gli sbarra la strada sputando nebbia e vento. "Ecco l'entrata di servizio che cercavo. "Magari quello è il maestro: non lo avranno mangiato tutto. non vi fate sentire! Certo che vi leverò dai guai. Li abbiamo già vinti una volta. Per un bel pezzo vanno. si rivelò per un lupo grigio dal dorso di ferro. Volò via fino alla sala grande e vide l'orco seduto in atteggiamento depresso e preoccupato. e non l'hanno affatto mangiato. nessun lo può fermare. Il santo Confucio." "Certo che sai fare dei begli scherzi!" E ne risero insieme. Abusai della forza. si spingevano. si trasformò in una formica alata. Per la gioia Scimmiotto riprese il proprio aspetto. certo tu vuoi farti ammazzare!" L'orco. Nei palazzi di nuvole vissi per qualche tempo. urlavano come pazzi. invasa dai mostriciattoli giubilanti: si agitavano. senza contare che ci allungherà la vita. colpito da Scimmiotto. La mischia solleva polvere da oscurare il cielo. che destino crudele! Come siete andato lontano! Potremo mai rivederci?" "Fratellino" disse Scimmiotto. Allora Scimmiotto ricorse alla moltiplicazione del corpo: lanciò in aria un ciuffo di peli. è meglio cuocerlo al vapore" gridò un altro. troverebbe da ridire su un monaco di formato serpentino. ascoltava allibito: "Che cosa . e ascolta: Cielo e terra mi fecero dentro un uovo di pietra Nel paese dell'Est. e ci avevano ingannato mostrandoci la testa di qualcun altro. Ma Scimmiotto e Porcellino li incalzavano e li massacravano: chi cadeva zampillando sangue da nove fori. con gli occhi fuori dalla testa: "Come ti permetti di trattarmi in questo modo a casa mia? Credi di farmi paura con le tue ciarle da scimmia? Chi credi di essere?" "Te lo dico io. non avrebbero seppellito quella testa e non sarebbero rimasti a piangerla. i mostriciattoli brandiscono ruggendo sciabole e lance. e rispose: "Non mi riconoscete. si accontenta di stare sotto le ali del Grande Roc. "Se ci limitassimo a lessarlo. Un singhiozzo per il maestro. ma così facendo si imbatte nella potenza magica di Scimmiotto e. Centomila soldati e le case celesti Tenni in rispetto. diede in rumorosi singhiozzi. va tutto per il meglio! Mille gioie vi attendono!" "Quali gioie potranno mai essere?" "Mentre facevo la ronda sulla montagna. Accanto all'origine del canale c'era una porticina mimetizzata nella roccia. li ho ricuperati. spazientito. Di gran santo ebbi il titolo. faremmo economia di legna" considerò un terzo. i mostriciattoli sopravvissuti si davano da fare: trinciavano quarti di carne umana e disponevano i pezzi a seccare. ovunque il mio nome era noto. quando l'avranno pianta per tre giorni. "Propongo di metterlo sotto sale. Quale mostro vi si opporrà? Odiosa bestia. Bisogna che lo trovi e veda in che stato è. chi sono. Non son tipo comune: il mio corpo è formato Dal sole e dalla luna. "l'orco ha turato l'ingresso. basta sedersi alla destra dell'Imperatore di Giada. Scivolò da una fessura e si trovò in un giardino in cui risuonavano gemiti di dolenti. Mi son fatto buddista e seguo nel suo viaggio Ad ovest Tripitaka. chi veniva miseramente spiaccicato dalla sbarra. e ne metteranno un po' da parte per le giornate piovose. Ebbi l'intelligenza In dono e coltivai la mia propria natura. bonzi maledetti? Sono il grande re dei Monti del Sud. sul Monte Fiori e Frutti. la nostra porta è stata così ben barricata da scoraggiare definitivamente quei monaci. ti prego!" "Piano. Se getto un ponte metto in fuga I diavoli. Dobbiamo catturare il capo. Al signore Laozi. Con un astuto stratagemma. ma il Novizio lo teneva blandamente in rispetto. Ma tu. Il beato Buddha. posato su una trave. negl'inferi. Dopodomani. uno per te: io finirei per far confusione. fratello" rispose Porcellino fra le lacrime. si lasciò cadere sul tumulo e gemette: "Maestro. e non poterono far altro che volgere le spalle e correre a ripararsi nella grotta. E se diventassi granchio? Ma il maestro direbbe che non è decente per un monaco avere tanti piedi. Voi restate qui. "Eccoti qui. ma nessuno rispose. Sarà meglio che non mi presenti con la mia faccia: non mi darebbero il benvenuto. Se non si fossero rassegnati. E voi che cosa credete di fare?" "Impudente mucchio di peli sporchi! Senti quante arie si dà. fra i mostri che sventolavano le bandiere di broccato. È debole e piccino. Il grande santo è un eroe senza rivali. "Levami da questo guaio. Il grande re si circondò di nebbia e volò via trasportato dal vento." Il Bonzo piangeva ancora e Porcellino.Tu non conosci ancora il vecchio Scimmiotto! Sta lì. che non riusciva a distogliere il pensiero dalla vendetta. Porcellino. che onora la dottrina dei letterati. dove ordinò ai superstiti di barricare l'ingresso con pietre e terra. L'orco si era rintanato in fondo alla grotta. perché aveva voglia di continuare a chiacchierare. Porcellino lo afferrò per una zampa e lo rivoltò per osservarlo: "Chissà quanti agnelli e maialini ci sono voluti per crescere questo bel tipo. lavoravano affannati e si guardavano bene dal mettere il naso fuori. ma è troppo presto." Finì per trasformarsi in un ratto e scivolò con un fruscio attraverso la bocca del canale nella corte posteriore della grotta. soprattutto. e un esercito di Scimmiotti armati di sbarre cerchiate d'oro si gettò nella mischia. Dal mio viaggio nell'Ovest attende giusto frutto L'Oriente intero. Sarà una delizia d'aromi. Le tigri stano dalla foresta." Scimmiotto. finché un mostriciattolo venne a dirgli: "Grande re. perché ci metteresti in difficoltà. mi sono imbattuto in Porcellino. che ha assistito alla separazione del Cielo dalla Terra." Svolazzò dappertutto.L'orco si fece avanti con il suo gran pestello di ferro. Sa preveder la pioggia." "Sta sicuro che non avrai bisogno di piangere anche me. Scimmiotto e Sabbioso che piangevano davanti a un tumulo. senza vincitori né vinti. in fondo al giardino. gli dèi si compiacciono della forza di Consapevole delle Proprie Capacità. I colpi di rastrello avevano poca presa in quella massa di detriti. cercò di attaccarlo con il suo pestello." "Secondo me. trova sufficiente il titolo di 'maestro'. vengono." "Attento. Avranno sepolto la testa che gli abbiamo dato per quella del monaco cinese. "Avi miei!" si disse Scimmiotto. Erano tutti tremanti e malconci. e corse verso di lui. Sa chiudere il suo nido con la terra e la cenere." Scimmiotto ricuperò i suoi peli e gridò: "Lascialo perdere. il vostro monaco cinese. Ora dovete pazientare e aspettare che sconfiggiamo definitivamente l'orco. nel famoso Porcellino. Mi vien voglia di dargli una lezione. strinse alla vita il gonnellino di tigre e si mise in cammino. bestia immonda. Scimmiotto e Porcellino lanciarono grida di sfida. Né mai trova barriera che possa fargli ostacolo. Ci avevano raccontato di avervi divorato. Mi trasformerò in una biscia d'acqua. Quei due o trecento mostriciattoli si videro aggrediti da tutte le parti. Propongo che a quel punto il monaco cinese sia tagliato a strisce sottili e fatto saltare in padella con pepe di fiori. si scontrano. Così leggero e aereo. reggiti la milza per farti coraggio." Uscì dunque dal canale di scolo e. bestiaccia. Nessuno mi contrasta Il passaggio. Devo prima sapere dov'è l'orco e che cosa fa. vuoi qualcosa di meglio." Rifattosi formica. E con le mani nude afferro i leopardi. dall'altra i divini monaci lanciano grida di guerra e levano insieme la sbarra e il rastrello." "E come vendichiamo il maestro?" "Per ora ritorniamo alla tomba. detto Grano di Pepe. si fece avanti levando il rastrello: con l'esercito dei mostriciattoli si scatenò una bella mischia. ma certo ci sarà un'entrata di servizio. Hanno ammassato una montagna." Scimmiotto si rallegrò: "A quanto pare." Il grande santo ripose la sua sbarra. il grande santo ritornò nella sala. per simpatia. Consapevole del Vuoto" disse piangendo Tripitaka. è riuscito a impadronirsi di sorpresa dell'eminente monaco cinese." L'orco schivò il colpo e urlò. Spinto da insofferenza per ogni seccatore. Resta a lungo nascosto per farsi crescer l'ali E poi va per il mondo a mostrare talenti Di stratega minuscolo. Ma forse l'anima del maestro. Un monaco del divino paese dell'Est si recava nell'Ovest alla ricerca dei sutra autentici. che governa il mondo. finché scoprì in un angolo buio della sala un piccolo uscio sbarrato. Sotto il sole. Aggirando la rupe udì l'acqua gorgogliare: un ruscello scendeva dalla montagna e riceveva acque rossastre da un canale di scolo che usciva dalla rupe. Infatti. da Sabbioso. maestro. io cerco di individuarla. impaurito e allarmato dai suoi discorsi. "Dobbiamo tener presente che è un prodotto raro: bisognerebbe farcelo durare il più a lungo possibile" intervenne un quarto. si ergeva un gruppo di alberi ai quali erano legati due uomini: uno era Tripitaka. L'orco che domina quest'angolo sperduto rischia la vita per ottenere un boccone delle carni del monaco cinese. si minacciano. avranno fatto il loro dovere e ritorneranno a casa loro. dove infurio da molti secoli. Porcellino. con una scossa." Porcellino si guardò intorno e si accorse che l'esercito di Scimmiotti era scomparso: "Dove sono andati a finire?" "Erano peli miei. L'ho mangiato io. "Non farti fregare anche tu. la mia conversazione con l'orco può aspettare. Uno balzò fuori dal gruppo e dichiarò: "Vostra maestà.

La grotta è piena di mostriciattoli da sistemare." "Farò presto. vedrete" rispose il boscaiolo. per mancargli di rispetto in questo modo?" Si strappò un pelo." Il boscaiolo si congedò e ritornò a casa. cui girava la testa dopo tante lacrime. Nessun guaio mi è stato risparmiato. non datevi pena. nuovi dubbi: "Non mi piace lasciarmi alle spalle un grosso pericolo. diede alla sua sbarra il diametro di un uovo d'anitra e con un colpetto sfondò la porticina segreta. Ammucchiarono nella grotta tutta quella legna e le diedero fuoco. non trascurò di ricuperare i peli che aveva trasformato in insetti del sonno. "Meno male che lo abbiamo abbattuto: chissà quante altre vittime avrebbe colpito. ma Scimmiotto lo fermò: "Aspetta. Corse quindi nel giardino gridando: "Eccomi. prepararono alla svelta un pasto di magro." Il bestione raccolse i resti e ricostruì il tumulo. lontana in un angolo. anche solo per lo spirito compassionevole che un monaco deve manifestare in ogni circostanza. Perché sei stato lontano tutto questo tempo? Dov'è finita la tua ascia?" "Il signore della montagna mi aveva davvero catturato" rispose il boscaiolo prosternandosi. e ho rischiato di perdere la vita. Se poi non sapete quanti giorni ancora fossero necessari per raggiungere il Paradiso dell'Ovest. si munì di un bastone di giuggiolo e uscì ad accompagnarli. Il boscaiolo propose: "La mia capanna è verso sud ovest. Sarà meglio che incominci con lo slegare il maestro. "Il leopardo maculato può divorare una tigre" commentò Scimmiotto. te li sistemo io. su queste montagne manchiamo di molte cose. Lui continuava a prosternarsi. La residenza trogloditica fu completamente devastata." Balzò nella sala e cambiò idea: "Non sta bene rompere la testa di uno che dorme. che era poi uno spirito di leopardo maculato. Sabbioso: l'anima del maestro vaga per la montagna. chiamateli. dopo prosternazioni e altri segni di ringraziamento. Il boscaiolo non osava insistere perché rimanessero." "Portami anche quelli. è stato catturato e legato a un albero come me. artemisie appassite. Il grande santo. ho riacquistato la libertà anch'io: devo loro una gratitudine più alta del cielo. vecchi tronchi cavi di salice. Dove sono Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" "Sono laggiù che vi piangono. "ti dobbiamo entrambi la vita. saltellante e pieno di incertezza. il reverendo non poté fare a meno di sorridere: "Suppongo che questa danza l'abbia inventata per esprimere la gioia di trovarmi vivo. Ora la montagna è sicura: potrò andare in giro persino la notte senza correre pericoli. reciteremo mattina e sera i sutra per assicurare a madre e figlio un secolo di vita piacevole.diavolo vi ha fatto." Il boscaiolo li guidò in cerca di bambù spezzati." La vecchia andò incontro ai quattro pellegrini e li guidò verso casa inchinandosi a ogni passo." Discesero lungo il corso del torrente alla ricerca della strada. "Fratello boscaiolo" disse Porcellino. lo masticò e lo sputò intorno. Potreste far visita alla mia vecchia madre e ricevere i suoi ringraziamenti. che va in cerca di scritture nel Paradiso dell'Ovest. ma vi pregherei di farci da guida. seduta su una panca. tanto che finì per sconvolgere il tumulo. e presentate a vostra madre i miei rispetti. a noi bastano cibi semplici. prima di uscire. né pepe. il paese della gioia assoluta. rovi secchi. "Ora. "Quando avete attaccato i mostri. e pensa a sbrigarti. Quando i discepoli ritornarono dal maestro." Quando alla fine Scimmiotto optò per slegarlo. né anice. Non si trovano funghi. Il reverendo si sentì preso dalla malinconia." "Forse devo a lui se sono ancora vivo" osservò il reverendo. discepolo. che hanno grandi poteri magici. con le macchie della pelliccia a forma di foglie di artemisia. attraversò il torrente ed entrò nella grotta. Folte quinte di pini e di bambù." A vederlo andare e venire. si sono serviti di lui per ingannarvi e allontanarvi. Per dimostrarvi la nostra affezione. più vasta della terra. che incominciarono a sbadigliare e in breve caddero a terra addormentati. Del resto avete il dovere di seppellirlo. tutti i miei pensieri Sono rivolti all'altro mondo." Il reverendo accettò volentieri e si avviò a piedi. A stento son fuggito dagli artigli Di mostri e streghe. la spiaccicò con un colpo. "Mio saggio discepolo" constatò Tripitaka. Discese la scarpata. "Mi aveva legato a un albero. La strada maestra. Il fatto è che sono proprio affamato. Lei si aggiustò gli abiti. Uscirono all'aperto dalla porta di servizio e risalirono la scarpata. il boscaiolo legato all'albero di fronte gridò: "Signoria. non ce la faccio più. Scimmiotto aveva il campo libero." Dopo che il reverendo ebbe manifestato la sua gratitudine. ben pochi riuscirono a sfuggire al rogo. Riprese il proprio aspetto. avrebbero potuto uccidere me. "siete povera gente. La creatura riprese la sua forma originaria: era un grande leopardo. liane cadute. ancora addormentato. Con le corde che erano servite per Tripitaka e per il boscaiolo. Sullo sfondo la cerchia di montagne E il bosco dove cantano gli uccelli. hanno colpito a morte il signore della montagna. che ora potete vedere. Porcellino sghignazzava: "Si vede che il condiscepolo è un facchino inesperto. legò stretto l'orco. fratello boscaiolo. Il reverendo giunse le mani e disse: "Fratello boscaiolo. si rimisero in cammino. non siate in pena. scusate se vi diamo ancora disturbo. non lontano da qui. Seguirono un sentiero sinuoso e presto giunsero in vista Del muscoso sentiero lastricato. Ha una vecchia madre e una grande pietà filiale: bisogna proprio liberarlo. ascoltate il seguito. possiamo servirvi soltanto verdura selvatica. Insieme al reverendo. Porcellino levò il rastrello per colpire. Non senti la sua voce?" "Scemo!" gridò Scimmiotto facendosi avanti. non so di chi fossero. trasformandolo in uno sciame di insetti del sonno. che Porcellino ascoltava digrignando i denti e battendo intorno rastrellate." "Abbiate ancora un momento di pazienza. che piangeva il figlio perduto. Maestro e discepoli proseguirono il loro viaggio." Scimmiotto eseguì senza discutere. Dopo pranzo i viaggiatori si disposero a partire. Ma i suoi tre discepoli. Ritornate a casa. che penetrò nell'altra narice e completò l'opera: anche l'orco si stese a russare rumorosamente. giunchi morti. ma li ho pianti anche troppo. si soffiò il naso. I poveri mostriciattoli ebbero un pessimo risveglio in mezzo al fuoco ruggente. ed esortò la madre a uscire per congedarli con nuovi ringraziamenti. "Non comincerà a venirgli qualche sospetto? Sarà meglio usare dose doppia" si disse Scimmiotto. Entrarono nella capanna." "Non perdiamo tempo inutilmente. Ci congederemo sulla strada maestra. Quando Finiranno le prove che sopporto? Quando ritornerò dalla mia meta?" Disse il boscaiolo: "Reverendo. Le siamo molto grati del sontuoso pranzo che ci ha offerto. si asciugò gli occhi e disse: "Ecco qua." "Lascia stare le chiacchiere. pensavo che fossi stato catturato e ucciso dal signore della montagna. Essi si sparsero per ogni dove e penetrarono nelle narici dei mostriciattoli." E Tripitaka gridò a gran voce: "Porcellino!" Il bestione. Infatti la tavola fu subito preparata e furono servite verdure raccolte nei prati. . maestro!" "Slegami subito. mentre Porcellino agitava le orecchie a mo' di ventola. rami morti di pino." "Chi sarebbe?" "È un boscaiolo che è stato catturato un giorno prima di me. il mio povero maestro. Quel signore che vedi è un arhat delle terre dell'Est. e disse: "O discepoli! Da quando ho abbandonato il mio signore Ho viaggiato per l'Ovest senza fine. Basta raccogliere legna e dar fuoco a tutto. in meno di mille li vi porterà in India." Tripitaka smontò da cavallo: "Vi ringrazio di averci accompagnato tanto lontano. E gli gettò in faccia un altro insetto. e quando venne alla luce la testa che vi avevano sepolto. "Maestro. si grattava il naso e starnutiva continuamente. Poi vi guiderei alla strada maestra. abbiate compassione. se lo caricò in spalla e ritornò dai suoi. Il mio cuore è votato Ai tre panieri. "Perché te la prendi con quei poveri resti?" lo rimproverò Tripitaka. "Quale anima? Non vedi che è lui in carne e ossa?" Sabbioso corse a inginocchiarsi davanti al maestro: "Quanti tormenti dovete aver subito! Come ha fatto a liberarvi il condiscepolo?" Scimmiotto raccontò gli ultimi avvenimenti." Quando Scimmiotto posò il fardello ai suoi piedi. dovreste sedervi un momento e darmi il tempo di fare piazza pulita" disse Scimmiotto. ammazzo l'orco e torno. maestro. fate liberare anche me!" "Consapevole del Vuoto" ordinò Tripitaka. I suoi mostri sono stati sterminati col fuoco. Del graticcio che il glicine ricopre." Ritornato all'albero. "bisogna slegare anche lui. eccomi qua!" Lei lo abbracciò: "Figlio mio! Eri scomparso da molti giorni. Videro di lontano la vecchia madre. Senza di loro sarei morto. È il caso di dirlo: Sconfitto l'orco e vinto il suo terrore Se ne può ripartir senza rancore. Prati fioriti e. ma se non lo avessero avuto a portata di mano. Fra le siepi la piccola capanna. Non sa equilibrare il carico e lo porta tutto da una parte. l'orco si era risvegliato e Porcellino lo spedì all'altro mondo senza complimenti con un colpo di rastrello. Il boscaiolo corse a inginocchiarsi davanti a lei: "Mamma." "È vero. dove madre e figlio. Solo l'orco resisteva. A vederlo venire da lontano.

si tenevano sotto i portici ed erano evidentemente guardie della città. mentre convoco il drago per chiedergli la pioggia." "Il luogo dove vi trovate è un governatorato esterno dell'India" rispose una delle guardie. Il paese è afflitto da una siccità che dura da molti anni. congedatisi dal boscaiolo. Posso importunarvi lasciandovi in custodia il mio maestro. cavallo e palanchino. Se non lo sappiamo fare. il rude Porcellino gridò: "Fate passare!" Gli uomini li guardarono e furono presi dalla paura: "Un mostro. una gioia fra mille!" Lui stava pregando davanti a due bastoncini d'incenso. lo sapremo quando arriveremo. Reverendo. "Il mio nome è Direttore. All'ingresso del mercato incontrarono parecchie persone con l'abito blu dei servitori.CAPITOLO 87 IL GOVERNATORE CHE AVEVA LITIGATO CON LA MOGLIE NEL GOVERNATORATO DI FENGXIAN. DOVE IL CIELO OFFESO NEGA LA PIOGGIA. perciò ti ho chiamato per chiederti aiuto. Noi offriamo mille pezzi d'oro e la nostra riconoscenza. Per tutti. giunse da est un ammasso di nuvole scure che scesero al suolo nella corte. e non so dire a quale distanza si trovi dal confine." Scimmiotto rise: "In cambio di oro non avrete una goccia. Ciò considerando che. "e si chiama Fengxian. I quattro pellegrini. Dovete pensare piuttosto a un'area montuosa in cui gli edifici. Tripitaka prese energicamente il controllo della situazione. Stavamo pulendo il muro sotto il portico. "si vede che da piccolo marinavi la scuola. SCIMMIOTTO INCITA AL BENE ED OTTIENE IL DONO DI ACQUAZZONI BENEDETTI. in ricompensa Daremo pezzi d'oro e gratitudine. rinunciò a scorta. Ma il dipartimento della pioggia non può muoversi senza ordini superiori. Che cosa ci sarebbe di speciale?" Due guardie corsero difilato ad annunciare al governatore: "Vostra signoria. Basta un dito di pioggia. Alzatevi. Non appena Scimmiotto ebbe pronunciato le autentiche parole e recitato l'incantesimo." Il governatore. sono l'umile ufficiale che esercita la funzione di governatore a Fengxian. verso la fine(10). Nove focolari Su dieci son ridotti senza mezzi. Siamo corsi a informarvi. abbiamo incontrato quattro bonzi che si dicono inviati in cerca di scritture dai grandi Tang. "Voi due venite con me. in cui si leggeva: Con il presente appello il governatore Direttore del Governatorato di Fengxian. prego. Nella città il timore della legge ancora incita gli infelici a pignorare le proprie cose pur di conservarsi in vita. ma nelle campagne non si contano i saccheggi e gli episodi di antropofagia che turbano l'ordine pubblico. finché la fame si quietò. dissecca i pozzi ed esaurisce le sorgenti. per riempire continuamente ciotole di zuppa e piatti di riso che si vuotavano in un baleno." I pellegrini lo seguirono con cavallo e bagagli." Giunti alle mura. invitò Scimmiotto a sedersi al posto d'onore. da quanto tempo dura la siccità?" "Il governatorato che comando Appartiene al paese delle Indie." Tripitaka rese il saluto e rispose: "Questo non è il posto più adatto per discutere. affrettarono il passo sulla strada maestra. spostare montagne. non appena mi avete convocato. Ci siamo permessi di entrare in città a cercare un alloggio per la notte: vogliate scusarci se siamo invadenti. mentre il governatore pregava e bruciava incenso e Tripitaka. "Il luogo in cui risiede il Buddha. nonostante la grande estensione del territorio del governatorato e le risorse del governo e della popolazione. Si udì annunciare: "Arriva il governatore!" La folla si aprì. e come sapete. Poiché la gente ingombrava il passaggio e non dava segno di farsi da parte. convocar venti e tempeste: questi erano i miei giochi da piccolo. gettare il cielo in fondo al pozzo con un calcio. ho appena bruciato incenso e fatto il bagno rituale per venirvi a implorare di salvare la popolazione con le vostre preghiere. Il presente appello viene promulgato nella speranza che i saggi d'ogni dove verranno a invocare la pioggia salvatrice. Aoguang. Scimmiotto si incuriosì di un particolare: "Scusate. Del resto vedete che sono venuto subito. detto anche Gioia Assoluta. mi avete convocato: che cosa posso fare al vostro servizio?" "Alzati. perché temeva che i discepoli provocassero guai con i loro modi. avete un direttore per governatore?" "Direttore è il suo cognome. che era un funzionario integro e saggio. Il re drago del mare orientale. Come potrei avere la temerità di procedere senza le prescritte autorizzazioni?" "Passando di qua abbiamo constatato che la popolazione soffre molto. allontanandosi dalle pendici dei Monti Spandinebbia. amante del popolo. Potremmo recarci in un tempio o in un monastero?" "Seguitemi nel mio umile yamen. ci saprete soccorrere con i vostri divini meriti." Porcellino e Sabbioso lo seguirono in fondo alla sala. sputar nebbia e soffiar nuvole. rende incolti i terreni dell'esercito. una siccità che perdura da molti anni ha ridotto all'abbandono le coltivazioni private. Degli abitanti due terzi son morti Di fame. andavano e venivano svelti come una lanterna girevole. "Eccolo qua. e chi rimane è una candela Esposta al vento. guardate!" Qualcuno si sentì male. assunse forma umana e uscì dalle nuvole per inchinarsi davanti a Scimmiotto e chiedere: "Grande santo." Il governatore si aggiustò l'abito e corse subito al mercato. invita ogni maestro illuminato a celebrare una grande cerimonia di implorazione della pioggia in conformità della Legge del Buddha. Adesso non cercare scappatoie. Per raggiungerlo bisogna arrivare in India. Dopo vari giorni di viaggio videro una città. del grande paese dell'India. è un luogo puro e pulito. la fascina di legna cinque once d'argento. mentre mi occupo dei vostri affari?" "Che cosa conti di fare. Ma l'amore per la virtù e il perseguimento dei meriti possono ottenervi fior di acquazzoni. Le guardie si fecero avanti (ma tremavano anche loro) e chiesero da dove venissero. La strada che seguiamo passa dalla vostra nobile contrada. posso muovere le stelle fisse e convocare le costellazioni. perché lo tieni all'asciutto?" "Non dimenticate." Le guardie srotolarono il foglio. Il paese in cui ci troviamo soffre di siccità da molti anni. "Fratello" intervenne Porcellino. grande santo. Sono tre anni interi che non piove. grandi e piccoli. Quando il governatore vide il monaco cinese si prosternò in mezzo alla strada. con cappello e cintura. Lo staio di grano costa cento pezzi d'oro. non oserò mai più offendere la virtù. prosciuga fiumi e canali. Alla fine Tripitaka porse i suoi ringraziamenti e chiese: "Vostra grandezza." "Non oserei mai. È una vera fortuna Che al mio appello rispondan veri monaci. Si resero conto che in città mancava ogni animazione: le strade erano deserte. hanno affermato di essere in grado di far cadere tutta la pioggia che ci serve. in India. perché invochino la pioggia e salvino la popolazione. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. "L'umile monaco che sono è inviato da sua maestà dei grandi Tang dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono. fratello?" domandò Sabbioso. Tale servizio meriterà grandi ricompense. non è una città. Visto che siete tanto . Spero che." "Fateci dare un'occhiata. allo scopo di riuscire più obbligante con la sollecitudine e la cortesia. I ricchi sono ridotti alla pura sussistenza. Faticarono per un bel pezzo. occorre l'intervento di diversi uffici e operatori. Una bambina di dieci anni si scambia per tre pinte di riso. ripartiamo senza compromettere il nostro viaggio. Letto l'avviso. Tripitaka smontò da cavallo per superare la tripla serie di porte. mi servirete da assistenti. se ci accordate questa dimostrazione della vostra compassione. che il mio potere di provocare la pioggia è al servizio del cielo di Sopra. Il cognome è registrato nel Classico dei patronimici. Non cresce nulla. Porcellino aveva una fame da tigre digiuna." "Far piovere è facile" disse Scimmiotto. senza far caso a quanto erano brutti i suoi discepoli. maestro. Noi abbiamo appunto l'incarico di affiggere un appello del governatore ai maestri della legge. i poveri muoiono di fame. che significa 'Immortale delle Fenici'. Questo che vediamo ha l'aria di essere il capoluogo di un governatorato. "Di quale gioia si tratta?" "Mentre affiggevamo il vostro appello. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka "vedi le mura e i fossati? Non saremo per caso arrivati?" "No di certo!" esclamò Scimmiotto. di cui ignoriamo il nome. le torri e le terrazze sono sparsi e non formano un agglomerato: così è fatto il Monastero del Colpo di Tuono sul Monte degli Avvoltoi. nella vostra grande compassione. i granai sono vuoti." "Dev'essere un cognome non comune" commentò Scimmiotto ridacchiando. dove dobbiamo incollarlo. "Io son capace di invertire il corso dei fiumi e di vuotare l'acqua dei mari." "Mostrateci l'appello" propose Scimmiotto. gli affari Vanno a rovescio. alcuni di loro. i figli maschi vengono abbandonati a chi li voglia." "Basta con le chiacchiere. e questa non sarà vana promessa per chi ascolti il nostro appello. Chi sia in grado di provocare la pioggia ha il dovere di soccorrere questo povero popolo: sarebbe un atto di misericordia senza uguali. acchiappare la luna. "non perdete tempo in chiacchiere. Giunti alla residenza si fecero le presentazioni. seduto su un cuscino. e il governatore fece servire il tè e un pasto di magro. recitava sutra." "Discepoli" li interruppe Tripitaka. e scusami se ti ho fatto venire da tanto lontano. I servitori ne furono terrorizzati. si inchinò profondamente e disse: "Maestro.

magari di mettere in pericolo la vostra vita. Il governatore restò di sale: "Dov'è andato a finire il reverendo?" "Ha fatto un salto in Cielo" lo informò Porcellino ridendo." "E allora come faremo?" si inquietò Tripitaka. Il ritorno al bene è avvenuto. Prese da parte il governatore e gli disse: "È tutta colpa vostra: tre anni fa." "Non dire sciocchezze. l'ordine di bruciare incenso e di pregare il Buddha. perché i precettori celesti le sottopongano all'attenzione dell'imperatore di Giada." "Proprio quel giorno l'Imperatore di Giada faceva il suo giro di ispezione nel mondo di Sotto. era giunto alla porta ovest del Cielo." "La pioggia è vietata in quella regione" risposero i precettori. il cagnolino leccare tutta la farina e la fiammella fondere la barra." Il colpevole si prosternò: "Come sapete ciò che è accaduto tre anni fa?" "Rispondete a me: è vero che gettaste ai cani le offerte dedicate al Cielo? Vuotate il sacco. "Ricordo benissimo: tre anni fa. potrò fare qualcosa per voi." "Conoscerai l'espressione popolare: una faccia tosta come quella della mosca nella ragnatela" rispose beffardo Ge Xianweng. Il messaggero delle suppliche ha già portato all'Imperatore di Giada un gran pacco di documenti che provano la conversione avvenuta. Puoi andare direttamente all'ufficio di Risposta al Primordiale. fummo testimoni della malvagità di quell'uomo: gettava ai cani le offerte dedicate al Cielo e bestemmiava in modo tremendo. È venuto a sollecitare un decreto di pioggia per quel paese. e i precettori celesti mi hanno mostrato il monte di riso e tutto il resto." Scimmiotto fu accompagnato nella Sala dei Profumi. Poiché mi onorate del vostro aiuto. con la barra grossa come un dito. c'è qui Scimmiotto Consapevole del Vuoto. si arrese e lasciò ripartire il drago. Ma se non cambiate. Alla porta. Il cibo si sparse per terra. Perciò mi sono permesso di venir qui direttamente. Se l'è legata al dito e ha fatto allestire tre cose per non dimenticare. "Mi pare che il governatore ce la stia mettendo tutta. "Qual buon vento vi porta. grande santo?" "Il governatore di Fengxian. Avvisi urgenti diffusero a tutte le famiglie. Volevo sollecitare l'assistenza dei vostri addetti al tuono. il re Difesa del Regno gli chiese come era andata. Sulla sinistra. Tripitaka partecipava alla cerimonia leggendo sutra. "Fai quello che occorre" gli disse il monaco cinese. I precettori risero e gli dissero: "Grande santo. dove lo accolse il re Difesa del Regno con i suoi soldati e giganti: "Sei venuto a capo della tua impresa di cercar scritture. il re celeste gli chiese: "Ancora qui?" "Quel governatore si è convertito. mi ha incaricato di invocare la pioggia per il suo paese. se vi impegnate senza indugio a leggere sutra e pregare il Buddha. e io farò cadere la quantità di pioggia decretata. Scimmiotto si rivolse a Porcellino e Sabbioso: "Badate voi al maestro. la cui fiamma lambiva la barra. si potrebbe fare così: io torno a casa a predisporre i miei collaboratori e voi vi prendete la pena di presentarvi a rapporto lassù. In seguito mi dispiacque molto di avere perduto le staffe in quel modo. quella gente ha pregato tanto che ancora mi ronzano le orecchie. da parte sua uscì dal diagramma dell'Orsa Maggiore per andare a informare Tripitaka. e la popolazione soffre molto. dove siamo giunti con il mio maestro. Convocò subito preti e monaci." Ma il re celeste disse: "Grande santo. che gli chiesero: "Quali affari vi portano da noi. Scimmiotto si trovò circondato dalla folla dei funzionari che chiedevano notizie." Scimmiotto se lo tenne per detto e ripartì senza nemmeno congedarsi dall'imperatore." Il governatore batté la fronte a terra e giurò di rifugiarsi nel Buddha. Provate a ricondurre quell'uomo al bene: se ci riuscite." Quest'ultimo si aggiustò la veste e scese giù dalle sue nubi di cinabro con le nove fenici. Allora i funzionari daranno via libera ai draghi. "L'affare per cui mi sono permesso di disturbarvi nel vostro stimato ministero è una richiesta di pioggia per il paese di Fengxian. È un posto in cui non piove da tre anni. facciamolo entrare" intervenne Xu Jingyang. per sollecitare l'autorizzazione a far piovere. su al nono cielo. il 25 del dodicesimo mese. maestro. il pollo dovrà beccare tutto il riso. "La strada è un'altra" spiegò Scimmiotto. I quattro precettori risposero: "Perché quel tizio che ha offeso il cielo riceva pioggia. "Lascia perdere." "Vengo con te. di collocare davanti a ogni porta una giara d'acqua pura con rami di salice e d'onorare il Cielo bruciando incenso. e fece rizzare un altare. durante una cerimonia che durò tre giorni furono scritte e inviate in cielo infinite suppliche. l'imperatore non vuole promulgare il decreto. metto . "Vietata o no. la fortuna ritornerà spontaneamente." "Non è difficile" rise Porcellino. avete offeso il cielo e la terra. spero che mi farete sapere di più sulle misure prese lassù nei miei confronti. a un cavalletto di ferro." "So tutto. "Tutto come dicevi tu. grande santo. bisogna che lassù sia beccato tutto il riso." "Durante il rito mi accapigliai con mia moglie. e io chiamai i cani perché facessero piazza pulita. Ma i precettori mi hanno suggerito di provare a riportare al bene il governatore. "Ha fatto mettere nella Sala dei Profumi Avvolgenti un monte di riso alto dieci tese e uno di farina alto venti tese: un pollo becca il riso e un cagnolino lecca la farina." "Se le cose stanno così." "Non è un caso se sono rimasti all'asciutto." Scimmiotto non conosceva i fatti e insisté per ottenere l'udienza. grande santo?" "Avrei bisogno di vedere per affari il Venerabile celeste. nei viali e nei vicoli." Scimmiotto. mi hanno spiegato che sarebbe stato sufficiente ricondurre al bene il governatore e i suoi: perché il Cielo deve ascoltare la gente per bene. Quando avrai tuoni e fulmini. Egli si complimentò con il grande santo: "Il merito di queste buone intenzioni è tutto dei vostri incitamenti al bene. e ha condannato il paese a restare senz'acqua finché quegli oggetti non siano distrutti. in modo che possiamo riprendere il viaggio. e chiedere che ti assegnino le divinità del tuono. e ha visto e sentito tutto. Mi sono rivolto al re drago. Poi romperò il catenaccio. Invocava Cielo e Terra. Intanto Scimmiotto. Me ne ha parlato ieri l'Imperatore di Giada." Proprio in quel momento giunse il messaggero che recava testi taoisti e rescritti buddisti compilati a Fengxian come suppliche." Quando Scimmiotto giunse alla porta del Cielo. "Io salgo un momento in Cielo e torno subito. vediamo se sono ancora capace di combinare qualcosa. e si accusava dei suoi peccati. di qualunque strato sociale. dove vide un monte di riso alto una diecina di tese e uno di farina alto venti tese. il re celeste non osò trattenerlo. i precettori celesti mi hanno detto che può bastare un'opera buona per risolvere il problema. Altrimenti faccia il piacere di occuparsi dei fatti suoi.incline alle opere buone. Mentre passavamo dal suo paese. Torno dall'Imperatore di Giada per supplicarlo di nuovo. sotto il catenaccio ardeva una lampada. non occorre che tu chieda un'altra udienza all'Imperatore di Giada." Ciò detto scomparve. "Al momento di venir via. e al Cielo potrebbe venire in mente di far peggio." "C'è tutta una storia sul governatore di Fengxian. Non so se sia permesso far piovere da quelle parti. Perché qui piova. Allora le montagne si dissolverebbero e il catenaccio si spezzerebbe. che è afflitto da una tremenda siccità. Il governatore fu invaso da sconfinato rispetto." Scimmiotto seguì il consiglio e salì al nono cielo. dove incontrò il delegato allo sportello del Tuono. bruciando bastoncini d'incenso. Quando si udì salire da tutta la città il brusio ininterrotto delle preghiere. Tutti insieme lo introdussero nella Sala delle Nuvole Misteriose e annunciarono: "Vostra maestà. un cagnolino giallo leccava la farina. Un galletto non più grosso di un pugno becchettava il riso." "Dove porti le carte?" "Nella Sala della Penetrante Chiarezza. facevamo un giro d'ispezione nei diecimila cieli e nei tre mondi. ma non osa muoversi senza carta bollata: perciò sono venuto a pregare l'Imperatore di Giada di promulgare un editto." "Che cosa vuoi fare. e qui pioverà a catinelle. il cancelliere addetto alle Rettifiche dei Registri e l'ispettore della Incorruttibilità. e uscì vergognoso e scoraggiato. fratello?" si intromise Porcellino. Per conto suo fece diffondere l'ordine urgente di esporre in ogni casa le tavolette del re drago. era appeso un catenaccio d'oro alto un piede e tre o quattro pollici. il 25 della dodicesima luna. L'Imperatore di Giada ha fatto allestire un monte di riso. bestione! Sono decreti del cielo di Sopra: là non fanno entrare uno come te." "Badate voi al maestro" raccomandò Scimmiotto a Porcellino e Sabbioso. che non aveva scelta. Ho sentito raccontare che il governatore di quel paese aveva offeso cielo e terra con la sua condotta. nelle case dei grandi dignitari e in quelle del popolo minuto." Il governatore si prosternò e supplicò con voce implorante: "Sono pronto a ubbidire alle vostre istruzioni. la pioggia sarà assicurata. un monte di farina e un gran catenaccio d'oro. leccata tutta la farina e fuso il catenaccio. Occorre acqua. Fatele vedere a Consapevole del Vuoto: se vuole il decreto. non perdete l'ottimismo." "Quali cose. "Ma guardati dal mentire. Fu allora che feci allestire quelle tre cose nella Sala dei Profumi Avvolgenti. Quando mi hanno visto scoraggiato. e non so spiegarmi come sia potuto accadere. Mi arrabbiai tanto che rovesciai il tavolo delle offerte e urlai quello che mi veniva in mente." Scimmiotto ci rimase male. che non è una donna saggia. grande santo?" "Quasi ci siamo: abbiamo raggiunto la frontiera dell'India e ci troviamo in un governatorato che si chiama Fengxian. un pensiero di bontà e di compassione." "Sbrigati" concluse Sabbioso. fatemi vedere sua maestà. io non potrò far niente." "Dunque sarebbe per quel tale Direttore" rispose l'imperatore. Il governatore in persona guidava i fedeli nella preghiera. sotto la quale arde una lampada. Per risolvere le difficoltà basterebbe commuovere il Cielo con una buona azione. io faccio un'altra scappata lassù. nella Legge e nella Comunità. "Porta a buon fine la tua incombenza. ciò in tutta la città. che si è trovato a passare dal governatorato indiano di Fengxian. quelle cose devono essere distrutte. con una capriola nelle nuvole. "Che cosa significa?" chiese Scimmiotto che continuava a non capirci niente. Ma non avevo idea che il Cielo si fosse offeso al punto da infierire su tutto il paese." Ritornato nel mondo di Sotto e nello yamen. Davanti alla Sala della Penetrante Chiarezza incontrò i quattro grandi precettori celesti." "Se vi pentite e vi volgete al bene. "Portami con te: mi trasformerò in qualche modo e mi ci vorrà poco a ingoiare il riso e la farina. C'è poi un cavalletto di ferro che regge un catenaccio d'oro con la barra grossa un dito. fratello?" chiese Porcellino.

recando vento ogni cinque giorni e pioggia ogni dieci. ufficiali. al massimo un paio di giorni. Giganteschi fuochi fatui. L'imponente generale Tuono ha una gran bocca con gli angoli rivolti all'ingiù. Nei campi fioriscono frumento e canapa. alla tal ora. Xin. Xin. È il caso di dirlo: un pensiero rivolto al Cielo." Ma si fece avanti il governatore: "Che cosa dite mai. Porcellino e Sabbioso accanto a sé. Zhang e Tao. se la pioggia cade al momento giusto. Se ne stanno sulle nuvole azzurre come sopra un altare da cerimonia. Perciò vi supplichiamo di manifestare la vostra compassione e di far cadere la pioggia. Il conte del vento sbarra gli occhi tondi sotto le sopracciglia cespugliose. I fulmini rigavano lo spazio e il tuono rimbombava. e un altro ai complimenti e ringraziamenti d'uso. gli dèi delle mura e dei fossati. "Non ringraziate me" disse Scimmiotto. L'indomani fu dedicato a un sontuoso festino. batte sulle tettoie. mille speranze esaudite. il tuono è il chiasso di un'incredibile quantità di insetti. Come potete parlare di ripartire?" "Non voglio certo contestare il fondamento delle parole di vostra grandezza" rispose Tripitaka. Anche se me li incidessi nel cuore. Ma Scimmiotto gridò con voce tonante: "Divinità dei quattro dipartimenti. Quando furono caduti tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. il grande santo propose: "Ora che il caso è risolto e il popolo in pace. l'universo Ne resterebbe sconvolto. a tratti illuminato dai fulmini. il ritorno della fede. Ritornato da Tripitaka. I mercanti ritrovano la gioia del commercio." L'Imperatore di Giada si rallegrò e promulgò il seguente decreto: I dipartimenti del vento. Quando vi avranno visto in faccia. vostra signoria!" gridò inchinandosi. Il monastero aveva sale e padiglioni imponenti e un magnifico portale d'ingresso. le divinità riposero l'attrezzatura. Scimmiotto risalì da loro per salutarli e disse: "Grazie del disturbo che vi siete preso. Mare liscio e fiumi limpidi sono pegno di pace universale. Gli dèi si pavoneggiarono per due ore buone. andate a vedere a che punto sono quelle tre cose. Erano giusto tre anni che a Fengxian non si udiva un tuono. Il ragazzo delle nuvole è molto carino. che il monaco cinese fu invitato a presiedere. il raccolto sarà abbondante. Mi sono permesso di farvi preparare un modesto banchetto per testimoniare la nostra gratitudine. che tutti lodarono. Il male d'altri tempi si è dissolto Coi tre tesori. in conformità del presente ordine. La gente. Penserò io a organizzare offerte e ringraziamenti. quando l'Imperatore di Giada vide gli incartamenti dei preti taoisti e dei monaci buddisti. crescono i fagioli negli orti intorno ai villaggi." Le divinità promisero e se ne tornarono ai rispettivi dipartimenti.subito a vostra disposizione Deng. il guerriero del tuono che inarca il suo corpo gigantesco. Ora grano e miglio prosperano. con la faccina di giada e il berrettuccio d'oro. Le nubi si dissiparono. i quali avevano già ordinato alla signora Fulmine di mettersi al lavoro. aspettate un momento con i vostri arnesi: vado a cercare il governatore perché vi presenti i suoi ringraziamenti. La gente se ne sta chiusa dentro casa. Al festino del primo giorno seguì un banchetto il giorno successivo. chi agitava i rami di salice. Ed è l'effetto D'un pensiero. il ragazzo delle nuvole che fa capolino e il conte del vento che si degna di comparire. dichiarò: "Vedo che questa gente è piena di buoni pensieri. lo dicono anche i versi: Dolce la pioggia dopo lungo tempo Di siccità! Tornano ad animarsi I canali e i mercati. In città e nei sobborghi. solo se vi mostrate potete contare sulla loro vera fede e su un culto durevole e convinto. il dio del suolo e diverse altre divinità locali. Il governatore li invitò a ispezionare il cantiere. La sera stessa mise all'opera molte persone per preparare il banchetto e per edificare il santuario. Come tutti sanno. delle nuvole e della pioggia. spruzza le finestre. Il popolo vive contento. crede a ciò che vede. non manca all'appello una sola famiglia. su monti e fiumi oscurati per mille leghe si rovescia la pioggia e inzuppa la campagna. Non possiamo ritardare troppo il nostro cammino. davanti alla tavoletta su cui incideremo i vostri nomi. il governatore e i suoi ufficiali li servirono a suon di musica. i quattro dipartimenti sono quelli della pioggia." "Che bel . mentre Scimmiotto ritornava a terra. Il vento soffiava ammassando le nuvole. con Scimmiotto. Scimmiotto suggerì al maestro di dargli un nome. Dovreste aprire un varco in mezzo a tutte queste nuvole e farvi vedere di sotto. I quattro precettori trasmisero il decreto agli uffici competenti. l'acqua cade a rovesci. Che bellezza! Spesse e pesanti nubi. cari miei." La compagnia partì immediatamente e giunse ben presto nei cieli della regione di Fengxian. possiamo chiudere le valigie e ripartire. spinti dalla gratitudine e dai miei ordini. delle nuvole e del vento. il catenaccio d'oro si è rotto. che la gente del posto vi assicurerà con fede sincera nei momenti stabiliti. "Sono edifici enormi! Come avete fatto a erigerli in così poco tempo?" "Molti operai ci hanno lavorato giorno e notte. I lavori del monastero e del santuario per il culto ai pellegrini erano già molto avanzati. Il governatore lo venne a ringraziare. perché pregasse il Cielo e bruciasse incenso. mentre l'acqua ruscella nei sei viali e nei tre mercati. spargano le nuvole e versino tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. I canali sono in piena da est a ovest. Chi si metteva un bruciaprofumi sulla testa. Grazie all'iniziativa del grande santo. Zhang e Tao. scuotimenti che fanno barcollare la terra. nera e densa caligine: il carro del tuono rotola fragoroso. "Lo chiameremo" disse Tripitaka "Monastero del Buon Soccorso di Lunga e Dolce Pioggia. si rechino nel governatorato di Fengxian e oggi stesso. Venite a vedere da vicino. tutti ripetevano: "Namo Amitâbha Buddha! Namo Amitâbha Buddha!" Queste grida di buoni pensieri commuovevano il cielo di Sopra. del tuono. il ciambellano di servizio introdusse il tudi. ora potete ritornare in ufficio. I germogli si gonfiano." "Siete proprio un saggio governatore. i contadini il gusto dell'aratura. recati dal messaggero delle suppliche. i meandri dei torrenti si congiungono da nord a sud. Infatti." Da parte sua. Quando brilla la riga rossa. e presto piovve a dirotto. quando giunse una tal folla di divinità da riempire tutto il cielo. Si vedevano dunque: il re drago che rivela la sua immagine. I loro cuori saranno puri e rivolti al bene. I fulmini sono serpenti d'oro. soldati e gente comune si inginocchiavano davanti all'insolito spettacolo. dove predispose le proprie operazioni. Il drago ha il volto celeste con le barbe d'argento. Poi si dedicò un giorno a una funzione religiosa di resa di grazie. non soddisferei la decimillesima parte del debito che abbiamo tutti verso di voi. costruiremo un santuario per rendervi fin da vivi il culto delle quattro stagioni. Ora la gente di Fengxian sa in quali dèi credere." Un ufficiale incaricato della sorveglianza della Sala dei Profumi Avvolgenti riferì: "Le montagne di riso e di farina sono scomparse. Nel corso dell'intera giornata. e tutti videro gli dèi in gloria nella loro vera forma. rendono omaggio al Buddha e onorano il Cielo. Scimmiotto si trovava in compagnia di Deng. che unisce alla virtù la competenza" disse sorridendo Scimmiotto. "Ho trattenuto per voi le divinità dei quattro dipartimenti: fareste bene a convocare più gente per esprimere la vostra gratitudine. "Voi avete compiuto un atto d'incommensurabile bontà." Gli dèi si tennero a mezz'aria." Fu subito diffuso un nuovo invito urgente alla popolazione. brucia bastoncini d'incenso e si distoglie dalle male azioni. boati come se sprofondassero le montagne. Fu una bella festa. montagne e fiumi tremano per mille leghe. "Ma devo ricordarle che siamo in viaggio per l'Ovest. Torna sulla terra L'età dell'oro e il raccolto abbondante. Brontola il temporale. A voi si chiede di dare una mano. mentre i fedeli continuavano a genuflettersi e prosternarsi. che dichiararono unanimi: "Il governatore e la popolazione della città si sono convertiti al bene. gli alberi secchi riprendono vita. perché oggi hanno visto i guerrieri del Cielo. come dice il vecchio poema: Dell'uomo non c'è pensiero Che sfugga alla terra e al cielo. Crepe di fiamma che illuminano tutto il cielo. Alla fine passarono quindici giorni. che si mobilitarono immediatamente per coordinare l'esecuzione e sostenere il prestigio degli dèi nel mondo di Sotto. insieme alla Madre del Fulmine. azionino il tuono." Il governatore non voleva saperne. Acquisteremo un terreno perché le vostre signorie ci fondino un monastero. ritorneranno più volentieri a farvi visita e recar pioggia. inchinandosi a ogni passo. Se non fossero pagati Bene e male.

Sabbioso cercava di nascondere la faccia. Tripitaka lo salutò tenendosi a rispettosa distanza." "Quattordici anni! Suppongo che il vostro cammino sarà stato ritardato da molti ostacoli. si assottiglia il mantello delle montagne. "Mi raccomando. ma questa pioggia ha salvato diecine o centinaia di migliaia di vite umane." Porcellino non osò replicare. invece. Intorno alla piazza c'erano anche gli uffici amministrativi. e anche allora non si risolvevano a lasciarli andare. CAPITOLO 88 LA SCUOLA DEI PRÌNCIPI OVE MEDITAZIONE. Quando la gente apprese che non sarebbero rimasti più a lungo. Avreste la bontà di farcelo sapere. e ama il popolo. A vedermi legato. e aggiunse la propria firma con evidente piacere. ogni anno vi si dovevano recare le offerte delle quattro stagioni. Bada a dove metti i piedi. che attraversiamo un ponte. Vediamo una città di cui ignoriamo il nome. tu ci provi gusto. non vi preoccupate" assicurò Scimmiotto. Tripitaka smontò da cavallo e lo salutò a mani giunte. appeso. essi vollero aiutarlo a risalire a cavallo. Concede il grande santo le sue grazie a ciascuno. è un membro della famiglia reale. Mi meraviglio anch'io della potenza magica del nostro condiscepolo anziano. Intanto il maestro si era presentato all'ufficiale di servizio. con fanfara e bandiere spiegate. Il tempo correva veloce come la spola. il monaco cinese sul suo cavallo si rivolse al Novizio: "Saggio discepolo. Entro nella residenza per far vistare il passaporto. Per lingua e aspetto. che si chiama Yuhua. dopo questa partenza. lo posò sul tavolo e chiese: "Reverendo. la corte di giustizia. è una disgrazia." Sabbioso portò i bagagli dentro l'albergo. come dicono i versi: Dietro mura di ferro la città sta sicura: Fra l'acque e la montagna. Nel caso che il principe ci invitasse a pranzo. Come si chiamerà?" "Non abbiamo mai viaggiato da queste parti" rispose Scimmiotto. con una smorfia si assestò i bagagli sulla spalla e seguì ansimando gli altri. celebrò le cerimonie e bruciò l'incenso. "Bestia!" gridò Scimmiotto. li vollero scortare per più di trenta li. Quando il vecchio si fu allontanato. L'oca selvatica si rifugia nel casolare abbandonato. ma il principe lo fece salire accanto a sé e lo invitò a sedere. "Non provochiamo incidenti!" Porcellino camminava a testa bassa. capaci di sottomettere tigri e draghi. "Pensi solo a riempirti la pancia." "Non me ne parlate. ma l'arancia già si colora di giallo. Riferisce il racconto che. "Discepoli" disse Tripitaka. lessato o cotto sotto la cenere. La gente si spingeva per guardarli. il frutto del mandarino è ancora verde. prospera il poligono rosso." "Si capisce" fece coro Sabbioso. Dopo il ponte sospeso. fu una gara per fornir loro il viatico. ve lo farò sapere. tenendo il maestro per mano. Solo Scimmiotto procedeva noncurante. Se lo andrete a trovare. presto ritornò l'autunno. "Chiedete se si può acquistare foraggio per il cavallo." Proseguirono dunque a piedi attraverso i sobborghi. che affrettavano il passo. Dopo lungo cammino i quattro pellegrini videro nuovamente levarsi all'orizzonte la massa scura di una cinta muraria. e il merito è tutto tuo." "Maestro." Porcellino. ma essi non accettarono un soldo. ce ne sono anche qui. secondo l'appetito. che inoltrò la sua richiesta di udienza. Nel crepuscolo risplende la fredda acqua del lago davanti alle case dai comignoli fumanti. Il vecchio si fermò e rese il saluto: "Da dove venite. esaminò incuriosito i sigilli e le scritte di tanti strani paesi. "Ciambellano. che fretta c'era di scappar via?" "La solita bestia" brontolò Scimmiotto. con l'abito leggero stretto alla vita da una striscia di stoffa a uso di cintura. "Non hai visto l'insegna? 'Albergo per i visitatori'. dopo aver preso lietamente congedo dal governatore." "Quando mai ti avrei pestato i piedi?" domandò Scimmiotto. questo lo convinse di essere giunto nel paese di Bengodi. GIUNTO A YUHUA. e poi ce ne andremo. Dopo tutta la compassione che hai riversato su un milione di persone nel governatorato di Fengxian. Ma non avevamo mai visto un bonzo come questo. in corpo e deputazione." Il principe prese in simpatia il visitatore e lo invitò a pranzo. cercavano rifugio nelle porte." L'ufficiale non trovò nella strada nessun eminente discepolo." "È la bontà in persona. È un principe saggio: rispetta il buddismo e il taoismo. "Consapevole del Vuoto" disse il reverendo indicandola con il frustino. che era effettivamente un saggio. Tripitaka pensava: "Ho tanto sentito parlare di questi paesi barbari dell'Ovest: tutto sommato sono uguali alla Cina. Il signore della città. quello del re drago e così via: uno per ciascuna delle divinità che avevano portato soccorso. cui erano state inviate placche dorate per invitarli a intervenire. calzato di sandali di fibre di palma. "Nascondi la tua brutta faccia e non dire malignità. perché temo che siamo in ritardo sulla tabella di marcia" obiettò Tripitaka. C'erano anche il tempio del dio del Tuono. "Come volete che lo sappia? Quando arriveremo. Tutti gli ufficiali. lo chiederemo ai suoi abitanti. Erano tanto brutti che il personale di servizio non osò avvicinarsi. Perciò si sedettero dove vollero. e musiche. I monaci divini lasciano il Buon Soccorso. principe di Yuhua. prudenza!" diceva Tripitaka." Dal vicino boschetto sbucò un vecchio che si appoggiava a una canna di bambù. e il principe. Scompare il rigoglio della vegetazione. Le taverne si sprecano: Gran tavole imbandite. fiancheggiati da taverne e da case di piacere. esci a cercare i discepoli del reverendo e invita a pranzo anche loro. per incontrare il Buddha. Le limpide notti. irritato. in cui la luna bianca si affaccia alle finestre. ignora la paura.nome!" approvò il governatore. ascoltate il prossimo capitolo. vi riceverà di sicuro con rispetto. il servizio delle cucine e l'albergo per i visitatori. avete attraversato molte contrade. Poi ripiegò il documento. "In famiglia. Andate a sedervi là dentro" rispose Tripitaka. La pusa Guanyin disse una volta che la mia meta era lontana cento ottomila li. ma solo per gli altri" sogghignò Porcellino. Non sono riuscito a tenere il conto di tutte le prove che ho dovuto superare prima di giungere nel vostro bel paese. Era la grande capitale di una regione importante. questa buona azione è ancora più meritoria del salvataggio dei bambini del regno di Bhiksu. lo ricevette subito. Durante il viaggio l'inverno è ritornato quattordici volte." "Dobbiamo restare qui in piedi?" domandò Porcellino. "Fuori mi aspettano tre giovani discepoli. Ecco perché questo è detto il paese della gioia assoluta. ma uno dei suoi suggerì: ." Il bestione abbassò il grugno. E SCIMMIA DELLO SPIRITO E MADRE DEL LEGNO ACCETTANO DISCEPOLI. finì per alzare il grugno e dire: "Quando mai un bonzo riuscirebbe a sottomettere il re dei maiali?" La gente si sbandò dallo spavento. che doma scimmie e maiali. e della sua compassione che copre la terra intera. Una folla di monaci. Ti sembra di abitare a Chang'an la divina: Persino cani e gatti litigan come in Cina. cioè 'Splendore di Giada'. "Ci penso io. "ecco un'altra città. Il santuario dei pellegrini era stato eretto a sinistra della sala grande. MANIFESTA LA POTENZA DELLA LEGGE. Che distanza c'è da qui al paese dei grandi Tang?" "Non saprei con precisione. Fuman mille comignoli nelle sue lunghe vie. gli abitanti non differivano dai cinesi. sono seguite da chiare mattine gelate. il gallo di campagna celebra cantando la raccolta dei fagioli." Tripitaka lo ringraziò. animati da un'intensa attività commerciale. ma continuò a ridacchiare fra sé. e l'olio di sesamo otto millesimi la libbra. ma lui rifiutò: "Non occorre: la strada da fare è poca. caro donatore?" "Maestro di meditazione che conoscete la Via. Non oso accettare. tutti esclamavano: "Di monaci eminenti. "Tante volte. né tanto meno metterli alla porta. "A Bhiksu furono salvati mille centoundici bambini. Diavoli e mostri a migliaia." Sentì che un moggio di riso costava quattro decimi di oncia d'argento. Profumano le felci. Se poi non sapete quanto tempo occorse. che cosa ti costava lasciarmici stare per sei mesi? Là prendevo bei pasti regolari. superarono la porta della città e si inoltrarono per i larghi viali affollati. A me sa solo pestare i piedi. qualcuno scivolava e cadeva. Piantala e cammina. La città era grande e bisognò camminare a lungo per giungere alla residenza del principe. Dopo l'ispezione si preparò la partenza. ritornò verso i discepoli per riferire le notizie. Quando Tripitaka gli presentò il passaporto. "aspettatemi qui. Le foglie rosse volano nel vento. sappiate che la nostra umile regione è una provincia dell'impero dell'India. reverendo?" "L'umile monaco che sono è mandato dalla corte dei Tang a salutare il Buddha nel Monastero del Colpo di Tuono. Navigando sul lago i mercanti le recano Ogni specie di merce. e li guardarono allontanarsi con le lacrime agli occhi. e follie. Il corteo che li aveva scortati si mosse per ritornare solo quando furono scomparsi all'orizzonte.

si erano inginocchiati nella polvere. i figli del nostro principe" risposero per loro gli ufficiali di mensa. Ed è questo il motivo per cui i monaci Salvan l'umanità. quando mi ha detto di avere tre discepoli." Fece un balzo a piedi giunti e ascese in cielo menando fendenti con il suo bastone. Ma qui non abbiamo spazio sufficiente. non vi fu uno che non si prosternasse pronunciando il nome del Buddha. Intanto il principe. prese la parola il principe: "Maestro. Per quanto sublime Sia l'India. Quell'arma scatenata produceva il rumore di un temporale. dove per ora il racconto li lascerà. Mentre si recavano al padiglione. Ma lui spinge sempre avanti il suo grugno e grufola dappertutto" aggiunse Sabbioso. che si preparavano a ripartire. i tre giovani principi si inchinarono e dissero: "Maestri! Noi siamo comuni mortali. si rivolse al reverendo: "Maestro." Porcellino." Tripitaka. Avreste per caso intenzione di battervi?" Il secondo figlio si mise in posa di combattimento. brusca risposta. con sibili acuti e melodiosi. Ho fatto riverenze." "Tu l'aspetto d'uomo ce l'hai. I principini corsero dal padre in gran festa: "Incontriamo un'occasione fortunata fra mille! Avete visto lo spettacolo nel cielo?" "Ho visto nubi iridate. Sabbioso e Scimmiotto risposero: "Siamo esseri umani anche noi. A un certo punto l'uomo scomparve e si vide solo la sbarra. A rapido attacco. monaci e suore. ora girando in senso orario. signori. Ma anche il principe trasalì. Uomo e sbarra formavano figure di ricamo su broccato. A trecento piedi da terra si arrestò. rassicuratevi. lenta parata. lasciata la sala d'udienza. e già questo non mi è piaciuto. Le apparenze rinviano a verità. uomini e donne." Scimmiotto si mise a ridere: "Dovevi fare come me. fece scaturire sotto i suoi piedi una nuvola multicolore ed eseguì molte figure con la sua sbarra. che roteava vorticosamente incendiando di colori tutto il cielo. Metallo e legno mostrano potenza." Il principe dominò la paura e si affrettò a spedire i pellegrini a pranzare nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. Sabbioso. ho invitato anche loro. e non ci eravamo resi conto di chi foste. lasciò cadere la ciotola e si inchinò: "L'umile monaco che sono è un inviato della corte dei Tang. che si inchinarono profondamente. ed estrasse da dietro l'orecchio il suo ago cerchiato d'oro. che è venuto a far vistare il passaporto. Sabbioso lo scartò con la mano. tirò fuori il suo bastone ammazza diavoli e lo mulinò provocando uno spettacolare fascio di nuvolette iridate. Il vaso di cinabro è ovunque oggetto Di adorazione. ha pur qualcosa da imparare: I principi di Yuhua apprenderanno Che cosa sia tenere il giusto mezzo. ho visto tali orribili diavoli. Ma non so a quale presenza di dèi o di immortali fosse dovuta."Pare che ci siano in albergo tre bonzi mostruosi. I tre sono entrati senza rispettare il rituale dei saluti. quattro in basso. Lo maneggiò a due mani nelle figure della 'fenice color cinabro che guarda il sole' e della 'tigre affamata che si getta sulla preda'. Come apri la bocca. Tripitaka se ne accorse e giunse le mani: "Altezza. Resero poi omaggio a Tripitaka. Gli diede il diametro di una tazza e la lunghezza di due o tre tese. E voi tre chi siete. Il principe li invitò tutti nella residenza privata a bere il tè. Sono un uomo. infine non poté resistere e urlò a gola spiegata: "Aspetta che vengo a divertirmi anch'io!" Bravo bestione! Salì sulle ali del vento e inventò una danza maneggiando il suo rastrello: tre colpi in alto. Poi lo maneggiò intorno alla sua testa. "e non di metterci in ridicolo davanti a un principe. perciò sono tanto goffi e non conoscono le buone maniere." L'ufficiale entrò a interpellare l'albergatore: "Dove sono i discepoli del monaco dei grandi Tang? Siamo incaricati di invitarli a pranzo. forse saranno loro. preti e laici. I suoi tre giovani figli lo videro comparire con il volto turbato e chiesero: "Che cosa vi è accaduto?" "Ho ricevuto un bonzo delle terre dell'Est in cerca di scritture. giovani altezze. fu preso dal panico e strillò: "Che orrore! Un diavolo porcello!" Scimmiotto intervenne per rimettere ordine: "Via. io? Tutta energia risparmiata. giungendo le mani. . che si lasciava dietro scie di faville. pallido di spavento. ma gli altri tre sono proprio diavoli!" Porcellino continuava a mangiare come se niente fosse. e l'ho invitato a pranzo. Delle armi divine che maneggiano Rivelano la grande perfezione. il secondo un rastrello a nove denti e il terzo una canna laccata di nero. cinque a sinistra. Che cosa ne pensate?" Il principe diede il suo consenso. Lo spettacolo si vedeva da lontano: non solo il personale del padiglione. fratellino. Il terzo principe. e disse ridendo: "Prendi questa. Il giovane principe era inchiodato dallo stupore e non osava muoversi. L'afferrò con entrambe le mani e diventò rosso per lo sforzo. brandendo a due mani il rastrello a nove denti. "Mi prendete sempre in giro" si lagnò Porcellino." I giovani vi fecero irruzione e gridarono: "Siete uomini o diavoli? Rispondete. che aveva il temperamento più focoso. Il reverendo fu preso dal panico e si gettò nella polvere. dove l'ufficiale di mensa li fece accomodare e ordinò di servire il pasto. Perfetta comprensione mostra Spatola. come la 'fontana di fiori sopra il baldacchino' o il 'drago giallo che avvolge le spire'. Le guardie tremanti dovettero guidare i tre alla residenza e li introdussero nella sala di udienza. Porcellino applaudiva. rovesci le montagne. come udì la parola 'pranzo' balzò in piedi: "Eccoci qua!" L'apparizione provocò un accidente al povero ciambellano." Il principino gettò la propria sbarra e cercò di impugnare quella meraviglia. né il corpo grossolano la bellezza dell'anima." Scimmiotto riprese la sua sbarra e rispose: "Volentieri. ad astuta finta. I miei rozzi discepoli sono brutti." I tre principini erano appassionati cultori di arti marziali. Uscirono quindi di casa con aria fiera e minacciosa. Tripitaka se la prese con Porcellino: "Somaro maleducato! Potevi almeno star zitto." Il maggiore impugnò una sbarra. "sono seduti a tavola nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. con l'effetto di spaventarlo del tutto." "Questo è il dio del camino! Il protettore della fuliggine!" Gli ordini sono ordini. eccitato. Non è certo comune la figura Della meditazione. È un uomo straordinario. permettete che mi eserciti anch'io. Vien riempito Lo spazio dalle cause della Via. La nostra speranza è che ci accordiate una dimostrazione della vostra abilità. Gli ufficiali rimasero a bocca aperta. i suoi discepoli si tennero da parte. sei a destra. perciò abbiamo chiesto loro una dimostrazione. non una creatura malefica. un po' di civiltà! Non spaventare la gente con le tue cattive maniere. sette in avanti. completata la dimostrazione dei loro talenti. "Come potete immaginare. ma il principe stesso nella sua residenza e tutta la cittadinanza. Non conosci il detto: ci sono persone di qualità." "Magari ci potevamo inchinare tutti insieme. si ritirò negli appartamenti privati. che non dovete stupirvi se sono ancora pallido. che cosa devo fare?" "Ti ho detto di salutare la gente quando la incontri" precisò Tripitaka. Quando poi li ho guardati in faccia. che sbadigliava seduto su una seggiola. civili e militari. e ho bruciato incenso con vostra madre. Permettete che salga al piano di sopra e vi procuri un piccolo divertimento. otto indietro. siamo appunto i monaci che cercate. La bruttezza del volto non esclude la bontà del cuore. Porcellino alzò il naso dal piatto: "Vedo che siete armati. e ne acquisteremmo meriti senza pari. né focolare in cui non si ardesse incenso pronunciando preghiere. Ora è posto il frutto Sul cammino del bodhi: quivi giunta Ogni cosa si appaga meditando. se tenete alla vita. si gettò all'attacco con la sua canna laccata di nero. Non avevamo mai assistito a niente di tanto meraviglioso. e che ci accogliate come discepoli. Spero ardentemente che vorrete perdonarli. Le luci che avete visto venivano dalle loro esibizioni. gridando: "Dove sono questi bonzi in cerca di scritture?" "Principini" risposero inginocchiandosi gli ufficiali di mensa. Ci piacerebbe averli come maestri e imparare le loro tecniche: ci sarebbero utili per difendere il paese. abbassarono a terra le loro nuvole e riposero le armi. che non devo. ne piantò la punta nel suolo con un colpo secco a una profondità di tre piedi. si videro comparire davanti i ragazzi e il padre. ora turbinando in senso antiorario. ma non c'era niente da fare: non riuscì a muoverla di un pelo. per entrare qui a dir sciocchezze?" "Sono le loro altezze. ma hanno buon cuore. Scimmiotto vide che il maggiore usava come arma una sbarra. "L'altro giorno il maestro diceva che per essere educato devo salutare. Porcellino scoppiò a ridere: "Il tuo rastrello è il nipotino neonato del mio. Subito arrotolarono le maniche e strinsero i pugni: "Non saranno creature malefiche delle montagne camuffate in forma umana? Aspettate che ci armiamo e andiamo a vedere di che si tratta. quando alzò gli occhi su di loro. come se avesse messo radici. Maestro e discepoli tacquero e mangiarono." Le guardie si misero a strillare: "Un altro fantasma! È uno spirito scimmia!" Sabbioso giunse cerimoniosamente le mani e fece notare: "Non è il caso di spaventarsi. Le loro armi preferite sono uguali alle nostre. lo ringraziarono e andarono a sedersi ai loro posti. Adesso. manifestazioni di divinità. I tre condiscepoli." "Non erano dèi o immortali: erano i brutti discepoli di quel monaco in cerca di scritture. I giovani principi. Le aeree esibizioni dei tre condiscepoli erano smaglianti. impressionati. Insomma." Porcellino tirò giù una riverenza e berciò: "L'umile monaco che vedete vi saluta!". ho dovuto reclutare i miei discepoli sui monti selvaggi. I pellegrini. ragazzo: te la regalo." Lo levò dalla cintura e lo roteò cavandone mille raggi di luce dorata. Quando si furono seduti." Sacripante di un grande santo! Fece una capriola e balzò in aria con un sibilo acuto. come merci di qualità? Come puoi ignorare la differenza fra un nobile e un tizio qualsiasi?" Durante il battibecco erano giunti nel luogo destinato.

Lasciate giorno e notte all'aperto. che ci prestano omaggio perché vogliono apprendere le arti marziali. ho la fortuna di incontrare questi giovani principi. quegli anellini fritti nell'olio e glassati di zucchero! Dalle bottiglie di vino di riso si versa una bevanda superiore al nettare di giada. Il giorno precedente avevano ricevuto l'omaggio dovuto ai principi. Tappezzerie di seta. L'indomani i principini ritornarono a ringraziare: "Divini maestri. I miei occhi mortali non hanno visto altro e. Il suo ferro venne fuso da Yu il Grande al tempo in cui il caos incominciava a separarsi. Sarà un bel ricordo del nostro viaggio. Crescono rigogliose nella notte Le erbacce sul sentiero. tracciò il diagramma dell'Orsa Maggiore e li invitò a sdraiarvisi con gli occhi chiusi. Il grillo Cantando sotto il letto. Avevano acquistato una forza straordinaria: il maggiore fu capace di sollevare la sbarra cerchiata d'oro. Regnerebbe Il silenzio. "Cinquemila quarantotto libbre. quello di mezzo il rastrello a nove punte e il minore il bastone ammazza diavoli. Ciò finì per attirare l'attenzione di una creatura malefica che abitava a una settantina di li dalla città. Hanno una vera passione per le arti marziali e aspirerebbero. Compiuto il ciclo. Il tè dall'aroma penetrante accompagna frutta appena colta. cinquemila quarantotto libbre" rispose Sabbioso. altezza. quattro piatti di pasticceria dolce e leggera. e li pregarono di impartire i loro insegnamenti. vi ho mancato di rispetto. compreso il manico: il numero dei rotoli della Legge. Riuscirono a eseguire varie figure e trucchi." Tripitaka fu felice di dare il proprio consenso. I ragazzi si levarono da terra stropicciandosi gli occhi: si sentivano pieni di energia." Scimmiotto si rivolse a Tripitaka e lo salutò rispettosamente. quando si stabilì la grande pace. volute d'incenso. si offerse loro un bagno caldo profumato e si prepararono ricchi letti e cortine. e il nostro scopo è di volgerli al bene. e la sbarra acquistò pian piano la capacità di emanare luce e di mutare le proprie dimensioni. scalando i monti e attraversando le acque. la sbarra giacque dimenticata in fondo all'oceano orientale. sulla Montagna del Leopardo. ma speriamo che autorizzerete anche a noi a prendere questi ragazzi come discepoli e a divertirci un po'. Sabbioso appoggiò alla parete il bastone ammazza diavoli. con il massimo rispetto e devozione. Dèi e diavoli la temono: il sole impallidisce di spavento a vedersela puntare contro. Prima di procedere. Questo è il momento in cui Splendon le stelle. Dopo un po' ansimavano. Porcellino e Sabbioso si affrettarono a imitare Scimmiotto. Per quanto lontano sia dallo sdebitarmi verso di voi. non è ferro comune. Con essa ho messo sottosopra i palazzi del Cielo e forzato le porte dell'Inferno. Egli fece questa sbarra per sondare mari. rinnovellò le loro ossa e i loro muscoli. e ora toccava a loro di rendere quello dovuto ai maestri. il secondo giorno le tre armi furono consegnate agli artigiani perché le copiassero. Allora i pellegrini furono ospitati nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza." La risposta piacque al principe. e Scimmiotto la trasse da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una tazza. insegnamento senza rigore: maestro inetto ." I principini entusiasti corsero a procurarsi un altare. se manca. Poi dichiararono: "Siamo pronti. recitò alcune formule e alitò il suo fiato magico nelle loro viscere. incontrandovi. Danze. Da quando mi avete liberato con la vostra eminente virtù al Monte delle Due Frontiere. In secondo luogo. Il tè è quello divino di Yangxian: un aroma più squisito della cannella. "Insegnamenti di che genere?" domandò Scimmiotto. poi la piantò in terra davanti a lui. sento il dovere di sottoporre rispettosamente il caso al mio maestro." "Devo scusarmi con voi per aver creduto. il vostro discepolo sollecita indulgenza. "Come vedete. questa non è una sbarra come potreste trovarne posate accanto al camino. Ora che siamo giunti a una contrada del paese del Buddha." I figli del principe convocarono dunque dei fabbri e fecero acquistare diecimila libbre di ferro e d'acciaio. che immantinente ordinò un grande festino di ringraziamento. fiumi e laghi. Le mense furono tolte solo quando cadde la sera. Poi vi trasmetterò un po' della forza divina che occorre per praticare questa specie di arti marziali. "ma per imparare occorre una forza adeguata. bruciarono incenso e pregarono rivolti al cielo. I miei figli ne sono rimasti incantati." "Ma certo" approvò Porcellino. Pronunciò nella mente le parole di un incantesimo. il principe si recò con i figli a visitare i reverendi. rinviando le divinità primordiali al loro luogo d'origine. A quest'ora soffrirai La nostalgia del tuo paese. in una grotta detta Gola di Tigre. Se proprio lo volete con tutto il cuore. In primo luogo. che foste dei semplici monaci mendicanti venuti dal lontano paese dei Tang. chi le adopera ci potrebbe insegnare come servirsene. Dimostreremo la nostra gratitudine facendovi ponti d'oro. Il banchetto durò fino a sera. L'insegnamento continuò durante il banchetto. Si chiama 'A piacer vostro' oppure 'Cerchi d'oro'. Però ci chiediamo se acconsentirete. Come mai mastro Scimmiotto tiene invece la sua dietro l'orecchio? E come fa a diventare tanto grande?" Scimmiotto si mise a ridere: "Ragazzi miei. "È un'idea sensata. e ciascuno dei principini dava saggio di quanto imparava. Spero che i reverendi abbiano la magnanimità di insegnar loro qualcosa. con forgia e fornace. Si prosternarono davanti a Tripitaka e gli dissero: "Maestro. li risvegliò. Voi non sapete maneggiare le nostre armi." "Il mio rastrello non è pesantissimo" rispose ridendo Porcellino. mastro Porcellino e mastro Sabbioso. Ma ora che abbiamo ammirato nel cielo le danze guerriere di mastro Scimmiotto. Dovunque ha vinto tigri e draghi. prima bruciate incenso al Cielo e alla Terra. Dopo che ebbe spaccato le montagne e drenato le acque. ma in materiali consueti." "Siamo tutti agli ordini di vostra altezza. è come disegnare la tigre con i tratti del cane. perché ci occorrono per difendere la Legge contro i diavoli. Se diventano nostri discepoli. ti dimostra Che ti capisce. tavole incrostate d'oro da abbagliare gli occhi. Il principe loro padre era fierissimo ed emozionato: si precipitò immediatamente a far preparare un altro banchetto di ringraziamento. ad apprendere i rudimenti di quest'arte. non si parla di denaro. I due principi più giovani cercarono di afferrarli. se a tratti non giungesse Rumore di pignatte dal cortile Del vicino. quindi dichiarò: "Onorato maestro. ma a prezzo di grande fatica.sapere insufficiente: allievo incapace. ed è un oggetto unico in terra come in cielo. canti e spettacoli diversi allietavano i convitati. non ce la fate. non sono mai venuto meno ai precetti della dottrina. Il fratello maggiore li richiamò: "Fratelli. "Lo stesso peso. e si resero conto che non riuscivano a continuare: quelle armi magiche mutavano continuamente di peso e di dimensioni. L'officina fu collocata nella corte anteriore. Il canto del poeta Si estingue in un bisbiglio sul guanciale. Il maggiore voleva vedere la sbarra cerchiata d'oro. ma sembravano libellule alle prese con colonne di pietra: la faccia si arrossava per lo sforzo. di peso costante e più leggero. ma può crescere o ridursi." E Tripitaka diede il consenso anche a loro. In questo modo trasmise a ciascuno dei ragazzi il segreto che moltiplicava la loro forza per mille e diecimila. che non vi intendete di monaci come noi. e sottomesso mostri e lamie. in tutto questo lungo viaggio verso Occidente vi ho servito con tutte le mie forze e il mio cuore." I principini rinnovarono i segni di omaggio e di rispetto. senza volerlo. "Per ciascuna delle vostre armi. ma loro . si purificarono con abluzioni. è inutile. Come dicevano gli antichi. "Il suo peso sarebbe di tredicimila cinquecento libbre. Il gioco era bellissimo. non chiediamo di meglio che di arruolare discepoli. Nel cuore . Che meraviglia quei croccanti al miele.vorrei pregarvi di una cosa. e noi comunque non potremmo lasciarvele.comuni mortali . Ci piacerebbe farle imitare nella foggia. Allora Scimmiotto condusse i tre principini nella stanza più silenziosa del padiglione. Mi chiedo quanto pesino queste armi divine. e due piatti di pani deliziosi. Il primo giorno fu dedicato a preparare il metallo. i miei umili discepoli non vi negheranno nulla." "Insegnare è facile" sorrise Scimmiotto. "Mastro Porcellino e mastro Sabbioso nascondono le loro armi sotto i vestiti. La mattina seguente. per voi saranno come dei nipotini. ma viene dalla notte dei tempi. ma non so se i vostri eminenti discepoli acconsentiranno. Ahimè! quelle armi fatate e luminescenti si sarebbero dovute tenere coperte per non attirare l'attenzione. Poi. potremmo dare un'occhiata alle vostre armi?" Porcellino mise a terra il suo rastrello. I tre ragazzi si prosternarono e chiesero: "Rispettati maestri.non potevano reggerlo a lungo. con l'acqua e il fuoco. Passavano gli anni. "Il destino ha voluto che finisse nelle mie mani. ma non c'era verso di smuoverli. diffusero intorno mille raggi di luce e riversarono ogni specie d'influsso benefico. Posso renderla più piccola di un ago o alta fino al cielo. Le seggiole laccate sono ricoperte da cuscini di broccato ricamati." Scimmiotto si mise a ridere: "Si vede." "E il vostro prezioso bastone quanto pesa?" chiese il principe più giovane. tuttavia maneggiare le vostre armi non è facile per noi. vi siamo riconoscenti della forza che ci avete fatto acquistare. Maestro e discepoli si godettero il restante corso della giornata con la famiglia principesca. ma non fa dormire. sapete che non siamo bravi a parlare. sappiamo che siete buddha e immortali.

le tre armi erano scomparse. Noi siamo comuni mortali: non saremmo stati capaci nemmeno di muoverle. si riconosceva la presenza di miasmi malefici. Gazze e corvi volano gracchiando. quindi spiegò le ali e li raggiunse. con una scossa. A nord della città c'è la Montagna del Leopardo. concludendo: "Le armi dei nostri divini maestri non sono oggetti comuni: cento ladri tutti insieme non sarebbero riusciti nemmeno a spostarle. "Cerchiamole subito. Emanano luce." "Per quanto riguarda i fabbri. "Sentiamo che cosa hanno da raccontare. "Fratello" chiese Porcellino. Il grande santo si impadronì degli oggetti e corse in città. Come si dice: Nemmeno per un momento Tu puoi lasciare la Via. "Chi li avrà messi là? È un'occasione da non perdere. Scimmiotto si rallegrò di essere sulla buona strada. Voialtri" aggiunse rivolgendosi a Porcellino e Sabbioso. i due procedevano di buon passo. godiamo di una certa reputazione di saggezza anche all'estero. corrono furtivi tassi e volpi." "Di fortuna ne abbiamo anche noi: ci hanno dato venti tael per acquistare maiali e montoni. Da molto tempo sento dire che ci abiterebbe un immortale. Diamo il denaro ai fabbri e chiediamo al principe di procurarci maiali e montoni. non c'era nessun bisogno di lasciarle all'aperto durante la notte. levandosi dal letto per aprire la porta. L'altro giorno è riuscito a conquistare una vera bellezza. Quando all'alba ritornarono alla fucina. scomparve con un sibilo. "Padroncini" dissero i fabbri prosternandosi. Sabbioso farà la parte del mercante di bestiame. Le avete riposte voi?" "Certo che no!" esclamò Scimmiotto balzando in piedi. fratello?" obiettò incredulo Porcellino." "Volete dire che è scomparso il mio rastrello?" gridò Porcellino. si impadronì delle tre armi e le portò nel suo rifugio. Ascesi e meditazione Andran forse a farsi friggere? Se poi non sapete come si poteva fare a ricuperare quelle armi. stermineremo la mala genia e potremo riprendere la nostra strada. Udito del furto. I fabbri. Non aveva armi per ammazzare i due." "È un bel piano" approvò Sabbioso ridendo. Il bravo re scimmia. secondo alcuni. Ce lo godremo tutti quanti. che si è portato nella grotta." Corsero alla fucina. ai fabbri e agli ufficiali. La Montagna del Leopardo distava dalla città una settantina di li. trovò venti tael in una scarsella legata alla cintura di uno dei due. "come faccio a trasformarmi in Imbroglio Strano. posto incomparabile destinato a diecimila anni di felicità. oppure una belva o un mostro. o vi ammazzo!" I disgraziati caddero in ginocchio piangendo: "Non abbiamo sentito nulla." "Ecco una buona domanda. Atterriti le stavano cercando da tutte le parti. Draghi venuti da lontano appaiono e scompaiono dai nonupli meandri di una gran vena nascosta sotto la montagna. sopraggiunse il principe e si informò dell'accaduto. antenne d'argento. e placche laccate di bianco che recavano i loro nomi: uno si chiamava Strano Imbroglio e l'altro Imbroglio Strano. e i tre si congedarono. "Sono creature malefiche in missione" si disse Scimmiotto. li pregò di continuare il loro lavoro. Restarono immobili a occhi spalancati. "Trovar mostri in un posto tanto pacifico! Qui non ci sono montagne impervie o lande selvagge." In preda all'inquietudine. Sale portato dal vento. Sei proprio come lui. Inoltre potremo fare la cresta sulla spesa." Recitò un incantesimo e." "Basta così!" esclamò Scimmiotto. Così ci introdurremo nella loro tana. Mentre si guardava intorno. "non troviamo più le armi dei tre divini maestri. PERCHÉ METALLO. Mentre così si discuteva. D'altronde noi regnamo su questa regione da cinque generazioni e. Sono ben sicuro che i nostri artigiani non si immischierebbero mai in un simile imbroglio. Non ci starete per caso giocando uno scherzo. Pini alteri e antichi cipressi si mescolano a vecchi alberi e bambù. Signorie. Quando i due gli giunsero davanti. troveremo l'occasione di ricuperare le nostre armi. dove Porcellino diede in escandescenze: "Questi fabbri sono una banda di ladri! Restituite subito il maltolto. Per utilizzarle come modelli. corresse i particolari e alla fine garantì: "Tutto a posto." Sollevò un gran vento. secondo altri. dove si apre la Grotta Gola di Tigre. I fabbri si saranno resi conto che erano tesori inestimabili e. dormivano della grossa. impallidì e rifletté a lungo." Si incamminarono verso la montagna. Scimmiotto li gettò nel fosso con uno scappellotto e frugò nei loro vestiti. non per vantarci. Corsero al Padiglione dell'Essiccatoio della Garza: "Maestri. Quando giunsero ai . Porcellino sarà Imbroglio Strano e io Strano Imbroglio. "Che tesori meravigliosi!" si disse il mostro ardendo di bramosia. "Egregio fratello" diceva uno dei due. perciò vi giunse in un batter d'occhio. torrenti che rumoreggiano in fondo ai burroni. Ma non voglio certo lasciarla nelle loro mani. Alla fine brontolò: "È colpa nostra. si trasformò in farfalla. e scoprì la fonte del fenomeno nella corte del palazzo. Davanti alla montagna si stende un cuscino di erba di diaspro. dormite ancora?" "Eccoci qua" rispose Sabbioso. essi supposero che i legittimi proprietari avessero preferito riporle per la notte. "Ma volevo chiedere a vostra altezza se nei dintorni della città ci sono monti che si sappiano abitati da creature mostruose." "Li andremo a trovare tutti e tre. Il suo corpo leggero si posa elegante sulle corolle appena dischiuse. "dal momento che dà il nome alla festa. che possano ospitare creature malefiche. "È certo colpa di quel furfante. L'ipotesi non regge. Ciò che lasci non è Via(11). incominceremo con l'acquisto di un paio di buone bottiglie. le hanno cercate dappertutto. gru e gibboni fischiano e gemono. Ieri sera le armi erano qui. dopo le fatiche della giornata. Era una perfetta imitazione: Ali cosparse di polverina colorata. "è un momento fortunato per il nostro re. "Alla fucina non si trovano. Andò a vedere. congedatosi da Tripitaka. leggete il seguito. Qui le leggi sono temute e rispettate da tutti. con quelle armi che si possono rimpicciolire a volontà?" "Vi assicuro che non c'è scherzo" rispose il Novizio. alla retroguardia. e avranno attirato l'attenzione di qualche mostro. mentre io vado a fare un giro da quelle parti. in veste di venditore. Ai piedi della roccia scoscesa scorrazzano coppie di daini e cervi. avranno passato la notte a spingere e tirare per portarseli via. in modo che ci restino due o tre tael per comprare un abito imbottito per l'inverno. Quando arriviamo al Mercato del Sud. recitò la formula 'anniuchali'. Confesso di non aver avuto modo di appurare come stiano le cose. a riferire i fatti al principe. riprese il proprio aspetto e sostò sul ciglio della strada. I ragazzi entrarono e si guardarono intorno: "Non vediamo le vostre armi. LEGNO E TERRA DEVASTANO LA MONTAGNA DEL LEOPARDO. Che ne dici?" Ridendo e chiacchierando. giuravano e si prosternavano a ripetizione. la questione è chiusa" disse Scimmiotto." "Ma che cosa dici. risparmiate le nostre vite innocenti!" Scimmiotto era silenzioso e aggrondato. terrorizzati." Quanto ai fabbri. ma potete immaginare quant'era duro il nostro sonno." Gli operai. "Realizziamolo senza indugio. Guardando dall'alto. per carità. La notte passata ha messo le mani su tre armi che sono tesori inestimabili. senza poter muovere un passo né aprire la bocca. fece uno sputo magico e li impietrì. su cui i fiori disegnano un broccato. come dimostrava quell'assemblea 'del rastrello'. "Vedo con soddisfazione che l'arma più apprezzata è la mia" rise Porcellino. Li superò. se non l'ho mai visto?" Scimmiotto gli diede le istruzioni necessarie. Scimmiotto udì voci che provenivano dall'altro versante della montagna. "Questa notte sono scomparse.della notte notò l'inspiegabile luminosità. in combutta con qualche complice. discende lentamente splendendo nel sole. quando incapparono nei tre giovani principi che venivano a vedere come proseguiva il lavoro. "badate al maestro e alla sicurezza della città. e stamane non ci sono più. Una vasta struttura rocciosa dalle lunghe vene di drago: picchi aguzzi conficcati nel cielo. Domani offrirà un banchetto per celebrare l'avvenimento: 'l'assemblea del rastrello'. e scoprì due mostri a testa di lupo che risalivano il pendio nord occidentale discutendo animatamente. Sabbioso. che sarà venuto a rubarle. Perdute le armi divine. La catena montuosa è sul confine del distretto di Yuhua. al monaco cinese. CAPITOLO 89 UNA COMBRICCOLA DI LEONI OVE LEON FULVO INVANO PREPARA IL BANCHETTO DEL RASTRELLO. d'altronde erano creature senza importanza. salì su una nuvola per veder meglio. Non conosce ostacoli quando va in cerca di fiori odorosi. Bisogna arrestarli e dargli una buona bastonatura. Volò sopra le teste dei mostri per sentire le loro parole. spingeva le bestie davanti a sé. dopo il duro lavoro della giornata." Il principe fece acquistare dal suo maggiordomo sette od otto maiali e quattro o cinque montoni.

Mentre ci recavamo alla grotta. e il messaggero lo rimise nella scatola e ripartì. gridò: "Ecco gli Imbrogli! Che cosa avete comprato?" "Non vedi il gregge?" rispose Scimmiotto. lo afferrò e riprese la sua forma originaria. Venite in cucina a mangiare un boccone. Questo è il bottino che ci abbiamo trovato. da portare in città come bottino. Liane verdi sigillan le fessure. se il principe li viene a reclamare?" "Signore. Con l'ingresso fiorito. "Siamo i discepoli di Tripitaka. quello che splende è il rastrello della festa. Le porte della città erano ancora aperte. Porcellino voleva inseguirlo. Il grande santo. Prima di mandarlo via. Il raschiatoio Quattro Riflessi. pende su una bocca storta da cui spuntano zanne. quest'ultimo non manca di forza e di astuzia. Ahimè! il senso della proprietà è una passione irresistibile. Non ce ne andremo di qui prima di esserci assicurati che non possano verificarsi ritorsioni o vendette. "Mi rendo conto dei vostri timori. La sbarra sibila come il vento. la vista del suo rastrello fece passare la voglia di continuare a fingere: balzò avanti. pantere. Dopo la sconfitta. I tre fratelli hanno combinato lo stratagemma che ha portato lo scontro nella grotta del nemico. Quanto al resto. che gettano nel panico dèi e diavoli. buon uomo. lupi. e il bastone ammazza diavoli dall'altro lato. che troneggiava su un altare. Il mostro teneva sottobraccio un cofanetto per biglietti d'invito. ed anche il generale Sabbioso è pienamente all'altezza. A un tratto sentirono un gran rumore nella corte: erano oggetti e selvaggina che cadevano dal cielo. "Leon Fulvo sarà un leone di pelo giallo fattosi spirito. sprigiona nubi cangianti. perciò ci accompagna. un gran truogolo rovesciato." Un mostriciattolo venne dalla grotta a consegnare cinque tael a Scimmiotto. Porcellino lo ravvivava agitando le orecchie come ventole. pelacci rossi dritti sulla testa." Dopo la lettura Scimmiotto restituì il cartoncino. Noi abbiamo ricuperato le nostre armi e abbiamo combattuto il mostro. per celebrare la lieta assemblea del rastrello. come se andasse a fuoco. "Il mercante che ci vende le bestie. dice l'adagio. Guardalo quanto vuoi. "Paghiamo il prezzo che chiedi. Il Novizio mostra il suo magistero marziale: rubare quegli oggetti è stata una brutta imprudenza. Guardate i tre monaci che mettono alle strette il mostro. Il principe. Porcellino combatte da Ammiraglio dei Canneti Celesti. suppongo" disse Sabbioso. Presso l'entrata." Il povero Sabbioso dovette raccogliere tutto il suo coraggio per seguire quei due dentro la grotta. il rastrello si abbatte come l'acquazzone. il suo figlio minore e discepolo Leon Fulvo che cento volte si prosterna. calza sandali di paglia: maestoso come un dio del malanno. che uscì accompagnato da una diecina di paggi: "Eccovi qua! Quante bestie avete acquistato?" "Otto maiali e sette montoni: quindici capi in tutto" rispose Scimmiotto. anche Scimmiotto e Sabbioso non poterono che riprendere il proprio aspetto e le proprie armi." "E tu corrigli dietro" rispose Scimmiotto. Il venditore ci ha accompagnato per riscuotere la differenza del prezzo. brutto mucchio di peli!" urlò Scimmiotto di rimando. per legare le bestie e portarle al coperto. saremo onorati della vostra presenza. nonostante l'ora tarda. Occhi lustri come lanterne. Fra boschi pieni di canti d'uccelli. e giunsero in breve all'ingresso della Grotta Gola di Tigre. ma guai a te se ne parli in giro. che è ben lontano. ma Scimmiotto gridò: "Lascialo andare. il santo monaco delle terre dell'Est inviato in missione dai grandi Tang. In breve bruciò tutto." Sabbioso chinò il capo per ringraziare. "Ho preso questi tesori nella città di Yuhua. volesse vendicarsi. "Si firma Leon Fulvo e invita un certo santo primordiale della Nonupla Numinosità" informò Scimmiotto. cervi e camosci. spargerà la voce e tutti lo sapranno: e io che cosa rispondo. Quando vide Scimmiotto e compagni. Mentre attraversavano la seconda sala videro il rastrello a nove denti. inquietante come un fantasma malvagio. ma ora le assaggerai. L'abito è giallo chiaro. che si terrà domattina. "Non ci fermiamo: le bestie si sbandano e vanno per conto loro. "Sfacciato!" gridò il re arrabbiato. Si leggeva: "Abbiamo rispettosamente preparato un banchetto. alla sua schivata. si dice che abbiate trovato tesori unici al mondo: che male c'è se gli facciamo dare un'occhiata?" "Deficiente!" esplose il mostro. il bastone ammazza diavoli riempie il cielo di brume colorate. "Per il detto degli antichi: La vecchia troia mette in fuga il grande leone. andiamo avanti!" tagliò corto Porcellino. Quando è fuggito. ci siamo imbattuti in un diavoletto con i capelli rossi che recava un invito all'avo di quel Leon Fulvo. Non mettere nell'angolo il brigante. Distruggiamo invece la sua base. incontrarono un brutto mostriciattolo. E tu dove vai?" "Vado al Monte dei Nodi di Bambù. sfavillante di luce. La cerchia smeraldina di montagne Come una cinta senza varco alcuno. laccato di vari colori. Andarono incontro ai compagni che sopraggiungevano. potreste fargli mangiare qualcosa e offrirgli del vino. raccolse gli oggetti di valore e la selvaggina.primi pendii della montagna. e riesce a tenere la partita in equilibrio. Non è facile Trovare eremitaggio più tranquillo. saranno una quarantina di convitati. fronte incavata e faccia gonfia e cianotica. "I maiali costano sedici tael e i montoni nove. tra fumo e lingue di fuoco. Queste sono le nostre armi. Davanti all'attacco congiunto. Si battono finché il sole volge al tramonto." "Perché dovrebbe essere tuo?" domandò Scimmiotto. Aggiungete orecchie biforcute." "Da dove viene tutta questa roba?" domandò il principe. In guardia! Finora le hai contemplate. con il nostro re e i loro capitani. si spingevano avanti le bestie. . ma a Mercato del Sud. Vi saremo infinitamente grati se ci concederete il vostro consenso. i suoi figli e Tripitaka aspettavano ansiosi nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. sua altezza si inchinava per ringraziare e i tre giovani principi si inginocchiavano. Rovi violetti crescon sulle cenge. che li diede a Sabbioso dicendo: "Prendete. e nell'attesa la gente non si era coricata. Quando lo videro minacciare il mostro." Mentre chiacchieravano e ridevano. "Piuttosto venite a vedere il bottino. contro la parete est era appoggiata la sbarra cerchiata d'oro. Allora la creatura perversa sente esaurirsi le proprie forze: non ce la fa più. "È venuto per riscuotere i soldi. Il baccano che facevano richiamò l'attenzione del re. date cinque tael a quest'uomo e mandatelo via" ordinò il re. e domani cercherà la rivincita. ne mancano cinque. Al mio rispettabilissimo avo." Il mostro glielo porse. Poi comparvero i tre monaci. li affrontò gridando: "Chi siete voi. ma abbiamo distrutto la sua base." Entrarono insieme nella grotta e fecero un macello di tutti i mostri grandi e piccoli che vi trovarono. che erano posate nella corte del principe per servire da modello ai fabbri. lo abbiamo lasciato andare. si sarà certo rifugiato da lui. Il re mostro li aveva seguiti: "Mercante. Sembrano immortali intenti a trasmutare l'elisir supremo. Gridò a Sabbioso: "Bada al raschiatoio!" e. Non avevamo denaro a sufficienza. Dopo averlo afferrato. per invitare il grande re al ricevimento di domani. "Vostra altezza non si preoccupi" lo rassicurò Scimmiotto." "Ragazzi. "Ma chi sarà questo tizio della Nonupla Numinosità?" Porcellino si mise a ridere: "Una cosa è sicura: il leone è mio. "Tiratevi su" disse Sabbioso. "E questo chi è?" chiese il mostro sbirciando Sabbioso. un leone armato del raschiatoio Quattro Riflessi. fatto da un lungo manico che terminava con una lama tagliente. Alla fine il mostro si trovò in difficoltà. ma ho riflettuto a lungo e so quali misure prendere. non siamo andati a Yuhua. Noi avevamo solo venti tael. Quali voci potrebbe spargere quest'uomo? D'altronde è affamato dal lungo cammino." Il mostro resisteva con il suo raschiatoio. approfittò del varco per fuggire verso sud est. per osare di tendermi questo tranello e rubare i miei tesori?" "Vedrai chi siamo. leopardi. Erano tigri. che era uno speciale raschiatoio detto Quattro Riflessi. che dissero in coro: "Maestro. il re batté precipitosamente in ritirata e corse a cercare la sua arma preferita. da parte sua. La battaglia si spostò nello spiazzo davanti all'ingresso della grotta." "Dài. "Voglio vedere com'è fatto il biglietto di invito. ma lo impensieriva il timore che il mostro. Se vorrete darvi la pena di effettuare il viaggio. con i suoi mezzi magici. prima o poi. e lo siamo anche noi. Sabbioso raccolse molta legna secca e vi mise fuoco. Sei tu il ladro schifoso e l'impostore." Il principe era diviso fra la gioia e la preoccupazione: la vittoria lo rallegrava. non la cede Alla Fonte dei Peschi(12)." "Quanti invitati avremo?" "Il grande re presiederà il banchetto. l'eminente santo primordiale della Nonupla Numinosità. una banda di mostri di ogni età giocava e si divertiva sotto gli alberi in fiore. Il suo naso. Al rozzo e impulsivo Porcellino. "Gli animali che vedete erano divenuti spiriti. Se li mostriamo al mercante. vittoria su tutta la linea!" Il reverendo era tutto gongolante. che altro vuoi da noi?" "Padrone. ma gli piacerebbe restare a vedere la festa" aggiunse Scimmiotto.

un altro un bonzo dal grugno lungo con grandi orecchie. mentre i tuoni brontolavano. il santo primordiale della Nonupla Numinosità. Vi abitava suo nonno. fece una gran parata orizzontale e si gettò contro tutti e tre. sui lati. La gente si spaventò: si chiamavano i bambini. Le torri e le mura contese risuonano Del cupo rullar dei tamburi di guerra. In prossimità della meta annusarono un forte odore di bruciato e udirono piangere e singhiozzare: erano Strano Imbroglio e Imbroglio Strano che chiamavano disperatamente il loro signore e padrone. Leone Gibbone e gli altri non fossero corsi a trattenerlo. dove si serrava sbarrando l'uscio. Poiché ha perduto le armi di saggezza. Il nipote appoggiò la sua arma alla parete e si inchinò fino a terra." Il mostro batté i piedi. per curarti la bile. Abbaglia il rastrello ed è Porcellino Portato da un vento di folle ferocia. ve la farò pagare!" Il bravo Porcellino brandì il rastrello. tutti quanti inferociti: che battaglia! Con ascia e martello. Dopo la partenza di Faccia Blu. e uscirono a vedere che cosa succedeva. spero che vorrete impugnare le armi per vendicarmi e aiutarmi a catturare quei bonzi. Non sappiamo che cosa sia accaduto. ritornarono a casa i miei che erano andati ad acquistare il bestiame. e alla quinta veglia giunse all'ingresso della grotta e bussò alla porta. "Venite al momento giusto" gridò Porcellino. Se poi non sapete come si svolse la battaglia. Abbandonarono quindi il luogo devastato e si diressero verso la città. E poi ero solo contro tre: ho dovuto fuggire e sono venuto a cercare rifugio da voi. sventolavano stendardi scarlatti. Attraversando la sala." Il vecchio mostro rifletté un momento: "Ecco come sono andate le cose. come al solito. Frugare montagne. la sferza e il gran raschiatoio. Ci siamo liberati solo adesso. CAPITOLO 90 PESTAGGIO DI SCIMMIOTTO OVE MAESTRI E LEONI. Ma la faccia pelosa da duca del Tuono appartiene a Scimmiotto il Novizio. affermando di esserne i veri proprietari. "Non abbiate paura" disse Scimmiotto ridendo. Il vantaggio vi poteva bastare. Voi eravate scomparso. "Sarà quel mostro della Grotta Gola di Tigre. e Leone delle Nevi." Il mostro era tanto agitato che riuscì solo ad agitare la mano. "Ieri mi avete aggredito tre contro uno. e mi si sono gettati addosso senza altre spiegazioni. con tribolo e mazza. con andamento a falce di luna. ci siamo imbattuti in un bonzo peloso dalla faccia di duca del Tuono: ci ha sputato addosso. che si sarà procurato rinforzi. Come mai siete qui?" "È molto spiacevole. vidi una luce che saliva al cielo dalla città di Yuhua. Lui ci ha rubato i soldi e le placche d'identità. e stamane contava di portarlo con sé a casa vostra. Sabbioso si affrettò a impugnare il suo bastone per correre in suo aiuto. Il mostro si era recato davvero sul Monte dei Nodi di Bambù. Oppone Sabbioso il forte bastone. senza rispondere. facendo servire un gran pranzo. Del resto adora le baruffe. sconvolgere mari." Il principe ringraziò. Si videro scendere sui sobborghi spesse nuvole d'inchiostro. Corsi a vedere che cosa la provocava. "mentre passeggiavo al chiar di luna. non mi aspettavo di vedervi qui. Hanno detto di essere i discepoli del monaco inviato in missione dai grandi Tang. Per tutta la notte il nipote si fece portare dal vento in direzione sud est. Tutti si munirono di armi da punta e da taglio e si posero al seguito di Leon Fulvo. Invece vi siete accaniti sui miei. Accoppa Donnole e Mordi Elefante. Ippogrifo. Il mio odio per voi è più profondo del mare. Mordi Elefante una lancia d'acciaio e Accoppa Donnole un'ascia da guerra. è un grand'uomo nel provocare disastri. a sinistra Grifone e Mordi Elefante. in cui si trovava la Grotta dei Nove Meandri. la mia residenza non l'avevo costruita in un giorno. Nessuno dei due riusciva a prevalere. "Mio saggio nipote. Quei sette leoni accerchiano i monaci Con grida di guerra e intenti omicidi. L'armata dei perversi va all'attacco. che veniva a portarvi l'invito. a destra Ippogrifo e Accoppa Donnole. Me le portai a casa. urlò da far tremare il cielo e si mise a piangere: "Infami teste pelate! Come hanno potuto incendiare casa mia. né il suo esito." "Come faremo?" gridò il principe. Ma quando siamo arrivati a casa. La sbarra cerchiata è ovunque presente. Il racconto ci ha narrato come il grande santo uscisse incontro al nemico con Porcellino e Sabbioso." Ma il mostro non si rassegnava: "Signore. Ma il mercante era affamato e andò in cucina per mangiare un boccone. ti accompagnerò a catturare quella testa calda e il principe di Yuhua. che cosa ti è accaduto?" "Ieri notte" raccontò il mostro. che maneggiava una sferza triangolare. e io mi sono ritirato. credo che tu abbia avuto torto a provocarli. Ora che quelle zucche rasate me l'hanno distrutta. Ecco perché ci avete trovato in preda alla disperazione. Non volevo mostrare le armi. montoni. che erano leoni di vario pelo: al centro Leon Fulvo. qui non c'era più nessuno. Mi sono difeso con il mio raschiatoio. Imbroglio Strano e Strano Imbroglio." Il mostro si prosternò per esprimere la sua gratitudine. mentre sparava il cannone. Alla residenza del principe vennero ad annunciare: "Disgrazia!" Il principe e i suoi ospiti erano a pranzo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. che si chiamavano Leone Gibbone. facendosi trasportare da una violenta bufera verso la Montagna del Leopardo. conquistar città: questo è il suo pane. Padre e figli salirono sulla torre più alta e fecero spiegare tante bandiere da oscurare il sole. Porcellino si fece avanti. Non potevamo muovere un passo né dire una parola. Scimmiotto e i suoi compagni lasciarono la città avvolti da brume e nubi. ma li ho trovati davvero molto forti. VIOLARE LA VIA E CAPTARE MEDITAZIONE PLACA NONUPLA NUMINOSITÀ. spaccar grotte. con la sua solita aggressività grossolana. e volevo celebrarne il ritrovamento con un bel banchetto. un prezioso bastone e una sbarra cerchiata d'oro. videro le armi. Ippogrifo un martello di bronzo. e vennero alle prese. Sabbioso il Bonzo è il tipo con la faccia scura. a lanciare insulti: "Ruba tesori. ma quella festa non si potrà tenere." Si alzò barcollando e sarebbe andato a sfracellarsi la testa contro la roccia. Ippogrifo. Pensa invece a conservare le tue energie per catturare quei bonzi. COL DARE E RICEVERE. e noi ci siamo sentiti le gambe immobilizzate e la bocca paralizzata. Se provate qualche affetto per vostro nipote. alla retroguardia Leone Gibbone e Leone delle Nevi. Il mostro gridò: "Siete veri o falsi?" Le due creature caddero in ginocchio: "Come potete pensare che siamo falsi? Mentre andavamo ad acquistare la carne. Avevo fatto comprare maiali. per timore di spargere la notizia. si rinchiudevano le ragazze. mostrando valore guerriero. che ha poteri inquietanti. Ora badate a voi. Proprio con lui dovevi prendertela! Va bene. cambiarono aspetto e le impugnarono. dopo il quale maestro e discepoli si ritirarono per dormire. In mezzo a loro stava un leone a nove teste. mentre le lacrime gli bagnavano le guance. Il vecchio convocò subito tutti i suoi nipoti. Leone delle Nevi. "Maestà" si stupì il mostriciattolo portinaio. Il principe diede gli ordini. frutta e tante cose per il festino che voi avreste presieduto. Saggio nipote." "Ma voi sapete chi sono?" "Quello con il grugno lungo è Porcellino Otto Divieti. che roteava un tribolo di ferro. chi era nei campi lasciava tutto e fuggiva verso casa. la vita non ha più senso. se Leone delle Nevi. per andare incontro al nemico. ascoltate il seguito." E raccomandò di chiudere bene tutte le porte e di rinforzare la guardia alle mura. mostro da strada! Dove hai trovato questa banda di complici spelacchiati?" "Maledetto furfante rapato!" gridò Leon Fulvo digrignando i denti. Quando Grifone. devastato la montagna e distrutto il clan. "Si avvicina alla città un nugolo di mostri. RITORNANO ALL'UNITÀ. Un momento dopo il vecchio mostro si alzò dal letto e lo fece chiamare. Uno era un monaco peloso con la faccia da duca del Tuono. Scimmiotto li fronteggiò con la sbarra cerchiata d'oro. accanto al quale Faccia Blu reggeva una bandiera ricamata di broccato. in compagnia del mercante che lo aveva venduto e avanzava denaro. Si copre davanti e para alle spalle Ciascuno. quando giunsero alla riscossa Leone Gibbone. Gli andrò incontro con i miei fratelli. bruciare viva la mia bella? Morirò dalla rabbia!" Il vecchio mostro gli disse: "Saggio nipote. La lancia. e il terzo aveva una faccia cupa di colore scuro. Sette leoni contro tre bonzi. . Monsignore l'ha trattenuto per la notte." Comparve Faccia Blu: "Maestà. "Faccia Blu è arrivato ieri a portare il vostro invito. mi avete incendiato la casa. Cinquecento anni fa fece un casino incredibile dentro i palazzi celesti. per partecipare alla festa del rastrello. Grifone usava una mazza. e centomila soldati non riuscirono a venirne a capo. al punto in cui siamo la rabbia non serve a nulla. e trovai nella corte del principe tre armi magiche: un rastrello dorato a nove denti.Ma noi lo elimineremo e chiuderemo la partita. distruggere tutto quello che avevo. che sputano nebbia e sollevano una tempesta da far volare le pietre. abbiamo trovato tutto bruciato: le ceneri sono ancora calde. Grifone. Si trovarono di fronte una banda di mostri. Mordi Elefante e Accoppa Donnole cercarono di intervenire. Era uno schieramento bellico da manuale. e con questi potrebbe ancora passare.

"Che battaglia tremenda!" esclamò quest'ultimo. voi fate attenzione. Non perdete la calma. prendete un bastone chiodato di salice e date una buona bastonatura sulla testa di questo infernale macaco. erano riusciti a catturare Grifone e Ippogrifo." La battaglia di Scimmiotto e Sabbioso aveva alterne vicende." Il giorno dopo. il principe e i suoi figli." "Maestro" chiesero i giovani principi prosternandosi. vi faremo a pezzi!" I mostri vennero all'attacco senza degnarsi di rispondere. "al principio combattevate da solo. e ora ci vengono a liberare. Il vecchio scosse il capo. e il loro regno venir consolidato. L'antico sentiero sale serpeggiando verso le cime. Quando Leon Fulvo ne informò il nonno. disponete le guardie per la notte e prendete il vostro riposo. Mentre il combattimento giungeva al culmine. Niente gli impedì quindi di afferrare coi denti Tripitaka. che lo raggiunse alla spina dorsale e lo fece cadere a terra grugnendo: "Porca miseria!" I due mostri lo acchiapparono per le setole e per la coda. con tutte le dame del palazzo. un broccato di fiori profumati ai piedi delle rupi. Si strappò molti peli." Il vecchio mostro abbassò la testa e le lacrime gli scesero dagli occhi: "Che disgrazia! Mio nipote Leon Fulvo è morto e gli altri sono stati imprigionati nelle carceri della città. La principessa in lacrime venne a informare Scimmiotto: "Divino maestro. mentre vado a catturare quei due per dargli il castigo che meritano. Alla fine. dalle mura. A contrasto con il canto delicato della fenice azzurra. Domattina di buon'ora ci recheremo nel rifugio del vecchio mostro: vi assicuro che lo acchiapperemo e riporteremo la vostra famiglia sana e salva. hanno perduto la vita. e lo trascinarono davanti al leone a nove teste: "Ecco qua. Il gibbone nero va a caccia di frutti e di sole. Che ne sarà adesso di questa povera città?" "Non piangete. turbina la sabbia. sembra che il picco che vi si appoggiava debba cadere. quando la nuvola si muove. Ora ci porterete un pasto di magro. "Tu hai catturato i miei nipoti. i cinque leoni raddoppiarono il loro impegno. e subito gli sbucarono le altre otto teste. le voci dei pappagalli sembrano roche. La paura invade anche i cuori di tigri e lupi." Scimmiotto diede disposizioni agli ufficiali: "Leon Fulvo è morto. gridavano invettive a squarciagola: "Sporche canaglie! Restituite Porcellino finché siete in tempo! Non avete altro modo di salvare la pelle. terrorizzato. tamburi e raganelle. un gran burrone in fondo al quale rumoreggia il torrente. poi Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli e li trasformò in un centinaio di Scimmiottini. la bava alla bocca. al ritorno afferrò anche Porcellino. e poi andremo a dormire. Mentre contemplavano la montagna." E infatti uscì senza indossare armatura né impugnare arma alcuna. Al cader della notte. Di primavera rivaleggiano i fiori dei peschi e dei prugni. i cervi brucano fiori e si godono il tepore. mentre Mordi Elefante e Accoppa Donnole erano volti in fuga. A quanto pare i condiscepoli hanno vinto e catturato i mostri. Quando il sole giunse al tramonto Porcellino. Strano Imbroglio e Imbroglio Strano riuscirono ad approfittare del parapiglia per fuggire. ma io ho in mano quattro bonzi e quattro principi. per provocare il nemico a battaglia. su ogni merlo c'era una lanterna o una bandiera. Questa volta mobilitano tutti i loro poteri magici per coprirsi di gloria e ripulire dai mostri l'Occidente. questi ordinò di legare Porcellino senza infierire su di lui: "Faremo uno scambio di prigionieri. Suonavano in continuazione gong. padre e figli. con sei persone fra i denti. spesse nubi nere coprono il cielo: rotolano pietre. in città siete entrato voi solo. Legate bene i nostri leoni. li masticò coscienziosamente e ne fece migliaia di Scimmiottini. tutte con le fauci spalancate." Faccia Blu e i due Imbrogli corsero a legare stretti gli ultimi venuti. si impadronirono di Leone delle Nevi. Solo Faccia Blu. Qui il mostro ordinò: "Portate le corde. La lancia feroce e l'ascia lucente sono spietate quanto la sbarra. Se sono tanto pazzi da uccidere i nostri. . ma lo persero di vista. Il fatto è che possedeva nove teste. che catapultarono Leone Gibbone a testa in giù. "Scimmia maledetta!" urlava il vecchio mostro. "Anche noi abbiamo fatto dei prigionieri. del principe e dei suoi figli." Leon Fulvo prese il comando dei fratelli e li condusse contro la città in un gran turbine di vento. sono arrivati i due bonzi. All'alba il patriarca dei leoni convocò Leon Fulvo per comunicargli il piano che aveva escogitato: "Voi farete del vostro meglio per catturare Scimmiotto e Sabbioso. non temete per la vita dei vostri. perciò vedrete che non lo toccheranno. insieme al vostro maestro." Ciascuno dei tre mostriciattoli impugnò un bastone di salice e si diede a colpire il Novizio. fuggì a gambe levate. ruppe le righe e fuggì. mi sembrano ostaggi sufficienti per garantire la loro vita. che nel frattempo aveva ricuperato i suoi peli. saggia principessa" rispose il grande santo. Il bestione non riuscì a schivare un colpo del flagello triangolare. La gru è la sola compagna del pino. legato come un salame insieme ai principi e a Tripitaka. Perciò subiva serenamente le loro furie senza far motto. Poi si cenò in cima alla torre. Come vendicarli? " Porcellino soffriva in un angolo. si prosternò davanti a Scimmiotto: "Possano le loro altezze essere conservate in vita. catturarono Mordi Elefante. Gli altri sei leoni devono essere solidamente legati. Scimmiotto e il compagno giocavano d'astuzia per tenerli a distanza. si sentì sollevato e mormorò: "Maestro. ogni copia si può moltiplicare. "Dove vai?" Il mostriciattolo. La porta fu spalancata (si sentivano gli strilli di Scimmiotto. Vi garantisco che tutto finirà bene. Io sono scappato e loro mi hanno inseguito. Dapprima dovettero ritirarsi. Gli bastò mostrare le zanne per mettere in fuga la guarnigione. che impegnarono gli avversari. nel frattempo io piomberò dal cielo sulla fortezza e mi impadronirò del monaco cinese. gli alberi si abbattono sradicati. si sentì le gambe molli: fece una finta. tranquillizzatevi. i due monaci si lanciarono all'inseguimento." A notte i mostri si acquartierarono nei sobborghi della città. Che magia è questa?" "Dovete sapere" rispose ridendo Scimmiotto. e basta un pelo per fare dieci copie di me stesso." Intanto il vecchio ordinò: "Ragazzi. altrimenti vi schiacceremo. Il Novizio e Sabbioso si misero sulla difensiva. rovesciarono Accoppa Donnole e picchiarono a morte Leon Fulvo. Si trovarono davanti a una residenza trogloditica: i due battenti di pietra venata della porta d'ingresso erano ermeticamente chiusi. Potrei fare eserciti di milioni o miliardi di mie trasformazioni: questo è il metodo del corpo oltre il corpo. di dèi e diavoli. ne abbiamo catturato uno." "Ci sono anche i re leoni?" "Non li ho visti. non resta che scorticarlo. "Avete notizie di Consapevole delle Proprie Capacità?" "Non gli accadrà niente" rispose Scimmiotto. il raschiatoio e il martello di bronzo. Il grande santo ricuperò i suoi peli e salì con Sabbioso sulla torre dov'era Tripitaka. il grande santo raggiunse con Sabbioso il Monte dei Nodi di Bambù. Si sa che il corpo di Scimmiotto era forgiato e temprato: i colpi gli facevano solletico. Porcellino la pagherà con la vita.Lo scontro durò fino a sera. Il grande santo maneggia la sua arma con stupefacente abilità. Ragazzi. C'erano solo i due bonzi che scrutavano la montagna. Che insieme maestoso appariva dall'alto delle nuvole! Si vedevano una fila di picchi aguzzi. Fu uno scontro molto diverso dal giorno prima: Una violenta bufera spazza rabbiosa la terra. Vorrebbero impadronirsi di Sabbioso e mangiar vivo Scimmiotto. nonno. "Ferma!" gridò Scimmiotto. Sulla fronte una lastra orizzontale recava una scritta in dieci grandi caratteri di stile calligrafico regolare: GROTTA DEI NOVE MEANDRI TORTI E RITORTI DEL MONTE DEI NODI DI BAMBÙ DELLE MILLE MERAVIGLIE Il mostriciattolo era entrato là dentro ed era corso ad avvertire il padron di casa: "Signore e padre. d'estate le chiome dei salici e delle sofore. Il bastone di Sabbioso è famoso ben oltre le mura dei palazzi del cielo. il vecchio mostro salì su una nuvola nera e si lanciò verso la torre." La principessa. gli restavano libere tre bocche per gridare: "Io me ne torno a casa!" A vederlo allontanarsi dopo avere felicemente compiuto il ratto. La bellezza delle quattro stagioni e delle otto feste gareggia con gli splendidi paesaggi delle isole di immortali. D'autunno sbocciano i fiori gialli. Scimmiotto e Sabbioso. scorsero Faccia Blu che sbucava da una valletta. come acconto sulla vendetta per la morte di mio nipote Leon Fulvo. Scimmiotto portò sotto le mura i suoi leoni. il principe fece aprire una porta della città e mandò una trentina di soldati a legarli e a portarli dentro. là fuori) e il mostro si precipitò all'attacco. Gli ufficiali della guarnigione aprirono le porte e presero in consegna i cinque leoni. grida e colpi di cannone scandivano le ore. domani procederemo allo scambio. d'inverno volano i fiocchi di neve. Li porterò nella Grotta della Nonupla Numinosità e aspetterò là il vostro ritorno vittorioso. "Dove credi di andare?" gridarono Leone delle Nevi e Leone Gibbone. "Noi abbiamo nelle nostre mani i sette leoni. Afferrarono saldamente fra i denti Scimmiotto e Sabbioso e li portarono dentro la grotta. le loro altezze. Quando udì il vecchio parlare dei prigionieri. Scimmiotto udì le grida che si alzavano dalle mura e capì di essere caduto in un tranello. "che ho sul corpo ottantaquattromila peli." I principini si inchinarono di nuovo fino a terra. ma dopo che avete simulato una ritirata vi abbiamo visto moltiplicato per cento.

statue di giada che rappresentano animali a guardia dell'ingresso. Il tudi del monte afferma che quel leone vi appartiene. circa le quattro del mattino. invece di restare sul Monte dei Nodi di Bambù a proteggere il maestro?" tuonò Scimmiotto. rivelatore." La creatura riconobbe il padrone. e quando giunse il vecchio lo onorarono come avo. ti sbagli." Scimmiotto rifletté: "Sulla Scogliera delle Meraviglie risiede il venerabile celeste Salvatore dell'Uno Supremo. Lo trovarono profondamente addormentato. Da quanto tempo è scappata la bestia?" "Secondo il tudi" rispose Scimmiotto. Lo schiavo gli corse addosso. Quando cadde la sera. senza smettere di urlare. il Palazzo della Scogliera delle Meraviglie è uno splendido mondo di eterna gioia." Fra gli altri si fecero avanti il rivelatore Testa d'Oro. Domani verrà il tuo turno. ha messo in moto tutta una banda di spiriti leoni. fra miriadi di raggi luminosi di buon augurio. Allora Scimmiotto perse la pazienza. vi darà informazioni utili per liberare il santo monaco e il saggio principe. riportate il tudi a casa sua e proteggete i prigionieri. Il mostro accese una torcia e vide i tre piccoletti spiaccicati per terra. Scimmiotto gli volse le spalle e corse fuori. dove i tre figli del principe hanno onorato me e i miei compagni come loro maestri nelle arti marziali. ma Scimmiotto e Sabbioso mancavano all'appello. L'ho sgraffignata e me la sono bevuta. finì per chiedere che un centinaio di colpi li dessero a lui. Scimmiotto rise e corse via per la sua strada. Quando il guardiano si stancò di batterlo. il mostro ha catturato di nuovo il generale delle Cortine Arrotolate. "Bestiole immonde. e siamo venuti a presentare i nostri omaggi. Voi fate la guardia. È stato proprio l'adempimento di quel compito a portarmi nella città di Yuhua. Scimmiotto." Diede loro un colpetto e li ridusse a carne da ragù. avete picchiato il vostro signore e padre quanto vi è piaciuto. Ma devi accompagnare me e il grande santo nel mondo di Sotto per ricuperare la bestia. "Il venerabile celeste che vado a trovare è il padrone di un mostro con cui siamo venuti alle prese. perché io possa liberare i miei. io mi ritiro nell'Antro del Broccato di Nuvole a schiacciare un pisolino. quando la tua strada ti porta a occidente?" chiese il devarâja. quando ci siamo scontrati con una banda di leoni capeggiata da quel bel tomo." E diede queste istruzioni: "Voi. un leone di pelo giallo. sfondò la porta ed entrò. rendimi i miei! Puzzone schifoso. il mostro dorme ancora. è arrivato quel Grande Santo Uguale al Cielo che fece tanto disordine qualche anno fa." Scimmiotto ubbidì: brandì la sua sbarra. Avevamo accettato i figli del saggio principe della città di Yuhua come allievi d'arti marziali. "Sta buono" gli rispose il vecchio mostro. ti perdono. era ritornato al volo nella città di Yuhua. Protetto da un gran drago azzurro. Edifici e padiglioni si susseguono come ricamati sul broccato. il sole che brilla attraverso la bruma smeraldina aleggiante sull'altera foresta. Sabbioso. e quando entrò il Novizio si alzò e gli andò incontro: "Non ti vedo da molto tempo." "Dunque il mio turno sarà dopodomani" ansimò Porcellino. Quella bestia dormiva sodo e non lo sentiva nemmeno. Scimmiotto si rimpicciolì. e chiedere l'intervento del suo padrone. Gli altri leoni vivevano già nella Grotta dei Nove Meandri. grande santo. "Grande santo. Voialtri andate pure. "Non hai vergogna di comportarti così davanti al tuo padrone?" Il mostro voleva lanciarsi all'attacco. "Tu alzati. Quest'ultimo ha catturato il mio maestro. ardenti come un mare di fiamme." Il reverendo celeste scese dunque sul Monte dei Nodi di Bambù con il grande santo e lo schiavo. "è scesa sulla terra due anni fa. Ma ora abbiamo saputo che il principe è stato catturato dai nemici del grande santo." I tre portarono le lampade." Il tudi si prosternò tremante e riferì: "Quel vecchio mostro venne ad abitare sulla montagna due anni fa. Quando tutto tacque. che recitò un incantesimo e gli disse: "Bravo il mio santarellino primordiale! Ecco qua paparino. Se volete eliminare quel leone a nove teste. si scosse il pelo e rassettò l'abito. ma si trovò la strada sbarrata dal venerabile celeste." "Il mio santo primordiale coltiva la Via da molto tempo" disse il venerabile." "È andata certo così" disse ridendo il venerabile." "Come mai questa gita nel cielo orientale. perciò sono venuto a pregarvi di riprendervelo. sfondando le porte al suo passaggio. perché sei scappato? Non sai quanti guai mi hai procurato?" Il leone non osava respirare. il vecchio ordinò: "Basta così. le volute di vapori porporini. Io vado e torno. collegati da portici ariosi. "Si può sapere perché mi venite a trovare solo questa notte?" gridò il grande santo. I rivelatori dei cinque orienti e le altre divinità vennero a inginocchiarsi per salutarlo. lo gettò a terra e lo legò di nuovo." "Padre. Grande santo. "È in grado di raggiungere i tre puri in alto e le nove sorgenti sottoterra. cioè da un paio di giorni celesti. che si alzò a sedere sul letto e borbottò: "Slegare che cosa?" Scimmiotto spense la lampada con un soffio e scappò via. Giunse ben presto alla Scogliera delle Meraviglie. e li ha portati nella Grotta dei Nove Meandri del Monte dei Nodi di Bambù. Non c'è altro modo di catturarlo. "Se pensi di passarla liscia. durante la mia assenza?" chiese Scimmiotto. con i suoi soldati e colossi. Si gettò all'inseguimento e scoprì Sabbioso che cercava di nascondersi dietro un pilastro del portico. e dovettero scuoterlo per un bel pezzo prima che si svegliasse. Ho saputo che hai abbandonato il Tao e ti sei convertito al buddismo per proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture al Paradiso dell'Ovest. Quello sventato di Porcellino. Constatando quanto è grande la sua forza magica. Poi cavò la sbarra da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una secchia e la lunghezza di due tese. dove gli vennero incontro le divinità locali e gli dèi tutelari della città. e vivono santi a migliaia. Ma alla fine caddero addormentati. l'altro giorno ho visto una bottiglia nella Sala di Dolce Rugiada del Gran Chiliocosmo. benché ormai manchi poco. a disagio. i condiscepoli e i principi. Vigilava l'ingresso un ragazzo vestito dei colori dell'arcobaleno. Il vecchio mostro finì per svegliarsi e balzò in piedi inferocito: "Ora ti faccio vedere io!" Scosse la testa e mise fuori tutte le sue bocche spalancate. provocalo a duello e attiralo qui fuori. le sei divinità del giorno e le sei della notte." Il venerabile celeste ordinò subito a uno dei suoi capitani di convocare lo schiavo che custodiva la gabbia del leone. Era l'ora yin. scivolò fuori dalle corde che lo stringevano. Ora toccherà a voi assaggiare la mia bacchetta: vediamo che effetto vi fa. Tripitaka e i principi avevano la pelle d'oca. immerso nei vapori di buon augurio. Suppongo che tu abbia portato a termine questo incarico meritorio.Ma Porcellino." "È vino che mi ha mandato in omaggio Laozi. Accendete le lampade e riposatevi. "Eravate ospite del saggio principe. Avevamo prestato le nostre armi perché se ne facessero copie. Tripitaka. perché avete spento la luce? Non sarà mica scappato qualcuno?" Nessuna risposta. L'autore del furto. ragazzi. fratello! Ho i piedi gonfi!" Le proteste del bestione destarono il vecchio mostro. quando una notte sono state rubate. "È accaduto qualcosa di male al maestro. A berlo. incominciando da Sabbioso. Non dovrebbe nuocere alle persone troppo alla leggera." "Non ancora. per interrogarlo. ritornate da dove venite." "Perché siete venuti qui a far confusione. Lo trascinarono quindi davanti al venerabile. al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. invece di riposare ripresero a picchiare i bastoni sulla testa di Scimmiotto: sembrava che suonassero il tamburo. Il mostro arrivò di corsa nella sala: "Ragazzi." Le divinità si divisero i turni di guardia. quando giunse sulla rupe. che lo accolse rispettosamente giungendo le mani e chiese: "Dove va il grande santo? " Scimmiotto rese il saluto e rispose: "Faccio un salto al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie." "Mostri e maestri si fanno concorrenza(13)" scherzò il devarâja. fra i quali se ne trova uno a nove teste dotato di grandi poteri magici. Là miriadi di immortali intrecciano corone d'omaggio. la distesa delle tegole d'oro. Se lo interrogate. che gli chiese: "Dov'è la bestia?" Lo schiavo piangeva e non sapeva dire altro che: "Grazia! Grazia!" "Non sarai battuto in presenza di estranei. Ma sarà meglio per te che mi spieghi come mai hai lasciato scappare il leone a nove teste. balzò davanti all'ingresso della grotta e incominciò a urlare: "Brutta bestiaccia. Presto i bastoni si ruppero e bisognò sostituirli. lasciali andare!" Aveva un bel gridare. In effetti il suo trono appoggia su un leone a nove teste. mentre Scimmiotto filava dritto alla porta est del Cielo. il doppio arco fiorito della porta. non ho bisogno di voi. il mostro lo inseguiva: "Scimmia del malanno. che presentavano un tudi prigioniero: "Grande santo. che non ne poteva più. lo afferrò per la criniera e gli fece piovere cento pugni sulla testa: "Brutto sporcaccione. e non avrò legato bene il leone. uscito dalla grotta. Il vecchio riparò alla bell'e meglio i battenti scardinati. si chiama 'nettare di diaspro della trasmigrazione'. abbiamo arrestato questo ruffiano di dio locale. provoca una sbronza che dura tre giorni. e non osavamo disturbare. Poi allungò il lucignolo della lampada e si avvicinò ai prigionieri per liberarli. gli . Di Scimmiotto non si vedeva traccia. abbiamo portato con noi il tudi della montagna: lui conosce le origini del mostro. Porcellino e i principi erano sempre là. si mise a strillare: "Slegami per primo. Domattina si ricomincia. piegò le zampe e batté la fronte al suolo. il solo mezzo è di recarsi nell'estremo oriente. "Non è accaduto niente. a giudicare dalle porte rotte. che alla vista di Scimmiotto corse ad annunciarlo: "Padre. dove scappi?" "Bada a quello che dici" sogghignò Scimmiotto arrestandosi. Gli dèi tutelari della città restino a guardia delle mura. dove si ammiravano le nubi iridate in vari strati. era chiaro che era fuggito all'aperto. Si imbatté nel re celeste Vasto Sguardo. Dal momento che ci provavano gusto. Sedeva su un trono di fiori di loto di mille colori." Il venerabile celeste ordinò di introdurlo. Non ricordo altro: devo essermi ridotto ubriaco fradicio.

Ci mettevano tanto entusiasmo che giunsero presto a padroneggiare i settantadue movimenti. grazie ai poteri magici dei nostri divini maestri. Le lezioni venivano impartite nella corte. S'intromisero Certi leoni a far da guastafeste. mentre Scimmiotto provvedeva a Tripitaka. ché solo perfezione Assoluta la Via fa conseguire. Qual'è il segreto di meditazione? Il cavallo e la scimmia del pensiero Tener sotto controllo. ma la buona volontà e la forza divina conferita dal grande santo permettevano loro di maneggiarle con precisione. figli miei. sarà un'attestazione più che sufficiente della vostra affezione. Tu devi sbarazzarti D'ira e d'affanni. e la pagoda è sempre aperta a chi la vuole ascendere. i monaci rispondono salmodiando sutra. al quale parteciparono tutti i notabili del principato. Si servì una cena vegetariana che tutti mangiarono di buon appetito. E con il cuor sincero si dirigono Al Monastero del Colpo di Tuono. Così tutti assaggiarono carne di leone. ALLA PRIGIONIA DEL MONACO CINESE NELLA GROTTA FIOR DI MISTERO. Dal vostro aspetto e dal vostro vestito. I bruciaprofumi ardono incenso senza tregua. tagliato a pezzetti da una o due once." "Ma tutto è finito per il meglio. che si accalcavano e si spingevano per vederli. che li abbatterono. come della gioia: Non c'è altro modo di toccare il fondo D'ogni mistero. Uno fu riservato alla residenza principesca. Fece chiamare i tre giovani principi e assegnò a ciascuno la sua arma. Mentre i quattro pellegrini si guardavano intorno. Quanto ai leoni prigionieri. e le dame del palazzo e gli ufficiali vennero ad accoglierli. un monaco che proveniva da uno dei porticati venne loro incontro. Perciò mi sono inchinato rispettosamente. rosso e marrone. Le divinità vennero congedate e il luogo restò affidato alla custodia del tudi. Quando suona la campana d'oro del superiore. "Ma quei leoni hanno ridotto i nostri vestiti a brandelli. Soltanto una solida Base può consentirti di raggiungere L'illuminazione. e scoprirai che è il vuoto. Ma. Autentica terra pura e falso palazzo del drago: nubi di porpora coronano la Sala del Grande Eroe. dove i tre giovani principi facevano i loro esercizi. Allo yang primordiale si conviene Il Nonuplo. Le armi erano pesanti. fu distribuito alla popolazione della città e dei sobborghi. Porcellino e Sabbioso si incaricarono di riportare a casa i principi. Se potete procurarci un cambio d'abito." I sarti ebbero l'ordine di procurarsi rotoli di broccato azzurro. e confezionarono per i monaci tre abiti della foggia cui erano abituati. il rastrello e il bastone ottocento libbre ciascuno. giunsero a un monastero fuori porta che aveva all'entrata una scritta in tre caratteri: MONASTERO DELLE NUBI DELLA COMPASSIONE "È quello che ci vuole per noi!" esclamò Scimmiotto. ascoltate il seguito. Infine i fabbri si presentarono a Scimmiotto e gli annunciarono che avevano compiuto il loro lavoro. La Grotta dei Nove Meandri si ridusse come il rudere calcinato di una fornace. affollate di gente e di bandiere." Giunsero nei sobborghi orientali e si trovarono in una via rumorosa." Tripitaka raccomandò ai discepoli che si sbrigassero a completare le lezioni di scherma. la faccia scura di Sabbioso e gli occhi rossi di Scimmiotto. poi Tripitaka. e infine i condiscepoli e i principini. offesa e difesa." Il bonzo si inchinò fino a terra e Tripitaka si affrettò a rialzarlo: "Perché tanti riguardi. dove si aprivano taverne e sale da tè. Sbarazzàti dei mostri ed eliminate le disgrazie. Vi entrarono e videro le torri magnificamente decorate. per accertarsi che non vi fossero altre presenze. Frugarono la grotta. caro abate?" "Siamo gente rivolta al bene e preghiamo sempre per la salvezza della Cina. In breve raggiunsero un'abilità che non avrebbero mai creduto possibile. Quando uscirono dalla porta occidentale della città. Maestro e discepoli si presero il meritato riposo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. ed il lasciare Evaporare il divino elisir D'autonomia. dalla corte dei Tang. La regione meritava davvero il suo nome di Gioia Assoluta: la strada era comoda e sicura. Arde l'incenso in ogni focolare. e il venerabile gli montò in groppa: "A casa!" Salirono su una nuvola colorata e se ne tornarono al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. furono condannati a morte. reverendo?" "Il vostro discepolo viene dalla Cina. "Sapete bene che siamo monaci e non possiamo accettare. "Papà" corsero ad annunciare al principe. Capacità da grandi esperti acquistano: Garanzia per Yuhua di eterna gioia. Lo chiederemo ai passanti. "La sbarra cerchiata d'oro pesa mille libbre. Poi entrò nella grotta e liberò per primo il principe. "le nostre armi sono pronte. Pendono le lanterne da ogni porta. "Che città sarà questa?" domandò Tripitaka." Il . la folla li accompagnò per un buon tratto di strada. rapida e lenta. che li rinvigorì e fece passare la gran paura che avevano avuto di quelle bestie da vive. Tripitaka aveva i sudori freddi per il timore di incidenti. un sol momento Di distrazione ti farà cadere Nei tre sentieri. Questi furono accettati volentieri e subito indossati. un altro ai funzionari dei servizi amministrativi." "Hanno rischiato di costarci molto care. i mulini da preghiera sono collocati sotto l'ombra smeraldina degli alberi. ho intuito che dovete avere alle spalle una lunga ascesi nelle vostre vite anteriori. Quant'era distante il Monte degli Avvoltoi? Quante tappe occorrevano per raggiungerlo? Se non lo sapete. Il padiglione del Buddha sfiora le nuvole. "Quanto pesano le armi che avete fabbricato?" domandò il Novizio. la dottrina Consentì loro rapidi progressi. L'indomani il principe ordinò un grande festino di ringraziamento. Dopo cinque o sei giorni di marcia. Su proposta di Scimmiotto si convocarono i macellai. "Non sono altro che un monaco mendicante senza pretese. Erano liberi da ogni altro impegno e volti interamente a conseguire il giusto frutto. i giovani principi offrirono ai maestri un grande banchetto di ringraziamento. Intorno allo stupa aleggia una bruma colorata. negozi animati e bancarelle dove si vendevano olio e riso. attiravano l'attenzione dei perdigiorno. Abbiamo ascoltato come i quattro pellegrini lasciarono la città di Yuhua. Giunsero in città verso sera. come al solito. Finalmente Giungono lieti nel mondo del Buddha. Il lungo grugno di Porcellino. alto trono prezioso. Il grande santo fece i suoi ringraziamenti rivolto verso lo spazio. salutò Tripitaka e chiese: "Da dove venite. Infine si prepararono i bagagli e avvenne la partenza. questo è proprio il mondo della grande pace. li scorticarono e li squartarono. tornata la pace. con i mari calmi e i fiumi limpidi. "Portate via quella roba!" esclamò Scimmiotto ridendo." "Può andare" disse Scimmiotto. inaridir la giada Di libertà. "Non vedo né bandiere né stendardi che ne portino il nome. ma non osavano far domande.mise una sella di broccato. le lampade brillano ogni notte sull'altare. e un vassoio d'oro e d'argento a modesta testimonianza della loro gratitudine. Nella città e nei sobborghi tutti accorrevano a salutare gli arhat discesi sulla terra." "Non oro e argento" aggiunse Porcellino. Seguendo strade e vicoli. Siete voi a godere la benedizione di un'esistenza libera e gradevole. Il passeggio nei porticati non ha sosta. CAPITOLO 91 LA FESTA DELLE LANTERNE DALLA FESTA DELLE LANTERNE DELLA PRIMA NOTTE DI LUNA PIENA. Lo attestano i versi: Ebbero la fortuna d'incontrare Dei maestri divini. perché il viaggio potesse riprendere. Quando l'insegnamento giunse al termine." "Voi mi confondete" esclamò sorridendo Tripitaka. Il resto. Le fanfare suonavano nelle strade. videro altre mura e fossati. Porcellino accatastò molta legna secca e vi mise fuoco. le celle dei monaci sono illuminate dalla luna.

Sentite il vento: sono i venerabili buddha che ci fanno l'onore di scendere a vedere le luminarie. Quelli là sono i suoi eminenti discepoli. Il piatto d'argento della luna illumina il cielo. i monaci proposero: "Reverendo maestro. piante e fiori tra le rocce rivaleggiano in bellezza. che costano quarantottomila tael. dicevano: "Grande paese. passeggiarono nel parco. e le lanterne tutti i viali della città. Tre o quattro celle dalle finestre luminose sono dedicate alle pratiche magiche di trasmutazione." "Come fa una lanterna a bruciare cinquecento libbre d'olio in tre notti?" si stupì Scimmiotto. incuriositi e timorosi. tutte in filigrana d'oro fino. perché ci siamo stati: sono duemila li. la gru d'immortali e il cervo bianco accompagnano la stella della Longevità. Era la bella festa del triplo cinque. a nord la pagoda per la meditazione dei monaci. e prese molto tempo. l'olio scompare e le lampade si spengono. ma questa imposta è davvero pesante: la famiglia di turno deve spendere più di duecento tael. il salice si copre di verde novello. rotolano carri seguiti da scie di profumi. Dalle tettoie pendono montoni e conigli. Non è roba qualsiasi. reverendo." I monaci. La cerimonia si ripeté a ogni piano. "Da anni conosco solo le difficoltà di montagne e fiumi. Oggi è il 13 della prima luna e questa sera si provano le lanterne. la Cina! Che cosa siete venuto a fare fin qui?" "Il sovrano dei Tang mi ha affidato la missione di recarmi al Monte degli Avvoltoi. A est gli edifici principali. Si crede che se i buddha prendono l'olio si avrà un buon raccolto." I monaci aprirono e Tripitaka si fece accompagnare da Sabbioso." "Quant'è distante la nobile prefettura dal Monte degli Avvoltoi?" "Possiamo dirvi quant'è lontana dalla capitale. e le paure di diavoli e lamie: non so più quando è festa. a forma di padiglioni a vari piani. su grandi tele sono rappresentati gamberi e tartarughe. Si alza tra i fiori la torre con il tetto a doppia gronda per coltivare la propria natura. vi si affiancano aquile e fenici. dopodomani. Passate con noi le feste del primo plenilunio dell'anno!" "Ho proprio perduto la nozione del tempo" rispose stupito il monaco cinese. Le belle si tengono per mano alla finestra del primo piano. Il ponte delle lanterne d'oro prendeva nome da tre lanterne della dimensione di grandi giare. Promettono bel tempo e gran raccolto. si vagò per le vie dei sobborghi. perciò il bonzo non li aveva notati. Da noi è ancora viva la tradizione del 'ponte delle lanterne d'oro'. a farci offrire un pasto prima di riprendere la strada. Nella sottoprefettura di Mintian. bisogna tornare a casa. Questo è il motivo per cui la tradizione del ponte delle lanterne d'oro viene scrupolosamente rispettata. Lanterne e luna rischiaran la notte. poco prima di mezzanotte. Profuma l'erba cui discende la scalinata." "Come lo sapete?" chiese stupito Tripitaka. Il cervo si specchia nello stagno. Quando ebbero soddisfatto la loro curiosità. D'altronde questa notte non bruceranno a lungo: quando appaiono i buddha. ma hanno notevoli poteri in fatto di magia. Dalle torri pendono lanterne a forma di noci e di fior di loto. Poi si ammirarono le luminarie del monastero e. Qui la gente ama le feste. Il giorno seguente. In realtà devo loro molto. Dèi e immortali si dànno convegno sul monte delle lanterne tartarughe. di prugno rosso. c'era chi danzava. anche per le soste che facevano davanti a ogni statua del Buddha. a sud alcune sale. colori di primavera in armonia con la luna piena. quando la primavera fluttua già nella bruma del bosco." "Si vede. Peonie e magnolie elaborano segreti vegetali. la gru sotto gli abeti ascolta aerea musica. e lo si racconta a memoria d'uomo. alimentata da un olio profumato. Le lanterne resteranno esposte fino al 18 o al 19. dietro le tende. Alte strutture di legno reggono leoni azzurri ed elefanti bianchi. che portavano le lanterne in omaggio al Buddha. il cielo vibrava di scampanii e di rulli di tamburi. accompagnarono i visitatori dal superiore. il nostro modesto monastero può permettersi l'onore di ospitarvi." Non si poteva rifiutare. chi era montato sull'elefante. Tripitaka domandò: "Come si chiama la vostra nobile contrada?" "È una dipendenza esterna dell'impero dell'India: la prefettura Come l'Oro. Per il resto il nostro fisco non è esoso." I monaci. ma uno speciale olio profumato mescolato a burro. "Venite tutti a vedere i grandi personaggi che vengono dalla Cina! A quanto pare ci sono cinesi belli come pitture. Nelle cavità in ombra delle rocce è rimasta un po' di neve invernale. "Tutti lo sanno in città. curiose di spiare lo spettacolo della strada. che comprende duecentoquaranta cantoni. Arrossano i teneri fiori del pesco. Ma non ci siamo mai spinti fino al Monte degli Avvoltoi." Tripitaka ringraziò. potreste prendervi qualche giorno di riposo." Mentre conversavano. Nella gran calca si offrivano spettacoli dappertutto. e sua eccellenza il governatore ama il popolo: avremo dappertutto luminarie. nella sua cella si stava preparando un pranzo offerto da donatori. sono cinquantamila tael bruciati in tre notti. Passeggiano tigri e cavalli. in totale fanno millecinquecento libbre. di gelsomino e di dafne sono i primi a sbocciare. Una libbra d'olio costa trentadue tael e ogni lanterna ne contiene cinquecento libbre. perciò non vi date cura di queste cose. si misero tutti in cammino. si erano tenuti in disparte e avevano voltato le spalle. per pregare. e gli spettatori si dispersero precipitosamente. chi camminava sui trampoli." "Il vostro spirito è tutto rivolto al Buddha e alla meditazione. chi si era messo in maschera. i rami del vecchio susino si caricano di colore. Allegri passanti. usciti dal portale orientale. questa è la vera e propria sera della festa. Alla terza veglia. ma questa sera potremmo andare a vedere le lanterne d'oro in città. La notte del plenilunio è il 15. se possibile." "Ci sono dei buddha che si vengono a trincare l'olio delle lanterne?" sghignazzò Porcellino. ridono e mostrano gli effetti del vino bevuto. Poi riconsegnò l'abito a Sabbioso e salì le scale. "Che olio si arde in quelle lampade?" chiese Tripitaka ai suoi accompagnatori. messi in effervescenza. strillò: "Avi miei! Come sono orrendi i vostri eminenti discepoli!" "Non posso negare che siano brutti." Monaci e donatori corsero a vedere. e non vorremmo darvi informazioni imprecise. Anche i bonzi vollero rientrare: "Reverendo maestro. "Avviene così tutti gli anni. flauti e canti. e a ogni finestra aperta. Quando se li vide davanti. Che ne dite?" Con il suo consenso. a ovest i padiglioni degli ospiti. È un ritiro che rende superflua la ricerca delle isole dei beati. durante il colloquio. sibilò all'improvviso il vento. I pellegrini non si ritirarono a dormire prima della seconda veglia. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. "È straordinariamente profumato. per contemplare il paesaggio. Il giorno successivo Tripitaka dichiarò: "Ho fatto voto di spazzare ogni pagoda che trovassi sulla mia strada. ogni anno una grande famiglia di ciascun cantone deve fornire quest'olio come imposta.bonzo accompagnò il monaco cinese nel tempio principale. La sospensione del coprifuoco dava via libera a innumerevoli bighelloni. non citare il fascino del fiume Wang! Sull'acqua corrente nuotano anitre selvatiche. Dopo pranzo fu invitato a restare: "Reverendo. Non vantare la magnificenza del Parco della Valle d'Oro. Quando discesero era venuta la sera e si accendevano le luci. Volano selle tintinnanti di giada. tutti si sedettero a bere il tè. Il vostro discepolo sarebbe grato al superiore se gli permettesse di adempierlo in questo giorno di grande festa. Se aggiungete il trasporto. "Fate conto che ogni lanterna contiene quarantanove stoppini di paglia da lucerna intrecciati e rivestiti di seta. Poi Tripitaka chiamò i suoi discepoli. che deriva dall'antichità. a rendere omaggio alla statua del Buddha. la gente canta il regno della pace universale. Il mercato è affollato come in pieno giorno e vi sono appese le lanterne fiorite. Mille steli di bambù attendono i versi di un poeta ispirato. sono grossi come un uovo di gallina. I fiori di camelia. In tutta la città e per tutta la notte rullano i tamburi e risuonano pifferi. aprendogli la porta della vostra pagoda. e altri brutti da far paura. Non si finirebbe mai di contemplare i ponti di stelle e gli alberi di fuoco. che mi hanno protetto nel lungo cammino. Canti e colori dovunque intrecciati. che recava il suo kasâya. La sera stessa si godettero lo spettacolo della folla dei fedeli del quartiere. La notte del plenilunio. Sotto la lanterna girevole i guerrieri incrociano le spade. Al primo piano indossò l'abito. "Proprio così" replicarono seri i monaci." Mentre parlavano si fecero avanti altri bonzi: "Il reverendo viene dalla Cina. Passavamo appunto per la vostra nobile regione e siamo entrati qui a chiedere informazioni sul paese e. Lo attestano i versi: Gente festosa in paese pacifico. Finora ci siamo accontentati delle luminarie del monastero e dei sobborghi. fino all'ultimo. La luce della fiamma. pifferi e flauti per tutta la notte. era riflessa e moltiplicata da scaglie di cristallo e di vetro. in caso contrario ci si dovrebbero aspettare siccità e piogge fuori stagione per tutto l'anno. che era molto gradevole: Nel primo mese dell'anno la primavera rinnova la vegetazione. Le terrazze illuminate di migliaia di case riempiono l'aria di fumo per dieci e più li. pregò e spazzò il pavimento. che non conoscete il nostro paese. si alza il vento e la gente si chiude in . Dovete proprio restare qui per qualche giorno. presso il ponte sulle acque verdi. Il poeta Li Bo monta il pesce d'oro e la balena. dopo la colazione. La giornata trascorse nel parco e nella sala principale illuminata dalle lanterne.

detto Otto Divieti.casa. cinquecento anni fa?" "Appunto. e lo prega e l'onora in ogni momento. dispersero in fretta le capre. al di là di un burrone. e si trovò in cima a una grande montagna. e poi li mangeremo tutti insieme. cedendo alla tentazione di godersi la festa nel Monastero delle Nubi della Compassione: questo spiega l'improvvisa disgrazia della sua cattura da parte dei mostri. che urla di essere stato derubato del suo maestro.. non ci cascate! Sono mostri!" Ed ecco che le lanterne si spensero e il vento. Il grande santo impugnò la sua sbarra. non serve a niente. tori e zebù: ciascuno afferrò un'arma e si schierò sotto lo stendardo del suo drappello. con i miei occhi di carne vi ho preso per veri buddha: perciò mi sono avvicinato a voi. una gran sciabola il secondo e una canna nodosa il terzo. i vostri capi l'hanno rapito. dove il poveretto cadde tremante in ginocchio ripetendo: "Grandi re. comparvero in breve tre buddha e si avvicinarono alle lanterne. invece di fuggire davanti alle nostre immagini di buddha?" "Il povero monaco che vedete è inviato in missione dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. al riparo di una rupe: Hanno la faccia scura e gli occhi tondi. Il maestro è stato rapito da creature malefiche: dal piacer nasce la pena. Siete diventati dei fannulloni. Che cosa avete da dire a vostra discolpa? A quali sollazzi vi abbandonate. Fui inviato a cercarle e presi il nome di Tripitaka. spaventato. Vivono qui da un migliaio d'anni. lo hanno riconosciuto per un santo monaco di carni pregiate e si sono portati via anche lui. e voi evidentemente immaginate di poter fare i vostri comodi. vecchie e giovani. ma sono entrato nella comunità monacale del Monte d'Oro fin dall'infanzia. al ritorno ordinò una grande cerimonia dell'acqua e della terra per la salvezza delle anime in pena." Gli orchi si allarmarono: "In effetti abbiamo preso quel tizio senza saper niente di lui. tanto per sapere chi è e da dove viene. ma a quanto pare qualcuno vi prende in giro. mettete ai ferri il monaco cinese nel ripostiglio. Scimmiotto uscì allo scoperto e li apostrofò con . È il Monte del Drago Verde. recata di traverso sulle spalle. altrimenti spaccherà tutto e ci spiaccicherà. Io. disgrazia. che significa appunto 'tre ceste'. DEL MONTE DEL DRAGO VERDE Scimmiotto preferì non avventurarsi dentro alla cieca. mollatelo subito: altrimenti rivolterò il vostro formicaio e vi spiaccicherò tutti quanti. Dice che se ne andrà solo se lo restituiremo. grazia. Anche il nostro maestro non se n'è reso conto. non puoi certo essere arrivato da solo fin qui. bonzo? Perché ti sei messo sulla nostra strada. [. Baldi e feroci. Il reverendo si precipitò sul ponte a prosternarsi. maestro. Quelli che il vento ha portato un momento fa erano tre mostri belli e buoni. Lo scopo era di sconfiggere la sfortuna in cui è caduto il vostro maestro. Porto anche il patronimico Tang. perché sa che scendono i buddha. Ragazzi. Quest'anno si sono imbattuti nel vostro maestro. vergognosi di essere stati smascherati. balzò giù dalla rupe dove si trovava e gridò: "Ehi voi. In seguito l'imperatore mi ha accordato la grazia di affidarmi il Monastero di Vasta Benedizione." Il grande santo fece la capriola nelle nuvole e filò verso nord est. Quando riuscì loro di diventare spiriti. al giorno e all'ora. in effetti è il Grande Santo Uguale al Cielo. quando esso cadde improvvisamente." I mostri ebbero un brivido: "Volete dire il santo che provocò quei disordini in Cielo." "Le terre dell'Est sono molte lontane." I mostriciattoli si precipitarono all'interno per annunciare: "Grandi re. o semplicemente Bonzo. Domandò: "Dunque è questa la montagna dei mostri?" "Certo. al mese. grazia!" Gli orchi chiesero: "Da dove vieni." "Incomincio da me. prosperità!" I suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro videro subito che si trattava dei quattro protettori del tempo travestiti: gli addetti all'anno. Il primo tiene la testa in caldo sotto un folto berretto di pelliccia di volpe ed emette un soffio ardente. e fin da bambini sono ghiotti di olio profumato miscelato con burro. Comunque i difensori della fede vegliano a proteggerlo. La loro intenzione è di cucinare un piatto sopraffino. Non occorse andare lontano per scoprire. Il terzo ha un ruggito di tuono e zanne d'argento appuntite. Quando siete arrivati sul ponte delle lanterne d'oro. Se tenete alla pelle. e la sua collera sfumò. e io inseguo quel vento malefico. Noi vi abbiamo visto partire all'inseguimento. ci hanno invitato a vedere le luminarie in città. Il maggiore chiese che cosa succedeva. quando si è avvicinato loro mentre toglievano l'olio dalle lanterne. secondo l'adagio: tre capre iniziano la pace(14). hanno soffiato sulla fiamma e se lo sono portato via. Gli orchi indossarono l'armatura e uscirono a gridare: "Chi ha l'audacia di venire qui a far baccano?" Scimmiotto li osservò bene. tagliando a strisce Tripitaka e mettendolo a friggere nel loro amato olio e burro. sbrigati a farci una relazione completa e sincera." "E adesso che facciamo. Ebbi l'onore di essere scelto dall'imperatore per dirigere le cerimonie e predicare. con un ululato sinistro. e vi abbiamo seguito per darvi le informazioni necessarie. il sovrano Tang fece un viaggio negl'inferi. Il mio nome da laico era Chen Xuanzang. Una stele lì accanto recava sei caratteri: GROTTA FIOR DI MISTERO. seguendo una traccia di odore fetido. gli faremo un piccolo interrogatorio. Mentre passavamo dalla prefettura di Come l'Oro e guardavamo le luminarie. Dopo averli osservati a suo agio. ripresero il proprio aspetto e salutarono tremanti: "Perdonateci. rivestitelo e portatelo qui. il corpo è variegato come una pittura. il santo monaco dei grandi Tang in cerca di scritture. è il Generale delle Cortine Arrotolate disceso sulla terra. fratello?" chiese Sabbioso. Chissà da quale montagna e da qual caverna venivano quei diavolacci." "Che cosa ve lo fa pensare. coperto di ricami luminosi come lucciole: brillano da tutti i pori. con accompagnamento di capre?" "Erano le capre dell'esagramma della pace.. se viene? Quale occasione migliore per rendergli omaggio?" Tripitaka non diede retta alle insistenze dei monaci e rimase dov'era. In effetti. Non esitate a intervenire!" Scimmiotto congedò i protettori e si mise in cerca della residenza trogloditica. Il secondo si avvolge in una garza leggera rosso fiamma e fa risuonare gli zoccoli di giada tintinnante. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione. ma Scimmiotto gli corse dietro gridando: "Attento. non sono stato abbastanza svelto. presero questo andazzo di trasformarsi in buddha. La abitano tre mostri: il più anziano è il gran re Fuggilfreddo. una parete rocciosa in cui si vedevano i battenti di pietra semiaperti di una porta. Ragazzi. Fu allora che ebbi il privilegio di vedere per mia edificazione la pusa Guanyin: essa mi disse che nel Monastero del Colpo di Tuono si trovano tre ceste di scritture autentiche. invece di adempiere alla vostra missione di protettori segreti del mio maestro?" "Il vostro maestro ha trascurato la sua natura meditativa. senza un'adeguata preparazione del terreno. dove si trova la Grotta Fior di Mistero. di cui eravamo ospiti. Quanti siete? Come vi chiamate? Se vuoi salvare la pelle." Gli orchi si dissero: "Meno male che non l'abbiamo mangiato subito: poteva andarci di traverso. le corna si drizzano sopra le orecchie appuntite. non mi venite più nemmeno a salutare." A Scimmiotto prudevano le mani: "E vi sembra serio venirmi ad aiutare travestiti da pagliacci. "È semplice: voi ritornate al monastero a badare alle nostre cose. Porcellino. per salutare il Buddha e chiedergli le scritture nel Monastero del Colpo di Tuono. Tre grandi stendardi recavano i nomi dei tre comandanti. ma tutte avevano una testa bovina ed erano armate di lancia o di bastone. Il terzo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza. ciascuno porta la sua arma speciale: un'ascia da guerra il primo. si portò via il monaco cinese. Dopo che il primo ministro Wei Zheng aveva decapitato in sogno il drago del fiume Jing. calamità!" I tre orchi avevano appunto portato Tripitaka in cucina e l'avevano spogliato e lavato nell'acqua di pozzo: al momento dibattevano se tagliarlo in dadi o in listerelle per saltarlo in padella. grasse e magre. Il più anziano si chiama Scimmiotto Consapevole del Vuoto." Scimmiotto vide che l'intenzione era buona. Sabbioso chiamava. che si è convertito alla giusta dottrina. Perché fuggire. è una reincarnazione dell'Ammiraglio dei Canneti Celesti. Il mio secondo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità. I miei discepoli sono tre. Seguì il vento fino all'alba. per intervenire alla festa delle lanterne della prefettura Come l'Oro a procurarsi la loro bevanda preferita. scorse sul pendio quattro uomini che si spingevano davanti tre capre e gridavano: "Buon anno. a suon di tromba e di tamburo." "Il vostro discepolo pensa sempre al Buddha. che lo guardarono con occhi bovini e chiesero: "Chi sei per osare di venir qui a strillare tanto?" "Sono il primo discepolo di Tripitaka. capaci di far salire in cielo le anime dei trapassati. e si fermò davanti alla porta per gridare: "Mostri! Restituitemi subito il mio maestro!" La porta si spalancò con fracasso e ne uscì un nugolo di diavoli a testa di toro. signore?" chiesero spaventati i monaci. purtroppo. che da tanti anni si facevano passare per buddha alla festa delle lanterne." I mostriciattoli corsero a eseguire e spinsero Tripitaka davanti ai troni. monete false! Che cosa state tramando?" I protettori del tempo. Cattureremo anche i suoi discepoli. grande santo!" "Non vi chiamo da un po' di tempo." Fecero quindi suonare l'adunata di bufali. il secondo il gran re Fuggilcaldo e il più giovane il gran re Fuggipolvere. si guardava intorno.] Mentre cercava un sentiero. "Si è presentato alla porta un monaco con la faccia pelosa e la bocca da duca del Tuono. "Voialtri comuni mortali eravate convinti di essere visitati da buddha che accettassero l'offerta del vostro olio. Ma Scimmiotto disse: "Fratelli. Le altre creature erano d'ogni specie: alte e basse.

Gli orchi non si preoccuparono di inseguirlo. paf! Questo è il rumore della sbarra di ferro. Non ho riconosciuto gli impostori E son caduto nella loro trappola." Scimmiotto fece cadere le catene con la magia che apre le serrature. sono qui fuori. Ci siamo battuti tutto il giorno. Ma il maestro non ne inghiottì nemmeno una cucchiaiata. illuminando il buio con la piccola luce del suo addome. di cui si doveva decidere il destino solo dopo aver catturato Scimmiotto. Non è cosa da poco questa trasformazione: è una bella prova di versatilità. Se in fin dei conti non sapete l'esito di questa spedizione. e il monaco cinese si stupì: "Vedi come tutto è diverso. "Come entrerai?" "Ho i miei metodi" rispose Scimmiotto. mentre andiamo a catturare gli orchi. il nemico si consiglia. "Che cosa te lo fa pensare?" chiese Scimmiotto. le lucciole nascono dalla putrefazione dell'erba." "Se sono rinoceronti" disse allegro Porcellino. Andò a svolazzargli intorno. gridò: "Trasformazione!" e si mutò in una lucciola. ruba lucerne. La sala centrale era vuota." "Maestro. proteggendosi con la sua canna nodosa. Veramente non si muoveva nessuno: bufali addormentati giacevano di traverso nei corridoi. un po' perché temeva che non fosse vegetariana. qui nell'Ovest! Da noi. si posa sull'architrave e osserva attentamente: da una parte c'è una fessura." "Ma come. incatenato a un pilastro in una stanzetta sul retro. Anche Tripitaka. e constatare Che i loro pugni non pesano poco. e non siete affamato?" "Per ridurmi alla fame ci vuol altro. È il caso di ricordarlo: Negligenza e licenza disturbano lo spirito. l'ascia. come usano all'Inferno. I quattro protettori del tempo mi hanno dato le informazioni necessarie: Monte del Drago Verde.voce tonante: "Brutti mostri ladri. "Dice l'adagio: Se dài tregua. Allora il gran re Fuggipolvere. la sera mi sono venuti addosso tutti i loro scagnozzi e io. e noi possiamo approfittarne. e specialmente delle ultime parole." "Hai parlato abbastanza. Ma si vede Che la vita è votata alle disgrazie. sono venuto in avanscoperta per constatarle. "Certo la fama ti precede. con la sua sola sbarra. cattureremo i mostri e liberemo il maestro. Dopo centocinquanta scontri cadde la sera. ciascuno si difende e mostra la sua abilità." "Vuoi dire che Porcellino e Sabbioso sono con te?" si rallegrò Tripitaka. Mentre esplorava qua e là." "Ma la porta è sbarrata" osservò Sabbioso. E con calamità oscurano la Via. da una camera che si apriva sulla sala centrale. e vi soffia uno spiffero. Consapevole del Vuoto. Sono diavoli con la testa bovina. ma quella sbarra levata fa paura a dèi e diavoli. Per monti e valli ho avuto mille pene. "Quelle loro teste bovine. CAPITOLO 92 A CACCIA DI RINOCERONTI IN FONDO AL MARE OVE I TRE MONACI DANNO BATTAGLIA SUL MONTE DEL DRAGO VERDE. insieme all'olio di lucerna. Porcellino voleva sfondare senz'altro la porta. Tutte le porte erano serrate. Questi si vide messo in una posizione difficile e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole. chissà dove dormivano i tre orchi. "dopo averli catturati non mancheremo di segargli il corno: ne caveremo un bel po' di soldi. Fuggilfreddo. Ora sono ritornato con i condiscepoli. intenta a spiare le mosse dei mostri. Fu una bella battaglia sulla montagna: Il re scimmia osa affrontare. e fece strada al maestro verso l'uscita. Ci si intrufola. Pif. una sciabola e una canna. Porcellino e Sabbioso. senza che si giungesse a una conclusione. ma voi. Non credevo che fossi soltanto un macaco losco e puzzolente. tenete chiuse le porte e state attenti a torce e candele. Sentite: i mostri dormono. è meglio muoverci subito e attaccare di sorpresa: non sappiamo quali conseguenze può avere un ritardo. ho preferito venir via. D'un tratto. non riconoscete il vecchio Scimmiotto?" "Sei lo Scimmiotto dei disordini in Cielo?" chiese uno degli orchi. reverendo! Avete combattuto tutto il giorno. e russavano come temporali d'estate. le larve si muovono appena. all'inizio dell'anno. Poiché la notte non è adatta per combattere. A Scimmiotto e ai suoi compagni. e i tre discepoli lasciarono la città viaggiando sulle nuvole." "Pensiamoci bene" obiettò Sabbioso. Scioglierò le vostre catene. "Approfittiamo di questo bel chiaro di luna per fare a pezzi i mostri!" Scimmiotto si adeguò al parere della maggioranza e si rivolse ai monaci: "Affidiamo a voi il cavallo e i bagagli. senza vincitore né vinto. Non vi sembra che ne valga la pena?" I monaci espressero la loro infinita riconoscenza. Ping. E QUATTRO DIVINITÀ STELLARI CIRCONDANO E CATTURANO I RINOCERONTI. E se gli orchi. approfittassero della notte per mettere le mani addosso al maestro? Secondo me. ed eccola all'interno. aspetta che vada a vedere se il maestro è ancora vivo. visto che si faceva tardi e non ero sicuro di farcela. invece di andare a dormire. una volta di più la vostra inettitudine a distinguere il vero dal falso ha compromesso la nostra tabella di marcia e richiederà un bello spreco di fatica. venne la voce di uno degli orchi: "Ragazzi. "Sì." "Sono d'accordo con Sabbioso" aggiunse energico Porcellino. su cui i protettori del tempo mi avevano dato le informazioni necessarie. Figuratevi che una volta ho passato cinquecento anni senza mangiare né bere. gli andarono incontro: "Finalmente ti si rivede. Imbrogliano sistematicamente le autorità della prefettura per rubare l'olio di cui sono ghiotti. Ascia e sciabola si abbattono da tutte le parti. bocche bisunte!" Si fece avanti roteando la sbarra e i tre orchi lo fronteggiarono con le loro armi. Dopo cena fecero i piani per il giorno dopo: "Andiamo presto a letto. In un tempo di festa sono giunto Nell'Ovest. ma il Novizio lo trattenne: "Prima di ingaggiar battaglia." I monaci non sospettarono nemmeno che quella fosse la pura verità. e questo libererà da una tassa esosa il piccolo popolo di Mintian. "Mi pareva strano di veder lucciole in questa stagione. Ho passato la giornata a combattere i mostri. brilla come una stella cadente. ma richiamarono le truppe e fecero tranquillamente distribuire il rancio serale." "Non credo" disse Scimmiotto." Scimmiotto si rallegrò di trovare il maestro di umore più filosofico del solito. corse ad agitare il suo stendardo: la folla dei mostri dal capo bovino oscillò e venne avanti per accerchiare Scimmiotto. che l'avevano aspettato tutto il giorno. dai fratelli e condiscepoli. Imbattutisi per caso nel maestro." "Saranno re diavoli della capitale infernale" suggerì Porcellino. udì qualcuno singhiozzare: era Tripitaka. Restituitemi il mio maestro. e del resto non sapevamo quali fossero le vostre condizioni. Fuggilcaldo e Fuggipolvere." Scimmiotto riprese il suo aspetto: "Caro maestro. Intanto Scimmiotto ritornò al monastero. Il risultato è che quei ladri hanno rubato anche voi. Secondo gli antichi. niente! siete corso a fare i vostri salamelecchi. ebbe per il momento la sua scodella di minestra. abitanti tre orchi che si chiamano Fuggilfreddo. Ad ali spiegate. la sciabola e la canna nodosa. Recitò un incantesimo. se non vi disturba" rispose Scimmiotto. Ve lo dicevo che c'era sotto qualcosa di losco. lo hanno rapito senza sapere chi fosse. sfonderò la porta e vi farò uscire. Domattina andremo all'attacco tutti e tre insieme. pang! Questo è il rumore dell'ascia e della sciabola che si urtano. ma il tuo aspetto è una vergogna. Quei brutti musi sporchi d'olio di lampada rubato vogliono catturare un monaco inviato imperiale. e per una volta tanto Mi son dato bel tempo. invece di dormire come noi. Ecco che vola sulla porta. tirano e spingono. Fuggilcaldo e Fuggipolvere ben lo conoscono di fama. ascoltate il prossimo capitolo. La battaglia continua fino a sera. Che ne è stato del maestro?" "Ho seguito la pista dell'odore di quel vento e sono giunto a una montagna. grazie. Grotta Fior di Mistero. sono io" si udì la vocina di Scimmiotto. "Piuttosto hanno l'aria di tre spiriti rinoceronti. Il Novizio restò in ascolto delle sue lamentazioni: "Da oltre dieci anni ho lasciato Chang'an. bastò poco tempo per raggiungere la Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde. le loro armi sono un'ascia. e un po' perché le disavventure gli toglievano l'appetito. Dunque sei tu. qui volano già le lucciole." I monaci del convento vennero a invitarli a cena. "Ma non fate complimenti: posso anche farne a meno. cavalcando il vento. Dimostreremo che sono impostori. Coi miei saggi discepoli di certo Dovranno misurarsi. "Certo. Un simbolo del vero vuoto tiene in rispetto tre false apparenze di buddha. Tre contro uno. Come mai non sento il gong .

Sabbioso lo vide sommerso dalla folla muggente. va male! Il mostro con la faccia pelosa è entrato nella grotta e ci ammazza. Detestano la vista della propria ombra e sono maniaci della pulizia: si fanno il bagno ogni momento. Tirato e spinto da una mandria di bufali." "Non sono rinoceronti che stiano a godersi il chiar di luna. Li ho combattuti. erano caduti addormentati. Ma la voce del capo fece balzar su gli addetti alla guardia. Nel Palazzo dei Tori Combattenti. Dopo un bel po' che combattevano senza vincitori né vinti. Le armi sibilano nell'aria. che non mi dà mai retta." I monaci non seppero rispondere altrimenti che prosternandosi nella polvere ed elevando preghiere. Tutti gridavano. dai rivelatori e da una quantità di altri dèi. Per riscattarmi. Zhang e Xu. bel monaco!" gridarono. essi finirono per imbattersi nel maestro e nel discepolo. mandava a pezzi le porte una dopo l'altra e finì per sbucare all'aperto. "Mi buttò fuori il nostro Buddha. "Buttiamo giù i battenti. sapete salire anche in Cielo?" chiesero impauriti i monaci. per sottomettere certi mostri" spiegò il precettore celeste. "Quali milizie celesti ti possono aiutare?" chiese l'Imperatore di Giada. con la dovuta pratica. Vi dispiacerebbe continuare a custodire cavallo e bagagli. asce levate. ai colpi del rastrello si oppongono i fendenti della sciabola. il rinoceronte bue. Picchiava e gridava: "Mostri da strada. Comunque questi mostri ci sanno fare. man mano che si prosegue scaturiscono da ogni parte nuvole colorate. nella prefettura Come l'Oro. due corni e la capacità di fendere le acque quando devono attraversare il mare o un fiume. Temilcaldo e Temipolvere. gli vennero le lacrime agli occhi: "Che peccato. fece una finta e cercò di fuggire.e le raganelle dei guardiani notturni?" Il fatto è che tutti i mostriciattoli. Tao e Xu. I mostriciattoli non poterono trattenerlo: rovesciava o schiacciava chi si opponeva." Scimmiotto si inchinò a tanta sapienza: "Che stelle sono? Posso pregare di darmi indicazioni più precise?" "Le costellazioni si trovano dalle parti del Palazzo dei Tori Combattenti dell'Orsa Maggiore. da quelle del tempo. "Una volta ci stavo di casa" rispose ridendo Scimmiotto. basta che gli opponga le quattro stelle volatili dell'elemento del Legno: non potranno resistere. Temilfreddo. Ma non sappiamo quando ci caverà dai guai. lo rovesciarono e catturarono anche lui. e sono venuto a chiedere aiuto all'Imperatore di Giada. che ho incontrato alla porta. il rinoceronte maculato." "D'accordo" rispose Scimmiotto. "Sarà certo andato a cercare aiuto. è stato rapito da mostri per aver distratto la sua natura di meditazione partecipando a una festa delle lanterne. "Non sapevo che vi chiamaste 'costellazioni volatili'. Sciabole in pugno. ragazzi!" Tutte quelle creature bene armate fecero presto a gettare a terra Porcellino. si è fatto rapire da tre mostri che andavano in giro con l'aspetto di rispettabili buddha. Hanno conseguito il Tao e raggiunto l'età di un migliaio d'anni. o ti tagliamo in due. Li abbiamo combattuti a lungo. il randello ammazza diavoli non è un oggetto comune. impugnavano le armi. Indossarono le armature." "Se non riuscite a vincerli voi. "Non è buon segno. il mio maestro. che sapete cavalcare le nuvole. gli fecero l'interrogatorio: "Come hai fatto a liberarti dalle catene? Come è entrata quella scimmia? Confessa tutto. Si era mutato in lucciola per venire a soccorrermi. siete caduti anche voi nelle loro mani! Che ne è di Consapevole del Vuoto?" "È riuscito a tagliare la corda" rispose Sabbioso. e lui ha dovuto abbandonarmi e fuggire. li vennero a ricevere le ventotto case. Si recò nella Sala di Chiarezza Penetrante. Ma a quanto pare non sapete che questi guai non sono casuali: sono prove che il maestro deve affrontare una dopo l'altra. canna nodosa e bastone vanno e vengono in un torneo d'alta scuola. Altrimenti sarei venuto direttamente a trovarvi. sono agevolati nel divenire immortali. senza scomodare sua maestà. Inoltre in vita sua ha mangiato cinabro vegetale: non è facile farlo morire. Porcellino la sciabola e Sabbioso la canna. Granchio del Legno Dou." Lasciamo maestro e discepoli nello sconforto in cui erano piombati. urlando: "Grandi re. perché avevo disturbato la festa delle pesche di immortalità. a sentir parlare quel vecchio furfante di Venere. "Ehilà. mentre io faccio un salto in Cielo per chiedere rinforzi?" "Reverendo. espose il caso. dove Scimmiotto." E ordinarono ai ragazzi di chiuder bene le porte e di tenersi zitti. Queste bestie. Il nostro maestro è segretamente protetto dalle divinità dei monasteri. per pregare le costellazioni del Legno di scendere sulla terra. Dobbiamo entrare in azione. Lupo del Legno Kui e Sciacallo del Legno Jing si fecero avanti: "Hai bisogno di noi. a quanto pare hanno nei loro corni il soffio della nobiltà. Zhu. ma i mostri gli balzarono addosso. dove incontrò i quattro grandi precettori celesti Ge. "Dove credi di scappare?" Scimmiotto non perse tempo a rispondere: sfoderò la sbarra e ruppe la testa ai due più vicini. Basta che ti accompagni la stella del Pozzo: sa arrampicarsi sulle vette per divorare tigri e scendere in fondo al mare per catturare rinoceronti. ma non ne sono venuto a capo. Scimmiotto?" "Dunque siete voi" disse Scimmiotto. non mi ha dato altra scelta che di proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture. Va a fare rapporto all'Imperatore di Giada. Scimmiotto non poteva badare a lui. ma sono troppo potenti per metterli sotto. lo salutarono: "Dove andate. Poiché hanno sul loro corpo il simbolo del disegno celeste. Scimmiotto vide la mala parata e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole. "Il nostro maestro. La battaglia si ingaggiò senza scambi verbali. la sbarra di ferro fa prodezze memorabili. Se li vuoi catturare. Gli altri mollarono la presa e corsero in folla nella sala centrale. Non tiratevi indietro! Se la mancanza di uno solo facesse fallire l'operazione. e anche il rinoceronte col berretto. contrariati." "Andiamo. Scimmiotto scomparve con un sibilo. ma quando le loro truppe sono intervenute." "Sono gli spiriti di tre rinoceronti. Dove dobbiamo andare?" "A nord est della prefettura Come l'Oro. Ma gli orchi si ostinano a resistere." "Figúrati se noi avremmo osato lasciare il nostro posto senza ordine espresso. Scimmiotto si incaricò di affrontare l'ascia da guerra." I tre orchi balzarono dal letto: "Arrestatelo immediatamente!" Al monaco cinese si piegavano le gambe. verso mezzanotte. Temilfreddo chiamò i suoi alla riscossa: "All'attacco. gli altri . si trovò legato come un salame e trascinato dentro la grotta. "Porto un sacro decreto che ordina alle quattro costellazioni volatili del Legno di scendere sulla terra con il qui presente grande santo. dove il pianeta del Metallo. succialucerne! Sputate fuori il nostro maestro!" Il portinaio terrorizzato corse a riferire: "Grandi re. Caimano del Legno Jué. davanti alla porta degli orchi. grande santo!" esclamò il pianeta del Metallo con una risatina ironica. dove siete?" Porcellino e Sabbioso gli vennero incontro levando rastrello e bastone: "Come vanno le cose?" E Scimmiotto riferì per filo e per segno. Il grande santo giunse in breve alla porta occidentale del Cielo. "Dove andate?" gli chiesero. la scimmia è il mio discepolo Consapevole del Vuoto." L'Imperatore di Giada incaricò il precettore Xu di accompagnare Scimmiotto al domicilio dell'Orsa Maggiore. che conosce settantadue trasformazioni. Gli uni combattono furiosi per la vita del maestro. non si sente volare una mosca" s'inquietò Sabbioso. che ripresero i giri di ronda al suono delle raganelle. Era la terza veglia. "Fratelli. chiamarono a raccolta i loro mostriciattoli e uscirono ad affrontare il nemico." Il reverendo tremava come una foglia: "Grandi re. Quando li vide. scambiati i saluti. Rolla e beccheggia il rastrello. che ritornò al monastero dove i monaci gli vennero a chiedere: "Siete riuscito a liberare il reverendo?" "Non è facile. il rinoceronte toro. correvano. sono riuscite a impadronirsi di Porcellino e di Sabbioso. sotto la luce abbagliante delle lampade. Nei primi scontri sale una sinistra nebbia. che li autorizza a dichiararsi grandi re. "Hanno chiuso le porte. il devarâja Anima Lunga e i quattro grandi ufficiali perspicaci Yin. e ci vedrai più chiaro. dice che questi spiriti rinoceronti si sottomettono alle costellazioni volatili del Legno. andiamo a caccia di rinoceronti. il mio mestiere è di eliminare i perversi e restaurare la giustizia. quei mostri sono forti." "Allora non occorre che veniamo tutti e quattro. "Venere. Ce ne sono di tanti tipi: il rinoceronte a testa concava. e seguiamo Scimmiotto. Sabbioso e Porcellino furono portati prigionieri dov'era Tripitaka. grande santo?" "Nella prefettura Come l'Oro. che se ne stavano in conversazione. mi chiedevo che cosa volesse dire. Volevo sollecitare dall'Imperatore di Giada un'inchiesta per identificarli e rinforzi per sottometterli. Qiu. non ci sarà da temere che il reverendo maestro sia spacciato?" "Non c'è pericolo. accendevano torce." Scimmiotto ringraziò a mani giunte. ma il cielo era rischiarato da una gran luna piena. dopo la giornata faticosa. tre specie di peli." "Che impudenti!" dissero gli orchi. Da parte sua. alla frontiera dell'India. Strada facendo. dopo essere venuto alle mani con loro!" "Ho visto che sono spiriti bovini. nella Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde. impugnarono le armi. allora ha sconsideratamente ucciso due di quelli che lo circondavano." Se ne incaricò il bestione: con un colpo del suo rastrello fece volare in pezzi le porte di pietra. il rinoceronte gigante e il rinoceronte dagli arabeschi che spiegano il cielo. Porcellino e Sabbioso sono rimasti prigionieri. Le caratteristiche comuni sono: l'unica narice. si mette male! I bonzi hanno sfondato la porta. Ma voi stavate all'erta e l'avete sorpreso." Gli orchi si misero a ridere: "Per fortuna ci siamo svegliati in tempo per riacchiapparti. gli altri balzano alla gola per conservarlo nelle proprie mani. "Non mi direte che avete difficoltà a identificarli. io solo sono scappato. Tripitaka fu rimesso ai ferri. imparano a volare e a camminare sulle nuvole. Ascia contro sbarra: vittoria incerta. Non riesco a liberarlo da solo. Fu un bellissimo scontro: Tre monaci contro tre mostri. e si aprì la strada a bastonate. fuoco e fiamme dalle narici." I quattro precettori lo condussero subito nella Sala delle Nuvole Misteriose.

Dirà il grande santo che cosa si deve fare di te. portando il reverendo sul loro migliore palanchino. si diedero alla fuga nuotando verso il largo. "L'ordine riguarda tutti e quattro: partite senza indugio. scorsero finalmente Scimmiotto sulla riva del mare che lanciava loro richiami. urlone: non ti ammazzo. corsero a riferire. Temipolvere si trovò accerchiato dalle truppe acquatiche. furono affidati rispettivamente a Caimano e Sciacallo. allo scopo di approfittare delle vostre offerte delle lanterne d'oro." A questo punto abbassarono le armi e ritornarono al palazzo di cristallo ad annunciare: "Missione compiuta. Complimenti per questo bel . o te ne pentirai! Lupo e Granchio correvano sulle nuvole. Noi due abbiamo sgombrato il terreno e siamo venuti a liberare il santo monaco. Gli ufficiali e la popolazione della città e dei sobborghi. "Come siete riuscite a trovarci?" "L'Imperatore di Giada ha ordinato di venirvi a liberare. carette. e la Via venne offuscata Dal momentaneo indulgere al piacere. Infine presero la strada del ritorno. Potrete vivere in pace senza altri guai. Avrà studiato la notte. caro e saggio discepolo. Il giovane principe scoprì Sciacallo del Legno Jing che aveva ripreso il suo vero aspetto per abbattere Temilfreddo. Ogni momento devi vigilare Sul tuo elisir. Digrignò i denti e si lanciò all'attacco con la sua sbarra. dove sono i rinoceronti?" "Che domande stupide!" esclamò Scimmiotto di malumore. Sciacallo e Caimano mi hanno lasciato qui di guardia. Questi spiriti rinoceronti sono gli impostori che per molti anni si sono fatti passare per buddha. entrarono nella grotta per liberare Tripitaka. "Eccolo che ritorna dopo essere stato messo in rotta. Dopo un po' videro Caimano che spingeva Temilcaldo verso di loro. e impoverisce le vostre risorse. riconoscendo le costellazioni. venute a rubare l'olio. mentre le truppe manovravano per circondarlo. e si gettò nella mischia gridando: "Arriva il vecchio Scimmiotto!" I mostri. poi interverremo noi. "Andate a riposarvi al monastero. gamberi e granchi impugnarono le armi. grande santo" dissero le costellazioni. Presi dal panico. verso il Monastero delle Nubi della Compassione. buoi muschiati. "In questi anni di vita da monaco. È probabile che nel frattempo sia andato a cercare rinforzi" suggerì Temipolvere. per tagliare il male alla radice. Abbassarono le loro nuvole e chiesero: "Grande santo. soldati e abitanti della città e dei sobborghi. "Non saranno i rinforzi che può trovare a farci paura" esclamarono Temilfreddo e Temilcaldo. ma per un bel pezzo non videro nessuno. Anche i tre orchi ricaddero a quattro zampe e corsero via verso nord est col fragore del cannone." "Bisogna portarli tutti e due in corteo per la città" propose Porcellino. mentre noi partecipiamo all'inseguimento. il monaco cinese si profuse in ringraziamenti: "Sono profondamente riconoscente agli ufficiali stellari della pena che si sono data per venirci a liberare. in compagnia di Sciacallo e di Caimano. allarmatissimi. Porcellino e Sabbioso. hanno rapito anche il nostro maestro. Il grande santo li tallonava senza perdere il contatto. lo osservò con attenzione: "Non si direbbero ferite d'arma da taglio. A questo punto intervennero le quattro costellazioni del Legno. Il terzo è stato addentato a morte dalla stella del Pozzo. ma si trovarono davanti Sciacallo." Quando giunsero sulla montagna. perché li processi per impostura e stabilisca l'ammontare dei danni cagionati alla popolazione in tanti anni." Mentre le stelle partivano. Quando ebbero ripulito la montagna. "Maestro" disse Porcellino." Tripitaka si inchinò di nuovo e rivolse preghiere al cielo. "Se non fossi intervenuto io. su sollecitazione del grande santo. Che bella sorpresa!" si sganasciarono le quattro stelle. questi signori non fanno che il loro mestiere. lo disarmò e disse: "Sta zitto. Tienilo stretto. Non c'è niente di più adatto del corno di rinoceronte per dividere le acque: le fendevano con precisione e rapidità. "Voi dovete eseguire i vostri ordini. insieme a Caimano e Sciacallo. con l'anello di ferro al naso. "Ce ne avete messo del tempo. spingendosi davanti i due rinoceronti. "Stella del Pozzo!" gridò Mo'ang. abbiamo visto il Grande Santo Uguale al Cielo e due stelle all'inseguimento di tre rinoceronti. agate. per abbatterli ho dovuto chiedere aiuto agli dèi del cielo. bestiacce!" "Quel furfante ci ha fregato!" esclamarono gli orchi. Vi schiererete come ieri e baderete a circondarlo per non farvelo scappare. datemi il cambio: io faccio un salto là sotto a vedere che cosa succede. Ora i mostri sono sterminati. "Ragazzi. Bisogna distruggere la caverna. Le divinità scesero in cavalcata sulla prefettura immerse in un pulviscolo colorato. che in realtà sono tre rinoceronti. Quando siamo passati dal vostro paese e siamo venuti a goderci le luminarie. carpe." Il grande santo fece il passo per aprire le acque e si tuffò. finché si trovò accerchiato e gridò: "Grazia! Grazia!" Sciacallo lo afferrò per un'orecchia. i mostri ripresero il proprio aspetto: zebù. e ruppe al malcapitato l'osso del collo. "perché la gente veda e sappia che santi siamo noi. che esperto avvocato è diventato il nostro ammiraglio. "Sta inseguendo gli orchi." Con incosciente baldanza. Scimmiotto gridò: "Prendetelo vivo. roteando le armi: "Giù le zampe." Congedatasi dai draghi." Aoshun convocò il principe ereditario Mo'ang: "Intervieni subito con le milizie acquatiche. li riconobbero e corsero ad avvertire il re drago: "Maestà. mentre Granchio e Lupo facevano strage sulla cima e catturavano vivi quelli che non opponevano resistenza. "Tu andrai avanti a provocarli e li attirerai in campo aperto. non pestatelo troppo! Non mi consegnate una carcassa!" Mo'ang ubbidì: i soldati si accontentarono di rovesciare la bestia. piantarono in asso bagagli e maestro per salire sulle nuvole e farsi raccontare le circostanze della cattura. I monaci." "Va bene. e si dispersero al galoppo per la montagna. non sai le conseguenze Che subirai allentando l'attenzione. Il fuoco la devastò da cima a fondo." "Certo" disse Porcellino. le salutarono e le ringraziarono. fece la seguente allocuzione: "Prefetto di Come l'Oro. si sbandarono e presero ciascuno una direzione diversa. ufficiali. Questi furono costretti a battere in ritirata. Io torno a fare rapporto. la comitiva riprese la via della prefettura. Temilcaldo e Temipolvere. la montagna e la grotta sono ripulite. padre e figlio. che si sono messi nei guai con il Novizio. cipree. che erano già in difficoltà. che ci racconteranno che fine avranno fatto gli orchi. Ora che siete arrivati voi. Converrà pregare le costellazioni di presentarsi in tribunale a testimoniare. "Si salvi chi può!" In un bailamme di mugli e muggiti. temevo di non rivederti più." Temipolvere e Temilcaldo.non farebbero che perdere tempo. "Segategli i due corni e scorticatelo. Uno yaksa volteggiatore e un pattugliatore corazzato li videro da lontano. poi invitarono il maestro ad aspettarli seduto su un masso." Considerata la buona intenzione. Fu la meditazione disturbata Dalla festa. Raccogliamo le nostre cose e andiamocene. "Li porterete davanti al prefetto di Come l'Oro. così le prove saranno inconfutabili. "Non ammazzarlo! Il grande santo lo vuole vivo!" Ma quel sanguinario non gli badò. che avevano riparato alla meglio con lastre di pietra i danni provocati da Porcellino alla porta di ingresso. portateci le armature." Quando Scimmiotto vide il morto con la testa quasi recisa. perle. e non ci saranno scappatoie. Scimmiotto sfoderò il solito repertorio di invettive: "Succialucerne. con un grande sciacquio. e ci siamo soffermati a ripulire la montagna e liberare il vostro maestro e i condiscepoli. Credo si tratti di Temilfreddo. Quando vi giunsero Scimmiotto. conchiglie. per ordine dell'imperatore e per riguardo al nostro condiscepolo. ambra. Quando rivide Scimmiotto. mentre incendiavano la grotta. tanto peggio" concluse Scimmiotto. Le carni vanno assegnate ai saggi draghi. Poi le truppe si divisero per aiutare le due stelle a catturare gli altri fuggitivi." "Senti senti. udita la dichiarazione. "Abbiamo preso questi due. perche. Ne raccolsero uno staio e lo portarono all'aperto. macaco! Non hai paura di prendere un'altra batosta?" Al Novizio non piaceva sentirsi chiamare 'macaco'." "Come mai non si vede Consapevole del Vuoto?" domandò Tripitaka con le lacrime agli occhi. "Grande felicità volge in dolore"(15) dice il Classico delle Mutazioni. si chiusero in casa a pregare e bruciare incenso. tutti si dedicarono all'inseguimento dell'ultimo fuggitivo. I tre rinoceronti sono scesi in fondo al mare. ne abbiamo riportato solo i corni e la pelle. Quanto a te. uscirono dal palazzo di cristallo e corsero con grida di guerra a sbarrare la strada ai rinoceronti. Giunti in vista dell'oceano occidentale. queste creature. giada e oro. Poi torneremo al monastero ad attendere i nostri amici. per raccogliere tutto ciò che avesse valore e piccolo volume: coralli. Dal momento che si trova nel nostro territorio. ho giusto imparato qualcosina di giurisprudenza" ribattè sostenuto Porcellino. "tante cerimonie sono pura ipocrisia. statemi a sentire." "Non cercate scuse" intervenne il precettore celeste. le creature uscirono dalla grotta al rullo dei tamburi: "Rieccoti qua." "Lo credo bene!" rispose ridendo Mo'ang. abramidi. di passargli un gancio di ferro nelle narici e di legargli solidamente le zampe. sguaina la spada e vallo ad aiutare." "Al punto in cui è ridotto. Porcellino e Sabbioso si dedicarono alla perquisizione della grotta. la stella del Pozzo se lo sarebbe masticato fino all'ultimo pelo. Caimano e Scimmiotto." "Non pensavamo che avreste avuto difficoltà a catturarli. Mentre la carcassa veniva trasportata al palazzo di cristallo. che esaurisce le famiglie che la devono pagare. troneggiando in cielo su un alone luminoso di buon augurio. Noi siamo santi monaci inviati dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione varcarono in pompa magna le porte della città. e lo stava azzannando di gusto." Ao Mo'ang ubbidì: in breve tartarughe. Vi converrà abolire l'imposta dell'olio per le lanterne d'oro." "L'Ammiraglio dei Canneti Celesti dice bene" approvò la stella del Lupo. Scimmiotto si raddolcì: "Avete fatto bene: vi sono molto grato di esservi preso il disturbo. Giunto sul fondo vide le stelle e i mostri che combattevano alla disperata. restituitemi il maestro!" I mostriciattoli. mostri da strada. bufali." Porcellino e Sabbioso.

ma non sapete che cosa significa. non lontano dalla strada. Trascorse un mese. i muri sono di mattoni rossi a squadra. Di scuole regolari per imparare la Legge. come noi. Ogni volta che andavano a un banchetto." Il bestione non se lo fece ripetere. Fu promulgato un proclama che informava la popolazione che l'anno seguente la festa delle lanterne d'oro non sarebbe stata autorizzata. reggendo candele accese e bracieri d'incenso. tutto insonnolito. non ne hai mai seguite. Consapevole del Vuoto sta praticando l'interpretazione senza parola né testo." "Scimmia zuccona! Come ti permetti di dire una cosa simile? Io non capirei quello che dico? E tu. Da parte sua s'intende di sbarre di ferro. si lamentò: "È presto! Non rompere!" "Si parte! Ordine del maestro" gridò Scimmiotto. e che l'imposta dell'olio era abolita per sempre. La pelle. Non vorrei che la nostra missione fosse compromessa. durante la notte sono scomparsi. Per qualche tempo. "Lui parla così perché vuole pungolare il maestro." "Sento sempre su di me il sutra della prajñâ. trascurando la giurisprudenza per il commercio. Ma intervenne Scimmiotto a evitare lo scandalo: "I quattro corni di questi rinoceronti siano portati dagli ufficiali stellari come tributo all'Imperatore di Giada. Non è vecchio e non è nuovo. Le grandi famiglie furono invitate a preparare i sacrifici di cinque specie di fiori e di frutti. i monaci esclamarono: "Ci siamo lasciati sfuggire i buddha viventi senza riuscire a trattenerli. o questa volta non eviterai le botte. lo recitate dritto e rovescio. aprirono la porta e si ritrovarono in strada. a documentazione delle circostanze che avevano condotto ad abolire l'imposta dell'olio. Intanto il monaco cinese e i suoi compagni procedevano per la loro strada. È il caso di dirlo: Dalla gabbia. per andare a mettersi a rapporto. scavato ai tempi di chissà quale remota dinastia. Il reverendo disse: "Ora apriamo la porta e ce la filiamo senza dir niente a nessuno. capisci meglio di me?" "Certo che capisco. raccogli tutti i preziosi che ci rimangono e donali ai monaci del monastero per ringraziarli dell'ospitalità." Tripitaka li rimbrottò: "Per piacere. Porcellino nel frattempo. Quando il fratello mi vuol picchiare. Non vorrete ricominciare ad affamarmi!" "Stupido! Sacco di segatura! Non dire scemenze!" si indignò Tripitaka. perché fosse conservato nel museo locale. tanto. l'altro lo portarono con sé i pellegrini per offrirlo al Buddha. non certo di commenti dei sutra. Porcellino era quello che se la spassava di più. "Tirati su e va a preparare il cavallo. lo sa che sono un balordo. Ma fa la commedia del gran dottore: lui capisce e spiega." Quanto ai due corni di Temilfreddo. È il destino cui devi prepararti. Inoltre si destinarono i proventi delle ammende ad acquistare un terreno per erigervi un tempio dedicato alle quattro case celesti che avevano abbattuto i mostri." Intanto avevano percorso un buon tratto di strada e superato alcuni colli. Tripitaka si allarmò: "Attenti. cioè l'interpretazione vera. CAPITOLO 93 VISITA AL JETAVANA NEL PARCO DI JETA SI INDAGA SULLE ANTICHITÀ E SI DISCUTE DELLE CAUSE. maestro e discepoli si abbandonarono alla bella vita. fu utilizzata per fabbricare corazze. Saranno saliti sulle nuvole" si lamentavano i monaci. "Non dovremmo più trovar mostri. ma chissà quanta strada resterà da percorrere. vorrai. si riempiva le maniche di preziosi trovati nella grotta dei mostri e li offriva agli ospiti. e gli elogi ricominciarono. e neppure a salutarli!" Li vennero a trovare alcune grandi famiglie dei borghi meridionali. Ricordate che quei monaci ci avevano detto che occorrevano duemila li solo per giungere alla capitale dell'India?" Scimmiottò rispose: "Voi dimenticate il sutra del Cuore del Maestro del Nido dei Corvi. guarda quel monastero!" Non è grande e non è piccolo. Poi fu la volta dei magistrati della prefettura e delle sotto prefetture. Il bestione. Mi ha sempre voluto bene e protetto. Per giungervi nettato da ogni polvere. D'un tratto un convento si presentò alla vista. battendo le palme in segno di disappunto. è lui che gli fa cambiare idea. I magistrati convitarono maestro e discepoli a un grande banchetto. non mancherebbe di vendicarsi in qualche modo. che volevano invitare i pellegrini. Non restò loro che rivolgersi al cielo e pregare. Le tue realizzazioni Di immortale o di buddha vi si perdono. dirò a Consapevole del Vuoto di romperti tutti i denti con la sua sbarra. È questo il giusto frutto che persegui. smettete di dire sciocchezze. Bisognò che il reverendo prendesse da parte Scimmiotto e gli desse queste istruzioni: "Consapevole del Vuoto. alla quinta veglia. e sono in grado di spiegare. magari. i tetti sono coperti di tegole smaltate color smeraldo. NEL PAESE DELL'INDIA EGLI SI RIVOLGE AL RE E INCONTRA UNA COMPAGNA." Scimmiotto prese le misure necessarie e l'indomani. uno fu donato al Tesoro della prefettura. non insistere" diceva Sabbioso. Il drago caracolla. e ha l'aria di contenere molte cose antiche di secoli e secoli. conciata e indurita con salnitro e tannino. Si chiamarono i macellai a scorticare e squartare i rinoceronti. fratello. si elevò un 'santuario per i vivi' dedicato ai quattro pellegrini e si eressero alcune stele in segno di perenne gratitudine. Se tu pensi. "Il maestro sbaglia i conti" brontolò Porcellino strofinandosi la faccia. cui sedettero i funzionari di ogni rango. trasse il coltello e decapitò Temipolvere e Temilcaldo. tanto per orecchiare la spiegazione di qualche sutra. quel desiderio A sicuro disastro ti conduce. tramava qualcosa. sul Monte degli Avvoltoi. Si ripara all'ombra delle conifere. Disciolte le catene. nutrendosi di vento e dormendo in riva all'acqua. e non ho nessuna voglia di farmi rimproverare dal Buddha. senza incidenti da segnalare. "Non avevamo preso misure di vigilanza. ma ci siamo riempiti la pancia solo una trentina di volte. La notizia si sparse in città. finché giunsero in vista di un'alta montagna. poi si procurò una sega e si applicò a segare i loro corni. Prepariamoci a partire prima dell'alba. Quando nel monastero ci si accorse che Tripitaka e i suoi erano scomparsi. I grandi caratteri sul portale dicono: MONASTERO DI MEDITAZIONE PAVIMENTATO D'ORO e sotto è appeso un cartello con la scritta: Monumento di remota antichità . come la mia veste o la mia ciotola delle elemosine. Volò via la fenice. tutto torna All'oceano. Le duecentoquaranta famiglie che avevano fornito l'olio delle lanterne vollero dedicar loro particolari festeggiamenti: non restavano soli un momento." "Ci avviciniamo. Sabbioso si divertiva e Porcellino si piegava in due dal gran ridere: "Che sbruffone! D'origine è una bestia perversa come noi. E le famiglie riconoscenti? Se non sapete che cosa fecero. Quindi presero congedo e si allontanarono su nuvolette iridate. discepoli! Guardate com'è ripida quella montagna!" "Ci avviciniamo al territorio del Buddha" replicò sorridendo Scimmiotto." Il bestione trasecolò: "Il maestro non è più lui.trionfo! Come sono andate le cose?" Scimmiotto glielo riferì. e svelto! Se continui a discutere. che cosa gli prende adesso?" "Il maestro non ha voglia di compromettere il viaggio per la tua ghiottoneria" gli disse Scimmiotto. oltretutto. ascoltate il prossimo capitolo." Montò a cavallo. "Alzati. dormiglione! Si barda il cavallo e si va via!" I preparativi furono presto compiuti. A che serve distinguere i tre ranghi? Quando l'atto è compiuto. non ha fatto nemmeno il sagrestano. spiega! Siamo qui ad aspettare. Come potrei dimenticare una preghiera che ripeto ogni giorno e che posso recitare anche alla rovescia?" "Certo. e sembrava che non li avrebbero mai lasciati partire. "Abbiamo avuto duecentoquaranta inviti. l'han preso dalla strada per farne un monaco. Gli ufficiali stellari trovarono la soluzione molto elegante e se ne rallegrarono con il grande santo. "Consapevole del Vuoto. Mentre nessuno badava a lui. che vennero in corteo con i loro impiegati." "Lascia stare. la carne fu distribuita ai funzionari e ai raccomandati." E continuarono a camminare in silenzio. Rilassatevi. in segreto. L'acqua mormora scorrendo nel canale. senza farlo sapere alle duecentoquaranta famiglie. scosse Porcellino e gli ordinò di preparare il cavallo. Camminarono così per sei mesi. E allora non stare zitto. maestro. il quale. per presentarli come resa di grazie nel santuario dedicato ai vivi. Strillò in direzione di Sabbioso: "Sveglia.

Tripitaka si immerse nella riflessione: "Pavimentato d'oro. il monaco ricambiò premurosamente e chiese: "Da dove venite. pregando il Buddha di venirvi a esporre la Legge. e incomincia a capire qualcosa degli uomini. maestro!" esclamò Porcellino. che mordono la gente. Ma da qualche tempo hanno preso a infestarla numerosissimi spiriti in forma di millepiedi. "Ve le mostro. sarà per noi una grande gioia." Chiacchieravano passeggiando nel portico posteriore. altre sacchi sulle spalle. attraverso i portici e il refettorio. Mentre facevano il giro della sala del Vajra. Nella folla. per aver modo di andarci e di indagare discretamente su questa persona. E aggiunse un'altra domanda: "Al nostro arrivo nel vostro nobile monastero abbiamo visto molta gente che affolla i porticati. Porcellino si era gettato sulle grandi pagnotte." "Il nostro umile monastero è aperto a tutti. Penso che il nome del monastero si riferisca a questa storia. riusciremo a trovare qualcuna di quelle mattonelle e faremo fortuna. Si agita nel vento L'ampia manica sull'impugnatura Del suo bastone. Tripitaka sospirò. caro superiore?" "Il vostro discepolo ha vissuto più di un secolo. "Si è parlato delle rovine del parco di Anâthapindada. Al canto del gallo ripartiranno. Un domestico venne ad annunciare: "Il nostro reverendo maestro vorrebbe incontrare le personalità cinesi. Mi sono ben reso conto che voi e i vostri discepoli non siete gente comune. Le chiesi il suo nome e che cosa facesse in quel posto." "È precisamente quello che faremo anche noi. Più volte ho organizzato questue nella capitale. chi dormiva." "Avete dunque centocinque anni" osservò Scimmiotto." I condiscepoli risero. Tripitaka paventava incidenti e mormorava ai suoi: "Datevi un contegno! Siate gentili!" Ma nessuno tentò di stabilire contatti. raspando per terra." Dietro a lui veniva un vecchio monaco che si appoggiava a una canna di bambù e chiese: "Siete voi il maestro venuto dalla Cina?" "Non oso pretendere a questo titolo" rispose modesto Tripitaka. sulle minestre e sui piatti di verdure." "Non ero mai stato qui" rispose Tripitaka. un colpo di vento mi ha rapita e mi ha portata qui. . "A me. la gente si fece da parte timorosa. anzi. Di giorno balbetta soltanto parole incoerenti. Poiché la nostra strada passa accanto al vostro nobile convento. Quando cadono piogge torrenziali. anche al chiaro di luna. che esprimevano tormenti ignorati da tutti e nostalgia di casa. con carri. accade ancor oggi che portino alla luce oro. quando restarono soli. I viaggiatori che avete visto sono arrivati troppo tardi per proseguire il cammino e. Perciò la prigionia continua e io non trovo alternative. Ho diffuso la voce che si trattava di una creatura perversa che si sarebbe dovuto sopprimere. Il nostro monastero sorge nel Jetavana. "Magari. Si bevve il tè e fu offerta una colazione vegetariana. ho ancora la testa abbastanza lucida. Sulla porta e sotto i porticati sostavano molte persone: alcune portavano tavole." "Dunque è vero. L'anziano Anâthapindada gli chiese di acquistarlo. Il corpo è ben piantato. Questo triste affare su cui mi interrogate è cosa che potrebbe mettere in chiaro soltanto il maestro qui presente. nello stesso tempo. "Fratello" rispose Sabbioso. mentre rischiaravo la mia natura al chiar di luna. L'anziano accettò la condizione e fece coprire tutta la superficie del parco di mattonelle d'oro. "Qui si trovava anticamente il regno di Srâvastî. l'ho fatta murare. si finge pazza e si rassegna a vivere e dormire fra i propri escrementi. quelli che pensavano solo a divertirsi. Quando vennero avanti quegli strani pellegrini." Due giovani bonzi vennero a invitarli a prendere il tè. residenti fissi e ospiti temporanei. Quando si sparse la notizia dell'arrivo dei cinesi in cerca di scritture. si vedevano carri pieni di gente. metterete in risalto la vostra divina potenza. che è un divino monaco dell'Est. a scanso di pericoli. bestie da soma e mercanzie. ma nella quiete della notte si sfoga singhiozzando e cantando." Porcellino fece il possibile per moderarsi. tutti gli abitanti del monastero vennero a vederli: vecchi e giovani. si inchinò davanti al monaco cinese e a Scimmiotto. Fra un periodo e l'altro di meditazione. chiese: "Sapete dirmi chi sia la persona afflitta che abbiamo udito lamentarsi?" Il vecchio monaco inviò i suoi accoliti a preparare il tè e." L'ho fatta chiudere in una cella. perché voleva destinarlo alla predicazione del Buddha." "Ma quale spettacolo? Ho la pancia vuota come una caverna" ribatté brusco Porcellino. Il vecchio monaco gli fece molti complimenti e infine chiese: "Quanti anni avete. ciascuno vi può soggiornare a suo piacere. l'avevo fatta imprigionare in quel modo. che si chiama Monte dei Millepiedi.Fermato il suo cavallo. Per tenerla in vita le portiamo due volte al giorno tè e riso. Sudatta(16). che era al primo quarto. Il morso non è mortale. La ragazza è abbastanza intelligente da capire la mia intenzione: per non finire violata dai monaci." "Che fortuna!" sghignazzò Porcellino. Il parco apparteneva al principe ereditario Jeta. Dove si trovano?" chiese Tripitaka. che era una persona attenta." "Che cosa ne sapete?" chiese Scimmiotto. Qualche fortunato ne ha raccolti anche l'anno scorso. quale età dareste?" "Il vostro volto mi sembra così anziano e la vostra anima così pura. ma non ho saputo che sia scomparsa alcuna principessa. Non saremo per caso nel territorio di Srâvastî?" "È strano. Aiuterete i buoni e. Quando infine ritornarono nei loro quartieri. figlia del re dell'India. ci siamo permessi di entrare con l'intenzione di chiedere riparo per la notte. ma poiché la compassione vieta a noi monaci di attentare alla vita. lasciando solo un'apertura sufficiente al passaggio di una ciotola. Sabbioso. Mi posso permettere di chiedere la vostra età?" "Io vi supero di uno stupido ciclo di sessant'anni. ciascuno prese posto. Tripitaka lo sollevò e chiese: "Perché queste manifestazioni di rispetto. come l'albero Della bodhi. Che cosa vengono a fare qui?" "La nostra montagna. dove affiorava la base di un antico muro e giacevano a terra varie pietre spezzate. uno così bello e gli altri così brutti. lo raggiunse un monaco imponente dall'aspetto autorevole: La luna piena brilla sul suo volto. Ove soggiornerà In compagnia degli arhat e dei buddha?" A passi lenti sotto il lume lunare giunsero a una terrazza. che non oso far congetture. Ancor prima che il reverendo concludesse la preghiera di benedizione del pasto. I sandali di paglia Sul lastricato procedon spediti. ti ricordo che hanno una pancia anche gli altri. "In tanti anni che viaggio con voi. dove sedettero in grande calma di spirito. non è una buona ragione per esagerare. e che lo riconosciate. Sembrano venditori ambulanti. Scambiati i saluti. ma il principe rispose che il parco non era in vendita: lo avrebbe ceduto soltanto a chi lo pavimentasse d'oro. che elargiva le ricchezze Ai poveri e in eterno legò il nome Al Jetavana. accompagnato dai discepoli. "Raccontano le scritture che il Buddha frequentava il parco di Jetavana nella città di Srâvastî. Al Passo del Gallo. Tripitaka giunse le palme per salutarlo. Ma questa volta si direbbe che abbiate già visto questo posto. ospitare il reverendo. "Giusto un anno fa. dal quale si accede alla regione montuosa. non è una leggenda!" esclamò Tripitaka. Tripitaka distingueva le parole di quei lamenti. Basta uscire dalla porta posteriore. La tavola venne sparecchiata e si avviò la conversazione. gli diede di gomito e bisbigliò: "Bada che dài spettacolo. giunse le mani e recitò: "Penso a quel donatore d'altri tempi. Lei rispose: "Sono una principessa. Ebbe una stretta al cuore e non poté trattenersi dal versare qualche lacrima." Aprirono una porticina e si avventurarono in un terreno incolto. argento o perle. ma la gente fa del suo meglio per evitarlo. forse dipenderà da un cambiamento del clima. spero che andrete in città e svolgerete un'inchiesta esauriente con i grandi poteri che la Legge vi conferisce. Mentre prendevano la via del ritorno. altre ancora spingevano carriole." Tripitaka lo ringraziò e lo seguì nella sua cella. avete sempre avuto l'aria di uno che non sa distinguere un punto cardinale da un chiodo arrugginito. poi Tripitaka portò il discorso sugli antichi monumenti e chiese quale fosse l'origine del nome del monastero 'pavimentato d'oro'. si godevano lo spettacolo di Porcellino alle prese con il cibo. Del parco e del monastero originario restano alcune rovine sul retro. "se lo hai dimenticato. non sale nessuno prima del canto del gallo. eminente maestro?" "Ho vanamente vissuto quarantacinque anni. era una volta un posto tranquillo. Chi faceva conversazione. reverendo. la brezza mi portò un lamento. le persone posate apprezzavano la dignità di Tripitaka. mentre contemplavo i fiori sotto la luna. Ma ora che ho l'onore di incontrarvi. A un tratto si udì nelle tenebre qualcuno che singhiozzava perdutamente. reverendi e inservienti. tanto più che la notte vedo ben poco. bella e di alta statura. Alla fine Tripitaka e Scimmiotto se ne andarono a passeggiare nel giardino al lume della luna. Alla fine Tripitaka recitò la preghiera conclusiva e ringraziò. maestro?" "Il vostro discepolo Chen Xuanzang è stato inviato dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est a sollecitare le scritture dal Buddha nel Paradiso dell'Ovest. chissà perché. Cercai fra le rovine del parco e trovai una ragazza. Tripitaka smontò da cavallo e si avviò a piedi verso l'ingresso. Anzi. poi lo mise a disposizione della persona più onorata del mondo. si sono fermati da noi a pernottare. dapprima sulle terre dell'Est. perciò lo chiamiamo Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada. Domani all'alba riprenderemo il cammino." Si conversò finché non venne servito un altro pasto.

" "Questa residenza è appunto destinata a ospitare gli addetti alle missioni ufficiali. Era dunque l'una del pomeriggio quando Tripitaka e Scimmiotto si accostarono alla torre. vostra grandezza." Il mastro di posta si rinfrancò e chiese: "Maestro. e Porcellino mostrò la sua gratitudine ingoiando un'intera infornata di panini caldi. Può darsi che la principessa non insista per sposarvi. forte come una botte di ferro e splendida come una residenza celeste. La città aveva la nobile forma Di una tigre in agguato O drago acciambellato. che era scesa ai piedi della torre. Furono serviti nel portico posteriore. ma il loro cuore è saldo e fidato. è il momento giusto. "La palla in testa non ve l'ho tirata io. poi. ma non so se sua maestà tenga udienza. che bel tiro mi hai giocato?" "Perché ve la prendete con me?" rise il Novizio. con gli eunuchi giovani e vecchi. Dice il racconto che l'anno prima questo sovrano dell'India. Unicorni alle torri. Silenzio. Scimmiotto prese i documenti dalla sacca e uscirono insieme. Entrarono nel viale del mercato orientale. Scimmiotto andò nelle cucine a chiedere in prestito una lampada." "Ha ragione Consapevole della Purezza" rincarò Tripitaka." La luna sprofonda in un sogno di fiori. torcendo le reni. sarà la prima cosa di cui mi occuperò. aveva portato a passeggio le sue donne nel parco reale per godersi la luna piena. in questo caso farete vistare il passaporto e ce ne andremo. Il suo vero obiettivo era Tripitaka: voleva impadronirsi del suo yang primordiale. direte al re: "Fate chiamare i miei discepoli. Questo è il momento culminante della festa: anche il sovrano sarà intento ai casi di sua figlia. Farò un'inchiesta e ne ricaverò le conclusioni opportune. a ricevere le debite felicitazioni." Tripitaka si teneva in disparte e confidava a Scimmiotto i suoi pensieri: "Se ti guardi intorno. Il nostro sovrano ama i fiori e il paesaggio. Erano proprio . constatando che era passato mezzogiorno. Il reverendo chiamò Porcellino e Sabbioso perché sellassero il cavallo e preparassero i bagagli. Si esclamava: "Guardate! Ora getterà la palla ricamata. non mi pare che noi tre siamo tanto diversi. celebra la sua ventesima primavera. d'altronde. e sarò pur capace di distinguere il vero dal falso. mese. Essa lo prese con la sua manina di giada e lo guidò al carro reale. Consapevole del Vuoto. In caso contrario. Anche il gusto di far baccano e divertirsi è il medesimo. e la palla gli rotolò nella manica. La folla gridò: "È un monaco! È toccata a un monaco!" Nella piazza scoppiò un parapiglia indescrivibile. Vi porteranno a corte dal sovrano. e trovò i monaci intenti a preparare tè. Venite con me. che con la loro bruttezza lo spaventarono molto: erano uomini o diavoli? Tripitaka lo vide tremare e lo rassicurò: "Non temete. conservate la calma. Vorrei presentare il mio passaporto e farlo vistare. Se volete presentare i vostri documenti. Attendono i vostri ordini alla porta meridionale." Fu servito un pasto. Una brezza dal muro d'assenza Alita tiepida. con il tuo muso e le tue maniere. fratello" lo esortò Sabbioso. al bisogno sa sfoderare qualche finezza. Si sentivano i mille rumori dell'accampamento dei mercanti." "Che ne dite?" propose Scimmiotto." "Maestro. e Scimmiotto riprese la sua statura normale. ma non immaginavano che il pescatore fosse un altro. Il vento porta i suoni Di pifferi e tamburi. Siamo pur sempre riconoscibili come stranieri. Sono trascorsi ormai quattordici anni. in cui l'udienza dura più a lungo del solito. constaterai che i vestiti. e si rassegnò a ordinare che fosse introdotto. "Lascia perdere. figlia di sua maestà. Corre acqua nei fossati. vostro onore." "Adesso che cosa facciamo?" "Maestro." Allora verrò. La nostra principessa. "Tocca a me!" gridò Porcellino." "Vorrei che mi ricevesse per presentargli le mie credenziali. È un giorno movimentato. Un gran re occupa il trono: Regna prosperità. Vibrante di colori. Tripitaka e Scimmiotto andarono a congedarsi dal vecchio monaco. che si alzavano. che ha inaugurato al suo avvento al trono. I nostri pellegrini si presentarono a una stazione postale governativa. le case. e getterà una palla ricamata per designare il genero imperiale voluto dal cielo. "Sei un goffo bestione. gli utensili di questa gente non sono diversi da quelli del nostro paese." Tripitaka si fece convincere e lo seguì fendendo la folla. Il mastro di posta venne a riceverli. Splendore Senza uguali il fiume d'argento nel cielo. Ma non sapeva come l'avrebbe presa la principessa. uscirono a inchinarsi davanti al monaco cinese: "Vogliate venire a corte. si apprestò a recarsi a corte. non aveva scelta. e sentì la tentazione di gettare quel monaco fuori di casa. le dame lo circondarono e lo spinsero verso la principessa. offeso. perché tutti si gettavano avanti nella speranza di impadronirsi della palla. E sullo fondo monti Come grandi stendardi." Tripitaka gli presentò i suoi discepoli. La mia povera mamma raccontava sempre di aver scelto marito gettando una palla ricamata. Sapeste quante montagne e quanti fiumi abbiamo attraversato per giungere fin qui!" "Dovete proprio essere un santo monaco!" esclamò il mastro di posta. e i componenti della carovana si dispersero nelle diverse locande. non potresti combinare che guai. perché le avrebbe consentito di diventare immortale superiore dell'unità suprema. "Potremmo avvicinarci per vedere meglio. "Nel nostro umile paese dell'India sono trascorsi cinque secoli dalla fondazione della dinastia. e Tripitaka gli disse: "L'umile monaco che vedete è inviato da sua maestà della corte dei Tang delle terre dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono. le sessanta fanciulle che l'attorniavano in ricche vesti e acconciature le presentarono la palla ricamata. non dimenticate le nostre promesse al vecchio monaco del Monastero Pavimentato d'Oro. Questo è il momento migliore. Le dame e le fanciulle del palazzo. "Vi accompagno" propose Scimmiotto. come d'incanto. Salirà su una torre decorata. Mentre il Novizio se ne andava. per sollecitare le scritture dal Buddha. "Non dubitate" lo rassicurò Scimmiotto sorridendo. Userò lo stratagemma detto distruggere il mostro con il matrimonio. letterati a gomito con facchini. si diede una statura di tre tese e fece smorfie così spaventose che la gente cadeva a terra dallo spavento. "Le cose che sai fare tu non servono a corte." "Certo. Alzò le mani per proteggersi. quando vide avvicinarsi il monaco cinese. Ed ecco la principessa e il monaco cinese presentarsi nella Sala delle Campanelle d'Oro. Non è tempo di bighellonare a contemplare il paesaggio. quindi. Come dice l'adagio: Spaventosa montagna ospita brava gente. la principessa ritorna con un monaco. Suppongo che sia la persona colpita dalla palla ricamata. almeno. dove si trova questa corte dei Tang?" "In Cina. e io ritornerò in albergo. zuppe e dolci per gli ospiti. "Da quanti celesti anni regna la vostra nobile dinastia?" domandò Tripitaka. Il sole del mattino Ne rischiara le strade. si rivolgeva risentito a Scimmiotto: "Hai visto. Egli è l'imperatore Yizong e si trova attualmente nel ventottesimo anno dell'era Calma Pace." Il sovrano non gradì la notizia. Vedi: a tanta distanza di luoghi." Si avviarono sulla strada maestra insieme alla rumorosa carovana dei mercanti e giunsero al passo all'ora della tigre. esaminò la folla che si accalcava nella piazza e. La principessa. I miei discepoli sono brutti.trovarono Porcellino che brontolava: "Vi sembra l'ora di venire a letto. In effetti non dormirono a lungo prima che il gallo cantasse. inalberò il grugno e brontolò: "A parte il maestro. Verso le dieci del mattino erano in vista delle mura di una città d'oro. per aver modo di distinguere il vero dal falso. che è stata eretta nella piazza grande. Scimmiotto ringhiò e mostrò i denti. le consuetudini sono le medesime." Tripitaka. artigiani e mercanti. da Porcellino e da Sabbioso. Una creatura perversa aveva colto l'occasione per rapire la principessa e prendere il suo posto. quando si dovrà ripartire al canto del gallo?" "Che cosa ti affligge. e non vorrei mettermi in situazioni difficili. dove l'addetto all'accettazione corse ad avvertire il mastro di posta: "Sono arrivati quattro strani bonzi con un cavallo bianco. assumendone le sembianze. Tripitaka sentì cadere il suo berretto alla Vairocana e fremette. era chiaro che si trattava di una missione ufficiale. che Tripitaka condivise con il mastro di posta e con Scimmiotto. Dopo che la falsa principessa ebbe bruciato l'incenso e formulato i voti al Cielo e alla Terra. prese la palla e gliela gettò sulla testa." Il bestione. da cui avrebbe gettato la palla ricamata per designare il monaco cinese come genero imperiale: conosceva anno. e non avrà testa agli affari di stato. Goccia dopo goccia Si va vuotando la clessidra. "Quando giungeremo in città. che ricordò loro il 'triste affare'." "Non è il caso. Si mescolarono alla folla di gente d'ogni sorta che affollava le strade: funzionari e contadini. In un istante la piazza si vuotò. brutta scimmia zuccona. nel continente meridionale." Tripitaka." Visto che c'era un cavallo. Non c'è nulla da temere. dalle otto finestre spalancate della torre. Nel frattempo ci è permesso sostare nella residenza di vostra grandezza? Ripartiremo dopo aver sbrigato l'incombenza. Vi prego di accomodarvi. mentre si sforzava di rendere loro il saluto e di tendere la mano per sollevarle. bestione?" "Coricatevi." "Quando siete partiti dalla vostra patria?" "Nel tredicesimo anno dell'era Contemplazione della Virtù. giorno e ora della sua venuta nella capitale. Andiamo a goderci lo spettacolo sotto la torre. L'ufficiale di servizio alla Porta Gialla corse ad annunciare: "Maestà. che si mosse verso il palazzo seguito da un grande corteo. A questo scopo il mostro aveva speso le ricchezze del paese per far costruire la grande torre decorata. amante dei fiori e del paesaggio. Credevano di lanciare l'amo. devo dar loro le ultime istruzioni." Tripitaka indossò il kasâya. accendevano le lampade e preparavano la colazione.

"Perché il reverendo ha avuto la fortuna di essere prescelto come genero reale. si presentarono a corte. invece di mostrarsi contento. per salire la scala del trono.. perché venissero a prendersi il passaporto e si levassero di torno. CAPITOLO 94 TRIPITAKA GENERO REALE OVE I QUATTRO MONACI SONO FESTEGGIATI CON UN BANCHETTO NEL PARCO REALE." "Intervenire dove?" obiettò Porcellino. ebbi il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo. "Raccogli i bagagli e prendi il cavallo. Il momento di cercarle un buon partito era stato scelto dagli astrologi con tanta cura! Ed è toccata a voi. la terra benedetta della grotta dove vivevano i miei. un giorno dopo l'altro. Se la palla per sbaglio avesse colpito te. Scimmiotto acconsentì a rispondere: "La casa avita del vecchio Scimmiotto è la Grotta del Sipario Torrenziale. fanciulle ed eunuchi l'hanno imbarcato sul carro reale e l'hanno portato a corte in compagnia della principessa." Il Novizio. la figlia del re ha lanciato la sua palla da una torre per scegliere lo sposo. Ai piedi dei gradini del trono rimasero dritti impalati. vivevo felice. Come si diceva. Io sì. "Hai perduto la parola?" Il poveretto mostrò tremando il decreto reale e balbettò: "La principessa invita i suoi parenti. moraccio. bestia!" tagliò corto Scimmiotto. Il Cielo benedice. Finì per raccogliere tutto il suo coraggio e ordinare che si portasse un cuscino ricamato per far sedere il monaco. parla lentamente. sul Monte di Fiori e Frutti del paese di Aolai. Come dicevano gli antichi: Pelle dura. e invece di rallegrarsene continua a perdere la testa dietro ai suoi maledetti sutra. Ma ho tre discepoli che mi aspettano." Porcellino e Sabbioso avanzarono con lui. ma a te spetta coltivarla. Ora è genero reale: non vi sembra una bella fortuna?" Porcellino diede in escandescenze: "È tutta colpa di quel disgraziato di Sabbioso. sarai puro E libero di giungere a salvezza. e ci farà chiamare da un momento all'altro: dobbiamo tenerci pronti a intervenire. Quando l'ufficiale li vide restò senza parola. Come potrei discutere un'unione voluta dal destino? Lo accetto come genero reale. fratello?" chiesero Porcellino e Sabbioso." Il re spedì subito i suoi ufficiali a cercarli. La principessa mia figlia compie vent'anni e non ha mai avuto marito. di vistare i documenti e di lasciare che loro portino a termine la nostra spedizione. furono mio padre il cielo e mia madre la terra. In quei santi luoghi.." Il re chiese: "E dove sarebbero. "Credi di poter comprare il mulo per tre soldi. Ma poi. mi sono sentito cadere in testa quella palla." "Venite proprio da lontano!" esclamò il re. Senza affetti o pensieri. nutrito di pillole di ferro e dissetato con bronzo liquefatto. chiamo le guardie in divisa di broccato e gli faccio tagliare la testa." Essa si prosternò: "Padre mio. la grazia che vostra maestà mi avrà concesso sarà annotata per l'eternità. restate dove siete e rispondete alle domande. "Di che cosa ridi. E LA CREATURA INVANO NUTRE SENTIMENTI CHE PORTANO AL DESIDERIO. Uniti per il bene e per il male. Scimmiotto e i suoi compagni. mano nella mano. Non farfugliare. Dopo aver cancellato il mio nome dal registro dei morti. mio genero" disse il re. ma la guardia di servizio gridò: "Fermo! Parlate dove siete.. "Si vede offrire le ricchezze del nostro regno e la posizione di genero reale. Per . voi sareste gli eminenti discepoli del santo monaco. Vi assicuro che. ho abbandonato la famiglia e non potrei mai pretendere di unire la foglia di giada al ramo d'oro. "E così. Ma Tripitaka. il mastro di posta venne ad annunciare: "Un ufficiale è venuto a portarvi il sacro decreto di invito a corte di sua maestà. Scimmiotto era ritornato all'albergo tutto allegro e pimpante. e non ho potuto avere alcun contatto con loro. e questa palla ha colpito il maestro. e vai col cane. "Mai come in questo caso si può dire: Il filo del destino vi ha uniti a mille leghe di distanza. "Non gli serve più che ci azzuffiamo per lui con i mostri sulle montagne. e nessuno pensa di metterti le mani addosso. ma del tuo bel faccino" sogghignò Scimmiotto. Alla sua età. e poi lo costringete a restare in piedi. E l'amor brutta fine ti fa fare. Se fossi stato anch'io in quella piazza.. Si prosternò tremando come una foglia e balbettò: "Sono riconoscente a vostra maestà della grazia celeste che mi concede." Scimmiotto rise: "Noi monaci non perdiamo mai l'occasione di farci avanti. Sposerà vostra figlia e diventerà 'sua altezza'. come dice il proverbio: sposi il gallo. Tradizione È la Via. ma gli sembrò indecoroso e si trattenne. non ha visto il Buddha e non ha avuto le scritture" constatò Porcellino. mi intrattenevo con gli immortali e vivevo nella gioia e nei canti. ascoltate il prossimo capitolo. ordinò: "Discepoli. contro le insidie Del destino contrario. Se è toccata al santo monaco. e acconsentirete a vistare il mio passaporto e lasciarmi ripartire per la mia meta. senza accennare il minimo inchino. il re li chiamò accanto al trono e chiese: "Da dove venite. Ebbe la tentazione di rifugiarsi nelle stanze interne. chiedendosi se fossero diavoli o yaksa. Sono i parenti della mia principessa che vi invitano. ho giurato solennemente che avrei sposato qualunque persona avesse colpito. temendo complicazioni. Quando ritornerò al mio paese. ma ossa solide. Sono un monaco di una fede straniera. imprigionato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. Vi supplico di convocarli. sposi il cane. ma non so che cosa ne pensi la principessa." Il reverendo inorridì e si sentì svenire. Godevo gli splendori dei palazzi celesti. Mentre ricamavo la palla. Se continua a rifiutare. Dame. e vai col gallo. Chi si prenderebbe in casa una disgrazia come te?" "Non te ne intendi. "Non ha paura delle botte. Non lasciar che i sei sensi ti travolgano Coi molti desideri. Servon tre perfezioni a conservare Il tuo grande elisir. vedendolo in piedi accanto al sovrano seduto sul trono." "Zitto. ce n'è per tutti i gusti. Invitate il mio maestro a diventare vostro genero. Discuteremo la situazione con il maestro. Non ti spaventare" gli disse Porcellino. vuol dire che così era destinato dalle nostre esistenze anteriori." Scimmiotto lo prese per le orecchie: "Brutto sporcaccione che pensa solo a queste cose! Che cos'hai da ridire sul maestro?" Mentre bisticciavano. né dare le istruzioni necessarie. "Ehi ufficiale!" lo incitò Scimmiotto. Il maestro è in preda al panico. per aver turbato la festa delle Pesche d'Immortalità ed essermi ribellato al Cielo. questi discepoli?" "Alla stazione postale. tu fai il bene. abbandonando il loro maestro alla sua vocazione di genero reale. "Che ne è del maestro?" "Il maestro ha una bella fortuna. ridendo fra sé. fece preparare il corredo ed emanò il proclama che dava la grande notizia a tutto il mondo. Tripitaka. la principessa non avrebbe aspettato un minuto a bruciare suppliche al Cielo di elevarti subito lassù." È il caso di ricordarlo: Le strettoie non puoi sempre evitare. ma ho anch'io il mio fascino. al seguito dell'ufficiale inviato dal re. perché non lo fate sedere?" Il re impallidì di paura.Marito e moglie. "Tieni i bagagli a portata di mano. non ci tengo affatto. Sono brutto. La natura Ti scoprirà le fonti originarie." "Fate entrare il messaggero" disse Scimmiotto. Mi partorì una rupe. Mentre attraversavo la piazza per venire a presentare il mio passaporto. "Quale fortuna può mai essere?" "Mentre passavamo per la piazza. Dopo la cerimonia d'ingresso. Sottomisi i draghi in fondo al mare e scalai le montagne per catturare le fiere. Ormai se ne sta al caldo nella corte reale. che sarei stato un genero soddisfacente!" "Spudorato fanfarone!" esclamò Sabbioso sfregandogli il grugno. Quando lo vide comodamente sistemato. nel continente dell'Est. e te lo senti già sotto il sedere. non avrà certo bisogno di te per farsi spiegare che cosa si fa sotto le coperte. sbottò: "Sua maestà si dà importanza con l'affettare disprezzo per gli altri." "Perché siamo invitati?" domandò Porcellino. da parte mia. "Come vi chiamate? Da dove venite? Perché vi siete fatti monaci? Che cosa sarebbero questi sutra che cercate?" Scimmiotto fece un passo avanti. Spero che mi vorrete perdonare questo delitto capitale." Il re prese le sue disposizioni: incaricò il presidente del collegio astrologico di fissare il giorno del matrimonio. non faceva che implorare: "Scusatemi tanto! Lasciatemi libero!" "Questo bonzo è proprio stupido" si indignò il re." "Il viaggio non è finito. Conseguii il Tao con l'aiuto di un perfetto e ritornai nel paese natale. fui catturato dal Buddha. la palla della principessa avrebbe colpito me." "Guàrdati intorno: qui non ci sono strumenti di tortura. monaco? Com'è accaduto che la palla di mia figlia sia toccata a voi?" Tripitaka si inchinò e rispose: "Sono incaricato dall'imperatore dei grandi Tang di recarmi al Monastero del Colpo di Tuono per sollecitare le scritture dal Buddha. Se poi non sapete come andò il loro incontro con il re.

" Quanto ai tre 'saggi parenti'." L'esasperazione di Tripitaka raggiunse il colmo: "Brutto macaco. Mi sentii rinnovato e ricominciai a coltivare il Grande Risveglio. Uscito da quella prova. quando il mio lavoro raggiunse il Chiliocosmo. "Abbiamo avuto una giornata impegnativa." Il re era tanto impressionato che non osava nemmeno alzare gli occhi su di lui. al cader della sera. finalmente il mangione si sentì sazio. Per fortuna il mio maestro partì dalle terre dell'Est. sventagliando le orecchie e ridendo satanicamente. che cosa conti di fare per cavarmi dai guai in cui mi hai ficcato?" "Maestro" rispose sorridendo Scimmiotto. dalla vociona rude. Sabbioso giunse le palme e rispose: "Fui un semplice mortale che cercava la Via perché temeva la morte. il cuore del viandante si stringe di nostalgia." Il mattino successivo l'udienza reale si aprì alle cinque. una celeste affinità vi ha portato nella mia casa ad annodare questi divini legami. L'ufficio della musica aveva il compito di far musica dove gli ospiti si trovassero. tanto più se poteva restarne compromesso il real matrimonio. mi vuoi morto! Avremo percorso il novantotto per cento del nostro viaggio. con certe curiose contorsioni. che erano in realtà divinità perverse. e io avrò modo di osservarla. in abito monacale e con la ciotola delle elemosine. Anche se la principessa fosse autentica. discutevano ancora. Il lume della luna riempie la stanza." Sabbioso e Porcellino risero: "Nostro fratello fa pratica come fisiognomonista. quanto dell'immensità dei mari e della maestà dei monti. Trascorsi un'esistenza sviata. perciò dobbiamo mangiare in abbondanza!" esclamò allegro Porcellino. non vi resterà che sposarla e godervi i fasti del regno. Ciò mi aprì le porte dei palazzi del Cielo. sgocciola la clessidra. e bruma mattutina Aggiunge un tocco al fascino dei salici. Fui ammesso dentro i confini del Cielo. Si accesero le lampade. e riempivano senza tregua la sua ciotola. mi liberò dalla rete dei miei peccati e spezzò la porta della mia disgrazia. Profumano i fiori. cova qualcosa. propizio all'udienza dei saggi e alla trattazione degli affari." Il bestione tirò giù una riverenza e borbottò: "Grazie tante.cinquecento anni non conobbi i sapori del tè e del riso. ma mi chiamano anche il Novizio. "vi ho portato dove potevate soddisfare la vostra passione nostalgica per il passato e le tradizioni. Sarà utile anche a voi. in cerca del giusto frutto. "Mi recherò in compagnia del genero nel Padiglione di Perpetua Pacificazione" dichiarò. potremo sempre creare confusione nel palazzo e rapirvi al momento della cerimonia. Se poi scoprissi che è una ragazza normale. Tienila chiusa. "Maestro" suggerì Porcellino. noi discepoli non ci siamo mai separati dal maestro. mi metti sempre in situazioni impossibili! Te lo avevo detto che volevo sbrigare il visto del passaporto tenendomi lontano da quella torre: mi ci hai trascinato tu. I servitori portavano una pignatta dopo l'altra di riso e di tagliatelle. Sul cammino della reincarnazione. Il bestione fu eccitato dall'impressione che faceva. E adesso che abbiamo visto com'è andata a finire. non potevamo farlo tenendoci in disparte." Quando suonò la prima veglia. Sotto il cielo stellato sognano le farfalle. armonizzai i quattro stati dei fenomeni. il re ordinò: "Il servizio dei banchetti prepari il convito di nozze per il giorno dodici." "Quelli non sono buoni nemmeno ad allacciarmi le scarpe" ribatté Scimmiotto. il reverendo si rivolse al Novizio con voce furente: "Maledetto macaco. Tripitaka gli gridò: "Via. Mentre suona la musica reale I mandarini cantano la pace E l'armonia che regnan nel paese. Quando sorge il sole Emergono dall'ombra le chimere Sul culmine dei tetti. e Guanyin gli ordinò di liberarmi dal celeste castigo. Ogni luce è spenta nella corte. non è il caso che mangino alla stessa tavola del loro maestro. l'ufficio del cerimoniale fu incaricato di accompagnarli all'albergo. gli ultimi suoni del flauto tibetano sono svaniti nel silenzio. incaricato del carro di draghi e fenici. Illuminato da lui. e abitando sul Monte Fuling commisi ogni specie di peccato. balzò giù dal trono e corse a stringere le mani del reverendo: "Genero mio. per sbaglio fui concepito da una scrofa. ma di sua figlia non ho ancora avuto modo di farmi un'idea. Ero ignaro dell'altezza del cielo e dello spessore della terra. perché ciascuno godesse la bella giornata primaverile. con poche parole. Ma durante la festa delle Pesche d'Immortalità ruppi maldestramente una coppa di cristallo. In quell'occasione la principessa dovrà per forza presentarsi in pubblico. evocano il fiume. Il re risalì sul trono e domandò: "E il secondo discepolo?" Porcellino drizzò il grugno con sussiego e rispose: "Nella sua vita anteriore. particolarmente propizio all'unione e conforme alle regole generalmente in uso. Intervenne Porcellino: "Maestà. "mettiamoci a letto. il giorno in cui le scimmie offrono frutta. Mi riuscì di alimentare il fanciullo alchemico e di unirmi alla bella fanciulla. Si presentò il primo astrologo di corte: "Il matrimonio è fissato per il dodici di questo mese: un giorno fasto. perciò fui degradato e bandito fra i mortali. Bianche nuvole navigano lungo la rotta della Via Lattea verso paesi lontani. pieno e stivato fino ai capelli. perché senza il nostro aiuto non riuscirete a persuaderlo a diventare vostro genero. non fatevi prendere la mano. mi chiamo anche Otto Divieti. "Voi perdete tempo a cicalare" gridò Tripitaka. incontrai un uomo vero che." Il re era impressionato da quel brutto grugno." "Che cosa farai quando l'avrai vista?" "Distinguerò il vero dal falso e il giusto dal perverso: mi basterà guardarla negli occhi. Vagabondai fino alle estremità dei mari e ai confini del cielo. La grazia generosa dell'Imperatore di Giada mi conferì il titolo di Ammiraglio dei Canneti Celesti e mi affidò il comando della marina che presidia la Via Lattea. "ma questa gente ha deciso di prendermi per genero: come me ne potrò liberare?" "Le nozze sono fissate per il dodici. Gli sembrò prudente non contrastare lo strano personaggio. Il re ha la faccia cupa. Tripitaka e i suoi si ritirarono nei quartieri destinati dove. dove il servizio dei banchetti doveva offrir loro una colazione vegetariana. Per fortuna la pusa. Una nube di porpora circonda I palazzi reali." Il re si sentiva combattuto fra la gioia e il timore: gioia che sua figlia avesse scelto un buddha vivente. e si fermò. Sulla porta decorata è calata la tenda di perle. Consapevole della Purezza. un po' di creanza!" Porcellino si sforzò di rientrare nei ranghi e addirittura di imitare. non dicevate che la scelta dello sposo con il lancio della palla ricamata vi ricordava la vostra povera mamma? Sul serio: abbiamo promesso al superiore del Monastero Pavimentato d'Oro di chiarire il mistero della principessa. mi dedicai anima e corpo al suo insegnamento. Dopo aver ricevuto l'omaggio dei funzionari civili e militari. mi convertì e mi impegnò ad accompagnare il figlio del Buddha della corte dei Tang. "Preparate per i discepoli il Chiosco Afferra Primavera. in un angolo dondola al vento l'altalena vuota. mi convertii allo Y oga. nel disordine e nella confusione. Il mio aspetto e il mio spirito mutarono: mi abbandonai al peccato e distrussi molte vite. quella boccaccia puzzolente! Se mi manchi di rispetto. un comportamento manieroso. il vecchio Porcellino era avido di piaceri e incline all'indolenza." . mi inchinai davanti alla volta misteriosa e ricevetti il titolo di Generale delle Cortine Arrotolate. Il mio nome in religione è Consapevole delle proprie Capacità. e si lasciò andare a smorfie mostruose. diretto a occidente. Oggi servirete una giara di vino di primavera. sia l'altro nome di Sabbioso. Il vento agita le chiome dei salici." Tripitaka non finiva più di ringraziare. praticando con diligenza il lavoro del doppio otto e forgiando rispettosamente la successione del doppio nove. Invitiamo nostro genero a intrattenersi con noi nel parco reale. fu servito un pasto vegetariano. Ne riparleremo domattina. Sia il mio nome in religione." Il Novizio si spaventò: "Per carità. e tu cogli il momento per pugnalarmi con la tua lingua affilata. per ospitarvi il genero e i suoi discepoli in attesa delle nozze. Mentre mi trovavo immerso nelle tenebre. Fu Guanyin a riportarmi sulla retta via: mi convertì alla dottrina del Buddha e fece di me il protettore del monaco cinese nella sua ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. invitate anche noi. "Qual'è la storia del vostro terzo discepolo?" domandò il re." Il re fu soddisfatto e ordinò di spazzare torri e padiglioni nel parco." Il re si rese conto che aveva a che fare con gente di qualità." "Oggi che giorno è?" chiese il re. "Oggi è l'otto. e timore per quei discepoli. Se lo volete festeggiare nel parco reale. dalle smorfie che faceva e dai suoi impossibili sventagliamenti d'orecchie. in viaggio verso l'Est. e perciò fui esiliato nel Fiume delle Sabbie Mobili. Ma a una festa delle Pesche d'Immortalità mi lasciai andare a certe libertà con Chang'e. per rendere omaggio ai genitori. recito l'incantesimo e ti spacco la testa. Cirri sventolano Come pennoni. Non appena restarono soli. Poi fu tolta la seduta. La pia sincerità della mia ricerca mi fece incontrare un compagno d'immortalità. La rugiada Imperla i fiori. Il mio nome è Consapevole del Vuoto. si distesero le coperte e in breve tutti si coricarono.

Il martin pescatore si smarrisce fra i magici peschi. Mentre la torre di draghi e fenici Emerge dalla bruma. I preparativi del banchetto sono stati completati: cinquecento coperti con doppio menu. Poi il re condusse Tripitaka nel Padiglione di Perpetua Pacificazione. Ai versi sull'autunno: Gli ultimi aromi esalan foglie al suolo. i salici delicati nascondono il rigogolo. Ai versi sull'inverno: Dà l'aria fredda e pura il suo piacere. qui un'aria di flauto richiama le fenici. Vita latente in fronde denudate. fatto segno di tanti riguardi. Il sovrano divide con i sudditi La sua gioia nel vasto padiglione. insoliti fiori si mostrano dietro le balaustre. è stata compiuta la costruzione della residenza del real genero. non c'è insulto che rompa il buon vicinato. Così passò la giornata. e gli salì senz'altro alle labbra il primo verso: "Il ciclo si avvicenda. Splende nel sole l'aiuola infiorata. La rondine il suo nido ha abbandonato. fra canti." Si ritirarono per la notte nel Chiosco Afferra Primavera." La principessa si prosternò: "Padre e maestà. soddisfatto." "Tenetemi fermo questo cretino" ordinò Tripitaka esasperato. Gli ufficiali dei vari servizi hanno lavorato sodo con grande devozione. Che dall'ardente sole ti solleva.. Dei crisantemi fiorisce lo stuolo. Messo a bollire il cumis sul braciere.." Il reverendo poteva perdersi per ore nella contemplazione di un paesaggio. Si sentì onorato dalla proposta del re. Adesso possiamo anche buttarci giù a ronfare. ordinò all'ufficiale di guardia: "Portami i quattro tesori dello studio del letterato. Rivaleggian di fiori il pesco e il melo. Porcellino poté rimettersi in piedi e brontolò: "Bel genero che siete! Fate il tutore della legge del re ancor prima di aver consumato il matrimonio. niente da invidiare al Padiglione di Diaspro della residenza degli immortali. Sulle acque la canzone ha risonato. Un profumo inebriante riempie le maniche del visitatore.. Porcellino. Alla fine andarono in cerca del maestro. Non resta che trasportarvi il corredo. scemo. "Fatemi grazia. Giunchi spezzati. Splende nel sole il portale imponente. rovesciandolo al suolo e inchiodandolo spalle a terra. con il mio bastone da pellegrino. Il primo gelo al cipresso ha giovato. Canto d'uccelli ogni tristezza leva. Non siate avaro dei vostri talenti: offriteci poemi con le stesse rime. Sul quadro dell'autunno: Le foglie gialle ricoprono il suolo. diede una strigliata ai suoi discepoli." "Che maleducato!" esclamò ridendo Sabbioso. "vedo che amate la poesia. sopraggiunse un inviato del palazzo interno: "Maestà. ormai. Il giorno dodici gli ufficiali dei tre dipartimenti del servizio dei banchetti si presentarono a rapporto: "In conformità dell'ordine impartito il giorno otto. vero o dipinto. Erano appesi al muro quattro pannelli dorati. spero che vediate esauditi tutti i vostri voti. La dolce pioggia ogni cosa ha lavata. Pregherò il genero di mettere i suoi poemi per iscritto. musica e danze. vi prego di perdonare le mille offese che la vostra umile figlia vi reca. Scimmiotto e i condiscepoli. un dito di ciccia fabbricherà.](17) Quando regine e dame lo ebbero convenientemente salutato. il re prese la parola: "Mia saggia figlia e cara principessa. Girano calici colmi d'ambrosia. Si affrettò a congedarsi dal re e. finché giunse il grande momento. lievi fragranze impregnano i suoi abiti." Tripitaka era livido. fonde il gelo. che non conosceva moderazione." Il re si recò nel Palazzo del Radioso Yang. non poteva certo far mostra di sottrarsi alla gioia generale: viso contento roso dall'angoscia. Si banchettò in un ambiente fastoso." Mentre il re si disponeva a un sopralluogo. Ritorna al nido la rondine alata. Mette in risalto le rupi innevate. là i pesci si trasformano in draghi e volano via [. [. va a dormire. e fartela pagare cara. si lasciò andare a gridare: "Come siamo stati bene! Ci siamo riempiti la pancia come si deve. Se vuoi restar sano. Lo spettacolo di fiori e broccati che offrivano era più ricco e sontuoso di quello del Palazzo della Luna. balaustre finemente traforate. Ai versi sulla primavera: Il ciclo si avvicenda. Sul quadro della primavera: Nuovo respiro alita dal cielo. Il re notò che Tripitaka era intento alla lettura dei versi. per pietà!" Gli ufficiali che li accompagnavano intercedettero in suo favore. il re montò sul carro reale e invitò Tripitaka ad accompagnarlo in un giro dell'incantevole parco reale: Sentieri pavimentati di marmi colorati. Non credo che abbiamo corso nessun pericolo. Il reverendo. e ora tutto è pronto. Se musica ti occorre pei tuoi sogni. e certo sarete abile a comporla.. Il gran giorno di gioia è arrivato: vi raccomando di essere puntuale alla festa di nozze. Per oggi ne hai dette abbastanza. Sul quadro dell'estate: L'aria del flauto interrompe i tuoi sogni In cui l'umido caldo t'immergeva. Il re fu generoso di complimenti e ordinò all'ufficio della musica di comporre ed eseguire arie sui versi di Tripitaka. così potremo gustarceli con comodo. Nella penombra rosseggia il braciere.. che si stava ancora intrattenendo con il re. allontanatosi dal padiglione. "La lezione gliela dò io. Come dice l'adagio: Non c'è colpo che spezzi il legame di sangue." Scimmiotto gli turò la bocca con la mano: "Taci. in compagnia del genero. Ho udito dagli ufficiali di palazzo che . nel loro chiosco. Suono di flauti accompagna il banchetto. Mostrano i monti le cime imbiancate. attendevano a passatempi più materiali e finirono per sentirsi un po' brilli. che rappresentavano le quattro stagioni e recavano versi dei migliori letterati della Foresta dei documenti. Dopo tutto stavamo a divertirci. dove le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti avevano accompagnato la principessa e cicalavano a distesa. I sentieri serpeggiano fra piante rare. dopo che la palla ricamata ha così felicemente scelto il vostro sposo." Il reverendo prese il pennello e scrisse." Il re. Ogni cosa nel mondo è rinnovata. Ai versi sull'estate: Dell'ombra della sofora abbisogni. fonde il gelo. "Dormire subito dopo aver mangiato tanto non aiuterà la nostra digestione." "Che differenza volete che faccia?" replicò Porcellino. come tutti coloro che hanno chiara visione del proprio spirito. mentre Scimmiotto e i condiscepoli furono invitati nel Chiosco Afferra Primavera. le dieci del mattino." "Si vede che non conosci il proverbio: Chi dopo pranzo dormirà. Candida brina la notte ci ha dato. "Monsignor genero!" strillava il bestione. Sul quadro dell'inverno: Gelida pioggia dalle nubi nere. mentre il reverendo levava il suo bastone. la regina vi invita." Scimmiotto eseguì. Ci scaldiamo le mani congelate. vegetariano e non. Sono chiari I colori che splendono sul prato E drappeggiano i lieti convitati. Vedi brillare il sole sui cotogni E fragranza di fiori ti solleva. ma il re potrebbe irritarsi. siamo gente di famiglia. I giorni successivi trascorsero in feste e passatempi. in particolare a Porcellino: "Bestia villana! Tu credi di poter dire qualsiasi cosa. Si rinnova la vita in ogni stelo.. Fra la terrazza delle fenici e lo stagno dei draghi si ergono il padiglione dei bambù e il chiosco dei pini. stormi di oche in volo.] A lungo il re e il suo seguito contemplarono i bei luoghi. "Caro genero" gli propose. "Per lui.Verso l'ora del serpente.

mentre i suoi discepoli venivano accompagnati fuori del palazzo. i due ingaggiarono un duello con l'impiego dei loro poteri magici. le regine svenivano." La principessa batté la fronte al suolo in segno di gratitudine. che gridarono: "Viva il re! Lunga vita al re!" Il reverendo. Scimmiotto constatò che intorno alla principessa c'era un'aura malefica. il giorno di festa potrebbe mutarsi in un giorno di lutto. Non si ferma mai. ascoltate il seguito. si strappò i vestiti e i gioielli che indossava e corse al tempietto della divinità locale per ricuperare un corto bastone. voi dovete conservare la calma. teneva la testa bassa e non osava alzare gli occhi. Quella neve invernale brucia i germogli dei prugni. con bagagli e cavallo. Se fosse possibile. flauti e tamburi. danze meravigliose. fate festa! Non appena avremo ottenuto le scritture. Gli ibischi presso lo stagno fremono ancora. "Naturalmente si tratterà di metterci alla porta. Per usare le tue magie. "Sta zitto!" esortò Sabbioso. vi supplico. e offrì in dono dieci lingotti d'oro e venti d'argento. Scimmiotto raccomandò: "Non mettete il naso fuori di qui. stava appunto discutendo il da farsi: "Eccoci arrivati al giorno dodici. montarono in cielo e si diedero battaglia sulle nubi. Un bello scontro! ." Si strappò un pelo. che aveva contato febbrilmente i giorni. abile e indaffarato. Il mastro di posta offrì loro il tè e fece preparare una colazione. L'avido Porcellino li prese in consegna. Troverà mai il tempo di assaggiare il miele che distilla? Giunto alla corte. il pranzo di nozze è servito nel Palazzo della Gazza. Nessuno è più abile di lui a introdursi fra i salici. scuotere i fiori e rubare ai pistilli i loro profumi. Gettò un grido. Io me ne vado dal maestro. Quel vento di primavera spezza i gambi del loto. Intorno a lui suonavano fanfare ed esalavano dai bracieri profumi squisiti. sembrava che si stessero salutando. Posato in forma d'ape sul cappello del maestro. Voi non dovete fare difficoltà a restar qui solo: vedrete che io ritornerò subito di nascosto ad assicurare la vostra protezione. seguirono l'ufficiale ai piedi dei gradini vermigli. presto. Mentre stavano per partire. ci rivedremo. tremava come una foglia e non sapeva come comportarsi. devi aspettare che si sia ritirato. seduta stante. ma la mente nel cielo. e gli fu di grande sollievo. L'insetto giallo danza nel vento. "Ce ne andiamo davvero?" chiedeva Porcellino. si trasformò in ape e volò via. Vi abbiamo preparato un viatico perché vi possiate recare senza indugio sul Monte degli Avvoltoi a incontrare il Buddha. in fin dei conti. per non restarne spaventata. Scimmiotto se la godeva un mondo: due file di belle fanciulle vestite di vivi colori formavano uno spettacolo più incantevole della brezza di primavera che sollevi tende di broccato. ma è lieve. Si posò sul suo cappello alla Vairocana e bisbigliò: "Maestro." Scimmiotto ringraziò e incaricò Sabbioso di porgere i documenti. CONDUCE ALLA CATTURA DELLA LEPRE DI GIADA. PURA FEMMINILITÀ CHE RITORNA AL GIUSTO E RITROVA NUMINOSITÀ PRIMORDIALE. ma si vide opporre la sbarra di ferro. evitate di parlargli. Sono dei tipi più brutti del comune. Il re li lesse. come il monaco cinese riuscisse a tirarsene fuori. Vi lascio un sosia." La principessa attendeva davanti al Palazzo della Gazza. alla sinistra del re." "Giusto. Il temporale di primavera scuote mille fiori nel giardino. Come ci regoliamo?" "Il re è effettivamente circondato da un soffio nefasto. vanno i piedi sul diaspro." "Chissà quante once d'oro e d'argento ci offriranno. Si incamminarono verso l'albergo. Fronteggiò e cercò di colpire il Novizio che la inseguiva. ce ne sarà da darci bel tempo e da riportarne a casa a bizzeffe" sognava Porcellino. Tripitaka gli si aggrappò a un braccio battendo i denti. prima di dare il via ai festeggiamenti. Se il mastro di posta vi rivolge la parola. Il re disse loro: "Dateci i vostri documenti perché vi apponiamo il sigillo. pelle più liscia del ghiaccio e sostanza di giada. se avrete ottenuto le scritture. I petali di melograno cadono qua e là nella corte. Le note salgono e scendono in bell'armonia. preso dal panico. circondata dalle regine e dalle concubine reali. accompagnato dal direttore dell'ufficio del cerimoniale. Il profumo delle rose si disperde. figlia mia." Scimmiotto non era di temperamento temporeggiatore. gridò: "Trasformazione!" e ne fece un altro Scimmiotto che lasciò al suo posto.il santo monaco ha tre discepoli molto brutti: non li vorrei vedere. appose il sigillo e la sua firma. e Scimmiotto si inchinò e si scusò per il disturbo. Mormorò all'orecchio del maestro: "In effetti in quella principessa c'è qualcosa che non va." In assetto di viaggio. Da parte sua. la burrasca autunnale si porta via diecimila foglie dal boschetto. e bisbigliò: "Ve ne andate via e mi abbandonate!" Scimmiotto gli pizzicò la mano e strizzò l'occhio: "Godetevi la vita. la dame di palazzo scappavano via e non sapevano più dove nascondersi." Il re rimase a bocca aperta." Tripitaka gli restava convulsamente aggrappato. non ci avevo pensato." Quando la creatura malefica si vide smascherata. Se poi non sapete." È il caso di dirlo: Ogni perverso preferisce i fiori Che gli portan disgrazia. Vedrete che il re ci convocherà. Al ritorno. restate sulle generali. più seducenti delle ragazze di Chu. Suonano intorno pifferi e organi a fiato. Scimmiotto tirava diritto e non rispondeva. sollevandole e scompigliandole fino a nascondere il sole. il monaco cinese seguì il re verso gli appartamenti interni. "Facciamo come suggerisce il fratello maggiore. in questi giorni abbiamo cercato di confinarli il più possibile nel Chiosco Afferra Primavera. "Eccoci qua!" sogghignò Scimmiotto. il Novizio schioccava la lingua soddisfatto: "Che monaco in gamba! Tra le sete e i broccati il cuor non si smarrisce. CAPITOLO 95 UNA LEPROTTA INTRAPRENDENTE OVE IL FALSO. Tenere e carine. con bocca dolce di miele e aguzzo dardo nella coda. e probabilmente inviterà noialtri ad andarcene. Ma il re sollecitò il genero ad accompagnarlo nei suoi appartamenti. Come si diceva." "Fermo. I salici della diga si piegano fino a terra. In ogni modo. più belle di Xi Shi. più amabili dei fiori ricamati sul broccato. Tripitaka. Tutto spaurito e preoccupato. eccomi qua!" Solo il monaco cinese poteva udire la sua vocina. per muoversi ad agio. Petali di crisantemi si sono raccolti ai piedi della terrazza. che aveva la foggia di un grande pestello. Le sopracciglia di falena disegnano profili di montagne all'orizzonte. non vi spaventate! Quel testardo del mio discepolo vuol sempre fare di testa sua: ora sta usando la magia per distinguere il vero dal falso. Si tengono per mano a coppie. Era come se soffiasse temporale di primavera o burrasca autunnale. Dalle loro alte e vaporose acconciature prendono il volo splendide fenici. Agli occhi dei funzionari. Non abbiate timore per nostro genero: resta in buone mani. Il re salì nella sala d'udienza e convocò il real genero e i suoi discepoli. Venne un ufficiale di palazzo a invitare: "Maestà. riceverete altri segni della nostra gratitudine. Tripitaka si aggrappò al re: "Maestà. Urlando e soffiando vapori. Puri canti. per quanto lieve. La regina e la principessa vi aspettano: pregano vostra maestà e gli onorevoli ospiti di prendere posto." "Come faremo a costringerla a mostrarsi nel suo vero aspetto?" "Ci penso io. vi chiederei di mandarli via. vide il monaco cinese su un morbido cuscino. per carità! Non bisogna spaventare sua maestà. al primo colpo d'occhio ne saprò quanto occorre. "Quanto alla principessa. CERCANDO L'UNIONE COL VERO." Ed ecco giungere l'ufficiale che li convocava davanti al re. Peonie spezzate sono cadute sulla balaustra. La notte di tempesta ha ricoperto il suolo di infinite macchie rosse. è dallo spirito Agitato che originano i guai. riprese la propria forma e si gettò sulla principessa: "Bestia immonda! Non ti bastava goderti il frutto delle tue menzogne: sei tanto spudorata da voler ingannare anche il mio maestro e distruggere il suo yang immacolato. con la faccia contratta come se fosse seduto sui carboni ardenti. non ho ancora avuto modo di osservarla. non può trattarsi di niente d'irreparabile" rispose Scimmiotto. e Tripitaka dovette mollare la presa. Faremo così: visterò i loro passaporti e li inviterò a ripartire prima di dare inizio alla festa. Nel vedere il suo maestro insensibile al bello spettacolo. Il povero melo fiorito si affloscia senza forza nella polvere. Sapete che sono impressionabile e di salute delicata: se mi trovassi davanti quegli spauracchi. perché non so che cosa vi risponderebbe.

e li mostrarono alla regina: "Dev'essere vero che è una creatura perversa." Tutti ubbidirono e si ritirarono nei luoghi assegnati. L'ebbi Nel Palazzo del Rospo e sotto l'ombra Del cinnamomo. la creatura si rese conto che quella sbarra stava diventando una minaccia incontrollabile. Non trovereste altrove un pestello più gagliardo. La creatura resistette come poteva. Erano circa le quattro del pomeriggio. si trovò davanti Scimmiotto e lo affrontò alla disperata con il suo pestello. questo è il Monte Punta di Pennello. L'ingresso più alto era chiuso da due grandi sassi." Ciò alimentò le speranze di regine e concubine. e fuggirono all'avvicinarsi degli estranei. e in effetti la creatura perversa schizzò fuori brandendo il suo pestello e scambiando colpi con Scimmiotto. quel curioso pestello. salvatemi!" Le regine e le dame. Vide da lontano bandiere e stendardi. Il Novizio fece ricerche. perdendo terreno. con un'estremità sottile e l'altra grossa e arrotondata. quando dal nono cielo venne una voce: "Grande santo. Due anni fa ha aperto di nascosto il catenaccio d'oro della porta di giada ed è fuggita. Non è cosa mortale. Secoli La levigarono. che ha fatto carte false per sposare il mio maestro. La sbarra cerchiata d'oro e il pestello per battere droghe nel mortaio sono due armi magiche molto diverse. "Il mostro che dite si sarà chiuso lì dentro" disse il tudi. con una lieve rotazione si trasformò in un fascio di raggi dorati e fuggì verso sud. e lo scontro riprese. Gou e Bi. Presso il più basso dei tre ingressi certi conigli selvatici brucavano l'erba. fermate quel mostro!" Il devarâja Conservatore del Regno accorse subito. ma la sbarra lo arresta." Scimmiotto fece una risata di compatimento: "Una bestiola che ha abitato nel Palazzo del Gran Gelo non può ignorare chi sia il vecchio Scimmiotto. È radice di bianca giada. è scomparsa. dove ci si muove liberamente." "Prudenza. Per quale crudeltà tu vuoi spezzare La nostra unione e cercare la morte? L'arma che non conosci ha rinomanza Assai più antica della sbarra tua: Sulla Luna. il grande santo osservava con curiosità quella strana arma. sbarrando con massi l'ingresso del suo rifugio. che piovvero da tutte le parti intorno al mostro come una grandinata di serpenti e di pitoni. questa è terra benedetta. Le forze della creatura malefica vengono meno: regge una diecina di scontri. trasformata in raggi d'oro. ma alla fine si ritrova spossata. Ed ecco le due divinità prosternate davanti a lui: "Noi non sappiamo niente. e alzò la sbarra per dargli una buona legnata. Io l'ho smascherata e combattuta. videro Scimmiotto che scendeva da una nuvola e chiamava: "Maestro. che con il suo eccessivo amore per i fiori ha attirato l'attenzione dell'essere perverso. chi vi ha chiesto di fare la spia a questo prepotente?" imprecava il povero mostro. da dove viene la tua strana arma?" "Non la conosci?" rispose il mostro. allora gridò a gran voce: "Dalli al mostro! Portinai. chissà da dove viene. Lei è scesa nel basso mondo a scopo di matrimonio. fin dai tempi antichi. ti prego. Consapevole del Vuoto! Cerca di non dare altre preoccupazioni a sua maestà. A che punto sta l'affare della falsa principessa?" "In realtà è un bel mostro. brume colorate mandano i loro riflessi fino alla terra. Il re tremava e si aggrappava a Tripitaka. "Ascolta. quella vera la ritroverete in un baleno. cara Yin Supremo? Scusatemi se non vi ho visto arrivare e non mi sono fatto da parte. Esso. e io sarò più tranquillo e mi sentirò le spalle coperte. Raggi d'oro illuminano le porte del Cielo. In effetti la colpa è del re. Quel combattimento nel cielo mise in allarme tutti gli ufficiali di corte. il grande santo ha riconosciuto i suoi miasmi malvagi e separato l'illusione dalla realtà. In capo a una diecina di scontri. ma la sbarra è ancor più potente. L'uno viaggia in cerca delle autentiche scritture. il re. e le signore di ritornare nei loro appartamenti. Quando volò via con una capriola nelle nuvole. "Mettiamo un po' d'ordine. dopo avere ordinato un lauto pasto. Se vostra santità cerca mostri. Il Novizio abbassò subito le armi e si inchinò: "Come state." Le più coraggiose fra le concubine reali corsero a raccogliere vestiti e gioielli caduti a terra. eccomi qua. pregandolo: "Santo monaco. Sulla montagna il mostro si era rintanato da qualche parte. la regina e le altre dame rientrarono in sé e guardarono che cosa accadeva sopra le loro teste. Il suo corpo splendente si congiunge Ai quattro stati ed ai cinque elementi. i funzionari restarono a pregare rivolti al cielo. Qui non ci sono mai stati mostri. La creatura conosce da un pezzo il santo monaco. La creatura fu costretta a volger loro le spalle. ma ugualmente potenti. per assicurarsi di non cadere vittima di manovre diversive. Arrivata qui. Ai tre principi primordiali. equipuzio della malora!" Si sa che questo epiteto innervosiva il grande santo. e sbarrò la strada. Il reverendo sosteneva il re e gli diceva: "Non temete! Rassicurate anche sua maestà la regina e le altre persone. Il grande santo la inseguì fino a un'alta montagna. preso dal panico. salvate la nostra principessa. vuotate il sacco. Il pestello mira alla testa. pronunciò la formula per convocare il tudi e il dio della montagna. e noi sapremo ricompensarvi generosamente!" "Non è il momento di discuterne" rispose Scimmiotto. Il sangue gli montò alla testa. Sono venuta fin qui ." Il re prese da parte Tripitaka e gli chiese: "Se quella non era la principessa. al Palazzo del Gran Gelo." "Grande santo. e vuole impadronirsi del suo seme. Guardate che svergognata: si è spogliata tutta nuda ed è saltata in cielo a picchiarsi con il bonzo. terrorizzate. Sta in mio possesso Fin da prima che il caos si separasse. mia figlia dov'è andata a finire?" "Una cosa per volta" intervenne Scimmiotto. Il desiderio Mi spinge verso il monaco cinese. che lo circondarono invocando: "Santo monaco. Scimmiotto allontanò i sassi. A suo tempo aveva rapito la vera principessa per mettersi al suo posto. corrisponde un adeguato contrattacco. ma soltanto chiedere come si chiama questa montagna e quali mostri nasconde. Non c'è ragione né timore che mi possano convincere ad arrendermi a te. può trovarne quanti ne vuole sulla strada dell'Ovest. per salvare la pelle?" "Ho visto subito che eri l'equipuzio dei famosi disordini di cinquecento anni fa. I miei condiscepoli devono dividersi la protezione dei due luoghi. quella principessa! Ci siamo battuti fino alle porte del Cielo. Ma il mostro mulinò il suo pestello. si trasformò in una corrente d'aria e fuggì via nell'azzurro. sarebbe ragionevole cedere. Ma. Io sono venuto qui per accertarmi che non trovasse modo di prendersela con voi. Mentre combatteva. accompagnata dall'immortale Chang'e. Vi supplichiamo di perdonarci!" "Non voglio battervi. ma falsa. Così gli appartamenti interni e quelli pubblici resteranno separati. lui svolge il suo compito di protezione del monaco cinese." Pian piano. Liu. Scimmiotto si accontentò di rilevare i luoghi e preferì ritornare dal maestro. alla testa dei quattro grandi marescialli Pang. Scimmiotto conferì con Porcellino e Sabbioso. non abbiamo visto niente. ardente di impazienza. Aspettate che il mio discepolo metta tutto in chiaro. bestiaccia. e lei è fuggita da queste parti. "Ora fatemi catturare la falsa principessa." "All'arrivo in India. mentre il dio della montagna. ma celeste. Certo. Scimmiotto riunì nuovamente le sbarre e lo inseguì a cavalcioni di una luminosità di buon augurio. Ma tu hai impedito il mio matrimonio: è peggio che se mi avessi ucciso il padre e la madre. fece una finta. dove la vide scomparire dentro una grotta. l'altra vuol soddisfare la sua ingordigia per i fiori rari. È lo scontro di due testardi: a ogni assalto." "La creatura perversa che combatti non è altri che la lepre di giada addetta a pestare nel mortaio la droga di immortalità di brina misteriosa. Perché non riprendi il tuo aspetto e non ti sottometti. e saprete come regolarvi. finché Scimmiotto gettò in aria la sua sbarra e gridò: "Trasformazione!" Subito la sbarra si moltiplicò in centinaia e migliaia di esemplari. e si rese conto che il mostro si dirigeva verso l'entrata occidentale del Cielo. per lo spavento. ruzzolava dal pendio e il tudi alzava i tacchi. Altrimenti non ci saremmo certo risparmiati per farvelo sapere. È il pestello che serve a preparare La droga che spedisce all'altro mondo. non parliamo poi delle ingiurie che i due si scambiano a ruota libera. mentre io ritorno dal mostro. e in subbuglio tutta la popolazione della città.La sbarra cerchiata d'oro è famosa. ho trovato che il re si era lasciato rapire la figlia da un mostro che ne aveva preso il posto. È un mostro femminile. Il fatto è che la vostra principessa non era autentica come credevate. nel mio Palazzo del Gran Gelo. Prego sua maestà e il maestro di chiudersi nella sala d'udienza. per informarli e dare le sue raccomandazioni. Se volete essere perdonati. Il mostro e il grande santo continuarono a battersi per mezza giornata. come mia compagna Mi seguì inseparabile anche quando Discesi sulla terra e venni in India Per amore dei fiori. ma non vide nessun movimento. fin dal primo incontro. precisamente come un pestello da mortaio: "Spiegami un po'. mentre calava la sera. Dove può essersi rimpiattata?" Le due divinità guidarono Scimmiotto verso la tana di lepre. "Disgraziati. abbi pietà! Arresta la tua forte mano!" Scimmiotto alzò gli occhi e vide discendere su nubi iridate la sovrana dell'Astro dello Yin Supremo. Alla fine l'ho messa in fuga e l'ho inseguita su una montagna in cui ha cercato riparo. In tutto e per tutto racchiude una tana di lepre con tre ingressi. Ormai Scimmiotto si apprestava a darle il colpo di grazia.

gli diede due ceffoni e gridò: "Zotico! Dove credi di essere. Quando si furono presentati e lo ebbero salutato. "fummo ospitati nel monastero che sorge presso le rovine dell'antico parco pavimentato d'oro. Sul viottolo deserto si disperdono i petali. corsero a infilarsi i kasâya e si dedicarono a battere campane e tamburi. In questi luoghi Che conservano i segni del passato. lei le diede uno schiaffo e se ne andò. Va piangendo il cuculo primavera che passa. mi giunsero dei singhiozzi." Scimmiotto lo acchiappò per il collo. quando era stata presa dalla nostalgia del mondo di Sotto e aveva schiaffeggiato la lepre di giada. e mi permetterai di riportarmela a casa viva. di cui si parlava ieri?" "Il giorno prima di arrivare qui. Grazia divina dà vivacità Ai colori degli alberi. dal lancio della palla ricamata alla cattura della lepre di giada. Infine il re disse: "Vi siamo infinitamente riconoscenti di aver catturato con i vostri immensi poteri la falsa principessa. quel batuffolo di pelo di giada sembra volare sulla montagna. Il suo piccolo naso sembra un formaggino bianco. il re si alzò dal trono e si inchinò: "Divini monaci. Il mio discepolo fu incaricato di scoprire la verità con i suoi poteri magici. bestiaccia. questa è stata una mancanza di tatto imperdonabile. Vent'anni fa sentì nostalgia per il mondo di Sotto. Tripitaka e gli ufficiali. "Come potrei mancarvi di riguardo? Adesso capisco dove ha imparato a maneggiare quel pestello con tanta destrezza. invitate le regine e le dame di palazzo a vedere lo spettacolo: ne vale la pena. Ora ci riposeremo. È un reato bello e buono. da accompagnarmi a corte con le vostre fate e con la lepre." Gli ufficiali si prosternarono: "Maestà. che ci farei una bella figura. Dopo un breve sonno ristoratore. L'umile monastero è favorito Sotto l'arcobaleno. questi santi monaci sanno cavalcare le nuvole. Dove sarà adesso?" "Non vi inquietate. non era mai uscita dalle porte della città. Per proteggerla dalle aggressioni dei monaci. che risplende In un cielo di eterna primavera. Chi ebbe una reazione imprevedibile fu Porcellino.perché mi sono resa conto che la sua vita era in pericolo. con le sue immortali bellezze lunari. poiché la lepre di giada la scherniva per questo. con i discepoli e gli ufficiali. La clessidra di rame gocciola al chiar di luna E nell'oscurità campanelle tintinnano. e il vecchio si prosternò per manifestare la sua gratitudine. ed ai fiori Un profumo più intenso. quant'è che non ci vediamo! Ti ricordi di me? L'ultima volta abbiamo lasciato le cose a mezzo. Sotto il cielo notturno dorme il parco reale. e tutte le donne dei tre palazzi e delle sei corti accorsero a consolarlo. non è che un gomitolo di seta greggia. La figlia di quel re non è una mortale qualsiasi." I monaci. Fin qui è giustificata. "Riportatevi pure la vostra leprotta. nel momento in cui sorgeva la luna. il vecchio l'aveva fatta rinchiudere affermando che si trattava di una creatura malefica. Furono il rancore e il desiderio di vendicarsi a indurre la lepre a fuggire a sua volta e a rapire Bianca: me l'ha detto la sovrana dello Yin Supremo in persona. Un monaco centenario che mi accompagnava raccontò che si trattava di una fanciulla. Tutto il cielo si riempie di profumi. Illuminano gli astri strade e mercati vuoti. Il re e Tripitaka se ne stavano chiusi nella sala d'udienza. quando apparve da sud una nube tanto luminosa che sembrava il sole di mezzogiorno. che collegano il passato all'avvenire. di cui racconteremmo la storia per farla liberare e mostrare un esempio di retribuzione dei meriti e dei demeriti. dei mandarini e dei quattro divini monaci. Dopo qualche tempo sbucò il corteo reale." In breve uscì dal palazzo una lunga fila di carri. è un filo d'argento. dalla torre di guardia si diffondeva il sordo rullare dei tamburi. Aprì l'udienza già durante la quinta veglia e. Dovreste essere tanto gentile. Ma Scimmiotto balzò in aria e giunse subito al monastero. Spero che la vorrai risparmiare per riguardo alla mia vecchia persona. cara Yin Supremo. in modo da presentare a sua maestà la prova materiale dell'impostura." "Che cosa rispondere a una tale concatenazione di cause ed effetti?" rispose ridendo Scimmiotto. signoria. dove si finge pazza. e tutti si ritirarono per dormire. il re si trovò liberato da ogni influsso malefico e si sentì pieno di energia. Contenti e intimiditi. posso permettermi di importunarvi a proposito della mia povera figlia. ma lanciata nella corsa. Voi non saprete. in realtà è Su'e. "Ogni tanto uno sente il bisogno di un po' di distrazione. Il posto dove si trova la principessa si chiama Monastero Pavimentato d'Oro. Era già la seconda veglia. Prima di ripartire. Quante volte avrà lappato la limpida rugiada dell'aurora celeste. Vostra moglie l'ha concepita vent'anni fa. Ci si proponeva appunto di togliere la seduta. la Fata Bianca del Palazzo del Gran Gelo. al cader della sera" rispose Tripitaka. spalmato di panna e farina. che richiederà pure una punizione!" "Ci sono altre cose che non sai. che questa intraprendente leprotta ha rapito la figlia del re dell'India e ne ha preso il posto. Com'è lieto il ritorno dei sovrani! Al suo arrivo il re trovò i monaci schierati ad accoglierlo. Egli non aveva osato parlarne in città. l'affare della principessa?" Scimmiotto gli raccontò tutta la storia. minacciò col dito la creatura e le gridò: "Avanti. lunghe orecchie e baffi radi: quando allunga le zampe nella corsa. e Scimmiotto con voce tonante gridò: "Maestà. mentre pestava elisir nel mortaio con il suo pestello delle meraviglie! Il grande santo la considerò con allegria." La sovrana dello Yin Supremo mise fine all'incidente riprendendo precipitosamente la strada di casa con le sue fate e con la lepre. corsero a chiamare il vecchio superiore. I monaci corsero a inchinarsi davanti a lui: "Vostra signoria se n'era andata con gli altri. Non poté trattenersi dal balzare nello spazio e gettarsi sulla compassata Chang'e. La stessa cosa fecero il re. "È lontano da qui. Labbro leporino e denti taglienti. e si stupì di vedere Scimmiotto fra loro: "Come avete fatto a precederci. la regina. dove gli fu chiesto di raccontare l'accaduto per filo e per segno. fece convocare i pellegrini per organizzare la ricerca della principessa perduta. "Non perdiamo tempo in complimenti" disse il Novizio aiutandolo a sollevarsi. per permetterti certe confidenze?" "Quante storie!" piagnucolò Porcellino. La vostra principessa è nel Monastero Pavimentato d'Oro. D'altronde in città ogni famiglia elevava altari e si prosternava al Buddha. Quando si appiatta al suolo impaurita. dopo aver ascoltato i mandarini. i mandarini e il mio maestro. senza capire che cosa succedeva. Ma se ritorno a mani vuote. perciò l'ha rapita e abbandonata lontano da casa. nell'intento di rovinare lo yang primordiale del santo monaco mio maestro." "Ma certo!" esclamò Scimmiotto. divino monaco?" "Ho ." Ogni donna dei palazzi reali accorse e si inginocchiò a pregare." La sovrana dello Yin Supremo si fece convincere." Solo allora i monaci seppero chi fosse in realtà la prigioniera che cantava ogni notte. In breve giunsero nella capitale dell'India. Certo non avrebbe dovuto tramare per accoppiarsi con il monaco cinese. com'è che ora cade dal cielo?" "Chiamatemi il vostro superiore e preparate altari per bruciare l'incenso: vi vengono a trovare il re. e vi è effettivamente riuscito. che cosa aspetti a ritornare sulla retta via?" La lepre di giada fece una capriola e riprese il suo aspetto originale. Sotto il sacro baldacchino. Fidatevi di loro: se domani ci accompagneranno alla ricerca della principessa. Mentre passeggiavo al chiar di luna dopo cena. Scorre il fiume d'argento fra le stelle brillanti. si diedero da fare per innalzare altari all'ingresso del monastero. e per la Fata Bianca. al grande precettore addetto agli affari di corte. che ora potete vedere nel suo vero aspetto. rise. ma oggi ci dobbiamo divertire. Penetrò nel ventre della regina dell'India sotto forma di raggio efficiente e si fece partorire come principessa. e domattina andremo da lei. e raccolse una gran nube luminosa per accompagnare la sovrana dello Yin Supremo e il suo corteo. temo che il re non mi prenda sul serio." Il re seguì il consiglio. per riguardo a me. Gli occhi mandano riflessi rossi: sangue sulla neve. Meno male che la tua esperienza ti ha permesso di chiarire in tempo come stavano le cose e di impedire il peggio." "Povera ragazza! Da quando è nata. per punire Su'e dello schiaffo ricevuto. Allora il re pubblicò un editto: "La sala delle udienze è affidata alla guardia dei Palazzi dell'Est e dell'Ovest. La lepre di giada è fuggita a sua volta. certo sanno tutto sulla concatenazione delle cause e degli effetti. la difesa del paese." Il re scoppiò in singhiozzi. che aveva raccontato di essere figlia del re dell'India e di essere stata rapita dal vento mentre contemplava i fiori. La falsa principessa che abitava da voi è in realtà la lepre della luna. "Preparatevi a ricevere il corteo reale. Lasciami comunque la speranza che la vorrai perdonare. scoperta l'anno prima nel parco. ecco la sovrana dello Yin Supremo del palazzo della luna. Noi andiamo in cerca della principessa. perché in apparenza la principessa non aveva mai lasciato il palazzo e godeva di ottima salute. Scimmiotto fu accompagnato nella sala delle udienze. avremo certo successo. camminando lungo la strada. abbracciandola con passione: "Dolcezza. quel monastero?" "Non più di sessanta li" rispose Tripitaka. in compagnia della regina. nel suo abito d'arcobaleno. Ci sarebbero altri vantaggi: per me. se non vi importuno troppo. che si inchinò profondamente a Scimmiotto e gli chiese: "Com'è andato. ma la vera dov'è?" "Tenete presente che nemmeno lei è d'origine mortale: è la Fata Bianca del palazzo della luna.

che appartiene alla prefettura della Terrazza di Bronzo. Scimmiotto giunse le mani per salutare il re e disse: "Dovrei sottoporvi una preghiera. la famiglia del vostro discepolo abita al piano inferiore. Dal momento che in una semplice sottoprefettura non occorre far vistare il passaporto. gli accompagnatori pensarono che quei buddha viventi fossero risaliti in cielo. Se fingi di non saperne niente. in una traversa. ma sempre volando ad alta quota. Non serve a nulla chiedere Alla frutta sull'albero perché si è maturata. si prosternarono a pregare e se ne ritornarono a casa. Si abbracciarono e piansero per un bel pezzo. vedrete la torre d'ingresso della casa del signor Kou. dopo un grande banchetto che fu servito per festeggiarla. La principessa ritrovò il suo ambiente e la sua allegria. Se poi non sapete come il viaggio proseguì. La principessa si vestì in gran pompa per ringraziarli ufficialmente della propria liberazione. "Il monte che vedete prende nome dai millepiedi e. faceva crocchio intorno a loro e si spingeva per vederli meglio. concubine reali. "E voi. videro una città. Il ministero dei lavori pubblici fu incaricato di provvedere i materiali per ricostruire il monastero. lasciò cadere gli oggetti che recava in mano e corse dentro a riferire: "Padrone. Perché parlare in sogno? Se l'efficacia è inutile. lasciateci ritornare alla nostra conversazione. Il reverendo mormorava: "Niente incidenti! Niente incidenti!"." Tripitaka ringraziò e ritornò a riferire ai discepoli. la parola e il silenzio In fondo si equivalgono. "Non lo so" rispose il Novizio. all'alba mangiavano un boccone. ma maestro e discepoli rifiutarono. in cui il bestione ingoiò incredibili quantità di cibo." Chiacchierando erano giunti davanti alle porte. Dopo quindici giorni di marcia su strada agevole. "Tu sei già venuto da queste parti. la sera cercavano riparo. Quiete ed agitazione. "Che cosa stai tramando?" insinuò Porcellino. "Potremmo offendere il donatore. I monaci ringraziarono il re della sua generosità e lo riaccompagnarono a corte. "Discepoli" disse Tripitaka. Scalavano pendii. reverendo?" "Veniamo da lontano per presentare al Buddha i nostri omaggi. sulla sinistra. si fece sull'uscio e. senza curarsi della sporcizia e del cattivo odore: "Povera bambina." Quel cafone di Porcellino si avviò all'ingresso senza indugio." Il re fece abbattere le pietre che muravano la porta e corse con la regina ad abbracciare la principessa. andiamo senz'altro a mendicare il pasto. fra regine. Il vecchio superiore li guidò verso la piccola costruzione in cui la principessa prigioniera continuava a fingersi pazza. E ora. Ugualmente irreale è ogni vacuità. con emolumento di trentasei stai. che portava un paniere e una bilancia. E IL REVERENDO NON BRAMA NÉ ONORI NÉ RICCHEZZE. Quando vide i visitatori. Offrì dunque oro e gioielli come viatico. selezionati per vigore e aggressività. Nella chioma del salice Stanno uccelli a convegno. che assunse il nome di Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada del Monte del Sacro Splendore. "Si vede bene che l'Occidente è buddista! Qui si è organizzati per nutrire i monaci. contien l'inefficacia Pur qualche utilità. Tripitaka avrebbe voluto congedarsi e riprendere il cammino con i suoi. appoggiandosi a una canna e borbottando preghiere al Buddha. dove la gente li guardava stupita. Io chiederò informazioni a quei vecchi. ma il re non acconsentì: per altri cinque o sei giorni si diedero grandi banchetti. Le susine Sono mature. guadavano torrenti. Il giorno dopo il re convocò i pittori perché facessero l'autentico ritratto dei quattro santi monaci. Temevo che quei vecchi esagerassero in ottimismo. bisogna aspettare che esca qualcuno e chiedergli il permesso. Maestro e discepoli ripresero il viaggio verso occidente. tanto il Buddha pesava sui loro pensieri. magari potreste aggiungere il dono di una costruzione commemorativa. cui chiedere l'elemosina di un pasto?" "Vi trovate nella sottoprefettura di Diling. bestione? Per entrare." Infatti si avvicinò e giunse le mani: "Cari donatori. così ripartiremo senza indugio." . Sotto i portici stavano seduti due vecchi in conversazione. ministri e gente del popolo che si prosternavano al suo passaggio. Sentendosi interpellare." Il ricco mercante. senza osare di levar gli occhi. passarono il ponte levatoio e si inoltrarono nelle strade. sono arrivati quattro monaci di strano aspetto. Sulla porta ci sono statue di tigri coricate e la scritta: 'Benvenuti i diecimila monaci. è frequentato da molte scolopendre. divenute spiriti maligni. "Discepoli. la biblioteca e la sala da pranzo dove sarete accolti. che non volevano più separarsi da loro. senza spaventarsi per la bruttezza dei pellegrini. perché ci avete messo tanto?" Giunsero anche Tripitaka e gli altri. Ecco perché non so come si chiama la città. I piccoli fagiani Strillano d'allegria. e ignoriamo il nome della vostra nobile città. A questo punto. come si chiamerà?" chiese Tripitaka. sono a vostra disposizione" rispose il re rendendogli il saluto." I due si stavano scambiando considerazioni sui casi della fortuna. Dopo un po' ne uscì un vecchio canuto. e a un incrocio scorsero la torre con le tigri coricate davanti all'ingresso e una grande targa con quattro caratteri: BENVENUTI I DIECIMILA MONACI! "Terra di Buddha!" esclamò Tripitaka. e si inginocchiò dicendo: "In questo edificio è rinchiusa sua altezza la principessa. poi la madre ordinò per la figlia un bagno profumato e abiti freschi per riportarla nel mondo civile. che passeggiava per il giardino. entrando senza volere nel suo appartamento interno. sui saggi e sui matti. da destinare al culto nel Padiglione di Perpetua Pacificazione. Quando cessò di soffiare il vento polveroso e non li videro più. e i discepoli camminavano piano a testa bassa. Il racconto ci ha narrato come i pellegrini ricorsero alla magia per sbarazzarsi della scorta dei monaci del Monastero Pavimentato d'Oro. e quando ricadde i pellegrini erano scomparsi. si rivolse loro: "Vogliate accomodarvi. che la notte attaccano i viaggiatori e interrompono il traffico. che venne a noi portata dal vento. l'umile monaco che vedete vi saluta." Dunque deposero a terra i bagagli e sostarono accanto alla porta. resero il saluto e domandarono: "Che cosa desiderate. ascoltate il seguito.fatto una corsetta" rispose ridendo Scimmiotto. Non dovrete certo penare per elemosinare il pasto: passate quell'arco e imboccate il viale verso sud. prego!" Tripitaka e compagni si fecero avanti con circospezione e modestia. Al vecchio superiore fu conferito il titolo ereditario di monaco ufficiale Merito del Regno. quanto hai sofferto! Com'è possibile che il destino ti abbia inflitto una punizione così terribile?" Si sa che l'incontro dei genitori con il figlio smarrito è il più patetico che ci sia. Incaricò alcuni mandarini di procurare i galli e stabilì che la montagna prendesse il nome di Sacro Splendore. Se le forme e i colori sono senza realtà. Si sa che i galli sono ghiotti di scolopendre: non potreste mandarne qui un migliaio. sul tempo che aveva cancellato ogni traccia di tanti fatti importanti ed eroiche imprese di una volta. a quanto pare. All'angolo indicato trovarono il grande viale verso sud. Lassù non avevo né motivo né tempo di curiosare nel paesaggio sottostante. Tripitaka scese da cavallo." "Giusto" approvò Sabbioso. "restate qui e cercate di non attirare l'attenzione. Tornano alla natura rivelata Lasciando l'onda della gratitudine." "Divino monaco. Alla fine Scimmiotto dovette fare un passo magico e soffiare verso sud ovest: un colpo di vento sollevò un polverone accecante. vuol dire che stai architettando qualche brutto tiro. Ed il sole potente Dà rilievo a ogni cosa." Il loro cammino li portò attraverso un mercato. Tripitaka fu fatto salire sul carro con le campanelle d'oro e fu accompagnato dai mandarini." "Bestia senza giudizio! Si capisce che sono passato di qui più volte. finiva la primavera e si annunciava l'estate: Ci riempie di energia Il tempo luminoso! Lo stagno si ricopre Di ninfee. "ci sono la sala di preghiera consacrata al Buddha." Il re ne fu ben contento. e invece le cose stanno proprio come dicevano loro. che possano essere sparsi sulla montagna a eliminare quelle bestiacce? Sarebbe una misura per il pubblico bene e un modo per ringraziare questi monaci che hanno custodito la principessa. ma Scimmiotto lo fermò: "Dove vai. Poi fu la volta dei monaci locali. Dove potremmo trovare persone rivolte al bene. Risalirono sui carri e si prepararono a ritornare in città. Ma infine il re si rese conto di non poterli trattenere più a lungo. Escon dal mare metallico e rude Per risvegliarsi nel vero del vuoto.' Là otterrete quello che vi occorre. per piacere. il grano Assume color d'oro. "Guardate come la gente è onesta e precisa. Il loro ospite li guidò attraverso l'arco di ingresso fino a un edificio di due piani: "Al piano di sopra" spiegò. CAPITOLO 96 ECCESSI DI OSPITALITÀ OVE IL SIGNOR KOU ACCOGLIE CON PIACERE L'EMINENTE MONACO.

e così ho verificato ultimamente che ho già offerto ai monaci 9996 pasti: per raggiungere la cifra tonda ne mancano solo quattro." "Certo" rispose ridendo Tripitaka. Immagino che per venire fin qui da quello del Sud. celebrano la contrizione con l'acqua. Occorsero sette od otto giorni perché il signor Kou riunisse ventiquattro monaci dei dintorni per celebrare l'adempimento del voto. e accompagnò i quattro pellegrini nella sala da pranzo. Alla fine si rivolse al suo ospite per salutarlo nelle dovute forme. A quarant'anni feci un voto. Lampade di cristallo bruciano olio profumato dalla fiamma chiara. che non ha nulla da invidiare a quelle di eminenti monasteri." I ragazzi erano stupiti: "Dovete proprio essere dei monaci divini. e una barba di drago decorata di luna. poi provvederò io stesso ad accompagnarvi." Si fecero avanti due giovani diplomati(18). Dì al padrone che vengo anch'io. "Il fatto è che noi tre siamo i discepoli" rispose Porcellino alzando il grugno. portami un vestito adatto: anch'io voglio vedere gli ospiti. e ci ha ordinato di sbrigarci a mettere in tavola. moglie del padron di casa." Un piccolo servitore venne a invitarli a tavola. un supporto laccato regge un tamburo decorato. che si inchinarono fino a terra per salutare il reverendo. Si vedono appese una lieve pietra sonora di giada preziosa. liuto e scacchiera: gli strumenti dei veri piaceri raffinati. ma l'ospite lo pregò di mettersi prima a suo agio levandosi il kasâya. uno sramana vale l'altro. Nell'insieme sono trascorsi quattordici inverni e altrettante estati. dovunque sete e fiori. prima di entrare a pregare il Buddha. Entrarono nella sala di preghiera e videro alla luce delle candele accese salire spire d'incenso. gong e flauti traversi. Davanti a una cortina profumata sono disposti libri." "Voi non capite niente di queste cose. Aparagodânîya. "Come dice l'adagio: Nobile casa attraverso il far bene." Negli alti scaffali si stipano i testi sacri. Bruciaprofumi e vasi di bronzo antico. che significa 'grande liberalità'. accese un bastoncino di incenso. "Vengono da molto lontano" rispose sorridendo il signor Kou. Poi riprenderemo senza indugio il nostro cammino. Tavole laccate d'oro e seggiole laccate di nero. "Vi prego" gli disse lui. Vi manda il Cielo a permettermi di adempiere il mio voto! Vi prego di dirmi i vostri rispettabili nomi. La signora Kou. ma ne fu impedito dal signor Kou: "Questi sono i miei figli. la signora sentiva aumentare la propria apprensione. La signora cadde in ginocchio. Quando ebbero mangiato a sazietà. siano occorsi anni di viaggio." "Sono giovani saggi!" esclamò Tripitaka. perché abbia il tempo di celebrare degnamente l'avvenimento." Il ragazzo corse in biblioteca e annunciò: "Anche la signora vuole vedere e salutare queste persone delle terre dell'Est." Quando essa entrò nella sala notò il nobile volto e il portamento elegante di Tripitaka. "Tenete conto che abbiamo incontrato molte creature diaboliche e abbiamo dovuto superare molte prove. Da ventiquattro anni la mia cucina è aperta ai monaci. e infine fissarono la data della cerimonia. con palanchino e cavalli. chi riempiva le ciotole di riso: correvano come comete che caccino la luna." "Ho letto nell'Enciclopedia della foresta dei fatti che in tutto l'universo ci sono quattro continenti" commentò uno di loro. La seconda da cinque piatti di verdure. flauti a becco e organi a fiato. ma gli altre tre sono orrendi.Tripitaka si complimentò con lui e si appartò per indossare il kasâya. Chi versava la zuppa. grandi sfere di pane. odorosi. Dovete sapere che il Monte degli Avvoltoi non è lontano da qui: non più di ottocento li. prima che riuscissimo a giungere nel vostro nobile paese. Leggono un passaggio del sutra del Pavone: ogni versetto allontana disgrazie e calamità. con carta." Tripitaka. il reverendo si alzò per ringraziare l'ospite e propose di rimettersi in cammino. riso. Bruciano biglietti di preghiera e meditano davanti alla statua del Buddha. ce n'è anche uno dell'Est. perché li scriva nel registro. Per dissipare ogni rancore e querela. pitture. Sette od otto servitori vanno e vengono così svelti da non lasciare un momento di requie ai quattro o cinque cuochi. la terza da cinque tipi di frutta fresca e la quarta da stuzzichini." La vecchia signora si rallegrò e chiamò una cameriera: "Svelta. che si alzava per salutarla." "Da dove vengono questi signori?" chiesero i ragazzi al padre. Hanno saputo dell'onore che ci fate e sono venuti a salutarvi. abilmente montate in molte forme da pasticceri alla moda. La sua voce cavernosa aveva risonanze da ruggito di tigre negli anfratti della montagna. tavolini e scatole di legno scolpito e laccato. timballi cotti al vapore. caldi. Aspettate che abbia celebrato l'adempimento del mio voto. Porcellino vuotava ogni ciotola in un boccone. attingere acqua. il cuore liberato dagli affanni si immerge serenamente nella Via. che protegge dalle correnti d'aria. La pietra d'oro vibra senza fine. "L'umile monaco che vedete" spiegò Tripitaka. nel continente meridionale. inchiostro e pennelli. acconsentì senza fare resistenza. "Nessuno in cucina sa dove siano questi Tang. Mi chiamo anche Dakuan. Penserò io a farvi accompagnare attraverso la montagna. buoni figli attraverso gli studi. scatole metalliche raccolgono lettere e documenti. Tutto è delizioso e appetitoso: zuppa di magro. farina e verdure. si prosternò e pregò a lungo. Una vasca di vetro è piena di acqua limpida. "andiamo a fare le presentazioni nella sala dei sutra. Quando ho tempo tiro le somme. "dalle terre dell'Est. si misero subito in movimento per raccogliere fascine. che avrò adempiuto quando avrò ospitato diecimila monaci. Ma il signor Kou lo trattenne: "Maestro. Il reverendo voleva eseguire il cerimoniale dei saluti. Il reverendo si purificò le mani. piattini piccanti. un po' per salutarli e un po' perché sentiva le gambe molli di paura. e io tengo il conto su un registro. I servitori. portare riso. Per fortuna i miei tre discepoli mi hanno protetto. soffiano una nota e intonano i sutra all'unisono. Infine si procedette alle presentazioni. L'atmosfera pura rinvigorisce lo spirito. È stato maggiore il tempo perduto a causa delle difficoltà. la liturgia non era diversa da quella in uso presso i Tang. La meravigliosa Legge dei tre veicoli è delle più perfette: nella liturgia. Numerosi stendardi sono ricamati con gli otto tesori. il tutto con accompagnamento di musica di cembali e tamburi. Sui tavolini sono disposti dei freschi cinque nuvole. Jambûdvîpa. dove il pasto fu impeccabilmente servito. Accendono la lampada del Guaritore: la sua fiamma brilla chiara." "L'umile nome del vostro discepolo" espose a sua volta l'ospite. che si chiama Pûrvavideha. ricordate la vostra promessa di restare un po' di tempo! Come dice il proverbio: Incominciare è più facile che portare a conclusione. Su tavole scolpite e laccate si trovano servizi per scrivere della migliore qualità. poi evocano il dio guerriero. Ho vissuto sessantaquattro inutili anni. "Il nostro è il continente occidentale. con la larga faccia ridente. presentazione di offerte e di incenso a lume di candela. dorature e decorazioni colorate. incontrare il Buddha e sollecitarne le autentiche scritture. sorpresa da tanta agitazione. "è Kou Hong. "uno di loro vale la pena di vederlo. Il luogo rivaleggia con le torri sacre. grandi e piccoli. Dopo i saluti. Un domestico venne ad annunciare: "Arrivano i giovani signori. al disopra della polvere del mondo: una sala da preghiera privata. Battono un colpo. Il signor Kou rimandò la moglie e i figli nei loro appartamenti. Nei bruciaprofumi arde l'aloe. Salmodiare l'Avatamsaka sûtra allontana ogni biasimo e calunnia. allo scopo di preparare il pranzo." "Perché i quattro maestri non sono seduti tutti insieme?" chiese la signora a suo marito. si informò: "Da dove vengono i monaci che provocano tutto questo subbuglio?" "Sono monaci eminenti inviati dai grandi Tang" rispose uno sguattero. Un riquadro vermiglio fa da sfondo a una campana d'oro puro. "è inviato in missione nella vostra nobile contrada dai grandi Tang delle terre dell'Est." "Signora" precisò lo sguattero. mi sono permesso di venirvi a salutare e a supplicare l'elemosina di un pasto di magro. La prima portata è costituita da alte costruzioni multicolori. Kou Liang e Kou Dong. i mille buddha sono rivestiti d'oro. con la furia di una burrasca. I religiosi occuparono tre o quattro giorni per redigere i testi delle preghiere. di quello impiegato in cammino. . Tripitaka restituì prontamente la cortesia: "Siamo confusi di avervi scomodata per questi omaggi che non meritiamo. contento come una pasqua. Ma gli altri tre erano proprio insoliti: anche a volerli discesi dal cielo. che rincasano da scuola per il pranzo. nei vasi i fiori di loto mostrano il loro splendore. croccanti e abbondanti. Il padrone dice che sono scesi dal cielo. il signor Kou ordinò di portare foraggio al cavallo e di collocare i bagagli dei pellegrini sotto il portico. Dapprima invocano pace per il tudi. Gli esseri celesti discesi sulla terra possono avere le facce più strane e bizzarre. e di accordarmi l'onore di restare da me almeno un mese. per visitare il Monte degli Avvoltoi." Tripitaka dovette cedere alla sua insistenza generosa e sincera. legata in oro. le scatole sono colme di petali profumati. il quale voleva render loro la cortesia. Hong dello Scialo. c'era da spaventarsi. Poiché ho saputo che nella vostra onorevole prefettura si tengono i monaci in alta considerazione. Stendardi spiegati davanti ai volti dorati dei buddha disposti in fila.

Tripitaka depose le bacchette e recitò un sutra per concludere il pasto. Per ora non posso offrirvi nulla. amici miei. tanto da aver nutrito tutti quei monaci. Tutti correvano qua e là. e non pensi ad altro. mentre si serviva il vino. Il signor Kou disse loro sorridendo: "Mi dispiace. non sento più fame per tre giorni. Non mi aspettavo certo di impiegarne quattordici per il solo viaggio di andata. Noi siamo giovani e poco esperti del concatenarsi delle cause e degli effetti. Commissionò ai cuochi un banchetto d'addio. non raccogli. Sotto il gran cielo muto. Caduta la sera. e si riempì le maniche di pani. Questa casa di un popolano non cede in nulla a quelle dei principi." Porcellino non seppe trattenersi dal dire la sua. i domestici si alzarono per fare i preparativi. per paura di trovarsi a corto di risorse. di ingaggiare una banda musicale e di invitare i monaci del Monastero della Venuta del Sud e i preti taoisti del Tempio del Picco dell'Est. Domani vi accompagneremo alla partenza. ripartirò da solo. Quando il maestro e i discepoli si alzarono all'alba. Quando io ho mangiato proprio a sazietà. Zuppe di riso di straordinaria purezza." Il povero bestione ansimava e soffriva. ma non aveva scelta: dovette ficcare nelle sacche la ciotola e le altre suppellettili. sarà finita lì." Stava ancora parlando. a cavallo o in palanchino. perché desiderano migliorare il loro karma: perché dovreste rifiutare? Anzi. tè e ricchissimi vini profumati. Da un bruciaprofumi a coda di gazza si levano effluvi di buon augurio. e diceva a Sabbioso: "Fratello mio." "Siete stati ospiti di mio marito. scemo! Ricominci?" Scimmiotto e Sabbioso scoppiarono a ridere." "Stupido!" s'indignò Tripitaka. fra le due e le tre del mattino. mentre non so come scusarmi per il disturbo che vi ho dato? Vedete: quando la sacra persona del mio imperatore mi affidò la missione. Io rischio di non rispettare i limiti assegnati alla mia missione. chi doveva procurare i musici trattava le condizioni dell'ingaggio." Il monaco cinese emise un brontolio da bestia feroce. Il reverendo ordinò di chiudere i bagagli e di sellare il cavallo. ordinò al suo segretario di spedire un centinaio di biglietti a vicini e parenti. Anch'io ho accumulato il mio piccolo capitale con un'attività di sartoria. A piedi. Pazientate per oggi: farò preparare tamburi e stendardi. Dappertutto vasi di fiori freschi dai colori vivaci. Dal momento che questo signore è ricco sfondato. Dice l'adagio: Non imporre la tua presenza. da rallegrare il cielo e la terra. incaricò il maggiordomo di far confezionare venti paia di stendardi colorati. Tripitaka. Scimmiotto afferrò Porcellino per il collo e lo riempì di botte sulla testa. Non mancavano pii amici della parrocchia e uomini dabbene di sicura fede buddista: tutti venivano a salutare il reverendo. mariti della sorella maggiore e di quella minore. cenarono e si ritirarono per dormire. Tu grufoli nel truogolo fino a farti scoppiare lo stomaco. Il pianto del cuculo si sprofonda nell'ombra. un domestico venne ad annunciare che erano giunti gli invitati. Voi capite che non posso venir meno all'ordine sacro che ho ricevuto: sarebbe un delitto imperdonabile. "Dice il proverbio: Il sapore più raffinato non riempie la pancia meglio del riso bollito. Senza considerare che non so se otterrò i sutra. la vostra ansia di lasciarmi mi fa temere di avervi trascurato. Quando avrai mangiato. la terra si è velata. ma al ritorno vi esprimerò la mia gratitudine. non ne ha mai incontrati di importanti come voi. che non pensava ad altro che al Monastero del Colpo di Tuono e voleva ripartire. Si spengono le luci. voi arrivate tardi e il maestro ha una gran fretta di partire. Allora la musica si fece più forte: tamburi. Il signor Kou. poi rimase in attesa. ma se non possiamo accettare l'ospitalità di vostro padre. liuti. dobbiamo mangiare e bere più che possiamo: non troveremo mai più un'accoglienza fastosa come nella casa del signor Kou." "Ma che cosa dici!" rispose Sabbioso ridendo. Vi supplico di lasciarmi compiere la mia missione. chi doveva invitare monaci e preti si metteva in cammino. E poi ha potuto adempiere il suo voto." "Bestione mio" esortò Sabbioso. non esagerate. e io ebbi il torto di rispondere che mi sarebbero occorsi tre anni." Ed ecco ricomparire la vecchia signora: "Maestro. figuriamoci se apre la bocca per far vedere che gli manca il buon senso. resta se ti trattengono. Scimmiotto mise in mano al maestro il bastone da pellegrino con nove anelli. niente mi impedirà di ritornare da voi e di fare un'altra sosta. vi voglio ospitare anch'io per quindici giorni. Porcellino ritornò alla carica: "Maestro. brontolando: "Questa bestia spinge la sua incoscienza a metter su il maestro contro di noi. gli stendardi erano allineati intorno a un prezioso baldacchino con accompagnamento di musica. Quando avrò ottenuto le scritture. in cima alla torre lontana Rintoccano campane e rullano tamburi. Vi era stato preparato un banchetto molto diverso da quelli serviti nella sala da pranzo. Sul villaggio isolato si vedon macchie nere Di corvi in volo. Da quanto tempo siete da noi?" "Sono ormai quindici giorni. è questo che mi volete rimproverare?" "Quali rimproveri potrei muovervi. il sole saliva verso lo zenit. ma verso le dieci del mattino tutto era pronto. Si danza davanti ai gradini al ritmo dei tamburi." Uscito dalla sala dei sutra. Chi doveva cucinare si affrettava verso la cucina. non vi inquietate. che faceva vibrare il cielo. Non dovete pensare che rifiuti per malizia. Tutto doveva essere pronto l'indomani mattina alle dieci. e avvertire i parenti e i vicini. L'ombra dei fiori si agita sotto il chiaro di luna. e lo spiegamento . lo sellò e mise le redini. Fra il baccano della banda. è appesa al centro una pittura che rappresenta una montagna di longevità su un mare di felicità. non si alzò da tavola prima di aver fatto scomparire le cinque o sei ciotole di riso di riserva. ma conosciamo il detto: Raccogli ciò che hai seminato. la pancia non conserva provviste." Chiacchierando e mangiando. Sai che la strada ci aspetta. I nostri genitori vi invitano. Sulle tavole allineate si accumulano ori e piramidi di dolciumi a forma di leoni e di immortali." La folla si aprì per lasciar passare i quattro pellegrini. C'erano il vicino di sinistra e quello di destra. e la nostra capanna ne è tutta illuminata. Sabbioso strigliò il cavallo. se non hai seminato. Il signor Kou gli disse: "Maestro. in questi giorni di sacre funzioni. tutti cedevano loro il passo. timballi e dolciumi. Fra alti tendaggi. ricuperare il bilanciere e appendervi i carichi. romperemo i nostri salvadanai e vi ospiteremo anche noi. Le stelle rendon pallido il gran fiume d'argento. Il bestione si appioppò due schiaffi da solo e disse: "Zitto." Vedendo la faccia alterata del maestro. Che fretta abbiamo? In un mesetto soddisferemmo le richieste della madre e dei figli. Già fra la terza e la quarta veglia. "È già insopportabile quando sta zitto. Tripitaka se la prese con il Novizio: "Tu di che cosa ridi?" Era tanto irritato che fu sul punto di recitare l'incantesimo di costrizione del cerchio. il signor Kou li invitò ancora una volta nella sala grande. gallette. vuotando ogni ciotola in un boccone. e se lo facessi volontariamente non basterebbe nemmeno la pena capitale a riscattare la mia colpa. per invitarli ad accompagnare l'indomani i maestri cinesi in partenza per l'Ovest. fermo! Non dite niente! Non ho nessuna voglia di ridere!" Al signor Kou non restò che rinunciare a insistere. "Tu pensi solo a mangiare. signora. aveva stampato sulla faccia un sorriso più largo che mai: "Maestro." "Ben fatto!" approvava Sabbioso ridendo. messo a disagio da quello scontro fra maestro e discepoli che si svolgeva davanti a lui. Se siete prigionieri della vostra ghiottoneria. per non alimentare il dissidio fra maestro e discepoli: "Non litigate! Resta inteso che domani vi accompagnerò. strillando: "Maestro. "non fartela scoppiare. Dopo i saluti presero posto." "Non te ne intendi. niente può costringervi a sottrarre alla nostra umile capanna l'onore della vostra presenza. Ai lati si allineano quadri che rappresentano le quattro stagioni." "Per carità. trovarono tutta quella gente al loro servizio.La cerimonia si concluse dopo tre giorni e tre notti. quella pancia." E gli voltarono le spalle. si vedono distese di piatti e di frutta come un tappeto di broccato. voi proprio non avete considerazione per i sentimenti degli altri. Il reverendo ringraziò l'ospite e i suoi invitati. organi a fiato. se ne vada dove gli pare. Fu un bell'andirivieni. coloro che preparavano palanchini e cavalli si scambiavano richiami da lontano. per altri quindici giorni. e si avviò all'uscita. come potremmo accettare la vostra? Dobbiamo assolutamente partire. quando sbucarono Kou Dong e il fratello: "In ventiquattro anni che nostro padre ospita monaci. e ci chiede con assoluta sincerità di restare. i cognati maggiore e minore. Davanti alla porta. che noia vi dà accettare e fermarvi per un anno? Perché dovremmo partire a tutti i costi e correre le strade mendicando. senza più osare di proferir verbo. prese la borsa che conteneva il passaporto e se la mise sul petto. Monaci e preti arrivarono in quel momento. Scimmiotto. alti canti accompagnati da cetre. E dappertutto gioiosi suoni. entro una cerchia di paraventi. non ti curi delle cause che condannano alla trasmigrazione. Mentre il reverendo scambiava complimenti con il signor Kou. preso dal panico. le strade son deserte. mi chiese quando sarei ritornato." La madre e i ragazzi si seccarono: "Perdiamo il nostro tempo! Se non capisce che vorremmo trattenerlo con le migliori intenzioni del mondo. e che il ritorno potrebbe richiedere altri dodici o tredici anni. Quando furono pronti. quando qui si mangia tanto e bene? Si direbbe che sulla strada maestra vi stia aspettando vostra nonna. il bestione si imbronciò e si mise a brontolare. si inginocchiò: "Maestro. ritornò a ringraziare e a prendere congedo. Quando constatò che si partiva davvero. ragazzi! Vi siamo molto obbligati. Porcellino era tutt'occhi per quel banchetto sontuoso. Con i soldi si fa questo e altro. Porcellino.

forzarono cofani e panieri e. Quando ricomparvero." Tripitaka. ed è stato Scimmiotto a uccidere vostro padre. Se poi non sapete che cosa avvenne all'alba. Porcellino impugnava il coltello. Che infami! Dobbiamo preparare subito la denuncia. finché le sette anime uscirono dall'infelice per scendere all'inferno. per lodare la vostra virtù. Ripensava al rifiuto del monaco cinese di accettare le ripetute offerte di ospitalità. perché temevano di richiamare l'attenzione di qualche creatura malefica. poi il reverendo insisté perché si separassero. un po' in piedi. che faceva vibrare il cielo. Evidentemente. "Santo cielo. che avevano dilapidato il proprio denaro in bevute e cattive compagnie. la signora si nascose sotto il letto. Il signor Kou non si rassegnava: "Maestro" diceva trattenendo a stento le lacrime. i ladri scelsero di calarsi dal muro di cinta in un vicolo con l'aiuto di una scala di corda. mescolava sempre ai suoi pensieri pietà e compassione. fra le rovine del Tempio di Splendore Fiorito. a rischio della vita. Scimmiotto ha ucciso nostro padre. una banda di malandrini si riuniva nella città di Diling. ma finì per lasciarsi convincere e ritornò indietro. come faremo?" "Brutto animale. Fra il baccano della banda. ma lasciate a questo povero vecchio qualche vestito per i suoi ultimi giorni. l'hanno ammazzato!" E si affollarono piangendo intorno al cadavere. tutti cedevano loro il passo. Kou Liang e il fratello si recarono dal prefetto del capoluogo. "Come ha detto la mamma" rispose Kou Liang. Chi credete che fossero? Il monaco cinese reggeva il lume. lo consolava: "Se il Buddha mi riceverà al Monte degli Avvoltoi. armi alla mano. E scrisse: "Il monaco cinese reggeva il lume. Ci sarà pure.quattro pellegrini. manganelli. Kou Dong e gli altri giovani scappavano qua e là terrorizzati. nei quindici giorni che hanno trascorso da noi. Quando torneremo in Cina. ma non è posto per te. Avrebbero voluto liberare dalle malerbe almeno il sentiero che attraversava la corte. avremo di che divertirci per un bel pezzo e ci porteremo a letto quante ragazze vorremo. figli miei. quando ripresero il cammino." "Come scriviamo?" chiese Kou Dong. Porcellino ricominciò: "Lo vedete? Abbiamo sdegnato buon cibo abbondante e camere fresche e pulite. Prima che scendesse la sera. Un po' seduti. Giunti al chiosco del decimo li. "Dice il proverbio: Chang'an è una bella città. Da ragazzo era povero e d'inverno studiava alla luce riflessa dalla neve. La vedova passò il resto della notte ad arrovellarsi. aveva sempre vissuto nella rettitudine. Alla fine hanno approfittato del buio e del maltempo per commettere l'assassinio. e i suoi tre spiriti abbandonarono questo basso mondo. A piedi. Si avvicinarono e videro un arco sfondato che recava un vecchio pannello orizzontale. non la cedeva in nulla a tende di broccato che coprono la primavera. oggetti di casa. ma il cielo si coprì di nuvole nere e cadde un violento temporale. da nascondere il sole. come i diavoli che piantano il banchetto del funerale per rincorrere l'anima del defunto e portarsela all'inferno. Compiuto il colpo. si impadronirono di tutto quello che trovavano: oro. Il rancore la spinse a tramare per perderlo. Prima di uscire dai loro nascondigli. un guardiano del santuario!" Ma entrando non trovarono che portici in rovina e muri crollati. voi sarete il primo di cui gli parlerò. Giusto e leale. senza alcuna traccia di presenza umana fra rovi ed erbacce. Ahimè! Felicità e disgrazia Fra loro si avvicendano. a cavallo o in palanchino. benché tremassi di paura. mi sono nascosta sotto il letto. Dove cerchiamo riparo?" domandò il reverendo. chiederò all'imperatore di lasciarti vivere nelle cucine imperiali a mangiare avanzi quanto vorrai. Buono e semplice. Il magistrato di Terrazza di Bronzo era un uomo retto ed eminente. Si riunirono per stabilire una lista delle famiglie più ricche della città. correvano a nascondersi negli angoli bui. Era composta da una trentina di malviventi." I figli presero tutto per oro colato: "Se li hai visti. Mentre i nostri pellegrini si adattavano a passare una notte penosa sotto la pioggia. VEDE LA SUA ANIMA TENEBROSA CHIAMATA A SALVARE IL PRIMORDIALE. Per aver ucciso il re diavolo del Fuoco Avvelenato fu degradato e nominato ufficiale trascendente delle Cinque Manifestazioni. per correre la strada senza fissa dimora. vasellame. e fuggirono sotto la pioggia che continuava a cadere. chi preparava la bara. Porcellino incitava alla violenza. Chi correva a informare i parenti. corde e torce." Conversando percorsero altri due o tre li. commosso. Una notte piovosa come questa è un'occasione da non perdere: per le strade non ci sono né guardie notturne né ronda di pompieri. . Non è una buona idea?" I briganti accolsero il suggerimento con entusiasmo: si armarono di pugnali. Il signor Kou scoppiò in singhiozzi. Se ne approfittiamo. ma il destino Per ora non lo porta avanti al Buddha. suo marito dietro un uscio. i quattro pellegrini percorsero quaranta o cinquanta li. ascoltate il prossimo capitolo. Lo gettarono a terra e lo presero a calci. Un tale dispiegamento di ricchezze superava palizzate di giada e perle. trovarono il loro padrone stecchito sul pavimento. Sfondarono il portone e corsero dentro urlando come ossessi e seminando il panico. Chi avrebbe mai detto che il voto di vostro padre sarebbe stato adempiuto dando ospitalità ai suoi assassini?" "Che cosa intendi dire?" chiesero i ragazzi. a lume di torcia. finché finalmente schiatterai e diventerai un fantasma obeso. CAPITOLO 97 UN ERRORE GIUDIZIARIO OVE IL DONATORE. Il suo nome viene ricordato nei tribunali accanto a quelli di Zhuo e Lu(19). smettila!" inveì Tripitaka." Tutti in casa erano in effervescenza. abiti. E se si mette a piovere. Kou Liang. su cui ancora si leggeva in quattro grandi caratteri scoloriti dal tempo e coperti di polvere: CORTE PROVVISORIA DI SPLENDORE FIORITO Il reverendo mise piede a terra e spiegò: "Il pusa Splendore Fiorito era discepolo del buddha delle Fiamme dai Cinque Splendori. quello che oggi ha accompagnato i bonzi cinesi. I briganti. randelli. sbucò dal suo nascondiglio per implorare: "Prendete quello che vi serve. È il caso di dirlo: Per il suo voto di nutrire monaci Va verso il Gran Risveglio. e lo spiegamento di stendardi. esaurita ogni altra risorsa. Non restò che cercare tra le rovine un rifugio contro la pioggia e il vento. si disposero panieri di cibo e vasi di dense bevande per una refezione prima di separarsi. Certo che al ritorno vi verrò a trovare! E vorrò ringraziarvi e prosternarmi molte volte davanti a voi. Kou non poté resistere e. mentre i monaci intonavano inni al Buddha e i preti arie taoiste. ed era convinta che lo sfoggio di ricchezza mostrato in pubblico alla sua partenza avesse attirato la disgrazia. DOPO AVER SOFFERTO UN'IBERNAZIONE INFERNALE. una folla immensa si accalcava per vedere il signor Kou che accompagnava il monaco cinese. Sabbioso saccheggiava oro e argento. li ho guardati alla luce delle torce. si erano associati per darsi al brigantaggio. gioielli. e corsero sotto la pioggia alla casa del signor Kou. Aveva affrontato l'esame di stato ancora in giovane età. Li seguirono oltre le mura della città. Se ne stavano zitti. argento. "al ritorno vi dovrete fermare nella mia umile dimora per alleviare il gran dispiacere del mio cuore. uomini e donne." Al bestione passò la voglia di insistere. Aspetta che il nostro destino ci abbia condotto dal Buddha e mi abbia consentito di ottenere le scritture. non si può sbagliare. sono stati tentati delle ricchezze che si vedevano intorno e hanno studiato la disposizione della casa. Uno disse: "Non occorrono tante informazioni né lunghi calcoli: al primo posto c'è il ricco e generoso signor Kou. passarono la notte in bianco. Sabbioso raccoglieva oro e argento. i domestici aspettarono di essere ben sicuri che se ne fossero andati. "Quando quei feroci briganti hanno invaso la mia camera. Scimmiotto alzò lo sguardo e vide più avanti lungo la strada un complesso di edifici: "Andiamo a riposarci là" propose al maestro. da svaligiare per rimpannucciarsi. bastoni chiodati. Alla quarta veglia chiamò i figli e disse loro: "Smettete di piangere. Gli annali lo glorificano: fu come Gong e Huang. signori." I briganti non furono dell'avviso. Giovani e vecchi. "Si fa tardi.

Li faremo confessare. Supplichiamo vostra eccellenza di rendere giustizia all'umile gente del popolo. Scimmiotto urlò: "Maestro. è inutile che vi rivolgiate a quei tre là: dovete chiederlo a me. donne e divertimenti. vi convinceremo a coltellate." Circondarono Tripitaka. "Scherzi di magia" spiegò Scimmiotto." Scimmiotto sorrise: "Non prendetevela. in questo modo hanno acquistato familiarità con il luogo. ben contenti di uscirne vivi. avrà qualcosa da dirci: andiamo a sentire. Il moro che vedete l'ho ingaggiato perché s'intende di cavalli. Come dice l'adagio: Puoi sbagliare quando arresti. ma lasciateci la vita!" Tripitaka fu sconvolto dalle notizie e balzò in piedi vibrando di indignazione: "Com'è possibile." "Non abbiamo corde" obiettò Sabbioso. lo strapparono dal suo cavallo e lo legarono. e abbiamo pensato che foste ben provvisti. ma non farlo quando liberi. Quando si sono trovati davanti nostro padre. non siamo briganti incalliti. ci siamo riuniti per approfittare della notte e del maltempo e spogliare la sua casa. pagate il pedaggio senza discutere. La sera del giorno stesso in cui li avevamo accompagnati sono ritornati indietro. "Non ha soldi e ci fa ritornare per consegnare il cavallo. ma figli di famiglia. Quello che vedete sul cavallo è il nostro maestro: ha dimenticato piaceri e dispiaceri dei sensi. "È muto e istupidito" ridacchiò Porcellino. Come mai non parlano?" "Maestro" rispose Scimmiotto." "Non dire sciocchezze!" rise Sabbioso. ed essi pian piano si ripresero. raccoglieva centocinquanta uomini muniti d'armi da punta e da taglio. quello con il grugno lungo è un facchino. "Il fratello ci sa fare. Aspettate che faccia loro qualche domanda." Il magistrato ricevette il loro memoriale. quando videro arrivare una folla di gente armata di lance e di sciabole. È completamente in bolletta. Recare offesa al cielo è il nostro mestiere. signorie!" strillavano i banditi. come per aprire le sacche. "Non ti rendi conto che ti stai giocando la pelle? Sembri cieco: non vedi che non siamo dei signori? Sganciate il pedaggio. prese il cavallo per la briglia e si incamminò seguito da Porcellino. Non sapeva di comportarsi come la falena. Un altro carico di metalli preziosi toccò a Porcellino. "Sono un povero bonzo di campagna e non mi so esprimere bene. lo hanno abbattuto. ricuperò i suoi peli e li guardò balzar su. questi ultimi ospiti completavano la cifra prevista di diecimila. Si recò con Porcellino e Sabbioso nella valletta dov'era raccolta la refurtiva e la caricò sul cavallo. per questa volta non ti ammazziamo. lo lesse e disse: "Mi hanno detto che avevate adempiuto il vostro voto di nutrire monaci accogliendo quattro eminenti bonzi. Non sapevamo che vostra eccellenza avesse poteri straordinari e che ci saremmo trovati ammanettati. Di rado ha ricompensa. e mentre si avvicinavano gridava: "Eccoci. videro i quattro pellegrini che venivano verso di loro. fra coscritti e volontari. li abbiamo disturbati per ben quindici giorni. mentre Sabbioso si occupò dei loro bagagli. guarda bene" replicò Sabbioso. perché sono io che tengo i conti. gli occhi spalancati. Vengono al momento giusto.Egli sedette sul seggio. Come ha potuto avvenire quello che dite?" "Eccellenza" rispose Kou Liang battendo la fronte al suolo. portate pazienza. "Ti sembrano briganti?" "La stella della disgrazia non è tramontata sul capo del maestro" mormorò Scimmiotto. brigante? Non ti muovi più?" L'uomo restava immoto e privo di parola. "Grandi re!" rispose Scimmiotto. le mani a mezz'aria. e ciascuno di loro fu portato da due uomini. Fagli mettere giù i bagagli. con le bocche aperte. Per pigrizia e incuria. Scimmiotto si strappò qualche pelo e. "È chiaro che questa gente sta inseguendo i briganti. mostrando la tavoletta ricevuta. un uomo così squisito?" "Ha messo troppo in mostra la sua squisitezza quando ci ha accompagnato: lo sfoggio di lusso ha risvegliato l'attenzione di questi marioli. incontriamo i malandrini sulla strada. oboli. "Che cosa significa tutta quella gente armata che ci viene incontro?" "Disgrazia!" squittì Porcellino. muniti di torce e di bastoni. Mentre erano intenti alla divisione. Vi abbiamo visto arrivare mentre ci dividevamo il bottino. Provvederò io a regalarvi i nostri bagagli. Tripitaka piangeva e aveva perduto la parola. Consapevole del Vuoto. "Discepoli!" gridò Tripitaka. elemosine e regalie. recita sutra e non sa nient'altro. ci quereliamo per un grave fatto di sangue e di furto con effrazione. Porcellino brontolava risentito. quando vola verso la fiamma che le brucerà le ali. e potrete andare dove vi pare." Tripitaka. Sono rimasti nella nostra casa per quindici giorni. con il suo fiato magico. così ci siamo ridotti senza mezzi. Scimmiotto recitò l'incantesimo per liberarli dalla paralisi. Questi bonzi vengono da lontano e hanno passato molto tempo dai Kou: il loro bagaglio sarà ben fornito." "Io sono rimasto commosso dalla generosità dei Kou. Hai notato qualcuno Che è caduto nell'acqua E vuoi tirarlo su? Tu pensaci due volte. Ci spoglieranno anche dei vestiti. si additarono a vicenda i viandanti ed esclamarono: "Guardate! Sono i quattro bonzi che ieri hanno lasciato la città. Se invece state a pensarci su. atterrito." I sopraggiunti accerchiarono i pellegrini: "Bonzi del malanno! Avete la sfacciataggine di aggirarvi ancora da queste parti. tremava come una foglia. tutto ciò che entra nel sacco passa per le mie mani e viene segnato nel mio registro. e noi ci troveremo in una posizione delicata. Poi apostrofò i briganti: "Da quanti anni fate questo mestiere. Sapete che gli uomini non si accontentano mai: l'ingordigia ci ha spinto a sbarrarvi la strada. Se volete il pedaggio. Poi fu la volta dei discepoli. Si disposero di traverso. I fratelli Kou si presentarono. poi li avete accompagnati sulla loro strada attraversando Diling in pompa magna. Ha riportato sulla retta via i peggiori diavoli. Una volta legati. Ora li fermeremo. Sabbioso lasciò cadere le sacche. Quando abbiamo saputo del grande patrimonio accumulato dal signor Kou. Tutti si misero all'opera. ritornate qui!" "Si mette male!" si spaventò Porcellino. "Ma immobilizzare il corpo non chiude la bocca. all'alba ripresero la loro strada. E più spesso le accade Di attirare il bastone. Riconsegnare le loro cose non è il minimo che possiamo fare?" Scimmiotto ne convenne. Scimmiotto ebbe la tentazione di lasciare ai briganti un ricordo della sua sbarra. si spinsero davanti il cavallo e li portarono nel capoluogo della prefettura. arhat giunti dalla corte dei Tang nelle terre dell'Est. raccolse una manciata di terra e la gettò in aria. I soldi per i sutra che recitiamo. rovesciate a terra questa gente e legatela bene. Sabbioso si ." Il reverendo acconsentì." Scimmiotto si volse ai suoi e strizzò l'occhio. compresi ciotola e vestiti. gioco. e in breve i banditi si trovarono legati come salami. "smontate da cavallo e sedetevi. e scappare a gambe levate. "mio padre Kou Hong aveva nutrito monaci per ventiquattro anni. con il vostro cavallo bianco e quelle grandi sacche. ruberemo il cavallo e aumenteremo il nostro bottino: è un lavoretto che sarebbe un peccato trascurare." "Va bene. gli strapperemo il viatico. non appena liberi. fingendosi spaventato." "Dunque siete dei briganti da strada" considerò Scimmiotto con un sorriso radioso." Strinse alla vita il suo gonnellino di pelle di tigre e si fece avanti giungendo le mani sul petto: "Signori. Il Novizio si chinò. prese le disposizioni sugli affari correnti e ordinò di distribuire le tavolette ai querelanti. Per fortuna li abbiamo incontrati e abbiamo ricuperato la refurtiva. bonzi! Se tenete alla pelle. approfittando del buio e del maltempo. non sarà qualche fottuto brigantello a metterlo in difficoltà. con stendardi e fanfare. dopo esservi dedicati alle vostre ruberie. Si impadronirono anche del bagaglio. ma temette i rimproveri di Tripitaka." I banditi confabularono: "Il bonzo sembra una persona sensata. abbiamo dilapidato i nostri patrimoni in vino. Si può ben dirlo: Le disgrazie non vengono mai sole. bestiacce? Che cosa avete rubato? Avete commesso omicidi? È la prima volta? La seconda? La terza?" "Grazia. qual buon vento vi porta?" "Hai un bel coraggio a venircelo a chiedere!" urlò un bandito. "Non strillate! Confessate tutto!" "Eccellenza. mentre festeggiavamo il compimento del voto. Anche i briganti che avevano saccheggiato la casa di Kou si erano incamminati verso l'ovest e avevano corso fino all'alba. Se ci chiama. superando di una ventina di li il Tempio di Splendore Fiorito e nascondendosi in una valletta fra le montagne per dividersi il bottino. Porcellino e Sabbioso si rivolsero a Scimmiotto: "Vedi che scalogna! Dopo la brutta notte che abbiamo passato sotto l'acqua." Il magistrato convocò la polizia a piedi e a cavallo che. che avevano trascorso la notte fra le rovine del tempio. Fratelli. Consapevole del Vuoto. E se proprio vuoi farlo È a tuo rischio e pericolo! I pellegrini camminavano verso la città carichi di oggetti preziosi. Scimmiotto pregò il maestro di sedere al posto d'onore. "I briganti hanno raccolto grandi rinforzi e si sono armati meglio per darci una lezione!" "Fratello. e vedremo se sono delinquenti incalliti o semplici pivelli. i prigionieri vennero appesi a pertiche passate nei nodi delle funi. Che cosa vuoi?" "Venite a divertirvi con i nostri amici briganti!" Porcellino si avvicinò a uno di loro e lo urtò gridando: "Che fai. "Accoppa! Accoppa!" ruggirono i briganti incolleriti. Essi uscirono dalla porta occidentale e si lanciarono sulle tracce dei quattro pellegrini. e intimarono: "Fermi. ne ricavò trenta lunghezze di corda. Maestro e discepoli. Vi abbiamo riconosciuto come gli ospiti del signor Kou. senza poter fare un movimento né dire una parola. in mezzo ai discepoli. Lo attesta il poema: La bontà. se vi ho offeso. Con insaziabile avidità." I briganti impugnarono dunque le armi e corsero gridando sulla strada. cari amici. Quindi gridò: "Ferma!" E i trenta componenti della banda restarono immobilizzati come pali. si prosternarono e gridarono: "Eccellenza. che una simile disgrazia sia capitata proprio al vecchio signor Kou. e hanno forzato la porta di casa per saccheggiare ogni cosa. sbarrando il passaggio. Ci raccomandiamo alla vostra commiserazione: prendete tutto. e che se ne vadano pure. Lasciateli perdere: è tutta gente che non può darvi soddisfazione. Fu così che Tripitaka ritornò indietro con i suoi per restituire i beni rubati.

finalmente. la gratitudine ci ha spinto a togliere la refurtiva ai briganti. Le truppe si presentarono al tribunale e annunciarono: "Eccellenza. "Consapevole del Vuoto!" gridò. Gli altri non c'entrano. Misero una corda nuova e ricominciarono a tirare: nuova rottura. oh padre. Aprirono l'involto e scoprirono Le lunghe file di perle brillanti Ed un tesoro di pagliuzze d'oro. Riconosceremo i nostri errori. bastoncini d'incenso. "Il bottino testimonia contro di noi. Lo prova il passaporto che troverete fra le nostre cose. Lui diceva: "Mamma. Scimmiotto non udì più i gemiti dei compagni: si erano addormentati." "Padre" supplicavano Kou Liang e suo fratello. noncurante. "Voi bruciate carta moneta." Gli infelici furono spinti su letti di tortura. quando sua grandezza riprenderà il processo." "Va bene. Ed ecco che i briganti lo hanno ucciso a calci. non posso lasciargli subire le torture." I carcerieri frugarono nelle sacche. come mai parli?" "Il re dell'inferno Yama mi ha fatto accompagnare qui dagli spettri perché dica una cosa: la mia vecchia Spingi L'Ago ha usato la sua lingua velenosa per rovinare gli innocenti. e prega vostra eccellenza di andargli incontro nei sobborghi." "Siete abili a invocare la gratitudine. Scimmiotto. Verso la quarta veglia. Noi cerchiamo solo di stare in pace con i vivi e con i morti. Il capo banda sono io. Riprenderemo l'interrogatorio quando avrò ricevuto il mio superiore. Mentre lo facevamo. sputa la grana. Egli volò nella casa dei Kou. "'Il monaco cinese reggeva il lume. pieno di sigilli e di scritte di molti paesi. Porcellino incitava alla violenza. Senza capire che cosa non funzionasse per il suo verso. la mia missione è di restare in questa casa per un mese e di metterla sottosopra in modo che nessuno sopravviva. rubavo e uccidevo." I pellegrini furono chiusi in carcere. Aprite e prendetevelo. ma si resero conto che quella cosa fosforescente avvolta nella carta oleata doveva costare un sacco di soldi. altrimenti avremmo rischiato di metterci nei pasticci. stringevo il coltello." Tutta la famiglia corse ad ardere biglietti di carta moneta." "Proprio così. I figli batterono la fronte sul pavimento cantilenando: "Oh padre. ma gli è mancata la lunga vita. Quali innocenti avrei rovinato con lingua velenosa?" "Non prendermi in giro!" urlò il Novizio. un'altra il petto e una terza la testa." Il magistrato li ricompensò della pena che si erano data. Lungo la via brillava una luce: si accostò e constatò che si trattava del laboratorio di un fabbricante di formaggio di soia. seduta su un cuscino. Domattina. Non toccate niente. piangeva. Era una bella notte serena. stai per caso tornando in vita?" "No" rispose Scimmiotto imitando la voce del vecchio Kou. nemmeno i cani e le galline. Ormai era la quinta veglia. e sembra fondata. Nel tempo ha accumulato una fortuna di centinaia di migliaia di sapeche. il signor Kou aveva fortuna e figli. Abbiamo trovato questa cosa che non sappiamo come utilizzare: romperla per dividere sarebbe un peccato. che venne a vedere: "Che cos'è questo baccano?" Le guardie si inginocchiarono: "Stavamo battendo questi bonzi briganti di strada. Poi ordinò la comparizione di Tripitaka e dei suoi compagni. Era un uomo buono. Il re dell'inferno mi ha mandato qui sotto buona scorta fantasma per dirvi di farli liberare immediatamente. Tripitaka soffriva il martirio e ripeteva: "Consapevole del Vuoto. ritornate da dove venite e non fate del male a nessuno! Appena farà giorno." La moglie batteva i denti. perché non li avete assicurati alla giustizia? Ve lo impediva la vostra gratitudine? Come mai abbiamo trovato solo voi quattro? Ecco qua: la querela di Kou Liang fa appunto i vostri nomi. La vedova. "Pretendete di venire dalle terre dell'Est e di andare nel Paradiso dell'Ovest a rendere omaggio al Buddha. continuando a prosternarsi. Osereste negare la presenza del bottino?" esclamò trionfante il magistrato." "Allora incominciate da lui" ordinò il magistrato. la vecchia si prosternò: "Vecchio mio." La proposta fu una coltellata per il cuore di Tripitaka. I carcerieri li vennero a frustare. si trasformò in un moscerino e fuggì da un interstizio fra le tegole del tetto. candele e offerte di frutta. Suo padre si chiamava Kou Ming. ma tenne duro e chiese: "Se sei morto. con una lampada accesa. abbia dovuto finire così? Che triste vicenda!" Scimmiotto non perse una parola." L'ufficiale esaminò il kasâya e il restante contenuto delle sacche. Entrarono i figli accompagnati dalle nuore. Qualunque affare intraprendesse. finché si ruppe con uno schiocco. la ronda dei pompieri iniziò il suo giro. Scimmiotto ha ucciso vostro padre." "Vostro onore" rispose Tripitaka. Il feretro era stato collocato nella sala principale. Perciò mi sono tenuto in disparte e mi sono astenuto da difese e da interventi magici. quando giunse l'annuncio: "Sua signoria il Secondo Protettore Chen sta giungendo dalla capitale. lo aprì e ne tolse il passaporto. il rumore che facevano attirò l'attenzione del capo. Ma ora che la notte e la prova stanno per finire. Le nuore corsero via spiritate agitando le braccia. Che sfortuna! Aveva sessantaquattro anni e possedeva tutto ciò che serve per godersi la vita. Proprio perché il signor Kou ci ha ospitato generosamente per quindici giorni. Da piccoli eravamo compagni di scuola. Mentre si spingevano per guardare. le quattro del mattino." Il tamburo dalla torre annunciò il cadere della notte. siamo stati arrestati e scambiati per i ladri. verificò la refurtiva e la restituì alla famiglia Kou. Il padron di casa attendeva alla cottura al fornello. Il giudice era già sveglio.sentiva disorientato. ma in realtà non lo siamo. Scimmiotto si posò sulla bara e tossicchiò. Per i pellegrini fu anche questa una notte inquieta. avevano ricuperato la refurtiva e la stavano riportando qui per mostrarsi grati.. alla tua età ricordi ancora il mio soprannome da ragazza. si preparava a mostrare le sue capacità. avevo cinque anni più di lui. la resa dei terreni migliorò e i crediti furono ricuperati." Chiamata con l'antico soprannome. ma in realtà questa non è che la copertura della vostra attività di briganti. se c'è qualcuno da mettere alla tortura sono io. I quattro maestri della corte dei Tang si erano imbattuti nei briganti. Vi divertirete. Sabbioso saccheggiava oro e argento. ma non ne poteva più e si dovette rassegnare: "Come vuoi. alla residenza del magistrato. più coraggiosa. ma se uno solo la prende. sarà bene che prepari ogni cosa per farlo uscire di qui al levar del giorno. quel bonzo non c'entra. Altrimenti. "è inutile che vi affatichiate." Tripitaka si sentì come una barchetta nell'oceano in burrasca. luna e stelle splendevano ancora. come faremo? Come faremo?" "Ci battono per spillarci un po' di soldi" fece notare Scimmiotto." Scimmiotto pensava: "Anche se il destino del maestro prescrive questa prova. come si vedeva . Da quando entrò in casa sua. Nella rapina contro i Kou io tenevo la torcia. "vi supplichiamo. E ordinò alle guardie: "Portate il cerchio per stringere la testa e applicatelo alla zucca pelata del capo banda. e loro ci hanno ceduto le loro sacche. Draghi allacciati in squisiti ricami Ed orli di broccato con fenici. Pensava: "Fra le prove imposte al maestro c'era evidentemente anche questa notte in prigione. sapremo come regolarci. invece di godere i suoi meriti. Il dio del carcere. quando stai male." E quando vide le guardie preparare la corda per stringere il cerchio dichiarò: "Vostro onore. Le guardie si misero all'opera: incoronarono Scimmiotto e tirarono la corda. me ne vado" disse Scimmiotto. ora che vi hanno preso" replicò il magistrato." "Signori ufficiali" gridò Scimmiotto." "Vanno bene anche i vestiti.' Queste calunnie hanno precipitato delle brave persone nelle torture. gli portava un buon guadagno. oh padre." Guardate che bravo: si rimpicciolì per liberarsi dalle cinghie che lo legavano al letto. Dategli il vostro kasâya. Preghiamo vostro onore di procedere a un attento esame dei fatti. i figli si prosternarono e non osarono muoversi da terra. che avevamo incontrato sulla nostra strada. Scimmiotto volò via e ritornò nel capoluogo. A quel tempo non possedevano più di mille mu di terreno agricolo." "Ma noi non abbiamo soldi. La moglie. si procurarono una terza corda e stavano per ricominciare. In una di quelle sacche troverete un abito orlato di broccato che vale mille pezzi d'oro. Gli abiti di stoffa ordinaria non valevano gran che. "Come dice l'adagio: La vita è bella finché è sana. "Che cosa aspetti per assumere la difesa?" "Che posso fare?" rispose Scimmiotto. dove una cinghia serrava il ventre. Al momento il problema è tutto qui. il tudi e la divinità delle mura e dei fossati sono corsi pieni di indignazione a informare Yama. Che bell'idea quell'accusa falsa! Ora gli innocenti sono chiusi in carcere per la querela presentata dai nostri figli. "permettetemi di dichiarare quanto segue: l'umile monaco che vedete non è un bandito e non si è certo permesso una simile impostura. Per fortuna arrivate voi: aiutateci a dividere. A quarant'anni si è volto al bene e ha fatto voto di nutrire diecimila monaci. "Discepoli miei" si lamentava Tripitaka "come faremo?" Scimmiotto rideva: "Adesso venite al fresco: è un posticino tranquillo. Esclamò: "Queste non sono cose da briganti! Per fortuna mi sono cadute in tempo sotto gli occhi." Il magistrato ordinò al capo della camera di giustizia: "Mettete in cella questi banditi e fate buona guardia. e a riportarla al legittimo proprietario. che portavano offerte di riso. e faticavano a farsi versare la rendita. che allora chiamavamo Spingi L'Ago: quello fu l'inizio della sua prosperità. "Ma se vi siete imbattuti nei briganti. batté la mano sulla bara e domandò: "Vecchio mio. ma non vi trovarono nemmeno un graffio. i coscritti hanno catturato i malviventi. Vide un sacchetto di tela.. Consapevole del Vuoto. dove non troverete cani che vi abbàino. La sua fortuna fu di sposare la figlia di Zhang il Ricco. uno per uno. Quando ebbe vent'anni. correremo al tribunale e presenteremo l'istanza di scarcerazione. Esaminarono le pelle del cranio di Scimmiotto. È mai possibile che. Poi gli somministreremo le verghe. mentre sua moglie pressava gli ingredienti. Si guardò intorno per orientarsi e prese il volo verso Diling e la strada dove abitavano i Kou. gli altri non avranno niente. suo padre morì e lui dovette assumere l'amministrazione del patrimonio.

fate compagnia al mio maestro. "Funzionari. Piano con i piedi. si affrettarono a far portare cavallo e bagagli. sotto il Ponte Senza Appello i fantasmi ritornavano in vita. Devi riesaminare il caso e liberare i monaci senza indugio. "Stai tranquillo" gli disse ridendo Scimmiotto. il vostro filiale nipote Qiang Kunsan ricopre attualmente il posto di magistrato nella prefettura Terrazza di Bronzo. si posò nel bel mezzo del ritratto e quando vide comparire il magistrato. esclamò: "Maestro. Da parte tua. L'azzurro sopra l'edificio si coprì di un velo di nubi iridate: un soffio di buon augurio proteggeva l'anima primordiale. che mi ha fatto accompagnare qui. inchinandosi per ringraziare. perché la vostra testimonianza è necessaria per mettere in chiaro le circostanze della vostra morte. Infine la gente vide e comprese che si trattava di un immortale che cavalcava le nuvole. Va da sé che tutti pregarono e bruciarono incenso. Quei bonzi non sono briganti. chiedendogli di ordinare la scarcerazione. state all'erta. il dio del carcere e quello delle mura e dei fossati se ne sono lamentati con il signore Yama. che ci stava riportando il bottino tolto ai briganti. e non resterà gran che dei funzionari di questa misera sottoprefettura. Non inginocchiatevi. Ecco perché ci siamo ripresentati. Ma come hai potuto spingere la tua ignoranza fino a imprigionare dei santi monaci come se fossero dei briganti? Il tudi." Il paggio abito-d'oro lo accompagnò nella sala. questa volta volò sul tetto della prigione. e ho ricevuto un incarico dall'Imperatore di Giada." E colse l'occasione: "Saggio nipote." Scimmiotto ridacchiava fra sé: "Dunque è la sacra immagine dell'onorevole zio. Il pusa è tanto gentile da concedervi. ho un altro piede delle stesse dimensioni di quello che vedete. Egli vi accusa di aver chiuso e malmenato nella vostra prigione un figlio del Buddha in cerca di scritture." Sabbioso issò a cavallo il reverendo in mezzo all'aula di giustizia. "Se si accorgessero che chi parla è soltanto un moscerino" pensava il Novizio. malgrado le cinghie. il magistrato. Io sono venuto qui a riportarvi fra i vivi. dove. che gli ha permesso di superare gli esami nel gruppo dei primi laureati. Porcellino si chiedeva inquieto quali nuove torture avrebbe portato la giornata. e aspettate invece di essere invitati a sedere al posto d'onore. Ora interrogherò tuo marito: provvederà lui a smentirti. spaventati.dalla luce che brillava nella sua camera." Naturalmente i funzionari credevano che Scimmiotto scherzasse. Poi farò una passeggiata sulla città e la pesterò ben bene. entrò dallo spiraglio che aveva utilizzato per uscire e si rimise a letto. facendole passare per briganti?" I funzionari. dov'era riunita la famiglia in lutto." Tripitaka giunse le mani. dopo le cortesie d'uso. Nella città delle vittime di malamorte i farfarelli si convertivano. prosternandosi senza tregua. Non abbiamo mandato a prenderlo noi. grazie alla protezione della virtù dei suoi antenati. e se qualcosa mancherà. gli chiesero quale fosse lo scopo della visita. che ancora non si era lavato la faccia né pettinato. per carità. Senza avere idea di chi fosse il personaggio rappresentato." "Porterò la tua risposta al signore Yama. Ma poiché i discepoli non sembravano disposti ad accontentarsi." Scimmiotto si congedò per recarsi al Palazzo delle Nuvole Smeraldine. schiaccerà noi e ridurrà in polvere la nostra città. Vogliate scusarci!" Chiesero quindi se in carcere avessero subito danni o perdite. così ripartirà con voi. un'aspettativa: ritornerete qui fra una dozzina d'anni. Altrimenti sarai convocato all'inferno per chiarire come stanno le cose. Scimmiotto espose il caso. i nostri bagagli sono finiti nelle mani dei carcerieri. non potete prendervela con loro. come una celeste amnistia. si inchinò e ripeté la propria versione dei fatti. Ordinò subito al cancelliere della camera di giustizia di redigere un mandato di comparizione per i detenuti. Perché oggi mi fate questo scherzo? Vi supplico di non terrorizzare la gente di casa con manifestazioni di rumori diabolici. quando vide Scimmiotto. ciò ha fatto sensazione fra gli dèi dei tre mondi. li interrogheremo e stabiliremo chi dice di averci visto agire come briganti. certo hai onorato i tuoi antenati esercitando la tua carica senza farti corrompere." "Kou Hong è una persona perbene. per carità! Ci farete morire di paura!" Scimmiotto tornò a trasformarsi in moscerino." E d'un balzo salì in cielo." Terrorizzati. Un raggio di luce divina. Viste le sue referenze. mi era sembrato adatto per assumerlo come segretario generale del registro dei destini propizi. Con una capriola il grande santo raggiunse il mondo delle tenebre ed entrò nella Sala della Rete della Foresta. Ci ha ordinato di chiedere la liberazione degli innocenti. e ad accertare che non mancasse nulla. "Nessuno ti toccherà: ho sistemato le cose. Dopo un po' ricomparve: aveva fatto la sua toilette. Se volete saperne di più. Ho fatto arrestare i ladri e voi avete ricuperato la refurtiva. la colpa dell'errore fu attribuita alla famiglia Kou. e tutti i presenti si avviarono verso la sottoprefettura e la casa dei Kou. Non appena furono distribuite le tavolette. Andremo dai Kou. Ha incontrato un paggio abito-d'oro al servizio di Dizang. i funzionari si gettarono a terra: "Vostra eminente santità non dubiti: sottometteremo immediatamente il caso al magistrato. ascoltate: sono un dio ambulante. mentre gli assessori dei cinque orienti si prosternavano. se non mi date retta lo abbasserò sulle vostre teste. guai in vista! L'Imperatore di Giada ci ha mandato un dio ambulante per esigere l'immediata liberazione di quelle brave persone che sono state incarcerate. I funzionari non sapevano come scusarsi: "Eravamo fuorviati. e il suo ospite rispose cortesemente: "Il destino di Kou Hong era di non superare in anni d'età il numero degli esagrammi(20). il sottoprefetto e i funzionari di ogni ordine e grado andarono loro incontro: "Ieri non abbiamo potuto approfondire l'inchiesta per l'arrivo del nostro superiore. I dieci giudici accolsero il grande santo e. diede un colpetto di tosse. Che cosa significa questa istanza?" "Eccellenza" replicarono i ragazzi piangendo. "nessuno mi prenderebbe sul serio. Lo facciamo chiamare. Quello si rifugiò spaventato in camera sua. Se tardiamo. i fratelli Kou corsero a inginocchiarsi con alte grida davanti alla porta. Dizang. illuminava il dominio delle tenebre e splendeva dappertutto. posso prolungare la sua vita terrestre di un ciclo di dodici anni." Il magistrato rifletteva: "Non è poi tanto strano che il fantasma di un morto ammazzato si mostri inquieto per qualche giorno." Assunse quindi dimensioni gigantesche. Scimmiotto si fece avanti con gli occhi sgranati per la collera e dichiarò con voce tonante: "Un tizio del tribunale si è impadronito del nostro cavallo bianco. finché il cadavere è ancora caldo e ci sono misteri da risolvere. tremando di spavento. dove chiese del pusa. rispose: "Vi prego. caro zio. "Ecco qui una madre di famiglia che fabbrica calunnie a danno della brava gente" disse Scimmiotto alla signora Kou. Perciò ha lasciato il mondo terrestre in quel modo. Porcellino e Sabbioso. li farò liberare. Non ho mai trascurato di offrirvi incenso mattina e sera. Tripitaka cercava di metter pace: "Discepoli. livido di spavento. Come potete immaginare. Certi briganti vi hanno ucciso prendendovi a calci. un altro che recava una sedia pieghevole. salvatemi!" "Non so se vi rendete conto della situazione. Dopo i saluti. quello che nutriva monaci nella sottoprefettura di Diling? Fatemi il piacere di rintracciarla subito. "Interrogherò il morto: saprà ben dirci chi l'ha ucciso. Io torno fra poco. non trascurare di bruciare carta moneta per me. Scimmiotto svolazzò all'aperto e ritornò a Diling. il magistrato si irritò: "Ieri vi eravate querelati per il furto dei vostri beni. con la speranza che vostra eccellenza accolga la nostra istanza. La persona che vedete è il direttore generale dell'inferno. e dovrebbe giacere in pace. seminando il panico fra i giudici infernali. e d'altronde il ritrovamento della refurtiva ci aveva indotto in errore. si addormentò. Spuntava l'alba. sotto pena delle peggiori disgrazie. che si sono presentate a rapporto dal re Yama." "Buona idea" acconsentì Scimmiotto. fino a ridurla in cenere e polvere. Intanto il magistrato salì in cattedra. Questa volta tocca a me interrogarvi: avete idea di quale sia la pena per avere arrestato delle persone innocenti. la montagna dei Diecimila Coltelli era spianata. ma figli del Buddha in cerca di scritture." Il signor Kou si profuse in . di un santo capace di ridar vita ai morti. La cosa ha indignato le divinità locali. vi prego. e mise avanti un piede che bastava a riempire l'aula d'udienza. e li mandò a prelevare. Ma per riguardo a voi. capeggiati dal sottoprefetto: "Vostro onore. I fratelli li accolsero pieni di paura. "Chi di voi ha aperto la pratica del fantasma di Kou Hong. mentre i funzionari si riunivano negli uffici della sottoprefettura. e li condussero nella camera ardente." Il magistrato accese altro incenso e molta carta moneta. L'incarico che ho ricevuto è di ordinarvi di rimetterlo subito in libertà." Il magistrato. Appena arriverò in tribunale. i funzionari hanno ragione. diciamo. dov'era appeso alla parete un rotolo che rappresentava un mandarino a cavallo di un leardo pomellato con la sua scorta: un uomo che reggeva un parasole azzurro. Quando furono introdotti e presentarono l'istanza di scarcerazione dei detenuti. e griderebbero all'imbroglio. Vedrete: reclamerò la restituzione del cavallo e dei bagagli. siamo caduti in un errore increscioso. I mille alberi-spade erano sconvolti. Scimmiotto volò nella sala principale. e di finire la sua vita senza imbrattare le lenzuola del suo letto. indossato l'abito da cerimonia e reggeva due bastoncini d'incenso accesi: "Sacra immagine del mio onorevole zio Qiang Qianyi. "Smetti di piangere. Adesso ce li dovete restituire senza indugio. gliele darò io le botte!" Quando entrarono nell'aula del tribunale. Ma mio zio è morto cinque o sei anni fa. ritornate da dove venite. ma è venuto da solo. che l'ha accompagnato a visitare il suo padrone. che lo accoglievano giungendo le mani. "questa notte l'anima di nostro padre si è manifestata per rimproverarci di aver fatto incarcerare ingiustamente il santo monaco. Che cosa sta succedendo?" In quel momento entrarono in folla i funzionari di Diling. Ma lui disse: "Signori." Il magistrato ascoltava.

si trovarono in riva a un corso d'acqua molto . Dopo alcuni li. Per la notte restarono ospiti del Tempio della Verità di Giada. Reca al gomito una tavoletta di immortalità e calza sandali d'oro. Non so come ringraziarvi dell'alta benevolenza che mi concedete: sono proprio commosso" rispose Tripitaka giungendo le mani. "Guarda che bei posti. la terra santa del Buddha. indicateci voi il cammino. fenici dai mille colori portano il messaggio della sera nella limpida brezza. I pellegrini trascorsero finalmente una notte tranquilla nella casa. Quando maestro e discepoli ebbero completato le abluzioni. un giovane ritto presso la porta gridò loro: "Sareste per caso quella gente dell'Est in cerca di scritture?" Il reverendo si aggiustò la tonaca e lo osservò. e in breve si riprese tanto da balzar fuori e prosternarsi davanti ai quattro pellegrini: "Ah. Come lo spiegate?" Tripitaka restò a bocca aperta e smontò precipitosamente. dove una nuvola lo portò in breve alla casa dei Kou. C'è ancora strada da fare. Indossa un abito di broccato e agita uno scacciamosche di giada. Sulla loro strada non incontravano famiglia che non fosse volta al bene. Porcellino aprì la bara e Scimmiotto tolse l'anima dalla propria manica e la introdusse nel corpo. Gialle gru recano l'annuncio dell'autunno che languisce. Il Cielo non abbandona L'uomo dabbene. la terra Del Buddha si apre a loro. Ma la notte scorsa è successo un pandemonio: qui si è manifestata la tua anima." "Eccellenza" rispose il signor Kou restando in ginocchio. Proseguon con fermo passo Nella cerca del Beato. Un bagno caldo è quello che ci vuole. Come ogni abitante di quel luogo meraviglioso. "Ieri eravate a brandelli. e un'inchiesta non abbastanza approfondita li ha fatti finire in carcere. ma sempre in volo. che li trovarono carichi della refurtiva perché. si potrebbe cogliere una cometa tendendo la mano. La terra del Buddha era ormai prossima. Da lì si vedeva la montagna. Scimmiotto lo avvertì: "Maestro. benché lo abbia già incontrato come grande immortale Testa d'Oro. nella sottoprefettura un dio ambulante. che l'immortale indicò: "Santo monaco. si accorse dei funzionari che affollavano la sala e si prosternò anche a loro: "A che cosa è dovuta la vostra presenza nella mia umile dimora?" "I tuoi figli avevano accusato i santi monaci" spiegò il magistrato. Poi i suoi paggi misero a scaldare l'acqua profumata perché il santo monaco potesse fare le sue abluzioni prima di presentarsi al Buddha. Maestro e discepoli camminavano da sei o sette giorni. impugnò il bastone da pellegrino e andò a prendere congedo dal grande immortale. ma si attraversava la sala centrale e si imbucava una porticina sul retro. Al Monte degli Avvoltoi. con brevi riposi notturni e partenze allo spuntar dell'alba. cipressi millenari. pini antichi. "Maestro" osservò ridendo Scimmiotto. "È strano: tante volte siete corso a prosternarvi davanti a Buddha finti e a false mete. L'accompagnamento della folla di amici e parenti." Tripitaka si fece avanti per salutare. quando li vidi frugare la mia casa non potei resistere all'impulso di cercare di farli ragionare. ed era diversa dalle altre: si vedevano solo fiori preziosi. Ce ne avete messo del tempo! Non speravo più di vedervi arrivare. ma il santo monaco non ci può ancora salire. "non continuate a inchinarvi. angelica purpurea e frutti di immortalità che crescono un anno dopo l'altro. Ogni viandante sulla strada che correva ai piedi delle montagne praticava la pietà. ma oggi siete fresco ed elegante. Si slanciano di cento piedi verso il cielo. Kou Hong ordinò di preparare un grande banchetto per ringraziarlo. "Eccovi finalmente. "avete fatto davvero un grave torto a questi santi monaci. dalla quale i sutra si diramano in tutto l'universo. Si infilò quindi quel vapore in una manica e lasciò l'inferno per ritornare nel mondo dei vivi. "Perciò li avevo fatti inseguire dalle guardie. erba di diaspro. e loro sono venuti a risuscitarti. Certo al mio maestro piacerebbe non aggravare il ritardo. Ora si nettano Da ogni lordura e trovano. non scendete nemmeno da cavallo. basta guardarvi. COMPIUTA L'IMPRESA. dovete muovervi per via di terra. e in questo modo perdete tempo. "siete ormai in terra benedetta e in vista della vostra meta: io vi lascio. e il suo scacciamosche scuote polvere santa. Raggiunto l'obiettivo. puntando il frustino verso gli edifici. ogni viaggiatore che attraversava la foresta recitava sutra. osservate il fausto splendore di cinque colori in mezzo al cielo. L'indomani Tripitaka indossò il suo kasâya con gli orli di broccato e il cappello alla Vairocana. con stendardi e baldacchini. verde smagliante dei pini dopo la pioggia. Scimmiotto ringraziò il direttore e soffiò sul fantasma trasformandolo in vapore. né casa che rifiutasse di nutrir monaci. Mentre si avvicinavano all'ingresso. l'avevano ricuperata e volevano restituirla. ESCONO DAL GUSCIO E. per caso. e loro mi presero a calci fino a spedirmi all'altro mondo. Perenne bellezza di fiori di primavera. Il santo monaco non riconosce questo abitante del Monte degli Avvoltoi. a casa mia quella del mio defunto zio. quando scorsero file di alte torri e di superbi padiglioni. Si è vestito per partecipare al banchetto dello Stagno di Diaspro." Tripitaka lo salutò rispettosamente e voleva andarsene. E ora che siete arrivato. Per sbaglio sono stati arrestati. cadeva la sera. santo monaco!" esclamò ridendo il grande immortale. CAPITOLO 98 UNA QUERELA PER FRODE E CONCUSSIONE OVE SCIMMIA E CAVALLO RAGGIUNGONO LA SAGGEZZA. non faceva che prosternarsi. unito il vero Del Cielo alla natura personale. siete proprio un figlio del Buddha. Se non vi disturba troppo. Il proprio corpo imperituro." Tripitaka si inchinò per congedarsi e riprese il cammino. I ladri erano una trentina di briganti. I sacri palazzi sono arche preziose. "Sei pratico di nuvole e di voli ad alta quota." Tutta la gente di casa." Il grande immortale rise. Non si usciva dalla porta principale del tempio taoista per riprendere la strada maestra. prese per mano Tripitaka e guidò Candana verso la porta della Legge. tutti ammirano il volo dell'uccello scarlatto. gode di vita eterna: la sua longevità lo eleva al disopra del mondo di polvere. snelle colonne toccano le nubi." "Santo monaco" disse il grande immortale." "Sono confuso di avere abusato della vostra pazienza. maestri! Ero morto prematuramente. Ma il magistrato magnanimamente risparmiò loro altre accuse. Dov'è la gioia assoluta." Mentre li ringraziava calorosamente. Se poi non sapete che cosa avvenne quando incontrarono il Buddha. ma i funzionari non accettarono e se ne tornarono al loro yamen. ascoltate il prossimo capitolo. Tanti anni fa. ma l'immortale gli disse: "Aspettate che vi mostro la strada. Ampie finestre si spalancano sullo spazio. "Lo credo che sono belli!" rispose Scimmiotto. che abita il Tempio della Verità di Giada ai piedi del Monte degli Avvoltoi. vecchi e giovani. Consapevole del Vuoto!" esclamò Tripitaka. CONTEMPLANO IL BEATO. quando partì per individuare il cercatore di scritture. I malvagi Non possono farci nulla. Subito il morto respirò. Gli sramana Fanno lieta accoglienza. Il grande immortale fece loro strada nel suo tempio e fece servire il tè e una colazione. Dalla loro cima bisogna abbassare il capo per vedere il sole al tramonto. Il grande santo guidava il monaco cinese e i suoi compagni su per la montagna." "È vero: sono venuto qui più volte. la persona che ci chiama è il grande immortale Testa d'Oro. Superate le pene ed i travagli Per rinnovarsi dentro i tre rifugi. il Fondatore. impeccabile. costruite di perle e di gioielli. e il giorno dopo Kou Hong ritornò a battere il chiodo di nutrir monaci e a insistere perché Tripitaka rimanesse suo ospite. e faceva scoppiare il cavallo. ma egli si rifiutò fermamente. mi raccontò che sarebbe arrivato da queste parti in capo a due o tre anni." "Sono pratico del posto" intervenne Scimmiotto. e devo a voi se sono ritornato dall'inferno. È un elegante gentiluomo alato di straordinaria bellezza.prosternazioni. che vi fornirà ogni particolare. toccano la Via Lattea. circondato da mille vapori di buon augurio: quello è il picco degli Avvoltoi. Qui è la sala autentica in cui si discute la Via. si ripeté con lo stesso fasto della volta precedente. Sconfitti tanti diavoli. Ho dovuto liberarli subito. Altrimenti farete come nel detto: frustava quando il monte era lontano. si erano imbattuti nei ladri. Figuriamoci se c'entravano i quattro pellegrini!" E chiamò sua moglie: "Tu sapevi! Come hai osato presentare una falsa accusa? Ora sua eccellenza ti metterà sotto processo." Tripitaka si inchinò e pregò. "Devo dire che Guanyin mi aveva imbrogliato.

un alone purpureo circonda l'edificio Protezione della Legge. Guardate che spettacolo questi fiori. naturalmente mise ogni impegno a osservare l'etichetta e il cerimoniale. "Il vostro discepolo Xuanzang. quattro grandi vajrapani li fermarono e chiesero: "Il santo monaco è fra voi?" "Ecco il vostro discepolo Xuanzang" rispose inchinandosi Tripitaka.largo. il rematore vogava a bratto e gridava: "Traghetto! Traghetto!" Quando la barca fu vicina. Libera da ogni polvere. Nel boschetto. Anitre mandarine sono posate sulle tegole d'oro. Non è colpa mia. Tripitaka scese a terra con un balzo leggero. Fenici dai colori brillanti volano a coppie e cantano al sole. lavati da terrestre polvere. Nemmeno mille kalpa consentirebbero di giungere alla gran sala della Legge. barcaiolo!" La barca toccò la riva e Tripitaka chiese: "Come fai a trasportare gente su questa vecchia barca sfondata?" "La mia barca" rispose il buddha. "Coraggio! Venite anche voi!" Tripitaka fece un gesto di diniego con la mano." In effetti si vedeva una barca che risaliva il fiume. si rese conto che il barcaiolo era il buddha Accogli e Passa. vieni!" Porcellino si gettò per terra e gemette: "Non mi fido! Scusami tanto. non dovete rendere omaggio a noi." "Che zelo! Che piega schiena indefesso!" sghignazzava Scimmiotto. Quando si volsero a ringraziare il battelliere. Si gridava: "Si faccia entrare il santo monaco!" Il monaco cinese entrò in compagnia di Scimmiotto. bhiksu e bhiksuni. viene in cerca delle scritture. Ma è grazie a voi che siamo stati liberati e abbiamo trovato il cammino che porta al giusto frutto. "Vedete che c'è un ponte laggiù? Per ottenere il giusto frutto. gli abeti. Porcellino e Sabbioso." "Fratello. A est come a ovest si vedono palazzi squisiti e arche di perle. Ma non lo diede a vedere. Da vicino non è che un tronco viscido Sopra le acque in tumulto. Sommità nelle nubi. È più sicuro Camminar sulle nubi. Il buddha prese il largo e spinse l'imbarcazione con forza e dolcezza. Il quale. devi attraversare quel ponte. saltò sul ponte e corse fino all'altra sponda senza un attimo di esitazione. Maestro. La barca è sicura. A nord come a sud. rivolti al Buddha. un essere umano non può passare quel ponte. aiutava a imbarcare i condiscepoli. Una luce iridata splende sulla sala Devarâja. Così stretto E scivoloso. contro vento e marea Ed è sicura e stabile in ogni avversità. che rispondevano al saluto giungendo le mani e gridavano: "Reverendo. e decorate con agate." Uno dei vajrapani si incaricò di trasmettere la notizia ai quattro grandi portatori di folgore della seconda porta. "il grande immortale non avrà sbagliato? Non possiamo essere sulla buona strada." Scimmiotto giunse le mani per ringraziare: "Vi sono grato di essere venuto a traghettare il mio maestro. Sulla rupe crescono splendidi fiori ed erba di diaspro. dove si tenne scuotendo il vestito bagnato e imprecando contro Scimmiotto. Porcellino e Sabbioso si mordevano le dita: "È una parola! Troppo rischioso!" Scimmiotto riattraversò il ponte e tirò Porcellino per il braccio: "Dài. si rotolavano. bestione. Il Beato lo esaminò e lo restituì a Tripitaka. che siamo compagni di viaggio" disse Scimmiotto. All'ingresso del monastero. In quel momento Tripitaka gridò: "Smettete di litigare. uno dei quali si recò nella Sala del Grande Eroe ad avvertire il Buddha Sâkyamuni in persona. intanto. il Supremamente Onorato: "Il santo monaco della corte dei Tang è giunto al monastero. preferisco salire su una nuvola. maestro e discepoli incontrarono diversi pii laici e uomini dabbene. la Legge che consente di giungere all'altra riva. Sabbioso dovette intervenire per separarli. I fiori di utpala spandono profumo ai piedi del magnifico stupa." "È vero!" gridò Porcellino. ma questo è ben diverso E si può caricare di ogni essere vivente. rinuncio a diventare buddha. Arriva il traghetto. il Novizio rise e gli disse: "Non abbiate paura. gibboni immortali balzano di ramo in ramo in cerca di frutti. il decreto d'oro di convocazione del santo monaco passava da una sezione all'altra." Il reverendo si avvicinò e vide un cartello con tre caratteri: Passerella Tocca Nuvole Non era un ponte. Cerchiamo un'altra strada." Tiravano." Il Buddha si rallegrò e fece convocare gli otto pusa. Il suo pensiero Ha dedicato solo al giusto frutto. sopra una distesa d'acque così ampia e tumultuosa?" "Guardate me!" Il grande santo prese la rincorsa. Battello senza fondo Non galleggia sul mare. traversa mille kalpa E sa condurre all'Uno. Andate prima da Sâkyamuni. "Non perdiamo tempo in formalità fra noi. Confrontateli con i luoghi di fantasmagoria diabolica che abbiamo attraversato. ma un semplice. intorno non si vedeva traccia umana. si accorsero con stupore che era priva di fondo." Il reverendo seguiva il Novizio e si sentiva inebriato. i cervi. santo monaco. e poi faremo conoscenza." "Invece la strada giusta è proprio questa" ripeteva ridendo il Novizio. che tirava il cavallo e portava i bagagli. Dormendo con un sasso per guanciale E ripartendo all'alba. per ordine e . upâsikâ. Dall'anno in cui lasciò la sua città Per adempier l'incarico. Presto giunsero in vista del Monastero del Colpo di Tuono. ha passato Tremila fiumi e diecimila monti. Il sentiero serpeggiante è bordato di angelica purpurea e di orchidee profumate. gli undici grandi luminari e i diciotto difensori. liberata Dal corpo è tutta gioia e tutto amore. bisogna passare di là. E vede infine adempiuto il suo voto. "Aspettate qui. Quando raggiunsero l'altra riva. È proprio questo che si intende per 'vasta sapienza'. Completata l'impresa. ma il barcaiolo lo ripescò e lo fece salire dritto sul bordo. Il maestro non sapeva dove mettere i piedi e finì per cascare nell'acqua. salite a bordo. il Beato. detto anche Buddha del Sacro Stendardo. vi andiamo ad annunciare. "Naviga da millenni. "Avete avuto bisogno della nostra protezione per stabilire la dottrina e ottenere la gioia di sfuggire al retaggio mortale. il cavallo e i bagagli: tutti in precario equilibrio sul bordo della barca. Ogni destino si compie là dove non giunge la polvere del mondo. È una terra più bella del paradiso. Le bianche gru appollaiate sui pini sembrano di giada. e presentarono il passaporto. Il reverendo rabbrividì. le gru. si inginocchiarono in posizione lunga. da un ufficio all'altro. con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. e si limitò a gridare: "Da questa parte. i bambù. lunghe prospettive di torri e padiglioni preziosi." Il reverendo esitava. "Siete proprio voi!" esclamò Sabbioso battendo le mani. lunghissimo tronco d'albero: Ponte di giada gettato sul vuoto. non è praticabile Dai comuni mortali. Il barcaiolo si congratulò. i tremila rivelatori. radici che scendono a congiungersi alla catena del Sumeru: file di picchi aguzzi. i prati. non videro più né lui né la barca senza fondo. Le pareti sono coperte di colori e disegni. dalla corrente turbinosa. maestro. "Aspettate almeno di arrivare dal padron di casa. Dopo tre giri di saluti. Sostavano alla terza porta i divini monaci del Servizio delle Offerte." "Chi te la dà l'autorizzazione a cavalcare vento e nuvole. che nello stesso modo la trasmisero a quelli della terza. tanto che stavano per venire alle mani. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka allarmato. essi divengono Buddha. color oro bruciato. "Ma è impraticabile! Come si fa a camminare su quel legno così stretto e scivoloso. e le splendide fenici. spingevano. Il reverendo si inchinava a upâsaka. in questi paraggi? Per diventare un buddha. se sai farlo! A Tripitaka veniva il batticuore: "Consapevole del Vuoto. I quattro pellegrini si prosternarono al Buddha e poi si rivolsero a destra e a sinistra per salutare gli astanti. e Tripitaka finalmente comprese e volle ringraziare i suoi discepoli. Che cosa è bello. i quattro vajrapani. La corrente portava verso di loro un cadavere umano. Scimmiotto. Scimmiotto spiegò chi era. non sono capace. Mentre si disponevano in fila. Guardate bene: quel morto siete voi. che cosa è cattivo?" Tripitaka non rinunciò ai suoi inchini e genuflessioni. Come si possono attraversare acque così agitate senza un'imbarcazione?" "La direzione è giusta" rispose ridendo Scimmiotto. Nella loro passeggiata attraverso la foresta di pini e il boschetto di verdi cipressi. caos di rocce dalle forme bizzarre. L'anima primitiva. le loro danze sono uno spettacolo raro. ma Scimmiotto lo tirò per il braccio. Ripresero allegri la salita della montagna: i loro corpi erano agili e lievi. che cosa è brutto? Che cosa è buono. i cinquecento arhat.

esclamò: "Discepoli. che saziava lo smisurato appetito con quei cibi capaci di trasmutare carne e ossa mortali. e vi daremo lo scritture. che esprimeva la compassione del suo cuore. mi farebbe decapitare. accumulate tanti crimini che finite per precipitare all'inferno. impiccagioni. e dategliela perché la diffondano nelle terre dell'Est." Secondo le direttive ricevute. sconosciuti in questo basso mondo. Si fece avanti Eroe Bianco. 1110 rotoli Vimalakîrti sûtra. 110 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. È il segno eterno di una immensa grazia. Si suonano divine melodie. Ma non c'è verso: siete tanto ciechi e stupidi. "Ecco il perché dell'inferno Forno Senza Perdono. Si accorsero di aver fatto soltanto provvista di carta per scrivere. prendete qualche rotolo di ciascuna delle trentacinque opere dei miei tre panieri. 100 rotoli Sutra della sacra permanenza. 400 rotoli Sûrangama sûtra. se gli portassi questa roba. Il posto era pieno di oggetti rari e preziosi. smarrisce la strada del suo nido. Gli dèi del Servizio delle Offerte servirono tè. Chi ne ricavò il maggior piacere fu Porcellino." Il Beato aprì allora la sua bocca piena di commiserazione. rubate sui pesi e sulle misure. maestro! È un foglio bianco!" Scimmiotto e Porcellino si provarono a svolgerne altri. pietà. discesero quindi la montagna verso la strada maestra. i sovrani che si sono succeduti hanno fatto quanto potevano per il vostro bene: deportazioni. ma regnano l'ingordigia e gli istinti sanguinari. Vi regnavano luce iridata e vapori di buon augurio. stritolati. Non ne caveranno niente. accompagnateli sotto la torre sacra e fategli servire la colazione. salutando buddha e pusa. La voce melodiosa della fenice rossa arrochisce. Maestro e discepoli resero grazie al Buddha e si dedicarono allegramente alla lauta colazione. perché ritorni qui a chiederne altri su cui sia scritto qualcosa. con le lacrime agli occhi. 300 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. Poi aprite il padiglione. Ma valeva la pena di percorrerla. giustizia o bontà: avete il cuore e lo spirito ottenebrati. perché lo intese come una manifestazione di buon augurio. una meraviglia da vedere. la giustizia. Lo tese a Tripitaka: "Guardate. Prendetevi i vostri sutra. 1000 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. Bisogna sapere che la consegna dei sutra era stata osservata di nascosto dal buddha del Passato Dîpamkara. Negli scaffali si vedevano cofani. dove siete condannati senza speranza di remissione. la strada che porta al bene. Al bene non ci pensate. Ai piedi della rupe. bhiksuni. infilandone quanti potevano nelle sacche. La strada è stata lunga e faticosa. 100 rotoli Kosa-sâstra sûtra. e tutti insieme presero in consegna i rotoli. lasciateli perdere. 916 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. la salmodia dei sutra sorvola i profondi abissi. Il suono delle campane viene rapito a tremila leghe di distanza. strappò i sutra dal dorso del cavallo e se li portò via. il Buddha. Confucio si è provato a stabilire la dottrina della bontà. 130 rotoli Sâmghika sûtra. mentre Eroe Bianco andò a presentare rapporto al buddha del Passato. che parla della terra. Degli altri fecero quattro involti. Uno strano profumo riempie l'universo. Il gibbone nero resta a mani vuote. che non vi è limite alla vostra licenza e indisciplina. Niente lealtà. 157 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. è venuto su questa remota montagna sacra per sollecitare il dono delle autentiche scritture. "Voi capite che. schiacciati. egli aveva capito benissimo che Ânanda e Kâsyapa avevano imbrogliato i pellegrini. . per timore di quella sbarra che avrebbe potuto rompergli il collo. Andrò io dal Buddha a mettere le cose in chiaro: dovrà darmi le scritture con le sue mani. volano via i fiori di utpala. 32 rotoli Pusa-cârya sûtra. la terra fertile e la popolazione numerosa. Si rovesciano i bambù smeraldo. ammazzate. Si spezzano i rami dei pini. che Porcellino e Sabbioso portarono a due a due. e quello dei sutra per la liberazione dei fantasmi. Eroe Bianco si vide sul punto di essere raggiunto e. se diamo i sutra gratis. la gru. maltrattate le bestie. 200 rotoli Mahâmayûri sûtra." "Fermo!" si spaventò Ânanda. 350 rotoli Saddharma-pundarika sûtra. Il clima è buono. e senza fare tante storie. presa nel turbine di vento." "Il vostro discepolo viene da tanto lontano. "Non abbiamo proprio fortuna. con lo stesso risultato. senza segno di scrittura. questa grazia che mi permetterà di ritornare al mio paese. Il reverendo avvertì quel turbine di vento profumato e non se ne diede pensiero. consegnando loro dei rotoli senza alcuna traccia di scrittura. 50 rotoli Sutra della determinazione. ne fate di tutti i colori. 1021 rotoli Âkâsagarbha sûtra. mentre Porcellino tentava un vano inseguimento e rotolava per terra. darei volentieri tutta la collezione. 130 rotoli Makara sûtra." A vedere che si facevano tanto pregare. Imploro dal nostro patriarca. strappò le sacche e ne disperse il contenuto nella polvere. Che vento! Un valoroso alla corte del Buddha non è un qualsiasi dio del vento: sarebbe come paragonare il potente grido di un immortale con gli strilli di una ragazzina. Sono il paniere della Legge. i diavoli ci perseguitano persino in questo mondo della gioia assoluta!" Sabbioso prese un sutra e lo srotolò: la pagina era bianca come neve. che non ha potuto preparare niente. Mai troveresti in terra queste cose. 1800 rotoli Sutra della Sacra Autorità. 170 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. Poi ritornarono davanti al trono a ringraziare il Buddha e se ne andarono verso l'uscita. che parla del cielo. 100 rotoli Saddharma sâstra sûtra. "Apriteli tutti!" gridò Tripitaka. strappa draghi e pesci dai loro rifugi. che se ne stava zitto in un angolo. "Io ho tre panieri di sutra che potrebbero liberarvi dalle sofferenze e dalle calamità. Scimmiotto rinunciò all'inseguimento per rincorrere i rotoli di sutra dispersi dal vento. su cui etichette rosse recavano i titoli in calligrafia regolare: Nirvâna sûtra. 45 rotoli Avatamsaka sûtra. ma i vostri sono troppo stupidi e limitati. che cosa ci offrite di bello? Pagate qualcosa. legati alle estremità di pertiche. Nelle vostre vite con le corna e la coda. In breve Scimmiotto e Porcellino ritornarono verso il maestro con i sutra ricuperati. i riti e la saggezza. ignorano il senso profondo dei nostri insegnamenti. "è chiaro: quei due onorevoli malandrini. "Ânanda. pagate il debito fornendo la vostra carne come cibo ai vostri simili. siete dissoluti e sregolati. 500 rotoli Sutra in omaggio del Beato. La fenice rinuncia a volare. il fagiano lancia strida disperate. e le loro fatiche saranno state inutili. 1950 rotoli Mahâyânastraddhotpâda sâstra sûtra. i fiori rari scolorano. 140 rotoli Ratnagarbha sûtra. Che al godimento aggiungon lunga vita. i nostri discendenti moriranno di fame. Contengono il cammino della verità. congedandosi da bhiksu.volontà dell'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est." "Chi è di servizio oggi?" chiese. Non onorate certo gli insegnamenti del Buddha. Attraversato il grande portale. Luci e splendori abbagliano la vista." "Bell'affare!" sogghignarono gli onorevoli." Porcellino e Sabbioso intervennero per rabbonire Scimmiotto. "Poveri orientali che siamo!" concluse il reverendo. che avete fatto tanta strada per arrivare fin qui. Scimmiotto si irritò: "Maestro. upâsaka e upasîkâ. i due onorevoli condussero i quattro pellegrini ai piedi della torre. decapitazioni. A che cosa serve riportare a casa questi rotoli non scritti? Non oserò nemmeno farmi vedere dall'imperatore. freme il loto d'oro. Gli onorevoli fecero loro compagnia e alla fine aprirono la porta del padiglione. Astronomia e geografia. 270 rotoli Vajracchedika sûtra. 120 rotoli Buddhacarita sûtra. e non può presentare la sua offerta di frutti. 1280 rotoli Sutra del Padiglione Originale. quello dei trattati. A voi personalmente. 220 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. e non rompete le scatole. i cervi bianchi si rifugiano negli anfratti. Il gusto insegue sapori squisiti. al fine di assicurare la salvezza dei viventi. 200 rotoli Ânanda e Kâsyapa mostrarono i titoli e chiesero: "Santo monaco. 800 rotoli Pañca-nâga sûtra. Non rispettate né i tre luminari né i cinque cereali. Kâsyapa. 116 rotoli Mahâsamghâta sûtra. con gran dispiegamento di potenza divina. indispettiti perché non pagavamo la stecca. 100 rotoli Y oga sûtra. Ridacchiò fra sé e si disse: "Questi tapini non si rendono conto che hanno fatto un viaggio tanto lungo per farsi regalare sutra non scritti. prima di rinascere da bestie che siete. e disse: "Queste terre dell'Est non sono altro che quelle del continente meridionale. 90 rotoli Mahâprajñâ sûtra. In tutto sono trentacinque opere in quindicimila centoquarantaquattro rotoli. 220 rotoli Sâstra del Paradiso occidenta. scrocconi e bugiardi. egli. armi e utensili. Tripitaka urlò di spavento e si colpì il petto. Scimmiotto montò in cielo e Sabbioso rimase a guardia di quello che restava. E lì subite ogni specie di tortura: pestati. 748 rotoli Pusa sûtra. 850 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. denigrano la parola della verità. mentre il puro soffio del vento sale al firmamento." "Maestro" disse Scimmiotto. Il temporale solleva mari e fiumi. e il buddha del Passato gli diede queste istruzioni: "Raggiungi il monaco cinese a tutta velocità e vedi di sottrargli quei rotoli bianchi." Eroe Bianco montò a cavallo di un temporale e si slanciò giù per la montagna. frutta e piatti di mille sapori squisiti. genti e animali. Ma di colpo una mano scese dal cielo. che caricarono sul cavallo. usi e costumi: non c'è nulla nei quattro continenti dell'universo che non sia menzionato là dentro. "Non penserai di mettere a soqquadro un paradiso dopo l'altro. i teneri getti dell'erba di diaspro sono trascinati qua e là lungo la strada.

30 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. Di certo Natura illuminata diventa buddhità. si assestò il kasâya e. si battevano pacche sulle spalle e sulle guance. santi monaci?" Tripitaka chinava il capo e ringraziava. discepoli" diceva Tripitaka." E chiamò Ânanda e Kâsyapa: "Svelti. un canone buddista completo. come i santi monaci. Questi. Dal momento che non avevamo soldi. I vajrapani non fecero ostacolo al loro ingresso. cercatori di sutra! Da questa parte!" Tripitaka. 140 rotoli Sutra del Padiglione Originale. 10 rotoli Mahâmayûri sûtra. Ne ricevettero 5048. ordinato e imballato. gridarono: "Ehi. Mentre gli otto vajrapani. che si rivolse ad Ânanda e Kâsyapa: "Quanti volumi avete consegnato? Fatemi un rapporto preciso. Esecuzione immediata!" I vajrapani si misero subito all'inseguimento e. 1638 rotoli Mahâyâna-straddhotpâda sâstra sûtra. Quando l'assemblea fu riunita. e la meravigliosa ricetta delle diecimila trasformazioni. All'entrata del convento la folla li salutava e rideva allegramente di loro: "Sempre in cerca di sutra. se aveste corrotto gli onorevoli. 110 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. I pellegrini non attendono altro che di esprimervi la loro gratitudine. "Verificate bene. Il Beato si rivolse a Tripitaka. Si udì una musica celeste e lo spazio si riempì di sbuffi e lampi di buon augurio. non resta che volare. ma si guardò bene dal mollare l'osso. 1 rotolo Saddharma sâstra sûtra. il prezzo che hanno chiesto è stato di trentatré pinte di polvere d'oro. Le guardie della torre. venivano disposti in fila ai lati. 20 rotoli Pusa-cârya sûtra. si pizzicavano le labbra: "Hai visto lo svergognato? Fa finta di niente e arraffa la ciotola!" Ânanda fece qualche smorfia di disagio. non ebbe difficoltà a volare con i suoi al seguito dei portatori di folgore. terra benedetta e montagna sacra. Quelli che avevano diritto a sedere erano pregati di prender posto sui rispettivi troni." "Abbiamo affidato al monaco cinese i seguenti testi: Nirvâna sûtra. bhiksuni e upâsikâ. 30 rotoli Sâmghika sûtra. Prima non si era accorto dell'inganno. abbiamo scelto 5048 rotoli che abbiamo consegnato al santo monaco perché li porti nelle terre dell'Est. Quanto a Tripitaka. 200 rotoli "Fra tutte le trentacinque opere del magazzino. Il Beato dichiarò chiusa la seduta. Ma non potete dire che vi abbiano imbrogliato. ormai forte e leggero. per trovare qualcuno che fosse in grado di condurre a termine questa incombenza. Se ora aiutaste il santo monaco a ritornare a casa in otto giorni. si aggiustò il cappello alla Vairocana. tutto allegro.si sono vendicati così. 50 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. si completerebbe precisamente lo stesso numero. 30 rotoli Sutra della sacra permanenza. i tremila rivelatori. qualcosa di scritto si vedeva. "sono incommensurabili. ordinò ai due eminenti arhat Abbatti Draghi e Doma Tigri di battere le pietre di nuvole per chiamare a parlamento i tremila buddha. 60 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. Ânanda e Kâsyapa guidarono il monaco cinese davanti al Beato. e poi riportatelo qui." E i quattro giunsero le mani e si prosternarono davanti al trono. 20 rotoli Sûrangama sûtra. ricevette le scritture in tutta sincerità e rispetto e se andò. ma quando furono sul posto ripeterono la richiesta di un regalo. a recitare alcuni dei nostri sutra da un certo Zhao il vecchio. 42 rotoli Vajracchedika sûtra. santi monaci e bhiksu sono scesi nel paese di Srâvastî. scortavano il monaco cinese sulla strada del ritorno. scegliete qualche rotolo con parole scritte di ciascuna opera autentica. i quattro pusa. vi avrebbero dato dei sutra scritti. 40 rotoli Ratnagarbha sûtra. 30 rotoli Mahâprajñâ sûtra. 10 rotoli Kosa-sâstra sûtra. Kâsyapa si decise finalmente a scegliere i sutra e li mostrò a Tripitaka a uno a uno. gli otto vajrapani. a rischio di lasciare nel bisogno i loro figli e discendenti. E diede ai vajrapani queste istruzioni: "Con i vostri poteri magici riconducete nell'Est il santo monaco perché diffonda le scritture autentiche. giunse le palme e si rivolse a lui: "Da quando andai nell'Est per vostro ordine. si facevano segni d'intesa. Se hai conseguito i meriti. Sabbioso si incaricò dei bagagli e Scimmiotto prese le redini. Quando arriverete nel vostro continente meridionale e le mostrerete alla gente. 550 rotoli Vimalakîrti sûtra. Questa ciotola mi è stata donata dal mio sovrano per mendicare il cibo lungo la strada. 81 rotoli Sutra in omaggio del Beato. 30 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. 360 rotoli Âkâsagarbha sûtra. 56 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. e il vostro decreto che ci concedeva le scritture. senza trascurarne alcuna." I due onorevoli ricondussero i pellegrini al padiglione. come il racconto ha narrato. 30 rotoli Makara sûtra." Tripitaka si prosternò per manifestare a un tempo la propria gratitudine. gli onorevoli maggiori e minori di ciascun cielo. Tripitaka ordinò a Sabbioso di prendere la ciotola da elemosine in oro massiccio e la offrì rispettosamente: "Il lungo viaggio e la povertà non hanno consentito al vostro discepolo di prepararvi un regalo. 400 rotoli Pusa sûtra. Ripeté il cerimoniale del triplice omaggio a Buddha il Patriarca. 170 rotoli Sâstra del Paradiso occidentale. Li caricarono sul cavallo e di altri fecero un involto affidato a Porcellino. perché la mia missione non fallisca e tutte le fatiche del lungo viaggio non siano rese inutili. raggiunto il monaco cinese. 90 rotoli Sutra della Sacra Autorità. 60 rotoli Mahâsamghâta sûtra. Tutto deve essere completato entro otto giorni. Esse contengono l'ineffabile mistero della Via degli immortali. In quel momento la pusa Guanyin fece un passo avanti. Ânanda e Kâsyapa ci hanno chiesto la mancia. 20 rotoli Pañca-nâga sûtra. in modo da rispettare il numero dei rotoli che compongono il canone. e ad alzarsi sopra le nuvole. Guai aprire un rotolo senza essersi lavate le mani! Trattatele come grandi tesori. 40 rotoli Sutra della determinazione. E LA REALIZZAZIONE DELLA TRIPLICITÀ RICONDUCE LA VIA ALLE SUE RADICI. erano controllati da tre diverse paia d'occhi: in effetti. 50 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. 140 rotoli Saddharma-pundarika sûtra. fede e obbedienza. andò a ripresentarsi al Beato Buddha. Poco tempo fa. 116 rotoli Buddhacarita sûtra. In mancanza di meglio." "Non gridare!" gli disse il Buddha ridendo. perché anche quelle che vi hanno dato sono scritture autentiche: le scritture senza parola sono buone quanto le altre. "So benissimo che i miei chiedono mance alla gente. "che non ci freghino come l'altra volta!" Man mano che i rotoli venivano consegnati. Io li ho rimproverati di aver chiesto poco. impugnò il suo bastone da pellegrino. abbiatele care. i sagrestani che raccoglievano le offerte e gli arhat che sorvegliavano la biblioteca sghignazzavano. Tutto è stato verificato. che restavano in piedi. che ne ha passate tante." "Ma certo!" gridò Porcellino. Dolce sapor di autentiche scritture Che Buddha scrisse con tanta sapienza! Ma è ridicolo chiedere quattrini Al monaco. "Si va tutti in tribunale!" In fretta e furia i quattro pellegrini risalirono ansimando la montagna. 14 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra." Ânanda si limitò ad abbozzare un sorrisetto e incamerò la ciotola. si presentarono alla pusa Guanyin i rivelatori . Ora tocca a voi mettere ordine in questo casino. grotta. per proteggere i vivi e liberare i morti della sua famiglia. caricandoci di semplici fogli bianchi. i cinquecento arhat. gli altri. Accordato" rispose il Buddha. sono trascorsi quattordici anni. esse costituiscono in realtà la fonte delle tre dottrine. dall'alto del trono di loto. "I meriti di queste scritture" spiegò. che pregherò di ricompensarvi generosamente. Ve la offro per dimostrare la mia gratitudine." "Buona idea. Oso sperare che a quel punto permetterete alla vostra discepola di considerare conclusa la sua missione e di restituirvi l'ordine scritto in lettere d'oro. gli ottocento bhiksu e la folla di upâsaka. Benché siano lo specchio dei nostri insegnamenti. tutti si inchinarono al Beato. non dovrete prenderle alla leggera né trattarle senza il dovuto rispetto. 10 rotoli Y oga sûtra. datelo a questi signori e riferitemi con precisione sulla consegna. Vi prego però di darmi questa volta fogli scritti. salutando tutti quanti al passaggio delle tre porte. Si capisce che. 20 rotoli Avatamsaka sûtra. Ora non avrete idea di come furono diffuse le scritture riportate nell'Est: ascoltate il seguito! CAPITOLO 99 L'OTTANTUNESIMA PROVA OVE I DIAVOLI SONO ELIMINATI DALLA COMPIUTEZZA DEL NUMERO NOVE VOLTE NOVE. cioè 5040 giorni: solo otto in meno del numero dei rotoli del canone. Ma il buddha del Passato l'ha aiutato E ogni cosa alla fine si è aggiustata. Del resto le scritture sono cose importanti: è naturale che per ottenerle si debba pagare. È per voi stupidelli che bisogna mettere ogni cosa nero su bianco. in attesa di potervi dare di più quando sarò ritornato a corte dal mio sovrano. si sono messi d'accordo per imbrogliarci. Scimmiotto si mise a gridare: "Buddha! Dopo tutte le prove che avevamo superato per venire a rendervi omaggio. Adesso ritorniamo dal Buddha e gli presentiamo una bella denuncia per frode e concussione. ed essi si recarono difilato nella Sala del Grande Eroe.

strada facendo?" "La loro determinazione e la loro devozione non possono essere sfuggite alla vostra perspicacia. Lui in persona aveva ordinato di portarci nell'Est. XI prova: perde il kasâya. diritta verso la riva orientale. LXXIX prova: imprigionato nella prefettura Terrazza di Bronzo. XLVIII prova: cerca il ventaglio di foglie di banano. è nove volte nove. sentì di sorpresa la terra sotto i piedi. cui bisbigliarono all'orecchio: "Fate così e così. Coi diavoli che stan sempre in agguato. "Siamo sul Fiume delle Sabbie Mobili?" domandò Porcellino. XLVI prova: due scimmie difficili da distinguere. LXVII prova: salva un mostro nella foresta. i rivelatori hanno preso nota delle prove del monaco cinese. XLII prova: contaminato dall'acqua bevuta. come voi vi proponete di rendere al Buddha il suo ordine in lettere d'oro. XLIV prova: torture nella Grotta del Pi Pa. LXXVI prova: sofferenze nella Grotta Fior di Mistero. che tendeva il collo verso di loro: "Finalmente siete di ritorno. XLV prova: secondo bando della scimmia dello spirito. Verso sera." "Guardate bene su quale sponda ci troviamo" raccomandò Tripitaka. XIX prova: difficoltà nel riportare in vita l'albero di ginseng." Essi corsero un giorno e una notte per raggiungere i portatori di folgore. XL prova: gli dèi non riescono ad assoggettare il mostro. le sei divinità del giorno e le sei della notte. siamo sulla sponda occidentale. LXX prova: sosta nel paese Distruzione della Legge. ogni causalità. i quattro protettori del tempo. V prova: all'uscita dalla città. che aveva preso gusto al volo sulle nuvole. e presto furono in riva al fiume. LIII prova: il Piccolo Monastero del Colpo di Tuono. Abbiamo scrupolosamente annotato tutte le disgrazie e calamità nelle quali è incorso durante il viaggio. LXV prova: salva i bambini nel paese di Bhiksu. santo monaco cinese!" I quattro pellegrini si guardarono intorno stupiti. XVIII prova: tempio delle Cinque Fattorie. XXXI prova: richiesta d'aiuto a un santo. XXV prova: appeso nella Grotta dei Fior di Loto. LIX prova: sviato dai sette sentimenti. l'ultima volta . LXXX prova: liberato dal corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. "Finalmente ci si rivede. XII prova: assoggettamento di Porcellino. XXXVIII prova: compare la nassa per pesci. XV prova: difficile traversata delle Sabbie Mobili. "Come si sono comportati i quattro pellegrini. LXVIII prova: malato in una cella del convento. Il cavallo fu issato al centro del carapace. dopo tanto tempo dall'ultima volta che ci aiutasti. sul decimo banco ti incagli dieci giorni." La tartaruga allargò le zampe e incominciò a nuotare pianamente. Ricordo comunque che sulla riva occidentale non si vedevano abitati. LVIII prova: la regina liberata dal mostro." Tutti la festeggiarono." La tartaruga si arrampicò all'asciutto. Il mistero profondo di non dualità Rivela il cielo e mette in fuga ogni demonio. con i suoi discepoli avrebbe dovuto essere in grado di attraversare mille e un fiume come quello." "Non credo che ce la faremo" commentò Scimmiotto. LXXV prova: in difficoltà sul Monte dei Nodi di Bambù. XXX prova: la scimmia dello spirito è messa alle strette. Le prove subite dal santo monaco lungo questo percorso di diciottomila li sono quelle chiaramente annotate nel presente registro. "Ma no!" rispose Sabbioso. XIII prova: insidie di Vento Giallo. caro maestro! Sono tanti anni che vi aspetto!" "Cara vecchia tartaruga!" la salutò Scimmiotto sorridendo. e che il motivo per cui erano caduti in quel luogo consisteva proprio nella necessità di completare il numero. XLVII prova: cammino sbarrato dai Monti di Fuoco. III prova: all'età di un mese. Guanyin esclamò: "Manca qualcosa! Il numero che conduce alla verità. XXXIII prova: arrivo a Carrolento. L prova: spazza la pagoda della città. XXXVI prova: cammino sbarrato da un gran fiume. Una voce li chiamò: "Da questa parte. Mentre la giusta Legge si rimpiatta. Penseremo noi a tirarlo su e a fargli fare la traversata per via aerea. e avevamo salvato i loro bambini. LII prova: recita poesie nella Foresta dei Rovi. tanto che per riconoscenza volevano fabbricarci una barca. da eseguire senza indugio. Tripitaka. XX prova: bando della scimmia dello spirito. LX prova: colpito dal mostro con mille paia d'occhi. facendosi solecchio con la mano: "Maestro." "Avete il mio consenso" rispose lieta Guanyin. Puoi dirti fortunato. Vi chiederete perché. LXIV prova: il Buddha è chiamato alla riscossa. la tartaruga chiese: "Caro maestro. Eccone il registro completo. XVI prova: assoggettamento di Sabbioso. XXXVII prova: caduto nelle acque del Fiume Comunicante con il Cielo. LXXVII prova: cattura dei rinoceronti. IX prova: cambio del cavallo sulla montagna. Mentre discutevano proseguivano il cammino. non rollare. Essi le dissero rispettosamente: "Pusa. si imbatte in una tigre. LXXVIII prova: scelto come genero in India. Porcellino si accoccolò presso la coda del cavallo. LXVI prova: il vero distinto dal perverso. LI prova: ricupera il tesoro e salva i monaci. "Il nostro maestro ora ha ottenuto la Via. Come faremo?" "Credevo che questi scherzi cretini fossero roba da mortali un po' tocchi" brontolava Porcellino." I vajrapani fecero una frenata tanto brusca. Certo che La via del vero per il doppio nove È scomoda ed esige sacrifici. VII prova: alla Montagna della Doppia Forca. Scimmiotto. liberamente circola Il sublime elisir nove volte mutato. XXXII prova: naufragio nel Fiume delle Acque Nere." "Dice il proverbio" ricordò Scimmiotto: "In un giorno navighi su nove banchi di sabbia. chiacchieroni!" ordinò Tripitaka. Ci eravamo fermati dai Chen. Siamo in un bel pasticcio. la riuscita Dell'elisir rimane appesa a un filo. Invece facemmo la traversata su una tartaruga bianca. Il maestro aveva già avuto accesso al recondito mistero della levitazione. sulla riva orientale. XXXIX prova: incontro malefico sul Monte del Cappuccio d'Oro. LXXII prova: invocazione della pioggia a Fengxian. XXII prova: missiva recata nel paese degli Elefanti Sacri. al centro. X prova: arso dal fuoco durante la notte. il cavallo e i sutra che portavano. mentre si stavano accostando alla riva orientale. XIV prova: richiesta d'aiuto a Lingji. le gridò: "Avanti tutta! E mi raccomando. Conclusa la lettura. perché non si vedeva traccia di presenza umana." "Zitti. per la scuola del Buddha. XXIX prova: rapito da una burrasca." "Si correva molto svelti" notò Sabbioso. XXVI prova: salvataggio del re di Gallo Nero. e loro ci piantano a metà strada. LVII prova: salvato dalla consunzione. LV prova: ostacolato dal sentiero dei Cachi Marci. LXII prova: le creature divise in tre colori. abbiamo segretamente assicurato per vostro ordine la protezione del monaco cinese. con un piede posato sulla sua testa. "Guardate piuttosto dove siamo. LVI prova: medico nel Paese di Viola Porpora. XXVII prova: trasformazione di diavoli. LXXIV prova: festa del rastrello. Tripitaka si collocò a sinistra del collo e Sabbioso a destra. LXXIII prova: sottrazione delle armi. XLIX prova: il re diavolo viene legato." "Ricordo bene. viene gettato nel fiume. Il monaco cinese è stato assoggettato a indicibili sofferenze. XLI prova: bisogna rivolgersi al Buddha per conoscere le origini del mostro. "Avranno voluto far tappa per lasciarci riposare. Ed ecco comparire sull'acqua la grossa tartaruga bianca dal cranio calvo.dei cinque orienti. XLIII prova: trattenuto nel Paese delle Donne a scopo di matrimonio." La pusa lo lesse da capo a fondo: In conformità della missione affidata. LXIX prova: prigioniero nell'Abisso Senza Fondo. Porcellino si mise a ridere: "Benone! Imbocchi una scorciatoia che allunga il cammino. XVII prova: apparizione di quattro santità. ha lasciato il suo corpo carnale nel Tocca Nuvole e non è più troppo pesante da sollevare. XXXIV prova: la grande burla. i monaci riabilitati. Si mostra il viso autentico. La Triplice Unione È assai sofisticata." Sabbioso si guardò intorno: "Sentite che rumore di acqua corrente!" "Ti farà ricordare casa tua" disse il Novizio." E ordinò ai rivelatori: "Rincorrete i vajrapani e ditegli di organizzare l'ottantunesima prova. salì sulla sponda. XXI prova: perso nella Foresta del Pino Nero. LXIII prova: colpito dalla disgrazia nella città. se questa tartaruga Con le tue carabattole ti porta all'altra riva! Navigarono per buona parte della giornata. e i difensori della dottrina. annotandone l'esatto numero: I prova: bando di Cicala d'Oro. XXIII prova: trasformato in tigre durante l'udienza. Ora che la sua missione è compiuta. Il monaco ha subito una prova di meno. II prova: al momento della nascita. LIV prova: cattura degli dèi. LXXI prova: incontra i diavoli sul Monte Spandinebbia. ridendo sotto i baffi. Se pensavate che ottenere i sutra Fosse facile. fratello" lo consolò Sabbioso. VIII prova: sulla cima del Monte delle Due Frontiere. ordine della pusa." "Non prendertela. sfugge per poco alla morte. che i poveri pellegrini che li seguivano li urtarono nella schiena e caddero giù come pere: loro. permetteteci di restituirvi quello che abbiamo ricevuto da voi. XXXV prova: i preti respinti. LXI prova: cammino sbarrato da Cammello Leone. Usando i tre veicoli. Scimmiotto balzò in cielo e osservò attentamente il paesaggio. "e non da vajrapani al servizio del Buddha. "Questo è il Fiume Comunicante con il Cielo. Scimmiotto la esortò: "Se vuoi renderci un servigio. VI prova: cade in una fossa e viene separato dalla sua scorta. IV prova: vendetta e ricerca di un parente. Ma Scimmiotto si rendeva conto che il suo maestro non aveva ancora superato nove volte nove prove. XXVIII prova: incontro malefico sul Monte del Singhiozzo. XXIV prova: incontro con i diavoli sulla Cima Piatta. adesso constatate Che quel povero monaco ne passa D'ogni colore.

Che vento! Da rovesciare pini e bambù." Quando scesero. Porcellino mormorò a Scimmiotto: "Il tuo ritratto è proprio somigliante. e posò la ciotola. Non ci sono né forza né volontà umana che possano farci niente. "Non mi era mai capitato. folgore o nebbia che ve li possano strappare. Ma i vecchi e le loro famiglie non volevano lasciarli ripartire. Mentre maestro e discepoli guadagnavano la riva e ricuperavano le loro cose." "Maestro" propose Porcellino. Quando vi giunsero. tanti anni fa. Infine Tripitaka voleva congedarsi. mentre gli altri (buoni nuotatori. forse. si indispettì e. e ne permane La traccia. Il vento solleva i flutti del fiume che comunica con il cielo. a destra e a sinistra. la longevità di un'eterna primavera e un corpo imputrescibile nel dharma. sulla mia conversione e sugli anni che mi restano da vivere. Naturalmente i sacchi dei sutra.che ci vedemmo vi pregai di porre per me una domanda al Buddha del Paradiso dell'Ovest. si tuffò verso il fondo e scomparve. Anche vestiti e calzature furono messi ad asciugare. una pura luce illumina il luogo. il tuono terrorizza draghi e pesci. vennero alla spicciolata diversi pescatori. nonché la ricerca delle scritture." Anche Sabbioso si fermò dopo pochi bocconi." "Abitano lontano da qui?" "Una ventina di li verso sud." Sparecchiata la tavola. La burrasca riempie gli occhi di sabbia e di polvere. Ancor oggi si vede la roccia su cui i testi furono stesi al sole. Meno male che Tripitaka aveva ottenuto la Via e pesava meno del solito. "Tu che ne sai? Come ci hai riconosciuto?" "Lavoro dai Chen. presto respinse il piatto e disse: "Ne ho abbastanza. Il santuario comprendeva un bell'insieme di edifici: Un lindo vialetto di ghiaia rossa. Colpo di tuono Da scuoter fiume e montagna. Era chiaro che la tempesta era segno di creature delle tenebre che volevano impadronirsi delle scritture. mai potranno ritornare I demoni del buio e dell'orrore. Raccolse quindi i suoi sutra. i piccoli pini formeranno un boschetto. e si inginocchiò per supplicarli: "Monsignori. "vediamo di non perdere tempo. "Da quando abbiamo costruito questo santuario. "Che peccato!" si desolò Tripitaka. Il vento ruggisce. Colpo di vento Da sconvolger cielo e terra. abbiamo goduto ogni anno di raccolti abbondanti." "Va benissimo" ribatté Tripitaka. scoprirono che i Chen vi avevano organizzato un altro banchetto. "Nemmeno il cielo e la terra sono completi. chiamato Salvataggio della Vita. e i pellegrini saltellarono intorno per riscaldarsi." "Non importa" ribatté Scimmiotto ridendo. mentre andavano in cerca di sutra nel Paradiso dell'Ovest?" "Proprio così" rispose Porcellino. e giunse un terzo invito. Nebbia spessa Copre tutta la terra. La vecchia tartaruga capì benissimo di essere stata trascurata. si nascondono tigri e leopardi all'ira del cielo. è un po' idealizzato. L'ostinazione dei due vecchietti fu messa a dura prova per fargli accettare qualche boccone. La cosa incredibile fu che Porcellino non sembrava più lui. Ma l'acqua che li inzuppa li appesantisce e il vostro corpo dharmico li protegge: non ci sono tuono. impugnarono le bacchette. i maestri che avevano liberato i vostri figli dal sacrificio. trovarono allestito sotto il portico un nuovo banchetto. Aveva completamente scordato i problemi di longevità della tartaruga. gli alberi scompaiono nella nebbia. si avviò la conversazione con molte domande sulla conclusione della cerca dei sutra. Uno chiese: "Non sareste per caso i reverendi maestri che passarono il fiume anni fa. "Lo demolimmo subito" risposero i vecchi. Fulmine. ora che avete compiuto la vostra missione e ritornate con le scritture. mentre si preparava il pranzo. portarono i sacchi dei sutra in cima a una rupe e li aprirono per far asciugare i rotoli. gli abiti e la sella si inzupparono ben bene. Quale risposta vi ha dato?" Il fatto è che il reverendo. il fulmine squarcia le tenebre. Effluvi profumati salgono al cielo. I sutra asciugheranno qui. Per concludere la visita salirono sulla torre e ci trovarono quattro statue che li rappresentavano. Chen Qing aveva già fatto preparare una tavola di offerte alla porta di casa e aveva arruolato una banda musicale. Questo è il motivo per cui. Infuriò tutta la notte. che illuminano distese selvagge. Potremmo chiedere anche un po' di amido per i nostri vestiti. ci ha buttato in acqua e se n'è andata. Ai giovani cipressi occorrono ancora abbondanti annaffiature. E la sbarra del vostro vecchio Scimmiotto. "Ottenere i sutra è un'impresa che toglie al cielo e alla terra i loro poteri di trasformazione. Le scritture Zuppe d'acqua non temono la folgore. dopo il bagno preso nel Tempio della Verità di Giada. fece rotolare le pietre e volare la sabbia. Scimmiotto. rinnovando i suoi ringraziamenti per il salvataggio dei bambini. che cosa sta succedendo?" "Maestro. "che ne direste di portare i sutra a casa loro per farli asciugare? Sarebbe più pratico. puro yang." "No" rispose Tripitaka. giovani e vecchi. e fin le rupi su cui crescono." "Anche il tuo" disse Sabbioso." "Dove li avete visti?" "Stanno sulle rocce in riva al fiume. fra bagliori di fulmini e rombare di tuoni. che ora vorrebbero togliervi i sutra. che c'era una volta?" chiese Tripitaka. poste in risalto da due ali laterali." Chen Cheng era tanto insistente che Tripitaka si dovette rassegnare a dargli retta. senza preavviso. compreso il cavallo-drago) provvedevano a sé stessi. "Quello del maestro. Non li può fermare Nessuno. seguito dai suoi mezzadri. e stendono sutra al sole per farli asciugare." Chen Cheng corse da loro. il tuono rimbomba. Scimmiotto lo ripescò e lo portò a riva. "Non sapevamo come sdebitarci della profonda gratitudine che vi dobbiamo per la salvezza dei nostri figli. protegge voi. nel quale vi dedichiamo un culto. cui seguì il minuzioso racconto dell'avvenuto. E così via: Tripitaka non osava dir di no per non deludere nessuno. Inzuppato da capo a piedi e tutto tremante. la notizia del loro arrivo correva di bocca in bocca: in breve si videro venire incontro tutti gli abitanti del paese. non capite?" rispose Scimmiotto ansante. impugnò la sua sbarra a due mani e la mulinò incessantemente contro nemici invisibili. ma mi sento lo stomaco debole. Quanto a Scimmiotto. si sedettero a tavola. grazie agli sforzi dei donatori. "Che ne è stato del Tempio del Grande Re. una luce pari al sole e alla luna. se il sutra si è strappato. Là dove furono stesi I sutra ad asciugare. tiene lontano Ogni mostro notturno. "Come si sono bagnati?" "Ricordate la tartaruga bianca che ci aveva fatto attraversare il fiume? L'abbiamo nuovamente incontrata. che del resto non era mai stato un gran mangiatore di cibi cucinati. Né vento o fuoco. Vi prego." Ma i pescatori si imbatterono in Chen Cheng: "Signor cadetto." I ragazzi Protetto di Guan e Bilancia Colma d'Oro si vennero a prosternare. i fulmini rigano di rosso il cielo brumoso. Sabbioso aveva il suo daffare a coprire i bagagli e Porcellino si curava del cavallo. si scatenò un'incredibile tempesta. e solo verso l'alba accennò a placarsi. stridono gli uccelli in preda al panico. Quando il sole salì in cielo. che oscurò il cielo." Tripitaka e gli altri capirono che cosa era accaduto e ringraziarono calorosamente Scimmiotto. porta a una torre e a una terrazza. venite subito nella mia povera capanna!" "Verremo da voi quando i sutra saranno asciutti" rispose Scimmiotto. avremmo un tetto sopra la testa e troveremmo qualcosa da mangiare. la catena di montagne si estende fino a raggiungere il drago della terra. abbandonandoli tra i flutti. Abbiamo scatenato l'invidia di diavoli e dèi. Il cielo e la terra non possono sopportarlo. "È colpa nostra: dovevamo metterci più attenzione. Dalla rupe una cascata scende a mescolare le sue acque con il Fiume Comunicante con il Cielo. Ma quando ha saputo che avevamo dimenticato di porre al Buddha certi quesiti per conto suo. Venne quindi sull'uscio ad accoglierli. Quando furono introdotti venne servito il tè. il reverendo gridava: "Consapevole del Vuoto. terrorizzato. non aveva avuto altro per la testa se non le cerimonie con il Buddha e con tutti i santi monaci e pusa che lo circondavano. Ora non voleva mentire e non osava dire la verità: perciò restò zitto. mentre quelle rocce conservano tracce dei preziosi caratteri. Tripitaka non sopportava più il nutrimento terrestre. dopo aver assaggiato la divina cucina del Buddha e aver abbandonato il proprio involucro carnale. e non abbiamo trovato di meglio che costruire un santuario. e ancor più dopo essersi disfatto del corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. giusto per complimento. che li videro e li riconobbero. Riquadri e battenti vermigli. sono di ritorno. Fuoco volante che lacera nubi. Sullo sfondo. proteggeva con il suo corpo i sacchi di sutra. noi li raccoglieremo e riprenderemo la strada del ritorno. "Non hai appetito. Voi conseguite una durata pari all'universo. le sponde sprofondano nella nebbia. Tripitaka. Ama il sole lo yang. Che tuoni! Da far tremare i potenti. Che nebbia! Da oscurare lo spazio e nascondere i nove cieli. Che fulmini! Serpenti d'oro nel cielo. e le strappò inavvertitamente. Potete star certo che. e ci ha traghettato anche questa volta. il testo è lacunoso. e li invitarono a visitare il santuario. bestione?" chiese il Novizio. vuol dire che il grande enigma dell'incompiutezza voleva così. ancor oggi. altrimenti sarebbe affogato. ma non si accorse che le estremità di alcuni rotoli di quello sulla vita del Buddha si erano incollate alla roccia. non potete restar qui all'aperto e rifiutare la mia ospitalità. un tesoro di sette piani finemente traforato. Mentre i quattro pellegrini svolgevano ed esaminavano i loro testi. e già ricevevano un altro invito a pranzo." Mentre seguivano Chen Cheng verso casa sua. . "È somigliante anche il mio. Ora si leva il giorno e ascende il soffio yang: ormai siete al sicuro.

"È strano!" esclamavano. D'allora in poi celebrarono scrupolosamente i quattro grandi sacrifici dell'anno e i ventiquattro minori. non vorremmo che venisse a galla l'avidità di Porcellino e ci facesse superare il tempo assegnato. Non ne potevano più. e lui disse: 'Per recitare qualche rotolo di sutra sono state chieste trentatré pinte di polvere d'oro. per ritornare insieme a voi e render conto della missione compiuta. notò lo strano aspetto dei tre discepoli e commentò: "I vostri eminenti discepoli hanno davvero un'aria esotica. gridò: "Indossiamo subito gli abiti da cerimonia! Il maestro in cerca delle scritture è ritornato!" "Come lo sai?" "L'anno in cui partì. "Come farebbe il maestro a portare i sutra? E non sa nemmeno condurre il cavallo. Là si trovava quel giorno. senza trovare nessuno. mentre i discepoli e il cavallo-drago restavano in attesa ai piedi della scalinata. "Arrivati al Monte degli Avvoltoi. la riproduzione dei sei animali domestici e le condizioni del tempo più adatte per la campagna. Sua maestà. Taizong ordinò che suo fratello sedesse accanto a lui. È il caso di dirlo: L'elisir ti consente La tua forma verace. Ritornerò a corte con lui. noi vi aspettiamo qui. fuggiaschi! Da questa parte!" Il reverendo si sentì sollevare da un turbine di vento profumato. al seguito della carrozza imperiale. "Quanti sono? Come li avete ottenuti?" chiese l'imperatore." "Ricordatevi che Guanyin si è impegnata con il Buddha a concludere andata e ritorno in otto giorni. "Il maestro è diventato un buddha. ci chiesero una mancia. quando vide il cielo a occidente incendiarsi di riflessi colorati di buon augurio. i discepoli entrarono nella sala e Scimmiotto consegnò le scritture all'ufficiale di servizio. Taizong vi si recava puntualmente una volta l'anno. Fu così che fecero il loro ingresso a Chang'an. non trovò più il monaco cinese ai piedi della torre. maleducati!" replicò Porcellino ridendo. per filarcela con discrezione. possiamo compromettere l'essenziale. CAPITOLO 100 RITORNO E APOTEOSI OVE I CINQUE.' Dunque era al corrente delle pretese dei suoi rispettati discepoli. e state certi che non faremo ritardi indebiti. Fiamma perenne in lampade di giada. IN UNA SOLA TAPPA." Il reverendo si prosternò: "Il più anziano si chiama Scimmiotto. "Dov'è finita la mia buona fortuna?" esclamava Porcellino. caricarono il cavallo. Ora che sono diventato inappetente. Sabbioso tirò il cavallo e Scimmiotto prese per mano il maestro. Temo che. non ricevevo più di dieci inviti per volta. Il corteo sfilò fino all'ingresso del palazzo imperiale. gli è andato incontro e lo accompagna in città. in breve tempo giunsero in vista della capitale Chang'an. se ci lasciamo invischiare da questa gente. fu affidata una missione Con le dovute credenziali. e divorare qualche diecina di grandi pani. "Quand'ero di buon appetito. Si è convertito grazie alle esortazioni di Guanyin. il Buddha ebbe la bontà di invitarci a pranzo e ordinò ad Ânanda e Kâsyapa di consegnarci le scritture." "Ma quale avidità. Tutto sommato sarà meglio che neppure il grande santo Scimmiotto e i suoi compagni scendano giù. Taizong lo aiutò a rialzarsi con le sue mani e gli chiese: "Chi sono quei tre?" "Sono i discepoli che ho ricevuto lungo il cammino. e spero di riuscirci anch'io. Ho ricevuto una scelta tratta da trentacinque diverse opere. un vento diabolico li disperse. Con corpo sano e forte Saluterai il sovrano. Fate voi un salto a consegnare le scritture al vostro sovrano. ma è un prezzo inadeguato. ascoltate il prossimo capitolo. Anni prima Al bonzo che officiava il grande rito Funebre. La gente diceva: "È ritornato l'uomo che era partito alla ricerca delle scritture." Tutti ringraziavano e si prosternavano." Porcellino e Sabbioso erano pronti. e si avviò a offrire la frutta e i cibi che aveva preparati. Inoltre non trascorreva giorno senza che qualcuno bruciasse incenso per impetrare protezione da pericoli." Si vestirono subito e uscirono dal convento. I sutra Sono stati concessi ai viaggiatori. Taizong e il suo seguito scesero dalla torre ad accoglierli: "Eccovi arrivato. Tripitaka fu introdotto. Ritorna e viene ricevuto a corte. il Signore di Diecimila anni. senza segno di scrittura. Quella mattina i monaci del Monastero di Vasta Benedizione di Chang'an constatarono sorpresi che i pini accanto all'ingresso rivolgevano le loro chiome a oriente. A questo punto. ci disse: 'Qualche anno dopo la mia partenza. lo trovarono pieno di folla. Sono già trascorsi più di quattro giorni. Tripitaka si installò in atteggiamento di meditazione ai piedi della torre. ma noi non l'avevamo preparata." "Non è un suggerimento pratico" obiettò Scimmiotto. e ordinò al servizio dei banchetti di aprire il padiglione orientale per prepararvi un grande festino di ringraziamento. fin dal sedicesimo anno aveva fatto costruire la torre Attesa delle Scritture al passo di Xi'an. persino il cavallo sembrava condividere i loro pensieri." "Sellate un cavallo della mia carrozza" ordinò l'imperatore agli ufficiali del seguito. guarigioni. che aveva accompagnato alla partenza il monaco Tripitaka tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù. Ci rivedremo domattina. Bruciaprofumi ardono senza sosta. ma la gente continuava ad affluire per invitarli. ma ci accorgemmo che erano rotoli bianchi. per assicurare numerosi discendenti. in totale sono 5048 rotoli: e questo sarà il canone. Quando ripartimmo con i sutra. CONSEGUENDO IL NIRVANA. caro fratello!" Tripitaka si inchinò fino a terra. "Come avranno fatto a deformarsi in quel modo? Durante la notte non ha nemmeno soffiato il vento. chi si mostra non è l'uomo vero. e ne fu profusamente ringraziato. terrete d'occhio i rami di questi pini.' E le parole del nostro maestro sono sante parole di un buddha. abbassarono la loro nuvola e presero terra accanto alla torre Attesa delle Scritture." La notte era già avanzata. mentre spirava una brezza profumata. RITORNANO NELLE TERRE DELL'EST E DIVENGONO VERI SANTI. detto il Novizio. "Quei buddha viventi ci sono sfuggiti!" Non restò loro che recare le offerte in cima alla torre e bruciare carta moneta. . Il Buddha lo aveva chiuso in un cofano di pietra sotto una catena di montagne. nel paese di Aolai nel continente orientale. con i suoi preziosi sutra davanti agli occhi." Taizong fu soddisfatto delle spiegazioni." Il bestione si mise in spalla il bilanciere. Quando sono arrivato da quelle parti. Il portone era chiuso. Abbiate la pazienza di aspettarci." Tripitaka lo ringraziò della condiscendenza e si mise in sella. ma non osarono avvicinarsi: si accontentarono di seguirlo a distanza. gli inviti non finiscono più. antico discepolo di Tripitaka. L'imperatore Taizong. che lo deve pur aiutare." "Noi non c'entriamo. Verso la terza veglia bisbigliò a Scimmiotto: "Come dice l'adagio: L'uomo vero non si mostra. qui sotto c'è la città di Chang'an. Dunque si alzarono senza fare rumore. il mio ritorno sarà prossimo. Fu festeggiato con un gran banchetto A cui partecipò tutta la corte Quel ritorno dall'Ovest. maestro. Si interrogarono e cercarono intorno smarriti. Porcellino e Sabbioso portavano i bagagli e reggevano le briglie del cavallo-drago." Ed esercitava la sua inappetenza a vuotare otto o nove piatti di verdure. mentre tutti dormono. quando si volgeranno a oriente. matrimoni o discendenza. Che spavento! Ritornai dal Buddha a implorarlo. al confine occidentale del nostro paese. Quando uscirono e si misero in cerca della strada verso l'est. mi toccò dare la ciotola d'oro che vostra maestà mi aveva regalato. "Siamo confusi da tante attestazioni di affetto" ripeteva Tripitaka.grazie alla benefica protezione delle vostre signorie. "e pregate mio fratello di montarlo. e non le condannava: per avere rotoli scritti. "Questo non significa che non penseremo a proteggere tutte le famiglie del villaggio." "Avete ragione. e compiuta la missione. I vajrapani si erano fermati in cielo e spiegavano a Tripitaka: "Santo monaco. Se poi non sapete come avvenne l'incontro con l'imperatore dei Tang." I monaci si affrettarono e videro il corteo imperiale. misero in spalla i bilancieri e si diressero verso l'uscita. Si era formata una lunga coda di persone che volevano offrire frutta e altri cibi. Poi Tripitaka fece trasmettere la richiesta di portare i sutra. Il grande santo lo seguiva roteando la sua sbarra cerchiata d'oro. all'alba. il mio giovane discepolo riuscì a raccoglierli. ma Scimmiotto lo aprì usando la magia che scioglie le catene. Compiuta la penosa distruzione Dei diavoli. per completare la cifra del canone. quando giunsero nel viale occidentale. gli otto vajrapani li chiamarono dal cielo: "Ehi. nella speranza che l'attesa si compisse. Quanto ai portatori di folgore e ai quattro pellegrini. per certi disordini che aveva provocato in paradiso cinquecento anni fa. Quando la gente raccolta nel santuario dei Chen si svegliò. perché i suoi abitanti sono furbi e ci riconoscerebbero subito. Non vi faremo ritardare. È originario della Grotta del Sipario Torrenziale sul Monte di Fiori e Frutti. è merito del cielo" commentò ridendo Scimmiotto. che sarà l'ultimo. Approfittiamo della notte." Uno di loro. Bisogna che provvediamo noi. Noi non possiamo scendere. in religione Consapevole del Vuoto. "ma vi prego: per questa sera basta così.

o gran distese d'acqua. o immense foreste. Anche il più stupido sa orientarsi davanti alle immagini. Voleva riordinare le argomentazioni in base a ciò che aveva appreso. Ha saputo superare ripide cime e passi pericolosi: devo molto alla sua forza. litchi e castagne d'acqua. e fine da non lasciarsi sfuggire il granello invisibile. di Jisai. La Legge scorre imbevuta di silenzio. oltre ai timbri delle prefetture di Fengxian. Perciò l'esame del cielo e l'osservazione della terra consentono agli ignoranti di comprenderne l'origine. Ma era così ardente nel perseguire la meta. La neve accumulata nelle albe fredde. mentre i saggi raramente ne penetrano le combinazioni." Il reverendo era allegro e soddisfatto. Teneri navoni." Taizong li elogiò senza riserve e domandò: "A conti fatti. Porcellino. sagittarie. Benedetta dai sutra conseguiti. Presto se ne andarono a dormire. Glutine di grano con foglie tenere di cedrela. La sua saggezza supera le relazioni umane. Il Novizio interpellò Guanyin e seppe che si trattava del figlio del drago dei mari occidentali. nel ritorno la maggior parte dei sutra. radici pepate. per salvare uomini e animali dai tre cammini della perdizione. ed è uno specialista nella traversata di corsi d'acqua.' Commentò sorridendo: "Che lungo viaggio! Ormai siamo nell'anno ventisettesimo. Quanto al cavallo. cessò di rischiarare il chiliocosmo. Dalla luce del Buddha rischiarata.l'ho liberato. presentate a sua maestà i nostri documenti. un rozzo discorso che non è ancora stato messo per iscritto. il maestro della Legge Xuanzang." Tripitaka tornò a ringraziare sua maestà di tutte le sue bontà e fece segno ai tre di seguirlo. la trasmissione dell'errore e l'arte della magia. Le scritture del Buddha si dividono in Grande e Piccolo Veicolo. e che un giorno dopo l'altro ci trovavamo davanti montagne. sui monti Fuling.Discepoli. Quanto più difficile è la Via del Buddha. attraversa senza età migliaia di kalpa. Ha dovuto percorrere mille leghe di montagne e di fiumi." E dettò quanto segue(21): Sappiamo che i due princìpi creano le immagini che si manifestano fra il cielo che ricopre e la terra che regge. per insegnare la retta via a chi venisse dopo di lui. di Bhiksu. Tripitaka rientrò nel Monastero di Vasta Benedizione. del Gallo Nero. allontanandolo dal mondo. anche lui era stato preparato da Guanyin. Ha trasceso le impurità dei sei sensi con un volo così alto da spanderne lontano il profumo. il documento fu restituito. di Cammello Leone. Il nostro monaco. grani di melone. Quando l'ho incontrato. Ma quando Egli raggiunse il nirvana e l'ombra si stese su di lui. È degna l'assemblea di Tang e Yu. ancor prima che la dottrina si diffondesse in parole. e ho potuto assumerlo grazie all'aiuto del Novizio. pinoli. si resero conto che il grande impero della Cina non aveva uguali: Le porte sono parate di ricami dai vivi colori. mentre si installava nella cella del superiore. nocciole. tuffarvisi senza dubbi e confusioni? L'eminente dottrina è nata nelle terre dell'Ovest." "Ma certo. Fin dall'infanzia ha esercitato la sua attenzione e la sua intelligenza." "Quel cavallo fu divorato da un drago al Torrente del Dolore dell'Aquila. Non si finirebbe mai di descrivere le mille ghiottonerie per cui il grande impero della Cina si differenzia dai barbari dell'Ovest. che non hanno smesso di crescere fino ai nostri giorni. i vini densi. era una creatura malefica del Fiume delle Sabbie Mobili. L'imperatore Taizong sedette al centro. nel Parco delle Gazzelle e sul . convertito da Guanyin. detto Otto Divieti. per soccorrere ogni specie di esseri e dominare i dieci orienti! Ineguagliati sono l'efficacia del suo prestigio e la forza dei suoi poteri. giuggiole dello Shandong. Yuhua e Come l'Oro. L'ottenimento della Via aveva spento la loro aggressività. Non muore e non nasce. Si eseguirono canti e danze solenni. L'insegnamento verbale che di lui era rimasto fu diffuso per guidare gli esseri lungo le dieci tappe della salvezza. che esalta il vuoto. Oso sperare che vostra maestà vorrà essere indulgente. il suolo è coperto di tappeti rossi. fettine di zucca alla senape. "Sono senz'altro scusati. i tè profumati e tanti insoliti sapori." "Come mai?" si stupì Taizong. Invano quattro volte otto magnifici ritratti riprodussero i suoi lineamenti. Sanno stare a tavola?" "Vostra maestà consideri che appartengono al ceto dei mostri di campagna: non hanno familiarità con le finezze della sacra corte cinese. malva al miele. non fece baccano per avere riso o tè. le tempeste di sabbia. semi di loto. viene dalla Grotta della Passerella di Nuvole. che pure sono la sostanza di cielo e terra. dove i monaci lo accolsero prosternandosi: "Maestro. Ha portato i bagagli per tutto il viaggio. Alla fine dell'esame. bianca e nera. Scimmiotto e Sabbioso erano addirittura gravi e riservati. Quando entrarono nella sala del banchetto. Per quattordici anni ha percorso l'universo occidentale nella sua ricerca della giusta dottrina. Partì con il suo bastone di viaggio per solo compagno. olive di Cina. In quegli antichi tempi. Ti chini su di lei: dove sarà la sua sorgente? Come potrebbero i mortali. Nell'andata ha portato me. quando i segni erano precisi e la gente vi poneva attenzione. Prosperità è assicurata per sempre. in religione Consapevole delle Proprie Capacità. anche lui aveva i suoi trascorsi. Ha visitato i luoghi sacri(23) . Le tazze sono d'ambra. di Distruzione della Legge. essa porta con sé mille benedizioni. questa volta. ginkgo del sud. il mondo cambiò. Abbiamo pensato qualche parola di debole ringraziamento. che illumina i territori dell'Est e vi riversa l'onda della compassione. Ha raggiunto la corte dei Han mediante un sogno splendente(22). sciocchi e rozzi. So che sono trascorsi quattordici inverni e quattordici estati. . Porcellino. che inglobano yin e yang. Cielo e terra. Quando l'ufficiale di servizio annunciò che il pranzo era servito. o turbinante nella tormenta. essa è grande da contenere l'universo. il suo spirito sonda l'informe. Fu allora che divenne necessario diffondere le sue sottili parole. uva gigante. mele verdi. orecchiette avvolte in formaggio di soia. La giornata trascorse piacevolmente. E le frutta sono ancor più varie e ricercate delle verdure: palline e frittelle di cachi secchi. vari tipi di felci in polvere. sfidare pioggia e gelo. anche il più sapiente può ingannarsi nelle cose invisibili. è capo e guida della scuola buddista. Spingeva i suoi pensieri alla porta dei misteri. gli uomini si volgevano alla virtù e sapevano onorarla. splendidi funghi dolci. colocasie candite. Non vi sono brezza fra i pini o riflesso di luna sull'acqua paragonabili alla purezza della sua persona. sul Monte del Serpente Acciambellato. in religione Consapevole della Purezza. esse sono i contenitori della vita. prugne e corbezzole: non mancava niente. Dove i segni si mostravano. filigranate d'oro e incastonate di giada. mostra il buio e domina il silenzio. sfidando i remoti pericoli. gli avranno oscurato il cielo. Al cader della sera tutti resero grazie all'imperatore e si ritirarono. espungere il falso e convalidare il vero. sono difficili da penetrare perché non si vedono. Il terzo discepolo si chiama Sabbioso. attraversare fumo e nebbia. anche se hanno ben chiaro lo yin e conoscono a fondo lo yang. faceva il mostro nel villaggio dei Gao. il maestro. Devo molto alla sua protezione. Piatti d'oro giallo. tenere radici di loto." Taizong spiegò il passaporto e lesse: 'Rilasciato tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù. che le prove più dure gli sembravano lievi. e la pusa lo aveva convinto a riscattarli e a rifarsi una vita servendomi in qualità di cavalcatura. l'imperatore scese dal trono e prese Tripitaka per mano: "Non mi pare che i vostri discepoli siano molto pratici di etichetta. Nascosta o manifesta." Guardò con curiosità i sigilli dei paesi degli Elefanti Sacri. nei pomeriggi afosi. la doratura delle statue nascose il suo vero volto. nel Tibet. di Carrolento. con l'azione segreta del freddo e del caldo. di Viola Porpora. Yin e yang. marroni di Xuanzhou. non avevamo dimenticato le vostre parole. Mentre le quattro stagioni. Quando i rami dei pini si sono volti a oriente. Inoltre ci sono: la legge. così grande e gravida di conseguenze che è impossibile ricompensarla adeguatamente. io confesso di non aver tenuto il conto. vi siamo corsi incontro. e invitati a partecipare al banchetto nel padiglione orientale. È cresciuto in purezza intellettuale e ha praticato la condotta che richiede quattro specie di pazienza. alghe finissime. né rugiada di immortali o luminosità di perla che irraggino la sua luce. non è quello che mi aveva donato vostra maestà. gli avrà nascosto la strada. noci di torreya. vassoi di germogli di bambù allo zenzero. pere testa di lepre. ed è giunto precocemente a comprendere la triplice vacuità. frutti della sabbia. i discepoli e i mandarini civili e militari presero posto secondo il rango a sinistra e a destra. Rifletteva desolandosi delle deformazioni che la giusta Legge subiva. È una Via segreta che cristallizza i misteri: chi la segue non ne conosce i confini. del Paese delle Donne dei Liang dell'Ovest. Intensi e rari profumi salgono da piatti ricercati. L'indomani Taizong tenne udienza e dichiarò: "Abbiamo trascorso una notte insonne. quale distanza avete dovuto coprire?" "Guanyin diceva che si trattava di cento ottomila li. Lo detteremo al funzionario di servizio del segretariato imperiale. non me la prenderò" rispose Taizong sorridendo. Si aggiungano i pasticcini al miele e al burro. ciotole di giada bianca con disegni scolpiti. trasformano ogni cosa pur senza manifestarsi in modo visibile. a pensare all'impresa di nostro fratello. Abbiamo attraversato molti regni: vi mostrerò i loro visti sul passaporto. Perciò il cuore e lo spirito lo spingevano verso un pio viaggio nei puri territori d'Occidente. "Ha lo stesso aspetto. deplorando gli errori che si trovavano anche nei testi meglio recensiti. le coppe di cristallo. sono facili da capire perché si manifestano per immagini. attraversando tutti quei paesi stranieri.

" "Ma come!" brontolò Porcellino. ha esplorato sublimi meraviglie e penetrato reconditi misteri. fratello" rispose sorridendo Taizong. gli ammiratori della nostra dottrina sono tanti. Il Buddha ordinò a un rivelatore di portare il cavallo dietro la vetta del Monte degli Avvoltoi. con la profondissima potenza della Legge. seguitemi" ordinò il reverendo. al termine della prova voluta dal Cielo. Il reverendo posò il sutra che teneva in mano e dall'alto del pulpito salì dritto al nono cielo. dentro il palazzo e fuori. Il palazzo non è un posto adatto. Non merito davvero i vostri elogi e la pena che vi date per ringraziarmi." Il reverendo si prosternò e andò avanti con i ringraziamenti. Quanto ai classici esoterici. ti avevo immobilizzato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. e con ciò avevi spregiato il mio eminente insegnamento della Legge. e anche il cavallo manifestò la debita gratitudine per i favori accordati. Non si contano i paesi che ha percorso. Il titolo è: Prefazione alla santa dottrina. Monaci eminenti vennero incaricati di celebrare una grande cerimonia dell'acqua e della terra nel Monastero dell'Oca Selvatica. e a ogni cerimonia portano molte offerte. "Loro diventano dei buddha. converrà che ne faccia preparare delle copie. Taizong disse: "I nostri talenti valgono meno delle belle tavolette di giada su cui sono espressi." Gli interessati si fecero avanti per essere investiti delle loro nuove funzioni. "Consapevole del Vuoto. le nostre parole non sono adatte per iscriverle su bronzo e pietra." I quattro pellegrini si prosternarono. Perché il cinnamomo che cresce sulla rupe produca fiori. quanto il cielo e la terra. Persino le inconsapevoli piante raggiungono il bene accumulando il bene." Questo fu il testo composto dall'imperatore Taizong. hai acquistato meriti trasportando il santo monaco. La sua mente ha offerto campo aperto alla Via dei tre veicoli e dei sei comandamenti. Hai acquistato meriti assoggettando lungo la strada diavoli e creature malefiche. da maneggiare con precauzione. perché consegnassero i sutra. Perché io devo fare lo spazzino?" "Per riempire la tua gran bocca e il tuo grosso ventre" rispose il Buddha. l'ho pensato stanotte per esprimervi la mia gratitudine. Il carro imperiale si mosse verso la Pagoda dell'Oca Selvatica. Per i meriti che hai ottenuto portando pesanti fardelli. Il reverendo lesse e ricominciò a ringraziare: "Lo stile di vostra maestà è elevato come nei tempi antichi. Quando la dettatura ebbe termine. peccavi mangiando esseri umani. Finite le cerimonie. I vajrapani introdussero maestro e discepoli e riferirono al Beato: "In conformità dei vostri ordini. Davanti alla composizione imperiale sulla santa dottrina." "Seguiremo le vostre istruzioni. da tradurre e diffondere in Cina. si prosternarono e corsero a diffonderne copie. scarabocchi d'inchiostro su tavolette d'oro. al lago Trasformazione del Drago. che si trova premesso al sutra del Cuore. Se i sutra sono giunti nell'Est è anche merito tuo. "Consapevole delle Proprie Capacità. Ti conferisco il giusto frutto del posto di cavallo-drago celeste. sarai una delle otto creature eccezionali. ora che siamo colleghi . A ripensarci con un po' di modestia. L'uomo ne è responsabile con i suoi atti. ci confessiamo ignoranti. gli occorrono nubi e rugiada. Infatti il loto si attiene a ciò che è puro e pulito. Di che cosa ti lamenti? "Consapevole della Purezza. dopo aver scrupolosamente conservato la nostra fede e aver acquistato i più alti meriti con la tua cerca delle autentiche scritture. il cielo si squarciò e vi apparvero gli otto giganteschi portatori di folgore: "Reverendo. per un totale di 5048 rotoli. Ma in quel momento si diffuse nell'aria un intenso profumo. Intanto gli otto vajrapani avevano ricondotto i pellegrini e il cavallo sul Monte degli Avvoltoi. Ordinò dunque che la Foresta dei documenti e l'ufficio delle redazioni procedessero alla copiatura." Taizong si rivolse agli ufficiali di servizio: "Qual'è il più impeccabile monastero di Chang'an?" Il grande letterato Xiao Yu fece un passo avanti e rispose: "Il monastero della Pagoda dell'Oca Selvatica. Ha il merito insuperabile di avere portato le nubi della compassione dall'estremità dell'Occidente a bagnare con la pioggia della legge questo angolo sperduto d'Oriente. l'argomento è sottile e profondo." Taizong ordinò: "Prendete dunque qualche rotolo dei sutra autentici e accompagnatemi alla Pagoda dell'Oca Selvatica. che era fortemente lacunosa. Le terre dell'Est di loro serbano I sutra riportati. e non si lascia toccare da ciò che è sudicio. malgrado il tuo spirito limitato e una sensualità che non sei mai riuscito a dominare completamente. la sporcizia della palude non contamina le foglie del loto che vi cresce. ma i sutra che ha riportato sono in numero finito. Per esserti permesso confidenze con la fata della luna ed esserti ubriacato alla Festa delle Pesche d'Immortalità. Bisognerà conservare gli originali come tesori. Caduto nel Fiume delle Sabbie Mobili. ma non so se vi piacerà. in modo da liberare i dannati dalle loro sofferenze e diffondere per l'universo il beneficio ricevuto. Questo testo dettato di getto è proprio maldestro. ma dopo la tua felice conversione alla nostra Legge e adesione alla comunità. in tempo per rispettare il termine assegnato di otto giorni.Picco degli Avvoltoi ha contemplato esotiche bellezze. mentre il bene è fattore di ascesa. "nella tua vita anteriore tu fosti il mio secondo discepolo Cicala d'Oro. in salvo sull'altra sponda." "Caro fratello. La tua vera anima fu bandita in una reincarnazione nelle terre dell'Est perché eri stato disattento. Copie dei testi furono diffuse in tutto l'impero. per recitare i sutra autentici del grande canone. hai difeso in qualche modo la forma umana e alla fine sei passato alla nostra eminente dottrina. La santa dottrina. provo vergogna. la pelle si coprì di scaglie dorate. proteggendo il santo monaco." A questo punto il Buddha si rivolse al cavallo bianco: "Tu sei figlio del re drago Aojun del mare occidentale. Era stato preparato un alto pulpito per la predicazione. Mi sono rallegrato della tua applicazione a contenere il male ed espandere il bene. e si attorceva alla colonna Omaggio agli Splendori del Cielo che si trova all'ingresso del monastero. tu fosti Generale delle Cortine Arrotolate e fosti bandito nel mondo di Sotto per aver rotto una coppa di cristallo. avevi provocato gravi disordini nei palazzi del Cielo e io. al mondo." "Discepoli. ma poi ti sei felicemente convertito alla nostra dottrina e l'hai conservata con sincero rispetto. Per fortuna. "Maestà" rispose il reverendo. "Devi considerare che. tutte quelle buone cose spetteranno a te. frammenti di tegole in una foresta di perle. Taizong e il suo seguito si prosternarono e pregarono. hai meritato il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino buddha della Vittoria in Battaglia. Il tuo attaccamento alla nostra dottrina ti vale il giusto frutto di un'alta promozione: io ti nomino Candana buddha Pieno di Meriti e di Virtù. fu convocato il santo monaco. "Non ci recitereste qualcuna delle autentiche scritture?" suggerì l'imperatore. vengono ricondotti Fra gli eletti. "Santo monaco" dichiarò solennemente il Buddha. "queste cose si devono fare in luogo consacrato. Ha ricevuto le ultime parole dei santi di altri tempi e la dottrina autentica dei saggi più eminenti. Ammiraglio dei Canneti Celesti. Ora ritorni felicemente. E. a maggior ragione coloro che godono delle relazioni umane. Il reverendo attendeva alla porta per poter ricominciare i suoi ringraziamenti. Mentre i buddha lodavano l'eminente Legge del Beato. Taizong lo fece pregare di salire accanto a lui e gli porse lo scritto. è restaurata. ti conferisco il giusto frutto di una promozione al posto di Delegato alla Pulizia degli Altari. seguito dai mandarini che portavano rispettosamente fasci di sutra. Bisogna tener presente che la caduta è determinata dall'accumularsi di cause malvagie. Prego nostro fratello di venire con noi a leggerci le scritture. i mandarini presenti si congratularono. I meriti che hai conseguito scalando montagne e guidando il cavallo ti valgono il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino arhat dal Corpo Dorato. Ma vorrei sapere come si intitola. Ha ottenuto complessivamente trentacinque opere capitali del Grande Veicolo. fosti condannato a reincarnarti nel mondo di Sotto nel corpo di un maiale. Questo raggio d'oro trarrà tutti. tu eri una divinità acquatica. Ti sei reso colpevole di empietà disubbidendo a tuo padre. attraverso acque torbide e agitate. una barba d'argento ornò il suo mento e le guance. La moltitudine peccatrice ritrova la buona fortuna: un'acqua redentrice spegne l'incendio che bruciava la casa e salva l'umanità smarrita. Entrato nella comunità monastica. abbiamo scortato il santo monaco e i suoi compagni nel paese dei Tang. bando alle prediche! Posate i sutra! È ora di partire!" I tre discepoli e il cavallo già cominciavano a innalzarsi. Nonostante i numerosi peccati commessi quando vivevi nella Grotta della Passerella di Nuvole dei Monti Fuling. Per la fedeltà che hai dimostrato da un capo all'altro del viaggio. Quando entrò eseguì con molta concentrazione il rituale delle prosternazioni. Stabilì inoltre che a est della città si erigesse un nuovo Monastero delle Copie. Le divinità della montagna santa si erano raccolte davanti al Buddha per udirlo predicare. Ottenuti quei sutra in capo a dure prove Dopo quattordici anni di viaggio ad Occidente. Vi rendiamo quindi l'ordine ricevuto in lettere d'oro. ti sei convertito alla dottrina buddista. Riempiendo il Chiliocosmo. Un'aura di buon augurio lo avvolse mentre saliva in alto sfoderando i lunghi artigli delle quattro zampe. L'intero contenuto di cento cofani di canoni scorre dalle sue labbra come un vasto fiume. Possano quei benefici estendersi e durare a lungo. Il cavallo vi s'immerse e mutò forma: sul capo gli spuntarono corna di drago. Dopo tanto soffrire sopra le aspre montagne Ed acquisiti nove volte nove gran meriti. e spargere all'infinito i loro benefici come il sole e la luna. Scimmiotto si rivolse al monaco cinese: "Maestro. rivolto a Taizong: "Se vostra maestà vorrà diffondere le scritture. Non saranno lieti di perseguire la felicità mediante fattori felici? Possano le autentiche scritture diffondersi. hai protetto il santo monaco. su cui il reverendo salì.

Svâgata buddha." (Zhong Y ong. le piccole parole discutono di futilità. Punyapuspa buddha. Namo buddha dello splendore del sole e della luna. per diventare immortale. tudi. il cerchio è scomparso: non poteva certo rimanerti incrostato sulla testa. Namo pusa dal vasto potere. Rinnòvati. Namo buddha dello splendore della pace del mondo. Namo buddha di meriti. Nubi iridate intorno al Picco degli Avvoltoi. il buddha della Battaglia. Namo buddha Poliuna. (8) Tre schiocchi di frusta invitavano gli astanti al silenzio e segnalavano l'apertura dell'udienza. a tutti i pusa e mahâsattva: Mahâprajnâ-pâramita!" Così finisce la storia del viaggio a Occidente." L'idea sottostante è taoista: una buona igiene sessuale richiede che un uomo "si nutra dello yin" del maggior numero possibile di donne. Namo buddha dello splendore della virtù dell'oro. nuvole di buon augurio si accumulano sopra il mondo della gioia assoluta. e finì affogato. Maitreya buddha. Lepri nere vanno e vengono. Namo eminenti pusa. (9) In effetti. II. non penserete mica di continuare a farmi portare il cerchio d'oro. Namo buddha re del cristallo splendente. riunione fra nubi e venti di draghi e tigri. l'anguilla nuota insieme al pesce. Sughosa buddha. non sarebbe la regola. Namo rispettato buddha Mile. Mille fiori. la piccola sapienza distingue. Namo buddha dei meriti e virtù del legno di sandalo. il gufo e il corvo trovano gustosi i topi: chi di questi quattro conosce il giusto gusto? Lo scimmione ha per femmina la scimmia. E così i vani nomi dei demoni. Possa rinascere nel paese della suprema felicità e porre fine alle reincarnazioni. Samantabhadra bodhisattva. i pretesti della carità e della giustizia e le strade dell'affermazione e della negazione sono confusamente mescolate e imbrogliate. Namo buddha dello splendore dei talenti. Vyûharâja buddha. (4) I versi sono intessuti di riferimenti al gioco del domino cinese. A tutti i buddha dei tre mondi e dei dieci orienti. II. Namo buddha Vairocana. prugni di ogni colore. protettori. Namo buddha dello splendore di grande compassione. Namo buddha di buon vagabondaggio. Mañjusrî bodhisattva. Namo pusa di eminente posizione. Vogliano così i buddha di tutti i mondi acconsentire a ornare la pura terra del Buddha di meriti e virtù. Nâgarâja buddha. (5) "Se l'uomo dorme nel bagnato si prende il mal di reni e resta mezzo paralizzato: è così anche per l'anguilla? Se si trova su un albero vi sta tremante e titubante: è così anche per la scimmia? Chi di questi tre conosce la giusta dimora? L'uomo mangia gli animali erbivori e granivori. Namo buddha re della potenza della compassione. (7) Il giovane letterato Wei aveva un appuntamento galante sotto il ponte. Namo buddha Emituo. Namo buddha re della forza della grande sapienza. Namo buddha di luce preziosa. Candanapunya buddha.ma al vederle i pesci si tuffavano nel fondo. NOTE: (1) La traduzione italiana si permette di occidentalizzare il testo. Manidhvaja buddha. recitava in coro: "Namo buddha che accende la lampada dell'antico passato. Il buddha Candana. fiori e frutti. fin dall'VIII secolo. 1). Namo pusa della legge senza limiti. doppio dodici. Namo buddha del passato. la dama di corte Mao e la concubina Li erano ammirate dagli uomini . ma anche i piaceri dell'amore. se si potesse derogare. Possa chi ne è testimone scoprire la bodhi nel loro cuore e nel loro spirito.. Avalokitesvara bodhisattva. Namo buddha re vincitore della Legge. Namo buddha di pura gioia. Amitâyus buddha. bhiksu. il nome è Shangguan. Dipamkara buddha. Namo buddha capo dei saggi e dei buoni." "Non portarmi rancore. Buddha Sâkyamuni. Il tempo passava invano e. Namo tutti i pusa dell'oceano di purezza. Namo buddha che conduce alla verità del nirvâna. (13) "Volevate diventare maestri fra gli uomini e avete sollevato queste complicazioni con i leoni". L'invariabile mezzo. Namo pusa Puxian. Ogni verso originale si riferisce a una combinazione del gioco (ordine del cielo. Alto su ogni pericolo. Gli elementi Ricadono nel vuoto e nel silenzio. Namo buddha dei chiari talenti. divinità di grotte e di montagne. sono i caratteri con cui si iniziano di solito gli esercizi di scrittura. Namo buddha del meraviglioso suono. (11) "Nemmeno per un momento è consentito derogare alla regola delle nostre azioni." Scimmiotto si palpò la testa: il cerchio non c'era più. serpenti si annodano. Namo buddha che manifesta l'assenza di ignoranza." (Zhuangzi. Namo buddha dello splendore del mare d'oro. A quei tempi eri difficile da maneggiare. upâsaka e upâsikâ. cipressi azzurri e bambù smeraldini. mille frutti che rivaleggiano in fascino e bellezza sotto un cielo coperto da brume di buon augurio. Namo buddha Naluoyan. il cervo s'unisce alla cerva. Namo buddha della bandiera di gioielli. Namo buddha del sacro stendardo. La folla. Ratnaprabhâsa buddha. Tocca e verifica. arhat. Namo buddha di meriti e virtù. maestro dei medici. Si spargono Ovunque i sutra sulla terra. dall'estuario fluviale. Ratnadhvaja-râja buddha. presente e futuro. Namo buddha della luce universale. Namo buddha del perlaceo splendore del sole e della luna. i tremila rivelatori. (6) "Voi che amate se": colore. (14) . I cinque Di non-dualità giungono in vetta. Namo santi pusa del vajra di diamante. Maestro e leone sono omofoni in cinese: shi. dodici undici dieci. il cervo mangia l'erba. Nârâyana buddha. dèi del giorno e della notte. upâsika e upâsâka. Namo buddha vincitore di saggezza. Maitrîbala-râja buddha. Namo tutti i pusa della gioia ultima del Paradiso dell'Ovest. Amithâba buddha. Namo buddha dello splendore del legno di sandalo. Candraprabha buddha. Namo buddha della chiarezza delle virtù del mare. Varuna buddha. pesche che maturano da diecimila anni. due sette due. Namo eminenti pusa. bisognava pure adottare qualche mezzo speciale per tenerti sotto controllo. funzionario superiore. il Delegato alla Pulizia e l'arhat dal corpo d'oro si godevano il giusto frutto. Namo buddha e pusa dell'assemblea del Lago di Loto. Unito ai quattro stati. guardiani. Namo pusa Wenshu. Fiori straordinari delle otto festività. (2) L'espressione "andare al paradiso dell'Ovest" significa "morire". Namo buddha vittorioso in battaglia. con una ragazza poco puntuale. I draghi d'oro dormono in luogo appartato. Namo buddha re vittorioso della bandiera di sapienza. Fenici verdi e rosse svolazzano allegre. Namo buddha della lampada che contempla il mondo. e io lo farò a pezzi perché quella vecchia pusa maligna non sia tentata di usarlo per giocare brutti tiri a qualcun'altro. Bhaisajyavaidûrya-prabhâsa-râja buddha. (3) "La Grande Sapienza tutto abbraccia. Come posso conoscerne la classificazione?" (Zhuangzi. 15). Namo pusa Guanyin. talenti e virtù. Mahâsthâma bodhisattva. 10). La realtà torna in polvere. Sumeruprabhâsa buddha. la tigre di giada riposa. O magari vi piacerebbe ripetere l'incantesimo per stringerlo? Mi farete il piacere di recitare la formula che lo apre. Namo buddha del prezioso splendore della luna. il centopiedi trova gustosi i serpentelli. Namo buddha onorevole re drago. riconoscenti alla quadruplice grazia del mondo di Sopra e in soccorso di coloro che soffrono nei tre cammini. ma si trattenga dall'eiaculare. Ha raggiunto Candana il Gran Risveglio. affluiva l'acqua della marea. che in realtà dice: ". Namo pusa delegato alla pulizia degli altari. arhat dal corpo d'oro e otto gioielli. rivelatori. il cavallodrago aveva raggiunto il nirvana. Questo e altri lieviti taoisti nel discorsetto buddista di Tripitaka. festa delle lanterne. grandi dèi.lo mostrerò al re nel suo vero aspetto per indurlo a coltivare il suo corpo allargando i desideri. i cinquecento arhat. le grandi parole compongono i contrari. (10) Porcellino dice il vero. maestri e immortali che avevano ottenuto la Via. (12) Nei versi di Tao Qian (365-427) il villaggio della fonte dei Fior di Pesco è una piccola comunità fuori dal mondo. gli uccelli volavano in alto e i cervi fuggivano di corsa: chi di questi quattro conosce la giusta bellezza sotto il cielo? A mio modo di vedere. Namo buddha di vasta dignità. Il giovanotto non seppe decidersi in tempo a rinunciare all'attesa. Mahâprajñâbala-râja buddha. e così via). Namo buddha dello splendore del Sumeru. Namo buddha della bandiera di luce perpetua. Namo pusa. Ora che sei buddha. pini alteri e antichi ginepri. Dharmajaya-râja buddha. santi monaci.buddha. a mani giunte. Namo buddha del lume della torcia di sapienza. Namo pusa. Namo buddha del progresso del bene. Namo buddha di longevità senza limiti. drago celeste che appartiene alle otto creature eccezionali. perché lo sperma serve a lui.. Gibboni neri e cervi bianchi scorrazzano a piacimento. divini frutti delle quattro stagioni. tartarughe strisciano. Namo buddha saggio dei Sâkya. Namo buddha dell'indistruttibile diamante. bhiksu. I cinque presero il loro posto fra gli infiniti convenuti ad ascoltare la predica del Buddha: buddha e pusa.

Interpella i suoi ministri. (19) Furono tutti e quattro mandarini-modello di epoca Han. nella sua biografia del maestro. o illuminazione. Sîtâ. (21) L'inserto che segue è storico. Taizong scrisse questo testo nel 648. un discepolo di Tripitaka. (16) È sempre Anâthapindada. e sotto il Creativo. che ascende. L'esagramma Pi. Sono adattati ai fatti del romanzo gli anni di assenza (ridotti da 17 a 14) e le opere riportate dall'India (ridotte da 657 a 35). La coppia di esagrammi descrive anche il ritmo lunare (capitolo XXXVI). che qualificavano ad affrontare i veri esami da mandarino. si compone di tre linee spezzate sotto le quali vi sono tre linee piene: sopra il Ricettivo.L'esagramma Tai. la Pace. yang. Il testo fu riportato da Hui Li. essi gli riportano il Sutra dei 42 articoli. . Sono i due alberi di sâla sotto i quali il Buddha ebbe il risveglio. È l'esagramma della primavera. che tende a scendere. Invia emissari in occidente in cerca di maggiori informazioni. Abbiamo incontrato l'esagramma Tai in una nota del capitolo precedente. sotto tre linee spezzate (il Ricettivo). benché scritta in tutt'altro modo. (23) "Il doppio albero e le otto acque". Sarasvatî. e gli otto fiumi dell'India (Gange. (22) La prima menzione del buddismo in Cina si trova nella storia dei Han posteriori. ma una serie di canzoni sulle parole: bella riunione di gioiosa unione. L'inizio (dal basso) con tre linee piene significa yang. Mahî e Hiranyavatî). (20) Sessantaquattro. Indo. L'imperatore Ming (58-75) sogna una divinità d'oro che vola. (18) Due "talenti distinti". il Ristagno. (17) In questo caso l'omissione non riguarda una descrizione a oltranza. Gli ovini si indicano con una parola dello stesso suono. Oxo. che è probabilmente il più antico testo buddista cinese pervenutoci. Yamuna. per felicitare Xuanzang della traduzione del Y ogâcârabhûmi sâstra. Al tempo dei Tang l'espressione designava una categoria di esami mandarinali e i candidati che li superavano. è il suo opposto: sopra tre linee piene (il Creativo). (15) "Il Tai diventa Pi". In seguito servì a indicare esami preliminari. e Fu Yi gli parla del Buddha.

il re drago dei mari occidentali. Allora Tripitaka riprese fiato. spandere polvere. affinché adempia il voto di trasportare il maestro che va a presentare i suoi omaggi al Buddha.CAPITOLO 23 ARTI DI SEDUZIONE DI UNA VEDOVA IN CUI TRIPITAKA NON DIMENTICA LA SUA NATURA DI BUDDHA. e certe perle erano andate distrutte. Suo padre lo accusò di aver mancato di pietà filiale e lui fu condannato a morte: gli salvò la vita la pusa Guanyin. Vanno tacendo le ultime cicale. hai torto di prendertela con me. Il tuo vecchio Porcellino pena tutti i giorni sotto questi pesi. Se non fai il tuo lavoro. Ciascuno ha le sue prove e i suoi meriti. Poi c'è il bastone pastorale. Aveva provocato un incendio in una sala del palazzo. dove troveremo un riparo per la notte?" "Maestro" replicò Scimmiotto. Frena il ronzino senza usar la frusta! Madre del legno. c'è una regola da rispettare. padre del metallo. "ecco che si fa tardi. Non si può entrare senza permesso. guardando in alto. dove prendevi quello che ti faceva comodo e davi se ne avevi voglia. sceso da cavallo. Tu fai il discepolo elegante del signor maestro. a mani vuote. Succedendosi i giorni e le notti. invertire il corso del fiume. Capì che doveva trattarsi di trasformazioni soprannaturali predisposte da buddha e immortali. Stormi di oche selvatiche punteggiano In lunghe file lo spazio infinito. Sulle colonne laccate d'oro erano appesi cartoncini scarlatti che recavano distici per l'anno nuovo. Sabbioso teneva il cavallo. guardate là" invitò Tripitaka. Alte sale delimitano i nitidi Muri a calce. roba da proteggere Dalla pioggia. Il tutto appoggia Su una pertica alquanto scivolosa. e non badi ai poveri cristi che ti portano le valigie. Aspettarono un pezzo. bestione mio" replicò Scimmiotto. so io quante salite abbiamo fatto. sollevare sabbia. non sono fatti tuoi. alzò gli zoccoli e schizzò via come il lampo. e dobbiamo evitare qualsiasi comportamento criticabile. andiamo a chiedere ospitalità. maestro?" "Maledetta scimmia. e per quanto mi riguarda. ti ho visto! Sei stato tu a spaventare il cavallo. sarebbe un segno di solidarietà fraterna fra condiscepoli. ha i titoli di cavallo-drago e di terzo principe. con le arie che ti dài. Dobbiamo pur trovare un posto per ristorarci e riprendere le energie: è la sola cosa sensata da fare. ma Tripitaka lo trattenne: "No! Siamo monaci. arrivò ansimante brontolando: "Non ne posso più! Ho la pancia vuota e la schiena rotta. Ho già un carico troppo pesante. A che ci serve un riparo per la notte?" "Fratellone" protestò Porcellino." Scimmiotto. Si apron del loto i ventagli venati. Non sei mica più con i Gao. Perciò l'ho fatto andare più svelto." Scimmiotto si mosse per entrare. Il maestro. produrre nebbia. "ho sentito raccontare che. sapete. Nevican petali di fior di pesco Nell'ampia corte a primavera. levato le corna e ritirato la collana di perle per trasformarlo in cavallo. entrò a esplorare: vide una grande sala a tre campate. dopo aver compreso la verità dell'essenza delle cose." "Via." Il bravo Scimmiotto scosse la sua sbarra cerchiata d'oro. che ha un bel peso. per timore di essere battuto. più bestione di me. e gli chiederemo rispettosamente asilo. in ferro Damaschinato in bronzo. gli si abbandonò aggrappandosi alla criniera. vive d'aria pura e di acqua fresca. Rimase per parecchio tempo ad aspettare il maestro al Torrente del Dolore dell'Aquila. che aveva dovuto affrettare il passo sulle orme del cavallo. Donna gialla e neonato vanno insieme." "Fratello" riprese Porcellino. Poi aggiungi le coperte Di feltro. "devi pur rendertene conto: tu te ne vai in giro come un ballerino. Chi è nel vero coi denti spezza il ferro: Così pervieni a perfetta saggezza. Non me ne ricordo nemmeno. Il cavallo. con pilastri dipinti e travi scolpite." "Be'. Aspettiamo che qualcuno si faccia vedere. In serena e maestosa architettura. che non aveva la forza di trattenerlo. Ecco: Aceri rossi dominano i colli. È ben lunga la via per l'Occidente. Tripitaka si sedette su un tamburo di pietra. Il maestro. come: Esile salice dondola i rami Sul ponte sottile la sera. In altre parole. che non riesco a portare. secondo gli antichi. signore. ma si guardò bene dallo svelare i celesti disegni e si accontentò di rispondere: "Va bene. dorme sotto la luna su un guanciale di brina: dappertutto è a casa sua. Da quando abbiamo attraversato il Fiume delle Sabbie Mobili. senza chiedere il parere di nessuno. come mai quello lì cammina così piano?" "Perché. avanzavano sulla strada maestra dell'Ovest. "c'è una residenza dove potremmo chiedere di pernottare. Scimmiotto e Sabbioso si appoggiarono al parapetto della terrazza." Il bestione. Per fortuna sono riuscito a conservare l'equilibrio." "Maestro. per il gusto di umiliare la gente. Adesso sei nella comunità monastica. Gli si potrebbe mettere in groppa qualcosa di più. questo capitolo mostra che la strada della ricerca delle scritture è di quelle che richiedono alla persona di consacrarsi interamente all'essenziale. I quattro pellegrini. "Ma con chi stai parlando?" "Parlo con voi." Porcellino andò a legare il cavallo e si accasciò sull'erba. Ma allora. ma io ci sto solo a fare il facchino. La pusa gli ha tolto le scaglie. QUANDO QUATTRO SANTITÀ METTONO ALLA PROVA LO SPIRITO DI MEDITAZIONE. rivolta a sud. Non si può fare altro. tu e Sabbioso dei bagagli e del cavallo. perdendosi nella contemplazione dei fiori selvatici e delle immense distese d'erba. Scimmiotto finì per spazientirsi e. criticava il cavallo perché camminava troppo piano. "Discepoli miei" disse Tripitaka. alzò gli occhi e vide magnifici edifici all'ombra di un boschetto di pini: Fronde di cedri incornician le porte Degli edifici in cima al colle azzurro. vide che la torre d'ingresso era decorata da spirali di loto e da trombe d'elefante. anche l'autunno volgeva al termine. Il cavallo però è grande e grosso. "vi sbagliate. Stridono lamentose cavallette. con alti tendaggi." "Discepoli. e per di più mi fate correre a perdifiato dietro al cavallo. esaminava la scena quando il discepolo Consapevole del Vuoto lo raggiunse: "Non sarete mica cascato dal cavallo." "Ma tu fa un po' il conto: Quattro stuoie di giunco ed otto corde Più o meno lunghe. vuoi vederlo correre? Ti servo subito. Benché alle estremità abbia aggiunto un chiodo. tre o quattro. che può scavalcare montagne con un salto. finché in cima al pendio il cavallo rallentò l'andatura. come gli altri fanno il loro. notò che gli edifici erano sovrastati da una cappa di brume di buon augurio. tu e io. il drago sa soffiare nuvole. ai piedi del muro di cinta." "Ma è proprio un drago?" intervenne Sabbioso. io non la tocco più da un pezzo. E per finire la cappa di giunco. Non vi è essere vivente Nella pace d'autunno. "non prendere quel tono di rimprovero. Mentre camminavano. venne la sera. Siepi di crisantemi decorate Dalla brina." "Bestione!" disse Scimmiotto mettendosi a ridere. La gente come noi." "Non vorrai mica trattarlo da cavallo! Guarda che non è un quadrupede qualsiasi: è il figlio di Aojun. "Si capisce. producendo nell'aria mille scie colorate. Quando la brina fa cadere i fiori. Attraversarono innumerevoli colline azzurre e acque verdi. appoggiato alla sella. Io mi occupo del maestro. Superati gli ostacoli. che rappresentava paesaggi di montagne di longevità e mari di felicità. Globi d'oro ricoprono l'arancio. "È colpa di Porcellino. e porta solo un vecchio monaco non tanto grasso. Sopra la porta pieghevole era appeso un dipinto di formato orizzontale. ma tu lo sai quanto pesa questa roba?" "Fratellino." "Non incominciamo a minacciare violenze. Figuriamoci se tu porteresti pesi. ma nessuno comparve. sconvolgere il mare. . Non allentar le briglie della scimmia." Tripitaka. non prendetevela" disse Scimmiotto sorridendo. siete voi che la portate. tutte con un bel carico sulle spalle. che ha lasciato la sua famiglia. le pene e le privazioni da sopportare fanno l'orgoglio del bravo discepolo." "Fratello. Tra pini alteri e bambù variegati. dal ponte le orchidee Rosso sangue ricadono sull'acqua. mentre Porcellino posò il carico e osservò: "È una casa di gente ricca. avevano spezzato le illusorie catene di polvere e varcato le sabbie mobili dell'oceano della natura che era in loro. finirai per rimediare qualche scapaccione.

Perciò ci siamo presi la libertà di accostarci alla pia dimora della nostra rispettabile donatrice. e voi mi rispondete cercando di ferirmi." "È vero. il mio defunto marito aveva tre anni più di me" precisò la vedova. ad ascoltare quant'erano ricche e quant'erano belle. ha sedici anni. C'è una poesia che ne parla: Abiti nuovi in seta indossi a primavera. Quando viene l'autunno. Amata. e ci vorremmo sposare con mariti che vengano a stabilirsi qui. sanno recitare poemi e comporre distici. e che vantaggio ci può essere a restare in famiglia?" replicò Tripitaka. s'intimidì e fece appello a Scimmiotto: "Che ne dici. "più di trentamila mu di altre terre agricole. una per una. che lana di bigello. La donna andò loro incontro per accoglierli. sotto un velo di garza nera.Al centro era collocato un tavolino nero di lacca opaca. mille capi di bufali gialli. Dopo gli scambi di cortesie. Di fronte all'Arca d'Oro. il periodo di lutto si è compiuto appunto quest'anno. ci pregano di entrare!" Tripitaka si decise ad avventurarsi all'interno. "posso permettermi di informarmi sul vostro nome e sul vostro paese?" "Vi trovate nel continente Godâniya. Porcellino la squadrava dalla testa ai piedi a occhi socchiusi. Scimmiotto stava appunto sbirciando qua e là. bevi vino novello. trattenuti da un pettine d'avorio con smalti vermigli e smeraldo. Perché incatenarsi così ostinatamente alla legge del Buddha?" Tripitaka. C'è un'altra poesia per descrivere anche quelli: Serve una volontà più forte del comune Per abbatter la casa dell'amore e dell'odio. Va bene. l'ultima. Vi chiederete com'era abbigliata: Vestiva un abito di broccato tessuto in ramia. acquisiti i tuoi meriti. ed ereditammo il loro patrimonio: centinaia di migliaia di filze di sapeche. nutrire e tenere uniti i figli" replicò Tripitaka. Chiuse gli occhi per calmare i battiti del cuore e restò in silenzio. e quello del suo defunto marito Noncè(2). accompagnato da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. Sin da piccole hanno imparato a leggere i classici confuciani. Il nome della famiglia della vostra umile serva è Mentì(1). maestro: vi fa nientemeno che una dichiarazione! Perché non state attento? Alle domande bisogna rispondere!" Tripitaka alzò bruscamente il capo e gettò un grido roco. "La mia prima si chiama Sincerità e ha vent'anni. che siano in tutto degne di voi. reverendo. per divenire i padroni della nostra umile dimora. una quantità innumerevole di maiali e di pecore. ma non so ancora che cosa ne pensiate. siamo quattro. E. Mi vorrei risposare. fratello" replicò Porcellino. alla vita era serrata una gonna di broccato ricamata in giallo zampa d'oca. Nessuna è fidanzata. Nessun disturbo esterno più muove le tue labbra E l'essere si trova in perfetto equilibrio. Dovrebbe essere un'occasione attraente per Otto Divieti. la bellezza naturale del suo incarnato conservava il fascino della giovinezza. Vedendoli tutti insieme. e sopra un bolero rosa. quando udì rumor di passi dalla porta che dava verso l'interno e vide apparire una signora di una certa età che gli chiese con voce musicale: "Chi siete? Siete entrato non invitato nella casa di una vedova. Il destino non ci concesse figli maschi: ho avuto solo tre figlie. La vostra visita. Porcellino. un'estensione non minore di foresta. li fece sedere e li pregò di attendere il tè. dove vi attendono bellezze ornate da due file di spille d'oro. rilassatevi un po'. si sentiva venire tali pruriti che non riusciva a star fermo: si contorceva sulla sedia come se avesse le natiche punte da spilli. Le otto feste ti recano ciascuna le sue gioie. che reggeva un antico brucia profumi di bronzo in forma di animale fantastico. la dama prese a due mani le tazze. facendomi perdere il marito. "Io sono nata all'ora del gallo. signora." "Se . Una notte di nozze fra piumini di seta È molto più gradevole che vagar per le strade. in mancanza di fratelli maschi. distribuiva i capelli in due chignon bicolori a forma di drago acciambellato. e io vi racconterò i vantaggi che ci sono a restare in famiglia. fateli entrare." "Poverini. hanno ricevuto anche una cultura da maschi. assumendo un atteggiamento contrito. reverendi. "Ma perché poi si dovrebbe rinunciare a qualsiasi famiglia?" "Cara signora. Strani frutti sprigionano misteriosa fragranza. di seta per dieci. Rimboccando le larghe maniche di seta dai colori cangianti. in nido morbido. la seconda Amore e ha diciott'anni. Basta che vi rilassiate. cappelli di foglie di bambù. "Via. Disponiamo ai quattro orienti di una settantina di granai con le loro aie per la trebbiatura. vi abbandoniate alla dolce vita. Quest'anno compio quarantacinque anni. mandrie di cavalli e di muli. Mendicare e levare preghiere ad Amitâbha. ma per fortuna le mie figlie non sono male. con qualcosa del ranocchio infradiciato: stralunava gli occhi." "L'umile monaco che sono" rispose Scimmiotto preso alla sprovvista. Una piccola cameriera con le crocchie di capelli ricadenti comparve discreta da dietro un paravento." "Ehi. agio e voluttà. con aria di intenditore. vi lasciate crescere i capelli. Benché vivano fra i monti. per scoprire dita sottili come le più delicate cipolline primaverili. raddoppiò la sua amabilità e li invitò a entrare nella sala di ricevimento. Non c'è nessun lavoro femminile. Mi troverete brutta. in cui non siano esperte. né se acconsentireste. Non è meglio che penare e faticare tanto per seguire la strada dell'Ovest?" Tripitaka restava inebetito. sembrava sul punto di traboccare per terra. signori. Ai lati i capelli erano fissati da due spille d'oro rosso. madre e figlie. fatto i vostri voti. "Nobile donatrice" chiese Tripitaka giungendo le mani. godrete di ogni lusso. e non volete ritornare indietro. dagli orecchini pendevano varie file di perle. "viene dal paese dei grandi Tang dell'Est e ha la missione di recarsi a ovest per sollecitare le scritture dal Buddha." "Fin da ragazzo. Ma mi accontenterei di acquisire per genero uno dei vostri discepoli. che fece dare un passo indietro a Porcellino: "Bestia maledetta! Noi siamo gente che ha abbandonato la sua famiglia: sarebbe insensato che ci facessimo attirare dalla ricchezza o commuovere dalla bellezza. sandali di paglia. Siamo quattro persone e stavamo attraversando questa nobile regione al cader della sera. lo scosse ed esclamò: "La signora vi sta parlando. sono sempre stato goffo in queste cose. "Ma sembra che ignoriate i vantaggi della nostra vita di monaci vaganti. non se ne parli più. il povero Tripitaka sembrava un epilettico paralizzato dal fulmine. Da due anni la sventura mi ha colpito di nuovo. prato e frutteto. Le bande vaporose volavano come ali di fenice. Anche noi. Cogli di ogni stagione i diletti che porta. diecine di migliaia di arpenti di terreni fertili. "non facciamo scherzi! Sarebbe un argomento da esplorare meglio. L'acconciatura alla moda di corte. Avemmo la sfortuna di perdere i miei suoceri quando eravamo molto giovani. "Abbiamo più di trecento mu di terre irrigue" riprese la vedova. si avvicinò a Tripitaka. per onorare ciascuno e offrirgli il tè. onori e ricchezze: ed è certo una buona cosa avere di che vestire. Ai quattro angoli delle pareti erano appesi quattro pannelli che rappresentavano le stagioni. dell'Ovest. poverini!" esclamò la vedova sorridendo. voi avete ricevuto i vostri comandamenti. color verde mandarino." Scimmiotto si mise a gridare a squarciagola: "Maestro. in famiglia voi godete di lusso. dal ricamo alla sartoria. È meglio che nutrirsi Del sangue altrui e marcire nelle spoglie di carne. vedendola in collera. Se acconsentite. se accettate di entrare come mariti nella nostra umile dimora. ma è difficile abbandonare tante ricchezze. Con altri più leggeri contempli i loti in fiore. a mutare i vostri piani e rinunciare ai vostri voti. Mi sembra una coincidenza davvero fortunata. muto come un sasso. con calzature fiorite dai tacchi alti. ti ubriachi a tuo piacere. Ritorni alla tua patria." A queste parole Tripitaka si finse sordo e muto. Io vi proponevo sinceramente di entrare nella nostra famiglia e di condividere i nostri beni." A questa risposta la vedova andò in collera: "Questo monaco screanzato mi manca di rispetto! Vi direi tutto quello che penso. viene al momento giusto. se non veniste da tanto lontano. recando tazze di giada bianca su un vassoio d'oro: Si spande il caldo vapore del tè profumato. sono persone fini. Consapevole del Vuoto? Potresti restare qui. per sollecitare l'ospitalità per una notte. il terzo giorno della terza luna dell'anno del porco. Credo proprio. Alla fine non ne poté più. Questo ingente patrimonio ci è stato lasciato invano: non abbiamo altri parenti. e poi oro argento che non riuscireste mai a spendere tutto nel corso di una vita intera. oltre a onorarmi. L'inverno. Non parliamo poi della freschezza primaverile celata dietro le nostre cortine di broccato. Senza cipria né belletto. Abbiamo scorte di granaglie per otto o nove anni. Recàti a limpidezza la natura e lo spirito." "Reverendo" rispose la donna con un sorriso di buona accoglienza "dove sono gli altri tre? Vi prego. con la ciotola delle elemosine in mano?" Impietrito al posto d'onore. C'erano sei poltrone. Poi ordinò di preparare un pranzo vegetariano. Non sono più comodi da indossare broccati e sete. maestro e discepoli.

Adesso che ci ha sbattuto la porta in faccia. io farò da testimone e Sabbioso da mezzana. giade e spilloni dorati. può restare Consapevole della Purezza. Voi restate qui. signora mamma. ma non andare a stuzzicarlo. "restate qui voi." "D'accordo. portavo il cavallo a pascolare" fece il bestione abbandonando le redini e accostandosi con una riverenza. Certo.nessuno dei due è d'accordo. "Sarebbe un po' confuso: avrei abbandonato il secolo per ritornarci subito dopo. con il bel risultato che perdiamo le occasioni." "Se tu sei così bravo in casa." "Maestro." "Bestione. ma la madre si accostò alla porta." La donna. il nostro secondo fratello è stato sposato?" si meravigliò Sabbioso. Reti di fiori d'oro i corpi avvolgono Che emanano gli aromi più squisiti. gli gridava e lo spingeva a destra e a manca senza lasciarlo in pace. noi possiamo anche passare la notte al freddo. avrei ripudiato una moglie solo per impalmarne un'altra. Chang'e discesa in terra dalla luna! Tripitaka teneva la testa bassa e le mani giunte. nel villaggio del vecchio Gao. balle!" brontolò Porcellino. ma poteva andare per le proposte matrimoniali" fece Scimmiotto. Non hanno fatto altro che punzecchiare me. Non commetterò mai la perfidia che mi suggerite. presenta al maestro i tuoi rispetti e adempi i tuoi doveri di genero. come la passiamo la notte. Sincerità. la signora il suo ruolo ce l'ha. Fiori e gioielli Ne adornano le grazie. davanti alla porta posteriore della residenza. Restò lì zitto. È inutile stare a consultare l'almanacco. Dài bestione. né mia madre. od attraente La fatalona d'ovest." "Il posto non era adatto al pascolo. e adesso non vuol fare queste cose. Scimmiotto faceva finta di niente e Sabbioso volgeva loro addirittura la schiena. con la bocca imbronciata e le sopracciglia aggrottate. Spazzerò il pavimento quando occorre E drenerò il fossato. Lo dice anche il proverbio che il bonzo è un fantasma affamato. Chi trova bella la donna di Chu. Guardatele: Gli occhi sono truccati con aloni Azzurrini. Non sospettava che Scimmiotto avesse sentito tutto. ma invece di farlo brucare." Ed entrò in casa chiudendosi la porta alle spalle. tra effluvi profumati e tintinnio di giade. fatele ritirare. lo slegò e se ne andò di furia. si ridurrà pelle e ossa. "tienilo pure d'occhio. E poi quel povero cavallo non può stare così." "Va bene. "La voglia ce l'avete anche voi." "Hai un bel dire" obiettò Porcellino. mentre . ma accidenti se sono utilizzabile!" "Utilizzabile come?" "Io D'aspetto sono brutto." "Perché dovrei chiedere il suo consenso? Non è mio padre. Amore e Amata salutarono i pellegrini in cerca delle scritture. quel vostro maestro. Se non ci sono ostacoli. Pupattola in confronto. penso a convocarla." "Non prendermi in giro!" replicò Porcellino. "È un bel pignolo. riprese la propria forma e si presentò a Tripitaka: "Consapevole delle Proprie Capacità riconduce il cavallo alla briglia. Le aggiungerò quanti piani vorrai. ritorna al mestiere di genero! Chiedilo per favore. Facciamo tante storie e recitiamo la commedia. la porta si aprì e vennero avanti un paio di lanterne rosse e un incensiere. Se passa la notte a digiuno. "Se acconsenti. A un tratto si udì un cigolio. tutto il suo sistema viscerale era impegnato a secernere concupiscenza. "che io vado a vedere che specie di pascolo va cercando il nostro amico. balbettò: "Grazie. "avete deciso chi di voi quattro sposerà una mia figlia?" "Ne abbiamo discusso" rispose Sabbioso. non è leale!" protestò Sabbioso. con i suoi regolamenti monacali. non avremo una goccia d'acqua per il tè e nessuno ci accenderà il fuoco. lasciando sul posto le lanterne in garza di seta. Son gli arpenti a migliaia. Questa sera. può darsi che le mie figlie non ti trovino una bellezza. che farà comodo a tutti noi. in Tibet. Pieno di imbarazzo. non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. e disse: "Suocera." "Consapevole del Vuoto" raccomandò Tripitaka. le tre bellezze scivolarono come ombre all'interno. non è possibile! Non farò mai una cosa simile. noi e loro. è meglio avere un genero come te che non avere nessuno. Da allora. Piccolo o grande. ritorna a parlarne con il tuo maestro. voltò le spalle e scomparve dietro il paravento. di esservi data la pena di mostrarci questi esseri celesti. Le labbra semiaperte sono rosse Come ciliege. ma lui domani dovrà camminare tutto il giorno con un uomo in groppa. Troppo tardi! Sbrigati ad acconsentire e offrici il brindisi del festeggiamento: almeno ci guadagneremo qualcosa anche noi. Io invece sono brutto. in quella sala: mi facevano stare sulle spine. ho rispettato divieti e comandamenti mentre vi aspettavo." "Riflettere su cosa?" intervenne Scimmiotto. ma tu cerchi di mettere in imbarazzo me solo. per passare una buona serata? Quanto a risponderle di sì o di no. che potrebbero Espugnare città. solo a parlarne. ha tutte le voglie del mondo." Scimmiotto scoppiò a ridere e gli raccontò il colloquio fra Porcellino e la dama con tutti i particolari. constatato che uno dopo l'altro cercavano pretesti per rifiutare. Questi volò in casa. il monaco cinese: lui sì che è bello. Qui vide la vedova e le tre figlie che si divertivano a contemplare i crisantemi. che mi troviate le orecchie troppo grandi e il grugno troppo lungo?" "Personalmente non mi sembra un problema. Il bestione aveva portato il cavallo sul prato. poi voi mi avete accettato e mi avete dato i vostri insegnamenti. "Bisogna che ci riflettiamo insieme. Tripitaka non sapeva se dargli credito. si udì il rumore della porta che si chiudeva. se si intasa. Ricche le acconciature dei capelli. stavano in piedi. introducete vostro genero. "Quante cose non sai!" disse Scimmiotto. e ci sarà un bel banchetto di nozze." Il grande santo uscì dalla sala. e poi. Non compariva più nessuno. per caso. volgaruccia? Queste son fate venute dal Cielo. per esempio. fine ed elegante. alla sua mogliettina. ho l'impressione che ci abbia ripensato spesso." Il bestione si disponeva a farsi trascinare dentro. figuriamoci un po'! Cos'altro vuoi riflettere? Il maestro farà da padre dello sposo. "Ti sei già messo d'accordo alla porta posteriore. per piacere. che vado a far pascolare quel povero animale." "Ma non si fa così. non ha avuto altra scelta che di abbandonare la moglie. e le cinture Fan risaltar le forme delicate. Porcellino. che ardeva d'impazienza. come per caso. sarebbe dipeso soltanto da me e da voi: avremmo potuto pensarci domattina. l'hai persino chiamata mamma. signora. con una scossa si trasformò in una libellula rossa e se la filò attraverso il portale per raggiungere Porcellino. farsi bonzo e seguire il maestro nell'Ovest. "L'hai fatto pascolare?" chiese Tripitaka. "La pusa mi ha convertito. "Toccherà a Porcellino divenire vostro genero. dici tu? Non servono né i bovi né l'aratro. fammi un bel salamelecco. prima che abbia avuto modo di acquistare il minimo merito. lo provoco io. come oserei desiderare queste ricchezze estranee? Io voglio a tutti i costi arrivare al Paradiso dell'Ovest. a testa bassa e collo torto. Ma lavorare so come una bestia. Per ordine della pusa e perché lo avevo catturato. "L'erba non era granché. ti prenderò come genero. se la prese con il monaco cinese: "Maestro." "Lo terrà alla briglia perché non si perda. La mia difficoltà sarebbe questa: non è. accanto alla cenere fredda del forno?" "Secondo discepolo" suggerì Sabbioso." "Non fare il provocatore! Bisogna pensarci su. Ma Porcellino sgranava gli occhi. Con i soldi che ha la famiglia. Con perle. Non sarebbe un affare migliore entrare come genero nella mia famiglia. "Dove va. A queste parole il bestione capì che sapevano tutto. Ogni provvedimento utile in casa. in modo da cavarle almeno qualche cosa da mettere sotto i denti. "Sabbioso. resta a fare compagnia al maestro" disse Scimmiotto." Il bestione si accostò al cavallo. Aspetta che ne parli alle mie figlie. Maestro e discepoli si videro abbandonati. io passo la spugna e ti assolvo. Porcellino riportò davanti alla casa il cavallo. Dài. Dopo nemmeno due mesi che sono con voi." "Pensare cosa?" intervenne Scimmiotto. E vedrai le sementi come rendono! Se occorre pioggia. Se occorre vento. "non se la sentono di prendersi questa responsabilità. ed erano proprio carine. finché non lo ebbe spinto. Tu ritorni laico e tutti saremo contenti. dovreste spiegare alle vostre amate figlie che un uomo non si sceglie con questo criterio. Alla vista di Porcellino. la sposa ti porterà un corredo con i fiocchi. Qualunque decisione appartiene a me solo. il nostro giovane reverendo?" "Signora. che non aveva avuto modo di pascolare. Mi basteranno i muscoli e il rastrello. Se la casa ti sembra troppo bassa. smettila di far commedie! L'ha trattata da mamma. signora. che mendicare per tutta la strada dell'Ovest?" "Il fatto è che non osano disubbidire all'ordine sovrano del monarca dei Tang" rispose sorridendo Porcellino." "Balle. eppure è completamente inutilizzabile. vi prego." "Signora e cara mamma. Un momento dopo ricomparve il bestione e legò il cavallo. "Dunque ditemi" fece la madre. l'una accanto all'altra. Pensate al nostro maestro. Fan fremere i cuori Le bellezze smaglianti." "Come. non lo nego. "Era genero del capofamiglia dei Gao. non ho trovato un posto adatto. a far da genero. Che cosa vi sarebbe costato farle qualche moina e restare più nel vago. non siete proprio stato furbo a risponderle in modo così secco e maleducato. Visi primaverili sotto il lieve Velo di cipria. senza cibo né bevanda. come ali di farfalla. Vorrei vedere chi non le ha. gli deve venire l'acquolina in bocca. non dico di no. ma ora. il maestro e la dama faranno da genitori alla cerimonia." Le tre ragazze scomparvero dietro il paravento. dal momento che siamo senza capo famiglia. La signora conduceva le tre ragazze. Ad ogni loro passo Diffondono un profumo d'orchidea. io lo realizzerò." Prese una mano di Porcellino. una mano della vedova.

Sono pronta." "Ma che bel genero. smarrito. il nostro bel genero! A quest'ora sta ancora lì a gingillarsi e a farsi bello. ma se ti do la seconda." La futura suocera chiama: "Sincerità. perché sapeva benissimo com'erano andate le cose. Si vergognava molto." Il bestione sente tintinnare anelli e placchette di giada. Se ti do la più grande. Si ricordino questi versi. È proprio il caso di dirlo: Per tener la via retta ti occorre la prudenza.la padrona di casa ordinava a un giovane domestico: "Pulisci tavola e seggiole. che lo strizzarono spietatamente e gli inflissero un'intollerabile tortura. non ti pare che sia la voce di Consapevole delle Proprie Capacità?" chiese Tripitaka. "sei un genero molto pratico. io vi rivolgerò degli atti di rispetto. dietro urta in un muro di mattoni. con le loro travi scolpite e pilastri decorati. la testa gli gira. Io accompagno il signor genero nella sua stanza. E SCIMMIOTTO SOTTRAE FRUTTI DI GINSENG AL TEMPIO TAOISTA DELLE CINQUE FATTORIE. si indispettirà la più piccola. "Non dobbiamo indispettire nessuno. incominciamo?" Tutta la sala scintillava di candelieri d'argento. e tu sposerai quella che riuscirai ad afferrare tendendo le braccia. I servitori ubbidirono. mentre l'oriente si andava rischiarando. Non è pratico." "Che casa immensa!" esclamava Porcellino. le ragazze possono entrare. e tende le braccia per acchiapparne una. servi un pasto di magro e occupati dei miei tre parenti." Mentre Sabbioso arrotolava le coperte e rifaceva i bagagli. Porcellino ringraziò tutti prosternandosi fino a toccare il suolo con la fronte. Videro un biglietto che fremeva al vento." "Così è meglio. va. Perché non sia penosa la strada al negligente. Intanto le donne svanivano. andate piano! Non conosco la strada. "Fratello. Sabbioso lo andò a staccare e lo portò al maestro. Alla fine cadde seduto per terra. lascia perdere" tagliò corto Scimmiotto. superava una porta dopo l'altra. e ti cedono l'una all'altra con bello spirito di rinuncia. Ritorniamo a Tripitaka. "Caro genero" disse la vedova. Corre da tutte le parti. Quando aprirono gli occhi. Il reverendo. d'accordo? " La dama uscì dalla stanza e rientrò poco dopo tendendo una camicia a Porcellino. Scordando i desideri e la concupiscenza. magazzini. il Novizio e Sabbioso stavano cantando l'inno a tre voci. viene e gli sembra che ci siano moltissime ragazze a turbinare intorno a lui: ma nessuna si fa prendere. non ha tre mogli e quattro concubine? Io me la caverei bene anche con molte di più: fin da giovane. io le proverò. che suppongo siano ripartite durante la notte. Quanto a Porcellino. e sposerai la ragazza che ha cucito la camicia che ti andrà bene. il bestione si prosternava e pregava. fa proposte anche alla suocera. come se lo circondassero le fate. grazie al cielo. il fatto è che sono modeste. Amore. non siamo arrivati nemmeno alla cucina. "Questi sono soltanto granai. in numero incalcolabile. non avete idea di che cosa era avvenuto a quel bestione di Porcellino. Ma Otto Divieti invero non si sa distaccare: Occorrerà che trovi il modo di correggersi. Davanti inciampa in una soglia. Incespicando e urtando. Amata. e messo al palo della tortura. Il bestione si sfilò la sua tunica azzurra e infilò la camicia. Scimmiotto e Sabbioso. non credo che oserà ricominciare. si era tutto coperto di lividi. Scimmiotto slegò il cavallo e andò con Tripitaka alla ricerca del discepolo perduto. In realtà avevano passato la notte in una foresta di pini e di cedri." "Quale castigo?" s'inquietò Tripitaka. Si slancia a destra. annusa effluvi di muschio e di orchidea. ho detto di no! Avvolgi la testa in questo panno e nascondici la faccia: faremo una scelta a caso. "Andiamocene." "Giusto. Scimmiotto si fece avanti ridendo: "Eccolo. ho avuto un'alta scuola. il bestione propose: "Signora mamma. che vi lesse un inno in otto versi: Madre del Monte Li qui è venuta stanotte." "Non se ne parla nemmeno. venite qui che facciamo l'estrazione a sorte per questo matrimonio. Ma si copre la testa come un povero stupido. prendetemi voi. Se poi ti dessi la più piccola. Quando si fu ben coperto. quale figlia mi darete?" "È una bella domanda. Non so proprio come uscirne" rispose la futura suocera. al giorno d'oggi. che sa economizzare il tempo. prima di giungere agli appartamenti privati. "Ma non vedi dove abbiamo dormito?" insisteva Tripitaka. signora! In questo modo non riuscirò mai a prenderne una. signora. sposo tutte e tre le ragazze. "Mi chiedo dove quello scemo avrà ricevuto il suo castigo. fissato a un cedro antico alle loro spalle." Confuso e umiliato. Si capisce che. Da questa parte urta contro una colonna. E non sa che l'amore è una spada che uccide. posò i bagagli e si avvicinò per soccorrerlo e slegarlo." "Genero mio" rispose la suocera sollevandogli il velo. Camminò ancora per un bel pezzo. quando udirono grida provenienti dal folto del bosco: "Maestro. Le ragazze ti sfileranno davanti. basterà che tu lo faccia otto volte. E la suocera? E tua moglie? Mi pare che ti abbiano ben impacchettato. i tre pellegrini cenarono." A sentir parlare di pusa. dall'altra va a sbattere in un tramezzo di legno. Ma se. Quando ebbe finito. Come dice il poema: Il folle non comprende i motivi profondi. per semplificare la cerimonia?" "Va bene" fece la suocera ridendo. "non è che le mie figlie scivolino fra le mani. Soffriva dolori insopportabili e gemeva continuamente. stanze per la molitura e simili. se riesco a infilarmele tutte e tre. senza rispetto all'età! Le mie tre figlie sono molto brave: ciascuna ha cucito una camicia di broccato ornata di perle. dovrete pure ascoltare il seguito! CAPITOLO 24 UNA COPPIA DI RAGAZZINI IMMORTALI IN CUI L'EMINENTE IMMORTALE FA INTRATTENERE IL SUO VECCHIO AMICO SUL MONTE DELLA LONGEVITÀ. mentre Sabbioso esclamava: "Ci siamo imbattuti nei fantasmi. ansimando da non poterne più: "Ma queste ragazze mi scivolano fra le mani. sempre procedendo a tentoni e urtando da tutte le parti. non si regge più sulle gambe e barcolla come un ubriaco. credo che la maggiore si offenderebbe. distesero le coperte e si coricarono nella sala di ricevimento. Il monaco cinese ha abbandonato il mondo. Leviamolo dai guai e permettiamogli di seguirci. in fin dei conti. seguendo la suocera. Tripitaka giunse le mani e si inchinò rispettosamente. Non di sua iniziativa. Ma la gran precipitazione non mi ha lasciato il tempo di far venire l'astrologo. su invito di Guanyin E in buona compagnia con Puxian e Wenshu. invece di alzarsi per andare a ringraziare i parenti e a portare al maestro la buona novella." "So che quel bestione persevera nella sua stoltezza. ma ovunque afferra il vuoto." Il bestione si coprì la testa. secondo la volontà del Cielo. datemele tutte e tre: vi risparmierete polemiche e battibecchi che rovinerebbero la pace familiare. queste corde mi strangolano! Aiuto! Non lo farò più!" "Consapevole del Vuoto. Sedetevi al posto d'onore." "Nemmeno per sogno! Non vorrai accaparrarti da solo tutte e tre le mie figlie!" "Pensateci: chi. che serviranno da devozioni al cielo e alla terra. si mise a chiamare Scimmiotto. destinati allo scopo. "Mamma. Vi garantisco che le soddisferò tutte alla perfezione. e insieme a esprimervi la mia gratitudine. Accontentati di pregare il cielo. i nobili edifici e le alte sale erano scomparsi. la seconda si lagnerà. chiese: "Signora. "Non ci siamo poi trovati tanto male" replicò Scimmiotto. Se temete malcontenti. Scimmiotto si mise a ridere: "Non avrete mica creduto alle storie di quelle donne! Madre e figlie erano delle pusa venute da chissà dove. Porcellino serrò i denti e ammutolì. In forma di avvenenti fanciulle delle selve. "Certo che è lui" intervenne Sabbioso. "Dobbiamo inoltre considerare che la pusa ce lo aveva destinato. Portatemi queste camicie. ma è un cuore semplice. "ti ho invitato a entrare perché il tuo condiscepolo ha detto che non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. poi a sinistra. Sabbioso sentì compassione per lui. ci hanno fregato!" "Ma davvero?" fece Scimmiotto sorridendo sotto i baffi. ma ancor prima di averne annodato il laccio cadde a terra: il capo di vestiario era tutto pieno di cordine e funicelle. Quella casa era piena di soglie in cui inciampare e di stipiti in cui battere la testa. da cantare sull'aria della Luna sopra il fiume dell'Ovest: . di pregare all'altare degli antenati e di gettare il riso nella camera nuziale. Si diceva che i pellegrini si addentrarono nella foresta: non tardarono a scoprire il bestione legato a un albero. Tripitaka. dopo averci ospitato e aver dato una lezione a Porcellino Otto Divieti. Te le proverai." Diede disposizioni al cuoco per il pranzo di nozze dell'indomani. guidatemi per piacere" implorava Porcellino. Non segue i riti antichi. che già riemergevano dal sonno. e poi la forza per portare i bagagli ce l'ha" obiettò Tripitaka." "Se loro non mi vogliono. per le battaglie fra le lenzuola.

di fortuna!" sbottò a ridere Scimmiotto. Si alza il vento Dai profondi burroni e in movimento Mette soffici nubi [.] Avresti contemplato senza fine Scene ispirate al Tao ed alla virtù. ma di solito lo si chiamava con il soprannome di Signore Uguale al Mondo. produce ciò che si chiama cinabro trasmutato vegetale. "Nemmeno io vedo traccia di manifestazioni malefiche. La specialità del tempio era la produzione di un frutto meraviglioso. per prudenza. I suoi diletti conducono a morte. Gestisci il capitale con prudenza E senza sprechi. detto delle Cinque Fattorie. deve abitare qui un uomo nobile e buono." Infatti giunsero presto al portale. videro un'alta montagna che sbarrava il passaggio.. "Avevi riconosciuto i pusa?" chiese Scimmiotto. Sullo stagno le lunghe ombre degli alberi. vale quarantasettemila anni di longevità. escluso dal genere umano." "Naturalmente Tripitaka è un amico." "Siamo qui in tre. Possiamo percorrerlo passeggiando in tutta tranquillità. Prima di partire. "Se incominciaste il cammino nella prima giovinezza e continuaste fino all'estrema vecchiaia. niente di simile al bellissimo spettacolo che ci offre questa montagna. La montagna era magnifica: Alta montagna dai ripidi fianchi Che maestosa domina il paese: Le radici piantate nel Kunlun E la cima svettante nelle nuvole. Intanto i quattro pellegrini camminavano già sulla montagna.. per farlo bastare! Porcellino raccolse un pizzico di terra a mo' d'incenso. è un tempio taoista" concluse Tripitaka. Ne potete cogliere due. Feci la sua conoscenza cinquecento anni fa. che valeva più di un tesoro. avremo percorso la decima parte della distanza. ma è sempre meglio non fidarsi troppo: chissà che gente indisciplinata lo accompagna. È la superba cima uno spettacolo Di picchi aguzzi su cui corron nuvole. e poi riusciste a ricuperare la giovinezza. Perciò entrarono tutti insieme.L'amore è come una spada tagliente. "Siamo noi la Porta Misteriosa dell'Unità Suprema: perché dovremmo bazzicare bonzi?" "Non capite ancora queste cose. che matura in non meno di altri tremila anni: diciamo.] Vedi fiori sbocciare ed appassire. ci guadagna trecento sessant'anni di vita. Le gru candide andavano e venivano. seguirò il maestro fino al paese dell'Ovest. Dei quattro continenti dell'universo. Può darsi che dipenda dalla prossimità al Monastero del Colpo di Tuono. Tripitaka tirò le redini e posò il frustino.." "Consapevole del Vuoto. Perché non entriamo a vedere? E quando saremo sulla strada del ritorno." "A che distanza saremo dal Colpo di Tuono?" chiese Sabbioso. Puoi solo spendere. "Cento ottomila li. Il grande immortale aveva addestrato nel tempo moltissimi discepoli. Fra poco passerà di qui un mio amico: trattatelo gentilmente. Mi servì il tè con le sue mani. ancor prima che si separassero cielo e terra." "È un santo monaco al servizio dell'imperatore dei grandi Tang dell'Est. Mi sento proprio avvilito. il maestro raccomandò: "I miei frutti sono contati. scorsero torri e padiglioni che sbucavano da un boschetto di pini e di bambù. Ma se realizzate con determinazione e sincerità la percezione della vostra natura di buddha. Quel giorno il grande immortale del Primordiale Soggiogato era stato invitato dall'Imperatore di Giada nel palazzo celeste della Purezza Suprema. "Quanto a me. Arrivare a mangiarne uno." "Dici bene" approvò Scimmiotto. Quarantasei lo avevano accompagnato nel mondo superiore ad ascoltare il sermone. Tripitaka notò a sinistra dell'ingresso una stele con dieci grossi caratteri: TERRA BENEDETTA DEL MONTE DELLA LONGEVITÀ CIELO DELLA GROTTA DEL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE "In effetti. in un paesaggio così bello e perfetto può comunque abitare soltanto gente nobile e buona. non ci pensate. se fosse così. dove si vedeva Fresco e ombreggiato il pendio sotto i pini. e sopra la seconda porta videro il seguente distico di capodanno: . ne aveva ancora con sé quarantotto. Sentiero solitario fra i bambù. oppure frutto del ginseng. Dovessi rompermi le ossa e consumarmi le spalle sotto i carichi. L'aspetto è un po' strano: il frutto si presenta come un neonato con meno di tre giorni di vita. solo quello dell'Ovest." "Fratello maggiore" intervenne Sabbioso. Il fiore richiede tremila anni per sbocciare. Dolcissima fanciulla sedicenne Ti espone a più pericoli del diavolo. "Da quando sono partito per l'occidente ho attraversato molti paesaggi montuosi. nel corso di tremila anni si va formando il frutto. Il suo nome in religione era Maestro del Primordiale Soggiogato. mentre i figli del Buddha mi rivolgevano segni di rispetto." "Ben detto" approvò Tripitaka. sarebbe bello ritornare da queste parti. che erano tutti completamente veri e avevano conseguito il Tao. "Consapevole del Vuoto. Quel bonzo è la reincarnazione di Cicala d'Oro. davanti al vostro cavallo" replicò Scimmiotto. Leggendo i versi. "Discepoli" disse. "Tempio taoista o monastero buddista" rispose Scimmiotto. Vasta dimora di immortali e dèi. Salivano e scendevano i gibboni. il reverendo riprese il cammino. ti prego. un fanciullo che aveva appena compiuto mille duecento anni. "Ne abbiamo ancora molta. dopo aver esaminato i luoghi. e pregò rivolto allo spazio. mentre i due più giovani erano rimasti a casa: Vento Puro." Scimmiotto gli tese il biglietto. di che cosa si tratta?" chiese Tripitaka. non guadagnare. "Il nostro secondo fratello e condiscepolo ne ha avuta proprio tanta. Chi ha l'inaudita fortuna di annusare uno di questi frutti. quando la nuvola primordiale incominciava appena a prender forma. Sui ginepri si posano le gru In bianche piume. ben formato in ogni parte. per testimoniargli il mio affetto dei vecchi tempi. "Cari discepoli!" esclamò allegro Tripitaka dall'alto della sua cavalcatura. Dopo un bel po' che camminavano. ed i gibboni scuri Saltan fra i rami reggendosi a liane. il secondo discepolo del venerato Beato Buddha dell'Ovest. "a giudicare da com'è bello e fresco questo posto. Le tue risorse sono limitate. [. "anche se questa non è la regione del Colpo di Tuono." "Ma per quanti anni dovremo ancora camminare?" s'inquietò Porcellino. Potrete cogliere e offrirgli due frutti di ginseng." "Ma Confucio non diceva che non si consulta gente che segue un'altra via?(3)" obiettarono ridendo quei ragazzi leggeroni." "All'apertura del giardino" precisò Vento Puro "ce ne eravamo divisi due. a una festa Ullambana. Smontato da cavallo. prima che scenda il buio. può bastare per giungere al Monte degli Avvoltoi. "Ancora pochi passi. e solo in questo tempio. dovremmo incominciare a prepararci per incontrare con decoro e raccoglimento il Reverendo di tutti reverendi. saggi condiscepoli" rispose Scimmiotto. Dentro le fenditure cresce il muschio. e vi dedicate ogni pensiero in ogni istante: questo sì. ma quattro pusa son piovuti dal cielo nel suo letto!" "Non parlarne più. Il maestro aveva detto loro: "Non mi posso sottrarre all'invito della nostra eminente e venerata divinità celeste: voi resterete tutti e due a sorvegliare la casa. "Maestro" insisté Sabbioso. secondo te. in cui viveva un venerato immortale.. Sì e no. Il Novizio li guidò alla strada maestra. la sua origine risaliva all'inizio della separazione del caos. dicci invece quando possiamo arrivare" insisté Tripitaka. "Mi girava la testa da non reggermi in piedi. non di più. di strada da fare. discepoli. potrei andare e venire una cinquantina di volte in giornata. Perciò lo considero un amico. "A voi due soli potrebbe bastare una diecina di giorni. Non avrei potuto riconoscere nemmeno mio padre." In effetti il luogo si chiamava Monte della Longevità e vi si trovava un tempio taoista. Di sicuro è il paese di qualche santo o immortale. e lo sapremo di preciso. Non sarò mai più così sconsiderato. Alzando gli occhi. "Quale mostro può farvi paura?" Rassicurato. "Non uno. È il bonzo che si sta recando nel Paradiso dell'Ovest per salutare il Buddha e sollecitare le scritture. vedevo doppio. che dopo diecimila anni si può mangiare un frutto. Sul bosco verde chiaro si riflettono Raggi di sole e fanno evaporare Brume in lente volute. divenuti immortali a loro volta. e ciò si ripetesse mille volte: non credo che questo basterebbe per arrivare alla meta." I ragazzi promisero. ogni volta c'era almeno qualche elemento sinistro e minaccioso." "Chi è questo amico? Vogliate dircelo perché possiamo riconoscerlo e trattarlo adeguatamente." "Ora sei ragionevole" approvò Tripitaka." "Nemmeno per sogno!" rise Scimmiotto. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale secondo il Tao. Non ci permetteremo certo di sprecarli. con le sue quattro membra e cinque sensi. "attenti a quella montagna: temo che ospiti diavoli ed esseri malefici pronti a nuocere. Porcellino si sentì ancor più umiliato e pieno di vergogna. un ragazzo di mille trecentovent'anni. Bisogna che non ne sappiano niente. fra tutti noi." Queste parole convinsero i due giovani immortali a prendere sul serio le istruzioni ricevute. Ne restano ventotto. e l'immortale volò via verso il Cielo con tutta la classe. Ma il maestro? Lasciamo stare. e Chiaro di Luna. Il suo nome in religione è Tripitaka.

" Questo fu troppo per Scimmiotto. Quei ragazzi ne hanno offerto due al maestro. ma ci aveva anche messo in guardia contro i suoi servitori: in effetti sono molto rozzi." "Il vostro maestro dov'è?" inquisì Tripitaka." I due ragazzi chiesero licenza a Tripitaka e ritornarono nella propria camera. non trovai tante pretese nemmeno alla porta del signore Laozi. Ahimè. ma non sapevo come . Ma come mai non offrite culto ai tre puri. non aggredire. nessuno poteva competere con il vecchio Scimmiotto. "Cosa c'è da ridere. non abbiamo altro da offrirvi che questi due frutti. dicendo: "Reverendo maestro. No. ai suoi piedi. e me lo servite come un frutto commestibile. con le pareti completamente ricoperte di pannelli scolpiti. dove Vento Puro si arrampicò sull'albero per battere i frutti con il martelletto. orientata a sud." "Sono proprio io" rispose Tripitaka. "Ma voi come sapete il mio umile nome?" "Prima di partire il nostro maestro ci aveva raccomandato di venirvi incontro per strada. I ragazzi ne hanno approfittato per spassarsela. la sapete riconoscere la gente che incontrate? Ma lo sapete a chi state raccontando queste stronzate? E chi sarebbe questo famoso immortale dei castelli in aria. ecco tutto. vi preghiamo di scusarci. I fermagli alle cinture sono teste di dragone. Il nostro maestro ci aveva incaricato di offrirgli il ginseng per testimoniare la sua vecchia amicizia. benché il nostro maestro lo abbia messo lì per adularne l'amor proprio. non sapeva far nulla senza averne prima discusso con Scimmiotto. non è questione di riso. avrebbero dovuto offrirli a noi. prima che abbia tre giorni. Aria vispa. scemo? Ho cercato il Tao per cinquecento anni. prendendone nota. Casa taoista di età uguale al Cielo. E dove si trovano?" "Si trovano in questo posto. e già aveva ascoltato le loro battute sul martelletto e sul vassoio da cinabro. è partito. che esplose: "Voi. i musetti assai carini. Lo sai che in questo tempio c'è un tesoro?" "Che tesoro sarebbe?" "So come si chiama. Ma siccome era un balordo. e che facce patibolari! Per fortuna li ha allontanati. i nove luminari giovani colleghi e la divinità del Nuovo Anno. Voi glielo rapite. Il loro maestro non è nemmeno qui. Assaggiatene uno!" "Ma via! Chissà quanto avranno sofferto i genitori che lo hanno concepito e messo al mondo." Chiaro di Luna corse a preparare una tazza di tè profumato e venne a servirla al reverendo. è comunque un ospite di rango inferiore." "Mi prendi in giro. Vento Puro disse al condiscepolo: "Andiamo a raccogliere la frutta: dobbiamo ubbidire alle istruzioni del nostro maestro. restituendo il saluto. In effetti dopo un po' lo vide ritornare e legare il cavallo a un albero di sofora. Come potete pensare che mi disseti mangiando neonati?" "Questo bonzo" pensò Vento Puro "vive tutto nello spazio in cui combattono labbra e lingua. noi ne mendicheremo dell'altro nelle case che ci sono più in là lungo la strada. anche di questi caratteri." Lietamente sorpreso dall'accoglienza. Bevuto il tè. ho vagabondato ai quattro angoli dell'universo. non son gente qualsiasi. Perciò credette necessario intervenire: "Consapevole del Vuoto. esclamando: "Che c'è. Quando buttai per aria tutto il paradiso. li riceveva nel vassoio." "Lascia stare" intervenne Porcellino. Scimmiotto si piegava in due dalle risate. Ora li udì di nuovo che discutevano del monaco cinese. Che aspetto avevano? Lindi e puri fino all'osso. chi avrebbe immaginato il disastro imminente! Il fatto è che la loro camera era accanto alla cucina. non sa riconoscere questo tesoro eccezionale della nostra casa di immortalità. "in realtà non ci siamo ancora accertati che questo bonzo sia proprio l'amico del nostro maestro. perché prendersela con loro? Vai a far pascolare il cavallo.Residenza di eterna giovinezza. in testa portano due ciuffetti di capelli. Su un tavolino da incenso in lacca rossa riccamente decorato era posato un brucia profumi a forma di vasetto. mentre Chiaro di Luna. Tanto vanno svolazzando. "Non è in casa. "entriamo! Non si sa mai. Le scarpette lievi legano delle stringhe in vera seta. prese con la mano sinistra alcune bacchette d'incenso e le mise nel brucia profumi." "Mi confondete con le vostre squisite cortesie." I tre. solo il primo merita il nostro omaggio. Ma voi siete arrivato così presto. non li ho mai visti. Andarcene via appena arrivati sarebbe segno di una deplorevole mancanza di sentimento ecumenico. Rientrarono nella sala grande e li offrirono al monaco cinese: "Il nostro tempio delle Cinque Fattorie è sperduto in mezzo a montagne senza risorse. cinquecento anni fa. se ne andarono a svolgere i compiti assegnati. bestione. Vogliate accomodarvi all'interno. pieni in basso e traforati in alto. Fate come vi ho detto e lasciatemi qui a riposare un po'. Scimmiotto si stava dirigendo verso il retro. ripartiremo subito. esclamando: "Bontà divina! Eppure quest'anno il raccolto non è stato tanto cattivo da ridurci alla fame e al cannibalismo. No. Ma adesso trovo qui queste fighette taoiste." "Vieni dentro. e questo è quanto. "E anche tu. È criminoso!" "Scusate. suppongo. che forse potreste trovare dissetanti. Dopo mangiato. che non aveva riconosciuto i frutti di ginseng e li aveva costretti a portarli via per mangiarseli da soli. e accanto incenso della qualità più fine. Perciò non poterono far altro che sedersi sul bordo del letto e mangiarsela. Si rivolse quindi ai giovani immortali: "Il vostro tempio delle Cinque Fattorie è certo un grande centro di spiritualità nell'Ovest. e le maniche fan vento." "Li hai mai visti i frutti del ginseng?" "No. Intanto Sabbioso sorveglierà i bagagli. Vogliate sedervi. Non faceva più attenzione ai fornelli. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale. che ha invitato il vostro don Pisellone per predicargli sa il cacchio che cosa?" Tripitaka si spaventò." "Fratello" mormorò Vento Puro. In un momento. che son più brave di me ad acchiappare vento e tritarlo fino fino." "Come sarebbe a dire. Il monaco cinese si avvicinò. quando vide Porcellino che faceva segni disperati dalla finestra della cucina e gridava: "Vieni da questa parte!" Scimmiotto fece dietro front e si affacciò alla porta della cucina. Se fossero rimasti qui. La conversazione fece venire l'acquolina in bocca a Porcellino: "Quanto mi piacerebbe assaggiarli!" si diceva. mi han fatto venire una voglia! Vorrei sentire anch'io che sapore hanno. ma non l'ho mai visto" sghignazzò Porcellino. perché l'Imperatore di Giada lo ha invitato al palazzo celeste della Purezza Suprema. Quando ripartiremo. ricamati in cinque colori. Poi uscirono nel giardino. Al centro erano appesi i due grandi caratteri Cielo e Terra. per essere sicuri di non commettere sbagli. Non ci dovrebbe essere molta roba che io non abbia mai visto. alle divinità che governano il cielo. fratello?" domandò Porcellino. Era una vasta sala a cinque campate. di cui coprì il fondo con fazzoletti di seta. in effetti. son speciali e assai eleganti. ma questa cosa è cresciuta su un albero" precisò Vento Puro. e consentire ai vostri discepoli di servirvi il tè. perché presto indurisce e diventa immangiabile. Porcellino stava appunto preparando da mangiare. guardandosi intorno. i ragazzi portarono il vassoio nella propria camera. "che." All'udire queste parole. Figùrati che li sentivo succhiare di gusto. disceso in terra senza offuscare la sua natura originaria. Il secondo non dovrebbe nemmeno annusare il profumo del nostro incenso. è immerso nell'oceano del bene e del male: le sue percezioni sono volgari. che non abbiamo avuto modo di adempiere l'incarico. se te lo portassero. e dovrebbero essere il non plus ultra per procurare longevità. Si direbbe che le tonache non racchiudano che nuvole. Se il maestro non li voleva. quando la invitiamo. che li ha scambiati per neonati e non ha osato mangiarli. maestro" rispose sorridendo uno dei due ragazzi. maestro. ma vi limitate a bruciare l'incenso ai due caratteri del Cielo e della Terra?" "Non vi possiamo nascondere. pagheremo qualche sapeca per la legna che avremo consumata. adulare l'amor proprio?" "I tre puri sono amici di famiglia." Tripitaka fremette d'orrore e fece precipitosamente due passi indietro. per favore. Introdotti negli arcani: Vento Puro e Chiar di Luna. semplici prodotti locali. poi si prosternò tre volte." I due ragazzi si fecero nuovamente avanti: "Permetteteci di chiedere se siete voi Tripitaka dei grandi Tang. sapeva che. questo taoista potrebbe anche avere acquisito qualche virtù. Sarà meglio che glielo chiediamo. perché gridi? Avrai poco riso. i quattro sovrani vecchi conoscenti. Tripitaka li seguì nella sala grande. come sbruffone. e le pareti erano molto sottili: si udivano anche i bisbigli. I ragazzi ne aprirono parecchi e pregarono il monaco cinese di entrare. Preparane per il vecchio secondo il suo appetito. merdoline taoiste. tendeva continuamente il collo per vedere se il condiscepolo fosse di ritorno. di ginseng non si sarebbe potuto nemmeno parlare." Sulla porta della seconda corte vennero loro incontro due giovanotti." Chiaro di Luna cercò di spiegare: "Questo prodotto si chiama frutto di ginseng e non c'è alcuna controindicazione a mangiarne. ai sovrani dei quattro orienti. Dovresti dire a Porcellino di aprire il sacco del grano e di farsi prestare forno e pignatte per cuocere il cibo. invece si sono chiusi nella loro camera e ne hanno fatto una scorpacciata. non ci capiresti niente. Bisogna ammettere che quella è frutta strana: non si può conservarla. è vero. Sarebbero il cosiddetto cinabro trasmutato vegetale. "Ho sempre sostenuto che. se i ragazzi si fossero provati a replicare. ne ho solo sentito parlare. Scimmiotto si mise a ridere: "Questo taoista si vanta per impressionare la gente. "Che incredibili sciocchezze! Forse che i bebè spuntano sugli alberi? Portate via questa infamia!" Di fronte al veemente rifiuto. Anche il proverbio dice che cane non mangia cane. che si reca al Paradiso dell'Ovest in cerca delle scritture. Chiaro di Luna e Vento Puro erano rimasti impressionati: "Che bonzo energico! È un vero santo del Paradiso dell'Ovest. I due ragazzi corsero loro incontro curvando la schiena e si inchinarono profondamente a Tripitaka. dove l'uno prese un martelletto d'oro e l'altro un vassoio da cinabro. poteva uscirne un finimondo al di là di ogni possibilità di controllo. l'uno staccò due frutti e l'altro li prese in consegna.

ma non ne trovò traccia. zenzero. piantala!" Si alzò. ma sul suolo non restò alcun segno. pretenderesti di avere la prima scelta? La frutta che spunta sugli alberi. Per frutti così rari. vallette deliziose. non mi sono mai permesso nemmeno di annusarla. diventerebbe immangiabile e comunque inefficace. Appena sfiorato dal martelletto d'oro. che scorre inesauribile Riflettendo le grandi chiome che la proteggono [. Come vide i frutti. lo avete appena sperimentato: la terra lo ha subito assorbito." Tracciò un incantesimo e recitò la sillaba om. ma come avrebbe fatto a scavalcare un muro così alto? Credo di capire: l'avrà raccolto la divinità locale del giardino. Non avrei mai l'audacia di impadronirmi di quella roba. Ma Porcellino aveva una bocca molto capace. gettò il martelletto nella cella vicina attraverso un buco nel graticcio della finestra. mai sazio!" esclamò Scimmiotto. guarda!" diceva Scimmiotto. nell'acqua si dissolve. a un capo s'ingrossava alle dimensioni di una testa d'aglio. penetrò nella cella. altri tremila per formare il frutto. Mi è scappato giù per la gola. La sbarra fece un gran rimbalzo. Poi saltò giù e ritornò alla cucina. Dove vuole andare a parare?" "Fratello" fece Porcellino. In diecimila anni. l'altro capo era forato e vi passava una funicella di lana verde. tanto perché possa sentire anch'io il sapore?" "Mai contento. "Hai un'idea di che cosa siano?" "Si capisce.. "Sarà questo il martelletto d'oro" si disse Scimmiotto. Fiori rari e svettanti bambù nel cielo azzurro. A vederlo dondolare lassù. così ce ne facciamo un'idea. agli e cipolle. invece di masticare bene e di assaporare come state facendo voi. E questa è una terra vecchia di quarantasettemila anni." Porcellino lo chiamò facendo gran segni: "Consapevole della Purezza. ma occorre poi raccoglierlo su un vassoio foderato di fazzoletti di seta. si può scioglierlo in una tazza di porcellana riempita di acqua pura. le buone azioni non si devono lasciare a metà." La divinità locale tornò subito a rimpiattarsi nel suo santuario. Questa è roba che ne crescono trenta in diecimila anni. "E pensare che la mia sbarra polverizza le rocce e lascia il segno anche sul ferro forgiato. "Ma allora tu conosci già questa roba. che te ne porto subito. lo sentirono lamentarsi di aver inghiottito il ginseng senza sentirne il sapore e di non poterne avere dell'altro. il martelletto d'oro è caduto per terra. chi ne mangia. senza che riuscissi a capire se aveva nocciolo o no. Se vostra santità non mi crede. scuotesse la testa e strillasse al vento che lo agitava. Perciò consumare quel frutto allunga tanto la vita. Appoggiandosi all'albero. per impedirmi di rubarlo. supponiamo pure che sappia usarle per camminare. lunga un paio di piedi e grossa un pollice. ne ho preso apposta uno per ciascuno di noi. resosi invisibile. Coriandolo e scalogno. Terrazza della luna. Non sono nemmeno sicuro che sia un furto. Ti va?" "Niente di più facile. Porcellino lo trattenne: "Dì. c'era un solo albero gigantesco. Ma tu come ti sei permesso di portarmela via. Basta. La forma delle foglie ricordava il banano. Vai nel giardino a sgraffignarne qualcuno. semmai. mentre con una mano impugnava il martelletto. Carfani ed artemisie. da questa parte!" Sabbioso posò i bagagli e corse in cucina a chiedere: "Che cosa c'è. Insinuandosi fra i rami e allontanando le foglie. Dove li hai mangiati?" "Non li ho mai mangiati. ma senza mai assaggiare." "Se non l'hai presa tu. si sarebbe detto che il bebè agitasse disperato braccia e gambe. s'inchinò e chiese: "Mi avete chiamato. porri. con il picciolo che spuntava come una piccola coda. Scimmiotto guardò su e vide un frutto di ginseng pendere da un ramo rivolto a mezzogiorno. rape e tuberi crescono sottoterra. per costringere il dio del giardino a presentarsi. Scimmiotto pensava: "A questo taoista piace mangiare ciò che semina. con l'altra sollevava un lembo della sua lunga tunica di broccato. ne fai assaggiare un po' anche a me?" "È fuori discussione. Come . Bisogna seguir le regole. e il ventre ancora di più. Questi comparve. Quel tesoro è un prodotto di immortali terrestri. quelli là parlavano di un martelletto d'oro che occorre per farli cadere. ma esse salivano a mille piedi di altezza. le balaustre preziose. fratellino. e non ne è rimasta traccia. il fuoco lo calcina. lagenarie e piantaggini. Poi scoprì un'altra porticina e. non possiamo dimenticare Sabbioso: dagli una voce." Nessuno vale una scimmia. dove Porcellino gli chiese: "Ce l'hai fatta?" "E questi che cosa sono? Il vecchio Scimmiotto non sbaglia mai il colpo. E tu. Tuttavia il prodotto teme i cinque elementi. saccheggiai le riserve di vino di Sua Maestà e depredai le pillole di elisir. per caso. "non gli badare. "Ha delle specie di gambe. mi è capitato di vedere degli immortali d'oltremare che portavano questa roba in omaggio. Fratello. Se si usasse il legno. spingendola. in modo da formare un sacco. toccata a ben poca gente. "Che sapore ha?" "Consapevole della Purezza" intervenne Scimmiotto. i due ragazzi non c'erano più. Poi incominciò a stralunare gli occhi con aria mortificata e chiese a Scimmiotto e a Sabbioso: "Voialtri che cosa avete lì da mangiare?" "Ginseng" disse Sabbioso. per qualche misero pezzo di frutta che stavo sgraffignando. l'albero ne produce solo trenta. per arrampicarsi su un albero a rubare frutta. quel bonzo grassone. che serviva appunto per appenderla. Il tronco aveva una circonferenza di sette od otto tese. appesa al graticcio della finestra. e scortavo il carro di fenice dell'Imperatore di Giada alla Festa della Pesche di Immortalità. sembrava davvero un neonato. "Guarda. Per consumarlo. Corse dietro l'edificio. Perché non me ne vai a prendere un altro. ma non sapete le sue origini. quarantasettemila anni. Non sarà. che sei sempre pieno di risorse. come un sasso nel pozzo. dopo che l'avevo fatta cadere?" "L'umile divinità che sono è accusata a torto. c'era una terza porticina. si era sentito come se vermi voraci gli brulicassero nello stomaco. che parla di ginseng? Il nostro maestro ci aveva raccomandato di guardarci da questa gente. dopo aver mangiato i frutti. sono frutti di ginseng" disse Sabbioso. "Questi non sono i soliti quintali di riso o di tagliatelle di cui ti imbottisci a ogni occasione." Così ciascuno ebbe il suo frutto da mangiare. che origini ha?" "Questo prezioso prodotto richiede tremila anni perché il fiore si schiuda. Scimmiotto non si stancava di contemplare. con un rumore di tuono. Qui non è rimasto nemmeno un graffio." "So. Aspetta qui. attendono il trapianto. L'erba verde è trapunta di rosse melagrane. Scimmiotto ci pensò su e trovò una soluzione: si arrampicò di nuovo sull'albero e. e non si occupò più di Porcellino. perché poi non si accorgano di niente. Carote. Minuscole colline. Ha mangiato lui per primo. aprendo la piega della sua tunica. "Che cosa strana!" si disse Scimmiotto. fratello" rispose Chiaro di Luna. riuscì a far cadere nel sacco tre frutti. Poterne mangiare uno solo nella vita è già una fortuna incredibile." Scimmiotto tirò fuori la sbarra cerchiata d'oro e la batté in terra con tutte le forze. Scimmiotto saltò giù e lo andò a cercare nell'erba. nessuno osò pretendere di dividere con me. che spalancò: al centro dello spazio che si apriva. Calcinato dal fuoco non servirebbe più a nulla. grande santo? Che cosa posso fare per servirvi?" "Non sai che il vecchio Scimmiotto è il più famoso ladro solitario di tutto l'universo? L'anno in cui rubai le pesche di immortalità. il frutto si disseccherebbe. Devo ammettere che ti avevo accusato a torto. Ho pensato a te. lo prese uscì dalla cella. Eccolo qua: Le barriere vermiglie. se lo tocca il legno. il frutto cade. "Guarda qui. si trovò nell'orto: Si trovano i legumi delle quattro stagioni: Spinaci. ma quand'ero generale delle Cortine Arrotolate. L'orchidea delle sabbie dà riflessi azzurrini All'acqua del ruscello. so!" Quando il grande santo. che non si vede tutti i giorni. provi a colpire il suolo. si buttò avanti a bocca spalancata e ne inghiotti uno tutto intero: cadde nel suo ventre con un tonfo. si dissecca. Quando i due ragazzi ebbero occasione di ritornare nella loro camera. Per questo motivo lo si bacchia con uno strumento di metallo." Attraversato l'orto.fare. dalla chioma foltissima e aromatica. Intanto il bestione borbottava senza posa. mentre io sono un immortale del mondo dei fantasmi. Germogli di bambù. Chi ha la fortuna di annusarli vive trecento sessant'anni. la terra lo assorbe. Fin da quando aveva colto la conversazione fra i due ragazzi. frugò a lungo inutilmente." "E che cosa vuol dire?" "Se lo tocca il metallo. il frutto si staccò e cadde. le zucche ed i meloni. "il guaio è che l'ho mandato giù di furia. può beccarla ogni uccello che passa. Scimmiotto cercò in tutti gli angoli qualcosa che assomigliasse a un martelletto d'oro. Ricominciano a brulicarmi quei vermi nella pancia. Quanto al contatto con il suolo. ho visto. fratelli?" "Guarda qua" rispose Scimmiotto.] Luogo più incantatore non potresti trovare: È certo il più bel parco fiorito d'Occidente. e finì per scoprire una piccola barra di oro rosso.. Senapi ed amaranti crescon qua e là fra i cavoli. che alti pini colorano. come ha fatto a scomparire?" "Forse voi conoscete soltanto l'efficacia di quel prezioso prodotto per acquistare longevità. Come le melanzane. Vento Puro si mise in allarme e disse a Chiaro di Luna: "Lo hai sentito. grande santo. che ci abbiano rubato la nostra frutta preziosa?" "C'è davvero qualcosa che non va. erano ritornati nella sala a conversare con il monaco cinese." "Perché. una zappa di diamante non riuscirebbe nemmeno a graffiarla tanto è dura: tre o quattro volte di più del ferro forgiato. bietole. Lo snello padiglione quasi scompare immerso Fra i rami traboccanti di un gigantesco salice. e almeno altri tremila perché maturi. Fratello." Mentre si volgeva bruscamente e stava per andarsene. Scimmiotto si sentì pieno di soddisfazione e si congratulò con sé stesso: "Ecco una bella e buona cosa. Vedere. spinse una porta e si trovò in un bel giardino. vai pure. con sedani ed epatiche.

e si decise a dire la verità: "In realtà non è stata colpa mia. ma loro non fiatano. In ogni caso. "Amen" si disse Scimmiotto. Due li abbiamo colti noi poco fa per il monaco cinese: dovrebbero restarne ventisei. il maestro ne fece staccare due. Mostra le sue radici a cielo aperto. Rovesciato l'albero. ma non trovò niente. Se fosse vero. sforzandosi di assumere un'aria disinvolta e un viso rasserenato. di grazia. perciò mi ha mandato a coglierne tre. contro loro quattro? È meglio l'astuzia. Sarà meglio negare. non sappiamo ancora se sono stati loro. Il loro riso sarà cotto: aspettiamo che si siedano a tavola. Credi che noi due potremmo farcela." "Discepoli!" gridò Tripitaka." "Discepolo" intervenne Tripitaka "calma! Noi che abbiamo abbandonato le nostre famiglie non possiamo mentire. finiremo per litigare e verremo alle mani. uno dietro l'altro." Corsero dritti dal giardino alla sala grande. no?" "Emituofo! Quella cosa orribile. "Meglio allontanarsi. "Venite qui subito! Tutti!" Udendo l'appello. sono d'accordo" approvò Vento Puro. Quando i tre discepoli giunsero nella sala grande. come barbari? Ma tu i frutti di ginseng li hai rubati! Non penserai mica di farci tacere!" "Che cosa sono. restan ghiacciati D'orrore Vento Puro e Chiar di luna. ma confessare vuol dire ammettere che siamo arrivati a rubare per pura ghiottoneria. con un solo botto tanto poderoso da rovesciare una montagna. Ma. Invece non se ne vedono più di ventidue. tanto rapidamente venivano eseguite. Sabbioso fu preso dal panico: "Dio che disastro! Devono avere scoperto tutto. dissero al maestro: "Il riso è quasi pronto." "Rifondere il danno!" esclamò Chiaro di Luna. se vorrà perdonarlo. A entrambi sembra di morire. perché noi ne abbiamo visti solo tre? Uno lo avevi fatto scomparire tu!" gridò quel cretino di Porcellino. ti facevano impressione. Ne abbiamo mangiato uno per uno. non vi resta dunque che di ascoltare il seguito. per non allarmare prematuramente questi bonzi. ma non riuscivano a vedere più di ventidue frutti." "Proprio così.mai? Sarà meglio che diamo un'occhiata in giardino. In questo tempio ci sono dei frutti particolari. ne hanno rubati!" protestò Vento Puro. Non si deve accusare la gente a torto. Questo vuol dire che ne mancano quattro." "Mi sembra sensato. spero che potrete trovare un modo civile per farmelo sapere. non sarebbero dei banditi!" "Emituofo! Se ne sono scomparsi quattro. "È stato lui!" "Il vecchio Scimmiotto è nato allegro e ride sempre: non vorrai mica che mi metta a piangere perché tu non trovi la frutta. Probabilmente non saprete. il grande santo frugò tra le fronde in cerca dei frutti. quei piccoli taoisti ci vorranno vituperare." "Può darsi che non l'abbiate mangiata voi" concesse Vento Puro. "Vediamo di ricapitolare. Che ci si può fare?" "Quattro. che avevamo sbagliato il conto. non saprei. una bella litania di insulti piuttosto volgari. e basta" approvò Porcellino. "Non penserete che sia roba che si possa trovare in vendita!" "Se il danno è irreparabile. giusto? Non può essere stata che quella banda di furfanti. quando Vento Puro si sentì sfiorare da un dubbio: "Chiaro di Luna. Povera pianta! Sconvolta la chioma. Che senso ci sarebbe a negarlo a tutti i costi?" L'argomentazione del maestro parve a Scimmiotto molto sensata. dovete chiedere scusa. ma la cosa non finisce qui: giuro che quella frutta del diavolo non la mangerà più nessuno. facendo un gran baccano. Del resto. se no? hanno anche bisticciato ad alta voce sulla divisione del bottino. Il fatto è che i frutti erano caduti all'urto della sbarra di metallo. Teniamo tutto nascosto. avremo almeno catturato i criminali: è l'unica cosa che possiamo fare per attenuare la nostra colpa. Porcellino aveva origliato la conversazione dei giovanotti di là dalla parete e gli era venuta una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto. e trovarono aperta anche la porta dell'orto. All'inaugurazione del parco. caro fratello e condiscepolo. ma vi prego. non è del pranzo che vi volevo parlare. Incasso e non dico niente. e trovarono la porta aperta. avevano toccato il suolo e ne erano stati immediatamente assorbiti. lo abbatté. hai visto come incassano tutto questi bonzi? Gliene abbiamo dette di tutti i colori." Infatti vi si precipitarono. di topastro rubalardo. nessuna persona ordinaria avrebbe potuto accorgersi di queste operazioni. Chiaro di Luna si sente la schiena spezzata. che cosa vi salta in mente? Cercate di calmarvi. di tutto quello che gli venne in mente. a quell'altezza e in mezzo ai rami? Non li vorrei insultare a torto. trema tutto. rami spezzati. vi alitò un soffio magico e lo trasformò in un altro sé stesso. sembravano neonati. e se ne andò dritto filato all'albero di ginseng. E se dopo tutto non avessero rubato? Se avessimo contato male noi. L'elisir vegetale dei taoisti Con questo colpo è perduto per sempre. che si chiamano ginseng e assomigliano a neonati. si misero a contare i frutti che pendevano dall'albero. forse è meglio fare un'altra verifica. Si precipitarono nel posto del ginseng e. roteava gli occhi furibondi. e non ci è consentito di godere qualsiasi vantaggio a scapito della nostra coscienza. verifichiamo che siano chiuse tutte le altre porte del tempio e li mettiamo al sicuro. Di certo sono stati loro: quello con la faccia pelosa e la voce da duca del tuono deve aver usato la magia per devastare il nostro tesoro. foglie cadute. I tre complici uscirono in fila dalla cucina. Perciò ritornarono nella sala grande. portiamo loro qualche piattino di contorno per prolungare il pasto e intanto ci prepariamo. li costringerò a rifondere il danno. di frutti nemmeno l'ombra. "Ma io l'avevo chiusa" si spaventò Vento Puro." "Sei sordo?" gridò Vento Puro." "Hai ragione" rispose Chiaro di Luna. Lasciò questo sosia a sorbirsi pazientemente le ramanzine dei due pupattoli. balbettavano parole incoerenti e ripetevano: "E adesso che si fa? Come faremo? Il cinabro distrutto! La discendenza interrotta! Che dirà il maestro?" Chiaro di Luna fu il primo a riprendersi: "Conviene che ci sforziamo di controllarci. "È solo una storia di roba da mangiare. e la prima cosa che vedono è il gigantesco groviglio delle radici rivolte al cielo. Dove Scimmiotto distrusse il cinabro Vegetale. hai ragione. È un vecchio amico del bonzo. Dal momento che l'esito dell'interrogatorio confermava i loro sospetti. Strappata la radice Dell'immortalità. è molto imbarazzante" confessò Scimmiotto. speriamo che ci vorrete . che mi ha fatto fremere appena l'ho vista. non c'è più. smettete di parlare a vanvera. Chi di voi ne ha rubati e mangiati?" "Io non voglio storie" farfugliò Porcellino. tastava con mani nervose la sua sbarra cerchiata d'oro con una voglia incontenibile di adoperarla: "Maledetti discoli. "In partenza c'erano trenta frutti. "Che cos'è successo qui?" Attraversarono di corsa il giardino. Giacevano entrambi nella polvere. "Io non so niente e non ho visto niente. Si inchinarono al monaco cinese e gli dissero: "Maestro." Nascose la sbarra. che altro può essere?" "Sì." "Questo. I due giovani immortali si stavano cavando il gusto di maledire a sazietà i poveri pellegrini. è possibile. "Te ne intendi di conti?" chiese Chiaro di Luna. Se discutiamo con lui negherà. io a destra e tu a sinistra dell'ingresso. in fin dei conti. Andiamo a dire il fatto suo al monaco cinese. CAPITOLO 25 IL GINSENG SRADICATO IN CUI L'IMMORTALE DEL PRIMORDIALE SOGGIOGATO CATTURA I PELLEGRINI. Occorre qualcosa?" "Discepoli. perché non possano fuggire. naso all'aria. Rifecero il conto in senso orario e nell'altro senso." E bravo Scimmiotto! Si strappò un pelo dalla nuca. e presentiamo le nostre scuse. Se avete qualcosa da dirmi. chiudiamo la porta e tiriamo il catenaccio. I denti d'acciaio del grande santo stridevano di furore represso. i due piccoli immortali divennero più arroganti che mai." "E chi sarebbe stato. così ne rimanevano ventotto. non gridate. A questo punto attenderemo il ritorno del maestro: deciderà lui della loro sorte. varrà il detto giustizia e bontà valgono mille monete d'oro: gli dirò di chiedere scusa. E SCIMMIOTTO METTE SOTTOSOPRA IL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE. Tirò fuori la sua sbarra cerchiata d'oro e. "E secondo questo bonzo. gli si odono scrocchiare le ossa. Lasciate che li interroghi. e non ci sarà altro da fare. e si avviarono verso la sala grande ostentando un volto spensierato. "ma che lo abbiano fatto i vostri. Ciò che è mangiato. i frutti di ginseng?" "Te ne abbiamo offerti poco fa." "È stato quello che ride!" gridò Vento Puro. diciamo loro che non manca nulla. e cade a terra. "Noi parleremmo a vanvera. ritornò al punto di partenza e ricuperò il suo pelo. A Vento Puro non reggono più le gambe. Il maestro ci vorrà interrogare. "La contabilità un po' la conosco" rispose Vento Puro. Se avete mangiato quei frutti. che Tripitaka a un certo punto interruppe dicendo: "Ragazzi miei. Ritornano nel parco. Quando avranno le ciotole in mano. va bene! Gli lascio l'ultima parola. come negarono il loro misfatto. Tesero contro l'interdetto Tripitaka il dito accusatore e lo trattarono di crapa pelata. Lo testimoniano i versi: Giunsero al Monte di Longevità. sarà effetto della sua bontà. Ricomponiamoci. l'avrei rubata per mangiarla? Ma nemmeno nel più tremendo attacco di bulimia mi verrebbe in mente di fare una cosa simile.

Noi. i due ragazzi si ritirarono precipitosamente. Le impresse il movimento che apre le serrature e la puntò verso la porta: con un fracasso di metallo spezzato. e si affaccendarono a mescere. Sabbioso diede un grande sbadiglio e si addormentò subito." "Non me ne vogliate troppo. il sutra Ben Noto non lo avevo mai sentito. e staranno ancora dormendo della grossa. incassare gli insulti che ti eri andato a cercare e chiuderla lì. del sutra del Diamante. Poi recarono una teiera colma e due caraffe di vino. non c'è pericolo che tu non te la cavi" replicò Porcellino. "Non devi attentare alla loro vita. Fece dietro front. Di solito fanno fatica a stirarsi nel letto quando il sole è già alto tre tese. Ci si chiude a chiave per pranzare. terminata la riunione al palazzo dell'Imperatore di Giada. si versò in bocca un sorso e lo spruzzò sui loro visi. ma lui non ha voluto saperne. Ma noi che non ci sappiamo trasformare. e dentro si sentiva russare. poco dopo la vostra partenza. Ma quando entrarono nella sala grande. si divertì a saltare di ramo in ramo fra gli alberi del bosco. un certo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Avevamo contato male noi. ci ha rubato altri quattro frutti. Il grande immortale si mise a ridere: "Benedetti ragazzi! Chi diviene immortale dovrebbe impegnare tanto il suo spirito da non pensare più a dormire. che si affrettavano lungo la strada maestra. il grande immortale si dominò: "Basta." "Queste sono porte da ridere. ben altro! Ha abbattuto il nostro albero di ginseng!" Anche di fronte a questa terribile rivelazione. perciò li abbiamo mangiati noi. legati alla cintura. "Chi coltiva l'immortalità non commette certe bassezze. si stropicciarono il viso. si tiene in mano questo mezzuccio per mettermi in difficoltà. Ma quando i pellegrini ebbero le loro ciotole in mano.. come per un colpo di vento. Questi recitò un incantesimo." "Maestro. Ma con i suoi occhi di volgare profano e il suo spirito limitato. devo passare la notte in bianco." Tutti i giovani immortali manifestavano il loro compiacimento. i catenacci caddero a terra e i battenti si spalancarono violentemente. Presi dal panico.. "Che cosa fate. potevi lasciarli sfogare. se ci provasse. si saranno dimenticati di chiudere la porta al momento di coricarsi. a meno che sappiano come rendere la vita ai morti." "Che cosa intendete dire?" si meravigliò Tripitaka. da queste parti?" "Proprio così" rispose da fuori Chiaro di Luna. per offrirli al monaco cinese. non ha saputo riconoscere il nostro tesoro di immortalità. I due ragazzi procurarono molti piattini di verdure. "Avranno approfittato della nostra assenza per rubare qualcosa e scappare" suggerì qualche benevolo condiscepolo. Noi intanto ce ne andremo via di qua. "Questa scimmia sarà la mia morte!" gemette Tripitaka." Scimmiotto invitò il maestro a uscire e a rimontare a cavallo. Li palpò per scegliere i due più grassocci e li gettò con un buffetto attraverso un forellino della finestra. avete sradicato il nostro santuario. farei saltare le serrature della porta est del Cielo." "Si capisce. Noi abbiamo cercato di ricondurlo alla ragione. navoni in feccia di vino. ma non cambiò nulla: il loro placido russare continuava imperturbato. "Che bel lavoretto!" esclamò Porcellino. "Apriremo quando avrete vuotato i calici fino in fondo." Al reverendo non restò che scendere da cavallo e sedersi ai piedi di un pino in posizione di meditazione. Infine i giovani immortali forzarono la porta e li levarono dal letto.perdonare le parole grossolane e offensive che vi abbiamo rivolto poco fa. avete anche abbattuto l'albero. chiamare. Ora abbiamo verificato e constatiamo che i conti tornano" precisò Vento Puro. I ragazzi tirarono i catenacci delle porte tutto intorno. Maestro. abbiamo seguito scrupolosamente le vostre istruzioni: ci siamo accertati della loro identità e siamo andati a cogliere due frutti di ginseng. radici di loto marinate. uno a testa." Porcellino andò a riempire le tazze. diciamo un mesetto di sogni d'oro. era uscito con la sua scolaresca di giovani immortali dal paradiso Tusita. i due ragazzi scoppiarono in lacrime. cavolo rosso sotto senape. di discuterne francamente. "si serva il riso. balzarono su e si prosternarono ripetutamente dicendo: "Maestro. Portava con sé. Non parliamo poi di Vento Puro e Chiaro di Luna. Intanto il grande immortale. ripartiremo. che gli farebbe cambiare idea. resteremo qui come fessi a prenderci tutte le colpe: noi dobbiamo pur preoccuparci!" "Non ce lo farà. maestro. altrimenti aggraverai la tua posizione: ti renderai colpevole di omicidio a scopo di lucro. Come si fa a uscire?" "Non ti preoccupare. né fuoco né incenso. quante volte ancora dovrete spingere il carro delle reincarnazioni. "Ho sentito parlare del Sûrangama sûtra. ghiottoni svergognati! Non vi è bastato rubare i nostri frutti di immortalità. il vecchio Scimmiotto sa sempre cavarsela. Vi garantisco che ce ne andremo tutti insieme. del sutra del Loto della Buona Legge. E così ci avete accusato ingiustamente: è una bella porcheria!" Scimmiotto. non vi riducete in questo stato" replicò Scimmiotto asciugandogli la fronte sudata. Con una buona concentrazione." "Maestro. del sutra del Pavone. "ci hanno chiuso dentro." "Maestro. "Il bonzo vi ha picchiato?" chiedevano i condiscepoli. "Che assurdità!" li rimproverò l'immortale. so" rispose Scimmiotto. perché credeva che fossero neonati. il vostro amico. Rifiutava assolutamente di mangiarli. io reciterei un certo sutra ben noto. se ti citassero in giudizio. sono molto pericolosi!" "Cercate di calmarvi" disse sorridendo il grande immortale. aveva attraversato il cielo di diaspro su nuvole di buon augurio e non aveva tardato a ritrovarsi al portale del Tempio delle Cinque Fattorie. Se lo recita mi fa venire il mal di testa. Così fece anche Porcellino. che sapeva tutto. smettete di piangere. "No. Piuttosto. scrollare. non ho mai pensato di piantarvi in asso. non ci trovarono nulla di pronto. certi insetti del sonno che aveva vinto giocando a indovinala grillo con il re celeste Anima Lunga. "Quei ragazzotti sono andati a nanna: lasciamoli dormire. appoggiando il capo su una roccia a mo' di guanciale. dove ha messo radici: adesso è impossibile toglierlo. "Sono ben strane le usanze del paese. si alza la luna in ciel. Che bisogno c'era di abbattergli l'albero? In un caso del genere." "Fratellino. Il sutra di cui parlava il maestro è un incantesimo che stringe il cerchio. il loro sonno divenne tanto profondo. deve aver usato di nascosto il procedimento di uscita dell'anima dal corpo e. briganti di là. infine se ne andarono a cena e si misero a letto. è un immortale vagabondo dell'Unità suprema. del sutra di Guanyin. inquieto ma a un tempo molto interessato. mentre Sabbioso disponeva tavola e seggiole. "Raccontatemi per ordine che cosa è accaduto. rientrò nel tempio e si accostò alla cella in cui dormivano i due giovani taoisti." I discepoli si recarono alla porta della loro cella: in effetti era chiusa a chiave." Ma Vento Puro perse le staffe: "Maledette zucche pelate. Trovando la porta spalancata e il suolo spazzato. Porcellino ne approfittò subito per assumere un tono di dignità offesa: "Avete visto. Scimmiotto aveva altri modi di riposarsi: rimasto solo. Ma oggi. fra cui il monaco cinese. che mi ha indotto con l'inganno a posarlo sulla testa. con un cavallo. Tripitaka se la prendeva con Scimmiotto: "Benedetto zuccone di una scimmia! Ci metti sempre nei guai. "Perché. si devono essere alzati prestissimo e hanno già aperto la porta e spazzato l'entrata. "Non prendetevela troppo calda!" gridò Scimmiotto. I due volarono dritti in faccia ai dormienti e li punsero. invece. uno dei suoi discepoli. e quali forme schifose dovrete assumere?" A queste parole la ciotola di riso cadde di mano a Tripitaka e un grande peso gli gravò sul cuore. "Datemi il tempo di assicurarmi che i bambini facciano la nanna. si sono presentati quattro bonzi. Voi non sapevate che questo Scimmiotto ha enormi poteri magici. gridare: quelli ronfavano come se niente fosse. "In realtà i frutti non sono scomparsi. melanzane e zucchini in salsa di soia. Sono una banda di briganti. senza avere idea di come stavano le cose. Ma perché dovrebbero essere tanto stanchi? Non sono mai stati dei grandi lavoratori." "Discepolo!" s'inquietò Tripitaka. e non vi vergognate di parlare con quel tono? E voi vorreste raggiungere il Paradiso dell'Ovest e vedere in faccia il Buddha? Ma sapete. "A quest'ora la musica è finita. pasticcioni? Questi pivelli ci sono venuti a insultare a casaccio. Scimmiotto raggiunse a gran passi Tripitaka e gli altri pellegrini. quel bonzo orientale(4). Si ebbe un bel bussare. per come li conosco. nessuna traccia di presenza umana. che erano soli in casa. lasciate stare." "So. l'immortale esclamò: "Vedo con stupore che Vento Puro e Chiaro di Luna stanno scoprendo le gioie del lavoro. che non li avrebbero svegliati le trombe del giudizio. Potete riposare un po' in questo bosco lungo la strada: quando vi sentirete ristorato. è spaventoso!" A questo punto del racconto. lo scherzo di scappare da solo e di lasciarci qui" intervenne Tripitaka. Senza che ce lo aspettassimo. alla porta orientale del Cielo. "Tu diventi un insettino e voli via da una fessura. "Per colpa della tua ghiottoneria.. ma allora non lo sai? Il cerchio d'oro che porto in capo" spiegò Scimmiotto "è un regalo della pusa Guanyin al nostro caro maestro.. "Come squagliarsela da tutte queste porte sbarrate?" "Ti farò vedere un'altra delle mie abilità" replicò Scimmiotto impugnando la sua sbarra. Che qualcuno gli abbia giocato un brutto tiro? Portatemi subito dell'acqua!" Uno dei discepoli portò un bicchier d'acqua e lo porse al maestro. Sabbioso accanto al cavallo e Porcellino dietro con i bagagli. che sutra è?" domandò Porcellino. e si lanciarono sulla strada maestra dell'Ovest." "Ma hanno tirato tutti i catenacci" obiettò Sabbioso. e del resto ha già provocato gravi danni in . chiusero i battenti della porta principale e li sbarrarono con un grosso catenaccio di rame a due lucchetti. riconobbero il maestro e la folla dei discepoli chini su di loro. "Ma non è il momento di prenderci in giro" brontolò Porcellino. no. giovanotti?" esclamò ridendo Porcellino. non ti assolverebbe nemmeno tuo nonno. Ho già in mente come fare. fagiolini sottaceto." Intanto calò la notte. si arrovellava dentro di sé senza dir parola: "Perché parlano così? Perché mentono? I loro frutti glieli ho sistemati io una volta per tutte. Aprirono gli occhi. partiremo dopo pranzo. liberandoli dall'influsso del demone del sonno. poi ritornarono davanti alla porta principale e vi restarono fino a sera a proferire vituperi: ladri di qua. Dopo tutto la frutta l'avevi rubata davvero. "Nessun fabbro saprebbe far meglio." "Se le cose stanno così" concluse Tripitaka. fra quel fogliame folto a grande altezza. è il momento buono per filarcela" dichiarò Scimmiotto.

" "Poiché venite dall'est. "A che cosa ti servono?" si stupì Porcellino. sareste per caso passato dalla nostra desolata montagna?" inquisì il grande immortale. voialtri" tagliò corto Scimmiotto. "non ricominciare a fare il cacciapalle: queste corde di canapa bagnate. "Tanti quanti i frutti dell'albero: trenta. Il suo testardo discepolo si è scatenato sotto la sua responsabilità. anche un ormeggio di fibre di palma del diametro di una colonna mi farebbe sì e no il solletico. Che cosa c'entra lui? Si deve incominciare da me. Nel fronteggiar Scimmiotto. ma non trovava traccia dei pellegrini. estrasse dalla manica i pellegrini. Con una scossettina." "Basta rugare. Che cosa aspetti a confessare? Dove credi di trovare un alibi? Vieni qui e rendimi il mio albero. reverendo? Perché vi siete seduto sul bordo della strada?" "Il vostro umile servitore è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. prima che sia troppo tardi. uno dopo l'altro. l'aprì dolcemente e. ma non sentiva nulla. "Allora venite con me. "Tagliami quattro salici giovani ai piedi della rupe e portali qui" ordinò Scimmiotto a Porcellino. Dunque il nostro prezioso albero è stato abbattuto. allarmato. che finora nessuno ha toccato. "e a lamentarvi siete voi. preoccupato dalla potenza dei mezzi di cui disponevano questi taoisti. era passato mezzogiorno. mi fanno già abbastanza male. Gli inseguitori tornarono indietro. Frustatemi un'altra volta." A queste parole intervenne precipitosamente Scimmiotto. resisteva al rastrello più dell'acciaio. ed era stata ben imbevuta d'acqua. un altro diventò un convincente Tripitaka. I suoi capelli Son legati in due crocchie ala-di-corvo. Tripitaka. Un giovane immortale dei più robusti impugnò baldanzoso lo staffile e chiese: "Da chi incominciamo?" "Tripitaka è il più anziano di questa banda disonorata. fratello maggiore." I discepoli corsero a prendere lo staffile di cuoio. Provvedo io a catturarli. Avvolto in una cappa di piumino Di gru. Il grande immortale scese allora dalla sua nuvola e con una scossa si trasformò in un viandante taoista della setta della Verità completamente sublimata. sputò su ciascuno di loro una goccia di sangue e ordinò loro di trasformarsi: uno dei tronchi prese il suo aspetto." Il fustigatore si apprestava di nuovo a colpire. che li legarono dove erano stati tenuti prigionieri. "Dobbiamo rimetterci in cammino. Pieno di cinghie. ma di pelle di drago: quella che si chiama sette stelle. "Va bene. se la prese con i suoi discepoli: "Queste disgrazie le avete provocate voi. Se è questo che vuole. bianco splendente. di subire il castigo per lui. Scimmiotto. Scimmiotto. Scimmiotto pestava senza tanti riguardi con la sua sbarra." In effetti il bestione si mise al lavoro. abbassando gli occhi. preparate il necessario per il supplizio che gli infliggeremo quando saremo di ritorno. perché non aveva badato che la manica era scucita. poi se ne andarono a cena e si ritirarono nelle loro celle per dormire. eccolo là. che aveva la coda di paglia: "No. dopo tanti colpi. e hai rovesciato l'albero di ginseng. Rivestirono le loro tuniche. Scimmiotto ne tolse i rami e fece portare i tronchi nella corte dai suoi condiscepoli. toccherebbe a me. a modo suo" esclamò ridendo il grande immortale." Vento Puro e il compagno ritornarono a casa. per mettere la più grande distanza possibile fra loro il Tempio delle Cinque Fattorie. Sotto gli sguardi attenti dei giovani immortali. di camoscio o bufalo. si rese conto di averli superati: pur camminando di buon passo fino alla sosta per il riposo. Sbrigati. e slegò uno dopo l'altro Tripitaka. Poi ritornarono dal maestro e camminarono tutta la notte." "Non mi hanno ancora picchiato. non è armato D'altro che della sua coda di yak. scemo" disse Scimmiotto. gli altri due presero l'aspetto di Sabbioso e di Porcellino. sellarono il cavallo. Dopo avere resistito in questo modo a due o tre assalti. tendendo il dito accusatore e mettendosi a ridere. Il grande immortale ritornò con la sua nuvola al tempio e ordinò ai discepoli di portare le corde. op là! i quattro pellegrini e il cavallo vi furono aspirati e rinchiusi." "Maestro" ricordò Sabbioso. ma inquadrato Da barba e favoriti. siamo passati da un'altra strada. Questa appunto è la strada che seguiamo. Va sventolando attorno larghe maniche E leva canti alla luna crescente. fingendosi sorpreso. Scimmiotto lo inseguì con una nuvola." "Questa maledetta scimmia è furba e incallita nel male. l'immortale riprese il proprio aspetto. ma le conseguenze le pago io. e vacillava minacciando di . che fu legato a un pilastro della tettoia all'ingresso della sala grande. in compagnia di Vento Puro e Chiaro di Luna." Mentre parlottavano fra loro. "siamo tutti nella stessa situazione." ordinò il grande immortale. gran stivali E cintura di seta. che ci vendicherà dei frutti del ginseng. che si stanno asciugando e stringendo. I bagagli furono gettati a terra sotto il portico. frustatela ancora. Del resto. andiamocene!" Sabbioso. diceva: "Ehi. ma almeno mostra qualche traccia di pietà filiale. questa notte stessa. senza perdere tempo a commentare." Apostrofato in questo modo." Tripitaka rese premurosamente il saluto: "Vi prego di perdonare la mia involontaria scortesia: non vi avevo visto. Portate qui lo staffile a strisce di cuoio e dategli una bella correzione. Una volta in aria." Il discepolo levò alto lo staffile per abbatterlo a tutta forza. Tripitaka non era riuscito a percorrere più di cento venti li. Porcellino e Sabbioso. "Basterà che ci lasciamo cadere da lì. suo discepolo anziano. Che bravo Scimmiotto! Si rimpicciolì per liberarsi dai legami e sussurrò: "Maestro." Scimmiotto pensò: "Il nostro vecchio bonzo non sopporterà la fustigazione. tutti quanti" assicurò Vento Puro." "Ti ho colto. come se fossero marionette: per primo il monaco cinese. ma quella coda di yak con il manico di giada parava ogni colpo. vi sbagliate: i frutti li ho rubati io e li ho mangiati io. "Ci ha infilati nella sua manica. aiuta anche noi!" "Piano! Parlate piano!" sibilò Scimmiotto. Calza ai piedi dei sandali a tre orecchie. Non solo erano somiglianti. Incomincia da lui. intorno regnava da un pezzo il silenzio. Il grande immortale era intento a guardare verso ovest. non sono certo queste corde di canapa bagnata a tripla torsione che mi fanno paura. dove siamo finiti?" esclamò Porcellino. Voialtri. A questo punto il grande immortale ordinò: "Ora puniremo Tripitaka per il lassismo del suo insegnamento. "Porca miseria." Il bestione non era furbo. "Discepoli" disse l'immortale. no." "Allora non è grave: dò una rastrellata e faccio un buco" propose Porcellino. "Maestro." I discepoli ubbidirono. A che serve? I colpi li hanno dati solo a me" ricordò Scimmiotto. Com'era conciato? Un abito di cenci e di rammendi. raccolsero i loro bagagli sotto il portico e guadagnarono l'uscita. l'albero l'ho abbattuto io. Se muore. Un incarnato Di donna reca in viso. seguiva i movimenti con attenzione per capire dove lo avrebbero colpito: vide che si mirava alle gambe. Somministrati i trenta colpi a intervalli stabiliti. Tuttavia all'alba il reverendo si assopiva sul suo cavallo. che non era di vacca o montone." "Quanti colpi?" chiese il fustigatore. E adesso come faremo?" "Non incominciate a far lagne. Ecco com'era vestito: In testa una corona d'oro puro. "Dentro un sacco!" "Non è un sacco. Agita in mano la coda di yak E tamburella sul pesce di legno." "Senza vantarmi. le trasformò in pezzi di ferro di forgia. ma era robusto. "questi bonzi sono gente che ha abbandonato la sua famiglia: non si possono usare armi bianche su di loro. "Chi credi di imbrogliare? Sei stato proprio nel nostro tempio. ma sono tutto indolenzito per via delle corde che mi legano. Poi siete fuggiti. l'immortale ricorse al trucco detto dell'universo nella manica: dal bordo della nuvola dove si teneva ritto tese controvento la manica della sua cappa. Berretto a nove Yang sopra la testa." "Fratello" obiettò Porcellino. questi bonzi?" "Ma certo. maledetta scimmia!" replicò il grande immortale. "Qual'è la vostra preziosa montagna?" "La mia umile dimora è il Tempio delle Cinque Fattorie sul Monte della Longevità. per riprendere la somministrazione del supplizio la mattina dopo. poi gli altri tre.Paradiso. Quando si volse a guardare a est. Sapreste riconoscerli. "Ritornate a casa e preparate delle corde." "Da dove venite. Qui ci vuol altro che la tua abilità di scassinatore di catenacci. e io mi sono seduto per riposare un momento. con gli occhi pieni di lacrime. Quando i pellegrini rimasero soli. si morse la punta della lingua. quando Scimmiotto parlò di nuovo: "Fate un altro sbaglio. ai piedi di quell'albero sul bordo della strada: è lui!" annunciarono i ragazzi. il cavallo lo legarono nella corte e gli portarono il fieno. alla moda di Lü. "Vedo" rispose il grande immortale. saliva su una nuvola di buon augurio e partiva all'inseguimento del monaco cinese." "Questa maledetta scimmia ha stile. che furono legati ciascuno a una colonna. Quando scese la sera. così morbido a toccarlo. E il fustigatore gli inflisse altri trenta colpi. che la schivò balzando da lato e subito si alzò in cielo su un alone di buon augurio. vide le proprie gambe lustre e scintillanti come specchi. il grande immortale ordinò di rimettere a mollo lo staffile nell'acqua. Con pochi colpi ben assestati abbatté quattro salici e li riportò sotto braccio. non sarò forse io a portarne la responsabilità?" Perciò aprì bocca: "Maestro. Lui penserà di averci perduto per disattenzione. In un istante aveva già superato mille li. mentre il grande immortale. Il grande santo recitò un incantesimo. Si diresse verso l'albero e gridò al monaco cinese: "Reverendo. Scimmiotto fu invaso dal furore: cavò la sbarra e. "Mi servono e basta. ma sapevano rispondere se li si chiamava per nome. incominciamo da lui. la calò sulla testa del grande immortale. ma non serviva a nulla: quel tessuto. l'umile taoista che sono vi saluta. il nostro maestro stava conversando con i vostri ragazzi nella sala di ricevimento: non sapeva nulla dei nostri intrighi. Mentre rubavamo i frutti. E anche se fosse colpevole di non averci educato con sufficiente fermezza. I discepoli ubbidirono. maestro. la quiete era calata sull'universo.

Il fatto è che ci avevano buttato di peso il leone di pietra. quando fosse nell'olio bollente. Ne avremo di riso. "Che cosa ho fatto di male? Il tuo amabile invito a prendermi un bagnetto di olio bollente lo gradivo molto. da una parte una meridiana. Opponendovi la sua coda di yak. ordinando di portare lo staffile: "E oggi incominciamo da Tripitaka. con il maestro. e Scimmiotto. va male!" "Che succede?" si allarmò Tripitaka. "Maestro" protestò Porcellino. l'immortale fece portare della lacca con cui i pellegrini furono interamente spalmati. Tuttavia il grande santo si sentiva inquieto: temeva che. Sarà meglio che gli dia una mano. Perciò ho fatto i miei bisogni da un'altra parte e ora sono qui." Detto fatto. ma in quel momento mi scappavano sia il bisogno piccolo. Non prendo un bagno da un bel po'. Con Sabbioso accadde la stessa cosa. Un bel bagno caldo è quello che mi ci vuole per mettermi in forma. "Maestro" disse Scimmiotto a Tripitaka "adesso per piacere mi lasciate riporre la parola bontà in attesa di tempi migliori. "Guarda come sono gentili: ci vogliono confezionare vestiti con le maniche a sbuffo. e quando sarà a bollore ci getterete il Novizio Scimmiotto. ho giusto la pelle arida che incomincia a irritarsi. tanto varrebbe pretendere di trattenere la sabbia. Ma in basso ci vuole un buco. come si deve quando si va a farsi friggere: lascia il mio maestro e prendi me. non mi sfuggirai. A gran botte. Ma perché prenderti gioco di noi con questo infame trucco dei pezzi di legno? Questa non gliela perdono: dobbiamo riprenderli. che se incontrassimo qualcuno vi rendereste ridicolo. Fu una lotta violenta. l'olio bolle. Dice un poema: Àrmati nella vita di pazienza. salvo la testa. non poterono farci nulla e vi furono aspirati a precipizio. ma quanto è pesante!" commentavano gli immortali. mollarono lo staffile e corsero ad annunciare: "Maestro. mentre il vero Consapevole del Vuoto se ne volò su una nuvola e vi sedette a contemplare i taoisti." I giovani immortali si misero all'opera per rompere la tela laccata e tirarlo fuori. si diceva che non riuscivano a fermarlo nemmeno le reti celesti: ora non stento a crederlo. ascoltate il seguito." Che bravo Scimmiotto! Scese giù e si presentò a mani giunte: "Non friggete il mio maestro! Ci vado io nella pentola dell'olio." "Te la farò vedere io. e alla terza bonzo carbonizzato. "la testa è meno importante di quel che sembra. movimenti impercettibili Che le parano in qualunque direzione." Quando furono ben impacchettati. ma questa volta hai passato il limite della ragione e hai tradito la tua coscienza. "Ignobile scimmia!" gridò il grande immortale sconvolto dalla collera. che spruzzò olio bollente sulle facce dei giovanotti e le riempì di vesciche. bello tranquillo e pulito. Poi veniva Scimmiotto. perde!" Il fondo della marmitta si era spezzato. Qualunque capriola tu faccia. per lasciare un po' di sfogo. Se vinci la violenza con violenza. e non fate obiezioni se uso un po' di sana violenza. afferrare l'ombra o ingabbiare il vento." E recitò una formula che spezzava l'incantesimo. metteremo a friggere Tripitaka. È piccoletta di statura. e confesso che mi dà molto fastidio. Per chi ha lasciato casa sua. fu gettato per terra davanti all'immortale. e tutto l'olio si sparse intorno. si lanciò sulle nuvole e. Vide i giovani immortali che annunciavano: "Maestro. Scimmiotto continuava a scherzare: "Guardate che bel sudario ci regalano da vivi. Porcellino. che si trovava lontano sul bordo della strada maestra. La collera è cattiva consigliera. ma dei tronchi di salice. Scimmiotto." Il fustigatore alzò il suo strumento e gridò: "È il tuo turno!" "E allora dacci dentro" rispose il salice. queste non sono condizioni straordinarie. "Porcellino!" disse ridendo Scimmiotto. Ma allora il vero Scimmiotto. CAPITOLO 26 AFFANNOSA RICERCA DI UN RIMEDIO IN CUI SCIMMIOTTO PERCORRE LE TRE ISOLE ALLA VANA RICERCA DI UN RIMEDIO. Questa volta Tripitaka fu legato a una piccola sofora. Mi dispiaceva sporcare un olio così fine." L'immortale ordinò: "Avvolgeteli nelle tele. Ne vennero otto di rinforzo. Si diede una spinta per accostarsi al leone. Basta così. con cavallo e bagagli. Schiacciate un pisolino al riparo dal vento. per aria. "Mi vorranno interrogare" pensò Scimmiotto. come la prima volta. poteva anche finire lì. ma inutilmente." La caldaia incominciò a bollire. Ma ora portate qui un'altra caldaia: per vendicare l'albero di ginseng. Finalmente in venti riuscirono a portarlo ansimanti fino al calderone e ce lo buttarono dentro: fece un grande schizzo. e va bene. ed ama il santo la virtù. Un uomo superiore mai non cerca La lite. pensavo che oggi non mi avrebbero battuto. e poi ripartiremo." Il calderone venne posato ai piedi della scala." Quattro ragazzi ci provarono. il taoista gli potesse giocare qualche brutto scherzo. Poi vennero portate dieci pezze di grossa tela fabbricata in casa. ci ha fregato!" esclamò Porcellino. alla seconda passata avremo bonzo fritto da mettere in tavola. vide i bonzi che avanzavano sulla strada. Si slanciarono tutti insieme in aria. È una pignatta su misura per il tuo appetito. E GUANYIN RIPORTA ALLA VITA CON LA RUGIADA L'ALBERO DI GINSENG. Maneggiate con potenza e con ferocia. cadrà morto stecchito. dall'altra un leone di pietra. aveva vicino a sé. il grande immortale fece una risata cattiva: "Scimmiotto è pur sempre il Bel Re Scimmia! All'epoca dei gravi disordini che provocò in Cielo. "Ora riempite la caldaia d'olio. L'immortale ritornò al suo tempio. ma i discepoli non rimasero ad aspettare che dicesse la sua opinione: Sabbioso tirò fuori la sua preziosa mazza. "Guarda che roba. e pensava: "È meglio di quanto temevo. si morse la punta della lingua e lo trasformò. Sarà meglio metter fine all'esperimento. ritorniamo al tempio: al sorgere del giorno il grande immortale fece colazione e salì alla sala di ricevimento.cadere. sentiva tutto e si diceva: "Il maestro non sarà all'altezza della situazione: come toccherà l'olio bollente. e non accorgersene neppure. ma quando l'immortale spiegò di nuovo la sua manica." Scimmiotto ascoltò con piacere. "Com'è privo di riguardi! Scappa se vuoi. circondarono l'immortale e incominciarono a legnare senza troppi riguardi. Così passa buona parte del mattino: Quando mai riprenderan la loro strada? I tre condiscepoli attaccavano congiuntamente con energia. non ci resterà poi la cera di fantasmi affamati. Ma ecco che ricominciano a frustare l'emanazione del mio corpo." A queste parole. come testimoniano i versi: Consapevole del Vuoto non capiva Il segreto del Signore Uguale al Mondo: Come egli resistesse a tre armi magiche. non credo che poi avresti più potuto usarlo per il fritto misto. Il vostro vecchio Scimmiotto potrebbe saltare il sonno per mille notti di seguito. ebbe un fremito ed esclamò: "Ahi. legato come un salame." E quello rispondeva: "Sollevate Scimmiotto e gettatecelo dentro. poi altri quattro. entrò nella corte e di nuovo li estrasse dalla manica. I giovani taoisti si presero una bella paura. Nulla potrai ottener se non perseveri. Se non sapete quali proposte ricevette. Il grande immortale del Primordiale Soggiogato afferrò la mano di Scimmiotto e gli disse: "Conosco le tue capacità e la tua reputazione. Anche la tua violenza sarà vinta." E i discepoli ubbidirono." A questo punto venne portato un gigantesco calderone. osservando in direzione dell'Occidente. Il grande immortale abbassò la sua nuvola su di loro e gridò: "Dove vai Scimmiotto? Rendimi l'albero di ginseng!" "Rieccolo. "Questa maledetta scimmia ama tanto la terra che non si riesce a staccarla dal suolo. sia quello grande. "Come ti sei permesso di rompere il mio calderone?" "Non sei il primo a cui mi càpita di guastare i fornelli" replicò Scimmiotto ridendo. Perciò si guardò intorno. a pranzo!" "Tanto meglio. a quanto pare non stiamo battendo i bonzi. altrimenti non ne usciremo mai. Certo che potrebbero risparmiare un bel po' di stoffa con le solite tuniche a campana. perde." Mentre maestro e discepoli fanno una sosta. Potevi limitarti a scappare. sopra una catasta di fascine che fecero un fuoco d'inferno. Lo friggeremo per vendicare il nostro albero di ginseng." Tripitaka si mise a tremare come una foglia. Scimmiotto se ne accorse e lo apostrofò: "Non siete proprio all'altezza. il grande immortale diede in una risata agghiacciante e si fece avanti per impadronirsi di Scimmiotto. ma perché mi spacchi la caldaia? Adesso lo metto io nelle peste. "Quando ho trasformato quei salici. Questa scimmia è inafferrabile. il cavallo e i bagagli. ai piedi della scala. Porcellino il rastrello e Scimmiotto la sbarra cerchiata d'oro. dopo la doppia correzione di ieri. Scendete giù. Quelli che curavano il fuoco incominciarono a gridare: "Perde. Se ne vada dove gli pare. Anche se balzassi fino al Paradiso ." A queste parole. Se prima possiamo mangiare abbastanza. Il leone prese l'aspetto di Scimmiotto. maledetto!" tuonò il grande immortale. stringere fra le dita il mercurio. né come le cose andarono a finire. ma senza risultato. legato come un salame. maestro. ma ancora non si riusciva a sollevarlo. Porcellino e Sabbioso agli alberi che stavano a destra e a sinistra dell'ingresso della sala grande.

Precisamente. quando arrivammo al tempio. archi giganteschi Che si vedono splendere dal mare. un albero morto. la contrada degli immortali." "Caro maestro.] . Ma la legge del mio maestro è severa. senza il minimo rispetto. come puoi pretendere di prevalere su di lui? Se tu avessi ammazzato qualunque bestia. Ma i frutti di ginseng nascono dalla radice del legno di immortalità. come avrebbero dovuto. ci inseguì. il grande immortale non era in casa. "Il maestro del Primordiale Soggiogato è il decano degli immortali terrestri. va lavata e inamidata. l'immortale ha incominciato a prendermi sul serio e abbiamo combinato un affare: lui ha liberato i miei. con la scusa di andarsi a procurare chissà quali rimedi. Avemmo una discussione con qualche battuta antipatica da parte sua. gli sembravano dei neonati e perciò rifiutò di assaggiarli. che storie hai raccontato all'immortale per indurlo a liberarci?" "Io non racconto mai storie. "e che vi siete dedicato a proteggere il monaco cinese che va a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. come noi siamo i patriarchi di quelli celesti. "non prendertela tanto." "Quando pensi di ritornare?" "Mi basteranno tre giorni. fece liberare Tripitaka. Porcellino e Sabbioso." "Che diavolerie vuoi che faccia?" intervenne Porcellino. La gente nella corte sentì gridare le gru nel vasto cielo: era l'annuncio che i tre vecchi del buon augurio si avvicinavano. Ma usai i miei mezzi per fuggire e per rompere la pignatta. fuggimmo di nuovo. esercitare il respiro. Le tre stelle salirono su di un'augusta luce e si diressero al Tempio delle Cinque Fattorie. Aveva lasciato due ragazzetti. "e non angosciarti. Si provarono a rinchiuderci e noi fuggimmo. e di sicuro troverò qualcosa che si adatti a quest'albero. Rari profumi spiravan nel vento: Fra brandelli di brume colorate. I due ragazzi non girarono l'offerta a noi discepoli. pensando che la buona medicina vien dal mare." Il bravo re scimmia. perché noi possiamo rispondere. ma quando il messere ritornò a casa e vide l'accaduto." "Ho capito. lasciò il Tempio delle Cinque Fattorie in direzione del grande oceano orientale. dopo una giornata di frustate. Non ci vediamo da molto tempo. semplicemente per la dieta che fa. "Benedetta scimmia. Dopo tutte queste peripezie. mi legherò a te con gli otto saluti e diventerò tuo fratello giurato. "mi chiedo che diavoleria conta di fare il nostro condiscepolo. Non volete altro che riavere vivo il vostro albero? Non è difficile. basterebbe a riportarlo in vita un gran di miglio del nostro elisir. le sopracciglia di Scimmiotto si aggrottarono e la sua fronte si increspò di mille rughe. "L'altro giorno." "Dove conti di trovare i mezzi per mantenere le tue promesse?" "Un vecchio detto dice che la buona medicina vien dal mare. non ci muoveremo di là. non può esistere. attraverserei come niente le trentasei sfere celesti. non vi sbarazzereste facilmente di me. dunque!" si spazientì il grande immortale. Le bellezze fatate qui si recano Per recare in offerta ai tre immortali Pesche d'eternità. quarantasettemila anni a mangiarne uno." "Be'. È vero che una posizione in Cielo ce l'hai anche tu.. usare l'acqua per rafforzare il fuoco. Non è roba che faccia tornare in vita le piante morte. mentre la stella della Longevità fungeva da spettatore. "Sta tranquillo che non lo lascerò morir di fame." "Ma parti. se me lo aveste detto prima. e giunse alla Grotta delle Nuvole Bianche. vi restituirò l'albero vivo. Vi sareste risparmiato tutti questi scontri. Potrei percorrere cieli e mari da un capo all'altro. ma lui non capì che cosa fossero. non conosce il valore delle cose! Sono frutti che dànno trecento sessant'anni di vita ad annusarli. grande santo?" "Vi sono venuto a trovare per distrarmi in vostra compagnia. "Se non ti tenesse sotto controllo. non è una cattiva idea" risero le tre divinità." "Ho sentito dire che avete lasciato il taoismo per il buddismo" commentò la stella della Longevità. con una capriola nelle nuvole. dovrete fare i conti con me." "Comunque rassicùrati" aggiunse la stella della Longevità. signori. Conta pure di disporre di tutti i giorni che servono: lui aspetterà che tu ritorni con il rimedio adatto. rami spezzati e radici per aria. io reciterò il sutra che sai. Tre giorni e non di più. Quindi dovrete passare i giorni per monti e per valli: come fate a trovare tempo per distrarvi?" "Vi dirò tutto. mescolare la tigre e il drago. Sino ad allora. La ricetta che ti servirebbe sarebbe contraddittoria. Allora rubai tre frutti e li divisi fraternamente con i miei compagni." E gli gridò: "Consapevole del Vuoto. Sono venuto a trovarvi perché vorrei chiedervi un piccolo servizio. messere. sempre che siate d'accordo. Ma nel frattempo dovete provvedere al mio maestro." "Come sarebbe a dire. ma preferirono mangiarsi tutto loro. Noi siamo l'ultimo dei suoi pensieri. e al primo colpetto che diedi l'albero andò lungo disteso: scomparsi i frutti." "Si capisce. non sa proprio stare al suo posto!" esclamarono le tre divinità. uccello. sul Monte della Longevità. e vi garantisco che il vecchio Scimmiotto troverà il modo di rendere la vita al vostro albero. Su alti trofei di nuvole si avanzano [. se lo fosse. cadute le foglie. saluterei il Buddha e continuerei a chiederti di rendermi l'albero di ginseng. Il nostro livello nel Tao è molto inferiore a quello del grande immortale: non è escluso che possieda una longevità uguale al Cielo. mantenere la concentrazione dello spirito. Anch'io parto subito. Quando saranno trascorsi. i nove luminari Si rifletton su tartarughe d'oro. perché ci imprigionò tutti nella sua manica. Altrimenti." A una risposta così recisa. poi. sicuro che in ogni modo non gli potevano sfuggire. e io ho promesso di riportare in vita il suo albero." Il grande immortale. Lasciate liberi i miei. cui seguì un parapiglia. "In quale posto le avete incontrate? Bisogna che ci diate informazioni esaurienti. Tu che non sei ancora entrato a far parte del vero corpo degli immortali. Salgon spire di brume colorate Nel cielo azzurro. che sarò puntuale." "Va bene. Si vedevano Dardi di luce attraversar lo spazio. Sono venuto da queste parti. ma può darsi che se ne trovino altrove." "Benedetta scimmia. "Non avrai per caso rubato i suoi frutti di ginseng per mangiarteli?" "E se fosse?" replicò Scimmiotto ridendo. vi prego di insegnarmele subito. constatando che non c'era verso di tenermi fermo." "Ma ci abita il grande immortale del Primordiale Soggiogato!" esclamarono i tre vecchi. gli avversari erano la stella della Fortuna e quella della Ricchezza. la sua indulgenza è a tempo definito: mi ha dato tre giorni. Mettiamola così: qui non abbiamo una soluzione." "Non avrà il coraggio di abbandonarci" assicurò Tripitaka. Per questo i due piccoli immortali ci coprirono di contumelie. tenere in scacco tre eccellenti armi magiche con un semplice scacciamosche. Isole dove convergono i flutti. perché non reciti quell'incantesimo. Il maestro e i condiscepoli vennero impacchettati e laccati come anitre da cucinare. nella pianta organica dell'Unità suprema non esisti nemmeno. se non sarai di ritorno. Alte torri di diaspro la cui ombra Rinfresca il cielo. Le gare di magia qui non servono. davanti alla quale vide fra i pini tre vegliardi che giocavano a go. tanto per incominciare vi sfonderò tutte le pignatte di casa. che offrirono al nostro maestro frutti di ginseng. Quando la sua biancheria è sporca. Un posto bellissimo. "Grande santo" aggiunse gentilmente la stella della Fortuna." E si congedò." Si strinse alla vita il grembiule di pelle di tigre e prese congedo dal grande immortale dicendo: "State tranquillo. "Chiediamogli dove conta di andare. con indosso una semplice veste di casa. Dopo tre giorni reciterà l'incantesimo della costrizione del cerchio. Che ne dite?" "Se hai questo potere." "Che genere di noie?" volle sapere la stella della Fortuna. ma si concluse presto. le stelle respinsero la scacchiera e risposero al suo saluto: "Qual buon vento vi mena.. Noialtri invece ci dobbiamo impegnare in continue fatiche: nutrire l'essenza seminale. ma ci conosce. "Maestro" disse Sabbioso. Non voglio ritrovarlo pallido né smagrito. Come puoi prendere alla leggera dei frutti così nutrienti? È una radice di efficacia senza pari al mondo. Le cose stanno come dite.dell'Ovest ti seguirei. come testimoniano i versi: Sacro e vasto paese d'immortali. fratelli maggiori. ubbidisco. Il rango del grande immortale è superiore al nostro. perché è urgente liberare il monaco cinese dalle sofferenze che sta sopportando. saresti capace di intrufolarti di nuovo in Paradiso. Se conoscete ricette per riportare in vita gli alberi. ma per aiutarti gli faremo visita e riferiremo i tuoi problemi al monaco cinese. sradicata?" esclamarono spaventati i tre vegliardi. molto contrariate. dico sempre la verità. Chiederò alla loro esperienza i metodi per ridare vita a ciò che è morto. Attraversava lo spazio con la velocità del lampo o di una meteora. mentre io fui senz'altro messo a friggere nell'olio." Vedendolo. ma non dimentichiamo che sei fuori ruolo. se la batte e non lo vediamo più." "Non so come ringraziarvi" rispose Scimmiotto." "Non chiedo tanto. La notte successiva. "Quello lì usa il trucco del diavolo pentito. fu un vero spettacolo vedere l'immortale. quando ritornerò." "I guai sono avvenuti mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie. Scimmiotto si avvicinò e disse: "Vi saluto. al quale la vita non si può rendere. Mi saltò la mosca al naso. insetto o rettile. in fondo siete un bell'avaro. "Dunque potreste senz'altro mettervi in cammino. Come al solito fa il grand'uomo per abbagliare la gente. avrai i tre giorni che chiedi. Conto di recarmi nell'oceano orientale e di fare il giro delle tre isole e dei dieci scogli per visitare i più antichi santi e immortali. e presto raggiunse le isole Penglai. Non gli deve mancare niente: tre tè e sei pasti al giorno." "Non crederai che ti possa perdonare!" "Se liberate il mio maestro. ma lungo la strada per l'Ovest ho avuto qualche noia. ma fummo riacciuffati come la volta precedente. Si chiamano cinabro trasmutato vegetale. potrei cercare altrove." "Non parliamo di efficacia della radice: l'ho appunto sradicata. Scimmiotto attraversò il paesaggio senza potersi saziare dello spettacolo.

perché è il decano degli immortali terrestri. arriva la Ricchezza. Come hai osato metterti in conflitto con lui? E il suo albero di ginseng dà una specie di elisir vegetale. "Pratico il detto: volgere il capo alla fortuna. Oggi siamo venuti dopo aver saputo che il grande santo Scimmiotto aveva disturbato il vostro ritiro. l'afferrò per un braccio e disse ridendo: "Non hai perso nulla della tua ciccia." "Se non c'è rimedio. qui raccolse una pietra sonora e si mise a saltellare intorno percuotendola a tutto spiano con i mestoli. un giovane immortale corse trafelato ad annunciare: "Maestro.." "Di che cosa si tratta?" chiese il sovrano supremo. non gli alberi. Godeva eterna vita rifuggendo ogni fama: Su di lui non aveva il tempo alcuna presa. Scimmiotto gridò: "Avete niente in contrario che mi venga a divertire con voi?" Tutti gli andarono incontro. dicendo: "Ci vergognamo di aver lasciato passare tanto tempo prima di ritornare a presentare i nostri rispetti e a contemplare il vostro volto venerato. Uscito dal suo guscio per ascendere al vero." "Possiedo un grano di cinabro dell'Unità suprema nove volte trasmutato. Penetrando il segreto dello sperma e del soffio. ma inoltre volevamo chiedere un rinvio per Scimmiotto. semmai un mestiere servile lo fate voi. Scimmiotto disse: "Sono venuto a chiedere un favore." "Misura le parole. scoppiando a ridere: "Quanto ti dona! È il caso di dirlo: se gli aggiungi il berretto. che sono spiriti della terra e del legno. "Proprio così" confermò la stella della Longevità. mi congedo e vi saluto" concluse Scimmiotto." Manqian era il nome in religione di Dongfang Shuo. Scie di brume felici ondeggianti nell'aria. prese la parola la stella della Fortuna. se non vi sono venuto incontro. bevevano. si rassettò e venne a salutare le tre stelle. Si teneva lontano da vanità e menzogna. E sfidi sempre le tempeste: non porti nemmeno il berretto in capo. Mi son dovuto adattare a promettergli che avrei trovato un modo per ridare vita all'albero. sperando che non rifiuterete di insegnarmi un modo per ridar vita all'albero." Mentre Porcellino faceva il buffone. viveva a piacer suo. furfantello! Ma nella casa del sovrano supremo non ci sono pesche da rubare. "Non ho perduto la dignità" rispose ridendo Porcellino. ma può curare solo gli esseri viventi. Mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie. finì per sollevarle la veste. con capelli candidi e splendenti disposti in crocchie a forma di cicogna. "Ci è venuto a chiedere una ricetta per ridar vita al vostro albero di immortalità. Quando si sedettero per prendere il tè. Per questo siamo stati trattenuti. A un tratto udì gridi di gru nere e sentì alitare una brezza profumata: un essere divino doveva trovarsi nei dintorni." "Per carità. Mentre conversavano Porcellino ritornò alla carica e si mise a molestare la stella della Fortuna chiedendole caramelle." Passando davanti alla cucina. Non ti è bastato di rubarne. frugava nella sua cintura. da lui abbattuto. che modi son questi?" gli gridò Tripitaka. ma non so se me lo farete. Danze di nere gru in cima alla montagna [. sotto l'albero di perle." "Zitto. come testimoniano i versi: Illumina la bruma un albero di perle.. [." Tripitaka gridò a Porcellino di farsi da parte. Realizzati i suoi meriti. perché tu mi guardi male?" "Non ti guardo male" replicò Porcellino.] Ai vegliardi che così si trastullavano. "Vieni a servire il tè. queste non vollero sedere finché non ebbero reso omaggio al grande immortale in qualità di fratello maggiore. ma aveva perduto lo stato d'animo adatto a godere del paesaggio. Porcellino vide un ragazzo davanti a una credenza che stava cercando ciotole e dolci per servire il tè. senza riuscire a trattenere le risa. da un paravento di giada sbucò fuori un ragazzo. ho perduto le staffe con i ragazzi del posto che mancavano di buone maniere e ho abbattuto l'albero del ginseng. Le torri del palazzo montano fino al cielo. "celebro la festa delle quattro stagioni. il Tempio delle Cinque Fattorie è una grotta-cielo del continente dell'Ovest e i frutti di ginseng sono nati direttamente dalla radice meravigliosa da cui ha preso origine l'universo. Sandali da scalare picchi divini ai piedi Ed in capo un berretto da grande cerimonia. Alto luogo d'incontro di immortali." Le mise in testa il proprio berretto da monaco e glielo calcò ben bene. arrivano le tre stelle del mare!" Il grande immortale stava conversando con Tripitaka e i suoi discepoli. Entrate a prendere il tè nella mia umile dimora. ai piedi delle rupi di cinabro. "Qui non c'è da rubare nemmeno elisir. ridevano e cantavano. Quando Porcellino vide la stella della Longevità. ha perduto ogni dignità" s'indignò il grande immortale. "Faccio le cose a ragion veduta. mi guarderò bene dal recitare l'incantesimo" assicurò senza indugio Tripitaka. In rapporti amichevoli col Buddha. Erano davvero Nubi di buon augurio che irradiavano luce. ma temiamo che non gli bastino i tre giorni concessi dal santo monaco sotto pena di recitare l'incantesimo della costrizione del cerchio. Dal momento che non saprei altrimenti come liberare il monaco cinese. Dalle azzurre colline scorrono verdi acque [. portami rispetto!" "Io non sono un facchino.] Porta il nome di sovrano supremo Dell'Est. hai voluto proprio buttar giù la pianta! Non avrai mica pensato che lui potesse ingoiare un tal rospo senza reagire?" "In effetti ce l'eravamo svignata. Il ragazzo che allora sbucò dal paravento Altri non era che l'illustre Dongfang Shuo.A questo spettacolo. è quello che si dice: sfruttare la fortuna sino in fondo. "Porcellino. I frutti che maturano sugli alberi Mille anni di vita ti promettono. Scimmiotto rise ed esclamò: "Sei qui.. Scimmiotto vi discese." Prese per mano Scimmiotto e lo fece entrare nel suo sontuoso palazzo di immortale: piscine di diaspro. si impadronì di quattro mestoli e corse nella sala grande. padiglioni di pietre preziose. grande santo." La stella della Longevità si strappò il berretto e borbottò: "Stupido facchino. 'porta fortuna!'. Manqian!" gli gridò il sovrano supremo. Giocavano a go o a scacchi. Dopo che si furono accomodate. Non si può curare un albero così. Il Maestro dell'Immortale Soggiogato che vive nel Tempio delle Cinque Fattorie si onora del sacro soprannome di Signore Uguale al Mondo. A questo annuncio. In tre occasioni in cielo aveva di nascosto Rubato ed assaggiato delle pesche immortali.] A Yingzhou Scimmiotto vide." "Di recente ho avuto l'incarico di proteggere il monaco cinese nel suo viaggio a ovest. Qui la fenice si viene a posare." Risalì su una nuvola e si recò nell'isola di Yingzhou. Il sovrano supremo voleva trattenerlo per offrirgli una coppa di giada. È appunto per questo che vi sollecito. ed è subito ripartito per continuare la ricerca." Tripitaka gli ingiunse di andarsene e Porcellino si allontanò rivolgendo uno sguardo intenso alla stella della Fortuna. ma lui ci ha riacchiappato e ci ha messo nella sua manica come fazzoletti. levo le mani per onorarvi. Scimmiotto. Non eravamo in grado di aiutarlo. ma ho troppa fretta. non c'è rimedio. somaro!" "Se non faceste un mestiere servile. fra gli immortali delle brume E nebbie occupa il posto più importante. Con la vita serrata in cintura di seta." "Benedetta scimmia! Provochi catastrofi da tutte le parti senza curarti delle conseguenze. aveva raggiunto il monte Fangzhang. Riconoscendolo. sono venuto apposta alla vostra nobile residenza. non oso trattenermi.. Era un posto magnifico. I tre puri sentieri la percorrono Su alte terrazze. Sugo di giada cola nei ruscelli. ma Scimmiotto rifiutò: "Vi ringrazio. tra fiori fragranti. nove immortali dai volti fanciulleschi. vecchio furfante?" ribattè Dongfang Shuo avanzandosi per rendere il saluto. Siamo venuti qui innanzitutto per presentare i nostri rispetti. "Questo bonzo fa sempre peggio. Quando il tè fu bevuto. come testimoniano i versi: Sulla montagna si alza un altro cielo. con il suo gran testone completamente calvo. scese la scala incontro ai visitatori. partito su una nuvola dalle isole Penglai. vecchio mio. È un pezzo che non ci vediamo." Il sovrano supremo gli rese premurosamente il saluto: "Scusate. come testimoniano i versi: . la gente non vi ordinerebbe continuamente 'reca longevità!'. Un bel posto anche quello. A rigore qualcosa si potrebbe fare su vegetazione ordinaria. chiacchieravano.. questa reagì: "Somaro! Che cosa ti ho fatto." "Il Novizio Scimmiotto è dunque arrivato alle isole Penglai?" chiese il grande immortale. Le tastava le maniche. Canti melodiosi di fenici variopinte. Scimmiotto gli andò incontro timidamente: "Signore. ma quel Monte della Longevità è terra benedetta più antica del cielo. Com'era vestito? Avvolto in una tunica dai riflessi cangianti." "E tu che ci vieni a fare.. benedetti dal cielo e impregnati dalla terra. 'procurami ricchezza!'. Si avvicinò. "Mettetemi al corrente.

Spezzata la radice dell'albero immortale. vi trovo bene. starebbe bene quanto noi. senza nemmeno mettersi seduto." "È una fortuna!" esclamò Scimmiotto ridendo. seguiti da Tripitaka e dai suoi discepoli. come avevo detto. Consapevole del Vuoto?" "Orso scarruffato!" tuonò Scimmiotto. con cui fu raccolta l'acqua pura che sgorgava sotto le radici. venite ad accoglierla!" Le tre stelle e il Maestro del Primordiale Soggiogato si precipitarono fuori dalla sala. frustare e interrogare tutto il giorno. Cercava il grande santo un adatto rimedio. ci chiuse nella manica e ci fece legare. Guanyin fermò la sua nuvola e salutò per primo il grande immortale. Moksa e le fanciulle-drago. Scimmiotto condusse a renderle omaggio Tripitaka. hai scelto la parte giusta e ti stai recando nell'Ovest per prestare omaggio al Buddha. Lui strappò un ramo del mio salice e lo calcinò nel forno del cinabro. Come hai trovato il tempo di venire fin qui?" Scimmiotto spiegò che cosa cercava." "Tenete d'occhio il boschetto. nel seguire il gran dio dentro il boschetto dei bambù porporini per presentare i suoi omaggi a Guanyin." "Se le cose stanno così" intervennero i tre vegliardi. ma nelle tre isole e altrove nessun dio o immortale ha saputo aiutarmi. senza nozione del valore delle cose!" lo rimproverò Guanyin. non ti degni più di darmi del 'voi'?" In effetti. poi invitò Guanyin a uscire per prima. sperando umilmente nella vostra infinita compassione. a quanto si dice. Scimmiotto le tese la mano sinistra. "Un ricostituente che può curare una pianta ridotta in cenere. "Porgimi la mano. Porcellino e Sabbioso. ciascuno poté constatare che l'albero giaceva al suolo con le radici all'aria. Conserva il suo profumo la foresta Di giovinezza. seguiti da Tripitaka. che tubava pian piano. "La rugiada del mio vaso immacolato è un prodotto di prima qualità. figúrati che in un certo senso. Abbassò la nube sulla sua cima e vide la pusa Guanyin. "Sul monte diseredato del vostro umile servitore non abbiamo vasi di giada" si scusò il Maestro del Primordiale Soggiogato." "In tal caso. Prese il suo vaso immacolato e il suo pappagallino bianco. Bisogna raccoglierla in un vaso di giada. Non seppe far altro che rispondere sorridendo: "Grande santo. nel continente dell'Ovest. un po' lo doveva anche a Scimmiotto. Possono servire?" "L'importante è che siano oggetti di giada adatti a raccogliere l'acqua" rispose Guanyin. Guanyin inzuppò il ramo di salice nella rugiada del vaso e tracciò sul palmo della scimmia il segno della risurrezione. Porcellino sentì parlare di questi frutti di ginseng e gli venne una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto: perciò ne rubai tre e ce li dividemmo. E lui è il decano degli immortali terrestri. ma non sapremmo come aiutarti. "Ma l'altro giorno i frutti erano solo ventidue. Adesso è dimostrato che non mentivo. S'insegna come le trasformazioni A migliaia provengono da un solo Articolo di fede: il giusto frutto Di quattro sante verità ti libera. non ci volle molto perché l'albero riprendesse a verdeggiare. Hai incontrato il grande immortale Primordiale Soggiogato?" "Il fatto è che non lo conoscevo" confessò Scimmiotto prosternandosi fino a terra. ho distrutto l'albero del ginseng. Ora che hai messo su casa sulla montagna santa. a questo punto non saresti altro che un fantasma sul Monte del Vento Nero. e partì seguita da Scimmiotto. piccoli taoisti. Perché ritornarci sopra? La pusa mi manda a ricevervi. "bando ai complimenti: preghiamo la pusa di venire in giardino a esaminare la situazione. Scimmiotto li riconobbe e disse ridendo: "Cari vecchi condiscepoli. i frutti la dolcezza Ed i fiori risplendono scarlatti. nel boschetto dei bambù porporini. mi devo congedare. spunteranno nuove foglie. portatemi un vaso di giada!" gridò Scimmiotto. il suolo lo aveva assorbito. Il grande immortale si rasserenò completamente e fece portare il martelletto d'oro per cogliere dieci frutti. con i tre anziani a sinistra e Tripitaka a destra. ritornò verde e bello come prima. Lo dicono i versi: La veneranda immagine dorata Della Compassionevole. il grande immortale teneva loro . Come hai potuto abbattere quella pianta?" "Il vostro umile discepolo non si rendeva conto della situazione" rispose Scimmiotto inchinandosi ancora." "Su quel monte c'è il Tempio delle Cinque Fattorie." E riprese a supplicarla. tavolini e vassoi di cinabro. "In giada abbiamo solo tazze da tè e coppe da vino. secondo il dio del luogo. Io me lo ripresi e lo misi nel vaso." I nove vegliardi gli proposero una sosta per bere nettare di giada e mangiare radici di loto azzurro. seguita dai tre anziani. grande immortale" gridò Scimmiotto." Il grande immortale fece portare trenta tazze e quarantacinque coppe. I piccoli immortali disposero seggiole. rizzare l'albero e annaffiarlo a partire dalla sommità: allora la scorza tornerà ad aderire ai rami e al tronco fino alle radici. è compito mio risarcirvi. "Su. Consapevole del Vuoto" ordinò Guanyin." "Se il grande santo fosse rimasto sulla buona strada e non avesse provocato disordini in Cielo. Come mai ora ce n'è uno di più?" chiesero meravigliati Vento Puro e Chiaro di Luna. "Portate quello che avete. e ci avevano ricevuto due giovani immortali. e prega la pusa di rimetterti in piedi quell'albero dei miei stivali. in certi casi limitati. se l'orso nero aveva conseguito il giusto frutto e acquisito il titolo di 'gran dio' come protettore del Potalaka. vivi con la pusa e ne prendi lezioni. poi le tre stelle. io stessa dovrei quasi cedergli la precedenza. I recipienti con l'acqua sorgiva venivano porti uno dopo l'altro a Guanyin." "Che maledetta scimmia. "Il suo albero del ginseng è una radice meravigliosa che risale alle origini del cielo e della terra. Quando giunsero nel parco. Guanyin sedette al posto d'onore. non avrà certo difficoltà a rimetterne in sesto un'altra che è semplicemente sradicata." Il grande immortale si inchinò per ringraziare: "Come avrei osato scomodarvi per così piccola cosa?" "Il monaco cinese è mio discepolo. Lasciò poi Yingzhou in direzione del vasto oceano orientale e giunse in vista del monte Potalaka." Scimmiotto si diede l'aria più decente e rispettosa che poté. recitando un incantesimo. Portava ventitré frutti. che in realtà sapeva già tutto. "a che punto è il monaco cinese?" "È sul Monte della Longevità. Scappammo di nuovo. ma senza fortuna. Dal prezioso boschetto avvolto nelle brume Uscirono ad accoglierlo i vegliardi immortali. il motivo è lo stesso che ha reso necessario usare per l'acqua un recipiente fatto di un materiale in cui non entrassero i cinque elementi" confermò Guanyin. e vediamo se ha capacità sufficiente. e se Scimmiotto vi ha offeso. intenta a predicare e commentare i sutra per le divinità guardiane del cielo. Poi fu la volta degli immortali del tempio. Perciò sono venuto a salutare voi. La pusa si accorse dell'arrivo di Scimmiotto e gli mandò incontro il gran dio protettore della montagna. "e. "Io ne avevo rubati tre. Dalla dolce Rugiada vien lavato da ogni polvere Il cuore e vien restituito a vita Immortale il santo albero. tutte le foglie erano appassite e cadute dai rami." "Di corsa. "Consapevole del Vuoto" chiese lei. Esaurita l'acqua disponibile. non tergiversiamo. per curare piante magiche. perciò lui trattiene il nostro maestro e ci impedisce di proseguire il viaggio. torno subito" raccomandò Guanyin ai suoi. che uscì dal boschetto e gridò: "Dove vai. Poi gli disse di porre la mano sulle radici e di attendere che dal suolo sgorgasse acqua. che aspergeva l'albero con il suo ramo di salice. invece di perder tempo nelle isole?" Il rimprovero diede a Scimmiotto un bel sollievo: "Meno male! Dunque a venir qui non ho perso tempo. che visse Accanto al Buddha prima di incarnarsi Nel corpo attuale per purificare L'onda dei desideri. finché sgorgò una sorgente di acqua pura." "Proprio così. Una volta facemmo una scommessa con Laozi. "Il tempo rende giustizia" affermò Scimmiotto." "Perché non sei venuto subito da me. perché mi aiutiate a salvare il monaco cinese e a permettergli di riprendere il viaggio a occidente. arrivati al tempio. secondo ragione. Il giorno dopo l'immortale ci catturò. si gonfieranno nuovi germogli e avremo nuovi frutti. dai discepoli e dalla folla degli immortali. ma riuscirono soltanto a fargli vuotare una coppa e assaggiare un pezzettino di radice. "Prepara l'altare e l'incenso. Scimmiotto. che persi la pazienza e gli buttai giù l'albero. dicono gli antichi: il vero gentiluomo sa dimenticare i torti. Porcellino mi ha tanto rotto i corbelli sostenendo che me l'ero sbafato io. Come dicono i versi: Nell'isola regnante sopra il mare Pieno d'inesauribili tesori. "Come ti permetti di darmi del 'tu'? Se il vecchio Scimmiotto non ti avesse risparmiato. Quindi è tutto a posto. Scimmiotto tastò fra le radici. Ho girato i mari per trovare un rimedio. "Lui non era in casa. Quando i ragazzi lo scoprirono fecero tante di quelle storie." Il grande immortale fece preparare una tavola per l'incenso e fece spazzare la corte posteriore. "Quest'acqua non deve entrare in contatto con i cinque elementi. Il grande immortale intratteneva in conversazione i tre santi vegliardi. e i nove anziani ne furono molto impressionati: "Tu sei sempre esagerato! Quanti danni combini! Ci dispiace. quando si vide Scimmiotto scendere da una nuvola gridando: "Arriva la pusa." "L'avete già messa alla prova?" "Si capisce. invitava infatti Guanyin e i tre vegliardi a ritornare nella sala grande per ricevere i suoi ringraziamenti e far festa con i frutti di ginseng. La terza volta capii che non c'era altra via d'uscita e gli promisi di guarire la sua maledetta pianta. quel giorno. un altro era caduto a terra e. Dopo un giorno e una notte. Ma infine le cose si sono aggiustate. Porcellino e Sabbioso rizzarono l'albero e lo rincalzarono nel terreno. Quando si fu accomodata e furono scambiati nuovi saluti.

e Sabbioso Generale delle Cortine Arrotolate. mentre cerco un abitato in cui elemosinare cibo. Questa sensazione accresceva la sua determinazione nella ricerca delle scritture e alimentava l'ansia per i ritardi già subiti. coglierò quelle. la diavolessa. dal volto di luna. Smontate da cavallo e sedetevi tranquillo. camminò verso il monaco cinese come se percorresse la strada venendo da ovest. Il decimo frutto venne diviso fra gli immortali del tempio. A pancia vuota non si cammina. da vicino sicuro. davanti al cavallo. Dopo avere scalato un'alta rupe. van maturando del ginseng Frutti preziosi in novemila anni. Le famiglie dei daini e dei cinghiali. Mentre il monaco riposa. Tre vegliardi rivedon vecchi amici. Il Maestro del Primordiale Soggiogato fece servire vino e un pasto di magro. Alla domanda di che cosa si trattasse." "Va bene. ed è così ripida che forse il cavallo non riuscirà a scalarla. Regna in questi luoghi Dominati da mille picchi gelidi L'atmosfera di un mondo primordiale. Dice il proverbio: non c'è monte senza fantasma. Il sudore sul suo viso È rugiada sopra un fiore. La voce è d'usignolo che canti nella pergola." La diavolessa voleva farsi avanti per impadronirsi di lui senza complimenti. ancor più ripida. creando Glauchi recessi. Rovi spinosi ingombrano i sentieri Spesso interrotti da folti di pini E da alti cedri. che meraviglia! Si parla da un pezzo di questo monaco cinese che deve cercare il Grande Veicolo. Scimmiotto ringraziò la pusa che se ne ritornò sul Potalaka. L'indomani all'alba Tripitaka e i suoi discepoli si prepararono a proseguire il loro viaggio. dove potevi muovere soltanto la lingua! Io ti ho salvato la vita e ti ho ricevuto fra i miei discepoli. Dalla gonna pieghettata I piedini loto-d'oro. C'era di che spaventare il reverendo sul suo cavallo. conosciamo il nostro mestiere" rispose Scimmiotto. osservando attentamente.compagnia su di uno sgabello. Oltre tutto il venerabile. Calamita col suo incedere Ogni sguardo intorno a sé. "Un momento fa Consapevole del Vuoto diceva che questi posti sono selvaggi e deserti. rapido come il lampo e lasciandosi dietro una scia di vapori. Per calmare la vostra fame. si era stabilita una tale corrente di simpatia. I tre discepoli e il grande immortale tennero loro compagnia. Ciascuno consumò un frutto. né in elemosina né pagando. "Maestro. e quando vide Tripitaka che si era seduto a terra per riposare si rallegrò: "Che bella fortuna. cercando di darsi un contegno." Ci sapeva fare. notò sul versante esposto al sole una piccola area di puntini rosso vivo. Come si usa dire: da lontano oscuro. Sabbioso!" gridò Tripitaka. Per quanto fossero decaduti. Ma Tripitaka era divenuto irrequieto: l'elisir vegetale che aveva mangiato gli dava una sensazione di rinnovamento dalla testa ai piedi. "Porcellino. grazie all'elisir vegetale che aveva mangiato. dopo che si erano giurati fratellanza. "non è un'idea furba. "quando penso che ti ho trovato incastrato dentro un cofano di pietra. Scimmiotto prese con sé la ciotola delle elemosine e si catapultò nel luogo della raccolta." Posò il rastrello." "Benedetta scimmia" replicò Tripitaka di malumore." "Trovare delle pesche da mangiare è già una bella fortuna. Va a chiedere in elemosina del cibo di magro. Stiamo ben attenti. e rifiuti di mendicare cibo per me. in fin dei conti. vi metterete a recitare quella roba. qualcosa ho trovato" dichiarò scendendo dalla nuvola." "Maestro" rispose Scimmiotto con un sorriso contrariato. E la cipria sopra l'arco Di falena dei suoi occhi Come bruma sopra il salice. In questo stato e fra queste montagne pestilenziali. Io vado a fare un'ispezione. non dite altro. Le tigri solitarie. si trovarono di fronte un immenso panorama: Dal picco che sovrasta le alte creste A terrazze. Un pitone È lungo mille piedi e un gran serpente Si srotola per diecimila tese. "restate qui con Sabbioso. prima di giurare fraternità con Scimmiotto." "Mi pare invece di essere diligente. che il secondo non avrebbe voluto vederli andar via così presto. si vedon serpeggiare Fragorosi torrenti nei burroni. Quando mai avrei mostrato il contrario?" "Ti pretendi devoto e diligente. A notte i quattro pellegrini poterono finalmente prendersi un riposo sereno. Le mandorle degli occhi come stelle fulgenti Sotto l'arco blu-notte dei fini sopraccigli. mentre lupi e serpenti si rintanavano impauriti. Il bravo re scimmia apriva la strada. non si vedeva segno di presenza umana. Pendono dagli alberi Ovunque liane fino all'erba folta E la luce intercettano. bianchi i suoi denti. Restituì la rugiada foglie e frutti All'albero che già distrutto giacque. e Tripitaka dichiarò: "Consapevole del Vuoto. che dapprima gli aveva ispirato orrore. per chi ha abbandonato la sua famiglia" commentò rasserenato Tripitaka. si rassettò e si diresse verso la ragazza. Però. quando si trovarono davanti a un'alta montagna. SCACCIA IL BEL RE SCIMMIA. Non ci fu niente da fare. ma vide che due guerrieri lo proteggevano a destra e a sinistra. Diresse a breve distanza il suo vento malefico e con una scossa si trasformò in una fanciulla in fiore. E IL SANTO MONACO. con la sua sbarra appoggiata di traverso sulle spalle. facendosi solecchio con la mano. Non sei che un pigro. Finalmente è giunto il momento tanto atteso. e che sarebbe poi la reincarnazione di Cicala d'Oro. Ci troviamo fra le montagne. Tenendo nella mano sinistra un vaso di ceramica azzurra e in quella destra uno di porcellana verde-grigia. Nelle montagne di cui parliamo viveva una diavolessa. I pellegrini giunsero ai piedi di un'altra rupe. la cui attenzione fu attratta dai movimenti di Scimmiotto. aveva molto accresciuto la sua capacità di resistere alle prove che orchi e diavoli potevano infliggergli. Venne a dare un'occhiata. ho fame. non avrò mai la forza di raggiungere il Monastero del Colpo di Tuono. maestro. essi conservavano una traccia del loro prestigio di altri tempi e ciò induceva la diavolessa alla prudenza: "Sarà più sicuro giocare d'astuzia. ma Scimmiotto mise in mostra le sue abilità agitando il randello e diede un ruggito che mise in fuga tigri e leopardi. La sua carne è stata sapientemente coltivata attraverso dieci successive generazioni: basterà mangiarne un pezzetto per godere di longevità senza fine. e sostò chiedendosi chi fossero quei grandi capi. Cervi e cerbiatti in branchi. rosse le sue labbra. lepri e volpi Che dovunque s'aggirano. Sputa il pitone nebbie velenose Ed il serpente un gran vento maligno. maestro. Per i monaci è un caso fortunato! Mangiare frutti di ginseng significa Gioventù senza fine e lunga vita. Portamento grazioso della persona snella Come un salice dove la rondine fa il nido. dopo avere riaccompagnato i vecchi alle isole Penglai. né vetta senza maleficio. fendendo le nubi spinta da un vento d'oltretomba. ascoltate il seguito. Ma non sembra anche a voi che venga una persona nella nostra direzione?" "Maestro" rispose Porcellino. orde di lupi. È il caso di dirlo: la migliore amicizia incomincia da una lite. CAPITOLO 27 TRUCCHI DELLA SIGNORA DAL BIANCO SCHELETRO IN CUI LA DIAVOLESSA DAL BIANCO SCHELETRO INSIDIA PER TRE VOLTE TRIPITAKA. abbiamo fatto una lunga marcia. Conosco il vostro carattere ombroso: per poco che vi contrari. Come dicono i versi: Nella grotta celeste degli antichi Tempi. Porcellino era stato Ammiraglio dei Canneti Celesti. precisò: "Non ho visto gente cui si possa chiedere del riso. ma sul pendio meridionale della montagna ci sono dei punti rossi: devono essere pesche selvatiche mature. Non si finirebbe mai di descrivere com'era pura la linea dei suoi sopraccigli e com'erano vivi i suoi occhi. Se poi. gli rinvigoriva lo spirito e il corpo." Scimmiotto balzò su una nuvola e osservò i dintorni. Tripitaka si lasciò convincere dall'esempio di Guanyin e dei tre vegliardi a mangiare quel tesoro di immortali. non sapete come si lasciarono il giorno dopo. ESASPERATO. Come rosa . non si poté trattenerlo. Maestro e discepoli si erano da poco rimessi in strada dopo gli addii. "Quella montagna ha un aspetto pericoloso. Non c'è dove chiedere cibo. anzi aveva dato disposizioni per festeggiarli cinque o sei giorni di seguito. Fra Scimmiotto e il Maestro del Primordiale Soggiogato. discepoli!" "State tranquillo. Si avvicina una fanciulla: Dalle maniche leggere Dita spuntano di giada. e tu rifiuti di fare una piccola cosa per me. Il collo delicato sopra un tenero petto. non si vede da nessuna parte traccia di abitato. In quel tratto la strada dell'Ovest era proprio deserta. È il caso di dirlo: un posto dove ci son più alberi che uomini. La ragazza aveva La pelle di albicocca sulla lieve ossatura.

come riserva per i tempi grami." "Se non mi tenete come discepolo. c'erano cose che non poteva perdonare. la voleva spaventare. fece del suo meglio per aizzarlo: "Pensate." "La mia vita è nelle mani del Cielo. che sta cercando di perdervi. Intanto. Ma non mi sono ancora disobbligato del beneficio che vi devo. "il gusto di fare elemosine dei miei genitori non è niente a paragone dell'amore del bene che anima mio marito: la sua vita è tutta consacrata a costruire ponti. Fece con la mano il segno adatto e recitò la formula della costrizione. ma Porcellino. Mi avrebbero trovato un buon partito lontano da casa. essere caritatevoli in ogni istante e in ogni pensiero. non sai che cosa fai!" "Maestro. Da dove uscirebbe un donatore?" "E invece. Quando saprà che ho dato a voi il suo pranzo." "Non prendetevela con me. avevano pregato lungamente gli dèi di concedere loro dei figli. vi sareste fatto prendere e sareste finito come dicevo. se non avessero temuto di restare senza sostegno nella vecchiaia. Poi ha avuto paura che. se vorrete. perché mai trattarla da mostro? Il fratellino. eccola qui. recando in mano la ciotola per le elemosine e le pesche che aveva raccolto. che d'altronde. "Maestro" ne dedusse Scimmiotto." Perse la pazienza e andò a grufolare in un vaso. La diavolessa assunse un'aria ipocrita e un tono mielato: "Queste montagne. e invece l'ha ammazzata al primo colpo. dovrebbe essere lui ad adempiere il vostro voto. Porcellino può abbattere qualche pianta e Sabbioso raccogliere l'erba per il materasso. qui. e tu la tratti da mostro. fanno borbottare la pancia e procurano diarrea. Io farò da carpentiere e vi costruirò un bel nido d'amore. con il trucco della liberazione del cadavere." Tripitaka non era convinto e continuava a rifiutare.al mattino sotto i raggi dorati. questo è il peggior pappamolle. I miei genitori sono dediti alla lettura dei sutra e alle opere buone. nel vaso azzurro ho del riso aromatizzato. ma quando vi ho veduto ho pensato a quanto mio padre e mia madre amano le opere buone. caro maestro. questa qui non è la brava persona che credete voi: è un fior di mostro. balordo!" lo rimproverò Tripitaka che non poteva credergli. mascherare le lampade per proteggere le falene. se Tripitaka spaventato non fosse corso ad arrestargli la mano: "Consapevole del Vuoto. sta solo cercando di passarla liscia. La diavolessa. perché vostro marito. "Non abbiamo incontrato nessuno da quando ci siamo messi in cammino. cedette e disse: "Per questa volta ti perdono. maestro. Non è meglio così? Si vede che non valeva la pena di darsi tanto da fare per cercare quei sutra del cavolo. finiva imprigionato nella grotta ed era nelle mie mani: di solito finiva nella pentola del lesso. Alla vista della bella ragazza." Aiutò il monaco cinese a rimontare a cavallo e gli porse le pesche che aveva raccolto. "La mia povera testa!" urlava Scimmiotto. dirà almeno chiaramente dove va. il bestione si lasciò andare a pensieri profani e ad approcci galanti: "Dove siete diretta. Con tutti i lavori che si devono fare in questa stagione della sesta luna. Se un mostro mi vorrà lessare o cuocere al vapore. e i miei genitori sono troppo vecchi: ecco perché mi sono messa in cammino da sola. In realtà. temo che non arriverete mai alla fine del vostro cammino verso il Paradiso dell'Ovest. Ho avuto la fortuna di essere convertito da Guanyin e liberato da voi." "Vi ringrazio" sospirò Tripitaka. Se ci dovessi riprovare. bella donatrice? Che cosa portate di bello nelle vostre manine?" Evidentemente non era capace di scoprire con chi aveva a che fare. non solo non mi sgriderà." "Non scherzare. "ma uno dei miei discepoli è andato a cogliere della frutta e ritornerà da un momento all'altro. se fossero qui. Il reverendo era perplesso. con la scusa di cercare pesche. ma Porcellino era esasperato. è proprio vero che il cielo sa ricompensare i suoi. Non mi aspettavo di incontrarvi. Noi abitiamo ai piedi del loro versante occidentale. altrimenti. al posto del riso aromatizzato si vedeva un groviglio di grassi bruchi bianchi velenosi. Come mai camminate sola sulla montagna senza alcuna protezione? Non è il comportamento che conviene a una donna perbene. temute persino dalle belve e dai serpenti. voi recitaste il sutra della costrizione del cerchio. ma io mi guarderò dal colpire chiunque." "Maestro" replicò Scimmiotto ridendo. Quello che sto portando è il loro pasto di mezzodì. Anzi merita solo eterna infamia!" Tripitaka era un santo monaco compassionevole. però. Sono diretta dove possa compiere il mio voto di nutrire monaci. era una brava ragazza di campagna che si recava nei campi per portare la colazione ai suoi. ma mi amerà più di prima.(5) Non solo i vostri genitori sono in vita. perché possiate cavarvi la voglia. "Ferma! Se avete qualcosa da dire." Ma Tripitaka non credeva una parola e continuava a difendere la bella donatrice. ne avevo anch'io di belle trovate. La nostra cara donatrice ci stava offrendo del cibo. ma le trasformazioni più correnti erano in ubriaco o." Tripitaka si avvicinò sulle gambe tremebonde. ha la mano pesante. parlate!" "Non ho proprio niente da dire" rispose Tripitaka." "Anche trenta." "Mia cara donatrice." Entusiasmato. me ne andrò. cavalcando. pazienza. e la colpa sarebbe del povero monaco che sono. lasciando per terra come morto un finto corpo. La giovane donna gli lanciò l'amo rispondendo: "Reverendo. con il sostegno di Sabbioso. Non oso mangiare ciò che mi offrite. se lo sapesse. A vedere Scimmiotto che lo supplicava con tanto ardore. Se non avessi accettato di accompagnarvi al Paradiso dell'Ovest sarei stato manifestamente ingrato e Chi non è grato non è gentiluomo. aumentando la seduzione del suo aspetto per forzare il rifiuto di Tripitaka. "mio marito è andato con alcuni braccianti a zappare i campi in una valle lungo il fianco settentrionale della montagna. e fanno offerte generose ai monaci di passaggio. riparare strade. Il pasto è pronto e basta appena per tre. ve ne farebbe rimprovero. Che meriti si possono acquistare nella ricerca delle scritture. Se volete. sostenere gli anziani e compatire i poveri. non c'era nessun'altro a disposizione da mandare. Se però la carne era molta." "Va bene. Non sarai tu che potrai sottrarmi al limite destinato alla mia vita come a ogni altra. . aveva motivi per non darla a Scimmiotto. quando mi veniva voglia di mangiare carne umana(6): mi trasformavo in un pezzo d'oro o d'argento. ripeterò l'incantesimo venti volte. È chiaro che vi piace. maestro. quando Scimmiotto ricomparve con un balzo dal versante meridionale. che pure dava fiducia anche alle diavolesse. I suoi occhi dalle pupille d'oro constatarono subito che sotto le mentite spoglie della bella donna si nascondeva un essere malefico. in quello verde-grigio della farina di grano finissima. ma vi hanno dato un marito. parli a vanvera." "Testa di legno d'una scimmia! Hai perso anche il poco buon senso che avevi. si chiamano la Catena della Tigre Bianca. Scimmiotto approfittò del suo imbarazzo per riprendere il randello e abbatterlo in testa al mostro. Non stare a discutere e vattene. maestro." Tripitaka. E ce ne andremo ciascuno per la sua strada. non era priva di risorse: lo teneva d'occhio per valutare l'istante preciso in cui avrebbe colpito e a quel punto se la filò. ma lui tira in lungo: così ritornerà la scimmia e bisognerà dividere in quattro. Perciò sarò felice di farvi questa umile offerta. Teneva il broncio e brontolava dentro di sé: "Di tutti i bonzi della terra. rovesciandolo a terra. perciò hanno preferito scegliere un genero che si adattasse a entrare nella nostra casa e si impegnasse ad assisterli." "Quale beneficio?" Il grande santo si inginocchiò e si prosternò dicendo: "Il vecchio Scimmiotto era stato schiacciato dal Buddha sotto il Monte delle Due Frontiere. una parte la facevo essiccare al sole per metterla in dispensa. "come al solito non capite niente. se non la disdegnate. per quanto fosse la dolcezza in persona. cara donatrice? Qual'è la vostra famiglia? Come mai avete fatto voto di nutrire i monaci?" Nemmeno il maestro era capace di scoprire con chi aveva a che fare. a mangiarne troppe. Meno male che sono ritornato in tempo. Come peonia splendida che va aprendo i suoi petali. se le circostanze dovessero renderlo inevitabile. sono sicura che. Ma è un imbroglio. per cui posò la ciotola." Come la vide. il figlio non si allontanerà da casa. Quand'ero mostro alla Grotta del Sipario Torrenziale. piuttosto venite a vedere che cosa c'era nei vasi. afferrò il randello e glielo avrebbe assestato sulla testa." "Maestro" corresse il tiro la giovane donna con un largo sorriso. chissà dove sarà andata a perdere tempo quella scimmia. appunto. in bella ragazza. non è forse scritto nei santi libri? Finché i genitori sono in vita. "ho capito. "Quelli che hanno abbandonato la propria famiglia si devono dedicare senza posa al bene altrui. Qui c'è una persona che viaggia apposta per nutrire i poveri monaci. Ma non ricominciare a mancarmi di rispetto. se si ammazza un essere innocente del popolo di dio? Vattene!" "E dove volete che vada." "Maestro" insisté la giovane donna. Prima che nascessi. oppure cotto al vapore. e la farina finissima erano rospi e ranocchie che si misero a saltare intorno da tutte le parti. tu invece ti lasci dominare dalla violenza. Tripitaka balzò in piedi e le si rivolse giungendo le mani sul petto: "Da dove venite. Porcellino corse verso Tripitaka agitandosi come un epilettico: "Maestro. pieno di rancori. Chi era tanto stupido da venirmi dietro. prendersi cura dell'integrità delle formiche quando scopano il pavimento. stava per mettersi a tavola. Si avviarono. mentre Tripitaka. e ha usato i suoi trucchi per far comparire delle bestie schifose al posto del cibo che dovevamo mangiare. o magari in belvedere adatto ad ammirare il panorama." Tripitaka arrossì fino alla punta dei capelli. Il reverendo tremava tutto e borbottava: "Che scimmia senza riguardi! Ignora i miei rimproveri e distrugge vite umane senza ragione. preferirebbero offrire il cibo ai monaci. senza chiedere il permesso a nessuno. maestro. maestro?" "Non sei più mio discepolo. per castigarlo.

Porcellino sogghignava con aria maligna: "Ma che bravo Novizio! Tre morti ammazzati in mezza giornata. per aver eseguito ordini. vi prego. un cappello sfondato. nella Grotta del Sipario Torrenziale del Monte di Fiori e Frutti: avevo sottomesso i diavoli di settantadue caverne e disponevo di un esercito di quarantasettemila mostri. Ma c'è qualcosa che non va. passata la montagna. Non posso ritornare fra i miei in questo stato. La verità è che non hai alcuna inclinazione al bene. e prese la forma di una vecchietta sull'ottantina. come uno scettro. "non rallegratevi tanto. Il grande santo impugnò il suo randello. Se è quello che temo. il maestro recita di nuovo quella cosa. Aspettatemi che vado a dare un'occhiata." "Come sarebbe a dire?" "Il mio caro fratello e condiscepolo prima ha ammazzato la figlia e poi la moglie di quel vecchio." Gli dèi acconsentirono: nessuno avrebbe osato disubbidirgli. "che cosa aspetti a levarti dai piedi?" "Vedete" spiegò Scimmiotto. L'ha ammazzato d'impulso e poi ha avuto paura che recitaste l'incantesimo. prima di recitare il sutra venite a vedere di che cosa si tratta. Intanto la diavolessa. perché possiate metterlo in testa a qualcun altro. Essa reagì come la volta precedente. batteva i denti e tremava tutto senza riuscire a dire una parola. fuggendo in forma di spirito e abbandonando un altro falso cadavere sul ciglio della strada." Giaceva a terra un mucchio biancheggiante di ossa corrose dal tempo. accompagnandovi come discepolo. Portavo in testa una corona d'oro. piangendo a dirotto." "Triplo imbecille!" gli gridò Scimmiotto. Dove credi di arrivare?" "Ma era un mostro!" "Questa maledetta scimmia vede mostri dappertutto. Scimmiotto si precipitò verso di lui gridando: "Fermo. Dategli qualche vecchia tunica. E poi lo dice anche il proverbio che nemmeno la tigre più feroce mangia i suoi piccoli. quando l'avrò ammazzato e il maestro reciterà l'incantesimo. che ho maritato con un genero disposto a vivere con noi. ma non rinuncia a recitare i suoi sutra." Nascose il suo randello e si fece incontro all'essere malefico salutandolo: "Emerito mandarino. se è questo che volete. secondo te." "Che cosa non va?" "Maestro" intervenne Porcellino." "Alzati!" ordinò Tripitaka. hanno sempre abitato da queste parti. Vattene!" "Mi ordinate di nuovo di andarmene e lo farò. e ne uccidi un altro. "Consapevole del Vuoto" esclamò Tripitaka stupefatto. e chiese la loro collaborazione: "È la terza volta che questa diavolessa viene a insidiare il mio maestro. Ve lo restituirò. che cadde da cavallo come un sacco e restò per terra a recitare venti volte di fila l'incantesimo della costrizione del cerchio." Tripitaka era influenzabile. "la pusa mi ha insegnato solo come si stringe il cerchio. povera bestia. sfuggito anche al secondo colpo di Scimmiotto. Sarà meglio che ci riprovi. dir preghiere e recitare sutra. "e devo ammettere che non è una fama usurpata. avrebbe partorito una figlia a sessant'anni e più." Mentre il monaco cinese si stava riprendendo e si apprestava a recitare l'incantesimo. Vi ha accompagnato per tanto tempo e non vuole ritornarsene a mani vuote. Se cadiamo nelle sue mani. Dopo che il nirvana mi ha condotto fuori dal peccato e ho avuto la tonsura e ho imboccato la giusta via. Sabbioso forse se la caverà con i lavori forzati. è cattivo e ha la mano pesante. ma bada di non ricominciare. e poco è mancato che mi prendessi una bella legnata. È magra rinsecchita ed il suo viso. e io dovrò faticare e spremermi le meningi per liberarlo." La spiegazione sembrava convincente. voi la pagherete con la pena capitale e il vecchio Porcellino sarà deportato per complicità. che non vedeva alternative. Questa volta la voglio abbattere: voi dovete farmi da testimoni e badare a tagliarle la ritirata. Intanto il mostro. Quel vegliardo si trascina a stento. usciranno dal mio territorio. e questa volta il colpo cadde diritto e spezzò l'esistenza del mostro. a fare elemosine ai monaci. È chiaro che lui le sta cercando. non lo so togliere." Il bravo Scimmiotto borbottò un incantesimo per convocare il dio locale e lo spirito della montagna." "State tranquillo" promise Scimmiotto. Torno giù e vedo se riesco a farli divertire in un altro modo. i miei rispetti! Dove siete diretto? Perché pregate durante il cammino?" Il mostro." "In questo caso sarà meglio che non mi mandiate via. se non volete più saperne di me. le sto appunto cercando. perché persisti nella violenza? Avevi appena ucciso un essere del popolo di dio. dava sempre retta a chi parlava per ultimo. io ho consacrato la mia vita al bene. non mi resterà altro da fare che raccogliere le loro spoglie e dar loro sepoltura. mi scappa. li seguiva da una nube e faceva le sue considerazioni: "Che occhio sicuro. "cinquecento anni fa vivevo da gran signore. essere malefico!" Il mostro smascherato restò sbigottito. che non era all'altezza di un avversario del calibro di Scimmiotto. esclamò lietamente: "Amitâbha buddha! L'Ovest è una terra benedetta. Ti conosco benissimo. ma Porcellino ricominciò a insinuare: "Maestro. aiutò il maestro a rimontare a cavallo e riprese il suo posto di battistrada. inginocchiato sul ciglio della strada. a qualche distanza dai pellegrini. se lo ammazzo. maestro. si rotolava per terra e urlava: "Basta! Basta! Non è leale!" "Un monaco che ha la fortuna di ricevere un buon ammaestramento non ricade nell'inferno.mangiava le pesche per quietare l'appetito. mi sarò data tanto da fare per nulla. addosso una veste color ocra. egli si regge Con la mano tremante sul bastone. "com'è possibile che sia appena morto e si presenti già ridotto in quel modo?" "Non era altro che un cadavere malefico. digrignava i denti furiosa contro il suo assalitore: "Avevo già sentito parlare delle sue capacità straordinarie" pensava. Scimmiotto. Fammi vedere da vicino: scommetto che è un altro imbroglio". che si aggirava sulla montagna per sviare i viandanti e derubarli della loro identità. Dopo tutto ho vissuto con voi per un bel po'. La testa di Scimmiotto prendeva la forma di una di quelle zucche allungate con una strozzatura in mezzo e lui. ma nemmeno lei ha fatto ritorno. credo che dovreste farmi questo piccolo favore. dove si trasformò in un venerabile vegliardo: Canuto più del dio della vecchiaia. e l'avrei avuto in mio potere. "Non spaventare il maestro con le tue scemenze. Lo avvolge un manto in piumino di gru." "Maestro" fece notare Porcellino. un incantesimo che mi consenta di levarlo. "vuol dividere i bagagli. Ero qualcuno. Stamane l'ho mandata nei campi per portare la colazione ai lavoranti. terrorizzato. la mia testa è stata serrata in questo cerchio d'oro. irritato dalle insinuazioni. Quando Tripitaka lo vide. Perciò incominciò a recitare l'incantesimo. non seppe che riprendere le invenzioni precedenti: "I miei avi. è un bel guaio: adesso incontriamo la madre in cerca della figlia. Mi conviene colpire. Ma quel guastafeste mi ha rovinato l'operazione. "Ti perdono per la seconda volta. Avanza a passi lenti e zoppicanti. Dopo tante esortazioni che ti ho fatto. . Sgrana il rosario e borbotta i suoi sutra. Da cui spuntano zigomi pungenti Mentre ne pende una bocca cascante. finirà per trovare il modo e l'occasione di rapire il maestro. leggete la colonna di caratteri incisa sulle sue vertebre: si chiamava la Signora dal Bianco Scheletro. Era meglio l'aspetto precedente! Scimmiotto la riconobbe subito e non si seppe trattenere: senza altre formalità processuali. Figuriamoci se penso ai bagagli!" "Visto che non sei avido né invidioso" replicò il monaco cinese. E il fratello maggiore troverà il modo di svignarsela e di lasciare noi a pagare per lui. troverò pure l'argomento buono per togliermi dai guai. Quella che vedete è la sua vera forma. Non so che cosa sia accaduto. maestro. quel re scimmia! Mi ha riconosciuta anche in quest'altro travestimento. Se un altro diavolo se li becca (che gli vadano di traverso!) sarà una bella delusione per me. sei portato solo alla malvagità. Tripitaka. Il monaco cinese stava già allungando le mani verso il mio riso: sarebbe bastato che lo annusasse." Che bravo mostro! Abbassò la sua nuvola sulla montagna. Se adesso lascio perdere il bonzo. Scimmiotto rifletteva: "Se non lo colpisco. ai piedi calzature da calpestare le nuvole e in mano la mia sbarra cerchiata d'oro. perciò ha inventato questa messinscena. Il bravo Scimmiotto avanzò a gran passi per esaminare meglio l'essere malefico: Ora si è trasformata in una vecchia: Coi capelli più bianchi della neve. Non vi chiedo altro. fratellino" sghignazzò Scimmiotto." "Gli spacco i denti. reverendo. È più avvizzito di una foglia secca. "Ho sempre osservato il voto di povertà. a questo cretino!" esplose Scimmiotto. Il destino mi ha dato una sola figlia. Mezzo cieco e sordastro. La lingua sciolta non mi manca. Maestro. alla vita una cintura di giada di Lantian. Come la vide. La scena riempì di tale orrore il monaco cinese." "Quale madre e quale figlia?" chiese Tripitaka. la colpì in testa. Si appoggiava a una canna di bambù dall'estremità ricurva e veniva avanti pian piano. "La ragazza dimostrava sì e no diciott'anni. questa vecchietta ne mostra ottanta passati. Mia moglie era uscita per cercarla. ma non l'abbiamo più rivista: temo che sia caduta sotto gli artigli di qualche tigre. Ma se mi scappa. recitate. Porcellino si allarmò ed esclamò: "Maestro. "Ma è la madre della donna che il nostro condiscepolo ha ammazzato!" "Non dir scemenze." Scimmiotto scoppiò a ridere: "E io sono il re dei conta frottole! Non penserai mica di darmela a bere. che si era sottratta in tempo al colpo di Scimmiotto ed era fuggita su una nuvola. Quei bonzi camminano in fretta: gli restano da percorrere quaranta li e poi. stiamo solo incontrando nuovi guai." "Consapevole del Vuoto" esclamò allarmato Tripitaka." Un colpo di vento malefico la portò ad atterrare sul fianco della montagna. non sono mai stato avido né invidioso.

ricuperò i suoi peli e fece le sue raccomandazioni a Sabbioso: "Caro condiscepolo. li scorticano e disossano per cucinarli: chi finisce cotto in salsa d'aceto. Scimmiotto dovette ricorrere alla moltiplicazione della persona: strappò tre peli e li trasformò in altrettanti sosia. il grande santo non poteva che partire davvero. Chi è preso vivo. Ma se ti mettessi a roteare il tuo randello della malora in città. e anche alla distanza di centomila li mi sentirò scoppiare la testa. Non voglio più saperne di te come discepolo. che alla vista del vasto oceano orientale cadde in preda alla nostalgia. foste accompagnato per un tratto da Liu Boqin. Raddoppia la mia pena Al veder devastato Il Monte del mio cuore. mi sono inoltrato in fitte foreste." I piccoli mostri corsero nella grotta gridando: "Nostro padre il grande santo è ritornato!" A questa notizia. Il povero Scimmiotto affogava in un mare di tristezza. o ci ripariamo in piccole tane. uscimmo all'aperto. ma non trovammo più una vegetazione che ci assicurasse di che vivere. Che io credevo immune Da qualunque sciagura [." "Questa scimmia è anche un bello screanzato!" esclamò indignato Tripitaka." "Non lo reciterò più" promise Tripitaka. Erlang e i suoi fratelli del Monte dei Susini avevano devastato tutta la zona. chiese a Sabbioso carta e pennello. Viviamo in fondo alla grotta. Quelli che ammazzano.. Abbassò la sua nuvola. Beng e Ba si affrettarono a uscire e a .. in fin dei conti. ho battuto diavoli e catturato esseri malefici. Quando si spense il fuoco e si disperse il fumo. In un istante scompare ogni traccia. Certo che me ne vado! Ma non avrete più nessuno a servirvi." Piegò il foglio. mentre la collera incominciava a prendere in lui il posto dello sconforto. o rimpiattato in fondo alla gola. Ho arruolato Porcellino. Così sia: abbattuto l'uccello. chi stufato con contorno di riso. tu sei un bravo ragazzo." Se volle venirne a capo. che è un calunniatore. stemperò un po' d'inchiostro in acqua del ruscello e scrisse una formale lettera di licenziamento. Io vi salvo dai pericoli e voi prestate fede alle calunnie e ai sarcasmi di quel cretino. al Monte della Frontiera. rullare il tamburo e battere il gong per essere esibito nelle piazze. Da allora ho penetrato antiche grotte.] Furono i miei misfatti D'altri tempi a condurmi Al presente cordoglio. non c'è più niente da dire. Sarebbe bastata una semplice capriola nelle nuvole per raggiungere subito il Monte di Fiori e Frutti. durante la guerra in cui Scimmiotto era stato catturato e condotto prigioniero nel mondo di Sopra. Sorvolano immortali. cavalcando gru o draghi." "Ma perché vi dànno la caccia?" "Sono gente malvagia. In questi luoghi deserti hai potuto uccidere tre persone. si getta l'arco. Non parliamone più. CAPITOLO 28 RITORNO A CASA I MOSTRI DEL MONTE DI FIORI E FRUTTI TENGONO CONSIGLIO. non più di mille. Dice l'adagio: in ogni cosa. e tieni gli occhi aperti. I quattro Scimmiotti (contando anche quello autentico) circondarono il maestro e gli resero omaggio da ogni parte." "Chi è il vostro comandante?" domandò Scimmiotto. vide che erano le onde dell'oceano orientale. "Va via!" Di fronte all'ostinata cecità del reverendo. Ma. Questo è il regno dei pesci. zuccone. Se un mostro si impadronisse del maestro. Che sembran rotolare neve di mille anni Sotto un vento mugghiante di bufera invernale. Ma resta l'incantesimo della costrizione del cerchio. senza città o villaggi. deve imparare giochi da saltimbanco: far capriole. "Si fa presto a dirlo. con frecce. Infine Scimmiotto scavalcò l'oceano con un balzo e subito raggiunse il Monte di Fiori e Frutti. senza che nessuno alzasse un dito. che gli corsero incontro e si prosternarono gridando: "Grande santo! Padre! Siete qui!" "Perché stavate nascosti? A prima vista sembrava che qui non abitasse più nessuno: come mai?" Le scimmie piansero: "Dal tempo in cui foste condotto prigioniero nel mondo di Sopra. Scimmiotto si sentì ancor più depresso. "Fra grandi e piccoli. non ne salivano vapori né si vedevano segni di vita: rupi diroccate. Metà dei sopravvissuti se n'è andata altrove in cerca di mezzi di sussistenza. uccisa la lepre. che tese a Scimmiotto dicendo: "Tieni. e salutai in voi il mio maestro. tanto che il reverendo non lo poté ricusare. vi prego." "Quanti siete rimasti?" domandò Scimmiotto immerso nello sconforto." Questa insistenza portò Tripitaka all'esasperazione. che cosa accadde al suo ritorno. Ed ecco che dalle rocce sparse sul pendio sbucarono sette od otto scimmiette. Liu." "Eravate quarantasettemila. qui hai tutti i certificati che vuoi. i vostri rimproveri non sono fondati. Allora finirete per recitarlo. foreste calcinate. una dopo l'altra. digli che il primo dei suoi discepoli è il vecchio Scimmiotto. "Non facevo questa strada da cinquecento anni" pensava. In un momento raggiunge la meta. e la sua intenzione era di uccidervi. da reti e giavellotti? Nessuno di noi osa giocare all'aperto. Si parlava del grande santo. chi fritto nell'olio o infornato sotto sale. Fermò la sua nuvola. accecato. Rive disabitate. Poi mi liberaste. si mette in pentola il cane. lasciandola in quello stato. l'incantesimo." Il monaco cinese gli voltava le spalle e brontolava: "Io sono una persona perbene. camminare a testa in giù. Per tenere in rispetto questi diavoli pelosi. dalle spietate balestre. Non fidarti di Porcellino. Poi il grande santo balzò in piedi. Scimmiotto si sentì molto depresso: "Che tristezza! Lasciata Chang'an. è sempre meglio non fare simili giuramenti" replicò Scimmiotto prendendo la lettera. Se deve succedere qualcosa del genere. e insistete a scacciarmi. come pensi che potrei cavarmela. mai più di tre volte. dagli impicci provocati dalle tue malefatte? Vattene via!" "Maestro. Ma prima o poi vi troverete in difficoltà. avete perduto il buon senso e mi licenziate. nell'ardente speranza del vostro aiuto. sostò a lungo prima di riprendere la corsa. per bere scendiamo a leccare qualche goccia d'acqua alla piccola sorgente in fondo alla gola. Balzò giù dalla sella. che io sia precipitato in fondo al diciottesimo inferno!" "Maestro. che ogni giorno si consuma. non voglio l'omaggio di un malvagio come te. e questo è troppo. se lo mise nella manica e fece un ultimo tentativo per ammansire Tripitaka: "Maestro. scoprirete che Porcellino e Sabbioso non sapranno liberarvi e penserete a me. Stormi d'oche selvatiche vanno solcando il cielo. perché rischierebbe la vita. almeno sedetevi e ricevete i miei omaggi. Che cos'era accaduto? In effetti. scacciato dal monaco cinese. Come possiamo difenderci dai loro archi potenti. ho faticato e penato. tanto vale che rinunciate ad allontanarmi. noi siamo rimasti a far da selvaggina ai cacciatori. con reti o trappole. TRIPITAKA SI IMBATTE IN UN DIAVOLO NELLA FORESTA DEL PINO NERO. Non ci son barche in vista.batteva la testa per terra e gridava: "Vi supplico! Vi supplico! Parliamone!" "Scimmia testarda. Chi pratica il male è come la mola. esisti tu solo. Avete pur visto che si trattava di una diavolessa. preso in servizio Sabbioso. dove c'è tanta gente. Chi ha lasciato la sua famiglia e pratica il bene è come la pianta nel giardino a primavera: ogni giorno cresce impercettibilmente. "A sentire te. vi ho seguito fin qui anche perché me lo aveva detto la pusa Guanyin. Eccolo qua: Piangendo si prosterna e si congeda. ripensò al monaco cinese e versò qualche lacrima. giavellotti o randelli. io. e che vide? La montagna era brulla e deserta. Solo la vostra presenza ci ha incitato ad affrontare il pericolo di uscire allo scoperto." "Correte ad avvertirli che sono arrivato. vorrete chiamarmi. Batte nelle alte ondate il polso della terra. Se poi non sapete. lo dice questa elegia in stile antico sul paesaggio desolato: Piango quando ci penso. Chi si salvò si era calato nei pozzi. A Sabbioso dà le ultime istruzioni E poi compie nell'aria un grande balzo Volando sopra i monti e sopra i mari. Lo strido dei gabbiani risuona da lontano. alle prese con chissà quali diavoli. Che ne è stato degli altri?" "Dopo la vostra partenza. Son pochi i pescatori che navigan quelle acque. A questo punto potrebbe restare con voi solo un vile. vi toccherà di ascoltare il seguito. Visto che devo andarmene senza concludere il mio compito. E oggi." "Un bravo monaco non può nemmeno pronunciare il nome di un malvagio come te" intervenne Tripitaka. può essere utile anche solo la mia fama. non ci sono forse Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" A sentir rammentare i suoi condiscepoli. o nascosto sotto il ponte delle lastre di ferro. scrutò il suolo. da astori crudeli e cani feroci. guardando giù. "Dunque me ne vado. metà dei rimasti è stata uccisa o catturata dai cacciatori in questi ultimi anni. Per nutrirci ci accontentiamo dei radi ciuffi d'erba che ancora crescono qua e là. Ma udì un rumore di acque e. Se mai ti richiamassi. in modo che me ne possa andare più sereno. il pusa Erlang incendiò la montagna: la maggior parte di noi finì bruciata o massacrata mentre cercava di fuggire. Dai flutti salgon brume ad annebbiare il cielo: Rombando come tuono la marea va montando E sommerge le baie come un vasto uragano. "Sono sempre i marescialli Ma e Liu e i generali Beng e Ba.

prosternarsi, e poi lo invitarono a entrare. Si sedette sul suo antico trono, con tutti i mostriciattoli che si affollavano intorno per rendergli omaggio e chiedevano: "Avevamo saputo che eravate stato liberato per proteggere un monaco cinese in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Come mai siete invece di ritorno sulla vostra montagna?" "Piccoli miei, dovete sapere che quel monaco non sa distinguere un saggio da un cretino. Per un po' di tempo non ho fatto altro che catturare diavoli ed esseri malefici. Qualche mostro mi è capitato di doverlo ammazzare, e allora lui mi ha rimproverato di essere un violento, di esser dedito al male; ha rifiutato di tenermi come discepolo e mi ha scacciato. Mi ha scritto persino una lettera di licenziamento, per documentare che non mi assumerà mai più." I mostri ridevano e applaudivano: "Che bella fortuna! Non avevate niente da guadagnare a fare il monaco. Restate con noi e aiutateci a ritornare ai bei tempi. Brindiamo col vino di palma per festeggiare il vostro ritorno!" "C'è tempo per i brindisi. Ditemi piuttosto: con quale frequenza vengono qui quei cacciatori?" "Grande santo" risposero Ma e Liu, "non si può dire con certezza, ma vengono molto spesso, quasi tutti i giorni." "Oggi li avete visti?" "No, ma potrebbero venire da un momento all'altro." "Allora, ragazzi" ordinò il grande santo, "andate tutti a raccogliere sassi e schegge di roccia, e fatene dei bei mucchi regolari disposti qua e là. Ci faccio conto!" Tutti si sparsero sulla montagna come uno sciame d'api, e presto i mucchi di pietre furono pronti. Allora Scimmiotto disse: "Ora nascondetevi nella grotta e lasciate fare a me." Il grande santo si arrampicò sulla cima della montagna e vide venir su per i suoi fianchi un migliaio di uomini a cavallo, accompagnati da cani e falconi, armati di lance e spade, con accompagnamento di gong e tamburi. In effetti era gente d'aspetto marziale e feroce: Hanno spalle coperte dalle pelli di volpe Ed il torso serrato in giubbe di broccato, Le faretre contengono frecce a dente di lupo, Appesi alla cintura recano lunghi archi. Uomini più crudeli delle tigri in agguato, Cavalli come draghi, grandi mute di cani; In gran numero recano, posati sulle braccia, Falconi incappucciati ed aquile feroci. Riposte nei panieri tengon armi da fuoco, Recano centinaia di panie e di forche, Molte trappole degne dei giudici infernali, Corde che legherebbero il re Yama in persona. Si spargon numerosi come stelle in un cielo Di sciagura, lanciando dei gridi di richiamo. Tutta questa gente che veniva a spadroneggiare sulla sua montagna fece digrignare i denti al grande santo. Fece un segno con la mano, recitò un incantesimo e soffiò verso sud ovest. Che tempesta si levò! Prima si alza la polvere, poi la terra, le rocce, Alberi sradicati, la foresta distrutta. Le onde del mare si alzano come grandi montagne, Sulle rive si infrangono e tutte le sommergono. Cade il buio, le piante più robuste ruggiscono Come tigri; nel bosco dei bambù mugghia il vento Come un drago. Dà voce il cielo alla sua collera E colpisce spietato uomini ed animali. I mucchi di pietre che erano stati predisposti furono trascinati dal vento a grande velocità e colpirono gli infelici cavalieri come un'artiglieria: Vedi esploder le teste dei nobili signori, I cavalli al galoppo lascian strisce di sangue [...] Dice il poema: Gli uomini ed i cavalli mai più faran ritorno: Si aggiran nei deserti, fantasmi senza nome. Ricordiamo gli eroi, saggi o folli che fossero, Già pieni di baldanza, poi esanimi nel sangue. Scimmiotto osservò la situazione e commentò ridendo: "Che fortuna! Quand'ero bonzo, il monaco cinese diceva sempre: 'Il bene non basta praticarlo mille giorni di fila, ma il male è di troppo anche se praticato una sola volta.' Vedo che aveva ragione. In sua compagnia ammazzai pochissimi mostri, ma fu di troppo la quantità di rimproveri che ricevetti. Ora che sono tornato a casa, ho regolato in una volta sola il conto con tutta questa gente, ma non mancherò di ripeterlo se qualcun altro ci riprova." Al richiamo del grande santo le scimmie, vedendo che la tempesta era passata, corsero fuori dalla caverna. "Scendete lungo il pendio a sud e andate a spogliare i corpi dei cacciatori; laverete dagli abiti ogni traccia di sangue e li userete per proteggervi dal freddo. I cadaveri gettateli nel lago, che è profondo diecimila tese. Quanto ai corpi dei cavalli, dovete portarli alla grotta e scorticarli: con le pelli faremo scarpe, la carne la affumicheremo per conservarla nella dispensa. Archi e frecce, lance e spade ci serviranno per riprendere gli esercizi militari. Raccogliete anche stendardi e bandiere e portatemeli qui." Le scimmie ubbidirono. Tutti gli stendardi furono accuratamente lavati e cuciti insieme a formare un'immensa bandiera di tutti i colori, su cui vennero scritti quattordici grandi caratteri: RIPRISTINO DELLA GROTTA DEL SIPARIO TORRENZIALE SUL MONTE DI FIORI E FRUTTI GRANDE SANTO UGUALE AL CIELO Si drizzò un palo all'ingresso della grotta per alzare la bandiera. Ogni giorno Scimmiotto riceveva diavoli e belve, si occupava di ricostituire le scorte di grano e di foraggio, e non faceva o diceva nulla che avesse a che vedere con monaci o religione. Il suo prestigio e le sue estese relazioni gli permisero di farsi regalare acqua dolce di immortalità, con cui lavò la montagna per farla ritornare verde. Davanti piantò salici e olmi, dietro pini e cedri. Peschi, peri, giuggioli, susini, c'era un po' di tutto. La vita riprese nella calma e nella serenità. Ma ritorniamo a Tripitaka, che era stato indotto da false insinuazioni a congedare la scimmia dello spirito e cavalcava aggrappato alla sella. I pellegrini camminavano verso l'Ovest, con Porcellino come battistrada e Sabbioso in coda a portare i bagagli. Dopo aver superato le creste della Tigre Bianca, scoprirono un pendio boscoso, ricoperto di rovi e liane, pini azzurri e verdi cipressi. "Discepoli" dichiarò Tripitaka, "il pendio è ripido e ci porta a una fitta foresta. Stiamo attenti che non ci siano belve o mostri." Il bestione consegnò a Sabbioso la briglia del cavallo e, aprendosi il cammino a colpi di rastrello, li condusse nel folto della pineta. Dopo un po' il reverendo arrestò il cavallo: "Porcellino, ho troppa fame dopo questa lunga giornata di viaggio. Non mi potresti trovare qualcosa da mangiare?" "Maestro, smontate, vi prego, e aspettate che mi metta in cerca." Tripitaka smontò, Sabbioso posò il carico e porse a Porcellino la ciotola delle elemosine. "Io vado" disse quest'ultimo. "Dove conti di dirigerti?" chiese Tripitaka. "State tranquillo! Bucherei il ghiaccio per cavarne fuoco, spremerei la neve per estrarne olio: qualcosa di commestibile lo troverò." Proseguì per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare traccia umana; erano posti più adatti a lupi e tigri. La marcia incominciava a costargli fatica, e Porcellino rifletteva: "Quando c'era Scimmiotto, il vecchio bonzo otteneva tutto quello che voleva. Adesso che tocca a me, è proprio vero: "Tu saprai quanto costan cibo e legna Quando avrai la tua casa. E capirai Quanto vale l'amore di tuo padre Solo quando a tuo figlio lo darai. "Non c'è proprio un buco in cui si possa mendicare un po' di cibo!" Porcellino continuò a camminare, finché si sentì assalire dal sonno e pensò: "Se adesso ritorno indietro e racconto che non ho trovato donatori, il vecchio bonzo non crederà che abbia fatto tutta questa strada. Converrà che lasci passare un paio d'ore prima di farmi rivedere. Basta! Tanto vale che schiacci un pisolino sull'erba." Il bestione posò il capo sull'erba e si addormentò. Nelle sue intenzioni doveva essere una piccola siesta; ma non si rendeva conto che, se ci si lascia andare dopo un lungo e penoso cammino, si cade in un sonno profondo. Mentre Porcellino dormiva, il reverendo si sentiva pieno di inquietudini, gli ardevano i padiglioni delle orecchie, gli bruciavano gli occhi. Si rivolse a Sabbioso dicendo: "Consapevole delle Proprie Capacità si è allontanato da un bel pezzo; perché non torna?" "Maestro, ormai dovreste conoscerlo. Per quante famiglie trovi disposte a fare elemosine, con lo stomaco che ha, a che cosa credete che pensi? Lo rivedremo quando

sarà riuscito a saziarsi." "Giusto; ma se resta in giro ad abbuffarsi, come faremo a ricuperarlo? Si sta facendo tardi, e questo non è un posto raccomandabile per passare la notte. Sarebbe meglio cercare un riparo." "Portate pazienza, maestro. Restatevene qui seduto, e io lo andrò a cercare." "Va bene. Trovare un riparo è più importante del pasto." E Sabbioso seguì le orme di Porcellino. Solo nel bosco, Tripitaka era tanto stanco e depresso che dovette raccogliere tutte le energie che gli restavano per alzarsi in piedi, ammucchiare ordinatamente i bagagli, legare il cavallo a un albero, togliersi il cappello di paglia, conficcare nel terreno la punta del suo bastone da pellegrino. Peraltro si sentiva inquieto, e finì per rassettarsi e addentrarsi a passi lenti fra gli alberi, nella speranza di distrarsi e distendersi. Contemplava la vegetazione selvatica, così fitta da soffocare i pigolii degli uccelli che, fra le alte chiome, rientravano al nido. Un passo dopo l'altro, pensava di andare incontro ai suoi discepoli; ma non si rese conto che la direzione era sbagliata. Numerosi sentieri attraversavano il sottobosco in tutte le direzioni; quello che prese non andava a ovest, direzione seguita da Porcellino e da Sabbioso, ma compiva un ampio giro e si volgeva a sud. A un certo punto si trovò fuori dalla foresta e, guardando lontano, vide qualcosa che scintillava vivamente sotto i raggi del sole al tramonto. Guardando meglio, riconobbe il tetto dorato di una pagoda. Pensò: "I miei discepoli non hanno proprio fortuna, se non hanno trovato questo bell'edificio. Quando lasciai le terre dell'Est, formulai il voto di bruciare incenso in tutti i templi che avessi incontrato, di pregare il Buddha davanti a tutte le immagini che mi si fossero presentate e di scopare il pavimento all'ingresso di tutte le pagode che si fossero trovate sulla mia strada. E questo che scintilla al sole, non è appunto uno di quei preziosi reliquiari dorati? Ai piedi della pagoda, ci sarà il monastero; e nel monastero i monaci. Andiamo a vedere. Tanto, al cavallo e ai bagagli non può accadere nulla, perché da queste parti non passa nessuno. Se il luogo è ospitale, potrei aspettare là i discepoli e trascorrervi poi la notte." Ahimè, la sfortuna tendeva un tranello a Tripitaka. Egli avanza a gran passi verso lo stupa [...](7), varca la soglia, solleva la stuoia di bambù picchiettato che protegge l'ingresso, entra, e che cosa credete che trovi coricato su un banco di pietra? Un mostro. Ecco il suo aspetto: La faccia color indaco, boccaccia Con bianche zanne, alle tempie matasse Di peli irsuti di color scarlatto. Sparsa in ciuffi violetti come cespi Di litchi la sua barba. Il naso a becco Separa un paio d'occhi sfavillanti Come la stella del mattino. I pugni Grandi come scodelle da elemosina. Gli strani piedi lividi assomigliano A terrose radici. È avviluppato In un mantello giallo. Stringe in mano La sciabola snudata, benché steso Riposi sulla pietra. Egli dà ordini A giovani schierati in battaglioni Come formiche, a vecchi numerosi Come uno sciame d'api. Lo salutano Come padre ed attendono i suoi ordini Tremando. Lui beve solitario Quando splende la luna(8), e spesso esercita Grandi poteri magici. Può fare Tutto il giro del mondo in un istante. I suoi boschi abitati dagli uccelli Racchiudon antri con draghi e serpenti. Nei suoi campi coltivan gli immortali La giada bianca. Alchimisti raffinano Cinabro d'oro nella sua fornace. Se non lo si può dire il re dei diavoli, Egli è certo fra i mostri un importante Yaksa a testa di toro. A quello spettacolo, il reverendo rinculò terrorizzato, con le ginocchia tremanti, fece dietro-front e fuggì. Ma il mostro, socchiudendo i diabolici occhi dalle pupille d'oro, gridò: "Piccoli, andate a vedere chi c'è alla porta!" Un mostriciattolo diede un'occhiata fuori dall'uscio, vide il monaco con la lucente testa pelata e corse ad annunciare: "Maestà, c'è qui fuori un bonzo con la faccia larga e la testa rotonda, con le orecchie che gli cadono sulle spalle. È di carne tenera, con la pelle sottile; è proprio un monaco bello e buono." A queste parole, il mostro fece una risata cavernosa: "Come dice il proverbio: la mosca che passeggia sulla testa del serpente, ha voglia di farsi mangiare. Piccoli, acchiappatelo e portatelo qui; avrete un bel premio." I mostriciattoli si lanciarono fuori tutti insieme, come uno sciame d'api. Tripitaka avrebbe voluto fuggire correndo come una freccia, ma aveva le gambe molli dalla paura. Per di più la strada di montagna era faticosa, la foresta cupa e il sole al tramonto. Non era in grado di sottrarsi agli inseguitori: i mostriciattoli lo afferrarono e se lo portarono via, corpo e beni. Era come Il drago nello stagno assalito dai granchi, La tigre allo scoperto braccata dai mastini. Di storie avventurose se ne contano tante: Ne avete mai sentita una simile a questa? I mostriciattoli ricondussero il reverendo alla loro porta, lo misero giù davanti alla stuoia di bambù e andarono ad annunciare tutti allegri: "Grande re, vi portiamo il bonzo." Il vecchio mostro lo sbirciò di nascosto e rifletté: "Che bell'uomo! Sarà di sicuro una persona importante. Tanto più autorevole deve essere la mia accoglienza." Si diede l'aria della volpe della favola, che si fingeva il re degli animali(9), rizzò al cielo tutti i pelacci scarlatti che gli crescevano in capo, strabuzzò gli occhi e tuonò: "Portatelo qui!" "Detto fatto" dissero i mostri, e spinsero Tripitaka dentro casa. È il caso di dirlo: se entri nel canile, devi abbassar la testa. Tripitaka salutò giungendo le mani. "Da dove vieni, bonzo?" chiese il mostro, "e dove saresti diretto? Dimmelo in poche parole, che si capisca bene." "Sono un monaco che viene dalla corte dei Tang e ha ricevuto la missione imperiale di andare al Paradiso dell'Ovest a cercare le scritture. Poiché passavo per la vostra nobile montagna, ho pensato di visitare il santo che dimora nello stupa. Mi dispiace di avere involontariamente disturbato vostra eminenza; spero che mi vorrete perdonare. Quando ritornerò con le scritture nelle terre dell'Est, il vostro eminente nome sarà consegnato ai posteri, perché lo ricordino perpetuamente per loro edificazione." A queste parole l'orco si fece una bella risata: "Lo dicevo io che dovevate essere una persona importante. E infatti siete esattamente il tipo di persona che mi piace mangiare a pranzo: non potevate venire più a proposito. Difficilmente avrei potuto prendervi, se non foste stato così gentile da venire spontaneamente a consegnarvi con le vostre gambe. Ciò dimostra che è proprio il vostro destino finire i vostri giorni dentro il mio stomaco. E il destino non si contrasta; io non vorrei mai farlo, lasciandovi andare, e voi non potreste neppure se voleste." E ordinò ai mostriciattoli: "Portatelo via e legatelo bene." Essi lo legarono ben stretto al palo del riposo dell'anima. Il vecchio mostro venne a vederlo, impugnando la sua sciabola, e gli chiese: "Bonzo, quanti siete? Non mi racconterai che stavi andando da solo al Paradiso dell'Ovest!" Alla vista della sciabola, Tripitaka rispose onestamente: "Grande re, ho due discepoli che erano andati a mendicare cibo; uno si chiama Porcellino e l'altro Sabbioso. Ho anche un cavallo bianco e dei bagagli, che sono rimasti nella foresta." "Che giornata fortunata! Due discepoli, tre con te, e quattro con il cavallo. C'è da fare una bella scorpacciata." "Li andiamo ad acchiappare?" chiesero i mostriciattoli. "È inutile darsi da fare. Anzi, chiudete la porta. Quando quei due ritorneranno con le elemosine, non troveranno il loro maestro e dovranno venire a cercarlo qui. Come dice il proverbio: l'affare sul tuo uscio è più comodo da concludere. Ce ne stiamo tranquilli a casa nostra e catturiamo tutti quanti." I mostriciattoli chiusero la porta. Ritorniamo a Sabbioso, che era partito alla ricerca di Porcellino. Camminò anche lui per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare casa né villaggio. Osservava i dintorni da un'altura, quando udì una voce borbottare nell'erba; allontanò l'erba con il bastone, e scoprì quel bestione di Porcellino che parlava nel sonno. Gli diede un brusco risveglio, tirandolo per l'orecchio e gridando: "Scemo, ti avevano mandato a mendicare! Perché ti sei messo a dormire?" "Che ora è, fratellino?" borbottò Porcellino aprendo gli occhi. "Tirati su! Il maestro dice di lasciar perdere il cibo, se è difficile trovarne, ma di cercargli un alloggio per la notte." Ritornarono indietro; Porcellino, con la ciotola vuota in una mano e il rastrello nell'altra, aveva ancora l'aria imbambolata. Ma, ritornati al punto di partenza, non trovarono più il maestro. "È tutta colpa tua, bestione" brontolò Sabbioso, che ce l'aveva con lui. "Dovevi ritornare senza farti cercare. Il maestro lo avrà portato via qualche essere malefico." "Fratellino, non fantasticare" replicò Porcellino ridendo. "Un bosco così bello non può essere abitato dagli spiriti. Il maestro si sarà stufato di restarsene seduto e sarà andato a sgranchirsi le gambe. Guardiamoci intorno, e vedrai che lo troviamo." Raccattarono cappello e bastone, presero i bagagli, si tirarono dietro il cavallo e si misero in cerca di tracce. Per un po' vagarono incerti, ma finirono per trovare la pista buona e, dopo un po', giunsero dove si scorgeva ancora lo scintillio del tetto della pagoda, verso sud. Si vede che, per il monaco cinese, non era ancora giunta la sua ora. "Non disgrazie, ma fortuna!" gridò Porcellino. "Lo vedi quello stupa? Il maestro sarà andato là; chi oserebbe maltrattarlo, in un posto come quello? Gli avranno servito il suo bel pasto di magro e lo tratterranno come ospite. Sbrighiamoci ad andarci anche noi, prima che si mangi tutto." "Andiamo pure, ma non ci vedo chiaro" commentò Sabbioso. Marciarono a spron battuto fino alla porta. "To', l'uscio è chiuso!" Sopra la porta si vedeva una targa di giada bianca, che recava incisi sei grandi caratteri:

GROTTA DELLA LUNA MARINA, SUL MONTE DELLA TAZZA "Lo vedi, fratello, altro che monastero!" disse Sabbioso. "È un antro di mostri. Se il nostro maestro è lì dentro, andarlo a trovare non sarà tanto semplice." "Dài, fratellino, non ti spaventare. Lega il cavallo e bada ai bagagli, che io metto le cose in chiaro." Il bestione si fece avanti brandendo il suo rastrello e gridò: "Aprite! Aprite!" Il mostriciattolo portinaio aprì uno spiraglio, diede un'occhiata e corse a riferire: "Grande re, eccoli che arrivano!" "Chi arriva?" "Davanti alla grotta c'è un bonzo dal lungo grugno e dalle grandi orecchie, accompagnato da un altro con la faccia tetra. Vogliono entrare." "Sono Porcellino e Sabbioso che vengono a cercare il loro maestro" disse allegro il mostro. "Che bravi, ci hanno trovato in fretta! Ma se hanno la faccia patibolare, sarà meglio non prenderli alla leggera. Portatemi l'armatura." Una volta armato, uscì impugnando la sciabola. Porcellino e Sabbioso, davanti alla porta, ne videro uscire questo mostro dall'aspetto feroce. Come si presentava? Faccia blu e pelo rosso, inscatolato Nell'armatura d'oro, che è commessa Da cinghie ornate di conchiglie, in vita La cintura di seta. Ulula il vento Se sta sul monte; le onde si sollevano Se va sul mare. Le sue grandi mani Rudi e solcate da gran vene azzurre Stringon la scimitarra. Ed il suo nome, Famoso nei dintorni, è Veste Gialla. L'orco Veste Gialla chiese: "Da dove venite, bonzi che osate far baccano alla mia porta?" "Figliolo" rispose Porcellino, "ecco qui il tuo nonnetto, inviato dalla corte dei Tang al Paradiso dell'Ovest. Il mio maestro Tripitaka è fratello dell'imperatore. Se è in casa tua, fallo uscire prima che sia troppo tardi: mi risparmierai la fatica di farmi strada a colpi di rastrello." "Certo che abbiamo in casa un monaco cinese" rispose sorridendo il mostro, "e lo trattiamo con ogni gentilezza. Gli ho appunto fatto preparare delle polpette farcite di carne umana. Venite anche voi ad assaggiarle!" Quello scemo prese per buono l'invito e stava entrando davvero. Sabbioso dovette prenderlo per la tonaca e dirgli: "Non vedi, fratello, che ti prende in giro? E poi, da quando in qua ti sei rimesso a mangiare carne umana?" Finalmente il bestione capì, levò il rastrello e lo abbatté sul mostro; ma questo ebbe il tempo di schivare il colpo, e alzò la sua sciabola. Presto si misero a combattere a mezz'aria, usando i loro poteri magici. Sabbioso lasciò il cavallo e corse, con il suo bastone, in aiuto di Porcellino. Fu una bella mischia: La sciabola si oppone al bastone levato e para i colpi del rastrello abbassato. Forza e astuzia! Il rastrello a nove denti e il bastone per abbattere i diavoli minacciano da ogni parte, ma Veste Gialla non si spaventa. La sua sciabola d'acciaio brilla come argento, i suoi poteri magici sono grandi. Battendosi riempiono lo spazio di brume e nebbie, fendono rocce, abbattono rupi. L'orco combatte per la sua reputazione: come rinunciarvi? Gli avversari difendono il loro maestro: nulla può spaventarli. I tre ingaggiarono varie diecine di scontri senza decidere il combattimento e senza risolversi ad abbandonare il campo. Se non sapete come si conclusero le cose per Tripitaka, ascoltate il seguito. CAPITOLO 29 ALLA CORTE DEL RE DEGLI ELEFANTI SACRI IN CUI TRIPITAKA SUPERA LA PROVA E GIUNGE IN UN REAME E PORCELLINO, AFFIDATAGLI LA MISSIONE DI COMBATTERE, SCAPPA NEL BOSCO. Dice il poema: Le vane idee la forza non distrugge: Perché sempre cercar la verità? Ti basti coltivare la natura Di buddha. L'illusione fa tutt'uno Con l'illuminazione. La seconda Opera nell'istante, ma la prima Si estende per miriadi di eoni. Il sol pensiero di perfetta unione Sa cancellar peccati numerosi Come sabbia del Gange. Dopo trenta scontri con l'essere malefico, Porcellino e Sabbioso non riuscivano a spuntarla. In realtà nemmeno venti bonzi come loro avrebbero potuto uguagliare poteri e capacità di quel mostro. Se un certo equilibrio veniva mantenuto, era solo grazie al segreto aiuto di guardie della luce, vigili delle tenebre, rivelatori e protettori; e perché non era destino del monaco cinese di morire allora. Mentre i tre combattevano, Tripitaka nella grotta pensava ai suoi discepoli e si lamentava con le lacrime agli occhi: "Consapevole delle Proprie Capacità, qualche amico del bene ti avrà trattenuto chissà dove offrendoti cibo. E tu, Consapevole della Purezza, dove sarai? Avrai ritrovato il condiscepolo? E come saprete che l'orco mi ha catturato? Quando mi sarà dato di superare questa prova?" Mentre gemeva e si desolava, dall'interno della casa venne una giovane donna, che gli si avvicinò e chiese: "Da dove venite, reverendo? Perché vi hanno legato in questo modo?" Tripitaka, attraverso le lacrime che gli annebbiavano gli occhi, la guardò (dimostrava una trentina d'anni) e le rispose: "Cara donatrice, è una domanda inutile. Dal momento che devo morire per essere entrato in casa vostra, mangiatemi se volete, ma vi prego di non farmi interrogatori." "Io non sono un orco" replicò la donna. "La mia famiglia vive a trecento li da questo posto, nella capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Sono la terza figlia del re, e mi chiamo Invidiata dei Cento Fiori. Tredici anni fa, la notte del quindicesimo giorno dell'ottavo mese, mentre contemplavo la luna piena, l'orco mi rapì in un turbine di vento. Gli sono stata moglie per tredici anni e gli ho dato figli senza mai poter comunicare con i miei; ma non ho smesso di pensare a loro. Raccontatemi anche voi da dove venite e come siete stato catturato." "Il povero monaco che sono è stato inviato a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Passavo di qui e sono entrato per sbaglio. L'orco ha detto che contava di catturare anche i miei discepoli e di farci cucinare tutti insieme." "Rassicuratevi, reverendo" disse sorridendo la principessa. "Poiché siete un pellegrino in cerca delle scritture, vi salverò. Se mi promettete di portare un messaggio ai miei genitori, chiederò grazia per voi. Il Regno degli Elefanti Sacri è lungo la strada maestra verso l'Ovest." "Donatrice" rispose Tripitaka, "se salvate la mia povera vita, porterò il vostro messaggio." La principessa andò in camera sua, scrisse una lettera alla sua famiglia e la mise in una busta. Poi slegò il monaco cinese e gli consegnò la busta, che Tripitaka rispettosamente ricevette: "Vi ringrazio infinitamente di salvarmi la vita. Non mancherò di consegnare questa lettera al re; tuttavia, dopo tanti anni, i vostri genitori potrebbero non credere che sia autentica, e mi potrebbero accusare di menzogna." "State tranquillo, mio padre non ha avuto figli maschi, che possano porre dei problemi; ha avuto solo me e le mie due sorelle. Vedrete che si prenderanno cura di voi, come latore della lettera." Tripitaka si mise la busta nella manica e si avviò verso la porta, ma la principessa lo trattenne: "Non conviene che usciate dalla porta principale: lì c'è una calca di mostri grandi e piccoli, pronti ad aiutare il loro capo che combatte contro i vostri discepoli; e intanto gridano, sventolano bandiere, rullano tamburi e battono gong. Sono più pericolosi di mio marito: se vi vedono, non ci pensano due volte ad ammazzarvi. Uscite piuttosto dalla porta posteriore; intanto io parlerò a mio marito, per convincerlo a lasciar andare con voi anche i vostri discepoli." Tripitaka si prosternò fino a terra per salutare, uscì dalla porta posteriore e si nascose nel vicino boschetto. Intanto l'accorta principessa si faceva strada tra la folla eccitata dei mostriciattoli, finché giunse in vista dei combattenti che si scambiavano colpi sulle nuvole, e gridò più forte che poté: "Messer Veste Gialla!" Questi si allontanò subito dal combattimento, abbassò la sua nuvola accanto a lei e, senza abbandonare la sua sciabola d'acciaio, le prese la mano con galanteria: "Che cosa c'è, tesoro?" "Ho fatto un sogno, ho visto un dio con la corazza d'oro." "Che cosa voleva questo dio?" "Da piccola, quando vivevo al palazzo, avevo fatto voto che, quando avessi trovato un marito saggio e nobile, sarei andata in pellegrinaggio su qualche celebre monte, per pregare e fare elemosine ai monaci. Il nostro matrimonio è così felice che non posso pensare di allontanarmi da casa; ma ora il dio con la corazza d'oro è venuto a esigere il compimento del voto. Le sue grida mi

hanno svegliata, e mi sono resa conto che era stato un sogno. Mentre venivo a raccontarvelo, mi sono imbattuta in un monaco legato al palo. Se voi lo lasciaste andare per compiacermi, l'atto di misericordia potrebbe equivalere al compimento del voto. Ma non so se acconsentirete." "Certo, tesoro, non è una cosa importante. Di monaci come questo posso sempre trovarne altri, quando ne avrò voglia. Che se ne vada pure." "Può uscire dalla porta posteriore?" "Esca da dove gli pare." Poi rimontò per aria, sciabola in pugno, e gridò: "Porcellino, vattene con il tuo maestro! Sia chiaro che non mi fai paura; è mia moglie che mi chiede di lasciarvi andare. Cercate il maestro alla porta posteriore e andatevene per la vostra strada; ma non mi ricapitate fra i piedi, se tenete alla pelle." Porcellino e Sabbioso tirarono un respiro di sollievo, ripresero cavallo e bagagli e se la filarono svelti come se fossero inseguiti. Fecero il giro della Grotta della Luna Marina fino alla porta posteriore, e gridarono: "Maestro!" Tripitaka riconobbe le loro voci e rispose dal boschetto in cui si nascondeva. Sabbioso lo andò a cercare nel folto, lo prese per mano e lo aiutò a rimettersi in sella. Come a dire: Incontrò l'orco con la faccia scura, Ma la buona Invidiata lo protesse. Il pesce che si libera dall'amo Guizza lontano nell'acqua profonda. Uscirono dal boschetto e riguadagnarono la strada maestra, Porcellino in testa e Sabbioso in coda. Immaginate come si punzecchiavano e si rimproveravano a vicenda, mentre Tripitaka cercava di metter pace. Di tappa in tappa, camminando fino al calar del sole prima di cercare riparo per la notte e alzandosi al canto del gallo, percorsero in breve duecentonovanta li e si trovarono davanti a una città: la capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Un bel posto, che non ci si stancherebbe di contemplare. [...] I tre pellegrini chiesero ospitalità nella locanda. Tripitaka si recò al palazzo reale e sollecitò un'udienza. Il preposto si presentò ai piedi dei gradini di giada bianca, per annunciare: "Maestà, c'è un monaco eminente della corte dei Tang che chiede udienza per consegnarvi un documento." Il re si compiacque di sentir parlare della grande corte dei Tang e di sentirsi sollecitare da un santo monaco di alto lignaggio. Tripitaka fu accompagnato ai piedi dei gradini dorati, ed eseguì alla perfezione e con la massima disinvoltura tutti i riti di un complesso cerimoniale. Gli ufficiali civili e militari schierati ai piedi del trono, ammirati, commentavano: "Solo una personalità di un paese di alta civiltà può comportarsi con tanta eleganza." "Quali affari vi conducono nel mio paese, reverendo?" chiese il re. "Sono un umile monaco della corte dei Tang, figlio del Buddha, e ho ricevuto dal Figlio del Cielo la missione di cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Mi sono permesso di recare disturbo a vostra maestà, uscendo dal privato riserbo, solo perché era opportuno presentare le mie credenziali fin dal momento dell'arrivo nel vostro stimato paese." "Mostratemi il messaggio del Figlio del Cielo." Tripitaka lo presentò rispettosamente sulle mani tese e lo svolse sul tavolo di sua maestà. Il messaggio diceva: Passaporto rilasciato dal Figlio del Cielo, del grande impero dei Tang nel continente del Sud, per volontà del destino: Noi, alle cui deboli forze è pervenuto un immenso retaggio, serviamo gli dèi e governiamo il popolo con attenta sollecitudine, come se camminassimo sull'orlo di un precipizio, e come se ci muovessimo su una lastra di ghiaccio. Ci accadde di venir meno all'impegno di salvare il drago del fiume Jing e le nostre dieci anime scesero negli inferi; senza la protezione della nostra imperatrice madre, saremmo rimasti ospiti dell'instabilità. Ma per grazia del sovrano infernale, considerato che la durata assegnata alla nostra vita terrena non era esaurita, siamo stati restituiti al mondo dei vivi e abbiamo celebrato il ritorno con grandi cerimonie per la salvezza dei trapassati. La molto compassionevole pusa Guanyin ci accordò il favore di apparirci nel suo corpo d'oro, per indicare l'esistenza nell'Ovest delle scritture del Buddha, che hanno la proprietà di salvare i defunti e di liberare le anime in pena. La presente lettera conferisce al maestro della legge Tripitaka la missione di viaggiare quanto occorre, attraversando mille montagne, alla ricerca di quei sutra. Quando attraverserà i vostri paesi dell'Ovest, io vi chiedo di non ostacolare la sua vocazione al bene e di lasciarlo passare. Questo è il contenuto della presente lettera, che a questo fine vi verrà presentata. Nel tredicesimo anno dell'era della Contemplazione della Virtù dei grandi Tang, in un giorno fasto d'autunno. Il documento imperiale recava nove sacri sigilli. Dopo averlo letto, il re vi aggiunse quello del suo paese e lo rese a Tripitaka, che ringraziò e lo ripose: "L'umile monaco che sono avrebbe anche un'altra incombenza: la consegna a vostra maestà di una lettera familiare." "Di quale lettera si tratta?" chiese sorpreso il re. "Mi ha incaricato di consegnarvela la signora terza principessa, che ho casualmente incontrata. Essa venne a suo tempo rapita dal mostro Veste Gialla, della Grotta della Luna Marina sul Monte della Tazza." Al re vennero le lacrime agli occhi: "Sono tredici anni che non la vedo. Per questo caso, quanti ufficiali ho allontanato dai loro incarichi, civili e militari! Quanti servitori ed eunuchi sono stati fustigati a morte! Si supponeva che si fosse allontanata dal palazzo e si fosse smarrita. Innumerevoli case furono perquisite e frugate in città, senza alcun risultato. Come sapete che fu rapita da un mostro? Certo comprenderete come non possa vincere la commozione, a questa inattesa notizia." Tripitaka si tolse la lettera dalla manica e la presentò. Il re riconobbe la calligrafia dell'indirizzo e si emozionò tanto che non riusciva a strappare la busta. Dovette chiamare in aiuto un letterato dell'Accademia della Foresta dei Documenti, che si fece avanti, l'aprì e la lesse in tono solenne, davanti all'attento uditorio degli ufficiali, dietro i quali le dame di corte si pigiavano ad ascoltare: Vostra figlia Invidiata dei Cento Fiori, così poco filiale, si prosterna cento volte davanti al Palazzo del Drago e della Fenice per salutare vostra maestà, padre virtuoso; e davanti al Palazzo Riflesso di Sole per onorare la regina sua madre, le dame dei tre palazzi, i saggi ministri e gli ufficiali civili e militari della corte. La vostra goffa figlia ha nutrito gratitudine sin dalla nascita per le mille attenzioni godute, che vi sono costate tanta pena. Da parte mia non fui capace di compiacervi e di adempiere i miei doveri di pietà filiale. Il fatto accadde tredici anni fa, il quindicesimo giorno dell'ottavo mese; in una bella nottata, mio padre ebbe la bontà di far predisporre banchetti in ogni palazzo per godere la luce della luna e celebrare le festività del firmamento. Nel bel mezzo della festa venne un diavolo dagli occhi sfavillanti, con la faccia blu e i capelli verdi, che cavalcando un turbine di vento si impadronì di vostra figlia e la portò su una montagna deserta e selvaggia. Qui ho vissuto per tredici anni, partorendo a quel mostro due figli. Senza dubbio ciò è disdicevole per le relazioni sociali, per non parlare dell'oltraggio al buon costume; è senz'altro una situazione disonorevole e io non dovrei nemmeno parlarvene, ma non ho il coraggio di tacere tutto ciò sino alla morte. Mi arrovellavo nella solitudine, miei cari genitori, quando il santo monaco della corte dei Tang fu catturato anche lui dal mio re diavolo. Ho scritto questa lettera piangendo e avrò l'audacia di liberarlo perché ve la porti, come debole testimonianza del mio affetto. Spero che il re mio padre avrà pietà di me e manderà i suoi generali a catturare il mostro Veste Gialla e a liberarmi, per ricondurmi a corte. Vi sarei profondamente riconoscente. Scusate queste righe scribacchiate in fretta: vorrei tanto vedervi e parlarvi! La vostra figlia ribelle, Invidiata dei Cento Fiori, si prosterna ai vostri piedi. Quando l'accademico terminò la lettura, il re scoppiò in lacrime, le dame dei tre palazzi piangevano come fontane, gli ufficiali civili e militari erano rattristati. Tutti esprimevano pena e cordoglio. Infine il re si soffiò il naso e chiese ai suoi ufficiali: "Chi di voi ha il coraggio di levar truppe per catturare il mostro e liberare mia figlia?" La domanda, più volte ripetuta, non otteneva risposta. Tutti restavano muti, come se fossero soldatini di legno o mandarini di terracotta. Il re, molto contrariato, ricominciò a piangere. Allora gli ufficiali, in corpo e deputazione, s'inginocchiarono e gli fecero presente: "Vostra maestà si calmi. Non sapevamo più nulla della principessa da tredici anni, dal giorno della sua scomparsa. Ora il caso le ha fatto incontrare il santo monaco, al quale ha affidato la lettera; ma noi continuiamo a saperne ben poco. Del resto, noi siamo soltanto soldati e cavalieri di questo basso mondo, e le nostre competenze si limitano all'arte classica della guerra: spiegamenti di truppe, fortificazione di accampamenti, infine ciò che occorre per proteggere il paese da aggressioni. Un orco, invece, è una creatura che va e viene sulle nuvole; come fare a combatterlo per aria? Sappiamo però che il pellegrino è un santo monaco dell'Est; un bonzo così importante dovrà pur possedere l'arte di abbattere i diavoli. Non si dice che tigri e draghi si sottomettono a chi possiede il Tao, che dèi e diavoli devono fare i conti con il peso della Virtù? Dice il proverbio: a ciascuno il suo mestiere. Il piano migliore dovrebbe essere di chiedere al reverendo di sottomettere il mostro e di liberare la principessa." Il re si volse allora a Tripitaka: "Reverendo, se

la potenza della legge vi dà la capacità di catturare questo mostro, di liberare mia figlia e di ricondurmela qui, non avrete più bisogno di andare a salutare il Buddha nell'Ovest. Vi farete crescere i capelli e resterete a condividere con me il trono come fratello giurato. Ci godremo insieme onori e ricchezze, voi e io. Che ve ne pare?" Tripitaka rispose precipitosamente: "Per carità, l'umile monaco che sono ha solo una conoscenza approssimativa delle preghiere che si rivolgono al Buddha; non ho la minima idea di come si abbattano i diavoli." "Se fosse così, non avreste l'audacia di percorrere solo soletto la lunga strada verso il Paradiso dell'Ovest." Tripitaka non poté nascondere che due discepoli lo accompagnavano: "È vero, maestà, da solo non ci riuscirei mai. Ma ho due discepoli che sanno aprire passaggi nelle montagne e gettar ponti sulle acque. Sono loro che mi hanno protetto fin qui." "Non siete davvero un bonzo riguardoso" lo rimproverò il re. "Se avete dei discepoli, perché non me li avete presentati? Anche se non potrò far loro doni adeguati, avrò almeno la possibilità di invitarli a pranzo." "Il fatto è che i miei discepoli sono impresentabili a corte. Sono brutti e potrebbero risultare molto sgradevoli a vostra maestà." "Senti, senti!" disse ridendo il re. "Che buffi discorsi fa il nostro bonzo! Ma dopo tutto non credo che mi farebbero paura." "Non oso dir questo. Il mio primo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità, ovvero Otto Divieti. Ha lungo grugno, lunghe zanne, setole rade sulla nuca e le orecchie a ventola; è grande e grosso, quando si muove provoca un forte spostamento d'aria. Il secondo discepolo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza; è alto due tese, le spalle larghe tre cubiti, la faccia color indaco, una bocca molto larga che sembra una bacinella di sangue, gli occhi terribili, i denti come un rastrelliera di chiodi. Insomma, portare a corte gente simile vorrebbe dire assumersi una bella responsabilità." "Se sono come li descrivete, saranno piuttosto divertenti che spaventosi. Fateli venire!" Si mandò alla locanda la piastra d'oro per invitarli. Il bestione disse a Sabbioso: "Tu, fratellino, sostenevi che quella lettera fosse meglio non recapitarla. Ma ora puoi vederne i vantaggi: il re avrà dato ordine di ospitare adeguatamente il latore. Di certo avrà fatto preparare un banchetto come si deve; il nostro maestro, che a tavola non è mai all'altezza della situazione, si troverà in difficoltà a spazzolare tutto e ci avrà fatto invitare perché lo aiutiamo. Noi lo aiuteremo, e questo ci darà vigore domattina per la prossima tappa." "Vedremo" commentò laconicamente Sabbioso. Affidarono al locandiere bagagli e cavallo, e seguirono a corte il latore della piastra d'oro, portando con sé le proprie armi. Quando furono davanti ai gradini di giada bianca, fecero un semplice saluto e rimasero in piedi. Gli ufficiali civili e militari si spaventarono. Dicevano: "Passi la bruttezza, ma questi bonzi sono veri villani! Come si permettono di comparire davanti al re senza prosternarsi? Hanno fatto un saluto qualsiasi e se ne stanno lì ritti impalati. Da non credere!" "Signori, non spettegolate" fece Porcellino sentendo il mormorio. "Siamo fatti così. Non siamo molto belli, ma ci farete l'abitudine." Il re, che era già allarmato dall'orribile aspetto, all'udire questa dichiarazione si mise a tremare come una foglia e cadde giù dal trono reale; per fortuna gli ufficiali più vicini lo risollevarono subito. Tripitaka, sconvolto, si gettò a terra e si prosternò precipitosamente più volte: "Maestà, merito mille morti! L'avevo detto che i miei discepoli erano impresentabili e che temevo recassero offesa a vostra maestà. Ed ecco che vi hanno cagionato un brutto spavento." Pur continuando a tremare, il re tese la mano a Tripitaka per farlo rialzare: "Meno male, reverendo, che me lo avevate detto. Se non fossi stato messo sull'avviso, credo proprio che sarei morto di paura." Il re mise un po' di tempo a riprendersi, ma infine chiese: "Chi dei due reverendi è il miglior distruttore di mostri?" "Io me ne intendo" fece Porcellino senza riflettere. "Che titoli avete?" "Sono l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. Sono stato bandito in questo mondo in seguito a un'infrazione, ma poi ho avuto la fortuna di convertirmi alla retta via e di farmi monaco. Da quando abbiamo lasciato le terre dell'Est, io mi sono dimostrato il più abile distruttore di diavoli." "Se siete un guerriero celeste esiliato sulla terra, sarete esperto anche di trasformazioni." "Non diciamo esperto, ma qualcosa so fare." "Provate. Mi piacerebbe vedere un saggio." "Assegnatemi il tema della trasformazione." "Per esempio, potreste diventare un gigante." Porcellino di trasformazioni ne conosceva parecchie, precisamente trentasei. Per far bella figura, fece il gesto adatto, recitò la formula e gridò: "Cresci!" Con una torsione della schiena si allungò a otto o nove tese di statura, raggiungendo le dimensioni di una di quelle divinità che aprono i cortei dei funerali. I funzionari tremavano, monarca e sudditi erano sbigottiti. Un ufficiale si azzardò a chiedere: "Reverendo, qual'è la statura massima che potete raggiungere?" Il bestione non poté trattenersi dal rispondere con le sue solite sciocchezze: "Dipende dalla direzione del vento. Questa è una statura che va bene con il vento che soffia dall'est o dall'ovest; ma se soffiasse da sud, correrei il rischio di bucare l'azzurro del cielo." "Basta così. Sarebbe meglio che ritornasse giù" disse il re allarmatissimo. Porcellino fece il gesto di accoccolarsi e riprese la sua solita statura. "E come siete armato, reverendo?" chiese ancora il re. "Il vecchio Porcellino usa un rastrello" rispose il bestione mostrandolo. "Ma è indecente!" esclamò il re con un risolino nervoso. "Non sarebbe dignitoso per la mia casa. Qui abbiamo di tutto: fruste, sbarre, azze e mazze, sciabole, lance, alabarde, asce da guerra, spade, picche, partigiane, falci da battaglia. Scegliete quello che vi conviene, ma che sia un'arma decorosa, non un arnese da giardinaggio." "Vostra maestà non se ne intende. Vi sembrerà un'arma volgare ma, a parte il fatto che l'ho sempre usata e ci sono abituato, con questo rastrello in pugno ho comandato ottantamila marinai sul Fiume Celeste, quand'ero ammiraglio. Del resto, anche nell'accompagnare il maestro, è con questo rastrello che ho distrutto covi di lupi e tigri, e ripulito antri di draghi e serpenti." Il discorso impressionò il re, che fece segno di avvicinarsi alla nona concubina e le disse all'orecchio: "Porta di quel vino mio personale per festeggiare il reverendo che va alla guerra; puoi portare una bottiglia intera." Riempì una coppa e la porse a Porcellino: "Reverendo, vi ringrazio fin d'ora della pena che vi darete. Quando avrete catturato l'orco e ricondotto mia figlia, vi darò mille pezzi d'oro e un banchetto coi fiocchi." Il bestione prese la coppa e sfoderò quel tanto di cortesia di cui era capace; fece una gran riverenza a Tripitaka e gli disse: "Maestro, dovreste essere voi il primo a bere questo vino, ma non oso disobbedire all'ordine del re; scusatemi se vi precedo, ma mi serve per mettermi su di giri e aumentare il mio coraggio nella cattura del mostro." Bevve d'un fiato, si impadronì della bottiglia e ne riempì nuovamente la coppa per porgerla a Tripitaka. "Sai che non bevo. Dàlla al tuo condiscepolo." Sabbioso si fece avanti per prendere la coppa. Porcellino produsse una nuvoletta ai suoi piedi e se ne servì per balzare in aria. "Il reverendo Porcellino sa cavalcare anche le nuvole!" esclamò il re. Scomparso il bestione, anche Sabbioso vuotò la coppa d'un fiato: "Maestro, quando combattemmo con Veste Gialla che vi aveva rapito, ci impegnammo tutti e due senza riuscire a concludere. Dubito che Porcellino possa farcela da solo." "Hai ragione, discepolo; sarà meglio che tu vada a dargli una mano." E Sabbioso montò a sua volta su una nuvola e partì. Il re, sconvolto, afferrò il monaco cinese per una mano e implorò: "Reverendo, per favore, non volerete via anche voi! Qualcuno dovrà pur restare a farmi compagnia." "Per carità, io non saprei alzarmi nemmeno di poco." I due rimasero nella sala a fare conversazione. Intanto Sabbioso aveva raggiunto Porcellino: "Aspetta, fratello, vengo anch'io!" "Che cosa vieni a fare, fratellino?" "Il maestro mi ha raccomandato di aiutarti." "Giusto, buona idea" concluse contento Porcellino. "In due, mettendocela tutta, ce la faremo. Non sarà niente di speciale, ma qui in paese ci può dare una certa reputazione." Eccoli: Escon dalla città sulle ali del vento, Passano le frontiere su luci colorate. Per ordine del re devono catturare Ad ogni costo l'orco dentro la sua caverna. Giunti all'ingresso della grotta scesero dalle nuvole e Porcellino menò un gran fendente, con il suo rastrello, alla porta di pietra che chiudeva l'entrata: vi fece un bel buco, delle dimensioni di un recipiente da uno staio. Il mostriciattolo di guardia in portineria diede un'occhiata e corse spaventato a riferire: "Gran re, si mette male. Il bonzo con il grugno e quello tetro sono ritornati, hanno battuto alla porta e l'hanno rotta." "Il loro maestro l'ho lasciato andare. Perché mai quei due rognosi mi vengono a sfondare la porta?" "Magari hanno dimenticato qualcosa e sono tornati a cercarla" suggerì il mostriciattolo. "Cretino!" insultò l'orco. "Ti pare che per questo si debba sfondare l'uscio? La ragione sarà un'altra." Si affrettò a indossare la corazza, impugnò la sciabola e uscì a indagare: "O bonzi, che cosa andate cercando? Il vostro maestro l'ho pur liberato." "Brutto mostro, ne hai combinate di tutti i colori!" rispose Porcellino. "E che cosa avrei combinato?" "Hai rapito la terza principessa del Regno degli Elefanti Sacri e l'hai costretta a divenire tua moglie. Te la tieni da tredici anni, ma adesso è tempo di restituirla: ti vengo ad arrestare per ordine del re. Il meglio che puoi fare è di legarti da solo, così non perdiamo tempo." L'orco vide rosso. Si alza in tutta la sua statura, digrigna i denti, rotea gli occhi e, alzata la sciabola, assesta un gran fendente in testa al nemico. Ma Porcellino schiva e allunga il rastrello; Sabbioso brandisce il bastone e si unisce alla mischia. Questo combattimento fu molto più duro del precedente. Si capisce che

L'ira vien scatenata dalle frasi offensive, Le intenzioni aggressive stimolano la collera. È una lunga battaglia fra i due monaci e l'orco: "Hai rapito una donna e meriti la morte." "Tu cosa ci rimetti, brutto rompicoglioni?" "Il tuo stupro è un oltraggio ad un intero regno." "Ma tu vieni da fuori, non sono fatti tuoi." In fondo si combattono solo per una lettera [...] Dopo otto o nove scontri, Porcellino si trovò in difficoltà: aveva il fiato grosso e non reggeva più gli attacchi. Perché resisteva meno dell'altra volta? mi chiederete. Perché gli dèi protettori si tenevano sempre vicini a Tripitaka, per assicurare la sua protezione; nel primo scontro si trovavano presso la grotta e davano una mano; ma questa volta erano lontani e si sorbivano le chiacchiere da salotto alla corte degli Elefanti Sacri. "Sabbioso" disse il bestione, "vado un momento a far pipì. Tu continua pure." Senza darsi altro pensiero del condiscepolo, corse a rotta di collo nel bosco e si rifugiò in un cespuglio spinoso, incurante delle spine che gli laceravano veste e pelle. Ne lasciò emergere solo un'orecchio, per ascoltare da lontano il rumore della battaglia. La fuga di Porcellino prese Sabbioso alla sprovvista; il mostro si precipitò su di lui, se ne impadronì e lo condusse prigioniero nella grotta con mani e piedi legati. Se poi non sapete se ne uscì vivo o morto, ascoltate il seguito. CAPITOLO 30 TALENTI E PRODEZZE DEL CAVALLO IN CUI IL DEMONE PERVERSO INFRANGE LA GIUSTA LEGGE, E IL CAVALLO DEL PENSIERO SI RICORDA DELLA SCIMMIA DELLO SPIRITO. Il mostro fece legare Sabbioso, ma non lo uccise, non lo percosse e nemmeno lo insultò. Sostò invece a riflettere: "Quel monaco cinese viene da un paese di grande civiltà e non ignora certo i riti e la giustizia. Dal momento che gli ho risparmiato la vita, perché lui dovrebbe mandare i suoi discepoli a cercare di catturarmi? Dev'essere stata mia moglie a mandare un messaggio al suo paese. Bisogna metter le cose in chiaro." Si diede un'aria feroce, e andò a cercare la principessa con le peggiori intenzioni. Quest'ultima, senza sospettare nulla, aveva appena terminato la sua toilette e se ne andava tranquillamente per casa, quando vide il mostro con la fronte aggrottata, che digrignava i denti e gettava sguardi furiosi. La principessa si sforzò di assumere un atteggiamento sereno e sorridente: "Signore, avete qualche noia?" "Donna vile, dal cuore di cagna!" tuonò lui. "Sei fredda come il ghiaccio. Quando ti ho portato qui, non avevi niente da ridire. Ti ho vestita di broccato, ornata d'oro, ti procuro quello che vuoi. Hai tutti i doni delle quattro stagioni e tutto il mio affetto. E tu non provi il minimo sentimento coniugale, pensi solo ai tuoi parenti." La principessa terrorizzata si gettò in ginocchio e gridò: "Marito mio, perché mi volete lasciare?" "Sono io che ti caccio o sei tu a volertene andare? Te lo chiedo. Perché il monaco cinese era stato liberato ancor prima che tu me lo chiedessi? La verità è che gli avevi affidato una lettera per i tuoi. Altrimenti, perché mai questi monaci sarebbero ritornati qui a sfondare la mia porta e a chiedere di lasciarti andare? Non mi dirai che non c'è sotto il tuo zampino!" "Signore, mi fate torto con le vostre accuse; io non ho inviato messaggi." "Non puoi negare; la persona che ho catturato è la prova di come stanno le cose." "E chi avete catturato?" "Sabbioso, il secondo discepolo di quel monaco." L'estremo pericolo può rendere intrepido chiunque. Negare tutto era l'unica risorsa che le rimanesse, perciò replicò: "Calmatevi. Andiamo insieme a interrogare quel monaco. Se parla di una lettera, uccidetemi; in caso contrario, perché dovreste commettere un'ingiustizia?" Il mostro alzò la sua manona blu, grande come un setaccio, afferrò la principessa per i bellissimi capelli, la trascinò davanti al palo dov'era legato Sabbioso e la gettò per terra. Poi, sciabola in pugno, prese a interrogare il prigioniero. "Bonzo!" tuonò. "Se avete avuto l'audacia di attaccarmi, è stato per ordine del re, al quale questa donna ha mandato un messaggio." Sabbioso, alla vista di quella grinta feroce e della sciabola levata sul capo della donna, pensava: "È vero che lei ha inviato la lettera, ma ha anche liberato il maestro. Sarebbe uno strano modo di ringraziarla dire la verità e provocare la sua morte. Basta. Non ho ancora avuto occasione di acquistare meriti: adesso correrò il rischio di finir male per dimostrarle la mia gratitudine." Perciò disse: "Non siate sconsiderato. La lettera che dite non esiste, e le circostanze in cui siamo stati mandati sono altre. Il nostro maestro, mentre era prigioniero nella grotta, aveva notato la principessa. Quando, nel paese degli Elefanti Sacri, si è recato a corte per presentare il suo passaporto, il sovrano ha chiesto se avesse notizie di lei: l'inchiesta sulla sua scomparsa non è mai stata abbandonata. Ci hanno mostrato ritratti e disegni, e la risposta del maestro è stata che l'aveva vista qui. Allora il re ci ha offerto del vino e ci ha incaricato di catturarvi e di ricondurla a palazzo. Questi sono i fatti. Se volete uccidere qualcuno, suppongo che tocchi a me, piuttosto che a una persona che non vi ha fatto niente; se colpiste lei, violereste i grandi princípi della ragione celeste." L'orco rinfoderò la sciabola e aiutò la principessa ad alzarsi: "Ti ho aggredita come un bruto e ti ho gravemente offesa. Perdonami." L'aiutò a riordinare i capelli e la riaccompagnò nelle stanze interne, sorreggendola teneramente e facendole mille carezze. Le chiese infine di sedersi al posto d'onore per ricevere le sue scuse. La principessa, che aveva il temperamento leggero di tutte le donne, a vederlo così riguardoso, ne approfittò subito con totale impudenza e gli domandò: "Signore, in nome del vostro affetto, vi posso chiedere di far legare meno stretto il monaco Sabbioso?" Il mostro ordinò senz'altro di slegarlo e di limitarsi a tenerlo sotto chiave. Sabbioso pensò: "Lo dicevano gli antichi: fare del bene agli altri è farlo anche a se stessi. Se non l'avessi aiutata, non mi troverei libero dalle corde." Il mostro fece preparare un banchetto per farsi perdonare la paura cagionata alla principessa. Mangiarono e bevvero in abbondanza, poi il marito si allontanò per indossare abiti da cerimonia e cingere una spada preziosa. Accarezzò la principessa e le disse: "Tesoro, resta qui e bevi finché ti fa piacere, bada alla casa e a far custodire il bonzo. Io voglio approfittare della presenza del monaco cinese per far visita ai miei suoceri." "Quali suoceri?" "I tuoi genitori, naturalmente. Sono pur sempre genero del re; perché non dovrei presentare i miei omaggi a mio suocero?" "Ma non potete andarci!" "E perché no?" "Il re mio padre non ha conquistato il regno in guerra, ma l'ha ereditato dai suoi avi. È salito al trono molto giovane e non è mai uscito di città; là non si sono mai veduti dei fusti gagliardi come siete voi. Se vi vede resterà terrorizzato, potrebbe venirgli un colpo. Questi convenevoli in famiglia potrebbero risultare pericolosi." "Non ci saranno pericoli. Prenderò l'aspetto di un giovanottello di buona famiglia vestito alla moda." "Vediamo che cosa sapete fare." Il bravo mostro, con una scossa, si trasformò in un bel giovanotto. Davvero: La statura rispettabile, Portamento assai elegante; Parla come un mandarino, Ma si vede che è sportivo. Del poeta Cao Zhi Egli ha la disinvoltura; Di Pan An, il rubacuori, Egli mostra la bellezza. I capelli son raccolti Nel berretto di velluto. Una tunica lo avvolge Di una garza verde giada Dalle maniche sboffanti. Gli stivali ricamati, La cintura colorata. Pien di fascino ed altero, È davvero convincente. La principessa gli girò intorno per esaminarlo accuratamente e lo trovò proprio di suo gusto. "Tesoro" disse ridendo il mostro, "pare che tu mi preferisca così!" "Devo ammettere che non siete niente male. Mio padre tiene molto ai legami familiari, vorrà trattenervi a pranzo. Mi raccomando di non bere tanto da perdere il controllo. Se venisse fuori qualcosa del vostro vero aspetto, se spuntassero gli zoccoli biforcuti da sotto il mantello, il successo che avrete andrebbe subito a gambe all'aria." "Si capisce, ci arrivo anche da solo. Starò attento." Viaggiando sulle nuvole raggiunse senza tardare il paese degli Elefanti Sacri e si presentò alla porta del palazzo. "Il terzo genero reale è venuto nella mia persona espressamente per render visita a sua maestà" annunciò al gran commissario del padiglione d'ingresso. "Vi prego di prendervi il disturbo di farglielo sapere." Il guardiano lo annunciò alla porta gialla e il preposto ai rapporti si presentò ai piedi dei gradini di giada: "Vostra maestà, il terzo genero reale è venuto a visitarvi e attende risposta alla porta del palazzo." Il re era ancora in conversazione con Tripitaka. Quando sentì parlare di un terzo genero reale, si rivolse ai suoi ufficiali: "Che storia è questa? Io ho solo due generi." "Se dice che è il terzo, sarà il mostro." "E sarebbe corretto convocarlo alla mia presenza?" "Maestà" intervenne spaventato Tripitaka, "i mostri hanno poteri soprannaturali, penetrano il passato e il futuro, cavalcano le nuvole. Temo che entrerà, se lo vuole, con o senza convocazione. Sarà prudente invitarlo, per evitare inutili discussioni e brutte figure." Il re concesse quindi l'udienza e il mostro fu introdotto ai piedi dei gradini dorati ed eseguì impeccabilmente tutto il balletto degli omaggi al sovrano. Era bello ed elegante, nessuno poteva credere che si trattasse di un orco. Agli occhi dei comuni mortali era proprio una persona come si deve. A vedere il suo aspetto dignitoso, il re pensò addirittura di poterlo utilizzare

" Il re ordinò a un ufficiale di portare l'acqua." Che bravo principe drago! Si diede una scossa e si trasformò in fanciulla di corte. Sembrano le peonie squassate da un gran vento. di vedere chi veramente gli parlava ed era portato a prendere per oro colato tutte le sue menzogne. incatenarla e metterla dentro una gabbia di ferro. che fu chiusa a chiave in una stanza del palazzo. non ci sono proprio altre risorse. il giovane drago sorrise fra sé e pensò: "Alla fine non ha più retto: ha mostrato lo zoccolo biforcuto. Ma il cavallo si slancia su nel cielo. ma la mole è gigantesca. Entrò di corsa e disse al mostro: "Non uccidetemi." "Non potremmo vederla anche a noi nella sua vera forma?" "Certo che potete. acchiappò una ragazza che suonava il pi pa e le sgranocchiò la testa. Saltò in piedi. Si fece una bella sarabanda fino a sera e si finì per catturare la tigre viva e illesa.come sostegno del trono. recitò la formula e. per unirsi a te?" Il mostro presentò un'abile menzogna: "Caro suocero. se avessi saputo che era la terza principessa di vostra maestà? Semmai mi sarei presentato a palazzo e avrei implorato una posizione che mi rendesse meno indegno di lei. perché era pratico del metodo chiamato della costrizione dei liquidi. Ma senza testimoni né sensali. Come l'ha il toro bruno di palude. ma lei mi nascose di essere di sangue reale. Il mostro restò nella sala e si rimise seduto al posto d'onore." "Fa vedere. sarà stato quel perfido mostro a farlo apparire come una tigre. corsero a nascondersi. Quel tizio che vedo seduto sul cuscino ricamato non è altri che la tigre che tredici anni fa rapì la principessa. spruzzò un sorso d'acqua in direzione di Tripitaka." Stette a rimuginare fino alla seconda veglia. mordicchiando bocconcini di tenere carni di fanciulla come stuzzichini. "Più o meno. si mise a riflettere: "So che il mio maestro è una normalissima brava persona. mentre cacciavo con i falconi accompagnato da qualche diecina dei miei servitori. il vostro umile suddito ha sempre amato cavalcare e tendere l'arco: vive da cacciatore. Quanto alla ragazza. e con questo proposito gli pose domande: "Dove risiede la tua famiglia. mio saggio genero. davvero seducente. folli di terrore. Ma danzare a mani vuote non vien bene. caro suocero. prese il loro aspetto e pensò bene. il mostro entrò nella Sala della Pace d'Argento. ciascuna pensa a sé. me la portai a casa e la feci rinvenire facendole bere pozioni calde. cercando di colpirla con armi di ogni specie: ci sarebbe stato di che fare a pezzi tutti i monaci di un monastero. nobile genero reale. Nel veder la gran belva maculata Tutti i presenti son terrorizzati. per me. "Di ballare sei capace?" chiese ancora il mostro. "Ma tu. Un filo rosso unì le nostre vite Da esistenze anteriori. con la bocca. con grande scricchiolar di mascelle. si strappano le vesti: Che si salvi chi può." "A che distanza si trova questa montagna?" "Non è lontana: trecento li. di figura snella ma di seno generoso. circondato soltanto da queste bellezze. senza badare dove. ma in attesa di saperlo potrei andare a divertirmi un po' con quello lì. che si dicevano provenienti dal paese dei grandi Tang. avrò poi agio di liberare il maestro. La tigre li uccise. in città si spargeva la notizia che il monaco cinese. Se la trattenni al villaggio. che il mostro non conosceva. Quando sentì la notizia. salvo i militari più coraggiosi che lanciarono sulla belva i loro uomini. mia figlia. Come il re la vide. Fetidi miasmi emana dalla gola. Se riesco a sopraffarlo. Cetre e liuti e calpestano i poveri strumenti Per fuggir da ogni parte. non ne poté più e sentì un bisogno incontenibile di mettersi a suo agio. Allora non immaginavo che. Vicolo senza uscita: eccolo tigre. esplose in una gran risata sgangherata e riprese il suo solito aspetto. io vivo in montagna e. Ma quel parapiglia nel cuore della notte era completamente silenzioso: nessuna osava aprir bocca per non turbare il sonno di sua maestà. in realtà. altro che pellegrino in cerca di scritture!" Il sovrano era una persona molto impressionabile. recando addosso la cicatrice della ferita infertale dalla mia freccia. fissare il corpo." Il drago continuò a mescere nella stessa coppa: il vino saliva e prendeva la forma di una smilza pagoda di tredici piani. Una volta. ma da lassù si vedeva la Sala della Pace d'Argento vivamente illuminata da otto candelabri. tredici anni fa. I lunghi baffi son fili d'acciaio. ma il giovane re drago del mare occidentale. con i suoi occhi mortali. Dalle zampe si vedono spuntare Venti artigli taglienti e acuminati E la gran bocca lascia intravvedere Candide seghe di robusti denti. non è difficile. che era arrivato appena in tempo a salvarlo dall'aggressione del finto bonzo. A quanto ho sentito raccontare. Gli dèi incaricati della protezione di Tripitaka ebbero il loro da fare per impedire che venisse colpito. a est della città. da che cosa riconosci in questo bonzo la tigre che aveva rapito la principessa mia figlia?" "Caro suocero. potrei versarne ancora. Figuratevi se non ne approfittò! Verso la seconda veglia. che avevo solo ferita e catturata. Subito dopo il matrimonio espressi l'intenzione di uccidere la tigre rapitrice. L'orco si bevve la pagoda e masticò un boccone di cadavere. mentre riempiva la brocca. Gli ufficiali. versa pure. Le feci domande sulla sua famiglia. Scoccai una freccia e abbattei la belva. si graffiano. Il re diede ordine al servizio competente di preparare un grande banchetto per ringraziare il genero. Poi aprì le manone grandi come setacci. per la mia attività. Tremano come ibischi sotto un gran temporale. Il genero la prese. quando giunse alla conclusione: "Se non do una mano io. colpite dal terrore. fu solo perché mi disse di provenire da una famiglia qualsiasi. si diede una scossa e riprese l'aspetto di drago. dove il cavallo bianco mangiava il suo fieno davanti alla greppia. il vostro suddito viene dalla Grotta della Luna Marina. Con le orecchie appuntite essa ricorda Il gatto." "Va bene. pochi anni fa vennero da queste parti dei monaci in cerca di scritture. che scendeva dal pendio della montagna con una ragazza sul dorso. senza che se ne spargesse una goccia. quella stessa tigre si sarebbe dedicata all'ascesi e sarebbe riuscita a sublimarsi in mostro. Infine si nascosero tremanti al riparo di un muretto in giardino. Perciò questi si mostrò molto interessato e commentò: "Che begli scherzetti sai fare!" "Se è per questo. si impadronì dei loro documenti. di venire a corte per divertirsi un po' alle vostre spalle. negli anni successivi. Salì nello spazio per osservare dall'alto la situazione. di Porcellino e di Sabbioso non si sa più nulla. danzare e scherzare con lui. sempre dedito comunque a fuorviare e uccidere la gente." "Trecento li! E come ha potuto percorrere questa distanza." Il mostro . La sera. perché non si continui a scambiare fischi per fiaschi. mi capitò di imbattermi in una feroce tigre maculata. E ora che facciamo? Il condiscepolo anziano l'abbiamo mandato via. ma la principessa si oppose per il motivo espresso in questi versi: 'Ci siam sposati al cospetto del cielo. Non è certo difficile. pieno di vino fino al colletto. Poi gridò: "Cambia!" e lo trasformò in una gigantesca tigre maculata. Occupò il posto d'onore. Vedete come fecero: Le fanciulle di corte. dopo che gli ufficiali si furono ritirati. si può dire che di tigri mi nutro e di tigri mi vesto: vivo ogni giorno in mezzo a loro. Mentre lui si dava buon tempo alla sua maniera. che scappò via a coda ritta e con gli artigli sfoderati.' Mi convinse. Fatemi avere mezzo bicchiere d'acqua pura. Il re e la corte videro con i loro occhi La bianca fronte e la testa rotonda. e io lasciai libera la tigre. Si può dire Che fu la tigre a farci da sensale. come dicono i versi: Nel viaggio verso l'Ovest Tripitaka Ha incontrato un malefico tranello. e gli cantò un'arietta." Spezzò le redini e fuggì all'aperto. e che alla fine era stato trasformato in cavallo per accompagnare Tripitaka." Il drago prese la brocca e riempì una coppa superando l'orlo di mezzo pollice senza spandere vino. altro non era che una tigre feroce. Corpo zebrato ed occhi lampeggianti. si alzò e fece i passi del trucco chiamato scurire gli occhi. Quando vide l'orco seduto a bere smodatamente e a mangiare carne umana. vedere con chi ho a che fare. cui avevano tagliato le corna e levato le scaglie per punirlo di un'infrazione. Non era capace. sono venuta per servirvi da bere. Non vedo dov'è il maestro. alternando bicchieri di vino e sorsate di sangue. Divorare la gente non lo porterà lontano. C'era un gran buio. Ciò mi dovrebbe aiutare a chiarire come stanno le cose. Ricorderete che quello non era un vero cavallo. sentì le sue anime abbandonarlo. Qualcuno finì per parlarne anche nella stalla della locanda. corsero da tutte le parti a cercare un angolo buio dove nascondersi. mio caro genero? Quali origini ha? Quando hai sposato la mia principessa? Perché hai aspettato finora a render visita ai tuoi suoceri?" L'orco si prosternò e rispose: "Signore. perché bevesse a suo agio e si divertisse. Si urtano. Le altre diciassette bellezze. Per salvare la vita lascian cadere flauti. spaventati. Poi chiese: "Sai cantare?" "Me la cavo" disse il drago. sul Monte della Tazza. in cui trovò diciotto belle ragazze scelte apposta per cantare. Vi pare che avrei potuto unirmi a lei. Ci sposammo per amore e abbiamo convissuto per tutti questi anni.

quando il cavallo gli afferrò un lembo della tunica con i denti per trattenerlo. Per quanto tendesse l'orecchio Su tutta la montagna. il pesante candelabro si muove senza sosta. Nello spazio deserto. con una sola mano non puoi applaudire. Mentre camminava. Sai. "Come sarà riuscita questa canaglia. Il maestro non c'era. Sabbioso lo soccorrerò domani. a manca. Chissà quanto ce l'ha con me. Tu metti tanto cuore in queste cose. Si rialzò precipitosamente e voleva infilare l'uscio. Presto ebbe superato l'oceano orientale. Se il Novizio ritorna. Chi è venuto. "Mi sa che c'è sotto qualche disgrazia. Si tuffò a testa in giù e scomparve nei flutti. che soddisfazione dev'essere" pensava Porcellino." "Vai. "Non c'è da meravigliarsi che si sia stufato di fare il bonzo e abbia preferito ritornare a casa. si inchinò sulle zampe anteriori e gli disse: "Fratello maggiore. Non si rendeva conto che. Rifletté un momento e aggiunse: "Da soli non ce la facciamo. posso sempre riprendere il mestiere di genero." "Chi ci potrebbe aiutare?" "Vai senza perder tempo al Monte di Fiori e Frutti. e sono sicuro che riuscirà a vincerlo e a liberare il maestro. mentre. la vecchia donna gialla Tenuta in prigionia. Che battaglia. non un gallo che canti. non avrai mica paura di me?" "Ma perché ti sei messo a parlare?" disse tremando Porcellino. e quando vedrà la situazione in cui ci troviamo non si arrabbierà. Si guardò intorno e scoprì Scimmiotto che aveva radunato i suoi mostri in una valletta. lui! Quando facevi lo sbruffone davanti al re. non poteva sperare di sfuggire nemmeno per un attimo all'acuto sguardo di Scimmiotto: "C'è un barbaro. indietro. Da dove salta fuori? Portatemelo qui. in breve si addormentò profondamente. il giovane drago sentiva scemare la presa delle proprie mani e aveva tutti i muscoli indolenziti. Ma tiriamo avanti. "Per la miseria!" si spaventò Porcellino. Per me le notizie sui tormenti che subiva erano come pugnalate al cuore. Incede l'uno come un maestoso elefante dalle bianche zanne fra i minuscoli uomini. Dalla posizione delle stelle capì che doveva essere la terza veglia. vidi invece il mostro in una sala e mi trasformai in dama di corte per avvicinarlo. numerose come uno sciame d'api." "Perché no? Sabbioso è prigioniero e io non sono in grado di battere quel mostro. L'uno sostiene la colonna di giada del cielo. la sua nuvola perse l'assetto e lo rovesciò nell'acqua del fossato della città reale." Il bestione ritornò in città e si recò alla locanda. che improvvisò una lunga danza della spada. trasformato in un elegante letterato. è stato il mostro. ma questi l'afferrò al volo con destrezza e scagliò a sua volta il candelabro. dove credi che andrei a finire?" "Vedrai che non ti colpirà." Subito le scimmie. Se per distrazione mi menasse. cercai di colpirlo. che se non ti do retta faccio la figura non averne anch'io. Il drago non fu abbastanza svelto da evitarlo e ne fu colpito alla gamba. e al sorgere del sole abbassava già la sua nuvola alla ricerca della strada giusta sulla montagna.aprì il suo mantello. e tu e Sabbioso pensavate di catturare il mostro e di guadagnarci un premio. invece. pur rimanendo chiusa qui dentro tutto il tempo. Era un momento in cui Cavallo del pensiero e scimmia dello spirito Erano separati. quando mi avranno dato gli opportuni rinforzi di truppe e di cavalleria." Il bestione aveva troppa paura per farsi avanti direttamente. Dopo otto o nove scontri. circondarono Porcellino. e mille duecento scimmie schierate ai suoi piedi secondo il loro rango lo applaudivano e gridavano: "Viva il grande santo. All'orco piaceva molto. non fate più conto su di me: non verrò nemmeno a dirvelo. constatando che tutto restava tranquillo. e pensò che sarebbe stato suo dovere aiutare Sabbioso: "Ma con un solo filo non fai una corda. Il giovane drago si tenne nascosto sott'acqua per un'ora buona. Ma se mi dice di no. esordendo con un "Condiscepolo anziano!" che fece cadere a terra Porcellino per lo stupore. con spada e candelabro. là in mezzo. Il legno ed il metallo Restavano dispersi. ormai sono in ballo e devo ballare. coperto di catene e chiuso a chiave in una stanza. si sedette come se niente fosse e riprese a bere. lo spinsero avanti e lo inchiodarono al suolo. barbaro?" chiese severamente Scimmiotto. non sospettavate che il più forte fosse lui. a fare il monaco non mi ci terrebbe nessuno. e chiedi a Scimmiotto di ritornare. guardava affascinato e il suo sguardo sembrò scivolare in una fissità cui il vino doveva contribuire. non gli devi dire che il maestro è nei guai. Ma non credo che lui veda la cosa in questo modo. Se avessi io qualcosa di simile. che non sareste risultati all'altezza e non ne sareste venuti a capo. riconobbe Porcellino e incominciò a parlargli in linguaggio umano. A dritta. basta che arriviamo a scambiarci qualche parola vivace. Si svegliò a mezzanotte passata e gli ci volle tempo per rendersi conto di dove si trovava. Nel frattempo Porcellino non era uscito dal cespuglio in cui si era rifugiato dopo aver abbandonato Sabbioso e si era stravaccato a dormire. balza e travolge il diavolo giallo. Devi andare a chiedere aiuto." Il cavallo bianco si svegliò. Trovò solo il cavallo che dormiva nella stalla." Il drago non poté trattenere le lacrime e supplicò: "Condiscepolo. si aggiustò la tunica e balzò in aria dirigendosi verso est. ti prego. quando mi parve il momento buono. che poteva pesare ottanta o novanta libbre. volteggia la spada preziosa. Mi dovetti nascondere nel fossato. avanti. nostro signore e padre!" "Che bella vita. perché lui tiri fuori quella sua sbarra maledettamente pesante. ma dobbiamo salvare il maestro. Qui riprese l'aspetto di cavallo e si stese davanti alla greppia: la povera bestia era zuppa d'acqua e ferita a una zampa. Voi eravate scomparsi e io temevo per la vita del maestro: non mi restava che cercare di soccorrerlo. sotto la luna che brillava nel cielo silenzioso. uscirono combattendo dalla sala e continuarono lo scontro sulle nubi. Quando lo vedi. Lasciamo stare. Di certo gli piacerà misurarsi con un avversario di valore come il mostro. con le sue dimensioni. in quel buio notturno! Il mostro del Monte della Tazza e il drago bandito dal mare occidentale: l'uno emana una luce più chiara del lampo. Il re scimmia ha il senso della giustizia e della bontà. dopo che aveva colpito la Dama dal Bianco Scheletro sui Monti della Tigre Bianca. non un cane che abbai. "Credi che racconti storie?" "Adesso che cosa facciamo? Tu sei in grado di muoverti?" "E se lo fossi?" "Se puoi. Il destino che proteggeva Tripitaka gli diede vento in poppa: allargava le orecchie come vele e acquistava velocità. perché il vecchio diavolo era forte e vigoroso. Io e quella scimmia non siamo mai andati d'accordo. strinse i denti per resistere al dolore che la gamba gli procurava. Andrò invece in città a vedere il maestro e a esporgli la situazione. Porcellino a testa . Guarda che bei posti. che patrimonio. si stropicciava a lungo gli occhi. scivolò in mezzo alla folla delle scimmie e si prosternò con loro." "Sai che il maestro si trova in difficoltà?" "Non so niente. Almeno avreste potuto correre a informare dell'accaduto. ma lui riuscì a schivare il colpo e a vincermi con un candelabro. non pensavo che il maestro mi avrebbe preso sul serio e lo avrebbe scacciato. con la testa confusa. Danzai per lui la danza della spada e. Ma il mostro non perdeva mai i suoi riflessi: schivò e afferrò un candelabro di ferro forgiato. Lui è più forte di noi. Fu il momento che il drago scelse per interrompere la coreografia e indirizzargli un fendente. sguainò la spada che portava alla cintura e la tese al drago. che si è fatto ricevere dal re come suo genero e ha trasformato il maestro in una tigre. Ecco da dove viene la contusione che mi vedi su una gamba. Questa bugia lo indurrà a venire qui. l'altro emette un turbine di vento rosso cupo. e tutte queste scimmie a servirlo. Vola e danza il drago d'argento. e comunque escludo che lo si possa convincere a ritornare. Non si può fare nulla Se ragione e giustizia sono dimenticate. Io lo dicevo per ridere. a fare una tal sudata e a procurarsi quella contusione? Si vede che un brigante ha portato via il maestro e ha colpito il cavallo." "Va be'. ma soltanto che pensa a lui. "Da dove vieni. chiedilo a qualcun altro. l'altro incornicia l'oceano di travi d'oro. non parlare di sfascio" rispose il drago. per quella volta che incitai il maestro a recitare l'incantesimo del cerchio. Il diavolo che lo inseguiva lo perse di vista e se ne ritornò alla Sala della Pace d'Argento. verrò con lui. ti dico io che ritornerà!" Il bestione prese il suo rastrello. Se non approfitto di questo sfascio per andarmene. l'altro ricorda il gatto selvaggio che si avventa sul mondo sfoderando artigli d'acciaio. come usano i maiali. Ma a corte non lo trovai. che si prosterna in bello stile maialesco. ma era tutto bagnato e aveva sul garretto un'ecchimosi del diametro di un piattino. in quello stato lo hanno catturato. salverà il maestro e ci vendicherà. non abbandonarti alla vigliaccheria. Lui era seduto su una grande rupe. balzò su una nuvola e se ne ritornò nella scuderia della locanda. gli giunse un grande vocio." "È andata proprio così?" si stupiva Porcellino. ho capito." "Non sa niente. Anche il drago riprese la sua forma. Io mi metto i bagagli in spalla e me ne torno dal vecchio Gao. dovresti ritornare al tuo oceano. che cosa dovrei aspettare?" "Fratello maggiore. Si tenne nascosto fra l'erba." "Fratellino. Non poté più sostenere la lotta e scagliò la spada contro la testa del suo avversario.

Sai che non ama restare . ci pensa sempre" si affrettò a ribadire Porcellino. Però non sono un barbaro. Porcellino temeva ciò che nel frattempo poteva accadere a Tripitaka e continuava a insistere: "Fratello. fratellino. signore e padre. Non darti il disturbo. tanto che finirono per strappargli la tunica.] Porcellino non poteva saziarsi dello spettacolo che aveva davanti ed esclamava: "Che meraviglia." Le scimmie mollarono la presa. sugose nespole gialle e corbezzoli rossi. Inginocchiati sul bordo della strada. "Se insisti a non riconoscermi. fratello. per timore di rimediarci un'applicazione del randello. Il metallo ed il legno Formano giusto frutto uniti insieme A scimmia dello spirito. "Sono proprio io. altro che campare!" Chiacchierarono e risero a lungo scendendo dalla cima. vieni almeno a fare un giro dalle nostre parti. ascoltate il seguito: ci troverete tutti i particolari. il mio spirito continua a seguire il monaco passo per passo nella ricerca delle scritture. che rispondevi subito quando ti si chiamava. "È la fine. Porcellino si volse indietro. "Eccolo." "Ti prego di venirti a distrarre nella Grotta del Sipario Torrenziale. Dovremmo andare. mangiate qualcosa!" "Mio fratello Porcellino" rispondeva Scimmiotto ridendo "ha un tipo di appetito che non si sazia con la frutta. sei il solito sacco di segatura! Non ti bastava andartene via tranquillamente. I diavoli ed i mostri della storia Con i cinque elementi corrispondono. questa volta mi ammazza!" ripeteva Porcellino come se recitasse una litania. Perché avrebbe cambiato idea? E del resto io non posso ritornare. signore e padre. si è ricordato di te. e prese a inveire contro di lui: "Non sei cambiato. quale pericolo? Come ti ho detto. Poi gli darete altri venti colpi sulla schiena. tu sei diverso e sei più balordo degli altri. senza pensare che Sabbioso sarebbe venuto a cercarmi e il maestro sarebbe rimasto solo. ti sarai trasformato in qualche insetto per spiarmi. Sono i sutra la via di perfezione: L'anima originaria aggiunge il Buddha." "Lasciamo perdere il maestro. Camminai molto senza trovare nemmeno una capanna. In quello stato d'animo mi ha mandato apposta a cercarti. lui preferisce fare il mostro che il bonzo! Che bel macaco! Avevo le migliori intenzioni di pregarlo di ritornare. devi seguire le regole: prima consegni la tua carta d'identità e scrivi il nome nel registro. la Legge ritorna Alla sua fonte. e il resto glielo darò io con la mia sbarra. vieni con me a divertirti un po'. Porcellino Otto Divieti. Comunque." Il bestione non osò rendersi sgradito con altri rifiuti e lo seguì nella passeggiata. Non mi punire e consentimi di alzarmi per parlare." "Sei un sacco di segatura. gridavano: "Grande santo. non sono soggetto né al cielo né alla terra: perché dovrei rinunciare alla mia libertà per fare il bonzo? Vacci tu. ma non ne vuol sapere. Ma parla sul serio e dimmi tutto. Presso l'ingresso della grotta il grande santo lo aspettava seduto su una roccia. tutti si assomigliano e si sentono tutti fedeli sudditi del grande santo." Ma Porcellino rifiutò: "Sei proprio gentile. per ogni singolo pelo. "cercavo di ingannarti proprio perché tenevo tanto a farti venire con me." "Penso che il nostro maestro sia un uomo buono e giusto. visto che vieni da tanto lontano. il mio muso!" gridò Porcellino tirandosi su. sento i re dell'inferno che fanno i conti con i loro assistenti? E te. Essi salgono Verso la beatitudine a varcare La porta della non-dualità(10). parla prima che sia troppo tardi." "Ma tu non vieni?" "E dove dovrei venire? Qui sono libero e sto bene. salutiamoci qui. CAPITOLO 31 STORIA D'AMORE ASTRALE IN CUI PORCELLINO SI APPELLA AL SENSO DI GIUSTIZIA DEL RE SCIMMIA. che noi non valevamo niente in confronto. che eri più sveglio e più intelligente." A queste parole il bestione non osò replicare. il sole saliva in cielo. Ti prego. "Siamo stati fratelli giurati per anni. non ho lettere e non sono stato licenziato. anche solo per non deluderlo e per non rendere inutile tutto il cammino che ho fatto." "Qui tutti sono scimmie." "Fratello" gridò sconvolto Porcellino." E intanto pensava: "Se ammette di riconoscermi.. dopo il ritorno di Scimmiotto era stata restaurata in breve tempo ed era tornata come nuova. per quanto grande sia il mio appetito. "Ho un bell'essere tornato a casa. [. Triplo legame formano i discepoli. Quel giorno fece giuramento davanti al Cielo e scrisse la lettera di suo pugno." "Allora alza il muso e fatti vedere" rispose Scimmiotto ridendo." La menzione di Guanyin ebbe qualche effetto su Scimmiotto: "Se la metti così non ti picchierò. io resto dove sono. Le scimmie in massa si erano impadronite del bestione e lo spingevano e tiravano. sarà più facile che mi ascolti." "Non ho offeso nessuno. per la coda." "E dove vorresti scappare? Ti prenderei anche se ti lasciassi tre giorni di vantaggio." "A me piace seguire gli usi del paese. "Che cosa fai?" "Guardo da che parte la strada è più larga e adatta a scappare. il maestro smontò da cavallo e mi chiese di andare in cerca di elemosine. poi ti presenti all'appello quando e dove ti viene indicato. Figùrati se mi sarei permesso di insultarti." "Va bene. perdonami per riguardo alla pusa Guanyin che risiede di là dal mare. Te l'ha data la lettera di licenziamento? Fa un po' vedere." "Infatti ci si può campare." "In questo caso non ti trattengo. non ci si può fidare di quel Porcellino: parla come un manovale e vi insulta a ogni passo. Ogni tappa ha la sua prova. ma soprattutto. Troncate i sei destini menzogneri Ed al Colpo di Tuono giungerete. e adesso pretendi di non avermi mai visto e mi tratti da barbaro. e io non vorrei far aspettare il maestro. la vorrai pur dare un'occhiata al paesaggio. fratello? Possa mangiarmi la lingua! Dicevo semplicemente che avrei dovuto informare il maestro che tu non saresti venuto: questo è quanto." "Ti racconterò tutto. Assaggerò volentieri questa frutta. Dopo la tua partenza riprendemmo il viaggio e. saggio condiscepolo. che bisogno avevi di insultarmi?" "E chi ti insultava. E allora resti dov'è!" Avanzò di qualche passo e riprese le sue invettive." "Fratello" rispose Porcellino prosternato. Allora il maestro incominciò a dire che tu eri diverso. perché perdi tempo a prendermi in giro. La montagna era bella. mentre il monaco cinese è in pericolo?" "Ma no. vedendolo partire. per riguardo al nostro maestro. non avrei dovuto sentirti?" "Ho capito. non avevo fatto i conti con la tua perspicacia. e lo sommerse acchiappandolo per i capelli." "Vuoi farmi fesso? Sai che." "Ma sei qui. ma sempre con la testa china e cercando di nascondere il grugno. Se la tua intenzione è di fare atto di sottomissione. battendo la fronte al suolo." "In questo posto benedetto dal Cielo." "Ma allora perché sei qui?" "Il fatto è che il maestro pensa a te e mi ha mandato a cercarti." "Perché non te ne vai in cerca di scritture con il monaco cinese? Scommetto che l'hai offeso e ti sei fatto licenziare anche tu. è lui che mi ha scacciato. Le scimmiette corsero a presentarsi a rapporto: "Grande santo. fratello! Credo che sia la più bella montagna del mondo. Sbrigati a parlare se non vuoi botte. ai piedi della montagna. Questo sarà l'antipasto. Quando Fraternità si ricongiunge Alla Giustizia. che avevi dieci risposte per ogni domanda che ti si faceva. in una pineta. buono soltanto da battere" si spazientì Scimmiotto." Mentre assaggiavano. "E come sarebbe andata la cosa?" "Mentre si camminava. che mi insultavi mentre camminavi qui vicino." "Quel porcellone di Otto Divieti!" esclamò Scimmiotto soffocando dalle risate. "perdonami. me la pagherai. tese il dito nella direzione da cui veniva e incominciò a vituperare Scimmiotto: "Scimmia del cazzo. Lungo la strada. le scimmie venivano a offrire grappoli d'uva violetti. Se poi non sapete che trattamento ebbe Porcellino e se riuscì a scamparla. "Prendete un bastone bello grosso e cominciate ad ammorbidirlo con venti colpi sulle chiappe. se tendo l'orecchio sinistro verso l'alto." A questo discorso Scimmiotto saltò giù dalla rupe. se mi farai andare di nuovo fuori dei gangheri. con un codazzo di scimmie. ma io sono preoccupato per il maestro che aspetta. sento la gente che bisbiglia nel trentatreesimo cielo? E se tendo quello destro verso il basso. il maestro gridò: 'Discepoli!' Ma io non avevo sentito e Sabbioso faceva orecchie da mercante. E SCIMMIOTTO ABBATTE ALLA FINE IL MOSTRO GRAZIE ALLA SUA SAGGEZZA.china rispose: "Non oso accettare l'onore di essere interrogato. pere profumate. Da parte mia dovresti dire al monaco cinese di non perdere tempo a pensare a me. ero stanco e schiacciai un pisolino. caro fratello. per le orecchie. sprofondando nella menzogna. fratello. il maestro è là che ci aspetta. tirati su. Scimmiotto." "Non credo né che pensi a me né che mi cerchi." "Ma è proprio vero che pensa a te. Camminarono tenendosi per mano fino in vetta alla montagna. qualcosa da rinfacciarti ce l'avrò. ma uno che conoscete bene. Lo sai che non ho più tempo per divertirmi." "Ragazzi!" gridò Scimmiotto. prendi qualcosa come aperitivo. fratello. Dunque sei un mostro forestiero. prese per mano Porcellino e gli disse: "Saggio fratello." Scimmiotto si arrabbiò e urlò: "Portatemelo qui!" La massa delle scimmie si precipitò sul bestione per riportarlo indietro. Porcellino saltò su e incominciò a tendere il collo da tutte le parti. In effetti dopo tre o quattro li. gli mise alle calcagna due agili scimmiette con l'incarico di ascoltare i suoi soliloqui. Non perdiamo altro tempo. e scusa se è poco. da quello spione che sei. ogni luogo il suo tranello. Come ti permetti di venirmi a rendere omaggio prima di essere stato accettato?" "Vergògnati!" grugnì Porcellino. saggio condiscepolo. Non poté far altro che borbottare qualche parola d'addio e rimettersi in cammino.." "La strada è lunga al ritorno quanto all'andata.

Ma adesso c'è questa situazione d'emergenza. perché hai rapito i miei figli? Hanno un padre feroce: se gli succede qualcosa. che si impadronì di lui. Ora ti prego di non dimenticare l'adagio: maestro per un giorno. mentre vado a esplorare il terreno di combattimento. hai tenuto duro!" "Da dove vieni?" chiese Sabbioso inchinandosi." "Reverendo. Mi dovevi rendere i bambini in cambio del tuo condiscepolo: io ho fatto la mia parte. signore e padre!" gridava spaventata la folla delle scimmie. comunque. ci è rimasta solo la vergogna. combatterete ritirandovi in modo da portarlo qui. Si precipitò all'aperto scuotendosi il vestito per salutare Scimmiotto: "Cadi proprio dal cielo. Il mostro prese l'aspetto di un distinto letterato. Non riescono più nemmeno a piangere. sconvolta. Poi andrete nella città degli Elefanti Sacri a provocare il mostro per portarlo qui. fratello. per ogni evenienza. Cinquecento anni fa. dove Sabbioso è tenuto prigioniero. "Ieri. Scimmiotto si avvicinò alle loro spalle. "Grande santo. risalirono sulla nuvola e ripresero il viaggio. La principessa gli disse: "Sei un monaco senza scrupoli. in breve ritornò all'aperto con il suo randello in mano. Bisogna proprio tirarlo fuori da questo pasticcio. erano cose che diceva questo Veste Gialla. Io mi sono permesso di ripeterle solo per informarti. e Porcellino lo additò: "Quella è la casa di Veste Gialla. In un prato. che gli voglio dare una scarica di botte a modo mio. E questo burino ha l'insolenza di prendermi alla leggera. corsero dalla principessa ad annunciare: "Signora. "Era tempo di far conoscere i bambini ai loro nonni. ritornammo indietro." Le scimmie. "qual'è secondo voi il crimine più grande. come se invece dell'annuncio di un arrivo lo avessero coperto di doni d'oro e di giada. messi in allarme. Stavano completando la traversata dell'oceano orientale. fin dal momento che li hai arraffati. per sostituire la sua tenuta da mostro con la tunica di broccato e il grembiule di pelle di tigre. donna volubile?" "Ho ricevuto la mia educazione a palazzo e ricordo la . rapita dal mostro. mi avete salvato la vita aiutandomi a discolparmi di quella lettera. Bada che mio marito non è un tipo comune. io fui vinto e scappai a nascondermi nell'erba. è un buon piano. I bambini terrorizzati si misero a strillare e a piangere. Sarete vittima del suo furore. Credi che il mostro non se la prenderà con noi? A noi. e possono morire da un momento all'altro. Se capitasse qui. ma scoprì il mostro che beveva tutto solo in una sala del palazzo. uno sconosciuto ha rapito i principini. siete il mio benefattore. una specie di volano. Quando." "Giusto. che mi ha informato che il maestro è nei pasticci: Veste Gialla lo ha trasformato in tigre. Siamo i soldati di un esercito sconfitto. Quando il re ricevette la lettera. Non lo trovò da nessuna parte. se li portò via." "Che bestia sei! Quando vi lasciai. urlava: "Ehi lassù. Era invece la residenza del mostro Veste Gialla." "Come sarebbe a dire?" "Io gli avevo detto: 'Mostro. Non siate mai trascurati né approssimativi. Vieni a soccorrerci!" "Monta su. "Vi porterete sopra la Sala delle Campanelle d'Oro e butterete giù i bambini sui gradini di giada bianca. vorrà farla pagare. Due per uno. fratello! Dio sa se c'era bisogno di te! Aiutaci!" "Benedetto Sabbioso! Quando il maestro recitava il suo incantesimo per stringermi la testa. È comparso il vostro condiscepolo Scimmiotto: mi manda lui a liberarvi. Perché non mi hai dato retta?" Porcellino rifletté e si disse che da un uomo di guerra si ottiene di più con le provocazioni che con le preghiere. fratello." "Fratello" fece Porcellino ridendo. per insultarmi così?" "Calma. non hai un'oncia di buona fede. uscì dalla foresta e vide una pagoda con il tetto dorato che prese per un monastero. Gliela farò vedere io. il maestro aveva trovato una salvatrice: era la terza principessa del re del paese degli Elefanti Sacri. bisogna consolarli e rassicurarli. ai mostri che avessero aggredito il maestro. messo in fuga. cercando di trattenerlo. come sempre. Dopo il bagno. mezza parola avresti potuto dirla. Si mutò in fanciulla di corte e cercò di colpirlo durante una danza della spada. Sono il primo discepolo del monaco cinese. calma. un mostro così insolente non lo voglio mancare. Mi raccomando. pochi scherzi! Giù le mani dal maestro! Bada che non ha solo noi come discepoli. Ma non avevamo fatto i conti con i grandi poteri del mostro: questa volta toccò a Sabbioso di restare prigioniero. La principessa corse fuori dalla grotta e vide Scimmiotto in cima a una rupe che stringeva i due bambini per il ciuffo e minacciava di lasciarli cadere nel vuoto. Mi è bastato ritornare pochi giorni fra le mie scimmie per riprendere odore di mostro. con Sabbioso. verrà qui di certo. Farai il bagno un'altra volta." Sabbioso prese la rincorsa e balzò sulla rupe. Presto giunsero in vista di un tetto dorato che rifletteva i raggi del sole. trovammo solo il cavallo e i bagagli: il maestro era scomparso." "Lo so. Ciascuno di voi prenda un bambino.' Ma lui diede in escandescenze: 'Credi di farmi paura con questo Scimmiotto dei miei stivali? Venga pure. quando provocai quei disordini in Paradiso. La madre. ma quando l'avrò catturato e fatto a pezzi. mentre Scimmiotto scendeva dalla rupe e si avvicinava alla pagoda." "Principessa" ghignò Scimmiotto. Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Gettandoli sui gradini li ridurremo in poltiglia. i due se ne andarono con i bambini." Scimmiotto lo interruppe: "Basta con le chiacchiere. gli strapperò la carne. che avresti dimenticato i torti passati e saresti certo venuto a soccorrere il maestro." "Alzati. tu faresti una brutta fine. Il mio condiscepolo Sabbioso è chiuso nel tuo antro. che non è da gentiluomo. Perciò rispose: "Magari non ti avessi dato retta! È stato proprio il tuo nome a scatenare quel mostro. vi avevo detto e ripetuto di far sapere. il suo primo discepolo è il famoso Scimmiotto il Novizio. accettarono i suoi comandi. mentre tu. il quale riprese il suo aspetto di drago e partì in cerca del maestro. Quando il mostro lo saprà. Lo cercammo fino all'ingresso della grotta e combattemmo con il mostro." Scimmiotto divenne furioso: si mise a saltellare intorno. sorvegliate la proprietà e continuate a piantare gli alberi: bisogna aggiungere altri salici e pini. "non aprite la mia prigione: quando ritornerà vostro marito se la prenderà con voi. quando è avvenuto un fatto inatteso. non lo vorrei stomacare. chiese al maestro di catturare il mostro e di ricondurre la figlia. poi ritornerò qui a godermi con voi la verità della natura." "Tu non capisci queste cose. dove il campo di battaglia è spazioso. li afferrò per il ciuffo e. me ne ritornerò al mio paese. Non è che mi ha abbia proprio scacciato: mi ha dato un periodo di licenza per venir qui a vedere come andavano le cose e per prendere un po' di riposo. Andiamo!" disse Sabbioso. senza testimoni. sono ritornato in città durante la notte. a grattarsi le orecchie e a tormentarsi le guance: "Ma chi è questo stronzo. "la faccenda la conduci tu. Scimmiotto prese per mano Porcellino e montò su una nuvola. Tutti. Non possiamo combatterlo in città: solleveremmo un polverone e la sconvolgeremmo tutta. "Principessa" diceva Sabbioso. Lascialo andare. due fanciulli giocavano a 'disputarsi il nido'. fratello. Mi chiedevo come avrei potuto rendervi il favore." "Che cosa sapete. il vecchio non sarebbe capace di sottomettere nemmeno una lucertola: perciò toccò a noi di ritornare sul posto a combattere. Poi farai come vorrai. che lo scorticherò vivo." "Non c'è tempo. Ho trovato il cavallo bianco. invece di marciare verso l'Occidente?" "Non frugare nella piaga. gridò ai mostriciattoli di farsi da parte e liberò Sabbioso con le sue mani. andò a corte e trasformò il nostro maestro in una tigre. che liberò il maestro e gli affidò una lettera per i suoi genitori. bestione. fai un buon affare. È stato il cavallo bianco a consigliarmi di andare in cerca del nostro primo condiscepolo. Aspettate che abbia accompagnato quel monaco al suo destino e l'abbia riportato nell'Est. figlioli! Io ho il compito di proteggere il monaco cinese. per l'uomo nato fra cielo e terra?" "Lo so. e io ti rendo i bambini." "Non fare l'insolente. Intanto. Verrò anch'io. invece di restar lì come uno scemo a bocca aperta." La principessa si precipitò all'interno. ha detto che sei buono e giusto. non c'era dio che. al vedermi. Mentre erano assorti nel gioco. Anche Porcellino abbassò la sua nuvola per salutarlo: "Bravo fratellino. Non era rimasto che il cavallo bianco. non ti conosco nemmeno. Al maestro piace la gente pulita. Confortati dalla sicurezza che dava loro la presenza di Scimmiotto. lo taglierò a pezzetti per metterlo nella frittura mista'. che ha immensi poteri e abbatte mostri come te con una mano sola. direte che sono i figli di Veste Gialla e che li ho catturati io. che il vecchio Scimmiotto era il suo primo discepolo. Devo scendere in mare a purificarmi." Porcellino comprese che l'intenzione era buona. Io aspetto qui." "E come vi incastro?" "Ai bambini dev'essere già scoppiata la milza dalla paura.seduto a lungo: si mise a passeggiare. Lo prese una gran gioia. comincia con il catturarlo e vendicarti. padre per la vita. si sentì il cuore pieno di rugiada. non dovevi proteggere il maestro? Perché stai qui a perder tempo. E poi. Uno aveva una diecina d'anni e l'altro otto o nove. sanno che Scimmiotto è il suo discepolo. E adesso che cosa vuoi?" "Non ve la prendete con me" rispose sorridendo Scimmiotto. come se sbocciasse la primavera." Alleluia! Al nome di Scimmiotto parve a Sabbioso che ambrosia gli piovesse sulla testa. non credere di cavartela!" "E così tu non mi conosci. I mostriciattoli della grotta. ma incastri noi." "Che cosa ci vai a fare? L'orco non sarà in casa. ma fu invece colpito lui a una gamba da un grosso candelabro. quando il Novizio disse: "Fermiamoci un momento." "Come lo provocheremo?" chiese Sabbioso. Come sai. ma tu no. Se vi chiederanno di chi si tratta. non si inchinasse profondamente e non mi trattasse con il titolo di 'grande santo'." Che bravo re scimmia! Abbassò la nuvola luminosa e ne scese per esplorare i dintorni della grotta. Se invece è troppo magro. gli romperò le ossa e gli mangerò il cuore." "Hai ragione. È stato il drago a suggerirmi di venirti a cercare. monaco. saggio condiscepolo. quei bambini." "Tu resta qui. Li hai spaventati." Infatti erano i figli che la principessa aveva avuto dal mostro. ti tieni le mani pulite. il Novizio. in cielo e in terra." Il grande santo saltò giù dalla roccia su cui si era accoccolato e si precipitò nella grotta. Non è un modo di incastrarci?" "Se dovesse prendersela con voi. "Dove volete andare? Non fareste meglio a restare qui a darvi bel tempo ancora per qualche anno?" "Ma che cosa dite. senza perdersi a indagare se erano Pierino o Paolino. dentro la grotta.

falsa principessa. Il monaco ha solo due discepoli. appunto perché ho l'abitudine di picchiare sodo i mostri che incontro e ne avevo ammazzati un po' troppi. "che cosa ti succede?" "Ma che tesoro. La faccia gliela spaccherei volentieri." "Sento molto la mancanza dei bambini. Pietà pei genitori Che tanto hanno penato. come pensate di fare?" "Penso sia meglio che voi non mi stiate d'attorno. Allontanata la principessa." Il bravo mostro non stette nemmeno a congedarsi." "Per piacere. si produsse in un grande numero di teatro: sbatté le lunghe ciglia." L'orco prese per mano Scimmiotto e lo guidò in un angolo segreto in fondo alla grotta. Che cos'hai da dire a tua discolpa?" "E quando ti avrei insultato?" "Me l'ha detto Porcellino." "Te lo raccomando. non avresti dovuto entrare qui dentro. brutto diavolo! Non sai nemmeno riconoscere tuo nonno?" "Eppure questa faccia l'ho già vista da qualche parte" sibilò l'orco. sposa senza lo sposo è un'infelicità che non perdona. Avrei voluto uccidermi. ma lui diceva che doveva presentarli a corte. da qui non uscirai vivo. E voi." Scimmiotto ghignò dentro di sé: "Il maledetto è abbastanza ingenuo da passare alle confessioni senza che occorra la tortura. Era destino che il suo matrimonio avesse fine." "Lo so. Come ti senti? Avrò cura di te. Il mostro alzò i pugni per colpirlo. ma il mostro stava all'erta e subito si slanciò per strapparglielo dalle mani." "Tanto peggio!" esclamò il mostro. Allora vi troverete un buon partito e potrete vegliare sui vostri genitori finché saranno in vita. mi sorveglia continuamente. L'orco entrò nella grotta come una folata di vento. Vediamo l'amuleto. il fondamento del bene. Se non lo abbatto. perché altrimenti apparirei nella mia forma originale. non vi posso riportare a corte dal re vostro padre. se il tuo programma era di fare a botte. Tu sei un essere malefico piovuto da chissà dove per prendermi in giro. Come avete potuto accoppiarvi con un mostro. Chi sei? Da dove vieni? Dove hai imboscato mia moglie. Mi accontenterò di farti presente che oggi ti sono venuto a trovare e tu non hai fatto buona accoglienza all'ospite venuto di lontano. e l'altro: l'ostilità fra padre e figlio dura solo una notte? Credevi che potessi restare con le mani in mano. mi aveva rimandato a casa per questo motivo." La falsa principessa lo afferrò e cominciò a stropicciarselo qua e là. ma tutto muscoli. a diecine e centinaia? Avessi pur cento mani. ma Scimmiotto lo trattenne con una mano e fece con l'altra un movimento che gli restituì il suo vero aspetto: "Ohé mostro. Son qui io. puoi sempre offrire la tua testa: abbi la compiacenza di metterti in posa perché io ci batta sopra. con le ossa che vi sbucano sotto la pelle. manchi di dignità! Il tuo maestro ti caccia via. "Sono il primo discepolo del monaco cinese e mi chiamo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. signora. Alla fine disse: "Le vostre parole sono giuste. Scimmiotto se lo mise in bocca e lo inghiottì. Ma stai attenta a non ruotarlo. "Certo che lo erano: li ha presi Porcellino. riducendoli in poltiglia. Che ne pensate?" "Ma voi cercate la morte! Ieri i vostri condiscepoli. Se mi prendessi una rastrellata. piccolo piombo pesa un accidente." Il mostro se ne stava ancora nella Sala della Pace d'Argento a ronfare e smaltire tutto il vino che aveva bevuto. e tu hai ancora il coraggio di mostrarti in giro. Qui si levò di bocca un oggetto che aveva le dimensioni di un uovo di gallina. Porcellino mi ha detto che avete salvato la vita del nostro maestro e avete mandato una lettera ai vostri genitori: questo dimostra che non li avevate dimenticati. ma siete stata sua moglie per tredici anni. come lo volete chiamare?" La principessa arrossì fino ai capelli. spostano vento e non ripagano la stoffa che occorre per coprirli. il vostro vecchio Scimmiotto vi garantisce che catturerà il mostro e vi riporterà a corte. e lo farò ruotare ben bene per vedere di che si tratta." "Sciocchezze! Diecine e centinaia? Anche se fossero migliaia e centinaia di migliaia. non te ne lascerei uno in . In fatto di astuzia e agilità non è facile farla a una scimmia. Ero lontana da loro e non avevo nessuno per inviare notizie. Tesoro. Io invece sono piccolo. I vostri sentimenti verso di lui potrebbero giocarvi degli scherzi. ma ho bevuto troppo e non ho ancora smaltito il vino. D'altronde a corte gli altarini erano stati scoperti. Ho un amuleto che devi strofinare dove ti duole. non mi tirate in qualche brutta storia. pestò i piedi. ho pianto tanto da averne male al cuore. reverendo: come potrei dimenticare i miei genitori? Il fatto è che il mostro mi ha rapito a tradimento. Corre all'aperto. mentre te la prendevi con il mio maestro? E non è tutto. non piangere più. Sono il tuo nonnetto di cinquecento anni fa." "Non ero con i due che conosci." "Ma mi ha portato qui di forza. Per ogni evenienza. il mio prestigio ne risentirebbe." E si mise a piangere come una fontana. "Ha ucciso i miei figli buttandoli dall'alto: e adesso come rendergli la vita? La farò pagar cara a quel monaco. ma perché è qui Sabbioso? Lo avevo lasciato prigioniero a casa mia: come è scappato? Perché mia moglie avrebbe dovuto lasciarlo andare? E che cosa c'entrano i miei figli? Porcellino avrà architettato un trucco per provocarmi. "Dice il proverbio: grande vescica non pesa niente." "Ma che uomo sei. non permette che mi allontani. quanti anni di prove. per riferirgli l'accaduto. In verità sono la peggiore peccatrice che ci sia fra cielo e terra. Gli omaccioni valgono meno della figura che fanno. povero diavolo sfiancato e sbilenco come un granchio.frase dei libri antichi: 'Tremila crimini meritano i cinque castighi. Il mostro strabuzzò gli occhi: non l'aveva mai vista così. ma nessuno è grave come la mancanza di pietà filiale'. ritornò subito alla sua montagna e corse verso la grotta per capire che cosa stava succedendo." "Ti ho visto." "Vi potete fidare. Io avrò bisogno di muovermi senza avere intorno troppi sentimenti: un colpo dev'essere un colpo. Son fuochi di paglia. schizzò intorno tante lacrime peggio di un temporale." Il mostro si mise a ridere: "Caro Scimmiotto. "lo dice anche il proverbio: marito senza moglie perde della sua casa la padrona. confezionando frottole al riparo del velo di lacrime che gli bagnava gli occhi. La corte fu presa dal panico. come potrete farcela?" "A quanto pare non avete occhio per queste cose" replicò Scimmiotto ridendo. il re scimmia si trasformò con una scossa nella sua copia identica ed entrò nella grotta ad aspettare il mostro. comunque." "Credete davvero di potercela fare?" "Non avete idea di quanto possa pestare diavoli e mostri. si apprestò a farlo ruotare su se stesso. quando sentì gridare il suo nome. padre per la vita. torcendosi per il furore che lo attanagliava. non sono riusciti a prevalere su mio marito. Per sottrarre l'oggetto a ogni contesa. una specie di ciondolo di cinabro interno. Ecco perché non mi restava che prolungare la mia fragile esistenza. E l'eminente legge del destino lo consegna ora nelle mani del vecchio Scimmiotto. voi ritornate a casa e non li vedo con voi: come volete che non mi senta disperata?" "Mi stai dicendo che quelli erano davvero i nostri figli? " esclamò il mostro. e l'incontro con il grande santo era stato disposto appunto a questo fine. Come puoi dar retta a quella bestia?" "Non stiamo a discutere. che pure sono degli omaccioni. che è un uomo molto compassionevole. Non ho più visto nessuno. guarda in su e vede Porcellino e Sabbioso che gridano da una nuvola. Io lo supplicavo. Scimmiotto. Porcellino e Sabbioso. "che io e Sabbioso abbiamo portato qui. dargli il vostro corpo senza pensare a vostro padre e a vostra madre? Se questo non è un crimine contro la pietà filiale." "Voi che siete un esperto." "Via. E valga in luogo del tè. Di uno Scimmiotto non ho mai sentito parlare. quante sedute di unione di yin e yang sono occorsi per fabbricare questo ciondolo di cinabro interno. Lo sai che ho al mio servizio mostri grandi e piccoli.. Si fece avanti per prenderla fra le braccia: "Tesoro mio. si batté il petto e riempì la grotta di singhiozzi violenti e di tragiche lamentazioni. assalito da un'enorme collera. ma non riesco a ricordare. Il mio maestro. "Principessa. di pugno o bastone che sia.(11) "Il poema spiega che la pietà filiale è la fonte della buona condotta. non conoscevi il nome di tuo nonno. La sua partenza da insalutato ospite confermò la nuova opinione generale che il vero mostro fosse lui. non può essere. mentre gli ufficiali annunciavano: "Disgrazia! Disgrazia! Due persone sono precipitate dal cielo. non valgono la minestra che mangiano. proprio da fetente!" "Così non mi riconosci" disse il Novizio. senza parere. Scimmiotto si rallegrò: "Che bell'oggetto! Chissà quanti esercizi di meditazione. E così. un po' di contegno! Guardami bene: mi conosci?" "Tesoro" bisbigliò il mostro allocchito. ma temevo che i miei genitori mi credessero colpevole di una fuga da casa e che la vicenda non venisse mai chiarita. E voi madre che m'avete nutrito. Il mostro si mise a riflettere: "Capisco Porcellino. con le ossa a pezzi e il sangue che correva tutto intorno." "Tirati su. Intanto Porcellino e Sabbioso portarono i bambini nella città degli Elefanti Sacri e li lasciarono cadere sui gradini di giada bianca. non appena si era fatto giorno. prima di venire a rubare il mio amuleto con l'inganno? Che azione infame. Poi." La principessa seguì il consiglio e si ritirò in luogo appartato. quello là! Ha il grugno di maiale e la lingua di megera. e passerà." "Questi bambini sono i figli del mostro Veste Gialla" proclamò a gran voce Porcellino. che cos'è accaduto da renderti tanto disperata?" "Oh signore" rispose Scimmiotto. Avreste dovuto rincasare ieri sera! Stamane non eravate qui quando è venuto Porcellino e si è portato via Sabbioso e i nostri bambini. mi hai anche insultato dietro le spalle. Se non gli puoi offrire vino né merenda." "Proprio così: "Padre mio che m'avete generato. "Rimandiamo di un momento le legnate: guarda pure a tuo agio. non vi disperate. il re confermò la consegna ai suoi ufficiali di tenere sotto sorveglianza la falsa tigre. potreste solo crearmi dei problemi. perché le diciassette compagne della ragazza che egli aveva divorato si erano presentate al re. non sapeva dove nascondersi per la vergogna.. Sarà meglio che prima ritorni a casa e chiarisca questa storia dei bambini. la conversazione con lui posso riprenderla più tardi." "Brutto criticone! Non conosci il proverbio: maestro per un giorno.

Essa pensò di prendere forma umana e scese per prima nel mondo di Sotto. "Da quanto tempo manca? " chiese l'Imperatore di Giada. come potrei dire di no? Portatemi un po' d'acqua. "Se Veste Gialla è stato sconfitto e io salvata" disse la principessa a suo padre. ma non trovò niente: "Ragazzo mio." "Fratello maggiore" supplicò Sabbioso inginocchiandosi. Anch'io. Era una fanciulla di giada della Sala Piena di Profumi. quando occorre cavarlo dai pasticci? Come avevo detto. I tre la condussero alla Sala delle Campanelle d'Oro. ma Scimmiotto vedeva benissimo che era un uomo. dove siamo rimasti uniti per tredici anni. Contro il randello di ferro forgiato S'alza la spada di acciaio temprato. mentre la sbarra cerchiata d'oro scintillò moltiplicandosi per tre. mentre voi volevate darvi tutto al bene. dissimulato fra i suoi vapori. ma non si vedevano movimenti in alcuna delle quattro direzioni. il randello Scaccia e disperde nubi colorate. "È sempre il solito rustico. Sono stati i loro pensieri profani a farli cadere fra gli uomini. "Vedi il maledetto!" si diceva Scimmiotto con segreto piacere. Scimmiotto fu soddisfatto delle disposizioni adottate. Tao. La loro unione era destinata dalle loro vite anteriori. gli fece segno con la mano: "Vediamocela fra noi. sei proprio una disgrazia! Perché vieni a schernire la gente a casa sua?" Scimmiotto. né aprire gli occhi o la bocca. Fece una gran riverenza e ringraziò le altre divinità della pena che si erano data. senza osare di contrastargli il passaggio. "Vostra maestà" rispose Kui prosternandosi. Sono venuto appunto per verificare se qualche creatura del cielo ha abbandonato il suo posto. i cinque picchi." L'Imperatore di Giada decretò che fosse privato della placca d'oro e lo bandì nel Paradiso dei Beati. "il merito è tutto degli immensi poteri del reverendo Scimmiotto. e voglio proprio vedere se conosci questo colpo. sei un cattivo incassatore: una botta. non ti avremmo chiesto di venire da tanto lontano. L'affatturato Tripitaka aveva qualche percezione di ciò che gli accadeva intorno. Se fossimo stati capaci di farlo da soli. astro del lupo e del bosco. e non è cosa da poco. "Kui. l'esito era ancora incerto. Osò sporgere la testa solo quando udì gli incantesimi dei colleghi. Dal momento che sei qui." I precettori si recarono subito a rapporto nella Sala delle Nubi Misteriose. salvalo. vuol dire che sei scappato. e subito si ritrovò in città. Così ho liberato la vostra benamata figlia. Egli andò difilato alla Sala della Luce Penetrante. con riserva di reintegrarlo nelle sue funzioni se avesse servito con merito. come avete potuto ridurvi in questo brutto stato? Mi avete cacciato via perché mi comportavo male. e vostra figlia è in realtà una fanciulla di giada del servizio dell'incenso. "gli antichi dicevano: non per amor del monaco." Balzò su una nuvola per scrutare l'orizzonte. ma non poteva muoversi." "Tredici giorni in cielo sono tredici anni sulla terra" ricordò l'Imperatore di Giada. il re propose: "Perché non andiamo a vedere il vostro Maestro?" I tre discepoli entrarono nella Sala del Tesoro. assestando una potente randellata sulla testa dell'orco. il grande santo raggiunse con una capriola la porta sud del Cielo. Ma se fossi morto. dove i funzionari avevano fatto portare la gabbia di ferro e tolte le catene alla falsa tigre. che corrispondono a tredici anni sulla terra. la riempì d'acqua e la portò a Scimmiotto. "voi che eravate un bravo monaco." "Mi sembra già una fortuna che esca di qui pacificamente." Scimmiotto gli tese le mani per aiutarlo a rialzarsi: "Se me lo chiedi così. ma per riguardo al Buddha. Scomparve e basta. invece di godere l'infinito spettacolo del mondo di Sopra. "perdonate al vostro servitore questo crimine che merita la morte. Egli si nascondeva in un torrente di montagna." La principessa sentì per un istante il vento che le sibilava nelle orecchie. I colleghi del suo dipartimento sono andati a ricuperarlo ed egli è stato esiliato nel Paradiso dei Beati. Nessuno avrebbe osato mancare all'appello. La principessa reale del Paese degli Elefanti Sacri non è una comune mortale. Riportiamo a corte la principessa con la magia della contrazione del terreno. recitando gli opportuni incantesimi." "In questo caso" disse Sabbioso. senza combinare guai" replicò l'Imperatore di Giada. ma per te. lascia anche a noi qualche mostro da menare!" "Qui di mostri non ce ne sono più." "Che specie di mostro era questo Veste Gialla?" chiese il re. i cinque orienti.piedi. "Kui. I recinti della grotta furono subito ermeticamente chiusi e barricati. "Maestro" gli disse Scimmiotto ridendo. Il grande santo gli sbarrò la strada all'ingresso del Cielo e voleva colpirlo di nuovo. Agli occhi di tutti conservava quell'aspetto. ed eseguì la figura detta rubar pesche sotto le foglie. perché rompi sempre le scatole al vecchio Scimmiotto." Dopo avere ringraziato Scimmiotto. L'astro tolse la placca d'oro dalla sua cintura. La lama i nembi illumina. "piantala di stuzzicarlo!" "Tu ficchi il grugno dappertutto. Roteando braccia e sbarre si gettò sulla folla come una tigre in un gregge di montoni. si prosternò ai piedi dei gradini del trono e riconobbe la sua colpa. Visto che sei il suo discepolo preferito. "Noi gli abbiamo catturato il mostro e lui se la cava con una riverenza. veloce come una stella filante. Durante lo scontro è scomparso senza lasciar traccia. Nel Paese degli Elefanti Sacri ho combattuto con un mostro che aveva attaccato il mio maestro dopo aver sedotto una principessa. Ai magici poteri del gran santo Il mostro oppone forza non comune. i dodici rami. Non v'è sospiro o fiato che non sia predestinato: oggi l'impresa del grande santo Scimmiotto mi riconduce alla vostra presenza. Qui la difesa si dimostra forte. "Eppure ai miei occhi non sfugge nulla. Perché?" chiese l'Imperatore di Giada. quando si udirono dall'alto le voci di Porcellino e di Sabbioso che gridavano: "Fratello. Come ha potuto scomparire così? Credo di capire: il mostro diceva di avermi già visto da qualche parte. è disceso sulla terra" concludeva il rapporto dei precettori. L'altro dimostra agilità felina. non dev'essere un mostro ordinario. Quindi oggi è il tredicesimo giorno di assenza. mentre Scimmiotto lo fronteggiava con la sua sbarra. gli dèi della via lattea. "non ci sono ostacoli ad andarcene. che gli correva dietro coprendolo di insulti: "Scimmia maledetta. Mi desiderava. "Il genero di vostra maestà" rispose Scimmiotto "è la costellazione Kui del mondo di Sopra. o qualche altra porcheria. Per eseguire l'ordine imperiale le ventisette costellazioni uscirono dal Cielo. per non tradire l'impegno. Xu e Qiu gli chiesero subito: "A che cosa dobbiamo la visita del grande santo?" "Sapete che sono addetto alla protezione del monaco cinese. ma le costellazioni riuscirono a trattenerlo e condussero il colpevole davanti all'Imperatore di Giada. quante finte. cercò nei bagagli la ciotola d'oro delle elemosine. nella figura detta osservare il cavallo dall'alto. perciò dev'essere uno spirito celeste. Là l'attacco è diretto a dominare. come se percorresse un posto deserto. avresti lasciato in terra del sangue. Non ero venuto per loro. Poi si unì alle sorelle e tutti i funzionari vennero a renderle omaggio. e li seguì nel mondo di Sopra. destinandolo come fuochista al servizio di Lao Zi. è risultato che questo Kui era assente da tredici giorni. tutte le truppe si armarono e corsero al posto di combattimento. sulla porta. Spalanca l'uno i suoi occhi di fuoco. Ferocia con ferocia. mentre Scimmiotto andava e veniva senza ostacolo. Quante parate a protegger la testa! L'espressione dell'un cambia col vento. "È già mancato a quattro appelli ordinari. La battaglia si spostò sulla montagna. dove avrà modo di riscattarsi. Si conforma la sciabola ai sei foderi. Segue la sbarra le tre strategie." Il mostro gridò il segnale d'allarme. o un'aquila nel pollaio. fra brume e nuvole. Gou e Bi. Ge. Sarebbe questo il modo?" "Fratello" intervenne Porcellino." Il mostro lo inseguì con la sciabola levata per fendergli la testa. e diede ordine al dipartimento competente di provvedere a ricondurre il latitante nel mondo di Sopra. impugnò a due mani il suo randello e gridò: "Trasformazione!" Gli crebbero subito tre teste e sei braccia. Si ordinò di procedere all'appello delle varie categorie di divinità: i nove luminari. me ne ritorno a casa. ma io non osai contaminare il sacro territorio del palazzo celeste. Deng e Xin si scansarono precipitosamente addossandosi ai pilastri. e non ci sei più. Mancava solo la stella Kui. Le stava raccontando dell'avatara del mostro. mi trasformai in mostro su una celebre montagna. ora che l'ho fatto. Scimmiotto. Questi recitò una formula e spruzzò l'acqua sul capo della belva: si ruppe . In seguito al rapporto che ho presentato all'Imperatore di Giada. i quattro fiumi. Quanti attacchi fulminei. che scomparve senza lasciar traccia. ti prego. dove salutò il re suo padre e la regina sua madre." Il bravo re scimmia alzò la sbarra a due mani. dove i quattro grandi precettori celesti Zhang. mi dovevo vendicare del mostro perché mi aveva insultato. l'astro del lupo e del bosco. ma uno spirito celeste. o di aggravare la pena in caso contrario. In breve non rimase che il vecchio mostro. Questa lotta Fino all'ultimo sangue fu ingaggiata. Liu. Il mostro non capì la mossa: vide il vuoto nella difesa e si gettò avanti per colpire con la sciabola. quella scimmia" commentarono ridendo i precettori. Scimmiotto guardò intorno da tutte le parti. Poveri piccoli mostri! Le loro testoline si spappolavano al primo tocco e gettavano una quantità di sangue. A vederlo con la sbarra in pugno le guardie furono prese dal panico: Pang. Dopo una cinquantina di scontri. la rapii e la tenni nella mia residenza. detto livellamento del grande mezzo. Il grande santo ritornò alla Grotta della Luna Marina a cercare la principessa." Porcellino si precipitò alla locanda. "Come sa controllare gli attacchi del mio randello! Aspetta un po': ti servirò una finta. sei segretamente fuggito. che avvengono ogni tre giorni. come Zhang. Se non c'è niente. La verifica proseguì oltre il palazzo dell'Orsa maggiore: si contarono ventisette delle ventotto case. Scimmiotto deviò la lama con un impercettibile movimento. compiaciuto di quella efficienza. L'altro non mostra mai emozione alcuna." Deciso a metter subito le cose in chiaro.

sono venuto a chiedervi qualche notizia più precisa. una persona piuttosto paurosa. "Aspettate che senta che cosa si può cavare da lui. Ma bisogna innanzitutto spazzar via le impurità dal cuore. che si nutrono dei viaggiatori come voi. Quello là sul cavallo è il nostro maestro. maestro" rispose Scimmiotto.. Il racconto ha riferito come fu che il monaco cinese riprese Scimmiotto al suo servizio. allentare le redini. le diecimila cause cesseranno di agire. non può divenire l'uomo degli uomini. Pago del suo destino. PRESSO LA CAVERNA DEI FIOR DI LOTO PORCELLINO SI TROVA ESPOSTO ALLA SFORTUNA. dovesse pure sprofondare il cielo. ma tu come puoi avere l'audacia di catturarle. perché vi teniate in guardia. "Hai proprio perso la bussola. tutte le cose si svuoteranno: allora avrete tutto il riposo che vorrete. "chi ha lasciato la sua famiglia non deve parlare come chi vi è rimasto. Chiamò in fretta i suoi discepoli: "Avete sentito quel boscaiolo? Annuncia diavoli crudeli e mostri feroci sulla montagna. Tremava tanto da faticare a restare in sella. reverendo che andate verso occidente. Si fa musica Con corde e fiati. E il monaco riprende il cammino del suo impegno.l'incantesimo e l'effluvio della tigre si dissipò. il racconto non finirebbe mai. aprì gli occhi. anche di notte. e il re li accompagnò per un bel pezzo con i suoi funzionari. Se in fin dei conti non sapete che altro gli capitò. e se non un alleato. È giunta nella corte posteriore Una coppia di rondini. Posata l'ascia esce fuori dal bosco E a lunghi passi sale sulla roccia. agl'inferi. perlomeno un amico. Da quanto tempo sono qui. Gridò a Tripitaka: "Ehi voi. Che aspetto aveva? Un vecchio feltro azzurro sulla testa. L'immagine dorata nel Paese Degli Avvoltoi. si erano fermati solo quanto era indispensabile per il cibo e per il sonno. non sono matto. CAPITOLO 32 SUL MONTE CIMA PIATTA SUL MONTE CIMA PIATTA IL PROTETTORE FORNISCE ALCUNE INFORMAZIONI. Le feste Celebran la stagione. Non datevi pensiero di qualche meschina tigre o lupo che possiamo incontrare. coltri di nebbia più fitte Della notte." "Maestro" replicò Scimmiotto. li consegno all'Imperatore di Giada. che era molto scoscesa. lontano dalle illusioni e dai sogni che turbano.] Il reverendo tirava le redini per sostare a osservare la ripida salita. Quelli dell'Ovest vanno consegnati al Buddha. Montagne che nessuno aveva mai Scalato. non conoscerà la paura. se non un parente. riconobbe Scimmiotto e gli afferrò le mani: "Consapevole del Vuoto. e tu vuoi farmene una colpa. Intorno gli alberi Infoltiscono e allargano le chiome Schiudendo ovunque fiori profumati. Questa volta speriamo di arrivare presto alla meta. un alleato." Anche il re rinnovò i suoi ringraziamenti ai pellegrini e offrì loro un grande banchetto vegetariano. maestro. il tempo in cui Il salice risplende come seta Cangiante nella brezza. Mettiamo che io sappia dove si nascondono queste creature malefiche. mi basterebbe che rinunciaste a recitare quella cosa che sapete. Vede venire un monaco da oriente. L'abito rozzo di bigello nero: Povera protezione contro il sole Ed il maltempo. Io sono venuto ad avvertirvi del pericolo con le migliori intenzioni. Fu così che Il sovrano ritrova sicurezza nel suo regno. ti devo tutto. agitare le campanelle d'argento e stimolare il drago di giada. Chi non ha subito il dolore dei dolori. ascoltate il seguito. Maestro e discepoli iniziarono l'ascesa della montagna. Non abbiate timore. segnalerò nel mio rapporto al sovrano dei Tang che il più meritevole sei tu. fermatevi un momento! Devo avvertirvi di una cosa: su questa montagna si trova una banda di diavoli crudeli e di mostri feroci. "Ecco un'alta montagna: corriamo il rischio di essere ostacolati da tigri e lupi. Chi di voi ha il coraggio di andargli a chiedere informazioni più precise?" "Rassicuratevi." "Lasciamo perdere" replicò ridendo Scimmiotto. Visto che lo avete avvertito di presenze pericolose sulla montagna. per qual motivo siete venuti da queste parti?" "Siamo inviati dalle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest." "Se dici sul serio. la bianchezza di giada Della sua fronte nell'oscuro stupa. a elencarle tutte. che vi diede il bonzo del Nido dei Corvi. è una meta che non vi potrà sfuggire. né quando raggiunse il Paradiso dell'Ovest. questi diavoli e mostri? Son gente navigata o pivelli? Scusate il disturbo. Io conosco tutti e posso far spiccare un ordine di cattura urgente in qualsiasi momento. E ricordate anche questo: Libera il tuo cuore da ogni ostacolo! Senza ostacoli." Tripitaka si dovette accontentare di dominare la propria inquietudine. Quando ritorneremo nell'Est. in casa sua Non entrano né gloria né vergogna. Quando avrete adempiuto il vostro compito meritorio. Giù nel burrone serpeggia il torrente In fragorosi vortici. Avevano superato tante tappe che. Il Reverendo riprese la sua forma. [. lavare le orecchie dalla polvere. Per lui primavera Dura per l'anno intero. Ora ho passato fiumi senza nome. Mi chiedo: quando mai Si giungerà alla fine del cammino?" Scimmiotto si mise a ridere: "Se aspirate al riposo. come penseresti di farli arrestare?" "A sentire le balle che racconti per spaventarci e per magnificarli. da dove vieni?" Sabbioso gli raccontò i fatti per filo e per segno. Il boscaiolo Tagliava legna secca sul pendio." A queste parole sembrò a Tripitaka che le sue anime lasciassero il corpo." Il bravo Scimmiotto si arrampicò lesto sulla rupe e si rivolse al boscaiolo con uno stentoreo: "Fratello maggiore!" accompagnato da un breve saluto a mani giunte. Ogni categoria ha il suo territorio e il suo oriente. e dove le vorresti imprigionare?" "Se sono diavoli celesti. "Per convincermi del vostro amore e della vostra generosità.. devi essere un loro parente. se sono creature ctonie. Ricordate il Sutra del Cuore. Passando in giro le coppe ricolme. Tiene in mano un'ascia D'acciaio lustro e trasporta la legna Sul bilanciere. Da allora maestro e discepolo camminavano insieme verso occidente. "Discepoli. Si vede Sullo scosceso fianco della rupe Camminare la tigre di montagna Agitando la coda. quando vide un boscaiolo ritto su una rupe." Il boscaiolo sogghignò beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia. Tripitaka manifestò infinita gratitudine: "Mio saggio discepolo. Ritornava la primavera. I draghi sono di competenza del sovrano degli oceani. Che montagna! I picchi aguzzi sulla lunga cresta. i fantasmi del re Yama. fra sete e broccati. maestro e discepoli si congedarono per rimettersi in cammino verso l'Occidente. Dopo avere approfittato della regia bontà. quelli del Sud alla Virtù del Fuoco. quando incontrarono di nuovo una montagna sul loro cammino. Anche il maestro e i discepoli si godevano la primavera. Vive libero Ed è dalle Tre Stelle benedetto. finché vi accompagna il vecchio Scimmiotto voi siete al sicuro." A queste parole il boscaiolo scoppiò in una risata: "Sei un bel matto di bonzo!" "Dico sul serio." Il reverendo trattenne il cavallo tirando le redini e disse: "Mentre partivo da Chang'an pensavo Soltanto che avrei visto il Buddha in viso. attenzione!" disse Tripitaka. Era trascorso parecchio tempo da quando avevano salvato la principessa del Paese degli Elefanti Sacri e la folla dei cortigiani li aveva accompagnati per un tratto fuori della città. ma mi serve saperlo per farli arrestare dal dio della montagna e dalla divinità locale. quelli dell'Est ai santi." "Sei matto e basta!" replicò il boscaiolo continuando a ridere. incanti e aspersioni di acqua . L'uomo domandò: "Reverendo. quelli del Nord a Zhenwu.

sarai battuto. Non mi immischiare. dividiamo tutta questa roba fra noi due!" "E perché dovremmo?" "Dividi! Tu torni a fare il mostro nel Fiume delle Sabbie Mobili e io me ne vado al villaggio del vecchio Gao." "Discepolo!" ingiunse Tripitaka." "E tu come lo sai?" "Non è che lo sappia: vedo e valuto." "Come faranno che cosa?" "Se incominciano a mangiare dalla testa. cercare informazioni sulle creature malefiche (chi sono. sano e dell'età giusta. Ora l'hai indotto ad andare avanti con spregevoli astuzie. se occorre. Ma ci sono anche Porcellino e Sabbioso: usali a tuo giudizio. e i meriti li acquisterò io. vi lascerebbero passare. "La nostra fortuna è in ribasso" commentò Porcellino. Al vederlo. proteggerlo era l'unica cosa che gli stesse a cuore. Non ce la faremo mai a proseguire. perderete ogni possibilità di raggiungere mai il Paradiso dell'Ovest. siete precisamente quelli che vogliono mangiare. Non è forse peggio della peste e del colera?" "E allora pattuglia la montagna. si fa il bagno nell'olio bollente. vigilare nei dintorni. o pattugliare la montagna. Scimmiotto non poté trattenere un sogghigno. "Come mai non vediamo più quel boscaiolo che ci ha avvertito?" si inquietò Tripitaka. Se invece incominciano dai piedi. incanti e aspersioni di acqua benedetta. vi occorrerà tutta la vostra divina perspicacia: al minimo passo falso." "Maestro. toccherà a me di darmi da fare. Sarà meglio che aspettiamo giorni migliori. Mal che vada. Il cavallo bianco lo vendiamo per comprare una bella bara per il maestro. chi crederà che sono un santo monaco in cerca di scritture? Si dirà invece che ho l'aria di un bel porcello. credimi. salvo un po' di afa da sopportare durante la cottura. E intanto ridi di lui. devi pattugliare la montagna. e ciascuno se ne va per la sua strada. si fa dei meriti. mentre ce ne stiamo appunto andando per la nostra strada?" "Non sono sciocchezze" replicò Porcellino." "E che cos'hanno di tanto cattivo?" "Questa catena di montagne si estende per seicento li e si chiama Cima Piatta. "Non ci sarà proprio nessun inconveniente. Se non mi dà retta. ma la gente del posto ne ha una paura esagerata. che cosa fanno). Tanto vale tenergliele nascoste ed evitare di inquietarlo." "Badare al maestro: se il maestro fa i suoi bisogni. o che stia seduto andando in giro?" "Basterebbe che tu facessi bene una delle due cose. È l'insetto più piccolo. Si lanciò all'inseguimento gridando: "Brutto villano! Se avevi qualcosa da dirmi. purché non gli giochi brutti tiri. molla i bagagli. Bisogna inventare qualcosa per stimolarlo." "No. e precisamente dalla corte dei Tang. D'altronde la montagna è troppo alta." "Come ho detto. Vedrete: Porcellino non andrà a esplorare la montagna. quante sono. non è niente di grave." "Fratello" replicò Porcellino. a vedere che ne è stato di mia moglie. lasciamo perdere e separiamoci. non sentirò più niente. "Vediamo fantasmi in pieno giorno. Se non ha tutto il cibo che gli serve. Se invece prima mi rosicchiano i piedi e poi mi masticano i polpacci. si allontanò sul pendio e con una scossa si trasformò in un insetto jiaoliao." "Ma no. ma temo di restar solo e che le mie forze non bastino. mi circonderanno impugnando forche e scope. Porcellino grida subito: "Sabbioso. Credete che oserebbe azzuffarsi con i mostri? Sarà andato a nascondersi per un po' da qualche parte. ma gente che viene dalla Cina." Scimmiotto mandò cordialmente al diavolo il protettore. "scusatemi se ho tardato a portarvi l'informazione." "In che cosa consiste?" "Inoltrarsi per i sentieri e negli anfratti. perché dici queste parole scoraggianti?" "Io sono sempre pronto a fare meglio che posso. Sul monte c'è una Grotta dei Fior di Loto e lì dentro stanno due capi diavoli con piani di battaglia e ritratti: hanno il nome e cognome di tutti voi. ma conservò le sue parole scolpite nella mente. State attento." "Così va meglio" rispose Porcellino ritrovando il sorriso." "Non sto perdendo tempo a burlarmi di lui: il senso del mio sogghigno è un altro." "Si capisce che veniamo dalla Cina. e secondo me ci si diverte meno. lasciate che lo vada a sorvegliare: se incontrasse guai lo potrò aiutare. Hai un bell'essere ferro. la fornace farà di te un mazzo di chiodi. sarai battuto. Ma mostri così feroci." "Che differenza fa?" "Si vede proprio che non hai mai provato. Guardatelo: Ali leggere portano nel vento Quell'essere affilato come un ago. Se un mostro riesce a rapirlo. e d'altronde il maestro è parziale nei suoi confronti. solo gelosie. e ritornerà a raccontarci frottole. discepolo. È proprio vero che quei mostri hanno grandi poteri e praticano trasformazioni di ogni genere." "È il meno che possa fare. e per esempio vedere come se la cava Porcellino? Se vince uno scontro. si può anche stargli alle costole e portarlo in groppa. Camminava a gran passi. se dimagrisce. Ma se devo andare a mendicare nei villaggi. magari." Il reverendo tremava dalla paura: "Ora che siamo a metà strada. in modo da conoscere il percorso che ci accingiamo ad affrontare. Perciò asciugò subito le lacrime: "Per attraversare la montagna. sale in cielo quando gli serve. "Chiedi disposizioni al tuo condiscepolo e ascoltalo attentamente. non ce la facciamo ad andare avanti. non ne avremo nemmeno mezza e sarà meglio lasciar perdere. Altro che Paradiso dell'Ovest!" Il reverendo sentiva questi discorsi dall'alto del suo cavallo: "Stupido! Perché dici queste sciocchezze. devo mettermi seduto qui dov'è lui. otterremo il giusto frutto dei nostri sforzi. si mise in spalla il rastrello e si avviò bravamente a esplorare. non riuscireste a far passare il monaco cinese senza provare qualche vertigine. "Primo. non sarà all'altezza della situazione e si metterà a piangere come una vite tagliata. se vuole camminare. ma quando alzò gli occhi verso il cielo. secondo. per pattugliare. non ci sono dubbi su quanto sia pericolosa la montagna e temibili i mostri." Tripitaka calmò le sue apprensioni ma. perché non lo hai fatto francamente. che cosa cavolo vuoi che faccia?" chiese effettivamente il bestione. Preferisci che vada in giro stando seduto. Fai conto che finisca per terra sette od ottocento volte l'anno: che differenza vuoi che facciano tre o quattro volte di più?" Che bravo Scimmiotto! Non si spaventò affatto e piantò in asso il boscaiolo ritornando di corsa da Tripitaka." "Tu credi.beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia. per guardarti le spalle o per secondarti." "Non è un problema." "Fratello. Non converrebbe mettere in gioco anche gli altri. giusto per scacciare un fantasma o esorcizzare un diavolo qualsiasi. mendicare il cibo. la strada troppo ripida. mi rovesceranno per terra e mi porteranno a casa loro. molto meno. sostenerlo. non li hai mai visti. invece di recitare questa farsa?" "Grande santo" rispose rispettosamente la divinità. elegante E pieno di risorse. Il tuo vecchio Porcellino andrà a pattugliare." "Per badare al maestro. Spiegami di che si tratta." "Questo è meglio di tutto" commentò Scimmiotto ridendo. sarà abbastanza divertente." Ma ripensandoci concluse: "È un tal pigro! Non è facile smuoverlo. Se veniste da un'altra parte. "Vada per vigilare e sostenerlo. ma fra voi non c'è amore né compassione." "Aspetta. dove finirò scannato e messo sotto sale a stagionare per l'anno nuovo. Se unendo forze e menti riuscite ad aprire un passaggio e a farmi superare la montagna." "Lascia stare le gigionate! Questi mostri dispongono di cinque presìdi e di grandissimi poteri." "Quante vertigini potranno essere?" "Diciamo che per tre o quattro volte finirai per terra. uno solo non basta. Anche se voi poteste disporre del pilastro di giada che sostiene il cielo o del ponte d'oro che scavalca gli oceani. Ama il riposo In fondo ai boschi." Caro grande santo! Aguzzò gli occhi di fuoco dalle pupille d'oro e percorse con lo sguardo il paesaggio fino alle cime più lontane. ." E si rivolse a Scimmiotto: "Consapevole del Vuoto. e in quello stato va incontro al maestro. qualunque altra cosa gli venga in mente di fare. bisogna che Porcellino mi dia retta in due cose: allora avremo una probabilità su tre di farcela. sa ha cattiva cera. se vuol mangiare. chiediamo spiegazioni. devo andare in giro. e comunque mi potrò assicurare della sincerità della sua devozione al Buddha. Dice che i mostri sono molto feroci e che è difficile passare. Una differenza c'è. Rimettiamoci in cammino. bonzo." Scimmiotto aveva inscenato la commedia appunto per farsi dire queste parole. sarà ritornato nella foresta a tagliar legna" replicò Scimmiotto. Che va sfiorando i giunchi più veloce Di una stella filante e ronza lieve. senza scoprire la minima traccia. "Non vedete con quale faccia ritorna Scimmiotto? È uno che non teme né ferro né fuoco. e non stanno nella pelle dalla voglia di mangiare il monaco cinese. Se non mi credete. maestro. di qui non passa di sicuro. "se è così difficile andare avanti." "Hai ragione. Lo dicono anche i trattati di arte militare: non affrontare il nemico che abbia forze più numerose. una metamorfosi raffinata. si intrufola sotto terra. mentre si rimettevano in marcia. Dice il proverbio: sai quanto è fonda la palude solo quando ti ci sei infangato. scoprì su una nuvola il protettore del giorno. Ma vedo che voi siete dotato di un'astuzia superiore. il boscaiolo scomparve. il nostro informatore era il protettore del giorno. non senza spaventarsi del suo impeto aggressivo." Il bestione rimboccò la veste. sarai battuto. che succede? Che cosa ti preoccupa? A vederti con quella faccia piangente. mi fai paura. Se uno così piange e si spaventa. A quanto pare abita da queste parti un paio di esseri malefici. Mentre ritornava verso i compagni rifletteva: "Se riferisco fedelmente al maestro le parole del protettore. Sono qui io: non c'è da aver paura.&qu