CAPITOLO 78 L'ELISIR DI CUORE DI BAMBINO OVE, PER COMPASSIONE DEI FANCIULLI DEL PAESE DI BHIKSU, SI FA APPELLO AGLI DÈI NASCOSTI; E NEL PALAZZO REALE SI SMASCHERA UN DIAVOLO CHE DISCORRE DELLA VIA E DELLA VIRTÚ. Sempre un solo pensiero agita i diavoli: Nessuna contrizione li mortifica. Senza esitar bisogna eliminarli E tenersi ben netti da ogni polvere. Se sfuggirete a quel sudicio ostacolo, In alto volerete coi vostri atti. Abbiamo sentito come se l'era cavata il grande santo, sfruttando le sue conoscenze, nella città di Cammello Leone; e come i pellegrini la lasciarono per riprendere il viaggio a Occidente. Passarono molte lune e ritornò l'inverno, quando si vede L'acqua del lago stretta dolcemente Da una lama di ghiaccio. Foglie morte Ricoprono le rive; fra gli scheletri D'alberi svetta il pino verde giada. Passano nuvole bianche di neve Sull'erba intirizzita della piana. Il tuo sguardo è abbagliato dalla luce Chiara e gelata, che penetra le ossa. Maestro e discepoli avanzavano sfidando il freddo, esponendosi alla pioggia e bivaccando nel vento. E giunsero in vista di un'altra città circondata da mura. "Consapevole del Vuoto, che città sarà quella?" "Vedremo quando saremo arrivati. Se è un regno, presenteremo il passaporto; se è soltanto prefettura o sottoprefettura, ce ne andremo per i fatti nostri." Giunsero in breve alla porta; all'ombra del suo arco a tutto sesto dormiva pacifico un vecchio militare. Scimmiotto lo andò a scuotere e gridò: "Sveglia, sergente!" La guardia, bruscamente risvegliata, sbatté gli occhi a vedersi davanti quella faccia e si gettò in ginocchio esclamando: "Comandate, monsignore!" "Che ti prende?" rise il Novizio. "Non sono mica un diavolo, per essere trattato con tante cerimonie." "Non siete forse nostro signore il duca del tuono?" balbettò il soldato prosternandosi. "Storie! Sono soltanto un monaco in cerca di scritture. Arrivo in questo momento, e non conosco il nome del posto. Lo chiedo a te, con preghiera di risposta chiara e breve." La guardia balbettò: "Vi prego di scusare. Il paese si chiamava Bhiksu, ma ultimamente ha cambiato nome, e ora è la Città dei Bambini." "Lo avete uno straccio di re?" "Certo, certo." "Ecco qua, maestro" espose Scimmiotto. "Siamo arrivati nel regno di Bhiksu, che attualmente si chiama Regno dei Bambini. Perché abbia cambiato nome, non lo so." "Se si chiama Bhiksu, che cosa c'entrano i bambini?" chiese perplesso Tripitaka. "Sarà morto il re e gli sarà succeduto un figlio bambino" suggerì Porcellino. "È inverosimile: non si usa cambiare il nome al regno, in circostanze del genere." "Giusto" approvò Sabbioso. "Questo vecchietto sembra fuori di sé dalla paura che gli incute il nostro condiscepolo. Entriamo in città e chiediamo ai passanti." Superarono la triplice porta e si trovarono su un largo viale, che offriva l'animato spettacolo di un grande mercato: gente elegante, bei vestiti, qualche gomitata. Ecco qua: Migliaia di negozi e magazzini Dai prosperi commerci, che ogni strada Riempiono di ricchezze e merci in mostra. Sale da tè protette da cortine, Affollate taverne in cui si canta E si suona e si grida allegramente. I mercanti di seta, i trafficanti D'oro e preziosi, a caccia di guadagni, Si affaccendan, si accalcano, si sgolano. È uno scenario di prosperità: Anni di pace, maniere distinte, Calme l'acque del mare, puri i fiumi. I quattro pellegrini, tirandosi dietro il cavallo, si perdevano nelle strade e nei mercati affollati, incantati dalla loro animazione. Si meravigliarono specialmente di certe gabbie da oche, coperte di stoffe dei cinque colori, che si vedevano davanti a tutte le porte. "Discepoli" chiedeva Tripitaka, "chissà perché la gente del posto terrà una gabbia davanti alla propria casa?" Porcellino suppose: "Sarà un giorno particolarmente favorevole per sposarsi. Le gabbie serviranno per portare le cibarie del banchetto." "Figuriamoci se ci può essere un matrimonio in ogni casa" obiettò Scimmiotto. "Evidentemente il motivo è un altro: raccoglierò informazioni." "Attento" lo trattenne Tripitaka. "Non sarebbe la prima volta che spaventi la gente." "Prenderò le mie precauzioni." In effetti si trasformò in ape, e andò a vedere che cosa si nascondeva sotto quei panni colorati. Bambini: ogni gabbia conteneva un bambino, ed erano tutti maschietti. Alcuni giocavano, altri dormivano, o piangevano, o rosicchiavano una mela. I più grandi non raggiungevano sette anni, i più piccoli ne avevano quattro o cinque. Tripitaka, informato, non sapeva che cosa pensare. Videro l'insegna dorata di una locanda e vi si recarono a chiedere ospitalità. Li venne a ricevere l'oste, che si informò: "Da dove venite, reverendi?" "L'umile monaco che sono" rispose Tripitaka "è inviato dai grandi Tang dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Siamo appena arrivati nella vostra nobile città e, prima di proseguire, vorremmo far vistare i nostri documenti." Fu offerto il tè. Quando lo ebbero bevuto, Tripitaka domandò: "Credete che mi sarà possibile recarmi oggi stesso a corte?" "Ormai è tardi, non è più possibile; dovrete aspettare domattina. Intanto potrete passare la notte, spero in modo piacevole, nel mio umile yamen." L'oste fece spazzare le camere loro destinate e li invitò alla sua tavola per consumare un pasto di magro. Tripitaka lo ringraziò cerimoniosamente e, a tavola, riprese la conversazione: "Vi potrei importunare per chiarirmi un dubbio? Mi chiedo come vengano cresciuti i bambini nel vostro nobile paese." "La ragione umana è una sola, come il sole in cielo" rispose l'oste. "Per crescere bambini occorre lo sperma del padre e il mestruo della madre; la madre porta il figlio per dieci mesi prima di partorirlo, e lo allatta per tre anni. Poi, pian piano, il corpo si forma. Come potremmo ignorarlo?" "Vedo dalle vostre nobili parole che si pratica qui come nel nostro umile paese. Ma entrando in città ho visto davanti a tutte le case bambini chiusi in gabbia. Mi permettete di chiedere perché?" L'oste si chinò verso di lui e bisbigliò: "Date retta, reverendo, non immischiatevi di queste cose e non parlatene con nessuno: acqua in bocca! Ora ve ne andrete tranquilli a riposare e domattina riprenderete la vostra strada." Ma Tripitaka insisteva per aver chiarimenti. Non riuscendo a sbarazzarsene in altro modo, l'oste fece allontanare i camerieri e, rimasto solo al lume incerto della lucerna, disse a bassa voce: "Non dovreste insistere. Questa storia delle gabbie è dovuta a una decisione inumana del nostro sovrano." "Perché dite che è inumano? Perdonatemi, ma non avrò pace finché non verrò in chiaro di questa storia." "Tre anni fa giunse qui un vecchio prete taoista che portava con sé una fanciulla di sedici anni, bella come Guanyin. La offrì al re, che se ne infatuò al punto di trascurare le dame dei tre palazzi e le concubine delle sei corti: ha occhi solo per lei e le ha dato il titolo di Regina di Bellezza. Fa l'amore con lei notte e giorno, non mangia più: è spossato ed emaciato, da sembrare in punto di morte. La reale corte di medicina ha esaurito le proprie risorse senza riuscire a guarirlo. Il daoshi, che ha portato la ragazza e ha ricevuto il titolo di real suocero, afferma di conoscere una ricetta segreta per prolungare la vita di mille anni, e di avere raccolto tutti i semplici che occorrono per prepararla nei suoi viaggi attraverso le tre isole e i dieci isolotti. Ma il farmaco, per essere efficace, dev'essere sciolto in una terribile bevanda: il brodo ricavato dalla bollitura del cuore e del fegato di millecentodieci bambini. Non è forse inumano? La gente non osa lamentarsi apertamente, per paura del re. Ma la storia è raccontata nei canti popolari, con sentori di sedizione; ed è per questo che il paese, che si chiamava Bhiksu, ora vien detto il Regno dei Bambini. Domattina, quando vi recherete a corte, guardatevi dall'alludere a queste vicende: fate vistare il passaporto e andatevene." L'oste non aggiunse altro. Il reverendo era inorridito; versava lacrime ed esclamava: "Sovrano fuorviato! Ti sei rovinato la salute e per guarirti uccidi fanciulli. Mi sento morire di fronte a una simile perversità." Perde la sua salute il re perverso, Ad orge dissolute abbandonandosi. Per sfuggire al castigo egli non esita A uccidere i fanciulli del paese. Questa rivelazione strappa al monaco Pianti e sospiri: al lume della lampada L'uomo del Buddha invano si dispera. "Che cosa vi succede, maestro?" domandò Porcellino. "Non state a tormentarvi! Voi non fate che piangere sui guai degli altri. Dice l'adagio: se il sovrano ordina di morire, il suddito che rifiuta manca di lealtà; se lo ordina il padre, il figlio che rifiuta manca di pietà filiale. Sono fatti che riguardano la gente del posto: a voi che cosa importano? Perché non vi spogliate e non vi mettete a letto?" "Discepolo, sei privo di compassione" si indignò Tripitaka. "Per noi che abbiamo lasciato le nostre famiglie, il maggior merito sono le buone azioni verso il prossimo. Come avrà potuto il sovrano cadere in un

inganno così evidente? Quando mai si prolunga la vita mangiando viscere umane?" "Maestro, non vi affliggete" intervenne Sabbioso. "Domani, all'udienza, ne parleremo al re. Se non basterà, cercheremo di saperne di più sul real suocero: magari è un mostro avido di carne umana, che ha trovato questa scusa per procurarsi il suo cibo preferito." "Ha ragione Consapevole della Purezza" approvò Scimmiotto. "Ora, maestro, andate a coricarvi. Domattina vi accompagnerò a corte, e verremo in chiaro di chi sia veramente questo suocero. Se è un uomo, è un ignorante che crede di allungare la vita con i farmaci; in questo caso, mi incarico di convertirlo insegnandogli i grandi principi originari. Se è un mostro lo prenderò e lo mostrerò al re nel suo vero aspetto. Convincerò il re che non giova alla salute della mente e del corpo dedicarsi troppo a una donna sola (tanto meno a una mostriciattola), ma è più sano possederne parecchie(1). In ogni caso la faremo finita con questa persecuzione dei bambini." Tripitaka s'inchinò e rispose: "Caro discepolo, è un'ottima idea. Ma se il sovrano, che non vuol sentire parlare di queste cose, ci accusasse di calunniarlo con insinuazioni sediziose?" "Non dimenticate quanti trucchi conosco" rispose Scimmiotto sorridendo. "Per il caso che le cose si mettano in quel modo, farò scomparire tutti i bambini rinchiusi nelle gabbie. Se il re vorrà carne fresca, dovrà rinnovare il suo ordine; noi lo contesteremo subito, e lui non potrà dire che facciamo insinuazioni." "Puoi davvero togliere quei fanciulli dal pericolo?" esclamò sollevato Tripitaka. "Se lo fai, saggio discepolo, mostrerai una virtù alta come il cielo. Fallo presto, il danno potrebbe essere imminente." Scimmiotto affidò il maestro ai condiscepoli: "Aspettatemi qui. Quando sentirete soffiare il vento, vorrà dire che i bambini lasciano la città." E i tre recitarono in coro: "Namo Buddha, signore dei farmaci e salvatore delle creature, namo Buddha!" Il grande santo uscì all'aperto, salì in cielo con un sibilo e convocò gli dèi delle mura e dei fossati, la divinità locale con i suoi assistenti, i rivelatori dei cinque orienti, i quattro protettori, le sei divinità del giorno e della notte, i difensori della fede, e molti altri. Riuniti davanti a lui, lo salutarono: "Grande santo, quale affare urgente vi ha indotto a buttarci giù dal letto a quest'ora?" "Il re di Bhiksu, dove siamo giunti nel nostro viaggio, si appresta a far strappare il cuore e il fegato ai bambini della città, per farsi preparare un farmaco di lunga vita. Il mio maestro non lo può tollerare, e mi ha incaricato di salvare le vite innocenti e di distruggere la creatura perversa che ha suggerito il crimine. Vi prego di aiutarmi. Dovreste portare tutti quei bambini, nelle loro gabbie, in un posto sicuro, sulla montagna o nel cuore di una foresta, e dovreste custodirli per un paio di giorni. Bisogna nutrirli di frutta e consolarli, perché non soffrano la fame e non piangano di paura. Quando avrò ristabilito l'ordine e ricondotto il re sulla retta via, dovreste riportarli al punto di partenza." Gli dèi ubbidirono. La città fu percorsa da un vento gelato, che portava con sé una fitta nebbia. Un vento di pioggia spazza via le stelle, una coltre di nebbia nasconde la luna per mille leghe. Il vento cresce e diventa un uragano. Fa freddo da gelare i vestiti addosso. I genitori vorrebbero mettere in salvo i loro bambini, ma l'uragano li porta via nelle gabbie che li racchiudono. I genitori sono desolati. È una notte d'angoscia; ma sarà seguita da un radioso mattino. Lo attestano anche i versi: È la porta del Buddha piena di compassione: Egli è chiamato Grande per la grande bontà. Tutti i santi la praticano, ed i cinque divieti Legano ai tre rifugi. Soccorrendo i bambini Per amor del maestro, Scimmiotto acquista meriti Di certo ancor più grandi delle sei perfezioni. A mezzanotte i bambini era scomparsi dalla città e si trovavano nascosti in luogo sicuro. Il Novizio ritornò all'albergo, dove i suoi compagni continuavano a ripetere: "Namo Buddha!", e gridò: "Eccomi qua. Come vi è sembrata la mia bufera?" "Magnifica" rispose Porcellino. "E i bambini?" chiese il maestro. "Sono al sicuro; ritorneranno a cose fatte." Il reverendo s'inchinò ripetutamente per ringraziare. Tripitaka si alzò all'alba e si abbigliò con cura: "Consapevole del Vuoto, voglio approfittare dell'ora mattutina per sbrigare la presentazione del passaporto." "Maestro, non andate da solo: come al solito, non sareste all'altezza della situazione. Lasciate che vi accompagni e guardi negli occhi questo real suocero." "Ma tu rifiuterai di fare gli omaggi consueti, e il re avrà da ridire." "Non c'è problema: non mi farò vedere. Resterò invisibile accanto a voi, per proteggervi." La soluzione piacque molto a Tripitaka. Porcellino e Sabbioso furono incaricati di custodire cavallo e bagagli. L'oste li venne a salutare e notò com'era elegante Tripitaka: Drappeggiato d'un kasâya orlato di broccato e adorno di esotici gioielli, in capo un berretto alla Vairocana, in pugno il bastone con nove anelli. Reca in mano una busta di seta che contiene i documenti. Una luce divina aleggia intorno a lui. Sembra un arhat disceso in terra, una vera immagine del Buddha vivente. L'oste non trascurò di bisbigliargli all'orecchio un nuovo avvertimento a non immischiarsi nei fatti che non lo riguardavano, e il monaco cinese lo rassicurò con un cenno del capo. Da parte sua Scimmiotto, che se ne stava da parte, si mutò in un jaoliao e si posò ronzando sul berretto alla Vairocana. Quando giunsero all'ingresso del palazzo, Tripitaka si rivolse all'ufficiale di guardia: "L'umile monaco che vedete è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est alla ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Giunto nella vostra nobile contrada, sento il dovere di presentare il passaporto. A questo scopo vorrei recarmi all'udienza di sua maestà: vi supplico di trasmettere la mia richiesta." L'ufficiale eseguì, e il re si rallegrò esclamando: "Un monaco che viene da tanto lontano ha certo conseguito la Via!" Tripitaka eseguì le cerimonie prescritte ai piedi dei gradini di giada e fu invitato a sedere. Osservò com'era emaciato e spossato il re: faceva fatica a giungere le mani per salutare, gli si spezzava ripetutamente la voce. Prese in mano il passaporto di Tripitaka e i suoi occhi torbidi a lungo vi vagarono sopra, prima che si decidesse ad apporre il sigillo reale e a restituirlo. Il re si apprestava a chiedergli maggiori notizie sulla sua missione, quando fu annunciato l'arrivo di sua signoria il real suocero e il re, sostenuto da giovani eunuchi, si affrettò ad alzarsi dal giaciglio del drago per andargli faticosamente incontro. Il reverendo si fece da parte e vide un vecchio taoista, che saliva i gradini di giada dandosi arie d'importanza: Reca in capo una berretta da prete di seta fine con volute di nubi giallo oca pallido, indossa una cappa di seta su una veste di piumino di gru profumata d'aloe; gli stringe la vita una triplice cordicella di lana blu; calza sandali di fibre di liana intrecciate dalle punte ricurve. Impugna una canna con nove nodi dal pomo a forma di drago acciambellato; reca appesa al petto una borsa di broccato ricamata con fenici e draghi intrecciati. Il viso di giada lucente è inquadrato da una barba canuta. Le penetranti pupille d'oro gettano fiamme, gli occhi si allungano oltre la linea dei sopraccigli. Avanza avvolto da una pesante atmosfera di profumi, ogni passo ne diffonde una nuvola. Ai piedi del trono i funzionari lo accolgono rispettosi giungendo le mani, e annunciano con un grido che è giunto alla corte il suocero di stato. Il suocero di stato, in atteggiamento sostenuto, non degnò di uno sguardo il re che si inchinava e diceva: "Siamo felici che ci onoriate della vostra presenza mattutina." Sedette a sinistra del trono su un cuscino ricamato. Tripitaka fece un passo avanti, si inchinò e disse: "Suocero di stato, l'umile monaco che vedete vi saluta." Il suocero, seduto sul suo cuscino, non rese il saluto ma si rivolse al re: "Chi sarebbe costui?" "È un inviato dei Tang dell'Est che si reca nel Paradiso dell'Ovest in cerca di scritture. È venuto a corte per presentare il passaporto." "La strada del paradiso è tenebrosa(2)!" considerò il taoista ridendo sarcastico. "A che pro percorrerla?" "L'Ovest è sempre stato il paese della felicità" replicò il monaco cinese. "Perché disdegnarlo?" "Il monaco è discepolo del Buddha: questo è l'antico detto" intervenne il re. "Mi chiedo se questi monaci siano in grado di ottenere lunga vita dal loro Buddha." Tripitaka giunse le mani e disse: "Per chi si è fatto monaco vien meno l'ostacolo del concatenarsi delle cause. Per chi comprende la natura, tutti i fenomeni sono illusori. La Grande Sapienza(3) , vasta e a disposizione di tutti, risiede nella non-nascita; immersa nel silenzio dei veri misteri, essa vaga nel nirvana. Si vuotano i tre mondi, e allora ogni origine è al suo posto; si purificano i sei sensi, e allora ogni germe si esaurisce. Chi rafforza sincerità e coscienza, conoscerà il proprio cuore e il proprio spirito. L'anima purificata è uno specchio terso, che purifica anche ciò che vi si

riflette. "Un volto autentico non manca di nulla e non ha nulla di troppo, e ciò si vede dalla sua vita precedente. Ogni forma illusoria corre verso la distruzione: non serve a nulla cercarne altre fuori dal proprio stato. I meriti e la meditazione consentono la concentrazione; elemosine e carità sono le basi dell'austerità. La suprema abilità sembra goffaggine, perché in ogni circostanza si astiene dall'azione. Il miglior pianificatore non perde tempo in calcoli, perché sa che bisogna lasciar andare le cose per il loro verso. Basta non agitare lo spirito, e tutto andrà alla perfezione. L'idea di rafforzare lo yang attingendo allo yin è sbagliata. Chi promette di cibarti di immortalità, ti inganna con vane parole. "Invece bisogna tener presente che tutto è niente, e respingere la polvere che ostacola la conoscenza. Il segreto del godimento naturale di una vita senza fine risiede nella semplicità e nell'abbandono dei desideri." Il suocero di stato fece un'aspra risata e protese verso il monaco cinese il dito adunco: "Buon monaco, hai la bocca piena di idiozie! Voi che perseguite la via dell'estinzione di ogni cosa, parlate della natura in sé, ma non sapete donde viene né dove va. I vostri esercizi di meditazione vi allenano a essere ciechi e ottusi, come nel detto: Siedi comodo, e si sa Che il tuo culo marcirà. "Non sai che chi gioca col fuoco si brucia le dita? Chi pratica l'immortalità e consegue la via ha ossa solide e spirito acuto. Io me ne vado in montagna a visitare gli amici; reco con me il paniere e la zucca per borraccia, e colgo semplici di ogni specie per la salute dell'umanità. Mi fabbrico un cappello di giacinti e un giaciglio di orchidee. Canto e ballo battendo le mani; poi schiaccio un pisolino tra le nuvole. Quando espongo le leggi del Tao, diffondo la giusta dottrina del supremo Laozi. Sbarazzo il mondo dai miasmi distribuendo acqua benedetta. Estraggo dalla terra e dal cielo le loro sublimi energie e colgo la quintessenza del sole e della luna. L'elisir si compone dall'agitazione dello yin e dello yang, si cristallizza nell'utero con l'acqua e il fuoco. "Quando lo yin del doppio otto incomincia a decrescere, regnano l'ombra e l'indistinto. Quando regna lo yang del doppio nove, cadono le tenebre. Io raccolgo i semplici man mano che li offrono le quattro stagioni, e ne fabbrico un elisir nove volte raffinato. Salgo al palazzo di porpora a cavallo della fenice azzurra; sulla bianca gru mi elevo fino alla capitale di diaspro. Mostrando con zelo le meraviglie del Tao, partecipo agli splendori del cielo. Non vorrai far paragoni con la vostra dottrina buddista per fannulloni, con la vostra cupa divinità dell'estinzione di ogni cosa, o con la carcassa puzzolente del nirvana! Tutte cose che non vi levano nemmeno dalla polvere della strada. Non c'è discussione che tenga sulle tre dottrine: il Tao è sempre stato il solo che meriti rispetto e onore." Il re approvò, i cortigiani applaudirono: "Solo il Tao merita rispetto e onore!" Tripitaka, di fronte al pubblico che applaudiva l'avversario, arrossiva di vergogna e di dispetto. Comunque il re, assai civilmente, ordinò che si offrisse al monaco forestiero un banchetto vegetariano da servire presso l'albergo. Mentre Tripitaka, dopo aver ringraziato, si ritirava, udì Scimmiotto bisbigliargli all'orecchio: "Maestro, quel suocero di stato è una creatura perversa che plagia il re con il suo soffio malefico. Voi ritornate in albergo a banchettare, mentre io resterò qui a raccogliere maggiori informazioni." Infatti il jaoliao ronzò via e andò a posarsi sul paravento di giada della Sala delle Campanelle d'Oro, proprio mentre il comandante dei cinque distretti si presentava a rapporto: "Maestà, una bufera si è portata via, questa notte, tutti i bambini nelle loro gabbie, in tutte le famiglie di tutti i quartieri; non ne è rimasta traccia." Il re, sconvolto, si rivolse al suocero: "Il Cielo ci vuole distruggere! Non vi pare che sia questo il significato? I medici reali si sono dimostrati impotenti contro il male che da mesi ci accascia. Voi ci avevate fornito quella divina ricetta, e proprio oggi si sarebbe dovuto procedere a estrarre il cuore e il fegato dei bambini. Che altro significa la loro scomparsa, se non che il Cielo mi vuol morto?" "Maestà, non vi addolorate. In realtà è il Cielo stesso che vi manda lunga vita." "Come sarebbe a dire?" "Non appena sono entrato in questa sala, mi sono trovato di fronte un diluente per il farmaco molto più efficace di quello che si può ricavare dalle viscere dei fanciulli. Con quel diluente, la vita di vostra maestà sarebbe stata prolungata di mille anni; ma con il nuovo divino ingrediente, guadagnerete almeno diecimila anni." Il re non capiva, e il suocero riprese: "Quel bonzo dell'Est possiede viscere purissime e ha un viso molto regolare. Per formare un corpo vero come quello, ci sono volute dieci reincarnazioni nell'austerità. È divenuto monaco fin da piccolo, non ha mai disperso il suo yang: vale ben più di tutti i bambini della città. Se i miei semplici vengono diluiti nel brodo di cottura del suo cuore e del suo fegato, vi garantisco diecimila anni di longevità." Il re gli credette subito, e replicò: "Perché non me l'avete detto prima? Non l'avrei lasciato andare." "Che differenza fa? Sarà ancora in città, per consumare il banchetto che gli ha preparato il servizio reale. Fate chiudere le porte della città e circondare l'albergo dalla vostra guardia. Poi lo farete condurre qui, e gli chiederemo con le buone se non ha niente in contrario a cedere il suo cuore e il fegato. Se acconsente, lo apriremo seduta stante; sarà sepolto a spese pubbliche e gli erigeremo un tempio dove la gente gli porterà offerte. In caso contrario, andremo per le spicce: lo legheremo a una colonna, lo apriremo comunque e getteremo via gli avanzi. Non mi pare che ci siano difficoltà." Il re diede subito ordini alle guardie della Foresta di Piume. Scimmiotto volò via; quando giunse all'albergo, riprese il suo aspetto e corse dal monaco cinese: "Disgrazia, maestro!" Tripitaka si trovava allegramente seduto a tavola quando udì quel grido. Si prese tanta paura che le sue tre divinità cadaveriche si dispersero. Gli uscì fumo dalle sette aperture, si coprì di sudori freddi, restò con gli occhi in fico incapace di articolare parola, e cadde nella polvere. Sabbioso si precipitò ad assisterlo. Porcellino chiedeva: "Di quale disgrazia si tratta? Potevi essere più cauto!" "Le guardie stanno circondando l'albergo, perché quella creatura malefica del real suocero ha convinto il re a far brodo delle viscere del maestro, al posto di quelle dei bambini scomparsi." "Vedi, compassionevole, che bel guadagno ci fai!" esclamò Porcellino ridendo di gusto. "Ti dài da fare per rompere le scatole agli altri nei fatti che non ti riguardano, e ne ricavi delle conseguenze che ti riguardano da vicino." Tripitaka intanto si rialzò e si aggrappò tremebondo a Scimmiotto: "Saggio discepolo, come faremo?" "La prima cosa da fare è di scambiar di posto giovane e anziano." "Che cosa vuol dire?" chiese Sabbioso. "Per salvare la vita del maestro, bisogna che si muti in discepolo" rispose Scimmiotto. "Se mi salvi" supplicò Tripitaka, "diventerò discepolo tuo o di chiunque altro." "Non perdiamo altro tempo. Porcellino, portami del fango" ordinò Scimmiotto. Il bestione uscì a raspare un po' di terra con il suo rastrello; per non perdere tempo a cercare acqua, sollevò la tonaca e vi orinò sopra. Portò quindi a Scimmiotto del fango puzzolente, che quest'ultimo spalmò senza altra spiegazione sul viso e sul corpo del monaco cinese. Quindi recitò un incantesimo, soffiò su di lui il suo alito magico e gridò: "Trasformati!" Ed ecco il reverendo reso identico a Scimmiotto. Scambiarono gli abiti, e Scimmiotto assunse a sua volta le sembianze di Tripitaka. Le trasformazioni erano perfette, da trarre in inganno persino Porcellino e Sabbioso. Fecero appena in tempo. Si udirono suonare gong e tamburi, e l'albergo fu circondato da tremila guardie, con una selva di lance e di sciabole. Entrò un ufficiale della guardia in abito di broccato a informarsi sulla presenza di un monaco proveniente dall'Est. L'oste atterrito cadde in ginocchio e indicò la camera: "Si trova negli appartamenti del pianterreno." L'ufficiale si fece avanti e disse: "Reverendo, siete convocato dal re." Porcellino e Sabbioso sostenevano il falso Scimmiotto, che quasi sveniva. Ma il falso Tripitaka domandò disinvolto: "Signor ufficiale della guardia in abito di broccato, che cosa vuole il re dalla mia umile persona?" L'ufficiale lo afferrò per i polsi e disse: "Vieni con me. Se ti cercano, vuol dire che a qualcosa servirai." Ahimè, è il caso di dirlo: Se i buoni sentimenti vince perversità, Solo a un mare di guai conduce carità. Se in fin dei conti non sapete come essi giocarono quella pericolosa partita, non vi resta che ascoltare il seguito. CAPITOLO 79 SCIMMIOTTO DAI MOLTI CUORI INSEGUENDO I MOSTRI INCONTRANO LA STELLA DELLA LONGEVITÀ; IN PRESENZA DEL SOVRANO SALVANO I FANCIULLI. Il falso Tripitaka fu condotto a palazzo dall'armata della Foresta di Piume e consegnato all'ufficiale di guardia alla porta. Ai piedi dei gradini di giada, il monaco cinese restò ritto fra gli ufficiali che si inginocchiavano e chiese: "Re di Bhiksu, che cosa volevate dirmi?" "Da molto tempo siamo afflitti da un male da cui non riusciamo a guarire" rispose il re sorridendo. "Ma per fortuna nostro suocero ci ha donato tutti gli ingredienti per preparare un rimedio

adatto, salvo l'opportuno diluente. Vi abbiamo convocato appunto allo scopo di procurarcelo. Se collaborerete alla nostra guarigione, vi faremo costruire un santuario in cui godrete dei sacrifici di stagione e in cui l'incenso arderà in perpetuo a spese dello stato." "Io ho abbandonato la mia famiglia e non possiedo altro che me stesso. Può dirmi vostra maestà quale ingrediente occorre?" "Servirebbe il vostro cuore." "Quale cuore? Vostra maestà deve sapere che ne possiedo parecchi." Il suocero di stato gli puntò contro il dito adunco e gridò: "Quello nero, bonzo!" "Prestatemi un coltello per aprirmi il torace: sono rispettosamente ai vostri ordini e sarò lieto di accontentarvi, se possiedo quello che desiderate." Il sovrano ringraziò calorosamente e fece portare un coltellaccio con la lama a orecchio di toro. Il falso Tripitaka lo impugnò, si aprì la veste, gonfiò il petto e lo tagliò da cima a fondo con mano sicura, producendo un sinistro stridio. Dal petto squarciato uscì ribollendo un gran mucchio di cuori. I mandarini civili erano bianchi di terrore, quelli militari paralizzati dallo spavento. "Ecco un bonzo ambiguo, dai molti cuori!" gridò il suocero di stato seduto sul suo cuscino. Il falso Tripitaka afferrò i cuori grondanti di sangue a uno a uno, per farli vedere. Ce n'erano di ogni specie: rosso, bianco, giallino, avaro, ambizioso, geloso, cauto, calcolatore, superbo, sprezzante, omicida, vizioso, pauroso, prudente, temerario, oscuro e senza nome; cuori malvagi e altri di tutti i generi. Ma non c'era nessun cuor nero. Il re era annichilito e non riusciva ad articolare parola. Infine balbettò: "Metti via quella roba, per piacere." Il falso Tripitaka si richiuse tranquillamente il petto e riprese la propria forma: "Gli occhi di vostra maestà non sanno discernere le cose!" esclamò. "Tutti i monaci condividono un unico cuore perfettamente buono. Il cuor nero lo possiede vostro suocero: è quello l'ingrediente che vi occorre. Se non mi credete, ve lo farò vedere." Il suocero di stato aveva spalancato gli occhi e fissava l'inattesa apparizione: quel grande santo, ahimè, era ben noto da più di cinquecento anni. Balzò via nello spazio, inseguito dal Novizio che gridava: "Fermati, bestia! Assaggia il mio randello!" Il suocero lo affrontò con la canna dal pomo a forma di drago acciambellato. I due avversari diedero saggio della loro bravura: Sbarra contro canna riempiono lo spazio di nuvole. Il suocero di stato è un mostro che utilizza le arti seducenti di una figlia malefica. Egli indebolisce il sovrano con un male dovuto alla lascivia e lo induce a massacrare i bambini. Ma interviene il grande santo a sconvolgere i suoi oscuri disegni. Per la canna non è facile contenere gli attacchi della sbarra di ferro. Combattono fino a oscurare il cielo della città. Tutti impallidiscono di spavento. I mandarini si sentono svenire. Il viso delle signore e delle ragazze è sfigurato, con il trucco sconvolto. L'ottuso sovrano trema, non sa a che santo votarsi e cerca disperatamente un angolo buio per nascondersi. La sbarra si leva come la tigre di montagna che balza sulla preda; la canna si abbatte come il drago che si tuffa nel mare. Questo gran tumulto che agita la città di Bhiksu permetterà di sceverare il giusto dal perverso. Dopo una ventina di scontri, la canna non riuscì a reggere oltre. Il mostro fece una finta, si trasformò in un gelido raggio e dardeggiò nella corte interna del palazzo per prelevare la degna rampolla, che si trasformò anche lei in luce fredda; i due scomparvero chissà dove. Il grande santo ritornò nella sala d'udienza e gridò allegramente: "Avete visto che bel suocero di stato vi tenevate in casa?" Tutti si inchinarono per esprimere la propria gratitudine al divino monaco, che li esortò: "Lasciate perdere le cerimonie. Cercate piuttosto dov'è andato a finire quello scimunito del vostro re." "È corso a nascondersi da qualche parte, quando è iniziato il duello." "Per carità, cercatelo subito! Non vorrei che la mostriciattola se lo fosse portato via." Gli ufficiali, ignorando per quella volta il divieto di entrare negli appartamenti interni, si precipitarono subito nel palazzo di Regina di Bellezza. Ma il luogo era deserto, e non si vedeva traccia né della regina né del re. Le spose reali vennero in folla dal palazzo centrale e da quelli dell'est e dell'ovest a riverire il grande santo, che disse loro: "Non è ancora il momento di ringraziare. Scovatemi quel babbeo del vostro signore e re." Ma il re non era stato rapito. Dopo un po' lo si vide sbucare, sostenuto dai suoi eunuchi, da uno sgabuzzino dietro la Sala di Prudente Condotta. I ministri vennero a prosternarsi ed esclamarono a una voce: "Signore e maestro! Il vero è stato distinto dal falso ad opera di questo monaco divino: in effetti il suocero di stato era una creatura malefica. Anche Regina di Bellezza è scomparsa." Il re invitò il Novizio nella Sala dei Ricevimenti Solenni e lo ringraziò formalmente. Poi gli chiese: "Reverendo, quando siete arrivato avevate un nobile e degno aspetto. Come mai siete tanto cambiato?" "La verità" rispose il Novizio ridendo, "è che io non sono Tripitaka, fratello dell'imperatore Tang, ma il suo discepolo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Sapevo che il mostro vi aveva convinto a strappare il cuore del mio maestro e sono venuto al suo posto per abbattere quella creatura." Il re ordinò subito al primo ministro di recarsi a invitare il vero maestro e gli altri suoi discepoli a presentarsi a corte. Tripitaka, che aveva avuto sentore dello scontro fra Scimmiotto e il mostro, era molto preoccupato, oltre a essere mezzo soffocato dal fango puzzolente con cui gli avevano spalmato la faccia. Quando lo pregarono di recarsi a corte per ricevere i ringraziamenti, si spaventò ancor più; ma Porcellino gli disse: "Questa volta non correte rischi: vi vogliono ringraziare. Si vede che il nostro condiscepolo anziano ha avuto la meglio." "Ma come posso presentarmi alla gente con questa porcheria puzzolente sulla faccia?" "Non c'è scelta, noi non sappiamo come toglierla. Ma lo chiederemo a Scimmiotto, ci penserà lui." Il primo ministro, alla loro vista, non riuscì a nascondere la paura: "Avi miei! Sembrano tutti quanti mostri malefici." "Signor cortigiano" gli disse Sabbioso, "non vi spaventate. Noi siamo brutti soltanto perché siamo nati così; e il nostro maestro ritornerà bello con l'aiuto del condiscepolo anziano." Quando furono a corte, nella sala d'udienza, Scimmiotto andò loro incontro, strappò la maschera di fango dal volto del maestro, alitò il suo fiato magico e gridò: "Rettifica!" Subito il monaco riprese il proprio aspetto e si sentì in ottima forma. Il re lo ricevette rivolgendosi a lui come "reverendo buddha, maestro della Legge". Scimmiotto prese la parola: "Vostra maestà sa da dove proveniva quel mostro? Sarà prudente catturarlo, perché non ritorni a provocare altri malanni." Quando le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti, che si tenevano dietro lo schermo di giada, sentirono le sue intenzioni, corsero fuori e si affollarono intorno a lui senza riguardo all'etichetta: "Supplichiamo il reverendo buddha e divino monaco di strappare la malerba dalla radice" esclamarono inchinandosi. "Avremo per voi una gratitudine illimitata e sapremo ricompensarvi generosamente." Scimmiotto rispose che gli servivano indicazioni più precise. "Tre anni fa, quando giunse da noi" disse il sovrano, pieno di imbarazzo, "mi disse che non veniva da lontano. Abitava a una settantina di li in direzione sud, in una tenuta detta di Puro Splendore, ai margini della Foresta dei Salici. Alla sua tarda età non aveva figli maschi, ma solo quella figlia di sedici anni, nata dal suo ultimo matrimonio. Me la offrì e io la trovai molto attraente, l'accettai e la trattai da favorita. Ma presto caddi ammalato, e nessun rimedio risultò efficace. Lui mi assicurò che possedeva una ricetta infallibile, che richiedeva il brodo del cuore di molti bambini. Io non mi intendo di queste cose, e gli credetti sulla parola. Poi siete arrivati voi e i bambini sono scomparsi. Allora il mostro mi ha assicurato che il cuore del divino monaco, che ha praticato la verità nel corso di dieci reincarnazioni senza mai disperdere il suo yang, era molto più efficace di quelli dei bambini. Ci siamo lasciati sviare. Ma ora che avete smascherato il mostro, spero che userete tutto il vostro potere per eliminarlo. Da parte mia sono pronto a ricompensarvi con tutta la ricchezza del paese." "Vi dirò" disse Scimmiotto sorridendo: "quei bambini li ho nascosti io per incarico del maestro, che sentiva compassione per loro. Non parliamo di ricompense, a me basta il merito. Andiamo, Porcellino." "Agli ordini. Ma non valgo molto, a pancia vuota." "Che il servizio dei banchetti prepari immediatamente un pasto vegetariano" ordinò subito il re. E in breve fu servita la colazione. Quando Porcellino fu ben sazio, seguì Scimmiotto salendo sulle nuvole, mentre re, regine e mandarini si inginocchiavano e gridavano: "Guardate come salgono in cielo! Sono veri immortali, buddha discesi sulla terra!" Il grande santo e Porcellino viaggiarono per settanta li verso sud e si misero alla ricerca della residenza del mostro. Le limpide acque di un torrente scorrevano tra rive incassate, coperte da migliaia di salici; ma non appariva nulla che si potesse identificare con la tenuta di Puro Splendore. Di certo Estesi a perdita d'occhio I campi incolti; le dighe Si nascondon nella bruma Che intorno ai salici aleggia. Dopo avere vanamente esplorato, Scimmiotto evocò il tudi, che si avanzò tremante e si inginocchiò esclamando: "Grande santo, il dio della Foresta dei Salici presenta i suoi omaggi e si prosterna." "Non aver paura, non ti picchio mica. Da queste parti si dovrebbe trovare una tenuta detta di Puro Splendore. Dov'è?" "Tenute non ce ne sono; c'è una grotta che porta quel nome. Devo intendere che la vostra santità viene da Bhiksu?" "Si capisce. Il mostro della grotta si è preso gioco del re di Bhiksu. Quando siamo arrivati l'ho affrontato, ma lui si è trasformato in un raggio gelato ed è scappato non

so dove. Secondo il re, tre anni fa gli avrebbe confidato di abitare da queste parti." "Spero che vostra santità sarà indulgente" disse il tudi prosternandosi un'altra volta. "Anche questo è territorio di Bhiksu, soggetto alla mia vigilanza. Ma quel mostro è più forte di me e si sarebbe vendicato se avessi tradito i suoi disegni: perciò sono stato costretto a mancare ai miei doveri. Ma ora che è arrivata vostra santità, basterà che si accosti al salice con nove rami sulla riva sud, gli giri intorno per tre volte in senso orario e per tre in senso antiorario, bussi con entrambe le mani e gridi tre volte: 'Apriti!' In questo modo avrete accesso al palazzo della Grotta di Puro Splendore." Scimmiotto congedò il tudi e scese in riva al torrente a cercare il salice con nove rami. Seguì le istruzioni: l'albero scomparve con un rumore di tuono e apparve una porta a due battenti che si aprirono cigolando. Dentro splendeva luce, ma non si vedeva nessuno. Il Novizio entrò senza esitare e si trovò in un posto magnifico: Nubi leggere velano il sole e la luna. Bianche nuvole escono dalla grotta, una lieve bruma smeraldina è diffusa nella corte. Il sentiero è bordato da splendidi fiori rari; piante di diaspro gareggiano in bellezza e profumi. Un clima mite regna nel giardino fatato, emulo di Penglai e Yingzhou. Le panchine scivolose si coprono di rampicanti, liane pendono arruffate dal ponticello. Le api lasciano cadere rossi stami di fiori sulle rocce; le farfalle volano fra le orchidee. Scimmiotto si avvicinò a una quinta di pietra su cui erano tracciati quattro grandi caratteri: RESIDENZA DI IMMORTALI DI PURO SPLENDORE Oltre la quinta c'era il mostro, ancora ansimante per la corsa, che stringeva la figlia tra le braccia e le parlava appunto dell'impresa di Bhiksu: "Era un'occasione così bella! Ci abbiamo lavorato per tre anni ed eravamo sul punto di riuscire, quando quella scimmia zuccona ha rovinato tutto." Il Novizio impugnò la sbarra e corse loro addosso urlando: "Sudicioni, ve la do io la bella occasione!" Il mostro si staccò dalla figlia e lo affrontò con la sua canna. Seguì uno scontro ben più terribile del precedente: Si drizza la sbarra lanciando riflessi metallici; intorno alla canna turbinano miasmi malefici. "Che cosa cerchi in casa mia, temerario?" grida il mostro. "La tua diabolica pellaccia!" risponde il Novizio. "I miei rapporti con il re non ti riguardavano. Perché hai voluto metterci il naso?" "La compassione è il fondamento della condotta dei monaci; non potevamo tollerare il massacro degli innocenti." Vanno e vengono le parole, piene d'odio e di furore; vanno e vengono le armi. Essi badano ad aggredire e calpestano senza riguardo i bei fiori, strappano muschio e licheni. La lotta continua finché il luogo ameno è devastato e la dolce vegetazione distrutta, terrorizzati gli uccelli, messe in fuga le belle fanciulle in preda al panico. Nel paesaggio spoglio, percorso da un vento feroce, restano solo il re scimmia e il mostro che si fronteggiano. Ecco che escono dalla grotta. Questo mette in gioco anche Consapevole delle Proprie Capacità. Porcellino, che era rimasto fuori, sentiva rumor di battaglia, che lo eccitava e lo faceva rodere dall'impazienza di partecipare. Colpì più volte il salice con il suo rastrello, e le nove punte si macchiarono di sangue, mentre si udivano gemiti soffocati. "È un albero fantasma" pensò; e continuò a colpire, finché vide comparire Scimmiotto e il mostro. Allora si gettò avanti levando il rastrello. Il mostro ne aveva già abbastanza di Scimmiotto; quando si vide venire addosso un altro avversario si disimpegnò, si mutò in un raggio gelato e dardeggiò verso l'est. I due lo inseguirono. Mentre si apprestavano a sferrare l'attacco conclusivo, apparve una luminosità di buon augurio da cui provenivano canti di gru e di fenici: era il vecchio della costellazione del Sud. Questi catturò il raggio gelato e gridò: "Piano, grande santo! Fermati, ammiraglio dei canneti! Eccomi qua, sono il vostro amico nel Tao." "Come sta la nostra brava stella della Longevità?" lo salutò calorosamente Scimmiotto. "Lo hai preso tu quel malvivente?" gridò Porcellino. "Ma certo, eccolo qua" rispose la stella; "non può scappare. Spero che gli lascerete la vita." "Che ti importa di quella creatura?" si stupì Scimmiotto. Longevità rise imbarazzato: "Si capisce che mi importa, dal momento che mi serve da mezzo di trasporto. Sai, è la storia non rara delle bestie di casa che scappano via, si dànno al nomadismo e diventano mostri." "Se ti appartiene, facci vedere il suo vero aspetto." Longevità lo liberò e gli disse: "Su, bestiaccia, fa vedere come sei fatta, se vuoi salvar la pelle." Si vide che si trattava di un cervo bianco. La canna fu raccolta dalla stella: "Questo pelandrone non si è fatto scrupolo di rubare la mia canna." La bestia s'inginocchiò. Non poteva parlare, ma piangeva e si prosternava. Il pelo picchiettato, un gran palco di corna. Bruca l'erba del prato, beve acqua nel ruscello. Col tempo e con l'ascesi ha appreso a trasformarsi E a volare nel cielo. Chiamato dal padrone, Non può che sottomettersi e tornare all'usato. Longevità montò sul cervo e ringraziò Scimmiotto con l'intenzione di ripartire, ma questi lo trattenne: "Aspetta, amico mio: ci sono ancora cose da chiarire." "Di che si tratta?" "Non abbiamo ancora preso la Regina di Bellezza, e non ho idea di quale creatura si tratti. Inoltre dobbiamo mostrare entrambi al re di Bhiksu: non mi è sembrato una persona molto sveglia, e voglio essere sicuro che si convinca bene." "Va pure a catturare questa Bellezza; io aspetterò qui, e poi ti accompagnerò dal re." Scimmiotto e Porcellino irruppero nella grotta gridando: "Dagli alla strega!" La povera Bellezza, terrorizzata, sbucò fuori dalla quinta di pietra, ma si trovò davanti Porcellino. Si mutò in luce fredda e sfrecciò via accanto a Scimmiotto, che la tramortì al volo con uno scappellotto e la restituì alla sua forma originale: era una volpe dal muso bianco. All'incontenibile bestione scappò di mano una rastrellata, che ridusse l'infelice seduttrice di regni a un mucchietto di peli dentro una pozza di sangue. "Fermo, l'hai ridotta molto male!" gridò Scimmiotto. "Che cosa ci rimane da mostrare al re?" Il bestione prese il cadavere per la coda, senza darsi pensiero se si sporcava le mani, e seguì Scimmiotto che ritornava verso Longevità; il quale si intratteneva con il suo cervo lisciandogli il muso: "Che cosa ti è venuto in mente, brutta bestia, di lasciare il tuo padrone per darti al mestiere di mostro? Hai visto che per poco non ci rimettevi la buccia? Meno male che sono arrivato in tempo." "Che cosa gli dici, vecchio svanito?" chiese Scimmiotto sopraggiungendo. "Gli faccio la lezione, perché non ripeta l'errore." Porcellino gettò i resti della volpe davanti al cervo: "Ecco qui la tua bella parente." Al povero cervo scesero grosse lacrime dagli occhi, mentre gli usciva dal petto un lungo belato come un lamento. Longevità gli diede una pacca sulla testa: "Tu sei vivo, scemo. Che t'importa di quest'altra bestia?" Poi gli legò la propria cintura intorno al collo e si dichiarò pronto a recarsi dal re di Bhiksu. "Non è finita" insisté Scimmiotto. "Prima dobbiamo disinfettare il posto, perché in futuro non venga riutilizzato come covo malefico." Porcellino corse di nuovo a colpire il vecchio salice, mentre il Novizio recitava l'incantesimo di convocazione del tudi: "Raccogli legna secca e brucia tutto. È un buon affare anche per te: ti eviterà in futuro altre noie con esseri malefici." La divinità sollevò un gran vento e, con i suoi assistenti, raccolse in breve una quantità di legna e ramaglie che giacevano sparse da molto tempo, ed erano asciutte e ben combustibili. "Porcellino, non perdere tempo" gridò Scimmiotto. "Quel salice brucerà con tutto il resto." In breve la residenza del mostro fu sommersa da un uragano di fuoco. Congedato il tudi, si recarono a corte. Longevità teneva alla briglia il cervo, che recava in groppa i resti della volpe. Entrarono nella sala d'udienza e presentarono quei resti al re: "Che ne dite? Avete ancora voglia di divertirvi con questa bella figliola?" Il re taceva e batteva i denti. Quando fu presentata la stella della Longevità, re e sudditi, regine e concubine ammutolirono dallo stupore. Tutti si inginocchiarono per rendere omaggio. Il Novizio disse al re: "Questo cervo non è altri che il tuo famoso suocero di stato; quando veniva a corte, non gli lesinavi i complimenti." Il re cambiava colore dalla vergogna: "Divino monaco, grazie di aver salvato i bambini del mio regno. È stata una grazia del cielo." E ordinò un festino in onore della vecchia divinità e dei quattro pellegrini. Tripitaka volle informarsi: "Come ha potuto il vostro cervo bianco venir qui a commettere tante nefandezze?" Longevità raccontò sorridendo: "Il sovrano dell'Est era di passaggio fra i miei monti selvaggi. Io lo ospitai e gli proposi una partita a scacchi. Questa stupida bestia dovette prendere il largo mentre giocavamo. Quando il mio ospite ripartì e io non la trovai, calcolai sulle dita dov'era andata a finire. È così che sono capitato qui,

regine e buon popolo stavano a guardare riverenti e bruciavano incenso. Guardate la montagna: La cima scompare tra nebbie e nuvole. anziché un provetto viaggiatore in cammino da tanti anni. l'avrebbe messa nella fossa. Il viaggio proseguì finché l'inverno trascorse e ritornò la primavera. La frutta è disposta in torri e terrazze. pazzi di gioia. CAPITOLO 80 UNA BELLA RAGAZZA CHIEDE AIUTO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA UN COMPAGNO PER NUTRIRE LO YANG. signori! Ritornate pure a casa. furono accompagnati per venti li dal sovrano. Sabbioso affidò i bagagli a Porcellino e prese le redini per guidare la cavalcatura dietro a Scimmiotto. che libava acqua pura e bruciava incenso." "State tranquillo. I picchi maestosi si allineano come alabarde. ma le creature malefiche che può ospitare. i dolci di zucchero imitano draghi che avvolgono nelle spire animali in fuga. coppie d'uccelli. riempiendo l'aria di profumi. Impegnatevi sul serio in ogni impresa e sforzatevi di compensare i vostri punti deboli: è un esercizio che vi manterrà sano. ti porterò le giuggiole. le mangiò e si sentì subito meglio. Quando furono sulla spianata davanti alla porta. Son domande da fare?" "Non è la montagna che temo. il re levava la sua coppa delle Nuvole Purpuree per brindare con ciascuno. "pensate sempre a casa vostra: non è un atteggiamento da monaco che ha lasciato la sua famiglia. Sotto le chiome verdazzurre dei pini. il sentiero ripido e accidentato si inerpica fra le rocce. Giovani e vecchi. balzò su una rupe per guardarsi intorno e gridò da lassù: "Maestro. ascoltate il seguito. anafalidi e licheni tappezzano di verde le altissime rupi. Ma la prossima volta che ci vediamo. Il carro su cui stava Tripitaka fu preso a furor di popolo e riportato in città: il re non contava più nulla. Fiori selvatici tappezzavano la montagna. Da quelle giuggiole derivò la grande longevità che da allora fu tradizionale nella sua famiglia. sformati di formaggi. salici verdi e peschi rossi. portarono in trionfo Porcellino. che apriva la via di buon passo. Stiamo attenti!" "Maestro" rideva Scimmiotto. Scimmiotto gridò: "Grazie." Fu dato l'annuncio: "La tavola è imbandita!" Fu davvero un magnifico festino: All'ingresso un trionfo di colori vivaci. con l'appetito che ti ritrovi. Quando potrò tornare." Il re offrì loro due vassoi di pezzi d'oro e d'argento alla rinfusa. uve inebrianti. in cambio del riso e delle tagliatelle. Dicevano: "Quel monaco cinese. Vediamo un po'. Draghi e tigri. ne scendono torrenti e cascate che precipitano nei burroni. Si vendevano al mercato i loro ritratti. splendidi tappeti rossi sul pavimento. montagne. Scimmiotto impugnò il suo randello. e bruciava incenso." Si gettò sui piatti e non tardò a fare piazza pulita. Alla fine del banchetto Longevità si congedò. e mille piatti rari: un va e vieni incessante di servitori li presenta e li sostituisce senza tregua. Scimmiotto gli disse: "I consigli che vi possiamo dare sono presto detti. Che abbondanza di piatti delicati! Tonde castagne d'acqua. si rizzavano stele commemorative: la gente portava offerte anche lì. E Tizio li invitava a un banchetto. sandali. Tripitaka era il solo che rifiutasse di bere. Il terreno è coperto di fiori profumati e di alberi folti: susini azzurri e bianchi peri. Se non vi formalizzate perché vi offro degli avanzi. La folla restò sulla strada a guardarli. invitando alla sua tavola i tre discepoli. Quante prove ho affrontato! Nubi e venti. montò sul cervo e balzò in alto. abbiamo sentito che ve ne andate e siamo venuti a riportare le gabbie con i bambini. Porcellino si rivolse a Scimmiotto: "Ti cedo la frutta. I genitori." Il re le ricevette rispettosamente. penso che a te ne serviranno molte libbre. "sperma giallo". Magnifiche tavole coperte da sete ricamate. secondo le istruzioni. Piatti preparati con il miele. È proprio vero: Il salvare un folla di gente È merito più grande di un monte. Ma Tripitaka precisò che non poteva accettare nemmeno un soldo." Non ci fu niente da fare. Piange il cuculo la primavera che passa. Il maestro era immerso nella contemplazione del paesaggio. le acque in tumulto negli innumerevoli burroni rivaleggiano con la voce del vasto oceano lontano. leoni. Mi restano nella manica tre giuggiole. montasse a cavallo e si avviasse con i suoi. poi pian piano si attenuò e cessò del tutto. I quali non poterono liberarsi da quella gente prima di un mese. "Discepoli miei" diceva Tripitaka preoccupato." Chiacchierando erano giunti ai piedi dell'erta. tuniche. legumi dai dieci profumi. Non si finirebbe mai di raccontare di quei porcini. E SCIMMIA DELLO SPIRITO DENUNCIA LA LAMIA PER PROTEGGERE IL MAESTRO. Il re insisteva perché rimanessero e lo istruissero per risolvere i suoi problemi. Ho percorso tutti i dodici picchi Dei monti delle Streghe. e a prolungare la vita. Venite!" Il reverendo sollecitò il cavallo. Datevi una regolata. "Naturalmente vi potrei suggerire qualche buona ricetta di pratiche salutiste. la sala è colma di fragranze esotiche. biancheria per offrire anche lui qualcosa ai monaci. In effetti la sua malattia guarì poi rapidamente. sollevarono Sabbioso. scomparendo nel cielo. I vassoi d'oro recano piramidi di grandi palle di pane. dolci giuggiole. Da preziosi bruciaprofumi a forma di anatra salgono fumi di aloe. Erbe ed arbusti. orecchiette. Ciascuno si sedette secondo il suo rango. dài qualcosa da mangiare anche a me!" "Non ho altro. Ma infine dovettero consentire che Tripitaka scendesse dal carro reale. che il re e le reali spose spinsero con le loro mani sulla strada. un canto di uccello destò in lui la nostalgia. deve restare fra noi e accettare la nostra riconoscenza. chi non poteva permettersi altro. "Sono uscito di casa solo per riprendere il mio cervo. è tempo che ci congediamo anche noi" ordinò Tripitaka. Il servizio di musica suonava." Salutò tutti. Ma anche questo finì. ululò il vento e scesero dall'alto millecentodieci gabbie. Il re si inginocchiò ai suoi piedi e lo supplicò di aiutarlo a guarire del male che lo affliggeva. ma ho l'impressione che siate conciato maluccio. e se non sapete che cosa avvenne dopo. germogli di bambù. e se avessi tardato ancora un momento. di quelle servite nel tè al sovrano dell'Est. I grandi nappi hanno forma di pappagalli. dai ministri e dal popolo di Bhiksu. ciascuna delle quali conteneva un marmocchio piangente. In cui il figlio del cielo mi ordinò di partire. Dice l'adagio: nessuna cima ferma la strada. riconobbero i loro figli e corsero a consolarli. Si udì la voce degli dèi che dicevano: "Grande santo. siate un figlio di famiglia che non ha visto più mondo di quanto si contempla dalla bocca del pozzo. per manifestarvi la sua gratitudine. frittelle di cachi. Non abbiamo altro da consigliare. quelli d'argento traboccano di riso profumato.proprio mentre il grande santo la metteva in riga.. Il re sedette di fronte a loro." Tutti si inginocchiarono. che ancora insistevano perché rimanessero. Tirò le redini e disse: "Discepoli miei! Da quel giorno lontano. pigne fragranti. Ormai non siamo molto lontani dalla meta del nostro cammino. c'è una bellissima strada che sale con molte curve. Davanti a loro si drizzò una cima elevata. nostro signore e padre. freschezza di pesche e litchi. La folla si richiudeva dietro di loro e li seguiva fuori città. "si direbbe che. Allora non restò che farlo salire sul carro reale. finché scomparvero all'orizzonte. al paese? Quando ti rivedrò?"(4) "Maestro" protestò Scimmiotto. non ho portato con me la valigetta degli elisir" rispose sorridendo Longevità. Quando i quattro pellegrini ripresero il viaggio. festa delle lanterne. issarono Scimmiotto sulle spalle. Usciti dal palazzo attraversarono le strade della città fra ali di gente. a titolo di viatico. la rondine celebra la cerimonia della semina all'altare del dio del suolo. fabbricava cappelli.. S'intende che re. Caio a un festino. Le tagliatelle si intingono nel brodo speziato. "chissà se ci sarà una strada per superare questa impervia regione. insieme a due o tre grandi precettori. Conservate l'animo . Raccomando alla gente di qui di largheggiare in offerte ai vostri templi. non fate troppo il birichino con le donne e nei ritagli di tempo pensate a fare qualche buona azione. e con l'approssimarsi del Paradiso dell'Ovest le difficoltà si dovrebbero attenuare." Il vento ululò di nuovo. e in qualche modo contribuirà ad allungarvi la vita. non credo che le reggereste. gelati allo zucchero o fritti nell'olio: piatti più vari di fiori su broccato. uomini e donne. Longevità al primo posto e il reverendo al secondo. i mestoli di garzette. "Discepoli miei. sapori eccitanti si alternano a sapori soavi. Fratello mio. Porcellino gridò: "Longevità. scarpe di tela.

in pace, non vi date pena per queste cose. Gli antichi dicevano: che cerchi soldi od onorificenze, devi applicarti senza reticenze." "Maestro" insinuò Porcellino, "non sarà capitato che il beato Buddha abbia traslocato altrove con le sue sporte di sutra? Avrà saputo che noi le cerchiamo, e lui magari non avrà voglia di darcele. Altrimenti, come spiegate il fatto che si cammina, si cammina, e non si arriva mai?" "Zitto, non inventar frottole!" disse Sabbioso. "Pensa a fare il tuo lavoro e a seguire il condiscepolo anziano. Prima o poi arriveremo a destino." Si avvicinavano a un'immensa e nera abetaia. Il monaco cinese esclamò: "Ai rischi della montagna ora si aggiungono quelli del bosco oscuro. Stiamo attenti!" "Tutto bene. Non c'è pericolo" rispose Scimmiotto. "Lo dici tu. Non fidarti nemmeno di ciò che è retto; guardati dalla malvagità dei buoni. Di abetaie ne abbiamo viste tante, ma non mai una così fitta e scura." [...] Si addentrarono nel folto seguendo il grande santo, che apriva il passaggio con il suo randello. Dopo mezza giornata di cammino erano ancora immersi nella penombra di quelle fitte piante. "Discepoli" disse Tripitaka, "dopo tanti monti e tante foreste pericolose che abbiamo attraversato, questo mi sembra proprio un bel posto, con un sentiero abbastanza confortevole. Guardate che belle piante, quanti fiori! Vorrei sedermi a riposare; credo che gioverebbe anche al cavallo. E ho fame: uno di voi dovrebbe andare a mendicare del cibo." "Smontate pure" rispose Scimmiotto. "Vado e torno." Tripitaka sedette ai piedi di un abete, mentre Porcellino e Sabbioso si guardavano intorno e coglievano fiori e frutti. Il grande santo prese la ciotola delle elemosine e balzò in aria. Osservando la foresta dall'alto, constatò con piacere che era sovrastata da un alone di brume di buon augurio. Pensava: "Ai miei bei tempi, cinquecento anni fa, ero qualcuno: ero indipendente, portavo corona, abbattevo draghi e tigri, avevo cancellato il mio nome dal registro dei morti. Andavo in giro con la mia armatura d'oro fino, calzavo scarpe di nuvole, comandavo quarantasettemila diavoli, e tutti mi trattavano da vostra alta signoria. Ora invece mi devo umiliare e sono a servizio; ma se questo maestro è circondato dall'alone di buon augurio che si vede, si può star sicuri che tutto finirà bene, e anch'io avrò fatto un buon affare." Mentre si cullava in queste piacevoli considerazioni, si accorse che dalla parte sud della foresta saliva un soffio nero, spesso e fetido, che ribolliva a turbinava. "C'è sotto qualche maleficio" si disse allarmato. "Non sono certo Porcellino e Sabbioso a sollevare quella porcheria." Tripitaka, là sotto, recitava placido il sutra del cuore, il Mahâ Prajñâ Pâramitâ Hrdaya Sûtra, quando udì una vocina sottile che gridava: "Aiuto!" "Bontà divina!" esclamò agitato Tripitaka. "Chi può gridare così in mezzo alla foresta? Sarà qualcuno aggredito da una belva: dobbiamo aiutarlo." Il reverendo si alzò e mosse qualche passo fra gli abeti secolari e i cedri millenari. Ed ecco, in una piccola radura vide una ragazza legata con liane ritorte a un albero dalla vita in su, mentre la metà inferiore del corpo era sepolta nel terreno. "Cara pusa, che cosa vi è capitato per ridurvi in questo stato?" Non ci voleva molto a capire che la supposta pusa era una lamia o qualcosa di simile. Ma il reverendo non era mai stato abile a riconoscere questa specie di creature. La ragazza piangeva a calde lacrime, che rendevano più lustri i suoi occhioni vellutati e animavano il volto, bello da fare invidia ai fiori e alla luna: i pesci si tuffavano nel fondo, gli uccelli volavano in alto(5). Il reverendo non osava accostarsi, ma ripeteva: "Cara pusa, avete commesso qualche colpa? Vi puniscono per qualche motivo? Ditelo, vi prego; vorrei aiutarvi." La lamia, fingendosi tutta sconvolta e con vocina dolce e accorata, raccontò questa storia: "La mia famiglia, maestro, abita a Bimbâna, una città a duecento li da questa foresta. Papà e mamma, che sono molto pii, avevano invitato tutti i parenti a onorare le tombe degli antenati per la Festa Pura e Limpida. In palanchino e a cavallo abbiamo raggiunto il posto fuori mano dove si trovano le tombe, abbiamo disposto le offerte e dato fuoco ai cavalli di carta. A questo punto ci ha assalito una banda di forsennati, suonando gong e tamburi, con le armi in mano. Tutti scappavano; io sono caduta. Non so correre svelta, e perciò mi hanno presa. Erano briganti, che mi hanno portata nel loro covo. Il capo voleva tenermi per sé, ma il suo luogotenente aveva la stessa idea; anche altri mi guardavano e mi trovavano di loro gusto. In breve, l'ottantina di uomini che componeva la banda incominciò a litigare e a battersi per me; e dal momento che nessuno voleva darla vinta agli altri, mi hanno legata dove mi vedete e se ne sono andati. Sono qui da cinque giorni e cinque notti: avrei potuto morire ogni momento. Saranno i meriti di qualche antenato che mi fanno incontrare voi. Vi supplico, abbiate pietà, salvatemi la vita! Neanche morta dimenticherò la gratitudine per voi." E piangeva come una fontana. Con il suo temperamento compassionevole, Tripitaka entrò subito in simpatia e gli uscirono lacrime e singhiozzi. Intanto gridava: "Discepoli!" Sabbioso e Porcellino, a caccia di frutti di bosco, sentirono quel richiamo piagnucolante. "Che il maestro abbia trovato nel bosco qualche vecchia zia sentimentale?" si chiese il bestione. E Sabbioso: "Non divagare! Da quando siamo in viaggio non abbiamo incontrato una sola persona per bene. Figuriamoci se le zie del maestro vanno in giro per una foresta come questa." "Non mi dirai che quel monaco si permette confidenze con estranei!" Corsero da Tripitaka: "Maestro, che cosa succede?" Il monaco cinese mostrò loro la bella prigioniera: "Porcellino, libera quella povera pusa, salvale la vita!" E il bestione si mise all'opera senza chiedere altro. Intanto Scimmiotto vedeva il soffio nero addensarsi ed espandersi fino a cancellare completamente le brume di buon augurio. "Qualcosa non va per il suo verso" esclamò. "La creatura malefica dev'essere partita all'attacco. La ricerca del cibo può aspettare." Ritornò indietro e trovò Porcellino intento a sciogliere i legami. Gli arrivò alle spalle, lo prese per le orecchie e lo gettò a terra. "Perché mi aggredisci?" si lagnò il bestione riconoscendolo. "Ubbidivo al maestro." "Fratellino" rispose ridendo Scimmiotto, "non toccare quella lì; non vedi che è una strega che vuol prenderci in giro?" "Brutta scimmia!" intervenne Tripitaka. "Eccoti di nuovo a trinciar giudizi. Perché mai questa fanciulla dovrebbe essere una creatura perversa?" "Maestro, non avete mai capito niente di queste cose. È una tattica vecchia come il mondo, uno stratagemma da manuale per chi ha voglia di farsi uno spuntino di carne umana. Possibile che non vi rendiate conto? " "Maestro" ribatteva Porcellino imbronciato, "non date retta a quell'equipuzio! Questa non è che una brava ragazza del posto. Come possiamo giudicare noi, che veniamo da lontano? Quel malvivente vuole che l'abbandoniamo, per tenersela a disposizione. Più tardi farà una delle sue capriole nelle nuvole e la verrà a trovare passando dalla porta di servizio." "Brutto stronzo!" brontolò Scimmiotto. "Io non corro la cavallina; sei tu che non puoi dire altrettanto. Ti ricordi la volta che cercasti di metter su famiglia con ragazze che non ti volevano, e finisti legato a un albero? Sei tu che perdi la testa per le donne, e che sei disposto a dimenticare il giusto per il tuo profitto." "Finitela!" intervenne Tripitaka. "Porcellino, dobbiamo ammettere che di solito le opinioni del tuo condiscepolo anziano sono risultate fondate. Lasciate stare quella donna e andiamocene." "Grazie al cielo!" esclamò Scimmiotto. "Vi posso assicurare che è per il meglio. Rimontate subito a cavallo e allontaniamoci. Quando usciremo dalla foresta andrò a mendicare il cibo." E se ne andarono. La lamia legata all'albero digrignava i denti: "Ho tanto sentito parlare di questo Scimmiotto guasta disegni, e vedo che la sua fama non è usurpata. Mi volevo accoppiare con quel monaco, che non hai mai sparso goccia del suo yang primordiale, per divenire immortale. Doveva proprio venire la scimmia a guastarmi la festa! Se mi avessero slegata, lo avrei subito catturato e concluso l'affare. Chissà che cosa ha messo sull'avviso la scimmia. Ma non mi sarò data tanta pena per niente. Non rinuncio di certo. Proverò a parlargli da lontano: vediamo se funziona." La brava lamia, senza sciogliere i suoi legami, approfittò di una brezza favorevole per far pervenire a Tripitaka qualche parolina edificante: "Maestro" sospirava, "tu che abbandoni una povera fanciulla in difficoltà negandole soccorso, quali sutra speri di ottenere dal Buddha con la tua devozione ottusa e senza coscienza? " Il monaco tirò le redini del suo cavallo: "Consapevole del Vuoto, torna indietro; va ad aiutare quella donna." "Che cosa ve la fa tornare in mente, maestro?" "È lei che mi chiama." "Tu hai sentito qualcosa, Porcellino?" "Non si può dire che le mie orecchie siano piccole, ma non ho sentito niente." "E tu Sabbioso?" "Pensavo ai bagagli che porto, non ho fatto attenzione. Comunque non ho sentito niente." "Nemmeno io ho sentito niente. Maestro, perché dite che vi chiama? Che cosa vi dice?" "Mi dice cose sensate: dice che la devozione senza coscienza di chi non soccorre la gente nel bisogno non otterrà i sutra dal Buddha. Val più salvare una sola vita umana, che costruire una pagoda di sette piani. Bisogna salvarla: è più importante della ricerca delle scritture." "Quando al maestro viene l'uzzolo delle opere buone, non c'è rimedio al mondo che lo guarisca" sogghignò Scimmiotto. "Quanti mostri abbiamo incontrato lungo la strada! Vi acchiappano, vi portano nel loro covo, e io devo venire a tirarvi fuori e a spiaccicarli con la mia sbarra di ferro. La persona che adesso vi sta cuore è della stessa risma: si può sapere che bisogno avete di andarvi a consegnare nelle sue mani, per poi mettervi a piangere?" "Discepoli" rispose Tripitaka, "ricordate sempre il detto degli antichi: nessun bene è tanto piccolo che non valga la pena di farlo; nessun male è tanto piccolo che non si debba guardarsene. L'aiuto che ci viene chiesto va sempre dato." "Maestro, così sia" disse Scimmiotto. "Non cercherò di dissuadervi: ne ricaverei soltanto il vostro malumore. Ma questa è una responsabilità che non mi voglio prendere. La volete salvare? Fatelo voi." "Si capisce, scimmia zuccona!" inveì Tripitaka. "Tu resta in panciolle, mi aiuterà Porcellino." Il monaco cinese ritornò alla radura con Porcellino, che sciolse i legami e con il rastrello scavò il terreno in cui la ragazza era semisepolta. La buona lamia scosse il terriccio dalle calzature, si aggiustò la

gonnella e seguì Tripitaka con segni di giubilo e di riconoscenza. Quando la vide comparire, Scimmiotto sghignazzò. Tripitaka esasperato gli chiese: "Che cosa ti fa ridere, brutto scimmione?" "Mi fate ridere voi, maestro. Pensavo al distico: Se viene la fortuna, amici certo avrai; E quando essa ti lascia, la bella incontrerai." "Tutte bugie, diabolico macaco! Sono monaco da quando mia madre mi ha partorito; sono un inviato imperiale: non sono di quelli che vanno cercando il proprio guadagno e la soddisfazione della carne. Perché la fortuna mi dovrebbe lasciare?" "Maestro" sghignazzò Scimmiotto, "avete un bell'essere monaco: vi avranno insegnato a leggere i sutra e a pregare il Buddha, ma le leggi non le conoscete. La ragazza è giovane e carina; voi e io siamo monaci. Aspettate che incontriamo qualche malintenzionato, e ci troveremo davanti a un tribunale accusati di fornicazione; andate allora a raccontare di Buddha e di ricerca delle scritture! Se ci assolvessero dall'accusa di fornicazione, resterebbe quella di ratto: bastonate da lasciarvi mezzo morto, caro il mio maestro, e ritiro della licenza di monaco; Porcellino deportato e Sabbioso ai lavori forzati. E anch'io, che nel difendermi sarei certo più abile di voi, dubito che riuscirei a farmi assolvere." "Non dire sciocchezze!" gridò Tripitaka. "Comunque la si voglia mettere, è una persona cui salvo la vita. Perché mai dovrebbero derivarne tante complicazioni? Portiamola con noi: prendo io tutta la responsabilità." "Parlate di responsabilità, ma non sapete quello che dite. Tutto sommato non salvate nemmeno lei, ma piuttosto le fate del male." "Come sarebbe a dire?" "Se fosse rimasta legata dov'era, entro cinque, dieci o quindici giorni, senza un boccone da mangiare, sarebbe morta di fame e avrebbe avuto almeno la consolazione di raggiungere gli antenati con il suo corpo integro. Seguendo voi - che l'avete salvata, come dite - dovrà correre con i suoi piedini dietro il vostro cavallo e dietro a noi, che filiamo come il vento. Finiremo per perderla e se la mangerà il lupo. Che guadagno ci avrà fatto?" "Questo è vero. Come dobbiamo fare, secondo te?" "Perché non la fate salire sul cavallo e non ve la prendete in braccio?" Tripitaka rifletté: "No, non possiamo stare insieme sulla stessa cavalcatura. La potrebbe portare Porcellino." Scimmiotto scoppiò a ridere: "Che bella fortuna per il nostro bestione!" Porcellino osservò: "Nessun peso è leggero, se la strada è lunga. Che fortuna sarebbe, portare una persona sulle spalle?" "Quando l'avrai addosso, le rivolgerai quel tuo grugno lungo come un trombone, sussurrerai una parolina dolce e sarà già una serenata." Porcellino si lasciò andare a pestare i piedi e battersi il petto: "Non ne posso più! Maestro, preferisco essere bastonato. Meglio le botte che i lazzi del condiscepolo anziano: se mi carico in spalla quella ragazza, non farà che tormentarmi finché non l'avrò messa giù." "Ho capito" disse Tripitaka. "Ho gambe anch'io: scenderò da cavallo e proseguirò a piedi. Vorrà dire che procederemo più lentamente. Porcellino prenderà le redini." "Non c'è verso: oggi è giorno di buoni affari per il nostro bestione" rise Scimmiotto. "Il maestro si preoccupa di affidare a te il moccolo da reggere." "Fammi il piacere di tenere per te i tuoi farnetichi. Dicevano gli antichi: il cavallo fa mille leghe, ma qualcuno deve guidarlo. Scendiamo pian piano la montagna con questa giovane pusa, che così non si perderà per via. Quando giungeremo a un monastero buddista o a un tempio taoista, o comunque a un abitato, ce la lasceremo e avremo compiuto la nostra missione di salvataggio." "Va bene, è un'idea sensata" approvò finalmente Scimmiotto. "Non perdiamo altro tempo, e andiamo avanti." Tripitaka marciava in testa, Sabbioso seguiva con i bagagli, Porcellino reggeva le briglie del cavallo e Scimmiotto chiudeva il convoglio conducendo la ragazza. Percorsa una ventina di li, mentre scendeva la sera, videro un complesso di torri, terrazze e padiglioni. "Discepoli" disse Tripitaka, "buddisti o taoisti che siano gli edifici, chiederemo ospitalità per la notte e ripartiremo domattina. Aspettate qui, mentre vado a chiedere: se va tutto liscio, vi chiamerò." I discepoli e la ragazza si fermarono ai piedi di un salice, mentre il reverendo si accostava al portale. Vide subito che era cadente; il muro pendeva pericolosamente da una parte. Mentre spingeva il battente roso dal tempo, fu preso dalla malinconia del luogo: porticati deserti dalle tettoie sfondate, il vecchio tempio desolato, i cortili coperti di muschio, i sentieri cancellati dalle erbacce. L'unica luce proveniva dalle lucciole, l'unico rumore di vita dalle rane che gracidavano. Il reverendo si fermò e gli vennero le lacrime agli occhi. Sale in rovina, stucchi e pitture devastati, celle deserte, porticati distrutti. Giacciono a terra qua e là mattoni e tegole rotte, frammenti di travi, travicelli contorti. Scompaiono le corti nel verde selvatico. Le cucine, con i loro utensili e odori, giacciono sotto uno spesso strato di polvere. La torre dell'orologio è crollata, il tamburo è ridotto a una cassa di legno imputridito. Rotta la lampada di cristallo, il corpo del Buddha ha perduto le dorature, gli arhat sono caduti con le gambe spezzate. Le infiltrazioni d'acqua hanno reso alla terra l'argilla in cui era plasmata Guanyin; il vaso immacolato è rotolato al suolo. Nessun monaco di giorno e, la notte, volpi e fiere che vengono a rintanarsi. I muri cadono, i battenti degli usci sono scomparsi da molto tempo. Abbandonato ormai da tanti anni Senza riparazioni, il vecchio tempio È sorvegliato da guardiani a pezzi Ed ospita dei buddha senza testa: Nemmeno il tudi ci potrebbe vivere. I vajrapani giaccion nella pioggia; La campana, perduto ogni supporto, Se ne sta silenziosa nella polvere. Tripitaka si armò di coraggio e superò il secondo ingresso. Crollata la torre, la campana di bronzo era semiaffondata nel terreno, con la parte superiore bianca come neve e l'inferiore verde cupo: sopra era stata dilavata per lustri dalle intemperie del cielo, sotto era ossidata e scurita dal soffio della terra. Tripitaka la accarezzò: "Campana! Dalla cima della torre scandivi il tempo con la tua voce possente: annunciavi l'alba a gara con i galli e accompagnavi il crepuscolo serale. Dove saranno finiti i monaci che elemosinarono il denaro per fabbricarti, e il fabbro che ti fuse? Tutti saranno scesi nel mondo delle ombre, e ogni loro traccia sarà cancellata." Declamando la sua elegia, il reverendo attirò l'attenzione di una persona che abitava nel monastero, un inserviente addetto a bruciare l'incenso. Si era già coricato; l'inattesa voce umana lo svegliò e lo indusse a raccogliere da terra una scheggia di tegola e a tirarla contro la campana. Il suono improvviso spaventò il reverendo, che pensò di fuggire, ma inciampò in certe radici e cadde esclamando: "Campana! Lamentavo la tua sorte, e tu mi hai risposto. Su questa strada dell'Occidente, che nessuno percorre, nel lungo decorso degli anni sei divenuta un fantasma." L'inserviente accorse e lo aiutò a rialzarsi: "Tiratevi su, reverendo. La campana non è diventata un fantasma, l'ho suonata io." Tripitaka guardò quella brutta faccia scura: "Non sarai uno gnomo, o un diavolo dei boschi? Bada che io non sono un viandante qualsiasi, ma un inviato imperiale, accompagnato da discepoli capaci di abbattere tigri e domare draghi. Se ti misurassi con loro, correresti dei brutti rischi." "Ma no, reverendo" rispose l'uomo inginocchiandosi. "Non sono una creatura malefica, ma un inserviente del monastero, addetto a bruciare l'incenso. Poco fa, quando ho sentito le vostre belle parole, il mio impulso è stato di uscire ad accogliervi; ma ho temuto che poteste essere un diavolo sotto mentite spoglie e, per farmi coraggio, ho suonato la campana." Il monaco cinese si rinfrancò: "Quasi morivo di paura, caro inserviente. Fammi visitare gli edifici." L'inserviente guidò Tripitaka nella terza corte, dove lo spettacolo era completamente diverso. Si vedevano muri rivestite di piastrelline azzurre con disegni di nuvole, sale di cristallo coperte di tetti verdi. Gradini di giada bianca salgono a simulacri rivestiti d'oro. La sala del Buddha eminente è illuminata da una luce azzurrina; dal padiglione di Vairocana esce una nube profumata; la sala di Wenshu è decorata da greche di nuvole. La biblioteca è ornata da pitture di fiori. Al culmine del triplo tetto è collocato un grande vaso sacro. La Torre delle Cinque Felicità è coronata d'intagli. I letti di meditazione sono all'ombra di verdi bambù; pini azzurri si stagliano alla porta del Buddha. Dagli edifici irradia una luce dorata, brume violette li circondano. Al mattino si respira una brezza che vien di lontano; la sera rintocca il tamburo dalle colline. Lampade splendenti sul muro

della corte posteriore diffondono spire d'incenso. Tripitaka, intimidito, si fermò sulla soglia e chiese: "Come mai davanti tutto cade in rovina, e la parte posteriore è così bella?" "Reverendo" rispose ridendo l'inserviente, "queste montagne sono zeppe di briganti e di creature malefiche. Nella buona stagione se ne vanno altrove a commettere le loro malefatte; ma in quella cattiva pretendono di venir qui a ripararsi, rovesciano le statue, rompono gli arredi di legno per bruciarli nel camino. I monaci non sono in grado di tenergli testa. Perciò hanno abbandonato alla loro mercé gli edifici verso la strada, e pian piano hanno costruito sul retro il nuovo monastero che vedete, con le offerte dei benefattori. Il puro e l'impuro abitano l'uno accanto all'altro: è una situazione comune in queste terre occidentali." "Ecco dunque come stanno le cose." Accanto all'entrata Tripitaka lesse una scritta in cinque grandi caratteri: MONASTERO DELLA FORESTA DI MEDITAZIONE, PACIFICATORE DEI MARI Quando si decise a superare la soglia, gli venne incontro un bonzo. Che aspetto aveva? Tonaca di lana di Fala, berretto di velluto e broccato con il fermaglio a sinistra, anelli di bronzo alle orecchie. Gli occhi brillano come l'argento. Agita un tamburello e recita sutra in una incomprensibile lingua barbara. Tripitaka non sapeva che si trattava di un lama. Il lama contemplava Tripitaka; osservava il suo bell'aspetto, la larga fronte, il cranio piatto, le orecchie che giungevano alle spalle, le mani che scendevano oltre le ginocchia, la sua eleganza di arhat disceso sulla terra. Gli piacque molto, e perciò gli andò incontro con un sorriso da un'orecchia all'altra e lo festeggiò a modo suo, stringendogli le mani e i piedi, strofinandogli il naso, pizzicandogli le orecchie. Lo portò nella sua cella e gli chiese: "Da dove venite, reverendo?" "Il vostro discepolo è inviato in missione speciale dall'imperatore dei Tang delle terre dell'Est, per sollecitare le scritture dal Buddha del Monastero del Colpo di Tuono, in India. Passavamo appunto dal vostro prezioso convento mentre scende la sera: permettetemi di chiedervi riparo per la notte. Partiremo domattina di buon'ora. Spero che potrete darci ospitalità." "Non diciamo bestemmie!" esclamò il lama ridendo. "Naturalmente, se abbiamo lasciato le nostre famiglie, è perché siamo nati sotto cattiva stella: i genitori non potevano mantenerci e noi ci arrangiamo come possiamo. Ma questo non ci autorizza a mentire." "Io non mento." "Ma sapete quanto sono lontane le terre dell'Est? E lungo il cammino ci sono infinite montagne, sulle montagne grotte, e nelle grotte creature malefiche. È mai possibile che una personcina civile come voi, pallida e con le mani morbide, abbia percorso tutta sola una simile strada?" "Avete ragione, la mia umile persona da sola non ne sarebbe mai stata capace. Ma ho tre discepoli che mi aprono la via sui monti e gettano ponti sulle acque. Solo grazie alla loro protezione ho potuto giungere fin qui." "E dove sono i vostri eminenti discepoli?" "Attendono alla porta." "Maestro!" esclamò il lama. "Non sapete che questi posti pullulano di fiere, briganti e diavoli? Noi osiamo a malapena mettere il naso fuori di giorno chiaro, senza allontanarci troppo, e al crepuscolo ci barrichiamo in casa. Di notte non si può restare all'aperto!" E gridò: "Discepoli, invitate a entrare quella gente là fuori!" Due giovani lama corsero lesti all'ingresso, ma appena intravidero i pellegrini caddero a terra, si risollevarono precipitosamente e corsero in casa inciampando dappertutto: "Monsignore, che sfortuna! I discepoli sono scomparsi. Alla porta ci sono soltanto certi orribili mostri." "Che aspetto hanno?" chiese Tripitaka. "C'è il duca del tuono, un mostro dalle orecchie gigantesche, e uno con la faccia blu e le zanne sporgenti. Hanno catturato una ragazza carina, pettinata con la brillantina, ben truccata e incipriata." Tripitaka si mise a ridere: "Quei tre sono appunto i miei discepoli. Alla ragazza ho salvato la vita in un'abetaia." "Com'è possibile, monsignore, che un maestro tanto bello abbia discepoli tanto brutti?" "Saranno brutti, ma sanno rendersi utili. Ritornate da loro, per piacere, e invitateli a entrare. Quello che chiamate duca del tuono, se si spazientisce perché non viene invitato, può prendere l'iniziativa di entrare e permettersi delle violenze. Poverino, non ha avuto genitori che gli abbiano insegnato le buone maniere." I monacelli tremebondi ritornarono fuori e si inginocchiarono: "Signori, il monaco cinese vi prega di entrare." "Fratello" sghignazzò Porcellino, "guarda come tremano!" "Siamo tanto brutti che gli facciamo paura." "Che stupidi! Mica lo facciamo apposta; siamo nati così." "Nemmeno loro fanno apposta. Cerca di nasconderti più che puoi." Il bestione andò avanti nascondendo il grugno nel colletto, seguito dagli altri. Si recarono nella cella del superiore, che fece convocare la settantina di monaci presenti nel convento. Dopo le presentazioni, ciascuno prese posto secondo il suo rango e si preparò il pasto in onore degli ospiti. È il caso di dirlo: Solo la compassione vi fa acquistare meriti. Mutua stima prescrive la Legge ai veri monaci. Se poi in fin dei conti non sapete che cosa avvenne prima che lasciassero il monastero, ascoltate il seguito. CAPITOLO 81 MALANNO DI TRIPITAKA E SEDUZIONE DI SCIMMIOTTO OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO CONFONDE LA LAMIA NEL MONASTERO PACIFICATORE DEI MARI, E I TRE PELLEGRINI VANNO IN CERCA DEL LORO MAESTRO NELLA FORESTA DEGLI ABETI NERI. I monaci del Monastero della Foresta di Meditazione offrirono la cena ai pellegrini e, quando fu consumata, diedero cibo anche alla ragazza. Poiché il buio scendeva, si accesero le lampade. Sotto la loro luce, nella cella del superiore, i monaci si accalcavano numerosi per godersi due attrazioni: saperne di più sul viaggio del monaco cinese, e guardare la ragazza. Alla fine Tripitaka chiese al superiore: "Com'è la strada verso l'ovest? Abbiamo intenzione di ripartire domani all'alba." Il lama si gettò in ginocchio, mentre il reverendo si precipitava a rialzarlo: "La strada è piana e in buono stato. Ma c'è un grave problema di cui vi avrei parlato fin dal primo momento, se l'imbarazzo non me lo avesse impedito. Sarò felice di ospitare nella mia cella voi, che venite da tanto lontano a prezzo di molte fatiche. Ma le convenienze non permettono di ospitare la pusa: non so proprio dove metterla a dormire." "Spero non penserete che le nostre intenzioni siano meno che oneste. Ci siamo imbattuti nella ragazza mentre attraversavamo la Foresta degli Abeti Neri: era legata a un albero. Il mio umile discepolo Consapevole del Vuoto si rifiutava di slegarla, ma i precetti della bodhi mi hanno spinto a soccorrerla; e in seguito non potevo certo abbandonarla lungo il cammino. Qualunque sistemazione andrà bene per lei." "Se acconsentite, nella vostra grande generosità, potrei far collocare un pagliericcio nella sala del Re del Cielo, dietro il simulacro, e mandarla a dormire là." "Credo che andrà benissimo." I giovani lama accompagnarono la ragazza nel luogo destinato, e tutti si ritirarono per la notte. "Corichiamoci subito" diceva Tripitaka ai suoi; "la giornata è stata massacrante, e domani dovremo alzarci presto." Come al solito, i discepoli dormirono nella sua stessa camera, per proteggerlo. Nel cielo notturno troneggia la lepre di giada: Deserti son d'ogni passante i divini sentieri. Rilucono quiete le stelle del Fiume d'Argento. In cima alla torre il tamburo scandisce le ore. Scimmiotto si alzò all'alba, chiamò Porcellino e Sabbioso per preparare cavallo e bagagli, e andò a destare il maestro, che dormiva ancora. Chiamato, alzò la testa e la lasciò ricadere sul cuscino. "Maestro, che avete?" chiese inquieto Scimmiotto. "Non lo so nemmeno io" gemette il reverendo. "Mi gira la testa, sento gli occhi gonfi; ho male dappertutto." Porcellino gli toccò la fronte e la sentì scottare. "Ho capito" disse il bestione. "La buona cucina vi ha indotto ieri sera a mangiare un piatto di troppo, e avrete dormito con la testa troppo in basso. È un'indigestione." "Sciocchezze" brontolò Scimmiotto. "Ci dica il maestro che cosa è successo." "Questa notte mi sono alzato per un bisogno e non ho messo in capo la berretta" spiegò Tripitaka. "Avrò preso freddo." "È una spiegazione più verosimile. Ve la sentite di alzarvi e rimettervi in cammino?" "Temo di non riuscire nemmeno a mettermi seduto: come

potrei cavalcare? Ma non vorrei farvi perdere tempo." "Che dite mai, maestro! Come dice l'adagio: maestro per un giorno, padre per la vita. E noi discepoli siamo i vostri figli. Si dice anche: non chiedere a tuo figlio che cachi oro o pisci argento, ma che ti mostri affetto secondo il bisogno del momento. Se non state bene, aspetteremo che vi rimettiate." Per più di due giorni e due notti i discepoli assistettero il maestro; verso la sera del terzo giorno, Tripitaka riuscì finalmente a mettersi a sedere e chiamò Scimmiotto: "Consapevole del Vuoto, sono stato tanto male, che non ti ho chiesto nemmeno se la pusa che abbiamo salvato ha ricevuto il cibo che le occorre." Scimmiotto rise: "Che cosa andate a pensare! Badate piuttosto alla vostra salute." "Giusto. Aiutami a scendere dal letto e portami carta e pennello; la pietra da inchiostro puoi chiederla in prestito a quelli del monastero." "Che cosa intendete fare?" "Devo scrivere una lettera, allegare il passaporto e affidartela, perché la consegni a sua maestà l'imperatore Taizong, a Chang'an." "È un incarico facile; altre cose non le saprò fare, ma come postino non ho rivali. Quando avrete scritto la lettera farò una capriola fino a Chang'an e ritornerò qui con un'altra capriola: il pennello non avrà il tempo di asciugare. Ma che cosa volete scrivere?" "Devo scrivere" rispose piangendo il reverendo: "Tre volte prosternato, l'umile servitore Augura lunga vita al santo imperatore. Possano i mandarini legger questo messaggio. Quando lasciai la Cina ero determinato A raggiungere il Buddha, come mi era ordinato. Molti ostacoli han messo a prova il mio coraggio. Lontano dalla meta, sono attualmente afflitto Da grave malattia che mi lascia sconfitto. Se potessi raggiungere il Monte degli Avvoltoi Ed ottenere i sutra, non risparmiando pene, Non ne ricevereste utilità né bene, Perché morirei prima di riportarli a voi. Il mio viaggio terreno può dirsi terminato: Debbo invitarvi a scegliere un altro incaricato." Scimmiotto non poté trattenersi dallo scoppiare in una fragorosa risata: "Maestro, non ve la prendete, ma come al solito non siete all'altezza della situazione. Vi viene la bua, e vi sognate già morto e sepolto. Del resto, se vi colpisse davvero un male grave, da mettervi in pericolo di vita, non ci sono qui io? Farei subito un'inchiesta: 'Quale re dell'altro mondo ha preso questa cantonata? Quale giudice ha commesso l'imprudenza di spiccare il mandato? Fatemi vedere il malcapitato inviato infernale che si è preso l'incombenza!' Guai a loro se facessero i furbi o avessero il coraggio di contrariarmi! Farei terra bruciata fino in fondo all'Inferno; acchiapperei i dieci giudici e gli romperei le ossa." "Discepolo, non fare il fanfarone. Io sto male davvero." Si fece avanti Porcellino: "Fratello, se ti dice che sta male, non star lì a discutere: sta male. Sistemiamo le cose prima che sia troppo tardi: vendiamo il cavallo e, con il ricavato, compriamo una bara per lui. Poi ci divideremo i bagagli e ce ne andremo ciascuno per la sua strada." "Ci mancavano le idee fisse di questa bestia! Non te ne intendi di queste cose: il nostro maestro fu il secondo discepolo del beato Buddha, sotto il nome di Cicala d'Oro; le prove che sta passando hanno semplicemente lo scopo di fargli espiare una mancanza di riguardo che commise allora." "Qualunque mancanza di riguardo abbia commessa, è stato immerso nel mare di guai della vita umana, senza parlare delle tremarelle che prova ogni volta che incontra un mostro o un diavolo. Non è sufficiente? Che bisogno c'è di tormentarlo anche con le malattie?" "Che cosa ne sappiamo? Pare che si fosse addormentato alla predica del Buddha; inoltre era caduto e aveva schiacciato un grano di riso con il piede sinistro. Magari la pena prevista in questo caso sono proprio tre giorni di malattia." "Tre giorni per un grano di riso!" gridò Porcellino terrorizzato. "E per i calderoni che ne mangio io, quanti secoli mi toccherà penare?" "Fratellino" rispose Scimmiotto, "le bestie come te, il Buddha non le vede nemmeno. Comunque ricordati: Cresce il riso nel campo Con il duro lavoro. Ogni chicco che hai Costa sudore e guai. "Vedrai che per il maestro questo sarà l'ultimo giorno di malattia. Domani sarà guarito." "Non mi pare di star molto meglio. Ho la gola secca: potete darmi un po' d'acqua?" chiese Tripitaka. "Bene!" affermò Scimmiotto. "La sete è un segno di miglioramento. Cerco subito l'acqua." Afferrò la ciotola delle elemosine e corse in cucina. Si guardò intorno, e notò che tutti i monaci presenti avevano gli occhi rossi e trattenevano a stento il pianto. "Come siete meschini!" li apostrofò Scimmiotto. "D'accordo, ci siamo fermati più del previsto; ma prima di partire faremo i conti e vi pagheremo fino all'ultima sapeca. Vi sembra il caso di ostentare tanto il fastidio che vi diamo? Non è un comportamento da veri sacchi di merda?" "Ma noi non ci permetteremmo mai!" esclamarono i monaci gettandosi in ginocchio. "Non state forse frignando per i vuoti che ha provocato nella vostra dispensa il mio condiscepolo con il grugno lungo?" "Potete restar qui mesi interi: non guarderemo certo nel vostro piatto. La nostra disgrazia è un'altra. Ogni notte due giovani bonzi sono addetti a suonare la campana e battere il tamburo: quelli delle ultime tre notti sono scomparsi. Ne abbiamo trovato solo un mucchietto di ossa nel giardino posteriore, accanto ai loro berretti e ai sandali. Non volevamo parlarvene per non affliggervi, perché sappiamo che il vostro maestro è indisposto; ma non possiamo trattenerci dal piangerli." Scimmiotto fu insieme allarmato e contento di sentirsi chiamato in causa: "Non dite altro: è chiaro che avete in casa una creatura perversa. Penserò io a levarla di torno. La prossima notte farò il turno da solo." "Signoria, i mostri dispongono di poteri soprannaturali: sanno cavalcare le nuvole, andare e venire dall'inferno. Gli antichi dicevano: temi l'ingiustizia dei giusti, guàrdati dalla malvagità dei buoni. Non vi arrabbiate, per piacere: se catturaste il colpevole, sarebbe una gioia senza pari; ma se doveste fallire, ne deriverebbero seri guai." "Quali guai ne dovrebbero derivare?" "Reverendo, parliamoci chiaro. Noi abbiamo lasciato le nostre famiglie fin dall'infanzia. Com'è la nostra vita? Quando crescono i capelli, occorre raderli. Se la tonaca si scuce, occorre ricucirla. Al mattino ci alziamo presto, ci laviamo e ci inchiniamo a mani giunte per ubbidire alla Grande Via. Quando scende la sera ci riuniamo, bruciamo incenso, borbottiamo devotamente il nome di Amitâbha. Leviamo gli occhi a contemplare il Buddha sul suo nonuplo trono di loto, che compassionevolmente dispensa la Legge e i Tre Veicoli; e ci auguriamo di poter contemplare l'onore dei Sâkya nel suo grande parco del Jetavana. Abbassiamo il capo per scrutare nel nostro cuore, accettare i cinque divieti, trascendere il gran chiliocosmo; e ci auguriamo di afferrare, attraverso la molteplicità dei fenomeni, il vuoto totale e l'irrealtà della realtà. Se vengono donatori ciascuno di noi, vecchio o giovane, grande o piccolo, grasso o magro, zotico o gentile, batte il pesce di legno e la pietra sonora, e salmodia nel naso un paio di rotoli del sutra del Loto, oppure la litania dell'imperatore dei Liang. Se invece non si vedono donatori, ciascuno giunge le mani e chiude gli occhi, accovacciato sulla sua stuoia, chiude la porta al chiar di luna e si immerge in contemplazione nel silenzio e nell'oscurità. La nostra vita è questo, e nient'altro. Chiacchiericcio di uccelli, zuffe di formiche, domar tigri e abbattere draghi, sono cose che non trovano posto nel grande veicolo della Legge, per grande che sia la compassione. Mostri e diavoli non sono affar nostro. Se vostra signoria si trovasse a stuzzicare uno spirito perverso, esso potrebbe prendersela con noi e mangiarci in un boccone. È facile immaginare le conseguenze: in primo luogo, ricadremmo nel ciclo delle reincarnazioni; secondo, l'antica Foresta di Meditazione resterebbe distrutta; terzo, non avremmo nemmeno un posticino alla corte del Beato. Non li chiamereste seri guai?" Man mano che ascoltava, Scimmiotto si arrabbiava sempre più; sentiva rodere la bile. Urlò: "Banda di idioti! Ciarlate su ciò che possono fare i diavoli; ma non sapete che cosa so fare io!" "In effetti, non ne sappiamo niente" mormorarono i monaci. "Per oggi mi accontenterò di un riassunto succinto. Ascoltatemi bene: "In vita mia ho abbattuto tigri e draghi sulla terra, e messo sottosopra i palazzi del Cielo. Ho saziato l'appetito sgranocchiando l'elisir del signore Laozi, e calmato la sete scolando il vino dell'Imperatore di Giada. Se spalanco i miei occhi dalle pupille d'oro, il cielo sbiadisce e la luna si nasconde. Vado dove voglio senza lasciare traccia né ombra, stringendo la mia sbarra cerchiata d'oro, corta o lunga a volontà. Non temo né i mostriciattoli né i grandi diavoli, per malvagi che siano. Non c'è fuggiasco che non acchiappi: corra, tremi o si nasconda. E chi afferro non mi sfugge: che finisca segato in due, arso, affogato o stritolato. Ho le mie specialità; posso competere con ciascuno degli otto immortali che passano il mare, o con tutti insieme. Monacelli miei,

acchiapperò la creatura perversa e ve la mostrerò, perché sappiate anche voi chi è il vecchio Scimmiotto!" I lama pensavano: "Questo bandito peloso è un gran chiacchierone, ma può darsi che ci sia qualcosa di vero." Dentro di sé erano scettici, ma per educazione emettevano un indistinto mormorio di approvazione. Il loro superiore fece sentire un'altra campana: "Lasciate stare, pensate invece al vostro maestro! Non c'è nessuna fretta di catturar fantasmi. Dice il proverbio: il principe al banchetto, se non si sazierà, calmerà almeno l'appetito; il prode in battaglia, se non sarà ammazzato, buscherà almeno una ferita. Proveremmo un eminente dispiacere se il maestro ammalato subisse danno dalle vostre battaglie con gli spettri." "Giusto. Vado a portargli da bere, e torno subito." Riempì la sua ciotola e portò l'acqua a Tripitaka. Questi, tormentato dall'arsura, la vuotò in un sorso. In verità L'acqua per l'assetato è un gran piacere, Ed è appunto il rimedio che ci vuole. Il reverendo si sentì subito meglio: il suo volto riprese un po' di colore e il suo corpo qualche energia. Scimmiotto lo vide più disteso e domandò: "Maestro, che ne direste di una minestra e di una tazza di riso?" "Ne prenderò volentieri. L'acqua mi ha giovato come un buon farmaco: mi sento mezzo risanato." Scimmiotto corse in cucina gridando: "Il maestro sta meglio. Vuol mangiare." I monaci si affrettarono a preparare il pasto. Misero al fuoco il riso, impastarono tagliatelle, prepararono focacce, fecero cuocere qualche panino al vapore e cucinarono vermicelli in brodo. Servirono quattro o cinque piatti. Tripitaka si limitò a sorbire mezza tazza di brodo, Scimmiotto e Sabbioso gli fecero parca compagnia e tutto il resto finì nel ventre vorace di Porcellino. Poi i lama sparecchiarono la tavola e portarono le lampade. "Da quanto tempo siamo qui?" chiese Tripitaka. "Da tre giorni" rispose Scimmiotto. "Tre giorni! Santo cielo, quante tappe perdute!" "Maestro state tranquillo, nessuna tappa va mai perduta. Domani partiremo e nei prossimi giorni le percorreremo, ecco tutto." "D'accordo. Se non sarò del tutto ristabilito, peggio per me." "Visto che domani partiamo, devo impegnare la notte nella cattura di un mostro." "Che nuovo mostro ti sei procurato?" "È qualcuno che gira qui, nel monastero." "Discepolo, non ti montare la testa! Se avesse dei poteri più grandi dei tuoi? Se ti mettesse in pericolo, mentre io non sono ancora del tutto ristabilito?" "Cercate sempre di smontarmi. Quanti mostri mi avete visto prendere? Ho mai ceduto a qualcuno? Se mi impegno sul serio, vinco io; ormai dovreste saperlo." "Discepolo!" insisteva Tripitaka trattenendolo per le mani. "Le massime che devi avere sempre fisse in testa sono: Fa il bene ogni volta che puoi. Perdona sempre. Val meglio quiete di spirito che agitazione, tolleranza che belligeranza." "Devo pur dirvelo, visto che siete tanto insistente" finì per dire Scimmiotto. "Non lo faccio per divertimento. Quel mostro ha mangiato degli esseri umani." "Quali esseri umani?" volle sapere Tripitaka, cui si rizzavano i capelli. "Sei giovani bonzi. Li ha mangiati appunto in questi ultimi tre giorni, dopo il nostro arrivo." "La volpe piange la morte della lepre: ogni creatura piange i suoi simili. Se le vittime sono monaci, considerato che siamo monaci anche noi, non ti posso negare l'autorizzazione. Ma sta attento." "Va da sé. Appena lo avrò fra le mani, lo eliminerò." Ed ecco che si scrolla di dosso la noia di tre giorni di inattività, affida il maestro a Porcellino e Sabbioso, ed esce giubilante dalla camera. Il cielo era pieno di stelle, ma la luna non si era ancora levata; perciò la grande sala consacrata al Buddha era immersa nell'oscurità. Scimmiotto accese una lampada di cristallo con fuoco di verità, tratto dal suo corpo, batté il tamburo e suonò la campana. Poi, con una scossa, si mutò in un piccolo lama di dodici o tredici anni, con la camicia di tela bianca e la tonaca di seta gialla. Salmodiava sutra e percuoteva il pesce di legno. Finì la prima veglia senza che accadesse nulla. Durante la seconda veglia, quando salì in cielo una falce di luna, si levò il vento. E che vento! Porta con sé nera nebbia e cupe nuvole: come una macchia d'inchiostro che dilaghi ai quattro orizzonti, o una gigantesca pennellata di pittura color indaco che copra il quadro. Solleva polvere e abbatte alberi. Vola la polvere a velare lo scintillio delle stelle, si schiantano gli alberi nell'oscurità dell'eclisse di luna. Il soffio è così forte che Chang'e deve proteggere l'albero di sâla, mentre la lepre di giada gira in tondo impazzita e non riesce a ritrovare la sua ciotola. Gli ufficiali dei nove luminari devono serrare le imposte, i draghi dei quattro mari si barricano in casa. Il dio delle mura e dei fossati dà per dispersi i diavoletti suoi assistenti. Nel palazzo infernale Yama non trova più il fido accolito col muso di cavallo. I giudici corrono da tutte le parti, inseguendo i loro berretti in volo. Questo vento smuove le rupi in cima al Monte Kunlun, agita le acque dei laghi e dei fiumi come una zangola. Infine il vento si calmò e si diffuse profumo di muschio e di orchidea, mentre si udivano giade tintinnare. Scimmiotto alzò gli occhi e vide salire nella sala una donna molto bella. Lui borbottava: "Bla, bla, bla..." come se fosse assorto nella recitazione dei sutra. La donna gli si avvicinò e lo abbracciò dicendo: "Che cosa recita di bello, il mio bonzino?" "Recito quello che devo recitare." "Come mai gli altri, invece, sono andati a dormire?" "Loro dormono, e io recito." La ragazza lo baciò e gli propose: "Che ne dici? Ci vieni là fuori a divertirti con me?" "Non sarai mica matta!" strillò Scimmiotto. "Sai qualcosa di fisiomanzia?" "Ne ho sentito parlare." "Che cosa vedi sul mio viso?" "Che sei capricciosa e puttana; che i tuoi ti hanno cacciata di casa." "Non te ne intendi, è tutto sbagliato. Non sono disonesta, né i parenti Mi scacciaron di casa. Il mio destino Determinato da vite anteriori M'ha unito ad un ragazzo troppo giovane Che la notte di nozze non sapeva Proprio che cosa fare. Ecco il motivo Per cui ho dovuto fuggire da lui. "Ora approfitteremo del chiar di luna e del destino, che ha deciso il nostro incontro da mille leghe di distanza; ce ne andremo nel giardino dietro casa e faremo l'amore." Scimmiotto tentennava il capo e pensava: "Ecco come sono stati attirati, quegli stupidelli." Rispose: "Signora, sono troppo giovane: non sono pratico di queste cose." "Vieni con me e imparerai." Scimmiotto finì per cedere: "Vediamo che cosa conta di fare" pensava. Andarono in giardino tenendosi per mano. Improvvisamente lei lo fece cadere a terra con uno sgambetto, e senza tanti complimenti prese a manipolargli la 'radice disgustosa', mentre lanciava dei gridolini: "Stellina! Come sei carino!" "Orca miseria!" pensò Scimmiotto. "Questa mi mangia vivo." Le afferrò a sua volta il polso e con la mossa della 'piccola giravolta' la gettò a terra. "Piccino! Che bravo!" gorgheggiava lei. "Come sa rovesciare bene la sua donnina!" "Ora o mai più" pensò Scimmiotto. "Chi dà il primo colpo, alla fine è il più forte; di dare il secondo impedisce la morte." Balzò su con la sbarra in mano, mirando alla testa, e riprese il proprio aspetto. "Che succede al piccolo lama?" esclamò la ragazza; in un attimo riconobbe il pericoloso discepolo del monaco cinese, ma non si spaventò e si adeguò subito alla situazione. Chi era quella creatura? Naso d'oro, morbido pelo. Vive nelle spelonche e ci si trova a proprio agio. È figlia adottiva di Li Porta Pagoda, e dunque sorella del principe Nata. A suo tempo ha frequentato il Monte degli Avvoltoi; ma le piaceva rodere incenso e candele, destinate a tutt'altro uso, e il Beato l'ha scacciata. Non è l'uccello che vuole colmare il mare, né la tartaruga che regge una montagna. Non teme la spada di Lei Huan, né la sciabola di Lü Qian. Vagabonda come i flutti dello Yangzi e della Huai; sale e scende senza temere le altezze dei Monti Tai o Heng. A guardare quel visino seducente, nessuno indovinerebbe che non è altri che il pipistrello, divenuto immortale a forza di perseveranza. La vampira balzò in piedi, e due spade preziose comparvero nelle sue mani: si coprì a sinistra e parò a destra. Scimmiotto era più forte di lei, ma non tanto da dominarla facilmente. Un vento gelido soffiava da tutte le parti; la falce di luna in cielo restò offuscata. In fondo al giardino si svolse un magnifico duello. È un vento diabolico quello che si leva a spegnere il lume della luna. Il monastero giace nella quiete, ma nel giardino posteriore si combatte accanitamente. Fra Scimmiotto e la selvaggia ragazza, regina fra le donne, la lotta è senza quartiere. Lei è trasportata d'ira contro il feroce monaco; lui vede rosso davanti alla donna vampiro. Ma quando maneggia le due spade, non sembra davvero una donna. La sbarra si muove rapida come la folgore;

gli anelli d'oro si urtano, il metallo emette fasci di scintille [...] Nel silenzio notturno tremano di paura i trentadue cieli; gli arhat applaudono lo spettacolo. Il grande santo era riposato e in buona forma; la lamia valutò che presto non sarebbe più stata in grado di sostenere i suoi assalti. Aggrottò le sopracciglia, formulò un piano e gli volse le spalle per fuggire. "Dove scappi, carogna? Arrenditi!" gridava Scimmiotto. Ma la vampira non si diede per intesa. Lasciò che si mettesse all'inseguimento, si tolse la pantofola dal piede sinistro e le diede il suo aspetto, con tanto di spade in pugno. Il vero corpo si sottrasse in forma di aria fredda. La cattiva stella di Tripitaka era ancora alta in cielo. Il mostro si introdusse nella camera in cui dormiva, si impadronì di lui e lo sollevò tacitamente nelle nuvole. In un batter d'occhio raggiunsero il Monte del Tranello e si tuffarono nell'Abisso Senza Fondo. Là era la sua casa. Chiamò la servitù e ordinò che preparassero il pranzo di nozze, a ogni buon conto con cibi di magro. Scimmiotto si era fermato a combattere forsennatamente quella che gli pareva la sua avversaria, e mise poco tempo a sopraffarla. Ma con suo stupore si trovò tra le mani soltanto una pantofola ricamata. Comprese l'inganno e corse dal maestro: era scomparso. In un angolo, Porcellino e Sabbioso commentavano l'accaduto. Scimmiotto piombò loro addosso inferocito, levando la sbarra e gridando: "Questa volta vi ammazzo!" Il bestione non sapeva più dove nascondersi. Sabbioso scelse il metodo della remissività. S'inginocchiò e disse: "Ti capisco, fratello maggiore. Non si può andare avanti in questo modo, con continue sorprese e aggressioni di mostri. Ti vuoi sbarazzare di tutti quanti e ritornare a casa tua." "Nemmeno per sogno. Voglio sbarazzarmi di voi perché siete dei disutilacci; e poi devo andare a soccorrere il maestro." "Eh no, mio caro!" rispose Sabbioso sorridendo. "Per soccorrere il maestro serviamo anche noi. Ricordati il proverbio: non c'è corda di un solo filo, né applauso di una sola mano. Per dare battaglia, bisogna proteggere anche le retrovie: chi sorveglierebbe i bagagli e il cavallo? Prendi a modello la buona organizzazione di Guan e Bao, che sapevano spendere i loro soldi; piuttosto che Sun e Pang, che sapevano solo giocare d'astuzia e d'azzardo. Non si è sempre detto: la tigre combatte con l'aiuto del fratello? E anche: vinci la battaglia solo se hai truppe devote. Risparmiaci la vita, ti prego; e aspettiamo l'alba per unire cuori e forze nella ricerca del maestro." Scimmiotto era fiducioso nelle sue forze, ma non incosciente. Perciò disse a Sabbioso: "Non hai tutti i torti. Lasciamo stare. Domattina andremo a localizzare il maestro: dovremo mettercela tutta!" Il bestione si sentì pieno della generosità di chi l'ha scampata bella: "Fratello, penserò io a ogni cosa." I tre fratelli attesero l'alba. Ma di mettersi a dormire, con le preoccupazioni che li agitavano, non c'era da pensarci. Se avessero potuto, avrebbero ordinato al sole di levarsi dall'albero Fusang a metà della notte, o avrebbero soffiato per disperdere le stelle in cielo. Rimasero seduti fino al primo chiarore, e quando si alzarono per uscire trovarono alla porta alcuni monaci, che chiesero: "Dov'è il reverendo?" "Non so come dirvelo" sogghignò Scimmiotto imbarazzato. "Mi vantavo tanto di esser bravo a catturare i mostri, ma il fatto è che invece il mostro ha catturato il maestro." "Come avete potuto coinvolgere il maestro nei piccoli problemi del nostro convento? E adesso dove sarà?" "Credo di sapere dove cercarlo" rispose Scimmiotto. "Non abbiate tanta furia; fate colazione, prima di partire." Servirono qualche tazza di brodo, che Porcellino vuotò in un sorso: "Bravi monaci, in cucina ci sapete fare. Ora dobbiamo trovare il maestro, ma ritornerò qui con vero piacere." "Ritornerai solo per mangiare il loro riso!" esclamò Scimmiotto. "Fa una cosa utile: controlla dov'è la ragazza. Dormiva nella sala del Re del Cielo." "Non c'è più" risposero i lama. "Scomparve subito dopo la prima notte." La risposta mise di buon umore il Novizio; che ripartì verso est, la direzione da cui erano venuti, seguito da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. "Sbagli strada, fratello" gridò Porcellino. "Perché dovremmo ritornare indietro?" "Perché la Foresta degli Abeti Neri è verso est. È là che abbiamo incontrato quella che a voi sembrava una così brava figliola. Le mie pupille d'oro videro subito che cos'era. I lama li ha mangiati lei; il maestro lo ha rapito lei. La vostra idea di darle una mano era proprio astuta! Naturalmente, per cercare il maestro, dobbiamo prender le mosse dal punto dove l'abbiamo incontrata." "Si capisce!" risposero i due sgranando gli occhi. "Sembri un tipo brutale, ma sotto sotto non manchi di finezza. Andiamo." E ritornarono di corsa nella foresta. Si vedeva il sentiero serpeggiante tra le rocce, nella foschia mattutina, che reca impronte di volpi e di lepri. Fra i cespugli si distinguono altre tracce: tigri, pantere e lupi. Ma non si vedono tracce di mostro: dove sarà passato Tripitaka? Scimmiotto, esasperato, finì per assumere l'aspetto che aveva quando devastava i palazzi del Cielo: tre teste e sei braccia, con tre randelli; e si mise a battere a tutta forza alberi e terreno qua e là nella foresta. "Sabbioso" disse Porcellino, "quell'uomo è uscito di senno; se mai ci fosse in giro qualche traccia, la cancellerà senza vederla." Ma Scimmiotto aveva uno scopo preciso: in breve sbucarono dagli alberi due vecchietti: il tudi e il dio della montagna. Si inginocchiarono davanti a lui e dissero: "Grande santo, eccoci qui." "Quel randello è tanto efficace" commentava Porcellino, "che un giorno finirà per scovarci la stella della disgrazia in persona." "Begli infami che siete!" li apostrofò Scimmiotto. "Naturalmente avrete l'abitudine di far comunella con tutti i banditi del territorio, in cambio dello spezzatino di maiale che vi offriranno ogni volta che le loro ladronerie saranno andate a segno. Siete certo complici di una vampira che conosco. Il fatto è che stanotte ha rapito il mio maestro. Dove l'ha nascosto? Vuotate il sacco, o passerò alle vie di fatto." "Non meritiamo le accuse di vostra santità!" protestarono i due vecchi dèi, pieni di paura. "Il mostro che cercate non abita qui, e non è sotto la nostra giurisdizione. Tuttavia il vento che soffiava stanotte qualche informazione ce l'ha data." "Sputate il rospo!" "La vampira che ha rapito il vostro maestro abita a mille li dalla foresta, in direzione sud" spiegò il tudi. "Vive sul Monte del Tranello, dentro un profondo abisso detto Senza Fondo." Congedate le divinità Scimmiotto riferì la situazione ai condiscepoli: "L'ha portato più lontano di quanto credevo." "Non importa" disse Porcellino. "La distanza è modesta, se saliamo sulle nubi." Così fecero, accompagnati dal cavallo, che dopo tutto era la trasformazione di un drago. Bastò poco per giungere in vista di una grande montagna, che offriva questo spettacolo: Se i picchi superano le nuvole, la vetta tocca la volta celeste. La ricoprono grandi foreste di molte essenze, nelle quali risuonano gridi di uccelli di ogni genere. Si vedono correre tigri e pantere; si indovinano cervi e daini all'ombra dei cespugli. Sui pendii soleggiati piante rare schiudono fiori profumati, mentre nelle zone d'ombra la neve non si scioglie neppure in piena estate. Rupi scoscese e torrenti incassati. Gli scuri abeti e le grandi rocce bigie dànno i brividi al viandante. Non vi è traccia di presenze umane, né boscaioli, né erboristi. Le fiere che vedete sanno suscitar nebbie, le volpi sanno scatenare temporali. "Si vede subito che in questo posto abitano mostri. Guarda com'è ripido il monte!" "Si capisce" confermò Scimmiotto. "Ogni gran montagna ha il suo mostro, ogni strapiombo la sua lamia. Noi due, Sabbioso, aspetteremo qui; mentre Porcellino farà una ricognizione per verificare la strada, localizzare la grotta e controllare com'è difeso l'ingresso. Quando avremo le informazioni, ci muoveremo per il meglio." "La mia solita fortuna!" brontolava Porcellino. "Tocca sempre a me affrontare la situazione." "Perché ti lamenti? Non sei stato tu a dire testualmente: 'penserò io a ogni cosa'? Hai già cambiato idea?" "Non prenderla su questo tono. Non ho detto che non vado." E in effetti posò il rastrello e corse via, in cerca del sentiero. Se poi in fin dei conti non sapete quale piega presero le cose, ascoltate il seguito. CAPITOLO 82 PREPARATIVI DI NOZZE IN FONDO ALL'ABISSO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA IL MASCHIO, E L'ANIMA ORIGINALE PROTEGGE LA VIA. Porcellino trovò un sentiero e lo seguì per cinque o sei li, finché vide due mostriciattole che attingevano acqua da un pozzo. Come si capiva che erano mostriciattole? Avevano pettinature fuori moda, con alti chignon trattenuti da spilloni di bambù alti un piede e due pollici sopra la testa. Porcellino le salutò: "Ciao vampire! Come state?" "Che brutto maleducato, questo bonzo! Non ci siamo mai visti né conosciuti, e tu senti come ci tratta!" Brandirono le pertiche con cui calavano il secchio nel pozzo e gliele picchiarono sulla testa. Il bestione, disarmato, non poteva proteggersi dai colpi; ne prese

andò a posarsi sulla testa rasata e lo chiamò piano: "Maestro!" Tripitaka bisbigliò: "Discepolo. Per entrare basta scivolar giù." "Chi sono. e per festeggiare il matrimonio che avrà luogo questa sera. Il sandalo invece è duro: ma non serve ad altro che a farne ruote di frantoio. "Dal momento che la ricerca delle scritture è sempre in cima ai vostri pensieri. perché attingete acqua al pozzo?" "Non lo sai." Porcellino non aveva scelta." Il grande santo si accovacciò sull'orlo e procedette a un esame accurato. calzando ogni cerchio a suon di martellate. loro sono gente del posto. ma non sa dove ha la testa e dove i piedi. "Come hai fatto a vederle nel loro vero aspetto?" "Lo dico perché un momento fa camminavano con l'orcio sulla spalla. fiori e alberi. mai vista una cosa simile." "Hai ragione. attaccheremo tutti insieme. va bene. vento." "Saranno arrivate alla loro grotta e ci saranno entrate. lo lascio come l'ho preso. È bella e dignitosa." Le due si misero a ridere: "È gentile. Entrerò io a esplorare. prova a calarti giù per sondare la profondità. rispose: "Non fa per me. faremmo torto a gente che non c'entra e perderemmo tempo. "Complimenti. lo trovò chiaro e luminoso." Questa volta. mi hanno preso a legnate. tutto dipinto e scolpito. ma mai niente di simile. coperte di colori. servite in tavola. saprai che ci sono due tipi di legno. e io pedinerò le mostriciattole per scoprire l'ingresso della grotta. Il pioppo è tenero ed è facile da scolpire. Un'iscrizione in sei grandi caratteri diceva: ABISSO SENZA FONDO DEL MONTE DEL TRANELLO "Ecco un bell'edificio" apprezzò Scimmiotto. e ora non si vedono più. ragazzi. Che c'è di nuovo?" "C'è che il maestro è felicemente sposato. "Ma l'entrata della grotta non è questa. a dir poco. se è tanto difficile?" gemeva Tripitaka. versatele il vino e fatelo spumeggiare agitando la bottiglia. andiamocene via! Qui ci sono donne tremende. Non è un luogo sinistro. tu giri in tondo. Le dita sottili Come germogli di bambù. che chiamava il reverendo. per tutta risposta. che ferocia!" "Se volete far del bene anche alle vampire. Caspita! Era una voragine profonda. Al centro di una spianata rocciosa della circonferenza di una diecina di li. che guardava nel foro. "Che bel posto!" si rallegrò Scimmiotto. è una terra benedetta. colloca sopra ogni cosa i riti e la musica. Oltre si intravedeva una corte circondata da vari edifici. "Difficile non vuol dire impossibile. Che cosa non va?" "Discepolo!" esclamò inorridito Tripitaka." "Come facciamo. perché è più limpida di quella di casa." "Quante cerimonie con queste montanare!" sghignazzò Porcellino. chiamale 'gentildonne'. Volò lieve in cima alla torre e vide la creatura malefica che troneggiava dentro un chiosco di paglia. "Il punto non è questo. Se non riuscissi a reggermi e cadessi giù." "Ma discepolo. con gli occhi gonfi di lacrime. finché fuggì su per la montagna gridando: "Fratelli miei. Quando lo raggiungeremo. finché stai rigido. le donne tremende?" chiese Scimmiotto." Scimmiotto saltò giù: nuvole colorate scaturivano sotto i suoi piedi e lo proteggevano. ma dobbiamo essere certi che abbiamo davanti le persone che lo hanno rapito." "Va bene. che occhio clinico!" commentò Scimmiotto. Le ho salutate e loro. in fondo alla valletta. "Sarà la casa della vampira." "Lo vedi che non possiamo salvare il maestro?" "Chi l'ha detto? Si scoraggiano solo i fannulloni. Era molto più elegante di quando l'avevano incontrata nella foresta: Raffinate volute di capelli Corvini sulla giacca di velluto Verde smeraldo. con una scossa si mutò in un fratacchione dalla faccia scura. affar vostro. Vi darà un figlio." Una torre d'ingresso a doppia gronda era circondata da pini e bambù. torna da loro e interrogale per bene. Quando fu nei pressi del pozzo." "Dolce e flessibile. Utilizzeremo le forze unite della cooperazione. Dopo tutto." E per non farsi notare prese l'aspetto di una mosca." "Fratello. Se sono più o meno nostre coetanee. perché non me l'hai detto prima? Mi sarei risparmiato le legnate. ma ho bisogno di prepararmi. prima di discendere la montagna. poi le mostriciattole scomparvero improvvisamente." "Mi riconosceranno. trovarono un pailou a triplo spiovente e quattro ordini di decorazioni. "Ho visto tante creature malefiche e tante grotte in vita mia." "Possibile che sia tanto profondo?" "Guarda anche tu." "Porcellino aveva quasi ragione" sogghignò Scimmiotto fra sé. La padrona ci ha mandato ad attingere quest'acqua. Cerchiamo. "Sarà quel buco" gridò Porcellino additandolo." Ronzò intorno. non più di mezza spanna. Se sbagliassimo." "Che sciocchezze dici? Il maestro si roderà dall'impazienza di essere liberato. Questi dapprima pensò di non rispondere: aprir bocca è disperdere energia. i suoi piedi Loti d'oro. Io mi trasformerò in un insetto minuscolo e mi nasconderò in una bollicina. Sole. quando sono esposte al pubblico. Potremmo usare un trucco ben sperimentato. Irrompi in casa loro e gli dài del vampiro: come vuoi che ti rispondano? Per meritare nome d'uomo." "E come vuoi che riusciamo a liberarlo?" "Voi mi seguirete con cavallo e bagagli. "Due creature che attingono acqua da un pozzo. trecento li. Così il pioppo è un legno benedetto. da quando mangiavi i passanti sulle montagne. ma per uscire bisogna fare una poderosa arrampicata. trasparente in alto e opaco in basso. "Che strano posto!" considerò Scimmiotto guardandosi intorno. e poi consumerò senza altro indugio le nozze con il mio caro monaco cinese. Scimmiotto passò da un forellino della carta. per ridurre i rischi che corre. care gentildonne!" Le due lo considerarono con simpatia: "Ecco un bonzo che sa come si saluta gentilmente. fosse pure con il pensiero? Se cedo il mio yang a questa creatura che lo vuole. la lingua agita il vento . Gli artigiani ne fanno statue del Buddha. se riuscissi a mettere in fuga la lamia. non toccherei il fondo prima di un anno. Serve per preparare un banchetto vegetariano. seducente Più di Chang'e nel mondo della luna. reverendo?" "Vengo da dove vengo. e noi soltanto dei forestieri. Dobbiamo affrettarci a trovare il nostro maestro. puoi dar loro della 'signorina'." "Grazie tante della solidarietà. "Mi ricorda un po' la vecchia Grotta del Sipario Torrenziale. Lo si picchia appunto perché è duro. si diede un'aria cerimoniosa. "È fonda." "Non vi servirebbe a niente ricordare: uscire di qui non è facile. se si è fatto sedurre." Tanto bastò perché il fratacchione corresse via. dal bordo lustro e consunto per il continuo strofinio. salvami!" "Siete il solito pesce fuor d'acqua. Quando sarò dentro. Il pedinamento durò per una ventina di li. Voi aspettate qui." "Comunque non può essere lontana" osservò Sabbioso. grosso e maldestro come sono. Andrò a caccia di informazioni. senza speranza di liberazione!" "Andate piano con i giuramenti" replicò sorridendo Scimmiotto. al riparo di un'alta rupe." "Basterà che tu cambi aspetto. Legate il cavallo da qualche parte e preparate le vostre armi. Né questi può contare su altri protettori. Ma non mi lasciare solo." Porcellino. come state?" "Allora hai avuto quello che meritavi. si apriva un foro non più largo di una giara. il bravo bestione infilò il manico del rastrello nella cintura." "Va bene. ma non c'è altro da fare. Comunque sono animali nocivi. come in superficie." "Dove andate?" "Vado dove vado. guadagni il mondo. s'inchinò profondamente e disse: "Umile servitor vostro." Si capisce che Scimmiotto il grande santo protegge Tripitaka." "Quali tipi?" "Il pioppo e il sandalo. Celebriamo questo banchetto. le spaccherò il cuore e le strapperò le budella: so che non vi piace la violenza. di dorature e di gioielli." "Non ci avevo pensato." "Ma come vi chiamate?" "Di solito mi chiamo col mio nome. se invece sono anziane. vi aiuterò a uscire da qui. Questa bella ragazza vi offre un festino e poi vi sposa." "Tu che hai fatto tante esperienze in vita tua. Quelle due stavano preparando il banchetto per festeggiare il matrimonio. Il monaco al mattino ha catturato Per farne il proprio sposo entro la sera. allora date retta a lei. Da dove venite. come se fosse all'aperto. diecine di migliaia di persone vengono a riverirle e a bruciare incenso. Come devo fare le domande?" "Salutale educatamente e valuta la loro età. che io possa sprofondare nel ciclo della trasmigrazione ed essere respinto oltre il Monte delle Tenebre. Le labbra rosse come ciliegie si dischiusero per ordinare: "Ragazze. Incipriata e con le labbra rosse. e lo ospita nella sua grotta." "Come le hai salutate?" "Ho chiesto: vampire. Porcellino. prepara i bagagli per la spartizione!" "Ormai lo sappiamo: è la tua solita mania. in modo da farmi inghiottire senza che lei se ne accorga. "Sono fantasmi di quelli che si vedono alla luce del giorno!" esclamò sbalordito Porcellino. "Da quando ti ho raccolto sul Monte delle Due Frontiere. Ed ecco arrivare la lamia. Scimmiotto tratteneva il respiro." "Non riesco a ricordare da quale strada sono venuto. bonzo? La nostra padrona ha rapito questa notte un monaco cinese." "Adesso che lo sai. Quando giunse in fondo all'abisso. e trovò Tripitaka seduto nel portico est dietro un tramezzo di carta rossa." "Gentildonne. o magari una figlia: avrete la discendenza assicurata. Quando vi inviterà a bere la coppa nuziale. ti pare che abbia mai toccato un cibo vietato? Ho mai infranto divieti.parecchi. maestro. che torno presto. A questo scopo lo si cerchia di ferro. Come un piatto d'argento la sua faccia." In effetti. voi l'aspetterete qui pronti a colpire. Arrivò dai condiscepoli gridando: "Sabbioso. "E io credevo che scherzasse! Andiamo a vedere in che stato è il maestro.

pepe e zenzero. che in forma di minuscolo moscerino era posato sul suo orecchio. e questa volta pregheremo il Cielo di fungere da mediatore e la Terra da testimone: se vengono coinvolti. ." "Bestia! Quali brindisi vuoi fare. pigne e pinoli." "Chissà quante ne deve passare il maestro là dentro. la corte si riempie di effluvi d'incenso che salgono da un bruciaprofumi a forma di leone. indispettiti perché trattengo presso di me il monaco cinese. Vuotata la coppa. balzò su indignato: "Macaco del malanno! Sei il peggiore dei miei persecutori. la vampira accorse tutta festosa e sorridente: "Che cosa desidera il mio caro. e disse timidamente: "Signora. quando è sazio risale altissimo nel cielo." Il maestro sedeva sotto il portico. Vista la piega che prendevano le cose e l'impossibilità di realizzare il suo piano. "Da dove viene questa bestiaccia? Ha il diavolo in corpo!" Tripitaka tremava. con il vino eccellente che si beveva da quelle parti. germogli di bambù. Sono ricoperti di ogni specie di cibo vegetale. non possono guastar tutto un'altra volta. maestro. La donna prese per mano Tripitaka e lo guidò verso il chiosco di paglia: "Reverendo. non crescerebbero gli alberi. volò via fino all'imboccatura dell'abisso." Tornò a trasformarsi in mosca e volò sulla torre d'ingresso. Ma il coraggioso Tripitaka aveva una pietra al posto del cuore. signora. vegetariano o no. per distrarti e curarti la malinconia. senza rendersi conto di quanto lo metteva in imbarazzo." Tentazione diabolica Per il povero monaco. I ditini di giada afferrarono una scintillante coppa d'oro. aprite il cancello del giardino e spazzate il sentiero. e io bevendolo violassi il divieto." "Spazzate il pavimento e servite quello che abbiamo. Quanto a Scimmiotto. cui sarò sempre grato. Lo sfiora con le fresche Guance di un incarnato Di pesca." E allungò la mano a cogliere la pesca rossa. mentre il maestro è in pericolo?" "E allora perché sei risalito?" Scimmiotto fece il resoconto degli avvenimenti e concluse: "Pazientate ancora e restate qui. che circondano Tripitaka e lo sorreggono per accompagnarlo nel giardino. gli parve di avere perso cento libbre di peso. nocciole. più lacrimoso che mai. Gli occhi ridono teneri. "E dire che mi ero data tanta pena per far bella figura con questo banchetto." "Che spudorata! Vuol farsi il suo bonzo. provocando un putiferio: tavole rovesciate. Zucchini. Non potreste accompagnarmi in una piccola passeggiata?" "Ma certo. E io come farò?" "Via. ho preparato del vino che vorrei bere con voi. fra Sabbioso e Porcellino che si tenevano pronti con le armi in pugno. la riempirono di vino e la porsero al monaco cinese: "Mio adorabile reverendo. Sarebbe pericoloso uno scontro in un posto di difficile accesso come questo: sarebbe facile chiudermi dentro. E poi formaggio di soia." Il monaco cinese la seguì. cetrioli. Farò un altro tentativo. gli strapazzi del viaggio mi avevano procurato una malattia da cui sono tuttora convalescente. ma di cibo vegetale in dispensa è rimasto ben poco. prese la coppa. Si sentiva la lamia che dava ordini. In questo modo entrerò dentro di lei e la ucciderò. mi sforzerò di berlo per assicurare il buon esito della mia missione. Ti sei lasciato andare ai tuoi sfoggi di bravura e hai rovinato tutto il cibo commestibile di casa." Scimmiotto. ed era il primo a soffrirne. la schiuma si era dissolta e si vedeva benissimo il moscerino galleggiante. benché si fosse reso perfettamente conto della manovra di Scimmiotto. "Di stoviglie. e corrono a nascondersi. meraviglioso reverendo?" "Signora. rape macerate nell'aceto. e questa volta vedrete che avrò successo. Il chiosco è parato di seta. ne abbiamo altre negli armadi. ma se resto a lungo seduto il male mi riprende. Ascoltate il mio giuramento: se è davvero vino analcolico. e voi dovrete fare in modo che addenti il frutto rosso." In attesa dei nuovi preparativi. con artigli di giada e ali d'acciaio. orecchiette." "Lo so. quelli yin restano in ombra." "Ma se hai la forza di combatterla. Prepareremo un'altra cerimonia di nozze. Voi dovete convincerla ad andare a zonzo là dentro. Ma non aveva scelto lui di mettersi in quella situazione. noci. i rossi yang. Quando Scimmiotto gli si posò sulla testa e lo chiamò. unione di yin e yang. E portatemi carta da bruciare: devo spedire gli inviti al Cielo e alla Terra. ma se non lo fosse. Il bel risultato è che l'hai esacerbata: ora vuole costringermi a mangiare cibi proibiti. ma tu stammi vicino. perché vuole celebrare le nozze. i frutti che offre la montagna e le verdure di stagione: mele. e posò per un momento la coppa prima di bere. castagne. signora. Verdure fritte nell'olio. colocasia candita. "Ce ne andremo a passeggio in giardino. porcini e ogni specie di funghi profumati. castagne d'acqua. melanzane ritagliate in forma di quaglie. Tavoli verniciati di nero e decorati con incrostazioni di madreperla reggono grandi vassoi di bambù laccati di rosso. mandorle. Il novizio volò quindi su un ramo e si trasformò nella più bella pesca rossa che si fosse mai vista. sono qui". E gli prende la mano. "Signora" domandò il reverendo. I frutti yang sono i più esposti al sole e maturano prima. Per forza bisogna giocare d'astuzia. tra fiori e piante bellissimi. si lancia in picchiata dalle nuvole." "Sono sulla vostra testa. La perfida volpe e la lepre astuta si sentono venir meno dalla paura." "Grazie dell'insegnamento. Devo alla vostra debordante affezione di avermi portato nella vostra bella casa. stoviglie rotte in mille pezzi. dentro il boschetto di seta e broccato. I suoi capelli Come ali di corvo. Questa bestiaccia dev'essere stata mandata dal Cielo e dalla Terra. La vampira si venne a strofinare. siatemi testimoni. polpa di loto. per un bonzo tanto conosciuto nella capitale e con incarichi così importanti. Certo. alla faccia del Cielo e della Terra" si disse Scimmiotto." "Ho visto un giardino. era un comportamento compromettente. uva. Io mi trasformerò in una bella pesca rossa. Scimmiotto sogghignava fra sé: "Chissà se resiste a questo attacco in grande stile. olive. Tutti quei cibi formano un'impeccabile armonia di sapori. Voi dovete fermarvi ai piedi dell'albero e dire che desiderate mangiare una pesca. mentre lei ne colse una verde. Per voi ho fatto attingere l'acqua più pura della montagna. cachi. avrebbe scordato Buddha e scritture. Tripitaka venne rispedito sotto il portico. e il pranzo è soltanto di cibi vegetariani. dietro casa. in mezzo alla lieta brigata vestita di veli leggeri. toccò a Tripitaka di riempirne un'altra da offrire alla padrona di casa. Lei certamente vorrà farvi compagnia. Ragazze." "Dunque sei rimasto là sotto a brindare alle nozze. frutta e verdure sparse dovunque nella polvere. precipitatemi subito e per sempre nelle sofferenze della trasmigrazione." "Sentiamo. e le donne non si distinguerebbero dagli uomini. Qualunque persona normale. Senza yin e yang non brillerebbero il sole e la luna. La fanciulla sottile Dalle curve indiscrete. noci di ginkgo. con le mani che tremavano. Tripitaka si inchinò con galanteria e offrì il suo frutto a due mani: "Voi che amate i colori caldi(6). gioia bella!" rispose lieta la vampira. vi mandano i loro saluti. Lo hanno appeso al soffitto? Contano di lessarlo o di cuocerlo al vapore?" chiedeva Porcellino. la ragazza correva qua e là disperata e non sapeva che fare." Tripitaka si rimise al giudizio dell'esperto: "Va bene." S'inoltrarono sul sentiero. kumquat. non ve la prendete così! Ho un altro modo per togliervi dai guai." "Come conti di fare?" "Nel giardino c'è un pesco. "come mai i vostri peschi hanno alcuni frutti verdi e altri rossi?" Lei si mise a ridere: "Quelli verdi sono frutti yin." "Signora. "Niente di tutto questo. versò qualche goccia di vino ad uso di libazione e formulò dentro di sé questa preghiera: "Dèi protettori della Legge. ben sapendo che il maestro in realtà nutriva una segreta passione per il vino analcolico. glutine di grano. Scimmiotto si trasformò in un falco affamato: Terribile. "Hai trovato la vampira? Come sta il maestro?" "Ma sì. l'umile monaco che sono non può bere bevande alcoliche. Questa lamia mi costringe a bere la coppa di vino. con la voce roca di collera: "Avanti con quei piatti! Non importa se sono vegetariani o no.della discordia." Ai richiami del monaco. "Andiamo a vedere che ne è del maestro. Uno spettacolo davvero inconsueto. bevete alla nostra felicità!" Tripitaka. Fave e fagioli nelle salse adatte. Il monaco smarrito Sente che la sua tonaca S'impregna di profumo. Povere le mie stoviglie!" "C'è di peggio" informarono le servette. Ma la lamia perse tempo rivolgendo al reverendo altre tenerezze. e io vi libererò. e Scimmiotto si nascose in una bollicina." Immaginate la folla delle belle fanciulle dal volto incipriato e dalle ricche acconciature. La fame lo spinge a fare razzia di colombe. litchi. perché non l'affronti. invece di scegliere questi sotterfugi disgustosi?" "Maestro. Quando la riprese in mano. La ragazza lo vuole impalmare. Hai una bella fortuna. La vostra segreta protezione mi è stata accordata da Guanyin. mano nella mano. La buona vampira gli diceva: "Che aria triste hai! Questo è il più bel posticino del mondo. dovete rendervi conto della situazione. scosse la bottiglia in modo da formare schiuma. Scimmiotto diede un piccolo morso di avvertimento e Tripitaka lo comprese perfettamente. Il falco allargò gli artigli e piombò sui cibi. giuggiole. Poi ebbe paura di irritarla con il silenzio. navoni. meloni d'inverno tagliati a cubetti. rivelatori dei cinque orienti. gridò: "Fate largo!" e balzò fuori. qui riprese il proprio aspetto. Dopo aver superato diversi chioschi e padiglioni. Non lo sapevo. La ragazza lo raccolse con l'unghia del mignolo e lo scosse via. lo incoraggiò a tagliar corto con le cerimonie. Come convenuto. gli fece mille tenerezze e dimostrazioni di passione. protettori delle quattro direzioni. giunsero al frutteto dei peschi.

"Perché ridi. da far tremare i monti e fremere le fronde delle foreste. e si concessero un bel duello in cima alla montagna." "Voi siete di buonumore." "Quando la frutta è ben matura. La lamia era già in difficoltà. Lotta e sfoggio di talenti sono dovuti alla missione del monaco cinese. ma lei si riprese e gridò: "Aiuto. Presto!" In effetti maestro. con la sbarra levata in posizione di combattimento. ma anche un peto fa il suo vento. e il frutto era invitante." "Al momento il vostro condiscepolo è nel ventre di questa signora" dichiarò Tripitaka. Vediamo che ne è stato del maestro. che si erano sparse qua e là nel giardino a cogliere fiori. quando piombarono su di lei e la tempestarono di colpi. Quella sbarra riempie il cielo di fredde brume. io credevo che fossimo Legati a filo rosso fino all'eternità. dovete essere voi ad accompagnare il bonzo. Sabbioso cercava intorno girando a vuoto. si mangia da sola." Scimmiotto asciugò le lacrime: "Si capisce. terrorizzata. reverendo mio. "Ma è pur merito suo se il maestro è risalito dall'abisso. lasciate perdere le manfrine. Presto. signora. giunsero di corsa e la videro stesa a terra con il viso terreo: "Che avete." "Non pensavo a quello" rispose Porcellino. e ritrovo solo una briglia spezzata. Al Ponte degli Amanti è salita La marea. portate il bonzo all'uscita. sempre pericolosamente vicina." C'era poco da scegliere. Mi accontenterò di mangiarti i sei foglietti. Io mangerò quella verde. Alla fine sarai ben ripulita e potrai aver successo nella carriera di scheletro fantasma. che non volevo venire. "Sarà meglio che vi facciate riconoscere. adesso se la goda lui. "che cosa sarà questo rumore?" "È il rastrello di Porcellino" rispose Scimmiotto. sconvolta dal dolore. pensò bene di prendere una precauzione contro il rischio che la creatura tentasse di morderlo: trasformò la sbarra magica in un nocciolo di giuggiola e lo collocò strategicamente fra i suoi denti. Ahimè! La coppia d'anatre è stata separata." "Ma questa mi è rotolata giù tutta intera. gridò: "Se volete che vi risparmi. "Parlo al mio discepolo Consapevole del Vuoto." Intanto Scimmiotto era disceso nel ventre e gridava: "Maestro. "Acchiappa. Il Novizio si fece piccolo e le salì nella gola. sono io che arrivo!" Porcellino e Sabbioso li accolsero festosi. "Evidentemente il maestro è stato riportato là sotto. ripenso al palafreno E lacrimo al ricordo del mio amore lontano. La lamia sfoderò le due spade preziose. facciamoci sotto" cambiò idea Porcellino." "Hai ragione. Con le spade volanti difendeva il volto da quella sbarra. non sapeva dove battere la testa. afferrò tutto quanto al passaggio e se lo portò via. "Stupidi!" gridava Scimmiotto. Prima di avventurarsi ad attraversare la bocca. e ciascuno va per la sua strada. fegato. Scimmiotto credette che fosse morta e sospese l'aggressione. Porcellino brontolava: "Vedi che pasticcione! Le stava nel ventre: avrebbe potuto metterla a ferro e fuoco. "Che cosa stai armeggiando lì dentro? Vieni fuori. spaventato. ricuperando l'arma al passaggio. cui diede il suo aspetto con un incantesimo. Le ragazze chiedevano: "Ma dove volete andare. e balzò per aria riprendendo il proprio aspetto. l'avete mangiato con tanto gusto. e uscendo squarciarla." La vampira. la Via della Madre ne soffre." "Dài. polmoni e cuore. "e avrà trovato conveniente far cambio con il maestro. tanto da farla ammutolire e cadere a terra. Sabbioso gli chiese: "Che ne è del nostro condiscepolo anziano?" "Avrà fatto bene i suoi conti" suppose Porcellino. fanciulla seducente. Quello scherzo con la pantofola me l'aveva già fatto la notte scorsa. Sabbioso. Lei si lasciò dietro a fronteggiarli la propria pantofola. Se l'acqua combatte il fuoco. "Posa il rastrello. Yin e yang non si possono unire. La vampira si rivolse al monaco tutta spaventata: "Reverendo." "Porcellino!" gridò Tripitaka. perché ti sei dato tanto da fare per entrarmi dentro lo stomaco?" "Niente di speciale. l'abbatté valorosamente." Scambiarono i frutti. che udiva parlare l'interlocutore ma non riusciva a localizzarlo. quelle spade vagliano la nera polvere della terra. Ma quando vide Tripitaka seduto solo soletto accanto all'imboccatura dell'abisso. la vampira si mise in cammino. Avrà poteri maggiori dei nostri." "Non ci possiamo tirare indietro. Lottarono a lungo. "Che schifo!" esclamò Porcellino. Con questo fidanzato mi è andata male. nato dal cielo. "Quello non è un avversario da poco." "E dove sarebbe?" "Nel vostro ventre. È come nei versi: Quando vedo la sella. E FANCIULLA SEDUCENTE RITROVA IL FONDO DELLA PROPRIA NATURA. io non ci sto. Questa scimmia è un po' tocca: noi l'aiutiamo ad abbattere i mostri. per non turbare il convegno amoroso. "Non mi serviva il vostro aiuto! Dovevate badare al maestro!" "Te lo dicevo. Poi sfrecciò via fra quella cerchia. Se poi non sapete che ne fu della lamia. .vogliate gradire questa pesca. ne va della mia vita!" Ma Scimmiotto. Porcellino. me ne dovrò cercare un altro. Quando si fermò esausta. la terza di certo riuscirai. lui vuole formare il santo embrione combattendo il puro yin. Facciamo accomodare il maestro da qualche parte. fratello" rispondeva Sabbioso. aiutatemi!" Le sue mostriciattole. la raccolse e non poté trattenere le lacrime: "Ah. Il nostro problema sarebbe stato risolto. Chi l'avrebbe creduto? Si voltano le spalle Le due fenici. Quando Tripitaka uscì dall'abisso accompagnato dalla lamia. Lei vuole impadronirsi dello yang primordiale attraverso l'unione carnale. Sulla porta del carcere Accolgon terra e legno il monaco ormai libero. signora. E voi sorvegliate bene l'uscita. e la buona vampira si sentì tutta intenerita: "Che uomo gentile! Che gesto affettuoso. Torno là sotto. Ho la situazione in pugno. ragazze. Son pieni di rancore e provano una gioia feroce a sfogare nello scontro il loro furore. Ricordi il proverbio: prova tre volte e riuscirai? Tu hai provato due volte. bestia? Questa volta non hai neppure i bagagli da spartire. si udì rumore d'armi. cavallo e bagagli erano scomparsi. che pesca strana! Mi è balzata in gola da sola. impugnamo le armi e andiamo ad aiutarlo." "Nemmeno per sogno" si rifiutò Porcellino. dal ventre. È proprio il caso di dirlo: La scimmia dello spirito ha sottomesso il mostro Agendo dall'interno. "Sono nelle sue mani. CAPITOLO 83 LA QUERELA RITIRATA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO RICONOSCE LA FONTE DEL CINABRO. Intanto Porcellino duellava con la pantofola ricamata. da ingoiare anche il nocciolo. Lacrime velan gli occhi: quando potrò vederti?" Scimmiotto temette che il suo tono elegiaco avesse presa sul maestro e si mise a fare il diavolo a quattro. e volò via trasformata in corrente d'aria. come si dice. è figlia della terra. Breve è stata la gioia: bisogna separarsi. Scimmiotto. "Arrivo. con il cavallo e i bagagli. acchiappa!" gridava Scimmiotto. ma ci restò male quando vide di che cosa si trattava. Invece quello scemo è uscito per benino dalla bocca. discepolo!" "Ma a chi state parlando?" chiese la vampira. avevo appetito. signora?" "Finché sul fiume splende la luna. Uniti l'uno all'altra come pesci nell'acqua. che si era rotta. ancor prima che diventi mio marito!" Tripitaka addentò la propria pesca e anche lei accostò la sua alle labbra vermiglie: ma l'impaziente Scimmiotto non aspettò il morso e le balzò senz'altro in gola." E balzò giù senza prendersi nemmeno la briga di trasformarsi. visto che non avete più niente da custodire." "Che apra bene la bocca!" gridò Scimmiotto. con le sue sette aperture e tre peli." Quando giunsero alla bocca dell'abisso. Crederete che il suo unico pensiero fosse di mettersi in salvo. ascoltate il seguito. se troverai il giusto tono di voce sepolcrale. dopo inutile attesa dell'incontro(7)." La lamia spalancò le mascelle quanto poté. maestro! Ho lasciato il cavaliere con il suo cavallo. Non avete riconosciuto la pesca rossa che vi è balzata in gola?" "Dio mio. signora? Un attacco di cuore?" "Non fatemi domande. non c'è altro da fare." "Non avete abbattuto un bel niente. volse le spalle e fuggì. Lui è la scimmia dello spirito. io getto l'amo e spero fortuna. lei. e lui se la prende con noi." "Non far male a nessuno. Scimmiotto scoperse un pezzetto della briglia del cavallo. con il nocciolo. adesso che faccio?" gridò lei presa dal panico. si aggrappò al monaco: "Ah." A Porcellino venne da ridere. "Discepolo" chiese Tripitaka inquieto.

" "Non posso tollerare un'accusa tanto perfida. Querelante: Scimmiotto Consapevole del Vuoto. ma alla fine vince lui. Età: vedi allegato. dove fu accolto con molta cortesia dai quattro grandi precettori Zhang. stabilite chiaramente le responsabilità. Aspettatemi qui: presenterò la denuncia all'Imperatore di Giada. non sarebbe stato naturale ordinargli di farsi da parte? Ma ecco che cosa c'era sotto. per essere tanto allegro. in servizio nell'avanguardia del Beato. Xu e Qiu: "Qual buon vento. dove va fuorviando innumerevoli uomini ed attenta alla loro vita. deluso. Scimmiotto espletò il cerimoniale degli omaggi al trono e presentò l'istanza. IL RE CELESTE LI E sotto: AL MIO RISPETTATO FRATELLO. Querela per ratto perpetrato da falsa lamia. tutto spaventato. "Il querelante ha prodotto come prove una tavoletta e un bruciaprofumi. ma cuore valente. o qualcos'altro. Supplico che sia compassionevolmente accolta l'umile querela e pertanto: spiccato mandato di comparizione degli imputati. Seguì la traccia ed entrò in una piccola stanza disadorna. Come mai? Il fatto è che gli scontri di cinquecento anni prima. Il pianeta Venere fu incaricato di recarsi al Palazzo Torre di Nuvole per citare il re celeste Li Porta Pagoda a comparire davanti a sua maestà." Quel grande santo! Afferrò le prove materiali e il documento. Ma sbrigati: ogni ritardo può costare al maestro la vita. sfoderò la spada e parò il colpo. Nata. Sa mettere in fuga le nubi del cielo E reca scompiglio fra le onde del mare. quando Li e suo figlio non erano stati in grado di catturare quel terribile grande santo." "Attento. Come fai a dire che l'accusa è fondata? E se adesso ci rimetti la pelle?" "Vecchio mio. Lo chiederemo a questa tavoletta. il terzo è Nata. "Dice l'adagio: la calunnia per fatto punito con la morte. Il vostro vecchio Scimmiotto conduce sempre i suoi affari così: al principio sembra che perda. il bimbo provocò un incidente. Perciò entrò in mare. non ha orecchie: come potrà ascoltarci?" Scimmiotto mostrò l'oggetto: "In casa non c'era più nessuno." L'astro del metallo. non poté nascondere un moto di disappunto. "Che decreto mi porti?" "Una querela del grande santo Scimmiotto contro di te. meravigliati. e una tavoletta su cui era scritto a caratteri d'oro: TAVOLETTA DEL MIO RISPETTATO PADRE. ma ha grandi poteri. La tua corda stringe: se non sarà giustificata. furioso. ansimante d'ira. soccorso il nostro maestro. Scimmiotto abbandonò le ricerche. Aveva sentito raccontare che i tendini di drago sono particolarmente resistenti. fratello" obiettò Porcellino. e il re uscì a riceverlo. avevano lasciato qualche segno. Tale è il contenuto della querela che presentiamo. il principe Nata. Legate subito questa scimmia con la corda per diavoli!" ordinò ai suoi subordinati. per aver deliberatamente incitato la figlia e sorella a commettere i crimini di cui sopra. Professione: discepolo del monaco Tripitaka. "Oso sperare che il sovrano del cielo gli darà un castigo esemplare" aggiunse Scimmiotto. grande santo?" "Ho una querela da presentare contro due tizi. e te la farò vedere. Il viso è contorto. che si inchinarono e lo fecero passare. è punita con la morte. "Ha ricevuto l'ordine di accompagnarmi. Porcellino e Sabbioso. Quando Li vide che Scimmiotto era venuto con lui." "Che querela potrà mai presentare contro di me?" "Ti accusa di incitamento a ratto di esseri umani. per restituire ." Lo condussero alla Sala delle Nuvole Misteriose e lo annunciarono a sua maestà." "Che roba è? Non è una persona. lo lesse e andò tanto in collera che quasi rompeva il tavolino battendoci i pugni: "Zucca dura di una scimmia! È tutto falso. Si recò di corsa alla Sala della Comunicazione Illuminata. IL PRINCIPE EREDITARIO NATA A quella scoperta. "Chissà con chi se la prende. Quando suo padre lo seppe lo volle uccidere. è discepolo di Guanyin nei mari del Sud. Visto che veniva in qualità di inviato imperiale. posta la lamia in condizioni di non nuocere. E che accusato si viene a cercare! Un feldmaresciallo autorizzato prima a decapitare e dopo a riferire. Sconfisse divini guerrieri in battaglia E conquistò titoli di grande prestigio. Dentro regnava il silenzio: non c'era segno di presenza umana. se la ripose dietro l'orecchio. io prendo la mia sciabola per decapitare i diavoli e gli taglio la testa. Andò dritto filato alla torre d'ingresso. siete proprio nato sotto la stella della disgrazia. che era andato a prendere la sciabola. balzò sulle nuvole e giunse in breve alla porta sud del Cielo. da cui esalava l'incenso. In effetti la lamia aveva abbandonato la residenza e si era rifugiata chissà dove (l'abisso aveva grandi dimensioni.Aspetto bizzarro. Poi svolse il documento. si rivolse a Scimmiotto: "Hai sbagliato: non si presentano accuse all'imperatore con tanta leggerezza. l'avrà colta la nostalgia di questo basso mondo. Ge. inviato dalla corte dei Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. povera piccola. forzò l'ingresso del palazzo di cristallo e acchiappò un drago. Vennero avanti gli assistenti: il dio Efficienza Gigantesca." "Non è più necessario darsi da fare. Moksa. ma scriverò anche la querela. Attualmente ha rapito il nostro maestro e lo detiene in nascondiglio ignoto." Quando giunsero alla Torre di Nuvole. Accorse il terzo principe. come protettore della Legge. Ed oggi anche l'Ovest dovrà riconoscere Qual'è il suo valore e i grandi poteri. Brucia l'incenso e poi leggi tu stesso." "Il solito aggressivo!" si dissero sconcertati i precettori. in cui si vedevano tre nicchie nel muro." "Ho tre figli e una figlia. il secondo. per trascuratezza. e avrà preso l'aspetto di creatura malefica per rapire il maestro. te ne pentirai. Mia figlia Zhenying non ha ancora compiuto sette anni: che cosa vuoi che sappia di uomini e di vampiri? La prenderò in braccio. Sul tavolo erano posati un bruciaprofumi dorato. Scimmiotto. ordinò che si portasse l'incenso da bruciare. e legarono Scimmiotto. La presente querela ha lo scopo di chiarire se padre e figlio siano imputabili di disumanità. Sua maestà ha manifestato il proprio volere" risposero i quattro precettori celesti. Dagli occhi arrossati diffonde faville E peli di ferro ricoprono il corpo. Nata. "Potete accompagnare il vecchio Venere." "Vedrete che sarò svelto: ritornerò nel tempo di portare a bollore l'acqua del tè. Mai sentito uno sfacciato paragonabile a questa scimmia zuccona. Ho trovato la tavoletta in una specie di cappellina privata. il portico est era deserto. figuriamoci! La calunnia è un brutto reato persino quando le vittime sono gentucola." "Vada anche il querelante" ordinò l'Imperatore di Giada. che decretò di farlo entrare. Dopo soli tre giorni. la venne a roteare sulla testa di Scimmiotto. Perché mai? Chi lo ostacolava con le armi in pugno non era altri che suo figlio. trovò chiusa la porta e la sfondò senza complimenti. non cercare guai!" lo esortò l'astro del metallo. Andremo a reclamarlo dalla sua famiglia. per evitare di peggio. collocò il tavolino dell'incenso e ringraziò l'imperatore della grazia che gli accordava. L'Imperatore di Giada la lesse dal principio alla fine e vi appose il suo sigillo: ciò ne faceva un decreto imperiale. per cavargli un tendine e farsene una cintura. questa volta. il generale Pancia di Pesce e il maresciallo Yaksa Eroico. hanno consentito la fuga della rispettiva figlia e sorella nel basso mondo. Dopo farò rapporto." "Calmati!" lo invitò l'astro del metallo. "Bisogna estirpare dalla radice queste porcherie. "Andar dove?" chiese Scimmiotto. Siediti un momento. Gridava: "Padre e re. Come conti di fare?" "Tavoletta e bruciaprofumi sono i mezzi di prova. l'astro del metallo fu subito annunciato dal portinaio: "È arrivato sua signoria Supremo Candore". in quella centrale era posto un tavolo laccato. dissero: "Hai certo liberato il maestro. rivolto a una falsa lamia." Il re celeste. La legge lo dice: falsa accusa comporta pena aggravata di tre gradi. "Re Li. Ridusse la sua sbarra a un ago." "Che cosa scriverai?" "Vediamo un po'. sotto forma di lamia nell'Abisso Senza Fondo del Monte del Tranello. Evidentemente la proprietaria è figlia del re Li e sorella del terzo principe. Perché vi siete andato a rimpiattare in posti che non conosco?" Il vento portò una zaffata di profumo d'incenso. più di trecento li di circonferenza). Non sono faccende da prendere alla leggera. si lamentava: "Maestro. "Non c'è nulla da temere. si impadronì dei due oggetti e ritornò indietro pieno di allegria." Il re celeste." Sabbioso e Porcellino pendevano dalle sue labbra: "Fratellone. e assicura che si tratta proprio di tua figlia. Erano di turno Anima Lunga e Conservatore dello Stato. calmatevi!" Il re impallidì. che l'immortale Ge prese e svolse sul tavolo imperiale. scolpito con un motivo di draghi. non vi preoccupate" rispose Scimmiotto con un sorrisetto. Alla nascita quel figlio recava scritto il segno Na sulla mano destra e il segno Ta sulla sinistra: donde il suo nome. una carta così ben ragionata navigherà di sicuro con il vento in poppa. Il re celeste Li Jing Porta Pagoda e suo figlio. Di tanto vi saremo profondamente riconoscenti. sta con me ed è il più instancabile difensore del trono imperiale. Il primo è Suvarnata. impugnò la sciabola e si fece a pezzi da sé: consegnò la carne alla madre e le ossa al padre. "Dovete recarvi da Li. Arredi e vasellame erano scomparsi dal chiosco di paglia.

Il re celeste non trovò altro rimedio che implorare a sua volta l'aiuto del Buddha per il quale. Ci posso andare da solo. beviamoci un'altra tazza di tè. figliolo. decretò non luogo a procedere. e insisteva perché lo portassero subito in udienza. con tutte queste complicazioni." L'imperatore. Il titolo di equipuzio valeva ben poco." "Lo farei volentieri. salutò voi come padre adottivo e me come fratello. L'anima se ne andò nel Paradiso dell'Ovest a querelarsi davanti al Buddha. non volermene" brontolò Scimmiotto. Quanto alla scimmia. se mi patrocinaste voi. Io non ho altri figli che voi. Qual'è il suo nome?" "Ha tre nomi: quello originario è Spettro Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. "tocca a me sottomettere quella creatura. ma prima làsciati slegare. io corro il rischio di essere imputato di alto tradimento." "Per prendere i tigrotti. Figúrati quanto tempo avrà quel vampiro per portarsi a letto il tuo maestro. caro Ammiraglio dei Canneti Celesti: per aver bruciato in nostro onore qualche bastoncino d'incenso. Ma ora non perdiamo altro tempo: non vorrei compromettere la sorte del maestro. I divini guerrieri. "Tieni presente che processo d'un giorno richiede dieci giorni di arringhe. pace e armonia contano più di ogni altra cosa. stupito e confuso. si fecero loro incontro a salutarli: "Quanto disturbo vi date!" "Ahimè. non farti seppellire vicino a un vecchio. so bene che la parola data va rispettata." Il re celeste si spaventò: "Se quello va e parla. che sapeva già tutto. Vedendosi davanti il figlio con la spada in mano. Ma il grande santo non era d'umore da lasciarlo fare: "Nossignore! Giù le mani dalle corde! Ci tengo a comparire in questo stato davanti a sua maestà. Da principio aveva portato il maestro in una residenza con la torre d'ingresso a doppia gronda. Le faremo vedere di che cosa siamo capaci." "Il posto l'ho esplorato io ultimamente. Perciò ritornò alla carica con l'astro del metallo. ma ora è deserta. fa la vampira e se l'è presa con il monaco cinese. per riconoscenza. Voi foste incaricato di catturarla e di batterla a morte. e voi ne siete responsabile. con capitani e truppa. che gridava: "Aiuto!" Gli occhi di sapienza del Buddha riconobbero subito l'anima di Nata. Scimmiotto la indicò: "Ecco il posto. Per aver rubato candele e incenso la chiamarono Mezza Guanyin. almeno in parte" disse Scimmiotto. trafugasti il vino dell'imperatore e saccheggiasti l'elisir del signore Laozi." L'astro del metallo finì per andare da Scimmiotto e mettergli una mano sulla spalla: "Grande santo. A quanto pare è ritornata al punto di partenza. e poi vedremo il da farsi" rispose il re celeste. non berremo più tè! Ecco che vuole incastrare anche me.' "Così le risparmiaste la vita e lei. con bellissime immagini di buddha a ogni piano. chiedendogli di interporre i suoi buoni uffici. e voglio vedere chi vincerà il processo." L'astro del metallo rise amaramente: "Come sei spietato! Eppure a suo tempo ti ho reso dei servigi. gli antichi! Da morto. rotolando per terra." "Non potrà sfuggire. legato come un salame. Cos'altro hai da dire? Se sono cose sensate. Dell'ordine imperiale mi occupo io. Così rinacque Nata. utilizzando il loto: la radice per lo scheletro e le foglie per rivestirlo. Presidiamo l'accesso. ragazzo? Alzi la spada su tuo padre?" "Voglio solo evitarvi di commettere un errore. Tu sosterrai che la lamia è figlia di Li. né alla nassa terrestre che le prepareremo. tutti sanno quant'è sfacciata. Porcellino e Sabbioso." Il re. che a sua volta prese Scimmiotto da parte: "Ho ancora una parolina da dirti: mi ascolterai?" "Mi pare di aver ingoiato abbastanza rospi per salvarti la faccia. la sua querela è giustificata. Dài. dove saresti oggi?" "Lo dicevano. nella selva di bandiere e baldacchini. La ragazza. Il re celeste prese da parte l'astro del metallo. non sapevi proprio stare al tuo posto. Come ti permetti di sospettare che io voglia pescare nel torbido?" Il re lo ringraziò. Il Beato gli donò un reliquiario d'oro traforato a forma di pagoda. d'origine terrestre." "Per chi mi prendi?" s'indignò Scimmiotto. . e non sapeva come difendersi." "Tu sogni. né alla rete celeste. È vero che avete una figlia nel basso mondo. bisogna entrare nella tana della tigre. l'avevo completamente dimenticata. Non sarà figlia vostra di sangue. E pensare che ho detto a Porcellino e Sabbioso che sarei stato di ritorno nel tempo che occorreva per portare a bollore l'acqua del tè. pregò Scimmiotto di sedersi al posto d'onore per ricevere gli omaggi della famiglia. il principe zittì. con una circonferenza di trecento li. Con ciò Nata era invitato a rispettare suo padre come un buddha e a deporre il rancore." "Avete dimenticato. entrambi rimasero a testa bassa. in un paio di momenti cruciali. È questo il Monte del Tranello? Noi non conosciamo il posto e non sappiamo dov'è la grotta. Se non comparite in udienza. Al ritorno a casa. Il Cielo voleva farti arrestare. come il ratto del vostro maestro. Che castigo ti toccherà per aver lasciato fuggire il colpevole e aver preso alla leggera un decreto imperiale?" "Niente tè. in modo che non resti nessuna via di fuga. non c'è più nessuno. per carità. che aspettavano ardendo d'impazienza. e pertanto l'imputato è dispensato dal comparire. digli di raccogliere le truppe alla porta sud. mi venga a slegare. Ti ribellasti di nuovo. Ricordati che un giorno in Cielo è un anno in terra. noi tre sbarreremo l'uscita. Chissà dove si è nascosta. Sarò in ritardo. infilarsi per il foro e planare là sotto su nuvole luminose nel bel paesaggio. "Ci vado io" propose Scimmiotto. fu allora che scrisse la tavoletta e incominciò a onorarci con l'incenso. perché oggi mi rifiuti un piacere?" "Di quali servigi vai cianciando?" "Quando eri una creatura malefica sul Monte di Fiori e Frutti. come si sa. circondavano il grande santo e in breve scesero con lui sul Monte del Tranello." "Lascia stare. non vedo come vi possiate difendere. Riempiranno il mondo di monacelli. con le truppe schierate in ordine di battaglia. Se non fossi intervenuto io. Scusateci del ritardo. un po' di disordine che feci in Cielo non fu proprio niente di speciale. con l'intenzione di mangiarseli. Andiamo pure in udienza da sua maestà. "Sono anch'io un militare. Il Beato commentava sutra per i pusa. come la mettiamo con il decreto imperiale?" "Chiedi a Li di levar truppe per venire a sottomettere la lamia." Il bestione si mise a strillare: "E invece il primo dev'essere Porcellino!" "Silenzio!" ordinò il re celeste. Scimmiotto e il terzo principe guideranno insieme le truppe sul fondo dell'abisso. e tu mi fai apparire come uno che taglia la corda. Comunque. Quella creatura deve avere diversi rifugi. vecchio mio. e di convocarti in paradiso per darti il titolo di equipuzio. Re Li." Il re celeste si rese finalmente conto della situazione e volle slegare Scimmiotto con le sue mani. Tutti si misero in movimento e presto giunsero in vista dell'apertura rotonda da cui si accedeva all'abisso." E chiese all'astro del metallo: "Supponiamo che sia d'accordo. ma con quali argomenti?" "Ricordategli che foste voi a proporre di perdonarlo e di conferirgli un titolo. Recitò l'incantesimo che fa rivivere i morti." "Come farai?" "Dirò che il querelante ha tagliato la corda. Scimmiotto e l'astro del metallo si recavano a informare l'Imperatore di Giada: "Il mostro che ha catturato il monaco cinese si chiama Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. ti ascolterò. Va be'. fallo per me. Dopo tante emozioni. ma lo è di adozione. Temeva che Scimmiotto in udienza si scatenasse di nuovo. io ritorno subito. fu questo il tuo percorso per giungere alla non-nascita e alla non-estinzione. che ne dici? Te lo dicevo che alla fine vinco sempre: se faccio un passo indietro. non la finirebbe mai di lagnarsi e di punzecchiarti. vi darà retta. avevi cancellato di prepotenza il tuo nome dal registro dei morti e ti davi alla violenza con la tua banda di mostri. e fui ancora io a insistere perché ti si accordasse il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo. ma a stare al racconto di vostro figlio è legata a voi come se lo fosse. E dove andrà a finire la tua missione?" Scimmiotto abbassò la testa e rifletté: "È vero. così rubasti le pesche della regina." Al re celeste caddero le braccia. Il re sta raccogliendo le truppe per catturarlo." "Non c'è furia. fui io a proporre di promulgare un editto di pacificazione. quella ragazza si è sentita autorizzata a qualunque soperchieria. "Come dicevano gli antichi" rispose costui: "pratica sempre la tolleranza. è solo per prendere meglio la rincorsa e balzare avanti." Finalmente il re celeste fu ammesso ad avvicinarsi e a sciogliere le corde. che fendevano oscure nebbie portati da vento d'uragano. "È un grande abisso. Io che cosa posso fare? La colpevole non è vostra figlia carnale. Tant'è." "Ma io che figura ci faccio?" rise Scimmiotto. Dopo il perdono si fece chiamare Signora Zampilla da Terra. il re si spaventò e corse subito a prendere la pagoda d'oro: "Che fai. mentre raccoglieva le truppe. lui lo negherà. partiamo subito!" Il re non aveva nessuna voglia di muoversi.a lei il sangue e a lui lo sperma. "No" si oppose il terzo principe. quando sentì una voce. Il grande santo si contorceva. dopo di che. "Ritiro la querela per un riguardo a te. "Darò io le disposizioni. in caso contrario." Ed ecco Scimmiotto e il terzo principe. Il Novizio si rivolse all'astro del metallo: "Vecchio mio. Chi scenderà per primo?" chiese il re celeste. e chissà quanto andrà avanti il dibattito." "Accettare il tè equivale a lasciarsi corrompere." "Potrei evitarlo. trecento anni fa divenne un mostro e rubò candele e incenso al Monte degli Avvoltoi. Ma il Buddha ordinò: 'Non pescar pesce nato in acqua fonda. Lunga vita alla cerva sopra il monte. Questo è il motivo per cui Li si chiama Porta Pagoda. dovette confessare: "Perbacco. Ma lo dico solo per salvarti la faccia. Scimmiotto ha scoperto il suo rifugio e ha trovato la tavoletta. Speriamo che sua maestà voglia autorizzare. Siete stato precipitoso a legarlo in quel modo e minacciare di ucciderlo. Nata voleva vendicarsi del padre. Scimmiotto si recò alla porta sud e trovò i Li pronti alla partenza. La tavoletta dedicata al re Li e a suo figlio è un inganno tramato dal mostro. che in seguito avrebbe assoggettato alla Legge i diavoli delle novantasei grotte e acquistato grande potenza.

il vostro maestro. dall'aria carica di segreti profumi. e venne loro incontro. e guidò Tripitaka dal padre e dal figlio." "Non so come ringraziarvi" esclamò Scimmiotto. il vostro discepolo vi ha mancato di rispetto. Per andare a Ovest si deve passare di lì. giunse le mani e chiese: "Cara pusa." "Niente paura. ma della lamia e di Tripitaka non si trovava traccia. ornata di vasi di fiori." "Discepolo" ammonì Tripitaka. perché anche lui esprimesse la sua gratitudine. questo sovrano non è che un uomo: che cosa ci potrà fare? Non dico che dobbiamo mancare di prudenza." Tripitaka. Se tu proseguissi. si confuse in prosternazioni e implorazioni. abbassano le tendine ricamate. "né comode né scomode. Giunti alla residenza principale. Per aver accettato il tuo incenso. E IL RE DEL PAESE DELLA LEGGE. Il bambù che ha mutato le sue foglie Riprende slancio." E subito Guanyin riprese il proprio aspetto e si alzò lentamente su nuvolette colorate. Sabbioso preparava i bagagli e Porcellino attendeva al cavallo. Il cielo incupiva. INCARNA IL NATURALE. E balzò via nello spazio con un sibilo. quando la più coraggiosa allungò il collo dalla finestra per vedere che cosa accadeva fuori. di aspetto vivace e allegro. si accendevano le luci. . si rese conto che in realtà non erano altri che Guanyin e il Ragazzo di buona fortuna. e vi si è applicato con tanta determinazione. Gridò al monaco cinese: "Fermati. sbucò dai grandi salici che fiancheggiavano la strada una vecchia che teneva un bambino per mano. Nelle sei guarnigioni le scolte soffiano nel corno. e senz'altro se ne andarono in cerca della strada maestra. la pusa se n'è andata. Scimmiotto assisteva Tripitaka. Il re di quel paese avrà accumulato in qualche vita anteriore un bel fardello di odio e violenza. se non si sa volare. Spezzata la serratura. Sorge ad est. correremo meno rischi di incontri pericolosi. fiumi e montagne. Anche Porcellino e Sabbioso si inginocchiarono precipitosamente. Nuove ninfee ricoprono lo stagno. "non scherziamo con la legge del re. "voi restate qui di guardia al maestro. Ritornava l'estate. e a continuare il suo viaggio verso Occidente con la guida di Scimmiotto. Ma il destino stava per deluderla. Ai quattro lati sale la nebbia. il magico disco lunare. ma il re si oppose: "L'abbiamo arrestata per ordine imperiale: non possiamo disporne arbitrariamente." I celesti tornarono in cielo." Tripitaka non se lo fece ripetere. Sulla torre delle cinque veglie l'acqua della clessidra incomincia a cadere. il tempo in cui caldi e umidi venti subentrano agli acquazzoni della stagione dei susini. Sorgono in cielo sette stelle luminose. salici da inizio di primavera. Non c'era canna che lo sostenesse. Sorgenti di perla avvolte in una tiepida bruma. le cose potrebbero mettersi male per noi. di completare il numero con quattro persone di miglior livello! Se andate a mettervi nelle sue mani. Pensa quanti diavoli e mostri feroci abbiamo incontrato. però: Non c'era fune che lo sollevasse. Infine. nelle strade della città. chissà come sarebbe contento. e poi estesero le ricerche. Sabbioso e Porcellino si fecero avanti con l'intenzione di tagliare a pezzi la vampira. osservando la vecchia e il bambino con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. Era un angolo in ombra." A Porcellino salivano i fumi di collera: "Certo che sappiamo volare. prigioniere e pellegrini. È il caso di dirlo: Se rompi la rete di seta. Si è raccontato come Tripitaka fosse riuscito a difendere il suo yang primordiale dalle amare insidie di brume e fiori della femminilità. e fredda invade i tre mercati. Se ci vedessero e diffondessero la notizia che ci sono bonzi in arrivo. vi sono molto grato dell'avviso. Padiglioni decorati si allineano in file ordinate. pozzi di giada e molte altre belle cose. Cresce l'erba verde Sotto il gran cielo blu. la frugarono in tutti gli angoli. nel vaso di bronzo. che a questo punto ne ha già uccisi novemila novecento novantasei. Quando la lamia si vide in trappola e riconobbe il principe Nata. cadresti in una trappola mortale. gli antichi non dicevano forse che il mare è abbastanza grande perché ogni pesce possa nuotare a suo piacere? Quale trappola nasconde la strada dell'Ovest?" "Fra cinque o sei li." Non sapevano che nel punto più riparato di sud est c'era un'altra piccola grotta: da una porticina si accedeva a una camera bassa. PORTANDO GIUSTA CAUSA A COMPIMENTO. Le fronde fitte dànno un'ombra fresca Sotto cui gli uccellini si riparano. spaventato. Invitarono il monaco cinese a montare in groppa. a giudicare dai crimini ingiustificati che sta commettendo contro i buddisti. brutta vecchia del malanno!" Scimmiotto. Dall'alto guardò giù. Io vado a dare un'occhiata in città: può darsi che troviamo modo di prendere il largo di nascosto durante la notte. ascoltate il seguito. e urtò la testa contro un soldato celeste: "Allarme! Sono qui!" Scimmiotto balzò inferocito sulla porta e la sfondò: tutte quelle persone nella stanzetta non avevano nemmeno lo spazio per fare un passo indietro. I viaggiatori delle otto direzioni cercano sistemazione per la notte." Tripitaka chiese tremando: "Cara pusa. "perché non me l'hai detto subito?" "L'ho detto non appena l'ho riconosciuta" rispose ridendo Scimmiotto. E dopo tutto era di carne ed ossa. che è rigorosa e spietata: devi stare attento. spalla a spalla. "Siamo venuti ad arrestarti per ordine dell'imperatore. Figuratevi che due anni fa ha fatto voto di sterminare diecimila bonzi. dove il re celeste si fece incontro a Scimmiotto: "Questa volta l'avete ricuperato. loti da tardo autunno. "Fratelli" raccomandò Scimmiotto. Si inginocchiò gridando: "Pusa. e Scimmiotto corse a sollevare il maestro: "Potete alzarvi. bonzo! Volgi indietro il tuo cavallo e ritorna da dove vieni. Le nuvolette volarono via verso i mari del sud. sicura che Scimmiotto non li avrebbe scovati. Ai bordi del ruscello drizza spade Il giuncheto. risalirono alla bocca dell'abisso. e ciangottavano sottovoce. che permetta di stare alla larga da quella città?" "Non ci sono deviazioni" sogghignò la vecchia. io e mio padre ce la siamo vista brutta. Porcellino chiese: "Ora che sappiamo di aver davanti questo sovrano sterminatore di monaci. in coppie. Si vede che quelle ossa eran leggere. Il reverendo restò tanto confuso che non sapeva cosa fare: finì per gettarsi bocconi per terra. tutti quanti a bordo di nuvole luminose. Tutte le diavolette si stipavano all'interno. Tutta la compagnia trovò rifugio in un fossato lontano dalla strada. come faremo a proseguire?" "Non aver paura. Dicevano: "Quella bestiaccia immonda avrà lasciato l'abisso da un bel pezzo. Qui la vampira aveva portato Tripitaka per convincerlo a sposarla. I bambù crescevano sul tetto. la gabbia non sa trattenerli." E urlò: "Soldati. Strano. Scende la sera: a quest'ora passerà gente che rientra in città. da torri e pagode suonano le campane e salgono volute d'incenso. a goccia a goccia. Scusatelo di non avervi accolto come doveva. prendete le corde da mostri e legate tutte queste streghe!" Soldati. "Che bel posto! Come sarà saltato il ticchio al re di prendersela con i bonzi?" Lanterne brillano ai crocicchi. il sovrano. solitario. Ne rispondiamo ai nostri superiori. balzò a terra. Se poi non sapete che cosa li aspettava lungo il cammino. prosciughi il mare dorato. bestione. Un paradiso trogloditico come non è dato di vederne altrove. Trecento li di erba calpestata." "Consapevole del Vuoto" lo rimproverò Tripitaka. Mogli e mariti. Sulle montagne Il tappeto fiorito si rinnova. Sarà meglio che portiamo il maestro lontano dalla strada maestra. quante tane di tigri e laghi di draghi! Eppure siamo qui tutti interi. a consegnare le prigioniere e a presentare rapporto. Non è cosa da poco. CAPITOLO 84 ALBERGHI SULLA STRADA D'OCCIDENTE OVE GLI INDISTRUTTIBILI PROTETTI DEL BUDDHA REALIZZANO IL GRANDE RISVEGLIO. diventerete presto dei pii fantasmi.Tutto come all'aperto: il disco del sole e quello della luna. le rosse melagrane Ardon qua e là nel quadro colorato. ci so fare" replicò ridendo Scimmiotto. Finora ci hanno perso la vita monaci sconosciuti e poveracci. Mentre i quattro pellegrini marciavano nell'intensa calura. torri scarlatte si elevano su rupi rossastre a strapiombo. posso chiedere se c'è qualche comoda deviazione. I campi sono verdi. giungereste nel Regno di Distruzione della Legge.

e i nostri capelli ricresceranno. per servirvi. Sarà meglio che mi trasformi. Era un posto tanto pacifico che le porte erano ancora spalancate a quell'ora di notte. "C'è in giro uno spirito malefico in forma di topo!" Scimmiotto si sentì in dovere di chiarire l'equivoco. "Dovremmo metterci dei turbanti. trovò soltanto la camicia e cercò d'infilare la gamba sinistra nella manica destra. sarà che teniate la bocca chiusa: parlerò io." La lanterna della porta di mezzo illuminava la scritta: AL RIPOSO DEL MERCANTE DI PASSAGGIO E sotto: Locanda di Wang il giovane Dalle finestre si vedevano viaggiatori che. La mando avanti io da molti anni. afferrò abiti e turbanti e se li portò via squittendo." "Sono tutti cognomi diversi" osservò ridendo la donna. finita la cena. Dovete sapere che abbiamo una vasta corte e scuderie grandi e ben fornite. si spogliavano. Ci chiederanno che mestiere facciamo. Ma non avrebbe combinato che guai. con ago e filo. "Marito!" gridava la donna spaventata. Batte le ali nella luce di lampade e candele. Ornata di porpora. "Vuoi scherzare?" intervenne Porcellino." "Quanti sono? " "Contando i puledri. Noi siamo venuti in avanscoperta. Anche se i vostri cavalli fossero diverse centinaia. Ma quando saremo usciti dalla città. e io Scimmiotti il giovane. per sfuggirli. quando notò certe case con l'uscio illuminato da una lanterna. Mi sono fatto un'idea della topografia e della lingua che parla la gente. tu Porcelli terzo. Sabbioso sarà Sabbiosi quarto. Il locandiere si dedicò alle operazioni serali: uscì a spegnere e staccare dal gancio la lanterna che illuminava l'insegna. due fanciulli chiacchierini che non mostravano nessuna voglia di dormire. signori? Quali sono le vostre preziose mercanzie?" "Veniamo dal Nord e vendiamo cavalli. nel buio. restituirò tutto. L'irrequieto Scimmiotto. ma Scimmiotto ci soffiò sopra e disse: "Non serve. mentre gli altri sei sono rimasti fuori dalle mura con i cavalli e ci raggiungeranno domattina. Infine anche lui si cambiò d'abito e diede le istruzioni per l'uso: "Ricordate che dobbiamo evitare di usare fra noi le parole maestro e discepolo. il cavallo bianco fungerà da campione commerciale. quando si fossero addormentati. Luce e calore le piacciono tanto da tenerla in perenne movimento. "Diamogli retta. a volte le spegne. Sono venuto a sapere dei decreti disumani del vostro re e. avete ragione. viene gente d'ogni risma." "Per noi sono parole indispensabili." Quelli erano viaggiatori esperti. ma poiché. Facciamo parte di un gruppo di dieci persone. e in ogni caso non avremmo nemmeno un ciuffo di capelli per legarci la cordicella." L'offerta di una tazza di tè venne invece accettata con piacere. me la fabbricherò io." "Questi sono Tang il vecchio." "Il nostro condiscepolo ha pensato a tutto" approvò Sabbioso. Scimmiotto fece finta di niente. "Ho trovato il modo di far passare il maestro" si disse Scimmiotto. sono centodieci. ma di mantelli diversi. La locanda è stata costruita dal mio povero marito Zhao. lo riconobbe al chiar di luna e chiese: "Discepolo. sembra invece che sia un figlio del cielo." Wang il giovane raccolse gli oggetti nella propria stanza. non possiamo aspettare sei mesi. e se ne va a caccia di lucciole. Non sono uno spirito malefico: appartengo alla luce. balzò dal letto e cercò di infilarsi i pantaloni. disceso in terra per proteggere il monaco cinese che va in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. ama la quiete della profonda notte. "Non è difficile smettere di esser monaci: basta non radersi per sei mesi. ho dato un'occhiata alla città: quel sovrano ammazza monaci sarà una bestiaccia. La nostra intenzione è di restare qui per il tempo necessario a vendere i nostri cavalli. Non ci è sembrato pratico portare in città un branco di cavalli a un'ora così tarda. mi chiamo Scimmiotti il giovane. Qui pratichiamo tre tariffe. mi riconosceranno subito per bonzo. ma viviamo insieme come fratelli. dalle ali profumate." "Veramente" rispose Scimmiotto. "Forse festeggeranno capodanno. dove Scimmiotto lo seguì. con una luna così bella. che ronzava intorno agli indumenti. infilarono le casacche e si misero in capo i turbanti. al momento della partenza. Volò d'impeto sulla fiamma della candela e la spense: Rischia la propria vita tra le fiamme E si strina i capelli sulle tempie. "Il maestro sarà Tang il vecchio. ma dorme sempre su un letto . Bussò alla porta e chiamò: "Ehi della locanda." E con un incantesimo si trasformò in falena. sapete. ma a giudicare dall'atmosfera del posto. Gli era venuta l'idea furfantesca di derubare gli ospiti dell'albergo. che non aveva ancora ritirato la lanterna sopra l'insegna. all'altezza delle gronde di tetti e tettoie. Quali altre potremmo usare?" chiese Porcellino. abbassò le tende. e noi lo ricompenseremo con una bella moneta d'argento. Scimmiotto lo lasciò in mezzo alle difficoltà. Al primo piano si trovarono in una camera con tavolo e seggiole confortevoli. Svolazzava attraverso i tre mercati e le sei strade. In breve fece ritorno al fossato dove Tripitaka. Cercando disperato la salvezza. Nel buio si trasformò in topo. Infine li venne a trovare una donna sulla sessantina. Caricarono dunque i bagagli sul cavallo ed entrarono in città. a volte si brucia. in albergo. Passeremo la notte in città. e alla quinta veglia usciremo dalla porta occidentale e ci rimetteremo in cammino. avrete a disposizione il servizio più raffinato che possiate desiderare. Porcelli terzo e Sabbiosi quarto. non siamo parenti. da una scheggia di vecchia tegola. ma per il suo testone nessun turbante era sufficiente: Scimmiotto dovette cucirne insieme due. poi rientrò nella camera. Il reverendo e Sabbioso si tolsero gli abiti monacali. In una locanda ho preso in prestito degli indumenti e dei turbanti: ci permetteranno di vestirci da laici e di passare inosservati. noi potremmo alloggiarli tutti. ma è solo per non doverci più pensare in seguito. questo è un porto di mare. "Che cosa dobbiamo fare?" "Maestro. e io dirò che siamo mercanti di cavalli. hai trovato un modo per continuare il viaggio?" "Per proseguire bisogna risolvere una difficoltà: nascondere la nostra qualità di monaci" rispose Scimmiotto posando gli indumenti. che scrutava ansioso verso la città. e non sarei capace di tramare azioni oscure. e gli risposero: "Caro locandiere. facevano le abluzioni serali e si apprestavano a coricarsi. Qualcuno venne a portare una lampada." "Lasciate perdere i particolari" si spazientì Tripitaka. Scusate se vi intrattengo su queste meschinità. quanto a me. con quella luminaria. "siete un mercante molto esperto. una volta pagato il conto. "il proverbio dice: vende il mercante tre sorte di cose." Del resto non c'erano altre soluzioni a portata di mano. che domandò: "Da dove venite. Porcellino utilizzò la misura più grande disponibile. si spogliò e si mise a letto. sempre con buona reputazione: è la locanda della vedova Zhao. "Certo. ce li renderete domattina." E un garzone venne a prendere il cavallo per portarlo nella stalla."Se mi faccio vedere in giro con la mia zucca pelata. e spalancarono le persiane per sedersi al chiar di luna. che sfortunatamente non è più di questo mondo. Sono il Grande Santo Uguale al Cielo. alla fine si spazientì. Noi siamo stanchi della giornata di viaggio e avremo il sonno duro. chiuse porte e finestre. avete camere libere?" Una voce di donna rispose: "Ma certo! Vogliate salire al primo piano." "Siete giovani per questo mestiere. Prendeteli in custodia voi." "Caro signor Scimmiotti" disse la donna. ho preso in prestito questi abiti con cui rivestirò il mio maestro. Ma la cosa migliore. ma non li abbiamo. e gridò: "Wang. Nell'erba che fermenta può trasformarsi in fuoco fatuo. Di sicuro il locandiere ci tratterà bene. senza avere un'idea delle risorse disponibili." Il reverendo non trovava che tutto fosse ineccepibile. Passarono davanti alla locanda di Wang il giovane. Cercando ospitalità nel mio albergo avete fatto la scelta migliore: questo è l'esercizio più affidabile e attrezzato della città. per travestire i suoi compagni con i loro abiti. potremmo sempre dire che siamo inviati di un paese sovrano: il re non oserebbe trattenerci. si toglievano i turbanti." Il povero Wang si rizzò a sedere frastornato." "Non so proprio come potremmo fare" obiettò Porcellino perplesso. e scelse un'altra locanda all'angolo della strada. senza far loro mancare né fieno né acqua. La moglie portò i figli. lieta e luminosa. e sentirono che all'interno qualcuno altercava a proposito di abiti scomparsi. ma non osò sollevare obiezioni. tutti della razza di quello che abbiamo portato con noi." "Ma noi dobbiamo laicizzarci subito. Il locandiere venne a raccomandare ai viaggiatori di vigilare sulle loro cose: "Vi prego di badare ad abiti e bagagli. la farfalla notturna che spesso viene a cozzare contro le nostre lampade. ci alzeremo alla quarta veglia per fare colazione. Se ci arrestassero. perciò lei sedette in un angolo a rammendare panni a lume di candela. non ascoltare le sciocchezze che dice tua moglie.

La prima classe comprende un festino con cinque piatti e cinque tipi di frutta. Comunque." Porcellino non rispondeva e russava. Mentre il maestro e Scimmiotto osservavano l'interno a lume di lucerna. mancava l'aria e per giunta non erano abituati a portare i turbanti. che dal piano di sopra la sentiva strillare. fratello." "Sentiamo se a loro sta bene. mangeremo di magro. l'albergo fu invaso da una ventina di briganti con le torce in mano. che girava per casa con un bimbo in collo. non chiuderemo occhio. poi la tavola fu sparecchiata e la servitù si ritirò. "Che cosa succede?" chiese Scimmiotto. facendolo brontolare: "Smettila. riescono a prender sonno solo nel buio perfetto. Non possiamo dormire qui. e senza correnti d'aria. Mettete al fuoco verdure del giardino per la zuppa di vermicelli e cuocete timballi di pasta al vapore. che avranno urtato nel soffitto con le stanghe dei palanchini. Dobbiamo pur scegliere con cognizione di causa." "È ancora più conveniente. dormirete saporitamente. goffi e sbadati. sono costretti a dormire all'aperto con i cavalli. Portate riso bianco e farina bianca per le focacce. Scegliete il vino. Abbattete un maiale e un montone." "Dite. Come dicevamo. quello che non si consuma stasera. State tranquilla che il prezzo resterà quello della prima classe. Dal momento che a quest'ora non ho altro personale sotto mano. non servono più. "Né una cosa. lessate carne sotto sale per accompagnare il riso. ma al momento di mettersi a tavola hanno voluto solo cibo vegetariano. in quel caldo soffocante." La vecchia rispose: "Fatemi pensare". Perché voi. e del resto la luce disturba anche me. che sta per finire. ma d'autunno ne avremo tanti che non sapremo dove metterli." "Seconda classe: tavola comune. I quattro poveretti dentro la cassa correvano il rischio di soffocare. Infine in un angolo buio trovarono il cassone. Perché hai quell'aria afflitta?" "Mentre stavo per chiudere bottega mi sono capitati quattro mercanti di cavalli. lo dice anche il proverbio: ti incagli nove giorni su un banco di sabbia." "Che bellezza!" concluse Porcellino. Costa pochi soldi. smettila di scuotere!" "Chi si muove?" reagì il Novizio. abbiamo una grande cassa che non lascia passare né aria né luce. e sarà il momento giusto per far venire le ragazze. piegati sotto il peso. tremanti di paura. In breve. "Gente che se intende come noi. con cassa e cavallo a guisa di trofei. venite su un momento" gridò pestando un piede sul pavimento. Il pasto fu servito in camera." Mentre la vedova faceva intiepidire il vino. attaccarono le guardie di servizio alla porta est e forzarono le serrature. fratellino!" lo contraddisse Scimmiotto. ti credi spiritoso? Lasciami dormire. Le bestie ammazzatele domani. salvo Scimmiotto. Verificate bene: se ci sono fessure." "Tanto non ti scappano." "Non è una cosa prudente. come potremmo toccarle. E la terza classe?" "Mi sento imbarazzata a parlarne a nobili ospiti.di rose. la donna corse dabbasso a cambiare le disposizioni: "Fermi tutti. Tirate il collo a oche e polli. al tempo! Non ammazzate bestie. che parlava di somme favolose. praticate tre tariffe diverse ai vostri ospiti mercanti? Spiegateci quali sono le differenze. Ci si può accontentare. frutta fresca. erano in combutta con una banda di briganti. sono i miei contadini. e provarono ad agitarli per farsi vento." "Che brave persone! Usate molti riguardi fra voi. chiamò la signora Zhao: "Adesso chiudete il coperchio e serrate il lucchetto. e il digiuno cesserà. alla seconda veglia. Volete provarla?" "È proprio quello che ci vuole" rispose Scimmiotto. ma se volete. sono disposto a dormire anche sul carbone destinato al forno. "ma noi ne berremo volentieri un bicchiere. Se ce le servono. dove potremo forzarla con comodo. il nostro umile esercizio è un guscio di lumaca privo di angoli bui. lungo sette e alto tre. Le truppe non riuscirono a catturare nessuno." Gli esperti cuochi prepararono tutto in un baleno." I quattro pellegrini mangiarono e bevvero. "Per questa sera non preparate carne. "Hanno paura delle correnti d'aria. Porcelli ha i reumatismi e non sopporta l'umidità. E mandò a dire ai suoi: "Ritirate i palanchini. Erano ammucchiati l'uno sull'altro. Se qualcuno dovesse entrare nel frattempo. Non era facile stanarlo: non si trovava nelle camere degli ospiti. "Lasciate che ci portino. per esempio. li ho fatti alzare per mandarli a prendere le signorine. Gli scossoni svegliarono Porcellino: "Dormi. ditegli pure di ritornare a letto. Alcuni servi della locanda. anzi. tavoli riservati e belle ragazze. non osando far fronte a truppe regolari. Dopo la mezzanotte sarà il giorno xinyou. Domattina di buon'ora veniteci a dare la sveglia. per questa sera vogliamo una cena di magro. mangia il suo fieno" rispose un garzone. oggi facciamo digiuno. di quello buono. e li ho trattenuti a dormire per la notte." "Anzi. né l'altra. Osserviamo il digiuno del giorno genshen. e batté il piede sul pavimento. Invece prendete orecchiette. media e inferiore. Pizzicò Porcellino a una gamba. Stanchi come siamo. Il vino e la carne glieli servirai domani. Speravo di guadagnar bene." "Ma cosa dici. invece. E tutti se ne andarono a dormire. "Niente. poi per levarsi tutti i panni. Sarà meglio pregarli di cercarsi un altro albergo. "Dalle nostre parti. e poi i nostri fratelli non sono qui. il turbante ci cadrà dalla testa. Tang il vecchio riesce a dormire solo nel buio più nero." "In terza classe non è previsto servizio. La vedova e sua figlia. e non mancate di tenervi dacconto." "Mamma. formaggio di soia e glutine di grano. il migliore." Ma lui continuava a stuzzicare e diceva: "Abbiamo un capitale di cinquemila tael e abbiamo venduto cavalli per tremila. ci abbandoneremo al sonno e le nostre vesti si scompiglieranno. che non poteva prender sonno e si sentiva d'umore attaccabrighe. accorsero il servizio di vigilanza del quartiere orientale e il comandante in capo della guarnigione urbana. a costo di rimetterci il prezzo del pasto che hanno consumato." "Buono a sapersi. e non mi serve altro. abbandonarono il cavallo bianco e si sparpagliarono in fuga nei campi. "L'abbiamo messo nella stalla. Tripitaka e Sabbioso si svegliarono anche loro ed esclamarono spaventati: "Qualcuno ci sta portando via!" "Zitti! non fate rumore" intimò il Novizio. Perciò ciascuno dei nostri sacchi contiene quattromila once d'argento. e poi navighi su nove banchi in un giorno solo. e poi aiutò il maestro a entrarvi. giocare alla morra." "Dove possiamo metterci a dormire?" "Questa non è forse una bella stanza? Non ci sono né mosche né zanzare. avremmo un incasso superiore al capitale. Dove glielo trovo il buio perfetto? Da noi è trasparente persino il tetto. quando si è mangiato abbastanza. che venivano espressamente per svaligiare il mercante di cavalli. ma solo il denaro di quel ricco cliente. Porcellino ci si lasciò cadere per primo senza tanti complimenti. osservò: "Mamma. Va bene la prima classe." approvò la vedova. finirono per addormentarsi." La donna. "Dov'è il nostro cavallo?" chiese Scimmiotto. non sono previste ragazze. Prendiamo il cavallo e portiamoci la cassa in aperta campagna. Per divertirsi si può. si finirà domani." "Sono previsti i servizi di classe superiore. con il coperchio solidamente serrato. si può cercare un po' di paglia e un angolo dove stenderla per dormire. a Sabbiosi ritornerà il suo vecchio dolore alla spalla. "I nostri guadagni ci consentono qualcosa di meglio." "Quante precauzioni!" commentò la vedova. "Qui dove ci troviamo. una pagoda di zucchero. signor Scimmiotti." "Signor Scimmiotti. Non è il sistema più pratico?" E infatti. si udì dabbasso un baccano di tavole che si urtavano. "Portatelo qui con la mangiatoia. che canteranno per voi mentre mangiate e vi terranno compagnia a letto. Sentirono venire da chissà dove gli sproloqui smorzati del Novizio. Il riso sta nella marmitta. "Signora Zhao. si rivolse inquieto a Scimmiotto: "Come facciamo? Quella donna fa ammazzare tutte le bestie del cortile. non era sceso nella corte. La figlia. che hanno ordinato il trattamento di prima classe. gli possiamo procurare tutto il buio che vogliono. e i tuoi conti torneranno. Arcieri a cavallo partirono all'inseguimento e i briganti. vino tiepido. Sono venuti in città a portare il riso dalla mia modesta tenuta. germogli di bambù di Min." Ancor più contenta. la pagoda di zucchero era già pronta. con questo venticello del sud. Se vendessimo i cavalli che restano per altri tremila tael. "Dove dormiremo?" bisbigliò Tripitaka nell'orecchio di Scimmiotto. e se la svignarono per avvertire i loro amici. lessate il riso e mettete in infusione il tè aromatico. ritornò dabbasso e si appoggiò pensierosa alla cassa dei conti. "Se la marmitta è grande abbastanza per saziare la fame." Ma i briganti non avevano nessuna intenzione di viaggiare verso l'Ovest. Finirono per toglierli. ma fecero ugualmente un ritorno trionfale. Due decimi di tael a testa." Quando furono entrati tutti e quattro. "Devo servire vino analcolico?" chiese la locandiera. tutta contenta corse in cucina: "Servite del tè. mollarono la cassa. Se lasciate le finestre spalancate. Dunque i lavoranti della tenuta portarono la cassa e aprirono il coperchio. Ora ci sono pochi clienti perché è la stagione calda. accanto era legato un cavallo." Tripitaka. vede subito che in un baule di quella stazza si custodiscono solo grandi ricchezze. Domani saremo tutti insieme in allegria. turatele con la carta." "Ma è gente malaticcia" rispose la vedova. "Agli ordini. "Al vecchio Tang non piace" rispose Scimmiotto. si barricarono in camera loro e li lasciarono fare. La vedova risalì: "Che altro vi occorre? Sempre al vostro servizio. noi che abbiamo fatto voto perpetuo di mangiare di magro?" "Mi viene un'idea" rispose Scimmiotto. Ai briganti non interessavano le cose dell'albergo. Costa mezzo tael a testa. camera compresa." "E come?" "Ricordi quel cassone gigantesco che aveva costruito il povero babbo? Sarà largo almeno quattro piedi. con stanghe e funi. e legatelo accanto alla cassa." "È per un voto perpetuo o mensile?" domandò la vedova stupita. che si aggiravano per casa a portare acqua o attizzare il fuoco. Ci potrebbero dormire sette od otto persone: chiudili là dentro. E noi che cosa faremmo?" "Giusto" ammise Scimmiotto. mezzo tael non basterebbe per pagare le ragazze. Fu dato l'allarme. dite. Sabbioso vi depose prima i bagagli. sollevarono a fatica il grande oggetto e se lo portarono via. ci risparmieremo la fatica di camminare. signor Scimmiotti" rispose lei correndo su per le scale. attraversarono il quartiere orientale della città." "Mica male" commentò ridendo Scimmiotto. ci riconoscerebbe subito dalle nostre teste rasate e strillerebbe che siamo monaci. Anche alla luce delle torce il comandante poteva apprezzare la bellezza dell'animale: .

giovani e vecchi. negli yamen e nelle residenze grandi e piccole. nel gineceo. dentro la cassa." "Non oseremo mai più prendercela con i bonzi!" esclamavano tutti con le lacrime agli occhi. Come potrai distruggere questa Legge infinita. ricuperò le sue cose e. La cassa venne portata a casa sua. Afferrò una lanterna e corse al giaciglio del drago: anche lì sembrava che dormisse un monaco." Ma i mandarini di ogni livello e residenza. sa arrampicarsi sulla montagna. All'udienza del mattino. che non ne poteva più. commentare e redigere rapporti d'ufficio sugli avvenimenti. Le sfuggì uno strillo che fece svegliare il re. trasformò uno dei propri peli in trapano a tripla punta. Perciò non osavamo farci riconoscere.Criniera di fili d'argento. Per ordine del re fu aperto il coperchio e Porcellino. giusto per completare il numero di diecimila bonzi morti ammazzati. i mandarini civili e militari che si presentavano a rapporto si scusavano dell'imperdonabile licenza. Poi. come vedete ci troviamo tutti trasformati in monaci. effettuato in conformità dei vostri sacri ordini. I due ufficiali si ritirarono per recarsi allo yamen dov'erano depositate le spoglie e organizzare il trasporto. nei cinque stabilimenti militari e nei sei ministeri. è vero! Che cosa hanno fatto alla nostra reale testa?" Ed ecco giungere a frotte le concubine delle sei corti. pronunciando l'incantesimo che inizia con la sillaba Om. durante la notte tutti quanti abbiamo perduto i nostri capelli. Poi comparve Scimmiotto. In quel momento il re dormiva ancora della grossa. ritornò donde era venuto. di uomini e donne. forse saremmo riusciti a difenderci. quando intendeva presentarsi a rapporto dal sovrano e sollecitare le debite istruzioni. in modo da restare immerso in un sonno tanto profondo che non gli consentisse nemmeno di rigirarsi nel letto. Quindi si trasformò in formica e scivolò fuori. Tutti si inginocchiavano davanti a lui mostrando una distesa di teste pelate: "Signore e padrone. compreso il re." La cassa arrivò a corte. coda di pendenti di giada." I rapporti si ammucchiavano davanti al re. qui dentro è il meno peggio: si può anche schiacciare un pisolino. Cercò un posto tranquillo per riprendere il suo normale aspetto. saltò fuori per primo seminando il panico. Ma dite a Porcellino di non far gazzarra per questioni di precedenza. Solo le ossa si potrebbero vendere per mille pezzi d'oro. ve lo garantisco io. Anche lui finalmente potrà godere il Vuoto. il quale spalancò tanto d'occhi a vedersi davanti quella testa pelata. cadde per terra. ci siamo camuffati da laici e abbiamo chiesto ospitalità in un albergo di questa preziosa città. incontro alle nuvole azzurre. Che comprende ogni causa e pratica ogni astuzia? Un solo fondamento possiedono i tre Veicoli. terrorizzato. al Monastero del Colpo di Tuono." "Figúrati se penso a queste cose!" esclamò l'interessato. che darà vista ai ciechi Redimendo il sovrano. e infine Sabbioso coi bagagli." E fece conoscere la sua volontà: "Non dir motto a nessuno della perdita dei capelli. Agli eunuchi. ma dobbiamo constatare che la cosa ha coinvolto tutti senza distinzione. Da parte sua. Il quale risalì sul trono e ordinò: "Coloro che hanno istanze da presentare si facciano avanti. la licenza di cui vi scusate?" "Ah." Il re rifletté su quanto accadeva e finì per spuntargli una lacrima: "Magari è un castigo per l'uccisione di tutti quei bonzi. trasformatosi di nuovo in formica. La misura successiva fu di strapparsi un altro ciuffo di peli dal braccio sinistro e di trasformarlo in un esercito di minuscoli Scimmiottini. maestro che venite da tanto lontano?" "Il vostro umile servitore aveva saputo del voto fatto da vostra maestà di sopprimere bonzi. Con l'aiuto dei suoi assistenti. se non c'è nessuno. Vi preghiamo di decretare quale uso deve esserne fatto." "Come mai vi siete chiuso dentro quella cassa con i vostri discepoli. dal più umile al più eminente. Recarsi tutti alla sala di udienza. era accaduta la stessa cosa. mia cara. debitamente sigillata da un nastro con la sua firma e guardata dai suoi uomini. "Ho sistemato tutto: quando apriranno la cassa. Prima dell'alba l'operazione fu conclusa. inghiottendo le lacrime." "Non fate baccano" esortava il Novizio. le concubine e i cortigiani rendessero loro omaggio. e balzò su una nuvola per recarsi al palazzo reale. se in fin dei conti non sapete che cosa ne fu. come spiegheremo al re la nostra presenza qui dentro?" "Parlate piano!" rispose ridendo il Novizio. e si levò a sedere chiedendo: "Santo cielo. per paura che qualcuno scoprisse inavvertitamente le nostre teste rasate. passeremo il resto del tempo appesi a una trave. Le dame dovettero comunque disporsi in corteo. per andare a svegliare la coppia reale. reverendi?" "Siamo inviati da sua maestà dei grandi Tang. e da quelle dei civili il commissario del quartiere orientale. che accompagnava il monaco cinese tenendolo per mano. so io che cosa dire a quel sovrano dalle idee confuse: vedrete che non vi sarà torto un capello. nitrendo alla luna e mimetizzandosi nella neve. Per dormire ci siamo chiusi nella cassa. Il reverendo intanto se la prendeva con Scimmiotto: "Scimmia zuccona! Vuoi farmi morire. Ogni funzionario di ogni grado doveva avere il suo insetto a pungerlo. "Ci sembrate irreprensibili come sempre. si alzò dal trono e ordinò che le regine. i ministeri eccetera a radere a specchio tutte le zucche. abbiamo sequestrato una cassa e un cavallo bianco. È un vero drago dei mari. vedrete che ci renderanno gli onori dovuti ai maestri della legge. mio sovrano?" Il re si tastò il capo e ci rimase di sale: "Accidenti. A questo punto ogni Scimmiottino prese un rasoietto e andò in giro per il palazzo. Quando alle prime luci le signore del palazzo si levarono dal letto e si posero davanti allo specchio per pettinarsi. le cose non le andarono meglio. Non mi parlate degli otto destrieri e corsieri: questo eclisserebbe persino il grande Sushuang. quando apriranno la cassa. Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli dal braccio destro e li trasformò in uno sciame di insetti del sonno. Infine manipolò la sbarra cerchiata d'oro e la trasformò in una quantità innumerevole di rasoi da tonsura. Quando il re si rese conto che i quattro pellegrini erano bonzi. che cosa vi è successo?" "E a voi. altrimenti i mandarini civili e militari potrebbero muovere critiche alla politica del governo. scoprirono che durante la notte i loro capelli erano scomparsi. Se invece sapete portare pazienza. Quanto al bottino conquistato dal comandante della guarnigione e al destino che aspettava i prigionieri della misteriosa e gigantesca cassa. Tripitaka. siamo pronti per finire sotto il coltello del boia senza altra indagine. Ma dopo tutte queste avventure e scrolloni. Domani. Se sentono rumore e aprono subito la cassa. Senza morte né nascita. Se ci avessero arrestato in condizioni normali. arrotoliamo le cortine e togliamo la seduta. "Qui fuori è pieno di gente. nel paese dell'Est. chiese: "Quali affari vi hanno portato qui. a cercare le scritture e rendere omaggio al Buddha nel Paradiso dell'Ovest. UN PETALO PER VOLTA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO SI INGELOSISCE DI MADRE DEL LEGNO. Dalla cassa forata intorno si diffonde Una buona novella. E IL PRINCIPE DEI DIAVOLI TRAMA INGANNI PER INGOIARE MEDITAZIONE. si scoprirono con orrore teste lisce come palle da biliardo. Quando si alzò dal letto la regina dei tre palazzi." "Portateli qui" rispose il re. le dame del palazzo. all'udienza mattutina. Scimmiotto congedò la divinità locale. Sfortunatamente dei ladri ci hanno portato in . e con pochi giri aprì un forellino in un angolo della cassa. avevano lo stesso problema. le nostre umili persone non hanno osato disporne. Quando si alzarono per recarsi a corte. ciò in attesa dell'alba. che si alzò dal giaciglio del drago e dichiarò: "Neppure noi comprendiamo che cosa sia accaduto. doveva diffondere gli animaletti dovunque nel palazzo. E della tosatura si chiedono il perché. cari ministri. fu portata oltre la Torre delle Cinque Fenici e venne deposta ai piedi del trono. gli yamen. unicorno di giada che rallegra il cuore a vederlo. Fu un gran correre. ascoltate il prossimo capitolo." Scimmiotto attese che trascorresse la terza veglia. dal primo dei ministeri all'ultimo degli yamen. In che cosa consisterebbe. convocò il tudi locale e lo incaricò di darsi da fare. per rientrare in città alla testa delle sue truppe montato su quella meraviglia. Porcellino vide il comandante in capo che reggeva la briglia del cavallo bianco e marciò su di lui sbraitando: "Dammi quel cavallo! È roba nostra!" Il povero ufficiale. CAPITOLO 85 FIOR DI SUSINO. gli eunuchi grandi e piccoli. Il comandante scese dal proprio cavallo." Dalle file dei militari uscì il comandante in capo della guarnigione. "Sarei contento se ne uscissimo vivi. udendo gli ordini e il trambusto si spaventò: "Discepoli miei. Si prosternarono davanti ai gradini di giada e riferirono: "Durante il servizio di pattuglia. signore e padrone! Non si sa come. Non si sentiva parlare d'altro: Ai tre schiocchi di frusta(8) si rivolgono al re. Sa galoppare più veloce del vento per diecimila leghe.

Scompare il sole senza lasciar traccia. il riferimento alla legge va benissimo.aperta campagna. Se è capace di vincerlo." "Ma se tu non glielo dici. perché il Monastero del Colpo di Tuono sia davanti ai nostri occhi. sta diradando. Scacciate i dubbi e seguitemi. Il voto di uccidere bonzi. che prese tutto per oro colato. "In primavera lo zefiro. Tu puoi credere Che l'universo ripiombi nel caos. Alzando gli occhi." "Quale inno?" "Monte degli Avvoltoi non cercarlo lontano. Ma dal momento che è anche un ghiottone. mettono troppo sale. fratello" chiese Sabbioso. come una piattola." "Maestro. ecco un'altra montagna: com'è dirupata! Stiamo attenti!" "State tranquillo" disse ridendo Scimmiotto. Ecco il suo aspetto: Corpo imponente e poderoso. La parete a strapiombo domina grandi cumuli di rocce dalle forme bizzarre. ma il comandante in capo ci ha ricuperato e portato qui." "Che bisogno c'è che venga dal cielo? Il vento può benissimo venire dalla terra. Bastano volontà e sincerità senza macchia. tutti ci siamo ritrovati con la testa rasata." Il grande santo balzò in aria. Quei versi significano che il senso delle scritture. vittorie per mille generazioni." Scimmiotto raccontò come aveva fatto. Sono pieno di brividi e paralizzato dall'angoscia. siamo noi che non vi abbiamo accolto adeguatamente: voi siete un monaco eminente di un paese superiore. d'autunno il vento dell'ovest e d'inverno la tramontana. non era capace di sbarazzarsi dei suoi avversari con mezzi sleali. Quell'infingardo non avrà voglia di darsi da fare. Questo garantirà mare calmo. regine e concubine. Ripresero il cammino in questa gioiosa disposizione di spirito. Brandelli di nuvole lambiscono le rupi della vetta. i pelacci pungenti della barba d'argento intimidiscono diavoli e dèi." Per ." Ascoltando Scimmiotto. "mi sto ancora chiedendo dove hai potuto trovare tutti i barbieri che occorrevano per radere a zero tante zucche in un tempo così corto. "Noialtri siamo monaci osservanti. Ora che ci è concesso di contemplare il volto di drago di vostra maestà. Dissimula a malapena artigli più taglienti di lame di giada. Consapevole del Vuoto? Avevi mai visto alzarsi una nebbia come questa. senti! Se volete iscrivervi anche voi. Vediamo come te la cavi. Non puoi pensare a te stesso lasciandoti indietro il maestro. prego. scrutò intorno facendosi solecchio con la mano. Ricorda il detto dei libri antichi: vivo il padre. ancor prima che cessasse il vento?" "Non affrettiamo le conclusioni" rispose Scimmiotto. "Ecco il vento!" gridò Tripitaka con voce spaurita. lo avevamo formulato perché un monaco ci aveva calunniato." "Non c'è niente di male se il cibo è salato. è come rivedere il sole dopo che le nuvole si sono disperse. insieme al gorgoglio d'acque dei ruscelli. Il reverendo tirò le redini: "Discepoli. ai turbamenti e ai disagi del pensiero. pace in ogni direzione. Liane e rampicanti ricoprono i tronchi. Sovrano e sudditi." "Non avrete per caso dimenticato il sutra del Cuore del maestro di meditazione del Nido dei Corvi?" "Lo ricordo benissimo. che il tuo stratagemma è stato proprio ingegnoso: ne avrai grande merito. starò zitto." "Non dirlo! La vetta è minacciosa. Se restate in preda alla paura." Ritornò dunque da Tripitaka. screziato di colori. Intanto il passaporto fu vistato e Tripitaka venne interpellato sull'opportunità di mutare il nome del paese. vi basta molto meno: è sufficiente che mettiate il visto ai nostri passaporti e ci facciate accompagnare fuori città. S'alza un velo di polvere: scompaiono Gli alberi più vicini. di solito l'azzecco. il figlio non osi sottrargli nulla. Dovreste sostituirla con il rispetto: Paese del Rispetto della Legge. ogni presenza È inghiottita nel nulla. "Andrà tutto bene. basta avere abbastanza da bere. una quarantina di mostriciattoli si dedicava alla stessa pratica magica. Ululati di richiamo di lupi grigi. Quel suo masticare e soffiare nebbia e vento rivela intenti aggressivi ben determinati. "Non aveva torto il maestro" pensò Scimmiotto ridendo fra sé. Ora potrei schiacciare il mostro di sorpresa. ruggiti di tigri affamate che balzano sulla preda. "C'è un vento per ogni stagione" commentò Scimmiotto." "Non parliamo di soldi" intervenne Scimmiotto. Accanto a lui. lo stuzzicherò con argomenti gastronomici. Uccelli prendono improvvisamente il volo battendo le ali. La sua ferocia si manifesta anche in tremendi ruggiti. Cervi e daini caracollano tra i fiori. Vediamo come reagisce. Per essere sicuro che il vostro regno resti perennemente integro e che voi godiate di felicità e longevità. lo hai fatto un assaggio?" "Giusto un boccone." Il re ordinò che la corte dei banchetti organizzasse adeguati festeggiamenti per il ritorno del regno in seno all'Unico. che ne diresti?" "Non sta bene. Speriamo che vostra maestà ci vorrà perdonare e lasciar liberi: la nostra riconoscenza sarà più profonda del mare." "Lo conosco benissimo. che cosa hai scoperto su questa nebbia?" "Come vedete scompare. d'estate il vento caldo umido. che chiese: "Consapevole del Vuoto. scimmie e gibboni si divertono in società. "Che ne dici. ma questa volta mi ero sbagliato." Porcellino scoppiò a ridere: "Senti. Il canto di uccelli invisibili è portato dal vento. Ciascuno può trovare dentro di sé lo stupa Dove può coltivare la vera perfezione. per riprendere il nostro viaggio. per farci accettare acconsentiremo a offrire tutte le ricchezze del regno. Si vedono correre volpi e scorrazzare zibetti. Voialtri due restate qui di guardia. Lo spirito nettato da ogni turbamento risplende nel vuoto. Denti da stritolare diamanti. fiume limpido. il reverendo dichiarò tutto allegro: "Devo dire. Per i miei gusti. il merito sarà suo. Ora vorremmo diventare vostri discepoli: speriamo che non ci negherete l'appoggio della vostra eminente saggezza. videro un monte superbo. sede di una corte celeste. le orchidee profumate sono sparse nell'erba di diaspro in riva all'acqua. belve esplorano senza requie il terreno a caccia di preda. l'ombra gettata dagli alberi è fredda. per lui non sarà la stessa cosa?" "Va bene." Ma di colpo subentrò una nebbia poco comune: Oscura il cielo come una tovaglia E ricopre di tenebre la terra. Ma una piccola negligenza può richiedere mille anni per rimediarla. La foresta che riveste i fianchi è ricca di migliaia di alti pini. andrò a liberarlo: la prova più impegnativa sarà tanto più onorevole per me." "Si capisce. Se io andassi avanti in avanscoperta a rosicchiare qualcosa. non siete sulla Grande Via e il Monastero del Colpo di Tuono non fa per voi. con le loro migliaia di sutra." Porcellino. Consapevole del Vuoto." "Hai voglia di mangiare?" "Mi era appunto venuto un po' di appetito." "Io. Si odono i fischi acuti del gibbone in cerca di frutta. fratello. Rotondi occhi d'acciaio che spaventano fiere e uccelli. finché giunsero in vista di un'alta montagna. "Ritornerò alla base e darò un'opportunità e un segno di considerazione a Porcellino: gli proporrò di affrontare il mostro per primo. a destra e a sinistra. non è altro che coltivare il cuore e lo spirito. Intervenne Scimmiotto: "Nel vostro attuale nome. In breve giunsero ai piedi del monte. Perché il Buddha sereno risiede nel tuo cuore. che sta cuocendo a vapore grandi quantità di riso e pani di farina bianca per offrirli ai monaci. Supponevo che ci fosse sotto qualche mostro. Il viaggiatore osserva inquieto il cammino: è mai possibile che a ogni curva il sentiero diventi più ripido? Sulla comitiva che avanzava soffiò all'improvviso un colpo di vento. venti e piogge ai momenti giusti. "Smontate da cavallo. è la distruzione che non va. Ma questa notte siamo stati convertiti in modo inatteso: anche noi ci siamo visti ridotti a monaci e monache. il cuore conserva la purezza delle cose." Il re li ringraziò e li fece accompagnare sulla strada dell'Ovest con la carrozza reale. e li fece tanto ridere che si dovettero fermare sul ciglio della strada dell'Occidente per tenersi la pancia. Mentre riprendevano il cammino. La nebbia veniva dalle loro cucine ed è buon segno." "Reverendo. ma non è così." "Di che cosa si tratta?" "A poca distanza da qui c'è un villaggio di brava gente. verso la cima si levano rade canne di bambù. il reverendo si sentiva lo spirito riconfortato e rasserenato. e scoprì che in effetti a qualche distanza c'era un mostro seduto su una rupe. Tace di colpo il canto degli uccelli. mentre io mi guardo intorno per saperne di più. "Non c'era niente di naturale in queste condizioni meteorologiche." "Allora avrete dimenticato i versi dell'inno. e nonostante la distanza si vedono i vapori nocivi e le nebbie minacciose che ne emanano. coperto di macchie." "Maestro." "È vero. Se non ce la fa e viene fatto prigioniero. gli chiese in privato: "Fratello. in numero di diecimila per far cifra tonda. dovrete pagare la matricola. come le nuvole possono emanare dalle montagne. Perché vi preoccupa questo vento in particolare?" "Si è alzato troppo all'improvviso per venire dal cielo. ma dove andrebbe a finire il mio buon nome?" Scimmiotto era un soldato coraggioso.

corse via sogghignando fra sé. Ci ha tanto spaventato. tanto meglio. Gridò rauco: "Maestro!" "Santo cielo. orecchie larghe e certe setole rade sul collo." Porcellino. lasciò un altro sé stesso ottenuto dalla trasformazione di un pelo e balzò in cielo. il metallo non sa generare terra. Se pensavi di essere tu a mangiare. L'orco dovette farsi coraggio per chiedere: "Da dove vieni? Come ti chiami? Parla. attento ai fatti tuoi! Sta arrivando un tizio delle mie parti a darmi una mano. non credo che ce l'avrei fatta. Non dir niente. "Disgrazia. In guardia!" "Bestiaccia che sei! Vedo che in vita tua hai fatto il tintore." E giù colpi in testa. Fui scudisciato come si conviene Ed esiliato in questo basso mondo Per fare penitenza. che rischiar troppo nei fatti. dobbiamo attraversare questa montagna organizzati come un convoglio militare. lo afferravano per la cintura. ritornato sconfitto al suo rifugio." Scimmiotto. corse a sellare il cavallo e invitò il maestro a montare. guai a me! Mi chiedo quanti 'sporco equipuzio!' mi toccheranno." "È vero: Consapevole del Vuoto è sempre rimasto con me. Porcellino non era privo d'astuzie. che prometteva di diventare un buono stufato. Un terribile orco senza nome sbarra la via fra le montagne. Se ritorna perché è riuscito a sconfiggere l'orco che tende agguati lungo la strada. semmai ce li serviamo a pranzo. non sai se in veglia Oppur nel sonno ti appare l'incubo. ma di fatto Divenni mostro e mi trovai una moglie. lo spingevano e lo tiravano tutti insieme. arrivo!" La sua voce diede nuovo coraggio al bestione. non vi fate imbrogliare anche voi." Per non far vedere al reverendo che si allontanava. e trovò che la bruttezza di Porcellino era davvero straordinaria: Il lungo grugno sembra un martello." "Di che cosa ti vergogni?" "Il condiscepolo anziano mi ha imbrogliato. sulla strada che dobbiamo percorrere?" Scimmiotto non poteva reggere oltre lo scherzo. mentre Sabbioso chiudeva la marcia portando i bagagli. tutto allegro. Sulla montagna s'ingaggiò un bel duello: Pestello di ferro contro rastrello a nove denti. che apre la strada. riprese la propria forma e brandì il rastrello. che borbottava la sua preghiera scandendola con i colpi sul pesce di legno. Ma è capace di trasformarsi. l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. altrimenti ti tocca affrontarlo. compiaciuto della propria astuzia." "Com'è fatto un convoglio militare?" "Tu sei il capo in testa. Un momento dopo li raggiunse il bestione." Il bestione. grande re!" corsero ad annunciare. Vi ho detto che andavo a cogliere erba." "Questo bestione racconta frottole" intervenne Scimmiotto ridendo. hai sbagliato strada. che non riusciva più a controllarlo. vedrai quanto si vanterà. È vero che. che si difendeva furiosamente con il rastrello. "Di che ridi?" chiese Sabbioso. I due eroi impegnano ogni loro talento e giocano il tutto per tutto. l'altro ricorda l'acquazzone torrenziale. si chiedeva: "Che cosa succede a questo bonzo? Un momento fa stava per cedere e ora fa il diavolo scatenato. mi fate morire di vergogna. Urla e tuoni da far tremare il monte. "Mi stai dicendo che sei un discepolo del monaco cinese" esclamò l'orco. Vieni qua. non teme i diavoli. bonzo?" "L'invito a pranzo. di bassa statura. che conosceva anche lui le sue trentasei trasformazioni. Ha raccontato di un villaggio dove si cucinavano pranzi per monaci. Mi capitò un incontro disgraziato Con Scimmiotto." "Perché il tintore?" "Altrimenti dove ti saresti procurato quel pestello per battere i panni?" La creatura non era d'umore conversevole. Ma un giorno. "Accontenterò tutti: accetterò l'invito di ciascuno di voi. oltre all'elemosina per noi? Poiché la nebbia si è dispersa." "Non abbiate paura. recitò un incantesimo e si trasformò in un monaco magrolino. e il rastrello è come un drago in agguato nel giuncheto. che cosa ha potuto succederti perché ritorni in questo stato? Forse il prato era recinto. "È arrivato un bonzo di bell'aspetto. "Fratello. Fece al maestro una riverenza e gli propose: "Non vi pare che sarebbe indiscreto portare in quel villaggio il cavallo affamato e chiedere anche foraggio per lui." "Va bene" rispose il monaco lietamente stupito. sostiene oggi la natura in sé. E son quei denti candidi chiodi. L'orco. "Rido di quello scemo di Porcellino. Porcellino. Sembran le setole Punte di freccia. altro che paesani!" Tirato da tutte le parti il bestione si spazientì. Porcellino. e sono venuto a farmene offrire." "Caro mio. Io non mi sono mosso da qui. Lasciamo Porcellino al suo scontro con l'orco. aveva teso con le sue milizie un'imboscata ai passanti lungo la strada. Sembra quel pestello un pitone che si rizza dalle acque del lago. che è partito di corsa in cerca del ristorante per monaci. I colpi dell'uno sembrano trombe d'aria. e tutto l'onore è tuo. Quella che impugna è un'arma insolita: Sembra un rastrello da giardiniere. che si era seduto a qualche distanza dal maestro. dovessi lasciarci la pelle. "sembra che tu non sappia più riconoscere il tuo antenato. L'orco. Scimmiotto non seppe trattenersi e gridò: "Tieni duro. ma si trovava in crescenti difficoltà. Per proteggere il maestro. che raddoppiò l'impegno. L'orco. Scimmiotto non intervenne e ritornò invece al punto di partenza. se tieni alla vita." "Come si è trasformato?" "Non sembra nemmeno un uomo: ha un grugno da porcello. non me lo chiedete. Intanto a Scimmiotto.soddisfare la gola." Porcellino si spaventò e pensò ogni male di Scimmiotto: "Quel vigliacco equipuzio mi ha raccontato che i paesani offrivano riso ai monaci: questi sono mostri. Se il nemico non si presenta. "Come mai oggi sei tanto scrupoloso e diligente? Va e torna presto." Il bestione s'indignò: "Maestro. Per alta che sia la montagna. "Quel monaco di cui sento lodare da tanto tempo la squisitezza della carne. S'inchinò e disse ridendo: "C'è sì una banda di mostriciattoli. Alcuni mostriciattoli si avvicinarono rispettosamente e gli chiesero: "Di solito vostra maestà è allegro. perché oggi invece è tanto ." "Mio caro" sogghignò Porcellino. che siamo corsi a informarvi. vittorioso ma conciato da far paura: era ansimante e spossato. Devi riconoscere che ti lascio sempre le incombenze più prestigiose. resta qui mentre verifico come vanno le cose." "Quale invito. ma Scimmiotto lo trattenne per dirgli: "Bada che quella gente non vuol saperne di fare l'elemosina ai monaci troppo brutti. Visto che il pericolo era superato. di color scuro. se non muore si ferirà. guerriero in guerra. E le misi la casa sottosopra. Mi lasciai andare a una dichiarazione D'amore assai focosa a una gran dama. Avevo giusto in mente di catturarlo. ma era solo un pretesto. rispose: "Certo che marcerò in testa. ci vuole bella presenza." "Hai capito male: noi non serviamo pranzi ai monaci. che gridava ai suoi mostriciattoli di accerchiare il nemico. Consapevole della Purezza." L'orco venne avanti roteando un gran pestello di ferro. che non stimava troppo quel mostro. il moccio gli colava dal naso e la schiuma gli sigillava la bocca. Arida e spessa. Ci ha pestati ben bene con un rastrello. restate qui seduto per un momento. Ho saputo che preparavate cibo per i monaci. sfuggì una risatina sarcastica. si vede che non conosci il proverbio: principe al festino. si era seduto su una roccia e rimuginava in silenzio. vengo a vedere. da bravi immortali di montagna che hanno conseguito il Tao. Mentre lo guardi." "Se il bestione fa l'eroe. Veramente di sutra non ne sapeva. dove il reverendo non si era accorto di niente. Divenni Porcellino. Ti racconterò tutto: Nominato Ammiraglio dei Canneti Celesti dal supremo imperatore. L'orco non sapeva più come pararli. e si accontentava di ripetere le parole dei primi tre caratteri che gli avevano insegnato alla scuola elementare: "grand'uomo superiore"(9). Dall'alto vide il bestione accerchiato. Quando la natura è sulla giusta via." "Insomma. "Non spingete!" gridava Porcellino. ma non oseranno certo prendersela con noi. Invece mi son visto circondare da una quantità di mostri e ho dovuto sostenere un duro combattimento. mettendo in fuga i suoi aggressori. se non si sbronza si sazierà. sarà il caso che ti dia qualche ritocco. Se il condiscepolo non mi avesse dato una voce. Gli occhi rotondi lanciano lampi. non ne uscirai." Il bestione. e fui vinto dalla sbarra Cerchiata d'oro. ripartirono quindi sulle orme di Porcellino. vecchio peccatore. Con gran sacrificio Dovetti farmi monaco. ricuperati vento e nebbia. È meglio sfogarsi a parole. "Che disgrazia?" chiese l'orco. Avrà usato i suoi trucchi per farsi sostituire. Pelle rugosa. e rispose con una pioggia di colpi. Le lunghe orecchie muovono l'aria Come ventagli." "Vuoi dire che mi devo trasformare?" "Proprio così. grida e ruggiti da commuovere le viscere della terra. Lo sfortunato bestione ci incappò senza rendersene conto e si trovò accerchiato da mostriciattoli che gli tiravano la tonaca. I miei compiti Sono di cavallante e di facchino. Consapevole del Vuoto: ci sono o no mostri. e i guardiani ti hanno battuto perché tagliavi l'erba?" Il bestione lasciò cadere il rastrello e si batté il petto: "Maestro. ed il mio nome Assunto in religione è Otto Divieti. Prima ammiraglio dal piede di ferro. Porcellino!" gridò il reverendo. mentre io raccolgo erba tenera. "È come il brigante che vuol coinvolgere tutti i compagni di galera. con la testa Che dei fumi dell'alcol era piena. "Eri andato a raccogliere erba. Comandai ottantamila marinai E vivevo felice in un palazzo Di cristallo. e batté in ritirata con i suoi mostriciattoli. Ora che ti sei gettato da solo nella bocca del lupo. Se invece lo acchiappano. e io ho pensato di approfittarne. vogliamo soltanto gente pia: ma la vogliamo per cucinarla al vapore. vuol dire che non andrà lontano" sogghignò Scimmiotto.

" "Zitto. Sul più bello si udì nel bosco un sinistro scricchiolio. Poi ciascuno avrà il suo bocconcino. piombò dal cielo su di lui. Voi restate a cavallo mentre io lo catturo. Quando potremo rivederci? Morirò prima di dolore." L'orco era livido dallo spavento. vale quanto Porcellino. dieci sui cento e tre sui dieci. Roso dall'inquietudine. il monaco fu legato a un albero dell'orto." Così si fece. Sono legato qui ormai da tre giorni. Se dovesse andar male. renderò vane le intenzioni del mio sovrano. Ora porterai dentro il monaco cinese. "Se tu muori. mentre gli altri pellegrini si allontanavano. Tante fatiche ridotte a nulla. "Il nostro ufficiale d'avanguardia è un gran ragionatore.pensieroso?" "Ragazzi." "Chi era il vostro avversario?" "Un bonzo che si chiama Porcellino Otto Divieti. Ho sentito molto parlare di questo monaco cinese. Tripitaka sfortunato Sempre incontra altre sfortune. che avanzava con Sabbioso. rinunceremo. dove mi concedeste il favore di assumermi al vostro servizio." Dalla fila dei suoi si fece avanti un mostriciattolo che fece tre singhiozzi e tre risate. ho un piano da proporvi. per aria. Mi vogliono mangiare. La parola del capo in guerra rende nero ciò che è bianco. Che disastro! È il caso di dirlo: Se la meditazione incontra il diavolo. Ma per me è diverso." "Che cosa significa?" "Fate un'accurata selezione fra i vostri soldati: cento su mille. "Il boscaiolo pensa a sua madre. Il mostro parò il colpo con il pestello e incominciò lo scontro." "Ma quale sarà la reazione dei discepoli. Non mi pare che la carne di questo monaco cinese sia a portata di mano. mi ha affidato la sacra missione di andare dal Buddha vivente a rendergli omaggio e a chiedergli i sutra autentici. se lo si potesse mangiare. Sarà stato inutile il mio lungo studio dei sutra? Servire il sovrano o servire i genitori è la stessa cosa. la vostra morte provocherebbe solo questo guaio. e un secondo mostro identico al primo ne balzò fuori e si gettò sul monaco cinese. ce lo mangeremo a nostro agio. gli darà tempo di purgare le budella. dove siete andati a combattere creature malefiche? È qui che soffro. anche il boscaiolo si mise a piangere: "Reverendo. Se volesse davvero vendicarsi." "Se tutti dicono che mangiarlo procura l'eterna giovinezza. non riuscirono ad arrestarlo. la vita: vento e polvere. Il cavallo bianco pascolava solitario l'erba del ciglio. Lo scopo è di salvare le anime perdute. boscaiolo!" esclamò il reverendo riprendendo a piangere. vide il monaco cinese rimasto tutto solo. Non sarà più difficile che prendere il pane dalla tavola. un petalo per volta." Ritorniamo a Scimmiotto. ci siete cascato anche voi. non sapete come trovò il maestro." "E Scimmiotto?" "Su di lui ci sarebbe tanto da raccontare." "Sarà prudente procedere. e se riusciva. il Novizio si caricò i bagagli in spalla. Davvero: Cuore spezzato con cuore spezzato. non avranno forse la delusione più crudele? Esse resteranno per sempre lontane dalla salvezza." "E allora che cosa suggerisci?" "Secondo me. un elmo come il vostro. Ma oggi è un giorno sfortunato: sono andato in bianco. fratello e fratellino brancolano proprio nel buio. non nuocerà certo alle sue carni. Se ora perdo la vita. Ma uno si fece avanti per dichiarare: "Grande re. senza distinguere il vero dal falso. Perde di colpo ogni suo beneficio. Vedremo come si mettono le cose. i pellegrini incapparono in una delle imboscate: il primo mostriciattolo si drizzò urlando sul ciglio della strada e balzò avanti per impadronirsi di Tripitaka. sarebbe arrivato fin qui? Chissà quante creature malefiche lo avrebbero mangiato prima. Tu vivi per amore di tua madre. Il primo è Scimmiotto il Novizio. i nove luminari. Quando in un modo o nell'altro ci saremo sbarazzati dei discepoli." "Tu li conosci?" "Fra loro Porcellino Otto Divieti è il secondo. e il terzo Sabbioso il Bonzo. si chiuse la porta e si dispose la guardia. i cinque dignitari e quattro ministri." "Com'è questo Sabbioso?" "Più o meno." Dall'albero di fronte un voce disse: "Reverendo. Il vero orco. non avete né figli né genitori né moglie a carico. Quei tre devono essere pratici di trasformazioni. Il tuo bellissimo piano è riuscito in pieno. per mano dell'orco maledetto che mi ha catturato." Il mostriciattolo si prosternò per ringraziare della ricompensa promessa. e le nostre vite dureranno all'infinito. ufficiale d'avanguardia. se mangiamo il maestro? È probabile che Sabbioso e Porcellino se ne facciano una ragione e si allontanino. Ora che si trova a passare per le nostre montagne. come puoi fare un'affermazione simile?" "Credete che. per fortuna. maestà?" "Perché ne dubiti? Ormai è nelle nostre mani. Se leghiamo il monaco cinese nell'orto e lo lasciamo per due o tre giorni senza mangiare. è meglio prender tempo. un po' più furbo degli altri. con la sua sbarra cerchiata d'oro: che disastro! Ci fece tutti a pezzi: come al gioco del domino. Procediamo a cucinare il nostro stufato." "Il fatto è che l'imperatore Taizong. Se proprio tenete a mangiare il monaco cinese. discepolo del monaco cinese che va in cerca delle scritture. Chi l'assisterà nei suoi ultimi giorni." "Voi. inginocchiato. identico gran pestello in mano. Porcellino!" gridò Scimmiotto. e voi non avrete che da allungare la mano per impadronirvene. Sabbioso gridò: "Maestro. lo strappò dall'arcione e se lo portò via come un passerotto." "Come sai tutte queste cose?" "Vedete: una volta abitavo sul Monte del Cammello Leone e servivo i grandi re del posto. quando provocò disordini nel palazzo del Cielo. gli dèi del Nord e del Sud. Ma non sapevo che fosse accompagnato da discepoli di quella levatura. Ciascuno di loro affronterà uno dei tre discepoli e si sacrificherà per tenerlo impegnato. "Spiegami che cosa vuoi dire. Anche loro volevano mangiare il monaco cinese. "Quell'orbo di Porcellino si è lasciato scappare l'orco." "Voi chi siete?" chiese Tripitaka cercando di guardare l'interlocutore attraverso le lacrime che gli facevano velo. L'orco portò Tripitaka all'ingresso della sua grotta e gridò: "Ufficiale d'avanguardia!" Lo stratega mostriciattolo si inginocchiò protestando: "Non oso accettare. farai attingere l'acqua e raschiare la pentola. Il fatto è che lo accompagnano tre discepoli. e io del mio imperatore. le stelle dell'Est e dell'Ovest. in caso di insuccesso." Tirò fuori il randello e gli corse addosso gridando: "Dove credi andare? In guardia!" Mentre si scambiavano colpi furiosi sul prato. non avrebbe nemmeno bisogno di combatterci: con la sua sbarra potrebbe fare un tal buco sotto la montagna da farcela crollare addosso. anzi. Avevo detto: niente. . della dinastia dei Tang. i cinque picchi e i quattro fiumi: in una parola. Mia madre ha ottantatré anni. Non credete che lo digeriremo meglio?" "Ma certo" approvò l'orco sorridendo. ogni volta che vado a caccia vi porto qualche preda. uno tagliato. la carne di quel monaco cinese dev'essere proprio incommestibile. ma la mia sarebbe molto peggio. Si fece l'appello e si scelsero i tre più capaci. e tenderanno imboscate in tre punti diversi. è l'occasione buona per catturarlo e farne uno stufato. il maestro non c'era più. Assumeranno il vostro aspetto. Come non spaventarsi davanti al racconto di un testimone oculare? I mostriciattoli intorno tremavano come foglie. Come potrei restare indifferente?" A sentirlo. Ecco perché so di che cosa sono capaci. Il reverendo piangeva a calde lacrime: "Discepoli miei. È il caso di dirlo: il generale teme parola d'indovino. Il suo terribile rastrello mi ha messo in rotta. E gli occhi in pianto vedono altre lacrime. Io. tradirò la speranza dei suoi sudditi. chi la seppellirà?" "Com'è doloroso!" singhiozzava il reverendo. nella loro tenebrosa dimora. Ma quando ritornò sulla strada. ma il grande Scimmiotto è meno prevedibile. tutti i guerrieri del Cielo. Salvato dalle Acque è ricaduto Nella disgrazia nera che lo insegue. senza sapere a che cosa andavano incontro." Brandì il suo bastone e si scagliò sul nemico." Il mostro. ascoltate il seguito." "Sentiamo. L'orco gli è sfuggito. "Attento. comparve il terzo mostro. e non ha altro sostegno che me. Ci penso io. i dodici fusi orari. A un certo punto il monaco cinese si troverà solo. Dopo parecchio cammino. Cinquecento anni fa. non vi affliggete. Dice il proverbio: la pazienza viene a capo d'ogni cosa. "Sono un boscaiolo della montagna. E Scimmiotto abbatti-diavoli Nuovi diavoli da abbattere. nella città delle vittime d'ingiustizia. portar legna e accendere il fuoco. "Ha immensi poteri ed è capace di molte trasformazioni. avevate lasciato la famiglia." "Ah. un arhat che si è coltivato attraverso dieci successive incarnazioni: si dice che mangiare un boccone delle sue carni prolunghi indefinitamente la vita. che non oso" esclamò il mostriciattolo sporgendo la lingua. È una bella seccatura. mugghiò il vento e davanti a Tripitaka. Si trovarono addosso Scimmiotto. identica armatura." "Il nome del piano è: fior di susino. afferrò le redini e corse avanti. impugnò il rastrello e lo fronteggiò. reverendo. in fin dei conti. che non mise molto a volgere in fuga il suo avversario. tutti insieme. se funziona. mi ricorderò di te: diventerai ufficiale d'avanguardia. riuscii a scappare in tempo dalla porta di servizio e arrivai qui. "Ecco l'orco. catturato da questi mostri. la cosa finisce lì. Ma ti garantisco che. o la mosca nel vaso del pesce. sei contrato. i quali presero l'aspetto dell'orco e tesero le imboscate in attesa del monaco cinese. e tutte le anime in pena. "Lo attueremo senz'altro." "Che bel piano!" gridò entusiasmato l'orco." Il bestione. estrasse gli artigli. Per voi vivere o morire fa poca differenza. rispose: "Maestà. le ventotto costellazioni. Se poi. "Va male!" esclamò Scimmiotto.

Le rocce tormentate sono nel cono d'ombra di picchi aguzzi." Scese al torrente e raccolse rami di salice e ciottoli. è una scimmia e perciò è un vanesio. tirandosi dietro il cavallo e portando i bagagli. I ciottoli stanno per i dolci dei morti." La testa fu lanciata come prima attraverso la porta. I pini azzurri svettano nel cielo. render testimonianza dell'affetto filiale. Liane gialle pendono come corde." I mostri trovarono una testa fresca. cercheremo qualche altra via. e questa volta fece un tonfo sordo. Il nostro re avrebbe preferito tenersela come portafortuna." Si misero dunque a battere la montagna. Ma fammela vedere. i mostriciattoli di qui. Perché mi chiedi se l'ho visto?" "Sei proprio diventato orbo. "Piangere non serve a niente" osservò Porcellino. Porcellino raccolse dunque il capo sanguinante e trovò un angolo esposto al sole e protetto dal vento. quale strategia scegliamo?" "Dicevano gli antichi: Puzza. Attacchiamolo!" Il bestione levò alto il rastrello e menò un colpo da aprire nella roccia un gran buco. ogni alito di pensiero si traduce nelle cose. Adesso che facciamo?" E non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. Ritornato alla tomba. ha rotto il battente e reclama il suo maestro. dove scavò la fossa con il suo rastrello e vi depose il misero resto. e diede l'ordine di attacco: "Ragazzi. Come si diceva. non è una testa. L'orco diceva: "E adesso che abbiamo i bonzi in casa." L'orco si rese conto che aveva ragione. finirono di distruggerne la porta e gridarono con voci tonanti: "Noi lo vogliamo vivo!" I mostri." Raccolse la testa e la lanciò contro la roccia. e noi andiamo a buttar giù la casa e fare a pezzi l'orco. salvo la testa: questo è quanto siamo in grado di restituirvi. mostrandogli una testa mozza e spiegandogli che è quanto rimane del suo maestro. spaccando in due il ceppo di salice. "Che cosa vuoi da me?" "Il maestro è scomparso." "Babbeo" brontolò Scimmiotto. si sono gettati su di lui e l'hanno fatto a pezzi. Il luogo è degno degli dèi. "Il maestro è rimasto qui sulla montagna. Come la mettiamo con i petali del susino." "Come facciamo per la testa mozza?" "La fabbrico io: state a vedere. Ma questa è quella vera. Nel prato dall'erba di diaspro costellata di fiori crescono il mandorlo rosso e il pesco verde. ma Scimmiotto è un vero esperto di antiquariato. È toccato a me di affrontarlo." "Vediamo. la testa. ne rosicchiarono i lineamenti fino a renderla irriconoscibile e ci riprovarono. Scimmiotto esaminò accuratamente l'ingresso dell'antro. ti faccio sentire. "Vostra signoria grande santo. Ha subito annusato il falso. se lo facesse." "Non ti fidi? Non penserai che la gente scherzi sulle teste dei morti." "Fratello!" chiamò Porcellino. alla porta." Si presentarono di nuovo all'ingresso della grotta. ma ora mi manda a consegnarvela. e tornò a riferire: "Niente paura. "Lui è morto e tu gli offri dei sassi." "Sabbioso avrà accompagnato il maestro dietro un cespuglio a far pipì" sghignazzò Porcellino. "Fratello. ma invece devo fare il soldato." "Esprimere dei vivi la fedeltà leale. morivano di paura. Poi vi ammucchiò un tumulo e disse ai condiscepoli: "Voi restate a piangere. vi supplichiamo di deporre l'ira e di concederci l'opportunità di rispondere. che aveva sentito tutto. interi filari di umidi salici sembrano colare oro. vi si nasconde un drago non ancora esperto di trasformazioni. Porcellino e Scimmiotto arretrarono sulla spianata davanti all'ingresso per fronteggiarli: "Dov'è questo famoso capo? Chi è l'orco che ha preso il nostro maestro?" . converrà catturarlo e mettere in dispensa anche lui. Adesso vediamo di che cosa si tratta. un petalo per volta. "Il maestro è certo là dentro." "Come lo sai?" "Una testa che cade fa un tonfo sordo. lascia stare. Il maestro è rimasto solo sul suo cavallo. e quando il maestro è rimasto solo se ne sono impadroniti. in tal caso il monaco cinese resterà pacificamente nelle nostre mani. "Siete ciechi tutti e due: vi siete lasciati sfuggire l'orco e ho dovuto affrontarlo io. non può essere lontano. Coppie di gru vengono qui a danzare nella brezza." "Quando il vostro maestro è stato portato nella nostra grotta. "I rami di salice significano pini e cipressi per ombreggiare la tomba a conforto del maestro." Il mostriciattolo gettò l'oggetto attraverso il foro aperto da Porcellino. il maestro lo sorvegliavate tu e Sabbioso. dove diede un gran botto. celebreremo le esequie. Aspetta a piangere di sapere che cos'è. Saldato il conto. se non vuoi che ti sfondi la porta e la faccia pagar cara a tutti i tuoi. Magari si potrebbe convincere anche lui. mentre io cerco qualcosa che possa servire da offerta. cerchiamolo. Il Novizio. ma sono scomparsi tutti e due. "Il fior di susino. NEL MONTE DEL PICCO SPEZZATO DELLA CATENA SPANDINEBBIA Scimmiotto concluse: "L'orco abita qui. lasciamo qui Sabbioso a custodire il cavallo e i bagagli. Sentiamo che cosa hanno da dire. Io ero impegnato a combattere l'orco. fra gli avanzi della dispensa. mostra rispetto per tuo nonno: rendici il maestro. e non gli rimase che mettersi a piangere. misura quaranta spanne di diametro. Se lo mettiamo di fronte al fatto compiuto. Se non mi credi. i fagiani si posano sui rami e si chiamano. Sarà meglio che prima la sotterriamo." "Quale pasticcio?" "Porcellino e Sabbioso c'erano cascati. "Il maestro dov'è?" gli chiese Scimmiotto. Scimmiotto si pose alla ricerca del maestro su per la montagna. sembra un tamburo" commentò Sabbioso. che alla vista di tutto quel sangue si diede a singhiozzare: "Povero infelice. "Già. da un momento all'altro incomincerà a puzzare." "Il piano era tuo. L'unico che sia davvero temibile è il bonzo peloso con la faccia da duca del tuono." "Chi sarà?" chiese l'orco allarmato. aspettate" disse Porcellino. porta qui quella cosa. bestione. "Questa roba è in cattivo stato. Gridava: "Rendici il nostro maestro prima che sia troppo tardi. gente rozza e maleducata. "Che cosa significano?" chiese Scimmiotto. Piuttosto. non parliamone più." "Siamo caduti in un tranello!" urlò Scimmiotto digrignando i denti. non vi scoraggiate." "Se è come dici.CAPITOLO 86 SCIMMIOTTO ESPERTO DI ANTIQUARIATO OVE MADRE DEL LEGNO IMPIEGA IL SUO PRESTIGIO NELLA CAMPAGNA CONTRO L'ORCO. che sfortuna! Quando penso com'era e cos'è diventato!" "Dài." "Hai ragione" approvò Scimmiotto. Ce ne dovrebbero essere nel Padiglione degli Scorticati. un conoscitore. Se non dovesse funzionare. Nell'oscura grotta vive da molti anni un orco che si pasce di carne umana. ma ci vorrebbe una vera testa umana. questa risuona come un pezzo di legno. può darsi che ci creda. In un profondo bacino contro la parete della montagna si raccolgono le acque. tutti se la prendevano con l'ufficiale di avanguardia. In capo a una ventina di li. l'altra testa era proprio falsa." "Maestà" gridò l'ufficiale d'avanguardia." E assestò un colpetto con la sua sbarra. la piangeremo dopo. "Vado a vedere" propose l'ufficiale di avanguardia. Credevate di imbrogliare il vostro avo Porcellino? Pretendete che il nostro maestro sia diventato un salice fantasma?" Il mostriciattolo stratega corse via in preda al panico e si presentò al padrone tremando come una foglia: "E' proprio un bel pasticcio." Che il Novizio fosse scimmia non è una novità: era molto curioso e vanitoso. Se lo sono mangiato tutto. se vuoi vivere. Scimmiotto constatò che era una testa umana. grande re!" "Spiégati. lasciando di guardia Sabbioso. Ma comparve anche Sabbioso. Non ti sei accorto che l'orco ti è sfuggito e ha cercato di rapire il maestro. e se sappiamo solleticare adeguatamente il suo amor proprio presentandogli grandi scuse e complimenti. E IL DUCA DEL METALLO USA LA MAGIA PER DISTRUGGERE LA PERVERSITÀ. che era ermeticamente serrato e recava un'iscrizione incisa nella pietra con otto grandi caratteri: GROTTA DEGLI ANELLI. scopersero una residenza trogloditica che si apriva ai piedi di una rupe a picco. "Fratelli." In breve tutti sbucarono di corsa dalla grotta gettando grida di guerra. Ma sembra che io non gli faccia paura: temono soltanto te. e si è certo portato in casa il nostro maestro. la mano che hai messo nel paniere del pesce! C'è poco da scegliere: i comandanti di destra e di sinistra devono prendere il comando delle truppe e sterminare i bonzi." Prese un ceppo di salice. L'hai visto?" "Mi hanno arruolato come monaco." Scimmiotto prese il suo posto: "Bestiaccia immonda. avete ragione. "Quale tranello?" chiese Sabbioso. adesso che abbiamo la catastrofe all'uscio?" "Grande re. dopo tutto. gli diede forma di testa umana e lo inzuppò di sangue per renderlo irriconoscibile. Vide Porcellino che correva ansimando verso di lui e lo chiamò." Il portinaio corse ad annunciare: "Disgrazia. è solo Porcellino. Ci hanno depistato uno dopo l'altro. là dentro. correndo su per il pendio. dalla scorza levigata dal tempo e dalle piogge." "Quella non è una testa di morto. Torse il collo finché non riuscì a scorgere le grandi orecchie a ventaglio. L'albero antico. Non ha capacità straordinarie e non dovrebbe insistere troppo. piantò i rami ai due lati del tumulo e davanti ammucchiò i ciottoli." "È una farsa. L'oggetto fu posto in una scatola laccata e fu recato alla porta: "Vostra signoria grande santo. Trattenne Porcellino e disse: "Aspetta." "Un tizio. prendete le armi migliori e seguitemi. Porcellino lanciò un rosario di invettive: "Banda di schifosi! Tenete nascosto il maestro nel vostro antro e raccontate balle. "si mette male! È arrivato anche Scimmiotto.

" Scimmiotto. fratello" rispose Porcellino fra le lacrime. Il grande santo è un eroe senza rivali. Uno balzò fuori dal gruppo e dichiarò: "Vostra maestà. "Dobbiamo tener presente che è un prodotto raro: bisognerebbe farcelo durare il più a lungo possibile" intervenne un quarto. Porcellino. Sa preveder la pioggia. certo tu vuoi farti ammazzare!" L'orco. Di gran santo ebbi il titolo. senza vincitori né vinti. maestro. che non riusciva a distogliere il pensiero dalla vendetta. e ne metteranno un po' da parte per le giornate piovose. bestia immonda. La mischia solleva polvere da oscurare il cielo. Da una parte." Uscì dunque dal canale di scolo e. perché aveva voglia di continuare a chiacchierare." Il Bonzo piangeva ancora e Porcellino. ma certo ci sarà un'entrata di servizio. Al signore Laozi. Quale mostro vi si opporrà? Odiosa bestia. L'orco che domina quest'angolo sperduto rischia la vita per ottenere un boccone delle carni del monaco cinese." "Secondo me. invasa dai mostriciattoli giubilanti: si agitavano. faremmo economia di legna" considerò un terzo. Un monaco del divino paese dell'Est si recava nell'Ovest alla ricerca dei sutra autentici. e non l'hanno affatto mangiato. e un esercito di Scimmiotti armati di sbarre cerchiate d'oro si gettò nella mischia. si scontrano. e corse verso di lui. dall'altra i divini monaci lanciano grida di guerra e levano insieme la sbarra e il rastrello. Spinto da insofferenza per ogni seccatore. E voi che cosa credete di fare?" "Impudente mucchio di peli sporchi! Senti quante arie si dà. L'ho mangiato io. Volò via fino alla sala grande e vide l'orco seduto in atteggiamento depresso e preoccupato. Avranno sepolto la testa che gli abbiamo dato per quella del monaco cinese. finché scoprì in un angolo buio della sala un piccolo uscio sbarrato. Centomila soldati e le case celesti Tenni in rispetto. ma il Novizio lo teneva blandamente in rispetto. finché un mostriciattolo venne a dirgli: "Grande re. senza contare che ci allungherà la vita. Un singhiozzo per il maestro. e ci avevano ingannato mostrandoci la testa di qualcun altro. bonzi maledetti? Sono il grande re dei Monti del Sud. colpito da Scimmiotto. che ha assistito alla separazione del Cielo dalla Terra. e ascolta: Cielo e terra mi fecero dentro un uovo di pietra Nel paese dell'Est. Propongo che a quel punto il monaco cinese sia tagliato a strisce sottili e fatto saltare in padella con pepe di fiori. il maestro è ancora nascosto qui da qualche parte. Ora dovete pazientare e aspettare che sconfiggiamo definitivamente l'orco. Sarà una delizia d'aromi. Mi son fatto buddista e seguo nel suo viaggio Ad ovest Tripitaka. gli dèi si compiacciono della forza di Consapevole delle Proprie Capacità. Così leggero e aereo. ma così facendo si imbatte nella potenza magica di Scimmiotto e. Nessuno mi contrasta Il passaggio. il grande santo ritornò nella sala. Per un bel pezzo vanno. è riuscito a impadronirsi di sorpresa dell'eminente monaco cinese. Infatti. basta sedersi alla destra dell'Imperatore di Giada. non vi fate sentire! Certo che vi leverò dai guai. Abusai della forza. Voi restate qui. spazientito. posato su una trave. Il beato Buddha. Il grande re si circondò di nebbia e volò via trasportato dal vento. ovunque il mio nome era noto. va tutto per il meglio! Mille gioie vi attendono!" "Quali gioie potranno mai essere?" "Mentre facevo la ronda sulla montagna. Ma forse l'anima del maestro. Per la gioia Scimmiotto riprese il proprio aspetto. Accanto all'origine del canale c'era una porticina mimetizzata nella roccia. Dopodomani. trova sufficiente il titolo di 'maestro'. impaurito e allarmato dai suoi discorsi. cercò di attaccarlo con il suo pestello. L'ufficiale d'avanguardia. Scimmiotto e Porcellino lanciarono grida di sfida. Consapevole del Vuoto" disse piangendo Tripitaka. Porcellino. fra i mostri che sventolavano le bandiere di broccato. strinse alla vita il gonnellino di tigre e si mise in cammino. in fondo al giardino." Porcellino si guardò intorno e si accorse che l'esercito di Scimmiotti era scomparso: "Dove sono andati a finire?" "Erano peli miei. ma nessuno rispose. Bisogna che lo trovi e veda in che stato è. Né mai trova barriera che possa fargli ostacolo. ma è troppo presto. mi sono imbattuto in Porcellino." Scimmiotto ricuperò i suoi peli e gridò: "Lascialo perdere. con una scossa. Porcellino lo afferrò per una zampa e lo rivoltò per osservarlo: "Chissà quanti agnelli e maialini ci sono voluti per crescere questo bel tipo. Devo prima sapere dov'è l'orco e che cosa fa. Ma tu. dove infurio da molti secoli. si trasformò in una formica alata. Mi trasformerò in una biscia d'acqua. ti prego!" "Piano. vuoi qualcosa di meglio. ascoltava allibito: "Che cosa ." Rifattosi formica. si fece avanti levando il rastrello: con l'esercito dei mostriciattoli si scatenò una bella mischia. si minacciano. quando l'avranno pianta per tre giorni. Li abbiamo già vinti una volta. Aggirando la rupe udì l'acqua gorgogliare: un ruscello scendeva dalla montagna e riceveva acque rossastre da un canale di scolo che usciva dalla rupe. Con un astuto stratagemma. Sarà meglio che non mi presenti con la mia faccia: non mi darebbero il benvenuto." Il grande santo ripose la sua sbarra. è meglio cuocerlo al vapore" gridò un altro. Se getto un ponte metto in fuga I diavoli." Finì per trasformarsi in un ratto e scivolò con un fruscio attraverso la bocca del canale nella corte posteriore della grotta. perché ci metteresti in difficoltà. Non son tipo comune: il mio corpo è formato Dal sole e dalla luna. il vostro monaco cinese. Allora Scimmiotto ricorse alla moltiplicazione del corpo: lanciò in aria un ciuffo di peli. Dobbiamo catturare il capo. Il santo Confucio. Mi vien voglia di dargli una lezione. "Eccoti qui. uno per te: io finirei per far confusione. Il grande leopardo dei monti del Sud gli sbarra la strada sputando nebbia e vento. Erano tutti tremanti e malconci. bestiaccia. si rivelò per un lupo grigio dal dorso di ferro. che onora la dottrina dei letterati. che governa il mondo. Ci avevano raccontato di avervi divorato. detto Grano di Pepe. Ma Scimmiotto e Porcellino li incalzavano e li massacravano: chi cadeva zampillando sangue da nove fori. Quei due o trecento mostriciattoli si videro aggrediti da tutte le parti. la nostra porta è stata così ben barricata da scoraggiare definitivamente quei monaci. i mostriciattoli brandiscono ruggendo sciabole e lance. lavoravano affannati e si guardavano bene dal mettere il naso fuori. "l'orco ha turato l'ingresso. L'orco si era rintanato in fondo alla grotta. negl'inferi." "Certo che sai fare dei begli scherzi!" E ne risero insieme. Dal mio viaggio nell'Ovest attende giusto frutto L'Oriente intero. i mostriciattoli sopravvissuti si davano da fare: trinciavano quarti di carne umana e disponevano i pezzi a seccare. E se diventassi granchio? Ma il maestro direbbe che non è decente per un monaco avere tanti piedi. con gli occhi fuori dalla testa: "Come ti permetti di trattarmi in questo modo a casa mia? Credi di farmi paura con le tue ciarle da scimmia? Chi credi di essere?" "Te lo dico io. chi sono. "Non farti fregare anche tu. Hanno ammassato una montagna. avranno fatto il loro dovere e ritorneranno a casa loro." Scimmiotto si rallegrò: "A quanto pare. Quei mostriciattoli erano coraggiosi e resistevano strenuamente agli assalti. e rispose: "Non mi riconoscete. troverebbe da ridire su un monaco di formato serpentino. per simpatia. E con le mani nude afferro i leopardi. "Ecco l'entrata di servizio che cercavo. Resta a lungo nascosto per farsi crescer l'ali E poi va per il mondo a mostrare talenti Di stratega minuscolo. I colpi di rastrello avevano poca presa in quella massa di detriti." "E come vendichiamo il maestro?" "Per ora ritorniamo alla tomba. urlavano come pazzi." Svolazzò dappertutto.Tu non conosci ancora il vecchio Scimmiotto! Sta lì. Se non si fossero rassegnati. nel famoso Porcellino. "Magari quello è il maestro: non lo avranno mangiato tutto. "Levami da questo guaio. sul Monte Fiori e Frutti." "Sta sicuro che non avrai bisogno di piangere anche me. non avrebbero seppellito quella testa e non sarebbero rimasti a piangerla. vengono. Scimmiotto e Sabbioso che piangevano davanti a un tumulo. si ergeva un gruppo di alberi ai quali erano legati due uomini: uno era Tripitaka. chi veniva miseramente spiaccicato dalla sbarra. reggiti la milza per farti coraggio. nessun lo può fermare. "Propongo di metterlo sotto sale. si spingevano. soprattutto. diede in rumorosi singhiozzi. si accontenta di stare sotto le ali del Grande Roc. È debole e piccino. Sotto il sole. Ebbi l'intelligenza In dono e coltivai la mia propria natura." L'orco schivò il colpo e urlò.L'orco si fece avanti con il suo gran pestello di ferro. Sa chiudere il suo nido con la terra e la cenere. e non poterono far altro che volgere le spalle e correre a ripararsi nella grotta. li ho ricuperati. dove ordinò ai superstiti di barricare l'ingresso con pietre e terra. Quali furie ti sono venute sui Monti del Sud? La mia sbarra te le farà passare. Scivolò da una fessura e si trovò in un giardino in cui risuonavano gemiti di dolenti." "Attento. "Rinuncia. la mia conversazione con l'orco può aspettare. "Se ci limitassimo a lessarlo. si lasciò cadere sul tumulo e gemette: "Maestro. da Sabbioso. io cerco di individuarla. che destino crudele! Come siete andato lontano! Potremo mai rivederci?" "Fratellino" disse Scimmiotto. Nei palazzi di nuvole vissi per qualche tempo. "Avi miei!" si disse Scimmiotto. Le tigri stano dalla foresta.

rami morti di pino. fate liberare anche me!" "Consapevole del Vuoto" ordinò Tripitaka. tutti i miei pensieri Sono rivolti all'altro mondo. Del resto avete il dovere di seppellirlo. Non sa equilibrare il carico e lo porta tutto da una parte. prima di uscire. E gli gettò in faccia un altro insetto." Quando Scimmiotto posò il fardello ai suoi piedi. ammazzo l'orco e torno. il reverendo non poté fare a meno di sorridere: "Suppongo che questa danza l'abbia inventata per esprimere la gioia di trovarmi vivo. Corse quindi nel giardino gridando: "Eccomi. . legò stretto l'orco. Riprese il proprio aspetto. l'orco si era risvegliato e Porcellino lo spedì all'altro mondo senza complimenti con un colpo di rastrello." Quando alla fine Scimmiotto optò per slegarlo. che hanno grandi poteri magici. non ce la faccio più. Entrarono nella capanna. ma se non lo avessero avuto a portata di mano. dovreste sedervi un momento e darmi il tempo di fare piazza pulita" disse Scimmiotto. trasformandolo in uno sciame di insetti del sonno. "Mi aveva legato a un albero. non so di chi fossero. eccomi qua!" Lei lo abbracciò: "Figlio mio! Eri scomparso da molti giorni. Quando Finiranno le prove che sopporto? Quando ritornerò dalla mia meta?" Disse il boscaiolo: "Reverendo. Il reverendo si sentì preso dalla malinconia. Porcellino sghignazzava: "Si vede che il condiscepolo è un facchino inesperto. Uscirono all'aperto dalla porta di servizio e risalirono la scarpata. Dove sono Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" "Sono laggiù che vi piangono. ancora addormentato. si soffiò il naso." "Chi sarebbe?" "È un boscaiolo che è stato catturato un giorno prima di me. scusate se vi diamo ancora disturbo. "Mio saggio discepolo" constatò Tripitaka. reciteremo mattina e sera i sutra per assicurare a madre e figlio un secolo di vita piacevole. pensavo che fossi stato catturato e ucciso dal signore della montagna. se lo caricò in spalla e ritornò dai suoi. Poi vi guiderei alla strada maestra. Fra le siepi la piccola capanna. Ritornate a casa." Dopo che il reverendo ebbe manifestato la sua gratitudine. maestro. Non senti la sua voce?" "Scemo!" gridò Scimmiotto facendosi avanti. "bisogna slegare anche lui." Ritornato all'albero." Il bestione raccolse i resti e ricostruì il tumulo. Folte quinte di pini e di bambù." Tripitaka smontò da cavallo: "Vi ringrazio di averci accompagnato tanto lontano. Le siamo molto grati del sontuoso pranzo che ci ha offerto. prepararono alla svelta un pasto di magro. Essi si sparsero per ogni dove e penetrarono nelle narici dei mostriciattoli. ben pochi riuscirono a sfuggire al rogo. si asciugò gli occhi e disse: "Ecco qua. Senza di loro sarei morto. hanno colpito a morte il signore della montagna. tanto che finì per sconvolgere il tumulo. Il boscaiolo corse a inginocchiarsi davanti a lei: "Mamma." Il boscaiolo si congedò e ritornò a casa. Prati fioriti e. Se poi non sapete quanti giorni ancora fossero necessari per raggiungere il Paradiso dell'Ovest. che piangeva il figlio perduto." "È vero. La creatura riprese la sua forma originaria: era un grande leopardo. cui girava la testa dopo tante lacrime. ho riacquistato la libertà anch'io: devo loro una gratitudine più alta del cielo." Scimmiotto eseguì senza discutere. La grotta è piena di mostriciattoli da sistemare. non siate in pena. e quando venne alla luce la testa che vi avevano sepolto. Il boscaiolo propose: "La mia capanna è verso sud ovest. avrebbero potuto uccidere me. è stato catturato e legato a un albero come me. Lei si aggiustò gli abiti. con le macchie della pelliccia a forma di foglie di artemisia. lontana in un angolo. non datevi pena. dove madre e figlio. "Ora. Il grande santo. Perché sei stato lontano tutto questo tempo? Dov'è finita la tua ascia?" "Il signore della montagna mi aveva davvero catturato" rispose il boscaiolo prosternandosi. diede alla sua sbarra il diametro di un uovo d'anitra e con un colpetto sfondò la porticina segreta. vecchi tronchi cavi di salice. Ammucchiarono nella grotta tutta quella legna e le diedero fuoco. Con le corde che erano servite per Tripitaka e per il boscaiolo. che ora potete vedere. chiamateli. Insieme al reverendo. Del graticcio che il glicine ricopre. te li sistemo io. Ha una vecchia madre e una grande pietà filiale: bisogna proprio liberarlo. Discese la scarpata. I poveri mostriciattoli ebbero un pessimo risveglio in mezzo al fuoco ruggente. rovi secchi. si grattava il naso e starnutiva continuamente. Sullo sfondo la cerchia di montagne E il bosco dove cantano gli uccelli. "Maestro. Sarà meglio che incominci con lo slegare il maestro." Il boscaiolo li guidò in cerca di bambù spezzati." "Forse devo a lui se sono ancora vivo" osservò il reverendo. A vederlo venire da lontano. I suoi mostri sono stati sterminati col fuoco. il paese della gioia assoluta. si rimisero in cammino. Nessun guaio mi è stato risparmiato. si sono serviti di lui per ingannarvi e allontanarvi. "Meno male che lo abbiamo abbattuto: chissà quante altre vittime avrebbe colpito. maestro!" "Slegami subito. Sabbioso: l'anima del maestro vaga per la montagna. a noi bastano cibi semplici. la spiaccicò con un colpo." "Non perdiamo tempo inutilmente. ed esortò la madre a uscire per congedarli con nuovi ringraziamenti. anche solo per lo spirito compassionevole che un monaco deve manifestare in ogni circostanza. seduta su una panca. dopo prosternazioni e altri segni di ringraziamento. Quando i discepoli ritornarono dal maestro. È il caso di dirlo: Sconfitto l'orco e vinto il suo terrore Se ne può ripartir senza rancore. Potreste far visita alla mia vecchia madre e ricevere i suoi ringraziamenti. Solo l'orco resisteva. che Porcellino ascoltava digrignando i denti e battendo intorno rastrellate. "Il leopardo maculato può divorare una tigre" commentò Scimmiotto." "Farò presto. che penetrò nell'altra narice e completò l'opera: anche l'orco si stese a russare rumorosamente. mentre Porcellino agitava le orecchie a mo' di ventola. A stento son fuggito dagli artigli Di mostri e streghe. non lontano da qui. Maestro e discepoli proseguirono il loro viaggio. per mancargli di rispetto in questo modo?" Si strappò un pelo. e pensa a sbrigarti. Per dimostrarvi la nostra affezione. Il reverendo giunse le mani e disse: "Fratello boscaiolo. Dopo pranzo i viaggiatori si disposero a partire. artemisie appassite. si munì di un bastone di giuggiolo e uscì ad accompagnarli. saltellante e pieno di incertezza. nuovi dubbi: "Non mi piace lasciarmi alle spalle un grosso pericolo. ma vi pregherei di farci da guida. "Fratello boscaiolo" disse Porcellino. il boscaiolo legato all'albero di fronte gridò: "Signoria. né pepe. possiamo servirvi soltanto verdura selvatica. attraversò il torrente ed entrò nella grotta. Porcellino levò il rastrello per colpire." "Lascia stare le chiacchiere. Non si trovano funghi. La residenza trogloditica fu completamente devastata." "Portami anche quelli." Il reverendo accettò volentieri e si avviò a piedi. Lui continuava a prosternarsi. e presentate a vostra madre i miei rispetti. giunchi morti. Ci congederemo sulla strada maestra. e ho rischiato di perdere la vita.diavolo vi ha fatto. vedrete" rispose il boscaiolo. Infatti la tavola fu subito preparata e furono servite verdure raccolte nei prati." La vecchia andò incontro ai quattro pellegrini e li guidò verso casa inchinandosi a ogni passo. Ma i suoi tre discepoli." E Tripitaka gridò a gran voce: "Porcellino!" Il bestione. Seguirono un sentiero sinuoso e presto giunsero in vista Del muscoso sentiero lastricato. Il mio cuore è votato Ai tre panieri. La strada maestra. ascoltate il seguito. che incominciarono a sbadigliare e in breve caddero a terra addormentati. "Perché te la prendi con quei poveri resti?" lo rimproverò Tripitaka. il mio povero maestro. Ora la montagna è sicura: potrò andare in giro persino la notte senza correre pericoli." A vederlo andare e venire. "Quando avete attaccato i mostri. né anice. Il boscaiolo non osava insistere perché rimanessero. abbiate compassione. su queste montagne manchiamo di molte cose. non trascurò di ricuperare i peli che aveva trasformato in insetti del sonno. liane cadute. Basta raccogliere legna e dar fuoco a tutto. "ti dobbiamo entrambi la vita. fratello boscaiolo. "Non comincerà a venirgli qualche sospetto? Sarà meglio usare dose doppia" si disse Scimmiotto." Balzò nella sala e cambiò idea: "Non sta bene rompere la testa di uno che dorme. lo masticò e lo sputò intorno. "Quale anima? Non vedi che è lui in carne e ossa?" Sabbioso corse a inginocchiarsi davanti al maestro: "Quanti tormenti dovete aver subito! Come ha fatto a liberarvi il condiscepolo?" Scimmiotto raccontò gli ultimi avvenimenti. che era poi uno spirito di leopardo maculato. Il fatto è che sono proprio affamato. ma Scimmiotto lo fermò: "Aspetta. discepolo. Scimmiotto aveva il campo libero. più vasta della terra. e disse: "O discepoli! Da quando ho abbandonato il mio signore Ho viaggiato per l'Ovest senza fine. Videro di lontano la vecchia madre. ma li ho pianti anche troppo. che va in cerca di scritture nel Paradiso dell'Ovest. in meno di mille li vi porterà in India." Discesero lungo il corso del torrente alla ricerca della strada. "siete povera gente. Quel signore che vedi è un arhat delle terre dell'Est." "Abbiate ancora un momento di pazienza.

Questo che vediamo ha l'aria di essere il capoluogo di un governatorato." Le guardie srotolarono il foglio. si tenevano sotto i portici ed erano evidentemente guardie della città. Alzatevi. Adesso non cercare scappatoie. Nove focolari Su dieci son ridotti senza mezzi. di cui ignoriamo il nome. congedatisi dal boscaiolo." Giunti alle mura. Potremmo recarci in un tempio o in un monastero?" "Seguitemi nel mio umile yamen. che significa 'Immortale delle Fenici'. Il cognome è registrato nel Classico dei patronimici. e non so dire a quale distanza si trovi dal confine. Faticarono per un bel pezzo. assunse forma umana e uscì dalle nuvole per inchinarsi davanti a Scimmiotto e chiedere: "Grande santo. Scimmiotto si incuriosì di un particolare: "Scusate. Si udì annunciare: "Arriva il governatore!" La folla si aprì." "Fateci dare un'occhiata." "Basta con le chiacchiere. Letto l'avviso. SCIMMIOTTO INCITA AL BENE ED OTTIENE IL DONO DI ACQUAZZONI BENEDETTI. i figli maschi vengono abbandonati a chi li voglia. avete un direttore per governatore?" "Direttore è il suo cognome. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. una siccità che perdura da molti anni ha ridotto all'abbandono le coltivazioni private. perché temeva che i discepoli provocassero guai con i loro modi. Noi abbiamo appunto l'incarico di affiggere un appello del governatore ai maestri della legge. Il re drago del mare orientale. recitava sutra. e scusami se ti ho fatto venire da tanto lontano. e come sapete. nella vostra grande compassione. con cappello e cintura. Non cresce nulla." "Il luogo dove vi trovate è un governatorato esterno dell'India" rispose una delle guardie. I ricchi sono ridotti alla pura sussistenza. allo scopo di riuscire più obbligante con la sollecitudine e la cortesia. amante del popolo. nonostante la grande estensione del territorio del governatorato e le risorse del governo e della popolazione. Il presente appello viene promulgato nella speranza che i saggi d'ogni dove verranno a invocare la pioggia salvatrice. Nella città il timore della legge ancora incita gli infelici a pignorare le proprie cose pur di conservarsi in vita. È una vera fortuna Che al mio appello rispondan veri monaci. Una bambina di dieci anni si scambia per tre pinte di riso.CAPITOLO 87 IL GOVERNATORE CHE AVEVA LITIGATO CON LA MOGLIE NEL GOVERNATORATO DI FENGXIAN. ho appena bruciato incenso e fatto il bagno rituale per venirvi a implorare di salvare la popolazione con le vostre preghiere. prego. Reverendo. rende incolti i terreni dell'esercito. rinunciò a scorta. All'ingresso del mercato incontrarono parecchie persone con l'abito blu dei servitori. Non appena Scimmiotto ebbe pronunciato le autentiche parole e recitato l'incantesimo. Tale servizio meriterà grandi ricompense. Siamo corsi a informarvi. non appena mi avete convocato. si inchinò profondamente e disse: "Maestro. perciò ti ho chiamato per chiederti aiuto." Il governatore. Chi sia in grado di provocare la pioggia ha il dovere di soccorrere questo povero popolo: sarebbe un atto di misericordia senza uguali. seduto su un cuscino. e questa non sarà vana promessa per chi ascolti il nostro appello. Che cosa ci sarebbe di speciale?" Due guardie corsero difilato ad annunciare al governatore: "Vostra signoria. perché invochino la pioggia e salvino la popolazione. "si vede che da piccolo marinavi la scuola." Tripitaka rese il saluto e rispose: "Questo non è il posto più adatto per discutere. Poiché la gente ingombrava il passaggio e non dava segno di farsi da parte. gli affari Vanno a rovescio. "L'umile monaco che sono è inviato da sua maestà dei grandi Tang dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono. che il mio potere di provocare la pioggia è al servizio del cielo di Sopra. hanno affermato di essere in grado di far cadere tutta la pioggia che ci serve. Il paese in cui ci troviamo soffre di siccità da molti anni. i poveri muoiono di fame. Giunti alla residenza si fecero le presentazioni. da quanto tempo dura la siccità?" "Il governatorato che comando Appartiene al paese delle Indie. ma nelle campagne non si contano i saccheggi e gli episodi di antropofagia che turbano l'ordine pubblico. mi avete convocato: che cosa posso fare al vostro servizio?" "Alzati. e il governatore fece servire il tè e un pasto di magro. Le guardie si fecero avanti (ma tremavano anche loro) e chiesero da dove venissero. per riempire continuamente ciotole di zuppa e piatti di riso che si vuotavano in un baleno. "Io son capace di invertire il corso dei fiumi e di vuotare l'acqua dei mari." "Dev'essere un cognome non comune" commentò Scimmiotto ridacchiando. grandi e piccoli. Ciò considerando che. lo sapremo quando arriveremo. Aoguang. Sono tre anni interi che non piove. Quando il governatore vide il monaco cinese si prosternò in mezzo alla strada. "Voi due venite con me. abbiamo incontrato quattro bonzi che si dicono inviati in cerca di scritture dai grandi Tang. ripartiamo senza compromettere il nostro viaggio. prosciuga fiumi e canali. Ma il dipartimento della pioggia non può muoversi senza ordini superiori. invita ogni maestro illuminato a celebrare una grande cerimonia di implorazione della pioggia in conformità della Legge del Buddha. in cui si leggeva: Con il presente appello il governatore Direttore del Governatorato di Fengxian. non è una città. i granai sono vuoti. gettare il cielo in fondo al pozzo con un calcio. Il paese è afflitto da una siccità che dura da molti anni. Spero che. mentre convoco il drago per chiedergli la pioggia. senza far caso a quanto erano brutti i suoi discepoli. detto anche Gioia Assoluta. Come potrei avere la temerità di procedere senza le prescritte autorizzazioni?" "Passando di qua abbiamo constatato che la popolazione soffre molto. perché lo tieni all'asciutto?" "Non dimenticate. mentre il governatore pregava e bruciava incenso e Tripitaka. che era un funzionario integro e saggio. occorre l'intervento di diversi uffici e operatori. Ma l'amore per la virtù e il perseguimento dei meriti possono ottenervi fior di acquazzoni." Scimmiotto rise: "In cambio di oro non avrete una goccia." Porcellino e Sabbioso lo seguirono in fondo alla sala. in India. mi servirete da assistenti. il rude Porcellino gridò: "Fate passare!" Gli uomini li guardarono e furono presi dalla paura: "Un mostro. dissecca i pozzi ed esaurisce le sorgenti. Dovete pensare piuttosto a un'area montuosa in cui gli edifici. le torri e le terrazze sono sparsi e non formano un agglomerato: così è fatto il Monastero del Colpo di Tuono sul Monte degli Avvoltoi. Porcellino aveva una fame da tigre digiuna. fratello?" domandò Sabbioso. La strada che seguiamo passa dalla vostra nobile contrada. guardate!" Qualcuno si sentì male. e chi rimane è una candela Esposta al vento. Lo staio di grano costa cento pezzi d'oro. giunse da est un ammasso di nuvole scure che scesero al suolo nella corte. allontanandosi dalle pendici dei Monti Spandinebbia. "Il luogo in cui risiede il Buddha." "Far piovere è facile" disse Scimmiotto. Noi offriamo mille pezzi d'oro e la nostra riconoscenza. I servitori ne furono terrorizzati. verso la fine(10). convocar venti e tempeste: questi erano i miei giochi da piccolo. Ci siamo permessi di entrare in città a cercare un alloggio per la notte: vogliate scusarci se siamo invadenti. acchiappare la luna. Si resero conto che in città mancava ogni animazione: le strade erano deserte. posso muovere le stelle fisse e convocare le costellazioni. del grande paese dell'India. "Eccolo qua. Visto che siete tanto . "Di quale gioia si tratta?" "Mentre affiggevamo il vostro appello. alcuni di loro. spostare montagne. Per raggiungerlo bisogna arrivare in India. affrettarono il passo sulla strada maestra. Degli abitanti due terzi son morti Di fame. Del resto vedete che sono venuto subito. "Fratello" intervenne Porcellino. la fascina di legna cinque once d'argento. Basta un dito di pioggia. invitò Scimmiotto a sedersi al posto d'onore. è un luogo puro e pulito. in ricompensa Daremo pezzi d'oro e gratitudine. I quattro pellegrini. se ci accordate questa dimostrazione della vostra compassione. "Il mio nome è Direttore." Il governatore si aggiustò l'abito e corse subito al mercato. Tripitaka prese energicamente il controllo della situazione. cavallo e palanchino. Tripitaka smontò da cavallo per superare la tripla serie di porte. DOVE IL CIELO OFFESO NEGA LA PIOGGIA. dove dobbiamo incollarlo. una gioia fra mille!" Lui stava pregando davanti a due bastoncini d'incenso. Alla fine Tripitaka porse i suoi ringraziamenti e chiese: "Vostra grandezza." I pellegrini lo seguirono con cavallo e bagagli. "non perdete tempo in chiacchiere. maestro." "Non oserei mai. Stavamo pulendo il muro sotto il portico. mentre mi occupo dei vostri affari?" "Che cosa conti di fare. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka "vedi le mura e i fossati? Non saremo per caso arrivati?" "No di certo!" esclamò Scimmiotto. andavano e venivano svelti come una lanterna girevole. non oserò mai più offendere la virtù. Se non lo sappiamo fare. ci saprete soccorrere con i vostri divini meriti. Posso importunarvi lasciandovi in custodia il mio maestro." "Mostrateci l'appello" propose Scimmiotto. grande santo. sputar nebbia e soffiar nuvole. Per tutti. finché la fame si quietò. Dopo vari giorni di viaggio videro una città. sono l'umile ufficiale che esercita la funzione di governatore a Fengxian." "Discepoli" li interruppe Tripitaka. "e si chiama Fengxian.

il cagnolino leccare tutta la farina e la fiammella fondere la barra. con una capriola nelle nuvole. Invocava Cielo e Terra. Ho sentito raccontare che il governatore di quel paese aveva offeso cielo e terra con la sua condotta. e uscì vergognoso e scoraggiato. e qui pioverà a catinelle. Il governatore in persona guidava i fedeli nella preghiera. Allora i funzionari daranno via libera ai draghi. mi ha incaricato di invocare la pioggia per il suo paese. e la popolazione soffre molto. Il governatore restò di sale: "Dov'è andato a finire il reverendo?" "Ha fatto un salto in Cielo" lo informò Porcellino ridendo. l'imperatore non vuole promulgare il decreto. Non so se sia permesso far piovere da quelle parti. la fortuna ritornerà spontaneamente. il re Difesa del Regno gli chiese come era andata. Quando avrai tuoni e fulmini. Altrimenti faccia il piacere di occuparsi dei fatti suoi. era appeso un catenaccio d'oro alto un piede e tre o quattro pollici. facevamo un giro d'ispezione nei diecimila cieli e nei tre mondi. il 25 della dodicesima luna." "Sbrigati" concluse Sabbioso. e fece rizzare un altare. Quando si udì salire da tutta la città il brusio ininterrotto delle preghiere. Sulla sinistra. nelle case dei grandi dignitari e in quelle del popolo minuto. avete offeso il cielo e la terra. Il governatore fu invaso da sconfinato rispetto. Mentre passavamo dal suo paese. I quattro precettori risposero: "Perché quel tizio che ha offeso il cielo riceva pioggia. potrò fare qualcosa per voi. e non so spiegarmi come sia potuto accadere." "Se vi pentite e vi volgete al bene." Il governatore batté la fronte a terra e giurò di rifugiarsi nel Buddha. Me ne ha parlato ieri l'Imperatore di Giada. l'ordine di bruciare incenso e di pregare il Buddha. il 25 del dodicesimo mese. "Che cosa significa?" chiese Scimmiotto che continuava a non capirci niente. non occorre che tu chieda un'altra udienza all'Imperatore di Giada. Fatele vedere a Consapevole del Vuoto: se vuole il decreto." Scimmiotto non conosceva i fatti e insisté per ottenere l'udienza. grande santo?" "Il governatore di Fengxian." Scimmiotto seguì il consiglio e salì al nono cielo. dove incontrò il delegato allo sportello del Tuono. si arrese e lasciò ripartire il drago. C'è poi un cavalletto di ferro che regge un catenaccio d'oro con la barra grossa un dito. Per conto suo fece diffondere l'ordine urgente di esporre in ogni casa le tavolette del re drago. dove siamo giunti con il mio maestro. e ha condannato il paese a restare senz'acqua finché quegli oggetti non siano distrutti. non perdete l'ottimismo." Il governatore si prosternò e supplicò con voce implorante: "Sono pronto a ubbidire alle vostre istruzioni. Un galletto non più grosso di un pugno becchettava il riso. ciò in tutta la città." Scimmiotto fu accompagnato nella Sala dei Profumi. era giunto alla porta ovest del Cielo. Avvisi urgenti diffusero a tutte le famiglie. "La strada è un'altra" spiegò Scimmiotto. Egli si complimentò con il grande santo: "Il merito di queste buone intenzioni è tutto dei vostri incitamenti al bene. Prese da parte il governatore e gli disse: "È tutta colpa vostra: tre anni fa." Ritornato nel mondo di Sotto e nello yamen. la cui fiamma lambiva la barra. se vi impegnate senza indugio a leggere sutra e pregare il Buddha. su al nono cielo. È un posto in cui non piove da tre anni." "Se le cose stanno così. grande santo?" "Quasi ci siamo: abbiamo raggiunto la frontiera dell'India e ci troviamo in un governatorato che si chiama Fengxian. io faccio un'altra scappata lassù. Tutti insieme lo introdussero nella Sala delle Nuvole Misteriose e annunciarono: "Vostra maestà. L'Imperatore di Giada ha fatto allestire un monte di riso. Per risolvere le difficoltà basterebbe commuovere il Cielo con una buona azione.incline alle opere buone." "Non è un caso se sono rimasti all'asciutto. un pensiero di bontà e di compassione. Mi sono rivolto al re drago. I precettori risero e gli dissero: "Grande santo. Convocò subito preti e monaci. È venuto a sollecitare un decreto di pioggia per quel paese. e chiedere che ti assegnino le divinità del tuono. bruciando bastoncini d'incenso. Volevo sollecitare l'assistenza dei vostri addetti al tuono. dove lo accolse il re Difesa del Regno con i suoi soldati e giganti: "Sei venuto a capo della tua impresa di cercar scritture." "La pioggia è vietata in quella regione" risposero i precettori. bestione! Sono decreti del cielo di Sopra: là non fanno entrare uno come te. quella gente ha pregato tanto che ancora mi ronzano le orecchie. Perciò mi sono permesso di venir qui direttamente. facciamolo entrare" intervenne Xu Jingyang. Intanto Scimmiotto." Proprio in quel momento giunse il messaggero che recava testi taoisti e rescritti buddisti compilati a Fengxian come suppliche. In seguito mi dispiacque molto di avere perduto le staffe in quel modo. a un cavalletto di ferro. leccata tutta la farina e fuso il catenaccio. e ha visto e sentito tutto. nei viali e nei vicoli. nella Legge e nella Comunità. Ma i precettori mi hanno suggerito di provare a riportare al bene il governatore. Occorre acqua. "L'affare per cui mi sono permesso di disturbarvi nel vostro stimato ministero è una richiesta di pioggia per il paese di Fengxian. quelle cose devono essere distrutte. Tripitaka partecipava alla cerimonia leggendo sutra." "Proprio quel giorno l'Imperatore di Giada faceva il suo giro di ispezione nel mondo di Sotto. dove vide un monte di riso alto una diecina di tese e uno di farina alto venti tese. io non potrò far niente. la pioggia sarà assicurata. Torno dall'Imperatore di Giada per supplicarlo di nuovo. "Fai quello che occorre" gli disse il monaco cinese. di collocare davanti a ogni porta una giara d'acqua pura con rami di salice e d'onorare il Cielo bruciando incenso. Mi arrabbiai tanto che rovesciai il tavolo delle offerte e urlai quello che mi veniva in mente." "C'è tutta una storia sul governatore di Fengxian. fratello?" si intromise Porcellino." "Dove porti le carte?" "Nella Sala della Penetrante Chiarezza." Ma il re celeste disse: "Grande santo." Quando Scimmiotto giunse alla porta del Cielo. "Mi pare che il governatore ce la stia mettendo tutta. durante una cerimonia che durò tre giorni furono scritte e inviate in cielo infinite suppliche. Provate a ricondurre quell'uomo al bene: se ci riuscite. il re celeste non osò trattenerlo. "Lascia perdere. si potrebbe fare così: io torno a casa a predisporre i miei collaboratori e voi vi prendete la pena di presentarvi a rapporto lassù. con la barra grossa come un dito. Scimmiotto si rivolse a Porcellino e Sabbioso: "Badate voi al maestro. il cancelliere addetto alle Rettifiche dei Registri e l'ispettore della Incorruttibilità. Il ritorno al bene è avvenuto." Scimmiotto ci rimase male. vediamo se sono ancora capace di combinare qualcosa. che non è una donna saggia." "Che cosa vuoi fare. ma non osa muoversi senza carta bollata: perciò sono venuto a pregare l'Imperatore di Giada di promulgare un editto. "Al momento di venir via. sotto il catenaccio ardeva una lampada. di qualunque strato sociale. i precettori celesti mi hanno detto che può bastare un'opera buona per risolvere il problema. "Qual buon vento vi porta. Poiché mi onorate del vostro aiuto. grande santo." "Conoscerai l'espressione popolare: una faccia tosta come quella della mosca nella ragnatela" rispose beffardo Ge Xianweng." "Badate voi al maestro" raccomandò Scimmiotto a Porcellino e Sabbioso." "So tutto. in modo che possiamo riprendere il viaggio. Alla porta. "Tutto come dicevi tu." "Non dire sciocchezze. e si accusava dei suoi peccati. che non aveva scelta." "Vengo con te." "Quali cose. "Ricordo benissimo: tre anni fa." Scimmiotto. fatemi vedere sua maestà. "Portami con te: mi trasformerò in qualche modo e mi ci vorrà poco a ingoiare il riso e la farina. Ma non avevo idea che il Cielo si fosse offeso al punto da infierire su tutto il paese. maestro. un monte di farina e un gran catenaccio d'oro. c'è qui Scimmiotto Consapevole del Vuoto. perché i precettori celesti le sottopongano all'attenzione dell'imperatore di Giada. Se l'è legata al dito e ha fatto allestire tre cose per non dimenticare. e io farò cadere la quantità di pioggia decretata. che gli chiesero: "Quali affari vi portano da noi. un cagnolino giallo leccava la farina. Allora le montagne si dissolverebbero e il catenaccio si spezzerebbe. per sollecitare l'autorizzazione a far piovere. magari di mettere in pericolo la vostra vita. Perché qui piova. il pollo dovrà beccare tutto il riso. fratello?" chiese Porcellino." Ciò detto scomparve." "Durante il rito mi accapigliai con mia moglie. sotto la quale arde una lampada. Il cibo si sparse per terra. "Ha fatto mettere nella Sala dei Profumi Avvolgenti un monte di riso alto dieci tese e uno di farina alto venti tese: un pollo becca il riso e un cagnolino lecca la farina. Fu allora che feci allestire quelle tre cose nella Sala dei Profumi Avvolgenti. "Vietata o no. grande santo?" "Avrei bisogno di vedere per affari il Venerabile celeste. Poi romperò il catenaccio. Quando mi hanno visto scoraggiato." "Non è difficile" rise Porcellino. mi hanno spiegato che sarebbe stato sufficiente ricondurre al bene il governatore e i suoi: perché il Cielo deve ascoltare la gente per bene. Il messaggero delle suppliche ha già portato all'Imperatore di Giada un gran pacco di documenti che provano la conversione avvenuta. e io chiamai i cani perché facessero piazza pulita. Puoi andare direttamente all'ufficio di Risposta al Primordiale. metto ." Scimmiotto se lo tenne per detto e ripartì senza nemmeno congedarsi dall'imperatore. Ma se non cambiate. e al Cielo potrebbe venire in mente di far peggio. "Io salgo un momento in Cielo e torno subito. Scimmiotto si trovò circondato dalla folla dei funzionari che chiedevano notizie. fummo testimoni della malvagità di quell'uomo: gettava ai cani le offerte dedicate al Cielo e bestemmiava in modo tremendo. e i precettori celesti mi hanno mostrato il monte di riso e tutto il resto. che è afflitto da una tremenda siccità. il re celeste gli chiese: "Ancora qui?" "Quel governatore si è convertito." "Dunque sarebbe per quel tale Direttore" rispose l'imperatore. da parte sua uscì dal diagramma dell'Orsa Maggiore per andare a informare Tripitaka. Davanti alla Sala della Penetrante Chiarezza incontrò i quattro grandi precettori celesti." "E allora come faremo?" si inquietò Tripitaka. "Ma guardati dal mentire. bisogna che lassù sia beccato tutto il riso. che si è trovato a passare dal governatorato indiano di Fengxian. "Porta a buon fine la tua incombenza." Il colpevole si prosternò: "Come sapete ciò che è accaduto tre anni fa?" "Rispondete a me: è vero che gettaste ai cani le offerte dedicate al Cielo? Vuotate il sacco." Quest'ultimo si aggiustò la veste e scese giù dalle sue nubi di cinabro con le nove fenici. spero che mi farete sapere di più sulle misure prese lassù nei miei confronti.

Ed è l'effetto D'un pensiero. Scimmiotto si trovava in compagnia di Deng. inchinandosi a ogni passo. quando giunse una tal folla di divinità da riempire tutto il cielo. soldati e gente comune si inginocchiavano davanti all'insolito spettacolo. Ritornato da Tripitaka. Ma Scimmiotto gridò con voce tonante: "Divinità dei quattro dipartimenti. Il governatore lo venne a ringraziare. ufficiali." Il governatore non voleva saperne. perché pregasse il Cielo e bruciasse incenso. Infatti. "Ho trattenuto per voi le divinità dei quattro dipartimenti: fareste bene a convocare più gente per esprimere la vostra gratitudine. I quattro precettori trasmisero il decreto agli uffici competenti. l'acqua cade a rovesci. non soddisferei la decimillesima parte del debito che abbiamo tutti verso di voi. mentre l'acqua ruscella nei sei viali e nei tre mercati. Scimmiotto suggerì al maestro di dargli un nome. Zhang e Tao. Il drago ha il volto celeste con le barbe d'argento. Se non fossero pagati Bene e male. Ora la gente di Fengxian sa in quali dèi credere. l'universo Ne resterebbe sconvolto. e tutti videro gli dèi in gloria nella loro vera forma. dichiarò: "Vedo che questa gente è piena di buoni pensieri. con la faccina di giada e il berrettuccio d'oro. Mare liscio e fiumi limpidi sono pegno di pace universale. Xin. Dovreste aprire un varco in mezzo a tutte queste nuvole e farvi vedere di sotto. i contadini il gusto dell'aratura." Gli dèi si tennero a mezz'aria. Acquisteremo un terreno perché le vostre signorie ci fondino un monastero. possiamo chiudere le valigie e ripartire. Il popolo vive contento. Che bellezza! Spesse e pesanti nubi. insieme alla Madre del Fulmine. il grande santo propose: "Ora che il caso è risolto e il popolo in pace. Scimmiotto risalì da loro per salutarli e disse: "Grazie del disturbo che vi siete preso. Nei campi fioriscono frumento e canapa. Il monastero aveva sale e padiglioni imponenti e un magnifico portale d'ingresso. le divinità riposero l'attrezzatura. perché oggi hanno visto i guerrieri del Cielo. che dichiararono unanimi: "Il governatore e la popolazione della città si sono convertiti al bene. L'imponente generale Tuono ha una gran bocca con gli angoli rivolti all'ingiù. Quando vi avranno visto in faccia. come dice il vecchio poema: Dell'uomo non c'è pensiero Che sfugga alla terra e al cielo. il governatore e i suoi ufficiali li servirono a suon di musica. gli dèi delle mura e dei fossati. Il governatore li invitò a ispezionare il cantiere. brucia bastoncini d'incenso e si distoglie dalle male azioni. "Non ringraziate me" disse Scimmiotto. il ciambellano di servizio introdusse il tudi. mentre Scimmiotto ritornava a terra. "Ma devo ricordarle che siamo in viaggio per l'Ovest. non manca all'appello una sola famiglia. vostra signoria!" gridò inchinandosi. rendono omaggio al Buddha e onorano il Cielo. La gente se ne sta chiusa dentro casa. Nel corso dell'intera giornata. Se ne stanno sulle nuvole azzurre come sopra un altare da cerimonia. solo se vi mostrate potete contare sulla loro vera fede e su un culto durevole e convinto. La gente. Alla fine passarono quindici giorni. I fulmini sono serpenti d'oro. se la pioggia cade al momento giusto. Chi si metteva un bruciaprofumi sulla testa. su monti e fiumi oscurati per mille leghe si rovescia la pioggia e inzuppa la campagna. spinti dalla gratitudine e dai miei ordini. Xin. che tutti lodarono. mille speranze esaudite. Erano giusto tre anni che a Fengxian non si udiva un tuono." Ma si fece avanti il governatore: "Che cosa dite mai. A voi si chiede di dare una mano. Crepe di fiamma che illuminano tutto il cielo. batte sulle tettoie. "Sono edifici enormi! Come avete fatto a erigerli in così poco tempo?" "Molti operai ci hanno lavorato giorno e notte. tutti ripetevano: "Namo Amitâbha Buddha! Namo Amitâbha Buddha!" Queste grida di buoni pensieri commuovevano il cielo di Sopra. mentre i fedeli continuavano a genuflettersi e prosternarsi. al massimo un paio di giorni. È il caso di dirlo: un pensiero rivolto al Cielo. Torna sulla terra L'età dell'oro e il raccolto abbondante. La sera stessa mise all'opera molte persone per preparare il banchetto e per edificare il santuario. Quando brilla la riga rossa." La compagnia partì immediatamente e giunse ben presto nei cieli della regione di Fengxian. con Scimmiotto. Non possiamo ritardare troppo il nostro cammino. recando vento ogni cinque giorni e pioggia ogni dieci. Porcellino e Sabbioso accanto a sé. I germogli si gonfiano. che il monaco cinese fu invitato a presiedere. costruiremo un santuario per rendervi fin da vivi il culto delle quattro stagioni. azionino il tuono. crescono i fagioli negli orti intorno ai villaggi. Poi si dedicò un giorno a una funzione religiosa di resa di grazie. il ragazzo delle nuvole che fa capolino e il conte del vento che si degna di comparire. montagne e fiumi tremano per mille leghe. Come tutti sanno. ritorneranno più volentieri a farvi visita e recar pioggia. aspettate un momento con i vostri arnesi: vado a cercare il governatore perché vi presenti i suoi ringraziamenti. cari miei. Anche se me li incidessi nel cuore. Quando furono caduti tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. i quali avevano già ordinato alla signora Fulmine di mettersi al lavoro. il dio del suolo e diverse altre divinità locali." Da parte sua. Le nubi si dissiparono. Il ragazzo delle nuvole è molto carino. alla tal ora. scuotimenti che fanno barcollare la terra. I canali sono in piena da est a ovest." Fu subito diffuso un nuovo invito urgente alla popolazione. Zhang e Tao. davanti alla tavoletta su cui incideremo i vostri nomi." Un ufficiale incaricato della sorveglianza della Sala dei Profumi Avvolgenti riferì: "Le montagne di riso e di farina sono scomparse. Penserò io a organizzare offerte e ringraziamenti. i meandri dei torrenti si congiungono da nord a sud. lo dicono anche i versi: Dolce la pioggia dopo lungo tempo Di siccità! Tornano ad animarsi I canali e i mercati. che unisce alla virtù la competenza" disse sorridendo Scimmiotto. L'indomani fu dedicato a un sontuoso festino. ora potete ritornare in ufficio. che si mobilitarono immediatamente per coordinare l'esecuzione e sostenere il prestigio degli dèi nel mondo di Sotto." L'Imperatore di Giada si rallegrò e promulgò il seguente decreto: I dipartimenti del vento. Il male d'altri tempi si è dissolto Coi tre tesori. nera e densa caligine: il carro del tuono rotola fragoroso. del tuono. e presto piovve a dirotto. e un altro ai complimenti e ringraziamenti d'uso. crede a ciò che vede. Il conte del vento sbarra gli occhi tondi sotto le sopracciglia cespugliose. Come potete parlare di ripartire?" "Non voglio certo contestare il fondamento delle parole di vostra grandezza" rispose Tripitaka. Mi sono permesso di farvi preparare un modesto banchetto per testimoniare la nostra gratitudine. il ritorno della fede. "Lo chiameremo" disse Tripitaka "Monastero del Buon Soccorso di Lunga e Dolce Pioggia. I lavori del monastero e del santuario per il culto ai pellegrini erano già molto avanzati. si rechino nel governatorato di Fengxian e oggi stesso. che la gente del posto vi assicurerà con fede sincera nei momenti stabiliti. delle nuvole e della pioggia. Giganteschi fuochi fatui. dove predispose le proprie operazioni. In città e nei sobborghi. recati dal messaggero delle suppliche. il guerriero del tuono che inarca il suo corpo gigantesco. il tuono è il chiasso di un'incredibile quantità di insetti. I fulmini rigavano lo spazio e il tuono rimbombava. spargano le nuvole e versino tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. andate a vedere a che punto sono quelle tre cose. I mercanti ritrovano la gioia del commercio. chi agitava i rami di salice. Venite a vedere da vicino. Brontola il temporale. Al festino del primo giorno seguì un banchetto il giorno successivo. "Voi avete compiuto un atto d'incommensurabile bontà. il raccolto sarà abbondante. quando l'Imperatore di Giada vide gli incartamenti dei preti taoisti e dei monaci buddisti. in conformità del presente ordine. Fu una bella festa. i quattro dipartimenti sono quelli della pioggia." "Che bel . il catenaccio d'oro si è rotto. gli alberi secchi riprendono vita. Si vedevano dunque: il re drago che rivela la sua immagine." Le divinità promisero e se ne tornarono ai rispettivi dipartimenti. I loro cuori saranno puri e rivolti al bene.subito a vostra disposizione Deng. Perciò vi supplichiamo di manifestare la vostra compassione e di far cadere la pioggia. spruzza le finestre. Grazie all'iniziativa del grande santo. a tratti illuminato dai fulmini. Gli dèi si pavoneggiarono per due ore buone. Ora grano e miglio prosperano. Il vento soffiava ammassando le nuvole. boati come se sprofondassero le montagne." "Siete proprio un saggio governatore. delle nuvole e del vento.

esaminò incuriosito i sigilli e le scritte di tanti strani paesi. ma il principe lo fece salire accanto a sé e lo invitò a sedere. cui erano state inviate placche dorate per invitarli a intervenire. Tripitaka pensava: "Ho tanto sentito parlare di questi paesi barbari dell'Ovest: tutto sommato sono uguali alla Cina." "Quando mai ti avrei pestato i piedi?" domandò Scimmiotto. che attraversiamo un ponte. Solo Scimmiotto procedeva noncurante. perché temo che siamo in ritardo sulla tabella di marcia" obiettò Tripitaka. ma uno dei suoi suggerì: . è una disgrazia. è un membro della famiglia reale. con una smorfia si assestò i bagagli sulla spalla e seguì ansimando gli altri. Una folla di monaci. ma questa pioggia ha salvato diecine o centinaia di migliaia di vite umane. e il merito è tutto tuo. Ti sembra di abitare a Chang'an la divina: Persino cani e gatti litigan come in Cina. ma solo per gli altri" sogghignò Porcellino. e della sua compassione che copre la terra intera. Se lo andrete a trovare. e ama il popolo. ma lui rifiutò: "Non occorre: la strada da fare è poca. Il tempo correva veloce come la spola.nome!" approvò il governatore. li vollero scortare per più di trenta li." "Maestro. superarono la porta della città e si inoltrarono per i larghi viali affollati. e l'olio di sesamo otto millesimi la libbra. Andate a sedervi là dentro" rispose Tripitaka. Concede il grande santo le sue grazie a ciascuno. "Discepoli" disse Tripitaka. Fuman mille comignoli nelle sue lunghe vie." Dal vicino boschetto sbucò un vecchio che si appoggiava a una canna di bambù. in cui la luna bianca si affaccia alle finestre. che affrettavano il passo. MANIFESTA LA POTENZA DELLA LEGGE. Avreste la bontà di farcelo sapere. La città era grande e bisognò camminare a lungo per giungere alla residenza del principe." "Quattordici anni! Suppongo che il vostro cammino sarà stato ritardato da molti ostacoli." "Dobbiamo restare qui in piedi?" domandò Porcellino. Come si chiamerà?" "Non abbiamo mai viaggiato da queste parti" rispose Scimmiotto. lessato o cotto sotto la cenere. che era effettivamente un saggio. "Mi raccomando. "In famiglia. appeso. L'oca selvatica si rifugia nel casolare abbandonato. ma essi non accettarono un soldo. avete attraversato molte contrade. "Ci penso io. A me sa solo pestare i piedi. Il signore della città. lo posò sul tavolo e chiese: "Reverendo. non vi preoccupate" assicurò Scimmiotto. presto ritornò l'autunno. sono seguite da chiare mattine gelate. Navigando sul lago i mercanti le recano Ogni specie di merce. e il principe. Dopo tutta la compassione che hai riversato su un milione di persone nel governatorato di Fengxian." Sabbioso portò i bagagli dentro l'albergo. Tutti gli ufficiali. Entro nella residenza per far vistare il passaporto. che inoltrò la sua richiesta di udienza. "Come volete che lo sappia? Quando arriveremo. "Fuori mi aspettano tre giovani discepoli. Perciò si sedettero dove vollero." "Non me ne parlate. tenendo il maestro per mano. fiancheggiati da taverne e da case di piacere. Nel caso che il principe ci invitasse a pranzo. Intorno alla piazza c'erano anche gli uffici amministrativi. Non oso accettare. tutti esclamavano: "Di monaci eminenti. "Non hai visto l'insegna? 'Albergo per i visitatori'." Sentì che un moggio di riso costava quattro decimi di oncia d'argento." "È la bontà in persona. Quando la gente apprese che non sarebbero rimasti più a lungo. Per lingua e aspetto. ritornò verso i discepoli per riferire le notizie. e aggiunse la propria firma con evidente piacere. Il santuario dei pellegrini era stato eretto a sinistra della sala grande. con fanfara e bandiere spiegate. La pusa Guanyin disse una volta che la mia meta era lontana cento ottomila li. Che distanza c'è da qui al paese dei grandi Tang?" "Non saprei con precisione. ma l'arancia già si colora di giallo. prospera il poligono rosso. essi vollero aiutarlo a risalire a cavallo." Il principe prese in simpatia il visitatore e lo invitò a pranzo. secondo l'appetito. Tripitaka smontò da cavallo e lo salutò a mani giunte. fu una gara per fornir loro il viatico. Ecco perché questo è detto il paese della gioia assoluta. il frutto del mandarino è ancora verde. Bada a dove metti i piedi. ve lo farò sapere. "ecco un'altra città. che si chiama Yuhua. calzato di sandali di fibre di palma. dopo questa partenza. "A Bhiksu furono salvati mille centoundici bambini. Quando il vecchio si fu allontanato. Vediamo una città di cui ignoriamo il nome. qualcuno scivolava e cadeva. ignora la paura. vi riceverà di sicuro con rispetto. Piantala e cammina. né tanto meno metterli alla porta. "Chiedete se si può acquistare foraggio per il cavallo. Era la grande capitale di una regione importante. gli abitanti non differivano dai cinesi. Nel crepuscolo risplende la fredda acqua del lago davanti alle case dai comignoli fumanti. Non sono riuscito a tenere il conto di tutte le prove che ho dovuto superare prima di giungere nel vostro bel paese. "Consapevole del Vuoto" disse il reverendo indicandola con il frustino. Durante il viaggio l'inverno è ritornato quattordici volte. Quando Tripitaka gli presentò il passaporto. ce ne sono anche qui. e follie. tu ci provi gusto. Le foglie rosse volano nel vento." Proseguirono dunque a piedi attraverso i sobborghi. irritato. che cosa ti costava lasciarmici stare per sei mesi? Là prendevo bei pasti regolari. "Bestia!" gridò Scimmiotto. che doma scimmie e maiali. il monaco cinese sul suo cavallo si rivolse al Novizio: "Saggio discepolo. "aspettatemi qui. per incontrare il Buddha. la corte di giustizia. sappiate che la nostra umile regione è una provincia dell'impero dell'India. principe di Yuhua. "Nascondi la tua brutta faccia e non dire malignità. celebrò le cerimonie e bruciò l'incenso. "Non provochiamo incidenti!" Porcellino camminava a testa bassa. "Ciambellano. come dicono i versi: Dietro mura di ferro la città sta sicura: Fra l'acque e la montagna. cioè 'Splendore di Giada'. caro donatore?" "Maestro di meditazione che conoscete la Via. esci a cercare i discepoli del reverendo e invita a pranzo anche loro. Intanto il maestro si era presentato all'ufficiale di servizio." Porcellino non osò replicare. Ma non avevamo mai visto un bonzo come questo. il servizio delle cucine e l'albergo per i visitatori. cercavano rifugio nelle porte. La gente si spingeva per guardarli. Tripitaka lo salutò tenendosi a rispettosa distanza. ma continuò a ridacchiare fra sé. e li guardarono allontanarsi con le lacrime agli occhi. A vedermi legato. CAPITOLO 88 LA SCUOLA DEI PRÌNCIPI OVE MEDITAZIONE. Sabbioso cercava di nascondere la faccia. Erano tanto brutti che il personale di servizio non osò avvicinarsi. Profumano le felci." Porcellino. in corpo e deputazione. "Pensi solo a riempirti la pancia. capaci di sottomettere tigri e draghi. Diavoli e mostri a migliaia. Il corteo che li aveva scortati si mosse per ritornare solo quando furono scomparsi all'orizzonte. Le limpide notti." Il bestione abbassò il grugno. "Tante volte. animati da un'intensa attività commerciale. Mi meraviglio anch'io della potenza magica del nostro condiscepolo anziano. ogni anno vi si dovevano recare le offerte delle quattro stagioni." Tripitaka lo ringraziò. E SCIMMIA DELLO SPIRITO E MADRE DEL LEGNO ACCETTANO DISCEPOLI. si assottiglia il mantello delle montagne. prudenza!" diceva Tripitaka. quello del re drago e così via: uno per ciascuna delle divinità che avevano portato soccorso. che fretta c'era di scappar via?" "La solita bestia" brontolò Scimmiotto. Dopo il ponte sospeso. e poi ce ne andremo. e musiche. invece. lo chiederemo ai suoi abitanti. con l'abito leggero stretto alla vita da una striscia di stoffa a uso di cintura. reverendo?" "L'umile monaco che sono è mandato dalla corte dei Tang a salutare il Buddha nel Monastero del Colpo di Tuono. Poi ripiegò il documento. Se poi non sapete quanto tempo occorse. Dopo lungo cammino i quattro pellegrini videro nuovamente levarsi all'orizzonte la massa scura di una cinta muraria. e anche allora non si risolvevano a lasciarli andare. questa buona azione è ancora più meritoria del salvataggio dei bambini del regno di Bhiksu. finì per alzare il grugno e dire: "Quando mai un bonzo riuscirebbe a sottomettere il re dei maiali?" La gente si sbandò dallo spavento. Scompare il rigoglio della vegetazione. ascoltate il prossimo capitolo. GIUNTO A YUHUA. questo lo convinse di essere giunto nel paese di Bengodi. I monaci divini lasciano il Buon Soccorso. Dopo l'ispezione si preparò la partenza. Il vecchio si fermò e rese il saluto: "Da dove venite." "Si capisce" fece coro Sabbioso. Riferisce il racconto che. C'erano anche il tempio del dio del Tuono. il gallo di campagna celebra cantando la raccolta dei fagioli. dopo aver preso lietamente congedo dal governatore. lo ricevette subito." L'ufficiale non trovò nella strada nessun eminente discepolo. Le taverne si sprecano: Gran tavole imbandite. È un principe saggio: rispetta il buddismo e il taoismo.

Avreste per caso intenzione di battervi?" Il secondo figlio si mise in posa di combattimento. si videro comparire davanti i ragazzi e il padre. perciò sono tanto goffi e non conoscono le buone maniere." Le guardie si misero a strillare: "Un altro fantasma! È uno spirito scimmia!" Sabbioso giunse cerimoniosamente le mani e fece notare: "Non è il caso di spaventarsi. L'afferrò con entrambe le mani e diventò rosso per lo sforzo. lenta parata. dove per ora il racconto li lascerà." Scimmiotto si mise a ridere: "Dovevi fare come me. Lo maneggiò a due mani nelle figure della 'fenice color cinabro che guarda il sole' e della 'tigre affamata che si getta sulla preda'. "sono seduti a tavola nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. ragazzo: te la regalo. siamo appunto i monaci che cercate. come merci di qualità? Come puoi ignorare la differenza fra un nobile e un tizio qualsiasi?" Durante il battibecco erano giunti nel luogo destinato. non una creatura malefica. Uscirono quindi di casa con aria fiera e minacciosa. se tenete alla vita. i figli del nostro principe" risposero per loro gli ufficiali di mensa. Sabbioso lo scartò con la mano. signori. Uomo e sbarra formavano figure di ricamo su broccato. né il corpo grossolano la bellezza dell'anima. Le guardie tremanti dovettero guidare i tre alla residenza e li introdussero nella sala di udienza." I giovani vi fecero irruzione e gridarono: "Siete uomini o diavoli? Rispondete. Che cosa ne pensate?" Il principe diede il suo consenso. impressionati." "Non erano dèi o immortali: erano i brutti discepoli di quel monaco in cerca di scritture." "Tu l'aspetto d'uomo ce l'hai."Pare che ci siano in albergo tre bonzi mostruosi. quando mi ha detto di avere tre discepoli. che si inchinarono profondamente. che si lasciava dietro scie di faville. ora turbinando in senso antiorario." Porcellino tirò giù una riverenza e berciò: "L'umile monaco che vedete vi saluta!". Le loro armi preferite sono uguali alle nostre. ed estrasse da dietro l'orecchio il suo ago cerchiato d'oro. e non ci eravamo resi conto di chi foste. un po' di civiltà! Non spaventare la gente con le tue cattive maniere. e che ci accogliate come discepoli. E voi tre chi siete. che cosa devo fare?" "Ti ho detto di salutare la gente quando la incontri" precisò Tripitaka. Per quanto sublime Sia l'India. e l'ho invitato a pranzo." Il principe dominò la paura e si affrettò a spedire i pellegrini a pranzare nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. I suoi tre giovani figli lo videro comparire con il volto turbato e chiesero: "Che cosa vi è accaduto?" "Ho ricevuto un bonzo delle terre dell'Est in cerca di scritture. "Come potete immaginare. I tre sono entrati senza rispettare il rituale dei saluti. civili e militari. Spero ardentemente che vorrete perdonarli. preti e laici. giungendo le mani. si erano inginocchiati nella polvere. A rapido attacco. Il reverendo fu preso dal panico e si gettò nella polvere. come udì la parola 'pranzo' balzò in piedi: "Eccoci qua!" L'apparizione provocò un accidente al povero ciambellano. prese la parola il principe: "Maestro. perciò abbiamo chiesto loro una dimostrazione." "Questo è il dio del camino! Il protettore della fuliggine!" Gli ordini sono ordini." Scimmiotto riprese la sua sbarra e rispose: "Volentieri. Il terzo principe. Quando poi li ho guardati in faccia. ma gli altri tre sono proprio diavoli!" Porcellino continuava a mangiare come se niente fosse. fu preso dal panico e strillò: "Che orrore! Un diavolo porcello!" Scimmiotto intervenne per rimettere ordine: "Via. con l'effetto di spaventarlo del tutto. Tripitaka se ne accorse e giunse le mani: "Altezza. Ed è questo il motivo per cui i monaci Salvan l'umanità. infine non poté resistere e urlò a gola spiegata: "Aspetta che vengo a divertirmi anch'io!" Bravo bestione! Salì sulle ali del vento e inventò una danza maneggiando il suo rastrello: tre colpi in alto. quando alzò gli occhi su di loro. Il principe li invitò tutti nella residenza privata a bere il tè. lo ringraziarono e andarono a sedersi ai loro posti. Ma lui spinge sempre avanti il suo grugno e grufola dappertutto" aggiunse Sabbioso. Tripitaka se la prese con Porcellino: "Somaro maleducato! Potevi almeno star zitto. Non è certo comune la figura Della meditazione. che non devo. ha pur qualcosa da imparare: I principi di Yuhua apprenderanno Che cosa sia tenere il giusto mezzo. Insomma. Poi lo maneggiò intorno alla sua testa. Non avevamo mai assistito a niente di tanto meraviglioso. Porcellino scoppiò a ridere: "Il tuo rastrello è il nipotino neonato del mio. Le luci che avete visto venivano dalle loro esibizioni. che è venuto a far vistare il passaporto. Resero poi omaggio a Tripitaka. Ora è posto il frutto Sul cammino del bodhi: quivi giunta Ogni cosa si appaga meditando. ora girando in senso orario. Sono un uomo. ho dovuto reclutare i miei discepoli sui monti selvaggi." Il principino gettò la propria sbarra e cercò di impugnare quella meraviglia. e già questo non mi è piaciuto. sette in avanti. Metallo e legno mostrano potenza. brusca risposta. che non dovete stupirvi se sono ancora pallido. si rivolse al reverendo: "Maestro. Quell'arma scatenata produceva il rumore di un temporale." Fece un balzo a piedi giunti e ascese in cielo menando fendenti con il suo bastone. A trecento piedi da terra si arrestò. Permettete che salga al piano di sopra e vi procuri un piccolo divertimento. Subito arrotolarono le maniche e strinsero i pugni: "Non saranno creature malefiche delle montagne camuffate in forma umana? Aspettate che ci armiamo e andiamo a vedere di che si tratta. brandendo a due mani il rastrello a nove denti. I giovani principi. Adesso." I tre principini erano appassionati cultori di arti marziali. Ho fatto riverenze. otto indietro. tirò fuori il suo bastone ammazza diavoli e lo mulinò provocando uno spettacolare fascio di nuvolette iridate. ho invitato anche loro." Sacripante di un grande santo! Fece una capriola e balzò in aria con un sibilo acuto. ne piantò la punta nel suolo con un colpo secco a una profondità di tre piedi. Porcellino alzò il naso dal piatto: "Vedo che siete armati." "Magari ci potevamo inchinare tutti insieme. monaci e suore. forse saranno loro. e ho bruciato incenso con vostra madre. ma hanno buon cuore. lasciata la sala d'udienza. i suoi discepoli si tennero da parte. rassicuratevi. eccitato. come la 'fontana di fiori sopra il baldacchino' o il 'drago giallo che avvolge le spire'. ho visto tali orribili diavoli. I pellegrini. abbassarono a terra le loro nuvole e riposero le armi. io? Tutta energia risparmiata. Le apparenze rinviano a verità." Tripitaka. Scimmiotto vide che il maggiore usava come arma una sbarra. giovani altezze." Porcellino. La bruttezza del volto non esclude la bontà del cuore. si ritirò negli appartamenti privati. gridando: "Dove sono questi bonzi in cerca di scritture?" "Principini" risposero inginocchiandosi gli ufficiali di mensa. fece scaturire sotto i suoi piedi una nuvola multicolore ed eseguì molte figure con la sua sbarra. manifestazioni di divinità. Il vaso di cinabro è ovunque oggetto Di adorazione. quattro in basso. pallido di spavento. per entrare qui a dir sciocchezze?" "Sono le loro altezze. con sibili acuti e melodiosi. A un certo punto l'uomo scomparve e si vide solo la sbarra. né focolare in cui non si ardesse incenso pronunciando preghiere. Ma non so a quale presenza di dèi o di immortali fosse dovuta. e disse ridendo: "Prendi questa. "L'altro giorno il maestro diceva che per essere educato devo salutare. I principini corsero dal padre in gran festa: "Incontriamo un'occasione fortunata fra mille! Avete visto lo spettacolo nel cielo?" "Ho visto nubi iridate. Perfetta comprensione mostra Spatola. non vi fu uno che non si prosternasse pronunciando il nome del Buddha. il secondo un rastrello a nove denti e il terzo una canna laccata di nero. come se avesse messo radici. Mentre si recavano al padiglione. Ma anche il principe trasalì. si gettò all'attacco con la sua canna laccata di nero. La nostra speranza è che ci accordiate una dimostrazione della vostra abilità. fratellino. Non conosci il detto: ci sono persone di qualità." Lo levò dalla cintura e lo roteò cavandone mille raggi di luce dorata. e ne acquisteremmo meriti senza pari. permettete che mi eserciti anch'io. lasciò cadere la ciotola e si inchinò: "L'umile monaco che sono è un inviato della corte dei Tang. I tre condiscepoli. dove l'ufficiale di mensa li fece accomodare e ordinò di servire il pasto. Gli ufficiali rimasero a bocca aperta. Maestro e discepoli tacquero e mangiarono. Delle armi divine che maneggiano Rivelano la grande perfezione. Sabbioso. Vien riempito Lo spazio dalle cause della Via. cinque a sinistra." Il maggiore impugnò una sbarra. Le aeree esibizioni dei tre condiscepoli erano smaglianti. che aveva il temperamento più focoso. . Ci piacerebbe averli come maestri e imparare le loro tecniche: ci sarebbero utili per difendere il paese. Porcellino applaudiva. Sabbioso e Scimmiotto risposero: "Siamo esseri umani anche noi. ma non c'era niente da fare: non riuscì a muoverla di un pelo. Gli diede il diametro di una tazza e la lunghezza di due o tre tese. i tre giovani principi si inchinarono e dissero: "Maestri! Noi siamo comuni mortali. "e non di metterci in ridicolo davanti a un principe. Lo spettacolo si vedeva da lontano: non solo il personale del padiglione." L'ufficiale entrò a interpellare l'albergatore: "Dove sono i discepoli del monaco dei grandi Tang? Siamo incaricati di invitarli a pranzo. I miei rozzi discepoli sono brutti. uomini e donne. "Mi prendete sempre in giro" si lagnò Porcellino. completata la dimostrazione dei loro talenti. che si preparavano a ripartire. Ma qui non abbiamo spazio sufficiente. che roteava vorticosamente incendiando di colori tutto il cielo. ad astuta finta. Come apri la bocca. rovesci le montagne. È un uomo straordinario. sei a destra. Quando si furono seduti. ma il principe stesso nella sua residenza e tutta la cittadinanza. che sbadigliava seduto su una seggiola. Intanto il principe. Il giovane principe era inchiodato dallo stupore e non osava muoversi.

prima bruciate incenso al Cielo e alla Terra. Dopo un po' ansimavano. e ora toccava a loro di rendere quello dovuto ai maestri. Allora i pellegrini furono ospitati nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. Con essa ho messo sottosopra i palazzi del Cielo e forzato le porte dell'Inferno. che foste dei semplici monaci mendicanti venuti dal lontano paese dei Tang.non potevano reggerlo a lungo. Le mense furono tolte solo quando cadde la sera. il vostro discepolo sollecita indulgenza. Che meraviglia quei croccanti al miele." "E il vostro prezioso bastone quanto pesa?" chiese il principe più giovane. Maestro e discepoli si godettero il restante corso della giornata con la famiglia principesca. e sottomesso mostri e lamie. e noi comunque non potremmo lasciarvele. insegnamento senza rigore: maestro inetto . e si resero conto che non riuscivano a continuare: quelle armi magiche mutavano continuamente di peso e di dimensioni. si offerse loro un bagno caldo profumato e si prepararono ricchi letti e cortine. Questo è il momento in cui Splendon le stelle. Il canto del poeta Si estingue in un bisbiglio sul guanciale. con l'acqua e il fuoco. che non vi intendete di monaci come noi. ed è un oggetto unico in terra come in cielo. che immantinente ordinò un grande festino di ringraziamento. questa non è una sbarra come potreste trovarne posate accanto al camino. Il gioco era bellissimo. "Per ciascuna delle vostre armi. si purificarono con abluzioni." "Il mio rastrello non è pesantissimo" rispose ridendo Porcellino. Poi vi trasmetterò un po' della forza divina che occorre per praticare questa specie di arti marziali. quindi dichiarò: "Onorato maestro. tuttavia maneggiare le vostre armi non è facile per noi. Il tè è quello divino di Yangxian: un aroma più squisito della cannella." I figli del principe convocarono dunque dei fabbri e fecero acquistare diecimila libbre di ferro e d'acciaio. ho la fortuna di incontrare questi giovani principi. Se proprio lo volete con tutto il cuore." Scimmiotto si rivolse a Tripitaka e lo salutò rispettosamente. e due piatti di pani deliziosi. ma viene dalla notte dei tempi. ma a prezzo di grande fatica. scalando i monti e attraversando le acque. diffusero intorno mille raggi di luce e riversarono ogni specie d'influsso benefico." La risposta piacque al principe. tracciò il diagramma dell'Orsa Maggiore e li invitò a sdraiarvisi con gli occhi chiusi. e la sbarra acquistò pian piano la capacità di emanare luce e di mutare le proprie dimensioni.sapere insufficiente: allievo incapace. Il giorno precedente avevano ricevuto l'omaggio dovuto ai principi." E Tripitaka diede il consenso anche a loro. Il maggiore voleva vedere la sbarra cerchiata d'oro. Se diventano nostri discepoli. e ciascuno dei principini dava saggio di quanto imparava. compreso il manico: il numero dei rotoli della Legge. quando si stabilì la grande pace. Crescono rigogliose nella notte Le erbacce sul sentiero. la sbarra giacque dimenticata in fondo all'oceano orientale. Ahimè! quelle armi fatate e luminescenti si sarebbero dovute tenere coperte per non attirare l'attenzione.vorrei pregarvi di una cosa. Posso renderla più piccola di un ago o alta fino al cielo. I tre ragazzi si prosternarono e chiesero: "Rispettati maestri." I principini rinnovarono i segni di omaggio e di rispetto. Egli fece questa sbarra per sondare mari. bruciarono incenso e pregarono rivolti al cielo. potremmo dare un'occhiata alle vostre armi?" Porcellino mise a terra il suo rastrello. canti e spettacoli diversi allietavano i convitati. i miei umili discepoli non vi negheranno nulla. perché ci occorrono per difendere la Legge contro i diavoli. A quest'ora soffrirai La nostalgia del tuo paese. Hanno una vera passione per le arti marziali e aspirerebbero." I principini entusiasti corsero a procurarsi un altare. cinquemila quarantotto libbre" rispose Sabbioso. Ciò finì per attirare l'attenzione di una creatura malefica che abitava a una settantina di li dalla città. Ma ora che abbiamo ammirato nel cielo le danze guerriere di mastro Scimmiotto. Da quando mi avete liberato con la vostra eminente virtù al Monte delle Due Frontiere. per voi saranno come dei nipotini. quegli anellini fritti nell'olio e glassati di zucchero! Dalle bottiglie di vino di riso si versa una bevanda superiore al nettare di giada. Poi dichiararono: "Siamo pronti. sento il dovere di sottoporre rispettosamente il caso al mio maestro. volute d'incenso. Però ci chiediamo se acconsentirete. Spero che i reverendi abbiano la magnanimità di insegnar loro qualcosa. è inutile. Il primo giorno fu dedicato a preparare il metallo." "Ma certo" approvò Porcellino. non si parla di denaro. di peso costante e più leggero. quattro piatti di pasticceria dolce e leggera. se manca. "ma per imparare occorre una forza adeguata. con forgia e fornace. Voi non sapete maneggiare le nostre armi." "Insegnare è facile" sorrise Scimmiotto. vi ho mancato di rispetto. altezza. I ragazzi si levarono da terra stropicciandosi gli occhi: si sentivano pieni di energia. Per quanto lontano sia dallo sdebitarmi verso di voi. poi la piantò in terra davanti a lui. Come dicevano gli antichi. Il principe loro padre era fierissimo ed emozionato: si precipitò immediatamente a far preparare un altro banchetto di ringraziamento. "Insegnamenti di che genere?" domandò Scimmiotto." "Devo scusarmi con voi per aver creduto. ma speriamo che autorizzerete anche a noi a prendere questi ragazzi come discepoli e a divertirci un po'. Dopo che ebbe spaccato le montagne e drenato le acque. sappiamo che siete buddha e immortali. Si prosternarono davanti a Tripitaka e gli dissero: "Maestro. ma non fa dormire. Come mai mastro Scimmiotto tiene invece la sua dietro l'orecchio? E come fa a diventare tanto grande?" Scimmiotto si mise a ridere: "Ragazzi miei. Tappezzerie di seta. Il fratello maggiore li richiamò: "Fratelli. "Il suo peso sarebbe di tredicimila cinquecento libbre. li risvegliò. "Mastro Porcellino e mastro Sabbioso nascondono le loro armi sotto i vestiti. rinviando le divinità primordiali al loro luogo d'origine. Nel cuore . Riuscirono a eseguire varie figure e trucchi. che ci prestano omaggio perché vogliono apprendere le arti marziali. se a tratti non giungesse Rumore di pignatte dal cortile Del vicino. Ora che siamo giunti a una contrada del paese del Buddha. in una grotta detta Gola di Tigre. vi siamo riconoscenti della forza che ci avete fatto acquistare. Compiuto il ciclo. fiumi e laghi. "Cinquemila quarantotto libbre. "È un'idea sensata. senza volerlo. con il massimo rispetto e devozione. ti dimostra Che ti capisce. Danze. recitò alcune formule e alitò il suo fiato magico nelle loro viscere. ad apprendere i rudimenti di quest'arte. Porcellino e Sabbioso si affrettarono a imitare Scimmiotto. Il grillo Cantando sotto il letto. ma non so se i vostri eminenti discepoli acconsentiranno. L'indomani i principini ritornarono a ringraziare: "Divini maestri. Sarà un bel ricordo del nostro viaggio. L'officina fu collocata nella corte anteriore. ma loro . Pronunciò nella mente le parole di un incantesimo. non è ferro comune. "Lo stesso peso. ma può crescere o ridursi. Il tè dall'aroma penetrante accompagna frutta appena colta. I miei figli ne sono rimasti incantati. In questo modo trasmise a ciascuno dei ragazzi il segreto che moltiplicava la loro forza per mille e diecimila.comuni mortali . sulla Montagna del Leopardo. Allora Scimmiotto condusse i tre principini nella stanza più silenziosa del padiglione. ma in materiali consueti. Mi chiedo quanto pesino queste armi divine. non sono mai venuto meno ai precetti della dottrina. Sabbioso appoggiò alla parete il bastone ammazza diavoli. non chiediamo di meglio che di arruolare discepoli. Il suo ferro venne fuso da Yu il Grande al tempo in cui il caos incominciava a separarsi. Dèi e diavoli la temono: il sole impallidisce di spavento a vedersela puntare contro. Si chiama 'A piacer vostro' oppure 'Cerchi d'oro'. Dimostreremo la nostra gratitudine facendovi ponti d'oro. e li pregarono di impartire i loro insegnamenti. Poi. L'insegnamento continuò durante il banchetto. Lasciate giorno e notte all'aperto. quello di mezzo il rastrello a nove punte e il minore il bastone ammazza diavoli. il secondo giorno le tre armi furono consegnate agli artigiani perché le copiassero. incontrandovi. I miei occhi mortali non hanno visto altro e. ma non c'era verso di smuoverli." Tripitaka fu felice di dare il proprio consenso. Regnerebbe Il silenzio. Le seggiole laccate sono ricoperte da cuscini di broccato ricamati. tavole incrostate d'oro da abbagliare gli occhi. non ce la fate. In secondo luogo. Prima di procedere. Passavano gli anni. La mattina seguente. il principe si recò con i figli a visitare i reverendi. Il banchetto durò fino a sera. e Scimmiotto la trasse da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una tazza. Avevano acquistato una forza straordinaria: il maggiore fu capace di sollevare la sbarra cerchiata d'oro. è come disegnare la tigre con i tratti del cane. rinnovellò le loro ossa e i loro muscoli. in tutto questo lungo viaggio verso Occidente vi ho servito con tutte le mie forze e il mio cuore. "Come vedete." "Siamo tutti agli ordini di vostra altezza. ma sembravano libellule alle prese con colonne di pietra: la faccia si arrossava per lo sforzo. Dovunque ha vinto tigri e draghi. Ci piacerebbe farle imitare nella foggia. I due principi più giovani cercarono di afferrarli." Scimmiotto si mise a ridere: "Si vede. mastro Porcellino e mastro Sabbioso. chi le adopera ci potrebbe insegnare come servirsene. In primo luogo. e il nostro scopo è di volgerli al bene. sapete che non siamo bravi a parlare. "Il destino ha voluto che finisse nelle mie mani.

che sarà venuto a rubarle. quando incapparono nei tre giovani principi che venivano a vedere come proseguiva il lavoro. non per vantarci. impallidì e rifletté a lungo. a riferire i fatti al principe. fratello?" obiettò incredulo Porcellino. stermineremo la mala genia e potremo riprendere la nostra strada. Non aveva armi per ammazzare i due. Ma non voglio certo lasciarla nelle loro mani. antenne d'argento. se non l'ho mai visto?" Scimmiotto gli diede le istruzioni necessarie." Corsero alla fucina. Confesso di non aver avuto modo di appurare come stiano le cose. Scimmiotto udì voci che provenivano dall'altro versante della montagna. leggete il seguito. dove si apre la Grotta Gola di Tigre. Non ci starete per caso giocando uno scherzo. scomparve con un sibilo. e i tre si congedarono." "Basta così!" esclamò Scimmiotto. con una scossa. che possano ospitare creature malefiche. Il grande santo si impadronì degli oggetti e corse in città. si impadronì delle tre armi e le portò nel suo rifugio. si riconosceva la presenza di miasmi malefici. e scoprì la fonte del fenomeno nella corte del palazzo. alla retroguardia." "Ma che cosa dici. troveremo l'occasione di ricuperare le nostre armi.della notte notò l'inspiegabile luminosità. congedatosi da Tripitaka. Il bravo re scimmia. non c'era nessun bisogno di lasciarle all'aperto durante la notte. recitò la formula 'anniuchali'. Atterriti le stavano cercando da tutte le parti. Ciò che lasci non è Via(11). li pregò di continuare il loro lavoro." "Li andremo a trovare tutti e tre. e avranno attirato l'attenzione di qualche mostro. Sono ben sicuro che i nostri artigiani non si immischierebbero mai in un simile imbroglio. giuravano e si prosternavano a ripetizione. A nord della città c'è la Montagna del Leopardo. gru e gibboni fischiano e gemono." Quanto ai fabbri. secondo altri. Quando all'alba ritornarono alla fucina. posto incomparabile destinato a diecimila anni di felicità. Volò sopra le teste dei mostri per sentire le loro parole. concludendo: "Le armi dei nostri divini maestri non sono oggetti comuni: cento ladri tutti insieme non sarebbero riusciti nemmeno a spostarle. Andò a vedere. Il suo corpo leggero si posa elegante sulle corolle appena dischiuse. Come si dice: Nemmeno per un momento Tu puoi lasciare la Via. D'altronde noi regnamo su questa regione da cinque generazioni e. o vi ammazzo!" I disgraziati caddero in ginocchio piangendo: "Non abbiamo sentito nulla. I fabbri. in modo che ci restino due o tre tael per comprare un abito imbottito per l'inverno. Domani offrirà un banchetto per celebrare l'avvenimento: 'l'assemblea del rastrello'. Quando arriviamo al Mercato del Sud. dormite ancora?" "Eccoci qua" rispose Sabbioso. torrenti che rumoreggiano in fondo ai burroni. "Egregio fratello" diceva uno dei due. avranno passato la notte a spingere e tirare per portarseli via. Ce lo godremo tutti quanti. Una vasta struttura rocciosa dalle lunghe vene di drago: picchi aguzzi conficcati nel cielo. Voialtri" aggiunse rivolgendosi a Porcellino e Sabbioso. Mentre si guardava intorno. Ieri sera le armi erano qui. Guardando dall'alto. CAPITOLO 89 UNA COMBRICCOLA DI LEONI OVE LEON FULVO INVANO PREPARA IL BANCHETTO DEL RASTRELLO. PERCHÉ METALLO. perciò vi giunse in un batter d'occhio. I ragazzi entrarono e si guardarono intorno: "Non vediamo le vostre armi. levandosi dal letto per aprire la porta. spingeva le bestie davanti a sé. Ascesi e meditazione Andran forse a farsi friggere? Se poi non sapete come si poteva fare a ricuperare quelle armi. dove Porcellino diede in escandescenze: "Questi fabbri sono una banda di ladri! Restituite subito il maltolto. dopo le fatiche della giornata. trovò venti tael in una scarsella legata alla cintura di uno dei due. Era una perfetta imitazione: Ali cosparse di polverina colorata. Noi siamo comuni mortali: non saremmo stati capaci nemmeno di muoverle. "Padroncini" dissero i fabbri prosternandosi. come dimostrava quell'assemblea 'del rastrello'. "È certo colpa di quel furfante. "Realizziamolo senza indugio." Recitò un incantesimo e. i due procedevano di buon passo. ai fabbri e agli ufficiali. essi supposero che i legittimi proprietari avessero preferito riporle per la notte. Mentre così si discuteva. "Cerchiamole subito. terrorizzati. Draghi venuti da lontano appaiono e scompaiono dai nonupli meandri di una gran vena nascosta sotto la montagna." Gli operai. Corsero al Padiglione dell'Essiccatoio della Garza: "Maestri. per carità. Signorie. "Questa notte sono scomparse. Emanano luce. dopo il duro lavoro della giornata. Bisogna arrestarli e dargli una buona bastonatura. la questione è chiusa" disse Scimmiotto. Li superò. Restarono immobili a occhi spalancati. si trasformò in farfalla. La notte passata ha messo le mani su tre armi che sono tesori inestimabili. "Sono creature malefiche in missione" si disse Scimmiotto. "come faccio a trasformarmi in Imbroglio Strano. le tre armi erano scomparse. Ai piedi della roccia scoscesa scorrazzano coppie di daini e cervi. "Vedo con soddisfazione che l'arma più apprezzata è la mia" rise Porcellino. "dal momento che dà il nome alla festa. in combutta con qualche complice. secondo alcuni." Si incamminarono verso la montagna. corrono furtivi tassi e volpi. LEGNO E TERRA DEVASTANO LA MONTAGNA DEL LEOPARDO. riprese il proprio aspetto e sostò sul ciglio della strada. "è un momento fortunato per il nostro re. fece uno sputo magico e li impietrì. "Che tesori meravigliosi!" si disse il mostro ardendo di bramosia. Gazze e corvi volano gracchiando. Scimmiotto li gettò nel fosso con uno scappellotto e frugò nei loro vestiti. in veste di venditore. risparmiate le nostre vite innocenti!" Scimmiotto era silenzioso e aggrondato. Inoltre potremo fare la cresta sulla spesa. godiamo di una certa reputazione di saggezza anche all'estero. I fabbri si saranno resi conto che erano tesori inestimabili e. quindi spiegò le ali e li raggiunse. su cui i fiori disegnano un broccato. Così ci introdurremo nella loro tana. ma potete immaginare quant'era duro il nostro sonno. d'altronde erano creature senza importanza. e stamane non ci sono più. salì su una nuvola per veder meglio. La Montagna del Leopardo distava dalla città una settantina di li. discende lentamente splendendo nel sole. Che ne dici?" Ridendo e chiacchierando. Udito del furto." "Di fortuna ne abbiamo anche noi: ci hanno dato venti tael per acquistare maiali e montoni. Quando giunsero ai . Quando i due gli giunsero davanti. Scimmiotto si rallegrò di essere sulla buona strada." "Ecco una buona domanda. corresse i particolari e alla fine garantì: "Tutto a posto. L'altro giorno è riuscito a conquistare una vera bellezza. La catena montuosa è sul confine del distretto di Yuhua." In preda all'inquietudine. Sabbioso farà la parte del mercante di bestiame. che si è portato nella grotta. Sabbioso. Diamo il denaro ai fabbri e chiediamo al principe di procurarci maiali e montoni. Per utilizzarle come modelli. "Ma volevo chiedere a vostra altezza se nei dintorni della città ci sono monti che si sappiano abitati da creature mostruose. Sei proprio come lui. mentre io vado a fare un giro da quelle parti. "Chi li avrà messi là? È un'occasione da non perdere. Perdute le armi divine. "Sentiamo che cosa hanno da raccontare. incominceremo con l'acquisto di un paio di buone bottiglie. al monaco cinese." "È un bel piano" approvò Sabbioso ridendo. "Fratello" chiese Porcellino. Davanti alla montagna si stende un cuscino di erba di diaspro. sopraggiunse il principe e si informò dell'accaduto. Pini alteri e antichi cipressi si mescolano a vecchi alberi e bambù." Il principe fece acquistare dal suo maggiordomo sette od otto maiali e quattro o cinque montoni." "Per quanto riguarda i fabbri. Non conosce ostacoli quando va in cerca di fiori odorosi. senza poter muovere un passo né aprire la bocca. "Trovar mostri in un posto tanto pacifico! Qui non ci sono montagne impervie o lande selvagge. "non troviamo più le armi dei tre divini maestri. dormivano della grossa. "badate al maestro e alla sicurezza della città. Da molto tempo sento dire che ci abiterebbe un immortale. e placche laccate di bianco che recavano i loro nomi: uno si chiamava Strano Imbroglio e l'altro Imbroglio Strano. le hanno cercate dappertutto." Sollevò un gran vento. Le avete riposte voi?" "Certo che no!" esclamò Scimmiotto balzando in piedi. L'ipotesi non regge." "Volete dire che è scomparso il mio rastrello?" gridò Porcellino. con quelle armi che si possono rimpicciolire a volontà?" "Vi assicuro che non c'è scherzo" rispose il Novizio. Sale portato dal vento. Qui le leggi sono temute e rispettate da tutti. oppure una belva o un mostro. e scoprì due mostri a testa di lupo che risalivano il pendio nord occidentale discutendo animatamente. Alla fine brontolò: "È colpa nostra. "Alla fucina non si trovano. Porcellino sarà Imbroglio Strano e io Strano Imbroglio.

" Dopo la lettura Scimmiotto restituì il cartoncino. I tre fratelli hanno combinato lo stratagemma che ha portato lo scontro nella grotta del nemico." Il povero Sabbioso dovette raccogliere tutto il suo coraggio per seguire quei due dentro la grotta." Mentre chiacchieravano e ridevano. Queste sono le nostre armi. pantere. Liane verdi sigillan le fessure. Al rozzo e impulsivo Porcellino. che li diede a Sabbioso dicendo: "Prendete. Il Novizio mostra il suo magistero marziale: rubare quegli oggetti è stata una brutta imprudenza. "Tiratevi su" disse Sabbioso. alla sua schivata." Entrarono insieme nella grotta e fecero un macello di tutti i mostri grandi e piccoli che vi trovarono. Non ce ne andremo di qui prima di esserci assicurati che non possano verificarsi ritorsioni o vendette. Quando lo videro minacciare il mostro." Il principe era diviso fra la gioia e la preoccupazione: la vittoria lo rallegrava. "Gli animali che vedete erano divenuti spiriti. che gettano nel panico dèi e diavoli. "Per il detto degli antichi: La vecchia troia mette in fuga il grande leone. raccolse gli oggetti di valore e la selvaggina. e riesce a tenere la partita in equilibrio. anche Scimmiotto e Sabbioso non poterono che riprendere il proprio aspetto e le proprie armi." "Perché dovrebbe essere tuo?" domandò Scimmiotto. Poi comparvero i tre monaci." Un mostriciattolo venne dalla grotta a consegnare cinque tael a Scimmiotto." Sabbioso chinò il capo per ringraziare. ed anche il generale Sabbioso è pienamente all'altezza. La battaglia si spostò nello spiazzo davanti all'ingresso della grotta. e nell'attesa la gente non si era coricata. "Non ci fermiamo: le bestie si sbandano e vanno per conto loro. che troneggiava su un altare. "Piuttosto venite a vedere il bottino. Dopo la sconfitta. lo afferrò e riprese la sua forma originaria. per legare le bestie e portarle al coperto. approfittò del varco per fuggire verso sud est." "Quanti invitati avremo?" "Il grande re presiederà il banchetto. si sarà certo rifugiato da lui. Il baccano che facevano richiamò l'attenzione del re. li affrontò gridando: "Chi siete voi. pende su una bocca storta da cui spuntano zanne. ma gli piacerebbe restare a vedere la festa" aggiunse Scimmiotto. "È venuto per riscuotere i soldi. Gridò a Sabbioso: "Bada al raschiatoio!" e. Il re mostro li aveva seguiti: "Mercante. lo abbiamo lasciato andare. ma abbiamo distrutto la sua base. Si battono finché il sole volge al tramonto. Porcellino lo ravvivava agitando le orecchie come ventole." "E tu corrigli dietro" rispose Scimmiotto. Il suo naso. buon uomo. Non avevamo denaro a sufficienza. per osare di tendermi questo tranello e rubare i miei tesori?" "Vedrai chi siamo. Vi saremo infinitamente grati se ci concederete il vostro consenso. ma a Mercato del Sud. Andarono incontro ai compagni che sopraggiungevano. Quando è fuggito. ma ho riflettuto a lungo e so quali misure prendere. si dice che abbiate trovato tesori unici al mondo: che male c'è se gli facciamo dare un'occhiata?" "Deficiente!" esplose il mostro. "I maiali costano sedici tael e i montoni nove. "Vostra altezza non si preoccupi" lo rassicurò Scimmiotto. un leone armato del raschiatoio Quattro Riflessi. Il principe. Il grande santo. perciò ci accompagna. se il principe li viene a reclamare?" "Signore. Questo è il bottino che ci abbiamo trovato. Quanto al resto. "Sfacciato!" gridò il re arrabbiato. come se andasse a fuoco. l'eminente santo primordiale della Nonupla Numinosità. ci siamo imbattuti in un diavoletto con i capelli rossi che recava un invito all'avo di quel Leon Fulvo. saremo onorati della vostra presenza. una banda di mostri di ogni età giocava e si divertiva sotto gli alberi in fiore. non siamo andati a Yuhua. Non è facile Trovare eremitaggio più tranquillo. ma Scimmiotto gridò: "Lascialo andare. Il venditore ci ha accompagnato per riscuotere la differenza del prezzo. sua altezza si inchinava per ringraziare e i tre giovani principi si inginocchiavano.primi pendii della montagna. con i suoi mezzi magici. brutto mucchio di peli!" urlò Scimmiotto di rimando. Guardalo quanto vuoi. Allora la creatura perversa sente esaurirsi le proprie forze: non ce la fa più. fronte incavata e faccia gonfia e cianotica. Il mostro teneva sottobraccio un cofanetto per biglietti d'invito. calza sandali di paglia: maestoso come un dio del malanno. quest'ultimo non manca di forza e di astuzia. Quando vide Scimmiotto e compagni." "Ragazzi. "Ma chi sarà questo tizio della Nonupla Numinosità?" Porcellino si mise a ridere: "Una cosa è sicura: il leone è mio. spargerà la voce e tutti lo sapranno: e io che cosa rispondo. sprigiona nubi cangianti. "Si firma Leon Fulvo e invita un certo santo primordiale della Nonupla Numinosità" informò Scimmiotto. La sbarra sibila come il vento. andiamo avanti!" tagliò corto Porcellino. "E questo chi è?" chiese il mostro sbirciando Sabbioso. Con l'ingresso fiorito." Il mostro resisteva con il suo raschiatoio. volesse vendicarsi. Mentre ci recavamo alla grotta. che erano posate nella corte del principe per servire da modello ai fabbri. In guardia! Finora le hai contemplate. il bastone ammazza diavoli riempie il cielo di brume colorate. Sabbioso raccolse molta legna secca e vi mise fuoco. potreste fargli mangiare qualcosa e offrirgli del vino. il suo figlio minore e discepolo Leon Fulvo che cento volte si prosterna. si spingevano avanti le bestie. per celebrare la lieta assemblea del rastrello. da portare in città come bottino. Distruggiamo invece la sua base. E tu dove vai?" "Vado al Monte dei Nodi di Bambù. Porcellino voleva inseguirlo. il re batté precipitosamente in ritirata e corse a cercare la sua arma preferita. ." Il mostro glielo porse. Guardate i tre monaci che mettono alle strette il mostro. Porcellino combatte da Ammiraglio dei Canneti Celesti. dice l'adagio. lupi. "Leon Fulvo sarà un leone di pelo giallo fattosi spirito. Al mio rispettabilissimo avo. ma lo impensieriva il timore che il mostro. Ahimè! il senso della proprietà è una passione irresistibile. sfavillante di luce. e il bastone ammazza diavoli dall'altro lato. suppongo" disse Sabbioso. Se li mostriamo al mercante. Dopo averlo afferrato. In breve bruciò tutto. Sei tu il ladro schifoso e l'impostore. Si leggeva: "Abbiamo rispettosamente preparato un banchetto. La cerchia smeraldina di montagne Come una cinta senza varco alcuno. Venite in cucina a mangiare un boccone. che era uno speciale raschiatoio detto Quattro Riflessi. Presso l'entrata. Le porte della città erano ancora aperte. e giunsero in breve all'ingresso della Grotta Gola di Tigre. che altro vuoi da noi?" "Padrone. Se vorrete darvi la pena di effettuare il viaggio. Mentre attraversavano la seconda sala videro il rastrello a nove denti. che si terrà domattina. "Paghiamo il prezzo che chiedi. gridò: "Ecco gli Imbrogli! Che cosa avete comprato?" "Non vedi il gregge?" rispose Scimmiotto. A un tratto sentirono un gran rumore nella corte: erano oggetti e selvaggina che cadevano dal cielo. Alla fine il mostro si trovò in difficoltà. "Voglio vedere com'è fatto il biglietto di invito. ma ora le assaggerai. Sembrano immortali intenti a trasmutare l'elisir supremo. tra fumo e lingue di fuoco. che è ben lontano. Non mettere nell'angolo il brigante. Fra boschi pieni di canti d'uccelli. incontrarono un brutto mostriciattolo. che dissero in coro: "Maestro. Quali voci potrebbe spargere quest'uomo? D'altronde è affamato dal lungo cammino. inquietante come un fantasma malvagio. che uscì accompagnato da una diecina di paggi: "Eccovi qua! Quante bestie avete acquistato?" "Otto maiali e sette montoni: quindici capi in tutto" rispose Scimmiotto. "Ho preso questi tesori nella città di Yuhua. Noi avevamo solo venti tael. cervi e camosci. e lo siamo anche noi. non la cede Alla Fonte dei Peschi(12). "Il mercante che ci vende le bestie. Erano tigri. Il raschiatoio Quattro Riflessi. L'abito è giallo chiaro." "Dài. "Mi rendo conto dei vostri timori. leopardi. nonostante l'ora tarda. date cinque tael a quest'uomo e mandatelo via" ordinò il re. Rovi violetti crescon sulle cenge. Prima di mandarlo via. Occhi lustri come lanterne. il rastrello si abbatte come l'acquazzone. prima o poi. Aggiungete orecchie biforcute. per invitare il grande re al ricevimento di domani. quello che splende è il rastrello della festa. ma guai a te se ne parli in giro. laccato di vari colori. ne mancano cinque. i suoi figli e Tripitaka aspettavano ansiosi nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. contro la parete est era appoggiata la sbarra cerchiata d'oro. Noi abbiamo ricuperato le nostre armi e abbiamo combattuto il mostro." "Da dove viene tutta questa roba?" domandò il principe. saranno una quarantina di convitati. il santo monaco delle terre dell'Est inviato in missione dai grandi Tang. vittoria su tutta la linea!" Il reverendo era tutto gongolante. Davanti all'attacco congiunto. pelacci rossi dritti sulla testa. e il messaggero lo rimise nella scatola e ripartì. con il nostro re e i loro capitani. "Siamo i discepoli di Tripitaka. un gran truogolo rovesciato. la vista del suo rastrello fece passare la voglia di continuare a fingere: balzò avanti. fatto da un lungo manico che terminava con una lama tagliente. e domani cercherà la rivincita. da parte sua.

Il nipote appoggiò la sua arma alla parete e si inchinò fino a terra. si rinchiudevano le ragazze. facendo servire un gran pranzo. ve la farò pagare!" Il bravo Porcellino brandì il rastrello. Uno era un monaco peloso con la faccia da duca del Tuono. quando giunsero alla riscossa Leone Gibbone. Ippogrifo. tutti quanti inferociti: che battaglia! Con ascia e martello. che maneggiava una sferza triangolare. e alla quinta veglia giunse all'ingresso della grotta e bussò alla porta. qui non c'era più nessuno." Il mostro si prosternò per esprimere la sua gratitudine. e centomila soldati non riuscirono a venirne a capo. Sabbioso si affrettò a impugnare il suo bastone per correre in suo aiuto. in compagnia del mercante che lo aveva venduto e avanzava denaro. chi era nei campi lasciava tutto e fuggiva verso casa. Grifone usava una mazza. Voi eravate scomparso. "Venite al momento giusto" gridò Porcellino. Me le portai a casa. conquistar città: questo è il suo pane. Era uno schieramento bellico da manuale. mostro da strada! Dove hai trovato questa banda di complici spelacchiati?" "Maledetto furfante rapato!" gridò Leon Fulvo digrignando i denti. spero che vorrete impugnare le armi per vendicarmi e aiutarmi a catturare quei bonzi. Nessuno dei due riusciva a prevalere. "Si avvicina alla città un nugolo di mostri. COL DARE E RICEVERE. per timore di spargere la notizia." "Come faremo?" gridò il principe. che cosa ti è accaduto?" "Ieri notte" raccontò il mostro. Si copre davanti e para alle spalle Ciascuno. Si trovarono di fronte una banda di mostri. Corsi a vedere che cosa la provocava. montoni. Tutti si munirono di armi da punta e da taglio e si posero al seguito di Leon Fulvo. senza rispondere. a destra Ippogrifo e Accoppa Donnole. Ma quando siamo arrivati a casa. in cui si trovava la Grotta dei Nove Meandri. spaccar grotte. urlò da far tremare il cielo e si mise a piangere: "Infami teste pelate! Come hanno potuto incendiare casa mia. Non potevamo muovere un passo né dire una parola. Vi abitava suo nonno." Il mostro era tanto agitato che riuscì solo ad agitare la mano. La lancia. Ma il mercante era affamato e andò in cucina per mangiare un boccone. mentre sparava il cannone. il santo primordiale della Nonupla Numinosità. come al solito.Ma noi lo elimineremo e chiuderemo la partita. se Leone delle Nevi. che veniva a portarvi l'invito. Gli andrò incontro con i miei fratelli. ma quella festa non si potrà tenere. e io mi sono ritirato. Hanno detto di essere i discepoli del monaco inviato in missione dai grandi Tang. è un grand'uomo nel provocare disastri. Il mio odio per voi è più profondo del mare. sventolavano stendardi scarlatti. e Leone delle Nevi. videro le armi. Scimmiotto li fronteggiò con la sbarra cerchiata d'oro. Il mostro si era recato davvero sul Monte dei Nodi di Bambù. frutta e tante cose per il festino che voi avreste presieduto. "Non abbiate paura" disse Scimmiotto ridendo. al punto in cui siamo la rabbia non serve a nulla. la sferza e il gran raschiatoio. ritornarono a casa i miei che erano andati ad acquistare il bestiame. per curarti la bile. Grifone. Porcellino si fece avanti. fece una gran parata orizzontale e si gettò contro tutti e tre. che si sarà procurato rinforzi. VIOLARE LA VIA E CAPTARE MEDITAZIONE PLACA NONUPLA NUMINOSITÀ. Ora badate a voi. mostrando valore guerriero. con la sua solita aggressività grossolana. Ecco perché ci avete trovato in preda alla disperazione. e con questi potrebbe ancora passare. Del resto adora le baruffe. Scimmiotto e i suoi compagni lasciarono la città avvolti da brume e nubi." Si alzò barcollando e sarebbe andato a sfracellarsi la testa contro la roccia. "Ieri mi avete aggredito tre contro uno. e trovai nella corte del principe tre armi magiche: un rastrello dorato a nove denti. Proprio con lui dovevi prendertela! Va bene. In mezzo a loro stava un leone a nove teste. Saggio nipote. cambiarono aspetto e le impugnarono. Pensa invece a conservare le tue energie per catturare quei bonzi. con andamento a falce di luna. né il suo esito. Il mostro gridò: "Siete veri o falsi?" Le due creature caddero in ginocchio: "Come potete pensare che siamo falsi? Mentre andavamo ad acquistare la carne. dopo il quale maestro e discepoli si ritirarono per dormire. facendosi trasportare da una violenta bufera verso la Montagna del Leopardo. Attraversando la sala. Le torri e le mura contese risuonano Del cupo rullar dei tamburi di guerra. Leone delle Nevi. CAPITOLO 90 PESTAGGIO DI SCIMMIOTTO OVE MAESTRI E LEONI. Mi sono difeso con il mio raschiatoio. L'armata dei perversi va all'attacco. alla retroguardia Leone Gibbone e Leone delle Nevi." Il principe ringraziò. Lui ci ha rubato i soldi e le placche d'identità. Come mai siete qui?" "È molto spiacevole. un prezioso bastone e una sbarra cerchiata d'oro. Accoppa Donnole e Mordi Elefante. Si videro scendere sui sobborghi spesse nuvole d'inchiostro. Mordi Elefante una lancia d'acciaio e Accoppa Donnole un'ascia da guerra. Quando Grifone. Ora che quelle zucche rasate me l'hanno distrutta. La gente si spaventò: si chiamavano i bambini. "Maestà" si stupì il mostriciattolo portinaio. la vita non ha più senso. non mi aspettavo di vedervi qui. Abbaglia il rastrello ed è Porcellino Portato da un vento di folle ferocia. Il principe diede gli ordini. RITORNANO ALL'UNITÀ. Cinquecento anni fa fece un casino incredibile dentro i palazzi celesti. e vennero alle prese. Alla residenza del principe vennero ad annunciare: "Disgrazia!" Il principe e i suoi ospiti erano a pranzo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. e mi si sono gettati addosso senza altre spiegazioni. Ci siamo liberati solo adesso. che si chiamavano Leone Gibbone. mi avete incendiato la casa. ascoltate il seguito. che sputano nebbia e sollevano una tempesta da far volare le pietre. che erano leoni di vario pelo: al centro Leon Fulvo. bruciare viva la mia bella? Morirò dalla rabbia!" Il vecchio mostro gli disse: "Saggio nipote. a lanciare insulti: "Ruba tesori. Frugare montagne." Comparve Faccia Blu: "Maestà. Poiché ha perduto le armi di saggezza." Ma il mostro non si rassegnava: "Signore. ci siamo imbattuti in un bonzo peloso dalla faccia di duca del Tuono: ci ha sputato addosso. Padre e figli salirono sulla torre più alta e fecero spiegare tante bandiere da oscurare il sole. con tribolo e mazza. Il vecchio convocò subito tutti i suoi nipoti. Se provate qualche affetto per vostro nipote. Abbandonarono quindi il luogo devastato e si diressero verso la città." "Ma voi sapete chi sono?" "Quello con il grugno lungo è Porcellino Otto Divieti. e stamane contava di portarlo con sé a casa vostra. Invece vi siete accaniti sui miei. Il vantaggio vi poteva bastare. la mia residenza non l'avevo costruita in un giorno. Ippogrifo. vidi una luce che saliva al cielo dalla città di Yuhua. E poi ero solo contro tre: ho dovuto fuggire e sono venuto a cercare rifugio da voi. a sinistra Grifone e Mordi Elefante." Il mostro batté i piedi. ma li ho trovati davvero molto forti. devastato la montagna e distrutto il clan. che ha poteri inquietanti. Per tutta la notte il nipote si fece portare dal vento in direzione sud est. Non sappiamo che cosa sia accaduto. abbiamo trovato tutto bruciato: le ceneri sono ancora calde. accanto al quale Faccia Blu reggeva una bandiera ricamata di broccato. per partecipare alla festa del rastrello. Mordi Elefante e Accoppa Donnole cercarono di intervenire." E raccomandò di chiudere bene tutte le porte e di rinforzare la guardia alle mura. affermando di esserne i veri proprietari. "mentre passeggiavo al chiar di luna. e volevo celebrarne il ritrovamento con un bel banchetto. . Il racconto ci ha narrato come il grande santo uscisse incontro al nemico con Porcellino e Sabbioso. Avevo fatto comprare maiali. Ma la faccia pelosa da duca del Tuono appartiene a Scimmiotto il Novizio. In prossimità della meta annusarono un forte odore di bruciato e udirono piangere e singhiozzare: erano Strano Imbroglio e Imbroglio Strano che chiamavano disperatamente il loro signore e padrone. e il terzo aveva una faccia cupa di colore scuro." Il vecchio mostro rifletté un momento: "Ecco come sono andate le cose. e uscirono a vedere che cosa succedeva. Non volevo mostrare le armi. Oppone Sabbioso il forte bastone. Leone Gibbone e gli altri non fossero corsi a trattenerlo. "Mio saggio nipote. mentre le lacrime gli bagnavano le guance. distruggere tutto quello che avevo. che roteava un tribolo di ferro. Sette leoni contro tre bonzi. sui lati. sconvolgere mari. Monsignore l'ha trattenuto per la notte. un altro un bonzo dal grugno lungo con grandi orecchie. credo che tu abbia avuto torto a provocarli. mentre i tuoni brontolavano. Imbroglio Strano e Strano Imbroglio. Sabbioso il Bonzo è il tipo con la faccia scura. Ippogrifo un martello di bronzo. Se poi non sapete come si svolse la battaglia. per andare incontro al nemico. dove si serrava sbarrando l'uscio. ti accompagnerò a catturare quella testa calda e il principe di Yuhua. "Faccia Blu è arrivato ieri a portare il vostro invito. La sbarra cerchiata è ovunque presente. e noi ci siamo sentiti le gambe immobilizzate e la bocca paralizzata. "Sarà quel mostro della Grotta Gola di Tigre. Quei sette leoni accerchiano i monaci Con grida di guerra e intenti omicidi. Un momento dopo il vecchio mostro si alzò dal letto e lo fece chiamare. Dopo la partenza di Faccia Blu.

Il grande santo ricuperò i suoi peli e salì con Sabbioso sulla torre dov'era Tripitaka. "Tu hai catturato i miei nipoti. La lancia feroce e l'ascia lucente sono spietate quanto la sbarra. "al principio combattevate da solo. "Che battaglia tremenda!" esclamò quest'ultimo. Dapprima dovettero ritirarsi. Il gibbone nero va a caccia di frutti e di sole. sono arrivati i due bonzi. fuggì a gambe levate. Come vendicarli? " Porcellino soffriva in un angolo. e subito gli sbucarono le altre otto teste. il vecchio mostro salì su una nuvola nera e si lanciò verso la torre. con sei persone fra i denti. Strano Imbroglio e Imbroglio Strano riuscirono ad approfittare del parapiglia per fuggire." La principessa. hanno perduto la vita. d'inverno volano i fiocchi di neve. A contrasto con il canto delicato della fenice azzurra. Questa volta mobilitano tutti i loro poteri magici per coprirsi di gloria e ripulire dai mostri l'Occidente." Il vecchio mostro abbassò la testa e le lacrime gli scesero dagli occhi: "Che disgrazia! Mio nipote Leon Fulvo è morto e gli altri sono stati imprigionati nelle carceri della città. Porcellino la pagherà con la vita. e ora ci vengono a liberare. quando la nuvola si muove. Gli bastò mostrare le zanne per mettere in fuga la guarnigione. Solo Faccia Blu. "Noi abbiamo nelle nostre mani i sette leoni. catturarono Mordi Elefante. Scimmiotto e il compagno giocavano d'astuzia per tenerli a distanza. C'erano solo i due bonzi che scrutavano la montagna. Il fatto è che possedeva nove teste. ma dopo che avete simulato una ritirata vi abbiamo visto moltiplicato per cento. nel frattempo io piomberò dal cielo sulla fortezza e mi impadronirò del monaco cinese. Non perdete la calma. il principe fece aprire una porta della città e mandò una trentina di soldati a legarli e a portarli dentro. legato come un salame insieme ai principi e a Tripitaka. la bava alla bocca. ne abbiamo catturato uno." Faccia Blu e i due Imbrogli corsero a legare stretti gli ultimi venuti. tamburi e raganelle. di dèi e diavoli. La gru è la sola compagna del pino. ma lo persero di vista. padre e figli. questi ordinò di legare Porcellino senza infierire su di lui: "Faremo uno scambio di prigionieri. Il vecchio scosse il capo. L'antico sentiero sale serpeggiando verso le cime. Sulla fronte una lastra orizzontale recava una scritta in dieci grandi caratteri di stile calligrafico regolare: GROTTA DEI NOVE MEANDRI TORTI E RITORTI DEL MONTE DEI NODI DI BAMBÙ DELLE MILLE MERAVIGLIE Il mostriciattolo era entrato là dentro ed era corso ad avvertire il padron di casa: "Signore e padre. insieme al vostro maestro. Li porterò nella Grotta della Nonupla Numinosità e aspetterò là il vostro ritorno vittorioso. Il grande santo maneggia la sua arma con stupefacente abilità. Di primavera rivaleggiano i fiori dei peschi e dei prugni. Perciò subiva serenamente le loro furie senza far motto. al ritorno afferrò anche Porcellino. "Scimmia maledetta!" urlava il vecchio mostro. gridavano invettive a squarciagola: "Sporche canaglie! Restituite Porcellino finché siete in tempo! Non avete altro modo di salvare la pelle. gli alberi si abbattono sradicati. dalle mura. con tutte le dame del palazzo." Il giorno dopo. voi fate attenzione. La paura invade anche i cuori di tigri e lupi. tutte con le fauci spalancate." La battaglia di Scimmiotto e Sabbioso aveva alterne vicende." Leon Fulvo prese il comando dei fratelli e li condusse contro la città in un gran turbine di vento. in città siete entrato voi solo. Scimmiotto portò sotto le mura i suoi leoni. disponete le guardie per la notte e prendete il vostro riposo. Quando il sole giunse al tramonto Porcellino. Niente gli impedì quindi di afferrare coi denti Tripitaka. Al cader della notte. non resta che scorticarlo. Se sono tanto pazzi da uccidere i nostri. si impadronirono di Leone delle Nevi. le loro altezze. e basta un pelo per fare dieci copie di me stesso. mentre vado a catturare quei due per dargli il castigo che meritano. e il loro regno venir consolidato. che nel frattempo aveva ricuperato i suoi peli." Ciascuno dei tre mostriciattoli impugnò un bastone di salice e si diede a colpire il Novizio. Scimmiotto udì le grida che si alzavano dalle mura e capì di essere caduto in un tranello. il grande santo raggiunse con Sabbioso il Monte dei Nodi di Bambù. si sentì sollevato e mormorò: "Maestro." A notte i mostri si acquartierarono nei sobborghi della città. ma io ho in mano quattro bonzi e quattro principi. sembra che il picco che vi si appoggiava debba cadere. Che insieme maestoso appariva dall'alto delle nuvole! Si vedevano una fila di picchi aguzzi. Il bestione non riuscì a schivare un colpo del flagello triangolare." "Maestro" chiesero i giovani principi prosternandosi. domani procederemo allo scambio. i due monaci si lanciarono all'inseguimento. Si sa che il corpo di Scimmiotto era forgiato e temprato: i colpi gli facevano solletico. del principe e dei suoi figli. rovesciarono Accoppa Donnole e picchiarono a morte Leon Fulvo. "Dove credi di andare?" gridarono Leone delle Nevi e Leone Gibbone. Afferrarono saldamente fra i denti Scimmiotto e Sabbioso e li portarono dentro la grotta. il raschiatoio e il martello di bronzo. poi Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli e li trasformò in un centinaio di Scimmiottini. Domattina di buon'ora ci recheremo nel rifugio del vecchio mostro: vi assicuro che lo acchiapperemo e riporteremo la vostra famiglia sana e salva. che catapultarono Leone Gibbone a testa in giù. su ogni merlo c'era una lanterna o una bandiera. come acconto sulla vendetta per la morte di mio nipote Leon Fulvo. All'alba il patriarca dei leoni convocò Leon Fulvo per comunicargli il piano che aveva escogitato: "Voi farete del vostro meglio per catturare Scimmiotto e Sabbioso. i cinque leoni raddoppiarono il loro impegno. vi faremo a pezzi!" I mostri vennero all'attacco senza degnarsi di rispondere. "Dove vai?" Il mostriciattolo. La bellezza delle quattro stagioni e delle otto feste gareggia con gli splendidi paesaggi delle isole di immortali. Potrei fare eserciti di milioni o miliardi di mie trasformazioni: questo è il metodo del corpo oltre il corpo. D'autunno sbocciano i fiori gialli. Il bastone di Sabbioso è famoso ben oltre le mura dei palazzi del cielo." Intanto il vecchio ordinò: "Ragazzi. Gli ufficiali della guarnigione aprirono le porte e presero in consegna i cinque leoni. Ragazzi. Legate bene i nostri leoni. Vorrebbero impadronirsi di Sabbioso e mangiar vivo Scimmiotto. "che ho sul corpo ottantaquattromila peli. "Anche noi abbiamo fatto dei prigionieri. A quanto pare i condiscepoli hanno vinto e catturato i mostri. ruppe le righe e fuggì. il principe e i suoi figli. "Ferma!" gridò Scimmiotto. La principessa in lacrime venne a informare Scimmiotto: "Divino maestro. turbina la sabbia. mi sembrano ostaggi sufficienti per garantire la loro vita. che lo raggiunse alla spina dorsale e lo fece cadere a terra grugnendo: "Porca miseria!" I due mostri lo acchiapparono per le setole e per la coda. spesse nubi nere coprono il cielo: rotolano pietre. un gran burrone in fondo al quale rumoreggia il torrente. Scimmiotto e Sabbioso. un broccato di fiori profumati ai piedi delle rupi. le voci dei pappagalli sembrano roche." "Ci sono anche i re leoni?" "Non li ho visti. scorsero Faccia Blu che sbucava da una valletta. si prosternò davanti a Scimmiotto: "Possano le loro altezze essere conservate in vita. prendete un bastone chiodato di salice e date una buona bastonatura sulla testa di questo infernale macaco. i cervi brucano fiori e si godono il tepore. Poi si cenò in cima alla torre." I principini si inchinarono di nuovo fino a terra. là fuori) e il mostro si precipitò all'attacco. tranquillizzatevi." E infatti uscì senza indossare armatura né impugnare arma alcuna. Vi garantisco che tutto finirà bene. e lo trascinarono davanti al leone a nove teste: "Ecco qua. terrorizzato. Quando udì il vecchio parlare dei prigionieri. Suonavano in continuazione gong. Quando Leon Fulvo ne informò il nonno. per provocare il nemico a battaglia." Scimmiotto diede disposizioni agli ufficiali: "Leon Fulvo è morto. Che ne sarà adesso di questa povera città?" "Non piangete. Che magia è questa?" "Dovete sapere" rispose ridendo Scimmiotto. . La porta fu spalancata (si sentivano gli strilli di Scimmiotto.Lo scontro durò fino a sera. Si trovarono davanti a una residenza trogloditica: i due battenti di pietra venata della porta d'ingresso erano ermeticamente chiusi. perciò vedrete che non lo toccheranno. saggia principessa" rispose il grande santo. gli restavano libere tre bocche per gridare: "Io me ne torno a casa!" A vederlo allontanarsi dopo avere felicemente compiuto il ratto. Qui il mostro ordinò: "Portate le corde. Il Novizio e Sabbioso si misero sulla difensiva. altrimenti vi schiacceremo. Alla fine. li masticò coscienziosamente e ne fece migliaia di Scimmiottini. Mentre contemplavano la montagna. Mentre il combattimento giungeva al culmine. ogni copia si può moltiplicare. si sentì le gambe molli: fece una finta. grida e colpi di cannone scandivano le ore. d'estate le chiome dei salici e delle sofore. Ora ci porterete un pasto di magro. Si strappò molti peli. mentre Mordi Elefante e Accoppa Donnole erano volti in fuga. Fu uno scontro molto diverso dal giorno prima: Una violenta bufera spazza rabbiosa la terra. che impegnarono gli avversari. nonno. Gli altri sei leoni devono essere solidamente legati. "Avete notizie di Consapevole delle Proprie Capacità?" "Non gli accadrà niente" rispose Scimmiotto. non temete per la vita dei vostri. erano riusciti a catturare Grifone e Ippogrifo. Io sono scappato e loro mi hanno inseguito. e poi andremo a dormire.

statue di giada che rappresentano animali a guardia dell'ingresso. circa le quattro del mattino. i condiscepoli e i principi. scivolò fuori dalle corde che lo stringevano. Scimmiotto. sfondò la porta ed entrò. ti sbagli. Si imbatté nel re celeste Vasto Sguardo. dove si ammiravano le nubi iridate in vari strati. fra miriadi di raggi luminosi di buon augurio. che gli chiese: "Dov'è la bestia?" Lo schiavo piangeva e non sapeva dire altro che: "Grazia! Grazia!" "Non sarai battuto in presenza di estranei. Lo trovarono profondamente addormentato." "Non ancora." "Padre. si mise a strillare: "Slegami per primo. lo afferrò per la criniera e gli fece piovere cento pugni sulla testa: "Brutto sporcaccione. Scimmiotto rise e corse via per la sua strada. I rivelatori dei cinque orienti e le altre divinità vennero a inginocchiarsi per salutarlo. un leone di pelo giallo. Poi allungò il lucignolo della lampada e si avvicinò ai prigionieri per liberarli." "Il mio santo primordiale coltiva la Via da molto tempo" disse il venerabile. "Sta buono" gli rispose il vecchio mostro. "È in grado di raggiungere i tre puri in alto e le nove sorgenti sottoterra. L'ho sgraffignata e me la sono bevuta. per interrogarlo. si chiama 'nettare di diaspro della trasmigrazione'." Scimmiotto rifletté: "Sulla Scogliera delle Meraviglie risiede il venerabile celeste Salvatore dell'Uno Supremo. la distesa delle tegole d'oro. Quest'ultimo ha catturato il mio maestro. Quella bestia dormiva sodo e non lo sentiva nemmeno. A berlo. io mi ritiro nell'Antro del Broccato di Nuvole a schiacciare un pisolino. Ho saputo che hai abbandonato il Tao e ti sei convertito al buddismo per proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture al Paradiso dell'Ovest. provoca una sbronza che dura tre giorni. cioè da un paio di giorni celesti. Sedeva su un trono di fiori di loto di mille colori. è arrivato quel Grande Santo Uguale al Cielo che fece tanto disordine qualche anno fa. che lo accolse rispettosamente giungendo le mani e chiese: "Dove va il grande santo? " Scimmiotto rese il saluto e rispose: "Faccio un salto al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. "è scesa sulla terra due anni fa. immerso nei vapori di buon augurio. che si alzò a sedere sul letto e borbottò: "Slegare che cosa?" Scimmiotto spense la lampada con un soffio e scappò via. si scosse il pelo e rassettò l'abito. Il tudi del monte afferma che quel leone vi appartiene. Constatando quanto è grande la sua forza magica." Il reverendo celeste scese dunque sul Monte dei Nodi di Bambù con il grande santo e lo schiavo. Ora toccherà a voi assaggiare la mia bacchetta: vediamo che effetto vi fa. era ritornato al volo nella città di Yuhua. ragazzi. il mostro ha catturato di nuovo il generale delle Cortine Arrotolate. Avevamo accettato i figli del saggio principe della città di Yuhua come allievi d'arti marziali. abbiamo arrestato questo ruffiano di dio locale. vi darà informazioni utili per liberare il santo monaco e il saggio principe. gli . Da quanto tempo è scappata la bestia?" "Secondo il tudi" rispose Scimmiotto. il solo mezzo è di recarsi nell'estremo oriente. ti perdono. e vivono santi a migliaia. Accendete le lampade e riposatevi. a disagio. "Bestiole immonde. e li ha portati nella Grotta dei Nove Meandri del Monte dei Nodi di Bambù. Voi fate la guardia. Di Scimmiotto non si vedeva traccia." "Mostri e maestri si fanno concorrenza(13)" scherzò il devarâja. Domani verrà il tuo turno. quando giunse sulla rupe. ritornate da dove venite." "Come mai questa gita nel cielo orientale. uscito dalla grotta." I tre portarono le lampade. "Non è accaduto niente. dove gli vennero incontro le divinità locali e gli dèi tutelari della città." "Dunque il mio turno sarà dopodomani" ansimò Porcellino. Quando tutto tacque. con i suoi soldati e colossi. Grande santo. lasciali andare!" Aveva un bel gridare. piegò le zampe e batté la fronte al suolo." Scimmiotto ubbidì: brandì la sua sbarra. Si gettò all'inseguimento e scoprì Sabbioso che cercava di nascondersi dietro un pilastro del portico. Gli dèi tutelari della città restino a guardia delle mura. ha messo in moto tutta una banda di spiriti leoni. È stato proprio l'adempimento di quel compito a portarmi nella città di Yuhua. le volute di vapori porporini. Scimmiotto gli volse le spalle e corse fuori. Non ricordo altro: devo essermi ridotto ubriaco fradicio. ma Scimmiotto e Sabbioso mancavano all'appello. Dal momento che ci provavano gusto. Tripitaka." Il tudi si prosternò tremante e riferì: "Quel vecchio mostro venne ad abitare sulla montagna due anni fa. perché avete spento la luce? Non sarà mica scappato qualcuno?" Nessuna risposta. Protetto da un gran drago azzurro." "È vino che mi ha mandato in omaggio Laozi. riportate il tudi a casa sua e proteggete i prigionieri. perciò sono venuto a pregarvi di riprendervelo. sfondando le porte al suo passaggio. che recitò un incantesimo e gli disse: "Bravo il mio santarellino primordiale! Ecco qua paparino. che presentavano un tudi prigioniero: "Grande santo. Il mostro arrivò di corsa nella sala: "Ragazzi. avete picchiato il vostro signore e padre quanto vi è piaciuto. il mostro dorme ancora. e quando giunse il vecchio lo onorarono come avo. Ma sarà meglio per te che mi spieghi come mai hai lasciato scappare il leone a nove teste. balzò davanti all'ingresso della grotta e incominciò a urlare: "Brutta bestiaccia. al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. benché ormai manchi poco. Avevamo prestato le nostre armi perché se ne facessero copie. che non ne poteva più. Gli altri leoni vivevano già nella Grotta dei Nove Meandri. "Grande santo. finì per chiedere che un centinaio di colpi li dessero a lui. dove i tre figli del principe hanno onorato me e i miei compagni come loro maestri nelle arti marziali." Il venerabile celeste ordinò subito a uno dei suoi capitani di convocare lo schiavo che custodiva la gabbia del leone. "Non hai vergogna di comportarti così davanti al tuo padrone?" Il mostro voleva lanciarsi all'attacco." Le divinità si divisero i turni di guardia. Quando cadde la sera. perché sei scappato? Non sai quanti guai mi hai procurato?" Il leone non osava respirare. Quando il guardiano si stancò di batterlo. "È accaduto qualcosa di male al maestro. In effetti il suo trono appoggia su un leone a nove teste. le sei divinità del giorno e le sei della notte. e quando entrò il Novizio si alzò e gli andò incontro: "Non ti vedo da molto tempo." Fra gli altri si fecero avanti il rivelatore Testa d'Oro. Porcellino e i principi erano sempre là. e dovettero scuoterlo per un bel pezzo prima che si svegliasse. Sabbioso. Poi cavò la sbarra da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una secchia e la lunghezza di due tese. Se volete eliminare quel leone a nove teste. Domattina si ricomincia. quando la tua strada ti porta a occidente?" chiese il devarâja. Lo trascinarono quindi davanti al venerabile. Quello sventato di Porcellino. Il mostro accese una torcia e vide i tre piccoletti spiaccicati per terra." La creatura riconobbe il padrone. "Il venerabile celeste che vado a trovare è il padrone di un mostro con cui siamo venuti alle prese." E diede queste istruzioni: "Voi. Ma devi accompagnare me e il grande santo nel mondo di Sotto per ricuperare la bestia. perché io possa liberare i miei. a giudicare dalle porte rotte. il vecchio ordinò: "Basta così. Ma alla fine caddero addormentati. Vigilava l'ingresso un ragazzo vestito dei colori dell'arcobaleno. durante la mia assenza?" chiese Scimmiotto. "Se pensi di passarla liscia. "Si può sapere perché mi venite a trovare solo questa notte?" gridò il grande santo. e non osavamo disturbare. il Palazzo della Scogliera delle Meraviglie è uno splendido mondo di eterna gioia. Ma ora abbiamo saputo che il principe è stato catturato dai nemici del grande santo. non ho bisogno di voi. che alla vista di Scimmiotto corse ad annunciarlo: "Padre." Il venerabile celeste ordinò di introdurlo. Suppongo che tu abbia portato a termine questo incarico meritorio. Era l'ora yin. era chiaro che era fuggito all'aperto. Non dovrebbe nuocere alle persone troppo alla leggera. Non c'è altro modo di catturarlo. grande santo." "Perché siete venuti qui a far confusione." Diede loro un colpetto e li ridusse a carne da ragù. senza smettere di urlare. Se lo interrogate. e siamo venuti a presentare i nostri omaggi. invece di riposare ripresero a picchiare i bastoni sulla testa di Scimmiotto: sembrava che suonassero il tamburo. rendimi i miei! Puzzone schifoso. Scimmiotto si rimpicciolì. il doppio arco fiorito della porta. "Eravate ospite del saggio principe. Edifici e padiglioni si susseguono come ricamati sul broccato. Giunse ben presto alla Scogliera delle Meraviglie. l'altro giorno ho visto una bottiglia nella Sala di Dolce Rugiada del Gran Chiliocosmo. invece di restare sul Monte dei Nodi di Bambù a proteggere il maestro?" tuonò Scimmiotto. "Tu alzati. ma si trovò la strada sbarrata dal venerabile celeste. lo gettò a terra e lo legò di nuovo. provocalo a duello e attiralo qui fuori. rivelatore. incominciando da Sabbioso." "È andata certo così" disse ridendo il venerabile. Tripitaka e i principi avevano la pelle d'oca. Là miriadi di immortali intrecciano corone d'omaggio. ardenti come un mare di fiamme. dove scappi?" "Bada a quello che dici" sogghignò Scimmiotto arrestandosi. abbiamo portato con noi il tudi della montagna: lui conosce le origini del mostro. quando ci siamo scontrati con una banda di leoni capeggiata da quel bel tomo. il mostro lo inseguiva: "Scimmia del malanno. Il vecchio mostro finì per svegliarsi e balzò in piedi inferocito: "Ora ti faccio vedere io!" Scosse la testa e mise fuori tutte le sue bocche spalancate. collegati da portici ariosi. Io vado e torno. L'autore del furto. il sole che brilla attraverso la bruma smeraldina aleggiante sull'altera foresta. mentre Scimmiotto filava dritto alla porta est del Cielo. fra i quali se ne trova uno a nove teste dotato di grandi poteri magici. Lo schiavo gli corse addosso. fratello! Ho i piedi gonfi!" Le proteste del bestione destarono il vecchio mostro. e non avrò legato bene il leone. Presto i bastoni si ruppero e bisognò sostituirli. Voialtri andate pure. Allora Scimmiotto perse la pazienza.Ma Porcellino. quando una notte sono state rubate. e chiedere l'intervento del suo padrone. Il vecchio riparò alla bell'e meglio i battenti scardinati.

" "Hanno rischiato di costarci molto care." I sarti ebbero l'ordine di procurarsi rotoli di broccato azzurro. Così tutti assaggiarono carne di leone. La regione meritava davvero il suo nome di Gioia Assoluta: la strada era comoda e sicura. I bruciaprofumi ardono incenso senza tregua. Seguendo strade e vicoli. reverendo?" "Il vostro discepolo viene dalla Cina. e le dame del palazzo e gli ufficiali vennero ad accoglierli. che si accalcavano e si spingevano per vederli. Quando l'insegnamento giunse al termine. Questi furono accettati volentieri e subito indossati. Allo yang primordiale si conviene Il Nonuplo. Quando uscirono dalla porta occidentale della città. sarà un'attestazione più che sufficiente della vostra affezione. Maestro e discepoli si presero il meritato riposo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. Le divinità vennero congedate e il luogo restò affidato alla custodia del tudi." Il . inaridir la giada Di libertà. rosso e marrone." Tripitaka raccomandò ai discepoli che si sbrigassero a completare le lezioni di scherma. grazie ai poteri magici dei nostri divini maestri. un altro ai funzionari dei servizi amministrativi. CAPITOLO 91 LA FESTA DELLE LANTERNE DALLA FESTA DELLE LANTERNE DELLA PRIMA NOTTE DI LUNA PIENA. un sol momento Di distrazione ti farà cadere Nei tre sentieri. "Portate via quella roba!" esclamò Scimmiotto ridendo. e confezionarono per i monaci tre abiti della foggia cui erano abituati. In breve raggiunsero un'abilità che non avrebbero mai creduto possibile. alto trono prezioso. la faccia scura di Sabbioso e gli occhi rossi di Scimmiotto. "le nostre armi sono pronte. Capacità da grandi esperti acquistano: Garanzia per Yuhua di eterna gioia. fu distribuito alla popolazione della città e dei sobborghi. Fece chiamare i tre giovani principi e assegnò a ciascuno la sua arma. "Non vedo né bandiere né stendardi che ne portino il nome. Lo attestano i versi: Ebbero la fortuna d'incontrare Dei maestri divini. che li abbatterono. e infine i condiscepoli e i principini. Soltanto una solida Base può consentirti di raggiungere L'illuminazione. i monaci rispondono salmodiando sutra. dove i tre giovani principi facevano i loro esercizi. ALLA PRIGIONIA DEL MONACO CINESE NELLA GROTTA FIOR DI MISTERO. Erano liberi da ogni altro impegno e volti interamente a conseguire il giusto frutto. ma non osavano far domande. li scorticarono e li squartarono. Ma. rapida e lenta. le lampade brillano ogni notte sull'altare. Porcellino e Sabbioso si incaricarono di riportare a casa i principi." "Voi mi confondete" esclamò sorridendo Tripitaka. come della gioia: Non c'è altro modo di toccare il fondo D'ogni mistero. S'intromisero Certi leoni a far da guastafeste. Dopo cinque o sei giorni di marcia. Poi entrò nella grotta e liberò per primo il principe. Siete voi a godere la benedizione di un'esistenza libera e gradevole. Sbarazzàti dei mostri ed eliminate le disgrazie. Giunsero in città verso sera. giunsero a un monastero fuori porta che aveva all'entrata una scritta in tre caratteri: MONASTERO DELLE NUBI DELLA COMPASSIONE "È quello che ci vuole per noi!" esclamò Scimmiotto. E con il cuor sincero si dirigono Al Monastero del Colpo di Tuono. Quando suona la campana d'oro del superiore. Infine i fabbri si presentarono a Scimmiotto e gli annunciarono che avevano compiuto il loro lavoro. "Quanto pesano le armi che avete fabbricato?" domandò il Novizio.mise una sella di broccato. ed il lasciare Evaporare il divino elisir D'autonomia. caro abate?" "Siamo gente rivolta al bene e preghiamo sempre per la salvezza della Cina. Nella città e nei sobborghi tutti accorrevano a salutare gli arhat discesi sulla terra. Il passeggio nei porticati non ha sosta." Giunsero nei sobborghi orientali e si trovarono in una via rumorosa. e il venerabile gli montò in groppa: "A casa!" Salirono su una nuvola colorata e se ne tornarono al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. Arde l'incenso in ogni focolare. questo è proprio il mondo della grande pace. negozi animati e bancarelle dove si vendevano olio e riso. con i mari calmi e i fiumi limpidi. "Ma quei leoni hanno ridotto i nostri vestiti a brandelli. ascoltate il seguito. Pendono le lanterne da ogni porta." Il bonzo si inchinò fino a terra e Tripitaka si affrettò a rialzarlo: "Perché tanti riguardi. Il grande santo fece i suoi ringraziamenti rivolto verso lo spazio. ché solo perfezione Assoluta la Via fa conseguire. Il padiglione del Buddha sfiora le nuvole. Quant'era distante il Monte degli Avvoltoi? Quante tappe occorrevano per raggiungerlo? Se non lo sapete. Le armi erano pesanti. La Grotta dei Nove Meandri si ridusse come il rudere calcinato di una fornace. i giovani principi offrirono ai maestri un grande banchetto di ringraziamento. Le fanfare suonavano nelle strade. "La sbarra cerchiata d'oro pesa mille libbre. Si servì una cena vegetariana che tutti mangiarono di buon appetito. e scoprirai che è il vuoto. i mulini da preghiera sono collocati sotto l'ombra smeraldina degli alberi. offesa e difesa. perché il viaggio potesse riprendere. Quanto ai leoni prigionieri. "Sapete bene che siamo monaci e non possiamo accettare. Tu devi sbarazzarti D'ira e d'affanni. Infine si prepararono i bagagli e avvenne la partenza. che li rinvigorì e fece passare la gran paura che avevano avuto di quelle bestie da vive. le celle dei monaci sono illuminate dalla luna. un monaco che proveniva da uno dei porticati venne loro incontro. videro altre mura e fossati. Porcellino accatastò molta legna secca e vi mise fuoco. salutò Tripitaka e chiese: "Da dove venite. "Non sono altro che un monaco mendicante senza pretese. ma la buona volontà e la forza divina conferita dal grande santo permettevano loro di maneggiarle con precisione. come al solito. Tripitaka aveva i sudori freddi per il timore di incidenti. Qual'è il segreto di meditazione? Il cavallo e la scimmia del pensiero Tener sotto controllo. furono condannati a morte. Mentre i quattro pellegrini si guardavano intorno. Le lezioni venivano impartite nella corte. ho intuito che dovete avere alle spalle una lunga ascesi nelle vostre vite anteriori. "Papà" corsero ad annunciare al principe. al quale parteciparono tutti i notabili del principato. affollate di gente e di bandiere. tornata la pace. Perciò mi sono inchinato rispettosamente. Se potete procurarci un cambio d'abito. Vi entrarono e videro le torri magnificamente decorate. L'indomani il principe ordinò un grande festino di ringraziamento. Abbiamo ascoltato come i quattro pellegrini lasciarono la città di Yuhua. dove si aprivano taverne e sale da tè. Intorno allo stupa aleggia una bruma colorata. Lo chiederemo ai passanti. "Che città sarà questa?" domandò Tripitaka. Autentica terra pura e falso palazzo del drago: nubi di porpora coronano la Sala del Grande Eroe. la dottrina Consentì loro rapidi progressi. e la pagoda è sempre aperta a chi la vuole ascendere. Su proposta di Scimmiotto si convocarono i macellai. Ci mettevano tanto entusiasmo che giunsero presto a padroneggiare i settantadue movimenti. la folla li accompagnò per un buon tratto di strada. figli miei. dalla corte dei Tang. il rastrello e il bastone ottocento libbre ciascuno. Frugarono la grotta. poi Tripitaka." "Non oro e argento" aggiunse Porcellino. Il resto. Il lungo grugno di Porcellino. e un vassoio d'oro e d'argento a modesta testimonianza della loro gratitudine. per accertarsi che non vi fossero altre presenze. mentre Scimmiotto provvedeva a Tripitaka. Dal vostro aspetto e dal vostro vestito. attiravano l'attenzione dei perdigiorno. tagliato a pezzetti da una o due once." "Ma tutto è finito per il meglio. Uno fu riservato alla residenza principesca." "Può andare" disse Scimmiotto. Finalmente Giungono lieti nel mondo del Buddha.

la gente canta il regno della pace universale. La notte del plenilunio." Non si poteva rifiutare. colori di primavera in armonia con la luna piena. ma hanno notevoli poteri in fatto di magia." "Quant'è distante la nobile prefettura dal Monte degli Avvoltoi?" "Possiamo dirvi quant'è lontana dalla capitale. sono grossi come un uovo di gallina. e lo si racconta a memoria d'uomo. Se aggiungete il trasporto. la gru sotto gli abeti ascolta aerea musica. ma questa imposta è davvero pesante: la famiglia di turno deve spendere più di duecento tael. Quando se li vide davanti." "Ci sono dei buddha che si vengono a trincare l'olio delle lanterne?" sghignazzò Porcellino. si erano tenuti in disparte e avevano voltato le spalle. Ma non ci siamo mai spinti fino al Monte degli Avvoltoi. chi camminava sui trampoli. perciò il bonzo non li aveva notati. Promettono bel tempo e gran raccolto. il salice si copre di verde novello. e le paure di diavoli e lamie: non so più quando è festa. che mi hanno protetto nel lungo cammino. perché ci siamo stati: sono duemila li. Si crede che se i buddha prendono l'olio si avrà un buon raccolto. Qui la gente ama le feste. La giornata trascorse nel parco e nella sala principale illuminata dalle lanterne. curiose di spiare lo spettacolo della strada. Questo è il motivo per cui la tradizione del ponte delle lanterne d'oro viene scrupolosamente rispettata.bonzo accompagnò il monaco cinese nel tempio principale. e altri brutti da far paura. ma questa sera potremmo andare a vedere le lanterne d'oro in città. il nostro modesto monastero può permettersi l'onore di ospitarvi. Poi riconsegnò l'abito a Sabbioso e salì le scale. durante il colloquio. nella sua cella si stava preparando un pranzo offerto da donatori. "Tutti lo sanno in città. "Che olio si arde in quelle lampade?" chiese Tripitaka ai suoi accompagnatori. pifferi e flauti per tutta la notte. perciò non vi date cura di queste cose. ridono e mostrano gli effetti del vino bevuto. che era molto gradevole: Nel primo mese dell'anno la primavera rinnova la vegetazione. Anche i bonzi vollero rientrare: "Reverendo maestro." Monaci e donatori corsero a vedere. che recava il suo kasâya. la Cina! Che cosa siete venuto a fare fin qui?" "Il sovrano dei Tang mi ha affidato la missione di recarmi al Monte degli Avvoltoi. in caso contrario ci si dovrebbero aspettare siccità e piogge fuori stagione per tutto l'anno. a forma di padiglioni a vari piani. Le terrazze illuminate di migliaia di case riempiono l'aria di fumo per dieci e più li. e prese molto tempo. ma uno speciale olio profumato mescolato a burro. i monaci proposero: "Reverendo maestro. "Avviene così tutti gli anni. e le lanterne tutti i viali della città. e sua eccellenza il governatore ama il popolo: avremo dappertutto luminarie. D'altronde questa notte non bruceranno a lungo: quando appaiono i buddha." "Come fa una lanterna a bruciare cinquecento libbre d'olio in tre notti?" si stupì Scimmiotto. Alte strutture di legno reggono leoni azzurri ed elefanti bianchi. Nella sottoprefettura di Mintian." "Si vede. su grandi tele sono rappresentati gamberi e tartarughe. Il poeta Li Bo monta il pesce d'oro e la balena. dopodomani. Peonie e magnolie elaborano segreti vegetali. anche per le soste che facevano davanti a ogni statua del Buddha. accompagnarono i visitatori dal superiore. Il piatto d'argento della luna illumina il cielo. Dèi e immortali si dànno convegno sul monte delle lanterne tartarughe. Il mercato è affollato come in pieno giorno e vi sono appese le lanterne fiorite." I monaci aprirono e Tripitaka si fece accompagnare da Sabbioso. Il vostro discepolo sarebbe grato al superiore se gli permettesse di adempierlo in questo giorno di grande festa. poco prima di mezzanotte. Tripitaka domandò: "Come si chiama la vostra nobile contrada?" "È una dipendenza esterna dell'impero dell'India: la prefettura Come l'Oro. vi si affiancano aquile e fenici. Non è roba qualsiasi. l'olio scompare e le lampade si spengono. potreste prendervi qualche giorno di riposo. Il giorno seguente. piante e fiori tra le rocce rivaleggiano in bellezza. Profuma l'erba cui discende la scalinata. Una libbra d'olio costa trentadue tael e ogni lanterna ne contiene cinquecento libbre. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. Si alza tra i fiori la torre con il tetto a doppia gronda per coltivare la propria natura. reverendo. quando la primavera fluttua già nella bruma del bosco. Al primo piano indossò l'abito. In tutta la città e per tutta la notte rullano i tamburi e risuonano pifferi. Quelli là sono i suoi eminenti discepoli. strillò: "Avi miei! Come sono orrendi i vostri eminenti discepoli!" "Non posso negare che siano brutti. chi si era messo in maschera. Dalle tettoie pendono montoni e conigli. Sentite il vento: sono i venerabili buddha che ci fanno l'onore di scendere a vedere le luminarie. di gelsomino e di dafne sono i primi a sbocciare. La sera stessa si godettero lo spettacolo della folla dei fedeli del quartiere. flauti e canti. aprendogli la porta della vostra pagoda. si alza il vento e la gente si chiude in . rotolano carri seguiti da scie di profumi. Lo attestano i versi: Gente festosa in paese pacifico. non citare il fascino del fiume Wang! Sull'acqua corrente nuotano anitre selvatiche. Da noi è ancora viva la tradizione del 'ponte delle lanterne d'oro'. sibilò all'improvviso il vento. I fiori di camelia. a ovest i padiglioni degli ospiti. È un ritiro che rende superflua la ricerca delle isole dei beati. i rami del vecchio susino si caricano di colore. Quando discesero era venuta la sera e si accendevano le luci. dicevano: "Grande paese. e gli spettatori si dispersero precipitosamente. Le belle si tengono per mano alla finestra del primo piano. "Da anni conosco solo le difficoltà di montagne e fiumi. si misero tutti in cammino. "Fate conto che ogni lanterna contiene quarantanove stoppini di paglia da lucerna intrecciati e rivestiti di seta. che deriva dall'antichità. "Proprio così" replicarono seri i monaci. Era la bella festa del triplo cinque. Il cervo si specchia nello stagno. Le lanterne resteranno esposte fino al 18 o al 19. Arrossano i teneri fiori del pesco. ogni anno una grande famiglia di ciascun cantone deve fornire quest'olio come imposta. se possibile. Mille steli di bambù attendono i versi di un poeta ispirato. fino all'ultimo. Passavamo appunto per la vostra nobile regione e siamo entrati qui a chiedere informazioni sul paese e. e a ogni finestra aperta. il cielo vibrava di scampanii e di rulli di tamburi." Mentre conversavano. messi in effervescenza. che comprende duecentoquaranta cantoni." I monaci. Poi si ammirarono le luminarie del monastero e. a nord la pagoda per la meditazione dei monaci. era riflessa e moltiplicata da scaglie di cristallo e di vetro. Tre o quattro celle dalle finestre luminose sono dedicate alle pratiche magiche di trasmutazione. Per il resto il nostro fisco non è esoso. Allegri passanti. la gru d'immortali e il cervo bianco accompagnano la stella della Longevità. per contemplare il paesaggio. La sospensione del coprifuoco dava via libera a innumerevoli bighelloni. questa è la vera e propria sera della festa." "Il vostro spirito è tutto rivolto al Buddha e alla meditazione." I monaci. si vagò per le vie dei sobborghi. Il giorno successivo Tripitaka dichiarò: "Ho fatto voto di spazzare ogni pagoda che trovassi sulla mia strada. a sud alcune sale. Finora ci siamo accontentati delle luminarie del monastero e dei sobborghi. Non vantare la magnificenza del Parco della Valle d'Oro. Quando ebbero soddisfatto la loro curiosità. a farci offrire un pasto prima di riprendere la strada. "È straordinariamente profumato. Non si finirebbe mai di contemplare i ponti di stelle e gli alberi di fuoco. sono cinquantamila tael bruciati in tre notti. Che ne dite?" Con il suo consenso. che costano quarantottomila tael. Lanterne e luna rischiaran la notte. Dopo pranzo fu invitato a restare: "Reverendo. In realtà devo loro molto. presso il ponte sulle acque verdi. Nelle cavità in ombra delle rocce è rimasta un po' di neve invernale. passeggiarono nel parco." "Come lo sapete?" chiese stupito Tripitaka. pregò e spazzò il pavimento. Canti e colori dovunque intrecciati. La luce della fiamma. "Venite tutti a vedere i grandi personaggi che vengono dalla Cina! A quanto pare ci sono cinesi belli come pitture. Volano selle tintinnanti di giada. chi era montato sull'elefante. La notte del plenilunio è il 15. Poi Tripitaka chiamò i suoi discepoli. dietro le tende. Il ponte delle lanterne d'oro prendeva nome da tre lanterne della dimensione di grandi giare. tutte in filigrana d'oro fino. I pellegrini non si ritirarono a dormire prima della seconda veglia. usciti dal portale orientale. e non vorremmo darvi informazioni imprecise." Mentre parlavano si fecero avanti altri bonzi: "Il reverendo viene dalla Cina. A est gli edifici principali. Oggi è il 13 della prima luna e questa sera si provano le lanterne. tutti si sedettero a bere il tè. bisogna tornare a casa. La cerimonia si ripeté a ogni piano. Sotto la lanterna girevole i guerrieri incrociano le spade. incuriositi e timorosi. Dalle torri pendono lanterne a forma di noci e di fior di loto. che non conoscete il nostro paese. Nella gran calca si offrivano spettacoli dappertutto. dopo la colazione." Tripitaka ringraziò. Alla terza veglia. Passeggiano tigri e cavalli. per pregare. Dovete proprio restare qui per qualche giorno. che portavano le lanterne in omaggio al Buddha. alimentata da un olio profumato. c'era chi danzava. Passate con noi le feste del primo plenilunio dell'anno!" "Ho proprio perduto la nozione del tempo" rispose stupito il monaco cinese. in totale fanno millecinquecento libbre. a rendere omaggio alla statua del Buddha. di prugno rosso.

" Gli orchi si allarmarono: "In effetti abbiamo preso quel tizio senza saper niente di lui. signore?" chiesero spaventati i monaci. per intervenire alla festa delle lanterne della prefettura Come l'Oro a procurarsi la loro bevanda preferita. secondo l'adagio: tre capre iniziano la pace(14). si guardava intorno." "Incomincio da me." "Che cosa ve lo fa pensare. Il secondo si avvolge in una garza leggera rosso fiamma e fa risuonare gli zoccoli di giada tintinnante. Il terzo ha un ruggito di tuono e zanne d'argento appuntite. il sovrano Tang fece un viaggio negl'inferi. il corpo è variegato come una pittura. Comunque i difensori della fede vegliano a proteggerlo. Porcellino. In effetti. quando si è avvicinato loro mentre toglievano l'olio dalle lanterne. è una reincarnazione dell'Ammiraglio dei Canneti Celesti. e lo prega e l'onora in ogni momento. che da tanti anni si facevano passare per buddha alla festa delle lanterne. vergognosi di essere stati smascherati. il secondo il gran re Fuggilcaldo e il più giovane il gran re Fuggipolvere. di cui eravamo ospiti. perché sa che scendono i buddha. tori e zebù: ciascuno afferrò un'arma e si schierò sotto lo stendardo del suo drappello. ma sono entrato nella comunità monacale del Monte d'Oro fin dall'infanzia. In seguito l'imperatore mi ha accordato la grazia di affidarmi il Monastero di Vasta Benedizione. Scimmiotto uscì allo scoperto e li apostrofò con . tagliando a strisce Tripitaka e mettendolo a friggere nel loro amato olio e burro." A Scimmiotto prudevano le mani: "E vi sembra serio venirmi ad aiutare travestiti da pagliacci. tanto per sapere chi è e da dove viene." Fecero quindi suonare l'adunata di bufali. ciascuno porta la sua arma speciale: un'ascia da guerra il primo. Il maggiore chiese che cosa succedeva. Dopo che il primo ministro Wei Zheng aveva decapitato in sogno il drago del fiume Jing. [. Baldi e feroci." I mostri ebbero un brivido: "Volete dire il santo che provocò quei disordini in Cielo. con accompagnamento di capre?" "Erano le capre dell'esagramma della pace. al di là di un burrone. con i miei occhi di carne vi ho preso per veri buddha: perciò mi sono avvicinato a voi. Quando siete arrivati sul ponte delle lanterne d'oro. Il maestro è stato rapito da creature malefiche: dal piacer nasce la pena." I mostriciattoli corsero a eseguire e spinsero Tripitaka davanti ai troni. lo hanno riconosciuto per un santo monaco di carni pregiate e si sono portati via anche lui. seguendo una traccia di odore fetido. grazia!" Gli orchi chiesero: "Da dove vieni. scorse sul pendio quattro uomini che si spingevano davanti tre capre e gridavano: "Buon anno. che si è convertito alla giusta dottrina." "Le terre dell'Est sono molte lontane. Perché fuggire." "Il vostro discepolo pensa sempre al Buddha. "Si è presentato alla porta un monaco con la faccia pelosa e la bocca da duca del Tuono. non ci cascate! Sono mostri!" Ed ecco che le lanterne si spensero e il vento. Porto anche il patronimico Tang. al giorno e all'ora. hanno soffiato sulla fiamma e se lo sono portato via. è il Generale delle Cortine Arrotolate disceso sulla terra. capaci di far salire in cielo le anime dei trapassati. Il terzo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza. si portò via il monaco cinese. purtroppo. Tre grandi stendardi recavano i nomi dei tre comandanti. Se tenete alla pelle. Le altre creature erano d'ogni specie: alte e basse. altrimenti spaccherà tutto e ci spiaccicherà. bonzo? Perché ti sei messo sulla nostra strada. Chissà da quale montagna e da qual caverna venivano quei diavolacci. Il più anziano si chiama Scimmiotto Consapevole del Vuoto. È il Monte del Drago Verde. Quando riuscì loro di diventare spiriti. dispersero in fretta le capre. Gli orchi indossarono l'armatura e uscirono a gridare: "Chi ha l'audacia di venire qui a far baccano?" Scimmiotto li osservò bene. in effetti è il Grande Santo Uguale al Cielo. Non esitate a intervenire!" Scimmiotto congedò i protettori e si mise in cerca della residenza trogloditica. per salutare il Buddha e chiedergli le scritture nel Monastero del Colpo di Tuono. Il primo tiene la testa in caldo sotto un folto berretto di pelliccia di volpe ed emette un soffio ardente. La loro intenzione è di cucinare un piatto sopraffino." Il grande santo fece la capriola nelle nuvole e filò verso nord est. senza un'adeguata preparazione del terreno. ma tutte avevano una testa bovina ed erano armate di lancia o di bastone. La abitano tre mostri: il più anziano è il gran re Fuggilfreddo. e vi abbiamo seguito per darvi le informazioni necessarie. grande santo!" "Non vi chiamo da un po' di tempo. e poi li mangeremo tutti insieme..] Mentre cercava un sentiero." Scimmiotto vide che l'intenzione era buona. coperto di ricami luminosi come lucciole: brillano da tutti i pori. ma a quanto pare qualcuno vi prende in giro. prosperità!" I suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro videro subito che si trattava dei quattro protettori del tempo travestiti: gli addetti all'anno. le corna si drizzano sopra le orecchie appuntite. non serve a niente. Non occorse andare lontano per scoprire. Seguì il vento fino all'alba. disgrazia. detto Otto Divieti. Che cosa avete da dire a vostra discolpa? A quali sollazzi vi abbandonate. grasse e magre. Ma Scimmiotto disse: "Fratelli. che lo guardarono con occhi bovini e chiesero: "Chi sei per osare di venir qui a strillare tanto?" "Sono il primo discepolo di Tripitaka. monete false! Che cosa state tramando?" I protettori del tempo. e io inseguo quel vento malefico." Gli orchi si dissero: "Meno male che non l'abbiamo mangiato subito: poteva andarci di traverso. Fui inviato a cercarle e presi il nome di Tripitaka. fratello?" chiese Sabbioso. recata di traverso sulle spalle. rivestitelo e portatelo qui. Il mio nome da laico era Chen Xuanzang. al riparo di una rupe: Hanno la faccia scura e gli occhi tondi. I miei discepoli sono tre. cedendo alla tentazione di godersi la festa nel Monastero delle Nubi della Compassione: questo spiega l'improvvisa disgrazia della sua cattura da parte dei mostri. Dice che se ne andrà solo se lo restituiremo. se viene? Quale occasione migliore per rendergli omaggio?" Tripitaka non diede retta alle insistenze dei monaci e rimase dov'era. Lo scopo era di sconfiggere la sfortuna in cui è caduto il vostro maestro. e si trovò in cima a una grande montagna. Cattureremo anche i suoi discepoli. ma Scimmiotto gli corse dietro gridando: "Attento. Il reverendo si precipitò sul ponte a prosternarsi. a suon di tromba e di tamburo. il santo monaco dei grandi Tang in cerca di scritture. sbrigati a farci una relazione completa e sincera. una gran sciabola il secondo e una canna nodosa il terzo. Anche il nostro maestro non se n'è reso conto. cinquecento anni fa?" "Appunto. non mi venite più nemmeno a salutare. mettete ai ferri il monaco cinese nel ripostiglio." "E adesso che facciamo. invece di adempiere alla vostra missione di protettori segreti del mio maestro?" "Il vostro maestro ha trascurato la sua natura meditativa. Ragazzi. Sabbioso chiamava. con un ululato sinistro. dove il poveretto cadde tremante in ginocchio ripetendo: "Grandi re. dove si trova la Grotta Fior di Mistero. spaventato. i vostri capi l'hanno rapito. Noi vi abbiamo visto partire all'inseguimento. Io. Mentre passavamo dalla prefettura di Come l'Oro e guardavamo le luminarie. quando esso cadde improvvisamente. che significa appunto 'tre ceste'. Dopo averli osservati a suo agio. balzò giù dalla rupe dove si trovava e gridò: "Ehi voi. DEL MONTE DEL DRAGO VERDE Scimmiotto preferì non avventurarsi dentro alla cieca. Quelli che il vento ha portato un momento fa erano tre mostri belli e buoni. "È semplice: voi ritornate al monastero a badare alle nostre cose. che urla di essere stato derubato del suo maestro.casa. Quest'anno si sono imbattuti nel vostro maestro. Una stele lì accanto recava sei caratteri: GROTTA FIOR DI MISTERO. e voi evidentemente immaginate di poter fare i vostri comodi. invece di fuggire davanti alle nostre immagini di buddha?" "Il povero monaco che vedete è inviato in missione dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. maestro. calamità!" I tre orchi avevano appunto portato Tripitaka in cucina e l'avevano spogliato e lavato nell'acqua di pozzo: al momento dibattevano se tagliarlo in dadi o in listerelle per saltarlo in padella. una parete rocciosa in cui si vedevano i battenti di pietra semiaperti di una porta. non sono stato abbastanza svelto. Fu allora che ebbi il privilegio di vedere per mia edificazione la pusa Guanyin: essa mi disse che nel Monastero del Colpo di Tuono si trovano tre ceste di scritture autentiche. Quanti siete? Come vi chiamate? Se vuoi salvare la pelle. e la sua collera sfumò. non puoi certo essere arrivato da solo fin qui. gli faremo un piccolo interrogatorio. Il grande santo impugnò la sua sbarra. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione. Ragazzi. Il mio secondo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità. al mese. ripresero il proprio aspetto e salutarono tremanti: "Perdonateci. comparvero in breve tre buddha e si avvicinarono alle lanterne. e si fermò davanti alla porta per gridare: "Mostri! Restituitemi subito il mio maestro!" La porta si spalancò con fracasso e ne uscì un nugolo di diavoli a testa di toro. mollatelo subito: altrimenti rivolterò il vostro formicaio e vi spiaccicherò tutti quanti. "Voialtri comuni mortali eravate convinti di essere visitati da buddha che accettassero l'offerta del vostro olio. Siete diventati dei fannulloni." I mostriciattoli si precipitarono all'interno per annunciare: "Grandi re. presero questo andazzo di trasformarsi in buddha. Ebbi l'onore di essere scelto dall'imperatore per dirigere le cerimonie e predicare. Domandò: "Dunque è questa la montagna dei mostri?" "Certo. grazia. ci hanno invitato a vedere le luminarie in città. vecchie e giovani.. e fin da bambini sono ghiotti di olio profumato miscelato con burro. al ritorno ordinò una grande cerimonia dell'acqua e della terra per la salvezza delle anime in pena. o semplicemente Bonzo. Vivono qui da un migliaio d'anni.

Mentre esplorava qua e là. Imbattutisi per caso nel maestro. Sono diavoli con la testa bovina. e il monaco cinese si stupì: "Vedi come tutto è diverso. e russavano come temporali d'estate. venne la voce di uno degli orchi: "Ragazzi. è meglio muoverci subito e attaccare di sorpresa: non sappiamo quali conseguenze può avere un ritardo. I quattro protettori del tempo mi hanno dato le informazioni necessarie: Monte del Drago Verde. Domattina andremo all'attacco tutti e tre insieme. E se gli orchi. Ve lo dicevo che c'era sotto qualcosa di losco. dai fratelli e condiscepoli. Recitò un incantesimo. abitanti tre orchi che si chiamano Fuggilfreddo. Fu una bella battaglia sulla montagna: Il re scimmia osa affrontare. "Che cosa te lo fa pensare?" chiese Scimmiotto. e questo libererà da una tassa esosa il piccolo popolo di Mintian. Fuggilcaldo e Fuggipolvere. Ping. e vi soffia uno spiffero. aspetta che vada a vedere se il maestro è ancora vivo. "Certo la fama ti precede. tirano e spingono. all'inizio dell'anno. "Dice l'adagio: Se dài tregua. corse ad agitare il suo stendardo: la folla dei mostri dal capo bovino oscillò e venne avanti per accerchiare Scimmiotto. "Ma non fate complimenti: posso anche farne a meno. Secondo gli antichi. e non siete affamato?" "Per ridurmi alla fame ci vuol altro. ebbe per il momento la sua scodella di minestra. il nemico si consiglia." Scimmiotto fece cadere le catene con la magia che apre le serrature. Ecco che vola sulla porta. una sciabola e una canna. sono venuto in avanscoperta per constatarle. le lucciole nascono dalla putrefazione dell'erba. che l'avevano aspettato tutto il giorno." "Se sono rinoceronti" disse allegro Porcellino. CAPITOLO 92 A CACCIA DI RINOCERONTI IN FONDO AL MARE OVE I TRE MONACI DANNO BATTAGLIA SUL MONTE DEL DRAGO VERDE. si posa sull'architrave e osserva attentamente: da una parte c'è una fessura. e fece strada al maestro verso l'uscita. con la sua sola sbarra. Scioglierò le vostre catene. illuminando il buio con la piccola luce del suo addome. qui nell'Ovest! Da noi. "Quelle loro teste bovine. E QUATTRO DIVINITÀ STELLARI CIRCONDANO E CATTURANO I RINOCERONTI." I monaci del convento vennero a invitarli a cena. sono io" si udì la vocina di Scimmiotto. Dopo centocinquanta scontri cadde la sera. le larve si muovono appena. Per monti e valli ho avuto mille pene. gli andarono incontro: "Finalmente ti si rivede. Ho passato la giornata a combattere i mostri. Dimostreremo che sono impostori. ma richiamarono le truppe e fecero tranquillamente distribuire il rancio serale. un po' perché temeva che non fosse vegetariana. ma il tuo aspetto è una vergogna. Quei brutti musi sporchi d'olio di lampada rubato vogliono catturare un monaco inviato imperiale. "Certo. Fuggilfreddo. e constatare Che i loro pugni non pesano poco." "Sono d'accordo con Sabbioso" aggiunse energico Porcellino. tenete chiuse le porte e state attenti a torce e candele. Grotta Fior di Mistero. "Mi pareva strano di veder lucciole in questa stagione.voce tonante: "Brutti mostri ladri. Non credevo che fossi soltanto un macaco losco e puzzolente. proteggendosi con la sua canna nodosa. senza vincitore né vinto. Come mai non sento il gong . Porcellino e Sabbioso. incatenato a un pilastro in una stanzetta sul retro. da una camera che si apriva sulla sala centrale. Pif. intenta a spiare le mosse dei mostri. e un po' perché le disavventure gli toglievano l'appetito. e noi possiamo approfittarne. una volta di più la vostra inettitudine a distinguere il vero dal falso ha compromesso la nostra tabella di marcia e richiederà un bello spreco di fatica. visto che si faceva tardi e non ero sicuro di farcela. bocche bisunte!" Si fece avanti roteando la sbarra e i tre orchi lo fronteggiarono con le loro armi. senza che si giungesse a una conclusione. ma quella sbarra levata fa paura a dèi e diavoli. mentre andiamo a catturare gli orchi. E con calamità oscurano la Via. È il caso di ricordarlo: Negligenza e licenza disturbano lo spirito." "Pensiamoci bene" obiettò Sabbioso. paf! Questo è il rumore della sbarra di ferro. ed eccola all'interno. Ad ali spiegate. "Approfittiamo di questo bel chiaro di luna per fare a pezzi i mostri!" Scimmiotto si adeguò al parere della maggioranza e si rivolse ai monaci: "Affidiamo a voi il cavallo e i bagagli. se non vi disturba" rispose Scimmiotto. Se in fin dei conti non sapete l'esito di questa spedizione. Ora sono ritornato con i condiscepoli. non riconoscete il vecchio Scimmiotto?" "Sei lo Scimmiotto dei disordini in Cielo?" chiese uno degli orchi. e specialmente delle ultime parole. D'un tratto. Che ne è stato del maestro?" "Ho seguito la pista dell'odore di quel vento e sono giunto a una montagna. Imbrogliano sistematicamente le autorità della prefettura per rubare l'olio di cui sono ghiotti. Dunque sei tu. Questi si vide messo in una posizione difficile e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole. La battaglia continua fino a sera. sfonderò la porta e vi farò uscire. Ma si vede Che la vita è votata alle disgrazie." "Maestro. Anche Tripitaka. "dopo averli catturati non mancheremo di segargli il corno: ne caveremo un bel po' di soldi. In un tempo di festa sono giunto Nell'Ovest. e per una volta tanto Mi son dato bel tempo." "Ma come. Tutte le porte erano serrate. approfittassero della notte per mettere le mani addosso al maestro? Secondo me. Restituitemi il mio maestro. invece di dormire come noi. ruba lucerne. Il risultato è che quei ladri hanno rubato anche voi. Sentite: i mostri dormono. "Come entrerai?" "Ho i miei metodi" rispose Scimmiotto. ciascuno si difende e mostra la sua abilità. Allora il gran re Fuggipolvere. insieme all'olio di lucerna. e i tre discepoli lasciarono la città viaggiando sulle nuvole. come usano all'Inferno. la sera mi sono venuti addosso tutti i loro scagnozzi e io. bastò poco tempo per raggiungere la Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde. le loro armi sono un'ascia." I monaci non sospettarono nemmeno che quella fosse la pura verità. ma il Novizio lo trattenne: "Prima di ingaggiar battaglia. ma voi. chissà dove dormivano i tre orchi." "Hai parlato abbastanza. qui volano già le lucciole. gridò: "Trasformazione!" e si mutò in una lucciola. Un simbolo del vero vuoto tiene in rispetto tre false apparenze di buddha. su cui i protettori del tempo mi avevano dato le informazioni necessarie." Scimmiotto si rallegrò di trovare il maestro di umore più filosofico del solito. l'ascia. Ci si intrufola." "Non credo" disse Scimmiotto." "Saranno re diavoli della capitale infernale" suggerì Porcellino. Gli orchi non si preoccuparono di inseguirlo. Non ho riconosciuto gli impostori E son caduto nella loro trappola. la sciabola e la canna nodosa. cattureremo i mostri e liberemo il maestro. pang! Questo è il rumore dell'ascia e della sciabola che si urtano. invece di andare a dormire. Consapevole del Vuoto. Veramente non si muoveva nessuno: bufali addormentati giacevano di traverso nei corridoi. e del resto non sapevamo quali fossero le vostre condizioni. Il Novizio restò in ascolto delle sue lamentazioni: "Da oltre dieci anni ho lasciato Chang'an. Ma il maestro non ne inghiottì nemmeno una cucchiaiata. grazie. Figuratevi che una volta ho passato cinquecento anni senza mangiare né bere. A Scimmiotto e ai suoi compagni. Intanto Scimmiotto ritornò al monastero. di cui si doveva decidere il destino solo dopo aver catturato Scimmiotto. Ascia e sciabola si abbattono da tutte le parti. lo hanno rapito senza sapere chi fosse. ho preferito venir via. Non è cosa da poco questa trasformazione: è una bella prova di versatilità. reverendo! Avete combattuto tutto il giorno. brilla come una stella cadente. ascoltate il prossimo capitolo. Dopo cena fecero i piani per il giorno dopo: "Andiamo presto a letto. Fuggilcaldo e Fuggipolvere ben lo conoscono di fama. Andò a svolazzargli intorno. udì qualcuno singhiozzare: era Tripitaka." "Vuoi dire che Porcellino e Sabbioso sono con te?" si rallegrò Tripitaka." Scimmiotto riprese il suo aspetto: "Caro maestro. Porcellino voleva sfondare senz'altro la porta. La sala centrale era vuota. cavalcando il vento. niente! siete corso a fare i vostri salamelecchi. Poiché la notte non è adatta per combattere. sono qui fuori. Ci siamo battuti tutto il giorno. Tre contro uno." "Ma la porta è sbarrata" osservò Sabbioso. Non vi sembra che ne valga la pena?" I monaci espressero la loro infinita riconoscenza. "Piuttosto hanno l'aria di tre spiriti rinoceronti. Coi miei saggi discepoli di certo Dovranno misurarsi. "Sì.

che sapete cavalcare le nuvole. "Dove andate?" gli chiesero. Sabbioso lo vide sommerso dalla folla muggente. Sciabole in pugno. Porcellino la sciabola e Sabbioso la canna. mentre io faccio un salto in Cielo per chiedere rinforzi?" "Reverendo. che li autorizza a dichiararsi grandi re. sotto la luce abbagliante delle lampade. non si sente volare una mosca" s'inquietò Sabbioso. Ma gli orchi si ostinano a resistere. Temilfreddo chiamò i suoi alla riscossa: "All'attacco." "Andiamo. contrariati. grande santo!" esclamò il pianeta del Metallo con una risatina ironica. "Non sapevo che vi chiamaste 'costellazioni volatili'. la scimmia è il mio discepolo Consapevole del Vuoto. alla frontiera dell'India. grande santo?" "Nella prefettura Come l'Oro." "D'accordo" rispose Scimmiotto. Scimmiotto vide la mala parata e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole. io solo sono scappato. Tripitaka fu rimesso ai ferri. Porcellino e Sabbioso sono rimasti prigionieri. ma i mostri gli balzarono addosso." "Non sono rinoceronti che stiano a godersi il chiar di luna. succialucerne! Sputate fuori il nostro maestro!" Il portinaio terrorizzato corse a riferire: "Grandi re. Da parte sua." Il reverendo tremava come una foglia: "Grandi re. dove siete?" Porcellino e Sabbioso gli vennero incontro levando rastrello e bastone: "Come vanno le cose?" E Scimmiotto riferì per filo e per segno. si trovò legato come un salame e trascinato dentro la grotta. e si aprì la strada a bastonate. Volevo sollecitare dall'Imperatore di Giada un'inchiesta per identificarli e rinforzi per sottometterli. Dopo un bel po' che combattevano senza vincitori né vinti. Ce ne sono di tanti tipi: il rinoceronte a testa concava. I mostriciattoli non poterono trattenerlo: rovesciava o schiacciava chi si opponeva. nella Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde. dice che questi spiriti rinoceronti si sottomettono alle costellazioni volatili del Legno. Tirato e spinto da una mandria di bufali. ma quando le loro truppe sono intervenute. La battaglia si ingaggiò senza scambi verbali. tre specie di peli. dove il pianeta del Metallo. Comunque questi mostri ci sanno fare. "Mi buttò fuori il nostro Buddha. Basta che ti accompagni la stella del Pozzo: sa arrampicarsi sulle vette per divorare tigri e scendere in fondo al mare per catturare rinoceronti. "Ehilà." E ordinarono ai ragazzi di chiuder bene le porte e di tenersi zitti. la sbarra di ferro fa prodezze memorabili. sono agevolati nel divenire immortali. "Hanno chiuso le porte. e lui ha dovuto abbandonarmi e fuggire. Quando li vide. a quanto pare hanno nei loro corni il soffio della nobiltà. "Venere. Temilfreddo. ma sono troppo potenti per metterli sotto. perché avevo disturbato la festa delle pesche di immortalità. Zhu. Li abbiamo combattuti a lungo. Per riscattarmi." "Che impudenti!" dissero gli orchi. impugnarono le armi. non mi ha dato altra scelta che di proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture. Scimmiotto si incaricò di affrontare l'ascia da guerra. Ma la voce del capo fece balzar su gli addetti alla guardia. per sottomettere certi mostri" spiegò il precettore celeste." I quattro precettori lo condussero subito nella Sala delle Nuvole Misteriose. si è fatto rapire da tre mostri che andavano in giro con l'aspetto di rispettabili buddha. lo salutarono: "Dove andate. Sabbioso e Porcellino furono portati prigionieri dov'era Tripitaka. Va a fare rapporto all'Imperatore di Giada. Indossarono le armature.e le raganelle dei guardiani notturni?" Il fatto è che tutti i mostriciattoli. bel monaco!" gridarono. Fu un bellissimo scontro: Tre monaci contro tre mostri. Strada facendo. erano caduti addormentati. "Dove credi di scappare?" Scimmiotto non perse tempo a rispondere: sfoderò la sbarra e ruppe la testa ai due più vicini. ma non ne sono venuto a capo. e ci vedrai più chiaro. "Il nostro maestro." Se ne incaricò il bestione: con un colpo del suo rastrello fece volare in pezzi le porte di pietra. ragazzi!" Tutte quelle creature bene armate fecero presto a gettare a terra Porcellino. Inoltre in vita sua ha mangiato cinabro vegetale: non è facile farlo morire. dopo essere venuto alle mani con loro!" "Ho visto che sono spiriti bovini. espose il caso. mi chiedevo che cosa volesse dire. dai rivelatori e da una quantità di altri dèi. senza scomodare sua maestà. Non riesco a liberarlo da solo." Scimmiotto si inchinò a tanta sapienza: "Che stelle sono? Posso pregare di darmi indicazioni più precise?" "Le costellazioni si trovano dalle parti del Palazzo dei Tori Combattenti dell'Orsa Maggiore. Rolla e beccheggia il rastrello. Dobbiamo entrare in azione. Non tiratevi indietro! Se la mancanza di uno solo facesse fallire l'operazione. "Sarà certo andato a cercare aiuto." "Sono gli spiriti di tre rinoceronti. che ho incontrato alla porta. davanti alla porta degli orchi. che conosce settantadue trasformazioni. essi finirono per imbattersi nel maestro e nel discepolo. Granchio del Legno Dou. gli altri ." Gli orchi si misero a ridere: "Per fortuna ci siamo svegliati in tempo per riacchiapparti. Scimmiotto?" "Dunque siete voi" disse Scimmiotto. "Non mi direte che avete difficoltà a identificarli. Il grande santo giunse in breve alla porta occidentale del Cielo. Caimano del Legno Jué. Ma voi stavate all'erta e l'avete sorpreso. Detestano la vista della propria ombra e sono maniaci della pulizia: si fanno il bagno ogni momento. allora ha sconsideratamente ucciso due di quelli che lo circondavano. Le armi sibilano nell'aria. impugnavano le armi. "Porto un sacro decreto che ordina alle quattro costellazioni volatili del Legno di scendere sulla terra con il qui presente grande santo. fece una finta e cercò di fuggire. Zhang e Xu. il rinoceronte toro." I monaci non seppero rispondere altrimenti che prosternandosi nella polvere ed elevando preghiere. Hanno conseguito il Tao e raggiunto l'età di un migliaio d'anni. il mio maestro. verso mezzanotte. da quelle del tempo. a sentir parlare quel vecchio furfante di Venere. Si recò nella Sala di Chiarezza Penetrante." "Se non riuscite a vincerli voi. fuoco e fiamme dalle narici. canna nodosa e bastone vanno e vengono in un torneo d'alta scuola. che non mi dà mai retta. e anche il rinoceronte col berretto. Il nostro maestro è segretamente protetto dalle divinità dei monasteri. non ci sarà da temere che il reverendo maestro sia spacciato?" "Non c'è pericolo. Picchiava e gridava: "Mostri da strada. Scimmiotto non poteva badare a lui. e seguiamo Scimmiotto. lo rovesciarono e catturarono anche lui. Gli uni combattono furiosi per la vita del maestro. che se ne stavano in conversazione. il mio mestiere è di eliminare i perversi e restaurare la giustizia. mandava a pezzi le porte una dopo l'altra e finì per sbucare all'aperto." Lasciamo maestro e discepoli nello sconforto in cui erano piombati. Ma non sappiamo quando ci caverà dai guai. Dove dobbiamo andare?" "A nord est della prefettura Come l'Oro. sapete salire anche in Cielo?" chiesero impauriti i monaci. Lupo del Legno Kui e Sciacallo del Legno Jing si fecero avanti: "Hai bisogno di noi. Era la terza veglia." "Allora non occorre che veniamo tutti e quattro." L'Imperatore di Giada incaricò il precettore Xu di accompagnare Scimmiotto al domicilio dell'Orsa Maggiore. Tao e Xu. "Fratelli. Le caratteristiche comuni sono: l'unica narice. Altrimenti sarei venuto direttamente a trovarvi. con la dovuta pratica. siete caduti anche voi nelle loro mani! Che ne è di Consapevole del Vuoto?" "È riuscito a tagliare la corda" rispose Sabbioso. è stato rapito da mostri per aver distratto la sua natura di meditazione partecipando a una festa delle lanterne. Scimmiotto scomparve con un sibilo. che ritornò al monastero dove i monaci gli vennero a chiedere: "Siete riuscito a liberare il reverendo?" "Non è facile. Gli altri mollarono la presa e corsero in folla nella sala centrale. il randello ammazza diavoli non è un oggetto comune. Nel Palazzo dei Tori Combattenti. Se li vuoi catturare. dopo la giornata faticosa. per pregare le costellazioni del Legno di scendere sulla terra. man mano che si prosegue scaturiscono da ogni parte nuvole colorate. accendevano torce. va male! Il mostro con la faccia pelosa è entrato nella grotta e ci ammazza. Vi dispiacerebbe continuare a custodire cavallo e bagagli." "Figúrati se noi avremmo osato lasciare il nostro posto senza ordine espresso. "Una volta ci stavo di casa" rispose ridendo Scimmiotto. nella prefettura Come l'Oro. "Buttiamo giù i battenti. gli fecero l'interrogatorio: "Come hai fatto a liberarti dalle catene? Come è entrata quella scimmia? Confessa tutto. "Non è buon segno. gli altri balzano alla gola per conservarlo nelle proprie mani. e sono venuto a chiedere aiuto all'Imperatore di Giada. "Quali milizie celesti ti possono aiutare?" chiese l'Imperatore di Giada. quei mostri sono forti. o ti tagliamo in due. Si era mutato in lucciola per venire a soccorrermi. il rinoceronte bue. Poiché hanno sul loro corpo il simbolo del disegno celeste. che ripresero i giri di ronda al suono delle raganelle. dove Scimmiotto. Tutti gridavano. ai colpi del rastrello si oppongono i fendenti della sciabola. due corni e la capacità di fendere le acque quando devono attraversare il mare o un fiume. Nei primi scontri sale una sinistra nebbia. Queste bestie." Scimmiotto ringraziò a mani giunte. Ma a quanto pare non sapete che questi guai non sono casuali: sono prove che il maestro deve affrontare una dopo l'altra. imparano a volare e a camminare sulle nuvole. il rinoceronte maculato. li vennero a ricevere le ventotto case. Temilcaldo e Temipolvere. asce levate. Qiu. basta che gli opponga le quattro stelle volatili dell'elemento del Legno: non potranno resistere. ma il cielo era rischiarato da una gran luna piena. Li ho combattuti. il rinoceronte gigante e il rinoceronte dagli arabeschi che spiegano il cielo. gli vennero le lacrime agli occhi: "Che peccato. il devarâja Anima Lunga e i quattro grandi ufficiali perspicaci Yin. scambiati i saluti. correvano. sono riuscite a impadronirsi di Porcellino e di Sabbioso. dove incontrò i quattro grandi precettori celesti Ge. si mette male! I bonzi hanno sfondato la porta. chiamarono a raccolta i loro mostriciattoli e uscirono ad affrontare il nemico. Ascia contro sbarra: vittoria incerta." I tre orchi balzarono dal letto: "Arrestatelo immediatamente!" Al monaco cinese si piegavano le gambe. urlando: "Grandi re. andiamo a caccia di rinoceronti.

macaco! Non hai paura di prendere un'altra batosta?" Al Novizio non piaceva sentirsi chiamare 'macaco'." "Certo" disse Porcellino. il monaco cinese si profuse in ringraziamenti: "Sono profondamente riconoscente agli ufficiali stellari della pena che si sono data per venirci a liberare. poi interverremo noi. tanto peggio" concluse Scimmiotto. cipree. Quando ebbero ripulito la montagna. "Andate a riposarvi al monastero. ufficiali. abbiamo visto il Grande Santo Uguale al Cielo e due stelle all'inseguimento di tre rinoceronti. Temipolvere si trovò accerchiato dalle truppe acquatiche. riconoscendo le costellazioni. Che bella sorpresa!" si sganasciarono le quattro stelle. mentre Granchio e Lupo facevano strage sulla cima e catturavano vivi quelli che non opponevano resistenza. verso il Monastero delle Nubi della Compassione. Questi spiriti rinoceronti sono gli impostori che per molti anni si sono fatti passare per buddha. "Segategli i due corni e scorticatelo. Quando vi giunsero Scimmiotto." Quando Scimmiotto vide il morto con la testa quasi recisa. ma si trovarono davanti Sciacallo." Porcellino e Sabbioso. Scimmiotto si raddolcì: "Avete fatto bene: vi sono molto grato di esservi preso il disturbo. Anche i tre orchi ricaddero a quattro zampe e corsero via verso nord est col fragore del cannone." Tripitaka si inchinò di nuovo e rivolse preghiere al cielo. grande santo" dissero le costellazioni. con l'anello di ferro al naso. Giunti in vista dell'oceano occidentale. troneggiando in cielo su un alone luminoso di buon augurio. carpe. portateci le armature. Infine presero la strada del ritorno." "Lo credo bene!" rispose ridendo Mo'ang. padre e figlio. I tre rinoceronti sono scesi in fondo al mare. entrarono nella grotta per liberare Tripitaka. Tienilo stretto. per raccogliere tutto ciò che avesse valore e piccolo volume: coralli. Quando siamo passati dal vostro paese e siamo venuti a goderci le luminarie. Scimmiotto sfoderò il solito repertorio di invettive: "Succialucerne. corsero a riferire. mentre le truppe manovravano per circondarlo. gamberi e granchi impugnarono le armi. perle. uscirono dal palazzo di cristallo e corsero con grida di guerra a sbarrare la strada ai rinoceronti. che erano già in difficoltà. Vi converrà abolire l'imposta dell'olio per le lanterne d'oro. ne abbiamo riportato solo i corni e la pelle. Ora i mostri sono sterminati. udita la dichiarazione." Aoshun convocò il principe ereditario Mo'ang: "Intervieni subito con le milizie acquatiche. Ora che siete arrivati voi. questi signori non fanno che il loro mestiere." "Non pensavamo che avreste avuto difficoltà a catturarli. Io torno a fare rapporto. che esperto avvocato è diventato il nostro ammiraglio. lo osservò con attenzione: "Non si direbbero ferite d'arma da taglio. i mostri ripresero il proprio aspetto: zebù. "Se non fossi intervenuto io. Ogni momento devi vigilare Sul tuo elisir. mentre incendiavano la grotta. fece la seguente allocuzione: "Prefetto di Come l'Oro. Porcellino e Sabbioso si dedicarono alla perquisizione della grotta. bestiacce!" "Quel furfante ci ha fregato!" esclamarono gli orchi. lo disarmò e disse: "Sta zitto. che avevano riparato alla meglio con lastre di pietra i danni provocati da Porcellino alla porta di ingresso. e lo stava azzannando di gusto. che si sono messi nei guai con il Novizio. Converrà pregare le costellazioni di presentarsi in tribunale a testimoniare. Raccogliamo le nostre cose e andiamocene. Avrà studiato la notte. "Stella del Pozzo!" gridò Mo'ang. Fu la meditazione disturbata Dalla festa." "Al punto in cui è ridotto. giada e oro. e si dispersero al galoppo per la montagna. le salutarono e le ringraziarono. Il fuoco la devastò da cima a fondo. spingendosi davanti i due rinoceronti. queste creature. Complimenti per questo bel . e impoverisce le vostre risorse. perche. non pestatelo troppo! Non mi consegnate una carcassa!" Mo'ang ubbidì: i soldati si accontentarono di rovesciare la bestia. per abbatterli ho dovuto chiedere aiuto agli dèi del cielo. Noi due abbiamo sgombrato il terreno e siamo venuti a liberare il santo monaco. hanno rapito anche il nostro maestro. dove sono i rinoceronti?" "Che domande stupide!" esclamò Scimmiotto di malumore. furono affidati rispettivamente a Caimano e Sciacallo." Temipolvere e Temilcaldo. Bisogna distruggere la caverna. "Non saranno i rinforzi che può trovare a farci paura" esclamarono Temilfreddo e Temilcaldo." Ao Mo'ang ubbidì: in breve tartarughe. Dal momento che si trova nel nostro territorio." "Bisogna portarli tutti e due in corteo per la città" propose Porcellino. sguaina la spada e vallo ad aiutare. Digrignò i denti e si lanciò all'attacco con la sua sbarra. carette. portando il reverendo sul loro migliore palanchino. Dopo un po' videro Caimano che spingeva Temilcaldo verso di loro. caro e saggio discepolo. Uno yaksa volteggiatore e un pattugliatore corazzato li videro da lontano. che ci racconteranno che fine avranno fatto gli orchi. "Come siete riuscite a trovarci?" "L'Imperatore di Giada ha ordinato di venirvi a liberare. "Eccolo che ritorna dopo essere stato messo in rotta. le creature uscirono dalla grotta al rullo dei tamburi: "Rieccoti qua. Dirà il grande santo che cosa si deve fare di te. Caimano e Scimmiotto. "Voi dovete eseguire i vostri ordini. li riconobbero e corsero ad avvertire il re drago: "Maestà. Questi furono costretti a battere in ritirata. piantarono in asso bagagli e maestro per salire sulle nuvole e farsi raccontare le circostanze della cattura. e ruppe al malcapitato l'osso del collo." Congedatasi dai draghi. insieme a Caimano e Sciacallo. Quanto a te. "Grande felicità volge in dolore"(15) dice il Classico delle Mutazioni. si diedero alla fuga nuotando verso il largo. Gli ufficiali e la popolazione della città e dei sobborghi." "Non cercate scuse" intervenne il precettore celeste. non sai le conseguenze Che subirai allentando l'attenzione. agate. di passargli un gancio di ferro nelle narici e di legargli solidamente le zampe. la comitiva riprese la via della prefettura. "L'ordine riguarda tutti e quattro: partite senza indugio. in compagnia di Sciacallo e di Caimano. Presi dal panico. urlone: non ti ammazzo. che in realtà sono tre rinoceronti. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione varcarono in pompa magna le porte della città. "perché la gente veda e sappia che santi siamo noi. si sbandarono e presero ciascuno una direzione diversa. Il giovane principe scoprì Sciacallo del Legno Jing che aveva ripreso il suo vero aspetto per abbattere Temilfreddo. la stella del Pozzo se lo sarebbe masticato fino all'ultimo pelo. e non ci saranno scappatoie." "Come mai non si vede Consapevole del Vuoto?" domandò Tripitaka con le lacrime agli occhi. Il grande santo li tallonava senza perdere il contatto. È probabile che nel frattempo sia andato a cercare rinforzi" suggerì Temipolvere. la montagna e la grotta sono ripulite. poi invitarono il maestro ad aspettarli seduto su un masso. soldati e abitanti della città e dei sobborghi. Abbassarono le loro nuvole e chiesero: "Grande santo. allo scopo di approfittare delle vostre offerte delle lanterne d'oro. con un grande sciacquio. Porcellino e Sabbioso. "Maestro" disse Porcellino. si chiusero in casa a pregare e bruciare incenso. "Tu andrai avanti a provocarli e li attirerai in campo aperto. venute a rubare l'olio.non farebbero che perdere tempo. finché si trovò accerchiato e gridò: "Grazia! Grazia!" Sciacallo lo afferrò per un'orecchia. A questo punto intervennero le quattro costellazioni del Legno. "Non ammazzarlo! Il grande santo lo vuole vivo!" Ma quel sanguinario non gli badò. buoi muschiati. Le carni vanno assegnate ai saggi draghi. e la Via venne offuscata Dal momentaneo indulgere al piacere. Mentre la carcassa veniva trasportata al palazzo di cristallo. Credo si tratti di Temilfreddo. Poi le truppe si divisero per aiutare le due stelle a catturare gli altri fuggitivi." Il grande santo fece il passo per aprire le acque e si tuffò." "Va bene. bufali. Il terzo è stato addentato a morte dalla stella del Pozzo. ho giusto imparato qualcosina di giurisprudenza" ribattè sostenuto Porcellino. su sollecitazione del grande santo. I monaci. Potrete vivere in pace senza altri guai. ma per un bel pezzo non videro nessuno. Noi siamo santi monaci inviati dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Poi torneremo al monastero ad attendere i nostri amici. così le prove saranno inconfutabili. Temilcaldo e Temipolvere." Con incosciente baldanza. allarmatissimi. restituitemi il maestro!" I mostriciattoli. e ci siamo soffermati a ripulire la montagna e liberare il vostro maestro e i condiscepoli. per ordine dell'imperatore e per riguardo al nostro condiscepolo. Le divinità scesero in cavalcata sulla prefettura immerse in un pulviscolo colorato. per tagliare il male alla radice. "Li porterete davanti al prefetto di Come l'Oro. scorsero finalmente Scimmiotto sulla riva del mare che lanciava loro richiami. Vi schiererete come ieri e baderete a circondarlo per non farvelo scappare." Considerata la buona intenzione. temevo di non rivederti più. roteando le armi: "Giù le zampe. "Abbiamo preso questi due." "Senti senti. conchiglie. tutti si dedicarono all'inseguimento dell'ultimo fuggitivo. e si gettò nella mischia gridando: "Arriva il vecchio Scimmiotto!" I mostri. o te ne pentirai! Lupo e Granchio correvano sulle nuvole. abramidi. ambra. mentre noi partecipiamo all'inseguimento. che esaurisce le famiglie che la devono pagare. Non c'è niente di più adatto del corno di rinoceronte per dividere le acque: le fendevano con precisione e rapidità." "L'Ammiraglio dei Canneti Celesti dice bene" approvò la stella del Lupo. "Sta inseguendo gli orchi. Quando rivide Scimmiotto. mostri da strada. Scimmiotto gridò: "Prendetelo vivo. "Si salvi chi può!" In un bailamme di mugli e muggiti. perché li processi per impostura e stabilisca l'ammontare dei danni cagionati alla popolazione in tanti anni. datemi il cambio: io faccio un salto là sotto a vedere che cosa succede. "Ce ne avete messo del tempo." Mentre le stelle partivano. Giunto sul fondo vide le stelle e i mostri che combattevano alla disperata. "In questi anni di vita da monaco. Ne raccolsero uno staio e lo portarono all'aperto. statemi a sentire. "tante cerimonie sono pura ipocrisia. "Ragazzi." A questo punto abbassarono le armi e ritornarono al palazzo di cristallo ad annunciare: "Missione compiuta." Quando giunsero sulla montagna. Sciacallo e Caimano mi hanno lasciato qui di guardia.

Le tue realizzazioni Di immortale o di buddha vi si perdono. tutto insonnolito. Ma intervenne Scimmiotto a evitare lo scandalo: "I quattro corni di questi rinoceronti siano portati dagli ufficiali stellari come tributo all'Imperatore di Giada. uno fu donato al Tesoro della prefettura. Poi fu la volta dei magistrati della prefettura e delle sotto prefetture." "Scimmia zuccona! Come ti permetti di dire una cosa simile? Io non capirei quello che dico? E tu. non ha fatto nemmeno il sagrestano. E allora non stare zitto. poi si procurò una sega e si applicò a segare i loro corni. è lui che gli fa cambiare idea. conciata e indurita con salnitro e tannino. Mentre nessuno badava a lui. Il bestione. ma non sapete che cosa significa. D'un tratto un convento si presentò alla vista." Il bestione trasecolò: "Il maestro non è più lui. non insistere" diceva Sabbioso. e ha l'aria di contenere molte cose antiche di secoli e secoli. Da parte sua s'intende di sbarre di ferro. Porcellino era quello che se la spassava di più. e non ho nessuna voglia di farmi rimproverare dal Buddha. che vennero in corteo con i loro impiegati. l'han preso dalla strada per farne un monaco. Strillò in direzione di Sabbioso: "Sveglia. I grandi caratteri sul portale dicono: MONASTERO DI MEDITAZIONE PAVIMENTATO D'ORO e sotto è appeso un cartello con la scritta: Monumento di remota antichità . A che serve distinguere i tre ranghi? Quando l'atto è compiuto. "Consapevole del Vuoto. Per qualche tempo. che cosa gli prende adesso?" "Il maestro non ha voglia di compromettere il viaggio per la tua ghiottoneria" gli disse Scimmiotto. Non è vecchio e non è nuovo. Porcellino nel frattempo. "Non dovremmo più trovar mostri. Il reverendo disse: "Ora apriamo la porta e ce la filiamo senza dir niente a nessuno. Rilassatevi. trasse il coltello e decapitò Temipolvere e Temilcaldo. battendo le palme in segno di disappunto. Ma fa la commedia del gran dottore: lui capisce e spiega. che volevano invitare i pellegrini. e gli elogi ricominciarono. vorrai. Trascorse un mese. aprirono la porta e si ritrovarono in strada. Sabbioso si divertiva e Porcellino si piegava in due dal gran ridere: "Che sbruffone! D'origine è una bestia perversa come noi. Quando il fratello mi vuol picchiare. ascoltate il prossimo capitolo. la carne fu distribuita ai funzionari e ai raccomandati. come la mia veste o la mia ciotola delle elemosine. Se tu pensi." E continuarono a camminare in silenzio. "Lui parla così perché vuole pungolare il maestro. tramava qualcosa. È questo il giusto frutto che persegui. L'acqua mormora scorrendo nel canale. maestro e discepoli si abbandonarono alla bella vita. si elevò un 'santuario per i vivi' dedicato ai quattro pellegrini e si eressero alcune stele in segno di perenne gratitudine. Le duecentoquaranta famiglie che avevano fornito l'olio delle lanterne vollero dedicar loro particolari festeggiamenti: non restavano soli un momento. non lontano dalla strada. Gli ufficiali stellari trovarono la soluzione molto elegante e se ne rallegrarono con il grande santo. Non vorrete ricominciare ad affamarmi!" "Stupido! Sacco di segatura! Non dire scemenze!" si indignò Tripitaka. come noi." Montò a cavallo. magari. nutrendosi di vento e dormendo in riva all'acqua. perché fosse conservato nel museo locale. a documentazione delle circostanze che avevano condotto ad abolire l'imposta dell'olio. Camminarono così per sei mesi. durante la notte sono scomparsi. Bisognò che il reverendo prendesse da parte Scimmiotto e gli desse queste istruzioni: "Consapevole del Vuoto. e sono in grado di spiegare. È il destino cui devi prepararti. Consapevole del Vuoto sta praticando l'interpretazione senza parola né testo. Si chiamarono i macellai a scorticare e squartare i rinoceronti. "Il maestro sbaglia i conti" brontolò Porcellino strofinandosi la faccia. Tripitaka si allarmò: "Attenti. e sembrava che non li avrebbero mai lasciati partire. E le famiglie riconoscenti? Se non sapete che cosa fecero. tutto torna All'oceano. CAPITOLO 93 VISITA AL JETAVANA NEL PARCO DI JETA SI INDAGA SULLE ANTICHITÀ E SI DISCUTE DELLE CAUSE. Volò via la fenice. Saranno saliti sulle nuvole" si lamentavano i monaci. guarda quel monastero!" Non è grande e non è piccolo. senza incidenti da segnalare. reggendo candele accese e bracieri d'incenso." "Ci avviciniamo. in segreto. trascurando la giurisprudenza per il commercio. alla quinta veglia. scosse Porcellino e gli ordinò di preparare il cavallo." Quanto ai due corni di Temilfreddo. Per giungervi nettato da ogni polvere. i muri sono di mattoni rossi a squadra. fu utilizzata per fabbricare corazze. non certo di commenti dei sutra." Il bestione non se lo fece ripetere. e svelto! Se continui a discutere. Come potrei dimenticare una preghiera che ripeto ogni giorno e che posso recitare anche alla rovescia?" "Certo. oltretutto. capisci meglio di me?" "Certo che capisco. "Abbiamo avuto duecentoquaranta inviti. "Tirati su e va a preparare il cavallo. Non vorrei che la nostra missione fosse compromessa. Ricordate che quei monaci ci avevano detto che occorrevano duemila li solo per giungere alla capitale dell'India?" Scimmiottò rispose: "Voi dimenticate il sutra del Cuore del Maestro del Nido dei Corvi. scavato ai tempi di chissà quale remota dinastia. Intanto il monaco cinese e i suoi compagni procedevano per la loro strada. Inoltre si destinarono i proventi delle ammende ad acquistare un terreno per erigervi un tempio dedicato alle quattro case celesti che avevano abbattuto i mostri. dirò a Consapevole del Vuoto di romperti tutti i denti con la sua sbarra. Disciolte le catene. smettete di dire sciocchezze. NEL PAESE DELL'INDIA EGLI SI RIVOLGE AL RE E INCONTRA UNA COMPAGNA. si lamentò: "È presto! Non rompere!" "Si parte! Ordine del maestro" gridò Scimmiotto. non ne hai mai seguite." "Lascia stare. tanto. La pelle." Scimmiotto prese le misure necessarie e l'indomani. sul Monte degli Avvoltoi. I magistrati convitarono maestro e discepoli a un grande banchetto. Il drago caracolla. e neppure a salutarli!" Li vennero a trovare alcune grandi famiglie dei borghi meridionali." Tripitaka li rimbrottò: "Per piacere. non mancherebbe di vendicarsi in qualche modo. si riempiva le maniche di preziosi trovati nella grotta dei mostri e li offriva agli ospiti. per presentarli come resa di grazie nel santuario dedicato ai vivi. È il caso di dirlo: Dalla gabbia. ma chissà quanta strada resterà da percorrere. lo recitate dritto e rovescio. Mi ha sempre voluto bene e protetto. Ogni volta che andavano a un banchetto. finché giunsero in vista di un'alta montagna. Prepariamoci a partire prima dell'alba.trionfo! Come sono andate le cose?" Scimmiotto glielo riferì. Le grandi famiglie furono invitate a preparare i sacrifici di cinque specie di fiori e di frutti. o questa volta non eviterai le botte. lo sa che sono un balordo. Non restò loro che rivolgersi al cielo e pregare. i tetti sono coperti di tegole smaltate color smeraldo. il quale. ma ci siamo riempiti la pancia solo una trentina di volte. e che l'imposta dell'olio era abolita per sempre. cioè l'interpretazione vera." "Sento sempre su di me il sutra della prajñâ. discepoli! Guardate com'è ripida quella montagna!" "Ci avviciniamo al territorio del Buddha" replicò sorridendo Scimmiotto. Si ripara all'ombra delle conifere. dormiglione! Si barda il cavallo e si va via!" I preparativi furono presto compiuti. spiega! Siamo qui ad aspettare. senza farlo sapere alle duecentoquaranta famiglie. "Non avevamo preso misure di vigilanza. Quando nel monastero ci si accorse che Tripitaka e i suoi erano scomparsi. i monaci esclamarono: "Ci siamo lasciati sfuggire i buddha viventi senza riuscire a trattenerli. cui sedettero i funzionari di ogni rango. fratello. La notizia si sparse in città. maestro. raccogli tutti i preziosi che ci rimangono e donali ai monaci del monastero per ringraziarli dell'ospitalità. "Alzati." Intanto avevano percorso un buon tratto di strada e superato alcuni colli. tanto per orecchiare la spiegazione di qualche sutra. quel desiderio A sicuro disastro ti conduce. Quindi presero congedo e si allontanarono su nuvolette iridate. l'altro lo portarono con sé i pellegrini per offrirlo al Buddha. per andare a mettersi a rapporto. Fu promulgato un proclama che informava la popolazione che l'anno seguente la festa delle lanterne d'oro non sarebbe stata autorizzata. Di scuole regolari per imparare la Legge.

Un domestico venne ad annunciare: "Il nostro reverendo maestro vorrebbe incontrare le personalità cinesi. quale età dareste?" "Il vostro volto mi sembra così anziano e la vostra anima così pura. residenti fissi e ospiti temporanei. ciascuno vi può soggiornare a suo piacere." "È precisamente quello che faremo anche noi. Il vecchio monaco gli fece molti complimenti e infine chiese: "Quanti anni avete. anzi. Non saremo per caso nel territorio di Srâvastî?" "È strano. "Magari. altre sacchi sulle spalle. Si agita nel vento L'ampia manica sull'impugnatura Del suo bastone. Scambiati i saluti." Tripitaka lo ringraziò e lo seguì nella sua cella. accade ancor oggi che portino alla luce oro. Il morso non è mortale. si sono fermati da noi a pernottare. non è una buona ragione per esagerare. Aiuterete i buoni e." Porcellino fece il possibile per moderarsi." Dietro a lui veniva un vecchio monaco che si appoggiava a una canna di bambù e chiese: "Siete voi il maestro venuto dalla Cina?" "Non oso pretendere a questo titolo" rispose modesto Tripitaka. Tripitaka sospirò. la gente si fece da parte timorosa. Per tenerla in vita le portiamo due volte al giorno tè e riso. non è una leggenda!" esclamò Tripitaka. che non oso far congetture. argento o perle. Quando vennero avanti quegli strani pellegrini. per aver modo di andarci e di indagare discretamente su questa persona. La tavola venne sparecchiata e si avviò la conversazione. ma la gente fa del suo meglio per evitarlo. Tripitaka lo sollevò e chiese: "Perché queste manifestazioni di rispetto. l'ho fatta murare. metterete in risalto la vostra divina potenza. l'avevo fatta imprigionare in quel modo. dapprima sulle terre dell'Est. forse dipenderà da un cambiamento del clima." "Che fortuna!" sghignazzò Porcellino. e che lo riconosciate. la brezza mi portò un lamento. mentre rischiaravo la mia natura al chiar di luna. Più volte ho organizzato questue nella capitale. lasciando solo un'apertura sufficiente al passaggio di una ciotola. Sabbioso.Fermato il suo cavallo. sulle minestre e sui piatti di verdure. dove affiorava la base di un antico muro e giacevano a terra varie pietre spezzate. che elargiva le ricchezze Ai poveri e in eterno legò il nome Al Jetavana." "Che cosa ne sapete?" chiese Scimmiotto. maestro!" esclamò Porcellino. anche al chiaro di luna. Le chiesi il suo nome e che cosa facesse in quel posto. Ho diffuso la voce che si trattava di una creatura perversa che si sarebbe dovuto sopprimere. figlia del re dell'India. Mentre facevano il giro della sala del Vajra. avete sempre avuto l'aria di uno che non sa distinguere un punto cardinale da un chiodo arrugginito. Mi posso permettere di chiedere la vostra età?" "Io vi supero di uno stupido ciclo di sessant'anni." "Ma quale spettacolo? Ho la pancia vuota come una caverna" ribatté brusco Porcellino. "A me. che è un divino monaco dell'Est. dove sedettero in grande calma di spirito. ma il principe rispose che il parco non era in vendita: lo avrebbe ceduto soltanto a chi lo pavimentasse d'oro. accompagnato dai discepoli. si godevano lo spettacolo di Porcellino alle prese con il cibo. Fra un periodo e l'altro di meditazione. ti ricordo che hanno una pancia anche gli altri. eminente maestro?" "Ho vanamente vissuto quarantacinque anni." Due giovani bonzi vennero a invitarli a prendere il tè. Penso che il nome del monastero si riferisca a questa storia. perché voleva destinarlo alla predicazione del Buddha. Ma da qualche tempo hanno preso a infestarla numerosissimi spiriti in forma di millepiedi. La ragazza è abbastanza intelligente da capire la mia intenzione: per non finire violata dai monaci. Tripitaka si immerse nella riflessione: "Pavimentato d'oro. Perciò la prigionia continua e io non trovo alternative. Sembrano venditori ambulanti. ma non ho saputo che sia scomparsa alcuna principessa. reverendo. spero che andrete in città e svolgerete un'inchiesta esauriente con i grandi poteri che la Legge vi conferisce. gli diede di gomito e bisbigliò: "Bada che dài spettacolo. chissà perché. che mordono la gente. ciascuno prese posto. sarà per noi una grande gioia. poi lo mise a disposizione della persona più onorata del mondo. Basta uscire dalla porta posteriore. che era una persona attenta. Quando cadono piogge torrenziali. poi Tripitaka portò il discorso sugli antichi monumenti e chiese quale fosse l'origine del nome del monastero 'pavimentato d'oro'. lo raggiunse un monaco imponente dall'aspetto autorevole: La luna piena brilla sul suo volto. un colpo di vento mi ha rapita e mi ha portata qui. maestro?" "Il vostro discepolo Chen Xuanzang è stato inviato dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est a sollecitare le scritture dal Buddha nel Paradiso dell'Ovest. Tripitaka paventava incidenti e mormorava ai suoi: "Datevi un contegno! Siate gentili!" Ma nessuno tentò di stabilire contatti. Sulla porta e sotto i porticati sostavano molte persone: alcune portavano tavole. Quando si sparse la notizia dell'arrivo dei cinesi in cerca di scritture. ma poiché la compassione vieta a noi monaci di attentare alla vita. si vedevano carri pieni di gente. caro superiore?" "Il vostro discepolo ha vissuto più di un secolo. che era al primo quarto. Ove soggiornerà In compagnia degli arhat e dei buddha?" A passi lenti sotto il lume lunare giunsero a una terrazza. Sudatta(16). Che cosa vengono a fare qui?" "La nostra montagna. Mi sono ben reso conto che voi e i vostri discepoli non siete gente comune. Del parco e del monastero originario restano alcune rovine sul retro. Qualche fortunato ne ha raccolti anche l'anno scorso. Alla fine Tripitaka e Scimmiotto se ne andarono a passeggiare nel giardino al lume della luna. Dove si trovano?" chiese Tripitaka. "Si è parlato delle rovine del parco di Anâthapindada. tutti gli abitanti del monastero vennero a vederli: vecchi e giovani. Domani all'alba riprenderemo il cammino. Mentre prendevano la via del ritorno. attraverso i portici e il refettorio. nello stesso tempo. Cercai fra le rovine del parco e trovai una ragazza. L'anziano Anâthapindada gli chiese di acquistarlo. ci siamo permessi di entrare con l'intenzione di chiedere riparo per la notte." "Dunque è vero. Nella folla. Lei rispose: "Sono una principessa. I sandali di paglia Sul lastricato procedon spediti. si inchinò davanti al monaco cinese e a Scimmiotto. chiese: "Sapete dirmi chi sia la persona afflitta che abbiamo udito lamentarsi?" Il vecchio monaco inviò i suoi accoliti a preparare il tè e." Si conversò finché non venne servito un altro pasto. Ebbe una stretta al cuore e non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. Poiché la nostra strada passa accanto al vostro nobile convento. raspando per terra. Di giorno balbetta soltanto parole incoerenti." "Il nostro umile monastero è aperto a tutti. Alla fine Tripitaka recitò la preghiera conclusiva e ringraziò. Il parco apparteneva al principe ereditario Jeta." "Avete dunque centocinque anni" osservò Scimmiotto. A un tratto si udì nelle tenebre qualcuno che singhiozzava perdutamente. si finge pazza e si rassegna a vivere e dormire fra i propri escrementi. giunse le mani e recitò: "Penso a quel donatore d'altri tempi." "Non ero mai stato qui" rispose Tripitaka. Il nostro monastero sorge nel Jetavana. Questo triste affare su cui mi interrogate è cosa che potrebbe mettere in chiaro soltanto il maestro qui presente. dal quale si accede alla regione montuosa. Anzi. non sale nessuno prima del canto del gallo. Ancor prima che il reverendo concludesse la preghiera di benedizione del pasto. Al canto del gallo ripartiranno. era una volta un posto tranquillo. bestie da soma e mercanzie. il monaco ricambiò premurosamente e chiese: "Da dove venite. "se lo hai dimenticato. ma nella quiete della notte si sfoga singhiozzando e cantando. "In tanti anni che viaggio con voi." L'ho fatta chiudere in una cella. Al Passo del Gallo. uno così bello e gli altri così brutti. . con carri. "Qui si trovava anticamente il regno di Srâvastî. Tripitaka giunse le palme per salutarlo. ospitare il reverendo. le persone posate apprezzavano la dignità di Tripitaka. riusciremo a trovare qualcuna di quelle mattonelle e faremo fortuna. come l'albero Della bodhi. pregando il Buddha di venirvi a esporre la Legge. a scanso di pericoli." I condiscepoli risero. bella e di alta statura. e incomincia a capire qualcosa degli uomini. Si bevve il tè e fu offerta una colazione vegetariana." Chiacchieravano passeggiando nel portico posteriore. Ma questa volta si direbbe che abbiate già visto questo posto. quando restarono soli. "Ve le mostro." Aprirono una porticina e si avventurarono in un terreno incolto. che esprimevano tormenti ignorati da tutti e nostalgia di casa. "Giusto un anno fa. Il corpo è ben piantato. Tripitaka smontò da cavallo e si avviò a piedi verso l'ingresso. "Raccontano le scritture che il Buddha frequentava il parco di Jetavana nella città di Srâvastî. "Fratello" rispose Sabbioso. Porcellino si era gettato sulle grandi pagnotte. ho ancora la testa abbastanza lucida. tanto più che la notte vedo ben poco. che si chiama Monte dei Millepiedi. chi dormiva. E aggiunse un'altra domanda: "Al nostro arrivo nel vostro nobile monastero abbiamo visto molta gente che affolla i porticati. Chi faceva conversazione. mentre contemplavo i fiori sotto la luna. quelli che pensavano solo a divertirsi. I viaggiatori che avete visto sono arrivati troppo tardi per proseguire il cammino e. Tripitaka distingueva le parole di quei lamenti. Quando infine ritornarono nei loro quartieri. reverendi e inservienti. L'anziano accettò la condizione e fece coprire tutta la superficie del parco di mattonelle d'oro. altre ancora spingevano carriole. Ma ora che ho l'onore di incontrarvi. perciò lo chiamiamo Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada.

e i componenti della carovana si dispersero nelle diverse locande. Scimmiotto prese i documenti dalla sacca e uscirono insieme. ma il loro cuore è saldo e fidato. vostra grandezza. con il tuo muso e le tue maniere. bestione?" "Coricatevi.trovarono Porcellino che brontolava: "Vi sembra l'ora di venire a letto. figlia di sua maestà. che con la loro bruttezza lo spaventarono molto: erano uomini o diavoli? Tripitaka lo vide tremare e lo rassicurò: "Non temete. è il momento giusto. Un gran re occupa il trono: Regna prosperità. mese. È un giorno movimentato. le case. In caso contrario. "Sei un goffo bestione. constatando che era passato mezzogiorno. La città aveva la nobile forma Di una tigre in agguato O drago acciambellato. e sarò pur capace di distinguere il vero dal falso. Furono serviti nel portico posteriore. da cui avrebbe gettato la palla ricamata per designare il monaco cinese come genero imperiale: conosceva anno. che bel tiro mi hai giocato?" "Perché ve la prendete con me?" rise il Novizio. quando si dovrà ripartire al canto del gallo?" "Che cosa ti affligge. Il nostro sovrano ama i fiori e il paesaggio. Questo è il momento culminante della festa: anche il sovrano sarà intento ai casi di sua figlia. almeno. non aveva scelta." Tripitaka. come d'incanto. uscirono a inchinarsi davanti al monaco cinese: "Vogliate venire a corte. gli utensili di questa gente non sono diversi da quelli del nostro paese. Suppongo che sia la persona colpita dalla palla ricamata. al bisogno sa sfoderare qualche finezza. Vibrante di colori. per sollecitare le scritture dal Buddha. Essa lo prese con la sua manina di giada e lo guidò al carro reale. dalle otto finestre spalancate della torre. prese la palla e gliela gettò sulla testa. Tripitaka sentì cadere il suo berretto alla Vairocana e fremette. che Tripitaka condivise con il mastro di posta e con Scimmiotto. Non è tempo di bighellonare a contemplare il paesaggio. A questo scopo il mostro aveva speso le ricchezze del paese per far costruire la grande torre decorata. Credevano di lanciare l'amo. constaterai che i vestiti. amante dei fiori e del paesaggio." "Ha ragione Consapevole della Purezza" rincarò Tripitaka." Allora verrò. Erano proprio . non potresti combinare che guai. "Potremmo avvicinarci per vedere meglio. che ha inaugurato al suo avvento al trono. che era scesa ai piedi della torre. con gli eunuchi giovani e vecchi. Sapeste quante montagne e quanti fiumi abbiamo attraversato per giungere fin qui!" "Dovete proprio essere un santo monaco!" esclamò il mastro di posta. Una creatura perversa aveva colto l'occasione per rapire la principessa e prendere il suo posto. brutta scimmia zuccona. Entrarono nel viale del mercato orientale. le consuetudini sono le medesime." "Certo. da Porcellino e da Sabbioso. Il vento porta i suoni Di pifferi e tamburi. le sessanta fanciulle che l'attorniavano in ricche vesti e acconciature le presentarono la palla ricamata. "Vi accompagno" propose Scimmiotto. La principessa. si apprestò a recarsi a corte. Il sole del mattino Ne rischiara le strade. Può darsi che la principessa non insista per sposarvi. "Quando giungeremo in città. zuppe e dolci per gli ospiti. quando vide avvicinarsi il monaco cinese. nel continente meridionale. Questo è il momento migliore." "Quando siete partiti dalla vostra patria?" "Nel tredicesimo anno dell'era Contemplazione della Virtù. Scimmiotto ringhiò e mostrò i denti. Come dice l'adagio: Spaventosa montagna ospita brava gente. era chiaro che si trattava di una missione ufficiale. Verso le dieci del mattino erano in vista delle mura di una città d'oro." "Maestro. a ricevere le debite felicitazioni." "Adesso che cosa facciamo?" "Maestro. dove l'addetto all'accettazione corse ad avvertire il mastro di posta: "Sono arrivati quattro strani bonzi con un cavallo bianco. e Porcellino mostrò la sua gratitudine ingoiando un'intera infornata di panini caldi. Unicorni alle torri. si rivolgeva risentito a Scimmiotto: "Hai visto." Fu servito un pasto. e trovò i monaci intenti a preparare tè. Le dame e le fanciulle del palazzo. non mi pare che noi tre siamo tanto diversi." "Che ne dite?" propose Scimmiotto. Andiamo a goderci lo spettacolo sotto la torre. perché tutti si gettavano avanti nella speranza di impadronirsi della palla. Ed ecco la principessa e il monaco cinese presentarsi nella Sala delle Campanelle d'Oro. e sentì la tentazione di gettare quel monaco fuori di casa. e non avrà testa agli affari di stato. "Tocca a me!" gridò Porcellino. Non c'è nulla da temere. dove si trova questa corte dei Tang?" "In Cina. artigiani e mercanti. Se volete presentare i vostri documenti. conservate la calma. Una brezza dal muro d'assenza Alita tiepida." Il bestione. Il reverendo chiamò Porcellino e Sabbioso perché sellassero il cavallo e preparassero i bagagli." Tripitaka si fece convincere e lo seguì fendendo la folla. e Scimmiotto riprese la sua statura normale. "Nel nostro umile paese dell'India sono trascorsi cinque secoli dalla fondazione della dinastia. le dame lo circondarono e lo spinsero verso la principessa. Scimmiotto andò nelle cucine a chiedere in prestito una lampada. e getterà una palla ricamata per designare il genero imperiale voluto dal cielo. giorno e ora della sua venuta nella capitale. Sono trascorsi ormai quattordici anni. Nel frattempo ci è permesso sostare nella residenza di vostra grandezza? Ripartiremo dopo aver sbrigato l'incombenza. La folla gridò: "È un monaco! È toccata a un monaco!" Nella piazza scoppiò un parapiglia indescrivibile. e la palla gli rotolò nella manica. Goccia dopo goccia Si va vuotando la clessidra. perché le avrebbe consentito di diventare immortale superiore dell'unità suprema. poi. Ma non sapeva come l'avrebbe presa la principessa. Alzò le mani per proteggersi." "Vorrei che mi ricevesse per presentargli le mie credenziali." Tripitaka. Vorrei presentare il mio passaporto e farlo vistare. fratello" lo esortò Sabbioso. offeso. per aver modo di distinguere il vero dal falso. Corre acqua nei fossati. La mia povera mamma raccontava sempre di aver scelto marito gettando una palla ricamata. Venite con me. che si mosse verso il palazzo seguito da un grande corteo." "Questa residenza è appunto destinata a ospitare gli addetti alle missioni ufficiali. Mentre il Novizio se ne andava. "La palla in testa non ve l'ho tirata io. Silenzio." La luna sprofonda in un sogno di fiori. ma non so se sua maestà tenga udienza. ma non immaginavano che il pescatore fosse un altro. Il mastro di posta venne a riceverli." Tripitaka si teneva in disparte e confidava a Scimmiotto i suoi pensieri: "Se ti guardi intorno." Tripitaka gli presentò i suoi discepoli. Vi porteranno a corte dal sovrano. Anche il gusto di far baccano e divertirsi è il medesimo. Vi prego di accomodarvi. "Non dubitate" lo rassicurò Scimmiotto sorridendo. "Da quanti celesti anni regna la vostra nobile dinastia?" domandò Tripitaka. In un istante la piazza si vuotò. e io ritornerò in albergo. che ricordò loro il 'triste affare'. in questo caso farete vistare il passaporto e ce ne andremo. E sullo fondo monti Come grandi stendardi. assumendone le sembianze." Si avviarono sulla strada maestra insieme alla rumorosa carovana dei mercanti e giunsero al passo all'ora della tigre. e Tripitaka gli disse: "L'umile monaco che vedete è inviato da sua maestà della corte dei Tang delle terre dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono. In effetti non dormirono a lungo prima che il gallo cantasse." "Non è il caso. e si rassegnò a ordinare che fosse introdotto. si diede una statura di tre tese e fece smorfie così spaventose che la gente cadeva a terra dallo spavento. vostro onore. L'ufficiale di servizio alla Porta Gialla corse ad annunciare: "Maestà. quindi. sarà la prima cosa di cui mi occuperò. non dimenticate le nostre promesse al vecchio monaco del Monastero Pavimentato d'Oro. torcendo le reni. Dice il racconto che l'anno prima questo sovrano dell'India. in cui l'udienza dura più a lungo del solito. Splendore Senza uguali il fiume d'argento nel cielo. Salirà su una torre decorata. Era dunque l'una del pomeriggio quando Tripitaka e Scimmiotto si accostarono alla torre. I miei discepoli sono brutti. che si alzavano. celebra la sua ventesima primavera. Egli è l'imperatore Yizong e si trova attualmente nel ventottesimo anno dell'era Calma Pace. Vedi: a tanta distanza di luoghi. Siamo pur sempre riconoscibili come stranieri. aveva portato a passeggio le sue donne nel parco reale per godersi la luna piena. Il suo vero obiettivo era Tripitaka: voleva impadronirsi del suo yang primordiale." Tripitaka indossò il kasâya. Si sentivano i mille rumori dell'accampamento dei mercanti." Il mastro di posta si rinfrancò e chiese: "Maestro. direte al re: "Fate chiamare i miei discepoli." Il sovrano non gradì la notizia. inalberò il grugno e brontolò: "A parte il maestro. devo dar loro le ultime istruzioni. Userò lo stratagemma detto distruggere il mostro con il matrimonio. Dopo che la falsa principessa ebbe bruciato l'incenso e formulato i voti al Cielo e alla Terra. esaminò la folla che si accalcava nella piazza e. e non vorrei mettermi in situazioni difficili. Farò un'inchiesta e ne ricaverò le conclusioni opportune. che è stata eretta nella piazza grande. Si esclamava: "Guardate! Ora getterà la palla ricamata. Attendono i vostri ordini alla porta meridionale. d'altronde. la principessa ritorna con un monaco. letterati a gomito con facchini. Consapevole del Vuoto. Tripitaka e Scimmiotto andarono a congedarsi dal vecchio monaco. Si mescolarono alla folla di gente d'ogni sorta che affollava le strade: funzionari e contadini. forte come una botte di ferro e splendida come una residenza celeste. La nostra principessa. "Lascia perdere. accendevano le lampade e preparavano la colazione. "Le cose che sai fare tu non servono a corte. mentre si sforzava di rendere loro il saluto e di tendere la mano per sollevarle. I nostri pellegrini si presentarono a una stazione postale governativa." Visto che c'era un cavallo.

senza accennare il minimo inchino. furono mio padre il cielo e mia madre la terra. vedendolo in piedi accanto al sovrano seduto sul trono. e te lo senti già sotto il sedere. vivevo felice. Tradizione È la Via. e non ho potuto avere alcun contatto con loro." "Fate entrare il messaggero" disse Scimmiotto. ce n'è per tutti i gusti." Scimmiotto rise: "Noi monaci non perdiamo mai l'occasione di farci avanti. Chi si prenderebbe in casa una disgrazia come te?" "Non te ne intendi. questi discepoli?" "Alla stazione postale. né dare le istruzioni necessarie. per salire la scala del trono. "Come vi chiamate? Da dove venite? Perché vi siete fatti monaci? Che cosa sarebbero questi sutra che cercate?" Scimmiotto fece un passo avanti. "Tieni i bagagli a portata di mano. Scimmiotto acconsentì a rispondere: "La casa avita del vecchio Scimmiotto è la Grotta del Sipario Torrenziale. ma ho anch'io il mio fascino. Quando lo vide comodamente sistemato. "Raccogli i bagagli e prendi il cavallo. E l'amor brutta fine ti fa fare. ma a te spetta coltivarla. "Non gli serve più che ci azzuffiamo per lui con i mostri sulle montagne. Mentre ricamavo la palla. fratello?" chiesero Porcellino e Sabbioso. sarai puro E libero di giungere a salvezza. "Hai perduto la parola?" Il poveretto mostrò tremando il decreto reale e balbettò: "La principessa invita i suoi parenti. "Non ha paura delle botte. Ai piedi dei gradini del trono rimasero dritti impalati. nel continente dell'Est. sbottò: "Sua maestà si dà importanza con l'affettare disprezzo per gli altri. fece preparare il corredo ed emanò il proclama che dava la grande notizia a tutto il mondo. voi sareste gli eminenti discepoli del santo monaco. "Si vede offrire le ricchezze del nostro regno e la posizione di genero reale. e invece di rallegrarsene continua a perdere la testa dietro ai suoi maledetti sutra. Come potrei discutere un'unione voluta dal destino? Lo accetto come genero reale. la grazia che vostra maestà mi avrà concesso sarà annotata per l'eternità. Sposerà vostra figlia e diventerà 'sua altezza'." "Il viaggio non è finito." "Venite proprio da lontano!" esclamò il re. "Di che cosa ridi. perché non lo fate sedere?" Il re impallidì di paura. Finì per raccogliere tutto il suo coraggio e ordinare che si portasse un cuscino ricamato per far sedere il monaco. la palla della principessa avrebbe colpito me. Dopo la cerimonia d'ingresso. contro le insidie Del destino contrario. Come si diceva. In quei santi luoghi. Vi supplico di convocarli. di vistare i documenti e di lasciare che loro portino a termine la nostra spedizione. Quando l'ufficiale li vide restò senza parola. ho abbandonato la famiglia e non potrei mai pretendere di unire la foglia di giada al ramo d'oro. e nessuno pensa di metterti le mani addosso. "Che ne è del maestro?" "Il maestro ha una bella fortuna. e questa palla ha colpito il maestro. Non lasciar che i sei sensi ti travolgano Coi molti desideri. al seguito dell'ufficiale inviato dal re. Invitate il mio maestro a diventare vostro genero. Scimmiotto e i suoi compagni." "Intervenire dove?" obiettò Porcellino. Il momento di cercarle un buon partito era stato scelto dagli astrologi con tanta cura! Ed è toccata a voi. come dice il proverbio: sposi il gallo. temendo complicazioni." Essa si prosternò: "Padre mio. E LA CREATURA INVANO NUTRE SENTIMENTI CHE PORTANO AL DESIDERIO. non faceva che implorare: "Scusatemi tanto! Lasciatemi libero!" "Questo bonzo è proprio stupido" si indignò il re. Il maestro è in preda al panico. Sono i parenti della mia principessa che vi invitano. "Perché il reverendo ha avuto la fortuna di essere prescelto come genero reale. mi intrattenevo con gli immortali e vivevo nella gioia e nei canti. Ebbe la tentazione di rifugiarsi nelle stanze interne. Mi partorì una rupe. chiamo le guardie in divisa di broccato e gli faccio tagliare la testa. perché venissero a prendersi il passaporto e si levassero di torno. "Ehi ufficiale!" lo incitò Scimmiotto. Non ti spaventare" gli disse Porcellino. la principessa non avrebbe aspettato un minuto a bruciare suppliche al Cielo di elevarti subito lassù. ebbi il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo. il re li chiamò accanto al trono e chiese: "Da dove venite. e vai col gallo. un giorno dopo l'altro. Come dicevano gli antichi: Pelle dura. Quando ritornerò al mio paese. Servon tre perfezioni a conservare Il tuo grande elisir. Se è toccata al santo monaco. Conseguii il Tao con l'aiuto di un perfetto e ritornai nel paese natale. La natura Ti scoprirà le fonti originarie. Se la palla per sbaglio avesse colpito te. ho giurato solennemente che avrei sposato qualunque persona avesse colpito.. fanciulle ed eunuchi l'hanno imbarcato sul carro reale e l'hanno portato a corte in compagnia della principessa. Tripitaka. "Credi di poter comprare il mulo per tre soldi." "Guàrdati intorno: qui non ci sono strumenti di tortura. ma ossa solide. restate dove siete e rispondete alle domande. ascoltate il prossimo capitolo. Ma ho tre discepoli che mi aspettano. ridendo fra sé. Uniti per il bene e per il male. per aver turbato la festa delle Pesche d'Immortalità ed essermi ribellato al Cielo. non ci tengo affatto. Ormai se ne sta al caldo nella corte reale. la terra benedetta della grotta dove vivevano i miei. ma la guardia di servizio gridò: "Fermo! Parlate dove siete. Se poi non sapete come andò il loro incontro con il re. Sottomisi i draghi in fondo al mare e scalai le montagne per catturare le fiere. "Mai come in questo caso si può dire: Il filo del destino vi ha uniti a mille leghe di distanza. Vi assicuro che. Io sì. bestia!" tagliò corto Scimmiotto. Sono brutto. tu fai il bene. mano nella mano. Se continua a rifiutare. mio genero" disse il re. CAPITOLO 94 TRIPITAKA GENERO REALE OVE I QUATTRO MONACI SONO FESTEGGIATI CON UN BANCHETTO NEL PARCO REALE. monaco? Com'è accaduto che la palla di mia figlia sia toccata a voi?" Tripitaka si inchinò e rispose: "Sono incaricato dall'imperatore dei grandi Tang di recarmi al Monastero del Colpo di Tuono per sollecitare le scritture dal Buddha. nutrito di pillole di ferro e dissetato con bronzo liquefatto. ordinò: "Discepoli. Alla sua età. la figlia del re ha lanciato la sua palla da una torre per scegliere lo sposo." "Zitto. sul Monte di Fiori e Frutti del paese di Aolai. Per ." Scimmiotto lo prese per le orecchie: "Brutto sporcaccione che pensa solo a queste cose! Che cos'hai da ridire sul maestro?" Mentre bisticciavano. si presentarono a corte. e poi lo costringete a restare in piedi.Marito e moglie. chiedendosi se fossero diavoli o yaksa. e ci farà chiamare da un momento all'altro: dobbiamo tenerci pronti a intervenire. La principessa mia figlia compie vent'anni e non ha mai avuto marito. Non farfugliare. parla lentamente. ma non so che cosa ne pensi la principessa. Il Cielo benedice." È il caso di ricordarlo: Le strettoie non puoi sempre evitare. sposi il cane. Ora è genero reale: non vi sembra una bella fortuna?" Porcellino diede in escandescenze: "È tutta colpa di quel disgraziato di Sabbioso. Sono un monaco di una fede straniera. ma del tuo bel faccino" sogghignò Scimmiotto.. ma gli sembrò indecoroso e si trattenne. "E così. Dopo aver cancellato il mio nome dal registro dei morti. da parte mia. "Quale fortuna può mai essere?" "Mentre passavamo per la piazza. mi sono sentito cadere in testa quella palla. imprigionato sotto la Montagna dei Cinque Elementi." Porcellino e Sabbioso avanzarono con lui. Mentre attraversavo la piazza per venire a presentare il mio passaporto." "Perché siamo invitati?" domandò Porcellino. non ha visto il Buddha e non ha avuto le scritture" constatò Porcellino. Ma Tripitaka. Scimmiotto era ritornato all'albergo tutto allegro e pimpante. non avrà certo bisogno di te per farsi spiegare che cosa si fa sotto le coperte." Il re spedì subito i suoi ufficiali a cercarli." Il Novizio. fui catturato dal Buddha. vuol dire che così era destinato dalle nostre esistenze anteriori. e vai col cane. e acconsentirete a vistare il mio passaporto e lasciarmi ripartire per la mia meta. che sarei stato un genero soddisfacente!" "Spudorato fanfarone!" esclamò Sabbioso sfregandogli il grugno." Il re chiese: "E dove sarebbero. abbandonando il loro maestro alla sua vocazione di genero reale. Dame. Discuteremo la situazione con il maestro. il mastro di posta venne ad annunciare: "Un ufficiale è venuto a portarvi il sacro decreto di invito a corte di sua maestà." Il re prese le sue disposizioni: incaricò il presidente del collegio astrologico di fissare il giorno del matrimonio. Ma poi. Senza affetti o pensieri." Il reverendo inorridì e si sentì svenire. Se fossi stato anch'io in quella piazza. Spero che mi vorrete perdonare questo delitto capitale... moraccio. invece di mostrarsi contento. Si prosternò tremando come una foglia e balbettò: "Sono riconoscente a vostra maestà della grazia celeste che mi concede. Godevo gli splendori dei palazzi celesti.

dove il servizio dei banchetti doveva offrir loro una colazione vegetariana. mi convertì e mi impegnò ad accompagnare il figlio del Buddha della corte dei Tang. non vi resterà che sposarla e godervi i fasti del regno. e si lasciò andare a smorfie mostruose. Per fortuna il mio maestro partì dalle terre dell'Est. sventagliando le orecchie e ridendo satanicamente. Non appena restarono soli. mi chiamo anche Otto Divieti. con certe curiose contorsioni." "Che cosa farai quando l'avrai vista?" "Distinguerò il vero dal falso e il giusto dal perverso: mi basterà guardarla negli occhi. si distesero le coperte e in breve tutti si coricarono. Profumano i fiori. perciò fui degradato e bandito fra i mortali. il giorno in cui le scimmie offrono frutta. in cerca del giusto frutto. una celeste affinità vi ha portato nella mia casa ad annodare questi divini legami. "Mi recherò in compagnia del genero nel Padiglione di Perpetua Pacificazione" dichiarò." Il re si sentiva combattuto fra la gioia e il timore: gioia che sua figlia avesse scelto un buddha vivente. e si fermò. il vecchio Porcellino era avido di piaceri e incline all'indolenza. Ero ignaro dell'altezza del cielo e dello spessore della terra. Sia il mio nome in religione. che cosa conti di fare per cavarmi dai guai in cui mi hai ficcato?" "Maestro" rispose sorridendo Scimmiotto. Ciò mi aprì le porte dei palazzi del Cielo." "Oggi che giorno è?" chiese il re. Ma durante la festa delle Pesche d'Immortalità ruppi maldestramente una coppa di cristallo. Oggi servirete una giara di vino di primavera. Tripitaka gli gridò: "Via. Il bestione fu eccitato dall'impressione che faceva.cinquecento anni non conobbi i sapori del tè e del riso." Il bestione tirò giù una riverenza e borbottò: "Grazie tante. mi metti sempre in situazioni impossibili! Te lo avevo detto che volevo sbrigare il visto del passaporto tenendomi lontano da quella torre: mi ci hai trascinato tu. "Abbiamo avuto una giornata impegnativa. La rugiada Imperla i fiori. fu servito un pasto vegetariano. al cader della sera." Quando suonò la prima veglia. ma di sua figlia non ho ancora avuto modo di farmi un'idea." Tripitaka non finiva più di ringraziare. "Maestro" suggerì Porcellino. Uscito da quella prova." Quanto ai tre 'saggi parenti'. dalla vociona rude. praticando con diligenza il lavoro del doppio otto e forgiando rispettosamente la successione del doppio nove. quanto dell'immensità dei mari e della maestà dei monti. Il mio nome è Consapevole del Vuoto. in un angolo dondola al vento l'altalena vuota. Mi riuscì di alimentare il fanciullo alchemico e di unirmi alla bella fanciulla. non dicevate che la scelta dello sposo con il lancio della palla ricamata vi ricordava la vostra povera mamma? Sul serio: abbiamo promesso al superiore del Monastero Pavimentato d'Oro di chiarire il mistero della principessa. "ma questa gente ha deciso di prendermi per genero: come me ne potrò liberare?" "Le nozze sono fissate per il dodici. e timore per quei discepoli. quando il mio lavoro raggiunse il Chiliocosmo. con poche parole. non è il caso che mangino alla stessa tavola del loro maestro. e Guanyin gli ordinò di liberarmi dal celeste castigo. Il mio aspetto e il mio spirito mutarono: mi abbandonai al peccato e distrussi molte vite. incontrai un uomo vero che. e bruma mattutina Aggiunge un tocco al fascino dei salici. e perciò fui esiliato nel Fiume delle Sabbie Mobili. Si accesero le lampade. Tienila chiusa. Una nube di porpora circonda I palazzi reali. per rendere omaggio ai genitori. armonizzai i quattro stati dei fenomeni. "Qual'è la storia del vostro terzo discepolo?" domandò il re. Mentre suona la musica reale I mandarini cantano la pace E l'armonia che regnan nel paese." Il mattino successivo l'udienza reale si aprì alle cinque. il reverendo si rivolse al Novizio con voce furente: "Maledetto macaco. Ma a una festa delle Pesche d'Immortalità mi lasciai andare a certe libertà con Chang'e. E adesso che abbiamo visto com'è andata a finire. La grazia generosa dell'Imperatore di Giada mi conferì il titolo di Ammiraglio dei Canneti Celesti e mi affidò il comando della marina che presidia la Via Lattea. un comportamento manieroso. nel disordine e nella confusione. l'ufficio del cerimoniale fu incaricato di accompagnarli all'albergo. Mentre mi trovavo immerso nelle tenebre. incaricato del carro di draghi e fenici. mi liberò dalla rete dei miei peccati e spezzò la porta della mia disgrazia. Sotto il cielo stellato sognano le farfalle. Sarà utile anche a voi. "Voi perdete tempo a cicalare" gridò Tripitaka." "Quelli non sono buoni nemmeno ad allacciarmi le scarpe" ribatté Scimmiotto. finalmente il mangione si sentì sazio. Intervenne Porcellino: "Maestà. Quando sorge il sole Emergono dall'ombra le chimere Sul culmine dei tetti. Si presentò il primo astrologo di corte: "Il matrimonio è fissato per il dodici di questo mese: un giorno fasto. Il lume della luna riempie la stanza. in abito monacale e con la ciotola delle elemosine. mi convertii allo Y oga. Il re ha la faccia cupa. e io avrò modo di osservarla. il cuore del viandante si stringe di nostalgia." Il re era tanto impressionato che non osava nemmeno alzare gli occhi su di lui. "vi ho portato dove potevate soddisfare la vostra passione nostalgica per il passato e le tradizioni. mi dedicai anima e corpo al suo insegnamento." Il re si rese conto che aveva a che fare con gente di qualità. potremo sempre creare confusione nel palazzo e rapirvi al momento della cerimonia. Il vento agita le chiome dei salici. ma mi chiamano anche il Novizio. quella boccaccia puzzolente! Se mi manchi di rispetto. discutevano ancora. sia l'altro nome di Sabbioso. Se poi scoprissi che è una ragazza normale. Sul cammino della reincarnazione. Mi sentii rinnovato e ricominciai a coltivare il Grande Risveglio. propizio all'udienza dei saggi e alla trattazione degli affari." L'esasperazione di Tripitaka raggiunse il colmo: "Brutto macaco. Dopo aver ricevuto l'omaggio dei funzionari civili e militari. e abitando sul Monte Fuling commisi ogni specie di peccato. per sbaglio fui concepito da una scrofa. Il re risalì sul trono e domandò: "E il secondo discepolo?" Porcellino drizzò il grugno con sussiego e rispose: "Nella sua vita anteriore." Il re fu soddisfatto e ordinò di spazzare torri e padiglioni nel parco. Fu Guanyin a riportarmi sulla retta via: mi convertì alla dottrina del Buddha e fece di me il protettore del monaco cinese nella sua ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Per fortuna la pusa. particolarmente propizio all'unione e conforme alle regole generalmente in uso." Sabbioso e Porcellino risero: "Nostro fratello fa pratica come fisiognomonista. "Preparate per i discepoli il Chiosco Afferra Primavera. mi inchinai davanti alla volta misteriosa e ricevetti il titolo di Generale delle Cortine Arrotolate. il re ordinò: "Il servizio dei banchetti prepari il convito di nozze per il giorno dodici. pieno e stivato fino ai capelli. Anche se la principessa fosse autentica." . Consapevole della Purezza. non potevamo farlo tenendoci in disparte. sgocciola la clessidra. Invitiamo nostro genero a intrattenersi con noi nel parco reale." Il Novizio si spaventò: "Per carità. Poi fu tolta la seduta. L'ufficio della musica aveva il compito di far musica dove gli ospiti si trovassero. Trascorsi un'esistenza sviata. Ne riparleremo domattina. noi discepoli non ci siamo mai separati dal maestro. in viaggio verso l'Est. dalle smorfie che faceva e dai suoi impossibili sventagliamenti d'orecchie. perché ciascuno godesse la bella giornata primaverile. balzò giù dal trono e corse a stringere le mani del reverendo: "Genero mio. La pia sincerità della mia ricerca mi fece incontrare un compagno d'immortalità. "mettiamoci a letto. invitate anche noi. Gli sembrò prudente non contrastare lo strano personaggio. In quell'occasione la principessa dovrà per forza presentarsi in pubblico. Sulla porta decorata è calata la tenda di perle. Fui ammesso dentro i confini del Cielo. Bianche nuvole navigano lungo la rotta della Via Lattea verso paesi lontani. gli ultimi suoni del flauto tibetano sono svaniti nel silenzio. che erano in realtà divinità perverse. Sabbioso giunse le palme e rispose: "Fui un semplice mortale che cercava la Via perché temeva la morte. cova qualcosa. diretto a occidente. e riempivano senza tregua la sua ciotola. per ospitarvi il genero e i suoi discepoli in attesa delle nozze. non fatevi prendere la mano. I servitori portavano una pignatta dopo l'altra di riso e di tagliatelle. mi vuoi morto! Avremo percorso il novantotto per cento del nostro viaggio. perciò dobbiamo mangiare in abbondanza!" esclamò allegro Porcellino. recito l'incantesimo e ti spacco la testa. e tu cogli il momento per pugnalarmi con la tua lingua affilata. un po' di creanza!" Porcellino si sforzò di rientrare nei ranghi e addirittura di imitare. Tripitaka e i suoi si ritirarono nei quartieri destinati dove. Il mio nome in religione è Consapevole delle proprie Capacità. perché senza il nostro aiuto non riuscirete a persuaderlo a diventare vostro genero. Vagabondai fino alle estremità dei mari e ai confini del cielo. Ogni luce è spenta nella corte. evocano il fiume." Il re era impressionato da quel brutto grugno. "Oggi è l'otto. tanto più se poteva restarne compromesso il real matrimonio. Cirri sventolano Come pennoni. Se lo volete festeggiare nel parco reale. Illuminato da lui.

" La principessa si prosternò: "Padre e maestà. "La lezione gliela dò io. Dopo tutto stavamo a divertirci. nel loro chiosco. Il giorno dodici gli ufficiali dei tre dipartimenti del servizio dei banchetti si presentarono a rapporto: "In conformità dell'ordine impartito il giorno otto. vegetariano e non. insoliti fiori si mostrano dietro le balaustre. che non conosceva moderazione.](17) Quando regine e dame lo ebbero convenientemente salutato. dopo che la palla ricamata ha così felicemente scelto il vostro sposo. Vita latente in fronde denudate. così potremo gustarceli con comodo. è stata compiuta la costruzione della residenza del real genero.. Alla fine andarono in cerca del maestro. Poi il re condusse Tripitaka nel Padiglione di Perpetua Pacificazione. Sul quadro della primavera: Nuovo respiro alita dal cielo. rovesciandolo al suolo e inchiodandolo spalle a terra. Sul quadro dell'inverno: Gelida pioggia dalle nubi nere. un dito di ciccia fabbricherà. non poteva certo far mostra di sottrarsi alla gioia generale: viso contento roso dall'angoscia. "Fatemi grazia. e fartela pagare cara. Ci scaldiamo le mani congelate. Si rinnova la vita in ogni stelo. e gli salì senz'altro alle labbra il primo verso: "Il ciclo si avvicenda. finché giunse il grande momento. Ho udito dagli ufficiali di palazzo che . "Per lui. Splende nel sole l'aiuola infiorata. Porcellino. Scimmiotto e i condiscepoli. va a dormire.] A lungo il re e il suo seguito contemplarono i bei luoghi. in particolare a Porcellino: "Bestia villana! Tu credi di poter dire qualsiasi cosa. Mette in risalto le rupi innevate. "vedo che amate la poesia. Per oggi ne hai dette abbastanza. vi prego di perdonare le mille offese che la vostra umile figlia vi reca." Tripitaka era livido. e certo sarete abile a comporla. il re prese la parola: "Mia saggia figlia e cara principessa. Il sovrano divide con i sudditi La sua gioia nel vasto padiglione. Candida brina la notte ci ha dato. Un profumo inebriante riempie le maniche del visitatore. Suono di flauti accompagna il banchetto. Nella penombra rosseggia il braciere. Si affrettò a congedarsi dal re e. Il re fu generoso di complimenti e ordinò all'ufficio della musica di comporre ed eseguire arie sui versi di Tripitaka. Il reverendo." "Tenetemi fermo questo cretino" ordinò Tripitaka esasperato. mentre il reverendo levava il suo bastone. fatto segno di tanti riguardi. le dieci del mattino. Il gran giorno di gioia è arrivato: vi raccomando di essere puntuale alla festa di nozze. Ai versi sull'inverno: Dà l'aria fredda e pura il suo piacere. il re montò sul carro reale e invitò Tripitaka ad accompagnarlo in un giro dell'incantevole parco reale: Sentieri pavimentati di marmi colorati. Sul quadro dell'estate: L'aria del flauto interrompe i tuoi sogni In cui l'umido caldo t'immergeva. Sono chiari I colori che splendono sul prato E drappeggiano i lieti convitati. diede una strigliata ai suoi discepoli. Ogni cosa nel mondo è rinnovata. Se vuoi restar sano. I sentieri serpeggiano fra piante rare. ma il re potrebbe irritarsi." Si ritirarono per la notte nel Chiosco Afferra Primavera. Ritorna al nido la rondine alata. scemo. Gli ufficiali dei vari servizi hanno lavorato sodo con grande devozione. Splende nel sole il portale imponente. che rappresentavano le quattro stagioni e recavano versi dei migliori letterati della Foresta dei documenti. [. Ai versi sull'estate: Dell'ombra della sofora abbisogni. che si stava ancora intrattenendo con il re. La rondine il suo nido ha abbandonato. in compagnia del genero." Il re. Si banchettò in un ambiente fastoso." "Che maleducato!" esclamò ridendo Sabbioso." Il re si recò nel Palazzo del Radioso Yang. vero o dipinto. i salici delicati nascondono il rigogolo.. "Monsignor genero!" strillava il bestione. Così passò la giornata." "Che differenza volete che faccia?" replicò Porcellino. attendevano a passatempi più materiali e finirono per sentirsi un po' brilli. e ora tutto è pronto." Il reverendo poteva perdersi per ore nella contemplazione di un paesaggio. allontanatosi dal padiglione.Verso l'ora del serpente. la regina vi invita. Vedi brillare il sole sui cotogni E fragranza di fiori ti solleva. Come dice l'adagio: Non c'è colpo che spezzi il legame di sangue. I preparativi del banchetto sono stati completati: cinquecento coperti con doppio menu." Scimmiotto eseguì. Se musica ti occorre pei tuoi sogni. si lasciò andare a gridare: "Come siamo stati bene! Ci siamo riempiti la pancia come si deve. Sulle acque la canzone ha risonato. Il re notò che Tripitaka era intento alla lettura dei versi. soddisfatto. dove le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti avevano accompagnato la principessa e cicalavano a distesa. Porcellino poté rimettersi in piedi e brontolò: "Bel genero che siete! Fate il tutore della legge del re ancor prima di aver consumato il matrimonio. per pietà!" Gli ufficiali che li accompagnavano intercedettero in suo favore. Pregherò il genero di mettere i suoi poemi per iscritto. "Caro genero" gli propose. Rivaleggian di fiori il pesco e il melo. come tutti coloro che hanno chiara visione del proprio spirito. mentre Scimmiotto e i condiscepoli furono invitati nel Chiosco Afferra Primavera. Non siate avaro dei vostri talenti: offriteci poemi con le stesse rime. Il martin pescatore si smarrisce fra i magici peschi. niente da invidiare al Padiglione di Diaspro della residenza degli immortali. Non credo che abbiamo corso nessun pericolo. fonde il gelo.. Dei crisantemi fiorisce lo stuolo." "Si vede che non conosci il proverbio: Chi dopo pranzo dormirà.. stormi di oche in volo. fonde il gelo. non c'è insulto che rompa il buon vicinato. Mentre la torre di draghi e fenici Emerge dalla bruma. ormai. Non resta che trasportarvi il corredo. sopraggiunse un inviato del palazzo interno: "Maestà. Lo spettacolo di fiori e broccati che offrivano era più ricco e sontuoso di quello del Palazzo della Luna. Ai versi sulla primavera: Il ciclo si avvicenda." Il reverendo prese il pennello e scrisse.. Girano calici colmi d'ambrosia. fra canti. Sul quadro dell'autunno: Le foglie gialle ricoprono il suolo. con il mio bastone da pellegrino. I giorni successivi trascorsero in feste e passatempi. "Dormire subito dopo aver mangiato tanto non aiuterà la nostra digestione. Mostrano i monti le cime imbiancate. Ai versi sull'autunno: Gli ultimi aromi esalan foglie al suolo." Mentre il re si disponeva a un sopralluogo. Erano appesi al muro quattro pannelli dorati. Canto d'uccelli ogni tristezza leva. Si sentì onorato dalla proposta del re. Adesso possiamo anche buttarci giù a ronfare. là i pesci si trasformano in draghi e volano via [. Il primo gelo al cipresso ha giovato. qui un'aria di flauto richiama le fenici. ordinò all'ufficiale di guardia: "Portami i quattro tesori dello studio del letterato. Fra la terrazza delle fenici e lo stagno dei draghi si ergono il padiglione dei bambù e il chiosco dei pini. lievi fragranze impregnano i suoi abiti. Che dall'ardente sole ti solleva. spero che vediate esauditi tutti i vostri voti. musica e danze. La dolce pioggia ogni cosa ha lavata." Scimmiotto gli turò la bocca con la mano: "Taci. Messo a bollire il cumis sul braciere. siamo gente di famiglia. balaustre finemente traforate. Giunchi spezzati..

Petali di crisantemi si sono raccolti ai piedi della terrazza. vide il monaco cinese su un morbido cuscino. Se fosse possibile. sembrava che si stessero salutando. e gli fu di grande sollievo. più belle di Xi Shi. Come si diceva. ma è lieve. scuotere i fiori e rubare ai pistilli i loro profumi. Si incamminarono verso l'albergo. L'insetto giallo danza nel vento. mentre i suoi discepoli venivano accompagnati fuori del palazzo. L'avido Porcellino li prese in consegna. CERCANDO L'UNIONE COL VERO. Se poi non sapete. Scimmiotto tirava diritto e non rispondeva. Tutto spaurito e preoccupato. non ci avevo pensato. è dallo spirito Agitato che originano i guai. che aveva contato febbrilmente i giorni. Gli ibischi presso lo stagno fremono ancora. Scimmiotto constatò che intorno alla principessa c'era un'aura malefica. I salici della diga si piegano fino a terra. vi supplico. non ho ancora avuto modo di osservarla. sollevandole e scompigliandole fino a nascondere il sole. Troverà mai il tempo di assaggiare il miele che distilla? Giunto alla corte. Era come se soffiasse temporale di primavera o burrasca autunnale. si strappò i vestiti e i gioielli che indossava e corse al tempietto della divinità locale per ricuperare un corto bastone. stava appunto discutendo il da farsi: "Eccoci arrivati al giorno dodici. Faremo così: visterò i loro passaporti e li inviterò a ripartire prima di dare inizio alla festa. Dalle loro alte e vaporose acconciature prendono il volo splendide fenici. Nel vedere il suo maestro insensibile al bello spettacolo." La principessa batté la fronte al suolo in segno di gratitudine. appose il sigillo e la sua firma. la burrasca autunnale si porta via diecimila foglie dal boschetto. Al ritorno. per non restarne spaventata." Si strappò un pelo. CONDUCE ALLA CATTURA DELLA LEPRE DI GIADA. Come ci regoliamo?" "Il re è effettivamente circondato da un soffio nefasto. Il povero melo fiorito si affloscia senza forza nella polvere. Il mastro di posta offrì loro il tè e fece preparare una colazione. Mormorò all'orecchio del maestro: "In effetti in quella principessa c'è qualcosa che non va. Il temporale di primavera scuote mille fiori nel giardino. ma si vide opporre la sbarra di ferro." Il re rimase a bocca aperta. Vi abbiamo preparato un viatico perché vi possiate recare senza indugio sul Monte degli Avvoltoi a incontrare il Buddha. in questi giorni abbiamo cercato di confinarli il più possibile nel Chiosco Afferra Primavera. seguirono l'ufficiale ai piedi dei gradini vermigli. con la faccia contratta come se fosse seduto sui carboni ardenti. Si tengono per mano a coppie. eccomi qua!" Solo il monaco cinese poteva udire la sua vocina. e Scimmiotto si inchinò e si scusò per il disturbo.il santo monaco ha tre discepoli molto brutti: non li vorrei vedere." Quando la creatura malefica si vide smascherata. voi dovete conservare la calma. per muoversi ad agio. che gridarono: "Viva il re! Lunga vita al re!" Il reverendo. riceverete altri segni della nostra gratitudine. restate sulle generali." "Chissà quante once d'oro e d'argento ci offriranno. la dame di palazzo scappavano via e non sapevano più dove nascondersi. riprese la propria forma e si gettò sulla principessa: "Bestia immonda! Non ti bastava goderti il frutto delle tue menzogne: sei tanto spudorata da voler ingannare anche il mio maestro e distruggere il suo yang immacolato. Urlando e soffiando vapori. ma la mente nel cielo." "Fermo. Quel vento di primavera spezza i gambi del loto. vi chiederei di mandarli via. preso dal panico. il Novizio schioccava la lingua soddisfatto: "Che monaco in gamba! Tra le sete e i broccati il cuor non si smarrisce. Puri canti. più amabili dei fiori ricamati sul broccato. le regine svenivano. il pranzo di nozze è servito nel Palazzo della Gazza. Il re salì nella sala d'udienza e convocò il real genero e i suoi discepoli. tremava come una foglia e non sapeva come comportarsi. Mentre stavano per partire. Non si ferma mai. Tripitaka si aggrappò al re: "Maestà. Scimmiotto raccomandò: "Non mettete il naso fuori di qui. Il re disse loro: "Dateci i vostri documenti perché vi apponiamo il sigillo." Tripitaka gli restava convulsamente aggrappato. La regina e la principessa vi aspettano: pregano vostra maestà e gli onorevoli ospiti di prendere posto. il monaco cinese seguì il re verso gli appartamenti interni. presto. al primo colpo d'occhio ne saprò quanto occorre. accompagnato dal direttore dell'ufficio del cerimoniale. Le sopracciglia di falena disegnano profili di montagne all'orizzonte. Sapete che sono impressionabile e di salute delicata: se mi trovassi davanti quegli spauracchi. I petali di melograno cadono qua e là nella corte. fate festa! Non appena avremo ottenuto le scritture. Se il mastro di posta vi rivolge la parola. Tripitaka. In ogni modo. alla sinistra del re. figlia mia. CAPITOLO 95 UNA LEPROTTA INTRAPRENDENTE OVE IL FALSO. in fin dei conti. Ma il re sollecitò il genero ad accompagnarlo nei suoi appartamenti. e Tripitaka dovette mollare la presa. Non abbiate timore per nostro genero: resta in buone mani. Il re li lesse. teneva la testa bassa e non osava alzare gli occhi. devi aspettare che si sia ritirato. PURA FEMMINILITÀ CHE RITORNA AL GIUSTO E RITROVA NUMINOSITÀ PRIMORDIALE. ci rivedremo. i due ingaggiarono un duello con l'impiego dei loro poteri magici. per quanto lieve." "Come faremo a costringerla a mostrarsi nel suo vero aspetto?" "Ci penso io. Da parte sua. ce ne sarà da darci bel tempo e da riportarne a casa a bizzeffe" sognava Porcellino." La principessa attendeva davanti al Palazzo della Gazza. Vedrete che il re ci convocherà. gridò: "Trasformazione!" e ne fece un altro Scimmiotto che lasciò al suo posto. danze meravigliose. e offrì in dono dieci lingotti d'oro e venti d'argento. che aveva la foggia di un grande pestello. La notte di tempesta ha ricoperto il suolo di infinite macchie rosse. "Ce ne andiamo davvero?" chiedeva Porcellino. "Naturalmente si tratterà di metterci alla porta. Io me ne vado dal maestro. Agli occhi dei funzionari. Un bello scontro! . e bisbigliò: "Ve ne andate via e mi abbandonate!" Scimmiotto gli pizzicò la mano e strizzò l'occhio: "Godetevi la vita." "Giusto. Quella neve invernale brucia i germogli dei prugni. con bagagli e cavallo. Venne un ufficiale di palazzo a invitare: "Maestà. perché non so che cosa vi risponderebbe. Nessuno è più abile di lui a introdursi fra i salici. Fronteggiò e cercò di colpire il Novizio che la inseguiva. non vi spaventate! Quel testardo del mio discepolo vuol sempre fare di testa sua: ora sta usando la magia per distinguere il vero dal falso. per carità! Non bisogna spaventare sua maestà. Sono dei tipi più brutti del comune. se avrete ottenuto le scritture. "Quanto alla principessa. Gettò un grido. evitate di parlargli. pelle più liscia del ghiaccio e sostanza di giada." Scimmiotto ringraziò e incaricò Sabbioso di porgere i documenti. Intorno a lui suonavano fanfare ed esalavano dai bracieri profumi squisiti. Per usare le tue magie. come il monaco cinese riuscisse a tirarsene fuori. Tripitaka gli si aggrappò a un braccio battendo i denti. Peonie spezzate sono cadute sulla balaustra. Suonano intorno pifferi e organi a fiato. abile e indaffarato. "Facciamo come suggerisce il fratello maggiore. Vi lascio un sosia. e probabilmente inviterà noialtri ad andarcene. Si posò sul suo cappello alla Vairocana e bisbigliò: "Maestro. "Eccoci qua!" sogghignò Scimmiotto." È il caso di dirlo: Ogni perverso preferisce i fiori Che gli portan disgrazia. il giorno di festa potrebbe mutarsi in un giorno di lutto. circondata dalle regine e dalle concubine reali. Posato in forma d'ape sul cappello del maestro. Le note salgono e scendono in bell'armonia. con bocca dolce di miele e aguzzo dardo nella coda. Scimmiotto se la godeva un mondo: due file di belle fanciulle vestite di vivi colori formavano uno spettacolo più incantevole della brezza di primavera che sollevi tende di broccato. Il profumo delle rose si disperde. Voi non dovete fare difficoltà a restar qui solo: vedrete che io ritornerò subito di nascosto ad assicurare la vostra protezione. prima di dare il via ai festeggiamenti. non può trattarsi di niente d'irreparabile" rispose Scimmiotto. Tenere e carine. ascoltate il seguito. seduta stante." In assetto di viaggio. più seducenti delle ragazze di Chu." Scimmiotto non era di temperamento temporeggiatore." Ed ecco giungere l'ufficiale che li convocava davanti al re. si trasformò in ape e volò via. flauti e tamburi. "Sta zitto!" esortò Sabbioso. montarono in cielo e si diedero battaglia sulle nubi. vanno i piedi sul diaspro.

sarebbe ragionevole cedere. Aspettate che il mio discepolo metta tutto in chiaro. e sbarrò la strada. salvatemi!" Le regine e le dame. Vi supplichiamo di perdonarci!" "Non voglio battervi. bestiaccia. ruzzolava dal pendio e il tudi alzava i tacchi. non abbiamo visto niente." "All'arrivo in India. chissà da dove viene. A che punto sta l'affare della falsa principessa?" "In realtà è un bel mostro. per informarli e dare le sue raccomandazioni. e alzò la sbarra per dargli una buona legnata. Se vostra santità cerca mostri. e in subbuglio tutta la popolazione della città. In capo a una diecina di scontri. "Disgraziati.La sbarra cerchiata d'oro è famosa. questa è terra benedetta. Perché non riprendi il tuo aspetto e non ti sottometti. Secoli La levigarono. il grande santo osservava con curiosità quella strana arma. Gou e Bi. per assicurarsi di non cadere vittima di manovre diversive. È radice di bianca giada. Liu. Scimmiotto riunì nuovamente le sbarre e lo inseguì a cavalcioni di una luminosità di buon augurio. il re." Pian piano. fermate quel mostro!" Il devarâja Conservatore del Regno accorse subito. alla testa dei quattro grandi marescialli Pang. È il pestello che serve a preparare La droga che spedisce all'altro mondo. quando dal nono cielo venne una voce: "Grande santo. la creatura si rese conto che quella sbarra stava diventando una minaccia incontrollabile. Prego sua maestà e il maestro di chiudersi nella sala d'udienza. Non c'è ragione né timore che mi possano convincere ad arrendermi a te. Il Novizio fece ricerche. Il pestello mira alla testa. Il suo corpo splendente si congiunge Ai quattro stati ed ai cinque elementi. come mia compagna Mi seguì inseparabile anche quando Discesi sulla terra e venni in India Per amore dei fiori. eccomi qua. Ma. si trasformò in una corrente d'aria e fuggì via nell'azzurro. Il mostro e il grande santo continuarono a battersi per mezza giornata. È un mostro femminile. ma la sbarra è ancor più potente. dopo avere ordinato un lauto pasto. Quel combattimento nel cielo mise in allarme tutti gli ufficiali di corte. si trovò davanti Scimmiotto e lo affrontò alla disperata con il suo pestello. ho trovato che il re si era lasciato rapire la figlia da un mostro che ne aveva preso il posto. che ha fatto carte false per sposare il mio maestro. Sono venuta fin qui . mentre il dio della montagna. In effetti la colpa è del re. Guardate che svergognata: si è spogliata tutta nuda ed è saltata in cielo a picchiarsi con il bonzo. che con il suo eccessivo amore per i fiori ha attirato l'attenzione dell'essere perverso. i funzionari restarono a pregare rivolti al cielo." "Grande santo. ma falsa. perdendo terreno. Per quale crudeltà tu vuoi spezzare La nostra unione e cercare la morte? L'arma che non conosci ha rinomanza Assai più antica della sbarra tua: Sulla Luna. mia figlia dov'è andata a finire?" "Una cosa per volta" intervenne Scimmiotto. Dove può essersi rimpiattata?" Le due divinità guidarono Scimmiotto verso la tana di lepre. Quando volò via con una capriola nelle nuvole. Arrivata qui." Tutti ubbidirono e si ritirarono nei luoghi assegnati. Non trovereste altrove un pestello più gagliardo. e saprete come regolarvi. Le forze della creatura malefica vengono meno: regge una diecina di scontri. la regina e le altre dame rientrarono in sé e guardarono che cosa accadeva sopra le loro teste. finché Scimmiotto gettò in aria la sua sbarra e gridò: "Trasformazione!" Subito la sbarra si moltiplicò in centinaia e migliaia di esemplari. nel mio Palazzo del Gran Gelo. Il sangue gli montò alla testa. Così gli appartamenti interni e quelli pubblici resteranno separati. "Mettiamo un po' d'ordine. sbarrando con massi l'ingresso del suo rifugio. Sta in mio possesso Fin da prima che il caos si separasse. Il fatto è che la vostra principessa non era autentica come credevate. e si rese conto che il mostro si dirigeva verso l'entrata occidentale del Cielo. Scimmiotto conferì con Porcellino e Sabbioso. Scimmiotto allontanò i sassi. mentre calava la sera. Il re tremava e si aggrappava a Tripitaka. lui svolge il suo compito di protezione del monaco cinese. può trovarne quanti ne vuole sulla strada dell'Ovest. quel curioso pestello. Alla fine l'ho messa in fuga e l'ho inseguita su una montagna in cui ha cercato riparo. Sulla montagna il mostro si era rintanato da qualche parte. fin dai tempi antichi. Ormai Scimmiotto si apprestava a darle il colpo di grazia. che lo circondarono invocando: "Santo monaco. Raggi d'oro illuminano le porte del Cielo. Ed ecco le due divinità prosternate davanti a lui: "Noi non sappiamo niente. e vuole impadronirsi del suo seme. In tutto e per tutto racchiude una tana di lepre con tre ingressi. pregandolo: "Santo monaco. dove ci si muove liberamente. Il grande santo la inseguì fino a un'alta montagna. ma la sbarra lo arresta. pronunciò la formula per convocare il tudi e il dio della montagna. l'altra vuol soddisfare la sua ingordigia per i fiori rari. per lo spavento. e lo scontro riprese. La creatura conosce da un pezzo il santo monaco. Presso il più basso dei tre ingressi certi conigli selvatici brucavano l'erba. allora gridò a gran voce: "Dalli al mostro! Portinai. trasformata in raggi d'oro. salvate la nostra principessa. Ai tre principi primordiali. "Il mostro che dite si sarà chiuso lì dentro" disse il tudi. accompagnata dall'immortale Chang'e. cara Yin Supremo? Scusatemi se non vi ho visto arrivare e non mi sono fatto da parte. e le signore di ritornare nei loro appartamenti. A suo tempo aveva rapito la vera principessa per mettersi al suo posto. "Ascolta. ma celeste. Ma tu hai impedito il mio matrimonio: è peggio che se mi avessi ucciso il padre e la madre. Se volete essere perdonati. equipuzio della malora!" Si sa che questo epiteto innervosiva il grande santo. Esso. ma ugualmente potenti. La creatura fu costretta a volger loro le spalle. Ma il mostro mulinò il suo pestello. quella principessa! Ci siamo battuti fino alle porte del Cielo. Altrimenti non ci saremmo certo risparmiati per farvelo sapere. e lei è fuggita da queste parti. La sbarra cerchiata d'oro e il pestello per battere droghe nel mortaio sono due armi magiche molto diverse. Vide da lontano bandiere e stendardi. che piovvero da tutte le parti intorno al mostro come una grandinata di serpenti e di pitoni. ti prego." Ciò alimentò le speranze di regine e concubine. Lei è scesa nel basso mondo a scopo di matrimonio. per salvare la pelle?" "Ho visto subito che eri l'equipuzio dei famosi disordini di cinquecento anni fa. terrorizzate. dove la vide scomparire dentro una grotta. Io sono venuto qui per accertarmi che non trovasse modo di prendersela con voi. abbi pietà! Arresta la tua forte mano!" Scimmiotto alzò gli occhi e vide discendere su nubi iridate la sovrana dell'Astro dello Yin Supremo." "La creatura perversa che combatti non è altri che la lepre di giada addetta a pestare nel mortaio la droga di immortalità di brina misteriosa." Le più coraggiose fra le concubine reali corsero a raccogliere vestiti e gioielli caduti a terra." Il re prese da parte Tripitaka e gli chiese: "Se quella non era la principessa. con una lieve rotazione si trasformò in un fascio di raggi dorati e fuggì verso sud." Scimmiotto fece una risata di compatimento: "Una bestiola che ha abitato nel Palazzo del Gran Gelo non può ignorare chi sia il vecchio Scimmiotto. Io l'ho smascherata e combattuta. ma alla fine si ritrova spossata. da dove viene la tua strana arma?" "Non la conosci?" rispose il mostro. I miei condiscepoli devono dividersi la protezione dei due luoghi. e noi sapremo ricompensarvi generosamente!" "Non è il momento di discuterne" rispose Scimmiotto. chi vi ha chiesto di fare la spia a questo prepotente?" imprecava il povero mostro. fin dal primo incontro. Scimmiotto si accontentò di rilevare i luoghi e preferì ritornare dal maestro. e fuggirono all'avvicinarsi degli estranei. La creatura resistette come poteva. Il desiderio Mi spinge verso il monaco cinese. "Ora fatemi catturare la falsa principessa. con un'estremità sottile e l'altra grossa e arrotondata. e in effetti la creatura perversa schizzò fuori brandendo il suo pestello e scambiando colpi con Scimmiotto. Il reverendo sosteneva il re e gli diceva: "Non temete! Rassicurate anche sua maestà la regina e le altre persone. e io sarò più tranquillo e mi sentirò le spalle coperte. Il Novizio abbassò subito le armi e si inchinò: "Come state. Mentre combatteva. È lo scontro di due testardi: a ogni assalto. Due anni fa ha aperto di nascosto il catenaccio d'oro della porta di giada ed è fuggita. il grande santo ha riconosciuto i suoi miasmi malvagi e separato l'illusione dalla realtà. ma non vide nessun movimento. corrisponde un adeguato contrattacco." "Prudenza. L'uno viaggia in cerca delle autentiche scritture. L'ebbi Nel Palazzo del Rospo e sotto l'ombra Del cinnamomo. Consapevole del Vuoto! Cerca di non dare altre preoccupazioni a sua maestà. ardente di impazienza. mentre io ritorno dal mostro. preso dal panico. ma soltanto chiedere come si chiama questa montagna e quali mostri nasconde. quella vera la ritroverete in un baleno. Qui non ci sono mai stati mostri. al Palazzo del Gran Gelo. precisamente come un pestello da mortaio: "Spiegami un po'. Certo. Erano circa le quattro del pomeriggio. è scomparsa. questo è il Monte Punta di Pennello. Non è cosa mortale. vuotate il sacco. e li mostrarono alla regina: "Dev'essere vero che è una creatura perversa. brume colorate mandano i loro riflessi fino alla terra. videro Scimmiotto che scendeva da una nuvola e chiamava: "Maestro. non parliamo poi delle ingiurie che i due si scambiano a ruota libera. L'ingresso più alto era chiuso da due grandi sassi. fece una finta.

Allora il re pubblicò un editto: "La sala delle udienze è affidata alla guardia dei Palazzi dell'Est e dell'Ovest. Ma se ritorno a mani vuote. la regina. questi santi monaci sanno cavalcare le nuvole. e vi è effettivamente riuscito. è un filo d'argento. Aprì l'udienza già durante la quinta veglia e. Sotto il sacro baldacchino. È un reato bello e buono. Ma Scimmiotto balzò in aria e giunse subito al monastero. Era già la seconda veglia. ecco la sovrana dello Yin Supremo del palazzo della luna. Certo non avrebbe dovuto tramare per accoppiarsi con il monaco cinese. "Non perdiamo tempo in complimenti" disse il Novizio aiutandolo a sollevarsi. In questi luoghi Che conservano i segni del passato. quando era stata presa dalla nostalgia del mondo di Sotto e aveva schiaffeggiato la lepre di giada. ma lanciata nella corsa." "Ma certo!" esclamò Scimmiotto. Ci sarebbero altri vantaggi: per me." "Che cosa rispondere a una tale concatenazione di cause ed effetti?" rispose ridendo Scimmiotto. ma oggi ci dobbiamo divertire. corsero a chiamare il vecchio superiore. In breve giunsero nella capitale dell'India. Grazia divina dà vivacità Ai colori degli alberi. Fidatevi di loro: se domani ci accompagneranno alla ricerca della principessa. che richiederà pure una punizione!" "Ci sono altre cose che non sai. il re si alzò dal trono e si inchinò: "Divini monaci. corsero a infilarsi i kasâya e si dedicarono a battere campane e tamburi. nell'intento di rovinare lo yang primordiale del santo monaco mio maestro. Gli occhi mandano riflessi rossi: sangue sulla neve. poiché la lepre di giada la scherniva per questo. Voi non saprete. mi giunsero dei singhiozzi. e Scimmiotto con voce tonante gridò: "Maestà. D'altronde in città ogni famiglia elevava altari e si prosternava al Buddha. che collegano il passato all'avvenire. dal lancio della palla ricamata alla cattura della lepre di giada. che ora potete vedere nel suo vero aspetto. L'umile monastero è favorito Sotto l'arcobaleno. con i discepoli e gli ufficiali. Un monaco centenario che mi accompagnava raccontò che si trattava di una fanciulla. per permetterti certe confidenze?" "Quante storie!" piagnucolò Porcellino. La figlia di quel re non è una mortale qualsiasi. Penetrò nel ventre della regina dell'India sotto forma di raggio efficiente e si fece partorire come principessa. I monaci corsero a inchinarsi davanti a lui: "Vostra signoria se n'era andata con gli altri. "È lontano da qui. che questa intraprendente leprotta ha rapito la figlia del re dell'India e ne ha preso il posto." La sovrana dello Yin Supremo si fece convincere. abbracciandola con passione: "Dolcezza. gli diede due ceffoni e gridò: "Zotico! Dove credi di essere.perché mi sono resa conto che la sua vita era in pericolo. di cui si parlava ieri?" "Il giorno prima di arrivare qui. e per la Fata Bianca. Quando si appiatta al suolo impaurita. Chi ebbe una reazione imprevedibile fu Porcellino. questa è stata una mancanza di tatto imperdonabile. "Come potrei mancarvi di riguardo? Adesso capisco dove ha imparato a maneggiare quel pestello con tanta destrezza." Il re seguì il consiglio. il re si trovò liberato da ogni influsso malefico e si sentì pieno di energia. Sul viottolo deserto si disperdono i petali." Scimmiotto lo acchiappò per il collo. camminando lungo la strada. Prima di ripartire." Ogni donna dei palazzi reali accorse e si inginocchiò a pregare. signoria. Ora ci riposeremo. dei mandarini e dei quattro divini monaci. Meno male che la tua esperienza ti ha permesso di chiarire in tempo come stavano le cose e di impedire il peggio. Labbro leporino e denti taglienti. Sotto il cielo notturno dorme il parco reale. minacciò col dito la creatura e le gridò: "Avanti. Quante volte avrà lappato la limpida rugiada dell'aurora celeste. che ci farei una bella figura. in compagnia della regina. Ci si proponeva appunto di togliere la seduta. e mi permetterai di riportarmela a casa viva. Va piangendo il cuculo primavera che passa." "Povera ragazza! Da quando è nata. "Ogni tanto uno sente il bisogno di un po' di distrazione." I monaci. e tutti si ritirarono per dormire. Tutto il cielo si riempie di profumi. con le sue immortali bellezze lunari. "Riportatevi pure la vostra leprotta. ed ai fiori Un profumo più intenso. rise." La sovrana dello Yin Supremo mise fine all'incidente riprendendo precipitosamente la strada di casa con le sue fate e con la lepre. Contenti e intimiditi. Scimmiotto fu accompagnato nella sala delle udienze." Gli ufficiali si prosternarono: "Maestà. Dovreste essere tanto gentile. nel momento in cui sorgeva la luna. in modo da presentare a sua maestà la prova materiale dell'impostura. non è che un gomitolo di seta greggia. temo che il re non mi prenda sul serio. e il vecchio si prosternò per manifestare la sua gratitudine. per punire Su'e dello schiaffo ricevuto. perché in apparenza la principessa non aveva mai lasciato il palazzo e godeva di ottima salute. certo sanno tutto sulla concatenazione delle cause e degli effetti. ma la vera dov'è?" "Tenete presente che nemmeno lei è d'origine mortale: è la Fata Bianca del palazzo della luna. e domattina andremo da lei. di cui racconteremmo la storia per farla liberare e mostrare un esempio di retribuzione dei meriti e dei demeriti. dalla torre di guardia si diffondeva il sordo rullare dei tamburi. in realtà è Su'e. Il suo piccolo naso sembra un formaggino bianco. Non poté trattenersi dal balzare nello spazio e gettarsi sulla compassata Chang'e. dove gli fu chiesto di raccontare l'accaduto per filo e per segno. Com'è lieto il ritorno dei sovrani! Al suo arrivo il re trovò i monaci schierati ad accoglierlo. per riguardo a me. i mandarini e il mio maestro. Scorre il fiume d'argento fra le stelle brillanti. Infine il re disse: "Vi siamo infinitamente riconoscenti di aver catturato con i vostri immensi poteri la falsa principessa. nel suo abito d'arcobaleno. Dopo qualche tempo sbucò il corteo reale. non era mai uscita dalle porte della città. e tutte le donne dei tre palazzi e delle sei corti accorsero a consolarlo. "Preparatevi a ricevere il corteo reale. al grande precettore addetto agli affari di corte." In breve uscì dal palazzo una lunga fila di carri. dove si finge pazza. Tripitaka e gli ufficiali. che cosa aspetti a ritornare sulla retta via?" La lepre di giada fece una capriola e riprese il suo aspetto originale. Vent'anni fa sentì nostalgia per il mondo di Sotto. La falsa principessa che abitava da voi è in realtà la lepre della luna. La clessidra di rame gocciola al chiar di luna E nell'oscurità campanelle tintinnano. l'affare della principessa?" Scimmiotto gli raccontò tutta la storia." Solo allora i monaci seppero chi fosse in realtà la prigioniera che cantava ogni notte. Spero che la vorrai risparmiare per riguardo alla mia vecchia persona. scoperta l'anno prima nel parco. se non vi importuno troppo. cara Yin Supremo. che risplende In un cielo di eterna primavera. la Fata Bianca del Palazzo del Gran Gelo. la difesa del paese. e raccolse una gran nube luminosa per accompagnare la sovrana dello Yin Supremo e il suo corteo. e si stupì di vedere Scimmiotto fra loro: "Come avete fatto a precederci. quel monastero?" "Non più di sessanta li" rispose Tripitaka. spalmato di panna e farina. posso permettermi di importunarvi a proposito della mia povera figlia. Fin qui è giustificata. che aveva raccontato di essere figlia del re dell'India e di essere stata rapita dal vento mentre contemplava i fiori. da accompagnarmi a corte con le vostre fate e con la lepre. al cader della sera" rispose Tripitaka. si diedero da fare per innalzare altari all'ingresso del monastero. quando apparve da sud una nube tanto luminosa che sembrava il sole di mezzogiorno. lei le diede uno schiaffo e se ne andò. com'è che ora cade dal cielo?" "Chiamatemi il vostro superiore e preparate altari per bruciare l'incenso: vi vengono a trovare il re. senza capire che cosa succedeva. il vecchio l'aveva fatta rinchiudere affermando che si trattava di una creatura malefica. Il mio discepolo fu incaricato di scoprire la verità con i suoi poteri magici. La vostra principessa è nel Monastero Pavimentato d'Oro. Mentre passeggiavo al chiar di luna dopo cena. Egli non aveva osato parlarne in città. dopo aver ascoltato i mandarini. avremo certo successo. Lasciami comunque la speranza che la vorrai perdonare. Vostra moglie l'ha concepita vent'anni fa. fece convocare i pellegrini per organizzare la ricerca della principessa perduta. La lepre di giada è fuggita a sua volta. lunghe orecchie e baffi radi: quando allunga le zampe nella corsa. quel batuffolo di pelo di giada sembra volare sulla montagna. Dopo un breve sonno ristoratore. Il posto dove si trova la principessa si chiama Monastero Pavimentato d'Oro. perciò l'ha rapita e abbandonata lontano da casa." Il re scoppiò in singhiozzi. Furono il rancore e il desiderio di vendicarsi a indurre la lepre a fuggire a sua volta e a rapire Bianca: me l'ha detto la sovrana dello Yin Supremo in persona. Dove sarà adesso?" "Non vi inquietate. Quando si furono presentati e lo ebbero salutato. mentre pestava elisir nel mortaio con il suo pestello delle meraviglie! Il grande santo la considerò con allegria. invitate le regine e le dame di palazzo a vedere lo spettacolo: ne vale la pena. bestiaccia. Noi andiamo in cerca della principessa. La stessa cosa fecero il re. che si inchinò profondamente a Scimmiotto e gli chiese: "Com'è andato. quant'è che non ci vediamo! Ti ricordi di me? L'ultima volta abbiamo lasciato le cose a mezzo. "fummo ospitati nel monastero che sorge presso le rovine dell'antico parco pavimentato d'oro. Illuminano gli astri strade e mercati vuoti. Il re e Tripitaka se ne stavano chiusi nella sala d'udienza. Per proteggerla dalle aggressioni dei monaci. divino monaco?" "Ho .

Al vecchio superiore fu conferito il titolo ereditario di monaco ufficiale Merito del Regno. che possano essere sparsi sulla montagna a eliminare quelle bestiacce? Sarebbe una misura per il pubblico bene e un modo per ringraziare questi monaci che hanno custodito la principessa. Ecco perché non so come si chiama la città. bestione? Per entrare." Il ricco mercante. Si sa che i galli sono ghiotti di scolopendre: non potreste mandarne qui un migliaio. Incaricò alcuni mandarini di procurare i galli e stabilì che la montagna prendesse il nome di Sacro Splendore. contien l'inefficacia Pur qualche utilità. all'alba mangiavano un boccone. la sera cercavano riparo. Tripitaka scese da cavallo. "Tu sei già venuto da queste parti. Dopo un po' ne uscì un vecchio canuto. La principessa si vestì in gran pompa per ringraziarli ufficialmente della propria liberazione. magari potreste aggiungere il dono di una costruzione commemorativa. Il loro ospite li guidò attraverso l'arco di ingresso fino a un edificio di due piani: "Al piano di sopra" spiegò. così ripartiremo senza indugio. a quanto pare. che venne a noi portata dal vento. "ci sono la sala di preghiera consacrata al Buddha. ma maestro e discepoli rifiutarono. Non dovrete certo penare per elemosinare il pasto: passate quell'arco e imboccate il viale verso sud. Scimmiotto giunse le mani per salutare il re e disse: "Dovrei sottoporvi una preghiera. ma il re non acconsentì: per altri cinque o sei giorni si diedero grandi banchetti. l'umile monaco che vedete vi saluta. sulla sinistra. Risalirono sui carri e si prepararono a ritornare in città." . passarono il ponte levatoio e si inoltrarono nelle strade. Ugualmente irreale è ogni vacuità. e i discepoli camminavano piano a testa bassa. finiva la primavera e si annunciava l'estate: Ci riempie di energia Il tempo luminoso! Lo stagno si ricopre Di ninfee. come si chiamerà?" chiese Tripitaka. la famiglia del vostro discepolo abita al piano inferiore. videro una città. ascoltate il seguito. Maestro e discepoli ripresero il viaggio verso occidente. Dove potremmo trovare persone rivolte al bene. bisogna aspettare che esca qualcuno e chiedergli il permesso." Il re fece abbattere le pietre che muravano la porta e corse con la regina ad abbracciare la principessa.' Là otterrete quello che vi occorre. Sulla porta ci sono statue di tigri coricate e la scritta: 'Benvenuti i diecimila monaci. resero il saluto e domandarono: "Che cosa desiderate. E ora. che la notte attaccano i viaggiatori e interrompono il traffico. il grano Assume color d'oro. che appartiene alla prefettura della Terrazza di Bronzo. "Discepoli. cui chiedere l'elemosina di un pasto?" "Vi trovate nella sottoprefettura di Diling. faceva crocchio intorno a loro e si spingeva per vederli meglio. Perché parlare in sogno? Se l'efficacia è inutile. Quando vide i visitatori. Scalavano pendii. dove la gente li guardava stupita. Ma infine il re si rese conto di non poterli trattenere più a lungo. Tripitaka avrebbe voluto congedarsi e riprendere il cammino con i suoi. vuol dire che stai architettando qualche brutto tiro. E IL REVERENDO NON BRAMA NÉ ONORI NÉ RICCHEZZE. e a un incrocio scorsero la torre con le tigri coricate davanti all'ingresso e una grande targa con quattro caratteri: BENVENUTI I DIECIMILA MONACI! "Terra di Buddha!" esclamò Tripitaka." "Divino monaco. "Si vede bene che l'Occidente è buddista! Qui si è organizzati per nutrire i monaci. La principessa ritrovò il suo ambiente e la sua allegria. Tripitaka fu fatto salire sul carro con le campanelle d'oro e fu accompagnato dai mandarini. All'angolo indicato trovarono il grande viale verso sud. Ed il sole potente Dà rilievo a ogni cosa. Non serve a nulla chiedere Alla frutta sull'albero perché si è maturata. perché ci avete messo tanto?" Giunsero anche Tripitaka e gli altri." Il re ne fu ben contento. Il ministero dei lavori pubblici fu incaricato di provvedere i materiali per ricostruire il monastero. Il racconto ci ha narrato come i pellegrini ricorsero alla magia per sbarazzarsi della scorta dei monaci del Monastero Pavimentato d'Oro. senza osare di levar gli occhi. sono arrivati quattro monaci di strano aspetto. e si inginocchiò dicendo: "In questo edificio è rinchiusa sua altezza la principessa. e invece le cose stanno proprio come dicevano loro." Tripitaka ringraziò e ritornò a riferire ai discepoli. divenute spiriti maligni. I monaci ringraziarono il re della sua generosità e lo riaccompagnarono a corte. sui saggi e sui matti. ministri e gente del popolo che si prosternavano al suo passaggio. gli accompagnatori pensarono che quei buddha viventi fossero risaliti in cielo. e quando ricadde i pellegrini erano scomparsi. concubine reali. "restate qui e cercate di non attirare l'attenzione. Poi fu la volta dei monaci locali. Si abbracciarono e piansero per un bel pezzo. poi la madre ordinò per la figlia un bagno profumato e abiti freschi per riportarla nel mondo civile. e ignoriamo il nome della vostra nobile città. sul tempo che aveva cancellato ogni traccia di tanti fatti importanti ed eroiche imprese di una volta. dopo un grande banchetto che fu servito per festeggiarla. Se poi non sapete come il viaggio proseguì. "E voi. è frequentato da molte scolopendre. da destinare al culto nel Padiglione di Perpetua Pacificazione. "Non lo so" rispose il Novizio." Infatti si avvicinò e giunse le mani: "Cari donatori. Temevo che quei vecchi esagerassero in ottimismo. Escon dal mare metallico e rude Per risvegliarsi nel vero del vuoto. Il vecchio superiore li guidò verso la piccola costruzione in cui la principessa prigioniera continuava a fingersi pazza. la parola e il silenzio In fondo si equivalgono. la biblioteca e la sala da pranzo dove sarete accolti.fatto una corsetta" rispose ridendo Scimmiotto. "Che cosa stai tramando?" insinuò Porcellino. lasciateci ritornare alla nostra conversazione. "Guardate come la gente è onesta e precisa. Se le forme e i colori sono senza realtà. "Potremmo offendere il donatore. Se fingi di non saperne niente." Dunque deposero a terra i bagagli e sostarono accanto alla porta. "Il monte che vedete prende nome dai millepiedi e. in cui il bestione ingoiò incredibili quantità di cibo. I piccoli fagiani Strillano d'allegria. si rivolse loro: "Vogliate accomodarvi. che passeggiava per il giardino." "Bestia senza giudizio! Si capisce che sono passato di qui più volte. Il giorno dopo il re convocò i pittori perché facessero l'autentico ritratto dei quattro santi monaci. sono a vostra disposizione" rispose il re rendendogli il saluto. A questo punto. CAPITOLO 96 ECCESSI DI OSPITALITÀ OVE IL SIGNOR KOU ACCOGLIE CON PIACERE L'EMINENTE MONACO." Chiacchierando erano giunti davanti alle porte. tanto il Buddha pesava sui loro pensieri. Sotto i portici stavano seduti due vecchi in conversazione. Sentendosi interpellare. Il reverendo mormorava: "Niente incidenti! Niente incidenti!". per piacere. Nella chioma del salice Stanno uccelli a convegno. entrando senza volere nel suo appartamento interno. Quando cessò di soffiare il vento polveroso e non li videro più. ma Scimmiotto lo fermò: "Dove vai. Quiete ed agitazione. vedrete la torre d'ingresso della casa del signor Kou. "Discepoli" disse Tripitaka. fra regine. senza curarsi della sporcizia e del cattivo odore: "Povera bambina." I due si stavano scambiando considerazioni sui casi della fortuna. Tornano alla natura rivelata Lasciando l'onda della gratitudine. che portava un paniere e una bilancia. che assunse il nome di Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada del Monte del Sacro Splendore. si fece sull'uscio e. Dal momento che in una semplice sottoprefettura non occorre far vistare il passaporto. Io chiederò informazioni a quei vecchi. che non volevano più separarsi da loro. in una traversa." "Giusto" approvò Sabbioso. Lassù non avevo né motivo né tempo di curiosare nel paesaggio sottostante. Le susine Sono mature. Dopo quindici giorni di marcia su strada agevole. quanto hai sofferto! Com'è possibile che il destino ti abbia inflitto una punizione così terribile?" Si sa che l'incontro dei genitori con il figlio smarrito è il più patetico che ci sia. con emolumento di trentasei stai. senza spaventarsi per la bruttezza dei pellegrini. lasciò cadere gli oggetti che recava in mano e corse dentro a riferire: "Padrone. guadavano torrenti. selezionati per vigore e aggressività. prego!" Tripitaka e compagni si fecero avanti con circospezione e modestia. Offrì dunque oro e gioielli come viatico." Il loro cammino li portò attraverso un mercato. reverendo?" "Veniamo da lontano per presentare al Buddha i nostri omaggi." Quel cafone di Porcellino si avviò all'ingresso senza indugio. ma sempre volando ad alta quota. andiamo senz'altro a mendicare il pasto. appoggiandosi a una canna e borbottando preghiere al Buddha. si prosternarono a pregare e se ne ritornarono a casa. Alla fine Scimmiotto dovette fare un passo magico e soffiare verso sud ovest: un colpo di vento sollevò un polverone accecante.

il reverendo si alzò per ringraziare l'ospite e propose di rimettersi in cammino. accese un bastoncino di incenso. il cuore liberato dagli affanni si immerge serenamente nella Via. La prima portata è costituita da alte costruzioni multicolori. A quarant'anni feci un voto. Occorsero sette od otto giorni perché il signor Kou riunisse ventiquattro monaci dei dintorni per celebrare l'adempimento del voto." Quando essa entrò nella sala notò il nobile volto e il portamento elegante di Tripitaka. odorosi. portami un vestito adatto: anch'io voglio vedere gli ospiti. che si alzava per salutarla. farina e verdure. "dalle terre dell'Est. che si inchinarono fino a terra per salutare il reverendo. caldi. Quando ebbero mangiato a sazietà. il quale voleva render loro la cortesia. al disopra della polvere del mondo: una sala da preghiera privata. il tutto con accompagnamento di musica di cembali e tamburi. . piattini piccanti. gong e flauti traversi. dove il pasto fu impeccabilmente servito. Poiché ho saputo che nella vostra onorevole prefettura si tengono i monaci in alta considerazione. grandi e piccoli. Immagino che per venire fin qui da quello del Sud. Il luogo rivaleggia con le torri sacre. e una barba di drago decorata di luna." Negli alti scaffali si stipano i testi sacri. e io tengo il conto su un registro." Tripitaka. Aspettate che abbia celebrato l'adempimento del mio voto. siano occorsi anni di viaggio. "Il nostro è il continente occidentale. portare riso. ma l'ospite lo pregò di mettersi prima a suo agio levandosi il kasâya. Il padrone dice che sono scesi dal cielo. attingere acqua. contento come una pasqua. ce n'è anche uno dell'Est. e ci ha ordinato di sbrigarci a mettere in tavola." "Signora" precisò lo sguattero. di quello impiegato in cammino. ma gli altre tre sono orrendi. sorpresa da tanta agitazione. dovunque sete e fiori. che significa 'grande liberalità'. Battono un colpo. che avrò adempiuto quando avrò ospitato diecimila monaci. Tutto è delizioso e appetitoso: zuppa di magro. e accompagnò i quattro pellegrini nella sala da pranzo. Hong dello Scialo. allo scopo di preparare il pranzo. moglie del padron di casa. Da ventiquattro anni la mia cucina è aperta ai monaci." La vecchia signora si rallegrò e chiamò una cameriera: "Svelta. c'era da spaventarsi. Tavole laccate d'oro e seggiole laccate di nero. "Il fatto è che noi tre siamo i discepoli" rispose Porcellino alzando il grugno. scatole metalliche raccolgono lettere e documenti. Poi riprenderemo senza indugio il nostro cammino. con la larga faccia ridente. "Nessuno in cucina sa dove siano questi Tang. ma ne fu impedito dal signor Kou: "Questi sono i miei figli. con palanchino e cavalli. mi sono permesso di venirvi a salutare e a supplicare l'elemosina di un pasto di magro. "uno di loro vale la pena di vederlo.Tripitaka si complimentò con lui e si appartò per indossare il kasâya. La meravigliosa Legge dei tre veicoli è delle più perfette: nella liturgia. La seconda da cinque piatti di verdure. dorature e decorazioni colorate. Entrarono nella sala di preghiera e videro alla luce delle candele accese salire spire d'incenso. Kou Liang e Kou Dong. che non ha nulla da invidiare a quelle di eminenti monasteri. si misero subito in movimento per raccogliere fascine. Hanno saputo dell'onore che ci fate e sono venuti a salutarvi. Ho vissuto sessantaquattro inutili anni. la terza da cinque tipi di frutta fresca e la quarta da stuzzichini. Dapprima invocano pace per il tudi. Leggono un passaggio del sutra del Pavone: ogni versetto allontana disgrazie e calamità. Numerosi stendardi sono ricamati con gli otto tesori. liuto e scacchiera: gli strumenti dei veri piaceri raffinati. si informò: "Da dove vengono i monaci che provocano tutto questo subbuglio?" "Sono monaci eminenti inviati dai grandi Tang" rispose uno sguattero. Ma il signor Kou lo trattenne: "Maestro. Dopo i saluti. e così ho verificato ultimamente che ho già offerto ai monaci 9996 pasti: per raggiungere la cifra tonda ne mancano solo quattro. nel continente meridionale. e infine fissarono la data della cerimonia. perché li scriva nel registro. perché abbia il tempo di celebrare degnamente l'avvenimento." I ragazzi erano stupiti: "Dovete proprio essere dei monaci divini. buoni figli attraverso gli studi." Il ragazzo corse in biblioteca e annunciò: "Anche la signora vuole vedere e salutare queste persone delle terre dell'Est. "è Kou Hong. riso. i mille buddha sono rivestiti d'oro. L'atmosfera pura rinvigorisce lo spirito." Si fecero avanti due giovani diplomati(18). Su tavole scolpite e laccate si trovano servizi per scrivere della migliore qualità. si prosternò e pregò a lungo. Per fortuna i miei tre discepoli mi hanno protetto." "Perché i quattro maestri non sono seduti tutti insieme?" chiese la signora a suo marito. acconsentì senza fare resistenza. Bruciano biglietti di preghiera e meditano davanti alla statua del Buddha. Chi versava la zuppa. timballi cotti al vapore. poi evocano il dio guerriero. un supporto laccato regge un tamburo decorato." "Da dove vengono questi signori?" chiesero i ragazzi al padre. Sette od otto servitori vanno e vengono così svelti da non lasciare un momento di requie ai quattro o cinque cuochi. "Vengono da molto lontano" rispose sorridendo il signor Kou. la liturgia non era diversa da quella in uso presso i Tang. Il reverendo si purificò le mani. "Come dice l'adagio: Nobile casa attraverso il far bene. poi provvederò io stesso ad accompagnarvi. Infine si procedette alle presentazioni. celebrano la contrizione con l'acqua. prima che riuscissimo a giungere nel vostro nobile paese. il signor Kou ordinò di portare foraggio al cavallo e di collocare i bagagli dei pellegrini sotto il portico. ricordate la vostra promessa di restare un po' di tempo! Come dice il proverbio: Incominciare è più facile che portare a conclusione. la signora sentiva aumentare la propria apprensione. pitture. con carta. e di accordarmi l'onore di restare da me almeno un mese. "andiamo a fare le presentazioni nella sala dei sutra. Salmodiare l'Avatamsaka sûtra allontana ogni biasimo e calunnia. Accendono la lampada del Guaritore: la sua fiamma brilla chiara. Davanti a una cortina profumata sono disposti libri. Aparagodânîya." "Voi non capite niente di queste cose. con la furia di una burrasca. che si chiama Pûrvavideha." "L'umile nome del vostro discepolo" espose a sua volta l'ospite. Alla fine si rivolse al suo ospite per salutarlo nelle dovute forme. flauti a becco e organi a fiato. La pietra d'oro vibra senza fine. Stendardi spiegati davanti ai volti dorati dei buddha disposti in fila. Quando ho tempo tiro le somme. È stato maggiore il tempo perduto a causa delle difficoltà. presentazione di offerte e di incenso a lume di candela. "Tenete conto che abbiamo incontrato molte creature diaboliche e abbiamo dovuto superare molte prove. Sui tavolini sono disposti dei freschi cinque nuvole. "Vi prego" gli disse lui. "L'umile monaco che vedete" spiegò Tripitaka. Si vedono appese una lieve pietra sonora di giada preziosa. tavolini e scatole di legno scolpito e laccato. Un domestico venne ad annunciare: "Arrivano i giovani signori. Nei bruciaprofumi arde l'aloe. che protegge dalle correnti d'aria. grandi sfere di pane. uno sramana vale l'altro. I religiosi occuparono tre o quattro giorni per redigere i testi delle preghiere." "Sono giovani saggi!" esclamò Tripitaka. Porcellino vuotava ogni ciotola in un boccone. La sua voce cavernosa aveva risonanze da ruggito di tigre negli anfratti della montagna. Il reverendo voleva eseguire il cerimoniale dei saluti. Bruciaprofumi e vasi di bronzo antico. I servitori. Gli esseri celesti discesi sulla terra possono avere le facce più strane e bizzarre. un po' per salutarli e un po' perché sentiva le gambe molli di paura." "Certo" rispose ridendo Tripitaka. La signora cadde in ginocchio. incontrare il Buddha e sollecitarne le autentiche scritture. nei vasi i fiori di loto mostrano il loro splendore." Un piccolo servitore venne a invitarli a tavola." "Ho letto nell'Enciclopedia della foresta dei fatti che in tutto l'universo ci sono quattro continenti" commentò uno di loro. che rincasano da scuola per il pranzo. prima di entrare a pregare il Buddha. Mi chiamo anche Dakuan. le scatole sono colme di petali profumati. soffiano una nota e intonano i sutra all'unisono. Tripitaka restituì prontamente la cortesia: "Siamo confusi di avervi scomodata per questi omaggi che non meritiamo. Dovete sapere che il Monte degli Avvoltoi non è lontano da qui: non più di ottocento li. Per dissipare ogni rancore e querela. La signora Kou. per visitare il Monte degli Avvoltoi. Nell'insieme sono trascorsi quattordici inverni e altrettante estati." Tripitaka dovette cedere alla sua insistenza generosa e sincera. legata in oro. "è inviato in missione nella vostra nobile contrada dai grandi Tang delle terre dell'Est. chi riempiva le ciotole di riso: correvano come comete che caccino la luna. Vi manda il Cielo a permettermi di adempiere il mio voto! Vi prego di dirmi i vostri rispettabili nomi. Dì al padrone che vengo anch'io. abilmente montate in molte forme da pasticceri alla moda. Jambûdvîpa. Penserò io a farvi accompagnare attraverso la montagna. croccanti e abbondanti. Il signor Kou rimandò la moglie e i figli nei loro appartamenti. inchiostro e pennelli. Una vasca di vetro è piena di acqua limpida. Lampade di cristallo bruciano olio profumato dalla fiamma chiara. Ma gli altri tre erano proprio insoliti: anche a volerli discesi dal cielo. Un riquadro vermiglio fa da sfondo a una campana d'oro puro.

" Porcellino non seppe trattenersi dal dire la sua. Quando avrai mangiato. e che il ritorno potrebbe richiedere altri dodici o tredici anni. per paura di trovarsi a corto di risorse. per non alimentare il dissidio fra maestro e discepoli: "Non litigate! Resta inteso che domani vi accompagnerò. chi doveva invitare monaci e preti si metteva in cammino. Da un bruciaprofumi a coda di gazza si levano effluvi di buon augurio. che non pensava ad altro che al Monastero del Colpo di Tuono e voleva ripartire. Scimmiotto afferrò Porcellino per il collo e lo riempì di botte sulla testa. se ne vada dove gli pare. Sabbioso strigliò il cavallo. Quando il maestro e i discepoli si alzarono all'alba." "Ma che cosa dici!" rispose Sabbioso ridendo. ma non aveva scelta: dovette ficcare nelle sacche la ciotola e le altre suppellettili. signora. da rallegrare il cielo e la terra. Questa casa di un popolano non cede in nulla a quelle dei principi. brontolando: "Questa bestia spinge la sua incoscienza a metter su il maestro contro di noi. organi a fiato. A piedi. in questi giorni di sacre funzioni. il signor Kou li invitò ancora una volta nella sala grande. Monaci e preti arrivarono in quel momento. Tripitaka depose le bacchette e recitò un sutra per concludere il pasto. Il signor Kou disse loro sorridendo: "Mi dispiace. per invitarli ad accompagnare l'indomani i maestri cinesi in partenza per l'Ovest. Sai che la strada ci aspetta. vi voglio ospitare anch'io per quindici giorni. che faceva vibrare il cielo. senza più osare di proferir verbo. di ingaggiare una banda musicale e di invitare i monaci del Monastero della Venuta del Sud e i preti taoisti del Tempio del Picco dell'Est. "Dice il proverbio: Il sapore più raffinato non riempie la pancia meglio del riso bollito." Il povero bestione ansimava e soffriva. coloro che preparavano palanchini e cavalli si scambiavano richiami da lontano. Porcellino era tutt'occhi per quel banchetto sontuoso. Sotto il gran cielo muto. Sulle tavole allineate si accumulano ori e piramidi di dolciumi a forma di leoni e di immortali. è appesa al centro una pittura che rappresenta una montagna di longevità su un mare di felicità. Quando constatò che si partiva davvero. voi arrivate tardi e il maestro ha una gran fretta di partire. la pancia non conserva provviste. non sento più fame per tre giorni. Fra il baccano della banda. Le stelle rendon pallido il gran fiume d'argento.La cerimonia si concluse dopo tre giorni e tre notti. in cima alla torre lontana Rintoccano campane e rullano tamburi. tutti cedevano loro il passo." "Stupido!" s'indignò Tripitaka. messo a disagio da quello scontro fra maestro e discepoli che si svolgeva davanti a lui. alti canti accompagnati da cetre. Se siete prigionieri della vostra ghiottoneria. Il signor Kou. Zuppe di riso di straordinaria purezza. Il reverendo ordinò di chiudere i bagagli e di sellare il cavallo. Voi capite che non posso venir meno all'ordine sacro che ho ricevuto: sarebbe un delitto imperdonabile." Il monaco cinese emise un brontolio da bestia feroce. ritornò a ringraziare e a prendere congedo. i cognati maggiore e minore. dobbiamo mangiare e bere più che possiamo: non troveremo mai più un'accoglienza fastosa come nella casa del signor Kou. un domestico venne ad annunciare che erano giunti gli invitati." Stava ancora parlando. Il bestione si appioppò due schiaffi da solo e disse: "Zitto. il bestione si imbronciò e si mise a brontolare. e diceva a Sabbioso: "Fratello mio. "Tu pensi solo a mangiare. niente mi impedirà di ritornare da voi e di fare un'altra sosta. Domani vi accompagneremo alla partenza. cenarono e si ritirarono per dormire. Non dovete pensare che rifiuti per malizia. ripartirò da solo. mentre si serviva il vino. Con i soldi si fa questo e altro. Per ora non posso offrirvi nulla." Uscito dalla sala dei sutra. e se lo facessi volontariamente non basterebbe nemmeno la pena capitale a riscattare la mia colpa. Tripitaka se la prese con il Novizio: "Tu di che cosa ridi?" Era tanto irritato che fu sul punto di recitare l'incantesimo di costrizione del cerchio. e la nostra capanna ne è tutta illuminata. figuriamoci se apre la bocca per far vedere che gli manca il buon senso. Ai lati si allineano quadri che rappresentano le quattro stagioni. Io rischio di non rispettare i limiti assegnati alla mia missione. ma se non possiamo accettare l'ospitalità di vostro padre. prese la borsa che conteneva il passaporto e se la mise sul petto. mi chiese quando sarei ritornato. Quando io ho mangiato proprio a sazietà." "Siete stati ospiti di mio marito. amici miei. Tutto doveva essere pronto l'indomani mattina alle dieci. Che fretta abbiamo? In un mesetto soddisferemmo le richieste della madre e dei figli. mariti della sorella maggiore e di quella minore. Vi supplico di lasciarmi compiere la mia missione. liuti. le strade son deserte. Pazientate per oggi: farò preparare tamburi e stendardi. entro una cerchia di paraventi. Commissionò ai cuochi un banchetto d'addio. ragazzi! Vi siamo molto obbligati. strillando: "Maestro. Fra alti tendaggi." La folla si aprì per lasciar passare i quattro pellegrini. Il pianto del cuculo si sprofonda nell'ombra. incaricò il maggiordomo di far confezionare venti paia di stendardi colorati. resta se ti trattengono. trovarono tutta quella gente al loro servizio. e io ebbi il torto di rispondere che mi sarebbero occorsi tre anni. "non fartela scoppiare. a cavallo o in palanchino. lo sellò e mise le redini. Il reverendo ringraziò l'ospite e i suoi invitati. Senza considerare che non so se otterrò i sutra. Chi doveva cucinare si affrettava verso la cucina. Scimmiotto mise in mano al maestro il bastone da pellegrino con nove anelli. Porcellino. la vostra ansia di lasciarmi mi fa temere di avervi trascurato. fermo! Non dite niente! Non ho nessuna voglia di ridere!" Al signor Kou non restò che rinunciare a insistere. Dal momento che questo signore è ricco sfondato. I nostri genitori vi invitano." E gli voltarono le spalle. Tripitaka. quando qui si mangia tanto e bene? Si direbbe che sulla strada maestra vi stia aspettando vostra nonna. quando sbucarono Kou Dong e il fratello: "In ventiquattro anni che nostro padre ospita monaci. Tu grufoli nel truogolo fino a farti scoppiare lo stomaco. e si avviò all'uscita. il sole saliva verso lo zenit. C'erano il vicino di sinistra e quello di destra. e ci chiede con assoluta sincerità di restare. non vi inquietate. Non mancavano pii amici della parrocchia e uomini dabbene di sicura fede buddista: tutti venivano a salutare il reverendo. romperemo i nostri salvadanai e vi ospiteremo anche noi. gallette. Il signor Kou gli disse: "Maestro. timballi e dolciumi. e avvertire i parenti e i vicini. si inginocchiò: "Maestro. ma verso le dieci del mattino tutto era pronto. mentre non so come scusarmi per il disturbo che vi ho dato? Vedete: quando la sacra persona del mio imperatore mi affidò la missione. L'ombra dei fiori si agita sotto il chiaro di luna. se non hai seminato. "È già insopportabile quando sta zitto. Dice l'adagio: Non imporre la tua presenza. aveva stampato sulla faccia un sorriso più largo che mai: "Maestro. Non mi aspettavo certo di impiegarne quattordici per il solo viaggio di andata. ricuperare il bilanciere e appendervi i carichi." Vedendo la faccia alterata del maestro. scemo! Ricominci?" Scimmiotto e Sabbioso scoppiarono a ridere. tanto da aver nutrito tutti quei monaci. non si alzò da tavola prima di aver fatto scomparire le cinque o sei ciotole di riso di riserva. Scimmiotto." "Per carità. Noi siamo giovani e poco esperti del concatenarsi delle cause e degli effetti. Si danza davanti ai gradini al ritmo dei tamburi. è questo che mi volete rimproverare?" "Quali rimproveri potrei muovervi." Chiacchierando e mangiando. Davanti alla porta. voi proprio non avete considerazione per i sentimenti degli altri. Fu un bell'andirivieni. Tutti correvano qua e là. per altri quindici giorni. Dopo i saluti presero posto. Porcellino ritornò alla carica: "Maestro. che noia vi dà accettare e fermarvi per un anno? Perché dovremmo partire a tutti i costi e correre le strade mendicando. tè e ricchissimi vini profumati. perché desiderano migliorare il loro karma: perché dovreste rifiutare? Anzi. e si riempì le maniche di pani. Sul villaggio isolato si vedon macchie nere Di corvi in volo. si vedono distese di piatti e di frutta come un tappeto di broccato. Si spengono le luci. chi doveva procurare i musici trattava le condizioni dell'ingaggio. Caduta la sera. ordinò al suo segretario di spedire un centinaio di biglietti a vicini e parenti. Già fra la terza e la quarta veglia." La madre e i ragazzi si seccarono: "Perdiamo il nostro tempo! Se non capisce che vorremmo trattenerlo con le migliori intenzioni del mondo. E dappertutto gioiosi suoni. quella pancia. Anch'io ho accumulato il mio piccolo capitale con un'attività di sartoria. e lo spiegamento . Dappertutto vasi di fiori freschi dai colori vivaci. non esagerate. ma al ritorno vi esprimerò la mia gratitudine. poi rimase in attesa. Mentre il reverendo scambiava complimenti con il signor Kou." Ed ecco ricomparire la vecchia signora: "Maestro. Quando avrò ottenuto le scritture. Quando furono pronti. non raccogli. sarà finita lì. Vi era stato preparato un banchetto molto diverso da quelli serviti nella sala da pranzo. preso dal panico. Da quanto tempo siete da noi?" "Sono ormai quindici giorni. ma conosciamo il detto: Raccogli ciò che hai seminato." "Non te ne intendi. non ti curi delle cause che condannano alla trasmigrazione. la terra si è velata. fra le due e le tre del mattino. i domestici si alzarono per fare i preparativi. niente può costringervi a sottrarre alla nostra umile capanna l'onore della vostra presenza." "Bestione mio" esortò Sabbioso. e non pensi ad altro. come potremmo accettare la vostra? Dobbiamo assolutamente partire. vuotando ogni ciotola in un boccone. gli stendardi erano allineati intorno a un prezioso baldacchino con accompagnamento di musica. Allora la musica si fece più forte: tamburi. E poi ha potuto adempiere il suo voto." "Ben fatto!" approvava Sabbioso ridendo. non ne ha mai incontrati di importanti come voi.

Evidentemente. armi alla mano. Mentre i nostri pellegrini si adattavano a passare una notte penosa sotto la pioggia. che faceva vibrare il cielo. figli miei. perché temevano di richiamare l'attenzione di qualche creatura malefica. mescolava sempre ai suoi pensieri pietà e compassione. Chi correva a informare i parenti. su cui ancora si leggeva in quattro grandi caratteri scoloriti dal tempo e coperti di polvere: CORTE PROVVISORIA DI SPLENDORE FIORITO Il reverendo mise piede a terra e spiegò: "Il pusa Splendore Fiorito era discepolo del buddha delle Fiamme dai Cinque Splendori. La vedova passò il resto della notte ad arrovellarsi. Sabbioso saccheggiava oro e argento. Un tale dispiegamento di ricchezze superava palizzate di giada e perle. finché finalmente schiatterai e diventerai un fantasma obeso. Il suo nome viene ricordato nei tribunali accanto a quelli di Zhuo e Lu(19)." I figli presero tutto per oro colato: "Se li hai visti. che avevano dilapidato il proprio denaro in bevute e cattive compagnie. "Si fa tardi. Scimmiotto ha ucciso nostro padre. Se ne stavano zitti. quando ripresero il cammino. Non restò che cercare tra le rovine un rifugio contro la pioggia e il vento. "Come ha detto la mamma" rispose Kou Liang. Gli annali lo glorificano: fu come Gong e Huang. Buono e semplice. tutti cedevano loro il passo. sbucò dal suo nascondiglio per implorare: "Prendete quello che vi serve. Il signor Kou scoppiò in singhiozzi. Kou non poté resistere e. fra le rovine del Tempio di Splendore Fiorito. "Dice il proverbio: Chang'an è una bella città. a cavallo o in palanchino. a rischio della vita. passarono la notte in bianco. Kou Liang. "al ritorno vi dovrete fermare nella mia umile dimora per alleviare il gran dispiacere del mio cuore. CAPITOLO 97 UN ERRORE GIUDIZIARIO OVE IL DONATORE. Non è una buona idea?" I briganti accolsero il suggerimento con entusiasmo: si armarono di pugnali. ma non è posto per te. manganelli. senza alcuna traccia di presenza umana fra rovi ed erbacce. Porcellino ricominciò: "Lo vedete? Abbiamo sdegnato buon cibo abbondante e camere fresche e pulite. Quando torneremo in Cina. Alla fine hanno approfittato del buio e del maltempo per commettere l'assassinio. voi sarete il primo di cui gli parlerò. benché tremassi di paura. e corsero sotto la pioggia alla casa del signor Kou. Sfondarono il portone e corsero dentro urlando come ossessi e seminando il panico. Li seguirono oltre le mura della città. Il magistrato di Terrazza di Bronzo era un uomo retto ed eminente. Prima di uscire dai loro nascondigli. Giusto e leale. DOPO AVER SOFFERTO UN'IBERNAZIONE INFERNALE. Giovani e vecchi. Scimmiotto alzò lo sguardo e vide più avanti lungo la strada un complesso di edifici: "Andiamo a riposarci là" propose al maestro. Compiuto il colpo. Il rancore la spinse a tramare per perderlo. mentre i monaci intonavano inni al Buddha e i preti arie taoiste. chi preparava la bara. Sabbioso raccoglieva oro e argento. una folla immensa si accalcava per vedere il signor Kou che accompagnava il monaco cinese. un guardiano del santuario!" Ma entrando non trovarono che portici in rovina e muri crollati. Quando ricomparvero. Si riunirono per stabilire una lista delle famiglie più ricche della città. aveva sempre vissuto nella rettitudine. uomini e donne. commosso. Ci sarà pure. forzarono cofani e panieri e. vasellame. Porcellino impugnava il coltello. Uno disse: "Non occorrono tante informazioni né lunghi calcoli: al primo posto c'è il ricco e generoso signor Kou. corde e torce. finché le sette anime uscirono dall'infelice per scendere all'inferno. ma finì per lasciarsi convincere e ritornò indietro. Se ne approfittiamo. per lodare la vostra virtù. quello che oggi ha accompagnato i bonzi cinesi. Se poi non sapete che cosa avvenne all'alba. avremo di che divertirci per un bel pezzo e ci porteremo a letto quante ragazze vorremo. come i diavoli che piantano il banchetto del funerale per rincorrere l'anima del defunto e portarsela all'inferno. si disposero panieri di cibo e vasi di dense bevande per una refezione prima di separarsi. poi il reverendo insisté perché si separassero. Lo gettarono a terra e lo presero a calci. esaurita ogni altra risorsa. mi sono nascosta sotto il letto. un po' in piedi. i domestici aspettarono di essere ben sicuri che se ne fossero andati. si impadronirono di tutto quello che trovavano: oro. Che infami! Dobbiamo preparare subito la denuncia. Fra il baccano della banda. Per aver ucciso il re diavolo del Fuoco Avvelenato fu degradato e nominato ufficiale trascendente delle Cinque Manifestazioni. Da ragazzo era povero e d'inverno studiava alla luce riflessa dalla neve. e i suoi tre spiriti abbandonarono questo basso mondo. argento." I briganti non furono dell'avviso. E scrisse: "Il monaco cinese reggeva il lume. da svaligiare per rimpannucciarsi. "Santo cielo. Kou Liang e il fratello si recarono dal prefetto del capoluogo. Un po' seduti. la signora si nascose sotto il letto. . Una notte piovosa come questa è un'occasione da non perdere: per le strade non ci sono né guardie notturne né ronda di pompieri. e lo spiegamento di stendardi. ed era convinta che lo sfoggio di ricchezza mostrato in pubblico alla sua partenza avesse attirato la disgrazia. Aveva affrontato l'esame di stato ancora in giovane età. "Quando quei feroci briganti hanno invaso la mia camera." "Come scriviamo?" chiese Kou Dong. I briganti. oggetti di casa. lo consolava: "Se il Buddha mi riceverà al Monte degli Avvoltoi. Chi avrebbe mai detto che il voto di vostro padre sarebbe stato adempiuto dando ospitalità ai suoi assassini?" "Che cosa intendi dire?" chiesero i ragazzi. È il caso di dirlo: Per il suo voto di nutrire monaci Va verso il Gran Risveglio. suo marito dietro un uscio." Conversando percorsero altri due o tre li. chiederò all'imperatore di lasciarti vivere nelle cucine imperiali a mangiare avanzi quanto vorrai.quattro pellegrini. Il signor Kou non si rassegnava: "Maestro" diceva trattenendo a stento le lacrime. come faremo?" "Brutto animale. bastoni chiodati. ascoltate il prossimo capitolo. da nascondere il sole. li ho guardati alla luce delle torce. abiti. signori. e fuggirono sotto la pioggia che continuava a cadere. per correre la strada senza fissa dimora. non la cedeva in nulla a tende di broccato che coprono la primavera." Tutti in casa erano in effervescenza. i ladri scelsero di calarsi dal muro di cinta in un vicolo con l'aiuto di una scala di corda. Aspetta che il nostro destino ci abbia condotto dal Buddha e mi abbia consentito di ottenere le scritture. non si può sbagliare. A piedi. Kou Dong e gli altri giovani scappavano qua e là terrorizzati. l'hanno ammazzato!" E si affollarono piangendo intorno al cadavere. trovarono il loro padrone stecchito sul pavimento. VEDE LA SUA ANIMA TENEBROSA CHIAMATA A SALVARE IL PRIMORDIALE. ma il destino Per ora non lo porta avanti al Buddha. ma lasciate a questo povero vecchio qualche vestito per i suoi ultimi giorni. correvano a nascondersi negli angoli bui. Ahimè! Felicità e disgrazia Fra loro si avvicendano." Al bestione passò la voglia di insistere. ed è stato Scimmiotto a uccidere vostro padre. Porcellino incitava alla violenza. ma il cielo si coprì di nuvole nere e cadde un violento temporale. una banda di malandrini si riuniva nella città di Diling. Si avvicinarono e videro un arco sfondato che recava un vecchio pannello orizzontale. i quattro pellegrini percorsero quaranta o cinquanta li. Avrebbero voluto liberare dalle malerbe almeno il sentiero che attraversava la corte." Tripitaka. Giunti al chiosco del decimo li. Dove cerchiamo riparo?" domandò il reverendo. Chi credete che fossero? Il monaco cinese reggeva il lume. Era composta da una trentina di malviventi. a lume di torcia. Certo che al ritorno vi verrò a trovare! E vorrò ringraziarvi e prosternarmi molte volte davanti a voi. gioielli. sono stati tentati delle ricchezze che si vedevano intorno e hanno studiato la disposizione della casa. randelli. Ripensava al rifiuto del monaco cinese di accettare le ripetute offerte di ospitalità. smettila!" inveì Tripitaka. nei quindici giorni che hanno trascorso da noi. Prima che scendesse la sera. Alla quarta veglia chiamò i figli e disse loro: "Smettete di piangere. si erano associati per darsi al brigantaggio. E se si mette a piovere.

Tripitaka piangeva e aveva perduto la parola. Vi abbiamo visto arrivare mentre ci dividevamo il bottino. se vi ho offeso. Si recò con Porcellino e Sabbioso nella valletta dov'era raccolta la refurtiva e la caricò sul cavallo. gli strapperemo il viatico. e scappare a gambe levate. quando vola verso la fiamma che le brucerà le ali. Mentre erano intenti alla divisione. ma temette i rimproveri di Tripitaka. Non sapeva di comportarsi come la falena. ma non farlo quando liberi. Fratelli. signorie!" strillavano i banditi. per questa volta non ti ammazziamo. videro i quattro pellegrini che venivano verso di loro. ben contenti di uscirne vivi. e che se ne vadano pure. Sono rimasti nella nostra casa per quindici giorni. come per aprire le sacche. Vengono al momento giusto. "I briganti hanno raccolto grandi rinforzi e si sono armati meglio per darci una lezione!" "Fratello. con stendardi e fanfare. Maestro e discepoli. arhat giunti dalla corte dei Tang nelle terre dell'Est. in questo modo hanno acquistato familiarità con il luogo. Poi apostrofò i briganti: "Da quanti anni fate questo mestiere. compresi ciotola e vestiti. rovesciate a terra questa gente e legatela bene. con il suo fiato magico." I sopraggiunti accerchiarono i pellegrini: "Bonzi del malanno! Avete la sfacciataggine di aggirarvi ancora da queste parti. Quindi gridò: "Ferma!" E i trenta componenti della banda restarono immobilizzati come pali. approfittando del buio e del maltempo. dopo esservi dedicati alle vostre ruberie. Vi abbiamo riconosciuto come gli ospiti del signor Kou. elemosine e regalie. con il vostro cavallo bianco e quelle grandi sacche. Scimmiotto ebbe la tentazione di lasciare ai briganti un ricordo della sua sbarra. Se ci chiama. "È muto e istupidito" ridacchiò Porcellino. perché sono io che tengo i conti. Scimmiotto pregò il maestro di sedere al posto d'onore. Anche i briganti che avevano saccheggiato la casa di Kou si erano incamminati verso l'ovest e avevano corso fino all'alba. "Ti sembrano briganti?" "La stella della disgrazia non è tramontata sul capo del maestro" mormorò Scimmiotto. che avevano trascorso la notte fra le rovine del tempio. Quando si sono trovati davanti nostro padre. vi convinceremo a coltellate. non appena liberi. Non sapevamo che vostra eccellenza avesse poteri straordinari e che ci saremmo trovati ammanettati. li abbiamo disturbati per ben quindici giorni. muniti di torce e di bastoni. atterrito. fingendosi spaventato. mentre Sabbioso si occupò dei loro bagagli." Il reverendo acconsentì. Sabbioso lasciò cadere le sacche. "Grandi re!" rispose Scimmiotto. Riconsegnare le loro cose non è il minimo che possiamo fare?" Scimmiotto ne convenne. I fratelli Kou si presentarono. senza poter fare un movimento né dire una parola. qual buon vento vi porta?" "Hai un bel coraggio a venircelo a chiedere!" urlò un bandito. si spinsero davanti il cavallo e li portarono nel capoluogo della prefettura. le mani a mezz'aria. E più spesso le accade Di attirare il bastone. Consapevole del Vuoto. Ora li fermeremo. "Non ha soldi e ci fa ritornare per consegnare il cavallo. E se proprio vuoi farlo È a tuo rischio e pericolo! I pellegrini camminavano verso la città carichi di oggetti preziosi. Consapevole del Vuoto." Scimmiotto si volse ai suoi e strizzò l'occhio. Fu così che Tripitaka ritornò indietro con i suoi per restituire i beni rubati. superando di una ventina di li il Tempio di Splendore Fiorito e nascondendosi in una valletta fra le montagne per dividersi il bottino. Tutti si misero all'opera. raccolse una manciata di terra e la gettò in aria. Come ha potuto avvenire quello che dite?" "Eccellenza" rispose Kou Liang battendo la fronte al suolo. così ci siamo ridotti senza mezzi. Di rado ha ricompensa. Si impadronirono anche del bagaglio. Quando abbiamo saputo del grande patrimonio accumulato dal signor Kou. "Il fratello ci sa fare. Il moro che vedete l'ho ingaggiato perché s'intende di cavalli. Si disposero di traverso. bonzi! Se tenete alla pelle. bestiacce? Che cosa avete rubato? Avete commesso omicidi? È la prima volta? La seconda? La terza?" "Grazia. Sapete che gli uomini non si accontentano mai: l'ingordigia ci ha spinto a sbarrarvi la strada." Circondarono Tripitaka. ma lasciateci la vita!" Tripitaka fu sconvolto dalle notizie e balzò in piedi vibrando di indignazione: "Com'è possibile. È completamente in bolletta. "Discepoli!" gridò Tripitaka. pagate il pedaggio senza discutere. si additarono a vicenda i viandanti ed esclamarono: "Guardate! Sono i quattro bonzi che ieri hanno lasciato la città. recita sutra e non sa nient'altro. prese il cavallo per la briglia e si incamminò seguito da Porcellino. Se invece state a pensarci su. "Accoppa! Accoppa!" ruggirono i briganti incolleriti. incontriamo i malandrini sulla strada." Strinse alla vita il suo gonnellino di pelle di tigre e si fece avanti giungendo le mani sul petto: "Signori. Porcellino e Sabbioso si rivolsero a Scimmiotto: "Vedi che scalogna! Dopo la brutta notte che abbiamo passato sotto l'acqua. e intimarono: "Fermi." Scimmiotto sorrise: "Non prendetevela. mentre festeggiavamo il compimento del voto. ricuperò i suoi peli e li guardò balzar su. è inutile che vi rivolgiate a quei tre là: dovete chiederlo a me. Aspettate che faccia loro qualche domanda. La sera del giorno stesso in cui li avevamo accompagnati sono ritornati indietro. lo hanno abbattuto. Ci spoglieranno anche dei vestiti. Recare offesa al cielo è il nostro mestiere. Essi uscirono dalla porta occidentale e si lanciarono sulle tracce dei quattro pellegrini. ci quereliamo per un grave fatto di sangue e di furto con effrazione. questi ultimi ospiti completavano la cifra prevista di diecimila. cari amici. Ci raccomandiamo alla vostra commiserazione: prendete tutto." Tripitaka. ma figli di famiglia. "mio padre Kou Hong aveva nutrito monaci per ventiquattro anni. Per fortuna li abbiamo incontrati e abbiamo ricuperato la refurtiva. poi li avete accompagnati sulla loro strada attraversando Diling in pompa magna. Supplichiamo vostra eccellenza di rendere giustizia all'umile gente del popolo. "Che cosa significa tutta quella gente armata che ci viene incontro?" "Disgrazia!" squittì Porcellino. e abbiamo pensato che foste ben provvisti. portate pazienza. "smontate da cavallo e sedetevi. Sabbioso si . Quello che vedete sul cavallo è il nostro maestro: ha dimenticato piaceri e dispiaceri dei sensi. "Scherzi di magia" spiegò Scimmiotto. Se volete il pedaggio. gli occhi spalancati. Per pigrizia e incuria. tutto ciò che entra nel sacco passa per le mie mani e viene segnato nel mio registro. fra coscritti e volontari. "Non strillate! Confessate tutto!" "Eccellenza." "Non dire sciocchezze!" rise Sabbioso. con le bocche aperte." "Non abbiamo corde" obiettò Sabbioso. un uomo così squisito?" "Ha messo troppo in mostra la sua squisitezza quando ci ha accompagnato: lo sfoggio di lusso ha risvegliato l'attenzione di questi marioli. sbarrando il passaggio. Scimmiotto urlò: "Maestro. guarda bene" replicò Sabbioso. avrà qualcosa da dirci: andiamo a sentire. Hai notato qualcuno Che è caduto nell'acqua E vuoi tirarlo su? Tu pensaci due volte. e hanno forzato la porta di casa per saccheggiare ogni cosa. lo strapparono dal suo cavallo e lo legarono. Scimmiotto recitò l'incantesimo per liberarli dalla paralisi. che una simile disgrazia sia capitata proprio al vecchio signor Kou. raccoglieva centocinquanta uomini muniti d'armi da punta e da taglio. Ha riportato sulla retta via i peggiori diavoli. e in breve i banditi si trovarono legati come salami. "Sono un povero bonzo di campagna e non mi so esprimere bene. Poi fu la volta dei discepoli. lo lesse e disse: "Mi hanno detto che avevate adempiuto il vostro voto di nutrire monaci accogliendo quattro eminenti bonzi. Lasciateli perdere: è tutta gente che non può darvi soddisfazione." "Dunque siete dei briganti da strada" considerò Scimmiotto con un sorriso radioso. tremava come una foglia. Come mai non parlano?" "Maestro" rispose Scimmiotto. Come dice l'adagio: Puoi sbagliare quando arresti. i prigionieri vennero appesi a pertiche passate nei nodi delle funi. prese le disposizioni sugli affari correnti e ordinò di distribuire le tavolette ai querelanti." "Va bene. in mezzo ai discepoli. quando videro arrivare una folla di gente armata di lance e di sciabole. ritornate qui!" "Si mette male!" si spaventò Porcellino. Il Novizio si chinò. Questi bonzi vengono da lontano e hanno passato molto tempo dai Kou: il loro bagaglio sarà ben fornito. Lo attesta il poema: La bontà. e mentre si avvicinavano gridava: "Eccoci. ed essi pian piano si ripresero. si prosternarono e gridarono: "Eccellenza. Si può ben dirlo: Le disgrazie non vengono mai sole." Il magistrato convocò la polizia a piedi e a cavallo che. non siamo briganti incalliti. Scimmiotto si strappò qualche pelo e. "Ma immobilizzare il corpo non chiude la bocca. Li faremo confessare. mostrando la tavoletta ricevuta. Fagli mettere giù i bagagli. I soldi per i sutra che recitiamo. Una volta legati. brigante? Non ti muovi più?" L'uomo restava immoto e privo di parola. "Non ti rendi conto che ti stai giocando la pelle? Sembri cieco: non vedi che non siamo dei signori? Sganciate il pedaggio." I banditi confabularono: "Il bonzo sembra una persona sensata.Egli sedette sul seggio. e noi ci troveremo in una posizione delicata. e ciascuno di loro fu portato da due uomini. oboli. non sarà qualche fottuto brigantello a metterlo in difficoltà. e potrete andare dove vi pare." I briganti impugnarono dunque le armi e corsero gridando sulla strada. abbiamo dilapidato i nostri patrimoni in vino. gioco. all'alba ripresero la loro strada." Il magistrato ricevette il loro memoriale. ruberemo il cavallo e aumenteremo il nostro bottino: è un lavoretto che sarebbe un peccato trascurare. ci siamo riuniti per approfittare della notte e del maltempo e spogliare la sua casa." "Io sono rimasto commosso dalla generosità dei Kou. e vedremo se sono delinquenti incalliti o semplici pivelli. "È chiaro che questa gente sta inseguendo i briganti. ne ricavò trenta lunghezze di corda. Un altro carico di metalli preziosi toccò a Porcellino. Provvederò io a regalarvi i nostri bagagli. Con insaziabile avidità. Che cosa vuoi?" "Venite a divertirvi con i nostri amici briganti!" Porcellino si avvicinò a uno di loro e lo urtò gridando: "Che fai. Porcellino brontolava risentito. quello con il grugno lungo è un facchino. donne e divertimenti.

Lo prova il passaporto che troverete fra le nostre cose." Gli infelici furono spinti su letti di tortura. E ordinò alle guardie: "Portate il cerchio per stringere la testa e applicatelo alla zucca pelata del capo banda. Al momento il problema è tutto qui." "Siete abili a invocare la gratitudine." Scimmiotto pensava: "Anche se il destino del maestro prescrive questa prova. mentre sua moglie pressava gli ingredienti. la resa dei terreni migliorò e i crediti furono ricuperati. Osereste negare la presenza del bottino?" esclamò trionfante il magistrato. In una di quelle sacche troverete un abito orlato di broccato che vale mille pezzi d'oro. candele e offerte di frutta. Porcellino incitava alla violenza. la gratitudine ci ha spinto a togliere la refurtiva ai briganti. continuando a prosternarsi. Vi divertirete. oh padre.' Queste calunnie hanno precipitato delle brave persone nelle torture." "Padre" supplicavano Kou Liang e suo fratello. Nella rapina contro i Kou io tenevo la torcia. non posso lasciargli subire le torture. "Pretendete di venire dalle terre dell'Est e di andare nel Paradiso dell'Ovest a rendere omaggio al Buddha. "Ma se vi siete imbattuti nei briganti. lo aprì e ne tolse il passaporto. Scimmiotto si posò sulla bara e tossicchiò. finalmente. ma se uno solo la prende. "è inutile che vi affatichiate. stai per caso tornando in vita?" "No" rispose Scimmiotto imitando la voce del vecchio Kou. ora che vi hanno preso" replicò il magistrato. La moglie. se c'è qualcuno da mettere alla tortura sono io." Chiamata con l'antico soprannome. Il padron di casa attendeva alla cottura al fornello. Egli volò nella casa dei Kou. verificò la refurtiva e la restituì alla famiglia Kou. e sembra fondata. gli altri non avranno niente. si trasformò in un moscerino e fuggì da un interstizio fra le tegole del tetto. Mentre si spingevano per guardare. uno per uno. con una lampada accesa. Esaminarono le pelle del cranio di Scimmiotto." Il magistrato ordinò al capo della camera di giustizia: "Mettete in cella questi banditi e fate buona guardia. stringevo il coltello. la ronda dei pompieri iniziò il suo giro. "permettetemi di dichiarare quanto segue: l'umile monaco che vedete non è un bandito e non si è certo permesso una simile impostura. Si guardò intorno per orientarsi e prese il volo verso Diling e la strada dove abitavano i Kou. oh padre.sentiva disorientato." La moglie batteva i denti. Il giudice era già sveglio. correremo al tribunale e presenteremo l'istanza di scarcerazione. Riconosceremo i nostri errori. Ormai era la quinta veglia. Noi cerchiamo solo di stare in pace con i vivi e con i morti. La vedova. Draghi allacciati in squisiti ricami Ed orli di broccato con fenici. che allora chiamavamo Spingi L'Ago: quello fu l'inizio della sua prosperità. "Consapevole del Vuoto!" gridò. A quel tempo non possedevano più di mille mu di terreno agricolo. la vecchia si prosternò: "Vecchio mio. I quattro maestri della corte dei Tang si erano imbattuti nei briganti. Aprirono l'involto e scoprirono Le lunghe file di perle brillanti Ed un tesoro di pagliuzze d'oro. più coraggiosa. Poi ordinò la comparizione di Tripitaka e dei suoi compagni. il signor Kou aveva fortuna e figli. È mai possibile che. Lungo la via brillava una luce: si accostò e constatò che si trattava del laboratorio di un fabbricante di formaggio di soia. Quando ebbe vent'anni. Le truppe si presentarono al tribunale e annunciarono: "Eccellenza. I figli batterono la fronte sul pavimento cantilenando: "Oh padre. che avevamo incontrato sulla nostra strada. I carcerieri li vennero a frustare. Sabbioso saccheggiava oro e argento. Era una bella notte serena. "'Il monaco cinese reggeva il lume. "Che cosa aspetti per assumere la difesa?" "Che posso fare?" rispose Scimmiotto. e loro ci hanno ceduto le loro sacche. Dategli il vostro kasâya. Gli altri non c'entrano. piangeva. Aprite e prendetevelo. me ne vado" disse Scimmiotto. i figli si prosternarono e non osarono muoversi da terra. invece di godere i suoi meriti." La proposta fu una coltellata per il cuore di Tripitaka. Scimmiotto ha ucciso vostro padre. La sua fortuna fu di sposare la figlia di Zhang il Ricco. Scimmiotto volò via e ritornò nel capoluogo. i coscritti hanno catturato i malviventi. Scimmiotto non udì più i gemiti dei compagni: si erano addormentati. Gli abiti di stoffa ordinaria non valevano gran che. Proprio perché il signor Kou ci ha ospitato generosamente per quindici giorni." Il magistrato li ricompensò della pena che si erano data. Ma ora che la notte e la prova stanno per finire. ma non vi trovarono nemmeno un graffio. Riprenderemo l'interrogatorio quando avrò ricevuto il mio superiore. la mia missione è di restare in questa casa per un mese e di metterla sottosopra in modo che nessuno sopravviva. quando sua grandezza riprenderà il processo. "vi supplichiamo. Ed ecco che i briganti lo hanno ucciso a calci. quando stai male. e prega vostra eccellenza di andargli incontro nei sobborghi. che venne a vedere: "Che cos'è questo baccano?" Le guardie si inginocchiarono: "Stavamo battendo questi bonzi briganti di strada." I carcerieri frugarono nelle sacche. abbia dovuto finire così? Che triste vicenda!" Scimmiotto non perse una parola. Che sfortuna! Aveva sessantaquattro anni e possedeva tutto ciò che serve per godersi la vita. come si vedeva . si procurarono una terza corda e stavano per ricominciare. ma si resero conto che quella cosa fosforescente avvolta nella carta oleata doveva costare un sacco di soldi. ma non ne poteva più e si dovette rassegnare: "Come vuoi. ritornate da dove venite e non fate del male a nessuno! Appena farà giorno. Per fortuna arrivate voi: aiutateci a dividere. alla residenza del magistrato. quel bonzo non c'entra. si preparava a mostrare le sue capacità. sarà bene che prepari ogni cosa per farlo uscire di qui al levar del giorno." L'ufficiale esaminò il kasâya e il restante contenuto delle sacche. perché non li avete assicurati alla giustizia? Ve lo impediva la vostra gratitudine? Come mai abbiamo trovato solo voi quattro? Ecco qua: la querela di Kou Liang fa appunto i vostri nomi. pieno di sigilli e di scritte di molti paesi. Il capo banda sono io. Era un uomo buono. e a riportarla al legittimo proprietario. sapremo come regolarci. le quattro del mattino. batté la mano sulla bara e domandò: "Vecchio mio." "Ma noi non abbiamo soldi. Poi gli somministreremo le verghe. Non toccate niente. un'altra il petto e una terza la testa. il rumore che facevano attirò l'attenzione del capo. Preghiamo vostro onore di procedere a un attento esame dei fatti." Guardate che bravo: si rimpicciolì per liberarsi dalle cinghie che lo legavano al letto. Da piccoli eravamo compagni di scuola. sputa la grana.. ma in realtà questa non è che la copertura della vostra attività di briganti. Nel tempo ha accumulato una fortuna di centinaia di migliaia di sapeche. Suo padre si chiamava Kou Ming. Da quando entrò in casa sua. dove una cinghia serrava il ventre. Quali innocenti avrei rovinato con lingua velenosa?" "Non prendermi in giro!" urlò il Novizio. Abbiamo trovato questa cosa che non sappiamo come utilizzare: romperla per dividere sarebbe un peccato." Il tamburo dalla torre annunciò il cadere della notte. avevano ricuperato la refurtiva e la stavano riportando qui per mostrarsi grati. Altrimenti." Tutta la famiglia corse ad ardere biglietti di carta moneta. dove non troverete cani che vi abbàino. "Come dice l'adagio: La vita è bella finché è sana. Tripitaka soffriva il martirio e ripeteva: "Consapevole del Vuoto." "Vostro onore" rispose Tripitaka. e faticavano a farsi versare la rendita." "Allora incominciate da lui" ordinò il magistrato. Verso la quarta veglia." Tripitaka si sentì come una barchetta nell'oceano in burrasca. quando giunse l'annuncio: "Sua signoria il Secondo Protettore Chen sta giungendo dalla capitale. il tudi e la divinità delle mura e dei fossati sono corsi pieni di indignazione a informare Yama. ma tenne duro e chiese: "Se sei morto. Perciò mi sono tenuto in disparte e mi sono astenuto da difese e da interventi magici. Le guardie si misero all'opera: incoronarono Scimmiotto e tirarono la corda. Le nuore corsero via spiritate agitando le braccia. avevo cinque anni più di lui. luna e stelle splendevano ancora.. finché si ruppe con uno schiocco. Vide un sacchetto di tela. Che bell'idea quell'accusa falsa! Ora gli innocenti sono chiusi in carcere per la querela presentata dai nostri figli. seduta su un cuscino." "Proprio così. "Il bottino testimonia contro di noi. Il re dell'inferno mi ha mandato qui sotto buona scorta fantasma per dirvi di farli liberare immediatamente. rubavo e uccidevo." "Va bene. gli portava un buon guadagno." "Signori ufficiali" gridò Scimmiotto. Entrarono i figli accompagnati dalle nuore. alla tua età ricordi ancora il mio soprannome da ragazza. Qualunque affare intraprendesse. Pensava: "Fra le prove imposte al maestro c'era evidentemente anche questa notte in prigione. Misero una corda nuova e ricominciarono a tirare: nuova rottura. nemmeno i cani e le galline. come faremo? Come faremo?" "Ci battono per spillarci un po' di soldi" fece notare Scimmiotto. Senza capire che cosa non funzionasse per il suo verso. che portavano offerte di riso. "Discepoli miei" si lamentava Tripitaka "come faremo?" Scimmiotto rideva: "Adesso venite al fresco: è un posticino tranquillo." E quando vide le guardie preparare la corda per stringere il cerchio dichiarò: "Vostro onore. bastoncini d'incenso. Lui diceva: "Mamma. Per i pellegrini fu anche questa una notte inquieta." I pellegrini furono chiusi in carcere. come mai parli?" "Il re dell'inferno Yama mi ha fatto accompagnare qui dagli spettri perché dica una cosa: la mia vecchia Spingi L'Ago ha usato la sua lingua velenosa per rovinare gli innocenti. ma in realtà non lo siamo. noncurante. altrimenti avremmo rischiato di metterci nei pasticci. Esclamò: "Queste non sono cose da briganti! Per fortuna mi sono cadute in tempo sotto gli occhi. "Voi bruciate carta moneta. A quarant'anni si è volto al bene e ha fatto voto di nutrire diecimila monaci. Consapevole del Vuoto. Il dio del carcere. ma gli è mancata la lunga vita. suo padre morì e lui dovette assumere l'amministrazione del patrimonio." "Vanno bene anche i vestiti. Domattina. siamo stati arrestati e scambiati per i ladri. Scimmiotto. Mentre lo facevamo. Il feretro era stato collocato nella sala principale.

Ho fatto arrestare i ladri e voi avete ricuperato la refurtiva. i funzionari hanno ragione. non trascurare di bruciare carta moneta per me. Perciò ha lasciato il mondo terrestre in quel modo. Andremo dai Kou. e mise avanti un piede che bastava a riempire l'aula d'udienza. il magistrato. "Interrogherò il morto: saprà ben dirci chi l'ha ucciso. Porcellino e Sabbioso. Non ho mai trascurato di offrirvi incenso mattina e sera. entrò dallo spiraglio che aveva utilizzato per uscire e si rimise a letto. e non resterà gran che dei funzionari di questa misera sottoprefettura. come una celeste amnistia. posso prolungare la sua vita terrestre di un ciclo di dodici anni. Un raggio di luce divina. i nostri bagagli sono finiti nelle mani dei carcerieri. "Smetti di piangere. "Funzionari. vi prego. gli chiesero quale fosse lo scopo della visita. Dopo i saluti." Il magistrato ascoltava. state all'erta. e se qualcosa mancherà. Ci ha ordinato di chiedere la liberazione degli innocenti. Come potete immaginare. gliele darò io le botte!" Quando entrarono nell'aula del tribunale. Appena arriverò in tribunale. "Chi di voi ha aperto la pratica del fantasma di Kou Hong. ritornate da dove venite. Vedrete: reclamerò la restituzione del cavallo e dei bagagli." Il magistrato. Porcellino si chiedeva inquieto quali nuove torture avrebbe portato la giornata. Ordinò subito al cancelliere della camera di giustizia di redigere un mandato di comparizione per i detenuti. Tripitaka cercava di metter pace: "Discepoli. e di finire la sua vita senza imbrattare le lenzuola del suo letto. che mi ha fatto accompagnare qui." E d'un balzo salì in cielo. Lo facciamo chiamare. e griderebbero all'imbroglio. La persona che vedete è il direttore generale dell'inferno. Con una capriola il grande santo raggiunse il mondo delle tenebre ed entrò nella Sala della Rete della Foresta. sotto il Ponte Senza Appello i fantasmi ritornavano in vita." Scimmiotto ridacchiava fra sé: "Dunque è la sacra immagine dell'onorevole zio. grazie alla protezione della virtù dei suoi antenati. Infine la gente vide e comprese che si trattava di un immortale che cavalcava le nuvole. esclamò: "Maestro. Scimmiotto svolazzò all'aperto e ritornò a Diling." Il magistrato rifletteva: "Non è poi tanto strano che il fantasma di un morto ammazzato si mostri inquieto per qualche giorno. diede un colpetto di tosse." "Porterò la tua risposta al signore Yama. siamo caduti in un errore increscioso. e li mandò a prelevare. quello che nutriva monaci nella sottoprefettura di Diling? Fatemi il piacere di rintracciarla subito. Egli vi accusa di aver chiuso e malmenato nella vostra prigione un figlio del Buddha in cerca di scritture. Dizang. fino a ridurla in cenere e polvere. "nessuno mi prenderebbe sul serio. prosternandosi senza tregua. e il suo ospite rispose cortesemente: "Il destino di Kou Hong era di non superare in anni d'età il numero degli esagrammi(20). Ma lui disse: "Signori. quando vide Scimmiotto. caro zio." Scimmiotto si congedò per recarsi al Palazzo delle Nuvole Smeraldine. e d'altronde il ritrovamento della refurtiva ci aveva indotto in errore. che ancora non si era lavato la faccia né pettinato. illuminava il dominio delle tenebre e splendeva dappertutto." Il paggio abito-d'oro lo accompagnò nella sala. sotto pena delle peggiori disgrazie. che ci stava riportando il bottino tolto ai briganti." Sabbioso issò a cavallo il reverendo in mezzo all'aula di giustizia. se non mi date retta lo abbasserò sulle vostre teste. Che cosa significa questa istanza?" "Eccellenza" replicarono i ragazzi piangendo. e aspettate invece di essere invitati a sedere al posto d'onore. Dopo un po' ricomparve: aveva fatto la sua toilette. Quando furono introdotti e presentarono l'istanza di scarcerazione dei detenuti. "Ecco qui una madre di famiglia che fabbrica calunnie a danno della brava gente" disse Scimmiotto alla signora Kou. facendole passare per briganti?" I funzionari. il magistrato si irritò: "Ieri vi eravate querelati per il furto dei vostri beni. per carità." Il signor Kou si profuse in . Il pusa è tanto gentile da concedervi. Ora interrogherò tuo marito: provvederà lui a smentirti. schiaccerà noi e ridurrà in polvere la nostra città." "Kou Hong è una persona perbene. il vostro filiale nipote Qiang Kunsan ricopre attualmente il posto di magistrato nella prefettura Terrazza di Bronzo. Va da sé che tutti pregarono e bruciarono incenso. Io torno fra poco. i fratelli Kou corsero a inginocchiarsi con alte grida davanti alla porta. Quei bonzi non sono briganti. mi era sembrato adatto per assumerlo come segretario generale del registro dei destini propizi. diciamo. dove chiese del pusa. Altrimenti sarai convocato all'inferno per chiarire come stanno le cose. Scimmiotto espose il caso. si affrettarono a far portare cavallo e bagagli. "Stai tranquillo" gli disse ridendo Scimmiotto. perché la vostra testimonianza è necessaria per mettere in chiaro le circostanze della vostra morte. Non abbiamo mandato a prenderlo noi. Io sono venuto qui a riportarvi fra i vivi. La cosa ha indignato le divinità locali. si addormentò. e tutti i presenti si avviarono verso la sottoprefettura e la casa dei Kou. Viste le sue referenze. Da parte tua. mentre i funzionari si riunivano negli uffici della sottoprefettura. e ho ricevuto un incarico dall'Imperatore di Giada. per carità! Ci farete morire di paura!" Scimmiotto tornò a trasformarsi in moscerino. un'aspettativa: ritornerete qui fra una dozzina d'anni." E colse l'occasione: "Saggio nipote. Certi briganti vi hanno ucciso prendendovi a calci. livido di spavento. Ma mio zio è morto cinque o sei anni fa. un altro che recava una sedia pieghevole. Devi riesaminare il caso e liberare i monaci senza indugio." Naturalmente i funzionari credevano che Scimmiotto scherzasse. così ripartirà con voi. dopo le cortesie d'uso. di un santo capace di ridar vita ai morti. L'incarico che ho ricevuto è di ordinarvi di rimetterlo subito in libertà. Ma come hai potuto spingere la tua ignoranza fino a imprigionare dei santi monaci come se fossero dei briganti? Il tudi. dov'era riunita la famiglia in lutto. Senza avere idea di chi fosse il personaggio rappresentato." Terrorizzati. Quello si rifugiò spaventato in camera sua. rispose: "Vi prego. spaventati. ciò ha fatto sensazione fra gli dèi dei tre mondi. Spuntava l'alba. finché il cadavere è ancora caldo e ci sono misteri da risolvere. certo hai onorato i tuoi antenati esercitando la tua carica senza farti corrompere. Vogliate scusarci!" Chiesero quindi se in carcere avessero subito danni o perdite. Scimmiotto volò nella sala principale.dalla luce che brillava nella sua camera. "questa notte l'anima di nostro padre si è manifestata per rimproverarci di aver fatto incarcerare ingiustamente il santo monaco. Piano con i piedi." "Buona idea" acconsentì Scimmiotto. Che cosa sta succedendo?" In quel momento entrarono in folla i funzionari di Diling. "Se si accorgessero che chi parla è soltanto un moscerino" pensava il Novizio. I fratelli li accolsero pieni di paura. Ecco perché ci siamo ripresentati. Ha incontrato un paggio abito-d'oro al servizio di Dizang. li farò liberare. Ma poiché i discepoli non sembravano disposti ad accontentarsi. che si sono presentate a rapporto dal re Yama. salvatemi!" "Non so se vi rendete conto della situazione. il sottoprefetto e i funzionari di ogni ordine e grado andarono loro incontro: "Ieri non abbiamo potuto approfondire l'inchiesta per l'arrivo del nostro superiore. Scimmiotto si fece avanti con gli occhi sgranati per la collera e dichiarò con voce tonante: "Un tizio del tribunale si è impadronito del nostro cavallo bianco. chiedendogli di ordinare la scarcerazione. Se tardiamo. ascoltate: sono un dio ambulante. Se volete saperne di più. "Nessuno ti toccherà: ho sistemato le cose. la montagna dei Diecimila Coltelli era spianata. Adesso ce li dovete restituire senza indugio. e dovrebbe giacere in pace. questa volta volò sul tetto della prigione. Ma per riguardo a voi. dove. Poi farò una passeggiata sulla città e la pesterò ben bene. con la speranza che vostra eccellenza accolga la nostra istanza. la colpa dell'errore fu attribuita alla famiglia Kou. che lo accoglievano giungendo le mani. I dieci giudici accolsero il grande santo e. tremando di spavento. indossato l'abito da cerimonia e reggeva due bastoncini d'incenso accesi: "Sacra immagine del mio onorevole zio Qiang Qianyi. Nella città delle vittime di malamorte i farfarelli si convertivano. e li condussero nella camera ardente. ho un altro piede delle stesse dimensioni di quello che vedete." Assunse quindi dimensioni gigantesche. dov'era appeso alla parete un rotolo che rappresentava un mandarino a cavallo di un leardo pomellato con la sua scorta: un uomo che reggeva un parasole azzurro. capeggiati dal sottoprefetto: "Vostro onore. Non inginocchiatevi. che gli ha permesso di superare gli esami nel gruppo dei primi laureati. inchinandosi per ringraziare. ma figli del Buddha in cerca di scritture. fate compagnia al mio maestro. Intanto il magistrato salì in cattedra. e ad accertare che non mancasse nulla. guai in vista! L'Imperatore di Giada ci ha mandato un dio ambulante per esigere l'immediata liberazione di quelle brave persone che sono state incarcerate. non potete prendervela con loro. Questa volta tocca a me interrogarvi: avete idea di quale sia la pena per avere arrestato delle persone innocenti. li interrogheremo e stabiliremo chi dice di averci visto agire come briganti. Perché oggi mi fate questo scherzo? Vi supplico di non terrorizzare la gente di casa con manifestazioni di rumori diabolici. si posò nel bel mezzo del ritratto e quando vide comparire il magistrato. ma è venuto da solo. L'azzurro sopra l'edificio si coprì di un velo di nubi iridate: un soffio di buon augurio proteggeva l'anima primordiale. I funzionari non sapevano come scusarsi: "Eravamo fuorviati. si inchinò e ripeté la propria versione dei fatti. seminando il panico fra i giudici infernali." Tripitaka giunse le mani. che l'ha accompagnato a visitare il suo padrone." Il magistrato accese altro incenso e molta carta moneta. i funzionari si gettarono a terra: "Vostra eminente santità non dubiti: sottometteremo immediatamente il caso al magistrato. malgrado le cinghie. il dio del carcere e quello delle mura e dei fossati se ne sono lamentati con il signore Yama. Non appena furono distribuite le tavolette. I mille alberi-spade erano sconvolti. mentre gli assessori dei cinque orienti si prosternavano.

benché lo abbia già incontrato come grande immortale Testa d'Oro. basta guardarvi. Ampie finestre si spalancano sullo spazio. la persona che ci chiama è il grande immortale Testa d'Oro. impeccabile. nella sottoprefettura un dio ambulante. mi raccontò che sarebbe arrivato da queste parti in capo a due o tre anni. "Ieri eravate a brandelli. Ma la notte scorsa è successo un pandemonio: qui si è manifestata la tua anima. cipressi millenari. quando scorsero file di alte torri e di superbi padiglioni. Certo al mio maestro piacerebbe non aggravare il ritardo. "non continuate a inchinarvi. Ogni viandante sulla strada che correva ai piedi delle montagne praticava la pietà. non scendete nemmeno da cavallo. che vi fornirà ogni particolare.prosternazioni. si accorse dei funzionari che affollavano la sala e si prosternò anche a loro: "A che cosa è dovuta la vostra presenza nella mia umile dimora?" "I tuoi figli avevano accusato i santi monaci" spiegò il magistrato. ascoltate il prossimo capitolo. per caso. verde smagliante dei pini dopo la pioggia. C'è ancora strada da fare. I ladri erano una trentina di briganti. cadeva la sera. snelle colonne toccano le nubi. indicateci voi il cammino. e un'inchiesta non abbastanza approfondita li ha fatti finire in carcere. unito il vero Del Cielo alla natura personale. La terra del Buddha era ormai prossima." "È vero: sono venuto qui più volte. Dalla loro cima bisogna abbassare il capo per vedere il sole al tramonto. ma egli si rifiutò fermamente." Il grande immortale rise. toccano la Via Lattea." Tripitaka si inchinò e pregò. che abita il Tempio della Verità di Giada ai piedi del Monte degli Avvoltoi. Scimmiotto lo avvertì: "Maestro. Il grande immortale fece loro strada nel suo tempio e fece servire il tè e una colazione. Come ogni abitante di quel luogo meraviglioso. Figuriamoci se c'entravano i quattro pellegrini!" E chiamò sua moglie: "Tu sapevi! Come hai osato presentare una falsa accusa? Ora sua eccellenza ti metterà sotto processo. circondato da mille vapori di buon augurio: quello è il picco degli Avvoltoi. e loro mi presero a calci fino a spedirmi all'altro mondo. un giovane ritto presso la porta gridò loro: "Sareste per caso quella gente dell'Est in cerca di scritture?" Il reverendo si aggiustò la tonaca e lo osservò. Indossa un abito di broccato e agita uno scacciamosche di giada. Subito il morto respirò. L'accompagnamento della folla di amici e parenti. Quando maestro e discepoli ebbero completato le abluzioni. dovete muovervi per via di terra. Altrimenti farete come nel detto: frustava quando il monte era lontano. Ce ne avete messo del tempo! Non speravo più di vedervi arrivare. Dov'è la gioia assoluta. "Devo dire che Guanyin mi aveva imbrogliato." "Sono confuso di avere abusato della vostra pazienza. ma si attraversava la sala centrale e si imbucava una porticina sul retro. Se non vi disturba troppo. Un bagno caldo è quello che ci vuole. E ora che siete arrivato. "Perciò li avevo fatti inseguire dalle guardie. tutti ammirano il volo dell'uccello scarlatto. "Maestro" osservò ridendo Scimmiotto. pini antichi. quando partì per individuare il cercatore di scritture. Perenne bellezza di fiori di primavera. Ora si nettano Da ogni lordura e trovano. quando li vidi frugare la mia casa non potei resistere all'impulso di cercare di farli ragionare. puntando il frustino verso gli edifici. impugnò il bastone da pellegrino e andò a prendere congedo dal grande immortale. Dopo alcuni li. angelica purpurea e frutti di immortalità che crescono un anno dopo l'altro. Al Monte degli Avvoltoi. e in questo modo perdete tempo. Per la notte restarono ospiti del Tempio della Verità di Giada." Tutta la gente di casa. Ho dovuto liberarli subito. È un elegante gentiluomo alato di straordinaria bellezza. Se poi non sapete che cosa avvenne quando incontrarono il Buddha. vecchi e giovani. dalla quale i sutra si diramano in tutto l'universo. e il suo scacciamosche scuote polvere santa. CAPITOLO 98 UNA QUERELA PER FRODE E CONCUSSIONE OVE SCIMMIA E CAVALLO RAGGIUNGONO LA SAGGEZZA. Gialle gru recano l'annuncio dell'autunno che languisce. Mentre si avvicinavano all'ingresso." "Sono pratico del posto" intervenne Scimmiotto. Qui è la sala autentica in cui si discute la Via. prese per mano Tripitaka e guidò Candana verso la porta della Legge. "È strano: tante volte siete corso a prosternarvi davanti a Buddha finti e a false mete. Maestro e discepoli camminavano da sei o sette giorni. ed era diversa dalle altre: si vedevano solo fiori preziosi. ESCONO DAL GUSCIO E. si ripeté con lo stesso fasto della volta precedente. Ma il magistrato magnanimamente risparmiò loro altre accuse. CONTEMPLANO IL BEATO. ma il santo monaco non ci può ancora salire. si erano imbattuti nei ladri. Poi i suoi paggi misero a scaldare l'acqua profumata perché il santo monaco potesse fare le sue abluzioni prima di presentarsi al Buddha. ma l'immortale gli disse: "Aspettate che vi mostro la strada. Non so come ringraziarvi dell'alta benevolenza che mi concedete: sono proprio commosso" rispose Tripitaka giungendo le mani. "Guarda che bei posti. I sacri palazzi sono arche preziose. I malvagi Non possono farci nulla. Si slanciano di cento piedi verso il cielo. che li trovarono carichi della refurtiva perché. si potrebbe cogliere una cometa tendendo la mano. e devo a voi se sono ritornato dall'inferno. Per sbaglio sono stati arrestati. a casa mia quella del mio defunto zio. Raggiunto l'obiettivo. Kou Hong ordinò di preparare un grande banchetto per ringraziarlo." "Eccellenza" rispose il signor Kou restando in ginocchio. fenici dai mille colori portano il messaggio della sera nella limpida brezza. e in breve si riprese tanto da balzar fuori e prosternarsi davanti ai quattro pellegrini: "Ah. siete proprio un figlio del Buddha. si trovarono in riva a un corso d'acqua molto . erba di diaspro. ma oggi siete fresco ed elegante. Il Cielo non abbandona L'uomo dabbene." Tripitaka si inchinò per congedarsi e riprese il cammino." Tripitaka si fece avanti per salutare. Sulla loro strada non incontravano famiglia che non fosse volta al bene. con brevi riposi notturni e partenze allo spuntar dell'alba. l'avevano ricuperata e volevano restituirla. Proseguon con fermo passo Nella cerca del Beato. che l'immortale indicò: "Santo monaco. il Fondatore. e faceva scoppiare il cavallo. Sconfitti tanti diavoli. la terra santa del Buddha. Gli sramana Fanno lieta accoglienza. "Lo credo che sono belli!" rispose Scimmiotto. "Sei pratico di nuvole e di voli ad alta quota. la terra Del Buddha si apre a loro. Si è vestito per partecipare al banchetto dello Stagno di Diaspro. maestri! Ero morto prematuramente. santo monaco!" esclamò ridendo il grande immortale. COMPIUTA L'IMPRESA. L'indomani Tripitaka indossò il suo kasâya con gli orli di broccato e il cappello alla Vairocana. non faceva che prosternarsi. Il proprio corpo imperituro. "siete ormai in terra benedetta e in vista della vostra meta: io vi lascio. ogni viaggiatore che attraversava la foresta recitava sutra. Superate le pene ed i travagli Per rinnovarsi dentro i tre rifugi. Da lì si vedeva la montagna. Non si usciva dalla porta principale del tempio taoista per riprendere la strada maestra." Tripitaka lo salutò rispettosamente e voleva andarsene. I pellegrini trascorsero finalmente una notte tranquilla nella casa. e il giorno dopo Kou Hong ritornò a battere il chiodo di nutrir monaci e a insistere perché Tripitaka rimanesse suo ospite. con stendardi e baldacchini. gode di vita eterna: la sua longevità lo eleva al disopra del mondo di polvere. Il santo monaco non riconosce questo abitante del Monte degli Avvoltoi. ma sempre in volo. Reca al gomito una tavoletta di immortalità e calza sandali d'oro. "Eccovi finalmente. né casa che rifiutasse di nutrir monaci. osservate il fausto splendore di cinque colori in mezzo al cielo. ma i funzionari non accettarono e se ne tornarono al loro yamen. Consapevole del Vuoto!" esclamò Tripitaka. dove una nuvola lo portò in breve alla casa dei Kou. Tanti anni fa. e loro sono venuti a risuscitarti. Come lo spiegate?" Tripitaka restò a bocca aperta e smontò precipitosamente. Porcellino aprì la bara e Scimmiotto tolse l'anima dalla propria manica e la introdusse nel corpo." Mentre li ringraziava calorosamente. Si infilò quindi quel vapore in una manica e lasciò l'inferno per ritornare nel mondo dei vivi. Il grande santo guidava il monaco cinese e i suoi compagni su per la montagna. Scimmiotto ringraziò il direttore e soffiò sul fantasma trasformandolo in vapore." "Santo monaco" disse il grande immortale. "avete fatto davvero un grave torto a questi santi monaci. costruite di perle e di gioielli.

quattro grandi vajrapani li fermarono e chiesero: "Il santo monaco è fra voi?" "Ecco il vostro discepolo Xuanzang" rispose inchinandosi Tripitaka. Ma non lo diede a vedere. che tirava il cavallo e portava i bagagli. "Vedete che c'è un ponte laggiù? Per ottenere il giusto frutto. Porcellino e Sabbioso. ma un semplice. Non è colpa mia. se sai farlo! A Tripitaka veniva il batticuore: "Consapevole del Vuoto. che nello stesso modo la trasmisero a quelli della terza. preferisco salire su una nuvola. si inginocchiarono in posizione lunga. Dopo tre giri di saluti. intorno non si vedeva traccia umana. spingevano. sopra una distesa d'acque così ampia e tumultuosa?" "Guardate me!" Il grande santo prese la rincorsa. maestro. "il grande immortale non avrà sbagliato? Non possiamo essere sulla buona strada. Maestro. il Novizio rise e gli disse: "Non abbiate paura. "Aspettate almeno di arrivare dal padron di casa. Il barcaiolo si congratulò. I quattro pellegrini si prosternarono al Buddha e poi si rivolsero a destra e a sinistra per salutare gli astanti. Sommità nelle nubi. gli undici grandi luminari e i diciotto difensori. che siamo compagni di viaggio" disse Scimmiotto. il rematore vogava a bratto e gridava: "Traghetto! Traghetto!" Quando la barca fu vicina. Tripitaka scese a terra con un balzo leggero. maestro e discepoli incontrarono diversi pii laici e uomini dabbene. tanto che stavano per venire alle mani. Arriva il traghetto. le gru. essi divengono Buddha. All'ingresso del monastero." Il reverendo si avvicinò e vide un cartello con tre caratteri: Passerella Tocca Nuvole Non era un ponte. da un ufficio all'altro. le loro danze sono uno spettacolo raro. Nemmeno mille kalpa consentirebbero di giungere alla gran sala della Legge. aiutava a imbarcare i condiscepoli. Così stretto E scivoloso. Ripresero allegri la salita della montagna: i loro corpi erano agili e lievi. Andate prima da Sâkyamuni. ma Scimmiotto lo tirò per il braccio. È una terra più bella del paradiso. caos di rocce dalle forme bizzarre. non è praticabile Dai comuni mortali. non dovete rendere omaggio a noi." Scimmiotto giunse le mani per ringraziare: "Vi sono grato di essere venuto a traghettare il mio maestro. il Beato. I fiori di utpala spandono profumo ai piedi del magnifico stupa. Il maestro non sapeva dove mettere i piedi e finì per cascare nell'acqua. Il buddha prese il largo e spinse l'imbarcazione con forza e dolcezza. non videro più né lui né la barca senza fondo. Fenici dai colori brillanti volano a coppie e cantano al sole. La barca è sicura. viene in cerca delle scritture." Tiravano. "Non perdiamo tempo in formalità fra noi. rinuncio a diventare buddha. intanto. E vede infine adempiuto il suo voto. i tremila rivelatori. color oro bruciato. Guardate bene: quel morto siete voi. Il suo pensiero Ha dedicato solo al giusto frutto. che rispondevano al saluto giungendo le mani e gridavano: "Reverendo.largo. "Ma è impraticabile! Come si fa a camminare su quel legno così stretto e scivoloso. Presto giunsero in vista del Monastero del Colpo di Tuono. gibboni immortali balzano di ramo in ramo in cerca di frutti. radici che scendono a congiungersi alla catena del Sumeru: file di picchi aguzzi. devi attraversare quel ponte." "Che zelo! Che piega schiena indefesso!" sghignazzava Scimmiotto. santo monaco. i bambù. il decreto d'oro di convocazione del santo monaco passava da una sezione all'altra. Anitre mandarine sono posate sulle tegole d'oro. "Coraggio! Venite anche voi!" Tripitaka fece un gesto di diniego con la mano. per ordine e . si rotolavano. Da vicino non è che un tronco viscido Sopra le acque in tumulto. contro vento e marea Ed è sicura e stabile in ogni avversità. vieni!" Porcellino si gettò per terra e gemette: "Non mi fido! Scusami tanto. Scimmiotto spiegò chi era. si rese conto che il barcaiolo era il buddha Accogli e Passa. Come si possono attraversare acque così agitate senza un'imbarcazione?" "La direzione è giusta" rispose ridendo Scimmiotto. Le pareti sono coperte di colori e disegni. lunghissimo tronco d'albero: Ponte di giada gettato sul vuoto. Mentre si disponevano in fila." Il reverendo esitava. i cinquecento arhat. e le splendide fenici. upâsikâ. bestione. Ma è grazie a voi che siamo stati liberati e abbiamo trovato il cammino che porta al giusto frutto. il Supremamente Onorato: "Il santo monaco della corte dei Tang è giunto al monastero." Uno dei vajrapani si incaricò di trasmettere la notizia ai quattro grandi portatori di folgore della seconda porta. liberata Dal corpo è tutta gioia e tutto amore. "Aspettate qui. i cervi. si accorsero con stupore che era priva di fondo. Sabbioso dovette intervenire per separarli. i prati." "È vero!" gridò Porcellino. bisogna passare di là. e Tripitaka finalmente comprese e volle ringraziare i suoi discepoli. lunghe prospettive di torri e padiglioni preziosi. Ogni destino si compie là dove non giunge la polvere del mondo. In quel momento Tripitaka gridò: "Smettete di litigare. detto anche Buddha del Sacro Stendardo. un essere umano non può passare quel ponte. Sostavano alla terza porta i divini monaci del Servizio delle Offerte. "Naviga da millenni. È proprio questo che si intende per 'vasta sapienza'. Il sentiero serpeggiante è bordato di angelica purpurea e di orchidee profumate. Completata l'impresa. uno dei quali si recò nella Sala del Grande Eroe ad avvertire il Buddha Sâkyamuni in persona. gli abeti. A est come a ovest si vedono palazzi squisiti e arche di perle. Il reverendo rabbrividì. traversa mille kalpa E sa condurre all'Uno. Dormendo con un sasso per guanciale E ripartendo all'alba. "Il vostro discepolo Xuanzang. bhiksu e bhiksuni. che cosa è brutto? Che cosa è buono. saltò sul ponte e corse fino all'altra sponda senza un attimo di esitazione. e decorate con agate. Guardate che spettacolo questi fiori. Che cosa è bello. Libera da ogni polvere. Sulla rupe crescono splendidi fiori ed erba di diaspro. L'anima primitiva. con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. che cosa è cattivo?" Tripitaka non rinunciò ai suoi inchini e genuflessioni." "Invece la strada giusta è proprio questa" ripeteva ridendo il Novizio. lavati da terrestre polvere." Il Buddha si rallegrò e fece convocare gli otto pusa. Nel boschetto. dove si tenne scuotendo il vestito bagnato e imprecando contro Scimmiotto. il cavallo e i bagagli: tutti in precario equilibrio sul bordo della barca. A nord come a sud. i quattro vajrapani. naturalmente mise ogni impegno a osservare l'etichetta e il cerimoniale." In effetti si vedeva una barca che risaliva il fiume. e si limitò a gridare: "Da questa parte. dalla corrente turbinosa. Nella loro passeggiata attraverso la foresta di pini e il boschetto di verdi cipressi." "Fratello. È più sicuro Camminar sulle nubi. barcaiolo!" La barca toccò la riva e Tripitaka chiese: "Come fai a trasportare gente su questa vecchia barca sfondata?" "La mia barca" rispose il buddha. Le bianche gru appollaiate sui pini sembrano di giada. Quando si volsero a ringraziare il battelliere." "Chi te la dà l'autorizzazione a cavalcare vento e nuvole. in questi paraggi? Per diventare un buddha. un alone purpureo circonda l'edificio Protezione della Legge. Il Beato lo esaminò e lo restituì a Tripitaka. Confrontateli con i luoghi di fantasmagoria diabolica che abbiamo attraversato. e presentarono il passaporto. ha passato Tremila fiumi e diecimila monti. vi andiamo ad annunciare. non sono capace. Quando raggiunsero l'altra riva. ma questo è ben diverso E si può caricare di ogni essere vivente. Porcellino e Sabbioso si mordevano le dita: "È una parola! Troppo rischioso!" Scimmiotto riattraversò il ponte e tirò Porcellino per il braccio: "Dài. salite a bordo. Il quale. Una luce iridata splende sulla sala Devarâja. e poi faremo conoscenza. la Legge che consente di giungere all'altra riva. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka allarmato. Battello senza fondo Non galleggia sul mare. Cerchiamo un'altra strada. Si gridava: "Si faccia entrare il santo monaco!" Il monaco cinese entrò in compagnia di Scimmiotto. ma il barcaiolo lo ripescò e lo fece salire dritto sul bordo. "Siete proprio voi!" esclamò Sabbioso battendo le mani. La corrente portava verso di loro un cadavere umano. Il reverendo si inchinava a upâsaka. rivolti al Buddha." Il reverendo seguiva il Novizio e si sentiva inebriato. Scimmiotto. "Avete avuto bisogno della nostra protezione per stabilire la dottrina e ottenere la gioia di sfuggire al retaggio mortale. Dall'anno in cui lasciò la sua città Per adempier l'incarico.

che saziava lo smisurato appetito con quei cibi capaci di trasmutare carne e ossa mortali. i due onorevoli condussero i quattro pellegrini ai piedi della torre." "Chi è di servizio oggi?" chiese. darei volentieri tutta la collezione. Scimmiotto montò in cielo e Sabbioso rimase a guardia di quello che restava. 130 rotoli Sâmghika sûtra. mentre Porcellino tentava un vano inseguimento e rotolava per terra." Secondo le direttive ricevute. e dategliela perché la diffondano nelle terre dell'Est. prendete qualche rotolo di ciascuna delle trentacinque opere dei miei tre panieri. Al bene non ci pensate. i nostri discendenti moriranno di fame. "Ânanda. 100 rotoli Sutra della sacra permanenza. La voce melodiosa della fenice rossa arrochisce. Il suono delle campane viene rapito a tremila leghe di distanza. Kâsyapa. Luci e splendori abbagliano la vista. Il posto era pieno di oggetti rari e preziosi. 140 rotoli Ratnagarbha sûtra. prima di rinascere da bestie che siete. 800 rotoli Pañca-nâga sûtra. con lo stesso risultato. Si spezzano i rami dei pini. A che cosa serve riportare a casa questi rotoli non scritti? Non oserò nemmeno farmi vedere dall'imperatore. perché lo intese come una manifestazione di buon augurio." Porcellino e Sabbioso intervennero per rabbonire Scimmiotto. il fagiano lancia strida disperate. Ma non c'è verso: siete tanto ciechi e stupidi. frutta e piatti di mille sapori squisiti. Ma valeva la pena di percorrerla. 110 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. Poi ritornarono davanti al trono a ringraziare il Buddha e se ne andarono verso l'uscita. per timore di quella sbarra che avrebbe potuto rompergli il collo. armi e utensili. i riti e la saggezza. se diamo i sutra gratis. strappò le sacche e ne disperse il contenuto nella polvere. 270 rotoli Vajracchedika sûtra. Mai troveresti in terra queste cose." "Maestro" disse Scimmiotto. la gru. e disse: "Queste terre dell'Est non sono altro che quelle del continente meridionale. Andrò io dal Buddha a mettere le cose in chiaro: dovrà darmi le scritture con le sue mani. È il segno eterno di una immensa grazia. pietà. volano via i fiori di utpala. "Voi capite che. Uno strano profumo riempie l'universo. 90 rotoli Mahâprajñâ sûtra. 748 rotoli Pusa sûtra. Si accorsero di aver fatto soltanto provvista di carta per scrivere. "Io ho tre panieri di sutra che potrebbero liberarvi dalle sofferenze e dalle calamità. se gli portassi questa roba. E lì subite ogni specie di tortura: pestati. che Porcellino e Sabbioso portarono a due a due. i cervi bianchi si rifugiano negli anfratti. discesero quindi la montagna verso la strada maestra. scrocconi e bugiardi. 100 rotoli Saddharma sâstra sûtra. genti e animali. egli aveva capito benissimo che Ânanda e Kâsyapa avevano imbrogliato i pellegrini. 1021 rotoli Âkâsagarbha sûtra. che cosa ci offrite di bello? Pagate qualcosa. 220 rotoli Sâstra del Paradiso occidenta. e non può presentare la sua offerta di frutti. "Non abbiamo proprio fortuna. 116 rotoli Mahâsamghâta sûtra. Ma di colpo una mano scese dal cielo. ma regnano l'ingordigia e gli istinti sanguinari. i sovrani che si sono succeduti hanno fatto quanto potevano per il vostro bene: deportazioni." Il Beato aprì allora la sua bocca piena di commiserazione. 1800 rotoli Sutra della Sacra Autorità. 1110 rotoli Vimalakîrti sûtra. e il buddha del Passato gli diede queste istruzioni: "Raggiungi il monaco cinese a tutta velocità e vedi di sottrargli quei rotoli bianchi. Si suonano divine melodie. con le lacrime agli occhi. 400 rotoli Sûrangama sûtra. Maestro e discepoli resero grazie al Buddha e si dedicarono allegramente alla lauta colazione. accumulate tanti crimini che finite per precipitare all'inferno. Il gibbone nero resta a mani vuote. i diavoli ci perseguitano persino in questo mondo della gioia assoluta!" Sabbioso prese un sutra e lo srotolò: la pagina era bianca come neve. congedandosi da bhiksu. salutando buddha e pusa. decapitazioni. Tripitaka urlò di spavento e si colpì il petto. In breve Scimmiotto e Porcellino ritornarono verso il maestro con i sutra ricuperati. ne fate di tutti i colori. siete dissoluti e sregolati. schiacciati." "Fermo!" si spaventò Ânanda. mentre il puro soffio del vento sale al firmamento. 220 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. "è chiaro: quei due onorevoli malandrini. accompagnateli sotto la torre sacra e fategli servire la colazione. e non rompete le scatole. consegnando loro dei rotoli senza alcuna traccia di scrittura. "Poveri orientali che siamo!" concluse il reverendo. In tutto sono trentacinque opere in quindicimila centoquarantaquattro rotoli. 32 rotoli Pusa-cârya sûtra. Degli altri fecero quattro involti. Ridacchiò fra sé e si disse: "Questi tapini non si rendono conto che hanno fatto un viaggio tanto lungo per farsi regalare sutra non scritti. Confucio si è provato a stabilire la dottrina della bontà. e le loro fatiche saranno state inutili." "Bell'affare!" sogghignarono gli onorevoli. 130 rotoli Makara sûtra. 200 rotoli Mahâmayûri sûtra. Non ne caveranno niente. Poi aprite il padiglione. maltrattate le bestie. Il reverendo avvertì quel turbine di vento profumato e non se ne diede pensiero. freme il loto d'oro. 500 rotoli Sutra in omaggio del Beato. quello dei trattati. Gli dèi del Servizio delle Offerte servirono tè. presa nel turbine di vento. indispettiti perché non pagavamo la stecca. che caricarono sul cavallo. Imploro dal nostro patriarca. 350 rotoli Saddharma-pundarika sûtra." "Il vostro discepolo viene da tanto lontano. "Non penserai di mettere a soqquadro un paradiso dopo l'altro. i fiori rari scolorano. una meraviglia da vedere. questa grazia che mi permetterà di ritornare al mio paese. Il clima è buono. su cui etichette rosse recavano i titoli in calligrafia regolare: Nirvâna sûtra. Astronomia e geografia. esclamò: "Discepoli. che esprimeva la compassione del suo cuore. 120 rotoli Buddhacarita sûtra. 100 rotoli Y oga sûtra. strappa draghi e pesci dai loro rifugi. egli. con gran dispiegamento di potenza divina. 157 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. denigrano la parola della verità.volontà dell'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. usi e costumi: non c'è nulla nei quattro continenti dell'universo che non sia menzionato là dentro. pagate il debito fornendo la vostra carne come cibo ai vostri simili. 1950 rotoli Mahâyânastraddhotpâda sâstra sûtra. Che vento! Un valoroso alla corte del Buddha non è un qualsiasi dio del vento: sarebbe come paragonare il potente grido di un immortale con gli strilli di una ragazzina. e quello dei sutra per la liberazione dei fantasmi. il Buddha. mi farebbe decapitare. Ai piedi della rupe. Il temporale solleva mari e fiumi. 50 rotoli Sutra della determinazione. dove siete condannati senza speranza di remissione. che non vi è limite alla vostra licenza e indisciplina. Chi ne ricavò il maggior piacere fu Porcellino. e tutti insieme presero in consegna i rotoli. "Apriteli tutti!" gridò Tripitaka. Nelle vostre vite con le corna e la coda. Scimmiotto si irritò: "Maestro. Eroe Bianco si vide sul punto di essere raggiunto e. Attraversato il grande portale. 170 rotoli Altri sutra Mâdhyamika." Eroe Bianco montò a cavallo di un temporale e si slanciò giù per la montagna. che se ne stava zitto in un angolo. Scimmiotto rinunciò all'inseguimento per rincorrere i rotoli di sutra dispersi dal vento. Gli onorevoli fecero loro compagnia e alla fine aprirono la porta del padiglione. perché ritorni qui a chiederne altri su cui sia scritto qualcosa. 850 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. che avete fatto tanta strada per arrivare fin qui. mentre Eroe Bianco andò a presentare rapporto al buddha del Passato. ammazzate. infilandone quanti potevano nelle sacche. rubate sui pesi e sulle misure. maestro! È un foglio bianco!" Scimmiotto e Porcellino si provarono a svolgerne altri. 916 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. Prendetevi i vostri sutra. Negli scaffali si vedevano cofani. 45 rotoli Avatamsaka sûtra. Che al godimento aggiungon lunga vita. ignorano il senso profondo dei nostri insegnamenti. strappò i sutra dal dorso del cavallo e se li portò via. Niente lealtà. Il gusto insegue sapori squisiti. e vi daremo lo scritture. "Ecco il perché dell'inferno Forno Senza Perdono. Non rispettate né i tre luminari né i cinque cereali. 200 rotoli Ânanda e Kâsyapa mostrarono i titoli e chiesero: "Santo monaco. 100 rotoli Kosa-sâstra sûtra. impiccagioni. 1280 rotoli Sutra del Padiglione Originale. giustizia o bontà: avete il cuore e lo spirito ottenebrati. Vi regnavano luce iridata e vapori di buon augurio. Si fece avanti Eroe Bianco. la terra fertile e la popolazione numerosa. Si rovesciano i bambù smeraldo. Sono il paniere della Legge. Contengono il cammino della verità. . stritolati. A voi personalmente. la giustizia. Lo tese a Tripitaka: "Guardate. i teneri getti dell'erba di diaspro sono trascinati qua e là lungo la strada. al fine di assicurare la salvezza dei viventi. che parla della terra. bhiksuni. sconosciuti in questo basso mondo. smarrisce la strada del suo nido. La fenice rinuncia a volare. La strada è stata lunga e faticosa. upâsaka e upasîkâ. Non onorate certo gli insegnamenti del Buddha. lasciateli perdere." A vedere che si facevano tanto pregare. è venuto su questa remota montagna sacra per sollecitare il dono delle autentiche scritture. Bisogna sapere che la consegna dei sutra era stata osservata di nascosto dal buddha del Passato Dîpamkara. 1000 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. ma i vostri sono troppo stupidi e limitati. e senza fare tante storie. che parla del cielo. senza segno di scrittura. che non ha potuto preparare niente. la salmodia dei sutra sorvola i profondi abissi. legati alle estremità di pertiche. 300 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. la strada che porta al bene.

" "Abbiamo affidato al monaco cinese i seguenti testi: Nirvâna sûtra. come il racconto ha narrato. 20 rotoli Avatamsaka sûtra. non ebbe difficoltà a volare con i suoi al seguito dei portatori di folgore. che restavano in piedi. Esecuzione immediata!" I vajrapani si misero subito all'inseguimento e. abbiatele care. "Si va tutti in tribunale!" In fretta e furia i quattro pellegrini risalirono ansimando la montagna. In mancanza di meglio. Quanto a Tripitaka. 170 rotoli Sâstra del Paradiso occidentale. si assestò il kasâya e. che pregherò di ricompensarvi generosamente. per trovare qualcuno che fosse in grado di condurre a termine questa incombenza. Del resto le scritture sono cose importanti: è naturale che per ottenerle si debba pagare. e ad alzarsi sopra le nuvole. che ne ha passate tante. erano controllati da tre diverse paia d'occhi: in effetti. Si capisce che. vi avrebbero dato dei sutra scritti. perché la mia missione non fallisca e tutte le fatiche del lungo viaggio non siano rese inutili. 30 rotoli Mahâprajñâ sûtra. Se hai conseguito i meriti. andò a ripresentarsi al Beato Buddha. Ora non avrete idea di come furono diffuse le scritture riportate nell'Est: ascoltate il seguito! CAPITOLO 99 L'OTTANTUNESIMA PROVA OVE I DIAVOLI SONO ELIMINATI DALLA COMPIUTEZZA DEL NUMERO NOVE VOLTE NOVE. Poco tempo fa. giunse le palme e si rivolse a lui: "Da quando andai nell'Est per vostro ordine. Ma il buddha del Passato l'ha aiutato E ogni cosa alla fine si è aggiustata. 20 rotoli Sûrangama sûtra. Kâsyapa si decise finalmente a scegliere i sutra e li mostrò a Tripitaka a uno a uno. si battevano pacche sulle spalle e sulle guance. grotta. e la meravigliosa ricetta delle diecimila trasformazioni. In quel momento la pusa Guanyin fece un passo avanti. Di certo Natura illuminata diventa buddhità. 50 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. 400 rotoli Pusa sûtra. cioè 5040 giorni: solo otto in meno del numero dei rotoli del canone. 116 rotoli Buddhacarita sûtra. 30 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. 56 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. si pizzicavano le labbra: "Hai visto lo svergognato? Fa finta di niente e arraffa la ciotola!" Ânanda fece qualche smorfia di disagio." E i quattro giunsero le mani e si prosternarono davanti al trono. ma si guardò bene dal mollare l'osso. "Verificate bene. se aveste corrotto gli onorevoli. impugnò il suo bastone da pellegrino. che si rivolse ad Ânanda e Kâsyapa: "Quanti volumi avete consegnato? Fatemi un rapporto preciso. Ripeté il cerimoniale del triplice omaggio a Buddha il Patriarca. Vi prego però di darmi questa volta fogli scritti. 110 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. 550 rotoli Vimalakîrti sûtra. 1638 rotoli Mahâyâna-straddhotpâda sâstra sûtra. i cinquecento arhat. datelo a questi signori e riferitemi con precisione sulla consegna. 50 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. Tutto è stato verificato. esse costituiscono in realtà la fonte delle tre dottrine. "So benissimo che i miei chiedono mance alla gente. a recitare alcuni dei nostri sutra da un certo Zhao il vecchio. Tripitaka ordinò a Sabbioso di prendere la ciotola da elemosine in oro massiccio e la offrì rispettosamente: "Il lungo viaggio e la povertà non hanno consentito al vostro discepolo di prepararvi un regalo. qualcosa di scritto si vedeva. Quelli che avevano diritto a sedere erano pregati di prender posto sui rispettivi troni. "I meriti di queste scritture" spiegò. Ânanda e Kâsyapa guidarono il monaco cinese davanti al Beato. Prima non si era accorto dell'inganno. Ma non potete dire che vi abbiano imbrogliato. gli ottocento bhiksu e la folla di upâsaka. Dal momento che non avevamo soldi. ricevette le scritture in tutta sincerità e rispetto e se andò. ma quando furono sul posto ripeterono la richiesta di un regalo." "Buona idea. 30 rotoli Sâmghika sûtra. ed essi si recarono difilato nella Sala del Grande Eroe." Tripitaka si prosternò per manifestare a un tempo la propria gratitudine. per proteggere i vivi e liberare i morti della sua famiglia. 1 rotolo Saddharma sâstra sûtra. E diede ai vajrapani queste istruzioni: "Con i vostri poteri magici riconducete nell'Est il santo monaco perché diffonda le scritture autentiche. Ânanda e Kâsyapa ci hanno chiesto la mancia. ordinato e imballato. Quando l'assemblea fu riunita. non dovrete prenderle alla leggera né trattarle senza il dovuto rispetto. I pellegrini non attendono altro che di esprimervi la loro gratitudine. 81 rotoli Sutra in omaggio del Beato." "Ma certo!" gridò Porcellino. 30 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. 140 rotoli Saddharma-pundarika sûtra.si sono vendicati così. e il vostro decreto che ci concedeva le scritture. Accordato" rispose il Buddha. Oso sperare che a quel punto permetterete alla vostra discepola di considerare conclusa la sua missione e di restituirvi l'ordine scritto in lettere d'oro. "sono incommensurabili. Se ora aiutaste il santo monaco a ritornare a casa in otto giorni. si sono messi d'accordo per imbrogliarci. All'entrata del convento la folla li salutava e rideva allegramente di loro: "Sempre in cerca di sutra. abbiamo scelto 5048 rotoli che abbiamo consegnato al santo monaco perché li porti nelle terre dell'Est. ormai forte e leggero." "Non gridare!" gli disse il Buddha ridendo. Sabbioso si incaricò dei bagagli e Scimmiotto prese le redini. gridarono: "Ehi. Ve la offro per dimostrare la mia gratitudine. perché anche quelle che vi hanno dato sono scritture autentiche: le scritture senza parola sono buone quanto le altre. cercatori di sutra! Da questa parte!" Tripitaka. i quattro pusa. Ne ricevettero 5048. 20 rotoli Pañca-nâga sûtra. 90 rotoli Sutra della Sacra Autorità. terra benedetta e montagna sacra. discepoli" diceva Tripitaka. Adesso ritorniamo dal Buddha e gli presentiamo una bella denuncia per frode e concussione. in attesa di potervi dare di più quando sarò ritornato a corte dal mio sovrano. 200 rotoli "Fra tutte le trentacinque opere del magazzino. Quando arriverete nel vostro continente meridionale e le mostrerete alla gente. 14 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. Dolce sapor di autentiche scritture Che Buddha scrisse con tanta sapienza! Ma è ridicolo chiedere quattrini Al monaco. È per voi stupidelli che bisogna mettere ogni cosa nero su bianco. gli onorevoli maggiori e minori di ciascun cielo. i sagrestani che raccoglievano le offerte e gli arhat che sorvegliavano la biblioteca sghignazzavano. Si udì una musica celeste e lo spazio si riempì di sbuffi e lampi di buon augurio. Questa ciotola mi è stata donata dal mio sovrano per mendicare il cibo lungo la strada. 60 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. 40 rotoli Sutra della determinazione. Esse contengono l'ineffabile mistero della Via degli immortali. un canone buddista completo. salutando tutti quanti al passaggio delle tre porte." I due onorevoli ricondussero i pellegrini al padiglione. Ora tocca a voi mettere ordine in questo casino. 30 rotoli Sutra della sacra permanenza. Il Beato dichiarò chiusa la seduta. dall'alto del trono di loto. 60 rotoli Mahâsamghâta sûtra. Li caricarono sul cavallo e di altri fecero un involto affidato a Porcellino. e poi riportatelo qui. Io li ho rimproverati di aver chiesto poco. 10 rotoli Kosa-sâstra sûtra. si completerebbe precisamente lo stesso numero." Ânanda si limitò ad abbozzare un sorrisetto e incamerò la ciotola. ordinò ai due eminenti arhat Abbatti Draghi e Doma Tigri di battere le pietre di nuvole per chiamare a parlamento i tremila buddha. Questi. Tutto deve essere completato entro otto giorni. Il Beato si rivolse a Tripitaka. come i santi monaci. bhiksuni e upâsikâ. venivano disposti in fila ai lati. Guai aprire un rotolo senza essersi lavate le mani! Trattatele come grandi tesori. 30 rotoli Makara sûtra. Le guardie della torre. sono trascorsi quattordici anni. a rischio di lasciare nel bisogno i loro figli e discendenti. 10 rotoli Y oga sûtra. fede e obbedienza. E LA REALIZZAZIONE DELLA TRIPLICITÀ RICONDUCE LA VIA ALLE SUE RADICI. "che non ci freghino come l'altra volta!" Man mano che i rotoli venivano consegnati. scegliete qualche rotolo con parole scritte di ciascuna opera autentica. gli otto vajrapani. tutto allegro. scortavano il monaco cinese sulla strada del ritorno. Mentre gli otto vajrapani. non resta che volare. 42 rotoli Vajracchedika sûtra. I vajrapani non fecero ostacolo al loro ingresso. 20 rotoli Pusa-cârya sûtra. caricandoci di semplici fogli bianchi. gli altri. i tremila rivelatori. si presentarono alla pusa Guanyin i rivelatori . santi monaci e bhiksu sono scesi nel paese di Srâvastî. in modo da rispettare il numero dei rotoli che compongono il canone. Scimmiotto si mise a gridare: "Buddha! Dopo tutte le prove che avevamo superato per venire a rendervi omaggio. 360 rotoli Âkâsagarbha sûtra. 140 rotoli Sutra del Padiglione Originale. santi monaci?" Tripitaka chinava il capo e ringraziava. tutti si inchinarono al Beato. 10 rotoli Mahâmayûri sûtra. Benché siano lo specchio dei nostri insegnamenti. raggiunto il monaco cinese. il prezzo che hanno chiesto è stato di trentatré pinte di polvere d'oro. senza trascurarne alcuna. 40 rotoli Ratnagarbha sûtra. si facevano segni d'intesa. si aggiustò il cappello alla Vairocana." E chiamò Ânanda e Kâsyapa: "Svelti.

e avevamo salvato i loro bambini. LVIII prova: la regina liberata dal mostro. XXIX prova: rapito da una burrasca. facendosi solecchio con la mano: "Maestro. abbiamo segretamente assicurato per vostro ordine la protezione del monaco cinese. XXXVIII prova: compare la nassa per pesci. XXI prova: perso nella Foresta del Pino Nero. liberamente circola Il sublime elisir nove volte mutato. LXXV prova: in difficoltà sul Monte dei Nodi di Bambù. II prova: al momento della nascita. Certo che La via del vero per il doppio nove È scomoda ed esige sacrifici. la riuscita Dell'elisir rimane appesa a un filo. XXXIII prova: arrivo a Carrolento." E ordinò ai rivelatori: "Rincorrete i vajrapani e ditegli di organizzare l'ottantunesima prova. XLVIII prova: cerca il ventaglio di foglie di banano." La tartaruga si arrampicò all'asciutto. LVII prova: salvato dalla consunzione. LXXIX prova: imprigionato nella prefettura Terrazza di Bronzo. XVIII prova: tempio delle Cinque Fattorie. V prova: all'uscita dalla città. "Il nostro maestro ora ha ottenuto la Via. LXXVI prova: sofferenze nella Grotta Fior di Mistero. per la scuola del Buddha. XVII prova: apparizione di quattro santità. salì sulla sponda. XLIX prova: il re diavolo viene legato. Scimmiotto la esortò: "Se vuoi renderci un servigio. L prova: spazza la pagoda della città. LVI prova: medico nel Paese di Viola Porpora. Ed ecco comparire sull'acqua la grossa tartaruga bianca dal cranio calvo. da eseguire senza indugio. "Ma no!" rispose Sabbioso. Il mistero profondo di non dualità Rivela il cielo e mette in fuga ogni demonio." I vajrapani fecero una frenata tanto brusca. XX prova: bando della scimmia dello spirito." "Avete il mio consenso" rispose lieta Guanyin. LX prova: colpito dal mostro con mille paia d'occhi. fratello" lo consolò Sabbioso. Invece facemmo la traversata su una tartaruga bianca. Porcellino si accoccolò presso la coda del cavallo. LXXVII prova: cattura dei rinoceronti. e loro ci piantano a metà strada. XXX prova: la scimmia dello spirito è messa alle strette. Coi diavoli che stan sempre in agguato. Eccone il registro completo. l'ultima volta . Come faremo?" "Credevo che questi scherzi cretini fossero roba da mortali un po' tocchi" brontolava Porcellino. XXXIV prova: la grande burla. LXIX prova: prigioniero nell'Abisso Senza Fondo. ha lasciato il suo corpo carnale nel Tocca Nuvole e non è più troppo pesante da sollevare. XXIII prova: trasformato in tigre durante l'udienza. diritta verso la riva orientale. XIX prova: difficoltà nel riportare in vita l'albero di ginseng. Essi le dissero rispettosamente: "Pusa. LXIII prova: colpito dalla disgrazia nella città. "Guardate piuttosto dove siamo. Abbiamo scrupolosamente annotato tutte le disgrazie e calamità nelle quali è incorso durante il viaggio. Guanyin esclamò: "Manca qualcosa! Il numero che conduce alla verità. i monaci riabilitati. Ora che la sua missione è compiuta. XLIV prova: torture nella Grotta del Pi Pa. annotandone l'esatto numero: I prova: bando di Cicala d'Oro. chiacchieroni!" ordinò Tripitaka." "Non prendertela." "Dice il proverbio" ricordò Scimmiotto: "In un giorno navighi su nove banchi di sabbia. perché non si vedeva traccia di presenza umana. strada facendo?" "La loro determinazione e la loro devozione non possono essere sfuggite alla vostra perspicacia. LI prova: ricupera il tesoro e salva i monaci." "Ricordo bene. LIV prova: cattura degli dèi. LXXVIII prova: scelto come genero in India. LXXIII prova: sottrazione delle armi. ordine della pusa. con un piede posato sulla sua testa. il cavallo e i sutra che portavano. adesso constatate Che quel povero monaco ne passa D'ogni colore. XXXV prova: i preti respinti. VI prova: cade in una fossa e viene separato dalla sua scorta. non rollare. Lui in persona aveva ordinato di portarci nell'Est. Si mostra il viso autentico. permetteteci di restituirvi quello che abbiamo ricevuto da voi." "Guardate bene su quale sponda ci troviamo" raccomandò Tripitaka. LXII prova: le creature divise in tre colori. "e non da vajrapani al servizio del Buddha. LXXX prova: liberato dal corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. IX prova: cambio del cavallo sulla montagna. XII prova: assoggettamento di Porcellino. XXII prova: missiva recata nel paese degli Elefanti Sacri. se questa tartaruga Con le tue carabattole ti porta all'altra riva! Navigarono per buona parte della giornata. XIV prova: richiesta d'aiuto a Lingji. "Avranno voluto far tappa per lasciarci riposare. tanto che per riconoscenza volevano fabbricarci una barca. come voi vi proponete di rendere al Buddha il suo ordine in lettere d'oro. LXXI prova: incontra i diavoli sul Monte Spandinebbia. al centro. sfugge per poco alla morte. XXVIII prova: incontro malefico sul Monte del Singhiozzo. dopo tanto tempo dall'ultima volta che ci aiutasti. ridendo sotto i baffi. santo monaco cinese!" I quattro pellegrini si guardarono intorno stupiti. LIII prova: il Piccolo Monastero del Colpo di Tuono. Tripitaka si collocò a sinistra del collo e Sabbioso a destra. i rivelatori hanno preso nota delle prove del monaco cinese. XLIII prova: trattenuto nel Paese delle Donne a scopo di matrimonio. Mentre la giusta Legge si rimpiatta. Porcellino si mise a ridere: "Benone! Imbocchi una scorciatoia che allunga il cammino. le sei divinità del giorno e le sei della notte. LXXII prova: invocazione della pioggia a Fengxian. XV prova: difficile traversata delle Sabbie Mobili. "Questo è il Fiume Comunicante con il Cielo. XLVI prova: due scimmie difficili da distinguere. Ma Scimmiotto si rendeva conto che il suo maestro non aveva ancora superato nove volte nove prove." La pusa lo lesse da capo a fondo: In conformità della missione affidata. Scimmiotto. Una voce li chiamò: "Da questa parte. XLVII prova: cammino sbarrato dai Monti di Fuoco." "Si correva molto svelti" notò Sabbioso. è nove volte nove." Tutti la festeggiarono. Puoi dirti fortunato. LXV prova: salva i bambini nel paese di Bhiksu. mentre si stavano accostando alla riva orientale. "Come si sono comportati i quattro pellegrini. XI prova: perde il kasâya. ogni causalità." Sabbioso si guardò intorno: "Sentite che rumore di acqua corrente!" "Ti farà ricordare casa tua" disse il Novizio. e presto furono in riva al fiume. si imbatte in una tigre. cui bisbigliarono all'orecchio: "Fate così e così. XLII prova: contaminato dall'acqua bevuta. VII prova: alla Montagna della Doppia Forca. sulla riva orientale. Se pensavate che ottenere i sutra Fosse facile. che tendeva il collo verso di loro: "Finalmente siete di ritorno. LXVII prova: salva un mostro nella foresta. caro maestro! Sono tanti anni che vi aspetto!" "Cara vecchia tartaruga!" la salutò Scimmiotto sorridendo. Verso sera. Il maestro aveva già avuto accesso al recondito mistero della levitazione. Il cavallo fu issato al centro del carapace. Ricordo comunque che sulla riva occidentale non si vedevano abitati.dei cinque orienti. XL prova: gli dèi non riescono ad assoggettare il mostro. Tripitaka. che aveva preso gusto al volo sulle nuvole. XXV prova: appeso nella Grotta dei Fior di Loto. "Siamo sul Fiume delle Sabbie Mobili?" domandò Porcellino. Siamo in un bel pasticcio. XXVII prova: trasformazione di diavoli." Essi corsero un giorno e una notte per raggiungere i portatori di folgore. VIII prova: sulla cima del Monte delle Due Frontiere. XXXVII prova: caduto nelle acque del Fiume Comunicante con il Cielo. e che il motivo per cui erano caduti in quel luogo consisteva proprio nella necessità di completare il numero. sentì di sorpresa la terra sotto i piedi. XLI prova: bisogna rivolgersi al Buddha per conoscere le origini del mostro. LIX prova: sviato dai sette sentimenti. XVI prova: assoggettamento di Sabbioso. e i difensori della dottrina." "Zitti. siamo sulla sponda occidentale. LII prova: recita poesie nella Foresta dei Rovi. IV prova: vendetta e ricerca di un parente." La tartaruga allargò le zampe e incominciò a nuotare pianamente. che i poveri pellegrini che li seguivano li urtarono nella schiena e caddero giù come pere: loro. la tartaruga chiese: "Caro maestro. XXXVI prova: cammino sbarrato da un gran fiume. XIII prova: insidie di Vento Giallo. Il monaco ha subito una prova di meno. XXIV prova: incontro con i diavoli sulla Cima Piatta. LXVI prova: il vero distinto dal perverso. LXI prova: cammino sbarrato da Cammello Leone. con i suoi discepoli avrebbe dovuto essere in grado di attraversare mille e un fiume come quello. Scimmiotto balzò in cielo e osservò attentamente il paesaggio. III prova: all'età di un mese. Penseremo noi a tirarlo su e a fargli fare la traversata per via aerea. XXXII prova: naufragio nel Fiume delle Acque Nere. LXX prova: sosta nel paese Distruzione della Legge. LV prova: ostacolato dal sentiero dei Cachi Marci. sul decimo banco ti incagli dieci giorni. X prova: arso dal fuoco durante la notte. Ci eravamo fermati dai Chen. Conclusa la lettura. LXVIII prova: malato in una cella del convento. i quattro protettori del tempo. XLV prova: secondo bando della scimmia dello spirito. Vi chiederete perché. XXVI prova: salvataggio del re di Gallo Nero. LXXIV prova: festa del rastrello. Usando i tre veicoli." "Non credo che ce la faremo" commentò Scimmiotto. LXIV prova: il Buddha è chiamato alla riscossa. viene gettato nel fiume. XXXIX prova: incontro malefico sul Monte del Cappuccio d'Oro. Mentre discutevano proseguivano il cammino. XXXI prova: richiesta d'aiuto a un santo. La Triplice Unione È assai sofisticata. Il monaco cinese è stato assoggettato a indicibili sofferenze. "Finalmente ci si rivede. Le prove subite dal santo monaco lungo questo percorso di diciottomila li sono quelle chiaramente annotate nel presente registro. le gridò: "Avanti tutta! E mi raccomando.

Quale risposta vi ha dato?" Il fatto è che il reverendo." "Maestro" propose Porcellino. "È colpa nostra: dovevamo metterci più attenzione. i fulmini rigano di rosso il cielo brumoso. Raccolse quindi i suoi sutra. ci ha buttato in acqua e se n'è andata. che ora vorrebbero togliervi i sutra. e stendono sutra al sole per farli asciugare. e ancor più dopo essersi disfatto del corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. compreso il cavallo-drago) provvedevano a sé stessi. avremmo un tetto sopra la testa e troveremmo qualcosa da mangiare. "Lo demolimmo subito" risposero i vecchi." Chen Cheng corse da loro. mentre quelle rocce conservano tracce dei preziosi caratteri. e giunse un terzo invito. non potete restar qui all'aperto e rifiutare la mia ospitalità. il testo è lacunoso. Né vento o fuoco." Anche Sabbioso si fermò dopo pochi bocconi. si scatenò un'incredibile tempesta. protegge voi. Voi conseguite una durata pari all'universo. abbiamo goduto ogni anno di raccolti abbondanti. una pura luce illumina il luogo. Porcellino mormorò a Scimmiotto: "Il tuo ritratto è proprio somigliante." "No" rispose Tripitaka. proteggeva con il suo corpo i sacchi di sutra. Colpo di vento Da sconvolger cielo e terra. si nascondono tigri e leopardi all'ira del cielo. Il cielo e la terra non possono sopportarlo. e solo verso l'alba accennò a placarsi. nel quale vi dedichiamo un culto. vennero alla spicciolata diversi pescatori. Che vento! Da rovesciare pini e bambù. tiene lontano Ogni mostro notturno. Vi prego. Quanto a Scimmiotto. "Che peccato!" si desolò Tripitaka. Fulmine. si tuffò verso il fondo e scomparve. Aveva completamente scordato i problemi di longevità della tartaruga. Riquadri e battenti vermigli. La burrasca riempie gli occhi di sabbia e di polvere. i piccoli pini formeranno un boschetto. gli abiti e la sella si inzupparono ben bene. ma non si accorse che le estremità di alcuni rotoli di quello sulla vita del Buddha si erano incollate alla roccia. "Come si sono bagnati?" "Ricordate la tartaruga bianca che ci aveva fatto attraversare il fiume? L'abbiamo nuovamente incontrata. e fin le rupi su cui crescono. impugnò la sua sbarra a due mani e la mulinò incessantemente contro nemici invisibili. è un po' idealizzato. bestione?" chiese il Novizio." "Dove li avete visti?" "Stanno sulle rocce in riva al fiume. "Da quando abbiamo costruito questo santuario. Era chiaro che la tempesta era segno di creature delle tenebre che volevano impadronirsi delle scritture. e i pellegrini saltellarono intorno per riscaldarsi. non capite?" rispose Scimmiotto ansante." Sparecchiata la tavola. a destra e a sinistra. Fuoco volante che lacera nubi." Tripitaka e gli altri capirono che cosa era accaduto e ringraziarono calorosamente Scimmiotto. la longevità di un'eterna primavera e un corpo imputrescibile nel dharma." Quando scesero. Le scritture Zuppe d'acqua non temono la folgore. impugnarono le bacchette. e posò la ciotola. Potete star certo che." "Abitano lontano da qui?" "Una ventina di li verso sud. "Nemmeno il cielo e la terra sono completi. giovani e vecchi. Quando il sole salì in cielo. che oscurò il cielo. non aveva avuto altro per la testa se non le cerimonie con il Buddha e con tutti i santi monaci e pusa che lo circondavano." I ragazzi Protetto di Guan e Bilancia Colma d'Oro si vennero a prosternare. dopo aver assaggiato la divina cucina del Buddha e aver abbandonato il proprio involucro carnale. Quando furono introdotti venne servito il tè. Ma l'acqua che li inzuppa li appesantisce e il vostro corpo dharmico li protegge: non ci sono tuono. Non ci sono né forza né volontà umana che possano farci niente. "Che ne è stato del Tempio del Grande Re. e non abbiamo trovato di meglio che costruire un santuario. poste in risalto da due ali laterali. tanti anni fa. Ai giovani cipressi occorrono ancora abbondanti annaffiature. Questo è il motivo per cui. giusto per complimento. abbandonandoli tra i flutti. "Non sapevamo come sdebitarci della profonda gratitudine che vi dobbiamo per la salvezza dei nostri figli. un tesoro di sette piani finemente traforato. puro yang. il tuono terrorizza draghi e pesci." "Anche il tuo" disse Sabbioso. se il sutra si è strappato. "Non hai appetito. e le strappò inavvertitamente. forse." "Va benissimo" ribatté Tripitaka. Quando vi giunsero. E la sbarra del vostro vecchio Scimmiotto. Chen Qing aveva già fatto preparare una tavola di offerte alla porta di casa e aveva arruolato una banda musicale. ancor oggi. Per concludere la visita salirono sulla torre e ci trovarono quattro statue che li rappresentavano. Sullo sfondo. fra bagliori di fulmini e rombare di tuoni. altrimenti sarebbe affogato. Che nebbia! Da oscurare lo spazio e nascondere i nove cieli. nonché la ricerca delle scritture." Mentre seguivano Chen Cheng verso casa sua. Infine Tripitaka voleva congedarsi. noi li raccoglieremo e riprenderemo la strada del ritorno. le sponde sprofondano nella nebbia. Infuriò tutta la notte. Non li può fermare Nessuno. . Meno male che Tripitaka aveva ottenuto la Via e pesava meno del solito. dopo il bagno preso nel Tempio della Verità di Giada. Mentre i quattro pellegrini svolgevano ed esaminavano i loro testi. fece rotolare le pietre e volare la sabbia. "Quello del maestro. La vecchia tartaruga capì benissimo di essere stata trascurata. Ora non voleva mentire e non osava dire la verità: perciò restò zitto. Il santuario comprendeva un bell'insieme di edifici: Un lindo vialetto di ghiaia rossa. ora che avete compiuto la vostra missione e ritornate con le scritture. "È somigliante anche il mio. e già ricevevano un altro invito a pranzo. Ora si leva il giorno e ascende il soffio yang: ormai siete al sicuro. Sabbioso aveva il suo daffare a coprire i bagagli e Porcellino si curava del cavallo. Anche vestiti e calzature furono messi ad asciugare. "Ottenere i sutra è un'impresa che toglie al cielo e alla terra i loro poteri di trasformazione. cui seguì il minuzioso racconto dell'avvenuto. porta a una torre e a una terrazza.che ci vedemmo vi pregai di porre per me una domanda al Buddha del Paradiso dell'Ovest. la notizia del loro arrivo correva di bocca in bocca: in breve si videro venire incontro tutti gli abitanti del paese. trovarono allestito sotto il portico un nuovo banchetto. che cosa sta succedendo?" "Maestro. il fulmine squarcia le tenebre. Scimmiotto. Tripitaka. mai potranno ritornare I demoni del buio e dell'orrore. Inzuppato da capo a piedi e tutto tremante. e si inginocchiò per supplicarli: "Monsignori." Ma i pescatori si imbatterono in Chen Cheng: "Signor cadetto. Venne quindi sull'uscio ad accoglierli. che illuminano distese selvagge. folgore o nebbia che ve li possano strappare. Ancor oggi si vede la roccia su cui i testi furono stesi al sole. rinnovando i suoi ringraziamenti per il salvataggio dei bambini. una luce pari al sole e alla luna. che del resto non era mai stato un gran mangiatore di cibi cucinati. Ma quando ha saputo che avevamo dimenticato di porre al Buddha certi quesiti per conto suo. seguito dai suoi mezzadri. venite subito nella mia povera capanna!" "Verremo da voi quando i sutra saranno asciutti" rispose Scimmiotto. si avviò la conversazione con molte domande sulla conclusione della cerca dei sutra. senza preavviso. E così via: Tripitaka non osava dir di no per non deludere nessuno. Là dove furono stesi I sutra ad asciugare. Uno chiese: "Non sareste per caso i reverendi maestri che passarono il fiume anni fa. Che fulmini! Serpenti d'oro nel cielo. mentre andavano in cerca di sutra nel Paradiso dell'Ovest?" "Proprio così" rispose Porcellino. Che tuoni! Da far tremare i potenti. presto respinse il piatto e disse: "Ne ho abbastanza. e ne permane La traccia. "che ne direste di portare i sutra a casa loro per farli asciugare? Sarebbe più pratico. ma mi sento lo stomaco debole. stridono gli uccelli in preda al panico. La cosa incredibile fu che Porcellino non sembrava più lui. che li videro e li riconobbero. e ci ha traghettato anche questa volta. vuol dire che il grande enigma dell'incompiutezza voleva così. Ama il sole lo yang. Il vento solleva i flutti del fiume che comunica con il cielo. la catena di montagne si estende fino a raggiungere il drago della terra. il reverendo gridava: "Consapevole del Vuoto. Naturalmente i sacchi dei sutra. I sutra asciugheranno qui. Mentre maestro e discepoli guadagnavano la riva e ricuperavano le loro cose. Potremmo chiedere anche un po' di amido per i nostri vestiti. mentre si preparava il pranzo. Ma i vecchi e le loro famiglie non volevano lasciarli ripartire. Nebbia spessa Copre tutta la terra. L'ostinazione dei due vecchietti fu messa a dura prova per fargli accettare qualche boccone. Il vento ruggisce. si indispettì e. terrorizzato. che c'era una volta?" chiese Tripitaka. mentre gli altri (buoni nuotatori. Effluvi profumati salgono al cielo. grazie agli sforzi dei donatori. i maestri che avevano liberato i vostri figli dal sacrificio." "Non importa" ribatté Scimmiotto ridendo. scoprirono che i Chen vi avevano organizzato un altro banchetto. il tuono rimbomba. Tripitaka non sopportava più il nutrimento terrestre." Chen Cheng era tanto insistente che Tripitaka si dovette rassegnare a dargli retta. Abbiamo scatenato l'invidia di diavoli e dèi. "vediamo di non perdere tempo. si sedettero a tavola. sulla mia conversione e sugli anni che mi restano da vivere. "Tu che ne sai? Come ci hai riconosciuto?" "Lavoro dai Chen. gli alberi scompaiono nella nebbia. Dalla rupe una cascata scende a mescolare le sue acque con il Fiume Comunicante con il Cielo. Scimmiotto lo ripescò e lo portò a riva. sono di ritorno. Colpo di tuono Da scuoter fiume e montagna. portarono i sacchi dei sutra in cima a una rupe e li aprirono per far asciugare i rotoli. chiamato Salvataggio della Vita. e li invitarono a visitare il santuario. "Non mi era mai capitato.

Fu festeggiato con un gran banchetto A cui partecipò tutta la corte Quel ritorno dall'Ovest. al confine occidentale del nostro paese. Taizong e il suo seguito scesero dalla torre ad accoglierli: "Eccovi arrivato. senza segno di scrittura. ci disse: 'Qualche anno dopo la mia partenza. il Buddha ebbe la bontà di invitarci a pranzo e ordinò ad Ânanda e Kâsyapa di consegnarci le scritture. È il caso di dirlo: L'elisir ti consente La tua forma verace. maleducati!" replicò Porcellino ridendo. in totale sono 5048 rotoli: e questo sarà il canone. che aveva accompagnato alla partenza il monaco Tripitaka tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù." La notte era già avanzata. mentre i discepoli e il cavallo-drago restavano in attesa ai piedi della scalinata. RITORNANO NELLE TERRE DELL'EST E DIVENGONO VERI SANTI. "Questo non significa che non penseremo a proteggere tutte le famiglie del villaggio. che sarà l'ultimo. Ho ricevuto una scelta tratta da trentacinque diverse opere. Temo che. Non vi faremo ritardare. i discepoli entrarono nella sala e Scimmiotto consegnò le scritture all'ufficiale di servizio. Là si trovava quel giorno. L'imperatore Taizong. qui sotto c'è la città di Chang'an." Taizong fu soddisfatto delle spiegazioni. gridò: "Indossiamo subito gli abiti da cerimonia! Il maestro in cerca delle scritture è ritornato!" "Come lo sai?" "L'anno in cui partì. e compiuta la missione. "Arrivati al Monte degli Avvoltoi. Compiuta la penosa distruzione Dei diavoli. Quanto ai portatori di folgore e ai quattro pellegrini." "Avete ragione. ma la gente continuava ad affluire per invitarli. IN UNA SOLA TAPPA. non trovò più il monaco cinese ai piedi della torre. Dunque si alzarono senza fare rumore. I vajrapani si erano fermati in cielo e spiegavano a Tripitaka: "Santo monaco. Taizong lo aiutò a rialzarsi con le sue mani e gli chiese: "Chi sono quei tre?" "Sono i discepoli che ho ricevuto lungo il cammino. e divorare qualche diecina di grandi pani. guarigioni. Sono già trascorsi più di quattro giorni. al seguito della carrozza imperiale. quando vide il cielo a occidente incendiarsi di riflessi colorati di buon augurio. possiamo compromettere l'essenziale. mentre spirava una brezza profumata. antico discepolo di Tripitaka. ma ci accorgemmo che erano rotoli bianchi. per certi disordini che aveva provocato in paradiso cinquecento anni fa. Inoltre non trascorreva giorno senza che qualcuno bruciasse incenso per impetrare protezione da pericoli." "Ricordatevi che Guanyin si è impegnata con il Buddha a concludere andata e ritorno in otto giorni. caricarono il cavallo. notò lo strano aspetto dei tre discepoli e commentò: "I vostri eminenti discepoli hanno davvero un'aria esotica. Fiamma perenne in lampade di giada. Bisogna che provvediamo noi.' E le parole del nostro maestro sono sante parole di un buddha. CAPITOLO 100 RITORNO E APOTEOSI OVE I CINQUE. per filarcela con discrezione.grazie alla benefica protezione delle vostre signorie. "È strano!" esclamavano. La gente diceva: "È ritornato l'uomo che era partito alla ricerca delle scritture. quando si volgeranno a oriente. Il Buddha lo aveva chiuso in un cofano di pietra sotto una catena di montagne. senza trovare nessuno." Tutti ringraziavano e si prosternavano. Si era formata una lunga coda di persone che volevano offrire frutta e altri cibi. che lo deve pur aiutare. e lui disse: 'Per recitare qualche rotolo di sutra sono state chieste trentatré pinte di polvere d'oro. "Quand'ero di buon appetito. Il portone era chiuso. "Quanti sono? Come li avete ottenuti?" chiese l'imperatore. Bruciaprofumi ardono senza sosta. "e pregate mio fratello di montarlo. non ricevevo più di dieci inviti per volta. in religione Consapevole del Vuoto. Porcellino e Sabbioso portavano i bagagli e reggevano le briglie del cavallo-drago. Il grande santo lo seguiva roteando la sua sbarra cerchiata d'oro. Verso la terza veglia bisbigliò a Scimmiotto: "Come dice l'adagio: L'uomo vero non si mostra." Ed esercitava la sua inappetenza a vuotare otto o nove piatti di verdure. Approfittiamo della notte. Fu così che fecero il loro ingresso a Chang'an. ma Scimmiotto lo aprì usando la magia che scioglie le catene. detto il Novizio. Taizong vi si recava puntualmente una volta l'anno. lo trovarono pieno di folla. nella speranza che l'attesa si compisse. Ritorna e viene ricevuto a corte. per completare la cifra del canone.' Dunque era al corrente delle pretese dei suoi rispettati discepoli. maestro." Porcellino e Sabbioso erano pronti. fin dal sedicesimo anno aveva fatto costruire la torre Attesa delle Scritture al passo di Xi'an. in breve tempo giunsero in vista della capitale Chang'an. per assicurare numerosi discendenti." Si vestirono subito e uscirono dal convento. Quando sono arrivato da quelle parti. ascoltate il prossimo capitolo. e si avviò a offrire la frutta e i cibi che aveva preparati." I monaci si affrettarono e videro il corteo imperiale. Abbiate la pazienza di aspettarci." "Sellate un cavallo della mia carrozza" ordinò l'imperatore agli ufficiali del seguito. Ci rivedremo domattina. gli è andato incontro e lo accompagna in città. Quando la gente raccolta nel santuario dei Chen si svegliò." "Noi non c'entriamo. "Quei buddha viventi ci sono sfuggiti!" Non restò loro che recare le offerte in cima alla torre e bruciare carta moneta. Quella mattina i monaci del Monastero di Vasta Benedizione di Chang'an constatarono sorpresi che i pini accanto all'ingresso rivolgevano le loro chiome a oriente." "Non è un suggerimento pratico" obiettò Scimmiotto. Ora che sono diventato inappetente. fuggiaschi! Da questa parte!" Il reverendo si sentì sollevare da un turbine di vento profumato. "Come avranno fatto a deformarsi in quel modo? Durante la notte non ha nemmeno soffiato il vento. nel paese di Aolai nel continente orientale. Ritornerò a corte con lui. matrimoni o discendenza." "Ma quale avidità. mi toccò dare la ciotola d'oro che vostra maestà mi aveva regalato." Il bestione si mise in spalla il bilanciere. "Siamo confusi da tante attestazioni di affetto" ripeteva Tripitaka. caro fratello!" Tripitaka si inchinò fino a terra." Il reverendo si prosternò: "Il più anziano si chiama Scimmiotto. gli otto vajrapani li chiamarono dal cielo: "Ehi. Si interrogarono e cercarono intorno smarriti. non vorremmo che venisse a galla l'avidità di Porcellino e ci facesse superare il tempo assegnato. quando giunsero nel viale occidentale. Con corpo sano e forte Saluterai il sovrano. Taizong ordinò che suo fratello sedesse accanto a lui. con i suoi preziosi sutra davanti agli occhi. e non le condannava: per avere rotoli scritti. Anni prima Al bonzo che officiava il grande rito Funebre. Tutto sommato sarà meglio che neppure il grande santo Scimmiotto e i suoi compagni scendano giù. il mio giovane discepolo riuscì a raccoglierli. e state certi che non faremo ritardi indebiti. Si è convertito grazie alle esortazioni di Guanyin. ma non osarono avvicinarsi: si accontentarono di seguirlo a distanza." Uno di loro. Che spavento! Ritornai dal Buddha a implorarlo. noi vi aspettiamo qui. chi si mostra non è l'uomo vero. abbassarono la loro nuvola e presero terra accanto alla torre Attesa delle Scritture. ma è un prezzo inadeguato. e ordinò al servizio dei banchetti di aprire il padiglione orientale per prepararvi un grande festino di ringraziamento. la riproduzione dei sei animali domestici e le condizioni del tempo più adatte per la campagna. Quando ripartimmo con i sutra. è merito del cielo" commentò ridendo Scimmiotto. fu affidata una missione Con le dovute credenziali. e spero di riuscirci anch'io. Sua maestà. Se poi non sapete come avvenne l'incontro con l'imperatore dei Tang. terrete d'occhio i rami di questi pini. Fate voi un salto a consegnare le scritture al vostro sovrano. "Dov'è finita la mia buona fortuna?" esclamava Porcellino. I sutra Sono stati concessi ai viaggiatori. Il corteo sfilò fino all'ingresso del palazzo imperiale. ci chiesero una mancia. D'allora in poi celebrarono scrupolosamente i quattro grandi sacrifici dell'anno e i ventiquattro minori. un vento diabolico li disperse. Tripitaka si installò in atteggiamento di meditazione ai piedi della torre. CONSEGUENDO IL NIRVANA. mentre tutti dormono. Noi non possiamo scendere. "Il maestro è diventato un buddha. e ne fu profusamente ringraziato. È originario della Grotta del Sipario Torrenziale sul Monte di Fiori e Frutti. A questo punto. Quando uscirono e si misero in cerca della strada verso l'est. se ci lasciamo invischiare da questa gente. Non ne potevano più. Tripitaka fu introdotto. Poi Tripitaka fece trasmettere la richiesta di portare i sutra. gli inviti non finiscono più. all'alba. . ma noi non l'avevamo preparata." Tripitaka lo ringraziò della condiscendenza e si mise in sella. il mio ritorno sarà prossimo. misero in spalla i bilancieri e si diressero verso l'uscita. Sabbioso tirò il cavallo e Scimmiotto prese per mano il maestro. persino il cavallo sembrava condividere i loro pensieri. il Signore di Diecimila anni. perché i suoi abitanti sono furbi e ci riconoscerebbero subito. "Come farebbe il maestro a portare i sutra? E non sa nemmeno condurre il cavallo. per ritornare insieme a voi e render conto della missione compiuta. "ma vi prego: per questa sera basta così.

pere testa di lepre. essa porta con sé mille benedizioni. Abbiamo attraversato molti regni: vi mostrerò i loro visti sul passaporto. di Cammello Leone. Si aggiungano i pasticcini al miele e al burro." "Come mai?" si stupì Taizong. attraversare fumo e nebbia. È degna l'assemblea di Tang e Yu. Nascosta o manifesta. Oso sperare che vostra maestà vorrà essere indulgente." Taizong li elogiò senza riserve e domandò: "A conti fatti. Partì con il suo bastone di viaggio per solo compagno. che non hanno smesso di crescere fino ai nostri giorni. trasformano ogni cosa pur senza manifestarsi in modo visibile. i tè profumati e tanti insoliti sapori. per salvare uomini e animali dai tre cammini della perdizione. la trasmissione dell'errore e l'arte della magia. attraversa senza età migliaia di kalpa. Teneri navoni. Perciò l'esame del cielo e l'osservazione della terra consentono agli ignoranti di comprenderne l'origine. Abbiamo pensato qualche parola di debole ringraziamento. Dove i segni si mostravano.l'ho liberato. ciotole di giada bianca con disegni scolpiti. È cresciuto in purezza intellettuale e ha praticato la condotta che richiede quattro specie di pazienza. non me la prenderò" rispose Taizong sorridendo. era una creatura malefica del Fiume delle Sabbie Mobili. i discepoli e i mandarini civili e militari presero posto secondo il rango a sinistra e a destra. Rifletteva desolandosi delle deformazioni che la giusta Legge subiva. Quanto al cavallo. Si eseguirono canti e danze solenni. Porcellino. L'insegnamento verbale che di lui era rimasto fu diffuso per guidare gli esseri lungo le dieci tappe della salvezza. sfidando i remoti pericoli. anche lui era stato preparato da Guanyin. non è quello che mi aveva donato vostra maestà. Porcellino. grani di melone. Fin dall'infanzia ha esercitato la sua attenzione e la sua intelligenza. mostra il buio e domina il silenzio. Intensi e rari profumi salgono da piatti ricercati. del Paese delle Donne dei Liang dell'Ovest. ed è giunto precocemente a comprendere la triplice vacuità. La giornata trascorse piacevolmente. sui monti Fuling. Devo molto alla sua protezione. attraversando tutti quei paesi stranieri. Inoltre ci sono: la legge. Cielo e terra. esse sono i contenitori della vita. alghe finissime. gli avrà nascosto la strada. io confesso di non aver tenuto il conto. con l'azione segreta del freddo e del caldo. marroni di Xuanzhou. di Viola Porpora. le tempeste di sabbia. il maestro della Legge Xuanzang. orecchiette avvolte in formaggio di soia. È una Via segreta che cristallizza i misteri: chi la segue non ne conosce i confini. un rozzo discorso che non è ancora stato messo per iscritto. faceva il mostro nel villaggio dei Gao. Nell'andata ha portato me.Discepoli. di Carrolento. Ha trasceso le impurità dei sei sensi con un volo così alto da spanderne lontano il profumo. sciocchi e rozzi. Non si finirebbe mai di descrivere le mille ghiottonerie per cui il grande impero della Cina si differenzia dai barbari dell'Ovest. radici pepate. ginkgo del sud. Ha portato i bagagli per tutto il viaggio. sono facili da capire perché si manifestano per immagini. o gran distese d'acqua. Anche il più stupido sa orientarsi davanti alle immagini. Alla fine dell'esame. Scimmiotto e Sabbioso erano addirittura gravi e riservati. Ha dovuto percorrere mille leghe di montagne e di fiumi. il suolo è coperto di tappeti rossi. nel Parco delle Gazzelle e sul . Yin e yang. e la pusa lo aveva convinto a riscattarli e a rifarsi una vita servendomi in qualità di cavalcatura. il suo spirito sonda l'informe. Presto se ne andarono a dormire. E le frutta sono ancor più varie e ricercate delle verdure: palline e frittelle di cachi secchi. il mondo cambiò. frutti della sabbia. Quando l'ufficiale di servizio annunciò che il pranzo era servito. prugne e corbezzole: non mancava niente. quando i segni erano precisi e la gente vi poneva attenzione. colocasie candite. malva al miele. Non muore e non nasce. noci di torreya. "Sono senz'altro scusati. si resero conto che il grande impero della Cina non aveva uguali: Le porte sono parate di ricami dai vivi colori." Taizong spiegò il passaporto e lesse: 'Rilasciato tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù. Non vi sono brezza fra i pini o riflesso di luna sull'acqua paragonabili alla purezza della sua persona." "Quel cavallo fu divorato da un drago al Torrente del Dolore dell'Aquila. L'imperatore Taizong sedette al centro. vassoi di germogli di bambù allo zenzero. sfidare pioggia e gelo. nel Tibet. bianca e nera. che pure sono la sostanza di cielo e terra. i vini densi. di Bhiksu. o turbinante nella tormenta. né rugiada di immortali o luminosità di perla che irraggino la sua luce. dove i monaci lo accolsero prosternandosi: "Maestro. L'indomani Taizong tenne udienza e dichiarò: "Abbiamo trascorso una notte insonne. Ha saputo superare ripide cime e passi pericolosi: devo molto alla sua forza. ancor prima che la dottrina si diffondesse in parole. La sua saggezza supera le relazioni umane. vi siamo corsi incontro. è capo e guida della scuola buddista. che inglobano yin e yang. che le prove più dure gli sembravano lievi. a pensare all'impresa di nostro fratello. Glutine di grano con foglie tenere di cedrela. il documento fu restituito. mele verdi. Yuhua e Come l'Oro. "Ha lo stesso aspetto. detto Otto Divieti. mentre i saggi raramente ne penetrano le combinazioni. gli uomini si volgevano alla virtù e sapevano onorarla. o immense foreste. convertito da Guanyin. sagittarie. . Il terzo discepolo si chiama Sabbioso." Il reverendo era allegro e soddisfatto. così grande e gravida di conseguenze che è impossibile ricompensarla adeguatamente." "Ma certo. in religione Consapevole della Purezza. Mentre le quattro stagioni. Quando entrarono nella sala del banchetto. le coppe di cristallo. di Jisai. gli avranno oscurato il cielo. Il Novizio interpellò Guanyin e seppe che si trattava del figlio del drago dei mari occidentali. non fece baccano per avere riso o tè. e ho potuto assumerlo grazie all'aiuto del Novizio. litchi e castagne d'acqua. olive di Cina. Ma era così ardente nel perseguire la meta. allontanandolo dal mondo.' Commentò sorridendo: "Che lungo viaggio! Ormai siamo nell'anno ventisettesimo. nel ritorno la maggior parte dei sutra. Fu allora che divenne necessario diffondere le sue sottili parole. espungere il falso e convalidare il vero. tenere radici di loto. nei pomeriggi afosi. sono difficili da penetrare perché non si vedono. nocciole. viene dalla Grotta della Passerella di Nuvole. Dalla luce del Buddha rischiarata. Piatti d'oro giallo. Benedetta dai sutra conseguiti. la doratura delle statue nascose il suo vero volto. Prosperità è assicurata per sempre. sul Monte del Serpente Acciambellato. Ti chini su di lei: dove sarà la sua sorgente? Come potrebbero i mortali." Guardò con curiosità i sigilli dei paesi degli Elefanti Sacri. questa volta. Ha visitato i luoghi sacri(23) . La Legge scorre imbevuta di silenzio." E dettò quanto segue(21): Sappiamo che i due princìpi creano le immagini che si manifestano fra il cielo che ricopre e la terra che regge. anche lui aveva i suoi trascorsi. che esalta il vuoto. anche il più sapiente può ingannarsi nelle cose invisibili. uva gigante. cessò di rischiarare il chiliocosmo. tuffarvisi senza dubbi e confusioni? L'eminente dottrina è nata nelle terre dell'Ovest. Spingeva i suoi pensieri alla porta dei misteri. presentate a sua maestà i nostri documenti. anche se hanno ben chiaro lo yin e conoscono a fondo lo yang. quale distanza avete dovuto coprire?" "Guanyin diceva che si trattava di cento ottomila li. Tripitaka rientrò nel Monastero di Vasta Benedizione. essa è grande da contenere l'universo. Quanto più difficile è la Via del Buddha. giuggiole dello Shandong. Le tazze sono d'ambra. Perciò il cuore e lo spirito lo spingevano verso un pio viaggio nei puri territori d'Occidente. ed è uno specialista nella traversata di corsi d'acqua. Voleva riordinare le argomentazioni in base a ciò che aveva appreso. deplorando gli errori che si trovavano anche nei testi meglio recensiti. non avevamo dimenticato le vostre parole. e invitati a partecipare al banchetto nel padiglione orientale. L'ottenimento della Via aveva spento la loro aggressività. Al cader della sera tutti resero grazie all'imperatore e si ritirarono. in religione Consapevole delle Proprie Capacità. per soccorrere ogni specie di esseri e dominare i dieci orienti! Ineguagliati sono l'efficacia del suo prestigio e la forza dei suoi poteri. Ma quando Egli raggiunse il nirvana e l'ombra si stese su di lui. Per quattordici anni ha percorso l'universo occidentale nella sua ricerca della giusta dottrina. di Distruzione della Legge." Tripitaka tornò a ringraziare sua maestà di tutte le sue bontà e fece segno ai tre di seguirlo. fettine di zucca alla senape. In quegli antichi tempi. La neve accumulata nelle albe fredde. e fine da non lasciarsi sfuggire il granello invisibile. splendidi funghi dolci. Quando i rami dei pini si sono volti a oriente. Ha raggiunto la corte dei Han mediante un sogno splendente(22). oltre ai timbri delle prefetture di Fengxian. Le scritture del Buddha si dividono in Grande e Piccolo Veicolo. Sanno stare a tavola?" "Vostra maestà consideri che appartengono al ceto dei mostri di campagna: non hanno familiarità con le finezze della sacra corte cinese. semi di loto. e che un giorno dopo l'altro ci trovavamo davanti montagne. pinoli. filigranate d'oro e incastonate di giada. So che sono trascorsi quattordici inverni e quattordici estati. Il nostro monaco. che illumina i territori dell'Est e vi riversa l'onda della compassione. per insegnare la retta via a chi venisse dopo di lui. l'imperatore scese dal trono e prese Tripitaka per mano: "Non mi pare che i vostri discepoli siano molto pratici di etichetta. del Gallo Nero. mentre si installava nella cella del superiore. Invano quattro volte otto magnifici ritratti riprodussero i suoi lineamenti. Quando l'ho incontrato. Lo detteremo al funzionario di servizio del segretariato imperiale. vari tipi di felci in polvere. il maestro.

Caduto nel Fiume delle Sabbie Mobili. vengono ricondotti Fra gli eletti. una barba d'argento ornò il suo mento e le guance. L'uomo ne è responsabile con i suoi atti. Finite le cerimonie. Infatti il loto si attiene a ciò che è puro e pulito. per un totale di 5048 rotoli. quanto il cielo e la terra. Ottenuti quei sutra in capo a dure prove Dopo quattordici anni di viaggio ad Occidente. su cui il reverendo salì. Scimmiotto si rivolse al monaco cinese: "Maestro. e non si lascia toccare da ciò che è sudicio. a maggior ragione coloro che godono delle relazioni umane. Ma vorrei sapere come si intitola. ti sei convertito alla dottrina buddista. hai difeso in qualche modo la forma umana e alla fine sei passato alla nostra eminente dottrina. per recitare i sutra autentici del grande canone. "Devi considerare che. Dopo tanto soffrire sopra le aspre montagne Ed acquisiti nove volte nove gran meriti." A questo punto il Buddha si rivolse al cavallo bianco: "Tu sei figlio del re drago Aojun del mare occidentale. Ti sei reso colpevole di empietà disubbidendo a tuo padre. Ordinò dunque che la Foresta dei documenti e l'ufficio delle redazioni procedessero alla copiatura.Picco degli Avvoltoi ha contemplato esotiche bellezze. Per i meriti che hai ottenuto portando pesanti fardelli. Ma in quel momento si diffuse nell'aria un intenso profumo. ma poi ti sei felicemente convertito alla nostra dottrina e l'hai conservata con sincero rispetto. attraverso acque torbide e agitate. Persino le inconsapevoli piante raggiungono il bene accumulando il bene. seguitemi" ordinò il reverendo. "Maestà" rispose il reverendo. Ammiraglio dei Canneti Celesti. "Loro diventano dei buddha. Monaci eminenti vennero incaricati di celebrare una grande cerimonia dell'acqua e della terra nel Monastero dell'Oca Selvatica. ci confessiamo ignoranti. ma dopo la tua felice conversione alla nostra Legge e adesione alla comunità. avevi provocato gravi disordini nei palazzi del Cielo e io. "Non ci recitereste qualcuna delle autentiche scritture?" suggerì l'imperatore. bando alle prediche! Posate i sutra! È ora di partire!" I tre discepoli e il cavallo già cominciavano a innalzarsi. tutte quelle buone cose spetteranno a te. I vajrapani introdussero maestro e discepoli e riferirono al Beato: "In conformità dei vostri ordini. Per fortuna. la pelle si coprì di scaglie dorate. tu eri una divinità acquatica. la sporcizia della palude non contamina le foglie del loto che vi cresce. perché consegnassero i sutra. che era fortemente lacunosa. Il reverendo attendeva alla porta per poter ricominciare i suoi ringraziamenti. ma i sutra che ha riportato sono in numero finito. Vi rendiamo quindi l'ordine ricevuto in lettere d'oro. al termine della prova voluta dal Cielo. in tempo per rispettare il termine assegnato di otto giorni. Quando la dettatura ebbe termine. malgrado il tuo spirito limitato e una sensualità che non sei mai riuscito a dominare completamente. gli ammiratori della nostra dottrina sono tanti. ha esplorato sublimi meraviglie e penetrato reconditi misteri." I quattro pellegrini si prosternarono. "Consapevole del Vuoto. fratello" rispose sorridendo Taizong." Il reverendo si prosternò e andò avanti con i ringraziamenti. Hai acquistato meriti assoggettando lungo la strada diavoli e creature malefiche. seguito dai mandarini che portavano rispettosamente fasci di sutra. gli occorrono nubi e rugiada. Non si contano i paesi che ha percorso. Non merito davvero i vostri elogi e la pena che vi date per ringraziarmi. Il cavallo vi s'immerse e mutò forma: sul capo gli spuntarono corna di drago. Ha ottenuto complessivamente trentacinque opere capitali del Grande Veicolo. Stabilì inoltre che a est della città si erigesse un nuovo Monastero delle Copie. Ora ritorni felicemente. Per esserti permesso confidenze con la fata della luna ed esserti ubriacato alla Festa delle Pesche d'Immortalità. che si trova premesso al sutra del Cuore. La santa dottrina. ti conferisco il giusto frutto di una promozione al posto di Delegato alla Pulizia degli Altari. Taizong e il suo seguito si prosternarono e pregarono. "Consapevole delle Proprie Capacità. in modo da liberare i dannati dalle loro sofferenze e diffondere per l'universo il beneficio ricevuto. Mi sono rallegrato della tua applicazione a contenere il male ed espandere il bene. ora che siamo colleghi . "Santo monaco" dichiarò solennemente il Buddha." "Caro fratello. Riempiendo il Chiliocosmo. A ripensarci con un po' di modestia. frammenti di tegole in una foresta di perle. Non saranno lieti di perseguire la felicità mediante fattori felici? Possano le autentiche scritture diffondersi. e si attorceva alla colonna Omaggio agli Splendori del Cielo che si trova all'ingresso del monastero. Il Buddha ordinò a un rivelatore di portare il cavallo dietro la vetta del Monte degli Avvoltoi. Taizong lo fece pregare di salire accanto a lui e gli porse lo scritto. al mondo. Perché il cinnamomo che cresce sulla rupe produca fiori. La tua vera anima fu bandita in una reincarnazione nelle terre dell'Est perché eri stato disattento." "Discepoli. fu convocato il santo monaco. Prego nostro fratello di venire con noi a leggerci le scritture. Davanti alla composizione imperiale sulla santa dottrina." Taizong ordinò: "Prendete dunque qualche rotolo dei sutra autentici e accompagnatemi alla Pagoda dell'Oca Selvatica. le nostre parole non sono adatte per iscriverle su bronzo e pietra. Questo testo dettato di getto è proprio maldestro. hai protetto il santo monaco. Possano quei benefici estendersi e durare a lungo. proteggendo il santo monaco. Le divinità della montagna santa si erano raccolte davanti al Buddha per udirlo predicare. hai acquistato meriti trasportando il santo monaco." Gli interessati si fecero avanti per essere investiti delle loro nuove funzioni. Entrato nella comunità monastica. Nonostante i numerosi peccati commessi quando vivevi nella Grotta della Passerella di Nuvole dei Monti Fuling. I meriti che hai conseguito scalando montagne e guidando il cavallo ti valgono il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino arhat dal Corpo Dorato. l'ho pensato stanotte per esprimervi la mia gratitudine. peccavi mangiando esseri umani. fosti condannato a reincarnarti nel mondo di Sotto nel corpo di un maiale. Il reverendo lesse e ricominciò a ringraziare: "Lo stile di vostra maestà è elevato come nei tempi antichi. Mentre i buddha lodavano l'eminente Legge del Beato. ma non so se vi piacerà. ti avevo immobilizzato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. e spargere all'infinito i loro benefici come il sole e la luna. E. dopo aver scrupolosamente conservato la nostra fede e aver acquistato i più alti meriti con la tua cerca delle autentiche scritture. Per la fedeltà che hai dimostrato da un capo all'altro del viaggio. in salvo sull'altra sponda. Taizong disse: "I nostri talenti valgono meno delle belle tavolette di giada su cui sono espressi. Il titolo è: Prefazione alla santa dottrina. Il tuo attaccamento alla nostra dottrina ti vale il giusto frutto di un'alta promozione: io ti nomino Candana buddha Pieno di Meriti e di Virtù. Quando entrò eseguì con molta concentrazione il rituale delle prosternazioni. Se i sutra sono giunti nell'Est è anche merito tuo. La sua mente ha offerto campo aperto alla Via dei tre veicoli e dei sei comandamenti. Un'aura di buon augurio lo avvolse mentre saliva in alto sfoderando i lunghi artigli delle quattro zampe. Perché io devo fare lo spazzino?" "Per riempire la tua gran bocca e il tuo grosso ventre" rispose il Buddha. converrà che ne faccia preparare delle copie. si prosternarono e corsero a diffonderne copie. sarai una delle otto creature eccezionali. e anche il cavallo manifestò la debita gratitudine per i favori accordati. mentre il bene è fattore di ascesa." Questo fu il testo composto dall'imperatore Taizong. con la profondissima potenza della Legge. Intanto gli otto vajrapani avevano ricondotto i pellegrini e il cavallo sul Monte degli Avvoltoi. "queste cose si devono fare in luogo consacrato. Quanto ai classici esoterici. Il palazzo non è un posto adatto. L'intero contenuto di cento cofani di canoni scorre dalle sue labbra come un vasto fiume. hai meritato il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino buddha della Vittoria in Battaglia. il cielo si squarciò e vi apparvero gli otto giganteschi portatori di folgore: "Reverendo. rivolto a Taizong: "Se vostra maestà vorrà diffondere le scritture. Le terre dell'Est di loro serbano I sutra riportati. Questo raggio d'oro trarrà tutti. La moltitudine peccatrice ritrova la buona fortuna: un'acqua redentrice spegne l'incendio che bruciava la casa e salva l'umanità smarrita. Ha ricevuto le ultime parole dei santi di altri tempi e la dottrina autentica dei saggi più eminenti. abbiamo scortato il santo monaco e i suoi compagni nel paese dei Tang. Era stato preparato un alto pulpito per la predicazione. tu fosti Generale delle Cortine Arrotolate e fosti bandito nel mondo di Sotto per aver rotto una coppa di cristallo. Ti conferisco il giusto frutto del posto di cavallo-drago celeste. e a ogni cerimonia portano molte offerte. Ha il merito insuperabile di avere portato le nubi della compassione dall'estremità dell'Occidente a bagnare con la pioggia della legge questo angolo sperduto d'Oriente. è restaurata. scarabocchi d'inchiostro su tavolette d'oro. Bisognerà conservare gli originali come tesori." Taizong si rivolse agli ufficiali di servizio: "Qual'è il più impeccabile monastero di Chang'an?" Il grande letterato Xiao Yu fece un passo avanti e rispose: "Il monastero della Pagoda dell'Oca Selvatica. da maneggiare con precauzione. Copie dei testi furono diffuse in tutto l'impero. da tradurre e diffondere in Cina. e con ciò avevi spregiato il mio eminente insegnamento della Legge. Il carro imperiale si mosse verso la Pagoda dell'Oca Selvatica. provo vergogna. "nella tua vita anteriore tu fosti il mio secondo discepolo Cicala d'Oro. al lago Trasformazione del Drago. Bisogna tener presente che la caduta è determinata dall'accumularsi di cause malvagie. dentro il palazzo e fuori. i mandarini presenti si congratularono. Di che cosa ti lamenti? "Consapevole della Purezza. l'argomento è sottile e profondo." "Seguiremo le vostre istruzioni." "Ma come!" brontolò Porcellino. Il reverendo posò il sutra che teneva in mano e dall'alto del pulpito salì dritto al nono cielo.

Sughosa buddha. Namo buddha della bandiera di gioielli. arhat. Candanapunya buddha. Namo buddha e pusa dell'assemblea del Lago di Loto. E così i vani nomi dei demoni. Namo eminenti pusa. santi monaci. Namo pusa Puxian. Maestro e leone sono omofoni in cinese: shi. Maitrîbala-râja buddha. Unito ai quattro stati. Namo buddha dei meriti e virtù del legno di sandalo. Namo buddha dello splendore dei talenti. fin dall'VIII secolo. Ratnaprabhâsa buddha. Namo buddha re della forza della grande sapienza. Namo buddha di longevità senza limiti. Namo buddha di buon vagabondaggio. Namo pusa Guanyin. Namo eminenti pusa. La realtà torna in polvere. Namo buddha della luce universale. Namo buddha della bandiera di luce perpetua. nuvole di buon augurio si accumulano sopra il mondo della gioia assoluta. Ogni verso originale si riferisce a una combinazione del gioco (ordine del cielo. il centopiedi trova gustosi i serpentelli. non sarebbe la regola.lo mostrerò al re nel suo vero aspetto per indurlo a coltivare il suo corpo allargando i desideri. Mahâprajñâbala-râja buddha. Namo buddha re della potenza della compassione. Namo buddha dell'indistruttibile diamante. (13) "Volevate diventare maestri fra gli uomini e avete sollevato queste complicazioni con i leoni". (8) Tre schiocchi di frusta invitavano gli astanti al silenzio e segnalavano l'apertura dell'udienza. divinità di grotte e di montagne. il cervo s'unisce alla cerva. Manidhvaja buddha. Namo buddha di vasta dignità. Namo pusa. 15). il Delegato alla Pulizia e l'arhat dal corpo d'oro si godevano il giusto frutto. I cinque Di non-dualità giungono in vetta. riconoscenti alla quadruplice grazia del mondo di Sopra e in soccorso di coloro che soffrono nei tre cammini. Tocca e verifica. Avalokitesvara bodhisattva. Svâgata buddha. Namo tutti i pusa della gioia ultima del Paradiso dell'Ovest. (10) Porcellino dice il vero. Sumeruprabhâsa buddha. le piccole parole discutono di futilità. a tutti i pusa e mahâsattva: Mahâprajnâ-pâramita!" Così finisce la storia del viaggio a Occidente. Gli elementi Ricadono nel vuoto e nel silenzio. Mañjusrî bodhisattva. e finì affogato. Si spargono Ovunque i sutra sulla terra. Ora che sei buddha. rivelatori. con una ragazza poco puntuale. Nârâyana buddha. prugni di ogni colore. pesche che maturano da diecimila anni. Rinnòvati. la tigre di giada riposa. affluiva l'acqua della marea. Namo buddha dello splendore della virtù dell'oro. Namo buddha vincitore di saggezza. Possa chi ne è testimone scoprire la bodhi nel loro cuore e nel loro spirito." (Zhuangzi. perché lo sperma serve a lui. Namo buddha re del cristallo splendente. Namo buddha dello splendore del mare d'oro. Varuna buddha. a mani giunte. Candraprabha buddha. Il buddha Candana. (5) "Se l'uomo dorme nel bagnato si prende il mal di reni e resta mezzo paralizzato: è così anche per l'anguilla? Se si trova su un albero vi sta tremante e titubante: è così anche per la scimmia? Chi di questi tre conosce la giusta dimora? L'uomo mangia gli animali erbivori e granivori. A tutti i buddha dei tre mondi e dei dieci orienti. (6) "Voi che amate se": colore. Namo buddha di pura gioia. i tremila rivelatori. Namo buddha del perlaceo splendore del sole e della luna. Nâgarâja buddha. dodici undici dieci. Namo buddha della chiarezza delle virtù del mare. e io lo farò a pezzi perché quella vecchia pusa maligna non sia tentata di usarlo per giocare brutti tiri a qualcun'altro. cipressi azzurri e bambù smeraldini. il cerchio è scomparso: non poteva certo rimanerti incrostato sulla testa. Nubi iridate intorno al Picco degli Avvoltoi. (14) . A quei tempi eri difficile da maneggiare. Questo e altri lieviti taoisti nel discorsetto buddista di Tripitaka. Namo buddha del passato. dall'estuario fluviale. upâsaka e upâsikâ. guardiani. Namo buddha re vincitore della Legge. bisognava pure adottare qualche mezzo speciale per tenerti sotto controllo. II. Namo buddha Emituo. e così via). Namo rispettato buddha Mile. il buddha della Battaglia. due sette due." Scimmiotto si palpò la testa: il cerchio non c'era più. Namo buddha Naluoyan. Namo buddha dello splendore del sole e della luna. protettori. tartarughe strisciano. Namo buddha vittorioso in battaglia. (11) "Nemmeno per un momento è consentito derogare alla regola delle nostre azioni. L'invariabile mezzo. non penserete mica di continuare a farmi portare il cerchio d'oro. se si potesse derogare. I draghi d'oro dormono in luogo appartato. Namo buddha capo dei saggi e dei buoni. il cervo mangia l'erba. Namo buddha dei chiari talenti. arhat dal corpo d'oro e otto gioielli. Samantabhadra bodhisattva. le grandi parole compongono i contrari. maestro dei medici. Fenici verdi e rosse svolazzano allegre. Namo pusa Wenshu. Maitreya buddha. Namo pusa. Namo pusa delegato alla pulizia degli altari. Il giovanotto non seppe decidersi in tempo a rinunciare all'attesa. maestri e immortali che avevano ottenuto la Via. drago celeste che appartiene alle otto creature eccezionali. Namo buddha del lume della torcia di sapienza. Namo buddha del meraviglioso suono. upâsika e upâsâka. Namo buddha della lampada che contempla il mondo. Namo buddha saggio dei Sâkya. il gufo e il corvo trovano gustosi i topi: chi di questi quattro conosce il giusto gusto? Lo scimmione ha per femmina la scimmia. serpenti si annodano.. dèi del giorno e della notte. II. gli uccelli volavano in alto e i cervi fuggivano di corsa: chi di questi quattro conosce la giusta bellezza sotto il cielo? A mio modo di vedere. recitava in coro: "Namo buddha che accende la lampada dell'antico passato. l'anguilla nuota insieme al pesce. Buddha Sâkyamuni. Alto su ogni pericolo. Lepri nere vanno e vengono. (4) I versi sono intessuti di riferimenti al gioco del domino cinese." (Zhong Y ong. per diventare immortale. Fiori straordinari delle otto festività. Amitâyus buddha. Namo tutti i pusa dell'oceano di purezza. fiori e frutti. Vogliano così i buddha di tutti i mondi acconsentire a ornare la pura terra del Buddha di meriti e virtù. Mille fiori. Bhaisajyavaidûrya-prabhâsa-râja buddha. i cinquecento arhat. pini alteri e antichi ginepri. Namo santi pusa del vajra di diamante. mille frutti che rivaleggiano in fascino e bellezza sotto un cielo coperto da brume di buon augurio. Namo buddha Poliuna. che in realtà dice: ". il cavallodrago aveva raggiunto il nirvana. Namo buddha del progresso del bene. (2) L'espressione "andare al paradiso dell'Ovest" significa "morire". riunione fra nubi e venti di draghi e tigri. divini frutti delle quattro stagioni. (12) Nei versi di Tao Qian (365-427) il villaggio della fonte dei Fior di Pesco è una piccola comunità fuori dal mondo. Namo buddha Vairocana. Namo buddha che conduce alla verità del nirvâna. Namo buddha di meriti e virtù.ma al vederle i pesci si tuffavano nel fondo. bhiksu. La folla. Namo buddha di meriti. Namo pusa di eminente posizione. O magari vi piacerebbe ripetere l'incantesimo per stringerlo? Mi farete il piacere di recitare la formula che lo apre. grandi dèi. il nome è Shangguan. festa delle lanterne. bhiksu. Dharmajaya-râja buddha. Namo buddha che manifesta l'assenza di ignoranza. (9) In effetti. Ratnadhvaja-râja buddha. Come posso conoscerne la classificazione?" (Zhuangzi. Mahâsthâma bodhisattva. i pretesti della carità e della giustizia e le strade dell'affermazione e della negazione sono confusamente mescolate e imbrogliate. talenti e virtù. I cinque presero il loro posto fra gli infiniti convenuti ad ascoltare la predica del Buddha: buddha e pusa. Namo buddha onorevole re drago. Namo buddha dello splendore di grande compassione. Il tempo passava invano e. Namo buddha dello splendore della pace del mondo. ma anche i piaceri dell'amore. (3) "La Grande Sapienza tutto abbraccia. Namo buddha dello splendore del Sumeru. tudi. la dama di corte Mao e la concubina Li erano ammirate dagli uomini . Gibboni neri e cervi bianchi scorrazzano a piacimento.. Dipamkara buddha. Namo pusa della legge senza limiti. presente e futuro. Ha raggiunto Candana il Gran Risveglio." L'idea sottostante è taoista: una buona igiene sessuale richiede che un uomo "si nutra dello yin" del maggior numero possibile di donne. la piccola sapienza distingue. 1). doppio dodici. Punyapuspa buddha. (7) Il giovane letterato Wei aveva un appuntamento galante sotto il ponte. sono i caratteri con cui si iniziano di solito gli esercizi di scrittura.buddha. Namo buddha del prezioso splendore della luna. Amithâba buddha. NOTE: (1) La traduzione italiana si permette di occidentalizzare il testo. 10). Namo buddha dello splendore del legno di sandalo. Namo buddha re vittorioso della bandiera di sapienza. funzionario superiore. ma si trattenga dall'eiaculare. Namo buddha del sacro stendardo. Namo pusa dal vasto potere. Vyûharâja buddha. Possa rinascere nel paese della suprema felicità e porre fine alle reincarnazioni. Namo buddha di luce preziosa." "Non portarmi rancore.

Mahî e Hiranyavatî). che ascende. Oxo. yang. (16) È sempre Anâthapindada. un discepolo di Tripitaka. Al tempo dei Tang l'espressione designava una categoria di esami mandarinali e i candidati che li superavano. che qualificavano ad affrontare i veri esami da mandarino. Sîtâ. sotto tre linee spezzate (il Ricettivo). Sono i due alberi di sâla sotto i quali il Buddha ebbe il risveglio. Sono adattati ai fatti del romanzo gli anni di assenza (ridotti da 17 a 14) e le opere riportate dall'India (ridotte da 657 a 35). è il suo opposto: sopra tre linee piene (il Creativo). (22) La prima menzione del buddismo in Cina si trova nella storia dei Han posteriori. si compone di tre linee spezzate sotto le quali vi sono tre linee piene: sopra il Ricettivo. e gli otto fiumi dell'India (Gange. In seguito servì a indicare esami preliminari. L'imperatore Ming (58-75) sogna una divinità d'oro che vola. (19) Furono tutti e quattro mandarini-modello di epoca Han. L'esagramma Pi. per felicitare Xuanzang della traduzione del Y ogâcârabhûmi sâstra. L'inizio (dal basso) con tre linee piene significa yang. .L'esagramma Tai. Interpella i suoi ministri. o illuminazione. nella sua biografia del maestro. il Ristagno. Taizong scrisse questo testo nel 648. La coppia di esagrammi descrive anche il ritmo lunare (capitolo XXXVI). benché scritta in tutt'altro modo. (23) "Il doppio albero e le otto acque". È l'esagramma della primavera. Il testo fu riportato da Hui Li. ma una serie di canzoni sulle parole: bella riunione di gioiosa unione. che è probabilmente il più antico testo buddista cinese pervenutoci. essi gli riportano il Sutra dei 42 articoli. la Pace. e sotto il Creativo. Yamuna. (20) Sessantaquattro. Sarasvatî. Indo. Gli ovini si indicano con una parola dello stesso suono. (18) Due "talenti distinti". Invia emissari in occidente in cerca di maggiori informazioni. Abbiamo incontrato l'esagramma Tai in una nota del capitolo precedente. (17) In questo caso l'omissione non riguarda una descrizione a oltranza. che tende a scendere. (15) "Il Tai diventa Pi". (21) L'inserto che segue è storico. e Fu Yi gli parla del Buddha.

alzò gli occhi e vide magnifici edifici all'ombra di un boschetto di pini: Fronde di cedri incornician le porte Degli edifici in cima al colle azzurro. Sulle colonne laccate d'oro erano appesi cartoncini scarlatti che recavano distici per l'anno nuovo. Perciò l'ho fatto andare più svelto. Succedendosi i giorni e le notti. Adesso sei nella comunità monastica. Nevican petali di fior di pesco Nell'ampia corte a primavera. "non prendere quel tono di rimprovero. come gli altri fanno il loro. Per fortuna sono riuscito a conservare l'equilibrio. Tripitaka si sedette su un tamburo di pietra. so io quante salite abbiamo fatto. Tu fai il discepolo elegante del signor maestro. con le arie che ti dài. Da quando abbiamo attraversato il Fiume delle Sabbie Mobili. affinché adempia il voto di trasportare il maestro che va a presentare i suoi omaggi al Buddha. Dobbiamo pur trovare un posto per ristorarci e riprendere le energie: è la sola cosa sensata da fare. che non aveva la forza di trattenerlo. Chi è nel vero coi denti spezza il ferro: Così pervieni a perfetta saggezza. tutte con un bel carico sulle spalle. Quando la brina fa cadere i fiori. I quattro pellegrini. avevano spezzato le illusorie catene di polvere e varcato le sabbie mobili dell'oceano della natura che era in loro. sconvolgere il mare. tu e Sabbioso dei bagagli e del cavallo. Aspettiamo che qualcuno si faccia vedere. con alti tendaggi. sceso da cavallo. più bestione di me. levato le corna e ritirato la collana di perle per trasformarlo in cavallo." "Fratello. Vanno tacendo le ultime cicale. "vi sbagliate. ma Tripitaka lo trattenne: "No! Siamo monaci. produrre nebbia. tre o quattro. ma tu lo sai quanto pesa questa roba?" "Fratellino. padre del metallo." "Be'. "ho sentito raccontare che." Scimmiotto. E per finire la cappa di giunco. le pene e le privazioni da sopportare fanno l'orgoglio del bravo discepolo. Ho già un carico troppo pesante. Siepi di crisantemi decorate Dalla brina. come mai quello lì cammina così piano?" "Perché. . e gli chiederemo rispettosamente asilo. Aveva provocato un incendio in una sala del palazzo. Non vi è essere vivente Nella pace d'autunno. sarebbe un segno di solidarietà fraterna fra condiscepoli. ma io ci sto solo a fare il facchino. dorme sotto la luna su un guanciale di brina: dappertutto è a casa sua. c'è una regola da rispettare." "Ma tu fa un po' il conto: Quattro stuoie di giunco ed otto corde Più o meno lunghe. "Si capisce. Rimase per parecchio tempo ad aspettare il maestro al Torrente del Dolore dell'Aquila. dopo aver compreso la verità dell'essenza delle cose. Benché alle estremità abbia aggiunto un chiodo. Il tutto appoggia Su una pertica alquanto scivolosa. sollevare sabbia. andiamo a chiedere ospitalità." "Non incominciamo a minacciare violenze. il re drago dei mari occidentali. In serena e maestosa architettura. Aspettarono un pezzo." Il bestione. Il tuo vecchio Porcellino pena tutti i giorni sotto questi pesi. siete voi che la portate. Donna gialla e neonato vanno insieme. che aveva dovuto affrettare il passo sulle orme del cavallo. non sono fatti tuoi. È ben lunga la via per l'Occidente. "È colpa di Porcellino. non prendetevela" disse Scimmiotto sorridendo. In altre parole. Capì che doveva trattarsi di trasformazioni soprannaturali predisposte da buddha e immortali. anche l'autunno volgeva al termine. per timore di essere battuto. arrivò ansimante brontolando: "Non ne posso più! Ho la pancia vuota e la schiena rotta. La gente come noi. finché in cima al pendio il cavallo rallentò l'andatura. e porta solo un vecchio monaco non tanto grasso. e non badi ai poveri cristi che ti portano le valigie. QUANDO QUATTRO SANTITÀ METTONO ALLA PROVA LO SPIRITO DI MEDITAZIONE. "ecco che si fa tardi." "Non vorrai mica trattarlo da cavallo! Guarda che non è un quadrupede qualsiasi: è il figlio di Aojun. Il cavallo però è grande e grosso. criticava il cavallo perché camminava troppo piano. che può scavalcare montagne con un salto. Non sei mica più con i Gao. mentre Porcellino posò il carico e osservò: "È una casa di gente ricca. dove troveremo un riparo per la notte?" "Maestro" replicò Scimmiotto. vive d'aria pura e di acqua fresca." "Ma è proprio un drago?" intervenne Sabbioso. invertire il corso del fiume. La pusa gli ha tolto le scaglie. Non si può fare altro. ha i titoli di cavallo-drago e di terzo principe. gli si abbandonò aggrappandosi alla criniera." "Maestro. dal ponte le orchidee Rosso sangue ricadono sull'acqua. Io mi occupo del maestro." Porcellino andò a legare il cavallo e si accasciò sull'erba. vide che la torre d'ingresso era decorata da spirali di loto e da trombe d'elefante. Non si può entrare senza permesso. e dobbiamo evitare qualsiasi comportamento criticabile. guardando in alto. in ferro Damaschinato in bronzo. vuoi vederlo correre? Ti servo subito." Scimmiotto si mosse per entrare." "Bestione!" disse Scimmiotto mettendosi a ridere. "c'è una residenza dove potremmo chiedere di pernottare. entrò a esplorare: vide una grande sala a tre campate. producendo nell'aria mille scie colorate. Gli si potrebbe mettere in groppa qualcosa di più. "Ma con chi stai parlando?" "Parlo con voi. Sabbioso teneva il cavallo. Se non fai il tuo lavoro. guardate là" invitò Tripitaka. Globi d'oro ricoprono l'arancio. a mani vuote. Frena il ronzino senza usar la frusta! Madre del legno. spandere polvere. alzò gli zoccoli e schizzò via come il lampo." Il bravo Scimmiotto scosse la sua sbarra cerchiata d'oro. Tra pini alteri e bambù variegati. Suo padre lo accusò di aver mancato di pietà filiale e lui fu condannato a morte: gli salvò la vita la pusa Guanyin. Scimmiotto e Sabbioso si appoggiarono al parapetto della terrazza. il drago sa soffiare nuvole. che rappresentava paesaggi di montagne di longevità e mari di felicità. e certe perle erano andate distrutte. Attraversarono innumerevoli colline azzurre e acque verdi. venne la sera. come: Esile salice dondola i rami Sul ponte sottile la sera. Superati gli ostacoli. "Discepoli miei" disse Tripitaka. con pilastri dipinti e travi scolpite. Il maestro. Non allentar le briglie della scimmia. sapete. Figuriamoci se tu porteresti pesi. Scimmiotto finì per spazientirsi e. Mentre camminavano. Poi c'è il bastone pastorale. "devi pur rendertene conto: tu te ne vai in giro come un ballerino." Tripitaka. roba da proteggere Dalla pioggia. bestione mio" replicò Scimmiotto. ma nessuno comparve. Sopra la porta pieghevole era appeso un dipinto di formato orizzontale. senza chiedere il parere di nessuno. per il gusto di umiliare la gente.CAPITOLO 23 ARTI DI SEDUZIONE DI UNA VEDOVA IN CUI TRIPITAKA NON DIMENTICA LA SUA NATURA DI BUDDHA. finirai per rimediare qualche scapaccione." "Fratello" riprese Porcellino. notò che gli edifici erano sovrastati da una cappa di brume di buon augurio. Stormi di oche selvatiche punteggiano In lunghe file lo spazio infinito. hai torto di prendertela con me. questo capitolo mostra che la strada della ricerca delle scritture è di quelle che richiedono alla persona di consacrarsi interamente all'essenziale. che ha un bel peso. Alte sale delimitano i nitidi Muri a calce. ti ho visto! Sei stato tu a spaventare il cavallo. A che ci serve un riparo per la notte?" "Fratellone" protestò Porcellino. signore. rivolta a sud. che non riesco a portare." "Via. secondo gli antichi. perdendosi nella contemplazione dei fiori selvatici e delle immense distese d'erba. Poi aggiungi le coperte Di feltro. io non la tocco più da un pezzo. Il cavallo. maestro?" "Maledetta scimmia. e per quanto mi riguarda. ma si guardò bene dallo svelare i celesti disegni e si accontentò di rispondere: "Va bene. che ha lasciato la sua famiglia. Il maestro. Ma allora. dove prendevi quello che ti faceva comodo e davi se ne avevi voglia. Si apron del loto i ventagli venati. tu e io. appoggiato alla sella. Non me ne ricordo nemmeno." "Discepoli. esaminava la scena quando il discepolo Consapevole del Vuoto lo raggiunse: "Non sarete mica cascato dal cavallo. Allora Tripitaka riprese fiato. avanzavano sulla strada maestra dell'Ovest. Ciascuno ha le sue prove e i suoi meriti. e per di più mi fate correre a perdifiato dietro al cavallo. Ecco: Aceri rossi dominano i colli. ai piedi del muro di cinta. Stridono lamentose cavallette.

Sin da piccole hanno imparato a leggere i classici confuciani. Quando viene l'autunno. "Abbiamo più di trecento mu di terre irrigue" riprese la vedova. signori. "Io sono nata all'ora del gallo. Non sono più comodi da indossare broccati e sete. Basta che vi rilassiate. e non volete ritornare indietro. in mancanza di fratelli maschi. accompagnato da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. ci pregano di entrare!" Tripitaka si decise ad avventurarsi all'interno. Le otto feste ti recano ciascuna le sue gioie. dell'Ovest. sanno recitare poemi e comporre distici. che siano in tutto degne di voi. rilassatevi un po'. ti ubriachi a tuo piacere. Amata. Mi troverete brutta. La donna andò loro incontro per accoglierli. dal ricamo alla sartoria. sandali di paglia. per sollecitare l'ospitalità per una notte. ad ascoltare quant'erano ricche e quant'erano belle. l'ultima. con calzature fiorite dai tacchi alti. Credo proprio. il mio defunto marito aveva tre anni più di me" precisò la vedova. che fece dare un passo indietro a Porcellino: "Bestia maledetta! Noi siamo gente che ha abbandonato la sua famiglia: sarebbe insensato che ci facessimo attirare dalla ricchezza o commuovere dalla bellezza.Al centro era collocato un tavolino nero di lacca opaca. ma è difficile abbandonare tante ricchezze. Perché incatenarsi così ostinatamente alla legge del Buddha?" Tripitaka. Dovrebbe essere un'occasione attraente per Otto Divieti. una quantità innumerevole di maiali e di pecore. voi avete ricevuto i vostri comandamenti. per onorare ciascuno e offrirgli il tè. "non facciamo scherzi! Sarebbe un argomento da esplorare meglio. hanno ricevuto anche una cultura da maschi. dove vi attendono bellezze ornate da due file di spille d'oro. si avvicinò a Tripitaka. prato e frutteto. una per una. di seta per dieci. Anche noi. Mi vorrei risposare. Rimboccando le larghe maniche di seta dai colori cangianti. e voi mi rispondete cercando di ferirmi. Nessun disturbo esterno più muove le tue labbra E l'essere si trova in perfetto equilibrio. a mutare i vostri piani e rinunciare ai vostri voti. Non c'è nessun lavoro femminile. Ritorni alla tua patria. L'acconciatura alla moda di corte. "Via. che reggeva un antico brucia profumi di bronzo in forma di animale fantastico. Scimmiotto stava appunto sbirciando qua e là. e che vantaggio ci può essere a restare in famiglia?" replicò Tripitaka. il povero Tripitaka sembrava un epilettico paralizzato dal fulmine. sotto un velo di garza nera. sono sempre stato goffo in queste cose. color verde mandarino. C'è una poesia che ne parla: Abiti nuovi in seta indossi a primavera. fateli entrare. un'estensione non minore di foresta. È meglio che nutrirsi Del sangue altrui e marcire nelle spoglie di carne. e quello del suo defunto marito Noncè(2). in nido morbido." "Ehi." "È vero. recando tazze di giada bianca su un vassoio d'oro: Si spande il caldo vapore del tè profumato. si sentiva venire tali pruriti che non riusciva a star fermo: si contorceva sulla sedia come se avesse le natiche punte da spilli. la dama prese a due mani le tazze. Questo ingente patrimonio ci è stato lasciato invano: non abbiamo altri parenti. alla vita era serrata una gonna di broccato ricamata in giallo zampa d'oca." A queste parole Tripitaka si finse sordo e muto. Ai quattro angoli delle pareti erano appesi quattro pannelli che rappresentavano le stagioni. Una piccola cameriera con le crocchie di capelli ricadenti comparve discreta da dietro un paravento. ed ereditammo il loro patrimonio: centinaia di migliaia di filze di sapeche. se non veniste da tanto lontano. mille capi di bufali gialli. fratello" replicò Porcellino. "più di trentamila mu di altre terre agricole. "Ma sembra che ignoriate i vantaggi della nostra vita di monaci vaganti. viene al momento giusto. Ai lati i capelli erano fissati da due spille d'oro rosso. lo scosse ed esclamò: "La signora vi sta parlando. Strani frutti sprigionano misteriosa fragranza. Disponiamo ai quattro orienti di una settantina di granai con le loro aie per la trebbiatura. agio e voluttà. in cui non siano esperte. né se acconsentireste. poverini!" esclamò la vedova sorridendo. Chiuse gli occhi per calmare i battiti del cuore e restò in silenzio. maestro: vi fa nientemeno che una dichiarazione! Perché non state attento? Alle domande bisogna rispondere!" Tripitaka alzò bruscamente il capo e gettò un grido roco. E." "Se . bevi vino novello. madre e figlie. Da due anni la sventura mi ha colpito di nuovo. Avemmo la sfortuna di perdere i miei suoceri quando eravamo molto giovani. Quest'anno compio quarantacinque anni. che lana di bigello. Recàti a limpidezza la natura e lo spirito. la bellezza naturale del suo incarnato conservava il fascino della giovinezza. reverendi. Le bande vaporose volavano come ali di fenice. diecine di migliaia di arpenti di terreni fertili. Abbiamo scorte di granaglie per otto o nove anni. godrete di ogni lusso. Nessuna è fidanzata. per divenire i padroni della nostra umile dimora. signora. Perciò ci siamo presi la libertà di accostarci alla pia dimora della nostra rispettabile donatrice. Una notte di nozze fra piumini di seta È molto più gradevole che vagar per le strade. Senza cipria né belletto." A questa risposta la vedova andò in collera: "Questo monaco screanzato mi manca di rispetto! Vi direi tutto quello che penso. la seconda Amore e ha diciott'anni. Ma mi accontenterei di acquisire per genero uno dei vostri discepoli. s'intimidì e fece appello a Scimmiotto: "Che ne dici. non se ne parli più. Vedendoli tutti insieme. mandrie di cavalli e di muli. Se acconsentite. Non parliamo poi della freschezza primaverile celata dietro le nostre cortine di broccato. Vi chiederete com'era abbigliata: Vestiva un abito di broccato tessuto in ramia. Porcellino la squadrava dalla testa ai piedi a occhi socchiusi. facendomi perdere il marito. e poi oro argento che non riuscireste mai a spendere tutto nel corso di una vita intera." Scimmiotto si mise a gridare a squarciagola: "Maestro. L'inverno. Di fronte all'Arca d'Oro. li fece sedere e li pregò di attendere il tè." "Fin da ragazzo. ma per fortuna le mie figlie non sono male." "L'umile monaco che sono" rispose Scimmiotto preso alla sprovvista. Siamo quattro persone e stavamo attraversando questa nobile regione al cader della sera. Va bene. "viene dal paese dei grandi Tang dell'Est e ha la missione di recarsi a ovest per sollecitare le scritture dal Buddha. sono persone fini. C'è un'altra poesia per descrivere anche quelli: Serve una volontà più forte del comune Per abbatter la casa dell'amore e dell'odio. trattenuti da un pettine d'avorio con smalti vermigli e smeraldo. e ci vorremmo sposare con mariti che vengano a stabilirsi qui. distribuiva i capelli in due chignon bicolori a forma di drago acciambellato. maestro e discepoli. e sopra un bolero rosa. con la ciotola delle elemosine in mano?" Impietrito al posto d'onore. C'erano sei poltrone. cappelli di foglie di bambù. Alla fine non ne poté più. siamo quattro. raddoppiò la sua amabilità e li invitò a entrare nella sala di ricevimento. se accettate di entrare come mariti nella nostra umile dimora. ha sedici anni. Con altri più leggeri contempli i loti in fiore. Consapevole del Vuoto? Potresti restare qui." "Reverendo" rispose la donna con un sorriso di buona accoglienza "dove sono gli altri tre? Vi prego. onori e ricchezze: ed è certo una buona cosa avere di che vestire. Cogli di ogni stagione i diletti che porta. muto come un sasso. "posso permettermi di informarmi sul vostro nome e sul vostro paese?" "Vi trovate nel continente Godâniya. fatto i vostri voti. reverendo. "La mia prima si chiama Sincerità e ha vent'anni. il terzo giorno della terza luna dell'anno del porco. Dopo gli scambi di cortesie. nutrire e tenere uniti i figli" replicò Tripitaka. Mi sembra una coincidenza davvero fortunata. con qualcosa del ranocchio infradiciato: stralunava gli occhi. vi abbandoniate alla dolce vita. Mendicare e levare preghiere ad Amitâbha. Porcellino. acquisiti i tuoi meriti. "Nobile donatrice" chiese Tripitaka giungendo le mani. Non è meglio che penare e faticare tanto per seguire la strada dell'Ovest?" Tripitaka restava inebetito. quando udì rumor di passi dalla porta che dava verso l'interno e vide apparire una signora di una certa età che gli chiese con voce musicale: "Chi siete? Siete entrato non invitato nella casa di una vedova. con aria di intenditore. Io vi proponevo sinceramente di entrare nella nostra famiglia e di condividere i nostri beni. sembrava sul punto di traboccare per terra. e io vi racconterò i vantaggi che ci sono a restare in famiglia. assumendo un atteggiamento contrito. La vostra visita. il periodo di lutto si è compiuto appunto quest'anno. Poi ordinò di preparare un pranzo vegetariano. vi lasciate crescere i capelli. "Ma perché poi si dovrebbe rinunciare a qualsiasi famiglia?" "Cara signora. Il nome della famiglia della vostra umile serva è Mentì(1). ma non so ancora che cosa ne pensiate. oltre a onorarmi. Benché vivano fra i monti. dagli orecchini pendevano varie file di perle. Il destino non ci concesse figli maschi: ho avuto solo tre figlie. in famiglia voi godete di lusso." "Poverini. per scoprire dita sottili come le più delicate cipolline primaverili. vedendola in collera.

non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. non ho trovato un posto adatto." "Non prendermi in giro!" replicò Porcellino. io farò da testimone e Sabbioso da mezzana. Lo dice anche il proverbio che il bonzo è un fantasma affamato. ma invece di farlo brucare. presenta al maestro i tuoi rispetti e adempi i tuoi doveri di genero." "Maestro. È inutile stare a consultare l'almanacco. Ricche le acconciature dei capelli. si ridurrà pelle e ossa. il maestro e la dama faranno da genitori alla cerimonia. resta a fare compagnia al maestro" disse Scimmiotto. "restate qui voi. accanto alla cenere fredda del forno?" "Secondo discepolo" suggerì Sabbioso. Non hanno fatto altro che punzecchiare me. sarebbe dipeso soltanto da me e da voi: avremmo potuto pensarci domattina. "Se acconsenti. per caso. per piacere. non è possibile! Non farò mai una cosa simile. ha tutte le voglie del mondo." "Bestione. è meglio avere un genero come te che non avere nessuno. La mia difficoltà sarebbe questa: non è. Le labbra semiaperte sono rosse Come ciliege. riprese la propria forma e si presentò a Tripitaka: "Consapevole delle Proprie Capacità riconduce il cavallo alla briglia. non avremo una goccia d'acqua per il tè e nessuno ci accenderà il fuoco. Se la casa ti sembra troppo bassa. Porcellino. dici tu? Non servono né i bovi né l'aratro. "L'erba non era granché. se la prese con il monaco cinese: "Maestro. Chi trova bella la donna di Chu. e disse: "Suocera. signora. farsi bonzo e seguire il maestro nell'Ovest. Qui vide la vedova e le tre figlie che si divertivano a contemplare i crisantemi. Tu ritorni laico e tutti saremo contenti." "Ma non si fa così. può restare Consapevole della Purezza. Non compariva più nessuno. prima che abbia avuto modo di acquistare il minimo merito. per esempio." La donna. "È un bel pignolo. Visi primaverili sotto il lieve Velo di cipria. Un momento dopo ricomparve il bestione e legò il cavallo. può darsi che le mie figlie non ti trovino una bellezza. alla sua mogliettina. non dico di no. "tienilo pure d'occhio. come oserei desiderare queste ricchezze estranee? Io voglio a tutti i costi arrivare al Paradiso dell'Ovest. Aspetta che ne parli alle mie figlie. Ad ogni loro passo Diffondono un profumo d'orchidea." "Perché dovrei chiedere il suo consenso? Non è mio padre. Qualunque decisione appartiene a me solo. giade e spilloni dorati. senza cibo né bevanda. io lo realizzerò. "Dunque ditemi" fece la madre. Fan fremere i cuori Le bellezze smaglianti. non siete proprio stato furbo a risponderle in modo così secco e maleducato. Le aggiungerò quanti piani vorrai. A un tratto si udì un cigolio. ma la madre si accostò alla porta. fine ed elegante. stavano in piedi. finché non lo ebbe spinto." Il bestione si accostò al cavallo. tutto il suo sistema viscerale era impegnato a secernere concupiscenza. "Sarebbe un po' confuso: avrei abbandonato il secolo per ritornarci subito dopo. che ardeva d'impazienza. Restò lì zitto." "Il posto non era adatto al pascolo. io passo la spugna e ti assolvo. lo provoco io. Il bestione aveva portato il cavallo sul prato.nessuno dei due è d'accordo. smettila di far commedie! L'ha trattata da mamma. Se passa la notte a digiuno. lo slegò e se ne andò di furia. con il bel risultato che perdiamo le occasioni. ma poteva andare per le proposte matrimoniali" fece Scimmiotto. Non commetterò mai la perfidia che mi suggerite. poi voi mi avete accettato e mi avete dato i vostri insegnamenti. Con i soldi che ha la famiglia. Se occorre vento. dovreste spiegare alle vostre amate figlie che un uomo non si sceglie con questo criterio. l'hai persino chiamata mamma. a far da genero." "Riflettere su cosa?" intervenne Scimmiotto." "Non fare il provocatore! Bisogna pensarci su. portavo il cavallo a pascolare" fece il bestione abbandonando le redini e accostandosi con una riverenza. "La voglia ce l'avete anche voi. e ci sarà un bel banchetto di nozze. Voi restate qui. Questi volò in casa. ma non andare a stuzzicarlo. vi prego. "Quante cose non sai!" disse Scimmiotto." Scimmiotto scoppiò a ridere e gli raccontò il colloquio fra Porcellino e la dama con tutti i particolari. eppure è completamente inutilizzabile. Adesso che ci ha sbattuto la porta in faccia. Scimmiotto faceva finta di niente e Sabbioso volgeva loro addirittura la schiena. od attraente La fatalona d'ovest. introducete vostro genero. E poi quel povero cavallo non può stare così. l'una accanto all'altra. "che io vado a vedere che specie di pascolo va cercando il nostro amico. Che cosa vi sarebbe costato farle qualche moina e restare più nel vago. "non se la sentono di prendersi questa responsabilità. Pieno di imbarazzo. Per ordine della pusa e perché lo avevo catturato." "Pensare cosa?" intervenne Scimmiotto. penso a convocarla. come per caso. Mi basteranno i muscoli e il rastrello. solo a parlarne." Prese una mano di Porcellino. ritorna a parlarne con il tuo maestro. balbettò: "Grazie. ho rispettato divieti e comandamenti mentre vi aspettavo. signora." "D'accordo. e le cinture Fan risaltar le forme delicate. ma tu cerchi di mettere in imbarazzo me solo. che non aveva avuto modo di pascolare. Non sarebbe un affare migliore entrare come genero nella mia famiglia." "Lo terrà alla briglia perché non si perda. Son gli arpenti a migliaia. Piccolo o grande. con la bocca imbronciata e le sopracciglia aggrottate. nel villaggio del vecchio Gao. Pupattola in confronto. in quella sala: mi facevano stare sulle spine. "Ti sei già messo d'accordo alla porta posteriore. il nostro giovane reverendo?" "Signora. una mano della vedova. figuriamoci un po'! Cos'altro vuoi riflettere? Il maestro farà da padre dello sposo. Porcellino riportò davanti alla casa il cavallo. quel vostro maestro." Il grande santo uscì dalla sala. Da allora. tra effluvi profumati e tintinnio di giade. di esservi data la pena di mostrarci questi esseri celesti." Le tre ragazze scomparvero dietro il paravento. davanti alla porta posteriore della residenza." Il bestione si disponeva a farsi trascinare dentro. che mi troviate le orecchie troppo grandi e il grugno troppo lungo?" "Personalmente non mi sembra un problema. Facciamo tante storie e recitiamo la commedia. dal momento che siamo senza capo famiglia. balle!" brontolò Porcellino. a testa bassa e collo torto. Non sospettava che Scimmiotto avesse sentito tutto. la sposa ti porterà un corredo con i fiocchi." "Hai un bel dire" obiettò Porcellino. Spazzerò il pavimento quando occorre E drenerò il fossato. ed erano proprio carine. La signora conduceva le tre ragazze. e poi. non è leale!" protestò Sabbioso. gli gridava e lo spingeva a destra e a manca senza lasciarlo in pace." Ed entrò in casa chiudendosi la porta alle spalle. Certo. Io invece sono brutto. che potrebbero Espugnare città. "Dove va. in Tibet. ritorna al mestiere di genero! Chiedilo per favore. ma accidenti se sono utilizzabile!" "Utilizzabile come?" "Io D'aspetto sono brutto. che vado a far pascolare quel povero animale. ho l'impressione che ci abbia ripensato spesso. come ali di farfalla." "Come. ma lui domani dovrà camminare tutto il giorno con un uomo in groppa. lasciando sul posto le lanterne in garza di seta. Chang'e discesa in terra dalla luna! Tripitaka teneva la testa bassa e le mani giunte. E vedrai le sementi come rendono! Se occorre pioggia. noi e loro. Con perle. A queste parole il bestione capì che sapevano tutto. la porta si aprì e vennero avanti un paio di lanterne rosse e un incensiere. "avete deciso chi di voi quattro sposerà una mia figlia?" "Ne abbiamo discusso" rispose Sabbioso." "Balle. e adesso non vuol fare queste cose." "Signora e cara mamma. ma ora. voltò le spalle e scomparve dietro il paravento. Dopo nemmeno due mesi che sono con voi. il nostro secondo fratello è stato sposato?" si meravigliò Sabbioso. Fiori e gioielli Ne adornano le grazie. "La pusa mi ha convertito." "Consapevole del Vuoto" raccomandò Tripitaka. si udì il rumore della porta che si chiudeva. "Toccherà a Porcellino divenire vostro genero. Dài bestione. né mia madre. "Era genero del capofamiglia dei Gao. signora mamma." "Se tu sei così bravo in casa. mentre . "L'hai fatto pascolare?" chiese Tripitaka. Dài. constatato che uno dopo l'altro cercavano pretesti per rifiutare. "Bisogna che ci riflettiamo insieme. Ma Porcellino sgranava gli occhi. avrei ripudiato una moglie solo per impalmarne un'altra. ti prenderò come genero. "Sabbioso. per passare una buona serata? Quanto a risponderle di sì o di no. Sincerità. Vorrei vedere chi non le ha. Ogni provvedimento utile in casa. che mendicare per tutta la strada dell'Ovest?" "Il fatto è che non osano disubbidire all'ordine sovrano del monarca dei Tang" rispose sorridendo Porcellino." "Va bene. fammi un bel salamelecco. come la passiamo la notte. noi possiamo anche passare la notte al freddo. non ha avuto altra scelta che di abbandonare la moglie. Alla vista di Porcellino. in modo da cavarle almeno qualche cosa da mettere sotto i denti. Se non ci sono ostacoli. gli deve venire l'acquolina in bocca. la signora il suo ruolo ce l'ha. fatele ritirare. Reti di fiori d'oro i corpi avvolgono Che emanano gli aromi più squisiti. che farà comodo a tutti noi. Guardatele: Gli occhi sono truccati con aloni Azzurrini. Questa sera. Tripitaka non sapeva se dargli credito. Ma lavorare so come una bestia. Maestro e discepoli si videro abbandonati. con una scossa si trasformò in una libellula rossa e se la filò attraverso il portale per raggiungere Porcellino. se si intasa. Amore e Amata salutarono i pellegrini in cerca delle scritture. non lo nego. con i suoi regolamenti monacali. Pensate al nostro maestro. il monaco cinese: lui sì che è bello. le tre bellezze scivolarono come ombre all'interno. Troppo tardi! Sbrigati ad acconsentire e offrici il brindisi del festeggiamento: almeno ci guadagneremo qualcosa anche noi. volgaruccia? Queste son fate venute dal Cielo.

Sabbioso sentì compassione per lui. si indispettirà la più piccola. Da questa parte urta contro una colonna. mentre l'oriente si andava rischiarando. e messo al palo della tortura. e poi la forza per portare i bagagli ce l'ha" obiettò Tripitaka. Scimmiotto si fece avanti ridendo: "Eccolo. incominciamo?" Tutta la sala scintillava di candelieri d'argento. Sono pronta. Scimmiotto slegò il cavallo e andò con Tripitaka alla ricerca del discepolo perduto." Il bestione si coprì la testa. per semplificare la cerimonia?" "Va bene" fece la suocera ridendo. in numero incalcolabile. signora. sposo tutte e tre le ragazze. Ma si copre la testa come un povero stupido. basterà che tu lo faccia otto volte. Si ricordino questi versi. "non è che le mie figlie scivolino fra le mani. Ma la gran precipitazione non mi ha lasciato il tempo di far venire l'astrologo. "Caro genero" disse la vedova. Quella casa era piena di soglie in cui inciampare e di stipiti in cui battere la testa. come se lo circondassero le fate. Ritorniamo a Tripitaka. quale figlia mi darete?" "È una bella domanda. il Novizio e Sabbioso stavano cantando l'inno a tre voci. lascia perdere" tagliò corto Scimmiotto. si era tutto coperto di lividi. Davanti inciampa in una soglia. al giorno d'oggi. Tripitaka. guidatemi per piacere" implorava Porcellino. Camminò ancora per un bel pezzo. i nobili edifici e le alte sale erano scomparsi. Quanto a Porcellino. Corre da tutte le parti. dopo averci ospitato e aver dato una lezione a Porcellino Otto Divieti. non ti pare che sia la voce di Consapevole delle Proprie Capacità?" chiese Tripitaka. "Dobbiamo inoltre considerare che la pusa ce lo aveva destinato." "Ma che bel genero." La futura suocera chiama: "Sincerità." "So che quel bestione persevera nella sua stoltezza. Scimmiotto si mise a ridere: "Non avrete mica creduto alle storie di quelle donne! Madre e figlie erano delle pusa venute da chissà dove. ansimando da non poterne più: "Ma queste ragazze mi scivolano fra le mani. Ma Otto Divieti invero non si sa distaccare: Occorrerà che trovi il modo di correggersi. da cantare sull'aria della Luna sopra il fiume dell'Ovest: . e sposerai la ragazza che ha cucito la camicia che ti andrà bene. d'accordo? " La dama uscì dalla stanza e rientrò poco dopo tendendo una camicia a Porcellino. non si regge più sulle gambe e barcolla come un ubriaco. servi un pasto di magro e occupati dei miei tre parenti.la padrona di casa ordinava a un giovane domestico: "Pulisci tavola e seggiole. fissato a un cedro antico alle loro spalle. fa proposte anche alla suocera. seguendo la suocera. chiese: "Signora. "Certo che è lui" intervenne Sabbioso. perché sapeva benissimo com'erano andate le cose. stanze per la molitura e simili. andate piano! Non conosco la strada. annusa effluvi di muschio e di orchidea. magazzini. Io accompagno il signor genero nella sua stanza. "Non dobbiamo indispettire nessuno. Si diceva che i pellegrini si addentrarono nella foresta: non tardarono a scoprire il bestione legato a un albero. E la suocera? E tua moglie? Mi pare che ti abbiano ben impacchettato. Se poi ti dessi la più piccola. posò i bagagli e si avvicinò per soccorrerlo e slegarlo. credo che la maggiore si offenderebbe. Porcellino serrò i denti e ammutolì. poi a sinistra. quando udirono grida provenienti dal folto del bosco: "Maestro. la testa gli gira. e insieme a esprimervi la mia gratitudine. non avete idea di che cosa era avvenuto a quel bestione di Porcellino. In forma di avvenenti fanciulle delle selve. Non di sua iniziativa. che vi lesse un inno in otto versi: Madre del Monte Li qui è venuta stanotte. Sabbioso lo andò a staccare e lo portò al maestro. queste corde mi strangolano! Aiuto! Non lo farò più!" "Consapevole del Vuoto. con le loro travi scolpite e pilastri decorati. Accontentati di pregare il cielo." A sentir parlare di pusa." "Non se ne parla nemmeno." Confuso e umiliato. Non segue i riti antichi. Le ragazze ti sfileranno davanti. dietro urta in un muro di mattoni." Il bestione sente tintinnare anelli e placchette di giada. Vi garantisco che le soddisferò tutte alla perfezione. le ragazze possono entrare. si mise a chiamare Scimmiotto. Si slancia a destra. Perché non sia penosa la strada al negligente. datemele tutte e tre: vi risparmierete polemiche e battibecchi che rovinerebbero la pace familiare. e ti cedono l'una all'altra con bello spirito di rinuncia." "Genero mio" rispose la suocera sollevandogli il velo. Te le proverai. Non è pratico. su invito di Guanyin E in buona compagnia con Puxian e Wenshu. Scimmiotto e Sabbioso. di pregare all'altare degli antenati e di gettare il riso nella camera nuziale." "Giusto. dovrete pure ascoltare il seguito! CAPITOLO 24 UNA COPPIA DI RAGAZZINI IMMORTALI IN CUI L'EMINENTE IMMORTALE FA INTRATTENERE IL SUO VECCHIO AMICO SUL MONTE DELLA LONGEVITÀ. Leviamolo dai guai e permettiamogli di seguirci. "Fratello. Come dice il poema: Il folle non comprende i motivi profondi. secondo la volontà del Cielo. io vi rivolgerò degli atti di rispetto. "Non ci siamo poi trovati tanto male" replicò Scimmiotto. "sei un genero molto pratico. che già riemergevano dal sonno. che serviranno da devozioni al cielo e alla terra. ho detto di no! Avvolgi la testa in questo panno e nascondici la faccia: faremo una scelta a caso. il bestione si prosternava e pregava. E SCIMMIOTTO SOTTRAE FRUTTI DI GINSENG AL TEMPIO TAOISTA DELLE CINQUE FATTORIE. Intanto le donne svanivano. e tu sposerai quella che riuscirai ad afferrare tendendo le braccia." Diede disposizioni al cuoco per il pranzo di nozze dell'indomani. Non so proprio come uscirne" rispose la futura suocera. che lo strizzarono spietatamente e gli inflissero un'intollerabile tortura. "Mi chiedo dove quello scemo avrà ricevuto il suo castigo." "Che casa immensa!" esclamava Porcellino." "Se loro non mi vogliono. non siamo arrivati nemmeno alla cucina. in fin dei conti. distesero le coperte e si coricarono nella sala di ricevimento. ma è un cuore semplice. Il monaco cinese ha abbandonato il mondo. È proprio il caso di dirlo: Per tener la via retta ti occorre la prudenza. Scordando i desideri e la concupiscenza. signora! In questo modo non riuscirò mai a prenderne una. ma ovunque afferra il vuoto. Amata. Il reverendo. il nostro bel genero! A quest'ora sta ancora lì a gingillarsi e a farsi bello. il bestione propose: "Signora mamma. grazie al cielo." "Nemmeno per sogno! Non vorrai accaparrarti da solo tutte e tre le mie figlie!" "Pensateci: chi. Tripitaka giunse le mani e si inchinò rispettosamente. Si capisce che. non ha tre mogli e quattro concubine? Io me la caverei bene anche con molte di più: fin da giovane. Quando ebbe finito. Si vergognava molto. superava una porta dopo l'altra. venite qui che facciamo l'estrazione a sorte per questo matrimonio. "ti ho invitato a entrare perché il tuo condiscepolo ha detto che non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. la seconda si lagnerà. I servitori ubbidirono. ho avuto un'alta scuola. Alla fine cadde seduto per terra. "Questi sono soltanto granai. non credo che oserà ricominciare. va. prendetemi voi. che sa economizzare il tempo. io le proverò. mentre Sabbioso esclamava: "Ci siamo imbattuti nei fantasmi. dall'altra va a sbattere in un tramezzo di legno. "Mamma. smarrito. "Ma non vedi dove abbiamo dormito?" insisteva Tripitaka. In realtà avevano passato la notte in una foresta di pini e di cedri. Soffriva dolori insopportabili e gemeva continuamente." Mentre Sabbioso arrotolava le coperte e rifaceva i bagagli. il fatto è che sono modeste. Amore. sempre procedendo a tentoni e urtando da tutte le parti. ci hanno fregato!" "Ma davvero?" fece Scimmiotto sorridendo sotto i baffi. invece di alzarsi per andare a ringraziare i parenti e a portare al maestro la buona novella." "Così è meglio. Videro un biglietto che fremeva al vento. ma se ti do la seconda. Quando aprirono gli occhi." "Quale castigo?" s'inquietò Tripitaka. Il bestione si sfilò la sua tunica azzurra e infilò la camicia. Ma se. senza rispetto all'età! Le mie tre figlie sono molto brave: ciascuna ha cucito una camicia di broccato ornata di perle. i tre pellegrini cenarono. per le battaglie fra le lenzuola. e tende le braccia per acchiapparne una. Se temete malcontenti. ma ancor prima di averne annodato il laccio cadde a terra: il capo di vestiario era tutto pieno di cordine e funicelle. E non sa che l'amore è una spada che uccide. Incespicando e urtando. destinati allo scopo. Se ti do la più grande. Portatemi queste camicie. Porcellino ringraziò tutti prosternandosi fino a toccare il suolo con la fronte. "Andiamocene. viene e gli sembra che ci siano moltissime ragazze a turbinare intorno a lui: ma nessuna si fa prendere. prima di giungere agli appartamenti privati. se riesco a infilarmele tutte e tre. Sedetevi al posto d'onore. che suppongo siano ripartite durante la notte. Quando si fu ben coperto.

Il maestro aveva detto loro: "Non mi posso sottrarre all'invito della nostra eminente e venerata divinità celeste: voi resterete tutti e due a sorvegliare la casa. La montagna era magnifica: Alta montagna dai ripidi fianchi Che maestosa domina il paese: Le radici piantate nel Kunlun E la cima svettante nelle nuvole. Dopo un bel po' che camminavano. secondo te. Quarantasei lo avevano accompagnato nel mondo superiore ad ascoltare il sermone.. Il Novizio li guidò alla strada maestra." I ragazzi promisero." "Nemmeno per sogno!" rise Scimmiotto. Dolcissima fanciulla sedicenne Ti espone a più pericoli del diavolo. non di più. in un paesaggio così bello e perfetto può comunque abitare soltanto gente nobile e buona. di fortuna!" sbottò a ridere Scimmiotto. Il suo nome in religione è Tripitaka." "A che distanza saremo dal Colpo di Tuono?" chiese Sabbioso." "All'apertura del giardino" precisò Vento Puro "ce ne eravamo divisi due. Gestisci il capitale con prudenza E senza sprechi. "Cento ottomila li. di strada da fare. solo quello dell'Ovest. La specialità del tempio era la produzione di un frutto meraviglioso. deve abitare qui un uomo nobile e buono. Leggendo i versi. Ma il maestro? Lasciamo stare. Si alza il vento Dai profondi burroni e in movimento Mette soffici nubi [. davanti al vostro cavallo" replicò Scimmiotto. e ciò si ripetesse mille volte: non credo che questo basterebbe per arrivare alla meta. "Cari discepoli!" esclamò allegro Tripitaka dall'alto della sua cavalcatura. Possiamo percorrerlo passeggiando in tutta tranquillità. con le sue quattro membra e cinque sensi.L'amore è come una spada tagliente. il maestro raccomandò: "I miei frutti sono contati. "A voi due soli potrebbe bastare una diecina di giorni. la sua origine risaliva all'inizio della separazione del caos.." "Dici bene" approvò Scimmiotto. seguirò il maestro fino al paese dell'Ovest. Dei quattro continenti dell'universo. ci guadagna trecento sessant'anni di vita. per prudenza." "Fratello maggiore" intervenne Sabbioso. Mi servì il tè con le sue mani. divenuti immortali a loro volta. Il fiore richiede tremila anni per sbocciare. il reverendo riprese il cammino. vale quarantasettemila anni di longevità. e Chiaro di Luna. Quel bonzo è la reincarnazione di Cicala d'Oro. e pregò rivolto allo spazio. Tripitaka tirò le redini e posò il frustino. Sul bosco verde chiaro si riflettono Raggi di sole e fanno evaporare Brume in lente volute. "Avevi riconosciuto i pusa?" chiese Scimmiotto. L'aspetto è un po' strano: il frutto si presenta come un neonato con meno di tre giorni di vita. Non ci permetteremo certo di sprecarli. scorsero torri e padiglioni che sbucavano da un boschetto di pini e di bambù. Sentiero solitario fra i bambù." Infatti giunsero presto al portale. Non sarò mai più così sconsiderato. discepoli. a una festa Ullambana. Mi sento proprio avvilito." "Siamo qui in tre. oppure frutto del ginseng. Il grande immortale aveva addestrato nel tempo moltissimi discepoli. Alzando gli occhi. Prima di partire. Arrivare a mangiarne uno. "Non uno. detto delle Cinque Fattorie. ma quattro pusa son piovuti dal cielo nel suo letto!" "Non parlarne più. Perché non entriamo a vedere? E quando saremo sulla strada del ritorno. mentre i figli del Buddha mi rivolgevano segni di rispetto. Sullo stagno le lunghe ombre degli alberi. ma di solito lo si chiamava con il soprannome di Signore Uguale al Mondo. Può darsi che dipenda dalla prossimità al Monastero del Colpo di Tuono. prima che scenda il buio. ogni volta c'era almeno qualche elemento sinistro e minaccioso. Puoi solo spendere. e l'immortale volò via verso il Cielo con tutta la classe. Quel giorno il grande immortale del Primordiale Soggiogato era stato invitato dall'Imperatore di Giada nel palazzo celeste della Purezza Suprema. Sui ginepri si posano le gru In bianche piume." Queste parole convinsero i due giovani immortali a prendere sul serio le istruzioni ricevute. un ragazzo di mille trecentovent'anni. dove si vedeva Fresco e ombreggiato il pendio sotto i pini. Sì e no. Tripitaka notò a sinistra dell'ingresso una stele con dieci grossi caratteri: TERRA BENEDETTA DEL MONTE DELLA LONGEVITÀ CIELO DELLA GROTTA DEL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE "In effetti. di che cosa si tratta?" chiese Tripitaka. che dopo diecimila anni si può mangiare un frutto. e lo sapremo di preciso. può bastare per giungere al Monte degli Avvoltoi. Fra poco passerà di qui un mio amico: trattatelo gentilmente. Perciò entrarono tutti insieme.. "Il nostro secondo fratello e condiscepolo ne ha avuta proprio tanta. "Da quando sono partito per l'occidente ho attraversato molti paesaggi montuosi. Dovessi rompermi le ossa e consumarmi le spalle sotto i carichi. e vi dedicate ogni pensiero in ogni istante: questo sì. dicci invece quando possiamo arrivare" insisté Tripitaka. mentre i due più giovani erano rimasti a casa: Vento Puro. sarebbe bello ritornare da queste parti. "attenti a quella montagna: temo che ospiti diavoli ed esseri malefici pronti a nuocere. videro un'alta montagna che sbarrava il passaggio. e sopra la seconda porta videro il seguente distico di capodanno: . "Tempio taoista o monastero buddista" rispose Scimmiotto. dovremmo incominciare a prepararci per incontrare con decoro e raccoglimento il Reverendo di tutti reverendi. produce ciò che si chiama cinabro trasmutato vegetale. niente di simile al bellissimo spettacolo che ci offre questa montagna. saggi condiscepoli" rispose Scimmiotto. nel corso di tremila anni si va formando il frutto. e poi riusciste a ricuperare la giovinezza. Bisogna che non ne sappiano niente. "Quanto a me. ed i gibboni scuri Saltan fra i rami reggendosi a liane. Chi ha l'inaudita fortuna di annusare uno di questi frutti. "anche se questa non è la regione del Colpo di Tuono. per testimoniargli il mio affetto dei vecchi tempi. Perciò lo considero un amico. "Discepoli" disse. Ma se realizzate con determinazione e sincerità la percezione della vostra natura di buddha. fra tutti noi. non ci pensate. ma è sempre meglio non fidarsi troppo: chissà che gente indisciplinata lo accompagna. ne aveva ancora con sé quarantotto. che valeva più di un tesoro. "Quale mostro può farvi paura?" Rassicurato. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale secondo il Tao. I suoi diletti conducono a morte. "Nemmeno io vedo traccia di manifestazioni malefiche." "Ma Confucio non diceva che non si consulta gente che segue un'altra via?(3)" obiettarono ridendo quei ragazzi leggeroni. ti prego. "a giudicare da com'è bello e fresco questo posto. Il suo nome in religione era Maestro del Primordiale Soggiogato." "È un santo monaco al servizio dell'imperatore dei grandi Tang dell'Est. ben formato in ogni parte. [." Scimmiotto gli tese il biglietto. in cui viveva un venerato immortale. Dentro le fenditure cresce il muschio. È il bonzo che si sta recando nel Paradiso dell'Ovest per salutare il Buddha e sollecitare le scritture. È la superba cima uno spettacolo Di picchi aguzzi su cui corron nuvole. dopo aver esaminato i luoghi. il secondo discepolo del venerato Beato Buddha dell'Ovest. e solo in questo tempio. Potrete cogliere e offrirgli due frutti di ginseng. non guadagnare. se fosse così. Salivano e scendevano i gibboni. Porcellino si sentì ancor più umiliato e pieno di vergogna. "Ancora pochi passi. Feci la sua conoscenza cinquecento anni fa." "Ben detto" approvò Tripitaka. ancor prima che si separassero cielo e terra. Ne restano ventotto." "Chi è questo amico? Vogliate dircelo perché possiamo riconoscerlo e trattarlo adeguatamente.] Vedi fiori sbocciare ed appassire. "Ne abbiamo ancora molta. "Mi girava la testa da non reggermi in piedi. che matura in non meno di altri tremila anni: diciamo. Intanto i quattro pellegrini camminavano già sulla montagna. Le gru candide andavano e venivano." "Ma per quanti anni dovremo ancora camminare?" s'inquietò Porcellino. Non avrei potuto riconoscere nemmeno mio padre. un fanciullo che aveva appena compiuto mille duecento anni. escluso dal genere umano. vedevo doppio.. Le tue risorse sono limitate. "Consapevole del Vuoto. per farlo bastare! Porcellino raccolse un pizzico di terra a mo' d'incenso. avremo percorso la decima parte della distanza. Smontato da cavallo. Vasta dimora di immortali e dèi.] Avresti contemplato senza fine Scene ispirate al Tao ed alla virtù." "Consapevole del Vuoto." In effetti il luogo si chiamava Monte della Longevità e vi si trovava un tempio taoista. "Maestro" insisté Sabbioso. Ne potete cogliere due. è un tempio taoista" concluse Tripitaka. che erano tutti completamente veri e avevano conseguito il Tao. quando la nuvola primordiale incominciava appena a prender forma. potrei andare e venire una cinquantina di volte in giornata. "Se incominciaste il cammino nella prima giovinezza e continuaste fino all'estrema vecchiaia." "Ora sei ragionevole" approvò Tripitaka. "Siamo noi la Porta Misteriosa dell'Unità Suprema: perché dovremmo bazzicare bonzi?" "Non capite ancora queste cose. Di sicuro è il paese di qualche santo o immortale." "Naturalmente Tripitaka è un amico.

che si reca al Paradiso dell'Ovest in cerca delle scritture. Poi uscirono nel giardino. solo il primo merita il nostro omaggio. è partito. Ma siccome era un balordo. è comunque un ospite di rango inferiore." "Mi confondete con le vostre squisite cortesie. Scimmiotto si mise a ridere: "Questo taoista si vanta per impressionare la gente. è immerso nell'oceano del bene e del male: le sue percezioni sono volgari. "in realtà non ci siamo ancora accertati che questo bonzo sia proprio l'amico del nostro maestro. ai suoi piedi. ricamati in cinque colori. Figùrati che li sentivo succhiare di gusto. Preparane per il vecchio secondo il suo appetito. I fermagli alle cinture sono teste di dragone. Le scarpette lievi legano delle stringhe in vera seta. Aria vispa. Introdotti negli arcani: Vento Puro e Chiar di Luna. alle divinità che governano il cielo. che ha invitato il vostro don Pisellone per predicargli sa il cacchio che cosa?" Tripitaka si spaventò. Si direbbe che le tonache non racchiudano che nuvole. che esplose: "Voi. "Non è in casa." Sulla porta della seconda corte vennero loro incontro due giovanotti. Sarà meglio che glielo chiediamo. i quattro sovrani vecchi conoscenti. che non aveva riconosciuto i frutti di ginseng e li aveva costretti a portarli via per mangiarseli da soli. Casa taoista di età uguale al Cielo. ai sovrani dei quattro orienti. orientata a sud. come sbruffone. se te lo portassero. perché presto indurisce e diventa immangiabile. Dovresti dire a Porcellino di aprire il sacco del grano e di farsi prestare forno e pignatte per cuocere il cibo. Ma come mai non offrite culto ai tre puri. "Ho sempre sostenuto che. Perciò non poterono far altro che sedersi sul bordo del letto e mangiarsela. pagheremo qualche sapeca per la legna che avremo consumata. e che facce patibolari! Per fortuna li ha allontanati. e le maniche fan vento." I due ragazzi chiesero licenza a Tripitaka e ritornarono nella propria camera. ecco tutto. Il monaco cinese si avvicinò. Sarebbero il cosiddetto cinabro trasmutato vegetale." I due ragazzi si fecero nuovamente avanti: "Permetteteci di chiedere se siete voi Tripitaka dei grandi Tang. Ora li udì di nuovo che discutevano del monaco cinese. Se fossero rimasti qui. mi han fatto venire una voglia! Vorrei sentire anch'io che sapore hanno. pieni in basso e traforati in alto. ma questa cosa è cresciuta su un albero" precisò Vento Puro. che forse potreste trovare dissetanti. Non faceva più attenzione ai fornelli." Chiaro di Luna corse a preparare una tazza di tè profumato e venne a servirla al reverendo. Vento Puro disse al condiscepolo: "Andiamo a raccogliere la frutta: dobbiamo ubbidire alle istruzioni del nostro maestro." Chiaro di Luna cercò di spiegare: "Questo prodotto si chiama frutto di ginseng e non c'è alcuna controindicazione a mangiarne. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale. con le pareti completamente ricoperte di pannelli scolpiti. chi avrebbe immaginato il disastro imminente! Il fatto è che la loro camera era accanto alla cucina. Vogliate accomodarvi all'interno. esclamando: "Che c'è. Quando buttai per aria tutto il paradiso. Scimmiotto si piegava in due dalle risate. e me lo servite come un frutto commestibile. Andarcene via appena arrivati sarebbe segno di una deplorevole mancanza di sentimento ecumenico. prima che abbia tre giorni. poi si prosternò tre volte. "che. disceso in terra senza offuscare la sua natura originaria. dicendo: "Reverendo maestro. guardandosi intorno. non aggredire. suppongo. mentre Chiaro di Luna. dove l'uno prese un martelletto d'oro e l'altro un vassoio da cinabro. No. i musetti assai carini. La conversazione fece venire l'acquolina in bocca a Porcellino: "Quanto mi piacerebbe assaggiarli!" si diceva. merdoline taoiste. Il loro maestro non è nemmeno qui. tendeva continuamente il collo per vedere se il condiscepolo fosse di ritorno. Lo sai che in questo tempio c'è un tesoro?" "Che tesoro sarebbe?" "So come si chiama. Chiaro di Luna e Vento Puro erano rimasti impressionati: "Che bonzo energico! È un vero santo del Paradiso dell'Ovest. semplici prodotti locali. benché il nostro maestro lo abbia messo lì per adularne l'amor proprio. e questo è quanto. in effetti. Fate come vi ho detto e lasciatemi qui a riposare un po'. ripartiremo subito. non trovai tante pretese nemmeno alla porta del signore Laozi. "Cosa c'è da ridere." Tripitaka fremette d'orrore e fece precipitosamente due passi indietro. i ragazzi portarono il vassoio nella propria camera. la sapete riconoscere la gente che incontrate? Ma lo sapete a chi state raccontando queste stronzate? E chi sarebbe questo famoso immortale dei castelli in aria. Quei ragazzi ne hanno offerto due al maestro. dove Vento Puro si arrampicò sull'albero per battere i frutti con il martelletto. esclamando: "Bontà divina! Eppure quest'anno il raccolto non è stato tanto cattivo da ridurci alla fame e al cannibalismo. restituendo il saluto. e le pareti erano molto sottili: si udivano anche i bisbigli. E dove si trovano?" "Si trovano in questo posto. bestione. adulare l'amor proprio?" "I tre puri sono amici di famiglia. non è questione di riso. l'uno staccò due frutti e l'altro li prese in consegna. Vogliate sedervi." I tre." "Vieni dentro. Bisogna ammettere che quella è frutta strana: non si può conservarla. son speciali e assai eleganti. Era una vasta sala a cinque campate." "Il vostro maestro dov'è?" inquisì Tripitaka.Residenza di eterna giovinezza. di ginseng non si sarebbe potuto nemmeno parlare. Rientrarono nella sala grande e li offrirono al monaco cinese: "Il nostro tempio delle Cinque Fattorie è sperduto in mezzo a montagne senza risorse." Lietamente sorpreso dall'accoglienza. ma ci aveva anche messo in guardia contro i suoi servitori: in effetti sono molto rozzi. ho vagabondato ai quattro angoli dell'universo. scemo? Ho cercato il Tao per cinquecento anni." "Li hai mai visti i frutti del ginseng?" "No. I ragazzi ne aprirono parecchi e pregarono il monaco cinese di entrare. prendendone nota." Questo fu troppo per Scimmiotto. non li ho mai visti. Bevuto il tè. Ma adesso trovo qui queste fighette taoiste. I ragazzi ne hanno approfittato per spassarsela." "Fratello" mormorò Vento Puro. vi preghiamo di scusarci. Si rivolse quindi ai giovani immortali: "Il vostro tempio delle Cinque Fattorie è certo un grande centro di spiritualità nell'Ovest. che son più brave di me ad acchiappare vento e tritarlo fino fino. fratello?" domandò Porcellino. che li ha scambiati per neonati e non ha osato mangiarli. li riceveva nel vassoio. per favore. Porcellino stava appunto preparando da mangiare. ma vi limitate a bruciare l'incenso ai due caratteri del Cielo e della Terra?" "Non vi possiamo nascondere. Perciò credette necessario intervenire: "Consapevole del Vuoto. maestro. "Ma voi come sapete il mio umile nome?" "Prima di partire il nostro maestro ci aveva raccomandato di venirvi incontro per strada. e consentire ai vostri discepoli di servirvi il tè." "Come sarebbe a dire. maestro" rispose sorridendo uno dei due ragazzi. non abbiamo altro da offrirvi che questi due frutti. Che aspetto avevano? Lindi e puri fino all'osso. invece si sono chiusi nella loro camera e ne hanno fatto una scorpacciata. se i ragazzi si fossero provati a replicare. Se il maestro non li voleva. "E anche tu. non son gente qualsiasi. I due ragazzi corsero loro incontro curvando la schiena e si inchinarono profondamente a Tripitaka. Quando ripartiremo. e dovrebbero essere il non plus ultra per procurare longevità. prese con la mano sinistra alcune bacchette d'incenso e le mise nel brucia profumi. i nove luminari giovani colleghi e la divinità del Nuovo Anno. questo taoista potrebbe anche avere acquisito qualche virtù. sapeva che. Ahimè. Non ci dovrebbe essere molta roba che io non abbia mai visto. se ne andarono a svolgere i compiti assegnati. Tripitaka li seguì nella sala grande." All'udire queste parole. Voi glielo rapite. avrebbero dovuto offrirli a noi. Dopo mangiato. anche di questi caratteri. ma non sapevo come . Anche il proverbio dice che cane non mangia cane. "Che incredibili sciocchezze! Forse che i bebè spuntano sugli alberi? Portate via questa infamia!" Di fronte al veemente rifiuto. perché prendersela con loro? Vai a far pascolare il cavallo. In effetti dopo un po' lo vide ritornare e legare il cavallo a un albero di sofora. noi ne mendicheremo dell'altro nelle case che ci sono più in là lungo la strada. In un momento." "Sono proprio io" rispose Tripitaka. Intanto Sabbioso sorveglierà i bagagli. Assaggiatene uno!" "Ma via! Chissà quanto avranno sofferto i genitori che lo hanno concepito e messo al mondo. Il nostro maestro ci aveva incaricato di offrirgli il ginseng per testimoniare la sua vecchia amicizia. che non abbiamo avuto modo di adempiere l'incarico. e accanto incenso della qualità più fine. ma non l'ho mai visto" sghignazzò Porcellino." "Mi prendi in giro. "entriamo! Non si sa mai. di cui coprì il fondo con fazzoletti di seta. e già aveva ascoltato le loro battute sul martelletto e sul vassoio da cinabro. Ma voi siete arrivato così presto. è vero. non ci capiresti niente. quando la invitiamo. Come potete pensare che mi disseti mangiando neonati?" "Questo bonzo" pensò Vento Puro "vive tutto nello spazio in cui combattono labbra e lingua. non sapeva far nulla senza averne prima discusso con Scimmiotto. nessuno poteva competere con il vecchio Scimmiotto. perché l'Imperatore di Giada lo ha invitato al palazzo celeste della Purezza Suprema." "Lascia stare" intervenne Porcellino. ne ho solo sentito parlare. Al centro erano appesi i due grandi caratteri Cielo e Terra. Tanto vanno svolazzando. Il secondo non dovrebbe nemmeno annusare il profumo del nostro incenso. È criminoso!" "Scusate. Su un tavolino da incenso in lacca rossa riccamente decorato era posato un brucia profumi a forma di vasetto. poteva uscirne un finimondo al di là di ogni possibilità di controllo. per essere sicuri di non commettere sbagli. perché gridi? Avrai poco riso. No. cinquecento anni fa. in testa portano due ciuffetti di capelli. Scimmiotto si stava dirigendo verso il retro. quando vide Porcellino che faceva segni disperati dalla finestra della cucina e gridava: "Vieni da questa parte!" Scimmiotto fece dietro front e si affacciò alla porta della cucina. non sa riconoscere questo tesoro eccezionale della nostra casa di immortalità.

grande santo. Se si usasse il legno. così ce ne facciamo un'idea. Scimmiotto pensava: "A questo taoista piace mangiare ciò che semina. Tuttavia il prodotto teme i cinque elementi. vallette deliziose. Non sono nemmeno sicuro che sia un furto. "Guarda. si può scioglierlo in una tazza di porcellana riempita di acqua pura. una zappa di diamante non riuscirebbe nemmeno a graffiarla tanto è dura: tre o quattro volte di più del ferro forgiato. La sbarra fece un gran rimbalzo. vai pure. e finì per scoprire una piccola barra di oro rosso. Perciò consumare quel frutto allunga tanto la vita. i due ragazzi non c'erano più. Vento Puro si mise in allarme e disse a Chiaro di Luna: "Lo hai sentito." Scimmiotto tirò fuori la sbarra cerchiata d'oro e la batté in terra con tutte le forze. Poterne mangiare uno solo nella vita è già una fortuna incredibile. con un rumore di tuono. lo prese uscì dalla cella. ma sul suolo non restò alcun segno. che te ne porto subito. dopo aver mangiato i frutti. Ha mangiato lui per primo. Vedere. e non ne è rimasta traccia. lo sentirono lamentarsi di aver inghiottito il ginseng senza sentirne il sapore e di non poterne avere dell'altro. quel bonzo grassone. mi è capitato di vedere degli immortali d'oltremare che portavano questa roba in omaggio. dove Porcellino gli chiese: "Ce l'hai fatta?" "E questi che cosa sono? Il vecchio Scimmiotto non sbaglia mai il colpo. chi ne mangia. Quanto al contatto con il suolo. Mi è scappato giù per la gola. Non sarà. Fratello." Nessuno vale una scimmia. Devo ammettere che ti avevo accusato a torto. guarda!" diceva Scimmiotto. c'era un solo albero gigantesco. toccata a ben poca gente. "Sarà questo il martelletto d'oro" si disse Scimmiotto. gettò il martelletto nella cella vicina attraverso un buco nel graticcio della finestra. dopo che l'avevo fatta cadere?" "L'umile divinità che sono è accusata a torto. Se vostra santità non mi crede. che non si vede tutti i giorni. frugò a lungo inutilmente." "So. Coriandolo e scalogno. Scimmiotto si sentì pieno di soddisfazione e si congratulò con sé stesso: "Ecco una bella e buona cosa. spingendola. ma quand'ero generale delle Cortine Arrotolate. L'orchidea delle sabbie dà riflessi azzurrini All'acqua del ruscello. che spalancò: al centro dello spazio che si apriva. Dove li hai mangiati?" "Non li ho mai mangiati. sembrava davvero un neonato." Così ciascuno ebbe il suo frutto da mangiare. la terra lo assorbe. riuscì a far cadere nel sacco tre frutti. E questa è una terra vecchia di quarantasettemila anni. "Che cosa strana!" si disse Scimmiotto. Come le melanzane. come un sasso nel pozzo. Qui non è rimasto nemmeno un graffio. "Guarda qui. in modo da formare un sacco. "Hai un'idea di che cosa siano?" "Si capisce. Carote. che serviva appunto per appenderla. sono frutti di ginseng" disse Sabbioso. le balaustre preziose. zenzero. ne fai assaggiare un po' anche a me?" "È fuori discussione." "Perché. "Ma allora tu conosci già questa roba. "E pensare che la mia sbarra polverizza le rocce e lascia il segno anche sul ferro forgiato. il frutto cade. può beccarla ogni uccello che passa. il martelletto d'oro è caduto per terra. "non gli badare. dalla chioma foltissima e aromatica. nell'acqua si dissolve. ma non sapete le sue origini. Insinuandosi fra i rami e allontanando le foglie.. lo avete appena sperimentato: la terra lo ha subito assorbito. Scimmiotto guardò su e vide un frutto di ginseng pendere da un ramo rivolto a mezzogiorno. Germogli di bambù. per caso. porri. supponiamo pure che sappia usarle per camminare. si era sentito come se vermi voraci gli brulicassero nello stomaco. il fuoco lo calcina. ho visto. perché poi non si accorgano di niente. Poi incominciò a stralunare gli occhi con aria mortificata e chiese a Scimmiotto e a Sabbioso: "Voialtri che cosa avete lì da mangiare?" "Ginseng" disse Sabbioso. le buone azioni non si devono lasciare a metà. Non avrei mai l'audacia di impadronirmi di quella roba. saccheggiai le riserve di vino di Sua Maestà e depredai le pillole di elisir. Appoggiandosi all'albero. ma occorre poi raccoglierlo su un vassoio foderato di fazzoletti di seta. so!" Quando il grande santo. In diecimila anni." "E che cosa vuol dire?" "Se lo tocca il metallo. Intanto il bestione borbottava senza posa. e scortavo il carro di fenice dell'Imperatore di Giada alla Festa della Pesche di Immortalità. agli e cipolle.fare. ma senza mai assaggiare. aprendo la piega della sua tunica. Fin da quando aveva colto la conversazione fra i due ragazzi. Poi saltò giù e ritornò alla cucina. per qualche misero pezzo di frutta che stavo sgraffignando. Chi ha la fortuna di annusarli vive trecento sessant'anni. a un capo s'ingrossava alle dimensioni di una testa d'aglio. Appena sfiorato dal martelletto d'oro." Tracciò un incantesimo e recitò la sillaba om. ne ho preso apposta uno per ciascuno di noi. Scimmiotto saltò giù e lo andò a cercare nell'erba. c'era una terza porticina. ma come avrebbe fatto a scavalcare un muro così alto? Credo di capire: l'avrà raccolto la divinità locale del giardino. Ma Porcellino aveva una bocca molto capace. lagenarie e piantaggini. il frutto si staccò e cadde. si dissecca." "Se non l'hai presa tu. Basta. Aspetta qui. da questa parte!" Sabbioso posò i bagagli e corse in cucina a chiedere: "Che cosa c'è. come ha fatto a scomparire?" "Forse voi conoscete soltanto l'efficacia di quel prezioso prodotto per acquistare longevità. per impedirmi di rubarlo. tanto perché possa sentire anch'io il sapore?" "Mai contento. quelli là parlavano di un martelletto d'oro che occorre per farli cadere. Eccolo qua: Le barriere vermiglie. senza che riuscissi a capire se aveva nocciolo o no. non possiamo dimenticare Sabbioso: dagli una voce. Per consumarlo. che scorre inesauribile Riflettendo le grandi chiome che la proteggono [. Per frutti così rari. attendono il trapianto. che parla di ginseng? Il nostro maestro ci aveva raccomandato di guardarci da questa gente. Scimmiotto ci pensò su e trovò una soluzione: si arrampicò di nuovo sull'albero e." Mentre si volgeva bruscamente e stava per andarsene. Questa è roba che ne crescono trenta in diecimila anni. con il picciolo che spuntava come una piccola coda. si sarebbe detto che il bebè agitasse disperato braccia e gambe. quarantasettemila anni. piantala!" Si alzò. Poi scoprì un'altra porticina e. La forma delle foglie ricordava il banano. e il ventre ancora di più.] Luogo più incantatore non potresti trovare: È certo il più bel parco fiorito d'Occidente. il frutto si disseccherebbe. "Questi non sono i soliti quintali di riso o di tagliatelle di cui ti imbottisci a ogni occasione. l'altro capo era forato e vi passava una funicella di lana verde. si trovò nell'orto: Si trovano i legumi delle quattro stagioni: Spinaci. Corse dietro l'edificio. ma non ne trovò traccia. scuotesse la testa e strillasse al vento che lo agitava. mai sazio!" esclamò Scimmiotto. grande santo? Che cosa posso fare per servirvi?" "Non sai che il vecchio Scimmiotto è il più famoso ladro solitario di tutto l'universo? L'anno in cui rubai le pesche di immortalità. appesa al graticcio della finestra. Fratello. Il tronco aveva una circonferenza di sette od otto tese. Lo snello padiglione quasi scompare immerso Fra i rami traboccanti di un gigantesco salice. Quel tesoro è un prodotto di immortali terrestri. Ti va?" "Niente di più facile. Vai nel giardino a sgraffignarne qualcuno.. Porcellino lo trattenne: "Dì. Come vide i frutti. bietole. Bisogna seguir le regole. e non si occupò più di Porcellino. mentre io sono un immortale del mondo dei fantasmi. fratellino. con sedani ed epatiche. Terrazza della luna." La divinità locale tornò subito a rimpiattarsi nel suo santuario." Porcellino lo chiamò facendo gran segni: "Consapevole della Purezza. le zucche ed i meloni. E tu. pretenderesti di avere la prima scelta? La frutta che spunta sugli alberi. invece di masticare bene e di assaporare come state facendo voi. Scimmiotto non si stancava di contemplare. Come . fratello" rispose Chiaro di Luna. Per questo motivo lo si bacchia con uno strumento di metallo. per arrampicarsi su un albero a rubare frutta. nessuno osò pretendere di dividere con me. lunga un paio di piedi e grossa un pollice. penetrò nella cella. diventerebbe immangiabile e comunque inefficace. spinse una porta e si trovò in un bel giardino. altri tremila per formare il frutto. resosi invisibile. Fiori rari e svettanti bambù nel cielo azzurro. s'inchinò e chiese: "Mi avete chiamato. Senapi ed amaranti crescon qua e là fra i cavoli. Ricominciano a brulicarmi quei vermi nella pancia. Ma tu come ti sei permesso di portarmela via. fratelli?" "Guarda qua" rispose Scimmiotto. che origini ha?" "Questo prezioso prodotto richiede tremila anni perché il fiore si schiuda. ma esse salivano a mille piedi di altezza. rape e tuberi crescono sottoterra. non mi sono mai permesso nemmeno di annusarla." Attraversato l'orto. mentre con una mano impugnava il martelletto. Minuscole colline. Calcinato dal fuoco non servirebbe più a nulla. "Ha delle specie di gambe. per costringere il dio del giardino a presentarsi. "Che sapore ha?" "Consapevole della Purezza" intervenne Scimmiotto. erano ritornati nella sala a conversare con il monaco cinese. L'erba verde è trapunta di rosse melagrane. Perché non me ne vai a prendere un altro. con l'altra sollevava un lembo della sua lunga tunica di broccato. "il guaio è che l'ho mandato giù di furia. Dove vuole andare a parare?" "Fratello" fece Porcellino. l'albero ne produce solo trenta. e almeno altri tremila perché maturi. si buttò avanti a bocca spalancata e ne inghiotti uno tutto intero: cadde nel suo ventre con un tonfo. Quando i due ragazzi ebbero occasione di ritornare nella loro camera. Questi comparve. A vederlo dondolare lassù. Scimmiotto cercò in tutti gli angoli qualcosa che assomigliasse a un martelletto d'oro. provi a colpire il suolo. se lo tocca il legno. Ho pensato a te. semmai. che ci abbiano rubato la nostra frutta preziosa?" "C'è davvero qualcosa che non va. che sei sempre pieno di risorse. Carfani ed artemisie. che alti pini colorano.

A questo punto attenderemo il ritorno del maestro: deciderà lui della loro sorte. non c'è più. non è del pranzo che vi volevo parlare. "Amen" si disse Scimmiotto. perciò mi ha mandato a coglierne tre. "Noi parleremmo a vanvera. non saprei. con un solo botto tanto poderoso da rovesciare una montagna. foglie cadute." "Rifondere il danno!" esclamò Chiaro di Luna." Corsero dritti dal giardino alla sala grande. che mi ha fatto fremere appena l'ho vista. e trovarono aperta anche la porta dell'orto. non sarebbero dei banditi!" "Emituofo! Se ne sono scomparsi quattro. In questo tempio ci sono dei frutti particolari. non gridate. che Tripitaka a un certo punto interruppe dicendo: "Ragazzi miei." Nascose la sbarra. "Venite qui subito! Tutti!" Udendo l'appello. una bella litania di insulti piuttosto volgari. e cade a terra. Rovesciato l'albero. e la prima cosa che vedono è il gigantesco groviglio delle radici rivolte al cielo. CAPITOLO 25 IL GINSENG SRADICATO IN CUI L'IMMORTALE DEL PRIMORDIALE SOGGIOGATO CATTURA I PELLEGRINI.mai? Sarà meglio che diamo un'occhiata in giardino. "Non penserete che sia roba che si possa trovare in vendita!" "Se il danno è irreparabile. Se avete mangiato quei frutti. Quando avranno le ciotole in mano. Si inchinarono al monaco cinese e gli dissero: "Maestro. Si precipitarono nel posto del ginseng e. diciamo loro che non manca nulla. l'avrei rubata per mangiarla? Ma nemmeno nel più tremendo attacco di bulimia mi verrebbe in mente di fare una cosa simile. "E secondo questo bonzo. E SCIMMIOTTO METTE SOTTOSOPRA IL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE. perché noi ne abbiamo visti solo tre? Uno lo avevi fatto scomparire tu!" gridò quel cretino di Porcellino. dissero al maestro: "Il riso è quasi pronto. ma non riuscivano a vedere più di ventidue frutti. Ma. a quell'altezza e in mezzo ai rami? Non li vorrei insultare a torto. Se avete qualcosa da dirmi. così ne rimanevano ventotto. lo abbatté. e basta" approvò Porcellino. avremo almeno catturato i criminali: è l'unica cosa che possiamo fare per attenuare la nostra colpa. è possibile. Tesero contro l'interdetto Tripitaka il dito accusatore e lo trattarono di crapa pelata. vi alitò un soffio magico e lo trasformò in un altro sé stesso." "Può darsi che non l'abbiate mangiata voi" concesse Vento Puro. Chi di voi ne ha rubati e mangiati?" "Io non voglio storie" farfugliò Porcellino. e trovarono la porta aperta." "È stato quello che ride!" gridò Vento Puro. I tre complici uscirono in fila dalla cucina. "In partenza c'erano trenta frutti. perché non possano fuggire. va bene! Gli lascio l'ultima parola. Giacevano entrambi nella polvere. Teniamo tutto nascosto. non vi resta dunque che di ascoltare il seguito. E se dopo tutto non avessero rubato? Se avessimo contato male noi. Che senso ci sarebbe a negarlo a tutti i costi?" L'argomentazione del maestro parve a Scimmiotto molto sensata. "È solo una storia di roba da mangiare." "Discepoli!" gridò Tripitaka. Lasciò questo sosia a sorbirsi pazientemente le ramanzine dei due pupattoli. restan ghiacciati D'orrore Vento Puro e Chiar di luna. come negarono il loro misfatto. L'elisir vegetale dei taoisti Con questo colpo è perduto per sempre. roteava gli occhi furibondi. come barbari? Ma tu i frutti di ginseng li hai rubati! Non penserai mica di farci tacere!" "Che cosa sono. hai visto come incassano tutto questi bonzi? Gliene abbiamo dette di tutti i colori. che si chiamano ginseng e assomigliano a neonati. Andiamo a dire il fatto suo al monaco cinese. "Vediamo di ricapitolare. Se discutiamo con lui negherà. Povera pianta! Sconvolta la chioma. di topastro rubalardo. Perciò ritornarono nella sala grande. il grande santo frugò tra le fronde in cerca dei frutti. chiudiamo la porta e tiriamo il catenaccio. Lasciate che li interroghi. il maestro ne fece staccare due. no?" "Emituofo! Quella cosa orribile. ma vi prego." "Questo. ma la cosa non finisce qui: giuro che quella frutta del diavolo non la mangerà più nessuno. portiamo loro qualche piattino di contorno per prolungare il pasto e intanto ci prepariamo. Non si deve accusare la gente a torto. Sabbioso fu preso dal panico: "Dio che disastro! Devono avere scoperto tutto. si misero a contare i frutti che pendevano dall'albero. speriamo che ci vorrete . Ritornano nel parco. di grazia. Tirò fuori la sua sbarra cerchiata d'oro e." "Mi sembra sensato." E bravo Scimmiotto! Si strappò un pelo dalla nuca. li costringerò a rifondere il danno. "È stato lui!" "Il vecchio Scimmiotto è nato allegro e ride sempre: non vorrai mica che mi metta a piangere perché tu non trovi la frutta. Dove Scimmiotto distrusse il cinabro Vegetale. balbettavano parole incoerenti e ripetevano: "E adesso che si fa? Come faremo? Il cinabro distrutto! La discendenza interrotta! Che dirà il maestro?" Chiaro di Luna fu il primo a riprendersi: "Conviene che ci sforziamo di controllarci. che altro può essere?" "Sì. e si avviarono verso la sala grande ostentando un volto spensierato. per non allarmare prematuramente questi bonzi. i frutti di ginseng?" "Te ne abbiamo offerti poco fa. facendo un gran baccano. e se ne andò dritto filato all'albero di ginseng. e si decise a dire la verità: "In realtà non è stata colpa mia. quando Vento Puro si sentì sfiorare da un dubbio: "Chiaro di Luna. ne hanno rubati!" protestò Vento Puro. Dal momento che l'esito dell'interrogatorio confermava i loro sospetti. "Meglio allontanarsi. varrà il detto giustizia e bontà valgono mille monete d'oro: gli dirò di chiedere scusa. In ogni caso. Mostra le sue radici a cielo aperto. sembravano neonati. "ma che lo abbiano fatto i vostri. Quando i tre discepoli giunsero nella sala grande. caro fratello e condiscepolo. rami spezzati. trema tutto. sarà effetto della sua bontà. nessuna persona ordinaria avrebbe potuto accorgersi di queste operazioni." "Proprio così. ritornò al punto di partenza e ricuperò il suo pelo. All'inaugurazione del parco. Rifecero il conto in senso orario e nell'altro senso. di frutti nemmeno l'ombra. è molto imbarazzante" confessò Scimmiotto. Ne abbiamo mangiato uno per uno. spero che potrete trovare un modo civile per farmelo sapere." "Sei sordo?" gridò Vento Puro. Che ci si può fare?" "Quattro. I denti d'acciaio del grande santo stridevano di furore represso." Infatti vi si precipitarono. sono d'accordo" approvò Vento Puro. hai ragione. Sarà meglio negare. Il loro riso sarà cotto: aspettiamo che si siedano a tavola. I due giovani immortali si stavano cavando il gusto di maledire a sazietà i poveri pellegrini. se vorrà perdonarlo. forse è meglio fare un'altra verifica. ma non trovò niente. Se fosse vero. io a destra e tu a sinistra dell'ingresso. Chiaro di Luna si sente la schiena spezzata. Il fatto è che i frutti erano caduti all'urto della sbarra di metallo. Ricomponiamoci. Del resto. i due piccoli immortali divennero più arroganti che mai. Ciò che è mangiato. Due li abbiamo colti noi poco fa per il monaco cinese: dovrebbero restarne ventisei. se no? hanno anche bisticciato ad alta voce sulla divisione del bottino. Credi che noi due potremmo farcela. "Ma io l'avevo chiusa" si spaventò Vento Puro. tanto rapidamente venivano eseguite. Incasso e non dico niente. in fin dei conti. ma loro non fiatano. ma confessare vuol dire ammettere che siamo arrivati a rubare per pura ghiottoneria. finiremo per litigare e verremo alle mani. gli si odono scrocchiare le ossa. "Te ne intendi di conti?" chiese Chiaro di Luna. tastava con mani nervose la sua sbarra cerchiata d'oro con una voglia incontenibile di adoperarla: "Maledetti discoli. non sappiamo ancora se sono stati loro. sforzandosi di assumere un'aria disinvolta e un viso rasserenato. "Che cos'è successo qui?" Attraversarono di corsa il giardino." "Discepolo" intervenne Tripitaka "calma! Noi che abbiamo abbandonato le nostre famiglie non possiamo mentire." "Hai ragione" rispose Chiaro di Luna. Il maestro ci vorrà interrogare. Di certo sono stati loro: quello con la faccia pelosa e la voce da duca del tuono deve aver usato la magia per devastare il nostro tesoro. che cosa vi salta in mente? Cercate di calmarvi. È un vecchio amico del bonzo. smettete di parlare a vanvera. ti facevano impressione. Porcellino aveva origliato la conversazione dei giovanotti di là dalla parete e gli era venuta una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto. di tutto quello che gli venne in mente. e non ci sarà altro da fare. Probabilmente non saprete. e presentiamo le nostre scuse. naso all'aria. giusto? Non può essere stata che quella banda di furfanti. Occorre qualcosa?" "Discepoli. A Vento Puro non reggono più le gambe. verifichiamo che siano chiuse tutte le altre porte del tempio e li mettiamo al sicuro. "La contabilità un po' la conosco" rispose Vento Puro. uno dietro l'altro. avevano toccato il suolo e ne erano stati immediatamente assorbiti. Strappata la radice Dell'immortalità. e non ci è consentito di godere qualsiasi vantaggio a scapito della nostra coscienza. Invece non se ne vedono più di ventidue. dovete chiedere scusa. Questo vuol dire che ne mancano quattro. contro loro quattro? È meglio l'astuzia. quei piccoli taoisti ci vorranno vituperare. che avevamo sbagliato il conto. "Io non so niente e non ho visto niente. Lo testimoniano i versi: Giunsero al Monte di Longevità." "E chi sarebbe stato. A entrambi sembra di morire.

cavolo rosso sotto senape. Aprirono gli occhi." "Maestro. mentre Sabbioso disponeva tavola e seggiole. è spaventoso!" A questo punto del racconto. Rifiutava assolutamente di mangiarli. del sutra del Loto della Buona Legge. Senza che ce lo aspettassimo. partiremo dopo pranzo. melanzane e zucchini in salsa di soia. "No." Al reverendo non restò che scendere da cavallo e sedersi ai piedi di un pino in posizione di meditazione. come per un colpo di vento. senza avere idea di come stavano le cose. Infine i giovani immortali forzarono la porta e li levarono dal letto. Sabbioso accanto al cavallo e Porcellino dietro con i bagagli. e quali forme schifose dovrete assumere?" A queste parole la ciotola di riso cadde di mano a Tripitaka e un grande peso gli gravò sul cuore." "So. potevi lasciarli sfogare. Tripitaka se la prendeva con Scimmiotto: "Benedetto zuccone di una scimmia! Ci metti sempre nei guai. Voi non sapevate che questo Scimmiotto ha enormi poteri magici. E così ci avete accusato ingiustamente: è una bella porcheria!" Scimmiotto. radici di loto marinate." "Ma hanno tirato tutti i catenacci" obiettò Sabbioso." Ma Vento Puro perse le staffe: "Maledette zucche pelate. "si serva il riso. I due volarono dritti in faccia ai dormienti e li punsero." I discepoli si recarono alla porta della loro cella: in effetti era chiusa a chiave. farei saltare le serrature della porta est del Cielo. si versò in bocca un sorso e lo spruzzò sui loro visi. si saranno dimenticati di chiudere la porta al momento di coricarsi. Avevamo contato male noi. che non li avrebbero svegliati le trombe del giudizio. il vecchio Scimmiotto sa sempre cavarsela. balzarono su e si prosternarono ripetutamente dicendo: "Maestro. fagiolini sottaceto. infine se ne andarono a cena e si misero a letto. un certo Scimmiotto Consapevole del Vuoto.." "Fratellino. navoni in feccia di vino. avete anche abbattuto l'albero. Con una buona concentrazione. e si affaccendarono a mescere. uno dei suoi discepoli. abbiamo seguito scrupolosamente le vostre istruzioni: ci siamo accertati della loro identità e siamo andati a cogliere due frutti di ginseng. "Che cosa fate. che sapeva tutto. invece. dove ha messo radici: adesso è impossibile toglierlo. si alza la luna in ciel. "Per colpa della tua ghiottoneria. che sutra è?" domandò Porcellino. Sabbioso diede un grande sbadiglio e si addormentò subito. se ci provasse. si divertì a saltare di ramo in ramo fra gli alberi del bosco. ripartiremo. che gli farebbe cambiare idea." "Si capisce. "Questa scimmia sarà la mia morte!" gemette Tripitaka. Fece dietro front. "Ma non è il momento di prenderci in giro" brontolò Porcellino. non vi riducete in questo stato" replicò Scimmiotto asciugandogli la fronte sudata. Come si fa a uscire?" "Non ti preoccupare. "Sono ben strane le usanze del paese. deve aver usato di nascosto il procedimento di uscita dell'anima dal corpo e. Ci si chiude a chiave per pranzare. del sutra del Pavone. Scimmiotto aveva altri modi di riposarsi: rimasto solo. non ti assolverebbe nemmeno tuo nonno." "Maestro. i due ragazzi si ritirarono precipitosamente. Si ebbe un bel bussare. I ragazzi tirarono i catenacci delle porte tutto intorno." "Non me ne vogliate troppo. "Datemi il tempo di assicurarmi che i bambini facciano la nanna. il loro sonno divenne tanto profondo. "Il bonzo vi ha picchiato?" chiedevano i condiscepoli. altrimenti aggraverai la tua posizione: ti renderai colpevole di omicidio a scopo di lucro. certi insetti del sonno che aveva vinto giocando a indovinala grillo con il re celeste Anima Lunga." Scimmiotto invitò il maestro a uscire e a rimontare a cavallo. gridare: quelli ronfavano come se niente fosse. quante volte ancora dovrete spingere il carro delle reincarnazioni. avete sradicato il nostro santuario. devo passare la notte in bianco. e del resto ha già provocato gravi danni in . ma allora non lo sai? Il cerchio d'oro che porto in capo" spiegò Scimmiotto "è un regalo della pusa Guanyin al nostro caro maestro. si tiene in mano questo mezzuccio per mettermi in difficoltà. "ci hanno chiuso dentro. "Ho sentito parlare del Sûrangama sûtra. Vi garantisco che ce ne andremo tutti insieme." "Che cosa intendete dire?" si meravigliò Tripitaka. di discuterne francamente. briganti di là. Noi. i due ragazzi scoppiarono in lacrime. Ho già in mente come fare. legati alla cintura. e dentro si sentiva russare." "Queste sono porte da ridere. poco dopo la vostra partenza. Non parliamo poi di Vento Puro e Chiaro di Luna.. il grande immortale si dominò: "Basta. "In realtà i frutti non sono scomparsi. Li palpò per scegliere i due più grassocci e li gettò con un buffetto attraverso un forellino della finestra. Ora abbiamo verificato e constatiamo che i conti tornano" precisò Vento Puro. pasticcioni? Questi pivelli ci sono venuti a insultare a casaccio. del sutra del Diamante. inquieto ma a un tempo molto interessato. "Raccontatemi per ordine che cosa è accaduto. si arrovellava dentro di sé senza dir parola: "Perché parlano così? Perché mentono? I loro frutti glieli ho sistemati io una volta per tutte. che erano soli in casa. giovanotti?" esclamò ridendo Porcellino. poi ritornarono davanti alla porta principale e vi restarono fino a sera a proferire vituperi: ladri di qua. nessuna traccia di presenza umana. e non vi vergognate di parlare con quel tono? E voi vorreste raggiungere il Paradiso dell'Ovest e vedere in faccia il Buddha? Ma sapete. Porcellino ne approfittò subito per assumere un tono di dignità offesa: "Avete visto. Di solito fanno fatica a stirarsi nel letto quando il sole è già alto tre tese. è il momento buono per filarcela" dichiarò Scimmiotto. "A quest'ora la musica è finita. appoggiando il capo su una roccia a mo' di guanciale. che si affrettavano lungo la strada maestra. ghiottoni svergognati! Non vi è bastato rubare i nostri frutti di immortalità. ma non cambiò nulla: il loro placido russare continuava imperturbato. lasciate stare. diciamo un mesetto di sogni d'oro. riconobbero il maestro e la folla dei discepoli chini su di loro. Intanto il grande immortale. chiusero i battenti della porta principale e li sbarrarono con un grosso catenaccio di rame a due lucchetti. né fuoco né incenso. Piuttosto. il vostro amico. l'immortale esclamò: "Vedo con stupore che Vento Puro e Chiaro di Luna stanno scoprendo le gioie del lavoro. Così fece anche Porcellino. no. sono molto pericolosi!" "Cercate di calmarvi" disse sorridendo il grande immortale. "Non prendetevela troppo calda!" gridò Scimmiotto. so" rispose Scimmiotto. "Che bel lavoretto!" esclamò Porcellino. e staranno ancora dormendo della grossa. si devono essere alzati prestissimo e hanno già aperto la porta e spazzato l'entrata. perché credeva che fossero neonati. perciò li abbiamo mangiati noi.. Le impresse il movimento che apre le serrature e la puntò verso la porta: con un fracasso di metallo spezzato. a meno che sappiano come rendere la vita ai morti. non ho mai pensato di piantarvi in asso. Maestro. e si lanciarono sulla strada maestra dell'Ovest. Poi recarono una teiera colma e due caraffe di vino. "Perché. era uscito con la sua scolaresca di giovani immortali dal paradiso Tusita. non ci trovarono nulla di pronto. Dopo tutto la frutta l'avevi rubata davvero. i catenacci caddero a terra e i battenti si spalancarono violentemente. ben altro! Ha abbattuto il nostro albero di ginseng!" Anche di fronte a questa terribile rivelazione. ci ha rubato altri quattro frutti. lo scherzo di scappare da solo e di lasciarci qui" intervenne Tripitaka. scrollare. alla porta orientale del Cielo. "Chi coltiva l'immortalità non commette certe bassezze. Il grande immortale si mise a ridere: "Benedetti ragazzi! Chi diviene immortale dovrebbe impegnare tanto il suo spirito da non pensare più a dormire. uno a testa. da queste parti?" "Proprio così" rispose da fuori Chiaro di Luna. "Apriremo quando avrete vuotato i calici fino in fondo. "Nessun fabbro saprebbe far meglio. Ma con i suoi occhi di volgare profano e il suo spirito limitato. Che qualcuno gli abbia giocato un brutto tiro? Portatemi subito dell'acqua!" Uno dei discepoli portò un bicchier d'acqua e lo porse al maestro. "Avranno approfittato della nostra assenza per rubare qualcosa e scappare" suggerì qualche benevolo condiscepolo." Intanto calò la notte.perdonare le parole grossolane e offensive che vi abbiamo rivolto poco fa." Tutti i giovani immortali manifestavano il loro compiacimento.. per offrirli al monaco cinese. che mi ha indotto con l'inganno a posarlo sulla testa. Ma noi che non ci sappiamo trasformare. chiamare. terminata la riunione al palazzo dell'Imperatore di Giada. Presi dal panico. Se lo recita mi fa venire il mal di testa. quel bonzo orientale(4). il sutra Ben Noto non lo avevo mai sentito. Noi abbiamo cercato di ricondurlo alla ragione. "Non devi attentare alla loro vita. Scimmiotto raggiunse a gran passi Tripitaka e gli altri pellegrini. è un immortale vagabondo dell'Unità suprema. liberandoli dall'influsso del demone del sonno. resteremo qui come fessi a prenderci tutte le colpe: noi dobbiamo pur preoccuparci!" "Non ce lo farà. aveva attraversato il cielo di diaspro su nuvole di buon augurio e non aveva tardato a ritrovarsi al portale del Tempio delle Cinque Fattorie. Potete riposare un po' in questo bosco lungo la strada: quando vi sentirete ristorato." "Se le cose stanno così" concluse Tripitaka. "Tu diventi un insettino e voli via da una fessura. ma lui non ha voluto saperne. Il sutra di cui parlava il maestro è un incantesimo che stringe il cerchio. incassare gli insulti che ti eri andato a cercare e chiuderla lì. rientrò nel tempio e si accostò alla cella in cui dormivano i due giovani taoisti. Portava con sé. Sono una banda di briganti. "Che assurdità!" li rimproverò l'immortale. smettete di piangere. per come li conosco. se ti citassero in giudizio. Trovando la porta spalancata e il suolo spazzato. Ma perché dovrebbero essere tanto stanchi? Non sono mai stati dei grandi lavoratori. non c'è pericolo che tu non te la cavi" replicò Porcellino. Ma oggi. con un cavallo. del sutra di Guanyin. "Quei ragazzotti sono andati a nanna: lasciamoli dormire. fra quel fogliame folto a grande altezza. non ha saputo riconoscere il nostro tesoro di immortalità." "Discepolo!" s'inquietò Tripitaka. I due ragazzi procurarono molti piattini di verdure." "Maestro. io reciterei un certo sutra ben noto. si stropicciarono il viso. Ma quando entrarono nella sala grande. "Come squagliarsela da tutte queste porte sbarrate?" "Ti farò vedere un'altra delle mie abilità" replicò Scimmiotto impugnando la sua sbarra." Porcellino andò a riempire le tazze. Noi intanto ce ne andremo via di qua. si sono presentati quattro bonzi. maestro. Ma quando i pellegrini ebbero le loro ciotole in mano. Che bisogno c'era di abbattergli l'albero? In un caso del genere. Questi recitò un incantesimo. fra cui il monaco cinese.

" "Fratello" obiettò Porcellino. incominciamo da lui. Scimmiotto. ma sapevano rispondere se li si chiamava per nome. le trasformò in pezzi di ferro di forgia. vi sbagliate: i frutti li ho rubati io e li ho mangiati io. ai piedi di quell'albero sul bordo della strada: è lui!" annunciarono i ragazzi. Qui ci vuol altro che la tua abilità di scassinatore di catenacci. fratello maggiore. che ci vendicherà dei frutti del ginseng. Quando scese la sera. "Discepoli" disse l'immortale. l'immortale ricorse al trucco detto dell'universo nella manica: dal bordo della nuvola dove si teneva ritto tese controvento la manica della sua cappa. Il suo testardo discepolo si è scatenato sotto la sua responsabilità. il nostro maestro stava conversando con i vostri ragazzi nella sala di ricevimento: non sapeva nulla dei nostri intrighi. Che cosa aspetti a confessare? Dove credi di trovare un alibi? Vieni qui e rendimi il mio albero. E il fustigatore gli inflisse altri trenta colpi." I discepoli ubbidirono. "Tagliami quattro salici giovani ai piedi della rupe e portali qui" ordinò Scimmiotto a Porcellino. aiuta anche noi!" "Piano! Parlate piano!" sibilò Scimmiotto. estrasse dalla manica i pellegrini. che si stanno asciugando e stringendo. di subire il castigo per lui. ma quella coda di yak con il manico di giada parava ogni colpo. di camoscio o bufalo. Portate qui lo staffile a strisce di cuoio e dategli una bella correzione. siamo passati da un'altra strada. senza perdere tempo a commentare. che li legarono dove erano stati tenuti prigionieri. l'umile taoista che sono vi saluta. preparate il necessario per il supplizio che gli infliggeremo quando saremo di ritorno. ma di pelle di drago: quella che si chiama sette stelle. Questa appunto è la strada che seguiamo. vide le proprie gambe lustre e scintillanti come specchi. Scimmiotto. perché non aveva badato che la manica era scucita." ordinò il grande immortale. che non era di vacca o montone. "Mi servono e basta. allarmato. Scimmiotto pestava senza tanti riguardi con la sua sbarra. Quando i pellegrini rimasero soli." In effetti il bestione si mise al lavoro. "Allora venite con me. "siamo tutti nella stessa situazione. mi fanno già abbastanza male. dove siamo finiti?" esclamò Porcellino." Scimmiotto pensò: "Il nostro vecchio bonzo non sopporterà la fustigazione. voialtri" tagliò corto Scimmiotto." Il bestione non era furbo. Nel fronteggiar Scimmiotto. ma era robusto. "Chi credi di imbrogliare? Sei stato proprio nel nostro tempio. in compagnia di Vento Puro e Chiaro di Luna. "Ritornate a casa e preparate delle corde. Un incarnato Di donna reca in viso. Agita in mano la coda di yak E tamburella sul pesce di legno. Che cosa c'entra lui? Si deve incominciare da me. Scimmiotto fu invaso dal furore: cavò la sbarra e. ma non serviva a nulla: quel tessuto. non sarò forse io a portarne la responsabilità?" Perciò aprì bocca: "Maestro. Scimmiotto lo inseguì con una nuvola." Mentre parlottavano fra loro. "Tanti quanti i frutti dell'albero: trenta. non sono certo queste corde di canapa bagnata a tripla torsione che mi fanno paura." "Quanti colpi?" chiese il fustigatore. poi gli altri tre. Provvedo io a catturarli. con gli occhi pieni di lacrime." "Questa maledetta scimmia ha stile. ma le conseguenze le pago io. così morbido a toccarlo. era passato mezzogiorno. A questo punto il grande immortale ordinò: "Ora puniremo Tripitaka per il lassismo del suo insegnamento." I discepoli corsero a prendere lo staffile di cuoio. questa notte stessa. Incomincia da lui. l'immortale riprese il proprio aspetto. Voialtri. Porcellino e Sabbioso. Frustatemi un'altra volta. ma sono tutto indolenzito per via delle corde che mi legano." A queste parole intervenne precipitosamente Scimmiotto." "Questa maledetta scimmia è furba e incallita nel male. a modo suo" esclamò ridendo il grande immortale. il cavallo lo legarono nella corte e gli portarono il fieno. un altro diventò un convincente Tripitaka. diceva: "Ehi. e vacillava minacciando di . Va sventolando attorno larghe maniche E leva canti alla luna crescente. Mentre rubavamo i frutti. andiamocene!" Sabbioso. ed era stata ben imbevuta d'acqua. Il grande immortale scese allora dalla sua nuvola e con una scossa si trasformò in un viandante taoista della setta della Verità completamente sublimata. I discepoli ubbidirono. gran stivali E cintura di seta. sputò su ciascuno di loro una goccia di sangue e ordinò loro di trasformarsi: uno dei tronchi prese il suo aspetto. raccolsero i loro bagagli sotto il portico e guadagnarono l'uscita. Lui penserà di averci perduto per disattenzione. "non ricominciare a fare il cacciapalle: queste corde di canapa bagnate. per riprendere la somministrazione del supplizio la mattina dopo." "Maestro" ricordò Sabbioso. e io mi sono seduto per riposare un momento. Com'era conciato? Un abito di cenci e di rammendi. Il grande immortale ritornò con la sua nuvola al tempio e ordinò ai discepoli di portare le corde. I bagagli furono gettati a terra sotto il portico. Se è questo che vuole. Quando si volse a guardare a est. ma non sentiva nulla.Paradiso. Si diresse verso l'albero e gridò al monaco cinese: "Reverendo. Non solo erano somiglianti. Il grande immortale era intento a guardare verso ovest. si rese conto di averli superati: pur camminando di buon passo fino alla sosta per il riposo. alla moda di Lü. suo discepolo anziano. quando Scimmiotto parlò di nuovo: "Fate un altro sbaglio. resisteva al rastrello più dell'acciaio. Tuttavia all'alba il reverendo si assopiva sul suo cavallo. la calò sulla testa del grande immortale." "Non mi hanno ancora picchiato. l'aprì dolcemente e." Vento Puro e il compagno ritornarono a casa. Pieno di cinghie. prima che sia troppo tardi. Dopo avere resistito in questo modo a due o tre assalti. che la schivò balzando da lato e subito si alzò in cielo su un alone di buon augurio. che finora nessuno ha toccato. eccolo là. bianco splendente. Tripitaka non era riuscito a percorrere più di cento venti li. "Basterà che ci lasciamo cadere da lì. scemo" disse Scimmiotto. Sapreste riconoscerli. anche un ormeggio di fibre di palma del diametro di una colonna mi farebbe sì e no il solletico. l'albero l'ho abbattuto io." "Da dove venite. ma almeno mostra qualche traccia di pietà filiale. "questi bonzi sono gente che ha abbandonato la sua famiglia: non si possono usare armi bianche su di loro. "Porca miseria. E anche se fosse colpevole di non averci educato con sufficiente fermezza. ma inquadrato Da barba e favoriti." Apostrofato in questo modo. fingendosi sorpreso. maestro. Ecco com'era vestito: In testa una corona d'oro puro. Che bravo Scimmiotto! Si rimpicciolì per liberarsi dai legami e sussurrò: "Maestro. uno dopo l'altro. Poi ritornarono dal maestro e camminarono tutta la notte. poi se ne andarono a cena e si ritirarono nelle loro celle per dormire. sareste per caso passato dalla nostra desolata montagna?" inquisì il grande immortale. gli altri due presero l'aspetto di Sabbioso e di Porcellino. Con pochi colpi ben assestati abbatté quattro salici e li riportò sotto braccio. In un istante aveva già superato mille li. Berretto a nove Yang sopra la testa. Poi siete fuggiti. "Ci ha infilati nella sua manica. che aveva la coda di paglia: "No. maledetta scimmia!" replicò il grande immortale. Rivestirono le loro tuniche. la quiete era calata sull'universo. Se muore." "Ti ho colto. il grande immortale ordinò di rimettere a mollo lo staffile nell'acqua." "Poiché venite dall'est. Gli inseguitori tornarono indietro. tutti quanti" assicurò Vento Puro." Il fustigatore si apprestava di nuovo a colpire. op là! i quattro pellegrini e il cavallo vi furono aspirati e rinchiusi. preoccupato dalla potenza dei mezzi di cui disponevano questi taoisti." "Allora non è grave: dò una rastrellata e faccio un buco" propose Porcellino. "Va bene. tendendo il dito accusatore e mettendosi a ridere. saliva su una nuvola di buon augurio e partiva all'inseguimento del monaco cinese. intorno regnava da un pezzo il silenzio. E adesso come faremo?" "Non incominciate a far lagne. per mettere la più grande distanza possibile fra loro il Tempio delle Cinque Fattorie. frustatela ancora. questi bonzi?" "Ma certo. "e a lamentarvi siete voi. I suoi capelli Son legati in due crocchie ala-di-corvo. "Maestro. seguiva i movimenti con attenzione per capire dove lo avrebbero colpito: vide che si mirava alle gambe. no." Tripitaka rese premurosamente il saluto: "Vi prego di perdonare la mia involontaria scortesia: non vi avevo visto. abbassando gli occhi. Somministrati i trenta colpi a intervalli stabiliti. A che serve? I colpi li hanno dati solo a me" ricordò Scimmiotto. come se fossero marionette: per primo il monaco cinese. e hai rovesciato l'albero di ginseng." Il discepolo levò alto lo staffile per abbatterlo a tutta forza. "Qual'è la vostra preziosa montagna?" "La mia umile dimora è il Tempio delle Cinque Fattorie sul Monte della Longevità. Una volta in aria. Sotto gli sguardi attenti dei giovani immortali. che furono legati ciascuno a una colonna. "A che cosa ti servono?" si stupì Porcellino. ma non trovava traccia dei pellegrini. Avvolto in una cappa di piumino Di gru. "Dentro un sacco!" "Non è un sacco. che fu legato a un pilastro della tettoia all'ingresso della sala grande. non è armato D'altro che della sua coda di yak. Il grande santo recitò un incantesimo. Dunque il nostro prezioso albero è stato abbattuto." "Senza vantarmi. Con una scossettina. Scimmiotto ne tolse i rami e fece portare i tronchi nella corte dai suoi condiscepoli. dopo tanti colpi. mentre il grande immortale. si morse la punta della lingua. Un giovane immortale dei più robusti impugnò baldanzoso lo staffile e chiese: "Da chi incominciamo?" "Tripitaka è il più anziano di questa banda disonorata. "Dobbiamo rimetterci in cammino. Calza ai piedi dei sandali a tre orecchie. toccherebbe a me. sellarono il cavallo. Del resto. e slegò uno dopo l'altro Tripitaka. Sbrigati. se la prese con i suoi discepoli: "Queste disgrazie le avete provocate voi. reverendo? Perché vi siete seduto sul bordo della strada?" "Il vostro umile servitore è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. "Vedo" rispose il grande immortale. Tripitaka." "Basta rugare.

e va bene. Perciò si guardò intorno. "Maestro" disse Scimmiotto a Tripitaka "adesso per piacere mi lasciate riporre la parola bontà in attesa di tempi migliori. poteva anche finire lì. non poterono farci nulla e vi furono aspirati a precipizio. il grande immortale fece una risata cattiva: "Scimmiotto è pur sempre il Bel Re Scimmia! All'epoca dei gravi disordini che provocò in Cielo. aveva vicino a sé. Basta così. stringere fra le dita il mercurio. legato come un salame. e tutto l'olio si sparse intorno." Quando furono ben impacchettati. ci ha fregato!" esclamò Porcellino. e non accorgersene neppure. ai piedi della scala. che se incontrassimo qualcuno vi rendereste ridicolo. altrimenti non ne usciremo mai. e poi ripartiremo. e non fate obiezioni se uso un po' di sana violenza. Scimmiotto. "Com'è privo di riguardi! Scappa se vuoi. metteremo a friggere Tripitaka. "Che cosa ho fatto di male? Il tuo amabile invito a prendermi un bagnetto di olio bollente lo gradivo molto. perde!" Il fondo della marmitta si era spezzato." L'immortale ordinò: "Avvolgeteli nelle tele. Lo friggeremo per vendicare il nostro albero di ginseng. Porcellino. "Ignobile scimmia!" gridò il grande immortale sconvolto dalla collera. ordinando di portare lo staffile: "E oggi incominciamo da Tripitaka. Per chi ha lasciato casa sua. va male!" "Che succede?" si allarmò Tripitaka. afferrare l'ombra o ingabbiare il vento. a quanto pare non stiamo battendo i bonzi." Scimmiotto ascoltò con piacere. Un bel bagno caldo è quello che mi ci vuole per mettermi in forma." "Te la farò vedere io. Anche se balzassi fino al Paradiso . con cavallo e bagagli. ma senza risultato. CAPITOLO 26 AFFANNOSA RICERCA DI UN RIMEDIO IN CUI SCIMMIOTTO PERCORRE LE TRE ISOLE ALLA VANA RICERCA DI UN RIMEDIO. né come le cose andarono a finire. per aria. e confesso che mi dà molto fastidio. ma quando l'immortale spiegò di nuovo la sua manica. Mi dispiaceva sporcare un olio così fine. Scimmiotto se ne accorse e lo apostrofò: "Non siete proprio all'altezza. Nulla potrai ottener se non perseveri. Se prima possiamo mangiare abbastanza. Il grande immortale del Primordiale Soggiogato afferrò la mano di Scimmiotto e gli disse: "Conosco le tue capacità e la tua reputazione. perde. ma perché mi spacchi la caldaia? Adesso lo metto io nelle peste. come testimoniano i versi: Consapevole del Vuoto non capiva Il segreto del Signore Uguale al Mondo: Come egli resistesse a tre armi magiche." Mentre maestro e discepoli fanno una sosta. Un uomo superiore mai non cerca La lite. "Mi vorranno interrogare" pensò Scimmiotto. vide i bonzi che avanzavano sulla strada. "Guarda che roba. "Quando ho trasformato quei salici. movimenti impercettibili Che le parano in qualunque direzione. Tuttavia il grande santo si sentiva inquieto: temeva che. Poi vennero portate dieci pezze di grossa tela fabbricata in casa. queste non sono condizioni straordinarie. ma i discepoli non rimasero ad aspettare che dicesse la sua opinione: Sabbioso tirò fuori la sua preziosa mazza. È piccoletta di statura. ritorniamo al tempio: al sorgere del giorno il grande immortale fece colazione e salì alla sala di ricevimento." Il fustigatore alzò il suo strumento e gridò: "È il tuo turno!" "E allora dacci dentro" rispose il salice. Ma in basso ci vuole un buco." Detto fatto. sentiva tutto e si diceva: "Il maestro non sarà all'altezza della situazione: come toccherà l'olio bollente. a pranzo!" "Tanto meglio. quando fosse nell'olio bollente. ma quanto è pesante!" commentavano gli immortali. Questa scimmia è inafferrabile." E i discepoli ubbidirono. e quando sarà a bollore ci getterete il Novizio Scimmiotto." Tripitaka si mise a tremare come una foglia. Dice un poema: Àrmati nella vita di pazienza. non credo che poi avresti più potuto usarlo per il fritto misto. salvo la testa. tanto varrebbe pretendere di trattenere la sabbia. l'olio bolle. Ne avremo di riso. come la prima volta. e alla terza bonzo carbonizzato. "Questa maledetta scimmia ama tanto la terra che non si riesce a staccarla dal suolo." Che bravo Scimmiotto! Scese giù e si presentò a mani giunte: "Non friggete il mio maestro! Ci vado io nella pentola dell'olio. A gran botte. "Porcellino!" disse ridendo Scimmiotto. ho giusto la pelle arida che incomincia a irritarsi. "la testa è meno importante di quel che sembra. Anche la tua violenza sarà vinta." La caldaia incominciò a bollire. Non prendo un bagno da un bel po'. sia quello grande. ascoltate il seguito. ebbe un fremito ed esclamò: "Ahi. Se ne vada dove gli pare. per lasciare un po' di sfogo. Sarà meglio metter fine all'esperimento. mollarono lo staffile e corsero ad annunciare: "Maestro." A questo punto venne portato un gigantesco calderone. il cavallo e i bagagli. Certo che potrebbero risparmiare un bel po' di stoffa con le solite tuniche a campana. ma ancora non si riusciva a sollevarlo. Finalmente in venti riuscirono a portarlo ansimanti fino al calderone e ce lo buttarono dentro: fece un grande schizzo. sopra una catasta di fascine che fecero un fuoco d'inferno. "Come ti sei permesso di rompere il mio calderone?" "Non sei il primo a cui mi càpita di guastare i fornelli" replicò Scimmiotto ridendo. Ma perché prenderti gioco di noi con questo infame trucco dei pezzi di legno? Questa non gliela perdono: dobbiamo riprenderli. si morse la punta della lingua e lo trasformò. e pensava: "È meglio di quanto temevo. circondarono l'immortale e incominciarono a legnare senza troppi riguardi. Scendete giù. È una pignatta su misura per il tuo appetito. Si slanciarono tutti insieme in aria. non ci resterà poi la cera di fantasmi affamati. La collera è cattiva consigliera. Ma ora portate qui un'altra caldaia: per vendicare l'albero di ginseng. entrò nella corte e di nuovo li estrasse dalla manica. Vide i giovani immortali che annunciavano: "Maestro. il taoista gli potesse giocare qualche brutto scherzo. Fu una lotta violenta. Con Sabbioso accadde la stessa cosa. Sarà meglio che gli dia una mano. mentre il vero Consapevole del Vuoto se ne volò su una nuvola e vi sedette a contemplare i taoisti. L'immortale ritornò al suo tempio. come si deve quando si va a farsi friggere: lascia il mio maestro e prendi me. Così passa buona parte del mattino: Quando mai riprenderan la loro strada? I tre condiscepoli attaccavano congiuntamente con energia. che si trovava lontano sul bordo della strada maestra. poi altri quattro. cadrà morto stecchito." E quello rispondeva: "Sollevate Scimmiotto e gettatecelo dentro. Il vostro vecchio Scimmiotto potrebbe saltare il sonno per mille notti di seguito. Opponendovi la sua coda di yak. legato come un salame. dall'altra un leone di pietra." E recitò una formula che spezzava l'incantesimo. Poi veniva Scimmiotto. Il fatto è che ci avevano buttato di peso il leone di pietra." Il calderone venne posato ai piedi della scala. osservando in direzione dell'Occidente. Porcellino e Sabbioso agli alberi che stavano a destra e a sinistra dell'ingresso della sala grande. Il grande immortale abbassò la sua nuvola su di loro e gridò: "Dove vai Scimmiotto? Rendimi l'albero di ginseng!" "Rieccolo." A queste parole. Ma ecco che ricominciano a frustare l'emanazione del mio corpo. che spruzzò olio bollente sulle facce dei giovanotti e le riempì di vesciche. ed ama il santo la virtù. Questa volta Tripitaka fu legato a una piccola sofora. ma inutilmente. maestro. Qualunque capriola tu faccia. "Guarda come sono gentili: ci vogliono confezionare vestiti con le maniche a sbuffo. "Ora riempite la caldaia d'olio. si lanciò sulle nuvole e. il grande immortale diede in una risata agghiacciante e si fece avanti per impadronirsi di Scimmiotto. Porcellino il rastrello e Scimmiotto la sbarra cerchiata d'oro. Perciò ho fatto i miei bisogni da un'altra parte e ora sono qui." A queste parole. pensavo che oggi non mi avrebbero battuto. maledetto!" tuonò il grande immortale. Potevi limitarti a scappare. Se vinci la violenza con violenza.cadere. dopo la doppia correzione di ieri." Quattro ragazzi ci provarono. Scimmiotto continuava a scherzare: "Guardate che bel sudario ci regalano da vivi. bello tranquillo e pulito. ma in quel momento mi scappavano sia il bisogno piccolo. I giovani taoisti si presero una bella paura. "Maestro" protestò Porcellino. Il leone prese l'aspetto di Scimmiotto. Ne vennero otto di rinforzo. E GUANYIN RIPORTA ALLA VITA CON LA RUGIADA L'ALBERO DI GINSENG. Schiacciate un pisolino al riparo dal vento. l'immortale fece portare della lacca con cui i pellegrini furono interamente spalmati. Ma allora il vero Scimmiotto. Si diede una spinta per accostarsi al leone. si diceva che non riuscivano a fermarlo nemmeno le reti celesti: ora non stento a crederlo. non mi sfuggirai." I giovani immortali si misero all'opera per rompere la tela laccata e tirarlo fuori. da una parte una meridiana. alla seconda passata avremo bonzo fritto da mettere in tavola. con il maestro. Maneggiate con potenza e con ferocia. Se non sapete quali proposte ricevette. ma questa volta hai passato il limite della ragione e hai tradito la tua coscienza. e Scimmiotto. fu gettato per terra davanti all'immortale. Quelli che curavano il fuoco incominciarono a gridare: "Perde. ma dei tronchi di salice.

gli sembravano dei neonati e perciò rifiutò di assaggiarli. "non prendertela tanto. grande santo?" "Vi sono venuto a trovare per distrarmi in vostra compagnia." "Quando pensi di ritornare?" "Mi basteranno tre giorni. Isole dove convergono i flutti. Tre giorni e non di più. e di sicuro troverò qualcosa che si adatti a quest'albero. perché è urgente liberare il monaco cinese dalle sofferenze che sta sopportando. non sa proprio stare al suo posto!" esclamarono le tre divinità. uccello. ma lungo la strada per l'Ovest ho avuto qualche noia. Vi sareste risparmiato tutti questi scontri. tanto per incominciare vi sfonderò tutte le pignatte di casa." "Non parliamo di efficacia della radice: l'ho appunto sradicata. archi giganteschi Che si vedono splendere dal mare." "Comunque rassicùrati" aggiunse la stella della Longevità. Dopo tre giorni reciterà l'incantesimo della costrizione del cerchio. Come al solito fa il grand'uomo per abbagliare la gente. che sarò puntuale. ma per aiutarti gli faremo visita e riferiremo i tuoi problemi al monaco cinese. lasciò il Tempio delle Cinque Fattorie in direzione del grande oceano orientale.. ma si concluse presto." "Non avrà il coraggio di abbandonarci" assicurò Tripitaka. dunque!" si spazientì il grande immortale. con indosso una semplice veste di casa. e al primo colpetto che diedi l'albero andò lungo disteso: scomparsi i frutti. Si provarono a rinchiuderci e noi fuggimmo. Salgon spire di brume colorate Nel cielo azzurro. davanti alla quale vide fra i pini tre vegliardi che giocavano a go. non ci muoveremo di là. Noi siamo l'ultimo dei suoi pensieri." "I guai sono avvenuti mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie. come puoi pretendere di prevalere su di lui? Se tu avessi ammazzato qualunque bestia. ma quando il messere ritornò a casa e vide l'accaduto. mentre io fui senz'altro messo a friggere nell'olio. "Grande santo" aggiunse gentilmente la stella della Fortuna. mantenere la concentrazione dello spirito. Se conoscete ricette per riportare in vita gli alberi." "Si capisce. saluterei il Buddha e continuerei a chiederti di rendermi l'albero di ginseng. non è una cattiva idea" risero le tre divinità.dell'Ovest ti seguirei. vi prego di insegnarmele subito. Aveva lasciato due ragazzetti. dopo una giornata di frustate. l'immortale ha incominciato a prendermi sul serio e abbiamo combinato un affare: lui ha liberato i miei." "Ma parti. ma può darsi che se ne trovino altrove. se me lo aveste detto prima. sicuro che in ogni modo non gli potevano sfuggire.] . Che ne dite?" "Se hai questo potere. Si vedevano Dardi di luce attraversar lo spazio. Attraversava lo spazio con la velocità del lampo o di una meteora. semplicemente per la dieta che fa. Su alti trofei di nuvole si avanzano [. mentre la stella della Longevità fungeva da spettatore. Non è roba che faccia tornare in vita le piante morte. Anch'io parto subito. "Il maestro del Primordiale Soggiogato è il decano degli immortali terrestri. "Benedetta scimmia. È vero che una posizione in Cielo ce l'hai anche tu. gli avversari erano la stella della Fortuna e quella della Ricchezza. Le tre stelle salirono su di un'augusta luce e si diressero al Tempio delle Cinque Fattorie. ma ci conosce. Le gare di magia qui non servono. fu un vero spettacolo vedere l'immortale. quando arrivammo al tempio. mescolare la tigre e il drago. fratelli maggiori. sradicata?" esclamarono spaventati i tre vegliardi. Avemmo una discussione con qualche battuta antipatica da parte sua. dovrete fare i conti con me. Potrei percorrere cieli e mari da un capo all'altro. La notte successiva. Porcellino e Sabbioso. un albero morto. rami spezzati e radici per aria. Quando saranno trascorsi. usare l'acqua per rafforzare il fuoco. il grande immortale non era in casa. "Dunque potreste senz'altro mettervi in cammino. non può esistere. Tu che non sei ancora entrato a far parte del vero corpo degli immortali." "Ho sentito dire che avete lasciato il taoismo per il buddismo" commentò la stella della Longevità. Dopo tutte queste peripezie." "Non crederai che ti possa perdonare!" "Se liberate il mio maestro." "Dove conti di trovare i mezzi per mantenere le tue promesse?" "Un vecchio detto dice che la buona medicina vien dal mare. saresti capace di intrufolarti di nuovo in Paradiso. non conosce il valore delle cose! Sono frutti che dànno trecento sessant'anni di vita ad annusarli. signori. e vi garantisco che il vecchio Scimmiotto troverà il modo di rendere la vita al vostro albero. Allora rubai tre frutti e li divisi fraternamente con i miei compagni. Le bellezze fatate qui si recano Per recare in offerta ai tre immortali Pesche d'eternità. Le cose stanno come dite." Il bravo re scimmia. Mi saltò la mosca al naso. vi restituirò l'albero vivo. Ma usai i miei mezzi per fuggire e per rompere la pignatta. La gente nella corte sentì gridare le gru nel vasto cielo: era l'annuncio che i tre vecchi del buon augurio si avvicinavano. le stelle respinsero la scacchiera e risposero al suo saluto: "Qual buon vento vi mena." "Caro maestro. potrei cercare altrove. Come puoi prendere alla leggera dei frutti così nutrienti? È una radice di efficacia senza pari al mondo. come avrebbero dovuto. Il nostro livello nel Tao è molto inferiore a quello del grande immortale: non è escluso che possieda una longevità uguale al Cielo. al quale la vita non si può rendere. "Sta tranquillo che non lo lascerò morir di fame." "Benedetta scimmia. sul Monte della Longevità." "Che diavolerie vuoi che faccia?" intervenne Porcellino. cadute le foglie. ma preferirono mangiarsi tutto loro. senza il minimo rispetto. Sino ad allora. cui seguì un parapiglia. come testimoniano i versi: Sacro e vasto paese d'immortali. esercitare il respiro." A una risposta così recisa." E gli gridò: "Consapevole del Vuoto. "mi chiedo che diavoleria conta di fare il nostro condiscepolo. ma non dimentichiamo che sei fuori ruolo. e giunse alla Grotta delle Nuvole Bianche. Il maestro e i condiscepoli vennero impacchettati e laccati come anitre da cucinare. "e non angosciarti." "Ma ci abita il grande immortale del Primordiale Soggiogato!" esclamarono i tre vecchi. Mettiamola così: qui non abbiamo una soluzione. con una capriola nelle nuvole." Il grande immortale. Sono venuto a trovarvi perché vorrei chiedervi un piccolo servizio. insetto o rettile. che storie hai raccontato all'immortale per indurlo a liberarci?" "Io non racconto mai storie. avrai i tre giorni che chiedi." E si congedò. ci inseguì. La ricetta che ti servirebbe sarebbe contraddittoria. "L'altro giorno. sempre che siate d'accordo. Non voglio ritrovarlo pallido né smagrito." "Non chiedo tanto. Precisamente. ma fummo riacciuffati come la volta precedente. Il rango del grande immortale è superiore al nostro. Quindi dovrete passare i giorni per monti e per valli: come fate a trovare tempo per distrarvi?" "Vi dirò tutto." Vedendolo. Altrimenti. Ma la legge del mio maestro è severa. va lavata e inamidata. la contrada degli immortali. quarantasettemila anni a mangiarne uno. se non sarai di ritorno. Non ci vediamo da molto tempo. constatando che non c'era verso di tenermi fermo. "Quello lì usa il trucco del diavolo pentito." "Come sarebbe a dire. quando ritornerò. "In quale posto le avete incontrate? Bisogna che ci diate informazioni esaurienti. fece liberare Tripitaka. messere. perché non reciti quell'incantesimo. molto contrariate. Noialtri invece ci dobbiamo impegnare in continue fatiche: nutrire l'essenza seminale. Scimmiotto attraversò il paesaggio senza potersi saziare dello spettacolo. basterebbe a riportarlo in vita un gran di miglio del nostro elisir. Un posto bellissimo. "Maestro" disse Sabbioso.. che offrirono al nostro maestro frutti di ginseng. Lasciate liberi i miei. Per questo i due piccoli immortali ci coprirono di contumelie. tenere in scacco tre eccellenti armi magiche con un semplice scacciamosche. nella pianta organica dell'Unità suprema non esisti nemmeno. perché ci imprigionò tutti nella sua manica." Si strinse alla vita il grembiule di pelle di tigre e prese congedo dal grande immortale dicendo: "State tranquillo. Non gli deve mancare niente: tre tè e sei pasti al giorno. in fondo siete un bell'avaro. Scimmiotto si avvicinò e disse: "Vi saluto. io reciterò il sutra che sai. perché noi possiamo rispondere. Chiederò alla loro esperienza i metodi per ridare vita a ciò che è morto. "Chiediamogli dove conta di andare. Ma i frutti di ginseng nascono dalla radice del legno di immortalità. se la batte e non lo vediamo più." "Non so come ringraziarvi" rispose Scimmiotto. mi legherò a te con gli otto saluti e diventerò tuo fratello giurato. Rari profumi spiravan nel vento: Fra brandelli di brume colorate. Conto di recarmi nell'oceano orientale e di fare il giro delle tre isole e dei dieci scogli per visitare i più antichi santi e immortali. ubbidisco. Non volete altro che riavere vivo il vostro albero? Non è difficile." "Va bene. I due ragazzi non girarono l'offerta a noi discepoli." "Ho capito. Conta pure di disporre di tutti i giorni che servono: lui aspetterà che tu ritorni con il rimedio adatto." "Be'. Quando la sua biancheria è sporca. "Se non ti tenesse sotto controllo. "e che vi siete dedicato a proteggere il monaco cinese che va a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. "Non avrai per caso rubato i suoi frutti di ginseng per mangiarteli?" "E se fosse?" replicò Scimmiotto ridendo. poi. attraverserei come niente le trentasei sfere celesti. non vi sbarazzereste facilmente di me. Alte torri di diaspro la cui ombra Rinfresca il cielo. fuggimmo di nuovo." "Che genere di noie?" volle sapere la stella della Fortuna. Ma nel frattempo dovete provvedere al mio maestro. come noi siamo i patriarchi di quelli celesti. e presto raggiunse le isole Penglai. i nove luminari Si rifletton su tartarughe d'oro. pensando che la buona medicina vien dal mare. le sopracciglia di Scimmiotto si aggrottarono e la sua fronte si increspò di mille rughe. se lo fosse. la sua indulgenza è a tempo definito: mi ha dato tre giorni. e io ho promesso di riportare in vita il suo albero. ma lui non capì che cosa fossero. con la scusa di andarsi a procurare chissà quali rimedi. dico sempre la verità. Si chiamano cinabro trasmutato vegetale. Sono venuto da queste parti.

" "Il Novizio Scimmiotto è dunque arrivato alle isole Penglai?" chiese il grande immortale. "celebro la festa delle quattro stagioni. Quando il tè fu bevuto. Porcellino vide un ragazzo davanti a una credenza che stava cercando ciotole e dolci per servire il tè. Com'era vestito? Avvolto in una tunica dai riflessi cangianti. "Porcellino." Le mise in testa il proprio berretto da monaco e glielo calcò ben bene. sono venuto apposta alla vostra nobile residenza. ma ho troppa fretta. si rassettò e venne a salutare le tre stelle. non oso trattenermi. scese la scala incontro ai visitatori. Con la vita serrata in cintura di seta. ma quel Monte della Longevità è terra benedetta più antica del cielo. l'afferrò per un braccio e disse ridendo: "Non hai perso nulla della tua ciccia. Non ti è bastato di rubarne." "E tu che ci vieni a fare.. Danze di nere gru in cima alla montagna [. Non eravamo in grado di aiutarlo. ma inoltre volevamo chiedere un rinvio per Scimmiotto." Risalì su una nuvola e si recò nell'isola di Yingzhou. semmai un mestiere servile lo fate voi. ma lui ci ha riacchiappato e ci ha messo nella sua manica come fazzoletti. Come hai osato metterti in conflitto con lui? E il suo albero di ginseng dà una specie di elisir vegetale. È appunto per questo che vi sollecito. fra gli immortali delle brume E nebbie occupa il posto più importante. hai voluto proprio buttar giù la pianta! Non avrai mica pensato che lui potesse ingoiare un tal rospo senza reagire?" "In effetti ce l'eravamo svignata. che sono spiriti della terra e del legno.. "Mettetemi al corrente. In rapporti amichevoli col Buddha. Dal momento che non saprei altrimenti come liberare il monaco cinese." "Di recente ho avuto l'incarico di proteggere il monaco cinese nel suo viaggio a ovest. Godeva eterna vita rifuggendo ogni fama: Su di lui non aveva il tempo alcuna presa. Scie di brume felici ondeggianti nell'aria. "Ci è venuto a chiedere una ricetta per ridar vita al vostro albero di immortalità. Il Maestro dell'Immortale Soggiogato che vive nel Tempio delle Cinque Fattorie si onora del sacro soprannome di Signore Uguale al Mondo. "Pratico il detto: volgere il capo alla fortuna. sperando che non rifiuterete di insegnarmi un modo per ridar vita all'albero. dicendo: "Ci vergognamo di aver lasciato passare tanto tempo prima di ritornare a presentare i nostri rispetti e a contemplare il vostro volto venerato." Mentre Porcellino faceva il buffone. che modi son questi?" gli gridò Tripitaka. Scimmiotto vi discese. ridevano e cantavano." "Possiedo un grano di cinabro dell'Unità suprema nove volte trasmutato. 'porta fortuna!'. tra fiori fragranti. In tre occasioni in cielo aveva di nascosto Rubato ed assaggiato delle pesche immortali. ma non so se me lo farete. prese la parola la stella della Fortuna. Realizzati i suoi meriti. perché tu mi guardi male?" "Non ti guardo male" replicò Porcellino. ma temiamo che non gli bastino i tre giorni concessi dal santo monaco sotto pena di recitare l'incantesimo della costrizione del cerchio. Scimmiotto disse: "Sono venuto a chiedere un favore. ma Scimmiotto rifiutò: "Vi ringrazio." "Misura le parole." Manqian era il nome in religione di Dongfang Shuo. "Vieni a servire il tè. Uscito dal suo guscio per ascendere al vero. Quando si sedettero per prendere il tè. Quando Porcellino vide la stella della Longevità. Alto luogo d'incontro di immortali.. la gente non vi ordinerebbe continuamente 'reca longevità!'. Si teneva lontano da vanità e menzogna. Era un posto magnifico. un giovane immortale corse trafelato ad annunciare: "Maestro. da un paravento di giada sbucò fuori un ragazzo. Riconoscendolo.] Ai vegliardi che così si trastullavano. qui raccolse una pietra sonora e si mise a saltellare intorno percuotendola a tutto spiano con i mestoli. bevevano. frugava nella sua cintura. Mentre conversavano Porcellino ritornò alla carica e si mise a molestare la stella della Fortuna chiedendole caramelle. padiglioni di pietre preziose. si impadronì di quattro mestoli e corse nella sala grande. mi congedo e vi saluto" concluse Scimmiotto. E sfidi sempre le tempeste: non porti nemmeno il berretto in capo.] Porta il nome di sovrano supremo Dell'Est. ai piedi delle rupi di cinabro." Il sovrano supremo gli rese premurosamente il saluto: "Scusate. arrivano le tre stelle del mare!" Il grande immortale stava conversando con Tripitaka e i suoi discepoli. Dopo che si furono accomodate.." "Benedetta scimmia! Provochi catastrofi da tutte le parti senza curarti delle conseguenze. Erano davvero Nubi di buon augurio che irradiavano luce. I tre puri sentieri la percorrono Su alte terrazze. Penetrando il segreto dello sperma e del soffio. ma aveva perduto lo stato d'animo adatto a godere del paesaggio. [. non c'è rimedio." Tripitaka gli ingiunse di andarsene e Porcellino si allontanò rivolgendo uno sguardo intenso alla stella della Fortuna. finì per sollevarle la veste." Prese per mano Scimmiotto e lo fece entrare nel suo sontuoso palazzo di immortale: piscine di diaspro. vecchio mio." "Di che cosa si tratta?" chiese il sovrano supremo.A questo spettacolo. 'procurami ricchezza!'. questa reagì: "Somaro! Che cosa ti ho fatto. senza riuscire a trattenere le risa. arriva la Ricchezza. somaro!" "Se non faceste un mestiere servile. "Non ho perduto la dignità" rispose ridendo Porcellino.. "Faccio le cose a ragion veduta. sotto l'albero di perle. ed è subito ripartito per continuare la ricerca." "Zitto. viveva a piacer suo. Le tastava le maniche. ha perduto ogni dignità" s'indignò il grande immortale. levo le mani per onorarvi. come testimoniano i versi: . Mi son dovuto adattare a promettergli che avrei trovato un modo per ridare vita all'albero. Sugo di giada cola nei ruscelli." Passando davanti alla cucina. Dalle azzurre colline scorrono verdi acque [. è quello che si dice: sfruttare la fortuna sino in fondo." Tripitaka gridò a Porcellino di farsi da parte. scoppiando a ridere: "Quanto ti dona! È il caso di dirlo: se gli aggiungi il berretto. Qui la fenice si viene a posare. Siamo venuti qui innanzitutto per presentare i nostri rispetti. Scimmiotto.] A Yingzhou Scimmiotto vide. perché è il decano degli immortali terrestri. portami rispetto!" "Io non sono un facchino. come testimoniano i versi: Sulla montagna si alza un altro cielo. Non si può curare un albero così. Scimmiotto rise ed esclamò: "Sei qui. Il ragazzo che allora sbucò dal paravento Altri non era che l'illustre Dongfang Shuo. Un bel posto anche quello. A questo annuncio. queste non vollero sedere finché non ebbero reso omaggio al grande immortale in qualità di fratello maggiore. partito su una nuvola dalle isole Penglai.. benedetti dal cielo e impregnati dalla terra. A rigore qualcosa si potrebbe fare su vegetazione ordinaria. "Questo bonzo fa sempre peggio. se non vi sono venuto incontro. grande santo. non gli alberi. Mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie. furfantello! Ma nella casa del sovrano supremo non ci sono pesche da rubare. Si avvicinò. "Qui non c'è da rubare nemmeno elisir. nove immortali dai volti fanciulleschi. da lui abbattuto. Oggi siamo venuti dopo aver saputo che il grande santo Scimmiotto aveva disturbato il vostro ritiro. ma può curare solo gli esseri viventi. Scimmiotto gli andò incontro timidamente: "Signore. A un tratto udì gridi di gru nere e sentì alitare una brezza profumata: un essere divino doveva trovarsi nei dintorni. Canti melodiosi di fenici variopinte. Le torri del palazzo montano fino al cielo. È un pezzo che non ci vediamo. il Tempio delle Cinque Fattorie è una grotta-cielo del continente dell'Ovest e i frutti di ginseng sono nati direttamente dalla radice meravigliosa da cui ha preso origine l'universo. Sandali da scalare picchi divini ai piedi Ed in capo un berretto da grande cerimonia. Giocavano a go o a scacchi. Il sovrano supremo voleva trattenerlo per offrirgli una coppa di giada. vecchio furfante?" ribattè Dongfang Shuo avanzandosi per rendere il saluto. Per questo siamo stati trattenuti. chiacchieravano. Manqian!" gli gridò il sovrano supremo. aveva raggiunto il monte Fangzhang. ho perduto le staffe con i ragazzi del posto che mancavano di buone maniere e ho abbattuto l'albero del ginseng. come testimoniano i versi: Illumina la bruma un albero di perle. con il suo gran testone completamente calvo. Scimmiotto gridò: "Avete niente in contrario che mi venga a divertire con voi?" Tutti gli andarono incontro. "Proprio così" confermò la stella della Longevità." "Se non c'è rimedio. con capelli candidi e splendenti disposti in crocchie a forma di cicogna. I frutti che maturano sugli alberi Mille anni di vita ti promettono. mi guarderò bene dal recitare l'incantesimo" assicurò senza indugio Tripitaka." "Per carità. Entrate a prendere il tè nella mia umile dimora." La stella della Longevità si strappò il berretto e borbottò: "Stupido facchino.

ma nelle tre isole e altrove nessun dio o immortale ha saputo aiutarmi. rizzare l'albero e annaffiarlo a partire dalla sommità: allora la scorza tornerà ad aderire ai rami e al tronco fino alle radici. portatemi un vaso di giada!" gridò Scimmiotto. Lasciò poi Yingzhou in direzione del vasto oceano orientale e giunse in vista del monte Potalaka. ma non sapremmo come aiutarti. Moksa e le fanciulle-drago. La terza volta capii che non c'era altra via d'uscita e gli promisi di guarire la sua maledetta pianta. piccoli taoisti. Poi fu la volta degli immortali del tempio. e se Scimmiotto vi ha offeso. Esaurita l'acqua disponibile. "Quest'acqua non deve entrare in contatto con i cinque elementi." "Perché non sei venuto subito da me. Scappammo di nuovo. grande immortale" gridò Scimmiotto." E riprese a supplicarla. Perché ritornarci sopra? La pusa mi manda a ricevervi. Cercava il grande santo un adatto rimedio. i frutti la dolcezza Ed i fiori risplendono scarlatti. il suolo lo aveva assorbito. seguiti da Tripitaka e dai suoi discepoli. non tergiversiamo." "Tenete d'occhio il boschetto." "Su quel monte c'è il Tempio delle Cinque Fattorie. Porcellino e Sabbioso rizzarono l'albero e lo rincalzarono nel terreno. "Porgimi la mano. mi devo congedare. I piccoli immortali disposero seggiole." "In tal caso. Ma infine le cose si sono aggiustate. che visse Accanto al Buddha prima di incarnarsi Nel corpo attuale per purificare L'onda dei desideri." "L'avete già messa alla prova?" "Si capisce. "Su. Una volta facemmo una scommessa con Laozi. "bando ai complimenti: preghiamo la pusa di venire in giardino a esaminare la situazione. secondo ragione. Dalla dolce Rugiada vien lavato da ogni polvere Il cuore e vien restituito a vita Immortale il santo albero. ritornò verde e bello come prima. a questo punto non saresti altro che un fantasma sul Monte del Vento Nero. senza nemmeno mettersi seduto. "Consapevole del Vuoto" chiese lei." Il grande immortale fece preparare una tavola per l'incenso e fece spazzare la corte posteriore. nel boschetto dei bambù porporini. ho distrutto l'albero del ginseng. se l'orso nero aveva conseguito il giusto frutto e acquisito il titolo di 'gran dio' come protettore del Potalaka. "Il tempo rende giustizia" affermò Scimmiotto. arrivati al tempio. perciò lui trattiene il nostro maestro e ci impedisce di proseguire il viaggio. invece di perder tempo nelle isole?" Il rimprovero diede a Scimmiotto un bel sollievo: "Meno male! Dunque a venir qui non ho perso tempo. si gonfieranno nuovi germogli e avremo nuovi frutti. Come dicono i versi: Nell'isola regnante sopra il mare Pieno d'inesauribili tesori. e ci avevano ricevuto due giovani immortali. Scimmiotto tastò fra le radici. che persi la pazienza e gli buttai giù l'albero. non ti degni più di darmi del 'voi'?" In effetti. Porcellino sentì parlare di questi frutti di ginseng e gli venne una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto: perciò ne rubai tre e ce li dividemmo. per curare piante magiche. senza nozione del valore delle cose!" lo rimproverò Guanyin. E lui è il decano degli immortali terrestri. Portava ventitré frutti. perché mi aiutiate a salvare il monaco cinese e a permettergli di riprendere il viaggio a occidente. Hai incontrato il grande immortale Primordiale Soggiogato?" "Il fatto è che non lo conoscevo" confessò Scimmiotto prosternandosi fino a terra. La pusa si accorse dell'arrivo di Scimmiotto e gli mandò incontro il gran dio protettore della montagna. I recipienti con l'acqua sorgiva venivano porti uno dopo l'altro a Guanyin. con cui fu raccolta l'acqua pura che sgorgava sotto le radici. Consapevole del Vuoto" ordinò Guanyin. Scimmiotto. dai discepoli e dalla folla degli immortali." I nove vegliardi gli proposero una sosta per bere nettare di giada e mangiare radici di loto azzurro. tavolini e vassoi di cinabro. Quando giunsero nel parco. sperando umilmente nella vostra infinita compassione. "Ma l'altro giorno i frutti erano solo ventidue. "Come ti permetti di darmi del 'tu'? Se il vecchio Scimmiotto non ti avesse risparmiato. Come mai ora ce n'è uno di più?" chiesero meravigliati Vento Puro e Chiaro di Luna. invitava infatti Guanyin e i tre vegliardi a ritornare nella sala grande per ricevere i suoi ringraziamenti e far festa con i frutti di ginseng." "Che maledetta scimmia. Abbassò la nube sulla sua cima e vide la pusa Guanyin. io stessa dovrei quasi cedergli la precedenza. ma senza fortuna. dicono gli antichi: il vero gentiluomo sa dimenticare i torti. il grande immortale teneva loro . "Sul monte diseredato del vostro umile servitore non abbiamo vasi di giada" si scusò il Maestro del Primordiale Soggiogato. "La rugiada del mio vaso immacolato è un prodotto di prima qualità. a quanto si dice. hai scelto la parte giusta e ti stai recando nell'Ovest per prestare omaggio al Buddha." "È una fortuna!" esclamò Scimmiotto ridendo. Lui strappò un ramo del mio salice e lo calcinò nel forno del cinabro. "In giada abbiamo solo tazze da tè e coppe da vino. Dopo un giorno e una notte." "Di corsa. spunteranno nuove foglie. figúrati che in un certo senso. come avevo detto. torno subito" raccomandò Guanyin ai suoi. il motivo è lo stesso che ha reso necessario usare per l'acqua un recipiente fatto di un materiale in cui non entrassero i cinque elementi" confermò Guanyin. seguiti da Tripitaka. Dal prezioso boschetto avvolto nelle brume Uscirono ad accoglierlo i vegliardi immortali. vivi con la pusa e ne prendi lezioni. ma riuscirono soltanto a fargli vuotare una coppa e assaggiare un pezzettino di radice." Il grande immortale fece portare trenta tazze e quarantacinque coppe. Porcellino mi ha tanto rotto i corbelli sostenendo che me l'ero sbafato io. che aspergeva l'albero con il suo ramo di salice. e partì seguita da Scimmiotto. Conserva il suo profumo la foresta Di giovinezza.Spezzata la radice dell'albero immortale. Ora che hai messo su casa sulla montagna santa. "Portate quello che avete. secondo il dio del luogo. Guanyin fermò la sua nuvola e salutò per primo il grande immortale. Adesso è dimostrato che non mentivo. non avrà certo difficoltà a rimetterne in sesto un'altra che è semplicemente sradicata. Bisogna raccoglierla in un vaso di giada." Scimmiotto si diede l'aria più decente e rispettosa che poté. ciascuno poté constatare che l'albero giaceva al suolo con le radici all'aria. non ci volle molto perché l'albero riprendesse a verdeggiare. Ho girato i mari per trovare un rimedio. "a che punto è il monaco cinese?" "È sul Monte della Longevità. Io me lo ripresi e lo misi nel vaso. frustare e interrogare tutto il giorno. poi le tre stelle. Scimmiotto li riconobbe e disse ridendo: "Cari vecchi condiscepoli." "Proprio così. Scimmiotto condusse a renderle omaggio Tripitaka. un altro era caduto a terra e. Quando i ragazzi lo scoprirono fecero tante di quelle storie. "e." "Se le cose stanno così" intervennero i tre vegliardi. e vediamo se ha capacità sufficiente. nel seguire il gran dio dentro il boschetto dei bambù porporini per presentare i suoi omaggi a Guanyin. che in realtà sapeva già tutto. S'insegna come le trasformazioni A migliaia provengono da un solo Articolo di fede: il giusto frutto Di quattro sante verità ti libera. e i nove anziani ne furono molto impressionati: "Tu sei sempre esagerato! Quanti danni combini! Ci dispiace. Quindi è tutto a posto. venite ad accoglierla!" Le tre stelle e il Maestro del Primordiale Soggiogato si precipitarono fuori dalla sala. Il grande immortale si rasserenò completamente e fece portare il martelletto d'oro per cogliere dieci frutti. ci chiuse nella manica e ci fece legare. starebbe bene quanto noi. è compito mio risarcirvi. in certi casi limitati. Come hai potuto abbattere quella pianta?" "Il vostro umile discepolo non si rendeva conto della situazione" rispose Scimmiotto inchinandosi ancora. tutte le foglie erano appassite e cadute dai rami. Il giorno dopo l'immortale ci catturò. nel continente dell'Ovest. e prega la pusa di rimetterti in piedi quell'albero dei miei stivali. "Lui non era in casa. Poi gli disse di porre la mano sulle radici e di attendere che dal suolo sgorgasse acqua. vi trovo bene. recitando un incantesimo. Non seppe far altro che rispondere sorridendo: "Grande santo. quando si vide Scimmiotto scendere da una nuvola gridando: "Arriva la pusa. Possono servire?" "L'importante è che siano oggetti di giada adatti a raccogliere l'acqua" rispose Guanyin. Porcellino e Sabbioso. Scimmiotto le tese la mano sinistra. Consapevole del Vuoto?" "Orso scarruffato!" tuonò Scimmiotto. Guanyin inzuppò il ramo di salice nella rugiada del vaso e tracciò sul palmo della scimmia il segno della risurrezione. "Il suo albero del ginseng è una radice meravigliosa che risale alle origini del cielo e della terra. Guanyin sedette al posto d'onore. quel giorno. seguita dai tre anziani. "Un ricostituente che può curare una pianta ridotta in cenere. Perciò sono venuto a salutare voi. Prese il suo vaso immacolato e il suo pappagallino bianco. "Io ne avevo rubati tre." "Se il grande santo fosse rimasto sulla buona strada e non avesse provocato disordini in Cielo. Come hai trovato il tempo di venire fin qui?" Scimmiotto spiegò che cosa cercava. Lo dicono i versi: La veneranda immagine dorata Della Compassionevole. che uscì dal boschetto e gridò: "Dove vai. poi invitò Guanyin a uscire per prima. Quando si fu accomodata e furono scambiati nuovi saluti. che tubava pian piano. con i tre anziani a sinistra e Tripitaka a destra. Il grande immortale intratteneva in conversazione i tre santi vegliardi. intenta a predicare e commentare i sutra per le divinità guardiane del cielo. "Prepara l'altare e l'incenso. un po' lo doveva anche a Scimmiotto." Il grande immortale si inchinò per ringraziare: "Come avrei osato scomodarvi per così piccola cosa?" "Il monaco cinese è mio discepolo. finché sgorgò una sorgente di acqua pura.

Rovi spinosi ingombrano i sentieri Spesso interrotti da folti di pini E da alti cedri. fendendo le nubi spinta da un vento d'oltretomba. davanti al cavallo. In quel tratto la strada dell'Ovest era proprio deserta. I pellegrini giunsero ai piedi di un'altra rupe. rapido come il lampo e lasciandosi dietro una scia di vapori. Dalla gonna pieghettata I piedini loto-d'oro. ed è così ripida che forse il cavallo non riuscirà a scalarla. Porcellino era stato Ammiraglio dei Canneti Celesti. Calamita col suo incedere Ogni sguardo intorno a sé." "Va bene." "Trovare delle pesche da mangiare è già una bella fortuna. Sabbioso!" gridò Tripitaka. Smontate da cavallo e sedetevi tranquillo. Scimmiotto ringraziò la pusa che se ne ritornò sul Potalaka. Come rosa . osservando attentamente." "Benedetta scimmia" replicò Tripitaka di malumore. Tre vegliardi rivedon vecchi amici. Restituì la rugiada foglie e frutti All'albero che già distrutto giacque. dopo avere riaccompagnato i vecchi alle isole Penglai." "Mi pare invece di essere diligente. L'indomani all'alba Tripitaka e i suoi discepoli si prepararono a proseguire il loro viaggio. Le tigri solitarie. per chi ha abbandonato la sua famiglia" commentò rasserenato Tripitaka. Ciascuno consumò un frutto. ma vide che due guerrieri lo proteggevano a destra e a sinistra. maestro. C'era di che spaventare il reverendo sul suo cavallo. e quando vide Tripitaka che si era seduto a terra per riposare si rallegrò: "Che bella fortuna. E la cipria sopra l'arco Di falena dei suoi occhi Come bruma sopra il salice. vi metterete a recitare quella roba. la cui attenzione fu attratta dai movimenti di Scimmiotto. Oltre tutto il venerabile. Va a chiedere in elemosina del cibo di magro. CAPITOLO 27 TRUCCHI DELLA SIGNORA DAL BIANCO SCHELETRO IN CUI LA DIAVOLESSA DAL BIANCO SCHELETRO INSIDIA PER TRE VOLTE TRIPITAKA. Quando mai avrei mostrato il contrario?" "Ti pretendi devoto e diligente. Tenendo nella mano sinistra un vaso di ceramica azzurra e in quella destra uno di porcellana verde-grigia. cercando di darsi un contegno." Posò il rastrello. ho fame. Le mandorle degli occhi come stelle fulgenti Sotto l'arco blu-notte dei fini sopraccigli. da vicino sicuro. È il caso di dirlo: la migliore amicizia incomincia da una lite. gli rinvigoriva lo spirito e il corpo. La ragazza aveva La pelle di albicocca sulla lieve ossatura. né vetta senza maleficio. "quando penso che ti ho trovato incastrato dentro un cofano di pietra. Però. La sua carne è stata sapientemente coltivata attraverso dieci successive generazioni: basterà mangiarne un pezzetto per godere di longevità senza fine. "Porcellino. I tre discepoli e il grande immortale tennero loro compagnia. facendosi solecchio con la mano. Per i monaci è un caso fortunato! Mangiare frutti di ginseng significa Gioventù senza fine e lunga vita. SCACCIA IL BEL RE SCIMMIA. Come si usa dire: da lontano oscuro. Dice il proverbio: non c'è monte senza fantasma. "restate qui con Sabbioso. non si poté trattenerlo. che il secondo non avrebbe voluto vederli andar via così presto. ancor più ripida. "non è un'idea furba. La voce è d'usignolo che canti nella pergola. aveva molto accresciuto la sua capacità di resistere alle prove che orchi e diavoli potevano infliggergli. Il bravo re scimmia apriva la strada. Si avvicina una fanciulla: Dalle maniche leggere Dita spuntano di giada. Fra Scimmiotto e il Maestro del Primordiale Soggiogato. orde di lupi. e che sarebbe poi la reincarnazione di Cicala d'Oro. Per calmare la vostra fame. e rifiuti di mendicare cibo per me. e tu rifiuti di fare una piccola cosa per me. non si vede da nessuna parte traccia di abitato. grazie all'elisir vegetale che aveva mangiato. quando si trovarono davanti a un'alta montagna. notò sul versante esposto al sole una piccola area di puntini rosso vivo. rosse le sue labbra. precisò: "Non ho visto gente cui si possa chiedere del riso. Come dicono i versi: Nella grotta celeste degli antichi Tempi. Non c'è dove chiedere cibo. A pancia vuota non si cammina. Il Maestro del Primordiale Soggiogato fece servire vino e un pasto di magro. non dite altro. Diresse a breve distanza il suo vento malefico e con una scossa si trasformò in una fanciulla in fiore. Il collo delicato sopra un tenero petto. Il decimo frutto venne diviso fra gli immortali del tempio. anzi aveva dato disposizioni per festeggiarli cinque o sei giorni di seguito. Non si finirebbe mai di descrivere com'era pura la linea dei suoi sopraccigli e com'erano vivi i suoi occhi. non si vedeva segno di presenza umana." Ci sapeva fare. dal volto di luna. ma Scimmiotto mise in mostra le sue abilità agitando il randello e diede un ruggito che mise in fuga tigri e leopardi. Non ci fu niente da fare. discepoli!" "State tranquillo. dopo che si erano giurati fratellanza.compagnia su di uno sgabello. Ci troviamo fra le montagne. e Tripitaka dichiarò: "Consapevole del Vuoto. dove potevi muovere soltanto la lingua! Io ti ho salvato la vita e ti ho ricevuto fra i miei discepoli. che meraviglia! Si parla da un pezzo di questo monaco cinese che deve cercare il Grande Veicolo. Per quanto fossero decaduti. qualcosa ho trovato" dichiarò scendendo dalla nuvola. Stiamo ben attenti. "Maestro. Conosco il vostro carattere ombroso: per poco che vi contrari. si era stabilita una tale corrente di simpatia. mentre lupi e serpenti si rintanavano impauriti. e Sabbioso Generale delle Cortine Arrotolate. con la sua sbarra appoggiata di traverso sulle spalle. camminò verso il monaco cinese come se percorresse la strada venendo da ovest. mentre cerco un abitato in cui elemosinare cibo. prima di giurare fraternità con Scimmiotto. Regna in questi luoghi Dominati da mille picchi gelidi L'atmosfera di un mondo primordiale. Sputa il pitone nebbie velenose Ed il serpente un gran vento maligno. si vedon serpeggiare Fragorosi torrenti nei burroni. A notte i quattro pellegrini poterono finalmente prendersi un riposo sereno. creando Glauchi recessi. coglierò quelle. Scimmiotto prese con sé la ciotola delle elemosine e si catapultò nel luogo della raccolta. non avrò mai la forza di raggiungere il Monastero del Colpo di Tuono. la diavolessa. si trovarono di fronte un immenso panorama: Dal picco che sovrasta le alte creste A terrazze. in fin dei conti. Maestro e discepoli si erano da poco rimessi in strada dopo gli addii. Le famiglie dei daini e dei cinghiali. essi conservavano una traccia del loro prestigio di altri tempi e ciò induceva la diavolessa alla prudenza: "Sarà più sicuro giocare d'astuzia. È il caso di dirlo: un posto dove ci son più alberi che uomini. Tripitaka si lasciò convincere dall'esempio di Guanyin e dei tre vegliardi a mangiare quel tesoro di immortali. Mentre il monaco riposa." "Maestro" rispose Scimmiotto con un sorriso contrariato. Cervi e cerbiatti in branchi. conosciamo il nostro mestiere" rispose Scimmiotto. Non sei che un pigro. In questo stato e fra queste montagne pestilenziali. Pendono dagli alberi Ovunque liane fino all'erba folta E la luce intercettano. Il sudore sul suo viso È rugiada sopra un fiore. Un pitone È lungo mille piedi e un gran serpente Si srotola per diecimila tese. Questa sensazione accresceva la sua determinazione nella ricerca delle scritture e alimentava l'ansia per i ritardi già subiti. si rassettò e si diresse verso la ragazza. ascoltate il seguito. maestro. abbiamo fatto una lunga marcia. né in elemosina né pagando." Scimmiotto balzò su una nuvola e osservò i dintorni. non sapete come si lasciarono il giorno dopo. Io vado a fare un'ispezione. bianchi i suoi denti." La diavolessa voleva farsi avanti per impadronirsi di lui senza complimenti. ma sul pendio meridionale della montagna ci sono dei punti rossi: devono essere pesche selvatiche mature. Nelle montagne di cui parliamo viveva una diavolessa. "Quella montagna ha un aspetto pericoloso. Ma Tripitaka era divenuto irrequieto: l'elisir vegetale che aveva mangiato gli dava una sensazione di rinnovamento dalla testa ai piedi. ESASPERATO. van maturando del ginseng Frutti preziosi in novemila anni. Venne a dare un'occhiata. Finalmente è giunto il momento tanto atteso. Portamento grazioso della persona snella Come un salice dove la rondine fa il nido. E IL SANTO MONACO. che dapprima gli aveva ispirato orrore. e sostò chiedendosi chi fossero quei grandi capi. Dopo avere scalato un'alta rupe. Se poi. lepri e volpi Che dovunque s'aggirano. Alla domanda di che cosa si trattasse. Ma non sembra anche a voi che venga una persona nella nostra direzione?" "Maestro" rispose Porcellino. "Un momento fa Consapevole del Vuoto diceva che questi posti sono selvaggi e deserti.

per cui posò la ciotola. se le circostanze dovessero renderlo inevitabile. Non mi aspettavo di incontrarvi. "La mia povera testa!" urlava Scimmiotto. Il pasto è pronto e basta appena per tre. Con tutti i lavori che si devono fare in questa stagione della sesta luna. Fece con la mano il segno adatto e recitò la formula della costrizione. avevano pregato lungamente gli dèi di concedere loro dei figli. Noi abitiamo ai piedi del loro versante occidentale. cedette e disse: "Per questa volta ti perdono. perché vostro marito." "Se non mi tenete come discepolo. bella donatrice? Che cosa portate di bello nelle vostre manine?" Evidentemente non era capace di scoprire con chi aveva a che fare. "mio marito è andato con alcuni braccianti a zappare i campi in una valle lungo il fianco settentrionale della montagna. Il reverendo tremava tutto e borbottava: "Che scimmia senza riguardi! Ignora i miei rimproveri e distrugge vite umane senza ragione. cara donatrice? Qual'è la vostra famiglia? Come mai avete fatto voto di nutrire i monaci?" Nemmeno il maestro era capace di scoprire con chi aveva a che fare. Teneva il broncio e brontolava dentro di sé: "Di tutti i bonzi della terra. Se un mostro mi vorrà lessare o cuocere al vapore." "Testa di legno d'una scimmia! Hai perso anche il poco buon senso che avevi. se fossero qui. "Quelli che hanno abbandonato la propria famiglia si devono dedicare senza posa al bene altrui. Meno male che sono ritornato in tempo. sono sicura che." Come la vide. che sta cercando di perdervi." "Non prendetevela con me. maestro. Se ci dovessi riprovare. e i miei genitori sono troppo vecchi: ecco perché mi sono messa in cammino da sola. è proprio vero che il cielo sa ricompensare i suoi. oppure cotto al vapore. ma le trasformazioni più correnti erano in ubriaco o. Quand'ero mostro alla Grotta del Sipario Torrenziale. maestro. dirà almeno chiaramente dove va. sostenere gli anziani e compatire i poveri." Tripitaka. pazienza." "Maestro" insisté la giovane donna. a mangiarne troppe. Ma è un imbroglio. nel vaso azzurro ho del riso aromatizzato. Io farò da carpentiere e vi costruirò un bel nido d'amore. perché possiate cavarvi la voglia. temute persino dalle belve e dai serpenti. se si ammazza un essere innocente del popolo di dio? Vattene!" "E dove volete che vada. perciò hanno preferito scegliere un genero che si adattasse a entrare nella nostra casa e si impegnasse ad assisterli. quando Scimmiotto ricomparve con un balzo dal versante meridionale. ha la mano pesante. maestro. se lo sapesse. pieno di rancori. Quello che sto portando è il loro pasto di mezzodì. In realtà. la voleva spaventare." Tripitaka arrossì fino alla punta dei capelli. mentre Tripitaka. non è forse scritto nei santi libri? Finché i genitori sono in vita. Quando saprà che ho dato a voi il suo pranzo. ma io mi guarderò dal colpire chiunque. con il trucco della liberazione del cadavere. non sai che cosa fai!" "Maestro." "Anche trenta." Tripitaka non era convinto e continuava a rifiutare. non solo non mi sgriderà. sta solo cercando di passarla liscia. rovesciandolo a terra. Se non avessi accettato di accompagnarvi al Paradiso dell'Ovest sarei stato manifestamente ingrato e Chi non è grato non è gentiluomo. me ne andrò.al mattino sotto i raggi dorati. balordo!" lo rimproverò Tripitaka che non poteva credergli. ma Porcellino era esasperato. riparare strade. A vedere Scimmiotto che lo supplicava con tanto ardore. questo è il peggior pappamolle. e la colpa sarebbe del povero monaco che sono. Sono diretta dove possa compiere il mio voto di nutrire monaci." "Mia cara donatrice. Non stare a discutere e vattene. "Maestro" ne dedusse Scimmiotto." "Quale beneficio?" Il grande santo si inginocchiò e si prosternò dicendo: "Il vecchio Scimmiotto era stato schiacciato dal Buddha sotto il Monte delle Due Frontiere. essere caritatevoli in ogni istante e in ogni pensiero. Il reverendo era perplesso. Porcellino può abbattere qualche pianta e Sabbioso raccogliere l'erba per il materasso. altrimenti. Se però la carne era molta. stava per mettersi a tavola. È chiaro che vi piace. Prima che nascessi. Come mai camminate sola sulla montagna senza alcuna protezione? Non è il comportamento che conviene a una donna perbene. perché mai trattarla da mostro? Il fratellino." "Maestro" replicò Scimmiotto ridendo. parlate!" "Non ho proprio niente da dire" rispose Tripitaka. Qui c'è una persona che viaggia apposta per nutrire i poveri monaci. ripeterò l'incantesimo venti volte. piuttosto venite a vedere che cosa c'era nei vasi. prendersi cura dell'integrità delle formiche quando scopano il pavimento. se Tripitaka spaventato non fosse corso ad arrestargli la mano: "Consapevole del Vuoto. Mi avrebbero trovato un buon partito lontano da casa." "Non scherzare. se vorrete. in quello verde-grigio della farina di grano finissima. Ma non mi sono ancora disobbligato del beneficio che vi devo. che pure dava fiducia anche alle diavolesse. una parte la facevo essiccare al sole per metterla in dispensa. ve ne farebbe rimprovero. ne avevo anch'io di belle trovate. dovrebbe essere lui ad adempiere il vostro voto. ma vi hanno dato un marito. però. finiva imprigionato nella grotta ed era nelle mie mani: di solito finiva nella pentola del lesso. se non la disdegnate. Si avviarono. Non oso mangiare ciò che mi offrite. Intanto. aumentando la seduzione del suo aspetto per forzare il rifiuto di Tripitaka. "ho capito. e tu la tratti da mostro. caro maestro. ma quando vi ho veduto ho pensato a quanto mio padre e mia madre amano le opere buone. "Non abbiamo incontrato nessuno da quando ci siamo messi in cammino. Anzi merita solo eterna infamia!" Tripitaka era un santo monaco compassionevole. fece del suo meglio per aizzarlo: "Pensate. "ma uno dei miei discepoli è andato a cogliere della frutta e ritornerà da un momento all'altro." "Va bene. se non avessero temuto di restare senza sostegno nella vecchiaia. I suoi occhi dalle pupille d'oro constatarono subito che sotto le mentite spoglie della bella donna si nascondeva un essere malefico. Ma non ricominciare a mancarmi di rispetto. maestro. Non sarai tu che potrai sottrarmi al limite destinato alla mia vita come a ogni altra. Porcellino corse verso Tripitaka agitandosi come un epilettico: "Maestro." Ma Tripitaka non credeva una parola e continuava a difendere la bella donatrice. con la scusa di cercare pesche." Aiutò il monaco cinese a rimontare a cavallo e gli porse le pesche che aveva raccolto. e invece l'ha ammazzata al primo colpo. Come peonia splendida che va aprendo i suoi petali. I miei genitori sono dediti alla lettura dei sutra e alle opere buone. tu invece ti lasci dominare dalla violenza. per quanto fosse la dolcezza in persona. Chi era tanto stupido da venirmi dietro. afferrò il randello e glielo avrebbe assestato sulla testa." "La mia vita è nelle mani del Cielo. e fanno offerte generose ai monaci di passaggio. La diavolessa. La nostra cara donatrice ci stava offrendo del cibo. Da dove uscirebbe un donatore?" "E invece. Se volete. con il sostegno di Sabbioso. come riserva per i tempi grami. vi sareste fatto prendere e sareste finito come dicevo. Tripitaka balzò in piedi e le si rivolse giungendo le mani sul petto: "Da dove venite. Non è meglio così? Si vede che non valeva la pena di darsi tanto da fare per cercare quei sutra del cavolo. c'erano cose che non poteva perdonare. La giovane donna gli lanciò l'amo rispondendo: "Reverendo. voi recitaste il sutra della costrizione del cerchio. senza chiedere il permesso a nessuno. e ha usato i suoi trucchi per far comparire delle bestie schifose al posto del cibo che dovevamo mangiare. il bestione si lasciò andare a pensieri profani e ad approcci galanti: "Dove siete diretta. temo che non arriverete mai alla fine del vostro cammino verso il Paradiso dell'Ovest. cavalcando. quando mi veniva voglia di mangiare carne umana(6): mi trasformavo in un pezzo d'oro o d'argento. o magari in belvedere adatto ad ammirare il panorama. al posto del riso aromatizzato si vedeva un groviglio di grassi bruchi bianchi velenosi. preferirebbero offrire il cibo ai monaci. era una brava ragazza di campagna che si recava nei campi per portare la colazione ai suoi. "come al solito non capite niente. ." "Vi ringrazio" sospirò Tripitaka. per castigarlo." Perse la pazienza e andò a grufolare in un vaso. che d'altronde." Entusiasmato. questa qui non è la brava persona che credete voi: è un fior di mostro. Scimmiotto approfittò del suo imbarazzo per riprendere il randello e abbatterlo in testa al mostro." "Maestro" corresse il tiro la giovane donna con un largo sorriso. eccola qui. appunto. "Ferma! Se avete qualcosa da dire. il figlio non si allontanerà da casa. non c'era nessun'altro a disposizione da mandare. maestro?" "Non sei più mio discepolo. e la farina finissima erano rospi e ranocchie che si misero a saltare intorno da tutte le parti. Poi ha avuto paura che. Che meriti si possono acquistare nella ricerca delle scritture. parli a vanvera." Tripitaka si avvicinò sulle gambe tremebonde. lasciando per terra come morto un finto corpo. La diavolessa assunse un'aria ipocrita e un tono mielato: "Queste montagne. ma Porcellino. si chiamano la Catena della Tigre Bianca. mascherare le lampade per proteggere le falene.(5) Non solo i vostri genitori sono in vita. "il gusto di fare elemosine dei miei genitori non è niente a paragone dell'amore del bene che anima mio marito: la sua vita è tutta consacrata a costruire ponti. fanno borbottare la pancia e procurano diarrea. E ce ne andremo ciascuno per la sua strada. qui. in bella ragazza. Perciò sarò felice di farvi questa umile offerta. aveva motivi per non darla a Scimmiotto. chissà dove sarà andata a perdere tempo quella scimmia. ma lui tira in lungo: così ritornerà la scimmia e bisognerà dividere in quattro. recando in mano la ciotola per le elemosine e le pesche che aveva raccolto. non era priva di risorse: lo teneva d'occhio per valutare l'istante preciso in cui avrebbe colpito e a quel punto se la filò. ma mi amerà più di prima. Alla vista della bella ragazza. Ho avuto la fortuna di essere convertito da Guanyin e liberato da voi.

Intanto la diavolessa. Aspettatemi che vado a dare un'occhiata. vi prego.mangiava le pesche per quietare l'appetito. Il destino mi ha dato una sola figlia. E il fratello maggiore troverà il modo di svignarsela e di lasciare noi a pagare per lui. "Ma è la madre della donna che il nostro condiscepolo ha ammazzato!" "Non dir scemenze. "La ragazza dimostrava sì e no diciott'anni." Scimmiotto scoppiò a ridere: "E io sono il re dei conta frottole! Non penserai mica di darmela a bere. che si era sottratta in tempo al colpo di Scimmiotto ed era fuggita su una nuvola. maestro. Tripitaka." Un colpo di vento malefico la portò ad atterrare sul fianco della montagna." "Quale madre e quale figlia?" chiese Tripitaka." "Alzati!" ordinò Tripitaka. finirà per trovare il modo e l'occasione di rapire il maestro. Fammi vedere da vicino: scommetto che è un altro imbroglio"." Mentre il monaco cinese si stava riprendendo e si apprestava a recitare l'incantesimo. Sabbioso forse se la caverà con i lavori forzati. come uno scettro. non sono mai stato avido né invidioso. non seppe che riprendere le invenzioni precedenti: "I miei avi. io ho consacrato la mia vita al bene. accompagnandovi come discepolo. Non vi chiedo altro. irritato dalle insinuazioni. egli si regge Con la mano tremante sul bastone. un cappello sfondato. per aver eseguito ordini. È magra rinsecchita ed il suo viso. sfuggito anche al secondo colpo di Scimmiotto. Lo avvolge un manto in piumino di gru. "Ti perdono per la seconda volta. Portavo in testa una corona d'oro. Vattene!" "Mi ordinate di nuovo di andarmene e lo farò. ma bada di non ricominciare. Essa reagì come la volta precedente. Ma quel guastafeste mi ha rovinato l'operazione. Porcellino sogghignava con aria maligna: "Ma che bravo Novizio! Tre morti ammazzati in mezza giornata. e io dovrò faticare e spremermi le meningi per liberarlo. perché persisti nella violenza? Avevi appena ucciso un essere del popolo di dio. "e devo ammettere che non è una fama usurpata. Avanza a passi lenti e zoppicanti. Mi conviene colpire. "vuol dividere i bagagli. quando l'avrò ammazzato e il maestro reciterà l'incantesimo." "Consapevole del Vuoto" esclamò allarmato Tripitaka. addosso una veste color ocra. se lo ammazzo. non lo so togliere." La spiegazione sembrava convincente. reverendo. Quando Tripitaka lo vide. La testa di Scimmiotto prendeva la forma di una di quelle zucche allungate con una strozzatura in mezzo e lui. che non vedeva alternative. è un bel guaio: adesso incontriamo la madre in cerca della figlia." "Che cosa non va?" "Maestro" intervenne Porcellino. Quel vegliardo si trascina a stento. "Non spaventare il maestro con le tue scemenze. la mia testa è stata serrata in questo cerchio d'oro. non mi resterà altro da fare che raccogliere le loro spoglie e dar loro sepoltura. Quei bonzi camminano in fretta: gli restano da percorrere quaranta li e poi. Se un altro diavolo se li becca (che gli vadano di traverso!) sarà una bella delusione per me. voi la pagherete con la pena capitale e il vecchio Porcellino sarà deportato per complicità. quel re scimmia! Mi ha riconosciuta anche in quest'altro travestimento. Dopo tante esortazioni che ti ho fatto. recitate. essere malefico!" Il mostro smascherato restò sbigottito. Dopo che il nirvana mi ha condotto fuori dal peccato e ho avuto la tonsura e ho imboccato la giusta via. dove si trasformò in un venerabile vegliardo: Canuto più del dio della vecchiaia. ai piedi calzature da calpestare le nuvole e in mano la mia sbarra cerchiata d'oro. Mezzo cieco e sordastro. che non era all'altezza di un avversario del calibro di Scimmiotto. povera bestia. Sgrana il rosario e borbotta i suoi sutra. Ti conosco benissimo. dava sempre retta a chi parlava per ultimo. mi scappa. perché possiate metterlo in testa a qualcun altro." "In questo caso sarà meglio che non mi mandiate via." Tripitaka era influenzabile. terrorizzato. Ero qualcuno. "che cosa aspetti a levarti dai piedi?" "Vedete" spiegò Scimmiotto. che cadde da cavallo come un sacco e restò per terra a recitare venti volte di fila l'incantesimo della costrizione del cerchio. "Ho sempre osservato il voto di povertà." Giaceva a terra un mucchio biancheggiante di ossa corrose dal tempo. Mia moglie era uscita per cercarla. e poco è mancato che mi prendessi una bella legnata. sei portato solo alla malvagità. alla vita una cintura di giada di Lantian. Scimmiotto si precipitò verso di lui gridando: "Fermo. inginocchiato sul ciglio della strada. Dove credi di arrivare?" "Ma era un mostro!" "Questa maledetta scimmia vede mostri dappertutto. il maestro recita di nuovo quella cosa." "Come sarebbe a dire?" "Il mio caro fratello e condiscepolo prima ha ammazzato la figlia e poi la moglie di quel vecchio. un incantesimo che mi consenta di levarlo. Dategli qualche vecchia tunica. Intanto il mostro. e questa volta il colpo cadde diritto e spezzò l'esistenza del mostro. Porcellino si allarmò ed esclamò: "Maestro." "Gli spacco i denti. Figuriamoci se penso ai bagagli!" "Visto che non sei avido né invidioso" replicò il monaco cinese. a questo cretino!" esplose Scimmiotto. Ve lo restituirò. hanno sempre abitato da queste parti. Da cui spuntano zigomi pungenti Mentre ne pende una bocca cascante. questa vecchietta ne mostra ottanta passati. avrebbe partorito una figlia a sessant'anni e più. Scimmiotto. "cinquecento anni fa vivevo da gran signore. Non so che cosa sia accaduto. Vi ha accompagnato per tanto tempo e non vuole ritornarsene a mani vuote. maestro. Se cadiamo nelle sue mani. leggete la colonna di caratteri incisa sulle sue vertebre: si chiamava la Signora dal Bianco Scheletro. a fare elemosine ai monaci. fratellino" sghignazzò Scimmiotto. si rotolava per terra e urlava: "Basta! Basta! Non è leale!" "Un monaco che ha la fortuna di ricevere un buon ammaestramento non ricade nell'inferno. è cattivo e ha la mano pesante. e chiese la loro collaborazione: "È la terza volta che questa diavolessa viene a insidiare il mio maestro. ma non rinuncia a recitare i suoi sutra. dir preghiere e recitare sutra. Se è quello che temo. Scimmiotto rifletteva: "Se non lo colpisco. e l'avrei avuto in mio potere." Nascose il suo randello e si fece incontro all'essere malefico salutandolo: "Emerito mandarino. digrignava i denti furiosa contro il suo assalitore: "Avevo già sentito parlare delle sue capacità straordinarie" pensava. perciò ha inventato questa messinscena. Si appoggiava a una canna di bambù dall'estremità ricurva e veniva avanti pian piano. e ne uccidi un altro. E poi lo dice anche il proverbio che nemmeno la tigre più feroce mangia i suoi piccoli." "Maestro" fece notare Porcellino. Dopo tutto ho vissuto con voi per un bel po'. "la pusa mi ha insegnato solo come si stringe il cerchio. Questa volta la voglio abbattere: voi dovete farmi da testimoni e badare a tagliarle la ritirata. batteva i denti e tremava tutto senza riuscire a dire una parola. "non rallegratevi tanto. prima di recitare il sutra venite a vedere di che cosa si tratta. ma non l'abbiamo più rivista: temo che sia caduta sotto gli artigli di qualche tigre. che si aggirava sulla montagna per sviare i viandanti e derubarli della loro identità. Quella che vedete è la sua vera forma. e prese la forma di una vecchietta sull'ottantina. li seguiva da una nube e faceva le sue considerazioni: "Che occhio sicuro. La lingua sciolta non mi manca." "Triplo imbecille!" gli gridò Scimmiotto. a qualche distanza dai pellegrini. i miei rispetti! Dove siete diretto? Perché pregate durante il cammino?" Il mostro. piangendo a dirotto. che ho maritato con un genero disposto a vivere con noi. Non posso ritornare fra i miei in questo stato. stiamo solo incontrando nuovi guai. esclamò lietamente: "Amitâbha buddha! L'Ovest è una terra benedetta. aiutò il maestro a rimontare a cavallo e riprese il suo posto di battistrada. "Consapevole del Vuoto" esclamò Tripitaka stupefatto. ma nemmeno lei ha fatto ritorno. La verità è che non hai alcuna inclinazione al bene. passata la montagna. Il grande santo impugnò il suo randello. le sto appunto cercando. "com'è possibile che sia appena morto e si presenti già ridotto in quel modo?" "Non era altro che un cadavere malefico. . Ma c'è qualcosa che non va." Il bravo Scimmiotto borbottò un incantesimo per convocare il dio locale e lo spirito della montagna. credo che dovreste farmi questo piccolo favore. Torno giù e vedo se riesco a farli divertire in un altro modo. usciranno dal mio territorio. Era meglio l'aspetto precedente! Scimmiotto la riconobbe subito e non si seppe trattenere: senza altre formalità processuali. Il bravo Scimmiotto avanzò a gran passi per esaminare meglio l'essere malefico: Ora si è trasformata in una vecchia: Coi capelli più bianchi della neve. Sarà meglio che ci riprovi. mi sarò data tanto da fare per nulla. La scena riempì di tale orrore il monaco cinese. Come la vide." Che bravo mostro! Abbassò la sua nuvola sulla montagna. secondo te." Gli dèi acconsentirono: nessuno avrebbe osato disubbidirgli. È chiaro che lui le sta cercando. nella Grotta del Sipario Torrenziale del Monte di Fiori e Frutti: avevo sottomesso i diavoli di settantadue caverne e disponevo di un esercito di quarantasettemila mostri." "State tranquillo" promise Scimmiotto. Se adesso lascio perdere il bonzo. È più avvizzito di una foglia secca. Stamane l'ho mandata nei campi per portare la colazione ai lavoranti. la colpì in testa. Il monaco cinese stava già allungando le mani verso il mio riso: sarebbe bastato che lo annusasse. Perciò incominciò a recitare l'incantesimo. se non volete più saperne di me. fuggendo in forma di spirito e abbandonando un altro falso cadavere sul ciglio della strada. L'ha ammazzato d'impulso e poi ha avuto paura che recitaste l'incantesimo. Maestro. se è questo che volete. ma Porcellino ricominciò a insinuare: "Maestro. Ma se mi scappa. troverò pure l'argomento buono per togliermi dai guai.

In questi luoghi deserti hai potuto uccidere tre persone. lasciandola in quello stato. "A sentire te." Questa insistenza portò Tripitaka all'esasperazione. è sempre meglio non fare simili giuramenti" replicò Scimmiotto prendendo la lettera. scoprirete che Porcellino e Sabbioso non sapranno liberarvi e penserete a me. si getta l'arco. e anche alla distanza di centomila li mi sentirò scoppiare la testa. Quelli che ammazzano. guardando giù. Ma prima o poi vi troverete in difficoltà." "Eravate quarantasettemila. uscimmo all'aperto. A questo punto potrebbe restare con voi solo un vile. cavalcando gru o draghi. Ma resta l'incantesimo della costrizione del cerchio. Ma udì un rumore di acque e.. Poi mi liberaste. vi ho seguito fin qui anche perché me lo aveva detto la pusa Guanyin. camminare a testa in giù. Dice l'adagio: in ogni cosa. CAPITOLO 28 RITORNO A CASA I MOSTRI DEL MONTE DI FIORI E FRUTTI TENGONO CONSIGLIO. li scorticano e disossano per cucinarli: chi finisce cotto in salsa d'aceto. Se mai ti richiamassi. dove c'è tanta gente. ho battuto diavoli e catturato esseri malefici. tanto che il reverendo non lo poté ricusare. o nascosto sotto il ponte delle lastre di ferro. Chi si salvò si era calato nei pozzi. Si parlava del grande santo. senza che nessuno alzasse un dito. non più di mille. Rive disabitate." Se volle venirne a capo. ricuperò i suoi peli e fece le sue raccomandazioni a Sabbioso: "Caro condiscepolo. E oggi. A Sabbioso dà le ultime istruzioni E poi compie nell'aria un grande balzo Volando sopra i monti e sopra i mari. lo dice questa elegia in stile antico sul paesaggio desolato: Piango quando ci penso. Per nutrirci ci accontentiamo dei radi ciuffi d'erba che ancora crescono qua e là." "Chi è il vostro comandante?" domandò Scimmiotto. perché rischierebbe la vita. I quattro Scimmiotti (contando anche quello autentico) circondarono il maestro e gli resero omaggio da ogni parte. o rimpiattato in fondo alla gola. i vostri rimproveri non sono fondati. zuccone. chi stufato con contorno di riso. Quando si spense il fuoco e si disperse il fumo. in modo che me ne possa andare più sereno. e tieni gli occhi aperti. non c'è più niente da dire. "Sono sempre i marescialli Ma e Liu e i generali Beng e Ba. digli che il primo dei suoi discepoli è il vecchio Scimmiotto. stemperò un po' d'inchiostro in acqua del ruscello e scrisse una formale lettera di licenziamento. da astori crudeli e cani feroci. mentre la collera incominciava a prendere in lui il posto dello sconforto. Solo la vostra presenza ci ha incitato ad affrontare il pericolo di uscire allo scoperto. se lo mise nella manica e fece un ultimo tentativo per ammansire Tripitaka: "Maestro. al Monte della Frontiera. non voglio l'omaggio di un malvagio come te. e la sua intenzione era di uccidervi." Piegò il foglio. Scimmiotto si sentì ancor più depresso. foste accompagnato per un tratto da Liu Boqin. scacciato dal monaco cinese. Ed ecco che dalle rocce sparse sul pendio sbucarono sette od otto scimmiette. mai più di tre volte. l'incantesimo. Chi ha lasciato la sua famiglia e pratica il bene è come la pianta nel giardino a primavera: ogni giorno cresce impercettibilmente." "Quanti siete rimasti?" domandò Scimmiotto immerso nello sconforto. Che io credevo immune Da qualunque sciagura [. Io vi salvo dai pericoli e voi prestate fede alle calunnie e ai sarcasmi di quel cretino. Balzò giù dalla sella. "Dunque me ne vado. Scimmiotto dovette ricorrere alla moltiplicazione della persona: strappò tre peli e li trasformò in altrettanti sosia. vi prego. giavellotti o randelli. ho faticato e penato. Il povero Scimmiotto affogava in un mare di tristezza. Lo strido dei gabbiani risuona da lontano. metà dei rimasti è stata uccisa o catturata dai cacciatori in questi ultimi anni. Che sembran rotolare neve di mille anni Sotto un vento mugghiante di bufera invernale. come pensi che potrei cavarmela. ma non trovammo più una vegetazione che ci assicurasse di che vivere." "Un bravo monaco non può nemmeno pronunciare il nome di un malvagio come te" intervenne Tripitaka. rullare il tamburo e battere il gong per essere esibito nelle piazze. Ma. tanto vale che rinunciate ad allontanarmi. Visto che devo andarmene senza concludere il mio compito. Raddoppia la mia pena Al veder devastato Il Monte del mio cuore. Che cos'era accaduto? In effetti. vorrete chiamarmi. Se poi non sapete. Se deve succedere qualcosa del genere." "Questa scimmia è anche un bello screanzato!" esclamò indignato Tripitaka. chi fritto nell'olio o infornato sotto sale.. uccisa la lepre.batteva la testa per terra e gridava: "Vi supplico! Vi supplico! Parliamone!" "Scimmia testarda. Come possiamo difenderci dai loro archi potenti. durante la guerra in cui Scimmiotto era stato catturato e condotto prigioniero nel mondo di Sopra. Erlang e i suoi fratelli del Monte dei Susini avevano devastato tutta la zona. Beng e Ba si affrettarono a uscire e a . Non ci son barche in vista. da reti e giavellotti? Nessuno di noi osa giocare all'aperto. che gli corsero incontro e si prosternarono gridando: "Grande santo! Padre! Siete qui!" "Perché stavate nascosti? A prima vista sembrava che qui non abitasse più nessuno: come mai?" Le scimmie piansero: "Dal tempo in cui foste condotto prigioniero nel mondo di Sopra. Avete pur visto che si trattava di una diavolessa. Non voglio più saperne di te come discepolo. scrutò il suolo. dalle spietate balestre. che ogni giorno si consuma. una dopo l'altra. Son pochi i pescatori che navigan quelle acque. "Va via!" Di fronte all'ostinata cecità del reverendo. vi toccherà di ascoltare il seguito. Chi è preso vivo. In un momento raggiunge la meta. o ci ripariamo in piccole tane. TRIPITAKA SI IMBATTE IN UN DIAVOLO NELLA FORESTA DEL PINO NERO. Fermò la sua nuvola. con reti o trappole. Non parliamone più. senza città o villaggi. non ci sono forse Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" A sentir rammentare i suoi condiscepoli. che è un calunniatore. almeno sedetevi e ricevete i miei omaggi. io." Il monaco cinese gli voltava le spalle e brontolava: "Io sono una persona perbene. accecato. che alla vista del vasto oceano orientale cadde in preda alla nostalgia." "Non lo reciterò più" promise Tripitaka. Dai flutti salgon brume ad annebbiare il cielo: Rombando come tuono la marea va montando E sommerge le baie come un vasto uragano. Che ne è stato degli altri?" "Dopo la vostra partenza. Non fidarti di Porcellino. Questo è il regno dei pesci. che cosa accadde al suo ritorno. avete perduto il buon senso e mi licenziate." "Correte ad avvertirli che sono arrivato. Viviamo in fondo alla grotta. Da allora ho penetrato antiche grotte. non ne salivano vapori né si vedevano segni di vita: rupi diroccate. Per tenere in rispetto questi diavoli pelosi. foreste calcinate. e questo è troppo. Così sia: abbattuto l'uccello. in fin dei conti. tu sei un bravo ragazzo. "Fra grandi e piccoli. deve imparare giochi da saltimbanco: far capriole. dagli impicci provocati dalle tue malefatte? Vattene via!" "Maestro. chiese a Sabbioso carta e pennello. Ho arruolato Porcellino. "Non facevo questa strada da cinquecento anni" pensava. qui hai tutti i certificati che vuoi. esisti tu solo. il grande santo non poteva che partire davvero. Certo che me ne vado! Ma non avrete più nessuno a servirvi. Se un mostro si impadronisse del maestro. il pusa Erlang incendiò la montagna: la maggior parte di noi finì bruciata o massacrata mentre cercava di fuggire. e salutai in voi il mio maestro. Batte nelle alte ondate il polso della terra. per bere scendiamo a leccare qualche goccia d'acqua alla piccola sorgente in fondo alla gola. può essere utile anche solo la mia fama. Ma se ti mettessi a roteare il tuo randello della malora in città. Sarebbe bastata una semplice capriola nelle nuvole per raggiungere subito il Monte di Fiori e Frutti.] Furono i miei misfatti D'altri tempi a condurmi Al presente cordoglio. Sorvolano immortali. ripensò al monaco cinese e versò qualche lacrima. preso in servizio Sabbioso. vide che erano le onde dell'oceano orientale. Allora finirete per recitarlo. nell'ardente speranza del vostro aiuto. con frecce. Infine Scimmiotto scavalcò l'oceano con un balzo e subito raggiunse il Monte di Fiori e Frutti. alle prese con chissà quali diavoli. e insistete a scacciarmi. si mette in pentola il cane. Metà dei sopravvissuti se n'è andata altrove in cerca di mezzi di sussistenza. Poi il grande santo balzò in piedi. In un istante scompare ogni traccia. che tese a Scimmiotto dicendo: "Tieni. Eccolo qua: Piangendo si prosterna e si congeda. sostò a lungo prima di riprendere la corsa. Liu." "Ma perché vi dànno la caccia?" "Sono gente malvagia. Chi pratica il male è come la mola. Scimmiotto si sentì molto depresso: "Che tristezza! Lasciata Chang'an. mi sono inoltrato in fitte foreste. e che vide? La montagna era brulla e deserta. Abbassò la sua nuvola. che io sia precipitato in fondo al diciottesimo inferno!" "Maestro. "Si fa presto a dirlo. noi siamo rimasti a far da selvaggina ai cacciatori. Stormi d'oche selvatiche vanno solcando il cielo." I piccoli mostri corsero nella grotta gridando: "Nostro padre il grande santo è ritornato!" A questa notizia.

prosternarsi, e poi lo invitarono a entrare. Si sedette sul suo antico trono, con tutti i mostriciattoli che si affollavano intorno per rendergli omaggio e chiedevano: "Avevamo saputo che eravate stato liberato per proteggere un monaco cinese in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Come mai siete invece di ritorno sulla vostra montagna?" "Piccoli miei, dovete sapere che quel monaco non sa distinguere un saggio da un cretino. Per un po' di tempo non ho fatto altro che catturare diavoli ed esseri malefici. Qualche mostro mi è capitato di doverlo ammazzare, e allora lui mi ha rimproverato di essere un violento, di esser dedito al male; ha rifiutato di tenermi come discepolo e mi ha scacciato. Mi ha scritto persino una lettera di licenziamento, per documentare che non mi assumerà mai più." I mostri ridevano e applaudivano: "Che bella fortuna! Non avevate niente da guadagnare a fare il monaco. Restate con noi e aiutateci a ritornare ai bei tempi. Brindiamo col vino di palma per festeggiare il vostro ritorno!" "C'è tempo per i brindisi. Ditemi piuttosto: con quale frequenza vengono qui quei cacciatori?" "Grande santo" risposero Ma e Liu, "non si può dire con certezza, ma vengono molto spesso, quasi tutti i giorni." "Oggi li avete visti?" "No, ma potrebbero venire da un momento all'altro." "Allora, ragazzi" ordinò il grande santo, "andate tutti a raccogliere sassi e schegge di roccia, e fatene dei bei mucchi regolari disposti qua e là. Ci faccio conto!" Tutti si sparsero sulla montagna come uno sciame d'api, e presto i mucchi di pietre furono pronti. Allora Scimmiotto disse: "Ora nascondetevi nella grotta e lasciate fare a me." Il grande santo si arrampicò sulla cima della montagna e vide venir su per i suoi fianchi un migliaio di uomini a cavallo, accompagnati da cani e falconi, armati di lance e spade, con accompagnamento di gong e tamburi. In effetti era gente d'aspetto marziale e feroce: Hanno spalle coperte dalle pelli di volpe Ed il torso serrato in giubbe di broccato, Le faretre contengono frecce a dente di lupo, Appesi alla cintura recano lunghi archi. Uomini più crudeli delle tigri in agguato, Cavalli come draghi, grandi mute di cani; In gran numero recano, posati sulle braccia, Falconi incappucciati ed aquile feroci. Riposte nei panieri tengon armi da fuoco, Recano centinaia di panie e di forche, Molte trappole degne dei giudici infernali, Corde che legherebbero il re Yama in persona. Si spargon numerosi come stelle in un cielo Di sciagura, lanciando dei gridi di richiamo. Tutta questa gente che veniva a spadroneggiare sulla sua montagna fece digrignare i denti al grande santo. Fece un segno con la mano, recitò un incantesimo e soffiò verso sud ovest. Che tempesta si levò! Prima si alza la polvere, poi la terra, le rocce, Alberi sradicati, la foresta distrutta. Le onde del mare si alzano come grandi montagne, Sulle rive si infrangono e tutte le sommergono. Cade il buio, le piante più robuste ruggiscono Come tigri; nel bosco dei bambù mugghia il vento Come un drago. Dà voce il cielo alla sua collera E colpisce spietato uomini ed animali. I mucchi di pietre che erano stati predisposti furono trascinati dal vento a grande velocità e colpirono gli infelici cavalieri come un'artiglieria: Vedi esploder le teste dei nobili signori, I cavalli al galoppo lascian strisce di sangue [...] Dice il poema: Gli uomini ed i cavalli mai più faran ritorno: Si aggiran nei deserti, fantasmi senza nome. Ricordiamo gli eroi, saggi o folli che fossero, Già pieni di baldanza, poi esanimi nel sangue. Scimmiotto osservò la situazione e commentò ridendo: "Che fortuna! Quand'ero bonzo, il monaco cinese diceva sempre: 'Il bene non basta praticarlo mille giorni di fila, ma il male è di troppo anche se praticato una sola volta.' Vedo che aveva ragione. In sua compagnia ammazzai pochissimi mostri, ma fu di troppo la quantità di rimproveri che ricevetti. Ora che sono tornato a casa, ho regolato in una volta sola il conto con tutta questa gente, ma non mancherò di ripeterlo se qualcun altro ci riprova." Al richiamo del grande santo le scimmie, vedendo che la tempesta era passata, corsero fuori dalla caverna. "Scendete lungo il pendio a sud e andate a spogliare i corpi dei cacciatori; laverete dagli abiti ogni traccia di sangue e li userete per proteggervi dal freddo. I cadaveri gettateli nel lago, che è profondo diecimila tese. Quanto ai corpi dei cavalli, dovete portarli alla grotta e scorticarli: con le pelli faremo scarpe, la carne la affumicheremo per conservarla nella dispensa. Archi e frecce, lance e spade ci serviranno per riprendere gli esercizi militari. Raccogliete anche stendardi e bandiere e portatemeli qui." Le scimmie ubbidirono. Tutti gli stendardi furono accuratamente lavati e cuciti insieme a formare un'immensa bandiera di tutti i colori, su cui vennero scritti quattordici grandi caratteri: RIPRISTINO DELLA GROTTA DEL SIPARIO TORRENZIALE SUL MONTE DI FIORI E FRUTTI GRANDE SANTO UGUALE AL CIELO Si drizzò un palo all'ingresso della grotta per alzare la bandiera. Ogni giorno Scimmiotto riceveva diavoli e belve, si occupava di ricostituire le scorte di grano e di foraggio, e non faceva o diceva nulla che avesse a che vedere con monaci o religione. Il suo prestigio e le sue estese relazioni gli permisero di farsi regalare acqua dolce di immortalità, con cui lavò la montagna per farla ritornare verde. Davanti piantò salici e olmi, dietro pini e cedri. Peschi, peri, giuggioli, susini, c'era un po' di tutto. La vita riprese nella calma e nella serenità. Ma ritorniamo a Tripitaka, che era stato indotto da false insinuazioni a congedare la scimmia dello spirito e cavalcava aggrappato alla sella. I pellegrini camminavano verso l'Ovest, con Porcellino come battistrada e Sabbioso in coda a portare i bagagli. Dopo aver superato le creste della Tigre Bianca, scoprirono un pendio boscoso, ricoperto di rovi e liane, pini azzurri e verdi cipressi. "Discepoli" dichiarò Tripitaka, "il pendio è ripido e ci porta a una fitta foresta. Stiamo attenti che non ci siano belve o mostri." Il bestione consegnò a Sabbioso la briglia del cavallo e, aprendosi il cammino a colpi di rastrello, li condusse nel folto della pineta. Dopo un po' il reverendo arrestò il cavallo: "Porcellino, ho troppa fame dopo questa lunga giornata di viaggio. Non mi potresti trovare qualcosa da mangiare?" "Maestro, smontate, vi prego, e aspettate che mi metta in cerca." Tripitaka smontò, Sabbioso posò il carico e porse a Porcellino la ciotola delle elemosine. "Io vado" disse quest'ultimo. "Dove conti di dirigerti?" chiese Tripitaka. "State tranquillo! Bucherei il ghiaccio per cavarne fuoco, spremerei la neve per estrarne olio: qualcosa di commestibile lo troverò." Proseguì per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare traccia umana; erano posti più adatti a lupi e tigri. La marcia incominciava a costargli fatica, e Porcellino rifletteva: "Quando c'era Scimmiotto, il vecchio bonzo otteneva tutto quello che voleva. Adesso che tocca a me, è proprio vero: "Tu saprai quanto costan cibo e legna Quando avrai la tua casa. E capirai Quanto vale l'amore di tuo padre Solo quando a tuo figlio lo darai. "Non c'è proprio un buco in cui si possa mendicare un po' di cibo!" Porcellino continuò a camminare, finché si sentì assalire dal sonno e pensò: "Se adesso ritorno indietro e racconto che non ho trovato donatori, il vecchio bonzo non crederà che abbia fatto tutta questa strada. Converrà che lasci passare un paio d'ore prima di farmi rivedere. Basta! Tanto vale che schiacci un pisolino sull'erba." Il bestione posò il capo sull'erba e si addormentò. Nelle sue intenzioni doveva essere una piccola siesta; ma non si rendeva conto che, se ci si lascia andare dopo un lungo e penoso cammino, si cade in un sonno profondo. Mentre Porcellino dormiva, il reverendo si sentiva pieno di inquietudini, gli ardevano i padiglioni delle orecchie, gli bruciavano gli occhi. Si rivolse a Sabbioso dicendo: "Consapevole delle Proprie Capacità si è allontanato da un bel pezzo; perché non torna?" "Maestro, ormai dovreste conoscerlo. Per quante famiglie trovi disposte a fare elemosine, con lo stomaco che ha, a che cosa credete che pensi? Lo rivedremo quando

sarà riuscito a saziarsi." "Giusto; ma se resta in giro ad abbuffarsi, come faremo a ricuperarlo? Si sta facendo tardi, e questo non è un posto raccomandabile per passare la notte. Sarebbe meglio cercare un riparo." "Portate pazienza, maestro. Restatevene qui seduto, e io lo andrò a cercare." "Va bene. Trovare un riparo è più importante del pasto." E Sabbioso seguì le orme di Porcellino. Solo nel bosco, Tripitaka era tanto stanco e depresso che dovette raccogliere tutte le energie che gli restavano per alzarsi in piedi, ammucchiare ordinatamente i bagagli, legare il cavallo a un albero, togliersi il cappello di paglia, conficcare nel terreno la punta del suo bastone da pellegrino. Peraltro si sentiva inquieto, e finì per rassettarsi e addentrarsi a passi lenti fra gli alberi, nella speranza di distrarsi e distendersi. Contemplava la vegetazione selvatica, così fitta da soffocare i pigolii degli uccelli che, fra le alte chiome, rientravano al nido. Un passo dopo l'altro, pensava di andare incontro ai suoi discepoli; ma non si rese conto che la direzione era sbagliata. Numerosi sentieri attraversavano il sottobosco in tutte le direzioni; quello che prese non andava a ovest, direzione seguita da Porcellino e da Sabbioso, ma compiva un ampio giro e si volgeva a sud. A un certo punto si trovò fuori dalla foresta e, guardando lontano, vide qualcosa che scintillava vivamente sotto i raggi del sole al tramonto. Guardando meglio, riconobbe il tetto dorato di una pagoda. Pensò: "I miei discepoli non hanno proprio fortuna, se non hanno trovato questo bell'edificio. Quando lasciai le terre dell'Est, formulai il voto di bruciare incenso in tutti i templi che avessi incontrato, di pregare il Buddha davanti a tutte le immagini che mi si fossero presentate e di scopare il pavimento all'ingresso di tutte le pagode che si fossero trovate sulla mia strada. E questo che scintilla al sole, non è appunto uno di quei preziosi reliquiari dorati? Ai piedi della pagoda, ci sarà il monastero; e nel monastero i monaci. Andiamo a vedere. Tanto, al cavallo e ai bagagli non può accadere nulla, perché da queste parti non passa nessuno. Se il luogo è ospitale, potrei aspettare là i discepoli e trascorrervi poi la notte." Ahimè, la sfortuna tendeva un tranello a Tripitaka. Egli avanza a gran passi verso lo stupa [...](7), varca la soglia, solleva la stuoia di bambù picchiettato che protegge l'ingresso, entra, e che cosa credete che trovi coricato su un banco di pietra? Un mostro. Ecco il suo aspetto: La faccia color indaco, boccaccia Con bianche zanne, alle tempie matasse Di peli irsuti di color scarlatto. Sparsa in ciuffi violetti come cespi Di litchi la sua barba. Il naso a becco Separa un paio d'occhi sfavillanti Come la stella del mattino. I pugni Grandi come scodelle da elemosina. Gli strani piedi lividi assomigliano A terrose radici. È avviluppato In un mantello giallo. Stringe in mano La sciabola snudata, benché steso Riposi sulla pietra. Egli dà ordini A giovani schierati in battaglioni Come formiche, a vecchi numerosi Come uno sciame d'api. Lo salutano Come padre ed attendono i suoi ordini Tremando. Lui beve solitario Quando splende la luna(8), e spesso esercita Grandi poteri magici. Può fare Tutto il giro del mondo in un istante. I suoi boschi abitati dagli uccelli Racchiudon antri con draghi e serpenti. Nei suoi campi coltivan gli immortali La giada bianca. Alchimisti raffinano Cinabro d'oro nella sua fornace. Se non lo si può dire il re dei diavoli, Egli è certo fra i mostri un importante Yaksa a testa di toro. A quello spettacolo, il reverendo rinculò terrorizzato, con le ginocchia tremanti, fece dietro-front e fuggì. Ma il mostro, socchiudendo i diabolici occhi dalle pupille d'oro, gridò: "Piccoli, andate a vedere chi c'è alla porta!" Un mostriciattolo diede un'occhiata fuori dall'uscio, vide il monaco con la lucente testa pelata e corse ad annunciare: "Maestà, c'è qui fuori un bonzo con la faccia larga e la testa rotonda, con le orecchie che gli cadono sulle spalle. È di carne tenera, con la pelle sottile; è proprio un monaco bello e buono." A queste parole, il mostro fece una risata cavernosa: "Come dice il proverbio: la mosca che passeggia sulla testa del serpente, ha voglia di farsi mangiare. Piccoli, acchiappatelo e portatelo qui; avrete un bel premio." I mostriciattoli si lanciarono fuori tutti insieme, come uno sciame d'api. Tripitaka avrebbe voluto fuggire correndo come una freccia, ma aveva le gambe molli dalla paura. Per di più la strada di montagna era faticosa, la foresta cupa e il sole al tramonto. Non era in grado di sottrarsi agli inseguitori: i mostriciattoli lo afferrarono e se lo portarono via, corpo e beni. Era come Il drago nello stagno assalito dai granchi, La tigre allo scoperto braccata dai mastini. Di storie avventurose se ne contano tante: Ne avete mai sentita una simile a questa? I mostriciattoli ricondussero il reverendo alla loro porta, lo misero giù davanti alla stuoia di bambù e andarono ad annunciare tutti allegri: "Grande re, vi portiamo il bonzo." Il vecchio mostro lo sbirciò di nascosto e rifletté: "Che bell'uomo! Sarà di sicuro una persona importante. Tanto più autorevole deve essere la mia accoglienza." Si diede l'aria della volpe della favola, che si fingeva il re degli animali(9), rizzò al cielo tutti i pelacci scarlatti che gli crescevano in capo, strabuzzò gli occhi e tuonò: "Portatelo qui!" "Detto fatto" dissero i mostri, e spinsero Tripitaka dentro casa. È il caso di dirlo: se entri nel canile, devi abbassar la testa. Tripitaka salutò giungendo le mani. "Da dove vieni, bonzo?" chiese il mostro, "e dove saresti diretto? Dimmelo in poche parole, che si capisca bene." "Sono un monaco che viene dalla corte dei Tang e ha ricevuto la missione imperiale di andare al Paradiso dell'Ovest a cercare le scritture. Poiché passavo per la vostra nobile montagna, ho pensato di visitare il santo che dimora nello stupa. Mi dispiace di avere involontariamente disturbato vostra eminenza; spero che mi vorrete perdonare. Quando ritornerò con le scritture nelle terre dell'Est, il vostro eminente nome sarà consegnato ai posteri, perché lo ricordino perpetuamente per loro edificazione." A queste parole l'orco si fece una bella risata: "Lo dicevo io che dovevate essere una persona importante. E infatti siete esattamente il tipo di persona che mi piace mangiare a pranzo: non potevate venire più a proposito. Difficilmente avrei potuto prendervi, se non foste stato così gentile da venire spontaneamente a consegnarvi con le vostre gambe. Ciò dimostra che è proprio il vostro destino finire i vostri giorni dentro il mio stomaco. E il destino non si contrasta; io non vorrei mai farlo, lasciandovi andare, e voi non potreste neppure se voleste." E ordinò ai mostriciattoli: "Portatelo via e legatelo bene." Essi lo legarono ben stretto al palo del riposo dell'anima. Il vecchio mostro venne a vederlo, impugnando la sua sciabola, e gli chiese: "Bonzo, quanti siete? Non mi racconterai che stavi andando da solo al Paradiso dell'Ovest!" Alla vista della sciabola, Tripitaka rispose onestamente: "Grande re, ho due discepoli che erano andati a mendicare cibo; uno si chiama Porcellino e l'altro Sabbioso. Ho anche un cavallo bianco e dei bagagli, che sono rimasti nella foresta." "Che giornata fortunata! Due discepoli, tre con te, e quattro con il cavallo. C'è da fare una bella scorpacciata." "Li andiamo ad acchiappare?" chiesero i mostriciattoli. "È inutile darsi da fare. Anzi, chiudete la porta. Quando quei due ritorneranno con le elemosine, non troveranno il loro maestro e dovranno venire a cercarlo qui. Come dice il proverbio: l'affare sul tuo uscio è più comodo da concludere. Ce ne stiamo tranquilli a casa nostra e catturiamo tutti quanti." I mostriciattoli chiusero la porta. Ritorniamo a Sabbioso, che era partito alla ricerca di Porcellino. Camminò anche lui per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare casa né villaggio. Osservava i dintorni da un'altura, quando udì una voce borbottare nell'erba; allontanò l'erba con il bastone, e scoprì quel bestione di Porcellino che parlava nel sonno. Gli diede un brusco risveglio, tirandolo per l'orecchio e gridando: "Scemo, ti avevano mandato a mendicare! Perché ti sei messo a dormire?" "Che ora è, fratellino?" borbottò Porcellino aprendo gli occhi. "Tirati su! Il maestro dice di lasciar perdere il cibo, se è difficile trovarne, ma di cercargli un alloggio per la notte." Ritornarono indietro; Porcellino, con la ciotola vuota in una mano e il rastrello nell'altra, aveva ancora l'aria imbambolata. Ma, ritornati al punto di partenza, non trovarono più il maestro. "È tutta colpa tua, bestione" brontolò Sabbioso, che ce l'aveva con lui. "Dovevi ritornare senza farti cercare. Il maestro lo avrà portato via qualche essere malefico." "Fratellino, non fantasticare" replicò Porcellino ridendo. "Un bosco così bello non può essere abitato dagli spiriti. Il maestro si sarà stufato di restarsene seduto e sarà andato a sgranchirsi le gambe. Guardiamoci intorno, e vedrai che lo troviamo." Raccattarono cappello e bastone, presero i bagagli, si tirarono dietro il cavallo e si misero in cerca di tracce. Per un po' vagarono incerti, ma finirono per trovare la pista buona e, dopo un po', giunsero dove si scorgeva ancora lo scintillio del tetto della pagoda, verso sud. Si vede che, per il monaco cinese, non era ancora giunta la sua ora. "Non disgrazie, ma fortuna!" gridò Porcellino. "Lo vedi quello stupa? Il maestro sarà andato là; chi oserebbe maltrattarlo, in un posto come quello? Gli avranno servito il suo bel pasto di magro e lo tratterranno come ospite. Sbrighiamoci ad andarci anche noi, prima che si mangi tutto." "Andiamo pure, ma non ci vedo chiaro" commentò Sabbioso. Marciarono a spron battuto fino alla porta. "To', l'uscio è chiuso!" Sopra la porta si vedeva una targa di giada bianca, che recava incisi sei grandi caratteri:

GROTTA DELLA LUNA MARINA, SUL MONTE DELLA TAZZA "Lo vedi, fratello, altro che monastero!" disse Sabbioso. "È un antro di mostri. Se il nostro maestro è lì dentro, andarlo a trovare non sarà tanto semplice." "Dài, fratellino, non ti spaventare. Lega il cavallo e bada ai bagagli, che io metto le cose in chiaro." Il bestione si fece avanti brandendo il suo rastrello e gridò: "Aprite! Aprite!" Il mostriciattolo portinaio aprì uno spiraglio, diede un'occhiata e corse a riferire: "Grande re, eccoli che arrivano!" "Chi arriva?" "Davanti alla grotta c'è un bonzo dal lungo grugno e dalle grandi orecchie, accompagnato da un altro con la faccia tetra. Vogliono entrare." "Sono Porcellino e Sabbioso che vengono a cercare il loro maestro" disse allegro il mostro. "Che bravi, ci hanno trovato in fretta! Ma se hanno la faccia patibolare, sarà meglio non prenderli alla leggera. Portatemi l'armatura." Una volta armato, uscì impugnando la sciabola. Porcellino e Sabbioso, davanti alla porta, ne videro uscire questo mostro dall'aspetto feroce. Come si presentava? Faccia blu e pelo rosso, inscatolato Nell'armatura d'oro, che è commessa Da cinghie ornate di conchiglie, in vita La cintura di seta. Ulula il vento Se sta sul monte; le onde si sollevano Se va sul mare. Le sue grandi mani Rudi e solcate da gran vene azzurre Stringon la scimitarra. Ed il suo nome, Famoso nei dintorni, è Veste Gialla. L'orco Veste Gialla chiese: "Da dove venite, bonzi che osate far baccano alla mia porta?" "Figliolo" rispose Porcellino, "ecco qui il tuo nonnetto, inviato dalla corte dei Tang al Paradiso dell'Ovest. Il mio maestro Tripitaka è fratello dell'imperatore. Se è in casa tua, fallo uscire prima che sia troppo tardi: mi risparmierai la fatica di farmi strada a colpi di rastrello." "Certo che abbiamo in casa un monaco cinese" rispose sorridendo il mostro, "e lo trattiamo con ogni gentilezza. Gli ho appunto fatto preparare delle polpette farcite di carne umana. Venite anche voi ad assaggiarle!" Quello scemo prese per buono l'invito e stava entrando davvero. Sabbioso dovette prenderlo per la tonaca e dirgli: "Non vedi, fratello, che ti prende in giro? E poi, da quando in qua ti sei rimesso a mangiare carne umana?" Finalmente il bestione capì, levò il rastrello e lo abbatté sul mostro; ma questo ebbe il tempo di schivare il colpo, e alzò la sua sciabola. Presto si misero a combattere a mezz'aria, usando i loro poteri magici. Sabbioso lasciò il cavallo e corse, con il suo bastone, in aiuto di Porcellino. Fu una bella mischia: La sciabola si oppone al bastone levato e para i colpi del rastrello abbassato. Forza e astuzia! Il rastrello a nove denti e il bastone per abbattere i diavoli minacciano da ogni parte, ma Veste Gialla non si spaventa. La sua sciabola d'acciaio brilla come argento, i suoi poteri magici sono grandi. Battendosi riempiono lo spazio di brume e nebbie, fendono rocce, abbattono rupi. L'orco combatte per la sua reputazione: come rinunciarvi? Gli avversari difendono il loro maestro: nulla può spaventarli. I tre ingaggiarono varie diecine di scontri senza decidere il combattimento e senza risolversi ad abbandonare il campo. Se non sapete come si conclusero le cose per Tripitaka, ascoltate il seguito. CAPITOLO 29 ALLA CORTE DEL RE DEGLI ELEFANTI SACRI IN CUI TRIPITAKA SUPERA LA PROVA E GIUNGE IN UN REAME E PORCELLINO, AFFIDATAGLI LA MISSIONE DI COMBATTERE, SCAPPA NEL BOSCO. Dice il poema: Le vane idee la forza non distrugge: Perché sempre cercar la verità? Ti basti coltivare la natura Di buddha. L'illusione fa tutt'uno Con l'illuminazione. La seconda Opera nell'istante, ma la prima Si estende per miriadi di eoni. Il sol pensiero di perfetta unione Sa cancellar peccati numerosi Come sabbia del Gange. Dopo trenta scontri con l'essere malefico, Porcellino e Sabbioso non riuscivano a spuntarla. In realtà nemmeno venti bonzi come loro avrebbero potuto uguagliare poteri e capacità di quel mostro. Se un certo equilibrio veniva mantenuto, era solo grazie al segreto aiuto di guardie della luce, vigili delle tenebre, rivelatori e protettori; e perché non era destino del monaco cinese di morire allora. Mentre i tre combattevano, Tripitaka nella grotta pensava ai suoi discepoli e si lamentava con le lacrime agli occhi: "Consapevole delle Proprie Capacità, qualche amico del bene ti avrà trattenuto chissà dove offrendoti cibo. E tu, Consapevole della Purezza, dove sarai? Avrai ritrovato il condiscepolo? E come saprete che l'orco mi ha catturato? Quando mi sarà dato di superare questa prova?" Mentre gemeva e si desolava, dall'interno della casa venne una giovane donna, che gli si avvicinò e chiese: "Da dove venite, reverendo? Perché vi hanno legato in questo modo?" Tripitaka, attraverso le lacrime che gli annebbiavano gli occhi, la guardò (dimostrava una trentina d'anni) e le rispose: "Cara donatrice, è una domanda inutile. Dal momento che devo morire per essere entrato in casa vostra, mangiatemi se volete, ma vi prego di non farmi interrogatori." "Io non sono un orco" replicò la donna. "La mia famiglia vive a trecento li da questo posto, nella capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Sono la terza figlia del re, e mi chiamo Invidiata dei Cento Fiori. Tredici anni fa, la notte del quindicesimo giorno dell'ottavo mese, mentre contemplavo la luna piena, l'orco mi rapì in un turbine di vento. Gli sono stata moglie per tredici anni e gli ho dato figli senza mai poter comunicare con i miei; ma non ho smesso di pensare a loro. Raccontatemi anche voi da dove venite e come siete stato catturato." "Il povero monaco che sono è stato inviato a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Passavo di qui e sono entrato per sbaglio. L'orco ha detto che contava di catturare anche i miei discepoli e di farci cucinare tutti insieme." "Rassicuratevi, reverendo" disse sorridendo la principessa. "Poiché siete un pellegrino in cerca delle scritture, vi salverò. Se mi promettete di portare un messaggio ai miei genitori, chiederò grazia per voi. Il Regno degli Elefanti Sacri è lungo la strada maestra verso l'Ovest." "Donatrice" rispose Tripitaka, "se salvate la mia povera vita, porterò il vostro messaggio." La principessa andò in camera sua, scrisse una lettera alla sua famiglia e la mise in una busta. Poi slegò il monaco cinese e gli consegnò la busta, che Tripitaka rispettosamente ricevette: "Vi ringrazio infinitamente di salvarmi la vita. Non mancherò di consegnare questa lettera al re; tuttavia, dopo tanti anni, i vostri genitori potrebbero non credere che sia autentica, e mi potrebbero accusare di menzogna." "State tranquillo, mio padre non ha avuto figli maschi, che possano porre dei problemi; ha avuto solo me e le mie due sorelle. Vedrete che si prenderanno cura di voi, come latore della lettera." Tripitaka si mise la busta nella manica e si avviò verso la porta, ma la principessa lo trattenne: "Non conviene che usciate dalla porta principale: lì c'è una calca di mostri grandi e piccoli, pronti ad aiutare il loro capo che combatte contro i vostri discepoli; e intanto gridano, sventolano bandiere, rullano tamburi e battono gong. Sono più pericolosi di mio marito: se vi vedono, non ci pensano due volte ad ammazzarvi. Uscite piuttosto dalla porta posteriore; intanto io parlerò a mio marito, per convincerlo a lasciar andare con voi anche i vostri discepoli." Tripitaka si prosternò fino a terra per salutare, uscì dalla porta posteriore e si nascose nel vicino boschetto. Intanto l'accorta principessa si faceva strada tra la folla eccitata dei mostriciattoli, finché giunse in vista dei combattenti che si scambiavano colpi sulle nuvole, e gridò più forte che poté: "Messer Veste Gialla!" Questi si allontanò subito dal combattimento, abbassò la sua nuvola accanto a lei e, senza abbandonare la sua sciabola d'acciaio, le prese la mano con galanteria: "Che cosa c'è, tesoro?" "Ho fatto un sogno, ho visto un dio con la corazza d'oro." "Che cosa voleva questo dio?" "Da piccola, quando vivevo al palazzo, avevo fatto voto che, quando avessi trovato un marito saggio e nobile, sarei andata in pellegrinaggio su qualche celebre monte, per pregare e fare elemosine ai monaci. Il nostro matrimonio è così felice che non posso pensare di allontanarmi da casa; ma ora il dio con la corazza d'oro è venuto a esigere il compimento del voto. Le sue grida mi

hanno svegliata, e mi sono resa conto che era stato un sogno. Mentre venivo a raccontarvelo, mi sono imbattuta in un monaco legato al palo. Se voi lo lasciaste andare per compiacermi, l'atto di misericordia potrebbe equivalere al compimento del voto. Ma non so se acconsentirete." "Certo, tesoro, non è una cosa importante. Di monaci come questo posso sempre trovarne altri, quando ne avrò voglia. Che se ne vada pure." "Può uscire dalla porta posteriore?" "Esca da dove gli pare." Poi rimontò per aria, sciabola in pugno, e gridò: "Porcellino, vattene con il tuo maestro! Sia chiaro che non mi fai paura; è mia moglie che mi chiede di lasciarvi andare. Cercate il maestro alla porta posteriore e andatevene per la vostra strada; ma non mi ricapitate fra i piedi, se tenete alla pelle." Porcellino e Sabbioso tirarono un respiro di sollievo, ripresero cavallo e bagagli e se la filarono svelti come se fossero inseguiti. Fecero il giro della Grotta della Luna Marina fino alla porta posteriore, e gridarono: "Maestro!" Tripitaka riconobbe le loro voci e rispose dal boschetto in cui si nascondeva. Sabbioso lo andò a cercare nel folto, lo prese per mano e lo aiutò a rimettersi in sella. Come a dire: Incontrò l'orco con la faccia scura, Ma la buona Invidiata lo protesse. Il pesce che si libera dall'amo Guizza lontano nell'acqua profonda. Uscirono dal boschetto e riguadagnarono la strada maestra, Porcellino in testa e Sabbioso in coda. Immaginate come si punzecchiavano e si rimproveravano a vicenda, mentre Tripitaka cercava di metter pace. Di tappa in tappa, camminando fino al calar del sole prima di cercare riparo per la notte e alzandosi al canto del gallo, percorsero in breve duecentonovanta li e si trovarono davanti a una città: la capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Un bel posto, che non ci si stancherebbe di contemplare. [...] I tre pellegrini chiesero ospitalità nella locanda. Tripitaka si recò al palazzo reale e sollecitò un'udienza. Il preposto si presentò ai piedi dei gradini di giada bianca, per annunciare: "Maestà, c'è un monaco eminente della corte dei Tang che chiede udienza per consegnarvi un documento." Il re si compiacque di sentir parlare della grande corte dei Tang e di sentirsi sollecitare da un santo monaco di alto lignaggio. Tripitaka fu accompagnato ai piedi dei gradini dorati, ed eseguì alla perfezione e con la massima disinvoltura tutti i riti di un complesso cerimoniale. Gli ufficiali civili e militari schierati ai piedi del trono, ammirati, commentavano: "Solo una personalità di un paese di alta civiltà può comportarsi con tanta eleganza." "Quali affari vi conducono nel mio paese, reverendo?" chiese il re. "Sono un umile monaco della corte dei Tang, figlio del Buddha, e ho ricevuto dal Figlio del Cielo la missione di cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Mi sono permesso di recare disturbo a vostra maestà, uscendo dal privato riserbo, solo perché era opportuno presentare le mie credenziali fin dal momento dell'arrivo nel vostro stimato paese." "Mostratemi il messaggio del Figlio del Cielo." Tripitaka lo presentò rispettosamente sulle mani tese e lo svolse sul tavolo di sua maestà. Il messaggio diceva: Passaporto rilasciato dal Figlio del Cielo, del grande impero dei Tang nel continente del Sud, per volontà del destino: Noi, alle cui deboli forze è pervenuto un immenso retaggio, serviamo gli dèi e governiamo il popolo con attenta sollecitudine, come se camminassimo sull'orlo di un precipizio, e come se ci muovessimo su una lastra di ghiaccio. Ci accadde di venir meno all'impegno di salvare il drago del fiume Jing e le nostre dieci anime scesero negli inferi; senza la protezione della nostra imperatrice madre, saremmo rimasti ospiti dell'instabilità. Ma per grazia del sovrano infernale, considerato che la durata assegnata alla nostra vita terrena non era esaurita, siamo stati restituiti al mondo dei vivi e abbiamo celebrato il ritorno con grandi cerimonie per la salvezza dei trapassati. La molto compassionevole pusa Guanyin ci accordò il favore di apparirci nel suo corpo d'oro, per indicare l'esistenza nell'Ovest delle scritture del Buddha, che hanno la proprietà di salvare i defunti e di liberare le anime in pena. La presente lettera conferisce al maestro della legge Tripitaka la missione di viaggiare quanto occorre, attraversando mille montagne, alla ricerca di quei sutra. Quando attraverserà i vostri paesi dell'Ovest, io vi chiedo di non ostacolare la sua vocazione al bene e di lasciarlo passare. Questo è il contenuto della presente lettera, che a questo fine vi verrà presentata. Nel tredicesimo anno dell'era della Contemplazione della Virtù dei grandi Tang, in un giorno fasto d'autunno. Il documento imperiale recava nove sacri sigilli. Dopo averlo letto, il re vi aggiunse quello del suo paese e lo rese a Tripitaka, che ringraziò e lo ripose: "L'umile monaco che sono avrebbe anche un'altra incombenza: la consegna a vostra maestà di una lettera familiare." "Di quale lettera si tratta?" chiese sorpreso il re. "Mi ha incaricato di consegnarvela la signora terza principessa, che ho casualmente incontrata. Essa venne a suo tempo rapita dal mostro Veste Gialla, della Grotta della Luna Marina sul Monte della Tazza." Al re vennero le lacrime agli occhi: "Sono tredici anni che non la vedo. Per questo caso, quanti ufficiali ho allontanato dai loro incarichi, civili e militari! Quanti servitori ed eunuchi sono stati fustigati a morte! Si supponeva che si fosse allontanata dal palazzo e si fosse smarrita. Innumerevoli case furono perquisite e frugate in città, senza alcun risultato. Come sapete che fu rapita da un mostro? Certo comprenderete come non possa vincere la commozione, a questa inattesa notizia." Tripitaka si tolse la lettera dalla manica e la presentò. Il re riconobbe la calligrafia dell'indirizzo e si emozionò tanto che non riusciva a strappare la busta. Dovette chiamare in aiuto un letterato dell'Accademia della Foresta dei Documenti, che si fece avanti, l'aprì e la lesse in tono solenne, davanti all'attento uditorio degli ufficiali, dietro i quali le dame di corte si pigiavano ad ascoltare: Vostra figlia Invidiata dei Cento Fiori, così poco filiale, si prosterna cento volte davanti al Palazzo del Drago e della Fenice per salutare vostra maestà, padre virtuoso; e davanti al Palazzo Riflesso di Sole per onorare la regina sua madre, le dame dei tre palazzi, i saggi ministri e gli ufficiali civili e militari della corte. La vostra goffa figlia ha nutrito gratitudine sin dalla nascita per le mille attenzioni godute, che vi sono costate tanta pena. Da parte mia non fui capace di compiacervi e di adempiere i miei doveri di pietà filiale. Il fatto accadde tredici anni fa, il quindicesimo giorno dell'ottavo mese; in una bella nottata, mio padre ebbe la bontà di far predisporre banchetti in ogni palazzo per godere la luce della luna e celebrare le festività del firmamento. Nel bel mezzo della festa venne un diavolo dagli occhi sfavillanti, con la faccia blu e i capelli verdi, che cavalcando un turbine di vento si impadronì di vostra figlia e la portò su una montagna deserta e selvaggia. Qui ho vissuto per tredici anni, partorendo a quel mostro due figli. Senza dubbio ciò è disdicevole per le relazioni sociali, per non parlare dell'oltraggio al buon costume; è senz'altro una situazione disonorevole e io non dovrei nemmeno parlarvene, ma non ho il coraggio di tacere tutto ciò sino alla morte. Mi arrovellavo nella solitudine, miei cari genitori, quando il santo monaco della corte dei Tang fu catturato anche lui dal mio re diavolo. Ho scritto questa lettera piangendo e avrò l'audacia di liberarlo perché ve la porti, come debole testimonianza del mio affetto. Spero che il re mio padre avrà pietà di me e manderà i suoi generali a catturare il mostro Veste Gialla e a liberarmi, per ricondurmi a corte. Vi sarei profondamente riconoscente. Scusate queste righe scribacchiate in fretta: vorrei tanto vedervi e parlarvi! La vostra figlia ribelle, Invidiata dei Cento Fiori, si prosterna ai vostri piedi. Quando l'accademico terminò la lettura, il re scoppiò in lacrime, le dame dei tre palazzi piangevano come fontane, gli ufficiali civili e militari erano rattristati. Tutti esprimevano pena e cordoglio. Infine il re si soffiò il naso e chiese ai suoi ufficiali: "Chi di voi ha il coraggio di levar truppe per catturare il mostro e liberare mia figlia?" La domanda, più volte ripetuta, non otteneva risposta. Tutti restavano muti, come se fossero soldatini di legno o mandarini di terracotta. Il re, molto contrariato, ricominciò a piangere. Allora gli ufficiali, in corpo e deputazione, s'inginocchiarono e gli fecero presente: "Vostra maestà si calmi. Non sapevamo più nulla della principessa da tredici anni, dal giorno della sua scomparsa. Ora il caso le ha fatto incontrare il santo monaco, al quale ha affidato la lettera; ma noi continuiamo a saperne ben poco. Del resto, noi siamo soltanto soldati e cavalieri di questo basso mondo, e le nostre competenze si limitano all'arte classica della guerra: spiegamenti di truppe, fortificazione di accampamenti, infine ciò che occorre per proteggere il paese da aggressioni. Un orco, invece, è una creatura che va e viene sulle nuvole; come fare a combatterlo per aria? Sappiamo però che il pellegrino è un santo monaco dell'Est; un bonzo così importante dovrà pur possedere l'arte di abbattere i diavoli. Non si dice che tigri e draghi si sottomettono a chi possiede il Tao, che dèi e diavoli devono fare i conti con il peso della Virtù? Dice il proverbio: a ciascuno il suo mestiere. Il piano migliore dovrebbe essere di chiedere al reverendo di sottomettere il mostro e di liberare la principessa." Il re si volse allora a Tripitaka: "Reverendo, se

la potenza della legge vi dà la capacità di catturare questo mostro, di liberare mia figlia e di ricondurmela qui, non avrete più bisogno di andare a salutare il Buddha nell'Ovest. Vi farete crescere i capelli e resterete a condividere con me il trono come fratello giurato. Ci godremo insieme onori e ricchezze, voi e io. Che ve ne pare?" Tripitaka rispose precipitosamente: "Per carità, l'umile monaco che sono ha solo una conoscenza approssimativa delle preghiere che si rivolgono al Buddha; non ho la minima idea di come si abbattano i diavoli." "Se fosse così, non avreste l'audacia di percorrere solo soletto la lunga strada verso il Paradiso dell'Ovest." Tripitaka non poté nascondere che due discepoli lo accompagnavano: "È vero, maestà, da solo non ci riuscirei mai. Ma ho due discepoli che sanno aprire passaggi nelle montagne e gettar ponti sulle acque. Sono loro che mi hanno protetto fin qui." "Non siete davvero un bonzo riguardoso" lo rimproverò il re. "Se avete dei discepoli, perché non me li avete presentati? Anche se non potrò far loro doni adeguati, avrò almeno la possibilità di invitarli a pranzo." "Il fatto è che i miei discepoli sono impresentabili a corte. Sono brutti e potrebbero risultare molto sgradevoli a vostra maestà." "Senti, senti!" disse ridendo il re. "Che buffi discorsi fa il nostro bonzo! Ma dopo tutto non credo che mi farebbero paura." "Non oso dir questo. Il mio primo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità, ovvero Otto Divieti. Ha lungo grugno, lunghe zanne, setole rade sulla nuca e le orecchie a ventola; è grande e grosso, quando si muove provoca un forte spostamento d'aria. Il secondo discepolo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza; è alto due tese, le spalle larghe tre cubiti, la faccia color indaco, una bocca molto larga che sembra una bacinella di sangue, gli occhi terribili, i denti come un rastrelliera di chiodi. Insomma, portare a corte gente simile vorrebbe dire assumersi una bella responsabilità." "Se sono come li descrivete, saranno piuttosto divertenti che spaventosi. Fateli venire!" Si mandò alla locanda la piastra d'oro per invitarli. Il bestione disse a Sabbioso: "Tu, fratellino, sostenevi che quella lettera fosse meglio non recapitarla. Ma ora puoi vederne i vantaggi: il re avrà dato ordine di ospitare adeguatamente il latore. Di certo avrà fatto preparare un banchetto come si deve; il nostro maestro, che a tavola non è mai all'altezza della situazione, si troverà in difficoltà a spazzolare tutto e ci avrà fatto invitare perché lo aiutiamo. Noi lo aiuteremo, e questo ci darà vigore domattina per la prossima tappa." "Vedremo" commentò laconicamente Sabbioso. Affidarono al locandiere bagagli e cavallo, e seguirono a corte il latore della piastra d'oro, portando con sé le proprie armi. Quando furono davanti ai gradini di giada bianca, fecero un semplice saluto e rimasero in piedi. Gli ufficiali civili e militari si spaventarono. Dicevano: "Passi la bruttezza, ma questi bonzi sono veri villani! Come si permettono di comparire davanti al re senza prosternarsi? Hanno fatto un saluto qualsiasi e se ne stanno lì ritti impalati. Da non credere!" "Signori, non spettegolate" fece Porcellino sentendo il mormorio. "Siamo fatti così. Non siamo molto belli, ma ci farete l'abitudine." Il re, che era già allarmato dall'orribile aspetto, all'udire questa dichiarazione si mise a tremare come una foglia e cadde giù dal trono reale; per fortuna gli ufficiali più vicini lo risollevarono subito. Tripitaka, sconvolto, si gettò a terra e si prosternò precipitosamente più volte: "Maestà, merito mille morti! L'avevo detto che i miei discepoli erano impresentabili e che temevo recassero offesa a vostra maestà. Ed ecco che vi hanno cagionato un brutto spavento." Pur continuando a tremare, il re tese la mano a Tripitaka per farlo rialzare: "Meno male, reverendo, che me lo avevate detto. Se non fossi stato messo sull'avviso, credo proprio che sarei morto di paura." Il re mise un po' di tempo a riprendersi, ma infine chiese: "Chi dei due reverendi è il miglior distruttore di mostri?" "Io me ne intendo" fece Porcellino senza riflettere. "Che titoli avete?" "Sono l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. Sono stato bandito in questo mondo in seguito a un'infrazione, ma poi ho avuto la fortuna di convertirmi alla retta via e di farmi monaco. Da quando abbiamo lasciato le terre dell'Est, io mi sono dimostrato il più abile distruttore di diavoli." "Se siete un guerriero celeste esiliato sulla terra, sarete esperto anche di trasformazioni." "Non diciamo esperto, ma qualcosa so fare." "Provate. Mi piacerebbe vedere un saggio." "Assegnatemi il tema della trasformazione." "Per esempio, potreste diventare un gigante." Porcellino di trasformazioni ne conosceva parecchie, precisamente trentasei. Per far bella figura, fece il gesto adatto, recitò la formula e gridò: "Cresci!" Con una torsione della schiena si allungò a otto o nove tese di statura, raggiungendo le dimensioni di una di quelle divinità che aprono i cortei dei funerali. I funzionari tremavano, monarca e sudditi erano sbigottiti. Un ufficiale si azzardò a chiedere: "Reverendo, qual'è la statura massima che potete raggiungere?" Il bestione non poté trattenersi dal rispondere con le sue solite sciocchezze: "Dipende dalla direzione del vento. Questa è una statura che va bene con il vento che soffia dall'est o dall'ovest; ma se soffiasse da sud, correrei il rischio di bucare l'azzurro del cielo." "Basta così. Sarebbe meglio che ritornasse giù" disse il re allarmatissimo. Porcellino fece il gesto di accoccolarsi e riprese la sua solita statura. "E come siete armato, reverendo?" chiese ancora il re. "Il vecchio Porcellino usa un rastrello" rispose il bestione mostrandolo. "Ma è indecente!" esclamò il re con un risolino nervoso. "Non sarebbe dignitoso per la mia casa. Qui abbiamo di tutto: fruste, sbarre, azze e mazze, sciabole, lance, alabarde, asce da guerra, spade, picche, partigiane, falci da battaglia. Scegliete quello che vi conviene, ma che sia un'arma decorosa, non un arnese da giardinaggio." "Vostra maestà non se ne intende. Vi sembrerà un'arma volgare ma, a parte il fatto che l'ho sempre usata e ci sono abituato, con questo rastrello in pugno ho comandato ottantamila marinai sul Fiume Celeste, quand'ero ammiraglio. Del resto, anche nell'accompagnare il maestro, è con questo rastrello che ho distrutto covi di lupi e tigri, e ripulito antri di draghi e serpenti." Il discorso impressionò il re, che fece segno di avvicinarsi alla nona concubina e le disse all'orecchio: "Porta di quel vino mio personale per festeggiare il reverendo che va alla guerra; puoi portare una bottiglia intera." Riempì una coppa e la porse a Porcellino: "Reverendo, vi ringrazio fin d'ora della pena che vi darete. Quando avrete catturato l'orco e ricondotto mia figlia, vi darò mille pezzi d'oro e un banchetto coi fiocchi." Il bestione prese la coppa e sfoderò quel tanto di cortesia di cui era capace; fece una gran riverenza a Tripitaka e gli disse: "Maestro, dovreste essere voi il primo a bere questo vino, ma non oso disobbedire all'ordine del re; scusatemi se vi precedo, ma mi serve per mettermi su di giri e aumentare il mio coraggio nella cattura del mostro." Bevve d'un fiato, si impadronì della bottiglia e ne riempì nuovamente la coppa per porgerla a Tripitaka. "Sai che non bevo. Dàlla al tuo condiscepolo." Sabbioso si fece avanti per prendere la coppa. Porcellino produsse una nuvoletta ai suoi piedi e se ne servì per balzare in aria. "Il reverendo Porcellino sa cavalcare anche le nuvole!" esclamò il re. Scomparso il bestione, anche Sabbioso vuotò la coppa d'un fiato: "Maestro, quando combattemmo con Veste Gialla che vi aveva rapito, ci impegnammo tutti e due senza riuscire a concludere. Dubito che Porcellino possa farcela da solo." "Hai ragione, discepolo; sarà meglio che tu vada a dargli una mano." E Sabbioso montò a sua volta su una nuvola e partì. Il re, sconvolto, afferrò il monaco cinese per una mano e implorò: "Reverendo, per favore, non volerete via anche voi! Qualcuno dovrà pur restare a farmi compagnia." "Per carità, io non saprei alzarmi nemmeno di poco." I due rimasero nella sala a fare conversazione. Intanto Sabbioso aveva raggiunto Porcellino: "Aspetta, fratello, vengo anch'io!" "Che cosa vieni a fare, fratellino?" "Il maestro mi ha raccomandato di aiutarti." "Giusto, buona idea" concluse contento Porcellino. "In due, mettendocela tutta, ce la faremo. Non sarà niente di speciale, ma qui in paese ci può dare una certa reputazione." Eccoli: Escon dalla città sulle ali del vento, Passano le frontiere su luci colorate. Per ordine del re devono catturare Ad ogni costo l'orco dentro la sua caverna. Giunti all'ingresso della grotta scesero dalle nuvole e Porcellino menò un gran fendente, con il suo rastrello, alla porta di pietra che chiudeva l'entrata: vi fece un bel buco, delle dimensioni di un recipiente da uno staio. Il mostriciattolo di guardia in portineria diede un'occhiata e corse spaventato a riferire: "Gran re, si mette male. Il bonzo con il grugno e quello tetro sono ritornati, hanno battuto alla porta e l'hanno rotta." "Il loro maestro l'ho lasciato andare. Perché mai quei due rognosi mi vengono a sfondare la porta?" "Magari hanno dimenticato qualcosa e sono tornati a cercarla" suggerì il mostriciattolo. "Cretino!" insultò l'orco. "Ti pare che per questo si debba sfondare l'uscio? La ragione sarà un'altra." Si affrettò a indossare la corazza, impugnò la sciabola e uscì a indagare: "O bonzi, che cosa andate cercando? Il vostro maestro l'ho pur liberato." "Brutto mostro, ne hai combinate di tutti i colori!" rispose Porcellino. "E che cosa avrei combinato?" "Hai rapito la terza principessa del Regno degli Elefanti Sacri e l'hai costretta a divenire tua moglie. Te la tieni da tredici anni, ma adesso è tempo di restituirla: ti vengo ad arrestare per ordine del re. Il meglio che puoi fare è di legarti da solo, così non perdiamo tempo." L'orco vide rosso. Si alza in tutta la sua statura, digrigna i denti, rotea gli occhi e, alzata la sciabola, assesta un gran fendente in testa al nemico. Ma Porcellino schiva e allunga il rastrello; Sabbioso brandisce il bastone e si unisce alla mischia. Questo combattimento fu molto più duro del precedente. Si capisce che

L'ira vien scatenata dalle frasi offensive, Le intenzioni aggressive stimolano la collera. È una lunga battaglia fra i due monaci e l'orco: "Hai rapito una donna e meriti la morte." "Tu cosa ci rimetti, brutto rompicoglioni?" "Il tuo stupro è un oltraggio ad un intero regno." "Ma tu vieni da fuori, non sono fatti tuoi." In fondo si combattono solo per una lettera [...] Dopo otto o nove scontri, Porcellino si trovò in difficoltà: aveva il fiato grosso e non reggeva più gli attacchi. Perché resisteva meno dell'altra volta? mi chiederete. Perché gli dèi protettori si tenevano sempre vicini a Tripitaka, per assicurare la sua protezione; nel primo scontro si trovavano presso la grotta e davano una mano; ma questa volta erano lontani e si sorbivano le chiacchiere da salotto alla corte degli Elefanti Sacri. "Sabbioso" disse il bestione, "vado un momento a far pipì. Tu continua pure." Senza darsi altro pensiero del condiscepolo, corse a rotta di collo nel bosco e si rifugiò in un cespuglio spinoso, incurante delle spine che gli laceravano veste e pelle. Ne lasciò emergere solo un'orecchio, per ascoltare da lontano il rumore della battaglia. La fuga di Porcellino prese Sabbioso alla sprovvista; il mostro si precipitò su di lui, se ne impadronì e lo condusse prigioniero nella grotta con mani e piedi legati. Se poi non sapete se ne uscì vivo o morto, ascoltate il seguito. CAPITOLO 30 TALENTI E PRODEZZE DEL CAVALLO IN CUI IL DEMONE PERVERSO INFRANGE LA GIUSTA LEGGE, E IL CAVALLO DEL PENSIERO SI RICORDA DELLA SCIMMIA DELLO SPIRITO. Il mostro fece legare Sabbioso, ma non lo uccise, non lo percosse e nemmeno lo insultò. Sostò invece a riflettere: "Quel monaco cinese viene da un paese di grande civiltà e non ignora certo i riti e la giustizia. Dal momento che gli ho risparmiato la vita, perché lui dovrebbe mandare i suoi discepoli a cercare di catturarmi? Dev'essere stata mia moglie a mandare un messaggio al suo paese. Bisogna metter le cose in chiaro." Si diede un'aria feroce, e andò a cercare la principessa con le peggiori intenzioni. Quest'ultima, senza sospettare nulla, aveva appena terminato la sua toilette e se ne andava tranquillamente per casa, quando vide il mostro con la fronte aggrottata, che digrignava i denti e gettava sguardi furiosi. La principessa si sforzò di assumere un atteggiamento sereno e sorridente: "Signore, avete qualche noia?" "Donna vile, dal cuore di cagna!" tuonò lui. "Sei fredda come il ghiaccio. Quando ti ho portato qui, non avevi niente da ridire. Ti ho vestita di broccato, ornata d'oro, ti procuro quello che vuoi. Hai tutti i doni delle quattro stagioni e tutto il mio affetto. E tu non provi il minimo sentimento coniugale, pensi solo ai tuoi parenti." La principessa terrorizzata si gettò in ginocchio e gridò: "Marito mio, perché mi volete lasciare?" "Sono io che ti caccio o sei tu a volertene andare? Te lo chiedo. Perché il monaco cinese era stato liberato ancor prima che tu me lo chiedessi? La verità è che gli avevi affidato una lettera per i tuoi. Altrimenti, perché mai questi monaci sarebbero ritornati qui a sfondare la mia porta e a chiedere di lasciarti andare? Non mi dirai che non c'è sotto il tuo zampino!" "Signore, mi fate torto con le vostre accuse; io non ho inviato messaggi." "Non puoi negare; la persona che ho catturato è la prova di come stanno le cose." "E chi avete catturato?" "Sabbioso, il secondo discepolo di quel monaco." L'estremo pericolo può rendere intrepido chiunque. Negare tutto era l'unica risorsa che le rimanesse, perciò replicò: "Calmatevi. Andiamo insieme a interrogare quel monaco. Se parla di una lettera, uccidetemi; in caso contrario, perché dovreste commettere un'ingiustizia?" Il mostro alzò la sua manona blu, grande come un setaccio, afferrò la principessa per i bellissimi capelli, la trascinò davanti al palo dov'era legato Sabbioso e la gettò per terra. Poi, sciabola in pugno, prese a interrogare il prigioniero. "Bonzo!" tuonò. "Se avete avuto l'audacia di attaccarmi, è stato per ordine del re, al quale questa donna ha mandato un messaggio." Sabbioso, alla vista di quella grinta feroce e della sciabola levata sul capo della donna, pensava: "È vero che lei ha inviato la lettera, ma ha anche liberato il maestro. Sarebbe uno strano modo di ringraziarla dire la verità e provocare la sua morte. Basta. Non ho ancora avuto occasione di acquistare meriti: adesso correrò il rischio di finir male per dimostrarle la mia gratitudine." Perciò disse: "Non siate sconsiderato. La lettera che dite non esiste, e le circostanze in cui siamo stati mandati sono altre. Il nostro maestro, mentre era prigioniero nella grotta, aveva notato la principessa. Quando, nel paese degli Elefanti Sacri, si è recato a corte per presentare il suo passaporto, il sovrano ha chiesto se avesse notizie di lei: l'inchiesta sulla sua scomparsa non è mai stata abbandonata. Ci hanno mostrato ritratti e disegni, e la risposta del maestro è stata che l'aveva vista qui. Allora il re ci ha offerto del vino e ci ha incaricato di catturarvi e di ricondurla a palazzo. Questi sono i fatti. Se volete uccidere qualcuno, suppongo che tocchi a me, piuttosto che a una persona che non vi ha fatto niente; se colpiste lei, violereste i grandi princípi della ragione celeste." L'orco rinfoderò la sciabola e aiutò la principessa ad alzarsi: "Ti ho aggredita come un bruto e ti ho gravemente offesa. Perdonami." L'aiutò a riordinare i capelli e la riaccompagnò nelle stanze interne, sorreggendola teneramente e facendole mille carezze. Le chiese infine di sedersi al posto d'onore per ricevere le sue scuse. La principessa, che aveva il temperamento leggero di tutte le donne, a vederlo così riguardoso, ne approfittò subito con totale impudenza e gli domandò: "Signore, in nome del vostro affetto, vi posso chiedere di far legare meno stretto il monaco Sabbioso?" Il mostro ordinò senz'altro di slegarlo e di limitarsi a tenerlo sotto chiave. Sabbioso pensò: "Lo dicevano gli antichi: fare del bene agli altri è farlo anche a se stessi. Se non l'avessi aiutata, non mi troverei libero dalle corde." Il mostro fece preparare un banchetto per farsi perdonare la paura cagionata alla principessa. Mangiarono e bevvero in abbondanza, poi il marito si allontanò per indossare abiti da cerimonia e cingere una spada preziosa. Accarezzò la principessa e le disse: "Tesoro, resta qui e bevi finché ti fa piacere, bada alla casa e a far custodire il bonzo. Io voglio approfittare della presenza del monaco cinese per far visita ai miei suoceri." "Quali suoceri?" "I tuoi genitori, naturalmente. Sono pur sempre genero del re; perché non dovrei presentare i miei omaggi a mio suocero?" "Ma non potete andarci!" "E perché no?" "Il re mio padre non ha conquistato il regno in guerra, ma l'ha ereditato dai suoi avi. È salito al trono molto giovane e non è mai uscito di città; là non si sono mai veduti dei fusti gagliardi come siete voi. Se vi vede resterà terrorizzato, potrebbe venirgli un colpo. Questi convenevoli in famiglia potrebbero risultare pericolosi." "Non ci saranno pericoli. Prenderò l'aspetto di un giovanottello di buona famiglia vestito alla moda." "Vediamo che cosa sapete fare." Il bravo mostro, con una scossa, si trasformò in un bel giovanotto. Davvero: La statura rispettabile, Portamento assai elegante; Parla come un mandarino, Ma si vede che è sportivo. Del poeta Cao Zhi Egli ha la disinvoltura; Di Pan An, il rubacuori, Egli mostra la bellezza. I capelli son raccolti Nel berretto di velluto. Una tunica lo avvolge Di una garza verde giada Dalle maniche sboffanti. Gli stivali ricamati, La cintura colorata. Pien di fascino ed altero, È davvero convincente. La principessa gli girò intorno per esaminarlo accuratamente e lo trovò proprio di suo gusto. "Tesoro" disse ridendo il mostro, "pare che tu mi preferisca così!" "Devo ammettere che non siete niente male. Mio padre tiene molto ai legami familiari, vorrà trattenervi a pranzo. Mi raccomando di non bere tanto da perdere il controllo. Se venisse fuori qualcosa del vostro vero aspetto, se spuntassero gli zoccoli biforcuti da sotto il mantello, il successo che avrete andrebbe subito a gambe all'aria." "Si capisce, ci arrivo anche da solo. Starò attento." Viaggiando sulle nuvole raggiunse senza tardare il paese degli Elefanti Sacri e si presentò alla porta del palazzo. "Il terzo genero reale è venuto nella mia persona espressamente per render visita a sua maestà" annunciò al gran commissario del padiglione d'ingresso. "Vi prego di prendervi il disturbo di farglielo sapere." Il guardiano lo annunciò alla porta gialla e il preposto ai rapporti si presentò ai piedi dei gradini di giada: "Vostra maestà, il terzo genero reale è venuto a visitarvi e attende risposta alla porta del palazzo." Il re era ancora in conversazione con Tripitaka. Quando sentì parlare di un terzo genero reale, si rivolse ai suoi ufficiali: "Che storia è questa? Io ho solo due generi." "Se dice che è il terzo, sarà il mostro." "E sarebbe corretto convocarlo alla mia presenza?" "Maestà" intervenne spaventato Tripitaka, "i mostri hanno poteri soprannaturali, penetrano il passato e il futuro, cavalcano le nuvole. Temo che entrerà, se lo vuole, con o senza convocazione. Sarà prudente invitarlo, per evitare inutili discussioni e brutte figure." Il re concesse quindi l'udienza e il mostro fu introdotto ai piedi dei gradini dorati ed eseguì impeccabilmente tutto il balletto degli omaggi al sovrano. Era bello ed elegante, nessuno poteva credere che si trattasse di un orco. Agli occhi dei comuni mortali era proprio una persona come si deve. A vedere il suo aspetto dignitoso, il re pensò addirittura di poterlo utilizzare

vedere con chi ho a che fare." Il mostro . si impadronì dei loro documenti. per unirsi a te?" Il mostro presentò un'abile menzogna: "Caro suocero. cercando di colpirla con armi di ogni specie: ci sarebbe stato di che fare a pezzi tutti i monaci di un monastero. Le feci domande sulla sua famiglia. Il re e la corte videro con i loro occhi La bianca fronte e la testa rotonda. negli anni successivi. Quel tizio che vedo seduto sul cuscino ricamato non è altri che la tigre che tredici anni fa rapì la principessa. Salì nello spazio per osservare dall'alto la situazione. Gli dèi incaricati della protezione di Tripitaka ebbero il loro da fare per impedire che venisse colpito. A quanto ho sentito raccontare. incatenarla e metterla dentro una gabbia di ferro. Ricorderete che quello non era un vero cavallo. Non era capace. recando addosso la cicatrice della ferita infertale dalla mia freccia. e con questo proposito gli pose domande: "Dove risiede la tua famiglia. Non vedo dov'è il maestro. il mostro entrò nella Sala della Pace d'Argento. Ma il cavallo si slancia su nel cielo. di Porcellino e di Sabbioso non si sa più nulla. Saltò in piedi." Il drago continuò a mescere nella stessa coppa: il vino saliva e prendeva la forma di una smilza pagoda di tredici piani. per la mia attività. Poi gridò: "Cambia!" e lo trasformò in una gigantesca tigre maculata. Perciò questi si mostrò molto interessato e commentò: "Che begli scherzetti sai fare!" "Se è per questo. Occupò il posto d'onore. I lunghi baffi son fili d'acciaio. non ci sono proprio altre risorse. di vedere chi veramente gli parlava ed era portato a prendere per oro colato tutte le sue menzogne. alternando bicchieri di vino e sorsate di sangue. "Ma tu. Gli ufficiali. Si fece una bella sarabanda fino a sera e si finì per catturare la tigre viva e illesa. nobile genero reale. Allora non immaginavo che. da che cosa riconosci in questo bonzo la tigre che aveva rapito la principessa mia figlia?" "Caro suocero. caro suocero. Dalle zampe si vedono spuntare Venti artigli taglienti e acuminati E la gran bocca lascia intravvedere Candide seghe di robusti denti. Poi chiese: "Sai cantare?" "Me la cavo" disse il drago. Le altre diciassette bellezze. Ma danzare a mani vuote non vien bene. avrò poi agio di liberare il maestro. me la portai a casa e la feci rinvenire facendole bere pozioni calde. senza badare dove. Non è certo difficile. Si può dire Che fu la tigre a farci da sensale. ma la mole è gigantesca. corsero a nascondersi." Che bravo principe drago! Si diede una scossa e si trasformò in fanciulla di corte. Vicolo senza uscita: eccolo tigre. mio saggio genero. prese il loro aspetto e pensò bene. si può dire che di tigri mi nutro e di tigri mi vesto: vivo ogni giorno in mezzo a loro. che fu chiusa a chiave in una stanza del palazzo. "Più o meno. esplose in una gran risata sgangherata e riprese il suo solito aspetto. Fetidi miasmi emana dalla gola. mentre cacciavo con i falconi accompagnato da qualche diecina dei miei servitori. sempre dedito comunque a fuorviare e uccidere la gente. Vedete come fecero: Le fanciulle di corte. Ci sposammo per amore e abbiamo convissuto per tutti questi anni. di figura snella ma di seno generoso. dopo che gli ufficiali si furono ritirati. Divorare la gente non lo porterà lontano. danzare e scherzare con lui. che scendeva dal pendio della montagna con una ragazza sul dorso. E ora che facciamo? Il condiscepolo anziano l'abbiamo mandato via. L'orco si bevve la pagoda e masticò un boccone di cadavere. con grande scricchiolar di mascelle. Ma senza testimoni né sensali. "Di ballare sei capace?" chiese ancora il mostro. e gli cantò un'arietta. si diede una scossa e riprese l'aspetto di drago. ma lei mi nascose di essere di sangue reale. ma la principessa si oppose per il motivo espresso in questi versi: 'Ci siam sposati al cospetto del cielo. il vostro suddito viene dalla Grotta della Luna Marina. ciascuna pensa a sé. sul Monte della Tazza. Corpo zebrato ed occhi lampeggianti. sarà stato quel perfido mostro a farlo apparire come una tigre. salvo i militari più coraggiosi che lanciarono sulla belva i loro uomini. Scoccai una freccia e abbattei la belva. Quando sentì la notizia. si graffiano. in realtà. cui avevano tagliato le corna e levato le scaglie per punirlo di un'infrazione." Il re ordinò a un ufficiale di portare l'acqua. Il re diede ordine al servizio competente di preparare un grande banchetto per ringraziare il genero. per me. quando giunse alla conclusione: "Se non do una mano io. Tremano come ibischi sotto un gran temporale. Ma quel parapiglia nel cuore della notte era completamente silenzioso: nessuna osava aprir bocca per non turbare il sonno di sua maestà. spruzzò un sorso d'acqua in direzione di Tripitaka. fissare il corpo. che era arrivato appena in tempo a salvarlo dall'aggressione del finto bonzo. Mentre lui si dava buon tempo alla sua maniera. Un filo rosso unì le nostre vite Da esistenze anteriori. non è difficile. corsero da tutte le parti a cercare un angolo buio dove nascondersi. Come l'ha il toro bruno di palude." "Va bene. perché era pratico del metodo chiamato della costrizione dei liquidi. che avevo solo ferita e catturata. Se la trattenni al villaggio. in cui trovò diciotto belle ragazze scelte apposta per cantare. recitò la formula e. perché non si continui a scambiare fischi per fiaschi. Fatemi avere mezzo bicchiere d'acqua pura. senza che se ne spargesse una goccia. Nel veder la gran belva maculata Tutti i presenti son terrorizzati." "A che distanza si trova questa montagna?" "Non è lontana: trecento li. non ne poté più e sentì un bisogno incontenibile di mettersi a suo agio. acchiappò una ragazza che suonava il pi pa e le sgranocchiò la testa. Come il re la vide. perché bevesse a suo agio e si divertisse. Quando vide l'orco seduto a bere smodatamente e a mangiare carne umana. ma il giovane re drago del mare occidentale. quella stessa tigre si sarebbe dedicata all'ascesi e sarebbe riuscita a sublimarsi in mostro. mi capitò di imbattermi in una feroce tigre maculata. davvero seducente. La tigre li uccise. come dicono i versi: Nel viaggio verso l'Ovest Tripitaka Ha incontrato un malefico tranello. Figuratevi se non ne approfittò! Verso la seconda veglia. Cetre e liuti e calpestano i poveri strumenti Per fuggir da ogni parte. il giovane drago sorrise fra sé e pensò: "Alla fine non ha più retto: ha mostrato lo zoccolo biforcuto. Infine si nascosero tremanti al riparo di un muretto in giardino. Vi pare che avrei potuto unirmi a lei. Con le orecchie appuntite essa ricorda Il gatto. La sera. si strappano le vesti: Che si salvi chi può. altro non era che una tigre feroce. in città si spargeva la notizia che il monaco cinese." Stette a rimuginare fino alla seconda veglia. si alzò e fece i passi del trucco chiamato scurire gli occhi. Poi aprì le manone grandi come setacci. e io lasciai libera la tigre. che scappò via a coda ritta e con gli artigli sfoderati. potrei versarne ancora. Subito dopo il matrimonio espressi l'intenzione di uccidere la tigre rapitrice. spaventati. se avessi saputo che era la terza principessa di vostra maestà? Semmai mi sarei presentato a palazzo e avrei implorato una posizione che mi rendesse meno indegno di lei." "Trecento li! E come ha potuto percorrere questa distanza. Entrò di corsa e disse al mostro: "Non uccidetemi. altro che pellegrino in cerca di scritture!" Il sovrano era una persona molto impressionabile. Il genero la prese. che si dicevano provenienti dal paese dei grandi Tang. versa pure." "Non potremmo vederla anche a noi nella sua vera forma?" "Certo che potete. Se riesco a sopraffarlo. ma da lassù si vedeva la Sala della Pace d'Argento vivamente illuminata da otto candelabri. ma in attesa di saperlo potrei andare a divertirmi un po' con quello lì. Sembrano le peonie squassate da un gran vento. che il mostro non conosceva. Per salvare la vita lascian cadere flauti. Si urtano.come sostegno del trono. mio caro genero? Quali origini ha? Quando hai sposato la mia principessa? Perché hai aspettato finora a render visita ai tuoi suoceri?" L'orco si prosternò e rispose: "Signore. a est della città. tredici anni fa.' Mi convinse. di venire a corte per divertirsi un po' alle vostre spalle. con i suoi occhi mortali." Il drago prese la brocca e riempì una coppa superando l'orlo di mezzo pollice senza spandere vino. sentì le sue anime abbandonarlo. circondato soltanto da queste bellezze. mentre riempiva la brocca. e che alla fine era stato trasformato in cavallo per accompagnare Tripitaka. dove il cavallo bianco mangiava il suo fieno davanti alla greppia. Una volta. mia figlia. sono venuta per servirvi da bere. fu solo perché mi disse di provenire da una famiglia qualsiasi. pochi anni fa vennero da queste parti dei monaci in cerca di scritture. con la bocca. pieno di vino fino al colletto. colpite dal terrore." "Fa vedere. C'era un gran buio. il vostro umile suddito ha sempre amato cavalcare e tendere l'arco: vive da cacciatore. Ciò mi dovrebbe aiutare a chiarire come stanno le cose. Il mostro restò nella sala e si rimise seduto al posto d'onore. mordicchiando bocconcini di tenere carni di fanciulla come stuzzichini. Qualcuno finì per parlarne anche nella stalla della locanda. io vivo in montagna e. si mise a riflettere: "So che il mio maestro è una normalissima brava persona. folli di terrore." Spezzò le redini e fuggì all'aperto. Quanto alla ragazza.

Rifletté un momento e aggiunse: "Da soli non ce la facciamo. Se avessi io qualcosa di simile. ma dobbiamo salvare il maestro. Io mi metto i bagagli in spalla e me ne torno dal vecchio Gao. che si è fatto ricevere dal re come suo genero e ha trasformato il maestro in una tigre. basta che arriviamo a scambiarci qualche parola vivace. Andrò invece in città a vedere il maestro e a esporgli la situazione. e chiedi a Scimmiotto di ritornare. Qui riprese l'aspetto di cavallo e si stese davanti alla greppia: la povera bestia era zuppa d'acqua e ferita a una zampa." "Perché no? Sabbioso è prigioniero e io non sono in grado di battere quel mostro. Ma il mostro non perdeva mai i suoi riflessi: schivò e afferrò un candelabro di ferro forgiato." "Fratellino. che patrimonio. non parlare di sfascio" rispose il drago. Il diavolo che lo inseguiva lo perse di vista e se ne ritornò alla Sala della Pace d'Argento. constatando che tutto restava tranquillo. pur rimanendo chiusa qui dentro tutto il tempo. a fare una tal sudata e a procurarsi quella contusione? Si vede che un brigante ha portato via il maestro e ha colpito il cavallo. Vola e danza il drago d'argento. gli giunse un grande vocio. è stato il mostro. e tutte queste scimmie a servirlo. Si tuffò a testa in giù e scomparve nei flutti. Questa bugia lo indurrà a venire qui. si sedette come se niente fosse e riprese a bere. "Da dove vieni. ti prego. Di certo gli piacerà misurarsi con un avversario di valore come il mostro. non abbandonarti alla vigliaccheria. Nel frattempo Porcellino non era uscito dal cespuglio in cui si era rifugiato dopo aver abbandonato Sabbioso e si era stravaccato a dormire. Incede l'uno come un maestoso elefante dalle bianche zanne fra i minuscoli uomini. guardava affascinato e il suo sguardo sembrò scivolare in una fissità cui il vino doveva contribuire. "Non c'è da meravigliarsi che si sia stufato di fare il bonzo e abbia preferito ritornare a casa. ma soltanto che pensa a lui. Non poté più sostenere la lotta e scagliò la spada contro la testa del suo avversario. la vecchia donna gialla Tenuta in prigionia. ti dico io che ritornerà!" Il bestione prese il suo rastrello. uscirono combattendo dalla sala e continuarono lo scontro sulle nubi. esordendo con un "Condiscepolo anziano!" che fece cadere a terra Porcellino per lo stupore." "Non sa niente. Il drago non fu abbastanza svelto da evitarlo e ne fu colpito alla gamba. Per me le notizie sui tormenti che subiva erano come pugnalate al cuore. che se non ti do retta faccio la figura non averne anch'io. Da dove salta fuori? Portatemelo qui." Subito le scimmie. non avrai mica paura di me?" "Ma perché ti sei messo a parlare?" disse tremando Porcellino. dovresti ritornare al tuo oceano." "Va be'. Danzai per lui la danza della spada e. avanti. e sono sicuro che riuscirà a vincerlo e a liberare il maestro. Per quanto tendesse l'orecchio Su tutta la montagna. Lasciamo stare. si stropicciava a lungo gli occhi. Chissà quanto ce l'ha con me. Se il Novizio ritorna. che poteva pesare ottanta o novanta libbre. l'altro incornicia l'oceano di travi d'oro. con spada e candelabro. e al sorgere del sole abbassava già la sua nuvola alla ricerca della strada giusta sulla montagna. Ma a corte non lo trovai. perché lui tiri fuori quella sua sbarra maledettamente pesante." "Chi ci potrebbe aiutare?" "Vai senza perder tempo al Monte di Fiori e Frutti. in quello stato lo hanno catturato. barbaro?" chiese severamente Scimmiotto. indietro. che soddisfazione dev'essere" pensava Porcellino. Che battaglia. "Credi che racconti storie?" "Adesso che cosa facciamo? Tu sei in grado di muoverti?" "E se lo fossi?" "Se puoi. circondarono Porcellino. Chi è venuto. ma lui riuscì a schivare il colpo e a vincermi con un candelabro. trasformato in un elegante letterato. Porcellino a testa . non gli devi dire che il maestro è nei guai. con la testa confusa. quando mi avranno dato gli opportuni rinforzi di truppe e di cavalleria. A dritta. Il giovane drago si tenne nascosto sott'acqua per un'ora buona. Io e quella scimmia non siamo mai andati d'accordo. Ma se mi dice di no. Sabbioso lo soccorrerò domani. verrò con lui. chiedilo a qualcun altro. sotto la luna che brillava nel cielo silenzioso. Ma tiriamo avanti. e comunque escludo che lo si possa convincere a ritornare. Nello spazio deserto. che cosa dovrei aspettare?" "Fratello maggiore. Il legno ed il metallo Restavano dispersi. strinse i denti per resistere al dolore che la gamba gli procurava. e tu e Sabbioso pensavate di catturare il mostro e di guadagnarci un premio. Dalla posizione delle stelle capì che doveva essere la terza veglia. con una sola mano non puoi applaudire. Fu il momento che il drago scelse per interrompere la coreografia e indirizzargli un fendente. non fate più conto su di me: non verrò nemmeno a dirvelo. Si guardò intorno e scoprì Scimmiotto che aveva radunato i suoi mostri in una valletta. All'orco piaceva molto. Si rialzò precipitosamente e voleva infilare l'uscio. dopo che aveva colpito la Dama dal Bianco Scheletro sui Monti della Tigre Bianca. Il re scimmia ha il senso della giustizia e della bontà. perché il vecchio diavolo era forte e vigoroso. Il maestro non c'era. L'uno sostiene la colonna di giada del cielo. Lui era seduto su una grande rupe. il pesante candelabro si muove senza sosta. là in mezzo. si inchinò sulle zampe anteriori e gli disse: "Fratello maggiore. balza e travolge il diavolo giallo. "Come sarà riuscita questa canaglia. riconobbe Porcellino e incominciò a parlargli in linguaggio umano." "Vai." Il bestione ritornò in città e si recò alla locanda. Tu metti tanto cuore in queste cose. con le sue dimensioni. ma era tutto bagnato e aveva sul garretto un'ecchimosi del diametro di un piattino. Era un momento in cui Cavallo del pensiero e scimmia dello spirito Erano separati. Lui è più forte di noi. il giovane drago sentiva scemare la presa delle proprie mani e aveva tutti i muscoli indolenziti. ho capito. Dopo otto o nove scontri. salverà il maestro e ci vendicherà. mentre. come usano i maiali. Mi dovetti nascondere nel fossato. non poteva sperare di sfuggire nemmeno per un attimo all'acuto sguardo di Scimmiotto: "C'è un barbaro. l'altro emette un turbine di vento rosso cupo. non sospettavate che il più forte fosse lui." Il bestione aveva troppa paura per farsi avanti direttamente. Non si può fare nulla Se ragione e giustizia sono dimenticate. dove credi che andrei a finire?" "Vedrai che non ti colpirà. Ma non credo che lui veda la cosa in questo modo. che improvvisò una lunga danza della spada." Il drago non poté trattenere le lacrime e supplicò: "Condiscepolo. nostro signore e padre!" "Che bella vita. l'altro ricorda il gatto selvaggio che si avventa sul mondo sfoderando artigli d'acciaio. lo spinsero avanti e lo inchiodarono al suolo. si aggiustò la tunica e balzò in aria dirigendosi verso est. Guarda che bei posti. Mentre camminava. quando mi parve il momento buono. volteggia la spada preziosa. e mille duecento scimmie schierate ai suoi piedi secondo il loro rango lo applaudivano e gridavano: "Viva il grande santo.aprì il suo mantello." "Sai che il maestro si trova in difficoltà?" "Non so niente. Quando lo vedi. Trovò solo il cavallo che dormiva nella stalla. Devi andare a chiedere aiuto. Si tenne nascosto fra l'erba. la sua nuvola perse l'assetto e lo rovesciò nell'acqua del fossato della città reale. "Per la miseria!" si spaventò Porcellino. a fare il monaco non mi ci terrebbe nessuno. non un cane che abbai. balzò su una nuvola e se ne ritornò nella scuderia della locanda. e pensò che sarebbe stato suo dovere aiutare Sabbioso: "Ma con un solo filo non fai una corda. quando il cavallo gli afferrò un lembo della tunica con i denti per trattenerlo. Voi eravate scomparsi e io temevo per la vita del maestro: non mi restava che cercare di soccorrerlo. coperto di catene e chiuso a chiave in una stanza. Il destino che proteggeva Tripitaka gli diede vento in poppa: allargava le orecchie come vele e acquistava velocità. Almeno avreste potuto correre a informare dell'accaduto. sguainò la spada che portava alla cintura e la tese al drago." Il cavallo bianco si svegliò. non un gallo che canti. scivolò in mezzo alla folla delle scimmie e si prosternò con loro. Non si rendeva conto che. "Mi sa che c'è sotto qualche disgrazia. posso sempre riprendere il mestiere di genero. e quando vedrà la situazione in cui ci troviamo non si arrabbierà. Se per distrazione mi menasse. in quel buio notturno! Il mostro del Monte della Tazza e il drago bandito dal mare occidentale: l'uno emana una luce più chiara del lampo. numerose come uno sciame d'api. Se non approfitto di questo sfascio per andarmene. invece. Si svegliò a mezzanotte passata e gli ci volle tempo per rendersi conto di dove si trovava. Presto ebbe superato l'oceano orientale. Ecco da dove viene la contusione che mi vedi su una gamba." "È andata proprio così?" si stupiva Porcellino. in breve si addormentò profondamente. cercai di colpirlo. per quella volta che incitai il maestro a recitare l'incantesimo del cerchio. Sai. che si prosterna in bello stile maialesco. che non sareste risultati all'altezza e non ne sareste venuti a capo. lui! Quando facevi lo sbruffone davanti al re. ma questi l'afferrò al volo con destrezza e scagliò a sua volta il candelabro. ormai sono in ballo e devo ballare. Io lo dicevo per ridere. vidi invece il mostro in una sala e mi trasformai in dama di corte per avvicinarlo. a manca. non pensavo che il maestro mi avrebbe preso sul serio e lo avrebbe scacciato. Anche il drago riprese la sua forma.

Presso l'ingresso della grotta il grande santo lo aspettava seduto su una roccia. si è ricordato di te." "Ti racconterò tutto. "Che cosa fai?" "Guardo da che parte la strada è più larga e adatta a scappare." Scimmiotto si arrabbiò e urlò: "Portatemelo qui!" La massa delle scimmie si precipitò sul bestione per riportarlo indietro. Perché avrebbe cambiato idea? E del resto io non posso ritornare. le scimmie venivano a offrire grappoli d'uva violetti. Triplo legame formano i discepoli. Dopo la tua partenza riprendemmo il viaggio e. sarà più facile che mi ascolti. fratellino. Porcellino temeva ciò che nel frattempo poteva accadere a Tripitaka e continuava a insistere: "Fratello." A queste parole il bestione non osò replicare. è lui che mi ha scacciato. signore e padre. "perdonami. altro che campare!" Chiacchierarono e risero a lungo scendendo dalla cima." "Ragazzi!" gridò Scimmiotto. fratello. Quando Fraternità si ricongiunge Alla Giustizia." "Qui tutti sono scimmie. vedendolo partire. senza pensare che Sabbioso sarebbe venuto a cercarmi e il maestro sarebbe rimasto solo. E SCIMMIOTTO ABBATTE ALLA FINE IL MOSTRO GRAZIE ALLA SUA SAGGEZZA. ma sempre con la testa china e cercando di nascondere il grugno. ti sarai trasformato in qualche insetto per spiarmi. Però non sono un barbaro. dopo il ritorno di Scimmiotto era stata restaurata in breve tempo ed era tornata come nuova." "Fratello" rispose Porcellino prosternato. "E come sarebbe andata la cosa?" "Mentre si camminava. I diavoli ed i mostri della storia Con i cinque elementi corrispondono. Come ti permetti di venirmi a rendere omaggio prima di essere stato accettato?" "Vergògnati!" grugnì Porcellino. il mio spirito continua a seguire il monaco passo per passo nella ricerca delle scritture. signore e padre. perché perdi tempo a prendermi in giro. la Legge ritorna Alla sua fonte. il maestro è là che ci aspetta. Il metallo ed il legno Formano giusto frutto uniti insieme A scimmia dello spirito. perdonami per riguardo alla pusa Guanyin che risiede di là dal mare. il sole saliva in cielo. e adesso pretendi di non avermi mai visto e mi tratti da barbaro." "Va bene. sento i re dell'inferno che fanno i conti con i loro assistenti? E te." "Vuoi farmi fesso? Sai che. tanto che finirono per strappargli la tunica. tu sei diverso e sei più balordo degli altri. anche solo per non deluderlo e per non rendere inutile tutto il cammino che ho fatto." "Ma tu non vieni?" "E dove dovrei venire? Qui sono libero e sto bene. sprofondando nella menzogna. Se poi non sapete che trattamento ebbe Porcellino e se riuscì a scamparla. il mio muso!" gridò Porcellino tirandosi su. e lo sommerse acchiappandolo per i capelli. "Ho un bell'essere tornato a casa." "Allora alza il muso e fatti vedere" rispose Scimmiotto ridendo." Ma Porcellino rifiutò: "Sei proprio gentile. ero stanco e schiacciai un pisolino. con un codazzo di scimmie. per la coda. Comunque. ascoltate il seguito: ci troverete tutti i particolari.. Le scimmiette corsero a presentarsi a rapporto: "Grande santo. Porcellino Otto Divieti. Lo sai che non ho più tempo per divertirmi. "Prendete un bastone bello grosso e cominciate ad ammorbidirlo con venti colpi sulle chiappe. Te l'ha data la lettera di licenziamento? Fa un po' vedere. [. che mi insultavi mentre camminavi qui vicino." A questo discorso Scimmiotto saltò giù dalla rupe. "Siamo stati fratelli giurati per anni." "Ti prego di venirti a distrarre nella Grotta del Sipario Torrenziale. per riguardo al nostro maestro. Porcellino saltò su e incominciò a tendere il collo da tutte le parti. sei il solito sacco di segatura! Non ti bastava andartene via tranquillamente. e io non vorrei far aspettare il maestro. il maestro smontò da cavallo e mi chiese di andare in cerca di elemosine." "La strada è lunga al ritorno quanto all'andata. Ogni tappa ha la sua prova. ma uno che conoscete bene. caro fratello. Ma parla sul serio e dimmi tutto. saggio condiscepolo. me la pagherai." "In questo caso non ti trattengo. che avevi dieci risposte per ogni domanda che ti si faceva." "In questo posto benedetto dal Cielo. visto che vieni da tanto lontano. Lungo la strada." "Ma sei qui." "E dove vorresti scappare? Ti prenderei anche se ti lasciassi tre giorni di vantaggio. buono soltanto da battere" si spazientì Scimmiotto. se tendo l'orecchio sinistro verso l'alto. non ci si può fidare di quel Porcellino: parla come un manovale e vi insulta a ogni passo. non ho lettere e non sono stato licenziato. prese per mano Porcellino e gli disse: "Saggio fratello. fratello. Non mi punire e consentimi di alzarmi per parlare.] Porcellino non poteva saziarsi dello spettacolo che aveva davanti ed esclamava: "Che meraviglia. Da parte mia dovresti dire al monaco cinese di non perdere tempo a pensare a me. in una pineta. io resto dove sono. mangiate qualcosa!" "Mio fratello Porcellino" rispondeva Scimmiotto ridendo "ha un tipo di appetito che non si sazia con la frutta. ma io sono preoccupato per il maestro che aspetta. "Se insisti a non riconoscermi. e prese a inveire contro di lui: "Non sei cambiato. Camminai molto senza trovare nemmeno una capanna." Il bestione non osò rendersi sgradito con altri rifiuti e lo seguì nella passeggiata. ogni luogo il suo tranello. "Eccolo. "Sono proprio io. In effetti dopo tre o quattro li. per quanto grande sia il mio appetito. Figùrati se mi sarei permesso di insultarti. se mi farai andare di nuovo fuori dei gangheri. non sono soggetto né al cielo né alla terra: perché dovrei rinunciare alla mia libertà per fare il bonzo? Vacci tu. qualcosa da rinfacciarti ce l'avrò." "Sei un sacco di segatura. Non darti il disturbo. fratello? Possa mangiarmi la lingua! Dicevo semplicemente che avrei dovuto informare il maestro che tu non saresti venuto: questo è quanto. Sono i sutra la via di perfezione: L'anima originaria aggiunge il Buddha. battendo la fronte al suolo. In quello stato d'animo mi ha mandato apposta a cercarti. Camminarono tenendosi per mano fino in vetta alla montagna. sento la gente che bisbiglia nel trentatreesimo cielo? E se tendo quello destro verso il basso." "Infatti ci si può campare. che bisogno avevi di insultarmi?" "E chi ti insultava. ci pensa sempre" si affrettò a ribadire Porcellino. questa volta mi ammazza!" ripeteva Porcellino come se recitasse una litania. non avrei dovuto sentirti?" "Ho capito." "Non credo né che pensi a me né che mi cerchi." "Lasciamo perdere il maestro. tirati su. saggio condiscepolo. ma non ne vuol sapere. Allora il maestro incominciò a dire che tu eri diverso. devi seguire le regole: prima consegni la tua carta d'identità e scrivi il nome nel registro. poi ti presenti all'appello quando e dove ti viene indicato. Non poté far altro che borbottare qualche parola d'addio e rimettersi in cammino. ma soprattutto. "È la fine." La menzione di Guanyin ebbe qualche effetto su Scimmiotto: "Se la metti così non ti picchierò. non avevo fatto i conti con la tua perspicacia. che eri più sveglio e più intelligente. vieni con me a divertirti un po'. Sbrigati a parlare se non vuoi botte.." E intanto pensava: "Se ammette di riconoscermi. e scusa se è poco. vieni almeno a fare un giro dalle nostre parti. la vorrai pur dare un'occhiata al paesaggio. Troncate i sei destini menzogneri Ed al Colpo di Tuono giungerete. prendi qualcosa come aperitivo. Scimmiotto." Le scimmie mollarono la presa. salutiamoci qui." Mentre assaggiavano." "A me piace seguire gli usi del paese. tutti si assomigliano e si sentono tutti fedeli sudditi del grande santo. che rispondevi subito quando ti si chiamava. per timore di rimediarci un'applicazione del randello." "Quel porcellone di Otto Divieti!" esclamò Scimmiotto soffocando dalle risate. Porcellino si volse indietro." "Non ho offeso nessuno. lui preferisce fare il mostro che il bonzo! Che bel macaco! Avevo le migliori intenzioni di pregarlo di ritornare. E allora resti dov'è!" Avanzò di qualche passo e riprese le sue invettive. gli mise alle calcagna due agili scimmiette con l'incarico di ascoltare i suoi soliloqui. La montagna era bella. Inginocchiati sul bordo della strada. per le orecchie. tese il dito nella direzione da cui veniva e incominciò a vituperare Scimmiotto: "Scimmia del cazzo. pere profumate." "Ma è proprio vero che pensa a te. fratello. Non perdiamo altro tempo. gridavano: "Grande santo. Quel giorno fece giuramento davanti al Cielo e scrisse la lettera di suo pugno. da quello spione che sei. Questo sarà l'antipasto. Essi salgono Verso la beatitudine a varcare La porta della non-dualità(10). Le scimmie in massa si erano impadronite del bestione e lo spingevano e tiravano." "Fratello" gridò sconvolto Porcellino.china rispose: "Non oso accettare l'onore di essere interrogato." "Ma allora perché sei qui?" "Il fatto è che il maestro pensa a te e mi ha mandato a cercarti. il maestro gridò: 'Discepoli!' Ma io non avevo sentito e Sabbioso faceva orecchie da mercante. quale pericolo? Come ti ho detto." "Perché non te ne vai in cerca di scritture con il monaco cinese? Scommetto che l'hai offeso e ti sei fatto licenziare anche tu. e il resto glielo darò io con la mia sbarra." "Penso che il nostro maestro sia un uomo buono e giusto. per ogni singolo pelo. "cercavo di ingannarti proprio perché tenevo tanto a farti venire con me. CAPITOLO 31 STORIA D'AMORE ASTRALE IN CUI PORCELLINO SI APPELLA AL SENSO DI GIUSTIZIA DEL RE SCIMMIA. Se la tua intenzione è di fare atto di sottomissione. Assaggerò volentieri questa frutta. Dovremmo andare. Dunque sei un mostro forestiero. Poi gli darete altri venti colpi sulla schiena. sugose nespole gialle e corbezzoli rossi. Ti prego. Sai che non ama restare . che noi non valevamo niente in confronto. ai piedi della montagna. fratello! Credo che sia la più bella montagna del mondo. parla prima che sia troppo tardi. mentre il monaco cinese è in pericolo?" "Ma no.

" "Che cosa sapete. ritornammo indietro. Andiamo!" disse Sabbioso. rapita dal mostro. Due per uno. Lo prese una gran gioia. Aspettate che abbia accompagnato quel monaco al suo destino e l'abbia riportato nell'Est. E questo burino ha l'insolenza di prendermi alla leggera." "Che cosa ci vai a fare? L'orco non sarà in casa." "Reverendo. donna volubile?" "Ho ricevuto la mia educazione a palazzo e ricordo la . direte che sono i figli di Veste Gialla e che li ho catturati io." "Tu non capisci queste cose. mezza parola avresti potuto dirla. E adesso che cosa vuoi?" "Non ve la prendete con me" rispose sorridendo Scimmiotto. e Porcellino lo additò: "Quella è la casa di Veste Gialla. "Ieri. padre per la vita. che avresti dimenticato i torti passati e saresti certo venuto a soccorrere il maestro." La principessa si precipitò all'interno. non c'era dio che. fratello." Infatti erano i figli che la principessa aveva avuto dal mostro. I bambini terrorizzati si misero a strillare e a piangere. il vecchio non sarebbe capace di sottomettere nemmeno una lucertola: perciò toccò a noi di ritornare sul posto a combattere. "Grande santo. Credi che il mostro non se la prenderà con noi? A noi. si sentì il cuore pieno di rugiada. al vedermi. Io mi sono permesso di ripeterle solo per informarti." "Hai ragione. io fui vinto e scappai a nascondermi nell'erba." Scimmiotto lo interruppe: "Basta con le chiacchiere. è un buon piano. urlava: "Ehi lassù. monaco." "Giusto. Perciò rispose: "Magari non ti avessi dato retta! È stato proprio il tuo nome a scatenare quel mostro. Tutti. Siamo i soldati di un esercito sconfitto. uno sconosciuto ha rapito i principini. Scimmiotto si avvicinò alle loro spalle. Non è un modo di incastrarci?" "Se dovesse prendersela con voi. Vieni a soccorrerci!" "Monta su. ma scoprì il mostro che beveva tutto solo in una sala del palazzo. una specie di volano. Se capitasse qui. hai tenuto duro!" "Da dove vieni?" chiese Sabbioso inchinandosi. ma incastri noi. In un prato. che si impadronì di lui. e possono morire da un momento all'altro. fratello. che mi ha informato che il maestro è nei pasticci: Veste Gialla lo ha trasformato in tigre. Confortati dalla sicurezza che dava loro la presenza di Scimmiotto. Perché non mi hai dato retta?" Porcellino rifletté e si disse che da un uomo di guerra si ottiene di più con le provocazioni che con le preghiere. per sostituire la sua tenuta da mostro con la tunica di broccato e il grembiule di pelle di tigre." "Lo so. non si inchinasse profondamente e non mi trattasse con il titolo di 'grande santo'. Lascialo andare. Si mutò in fanciulla di corte e cercò di colpirlo durante una danza della spada. Era invece la residenza del mostro Veste Gialla. sono ritornato in città durante la notte. "non aprite la mia prigione: quando ritornerà vostro marito se la prenderà con voi. Presto giunsero in vista di un tetto dorato che rifletteva i raggi del sole. Verrò anch'io. Non era rimasto che il cavallo bianco. che gli voglio dare una scarica di botte a modo mio. erano cose che diceva questo Veste Gialla. Io aspetto qui. non lo vorrei stomacare. tu faresti una brutta fine. il quale riprese il suo aspetto di drago e partì in cerca del maestro." "Come lo provocheremo?" chiese Sabbioso." Alleluia! Al nome di Scimmiotto parve a Sabbioso che ambrosia gli piovesse sulla testa. Ma non avevamo fatto i conti con i grandi poteri del mostro: questa volta toccò a Sabbioso di restare prigioniero. cercando di trattenerlo. un mostro così insolente non lo voglio mancare. trovammo solo il cavallo e i bagagli: il maestro era scomparso. per ogni evenienza. Se vi chiederanno di chi si tratta. Farai il bagno un'altra volta. quando provocai quei disordini in Paradiso. Quando. e io ti rendo i bambini. Il mostro prese l'aspetto di un distinto letterato. Quando il re ricevette la lettera." Le scimmie. Al maestro piace la gente pulita.' Ma lui diede in escandescenze: 'Credi di farmi paura con questo Scimmiotto dei miei stivali? Venga pure. I mostriciattoli della grotta. che non è da gentiluomo. Quando il mostro lo saprà. Non lo trovò da nessuna parte. "Principessa" diceva Sabbioso. andò a corte e trasformò il nostro maestro in una tigre. Non è che mi ha abbia proprio scacciato: mi ha dato un periodo di licenza per venir qui a vedere come andavano le cose e per prendere un po' di riposo. La madre. se li portò via. lo taglierò a pezzetti per metterlo nella frittura mista'. mentre tu. messo in fuga. Non riescono più nemmeno a piangere. Mi raccomando. chiese al maestro di catturare il mostro e di ricondurre la figlia. quando il Novizio disse: "Fermiamoci un momento. non hai un'oncia di buona fede. Poi andrete nella città degli Elefanti Sacri a provocare il mostro per portarlo qui. verrà qui di certo. È stato il drago a suggerirmi di venirti a cercare. ti tieni le mani pulite. me ne ritornerò al mio paese. perché hai rapito i miei figli? Hanno un padre feroce: se gli succede qualcosa." "Che bestia sei! Quando vi lasciai." "Tu resta qui. che lo scorticherò vivo. Sono il primo discepolo del monaco cinese. li afferrò per il ciuffo e. quando è avvenuto un fatto inatteso. uscì dalla foresta e vide una pagoda con il tetto dorato che prese per un monastero. "qual'è secondo voi il crimine più grande." "Principessa" ghignò Scimmiotto. ma tu no. invece di marciare verso l'Occidente?" "Non frugare nella piaga. Ora ti prego di non dimenticare l'adagio: maestro per un giorno.seduto a lungo: si mise a passeggiare. Non siate mai trascurati né approssimativi. comunque. Ma adesso c'è questa situazione d'emergenza. gli romperò le ossa e gli mangerò il cuore. ha detto che sei buono e giusto. Mi dovevi rendere i bambini in cambio del tuo condiscepolo: io ho fatto la mia parte. Scimmiotto Consapevole del Vuoto. comincia con il catturarlo e vendicarti. poi ritornerò qui a godermi con voi la verità della natura. saggio condiscepolo. Gettandoli sui gradini li ridurremo in poltiglia. non credere di cavartela!" "E così tu non mi conosci. Poi farai come vorrai. che ha immensi poteri e abbatte mostri come te con una mano sola. come se invece dell'annuncio di un arrivo lo avessero coperto di doni d'oro e di giada. non ti conosco nemmeno. La principessa gli disse: "Sei un monaco senza scrupoli. signore e padre!" gridava spaventata la folla delle scimmie. siete il mio benefattore. Si precipitò all'aperto scuotendosi il vestito per salutare Scimmiotto: "Cadi proprio dal cielo. Non possiamo combatterlo in città: solleveremmo un polverone e la sconvolgeremmo tutta. come sempre. Anche Porcellino abbassò la sua nuvola per salutarlo: "Bravo fratellino. Come sai." Sabbioso prese la rincorsa e balzò sulla rupe. fratello! Dio sa se c'era bisogno di te! Aiutaci!" "Benedetto Sabbioso! Quando il maestro recitava il suo incantesimo per stringermi la testa. bestione." Porcellino comprese che l'intenzione era buona. E poi." "Alzati. mi avete salvato la vita aiutandomi a discolparmi di quella lettera." "Fratello" fece Porcellino ridendo. senza perdersi a indagare se erano Pierino o Paolino." Che bravo re scimmia! Abbassò la nuvola luminosa e ne scese per esplorare i dintorni della grotta. bisogna consolarli e rassicurarli. Intanto." Scimmiotto divenne furioso: si mise a saltellare intorno. sanno che Scimmiotto è il suo discepolo. dove Sabbioso è tenuto prigioniero. ma fu invece colpito lui a una gamba da un grosso candelabro. Devo scendere in mare a purificarmi. per insultarmi così?" "Calma. fin dal momento che li hai arraffati. Mi chiedevo come avrei potuto rendervi il favore. calma. gridò ai mostriciattoli di farsi da parte e liberò Sabbioso con le sue mani. "la faccenda la conduci tu. sconvolta. Dopo il bagno. sorvegliate la proprietà e continuate a piantare gli alberi: bisogna aggiungere altri salici e pini. il maestro aveva trovato una salvatrice: era la terza principessa del re del paese degli Elefanti Sacri. Se invece è troppo magro. messi in allarme. che liberò il maestro e gli affidò una lettera per i suoi genitori. Scimmiotto prese per mano Porcellino e montò su una nuvola. Ho trovato il cavallo bianco. "Vi porterete sopra la Sala delle Campanelle d'Oro e butterete giù i bambini sui gradini di giada bianca. il suo primo discepolo è il famoso Scimmiotto il Novizio. Bisogna proprio tirarlo fuori da questo pasticcio. Cinquecento anni fa. che il vecchio Scimmiotto era il suo primo discepolo. due fanciulli giocavano a 'disputarsi il nido'. invece di restar lì come uno scemo a bocca aperta. "Era tempo di far conoscere i bambini ai loro nonni. Il mio condiscepolo Sabbioso è chiuso nel tuo antro. ci è rimasta solo la vergogna. mentre Scimmiotto scendeva dalla rupe e si avvicinava alla pagoda. Lo cercammo fino all'ingresso della grotta e combattemmo con il mostro. combatterete ritirandovi in modo da portarlo qui. Sarete vittima del suo furore." "Non fare l'insolente." Il grande santo saltò giù dalla roccia su cui si era accoccolato e si precipitò nella grotta. vi avevo detto e ripetuto di far sapere. vorrà farla pagare. fai un buon affare. come se sbocciasse la primavera. senza testimoni. ai mostri che avessero aggredito il maestro." "Come sarebbe a dire?" "Io gli avevo detto: 'Mostro. per l'uomo nato fra cielo e terra?" "Lo so. Mi è bastato ritornare pochi giorni fra le mie scimmie per riprendere odore di mostro. ma quando l'avrò catturato e fatto a pezzi. "Dove volete andare? Non fareste meglio a restare qui a darvi bel tempo ancora per qualche anno?" "Ma che cosa dite. dentro la grotta. Mentre erano assorti nel gioco. dove il campo di battaglia è spazioso. mentre vado a esplorare il terreno di combattimento. non dovevi proteggere il maestro? Perché stai qui a perder tempo. a grattarsi le orecchie e a tormentarsi le guance: "Ma chi è questo stronzo. i due se ne andarono con i bambini. corsero dalla principessa ad annunciare: "Signora. quei bambini. È stato il cavallo bianco a consigliarmi di andare in cerca del nostro primo condiscepolo. Ciascuno di voi prenda un bambino. Li hai spaventati. fratello." "Non c'è tempo. Gliela farò vedere io. È comparso il vostro condiscepolo Scimmiotto: mi manda lui a liberarvi. pochi scherzi! Giù le mani dal maestro! Bada che non ha solo noi come discepoli. con Sabbioso. figlioli! Io ho il compito di proteggere il monaco cinese." "E come vi incastro?" "Ai bambini dev'essere già scoppiata la milza dalla paura. gli strapperò la carne. il Novizio. risalirono sulla nuvola e ripresero il viaggio. in breve ritornò all'aperto con il suo randello in mano. La principessa corse fuori dalla grotta e vide Scimmiotto in cima a una rupe che stringeva i due bambini per il ciuffo e minacciava di lasciarli cadere nel vuoto. in cielo e in terra. Uno aveva una diecina d'anni e l'altro otto o nove. accettarono i suoi comandi. Bada che mio marito non è un tipo comune. Stavano completando la traversata dell'oceano orientale.

" Il mostro si mise a ridere: "Caro Scimmiotto. come potrete farcela?" "A quanto pare non avete occhio per queste cose" replicò Scimmiotto ridendo." "Questi bambini sono i figli del mostro Veste Gialla" proclamò a gran voce Porcellino. e lo farò ruotare ben bene per vedere di che si tratta. Tesoro. Ecco perché non mi restava che prolungare la mia fragile esistenza. si produsse in un grande numero di teatro: sbatté le lunghe ciglia. non permette che mi allontani. non te ne lascerei uno in . non vi disperate." "Tirati su. La sua partenza da insalutato ospite confermò la nuova opinione generale che il vero mostro fosse lui. e tu hai ancora il coraggio di mostrarti in giro. senza parere... appunto perché ho l'abitudine di picchiare sodo i mostri che incontro e ne avevo ammazzati un po' troppi. comunque. manchi di dignità! Il tuo maestro ti caccia via. Porcellino e Sabbioso. e l'altro: l'ostilità fra padre e figlio dura solo una notte? Credevi che potessi restare con le mani in mano. non conoscevi il nome di tuo nonno. confezionando frottole al riparo del velo di lacrime che gli bagnava gli occhi. Sarà meglio che prima ritorni a casa e chiarisca questa storia dei bambini." "Vi potete fidare. mentre gli ufficiali annunciavano: "Disgrazia! Disgrazia! Due persone sono precipitate dal cielo. brutto diavolo! Non sai nemmeno riconoscere tuo nonno?" "Eppure questa faccia l'ho già vista da qualche parte" sibilò l'orco. riducendoli in poltiglia. Per ogni evenienza. non piangere più. "Ha ucciso i miei figli buttandoli dall'alto: e adesso come rendergli la vita? La farò pagar cara a quel monaco." "Non ero con i due che conosci. E l'eminente legge del destino lo consegna ora nelle mani del vecchio Scimmiotto. non valgono la minestra che mangiano. sposa senza lo sposo è un'infelicità che non perdona. reverendo: come potrei dimenticare i miei genitori? Il fatto è che il mostro mi ha rapito a tradimento. Il mostro strabuzzò gli occhi: non l'aveva mai vista così. Ero lontana da loro e non avevo nessuno per inviare notizie. come lo volete chiamare?" La principessa arrossì fino ai capelli. il mio prestigio ne risentirebbe. Ho un amuleto che devi strofinare dove ti duole. Che ne pensate?" "Ma voi cercate la morte! Ieri i vostri condiscepoli. una specie di ciondolo di cinabro interno. quanti anni di prove. a diecine e centinaia? Avessi pur cento mani. Se non gli puoi offrire vino né merenda. E valga in luogo del tè. non può essere. il vostro vecchio Scimmiotto vi garantisce che catturerà il mostro e vi riporterà a corte. Il mostro alzò i pugni per colpirlo. "che io e Sabbioso abbiamo portato qui. Come puoi dar retta a quella bestia?" "Non stiamo a discutere." "Sciocchezze! Diecine e centinaia? Anche se fossero migliaia e centinaia di migliaia. un po' di contegno! Guardami bene: mi conosci?" "Tesoro" bisbigliò il mostro allocchito." "Ti ho visto. Avrei voluto uccidermi. come pensate di fare?" "Penso sia meglio che voi non mi stiate d'attorno. "Certo che lo erano: li ha presi Porcellino. Ma stai attenta a non ruotarlo. I vostri sentimenti verso di lui potrebbero giocarvi degli scherzi." "Lo so." "Proprio così: "Padre mio che m'avete generato. Io invece sono piccolo. che è un uomo molto compassionevole. Il mio maestro. prima di venire a rubare il mio amuleto con l'inganno? Che azione infame. Alla fine disse: "Le vostre parole sono giuste. il fondamento del bene. proprio da fetente!" "Così non mi riconosci" disse il Novizio. perché altrimenti apparirei nella mia forma originale. voi ritornate a casa e non li vedo con voi: come volete che non mi senta disperata?" "Mi stai dicendo che quelli erano davvero i nostri figli? " esclamò il mostro. puoi sempre offrire la tua testa: abbi la compiacenza di metterti in posa perché io ci batta sopra. non avresti dovuto entrare qui dentro. mi sorveglia continuamente. D'altronde a corte gli altarini erano stati scoperti. Si fece avanti per prenderla fra le braccia: "Tesoro mio. E voi madre che m'avete nutrito. Chi sei? Da dove vieni? Dove hai imboscato mia moglie. Porcellino mi ha detto che avete salvato la vita del nostro maestro e avete mandato una lettera ai vostri genitori: questo dimostra che non li avevate dimenticati. povero diavolo sfiancato e sbilenco come un granchio. non sapeva dove nascondersi per la vergogna. mi aveva rimandato a casa per questo motivo. Gli omaccioni valgono meno della figura che fanno. padre per la vita. Son qui io. Io avrò bisogno di muovermi senza avere intorno troppi sentimenti: un colpo dev'essere un colpo. Era destino che il suo matrimonio avesse fine.(11) "Il poema spiega che la pietà filiale è la fonte della buona condotta. perché le diciassette compagne della ragazza che egli aveva divorato si erano presentate al re. schizzò intorno tante lacrime peggio di un temporale. Sono il tuo nonnetto di cinquecento anni fa. ma ho bevuto troppo e non ho ancora smaltito il vino. Per sottrarre l'oggetto a ogni contesa. E voi. Allontanata la principessa. "lo dice anche il proverbio: marito senza moglie perde della sua casa la padrona." "Voi che siete un esperto. ma tutto muscoli. Scimmiotto si rallegrò: "Che bell'oggetto! Chissà quanti esercizi di meditazione. pestò i piedi. dargli il vostro corpo senza pensare a vostro padre e a vostra madre? Se questo non è un crimine contro la pietà filiale. "Rimandiamo di un momento le legnate: guarda pure a tuo agio. ma temevo che i miei genitori mi credessero colpevole di una fuga da casa e che la vicenda non venisse mai chiarita. E così. ho pianto tanto da averne male al cuore. ma lui diceva che doveva presentarli a corte. che cos'è accaduto da renderti tanto disperata?" "Oh signore" rispose Scimmiotto. Qui si levò di bocca un oggetto che aveva le dimensioni di un uovo di gallina." Il bravo mostro non stette nemmeno a congedarsi. piccolo piombo pesa un accidente. Se non lo abbatto. Che cos'hai da dire a tua discolpa?" "E quando ti avrei insultato?" "Me l'ha detto Porcellino. non mi tirate in qualche brutta storia. L'orco entrò nella grotta come una folata di vento. di pugno o bastone che sia. mentre te la prendevi con il mio maestro? E non è tutto. Avreste dovuto rincasare ieri sera! Stamane non eravate qui quando è venuto Porcellino e si è portato via Sabbioso e i nostri bambini.frase dei libri antichi: 'Tremila crimini meritano i cinque castighi. Il monaco ha solo due discepoli. "Principessa. Se mi prendessi una rastrellata." La principessa seguì il consiglio e si ritirò in luogo appartato. il re confermò la consegna ai suoi ufficiali di tenere sotto sorveglianza la falsa tigre. signora. si batté il petto e riempì la grotta di singhiozzi violenti e di tragiche lamentazioni." "Per piacere. ma il mostro stava all'erta e subito si slanciò per strapparglielo dalle mani. con le ossa a pezzi e il sangue che correva tutto intorno. Di uno Scimmiotto non ho mai sentito parlare. assalito da un'enorme collera. quando sentì gridare il suo nome." "Brutto criticone! Non conosci il proverbio: maestro per un giorno. Intanto Porcellino e Sabbioso portarono i bambini nella città degli Elefanti Sacri e li lasciarono cadere sui gradini di giada bianca. Scimmiotto. falsa principessa. Lo sai che ho al mio servizio mostri grandi e piccoli. Mi accontenterò di farti presente che oggi ti sono venuto a trovare e tu non hai fatto buona accoglienza all'ospite venuto di lontano." "Te lo raccomando." "Tanto peggio!" esclamò il mostro. Scimmiotto se lo mise in bocca e lo inghiottì. con le ossa che vi sbucano sotto la pelle." "Via. Allora vi troverete un buon partito e potrete vegliare sui vostri genitori finché saranno in vita." E si mise a piangere come una fontana. non appena si era fatto giorno. si apprestò a farlo ruotare su se stesso. Corre all'aperto. il re scimmia si trasformò con una scossa nella sua copia identica ed entrò nella grotta ad aspettare il mostro. per riferirgli l'accaduto." "Credete davvero di potercela fare?" "Non avete idea di quanto possa pestare diavoli e mostri." Il mostro se ne stava ancora nella Sala della Pace d'Argento a ronfare e smaltire tutto il vino che aveva bevuto. "Sono il primo discepolo del monaco cinese e mi chiamo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. ma Scimmiotto lo trattenne con una mano e fece con l'altra un movimento che gli restituì il suo vero aspetto: "Ohé mostro." "Sento molto la mancanza dei bambini. mi hai anche insultato dietro le spalle. torcendosi per il furore che lo attanagliava. Pietà pei genitori Che tanto hanno penato. ma siete stata sua moglie per tredici anni. spostano vento e non ripagano la stoffa che occorre per coprirli." La falsa principessa lo afferrò e cominciò a stropicciarselo qua e là. Il mostro si mise a riflettere: "Capisco Porcellino. In fatto di astuzia e agilità non è facile farla a una scimmia. che pure sono degli omaccioni. potreste solo crearmi dei problemi. non vi posso riportare a corte dal re vostro padre. Io lo supplicavo. Vediamo l'amuleto. ma nessuno è grave come la mancanza di pietà filiale'. ritornò subito alla sua montagna e corse verso la grotta per capire che cosa stava succedendo. da qui non uscirai vivo. La faccia gliela spaccherei volentieri. ma perché è qui Sabbioso? Lo avevo lasciato prigioniero a casa mia: come è scappato? Perché mia moglie avrebbe dovuto lasciarlo andare? E che cosa c'entrano i miei figli? Porcellino avrà architettato un trucco per provocarmi. quello là! Ha il grugno di maiale e la lingua di megera. guarda in su e vede Porcellino e Sabbioso che gridano da una nuvola." "Ma mi ha portato qui di forza. Come avete potuto accoppiarvi con un mostro. Son fuochi di paglia." Scimmiotto ghignò dentro di sé: "Il maledetto è abbastanza ingenuo da passare alle confessioni senza che occorra la tortura. non sono riusciti a prevalere su mio marito. Tu sei un essere malefico piovuto da chissà dove per prendermi in giro. Poi. ma non riesco a ricordare. e passerà. se il tuo programma era di fare a botte. Come ti senti? Avrò cura di te. La corte fu presa dal panico. "Dice il proverbio: grande vescica non pesa niente. e l'incontro con il grande santo era stato disposto appunto a questo fine. Non ho più visto nessuno. "che cosa ti succede?" "Ma che tesoro. quante sedute di unione di yin e yang sono occorsi per fabbricare questo ciondolo di cinabro interno. In verità sono la peggiore peccatrice che ci sia fra cielo e terra. la conversazione con lui posso riprenderla più tardi." L'orco prese per mano Scimmiotto e lo guidò in un angolo segreto in fondo alla grotta." "Ma che uomo sei.

e subito si ritrovò in città. Agli occhi di tutti conservava quell'aspetto. Nel Paese degli Elefanti Sacri ho combattuto con un mostro che aveva attaccato il mio maestro dopo aver sedotto una principessa. come potrei dire di no? Portatemi un po' d'acqua. Mi desiderava. Poi si unì alle sorelle e tutti i funzionari vennero a renderle omaggio. Le stava raccontando dell'avatara del mostro. La principessa reale del Paese degli Elefanti Sacri non è una comune mortale. si prosternò ai piedi dei gradini del trono e riconobbe la sua colpa. Questa lotta Fino all'ultimo sangue fu ingaggiata. ma io non osai contaminare il sacro territorio del palazzo celeste. Roteando braccia e sbarre si gettò sulla folla come una tigre in un gregge di montoni." Il mostro gridò il segnale d'allarme. che corrispondono a tredici anni sulla terra. Egli si nascondeva in un torrente di montagna. "È già mancato a quattro appelli ordinari. lascia anche a noi qualche mostro da menare!" "Qui di mostri non ce ne sono più. assestando una potente randellata sulla testa dell'orco. me ne ritorno a casa. Il grande santo ritornò alla Grotta della Luna Marina a cercare la principessa. Quanti attacchi fulminei. il randello Scaccia e disperde nubi colorate. Poveri piccoli mostri! Le loro testoline si spappolavano al primo tocco e gettavano una quantità di sangue. "Come sa controllare gli attacchi del mio randello! Aspetta un po': ti servirò una finta. o qualche altra porcheria. Ferocia con ferocia. i cinque orienti. né aprire gli occhi o la bocca. Spalanca l'uno i suoi occhi di fuoco. ti prego. Segue la sbarra le tre strategie. che avvengono ogni tre giorni. "perdonate al vostro servitore questo crimine che merita la morte. "Eppure ai miei occhi non sfugge nulla. Dopo una cinquantina di scontri. Si conforma la sciabola ai sei foderi. Deng e Xin si scansarono precipitosamente addossandosi ai pilastri. L'astro tolse la placca d'oro dalla sua cintura. "Vedi il maledetto!" si diceva Scimmiotto con segreto piacere." Deciso a metter subito le cose in chiaro. ma per te. ma non trovò niente: "Ragazzo mio. astro del lupo e del bosco. sei segretamente fuggito. quante finte. i cinque picchi. vuol dire che sei scappato. come avete potuto ridurvi in questo brutto stato? Mi avete cacciato via perché mi comportavo male. senza combinare guai" replicò l'Imperatore di Giada. ma per riguardo al Buddha. compiaciuto di quella efficienza. la rapii e la tenni nella mia residenza. perché rompi sempre le scatole al vecchio Scimmiotto. I colleghi del suo dipartimento sono andati a ricuperarlo ed egli è stato esiliato nel Paradiso dei Beati. non dev'essere un mostro ordinario.piedi. "Se Veste Gialla è stato sconfitto e io salvata" disse la principessa a suo padre. e non è cosa da poco. quando occorre cavarlo dai pasticci? Come avevo detto. i dodici rami. ma le costellazioni riuscirono a trattenerlo e condussero il colpevole davanti all'Imperatore di Giada. sei proprio una disgrazia! Perché vieni a schernire la gente a casa sua?" Scimmiotto. Dal momento che sei qui. e voglio proprio vedere se conosci questo colpo. l'astro del lupo e del bosco." "Mi sembra già una fortuna che esca di qui pacificamente. "piantala di stuzzicarlo!" "Tu ficchi il grugno dappertutto. o un'aquila nel pollaio. sei un cattivo incassatore: una botta. Quindi oggi è il tredicesimo giorno di assenza. invece di godere l'infinito spettacolo del mondo di Sopra. mi trasformai in mostro su una celebre montagna. il grande santo raggiunse con una capriola la porta sud del Cielo. è risultato che questo Kui era assente da tredici giorni. Essa pensò di prendere forma umana e scese per prima nel mondo di Sotto. Scimmiotto. e vostra figlia è in realtà una fanciulla di giada del servizio dell'incenso. dove i funzionari avevano fatto portare la gabbia di ferro e tolte le catene alla falsa tigre. Liu. Scimmiotto deviò la lama con un impercettibile movimento." L'Imperatore di Giada decretò che fosse privato della placca d'oro e lo bandì nel Paradiso dei Beati. Questi recitò una formula e spruzzò l'acqua sul capo della belva: si ruppe . Il mostro non capì la mossa: vide il vuoto nella difesa e si gettò avanti per colpire con la sciabola." Il bravo re scimmia alzò la sbarra a due mani. I recinti della grotta furono subito ermeticamente chiusi e barricati." Il mostro lo inseguì con la sciabola levata per fendergli la testa. Quante parate a protegger la testa! L'espressione dell'un cambia col vento. In breve non rimase che il vecchio mostro. l'esito era ancora incerto. "Kui. ma uno spirito celeste. Se non c'è niente. o di aggravare la pena in caso contrario. Visto che sei il suo discepolo preferito. dove siamo rimasti uniti per tredici anni. mi dovevo vendicare del mostro perché mi aveva insultato. "Vostra maestà" rispose Kui prosternandosi. Tao. quando si udirono dall'alto le voci di Porcellino e di Sabbioso che gridavano: "Fratello. gli dèi della via lattea. Gou e Bi. Contro il randello di ferro forgiato S'alza la spada di acciaio temprato. La loro unione era destinata dalle loro vite anteriori." La principessa sentì per un istante il vento che le sibilava nelle orecchie. Si ordinò di procedere all'appello delle varie categorie di divinità: i nove luminari. e li seguì nel mondo di Sopra. ma non si vedevano movimenti in alcuna delle quattro direzioni. dove avrà modo di riscattarsi." "In questo caso" disse Sabbioso. La verifica proseguì oltre il palazzo dell'Orsa maggiore: si contarono ventisette delle ventotto case. Il grande santo gli sbarrò la strada all'ingresso del Cielo e voleva colpirlo di nuovo. Egli andò difilato alla Sala della Luce Penetrante. Se fossimo stati capaci di farlo da soli. La lama i nembi illumina. "Il genero di vostra maestà" rispose Scimmiotto "è la costellazione Kui del mondo di Sopra. ma Scimmiotto vedeva benissimo che era un uomo. Scimmiotto guardò intorno da tutte le parti. mentre Scimmiotto andava e veniva senza ostacolo. Ai magici poteri del gran santo Il mostro oppone forza non comune. tutte le truppe si armarono e corsero al posto di combattimento. ora che l'ho fatto. destinandolo come fuochista al servizio di Lao Zi. come se percorresse un posto deserto. "Kui. Là l'attacco è diretto a dominare. Perché?" chiese l'Imperatore di Giada. L'affatturato Tripitaka aveva qualche percezione di ciò che gli accadeva intorno. impugnò a due mani il suo randello e gridò: "Trasformazione!" Gli crebbero subito tre teste e sei braccia. "Maestro" gli disse Scimmiotto ridendo. veloce come una stella filante. Era una fanciulla di giada della Sala Piena di Profumi. Ge. Riportiamo a corte la principessa con la magia della contrazione del terreno. e diede ordine al dipartimento competente di provvedere a ricondurre il latitante nel mondo di Sopra. "Da quanto tempo manca? " chiese l'Imperatore di Giada. mentre voi volevate darvi tutto al bene. Sarebbe questo il modo?" "Fratello" intervenne Porcellino. avresti lasciato in terra del sangue." Scimmiotto gli tese le mani per aiutarlo a rialzarsi: "Se me lo chiedi così. e non ci sei più. dove i quattro grandi precettori celesti Zhang. "Noi gli abbiamo catturato il mostro e lui se la cava con una riverenza. I tre la condussero alla Sala delle Campanelle d'Oro." "Tredici giorni in cielo sono tredici anni sulla terra" ricordò l'Imperatore di Giada. Non v'è sospiro o fiato che non sia predestinato: oggi l'impresa del grande santo Scimmiotto mi riconduce alla vostra presenza. quella scimmia" commentarono ridendo i precettori. Così ho liberato la vostra benamata figlia. Durante lo scontro è scomparso senza lasciar traccia. recitando gli opportuni incantesimi. mentre Scimmiotto lo fronteggiava con la sua sbarra. senza osare di contrastargli il passaggio. i quattro fiumi. per non tradire l'impegno. nella figura detta osservare il cavallo dall'alto. perciò dev'essere uno spirito celeste. mentre la sbarra cerchiata d'oro scintillò moltiplicandosi per tre." Balzò su una nuvola per scrutare l'orizzonte. Xu e Qiu gli chiesero subito: "A che cosa dobbiamo la visita del grande santo?" "Sapete che sono addetto alla protezione del monaco cinese. "voi che eravate un bravo monaco. Nessuno avrebbe osato mancare all'appello. dissimulato fra i suoi vapori. che gli correva dietro coprendolo di insulti: "Scimmia maledetta. In seguito al rapporto che ho presentato all'Imperatore di Giada. Sono venuto appunto per verificare se qualche creatura del cielo ha abbandonato il suo posto. Ma se fossi morto. dove salutò il re suo padre e la regina sua madre. il re propose: "Perché non andiamo a vedere il vostro Maestro?" I tre discepoli entrarono nella Sala del Tesoro. ma non poteva muoversi. che scomparve senza lasciar traccia. Osò sporgere la testa solo quando udì gli incantesimi dei colleghi. A vederlo con la sbarra in pugno le guardie furono prese dal panico: Pang. salvalo. Scimmiotto fu soddisfatto delle disposizioni adottate. Mancava solo la stella Kui. "non ci sono ostacoli ad andarcene. Sono stati i loro pensieri profani a farli cadere fra gli uomini. Fece una gran riverenza e ringraziò le altre divinità della pena che si erano data." Porcellino si precipitò alla locanda. con riserva di reintegrarlo nelle sue funzioni se avesse servito con merito. gli fece segno con la mano: "Vediamocela fra noi. cercò nei bagagli la ciotola d'oro delle elemosine. "È sempre il solito rustico. Per eseguire l'ordine imperiale le ventisette costellazioni uscirono dal Cielo. "gli antichi dicevano: non per amor del monaco. "il merito è tutto degli immensi poteri del reverendo Scimmiotto. è disceso sulla terra" concludeva il rapporto dei precettori. La battaglia si spostò sulla montagna. come Zhang. la riempì d'acqua e la portò a Scimmiotto. Anch'io." I precettori si recarono subito a rapporto nella Sala delle Nubi Misteriose. Come ha potuto scomparire così? Credo di capire: il mostro diceva di avermi già visto da qualche parte." "Fratello maggiore" supplicò Sabbioso inginocchiandosi. Non ero venuto per loro. ed eseguì la figura detta rubar pesche sotto le foglie. L'altro non mostra mai emozione alcuna. Scomparve e basta." "Che specie di mostro era questo Veste Gialla?" chiese il re." Dopo avere ringraziato Scimmiotto. detto livellamento del grande mezzo. non ti avremmo chiesto di venire da tanto lontano. sulla porta. L'altro dimostra agilità felina. Qui la difesa si dimostra forte. fra brume e nuvole.

è una meta che non vi potrà sfuggire. né quando raggiunse il Paradiso dell'Ovest. se sono creature ctonie. ma mi serve saperlo per farli arrestare dal dio della montagna e dalla divinità locale. che era molto scoscesa. le diecimila cause cesseranno di agire. una persona piuttosto paurosa.. che si nutrono dei viaggiatori come voi. quelli del Nord a Zhenwu. tutte le cose si svuoteranno: allora avrete tutto il riposo che vorrete. se non un parente. Quando ritorneremo nell'Est. incanti e aspersioni di acqua . questi diavoli e mostri? Son gente navigata o pivelli? Scusate il disturbo. da dove vieni?" Sabbioso gli raccontò i fatti per filo e per segno." "Lasciamo perdere" replicò ridendo Scimmiotto. i fantasmi del re Yama. "Discepoli. Il boscaiolo Tagliava legna secca sul pendio. Tripitaka manifestò infinita gratitudine: "Mio saggio discepolo. per qual motivo siete venuti da queste parti?" "Siamo inviati dalle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Da allora maestro e discepolo camminavano insieme verso occidente. Che aspetto aveva? Un vecchio feltro azzurro sulla testa. È giunta nella corte posteriore Una coppia di rondini. coltri di nebbia più fitte Della notte. Non abbiate timore. perlomeno un amico.] Il reverendo tirava le redini per sostare a osservare la ripida salita. Ogni categoria ha il suo territorio e il suo oriente. Io conosco tutti e posso far spiccare un ordine di cattura urgente in qualsiasi momento. "Hai proprio perso la bussola. Ricordate il Sutra del Cuore. la bianchezza di giada Della sua fronte nell'oscuro stupa. ascoltate il seguito." Anche il re rinnovò i suoi ringraziamenti ai pellegrini e offrì loro un grande banchetto vegetariano." "Maestro" replicò Scimmiotto. L'immagine dorata nel Paese Degli Avvoltoi. Ma bisogna innanzitutto spazzar via le impurità dal cuore." A queste parole sembrò a Tripitaka che le sue anime lasciassero il corpo. Chi di voi ha il coraggio di andargli a chiedere informazioni più precise?" "Rassicuratevi. Gridò a Tripitaka: "Ehi voi. Ora ho passato fiumi senza nome." Il bravo Scimmiotto si arrampicò lesto sulla rupe e si rivolse al boscaiolo con uno stentoreo: "Fratello maggiore!" accompagnato da un breve saluto a mani giunte. si erano fermati solo quanto era indispensabile per il cibo e per il sonno. Vede venire un monaco da oriente. finché vi accompagna il vecchio Scimmiotto voi siete al sicuro. CAPITOLO 32 SUL MONTE CIMA PIATTA SUL MONTE CIMA PIATTA IL PROTETTORE FORNISCE ALCUNE INFORMAZIONI." "Se dici sul serio. mi basterebbe che rinunciaste a recitare quella cosa che sapete. non sono matto. Vive libero Ed è dalle Tre Stelle benedetto. in casa sua Non entrano né gloria né vergogna. Si vede Sullo scosceso fianco della rupe Camminare la tigre di montagna Agitando la coda. lavare le orecchie dalla polvere. e dove le vorresti imprigionare?" "Se sono diavoli celesti. come penseresti di farli arrestare?" "A sentire le balle che racconti per spaventarci e per magnificarli. reverendo che andate verso occidente. e tu vuoi farmene una colpa. Il racconto ha riferito come fu che il monaco cinese riprese Scimmiotto al suo servizio. non conoscerà la paura. quando vide un boscaiolo ritto su una rupe." Tripitaka si dovette accontentare di dominare la propria inquietudine. Posata l'ascia esce fuori dal bosco E a lunghi passi sale sulla roccia. lontano dalle illusioni e dai sogni che turbano. E il monaco riprende il cammino del suo impegno. un alleato. Mettiamo che io sappia dove si nascondono queste creature malefiche. Per lui primavera Dura per l'anno intero. Io sono venuto ad avvertirvi del pericolo con le migliori intenzioni. dovesse pure sprofondare il cielo. e il re li accompagnò per un bel pezzo con i suoi funzionari. L'uomo domandò: "Reverendo. Tiene in mano un'ascia D'acciaio lustro e trasporta la legna Sul bilanciere. Intorno gli alberi Infoltiscono e allargano le chiome Schiudendo ovunque fiori profumati. ma tu come puoi avere l'audacia di catturarle. Chiamò in fretta i suoi discepoli: "Avete sentito quel boscaiolo? Annuncia diavoli crudeli e mostri feroci sulla montagna. Quelli dell'Ovest vanno consegnati al Buddha. sono venuto a chiedervi qualche notizia più precisa. "Ecco un'alta montagna: corriamo il rischio di essere ostacolati da tigri e lupi. li consegno all'Imperatore di Giada. Avevano superato tante tappe che.. "Aspettate che senta che cosa si può cavare da lui. segnalerò nel mio rapporto al sovrano dei Tang che il più meritevole sei tu. attenzione!" disse Tripitaka. agl'inferi. Fu così che Il sovrano ritrova sicurezza nel suo regno. Mi chiedo: quando mai Si giungerà alla fine del cammino?" Scimmiotto si mise a ridere: "Se aspirate al riposo. maestro" rispose Scimmiotto. Anche il maestro e i discepoli si godevano la primavera. fra sete e broccati. "chi ha lasciato la sua famiglia non deve parlare come chi vi è rimasto. [. Tremava tanto da faticare a restare in sella. a elencarle tutte. "Per convincermi del vostro amore e della vostra generosità. E ricordate anche questo: Libera il tuo cuore da ogni ostacolo! Senza ostacoli. I draghi sono di competenza del sovrano degli oceani. anche di notte. PRESSO LA CAVERNA DEI FIOR DI LOTO PORCELLINO SI TROVA ESPOSTO ALLA SFORTUNA. Questa volta speriamo di arrivare presto alla meta. allentare le redini. Da quanto tempo sono qui. non può divenire l'uomo degli uomini. che vi diede il bonzo del Nido dei Corvi. Il Reverendo riprese la sua forma. L'abito rozzo di bigello nero: Povera protezione contro il sole Ed il maltempo. fermatevi un momento! Devo avvertirvi di una cosa: su questa montagna si trova una banda di diavoli crudeli e di mostri feroci. quelli dell'Est ai santi. riconobbe Scimmiotto e gli afferrò le mani: "Consapevole del Vuoto. aprì gli occhi. quando incontrarono di nuovo una montagna sul loro cammino. devi essere un loro parente." "Sei matto e basta!" replicò il boscaiolo continuando a ridere. Giù nel burrone serpeggia il torrente In fragorosi vortici. Quando avrete adempiuto il vostro compito meritorio. Dopo avere approfittato della regia bontà. Quello là sul cavallo è il nostro maestro. Che montagna! I picchi aguzzi sulla lunga cresta. Ritornava la primavera. perché vi teniate in guardia. Chi non ha subito il dolore dei dolori. Si fa musica Con corde e fiati. Maestro e discepoli iniziarono l'ascesa della montagna. il racconto non finirebbe mai. Era trascorso parecchio tempo da quando avevano salvato la principessa del Paese degli Elefanti Sacri e la folla dei cortigiani li aveva accompagnati per un tratto fuori della città. Montagne che nessuno aveva mai Scalato. Pago del suo destino. Se in fin dei conti non sapete che altro gli capitò. maestro. e se non un alleato. agitare le campanelle d'argento e stimolare il drago di giada. quelli del Sud alla Virtù del Fuoco. Passando in giro le coppe ricolme." A queste parole il boscaiolo scoppiò in una risata: "Sei un bel matto di bonzo!" "Dico sul serio.l'incantesimo e l'effluvio della tigre si dissipò." Il boscaiolo sogghignò beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia. Le feste Celebran la stagione." Il reverendo trattenne il cavallo tirando le redini e disse: "Mentre partivo da Chang'an pensavo Soltanto che avrei visto il Buddha in viso. Visto che lo avete avvertito di presenze pericolose sulla montagna. il tempo in cui Il salice risplende come seta Cangiante nella brezza. maestro e discepoli si congedarono per rimettersi in cammino verso l'Occidente. Non datevi pensiero di qualche meschina tigre o lupo che possiamo incontrare. ti devo tutto.

" "Questo si può fare. se occorre." "Lascia stare le gigionate! Questi mostri dispongono di cinque presìdi e di grandissimi poteri. mi fai paura. devo andare in giro. lasciamo perdere e separiamoci. ma temo di restar solo e che le mie forze non bastino. abili parole e false espressioni(12)." "Come ho detto. Tanto vale tenergliele nascoste ed evitare di inquietarlo. sostenerlo." "Quante vertigini potranno essere?" "Diciamo che per tre o quattro volte finirai per terra." "Non sto perdendo tempo a burlarmi di lui: il senso del mio sogghigno è un altro. sarà abbastanza divertente." Il reverendo tremava dalla paura: "Ora che siamo a metà strada. perderete ogni possibilità di raggiungere mai il Paradiso dell'Ovest. e ciascuno se ne va per la sua strada. Dice il proverbio: sai quanto è fonda la palude solo quando ti ci sei infangato. non riuscireste a far passare il monaco cinese senza provare qualche vertigine." "E tu come lo sai?" "Non è che lo sappia: vedo e valuto. Ama il riposo In fondo ai boschi. sale in cielo quando gli serve. o pattugliare la montagna. bonzo. io starò ancora a dimenarmi quando arriveranno alle ossa del bacino. Perciò asciugò subito le lacrime: "Per attraversare la montagna." "Ma no. che cosa cavolo vuoi che faccia?" chiese effettivamente il bestione.beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia." Caro grande santo! Aguzzò gli occhi di fuoco dalle pupille d'oro e percorse con lo sguardo il paesaggio fino alle cime più lontane. che cosa fanno). E intanto ridi di lui. ma gente che viene dalla Cina." "E che cos'hanno di tanto cattivo?" "Questa catena di montagne si estende per seicento li e si chiama Cima Piatta. non senza spaventarsi del suo impeto aggressivo. si fa dei meriti. Porcellino grida subito: "Sabbioso." "Fratello" replicò Porcellino. molto meno. mentre si rimettevano in marcia. Ma ci sono anche Porcellino e Sabbioso: usali a tuo giudizio. e per esempio vedere come se la cava Porcellino? Se vince uno scontro." Scimmiotto promise. perché dici queste parole scoraggianti?" "Io sono sempre pronto a fare meglio che posso. sarai battuto. e secondo me ci si diverte meno. mentre ce ne stiamo appunto andando per la nostra strada?" "Non sono sciocchezze" replicò Porcellino. Credete che oserebbe azzuffarsi con i mostri? Sarà andato a nascondersi per un po' da qualche parte. solo gelosie. perché non lo hai fatto francamente." "Così va meglio" rispose Porcellino ritrovando il sorriso. Mal che vada. devo mettermi seduto qui dov'è lui. chi crederà che sono un santo monaco in cerca di scritture? Si dirà invece che ho l'aria di un bel porcello. Ma se devo andare a mendicare nei villaggi. otterremo il giusto frutto dei nostri sforzi." "Fratello. molla i bagagli. se dimagrisce." "Come faranno che cosa?" "Se incominciano a mangiare dalla testa. Il reverendo lo rimproverò: "Scimmia malvagia! Siete fratelli e condiscepoli. se invece lo catturano. State attento. Il cavallo bianco lo vendiamo per comprare una bella bara per il maestro. A quanto pare abita da queste parti un paio di esseri malefici. sa ha cattiva cera." Scimmiotto aveva inscenato la commedia appunto per farsi dire queste parole. per guardarti le spalle o per secondarti. cercare informazioni sulle creature malefiche (chi sono. di qui non passa di sicuro. in modo da conoscere il percorso che ci accingiamo ad affrontare. proteggerlo era l'unica cosa che gli stesse a cuore. dove finirò scannato e messo sotto sale a stagionare per l'anno nuovo. Se un mostro riesce a rapirlo. "Primo. Se uno così piange e si spaventa. non ne avremo nemmeno mezza e sarà meglio lasciar perdere. e ritornerà a raccontarci frottole. si fa il bagno nell'olio bollente. e non stanno nella pelle dalla voglia di mangiare il monaco cinese. Se unendo forze e menti riuscite ad aprire un passaggio e a farmi superare la montagna. vi occorrerà tutta la vostra divina perspicacia: al minimo passo falso. bisogna che Porcellino mi dia retta in due cose: allora avremo una probabilità su tre di farcela. Rimettiamoci in cammino. "scusatemi se ho tardato a portarvi l'informazione. lasciate che lo vada a sorvegliare: se incontrasse guai lo potrò aiutare. che staranno a perdere tanto tempo? Appena catturato e legato. ma la gente del posto ne ha una paura esagerata. non è niente di grave. dove si nasconde Ad ogni sguardo. Hai un bell'essere ferro. giusto per scacciare un fantasma o esorcizzare un diavolo qualsiasi. per pattugliare. la strada troppo ripida. Non mi immischiare." Ma ripensandoci concluse: "È un tal pigro! Non è facile smuoverlo. Se non mi dà retta." "No. si intrufola sotto terra. una metamorfosi raffinata. D'altronde la montagna è troppo alta. il nostro informatore era il protettore del giorno. elegante E pieno di risorse." "Hai ragione. Anche se voi poteste disporre del pilastro di giada che sostiene il cielo o del ponte d'oro che scavalca gli oceani. Dice che i mostri sono molto feroci e che è difficile passare." "Maestro. a vedere che ne è stato di mia moglie. troppo difficile!" esclamò sgomento Porcellino. e d'altronde il maestro è parziale nei suoi confronti. Se veniste da un'altra parte. Se non ha tutto il cibo che gli serve. È proprio vero che quei mostri hanno grandi poteri e praticano trasformazioni di ogni genere. Lo dicono anche i trattati di arte militare: non affrontare il nemico che abbia forze più numerose. devi pattugliare la montagna. ma fra voi non c'è amore né compassione. Spiegami di che si tratta. "se è così difficile andare avanti. Ma vedo che voi siete dotato di un'astuzia superiore. uno solo non basta. sarà ritornato nella foresta a tagliar legna" replicò Scimmiotto." L'astuto Scimmiotto si stropiccia gli occhi sino a farli lacrimare. chiediamo spiegazioni. Sul monte c'è una Grotta dei Fior di Loto e lì dentro stanno due capi diavoli con piani di battaglia e ritratti: hanno il nome e cognome di tutti voi. che succede? Che cosa ti preoccupa? A vederti con quella faccia piangente. Se mi mangiano la testa al primo boccone. siete precisamente quelli che vogliono mangiare. vigilare nei dintorni. credimi. Non ce la faremo mai a proseguire. si allontanò sul pendio e con una scossa si trasformò in un insetto jiaoliao." "Che differenza fa?" "Si vede proprio che non hai mai provato." "È il meno che possa fare. Se non mi credete. Scimmiotto non poté trattenere un sogghigno. si può anche stargli alle costole e portarlo in groppa." E si rivolse a Scimmiotto: "Consapevole del Vuoto. se vuole camminare. Ora l'hai indotto ad andare avanti con spregevoli astuzie. senza scoprire la minima traccia." "Per badare al maestro. discepolo. Mentre ritornava verso i compagni rifletteva: "Se riferisco fedelmente al maestro le parole del protettore. sarai battuto. il boscaiolo scomparve. Se invece incominciano dai piedi." "Si capisce che veniamo dalla Cina. "Come mai non vediamo più quel boscaiolo che ci ha avvertito?" si inquietò Tripitaka." "Tu credi. se vuol mangiare. "Chiedi disposizioni al tuo condiscepolo e ascoltalo attentamente. incanti e aspersioni di acqua benedetta. e precisamente dalla corte dei Tang. quante sono. non ci sono dubbi su quanto sia pericolosa la montagna e temibili i mostri. "Non vedete con quale faccia ritorna Scimmiotto? È uno che non teme né ferro né fuoco. non sarà all'altezza della situazione e si metterà a piangere come una vite tagliata. salvo un po' di afa da sopportare durante la cottura." "Badare al maestro: se il maestro fa i suoi bisogni. ma conservò le sue parole scolpite nella mente. mi rovesceranno per terra e mi porteranno a casa loro. si mise in spalla il rastrello e si avviò bravamente a esplorare. "Aspettate che do un'occhiata. "La nostra fortuna è in ribasso" commentò Porcellino. Non è forse peggio della peste e del colera?" "E allora pattuglia la montagna." Scimmiotto mandò cordialmente al diavolo il protettore. Non converrebbe mettere in gioco anche gli altri. Si lanciò all'inseguimento gridando: "Brutto villano! Se avevi qualcosa da dirmi. localizzare passaggi e grotte." Tripitaka calmò le sue apprensioni ma. e i meriti li acquisterò io." "Non è un problema. toccherà a me di darmi da fare. non ce la facciamo ad andare avanti. "Vada per vigilare e sostenerlo. Vedrete: Porcellino non andrà a esplorare la montagna. Sono qui io: non c'è da aver paura. qualunque altra cosa gli venga in mente di fare. scoprì su una nuvola il protettore del giorno. Guardatelo: Ali leggere portano nel vento Quell'essere affilato come un ago. la fornace farà di te un mazzo di chiodi." "Che bella coincidenza! Chissà come faranno. o che stia seduto andando in giro?" "Basterebbe che tu facessi bene una delle due cose. sarai battuto. Ma mostri così feroci. Al vederlo. . devi badare al maestro. Che va sfiorando i giunchi più veloce Di una stella filante e ronza lieve. maestro." Il bestione rimboccò la veste. sano e dell'età giusta. mi circonderanno impugnando forche e scope. "Però non so in che cosa consista badare al maestro." "Questo è meglio di tutto" commentò Scimmiotto ridendo. Se invece prima mi rosicchiano i piedi e poi mi masticano i polpacci. Giunse in un attimo davanti al cavallo: "Mae