CAPITOLO 78 L'ELISIR DI CUORE DI BAMBINO OVE, PER COMPASSIONE DEI FANCIULLI DEL PAESE DI BHIKSU, SI FA APPELLO AGLI DÈI NASCOSTI; E NEL PALAZZO REALE SI SMASCHERA UN DIAVOLO CHE DISCORRE DELLA VIA E DELLA VIRTÚ. Sempre un solo pensiero agita i diavoli: Nessuna contrizione li mortifica. Senza esitar bisogna eliminarli E tenersi ben netti da ogni polvere. Se sfuggirete a quel sudicio ostacolo, In alto volerete coi vostri atti. Abbiamo sentito come se l'era cavata il grande santo, sfruttando le sue conoscenze, nella città di Cammello Leone; e come i pellegrini la lasciarono per riprendere il viaggio a Occidente. Passarono molte lune e ritornò l'inverno, quando si vede L'acqua del lago stretta dolcemente Da una lama di ghiaccio. Foglie morte Ricoprono le rive; fra gli scheletri D'alberi svetta il pino verde giada. Passano nuvole bianche di neve Sull'erba intirizzita della piana. Il tuo sguardo è abbagliato dalla luce Chiara e gelata, che penetra le ossa. Maestro e discepoli avanzavano sfidando il freddo, esponendosi alla pioggia e bivaccando nel vento. E giunsero in vista di un'altra città circondata da mura. "Consapevole del Vuoto, che città sarà quella?" "Vedremo quando saremo arrivati. Se è un regno, presenteremo il passaporto; se è soltanto prefettura o sottoprefettura, ce ne andremo per i fatti nostri." Giunsero in breve alla porta; all'ombra del suo arco a tutto sesto dormiva pacifico un vecchio militare. Scimmiotto lo andò a scuotere e gridò: "Sveglia, sergente!" La guardia, bruscamente risvegliata, sbatté gli occhi a vedersi davanti quella faccia e si gettò in ginocchio esclamando: "Comandate, monsignore!" "Che ti prende?" rise il Novizio. "Non sono mica un diavolo, per essere trattato con tante cerimonie." "Non siete forse nostro signore il duca del tuono?" balbettò il soldato prosternandosi. "Storie! Sono soltanto un monaco in cerca di scritture. Arrivo in questo momento, e non conosco il nome del posto. Lo chiedo a te, con preghiera di risposta chiara e breve." La guardia balbettò: "Vi prego di scusare. Il paese si chiamava Bhiksu, ma ultimamente ha cambiato nome, e ora è la Città dei Bambini." "Lo avete uno straccio di re?" "Certo, certo." "Ecco qua, maestro" espose Scimmiotto. "Siamo arrivati nel regno di Bhiksu, che attualmente si chiama Regno dei Bambini. Perché abbia cambiato nome, non lo so." "Se si chiama Bhiksu, che cosa c'entrano i bambini?" chiese perplesso Tripitaka. "Sarà morto il re e gli sarà succeduto un figlio bambino" suggerì Porcellino. "È inverosimile: non si usa cambiare il nome al regno, in circostanze del genere." "Giusto" approvò Sabbioso. "Questo vecchietto sembra fuori di sé dalla paura che gli incute il nostro condiscepolo. Entriamo in città e chiediamo ai passanti." Superarono la triplice porta e si trovarono su un largo viale, che offriva l'animato spettacolo di un grande mercato: gente elegante, bei vestiti, qualche gomitata. Ecco qua: Migliaia di negozi e magazzini Dai prosperi commerci, che ogni strada Riempiono di ricchezze e merci in mostra. Sale da tè protette da cortine, Affollate taverne in cui si canta E si suona e si grida allegramente. I mercanti di seta, i trafficanti D'oro e preziosi, a caccia di guadagni, Si affaccendan, si accalcano, si sgolano. È uno scenario di prosperità: Anni di pace, maniere distinte, Calme l'acque del mare, puri i fiumi. I quattro pellegrini, tirandosi dietro il cavallo, si perdevano nelle strade e nei mercati affollati, incantati dalla loro animazione. Si meravigliarono specialmente di certe gabbie da oche, coperte di stoffe dei cinque colori, che si vedevano davanti a tutte le porte. "Discepoli" chiedeva Tripitaka, "chissà perché la gente del posto terrà una gabbia davanti alla propria casa?" Porcellino suppose: "Sarà un giorno particolarmente favorevole per sposarsi. Le gabbie serviranno per portare le cibarie del banchetto." "Figuriamoci se ci può essere un matrimonio in ogni casa" obiettò Scimmiotto. "Evidentemente il motivo è un altro: raccoglierò informazioni." "Attento" lo trattenne Tripitaka. "Non sarebbe la prima volta che spaventi la gente." "Prenderò le mie precauzioni." In effetti si trasformò in ape, e andò a vedere che cosa si nascondeva sotto quei panni colorati. Bambini: ogni gabbia conteneva un bambino, ed erano tutti maschietti. Alcuni giocavano, altri dormivano, o piangevano, o rosicchiavano una mela. I più grandi non raggiungevano sette anni, i più piccoli ne avevano quattro o cinque. Tripitaka, informato, non sapeva che cosa pensare. Videro l'insegna dorata di una locanda e vi si recarono a chiedere ospitalità. Li venne a ricevere l'oste, che si informò: "Da dove venite, reverendi?" "L'umile monaco che sono" rispose Tripitaka "è inviato dai grandi Tang dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Siamo appena arrivati nella vostra nobile città e, prima di proseguire, vorremmo far vistare i nostri documenti." Fu offerto il tè. Quando lo ebbero bevuto, Tripitaka domandò: "Credete che mi sarà possibile recarmi oggi stesso a corte?" "Ormai è tardi, non è più possibile; dovrete aspettare domattina. Intanto potrete passare la notte, spero in modo piacevole, nel mio umile yamen." L'oste fece spazzare le camere loro destinate e li invitò alla sua tavola per consumare un pasto di magro. Tripitaka lo ringraziò cerimoniosamente e, a tavola, riprese la conversazione: "Vi potrei importunare per chiarirmi un dubbio? Mi chiedo come vengano cresciuti i bambini nel vostro nobile paese." "La ragione umana è una sola, come il sole in cielo" rispose l'oste. "Per crescere bambini occorre lo sperma del padre e il mestruo della madre; la madre porta il figlio per dieci mesi prima di partorirlo, e lo allatta per tre anni. Poi, pian piano, il corpo si forma. Come potremmo ignorarlo?" "Vedo dalle vostre nobili parole che si pratica qui come nel nostro umile paese. Ma entrando in città ho visto davanti a tutte le case bambini chiusi in gabbia. Mi permettete di chiedere perché?" L'oste si chinò verso di lui e bisbigliò: "Date retta, reverendo, non immischiatevi di queste cose e non parlatene con nessuno: acqua in bocca! Ora ve ne andrete tranquilli a riposare e domattina riprenderete la vostra strada." Ma Tripitaka insisteva per aver chiarimenti. Non riuscendo a sbarazzarsene in altro modo, l'oste fece allontanare i camerieri e, rimasto solo al lume incerto della lucerna, disse a bassa voce: "Non dovreste insistere. Questa storia delle gabbie è dovuta a una decisione inumana del nostro sovrano." "Perché dite che è inumano? Perdonatemi, ma non avrò pace finché non verrò in chiaro di questa storia." "Tre anni fa giunse qui un vecchio prete taoista che portava con sé una fanciulla di sedici anni, bella come Guanyin. La offrì al re, che se ne infatuò al punto di trascurare le dame dei tre palazzi e le concubine delle sei corti: ha occhi solo per lei e le ha dato il titolo di Regina di Bellezza. Fa l'amore con lei notte e giorno, non mangia più: è spossato ed emaciato, da sembrare in punto di morte. La reale corte di medicina ha esaurito le proprie risorse senza riuscire a guarirlo. Il daoshi, che ha portato la ragazza e ha ricevuto il titolo di real suocero, afferma di conoscere una ricetta segreta per prolungare la vita di mille anni, e di avere raccolto tutti i semplici che occorrono per prepararla nei suoi viaggi attraverso le tre isole e i dieci isolotti. Ma il farmaco, per essere efficace, dev'essere sciolto in una terribile bevanda: il brodo ricavato dalla bollitura del cuore e del fegato di millecentodieci bambini. Non è forse inumano? La gente non osa lamentarsi apertamente, per paura del re. Ma la storia è raccontata nei canti popolari, con sentori di sedizione; ed è per questo che il paese, che si chiamava Bhiksu, ora vien detto il Regno dei Bambini. Domattina, quando vi recherete a corte, guardatevi dall'alludere a queste vicende: fate vistare il passaporto e andatevene." L'oste non aggiunse altro. Il reverendo era inorridito; versava lacrime ed esclamava: "Sovrano fuorviato! Ti sei rovinato la salute e per guarirti uccidi fanciulli. Mi sento morire di fronte a una simile perversità." Perde la sua salute il re perverso, Ad orge dissolute abbandonandosi. Per sfuggire al castigo egli non esita A uccidere i fanciulli del paese. Questa rivelazione strappa al monaco Pianti e sospiri: al lume della lampada L'uomo del Buddha invano si dispera. "Che cosa vi succede, maestro?" domandò Porcellino. "Non state a tormentarvi! Voi non fate che piangere sui guai degli altri. Dice l'adagio: se il sovrano ordina di morire, il suddito che rifiuta manca di lealtà; se lo ordina il padre, il figlio che rifiuta manca di pietà filiale. Sono fatti che riguardano la gente del posto: a voi che cosa importano? Perché non vi spogliate e non vi mettete a letto?" "Discepolo, sei privo di compassione" si indignò Tripitaka. "Per noi che abbiamo lasciato le nostre famiglie, il maggior merito sono le buone azioni verso il prossimo. Come avrà potuto il sovrano cadere in un

inganno così evidente? Quando mai si prolunga la vita mangiando viscere umane?" "Maestro, non vi affliggete" intervenne Sabbioso. "Domani, all'udienza, ne parleremo al re. Se non basterà, cercheremo di saperne di più sul real suocero: magari è un mostro avido di carne umana, che ha trovato questa scusa per procurarsi il suo cibo preferito." "Ha ragione Consapevole della Purezza" approvò Scimmiotto. "Ora, maestro, andate a coricarvi. Domattina vi accompagnerò a corte, e verremo in chiaro di chi sia veramente questo suocero. Se è un uomo, è un ignorante che crede di allungare la vita con i farmaci; in questo caso, mi incarico di convertirlo insegnandogli i grandi principi originari. Se è un mostro lo prenderò e lo mostrerò al re nel suo vero aspetto. Convincerò il re che non giova alla salute della mente e del corpo dedicarsi troppo a una donna sola (tanto meno a una mostriciattola), ma è più sano possederne parecchie(1). In ogni caso la faremo finita con questa persecuzione dei bambini." Tripitaka s'inchinò e rispose: "Caro discepolo, è un'ottima idea. Ma se il sovrano, che non vuol sentire parlare di queste cose, ci accusasse di calunniarlo con insinuazioni sediziose?" "Non dimenticate quanti trucchi conosco" rispose Scimmiotto sorridendo. "Per il caso che le cose si mettano in quel modo, farò scomparire tutti i bambini rinchiusi nelle gabbie. Se il re vorrà carne fresca, dovrà rinnovare il suo ordine; noi lo contesteremo subito, e lui non potrà dire che facciamo insinuazioni." "Puoi davvero togliere quei fanciulli dal pericolo?" esclamò sollevato Tripitaka. "Se lo fai, saggio discepolo, mostrerai una virtù alta come il cielo. Fallo presto, il danno potrebbe essere imminente." Scimmiotto affidò il maestro ai condiscepoli: "Aspettatemi qui. Quando sentirete soffiare il vento, vorrà dire che i bambini lasciano la città." E i tre recitarono in coro: "Namo Buddha, signore dei farmaci e salvatore delle creature, namo Buddha!" Il grande santo uscì all'aperto, salì in cielo con un sibilo e convocò gli dèi delle mura e dei fossati, la divinità locale con i suoi assistenti, i rivelatori dei cinque orienti, i quattro protettori, le sei divinità del giorno e della notte, i difensori della fede, e molti altri. Riuniti davanti a lui, lo salutarono: "Grande santo, quale affare urgente vi ha indotto a buttarci giù dal letto a quest'ora?" "Il re di Bhiksu, dove siamo giunti nel nostro viaggio, si appresta a far strappare il cuore e il fegato ai bambini della città, per farsi preparare un farmaco di lunga vita. Il mio maestro non lo può tollerare, e mi ha incaricato di salvare le vite innocenti e di distruggere la creatura perversa che ha suggerito il crimine. Vi prego di aiutarmi. Dovreste portare tutti quei bambini, nelle loro gabbie, in un posto sicuro, sulla montagna o nel cuore di una foresta, e dovreste custodirli per un paio di giorni. Bisogna nutrirli di frutta e consolarli, perché non soffrano la fame e non piangano di paura. Quando avrò ristabilito l'ordine e ricondotto il re sulla retta via, dovreste riportarli al punto di partenza." Gli dèi ubbidirono. La città fu percorsa da un vento gelato, che portava con sé una fitta nebbia. Un vento di pioggia spazza via le stelle, una coltre di nebbia nasconde la luna per mille leghe. Il vento cresce e diventa un uragano. Fa freddo da gelare i vestiti addosso. I genitori vorrebbero mettere in salvo i loro bambini, ma l'uragano li porta via nelle gabbie che li racchiudono. I genitori sono desolati. È una notte d'angoscia; ma sarà seguita da un radioso mattino. Lo attestano anche i versi: È la porta del Buddha piena di compassione: Egli è chiamato Grande per la grande bontà. Tutti i santi la praticano, ed i cinque divieti Legano ai tre rifugi. Soccorrendo i bambini Per amor del maestro, Scimmiotto acquista meriti Di certo ancor più grandi delle sei perfezioni. A mezzanotte i bambini era scomparsi dalla città e si trovavano nascosti in luogo sicuro. Il Novizio ritornò all'albergo, dove i suoi compagni continuavano a ripetere: "Namo Buddha!", e gridò: "Eccomi qua. Come vi è sembrata la mia bufera?" "Magnifica" rispose Porcellino. "E i bambini?" chiese il maestro. "Sono al sicuro; ritorneranno a cose fatte." Il reverendo s'inchinò ripetutamente per ringraziare. Tripitaka si alzò all'alba e si abbigliò con cura: "Consapevole del Vuoto, voglio approfittare dell'ora mattutina per sbrigare la presentazione del passaporto." "Maestro, non andate da solo: come al solito, non sareste all'altezza della situazione. Lasciate che vi accompagni e guardi negli occhi questo real suocero." "Ma tu rifiuterai di fare gli omaggi consueti, e il re avrà da ridire." "Non c'è problema: non mi farò vedere. Resterò invisibile accanto a voi, per proteggervi." La soluzione piacque molto a Tripitaka. Porcellino e Sabbioso furono incaricati di custodire cavallo e bagagli. L'oste li venne a salutare e notò com'era elegante Tripitaka: Drappeggiato d'un kasâya orlato di broccato e adorno di esotici gioielli, in capo un berretto alla Vairocana, in pugno il bastone con nove anelli. Reca in mano una busta di seta che contiene i documenti. Una luce divina aleggia intorno a lui. Sembra un arhat disceso in terra, una vera immagine del Buddha vivente. L'oste non trascurò di bisbigliargli all'orecchio un nuovo avvertimento a non immischiarsi nei fatti che non lo riguardavano, e il monaco cinese lo rassicurò con un cenno del capo. Da parte sua Scimmiotto, che se ne stava da parte, si mutò in un jaoliao e si posò ronzando sul berretto alla Vairocana. Quando giunsero all'ingresso del palazzo, Tripitaka si rivolse all'ufficiale di guardia: "L'umile monaco che vedete è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est alla ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Giunto nella vostra nobile contrada, sento il dovere di presentare il passaporto. A questo scopo vorrei recarmi all'udienza di sua maestà: vi supplico di trasmettere la mia richiesta." L'ufficiale eseguì, e il re si rallegrò esclamando: "Un monaco che viene da tanto lontano ha certo conseguito la Via!" Tripitaka eseguì le cerimonie prescritte ai piedi dei gradini di giada e fu invitato a sedere. Osservò com'era emaciato e spossato il re: faceva fatica a giungere le mani per salutare, gli si spezzava ripetutamente la voce. Prese in mano il passaporto di Tripitaka e i suoi occhi torbidi a lungo vi vagarono sopra, prima che si decidesse ad apporre il sigillo reale e a restituirlo. Il re si apprestava a chiedergli maggiori notizie sulla sua missione, quando fu annunciato l'arrivo di sua signoria il real suocero e il re, sostenuto da giovani eunuchi, si affrettò ad alzarsi dal giaciglio del drago per andargli faticosamente incontro. Il reverendo si fece da parte e vide un vecchio taoista, che saliva i gradini di giada dandosi arie d'importanza: Reca in capo una berretta da prete di seta fine con volute di nubi giallo oca pallido, indossa una cappa di seta su una veste di piumino di gru profumata d'aloe; gli stringe la vita una triplice cordicella di lana blu; calza sandali di fibre di liana intrecciate dalle punte ricurve. Impugna una canna con nove nodi dal pomo a forma di drago acciambellato; reca appesa al petto una borsa di broccato ricamata con fenici e draghi intrecciati. Il viso di giada lucente è inquadrato da una barba canuta. Le penetranti pupille d'oro gettano fiamme, gli occhi si allungano oltre la linea dei sopraccigli. Avanza avvolto da una pesante atmosfera di profumi, ogni passo ne diffonde una nuvola. Ai piedi del trono i funzionari lo accolgono rispettosi giungendo le mani, e annunciano con un grido che è giunto alla corte il suocero di stato. Il suocero di stato, in atteggiamento sostenuto, non degnò di uno sguardo il re che si inchinava e diceva: "Siamo felici che ci onoriate della vostra presenza mattutina." Sedette a sinistra del trono su un cuscino ricamato. Tripitaka fece un passo avanti, si inchinò e disse: "Suocero di stato, l'umile monaco che vedete vi saluta." Il suocero, seduto sul suo cuscino, non rese il saluto ma si rivolse al re: "Chi sarebbe costui?" "È un inviato dei Tang dell'Est che si reca nel Paradiso dell'Ovest in cerca di scritture. È venuto a corte per presentare il passaporto." "La strada del paradiso è tenebrosa(2)!" considerò il taoista ridendo sarcastico. "A che pro percorrerla?" "L'Ovest è sempre stato il paese della felicità" replicò il monaco cinese. "Perché disdegnarlo?" "Il monaco è discepolo del Buddha: questo è l'antico detto" intervenne il re. "Mi chiedo se questi monaci siano in grado di ottenere lunga vita dal loro Buddha." Tripitaka giunse le mani e disse: "Per chi si è fatto monaco vien meno l'ostacolo del concatenarsi delle cause. Per chi comprende la natura, tutti i fenomeni sono illusori. La Grande Sapienza(3) , vasta e a disposizione di tutti, risiede nella non-nascita; immersa nel silenzio dei veri misteri, essa vaga nel nirvana. Si vuotano i tre mondi, e allora ogni origine è al suo posto; si purificano i sei sensi, e allora ogni germe si esaurisce. Chi rafforza sincerità e coscienza, conoscerà il proprio cuore e il proprio spirito. L'anima purificata è uno specchio terso, che purifica anche ciò che vi si

riflette. "Un volto autentico non manca di nulla e non ha nulla di troppo, e ciò si vede dalla sua vita precedente. Ogni forma illusoria corre verso la distruzione: non serve a nulla cercarne altre fuori dal proprio stato. I meriti e la meditazione consentono la concentrazione; elemosine e carità sono le basi dell'austerità. La suprema abilità sembra goffaggine, perché in ogni circostanza si astiene dall'azione. Il miglior pianificatore non perde tempo in calcoli, perché sa che bisogna lasciar andare le cose per il loro verso. Basta non agitare lo spirito, e tutto andrà alla perfezione. L'idea di rafforzare lo yang attingendo allo yin è sbagliata. Chi promette di cibarti di immortalità, ti inganna con vane parole. "Invece bisogna tener presente che tutto è niente, e respingere la polvere che ostacola la conoscenza. Il segreto del godimento naturale di una vita senza fine risiede nella semplicità e nell'abbandono dei desideri." Il suocero di stato fece un'aspra risata e protese verso il monaco cinese il dito adunco: "Buon monaco, hai la bocca piena di idiozie! Voi che perseguite la via dell'estinzione di ogni cosa, parlate della natura in sé, ma non sapete donde viene né dove va. I vostri esercizi di meditazione vi allenano a essere ciechi e ottusi, come nel detto: Siedi comodo, e si sa Che il tuo culo marcirà. "Non sai che chi gioca col fuoco si brucia le dita? Chi pratica l'immortalità e consegue la via ha ossa solide e spirito acuto. Io me ne vado in montagna a visitare gli amici; reco con me il paniere e la zucca per borraccia, e colgo semplici di ogni specie per la salute dell'umanità. Mi fabbrico un cappello di giacinti e un giaciglio di orchidee. Canto e ballo battendo le mani; poi schiaccio un pisolino tra le nuvole. Quando espongo le leggi del Tao, diffondo la giusta dottrina del supremo Laozi. Sbarazzo il mondo dai miasmi distribuendo acqua benedetta. Estraggo dalla terra e dal cielo le loro sublimi energie e colgo la quintessenza del sole e della luna. L'elisir si compone dall'agitazione dello yin e dello yang, si cristallizza nell'utero con l'acqua e il fuoco. "Quando lo yin del doppio otto incomincia a decrescere, regnano l'ombra e l'indistinto. Quando regna lo yang del doppio nove, cadono le tenebre. Io raccolgo i semplici man mano che li offrono le quattro stagioni, e ne fabbrico un elisir nove volte raffinato. Salgo al palazzo di porpora a cavallo della fenice azzurra; sulla bianca gru mi elevo fino alla capitale di diaspro. Mostrando con zelo le meraviglie del Tao, partecipo agli splendori del cielo. Non vorrai far paragoni con la vostra dottrina buddista per fannulloni, con la vostra cupa divinità dell'estinzione di ogni cosa, o con la carcassa puzzolente del nirvana! Tutte cose che non vi levano nemmeno dalla polvere della strada. Non c'è discussione che tenga sulle tre dottrine: il Tao è sempre stato il solo che meriti rispetto e onore." Il re approvò, i cortigiani applaudirono: "Solo il Tao merita rispetto e onore!" Tripitaka, di fronte al pubblico che applaudiva l'avversario, arrossiva di vergogna e di dispetto. Comunque il re, assai civilmente, ordinò che si offrisse al monaco forestiero un banchetto vegetariano da servire presso l'albergo. Mentre Tripitaka, dopo aver ringraziato, si ritirava, udì Scimmiotto bisbigliargli all'orecchio: "Maestro, quel suocero di stato è una creatura perversa che plagia il re con il suo soffio malefico. Voi ritornate in albergo a banchettare, mentre io resterò qui a raccogliere maggiori informazioni." Infatti il jaoliao ronzò via e andò a posarsi sul paravento di giada della Sala delle Campanelle d'Oro, proprio mentre il comandante dei cinque distretti si presentava a rapporto: "Maestà, una bufera si è portata via, questa notte, tutti i bambini nelle loro gabbie, in tutte le famiglie di tutti i quartieri; non ne è rimasta traccia." Il re, sconvolto, si rivolse al suocero: "Il Cielo ci vuole distruggere! Non vi pare che sia questo il significato? I medici reali si sono dimostrati impotenti contro il male che da mesi ci accascia. Voi ci avevate fornito quella divina ricetta, e proprio oggi si sarebbe dovuto procedere a estrarre il cuore e il fegato dei bambini. Che altro significa la loro scomparsa, se non che il Cielo mi vuol morto?" "Maestà, non vi addolorate. In realtà è il Cielo stesso che vi manda lunga vita." "Come sarebbe a dire?" "Non appena sono entrato in questa sala, mi sono trovato di fronte un diluente per il farmaco molto più efficace di quello che si può ricavare dalle viscere dei fanciulli. Con quel diluente, la vita di vostra maestà sarebbe stata prolungata di mille anni; ma con il nuovo divino ingrediente, guadagnerete almeno diecimila anni." Il re non capiva, e il suocero riprese: "Quel bonzo dell'Est possiede viscere purissime e ha un viso molto regolare. Per formare un corpo vero come quello, ci sono volute dieci reincarnazioni nell'austerità. È divenuto monaco fin da piccolo, non ha mai disperso il suo yang: vale ben più di tutti i bambini della città. Se i miei semplici vengono diluiti nel brodo di cottura del suo cuore e del suo fegato, vi garantisco diecimila anni di longevità." Il re gli credette subito, e replicò: "Perché non me l'avete detto prima? Non l'avrei lasciato andare." "Che differenza fa? Sarà ancora in città, per consumare il banchetto che gli ha preparato il servizio reale. Fate chiudere le porte della città e circondare l'albergo dalla vostra guardia. Poi lo farete condurre qui, e gli chiederemo con le buone se non ha niente in contrario a cedere il suo cuore e il fegato. Se acconsente, lo apriremo seduta stante; sarà sepolto a spese pubbliche e gli erigeremo un tempio dove la gente gli porterà offerte. In caso contrario, andremo per le spicce: lo legheremo a una colonna, lo apriremo comunque e getteremo via gli avanzi. Non mi pare che ci siano difficoltà." Il re diede subito ordini alle guardie della Foresta di Piume. Scimmiotto volò via; quando giunse all'albergo, riprese il suo aspetto e corse dal monaco cinese: "Disgrazia, maestro!" Tripitaka si trovava allegramente seduto a tavola quando udì quel grido. Si prese tanta paura che le sue tre divinità cadaveriche si dispersero. Gli uscì fumo dalle sette aperture, si coprì di sudori freddi, restò con gli occhi in fico incapace di articolare parola, e cadde nella polvere. Sabbioso si precipitò ad assisterlo. Porcellino chiedeva: "Di quale disgrazia si tratta? Potevi essere più cauto!" "Le guardie stanno circondando l'albergo, perché quella creatura malefica del real suocero ha convinto il re a far brodo delle viscere del maestro, al posto di quelle dei bambini scomparsi." "Vedi, compassionevole, che bel guadagno ci fai!" esclamò Porcellino ridendo di gusto. "Ti dài da fare per rompere le scatole agli altri nei fatti che non ti riguardano, e ne ricavi delle conseguenze che ti riguardano da vicino." Tripitaka intanto si rialzò e si aggrappò tremebondo a Scimmiotto: "Saggio discepolo, come faremo?" "La prima cosa da fare è di scambiar di posto giovane e anziano." "Che cosa vuol dire?" chiese Sabbioso. "Per salvare la vita del maestro, bisogna che si muti in discepolo" rispose Scimmiotto. "Se mi salvi" supplicò Tripitaka, "diventerò discepolo tuo o di chiunque altro." "Non perdiamo altro tempo. Porcellino, portami del fango" ordinò Scimmiotto. Il bestione uscì a raspare un po' di terra con il suo rastrello; per non perdere tempo a cercare acqua, sollevò la tonaca e vi orinò sopra. Portò quindi a Scimmiotto del fango puzzolente, che quest'ultimo spalmò senza altra spiegazione sul viso e sul corpo del monaco cinese. Quindi recitò un incantesimo, soffiò su di lui il suo alito magico e gridò: "Trasformati!" Ed ecco il reverendo reso identico a Scimmiotto. Scambiarono gli abiti, e Scimmiotto assunse a sua volta le sembianze di Tripitaka. Le trasformazioni erano perfette, da trarre in inganno persino Porcellino e Sabbioso. Fecero appena in tempo. Si udirono suonare gong e tamburi, e l'albergo fu circondato da tremila guardie, con una selva di lance e di sciabole. Entrò un ufficiale della guardia in abito di broccato a informarsi sulla presenza di un monaco proveniente dall'Est. L'oste atterrito cadde in ginocchio e indicò la camera: "Si trova negli appartamenti del pianterreno." L'ufficiale si fece avanti e disse: "Reverendo, siete convocato dal re." Porcellino e Sabbioso sostenevano il falso Scimmiotto, che quasi sveniva. Ma il falso Tripitaka domandò disinvolto: "Signor ufficiale della guardia in abito di broccato, che cosa vuole il re dalla mia umile persona?" L'ufficiale lo afferrò per i polsi e disse: "Vieni con me. Se ti cercano, vuol dire che a qualcosa servirai." Ahimè, è il caso di dirlo: Se i buoni sentimenti vince perversità, Solo a un mare di guai conduce carità. Se in fin dei conti non sapete come essi giocarono quella pericolosa partita, non vi resta che ascoltare il seguito. CAPITOLO 79 SCIMMIOTTO DAI MOLTI CUORI INSEGUENDO I MOSTRI INCONTRANO LA STELLA DELLA LONGEVITÀ; IN PRESENZA DEL SOVRANO SALVANO I FANCIULLI. Il falso Tripitaka fu condotto a palazzo dall'armata della Foresta di Piume e consegnato all'ufficiale di guardia alla porta. Ai piedi dei gradini di giada, il monaco cinese restò ritto fra gli ufficiali che si inginocchiavano e chiese: "Re di Bhiksu, che cosa volevate dirmi?" "Da molto tempo siamo afflitti da un male da cui non riusciamo a guarire" rispose il re sorridendo. "Ma per fortuna nostro suocero ci ha donato tutti gli ingredienti per preparare un rimedio

adatto, salvo l'opportuno diluente. Vi abbiamo convocato appunto allo scopo di procurarcelo. Se collaborerete alla nostra guarigione, vi faremo costruire un santuario in cui godrete dei sacrifici di stagione e in cui l'incenso arderà in perpetuo a spese dello stato." "Io ho abbandonato la mia famiglia e non possiedo altro che me stesso. Può dirmi vostra maestà quale ingrediente occorre?" "Servirebbe il vostro cuore." "Quale cuore? Vostra maestà deve sapere che ne possiedo parecchi." Il suocero di stato gli puntò contro il dito adunco e gridò: "Quello nero, bonzo!" "Prestatemi un coltello per aprirmi il torace: sono rispettosamente ai vostri ordini e sarò lieto di accontentarvi, se possiedo quello che desiderate." Il sovrano ringraziò calorosamente e fece portare un coltellaccio con la lama a orecchio di toro. Il falso Tripitaka lo impugnò, si aprì la veste, gonfiò il petto e lo tagliò da cima a fondo con mano sicura, producendo un sinistro stridio. Dal petto squarciato uscì ribollendo un gran mucchio di cuori. I mandarini civili erano bianchi di terrore, quelli militari paralizzati dallo spavento. "Ecco un bonzo ambiguo, dai molti cuori!" gridò il suocero di stato seduto sul suo cuscino. Il falso Tripitaka afferrò i cuori grondanti di sangue a uno a uno, per farli vedere. Ce n'erano di ogni specie: rosso, bianco, giallino, avaro, ambizioso, geloso, cauto, calcolatore, superbo, sprezzante, omicida, vizioso, pauroso, prudente, temerario, oscuro e senza nome; cuori malvagi e altri di tutti i generi. Ma non c'era nessun cuor nero. Il re era annichilito e non riusciva ad articolare parola. Infine balbettò: "Metti via quella roba, per piacere." Il falso Tripitaka si richiuse tranquillamente il petto e riprese la propria forma: "Gli occhi di vostra maestà non sanno discernere le cose!" esclamò. "Tutti i monaci condividono un unico cuore perfettamente buono. Il cuor nero lo possiede vostro suocero: è quello l'ingrediente che vi occorre. Se non mi credete, ve lo farò vedere." Il suocero di stato aveva spalancato gli occhi e fissava l'inattesa apparizione: quel grande santo, ahimè, era ben noto da più di cinquecento anni. Balzò via nello spazio, inseguito dal Novizio che gridava: "Fermati, bestia! Assaggia il mio randello!" Il suocero lo affrontò con la canna dal pomo a forma di drago acciambellato. I due avversari diedero saggio della loro bravura: Sbarra contro canna riempiono lo spazio di nuvole. Il suocero di stato è un mostro che utilizza le arti seducenti di una figlia malefica. Egli indebolisce il sovrano con un male dovuto alla lascivia e lo induce a massacrare i bambini. Ma interviene il grande santo a sconvolgere i suoi oscuri disegni. Per la canna non è facile contenere gli attacchi della sbarra di ferro. Combattono fino a oscurare il cielo della città. Tutti impallidiscono di spavento. I mandarini si sentono svenire. Il viso delle signore e delle ragazze è sfigurato, con il trucco sconvolto. L'ottuso sovrano trema, non sa a che santo votarsi e cerca disperatamente un angolo buio per nascondersi. La sbarra si leva come la tigre di montagna che balza sulla preda; la canna si abbatte come il drago che si tuffa nel mare. Questo gran tumulto che agita la città di Bhiksu permetterà di sceverare il giusto dal perverso. Dopo una ventina di scontri, la canna non riuscì a reggere oltre. Il mostro fece una finta, si trasformò in un gelido raggio e dardeggiò nella corte interna del palazzo per prelevare la degna rampolla, che si trasformò anche lei in luce fredda; i due scomparvero chissà dove. Il grande santo ritornò nella sala d'udienza e gridò allegramente: "Avete visto che bel suocero di stato vi tenevate in casa?" Tutti si inchinarono per esprimere la propria gratitudine al divino monaco, che li esortò: "Lasciate perdere le cerimonie. Cercate piuttosto dov'è andato a finire quello scimunito del vostro re." "È corso a nascondersi da qualche parte, quando è iniziato il duello." "Per carità, cercatelo subito! Non vorrei che la mostriciattola se lo fosse portato via." Gli ufficiali, ignorando per quella volta il divieto di entrare negli appartamenti interni, si precipitarono subito nel palazzo di Regina di Bellezza. Ma il luogo era deserto, e non si vedeva traccia né della regina né del re. Le spose reali vennero in folla dal palazzo centrale e da quelli dell'est e dell'ovest a riverire il grande santo, che disse loro: "Non è ancora il momento di ringraziare. Scovatemi quel babbeo del vostro signore e re." Ma il re non era stato rapito. Dopo un po' lo si vide sbucare, sostenuto dai suoi eunuchi, da uno sgabuzzino dietro la Sala di Prudente Condotta. I ministri vennero a prosternarsi ed esclamarono a una voce: "Signore e maestro! Il vero è stato distinto dal falso ad opera di questo monaco divino: in effetti il suocero di stato era una creatura malefica. Anche Regina di Bellezza è scomparsa." Il re invitò il Novizio nella Sala dei Ricevimenti Solenni e lo ringraziò formalmente. Poi gli chiese: "Reverendo, quando siete arrivato avevate un nobile e degno aspetto. Come mai siete tanto cambiato?" "La verità" rispose il Novizio ridendo, "è che io non sono Tripitaka, fratello dell'imperatore Tang, ma il suo discepolo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Sapevo che il mostro vi aveva convinto a strappare il cuore del mio maestro e sono venuto al suo posto per abbattere quella creatura." Il re ordinò subito al primo ministro di recarsi a invitare il vero maestro e gli altri suoi discepoli a presentarsi a corte. Tripitaka, che aveva avuto sentore dello scontro fra Scimmiotto e il mostro, era molto preoccupato, oltre a essere mezzo soffocato dal fango puzzolente con cui gli avevano spalmato la faccia. Quando lo pregarono di recarsi a corte per ricevere i ringraziamenti, si spaventò ancor più; ma Porcellino gli disse: "Questa volta non correte rischi: vi vogliono ringraziare. Si vede che il nostro condiscepolo anziano ha avuto la meglio." "Ma come posso presentarmi alla gente con questa porcheria puzzolente sulla faccia?" "Non c'è scelta, noi non sappiamo come toglierla. Ma lo chiederemo a Scimmiotto, ci penserà lui." Il primo ministro, alla loro vista, non riuscì a nascondere la paura: "Avi miei! Sembrano tutti quanti mostri malefici." "Signor cortigiano" gli disse Sabbioso, "non vi spaventate. Noi siamo brutti soltanto perché siamo nati così; e il nostro maestro ritornerà bello con l'aiuto del condiscepolo anziano." Quando furono a corte, nella sala d'udienza, Scimmiotto andò loro incontro, strappò la maschera di fango dal volto del maestro, alitò il suo fiato magico e gridò: "Rettifica!" Subito il monaco riprese il proprio aspetto e si sentì in ottima forma. Il re lo ricevette rivolgendosi a lui come "reverendo buddha, maestro della Legge". Scimmiotto prese la parola: "Vostra maestà sa da dove proveniva quel mostro? Sarà prudente catturarlo, perché non ritorni a provocare altri malanni." Quando le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti, che si tenevano dietro lo schermo di giada, sentirono le sue intenzioni, corsero fuori e si affollarono intorno a lui senza riguardo all'etichetta: "Supplichiamo il reverendo buddha e divino monaco di strappare la malerba dalla radice" esclamarono inchinandosi. "Avremo per voi una gratitudine illimitata e sapremo ricompensarvi generosamente." Scimmiotto rispose che gli servivano indicazioni più precise. "Tre anni fa, quando giunse da noi" disse il sovrano, pieno di imbarazzo, "mi disse che non veniva da lontano. Abitava a una settantina di li in direzione sud, in una tenuta detta di Puro Splendore, ai margini della Foresta dei Salici. Alla sua tarda età non aveva figli maschi, ma solo quella figlia di sedici anni, nata dal suo ultimo matrimonio. Me la offrì e io la trovai molto attraente, l'accettai e la trattai da favorita. Ma presto caddi ammalato, e nessun rimedio risultò efficace. Lui mi assicurò che possedeva una ricetta infallibile, che richiedeva il brodo del cuore di molti bambini. Io non mi intendo di queste cose, e gli credetti sulla parola. Poi siete arrivati voi e i bambini sono scomparsi. Allora il mostro mi ha assicurato che il cuore del divino monaco, che ha praticato la verità nel corso di dieci reincarnazioni senza mai disperdere il suo yang, era molto più efficace di quelli dei bambini. Ci siamo lasciati sviare. Ma ora che avete smascherato il mostro, spero che userete tutto il vostro potere per eliminarlo. Da parte mia sono pronto a ricompensarvi con tutta la ricchezza del paese." "Vi dirò" disse Scimmiotto sorridendo: "quei bambini li ho nascosti io per incarico del maestro, che sentiva compassione per loro. Non parliamo di ricompense, a me basta il merito. Andiamo, Porcellino." "Agli ordini. Ma non valgo molto, a pancia vuota." "Che il servizio dei banchetti prepari immediatamente un pasto vegetariano" ordinò subito il re. E in breve fu servita la colazione. Quando Porcellino fu ben sazio, seguì Scimmiotto salendo sulle nuvole, mentre re, regine e mandarini si inginocchiavano e gridavano: "Guardate come salgono in cielo! Sono veri immortali, buddha discesi sulla terra!" Il grande santo e Porcellino viaggiarono per settanta li verso sud e si misero alla ricerca della residenza del mostro. Le limpide acque di un torrente scorrevano tra rive incassate, coperte da migliaia di salici; ma non appariva nulla che si potesse identificare con la tenuta di Puro Splendore. Di certo Estesi a perdita d'occhio I campi incolti; le dighe Si nascondon nella bruma Che intorno ai salici aleggia. Dopo avere vanamente esplorato, Scimmiotto evocò il tudi, che si avanzò tremante e si inginocchiò esclamando: "Grande santo, il dio della Foresta dei Salici presenta i suoi omaggi e si prosterna." "Non aver paura, non ti picchio mica. Da queste parti si dovrebbe trovare una tenuta detta di Puro Splendore. Dov'è?" "Tenute non ce ne sono; c'è una grotta che porta quel nome. Devo intendere che la vostra santità viene da Bhiksu?" "Si capisce. Il mostro della grotta si è preso gioco del re di Bhiksu. Quando siamo arrivati l'ho affrontato, ma lui si è trasformato in un raggio gelato ed è scappato non

so dove. Secondo il re, tre anni fa gli avrebbe confidato di abitare da queste parti." "Spero che vostra santità sarà indulgente" disse il tudi prosternandosi un'altra volta. "Anche questo è territorio di Bhiksu, soggetto alla mia vigilanza. Ma quel mostro è più forte di me e si sarebbe vendicato se avessi tradito i suoi disegni: perciò sono stato costretto a mancare ai miei doveri. Ma ora che è arrivata vostra santità, basterà che si accosti al salice con nove rami sulla riva sud, gli giri intorno per tre volte in senso orario e per tre in senso antiorario, bussi con entrambe le mani e gridi tre volte: 'Apriti!' In questo modo avrete accesso al palazzo della Grotta di Puro Splendore." Scimmiotto congedò il tudi e scese in riva al torrente a cercare il salice con nove rami. Seguì le istruzioni: l'albero scomparve con un rumore di tuono e apparve una porta a due battenti che si aprirono cigolando. Dentro splendeva luce, ma non si vedeva nessuno. Il Novizio entrò senza esitare e si trovò in un posto magnifico: Nubi leggere velano il sole e la luna. Bianche nuvole escono dalla grotta, una lieve bruma smeraldina è diffusa nella corte. Il sentiero è bordato da splendidi fiori rari; piante di diaspro gareggiano in bellezza e profumi. Un clima mite regna nel giardino fatato, emulo di Penglai e Yingzhou. Le panchine scivolose si coprono di rampicanti, liane pendono arruffate dal ponticello. Le api lasciano cadere rossi stami di fiori sulle rocce; le farfalle volano fra le orchidee. Scimmiotto si avvicinò a una quinta di pietra su cui erano tracciati quattro grandi caratteri: RESIDENZA DI IMMORTALI DI PURO SPLENDORE Oltre la quinta c'era il mostro, ancora ansimante per la corsa, che stringeva la figlia tra le braccia e le parlava appunto dell'impresa di Bhiksu: "Era un'occasione così bella! Ci abbiamo lavorato per tre anni ed eravamo sul punto di riuscire, quando quella scimmia zuccona ha rovinato tutto." Il Novizio impugnò la sbarra e corse loro addosso urlando: "Sudicioni, ve la do io la bella occasione!" Il mostro si staccò dalla figlia e lo affrontò con la sua canna. Seguì uno scontro ben più terribile del precedente: Si drizza la sbarra lanciando riflessi metallici; intorno alla canna turbinano miasmi malefici. "Che cosa cerchi in casa mia, temerario?" grida il mostro. "La tua diabolica pellaccia!" risponde il Novizio. "I miei rapporti con il re non ti riguardavano. Perché hai voluto metterci il naso?" "La compassione è il fondamento della condotta dei monaci; non potevamo tollerare il massacro degli innocenti." Vanno e vengono le parole, piene d'odio e di furore; vanno e vengono le armi. Essi badano ad aggredire e calpestano senza riguardo i bei fiori, strappano muschio e licheni. La lotta continua finché il luogo ameno è devastato e la dolce vegetazione distrutta, terrorizzati gli uccelli, messe in fuga le belle fanciulle in preda al panico. Nel paesaggio spoglio, percorso da un vento feroce, restano solo il re scimmia e il mostro che si fronteggiano. Ecco che escono dalla grotta. Questo mette in gioco anche Consapevole delle Proprie Capacità. Porcellino, che era rimasto fuori, sentiva rumor di battaglia, che lo eccitava e lo faceva rodere dall'impazienza di partecipare. Colpì più volte il salice con il suo rastrello, e le nove punte si macchiarono di sangue, mentre si udivano gemiti soffocati. "È un albero fantasma" pensò; e continuò a colpire, finché vide comparire Scimmiotto e il mostro. Allora si gettò avanti levando il rastrello. Il mostro ne aveva già abbastanza di Scimmiotto; quando si vide venire addosso un altro avversario si disimpegnò, si mutò in un raggio gelato e dardeggiò verso l'est. I due lo inseguirono. Mentre si apprestavano a sferrare l'attacco conclusivo, apparve una luminosità di buon augurio da cui provenivano canti di gru e di fenici: era il vecchio della costellazione del Sud. Questi catturò il raggio gelato e gridò: "Piano, grande santo! Fermati, ammiraglio dei canneti! Eccomi qua, sono il vostro amico nel Tao." "Come sta la nostra brava stella della Longevità?" lo salutò calorosamente Scimmiotto. "Lo hai preso tu quel malvivente?" gridò Porcellino. "Ma certo, eccolo qua" rispose la stella; "non può scappare. Spero che gli lascerete la vita." "Che ti importa di quella creatura?" si stupì Scimmiotto. Longevità rise imbarazzato: "Si capisce che mi importa, dal momento che mi serve da mezzo di trasporto. Sai, è la storia non rara delle bestie di casa che scappano via, si dànno al nomadismo e diventano mostri." "Se ti appartiene, facci vedere il suo vero aspetto." Longevità lo liberò e gli disse: "Su, bestiaccia, fa vedere come sei fatta, se vuoi salvar la pelle." Si vide che si trattava di un cervo bianco. La canna fu raccolta dalla stella: "Questo pelandrone non si è fatto scrupolo di rubare la mia canna." La bestia s'inginocchiò. Non poteva parlare, ma piangeva e si prosternava. Il pelo picchiettato, un gran palco di corna. Bruca l'erba del prato, beve acqua nel ruscello. Col tempo e con l'ascesi ha appreso a trasformarsi E a volare nel cielo. Chiamato dal padrone, Non può che sottomettersi e tornare all'usato. Longevità montò sul cervo e ringraziò Scimmiotto con l'intenzione di ripartire, ma questi lo trattenne: "Aspetta, amico mio: ci sono ancora cose da chiarire." "Di che si tratta?" "Non abbiamo ancora preso la Regina di Bellezza, e non ho idea di quale creatura si tratti. Inoltre dobbiamo mostrare entrambi al re di Bhiksu: non mi è sembrato una persona molto sveglia, e voglio essere sicuro che si convinca bene." "Va pure a catturare questa Bellezza; io aspetterò qui, e poi ti accompagnerò dal re." Scimmiotto e Porcellino irruppero nella grotta gridando: "Dagli alla strega!" La povera Bellezza, terrorizzata, sbucò fuori dalla quinta di pietra, ma si trovò davanti Porcellino. Si mutò in luce fredda e sfrecciò via accanto a Scimmiotto, che la tramortì al volo con uno scappellotto e la restituì alla sua forma originale: era una volpe dal muso bianco. All'incontenibile bestione scappò di mano una rastrellata, che ridusse l'infelice seduttrice di regni a un mucchietto di peli dentro una pozza di sangue. "Fermo, l'hai ridotta molto male!" gridò Scimmiotto. "Che cosa ci rimane da mostrare al re?" Il bestione prese il cadavere per la coda, senza darsi pensiero se si sporcava le mani, e seguì Scimmiotto che ritornava verso Longevità; il quale si intratteneva con il suo cervo lisciandogli il muso: "Che cosa ti è venuto in mente, brutta bestia, di lasciare il tuo padrone per darti al mestiere di mostro? Hai visto che per poco non ci rimettevi la buccia? Meno male che sono arrivato in tempo." "Che cosa gli dici, vecchio svanito?" chiese Scimmiotto sopraggiungendo. "Gli faccio la lezione, perché non ripeta l'errore." Porcellino gettò i resti della volpe davanti al cervo: "Ecco qui la tua bella parente." Al povero cervo scesero grosse lacrime dagli occhi, mentre gli usciva dal petto un lungo belato come un lamento. Longevità gli diede una pacca sulla testa: "Tu sei vivo, scemo. Che t'importa di quest'altra bestia?" Poi gli legò la propria cintura intorno al collo e si dichiarò pronto a recarsi dal re di Bhiksu. "Non è finita" insisté Scimmiotto. "Prima dobbiamo disinfettare il posto, perché in futuro non venga riutilizzato come covo malefico." Porcellino corse di nuovo a colpire il vecchio salice, mentre il Novizio recitava l'incantesimo di convocazione del tudi: "Raccogli legna secca e brucia tutto. È un buon affare anche per te: ti eviterà in futuro altre noie con esseri malefici." La divinità sollevò un gran vento e, con i suoi assistenti, raccolse in breve una quantità di legna e ramaglie che giacevano sparse da molto tempo, ed erano asciutte e ben combustibili. "Porcellino, non perdere tempo" gridò Scimmiotto. "Quel salice brucerà con tutto il resto." In breve la residenza del mostro fu sommersa da un uragano di fuoco. Congedato il tudi, si recarono a corte. Longevità teneva alla briglia il cervo, che recava in groppa i resti della volpe. Entrarono nella sala d'udienza e presentarono quei resti al re: "Che ne dite? Avete ancora voglia di divertirvi con questa bella figliola?" Il re taceva e batteva i denti. Quando fu presentata la stella della Longevità, re e sudditi, regine e concubine ammutolirono dallo stupore. Tutti si inginocchiarono per rendere omaggio. Il Novizio disse al re: "Questo cervo non è altri che il tuo famoso suocero di stato; quando veniva a corte, non gli lesinavi i complimenti." Il re cambiava colore dalla vergogna: "Divino monaco, grazie di aver salvato i bambini del mio regno. È stata una grazia del cielo." E ordinò un festino in onore della vecchia divinità e dei quattro pellegrini. Tripitaka volle informarsi: "Come ha potuto il vostro cervo bianco venir qui a commettere tante nefandezze?" Longevità raccontò sorridendo: "Il sovrano dell'Est era di passaggio fra i miei monti selvaggi. Io lo ospitai e gli proposi una partita a scacchi. Questa stupida bestia dovette prendere il largo mentre giocavamo. Quando il mio ospite ripartì e io non la trovai, calcolai sulle dita dov'era andata a finire. È così che sono capitato qui,

Ma anche questo finì. Piange il cuculo la primavera che passa. Erbe ed arbusti. scomparendo nel cielo.proprio mentre il grande santo la metteva in riga." Salutò tutti. montò sul cervo e balzò in alto. La folla restò sulla strada a guardarli. "Sono uscito di casa solo per riprendere il mio cervo. Ma Tripitaka precisò che non poteva accettare nemmeno un soldo. coppie d'uccelli. sformati di formaggi. Dicevano: "Quel monaco cinese. dài qualcosa da mangiare anche a me!" "Non ho altro. Si udì la voce degli dèi che dicevano: "Grande santo. deve restare fra noi e accettare la nostra riconoscenza.. freschezza di pesche e litchi. Si vendevano al mercato i loro ritratti. "si direbbe che. montagne." Fu dato l'annuncio: "La tavola è imbandita!" Fu davvero un magnifico festino: All'ingresso un trionfo di colori vivaci. l'avrebbe messa nella fossa. Usciti dal palazzo attraversarono le strade della città fra ali di gente. "pensate sempre a casa vostra: non è un atteggiamento da monaco che ha lasciato la sua famiglia. Scimmiotto impugnò il suo randello. Son domande da fare?" "Non è la montagna che temo. "chissà se ci sarà una strada per superare questa impervia regione. I grandi nappi hanno forma di pappagalli. biancheria per offrire anche lui qualcosa ai monaci. Scimmiotto gridò: "Grazie. "Discepoli miei. "Discepoli miei" diceva Tripitaka preoccupato." Tutti si inginocchiarono. che apriva la via di buon passo. e bruciava incenso. ma ho l'impressione che siate conciato maluccio. si rizzavano stele commemorative: la gente portava offerte anche lì. ne scendono torrenti e cascate che precipitano nei burroni. S'intende che re. Il maestro era immerso nella contemplazione del paesaggio. Dice l'adagio: nessuna cima ferma la strada. ciascuna delle quali conteneva un marmocchio piangente. Alla fine del banchetto Longevità si congedò. Sabbioso affidò i bagagli a Porcellino e prese le redini per guidare la cavalcatura dietro a Scimmiotto. dai ministri e dal popolo di Bhiksu." Il vento ululò di nuovo. ti porterò le giuggiole. anafalidi e licheni tappezzano di verde le altissime rupi. Il carro su cui stava Tripitaka fu preso a furor di popolo e riportato in città: il re non contava più nulla. e in qualche modo contribuirà ad allungarvi la vita. non ho portato con me la valigetta degli elisir" rispose sorridendo Longevità. sandali. Il terreno è coperto di fiori profumati e di alberi folti: susini azzurri e bianchi peri. ululò il vento e scesero dall'alto millecentodieci gabbie. salici verdi e peschi rossi. Il servizio di musica suonava." "State tranquillo. Quando furono sulla spianata davanti alla porta. signori! Ritornate pure a casa. E SCIMMIA DELLO SPIRITO DENUNCIA LA LAMIA PER PROTEGGERE IL MAESTRO. sollevarono Sabbioso. riempiendo l'aria di profumi. La folla si richiudeva dietro di loro e li seguiva fuori città. Quando potrò tornare. festa delle lanterne. con l'appetito che ti ritrovi. per manifestarvi la sua gratitudine." Il re offrì loro due vassoi di pezzi d'oro e d'argento alla rinfusa. Porcellino si rivolse a Scimmiotto: "Ti cedo la frutta. Scimmiotto gli disse: "I consigli che vi possiamo dare sono presto detti. I genitori. Mi restano nella manica tre giuggiole. e mille piatti rari: un va e vieni incessante di servitori li presenta e li sostituisce senza tregua. sapori eccitanti si alternano a sapori soavi. pazzi di gioia. ma le creature malefiche che può ospitare. è tempo che ci congediamo anche noi" ordinò Tripitaka. orecchiette. la sala è colma di fragranze esotiche. portarono in trionfo Porcellino. e a prolungare la vita. issarono Scimmiotto sulle spalle. Venite!" Il reverendo sollecitò il cavallo. Il viaggio proseguì finché l'inverno trascorse e ritornò la primavera.." Si gettò sui piatti e non tardò a fare piazza pulita. ascoltate il seguito. i dolci di zucchero imitano draghi che avvolgono nelle spire animali in fuga. Vediamo un po'. finché scomparvero all'orizzonte. che libava acqua pura e bruciava incenso. È proprio vero: Il salvare un folla di gente È merito più grande di un monte. pigne fragranti. Quando i quattro pellegrini ripresero il viaggio. fabbricava cappelli. che ancora insistevano perché rimanessero." Il re le ricevette rispettosamente. La frutta è disposta in torri e terrazze. montasse a cavallo e si avviasse con i suoi. che il re e le reali spose spinsero con le loro mani sulla strada. balzò su una rupe per guardarsi intorno e gridò da lassù: "Maestro. Da preziosi bruciaprofumi a forma di anatra salgono fumi di aloe. regine e buon popolo stavano a guardare riverenti e bruciavano incenso. I vassoi d'oro recano piramidi di grandi palle di pane. secondo le istruzioni. germogli di bambù. Longevità al primo posto e il reverendo al secondo. furono accompagnati per venti li dal sovrano. E Tizio li invitava a un banchetto. I picchi maestosi si allineano come alabarde. e se non sapete che cosa avvenne dopo. Fiori selvatici tappezzavano la montagna. Il re insisteva perché rimanessero e lo istruissero per risolvere i suoi problemi. Porcellino gridò: "Longevità. quelli d'argento traboccano di riso profumato. le acque in tumulto negli innumerevoli burroni rivaleggiano con la voce del vasto oceano lontano. Non si finirebbe mai di raccontare di quei porcini. la rondine celebra la cerimonia della semina all'altare del dio del suolo. Caio a un festino. penso che a te ne serviranno molte libbre. Sotto le chiome verdazzurre dei pini. in cambio del riso e delle tagliatelle. Da quelle giuggiole derivò la grande longevità che da allora fu tradizionale nella sua famiglia. e con l'approssimarsi del Paradiso dell'Ovest le difficoltà si dovrebbero attenuare. Tripitaka era il solo che rifiutasse di bere. Stiamo attenti!" "Maestro" rideva Scimmiotto. Raccomando alla gente di qui di largheggiare in offerte ai vostri templi. splendidi tappeti rossi sul pavimento. Il re si inginocchiò ai suoi piedi e lo supplicò di aiutarlo a guarire del male che lo affliggeva. Piatti preparati con il miele. In cui il figlio del cielo mi ordinò di partire. Conservate l'animo . Giovani e vecchi. nostro signore e padre. uomini e donne. legumi dai dieci profumi. "Naturalmente vi potrei suggerire qualche buona ricetta di pratiche salutiste. e se avessi tardato ancora un momento. CAPITOLO 80 UNA BELLA RAGAZZA CHIEDE AIUTO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA UN COMPAGNO PER NUTRIRE LO YANG. In effetti la sua malattia guarì poi rapidamente. il re levava la sua coppa delle Nuvole Purpuree per brindare con ciascuno. riconobbero i loro figli e corsero a consolarli. anziché un provetto viaggiatore in cammino da tanti anni. un canto di uccello destò in lui la nostalgia. al paese? Quando ti rivedrò?"(4) "Maestro" protestò Scimmiotto. gelati allo zucchero o fritti nell'olio: piatti più vari di fiori su broccato. Ormai non siamo molto lontani dalla meta del nostro cammino. siate un figlio di famiglia che non ha visto più mondo di quanto si contempla dalla bocca del pozzo. Tirò le redini e disse: "Discepoli miei! Da quel giorno lontano. Allora non restò che farlo salire sul carro reale. Ciascuno si sedette secondo il suo rango. non fate troppo il birichino con le donne e nei ritagli di tempo pensate a fare qualche buona azione. di quelle servite nel tè al sovrano dell'Est. Magnifiche tavole coperte da sete ricamate." Chiacchierando erano giunti ai piedi dell'erta. scarpe di tela. Ma infine dovettero consentire che Tripitaka scendesse dal carro reale. Che abbondanza di piatti delicati! Tonde castagne d'acqua. invitando alla sua tavola i tre discepoli. dolci giuggiole. c'è una bellissima strada che sale con molte curve. Le tagliatelle si intingono nel brodo speziato. Il re sedette di fronte a loro. Se non vi formalizzate perché vi offro degli avanzi. Datevi una regolata. Fratello mio. I quali non poterono liberarsi da quella gente prima di un mese." Non ci fu niente da fare. frittelle di cachi. uve inebrianti. Impegnatevi sul serio in ogni impresa e sforzatevi di compensare i vostri punti deboli: è un esercizio che vi manterrà sano. a titolo di viatico. le mangiò e si sentì subito meglio. il sentiero ripido e accidentato si inerpica fra le rocce. abbiamo sentito che ve ne andate e siamo venuti a riportare le gabbie con i bambini. "sperma giallo". Draghi e tigri. i mestoli di garzette. Guardate la montagna: La cima scompare tra nebbie e nuvole. Quante prove ho affrontato! Nubi e venti. Davanti a loro si drizzò una cima elevata. chi non poteva permettersi altro. Ho percorso tutti i dodici picchi Dei monti delle Streghe. leoni. Ma la prossima volta che ci vediamo. non credo che le reggereste. poi pian piano si attenuò e cessò del tutto. Non abbiamo altro da consigliare. insieme a due o tre grandi precettori. tuniche.

in pace, non vi date pena per queste cose. Gli antichi dicevano: che cerchi soldi od onorificenze, devi applicarti senza reticenze." "Maestro" insinuò Porcellino, "non sarà capitato che il beato Buddha abbia traslocato altrove con le sue sporte di sutra? Avrà saputo che noi le cerchiamo, e lui magari non avrà voglia di darcele. Altrimenti, come spiegate il fatto che si cammina, si cammina, e non si arriva mai?" "Zitto, non inventar frottole!" disse Sabbioso. "Pensa a fare il tuo lavoro e a seguire il condiscepolo anziano. Prima o poi arriveremo a destino." Si avvicinavano a un'immensa e nera abetaia. Il monaco cinese esclamò: "Ai rischi della montagna ora si aggiungono quelli del bosco oscuro. Stiamo attenti!" "Tutto bene. Non c'è pericolo" rispose Scimmiotto. "Lo dici tu. Non fidarti nemmeno di ciò che è retto; guardati dalla malvagità dei buoni. Di abetaie ne abbiamo viste tante, ma non mai una così fitta e scura." [...] Si addentrarono nel folto seguendo il grande santo, che apriva il passaggio con il suo randello. Dopo mezza giornata di cammino erano ancora immersi nella penombra di quelle fitte piante. "Discepoli" disse Tripitaka, "dopo tanti monti e tante foreste pericolose che abbiamo attraversato, questo mi sembra proprio un bel posto, con un sentiero abbastanza confortevole. Guardate che belle piante, quanti fiori! Vorrei sedermi a riposare; credo che gioverebbe anche al cavallo. E ho fame: uno di voi dovrebbe andare a mendicare del cibo." "Smontate pure" rispose Scimmiotto. "Vado e torno." Tripitaka sedette ai piedi di un abete, mentre Porcellino e Sabbioso si guardavano intorno e coglievano fiori e frutti. Il grande santo prese la ciotola delle elemosine e balzò in aria. Osservando la foresta dall'alto, constatò con piacere che era sovrastata da un alone di brume di buon augurio. Pensava: "Ai miei bei tempi, cinquecento anni fa, ero qualcuno: ero indipendente, portavo corona, abbattevo draghi e tigri, avevo cancellato il mio nome dal registro dei morti. Andavo in giro con la mia armatura d'oro fino, calzavo scarpe di nuvole, comandavo quarantasettemila diavoli, e tutti mi trattavano da vostra alta signoria. Ora invece mi devo umiliare e sono a servizio; ma se questo maestro è circondato dall'alone di buon augurio che si vede, si può star sicuri che tutto finirà bene, e anch'io avrò fatto un buon affare." Mentre si cullava in queste piacevoli considerazioni, si accorse che dalla parte sud della foresta saliva un soffio nero, spesso e fetido, che ribolliva a turbinava. "C'è sotto qualche maleficio" si disse allarmato. "Non sono certo Porcellino e Sabbioso a sollevare quella porcheria." Tripitaka, là sotto, recitava placido il sutra del cuore, il Mahâ Prajñâ Pâramitâ Hrdaya Sûtra, quando udì una vocina sottile che gridava: "Aiuto!" "Bontà divina!" esclamò agitato Tripitaka. "Chi può gridare così in mezzo alla foresta? Sarà qualcuno aggredito da una belva: dobbiamo aiutarlo." Il reverendo si alzò e mosse qualche passo fra gli abeti secolari e i cedri millenari. Ed ecco, in una piccola radura vide una ragazza legata con liane ritorte a un albero dalla vita in su, mentre la metà inferiore del corpo era sepolta nel terreno. "Cara pusa, che cosa vi è capitato per ridurvi in questo stato?" Non ci voleva molto a capire che la supposta pusa era una lamia o qualcosa di simile. Ma il reverendo non era mai stato abile a riconoscere questa specie di creature. La ragazza piangeva a calde lacrime, che rendevano più lustri i suoi occhioni vellutati e animavano il volto, bello da fare invidia ai fiori e alla luna: i pesci si tuffavano nel fondo, gli uccelli volavano in alto(5). Il reverendo non osava accostarsi, ma ripeteva: "Cara pusa, avete commesso qualche colpa? Vi puniscono per qualche motivo? Ditelo, vi prego; vorrei aiutarvi." La lamia, fingendosi tutta sconvolta e con vocina dolce e accorata, raccontò questa storia: "La mia famiglia, maestro, abita a Bimbâna, una città a duecento li da questa foresta. Papà e mamma, che sono molto pii, avevano invitato tutti i parenti a onorare le tombe degli antenati per la Festa Pura e Limpida. In palanchino e a cavallo abbiamo raggiunto il posto fuori mano dove si trovano le tombe, abbiamo disposto le offerte e dato fuoco ai cavalli di carta. A questo punto ci ha assalito una banda di forsennati, suonando gong e tamburi, con le armi in mano. Tutti scappavano; io sono caduta. Non so correre svelta, e perciò mi hanno presa. Erano briganti, che mi hanno portata nel loro covo. Il capo voleva tenermi per sé, ma il suo luogotenente aveva la stessa idea; anche altri mi guardavano e mi trovavano di loro gusto. In breve, l'ottantina di uomini che componeva la banda incominciò a litigare e a battersi per me; e dal momento che nessuno voleva darla vinta agli altri, mi hanno legata dove mi vedete e se ne sono andati. Sono qui da cinque giorni e cinque notti: avrei potuto morire ogni momento. Saranno i meriti di qualche antenato che mi fanno incontrare voi. Vi supplico, abbiate pietà, salvatemi la vita! Neanche morta dimenticherò la gratitudine per voi." E piangeva come una fontana. Con il suo temperamento compassionevole, Tripitaka entrò subito in simpatia e gli uscirono lacrime e singhiozzi. Intanto gridava: "Discepoli!" Sabbioso e Porcellino, a caccia di frutti di bosco, sentirono quel richiamo piagnucolante. "Che il maestro abbia trovato nel bosco qualche vecchia zia sentimentale?" si chiese il bestione. E Sabbioso: "Non divagare! Da quando siamo in viaggio non abbiamo incontrato una sola persona per bene. Figuriamoci se le zie del maestro vanno in giro per una foresta come questa." "Non mi dirai che quel monaco si permette confidenze con estranei!" Corsero da Tripitaka: "Maestro, che cosa succede?" Il monaco cinese mostrò loro la bella prigioniera: "Porcellino, libera quella povera pusa, salvale la vita!" E il bestione si mise all'opera senza chiedere altro. Intanto Scimmiotto vedeva il soffio nero addensarsi ed espandersi fino a cancellare completamente le brume di buon augurio. "Qualcosa non va per il suo verso" esclamò. "La creatura malefica dev'essere partita all'attacco. La ricerca del cibo può aspettare." Ritornò indietro e trovò Porcellino intento a sciogliere i legami. Gli arrivò alle spalle, lo prese per le orecchie e lo gettò a terra. "Perché mi aggredisci?" si lagnò il bestione riconoscendolo. "Ubbidivo al maestro." "Fratellino" rispose ridendo Scimmiotto, "non toccare quella lì; non vedi che è una strega che vuol prenderci in giro?" "Brutta scimmia!" intervenne Tripitaka. "Eccoti di nuovo a trinciar giudizi. Perché mai questa fanciulla dovrebbe essere una creatura perversa?" "Maestro, non avete mai capito niente di queste cose. È una tattica vecchia come il mondo, uno stratagemma da manuale per chi ha voglia di farsi uno spuntino di carne umana. Possibile che non vi rendiate conto? " "Maestro" ribatteva Porcellino imbronciato, "non date retta a quell'equipuzio! Questa non è che una brava ragazza del posto. Come possiamo giudicare noi, che veniamo da lontano? Quel malvivente vuole che l'abbandoniamo, per tenersela a disposizione. Più tardi farà una delle sue capriole nelle nuvole e la verrà a trovare passando dalla porta di servizio." "Brutto stronzo!" brontolò Scimmiotto. "Io non corro la cavallina; sei tu che non puoi dire altrettanto. Ti ricordi la volta che cercasti di metter su famiglia con ragazze che non ti volevano, e finisti legato a un albero? Sei tu che perdi la testa per le donne, e che sei disposto a dimenticare il giusto per il tuo profitto." "Finitela!" intervenne Tripitaka. "Porcellino, dobbiamo ammettere che di solito le opinioni del tuo condiscepolo anziano sono risultate fondate. Lasciate stare quella donna e andiamocene." "Grazie al cielo!" esclamò Scimmiotto. "Vi posso assicurare che è per il meglio. Rimontate subito a cavallo e allontaniamoci. Quando usciremo dalla foresta andrò a mendicare il cibo." E se ne andarono. La lamia legata all'albero digrignava i denti: "Ho tanto sentito parlare di questo Scimmiotto guasta disegni, e vedo che la sua fama non è usurpata. Mi volevo accoppiare con quel monaco, che non hai mai sparso goccia del suo yang primordiale, per divenire immortale. Doveva proprio venire la scimmia a guastarmi la festa! Se mi avessero slegata, lo avrei subito catturato e concluso l'affare. Chissà che cosa ha messo sull'avviso la scimmia. Ma non mi sarò data tanta pena per niente. Non rinuncio di certo. Proverò a parlargli da lontano: vediamo se funziona." La brava lamia, senza sciogliere i suoi legami, approfittò di una brezza favorevole per far pervenire a Tripitaka qualche parolina edificante: "Maestro" sospirava, "tu che abbandoni una povera fanciulla in difficoltà negandole soccorso, quali sutra speri di ottenere dal Buddha con la tua devozione ottusa e senza coscienza? " Il monaco tirò le redini del suo cavallo: "Consapevole del Vuoto, torna indietro; va ad aiutare quella donna." "Che cosa ve la fa tornare in mente, maestro?" "È lei che mi chiama." "Tu hai sentito qualcosa, Porcellino?" "Non si può dire che le mie orecchie siano piccole, ma non ho sentito niente." "E tu Sabbioso?" "Pensavo ai bagagli che porto, non ho fatto attenzione. Comunque non ho sentito niente." "Nemmeno io ho sentito niente. Maestro, perché dite che vi chiama? Che cosa vi dice?" "Mi dice cose sensate: dice che la devozione senza coscienza di chi non soccorre la gente nel bisogno non otterrà i sutra dal Buddha. Val più salvare una sola vita umana, che costruire una pagoda di sette piani. Bisogna salvarla: è più importante della ricerca delle scritture." "Quando al maestro viene l'uzzolo delle opere buone, non c'è rimedio al mondo che lo guarisca" sogghignò Scimmiotto. "Quanti mostri abbiamo incontrato lungo la strada! Vi acchiappano, vi portano nel loro covo, e io devo venire a tirarvi fuori e a spiaccicarli con la mia sbarra di ferro. La persona che adesso vi sta cuore è della stessa risma: si può sapere che bisogno avete di andarvi a consegnare nelle sue mani, per poi mettervi a piangere?" "Discepoli" rispose Tripitaka, "ricordate sempre il detto degli antichi: nessun bene è tanto piccolo che non valga la pena di farlo; nessun male è tanto piccolo che non si debba guardarsene. L'aiuto che ci viene chiesto va sempre dato." "Maestro, così sia" disse Scimmiotto. "Non cercherò di dissuadervi: ne ricaverei soltanto il vostro malumore. Ma questa è una responsabilità che non mi voglio prendere. La volete salvare? Fatelo voi." "Si capisce, scimmia zuccona!" inveì Tripitaka. "Tu resta in panciolle, mi aiuterà Porcellino." Il monaco cinese ritornò alla radura con Porcellino, che sciolse i legami e con il rastrello scavò il terreno in cui la ragazza era semisepolta. La buona lamia scosse il terriccio dalle calzature, si aggiustò la

gonnella e seguì Tripitaka con segni di giubilo e di riconoscenza. Quando la vide comparire, Scimmiotto sghignazzò. Tripitaka esasperato gli chiese: "Che cosa ti fa ridere, brutto scimmione?" "Mi fate ridere voi, maestro. Pensavo al distico: Se viene la fortuna, amici certo avrai; E quando essa ti lascia, la bella incontrerai." "Tutte bugie, diabolico macaco! Sono monaco da quando mia madre mi ha partorito; sono un inviato imperiale: non sono di quelli che vanno cercando il proprio guadagno e la soddisfazione della carne. Perché la fortuna mi dovrebbe lasciare?" "Maestro" sghignazzò Scimmiotto, "avete un bell'essere monaco: vi avranno insegnato a leggere i sutra e a pregare il Buddha, ma le leggi non le conoscete. La ragazza è giovane e carina; voi e io siamo monaci. Aspettate che incontriamo qualche malintenzionato, e ci troveremo davanti a un tribunale accusati di fornicazione; andate allora a raccontare di Buddha e di ricerca delle scritture! Se ci assolvessero dall'accusa di fornicazione, resterebbe quella di ratto: bastonate da lasciarvi mezzo morto, caro il mio maestro, e ritiro della licenza di monaco; Porcellino deportato e Sabbioso ai lavori forzati. E anch'io, che nel difendermi sarei certo più abile di voi, dubito che riuscirei a farmi assolvere." "Non dire sciocchezze!" gridò Tripitaka. "Comunque la si voglia mettere, è una persona cui salvo la vita. Perché mai dovrebbero derivarne tante complicazioni? Portiamola con noi: prendo io tutta la responsabilità." "Parlate di responsabilità, ma non sapete quello che dite. Tutto sommato non salvate nemmeno lei, ma piuttosto le fate del male." "Come sarebbe a dire?" "Se fosse rimasta legata dov'era, entro cinque, dieci o quindici giorni, senza un boccone da mangiare, sarebbe morta di fame e avrebbe avuto almeno la consolazione di raggiungere gli antenati con il suo corpo integro. Seguendo voi - che l'avete salvata, come dite - dovrà correre con i suoi piedini dietro il vostro cavallo e dietro a noi, che filiamo come il vento. Finiremo per perderla e se la mangerà il lupo. Che guadagno ci avrà fatto?" "Questo è vero. Come dobbiamo fare, secondo te?" "Perché non la fate salire sul cavallo e non ve la prendete in braccio?" Tripitaka rifletté: "No, non possiamo stare insieme sulla stessa cavalcatura. La potrebbe portare Porcellino." Scimmiotto scoppiò a ridere: "Che bella fortuna per il nostro bestione!" Porcellino osservò: "Nessun peso è leggero, se la strada è lunga. Che fortuna sarebbe, portare una persona sulle spalle?" "Quando l'avrai addosso, le rivolgerai quel tuo grugno lungo come un trombone, sussurrerai una parolina dolce e sarà già una serenata." Porcellino si lasciò andare a pestare i piedi e battersi il petto: "Non ne posso più! Maestro, preferisco essere bastonato. Meglio le botte che i lazzi del condiscepolo anziano: se mi carico in spalla quella ragazza, non farà che tormentarmi finché non l'avrò messa giù." "Ho capito" disse Tripitaka. "Ho gambe anch'io: scenderò da cavallo e proseguirò a piedi. Vorrà dire che procederemo più lentamente. Porcellino prenderà le redini." "Non c'è verso: oggi è giorno di buoni affari per il nostro bestione" rise Scimmiotto. "Il maestro si preoccupa di affidare a te il moccolo da reggere." "Fammi il piacere di tenere per te i tuoi farnetichi. Dicevano gli antichi: il cavallo fa mille leghe, ma qualcuno deve guidarlo. Scendiamo pian piano la montagna con questa giovane pusa, che così non si perderà per via. Quando giungeremo a un monastero buddista o a un tempio taoista, o comunque a un abitato, ce la lasceremo e avremo compiuto la nostra missione di salvataggio." "Va bene, è un'idea sensata" approvò finalmente Scimmiotto. "Non perdiamo altro tempo, e andiamo avanti." Tripitaka marciava in testa, Sabbioso seguiva con i bagagli, Porcellino reggeva le briglie del cavallo e Scimmiotto chiudeva il convoglio conducendo la ragazza. Percorsa una ventina di li, mentre scendeva la sera, videro un complesso di torri, terrazze e padiglioni. "Discepoli" disse Tripitaka, "buddisti o taoisti che siano gli edifici, chiederemo ospitalità per la notte e ripartiremo domattina. Aspettate qui, mentre vado a chiedere: se va tutto liscio, vi chiamerò." I discepoli e la ragazza si fermarono ai piedi di un salice, mentre il reverendo si accostava al portale. Vide subito che era cadente; il muro pendeva pericolosamente da una parte. Mentre spingeva il battente roso dal tempo, fu preso dalla malinconia del luogo: porticati deserti dalle tettoie sfondate, il vecchio tempio desolato, i cortili coperti di muschio, i sentieri cancellati dalle erbacce. L'unica luce proveniva dalle lucciole, l'unico rumore di vita dalle rane che gracidavano. Il reverendo si fermò e gli vennero le lacrime agli occhi. Sale in rovina, stucchi e pitture devastati, celle deserte, porticati distrutti. Giacciono a terra qua e là mattoni e tegole rotte, frammenti di travi, travicelli contorti. Scompaiono le corti nel verde selvatico. Le cucine, con i loro utensili e odori, giacciono sotto uno spesso strato di polvere. La torre dell'orologio è crollata, il tamburo è ridotto a una cassa di legno imputridito. Rotta la lampada di cristallo, il corpo del Buddha ha perduto le dorature, gli arhat sono caduti con le gambe spezzate. Le infiltrazioni d'acqua hanno reso alla terra l'argilla in cui era plasmata Guanyin; il vaso immacolato è rotolato al suolo. Nessun monaco di giorno e, la notte, volpi e fiere che vengono a rintanarsi. I muri cadono, i battenti degli usci sono scomparsi da molto tempo. Abbandonato ormai da tanti anni Senza riparazioni, il vecchio tempio È sorvegliato da guardiani a pezzi Ed ospita dei buddha senza testa: Nemmeno il tudi ci potrebbe vivere. I vajrapani giaccion nella pioggia; La campana, perduto ogni supporto, Se ne sta silenziosa nella polvere. Tripitaka si armò di coraggio e superò il secondo ingresso. Crollata la torre, la campana di bronzo era semiaffondata nel terreno, con la parte superiore bianca come neve e l'inferiore verde cupo: sopra era stata dilavata per lustri dalle intemperie del cielo, sotto era ossidata e scurita dal soffio della terra. Tripitaka la accarezzò: "Campana! Dalla cima della torre scandivi il tempo con la tua voce possente: annunciavi l'alba a gara con i galli e accompagnavi il crepuscolo serale. Dove saranno finiti i monaci che elemosinarono il denaro per fabbricarti, e il fabbro che ti fuse? Tutti saranno scesi nel mondo delle ombre, e ogni loro traccia sarà cancellata." Declamando la sua elegia, il reverendo attirò l'attenzione di una persona che abitava nel monastero, un inserviente addetto a bruciare l'incenso. Si era già coricato; l'inattesa voce umana lo svegliò e lo indusse a raccogliere da terra una scheggia di tegola e a tirarla contro la campana. Il suono improvviso spaventò il reverendo, che pensò di fuggire, ma inciampò in certe radici e cadde esclamando: "Campana! Lamentavo la tua sorte, e tu mi hai risposto. Su questa strada dell'Occidente, che nessuno percorre, nel lungo decorso degli anni sei divenuta un fantasma." L'inserviente accorse e lo aiutò a rialzarsi: "Tiratevi su, reverendo. La campana non è diventata un fantasma, l'ho suonata io." Tripitaka guardò quella brutta faccia scura: "Non sarai uno gnomo, o un diavolo dei boschi? Bada che io non sono un viandante qualsiasi, ma un inviato imperiale, accompagnato da discepoli capaci di abbattere tigri e domare draghi. Se ti misurassi con loro, correresti dei brutti rischi." "Ma no, reverendo" rispose l'uomo inginocchiandosi. "Non sono una creatura malefica, ma un inserviente del monastero, addetto a bruciare l'incenso. Poco fa, quando ho sentito le vostre belle parole, il mio impulso è stato di uscire ad accogliervi; ma ho temuto che poteste essere un diavolo sotto mentite spoglie e, per farmi coraggio, ho suonato la campana." Il monaco cinese si rinfrancò: "Quasi morivo di paura, caro inserviente. Fammi visitare gli edifici." L'inserviente guidò Tripitaka nella terza corte, dove lo spettacolo era completamente diverso. Si vedevano muri rivestite di piastrelline azzurre con disegni di nuvole, sale di cristallo coperte di tetti verdi. Gradini di giada bianca salgono a simulacri rivestiti d'oro. La sala del Buddha eminente è illuminata da una luce azzurrina; dal padiglione di Vairocana esce una nube profumata; la sala di Wenshu è decorata da greche di nuvole. La biblioteca è ornata da pitture di fiori. Al culmine del triplo tetto è collocato un grande vaso sacro. La Torre delle Cinque Felicità è coronata d'intagli. I letti di meditazione sono all'ombra di verdi bambù; pini azzurri si stagliano alla porta del Buddha. Dagli edifici irradia una luce dorata, brume violette li circondano. Al mattino si respira una brezza che vien di lontano; la sera rintocca il tamburo dalle colline. Lampade splendenti sul muro

della corte posteriore diffondono spire d'incenso. Tripitaka, intimidito, si fermò sulla soglia e chiese: "Come mai davanti tutto cade in rovina, e la parte posteriore è così bella?" "Reverendo" rispose ridendo l'inserviente, "queste montagne sono zeppe di briganti e di creature malefiche. Nella buona stagione se ne vanno altrove a commettere le loro malefatte; ma in quella cattiva pretendono di venir qui a ripararsi, rovesciano le statue, rompono gli arredi di legno per bruciarli nel camino. I monaci non sono in grado di tenergli testa. Perciò hanno abbandonato alla loro mercé gli edifici verso la strada, e pian piano hanno costruito sul retro il nuovo monastero che vedete, con le offerte dei benefattori. Il puro e l'impuro abitano l'uno accanto all'altro: è una situazione comune in queste terre occidentali." "Ecco dunque come stanno le cose." Accanto all'entrata Tripitaka lesse una scritta in cinque grandi caratteri: MONASTERO DELLA FORESTA DI MEDITAZIONE, PACIFICATORE DEI MARI Quando si decise a superare la soglia, gli venne incontro un bonzo. Che aspetto aveva? Tonaca di lana di Fala, berretto di velluto e broccato con il fermaglio a sinistra, anelli di bronzo alle orecchie. Gli occhi brillano come l'argento. Agita un tamburello e recita sutra in una incomprensibile lingua barbara. Tripitaka non sapeva che si trattava di un lama. Il lama contemplava Tripitaka; osservava il suo bell'aspetto, la larga fronte, il cranio piatto, le orecchie che giungevano alle spalle, le mani che scendevano oltre le ginocchia, la sua eleganza di arhat disceso sulla terra. Gli piacque molto, e perciò gli andò incontro con un sorriso da un'orecchia all'altra e lo festeggiò a modo suo, stringendogli le mani e i piedi, strofinandogli il naso, pizzicandogli le orecchie. Lo portò nella sua cella e gli chiese: "Da dove venite, reverendo?" "Il vostro discepolo è inviato in missione speciale dall'imperatore dei Tang delle terre dell'Est, per sollecitare le scritture dal Buddha del Monastero del Colpo di Tuono, in India. Passavamo appunto dal vostro prezioso convento mentre scende la sera: permettetemi di chiedervi riparo per la notte. Partiremo domattina di buon'ora. Spero che potrete darci ospitalità." "Non diciamo bestemmie!" esclamò il lama ridendo. "Naturalmente, se abbiamo lasciato le nostre famiglie, è perché siamo nati sotto cattiva stella: i genitori non potevano mantenerci e noi ci arrangiamo come possiamo. Ma questo non ci autorizza a mentire." "Io non mento." "Ma sapete quanto sono lontane le terre dell'Est? E lungo il cammino ci sono infinite montagne, sulle montagne grotte, e nelle grotte creature malefiche. È mai possibile che una personcina civile come voi, pallida e con le mani morbide, abbia percorso tutta sola una simile strada?" "Avete ragione, la mia umile persona da sola non ne sarebbe mai stata capace. Ma ho tre discepoli che mi aprono la via sui monti e gettano ponti sulle acque. Solo grazie alla loro protezione ho potuto giungere fin qui." "E dove sono i vostri eminenti discepoli?" "Attendono alla porta." "Maestro!" esclamò il lama. "Non sapete che questi posti pullulano di fiere, briganti e diavoli? Noi osiamo a malapena mettere il naso fuori di giorno chiaro, senza allontanarci troppo, e al crepuscolo ci barrichiamo in casa. Di notte non si può restare all'aperto!" E gridò: "Discepoli, invitate a entrare quella gente là fuori!" Due giovani lama corsero lesti all'ingresso, ma appena intravidero i pellegrini caddero a terra, si risollevarono precipitosamente e corsero in casa inciampando dappertutto: "Monsignore, che sfortuna! I discepoli sono scomparsi. Alla porta ci sono soltanto certi orribili mostri." "Che aspetto hanno?" chiese Tripitaka. "C'è il duca del tuono, un mostro dalle orecchie gigantesche, e uno con la faccia blu e le zanne sporgenti. Hanno catturato una ragazza carina, pettinata con la brillantina, ben truccata e incipriata." Tripitaka si mise a ridere: "Quei tre sono appunto i miei discepoli. Alla ragazza ho salvato la vita in un'abetaia." "Com'è possibile, monsignore, che un maestro tanto bello abbia discepoli tanto brutti?" "Saranno brutti, ma sanno rendersi utili. Ritornate da loro, per piacere, e invitateli a entrare. Quello che chiamate duca del tuono, se si spazientisce perché non viene invitato, può prendere l'iniziativa di entrare e permettersi delle violenze. Poverino, non ha avuto genitori che gli abbiano insegnato le buone maniere." I monacelli tremebondi ritornarono fuori e si inginocchiarono: "Signori, il monaco cinese vi prega di entrare." "Fratello" sghignazzò Porcellino, "guarda come tremano!" "Siamo tanto brutti che gli facciamo paura." "Che stupidi! Mica lo facciamo apposta; siamo nati così." "Nemmeno loro fanno apposta. Cerca di nasconderti più che puoi." Il bestione andò avanti nascondendo il grugno nel colletto, seguito dagli altri. Si recarono nella cella del superiore, che fece convocare la settantina di monaci presenti nel convento. Dopo le presentazioni, ciascuno prese posto secondo il suo rango e si preparò il pasto in onore degli ospiti. È il caso di dirlo: Solo la compassione vi fa acquistare meriti. Mutua stima prescrive la Legge ai veri monaci. Se poi in fin dei conti non sapete che cosa avvenne prima che lasciassero il monastero, ascoltate il seguito. CAPITOLO 81 MALANNO DI TRIPITAKA E SEDUZIONE DI SCIMMIOTTO OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO CONFONDE LA LAMIA NEL MONASTERO PACIFICATORE DEI MARI, E I TRE PELLEGRINI VANNO IN CERCA DEL LORO MAESTRO NELLA FORESTA DEGLI ABETI NERI. I monaci del Monastero della Foresta di Meditazione offrirono la cena ai pellegrini e, quando fu consumata, diedero cibo anche alla ragazza. Poiché il buio scendeva, si accesero le lampade. Sotto la loro luce, nella cella del superiore, i monaci si accalcavano numerosi per godersi due attrazioni: saperne di più sul viaggio del monaco cinese, e guardare la ragazza. Alla fine Tripitaka chiese al superiore: "Com'è la strada verso l'ovest? Abbiamo intenzione di ripartire domani all'alba." Il lama si gettò in ginocchio, mentre il reverendo si precipitava a rialzarlo: "La strada è piana e in buono stato. Ma c'è un grave problema di cui vi avrei parlato fin dal primo momento, se l'imbarazzo non me lo avesse impedito. Sarò felice di ospitare nella mia cella voi, che venite da tanto lontano a prezzo di molte fatiche. Ma le convenienze non permettono di ospitare la pusa: non so proprio dove metterla a dormire." "Spero non penserete che le nostre intenzioni siano meno che oneste. Ci siamo imbattuti nella ragazza mentre attraversavamo la Foresta degli Abeti Neri: era legata a un albero. Il mio umile discepolo Consapevole del Vuoto si rifiutava di slegarla, ma i precetti della bodhi mi hanno spinto a soccorrerla; e in seguito non potevo certo abbandonarla lungo il cammino. Qualunque sistemazione andrà bene per lei." "Se acconsentite, nella vostra grande generosità, potrei far collocare un pagliericcio nella sala del Re del Cielo, dietro il simulacro, e mandarla a dormire là." "Credo che andrà benissimo." I giovani lama accompagnarono la ragazza nel luogo destinato, e tutti si ritirarono per la notte. "Corichiamoci subito" diceva Tripitaka ai suoi; "la giornata è stata massacrante, e domani dovremo alzarci presto." Come al solito, i discepoli dormirono nella sua stessa camera, per proteggerlo. Nel cielo notturno troneggia la lepre di giada: Deserti son d'ogni passante i divini sentieri. Rilucono quiete le stelle del Fiume d'Argento. In cima alla torre il tamburo scandisce le ore. Scimmiotto si alzò all'alba, chiamò Porcellino e Sabbioso per preparare cavallo e bagagli, e andò a destare il maestro, che dormiva ancora. Chiamato, alzò la testa e la lasciò ricadere sul cuscino. "Maestro, che avete?" chiese inquieto Scimmiotto. "Non lo so nemmeno io" gemette il reverendo. "Mi gira la testa, sento gli occhi gonfi; ho male dappertutto." Porcellino gli toccò la fronte e la sentì scottare. "Ho capito" disse il bestione. "La buona cucina vi ha indotto ieri sera a mangiare un piatto di troppo, e avrete dormito con la testa troppo in basso. È un'indigestione." "Sciocchezze" brontolò Scimmiotto. "Ci dica il maestro che cosa è successo." "Questa notte mi sono alzato per un bisogno e non ho messo in capo la berretta" spiegò Tripitaka. "Avrò preso freddo." "È una spiegazione più verosimile. Ve la sentite di alzarvi e rimettervi in cammino?" "Temo di non riuscire nemmeno a mettermi seduto: come

potrei cavalcare? Ma non vorrei farvi perdere tempo." "Che dite mai, maestro! Come dice l'adagio: maestro per un giorno, padre per la vita. E noi discepoli siamo i vostri figli. Si dice anche: non chiedere a tuo figlio che cachi oro o pisci argento, ma che ti mostri affetto secondo il bisogno del momento. Se non state bene, aspetteremo che vi rimettiate." Per più di due giorni e due notti i discepoli assistettero il maestro; verso la sera del terzo giorno, Tripitaka riuscì finalmente a mettersi a sedere e chiamò Scimmiotto: "Consapevole del Vuoto, sono stato tanto male, che non ti ho chiesto nemmeno se la pusa che abbiamo salvato ha ricevuto il cibo che le occorre." Scimmiotto rise: "Che cosa andate a pensare! Badate piuttosto alla vostra salute." "Giusto. Aiutami a scendere dal letto e portami carta e pennello; la pietra da inchiostro puoi chiederla in prestito a quelli del monastero." "Che cosa intendete fare?" "Devo scrivere una lettera, allegare il passaporto e affidartela, perché la consegni a sua maestà l'imperatore Taizong, a Chang'an." "È un incarico facile; altre cose non le saprò fare, ma come postino non ho rivali. Quando avrete scritto la lettera farò una capriola fino a Chang'an e ritornerò qui con un'altra capriola: il pennello non avrà il tempo di asciugare. Ma che cosa volete scrivere?" "Devo scrivere" rispose piangendo il reverendo: "Tre volte prosternato, l'umile servitore Augura lunga vita al santo imperatore. Possano i mandarini legger questo messaggio. Quando lasciai la Cina ero determinato A raggiungere il Buddha, come mi era ordinato. Molti ostacoli han messo a prova il mio coraggio. Lontano dalla meta, sono attualmente afflitto Da grave malattia che mi lascia sconfitto. Se potessi raggiungere il Monte degli Avvoltoi Ed ottenere i sutra, non risparmiando pene, Non ne ricevereste utilità né bene, Perché morirei prima di riportarli a voi. Il mio viaggio terreno può dirsi terminato: Debbo invitarvi a scegliere un altro incaricato." Scimmiotto non poté trattenersi dallo scoppiare in una fragorosa risata: "Maestro, non ve la prendete, ma come al solito non siete all'altezza della situazione. Vi viene la bua, e vi sognate già morto e sepolto. Del resto, se vi colpisse davvero un male grave, da mettervi in pericolo di vita, non ci sono qui io? Farei subito un'inchiesta: 'Quale re dell'altro mondo ha preso questa cantonata? Quale giudice ha commesso l'imprudenza di spiccare il mandato? Fatemi vedere il malcapitato inviato infernale che si è preso l'incombenza!' Guai a loro se facessero i furbi o avessero il coraggio di contrariarmi! Farei terra bruciata fino in fondo all'Inferno; acchiapperei i dieci giudici e gli romperei le ossa." "Discepolo, non fare il fanfarone. Io sto male davvero." Si fece avanti Porcellino: "Fratello, se ti dice che sta male, non star lì a discutere: sta male. Sistemiamo le cose prima che sia troppo tardi: vendiamo il cavallo e, con il ricavato, compriamo una bara per lui. Poi ci divideremo i bagagli e ce ne andremo ciascuno per la sua strada." "Ci mancavano le idee fisse di questa bestia! Non te ne intendi di queste cose: il nostro maestro fu il secondo discepolo del beato Buddha, sotto il nome di Cicala d'Oro; le prove che sta passando hanno semplicemente lo scopo di fargli espiare una mancanza di riguardo che commise allora." "Qualunque mancanza di riguardo abbia commessa, è stato immerso nel mare di guai della vita umana, senza parlare delle tremarelle che prova ogni volta che incontra un mostro o un diavolo. Non è sufficiente? Che bisogno c'è di tormentarlo anche con le malattie?" "Che cosa ne sappiamo? Pare che si fosse addormentato alla predica del Buddha; inoltre era caduto e aveva schiacciato un grano di riso con il piede sinistro. Magari la pena prevista in questo caso sono proprio tre giorni di malattia." "Tre giorni per un grano di riso!" gridò Porcellino terrorizzato. "E per i calderoni che ne mangio io, quanti secoli mi toccherà penare?" "Fratellino" rispose Scimmiotto, "le bestie come te, il Buddha non le vede nemmeno. Comunque ricordati: Cresce il riso nel campo Con il duro lavoro. Ogni chicco che hai Costa sudore e guai. "Vedrai che per il maestro questo sarà l'ultimo giorno di malattia. Domani sarà guarito." "Non mi pare di star molto meglio. Ho la gola secca: potete darmi un po' d'acqua?" chiese Tripitaka. "Bene!" affermò Scimmiotto. "La sete è un segno di miglioramento. Cerco subito l'acqua." Afferrò la ciotola delle elemosine e corse in cucina. Si guardò intorno, e notò che tutti i monaci presenti avevano gli occhi rossi e trattenevano a stento il pianto. "Come siete meschini!" li apostrofò Scimmiotto. "D'accordo, ci siamo fermati più del previsto; ma prima di partire faremo i conti e vi pagheremo fino all'ultima sapeca. Vi sembra il caso di ostentare tanto il fastidio che vi diamo? Non è un comportamento da veri sacchi di merda?" "Ma noi non ci permetteremmo mai!" esclamarono i monaci gettandosi in ginocchio. "Non state forse frignando per i vuoti che ha provocato nella vostra dispensa il mio condiscepolo con il grugno lungo?" "Potete restar qui mesi interi: non guarderemo certo nel vostro piatto. La nostra disgrazia è un'altra. Ogni notte due giovani bonzi sono addetti a suonare la campana e battere il tamburo: quelli delle ultime tre notti sono scomparsi. Ne abbiamo trovato solo un mucchietto di ossa nel giardino posteriore, accanto ai loro berretti e ai sandali. Non volevamo parlarvene per non affliggervi, perché sappiamo che il vostro maestro è indisposto; ma non possiamo trattenerci dal piangerli." Scimmiotto fu insieme allarmato e contento di sentirsi chiamato in causa: "Non dite altro: è chiaro che avete in casa una creatura perversa. Penserò io a levarla di torno. La prossima notte farò il turno da solo." "Signoria, i mostri dispongono di poteri soprannaturali: sanno cavalcare le nuvole, andare e venire dall'inferno. Gli antichi dicevano: temi l'ingiustizia dei giusti, guàrdati dalla malvagità dei buoni. Non vi arrabbiate, per piacere: se catturaste il colpevole, sarebbe una gioia senza pari; ma se doveste fallire, ne deriverebbero seri guai." "Quali guai ne dovrebbero derivare?" "Reverendo, parliamoci chiaro. Noi abbiamo lasciato le nostre famiglie fin dall'infanzia. Com'è la nostra vita? Quando crescono i capelli, occorre raderli. Se la tonaca si scuce, occorre ricucirla. Al mattino ci alziamo presto, ci laviamo e ci inchiniamo a mani giunte per ubbidire alla Grande Via. Quando scende la sera ci riuniamo, bruciamo incenso, borbottiamo devotamente il nome di Amitâbha. Leviamo gli occhi a contemplare il Buddha sul suo nonuplo trono di loto, che compassionevolmente dispensa la Legge e i Tre Veicoli; e ci auguriamo di poter contemplare l'onore dei Sâkya nel suo grande parco del Jetavana. Abbassiamo il capo per scrutare nel nostro cuore, accettare i cinque divieti, trascendere il gran chiliocosmo; e ci auguriamo di afferrare, attraverso la molteplicità dei fenomeni, il vuoto totale e l'irrealtà della realtà. Se vengono donatori ciascuno di noi, vecchio o giovane, grande o piccolo, grasso o magro, zotico o gentile, batte il pesce di legno e la pietra sonora, e salmodia nel naso un paio di rotoli del sutra del Loto, oppure la litania dell'imperatore dei Liang. Se invece non si vedono donatori, ciascuno giunge le mani e chiude gli occhi, accovacciato sulla sua stuoia, chiude la porta al chiar di luna e si immerge in contemplazione nel silenzio e nell'oscurità. La nostra vita è questo, e nient'altro. Chiacchiericcio di uccelli, zuffe di formiche, domar tigri e abbattere draghi, sono cose che non trovano posto nel grande veicolo della Legge, per grande che sia la compassione. Mostri e diavoli non sono affar nostro. Se vostra signoria si trovasse a stuzzicare uno spirito perverso, esso potrebbe prendersela con noi e mangiarci in un boccone. È facile immaginare le conseguenze: in primo luogo, ricadremmo nel ciclo delle reincarnazioni; secondo, l'antica Foresta di Meditazione resterebbe distrutta; terzo, non avremmo nemmeno un posticino alla corte del Beato. Non li chiamereste seri guai?" Man mano che ascoltava, Scimmiotto si arrabbiava sempre più; sentiva rodere la bile. Urlò: "Banda di idioti! Ciarlate su ciò che possono fare i diavoli; ma non sapete che cosa so fare io!" "In effetti, non ne sappiamo niente" mormorarono i monaci. "Per oggi mi accontenterò di un riassunto succinto. Ascoltatemi bene: "In vita mia ho abbattuto tigri e draghi sulla terra, e messo sottosopra i palazzi del Cielo. Ho saziato l'appetito sgranocchiando l'elisir del signore Laozi, e calmato la sete scolando il vino dell'Imperatore di Giada. Se spalanco i miei occhi dalle pupille d'oro, il cielo sbiadisce e la luna si nasconde. Vado dove voglio senza lasciare traccia né ombra, stringendo la mia sbarra cerchiata d'oro, corta o lunga a volontà. Non temo né i mostriciattoli né i grandi diavoli, per malvagi che siano. Non c'è fuggiasco che non acchiappi: corra, tremi o si nasconda. E chi afferro non mi sfugge: che finisca segato in due, arso, affogato o stritolato. Ho le mie specialità; posso competere con ciascuno degli otto immortali che passano il mare, o con tutti insieme. Monacelli miei,

acchiapperò la creatura perversa e ve la mostrerò, perché sappiate anche voi chi è il vecchio Scimmiotto!" I lama pensavano: "Questo bandito peloso è un gran chiacchierone, ma può darsi che ci sia qualcosa di vero." Dentro di sé erano scettici, ma per educazione emettevano un indistinto mormorio di approvazione. Il loro superiore fece sentire un'altra campana: "Lasciate stare, pensate invece al vostro maestro! Non c'è nessuna fretta di catturar fantasmi. Dice il proverbio: il principe al banchetto, se non si sazierà, calmerà almeno l'appetito; il prode in battaglia, se non sarà ammazzato, buscherà almeno una ferita. Proveremmo un eminente dispiacere se il maestro ammalato subisse danno dalle vostre battaglie con gli spettri." "Giusto. Vado a portargli da bere, e torno subito." Riempì la sua ciotola e portò l'acqua a Tripitaka. Questi, tormentato dall'arsura, la vuotò in un sorso. In verità L'acqua per l'assetato è un gran piacere, Ed è appunto il rimedio che ci vuole. Il reverendo si sentì subito meglio: il suo volto riprese un po' di colore e il suo corpo qualche energia. Scimmiotto lo vide più disteso e domandò: "Maestro, che ne direste di una minestra e di una tazza di riso?" "Ne prenderò volentieri. L'acqua mi ha giovato come un buon farmaco: mi sento mezzo risanato." Scimmiotto corse in cucina gridando: "Il maestro sta meglio. Vuol mangiare." I monaci si affrettarono a preparare il pasto. Misero al fuoco il riso, impastarono tagliatelle, prepararono focacce, fecero cuocere qualche panino al vapore e cucinarono vermicelli in brodo. Servirono quattro o cinque piatti. Tripitaka si limitò a sorbire mezza tazza di brodo, Scimmiotto e Sabbioso gli fecero parca compagnia e tutto il resto finì nel ventre vorace di Porcellino. Poi i lama sparecchiarono la tavola e portarono le lampade. "Da quanto tempo siamo qui?" chiese Tripitaka. "Da tre giorni" rispose Scimmiotto. "Tre giorni! Santo cielo, quante tappe perdute!" "Maestro state tranquillo, nessuna tappa va mai perduta. Domani partiremo e nei prossimi giorni le percorreremo, ecco tutto." "D'accordo. Se non sarò del tutto ristabilito, peggio per me." "Visto che domani partiamo, devo impegnare la notte nella cattura di un mostro." "Che nuovo mostro ti sei procurato?" "È qualcuno che gira qui, nel monastero." "Discepolo, non ti montare la testa! Se avesse dei poteri più grandi dei tuoi? Se ti mettesse in pericolo, mentre io non sono ancora del tutto ristabilito?" "Cercate sempre di smontarmi. Quanti mostri mi avete visto prendere? Ho mai ceduto a qualcuno? Se mi impegno sul serio, vinco io; ormai dovreste saperlo." "Discepolo!" insisteva Tripitaka trattenendolo per le mani. "Le massime che devi avere sempre fisse in testa sono: Fa il bene ogni volta che puoi. Perdona sempre. Val meglio quiete di spirito che agitazione, tolleranza che belligeranza." "Devo pur dirvelo, visto che siete tanto insistente" finì per dire Scimmiotto. "Non lo faccio per divertimento. Quel mostro ha mangiato degli esseri umani." "Quali esseri umani?" volle sapere Tripitaka, cui si rizzavano i capelli. "Sei giovani bonzi. Li ha mangiati appunto in questi ultimi tre giorni, dopo il nostro arrivo." "La volpe piange la morte della lepre: ogni creatura piange i suoi simili. Se le vittime sono monaci, considerato che siamo monaci anche noi, non ti posso negare l'autorizzazione. Ma sta attento." "Va da sé. Appena lo avrò fra le mani, lo eliminerò." Ed ecco che si scrolla di dosso la noia di tre giorni di inattività, affida il maestro a Porcellino e Sabbioso, ed esce giubilante dalla camera. Il cielo era pieno di stelle, ma la luna non si era ancora levata; perciò la grande sala consacrata al Buddha era immersa nell'oscurità. Scimmiotto accese una lampada di cristallo con fuoco di verità, tratto dal suo corpo, batté il tamburo e suonò la campana. Poi, con una scossa, si mutò in un piccolo lama di dodici o tredici anni, con la camicia di tela bianca e la tonaca di seta gialla. Salmodiava sutra e percuoteva il pesce di legno. Finì la prima veglia senza che accadesse nulla. Durante la seconda veglia, quando salì in cielo una falce di luna, si levò il vento. E che vento! Porta con sé nera nebbia e cupe nuvole: come una macchia d'inchiostro che dilaghi ai quattro orizzonti, o una gigantesca pennellata di pittura color indaco che copra il quadro. Solleva polvere e abbatte alberi. Vola la polvere a velare lo scintillio delle stelle, si schiantano gli alberi nell'oscurità dell'eclisse di luna. Il soffio è così forte che Chang'e deve proteggere l'albero di sâla, mentre la lepre di giada gira in tondo impazzita e non riesce a ritrovare la sua ciotola. Gli ufficiali dei nove luminari devono serrare le imposte, i draghi dei quattro mari si barricano in casa. Il dio delle mura e dei fossati dà per dispersi i diavoletti suoi assistenti. Nel palazzo infernale Yama non trova più il fido accolito col muso di cavallo. I giudici corrono da tutte le parti, inseguendo i loro berretti in volo. Questo vento smuove le rupi in cima al Monte Kunlun, agita le acque dei laghi e dei fiumi come una zangola. Infine il vento si calmò e si diffuse profumo di muschio e di orchidea, mentre si udivano giade tintinnare. Scimmiotto alzò gli occhi e vide salire nella sala una donna molto bella. Lui borbottava: "Bla, bla, bla..." come se fosse assorto nella recitazione dei sutra. La donna gli si avvicinò e lo abbracciò dicendo: "Che cosa recita di bello, il mio bonzino?" "Recito quello che devo recitare." "Come mai gli altri, invece, sono andati a dormire?" "Loro dormono, e io recito." La ragazza lo baciò e gli propose: "Che ne dici? Ci vieni là fuori a divertirti con me?" "Non sarai mica matta!" strillò Scimmiotto. "Sai qualcosa di fisiomanzia?" "Ne ho sentito parlare." "Che cosa vedi sul mio viso?" "Che sei capricciosa e puttana; che i tuoi ti hanno cacciata di casa." "Non te ne intendi, è tutto sbagliato. Non sono disonesta, né i parenti Mi scacciaron di casa. Il mio destino Determinato da vite anteriori M'ha unito ad un ragazzo troppo giovane Che la notte di nozze non sapeva Proprio che cosa fare. Ecco il motivo Per cui ho dovuto fuggire da lui. "Ora approfitteremo del chiar di luna e del destino, che ha deciso il nostro incontro da mille leghe di distanza; ce ne andremo nel giardino dietro casa e faremo l'amore." Scimmiotto tentennava il capo e pensava: "Ecco come sono stati attirati, quegli stupidelli." Rispose: "Signora, sono troppo giovane: non sono pratico di queste cose." "Vieni con me e imparerai." Scimmiotto finì per cedere: "Vediamo che cosa conta di fare" pensava. Andarono in giardino tenendosi per mano. Improvvisamente lei lo fece cadere a terra con uno sgambetto, e senza tanti complimenti prese a manipolargli la 'radice disgustosa', mentre lanciava dei gridolini: "Stellina! Come sei carino!" "Orca miseria!" pensò Scimmiotto. "Questa mi mangia vivo." Le afferrò a sua volta il polso e con la mossa della 'piccola giravolta' la gettò a terra. "Piccino! Che bravo!" gorgheggiava lei. "Come sa rovesciare bene la sua donnina!" "Ora o mai più" pensò Scimmiotto. "Chi dà il primo colpo, alla fine è il più forte; di dare il secondo impedisce la morte." Balzò su con la sbarra in mano, mirando alla testa, e riprese il proprio aspetto. "Che succede al piccolo lama?" esclamò la ragazza; in un attimo riconobbe il pericoloso discepolo del monaco cinese, ma non si spaventò e si adeguò subito alla situazione. Chi era quella creatura? Naso d'oro, morbido pelo. Vive nelle spelonche e ci si trova a proprio agio. È figlia adottiva di Li Porta Pagoda, e dunque sorella del principe Nata. A suo tempo ha frequentato il Monte degli Avvoltoi; ma le piaceva rodere incenso e candele, destinate a tutt'altro uso, e il Beato l'ha scacciata. Non è l'uccello che vuole colmare il mare, né la tartaruga che regge una montagna. Non teme la spada di Lei Huan, né la sciabola di Lü Qian. Vagabonda come i flutti dello Yangzi e della Huai; sale e scende senza temere le altezze dei Monti Tai o Heng. A guardare quel visino seducente, nessuno indovinerebbe che non è altri che il pipistrello, divenuto immortale a forza di perseveranza. La vampira balzò in piedi, e due spade preziose comparvero nelle sue mani: si coprì a sinistra e parò a destra. Scimmiotto era più forte di lei, ma non tanto da dominarla facilmente. Un vento gelido soffiava da tutte le parti; la falce di luna in cielo restò offuscata. In fondo al giardino si svolse un magnifico duello. È un vento diabolico quello che si leva a spegnere il lume della luna. Il monastero giace nella quiete, ma nel giardino posteriore si combatte accanitamente. Fra Scimmiotto e la selvaggia ragazza, regina fra le donne, la lotta è senza quartiere. Lei è trasportata d'ira contro il feroce monaco; lui vede rosso davanti alla donna vampiro. Ma quando maneggia le due spade, non sembra davvero una donna. La sbarra si muove rapida come la folgore;

gli anelli d'oro si urtano, il metallo emette fasci di scintille [...] Nel silenzio notturno tremano di paura i trentadue cieli; gli arhat applaudono lo spettacolo. Il grande santo era riposato e in buona forma; la lamia valutò che presto non sarebbe più stata in grado di sostenere i suoi assalti. Aggrottò le sopracciglia, formulò un piano e gli volse le spalle per fuggire. "Dove scappi, carogna? Arrenditi!" gridava Scimmiotto. Ma la vampira non si diede per intesa. Lasciò che si mettesse all'inseguimento, si tolse la pantofola dal piede sinistro e le diede il suo aspetto, con tanto di spade in pugno. Il vero corpo si sottrasse in forma di aria fredda. La cattiva stella di Tripitaka era ancora alta in cielo. Il mostro si introdusse nella camera in cui dormiva, si impadronì di lui e lo sollevò tacitamente nelle nuvole. In un batter d'occhio raggiunsero il Monte del Tranello e si tuffarono nell'Abisso Senza Fondo. Là era la sua casa. Chiamò la servitù e ordinò che preparassero il pranzo di nozze, a ogni buon conto con cibi di magro. Scimmiotto si era fermato a combattere forsennatamente quella che gli pareva la sua avversaria, e mise poco tempo a sopraffarla. Ma con suo stupore si trovò tra le mani soltanto una pantofola ricamata. Comprese l'inganno e corse dal maestro: era scomparso. In un angolo, Porcellino e Sabbioso commentavano l'accaduto. Scimmiotto piombò loro addosso inferocito, levando la sbarra e gridando: "Questa volta vi ammazzo!" Il bestione non sapeva più dove nascondersi. Sabbioso scelse il metodo della remissività. S'inginocchiò e disse: "Ti capisco, fratello maggiore. Non si può andare avanti in questo modo, con continue sorprese e aggressioni di mostri. Ti vuoi sbarazzare di tutti quanti e ritornare a casa tua." "Nemmeno per sogno. Voglio sbarazzarmi di voi perché siete dei disutilacci; e poi devo andare a soccorrere il maestro." "Eh no, mio caro!" rispose Sabbioso sorridendo. "Per soccorrere il maestro serviamo anche noi. Ricordati il proverbio: non c'è corda di un solo filo, né applauso di una sola mano. Per dare battaglia, bisogna proteggere anche le retrovie: chi sorveglierebbe i bagagli e il cavallo? Prendi a modello la buona organizzazione di Guan e Bao, che sapevano spendere i loro soldi; piuttosto che Sun e Pang, che sapevano solo giocare d'astuzia e d'azzardo. Non si è sempre detto: la tigre combatte con l'aiuto del fratello? E anche: vinci la battaglia solo se hai truppe devote. Risparmiaci la vita, ti prego; e aspettiamo l'alba per unire cuori e forze nella ricerca del maestro." Scimmiotto era fiducioso nelle sue forze, ma non incosciente. Perciò disse a Sabbioso: "Non hai tutti i torti. Lasciamo stare. Domattina andremo a localizzare il maestro: dovremo mettercela tutta!" Il bestione si sentì pieno della generosità di chi l'ha scampata bella: "Fratello, penserò io a ogni cosa." I tre fratelli attesero l'alba. Ma di mettersi a dormire, con le preoccupazioni che li agitavano, non c'era da pensarci. Se avessero potuto, avrebbero ordinato al sole di levarsi dall'albero Fusang a metà della notte, o avrebbero soffiato per disperdere le stelle in cielo. Rimasero seduti fino al primo chiarore, e quando si alzarono per uscire trovarono alla porta alcuni monaci, che chiesero: "Dov'è il reverendo?" "Non so come dirvelo" sogghignò Scimmiotto imbarazzato. "Mi vantavo tanto di esser bravo a catturare i mostri, ma il fatto è che invece il mostro ha catturato il maestro." "Come avete potuto coinvolgere il maestro nei piccoli problemi del nostro convento? E adesso dove sarà?" "Credo di sapere dove cercarlo" rispose Scimmiotto. "Non abbiate tanta furia; fate colazione, prima di partire." Servirono qualche tazza di brodo, che Porcellino vuotò in un sorso: "Bravi monaci, in cucina ci sapete fare. Ora dobbiamo trovare il maestro, ma ritornerò qui con vero piacere." "Ritornerai solo per mangiare il loro riso!" esclamò Scimmiotto. "Fa una cosa utile: controlla dov'è la ragazza. Dormiva nella sala del Re del Cielo." "Non c'è più" risposero i lama. "Scomparve subito dopo la prima notte." La risposta mise di buon umore il Novizio; che ripartì verso est, la direzione da cui erano venuti, seguito da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. "Sbagli strada, fratello" gridò Porcellino. "Perché dovremmo ritornare indietro?" "Perché la Foresta degli Abeti Neri è verso est. È là che abbiamo incontrato quella che a voi sembrava una così brava figliola. Le mie pupille d'oro videro subito che cos'era. I lama li ha mangiati lei; il maestro lo ha rapito lei. La vostra idea di darle una mano era proprio astuta! Naturalmente, per cercare il maestro, dobbiamo prender le mosse dal punto dove l'abbiamo incontrata." "Si capisce!" risposero i due sgranando gli occhi. "Sembri un tipo brutale, ma sotto sotto non manchi di finezza. Andiamo." E ritornarono di corsa nella foresta. Si vedeva il sentiero serpeggiante tra le rocce, nella foschia mattutina, che reca impronte di volpi e di lepri. Fra i cespugli si distinguono altre tracce: tigri, pantere e lupi. Ma non si vedono tracce di mostro: dove sarà passato Tripitaka? Scimmiotto, esasperato, finì per assumere l'aspetto che aveva quando devastava i palazzi del Cielo: tre teste e sei braccia, con tre randelli; e si mise a battere a tutta forza alberi e terreno qua e là nella foresta. "Sabbioso" disse Porcellino, "quell'uomo è uscito di senno; se mai ci fosse in giro qualche traccia, la cancellerà senza vederla." Ma Scimmiotto aveva uno scopo preciso: in breve sbucarono dagli alberi due vecchietti: il tudi e il dio della montagna. Si inginocchiarono davanti a lui e dissero: "Grande santo, eccoci qui." "Quel randello è tanto efficace" commentava Porcellino, "che un giorno finirà per scovarci la stella della disgrazia in persona." "Begli infami che siete!" li apostrofò Scimmiotto. "Naturalmente avrete l'abitudine di far comunella con tutti i banditi del territorio, in cambio dello spezzatino di maiale che vi offriranno ogni volta che le loro ladronerie saranno andate a segno. Siete certo complici di una vampira che conosco. Il fatto è che stanotte ha rapito il mio maestro. Dove l'ha nascosto? Vuotate il sacco, o passerò alle vie di fatto." "Non meritiamo le accuse di vostra santità!" protestarono i due vecchi dèi, pieni di paura. "Il mostro che cercate non abita qui, e non è sotto la nostra giurisdizione. Tuttavia il vento che soffiava stanotte qualche informazione ce l'ha data." "Sputate il rospo!" "La vampira che ha rapito il vostro maestro abita a mille li dalla foresta, in direzione sud" spiegò il tudi. "Vive sul Monte del Tranello, dentro un profondo abisso detto Senza Fondo." Congedate le divinità Scimmiotto riferì la situazione ai condiscepoli: "L'ha portato più lontano di quanto credevo." "Non importa" disse Porcellino. "La distanza è modesta, se saliamo sulle nubi." Così fecero, accompagnati dal cavallo, che dopo tutto era la trasformazione di un drago. Bastò poco per giungere in vista di una grande montagna, che offriva questo spettacolo: Se i picchi superano le nuvole, la vetta tocca la volta celeste. La ricoprono grandi foreste di molte essenze, nelle quali risuonano gridi di uccelli di ogni genere. Si vedono correre tigri e pantere; si indovinano cervi e daini all'ombra dei cespugli. Sui pendii soleggiati piante rare schiudono fiori profumati, mentre nelle zone d'ombra la neve non si scioglie neppure in piena estate. Rupi scoscese e torrenti incassati. Gli scuri abeti e le grandi rocce bigie dànno i brividi al viandante. Non vi è traccia di presenze umane, né boscaioli, né erboristi. Le fiere che vedete sanno suscitar nebbie, le volpi sanno scatenare temporali. "Si vede subito che in questo posto abitano mostri. Guarda com'è ripido il monte!" "Si capisce" confermò Scimmiotto. "Ogni gran montagna ha il suo mostro, ogni strapiombo la sua lamia. Noi due, Sabbioso, aspetteremo qui; mentre Porcellino farà una ricognizione per verificare la strada, localizzare la grotta e controllare com'è difeso l'ingresso. Quando avremo le informazioni, ci muoveremo per il meglio." "La mia solita fortuna!" brontolava Porcellino. "Tocca sempre a me affrontare la situazione." "Perché ti lamenti? Non sei stato tu a dire testualmente: 'penserò io a ogni cosa'? Hai già cambiato idea?" "Non prenderla su questo tono. Non ho detto che non vado." E in effetti posò il rastrello e corse via, in cerca del sentiero. Se poi in fin dei conti non sapete quale piega presero le cose, ascoltate il seguito. CAPITOLO 82 PREPARATIVI DI NOZZE IN FONDO ALL'ABISSO OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA IL MASCHIO, E L'ANIMA ORIGINALE PROTEGGE LA VIA. Porcellino trovò un sentiero e lo seguì per cinque o sei li, finché vide due mostriciattole che attingevano acqua da un pozzo. Come si capiva che erano mostriciattole? Avevano pettinature fuori moda, con alti chignon trattenuti da spilloni di bambù alti un piede e due pollici sopra la testa. Porcellino le salutò: "Ciao vampire! Come state?" "Che brutto maleducato, questo bonzo! Non ci siamo mai visti né conosciuti, e tu senti come ci tratta!" Brandirono le pertiche con cui calavano il secchio nel pozzo e gliele picchiarono sulla testa. Il bestione, disarmato, non poteva proteggersi dai colpi; ne prese

e io pedinerò le mostriciattole per scoprire l'ingresso della grotta. grosso e maldestro come sono. "È fonda. loro sono gente del posto." "Saranno arrivate alla loro grotta e ci saranno entrate." "Come le hai salutate?" "Ho chiesto: vampire. come se fosse all'aperto. con una scossa si mutò in un fratacchione dalla faccia scura. per ridurre i rischi che corre. Questi dapprima pensò di non rispondere: aprir bocca è disperdere energia. e lo ospita nella sua grotta." "Hai ragione. che torno presto. Volò lieve in cima alla torre e vide la creatura malefica che troneggiava dentro un chiosco di paglia. "Mi ricorda un po' la vecchia Grotta del Sipario Torrenziale. per tutta risposta. "Sarà la casa della vampira. le spaccherò il cuore e le strapperò le budella: so che non vi piace la violenza. "Sarà quel buco" gridò Porcellino additandolo. Che cosa non va?" "Discepolo!" esclamò inorridito Tripitaka. Porcellino. ma mai niente di simile." Tanto bastò perché il fratacchione corresse via. Se sono più o meno nostre coetanee. ti pare che abbia mai toccato un cibo vietato? Ho mai infranto divieti. Ma non mi lasciare solo." In effetti. e per festeggiare il matrimonio che avrà luogo questa sera." Ronzò intorno." "Adesso che lo sai. "Due creature che attingono acqua da un pozzo. Era molto più elegante di quando l'avevano incontrata nella foresta: Raffinate volute di capelli Corvini sulla giacca di velluto Verde smeraldo. È bella e dignitosa. affar vostro. Se non riuscissi a reggermi e cadessi giù. Scimmiotto passò da un forellino della carta. Questa bella ragazza vi offre un festino e poi vi sposa. Cerchiamo. Come devo fare le domande?" "Salutale educatamente e valuta la loro età." "Ma come vi chiamate?" "Di solito mi chiamo col mio nome. ma non sa dove ha la testa e dove i piedi. guadagni il mondo. puoi dar loro della 'signorina'. Entrerò io a esplorare. maestro. colloca sopra ogni cosa i riti e la musica.parecchi. il bravo bestione infilò il manico del rastrello nella cintura. Le labbra rosse come ciliegie si dischiusero per ordinare: "Ragazze. Utilizzeremo le forze unite della cooperazione. Né questi può contare su altri protettori. Comunque sono animali nocivi. Serve per preparare un banchetto vegetariano. lo lascio come l'ho preso. e trovò Tripitaka seduto nel portico est dietro un tramezzo di carta rossa. Celebriamo questo banchetto." Il grande santo si accovacciò sull'orlo e procedette a un esame accurato." "Porcellino aveva quasi ragione" sogghignò Scimmiotto fra sé. i suoi piedi Loti d'oro. Al centro di una spianata rocciosa della circonferenza di una diecina di li. Le dita sottili Come germogli di bambù. voi l'aspetterete qui pronti a colpire. andò a posarsi sulla testa rasata e lo chiamò piano: "Maestro!" Tripitaka bisbigliò: "Discepolo. calzando ogni cerchio a suon di martellate. vi aiuterò a uscire da qui. trecento li. Il monaco al mattino ha catturato Per farne il proprio sposo entro la sera. se riuscissi a mettere in fuga la lamia. A questo scopo lo si cerchia di ferro. seducente Più di Chang'e nel mondo della luna." "Dove andate?" "Vado dove vado. Quando giunse in fondo all'abisso. come state?" "Allora hai avuto quello che meritavi. tu giri in tondo. Irrompi in casa loro e gli dài del vampiro: come vuoi che ti rispondano? Per meritare nome d'uomo. "Difficile non vuol dire impossibile. reverendo?" "Vengo da dove vengo. versatele il vino e fatelo spumeggiare agitando la bottiglia. chiamale 'gentildonne'. Quelle due stavano preparando il banchetto per festeggiare il matrimonio. Il pedinamento durò per una ventina di li. Se sbagliassimo." "Chi sono. Il pioppo è tenero ed è facile da scolpire." "Gentildonne." "Quante cerimonie con queste montanare!" sghignazzò Porcellino." "Dolce e flessibile. Le ho salutate e loro. perché non me l'hai detto prima? Mi sarei risparmiato le legnate. finché fuggì su per la montagna gridando: "Fratelli miei. Come un piatto d'argento la sua faccia. "Che strano posto!" considerò Scimmiotto guardandosi intorno. fiori e alberi. o magari una figlia: avrete la discendenza assicurata." Questa volta. che ferocia!" "Se volete far del bene anche alle vampire. è una terra benedetta. salvami!" "Siete il solito pesce fuor d'acqua. mi hanno preso a legnate. prima di discendere la montagna. "Complimenti." "Quali tipi?" "Il pioppo e il sandalo. Dobbiamo affrettarci a trovare il nostro maestro. Il sandalo invece è duro: ma non serve ad altro che a farne ruote di frantoio. rispose: "Non fa per me. "Ho visto tante creature malefiche e tante grotte in vita mia. non più di mezza spanna. "Sono fantasmi di quelli che si vedono alla luce del giorno!" esclamò sbalordito Porcellino. mai vista una cosa simile." Le due si misero a ridere: "È gentile. s'inchinò profondamente e disse: "Umile servitor vostro. Dopo tutto. Quando lo raggiungeremo. "E io credevo che scherzasse! Andiamo a vedere in che stato è il maestro. non toccherei il fondo prima di un anno. Oltre si intravedeva una corte circondata da vari edifici." "Va bene." "Non riesco a ricordare da quale strada sono venuto. e poi consumerò senza altro indugio le nozze con il mio caro monaco cinese." "Non vi servirebbe a niente ricordare: uscire di qui non è facile. vento. attaccheremo tutti insieme." "Tu che hai fatto tante esperienze in vita tua. lo trovò chiaro e luminoso. "Come hai fatto a vederle nel loro vero aspetto?" "Lo dico perché un momento fa camminavano con l'orcio sulla spalla. di dorature e di gioielli." "Mi riconosceranno. Un'iscrizione in sei grandi caratteri diceva: ABISSO SENZA FONDO DEL MONTE DEL TRANELLO "Ecco un bell'edificio" apprezzò Scimmiotto." "Possibile che sia tanto profondo?" "Guarda anche tu." "Non ci avevo pensato. Quando vi inviterà a bere la coppa nuziale. Arrivò dai condiscepoli gridando: "Sabbioso. al riparo di un'alta rupe. "Ma l'entrata della grotta non è questa." "Lo vedi che non possiamo salvare il maestro?" "Chi l'ha detto? Si scoraggiano solo i fannulloni." "Ma discepolo. si apriva un foro non più largo di una giara." "E come vuoi che riusciamo a liberarlo?" "Voi mi seguirete con cavallo e bagagli. ma dobbiamo essere certi che abbiamo davanti le persone che lo hanno rapito. "Dal momento che la ricerca delle scritture è sempre in cima ai vostri pensieri. Legate il cavallo da qualche parte e preparate le vostre armi. Lo si picchia appunto perché è duro. trasparente in alto e opaco in basso." E per non farsi notare prese l'aspetto di una mosca. si diede un'aria cerimoniosa. Sole. care gentildonne!" Le due lo considerarono con simpatia: "Ecco un bonzo che sa come si saluta gentilmente. che chiamava il reverendo. in fondo alla valletta. in modo da farmi inghiottire senza che lei se ne accorga. Andrò a caccia di informazioni. Vi darà un figlio." "Grazie tante della solidarietà. fosse pure con il pensiero? Se cedo il mio yang a questa creatura che lo vuole." "Che sciocchezze dici? Il maestro si roderà dall'impazienza di essere liberato. "Il punto non è questo." "Fratello. Non è un luogo sinistro. e ora non si vedono più. prova a calarti giù per sondare la profondità. diecine di migliaia di persone vengono a riverirle e a bruciare incenso. Da dove venite. "Da quando ti ho raccolto sul Monte delle Due Frontiere." "Va bene. le donne tremende?" chiese Scimmiotto. Incipriata e con le labbra rosse." Porcellino non aveva scelta. dal bordo lustro e consunto per il continuo strofinio. allora date retta a lei. Potremmo usare un trucco ben sperimentato. andiamocene via! Qui ci sono donne tremende." Si capisce che Scimmiotto il grande santo protegge Tripitaka. va bene. faremmo torto a gente che non c'entra e perderemmo tempo. Caspita! Era una voragine profonda. senza speranza di liberazione!" "Andate piano con i giuramenti" replicò sorridendo Scimmiotto. trovarono un pailou a triplo spiovente e quattro ordini di decorazioni. che io possa sprofondare nel ciclo della trasmigrazione ed essere respinto oltre il Monte delle Tenebre. a dir poco. Scimmiotto tratteneva il respiro. e noi soltanto dei forestieri." Porcellino. tutto dipinto e scolpito. servite in tavola. Per entrare basta scivolar giù. ma non c'è altro da fare. Voi aspettate qui." "Comunque non può essere lontana" osservò Sabbioso. Così il pioppo è un legno benedetto. Io mi trasformerò in un insetto minuscolo e mi nasconderò in una bollicina." "Come facciamo. Che c'è di nuovo?" "C'è che il maestro è felicemente sposato. che guardava nel foro. La padrona ci ha mandato ad attingere quest'acqua. Quando sarò dentro. Quando fu nei pressi del pozzo. coperte di colori. da quando mangiavi i passanti sulle montagne. Gli artigiani ne fanno statue del Buddha. finché stai rigido. "Che bel posto!" si rallegrò Scimmiotto. perché è più limpida di quella di casa. perché attingete acqua al pozzo?" "Non lo sai. come in superficie. se è tanto difficile?" gemeva Tripitaka. con gli occhi gonfi di lacrime. quando sono esposte al pubblico. saprai che ci sono due tipi di legno. se invece sono anziane. poi le mostriciattole scomparvero improvvisamente. prepara i bagagli per la spartizione!" "Ormai lo sappiamo: è la tua solita mania. ragazzi. Ed ecco arrivare la lamia." "Basterà che tu cambi aspetto. bonzo? La nostra padrona ha rapito questa notte un monaco cinese. che occhio clinico!" commentò Scimmiotto." Scimmiotto saltò giù: nuvole colorate scaturivano sotto i suoi piedi e lo proteggevano. la lingua agita il vento . se si è fatto sedurre. torna da loro e interrogale per bene. ma ho bisogno di prepararmi. ma per uscire bisogna fare una poderosa arrampicata." Una torre d'ingresso a doppia gronda era circondata da pini e bambù.

bevete alla nostra felicità!" Tripitaka. Si sentiva la lamia che dava ordini. l'umile monaco che sono non può bere bevande alcoliche. "Andiamo a vedere che ne è del maestro. la ragazza correva qua e là disperata e non sapeva che fare. ho preparato del vino che vorrei bere con voi. Lei certamente vorrà farvi compagnia." "Ho visto un giardino." "Grazie dell'insegnamento. mentre lei ne colse una verde. nocciole. Quanto a Scimmiotto. la riempirono di vino e la porsero al monaco cinese: "Mio adorabile reverendo. dentro il boschetto di seta e broccato. melanzane ritagliate in forma di quaglie. cachi. La fame lo spinge a fare razzia di colombe. "E dire che mi ero data tanta pena per far bella figura con questo banchetto." Il maestro sedeva sotto il portico. mano nella mano. per un bonzo tanto conosciuto nella capitale e con incarichi così importanti. Il monaco smarrito Sente che la sua tonaca S'impregna di profumo. e le donne non si distinguerebbero dagli uomini. maestro. alla faccia del Cielo e della Terra" si disse Scimmiotto. unione di yin e yang. E io come farò?" "Via. prese la coppa. siatemi testimoni. La vostra segreta protezione mi è stata accordata da Guanyin. litchi. senza rendersi conto di quanto lo metteva in imbarazzo. La vampira si venne a strofinare. gli parve di avere perso cento libbre di peso. I frutti yang sono i più esposti al sole e maturano prima. vegetariano o no. Il falco allargò gli artigli e piombò sui cibi. balzò su indignato: "Macaco del malanno! Sei il peggiore dei miei persecutori. non crescerebbero gli alberi. invece di scegliere questi sotterfugi disgustosi?" "Maestro. ma se non lo fosse. Qualunque persona normale. La fanciulla sottile Dalle curve indiscrete. toccò a Tripitaka di riempirne un'altra da offrire alla padrona di casa. qui riprese il proprio aspetto. Ti sei lasciato andare ai tuoi sfoggi di bravura e hai rovinato tutto il cibo commestibile di casa. . e posò per un momento la coppa prima di bere. orecchiette. e questa volta vedrete che avrò successo. giunsero al frutteto dei peschi. Certo. giuggiole. e disse timidamente: "Signora. precipitatemi subito e per sempre nelle sofferenze della trasmigrazione. Il novizio volò quindi su un ramo e si trasformò nella più bella pesca rossa che si fosse mai vista. Dopo aver superato diversi chioschi e padiglioni. gridò: "Fate largo!" e balzò fuori. Hai una bella fortuna. che circondano Tripitaka e lo sorreggono per accompagnarlo nel giardino. indispettiti perché trattengo presso di me il monaco cinese." S'inoltrarono sul sentiero. signora. ma di cibo vegetale in dispensa è rimasto ben poco. La donna prese per mano Tripitaka e lo guidò verso il chiosco di paglia: "Reverendo. noci. ma se resto a lungo seduto il male mi riprende. vi mandano i loro saluti." "Bestia! Quali brindisi vuoi fare." "Lo so. non ve la prendete così! Ho un altro modo per togliervi dai guai. provocando un putiferio: tavole rovesciate. Per forza bisogna giocare d'astuzia. pepe e zenzero. Ma il coraggioso Tripitaka aveva una pietra al posto del cuore. polpa di loto. germogli di bambù. "Ce ne andremo a passeggio in giardino. Scimmiotto diede un piccolo morso di avvertimento e Tripitaka lo comprese perfettamente. Tripitaka si inchinò con galanteria e offrì il suo frutto a due mani: "Voi che amate i colori caldi(6)." "Chissà quante ne deve passare il maestro là dentro." "Dunque sei rimasto là sotto a brindare alle nozze. Fave e fagioli nelle salse adatte. la schiuma si era dissolta e si vedeva benissimo il moscerino galleggiante. kumquat. La ragazza lo vuole impalmare." Scimmiotto. aprite il cancello del giardino e spazzate il sentiero. gli fece mille tenerezze e dimostrazioni di passione. meraviglioso reverendo?" "Signora. più lacrimoso che mai. e questa volta pregheremo il Cielo di fungere da mediatore e la Terra da testimone: se vengono coinvolti. Senza yin e yang non brillerebbero il sole e la luna. Ma la lamia perse tempo rivolgendo al reverendo altre tenerezze. Verdure fritte nell'olio. signora. versò qualche goccia di vino ad uso di libazione e formulò dentro di sé questa preghiera: "Dèi protettori della Legge. In questo modo entrerò dentro di lei e la ucciderò. Gli occhi ridono teneri. Questa bestiaccia dev'essere stata mandata dal Cielo e dalla Terra. Sono ricoperti di ogni specie di cibo vegetale." Il monaco cinese la seguì. volò via fino all'imboccatura dell'abisso. protettori delle quattro direzioni. Quando la riprese in mano." Immaginate la folla delle belle fanciulle dal volto incipriato e dalle ricche acconciature. quando è sazio risale altissimo nel cielo." "Sono sulla vostra testa. frutta e verdure sparse dovunque nella polvere. Vista la piega che prendevano le cose e l'impossibilità di realizzare il suo piano." "Ma se hai la forza di combatterla. rape macerate nell'aceto. Il bel risultato è che l'hai esacerbata: ora vuole costringermi a mangiare cibi proibiti. i frutti che offre la montagna e le verdure di stagione: mele. Lo sfiora con le fresche Guance di un incarnato Di pesca. cetrioli. pigne e pinoli. Ma non aveva scelto lui di mettersi in quella situazione. Come convenuto. colocasia candita. La perfida volpe e la lepre astuta si sentono venir meno dalla paura." "Come conti di fare?" "Nel giardino c'è un pesco. "Signora" domandò il reverendo. navoni. e io vi libererò. Voi dovete fermarvi ai piedi dell'albero e dire che desiderate mangiare una pesca. Il chiosco è parato di seta. la vampira accorse tutta festosa e sorridente: "Che cosa desidera il mio caro. con artigli di giada e ali d'acciaio. non possono guastar tutto un'altra volta." E allungò la mano a cogliere la pesca rossa. "Hai trovato la vampira? Come sta il maestro?" "Ma sì. Zucchini." "Sentiamo. Sarebbe pericoloso uno scontro in un posto di difficile accesso come questo: sarebbe facile chiudermi dentro. "Niente di tutto questo. "Da dove viene questa bestiaccia? Ha il diavolo in corpo!" Tripitaka tremava. Ragazze. Quando Scimmiotto gli si posò sulla testa e lo chiamò. La ragazza lo raccolse con l'unghia del mignolo e lo scosse via. Io mi trasformerò in una bella pesca rossa. glutine di grano. i rossi yang. Povere le mie stoviglie!" "C'è di peggio" informarono le servette. dovete rendervi conto della situazione. "Di stoviglie. Vuotata la coppa. sono qui". castagne. con il vino eccellente che si beveva da quelle parti." Tornò a trasformarsi in mosca e volò sulla torre d'ingresso. ne abbiamo altre negli armadi. lo incoraggiò a tagliar corto con le cerimonie. tra fiori e piante bellissimi. I ditini di giada afferrarono una scintillante coppa d'oro." "Spazzate il pavimento e servite quello che abbiamo. noci di ginkgo. con la voce roca di collera: "Avanti con quei piatti! Non importa se sono vegetariani o no. e corrono a nascondersi. Non lo sapevo. E gli prende la mano." Ai richiami del monaco.della discordia. E portatemi carta da bruciare: devo spedire gli inviti al Cielo e alla Terra. quelli yin restano in ombra. scosse la bottiglia in modo da formare schiuma. gli strapazzi del viaggio mi avevano procurato una malattia da cui sono tuttora convalescente. stoviglie rotte in mille pezzi." "Signora. era un comportamento compromettente. I suoi capelli Come ali di corvo. Non potreste accompagnarmi in una piccola passeggiata?" "Ma certo. Farò un altro tentativo. ed era il primo a soffrirne. perché vuole celebrare le nozze. meloni d'inverno tagliati a cubetti. la corte si riempie di effluvi d'incenso che salgono da un bruciaprofumi a forma di leone." In attesa dei nuovi preparativi. ben sapendo che il maestro in realtà nutriva una segreta passione per il vino analcolico. per distrarti e curarti la malinconia. Scimmiotto sogghignava fra sé: "Chissà se resiste a questo attacco in grande stile. Devo alla vostra debordante affezione di avermi portato nella vostra bella casa. rivelatori dei cinque orienti. e Scimmiotto si nascose in una bollicina. castagne d'acqua." "Che spudorata! Vuol farsi il suo bonzo. mentre il maestro è in pericolo?" "E allora perché sei risalito?" Scimmiotto fece il resoconto degli avvenimenti e concluse: "Pazientate ancora e restate qui. E poi formaggio di soia. avrebbe scordato Buddha e scritture. e voi dovrete fare in modo che addenti il frutto rosso. cui sarò sempre grato. Ascoltate il mio giuramento: se è davvero vino analcolico. porcini e ogni specie di funghi profumati. gioia bella!" rispose lieta la vampira." Tripitaka si rimise al giudizio dell'esperto: "Va bene. benché si fosse reso perfettamente conto della manovra di Scimmiotto. Tutti quei cibi formano un'impeccabile armonia di sapori. in mezzo alla lieta brigata vestita di veli leggeri. mandorle. Tripitaka venne rispedito sotto il portico. Prepareremo un'altra cerimonia di nozze." Tentazione diabolica Per il povero monaco. con le mani che tremavano. e io bevendolo violassi il divieto. fra Sabbioso e Porcellino che si tenevano pronti con le armi in pugno. "come mai i vostri peschi hanno alcuni frutti verdi e altri rossi?" Lei si mise a ridere: "Quelli verdi sono frutti yin. che in forma di minuscolo moscerino era posato sul suo orecchio. Lo hanno appeso al soffitto? Contano di lessarlo o di cuocerlo al vapore?" chiedeva Porcellino. Poi ebbe paura di irritarla con il silenzio. ma tu stammi vicino. mi sforzerò di berlo per assicurare il buon esito della mia missione. Voi dovete convincerla ad andare a zonzo là dentro. Scimmiotto si trasformò in un falco affamato: Terribile. La buona vampira gli diceva: "Che aria triste hai! Questo è il più bel posticino del mondo. olive. dietro casa. si lancia in picchiata dalle nuvole. e il pranzo è soltanto di cibi vegetariani. Tavoli verniciati di nero e decorati con incrostazioni di madreperla reggono grandi vassoi di bambù laccati di rosso. perché non l'affronti. Questa lamia mi costringe a bere la coppa di vino. uva. Per voi ho fatto attingere l'acqua più pura della montagna. Uno spettacolo davvero inconsueto.

ascoltate il seguito. adesso che faccio?" gridò lei presa dal panico. Questa scimmia è un po' tocca: noi l'aiutiamo ad abbattere i mostri. Presto!" In effetti maestro. io non ci sto. con la sbarra levata in posizione di combattimento. sempre pericolosamente vicina. "Acchiappa." "Dài. ragazze. non c'è altro da fare. Quando Tripitaka uscì dall'abisso accompagnato dalla lamia. Con le spade volanti difendeva il volto da quella sbarra. fratello" rispondeva Sabbioso. "Parlo al mio discepolo Consapevole del Vuoto. nato dal cielo." "Quando la frutta è ben matura. discepolo!" "Ma a chi state parlando?" chiese la vampira." "Ma questa mi è rotolata giù tutta intera. acchiappa!" gridava Scimmiotto. CAPITOLO 83 LA QUERELA RITIRATA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO RICONOSCE LA FONTE DEL CINABRO. Il nostro problema sarebbe stato risolto." "E dove sarebbe?" "Nel vostro ventre. che pesca strana! Mi è balzata in gola da sola. "Che schifo!" esclamò Porcellino. e volò via trasformata in corrente d'aria." "Porcellino!" gridò Tripitaka." "Non avete abbattuto un bel niente." Scambiarono i frutti. adesso se la goda lui. Lottarono a lungo. e si concessero un bel duello in cima alla montagna. polmoni e cuore. signora?" "Finché sul fiume splende la luna." "Non pensavo a quello" rispose Porcellino." "Hai ragione. fegato. reverendo mio. ne va della mia vita!" Ma Scimmiotto. volse le spalle e fuggì. È come nei versi: Quando vedo la sella. perché ti sei dato tanto da fare per entrarmi dentro lo stomaco?" "Niente di speciale. Lei si lasciò dietro a fronteggiarli la propria pantofola. Ho la situazione in pugno. fanciulla seducente. cui diede il suo aspetto con un incantesimo." Scimmiotto asciugò le lacrime: "Si capisce. Io mangerò quella verde. ancor prima che diventi mio marito!" Tripitaka addentò la propria pesca e anche lei accostò la sua alle labbra vermiglie: ma l'impaziente Scimmiotto non aspettò il morso e le balzò senz'altro in gola. La vampira si rivolse al monaco tutta spaventata: "Reverendo. Le ragazze chiedevano: "Ma dove volete andare. Non avete riconosciuto la pesca rossa che vi è balzata in gola?" "Dio mio. Ricordi il proverbio: prova tre volte e riuscirai? Tu hai provato due volte. che non volevo venire. "che cosa sarà questo rumore?" "È il rastrello di Porcellino" rispose Scimmiotto. la Via della Madre ne soffre. Vediamo che ne è stato del maestro. Invece quello scemo è uscito per benino dalla bocca. che si era rotta. Intanto Porcellino duellava con la pantofola ricamata. con le sue sette aperture e tre peli. signora." "Non far male a nessuno. Yin e yang non si possono unire. lasciate perdere le manfrine. Ma quando vide Tripitaka seduto solo soletto accanto all'imboccatura dell'abisso. Sabbioso cercava intorno girando a vuoto." "Che apra bene la bocca!" gridò Scimmiotto. da ingoiare anche il nocciolo. cavallo e bagagli erano scomparsi. si mangia da sola. Presto. Porcellino. signora. Porcellino brontolava: "Vedi che pasticcione! Le stava nel ventre: avrebbe potuto metterla a ferro e fuoco. Uniti l'uno all'altra come pesci nell'acqua. La lamia sfoderò le due spade preziose. aiutatemi!" Le sue mostriciattole. Prima di avventurarsi ad attraversare la bocca." "Voi siete di buonumore.vogliate gradire questa pesca. Crederete che il suo unico pensiero fosse di mettersi in salvo. spaventato. la terza di certo riuscirai. Sabbioso gli chiese: "Che ne è del nostro condiscepolo anziano?" "Avrà fatto bene i suoi conti" suppose Porcellino. Breve è stata la gioia: bisogna separarsi. lui vuole formare il santo embrione combattendo il puro yin. sconvolta dal dolore. "Sono nelle sue mani. E FANCIULLA SEDUCENTE RITROVA IL FONDO DELLA PROPRIA NATURA. Ahimè! La coppia d'anatre è stata separata. Sabbioso. ma anche un peto fa il suo vento. Son pieni di rancore e provano una gioia feroce a sfogare nello scontro il loro furore. Scimmiotto scoperse un pezzetto della briglia del cavallo. Lui è la scimmia dello spirito. Quella sbarra riempie il cielo di fredde brume. Torno là sotto. se troverai il giusto tono di voce sepolcrale. "Non mi serviva il vostro aiuto! Dovevate badare al maestro!" "Te lo dicevo. Chi l'avrebbe creduto? Si voltano le spalle Le due fenici. come si dice. facciamoci sotto" cambiò idea Porcellino. visto che non avete più niente da custodire. l'avete mangiato con tanto gusto. quando piombarono su di lei e la tempestarono di colpi. lei. che si erano sparse qua e là nel giardino a cogliere fiori. Al Ponte degli Amanti è salita La marea. avevo appetito. giunsero di corsa e la videro stesa a terra con il viso terreo: "Che avete. l'abbatté valorosamente. Con questo fidanzato mi è andata male. "Ma è pur merito suo se il maestro è risalito dall'abisso. bestia? Questa volta non hai neppure i bagagli da spartire. e balzò per aria riprendendo il proprio aspetto. con il nocciolo. signora? Un attacco di cuore?" "Non fatemi domande. "Che cosa stai armeggiando lì dentro? Vieni fuori. "Arrivo. "Evidentemente il maestro è stato riportato là sotto. pensò bene di prendere una precauzione contro il rischio che la creatura tentasse di morderlo: trasformò la sbarra magica in un nocciolo di giuggiola e lo collocò strategicamente fra i suoi denti. Lei vuole impadronirsi dello yang primordiale attraverso l'unione carnale. si aggrappò al monaco: "Ah. Quello scherzo con la pantofola me l'aveva già fatto la notte scorsa. ma lei si riprese e gridò: "Aiuto. da far tremare i monti e fremere le fronde delle foreste. gridò: "Se volete che vi risparmi. tanto da farla ammutolire e cadere a terra. Alla fine sarai ben ripulita e potrai aver successo nella carriera di scheletro fantasma. "Perché ridi. sono io che arrivo!" Porcellino e Sabbioso li accolsero festosi. la vampira si mise in cammino. che udiva parlare l'interlocutore ma non riusciva a localizzarlo. terrorizzata. La lamia era già in difficoltà. quelle spade vagliano la nera polvere della terra. Scimmiotto credette che fosse morta e sospese l'aggressione. "Discepolo" chiese Tripitaka inquieto. dal ventre. Mi accontenterò di mangiarti i sei foglietti. Sulla porta del carcere Accolgon terra e legno il monaco ormai libero. e la buona vampira si sentì tutta intenerita: "Che uomo gentile! Che gesto affettuoso." Intanto Scimmiotto era disceso nel ventre e gridava: "Maestro. non sapeva dove battere la testa. e il frutto era invitante." "Nemmeno per sogno" si rifiutò Porcellino. Se l'acqua combatte il fuoco. Poi sfrecciò via fra quella cerchia. impugnamo le armi e andiamo ad aiutarlo. dopo inutile attesa dell'incontro(7). E voi sorvegliate bene l'uscita. È proprio il caso di dirlo: La scimmia dello spirito ha sottomesso il mostro Agendo dall'interno." La lamia spalancò le mascelle quanto poté. io getto l'amo e spero fortuna. "e avrà trovato conveniente far cambio con il maestro. la raccolse e non poté trattenere le lacrime: "Ah. Scimmiotto. e uscendo squarciarla." E balzò giù senza prendersi nemmeno la briga di trasformarsi. ma ci restò male quando vide di che cosa si trattava." La vampira. "Stupidi!" gridava Scimmiotto. si udì rumore d'armi. e ciascuno va per la sua strada." C'era poco da scegliere." Quando giunsero alla bocca dell'abisso. "Sarà meglio che vi facciate riconoscere. e ritrovo solo una briglia spezzata. ricuperando l'arma al passaggio. Lotta e sfoggio di talenti sono dovuti alla missione del monaco cinese. dovete essere voi ad accompagnare il bonzo. ripenso al palafreno E lacrimo al ricordo del mio amore lontano. io credevo che fossimo Legati a filo rosso fino all'eternità. Lacrime velan gli occhi: quando potrò vederti?" Scimmiotto temette che il suo tono elegiaco avesse presa sul maestro e si mise a fare il diavolo a quattro. portate il bonzo all'uscita. Il Novizio si fece piccolo e le salì nella gola. "Posa il rastrello. Avrà poteri maggiori dei nostri. Quando si fermò esausta." "Non ci possiamo tirare indietro. per non turbare il convegno amoroso. Se poi non sapete che ne fu della lamia. . con il cavallo e i bagagli. Facciamo accomodare il maestro da qualche parte. "Quello non è un avversario da poco. afferrò tutto quanto al passaggio e se lo portò via. è figlia della terra. maestro! Ho lasciato il cavaliere con il suo cavallo." A Porcellino venne da ridere." "Al momento il vostro condiscepolo è nel ventre di questa signora" dichiarò Tripitaka. e lui se la prende con noi. me ne dovrò cercare un altro.

Erano di turno Anima Lunga e Conservatore dello Stato. furioso. non sarebbe stato naturale ordinargli di farsi da parte? Ma ecco che cosa c'era sotto. "Potete accompagnare il vecchio Venere. Sua maestà ha manifestato il proprio volere" risposero i quattro precettori celesti. che si inchinarono e lo fecero passare. il terzo è Nata. Dopo farò rapporto. forzò l'ingresso del palazzo di cristallo e acchiappò un drago." "Non è più necessario darsi da fare. Supplico che sia compassionevolmente accolta l'umile querela e pertanto: spiccato mandato di comparizione degli imputati. Aspettatemi qui: presenterò la denuncia all'Imperatore di Giada. Xu e Qiu: "Qual buon vento. Evidentemente la proprietaria è figlia del re Li e sorella del terzo principe." Il re celeste. il generale Pancia di Pesce e il maresciallo Yaksa Eroico." "Che querela potrà mai presentare contro di me?" "Ti accusa di incitamento a ratto di esseri umani. sfoderò la spada e parò il colpo. Scimmiotto espletò il cerimoniale degli omaggi al trono e presentò l'istanza. Scimmiotto. per evitare di peggio. se la ripose dietro l'orecchio. siete proprio nato sotto la stella della disgrazia. Tale è il contenuto della querela che presentiamo. Brucia l'incenso e poi leggi tu stesso. IL RE CELESTE LI E sotto: AL MIO RISPETTATO FRATELLO. "Che decreto mi porti?" "Una querela del grande santo Scimmiotto contro di te. fratello" obiettò Porcellino. Lo chiederemo a questa tavoletta. figuriamoci! La calunnia è un brutto reato persino quando le vittime sono gentucola. più di trecento li di circonferenza). Siediti un momento. Sul tavolo erano posati un bruciaprofumi dorato. rivolto a una falsa lamia. Ma sbrigati: ogni ritardo può costare al maestro la vita. si impadronì dei due oggetti e ritornò indietro pieno di allegria. dove va fuorviando innumerevoli uomini ed attenta alla loro vita. una carta così ben ragionata navigherà di sicuro con il vento in poppa. Alla nascita quel figlio recava scritto il segno Na sulla mano destra e il segno Ta sulla sinistra: donde il suo nome. il bimbo provocò un incidente. L'Imperatore di Giada la lesse dal principio alla fine e vi appose il suo sigillo: ciò ne faceva un decreto imperiale. deluso. Il vostro vecchio Scimmiotto conduce sempre i suoi affari così: al principio sembra che perda. si lamentava: "Maestro. Nata. e te la farò vedere. Attualmente ha rapito il nostro maestro e lo detiene in nascondiglio ignoto. Ho trovato la tavoletta in una specie di cappellina privata. IL PRINCIPE EREDITARIO NATA A quella scoperta. per cavargli un tendine e farsene una cintura." "Vada anche il querelante" ordinò l'Imperatore di Giada. sta con me ed è il più instancabile difensore del trono imperiale. Dentro regnava il silenzio: non c'era segno di presenza umana. e avrà preso l'aspetto di creatura malefica per rapire il maestro. dove fu accolto con molta cortesia dai quattro grandi precettori Zhang. Il primo è Suvarnata. Ed oggi anche l'Ovest dovrà riconoscere Qual'è il suo valore e i grandi poteri. Aveva sentito raccontare che i tendini di drago sono particolarmente resistenti. te ne pentirai. Professione: discepolo del monaco Tripitaka. e il re uscì a riceverlo. che decretò di farlo entrare." L'astro del metallo. l'avrà colta la nostalgia di questo basso mondo. ma alla fine vince lui. ordinò che si portasse l'incenso da bruciare. Sa mettere in fuga le nubi del cielo E reca scompiglio fra le onde del mare. io prendo la mia sciabola per decapitare i diavoli e gli taglio la testa. Accorse il terzo principe. Il pianeta Venere fu incaricato di recarsi al Palazzo Torre di Nuvole per citare il re celeste Li Porta Pagoda a comparire davanti a sua maestà. impugnò la sciabola e si fece a pezzi da sé: consegnò la carne alla madre e le ossa al padre." "Che roba è? Non è una persona. ma cuore valente. Perché mai? Chi lo ostacolava con le armi in pugno non era altri che suo figlio. Età: vedi allegato. Come conti di fare?" "Tavoletta e bruciaprofumi sono i mezzi di prova. Querela per ratto perpetrato da falsa lamia. ma scriverò anche la querela. Di tanto vi saremo profondamente riconoscenti. non cercare guai!" lo esortò l'astro del metallo. Porcellino e Sabbioso. posta la lamia in condizioni di non nuocere. non vi preoccupate" rispose Scimmiotto con un sorrisetto. in quella centrale era posto un tavolo laccato. Mai sentito uno sfacciato paragonabile a questa scimmia zuccona. tutto spaventato. Ge. "Ha ricevuto l'ordine di accompagnarmi. "Chissà con chi se la prende. Perché vi siete andato a rimpiattare in posti che non conosco?" Il vento portò una zaffata di profumo d'incenso. Quando Li vide che Scimmiotto era venuto con lui." "Il solito aggressivo!" si dissero sconcertati i precettori. il portico est era deserto. ma ha grandi poteri. Vennero avanti gli assistenti: il dio Efficienza Gigantesca." "Calmati!" lo invitò l'astro del metallo. balzò sulle nuvole e giunse in breve alla porta sud del Cielo. Dagli occhi arrossati diffonde faville E peli di ferro ricoprono il corpo. per restituire . è discepolo di Guanyin nei mari del Sud. è punita con la morte. Sconfisse divini guerrieri in battaglia E conquistò titoli di grande prestigio." Il re celeste. Seguì la traccia ed entrò in una piccola stanza disadorna. trovò chiusa la porta e la sfondò senza complimenti." Sabbioso e Porcellino pendevano dalle sue labbra: "Fratellone." "Che cosa scriverai?" "Vediamo un po'." "Attento. Scimmiotto abbandonò le ricerche." "Vedrete che sarò svelto: ritornerò nel tempo di portare a bollore l'acqua del tè. per essere tanto allegro. "Non c'è nulla da temere. Gridava: "Padre e re. o qualcos'altro. Ridusse la sua sbarra a un ago. Si recò di corsa alla Sala della Comunicazione Illuminata. Come mai? Il fatto è che gli scontri di cinquecento anni prima. Mia figlia Zhenying non ha ancora compiuto sette anni: che cosa vuoi che sappia di uomini e di vampiri? La prenderò in braccio. la venne a roteare sulla testa di Scimmiotto. inviato dalla corte dei Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. da cui esalava l'incenso." "Non posso tollerare un'accusa tanto perfida. lo lesse e andò tanto in collera che quasi rompeva il tavolino battendoci i pugni: "Zucca dura di una scimmia! È tutto falso. per aver deliberatamente incitato la figlia e sorella a commettere i crimini di cui sopra. non poté nascondere un moto di disappunto. dissero: "Hai certo liberato il maestro. In effetti la lamia aveva abbandonato la residenza e si era rifugiata chissà dove (l'abisso aveva grandi dimensioni. quando Li e suo figlio non erano stati in grado di catturare quel terribile grande santo. meravigliati. avevano lasciato qualche segno. "Il querelante ha prodotto come prove una tavoletta e un bruciaprofumi. Andremo a reclamarlo dalla sua famiglia. come protettore della Legge. Arredi e vasellame erano scomparsi dal chiosco di paglia. non ha orecchie: come potrà ascoltarci?" Scimmiotto mostrò l'oggetto: "In casa non c'era più nessuno. Come fai a dire che l'accusa è fondata? E se adesso ci rimetti la pelle?" "Vecchio mio." Quel grande santo! Afferrò le prove materiali e il documento. Visto che veniva in qualità di inviato imperiale. Il viso è contorto. Nata. e assicura che si tratta proprio di tua figlia. La legge lo dice: falsa accusa comporta pena aggravata di tre gradi. Il re celeste Li Jing Porta Pagoda e suo figlio. il secondo.Aspetto bizzarro. che era andato a prendere la sciabola. sotto forma di lamia nell'Abisso Senza Fondo del Monte del Tranello. povera piccola. Non sono faccende da prendere alla leggera. Dopo soli tre giorni. "Bisogna estirpare dalla radice queste porcherie. La tua corda stringe: se non sarà giustificata. hanno consentito la fuga della rispettiva figlia e sorella nel basso mondo. Quando suo padre lo seppe lo volle uccidere. Moksa. soccorso il nostro maestro. Querelante: Scimmiotto Consapevole del Vuoto. "Andar dove?" chiese Scimmiotto. il principe Nata. Perciò entrò in mare. calmatevi!" Il re impallidì. Legate subito questa scimmia con la corda per diavoli!" ordinò ai suoi subordinati. e legarono Scimmiotto. si rivolse a Scimmiotto: "Hai sbagliato: non si presentano accuse all'imperatore con tanta leggerezza. e una tavoletta su cui era scritto a caratteri d'oro: TAVOLETTA DEL MIO RISPETTATO PADRE." "Ho tre figli e una figlia. "Re Li. collocò il tavolino dell'incenso e ringraziò l'imperatore della grazia che gli accordava. "Oso sperare che il sovrano del cielo gli darà un castigo esemplare" aggiunse Scimmiotto. scolpito con un motivo di draghi. E che accusato si viene a cercare! Un feldmaresciallo autorizzato prima a decapitare e dopo a riferire. che l'immortale Ge prese e svolse sul tavolo imperiale. grande santo?" "Ho una querela da presentare contro due tizi. "Dice l'adagio: la calunnia per fatto punito con la morte." Quando giunsero alla Torre di Nuvole. questa volta. ansimante d'ira. Poi svolse il documento. "Dovete recarvi da Li. La presente querela ha lo scopo di chiarire se padre e figlio siano imputabili di disumanità. in servizio nell'avanguardia del Beato. in cui si vedevano tre nicchie nel muro. per trascuratezza. stabilite chiaramente le responsabilità. l'astro del metallo fu subito annunciato dal portinaio: "È arrivato sua signoria Supremo Candore"." Lo condussero alla Sala delle Nuvole Misteriose e lo annunciarono a sua maestà. Andò dritto filato alla torre d'ingresso.

e pertanto l'imputato è dispensato dal comparire. come la mettiamo con il decreto imperiale?" "Chiedi a Li di levar truppe per venire a sottomettere la lamia." E chiese all'astro del metallo: "Supponiamo che sia d'accordo." "Il posto l'ho esplorato io ultimamente. È questo il Monte del Tranello? Noi non conosciamo il posto e non sappiamo dov'è la grotta. Con ciò Nata era invitato a rispettare suo padre come un buddha e a deporre il rancore. Quella creatura deve avere diversi rifugi." "Avete dimenticato. Scimmiotto e l'astro del metallo si recavano a informare l'Imperatore di Giada: "Il mostro che ha catturato il monaco cinese si chiama Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. quella ragazza si è sentita autorizzata a qualunque soperchieria. Comunque. Perciò ritornò alla carica con l'astro del metallo. non volermene" brontolò Scimmiotto." Finalmente il re celeste fu ammesso ad avvicinarsi e a sciogliere le corde. Se non fossi intervenuto io. Va be'. dopo di che. Andiamo pure in udienza da sua maestà. Scusateci del ritardo. Ma il Buddha ordinò: 'Non pescar pesce nato in acqua fonda. Tu sosterrai che la lamia è figlia di Li. "tocca a me sottomettere quella creatura." Il re celeste si rese finalmente conto della situazione e volle slegare Scimmiotto con le sue mani. Qual'è il suo nome?" "Ha tre nomi: quello originario è Spettro Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. caro Ammiraglio dei Canneti Celesti: per aver bruciato in nostro onore qualche bastoncino d'incenso. "No" si oppose il terzo principe. ma ora è deserta. io ritorno subito. entrambi rimasero a testa bassa. nella selva di bandiere e baldacchini. Al ritorno a casa. si fecero loro incontro a salutarli: "Quanto disturbo vi date!" "Ahimè. né alla nassa terrestre che le prepareremo. Voi foste incaricato di catturarla e di batterla a morte. se mi patrocinaste voi. con l'intenzione di mangiarseli. "Come dicevano gli antichi" rispose costui: "pratica sempre la tolleranza. e voglio vedere chi vincerà il processo. non c'è più nessuno. che a sua volta prese Scimmiotto da parte: "Ho ancora una parolina da dirti: mi ascolterai?" "Mi pare di aver ingoiato abbastanza rospi per salvarti la faccia. Chissà dove si è nascosta. Ci posso andare da solo. Dell'ordine imperiale mi occupo io. Come ti permetti di sospettare che io voglia pescare nel torbido?" Il re lo ringraziò. pregò Scimmiotto di sedersi al posto d'onore per ricevere gli omaggi della famiglia." Il re. E pensare che ho detto a Porcellino e Sabbioso che sarei stato di ritorno nel tempo che occorreva per portare a bollore l'acqua del tè. fui io a proporre di promulgare un editto di pacificazione. La tavoletta dedicata al re Li e a suo figlio è un inganno tramato dal mostro." L'astro del metallo finì per andare da Scimmiotto e mettergli una mano sulla spalla: "Grande santo. Figúrati quanto tempo avrà quel vampiro per portarsi a letto il tuo maestro. Il re celeste non trovò altro rimedio che implorare a sua volta l'aiuto del Buddha per il quale. per riconoscenza. La ragazza. Il Cielo voleva farti arrestare. infilarsi per il foro e planare là sotto su nuvole luminose nel bel paesaggio. in modo che non resti nessuna via di fuga. Non sarà figlia vostra di sangue." "Non potrà sfuggire. e fui ancora io a insistere perché ti si accordasse il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo. "Tieni presente che processo d'un giorno richiede dieci giorni di arringhe." Il re celeste si spaventò: "Se quello va e parla. "È un grande abisso." Il bestione si mise a strillare: "E invece il primo dev'essere Porcellino!" "Silenzio!" ordinò il re celeste. noi tre sbarreremo l'uscita.a lei il sangue e a lui lo sperma. perché oggi mi rifiuti un piacere?" "Di quali servigi vai cianciando?" "Quando eri una creatura malefica sul Monte di Fiori e Frutti. così rubasti le pesche della regina. Riempiranno il mondo di monacelli. rotolando per terra. e poi vedremo il da farsi" rispose il re celeste. Tant'è. Cos'altro hai da dire? Se sono cose sensate. e tu mi fai apparire come uno che taglia la corda. circondavano il grande santo e in breve scesero con lui sul Monte del Tranello. che sapeva già tutto." Al re celeste caddero le braccia. e di convocarti in paradiso per darti il titolo di equipuzio. lui lo negherà. decretò non luogo a procedere. che aspettavano ardendo d'impazienza. L'anima se ne andò nel Paradiso dell'Ovest a querelarsi davanti al Buddha. fu allora che scrisse la tavoletta e incominciò a onorarci con l'incenso." "Lascia stare. Siete stato precipitoso a legarlo in quel modo e minacciare di ucciderlo. beviamoci un'altra tazza di tè." "Accettare il tè equivale a lasciarsi corrompere. il principe zittì." "Lo farei volentieri. "Ci vado io" propose Scimmiotto. pace e armonia contano più di ogni altra cosa. Ti ribellasti di nuovo. Il re celeste prese da parte l'astro del metallo. con capitani e truppa. Dopo tante emozioni. e voi ne siete responsabile." "Per prendere i tigrotti. Presidiamo l'accesso. fa la vampira e se l'è presa con il monaco cinese. Nata voleva vendicarsi del padre." "Ma io che figura ci faccio?" rise Scimmiotto. ma lo è di adozione. con bellissime immagini di buddha a ogni piano. vecchio mio. Questo è il motivo per cui Li si chiama Porta Pagoda.' "Così le risparmiaste la vita e lei. Il Novizio si rivolse all'astro del metallo: "Vecchio mio. ma con quali argomenti?" "Ricordategli che foste voi a proporre di perdonarlo e di conferirgli un titolo. Ricordati che un giorno in Cielo è un anno in terra." "Tu sogni. non vedo come vi possiate difendere. Vedendosi davanti il figlio con la spada in mano. e insisteva perché lo portassero subito in udienza. bisogna entrare nella tana della tigre. fallo per me. E dove andrà a finire la tua missione?" Scimmiotto abbassò la testa e rifletté: "È vero. legato come un salame. in caso contrario. che ne dici? Te lo dicevo che alla fine vinco sempre: se faccio un passo indietro. A quanto pare è ritornata al punto di partenza. con una circonferenza di trecento li. Il titolo di equipuzio valeva ben poco. dovette confessare: "Perbacco. Per aver rubato candele e incenso la chiamarono Mezza Guanyin. Re Li. non la finirebbe mai di lagnarsi e di punzecchiarti. Porcellino e Sabbioso. Recitò l'incantesimo che fa rivivere i morti. "Darò io le disposizioni. in un paio di momenti cruciali. dove saresti oggi?" "Lo dicevano." L'astro del metallo rise amaramente: "Come sei spietato! Eppure a suo tempo ti ho reso dei servigi. Dài. non farti seppellire vicino a un vecchio. Tutti si misero in movimento e presto giunsero in vista dell'apertura rotonda da cui si accedeva all'abisso. che fendevano oscure nebbie portati da vento d'uragano. e chissà quanto andrà avanti il dibattito. Scimmiotto la indicò: "Ecco il posto. I divini guerrieri. gli antichi! Da morto. il re si spaventò e corse subito a prendere la pagoda d'oro: "Che fai." L'imperatore. con le truppe schierate in ordine di battaglia. Io non ho altri figli che voi. stupito e confuso. che gridava: "Aiuto!" Gli occhi di sapienza del Buddha riconobbero subito l'anima di Nata. Dopo il perdono si fece chiamare Signora Zampilla da Terra." "Non c'è furia. Speriamo che sua maestà voglia autorizzare. È vero che avete una figlia nel basso mondo. non berremo più tè! Ecco che vuole incastrare anche me. Scimmiotto e il terzo principe guideranno insieme le truppe sul fondo dell'abisso. con tutte queste complicazioni. Io che cosa posso fare? La colpevole non è vostra figlia carnale. l'avevo completamente dimenticata. digli di raccogliere le truppe alla porta sud. Il re sta raccogliendo le truppe per catturarlo. ma prima làsciati slegare. avevi cancellato di prepotenza il tuo nome dal registro dei morti e ti davi alla violenza con la tua banda di mostri. ti ascolterò. Quanto alla scimmia. Il Beato commentava sutra per i pusa. come il ratto del vostro maestro. ragazzo? Alzi la spada su tuo padre?" "Voglio solo evitarvi di commettere un errore. Se non comparite in udienza. salutò voi come padre adottivo e me come fratello. Sarò in ritardo. Lunga vita alla cerva sopra il monte. Le faremo vedere di che cosa siamo capaci. partiamo subito!" Il re non aveva nessuna voglia di muoversi. Che castigo ti toccherà per aver lasciato fuggire il colpevole e aver preso alla leggera un decreto imperiale?" "Niente tè. Scimmiotto si recò alla porta sud e trovò i Li pronti alla partenza. Scimmiotto ha scoperto il suo rifugio e ha trovato la tavoletta. mentre raccoglieva le truppe. Ma il grande santo non era d'umore da lasciarlo fare: "Nossignore! Giù le mani dalle corde! Ci tengo a comparire in questo stato davanti a sua maestà. fu questo il tuo percorso per giungere alla non-nascita e alla non-estinzione. Il grande santo si contorceva. chiedendogli di interporre i suoi buoni uffici." "Come farai?" "Dirò che il querelante ha tagliato la corda. è solo per prendere meglio la rincorsa e balzare avanti. "Sono anch'io un militare. Il Beato gli donò un reliquiario d'oro traforato a forma di pagoda. vi darà retta. né alla rete celeste. Chi scenderà per primo?" chiese il re celeste. per carità. trafugasti il vino dell'imperatore e saccheggiasti l'elisir del signore Laozi. tutti sanno quant'è sfacciata." "Potrei evitarlo. Da principio aveva portato il maestro in una residenza con la torre d'ingresso a doppia gronda. Ma lo dico solo per salvarti la faccia. so bene che la parola data va rispettata. e non sapeva come difendersi. utilizzando il loto: la radice per lo scheletro e le foglie per rivestirlo. un po' di disordine che feci in Cielo non fu proprio niente di speciale. non sapevi proprio stare al tuo posto. che in seguito avrebbe assoggettato alla Legge i diavoli delle novantasei grotte e acquistato grande potenza." Ed ecco Scimmiotto e il terzo principe. figliolo. la sua querela è giustificata. "Ritiro la querela per un riguardo a te. mi venga a slegare. d'origine terrestre. Così rinacque Nata. come si sa. Temeva che Scimmiotto in udienza si scatenasse di nuovo. almeno in parte" disse Scimmiotto. ma a stare al racconto di vostro figlio è legata a voi come se lo fosse. . Ma ora non perdiamo altro tempo: non vorrei compromettere la sorte del maestro. trecento anni fa divenne un mostro e rubò candele e incenso al Monte degli Avvoltoi." "Per chi mi prendi?" s'indignò Scimmiotto. quando sentì una voce. io corro il rischio di essere imputato di alto tradimento.

Era un angolo in ombra. correremo meno rischi di incontri pericolosi. Sabbioso preparava i bagagli e Porcellino attendeva al cavallo. Si è raccontato come Tripitaka fosse riuscito a difendere il suo yang primordiale dalle amare insidie di brume e fiori della femminilità. torri scarlatte si elevano su rupi rossastre a strapiombo. prendete le corde da mostri e legate tutte queste streghe!" Soldati. Anche Porcellino e Sabbioso si inginocchiarono precipitosamente. giunse le mani e chiese: "Cara pusa. e poi estesero le ricerche. di completare il numero con quattro persone di miglior livello! Se andate a mettervi nelle sue mani. e a continuare il suo viaggio verso Occidente con la guida di Scimmiotto. diventerete presto dei pii fantasmi. Per aver accettato il tuo incenso. Dall'alto guardò giù. la pusa se n'è andata. il tempo in cui caldi e umidi venti subentrano agli acquazzoni della stagione dei susini. se non si sa volare. Non c'era canna che lo sostenesse. da torri e pagode suonano le campane e salgono volute d'incenso. e fredda invade i tre mercati. "né comode né scomode. ." "Discepolo" ammonì Tripitaka." I celesti tornarono in cielo. Tutte le diavolette si stipavano all'interno. e senz'altro se ne andarono in cerca della strada maestra. che permetta di stare alla larga da quella città?" "Non ci sono deviazioni" sogghignò la vecchia. quando la più coraggiosa allungò il collo dalla finestra per vedere che cosa accadeva fuori. Sorge ad est. ci so fare" replicò ridendo Scimmiotto. Si vede che quelle ossa eran leggere. Sorgenti di perla avvolte in una tiepida bruma. la frugarono in tutti gli angoli. ma della lamia e di Tripitaka non si trovava traccia. Si inginocchiò gridando: "Pusa. però: Non c'era fune che lo sollevasse. Per andare a Ovest si deve passare di lì. Sulla torre delle cinque veglie l'acqua della clessidra incomincia a cadere. loti da tardo autunno. Tutta la compagnia trovò rifugio in un fossato lontano dalla strada. "Siamo venuti ad arrestarti per ordine dell'imperatore. bonzo! Volgi indietro il tuo cavallo e ritorna da dove vieni. nelle strade della città. Se ci vedessero e diffondessero la notizia che ci sono bonzi in arrivo. il sovrano. I campi sono verdi. e urtò la testa contro un soldato celeste: "Allarme! Sono qui!" Scimmiotto balzò inferocito sulla porta e la sfondò: tutte quelle persone nella stanzetta non avevano nemmeno lo spazio per fare un passo indietro. "non scherziamo con la legge del re." Tripitaka non se lo fece ripetere. chissà come sarebbe contento. Strano. Ma il destino stava per deluderla. Scende la sera: a quest'ora passerà gente che rientra in città. Trecento li di erba calpestata.Tutto come all'aperto: il disco del sole e quello della luna. di aspetto vivace e allegro. le rosse melagrane Ardon qua e là nel quadro colorato. come faremo a proseguire?" "Non aver paura. brutta vecchia del malanno!" Scimmiotto. il vostro discepolo vi ha mancato di rispetto. Io vado a dare un'occhiata in città: può darsi che troviamo modo di prendere il largo di nascosto durante la notte. Ai bordi del ruscello drizza spade Il giuncheto." "Consapevole del Vuoto" lo rimproverò Tripitaka. gli antichi non dicevano forse che il mare è abbastanza grande perché ogni pesce possa nuotare a suo piacere? Quale trappola nasconde la strada dell'Ovest?" "Fra cinque o sei li. Il re di quel paese avrà accumulato in qualche vita anteriore un bel fardello di odio e violenza. E dopo tutto era di carne ed ossa. ornata di vasi di fiori. Gridò al monaco cinese: "Fermati. il vostro maestro. cadresti in una trappola mortale. Invitarono il monaco cinese a montare in groppa. a giudicare dai crimini ingiustificati che sta commettendo contro i buddisti. abbassano le tendine ricamate." Tripitaka. e Scimmiotto corse a sollevare il maestro: "Potete alzarvi. prigioniere e pellegrini. "Che bel posto! Come sarà saltato il ticchio al re di prendersela con i bonzi?" Lanterne brillano ai crocicchi. questo sovrano non è che un uomo: che cosa ci potrà fare? Non dico che dobbiamo mancare di prudenza. pozzi di giada e molte altre belle cose. nel vaso di bronzo." E subito Guanyin riprese il proprio aspetto e si alzò lentamente su nuvolette colorate. Ai quattro lati sale la nebbia. Se tu proseguissi. Se poi non sapete che cosa li aspettava lungo il cammino. Figuratevi che due anni fa ha fatto voto di sterminare diecimila bonzi. risalirono alla bocca dell'abisso. sicura che Scimmiotto non li avrebbe scovati. si rese conto che in realtà non erano altri che Guanyin e il Ragazzo di buona fortuna. Finora ci hanno perso la vita monaci sconosciuti e poveracci. Il cielo incupiva. Non è cosa da poco. e guidò Tripitaka dal padre e dal figlio. Quando la lamia si vide in trappola e riconobbe il principe Nata." Non sapevano che nel punto più riparato di sud est c'era un'altra piccola grotta: da una porticina si accedeva a una camera bassa. bestione. in coppie. Ritornava l'estate. tutti quanti a bordo di nuvole luminose. dall'aria carica di segreti profumi. PORTANDO GIUSTA CAUSA A COMPIMENTO. "voi restate qui di guardia al maestro. ma il re si oppose: "L'abbiamo arrestata per ordine imperiale: non possiamo disporne arbitrariamente. Sulle montagne Il tappeto fiorito si rinnova. a goccia a goccia. la gabbia non sa trattenerli. prosciughi il mare dorato. I viaggiatori delle otto direzioni cercano sistemazione per la notte. io e mio padre ce la siamo vista brutta. fiumi e montagne. solitario. balzò a terra. sbucò dai grandi salici che fiancheggiavano la strada una vecchia che teneva un bambino per mano. Giunti alla residenza principale. vi sono molto grato dell'avviso. Cresce l'erba verde Sotto il gran cielo blu. giungereste nel Regno di Distruzione della Legge. Un paradiso trogloditico come non è dato di vederne altrove. Sarà meglio che portiamo il maestro lontano dalla strada maestra. Le nuvolette volarono via verso i mari del sud." E urlò: "Soldati. INCARNA IL NATURALE. I bambù crescevano sul tetto. Il bambù che ha mutato le sue foglie Riprende slancio. e ciangottavano sottovoce. Qui la vampira aveva portato Tripitaka per convincerlo a sposarla. Le fronde fitte dànno un'ombra fresca Sotto cui gli uccellini si riparano. spalla a spalla. Scusatelo di non avervi accolto come doveva. Pensa quanti diavoli e mostri feroci abbiamo incontrato. che a questo punto ne ha già uccisi novemila novecento novantasei. Sabbioso e Porcellino si fecero avanti con l'intenzione di tagliare a pezzi la vampira. Ne rispondiamo ai nostri superiori. perché anche lui esprimesse la sua gratitudine. osservando la vecchia e il bambino con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. ascoltate il seguito. Sorgono in cielo sette stelle luminose. si confuse in prosternazioni e implorazioni. che è rigorosa e spietata: devi stare attento." "Niente paura. Porcellino chiese: "Ora che sappiamo di aver davanti questo sovrano sterminatore di monaci. Padiglioni decorati si allineano in file ordinate. Nelle sei guarnigioni le scolte soffiano nel corno. Dicevano: "Quella bestiaccia immonda avrà lasciato l'abisso da un bel pezzo. si accendevano le luci. Il reverendo restò tanto confuso che non sapeva cosa fare: finì per gettarsi bocconi per terra." "Non so come ringraziarvi" esclamò Scimmiotto." Tripitaka chiese tremando: "Cara pusa. CAPITOLO 84 ALBERGHI SULLA STRADA D'OCCIDENTE OVE GLI INDISTRUTTIBILI PROTETTI DEL BUDDHA REALIZZANO IL GRANDE RISVEGLIO. Nuove ninfee ricoprono lo stagno. le cose potrebbero mettersi male per noi. E balzò via nello spazio con un sibilo. posso chiedere se c'è qualche comoda deviazione." A Porcellino salivano i fumi di collera: "Certo che sappiamo volare. salici da inizio di primavera. quante tane di tigri e laghi di draghi! Eppure siamo qui tutti interi. a consegnare le prigioniere e a presentare rapporto. e venne loro incontro. Mogli e mariti. Spezzata la serratura. Scimmiotto assisteva Tripitaka. "perché non me l'hai detto subito?" "L'ho detto non appena l'ho riconosciuta" rispose ridendo Scimmiotto. Infine. e vi si è applicato con tanta determinazione. Mentre i quattro pellegrini marciavano nell'intensa calura. spaventato. "Fratelli" raccomandò Scimmiotto. dove il re celeste si fece incontro a Scimmiotto: "Questa volta l'avete ricuperato. È il caso di dirlo: Se rompi la rete di seta. E IL RE DEL PAESE DELLA LEGGE. il magico disco lunare.

ma dorme sempre su un letto . sarà che teniate la bocca chiusa: parlerò io. infilarono le casacche e si misero in capo i turbanti. Ma non avrebbe combinato che guai. Infine anche lui si cambiò d'abito e diede le istruzioni per l'uso: "Ricordate che dobbiamo evitare di usare fra noi le parole maestro e discepolo. questo è un porto di mare. a volte le spegne." L'offerta di una tazza di tè venne invece accettata con piacere. afferrò abiti e turbanti e se li portò via squittendo. Non ci è sembrato pratico portare in città un branco di cavalli a un'ora così tarda. e gridò: "Wang. Ma la cosa migliore. sembra invece che sia un figlio del cielo. Il locandiere si dedicò alle operazioni serali: uscì a spegnere e staccare dal gancio la lanterna che illuminava l'insegna. e io dirò che siamo mercanti di cavalli. Quali altre potremmo usare?" chiese Porcellino. una volta pagato il conto. con quella luminaria. tu Porcelli terzo. il cavallo bianco fungerà da campione commerciale. nel buio. Scimmiotto lo lasciò in mezzo alle difficoltà. ce li renderete domattina. e se ne va a caccia di lucciole. Mi sono fatto un'idea della topografia e della lingua che parla la gente. ma per il suo testone nessun turbante era sufficiente: Scimmiotto dovette cucirne insieme due. Porcellino utilizzò la misura più grande disponibile. Infine li venne a trovare una donna sulla sessantina. "il proverbio dice: vende il mercante tre sorte di cose. e non sarei capace di tramare azioni oscure. ma poiché." "Quanti sono? " "Contando i puledri. avete camere libere?" Una voce di donna rispose: "Ma certo! Vogliate salire al primo piano. "C'è in giro uno spirito malefico in forma di topo!" Scimmiotto si sentì in dovere di chiarire l'equivoco." Il reverendo non trovava che tutto fosse ineccepibile. La locanda è stata costruita dal mio povero marito Zhao. Il locandiere venne a raccomandare ai viaggiatori di vigilare sulle loro cose: "Vi prego di badare ad abiti e bagagli. dalle ali profumate. Luce e calore le piacciono tanto da tenerla in perenne movimento. Noi siamo venuti in avanscoperta. Cercando disperato la salvezza. sono centodieci. "Che cosa dobbiamo fare?" "Maestro. quando notò certe case con l'uscio illuminato da una lanterna. chiuse porte e finestre. Ma quando saremo usciti dalla città. a volte si brucia. con una luna così bella. Scusate se vi intrattengo su queste meschinità. finita la cena. La mando avanti io da molti anni. Volò d'impeto sulla fiamma della candela e la spense: Rischia la propria vita tra le fiamme E si strina i capelli sulle tempie. Era un posto tanto pacifico che le porte erano ancora spalancate a quell'ora di notte. sapete. Qualcuno venne a portare una lampada. mi chiamo Scimmiotti il giovane. ma di mantelli diversi. In breve fece ritorno al fossato dove Tripitaka." "Veramente" rispose Scimmiotto. si spogliò e si mise a letto." "Per noi sono parole indispensabili." "Caro signor Scimmiotti" disse la donna. e in ogni caso non avremmo nemmeno un ciuffo di capelli per legarci la cordicella. Sarà meglio che mi trasformi. ma Scimmiotto ci soffiò sopra e disse: "Non serve. ho dato un'occhiata alla città: quel sovrano ammazza monaci sarà una bestiaccia." Quelli erano viaggiatori esperti. per servirvi. facevano le abluzioni serali e si apprestavano a coricarsi. tutti della razza di quello che abbiamo portato con noi. balzò dal letto e cercò di infilarsi i pantaloni. "Diamogli retta. in albergo. Il reverendo e Sabbioso si tolsero gli abiti monacali. ma è solo per non doverci più pensare in seguito. lo riconobbe al chiar di luna e chiese: "Discepolo. senza far loro mancare né fieno né acqua. trovò soltanto la camicia e cercò d'infilare la gamba sinistra nella manica destra. Dovete sapere che abbiamo una vasta corte e scuderie grandi e ben fornite. si spogliavano. disceso in terra per proteggere il monaco cinese che va in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. La moglie portò i figli. Ornata di porpora." Il povero Wang si rizzò a sedere frastornato. Scimmiotto fece finta di niente."Se mi faccio vedere in giro con la mia zucca pelata. Passeremo la notte in città. Caricarono dunque i bagagli sul cavallo ed entrarono in città. "Forse festeggeranno capodanno. ma non osò sollevare obiezioni. Sono venuto a sapere dei decreti disumani del vostro re e. e noi lo ricompenseremo con una bella moneta d'argento." E con un incantesimo si trasformò in falena. ho preso in prestito questi abiti con cui rivestirò il mio maestro. viene gente d'ogni risma. L'irrequieto Scimmiotto. mi riconosceranno subito per bonzo. quando si fossero addormentati. senza avere un'idea delle risorse disponibili. "siete un mercante molto esperto. all'altezza delle gronde di tetti e tettoie. al momento della partenza. "Ho trovato il modo di far passare il maestro" si disse Scimmiotto. ama la quiete della profonda notte. e spalancarono le persiane per sedersi al chiar di luna. non ascoltare le sciocchezze che dice tua moglie. Nel buio si trasformò in topo. che domandò: "Da dove venite. e alla quinta veglia usciremo dalla porta occidentale e ci rimetteremo in cammino. noi potremmo alloggiarli tutti. La nostra intenzione è di restare qui per il tempo necessario a vendere i nostri cavalli." "Sono tutti cognomi diversi" osservò ridendo la donna. perciò lei sedette in un angolo a rammendare panni a lume di candela. alla fine si spazientì. Facciamo parte di un gruppo di dieci persone. e i nostri capelli ricresceranno. Sabbioso sarà Sabbiosi quarto. "Vuoi scherzare?" intervenne Porcellino. due fanciulli chiacchierini che non mostravano nessuna voglia di dormire. "Non è difficile smettere di esser monaci: basta non radersi per sei mesi. quanto a me. ma viviamo insieme come fratelli. "Il maestro sarà Tang il vecchio. Qui pratichiamo tre tariffe. Anche se i vostri cavalli fossero diverse centinaia. restituirò tutto. Prendeteli in custodia voi. non possiamo aspettare sei mesi. "Dovremmo metterci dei turbanti. mentre gli altri sei sono rimasti fuori dalle mura con i cavalli e ci raggiungeranno domattina. ma non li abbiamo. Al primo piano si trovarono in una camera con tavolo e seggiole confortevoli." "Ma noi dobbiamo laicizzarci subito. per travestire i suoi compagni con i loro abiti. Nell'erba che fermenta può trasformarsi in fuoco fatuo. "Certo. Svolazzava attraverso i tre mercati e le sei strade. Non sono uno spirito malefico: appartengo alla luce. e gli risposero: "Caro locandiere." E un garzone venne a prendere il cavallo per portarlo nella stalla." Del resto non c'erano altre soluzioni a portata di mano. "Marito!" gridava la donna spaventata. con ago e filo. Porcelli terzo e Sabbiosi quarto. sempre con buona reputazione: è la locanda della vedova Zhao. signori? Quali sono le vostre preziose mercanzie?" "Veniamo dal Nord e vendiamo cavalli. Passarono davanti alla locanda di Wang il giovane. lieta e luminosa. che non aveva ancora ritirato la lanterna sopra l'insegna. ci alzeremo alla quarta veglia per fare colazione." "Non so proprio come potremmo fare" obiettò Porcellino perplesso." "Il nostro condiscepolo ha pensato a tutto" approvò Sabbioso." "Questi sono Tang il vecchio. Cercando ospitalità nel mio albergo avete fatto la scelta migliore: questo è l'esercizio più affidabile e attrezzato della città. avrete a disposizione il servizio più raffinato che possiate desiderare. da una scheggia di vecchia tegola." Wang il giovane raccolse gli oggetti nella propria stanza. e io Scimmiotti il giovane. abbassò le tende. la farfalla notturna che spesso viene a cozzare contro le nostre lampade. potremmo sempre dire che siamo inviati di un paese sovrano: il re non oserebbe trattenerci. Noi siamo stanchi della giornata di viaggio e avremo il sonno duro. Batte le ali nella luce di lampade e candele. dove Scimmiotto lo seguì. Ci chiederanno che mestiere facciamo." "Siete giovani per questo mestiere. Se ci arrestassero. avete ragione." La lanterna della porta di mezzo illuminava la scritta: AL RIPOSO DEL MERCANTE DI PASSAGGIO E sotto: Locanda di Wang il giovane Dalle finestre si vedevano viaggiatori che. e sentirono che all'interno qualcuno altercava a proposito di abiti scomparsi. e scelse un'altra locanda all'angolo della strada. Di sicuro il locandiere ci tratterà bene. che sfortunatamente non è più di questo mondo. che scrutava ansioso verso la città. hai trovato un modo per continuare il viaggio?" "Per proseguire bisogna risolvere una difficoltà: nascondere la nostra qualità di monaci" rispose Scimmiotto posando gli indumenti. si toglievano i turbanti. me la fabbricherò io. che ronzava intorno agli indumenti. non siamo parenti. ma a giudicare dall'atmosfera del posto. Gli era venuta l'idea furfantesca di derubare gli ospiti dell'albergo. Sono il Grande Santo Uguale al Cielo." "Lasciate perdere i particolari" si spazientì Tripitaka. In una locanda ho preso in prestito degli indumenti e dei turbanti: ci permetteranno di vestirci da laici e di passare inosservati. Bussò alla porta e chiamò: "Ehi della locanda. per sfuggirli. poi rientrò nella camera.

e non mancate di tenervi dacconto." Quando furono entrati tutti e quattro. ma al momento di mettersi a tavola hanno voluto solo cibo vegetariano. per questa sera vogliamo una cena di magro. Verificate bene: se ci sono fessure. Il riso sta nella marmitta. E la terza classe?" "Mi sento imbarazzata a parlarne a nobili ospiti. tavoli riservati e belle ragazze." Ma lui continuava a stuzzicare e diceva: "Abbiamo un capitale di cinquemila tael e abbiamo venduto cavalli per tremila. si barricarono in camera loro e li lasciarono fare. "Gente che se intende come noi. Perché voi." "Sentiamo se a loro sta bene. germogli di bambù di Min. finirono per addormentarsi. ma d'autunno ne avremo tanti che non sapremo dove metterli. lungo sette e alto tre. ma solo il denaro di quel ricco cliente. Domattina di buon'ora veniteci a dare la sveglia. Sarà meglio pregarli di cercarsi un altro albergo. e senza correnti d'aria. lessate carne sotto sale per accompagnare il riso. attraversarono il quartiere orientale della città. goffi e sbadati. invece. "Né una cosa. Osserviamo il digiuno del giorno genshen. tutta contenta corse in cucina: "Servite del tè." Ancor più contenta. che avranno urtato nel soffitto con le stanghe dei palanchini. Se ce le servono. Domani saremo tutti insieme in allegria. che hanno ordinato il trattamento di prima classe. noi che abbiamo fatto voto perpetuo di mangiare di magro?" "Mi viene un'idea" rispose Scimmiotto. Dove glielo trovo il buio perfetto? Da noi è trasparente persino il tetto. che venivano espressamente per svaligiare il mercante di cavalli. si udì dabbasso un baccano di tavole che si urtavano. Se vendessimo i cavalli che restano per altri tremila tael. gli possiamo procurare tutto il buio che vogliono. sono i miei contadini. ci abbandoneremo al sonno e le nostre vesti si scompiglieranno. Ci si può accontentare." Mentre la vedova faceva intiepidire il vino. che girava per casa con un bimbo in collo. come potremmo toccarle. Perché hai quell'aria afflitta?" "Mentre stavo per chiudere bottega mi sono capitati quattro mercanti di cavalli. dormirete saporitamente." "Signor Scimmiotti. "L'abbiamo messo nella stalla. lo dice anche il proverbio: ti incagli nove giorni su un banco di sabbia." "Mica male" commentò ridendo Scimmiotto. E tutti se ne andarono a dormire. camera compresa. a costo di rimetterci il prezzo del pasto che hanno consumato. vede subito che in un baule di quella stazza si custodiscono solo grandi ricchezze." "Mamma. Erano ammucchiati l'uno sull'altro. Le bestie ammazzatele domani. Mettete al fuoco verdure del giardino per la zuppa di vermicelli e cuocete timballi di pasta al vapore. la donna corse dabbasso a cambiare le disposizioni: "Fermi tutti. quello che non si consuma stasera. I quattro poveretti dentro la cassa correvano il rischio di soffocare." "È per un voto perpetuo o mensile?" domandò la vedova stupita. la pagoda di zucchero era già pronta." La vecchia rispose: "Fatemi pensare". avremmo un incasso superiore al capitale. Prendiamo il cavallo e portiamoci la cassa in aperta campagna." Porcellino non rispondeva e russava." "Non è una cosa prudente." "Buono a sapersi. riescono a prender sonno solo nel buio perfetto. In breve. Arcieri a cavallo partirono all'inseguimento e i briganti. giocare alla morra. smettila di scuotere!" "Chi si muove?" reagì il Novizio. "Se la marmitta è grande abbastanza per saziare la fame. non sono previste ragazze. ritornò dabbasso e si appoggiò pensierosa alla cassa dei conti. ti credi spiritoso? Lasciami dormire. piegati sotto il peso. turatele con la carta. salvo Scimmiotto. mancava l'aria e per giunta non erano abituati a portare i turbanti. "Agli ordini. vino tiepido. La figlia. che sta per finire. Tirate il collo a oche e polli. Dopo la mezzanotte sarà il giorno xinyou. Non è il sistema più pratico?" E infatti. La vedova risalì: "Che altro vi occorre? Sempre al vostro servizio. Sabbioso vi depose prima i bagagli. non era sceso nella corte. Infine in un angolo buio trovarono il cassone." "Che brave persone! Usate molti riguardi fra voi. Scegliete il vino. in quel caldo soffocante. con stanghe e funi. e batté il piede sul pavimento. e li ho trattenuti a dormire per la notte. e se la svignarono per avvertire i loro amici. "Che cosa succede?" chiese Scimmiotto." "Ma cosa dici. al tempo! Non ammazzate bestie. Ci potrebbero dormire sette od otto persone: chiudili là dentro." "E come?" "Ricordi quel cassone gigantesco che aveva costruito il povero babbo? Sarà largo almeno quattro piedi. e sarà il momento giusto per far venire le ragazze. Alcuni servi della locanda." "Dite. che non poteva prender sonno e si sentiva d'umore attaccabrighe. abbiamo una grande cassa che non lascia passare né aria né luce. Finirono per toglierli. che canteranno per voi mentre mangiate e vi terranno compagnia a letto." approvò la vedova. chiamò la signora Zhao: "Adesso chiudete il coperchio e serrate il lucchetto. "Lasciate che ci portino." "Seconda classe: tavola comune. fratello. "Niente. non osando far fronte a truppe regolari. ditegli pure di ritornare a letto. il nostro umile esercizio è un guscio di lumaca privo di angoli bui. Due decimi di tael a testa. non servono più. ma se volete. Speravo di guadagnar bene. anzi. tremanti di paura. mezzo tael non basterebbe per pagare le ragazze. Gli scossoni svegliarono Porcellino: "Dormi. poi per levarsi tutti i panni." I quattro pellegrini mangiarono e bevvero. abbandonarono il cavallo bianco e si sparpagliarono in fuga nei campi. con questo venticello del sud. che si aggiravano per casa a portare acqua o attizzare il fuoco.di rose. Costa mezzo tael a testa. e poi aiutò il maestro a entrarvi. Sentirono venire da chissà dove gli sproloqui smorzati del Novizio. La prima classe comprende un festino con cinque piatti e cinque tipi di frutta." "Che bellezza!" concluse Porcellino. praticate tre tariffe diverse ai vostri ospiti mercanti? Spiegateci quali sono le differenze." "Anzi. né l'altra. e il digiuno cesserà. "I nostri guadagni ci consentono qualcosa di meglio. Non era facile stanarlo: non si trovava nelle camere degli ospiti. non chiuderemo occhio. "Dalle nostre parti. erano in combutta con una banda di briganti. "Al vecchio Tang non piace" rispose Scimmiotto." Gli esperti cuochi prepararono tutto in un baleno. sollevarono a fatica il grande oggetto e se lo portarono via." "Quante precauzioni!" commentò la vedova. Tripitaka e Sabbioso si svegliarono anche loro ed esclamarono spaventati: "Qualcuno ci sta portando via!" "Zitti! non fate rumore" intimò il Novizio. mangeremo di magro. facendolo brontolare: "Smettila. Perciò ciascuno dei nostri sacchi contiene quattromila once d'argento. "Hanno paura delle correnti d'aria. Dobbiamo pur scegliere con cognizione di causa. alla seconda veglia. Il vino e la carne glieli servirai domani. Invece prendete orecchiette. ci riconoscerebbe subito dalle nostre teste rasate e strillerebbe che siamo monaci. "Portatelo qui con la mangiatoia." "In terza classe non è previsto servizio. Tang il vecchio riesce a dormire solo nel buio più nero. ci risparmieremo la fatica di camminare. che parlava di somme favolose. State tranquilla che il prezzo resterà quello della prima classe. "ma noi ne berremo volentieri un bicchiere. E noi che cosa faremmo?" "Giusto" ammise Scimmiotto. oggi facciamo digiuno. e provarono ad agitarli per farsi vento. quando si è mangiato abbastanza. il migliore. Ai briganti non interessavano le cose dell'albergo." "Sono previsti i servizi di classe superiore. signor Scimmiotti" rispose lei correndo su per le scale. Se qualcuno dovesse entrare nel frattempo. Non possiamo dormire qui. accorsero il servizio di vigilanza del quartiere orientale e il comandante in capo della guarnigione urbana. E mandò a dire ai suoi: "Ritirate i palanchini. "Devo servire vino analcolico?" chiese la locandiera. "Dove dormiremo?" bisbigliò Tripitaka nell'orecchio di Scimmiotto. media e inferiore. li ho fatti alzare per mandarli a prendere le signorine. e poi navighi su nove banchi in un giorno solo. signor Scimmiotti. Ora ci sono pochi clienti perché è la stagione calda. "Per questa sera non preparate carne. poi la tavola fu sparecchiata e la servitù si ritirò. "Signora Zhao. sono disposto a dormire anche sul carbone destinato al forno. Porcelli ha i reumatismi e non sopporta l'umidità. dite. Volete provarla?" "È proprio quello che ci vuole" rispose Scimmiotto. Se lasciate le finestre spalancate. Dal momento che a quest'ora non ho altro personale sotto mano. frutta fresca." "Dove possiamo metterci a dormire?" "Questa non è forse una bella stanza? Non ci sono né mosche né zanzare. mangia il suo fieno" rispose un garzone. con cassa e cavallo a guisa di trofei. si finirà domani. sono costretti a dormire all'aperto con i cavalli. e non mi serve altro." La donna. accanto era legato un cavallo. con il coperchio solidamente serrato. attaccarono le guardie di servizio alla porta est e forzarono le serrature. Portate riso bianco e farina bianca per le focacce. venite su un momento" gridò pestando un piede sul pavimento. Dunque i lavoranti della tenuta portarono la cassa e aprirono il coperchio. Mentre il maestro e Scimmiotto osservavano l'interno a lume di lucerna. "Dov'è il nostro cavallo?" chiese Scimmiotto." "Ma è gente malaticcia" rispose la vedova. Comunque." Ma i briganti non avevano nessuna intenzione di viaggiare verso l'Ovest. Porcellino ci si lasciò cadere per primo senza tanti complimenti. Stanchi come siamo. Come dicevamo. ma fecero ugualmente un ritorno trionfale. La vedova e sua figlia. Anche alla luce delle torce il comandante poteva apprezzare la bellezza dell'animale: . Abbattete un maiale e un montone. lessate il riso e mettete in infusione il tè aromatico. l'albergo fu invaso da una ventina di briganti con le torce in mano. Le truppe non riuscirono a catturare nessuno. e del resto la luce disturba anche me. Il pasto fu servito in camera. e i tuoi conti torneranno. che dal piano di sopra la sentiva strillare. una pagoda di zucchero." Tripitaka. Fu dato l'allarme. Costa pochi soldi. osservò: "Mamma." "È ancora più conveniente. formaggio di soia e glutine di grano. dove potremo forzarla con comodo. e legatelo accanto alla cassa. il turbante ci cadrà dalla testa. di quello buono." "Tanto non ti scappano. a Sabbiosi ritornerà il suo vecchio dolore alla spalla. "Qui dove ci troviamo. per esempio. fratellino!" lo contraddisse Scimmiotto. si può cercare un po' di paglia e un angolo dove stenderla per dormire. Per divertirsi si può. Va bene la prima classe. mollarono la cassa. Sono venuti in città a portare il riso dalla mia modesta tenuta. Pizzicò Porcellino a una gamba. si rivolse inquieto a Scimmiotto: "Come facciamo? Quella donna fa ammazzare tutte le bestie del cortile. e poi i nostri fratelli non sono qui.

dal più umile al più eminente. Se ci avessero arrestato in condizioni normali. abbiamo sequestrato una cassa e un cavallo bianco. gli yamen." Dalle file dei militari uscì il comandante in capo della guarnigione. mio sovrano?" Il re si tastò il capo e ci rimase di sale: "Accidenti. pronunciando l'incantesimo che inizia con la sillaba Om. se non c'è nessuno. UN PETALO PER VOLTA OVE LA SCIMMIA DELLO SPIRITO SI INGELOSISCE DI MADRE DEL LEGNO. Le sfuggì uno strillo che fece svegliare il re. nel gineceo. so io che cosa dire a quel sovrano dalle idee confuse: vedrete che non vi sarà torto un capello. cadde per terra. Cercò un posto tranquillo per riprendere il suo normale aspetto. Quanto al bottino conquistato dal comandante della guarnigione e al destino che aspettava i prigionieri della misteriosa e gigantesca cassa. i ministeri eccetera a radere a specchio tutte le zucche. le nostre umili persone non hanno osato disporne. a cercare le scritture e rendere omaggio al Buddha nel Paradiso dell'Ovest. ricuperò le sue cose e. che darà vista ai ciechi Redimendo il sovrano. effettuato in conformità dei vostri sacri ordini. Che comprende ogni causa e pratica ogni astuzia? Un solo fondamento possiedono i tre Veicoli." Scimmiotto attese che trascorresse la terza veglia. coda di pendenti di giada. le cose non le andarono meglio. In che cosa consisterebbe. si alzò dal trono e ordinò che le regine." La cassa arrivò a corte. Senza morte né nascita. Con l'aiuto dei suoi assistenti." Ma i mandarini di ogni livello e residenza. Per ordine del re fu aperto il coperchio e Porcellino. ci siamo camuffati da laici e abbiamo chiesto ospitalità in un albergo di questa preziosa città. Da parte sua. fu portata oltre la Torre delle Cinque Fenici e venne deposta ai piedi del trono. La misura successiva fu di strapparsi un altro ciuffo di peli dal braccio sinistro e di trasformarlo in un esercito di minuscoli Scimmiottini. Prima dell'alba l'operazione fu conclusa. unicorno di giada che rallegra il cuore a vederlo. "Ho sistemato tutto: quando apriranno la cassa. Scimmiotto congedò la divinità locale. Non si sentiva parlare d'altro: Ai tre schiocchi di frusta(8) si rivolgono al re. Perciò non osavamo farci riconoscere. saltò fuori per primo seminando il panico. Il comandante scese dal proprio cavallo.Criniera di fili d'argento. compreso il re. qui dentro è il meno peggio: si può anche schiacciare un pisolino. Poi comparve Scimmiotto. ciò in attesa dell'alba. Quando alle prime luci le signore del palazzo si levarono dal letto e si posero davanti allo specchio per pettinarsi." "Non oseremo mai più prendercela con i bonzi!" esclamavano tutti con le lacrime agli occhi. era accaduta la stessa cosa. In quel momento il re dormiva ancora della grossa. ascoltate il prossimo capitolo. Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli dal braccio destro e li trasformò in uno sciame di insetti del sonno. Per dormire ci siamo chiusi nella cassa. trasformatosi di nuovo in formica. incontro alle nuvole azzurre. quando intendeva presentarsi a rapporto dal sovrano e sollecitare le debite istruzioni. Ma dopo tutte queste avventure e scrolloni. signore e padrone! Non si sa come. le concubine e i cortigiani rendessero loro omaggio. E della tosatura si chiedono il perché." "Portateli qui" rispose il re. quando apriranno la cassa. Infine manipolò la sbarra cerchiata d'oro e la trasformò in una quantità innumerevole di rasoi da tonsura. giovani e vecchi." I rapporti si ammucchiavano davanti al re. ritornò donde era venuto. Come potrai distruggere questa Legge infinita. Poi. dentro la cassa. Porcellino vide il comandante in capo che reggeva la briglia del cavallo bianco e marciò su di lui sbraitando: "Dammi quel cavallo! È roba nostra!" Il povero ufficiale. come spiegheremo al re la nostra presenza qui dentro?" "Parlate piano!" rispose ridendo il Novizio. che si alzò dal giaciglio del drago e dichiarò: "Neppure noi comprendiamo che cosa sia accaduto. nel paese dell'Est. in modo da restare immerso in un sonno tanto profondo che non gli consentisse nemmeno di rigirarsi nel letto. È un vero drago dei mari. che non ne poteva più. Il quale risalì sul trono e ordinò: "Coloro che hanno istanze da presentare si facciano avanti. passeremo il resto del tempo appesi a una trave. convocò il tudi locale e lo incaricò di darsi da fare. le dame del palazzo. Quando si alzarono per recarsi a corte. Tripitaka." Il re rifletté su quanto accadeva e finì per spuntargli una lacrima: "Magari è un castigo per l'uccisione di tutti quei bonzi. Sfortunatamente dei ladri ci hanno portato in . maestro che venite da tanto lontano?" "Il vostro umile servitore aveva saputo del voto fatto da vostra maestà di sopprimere bonzi. come vedete ci troviamo tutti trasformati in monaci. Le dame dovettero comunque disporsi in corteo. Dalla cassa forata intorno si diffonde Una buona novella. Domani. avevano lo stesso problema. Afferrò una lanterna e corse al giaciglio del drago: anche lì sembrava che dormisse un monaco. Quando si alzò dal letto la regina dei tre palazzi. se in fin dei conti non sapete che cosa ne fu. gli eunuchi grandi e piccoli. e infine Sabbioso coi bagagli. E IL PRINCIPE DEI DIAVOLI TRAMA INGANNI PER INGOIARE MEDITAZIONE. Non mi parlate degli otto destrieri e corsieri: questo eclisserebbe persino il grande Sushuang. Il reverendo intanto se la prendeva con Scimmiotto: "Scimmia zuccona! Vuoi farmi morire. siamo pronti per finire sotto il coltello del boia senza altra indagine. Agli eunuchi. Se sentono rumore e aprono subito la cassa. scoprirono che durante la notte i loro capelli erano scomparsi. Recarsi tutti alla sala di udienza. la licenza di cui vi scusate?" "Ah. di uomini e donne. commentare e redigere rapporti d'ufficio sugli avvenimenti. negli yamen e nelle residenze grandi e piccole." "Come mai vi siete chiuso dentro quella cassa con i vostri discepoli. sa arrampicarsi sulla montagna. CAPITOLO 85 FIOR DI SUSINO. Si prosternarono davanti ai gradini di giada e riferirono: "Durante il servizio di pattuglia. nitrendo alla luna e mimetizzandosi nella neve. ma dobbiamo constatare che la cosa ha coinvolto tutti senza distinzione. il quale spalancò tanto d'occhi a vedersi davanti quella testa pelata." "Non fate baccano" esortava il Novizio. cari ministri. I due ufficiali si ritirarono per recarsi allo yamen dov'erano depositate le spoglie e organizzare il trasporto." E fece conoscere la sua volontà: "Non dir motto a nessuno della perdita dei capelli. Se invece sapete portare pazienza. giusto per completare il numero di diecimila bonzi morti ammazzati. Tutti si inginocchiavano davanti a lui mostrando una distesa di teste pelate: "Signore e padrone. i mandarini civili e militari che si presentavano a rapporto si scusavano dell'imperdonabile licenza. per paura che qualcuno scoprisse inavvertitamente le nostre teste rasate. che accompagnava il monaco cinese tenendolo per mano. Anche lui finalmente potrà godere il Vuoto. per andare a svegliare la coppia reale. "Qui fuori è pieno di gente. che cosa vi è successo?" "E a voi. e con pochi giri aprì un forellino in un angolo della cassa. Fu un gran correre. durante la notte tutti quanti abbiamo perduto i nostri capelli. udendo gli ordini e il trambusto si spaventò: "Discepoli miei. arrotoliamo le cortine e togliamo la seduta. Quindi si trasformò in formica e scivolò fuori. Ma dite a Porcellino di non far gazzarra per questioni di precedenza. si scoprirono con orrore teste lisce come palle da biliardo. all'udienza mattutina. "Sarei contento se ne uscissimo vivi. Vi preghiamo di decretare quale uso deve esserne fatto. per rientrare in città alla testa delle sue truppe montato su quella meraviglia. reverendi?" "Siamo inviati da sua maestà dei grandi Tang. nei cinque stabilimenti militari e nei sei ministeri. mia cara." "Figúrati se penso a queste cose!" esclamò l'interessato. Quando il re si rese conto che i quattro pellegrini erano bonzi. Solo le ossa si potrebbero vendere per mille pezzi d'oro. forse saremmo riusciti a difenderci. "Ci sembrate irreprensibili come sempre. ve lo garantisco io. Sa galoppare più veloce del vento per diecimila leghe. dal primo dei ministeri all'ultimo degli yamen. All'udienza del mattino. A questo punto ogni Scimmiottino prese un rasoietto e andò in giro per il palazzo. è vero! Che cosa hanno fatto alla nostra reale testa?" Ed ecco giungere a frotte le concubine delle sei corti. Ogni funzionario di ogni grado doveva avere il suo insetto a pungerlo. e balzò su una nuvola per recarsi al palazzo reale. inghiottendo le lacrime. e da quelle dei civili il commissario del quartiere orientale. trasformò uno dei propri peli in trapano a tripla punta. vedrete che ci renderanno gli onori dovuti ai maestri della legge. altrimenti i mandarini civili e militari potrebbero muovere critiche alla politica del governo. terrorizzato. chiese: "Quali affari vi hanno portato qui. La cassa venne portata a casa sua. doveva diffondere gli animaletti dovunque nel palazzo. al Monastero del Colpo di Tuono. e si levò a sedere chiedendo: "Santo cielo. debitamente sigillata da un nastro con la sua firma e guardata dai suoi uomini.

"Andrà tutto bene. Non puoi pensare a te stesso lasciandoti indietro il maestro. Ma una piccola negligenza può richiedere mille anni per rimediarla. fratello" chiese Sabbioso. Sono pieno di brividi e paralizzato dall'angoscia. "C'è un vento per ogni stagione" commentò Scimmiotto. Si vedono correre volpi e scorrazzare zibetti. ancor prima che cessasse il vento?" "Non affrettiamo le conclusioni" rispose Scimmiotto. Rotondi occhi d'acciaio che spaventano fiere e uccelli. perché il Monastero del Colpo di Tuono sia davanti ai nostri occhi. e li fece tanto ridere che si dovettero fermare sul ciglio della strada dell'Occidente per tenersi la pancia. il merito sarà suo. che sta cuocendo a vapore grandi quantità di riso e pani di farina bianca per offrirli ai monaci. Mentre riprendevano il cammino. che il tuo stratagemma è stato proprio ingegnoso: ne avrai grande merito." "Ma se tu non glielo dici. e scoprì che in effetti a qualche distanza c'era un mostro seduto su una rupe. Ma dal momento che è anche un ghiottone." "Quale inno?" "Monte degli Avvoltoi non cercarlo lontano. Ecco il suo aspetto: Corpo imponente e poderoso. il cuore conserva la purezza delle cose. il reverendo dichiarò tutto allegro: "Devo dire. d'estate il vento caldo umido. vittorie per mille generazioni." "Si capisce.aperta campagna. non siete sulla Grande Via e il Monastero del Colpo di Tuono non fa per voi. Supponevo che ci fosse sotto qualche mostro. Sovrano e sudditi. Ora vorremmo diventare vostri discepoli: speriamo che non ci negherete l'appoggio della vostra eminente saggezza. Questo garantirà mare calmo. l'ombra gettata dagli alberi è fredda. belve esplorano senza requie il terreno a caccia di preda. Lo spirito nettato da ogni turbamento risplende nel vuoto. e nonostante la distanza si vedono i vapori nocivi e le nebbie minacciose che ne emanano." "Non dirlo! La vetta è minacciosa. Il voto di uccidere bonzi. Il reverendo tirò le redini: "Discepoli. Ciascuno può trovare dentro di sé lo stupa Dove può coltivare la vera perfezione." "Io. Se non ce la fa e viene fatto prigioniero." "È vero. screziato di colori. come una piattola. Cervi e daini caracollano tra i fiori. non è altro che coltivare il cuore e lo spirito. Consapevole del Vuoto? Avevi mai visto alzarsi una nebbia come questa. Intervenne Scimmiotto: "Nel vostro attuale nome. "Noialtri siamo monaci osservanti. Liane e rampicanti ricoprono i tronchi. "In primavera lo zefiro." "Reverendo. Bastano volontà e sincerità senza macchia." Ma di colpo subentrò una nebbia poco comune: Oscura il cielo come una tovaglia E ricopre di tenebre la terra. ecco un'altra montagna: com'è dirupata! Stiamo attenti!" "State tranquillo" disse ridendo Scimmiotto. il figlio non osi sottrargli nulla. è come rivedere il sole dopo che le nuvole si sono disperse." "Lo conosco benissimo. per riprendere il nostro viaggio. Perché vi preoccupa questo vento in particolare?" "Si è alzato troppo all'improvviso per venire dal cielo. tutti ci siamo ritrovati con la testa rasata. Dissimula a malapena artigli più taglienti di lame di giada." Porcellino. pace in ogni direzione. Uccelli prendono improvvisamente il volo battendo le ali. Per i miei gusti." Ascoltando Scimmiotto. S'alza un velo di polvere: scompaiono Gli alberi più vicini. videro un monte superbo. "mi sto ancora chiedendo dove hai potuto trovare tutti i barbieri che occorrevano per radere a zero tante zucche in un tempo così corto. Vediamo come reagisce. Perché il Buddha sereno risiede nel tuo cuore." "Non avrete per caso dimenticato il sutra del Cuore del maestro di meditazione del Nido dei Corvi?" "Lo ricordo benissimo. le orchidee profumate sono sparse nell'erba di diaspro in riva all'acqua. verso la cima si levano rade canne di bambù." Il re li ringraziò e li fece accompagnare sulla strada dell'Ovest con la carrozza reale. Scompare il sole senza lasciar traccia. finché giunsero in vista di un'alta montagna. Ululati di richiamo di lupi grigi. ruggiti di tigri affamate che balzano sulla preda. a destra e a sinistra. lo avevamo formulato perché un monaco ci aveva calunniato. Speriamo che vostra maestà ci vorrà perdonare e lasciar liberi: la nostra riconoscenza sarà più profonda del mare. ma il comandante in capo ci ha ricuperato e portato qui. Quell'infingardo non avrà voglia di darsi da fare." Per . Se è capace di vincerlo. Consapevole del Vuoto. ma dove andrebbe a finire il mio buon nome?" Scimmiotto era un soldato coraggioso. mettono troppo sale. una quarantina di mostriciattoli si dedicava alla stessa pratica magica." Il grande santo balzò in aria. che ne diresti?" "Non sta bene. Il canto di uccelli invisibili è portato dal vento." "Che bisogno c'è che venga dal cielo? Il vento può benissimo venire dalla terra. andrò a liberarlo: la prova più impegnativa sarà tanto più onorevole per me. In breve giunsero ai piedi del monte. Brandelli di nuvole lambiscono le rupi della vetta. scrutò intorno facendosi solecchio con la mano. ma questa volta mi ero sbagliato. Voialtri due restate qui di guardia. La sua ferocia si manifesta anche in tremendi ruggiti. sede di una corte celeste. Ora potrei schiacciare il mostro di sorpresa. Denti da stritolare diamanti. con le loro migliaia di sutra. "Ecco il vento!" gridò Tripitaka con voce spaurita. per lui non sarà la stessa cosa?" "Va bene." "Allora avrete dimenticato i versi dell'inno. "Non c'era niente di naturale in queste condizioni meteorologiche. che chiese: "Consapevole del Vuoto. starò zitto." "Maestro. Tu puoi credere Che l'universo ripiombi nel caos. Quei versi significano che il senso delle scritture. senti! Se volete iscrivervi anche voi." Il re ordinò che la corte dei banchetti organizzasse adeguati festeggiamenti per il ritorno del regno in seno all'Unico. il reverendo si sentiva lo spirito riconfortato e rasserenato. "Smontate da cavallo. La foresta che riveste i fianchi è ricca di migliaia di alti pini." Ritornò dunque da Tripitaka. il riferimento alla legge va benissimo. siamo noi che non vi abbiamo accolto adeguatamente: voi siete un monaco eminente di un paese superiore." "Non parliamo di soldi" intervenne Scimmiotto." "Non c'è niente di male se il cibo è salato. Accanto a lui. Alzando gli occhi. come le nuvole possono emanare dalle montagne. "Che ne dici. Vediamo come te la cavi. coperto di macchie. Tace di colpo il canto degli uccelli. dovrete pagare la matricola. Si odono i fischi acuti del gibbone in cerca di frutta. Dovreste sostituirla con il rispetto: Paese del Rispetto della Legge. in numero di diecimila per far cifra tonda. fratello. "Non aveva torto il maestro" pensò Scimmiotto ridendo fra sé. i pelacci pungenti della barba d'argento intimidiscono diavoli e dèi." "Maestro. Ripresero il cammino in questa gioiosa disposizione di spirito. d'autunno il vento dell'ovest e d'inverno la tramontana. che prese tutto per oro colato. non era capace di sbarazzarsi dei suoi avversari con mezzi sleali. scimmie e gibboni si divertono in società. ma non è così." "Hai voglia di mangiare?" "Mi era appunto venuto un po' di appetito. Ora che ci è concesso di contemplare il volto di drago di vostra maestà. ogni presenza È inghiottita nel nulla. mentre io mi guardo intorno per saperne di più. vi basta molto meno: è sufficiente che mettiate il visto ai nostri passaporti e ci facciate accompagnare fuori città. per farci accettare acconsentiremo a offrire tutte le ricchezze del regno. La parete a strapiombo domina grandi cumuli di rocce dalle forme bizzarre. gli chiese in privato: "Fratello. sta diradando. Se restate in preda alla paura. di solito l'azzecco. "Ritornerò alla base e darò un'opportunità e un segno di considerazione a Porcellino: gli proporrò di affrontare il mostro per primo. ai turbamenti e ai disagi del pensiero. Quel suo masticare e soffiare nebbia e vento rivela intenti aggressivi ben determinati. che cosa hai scoperto su questa nebbia?" "Come vedete scompare. Intanto il passaporto fu vistato e Tripitaka venne interpellato sull'opportunità di mutare il nome del paese. La nebbia veniva dalle loro cucine ed è buon segno. Ma questa notte siamo stati convertiti in modo inatteso: anche noi ci siamo visti ridotti a monaci e monache. prego." Scimmiotto raccontò come aveva fatto. Per essere sicuro che il vostro regno resti perennemente integro e che voi godiate di felicità e longevità. Se io andassi avanti in avanscoperta a rosicchiare qualcosa." "Di che cosa si tratta?" "A poca distanza da qui c'è un villaggio di brava gente. basta avere abbastanza da bere. Scacciate i dubbi e seguitemi. venti e piogge ai momenti giusti. fiume limpido. Il viaggiatore osserva inquieto il cammino: è mai possibile che a ogni curva il sentiero diventi più ripido? Sulla comitiva che avanzava soffiò all'improvviso un colpo di vento." Porcellino scoppiò a ridere: "Senti. insieme al gorgoglio d'acque dei ruscelli. Ricorda il detto dei libri antichi: vivo il padre. regine e concubine. lo hai fatto un assaggio?" "Giusto un boccone. è la distruzione che non va. lo stuzzicherò con argomenti gastronomici.

vedrai quanto si vanterà." "Questo bestione racconta frottole" intervenne Scimmiotto ridendo. mettendo in fuga i suoi aggressori." "Hai capito male: noi non serviamo pranzi ai monaci. di color scuro. Porcellino non era privo d'astuzie. Devi riconoscere che ti lascio sempre le incombenze più prestigiose. L'orco. Divenni Porcellino. lasciò un altro sé stesso ottenuto dalla trasformazione di un pelo e balzò in cielo. restate qui seduto per un momento. dove il reverendo non si era accorto di niente. resta qui mentre verifico come vanno le cose. ripartirono quindi sulle orme di Porcellino. non vi fate imbrogliare anche voi. S'inchinò e disse ridendo: "C'è sì una banda di mostriciattoli." "Perché il tintore?" "Altrimenti dove ti saresti procurato quel pestello per battere i panni?" La creatura non era d'umore conversevole. "Eri andato a raccogliere erba. Arida e spessa. ma di fatto Divenni mostro e mi trovai una moglie. che conosceva anche lui le sue trentasei trasformazioni." Il bestione. Vi ho detto che andavo a cogliere erba. Consapevole della Purezza. vittorioso ma conciato da far paura: era ansimante e spossato." Porcellino si spaventò e pensò ogni male di Scimmiotto: "Quel vigliacco equipuzio mi ha raccontato che i paesani offrivano riso ai monaci: questi sono mostri. vogliamo soltanto gente pia: ma la vogliamo per cucinarla al vapore. Un terribile orco senza nome sbarra la via fra le montagne. E son quei denti candidi chiodi. rispose: "Certo che marcerò in testa. se tieni alla vita. Intanto a Scimmiotto. di bassa statura. Consapevole del Vuoto: ci sono o no mostri. I colpi dell'uno sembrano trombe d'aria. se non muore si ferirà. non credo che ce l'avrei fatta. che cosa ha potuto succederti perché ritorni in questo stato? Forse il prato era recinto. Gridò rauco: "Maestro!" "Santo cielo. Visto che il pericolo era superato." Il bestione s'indignò: "Maestro. L'orco." L'orco venne avanti roteando un gran pestello di ferro. Lo sfortunato bestione ci incappò senza rendersene conto e si trovò accerchiato da mostriciattoli che gli tiravano la tonaca. con la testa Che dei fumi dell'alcol era piena. mentre io raccolgo erba tenera. Invece mi son visto circondare da una quantità di mostri e ho dovuto sostenere un duro combattimento. "Non spingete!" gridava Porcellino. Ho saputo che preparavate cibo per i monaci. L'orco dovette farsi coraggio per chiedere: "Da dove vieni? Come ti chiami? Parla. guerriero in guerra. Per alta che sia la montagna. ma Scimmiotto lo trattenne per dirgli: "Bada che quella gente non vuol saperne di fare l'elemosina ai monaci troppo brutti. che apre la strada. Alcuni mostriciattoli si avvicinarono rispettosamente e gli chiesero: "Di solito vostra maestà è allegro. Con gran sacrificio Dovetti farmi monaco. E le misi la casa sottosopra. sostiene oggi la natura in sé." "Quale invito." Scimmiotto. corse a sellare il cavallo e invitò il maestro a montare. compiaciuto della propria astuzia. "sembra che tu non sappia più riconoscere il tuo antenato. Ci ha tanto spaventato. Prima ammiraglio dal piede di ferro. arrivo!" La sua voce diede nuovo coraggio al bestione. Ci ha pestati ben bene con un rastrello. non me lo chiedete. e tutto l'onore è tuo. "Di che ridi?" chiese Sabbioso. recitò un incantesimo e si trasformò in un monaco magrolino. si vede che non conosci il proverbio: principe al festino. Fece al maestro una riverenza e gli propose: "Non vi pare che sarebbe indiscreto portare in quel villaggio il cavallo affamato e chiedere anche foraggio per lui. aveva teso con le sue milizie un'imboscata ai passanti lungo la strada.soddisfare la gola. Quando la natura è sulla giusta via. Per proteggere il maestro. non ne uscirai. e il rastrello è come un drago in agguato nel giuncheto. ci vuole bella presenza. non teme i diavoli. ritornato sconfitto al suo rifugio. vecchio peccatore. e trovò che la bruttezza di Porcellino era davvero straordinaria: Il lungo grugno sembra un martello. semmai ce li serviamo a pranzo. ed il mio nome Assunto in religione è Otto Divieti. tanto meglio. perché oggi invece è tanto . Le lunghe orecchie muovono l'aria Come ventagli. È vero che. vengo a vedere. Porcellino!" gridò il reverendo." "Com'è fatto un convoglio militare?" "Tu sei il capo in testa." E giù colpi in testa. Avevo giusto in mente di catturarlo. L'orco non sapeva più come pararli. attento ai fatti tuoi! Sta arrivando un tizio delle mie parti a darmi una mano. Ora che ti sei gettato da solo nella bocca del lupo. si chiedeva: "Che cosa succede a questo bonzo? Un momento fa stava per cedere e ora fa il diavolo scatenato. e rispose con una pioggia di colpi. che si difendeva furiosamente con il rastrello. da bravi immortali di montagna che hanno conseguito il Tao. ricuperati vento e nebbia. vuol dire che non andrà lontano" sogghignò Scimmiotto. Porcellino. il metallo non sa generare terra. ma era solo un pretesto. "È come il brigante che vuol coinvolgere tutti i compagni di galera. che è partito di corsa in cerca del ristorante per monaci. Se pensavi di essere tu a mangiare." "Va bene" rispose il monaco lietamente stupito. Comandai ottantamila marinai E vivevo felice in un palazzo Di cristallo. grande re!" corsero ad annunciare. dobbiamo attraversare questa montagna organizzati come un convoglio militare. ma si trovava in crescenti difficoltà. Urla e tuoni da far tremare il monte. sfuggì una risatina sarcastica. e sono venuto a farmene offrire. In guardia!" "Bestiaccia che sei! Vedo che in vita tua hai fatto il tintore. Un momento dopo li raggiunse il bestione. dovessi lasciarci la pelle. Dall'alto vide il bestione accerchiato. e fui vinto dalla sbarra Cerchiata d'oro." Per non far vedere al reverendo che si allontanava. che rischiar troppo nei fatti. Se il nemico non si presenta. corse via sogghignando fra sé. si era seduto su una roccia e rimuginava in silenzio. Lasciamo Porcellino al suo scontro con l'orco." "Mio caro" sogghignò Porcellino. I miei compiti Sono di cavallante e di facchino. l'altro ricorda l'acquazzone torrenziale. Non dir niente. Scimmiotto non seppe trattenersi e gridò: "Tieni duro. "È arrivato un bonzo di bell'aspetto. "Quel monaco di cui sento lodare da tanto tempo la squisitezza della carne. Porcellino. Sembra quel pestello un pitone che si rizza dalle acque del lago. Vieni qua. "Disgrazia." "Come si è trasformato?" "Non sembra nemmeno un uomo: ha un grugno da porcello. sarà il caso che ti dia qualche ritocco. bonzo?" "L'invito a pranzo. altrimenti ti tocca affrontarlo. riprese la propria forma e brandì il rastrello. se non si sbronza si sazierà. lo spingevano e lo tiravano tutti insieme. e si accontentava di ripetere le parole dei primi tre caratteri che gli avevano insegnato alla scuola elementare: "grand'uomo superiore"(9). Fui scudisciato come si conviene Ed esiliato in questo basso mondo Per fare penitenza. "Fratello. che gridava ai suoi mostriciattoli di accerchiare il nemico." "Vuoi dire che mi devo trasformare?" "Proprio così." "Di che cosa ti vergogni?" "Il condiscepolo anziano mi ha imbrogliato. che non stimava troppo quel mostro. mentre Sabbioso chiudeva la marcia portando i bagagli. che prometteva di diventare un buono stufato." Porcellino. non sai se in veglia Oppur nel sonno ti appare l'incubo. Scimmiotto non intervenne e ritornò invece al punto di partenza." "È vero: Consapevole del Vuoto è sempre rimasto con me. Se invece lo acchiappano. hai sbagliato strada. grida e ruggiti da commuovere le viscere della terra. "Mi stai dicendo che sei un discepolo del monaco cinese" esclamò l'orco." Il bestione. Ha raccontato di un villaggio dove si cucinavano pranzi per monaci." "Non abbiate paura. mi fate morire di vergogna. L'orco. e i guardiani ti hanno battuto perché tagliavi l'erba?" Il bestione lasciò cadere il rastrello e si batté il petto: "Maestro. Mi capitò un incontro disgraziato Con Scimmiotto. che non riusciva più a controllarlo. Ma un giorno. È meglio sfogarsi a parole. sulla strada che dobbiamo percorrere?" Scimmiotto non poteva reggere oltre lo scherzo. il moccio gli colava dal naso e la schiuma gli sigillava la bocca. e io ho pensato di approfittarne. ma non oseranno certo prendersela con noi. Se il condiscepolo non mi avesse dato una voce. Sembran le setole Punte di freccia. I due eroi impegnano ogni loro talento e giocano il tutto per tutto. Ti racconterò tutto: Nominato Ammiraglio dei Canneti Celesti dal supremo imperatore." "Insomma. lo afferravano per la cintura. tutto allegro. oltre all'elemosina per noi? Poiché la nebbia si è dispersa. Veramente di sutra non ne sapeva. altro che paesani!" Tirato da tutte le parti il bestione si spazientì. "Come mai oggi sei tanto scrupoloso e diligente? Va e torna presto. Avrà usato i suoi trucchi per farsi sostituire. "Accontenterò tutti: accetterò l'invito di ciascuno di voi. Mi lasciai andare a una dichiarazione D'amore assai focosa a una gran dama. Se ritorna perché è riuscito a sconfiggere l'orco che tende agguati lungo la strada. "Che disgrazia?" chiese l'orco." "Se il bestione fa l'eroe. orecchie larghe e certe setole rade sul collo. guai a me! Mi chiedo quanti 'sporco equipuzio!' mi toccheranno." "Caro mio. Pelle rugosa. Quella che impugna è un'arma insolita: Sembra un rastrello da giardiniere. e batté in ritirata con i suoi mostriciattoli. che siamo corsi a informarvi. che raddoppiò l'impegno. che si era seduto a qualche distanza dal maestro. l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. Ma è capace di trasformarsi. Gli occhi rotondi lanciano lampi. Mentre lo guardi. Sulla montagna s'ingaggiò un bel duello: Pestello di ferro contro rastrello a nove denti. Io non mi sono mosso da qui. che borbottava la sua preghiera scandendola con i colpi sul pesce di legno. "Rido di quello scemo di Porcellino.

i cinque dignitari e quattro ministri. Chi l'assisterà nei suoi ultimi giorni. dove mi concedeste il favore di assumermi al vostro servizio. identico gran pestello in mano. il maestro non c'era più. Quando in un modo o nell'altro ci saremo sbarazzati dei discepoli." "Il nome del piano è: fior di susino. mentre gli altri pellegrini si allontanavano. Non sarà più difficile che prendere il pane dalla tavola. Mia madre ha ottantatré anni. se funziona. è meglio prender tempo. mi ricorderò di te: diventerai ufficiale d'avanguardia." "E allora che cosa suggerisci?" "Secondo me. avevate lasciato la famiglia. un petalo per volta. quando provocò disordini nel palazzo del Cielo. Il reverendo piangeva a calde lacrime: "Discepoli miei. è l'occasione buona per catturarlo e farne uno stufato. piombò dal cielo su di lui. vale quanto Porcellino. portar legna e accendere il fuoco. non avranno forse la delusione più crudele? Esse resteranno per sempre lontane dalla salvezza. A un certo punto il monaco cinese si troverà solo. Ho sentito molto parlare di questo monaco cinese. rispose: "Maestà. Il suo terribile rastrello mi ha messo in rotta. Lo scopo è di salvare le anime perdute. e tutte le anime in pena. Ci penso io. non riuscirono ad arrestarlo. e io del mio imperatore. Ma per me è diverso." Tirò fuori il randello e gli corse addosso gridando: "Dove credi andare? In guardia!" Mentre si scambiavano colpi furiosi sul prato. che non mise molto a volgere in fuga il suo avversario. Che disastro! È il caso di dirlo: Se la meditazione incontra il diavolo. Voi restate a cavallo mentre io lo catturo. L'orco gli è sfuggito.pensieroso?" "Ragazzi. Ciascuno di loro affronterà uno dei tre discepoli e si sacrificherà per tenerlo impegnato. in fin dei conti. che avanzava con Sabbioso. lo strappò dall'arcione e se lo portò via come un passerotto. Il cavallo bianco pascolava solitario l'erba del ciglio. Come non spaventarsi davanti al racconto di un testimone oculare? I mostriciattoli intorno tremavano come foglie. Se poi. catturato da questi mostri." "Che cosa significa?" "Fate un'accurata selezione fra i vostri soldati: cento su mille. Il mostro parò il colpo con il pestello e incominciò lo scontro. "Quell'orbo di Porcellino si è lasciato scappare l'orco." Dalla fila dei suoi si fece avanti un mostriciattolo che fece tre singhiozzi e tre risate. estrasse gli artigli. Si trovarono addosso Scimmiotto. Assumeranno il vostro aspetto. un elmo come il vostro. gli dèi del Nord e del Sud. La parola del capo in guerra rende nero ciò che è bianco. Come potrei restare indifferente?" A sentirlo. maestà?" "Perché ne dubiti? Ormai è nelle nostre mani. impugnò il rastrello e lo fronteggiò. ma il grande Scimmiotto è meno prevedibile. anche il boscaiolo si mise a piangere: "Reverendo. la vostra morte provocherebbe solo questo guaio. "Ecco l'orco. Per voi vivere o morire fa poca differenza. Ora porterai dentro il monaco cinese. Sono legato qui ormai da tre giorni. in caso di insuccesso. ci siete cascato anche voi. ce lo mangeremo a nostro agio. comparve il terzo mostro. la cosa finisce lì. gli darà tempo di purgare le budella. E gli occhi in pianto vedono altre lacrime. e il terzo Sabbioso il Bonzo. senza sapere a che cosa andavano incontro." "Zitto. sei contrato. afferrò le redini e corse avanti." Brandì il suo bastone e si scagliò sul nemico. i quali presero l'aspetto dell'orco e tesero le imboscate in attesa del monaco cinese. dove siete andati a combattere creature malefiche? È qui che soffro." Il mostriciattolo si prosternò per ringraziare della ricompensa promessa." "Il fatto è che l'imperatore Taizong. Ma oggi è un giorno sfortunato: sono andato in bianco. Tu vivi per amore di tua madre. e voi non avrete che da allungare la mano per impadronirvene. vide il monaco cinese rimasto tutto solo. Porcellino!" gridò Scimmiotto. e non ha altro sostegno che me. non avrebbe nemmeno bisogno di combatterci: con la sua sbarra potrebbe fare un tal buco sotto la montagna da farcela crollare addosso." "Tu li conosci?" "Fra loro Porcellino Otto Divieti è il secondo. per fortuna." Il mostro. "Attento. Ma quando ritornò sulla strada." "Sarà prudente procedere. se lo si potesse mangiare." "Ah. o la mosca nel vaso del pesce. si chiuse la porta e si dispose la guardia. Se dovesse andar male. Ma ti garantisco che." "Che bel piano!" gridò entusiasmato l'orco." Così si fece." "Se tutti dicono che mangiarlo procura l'eterna giovinezza. "Sono un boscaiolo della montagna. farai attingere l'acqua e raschiare la pentola. un arhat che si è coltivato attraverso dieci successive incarnazioni: si dice che mangiare un boccone delle sue carni prolunghi indefinitamente la vita. Ora che si trova a passare per le nostre montagne. Tante fatiche ridotte a nulla. Se proprio tenete a mangiare il monaco cinese. i cinque picchi e i quattro fiumi: in una parola. "Va male!" esclamò Scimmiotto. Mi vogliono mangiare. "Il boscaiolo pensa a sua madre. Il primo è Scimmiotto il Novizio. Dice il proverbio: la pazienza viene a capo d'ogni cosa. con la sua sbarra cerchiata d'oro: che disastro! Ci fece tutti a pezzi: come al gioco del domino. Non credete che lo digeriremo meglio?" "Ma certo" approvò l'orco sorridendo. e le nostre vite dureranno all'infinito. "Se tu muori." L'orco era livido dallo spavento. per aria. tradirò la speranza dei suoi sudditi. le stelle dell'Est e dell'Ovest. e se riusciva. Sarà stato inutile il mio lungo studio dei sutra? Servire il sovrano o servire i genitori è la stessa cosa. reverendo." "Chi era il vostro avversario?" "Un bonzo che si chiama Porcellino Otto Divieti." "E Scimmiotto?" "Su di lui ci sarebbe tanto da raccontare. ogni volta che vado a caccia vi porto qualche preda." "Voi. Avevo detto: niente. renderò vane le intenzioni del mio sovrano." "Come sai tutte queste cose?" "Vedete: una volta abitavo sul Monte del Cammello Leone e servivo i grandi re del posto. per mano dell'orco maledetto che mi ha catturato. Cinquecento anni fa. È una bella seccatura. Sul più bello si udì nel bosco un sinistro scricchiolio. Procediamo a cucinare il nostro stufato. la vita: vento e polvere. Davvero: Cuore spezzato con cuore spezzato. mugghiò il vento e davanti a Tripitaka. Tripitaka sfortunato Sempre incontra altre sfortune. "Ha immensi poteri ed è capace di molte trasformazioni. della dinastia dei Tang. uno tagliato. Salvato dalle Acque è ricaduto Nella disgrazia nera che lo insegue. mi ha affidato la sacra missione di andare dal Buddha vivente a rendergli omaggio e a chiedergli i sutra autentici. Dopo parecchio cammino. riuscii a scappare in tempo dalla porta di servizio e arrivai qui. Se volesse davvero vendicarsi. Perde di colpo ogni suo beneficio. non nuocerà certo alle sue carni. tutti insieme. Si fece l'appello e si scelsero i tre più capaci. identica armatura. fratello e fratellino brancolano proprio nel buio. Ecco perché so di che cosa sono capaci. il Novizio si caricò i bagagli in spalla. Il vero orco. È il caso di dirlo: il generale teme parola d'indovino. Se ora perdo la vita. Ma uno si fece avanti per dichiarare: "Grande re. Se leghiamo il monaco cinese nell'orto e lo lasciamo per due o tre giorni senza mangiare. "Il nostro ufficiale d'avanguardia è un gran ragionatore. Quei tre devono essere pratici di trasformazioni. tutti i guerrieri del Cielo. non sapete come trovò il maestro. Sabbioso gridò: "Maestro. Il fatto è che lo accompagnano tre discepoli. il monaco fu legato a un albero dell'orto. chi la seppellirà?" "Com'è doloroso!" singhiozzava il reverendo. ascoltate il seguito. i nove luminari. discepolo del monaco cinese che va in cerca delle scritture. come puoi fare un'affermazione simile?" "Credete che. E Scimmiotto abbatti-diavoli Nuovi diavoli da abbattere. i pellegrini incapparono in una delle imboscate: il primo mostriciattolo si drizzò urlando sul ciglio della strada e balzò avanti per impadronirsi di Tripitaka. L'orco portò Tripitaka all'ingresso della sua grotta e gridò: "Ufficiale d'avanguardia!" Lo stratega mostriciattolo si inginocchiò protestando: "Non oso accettare. Non mi pare che la carne di questo monaco cinese sia a portata di mano. Anche loro volevano mangiare il monaco cinese. le ventotto costellazioni. che non oso" esclamò il mostriciattolo sporgendo la lingua. e un secondo mostro identico al primo ne balzò fuori e si gettò sul monaco cinese. ho un piano da proporvi. se mangiamo il maestro? È probabile che Sabbioso e Porcellino se ne facciano una ragione e si allontanino. nella loro tenebrosa dimora. Poi ciascuno avrà il suo bocconcino. Ma non sapevo che fosse accompagnato da discepoli di quella levatura." "Ma quale sarà la reazione dei discepoli. rinunceremo. Roso dall'inquietudine. non avete né figli né genitori né moglie a carico. nella città delle vittime d'ingiustizia. e tenderanno imboscate in tre punti diversi. non vi affliggete. boscaiolo!" esclamò il reverendo riprendendo a piangere. ma la mia sarebbe molto peggio." "Voi chi siete?" chiese Tripitaka cercando di guardare l'interlocutore attraverso le lacrime che gli facevano velo. anzi. i dodici fusi orari." Ritorniamo a Scimmiotto. la carne di quel monaco cinese dev'essere proprio incommestibile." "Com'è questo Sabbioso?" "Più o meno. Vedremo come si mettono le cose. "Lo attueremo senz'altro." Dall'albero di fronte un voce disse: "Reverendo." Il bestione. . Il tuo bellissimo piano è riuscito in pieno. inginocchiato. dieci sui cento e tre sui dieci. sarebbe arrivato fin qui? Chissà quante creature malefiche lo avrebbero mangiato prima. ufficiale d'avanguardia. un po' più furbo degli altri. Quando potremo rivederci? Morirò prima di dolore." "Sentiamo. senza distinguere il vero dal falso. "Spiegami che cosa vuoi dire. Io.

Ma comparve anche Sabbioso. adesso che abbiamo la catastrofe all'uscio?" "Grande re." "Quale pasticcio?" "Porcellino e Sabbioso c'erano cascati. dalla scorza levigata dal tempo e dalle piogge. se vuoi vivere. Attacchiamolo!" Il bestione levò alto il rastrello e menò un colpo da aprire nella roccia un gran buco. I pini azzurri svettano nel cielo. "Già. Ma sembra che io non gli faccia paura: temono soltanto te. i fagiani si posano sui rami e si chiamano. non è una testa. È toccato a me di affrontarlo. lascia stare. "Piangere non serve a niente" osservò Porcellino. gli diede forma di testa umana e lo inzuppò di sangue per renderlo irriconoscibile. tutti se la prendevano con l'ufficiale di avanguardia. non parliamone più. là dentro." Si misero dunque a battere la montagna. e diede l'ordine di attacco: "Ragazzi. Sentiamo che cosa hanno da dire. un petalo per volta. spaccando in due il ceppo di salice. tirandosi dietro il cavallo e portando i bagagli. Se non dovesse funzionare. Piuttosto." La testa fu lanciata come prima attraverso la porta. I ciottoli stanno per i dolci dei morti. ma Scimmiotto è un vero esperto di antiquariato." "Come lo sai?" "Una testa che cade fa un tonfo sordo. "Lui è morto e tu gli offri dei sassi. L'unico che sia davvero temibile è il bonzo peloso con la faccia da duca del tuono. e questa volta fece un tonfo sordo. Come la mettiamo con i petali del susino. è solo Porcellino." Il portinaio corse ad annunciare: "Disgrazia. lasciando di guardia Sabbioso. "I rami di salice significano pini e cipressi per ombreggiare la tomba a conforto del maestro. Ritornato alla tomba. gente rozza e maleducata. "Quale tranello?" chiese Sabbioso. avete ragione." "Quando il vostro maestro è stato portato nella nostra grotta." I mostri trovarono una testa fresca. da un momento all'altro incomincerà a puzzare." Prese un ceppo di salice." Si presentarono di nuovo all'ingresso della grotta. Credevate di imbrogliare il vostro avo Porcellino? Pretendete che il nostro maestro sia diventato un salice fantasma?" Il mostriciattolo stratega corse via in preda al panico e si presentò al padrone tremando come una foglia: "E' proprio un bel pasticcio. correndo su per il pendio. questa risuona come un pezzo di legno. Vide Porcellino che correva ansimando verso di lui e lo chiamò. ti faccio sentire. cerchiamolo. "Fratello. "si mette male! È arrivato anche Scimmiotto. Non ha capacità straordinarie e non dovrebbe insistere troppo. Ma questa è quella vera. il maestro lo sorvegliavate tu e Sabbioso. un conoscitore. Gridava: "Rendici il nostro maestro prima che sia troppo tardi. "Vostra signoria grande santo." "Un tizio. i mostriciattoli di qui. lasciamo qui Sabbioso a custodire il cavallo e i bagagli. l'altra testa era proprio falsa. "Il maestro è rimasto qui sulla montagna. converrà catturarlo e mettere in dispensa anche lui. si sono gettati su di lui e l'hanno fatto a pezzi. dopo tutto. è una scimmia e perciò è un vanesio. fra gli avanzi della dispensa. aspettate" disse Porcellino. Il nostro re avrebbe preferito tenersela come portafortuna." "Come facciamo per la testa mozza?" "La fabbrico io: state a vedere. Porcellino raccolse dunque il capo sanguinante e trovò un angolo esposto al sole e protetto dal vento. Porcellino lanciò un rosario di invettive: "Banda di schifosi! Tenete nascosto il maestro nel vostro antro e raccontate balle. mostrandogli una testa mozza e spiegandogli che è quanto rimane del suo maestro." "Chi sarà?" chiese l'orco allarmato. che era ermeticamente serrato e recava un'iscrizione incisa nella pietra con otto grandi caratteri: GROTTA DEGLI ANELLI. Liane gialle pendono come corde. ma sono scomparsi tutti e due. Il Novizio. e si è certo portato in casa il nostro maestro. dove scavò la fossa con il suo rastrello e vi depose il misero resto." In breve tutti sbucarono di corsa dalla grotta gettando grida di guerra." "Se è come dici. Scimmiotto esaminò accuratamente l'ingresso dell'antro. Torse il collo finché non riuscì a scorgere le grandi orecchie a ventaglio." "Il piano era tuo." Scese al torrente e raccolse rami di salice e ciottoli." "Babbeo" brontolò Scimmiotto." "Esprimere dei vivi la fedeltà leale. Trattenne Porcellino e disse: "Aspetta." Il mostriciattolo gettò l'oggetto attraverso il foro aperto da Porcellino. che alla vista di tutto quel sangue si diede a singhiozzare: "Povero infelice. alla porta. "Siete ciechi tutti e due: vi siete lasciati sfuggire l'orco e ho dovuto affrontarlo io. sembra un tamburo" commentò Sabbioso." "Sabbioso avrà accompagnato il maestro dietro un cespuglio a far pipì" sghignazzò Porcellino. Nel prato dall'erba di diaspro costellata di fiori crescono il mandorlo rosso e il pesco verde. Se lo mettiamo di fronte al fatto compiuto. E IL DUCA DEL METALLO USA LA MAGIA PER DISTRUGGERE LA PERVERSITÀ. Porcellino e Scimmiotto arretrarono sulla spianata davanti all'ingresso per fronteggiarli: "Dov'è questo famoso capo? Chi è l'orco che ha preso il nostro maestro?" . In un profondo bacino contro la parete della montagna si raccolgono le acque. cercheremo qualche altra via. dove diede un gran botto. salvo la testa: questo è quanto siamo in grado di restituirvi." Scimmiotto prese il suo posto: "Bestiaccia immonda. porta qui quella cosa. Magari si potrebbe convincere anche lui. può darsi che ci creda. L'orco diceva: "E adesso che abbiamo i bonzi in casa. L'oggetto fu posto in una scatola laccata e fu recato alla porta: "Vostra signoria grande santo. Non ti sei accorto che l'orco ti è sfuggito e ha cercato di rapire il maestro. Scimmiotto si pose alla ricerca del maestro su per la montagna. ha rotto il battente e reclama il suo maestro. Perché mi chiedi se l'ho visto?" "Sei proprio diventato orbo. "Questa roba è in cattivo stato. se non vuoi che ti sfondi la porta e la faccia pagar cara a tutti i tuoi. la mano che hai messo nel paniere del pesce! C'è poco da scegliere: i comandanti di destra e di sinistra devono prendere il comando delle truppe e sterminare i bonzi. "Il fior di susino. che sfortuna! Quando penso com'era e cos'è diventato!" "Dài. e tornò a riferire: "Niente paura." "Siamo caduti in un tranello!" urlò Scimmiotto digrignando i denti. Ha subito annusato il falso. ogni alito di pensiero si traduce nelle cose. Saldato il conto. NEL MONTE DEL PICCO SPEZZATO DELLA CATENA SPANDINEBBIA Scimmiotto concluse: "L'orco abita qui. piantò i rami ai due lati del tumulo e davanti ammucchiò i ciottoli.CAPITOLO 86 SCIMMIOTTO ESPERTO DI ANTIQUARIATO OVE MADRE DEL LEGNO IMPIEGA IL SUO PRESTIGIO NELLA CAMPAGNA CONTRO L'ORCO. la testa. celebreremo le esequie." E assestò un colpetto con la sua sbarra. L'albero antico. "Che cosa vuoi da me?" "Il maestro è scomparso. non vi scoraggiate. e noi andiamo a buttar giù la casa e fare a pezzi l'orco. Poi vi ammucchiò un tumulo e disse ai condiscepoli: "Voi restate a piangere." L'orco si rese conto che aveva ragione. Le rocce tormentate sono nel cono d'ombra di picchi aguzzi. Come si diceva. Aspetta a piangere di sapere che cos'è. se lo facesse. bestione. Adesso che facciamo?" E non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. vi si nasconde un drago non ancora esperto di trasformazioni." "È una farsa. ma ora mi manda a consegnarvela. vi supplichiamo di deporre l'ira e di concederci l'opportunità di rispondere." "Vediamo. Scimmiotto constatò che era una testa umana. Il luogo è degno degli dèi. Ma fammela vedere. Ce ne dovrebbero essere nel Padiglione degli Scorticati. non può essere lontano. grande re!" "Spiégati. ma ci vorrebbe una vera testa umana." "Hai ragione" approvò Scimmiotto. scopersero una residenza trogloditica che si apriva ai piedi di una rupe a picco. Il maestro è rimasto solo sul suo cavallo. L'hai visto?" "Mi hanno arruolato come monaco. ma invece devo fare il soldato. Nell'oscura grotta vive da molti anni un orco che si pasce di carne umana. quale strategia scegliamo?" "Dicevano gli antichi: Puzza. interi filari di umidi salici sembrano colare oro. ne rosicchiarono i lineamenti fino a renderla irriconoscibile e ci riprovarono. "Fratelli. la piangeremo dopo. Adesso vediamo di che cosa si tratta. "Vado a vedere" propose l'ufficiale di avanguardia. Io ero impegnato a combattere l'orco." "Non ti fidi? Non penserai che la gente scherzi sulle teste dei morti. misura quaranta spanne di diametro. "Il maestro è certo là dentro." Che il Novizio fosse scimmia non è una novità: era molto curioso e vanitoso. Se non mi credi. "Che cosa significano?" chiese Scimmiotto." Raccolse la testa e la lanciò contro la roccia." "Maestà" gridò l'ufficiale d'avanguardia. Sarà meglio che prima la sotterriamo. e non gli rimase che mettersi a piangere. Ci hanno depistato uno dopo l'altro. render testimonianza dell'affetto filiale. mentre io cerco qualcosa che possa servire da offerta. finirono di distruggerne la porta e gridarono con voci tonanti: "Noi lo vogliamo vivo!" I mostri. e quando il maestro è rimasto solo se ne sono impadroniti. Se lo sono mangiato tutto. "Il maestro dov'è?" gli chiese Scimmiotto. Coppie di gru vengono qui a danzare nella brezza. in tal caso il monaco cinese resterà pacificamente nelle nostre mani. mostra rispetto per tuo nonno: rendici il maestro. che aveva sentito tutto." "Fratello!" chiamò Porcellino. e se sappiamo solleticare adeguatamente il suo amor proprio presentandogli grandi scuse e complimenti. In capo a una ventina di li. prendete le armi migliori e seguitemi. morivano di paura." "Quella non è una testa di morto.

non avrebbero seppellito quella testa e non sarebbero rimasti a piangerla. Li abbiamo già vinti una volta. diede in rumorosi singhiozzi. "Ecco l'entrata di servizio che cercavo. L'ho mangiato io. Spinto da insofferenza per ogni seccatore. bestia immonda. reggiti la milza per farti coraggio." Scimmiotto si rallegrò: "A quanto pare. "Non farti fregare anche tu. va tutto per il meglio! Mille gioie vi attendono!" "Quali gioie potranno mai essere?" "Mentre facevo la ronda sulla montagna. ma è troppo presto. Da una parte. bonzi maledetti? Sono il grande re dei Monti del Sud. senza vincitori né vinti. L'orco che domina quest'angolo sperduto rischia la vita per ottenere un boccone delle carni del monaco cinese. Quei due o trecento mostriciattoli si videro aggrediti da tutte le parti." Svolazzò dappertutto. Con un astuto stratagemma. bestiaccia. Sarà una delizia d'aromi. e non l'hanno affatto mangiato. Al signore Laozi. certo tu vuoi farti ammazzare!" L'orco. La mischia solleva polvere da oscurare il cielo. cercò di attaccarlo con il suo pestello. Se non si fossero rassegnati. Dobbiamo catturare il capo. Nessuno mi contrasta Il passaggio. Aggirando la rupe udì l'acqua gorgogliare: un ruscello scendeva dalla montagna e riceveva acque rossastre da un canale di scolo che usciva dalla rupe. perché ci metteresti in difficoltà. la nostra porta è stata così ben barricata da scoraggiare definitivamente quei monaci. E con le mani nude afferro i leopardi." "E come vendichiamo il maestro?" "Per ora ritorniamo alla tomba. Infatti. strinse alla vita il gonnellino di tigre e si mise in cammino. e ci avevano ingannato mostrandoci la testa di qualcun altro. Ma tu. che ha assistito alla separazione del Cielo dalla Terra." "Certo che sai fare dei begli scherzi!" E ne risero insieme. nessun lo può fermare. dove infurio da molti secoli. si fece avanti levando il rastrello: con l'esercito dei mostriciattoli si scatenò una bella mischia. Così leggero e aereo. fratello" rispose Porcellino fra le lacrime. uno per te: io finirei per far confusione. Il grande santo è un eroe senza rivali. e ne metteranno un po' da parte per le giornate piovose. con una scossa. ma certo ci sarà un'entrata di servizio. e corse verso di lui. si rivelò per un lupo grigio dal dorso di ferro. da Sabbioso. i mostriciattoli brandiscono ruggendo sciabole e lance. senza contare che ci allungherà la vita. Di gran santo ebbi il titolo. Sa preveder la pioggia. Il grande leopardo dei monti del Sud gli sbarra la strada sputando nebbia e vento. "Eccoti qui." "Sta sicuro che non avrai bisogno di piangere anche me. Quale mostro vi si opporrà? Odiosa bestia. gli dèi si compiacciono della forza di Consapevole delle Proprie Capacità. si ergeva un gruppo di alberi ai quali erano legati due uomini: uno era Tripitaka.L'orco si fece avanti con il suo gran pestello di ferro. che non riusciva a distogliere il pensiero dalla vendetta. Abusai della forza. con gli occhi fuori dalla testa: "Come ti permetti di trattarmi in questo modo a casa mia? Credi di farmi paura con le tue ciarle da scimmia? Chi credi di essere?" "Te lo dico io. "Avi miei!" si disse Scimmiotto. Quali furie ti sono venute sui Monti del Sud? La mia sbarra te le farà passare. Ci avevano raccontato di avervi divorato. in fondo al giardino. Uno balzò fuori dal gruppo e dichiarò: "Vostra maestà. Il santo Confucio. "Dobbiamo tener presente che è un prodotto raro: bisognerebbe farcelo durare il più a lungo possibile" intervenne un quarto. Consapevole del Vuoto" disse piangendo Tripitaka. urlavano come pazzi. Per la gioia Scimmiotto riprese il proprio aspetto. E voi che cosa credete di fare?" "Impudente mucchio di peli sporchi! Senti quante arie si dà. Dopodomani. e non poterono far altro che volgere le spalle e correre a ripararsi nella grotta. L'ufficiale d'avanguardia. ovunque il mio nome era noto. finché un mostriciattolo venne a dirgli: "Grande re. Centomila soldati e le case celesti Tenni in rispetto. Hanno ammassato una montagna. Le tigri stano dalla foresta. Il beato Buddha. Propongo che a quel punto il monaco cinese sia tagliato a strisce sottili e fatto saltare in padella con pepe di fiori. Sotto il sole. Un monaco del divino paese dell'Est si recava nell'Ovest alla ricerca dei sutra autentici. si spingevano. Nei palazzi di nuvole vissi per qualche tempo. Scimmiotto e Sabbioso che piangevano davanti a un tumulo. si trasformò in una formica alata. e un esercito di Scimmiotti armati di sbarre cerchiate d'oro si gettò nella mischia. sul Monte Fiori e Frutti. faremmo economia di legna" considerò un terzo. vuoi qualcosa di meglio. Allora Scimmiotto ricorse alla moltiplicazione del corpo: lanciò in aria un ciuffo di peli. dall'altra i divini monaci lanciano grida di guerra e levano insieme la sbarra e il rastrello. I colpi di rastrello avevano poca presa in quella massa di detriti. si lasciò cadere sul tumulo e gemette: "Maestro. non vi fate sentire! Certo che vi leverò dai guai. ma così facendo si imbatte nella potenza magica di Scimmiotto e. si scontrano. impaurito e allarmato dai suoi discorsi. "Levami da questo guaio. i mostriciattoli sopravvissuti si davano da fare: trinciavano quarti di carne umana e disponevano i pezzi a seccare. si accontenta di stare sotto le ali del Grande Roc. e rispose: "Non mi riconoscete. vengono. Accanto all'origine del canale c'era una porticina mimetizzata nella roccia. E se diventassi granchio? Ma il maestro direbbe che non è decente per un monaco avere tanti piedi. detto Grano di Pepe. ma nessuno rispose. Ma forse l'anima del maestro." Rifattosi formica. "Se ci limitassimo a lessarlo. "Magari quello è il maestro: non lo avranno mangiato tutto. per simpatia." Il Bonzo piangeva ancora e Porcellino. il grande santo ritornò nella sala. Se getto un ponte metto in fuga I diavoli. è meglio cuocerlo al vapore" gridò un altro. fra i mostri che sventolavano le bandiere di broccato. negl'inferi. "Rinuncia. e ascolta: Cielo e terra mi fecero dentro un uovo di pietra Nel paese dell'Est. li ho ricuperati. Ma Scimmiotto e Porcellino li incalzavano e li massacravano: chi cadeva zampillando sangue da nove fori. ma il Novizio lo teneva blandamente in rispetto. finché scoprì in un angolo buio della sala un piccolo uscio sbarrato. Né mai trova barriera che possa fargli ostacolo. chi sono. perché aveva voglia di continuare a chiacchierare. Porcellino. Dal mio viaggio nell'Ovest attende giusto frutto L'Oriente intero." Il grande santo ripose la sua sbarra. ti prego!" "Piano. quando l'avranno pianta per tre giorni. Volò via fino alla sala grande e vide l'orco seduto in atteggiamento depresso e preoccupato. Quei mostriciattoli erano coraggiosi e resistevano strenuamente agli assalti." "Secondo me. Mi vien voglia di dargli una lezione. trova sufficiente il titolo di 'maestro'. Voi restate qui. L'orco si era rintanato in fondo alla grotta. Sa chiudere il suo nido con la terra e la cenere. Porcellino lo afferrò per una zampa e lo rivoltò per osservarlo: "Chissà quanti agnelli e maialini ci sono voluti per crescere questo bel tipo." Scimmiotto. ascoltava allibito: "Che cosa .Tu non conosci ancora il vecchio Scimmiotto! Sta lì. Ebbi l'intelligenza In dono e coltivai la mia propria natura. soprattutto. maestro." Uscì dunque dal canale di scolo e. che governa il mondo." Finì per trasformarsi in un ratto e scivolò con un fruscio attraverso la bocca del canale nella corte posteriore della grotta. posato su una trave. Non son tipo comune: il mio corpo è formato Dal sole e dalla luna. Scimmiotto e Porcellino lanciarono grida di sfida. chi veniva miseramente spiaccicato dalla sbarra. Porcellino. Resta a lungo nascosto per farsi crescer l'ali E poi va per il mondo a mostrare talenti Di stratega minuscolo. Erano tutti tremanti e malconci. troverebbe da ridire su un monaco di formato serpentino." L'orco schivò il colpo e urlò. che onora la dottrina dei letterati. lavoravano affannati e si guardavano bene dal mettere il naso fuori. Per un bel pezzo vanno. mi sono imbattuto in Porcellino. io cerco di individuarla. Scivolò da una fessura e si trovò in un giardino in cui risuonavano gemiti di dolenti. Avranno sepolto la testa che gli abbiamo dato per quella del monaco cinese. il maestro è ancora nascosto qui da qualche parte. Bisogna che lo trovi e veda in che stato è. il vostro monaco cinese. Mi son fatto buddista e seguo nel suo viaggio Ad ovest Tripitaka. Devo prima sapere dov'è l'orco e che cosa fa. avranno fatto il loro dovere e ritorneranno a casa loro. Un singhiozzo per il maestro. Sarà meglio che non mi presenti con la mia faccia: non mi darebbero il benvenuto. la mia conversazione con l'orco può aspettare. "l'orco ha turato l'ingresso." Porcellino si guardò intorno e si accorse che l'esercito di Scimmiotti era scomparso: "Dove sono andati a finire?" "Erano peli miei." Scimmiotto ricuperò i suoi peli e gridò: "Lascialo perdere. che destino crudele! Come siete andato lontano! Potremo mai rivederci?" "Fratellino" disse Scimmiotto. basta sedersi alla destra dell'Imperatore di Giada. spazientito." "Attento. invasa dai mostriciattoli giubilanti: si agitavano. si minacciano. È debole e piccino. Mi trasformerò in una biscia d'acqua. "Propongo di metterlo sotto sale. colpito da Scimmiotto. dove ordinò ai superstiti di barricare l'ingresso con pietre e terra. è riuscito a impadronirsi di sorpresa dell'eminente monaco cinese. Ora dovete pazientare e aspettare che sconfiggiamo definitivamente l'orco. nel famoso Porcellino. Il grande re si circondò di nebbia e volò via trasportato dal vento.

Seguirono un sentiero sinuoso e presto giunsero in vista Del muscoso sentiero lastricato. si soffiò il naso. te li sistemo io. discepolo. La residenza trogloditica fu completamente devastata. Fra le siepi la piccola capanna. Sullo sfondo la cerchia di montagne E il bosco dove cantano gli uccelli. Poi vi guiderei alla strada maestra. Ha una vecchia madre e una grande pietà filiale: bisogna proprio liberarlo. seduta su una panca. Dopo pranzo i viaggiatori si disposero a partire. ma li ho pianti anche troppo. l'orco si era risvegliato e Porcellino lo spedì all'altro mondo senza complimenti con un colpo di rastrello. con le macchie della pelliccia a forma di foglie di artemisia. Quel signore che vedi è un arhat delle terre dell'Est. si asciugò gli occhi e disse: "Ecco qua. artemisie appassite. e disse: "O discepoli! Da quando ho abbandonato il mio signore Ho viaggiato per l'Ovest senza fine. non siate in pena. Prati fioriti e. I poveri mostriciattoli ebbero un pessimo risveglio in mezzo al fuoco ruggente. Ma i suoi tre discepoli. Il boscaiolo non osava insistere perché rimanessero." Discesero lungo il corso del torrente alla ricerca della strada. non ce la faccio più. Lei si aggiustò gli abiti. rami morti di pino. Folte quinte di pini e di bambù. liane cadute. . Solo l'orco resisteva. saltellante e pieno di incertezza. che ora potete vedere. tanto che finì per sconvolgere il tumulo. giunchi morti. mentre Porcellino agitava le orecchie a mo' di ventola. per mancargli di rispetto in questo modo?" Si strappò un pelo. fate liberare anche me!" "Consapevole del Vuoto" ordinò Tripitaka." "È vero." Scimmiotto eseguì senza discutere." La vecchia andò incontro ai quattro pellegrini e li guidò verso casa inchinandosi a ogni passo." Ritornato all'albero. Il reverendo si sentì preso dalla malinconia. Ci congederemo sulla strada maestra. Sabbioso: l'anima del maestro vaga per la montagna. ma se non lo avessero avuto a portata di mano. Entrarono nella capanna. pensavo che fossi stato catturato e ucciso dal signore della montagna. non lontano da qui. Il reverendo giunse le mani e disse: "Fratello boscaiolo. Ora la montagna è sicura: potrò andare in giro persino la notte senza correre pericoli. che va in cerca di scritture nel Paradiso dell'Ovest. "Maestro. che penetrò nell'altra narice e completò l'opera: anche l'orco si stese a russare rumorosamente. hanno colpito a morte il signore della montagna. "ti dobbiamo entrambi la vita. ascoltate il seguito." Dopo che il reverendo ebbe manifestato la sua gratitudine. La creatura riprese la sua forma originaria: era un grande leopardo. dovreste sedervi un momento e darmi il tempo di fare piazza pulita" disse Scimmiotto. se lo caricò in spalla e ritornò dai suoi. non datevi pena. Corse quindi nel giardino gridando: "Eccomi. possiamo servirvi soltanto verdura selvatica." E Tripitaka gridò a gran voce: "Porcellino!" Il bestione." Il bestione raccolse i resti e ricostruì il tumulo. Senza di loro sarei morto. che piangeva il figlio perduto. anche solo per lo spirito compassionevole che un monaco deve manifestare in ogni circostanza. Il boscaiolo corse a inginocchiarsi davanti a lei: "Mamma. rovi secchi. Scimmiotto aveva il campo libero. vedrete" rispose il boscaiolo. Essi si sparsero per ogni dove e penetrarono nelle narici dei mostriciattoli. e ho rischiato di perdere la vita. si munì di un bastone di giuggiolo e uscì ad accompagnarli. "siete povera gente. e pensa a sbrigarti. "Fratello boscaiolo" disse Porcellino. "Quale anima? Non vedi che è lui in carne e ossa?" Sabbioso corse a inginocchiarsi davanti al maestro: "Quanti tormenti dovete aver subito! Come ha fatto a liberarvi il condiscepolo?" Scimmiotto raccontò gli ultimi avvenimenti. A vederlo venire da lontano. I suoi mostri sono stati sterminati col fuoco. Se poi non sapete quanti giorni ancora fossero necessari per raggiungere il Paradiso dell'Ovest." Quando alla fine Scimmiotto optò per slegarlo. lontana in un angolo." "Lascia stare le chiacchiere. Il mio cuore è votato Ai tre panieri." Il reverendo accettò volentieri e si avviò a piedi. Non si trovano funghi. eccomi qua!" Lei lo abbracciò: "Figlio mio! Eri scomparso da molti giorni. ed esortò la madre a uscire per congedarli con nuovi ringraziamenti. diede alla sua sbarra il diametro di un uovo d'anitra e con un colpetto sfondò la porticina segreta. si grattava il naso e starnutiva continuamente. Maestro e discepoli proseguirono il loro viaggio. la spiaccicò con un colpo. trasformandolo in uno sciame di insetti del sonno. E gli gettò in faccia un altro insetto." "Chi sarebbe?" "È un boscaiolo che è stato catturato un giorno prima di me. il boscaiolo legato all'albero di fronte gridò: "Signoria. Riprese il proprio aspetto. più vasta della terra. Videro di lontano la vecchia madre. e presentate a vostra madre i miei rispetti. Uscirono all'aperto dalla porta di servizio e risalirono la scarpata. che era poi uno spirito di leopardo maculato. ben pochi riuscirono a sfuggire al rogo. si sono serviti di lui per ingannarvi e allontanarvi. "bisogna slegare anche lui." Tripitaka smontò da cavallo: "Vi ringrazio di averci accompagnato tanto lontano. non so di chi fossero. avrebbero potuto uccidere me. Potreste far visita alla mia vecchia madre e ricevere i suoi ringraziamenti. Nessun guaio mi è stato risparmiato. ammazzo l'orco e torno. che hanno grandi poteri magici." "Farò presto. Dove sono Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" "Sono laggiù che vi piangono. il paese della gioia assoluta. Non senti la sua voce?" "Scemo!" gridò Scimmiotto facendosi avanti. "Ora. legò stretto l'orco. fratello boscaiolo. prima di uscire. La grotta è piena di mostriciattoli da sistemare. "Mio saggio discepolo" constatò Tripitaka. Porcellino sghignazzava: "Si vede che il condiscepolo è un facchino inesperto. in meno di mille li vi porterà in India. "Non comincerà a venirgli qualche sospetto? Sarà meglio usare dose doppia" si disse Scimmiotto. Insieme al reverendo. Il grande santo. maestro!" "Slegami subito. ma vi pregherei di farci da guida. È il caso di dirlo: Sconfitto l'orco e vinto il suo terrore Se ne può ripartir senza rancore. ancora addormentato. Il fatto è che sono proprio affamato. Del resto avete il dovere di seppellirlo. Quando Finiranno le prove che sopporto? Quando ritornerò dalla mia meta?" Disse il boscaiolo: "Reverendo. Il boscaiolo propose: "La mia capanna è verso sud ovest. vecchi tronchi cavi di salice. è stato catturato e legato a un albero come me. scusate se vi diamo ancora disturbo. "Mi aveva legato a un albero. chiamateli. attraversò il torrente ed entrò nella grotta.diavolo vi ha fatto. Non sa equilibrare il carico e lo porta tutto da una parte. e quando venne alla luce la testa che vi avevano sepolto. A stento son fuggito dagli artigli Di mostri e streghe. Discese la scarpata. La strada maestra. non trascurò di ricuperare i peli che aveva trasformato in insetti del sonno." A vederlo andare e venire." "Abbiate ancora un momento di pazienza." Quando Scimmiotto posò il fardello ai suoi piedi. Del graticcio che il glicine ricopre. dopo prosternazioni e altri segni di ringraziamento. il mio povero maestro. Le siamo molto grati del sontuoso pranzo che ci ha offerto. cui girava la testa dopo tante lacrime. su queste montagne manchiamo di molte cose." Il boscaiolo si congedò e ritornò a casa. Lui continuava a prosternarsi." "Forse devo a lui se sono ancora vivo" osservò il reverendo. abbiate compassione." "Non perdiamo tempo inutilmente. reciteremo mattina e sera i sutra per assicurare a madre e figlio un secolo di vita piacevole. Quando i discepoli ritornarono dal maestro. lo masticò e lo sputò intorno. Ritornate a casa. ma Scimmiotto lo fermò: "Aspetta. a noi bastano cibi semplici. "Quando avete attaccato i mostri. Basta raccogliere legna e dar fuoco a tutto. "Perché te la prendi con quei poveri resti?" lo rimproverò Tripitaka. Sarà meglio che incominci con lo slegare il maestro. tutti i miei pensieri Sono rivolti all'altro mondo. Per dimostrarvi la nostra affezione. si rimisero in cammino. Infatti la tavola fu subito preparata e furono servite verdure raccolte nei prati. Porcellino levò il rastrello per colpire. maestro. ho riacquistato la libertà anch'io: devo loro una gratitudine più alta del cielo. Perché sei stato lontano tutto questo tempo? Dov'è finita la tua ascia?" "Il signore della montagna mi aveva davvero catturato" rispose il boscaiolo prosternandosi. che Porcellino ascoltava digrignando i denti e battendo intorno rastrellate. "Il leopardo maculato può divorare una tigre" commentò Scimmiotto. dove madre e figlio. il reverendo non poté fare a meno di sorridere: "Suppongo che questa danza l'abbia inventata per esprimere la gioia di trovarmi vivo. né anice. nuovi dubbi: "Non mi piace lasciarmi alle spalle un grosso pericolo." "Portami anche quelli. che incominciarono a sbadigliare e in breve caddero a terra addormentati. "Meno male che lo abbiamo abbattuto: chissà quante altre vittime avrebbe colpito." Il boscaiolo li guidò in cerca di bambù spezzati. Ammucchiarono nella grotta tutta quella legna e le diedero fuoco." Balzò nella sala e cambiò idea: "Non sta bene rompere la testa di uno che dorme. prepararono alla svelta un pasto di magro. Con le corde che erano servite per Tripitaka e per il boscaiolo. né pepe.

gli affari Vanno a rovescio. "non perdete tempo in chiacchiere. Quando il governatore vide il monaco cinese si prosternò in mezzo alla strada. Il presente appello viene promulgato nella speranza che i saggi d'ogni dove verranno a invocare la pioggia salvatrice. Nella città il timore della legge ancora incita gli infelici a pignorare le proprie cose pur di conservarsi in vita. prego. "e si chiama Fengxian. giunse da est un ammasso di nuvole scure che scesero al suolo nella corte. Tripitaka prese energicamente il controllo della situazione. perciò ti ho chiamato per chiederti aiuto. abbiamo incontrato quattro bonzi che si dicono inviati in cerca di scritture dai grandi Tang. Una bambina di dieci anni si scambia per tre pinte di riso. invitò Scimmiotto a sedersi al posto d'onore. una gioia fra mille!" Lui stava pregando davanti a due bastoncini d'incenso.CAPITOLO 87 IL GOVERNATORE CHE AVEVA LITIGATO CON LA MOGLIE NEL GOVERNATORATO DI FENGXIAN. senza far caso a quanto erano brutti i suoi discepoli." "Discepoli" li interruppe Tripitaka. Porcellino aveva una fame da tigre digiuna. Il paese in cui ci troviamo soffre di siccità da molti anni. Se non lo sappiamo fare. non appena mi avete convocato. dissecca i pozzi ed esaurisce le sorgenti. Per tutti. il rude Porcellino gridò: "Fate passare!" Gli uomini li guardarono e furono presi dalla paura: "Un mostro. Chi sia in grado di provocare la pioggia ha il dovere di soccorrere questo povero popolo: sarebbe un atto di misericordia senza uguali. si inchinò profondamente e disse: "Maestro. I ricchi sono ridotti alla pura sussistenza. "Il mio nome è Direttore. cavallo e palanchino. in cui si leggeva: Con il presente appello il governatore Direttore del Governatorato di Fengxian. amante del popolo. e non so dire a quale distanza si trovi dal confine. Sono tre anni interi che non piove. All'ingresso del mercato incontrarono parecchie persone con l'abito blu dei servitori. la fascina di legna cinque once d'argento. si tenevano sotto i portici ed erano evidentemente guardie della città. allontanandosi dalle pendici dei Monti Spandinebbia. per riempire continuamente ciotole di zuppa e piatti di riso che si vuotavano in un baleno. Visto che siete tanto . mi servirete da assistenti. Spero che. lo sapremo quando arriveremo. grande santo. Alla fine Tripitaka porse i suoi ringraziamenti e chiese: "Vostra grandezza. da quanto tempo dura la siccità?" "Il governatorato che comando Appartiene al paese delle Indie. verso la fine(10). se ci accordate questa dimostrazione della vostra compassione. Che cosa ci sarebbe di speciale?" Due guardie corsero difilato ad annunciare al governatore: "Vostra signoria. "Voi due venite con me. e chi rimane è una candela Esposta al vento. Scimmiotto si incuriosì di un particolare: "Scusate. Per raggiungerlo bisogna arrivare in India. affrettarono il passo sulla strada maestra. "Io son capace di invertire il corso dei fiumi e di vuotare l'acqua dei mari. e il governatore fece servire il tè e un pasto di magro. Potremmo recarci in un tempio o in un monastero?" "Seguitemi nel mio umile yamen." Il governatore si aggiustò l'abito e corse subito al mercato. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka "vedi le mura e i fossati? Non saremo per caso arrivati?" "No di certo!" esclamò Scimmiotto. e come sapete. I servitori ne furono terrorizzati. "Eccolo qua. Ma il dipartimento della pioggia non può muoversi senza ordini superiori. fratello?" domandò Sabbioso." Porcellino e Sabbioso lo seguirono in fondo alla sala. nonostante la grande estensione del territorio del governatorato e le risorse del governo e della popolazione. ma nelle campagne non si contano i saccheggi e gli episodi di antropofagia che turbano l'ordine pubblico. SCIMMIOTTO INCITA AL BENE ED OTTIENE IL DONO DI ACQUAZZONI BENEDETTI. prosciuga fiumi e canali. hanno affermato di essere in grado di far cadere tutta la pioggia che ci serve." "Far piovere è facile" disse Scimmiotto. detto anche Gioia Assoluta. gettare il cielo in fondo al pozzo con un calcio. Poiché la gente ingombrava il passaggio e non dava segno di farsi da parte. Tale servizio meriterà grandi ricompense. sono l'umile ufficiale che esercita la funzione di governatore a Fengxian. in ricompensa Daremo pezzi d'oro e gratitudine. Si udì annunciare: "Arriva il governatore!" La folla si aprì. "Il luogo in cui risiede il Buddha. non è una città. e scusami se ti ho fatto venire da tanto lontano. i figli maschi vengono abbandonati a chi li voglia. Nove focolari Su dieci son ridotti senza mezzi. Degli abitanti due terzi son morti Di fame. Siamo corsi a informarvi. Come potrei avere la temerità di procedere senza le prescritte autorizzazioni?" "Passando di qua abbiamo constatato che la popolazione soffre molto. Il re drago del mare orientale. rinunciò a scorta. Faticarono per un bel pezzo." "Il luogo dove vi trovate è un governatorato esterno dell'India" rispose una delle guardie. mentre il governatore pregava e bruciava incenso e Tripitaka. perché invochino la pioggia e salvino la popolazione. che il mio potere di provocare la pioggia è al servizio del cielo di Sopra. mentre mi occupo dei vostri affari?" "Che cosa conti di fare. mentre convoco il drago per chiedergli la pioggia." Le guardie srotolarono il foglio. Ma l'amore per la virtù e il perseguimento dei meriti possono ottenervi fior di acquazzoni. "Fratello" intervenne Porcellino. finché la fame si quietò. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. rende incolti i terreni dell'esercito. guardate!" Qualcuno si sentì male. Stavamo pulendo il muro sotto il portico. Posso importunarvi lasciandovi in custodia il mio maestro. i granai sono vuoti. Noi abbiamo appunto l'incarico di affiggere un appello del governatore ai maestri della legge. I quattro pellegrini. Noi offriamo mille pezzi d'oro e la nostra riconoscenza. Le guardie si fecero avanti (ma tremavano anche loro) e chiesero da dove venissero. ci saprete soccorrere con i vostri divini meriti. "si vede che da piccolo marinavi la scuola. invita ogni maestro illuminato a celebrare una grande cerimonia di implorazione della pioggia in conformità della Legge del Buddha. che era un funzionario integro e saggio. avete un direttore per governatore?" "Direttore è il suo cognome. Adesso non cercare scappatoie. Letto l'avviso." "Dev'essere un cognome non comune" commentò Scimmiotto ridacchiando. del grande paese dell'India. dove dobbiamo incollarlo. Lo staio di grano costa cento pezzi d'oro. acchiappare la luna. recitava sutra. DOVE IL CIELO OFFESO NEGA LA PIOGGIA. Questo che vediamo ha l'aria di essere il capoluogo di un governatorato. maestro." I pellegrini lo seguirono con cavallo e bagagli. non oserò mai più offendere la virtù." "Mostrateci l'appello" propose Scimmiotto. ripartiamo senza compromettere il nostro viaggio. La strada che seguiamo passa dalla vostra nobile contrada. sputar nebbia e soffiar nuvole. alcuni di loro. con cappello e cintura." "Non oserei mai. È una vera fortuna Che al mio appello rispondan veri monaci. "Di quale gioia si tratta?" "Mentre affiggevamo il vostro appello. andavano e venivano svelti come una lanterna girevole. i poveri muoiono di fame. Giunti alla residenza si fecero le presentazioni. Non appena Scimmiotto ebbe pronunciato le autentiche parole e recitato l'incantesimo." "Basta con le chiacchiere. Dopo vari giorni di viaggio videro una città." Scimmiotto rise: "In cambio di oro non avrete una goccia. perché temeva che i discepoli provocassero guai con i loro modi. Il paese è afflitto da una siccità che dura da molti anni. una siccità che perdura da molti anni ha ridotto all'abbandono le coltivazioni private. grandi e piccoli. Reverendo. Tripitaka smontò da cavallo per superare la tripla serie di porte." Il governatore. assunse forma umana e uscì dalle nuvole per inchinarsi davanti a Scimmiotto e chiedere: "Grande santo. nella vostra grande compassione. Ci siamo permessi di entrare in città a cercare un alloggio per la notte: vogliate scusarci se siamo invadenti. congedatisi dal boscaiolo. le torri e le terrazze sono sparsi e non formano un agglomerato: così è fatto il Monastero del Colpo di Tuono sul Monte degli Avvoltoi. perché lo tieni all'asciutto?" "Non dimenticate. Non cresce nulla. spostare montagne. allo scopo di riuscire più obbligante con la sollecitudine e la cortesia. è un luogo puro e pulito. Del resto vedete che sono venuto subito. occorre l'intervento di diversi uffici e operatori. Ciò considerando che. seduto su un cuscino. Alzatevi. mi avete convocato: che cosa posso fare al vostro servizio?" "Alzati." Giunti alle mura. Aoguang. "L'umile monaco che sono è inviato da sua maestà dei grandi Tang dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono. Il cognome è registrato nel Classico dei patronimici. in India. convocar venti e tempeste: questi erano i miei giochi da piccolo. posso muovere le stelle fisse e convocare le costellazioni." Tripitaka rese il saluto e rispose: "Questo non è il posto più adatto per discutere. Basta un dito di pioggia. Si resero conto che in città mancava ogni animazione: le strade erano deserte. di cui ignoriamo il nome. ho appena bruciato incenso e fatto il bagno rituale per venirvi a implorare di salvare la popolazione con le vostre preghiere." "Fateci dare un'occhiata. e questa non sarà vana promessa per chi ascolti il nostro appello. Dovete pensare piuttosto a un'area montuosa in cui gli edifici. che significa 'Immortale delle Fenici'.

Il governatore fu invaso da sconfinato rispetto. Non so se sia permesso far piovere da quelle parti. Prese da parte il governatore e gli disse: "È tutta colpa vostra: tre anni fa. fummo testimoni della malvagità di quell'uomo: gettava ai cani le offerte dedicate al Cielo e bestemmiava in modo tremendo. Mi sono rivolto al re drago. e ha condannato il paese a restare senz'acqua finché quegli oggetti non siano distrutti. e non so spiegarmi come sia potuto accadere. che non è una donna saggia. Il messaggero delle suppliche ha già portato all'Imperatore di Giada un gran pacco di documenti che provano la conversione avvenuta." "Non dire sciocchezze." "La pioggia è vietata in quella regione" risposero i precettori. a un cavalletto di ferro." "Proprio quel giorno l'Imperatore di Giada faceva il suo giro di ispezione nel mondo di Sotto. bestione! Sono decreti del cielo di Sopra: là non fanno entrare uno come te. "Mi pare che il governatore ce la stia mettendo tutta. non perdete l'ottimismo. facevamo un giro d'ispezione nei diecimila cieli e nei tre mondi. grande santo?" "Quasi ci siamo: abbiamo raggiunto la frontiera dell'India e ci troviamo in un governatorato che si chiama Fengxian. Poi romperò il catenaccio. ciò in tutta la città." Il governatore batté la fronte a terra e giurò di rifugiarsi nel Buddha. leccata tutta la farina e fuso il catenaccio. vediamo se sono ancora capace di combinare qualcosa. dove siamo giunti con il mio maestro." "Se vi pentite e vi volgete al bene. potrò fare qualcosa per voi. che si è trovato a passare dal governatorato indiano di Fengxian. "Qual buon vento vi porta. Convocò subito preti e monaci. "Io salgo un momento in Cielo e torno subito. facciamolo entrare" intervenne Xu Jingyang. fratello?" chiese Porcellino. con la barra grossa come un dito. dove lo accolse il re Difesa del Regno con i suoi soldati e giganti: "Sei venuto a capo della tua impresa di cercar scritture." Ma il re celeste disse: "Grande santo.incline alle opere buone. "Ha fatto mettere nella Sala dei Profumi Avvolgenti un monte di riso alto dieci tese e uno di farina alto venti tese: un pollo becca il riso e un cagnolino lecca la farina. "La strada è un'altra" spiegò Scimmiotto." "Durante il rito mi accapigliai con mia moglie. sotto il catenaccio ardeva una lampada." "Badate voi al maestro" raccomandò Scimmiotto a Porcellino e Sabbioso. Tutti insieme lo introdussero nella Sala delle Nuvole Misteriose e annunciarono: "Vostra maestà. in modo che possiamo riprendere il viaggio. sotto la quale arde una lampada. L'Imperatore di Giada ha fatto allestire un monte di riso. e si accusava dei suoi peccati. il re celeste gli chiese: "Ancora qui?" "Quel governatore si è convertito. non occorre che tu chieda un'altra udienza all'Imperatore di Giada. il cancelliere addetto alle Rettifiche dei Registri e l'ispettore della Incorruttibilità. di qualunque strato sociale. mi hanno spiegato che sarebbe stato sufficiente ricondurre al bene il governatore e i suoi: perché il Cielo deve ascoltare la gente per bene. e io farò cadere la quantità di pioggia decretata." Quest'ultimo si aggiustò la veste e scese giù dalle sue nubi di cinabro con le nove fenici. I precettori risero e gli dissero: "Grande santo." "Non è difficile" rise Porcellino. il 25 della dodicesima luna. Ma i precettori mi hanno suggerito di provare a riportare al bene il governatore. durante una cerimonia che durò tre giorni furono scritte e inviate in cielo infinite suppliche. Perciò mi sono permesso di venir qui direttamente. e uscì vergognoso e scoraggiato. Per risolvere le difficoltà basterebbe commuovere il Cielo con una buona azione." Ciò detto scomparve. È venuto a sollecitare un decreto di pioggia per quel paese. "Portami con te: mi trasformerò in qualche modo e mi ci vorrà poco a ingoiare il riso e la farina." Scimmiotto ci rimase male. Intanto Scimmiotto. che gli chiesero: "Quali affari vi portano da noi. spero che mi farete sapere di più sulle misure prese lassù nei miei confronti. che non aveva scelta. e fece rizzare un altare. Allora le montagne si dissolverebbero e il catenaccio si spezzerebbe. Egli si complimentò con il grande santo: "Il merito di queste buone intenzioni è tutto dei vostri incitamenti al bene. il pollo dovrà beccare tutto il riso. "Porta a buon fine la tua incombenza. un cagnolino giallo leccava la farina. il re celeste non osò trattenerlo. Il ritorno al bene è avvenuto. Avvisi urgenti diffusero a tutte le famiglie. Torno dall'Imperatore di Giada per supplicarlo di nuovo. "Lascia perdere. e i precettori celesti mi hanno mostrato il monte di riso e tutto il resto. il 25 del dodicesimo mese." Scimmiotto fu accompagnato nella Sala dei Profumi. e ha visto e sentito tutto. avete offeso il cielo e la terra. su al nono cielo. "Ricordo benissimo: tre anni fa. nella Legge e nella Comunità." Ritornato nel mondo di Sotto e nello yamen. grande santo?" "Avrei bisogno di vedere per affari il Venerabile celeste. se vi impegnate senza indugio a leggere sutra e pregare il Buddha." "So tutto. Un galletto non più grosso di un pugno becchettava il riso." "Se le cose stanno così. e io chiamai i cani perché facessero piazza pulita." Il governatore si prosternò e supplicò con voce implorante: "Sono pronto a ubbidire alle vostre istruzioni. grande santo. bisogna che lassù sia beccato tutto il riso. io non potrò far niente. e qui pioverà a catinelle. da parte sua uscì dal diagramma dell'Orsa Maggiore per andare a informare Tripitaka." "Non è un caso se sono rimasti all'asciutto. c'è qui Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Mentre passavamo dal suo paese. Il cibo si sparse per terra. Poiché mi onorate del vostro aiuto. Sulla sinistra. l'imperatore non vuole promulgare il decreto. un pensiero di bontà e di compassione. Mi arrabbiai tanto che rovesciai il tavolo delle offerte e urlai quello che mi veniva in mente. con una capriola nelle nuvole. Ma se non cambiate. si arrese e lasciò ripartire il drago." Scimmiotto non conosceva i fatti e insisté per ottenere l'udienza. Quando avrai tuoni e fulmini." "Vengo con te. maestro. Tripitaka partecipava alla cerimonia leggendo sutra. Scimmiotto si rivolse a Porcellino e Sabbioso: "Badate voi al maestro. C'è poi un cavalletto di ferro che regge un catenaccio d'oro con la barra grossa un dito. "L'affare per cui mi sono permesso di disturbarvi nel vostro stimato ministero è una richiesta di pioggia per il paese di Fengxian. mi ha incaricato di invocare la pioggia per il suo paese. Allora i funzionari daranno via libera ai draghi." "Conoscerai l'espressione popolare: una faccia tosta come quella della mosca nella ragnatela" rispose beffardo Ge Xianweng. Occorre acqua." "Sbrigati" concluse Sabbioso. Ho sentito raccontare che il governatore di quel paese aveva offeso cielo e terra con la sua condotta. io faccio un'altra scappata lassù. È un posto in cui non piove da tre anni." Scimmiotto seguì il consiglio e salì al nono cielo. il cagnolino leccare tutta la farina e la fiammella fondere la barra. Se l'è legata al dito e ha fatto allestire tre cose per non dimenticare. metto . bruciando bastoncini d'incenso." "Quali cose. la pioggia sarà assicurata." Il colpevole si prosternò: "Come sapete ciò che è accaduto tre anni fa?" "Rispondete a me: è vero che gettaste ai cani le offerte dedicate al Cielo? Vuotate il sacco. Puoi andare direttamente all'ufficio di Risposta al Primordiale. era giunto alla porta ovest del Cielo." "Dove porti le carte?" "Nella Sala della Penetrante Chiarezza." Quando Scimmiotto giunse alla porta del Cielo. Ma non avevo idea che il Cielo si fosse offeso al punto da infierire su tutto il paese. Alla porta. Provate a ricondurre quell'uomo al bene: se ci riuscite. Per conto suo fece diffondere l'ordine urgente di esporre in ogni casa le tavolette del re drago. di collocare davanti a ogni porta una giara d'acqua pura con rami di salice e d'onorare il Cielo bruciando incenso. un monte di farina e un gran catenaccio d'oro. quella gente ha pregato tanto che ancora mi ronzano le orecchie. magari di mettere in pericolo la vostra vita. i precettori celesti mi hanno detto che può bastare un'opera buona per risolvere il problema. Fu allora che feci allestire quelle tre cose nella Sala dei Profumi Avvolgenti. "Che cosa significa?" chiese Scimmiotto che continuava a non capirci niente. l'ordine di bruciare incenso e di pregare il Buddha. nei viali e nei vicoli. Me ne ha parlato ieri l'Imperatore di Giada. "Ma guardati dal mentire. Volevo sollecitare l'assistenza dei vostri addetti al tuono. dove vide un monte di riso alto una diecina di tese e uno di farina alto venti tese. Perché qui piova. "Tutto come dicevi tu. fratello?" si intromise Porcellino." "C'è tutta una storia sul governatore di Fengxian. Invocava Cielo e Terra. e al Cielo potrebbe venire in mente di far peggio. e chiedere che ti assegnino le divinità del tuono. quelle cose devono essere distrutte. I quattro precettori risposero: "Perché quel tizio che ha offeso il cielo riceva pioggia. Quando si udì salire da tutta la città il brusio ininterrotto delle preghiere." Scimmiotto." "Che cosa vuoi fare." "E allora come faremo?" si inquietò Tripitaka. la cui fiamma lambiva la barra. Davanti alla Sala della Penetrante Chiarezza incontrò i quattro grandi precettori celesti. che è afflitto da una tremenda siccità. Il governatore restò di sale: "Dov'è andato a finire il reverendo?" "Ha fatto un salto in Cielo" lo informò Porcellino ridendo." Proprio in quel momento giunse il messaggero che recava testi taoisti e rescritti buddisti compilati a Fengxian come suppliche. perché i precettori celesti le sottopongano all'attenzione dell'imperatore di Giada. Scimmiotto si trovò circondato dalla folla dei funzionari che chiedevano notizie. "Fai quello che occorre" gli disse il monaco cinese. era appeso un catenaccio d'oro alto un piede e tre o quattro pollici. In seguito mi dispiacque molto di avere perduto le staffe in quel modo. Fatele vedere a Consapevole del Vuoto: se vuole il decreto." Scimmiotto se lo tenne per detto e ripartì senza nemmeno congedarsi dall'imperatore. per sollecitare l'autorizzazione a far piovere. Quando mi hanno visto scoraggiato. si potrebbe fare così: io torno a casa a predisporre i miei collaboratori e voi vi prendete la pena di presentarvi a rapporto lassù. Il governatore in persona guidava i fedeli nella preghiera. fatemi vedere sua maestà. Altrimenti faccia il piacere di occuparsi dei fatti suoi. ma non osa muoversi senza carta bollata: perciò sono venuto a pregare l'Imperatore di Giada di promulgare un editto. grande santo?" "Il governatore di Fengxian. dove incontrò il delegato allo sportello del Tuono." "Dunque sarebbe per quel tale Direttore" rispose l'imperatore. la fortuna ritornerà spontaneamente. e la popolazione soffre molto. nelle case dei grandi dignitari e in quelle del popolo minuto. "Al momento di venir via. "Vietata o no. il re Difesa del Regno gli chiese come era andata.

La sera stessa mise all'opera molte persone per preparare il banchetto e per edificare il santuario. i quattro dipartimenti sono quelli della pioggia. I fulmini sono serpenti d'oro. dove predispose le proprie operazioni. gli alberi secchi riprendono vita. che tutti lodarono. Quando vi avranno visto in faccia. alla tal ora. gli dèi delle mura e dei fossati." "Che bel . il guerriero del tuono che inarca il suo corpo gigantesco." Fu subito diffuso un nuovo invito urgente alla popolazione. Porcellino e Sabbioso accanto a sé. chi agitava i rami di salice. I mercanti ritrovano la gioia del commercio. i contadini il gusto dell'aratura. inchinandosi a ogni passo. mille speranze esaudite. Le nubi si dissiparono. Brontola il temporale. Il governatore li invitò a ispezionare il cantiere. Come tutti sanno. Scimmiotto risalì da loro per salutarli e disse: "Grazie del disturbo che vi siete preso. quando giunse una tal folla di divinità da riempire tutto il cielo." Le divinità promisero e se ne tornarono ai rispettivi dipartimenti. solo se vi mostrate potete contare sulla loro vera fede e su un culto durevole e convinto. Al festino del primo giorno seguì un banchetto il giorno successivo. Xin. e un altro ai complimenti e ringraziamenti d'uso. delle nuvole e della pioggia. spinti dalla gratitudine e dai miei ordini. il grande santo propose: "Ora che il caso è risolto e il popolo in pace. "Sono edifici enormi! Come avete fatto a erigerli in così poco tempo?" "Molti operai ci hanno lavorato giorno e notte. "Voi avete compiuto un atto d'incommensurabile bontà. Come potete parlare di ripartire?" "Non voglio certo contestare il fondamento delle parole di vostra grandezza" rispose Tripitaka. Mare liscio e fiumi limpidi sono pegno di pace universale. che si mobilitarono immediatamente per coordinare l'esecuzione e sostenere il prestigio degli dèi nel mondo di Sotto. La gente. boati come se sprofondassero le montagne. del tuono." Un ufficiale incaricato della sorveglianza della Sala dei Profumi Avvolgenti riferì: "Le montagne di riso e di farina sono scomparse. recati dal messaggero delle suppliche. il ritorno della fede. I quattro precettori trasmisero il decreto agli uffici competenti. Il popolo vive contento." La compagnia partì immediatamente e giunse ben presto nei cieli della regione di Fengxian. azionino il tuono. recando vento ogni cinque giorni e pioggia ogni dieci. l'acqua cade a rovesci. dichiarò: "Vedo che questa gente è piena di buoni pensieri. Dovreste aprire un varco in mezzo a tutte queste nuvole e farvi vedere di sotto. rendono omaggio al Buddha e onorano il Cielo. il tuono è il chiasso di un'incredibile quantità di insetti." Gli dèi si tennero a mezz'aria. Torna sulla terra L'età dell'oro e il raccolto abbondante. Crepe di fiamma che illuminano tutto il cielo. aspettate un momento con i vostri arnesi: vado a cercare il governatore perché vi presenti i suoi ringraziamenti." L'Imperatore di Giada si rallegrò e promulgò il seguente decreto: I dipartimenti del vento. che dichiararono unanimi: "Il governatore e la popolazione della città si sono convertiti al bene. spruzza le finestre. mentre i fedeli continuavano a genuflettersi e prosternarsi. che il monaco cinese fu invitato a presiedere. Il drago ha il volto celeste con le barbe d'argento. i meandri dei torrenti si congiungono da nord a sud. Ora grano e miglio prosperano. Il male d'altri tempi si è dissolto Coi tre tesori. I fulmini rigavano lo spazio e il tuono rimbombava. che la gente del posto vi assicurerà con fede sincera nei momenti stabiliti. con la faccina di giada e il berrettuccio d'oro. I canali sono in piena da est a ovest. È il caso di dirlo: un pensiero rivolto al Cielo. Giganteschi fuochi fatui. al massimo un paio di giorni. I germogli si gonfiano. Il governatore lo venne a ringraziare. Si vedevano dunque: il re drago che rivela la sua immagine. vostra signoria!" gridò inchinandosi. nera e densa caligine: il carro del tuono rotola fragoroso. Acquisteremo un terreno perché le vostre signorie ci fondino un monastero. L'indomani fu dedicato a un sontuoso festino. Quando furono caduti tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. Ed è l'effetto D'un pensiero. Se non fossero pagati Bene e male. soldati e gente comune si inginocchiavano davanti all'insolito spettacolo. quando l'Imperatore di Giada vide gli incartamenti dei preti taoisti e dei monaci buddisti. "Non ringraziate me" disse Scimmiotto. "Ma devo ricordarle che siamo in viaggio per l'Ovest. Se ne stanno sulle nuvole azzurre come sopra un altare da cerimonia. Chi si metteva un bruciaprofumi sulla testa. su monti e fiumi oscurati per mille leghe si rovescia la pioggia e inzuppa la campagna. i quali avevano già ordinato alla signora Fulmine di mettersi al lavoro. il catenaccio d'oro si è rotto. Gli dèi si pavoneggiarono per due ore buone. Ma Scimmiotto gridò con voce tonante: "Divinità dei quattro dipartimenti. delle nuvole e del vento. Non possiamo ritardare troppo il nostro cammino. In città e nei sobborghi. I loro cuori saranno puri e rivolti al bene. montagne e fiumi tremano per mille leghe." Ma si fece avanti il governatore: "Che cosa dite mai. Scimmiotto si trovava in compagnia di Deng." Il governatore non voleva saperne." "Siete proprio un saggio governatore. mentre l'acqua ruscella nei sei viali e nei tre mercati. Scimmiotto suggerì al maestro di dargli un nome. Infatti. le divinità riposero l'attrezzatura. il governatore e i suoi ufficiali li servirono a suon di musica. "Ho trattenuto per voi le divinità dei quattro dipartimenti: fareste bene a convocare più gente per esprimere la vostra gratitudine. Zhang e Tao. il raccolto sarà abbondante. crescono i fagioli negli orti intorno ai villaggi. Il vento soffiava ammassando le nuvole. con Scimmiotto. non soddisferei la decimillesima parte del debito che abbiamo tutti verso di voi. l'universo Ne resterebbe sconvolto. mentre Scimmiotto ritornava a terra. spargano le nuvole e versino tre piedi e quarantadue gocce di pioggia. Mi sono permesso di farvi preparare un modesto banchetto per testimoniare la nostra gratitudine. Il ragazzo delle nuvole è molto carino. andate a vedere a che punto sono quelle tre cose. crede a ciò che vede. ufficiali. L'imponente generale Tuono ha una gran bocca con gli angoli rivolti all'ingiù. e presto piovve a dirotto. il ragazzo delle nuvole che fa capolino e il conte del vento che si degna di comparire. Ritornato da Tripitaka. a tratti illuminato dai fulmini. scuotimenti che fanno barcollare la terra. cari miei. Alla fine passarono quindici giorni. il ciambellano di servizio introdusse il tudi. La gente se ne sta chiusa dentro casa. ora potete ritornare in ufficio. Quando brilla la riga rossa.subito a vostra disposizione Deng. Zhang e Tao. tutti ripetevano: "Namo Amitâbha Buddha! Namo Amitâbha Buddha!" Queste grida di buoni pensieri commuovevano il cielo di Sopra. davanti alla tavoletta su cui incideremo i vostri nomi. Fu una bella festa. e tutti videro gli dèi in gloria nella loro vera forma. A voi si chiede di dare una mano. Poi si dedicò un giorno a una funzione religiosa di resa di grazie. che unisce alla virtù la competenza" disse sorridendo Scimmiotto. insieme alla Madre del Fulmine. Penserò io a organizzare offerte e ringraziamenti. Grazie all'iniziativa del grande santo. ritorneranno più volentieri a farvi visita e recar pioggia. possiamo chiudere le valigie e ripartire. costruiremo un santuario per rendervi fin da vivi il culto delle quattro stagioni. Nel corso dell'intera giornata. se la pioggia cade al momento giusto. Il conte del vento sbarra gli occhi tondi sotto le sopracciglia cespugliose. il dio del suolo e diverse altre divinità locali. Perciò vi supplichiamo di manifestare la vostra compassione e di far cadere la pioggia. come dice il vecchio poema: Dell'uomo non c'è pensiero Che sfugga alla terra e al cielo. "Lo chiameremo" disse Tripitaka "Monastero del Buon Soccorso di Lunga e Dolce Pioggia. Erano giusto tre anni che a Fengxian non si udiva un tuono. I lavori del monastero e del santuario per il culto ai pellegrini erano già molto avanzati. batte sulle tettoie. Ora la gente di Fengxian sa in quali dèi credere. Venite a vedere da vicino. in conformità del presente ordine. Che bellezza! Spesse e pesanti nubi. Xin." Da parte sua. perché pregasse il Cielo e bruciasse incenso. perché oggi hanno visto i guerrieri del Cielo. si rechino nel governatorato di Fengxian e oggi stesso. Anche se me li incidessi nel cuore. non manca all'appello una sola famiglia. Il monastero aveva sale e padiglioni imponenti e un magnifico portale d'ingresso. Nei campi fioriscono frumento e canapa. lo dicono anche i versi: Dolce la pioggia dopo lungo tempo Di siccità! Tornano ad animarsi I canali e i mercati. brucia bastoncini d'incenso e si distoglie dalle male azioni.

superarono la porta della città e si inoltrarono per i larghi viali affollati. secondo l'appetito. Concede il grande santo le sue grazie a ciascuno. per incontrare il Buddha. animati da un'intensa attività commerciale. Sabbioso cercava di nascondere la faccia." L'ufficiale non trovò nella strada nessun eminente discepolo. Scompare il rigoglio della vegetazione. Entro nella residenza per far vistare il passaporto." Tripitaka lo ringraziò. Durante il viaggio l'inverno è ritornato quattordici volte. tenendo il maestro per mano. con fanfara e bandiere spiegate." Sabbioso portò i bagagli dentro l'albergo. Ti sembra di abitare a Chang'an la divina: Persino cani e gatti litigan come in Cina. C'erano anche il tempio del dio del Tuono. che inoltrò la sua richiesta di udienza. essi vollero aiutarlo a risalire a cavallo. "In famiglia. MANIFESTA LA POTENZA DELLA LEGGE. ve lo farò sapere. tu ci provi gusto. né tanto meno metterli alla porta. cercavano rifugio nelle porte. Non sono riuscito a tenere il conto di tutte le prove che ho dovuto superare prima di giungere nel vostro bel paese. Se lo andrete a trovare. con l'abito leggero stretto alla vita da una striscia di stoffa a uso di cintura. appeso. qualcuno scivolava e cadeva." Porcellino non osò replicare. Una folla di monaci. Nel caso che il principe ci invitasse a pranzo. Riferisce il racconto che. che doma scimmie e maiali. Fuman mille comignoli nelle sue lunghe vie. in corpo e deputazione. E SCIMMIA DELLO SPIRITO E MADRE DEL LEGNO ACCETTANO DISCEPOLI. Diavoli e mostri a migliaia. Profumano le felci. vi riceverà di sicuro con rispetto. "ecco un'altra città. lessato o cotto sotto la cenere. Ecco perché questo è detto il paese della gioia assoluta. Le foglie rosse volano nel vento. lo ricevette subito. Dopo lungo cammino i quattro pellegrini videro nuovamente levarsi all'orizzonte la massa scura di una cinta muraria. il gallo di campagna celebra cantando la raccolta dei fagioli. GIUNTO A YUHUA. ignora la paura. e della sua compassione che copre la terra intera. ma uno dei suoi suggerì: . "Tante volte. "Bestia!" gridò Scimmiotto. che attraversiamo un ponte. che era effettivamente un saggio. ritornò verso i discepoli per riferire le notizie. "Chiedete se si può acquistare foraggio per il cavallo. reverendo?" "L'umile monaco che sono è mandato dalla corte dei Tang a salutare il Buddha nel Monastero del Colpo di Tuono. Avreste la bontà di farcelo sapere. La città era grande e bisognò camminare a lungo per giungere alla residenza del principe. invece. Il tempo correva veloce come la spola. Non oso accettare. e li guardarono allontanarsi con le lacrime agli occhi. Tripitaka lo salutò tenendosi a rispettosa distanza. Perciò si sedettero dove vollero." Proseguirono dunque a piedi attraverso i sobborghi. L'oca selvatica si rifugia nel casolare abbandonato. Se poi non sapete quanto tempo occorse. irritato. tutti esclamavano: "Di monaci eminenti. La pusa Guanyin disse una volta che la mia meta era lontana cento ottomila li. con una smorfia si assestò i bagagli sulla spalla e seguì ansimando gli altri. esaminò incuriosito i sigilli e le scritte di tanti strani paesi." "Si capisce" fece coro Sabbioso. Il santuario dei pellegrini era stato eretto a sinistra della sala grande. fiancheggiati da taverne e da case di piacere. che affrettavano il passo. e aggiunse la propria firma con evidente piacere. che cosa ti costava lasciarmici stare per sei mesi? Là prendevo bei pasti regolari. sappiate che la nostra umile regione è una provincia dell'impero dell'India. si assottiglia il mantello delle montagne. è un membro della famiglia reale. ma questa pioggia ha salvato diecine o centinaia di migliaia di vite umane. lo posò sul tavolo e chiese: "Reverendo. A me sa solo pestare i piedi. Intanto il maestro si era presentato all'ufficiale di servizio. Tutti gli ufficiali. non vi preoccupate" assicurò Scimmiotto." Sentì che un moggio di riso costava quattro decimi di oncia d'argento. Bada a dove metti i piedi. Tripitaka pensava: "Ho tanto sentito parlare di questi paesi barbari dell'Ovest: tutto sommato sono uguali alla Cina. Tripitaka smontò da cavallo e lo salutò a mani giunte." Il bestione abbassò il grugno. "Come volete che lo sappia? Quando arriveremo. ma continuò a ridacchiare fra sé. calzato di sandali di fibre di palma. Quando il vecchio si fu allontanato. Piantala e cammina. ma essi non accettarono un soldo. che fretta c'era di scappar via?" "La solita bestia" brontolò Scimmiotto. fu una gara per fornir loro il viatico. e poi ce ne andremo. Dopo il ponte sospeso. Quando la gente apprese che non sarebbero rimasti più a lungo. dopo questa partenza. "Consapevole del Vuoto" disse il reverendo indicandola con il frustino. Per lingua e aspetto. "A Bhiksu furono salvati mille centoundici bambini. li vollero scortare per più di trenta li. avete attraversato molte contrade. finì per alzare il grugno e dire: "Quando mai un bonzo riuscirebbe a sottomettere il re dei maiali?" La gente si sbandò dallo spavento. esci a cercare i discepoli del reverendo e invita a pranzo anche loro. e il principe. A vedermi legato. Come si chiamerà?" "Non abbiamo mai viaggiato da queste parti" rispose Scimmiotto. e follie. come dicono i versi: Dietro mura di ferro la città sta sicura: Fra l'acque e la montagna. Il vecchio si fermò e rese il saluto: "Da dove venite. è una disgrazia. "Non provochiamo incidenti!" Porcellino camminava a testa bassa. Che distanza c'è da qui al paese dei grandi Tang?" "Non saprei con precisione." "Dobbiamo restare qui in piedi?" domandò Porcellino." Porcellino. Il signore della città. Nel crepuscolo risplende la fredda acqua del lago davanti alle case dai comignoli fumanti. Andate a sedervi là dentro" rispose Tripitaka. ogni anno vi si dovevano recare le offerte delle quattro stagioni. "Discepoli" disse Tripitaka. presto ritornò l'autunno. e ama il popolo. cui erano state inviate placche dorate per invitarli a intervenire. e anche allora non si risolvevano a lasciarli andare. Quando Tripitaka gli presentò il passaporto. Era la grande capitale di una regione importante. I monaci divini lasciano il Buon Soccorso. cioè 'Splendore di Giada'. "Ci penso io. Poi ripiegò il documento. "Non hai visto l'insegna? 'Albergo per i visitatori'. quello del re drago e così via: uno per ciascuna delle divinità che avevano portato soccorso. Ma non avevamo mai visto un bonzo come questo. il frutto del mandarino è ancora verde. Intorno alla piazza c'erano anche gli uffici amministrativi. "Pensi solo a riempirti la pancia. ma l'arancia già si colora di giallo. sono seguite da chiare mattine gelate. Vediamo una città di cui ignoriamo il nome. questa buona azione è ancora più meritoria del salvataggio dei bambini del regno di Bhiksu. lo chiederemo ai suoi abitanti. Erano tanto brutti che il personale di servizio non osò avvicinarsi. Le taverne si sprecano: Gran tavole imbandite. il monaco cinese sul suo cavallo si rivolse al Novizio: "Saggio discepolo. dopo aver preso lietamente congedo dal governatore. Dopo tutta la compassione che hai riversato su un milione di persone nel governatorato di Fengxian. prudenza!" diceva Tripitaka. e l'olio di sesamo otto millesimi la libbra. in cui la luna bianca si affaccia alle finestre. È un principe saggio: rispetta il buddismo e il taoismo. Le limpide notti. "Ciambellano." "Non me ne parlate. ma il principe lo fece salire accanto a sé e lo invitò a sedere." "È la bontà in persona. questo lo convinse di essere giunto nel paese di Bengodi. Mi meraviglio anch'io della potenza magica del nostro condiscepolo anziano. e il merito è tutto tuo. capaci di sottomettere tigri e draghi. Navigando sul lago i mercanti le recano Ogni specie di merce. celebrò le cerimonie e bruciò l'incenso. CAPITOLO 88 LA SCUOLA DEI PRÌNCIPI OVE MEDITAZIONE.nome!" approvò il governatore. prospera il poligono rosso. ma lui rifiutò: "Non occorre: la strada da fare è poca. "Nascondi la tua brutta faccia e non dire malignità. "Mi raccomando." Dal vicino boschetto sbucò un vecchio che si appoggiava a una canna di bambù. caro donatore?" "Maestro di meditazione che conoscete la Via. Dopo l'ispezione si preparò la partenza. gli abitanti non differivano dai cinesi. Solo Scimmiotto procedeva noncurante. "Fuori mi aspettano tre giovani discepoli. Il corteo che li aveva scortati si mosse per ritornare solo quando furono scomparsi all'orizzonte." "Maestro. il servizio delle cucine e l'albergo per i visitatori. ascoltate il prossimo capitolo." "Quattordici anni! Suppongo che il vostro cammino sarà stato ritardato da molti ostacoli. principe di Yuhua. ma solo per gli altri" sogghignò Porcellino. e musiche. la corte di giustizia. che si chiama Yuhua. La gente si spingeva per guardarli." Il principe prese in simpatia il visitatore e lo invitò a pranzo." "Quando mai ti avrei pestato i piedi?" domandò Scimmiotto. perché temo che siamo in ritardo sulla tabella di marcia" obiettò Tripitaka. "aspettatemi qui. ce ne sono anche qui.

brusca risposta. I tre condiscepoli. La nostra speranza è che ci accordiate una dimostrazione della vostra abilità. lasciata la sala d'udienza. Lo spettacolo si vedeva da lontano: non solo il personale del padiglione. Non conosci il detto: ci sono persone di qualità." "Non erano dèi o immortali: erano i brutti discepoli di quel monaco in cerca di scritture." Il principe dominò la paura e si affrettò a spedire i pellegrini a pranzare nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. sette in avanti. ho invitato anche loro." I tre principini erano appassionati cultori di arti marziali. Porcellino scoppiò a ridere: "Il tuo rastrello è il nipotino neonato del mio." Tripitaka. Metallo e legno mostrano potenza." Scimmiotto si mise a ridere: "Dovevi fare come me. Il principe li invitò tutti nella residenza privata a bere il tè. che si preparavano a ripartire. Il vaso di cinabro è ovunque oggetto Di adorazione. I pellegrini. L'afferrò con entrambe le mani e diventò rosso per lo sforzo. Tripitaka se la prese con Porcellino: "Somaro maleducato! Potevi almeno star zitto. Sabbioso. non vi fu uno che non si prosternasse pronunciando il nome del Buddha. A trecento piedi da terra si arrestò. e non ci eravamo resi conto di chi foste. e ho bruciato incenso con vostra madre. I giovani principi. se tenete alla vita. Ma lui spinge sempre avanti il suo grugno e grufola dappertutto" aggiunse Sabbioso. che aveva il temperamento più focoso. I miei rozzi discepoli sono brutti. e ne acquisteremmo meriti senza pari. né focolare in cui non si ardesse incenso pronunciando preghiere. si rivolse al reverendo: "Maestro. tirò fuori il suo bastone ammazza diavoli e lo mulinò provocando uno spettacolare fascio di nuvolette iridate." "Tu l'aspetto d'uomo ce l'hai. per entrare qui a dir sciocchezze?" "Sono le loro altezze. Porcellino alzò il naso dal piatto: "Vedo che siete armati. Ma qui non abbiamo spazio sufficiente. A un certo punto l'uomo scomparve e si vide solo la sbarra. lasciò cadere la ciotola e si inchinò: "L'umile monaco che sono è un inviato della corte dei Tang. completata la dimostrazione dei loro talenti. che non dovete stupirvi se sono ancora pallido. E voi tre chi siete. Come apri la bocca. "Mi prendete sempre in giro" si lagnò Porcellino. siamo appunto i monaci che cercate. Ci piacerebbe averli come maestri e imparare le loro tecniche: ci sarebbero utili per difendere il paese. Per quanto sublime Sia l'India. ma non c'era niente da fare: non riuscì a muoverla di un pelo. cinque a sinistra." I giovani vi fecero irruzione e gridarono: "Siete uomini o diavoli? Rispondete. Uomo e sbarra formavano figure di ricamo su broccato." Le guardie si misero a strillare: "Un altro fantasma! È uno spirito scimmia!" Sabbioso giunse cerimoniosamente le mani e fece notare: "Non è il caso di spaventarsi. monaci e suore. io? Tutta energia risparmiata. Il giovane principe era inchiodato dallo stupore e non osava muoversi. ho visto tali orribili diavoli. Non avevamo mai assistito a niente di tanto meraviglioso. prese la parola il principe: "Maestro. Maestro e discepoli tacquero e mangiarono. fece scaturire sotto i suoi piedi una nuvola multicolore ed eseguì molte figure con la sua sbarra. come merci di qualità? Come puoi ignorare la differenza fra un nobile e un tizio qualsiasi?" Durante il battibecco erano giunti nel luogo destinato. Ma anche il principe trasalì. brandendo a due mani il rastrello a nove denti. Le guardie tremanti dovettero guidare i tre alla residenza e li introdussero nella sala di udienza. rassicuratevi. e già questo non mi è piaciuto. Gli ufficiali rimasero a bocca aperta. che si inchinarono profondamente. Il terzo principe. Poi lo maneggiò intorno alla sua testa. Perfetta comprensione mostra Spatola. dove per ora il racconto li lascerà. si gettò all'attacco con la sua canna laccata di nero. A rapido attacco. sei a destra. ho dovuto reclutare i miei discepoli sui monti selvaggi. I suoi tre giovani figli lo videro comparire con il volto turbato e chiesero: "Che cosa vi è accaduto?" "Ho ricevuto un bonzo delle terre dell'Est in cerca di scritture. ha pur qualcosa da imparare: I principi di Yuhua apprenderanno Che cosa sia tenere il giusto mezzo. come se avesse messo radici. Le aeree esibizioni dei tre condiscepoli erano smaglianti. Non è certo comune la figura Della meditazione. Che cosa ne pensate?" Il principe diede il suo consenso. Sono un uomo." Lo levò dalla cintura e lo roteò cavandone mille raggi di luce dorata. Mentre si recavano al padiglione. rovesci le montagne. si erano inginocchiati nella polvere." Fece un balzo a piedi giunti e ascese in cielo menando fendenti con il suo bastone. Quando poi li ho guardati in faccia. otto indietro. Scimmiotto vide che il maggiore usava come arma una sbarra. si videro comparire davanti i ragazzi e il padre. giungendo le mani. "e non di metterci in ridicolo davanti a un principe. fratellino. signori. il secondo un rastrello a nove denti e il terzo una canna laccata di nero. pallido di spavento. eccitato. che cosa devo fare?" "Ti ho detto di salutare la gente quando la incontri" precisò Tripitaka. "L'altro giorno il maestro diceva che per essere educato devo salutare. lenta parata. infine non poté resistere e urlò a gola spiegata: "Aspetta che vengo a divertirmi anch'io!" Bravo bestione! Salì sulle ali del vento e inventò una danza maneggiando il suo rastrello: tre colpi in alto. Tripitaka se ne accorse e giunse le mani: "Altezza. dove l'ufficiale di mensa li fece accomodare e ordinò di servire il pasto. permettete che mi eserciti anch'io. Adesso. giovani altezze. Delle armi divine che maneggiano Rivelano la grande perfezione. non una creatura malefica. e l'ho invitato a pranzo. ed estrasse da dietro l'orecchio il suo ago cerchiato d'oro. Resero poi omaggio a Tripitaka. Quando si furono seduti. civili e militari. Vien riempito Lo spazio dalle cause della Via. È un uomo straordinario." Porcellino tirò giù una riverenza e berciò: "L'umile monaco che vedete vi saluta!". ora girando in senso orario. come udì la parola 'pranzo' balzò in piedi: "Eccoci qua!" L'apparizione provocò un accidente al povero ciambellano. Sabbioso lo scartò con la mano. Ma non so a quale presenza di dèi o di immortali fosse dovuta. ma il principe stesso nella sua residenza e tutta la cittadinanza. i suoi discepoli si tennero da parte. . né il corpo grossolano la bellezza dell'anima. I principini corsero dal padre in gran festa: "Incontriamo un'occasione fortunata fra mille! Avete visto lo spettacolo nel cielo?" "Ho visto nubi iridate. quando mi ha detto di avere tre discepoli. forse saranno loro." L'ufficiale entrò a interpellare l'albergatore: "Dove sono i discepoli del monaco dei grandi Tang? Siamo incaricati di invitarli a pranzo. Quell'arma scatenata produceva il rumore di un temporale." Scimmiotto riprese la sua sbarra e rispose: "Volentieri. uomini e donne."Pare che ci siano in albergo tre bonzi mostruosi. che si lasciava dietro scie di faville. Gli diede il diametro di una tazza e la lunghezza di due o tre tese. abbassarono a terra le loro nuvole e riposero le armi." Il maggiore impugnò una sbarra. manifestazioni di divinità. Le loro armi preferite sono uguali alle nostre. Avreste per caso intenzione di battervi?" Il secondo figlio si mise in posa di combattimento. quando alzò gli occhi su di loro. con sibili acuti e melodiosi. che è venuto a far vistare il passaporto. Permettete che salga al piano di sopra e vi procuri un piccolo divertimento. ma hanno buon cuore. fu preso dal panico e strillò: "Che orrore! Un diavolo porcello!" Scimmiotto intervenne per rimettere ordine: "Via. perciò abbiamo chiesto loro una dimostrazione. i tre giovani principi si inchinarono e dissero: "Maestri! Noi siamo comuni mortali." "Questo è il dio del camino! Il protettore della fuliggine!" Gli ordini sono ordini." Sacripante di un grande santo! Fece una capriola e balzò in aria con un sibilo acuto. che sbadigliava seduto su una seggiola. ne piantò la punta nel suolo con un colpo secco a una profondità di tre piedi. quattro in basso. che non devo. ragazzo: te la regalo. Subito arrotolarono le maniche e strinsero i pugni: "Non saranno creature malefiche delle montagne camuffate in forma umana? Aspettate che ci armiamo e andiamo a vedere di che si tratta. Sabbioso e Scimmiotto risposero: "Siamo esseri umani anche noi. I tre sono entrati senza rispettare il rituale dei saluti. Porcellino applaudiva. come la 'fontana di fiori sopra il baldacchino' o il 'drago giallo che avvolge le spire'. Insomma. ma gli altri tre sono proprio diavoli!" Porcellino continuava a mangiare come se niente fosse. "sono seduti a tavola nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. si ritirò negli appartamenti privati. lo ringraziarono e andarono a sedersi ai loro posti. La bruttezza del volto non esclude la bontà del cuore. Le apparenze rinviano a verità. "Come potete immaginare." Il principino gettò la propria sbarra e cercò di impugnare quella meraviglia. gridando: "Dove sono questi bonzi in cerca di scritture?" "Principini" risposero inginocchiandosi gli ufficiali di mensa. con l'effetto di spaventarlo del tutto. che roteava vorticosamente incendiando di colori tutto il cielo. Ora è posto il frutto Sul cammino del bodhi: quivi giunta Ogni cosa si appaga meditando. Lo maneggiò a due mani nelle figure della 'fenice color cinabro che guarda il sole' e della 'tigre affamata che si getta sulla preda'. Spero ardentemente che vorrete perdonarli. Uscirono quindi di casa con aria fiera e minacciosa." "Magari ci potevamo inchinare tutti insieme." Porcellino. ad astuta finta. perciò sono tanto goffi e non conoscono le buone maniere. Intanto il principe. ora turbinando in senso antiorario. Ho fatto riverenze. Le luci che avete visto venivano dalle loro esibizioni. un po' di civiltà! Non spaventare la gente con le tue cattive maniere. e disse ridendo: "Prendi questa. preti e laici. impressionati. i figli del nostro principe" risposero per loro gli ufficiali di mensa. e che ci accogliate come discepoli. Ed è questo il motivo per cui i monaci Salvan l'umanità. Il reverendo fu preso dal panico e si gettò nella polvere.

Dopo un po' ansimavano. quando si stabilì la grande pace. che immantinente ordinò un grande festino di ringraziamento. mastro Porcellino e mastro Sabbioso. Il suo ferro venne fuso da Yu il Grande al tempo in cui il caos incominciava a separarsi. e li pregarono di impartire i loro insegnamenti. Per quanto lontano sia dallo sdebitarmi verso di voi. si offerse loro un bagno caldo profumato e si prepararono ricchi letti e cortine. Il fratello maggiore li richiamò: "Fratelli. e sottomesso mostri e lamie." "Insegnare è facile" sorrise Scimmiotto. sapete che non siamo bravi a parlare. A quest'ora soffrirai La nostalgia del tuo paese. con l'acqua e il fuoco. Allora i pellegrini furono ospitati nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. Il maggiore voleva vedere la sbarra cerchiata d'oro.sapere insufficiente: allievo incapace. "ma per imparare occorre una forza adeguata. il secondo giorno le tre armi furono consegnate agli artigiani perché le copiassero. ma viene dalla notte dei tempi. con forgia e fornace. Mi chiedo quanto pesino queste armi divine. ed è un oggetto unico in terra come in cielo. in tutto questo lungo viaggio verso Occidente vi ho servito con tutte le mie forze e il mio cuore. ma speriamo che autorizzerete anche a noi a prendere questi ragazzi come discepoli e a divertirci un po'.comuni mortali . "Per ciascuna delle vostre armi. Danze. e noi comunque non potremmo lasciarvele. tracciò il diagramma dell'Orsa Maggiore e li invitò a sdraiarvisi con gli occhi chiusi. L'insegnamento continuò durante il banchetto. Le seggiole laccate sono ricoperte da cuscini di broccato ricamati. Questo è il momento in cui Splendon le stelle. vi siamo riconoscenti della forza che ci avete fatto acquistare. quattro piatti di pasticceria dolce e leggera. "Il suo peso sarebbe di tredicimila cinquecento libbre. I miei occhi mortali non hanno visto altro e. Voi non sapete maneggiare le nostre armi. Hanno una vera passione per le arti marziali e aspirerebbero. chi le adopera ci potrebbe insegnare come servirsene. ma non fa dormire. Egli fece questa sbarra per sondare mari. Regnerebbe Il silenzio. Avevano acquistato una forza straordinaria: il maggiore fu capace di sollevare la sbarra cerchiata d'oro. L'indomani i principini ritornarono a ringraziare: "Divini maestri. Il giorno precedente avevano ricevuto l'omaggio dovuto ai principi. non sono mai venuto meno ai precetti della dottrina. Poi dichiararono: "Siamo pronti. si purificarono con abluzioni." E Tripitaka diede il consenso anche a loro. "È un'idea sensata. Le mense furono tolte solo quando cadde la sera. Il tè dall'aroma penetrante accompagna frutta appena colta. Ci piacerebbe farle imitare nella foggia. Da quando mi avete liberato con la vostra eminente virtù al Monte delle Due Frontiere. Il grillo Cantando sotto il letto. Il banchetto durò fino a sera. Si prosternarono davanti a Tripitaka e gli dissero: "Maestro. sento il dovere di sottoporre rispettosamente il caso al mio maestro. se manca." I figli del principe convocarono dunque dei fabbri e fecero acquistare diecimila libbre di ferro e d'acciaio." Tripitaka fu felice di dare il proprio consenso. Se proprio lo volete con tutto il cuore. è inutile." "E il vostro prezioso bastone quanto pesa?" chiese il principe più giovane. In secondo luogo. Posso renderla più piccola di un ago o alta fino al cielo. senza volerlo. diffusero intorno mille raggi di luce e riversarono ogni specie d'influsso benefico. vi ho mancato di rispetto. "Cinquemila quarantotto libbre. ma non so se i vostri eminenti discepoli acconsentiranno." I principini rinnovarono i segni di omaggio e di rispetto. che ci prestano omaggio perché vogliono apprendere le arti marziali. e due piatti di pani deliziosi. Se diventano nostri discepoli.non potevano reggerlo a lungo. tuttavia maneggiare le vostre armi non è facile per noi. Pronunciò nella mente le parole di un incantesimo." "Siamo tutti agli ordini di vostra altezza. e la sbarra acquistò pian piano la capacità di emanare luce e di mutare le proprie dimensioni. La mattina seguente. rinviando le divinità primordiali al loro luogo d'origine. di peso costante e più leggero. "Lo stesso peso. Ciò finì per attirare l'attenzione di una creatura malefica che abitava a una settantina di li dalla città. Il tè è quello divino di Yangxian: un aroma più squisito della cannella. per voi saranno come dei nipotini. Il principe loro padre era fierissimo ed emozionato: si precipitò immediatamente a far preparare un altro banchetto di ringraziamento. la sbarra giacque dimenticata in fondo all'oceano orientale. altezza. Compiuto il ciclo. Riuscirono a eseguire varie figure e trucchi." I principini entusiasti corsero a procurarsi un altare. non chiediamo di meglio che di arruolare discepoli. potremmo dare un'occhiata alle vostre armi?" Porcellino mise a terra il suo rastrello. Il primo giorno fu dedicato a preparare il metallo. fiumi e laghi. Il canto del poeta Si estingue in un bisbiglio sul guanciale. Poi. Come mai mastro Scimmiotto tiene invece la sua dietro l'orecchio? E come fa a diventare tanto grande?" Scimmiotto si mise a ridere: "Ragazzi miei. e ora toccava a loro di rendere quello dovuto ai maestri. I due principi più giovani cercarono di afferrarli. In questo modo trasmise a ciascuno dei ragazzi il segreto che moltiplicava la loro forza per mille e diecimila. insegnamento senza rigore: maestro inetto . ma a prezzo di grande fatica. con il massimo rispetto e devozione. ma sembravano libellule alle prese con colonne di pietra: la faccia si arrossava per lo sforzo. che foste dei semplici monaci mendicanti venuti dal lontano paese dei Tang. rinnovellò le loro ossa e i loro muscoli. e Scimmiotto la trasse da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una tazza. Lasciate giorno e notte all'aperto. Il gioco era bellissimo. compreso il manico: il numero dei rotoli della Legge." Scimmiotto si rivolse a Tripitaka e lo salutò rispettosamente. il principe si recò con i figli a visitare i reverendi. questa non è una sbarra come potreste trovarne posate accanto al camino. ma in materiali consueti. non ce la fate. Spero che i reverendi abbiano la magnanimità di insegnar loro qualcosa. I ragazzi si levarono da terra stropicciandosi gli occhi: si sentivano pieni di energia. perché ci occorrono per difendere la Legge contro i diavoli. prima bruciate incenso al Cielo e alla Terra. non si parla di denaro. quindi dichiarò: "Onorato maestro. che non vi intendete di monaci come noi. Maestro e discepoli si godettero il restante corso della giornata con la famiglia principesca. Dovunque ha vinto tigri e draghi. Ora che siamo giunti a una contrada del paese del Buddha. Poi vi trasmetterò un po' della forza divina che occorre per praticare questa specie di arti marziali. sappiamo che siete buddha e immortali. Prima di procedere. In primo luogo. scalando i monti e attraversando le acque. Allora Scimmiotto condusse i tre principini nella stanza più silenziosa del padiglione. tavole incrostate d'oro da abbagliare gli occhi. L'officina fu collocata nella corte anteriore. volute d'incenso. e il nostro scopo è di volgerli al bene. Ma ora che abbiamo ammirato nel cielo le danze guerriere di mastro Scimmiotto." Scimmiotto si mise a ridere: "Si vede. I miei figli ne sono rimasti incantati. Porcellino e Sabbioso si affrettarono a imitare Scimmiotto. Con essa ho messo sottosopra i palazzi del Cielo e forzato le porte dell'Inferno. ma può crescere o ridursi. ma loro . se a tratti non giungesse Rumore di pignatte dal cortile Del vicino. Sarà un bel ricordo del nostro viaggio. sulla Montagna del Leopardo." La risposta piacque al principe. in una grotta detta Gola di Tigre." "Devo scusarmi con voi per aver creduto. quegli anellini fritti nell'olio e glassati di zucchero! Dalle bottiglie di vino di riso si versa una bevanda superiore al nettare di giada. "Mastro Porcellino e mastro Sabbioso nascondono le loro armi sotto i vestiti. li risvegliò. Passavano gli anni. Ahimè! quelle armi fatate e luminescenti si sarebbero dovute tenere coperte per non attirare l'attenzione. e si resero conto che non riuscivano a continuare: quelle armi magiche mutavano continuamente di peso e di dimensioni." "Ma certo" approvò Porcellino. è come disegnare la tigre con i tratti del cane. ho la fortuna di incontrare questi giovani principi." "Il mio rastrello non è pesantissimo" rispose ridendo Porcellino. poi la piantò in terra davanti a lui. e ciascuno dei principini dava saggio di quanto imparava. i miei umili discepoli non vi negheranno nulla. Dèi e diavoli la temono: il sole impallidisce di spavento a vedersela puntare contro. incontrandovi. "Insegnamenti di che genere?" domandò Scimmiotto. "Come vedete. Nel cuore . Crescono rigogliose nella notte Le erbacce sul sentiero. non è ferro comune. recitò alcune formule e alitò il suo fiato magico nelle loro viscere. ti dimostra Che ti capisce. "Il destino ha voluto che finisse nelle mie mani. Sabbioso appoggiò alla parete il bastone ammazza diavoli. Dimostreremo la nostra gratitudine facendovi ponti d'oro. quello di mezzo il rastrello a nove punte e il minore il bastone ammazza diavoli. il vostro discepolo sollecita indulgenza. bruciarono incenso e pregarono rivolti al cielo. Come dicevano gli antichi. Però ci chiediamo se acconsentirete. ad apprendere i rudimenti di quest'arte. Che meraviglia quei croccanti al miele. ma non c'era verso di smuoverli. Tappezzerie di seta.vorrei pregarvi di una cosa. Si chiama 'A piacer vostro' oppure 'Cerchi d'oro'. Dopo che ebbe spaccato le montagne e drenato le acque. I tre ragazzi si prosternarono e chiesero: "Rispettati maestri. cinquemila quarantotto libbre" rispose Sabbioso. canti e spettacoli diversi allietavano i convitati.

Da molto tempo sento dire che ci abiterebbe un immortale. per carità. e scoprì due mostri a testa di lupo che risalivano il pendio nord occidentale discutendo animatamente. godiamo di una certa reputazione di saggezza anche all'estero. discende lentamente splendendo nel sole. Atterriti le stavano cercando da tutte le parti. la questione è chiusa" disse Scimmiotto. Ieri sera le armi erano qui." Gli operai. Qui le leggi sono temute e rispettate da tutti." "Ma che cosa dici. non c'era nessun bisogno di lasciarle all'aperto durante la notte. L'altro giorno è riuscito a conquistare una vera bellezza. Corsero al Padiglione dell'Essiccatoio della Garza: "Maestri. a riferire i fatti al principe. "Vedo con soddisfazione che l'arma più apprezzata è la mia" rise Porcellino. stermineremo la mala genia e potremo riprendere la nostra strada." "Per quanto riguarda i fabbri. D'altronde noi regnamo su questa regione da cinque generazioni e. perciò vi giunse in un batter d'occhio. i due procedevano di buon passo. Mentre si guardava intorno. "non troviamo più le armi dei tre divini maestri. "Sono creature malefiche in missione" si disse Scimmiotto. "Fratello" chiese Porcellino." "Basta così!" esclamò Scimmiotto. Guardando dall'alto. Emanano luce." "Ecco una buona domanda. essi supposero che i legittimi proprietari avessero preferito riporle per la notte. "Cerchiamole subito. avranno passato la notte a spingere e tirare per portarseli via. troveremo l'occasione di ricuperare le nostre armi. LEGNO E TERRA DEVASTANO LA MONTAGNA DEL LEOPARDO. corrono furtivi tassi e volpi." "Li andremo a trovare tutti e tre. "come faccio a trasformarmi in Imbroglio Strano. dopo il duro lavoro della giornata. dove Porcellino diede in escandescenze: "Questi fabbri sono una banda di ladri! Restituite subito il maltolto. "è un momento fortunato per il nostro re. I fabbri si saranno resi conto che erano tesori inestimabili e. e stamane non ci sono più." Sollevò un gran vento. che possano ospitare creature malefiche. PERCHÉ METALLO. ai fabbri e agli ufficiali. CAPITOLO 89 UNA COMBRICCOLA DI LEONI OVE LEON FULVO INVANO PREPARA IL BANCHETTO DEL RASTRELLO. "È certo colpa di quel furfante. dormivano della grossa. Quando giunsero ai . Restarono immobili a occhi spalancati. Gazze e corvi volano gracchiando. secondo alcuni. sopraggiunse il principe e si informò dell'accaduto. e i tre si congedarono. Era una perfetta imitazione: Ali cosparse di polverina colorata. Li superò. Diamo il denaro ai fabbri e chiediamo al principe di procurarci maiali e montoni. Il suo corpo leggero si posa elegante sulle corolle appena dischiuse. come dimostrava quell'assemblea 'del rastrello'. "Egregio fratello" diceva uno dei due. Quando arriviamo al Mercato del Sud. torrenti che rumoreggiano in fondo ai burroni. La notte passata ha messo le mani su tre armi che sono tesori inestimabili. che sarà venuto a rubarle." Corsero alla fucina. Ai piedi della roccia scoscesa scorrazzano coppie di daini e cervi. "Alla fucina non si trovano. I fabbri. Inoltre potremo fare la cresta sulla spesa. riprese il proprio aspetto e sostò sul ciglio della strada. Non aveva armi per ammazzare i due. mentre io vado a fare un giro da quelle parti. Non conosce ostacoli quando va in cerca di fiori odorosi. Voialtri" aggiunse rivolgendosi a Porcellino e Sabbioso. Che ne dici?" Ridendo e chiacchierando. le hanno cercate dappertutto.della notte notò l'inspiegabile luminosità. oppure una belva o un mostro. Sabbioso farà la parte del mercante di bestiame. "dal momento che dà il nome alla festa. e placche laccate di bianco che recavano i loro nomi: uno si chiamava Strano Imbroglio e l'altro Imbroglio Strano. secondo altri." Il principe fece acquistare dal suo maggiordomo sette od otto maiali e quattro o cinque montoni." "Volete dire che è scomparso il mio rastrello?" gridò Porcellino. recitò la formula 'anniuchali'. concludendo: "Le armi dei nostri divini maestri non sono oggetti comuni: cento ladri tutti insieme non sarebbero riusciti nemmeno a spostarle. fratello?" obiettò incredulo Porcellino. in modo che ci restino due o tre tael per comprare un abito imbottito per l'inverno. Perdute le armi divine. Una vasta struttura rocciosa dalle lunghe vene di drago: picchi aguzzi conficcati nel cielo. che si è portato nella grotta. su cui i fiori disegnano un broccato. Per utilizzarle come modelli. dormite ancora?" "Eccoci qua" rispose Sabbioso. in veste di venditore. Quando i due gli giunsero davanti. alla retroguardia. La catena montuosa è sul confine del distretto di Yuhua. Sei proprio come lui. in combutta con qualche complice. "Sentiamo che cosa hanno da raccontare. dove si apre la Grotta Gola di Tigre. Udito del furto. leggete il seguito." In preda all'inquietudine. spingeva le bestie davanti a sé. le tre armi erano scomparse. se non l'ho mai visto?" Scimmiotto gli diede le istruzioni necessarie. "Realizziamolo senza indugio. Volò sopra le teste dei mostri per sentire le loro parole. congedatosi da Tripitaka. dopo le fatiche della giornata. giuravano e si prosternavano a ripetizione. Sono ben sicuro che i nostri artigiani non si immischierebbero mai in un simile imbroglio. "Chi li avrà messi là? È un'occasione da non perdere." Recitò un incantesimo e. Le avete riposte voi?" "Certo che no!" esclamò Scimmiotto balzando in piedi. gru e gibboni fischiano e gemono. d'altronde erano creature senza importanza. Ciò che lasci non è Via(11). corresse i particolari e alla fine garantì: "Tutto a posto. impallidì e rifletté a lungo. quando incapparono nei tre giovani principi che venivano a vedere come proseguiva il lavoro. Scimmiotto li gettò nel fosso con uno scappellotto e frugò nei loro vestiti. antenne d'argento. o vi ammazzo!" I disgraziati caddero in ginocchio piangendo: "Non abbiamo sentito nulla. "badate al maestro e alla sicurezza della città. "Ma volevo chiedere a vostra altezza se nei dintorni della città ci sono monti che si sappiano abitati da creature mostruose. scomparve con un sibilo. risparmiate le nostre vite innocenti!" Scimmiotto era silenzioso e aggrondato. incominceremo con l'acquisto di un paio di buone bottiglie. quindi spiegò le ali e li raggiunse. Porcellino sarà Imbroglio Strano e io Strano Imbroglio. Sabbioso. A nord della città c'è la Montagna del Leopardo. Alla fine brontolò: "È colpa nostra. non per vantarci. Mentre così si discuteva. "Che tesori meravigliosi!" si disse il mostro ardendo di bramosia. con una scossa. salì su una nuvola per veder meglio. "Trovar mostri in un posto tanto pacifico! Qui non ci sono montagne impervie o lande selvagge. si trasformò in farfalla. Ascesi e meditazione Andran forse a farsi friggere? Se poi non sapete come si poteva fare a ricuperare quelle armi. si impadronì delle tre armi e le portò nel suo rifugio. levandosi dal letto per aprire la porta. ma potete immaginare quant'era duro il nostro sonno. Signorie. Draghi venuti da lontano appaiono e scompaiono dai nonupli meandri di una gran vena nascosta sotto la montagna. trovò venti tael in una scarsella legata alla cintura di uno dei due. L'ipotesi non regge. senza poter muovere un passo né aprire la bocca. Pini alteri e antichi cipressi si mescolano a vecchi alberi e bambù. terrorizzati. "Padroncini" dissero i fabbri prosternandosi. Il grande santo si impadronì degli oggetti e corse in città. Scimmiotto udì voci che provenivano dall'altro versante della montagna. "Questa notte sono scomparse. Andò a vedere. e scoprì la fonte del fenomeno nella corte del palazzo. Davanti alla montagna si stende un cuscino di erba di diaspro. Ce lo godremo tutti quanti. posto incomparabile destinato a diecimila anni di felicità. I ragazzi entrarono e si guardarono intorno: "Non vediamo le vostre armi. fece uno sputo magico e li impietrì. Sale portato dal vento. al monaco cinese. Confesso di non aver avuto modo di appurare come stiano le cose." Quanto ai fabbri. con quelle armi che si possono rimpicciolire a volontà?" "Vi assicuro che non c'è scherzo" rispose il Novizio." "Di fortuna ne abbiamo anche noi: ci hanno dato venti tael per acquistare maiali e montoni. La Montagna del Leopardo distava dalla città una settantina di li. Scimmiotto si rallegrò di essere sulla buona strada. si riconosceva la presenza di miasmi malefici. Così ci introdurremo nella loro tana. Ma non voglio certo lasciarla nelle loro mani. Domani offrirà un banchetto per celebrare l'avvenimento: 'l'assemblea del rastrello'." "È un bel piano" approvò Sabbioso ridendo. Quando all'alba ritornarono alla fucina. e avranno attirato l'attenzione di qualche mostro." Si incamminarono verso la montagna. Non ci starete per caso giocando uno scherzo. Come si dice: Nemmeno per un momento Tu puoi lasciare la Via. Il bravo re scimmia. li pregò di continuare il loro lavoro. Noi siamo comuni mortali: non saremmo stati capaci nemmeno di muoverle. Bisogna arrestarli e dargli una buona bastonatura.

ma ho riflettuto a lungo e so quali misure prendere. per celebrare la lieta assemblea del rastrello. . Quando è fuggito." "Da dove viene tutta questa roba?" domandò il principe. spargerà la voce e tutti lo sapranno: e io che cosa rispondo. che era uno speciale raschiatoio detto Quattro Riflessi. che troneggiava su un altare." "Dài. Vi saremo infinitamente grati se ci concederete il vostro consenso. ma Scimmiotto gridò: "Lascialo andare. alla sua schivata. un gran truogolo rovesciato. calza sandali di paglia: maestoso come un dio del malanno. date cinque tael a quest'uomo e mandatelo via" ordinò il re. cervi e camosci. Mentre attraversavano la seconda sala videro il rastrello a nove denti. che li diede a Sabbioso dicendo: "Prendete. leopardi. "Ho preso questi tesori nella città di Yuhua. suppongo" disse Sabbioso. Il mostro teneva sottobraccio un cofanetto per biglietti d'invito. Porcellino combatte da Ammiraglio dei Canneti Celesti. incontrarono un brutto mostriciattolo. Occhi lustri come lanterne. Se li mostriamo al mercante. Il venditore ci ha accompagnato per riscuotere la differenza del prezzo. e il messaggero lo rimise nella scatola e ripartì. come se andasse a fuoco. pende su una bocca storta da cui spuntano zanne. Si leggeva: "Abbiamo rispettosamente preparato un banchetto. "Voglio vedere com'è fatto il biglietto di invito." Mentre chiacchieravano e ridevano. se il principe li viene a reclamare?" "Signore. per osare di tendermi questo tranello e rubare i miei tesori?" "Vedrai chi siamo. "I maiali costano sedici tael e i montoni nove. laccato di vari colori. "Vostra altezza non si preoccupi" lo rassicurò Scimmiotto. che è ben lontano. Gridò a Sabbioso: "Bada al raschiatoio!" e. li affrontò gridando: "Chi siete voi. e riesce a tenere la partita in equilibrio. Al rozzo e impulsivo Porcellino. che gettano nel panico dèi e diavoli. Il raschiatoio Quattro Riflessi. Guardalo quanto vuoi. ma lo impensieriva il timore che il mostro. La cerchia smeraldina di montagne Come una cinta senza varco alcuno. Non avevamo denaro a sufficienza. per legare le bestie e portarle al coperto. lo abbiamo lasciato andare. ma guai a te se ne parli in giro. pantere. andiamo avanti!" tagliò corto Porcellino. Mentre ci recavamo alla grotta." Un mostriciattolo venne dalla grotta a consegnare cinque tael a Scimmiotto. Davanti all'attacco congiunto. Se vorrete darvi la pena di effettuare il viaggio." "Quanti invitati avremo?" "Il grande re presiederà il banchetto. Porcellino voleva inseguirlo. che erano posate nella corte del principe per servire da modello ai fabbri. Sei tu il ladro schifoso e l'impostore. che dissero in coro: "Maestro. dice l'adagio. Erano tigri. lupi. In breve bruciò tutto. da parte sua. il rastrello si abbatte come l'acquazzone. Non mettere nell'angolo il brigante." Entrarono insieme nella grotta e fecero un macello di tutti i mostri grandi e piccoli che vi trovarono. il suo figlio minore e discepolo Leon Fulvo che cento volte si prosterna. il bastone ammazza diavoli riempie il cielo di brume colorate. perciò ci accompagna. potreste fargli mangiare qualcosa e offrirgli del vino. con il nostro re e i loro capitani. A un tratto sentirono un gran rumore nella corte: erano oggetti e selvaggina che cadevano dal cielo. inquietante come un fantasma malvagio. fronte incavata e faccia gonfia e cianotica. Il baccano che facevano richiamò l'attenzione del re. ma gli piacerebbe restare a vedere la festa" aggiunse Scimmiotto. Il grande santo. Non ce ne andremo di qui prima di esserci assicurati che non possano verificarsi ritorsioni o vendette. "Il mercante che ci vende le bestie. Rovi violetti crescon sulle cenge. che altro vuoi da noi?" "Padrone. Dopo averlo afferrato. Quando lo videro minacciare il mostro. L'abito è giallo chiaro. lo afferrò e riprese la sua forma originaria. Dopo la sconfitta. "Non ci fermiamo: le bestie si sbandano e vanno per conto loro. Quali voci potrebbe spargere quest'uomo? D'altronde è affamato dal lungo cammino." "Perché dovrebbe essere tuo?" domandò Scimmiotto. Fra boschi pieni di canti d'uccelli. si spingevano avanti le bestie.primi pendii della montagna. prima o poi. con i suoi mezzi magici. Questo è il bottino che ci abbiamo trovato." "Ragazzi. Sabbioso raccolse molta legna secca e vi mise fuoco. Il Novizio mostra il suo magistero marziale: rubare quegli oggetti è stata una brutta imprudenza. "È venuto per riscuotere i soldi." "E tu corrigli dietro" rispose Scimmiotto. Quando vide Scimmiotto e compagni. sfavillante di luce. una banda di mostri di ogni età giocava e si divertiva sotto gli alberi in fiore. Queste sono le nostre armi. volesse vendicarsi. "Mi rendo conto dei vostri timori. Presso l'entrata. e domani cercherà la rivincita. Il suo naso. ma abbiamo distrutto la sua base. pelacci rossi dritti sulla testa. che uscì accompagnato da una diecina di paggi: "Eccovi qua! Quante bestie avete acquistato?" "Otto maiali e sette montoni: quindici capi in tutto" rispose Scimmiotto." Il principe era diviso fra la gioia e la preoccupazione: la vittoria lo rallegrava. "Piuttosto venite a vedere il bottino. "Paghiamo il prezzo che chiedi. La sbarra sibila come il vento. Non è facile Trovare eremitaggio più tranquillo." Dopo la lettura Scimmiotto restituì il cartoncino. e giunsero in breve all'ingresso della Grotta Gola di Tigre. quest'ultimo non manca di forza e di astuzia. per invitare il grande re al ricevimento di domani. la vista del suo rastrello fece passare la voglia di continuare a fingere: balzò avanti. Al mio rispettabilissimo avo. "Ma chi sarà questo tizio della Nonupla Numinosità?" Porcellino si mise a ridere: "Una cosa è sicura: il leone è mio. ma a Mercato del Sud. Noi avevamo solo venti tael. saremo onorati della vostra presenza. l'eminente santo primordiale della Nonupla Numinosità. Il principe. buon uomo. "Si firma Leon Fulvo e invita un certo santo primordiale della Nonupla Numinosità" informò Scimmiotto. fatto da un lungo manico che terminava con una lama tagliente. "Leon Fulvo sarà un leone di pelo giallo fattosi spirito. Aggiungete orecchie biforcute. I tre fratelli hanno combinato lo stratagemma che ha portato lo scontro nella grotta del nemico. tra fumo e lingue di fuoco. La battaglia si spostò nello spiazzo davanti all'ingresso della grotta. Si battono finché il sole volge al tramonto. vittoria su tutta la linea!" Il reverendo era tutto gongolante. Sembrano immortali intenti a trasmutare l'elisir supremo. Le porte della città erano ancora aperte. ed anche il generale Sabbioso è pienamente all'altezza. "Sfacciato!" gridò il re arrabbiato. Guardate i tre monaci che mettono alle strette il mostro. Liane verdi sigillan le fessure. il re batté precipitosamente in ritirata e corse a cercare la sua arma preferita. "Per il detto degli antichi: La vecchia troia mette in fuga il grande leone. Poi comparvero i tre monaci." Sabbioso chinò il capo per ringraziare. Con l'ingresso fiorito. da portare in città come bottino. raccolse gli oggetti di valore e la selvaggina. gridò: "Ecco gli Imbrogli! Che cosa avete comprato?" "Non vedi il gregge?" rispose Scimmiotto. Venite in cucina a mangiare un boccone. ma ora le assaggerai. "Gli animali che vedete erano divenuti spiriti. "E questo chi è?" chiese il mostro sbirciando Sabbioso. Il re mostro li aveva seguiti: "Mercante. e nell'attesa la gente non si era coricata. che si terrà domattina. contro la parete est era appoggiata la sbarra cerchiata d'oro. sprigiona nubi cangianti. Prima di mandarlo via. e lo siamo anche noi. non la cede Alla Fonte dei Peschi(12). Porcellino lo ravvivava agitando le orecchie come ventole. Alla fine il mostro si trovò in difficoltà. nonostante l'ora tarda. e il bastone ammazza diavoli dall'altro lato. approfittò del varco per fuggire verso sud est. In guardia! Finora le hai contemplate." Il mostro resisteva con il suo raschiatoio. i suoi figli e Tripitaka aspettavano ansiosi nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. quello che splende è il rastrello della festa." Il povero Sabbioso dovette raccogliere tutto il suo coraggio per seguire quei due dentro la grotta. anche Scimmiotto e Sabbioso non poterono che riprendere il proprio aspetto e le proprie armi. saranno una quarantina di convitati. Noi abbiamo ricuperato le nostre armi e abbiamo combattuto il mostro. brutto mucchio di peli!" urlò Scimmiotto di rimando. E tu dove vai?" "Vado al Monte dei Nodi di Bambù. Distruggiamo invece la sua base. ne mancano cinque. Quanto al resto. si sarà certo rifugiato da lui." Il mostro glielo porse. Ahimè! il senso della proprietà è una passione irresistibile. Andarono incontro ai compagni che sopraggiungevano. non siamo andati a Yuhua. ci siamo imbattuti in un diavoletto con i capelli rossi che recava un invito all'avo di quel Leon Fulvo. Allora la creatura perversa sente esaurirsi le proprie forze: non ce la fa più. il santo monaco delle terre dell'Est inviato in missione dai grandi Tang. si dice che abbiate trovato tesori unici al mondo: che male c'è se gli facciamo dare un'occhiata?" "Deficiente!" esplose il mostro. "Siamo i discepoli di Tripitaka. "Tiratevi su" disse Sabbioso. un leone armato del raschiatoio Quattro Riflessi. sua altezza si inchinava per ringraziare e i tre giovani principi si inginocchiavano.

e il terzo aveva una faccia cupa di colore scuro. Mordi Elefante una lancia d'acciaio e Accoppa Donnole un'ascia da guerra. Lui ci ha rubato i soldi e le placche d'identità. Si videro scendere sui sobborghi spesse nuvole d'inchiostro. Ma la faccia pelosa da duca del Tuono appartiene a Scimmiotto il Novizio. con andamento a falce di luna. "Ieri mi avete aggredito tre contro uno. facendo servire un gran pranzo. ascoltate il seguito. Ora badate a voi. "mentre passeggiavo al chiar di luna. spero che vorrete impugnare le armi per vendicarmi e aiutarmi a catturare quei bonzi. Alla residenza del principe vennero ad annunciare: "Disgrazia!" Il principe e i suoi ospiti erano a pranzo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. "Non abbiate paura" disse Scimmiotto ridendo. dopo il quale maestro e discepoli si ritirarono per dormire. Le torri e le mura contese risuonano Del cupo rullar dei tamburi di guerra. fece una gran parata orizzontale e si gettò contro tutti e tre. con la sua solita aggressività grossolana. CAPITOLO 90 PESTAGGIO DI SCIMMIOTTO OVE MAESTRI E LEONI. La sbarra cerchiata è ovunque presente. si rinchiudevano le ragazze. In mezzo a loro stava un leone a nove teste. Scimmiotto li fronteggiò con la sbarra cerchiata d'oro. Imbroglio Strano e Strano Imbroglio. che sputano nebbia e sollevano una tempesta da far volare le pietre. RITORNANO ALL'UNITÀ. e volevo celebrarne il ritrovamento con un bel banchetto. mentre sparava il cannone. ci siamo imbattuti in un bonzo peloso dalla faccia di duca del Tuono: ci ha sputato addosso. In prossimità della meta annusarono un forte odore di bruciato e udirono piangere e singhiozzare: erano Strano Imbroglio e Imbroglio Strano che chiamavano disperatamente il loro signore e padrone. Il mio odio per voi è più profondo del mare. Me le portai a casa. "Mio saggio nipote. Grifone usava una mazza. Hanno detto di essere i discepoli del monaco inviato in missione dai grandi Tang." Il mostro si prosternò per esprimere la sua gratitudine. con tribolo e mazza. Il racconto ci ha narrato come il grande santo uscisse incontro al nemico con Porcellino e Sabbioso. Porcellino si fece avanti. mi avete incendiato la casa. Ippogrifo un martello di bronzo. il santo primordiale della Nonupla Numinosità. Frugare montagne. Uno era un monaco peloso con la faccia da duca del Tuono. qui non c'era più nessuno." Il vecchio mostro rifletté un momento: "Ecco come sono andate le cose. "Si avvicina alla città un nugolo di mostri. che roteava un tribolo di ferro." E raccomandò di chiudere bene tutte le porte e di rinforzare la guardia alle mura. Tutti si munirono di armi da punta e da taglio e si posero al seguito di Leon Fulvo. E poi ero solo contro tre: ho dovuto fuggire e sono venuto a cercare rifugio da voi. Si trovarono di fronte una banda di mostri. e io mi sono ritirato. bruciare viva la mia bella? Morirò dalla rabbia!" Il vecchio mostro gli disse: "Saggio nipote. Attraversando la sala." Il mostro batté i piedi. per timore di spargere la notizia." "Come faremo?" gridò il principe. Leone Gibbone e gli altri non fossero corsi a trattenerlo. Quei sette leoni accerchiano i monaci Con grida di guerra e intenti omicidi. Mi sono difeso con il mio raschiatoio. Ecco perché ci avete trovato in preda alla disperazione. conquistar città: questo è il suo pane. un prezioso bastone e una sbarra cerchiata d'oro. Cinquecento anni fa fece un casino incredibile dentro i palazzi celesti. Il principe diede gli ordini. ve la farò pagare!" Il bravo Porcellino brandì il rastrello. che si sarà procurato rinforzi. L'armata dei perversi va all'attacco. che cosa ti è accaduto?" "Ieri notte" raccontò il mostro. tutti quanti inferociti: che battaglia! Con ascia e martello. per partecipare alla festa del rastrello. Avevo fatto comprare maiali. Ci siamo liberati solo adesso." Il mostro era tanto agitato che riuscì solo ad agitare la mano. e centomila soldati non riuscirono a venirne a capo. Ippogrifo. e stamane contava di portarlo con sé a casa vostra. Se provate qualche affetto per vostro nipote. a lanciare insulti: "Ruba tesori. Pensa invece a conservare le tue energie per catturare quei bonzi. "Sarà quel mostro della Grotta Gola di Tigre. montoni. Sette leoni contro tre bonzi. non mi aspettavo di vedervi qui. Il mostro gridò: "Siete veri o falsi?" Le due creature caddero in ginocchio: "Come potete pensare che siamo falsi? Mentre andavamo ad acquistare la carne. abbiamo trovato tutto bruciato: le ceneri sono ancora calde. e trovai nella corte del principe tre armi magiche: un rastrello dorato a nove denti. Dopo la partenza di Faccia Blu. Voi eravate scomparso. mentre le lacrime gli bagnavano le guance. mentre i tuoni brontolavano. in cui si trovava la Grotta dei Nove Meandri. Ma il mercante era affamato e andò in cucina per mangiare un boccone. Come mai siete qui?" "È molto spiacevole. che ha poteri inquietanti. "Faccia Blu è arrivato ieri a portare il vostro invito. come al solito. la mia residenza non l'avevo costruita in un giorno. a sinistra Grifone e Mordi Elefante. a destra Ippogrifo e Accoppa Donnole. Un momento dopo il vecchio mostro si alzò dal letto e lo fece chiamare. Quando Grifone. Per tutta la notte il nipote si fece portare dal vento in direzione sud est. ma li ho trovati davvero molto forti. la sferza e il gran raschiatoio. e mi si sono gettati addosso senza altre spiegazioni. Ora che quelle zucche rasate me l'hanno distrutta. e con questi potrebbe ancora passare. Sabbioso si affrettò a impugnare il suo bastone per correre in suo aiuto. Se poi non sapete come si svolse la battaglia. Era uno schieramento bellico da manuale. affermando di esserne i veri proprietari. chi era nei campi lasciava tutto e fuggiva verso casa. Scimmiotto e i suoi compagni lasciarono la città avvolti da brume e nubi. cambiarono aspetto e le impugnarono. La lancia.Ma noi lo elimineremo e chiuderemo la partita. Del resto adora le baruffe. . ma quella festa non si potrà tenere. Il vecchio convocò subito tutti i suoi nipoti. che veniva a portarvi l'invito. Non volevo mostrare le armi. Ma quando siamo arrivati a casa. "Maestà" si stupì il mostriciattolo portinaio. Abbandonarono quindi il luogo devastato e si diressero verso la città. urlò da far tremare il cielo e si mise a piangere: "Infami teste pelate! Come hanno potuto incendiare casa mia. Il vantaggio vi poteva bastare." Ma il mostro non si rassegnava: "Signore. Si copre davanti e para alle spalle Ciascuno. in compagnia del mercante che lo aveva venduto e avanzava denaro. mostro da strada! Dove hai trovato questa banda di complici spelacchiati?" "Maledetto furfante rapato!" gridò Leon Fulvo digrignando i denti. frutta e tante cose per il festino che voi avreste presieduto. Ippogrifo. Invece vi siete accaniti sui miei. Il mostro si era recato davvero sul Monte dei Nodi di Bambù. distruggere tutto quello che avevo. facendosi trasportare da una violenta bufera verso la Montagna del Leopardo. Leone delle Nevi. sventolavano stendardi scarlatti. alla retroguardia Leone Gibbone e Leone delle Nevi. Gli andrò incontro con i miei fratelli. Sabbioso il Bonzo è il tipo con la faccia scura. Corsi a vedere che cosa la provocava. Accoppa Donnole e Mordi Elefante. "Venite al momento giusto" gridò Porcellino. videro le armi. senza rispondere." Il principe ringraziò. è un grand'uomo nel provocare disastri. Mordi Elefante e Accoppa Donnole cercarono di intervenire. Abbaglia il rastrello ed è Porcellino Portato da un vento di folle ferocia. e vennero alle prese. che maneggiava una sferza triangolare." Comparve Faccia Blu: "Maestà. Poiché ha perduto le armi di saggezza. mostrando valore guerriero." Si alzò barcollando e sarebbe andato a sfracellarsi la testa contro la roccia. Saggio nipote. e Leone delle Nevi. se Leone delle Nevi. credo che tu abbia avuto torto a provocarli. Non potevamo muovere un passo né dire una parola. Nessuno dei due riusciva a prevalere. che si chiamavano Leone Gibbone. accanto al quale Faccia Blu reggeva una bandiera ricamata di broccato. Vi abitava suo nonno. Non sappiamo che cosa sia accaduto. devastato la montagna e distrutto il clan. per curarti la bile. al punto in cui siamo la rabbia non serve a nulla. VIOLARE LA VIA E CAPTARE MEDITAZIONE PLACA NONUPLA NUMINOSITÀ. Proprio con lui dovevi prendertela! Va bene. per andare incontro al nemico. sconvolgere mari. ti accompagnerò a catturare quella testa calda e il principe di Yuhua. sui lati. un altro un bonzo dal grugno lungo con grandi orecchie. la vita non ha più senso. COL DARE E RICEVERE. Oppone Sabbioso il forte bastone. Il nipote appoggiò la sua arma alla parete e si inchinò fino a terra. ritornarono a casa i miei che erano andati ad acquistare il bestiame. che erano leoni di vario pelo: al centro Leon Fulvo. né il suo esito. quando giunsero alla riscossa Leone Gibbone. e noi ci siamo sentiti le gambe immobilizzate e la bocca paralizzata. spaccar grotte." "Ma voi sapete chi sono?" "Quello con il grugno lungo è Porcellino Otto Divieti. e alla quinta veglia giunse all'ingresso della grotta e bussò alla porta. Padre e figli salirono sulla torre più alta e fecero spiegare tante bandiere da oscurare il sole. Monsignore l'ha trattenuto per la notte. e uscirono a vedere che cosa succedeva. dove si serrava sbarrando l'uscio. La gente si spaventò: si chiamavano i bambini. Grifone. vidi una luce che saliva al cielo dalla città di Yuhua.

"Dove credi di andare?" gridarono Leone delle Nevi e Leone Gibbone. si sentì le gambe molli: fece una finta. D'autunno sbocciano i fiori gialli. che impegnarono gli avversari. Qui il mostro ordinò: "Portate le corde. All'alba il patriarca dei leoni convocò Leon Fulvo per comunicargli il piano che aveva escogitato: "Voi farete del vostro meglio per catturare Scimmiotto e Sabbioso. Scimmiotto e il compagno giocavano d'astuzia per tenerli a distanza. le voci dei pappagalli sembrano roche. fuggì a gambe levate. C'erano solo i due bonzi che scrutavano la montagna. catturarono Mordi Elefante. li masticò coscienziosamente e ne fece migliaia di Scimmiottini. nonno." E infatti uscì senza indossare armatura né impugnare arma alcuna. ruppe le righe e fuggì. Fu uno scontro molto diverso dal giorno prima: Una violenta bufera spazza rabbiosa la terra. che catapultarono Leone Gibbone a testa in giù. Quando udì il vecchio parlare dei prigionieri. Niente gli impedì quindi di afferrare coi denti Tripitaka. scorsero Faccia Blu che sbucava da una valletta. non resta che scorticarlo. il raschiatoio e il martello di bronzo. Il vecchio scosse il capo. gli alberi si abbattono sradicati. Vi garantisco che tutto finirà bene. sembra che il picco che vi si appoggiava debba cadere. perciò vedrete che non lo toccheranno. saggia principessa" rispose il grande santo. i due monaci si lanciarono all'inseguimento. "Noi abbiamo nelle nostre mani i sette leoni. questi ordinò di legare Porcellino senza infierire su di lui: "Faremo uno scambio di prigionieri. La lancia feroce e l'ascia lucente sono spietate quanto la sbarra. legato come un salame insieme ai principi e a Tripitaka. Vorrebbero impadronirsi di Sabbioso e mangiar vivo Scimmiotto. con tutte le dame del palazzo. dalle mura. che nel frattempo aveva ricuperato i suoi peli. Ora ci porterete un pasto di magro. Dapprima dovettero ritirarsi. nel frattempo io piomberò dal cielo sulla fortezza e mi impadronirò del monaco cinese. un broccato di fiori profumati ai piedi delle rupi." "Maestro" chiesero i giovani principi prosternandosi. un gran burrone in fondo al quale rumoreggia il torrente." A notte i mostri si acquartierarono nei sobborghi della città. L'antico sentiero sale serpeggiando verso le cime. "Che battaglia tremenda!" esclamò quest'ultimo. e il loro regno venir consolidato. Si trovarono davanti a una residenza trogloditica: i due battenti di pietra venata della porta d'ingresso erano ermeticamente chiusi. vi faremo a pezzi!" I mostri vennero all'attacco senza degnarsi di rispondere. il principe fece aprire una porta della città e mandò una trentina di soldati a legarli e a portarli dentro. e lo trascinarono davanti al leone a nove teste: "Ecco qua. e subito gli sbucarono le altre otto teste. La principessa in lacrime venne a informare Scimmiotto: "Divino maestro. il grande santo raggiunse con Sabbioso il Monte dei Nodi di Bambù." Il giorno dopo. La gru è la sola compagna del pino. sono arrivati i due bonzi. "Avete notizie di Consapevole delle Proprie Capacità?" "Non gli accadrà niente" rispose Scimmiotto. Li porterò nella Grotta della Nonupla Numinosità e aspetterò là il vostro ritorno vittorioso. Scimmiotto portò sotto le mura i suoi leoni. domani procederemo allo scambio. Gli ufficiali della guarnigione aprirono le porte e presero in consegna i cinque leoni. Mentre il combattimento giungeva al culmine." Leon Fulvo prese il comando dei fratelli e li condusse contro la città in un gran turbine di vento. Il grande santo ricuperò i suoi peli e salì con Sabbioso sulla torre dov'era Tripitaka. Strano Imbroglio e Imbroglio Strano riuscirono ad approfittare del parapiglia per fuggire." Scimmiotto diede disposizioni agli ufficiali: "Leon Fulvo è morto." Il vecchio mostro abbassò la testa e le lacrime gli scesero dagli occhi: "Che disgrazia! Mio nipote Leon Fulvo è morto e gli altri sono stati imprigionati nelle carceri della città. Come vendicarli? " Porcellino soffriva in un angolo. A contrasto con il canto delicato della fenice azzurra. là fuori) e il mostro si precipitò all'attacco. gli restavano libere tre bocche per gridare: "Io me ne torno a casa!" A vederlo allontanarsi dopo avere felicemente compiuto il ratto. Gli bastò mostrare le zanne per mettere in fuga la guarnigione. "Scimmia maledetta!" urlava il vecchio mostro. Questa volta mobilitano tutti i loro poteri magici per coprirsi di gloria e ripulire dai mostri l'Occidente." Intanto il vecchio ordinò: "Ragazzi. Che insieme maestoso appariva dall'alto delle nuvole! Si vedevano una fila di picchi aguzzi. rovesciarono Accoppa Donnole e picchiarono a morte Leon Fulvo. Alla fine. "al principio combattevate da solo. Perciò subiva serenamente le loro furie senza far motto.Lo scontro durò fino a sera. Il Novizio e Sabbioso si misero sulla difensiva. Suonavano in continuazione gong. tutte con le fauci spalancate. Mentre contemplavano la montagna. grida e colpi di cannone scandivano le ore. Non perdete la calma. non temete per la vita dei vostri. terrorizzato. Scimmiotto e Sabbioso. padre e figli. Quando il sole giunse al tramonto Porcellino. ma dopo che avete simulato una ritirata vi abbiamo visto moltiplicato per cento." "Ci sono anche i re leoni?" "Non li ho visti. "Anche noi abbiamo fatto dei prigionieri." Ciascuno dei tre mostriciattoli impugnò un bastone di salice e si diede a colpire il Novizio. di dèi e diavoli. i cinque leoni raddoppiarono il loro impegno. spesse nubi nere coprono il cielo: rotolano pietre. si prosternò davanti a Scimmiotto: "Possano le loro altezze essere conservate in vita. per provocare il nemico a battaglia. gridavano invettive a squarciagola: "Sporche canaglie! Restituite Porcellino finché siete in tempo! Non avete altro modo di salvare la pelle. con sei persone fra i denti. Il bestione non riuscì a schivare un colpo del flagello triangolare. Si strappò molti peli. insieme al vostro maestro. Domattina di buon'ora ci recheremo nel rifugio del vecchio mostro: vi assicuro che lo acchiapperemo e riporteremo la vostra famiglia sana e salva. La bellezza delle quattro stagioni e delle otto feste gareggia con gli splendidi paesaggi delle isole di immortali. Solo Faccia Blu. d'estate le chiome dei salici e delle sofore. Il grande santo maneggia la sua arma con stupefacente abilità. mentre Mordi Elefante e Accoppa Donnole erano volti in fuga. mentre vado a catturare quei due per dargli il castigo che meritano. "che ho sul corpo ottantaquattromila peli. quando la nuvola si muove. "Tu hai catturato i miei nipoti. il vecchio mostro salì su una nuvola nera e si lanciò verso la torre. Al cader della notte. Potrei fare eserciti di milioni o miliardi di mie trasformazioni: questo è il metodo del corpo oltre il corpo." La battaglia di Scimmiotto e Sabbioso aveva alterne vicende. il principe e i suoi figli. Io sono scappato e loro mi hanno inseguito." La principessa. poi Scimmiotto si strappò un ciuffo di peli e li trasformò in un centinaio di Scimmiottini. su ogni merlo c'era una lanterna o una bandiera. mi sembrano ostaggi sufficienti per garantire la loro vita. erano riusciti a catturare Grifone e Ippogrifo. Porcellino la pagherà con la vita. Se sono tanto pazzi da uccidere i nostri. hanno perduto la vita. ma io ho in mano quattro bonzi e quattro principi. si impadronirono di Leone delle Nevi. Che magia è questa?" "Dovete sapere" rispose ridendo Scimmiotto. turbina la sabbia. ma lo persero di vista. e basta un pelo per fare dieci copie di me stesso. disponete le guardie per la notte e prendete il vostro riposo. . La porta fu spalancata (si sentivano gli strilli di Scimmiotto. voi fate attenzione. prendete un bastone chiodato di salice e date una buona bastonatura sulla testa di questo infernale macaco. si sentì sollevato e mormorò: "Maestro. ogni copia si può moltiplicare. Sulla fronte una lastra orizzontale recava una scritta in dieci grandi caratteri di stile calligrafico regolare: GROTTA DEI NOVE MEANDRI TORTI E RITORTI DEL MONTE DEI NODI DI BAMBÙ DELLE MILLE MERAVIGLIE Il mostriciattolo era entrato là dentro ed era corso ad avvertire il padron di casa: "Signore e padre. Il bastone di Sabbioso è famoso ben oltre le mura dei palazzi del cielo. la bava alla bocca. e ora ci vengono a liberare." Faccia Blu e i due Imbrogli corsero a legare stretti gli ultimi venuti. tranquillizzatevi. in città siete entrato voi solo. Il gibbone nero va a caccia di frutti e di sole. Scimmiotto udì le grida che si alzavano dalle mura e capì di essere caduto in un tranello. d'inverno volano i fiocchi di neve. le loro altezze. come acconto sulla vendetta per la morte di mio nipote Leon Fulvo. Gli altri sei leoni devono essere solidamente legati. al ritorno afferrò anche Porcellino. Ragazzi. Poi si cenò in cima alla torre. e poi andremo a dormire. Si sa che il corpo di Scimmiotto era forgiato e temprato: i colpi gli facevano solletico. Afferrarono saldamente fra i denti Scimmiotto e Sabbioso e li portarono dentro la grotta. altrimenti vi schiacceremo. Quando Leon Fulvo ne informò il nonno. A quanto pare i condiscepoli hanno vinto e catturato i mostri. Legate bene i nostri leoni. La paura invade anche i cuori di tigri e lupi. del principe e dei suoi figli. i cervi brucano fiori e si godono il tepore. ne abbiamo catturato uno. Il fatto è che possedeva nove teste. che lo raggiunse alla spina dorsale e lo fece cadere a terra grugnendo: "Porca miseria!" I due mostri lo acchiapparono per le setole e per la coda. "Ferma!" gridò Scimmiotto. tamburi e raganelle. Che ne sarà adesso di questa povera città?" "Non piangete. Di primavera rivaleggiano i fiori dei peschi e dei prugni." I principini si inchinarono di nuovo fino a terra. "Dove vai?" Il mostriciattolo.

quando la tua strada ti porta a occidente?" chiese il devarâja. "è scesa sulla terra due anni fa. ma si trovò la strada sbarrata dal venerabile celeste. "Si può sapere perché mi venite a trovare solo questa notte?" gridò il grande santo. perché sei scappato? Non sai quanti guai mi hai procurato?" Il leone non osava respirare. a disagio. lo afferrò per la criniera e gli fece piovere cento pugni sulla testa: "Brutto sporcaccione. Edifici e padiglioni si susseguono come ricamati sul broccato. Voi fate la guardia. Non dovrebbe nuocere alle persone troppo alla leggera." Il tudi si prosternò tremante e riferì: "Quel vecchio mostro venne ad abitare sulla montagna due anni fa. durante la mia assenza?" chiese Scimmiotto. Tripitaka e i principi avevano la pelle d'oca. dove gli vennero incontro le divinità locali e gli dèi tutelari della città. Dal momento che ci provavano gusto. che lo accolse rispettosamente giungendo le mani e chiese: "Dove va il grande santo? " Scimmiotto rese il saluto e rispose: "Faccio un salto al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. fra miriadi di raggi luminosi di buon augurio. "Non è accaduto niente. L'ho sgraffignata e me la sono bevuta. "Tu alzati. Io vado e torno. Lo trovarono profondamente addormentato. Scimmiotto gli volse le spalle e corse fuori. il solo mezzo è di recarsi nell'estremo oriente. ritornate da dove venite." "Padre. si mise a strillare: "Slegami per primo. al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie." Il venerabile celeste ordinò di introdurlo. "Bestiole immonde." I tre portarono le lampade. uscito dalla grotta." "Mostri e maestri si fanno concorrenza(13)" scherzò il devarâja. Porcellino e i principi erano sempre là. l'altro giorno ho visto una bottiglia nella Sala di Dolce Rugiada del Gran Chiliocosmo. il sole che brilla attraverso la bruma smeraldina aleggiante sull'altera foresta. mentre Scimmiotto filava dritto alla porta est del Cielo." E diede queste istruzioni: "Voi. si chiama 'nettare di diaspro della trasmigrazione'. quando una notte sono state rubate. Gli dèi tutelari della città restino a guardia delle mura. perché io possa liberare i miei. "Il venerabile celeste che vado a trovare è il padrone di un mostro con cui siamo venuti alle prese. invece di riposare ripresero a picchiare i bastoni sulla testa di Scimmiotto: sembrava che suonassero il tamburo. ardenti come un mare di fiamme. finì per chiedere che un centinaio di colpi li dessero a lui. A berlo. i condiscepoli e i principi. che recitò un incantesimo e gli disse: "Bravo il mio santarellino primordiale! Ecco qua paparino. Ma alla fine caddero addormentati. Giunse ben presto alla Scogliera delle Meraviglie. lasciali andare!" Aveva un bel gridare. incominciando da Sabbioso. Vigilava l'ingresso un ragazzo vestito dei colori dell'arcobaleno. Il tudi del monte afferma che quel leone vi appartiene. che non ne poteva più. "Grande santo. e quando entrò il Novizio si alzò e gli andò incontro: "Non ti vedo da molto tempo. quando giunse sulla rupe. I rivelatori dei cinque orienti e le altre divinità vennero a inginocchiarsi per salutarlo. Era l'ora yin. ti perdono. Ma devi accompagnare me e il grande santo nel mondo di Sotto per ricuperare la bestia. Presto i bastoni si ruppero e bisognò sostituirli. il mostro ha catturato di nuovo il generale delle Cortine Arrotolate. L'autore del furto. non ho bisogno di voi. abbiamo portato con noi il tudi della montagna: lui conosce le origini del mostro. gli . perché avete spento la luce? Non sarà mica scappato qualcuno?" Nessuna risposta. Ma ora abbiamo saputo che il principe è stato catturato dai nemici del grande santo. provocalo a duello e attiralo qui fuori. ma Scimmiotto e Sabbioso mancavano all'appello." Le divinità si divisero i turni di guardia. ti sbagli. Sedeva su un trono di fiori di loto di mille colori. Poi cavò la sbarra da dietro l'orecchio e le diede il diametro di una secchia e la lunghezza di due tese." Il reverendo celeste scese dunque sul Monte dei Nodi di Bambù con il grande santo e lo schiavo.Ma Porcellino. era chiaro che era fuggito all'aperto. Scimmiotto. riportate il tudi a casa sua e proteggete i prigionieri. Domattina si ricomincia. e non avrò legato bene il leone. il vecchio ordinò: "Basta così. Di Scimmiotto non si vedeva traccia. "Non hai vergogna di comportarti così davanti al tuo padrone?" Il mostro voleva lanciarsi all'attacco. dove scappi?" "Bada a quello che dici" sogghignò Scimmiotto arrestandosi. dove i tre figli del principe hanno onorato me e i miei compagni come loro maestri nelle arti marziali." Scimmiotto ubbidì: brandì la sua sbarra. Voialtri andate pure. Se lo interrogate. Allora Scimmiotto perse la pazienza. Il vecchio mostro finì per svegliarsi e balzò in piedi inferocito: "Ora ti faccio vedere io!" Scosse la testa e mise fuori tutte le sue bocche spalancate." "Perché siete venuti qui a far confusione. e non osavamo disturbare. che presentavano un tudi prigioniero: "Grande santo. il mostro lo inseguiva: "Scimmia del malanno. a giudicare dalle porte rotte. Quello sventato di Porcellino. Il vecchio riparò alla bell'e meglio i battenti scardinati. "È accaduto qualcosa di male al maestro. io mi ritiro nell'Antro del Broccato di Nuvole a schiacciare un pisolino. Quest'ultimo ha catturato il mio maestro. il mostro dorme ancora. e siamo venuti a presentare i nostri omaggi. cioè da un paio di giorni celesti. Da quanto tempo è scappata la bestia?" "Secondo il tudi" rispose Scimmiotto. Avevamo prestato le nostre armi perché se ne facessero copie. il doppio arco fiorito della porta. provoca una sbronza che dura tre giorni. rivelatore. collegati da portici ariosi. scivolò fuori dalle corde che lo stringevano. "Se pensi di passarla liscia. perciò sono venuto a pregarvi di riprendervelo. Si imbatté nel re celeste Vasto Sguardo." Il venerabile celeste ordinò subito a uno dei suoi capitani di convocare lo schiavo che custodiva la gabbia del leone. e quando giunse il vecchio lo onorarono come avo. Il mostro accese una torcia e vide i tre piccoletti spiaccicati per terra. Scimmiotto si rimpicciolì." "Dunque il mio turno sarà dopodomani" ansimò Porcellino. Non ricordo altro: devo essermi ridotto ubriaco fradicio. Constatando quanto è grande la sua forza magica. Avevamo accettato i figli del saggio principe della città di Yuhua come allievi d'arti marziali. senza smettere di urlare. e chiedere l'intervento del suo padrone. ragazzi. ha messo in moto tutta una banda di spiriti leoni. Sabbioso. e dovettero scuoterlo per un bel pezzo prima che si svegliasse." Diede loro un colpetto e li ridusse a carne da ragù. Gli altri leoni vivevano già nella Grotta dei Nove Meandri. le sei divinità del giorno e le sei della notte. sfondò la porta ed entrò. abbiamo arrestato questo ruffiano di dio locale. per interrogarlo. "Sta buono" gli rispose il vecchio mostro. Ho saputo che hai abbandonato il Tao e ti sei convertito al buddismo per proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture al Paradiso dell'Ovest. È stato proprio l'adempimento di quel compito a portarmi nella città di Yuhua. con i suoi soldati e colossi. "È in grado di raggiungere i tre puri in alto e le nove sorgenti sottoterra. è arrivato quel Grande Santo Uguale al Cielo che fece tanto disordine qualche anno fa. benché ormai manchi poco. rendimi i miei! Puzzone schifoso." La creatura riconobbe il padrone. Lo trascinarono quindi davanti al venerabile. che alla vista di Scimmiotto corse ad annunciarlo: "Padre. vi darà informazioni utili per liberare il santo monaco e il saggio principe. e vivono santi a migliaia. le volute di vapori porporini. Quando tutto tacque." "Non ancora. Quella bestia dormiva sodo e non lo sentiva nemmeno. Tripitaka." Fra gli altri si fecero avanti il rivelatore Testa d'Oro. Non c'è altro modo di catturarlo. Protetto da un gran drago azzurro. e li ha portati nella Grotta dei Nove Meandri del Monte dei Nodi di Bambù. Il mostro arrivò di corsa nella sala: "Ragazzi." "È andata certo così" disse ridendo il venerabile. la distesa delle tegole d'oro. Ma sarà meglio per te che mi spieghi come mai hai lasciato scappare il leone a nove teste. sfondando le porte al suo passaggio. grande santo. invece di restare sul Monte dei Nodi di Bambù a proteggere il maestro?" tuonò Scimmiotto. "Eravate ospite del saggio principe. Suppongo che tu abbia portato a termine questo incarico meritorio. era ritornato al volo nella città di Yuhua. dove si ammiravano le nubi iridate in vari strati. Se volete eliminare quel leone a nove teste. Poi allungò il lucignolo della lampada e si avvicinò ai prigionieri per liberarli. Domani verrà il tuo turno. un leone di pelo giallo." "Il mio santo primordiale coltiva la Via da molto tempo" disse il venerabile. quando ci siamo scontrati con una banda di leoni capeggiata da quel bel tomo. Si gettò all'inseguimento e scoprì Sabbioso che cercava di nascondersi dietro un pilastro del portico. balzò davanti all'ingresso della grotta e incominciò a urlare: "Brutta bestiaccia. immerso nei vapori di buon augurio." Scimmiotto rifletté: "Sulla Scogliera delle Meraviglie risiede il venerabile celeste Salvatore dell'Uno Supremo. Quando il guardiano si stancò di batterlo. statue di giada che rappresentano animali a guardia dell'ingresso. piegò le zampe e batté la fronte al suolo. fra i quali se ne trova uno a nove teste dotato di grandi poteri magici. il Palazzo della Scogliera delle Meraviglie è uno splendido mondo di eterna gioia. Ora toccherà a voi assaggiare la mia bacchetta: vediamo che effetto vi fa. Lo schiavo gli corse addosso. avete picchiato il vostro signore e padre quanto vi è piaciuto. Accendete le lampade e riposatevi. si scosse il pelo e rassettò l'abito. che si alzò a sedere sul letto e borbottò: "Slegare che cosa?" Scimmiotto spense la lampada con un soffio e scappò via." "È vino che mi ha mandato in omaggio Laozi. Grande santo. Là miriadi di immortali intrecciano corone d'omaggio. che gli chiese: "Dov'è la bestia?" Lo schiavo piangeva e non sapeva dire altro che: "Grazia! Grazia!" "Non sarai battuto in presenza di estranei. circa le quattro del mattino. Scimmiotto rise e corse via per la sua strada. lo gettò a terra e lo legò di nuovo. Quando cadde la sera. fratello! Ho i piedi gonfi!" Le proteste del bestione destarono il vecchio mostro." "Come mai questa gita nel cielo orientale. In effetti il suo trono appoggia su un leone a nove teste.

le lampade brillano ogni notte sull'altare. Tripitaka aveva i sudori freddi per il timore di incidenti. Giunsero in città verso sera. Porcellino e Sabbioso si incaricarono di riportare a casa i principi. ma non osavano far domande. "La sbarra cerchiata d'oro pesa mille libbre." Giunsero nei sobborghi orientali e si trovarono in una via rumorosa. un monaco che proveniva da uno dei porticati venne loro incontro. e confezionarono per i monaci tre abiti della foggia cui erano abituati. I bruciaprofumi ardono incenso senza tregua. al quale parteciparono tutti i notabili del principato. Le fanfare suonavano nelle strade. e la pagoda è sempre aperta a chi la vuole ascendere. e infine i condiscepoli e i principini. Perciò mi sono inchinato rispettosamente. Ci mettevano tanto entusiasmo che giunsero presto a padroneggiare i settantadue movimenti. Lo attestano i versi: Ebbero la fortuna d'incontrare Dei maestri divini. Porcellino accatastò molta legna secca e vi mise fuoco. Abbiamo ascoltato come i quattro pellegrini lasciarono la città di Yuhua. "le nostre armi sono pronte. Il resto. Uno fu riservato alla residenza principesca. offesa e difesa. Allo yang primordiale si conviene Il Nonuplo. Infine i fabbri si presentarono a Scimmiotto e gli annunciarono che avevano compiuto il loro lavoro. tornata la pace. inaridir la giada Di libertà. Quanto ai leoni prigionieri. Finalmente Giungono lieti nel mondo del Buddha. i giovani principi offrirono ai maestri un grande banchetto di ringraziamento. caro abate?" "Siamo gente rivolta al bene e preghiamo sempre per la salvezza della Cina. rosso e marrone. Qual'è il segreto di meditazione? Il cavallo e la scimmia del pensiero Tener sotto controllo. ché solo perfezione Assoluta la Via fa conseguire. affollate di gente e di bandiere. Si servì una cena vegetariana che tutti mangiarono di buon appetito. questo è proprio il mondo della grande pace. La Grotta dei Nove Meandri si ridusse come il rudere calcinato di una fornace. i mulini da preghiera sono collocati sotto l'ombra smeraldina degli alberi. "Non sono altro che un monaco mendicante senza pretese. Maestro e discepoli si presero il meritato riposo nel Padiglione dell'Essiccatoio della Garza. tagliato a pezzetti da una o due once. alto trono prezioso. ed il lasciare Evaporare il divino elisir D'autonomia. Questi furono accettati volentieri e subito indossati. Così tutti assaggiarono carne di leone. ho intuito che dovete avere alle spalle una lunga ascesi nelle vostre vite anteriori. "Ma quei leoni hanno ridotto i nostri vestiti a brandelli." Tripitaka raccomandò ai discepoli che si sbrigassero a completare le lezioni di scherma. per accertarsi che non vi fossero altre presenze. che li rinvigorì e fece passare la gran paura che avevano avuto di quelle bestie da vive. li scorticarono e li squartarono. "Non vedo né bandiere né stendardi che ne portino il nome. Soltanto una solida Base può consentirti di raggiungere L'illuminazione. Il padiglione del Buddha sfiora le nuvole. L'indomani il principe ordinò un grande festino di ringraziamento. CAPITOLO 91 LA FESTA DELLE LANTERNE DALLA FESTA DELLE LANTERNE DELLA PRIMA NOTTE DI LUNA PIENA." "Hanno rischiato di costarci molto care. Tu devi sbarazzarti D'ira e d'affanni. Quando uscirono dalla porta occidentale della città. sarà un'attestazione più che sufficiente della vostra affezione. Le divinità vennero congedate e il luogo restò affidato alla custodia del tudi. "Portate via quella roba!" esclamò Scimmiotto ridendo. figli miei. "Papà" corsero ad annunciare al principe. Seguendo strade e vicoli. il rastrello e il bastone ottocento libbre ciascuno. Se potete procurarci un cambio d'abito. Capacità da grandi esperti acquistano: Garanzia per Yuhua di eterna gioia. dove i tre giovani principi facevano i loro esercizi." Il . e le dame del palazzo e gli ufficiali vennero ad accoglierli. Sbarazzàti dei mostri ed eliminate le disgrazie. La regione meritava davvero il suo nome di Gioia Assoluta: la strada era comoda e sicura. Le lezioni venivano impartite nella corte. giunsero a un monastero fuori porta che aveva all'entrata una scritta in tre caratteri: MONASTERO DELLE NUBI DELLA COMPASSIONE "È quello che ci vuole per noi!" esclamò Scimmiotto." Il bonzo si inchinò fino a terra e Tripitaka si affrettò a rialzarlo: "Perché tanti riguardi. Erano liberi da ogni altro impegno e volti interamente a conseguire il giusto frutto. Mentre i quattro pellegrini si guardavano intorno. dalla corte dei Tang. e il venerabile gli montò in groppa: "A casa!" Salirono su una nuvola colorata e se ne tornarono al Palazzo della Scogliera delle Meraviglie. la folla li accompagnò per un buon tratto di strada. un altro ai funzionari dei servizi amministrativi. e scoprirai che è il vuoto. Lo chiederemo ai passanti. i monaci rispondono salmodiando sutra. Il grande santo fece i suoi ringraziamenti rivolto verso lo spazio. che si accalcavano e si spingevano per vederli. Arde l'incenso in ogni focolare. furono condannati a morte. videro altre mura e fossati. la dottrina Consentì loro rapidi progressi. Il lungo grugno di Porcellino. Le armi erano pesanti. Quant'era distante il Monte degli Avvoltoi? Quante tappe occorrevano per raggiungerlo? Se non lo sapete. e un vassoio d'oro e d'argento a modesta testimonianza della loro gratitudine. la faccia scura di Sabbioso e gli occhi rossi di Scimmiotto. grazie ai poteri magici dei nostri divini maestri. Poi entrò nella grotta e liberò per primo il principe. con i mari calmi e i fiumi limpidi. Infine si prepararono i bagagli e avvenne la partenza. Siete voi a godere la benedizione di un'esistenza libera e gradevole. come della gioia: Non c'è altro modo di toccare il fondo D'ogni mistero. ALLA PRIGIONIA DEL MONACO CINESE NELLA GROTTA FIOR DI MISTERO. le celle dei monaci sono illuminate dalla luna. poi Tripitaka." "Ma tutto è finito per il meglio. E con il cuor sincero si dirigono Al Monastero del Colpo di Tuono. Ma. negozi animati e bancarelle dove si vendevano olio e riso." "Voi mi confondete" esclamò sorridendo Tripitaka. Dal vostro aspetto e dal vostro vestito. un sol momento Di distrazione ti farà cadere Nei tre sentieri. Intorno allo stupa aleggia una bruma colorata. rapida e lenta. reverendo?" "Il vostro discepolo viene dalla Cina. Su proposta di Scimmiotto si convocarono i macellai. Fece chiamare i tre giovani principi e assegnò a ciascuno la sua arma. "Che città sarà questa?" domandò Tripitaka. Vi entrarono e videro le torri magnificamente decorate. attiravano l'attenzione dei perdigiorno. che li abbatterono. S'intromisero Certi leoni a far da guastafeste. Quando l'insegnamento giunse al termine. Frugarono la grotta. "Quanto pesano le armi che avete fabbricato?" domandò il Novizio. perché il viaggio potesse riprendere.mise una sella di broccato. mentre Scimmiotto provvedeva a Tripitaka. Pendono le lanterne da ogni porta. fu distribuito alla popolazione della città e dei sobborghi. "Sapete bene che siamo monaci e non possiamo accettare. Il passeggio nei porticati non ha sosta. In breve raggiunsero un'abilità che non avrebbero mai creduto possibile. come al solito." "Non oro e argento" aggiunse Porcellino. Nella città e nei sobborghi tutti accorrevano a salutare gli arhat discesi sulla terra. Quando suona la campana d'oro del superiore. ma la buona volontà e la forza divina conferita dal grande santo permettevano loro di maneggiarle con precisione." "Può andare" disse Scimmiotto. salutò Tripitaka e chiese: "Da dove venite. ascoltate il seguito. dove si aprivano taverne e sale da tè. Autentica terra pura e falso palazzo del drago: nubi di porpora coronano la Sala del Grande Eroe. Dopo cinque o sei giorni di marcia." I sarti ebbero l'ordine di procurarsi rotoli di broccato azzurro.

Lanterne e luna rischiaran la notte. ma questa sera potremmo andare a vedere le lanterne d'oro in città. Alla terza veglia. poco prima di mezzanotte. dopo la colazione. Qui la gente ama le feste. Dopo pranzo fu invitato a restare: "Reverendo." I monaci. flauti e canti. Nelle cavità in ombra delle rocce è rimasta un po' di neve invernale. che costano quarantottomila tael. ma hanno notevoli poteri in fatto di magia. Il piatto d'argento della luna illumina il cielo. passeggiarono nel parco. che non conoscete il nostro paese. pregò e spazzò il pavimento. la gru d'immortali e il cervo bianco accompagnano la stella della Longevità. potreste prendervi qualche giorno di riposo. Dalle torri pendono lanterne a forma di noci e di fior di loto. Il vostro discepolo sarebbe grato al superiore se gli permettesse di adempierlo in questo giorno di grande festa. il salice si copre di verde novello. su grandi tele sono rappresentati gamberi e tartarughe. quando la primavera fluttua già nella bruma del bosco. Tripitaka domandò: "Come si chiama la vostra nobile contrada?" "È una dipendenza esterna dell'impero dell'India: la prefettura Come l'Oro. Poi riconsegnò l'abito a Sabbioso e salì le scale. Sentite il vento: sono i venerabili buddha che ci fanno l'onore di scendere a vedere le luminarie. "Avviene così tutti gli anni.bonzo accompagnò il monaco cinese nel tempio principale. "Che olio si arde in quelle lampade?" chiese Tripitaka ai suoi accompagnatori. Quando discesero era venuta la sera e si accendevano le luci. in totale fanno millecinquecento libbre. reverendo. Passeggiano tigri e cavalli. Mille steli di bambù attendono i versi di un poeta ispirato. si alza il vento e la gente si chiude in . Era la bella festa del triplo cinque. il nostro modesto monastero può permettersi l'onore di ospitarvi. Nella sottoprefettura di Mintian. a sud alcune sale. presso il ponte sulle acque verdi. ma questa imposta è davvero pesante: la famiglia di turno deve spendere più di duecento tael. in caso contrario ci si dovrebbero aspettare siccità e piogge fuori stagione per tutto l'anno. Dèi e immortali si dànno convegno sul monte delle lanterne tartarughe. la gente canta il regno della pace universale. che comprende duecentoquaranta cantoni. i rami del vecchio susino si caricano di colore. Passavamo appunto per la vostra nobile regione e siamo entrati qui a chiedere informazioni sul paese e. strillò: "Avi miei! Come sono orrendi i vostri eminenti discepoli!" "Non posso negare che siano brutti. la gru sotto gli abeti ascolta aerea musica. ogni anno una grande famiglia di ciascun cantone deve fornire quest'olio come imposta. che portavano le lanterne in omaggio al Buddha. usciti dal portale orientale. Tre o quattro celle dalle finestre luminose sono dedicate alle pratiche magiche di trasmutazione. Il ponte delle lanterne d'oro prendeva nome da tre lanterne della dimensione di grandi giare. Promettono bel tempo e gran raccolto. Per il resto il nostro fisco non è esoso. I fiori di camelia. Da noi è ancora viva la tradizione del 'ponte delle lanterne d'oro'. bisogna tornare a casa. che mi hanno protetto nel lungo cammino. fino all'ultimo. sono cinquantamila tael bruciati in tre notti. e non vorremmo darvi informazioni imprecise. sono grossi come un uovo di gallina. Alte strutture di legno reggono leoni azzurri ed elefanti bianchi. colori di primavera in armonia con la luna piena. il cielo vibrava di scampanii e di rulli di tamburi." I monaci aprirono e Tripitaka si fece accompagnare da Sabbioso. Nella gran calca si offrivano spettacoli dappertutto. piante e fiori tra le rocce rivaleggiano in bellezza. e a ogni finestra aperta. per rendere omaggio al Buddha e sollecitare le scritture. i monaci proposero: "Reverendo maestro." Mentre parlavano si fecero avanti altri bonzi: "Il reverendo viene dalla Cina. Non si finirebbe mai di contemplare i ponti di stelle e gli alberi di fuoco. che deriva dall'antichità. e le paure di diavoli e lamie: non so più quando è festa." I monaci. questa è la vera e propria sera della festa. per contemplare il paesaggio. incuriositi e timorosi. a rendere omaggio alla statua del Buddha." "Come fa una lanterna a bruciare cinquecento libbre d'olio in tre notti?" si stupì Scimmiotto. aprendogli la porta della vostra pagoda. La giornata trascorse nel parco e nella sala principale illuminata dalle lanterne. perciò il bonzo non li aveva notati. si misero tutti in cammino." Monaci e donatori corsero a vedere. dietro le tende. La sospensione del coprifuoco dava via libera a innumerevoli bighelloni. nella sua cella si stava preparando un pranzo offerto da donatori. Il cervo si specchia nello stagno. Finora ci siamo accontentati delle luminarie del monastero e dei sobborghi. Arrossano i teneri fiori del pesco." "Si vede. Canti e colori dovunque intrecciati. alimentata da un olio profumato. pifferi e flauti per tutta la notte. Dalle tettoie pendono montoni e conigli. La notte del plenilunio è il 15. La notte del plenilunio. D'altronde questa notte non bruceranno a lungo: quando appaiono i buddha. Quando ebbero soddisfatto la loro curiosità. e prese molto tempo. e gli spettatori si dispersero precipitosamente. Lo attestano i versi: Gente festosa in paese pacifico. non citare il fascino del fiume Wang! Sull'acqua corrente nuotano anitre selvatiche. chi si era messo in maschera. a forma di padiglioni a vari piani. Le terrazze illuminate di migliaia di case riempiono l'aria di fumo per dieci e più li. Si alza tra i fiori la torre con il tetto a doppia gronda per coltivare la propria natura. La luce della fiamma. In realtà devo loro molto. In tutta la città e per tutta la notte rullano i tamburi e risuonano pifferi. perché ci siamo stati: sono duemila li. dopodomani. di prugno rosso. Una libbra d'olio costa trentadue tael e ogni lanterna ne contiene cinquecento libbre. Allegri passanti." "Quant'è distante la nobile prefettura dal Monte degli Avvoltoi?" "Possiamo dirvi quant'è lontana dalla capitale. Il giorno seguente. Non è roba qualsiasi. "Fate conto che ogni lanterna contiene quarantanove stoppini di paglia da lucerna intrecciati e rivestiti di seta. chi camminava sui trampoli. Anche i bonzi vollero rientrare: "Reverendo maestro. e sua eccellenza il governatore ama il popolo: avremo dappertutto luminarie. a nord la pagoda per la meditazione dei monaci. e altri brutti da far paura." "Come lo sapete?" chiese stupito Tripitaka. si vagò per le vie dei sobborghi. era riflessa e moltiplicata da scaglie di cristallo e di vetro. c'era chi danzava. perciò non vi date cura di queste cose. che era molto gradevole: Nel primo mese dell'anno la primavera rinnova la vegetazione. "Proprio così" replicarono seri i monaci. Quando se li vide davanti. e lo si racconta a memoria d'uomo. a farci offrire un pasto prima di riprendere la strada. a ovest i padiglioni degli ospiti. Non vantare la magnificenza del Parco della Valle d'Oro. Quelli là sono i suoi eminenti discepoli." Tripitaka ringraziò. Il giorno successivo Tripitaka dichiarò: "Ho fatto voto di spazzare ogni pagoda che trovassi sulla mia strada. Poi Tripitaka chiamò i suoi discepoli. messi in effervescenza. Il poeta Li Bo monta il pesce d'oro e la balena. Sotto la lanterna girevole i guerrieri incrociano le spade." "Ci sono dei buddha che si vengono a trincare l'olio delle lanterne?" sghignazzò Porcellino. Le belle si tengono per mano alla finestra del primo piano. tutti si sedettero a bere il tè. chi era montato sull'elefante. durante il colloquio. Oggi è il 13 della prima luna e questa sera si provano le lanterne. dicevano: "Grande paese." Mentre conversavano. La sera stessa si godettero lo spettacolo della folla dei fedeli del quartiere. per pregare. "Venite tutti a vedere i grandi personaggi che vengono dalla Cina! A quanto pare ci sono cinesi belli come pitture. la Cina! Che cosa siete venuto a fare fin qui?" "Il sovrano dei Tang mi ha affidato la missione di recarmi al Monte degli Avvoltoi. di gelsomino e di dafne sono i primi a sbocciare. Al primo piano indossò l'abito. Il mercato è affollato come in pieno giorno e vi sono appese le lanterne fiorite. È un ritiro che rende superflua la ricerca delle isole dei beati. anche per le soste che facevano davanti a ogni statua del Buddha. "È straordinariamente profumato. Passate con noi le feste del primo plenilunio dell'anno!" "Ho proprio perduto la nozione del tempo" rispose stupito il monaco cinese. Profuma l'erba cui discende la scalinata. "Da anni conosco solo le difficoltà di montagne e fiumi. l'olio scompare e le lampade si spengono. si erano tenuti in disparte e avevano voltato le spalle. ridono e mostrano gli effetti del vino bevuto. sibilò all'improvviso il vento. Ma non ci siamo mai spinti fino al Monte degli Avvoltoi. ma uno speciale olio profumato mescolato a burro. accompagnarono i visitatori dal superiore. Si crede che se i buddha prendono l'olio si avrà un buon raccolto. che recava il suo kasâya. A est gli edifici principali. se possibile. I pellegrini non si ritirarono a dormire prima della seconda veglia. tutte in filigrana d'oro fino. "Tutti lo sanno in città. La cerimonia si ripeté a ogni piano. Volano selle tintinnanti di giada. Dovete proprio restare qui per qualche giorno. Che ne dite?" Con il suo consenso. vi si affiancano aquile e fenici. e le lanterne tutti i viali della città. rotolano carri seguiti da scie di profumi. Peonie e magnolie elaborano segreti vegetali." Non si poteva rifiutare. Se aggiungete il trasporto." "Il vostro spirito è tutto rivolto al Buddha e alla meditazione. Le lanterne resteranno esposte fino al 18 o al 19. Poi si ammirarono le luminarie del monastero e. curiose di spiare lo spettacolo della strada. Questo è il motivo per cui la tradizione del ponte delle lanterne d'oro viene scrupolosamente rispettata.

il santo monaco dei grandi Tang in cerca di scritture." "Le terre dell'Est sono molte lontane. Dopo averli osservati a suo agio. Il terzo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza. quando si è avvicinato loro mentre toglievano l'olio dalle lanterne." Scimmiotto vide che l'intenzione era buona. Fui inviato a cercarle e presi il nome di Tripitaka. presero questo andazzo di trasformarsi in buddha. Io. Quest'anno si sono imbattuti nel vostro maestro. al giorno e all'ora. Il secondo si avvolge in una garza leggera rosso fiamma e fa risuonare gli zoccoli di giada tintinnante. grazia. dove il poveretto cadde tremante in ginocchio ripetendo: "Grandi re. "Si è presentato alla porta un monaco con la faccia pelosa e la bocca da duca del Tuono. grande santo!" "Non vi chiamo da un po' di tempo. non sono stato abbastanza svelto. Lo scopo era di sconfiggere la sfortuna in cui è caduto il vostro maestro. al riparo di una rupe: Hanno la faccia scura e gli occhi tondi. e lo prega e l'onora in ogni momento. Il reverendo si precipitò sul ponte a prosternarsi. secondo l'adagio: tre capre iniziano la pace(14). DEL MONTE DEL DRAGO VERDE Scimmiotto preferì non avventurarsi dentro alla cieca. e si trovò in cima a una grande montagna. e vi abbiamo seguito per darvi le informazioni necessarie. La loro intenzione è di cucinare un piatto sopraffino. Il mio secondo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità. rivestitelo e portatelo qui. [. ma a quanto pare qualcuno vi prende in giro. senza un'adeguata preparazione del terreno. Porto anche il patronimico Tang. Anche il nostro maestro non se n'è reso conto. In effetti. Cattureremo anche i suoi discepoli. che significa appunto 'tre ceste'." I mostriciattoli si precipitarono all'interno per annunciare: "Grandi re.. che lo guardarono con occhi bovini e chiesero: "Chi sei per osare di venir qui a strillare tanto?" "Sono il primo discepolo di Tripitaka. per salutare il Buddha e chiedergli le scritture nel Monastero del Colpo di Tuono. tagliando a strisce Tripitaka e mettendolo a friggere nel loro amato olio e burro. Tre grandi stendardi recavano i nomi dei tre comandanti. Perché fuggire. seguendo una traccia di odore fetido. Fu allora che ebbi il privilegio di vedere per mia edificazione la pusa Guanyin: essa mi disse che nel Monastero del Colpo di Tuono si trovano tre ceste di scritture autentiche. Ma Scimmiotto disse: "Fratelli. di cui eravamo ospiti. Il maggiore chiese che cosa succedeva. bonzo? Perché ti sei messo sulla nostra strada. Chissà da quale montagna e da qual caverna venivano quei diavolacci. una parete rocciosa in cui si vedevano i battenti di pietra semiaperti di una porta. in effetti è il Grande Santo Uguale al Cielo. per intervenire alla festa delle lanterne della prefettura Come l'Oro a procurarsi la loro bevanda preferita. Quando riuscì loro di diventare spiriti. Porcellino. si portò via il monaco cinese. è il Generale delle Cortine Arrotolate disceso sulla terra. al di là di un burrone. Mentre passavamo dalla prefettura di Come l'Oro e guardavamo le luminarie. con i miei occhi di carne vi ho preso per veri buddha: perciò mi sono avvicinato a voi. tori e zebù: ciascuno afferrò un'arma e si schierò sotto lo stendardo del suo drappello. non mi venite più nemmeno a salutare. Dice che se ne andrà solo se lo restituiremo. Il mio nome da laico era Chen Xuanzang. I miei discepoli sono tre. a suon di tromba e di tamburo." Gli orchi si dissero: "Meno male che non l'abbiamo mangiato subito: poteva andarci di traverso. tanto per sapere chi è e da dove viene. il corpo è variegato come una pittura. mollatelo subito: altrimenti rivolterò il vostro formicaio e vi spiaccicherò tutti quanti. fratello?" chiese Sabbioso." "Che cosa ve lo fa pensare. capaci di far salire in cielo le anime dei trapassati. Noi vi abbiamo visto partire all'inseguimento. se viene? Quale occasione migliore per rendergli omaggio?" Tripitaka non diede retta alle insistenze dei monaci e rimase dov'era. disgrazia. purtroppo. Le altre creature erano d'ogni specie: alte e basse. Il maestro è stato rapito da creature malefiche: dal piacer nasce la pena. cinquecento anni fa?" "Appunto. ma sono entrato nella comunità monacale del Monte d'Oro fin dall'infanzia. grazia!" Gli orchi chiesero: "Da dove vieni. spaventato. Comunque i difensori della fede vegliano a proteggerlo. con accompagnamento di capre?" "Erano le capre dell'esagramma della pace. perché sa che scendono i buddha. e voi evidentemente immaginate di poter fare i vostri comodi. al ritorno ordinò una grande cerimonia dell'acqua e della terra per la salvezza delle anime in pena." "E adesso che facciamo." "Il vostro discepolo pensa sempre al Buddha. è una reincarnazione dell'Ammiraglio dei Canneti Celesti. balzò giù dalla rupe dove si trovava e gridò: "Ehi voi. non serve a niente. il sovrano Tang fece un viaggio negl'inferi. Non occorse andare lontano per scoprire. La abitano tre mostri: il più anziano è il gran re Fuggilfreddo. Scimmiotto uscì allo scoperto e li apostrofò con . mettete ai ferri il monaco cinese nel ripostiglio." Gli orchi si allarmarono: "In effetti abbiamo preso quel tizio senza saper niente di lui. e la sua collera sfumò. prosperità!" I suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro videro subito che si trattava dei quattro protettori del tempo travestiti: gli addetti all'anno. signore?" chiesero spaventati i monaci. si guardava intorno. Ragazzi." A Scimmiotto prudevano le mani: "E vi sembra serio venirmi ad aiutare travestiti da pagliacci.. sbrigati a farci una relazione completa e sincera. Domandò: "Dunque è questa la montagna dei mostri?" "Certo. calamità!" I tre orchi avevano appunto portato Tripitaka in cucina e l'avevano spogliato e lavato nell'acqua di pozzo: al momento dibattevano se tagliarlo in dadi o in listerelle per saltarlo in padella." I mostri ebbero un brivido: "Volete dire il santo che provocò quei disordini in Cielo.] Mentre cercava un sentiero. È il Monte del Drago Verde. cedendo alla tentazione di godersi la festa nel Monastero delle Nubi della Compassione: questo spiega l'improvvisa disgrazia della sua cattura da parte dei mostri. dispersero in fretta le capre. Non esitate a intervenire!" Scimmiotto congedò i protettori e si mise in cerca della residenza trogloditica. Dopo che il primo ministro Wei Zheng aveva decapitato in sogno il drago del fiume Jing. Quelli che il vento ha portato un momento fa erano tre mostri belli e buoni. altrimenti spaccherà tutto e ci spiaccicherà." I mostriciattoli corsero a eseguire e spinsero Tripitaka davanti ai troni. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione. "Voialtri comuni mortali eravate convinti di essere visitati da buddha che accettassero l'offerta del vostro olio. grasse e magre. Ragazzi. che da tanti anni si facevano passare per buddha alla festa delle lanterne. detto Otto Divieti. coperto di ricami luminosi come lucciole: brillano da tutti i pori.casa." Fecero quindi suonare l'adunata di bufali. gli faremo un piccolo interrogatorio." "Incomincio da me. Siete diventati dei fannulloni. ripresero il proprio aspetto e salutarono tremanti: "Perdonateci. recata di traverso sulle spalle. ma Scimmiotto gli corse dietro gridando: "Attento." Il grande santo fece la capriola nelle nuvole e filò verso nord est. che urla di essere stato derubato del suo maestro. non ci cascate! Sono mostri!" Ed ecco che le lanterne si spensero e il vento. vecchie e giovani. maestro. Il grande santo impugnò la sua sbarra. comparvero in breve tre buddha e si avvicinarono alle lanterne. che si è convertito alla giusta dottrina. Baldi e feroci. scorse sul pendio quattro uomini che si spingevano davanti tre capre e gridavano: "Buon anno. Il più anziano si chiama Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Quando siete arrivati sul ponte delle lanterne d'oro. o semplicemente Bonzo. Che cosa avete da dire a vostra discolpa? A quali sollazzi vi abbandonate. non puoi certo essere arrivato da solo fin qui. In seguito l'imperatore mi ha accordato la grazia di affidarmi il Monastero di Vasta Benedizione. al mese. e si fermò davanti alla porta per gridare: "Mostri! Restituitemi subito il mio maestro!" La porta si spalancò con fracasso e ne uscì un nugolo di diavoli a testa di toro. i vostri capi l'hanno rapito. invece di fuggire davanti alle nostre immagini di buddha?" "Il povero monaco che vedete è inviato in missione dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. Seguì il vento fino all'alba. una gran sciabola il secondo e una canna nodosa il terzo. Una stele lì accanto recava sei caratteri: GROTTA FIOR DI MISTERO. le corna si drizzano sopra le orecchie appuntite. dove si trova la Grotta Fior di Mistero. Gli orchi indossarono l'armatura e uscirono a gridare: "Chi ha l'audacia di venire qui a far baccano?" Scimmiotto li osservò bene. e poi li mangeremo tutti insieme. il secondo il gran re Fuggilcaldo e il più giovane il gran re Fuggipolvere. e fin da bambini sono ghiotti di olio profumato miscelato con burro. ci hanno invitato a vedere le luminarie in città. Sabbioso chiamava. con un ululato sinistro. quando esso cadde improvvisamente. Ebbi l'onore di essere scelto dall'imperatore per dirigere le cerimonie e predicare. Il primo tiene la testa in caldo sotto un folto berretto di pelliccia di volpe ed emette un soffio ardente. lo hanno riconosciuto per un santo monaco di carni pregiate e si sono portati via anche lui. Se tenete alla pelle. ciascuno porta la sua arma speciale: un'ascia da guerra il primo. monete false! Che cosa state tramando?" I protettori del tempo. "È semplice: voi ritornate al monastero a badare alle nostre cose. vergognosi di essere stati smascherati. Vivono qui da un migliaio d'anni. hanno soffiato sulla fiamma e se lo sono portato via. Quanti siete? Come vi chiamate? Se vuoi salvare la pelle. Il terzo ha un ruggito di tuono e zanne d'argento appuntite. ma tutte avevano una testa bovina ed erano armate di lancia o di bastone. invece di adempiere alla vostra missione di protettori segreti del mio maestro?" "Il vostro maestro ha trascurato la sua natura meditativa. e io inseguo quel vento malefico.

Figuratevi che una volta ho passato cinquecento anni senza mangiare né bere. qui volano già le lucciole.voce tonante: "Brutti mostri ladri. mentre andiamo a catturare gli orchi. e constatare Che i loro pugni non pesano poco. Consapevole del Vuoto. Fuggilcaldo e Fuggipolvere. pang! Questo è il rumore dell'ascia e della sciabola che si urtano. E con calamità oscurano la Via. e un po' perché le disavventure gli toglievano l'appetito. ebbe per il momento la sua scodella di minestra. Andò a svolazzargli intorno. chissà dove dormivano i tre orchi. ma quella sbarra levata fa paura a dèi e diavoli." "Saranno re diavoli della capitale infernale" suggerì Porcellino. Non credevo che fossi soltanto un macaco losco e puzzolente. come usano all'Inferno. Ora sono ritornato con i condiscepoli." Scimmiotto riprese il suo aspetto: "Caro maestro. Un simbolo del vero vuoto tiene in rispetto tre false apparenze di buddha. invece di andare a dormire. Ma si vede Che la vita è votata alle disgrazie. È il caso di ricordarlo: Negligenza e licenza disturbano lo spirito. un po' perché temeva che non fosse vegetariana. Come mai non sento il gong . E se gli orchi. sono qui fuori. "Mi pareva strano di veder lucciole in questa stagione. Grotta Fior di Mistero. "Approfittiamo di questo bel chiaro di luna per fare a pezzi i mostri!" Scimmiotto si adeguò al parere della maggioranza e si rivolse ai monaci: "Affidiamo a voi il cavallo e i bagagli. Per monti e valli ho avuto mille pene. Intanto Scimmiotto ritornò al monastero. senza che si giungesse a una conclusione. E QUATTRO DIVINITÀ STELLARI CIRCONDANO E CATTURANO I RINOCERONTI. Ve lo dicevo che c'era sotto qualcosa di losco. Non vi sembra che ne valga la pena?" I monaci espressero la loro infinita riconoscenza. tirano e spingono. "dopo averli catturati non mancheremo di segargli il corno: ne caveremo un bel po' di soldi. Secondo gli antichi. venne la voce di uno degli orchi: "Ragazzi. e russavano come temporali d'estate. Dunque sei tu. bocche bisunte!" Si fece avanti roteando la sbarra e i tre orchi lo fronteggiarono con le loro armi. insieme all'olio di lucerna. Anche Tripitaka. Dopo cena fecero i piani per il giorno dopo: "Andiamo presto a letto. Il risultato è che quei ladri hanno rubato anche voi. e noi possiamo approfittarne. incatenato a un pilastro in una stanzetta sul retro. Pif. "Certo. le larve si muovono appena." "Vuoi dire che Porcellino e Sabbioso sono con te?" si rallegrò Tripitaka. Fu una bella battaglia sulla montagna: Il re scimmia osa affrontare. Scioglierò le vostre catene. la sciabola e la canna nodosa. Allora il gran re Fuggipolvere." "Ma come. bastò poco tempo per raggiungere la Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde. D'un tratto. Fuggilcaldo e Fuggipolvere ben lo conoscono di fama. ho preferito venir via. brilla come una stella cadente. Fuggilfreddo. In un tempo di festa sono giunto Nell'Ovest. intenta a spiare le mosse dei mostri. Ci siamo battuti tutto il giorno. I quattro protettori del tempo mi hanno dato le informazioni necessarie: Monte del Drago Verde. e del resto non sapevamo quali fossero le vostre condizioni." "Ma la porta è sbarrata" osservò Sabbioso. la sera mi sono venuti addosso tutti i loro scagnozzi e io. "Quelle loro teste bovine. Questi si vide messo in una posizione difficile e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole. qui nell'Ovest! Da noi. gridò: "Trasformazione!" e si mutò in una lucciola. tenete chiuse le porte e state attenti a torce e candele. Recitò un incantesimo. invece di dormire come noi. sfonderò la porta e vi farò uscire. all'inizio dell'anno. ma richiamarono le truppe e fecero tranquillamente distribuire il rancio serale. e questo libererà da una tassa esosa il piccolo popolo di Mintian. Imbrogliano sistematicamente le autorità della prefettura per rubare l'olio di cui sono ghiotti." "Maestro. con la sua sola sbarra. Imbattutisi per caso nel maestro. non riconoscete il vecchio Scimmiotto?" "Sei lo Scimmiotto dei disordini in Cielo?" chiese uno degli orchi. e i tre discepoli lasciarono la città viaggiando sulle nuvole. da una camera che si apriva sulla sala centrale. e specialmente delle ultime parole. Tre contro uno. dai fratelli e condiscepoli. udì qualcuno singhiozzare: era Tripitaka. senza vincitore né vinto. cavalcando il vento. e il monaco cinese si stupì: "Vedi come tutto è diverso. La sala centrale era vuota. approfittassero della notte per mettere le mani addosso al maestro? Secondo me. La battaglia continua fino a sera. "Sì. si posa sull'architrave e osserva attentamente: da una parte c'è una fessura. "Piuttosto hanno l'aria di tre spiriti rinoceronti." "Sono d'accordo con Sabbioso" aggiunse energico Porcellino." Scimmiotto fece cadere le catene con la magia che apre le serrature. le lucciole nascono dalla putrefazione dell'erba. Ma il maestro non ne inghiottì nemmeno una cucchiaiata. abitanti tre orchi che si chiamano Fuggilfreddo. Ad ali spiegate. visto che si faceva tardi e non ero sicuro di farcela. Il Novizio restò in ascolto delle sue lamentazioni: "Da oltre dieci anni ho lasciato Chang'an. sono venuto in avanscoperta per constatarle. Gli orchi non si preoccuparono di inseguirlo. ma voi. grazie. Ping. Ascia e sciabola si abbattono da tutte le parti. reverendo! Avete combattuto tutto il giorno. gli andarono incontro: "Finalmente ti si rivede. Se in fin dei conti non sapete l'esito di questa spedizione. Porcellino voleva sfondare senz'altro la porta. "Come entrerai?" "Ho i miei metodi" rispose Scimmiotto. ma il tuo aspetto è una vergogna. che l'avevano aspettato tutto il giorno." I monaci del convento vennero a invitarli a cena. il nemico si consiglia. Porcellino e Sabbioso. lo hanno rapito senza sapere chi fosse. ma il Novizio lo trattenne: "Prima di ingaggiar battaglia. è meglio muoverci subito e attaccare di sorpresa: non sappiamo quali conseguenze può avere un ritardo. se non vi disturba" rispose Scimmiotto. Restituitemi il mio maestro. e per una volta tanto Mi son dato bel tempo. illuminando il buio con la piccola luce del suo addome. Coi miei saggi discepoli di certo Dovranno misurarsi. Domattina andremo all'attacco tutti e tre insieme. Quei brutti musi sporchi d'olio di lampada rubato vogliono catturare un monaco inviato imperiale. Tutte le porte erano serrate." "Hai parlato abbastanza. e non siete affamato?" "Per ridurmi alla fame ci vuol altro." "Pensiamoci bene" obiettò Sabbioso. su cui i protettori del tempo mi avevano dato le informazioni necessarie. ascoltate il prossimo capitolo." I monaci non sospettarono nemmeno che quella fosse la pura verità. e fece strada al maestro verso l'uscita. paf! Questo è il rumore della sbarra di ferro. ed eccola all'interno. proteggendosi con la sua canna nodosa. le loro armi sono un'ascia. Mentre esplorava qua e là. Veramente non si muoveva nessuno: bufali addormentati giacevano di traverso nei corridoi." "Non credo" disse Scimmiotto. aspetta che vada a vedere se il maestro è ancora vivo. Che ne è stato del maestro?" "Ho seguito la pista dell'odore di quel vento e sono giunto a una montagna. ciascuno si difende e mostra la sua abilità. corse ad agitare il suo stendardo: la folla dei mostri dal capo bovino oscillò e venne avanti per accerchiare Scimmiotto. "Dice l'adagio: Se dài tregua. Ecco che vola sulla porta. e vi soffia uno spiffero. Ci si intrufola. sono io" si udì la vocina di Scimmiotto. A Scimmiotto e ai suoi compagni. Sentite: i mostri dormono. una volta di più la vostra inettitudine a distinguere il vero dal falso ha compromesso la nostra tabella di marcia e richiederà un bello spreco di fatica. Dimostreremo che sono impostori." Scimmiotto si rallegrò di trovare il maestro di umore più filosofico del solito. una sciabola e una canna. CAPITOLO 92 A CACCIA DI RINOCERONTI IN FONDO AL MARE OVE I TRE MONACI DANNO BATTAGLIA SUL MONTE DEL DRAGO VERDE. Poiché la notte non è adatta per combattere. Sono diavoli con la testa bovina. l'ascia. cattureremo i mostri e liberemo il maestro. di cui si doveva decidere il destino solo dopo aver catturato Scimmiotto. niente! siete corso a fare i vostri salamelecchi. "Certo la fama ti precede. Non è cosa da poco questa trasformazione: è una bella prova di versatilità." "Se sono rinoceronti" disse allegro Porcellino. Dopo centocinquanta scontri cadde la sera. "Ma non fate complimenti: posso anche farne a meno. Ho passato la giornata a combattere i mostri. "Che cosa te lo fa pensare?" chiese Scimmiotto. Non ho riconosciuto gli impostori E son caduto nella loro trappola. ruba lucerne.

Ma la voce del capo fece balzar su gli addetti alla guardia. Ma voi stavate all'erta e l'avete sorpreso. Per riscattarmi. il rinoceronte maculato. erano caduti addormentati." Lasciamo maestro e discepoli nello sconforto in cui erano piombati. e lui ha dovuto abbandonarmi e fuggire. succialucerne! Sputate fuori il nostro maestro!" Il portinaio terrorizzato corse a riferire: "Grandi re. Qiu. bel monaco!" gridarono." Il reverendo tremava come una foglia: "Grandi re." "D'accordo" rispose Scimmiotto. man mano che si prosegue scaturiscono da ogni parte nuvole colorate. impugnarono le armi. e anche il rinoceronte col berretto. Comunque questi mostri ci sanno fare. "Quali milizie celesti ti possono aiutare?" chiese l'Imperatore di Giada. Sabbioso lo vide sommerso dalla folla muggente. il mio maestro. Le armi sibilano nell'aria. Temilcaldo e Temipolvere. sotto la luce abbagliante delle lampade. scambiati i saluti. si trovò legato come un salame e trascinato dentro la grotta. ma i mostri gli balzarono addosso. Temilfreddo chiamò i suoi alla riscossa: "All'attacco." "Non sono rinoceronti che stiano a godersi il chiar di luna. Tripitaka fu rimesso ai ferri. Inoltre in vita sua ha mangiato cinabro vegetale: non è facile farlo morire. a quanto pare hanno nei loro corni il soffio della nobiltà. Vi dispiacerebbe continuare a custodire cavallo e bagagli. canna nodosa e bastone vanno e vengono in un torneo d'alta scuola. Hanno conseguito il Tao e raggiunto l'età di un migliaio d'anni. impugnavano le armi. ai colpi del rastrello si oppongono i fendenti della sciabola. Era la terza veglia. perché avevo disturbato la festa delle pesche di immortalità. Scimmiotto vide la mala parata e si disimpegnò con una capriola nelle nuvole. a sentir parlare quel vecchio furfante di Venere. mi chiedevo che cosa volesse dire. "Hanno chiuso le porte." I monaci non seppero rispondere altrimenti che prosternandosi nella polvere ed elevando preghiere. per sottomettere certi mostri" spiegò il precettore celeste. che li autorizza a dichiararsi grandi re. la sbarra di ferro fa prodezze memorabili. non mi ha dato altra scelta che di proteggere il monaco cinese nella ricerca delle scritture. Dobbiamo entrare in azione. dice che questi spiriti rinoceronti si sottomettono alle costellazioni volatili del Legno. che sapete cavalcare le nuvole. "Ehilà. io solo sono scappato. Ma a quanto pare non sapete che questi guai non sono casuali: sono prove che il maestro deve affrontare una dopo l'altra. Quando li vide. chiamarono a raccolta i loro mostriciattoli e uscirono ad affrontare il nemico. "Il nostro maestro. gli vennero le lacrime agli occhi: "Che peccato. sono riuscite a impadronirsi di Porcellino e di Sabbioso. "Mi buttò fuori il nostro Buddha. dopo essere venuto alle mani con loro!" "Ho visto che sono spiriti bovini. che non mi dà mai retta. con la dovuta pratica." Scimmiotto ringraziò a mani giunte. Non riesco a liberarlo da solo." Scimmiotto si inchinò a tanta sapienza: "Che stelle sono? Posso pregare di darmi indicazioni più precise?" "Le costellazioni si trovano dalle parti del Palazzo dei Tori Combattenti dell'Orsa Maggiore." "Allora non occorre che veniamo tutti e quattro. Porcellino e Sabbioso sono rimasti prigionieri. Non tiratevi indietro! Se la mancanza di uno solo facesse fallire l'operazione. asce levate. nella prefettura Come l'Oro. Zhu. Gli uni combattono furiosi per la vita del maestro. grande santo!" esclamò il pianeta del Metallo con una risatina ironica. e si aprì la strada a bastonate. Ma gli orchi si ostinano a resistere. Porcellino la sciabola e Sabbioso la canna. imparano a volare e a camminare sulle nuvole. verso mezzanotte. Rolla e beccheggia il rastrello. espose il caso. Caimano del Legno Jué. Poiché hanno sul loro corpo il simbolo del disegno celeste. "Porto un sacro decreto che ordina alle quattro costellazioni volatili del Legno di scendere sulla terra con il qui presente grande santo." I quattro precettori lo condussero subito nella Sala delle Nuvole Misteriose. Dopo un bel po' che combattevano senza vincitori né vinti. tre specie di peli. Lupo del Legno Kui e Sciacallo del Legno Jing si fecero avanti: "Hai bisogno di noi. lo salutarono: "Dove andate. si è fatto rapire da tre mostri che andavano in giro con l'aspetto di rispettabili buddha. "Non mi direte che avete difficoltà a identificarli. Dove dobbiamo andare?" "A nord est della prefettura Come l'Oro. gli altri . due corni e la capacità di fendere le acque quando devono attraversare il mare o un fiume. che ripresero i giri di ronda al suono delle raganelle. "Buttiamo giù i battenti." E ordinarono ai ragazzi di chiuder bene le porte e di tenersi zitti. contrariati. Scimmiotto si incaricò di affrontare l'ascia da guerra. per pregare le costellazioni del Legno di scendere sulla terra. correvano. il devarâja Anima Lunga e i quattro grandi ufficiali perspicaci Yin." Gli orchi si misero a ridere: "Per fortuna ci siamo svegliati in tempo per riacchiapparti. che ho incontrato alla porta. la scimmia è il mio discepolo Consapevole del Vuoto. Se li vuoi catturare. non si sente volare una mosca" s'inquietò Sabbioso. mentre io faccio un salto in Cielo per chiedere rinforzi?" "Reverendo. siete caduti anche voi nelle loro mani! Che ne è di Consapevole del Vuoto?" "È riuscito a tagliare la corda" rispose Sabbioso. ma il cielo era rischiarato da una gran luna piena. dove il pianeta del Metallo. Scimmiotto non poteva badare a lui. andiamo a caccia di rinoceronti. alla frontiera dell'India. Zhang e Xu. il randello ammazza diavoli non è un oggetto comune. Nel Palazzo dei Tori Combattenti. I mostriciattoli non poterono trattenerlo: rovesciava o schiacciava chi si opponeva. li vennero a ricevere le ventotto case. Altrimenti sarei venuto direttamente a trovarvi. il mio mestiere è di eliminare i perversi e restaurare la giustizia. Il nostro maestro è segretamente protetto dalle divinità dei monasteri. Detestano la vista della propria ombra e sono maniaci della pulizia: si fanno il bagno ogni momento. ma sono troppo potenti per metterli sotto. ma quando le loro truppe sono intervenute. davanti alla porta degli orchi. "Non sapevo che vi chiamaste 'costellazioni volatili'. Li abbiamo combattuti a lungo. grande santo?" "Nella prefettura Come l'Oro. nella Grotta Fior di Mistero del Monte del Drago Verde. sapete salire anche in Cielo?" chiesero impauriti i monaci. e sono venuto a chiedere aiuto all'Imperatore di Giada." "Che impudenti!" dissero gli orchi. si mette male! I bonzi hanno sfondato la porta." "Figúrati se noi avremmo osato lasciare il nostro posto senza ordine espresso. Ma non sappiamo quando ci caverà dai guai. Tao e Xu.e le raganelle dei guardiani notturni?" Il fatto è che tutti i mostriciattoli. "Dove andate?" gli chiesero." "Sono gli spiriti di tre rinoceronti. Basta che ti accompagni la stella del Pozzo: sa arrampicarsi sulle vette per divorare tigri e scendere in fondo al mare per catturare rinoceronti. ragazzi!" Tutte quelle creature bene armate fecero presto a gettare a terra Porcellino. che ritornò al monastero dove i monaci gli vennero a chiedere: "Siete riuscito a liberare il reverendo?" "Non è facile." I tre orchi balzarono dal letto: "Arrestatelo immediatamente!" Al monaco cinese si piegavano le gambe. il rinoceronte bue. "Venere. Li ho combattuti. il rinoceronte toro. accendevano torce." L'Imperatore di Giada incaricò il precettore Xu di accompagnare Scimmiotto al domicilio dell'Orsa Maggiore. quei mostri sono forti. Scimmiotto?" "Dunque siete voi" disse Scimmiotto. e seguiamo Scimmiotto." "Se non riuscite a vincerli voi. dai rivelatori e da una quantità di altri dèi. "Una volta ci stavo di casa" rispose ridendo Scimmiotto. basta che gli opponga le quattro stelle volatili dell'elemento del Legno: non potranno resistere. Si recò nella Sala di Chiarezza Penetrante. il rinoceronte gigante e il rinoceronte dagli arabeschi che spiegano il cielo. "Non è buon segno. Gli altri mollarono la presa e corsero in folla nella sala centrale. Tutti gridavano. Volevo sollecitare dall'Imperatore di Giada un'inchiesta per identificarli e rinforzi per sottometterli. dove Scimmiotto." Se ne incaricò il bestione: con un colpo del suo rastrello fece volare in pezzi le porte di pietra. Va a fare rapporto all'Imperatore di Giada. non ci sarà da temere che il reverendo maestro sia spacciato?" "Non c'è pericolo. senza scomodare sua maestà. essi finirono per imbattersi nel maestro e nel discepolo. Picchiava e gridava: "Mostri da strada. Queste bestie. va male! Il mostro con la faccia pelosa è entrato nella grotta e ci ammazza. Tirato e spinto da una mandria di bufali. La battaglia si ingaggiò senza scambi verbali. fece una finta e cercò di fuggire. dove incontrò i quattro grandi precettori celesti Ge. Nei primi scontri sale una sinistra nebbia. e ci vedrai più chiaro. "Fratelli. ma non ne sono venuto a capo. Sabbioso e Porcellino furono portati prigionieri dov'era Tripitaka. Temilfreddo. Strada facendo. "Dove credi di scappare?" Scimmiotto non perse tempo a rispondere: sfoderò la sbarra e ruppe la testa ai due più vicini." "Andiamo. gli altri balzano alla gola per conservarlo nelle proprie mani. urlando: "Grandi re. lo rovesciarono e catturarono anche lui. Il grande santo giunse in breve alla porta occidentale del Cielo. fuoco e fiamme dalle narici. Indossarono le armature. Da parte sua. è stato rapito da mostri per aver distratto la sua natura di meditazione partecipando a una festa delle lanterne. Fu un bellissimo scontro: Tre monaci contro tre mostri. Sciabole in pugno. che se ne stavano in conversazione. gli fecero l'interrogatorio: "Come hai fatto a liberarti dalle catene? Come è entrata quella scimmia? Confessa tutto. dove siete?" Porcellino e Sabbioso gli vennero incontro levando rastrello e bastone: "Come vanno le cose?" E Scimmiotto riferì per filo e per segno. sono agevolati nel divenire immortali. allora ha sconsideratamente ucciso due di quelli che lo circondavano. che conosce settantadue trasformazioni. "Sarà certo andato a cercare aiuto. Le caratteristiche comuni sono: l'unica narice. da quelle del tempo. Granchio del Legno Dou. Ce ne sono di tanti tipi: il rinoceronte a testa concava. Ascia contro sbarra: vittoria incerta. mandava a pezzi le porte una dopo l'altra e finì per sbucare all'aperto. dopo la giornata faticosa. Scimmiotto scomparve con un sibilo. o ti tagliamo in due. Si era mutato in lucciola per venire a soccorrermi.

Bisogna distruggere la caverna. il monaco cinese si profuse in ringraziamenti: "Sono profondamente riconoscente agli ufficiali stellari della pena che si sono data per venirci a liberare. piantarono in asso bagagli e maestro per salire sulle nuvole e farsi raccontare le circostanze della cattura. e si gettò nella mischia gridando: "Arriva il vecchio Scimmiotto!" I mostri. roteando le armi: "Giù le zampe. Sciacallo e Caimano mi hanno lasciato qui di guardia." Quando Scimmiotto vide il morto con la testa quasi recisa. "Li porterete davanti al prefetto di Come l'Oro. Caimano e Scimmiotto. non sai le conseguenze Che subirai allentando l'attenzione. hanno rapito anche il nostro maestro. "Maestro" disse Porcellino. mentre Granchio e Lupo facevano strage sulla cima e catturavano vivi quelli che non opponevano resistenza. su sollecitazione del grande santo. Ogni momento devi vigilare Sul tuo elisir. scorsero finalmente Scimmiotto sulla riva del mare che lanciava loro richiami. Scimmiotto gridò: "Prendetelo vivo. "Se non fossi intervenuto io." Tripitaka si inchinò di nuovo e rivolse preghiere al cielo. allo scopo di approfittare delle vostre offerte delle lanterne d'oro. la stella del Pozzo se lo sarebbe masticato fino all'ultimo pelo. che esaurisce le famiglie che la devono pagare. Non c'è niente di più adatto del corno di rinoceronte per dividere le acque: le fendevano con precisione e rapidità. fece la seguente allocuzione: "Prefetto di Come l'Oro. statemi a sentire. dove sono i rinoceronti?" "Che domande stupide!" esclamò Scimmiotto di malumore. Il fuoco la devastò da cima a fondo. allarmatissimi." "Certo" disse Porcellino. e impoverisce le vostre risorse. mostri da strada. "Ce ne avete messo del tempo.non farebbero che perdere tempo. troneggiando in cielo su un alone luminoso di buon augurio. bestiacce!" "Quel furfante ci ha fregato!" esclamarono gli orchi. Complimenti per questo bel . poi interverremo noi. Gli ufficiali e la popolazione della città e dei sobborghi. "Non ammazzarlo! Il grande santo lo vuole vivo!" Ma quel sanguinario non gli badò. Vi converrà abolire l'imposta dell'olio per le lanterne d'oro. Quanto a te. "Ragazzi. insieme a Caimano e Sciacallo." Con incosciente baldanza. "Stella del Pozzo!" gridò Mo'ang. ambra. venute a rubare l'olio. "Andate a riposarvi al monastero." Mentre le stelle partivano. Temipolvere si trovò accerchiato dalle truppe acquatiche. Ora i mostri sono sterminati." "Come mai non si vede Consapevole del Vuoto?" domandò Tripitaka con le lacrime agli occhi. uscirono dal palazzo di cristallo e corsero con grida di guerra a sbarrare la strada ai rinoceronti. Giunto sul fondo vide le stelle e i mostri che combattevano alla disperata. sguaina la spada e vallo ad aiutare. le creature uscirono dalla grotta al rullo dei tamburi: "Rieccoti qua." A questo punto abbassarono le armi e ritornarono al palazzo di cristallo ad annunciare: "Missione compiuta. Ora che siete arrivati voi. Dirà il grande santo che cosa si deve fare di te. Il terzo è stato addentato a morte dalla stella del Pozzo." "Va bene. "Abbiamo preso questi due. Digrignò i denti e si lanciò all'attacco con la sua sbarra. Che bella sorpresa!" si sganasciarono le quattro stelle. perle. corsero a riferire. la montagna e la grotta sono ripulite." "Bisogna portarli tutti e due in corteo per la città" propose Porcellino. Porcellino e Sabbioso si dedicarono alla perquisizione della grotta. ma per un bel pezzo non videro nessuno." Congedatasi dai draghi. e si dispersero al galoppo per la montagna. Uno yaksa volteggiatore e un pattugliatore corazzato li videro da lontano. che esperto avvocato è diventato il nostro ammiraglio. Converrà pregare le costellazioni di presentarsi in tribunale a testimoniare. in compagnia di Sciacallo e di Caimano. e la Via venne offuscata Dal momentaneo indulgere al piacere. di passargli un gancio di ferro nelle narici e di legargli solidamente le zampe. Questi spiriti rinoceronti sono gli impostori che per molti anni si sono fatti passare per buddha. entrarono nella grotta per liberare Tripitaka. "Tu andrai avanti a provocarli e li attirerai in campo aperto. così le prove saranno inconfutabili. "perché la gente veda e sappia che santi siamo noi. "Sta inseguendo gli orchi." "L'Ammiraglio dei Canneti Celesti dice bene" approvò la stella del Lupo. e non ci saranno scappatoie. che erano già in difficoltà. furono affidati rispettivamente a Caimano e Sciacallo. Porcellino e Sabbioso. "Come siete riuscite a trovarci?" "L'Imperatore di Giada ha ordinato di venirvi a liberare. Ne raccolsero uno staio e lo portarono all'aperto. le salutarono e le ringraziarono. la comitiva riprese la via della prefettura." "Lo credo bene!" rispose ridendo Mo'ang. I monaci. È probabile che nel frattempo sia andato a cercare rinforzi" suggerì Temipolvere. Quando rivide Scimmiotto. "In questi anni di vita da monaco. Il giovane principe scoprì Sciacallo del Legno Jing che aveva ripreso il suo vero aspetto per abbattere Temilfreddo. si diedero alla fuga nuotando verso il largo." Considerata la buona intenzione. Temilcaldo e Temipolvere. ho giusto imparato qualcosina di giurisprudenza" ribattè sostenuto Porcellino. Quando ebbero ripulito la montagna. Il grande santo li tallonava senza perdere il contatto. portando il reverendo sul loro migliore palanchino. Scimmiotto sfoderò il solito repertorio di invettive: "Succialucerne. poi invitarono il maestro ad aspettarli seduto su un masso. che avevano riparato alla meglio con lastre di pietra i danni provocati da Porcellino alla porta di ingresso. urlone: non ti ammazzo. "L'ordine riguarda tutti e quattro: partite senza indugio. soldati e abitanti della città e dei sobborghi. Mentre la carcassa veniva trasportata al palazzo di cristallo. Presi dal panico. tutti si dedicarono all'inseguimento dell'ultimo fuggitivo. carette. perche. Poi torneremo al monastero ad attendere i nostri amici. e ci siamo soffermati a ripulire la montagna e liberare il vostro maestro e i condiscepoli. Le divinità scesero in cavalcata sulla prefettura immerse in un pulviscolo colorato. questi signori non fanno che il loro mestiere. "Si salvi chi può!" In un bailamme di mugli e muggiti. Infine presero la strada del ritorno." "Non cercate scuse" intervenne il precettore celeste. bufali. udita la dichiarazione. riconoscendo le costellazioni. "Segategli i due corni e scorticatelo. mentre noi partecipiamo all'inseguimento. ne abbiamo riportato solo i corni e la pelle. non pestatelo troppo! Non mi consegnate una carcassa!" Mo'ang ubbidì: i soldati si accontentarono di rovesciare la bestia. "Voi dovete eseguire i vostri ordini. Avrà studiato la notte. si sbandarono e presero ciascuno una direzione diversa. caro e saggio discepolo. macaco! Non hai paura di prendere un'altra batosta?" Al Novizio non piaceva sentirsi chiamare 'macaco'." Aoshun convocò il principe ereditario Mo'ang: "Intervieni subito con le milizie acquatiche. "Grande felicità volge in dolore"(15) dice il Classico delle Mutazioni." "Al punto in cui è ridotto. ma si trovarono davanti Sciacallo. carpe. Abbassarono le loro nuvole e chiesero: "Grande santo. per raccogliere tutto ciò che avesse valore e piccolo volume: coralli. mentre incendiavano la grotta." "Non pensavamo che avreste avuto difficoltà a catturarli. temevo di non rivederti più. Potrete vivere in pace senza altri guai. datemi il cambio: io faccio un salto là sotto a vedere che cosa succede. Raccogliamo le nostre cose e andiamocene. che ci racconteranno che fine avranno fatto gli orchi. con l'anello di ferro al naso. tanto peggio" concluse Scimmiotto. finché si trovò accerchiato e gridò: "Grazia! Grazia!" Sciacallo lo afferrò per un'orecchia. Questi furono costretti a battere in ritirata. restituitemi il maestro!" I mostriciattoli. Vi schiererete come ieri e baderete a circondarlo per non farvelo scappare. Quando siamo passati dal vostro paese e siamo venuti a goderci le luminarie. ufficiali." "Senti senti. per ordine dell'imperatore e per riguardo al nostro condiscepolo. "tante cerimonie sono pura ipocrisia. lo disarmò e disse: "Sta zitto. si chiusero in casa a pregare e bruciare incenso. verso il Monastero delle Nubi della Compassione. con un grande sciacquio. grande santo" dissero le costellazioni. Poi le truppe si divisero per aiutare le due stelle a catturare gli altri fuggitivi. Io torno a fare rapporto. Tienilo stretto. li riconobbero e corsero ad avvertire il re drago: "Maestà. abramidi." Il grande santo fece il passo per aprire le acque e si tuffò. lo osservò con attenzione: "Non si direbbero ferite d'arma da taglio. per abbatterli ho dovuto chiedere aiuto agli dèi del cielo. portateci le armature. "Non saranno i rinforzi che può trovare a farci paura" esclamarono Temilfreddo e Temilcaldo. Le carni vanno assegnate ai saggi draghi. cipree. Noi siamo santi monaci inviati dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. che si sono messi nei guai con il Novizio. gamberi e granchi impugnarono le armi. Anche i tre orchi ricaddero a quattro zampe e corsero via verso nord est col fragore del cannone. Scimmiotto si raddolcì: "Avete fatto bene: vi sono molto grato di esservi preso il disturbo. i mostri ripresero il proprio aspetto: zebù. Fu la meditazione disturbata Dalla festa. Dal momento che si trova nel nostro territorio. agate. e lo stava azzannando di gusto. spingendosi davanti i due rinoceronti. Dopo un po' videro Caimano che spingeva Temilcaldo verso di loro." Temipolvere e Temilcaldo. Credo si tratti di Temilfreddo." Porcellino e Sabbioso. buoi muschiati. Noi due abbiamo sgombrato il terreno e siamo venuti a liberare il santo monaco. per tagliare il male alla radice. Quando vi giunsero Scimmiotto. "Eccolo che ritorna dopo essere stato messo in rotta. o te ne pentirai! Lupo e Granchio correvano sulle nuvole. I monaci del Monastero delle Nubi della Compassione varcarono in pompa magna le porte della città. queste creature. che in realtà sono tre rinoceronti. A questo punto intervennero le quattro costellazioni del Legno. padre e figlio. conchiglie. Giunti in vista dell'oceano occidentale. perché li processi per impostura e stabilisca l'ammontare dei danni cagionati alla popolazione in tanti anni. abbiamo visto il Grande Santo Uguale al Cielo e due stelle all'inseguimento di tre rinoceronti. giada e oro." Quando giunsero sulla montagna. I tre rinoceronti sono scesi in fondo al mare." Ao Mo'ang ubbidì: in breve tartarughe. e ruppe al malcapitato l'osso del collo. mentre le truppe manovravano per circondarlo.

il quale. come noi. tutto insonnolito." Montò a cavallo. l'han preso dalla strada per farne un monaco. I magistrati convitarono maestro e discepoli a un grande banchetto. ma chissà quanta strada resterà da percorrere. alla quinta veglia. È il caso di dirlo: Dalla gabbia. non mancherebbe di vendicarsi in qualche modo. raccogli tutti i preziosi che ci rimangono e donali ai monaci del monastero per ringraziarli dell'ospitalità. "Il maestro sbaglia i conti" brontolò Porcellino strofinandosi la faccia. È questo il giusto frutto che persegui." Il bestione trasecolò: "Il maestro non è più lui. Non vorrei che la nostra missione fosse compromessa. reggendo candele accese e bracieri d'incenso. è lui che gli fa cambiare idea." "Sento sempre su di me il sutra della prajñâ. battendo le palme in segno di disappunto. e sembrava che non li avrebbero mai lasciati partire." "Ci avviciniamo. che vennero in corteo con i loro impiegati. per presentarli come resa di grazie nel santuario dedicato ai vivi. Gli ufficiali stellari trovarono la soluzione molto elegante e se ne rallegrarono con il grande santo. Ricordate che quei monaci ci avevano detto che occorrevano duemila li solo per giungere alla capitale dell'India?" Scimmiottò rispose: "Voi dimenticate il sutra del Cuore del Maestro del Nido dei Corvi. Se tu pensi. Il drago caracolla. Poi fu la volta dei magistrati della prefettura e delle sotto prefetture. Saranno saliti sulle nuvole" si lamentavano i monaci. come la mia veste o la mia ciotola delle elemosine. Consapevole del Vuoto sta praticando l'interpretazione senza parola né testo. quel desiderio A sicuro disastro ti conduce. Ma intervenne Scimmiotto a evitare lo scandalo: "I quattro corni di questi rinoceronti siano portati dagli ufficiali stellari come tributo all'Imperatore di Giada. uno fu donato al Tesoro della prefettura. Ogni volta che andavano a un banchetto. I grandi caratteri sul portale dicono: MONASTERO DI MEDITAZIONE PAVIMENTATO D'ORO e sotto è appeso un cartello con la scritta: Monumento di remota antichità . Per qualche tempo. oltretutto. "Lui parla così perché vuole pungolare il maestro. D'un tratto un convento si presentò alla vista. dormiglione! Si barda il cavallo e si va via!" I preparativi furono presto compiuti. Mi ha sempre voluto bene e protetto. che cosa gli prende adesso?" "Il maestro non ha voglia di compromettere il viaggio per la tua ghiottoneria" gli disse Scimmiotto.trionfo! Come sono andate le cose?" Scimmiotto glielo riferì. cui sedettero i funzionari di ogni rango." "Scimmia zuccona! Come ti permetti di dire una cosa simile? Io non capirei quello che dico? E tu." Il bestione non se lo fece ripetere. si riempiva le maniche di preziosi trovati nella grotta dei mostri e li offriva agli ospiti. senza incidenti da segnalare. Ma fa la commedia del gran dottore: lui capisce e spiega. guarda quel monastero!" Non è grande e non è piccolo. Mentre nessuno badava a lui. "Non dovremmo più trovar mostri. dirò a Consapevole del Vuoto di romperti tutti i denti con la sua sbarra. sul Monte degli Avvoltoi. trascurando la giurisprudenza per il commercio. l'altro lo portarono con sé i pellegrini per offrirlo al Buddha. La notizia si sparse in città. "Consapevole del Vuoto. e gli elogi ricominciarono. fratello." E continuarono a camminare in silenzio. Prepariamoci a partire prima dell'alba. Intanto il monaco cinese e i suoi compagni procedevano per la loro strada. "Non avevamo preso misure di vigilanza. Trascorse un mese. Da parte sua s'intende di sbarre di ferro. e svelto! Se continui a discutere. poi si procurò una sega e si applicò a segare i loro corni. tramava qualcosa. È il destino cui devi prepararti. ma non sapete che cosa significa. la carne fu distribuita ai funzionari e ai raccomandati. tutto torna All'oceano. Fu promulgato un proclama che informava la popolazione che l'anno seguente la festa delle lanterne d'oro non sarebbe stata autorizzata." Quanto ai due corni di Temilfreddo. Strillò in direzione di Sabbioso: "Sveglia. conciata e indurita con salnitro e tannino. lo sa che sono un balordo. Le duecentoquaranta famiglie che avevano fornito l'olio delle lanterne vollero dedicar loro particolari festeggiamenti: non restavano soli un momento. fu utilizzata per fabbricare corazze. e neppure a salutarli!" Li vennero a trovare alcune grandi famiglie dei borghi meridionali. Non restò loro che rivolgersi al cielo e pregare. Le grandi famiglie furono invitate a preparare i sacrifici di cinque specie di fiori e di frutti. trasse il coltello e decapitò Temipolvere e Temilcaldo. i tetti sono coperti di tegole smaltate color smeraldo. Porcellino era quello che se la spassava di più. Il reverendo disse: "Ora apriamo la porta e ce la filiamo senza dir niente a nessuno. cioè l'interpretazione vera. Rilassatevi. Per giungervi nettato da ogni polvere. non certo di commenti dei sutra. Inoltre si destinarono i proventi delle ammende ad acquistare un terreno per erigervi un tempio dedicato alle quattro case celesti che avevano abbattuto i mostri. CAPITOLO 93 VISITA AL JETAVANA NEL PARCO DI JETA SI INDAGA SULLE ANTICHITÀ E SI DISCUTE DELLE CAUSE. discepoli! Guardate com'è ripida quella montagna!" "Ci avviciniamo al territorio del Buddha" replicò sorridendo Scimmiotto. Quindi presero congedo e si allontanarono su nuvolette iridate. tanto. Si chiamarono i macellai a scorticare e squartare i rinoceronti. Di scuole regolari per imparare la Legge. e non ho nessuna voglia di farmi rimproverare dal Buddha. Camminarono così per sei mesi. tanto per orecchiare la spiegazione di qualche sutra. spiega! Siamo qui ad aspettare. A che serve distinguere i tre ranghi? Quando l'atto è compiuto. Non è vecchio e non è nuovo. Come potrei dimenticare una preghiera che ripeto ogni giorno e che posso recitare anche alla rovescia?" "Certo. non ha fatto nemmeno il sagrestano. i monaci esclamarono: "Ci siamo lasciati sfuggire i buddha viventi senza riuscire a trattenerli. Bisognò che il reverendo prendesse da parte Scimmiotto e gli desse queste istruzioni: "Consapevole del Vuoto. Non vorrete ricominciare ad affamarmi!" "Stupido! Sacco di segatura! Non dire scemenze!" si indignò Tripitaka. si lamentò: "È presto! Non rompere!" "Si parte! Ordine del maestro" gridò Scimmiotto. e sono in grado di spiegare. L'acqua mormora scorrendo nel canale. si elevò un 'santuario per i vivi' dedicato ai quattro pellegrini e si eressero alcune stele in segno di perenne gratitudine. senza farlo sapere alle duecentoquaranta famiglie. maestro. per andare a mettersi a rapporto. e ha l'aria di contenere molte cose antiche di secoli e secoli. Il bestione. ma ci siamo riempiti la pancia solo una trentina di volte. aprirono la porta e si ritrovarono in strada. La pelle. "Abbiamo avuto duecentoquaranta inviti. Le tue realizzazioni Di immortale o di buddha vi si perdono. non insistere" diceva Sabbioso. che volevano invitare i pellegrini." Tripitaka li rimbrottò: "Per piacere. a documentazione delle circostanze che avevano condotto ad abolire l'imposta dell'olio. i muri sono di mattoni rossi a squadra. maestro e discepoli si abbandonarono alla bella vita. Quando nel monastero ci si accorse che Tripitaka e i suoi erano scomparsi. Sabbioso si divertiva e Porcellino si piegava in due dal gran ridere: "Che sbruffone! D'origine è una bestia perversa come noi. ascoltate il prossimo capitolo." Scimmiotto prese le misure necessarie e l'indomani. capisci meglio di me?" "Certo che capisco. Quando il fratello mi vuol picchiare. Tripitaka si allarmò: "Attenti. e che l'imposta dell'olio era abolita per sempre. magari. scavato ai tempi di chissà quale remota dinastia. Volò via la fenice. smettete di dire sciocchezze. Porcellino nel frattempo. non ne hai mai seguite. E allora non stare zitto. scosse Porcellino e gli ordinò di preparare il cavallo. nutrendosi di vento e dormendo in riva all'acqua. finché giunsero in vista di un'alta montagna. NEL PAESE DELL'INDIA EGLI SI RIVOLGE AL RE E INCONTRA UNA COMPAGNA. non lontano dalla strada. E le famiglie riconoscenti? Se non sapete che cosa fecero. o questa volta non eviterai le botte. lo recitate dritto e rovescio. Si ripara all'ombra delle conifere. "Tirati su e va a preparare il cavallo." "Lascia stare." Intanto avevano percorso un buon tratto di strada e superato alcuni colli. vorrai. perché fosse conservato nel museo locale. Disciolte le catene. "Alzati. in segreto. durante la notte sono scomparsi.

per aver modo di andarci e di indagare discretamente su questa persona. Anzi. Ebbe una stretta al cuore e non poté trattenersi dal versare qualche lacrima. si finge pazza e si rassegna a vivere e dormire fra i propri escrementi. la brezza mi portò un lamento. che esprimevano tormenti ignorati da tutti e nostalgia di casa. "Fratello" rispose Sabbioso. e incomincia a capire qualcosa degli uomini. "se lo hai dimenticato. chi dormiva. sulle minestre e sui piatti di verdure. non è una leggenda!" esclamò Tripitaka. figlia del re dell'India. gli diede di gomito e bisbigliò: "Bada che dài spettacolo. Poiché la nostra strada passa accanto al vostro nobile convento. I sandali di paglia Sul lastricato procedon spediti. che era una persona attenta." Porcellino fece il possibile per moderarsi. Di giorno balbetta soltanto parole incoerenti. nello stesso tempo. quando restarono soli. Tripitaka sospirò. Al canto del gallo ripartiranno. si vedevano carri pieni di gente. dal quale si accede alla regione montuosa. l'avevo fatta imprigionare in quel modo. ma il principe rispose che il parco non era in vendita: lo avrebbe ceduto soltanto a chi lo pavimentasse d'oro. maestro!" esclamò Porcellino." "Il nostro umile monastero è aperto a tutti. "Giusto un anno fa. a scanso di pericoli. Non saremo per caso nel territorio di Srâvastî?" "È strano. Ancor prima che il reverendo concludesse la preghiera di benedizione del pasto. Il morso non è mortale. Dove si trovano?" chiese Tripitaka. metterete in risalto la vostra divina potenza." I condiscepoli risero. caro superiore?" "Il vostro discepolo ha vissuto più di un secolo. bestie da soma e mercanzie. dove sedettero in grande calma di spirito." Dietro a lui veniva un vecchio monaco che si appoggiava a una canna di bambù e chiese: "Siete voi il maestro venuto dalla Cina?" "Non oso pretendere a questo titolo" rispose modesto Tripitaka. ho ancora la testa abbastanza lucida. Basta uscire dalla porta posteriore. Tripitaka smontò da cavallo e si avviò a piedi verso l'ingresso. Per tenerla in vita le portiamo due volte al giorno tè e riso. "Si è parlato delle rovine del parco di Anâthapindada. eminente maestro?" "Ho vanamente vissuto quarantacinque anni. Scambiati i saluti. altre ancora spingevano carriole. Aiuterete i buoni e. quale età dareste?" "Il vostro volto mi sembra così anziano e la vostra anima così pura. con carri. lo raggiunse un monaco imponente dall'aspetto autorevole: La luna piena brilla sul suo volto. "Ve le mostro. Il parco apparteneva al principe ereditario Jeta. Sulla porta e sotto i porticati sostavano molte persone: alcune portavano tavole. il monaco ricambiò premurosamente e chiese: "Da dove venite. accompagnato dai discepoli. Si bevve il tè e fu offerta una colazione vegetariana. anche al chiaro di luna. Perciò la prigionia continua e io non trovo alternative. Quando si sparse la notizia dell'arrivo dei cinesi in cerca di scritture. Mi posso permettere di chiedere la vostra età?" "Io vi supero di uno stupido ciclo di sessant'anni. un colpo di vento mi ha rapita e mi ha portata qui. lasciando solo un'apertura sufficiente al passaggio di una ciotola. . uno così bello e gli altri così brutti. che non oso far congetture. non sale nessuno prima del canto del gallo. quelli che pensavano solo a divertirsi. forse dipenderà da un cambiamento del clima." "Non ero mai stato qui" rispose Tripitaka." Due giovani bonzi vennero a invitarli a prendere il tè. ciascuno vi può soggiornare a suo piacere. Quando infine ritornarono nei loro quartieri. attraverso i portici e il refettorio. Qualche fortunato ne ha raccolti anche l'anno scorso. Porcellino si era gettato sulle grandi pagnotte. chiese: "Sapete dirmi chi sia la persona afflitta che abbiamo udito lamentarsi?" Il vecchio monaco inviò i suoi accoliti a preparare il tè e. la gente si fece da parte timorosa. dove affiorava la base di un antico muro e giacevano a terra varie pietre spezzate. Nella folla. riusciremo a trovare qualcuna di quelle mattonelle e faremo fortuna. pregando il Buddha di venirvi a esporre la Legge. che è un divino monaco dell'Est. altre sacchi sulle spalle. giunse le mani e recitò: "Penso a quel donatore d'altri tempi. tutti gli abitanti del monastero vennero a vederli: vecchi e giovani. sarà per noi una grande gioia. perciò lo chiamiamo Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada. Alla fine Tripitaka recitò la preghiera conclusiva e ringraziò. Del parco e del monastero originario restano alcune rovine sul retro. Tripitaka paventava incidenti e mormorava ai suoi: "Datevi un contegno! Siate gentili!" Ma nessuno tentò di stabilire contatti. Cercai fra le rovine del parco e trovai una ragazza. reverendi e inservienti. Le chiesi il suo nome e che cosa facesse in quel posto. ma la gente fa del suo meglio per evitarlo. argento o perle. Tripitaka si immerse nella riflessione: "Pavimentato d'oro. maestro?" "Il vostro discepolo Chen Xuanzang è stato inviato dall'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est a sollecitare le scritture dal Buddha nel Paradiso dell'Ovest. Ho diffuso la voce che si trattava di una creatura perversa che si sarebbe dovuto sopprimere." Tripitaka lo ringraziò e lo seguì nella sua cella." Si conversò finché non venne servito un altro pasto. ospitare il reverendo. Sudatta(16). Un domestico venne ad annunciare: "Il nostro reverendo maestro vorrebbe incontrare le personalità cinesi. si godevano lo spettacolo di Porcellino alle prese con il cibo. avete sempre avuto l'aria di uno che non sa distinguere un punto cardinale da un chiodo arrugginito. ma nella quiete della notte si sfoga singhiozzando e cantando. mentre rischiaravo la mia natura al chiar di luna. Fra un periodo e l'altro di meditazione. Alla fine Tripitaka e Scimmiotto se ne andarono a passeggiare nel giardino al lume della luna. Il vecchio monaco gli fece molti complimenti e infine chiese: "Quanti anni avete. "In tanti anni che viaggio con voi. "Magari. Domani all'alba riprenderemo il cammino. reverendo. Penso che il nome del monastero si riferisca a questa storia." L'ho fatta chiudere in una cella. ti ricordo che hanno una pancia anche gli altri. poi Tripitaka portò il discorso sugli antichi monumenti e chiese quale fosse l'origine del nome del monastero 'pavimentato d'oro'. ma non ho saputo che sia scomparsa alcuna principessa." "È precisamente quello che faremo anche noi. non è una buona ragione per esagerare." Chiacchieravano passeggiando nel portico posteriore. che si chiama Monte dei Millepiedi. Mi sono ben reso conto che voi e i vostri discepoli non siete gente comune. "Raccontano le scritture che il Buddha frequentava il parco di Jetavana nella città di Srâvastî. Sembrano venditori ambulanti." Aprirono una porticina e si avventurarono in un terreno incolto. Quando cadono piogge torrenziali. A un tratto si udì nelle tenebre qualcuno che singhiozzava perdutamente. come l'albero Della bodhi. Mentre prendevano la via del ritorno." "Ma quale spettacolo? Ho la pancia vuota come una caverna" ribatté brusco Porcellino. Lei rispose: "Sono una principessa. La tavola venne sparecchiata e si avviò la conversazione. anzi. Che cosa vengono a fare qui?" "La nostra montagna. E aggiunse un'altra domanda: "Al nostro arrivo nel vostro nobile monastero abbiamo visto molta gente che affolla i porticati. La ragazza è abbastanza intelligente da capire la mia intenzione: per non finire violata dai monaci. Tripitaka giunse le palme per salutarlo. Ove soggiornerà In compagnia degli arhat e dei buddha?" A passi lenti sotto il lume lunare giunsero a una terrazza. perché voleva destinarlo alla predicazione del Buddha. Ma questa volta si direbbe che abbiate già visto questo posto." "Che fortuna!" sghignazzò Porcellino. poi lo mise a disposizione della persona più onorata del mondo. accade ancor oggi che portino alla luce oro. dapprima sulle terre dell'Est. Il nostro monastero sorge nel Jetavana. "Qui si trovava anticamente il regno di Srâvastî. Quando vennero avanti quegli strani pellegrini. Questo triste affare su cui mi interrogate è cosa che potrebbe mettere in chiaro soltanto il maestro qui presente. mentre contemplavo i fiori sotto la luna. Chi faceva conversazione. ma poiché la compassione vieta a noi monaci di attentare alla vita. che elargiva le ricchezze Ai poveri e in eterno legò il nome Al Jetavana. Tripitaka lo sollevò e chiese: "Perché queste manifestazioni di rispetto. I viaggiatori che avete visto sono arrivati troppo tardi per proseguire il cammino e. le persone posate apprezzavano la dignità di Tripitaka. Il corpo è ben piantato. residenti fissi e ospiti temporanei. spero che andrete in città e svolgerete un'inchiesta esauriente con i grandi poteri che la Legge vi conferisce. ci siamo permessi di entrare con l'intenzione di chiedere riparo per la notte. ciascuno prese posto. bella e di alta statura. Più volte ho organizzato questue nella capitale. si sono fermati da noi a pernottare. Si agita nel vento L'ampia manica sull'impugnatura Del suo bastone. raspando per terra. Ma da qualche tempo hanno preso a infestarla numerosissimi spiriti in forma di millepiedi. Mentre facevano il giro della sala del Vajra." "Avete dunque centocinque anni" osservò Scimmiotto. Sabbioso." "Dunque è vero. L'anziano accettò la condizione e fece coprire tutta la superficie del parco di mattonelle d'oro. l'ho fatta murare. che era al primo quarto. Ma ora che ho l'onore di incontrarvi. e che lo riconosciate. Al Passo del Gallo. chissà perché.Fermato il suo cavallo. Tripitaka distingueva le parole di quei lamenti. era una volta un posto tranquillo. si inchinò davanti al monaco cinese e a Scimmiotto." "Che cosa ne sapete?" chiese Scimmiotto. tanto più che la notte vedo ben poco. che mordono la gente. L'anziano Anâthapindada gli chiese di acquistarlo. "A me.

come d'incanto. che era scesa ai piedi della torre. quando vide avvicinarsi il monaco cinese. Era dunque l'una del pomeriggio quando Tripitaka e Scimmiotto si accostarono alla torre. Nel frattempo ci è permesso sostare nella residenza di vostra grandezza? Ripartiremo dopo aver sbrigato l'incombenza. e la palla gli rotolò nella manica. I nostri pellegrini si presentarono a una stazione postale governativa. dove l'addetto all'accettazione corse ad avvertire il mastro di posta: "Sono arrivati quattro strani bonzi con un cavallo bianco. per aver modo di distinguere il vero dal falso." Tripitaka indossò il kasâya. zuppe e dolci per gli ospiti. non potresti combinare che guai. e Porcellino mostrò la sua gratitudine ingoiando un'intera infornata di panini caldi. che Tripitaka condivise con il mastro di posta e con Scimmiotto. ma non so se sua maestà tenga udienza. amante dei fiori e del paesaggio. Non è tempo di bighellonare a contemplare il paesaggio. Andiamo a goderci lo spettacolo sotto la torre. da Porcellino e da Sabbioso. e si rassegnò a ordinare che fosse introdotto. Venite con me. Sono trascorsi ormai quattordici anni. Ed ecco la principessa e il monaco cinese presentarsi nella Sala delle Campanelle d'Oro. Si sentivano i mille rumori dell'accampamento dei mercanti. Vedi: a tanta distanza di luoghi. non aveva scelta. forte come una botte di ferro e splendida come una residenza celeste. perché tutti si gettavano avanti nella speranza di impadronirsi della palla." Tripitaka si fece convincere e lo seguì fendendo la folla. mentre si sforzava di rendere loro il saluto e di tendere la mano per sollevarle. le sessanta fanciulle che l'attorniavano in ricche vesti e acconciature le presentarono la palla ricamata. vostro onore. le consuetudini sono le medesime. Come dice l'adagio: Spaventosa montagna ospita brava gente. che bel tiro mi hai giocato?" "Perché ve la prendete con me?" rise il Novizio. Goccia dopo goccia Si va vuotando la clessidra. Splendore Senza uguali il fiume d'argento nel cielo. "Le cose che sai fare tu non servono a corte. Si mescolarono alla folla di gente d'ogni sorta che affollava le strade: funzionari e contadini." "Certo. d'altronde." La luna sprofonda in un sogno di fiori. constaterai che i vestiti. Alzò le mani per proteggersi. figlia di sua maestà. e i componenti della carovana si dispersero nelle diverse locande. e sentì la tentazione di gettare quel monaco fuori di casa. prese la palla e gliela gettò sulla testa. esaminò la folla che si accalcava nella piazza e. conservate la calma. con il tuo muso e le tue maniere. Erano proprio . In un istante la piazza si vuotò. L'ufficiale di servizio alla Porta Gialla corse ad annunciare: "Maestà. Le dame e le fanciulle del palazzo. Non c'è nulla da temere. Verso le dieci del mattino erano in vista delle mura di una città d'oro. Tripitaka e Scimmiotto andarono a congedarsi dal vecchio monaco. "Tocca a me!" gridò Porcellino." Tripitaka." "Che ne dite?" propose Scimmiotto. Il sole del mattino Ne rischiara le strade. Salirà su una torre decorata. offeso. quando si dovrà ripartire al canto del gallo?" "Che cosa ti affligge. brutta scimmia zuccona. Furono serviti nel portico posteriore. non dimenticate le nostre promesse al vecchio monaco del Monastero Pavimentato d'Oro." Fu servito un pasto." Il bestione. "Lascia perdere. "Sei un goffo bestione. Scimmiotto andò nelle cucine a chiedere in prestito una lampada. constatando che era passato mezzogiorno. Siamo pur sempre riconoscibili come stranieri. al bisogno sa sfoderare qualche finezza. che ricordò loro il 'triste affare'. da cui avrebbe gettato la palla ricamata per designare il monaco cinese come genero imperiale: conosceva anno. La nostra principessa. accendevano le lampade e preparavano la colazione. e getterà una palla ricamata per designare il genero imperiale voluto dal cielo. bestione?" "Coricatevi. La mia povera mamma raccontava sempre di aver scelto marito gettando una palla ricamata. si apprestò a recarsi a corte." "Questa residenza è appunto destinata a ospitare gli addetti alle missioni ufficiali. Il suo vero obiettivo era Tripitaka: voleva impadronirsi del suo yang primordiale. E sullo fondo monti Come grandi stendardi. Una brezza dal muro d'assenza Alita tiepida. dalle otto finestre spalancate della torre. ma il loro cuore è saldo e fidato. In caso contrario. La principessa. assumendone le sembianze. a ricevere le debite felicitazioni. Egli è l'imperatore Yizong e si trova attualmente nel ventottesimo anno dell'era Calma Pace. che si alzavano. vostra grandezza. era chiaro che si trattava di una missione ufficiale." "Maestro. Il mastro di posta venne a riceverli. artigiani e mercanti. aveva portato a passeggio le sue donne nel parco reale per godersi la luna piena. "Nel nostro umile paese dell'India sono trascorsi cinque secoli dalla fondazione della dinastia. devo dar loro le ultime istruzioni. letterati a gomito con facchini. la principessa ritorna con un monaco. direte al re: "Fate chiamare i miei discepoli. Vibrante di colori. Ma non sapeva come l'avrebbe presa la principessa. torcendo le reni. in cui l'udienza dura più a lungo del solito. Corre acqua nei fossati. È un giorno movimentato. gli utensili di questa gente non sono diversi da quelli del nostro paese. Silenzio. con gli eunuchi giovani e vecchi. La folla gridò: "È un monaco! È toccata a un monaco!" Nella piazza scoppiò un parapiglia indescrivibile. sarà la prima cosa di cui mi occuperò." Visto che c'era un cavallo. I miei discepoli sono brutti. e Tripitaka gli disse: "L'umile monaco che vedete è inviato da sua maestà della corte dei Tang delle terre dell'Est al Monastero del Colpo di Tuono. La città aveva la nobile forma Di una tigre in agguato O drago acciambellato. Una creatura perversa aveva colto l'occasione per rapire la principessa e prendere il suo posto. che con la loro bruttezza lo spaventarono molto: erano uomini o diavoli? Tripitaka lo vide tremare e lo rassicurò: "Non temete. Un gran re occupa il trono: Regna prosperità. le case. Credevano di lanciare l'amo. mese. Il nostro sovrano ama i fiori e il paesaggio. Scimmiotto prese i documenti dalla sacca e uscirono insieme. Questo è il momento migliore. Sapeste quante montagne e quanti fiumi abbiamo attraversato per giungere fin qui!" "Dovete proprio essere un santo monaco!" esclamò il mastro di posta. e io ritornerò in albergo. per sollecitare le scritture dal Buddha." "Vorrei che mi ricevesse per presentargli le mie credenziali. nel continente meridionale. che è stata eretta nella piazza grande. Scimmiotto ringhiò e mostrò i denti. si diede una statura di tre tese e fece smorfie così spaventose che la gente cadeva a terra dallo spavento. e sarò pur capace di distinguere il vero dal falso. dove si trova questa corte dei Tang?" "In Cina. perché le avrebbe consentito di diventare immortale superiore dell'unità suprema. Anche il gusto di far baccano e divertirsi è il medesimo. Consapevole del Vuoto. Mentre il Novizio se ne andava. e non vorrei mettermi in situazioni difficili. si rivolgeva risentito a Scimmiotto: "Hai visto. ma non immaginavano che il pescatore fosse un altro." "Adesso che cosa facciamo?" "Maestro. è il momento giusto. Dopo che la falsa principessa ebbe bruciato l'incenso e formulato i voti al Cielo e alla Terra. Vi porteranno a corte dal sovrano. almeno. Può darsi che la principessa non insista per sposarvi. inalberò il grugno e brontolò: "A parte il maestro. che si mosse verso il palazzo seguito da un grande corteo. giorno e ora della sua venuta nella capitale. Se volete presentare i vostri documenti." "Non è il caso. Attendono i vostri ordini alla porta meridionale." Tripitaka si teneva in disparte e confidava a Scimmiotto i suoi pensieri: "Se ti guardi intorno. uscirono a inchinarsi davanti al monaco cinese: "Vogliate venire a corte. Entrarono nel viale del mercato orientale. Tripitaka sentì cadere il suo berretto alla Vairocana e fremette." "Ha ragione Consapevole della Purezza" rincarò Tripitaka. "Potremmo avvicinarci per vedere meglio. Questo è il momento culminante della festa: anche il sovrano sarà intento ai casi di sua figlia. Essa lo prese con la sua manina di giada e lo guidò al carro reale. Si esclamava: "Guardate! Ora getterà la palla ricamata. "Da quanti celesti anni regna la vostra nobile dinastia?" domandò Tripitaka. poi." Il mastro di posta si rinfrancò e chiese: "Maestro. "Quando giungeremo in città. e non avrà testa agli affari di stato. le dame lo circondarono e lo spinsero verso la principessa." Il sovrano non gradì la notizia." Si avviarono sulla strada maestra insieme alla rumorosa carovana dei mercanti e giunsero al passo all'ora della tigre." Allora verrò. "La palla in testa non ve l'ho tirata io. fratello" lo esortò Sabbioso. Il vento porta i suoni Di pifferi e tamburi. non mi pare che noi tre siamo tanto diversi. In effetti non dormirono a lungo prima che il gallo cantasse. "Vi accompagno" propose Scimmiotto." Tripitaka gli presentò i suoi discepoli. Il reverendo chiamò Porcellino e Sabbioso perché sellassero il cavallo e preparassero i bagagli. Userò lo stratagemma detto distruggere il mostro con il matrimonio.trovarono Porcellino che brontolava: "Vi sembra l'ora di venire a letto. in questo caso farete vistare il passaporto e ce ne andremo. A questo scopo il mostro aveva speso le ricchezze del paese per far costruire la grande torre decorata. "Non dubitate" lo rassicurò Scimmiotto sorridendo. quindi. che ha inaugurato al suo avvento al trono." Tripitaka." "Quando siete partiti dalla vostra patria?" "Nel tredicesimo anno dell'era Contemplazione della Virtù. Farò un'inchiesta e ne ricaverò le conclusioni opportune. Vorrei presentare il mio passaporto e farlo vistare. e Scimmiotto riprese la sua statura normale. Unicorni alle torri. celebra la sua ventesima primavera. Dice il racconto che l'anno prima questo sovrano dell'India. e trovò i monaci intenti a preparare tè. Vi prego di accomodarvi. Suppongo che sia la persona colpita dalla palla ricamata.

" "Perché siamo invitati?" domandò Porcellino. Tripitaka. per salire la scala del trono. Quando lo vide comodamente sistemato. Conseguii il Tao con l'aiuto di un perfetto e ritornai nel paese natale.. e invece di rallegrarsene continua a perdere la testa dietro ai suoi maledetti sutra. moraccio. non faceva che implorare: "Scusatemi tanto! Lasciatemi libero!" "Questo bonzo è proprio stupido" si indignò il re. fratello?" chiesero Porcellino e Sabbioso. Non ti spaventare" gli disse Porcellino. e acconsentirete a vistare il mio passaporto e lasciarmi ripartire per la mia meta. "Non ha paura delle botte. Alla sua età. il mastro di posta venne ad annunciare: "Un ufficiale è venuto a portarvi il sacro decreto di invito a corte di sua maestà. "Tieni i bagagli a portata di mano. Vi supplico di convocarli. "Che ne è del maestro?" "Il maestro ha una bella fortuna. e non ho potuto avere alcun contatto con loro. non ci tengo affatto." "Intervenire dove?" obiettò Porcellino. questi discepoli?" "Alla stazione postale. Ma ho tre discepoli che mi aspettano. e ci farà chiamare da un momento all'altro: dobbiamo tenerci pronti a intervenire." "Fate entrare il messaggero" disse Scimmiotto. Quando l'ufficiale li vide restò senza parola. La natura Ti scoprirà le fonti originarie. Sposerà vostra figlia e diventerà 'sua altezza'. ebbi il titolo di Grande Santo Uguale al Cielo." Essa si prosternò: "Padre mio. Discuteremo la situazione con il maestro. nel continente dell'Est. restate dove siete e rispondete alle domande. Si prosternò tremando come una foglia e balbettò: "Sono riconoscente a vostra maestà della grazia celeste che mi concede. fanciulle ed eunuchi l'hanno imbarcato sul carro reale e l'hanno portato a corte in compagnia della principessa. Senza affetti o pensieri. la grazia che vostra maestà mi avrà concesso sarà annotata per l'eternità." "Il viaggio non è finito. la principessa non avrebbe aspettato un minuto a bruciare suppliche al Cielo di elevarti subito lassù. mio genero" disse il re. Tradizione È la Via. Chi si prenderebbe in casa una disgrazia come te?" "Non te ne intendi. chiedendosi se fossero diavoli o yaksa. "Quale fortuna può mai essere?" "Mentre passavamo per la piazza. abbandonando il loro maestro alla sua vocazione di genero reale. per aver turbato la festa delle Pesche d'Immortalità ed essermi ribellato al Cielo." Porcellino e Sabbioso avanzarono con lui. e nessuno pensa di metterti le mani addosso. perché venissero a prendersi il passaporto e si levassero di torno. Come dicevano gli antichi: Pelle dura. Ormai se ne sta al caldo nella corte reale. sposi il cane. Ma poi. Ebbe la tentazione di rifugiarsi nelle stanze interne. non ha visto il Buddha e non ha avuto le scritture" constatò Porcellino. Godevo gli splendori dei palazzi celesti. E LA CREATURA INVANO NUTRE SENTIMENTI CHE PORTANO AL DESIDERIO. vivevo felice. sul Monte di Fiori e Frutti del paese di Aolai. Se la palla per sbaglio avesse colpito te. ma del tuo bel faccino" sogghignò Scimmiotto. contro le insidie Del destino contrario. Per . "Hai perduto la parola?" Il poveretto mostrò tremando il decreto reale e balbettò: "La principessa invita i suoi parenti. Vi assicuro che. Mi partorì una rupe. invece di mostrarsi contento. ordinò: "Discepoli. "Si vede offrire le ricchezze del nostro regno e la posizione di genero reale. Mentre ricamavo la palla. fece preparare il corredo ed emanò il proclama che dava la grande notizia a tutto il mondo." Il re spedì subito i suoi ufficiali a cercarli. ce n'è per tutti i gusti." Il Novizio. Se continua a rifiutare. "Perché il reverendo ha avuto la fortuna di essere prescelto come genero reale. sarai puro E libero di giungere a salvezza. si presentarono a corte." "Zitto. imprigionato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. perché non lo fate sedere?" Il re impallidì di paura." È il caso di ricordarlo: Le strettoie non puoi sempre evitare. la palla della principessa avrebbe colpito me. vedendolo in piedi accanto al sovrano seduto sul trono. il re li chiamò accanto al trono e chiese: "Da dove venite.Marito e moglie. Spero che mi vorrete perdonare questo delitto capitale. Sono un monaco di una fede straniera. Non farfugliare. ma la guardia di servizio gridò: "Fermo! Parlate dove siete. "Mai come in questo caso si può dire: Il filo del destino vi ha uniti a mille leghe di distanza. ascoltate il prossimo capitolo. non avrà certo bisogno di te per farsi spiegare che cosa si fa sotto le coperte. Ora è genero reale: non vi sembra una bella fortuna?" Porcellino diede in escandescenze: "È tutta colpa di quel disgraziato di Sabbioso. Non lasciar che i sei sensi ti travolgano Coi molti desideri. fui catturato dal Buddha. Uniti per il bene e per il male. ma gli sembrò indecoroso e si trattenne. la terra benedetta della grotta dove vivevano i miei. E l'amor brutta fine ti fa fare. "Credi di poter comprare il mulo per tre soldi. Il Cielo benedice." "Guàrdati intorno: qui non ci sono strumenti di tortura. un giorno dopo l'altro. Sottomisi i draghi in fondo al mare e scalai le montagne per catturare le fiere. "Di che cosa ridi. Come si diceva. Quando ritornerò al mio paese. di vistare i documenti e di lasciare che loro portino a termine la nostra spedizione. Dopo la cerimonia d'ingresso. come dice il proverbio: sposi il gallo. Sono i parenti della mia principessa che vi invitano. e questa palla ha colpito il maestro. Il momento di cercarle un buon partito era stato scelto dagli astrologi con tanta cura! Ed è toccata a voi. Scimmiotto acconsentì a rispondere: "La casa avita del vecchio Scimmiotto è la Grotta del Sipario Torrenziale.. parla lentamente. Se poi non sapete come andò il loro incontro con il re. ho abbandonato la famiglia e non potrei mai pretendere di unire la foglia di giada al ramo d'oro. mi sono sentito cadere in testa quella palla. "Ehi ufficiale!" lo incitò Scimmiotto. e vai col gallo. monaco? Com'è accaduto che la palla di mia figlia sia toccata a voi?" Tripitaka si inchinò e rispose: "Sono incaricato dall'imperatore dei grandi Tang di recarmi al Monastero del Colpo di Tuono per sollecitare le scritture dal Buddha. mano nella mano. Se fossi stato anch'io in quella piazza. "Come vi chiamate? Da dove venite? Perché vi siete fatti monaci? Che cosa sarebbero questi sutra che cercate?" Scimmiotto fece un passo avanti. tu fai il bene. vuol dire che così era destinato dalle nostre esistenze anteriori. Dopo aver cancellato il mio nome dal registro dei morti. e vai col cane. temendo complicazioni. sbottò: "Sua maestà si dà importanza con l'affettare disprezzo per gli altri. da parte mia. senza accennare il minimo inchino. e te lo senti già sotto il sedere. Invitate il mio maestro a diventare vostro genero." Il reverendo inorridì e si sentì svenire. voi sareste gli eminenti discepoli del santo monaco. mi intrattenevo con gli immortali e vivevo nella gioia e nei canti. CAPITOLO 94 TRIPITAKA GENERO REALE OVE I QUATTRO MONACI SONO FESTEGGIATI CON UN BANCHETTO NEL PARCO REALE." "Venite proprio da lontano!" esclamò il re.. Mentre attraversavo la piazza per venire a presentare il mio passaporto." Il re chiese: "E dove sarebbero. e poi lo costringete a restare in piedi. Scimmiotto e i suoi compagni. Il maestro è in preda al panico. ma ho anch'io il mio fascino. Servon tre perfezioni a conservare Il tuo grande elisir." Il re prese le sue disposizioni: incaricò il presidente del collegio astrologico di fissare il giorno del matrimonio. Sono brutto. nutrito di pillole di ferro e dissetato con bronzo liquefatto. al seguito dell'ufficiale inviato dal re. ridendo fra sé. In quei santi luoghi. Se è toccata al santo monaco. furono mio padre il cielo e mia madre la terra. bestia!" tagliò corto Scimmiotto. Dame." Scimmiotto lo prese per le orecchie: "Brutto sporcaccione che pensa solo a queste cose! Che cos'hai da ridire sul maestro?" Mentre bisticciavano. Scimmiotto era ritornato all'albergo tutto allegro e pimpante. Ai piedi dei gradini del trono rimasero dritti impalati." Scimmiotto rise: "Noi monaci non perdiamo mai l'occasione di farci avanti. Ma Tripitaka. Io sì. ma a te spetta coltivarla. che sarei stato un genero soddisfacente!" "Spudorato fanfarone!" esclamò Sabbioso sfregandogli il grugno. né dare le istruzioni necessarie. ma ossa solide. "Non gli serve più che ci azzuffiamo per lui con i mostri sulle montagne.. ma non so che cosa ne pensi la principessa. ho giurato solennemente che avrei sposato qualunque persona avesse colpito. La principessa mia figlia compie vent'anni e non ha mai avuto marito. Come potrei discutere un'unione voluta dal destino? Lo accetto come genero reale. la figlia del re ha lanciato la sua palla da una torre per scegliere lo sposo. "E così. Finì per raccogliere tutto il suo coraggio e ordinare che si portasse un cuscino ricamato per far sedere il monaco. chiamo le guardie in divisa di broccato e gli faccio tagliare la testa. "Raccogli i bagagli e prendi il cavallo.

il cuore del viandante si stringe di nostalgia. cova qualcosa. Invitiamo nostro genero a intrattenersi con noi nel parco reale. Anche se la principessa fosse autentica. Sabbioso giunse le palme e rispose: "Fui un semplice mortale che cercava la Via perché temeva la morte. "ma questa gente ha deciso di prendermi per genero: come me ne potrò liberare?" "Le nozze sono fissate per il dodici. Il mio aspetto e il mio spirito mutarono: mi abbandonai al peccato e distrussi molte vite. Intervenne Porcellino: "Maestà. I servitori portavano una pignatta dopo l'altra di riso e di tagliatelle. Ne riparleremo domattina. La rugiada Imperla i fiori. La grazia generosa dell'Imperatore di Giada mi conferì il titolo di Ammiraglio dei Canneti Celesti e mi affidò il comando della marina che presidia la Via Lattea." "Quelli non sono buoni nemmeno ad allacciarmi le scarpe" ribatté Scimmiotto. "Abbiamo avuto una giornata impegnativa. Mi sentii rinnovato e ricominciai a coltivare il Grande Risveglio. e perciò fui esiliato nel Fiume delle Sabbie Mobili. Se poi scoprissi che è una ragazza normale. dalle smorfie che faceva e dai suoi impossibili sventagliamenti d'orecchie. Ma durante la festa delle Pesche d'Immortalità ruppi maldestramente una coppa di cristallo. e Guanyin gli ordinò di liberarmi dal celeste castigo. finalmente il mangione si sentì sazio. Per fortuna la pusa. Ciò mi aprì le porte dei palazzi del Cielo. propizio all'udienza dei saggi e alla trattazione degli affari. si distesero le coperte e in breve tutti si coricarono. La pia sincerità della mia ricerca mi fece incontrare un compagno d'immortalità. Fui ammesso dentro i confini del Cielo." Il Novizio si spaventò: "Per carità. armonizzai i quattro stati dei fenomeni." Il re si rese conto che aveva a che fare con gente di qualità. Il mio nome è Consapevole del Vuoto. in viaggio verso l'Est. quanto dell'immensità dei mari e della maestà dei monti." Quando suonò la prima veglia. Quando sorge il sole Emergono dall'ombra le chimere Sul culmine dei tetti. incontrai un uomo vero che. mi inchinai davanti alla volta misteriosa e ricevetti il titolo di Generale delle Cortine Arrotolate. Per fortuna il mio maestro partì dalle terre dell'Est. sia l'altro nome di Sabbioso. quando il mio lavoro raggiunse il Chiliocosmo." Quanto ai tre 'saggi parenti'. perché senza il nostro aiuto non riuscirete a persuaderlo a diventare vostro genero. e riempivano senza tregua la sua ciotola. Sul cammino della reincarnazione." Il re fu soddisfatto e ordinò di spazzare torri e padiglioni nel parco. sgocciola la clessidra. praticando con diligenza il lavoro del doppio otto e forgiando rispettosamente la successione del doppio nove. mi convertì e mi impegnò ad accompagnare il figlio del Buddha della corte dei Tang. in un angolo dondola al vento l'altalena vuota. mi metti sempre in situazioni impossibili! Te lo avevo detto che volevo sbrigare il visto del passaporto tenendomi lontano da quella torre: mi ci hai trascinato tu.cinquecento anni non conobbi i sapori del tè e del riso. Cirri sventolano Come pennoni. balzò giù dal trono e corse a stringere le mani del reverendo: "Genero mio. Non appena restarono soli. "vi ho portato dove potevate soddisfare la vostra passione nostalgica per il passato e le tradizioni." "Oggi che giorno è?" chiese il re. Mi riuscì di alimentare il fanciullo alchemico e di unirmi alla bella fanciulla. quella boccaccia puzzolente! Se mi manchi di rispetto. mi vuoi morto! Avremo percorso il novantotto per cento del nostro viaggio. Se lo volete festeggiare nel parco reale. Si presentò il primo astrologo di corte: "Il matrimonio è fissato per il dodici di questo mese: un giorno fasto. diretto a occidente. Il mio nome in religione è Consapevole delle proprie Capacità." Il re si sentiva combattuto fra la gioia e il timore: gioia che sua figlia avesse scelto un buddha vivente. il reverendo si rivolse al Novizio con voce furente: "Maledetto macaco. E adesso che abbiamo visto com'è andata a finire. mi liberò dalla rete dei miei peccati e spezzò la porta della mia disgrazia. mi convertii allo Y oga. Profumano i fiori. con certe curiose contorsioni. per rendere omaggio ai genitori. Gli sembrò prudente non contrastare lo strano personaggio. in cerca del giusto frutto." Il re era tanto impressionato che non osava nemmeno alzare gli occhi su di lui. invitate anche noi. e bruma mattutina Aggiunge un tocco al fascino dei salici. Poi fu tolta la seduta. Il bestione fu eccitato dall'impressione che faceva. al cader della sera. "Voi perdete tempo a cicalare" gridò Tripitaka. Il vento agita le chiome dei salici. che cosa conti di fare per cavarmi dai guai in cui mi hai ficcato?" "Maestro" rispose sorridendo Scimmiotto. "mettiamoci a letto. Si accesero le lampade. ma di sua figlia non ho ancora avuto modo di farmi un'idea. mi dedicai anima e corpo al suo insegnamento. Sia il mio nome in religione. perché ciascuno godesse la bella giornata primaverile. In quell'occasione la principessa dovrà per forza presentarsi in pubblico." Il bestione tirò giù una riverenza e borbottò: "Grazie tante. tanto più se poteva restarne compromesso il real matrimonio. fu servito un pasto vegetariano. L'ufficio della musica aveva il compito di far musica dove gli ospiti si trovassero. Tripitaka gli gridò: "Via. "Preparate per i discepoli il Chiosco Afferra Primavera. e abitando sul Monte Fuling commisi ogni specie di peccato. il giorno in cui le scimmie offrono frutta. l'ufficio del cerimoniale fu incaricato di accompagnarli all'albergo. perciò fui degradato e bandito fra i mortali. dalla vociona rude. Oggi servirete una giara di vino di primavera. Vagabondai fino alle estremità dei mari e ai confini del cielo. discutevano ancora. recito l'incantesimo e ti spacco la testa. Sulla porta decorata è calata la tenda di perle. Mentre mi trovavo immerso nelle tenebre. Il re risalì sul trono e domandò: "E il secondo discepolo?" Porcellino drizzò il grugno con sussiego e rispose: "Nella sua vita anteriore. mi chiamo anche Otto Divieti. Trascorsi un'esistenza sviata. e si lasciò andare a smorfie mostruose. ma mi chiamano anche il Novizio. il vecchio Porcellino era avido di piaceri e incline all'indolenza." Il mattino successivo l'udienza reale si aprì alle cinque. Fu Guanyin a riportarmi sulla retta via: mi convertì alla dottrina del Buddha e fece di me il protettore del monaco cinese nella sua ricerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. non fatevi prendere la mano. non vi resterà che sposarla e godervi i fasti del regno. nel disordine e nella confusione." Il re era impressionato da quel brutto grugno. il re ordinò: "Il servizio dei banchetti prepari il convito di nozze per il giorno dodici." L'esasperazione di Tripitaka raggiunse il colmo: "Brutto macaco. Sarà utile anche a voi. Bianche nuvole navigano lungo la rotta della Via Lattea verso paesi lontani. Consapevole della Purezza. e tu cogli il momento per pugnalarmi con la tua lingua affilata." Tripitaka non finiva più di ringraziare. e timore per quei discepoli. Il re ha la faccia cupa. in abito monacale e con la ciotola delle elemosine." Sabbioso e Porcellino risero: "Nostro fratello fa pratica come fisiognomonista. sventagliando le orecchie e ridendo satanicamente. con poche parole. che erano in realtà divinità perverse. incaricato del carro di draghi e fenici. un comportamento manieroso. non dicevate che la scelta dello sposo con il lancio della palla ricamata vi ricordava la vostra povera mamma? Sul serio: abbiamo promesso al superiore del Monastero Pavimentato d'Oro di chiarire il mistero della principessa. "Oggi è l'otto. perciò dobbiamo mangiare in abbondanza!" esclamò allegro Porcellino. per ospitarvi il genero e i suoi discepoli in attesa delle nozze. dove il servizio dei banchetti doveva offrir loro una colazione vegetariana. evocano il fiume. Ma a una festa delle Pesche d'Immortalità mi lasciai andare a certe libertà con Chang'e. Ogni luce è spenta nella corte." "Che cosa farai quando l'avrai vista?" "Distinguerò il vero dal falso e il giusto dal perverso: mi basterà guardarla negli occhi. Mentre suona la musica reale I mandarini cantano la pace E l'armonia che regnan nel paese. Sotto il cielo stellato sognano le farfalle. gli ultimi suoni del flauto tibetano sono svaniti nel silenzio. Ero ignaro dell'altezza del cielo e dello spessore della terra. noi discepoli non ci siamo mai separati dal maestro. per sbaglio fui concepito da una scrofa. non è il caso che mangino alla stessa tavola del loro maestro. Il lume della luna riempie la stanza. "Maestro" suggerì Porcellino. e io avrò modo di osservarla. non potevamo farlo tenendoci in disparte. potremo sempre creare confusione nel palazzo e rapirvi al momento della cerimonia. Tripitaka e i suoi si ritirarono nei quartieri destinati dove. e si fermò. Dopo aver ricevuto l'omaggio dei funzionari civili e militari. Una nube di porpora circonda I palazzi reali. un po' di creanza!" Porcellino si sforzò di rientrare nei ranghi e addirittura di imitare. Tienila chiusa. Uscito da quella prova. "Qual'è la storia del vostro terzo discepolo?" domandò il re. "Mi recherò in compagnia del genero nel Padiglione di Perpetua Pacificazione" dichiarò. una celeste affinità vi ha portato nella mia casa ad annodare questi divini legami." . pieno e stivato fino ai capelli. Illuminato da lui. particolarmente propizio all'unione e conforme alle regole generalmente in uso.

Alla fine andarono in cerca del maestro. Come dice l'adagio: Non c'è colpo che spezzi il legame di sangue. musica e danze. dove le regine dei tre palazzi e le concubine delle sei corti avevano accompagnato la principessa e cicalavano a distesa. Canto d'uccelli ogni tristezza leva. I preparativi del banchetto sono stati completati: cinquecento coperti con doppio menu.Verso l'ora del serpente." "Che differenza volete che faccia?" replicò Porcellino. Vedi brillare il sole sui cotogni E fragranza di fiori ti solleva. Che dall'ardente sole ti solleva.. Si sentì onorato dalla proposta del re. la regina vi invita. stormi di oche in volo. i salici delicati nascondono il rigogolo. che si stava ancora intrattenendo con il re." Scimmiotto gli turò la bocca con la mano: "Taci." Il re. fonde il gelo. fonde il gelo." Si ritirarono per la notte nel Chiosco Afferra Primavera. I giorni successivi trascorsero in feste e passatempi. Rivaleggian di fiori il pesco e il melo. "Caro genero" gli propose. Gli ufficiali dei vari servizi hanno lavorato sodo con grande devozione. "vedo che amate la poesia. un dito di ciccia fabbricherà. Nella penombra rosseggia il braciere. per pietà!" Gli ufficiali che li accompagnavano intercedettero in suo favore. Messo a bollire il cumis sul braciere. e gli salì senz'altro alle labbra il primo verso: "Il ciclo si avvicenda. è stata compiuta la costruzione della residenza del real genero.] A lungo il re e il suo seguito contemplarono i bei luoghi. Lo spettacolo di fiori e broccati che offrivano era più ricco e sontuoso di quello del Palazzo della Luna." "Che maleducato!" esclamò ridendo Sabbioso.. Ogni cosa nel mondo è rinnovata. in particolare a Porcellino: "Bestia villana! Tu credi di poter dire qualsiasi cosa. La dolce pioggia ogni cosa ha lavata. niente da invidiare al Padiglione di Diaspro della residenza degli immortali. Porcellino. attendevano a passatempi più materiali e finirono per sentirsi un po' brilli. Sul quadro dell'estate: L'aria del flauto interrompe i tuoi sogni In cui l'umido caldo t'immergeva. là i pesci si trasformano in draghi e volano via [. Il martin pescatore si smarrisce fra i magici peschi. Candida brina la notte ci ha dato. Sul quadro dell'autunno: Le foglie gialle ricoprono il suolo. Si affrettò a congedarsi dal re e. come tutti coloro che hanno chiara visione del proprio spirito. Giunchi spezzati." Il re si recò nel Palazzo del Radioso Yang. spero che vediate esauditi tutti i vostri voti. Ci scaldiamo le mani congelate. Scimmiotto e i condiscepoli. Sul quadro dell'inverno: Gelida pioggia dalle nubi nere. Splende nel sole l'aiuola infiorata. Dopo tutto stavamo a divertirci. Adesso possiamo anche buttarci giù a ronfare. finché giunse il grande momento." Il reverendo prese il pennello e scrisse." "Tenetemi fermo questo cretino" ordinò Tripitaka esasperato. Poi il re condusse Tripitaka nel Padiglione di Perpetua Pacificazione. vero o dipinto. non c'è insulto che rompa il buon vicinato. Si banchettò in un ambiente fastoso. Non credo che abbiamo corso nessun pericolo. vegetariano e non." Scimmiotto eseguì. Mette in risalto le rupi innevate. Girano calici colmi d'ambrosia. Mostrano i monti le cime imbiancate. Così passò la giornata. ma il re potrebbe irritarsi. I sentieri serpeggiano fra piante rare. Il sovrano divide con i sudditi La sua gioia nel vasto padiglione. Si rinnova la vita in ogni stelo. [. Se musica ti occorre pei tuoi sogni. Splende nel sole il portale imponente. Un profumo inebriante riempie le maniche del visitatore. Il reverendo. Sul quadro della primavera: Nuovo respiro alita dal cielo. nel loro chiosco. ordinò all'ufficiale di guardia: "Portami i quattro tesori dello studio del letterato." "Si vede che non conosci il proverbio: Chi dopo pranzo dormirà. fatto segno di tanti riguardi. e fartela pagare cara. così potremo gustarceli con comodo. si lasciò andare a gridare: "Come siamo stati bene! Ci siamo riempiti la pancia come si deve. il re montò sul carro reale e invitò Tripitaka ad accompagnarlo in un giro dell'incantevole parco reale: Sentieri pavimentati di marmi colorati. insoliti fiori si mostrano dietro le balaustre. dopo che la palla ricamata ha così felicemente scelto il vostro sposo. Il primo gelo al cipresso ha giovato. Non siate avaro dei vostri talenti: offriteci poemi con le stesse rime. lievi fragranze impregnano i suoi abiti. e certo sarete abile a comporla. Ai versi sull'inverno: Dà l'aria fredda e pura il suo piacere.." Tripitaka era livido. rovesciandolo al suolo e inchiodandolo spalle a terra. scemo. fra canti. Il gran giorno di gioia è arrivato: vi raccomando di essere puntuale alla festa di nozze. Se vuoi restar sano.](17) Quando regine e dame lo ebbero convenientemente salutato. Ho udito dagli ufficiali di palazzo che . Il giorno dodici gli ufficiali dei tre dipartimenti del servizio dei banchetti si presentarono a rapporto: "In conformità dell'ordine impartito il giorno otto." La principessa si prosternò: "Padre e maestà. in compagnia del genero." Mentre il re si disponeva a un sopralluogo. sopraggiunse un inviato del palazzo interno: "Maestà. balaustre finemente traforate.. Sono chiari I colori che splendono sul prato E drappeggiano i lieti convitati. Ai versi sulla primavera: Il ciclo si avvicenda. vi prego di perdonare le mille offese che la vostra umile figlia vi reca. Mentre la torre di draghi e fenici Emerge dalla bruma. "La lezione gliela dò io. Per oggi ne hai dette abbastanza. Il re fu generoso di complimenti e ordinò all'ufficio della musica di comporre ed eseguire arie sui versi di Tripitaka. "Fatemi grazia. Ai versi sull'autunno: Gli ultimi aromi esalan foglie al suolo. e ora tutto è pronto." Il reverendo poteva perdersi per ore nella contemplazione di un paesaggio. Sulle acque la canzone ha risonato. Fra la terrazza delle fenici e lo stagno dei draghi si ergono il padiglione dei bambù e il chiosco dei pini. "Per lui. che rappresentavano le quattro stagioni e recavano versi dei migliori letterati della Foresta dei documenti. non poteva certo far mostra di sottrarsi alla gioia generale: viso contento roso dall'angoscia. Porcellino poté rimettersi in piedi e brontolò: "Bel genero che siete! Fate il tutore della legge del re ancor prima di aver consumato il matrimonio. Ai versi sull'estate: Dell'ombra della sofora abbisogni. che non conosceva moderazione. Ritorna al nido la rondine alata. siamo gente di famiglia. diede una strigliata ai suoi discepoli. Dei crisantemi fiorisce lo stuolo. Pregherò il genero di mettere i suoi poemi per iscritto. mentre il reverendo levava il suo bastone. Il re notò che Tripitaka era intento alla lettura dei versi. Erano appesi al muro quattro pannelli dorati. soddisfatto. Vita latente in fronde denudate. "Monsignor genero!" strillava il bestione. mentre Scimmiotto e i condiscepoli furono invitati nel Chiosco Afferra Primavera. qui un'aria di flauto richiama le fenici. Non resta che trasportarvi il corredo. ormai. "Dormire subito dopo aver mangiato tanto non aiuterà la nostra digestione. il re prese la parola: "Mia saggia figlia e cara principessa. le dieci del mattino. allontanatosi dal padiglione. La rondine il suo nido ha abbandonato.. Suono di flauti accompagna il banchetto. con il mio bastone da pellegrino.. va a dormire.

non ho ancora avuto modo di osservarla. CAPITOLO 95 UNA LEPROTTA INTRAPRENDENTE OVE IL FALSO. come il monaco cinese riuscisse a tirarsene fuori. "Eccoci qua!" sogghignò Scimmiotto. non vi spaventate! Quel testardo del mio discepolo vuol sempre fare di testa sua: ora sta usando la magia per distinguere il vero dal falso. più belle di Xi Shi. Petali di crisantemi si sono raccolti ai piedi della terrazza. Sono dei tipi più brutti del comune. Fronteggiò e cercò di colpire il Novizio che la inseguiva. le regine svenivano. stava appunto discutendo il da farsi: "Eccoci arrivati al giorno dodici. Scimmiotto constatò che intorno alla principessa c'era un'aura malefica. "Naturalmente si tratterà di metterci alla porta. Mentre stavano per partire. alla sinistra del re. Tripitaka gli si aggrappò a un braccio battendo i denti." Scimmiotto non era di temperamento temporeggiatore. e offrì in dono dieci lingotti d'oro e venti d'argento. seguirono l'ufficiale ai piedi dei gradini vermigli. Vi lascio un sosia. danze meravigliose. Intorno a lui suonavano fanfare ed esalavano dai bracieri profumi squisiti. ma la mente nel cielo. Si tengono per mano a coppie. il monaco cinese seguì il re verso gli appartamenti interni. "Ce ne andiamo davvero?" chiedeva Porcellino. In ogni modo. è dallo spirito Agitato che originano i guai." "Giusto. sembrava che si stessero salutando. tremava come una foglia e non sapeva come comportarsi." In assetto di viaggio. Gettò un grido. ascoltate il seguito. Quella neve invernale brucia i germogli dei prugni. Urlando e soffiando vapori. Al ritorno. eccomi qua!" Solo il monaco cinese poteva udire la sua vocina. scuotere i fiori e rubare ai pistilli i loro profumi. sollevandole e scompigliandole fino a nascondere il sole. Agli occhi dei funzionari. Tripitaka si aggrappò al re: "Maestà. CERCANDO L'UNIONE COL VERO. Da parte sua. Ma il re sollecitò il genero ad accompagnarlo nei suoi appartamenti. con bagagli e cavallo. appose il sigillo e la sua firma. ma è lieve. Scimmiotto raccomandò: "Non mettete il naso fuori di qui. figlia mia. che gridarono: "Viva il re! Lunga vita al re!" Il reverendo. CONDUCE ALLA CATTURA DELLA LEPRE DI GIADA." Ed ecco giungere l'ufficiale che li convocava davanti al re. si trasformò in ape e volò via. con bocca dolce di miele e aguzzo dardo nella coda. Non abbiate timore per nostro genero: resta in buone mani. presto. Le note salgono e scendono in bell'armonia. Come ci regoliamo?" "Il re è effettivamente circondato da un soffio nefasto. si strappò i vestiti e i gioielli che indossava e corse al tempietto della divinità locale per ricuperare un corto bastone. Come si diceva. abile e indaffarato. Scimmiotto tirava diritto e non rispondeva. non può trattarsi di niente d'irreparabile" rispose Scimmiotto. Posato in forma d'ape sul cappello del maestro. per carità! Non bisogna spaventare sua maestà. non ci avevo pensato. I petali di melograno cadono qua e là nella corte.il santo monaco ha tre discepoli molto brutti: non li vorrei vedere. flauti e tamburi. Quel vento di primavera spezza i gambi del loto. Tenere e carine. "Quanto alla principessa. Si incamminarono verso l'albergo. Vi abbiamo preparato un viatico perché vi possiate recare senza indugio sul Monte degli Avvoltoi a incontrare il Buddha. restate sulle generali. seduta stante. Non si ferma mai. Si posò sul suo cappello alla Vairocana e bisbigliò: "Maestro. Sapete che sono impressionabile e di salute delicata: se mi trovassi davanti quegli spauracchi. Se il mastro di posta vi rivolge la parola." "Come faremo a costringerla a mostrarsi nel suo vero aspetto?" "Ci penso io. al primo colpo d'occhio ne saprò quanto occorre. in fin dei conti. più amabili dei fiori ricamati sul broccato. Se poi non sapete. per quanto lieve. e Tripitaka dovette mollare la presa. ma si vide opporre la sbarra di ferro. la burrasca autunnale si porta via diecimila foglie dal boschetto. Un bello scontro! . per muoversi ad agio. I salici della diga si piegano fino a terra. più seducenti delle ragazze di Chu. il giorno di festa potrebbe mutarsi in un giorno di lutto. L'avido Porcellino li prese in consegna. gridò: "Trasformazione!" e ne fece un altro Scimmiotto che lasciò al suo posto. e gli fu di grande sollievo. e Scimmiotto si inchinò e si scusò per il disturbo. Il temporale di primavera scuote mille fiori nel giardino. La regina e la principessa vi aspettano: pregano vostra maestà e gli onorevoli ospiti di prendere posto. preso dal panico. Era come se soffiasse temporale di primavera o burrasca autunnale." Scimmiotto ringraziò e incaricò Sabbioso di porgere i documenti." La principessa attendeva davanti al Palazzo della Gazza. Venne un ufficiale di palazzo a invitare: "Maestà. teneva la testa bassa e non osava alzare gli occhi. Il mastro di posta offrì loro il tè e fece preparare una colazione. ci rivedremo. Voi non dovete fare difficoltà a restar qui solo: vedrete che io ritornerò subito di nascosto ad assicurare la vostra protezione. che aveva contato febbrilmente i giorni. e bisbigliò: "Ve ne andate via e mi abbandonate!" Scimmiotto gli pizzicò la mano e strizzò l'occhio: "Godetevi la vita. devi aspettare che si sia ritirato. ce ne sarà da darci bel tempo e da riportarne a casa a bizzeffe" sognava Porcellino. se avrete ottenuto le scritture." "Chissà quante once d'oro e d'argento ci offriranno. Se fosse possibile. accompagnato dal direttore dell'ufficio del cerimoniale. La notte di tempesta ha ricoperto il suolo di infinite macchie rosse. perché non so che cosa vi risponderebbe. i due ingaggiarono un duello con l'impiego dei loro poteri magici. Tripitaka." Tripitaka gli restava convulsamente aggrappato. il Novizio schioccava la lingua soddisfatto: "Che monaco in gamba! Tra le sete e i broccati il cuor non si smarrisce. riprese la propria forma e si gettò sulla principessa: "Bestia immonda! Non ti bastava goderti il frutto delle tue menzogne: sei tanto spudorata da voler ingannare anche il mio maestro e distruggere il suo yang immacolato. riceverete altri segni della nostra gratitudine. Il povero melo fiorito si affloscia senza forza nella polvere. fate festa! Non appena avremo ottenuto le scritture. voi dovete conservare la calma. PURA FEMMINILITÀ CHE RITORNA AL GIUSTO E RITROVA NUMINOSITÀ PRIMORDIALE. per non restarne spaventata. prima di dare il via ai festeggiamenti. circondata dalle regine e dalle concubine reali. Nessuno è più abile di lui a introdursi fra i salici. la dame di palazzo scappavano via e non sapevano più dove nascondersi. Nel vedere il suo maestro insensibile al bello spettacolo. vi supplico." È il caso di dirlo: Ogni perverso preferisce i fiori Che gli portan disgrazia. Vedrete che il re ci convocherà. Dalle loro alte e vaporose acconciature prendono il volo splendide fenici. Il re li lesse." Quando la creatura malefica si vide smascherata. Faremo così: visterò i loro passaporti e li inviterò a ripartire prima di dare inizio alla festa." Il re rimase a bocca aperta. vanno i piedi sul diaspro. vi chiederei di mandarli via. il pranzo di nozze è servito nel Palazzo della Gazza. in questi giorni abbiamo cercato di confinarli il più possibile nel Chiosco Afferra Primavera. e probabilmente inviterà noialtri ad andarcene. montarono in cielo e si diedero battaglia sulle nubi. Troverà mai il tempo di assaggiare il miele che distilla? Giunto alla corte. Il profumo delle rose si disperde. Scimmiotto se la godeva un mondo: due file di belle fanciulle vestite di vivi colori formavano uno spettacolo più incantevole della brezza di primavera che sollevi tende di broccato." Si strappò un pelo." La principessa batté la fronte al suolo in segno di gratitudine. Il re salì nella sala d'udienza e convocò il real genero e i suoi discepoli. evitate di parlargli. Peonie spezzate sono cadute sulla balaustra. Mormorò all'orecchio del maestro: "In effetti in quella principessa c'è qualcosa che non va. vide il monaco cinese su un morbido cuscino. Le sopracciglia di falena disegnano profili di montagne all'orizzonte. Per usare le tue magie. mentre i suoi discepoli venivano accompagnati fuori del palazzo. L'insetto giallo danza nel vento. Io me ne vado dal maestro. Tutto spaurito e preoccupato. Gli ibischi presso lo stagno fremono ancora. Il re disse loro: "Dateci i vostri documenti perché vi apponiamo il sigillo. Suonano intorno pifferi e organi a fiato." "Fermo. "Sta zitto!" esortò Sabbioso. che aveva la foggia di un grande pestello. pelle più liscia del ghiaccio e sostanza di giada. con la faccia contratta come se fosse seduto sui carboni ardenti. Puri canti. "Facciamo come suggerisce il fratello maggiore.

"Mettiamo un po' d'ordine. Ai tre principi primordiali. la creatura si rese conto che quella sbarra stava diventando una minaccia incontrollabile. Io l'ho smascherata e combattuta. Non c'è ragione né timore che mi possano convincere ad arrendermi a te. ma celeste. Il grande santo la inseguì fino a un'alta montagna. Liu. Il sangue gli montò alla testa. Il Novizio abbassò subito le armi e si inchinò: "Come state." Pian piano. e alzò la sbarra per dargli una buona legnata. Sono venuta fin qui . Il Novizio fece ricerche. ma ugualmente potenti. È un mostro femminile. da dove viene la tua strana arma?" "Non la conosci?" rispose il mostro. nel mio Palazzo del Gran Gelo. e noi sapremo ricompensarvi generosamente!" "Non è il momento di discuterne" rispose Scimmiotto. dopo avere ordinato un lauto pasto. cara Yin Supremo? Scusatemi se non vi ho visto arrivare e non mi sono fatto da parte. In capo a una diecina di scontri. Il suo corpo splendente si congiunge Ai quattro stati ed ai cinque elementi. Ed ecco le due divinità prosternate davanti a lui: "Noi non sappiamo niente. fin dai tempi antichi. e in effetti la creatura perversa schizzò fuori brandendo il suo pestello e scambiando colpi con Scimmiotto. L'uno viaggia in cerca delle autentiche scritture. ruzzolava dal pendio e il tudi alzava i tacchi. Il pestello mira alla testa. Il fatto è che la vostra principessa non era autentica come credevate. ma soltanto chiedere come si chiama questa montagna e quali mostri nasconde. Vi supplichiamo di perdonarci!" "Non voglio battervi. Aspettate che il mio discepolo metta tutto in chiaro. e fuggirono all'avvicinarsi degli estranei. equipuzio della malora!" Si sa che questo epiteto innervosiva il grande santo. Prego sua maestà e il maestro di chiudersi nella sala d'udienza. questo è il Monte Punta di Pennello. La creatura fu costretta a volger loro le spalle. abbi pietà! Arresta la tua forte mano!" Scimmiotto alzò gli occhi e vide discendere su nubi iridate la sovrana dell'Astro dello Yin Supremo. brume colorate mandano i loro riflessi fino alla terra. chissà da dove viene. finché Scimmiotto gettò in aria la sua sbarra e gridò: "Trasformazione!" Subito la sbarra si moltiplicò in centinaia e migliaia di esemplari. questa è terra benedetta. Esso. perdendo terreno. e lo scontro riprese. Perché non riprendi il tuo aspetto e non ti sottometti. quando dal nono cielo venne una voce: "Grande santo. e le signore di ritornare nei loro appartamenti. mentre io ritorno dal mostro. Guardate che svergognata: si è spogliata tutta nuda ed è saltata in cielo a picchiarsi con il bonzo. sarebbe ragionevole cedere. non abbiamo visto niente. Lei è scesa nel basso mondo a scopo di matrimonio. Il reverendo sosteneva il re e gli diceva: "Non temete! Rassicurate anche sua maestà la regina e le altre persone. fermate quel mostro!" Il devarâja Conservatore del Regno accorse subito. Il re tremava e si aggrappava a Tripitaka." Le più coraggiose fra le concubine reali corsero a raccogliere vestiti e gioielli caduti a terra. Consapevole del Vuoto! Cerca di non dare altre preoccupazioni a sua maestà. può trovarne quanti ne vuole sulla strada dell'Ovest. accompagnata dall'immortale Chang'e. Se volete essere perdonati. Raggi d'oro illuminano le porte del Cielo. con una lieve rotazione si trasformò in un fascio di raggi dorati e fuggì verso sud. preso dal panico. si trovò davanti Scimmiotto e lo affrontò alla disperata con il suo pestello. pronunciò la formula per convocare il tudi e il dio della montagna." Ciò alimentò le speranze di regine e concubine. "Ascolta. il grande santo ha riconosciuto i suoi miasmi malvagi e separato l'illusione dalla realtà. Sulla montagna il mostro si era rintanato da qualche parte. Quel combattimento nel cielo mise in allarme tutti gli ufficiali di corte. Arrivata qui. A suo tempo aveva rapito la vera principessa per mettersi al suo posto." "All'arrivo in India. il re. Il desiderio Mi spinge verso il monaco cinese." Scimmiotto fece una risata di compatimento: "Una bestiola che ha abitato nel Palazzo del Gran Gelo non può ignorare chi sia il vecchio Scimmiotto. come mia compagna Mi seguì inseparabile anche quando Discesi sulla terra e venni in India Per amore dei fiori. Due anni fa ha aperto di nascosto il catenaccio d'oro della porta di giada ed è fuggita. salvate la nostra principessa. e si rese conto che il mostro si dirigeva verso l'entrata occidentale del Cielo. vuotate il sacco. È il pestello che serve a preparare La droga che spedisce all'altro mondo." Tutti ubbidirono e si ritirarono nei luoghi assegnati. e vuole impadronirsi del suo seme. che lo circondarono invocando: "Santo monaco. ma la sbarra lo arresta. "Ora fatemi catturare la falsa principessa. La sbarra cerchiata d'oro e il pestello per battere droghe nel mortaio sono due armi magiche molto diverse. non parliamo poi delle ingiurie che i due si scambiano a ruota libera. Qui non ci sono mai stati mostri. per informarli e dare le sue raccomandazioni. ma alla fine si ritrova spossata." Il re prese da parte Tripitaka e gli chiese: "Se quella non era la principessa. "Il mostro che dite si sarà chiuso lì dentro" disse il tudi. Scimmiotto riunì nuovamente le sbarre e lo inseguì a cavalcioni di una luminosità di buon augurio. Quando volò via con una capriola nelle nuvole. videro Scimmiotto che scendeva da una nuvola e chiamava: "Maestro. terrorizzate. ma falsa. e lei è fuggita da queste parti. dove ci si muove liberamente. La creatura conosce da un pezzo il santo monaco. che piovvero da tutte le parti intorno al mostro come una grandinata di serpenti e di pitoni. Ma. È radice di bianca giada. bestiaccia. sbarrando con massi l'ingresso del suo rifugio. chi vi ha chiesto di fare la spia a questo prepotente?" imprecava il povero mostro. Sta in mio possesso Fin da prima che il caos si separasse. quella principessa! Ci siamo battuti fino alle porte del Cielo. quel curioso pestello. Dove può essersi rimpiattata?" Le due divinità guidarono Scimmiotto verso la tana di lepre. il grande santo osservava con curiosità quella strana arma. I miei condiscepoli devono dividersi la protezione dei due luoghi. Certo. i funzionari restarono a pregare rivolti al cielo. fece una finta. Così gli appartamenti interni e quelli pubblici resteranno separati. che ha fatto carte false per sposare il mio maestro. "Disgraziati. eccomi qua. ho trovato che il re si era lasciato rapire la figlia da un mostro che ne aveva preso il posto. con un'estremità sottile e l'altra grossa e arrotondata. mentre il dio della montagna. Presso il più basso dei tre ingressi certi conigli selvatici brucavano l'erba. mentre calava la sera. Non è cosa mortale. e in subbuglio tutta la popolazione della città. e li mostrarono alla regina: "Dev'essere vero che è una creatura perversa. Secoli La levigarono. Erano circa le quattro del pomeriggio. e saprete come regolarvi. al Palazzo del Gran Gelo. Mentre combatteva. Scimmiotto allontanò i sassi. Ma il mostro mulinò il suo pestello. quella vera la ritroverete in un baleno. Scimmiotto conferì con Porcellino e Sabbioso. ardente di impazienza. La creatura resistette come poteva. Scimmiotto si accontentò di rilevare i luoghi e preferì ritornare dal maestro." "Prudenza. ma la sbarra è ancor più potente." "Grande santo. Le forze della creatura malefica vengono meno: regge una diecina di scontri. l'altra vuol soddisfare la sua ingordigia per i fiori rari.La sbarra cerchiata d'oro è famosa. fin dal primo incontro. la regina e le altre dame rientrarono in sé e guardarono che cosa accadeva sopra le loro teste. si trasformò in una corrente d'aria e fuggì via nell'azzurro. pregandolo: "Santo monaco. lui svolge il suo compito di protezione del monaco cinese. Ma tu hai impedito il mio matrimonio: è peggio che se mi avessi ucciso il padre e la madre. L'ingresso più alto era chiuso da due grandi sassi." "La creatura perversa che combatti non è altri che la lepre di giada addetta a pestare nel mortaio la droga di immortalità di brina misteriosa. Io sono venuto qui per accertarmi che non trovasse modo di prendersela con voi. è scomparsa. per lo spavento. Il mostro e il grande santo continuarono a battersi per mezza giornata. e sbarrò la strada. salvatemi!" Le regine e le dame. trasformata in raggi d'oro. È lo scontro di due testardi: a ogni assalto. L'ebbi Nel Palazzo del Rospo e sotto l'ombra Del cinnamomo. Alla fine l'ho messa in fuga e l'ho inseguita su una montagna in cui ha cercato riparo. allora gridò a gran voce: "Dalli al mostro! Portinai. alla testa dei quattro grandi marescialli Pang. e io sarò più tranquillo e mi sentirò le spalle coperte. corrisponde un adeguato contrattacco. per assicurarsi di non cadere vittima di manovre diversive. che con il suo eccessivo amore per i fiori ha attirato l'attenzione dell'essere perverso. Non trovereste altrove un pestello più gagliardo. Altrimenti non ci saremmo certo risparmiati per farvelo sapere. per salvare la pelle?" "Ho visto subito che eri l'equipuzio dei famosi disordini di cinquecento anni fa. A che punto sta l'affare della falsa principessa?" "In realtà è un bel mostro. Vide da lontano bandiere e stendardi. In tutto e per tutto racchiude una tana di lepre con tre ingressi. Ormai Scimmiotto si apprestava a darle il colpo di grazia. In effetti la colpa è del re. mia figlia dov'è andata a finire?" "Una cosa per volta" intervenne Scimmiotto. ma non vide nessun movimento. dove la vide scomparire dentro una grotta. ti prego. Se vostra santità cerca mostri. precisamente come un pestello da mortaio: "Spiegami un po'. Gou e Bi. Per quale crudeltà tu vuoi spezzare La nostra unione e cercare la morte? L'arma che non conosci ha rinomanza Assai più antica della sbarra tua: Sulla Luna.

" La sovrana dello Yin Supremo mise fine all'incidente riprendendo precipitosamente la strada di casa con le sue fate e con la lepre. Grazia divina dà vivacità Ai colori degli alberi. e domattina andremo da lei. e il vecchio si prosternò per manifestare la sua gratitudine. La figlia di quel re non è una mortale qualsiasi. Dovreste essere tanto gentile. Prima di ripartire. nel suo abito d'arcobaleno. e mi permetterai di riportarmela a casa viva. la difesa del paese." In breve uscì dal palazzo una lunga fila di carri. perché in apparenza la principessa non aveva mai lasciato il palazzo e godeva di ottima salute. al grande precettore addetto agli affari di corte. che aveva raccontato di essere figlia del re dell'India e di essere stata rapita dal vento mentre contemplava i fiori. corsero a infilarsi i kasâya e si dedicarono a battere campane e tamburi. Il posto dove si trova la principessa si chiama Monastero Pavimentato d'Oro. dove si finge pazza. certo sanno tutto sulla concatenazione delle cause e degli effetti. Chi ebbe una reazione imprevedibile fu Porcellino. al cader della sera" rispose Tripitaka. quant'è che non ci vediamo! Ti ricordi di me? L'ultima volta abbiamo lasciato le cose a mezzo. quel monastero?" "Non più di sessanta li" rispose Tripitaka. bestiaccia. Dopo un breve sonno ristoratore. Sotto il cielo notturno dorme il parco reale." "Ma certo!" esclamò Scimmiotto." Gli ufficiali si prosternarono: "Maestà. e raccolse una gran nube luminosa per accompagnare la sovrana dello Yin Supremo e il suo corteo. Noi andiamo in cerca della principessa. Il re e Tripitaka se ne stavano chiusi nella sala d'udienza. di cui racconteremmo la storia per farla liberare e mostrare un esempio di retribuzione dei meriti e dei demeriti. "È lontano da qui." Scimmiotto lo acchiappò per il collo. "Riportatevi pure la vostra leprotta. Fin qui è giustificata. Ma Scimmiotto balzò in aria e giunse subito al monastero." Il re scoppiò in singhiozzi. Per proteggerla dalle aggressioni dei monaci. Lasciami comunque la speranza che la vorrai perdonare. il re si alzò dal trono e si inchinò: "Divini monaci. La vostra principessa è nel Monastero Pavimentato d'Oro. minacciò col dito la creatura e le gridò: "Avanti. avremo certo successo. che ora potete vedere nel suo vero aspetto. mi giunsero dei singhiozzi. La clessidra di rame gocciola al chiar di luna E nell'oscurità campanelle tintinnano. invitate le regine e le dame di palazzo a vedere lo spettacolo: ne vale la pena. e tutti si ritirarono per dormire. dei mandarini e dei quattro divini monaci. spalmato di panna e farina. dopo aver ascoltato i mandarini. la Fata Bianca del Palazzo del Gran Gelo. fece convocare i pellegrini per organizzare la ricerca della principessa perduta. L'umile monastero è favorito Sotto l'arcobaleno. "Ogni tanto uno sente il bisogno di un po' di distrazione. Aprì l'udienza già durante la quinta veglia e. quando apparve da sud una nube tanto luminosa che sembrava il sole di mezzogiorno. "Come potrei mancarvi di riguardo? Adesso capisco dove ha imparato a maneggiare quel pestello con tanta destrezza. Scimmiotto fu accompagnato nella sala delle udienze.perché mi sono resa conto che la sua vita era in pericolo. dove gli fu chiesto di raccontare l'accaduto per filo e per segno. questa è stata una mancanza di tatto imperdonabile. mentre pestava elisir nel mortaio con il suo pestello delle meraviglie! Il grande santo la considerò con allegria. nel momento in cui sorgeva la luna. Tripitaka e gli ufficiali. scoperta l'anno prima nel parco. che collegano il passato all'avvenire. quel batuffolo di pelo di giada sembra volare sulla montagna. Sotto il sacro baldacchino. signoria." Il re seguì il consiglio. Non poté trattenersi dal balzare nello spazio e gettarsi sulla compassata Chang'e. che risplende In un cielo di eterna primavera. quando era stata presa dalla nostalgia del mondo di Sotto e aveva schiaffeggiato la lepre di giada. in realtà è Su'e. Ora ci riposeremo. La stessa cosa fecero il re. Vent'anni fa sentì nostalgia per il mondo di Sotto. gli diede due ceffoni e gridò: "Zotico! Dove credi di essere. Com'è lieto il ritorno dei sovrani! Al suo arrivo il re trovò i monaci schierati ad accoglierlo. Dove sarà adesso?" "Non vi inquietate. la regina. con i discepoli e gli ufficiali. senza capire che cosa succedeva." I monaci. Era già la seconda veglia. Un monaco centenario che mi accompagnava raccontò che si trattava di una fanciulla. D'altronde in città ogni famiglia elevava altari e si prosternava al Buddha. È un reato bello e buono. nell'intento di rovinare lo yang primordiale del santo monaco mio maestro. Furono il rancore e il desiderio di vendicarsi a indurre la lepre a fuggire a sua volta e a rapire Bianca: me l'ha detto la sovrana dello Yin Supremo in persona. divino monaco?" "Ho . Il suo piccolo naso sembra un formaggino bianco. e vi è effettivamente riuscito. La lepre di giada è fuggita a sua volta. camminando lungo la strada." "Povera ragazza! Da quando è nata. Ma se ritorno a mani vuote. Ci sarebbero altri vantaggi: per me. Quando si furono presentati e lo ebbero salutato. Vostra moglie l'ha concepita vent'anni fa. Contenti e intimiditi. ma la vera dov'è?" "Tenete presente che nemmeno lei è d'origine mortale: è la Fata Bianca del palazzo della luna. Egli non aveva osato parlarne in città. Gli occhi mandano riflessi rossi: sangue sulla neve. dal lancio della palla ricamata alla cattura della lepre di giada." Solo allora i monaci seppero chi fosse in realtà la prigioniera che cantava ogni notte. ecco la sovrana dello Yin Supremo del palazzo della luna. da accompagnarmi a corte con le vostre fate e con la lepre. è un filo d'argento. In questi luoghi Che conservano i segni del passato. il vecchio l'aveva fatta rinchiudere affermando che si trattava di una creatura malefica. Infine il re disse: "Vi siamo infinitamente riconoscenti di aver catturato con i vostri immensi poteri la falsa principessa. com'è che ora cade dal cielo?" "Chiamatemi il vostro superiore e preparate altari per bruciare l'incenso: vi vengono a trovare il re. Ci si proponeva appunto di togliere la seduta. Voi non saprete. per permetterti certe confidenze?" "Quante storie!" piagnucolò Porcellino. se non vi importuno troppo. ma oggi ci dobbiamo divertire. Meno male che la tua esperienza ti ha permesso di chiarire in tempo come stavano le cose e di impedire il peggio." "Che cosa rispondere a una tale concatenazione di cause ed effetti?" rispose ridendo Scimmiotto. dalla torre di guardia si diffondeva il sordo rullare dei tamburi. non è che un gomitolo di seta greggia. non era mai uscita dalle porte della città. che si inchinò profondamente a Scimmiotto e gli chiese: "Com'è andato. I monaci corsero a inchinarsi davanti a lui: "Vostra signoria se n'era andata con gli altri. In breve giunsero nella capitale dell'India. Illuminano gli astri strade e mercati vuoti. che questa intraprendente leprotta ha rapito la figlia del re dell'India e ne ha preso il posto. Mentre passeggiavo al chiar di luna dopo cena. Va piangendo il cuculo primavera che passa. Tutto il cielo si riempie di profumi. si diedero da fare per innalzare altari all'ingresso del monastero. con le sue immortali bellezze lunari. Il mio discepolo fu incaricato di scoprire la verità con i suoi poteri magici. che cosa aspetti a ritornare sulla retta via?" La lepre di giada fece una capriola e riprese il suo aspetto originale. "Preparatevi a ricevere il corteo reale. La falsa principessa che abitava da voi è in realtà la lepre della luna. corsero a chiamare il vecchio superiore. temo che il re non mi prenda sul serio. Fidatevi di loro: se domani ci accompagneranno alla ricerca della principessa. il re si trovò liberato da ogni influsso malefico e si sentì pieno di energia. Spero che la vorrai risparmiare per riguardo alla mia vecchia persona. Sul viottolo deserto si disperdono i petali." La sovrana dello Yin Supremo si fece convincere. Quante volte avrà lappato la limpida rugiada dell'aurora celeste. perciò l'ha rapita e abbandonata lontano da casa. ed ai fiori Un profumo più intenso. poiché la lepre di giada la scherniva per questo. l'affare della principessa?" Scimmiotto gli raccontò tutta la storia. che ci farei una bella figura. "Non perdiamo tempo in complimenti" disse il Novizio aiutandolo a sollevarsi. e si stupì di vedere Scimmiotto fra loro: "Come avete fatto a precederci. e Scimmiotto con voce tonante gridò: "Maestà. in compagnia della regina. Dopo qualche tempo sbucò il corteo reale. Scorre il fiume d'argento fra le stelle brillanti. ma lanciata nella corsa. cara Yin Supremo. Penetrò nel ventre della regina dell'India sotto forma di raggio efficiente e si fece partorire come principessa. e tutte le donne dei tre palazzi e delle sei corti accorsero a consolarlo. abbracciandola con passione: "Dolcezza. di cui si parlava ieri?" "Il giorno prima di arrivare qui. rise. lei le diede uno schiaffo e se ne andò. per punire Su'e dello schiaffo ricevuto. in modo da presentare a sua maestà la prova materiale dell'impostura. i mandarini e il mio maestro. che richiederà pure una punizione!" "Ci sono altre cose che non sai. per riguardo a me. Labbro leporino e denti taglienti. Certo non avrebbe dovuto tramare per accoppiarsi con il monaco cinese. questi santi monaci sanno cavalcare le nuvole. posso permettermi di importunarvi a proposito della mia povera figlia. e per la Fata Bianca. Quando si appiatta al suolo impaurita." Ogni donna dei palazzi reali accorse e si inginocchiò a pregare. lunghe orecchie e baffi radi: quando allunga le zampe nella corsa. "fummo ospitati nel monastero che sorge presso le rovine dell'antico parco pavimentato d'oro. Allora il re pubblicò un editto: "La sala delle udienze è affidata alla guardia dei Palazzi dell'Est e dell'Ovest.

Sentendosi interpellare. finiva la primavera e si annunciava l'estate: Ci riempie di energia Il tempo luminoso! Lo stagno si ricopre Di ninfee. che assunse il nome di Monastero Pavimentato d'Oro di Anâthapindada del Monte del Sacro Splendore. entrando senza volere nel suo appartamento interno. senza spaventarsi per la bruttezza dei pellegrini." Il re fece abbattere le pietre che muravano la porta e corse con la regina ad abbracciare la principessa. Dove potremmo trovare persone rivolte al bene. I piccoli fagiani Strillano d'allegria. Il reverendo mormorava: "Niente incidenti! Niente incidenti!". Non dovrete certo penare per elemosinare il pasto: passate quell'arco e imboccate il viale verso sud. a quanto pare. Sotto i portici stavano seduti due vecchi in conversazione. Sulla porta ci sono statue di tigri coricate e la scritta: 'Benvenuti i diecimila monaci. per piacere. senza curarsi della sporcizia e del cattivo odore: "Povera bambina. E IL REVERENDO NON BRAMA NÉ ONORI NÉ RICCHEZZE. Quando cessò di soffiare il vento polveroso e non li videro più. Temevo che quei vecchi esagerassero in ottimismo. perché ci avete messo tanto?" Giunsero anche Tripitaka e gli altri. senza osare di levar gli occhi. "Si vede bene che l'Occidente è buddista! Qui si è organizzati per nutrire i monaci. lasciò cadere gli oggetti che recava in mano e corse dentro a riferire: "Padrone. e quando ricadde i pellegrini erano scomparsi. Escon dal mare metallico e rude Per risvegliarsi nel vero del vuoto. reverendo?" "Veniamo da lontano per presentare al Buddha i nostri omaggi. La principessa ritrovò il suo ambiente e la sua allegria. Il loro ospite li guidò attraverso l'arco di ingresso fino a un edificio di due piani: "Al piano di sopra" spiegò. Dal momento che in una semplice sottoprefettura non occorre far vistare il passaporto. La principessa si vestì in gran pompa per ringraziarli ufficialmente della propria liberazione. selezionati per vigore e aggressività. è frequentato da molte scolopendre. in una traversa. e si inginocchiò dicendo: "In questo edificio è rinchiusa sua altezza la principessa. il grano Assume color d'oro. resero il saluto e domandarono: "Che cosa desiderate. Dopo quindici giorni di marcia su strada agevole." "Giusto" approvò Sabbioso. Nella chioma del salice Stanno uccelli a convegno. videro una città. all'alba mangiavano un boccone. sulla sinistra. "ci sono la sala di preghiera consacrata al Buddha. Offrì dunque oro e gioielli come viatico. Se poi non sapete come il viaggio proseguì. Incaricò alcuni mandarini di procurare i galli e stabilì che la montagna prendesse il nome di Sacro Splendore. sul tempo che aveva cancellato ogni traccia di tanti fatti importanti ed eroiche imprese di una volta. che passeggiava per il giardino. "Il monte che vedete prende nome dai millepiedi e. si prosternarono a pregare e se ne ritornarono a casa. bisogna aspettare che esca qualcuno e chiedergli il permesso. e invece le cose stanno proprio come dicevano loro. l'umile monaco che vedete vi saluta. e ignoriamo il nome della vostra nobile città. ma maestro e discepoli rifiutarono. Scalavano pendii. che appartiene alla prefettura della Terrazza di Bronzo. che venne a noi portata dal vento. faceva crocchio intorno a loro e si spingeva per vederli meglio. poi la madre ordinò per la figlia un bagno profumato e abiti freschi per riportarla nel mondo civile. Scimmiotto giunse le mani per salutare il re e disse: "Dovrei sottoporvi una preghiera. dopo un grande banchetto che fu servito per festeggiarla. la biblioteca e la sala da pranzo dove sarete accolti. Alla fine Scimmiotto dovette fare un passo magico e soffiare verso sud ovest: un colpo di vento sollevò un polverone accecante. e a un incrocio scorsero la torre con le tigri coricate davanti all'ingresso e una grande targa con quattro caratteri: BENVENUTI I DIECIMILA MONACI! "Terra di Buddha!" esclamò Tripitaka. sui saggi e sui matti. concubine reali. Tripitaka scese da cavallo." I due si stavano scambiando considerazioni sui casi della fortuna. Tripitaka avrebbe voluto congedarsi e riprendere il cammino con i suoi. Risalirono sui carri e si prepararono a ritornare in città. che non volevano più separarsi da loro." Il ricco mercante. Tripitaka fu fatto salire sul carro con le campanelle d'oro e fu accompagnato dai mandarini. "Tu sei già venuto da queste parti. gli accompagnatori pensarono che quei buddha viventi fossero risaliti in cielo. e i discepoli camminavano piano a testa bassa. "Potremmo offendere il donatore. ma sempre volando ad alta quota. Ma infine il re si rese conto di non poterli trattenere più a lungo. Non serve a nulla chiedere Alla frutta sull'albero perché si è maturata. Ed il sole potente Dà rilievo a ogni cosa. che la notte attaccano i viaggiatori e interrompono il traffico. fra regine." . la famiglia del vostro discepolo abita al piano inferiore. Al vecchio superiore fu conferito il titolo ereditario di monaco ufficiale Merito del Regno. Si abbracciarono e piansero per un bel pezzo. sono arrivati quattro monaci di strano aspetto. Si sa che i galli sono ghiotti di scolopendre: non potreste mandarne qui un migliaio." "Divino monaco. Il racconto ci ha narrato come i pellegrini ricorsero alla magia per sbarazzarsi della scorta dei monaci del Monastero Pavimentato d'Oro. la parola e il silenzio In fondo si equivalgono. Le susine Sono mature. magari potreste aggiungere il dono di una costruzione commemorativa. sono a vostra disposizione" rispose il re rendendogli il saluto. "Non lo so" rispose il Novizio. in cui il bestione ingoiò incredibili quantità di cibo. All'angolo indicato trovarono il grande viale verso sud. che possano essere sparsi sulla montagna a eliminare quelle bestiacce? Sarebbe una misura per il pubblico bene e un modo per ringraziare questi monaci che hanno custodito la principessa. "Che cosa stai tramando?" insinuò Porcellino. appoggiandosi a una canna e borbottando preghiere al Buddha." Quel cafone di Porcellino si avviò all'ingresso senza indugio. Il ministero dei lavori pubblici fu incaricato di provvedere i materiali per ricostruire il monastero. lasciateci ritornare alla nostra conversazione. I monaci ringraziarono il re della sua generosità e lo riaccompagnarono a corte. E ora. "Discepoli" disse Tripitaka. ma il re non acconsentì: per altri cinque o sei giorni si diedero grandi banchetti. Dopo un po' ne uscì un vecchio canuto. Se le forme e i colori sono senza realtà. si fece sull'uscio e. Tornano alla natura rivelata Lasciando l'onda della gratitudine.' Là otterrete quello che vi occorre. Poi fu la volta dei monaci locali. Maestro e discepoli ripresero il viaggio verso occidente. vuol dire che stai architettando qualche brutto tiro. Io chiederò informazioni a quei vecchi. Lassù non avevo né motivo né tempo di curiosare nel paesaggio sottostante. guadavano torrenti. Se fingi di non saperne niente. Perché parlare in sogno? Se l'efficacia è inutile. "E voi. prego!" Tripitaka e compagni si fecero avanti con circospezione e modestia. si rivolse loro: "Vogliate accomodarvi. "Guardate come la gente è onesta e precisa. "restate qui e cercate di non attirare l'attenzione." Il loro cammino li portò attraverso un mercato. quanto hai sofferto! Com'è possibile che il destino ti abbia inflitto una punizione così terribile?" Si sa che l'incontro dei genitori con il figlio smarrito è il più patetico che ci sia. che portava un paniere e una bilancia. da destinare al culto nel Padiglione di Perpetua Pacificazione. la sera cercavano riparo. cui chiedere l'elemosina di un pasto?" "Vi trovate nella sottoprefettura di Diling. dove la gente li guardava stupita. come si chiamerà?" chiese Tripitaka. tanto il Buddha pesava sui loro pensieri. contien l'inefficacia Pur qualche utilità. CAPITOLO 96 ECCESSI DI OSPITALITÀ OVE IL SIGNOR KOU ACCOGLIE CON PIACERE L'EMINENTE MONACO. Ugualmente irreale è ogni vacuità. Quiete ed agitazione. bestione? Per entrare. Il vecchio superiore li guidò verso la piccola costruzione in cui la principessa prigioniera continuava a fingersi pazza. Il giorno dopo il re convocò i pittori perché facessero l'autentico ritratto dei quattro santi monaci. passarono il ponte levatoio e si inoltrarono nelle strade." Il re ne fu ben contento.fatto una corsetta" rispose ridendo Scimmiotto." Chiacchierando erano giunti davanti alle porte. ministri e gente del popolo che si prosternavano al suo passaggio. "Discepoli. andiamo senz'altro a mendicare il pasto." Tripitaka ringraziò e ritornò a riferire ai discepoli. con emolumento di trentasei stai. vedrete la torre d'ingresso della casa del signor Kou. A questo punto. divenute spiriti maligni. ma Scimmiotto lo fermò: "Dove vai. Quando vide i visitatori." Infatti si avvicinò e giunse le mani: "Cari donatori." "Bestia senza giudizio! Si capisce che sono passato di qui più volte. così ripartiremo senza indugio. ascoltate il seguito." Dunque deposero a terra i bagagli e sostarono accanto alla porta. Ecco perché non so come si chiama la città.

croccanti e abbondanti. Stendardi spiegati davanti ai volti dorati dei buddha disposti in fila. nei vasi i fiori di loto mostrano il loro splendore. ma ne fu impedito dal signor Kou: "Questi sono i miei figli. Ma il signor Kou lo trattenne: "Maestro. mi sono permesso di venirvi a salutare e a supplicare l'elemosina di un pasto di magro. "Il nostro è il continente occidentale. Bruciaprofumi e vasi di bronzo antico. Davanti a una cortina profumata sono disposti libri. "Vi prego" gli disse lui. Dovete sapere che il Monte degli Avvoltoi non è lontano da qui: non più di ottocento li. Ma gli altri tre erano proprio insoliti: anche a volerli discesi dal cielo. siano occorsi anni di viaggio. che significa 'grande liberalità'. moglie del padron di casa. Salmodiare l'Avatamsaka sûtra allontana ogni biasimo e calunnia. contento come una pasqua. di quello impiegato in cammino. prima che riuscissimo a giungere nel vostro nobile paese. farina e verdure. Porcellino vuotava ogni ciotola in un boccone. ma gli altre tre sono orrendi. legata in oro. Entrarono nella sala di preghiera e videro alla luce delle candele accese salire spire d'incenso. La meravigliosa Legge dei tre veicoli è delle più perfette: nella liturgia. e ci ha ordinato di sbrigarci a mettere in tavola. Un riquadro vermiglio fa da sfondo a una campana d'oro puro. . La sua voce cavernosa aveva risonanze da ruggito di tigre negli anfratti della montagna. La seconda da cinque piatti di verdure. Il padrone dice che sono scesi dal cielo. con la furia di una burrasca. Da ventiquattro anni la mia cucina è aperta ai monaci. e accompagnò i quattro pellegrini nella sala da pranzo. tavolini e scatole di legno scolpito e laccato. "è inviato in missione nella vostra nobile contrada dai grandi Tang delle terre dell'Est. Chi versava la zuppa. Immagino che per venire fin qui da quello del Sud. Dì al padrone che vengo anch'io. Nei bruciaprofumi arde l'aloe. scatole metalliche raccolgono lettere e documenti. Poi riprenderemo senza indugio il nostro cammino. e di accordarmi l'onore di restare da me almeno un mese. "dalle terre dell'Est." I ragazzi erano stupiti: "Dovete proprio essere dei monaci divini. Aparagodânîya. Tavole laccate d'oro e seggiole laccate di nero. le scatole sono colme di petali profumati." Il ragazzo corse in biblioteca e annunciò: "Anche la signora vuole vedere e salutare queste persone delle terre dell'Est." "Voi non capite niente di queste cose." "Signora" precisò lo sguattero. celebrano la contrizione con l'acqua. pitture." "Ho letto nell'Enciclopedia della foresta dei fatti che in tutto l'universo ci sono quattro continenti" commentò uno di loro. al disopra della polvere del mondo: una sala da preghiera privata. Per fortuna i miei tre discepoli mi hanno protetto. buoni figli attraverso gli studi. Aspettate che abbia celebrato l'adempimento del mio voto. la liturgia non era diversa da quella in uso presso i Tang." Tripitaka dovette cedere alla sua insistenza generosa e sincera. Dopo i saluti. riso. Mi chiamo anche Dakuan. "andiamo a fare le presentazioni nella sala dei sutra. la signora sentiva aumentare la propria apprensione. un supporto laccato regge un tamburo decorato. Quando ho tempo tiro le somme. il cuore liberato dagli affanni si immerge serenamente nella Via. I religiosi occuparono tre o quattro giorni per redigere i testi delle preghiere. Battono un colpo. Tutto è delizioso e appetitoso: zuppa di magro. La pietra d'oro vibra senza fine. il quale voleva render loro la cortesia. che avrò adempiuto quando avrò ospitato diecimila monaci. Bruciano biglietti di preghiera e meditano davanti alla statua del Buddha. Il reverendo si purificò le mani. presentazione di offerte e di incenso a lume di candela. Occorsero sette od otto giorni perché il signor Kou riunisse ventiquattro monaci dei dintorni per celebrare l'adempimento del voto. Per dissipare ogni rancore e querela. ce n'è anche uno dell'Est. accese un bastoncino di incenso. L'atmosfera pura rinvigorisce lo spirito. gong e flauti traversi. dove il pasto fu impeccabilmente servito. "Tenete conto che abbiamo incontrato molte creature diaboliche e abbiamo dovuto superare molte prove. Hong dello Scialo. per visitare il Monte degli Avvoltoi. che si inchinarono fino a terra per salutare il reverendo. Infine si procedette alle presentazioni. con carta. e infine fissarono la data della cerimonia. Jambûdvîpa. "Nessuno in cucina sa dove siano questi Tang. c'era da spaventarsi. timballi cotti al vapore. I servitori. si informò: "Da dove vengono i monaci che provocano tutto questo subbuglio?" "Sono monaci eminenti inviati dai grandi Tang" rispose uno sguattero. i mille buddha sono rivestiti d'oro. A quarant'anni feci un voto. Hanno saputo dell'onore che ci fate e sono venuti a salutarvi." "Certo" rispose ridendo Tripitaka. uno sramana vale l'altro. acconsentì senza fare resistenza. il signor Kou ordinò di portare foraggio al cavallo e di collocare i bagagli dei pellegrini sotto il portico. odorosi. chi riempiva le ciotole di riso: correvano come comete che caccino la luna. Vi manda il Cielo a permettermi di adempiere il mio voto! Vi prego di dirmi i vostri rispettabili nomi. Si vedono appese una lieve pietra sonora di giada preziosa. Sette od otto servitori vanno e vengono così svelti da non lasciare un momento di requie ai quattro o cinque cuochi. Accendono la lampada del Guaritore: la sua fiamma brilla chiara. e così ho verificato ultimamente che ho già offerto ai monaci 9996 pasti: per raggiungere la cifra tonda ne mancano solo quattro. che si chiama Pûrvavideha. che si alzava per salutarla. "Come dice l'adagio: Nobile casa attraverso il far bene. e io tengo il conto su un registro. ma l'ospite lo pregò di mettersi prima a suo agio levandosi il kasâya. Il luogo rivaleggia con le torri sacre. grandi sfere di pane. Quando ebbero mangiato a sazietà. con palanchino e cavalli. Ho vissuto sessantaquattro inutili anni. Tripitaka restituì prontamente la cortesia: "Siamo confusi di avervi scomodata per questi omaggi che non meritiamo." Un piccolo servitore venne a invitarli a tavola." Negli alti scaffali si stipano i testi sacri. Su tavole scolpite e laccate si trovano servizi per scrivere della migliore qualità. attingere acqua." Tripitaka. Numerosi stendardi sono ricamati con gli otto tesori. incontrare il Buddha e sollecitarne le autentiche scritture. dovunque sete e fiori. La signora cadde in ginocchio. il reverendo si alzò per ringraziare l'ospite e propose di rimettersi in cammino. e una barba di drago decorata di luna. portami un vestito adatto: anch'io voglio vedere gli ospiti. abilmente montate in molte forme da pasticceri alla moda.Tripitaka si complimentò con lui e si appartò per indossare il kasâya. La prima portata è costituita da alte costruzioni multicolori. si prosternò e pregò a lungo. nel continente meridionale. portare riso. soffiano una nota e intonano i sutra all'unisono. Lampade di cristallo bruciano olio profumato dalla fiamma chiara. inchiostro e pennelli. allo scopo di preparare il pranzo. perché li scriva nel registro. la terza da cinque tipi di frutta fresca e la quarta da stuzzichini." "Da dove vengono questi signori?" chiesero i ragazzi al padre. sorpresa da tanta agitazione. È stato maggiore il tempo perduto a causa delle difficoltà. perché abbia il tempo di celebrare degnamente l'avvenimento. dorature e decorazioni colorate. Penserò io a farvi accompagnare attraverso la montagna. Leggono un passaggio del sutra del Pavone: ogni versetto allontana disgrazie e calamità. prima di entrare a pregare il Buddha. con la larga faccia ridente. un po' per salutarli e un po' perché sentiva le gambe molli di paura. grandi e piccoli. poi evocano il dio guerriero. Poiché ho saputo che nella vostra onorevole prefettura si tengono i monaci in alta considerazione. liuto e scacchiera: gli strumenti dei veri piaceri raffinati." Si fecero avanti due giovani diplomati(18). il tutto con accompagnamento di musica di cembali e tamburi. Dapprima invocano pace per il tudi. Nell'insieme sono trascorsi quattordici inverni e altrettante estati." "Sono giovani saggi!" esclamò Tripitaka. che protegge dalle correnti d'aria. La signora Kou." La vecchia signora si rallegrò e chiamò una cameriera: "Svelta. Alla fine si rivolse al suo ospite per salutarlo nelle dovute forme. Il signor Kou rimandò la moglie e i figli nei loro appartamenti. "uno di loro vale la pena di vederlo. Gli esseri celesti discesi sulla terra possono avere le facce più strane e bizzarre. Il reverendo voleva eseguire il cerimoniale dei saluti." Quando essa entrò nella sala notò il nobile volto e il portamento elegante di Tripitaka. "Il fatto è che noi tre siamo i discepoli" rispose Porcellino alzando il grugno. che non ha nulla da invidiare a quelle di eminenti monasteri. flauti a becco e organi a fiato. "Vengono da molto lontano" rispose sorridendo il signor Kou." "Perché i quattro maestri non sono seduti tutti insieme?" chiese la signora a suo marito. Una vasca di vetro è piena di acqua limpida. piattini piccanti. Sui tavolini sono disposti dei freschi cinque nuvole. si misero subito in movimento per raccogliere fascine. che rincasano da scuola per il pranzo." "L'umile nome del vostro discepolo" espose a sua volta l'ospite. poi provvederò io stesso ad accompagnarvi. "L'umile monaco che vedete" spiegò Tripitaka. Kou Liang e Kou Dong. ricordate la vostra promessa di restare un po' di tempo! Come dice il proverbio: Incominciare è più facile che portare a conclusione. caldi. "è Kou Hong. Un domestico venne ad annunciare: "Arrivano i giovani signori.

per paura di trovarsi a corto di risorse. in cima alla torre lontana Rintoccano campane e rullano tamburi. Io rischio di non rispettare i limiti assegnati alla mia missione. Da un bruciaprofumi a coda di gazza si levano effluvi di buon augurio. gli stendardi erano allineati intorno a un prezioso baldacchino con accompagnamento di musica. Il pianto del cuculo si sprofonda nell'ombra. Ai lati si allineano quadri che rappresentano le quattro stagioni. Si spengono le luci. liuti. ma al ritorno vi esprimerò la mia gratitudine. voi arrivate tardi e il maestro ha una gran fretta di partire." "Siete stati ospiti di mio marito. Fra il baccano della banda. sarà finita lì. a cavallo o in palanchino. la terra si è velata. il signor Kou li invitò ancora una volta nella sala grande. Zuppe di riso di straordinaria purezza. Quando il maestro e i discepoli si alzarono all'alba. Tripitaka depose le bacchette e recitò un sutra per concludere il pasto. che non pensava ad altro che al Monastero del Colpo di Tuono e voleva ripartire. Pazientate per oggi: farò preparare tamburi e stendardi. Sul villaggio isolato si vedon macchie nere Di corvi in volo." "Bestione mio" esortò Sabbioso. Il signor Kou. e ci chiede con assoluta sincerità di restare. in questi giorni di sacre funzioni. Le stelle rendon pallido il gran fiume d'argento. Quando avrai mangiato. non si alzò da tavola prima di aver fatto scomparire le cinque o sei ciotole di riso di riserva. brontolando: "Questa bestia spinge la sua incoscienza a metter su il maestro contro di noi. Già fra la terza e la quarta veglia." Ed ecco ricomparire la vecchia signora: "Maestro. si inginocchiò: "Maestro. Mentre il reverendo scambiava complimenti con il signor Kou. Il reverendo ordinò di chiudere i bagagli e di sellare il cavallo." Il monaco cinese emise un brontolio da bestia feroce. per invitarli ad accompagnare l'indomani i maestri cinesi in partenza per l'Ovest. i domestici si alzarono per fare i preparativi. vi voglio ospitare anch'io per quindici giorni. preso dal panico. e se lo facessi volontariamente non basterebbe nemmeno la pena capitale a riscattare la mia colpa." Porcellino non seppe trattenersi dal dire la sua. e si avviò all'uscita. non esagerate. la pancia non conserva provviste. Porcellino ritornò alla carica: "Maestro." "Per carità. i cognati maggiore e minore." La madre e i ragazzi si seccarono: "Perdiamo il nostro tempo! Se non capisce che vorremmo trattenerlo con le migliori intenzioni del mondo. ma non aveva scelta: dovette ficcare nelle sacche la ciotola e le altre suppellettili." "Non te ne intendi. Il signor Kou disse loro sorridendo: "Mi dispiace. Scimmiotto. "non fartela scoppiare. Non mi aspettavo certo di impiegarne quattordici per il solo viaggio di andata. alti canti accompagnati da cetre. per non alimentare il dissidio fra maestro e discepoli: "Non litigate! Resta inteso che domani vi accompagnerò. Se siete prigionieri della vostra ghiottoneria. fermo! Non dite niente! Non ho nessuna voglia di ridere!" Al signor Kou non restò che rinunciare a insistere. mariti della sorella maggiore e di quella minore. ma conosciamo il detto: Raccogli ciò che hai seminato. Anch'io ho accumulato il mio piccolo capitale con un'attività di sartoria. mi chiese quando sarei ritornato. gallette. Non dovete pensare che rifiuti per malizia. I nostri genitori vi invitano. aveva stampato sulla faccia un sorriso più largo che mai: "Maestro. tè e ricchissimi vini profumati. Tu grufoli nel truogolo fino a farti scoppiare lo stomaco. strillando: "Maestro. ordinò al suo segretario di spedire un centinaio di biglietti a vicini e parenti. prese la borsa che conteneva il passaporto e se la mise sul petto. Con i soldi si fa questo e altro. Il reverendo ringraziò l'ospite e i suoi invitati. coloro che preparavano palanchini e cavalli si scambiavano richiami da lontano." "Stupido!" s'indignò Tripitaka. e si riempì le maniche di pani. incaricò il maggiordomo di far confezionare venti paia di stendardi colorati." Chiacchierando e mangiando. Voi capite che non posso venir meno all'ordine sacro che ho ricevuto: sarebbe un delitto imperdonabile. quando sbucarono Kou Dong e il fratello: "In ventiquattro anni che nostro padre ospita monaci. Dice l'adagio: Non imporre la tua presenza. e la nostra capanna ne è tutta illuminata. amici miei. per altri quindici giorni. figuriamoci se apre la bocca per far vedere che gli manca il buon senso. Che fretta abbiamo? In un mesetto soddisferemmo le richieste della madre e dei figli. entro una cerchia di paraventi. romperemo i nostri salvadanai e vi ospiteremo anche noi. e io ebbi il torto di rispondere che mi sarebbero occorsi tre anni. Quando furono pronti." Stava ancora parlando." La folla si aprì per lasciar passare i quattro pellegrini. vuotando ogni ciotola in un boccone. Quando constatò che si partiva davvero. da rallegrare il cielo e la terra. scemo! Ricominci?" Scimmiotto e Sabbioso scoppiarono a ridere. ma verso le dieci del mattino tutto era pronto. organi a fiato. "Dice il proverbio: Il sapore più raffinato non riempie la pancia meglio del riso bollito. A piedi. Commissionò ai cuochi un banchetto d'addio. Tutto doveva essere pronto l'indomani mattina alle dieci. il bestione si imbronciò e si mise a brontolare. fra le due e le tre del mattino. Fu un bell'andirivieni. E poi ha potuto adempiere il suo voto. il sole saliva verso lo zenit. Porcellino era tutt'occhi per quel banchetto sontuoso. Quando io ho mangiato proprio a sazietà. e avvertire i parenti e i vicini. Porcellino. non ne ha mai incontrati di importanti come voi. Domani vi accompagneremo alla partenza. Scimmiotto afferrò Porcellino per il collo e lo riempì di botte sulla testa. quando qui si mangia tanto e bene? Si direbbe che sulla strada maestra vi stia aspettando vostra nonna. Fra alti tendaggi. tanto da aver nutrito tutti quei monaci. e diceva a Sabbioso: "Fratello mio. mentre non so come scusarmi per il disturbo che vi ho dato? Vedete: quando la sacra persona del mio imperatore mi affidò la missione. Si danza davanti ai gradini al ritmo dei tamburi. Il bestione si appioppò due schiaffi da solo e disse: "Zitto. non vi inquietate. "Tu pensi solo a mangiare. e che il ritorno potrebbe richiedere altri dodici o tredici anni.La cerimonia si concluse dopo tre giorni e tre notti. mentre si serviva il vino. Tutti correvano qua e là. Chi doveva cucinare si affrettava verso la cucina. niente può costringervi a sottrarre alla nostra umile capanna l'onore della vostra presenza. senza più osare di proferir verbo. Per ora non posso offrirvi nulla. ma se non possiamo accettare l'ospitalità di vostro padre." E gli voltarono le spalle. chi doveva invitare monaci e preti si metteva in cammino. chi doveva procurare i musici trattava le condizioni dell'ingaggio. Sulle tavole allineate si accumulano ori e piramidi di dolciumi a forma di leoni e di immortali. Allora la musica si fece più forte: tamburi. ritornò a ringraziare e a prendere congedo. messo a disagio da quello scontro fra maestro e discepoli che si svolgeva davanti a lui. Questa casa di un popolano non cede in nulla a quelle dei principi. quella pancia. Dappertutto vasi di fiori freschi dai colori vivaci. Sai che la strada ci aspetta. si vedono distese di piatti e di frutta come un tappeto di broccato. e non pensi ad altro. è questo che mi volete rimproverare?" "Quali rimproveri potrei muovervi. Tripitaka se la prese con il Novizio: "Tu di che cosa ridi?" Era tanto irritato che fu sul punto di recitare l'incantesimo di costrizione del cerchio. niente mi impedirà di ritornare da voi e di fare un'altra sosta. Tripitaka. non raccogli. Quando avrò ottenuto le scritture." Il povero bestione ansimava e soffriva. Il signor Kou gli disse: "Maestro. che noia vi dà accettare e fermarvi per un anno? Perché dovremmo partire a tutti i costi e correre le strade mendicando. signora. resta se ti trattengono. trovarono tutta quella gente al loro servizio. un domestico venne ad annunciare che erano giunti gli invitati. Non mancavano pii amici della parrocchia e uomini dabbene di sicura fede buddista: tutti venivano a salutare il reverendo. Da quanto tempo siete da noi?" "Sono ormai quindici giorni. L'ombra dei fiori si agita sotto il chiaro di luna. lo sellò e mise le redini. ripartirò da solo. è appesa al centro una pittura che rappresenta una montagna di longevità su un mare di felicità. Sotto il gran cielo muto. timballi e dolciumi. voi proprio non avete considerazione per i sentimenti degli altri. Vi supplico di lasciarmi compiere la mia missione. se ne vada dove gli pare. non sento più fame per tre giorni. perché desiderano migliorare il loro karma: perché dovreste rifiutare? Anzi. "È già insopportabile quando sta zitto. se non hai seminato. Scimmiotto mise in mano al maestro il bastone da pellegrino con nove anelli. Dopo i saluti presero posto. ricuperare il bilanciere e appendervi i carichi. come potremmo accettare la vostra? Dobbiamo assolutamente partire. che faceva vibrare il cielo. C'erano il vicino di sinistra e quello di destra. Caduta la sera. di ingaggiare una banda musicale e di invitare i monaci del Monastero della Venuta del Sud e i preti taoisti del Tempio del Picco dell'Est. Vi era stato preparato un banchetto molto diverso da quelli serviti nella sala da pranzo." Uscito dalla sala dei sutra." "Ben fatto!" approvava Sabbioso ridendo. tutti cedevano loro il passo. Monaci e preti arrivarono in quel momento. Senza considerare che non so se otterrò i sutra. la vostra ansia di lasciarmi mi fa temere di avervi trascurato. Davanti alla porta. cenarono e si ritirarono per dormire. ragazzi! Vi siamo molto obbligati. Dal momento che questo signore è ricco sfondato. Noi siamo giovani e poco esperti del concatenarsi delle cause e degli effetti." Vedendo la faccia alterata del maestro. dobbiamo mangiare e bere più che possiamo: non troveremo mai più un'accoglienza fastosa come nella casa del signor Kou. le strade son deserte. non ti curi delle cause che condannano alla trasmigrazione." "Ma che cosa dici!" rispose Sabbioso ridendo. e lo spiegamento . E dappertutto gioiosi suoni. Sabbioso strigliò il cavallo. poi rimase in attesa.

Era composta da una trentina di malviventi. Un po' seduti. a rischio della vita. Scimmiotto alzò lo sguardo e vide più avanti lungo la strada un complesso di edifici: "Andiamo a riposarci là" propose al maestro. Porcellino impugnava il coltello. quando ripresero il cammino. e i suoi tre spiriti abbandonarono questo basso mondo. la signora si nascose sotto il letto. Ahimè! Felicità e disgrazia Fra loro si avvicendano. che avevano dilapidato il proprio denaro in bevute e cattive compagnie. ma il destino Per ora non lo porta avanti al Buddha." I figli presero tutto per oro colato: "Se li hai visti. Uno disse: "Non occorrono tante informazioni né lunghi calcoli: al primo posto c'è il ricco e generoso signor Kou. come i diavoli che piantano il banchetto del funerale per rincorrere l'anima del defunto e portarsela all'inferno. vasellame. VEDE LA SUA ANIMA TENEBROSA CHIAMATA A SALVARE IL PRIMORDIALE. chi preparava la bara. trovarono il loro padrone stecchito sul pavimento. manganelli. figli miei. signori. Il magistrato di Terrazza di Bronzo era un uomo retto ed eminente. una banda di malandrini si riuniva nella città di Diling. quello che oggi ha accompagnato i bonzi cinesi. i quattro pellegrini percorsero quaranta o cinquanta li. Evidentemente. non la cedeva in nulla a tende di broccato che coprono la primavera. Il signor Kou non si rassegnava: "Maestro" diceva trattenendo a stento le lacrime. Porcellino incitava alla violenza. Il signor Kou scoppiò in singhiozzi. da nascondere il sole. CAPITOLO 97 UN ERRORE GIUDIZIARIO OVE IL DONATORE. Alla quarta veglia chiamò i figli e disse loro: "Smettete di piangere. Kou Liang e il fratello si recarono dal prefetto del capoluogo. "Santo cielo. smettila!" inveì Tripitaka. E se si mette a piovere." "Come scriviamo?" chiese Kou Dong. "Dice il proverbio: Chang'an è una bella città. Lo gettarono a terra e lo presero a calci. Alla fine hanno approfittato del buio e del maltempo per commettere l'assassinio. Una notte piovosa come questa è un'occasione da non perdere: per le strade non ci sono né guardie notturne né ronda di pompieri. ascoltate il prossimo capitolo. su cui ancora si leggeva in quattro grandi caratteri scoloriti dal tempo e coperti di polvere: CORTE PROVVISORIA DI SPLENDORE FIORITO Il reverendo mise piede a terra e spiegò: "Il pusa Splendore Fiorito era discepolo del buddha delle Fiamme dai Cinque Splendori. lo consolava: "Se il Buddha mi riceverà al Monte degli Avvoltoi. Se poi non sapete che cosa avvenne all'alba. ma il cielo si coprì di nuvole nere e cadde un violento temporale. senza alcuna traccia di presenza umana fra rovi ed erbacce. Certo che al ritorno vi verrò a trovare! E vorrò ringraziarvi e prosternarmi molte volte davanti a voi." Tutti in casa erano in effervescenza. aveva sempre vissuto nella rettitudine. ed è stato Scimmiotto a uccidere vostro padre. Si avvicinarono e videro un arco sfondato che recava un vecchio pannello orizzontale. perché temevano di richiamare l'attenzione di qualche creatura malefica. Compiuto il colpo. corde e torce. mi sono nascosta sotto il letto. Se ne approfittiamo." Al bestione passò la voglia di insistere. sbucò dal suo nascondiglio per implorare: "Prendete quello che vi serve. Non è una buona idea?" I briganti accolsero il suggerimento con entusiasmo: si armarono di pugnali. Aspetta che il nostro destino ci abbia condotto dal Buddha e mi abbia consentito di ottenere le scritture. "Come ha detto la mamma" rispose Kou Liang. ma finì per lasciarsi convincere e ritornò indietro. Sabbioso raccoglieva oro e argento. Quando ricomparvero. Dove cerchiamo riparo?" domandò il reverendo. come faremo?" "Brutto animale. Sabbioso saccheggiava oro e argento. una folla immensa si accalcava per vedere il signor Kou che accompagnava il monaco cinese. Aveva affrontato l'esame di stato ancora in giovane età. benché tremassi di paura. passarono la notte in bianco. abiti. armi alla mano. Buono e semplice. È il caso di dirlo: Per il suo voto di nutrire monaci Va verso il Gran Risveglio. Ci sarà pure." Tripitaka. un guardiano del santuario!" Ma entrando non trovarono che portici in rovina e muri crollati. oggetti di casa. Il suo nome viene ricordato nei tribunali accanto a quelli di Zhuo e Lu(19). Ripensava al rifiuto del monaco cinese di accettare le ripetute offerte di ospitalità. Scimmiotto ha ucciso nostro padre. Fra il baccano della banda. commosso." I briganti non furono dell'avviso. E scrisse: "Il monaco cinese reggeva il lume. Chi avrebbe mai detto che il voto di vostro padre sarebbe stato adempiuto dando ospitalità ai suoi assassini?" "Che cosa intendi dire?" chiesero i ragazzi. Per aver ucciso il re diavolo del Fuoco Avvelenato fu degradato e nominato ufficiale trascendente delle Cinque Manifestazioni. e lo spiegamento di stendardi. DOPO AVER SOFFERTO UN'IBERNAZIONE INFERNALE. I briganti. bastoni chiodati. Mentre i nostri pellegrini si adattavano a passare una notte penosa sotto la pioggia. e corsero sotto la pioggia alla casa del signor Kou. un po' in piedi. Se ne stavano zitti. "Quando quei feroci briganti hanno invaso la mia camera. finché finalmente schiatterai e diventerai un fantasma obeso. "Si fa tardi. Kou Liang. Non restò che cercare tra le rovine un rifugio contro la pioggia e il vento. l'hanno ammazzato!" E si affollarono piangendo intorno al cadavere. correvano a nascondersi negli angoli bui. Chi credete che fossero? Il monaco cinese reggeva il lume. fra le rovine del Tempio di Splendore Fiorito. Porcellino ricominciò: "Lo vedete? Abbiamo sdegnato buon cibo abbondante e camere fresche e pulite. da svaligiare per rimpannucciarsi. ma non è posto per te. a lume di torcia. Quando torneremo in Cina. i ladri scelsero di calarsi dal muro di cinta in un vicolo con l'aiuto di una scala di corda. per correre la strada senza fissa dimora. chiederò all'imperatore di lasciarti vivere nelle cucine imperiali a mangiare avanzi quanto vorrai. non si può sbagliare. finché le sette anime uscirono dall'infelice per scendere all'inferno. voi sarete il primo di cui gli parlerò. si disposero panieri di cibo e vasi di dense bevande per una refezione prima di separarsi. forzarono cofani e panieri e. che faceva vibrare il cielo. per lodare la vostra virtù. uomini e donne. suo marito dietro un uscio. a cavallo o in palanchino. si erano associati per darsi al brigantaggio. Giunti al chiosco del decimo li. i domestici aspettarono di essere ben sicuri che se ne fossero andati. argento. tutti cedevano loro il passo.quattro pellegrini. Chi correva a informare i parenti. A piedi. ma lasciate a questo povero vecchio qualche vestito per i suoi ultimi giorni. mescolava sempre ai suoi pensieri pietà e compassione. Che infami! Dobbiamo preparare subito la denuncia. li ho guardati alla luce delle torce. randelli. Avrebbero voluto liberare dalle malerbe almeno il sentiero che attraversava la corte. Gli annali lo glorificano: fu come Gong e Huang. sono stati tentati delle ricchezze che si vedevano intorno e hanno studiato la disposizione della casa. esaurita ogni altra risorsa. La vedova passò il resto della notte ad arrovellarsi. Un tale dispiegamento di ricchezze superava palizzate di giada e perle. Li seguirono oltre le mura della città. "al ritorno vi dovrete fermare nella mia umile dimora per alleviare il gran dispiacere del mio cuore. Si riunirono per stabilire una lista delle famiglie più ricche della città. Prima di uscire dai loro nascondigli. Il rancore la spinse a tramare per perderlo. Sfondarono il portone e corsero dentro urlando come ossessi e seminando il panico. Prima che scendesse la sera. Giusto e leale. nei quindici giorni che hanno trascorso da noi. si impadronirono di tutto quello che trovavano: oro. gioielli. mentre i monaci intonavano inni al Buddha e i preti arie taoiste. poi il reverendo insisté perché si separassero. Giovani e vecchi. e fuggirono sotto la pioggia che continuava a cadere. Kou Dong e gli altri giovani scappavano qua e là terrorizzati. avremo di che divertirci per un bel pezzo e ci porteremo a letto quante ragazze vorremo. Kou non poté resistere e. Da ragazzo era povero e d'inverno studiava alla luce riflessa dalla neve. ed era convinta che lo sfoggio di ricchezza mostrato in pubblico alla sua partenza avesse attirato la disgrazia. ." Conversando percorsero altri due o tre li.

Scimmiotto pregò il maestro di sedere al posto d'onore. Consapevole del Vuoto. "Ti sembrano briganti?" "La stella della disgrazia non è tramontata sul capo del maestro" mormorò Scimmiotto. e hanno forzato la porta di casa per saccheggiare ogni cosa. prese il cavallo per la briglia e si incamminò seguito da Porcellino. ben contenti di uscirne vivi. li abbiamo disturbati per ben quindici giorni. portate pazienza. "smontate da cavallo e sedetevi. Se ci chiama. "Discepoli!" gridò Tripitaka. Aspettate che faccia loro qualche domanda. Scimmiotto recitò l'incantesimo per liberarli dalla paralisi. "Grandi re!" rispose Scimmiotto. Si recò con Porcellino e Sabbioso nella valletta dov'era raccolta la refurtiva e la caricò sul cavallo. atterrito. Recare offesa al cielo è il nostro mestiere. videro i quattro pellegrini che venivano verso di loro. Scimmiotto urlò: "Maestro. "Non ha soldi e ci fa ritornare per consegnare il cavallo. "mio padre Kou Hong aveva nutrito monaci per ventiquattro anni. abbiamo dilapidato i nostri patrimoni in vino. E più spesso le accade Di attirare il bastone.Egli sedette sul seggio. compresi ciotola e vestiti. Ci spoglieranno anche dei vestiti. Riconsegnare le loro cose non è il minimo che possiamo fare?" Scimmiotto ne convenne. Se volete il pedaggio. e noi ci troveremo in una posizione delicata. in mezzo ai discepoli. ricuperò i suoi peli e li guardò balzar su. Si può ben dirlo: Le disgrazie non vengono mai sole. "È chiaro che questa gente sta inseguendo i briganti. Poi fu la volta dei discepoli. Una volta legati. non appena liberi. Maestro e discepoli. con stendardi e fanfare. Porcellino brontolava risentito. donne e divertimenti. raccoglieva centocinquanta uomini muniti d'armi da punta e da taglio." I sopraggiunti accerchiarono i pellegrini: "Bonzi del malanno! Avete la sfacciataggine di aggirarvi ancora da queste parti." Scimmiotto si volse ai suoi e strizzò l'occhio. tremava come una foglia. gli strapperemo il viatico. Quindi gridò: "Ferma!" E i trenta componenti della banda restarono immobilizzati come pali. poi li avete accompagnati sulla loro strada attraversando Diling in pompa magna. Quando abbiamo saputo del grande patrimonio accumulato dal signor Kou. Tutti si misero all'opera. per questa volta non ti ammazziamo. "Ma immobilizzare il corpo non chiude la bocca. "Sono un povero bonzo di campagna e non mi so esprimere bene. gioco. cari amici. brigante? Non ti muovi più?" L'uomo restava immoto e privo di parola. "Accoppa! Accoppa!" ruggirono i briganti incolleriti. guarda bene" replicò Sabbioso. dopo esservi dedicati alle vostre ruberie. rovesciate a terra questa gente e legatela bene. Vengono al momento giusto. e in breve i banditi si trovarono legati come salami. Porcellino e Sabbioso si rivolsero a Scimmiotto: "Vedi che scalogna! Dopo la brutta notte che abbiamo passato sotto l'acqua. Ora li fermeremo. non siamo briganti incalliti. recita sutra e non sa nient'altro. Che cosa vuoi?" "Venite a divertirvi con i nostri amici briganti!" Porcellino si avvicinò a uno di loro e lo urtò gridando: "Che fai. raccolse una manciata di terra e la gettò in aria. I soldi per i sutra che recitiamo. avrà qualcosa da dirci: andiamo a sentire. ruberemo il cavallo e aumenteremo il nostro bottino: è un lavoretto che sarebbe un peccato trascurare. Si disposero di traverso. ne ricavò trenta lunghezze di corda. vi convinceremo a coltellate. Scimmiotto ebbe la tentazione di lasciare ai briganti un ricordo della sua sbarra. "Che cosa significa tutta quella gente armata che ci viene incontro?" "Disgrazia!" squittì Porcellino. ma temette i rimproveri di Tripitaka. e potrete andare dove vi pare. prese le disposizioni sugli affari correnti e ordinò di distribuire le tavolette ai querelanti. Poi apostrofò i briganti: "Da quanti anni fate questo mestiere. Non sapeva di comportarsi come la falena. si additarono a vicenda i viandanti ed esclamarono: "Guardate! Sono i quattro bonzi che ieri hanno lasciato la città." Circondarono Tripitaka. le mani a mezz'aria." I banditi confabularono: "Il bonzo sembra una persona sensata. Questi bonzi vengono da lontano e hanno passato molto tempo dai Kou: il loro bagaglio sarà ben fornito. un uomo così squisito?" "Ha messo troppo in mostra la sua squisitezza quando ci ha accompagnato: lo sfoggio di lusso ha risvegliato l'attenzione di questi marioli. Fratelli. con le bocche aperte. ci quereliamo per un grave fatto di sangue e di furto con effrazione. Con insaziabile avidità. superando di una ventina di li il Tempio di Splendore Fiorito e nascondendosi in una valletta fra le montagne per dividersi il bottino." I briganti impugnarono dunque le armi e corsero gridando sulla strada. mentre Sabbioso si occupò dei loro bagagli. quando vola verso la fiamma che le brucerà le ali. si spinsero davanti il cavallo e li portarono nel capoluogo della prefettura. "Il fratello ci sa fare. È completamente in bolletta. mentre festeggiavamo il compimento del voto. Anche i briganti che avevano saccheggiato la casa di Kou si erano incamminati verso l'ovest e avevano corso fino all'alba. Supplichiamo vostra eccellenza di rendere giustizia all'umile gente del popolo. Come mai non parlano?" "Maestro" rispose Scimmiotto. se vi ho offeso. "Non ti rendi conto che ti stai giocando la pelle? Sembri cieco: non vedi che non siamo dei signori? Sganciate il pedaggio." Il reverendo acconsentì. muniti di torce e di bastoni. fra coscritti e volontari. Mentre erano intenti alla divisione. e scappare a gambe levate. come per aprire le sacche. Ci raccomandiamo alla vostra commiserazione: prendete tutto." "Dunque siete dei briganti da strada" considerò Scimmiotto con un sorriso radioso. "I briganti hanno raccolto grandi rinforzi e si sono armati meglio per darci una lezione!" "Fratello. e che se ne vadano pure. Quando si sono trovati davanti nostro padre. pagate il pedaggio senza discutere. Per pigrizia e incuria. Fu così che Tripitaka ritornò indietro con i suoi per restituire i beni rubati. ma figli di famiglia. all'alba ripresero la loro strada. con il vostro cavallo bianco e quelle grandi sacche. approfittando del buio e del maltempo. Tripitaka piangeva e aveva perduto la parola. e abbiamo pensato che foste ben provvisti. Se invece state a pensarci su. così ci siamo ridotti senza mezzi. Hai notato qualcuno Che è caduto nell'acqua E vuoi tirarlo su? Tu pensaci due volte. sbarrando il passaggio. Vi abbiamo riconosciuto come gli ospiti del signor Kou. Consapevole del Vuoto. che una simile disgrazia sia capitata proprio al vecchio signor Kou." "Non dire sciocchezze!" rise Sabbioso. elemosine e regalie. Lo attesta il poema: La bontà. ritornate qui!" "Si mette male!" si spaventò Porcellino. Il moro che vedete l'ho ingaggiato perché s'intende di cavalli. Provvederò io a regalarvi i nostri bagagli. bestiacce? Che cosa avete rubato? Avete commesso omicidi? È la prima volta? La seconda? La terza?" "Grazia. quello con il grugno lungo è un facchino. Di rado ha ricompensa. ed essi pian piano si ripresero. Li faremo confessare." Tripitaka." "Va bene. Il Novizio si chinò. Lasciateli perdere: è tutta gente che non può darvi soddisfazione. signorie!" strillavano i banditi. E se proprio vuoi farlo È a tuo rischio e pericolo! I pellegrini camminavano verso la città carichi di oggetti preziosi. non sarà qualche fottuto brigantello a metterlo in difficoltà. questi ultimi ospiti completavano la cifra prevista di diecimila. quando videro arrivare una folla di gente armata di lance e di sciabole. tutto ciò che entra nel sacco passa per le mie mani e viene segnato nel mio registro. ma non farlo quando liberi. in questo modo hanno acquistato familiarità con il luogo. Come ha potuto avvenire quello che dite?" "Eccellenza" rispose Kou Liang battendo la fronte al suolo." Scimmiotto sorrise: "Non prendetevela. senza poter fare un movimento né dire una parola. Scimmiotto si strappò qualche pelo e. incontriamo i malandrini sulla strada. Sabbioso si . "Non strillate! Confessate tutto!" "Eccellenza. Essi uscirono dalla porta occidentale e si lanciarono sulle tracce dei quattro pellegrini. con il suo fiato magico." "Io sono rimasto commosso dalla generosità dei Kou. e vedremo se sono delinquenti incalliti o semplici pivelli. Ha riportato sulla retta via i peggiori diavoli. Sono rimasti nella nostra casa per quindici giorni. oboli. Come dice l'adagio: Puoi sbagliare quando arresti. La sera del giorno stesso in cui li avevamo accompagnati sono ritornati indietro. si prosternarono e gridarono: "Eccellenza." Il magistrato convocò la polizia a piedi e a cavallo che. Quello che vedete sul cavallo è il nostro maestro: ha dimenticato piaceri e dispiaceri dei sensi. gli occhi spalancati. "È muto e istupidito" ridacchiò Porcellino." Strinse alla vita il suo gonnellino di pelle di tigre e si fece avanti giungendo le mani sul petto: "Signori. ci siamo riuniti per approfittare della notte e del maltempo e spogliare la sua casa. Fagli mettere giù i bagagli. Per fortuna li abbiamo incontrati e abbiamo ricuperato la refurtiva. Vi abbiamo visto arrivare mentre ci dividevamo il bottino. Sabbioso lasciò cadere le sacche. qual buon vento vi porta?" "Hai un bel coraggio a venircelo a chiedere!" urlò un bandito. perché sono io che tengo i conti. è inutile che vi rivolgiate a quei tre là: dovete chiederlo a me. Non sapevamo che vostra eccellenza avesse poteri straordinari e che ci saremmo trovati ammanettati." "Non abbiamo corde" obiettò Sabbioso. I fratelli Kou si presentarono. mostrando la tavoletta ricevuta. bonzi! Se tenete alla pelle. i prigionieri vennero appesi a pertiche passate nei nodi delle funi. Un altro carico di metalli preziosi toccò a Porcellino. arhat giunti dalla corte dei Tang nelle terre dell'Est." Il magistrato ricevette il loro memoriale. "Scherzi di magia" spiegò Scimmiotto. che avevano trascorso la notte fra le rovine del tempio. lo lesse e disse: "Mi hanno detto che avevate adempiuto il vostro voto di nutrire monaci accogliendo quattro eminenti bonzi. lo strapparono dal suo cavallo e lo legarono. Sapete che gli uomini non si accontentano mai: l'ingordigia ci ha spinto a sbarrarvi la strada. Si impadronirono anche del bagaglio. fingendosi spaventato. lo hanno abbattuto. ma lasciateci la vita!" Tripitaka fu sconvolto dalle notizie e balzò in piedi vibrando di indignazione: "Com'è possibile. e ciascuno di loro fu portato da due uomini. e mentre si avvicinavano gridava: "Eccoci. e intimarono: "Fermi.

Misero una corda nuova e ricominciarono a tirare: nuova rottura. Tripitaka soffriva il martirio e ripeteva: "Consapevole del Vuoto. che allora chiamavamo Spingi L'Ago: quello fu l'inizio della sua prosperità. rubavo e uccidevo. Poi ordinò la comparizione di Tripitaka e dei suoi compagni. la vecchia si prosternò: "Vecchio mio. ma tenne duro e chiese: "Se sei morto. Suo padre si chiamava Kou Ming. "Che cosa aspetti per assumere la difesa?" "Che posso fare?" rispose Scimmiotto. batté la mano sulla bara e domandò: "Vecchio mio. si procurarono una terza corda e stavano per ricominciare. quando giunse l'annuncio: "Sua signoria il Secondo Protettore Chen sta giungendo dalla capitale. sarà bene che prepari ogni cosa per farlo uscire di qui al levar del giorno. il rumore che facevano attirò l'attenzione del capo. Aprirono l'involto e scoprirono Le lunghe file di perle brillanti Ed un tesoro di pagliuzze d'oro. Scimmiotto volò via e ritornò nel capoluogo. altrimenti avremmo rischiato di metterci nei pasticci. I figli batterono la fronte sul pavimento cantilenando: "Oh padre. E ordinò alle guardie: "Portate il cerchio per stringere la testa e applicatelo alla zucca pelata del capo banda. Nel tempo ha accumulato una fortuna di centinaia di migliaia di sapeche. Da quando entrò in casa sua. come faremo? Come faremo?" "Ci battono per spillarci un po' di soldi" fece notare Scimmiotto. Ed ecco che i briganti lo hanno ucciso a calci. avevo cinque anni più di lui. Poi gli somministreremo le verghe. ma se uno solo la prende. Dategli il vostro kasâya. si trasformò in un moscerino e fuggì da un interstizio fra le tegole del tetto." "Padre" supplicavano Kou Liang e suo fratello. Al momento il problema è tutto qui. La sua fortuna fu di sposare la figlia di Zhang il Ricco." Tutta la famiglia corse ad ardere biglietti di carta moneta. e faticavano a farsi versare la rendita. e sembra fondata." Tripitaka si sentì come una barchetta nell'oceano in burrasca. correremo al tribunale e presenteremo l'istanza di scarcerazione. Noi cerchiamo solo di stare in pace con i vivi e con i morti." Guardate che bravo: si rimpicciolì per liberarsi dalle cinghie che lo legavano al letto. finalmente. Le guardie si misero all'opera: incoronarono Scimmiotto e tirarono la corda. Lui diceva: "Mamma. lo aprì e ne tolse il passaporto. gli portava un buon guadagno." "Proprio così. la mia missione è di restare in questa casa per un mese e di metterla sottosopra in modo che nessuno sopravviva. Entrarono i figli accompagnati dalle nuore." "Siete abili a invocare la gratitudine.sentiva disorientato. Per i pellegrini fu anche questa una notte inquieta. Vide un sacchetto di tela. piangeva. Il feretro era stato collocato nella sala principale. stringevo il coltello. che avevamo incontrato sulla nostra strada. Altrimenti. "Il bottino testimonia contro di noi. Gli abiti di stoffa ordinaria non valevano gran che. il signor Kou aveva fortuna e figli. Sabbioso saccheggiava oro e argento. Qualunque affare intraprendesse. Nella rapina contro i Kou io tenevo la torcia. Consapevole del Vuoto. Il re dell'inferno mi ha mandato qui sotto buona scorta fantasma per dirvi di farli liberare immediatamente. Le nuore corsero via spiritate agitando le braccia. si preparava a mostrare le sue capacità. Esclamò: "Queste non sono cose da briganti! Per fortuna mi sono cadute in tempo sotto gli occhi." E quando vide le guardie preparare la corda per stringere il cerchio dichiarò: "Vostro onore. Perciò mi sono tenuto in disparte e mi sono astenuto da difese e da interventi magici. più coraggiosa. siamo stati arrestati e scambiati per i ladri. La moglie. candele e offerte di frutta. "Discepoli miei" si lamentava Tripitaka "come faremo?" Scimmiotto rideva: "Adesso venite al fresco: è un posticino tranquillo." La proposta fu una coltellata per il cuore di Tripitaka. continuando a prosternarsi. alla tua età ricordi ancora il mio soprannome da ragazza." L'ufficiale esaminò il kasâya e il restante contenuto delle sacche. alla residenza del magistrato. dove una cinghia serrava il ventre.. uno per uno. Draghi allacciati in squisiti ricami Ed orli di broccato con fenici. A quarant'anni si è volto al bene e ha fatto voto di nutrire diecimila monaci. seduta su un cuscino. Senza capire che cosa non funzionasse per il suo verso." "Signori ufficiali" gridò Scimmiotto. Ormai era la quinta veglia. ma in realtà non lo siamo. "Consapevole del Vuoto!" gridò. Egli volò nella casa dei Kou. invece di godere i suoi meriti." Scimmiotto pensava: "Anche se il destino del maestro prescrive questa prova. un'altra il petto e una terza la testa. Il capo banda sono io. sapremo come regolarci. "'Il monaco cinese reggeva il lume. e a riportarla al legittimo proprietario." Chiamata con l'antico soprannome. non posso lasciargli subire le torture." "Va bene. sputa la grana. la gratitudine ci ha spinto a togliere la refurtiva ai briganti.. I quattro maestri della corte dei Tang si erano imbattuti nei briganti." "Allora incominciate da lui" ordinò il magistrato. Si guardò intorno per orientarsi e prese il volo verso Diling e la strada dove abitavano i Kou. "vi supplichiamo." "Vanno bene anche i vestiti. La vedova. È mai possibile che. Che sfortuna! Aveva sessantaquattro anni e possedeva tutto ciò che serve per godersi la vita. ma non vi trovarono nemmeno un graffio. Gli altri non c'entrano. Verso la quarta veglia. Da piccoli eravamo compagni di scuola. mentre sua moglie pressava gli ingredienti. oh padre. suo padre morì e lui dovette assumere l'amministrazione del patrimonio." Il magistrato ordinò al capo della camera di giustizia: "Mettete in cella questi banditi e fate buona guardia. Osereste negare la presenza del bottino?" esclamò trionfante il magistrato. con una lampada accesa." I carcerieri frugarono nelle sacche. A quel tempo non possedevano più di mille mu di terreno agricolo. come si vedeva . che venne a vedere: "Che cos'è questo baccano?" Le guardie si inginocchiarono: "Stavamo battendo questi bonzi briganti di strada. Riconosceremo i nostri errori. che portavano offerte di riso. quando stai male. quando sua grandezza riprenderà il processo. ma in realtà questa non è che la copertura della vostra attività di briganti. finché si ruppe con uno schiocco. Lo prova il passaporto che troverete fra le nostre cose. Riprenderemo l'interrogatorio quando avrò ricevuto il mio superiore." Il magistrato li ricompensò della pena che si erano data. "Voi bruciate carta moneta. "Pretendete di venire dalle terre dell'Est e di andare nel Paradiso dell'Ovest a rendere omaggio al Buddha. dove non troverete cani che vi abbàino. gli altri non avranno niente. Esaminarono le pelle del cranio di Scimmiotto. quel bonzo non c'entra. Domattina. me ne vado" disse Scimmiotto. Aprite e prendetevelo. Il padron di casa attendeva alla cottura al fornello. "è inutile che vi affatichiate. abbia dovuto finire così? Che triste vicenda!" Scimmiotto non perse una parola." "Vostro onore" rispose Tripitaka. bastoncini d'incenso. Quando ebbe vent'anni. Ma ora che la notte e la prova stanno per finire. e prega vostra eccellenza di andargli incontro nei sobborghi. Pensava: "Fra le prove imposte al maestro c'era evidentemente anche questa notte in prigione. nemmeno i cani e le galline. ma non ne poteva più e si dovette rassegnare: "Come vuoi." La moglie batteva i denti. Era una bella notte serena." I pellegrini furono chiusi in carcere. i figli si prosternarono e non osarono muoversi da terra. la ronda dei pompieri iniziò il suo giro. "Ma se vi siete imbattuti nei briganti. le quattro del mattino. ritornate da dove venite e non fate del male a nessuno! Appena farà giorno. come mai parli?" "Il re dell'inferno Yama mi ha fatto accompagnare qui dagli spettri perché dica una cosa: la mia vecchia Spingi L'Ago ha usato la sua lingua velenosa per rovinare gli innocenti. noncurante. Scimmiotto ha ucciso vostro padre. Il dio del carcere. Lungo la via brillava una luce: si accostò e constatò che si trattava del laboratorio di un fabbricante di formaggio di soia. "permettetemi di dichiarare quanto segue: l'umile monaco che vedete non è un bandito e non si è certo permesso una simile impostura. oh padre. Scimmiotto. Era un uomo buono. Porcellino incitava alla violenza. Scimmiotto non udì più i gemiti dei compagni: si erano addormentati." Gli infelici furono spinti su letti di tortura. Non toccate niente." "Ma noi non abbiamo soldi. e loro ci hanno ceduto le loro sacche. "Come dice l'adagio: La vita è bella finché è sana. stai per caso tornando in vita?" "No" rispose Scimmiotto imitando la voce del vecchio Kou. perché non li avete assicurati alla giustizia? Ve lo impediva la vostra gratitudine? Come mai abbiamo trovato solo voi quattro? Ecco qua: la querela di Kou Liang fa appunto i vostri nomi. luna e stelle splendevano ancora. Scimmiotto si posò sulla bara e tossicchiò. Proprio perché il signor Kou ci ha ospitato generosamente per quindici giorni. Vi divertirete. ma si resero conto che quella cosa fosforescente avvolta nella carta oleata doveva costare un sacco di soldi. Quali innocenti avrei rovinato con lingua velenosa?" "Non prendermi in giro!" urlò il Novizio. la resa dei terreni migliorò e i crediti furono ricuperati. verificò la refurtiva e la restituì alla famiglia Kou. I carcerieri li vennero a frustare. Che bell'idea quell'accusa falsa! Ora gli innocenti sono chiusi in carcere per la querela presentata dai nostri figli. Il giudice era già sveglio. Per fortuna arrivate voi: aiutateci a dividere. In una di quelle sacche troverete un abito orlato di broccato che vale mille pezzi d'oro. ma gli è mancata la lunga vita.' Queste calunnie hanno precipitato delle brave persone nelle torture. Mentre lo facevamo. Mentre si spingevano per guardare. se c'è qualcuno da mettere alla tortura sono io. i coscritti hanno catturato i malviventi. Abbiamo trovato questa cosa che non sappiamo come utilizzare: romperla per dividere sarebbe un peccato. pieno di sigilli e di scritte di molti paesi. Preghiamo vostro onore di procedere a un attento esame dei fatti. Le truppe si presentarono al tribunale e annunciarono: "Eccellenza. avevano ricuperato la refurtiva e la stavano riportando qui per mostrarsi grati. ora che vi hanno preso" replicò il magistrato." Il tamburo dalla torre annunciò il cadere della notte. il tudi e la divinità delle mura e dei fossati sono corsi pieni di indignazione a informare Yama.

Ma mio zio è morto cinque o sei anni fa. Poi farò una passeggiata sulla città e la pesterò ben bene. I fratelli li accolsero pieni di paura. spaventati. dov'era riunita la famiglia in lutto. che lo accoglievano giungendo le mani. ma figli del Buddha in cerca di scritture. così ripartirà con voi." Scimmiotto si congedò per recarsi al Palazzo delle Nuvole Smeraldine. Se tardiamo. che mi ha fatto accompagnare qui. ciò ha fatto sensazione fra gli dèi dei tre mondi. Ha incontrato un paggio abito-d'oro al servizio di Dizang. questa volta volò sul tetto della prigione. Perciò ha lasciato il mondo terrestre in quel modo. "Se si accorgessero che chi parla è soltanto un moscerino" pensava il Novizio. Non ho mai trascurato di offrirvi incenso mattina e sera. con la speranza che vostra eccellenza accolga la nostra istanza. e li condussero nella camera ardente. Ecco perché ci siamo ripresentati." Il magistrato. Viste le sue referenze. Nella città delle vittime di malamorte i farfarelli si convertivano. seminando il panico fra i giudici infernali. e d'altronde il ritrovamento della refurtiva ci aveva indotto in errore. Dizang. fate compagnia al mio maestro. come una celeste amnistia. Andremo dai Kou. non potete prendervela con loro. e aspettate invece di essere invitati a sedere al posto d'onore. Scimmiotto si fece avanti con gli occhi sgranati per la collera e dichiarò con voce tonante: "Un tizio del tribunale si è impadronito del nostro cavallo bianco." Il signor Kou si profuse in . e di finire la sua vita senza imbrattare le lenzuola del suo letto. Spuntava l'alba." Naturalmente i funzionari credevano che Scimmiotto scherzasse. L'incarico che ho ricevuto è di ordinarvi di rimetterlo subito in libertà. quando vide Scimmiotto. Ho fatto arrestare i ladri e voi avete ricuperato la refurtiva. "nessuno mi prenderebbe sul serio. prosternandosi senza tregua. Non appena furono distribuite le tavolette. Quando furono introdotti e presentarono l'istanza di scarcerazione dei detenuti. schiaccerà noi e ridurrà in polvere la nostra città. Vedrete: reclamerò la restituzione del cavallo e dei bagagli. dove chiese del pusa. Non inginocchiatevi. Porcellino e Sabbioso. gli chiesero quale fosse lo scopo della visita. che gli ha permesso di superare gli esami nel gruppo dei primi laureati. "Nessuno ti toccherà: ho sistemato le cose. si posò nel bel mezzo del ritratto e quando vide comparire il magistrato. Piano con i piedi. i funzionari si gettarono a terra: "Vostra eminente santità non dubiti: sottometteremo immediatamente il caso al magistrato. i nostri bagagli sono finiti nelle mani dei carcerieri. "Smetti di piangere. il dio del carcere e quello delle mura e dei fossati se ne sono lamentati con il signore Yama. entrò dallo spiraglio che aveva utilizzato per uscire e si rimise a letto. Vogliate scusarci!" Chiesero quindi se in carcere avessero subito danni o perdite. diciamo. un altro che recava una sedia pieghevole." E d'un balzo salì in cielo. Con una capriola il grande santo raggiunse il mondo delle tenebre ed entrò nella Sala della Rete della Foresta. Certi briganti vi hanno ucciso prendendovi a calci. si affrettarono a far portare cavallo e bagagli." E colse l'occasione: "Saggio nipote. sotto pena delle peggiori disgrazie. Ora interrogherò tuo marito: provvederà lui a smentirti. Io sono venuto qui a riportarvi fra i vivi. L'azzurro sopra l'edificio si coprì di un velo di nubi iridate: un soffio di buon augurio proteggeva l'anima primordiale. siamo caduti in un errore increscioso. Ordinò subito al cancelliere della camera di giustizia di redigere un mandato di comparizione per i detenuti. per carità. e se qualcosa mancherà. la montagna dei Diecimila Coltelli era spianata. I mille alberi-spade erano sconvolti. salvatemi!" "Non so se vi rendete conto della situazione. che l'ha accompagnato a visitare il suo padrone. Appena arriverò in tribunale. Che cosa significa questa istanza?" "Eccellenza" replicarono i ragazzi piangendo. dov'era appeso alla parete un rotolo che rappresentava un mandarino a cavallo di un leardo pomellato con la sua scorta: un uomo che reggeva un parasole azzurro. certo hai onorato i tuoi antenati esercitando la tua carica senza farti corrompere. li interrogheremo e stabiliremo chi dice di averci visto agire come briganti. e ho ricevuto un incarico dall'Imperatore di Giada. Altrimenti sarai convocato all'inferno per chiarire come stanno le cose. e non resterà gran che dei funzionari di questa misera sottoprefettura. il vostro filiale nipote Qiang Kunsan ricopre attualmente il posto di magistrato nella prefettura Terrazza di Bronzo. I funzionari non sapevano come scusarsi: "Eravamo fuorviati." "Kou Hong è una persona perbene. mentre i funzionari si riunivano negli uffici della sottoprefettura." Sabbioso issò a cavallo il reverendo in mezzo all'aula di giustizia. i funzionari hanno ragione. per carità! Ci farete morire di paura!" Scimmiotto tornò a trasformarsi in moscerino. Dopo i saluti. si inchinò e ripeté la propria versione dei fatti. diede un colpetto di tosse. Tripitaka cercava di metter pace: "Discepoli. Infine la gente vide e comprese che si trattava di un immortale che cavalcava le nuvole. Porcellino si chiedeva inquieto quali nuove torture avrebbe portato la giornata. e griderebbero all'imbroglio. che si sono presentate a rapporto dal re Yama. tremando di spavento. La cosa ha indignato le divinità locali. si addormentò. finché il cadavere è ancora caldo e ci sono misteri da risolvere. mentre gli assessori dei cinque orienti si prosternavano. Egli vi accusa di aver chiuso e malmenato nella vostra prigione un figlio del Buddha in cerca di scritture. posso prolungare la sua vita terrestre di un ciclo di dodici anni. Un raggio di luce divina. inchinandosi per ringraziare. sotto il Ponte Senza Appello i fantasmi ritornavano in vita. Ma come hai potuto spingere la tua ignoranza fino a imprigionare dei santi monaci come se fossero dei briganti? Il tudi.dalla luce che brillava nella sua camera. che ci stava riportando il bottino tolto ai briganti." Assunse quindi dimensioni gigantesche. Scimmiotto espose il caso." Il magistrato rifletteva: "Non è poi tanto strano che il fantasma di un morto ammazzato si mostri inquieto per qualche giorno. "Chi di voi ha aperto la pratica del fantasma di Kou Hong. e mise avanti un piede che bastava a riempire l'aula d'udienza. "Funzionari. e ad accertare che non mancasse nulla. Adesso ce li dovete restituire senza indugio. Ma lui disse: "Signori. che ancora non si era lavato la faccia né pettinato. i fratelli Kou corsero a inginocchiarsi con alte grida davanti alla porta. se non mi date retta lo abbasserò sulle vostre teste. e li mandò a prelevare." Tripitaka giunse le mani. ascoltate: sono un dio ambulante. "questa notte l'anima di nostro padre si è manifestata per rimproverarci di aver fatto incarcerare ingiustamente il santo monaco. Ma poiché i discepoli non sembravano disposti ad accontentarsi. grazie alla protezione della virtù dei suoi antenati. gliele darò io le botte!" Quando entrarono nell'aula del tribunale. Ci ha ordinato di chiedere la liberazione degli innocenti. Quei bonzi non sono briganti." Scimmiotto ridacchiava fra sé: "Dunque è la sacra immagine dell'onorevole zio. caro zio. esclamò: "Maestro. ho un altro piede delle stesse dimensioni di quello che vedete. Senza avere idea di chi fosse il personaggio rappresentato. Lo facciamo chiamare. mi era sembrato adatto per assumerlo come segretario generale del registro dei destini propizi. Io torno fra poco. "Interrogherò il morto: saprà ben dirci chi l'ha ucciso. malgrado le cinghie. "Stai tranquillo" gli disse ridendo Scimmiotto." "Porterò la tua risposta al signore Yama. indossato l'abito da cerimonia e reggeva due bastoncini d'incenso accesi: "Sacra immagine del mio onorevole zio Qiang Qianyi. Non abbiamo mandato a prenderlo noi. vi prego. non trascurare di bruciare carta moneta per me. di un santo capace di ridar vita ai morti. e dovrebbe giacere in pace. il magistrato. Questa volta tocca a me interrogarvi: avete idea di quale sia la pena per avere arrestato delle persone innocenti. Quello si rifugiò spaventato in camera sua. e il suo ospite rispose cortesemente: "Il destino di Kou Hong era di non superare in anni d'età il numero degli esagrammi(20). Scimmiotto svolazzò all'aperto e ritornò a Diling. perché la vostra testimonianza è necessaria per mettere in chiaro le circostanze della vostra morte. dopo le cortesie d'uso. chiedendogli di ordinare la scarcerazione. dove. Che cosa sta succedendo?" In quel momento entrarono in folla i funzionari di Diling." Il paggio abito-d'oro lo accompagnò nella sala. Perché oggi mi fate questo scherzo? Vi supplico di non terrorizzare la gente di casa con manifestazioni di rumori diabolici. Se volete saperne di più. illuminava il dominio delle tenebre e splendeva dappertutto. I dieci giudici accolsero il grande santo e. quello che nutriva monaci nella sottoprefettura di Diling? Fatemi il piacere di rintracciarla subito. Dopo un po' ricomparve: aveva fatto la sua toilette. ritornate da dove venite. livido di spavento. Scimmiotto volò nella sala principale. un'aspettativa: ritornerete qui fra una dozzina d'anni. rispose: "Vi prego. il magistrato si irritò: "Ieri vi eravate querelati per il furto dei vostri beni. fino a ridurla in cenere e polvere." Il magistrato ascoltava. ma è venuto da solo. Devi riesaminare il caso e liberare i monaci senza indugio. Da parte tua." "Buona idea" acconsentì Scimmiotto. Come potete immaginare." Terrorizzati. e tutti i presenti si avviarono verso la sottoprefettura e la casa dei Kou. la colpa dell'errore fu attribuita alla famiglia Kou." Il magistrato accese altro incenso e molta carta moneta. "Ecco qui una madre di famiglia che fabbrica calunnie a danno della brava gente" disse Scimmiotto alla signora Kou. facendole passare per briganti?" I funzionari. Il pusa è tanto gentile da concedervi. Ma per riguardo a voi. capeggiati dal sottoprefetto: "Vostro onore. Intanto il magistrato salì in cattedra. La persona che vedete è il direttore generale dell'inferno. guai in vista! L'Imperatore di Giada ci ha mandato un dio ambulante per esigere l'immediata liberazione di quelle brave persone che sono state incarcerate. li farò liberare. il sottoprefetto e i funzionari di ogni ordine e grado andarono loro incontro: "Ieri non abbiamo potuto approfondire l'inchiesta per l'arrivo del nostro superiore. state all'erta. Va da sé che tutti pregarono e bruciarono incenso.

Subito il morto respirò. la persona che ci chiama è il grande immortale Testa d'Oro. La terra del Buddha era ormai prossima. verde smagliante dei pini dopo la pioggia. si potrebbe cogliere una cometa tendendo la mano. e loro sono venuti a risuscitarti. angelica purpurea e frutti di immortalità che crescono un anno dopo l'altro. dove una nuvola lo portò in breve alla casa dei Kou. Porcellino aprì la bara e Scimmiotto tolse l'anima dalla propria manica e la introdusse nel corpo. Al Monte degli Avvoltoi. Maestro e discepoli camminavano da sei o sette giorni. "Lo credo che sono belli!" rispose Scimmiotto. I ladri erano una trentina di briganti. Altrimenti farete come nel detto: frustava quando il monte era lontano. Il grande immortale fece loro strada nel suo tempio e fece servire il tè e una colazione. Se non vi disturba troppo. impeccabile. mi raccontò che sarebbe arrivato da queste parti in capo a due o tre anni. nella sottoprefettura un dio ambulante. Ma il magistrato magnanimamente risparmiò loro altre accuse. e il giorno dopo Kou Hong ritornò a battere il chiodo di nutrir monaci e a insistere perché Tripitaka rimanesse suo ospite. "Sei pratico di nuvole e di voli ad alta quota. "non continuate a inchinarvi. Sulla loro strada non incontravano famiglia che non fosse volta al bene. CAPITOLO 98 UNA QUERELA PER FRODE E CONCUSSIONE OVE SCIMMIA E CAVALLO RAGGIUNGONO LA SAGGEZZA. snelle colonne toccano le nubi. Per la notte restarono ospiti del Tempio della Verità di Giada. ma il santo monaco non ci può ancora salire. Superate le pene ed i travagli Per rinnovarsi dentro i tre rifugi. COMPIUTA L'IMPRESA. Perenne bellezza di fiori di primavera. tutti ammirano il volo dell'uccello scarlatto. Consapevole del Vuoto!" esclamò Tripitaka. I pellegrini trascorsero finalmente una notte tranquilla nella casa. "Maestro" osservò ridendo Scimmiotto. e il suo scacciamosche scuote polvere santa. non scendete nemmeno da cavallo. siete proprio un figlio del Buddha. un giovane ritto presso la porta gridò loro: "Sareste per caso quella gente dell'Est in cerca di scritture?" Il reverendo si aggiustò la tonaca e lo osservò. cipressi millenari. Come ogni abitante di quel luogo meraviglioso. toccano la Via Lattea. "Perciò li avevo fatti inseguire dalle guardie. Dopo alcuni li. prese per mano Tripitaka e guidò Candana verso la porta della Legge. che abita il Tempio della Verità di Giada ai piedi del Monte degli Avvoltoi. Figuriamoci se c'entravano i quattro pellegrini!" E chiamò sua moglie: "Tu sapevi! Come hai osato presentare una falsa accusa? Ora sua eccellenza ti metterà sotto processo. dalla quale i sutra si diramano in tutto l'universo." "Sono confuso di avere abusato della vostra pazienza. Se poi non sapete che cosa avvenne quando incontrarono il Buddha. osservate il fausto splendore di cinque colori in mezzo al cielo. Dalla loro cima bisogna abbassare il capo per vedere il sole al tramonto. Da lì si vedeva la montagna. Ora si nettano Da ogni lordura e trovano. Ampie finestre si spalancano sullo spazio. Mentre si avvicinavano all'ingresso. l'avevano ricuperata e volevano restituirla. Reca al gomito una tavoletta di immortalità e calza sandali d'oro. non faceva che prosternarsi. L'accompagnamento della folla di amici e parenti. né casa che rifiutasse di nutrir monaci. Proseguon con fermo passo Nella cerca del Beato. e in breve si riprese tanto da balzar fuori e prosternarsi davanti ai quattro pellegrini: "Ah. È un elegante gentiluomo alato di straordinaria bellezza. basta guardarvi. unito il vero Del Cielo alla natura personale. Si infilò quindi quel vapore in una manica e lasciò l'inferno per ritornare nel mondo dei vivi. e in questo modo perdete tempo. benché lo abbia già incontrato come grande immortale Testa d'Oro. la terra santa del Buddha. Il Cielo non abbandona L'uomo dabbene. Per sbaglio sono stati arrestati. Gli sramana Fanno lieta accoglienza. Il grande santo guidava il monaco cinese e i suoi compagni su per la montagna. Non si usciva dalla porta principale del tempio taoista per riprendere la strada maestra. Tanti anni fa. si erano imbattuti nei ladri. "È strano: tante volte siete corso a prosternarvi davanti a Buddha finti e a false mete. ogni viaggiatore che attraversava la foresta recitava sutra. ed era diversa dalle altre: si vedevano solo fiori preziosi. "avete fatto davvero un grave torto a questi santi monaci. con stendardi e baldacchini. Certo al mio maestro piacerebbe non aggravare il ritardo. "Devo dire che Guanyin mi aveva imbrogliato. Il proprio corpo imperituro. pini antichi. Si slanciano di cento piedi verso il cielo. Poi i suoi paggi misero a scaldare l'acqua profumata perché il santo monaco potesse fare le sue abluzioni prima di presentarsi al Buddha. per caso. Indossa un abito di broccato e agita uno scacciamosche di giada. CONTEMPLANO IL BEATO." Tripitaka si inchinò e pregò. "Ieri eravate a brandelli. ma sempre in volo. E ora che siete arrivato." "È vero: sono venuto qui più volte." "Santo monaco" disse il grande immortale. Raggiunto l'obiettivo. indicateci voi il cammino. e devo a voi se sono ritornato dall'inferno. dovete muovervi per via di terra. erba di diaspro. Ma la notte scorsa è successo un pandemonio: qui si è manifestata la tua anima. gode di vita eterna: la sua longevità lo eleva al disopra del mondo di polvere. e loro mi presero a calci fino a spedirmi all'altro mondo. che l'immortale indicò: "Santo monaco. Quando maestro e discepoli ebbero completato le abluzioni. L'indomani Tripitaka indossò il suo kasâya con gli orli di broccato e il cappello alla Vairocana. quando li vidi frugare la mia casa non potei resistere all'impulso di cercare di farli ragionare. I malvagi Non possono farci nulla. Il santo monaco non riconosce questo abitante del Monte degli Avvoltoi. a casa mia quella del mio defunto zio. ma si attraversava la sala centrale e si imbucava una porticina sul retro. Gialle gru recano l'annuncio dell'autunno che languisce. puntando il frustino verso gli edifici. circondato da mille vapori di buon augurio: quello è il picco degli Avvoltoi. maestri! Ero morto prematuramente. Qui è la sala autentica in cui si discute la Via. che vi fornirà ogni particolare. Non so come ringraziarvi dell'alta benevolenza che mi concedete: sono proprio commosso" rispose Tripitaka giungendo le mani. la terra Del Buddha si apre a loro. costruite di perle e di gioielli. ma oggi siete fresco ed elegante." Tripitaka lo salutò rispettosamente e voleva andarsene. Scimmiotto ringraziò il direttore e soffiò sul fantasma trasformandolo in vapore. C'è ancora strada da fare. ma egli si rifiutò fermamente. Ce ne avete messo del tempo! Non speravo più di vedervi arrivare. santo monaco!" esclamò ridendo il grande immortale. il Fondatore. Kou Hong ordinò di preparare un grande banchetto per ringraziarlo. che li trovarono carichi della refurtiva perché. si trovarono in riva a un corso d'acqua molto . e faceva scoppiare il cavallo. e un'inchiesta non abbastanza approfondita li ha fatti finire in carcere. fenici dai mille colori portano il messaggio della sera nella limpida brezza." Tripitaka si fece avanti per salutare. Si è vestito per partecipare al banchetto dello Stagno di Diaspro. si accorse dei funzionari che affollavano la sala e si prosternò anche a loro: "A che cosa è dovuta la vostra presenza nella mia umile dimora?" "I tuoi figli avevano accusato i santi monaci" spiegò il magistrato. cadeva la sera. Dov'è la gioia assoluta. vecchi e giovani. Ho dovuto liberarli subito. "Eccovi finalmente." Tutta la gente di casa. con brevi riposi notturni e partenze allo spuntar dell'alba. "siete ormai in terra benedetta e in vista della vostra meta: io vi lascio. Scimmiotto lo avvertì: "Maestro. impugnò il bastone da pellegrino e andò a prendere congedo dal grande immortale. Un bagno caldo è quello che ci vuole. Ogni viandante sulla strada che correva ai piedi delle montagne praticava la pietà. Come lo spiegate?" Tripitaka restò a bocca aperta e smontò precipitosamente. si ripeté con lo stesso fasto della volta precedente. quando partì per individuare il cercatore di scritture. Sconfitti tanti diavoli." Tripitaka si inchinò per congedarsi e riprese il cammino. I sacri palazzi sono arche preziose." "Sono pratico del posto" intervenne Scimmiotto. "Guarda che bei posti. ma i funzionari non accettarono e se ne tornarono al loro yamen.prosternazioni. ESCONO DAL GUSCIO E. quando scorsero file di alte torri e di superbi padiglioni. ma l'immortale gli disse: "Aspettate che vi mostro la strada. ascoltate il prossimo capitolo." Il grande immortale rise." Mentre li ringraziava calorosamente." "Eccellenza" rispose il signor Kou restando in ginocchio.

L'anima primitiva. Nella loro passeggiata attraverso la foresta di pini e il boschetto di verdi cipressi.largo. Quando si volsero a ringraziare il battelliere. ma un semplice. traversa mille kalpa E sa condurre all'Uno. che siamo compagni di viaggio" disse Scimmiotto." Il Buddha si rallegrò e fece convocare gli otto pusa. Confrontateli con i luoghi di fantasmagoria diabolica che abbiamo attraversato. Guardate che spettacolo questi fiori. color oro bruciato. spingevano. sopra una distesa d'acque così ampia e tumultuosa?" "Guardate me!" Il grande santo prese la rincorsa. "Ma è impraticabile! Come si fa a camminare su quel legno così stretto e scivoloso. che cosa è cattivo?" Tripitaka non rinunciò ai suoi inchini e genuflessioni. che cosa è brutto? Che cosa è buono. Quando raggiunsero l'altra riva. Ogni destino si compie là dove non giunge la polvere del mondo. Da vicino non è che un tronco viscido Sopra le acque in tumulto. non videro più né lui né la barca senza fondo. Completata l'impresa. intanto. che nello stesso modo la trasmisero a quelli della terza. vi andiamo ad annunciare." "Invece la strada giusta è proprio questa" ripeteva ridendo il Novizio. un essere umano non può passare quel ponte. Sulla rupe crescono splendidi fiori ed erba di diaspro. si rese conto che il barcaiolo era il buddha Accogli e Passa. "Coraggio! Venite anche voi!" Tripitaka fece un gesto di diniego con la mano. A est come a ovest si vedono palazzi squisiti e arche di perle. E vede infine adempiuto il suo voto. i cervi. devi attraversare quel ponte. saltò sul ponte e corse fino all'altra sponda senza un attimo di esitazione. Sommità nelle nubi. naturalmente mise ogni impegno a osservare l'etichetta e il cerimoniale. non è praticabile Dai comuni mortali. preferisco salire su una nuvola. Presto giunsero in vista del Monastero del Colpo di Tuono. Tripitaka scese a terra con un balzo leggero. rinuncio a diventare buddha. un alone purpureo circonda l'edificio Protezione della Legge. salite a bordo." Il reverendo seguiva il Novizio e si sentiva inebriato. Ma non lo diede a vedere. dove si tenne scuotendo il vestito bagnato e imprecando contro Scimmiotto. viene in cerca delle scritture. le loro danze sono uno spettacolo raro. vieni!" Porcellino si gettò per terra e gemette: "Non mi fido! Scusami tanto. Andate prima da Sâkyamuni. Cerchiamo un'altra strada. Arriva il traghetto. essi divengono Buddha. detto anche Buddha del Sacro Stendardo. i tremila rivelatori. maestro e discepoli incontrarono diversi pii laici e uomini dabbene. i quattro vajrapani." Scimmiotto giunse le mani per ringraziare: "Vi sono grato di essere venuto a traghettare il mio maestro. "Aspettate qui. il Supremamente Onorato: "Il santo monaco della corte dei Tang è giunto al monastero. Libera da ogni polvere. in questi paraggi? Per diventare un buddha. per ordine e . e si limitò a gridare: "Da questa parte. Porcellino e Sabbioso. Ripresero allegri la salita della montagna: i loro corpi erano agili e lievi. Una luce iridata splende sulla sala Devarâja." Il reverendo si avvicinò e vide un cartello con tre caratteri: Passerella Tocca Nuvole Non era un ponte. i cinquecento arhat. che tirava il cavallo e portava i bagagli. e presentarono il passaporto. ma Scimmiotto lo tirò per il braccio. gli undici grandi luminari e i diciotto difensori. È proprio questo che si intende per 'vasta sapienza'. La barca è sicura. All'ingresso del monastero. barcaiolo!" La barca toccò la riva e Tripitaka chiese: "Come fai a trasportare gente su questa vecchia barca sfondata?" "La mia barca" rispose il buddha. radici che scendono a congiungersi alla catena del Sumeru: file di picchi aguzzi. Dall'anno in cui lasciò la sua città Per adempier l'incarico. il cavallo e i bagagli: tutti in precario equilibrio sul bordo della barca. Scimmiotto spiegò chi era. Mentre si disponevano in fila." Tiravano. che rispondevano al saluto giungendo le mani e gridavano: "Reverendo. Si gridava: "Si faccia entrare il santo monaco!" Il monaco cinese entrò in compagnia di Scimmiotto. Ma è grazie a voi che siamo stati liberati e abbiamo trovato il cammino che porta al giusto frutto. maestro. Il barcaiolo si congratulò." Uno dei vajrapani si incaricò di trasmettere la notizia ai quattro grandi portatori di folgore della seconda porta. Il maestro non sapeva dove mettere i piedi e finì per cascare nell'acqua. ma il barcaiolo lo ripescò e lo fece salire dritto sul bordo. dalla corrente turbinosa. ha passato Tremila fiumi e diecimila monti. Non è colpa mia. non dovete rendere omaggio a noi. bhiksu e bhiksuni. I fiori di utpala spandono profumo ai piedi del magnifico stupa. intorno non si vedeva traccia umana. Il Beato lo esaminò e lo restituì a Tripitaka. È una terra più bella del paradiso. e Tripitaka finalmente comprese e volle ringraziare i suoi discepoli. "Aspettate almeno di arrivare dal padron di casa." "Chi te la dà l'autorizzazione a cavalcare vento e nuvole. contro vento e marea Ed è sicura e stabile in ogni avversità. "Non perdiamo tempo in formalità fra noi. Il buddha prese il largo e spinse l'imbarcazione con forza e dolcezza. "Consapevole del Vuoto" gridò Tripitaka allarmato. bestione. Battello senza fondo Non galleggia sul mare. con i suoi occhi di fuoco dalle pupille d'oro. santo monaco. non sono capace. aiutava a imbarcare i condiscepoli. il Beato. liberata Dal corpo è tutta gioia e tutto amore. Il quale. Dopo tre giri di saluti. "Avete avuto bisogno della nostra protezione per stabilire la dottrina e ottenere la gioia di sfuggire al retaggio mortale. gibboni immortali balzano di ramo in ramo in cerca di frutti. e le splendide fenici. e decorate con agate. da un ufficio all'altro." "È vero!" gridò Porcellino. i prati. bisogna passare di là." "Fratello. Porcellino e Sabbioso si mordevano le dita: "È una parola! Troppo rischioso!" Scimmiotto riattraversò il ponte e tirò Porcellino per il braccio: "Dài. rivolti al Buddha. Come si possono attraversare acque così agitate senza un'imbarcazione?" "La direzione è giusta" rispose ridendo Scimmiotto." "Che zelo! Che piega schiena indefesso!" sghignazzava Scimmiotto. Le pareti sono coperte di colori e disegni. Il reverendo rabbrividì. la Legge che consente di giungere all'altra riva. I quattro pellegrini si prosternarono al Buddha e poi si rivolsero a destra e a sinistra per salutare gli astanti. Il suo pensiero Ha dedicato solo al giusto frutto. Che cosa è bello. tanto che stavano per venire alle mani. il decreto d'oro di convocazione del santo monaco passava da una sezione all'altra. "Siete proprio voi!" esclamò Sabbioso battendo le mani. lunghe prospettive di torri e padiglioni preziosi. Anitre mandarine sono posate sulle tegole d'oro. lavati da terrestre polvere. "Vedete che c'è un ponte laggiù? Per ottenere il giusto frutto. Il reverendo si inchinava a upâsaka. i bambù. si accorsero con stupore che era priva di fondo. caos di rocce dalle forme bizzarre. le gru. lunghissimo tronco d'albero: Ponte di giada gettato sul vuoto. "Il vostro discepolo Xuanzang. si rotolavano. Così stretto E scivoloso. Sabbioso dovette intervenire per separarli. La corrente portava verso di loro un cadavere umano. Maestro. In quel momento Tripitaka gridò: "Smettete di litigare. uno dei quali si recò nella Sala del Grande Eroe ad avvertire il Buddha Sâkyamuni in persona. se sai farlo! A Tripitaka veniva il batticuore: "Consapevole del Vuoto. il Novizio rise e gli disse: "Non abbiate paura." Il reverendo esitava. Nel boschetto. "Naviga da millenni. quattro grandi vajrapani li fermarono e chiesero: "Il santo monaco è fra voi?" "Ecco il vostro discepolo Xuanzang" rispose inchinandosi Tripitaka. e poi faremo conoscenza. Fenici dai colori brillanti volano a coppie e cantano al sole. il rematore vogava a bratto e gridava: "Traghetto! Traghetto!" Quando la barca fu vicina. ma questo è ben diverso E si può caricare di ogni essere vivente. Dormendo con un sasso per guanciale E ripartendo all'alba. Scimmiotto. Nemmeno mille kalpa consentirebbero di giungere alla gran sala della Legge. si inginocchiarono in posizione lunga. "il grande immortale non avrà sbagliato? Non possiamo essere sulla buona strada. A nord come a sud. upâsikâ." In effetti si vedeva una barca che risaliva il fiume. Sostavano alla terza porta i divini monaci del Servizio delle Offerte. Il sentiero serpeggiante è bordato di angelica purpurea e di orchidee profumate. È più sicuro Camminar sulle nubi. Guardate bene: quel morto siete voi. gli abeti. Le bianche gru appollaiate sui pini sembrano di giada.

lasciateli perdere. "Non abbiamo proprio fortuna. che parla della terra. genti e animali. i teneri getti dell'erba di diaspro sono trascinati qua e là lungo la strada. per timore di quella sbarra che avrebbe potuto rompergli il collo. che caricarono sul cavallo. freme il loto d'oro. Non rispettate né i tre luminari né i cinque cereali. 270 rotoli Vajracchedika sûtra." "Il vostro discepolo viene da tanto lontano. che saziava lo smisurato appetito con quei cibi capaci di trasmutare carne e ossa mortali. 1800 rotoli Sutra della Sacra Autorità. che non ha potuto preparare niente. La strada è stata lunga e faticosa. rubate sui pesi e sulle misure. 100 rotoli Y oga sûtra. Negli scaffali si vedevano cofani. Contengono il cammino della verità. con le lacrime agli occhi. 1950 rotoli Mahâyânastraddhotpâda sâstra sûtra. dove siete condannati senza speranza di remissione. indispettiti perché non pagavamo la stecca. Si accorsero di aver fatto soltanto provvista di carta per scrivere. mentre Eroe Bianco andò a presentare rapporto al buddha del Passato. maestro! È un foglio bianco!" Scimmiotto e Porcellino si provarono a svolgerne altri. 100 rotoli Saddharma sâstra sûtra. 300 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. che parla del cielo. 400 rotoli Sûrangama sûtra. Poi ritornarono davanti al trono a ringraziare il Buddha e se ne andarono verso l'uscita." Secondo le direttive ricevute. siete dissoluti e sregolati. e le loro fatiche saranno state inutili. che non vi è limite alla vostra licenza e indisciplina. stritolati. ma i vostri sono troppo stupidi e limitati. egli aveva capito benissimo che Ânanda e Kâsyapa avevano imbrogliato i pellegrini. Sono il paniere della Legge. . 110 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. la giustizia. Il posto era pieno di oggetti rari e preziosi. perché lo intese come una manifestazione di buon augurio. decapitazioni. 850 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti. questa grazia che mi permetterà di ritornare al mio paese. schiacciati. Il suono delle campane viene rapito a tremila leghe di distanza. denigrano la parola della verità. Andrò io dal Buddha a mettere le cose in chiaro: dovrà darmi le scritture con le sue mani. strappò i sutra dal dorso del cavallo e se li portò via. "Ânanda. smarrisce la strada del suo nido. Il gibbone nero resta a mani vuote. Chi ne ricavò il maggior piacere fu Porcellino. la terra fertile e la popolazione numerosa. 45 rotoli Avatamsaka sûtra. 200 rotoli Ânanda e Kâsyapa mostrarono i titoli e chiesero: "Santo monaco. upâsaka e upasîkâ. i cervi bianchi si rifugiano negli anfratti. Nelle vostre vite con le corna e la coda." "Fermo!" si spaventò Ânanda. Non onorate certo gli insegnamenti del Buddha. prendete qualche rotolo di ciascuna delle trentacinque opere dei miei tre panieri. Scimmiotto si irritò: "Maestro.volontà dell'imperatore dei grandi Tang delle terre dell'Est. 916 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. A voi personalmente. Ma non c'è verso: siete tanto ciechi e stupidi. La fenice rinuncia a volare. 100 rotoli Kosa-sâstra sûtra. 120 rotoli Buddhacarita sûtra. la salmodia dei sutra sorvola i profondi abissi. "Voi capite che. bhiksuni. prima di rinascere da bestie che siete. una meraviglia da vedere. i nostri discendenti moriranno di fame. strappa draghi e pesci dai loro rifugi. discesero quindi la montagna verso la strada maestra. sconosciuti in questo basso mondo. 50 rotoli Sutra della determinazione. Prendetevi i vostri sutra. e non rompete le scatole. Scimmiotto montò in cielo e Sabbioso rimase a guardia di quello che restava. 140 rotoli Ratnagarbha sûtra. Si spezzano i rami dei pini. se diamo i sutra gratis." "Chi è di servizio oggi?" chiese. Ridacchiò fra sé e si disse: "Questi tapini non si rendono conto che hanno fatto un viaggio tanto lungo per farsi regalare sutra non scritti. il Buddha. darei volentieri tutta la collezione. 90 rotoli Mahâprajñâ sûtra. e quello dei sutra per la liberazione dei fantasmi. e non può presentare la sua offerta di frutti. È il segno eterno di una immensa grazia. 1110 rotoli Vimalakîrti sûtra. quello dei trattati. 157 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. e dategliela perché la diffondano nelle terre dell'Est. accompagnateli sotto la torre sacra e fategli servire la colazione. mentre Porcellino tentava un vano inseguimento e rotolava per terra. 1021 rotoli Âkâsagarbha sûtra. Scimmiotto rinunciò all'inseguimento per rincorrere i rotoli di sutra dispersi dal vento. ammazzate. che cosa ci offrite di bello? Pagate qualcosa. Ma di colpo una mano scese dal cielo. 32 rotoli Pusa-cârya sûtra. la strada che porta al bene." Eroe Bianco montò a cavallo di un temporale e si slanciò giù per la montagna. In breve Scimmiotto e Porcellino ritornarono verso il maestro con i sutra ricuperati. Si rovesciano i bambù smeraldo. congedandosi da bhiksu. il fagiano lancia strida disperate. 1280 rotoli Sutra del Padiglione Originale. "Ecco il perché dell'inferno Forno Senza Perdono. "Non penserai di mettere a soqquadro un paradiso dopo l'altro. i due onorevoli condussero i quattro pellegrini ai piedi della torre. "Apriteli tutti!" gridò Tripitaka." A vedere che si facevano tanto pregare. Degli altri fecero quattro involti. Lo tese a Tripitaka: "Guardate. ne fate di tutti i colori. Si suonano divine melodie. Vi regnavano luce iridata e vapori di buon augurio. Non ne caveranno niente. impiccagioni. 350 rotoli Saddharma-pundarika sûtra. Il temporale solleva mari e fiumi. volano via i fiori di utpala. salutando buddha e pusa. accumulate tanti crimini che finite per precipitare all'inferno. mi farebbe decapitare. Maestro e discepoli resero grazie al Buddha e si dedicarono allegramente alla lauta colazione. Il gusto insegue sapori squisiti. la gru. Kâsyapa. Attraversato il grande portale." "Maestro" disse Scimmiotto. Che al godimento aggiungon lunga vita. infilandone quanti potevano nelle sacche. Niente lealtà. che se ne stava zitto in un angolo. presa nel turbine di vento. consegnando loro dei rotoli senza alcuna traccia di scrittura. giustizia o bontà: avete il cuore e lo spirito ottenebrati." Il Beato aprì allora la sua bocca piena di commiserazione. Bisogna sapere che la consegna dei sutra era stata osservata di nascosto dal buddha del Passato Dîpamkara. su cui etichette rosse recavano i titoli in calligrafia regolare: Nirvâna sûtra. 220 rotoli Sâstra del Paradiso occidenta. E lì subite ogni specie di tortura: pestati. "Io ho tre panieri di sutra che potrebbero liberarvi dalle sofferenze e dalle calamità. e disse: "Queste terre dell'Est non sono altro che quelle del continente meridionale. se gli portassi questa roba. Tripitaka urlò di spavento e si colpì il petto. Uno strano profumo riempie l'universo. La voce melodiosa della fenice rossa arrochisce. Imploro dal nostro patriarca. Mai troveresti in terra queste cose. Gli dèi del Servizio delle Offerte servirono tè. Si fece avanti Eroe Bianco. armi e utensili. 200 rotoli Mahâmayûri sûtra. che avete fatto tanta strada per arrivare fin qui. legati alle estremità di pertiche. è venuto su questa remota montagna sacra per sollecitare il dono delle autentiche scritture. egli. con gran dispiegamento di potenza divina. In tutto sono trentacinque opere in quindicimila centoquarantaquattro rotoli. con lo stesso risultato." "Bell'affare!" sogghignarono gli onorevoli. i diavoli ci perseguitano persino in questo mondo della gioia assoluta!" Sabbioso prese un sutra e lo srotolò: la pagina era bianca come neve. ma regnano l'ingordigia e gli istinti sanguinari. Che vento! Un valoroso alla corte del Buddha non è un qualsiasi dio del vento: sarebbe come paragonare il potente grido di un immortale con gli strilli di una ragazzina. Il clima è buono. frutta e piatti di mille sapori squisiti. pietà. Ma valeva la pena di percorrerla. e il buddha del Passato gli diede queste istruzioni: "Raggiungi il monaco cinese a tutta velocità e vedi di sottrargli quei rotoli bianchi. Astronomia e geografia. maltrattate le bestie. Eroe Bianco si vide sul punto di essere raggiunto e. 1000 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. 100 rotoli Sutra della sacra permanenza. 170 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. al fine di assicurare la salvezza dei viventi. Confucio si è provato a stabilire la dottrina della bontà. "è chiaro: quei due onorevoli malandrini. i riti e la saggezza. Ai piedi della rupe. usi e costumi: non c'è nulla nei quattro continenti dell'universo che non sia menzionato là dentro. Il reverendo avvertì quel turbine di vento profumato e non se ne diede pensiero. perché ritorni qui a chiederne altri su cui sia scritto qualcosa. e senza fare tante storie. e vi daremo lo scritture. i sovrani che si sono succeduti hanno fatto quanto potevano per il vostro bene: deportazioni. 130 rotoli Makara sûtra. 130 rotoli Sâmghika sûtra. ignorano il senso profondo dei nostri insegnamenti. che esprimeva la compassione del suo cuore. 116 rotoli Mahâsamghâta sûtra. esclamò: "Discepoli. Gli onorevoli fecero loro compagnia e alla fine aprirono la porta del padiglione. Luci e splendori abbagliano la vista. "Poveri orientali che siamo!" concluse il reverendo. Al bene non ci pensate. 220 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. 800 rotoli Pañca-nâga sûtra. Poi aprite il padiglione. 748 rotoli Pusa sûtra. 500 rotoli Sutra in omaggio del Beato. A che cosa serve riportare a casa questi rotoli non scritti? Non oserò nemmeno farmi vedere dall'imperatore. i fiori rari scolorano. strappò le sacche e ne disperse il contenuto nella polvere. e tutti insieme presero in consegna i rotoli. pagate il debito fornendo la vostra carne come cibo ai vostri simili. scrocconi e bugiardi." Porcellino e Sabbioso intervennero per rabbonire Scimmiotto. mentre il puro soffio del vento sale al firmamento. senza segno di scrittura. che Porcellino e Sabbioso portarono a due a due.

gli ottocento bhiksu e la folla di upâsaka. 20 rotoli Avatamsaka sûtra. 50 rotoli Mahâprajñâ-paramitâ sûtra. 200 rotoli "Fra tutte le trentacinque opere del magazzino. 40 rotoli Ratnagarbha sûtra. Prima non si era accorto dell'inganno. terra benedetta e montagna sacra. Ora tocca a voi mettere ordine in questo casino. perché la mia missione non fallisca e tutte le fatiche del lungo viaggio non siano rese inutili. 30 rotoli Sâmghika sûtra. Sabbioso si incaricò dei bagagli e Scimmiotto prese le redini. ordinato e imballato. ricevette le scritture in tutta sincerità e rispetto e se andò. Tripitaka ordinò a Sabbioso di prendere la ciotola da elemosine in oro massiccio e la offrì rispettosamente: "Il lungo viaggio e la povertà non hanno consentito al vostro discepolo di prepararvi un regalo. Dolce sapor di autentiche scritture Che Buddha scrisse con tanta sapienza! Ma è ridicolo chiedere quattrini Al monaco. 10 rotoli Mahâmayûri sûtra. in attesa di potervi dare di più quando sarò ritornato a corte dal mio sovrano." Tripitaka si prosternò per manifestare a un tempo la propria gratitudine. I vajrapani non fecero ostacolo al loro ingresso. Ânanda e Kâsyapa ci hanno chiesto la mancia. santi monaci?" Tripitaka chinava il capo e ringraziava. Di certo Natura illuminata diventa buddhità. 30 rotoli Gran collezione di sutra sul senso della grazia. si assestò il kasâya e. ma si guardò bene dal mollare l'osso. Benché siano lo specchio dei nostri insegnamenti. Questi. non resta che volare. Le guardie della torre. discepoli" diceva Tripitaka. Tutto deve essere completato entro otto giorni. Quando arriverete nel vostro continente meridionale e le mostrerete alla gente." "Buona idea. Tutto è stato verificato. i sagrestani che raccoglievano le offerte e gli arhat che sorvegliavano la biblioteca sghignazzavano. se aveste corrotto gli onorevoli." I due onorevoli ricondussero i pellegrini al padiglione. 81 rotoli Sutra in omaggio del Beato. Kâsyapa si decise finalmente a scegliere i sutra e li mostrò a Tripitaka a uno a uno. grotta. tutto allegro. Dal momento che non avevamo soldi. santi monaci e bhiksu sono scesi nel paese di Srâvastî. Ora non avrete idea di come furono diffuse le scritture riportate nell'Est: ascoltate il seguito! CAPITOLO 99 L'OTTANTUNESIMA PROVA OVE I DIAVOLI SONO ELIMINATI DALLA COMPIUTEZZA DEL NUMERO NOVE VOLTE NOVE. gli otto vajrapani. Mentre gli otto vajrapani. 1 rotolo Saddharma sâstra sûtra. datelo a questi signori e riferitemi con precisione sulla consegna. esse costituiscono in realtà la fonte delle tre dottrine. Il Beato dichiarò chiusa la seduta. E diede ai vajrapani queste istruzioni: "Con i vostri poteri magici riconducete nell'Est il santo monaco perché diffonda le scritture autentiche. si aggiustò il cappello alla Vairocana. 110 rotoli Vari sutra sui paesi del Buddha. Del resto le scritture sono cose importanti: è naturale che per ottenerle si debba pagare. 116 rotoli Buddhacarita sûtra. Quelli che avevano diritto a sedere erano pregati di prender posto sui rispettivi troni. Quanto a Tripitaka. "Si va tutti in tribunale!" In fretta e furia i quattro pellegrini risalirono ansimando la montagna. giunse le palme e si rivolse a lui: "Da quando andai nell'Est per vostro ordine. si completerebbe precisamente lo stesso numero. 140 rotoli Saddharma-pundarika sûtra. Ve la offro per dimostrare la mia gratitudine. ed essi si recarono difilato nella Sala del Grande Eroe. Esecuzione immediata!" I vajrapani si misero subito all'inseguimento e. dall'alto del trono di loto." "Abbiamo affidato al monaco cinese i seguenti testi: Nirvâna sûtra. venivano disposti in fila ai lati. 20 rotoli Pusa-cârya sûtra. 50 rotoli Adbhûta-dharma sûtra. che restavano in piedi. cioè 5040 giorni: solo otto in meno del numero dei rotoli del canone. 30 rotoli Sutra della sacra permanenza. In quel momento la pusa Guanyin fece un passo avanti. 42 rotoli Vajracchedika sûtra. e la meravigliosa ricetta delle diecimila trasformazioni. gridarono: "Ehi. In mancanza di meglio. fede e obbedienza. 170 rotoli Sâstra del Paradiso occidentale. 60 rotoli Mahâprabhâsa sûtra. 140 rotoli Sutra del Padiglione Originale. E LA REALIZZAZIONE DELLA TRIPLICITÀ RICONDUCE LA VIA ALLE SUE RADICI. 550 rotoli Vimalakîrti sûtra. Se ora aiutaste il santo monaco a ritornare a casa in otto giorni. Adesso ritorniamo dal Buddha e gli presentiamo una bella denuncia per frode e concussione. Se hai conseguito i meriti. ma quando furono sul posto ripeterono la richiesta di un regalo. I pellegrini non attendono altro che di esprimervi la loro gratitudine. e ad alzarsi sopra le nuvole. 400 rotoli Pusa sûtra. che ne ha passate tante. Esse contengono l'ineffabile mistero della Via degli immortali. si pizzicavano le labbra: "Hai visto lo svergognato? Fa finta di niente e arraffa la ciotola!" Ânanda fece qualche smorfia di disagio. come i santi monaci. Io li ho rimproverati di aver chiesto poco. 90 rotoli Sutra della Sacra Autorità. non dovrete prenderle alla leggera né trattarle senza il dovuto rispetto. in modo da rispettare il numero dei rotoli che compongono il canone. Il Beato si rivolse a Tripitaka. a rischio di lasciare nel bisogno i loro figli e discendenti. raggiunto il monaco cinese. "I meriti di queste scritture" spiegò. sono trascorsi quattordici anni. si battevano pacche sulle spalle e sulle guance." E chiamò Ânanda e Kâsyapa: "Svelti. 10 rotoli Kosa-sâstra sûtra. che si rivolse ad Ânanda e Kâsyapa: "Quanti volumi avete consegnato? Fatemi un rapporto preciso. si sono messi d'accordo per imbrogliarci. Questa ciotola mi è stata donata dal mio sovrano per mendicare il cibo lungo la strada. i tremila rivelatori." "Ma certo!" gridò Porcellino. che pregherò di ricompensarvi generosamente. tutti si inchinarono al Beato. 60 rotoli Mahâsamghâta sûtra. Ne ricevettero 5048. Si capisce che. 30 rotoli Mahâprajñâ sûtra. Ripeté il cerimoniale del triplice omaggio a Buddha il Patriarca. il prezzo che hanno chiesto è stato di trentatré pinte di polvere d'oro. salutando tutti quanti al passaggio delle tre porte. per proteggere i vivi e liberare i morti della sua famiglia. "Verificate bene. un canone buddista completo. gli altri. perché anche quelle che vi hanno dato sono scritture autentiche: le scritture senza parola sono buone quanto le altre." "Non gridare!" gli disse il Buddha ridendo. Oso sperare che a quel punto permetterete alla vostra discepola di considerare conclusa la sua missione e di restituirvi l'ordine scritto in lettere d'oro. vi avrebbero dato dei sutra scritti. abbiatele care. caricandoci di semplici fogli bianchi. erano controllati da tre diverse paia d'occhi: in effetti. i quattro pusa. abbiamo scelto 5048 rotoli che abbiamo consegnato al santo monaco perché li porti nelle terre dell'Est. 360 rotoli Âkâsagarbha sûtra. cercatori di sutra! Da questa parte!" Tripitaka. come il racconto ha narrato. 56 rotoli Sutra dei Corretti Regolamenti.si sono vendicati così." Ânanda si limitò ad abbozzare un sorrisetto e incamerò la ciotola. Ânanda e Kâsyapa guidarono il monaco cinese davanti al Beato." E i quattro giunsero le mani e si prosternarono davanti al trono. senza trascurarne alcuna. per trovare qualcuno che fosse in grado di condurre a termine questa incombenza. Accordato" rispose il Buddha. ordinò ai due eminenti arhat Abbatti Draghi e Doma Tigri di battere le pietre di nuvole per chiamare a parlamento i tremila buddha. gli onorevoli maggiori e minori di ciascun cielo. 10 rotoli Y oga sûtra. e poi riportatelo qui. Ma non potete dire che vi abbiano imbrogliato. Si udì una musica celeste e lo spazio si riempì di sbuffi e lampi di buon augurio. si facevano segni d'intesa. 40 rotoli Sutra della determinazione. È per voi stupidelli che bisogna mettere ogni cosa nero su bianco. Ma il buddha del Passato l'ha aiutato E ogni cosa alla fine si è aggiustata. i cinquecento arhat. andò a ripresentarsi al Beato Buddha. 20 rotoli Sûrangama sûtra. ormai forte e leggero. scegliete qualche rotolo con parole scritte di ciascuna opera autentica. Quando l'assemblea fu riunita. "sono incommensurabili. impugnò il suo bastone da pellegrino. "So benissimo che i miei chiedono mance alla gente. Scimmiotto si mise a gridare: "Buddha! Dopo tutte le prove che avevamo superato per venire a rendervi omaggio. bhiksuni e upâsikâ. Li caricarono sul cavallo e di altri fecero un involto affidato a Porcellino. non ebbe difficoltà a volare con i suoi al seguito dei portatori di folgore. qualcosa di scritto si vedeva. si presentarono alla pusa Guanyin i rivelatori . Vi prego però di darmi questa volta fogli scritti. Poco tempo fa. 30 rotoli Makara sûtra. Guai aprire un rotolo senza essersi lavate le mani! Trattatele come grandi tesori. e il vostro decreto che ci concedeva le scritture. 14 rotoli Vijñânaptimâtratâsiddhi sâstra sûtra. scortavano il monaco cinese sulla strada del ritorno. "che non ci freghino come l'altra volta!" Man mano che i rotoli venivano consegnati. 30 rotoli Altri sutra Mâdhyamika. All'entrata del convento la folla li salutava e rideva allegramente di loro: "Sempre in cerca di sutra. 20 rotoli Pañca-nâga sûtra. 1638 rotoli Mahâyâna-straddhotpâda sâstra sûtra. a recitare alcuni dei nostri sutra da un certo Zhao il vecchio.

XXIII prova: trasformato in tigre durante l'udienza. XXII prova: missiva recata nel paese degli Elefanti Sacri. sfugge per poco alla morte. come voi vi proponete di rendere al Buddha il suo ordine in lettere d'oro. XLIV prova: torture nella Grotta del Pi Pa. XLII prova: contaminato dall'acqua bevuta. LXXX prova: liberato dal corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. e loro ci piantano a metà strada." "Zitti. sentì di sorpresa la terra sotto i piedi. LXX prova: sosta nel paese Distruzione della Legge. non rollare." Essi corsero un giorno e una notte per raggiungere i portatori di folgore. VIII prova: sulla cima del Monte delle Due Frontiere. Ricordo comunque che sulla riva occidentale non si vedevano abitati. annotandone l'esatto numero: I prova: bando di Cicala d'Oro. Ci eravamo fermati dai Chen. Mentre discutevano proseguivano il cammino." Tutti la festeggiarono. Porcellino si mise a ridere: "Benone! Imbocchi una scorciatoia che allunga il cammino. LXII prova: le creature divise in tre colori. tanto che per riconoscenza volevano fabbricarci una barca. VI prova: cade in una fossa e viene separato dalla sua scorta. LXXIII prova: sottrazione delle armi. XX prova: bando della scimmia dello spirito. XXXI prova: richiesta d'aiuto a un santo. Eccone il registro completo. Il mistero profondo di non dualità Rivela il cielo e mette in fuga ogni demonio. Ed ecco comparire sull'acqua la grossa tartaruga bianca dal cranio calvo." Sabbioso si guardò intorno: "Sentite che rumore di acqua corrente!" "Ti farà ricordare casa tua" disse il Novizio. Siamo in un bel pasticcio. Ma Scimmiotto si rendeva conto che il suo maestro non aveva ancora superato nove volte nove prove. XXXIX prova: incontro malefico sul Monte del Cappuccio d'Oro. le sei divinità del giorno e le sei della notte." La tartaruga allargò le zampe e incominciò a nuotare pianamente. strada facendo?" "La loro determinazione e la loro devozione non possono essere sfuggite alla vostra perspicacia. si imbatte in una tigre. ogni causalità. Il monaco ha subito una prova di meno. III prova: all'età di un mese. diritta verso la riva orientale. XXIV prova: incontro con i diavoli sulla Cima Piatta. XIII prova: insidie di Vento Giallo. LVIII prova: la regina liberata dal mostro. IX prova: cambio del cavallo sulla montagna. II prova: al momento della nascita. cui bisbigliarono all'orecchio: "Fate così e così. il cavallo e i sutra che portavano. Penseremo noi a tirarlo su e a fargli fare la traversata per via aerea. Come faremo?" "Credevo che questi scherzi cretini fossero roba da mortali un po' tocchi" brontolava Porcellino. ordine della pusa. Guanyin esclamò: "Manca qualcosa! Il numero che conduce alla verità. da eseguire senza indugio. XVII prova: apparizione di quattro santità. Scimmiotto balzò in cielo e osservò attentamente il paesaggio. liberamente circola Il sublime elisir nove volte mutato. XXVIII prova: incontro malefico sul Monte del Singhiozzo. L prova: spazza la pagoda della città. XXI prova: perso nella Foresta del Pino Nero. XLI prova: bisogna rivolgersi al Buddha per conoscere le origini del mostro. "Finalmente ci si rivede. siamo sulla sponda occidentale. LVI prova: medico nel Paese di Viola Porpora." "Non prendertela. XXXV prova: i preti respinti. che tendeva il collo verso di loro: "Finalmente siete di ritorno. XVIII prova: tempio delle Cinque Fattorie. XXXVI prova: cammino sbarrato da un gran fiume. al centro. XLIX prova: il re diavolo viene legato. XXX prova: la scimmia dello spirito è messa alle strette. perché non si vedeva traccia di presenza umana. Le prove subite dal santo monaco lungo questo percorso di diciottomila li sono quelle chiaramente annotate nel presente registro. sul decimo banco ti incagli dieci giorni. sulla riva orientale. "Ma no!" rispose Sabbioso. e i difensori della dottrina. LXV prova: salva i bambini nel paese di Bhiksu. Coi diavoli che stan sempre in agguato. e presto furono in riva al fiume. Se pensavate che ottenere i sutra Fosse facile. dopo tanto tempo dall'ultima volta che ci aiutasti. Porcellino si accoccolò presso la coda del cavallo. XIX prova: difficoltà nel riportare in vita l'albero di ginseng. e che il motivo per cui erano caduti in quel luogo consisteva proprio nella necessità di completare il numero. Essi le dissero rispettosamente: "Pusa. XII prova: assoggettamento di Porcellino. Scimmiotto. chiacchieroni!" ordinò Tripitaka. Conclusa la lettura. "e non da vajrapani al servizio del Buddha. LXXVII prova: cattura dei rinoceronti." "Non credo che ce la faremo" commentò Scimmiotto. Tripitaka si collocò a sinistra del collo e Sabbioso a destra. "Questo è il Fiume Comunicante con il Cielo. XLVIII prova: cerca il ventaglio di foglie di banano. con i suoi discepoli avrebbe dovuto essere in grado di attraversare mille e un fiume come quello. LIX prova: sviato dai sette sentimenti. Usando i tre veicoli. Ora che la sua missione è compiuta. Il cavallo fu issato al centro del carapace. LXI prova: cammino sbarrato da Cammello Leone. LXVI prova: il vero distinto dal perverso." La tartaruga si arrampicò all'asciutto.dei cinque orienti. Lui in persona aveva ordinato di portarci nell'Est. facendosi solecchio con la mano: "Maestro. LVII prova: salvato dalla consunzione. è nove volte nove. Verso sera." "Si correva molto svelti" notò Sabbioso. Tripitaka. che aveva preso gusto al volo sulle nuvole. XXXVII prova: caduto nelle acque del Fiume Comunicante con il Cielo. LXXII prova: invocazione della pioggia a Fengxian. LI prova: ricupera il tesoro e salva i monaci. che i poveri pellegrini che li seguivano li urtarono nella schiena e caddero giù come pere: loro. XLIII prova: trattenuto nel Paese delle Donne a scopo di matrimonio. Scimmiotto la esortò: "Se vuoi renderci un servigio. La Triplice Unione È assai sofisticata. LXIII prova: colpito dalla disgrazia nella città. Il maestro aveva già avuto accesso al recondito mistero della levitazione. LII prova: recita poesie nella Foresta dei Rovi." "Avete il mio consenso" rispose lieta Guanyin. santo monaco cinese!" I quattro pellegrini si guardarono intorno stupiti. LX prova: colpito dal mostro con mille paia d'occhi. adesso constatate Che quel povero monaco ne passa D'ogni colore. LXXIX prova: imprigionato nella prefettura Terrazza di Bronzo. XLV prova: secondo bando della scimmia dello spirito. XLVI prova: due scimmie difficili da distinguere. "Siamo sul Fiume delle Sabbie Mobili?" domandò Porcellino. XVI prova: assoggettamento di Sabbioso. XIV prova: richiesta d'aiuto a Lingji. Vi chiederete perché. ha lasciato il suo corpo carnale nel Tocca Nuvole e non è più troppo pesante da sollevare. XXVII prova: trasformazione di diavoli. mentre si stavano accostando alla riva orientale. "Guardate piuttosto dove siamo." "Dice il proverbio" ricordò Scimmiotto: "In un giorno navighi su nove banchi di sabbia. LXXVI prova: sofferenze nella Grotta Fior di Mistero. XLVII prova: cammino sbarrato dai Monti di Fuoco. XXXIII prova: arrivo a Carrolento. XXXVIII prova: compare la nassa per pesci. LXXV prova: in difficoltà sul Monte dei Nodi di Bambù. i rivelatori hanno preso nota delle prove del monaco cinese. LXVII prova: salva un mostro nella foresta. LXXIV prova: festa del rastrello. Il monaco cinese è stato assoggettato a indicibili sofferenze. LXIV prova: il Buddha è chiamato alla riscossa. LXXI prova: incontra i diavoli sul Monte Spandinebbia. la tartaruga chiese: "Caro maestro. LIV prova: cattura degli dèi. XV prova: difficile traversata delle Sabbie Mobili. XXXII prova: naufragio nel Fiume delle Acque Nere. LV prova: ostacolato dal sentiero dei Cachi Marci. fratello" lo consolò Sabbioso. se questa tartaruga Con le tue carabattole ti porta all'altra riva! Navigarono per buona parte della giornata. le gridò: "Avanti tutta! E mi raccomando. la riuscita Dell'elisir rimane appesa a un filo. i quattro protettori del tempo." I vajrapani fecero una frenata tanto brusca." La pusa lo lesse da capo a fondo: In conformità della missione affidata. IV prova: vendetta e ricerca di un parente. Certo che La via del vero per il doppio nove È scomoda ed esige sacrifici." "Ricordo bene. "Il nostro maestro ora ha ottenuto la Via. i monaci riabilitati. Mentre la giusta Legge si rimpiatta. XXIX prova: rapito da una burrasca. X prova: arso dal fuoco durante la notte. Una voce li chiamò: "Da questa parte. abbiamo segretamente assicurato per vostro ordine la protezione del monaco cinese. caro maestro! Sono tanti anni che vi aspetto!" "Cara vecchia tartaruga!" la salutò Scimmiotto sorridendo. XI prova: perde il kasâya. XL prova: gli dèi non riescono ad assoggettare il mostro. LXXVIII prova: scelto come genero in India. XXVI prova: salvataggio del re di Gallo Nero. salì sulla sponda. XXXIV prova: la grande burla. V prova: all'uscita dalla città. viene gettato nel fiume. Si mostra il viso autentico. Invece facemmo la traversata su una tartaruga bianca. "Come si sono comportati i quattro pellegrini. Puoi dirti fortunato. XXV prova: appeso nella Grotta dei Fior di Loto. "Avranno voluto far tappa per lasciarci riposare. LIII prova: il Piccolo Monastero del Colpo di Tuono. ridendo sotto i baffi." "Guardate bene su quale sponda ci troviamo" raccomandò Tripitaka." E ordinò ai rivelatori: "Rincorrete i vajrapani e ditegli di organizzare l'ottantunesima prova. VII prova: alla Montagna della Doppia Forca. e avevamo salvato i loro bambini. LXIX prova: prigioniero nell'Abisso Senza Fondo. per la scuola del Buddha. Abbiamo scrupolosamente annotato tutte le disgrazie e calamità nelle quali è incorso durante il viaggio. permetteteci di restituirvi quello che abbiamo ricevuto da voi. l'ultima volta . LXVIII prova: malato in una cella del convento. con un piede posato sulla sua testa.

Tripitaka. e i pellegrini saltellarono intorno per riscaldarsi. dopo il bagno preso nel Tempio della Verità di Giada. terrorizzato. compreso il cavallo-drago) provvedevano a sé stessi. il fulmine squarcia le tenebre. abbiamo goduto ogni anno di raccolti abbondanti. La burrasca riempie gli occhi di sabbia e di polvere. Il vento ruggisce. tanti anni fa. "Da quando abbiamo costruito questo santuario. portarono i sacchi dei sutra in cima a una rupe e li aprirono per far asciugare i rotoli." "Abitano lontano da qui?" "Una ventina di li verso sud. Anche vestiti e calzature furono messi ad asciugare. gli abiti e la sella si inzupparono ben bene. il tuono terrorizza draghi e pesci. una luce pari al sole e alla luna. Il santuario comprendeva un bell'insieme di edifici: Un lindo vialetto di ghiaia rossa. sono di ritorno. che oscurò il cielo. bestione?" chiese il Novizio. mentre andavano in cerca di sutra nel Paradiso dell'Ovest?" "Proprio così" rispose Porcellino. mentre gli altri (buoni nuotatori. Non li può fermare Nessuno. Uno chiese: "Non sareste per caso i reverendi maestri che passarono il fiume anni fa. il testo è lacunoso. Chen Qing aveva già fatto preparare una tavola di offerte alla porta di casa e aveva arruolato una banda musicale. venite subito nella mia povera capanna!" "Verremo da voi quando i sutra saranno asciutti" rispose Scimmiotto. abbandonandoli tra i flutti. non aveva avuto altro per la testa se non le cerimonie con il Buddha e con tutti i santi monaci e pusa che lo circondavano. i piccoli pini formeranno un boschetto. . senza preavviso. cui seguì il minuzioso racconto dell'avvenuto. "Come si sono bagnati?" "Ricordate la tartaruga bianca che ci aveva fatto attraversare il fiume? L'abbiamo nuovamente incontrata. che cosa sta succedendo?" "Maestro." Anche Sabbioso si fermò dopo pochi bocconi. Potete star certo che. Naturalmente i sacchi dei sutra. i fulmini rigano di rosso il cielo brumoso. La vecchia tartaruga capì benissimo di essere stata trascurata. si sedettero a tavola. e si inginocchiò per supplicarli: "Monsignori. Ora si leva il giorno e ascende il soffio yang: ormai siete al sicuro. giusto per complimento." I ragazzi Protetto di Guan e Bilancia Colma d'Oro si vennero a prosternare. vennero alla spicciolata diversi pescatori. Che fulmini! Serpenti d'oro nel cielo. "che ne direste di portare i sutra a casa loro per farli asciugare? Sarebbe più pratico." "Anche il tuo" disse Sabbioso. nel quale vi dedichiamo un culto. Il cielo e la terra non possono sopportarlo. trovarono allestito sotto il portico un nuovo banchetto. Mentre maestro e discepoli guadagnavano la riva e ricuperavano le loro cose. E la sbarra del vostro vecchio Scimmiotto. la catena di montagne si estende fino a raggiungere il drago della terra. Inzuppato da capo a piedi e tutto tremante. "vediamo di non perdere tempo. "Nemmeno il cielo e la terra sono completi." Tripitaka e gli altri capirono che cosa era accaduto e ringraziarono calorosamente Scimmiotto. a destra e a sinistra. Ma quando ha saputo che avevamo dimenticato di porre al Buddha certi quesiti per conto suo. Sullo sfondo. Per concludere la visita salirono sulla torre e ci trovarono quattro statue che li rappresentavano. Ama il sole lo yang. Aveva completamente scordato i problemi di longevità della tartaruga." "Non importa" ribatté Scimmiotto ridendo. Sabbioso aveva il suo daffare a coprire i bagagli e Porcellino si curava del cavallo. Ora non voleva mentire e non osava dire la verità: perciò restò zitto. impugnò la sua sbarra a due mani e la mulinò incessantemente contro nemici invisibili. sulla mia conversione e sugli anni che mi restano da vivere. Quando il sole salì in cielo. che del resto non era mai stato un gran mangiatore di cibi cucinati. e ne permane La traccia. avremmo un tetto sopra la testa e troveremmo qualcosa da mangiare. protegge voi. stridono gli uccelli in preda al panico. altrimenti sarebbe affogato. fece rotolare le pietre e volare la sabbia. "Non hai appetito. Ancor oggi si vede la roccia su cui i testi furono stesi al sole. si tuffò verso il fondo e scomparve." "No" rispose Tripitaka. che illuminano distese selvagge. Quando furono introdotti venne servito il tè. Non ci sono né forza né volontà umana che possano farci niente. Porcellino mormorò a Scimmiotto: "Il tuo ritratto è proprio somigliante. proteggeva con il suo corpo i sacchi di sutra. "Non sapevamo come sdebitarci della profonda gratitudine che vi dobbiamo per la salvezza dei nostri figli. non potete restar qui all'aperto e rifiutare la mia ospitalità. impugnarono le bacchette. è un po' idealizzato." Ma i pescatori si imbatterono in Chen Cheng: "Signor cadetto. Scimmiotto lo ripescò e lo portò a riva. i maestri che avevano liberato i vostri figli dal sacrificio. porta a una torre e a una terrazza. E così via: Tripitaka non osava dir di no per non deludere nessuno. Fulmine. giovani e vecchi. Infine Tripitaka voleva congedarsi. chiamato Salvataggio della Vita. Meno male che Tripitaka aveva ottenuto la Via e pesava meno del solito. mentre quelle rocce conservano tracce dei preziosi caratteri. Ai giovani cipressi occorrono ancora abbondanti annaffiature. Raccolse quindi i suoi sutra. dopo aver assaggiato la divina cucina del Buddha e aver abbandonato il proprio involucro carnale. I sutra asciugheranno qui. "È somigliante anche il mio." "Maestro" propose Porcellino. grazie agli sforzi dei donatori. che ora vorrebbero togliervi i sutra. e giunse un terzo invito. noi li raccoglieremo e riprenderemo la strada del ritorno. poste in risalto da due ali laterali. la longevità di un'eterna primavera e un corpo imputrescibile nel dharma. puro yang. e posò la ciotola.che ci vedemmo vi pregai di porre per me una domanda al Buddha del Paradiso dell'Ovest. e già ricevevano un altro invito a pranzo. Colpo di tuono Da scuoter fiume e montagna. e ancor più dopo essersi disfatto del corpo carnale al passaggio del Tocca Nuvole. Tripitaka non sopportava più il nutrimento terrestre. la notizia del loro arrivo correva di bocca in bocca: in breve si videro venire incontro tutti gli abitanti del paese. Fuoco volante che lacera nubi. "Lo demolimmo subito" risposero i vecchi. fra bagliori di fulmini e rombare di tuoni. nonché la ricerca delle scritture. e solo verso l'alba accennò a placarsi. Quanto a Scimmiotto. il tuono rimbomba. non capite?" rispose Scimmiotto ansante. Nebbia spessa Copre tutta la terra. Potremmo chiedere anche un po' di amido per i nostri vestiti. Scimmiotto. un tesoro di sette piani finemente traforato. e stendono sutra al sole per farli asciugare. presto respinse il piatto e disse: "Ne ho abbastanza. Venne quindi sull'uscio ad accoglierli." Sparecchiata la tavola. ora che avete compiuto la vostra missione e ritornate con le scritture. "Non mi era mai capitato. Le scritture Zuppe d'acqua non temono la folgore. una pura luce illumina il luogo. "Ottenere i sutra è un'impresa che toglie al cielo e alla terra i loro poteri di trasformazione. L'ostinazione dei due vecchietti fu messa a dura prova per fargli accettare qualche boccone. "Quello del maestro. mai potranno ritornare I demoni del buio e dell'orrore. si avviò la conversazione con molte domande sulla conclusione della cerca dei sutra. e li invitarono a visitare il santuario." Chen Cheng corse da loro. Riquadri e battenti vermigli. si nascondono tigri e leopardi all'ira del cielo. il reverendo gridava: "Consapevole del Vuoto. Né vento o fuoco. Quale risposta vi ha dato?" Il fatto è che il reverendo. Che tuoni! Da far tremare i potenti. mentre si preparava il pranzo. se il sutra si è strappato. Il vento solleva i flutti del fiume che comunica con il cielo. "Tu che ne sai? Come ci hai riconosciuto?" "Lavoro dai Chen. ma mi sento lo stomaco debole. che c'era una volta?" chiese Tripitaka." "Dove li avete visti?" "Stanno sulle rocce in riva al fiume. forse. Effluvi profumati salgono al cielo. e ci ha traghettato anche questa volta. le sponde sprofondano nella nebbia. ci ha buttato in acqua e se n'è andata. Era chiaro che la tempesta era segno di creature delle tenebre che volevano impadronirsi delle scritture. La cosa incredibile fu che Porcellino non sembrava più lui." Quando scesero. Infuriò tutta la notte. scoprirono che i Chen vi avevano organizzato un altro banchetto. Questo è il motivo per cui. che li videro e li riconobbero. tiene lontano Ogni mostro notturno. ancor oggi. seguito dai suoi mezzadri. ma non si accorse che le estremità di alcuni rotoli di quello sulla vita del Buddha si erano incollate alla roccia. Che nebbia! Da oscurare lo spazio e nascondere i nove cieli. "È colpa nostra: dovevamo metterci più attenzione. Voi conseguite una durata pari all'universo. "Che ne è stato del Tempio del Grande Re. Colpo di vento Da sconvolger cielo e terra. e non abbiamo trovato di meglio che costruire un santuario. Quando vi giunsero. Abbiamo scatenato l'invidia di diavoli e dèi. si indispettì e. Che vento! Da rovesciare pini e bambù. gli alberi scompaiono nella nebbia." "Va benissimo" ribatté Tripitaka. Là dove furono stesi I sutra ad asciugare. folgore o nebbia che ve li possano strappare. Mentre i quattro pellegrini svolgevano ed esaminavano i loro testi. si scatenò un'incredibile tempesta. Vi prego. vuol dire che il grande enigma dell'incompiutezza voleva così." Chen Cheng era tanto insistente che Tripitaka si dovette rassegnare a dargli retta. Ma i vecchi e le loro famiglie non volevano lasciarli ripartire. e le strappò inavvertitamente." Mentre seguivano Chen Cheng verso casa sua. Dalla rupe una cascata scende a mescolare le sue acque con il Fiume Comunicante con il Cielo. rinnovando i suoi ringraziamenti per il salvataggio dei bambini. e fin le rupi su cui crescono. "Che peccato!" si desolò Tripitaka. Ma l'acqua che li inzuppa li appesantisce e il vostro corpo dharmico li protegge: non ci sono tuono.

Inoltre non trascorreva giorno senza che qualcuno bruciasse incenso per impetrare protezione da pericoli. il Signore di Diecimila anni. per certi disordini che aveva provocato in paradiso cinquecento anni fa." Il bestione si mise in spalla il bilanciere. gli è andato incontro e lo accompagna in città. non vorremmo che venisse a galla l'avidità di Porcellino e ci facesse superare il tempo assegnato. Il Buddha lo aveva chiuso in un cofano di pietra sotto una catena di montagne. detto il Novizio. maleducati!" replicò Porcellino ridendo. guarigioni. terrete d'occhio i rami di questi pini. non ricevevo più di dieci inviti per volta. La gente diceva: "È ritornato l'uomo che era partito alla ricerca delle scritture. Che spavento! Ritornai dal Buddha a implorarlo. misero in spalla i bilancieri e si diressero verso l'uscita. con i suoi preziosi sutra davanti agli occhi. L'imperatore Taizong. CONSEGUENDO IL NIRVANA. ma la gente continuava ad affluire per invitarli. IN UNA SOLA TAPPA. I sutra Sono stati concessi ai viaggiatori. Quella mattina i monaci del Monastero di Vasta Benedizione di Chang'an constatarono sorpresi che i pini accanto all'ingresso rivolgevano le loro chiome a oriente. senza segno di scrittura. "Il maestro è diventato un buddha. quando si volgeranno a oriente. Se poi non sapete come avvenne l'incontro con l'imperatore dei Tang. gli otto vajrapani li chiamarono dal cielo: "Ehi. quando giunsero nel viale occidentale. Si è convertito grazie alle esortazioni di Guanyin. mi toccò dare la ciotola d'oro che vostra maestà mi aveva regalato. "e pregate mio fratello di montarlo." Il reverendo si prosternò: "Il più anziano si chiama Scimmiotto. per assicurare numerosi discendenti. fin dal sedicesimo anno aveva fatto costruire la torre Attesa delle Scritture al passo di Xi'an. Fu festeggiato con un gran banchetto A cui partecipò tutta la corte Quel ritorno dall'Ovest. Ho ricevuto una scelta tratta da trentacinque diverse opere. . chi si mostra non è l'uomo vero. ci disse: 'Qualche anno dopo la mia partenza. Bruciaprofumi ardono senza sosta. RITORNANO NELLE TERRE DELL'EST E DIVENGONO VERI SANTI. Taizong lo aiutò a rialzarsi con le sue mani e gli chiese: "Chi sono quei tre?" "Sono i discepoli che ho ricevuto lungo il cammino. nella speranza che l'attesa si compisse. è merito del cielo" commentò ridendo Scimmiotto. CAPITOLO 100 RITORNO E APOTEOSI OVE I CINQUE." Ed esercitava la sua inappetenza a vuotare otto o nove piatti di verdure. Fiamma perenne in lampade di giada. Bisogna che provvediamo noi. e ne fu profusamente ringraziato. Tutto sommato sarà meglio che neppure il grande santo Scimmiotto e i suoi compagni scendano giù. antico discepolo di Tripitaka. maestro. "Questo non significa che non penseremo a proteggere tutte le famiglie del villaggio. Compiuta la penosa distruzione Dei diavoli." "Ricordatevi che Guanyin si è impegnata con il Buddha a concludere andata e ritorno in otto giorni. in totale sono 5048 rotoli: e questo sarà il canone. I vajrapani si erano fermati in cielo e spiegavano a Tripitaka: "Santo monaco. "Quei buddha viventi ci sono sfuggiti!" Non restò loro che recare le offerte in cima alla torre e bruciare carta moneta. per completare la cifra del canone. Taizong e il suo seguito scesero dalla torre ad accoglierli: "Eccovi arrivato. che lo deve pur aiutare. ma ci accorgemmo che erano rotoli bianchi. ma noi non l'avevamo preparata. Porcellino e Sabbioso portavano i bagagli e reggevano le briglie del cavallo-drago. in breve tempo giunsero in vista della capitale Chang'an. e non le condannava: per avere rotoli scritti." La notte era già avanzata. nel paese di Aolai nel continente orientale. matrimoni o discendenza. notò lo strano aspetto dei tre discepoli e commentò: "I vostri eminenti discepoli hanno davvero un'aria esotica. "Quand'ero di buon appetito. Sua maestà. il mio ritorno sarà prossimo. ci chiesero una mancia. caricarono il cavallo." Tutti ringraziavano e si prosternavano." "Sellate un cavallo della mia carrozza" ordinò l'imperatore agli ufficiali del seguito. "Come avranno fatto a deformarsi in quel modo? Durante la notte non ha nemmeno soffiato il vento. se ci lasciamo invischiare da questa gente. per filarcela con discrezione. "Dov'è finita la mia buona fortuna?" esclamava Porcellino." "Ma quale avidità. mentre tutti dormono. al confine occidentale del nostro paese. Ora che sono diventato inappetente. il Buddha ebbe la bontà di invitarci a pranzo e ordinò ad Ânanda e Kâsyapa di consegnarci le scritture." "Non è un suggerimento pratico" obiettò Scimmiotto. senza trovare nessuno." Si vestirono subito e uscirono dal convento. qui sotto c'è la città di Chang'an. mentre spirava una brezza profumata. Verso la terza veglia bisbigliò a Scimmiotto: "Come dice l'adagio: L'uomo vero non si mostra. fu affidata una missione Con le dovute credenziali. ma non osarono avvicinarsi: si accontentarono di seguirlo a distanza. "Arrivati al Monte degli Avvoltoi.' Dunque era al corrente delle pretese dei suoi rispettati discepoli. ascoltate il prossimo capitolo. e lui disse: 'Per recitare qualche rotolo di sutra sono state chieste trentatré pinte di polvere d'oro. "Siamo confusi da tante attestazioni di affetto" ripeteva Tripitaka. Il grande santo lo seguiva roteando la sua sbarra cerchiata d'oro. la riproduzione dei sei animali domestici e le condizioni del tempo più adatte per la campagna. Ci rivedremo domattina." I monaci si affrettarono e videro il corteo imperiale. Quando uscirono e si misero in cerca della strada verso l'est. che sarà l'ultimo. noi vi aspettiamo qui. e divorare qualche diecina di grandi pani. perché i suoi abitanti sono furbi e ci riconoscerebbero subito. È originario della Grotta del Sipario Torrenziale sul Monte di Fiori e Frutti. che aveva accompagnato alla partenza il monaco Tripitaka tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù. abbassarono la loro nuvola e presero terra accanto alla torre Attesa delle Scritture. fuggiaschi! Da questa parte!" Il reverendo si sentì sollevare da un turbine di vento profumato. Con corpo sano e forte Saluterai il sovrano. D'allora in poi celebrarono scrupolosamente i quattro grandi sacrifici dell'anno e i ventiquattro minori." Porcellino e Sabbioso erano pronti. Abbiate la pazienza di aspettarci. "È strano!" esclamavano. ma è un prezzo inadeguato. e state certi che non faremo ritardi indebiti. Sabbioso tirò il cavallo e Scimmiotto prese per mano il maestro. Sono già trascorsi più di quattro giorni. il mio giovane discepolo riuscì a raccoglierli. i discepoli entrarono nella sala e Scimmiotto consegnò le scritture all'ufficiale di servizio. gli inviti non finiscono più." Uno di loro. Temo che. Fu così che fecero il loro ingresso a Chang'an. È il caso di dirlo: L'elisir ti consente La tua forma verace. Si interrogarono e cercarono intorno smarriti. mentre i discepoli e il cavallo-drago restavano in attesa ai piedi della scalinata. Anni prima Al bonzo che officiava il grande rito Funebre. Fate voi un salto a consegnare le scritture al vostro sovrano. lo trovarono pieno di folla. per ritornare insieme a voi e render conto della missione compiuta. A questo punto. Quando ripartimmo con i sutra." Tripitaka lo ringraziò della condiscendenza e si mise in sella. Approfittiamo della notte. Quando la gente raccolta nel santuario dei Chen si svegliò. "ma vi prego: per questa sera basta così." Taizong fu soddisfatto delle spiegazioni. "Come farebbe il maestro a portare i sutra? E non sa nemmeno condurre il cavallo. Poi Tripitaka fece trasmettere la richiesta di portare i sutra. Non vi faremo ritardare. Ritornerò a corte con lui." "Noi non c'entriamo. Noi non possiamo scendere.' E le parole del nostro maestro sono sante parole di un buddha. gridò: "Indossiamo subito gli abiti da cerimonia! Il maestro in cerca delle scritture è ritornato!" "Come lo sai?" "L'anno in cui partì. e spero di riuscirci anch'io. ma Scimmiotto lo aprì usando la magia che scioglie le catene. all'alba.grazie alla benefica protezione delle vostre signorie. Dunque si alzarono senza fare rumore. possiamo compromettere l'essenziale. un vento diabolico li disperse. Tripitaka si installò in atteggiamento di meditazione ai piedi della torre. Quanto ai portatori di folgore e ai quattro pellegrini. Non ne potevano più. e compiuta la missione. non trovò più il monaco cinese ai piedi della torre. e ordinò al servizio dei banchetti di aprire il padiglione orientale per prepararvi un grande festino di ringraziamento. Taizong ordinò che suo fratello sedesse accanto a lui. in religione Consapevole del Vuoto. persino il cavallo sembrava condividere i loro pensieri. al seguito della carrozza imperiale. Si era formata una lunga coda di persone che volevano offrire frutta e altri cibi. Ritorna e viene ricevuto a corte. Là si trovava quel giorno. Taizong vi si recava puntualmente una volta l'anno. Tripitaka fu introdotto. e si avviò a offrire la frutta e i cibi che aveva preparati. quando vide il cielo a occidente incendiarsi di riflessi colorati di buon augurio. Il portone era chiuso. Quando sono arrivato da quelle parti. Il corteo sfilò fino all'ingresso del palazzo imperiale." "Avete ragione. caro fratello!" Tripitaka si inchinò fino a terra. "Quanti sono? Come li avete ottenuti?" chiese l'imperatore.

Alla fine dell'esame. di Cammello Leone. In quegli antichi tempi. Yin e yang. e invitati a partecipare al banchetto nel padiglione orientale. viene dalla Grotta della Passerella di Nuvole. Porcellino. detto Otto Divieti. che le prove più dure gli sembravano lievi. nocciole. nei pomeriggi afosi. Il nostro monaco. Porcellino. nel Tibet. ancor prima che la dottrina si diffondesse in parole. Quando i rami dei pini si sono volti a oriente. mentre i saggi raramente ne penetrano le combinazioni. il maestro della Legge Xuanzang.Discepoli. essa porta con sé mille benedizioni. Fu allora che divenne necessario diffondere le sue sottili parole. con l'azione segreta del freddo e del caldo. per insegnare la retta via a chi venisse dopo di lui. sono facili da capire perché si manifestano per immagini. Piatti d'oro giallo. che esalta il vuoto. Tripitaka rientrò nel Monastero di Vasta Benedizione. uva gigante. Spingeva i suoi pensieri alla porta dei misteri. pinoli. Le tazze sono d'ambra. allontanandolo dal mondo. Al cader della sera tutti resero grazie all'imperatore e si ritirarono. espungere il falso e convalidare il vero. trasformano ogni cosa pur senza manifestarsi in modo visibile. il suo spirito sonda l'informe. Quanto al cavallo. né rugiada di immortali o luminosità di perla che irraggino la sua luce. Quanto più difficile è la Via del Buddha. Ha raggiunto la corte dei Han mediante un sogno splendente(22). Non vi sono brezza fra i pini o riflesso di luna sull'acqua paragonabili alla purezza della sua persona. Ma era così ardente nel perseguire la meta. Voleva riordinare le argomentazioni in base a ciò che aveva appreso. per soccorrere ogni specie di esseri e dominare i dieci orienti! Ineguagliati sono l'efficacia del suo prestigio e la forza dei suoi poteri. un rozzo discorso che non è ancora stato messo per iscritto. frutti della sabbia. Oso sperare che vostra maestà vorrà essere indulgente. E le frutta sono ancor più varie e ricercate delle verdure: palline e frittelle di cachi secchi. Presto se ne andarono a dormire.l'ho liberato. Quando l'ufficiale di servizio annunciò che il pranzo era servito. nel ritorno la maggior parte dei sutra. colocasie candite. È una Via segreta che cristallizza i misteri: chi la segue non ne conosce i confini. Quando l'ho incontrato. gli uomini si volgevano alla virtù e sapevano onorarla. anche lui aveva i suoi trascorsi. Quando entrarono nella sala del banchetto. attraversa senza età migliaia di kalpa. Teneri navoni. oltre ai timbri delle prefetture di Fengxian. la doratura delle statue nascose il suo vero volto. olive di Cina. La sua saggezza supera le relazioni umane. grani di melone. di Jisai. sul Monte del Serpente Acciambellato. faceva il mostro nel villaggio dei Gao. si resero conto che il grande impero della Cina non aveva uguali: Le porte sono parate di ricami dai vivi colori." Il reverendo era allegro e soddisfatto. presentate a sua maestà i nostri documenti. non me la prenderò" rispose Taizong sorridendo. L'ottenimento della Via aveva spento la loro aggressività. ciotole di giada bianca con disegni scolpiti. e che un giorno dopo l'altro ci trovavamo davanti montagne.' Commentò sorridendo: "Che lungo viaggio! Ormai siamo nell'anno ventisettesimo. prugne e corbezzole: non mancava niente. non avevamo dimenticato le vostre parole. Devo molto alla sua protezione. Dalla luce del Buddha rischiarata. gli avrà nascosto la strada. fettine di zucca alla senape. è capo e guida della scuola buddista." Tripitaka tornò a ringraziare sua maestà di tutte le sue bontà e fece segno ai tre di seguirlo. giuggiole dello Shandong. Fin dall'infanzia ha esercitato la sua attenzione e la sua intelligenza. radici pepate. tuffarvisi senza dubbi e confusioni? L'eminente dottrina è nata nelle terre dell'Ovest. del Gallo Nero. Glutine di grano con foglie tenere di cedrela. ed è uno specialista nella traversata di corsi d'acqua. marroni di Xuanzhou. mentre si installava nella cella del superiore. È cresciuto in purezza intellettuale e ha praticato la condotta che richiede quattro specie di pazienza. deplorando gli errori che si trovavano anche nei testi meglio recensiti. non è quello che mi aveva donato vostra maestà. mele verdi. i discepoli e i mandarini civili e militari presero posto secondo il rango a sinistra e a destra. cessò di rischiarare il chiliocosmo. Nascosta o manifesta. questa volta. La giornata trascorse piacevolmente. noci di torreya. Le scritture del Buddha si dividono in Grande e Piccolo Veicolo. vassoi di germogli di bambù allo zenzero. Il terzo discepolo si chiama Sabbioso. nel Parco delle Gazzelle e sul . L'imperatore Taizong sedette al centro. i vini densi. a pensare all'impresa di nostro fratello. Sanno stare a tavola?" "Vostra maestà consideri che appartengono al ceto dei mostri di campagna: non hanno familiarità con le finezze della sacra corte cinese. Si aggiungano i pasticcini al miele e al burro. filigranate d'oro e incastonate di giada. che pure sono la sostanza di cielo e terra. mostra il buio e domina il silenzio. Prosperità è assicurata per sempre. in religione Consapevole delle Proprie Capacità. era una creatura malefica del Fiume delle Sabbie Mobili. Cielo e terra. splendidi funghi dolci. Perciò l'esame del cielo e l'osservazione della terra consentono agli ignoranti di comprenderne l'origine. Per quattordici anni ha percorso l'universo occidentale nella sua ricerca della giusta dottrina. le coppe di cristallo. di Distruzione della Legge. convertito da Guanyin." Taizong li elogiò senza riserve e domandò: "A conti fatti." "Ma certo." "Come mai?" si stupì Taizong. alghe finissime. che inglobano yin e yang. Ma quando Egli raggiunse il nirvana e l'ombra si stese su di lui. anche lui era stato preparato da Guanyin. del Paese delle Donne dei Liang dell'Ovest. litchi e castagne d'acqua. non fece baccano per avere riso o tè. bianca e nera. che illumina i territori dell'Est e vi riversa l'onda della compassione." "Quel cavallo fu divorato da un drago al Torrente del Dolore dell'Aquila. È degna l'assemblea di Tang e Yu. gli avranno oscurato il cielo. per salvare uomini e animali dai tre cammini della perdizione. Perciò il cuore e lo spirito lo spingevano verso un pio viaggio nei puri territori d'Occidente. Ha dovuto percorrere mille leghe di montagne e di fiumi. La neve accumulata nelle albe fredde. L'insegnamento verbale che di lui era rimasto fu diffuso per guidare gli esseri lungo le dieci tappe della salvezza. attraversando tutti quei paesi stranieri. o turbinante nella tormenta. i tè profumati e tanti insoliti sapori. le tempeste di sabbia. Scimmiotto e Sabbioso erano addirittura gravi e riservati. orecchiette avvolte in formaggio di soia. Intensi e rari profumi salgono da piatti ricercati. Abbiamo pensato qualche parola di debole ringraziamento. Rifletteva desolandosi delle deformazioni che la giusta Legge subiva. il documento fu restituito. Lo detteremo al funzionario di servizio del segretariato imperiale. quale distanza avete dovuto coprire?" "Guanyin diceva che si trattava di cento ottomila li. sui monti Fuling. anche se hanno ben chiaro lo yin e conoscono a fondo lo yang. esse sono i contenitori della vita. sono difficili da penetrare perché non si vedono. e fine da non lasciarsi sfuggire il granello invisibile. Ha visitato i luoghi sacri(23) . Abbiamo attraversato molti regni: vi mostrerò i loro visti sul passaporto. e la pusa lo aveva convinto a riscattarli e a rifarsi una vita servendomi in qualità di cavalcatura. di Viola Porpora. di Bhiksu. la trasmissione dell'errore e l'arte della magia. semi di loto. Anche il più stupido sa orientarsi davanti alle immagini. Ha portato i bagagli per tutto il viaggio. dove i monaci lo accolsero prosternandosi: "Maestro. Non si finirebbe mai di descrivere le mille ghiottonerie per cui il grande impero della Cina si differenzia dai barbari dell'Ovest. e ho potuto assumerlo grazie all'aiuto del Novizio. in religione Consapevole della Purezza. Il Novizio interpellò Guanyin e seppe che si trattava del figlio del drago dei mari occidentali. Non muore e non nasce. vi siamo corsi incontro. che non hanno smesso di crescere fino ai nostri giorni. sciocchi e rozzi. così grande e gravida di conseguenze che è impossibile ricompensarla adeguatamente. ." E dettò quanto segue(21): Sappiamo che i due princìpi creano le immagini che si manifestano fra il cielo che ricopre e la terra che regge. Yuhua e Come l'Oro. Ha trasceso le impurità dei sei sensi con un volo così alto da spanderne lontano il profumo." Guardò con curiosità i sigilli dei paesi degli Elefanti Sacri. il suolo è coperto di tappeti rossi. malva al miele. tenere radici di loto. l'imperatore scese dal trono e prese Tripitaka per mano: "Non mi pare che i vostri discepoli siano molto pratici di etichetta. Partì con il suo bastone di viaggio per solo compagno. Benedetta dai sutra conseguiti." Taizong spiegò il passaporto e lesse: 'Rilasciato tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù. ed è giunto precocemente a comprendere la triplice vacuità. vari tipi di felci in polvere. o immense foreste. sfidando i remoti pericoli. Ti chini su di lei: dove sarà la sua sorgente? Come potrebbero i mortali. pere testa di lepre. Dove i segni si mostravano. So che sono trascorsi quattordici inverni e quattordici estati. io confesso di non aver tenuto il conto. sfidare pioggia e gelo. La Legge scorre imbevuta di silenzio. Invano quattro volte otto magnifici ritratti riprodussero i suoi lineamenti. "Sono senz'altro scusati. il mondo cambiò. Nell'andata ha portato me. attraversare fumo e nebbia. sagittarie. quando i segni erano precisi e la gente vi poneva attenzione. L'indomani Taizong tenne udienza e dichiarò: "Abbiamo trascorso una notte insonne. Inoltre ci sono: la legge. "Ha lo stesso aspetto. ginkgo del sud. il maestro. anche il più sapiente può ingannarsi nelle cose invisibili. Mentre le quattro stagioni. essa è grande da contenere l'universo. Ha saputo superare ripide cime e passi pericolosi: devo molto alla sua forza. di Carrolento. Si eseguirono canti e danze solenni. o gran distese d'acqua.

ma non so se vi piacerà. Era stato preparato un alto pulpito per la predicazione. gli occorrono nubi e rugiada. L'intero contenuto di cento cofani di canoni scorre dalle sue labbra come un vasto fiume." "Caro fratello. il cielo si squarciò e vi apparvero gli otto giganteschi portatori di folgore: "Reverendo. Intanto gli otto vajrapani avevano ricondotto i pellegrini e il cavallo sul Monte degli Avvoltoi. perché consegnassero i sutra. Questo raggio d'oro trarrà tutti. "Non ci recitereste qualcuna delle autentiche scritture?" suggerì l'imperatore. Il tuo attaccamento alla nostra dottrina ti vale il giusto frutto di un'alta promozione: io ti nomino Candana buddha Pieno di Meriti e di Virtù. da maneggiare con precauzione. "Loro diventano dei buddha. Ti conferisco il giusto frutto del posto di cavallo-drago celeste. Mi sono rallegrato della tua applicazione a contenere il male ed espandere il bene. Taizong disse: "I nostri talenti valgono meno delle belle tavolette di giada su cui sono espressi. hai acquistato meriti trasportando il santo monaco. quanto il cielo e la terra. e con ciò avevi spregiato il mio eminente insegnamento della Legge. "nella tua vita anteriore tu fosti il mio secondo discepolo Cicala d'Oro. Entrato nella comunità monastica. Mentre i buddha lodavano l'eminente Legge del Beato. Bisognerà conservare gli originali come tesori. ora che siamo colleghi ." I quattro pellegrini si prosternarono. A ripensarci con un po' di modestia. tutte quelle buone cose spetteranno a te. Dopo tanto soffrire sopra le aspre montagne Ed acquisiti nove volte nove gran meriti. Il cavallo vi s'immerse e mutò forma: sul capo gli spuntarono corna di drago." A questo punto il Buddha si rivolse al cavallo bianco: "Tu sei figlio del re drago Aojun del mare occidentale. Ora ritorni felicemente. Vi rendiamo quindi l'ordine ricevuto in lettere d'oro. Il reverendo lesse e ricominciò a ringraziare: "Lo stile di vostra maestà è elevato come nei tempi antichi. in modo da liberare i dannati dalle loro sofferenze e diffondere per l'universo il beneficio ricevuto.Picco degli Avvoltoi ha contemplato esotiche bellezze." Questo fu il testo composto dall'imperatore Taizong. mentre il bene è fattore di ascesa. Monaci eminenti vennero incaricati di celebrare una grande cerimonia dell'acqua e della terra nel Monastero dell'Oca Selvatica. Quanto ai classici esoterici. dopo aver scrupolosamente conservato la nostra fede e aver acquistato i più alti meriti con la tua cerca delle autentiche scritture. con la profondissima potenza della Legge. Perché il cinnamomo che cresce sulla rupe produca fiori. e a ogni cerimonia portano molte offerte. Il palazzo non è un posto adatto. fosti condannato a reincarnarti nel mondo di Sotto nel corpo di un maiale. abbiamo scortato il santo monaco e i suoi compagni nel paese dei Tang. ma dopo la tua felice conversione alla nostra Legge e adesione alla comunità. Per la fedeltà che hai dimostrato da un capo all'altro del viaggio. hai meritato il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino buddha della Vittoria in Battaglia. l'argomento è sottile e profondo. Le terre dell'Est di loro serbano I sutra riportati. Possano quei benefici estendersi e durare a lungo." Il reverendo si prosternò e andò avanti con i ringraziamenti. seguito dai mandarini che portavano rispettosamente fasci di sutra. L'uomo ne è responsabile con i suoi atti. Di che cosa ti lamenti? "Consapevole della Purezza. avevi provocato gravi disordini nei palazzi del Cielo e io. "Consapevole del Vuoto. ma i sutra che ha riportato sono in numero finito. Il reverendo posò il sutra che teneva in mano e dall'alto del pulpito salì dritto al nono cielo. Le divinità della montagna santa si erano raccolte davanti al Buddha per udirlo predicare. provo vergogna. La moltitudine peccatrice ritrova la buona fortuna: un'acqua redentrice spegne l'incendio che bruciava la casa e salva l'umanità smarrita. sarai una delle otto creature eccezionali. tu fosti Generale delle Cortine Arrotolate e fosti bandito nel mondo di Sotto per aver rotto una coppa di cristallo. Il reverendo attendeva alla porta per poter ricominciare i suoi ringraziamenti. proteggendo il santo monaco. una barba d'argento ornò il suo mento e le guance. ma poi ti sei felicemente convertito alla nostra dottrina e l'hai conservata con sincero rispetto. Bisogna tener presente che la caduta è determinata dall'accumularsi di cause malvagie. Per fortuna." Taizong si rivolse agli ufficiali di servizio: "Qual'è il più impeccabile monastero di Chang'an?" Il grande letterato Xiao Yu fece un passo avanti e rispose: "Il monastero della Pagoda dell'Oca Selvatica. ha esplorato sublimi meraviglie e penetrato reconditi misteri. Ordinò dunque che la Foresta dei documenti e l'ufficio delle redazioni procedessero alla copiatura. hai difeso in qualche modo la forma umana e alla fine sei passato alla nostra eminente dottrina. Non si contano i paesi che ha percorso. su cui il reverendo salì. in salvo sull'altra sponda. che si trova premesso al sutra del Cuore. Ma in quel momento si diffuse nell'aria un intenso profumo. e spargere all'infinito i loro benefici come il sole e la luna. La tua vera anima fu bandita in una reincarnazione nelle terre dell'Est perché eri stato disattento. tu eri una divinità acquatica. e anche il cavallo manifestò la debita gratitudine per i favori accordati. Hai acquistato meriti assoggettando lungo la strada diavoli e creature malefiche. le nostre parole non sono adatte per iscriverle su bronzo e pietra. Ottenuti quei sutra in capo a dure prove Dopo quattordici anni di viaggio ad Occidente. Infatti il loto si attiene a ciò che è puro e pulito. Per i meriti che hai ottenuto portando pesanti fardelli. La santa dottrina. Perché io devo fare lo spazzino?" "Per riempire la tua gran bocca e il tuo grosso ventre" rispose il Buddha. scarabocchi d'inchiostro su tavolette d'oro. Scimmiotto si rivolse al monaco cinese: "Maestro." "Discepoli. peccavi mangiando esseri umani. I vajrapani introdussero maestro e discepoli e riferirono al Beato: "In conformità dei vostri ordini. vengono ricondotti Fra gli eletti. al lago Trasformazione del Drago. Prego nostro fratello di venire con noi a leggerci le scritture. e non si lascia toccare da ciò che è sudicio. Ha ottenuto complessivamente trentacinque opere capitali del Grande Veicolo." Gli interessati si fecero avanti per essere investiti delle loro nuove funzioni. rivolto a Taizong: "Se vostra maestà vorrà diffondere le scritture. Davanti alla composizione imperiale sulla santa dottrina. Non merito davvero i vostri elogi e la pena che vi date per ringraziarmi. Taizong e il suo seguito si prosternarono e pregarono. ti conferisco il giusto frutto di una promozione al posto di Delegato alla Pulizia degli Altari." Taizong ordinò: "Prendete dunque qualche rotolo dei sutra autentici e accompagnatemi alla Pagoda dell'Oca Selvatica. fu convocato il santo monaco. attraverso acque torbide e agitate. "Santo monaco" dichiarò solennemente il Buddha. in tempo per rispettare il termine assegnato di otto giorni. "Consapevole delle Proprie Capacità. seguitemi" ordinò il reverendo." "Seguiremo le vostre istruzioni. ti avevo immobilizzato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. converrà che ne faccia preparare delle copie. Copie dei testi furono diffuse in tutto l'impero. E. Finite le cerimonie. Nonostante i numerosi peccati commessi quando vivevi nella Grotta della Passerella di Nuvole dei Monti Fuling. Quando la dettatura ebbe termine. "Devi considerare che. la pelle si coprì di scaglie dorate. Il carro imperiale si mosse verso la Pagoda dell'Oca Selvatica. è restaurata. al mondo. Il titolo è: Prefazione alla santa dottrina. Questo testo dettato di getto è proprio maldestro. Un'aura di buon augurio lo avvolse mentre saliva in alto sfoderando i lunghi artigli delle quattro zampe." "Ma come!" brontolò Porcellino. Stabilì inoltre che a est della città si erigesse un nuovo Monastero delle Copie. da tradurre e diffondere in Cina. Ammiraglio dei Canneti Celesti. La sua mente ha offerto campo aperto alla Via dei tre veicoli e dei sei comandamenti. Persino le inconsapevoli piante raggiungono il bene accumulando il bene. Ma vorrei sapere come si intitola. la sporcizia della palude non contamina le foglie del loto che vi cresce. Non saranno lieti di perseguire la felicità mediante fattori felici? Possano le autentiche scritture diffondersi. fratello" rispose sorridendo Taizong. hai protetto il santo monaco. malgrado il tuo spirito limitato e una sensualità che non sei mai riuscito a dominare completamente. Caduto nel Fiume delle Sabbie Mobili. che era fortemente lacunosa. bando alle prediche! Posate i sutra! È ora di partire!" I tre discepoli e il cavallo già cominciavano a innalzarsi. al termine della prova voluta dal Cielo. e si attorceva alla colonna Omaggio agli Splendori del Cielo che si trova all'ingresso del monastero. I meriti che hai conseguito scalando montagne e guidando il cavallo ti valgono il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino arhat dal Corpo Dorato. Ti sei reso colpevole di empietà disubbidendo a tuo padre. Se i sutra sono giunti nell'Est è anche merito tuo. i mandarini presenti si congratularono. dentro il palazzo e fuori. ci confessiamo ignoranti. Riempiendo il Chiliocosmo. Quando entrò eseguì con molta concentrazione il rituale delle prosternazioni. "Maestà" rispose il reverendo. si prosternarono e corsero a diffonderne copie. per recitare i sutra autentici del grande canone. ti sei convertito alla dottrina buddista. Il Buddha ordinò a un rivelatore di portare il cavallo dietro la vetta del Monte degli Avvoltoi. Per esserti permesso confidenze con la fata della luna ed esserti ubriacato alla Festa delle Pesche d'Immortalità. Ha ricevuto le ultime parole dei santi di altri tempi e la dottrina autentica dei saggi più eminenti. a maggior ragione coloro che godono delle relazioni umane. frammenti di tegole in una foresta di perle. l'ho pensato stanotte per esprimervi la mia gratitudine. Ha il merito insuperabile di avere portato le nubi della compassione dall'estremità dell'Occidente a bagnare con la pioggia della legge questo angolo sperduto d'Oriente. Taizong lo fece pregare di salire accanto a lui e gli porse lo scritto. gli ammiratori della nostra dottrina sono tanti. per un totale di 5048 rotoli. "queste cose si devono fare in luogo consacrato.

Amitâyus buddha. Namo buddha della lampada che contempla il mondo. il cavallodrago aveva raggiunto il nirvana. Maestro e leone sono omofoni in cinese: shi. bisognava pure adottare qualche mezzo speciale per tenerti sotto controllo. Mahâsthâma bodhisattva. Possa chi ne è testimone scoprire la bodhi nel loro cuore e nel loro spirito. (6) "Voi che amate se": colore. Vyûharâja buddha. (14) . divinità di grotte e di montagne. non sarebbe la regola. serpenti si annodano. talenti e virtù. Namo buddha del progresso del bene. Ogni verso originale si riferisce a una combinazione del gioco (ordine del cielo.lo mostrerò al re nel suo vero aspetto per indurlo a coltivare il suo corpo allargando i desideri. Mille fiori. le piccole parole discutono di futilità. Dipamkara buddha. santi monaci. (7) Il giovane letterato Wei aveva un appuntamento galante sotto il ponte. A tutti i buddha dei tre mondi e dei dieci orienti. 15). Manidhvaja buddha. Namo eminenti pusa. perché lo sperma serve a lui. rivelatori. Namo pusa di eminente posizione. Namo buddha e pusa dell'assemblea del Lago di Loto. affluiva l'acqua della marea. Questo e altri lieviti taoisti nel discorsetto buddista di Tripitaka. e io lo farò a pezzi perché quella vecchia pusa maligna non sia tentata di usarlo per giocare brutti tiri a qualcun'altro. gli uccelli volavano in alto e i cervi fuggivano di corsa: chi di questi quattro conosce la giusta bellezza sotto il cielo? A mio modo di vedere. il cervo mangia l'erba. Il buddha Candana." "Non portarmi rancore. Namo buddha di luce preziosa." (Zhuangzi. Namo buddha del perlaceo splendore del sole e della luna. NOTE: (1) La traduzione italiana si permette di occidentalizzare il testo." Scimmiotto si palpò la testa: il cerchio non c'era più. a tutti i pusa e mahâsattva: Mahâprajnâ-pâramita!" Così finisce la storia del viaggio a Occidente. i cinquecento arhat. Namo buddha della luce universale. Namo buddha onorevole re drago. Svâgata buddha. Namo buddha Vairocana. Namo buddha del prezioso splendore della luna. fiori e frutti. bhiksu. Namo santi pusa del vajra di diamante. Namo buddha di vasta dignità. Samantabhadra bodhisattva." L'idea sottostante è taoista: una buona igiene sessuale richiede che un uomo "si nutra dello yin" del maggior numero possibile di donne. Namo buddha dello splendore della pace del mondo. Namo buddha della chiarezza delle virtù del mare. Ratnadhvaja-râja buddha. Nubi iridate intorno al Picco degli Avvoltoi. Sughosa buddha. Namo buddha del passato. due sette due. Vogliano così i buddha di tutti i mondi acconsentire a ornare la pura terra del Buddha di meriti e virtù.. Namo buddha della bandiera di gioielli. I cinque presero il loro posto fra gli infiniti convenuti ad ascoltare la predica del Buddha: buddha e pusa. il cerchio è scomparso: non poteva certo rimanerti incrostato sulla testa. le grandi parole compongono i contrari. Namo buddha dello splendore del Sumeru. Namo buddha Naluoyan. Namo buddha Emituo. bhiksu. pesche che maturano da diecimila anni. Namo buddha dell'indistruttibile diamante. Namo buddha dello splendore di grande compassione. Come posso conoscerne la classificazione?" (Zhuangzi. Nâgarâja buddha. Namo pusa. nuvole di buon augurio si accumulano sopra il mondo della gioia assoluta. Tocca e verifica. Namo buddha di longevità senza limiti. Il tempo passava invano e. L'invariabile mezzo. O magari vi piacerebbe ripetere l'incantesimo per stringerlo? Mi farete il piacere di recitare la formula che lo apre. Si spargono Ovunque i sutra sulla terra. Namo buddha re della forza della grande sapienza. per diventare immortale. prugni di ogni colore. Punyapuspa buddha. dodici undici dieci. Namo buddha Poliuna. Namo buddha del sacro stendardo. (5) "Se l'uomo dorme nel bagnato si prende il mal di reni e resta mezzo paralizzato: è così anche per l'anguilla? Se si trova su un albero vi sta tremante e titubante: è così anche per la scimmia? Chi di questi tre conosce la giusta dimora? L'uomo mangia gli animali erbivori e granivori. tartarughe strisciano. ma si trattenga dall'eiaculare. E così i vani nomi dei demoni. a mani giunte. Namo rispettato buddha Mile. che in realtà dice: ". I cinque Di non-dualità giungono in vetta. Unito ai quattro stati. Namo buddha dello splendore della virtù dell'oro.buddha. Namo buddha che conduce alla verità del nirvâna. Namo buddha di meriti. la piccola sapienza distingue. l'anguilla nuota insieme al pesce. (12) Nei versi di Tao Qian (365-427) il villaggio della fonte dei Fior di Pesco è una piccola comunità fuori dal mondo. A quei tempi eri difficile da maneggiare. Buddha Sâkyamuni. guardiani. 10). Namo tutti i pusa della gioia ultima del Paradiso dell'Ovest. I draghi d'oro dormono in luogo appartato. Namo buddha dello splendore del legno di sandalo. Amithâba buddha. (4) I versi sono intessuti di riferimenti al gioco del domino cinese. la tigre di giada riposa.. (11) "Nemmeno per un momento è consentito derogare alla regola delle nostre azioni. presente e futuro. II. Namo pusa della legge senza limiti. Maitrîbala-râja buddha. Namo pusa delegato alla pulizia degli altari. Candanapunya buddha. Namo buddha dello splendore del mare d'oro. i pretesti della carità e della giustizia e le strade dell'affermazione e della negazione sono confusamente mescolate e imbrogliate. arhat dal corpo d'oro e otto gioielli. 1). Fenici verdi e rosse svolazzano allegre. Gli elementi Ricadono nel vuoto e nel silenzio. Possa rinascere nel paese della suprema felicità e porre fine alle reincarnazioni. Namo buddha vittorioso in battaglia. Alto su ogni pericolo. Namo buddha dello splendore del sole e della luna. il nome è Shangguan. Fiori straordinari delle otto festività. Namo buddha re della potenza della compassione. Namo buddha dei chiari talenti. Namo buddha capo dei saggi e dei buoni. Dharmajaya-râja buddha. Namo pusa Puxian. i tremila rivelatori. Namo buddha saggio dei Sâkya. Mahâprajñâbala-râja buddha. doppio dodici. (13) "Volevate diventare maestri fra gli uomini e avete sollevato queste complicazioni con i leoni". il gufo e il corvo trovano gustosi i topi: chi di questi quattro conosce il giusto gusto? Lo scimmione ha per femmina la scimmia. Bhaisajyavaidûrya-prabhâsa-râja buddha. Gibboni neri e cervi bianchi scorrazzano a piacimento. dèi del giorno e della notte. Maitreya buddha. Namo buddha re vittorioso della bandiera di sapienza. upâsaka e upâsikâ. Namo tutti i pusa dell'oceano di purezza. festa delle lanterne." (Zhong Y ong. Ora che sei buddha. (3) "La Grande Sapienza tutto abbraccia. Namo pusa. maestri e immortali che avevano ottenuto la Via. Candraprabha buddha. ma anche i piaceri dell'amore.ma al vederle i pesci si tuffavano nel fondo. e così via). se si potesse derogare. non penserete mica di continuare a farmi portare il cerchio d'oro. Namo eminenti pusa. pini alteri e antichi ginepri. riconoscenti alla quadruplice grazia del mondo di Sopra e in soccorso di coloro che soffrono nei tre cammini. Namo buddha del meraviglioso suono. protettori. cipressi azzurri e bambù smeraldini. Nârâyana buddha. (8) Tre schiocchi di frusta invitavano gli astanti al silenzio e segnalavano l'apertura dell'udienza. fin dall'VIII secolo. Varuna buddha. grandi dèi. Lepri nere vanno e vengono. funzionario superiore. Namo pusa dal vasto potere. (2) L'espressione "andare al paradiso dell'Ovest" significa "morire". mille frutti che rivaleggiano in fascino e bellezza sotto un cielo coperto da brume di buon augurio. Il giovanotto non seppe decidersi in tempo a rinunciare all'attesa. Mañjusrî bodhisattva. recitava in coro: "Namo buddha che accende la lampada dell'antico passato. arhat. La folla. dall'estuario fluviale. il buddha della Battaglia. La realtà torna in polvere. il centopiedi trova gustosi i serpentelli. il Delegato alla Pulizia e l'arhat dal corpo d'oro si godevano il giusto frutto. e finì affogato. (10) Porcellino dice il vero. Namo buddha re vincitore della Legge. con una ragazza poco puntuale. la dama di corte Mao e la concubina Li erano ammirate dagli uomini . Namo buddha della bandiera di luce perpetua. Namo buddha del lume della torcia di sapienza. upâsika e upâsâka. tudi. Rinnòvati. Avalokitesvara bodhisattva. Namo buddha dello splendore dei talenti. Namo buddha di meriti e virtù. Namo buddha di pura gioia. divini frutti delle quattro stagioni. il cervo s'unisce alla cerva. riunione fra nubi e venti di draghi e tigri. Namo buddha di buon vagabondaggio. sono i caratteri con cui si iniziano di solito gli esercizi di scrittura. Ha raggiunto Candana il Gran Risveglio. drago celeste che appartiene alle otto creature eccezionali. Namo pusa Guanyin. Namo buddha re del cristallo splendente. (9) In effetti. Ratnaprabhâsa buddha. Namo pusa Wenshu. Namo buddha vincitore di saggezza. Namo buddha che manifesta l'assenza di ignoranza. Namo buddha dei meriti e virtù del legno di sandalo. maestro dei medici. II. Sumeruprabhâsa buddha.

Gli ovini si indicano con una parola dello stesso suono. La coppia di esagrammi descrive anche il ritmo lunare (capitolo XXXVI). nella sua biografia del maestro. (23) "Il doppio albero e le otto acque". (15) "Il Tai diventa Pi". (22) La prima menzione del buddismo in Cina si trova nella storia dei Han posteriori. È l'esagramma della primavera. (17) In questo caso l'omissione non riguarda una descrizione a oltranza. In seguito servì a indicare esami preliminari. Yamuna. Mahî e Hiranyavatî). per felicitare Xuanzang della traduzione del Y ogâcârabhûmi sâstra. il Ristagno. che tende a scendere. Indo. che ascende. Sono i due alberi di sâla sotto i quali il Buddha ebbe il risveglio. Abbiamo incontrato l'esagramma Tai in una nota del capitolo precedente. sotto tre linee spezzate (il Ricettivo). si compone di tre linee spezzate sotto le quali vi sono tre linee piene: sopra il Ricettivo. che è probabilmente il più antico testo buddista cinese pervenutoci. Il testo fu riportato da Hui Li.L'esagramma Tai. . Oxo. (18) Due "talenti distinti". Taizong scrisse questo testo nel 648. e Fu Yi gli parla del Buddha. e sotto il Creativo. L'imperatore Ming (58-75) sogna una divinità d'oro che vola. (20) Sessantaquattro. Invia emissari in occidente in cerca di maggiori informazioni. Interpella i suoi ministri. (19) Furono tutti e quattro mandarini-modello di epoca Han. yang. e gli otto fiumi dell'India (Gange. ma una serie di canzoni sulle parole: bella riunione di gioiosa unione. (21) L'inserto che segue è storico. Sono adattati ai fatti del romanzo gli anni di assenza (ridotti da 17 a 14) e le opere riportate dall'India (ridotte da 657 a 35). o illuminazione. la Pace. (16) È sempre Anâthapindada. Al tempo dei Tang l'espressione designava una categoria di esami mandarinali e i candidati che li superavano. L'inizio (dal basso) con tre linee piene significa yang. che qualificavano ad affrontare i veri esami da mandarino. benché scritta in tutt'altro modo. Sîtâ. Sarasvatî. un discepolo di Tripitaka. L'esagramma Pi. è il suo opposto: sopra tre linee piene (il Creativo). essi gli riportano il Sutra dei 42 articoli.

" "Maestro. vide che la torre d'ingresso era decorata da spirali di loto e da trombe d'elefante. "È colpa di Porcellino. Globi d'oro ricoprono l'arancio. Il cavallo. Tu fai il discepolo elegante del signor maestro. Si apron del loto i ventagli venati. maestro?" "Maledetta scimmia. come: Esile salice dondola i rami Sul ponte sottile la sera. "non prendere quel tono di rimprovero. "ho sentito raccontare che." "Bestione!" disse Scimmiotto mettendosi a ridere. signore. Scimmiotto finì per spazientirsi e. ti ho visto! Sei stato tu a spaventare il cavallo." "Non incominciamo a minacciare violenze. Aveva provocato un incendio in una sala del palazzo. Il cavallo però è grande e grosso. Sabbioso teneva il cavallo. che non riesco a portare. appoggiato alla sella. Aspettiamo che qualcuno si faccia vedere. ma nessuno comparve. ma io ci sto solo a fare il facchino. sconvolgere il mare. vive d'aria pura e di acqua fresca. finirai per rimediare qualche scapaccione. so io quante salite abbiamo fatto. andiamo a chiedere ospitalità. . non prendetevela" disse Scimmiotto sorridendo. producendo nell'aria mille scie colorate." "Via. QUANDO QUATTRO SANTITÀ METTONO ALLA PROVA LO SPIRITO DI MEDITAZIONE. In serena e maestosa architettura. siete voi che la portate. questo capitolo mostra che la strada della ricerca delle scritture è di quelle che richiedono alla persona di consacrarsi interamente all'essenziale. "Ma con chi stai parlando?" "Parlo con voi." "Fratello" riprese Porcellino. Poi aggiungi le coperte Di feltro. Perciò l'ho fatto andare più svelto. bestione mio" replicò Scimmiotto." "Ma tu fa un po' il conto: Quattro stuoie di giunco ed otto corde Più o meno lunghe.CAPITOLO 23 ARTI DI SEDUZIONE DI UNA VEDOVA IN CUI TRIPITAKA NON DIMENTICA LA SUA NATURA DI BUDDHA. come gli altri fanno il loro. il re drago dei mari occidentali. come mai quello lì cammina così piano?" "Perché. Attraversarono innumerevoli colline azzurre e acque verdi. "ecco che si fa tardi. tu e Sabbioso dei bagagli e del cavallo." "Fratello." "Non vorrai mica trattarlo da cavallo! Guarda che non è un quadrupede qualsiasi: è il figlio di Aojun. sapete. che ha un bel peso. Siepi di crisantemi decorate Dalla brina. anche l'autunno volgeva al termine. io non la tocco più da un pezzo. È ben lunga la via per l'Occidente. alzò gli zoccoli e schizzò via come il lampo. più bestione di me. Non me ne ricordo nemmeno. levato le corna e ritirato la collana di perle per trasformarlo in cavallo. Dobbiamo pur trovare un posto per ristorarci e riprendere le energie: è la sola cosa sensata da fare. e dobbiamo evitare qualsiasi comportamento criticabile. Superati gli ostacoli. Ma allora. Tra pini alteri e bambù variegati. Capì che doveva trattarsi di trasformazioni soprannaturali predisposte da buddha e immortali. guardate là" invitò Tripitaka. Vanno tacendo le ultime cicale. Tripitaka si sedette su un tamburo di pietra. Donna gialla e neonato vanno insieme. ma Tripitaka lo trattenne: "No! Siamo monaci. Ho già un carico troppo pesante. che rappresentava paesaggi di montagne di longevità e mari di felicità. Stridono lamentose cavallette. alzò gli occhi e vide magnifici edifici all'ombra di un boschetto di pini: Fronde di cedri incornician le porte Degli edifici in cima al colle azzurro. Suo padre lo accusò di aver mancato di pietà filiale e lui fu condannato a morte: gli salvò la vita la pusa Guanyin. avevano spezzato le illusorie catene di polvere e varcato le sabbie mobili dell'oceano della natura che era in loro. "Si capisce." Porcellino andò a legare il cavallo e si accasciò sull'erba. Non si può fare altro. e gli chiederemo rispettosamente asilo." "Discepoli. La gente come noi. che ha lasciato la sua famiglia. Se non fai il tuo lavoro." Scimmiotto si mosse per entrare. criticava il cavallo perché camminava troppo piano. e non badi ai poveri cristi che ti portano le valigie. finché in cima al pendio il cavallo rallentò l'andatura. gli si abbandonò aggrappandosi alla criniera. Frena il ronzino senza usar la frusta! Madre del legno. Nevican petali di fior di pesco Nell'ampia corte a primavera. Allora Tripitaka riprese fiato." Il bravo Scimmiotto scosse la sua sbarra cerchiata d'oro. sceso da cavallo. arrivò ansimante brontolando: "Non ne posso più! Ho la pancia vuota e la schiena rotta. Sopra la porta pieghevole era appeso un dipinto di formato orizzontale. notò che gli edifici erano sovrastati da una cappa di brume di buon augurio. sarebbe un segno di solidarietà fraterna fra condiscepoli. dopo aver compreso la verità dell'essenza delle cose. che può scavalcare montagne con un salto. Il tutto appoggia Su una pertica alquanto scivolosa." "Ma è proprio un drago?" intervenne Sabbioso. spandere polvere. secondo gli antichi." "Be'. avanzavano sulla strada maestra dell'Ovest. il drago sa soffiare nuvole. guardando in alto. dove prendevi quello che ti faceva comodo e davi se ne avevi voglia." Il bestione." Tripitaka. con alti tendaggi. A che ci serve un riparo per la notte?" "Fratellone" protestò Porcellino." Scimmiotto. Scimmiotto e Sabbioso si appoggiarono al parapetto della terrazza. Rimase per parecchio tempo ad aspettare il maestro al Torrente del Dolore dell'Aquila. che non aveva la forza di trattenerlo. "devi pur rendertene conto: tu te ne vai in giro come un ballerino. Non allentar le briglie della scimmia. padre del metallo. Chi è nel vero coi denti spezza il ferro: Così pervieni a perfetta saggezza. invertire il corso del fiume. Aspettarono un pezzo. non sono fatti tuoi. Non si può entrare senza permesso. Non sei mica più con i Gao. I quattro pellegrini. venne la sera. con le arie che ti dài. in ferro Damaschinato in bronzo. per il gusto di umiliare la gente. ha i titoli di cavallo-drago e di terzo principe. tutte con un bel carico sulle spalle. Io mi occupo del maestro. Figuriamoci se tu porteresti pesi. Poi c'è il bastone pastorale. ma tu lo sai quanto pesa questa roba?" "Fratellino. Per fortuna sono riuscito a conservare l'equilibrio. dal ponte le orchidee Rosso sangue ricadono sull'acqua. affinché adempia il voto di trasportare il maestro che va a presentare i suoi omaggi al Buddha. dorme sotto la luna su un guanciale di brina: dappertutto è a casa sua. Mentre camminavano. per timore di essere battuto. perdendosi nella contemplazione dei fiori selvatici e delle immense distese d'erba. ai piedi del muro di cinta. tu e io. Ecco: Aceri rossi dominano i colli. c'è una regola da rispettare. Stormi di oche selvatiche punteggiano In lunghe file lo spazio infinito. rivolta a sud. Non vi è essere vivente Nella pace d'autunno. "c'è una residenza dove potremmo chiedere di pernottare. a mani vuote. sollevare sabbia. "vi sbagliate. hai torto di prendertela con me. tre o quattro. Succedendosi i giorni e le notti. Ciascuno ha le sue prove e i suoi meriti. Adesso sei nella comunità monastica. vuoi vederlo correre? Ti servo subito. entrò a esplorare: vide una grande sala a tre campate. E per finire la cappa di giunco. Benché alle estremità abbia aggiunto un chiodo. Quando la brina fa cadere i fiori. e per quanto mi riguarda. e per di più mi fate correre a perdifiato dietro al cavallo. ma si guardò bene dallo svelare i celesti disegni e si accontentò di rispondere: "Va bene. La pusa gli ha tolto le scaglie. roba da proteggere Dalla pioggia. con pilastri dipinti e travi scolpite. Il tuo vecchio Porcellino pena tutti i giorni sotto questi pesi. produrre nebbia. "Discepoli miei" disse Tripitaka. Il maestro. che aveva dovuto affrettare il passo sulle orme del cavallo. Alte sale delimitano i nitidi Muri a calce. In altre parole. esaminava la scena quando il discepolo Consapevole del Vuoto lo raggiunse: "Non sarete mica cascato dal cavallo. senza chiedere il parere di nessuno. e certe perle erano andate distrutte. mentre Porcellino posò il carico e osservò: "È una casa di gente ricca. Gli si potrebbe mettere in groppa qualcosa di più. e porta solo un vecchio monaco non tanto grasso. Sulle colonne laccate d'oro erano appesi cartoncini scarlatti che recavano distici per l'anno nuovo. le pene e le privazioni da sopportare fanno l'orgoglio del bravo discepolo. Da quando abbiamo attraversato il Fiume delle Sabbie Mobili. Il maestro. dove troveremo un riparo per la notte?" "Maestro" replicò Scimmiotto.

" Scimmiotto si mise a gridare a squarciagola: "Maestro. Mendicare e levare preghiere ad Amitâbha. il periodo di lutto si è compiuto appunto quest'anno. hanno ricevuto anche una cultura da maschi. sotto un velo di garza nera. ma è difficile abbandonare tante ricchezze. La donna andò loro incontro per accoglierli. onori e ricchezze: ed è certo una buona cosa avere di che vestire. ed ereditammo il loro patrimonio: centinaia di migliaia di filze di sapeche. Vi chiederete com'era abbigliata: Vestiva un abito di broccato tessuto in ramia. Benché vivano fra i monti. acquisiti i tuoi meriti. la seconda Amore e ha diciott'anni. Una notte di nozze fra piumini di seta È molto più gradevole che vagar per le strade. ci pregano di entrare!" Tripitaka si decise ad avventurarsi all'interno. vi lasciate crescere i capelli." "Se . che lana di bigello. e poi oro argento che non riuscireste mai a spendere tutto nel corso di una vita intera. dagli orecchini pendevano varie file di perle. e quello del suo defunto marito Noncè(2). con la ciotola delle elemosine in mano?" Impietrito al posto d'onore. madre e figlie. Ritorni alla tua patria. Dopo gli scambi di cortesie. e voi mi rispondete cercando di ferirmi. a mutare i vostri piani e rinunciare ai vostri voti. signori. assumendo un atteggiamento contrito. Recàti a limpidezza la natura e lo spirito. ad ascoltare quant'erano ricche e quant'erano belle. sandali di paglia. Disponiamo ai quattro orienti di una settantina di granai con le loro aie per la trebbiatura. per onorare ciascuno e offrirgli il tè. Se acconsentite. fateli entrare. Non parliamo poi della freschezza primaverile celata dietro le nostre cortine di broccato. fratello" replicò Porcellino. vedendola in collera. La vostra visita. ti ubriachi a tuo piacere. "posso permettermi di informarmi sul vostro nome e sul vostro paese?" "Vi trovate nel continente Godâniya. Mi troverete brutta. con qualcosa del ranocchio infradiciato: stralunava gli occhi. per sollecitare l'ospitalità per una notte. Sin da piccole hanno imparato a leggere i classici confuciani. distribuiva i capelli in due chignon bicolori a forma di drago acciambellato." "Reverendo" rispose la donna con un sorriso di buona accoglienza "dove sono gli altri tre? Vi prego. L'acconciatura alla moda di corte. color verde mandarino. Vedendoli tutti insieme. sono persone fini. nutrire e tenere uniti i figli" replicò Tripitaka. che fece dare un passo indietro a Porcellino: "Bestia maledetta! Noi siamo gente che ha abbandonato la sua famiglia: sarebbe insensato che ci facessimo attirare dalla ricchezza o commuovere dalla bellezza. la dama prese a due mani le tazze. Senza cipria né belletto. ma non so ancora che cosa ne pensiate. il terzo giorno della terza luna dell'anno del porco. di seta per dieci. poverini!" esclamò la vedova sorridendo. sanno recitare poemi e comporre distici. una per una.Al centro era collocato un tavolino nero di lacca opaca." "Ehi. Consapevole del Vuoto? Potresti restare qui. "Io sono nata all'ora del gallo. non se ne parli più. Mi sembra una coincidenza davvero fortunata. maestro e discepoli. una quantità innumerevole di maiali e di pecore. Ai lati i capelli erano fissati da due spille d'oro rosso. "Ma perché poi si dovrebbe rinunciare a qualsiasi famiglia?" "Cara signora. vi abbandoniate alla dolce vita. Nessuna è fidanzata. "Via. Nessun disturbo esterno più muove le tue labbra E l'essere si trova in perfetto equilibrio. prato e frutteto. È meglio che nutrirsi Del sangue altrui e marcire nelle spoglie di carne. raddoppiò la sua amabilità e li invitò a entrare nella sala di ricevimento. mandrie di cavalli e di muli. se non veniste da tanto lontano. quando udì rumor di passi dalla porta che dava verso l'interno e vide apparire una signora di una certa età che gli chiese con voce musicale: "Chi siete? Siete entrato non invitato nella casa di una vedova. Non è meglio che penare e faticare tanto per seguire la strada dell'Ovest?" Tripitaka restava inebetito. Alla fine non ne poté più. né se acconsentireste. in famiglia voi godete di lusso. oltre a onorarmi. Una piccola cameriera con le crocchie di capelli ricadenti comparve discreta da dietro un paravento. e non volete ritornare indietro. dal ricamo alla sartoria. voi avete ricevuto i vostri comandamenti. si sentiva venire tali pruriti che non riusciva a star fermo: si contorceva sulla sedia come se avesse le natiche punte da spilli. ha sedici anni. Porcellino la squadrava dalla testa ai piedi a occhi socchiusi. Anche noi. Da due anni la sventura mi ha colpito di nuovo. Chiuse gli occhi per calmare i battiti del cuore e restò in silenzio. in mancanza di fratelli maschi. con aria di intenditore. Rimboccando le larghe maniche di seta dai colori cangianti. reverendo. recando tazze di giada bianca su un vassoio d'oro: Si spande il caldo vapore del tè profumato." A queste parole Tripitaka si finse sordo e muto. "più di trentamila mu di altre terre agricole. Abbiamo scorte di granaglie per otto o nove anni. Ai quattro angoli delle pareti erano appesi quattro pannelli che rappresentavano le stagioni. Amata. Non sono più comodi da indossare broccati e sete. con calzature fiorite dai tacchi alti. Credo proprio. Il destino non ci concesse figli maschi: ho avuto solo tre figlie. dove vi attendono bellezze ornate da due file di spille d'oro. L'inverno. e che vantaggio ci può essere a restare in famiglia?" replicò Tripitaka. "viene dal paese dei grandi Tang dell'Est e ha la missione di recarsi a ovest per sollecitare le scritture dal Buddha. dell'Ovest. signora. mille capi di bufali gialli. per divenire i padroni della nostra umile dimora. rilassatevi un po'. Io vi proponevo sinceramente di entrare nella nostra famiglia e di condividere i nostri beni. cappelli di foglie di bambù. "Abbiamo più di trecento mu di terre irrigue" riprese la vedova. trattenuti da un pettine d'avorio con smalti vermigli e smeraldo. alla vita era serrata una gonna di broccato ricamata in giallo zampa d'oca. Di fronte all'Arca d'Oro. accompagnato da Porcellino e Sabbioso con bagagli e cavallo. sono sempre stato goffo in queste cose. Ma mi accontenterei di acquisire per genero uno dei vostri discepoli." "È vero. viene al momento giusto. li fece sedere e li pregò di attendere il tè. Perché incatenarsi così ostinatamente alla legge del Buddha?" Tripitaka. e sopra un bolero rosa. Non c'è nessun lavoro femminile. Mi vorrei risposare. in nido morbido. C'è una poesia che ne parla: Abiti nuovi in seta indossi a primavera. Dovrebbe essere un'occasione attraente per Otto Divieti. se accettate di entrare come mariti nella nostra umile dimora. e ci vorremmo sposare con mariti che vengano a stabilirsi qui. Siamo quattro persone e stavamo attraversando questa nobile regione al cader della sera. reverendi. un'estensione non minore di foresta. l'ultima. per scoprire dita sottili come le più delicate cipolline primaverili. che siano in tutto degne di voi. facendomi perdere il marito. E. il mio defunto marito aveva tre anni più di me" precisò la vedova." "Poverini. siamo quattro. Questo ingente patrimonio ci è stato lasciato invano: non abbiamo altri parenti. il povero Tripitaka sembrava un epilettico paralizzato dal fulmine. agio e voluttà. C'è un'altra poesia per descrivere anche quelli: Serve una volontà più forte del comune Per abbatter la casa dell'amore e dell'odio. lo scosse ed esclamò: "La signora vi sta parlando. Poi ordinò di preparare un pranzo vegetariano. godrete di ogni lusso." "Fin da ragazzo. muto come un sasso. maestro: vi fa nientemeno che una dichiarazione! Perché non state attento? Alle domande bisogna rispondere!" Tripitaka alzò bruscamente il capo e gettò un grido roco. e io vi racconterò i vantaggi che ci sono a restare in famiglia. Scimmiotto stava appunto sbirciando qua e là. Perciò ci siamo presi la libertà di accostarci alla pia dimora della nostra rispettabile donatrice. si avvicinò a Tripitaka. "Ma sembra che ignoriate i vantaggi della nostra vita di monaci vaganti." A questa risposta la vedova andò in collera: "Questo monaco screanzato mi manca di rispetto! Vi direi tutto quello che penso. ma per fortuna le mie figlie non sono male. Le bande vaporose volavano come ali di fenice." "L'umile monaco che sono" rispose Scimmiotto preso alla sprovvista. "non facciamo scherzi! Sarebbe un argomento da esplorare meglio. Porcellino. "La mia prima si chiama Sincerità e ha vent'anni. che reggeva un antico brucia profumi di bronzo in forma di animale fantastico. la bellezza naturale del suo incarnato conservava il fascino della giovinezza. in cui non siano esperte. Avemmo la sfortuna di perdere i miei suoceri quando eravamo molto giovani. "Nobile donatrice" chiese Tripitaka giungendo le mani. C'erano sei poltrone. Quando viene l'autunno. bevi vino novello. diecine di migliaia di arpenti di terreni fertili. Va bene. Basta che vi rilassiate. Con altri più leggeri contempli i loti in fiore. Il nome della famiglia della vostra umile serva è Mentì(1). s'intimidì e fece appello a Scimmiotto: "Che ne dici. fatto i vostri voti. sembrava sul punto di traboccare per terra. Strani frutti sprigionano misteriosa fragranza. Le otto feste ti recano ciascuna le sue gioie. Cogli di ogni stagione i diletti che porta. Quest'anno compio quarantacinque anni.

farsi bonzo e seguire il maestro nell'Ovest." La donna. ha tutte le voglie del mondo. Sincerità. non è possibile! Non farò mai una cosa simile. ritorna al mestiere di genero! Chiedilo per favore. Porcellino riportò davanti alla casa il cavallo. Con perle. "Sarebbe un po' confuso: avrei abbandonato il secolo per ritornarci subito dopo. Se occorre vento. vi prego. "avete deciso chi di voi quattro sposerà una mia figlia?" "Ne abbiamo discusso" rispose Sabbioso. con i suoi regolamenti monacali. Qualunque decisione appartiene a me solo. è meglio avere un genero come te che non avere nessuno. senza cibo né bevanda. lo slegò e se ne andò di furia. E vedrai le sementi come rendono! Se occorre pioggia. ma invece di farlo brucare. Certo. sarebbe dipeso soltanto da me e da voi: avremmo potuto pensarci domattina. ho rispettato divieti e comandamenti mentre vi aspettavo. Pensate al nostro maestro. Qui vide la vedova e le tre figlie che si divertivano a contemplare i crisantemi. Questi volò in casa. "Dove va. in modo da cavarle almeno qualche cosa da mettere sotto i denti. né mia madre. "Era genero del capofamiglia dei Gao. Adesso che ci ha sbattuto la porta in faccia. signora. non siete proprio stato furbo a risponderle in modo così secco e maleducato." "Balle. Alla vista di Porcellino. come per caso. Mi basteranno i muscoli e il rastrello.nessuno dei due è d'accordo." "Non fare il provocatore! Bisogna pensarci su." "Hai un bel dire" obiettò Porcellino. accanto alla cenere fredda del forno?" "Secondo discepolo" suggerì Sabbioso." "Il posto non era adatto al pascolo." "Bestione." "Non prendermi in giro!" replicò Porcellino." "Riflettere su cosa?" intervenne Scimmiotto. Amore e Amata salutarono i pellegrini in cerca delle scritture. non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. in Tibet. che potrebbero Espugnare città. Vorrei vedere chi non le ha." "Signora e cara mamma. che ardeva d'impazienza. non avremo una goccia d'acqua per il tè e nessuno ci accenderà il fuoco. Dài. ma tu cerchi di mettere in imbarazzo me solo. figuriamoci un po'! Cos'altro vuoi riflettere? Il maestro farà da padre dello sposo. noi e loro. Le labbra semiaperte sono rosse Come ciliege. ma ora. Per ordine della pusa e perché lo avevo catturato. eppure è completamente inutilizzabile." Prese una mano di Porcellino. Scimmiotto faceva finta di niente e Sabbioso volgeva loro addirittura la schiena. ed erano proprio carine. una mano della vedova. lasciando sul posto le lanterne in garza di seta." "Lo terrà alla briglia perché non si perda. dici tu? Non servono né i bovi né l'aratro. a far da genero. poi voi mi avete accettato e mi avete dato i vostri insegnamenti. Spazzerò il pavimento quando occorre E drenerò il fossato. in quella sala: mi facevano stare sulle spine. le tre bellezze scivolarono come ombre all'interno. che mendicare per tutta la strada dell'Ovest?" "Il fatto è che non osano disubbidire all'ordine sovrano del monarca dei Tang" rispose sorridendo Porcellino. può restare Consapevole della Purezza. per caso. Questa sera. che vado a far pascolare quel povero animale. che mi troviate le orecchie troppo grandi e il grugno troppo lungo?" "Personalmente non mi sembra un problema. e ci sarà un bel banchetto di nozze. come la passiamo la notte. balle!" brontolò Porcellino. non dico di no. che farà comodo a tutti noi. ma non andare a stuzzicarlo. nel villaggio del vecchio Gao." Ed entrò in casa chiudendosi la porta alle spalle. ma la madre si accostò alla porta." "Ma non si fa così. ritorna a parlarne con il tuo maestro. gli gridava e lo spingeva a destra e a manca senza lasciarlo in pace. Restò lì zitto." Scimmiotto scoppiò a ridere e gli raccontò il colloquio fra Porcellino e la dama con tutti i particolari. La signora conduceva le tre ragazze. noi possiamo anche passare la notte al freddo. introducete vostro genero. per esempio. La mia difficoltà sarebbe questa: non è. Facciamo tante storie e recitiamo la commedia. Voi restate qui. Chi trova bella la donna di Chu. prima che abbia avuto modo di acquistare il minimo merito. Porcellino. per passare una buona serata? Quanto a risponderle di sì o di no. non è leale!" protestò Sabbioso. signora. È inutile stare a consultare l'almanacco. Ad ogni loro passo Diffondono un profumo d'orchidea." Il bestione si disponeva a farsi trascinare dentro. solo a parlarne. come ali di farfalla. con la bocca imbronciata e le sopracciglia aggrottate. tutto il suo sistema viscerale era impegnato a secernere concupiscenza. il nostro giovane reverendo?" "Signora. può darsi che le mie figlie non ti trovino una bellezza. "È un bel pignolo. Tripitaka non sapeva se dargli credito. dovreste spiegare alle vostre amate figlie che un uomo non si sceglie con questo criterio. Se passa la notte a digiuno. di esservi data la pena di mostrarci questi esseri celesti. "Se acconsenti. finché non lo ebbe spinto. Piccolo o grande. quel vostro maestro. non lo nego. Non sospettava che Scimmiotto avesse sentito tutto. gli deve venire l'acquolina in bocca. Visi primaverili sotto il lieve Velo di cipria. e adesso non vuol fare queste cose. se la prese con il monaco cinese: "Maestro. ma lui domani dovrà camminare tutto il giorno con un uomo in groppa." "Perché dovrei chiedere il suo consenso? Non è mio padre. fine ed elegante. Ogni provvedimento utile in casa. Pupattola in confronto. "La voglia ce l'avete anche voi. Son gli arpenti a migliaia. il nostro secondo fratello è stato sposato?" si meravigliò Sabbioso. "Dunque ditemi" fece la madre. "Ti sei già messo d'accordo alla porta posteriore. portavo il cavallo a pascolare" fece il bestione abbandonando le redini e accostandosi con una riverenza. ti prenderò come genero. giade e spilloni dorati. Ricche le acconciature dei capelli. "Bisogna che ci riflettiamo insieme. Le aggiungerò quanti piani vorrai. io lo realizzerò." "Consapevole del Vuoto" raccomandò Tripitaka. davanti alla porta posteriore della residenza. non ha avuto altra scelta che di abbandonare la moglie. E poi quel povero cavallo non può stare così. Dài bestione. Ma Porcellino sgranava gli occhi. "La pusa mi ha convertito. Non compariva più nessuno. presenta al maestro i tuoi rispetti e adempi i tuoi doveri di genero. e le cinture Fan risaltar le forme delicate. resta a fare compagnia al maestro" disse Scimmiotto. Tu ritorni laico e tutti saremo contenti. "tienilo pure d'occhio. la signora il suo ruolo ce l'ha. l'una accanto all'altra. Fan fremere i cuori Le bellezze smaglianti. a testa bassa e collo torto. il maestro e la dama faranno da genitori alla cerimonia. Maestro e discepoli si videro abbandonati. "Toccherà a Porcellino divenire vostro genero." "Come. con una scossa si trasformò in una libellula rossa e se la filò attraverso il portale per raggiungere Porcellino. il monaco cinese: lui sì che è bello. ho l'impressione che ci abbia ripensato spesso. io passo la spugna e ti assolvo. Un momento dopo ricomparve il bestione e legò il cavallo. Aspetta che ne parli alle mie figlie. riprese la propria forma e si presentò a Tripitaka: "Consapevole delle Proprie Capacità riconduce il cavallo alla briglia. si udì il rumore della porta che si chiudeva. "L'erba non era granché. "L'hai fatto pascolare?" chiese Tripitaka. e poi. la porta si aprì e vennero avanti un paio di lanterne rosse e un incensiere. "Quante cose non sai!" disse Scimmiotto. penso a convocarla. avrei ripudiato una moglie solo per impalmarne un'altra. Il bestione aveva portato il cavallo sul prato. Guardatele: Gli occhi sono truccati con aloni Azzurrini. ma accidenti se sono utilizzabile!" "Utilizzabile come?" "Io D'aspetto sono brutto. l'hai persino chiamata mamma. Dopo nemmeno due mesi che sono con voi." "Va bene." "D'accordo. stavano in piedi. mentre ." Il grande santo uscì dalla sala. io farò da testimone e Sabbioso da mezzana. Se la casa ti sembra troppo bassa. la sposa ti porterà un corredo con i fiocchi. Fiori e gioielli Ne adornano le grazie. volgaruccia? Queste son fate venute dal Cielo. Pieno di imbarazzo. Reti di fiori d'oro i corpi avvolgono Che emanano gli aromi più squisiti. fatele ritirare. "Sabbioso. si ridurrà pelle e ossa. Troppo tardi! Sbrigati ad acconsentire e offrici il brindisi del festeggiamento: almeno ci guadagneremo qualcosa anche noi. con il bel risultato che perdiamo le occasioni. Con i soldi che ha la famiglia. dal momento che siamo senza capo famiglia. non ho trovato un posto adatto. Non hanno fatto altro che punzecchiare me. "che io vado a vedere che specie di pascolo va cercando il nostro amico. se si intasa. tra effluvi profumati e tintinnio di giade. A un tratto si udì un cigolio. constatato che uno dopo l'altro cercavano pretesti per rifiutare. Da allora. Chang'e discesa in terra dalla luna! Tripitaka teneva la testa bassa e le mani giunte. e disse: "Suocera. fammi un bel salamelecco. "non se la sentono di prendersi questa responsabilità. Non commetterò mai la perfidia che mi suggerite. voltò le spalle e scomparve dietro il paravento. A queste parole il bestione capì che sapevano tutto." Le tre ragazze scomparvero dietro il paravento." Il bestione si accostò al cavallo. Se non ci sono ostacoli. che non aveva avuto modo di pascolare. come oserei desiderare queste ricchezze estranee? Io voglio a tutti i costi arrivare al Paradiso dell'Ovest. signora mamma. Lo dice anche il proverbio che il bonzo è un fantasma affamato." "Se tu sei così bravo in casa." "Maestro. "restate qui voi. od attraente La fatalona d'ovest. Che cosa vi sarebbe costato farle qualche moina e restare più nel vago. Ma lavorare so come una bestia. ma poteva andare per le proposte matrimoniali" fece Scimmiotto." "Pensare cosa?" intervenne Scimmiotto. Io invece sono brutto. balbettò: "Grazie. per piacere. Non sarebbe un affare migliore entrare come genero nella mia famiglia. smettila di far commedie! L'ha trattata da mamma. alla sua mogliettina. lo provoco io.

datemele tutte e tre: vi risparmierete polemiche e battibecchi che rovinerebbero la pace familiare. In realtà avevano passato la notte in una foresta di pini e di cedri. il bestione si prosternava e pregava. fissato a un cedro antico alle loro spalle. Non so proprio come uscirne" rispose la futura suocera. poi a sinistra. Ritorniamo a Tripitaka. e sposerai la ragazza che ha cucito la camicia che ti andrà bene. in numero incalcolabile. Porcellino ringraziò tutti prosternandosi fino a toccare il suolo con la fronte. non avete idea di che cosa era avvenuto a quel bestione di Porcellino. Quella casa era piena di soglie in cui inciampare e di stipiti in cui battere la testa. Scimmiotto slegò il cavallo e andò con Tripitaka alla ricerca del discepolo perduto. dopo averci ospitato e aver dato una lezione a Porcellino Otto Divieti. ma è un cuore semplice. "Non dobbiamo indispettire nessuno. la seconda si lagnerà. fa proposte anche alla suocera. se riesco a infilarmele tutte e tre." Confuso e umiliato. "Mi chiedo dove quello scemo avrà ricevuto il suo castigo. Il bestione si sfilò la sua tunica azzurra e infilò la camicia. Io accompagno il signor genero nella sua stanza. venite qui che facciamo l'estrazione a sorte per questo matrimonio. Se poi ti dessi la più piccola. che suppongo siano ripartite durante la notte. su invito di Guanyin E in buona compagnia con Puxian e Wenshu." A sentir parlare di pusa. "Andiamocene. in fin dei conti. stanze per la molitura e simili. Non segue i riti antichi. Scimmiotto si fece avanti ridendo: "Eccolo. ho detto di no! Avvolgi la testa in questo panno e nascondici la faccia: faremo una scelta a caso. per le battaglie fra le lenzuola. seguendo la suocera. mentre Sabbioso esclamava: "Ci siamo imbattuti nei fantasmi. E la suocera? E tua moglie? Mi pare che ti abbiano ben impacchettato." Il bestione si coprì la testa.la padrona di casa ordinava a un giovane domestico: "Pulisci tavola e seggiole. Tripitaka giunse le mani e si inchinò rispettosamente. Ma Otto Divieti invero non si sa distaccare: Occorrerà che trovi il modo di correggersi. perché sapeva benissimo com'erano andate le cose. Si diceva che i pellegrini si addentrarono nella foresta: non tardarono a scoprire il bestione legato a un albero. e messo al palo della tortura. il Novizio e Sabbioso stavano cantando l'inno a tre voci. credo che la maggiore si offenderebbe." "Quale castigo?" s'inquietò Tripitaka. smarrito. non credo che oserà ricominciare. Tripitaka. In forma di avvenenti fanciulle delle selve. non ti pare che sia la voce di Consapevole delle Proprie Capacità?" chiese Tripitaka. Soffriva dolori insopportabili e gemeva continuamente. Te le proverai. "sei un genero molto pratico. "Ma non vedi dove abbiamo dormito?" insisteva Tripitaka. Incespicando e urtando. il fatto è che sono modeste. prima di giungere agli appartamenti privati. "ti ho invitato a entrare perché il tuo condiscepolo ha detto che non si potrebbe trovare un giorno più fausto di questo. Intanto le donne svanivano. Scimmiotto si mise a ridere: "Non avrete mica creduto alle storie di quelle donne! Madre e figlie erano delle pusa venute da chissà dove. chiese: "Signora. Davanti inciampa in una soglia. Alla fine cadde seduto per terra. e poi la forza per portare i bagagli ce l'ha" obiettò Tripitaka. al giorno d'oggi. basterà che tu lo faccia otto volte. E non sa che l'amore è una spada che uccide. "non è che le mie figlie scivolino fra le mani." Diede disposizioni al cuoco per il pranzo di nozze dell'indomani. quale figlia mi darete?" "È una bella domanda. Corre da tutte le parti. viene e gli sembra che ci siano moltissime ragazze a turbinare intorno a lui: ma nessuna si fa prendere. va. Scimmiotto e Sabbioso. che sa economizzare il tempo. andate piano! Non conosco la strada. ma se ti do la seconda. Sono pronta. quando udirono grida provenienti dal folto del bosco: "Maestro. Sedetevi al posto d'onore. che vi lesse un inno in otto versi: Madre del Monte Li qui è venuta stanotte." "Ma che bel genero. ansimando da non poterne più: "Ma queste ragazze mi scivolano fra le mani. Il reverendo. "Certo che è lui" intervenne Sabbioso. Portatemi queste camicie. le ragazze possono entrare. Se ti do la più grande. queste corde mi strangolano! Aiuto! Non lo farò più!" "Consapevole del Vuoto. Il monaco cinese ha abbandonato il mondo. "Questi sono soltanto granai. Videro un biglietto che fremeva al vento. da cantare sull'aria della Luna sopra il fiume dell'Ovest: . ma ovunque afferra il vuoto. non si regge più sulle gambe e barcolla come un ubriaco. Non è pratico. che lo strizzarono spietatamente e gli inflissero un'intollerabile tortura. Ma si copre la testa come un povero stupido. distesero le coperte e si coricarono nella sala di ricevimento. che già riemergevano dal sonno. il bestione propose: "Signora mamma. il nostro bel genero! A quest'ora sta ancora lì a gingillarsi e a farsi bello. Quando aprirono gli occhi. Accontentati di pregare il cielo. Quanto a Porcellino. Amore. io le proverò." "Nemmeno per sogno! Non vorrai accaparrarti da solo tutte e tre le mie figlie!" "Pensateci: chi. Sabbioso lo andò a staccare e lo portò al maestro. mentre l'oriente si andava rischiarando." La futura suocera chiama: "Sincerità. E SCIMMIOTTO SOTTRAE FRUTTI DI GINSENG AL TEMPIO TAOISTA DELLE CINQUE FATTORIE. Si vergognava molto. sposo tutte e tre le ragazze. dietro urta in un muro di mattoni. secondo la volontà del Cielo. Leviamolo dai guai e permettiamogli di seguirci. Come dice il poema: Il folle non comprende i motivi profondi." "Che casa immensa!" esclamava Porcellino. signora. Si ricordino questi versi. Da questa parte urta contro una colonna." "So che quel bestione persevera nella sua stoltezza. e insieme a esprimervi la mia gratitudine. ma ancor prima di averne annodato il laccio cadde a terra: il capo di vestiario era tutto pieno di cordine e funicelle. "Dobbiamo inoltre considerare che la pusa ce lo aveva destinato. Quando ebbe finito. Ma la gran precipitazione non mi ha lasciato il tempo di far venire l'astrologo. incominciamo?" Tutta la sala scintillava di candelieri d'argento. Scordando i desideri e la concupiscenza." "Genero mio" rispose la suocera sollevandogli il velo." Mentre Sabbioso arrotolava le coperte e rifaceva i bagagli. Porcellino serrò i denti e ammutolì. si mise a chiamare Scimmiotto. È proprio il caso di dirlo: Per tener la via retta ti occorre la prudenza. per semplificare la cerimonia?" "Va bene" fece la suocera ridendo. invece di alzarsi per andare a ringraziare i parenti e a portare al maestro la buona novella. Vi garantisco che le soddisferò tutte alla perfezione. la testa gli gira. lascia perdere" tagliò corto Scimmiotto. sempre procedendo a tentoni e urtando da tutte le parti. servi un pasto di magro e occupati dei miei tre parenti. annusa effluvi di muschio e di orchidea. I servitori ubbidirono." "Giusto. e tende le braccia per acchiapparne una. Sabbioso sentì compassione per lui." "Non se ne parla nemmeno. ci hanno fregato!" "Ma davvero?" fece Scimmiotto sorridendo sotto i baffi. destinati allo scopo. "Non ci siamo poi trovati tanto male" replicò Scimmiotto. "Mamma. come se lo circondassero le fate. Quando si fu ben coperto. Perché non sia penosa la strada al negligente. e tu sposerai quella che riuscirai ad afferrare tendendo le braccia. guidatemi per piacere" implorava Porcellino. con le loro travi scolpite e pilastri decorati. non siamo arrivati nemmeno alla cucina. Si capisce che. Amata. che serviranno da devozioni al cielo e alla terra. si indispettirà la più piccola. Ma se. Non di sua iniziativa. grazie al cielo. i nobili edifici e le alte sale erano scomparsi. superava una porta dopo l'altra." "Se loro non mi vogliono. Camminò ancora per un bel pezzo. "Caro genero" disse la vedova. dovrete pure ascoltare il seguito! CAPITOLO 24 UNA COPPIA DI RAGAZZINI IMMORTALI IN CUI L'EMINENTE IMMORTALE FA INTRATTENERE IL SUO VECCHIO AMICO SUL MONTE DELLA LONGEVITÀ. "Fratello. Si slancia a destra. di pregare all'altare degli antenati e di gettare il riso nella camera nuziale. prendetemi voi. Se temete malcontenti. d'accordo? " La dama uscì dalla stanza e rientrò poco dopo tendendo una camicia a Porcellino. senza rispetto all'età! Le mie tre figlie sono molto brave: ciascuna ha cucito una camicia di broccato ornata di perle. si era tutto coperto di lividi. magazzini. ho avuto un'alta scuola. posò i bagagli e si avvicinò per soccorrerlo e slegarlo. i tre pellegrini cenarono." Il bestione sente tintinnare anelli e placchette di giada." "Così è meglio. Le ragazze ti sfileranno davanti. signora! In questo modo non riuscirò mai a prenderne una. dall'altra va a sbattere in un tramezzo di legno. non ha tre mogli e quattro concubine? Io me la caverei bene anche con molte di più: fin da giovane. io vi rivolgerò degli atti di rispetto. e ti cedono l'una all'altra con bello spirito di rinuncia.

Intanto i quattro pellegrini camminavano già sulla montagna. La montagna era magnifica: Alta montagna dai ripidi fianchi Che maestosa domina il paese: Le radici piantate nel Kunlun E la cima svettante nelle nuvole." "Dici bene" approvò Scimmiotto. Perciò entrarono tutti insieme. Ne potete cogliere due. scorsero torri e padiglioni che sbucavano da un boschetto di pini e di bambù. Sul bosco verde chiaro si riflettono Raggi di sole e fanno evaporare Brume in lente volute. ma di solito lo si chiamava con il soprannome di Signore Uguale al Mondo. deve abitare qui un uomo nobile e buono. non ci pensate. Salivano e scendevano i gibboni. niente di simile al bellissimo spettacolo che ci offre questa montagna. Perciò lo considero un amico. il secondo discepolo del venerato Beato Buddha dell'Ovest. in un paesaggio così bello e perfetto può comunque abitare soltanto gente nobile e buona." In effetti il luogo si chiamava Monte della Longevità e vi si trovava un tempio taoista. ben formato in ogni parte. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale secondo il Tao." Scimmiotto gli tese il biglietto. che dopo diecimila anni si può mangiare un frutto. "Cento ottomila li. e sopra la seconda porta videro il seguente distico di capodanno: . in cui viveva un venerato immortale. "A voi due soli potrebbe bastare una diecina di giorni. Tripitaka tirò le redini e posò il frustino." "Ma per quanti anni dovremo ancora camminare?" s'inquietò Porcellino. "Se incominciaste il cammino nella prima giovinezza e continuaste fino all'estrema vecchiaia. Arrivare a mangiarne uno. "Il nostro secondo fratello e condiscepolo ne ha avuta proprio tanta. e vi dedicate ogni pensiero in ogni istante: questo sì." "Naturalmente Tripitaka è un amico. Quel bonzo è la reincarnazione di Cicala d'Oro. "Tempio taoista o monastero buddista" rispose Scimmiotto. Mi servì il tè con le sue mani. Non ci permetteremo certo di sprecarli. Le gru candide andavano e venivano.] Avresti contemplato senza fine Scene ispirate al Tao ed alla virtù. è un tempio taoista" concluse Tripitaka. Quarantasei lo avevano accompagnato nel mondo superiore ad ascoltare il sermone. L'aspetto è un po' strano: il frutto si presenta come un neonato con meno di tre giorni di vita. "a giudicare da com'è bello e fresco questo posto. la sua origine risaliva all'inizio della separazione del caos. È la superba cima uno spettacolo Di picchi aguzzi su cui corron nuvole. ancor prima che si separassero cielo e terra. quando la nuvola primordiale incominciava appena a prender forma. il reverendo riprese il cammino. Potrete cogliere e offrirgli due frutti di ginseng. La specialità del tempio era la produzione di un frutto meraviglioso. discepoli. dove si vedeva Fresco e ombreggiato il pendio sotto i pini. Sullo stagno le lunghe ombre degli alberi. se fosse così. mentre i due più giovani erano rimasti a casa: Vento Puro. per prudenza. Il fiore richiede tremila anni per sbocciare. saggi condiscepoli" rispose Scimmiotto. il maestro raccomandò: "I miei frutti sono contati. Dentro le fenditure cresce il muschio. seguirò il maestro fino al paese dell'Ovest. Il grande immortale aveva addestrato nel tempo moltissimi discepoli." "È un santo monaco al servizio dell'imperatore dei grandi Tang dell'Est. Leggendo i versi. non guadagnare. di che cosa si tratta?" chiese Tripitaka. Sentiero solitario fra i bambù.. può bastare per giungere al Monte degli Avvoltoi. Non avrei potuto riconoscere nemmeno mio padre. [. ogni volta c'era almeno qualche elemento sinistro e minaccioso. Feci la sua conoscenza cinquecento anni fa. Sui ginepri si posano le gru In bianche piume. "Nemmeno io vedo traccia di manifestazioni malefiche. secondo te. produce ciò che si chiama cinabro trasmutato vegetale. Dopo un bel po' che camminavano. "Ancora pochi passi. e l'immortale volò via verso il Cielo con tutta la classe." "Chi è questo amico? Vogliate dircelo perché possiamo riconoscerlo e trattarlo adeguatamente. prima che scenda il buio." "Ma Confucio non diceva che non si consulta gente che segue un'altra via?(3)" obiettarono ridendo quei ragazzi leggeroni. "Quale mostro può farvi paura?" Rassicurato. Fra poco passerà di qui un mio amico: trattatelo gentilmente." "Consapevole del Vuoto. Possiamo percorrerlo passeggiando in tutta tranquillità. I suoi diletti conducono a morte. e Chiaro di Luna. dopo aver esaminato i luoghi." "Ben detto" approvò Tripitaka. di fortuna!" sbottò a ridere Scimmiotto. con le sue quattro membra e cinque sensi. "Maestro" insisté Sabbioso. nel corso di tremila anni si va formando il frutto. mentre i figli del Buddha mi rivolgevano segni di rispetto." "Fratello maggiore" intervenne Sabbioso. escluso dal genere umano. Sì e no. "Non uno.. per testimoniargli il mio affetto dei vecchi tempi. Puoi solo spendere. vale quarantasettemila anni di longevità. "attenti a quella montagna: temo che ospiti diavoli ed esseri malefici pronti a nuocere. Mi sento proprio avvilito.. e lo sapremo di preciso. Può darsi che dipenda dalla prossimità al Monastero del Colpo di Tuono. Gestisci il capitale con prudenza E senza sprechi. Dei quattro continenti dell'universo. "Cari discepoli!" esclamò allegro Tripitaka dall'alto della sua cavalcatura. per farlo bastare! Porcellino raccolse un pizzico di terra a mo' d'incenso. Il suo nome in religione è Tripitaka. Di sicuro è il paese di qualche santo o immortale. e ciò si ripetesse mille volte: non credo che questo basterebbe per arrivare alla meta. ed i gibboni scuri Saltan fra i rami reggendosi a liane. detto delle Cinque Fattorie." Queste parole convinsero i due giovani immortali a prendere sul serio le istruzioni ricevute. dovremmo incominciare a prepararci per incontrare con decoro e raccoglimento il Reverendo di tutti reverendi. divenuti immortali a loro volta. È il bonzo che si sta recando nel Paradiso dell'Ovest per salutare il Buddha e sollecitare le scritture." "A che distanza saremo dal Colpo di Tuono?" chiese Sabbioso. ne aveva ancora con sé quarantotto. Ma se realizzate con determinazione e sincerità la percezione della vostra natura di buddha. Ma il maestro? Lasciamo stare. "Siamo noi la Porta Misteriosa dell'Unità Suprema: perché dovremmo bazzicare bonzi?" "Non capite ancora queste cose." Infatti giunsero presto al portale." "Nemmeno per sogno!" rise Scimmiotto. Alzando gli occhi." "All'apertura del giardino" precisò Vento Puro "ce ne eravamo divisi due. Chi ha l'inaudita fortuna di annusare uno di questi frutti. "Avevi riconosciuto i pusa?" chiese Scimmiotto. Dovessi rompermi le ossa e consumarmi le spalle sotto i carichi. ti prego. "anche se questa non è la regione del Colpo di Tuono. e pregò rivolto allo spazio. un ragazzo di mille trecentovent'anni. Il maestro aveva detto loro: "Non mi posso sottrarre all'invito della nostra eminente e venerata divinità celeste: voi resterete tutti e due a sorvegliare la casa. fra tutti noi. sarebbe bello ritornare da queste parti. "Discepoli" disse. Dolcissima fanciulla sedicenne Ti espone a più pericoli del diavolo.L'amore è come una spada tagliente." "Siamo qui in tre. ma quattro pusa son piovuti dal cielo nel suo letto!" "Non parlarne più. "Quanto a me. videro un'alta montagna che sbarrava il passaggio. Perché non entriamo a vedere? E quando saremo sulla strada del ritorno.. ci guadagna trecento sessant'anni di vita. che matura in non meno di altri tremila anni: diciamo. "Ne abbiamo ancora molta. Vasta dimora di immortali e dèi. oppure frutto del ginseng. Tripitaka notò a sinistra dell'ingresso una stele con dieci grossi caratteri: TERRA BENEDETTA DEL MONTE DELLA LONGEVITÀ CIELO DELLA GROTTA DEL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE "In effetti. "Mi girava la testa da non reggermi in piedi. Non sarò mai più così sconsiderato. Ne restano ventotto. ma è sempre meglio non fidarsi troppo: chissà che gente indisciplinata lo accompagna. vedevo doppio. Prima di partire. e solo in questo tempio. non di più. a una festa Ullambana. Si alza il vento Dai profondi burroni e in movimento Mette soffici nubi [. Le tue risorse sono limitate." I ragazzi promisero. Bisogna che non ne sappiano niente. Porcellino si sentì ancor più umiliato e pieno di vergogna. e poi riusciste a ricuperare la giovinezza. Quel giorno il grande immortale del Primordiale Soggiogato era stato invitato dall'Imperatore di Giada nel palazzo celeste della Purezza Suprema. dicci invece quando possiamo arrivare" insisté Tripitaka. Il Novizio li guidò alla strada maestra. davanti al vostro cavallo" replicò Scimmiotto. di strada da fare.] Vedi fiori sbocciare ed appassire. potrei andare e venire una cinquantina di volte in giornata. che valeva più di un tesoro. un fanciullo che aveva appena compiuto mille duecento anni. solo quello dell'Ovest. che erano tutti completamente veri e avevano conseguito il Tao. avremo percorso la decima parte della distanza. "Consapevole del Vuoto. Smontato da cavallo." "Ora sei ragionevole" approvò Tripitaka. Il suo nome in religione era Maestro del Primordiale Soggiogato. "Da quando sono partito per l'occidente ho attraversato molti paesaggi montuosi.

Si rivolse quindi ai giovani immortali: "Il vostro tempio delle Cinque Fattorie è certo un grande centro di spiritualità nell'Ovest. La conversazione fece venire l'acquolina in bocca a Porcellino: "Quanto mi piacerebbe assaggiarli!" si diceva. anche di questi caratteri. "Non è in casa. che si reca al Paradiso dell'Ovest in cerca delle scritture. Andarcene via appena arrivati sarebbe segno di una deplorevole mancanza di sentimento ecumenico. scemo? Ho cercato il Tao per cinquecento anni. Su un tavolino da incenso in lacca rossa riccamente decorato era posato un brucia profumi a forma di vasetto. Porcellino stava appunto preparando da mangiare. ricamati in cinque colori. Perciò credette necessario intervenire: "Consapevole del Vuoto. E dove si trovano?" "Si trovano in questo posto. e già aveva ascoltato le loro battute sul martelletto e sul vassoio da cinabro." I tre. se te lo portassero. dicendo: "Reverendo maestro. Chiaro di Luna e Vento Puro erano rimasti impressionati: "Che bonzo energico! È un vero santo del Paradiso dell'Ovest. Perciò non poterono far altro che sedersi sul bordo del letto e mangiarsela. i nove luminari giovani colleghi e la divinità del Nuovo Anno. Vogliate accomodarvi all'interno. Al centro erano appesi i due grandi caratteri Cielo e Terra. Bisogna ammettere che quella è frutta strana: non si può conservarla. invece si sono chiusi nella loro camera e ne hanno fatto una scorpacciata. Rientrarono nella sala grande e li offrirono al monaco cinese: "Il nostro tempio delle Cinque Fattorie è sperduto in mezzo a montagne senza risorse. poi si prosternò tre volte." "Fratello" mormorò Vento Puro. cinquecento anni fa. benché il nostro maestro lo abbia messo lì per adularne l'amor proprio. non trovai tante pretese nemmeno alla porta del signore Laozi. Aria vispa. Assaggiatene uno!" "Ma via! Chissà quanto avranno sofferto i genitori che lo hanno concepito e messo al mondo. che li ha scambiati per neonati e non ha osato mangiarli. ma questa cosa è cresciuta su un albero" precisò Vento Puro. che son più brave di me ad acchiappare vento e tritarlo fino fino. se ne andarono a svolgere i compiti assegnati. non abbiamo altro da offrirvi che questi due frutti. Non ci dovrebbe essere molta roba che io non abbia mai visto. "in realtà non ci siamo ancora accertati che questo bonzo sia proprio l'amico del nostro maestro. Se il maestro non li voleva. "Che incredibili sciocchezze! Forse che i bebè spuntano sugli alberi? Portate via questa infamia!" Di fronte al veemente rifiuto. "E anche tu. ai suoi piedi. non sa riconoscere questo tesoro eccezionale della nostra casa di immortalità. i quattro sovrani vecchi conoscenti. In effetti dopo un po' lo vide ritornare e legare il cavallo a un albero di sofora. è vero. e accanto incenso della qualità più fine. Lo sai che in questo tempio c'è un tesoro?" "Che tesoro sarebbe?" "So come si chiama. suppongo. mi han fatto venire una voglia! Vorrei sentire anch'io che sapore hanno. mentre Chiaro di Luna. non è questione di riso. Il loro maestro non è nemmeno qui. i ragazzi portarono il vassoio nella propria camera. la sapete riconoscere la gente che incontrate? Ma lo sapete a chi state raccontando queste stronzate? E chi sarebbe questo famoso immortale dei castelli in aria. e me lo servite come un frutto commestibile. restituendo il saluto." All'udire queste parole. maestro" rispose sorridendo uno dei due ragazzi. adulare l'amor proprio?" "I tre puri sono amici di famiglia. prendendone nota. Il monaco cinese si avvicinò. Sarebbero il cosiddetto cinabro trasmutato vegetale. Casa taoista di età uguale al Cielo. quando la invitiamo. pieni in basso e traforati in alto. e consentire ai vostri discepoli di servirvi il tè. Ora li udì di nuovo che discutevano del monaco cinese. perché prendersela con loro? Vai a far pascolare il cavallo. di cui coprì il fondo con fazzoletti di seta. che ha invitato il vostro don Pisellone per predicargli sa il cacchio che cosa?" Tripitaka si spaventò. e le maniche fan vento. dove Vento Puro si arrampicò sull'albero per battere i frutti con il martelletto." "Vieni dentro. Poi uscirono nel giardino. Voi glielo rapite. questo taoista potrebbe anche avere acquisito qualche virtù. chi avrebbe immaginato il disastro imminente! Il fatto è che la loro camera era accanto alla cucina." Chiaro di Luna cercò di spiegare: "Questo prodotto si chiama frutto di ginseng e non c'è alcuna controindicazione a mangiarne. guardandosi intorno. che esplose: "Voi. Bevuto il tè. In un momento. Sarà meglio che glielo chiediamo. li riceveva nel vassoio." Tripitaka fremette d'orrore e fece precipitosamente due passi indietro. in testa portano due ciuffetti di capelli. ai sovrani dei quattro orienti. Ahimè. i musetti assai carini. avrebbero dovuto offrirli a noi. in effetti. per essere sicuri di non commettere sbagli. fratello?" domandò Porcellino. ne ho solo sentito parlare. noi ne mendicheremo dell'altro nelle case che ci sono più in là lungo la strada." "Lascia stare" intervenne Porcellino. non li ho mai visti. È criminoso!" "Scusate. bestione." "Li hai mai visti i frutti del ginseng?" "No. ecco tutto. "Cosa c'è da ridere. che non aveva riconosciuto i frutti di ginseng e li aveva costretti a portarli via per mangiarseli da soli. Intanto Sabbioso sorveglierà i bagagli. prima che abbia tre giorni. che non abbiamo avuto modo di adempiere l'incarico. sapeva che. alle divinità che governano il cielo. ma vi limitate a bruciare l'incenso ai due caratteri del Cielo e della Terra?" "Non vi possiamo nascondere." Chiaro di Luna corse a preparare una tazza di tè profumato e venne a servirla al reverendo. Vento Puro disse al condiscepolo: "Andiamo a raccogliere la frutta: dobbiamo ubbidire alle istruzioni del nostro maestro. non ci capiresti niente. se i ragazzi si fossero provati a replicare. di ginseng non si sarebbe potuto nemmeno parlare. Fate come vi ho detto e lasciatemi qui a riposare un po'. che forse potreste trovare dissetanti. ripartiremo subito. Dovresti dire a Porcellino di aprire il sacco del grano e di farsi prestare forno e pignatte per cuocere il cibo. poteva uscirne un finimondo al di là di ogni possibilità di controllo. quando vide Porcellino che faceva segni disperati dalla finestra della cucina e gridava: "Vieni da questa parte!" Scimmiotto fece dietro front e si affacciò alla porta della cucina. esclamando: "Che c'è. Dopo mangiato. son speciali e assai eleganti. orientata a sud. No. Introdotti negli arcani: Vento Puro e Chiar di Luna. Si direbbe che le tonache non racchiudano che nuvole. "entriamo! Non si sa mai." "Sono proprio io" rispose Tripitaka. e che facce patibolari! Per fortuna li ha allontanati. Anche il proverbio dice che cane non mangia cane." I due ragazzi si fecero nuovamente avanti: "Permetteteci di chiedere se siete voi Tripitaka dei grandi Tang. Quei ragazzi ne hanno offerto due al maestro. dove l'uno prese un martelletto d'oro e l'altro un vassoio da cinabro. Scimmiotto si piegava in due dalle risate. è partito. "Ho sempre sostenuto che. Il nostro maestro ci aveva incaricato di offrirgli il ginseng per testimoniare la sua vecchia amicizia. I fermagli alle cinture sono teste di dragone. Preparane per il vecchio secondo il suo appetito. per favore. esclamando: "Bontà divina! Eppure quest'anno il raccolto non è stato tanto cattivo da ridurci alla fame e al cannibalismo." "Come sarebbe a dire. Le scarpette lievi legano delle stringhe in vera seta. Ma voi siete arrivato così presto." I due ragazzi chiesero licenza a Tripitaka e ritornarono nella propria camera. non aggredire." Lietamente sorpreso dall'accoglienza. ma non l'ho mai visto" sghignazzò Porcellino. nessuno poteva competere con il vecchio Scimmiotto. ma ci aveva anche messo in guardia contro i suoi servitori: in effetti sono molto rozzi. ma non sapevo come . Tanto vanno svolazzando. e dovrebbero essere il non plus ultra per procurare longevità. Come potete pensare che mi disseti mangiando neonati?" "Questo bonzo" pensò Vento Puro "vive tutto nello spazio in cui combattono labbra e lingua. Figùrati che li sentivo succhiare di gusto. maestro. No. perché l'Imperatore di Giada lo ha invitato al palazzo celeste della Purezza Suprema. I due ragazzi corsero loro incontro curvando la schiena e si inchinarono profondamente a Tripitaka. Il secondo non dovrebbe nemmeno annusare il profumo del nostro incenso." "Mi confondete con le vostre squisite cortesie. con le pareti completamente ricoperte di pannelli scolpiti. Quando ripartiremo. pagheremo qualche sapeca per la legna che avremo consumata." "Mi prendi in giro. non sapeva far nulla senza averne prima discusso con Scimmiotto. Ma come mai non offrite culto ai tre puri. merdoline taoiste. prese con la mano sinistra alcune bacchette d'incenso e le mise nel brucia profumi." Questo fu troppo per Scimmiotto. perché presto indurisce e diventa immangiabile. Vogliate sedervi. I ragazzi ne hanno approfittato per spassarsela. Ma adesso trovo qui queste fighette taoiste. Ma siccome era un balordo. e questo è quanto. solo il primo merita il nostro omaggio. "Ma voi come sapete il mio umile nome?" "Prima di partire il nostro maestro ci aveva raccomandato di venirvi incontro per strada." Sulla porta della seconda corte vennero loro incontro due giovanotti. ad ascoltare un sermone sul frutto del caos primordiale. non son gente qualsiasi. è comunque un ospite di rango inferiore. l'uno staccò due frutti e l'altro li prese in consegna. disceso in terra senza offuscare la sua natura originaria. vi preghiamo di scusarci.Residenza di eterna giovinezza. è immerso nell'oceano del bene e del male: le sue percezioni sono volgari. ho vagabondato ai quattro angoli dell'universo. I ragazzi ne aprirono parecchi e pregarono il monaco cinese di entrare. Scimmiotto si mise a ridere: "Questo taoista si vanta per impressionare la gente. tendeva continuamente il collo per vedere se il condiscepolo fosse di ritorno. "che. Quando buttai per aria tutto il paradiso. Non faceva più attenzione ai fornelli. Tripitaka li seguì nella sala grande. perché gridi? Avrai poco riso. Che aspetto avevano? Lindi e puri fino all'osso. Era una vasta sala a cinque campate. come sbruffone. Scimmiotto si stava dirigendo verso il retro. Se fossero rimasti qui. e le pareti erano molto sottili: si udivano anche i bisbigli. semplici prodotti locali." "Il vostro maestro dov'è?" inquisì Tripitaka.

"Questi non sono i soliti quintali di riso o di tagliatelle di cui ti imbottisci a ogni occasione. a un capo s'ingrossava alle dimensioni di una testa d'aglio. Fratello. si trovò nell'orto: Si trovano i legumi delle quattro stagioni: Spinaci. una zappa di diamante non riuscirebbe nemmeno a graffiarla tanto è dura: tre o quattro volte di più del ferro forgiato. ma quand'ero generale delle Cortine Arrotolate. scuotesse la testa e strillasse al vento che lo agitava. Non sono nemmeno sicuro che sia un furto." Porcellino lo chiamò facendo gran segni: "Consapevole della Purezza. da questa parte!" Sabbioso posò i bagagli e corse in cucina a chiedere: "Che cosa c'è. riuscì a far cadere nel sacco tre frutti. Come vide i frutti. che non si vede tutti i giorni. Devo ammettere che ti avevo accusato a torto. ma esse salivano a mille piedi di altezza. ne fai assaggiare un po' anche a me?" "È fuori discussione. L'erba verde è trapunta di rosse melagrane. quelli là parlavano di un martelletto d'oro che occorre per farli cadere. con il picciolo che spuntava come una piccola coda. Non sarà. Questa è roba che ne crescono trenta in diecimila anni. Il tronco aveva una circonferenza di sette od otto tese. A vederlo dondolare lassù. so!" Quando il grande santo. provi a colpire il suolo. "E pensare che la mia sbarra polverizza le rocce e lascia il segno anche sul ferro forgiato. Vai nel giardino a sgraffignarne qualcuno. mai sazio!" esclamò Scimmiotto. sono frutti di ginseng" disse Sabbioso. Poi incominciò a stralunare gli occhi con aria mortificata e chiese a Scimmiotto e a Sabbioso: "Voialtri che cosa avete lì da mangiare?" "Ginseng" disse Sabbioso. chi ne mangia. ma come avrebbe fatto a scavalcare un muro così alto? Credo di capire: l'avrà raccolto la divinità locale del giardino. Porcellino lo trattenne: "Dì. Senapi ed amaranti crescon qua e là fra i cavoli. con un rumore di tuono. tanto perché possa sentire anch'io il sapore?" "Mai contento. "il guaio è che l'ho mandato giù di furia. con sedani ed epatiche. Scimmiotto non si stancava di contemplare. grande santo? Che cosa posso fare per servirvi?" "Non sai che il vecchio Scimmiotto è il più famoso ladro solitario di tutto l'universo? L'anno in cui rubai le pesche di immortalità. ma occorre poi raccoglierlo su un vassoio foderato di fazzoletti di seta. Appoggiandosi all'albero. Come . e almeno altri tremila perché maturi. Calcinato dal fuoco non servirebbe più a nulla. così ce ne facciamo un'idea.fare.. e il ventre ancora di più. senza che riuscissi a capire se aveva nocciolo o no. rape e tuberi crescono sottoterra. le zucche ed i meloni. che spalancò: al centro dello spazio che si apriva. Se vostra santità non mi crede. "Ha delle specie di gambe. bietole. vallette deliziose. si buttò avanti a bocca spalancata e ne inghiotti uno tutto intero: cadde nel suo ventre con un tonfo. Se si usasse il legno. Fin da quando aveva colto la conversazione fra i due ragazzi. saccheggiai le riserve di vino di Sua Maestà e depredai le pillole di elisir." La divinità locale tornò subito a rimpiattarsi nel suo santuario. che alti pini colorano. Ricominciano a brulicarmi quei vermi nella pancia. ma non sapete le sue origini. "Ma allora tu conosci già questa roba. Scimmiotto cercò in tutti gli angoli qualcosa che assomigliasse a un martelletto d'oro. appesa al graticcio della finestra. può beccarla ogni uccello che passa. si era sentito come se vermi voraci gli brulicassero nello stomaco. ma sul suolo non restò alcun segno. nell'acqua si dissolve. Scimmiotto guardò su e vide un frutto di ginseng pendere da un ramo rivolto a mezzogiorno. E tu. l'albero ne produce solo trenta. "Sarà questo il martelletto d'oro" si disse Scimmiotto. lo prese uscì dalla cella." Scimmiotto tirò fuori la sbarra cerchiata d'oro e la batté in terra con tutte le forze. Mi è scappato giù per la gola. Poi saltò giù e ritornò alla cucina. Perché non me ne vai a prendere un altro. "Hai un'idea di che cosa siano?" "Si capisce. che parla di ginseng? Il nostro maestro ci aveva raccomandato di guardarci da questa gente. come ha fatto a scomparire?" "Forse voi conoscete soltanto l'efficacia di quel prezioso prodotto per acquistare longevità. Minuscole colline. Per frutti così rari. Carote. non possiamo dimenticare Sabbioso: dagli una voce.] Luogo più incantatore non potresti trovare: È certo il più bel parco fiorito d'Occidente. in modo da formare un sacco." Mentre si volgeva bruscamente e stava per andarsene. e non si occupò più di Porcellino. zenzero. gettò il martelletto nella cella vicina attraverso un buco nel graticcio della finestra. c'era una terza porticina. Germogli di bambù. lunga un paio di piedi e grossa un pollice. si dissecca. Per consumarlo. "Guarda qui. Non avrei mai l'audacia di impadronirmi di quella roba. Eccolo qua: Le barriere vermiglie. le buone azioni non si devono lasciare a metà. che origini ha?" "Questo prezioso prodotto richiede tremila anni perché il fiore si schiuda. l'altro capo era forato e vi passava una funicella di lana verde." "Se non l'hai presa tu. il fuoco lo calcina. Bisogna seguir le regole. Ma Porcellino aveva una bocca molto capace. Vedere.. si sarebbe detto che il bebè agitasse disperato braccia e gambe. il martelletto d'oro è caduto per terra. c'era un solo albero gigantesco. perché poi non si accorgano di niente. i due ragazzi non c'erano più. che ci abbiano rubato la nostra frutta preziosa?" "C'è davvero qualcosa che non va. Ma tu come ti sei permesso di portarmela via. attendono il trapianto. semmai. spingendola. "Che sapore ha?" "Consapevole della Purezza" intervenne Scimmiotto. Ha mangiato lui per primo. Questi comparve. altri tremila per formare il frutto. nessuno osò pretendere di dividere con me. Insinuandosi fra i rami e allontanando le foglie. dopo aver mangiato i frutti. Fiori rari e svettanti bambù nel cielo azzurro. piantala!" Si alzò. Quando i due ragazzi ebbero occasione di ritornare nella loro camera. Ti va?" "Niente di più facile." Attraversato l'orto. Intanto il bestione borbottava senza posa. e finì per scoprire una piccola barra di oro rosso. lagenarie e piantaggini. Scimmiotto saltò giù e lo andò a cercare nell'erba. per caso. e non ne è rimasta traccia. Scimmiotto pensava: "A questo taoista piace mangiare ciò che semina. dove Porcellino gli chiese: "Ce l'hai fatta?" "E questi che cosa sono? Il vecchio Scimmiotto non sbaglia mai il colpo. il frutto si disseccherebbe." Tracciò un incantesimo e recitò la sillaba om. La sbarra fece un gran rimbalzo. frugò a lungo inutilmente. per costringere il dio del giardino a presentarsi. fratelli?" "Guarda qua" rispose Scimmiotto. Dove li hai mangiati?" "Non li ho mai mangiati. quarantasettemila anni. ne ho preso apposta uno per ciascuno di noi. le balaustre preziose. grande santo. Basta. Come le melanzane. che sei sempre pieno di risorse. spinse una porta e si trovò in un bel giardino. Qui non è rimasto nemmeno un graffio." "Perché. Per questo motivo lo si bacchia con uno strumento di metallo. Quanto al contatto con il suolo. toccata a ben poca gente. mentre io sono un immortale del mondo dei fantasmi. Poi scoprì un'altra porticina e. L'orchidea delle sabbie dà riflessi azzurrini All'acqua del ruscello. Aspetta qui. Perciò consumare quel frutto allunga tanto la vita. erano ritornati nella sala a conversare con il monaco cinese. Appena sfiorato dal martelletto d'oro. come un sasso nel pozzo. Corse dietro l'edificio. diventerebbe immangiabile e comunque inefficace. e scortavo il carro di fenice dell'Imperatore di Giada alla Festa della Pesche di Immortalità. ho visto. Tuttavia il prodotto teme i cinque elementi. dopo che l'avevo fatta cadere?" "L'umile divinità che sono è accusata a torto. Quel tesoro è un prodotto di immortali terrestri. che serviva appunto per appenderla. per impedirmi di rubarlo. Carfani ed artemisie. La forma delle foglie ricordava il banano. penetrò nella cella. la terra lo assorbe. E questa è una terra vecchia di quarantasettemila anni. il frutto cade. fratellino. Coriandolo e scalogno. agli e cipolle." "E che cosa vuol dire?" "Se lo tocca il metallo. ma non ne trovò traccia. che te ne porto subito. dalla chioma foltissima e aromatica. pretenderesti di avere la prima scelta? La frutta che spunta sugli alberi. "non gli badare. quel bonzo grassone. Poterne mangiare uno solo nella vita è già una fortuna incredibile. Terrazza della luna. si può scioglierlo in una tazza di porcellana riempita di acqua pura. Scimmiotto ci pensò su e trovò una soluzione: si arrampicò di nuovo sull'albero e. sembrava davvero un neonato. il frutto si staccò e cadde. mentre con una mano impugnava il martelletto." Così ciascuno ebbe il suo frutto da mangiare. Chi ha la fortuna di annusarli vive trecento sessant'anni. Vento Puro si mise in allarme e disse a Chiaro di Luna: "Lo hai sentito. In diecimila anni. fratello" rispose Chiaro di Luna. per qualche misero pezzo di frutta che stavo sgraffignando. lo avete appena sperimentato: la terra lo ha subito assorbito." "So. guarda!" diceva Scimmiotto. Dove vuole andare a parare?" "Fratello" fece Porcellino. resosi invisibile. s'inchinò e chiese: "Mi avete chiamato. mi è capitato di vedere degli immortali d'oltremare che portavano questa roba in omaggio. Fratello. Lo snello padiglione quasi scompare immerso Fra i rami traboccanti di un gigantesco salice. per arrampicarsi su un albero a rubare frutta. Ho pensato a te. porri. "Guarda. con l'altra sollevava un lembo della sua lunga tunica di broccato. se lo tocca il legno. ma senza mai assaggiare. "Che cosa strana!" si disse Scimmiotto. invece di masticare bene e di assaporare come state facendo voi. aprendo la piega della sua tunica. non mi sono mai permesso nemmeno di annusarla. che scorre inesauribile Riflettendo le grandi chiome che la proteggono [. vai pure. Scimmiotto si sentì pieno di soddisfazione e si congratulò con sé stesso: "Ecco una bella e buona cosa. lo sentirono lamentarsi di aver inghiottito il ginseng senza sentirne il sapore e di non poterne avere dell'altro." Nessuno vale una scimmia. supponiamo pure che sappia usarle per camminare.

se vorrà perdonarlo. che mi ha fatto fremere appena l'ho vista. Dal momento che l'esito dell'interrogatorio confermava i loro sospetti." "Questo. l'avrei rubata per mangiarla? Ma nemmeno nel più tremendo attacco di bulimia mi verrebbe in mente di fare una cosa simile. "E secondo questo bonzo. Se avete mangiato quei frutti. quei piccoli taoisti ci vorranno vituperare. All'inaugurazione del parco. Lo testimoniano i versi: Giunsero al Monte di Longevità. Che ci si può fare?" "Quattro. tastava con mani nervose la sua sbarra cerchiata d'oro con una voglia incontenibile di adoperarla: "Maledetti discoli. L'elisir vegetale dei taoisti Con questo colpo è perduto per sempre. Andiamo a dire il fatto suo al monaco cinese. e non ci è consentito di godere qualsiasi vantaggio a scapito della nostra coscienza. i due piccoli immortali divennero più arroganti che mai. i frutti di ginseng?" "Te ne abbiamo offerti poco fa. chiudiamo la porta e tiriamo il catenaccio. non sappiamo ancora se sono stati loro. che Tripitaka a un certo punto interruppe dicendo: "Ragazzi miei. è molto imbarazzante" confessò Scimmiotto. trema tutto. Tesero contro l'interdetto Tripitaka il dito accusatore e lo trattarono di crapa pelata. roteava gli occhi furibondi. Se avete qualcosa da dirmi. vi alitò un soffio magico e lo trasformò in un altro sé stesso. di grazia. caro fratello e condiscepolo. non gridate." Nascose la sbarra. Mostra le sue radici a cielo aperto. I tre complici uscirono in fila dalla cucina. spero che potrete trovare un modo civile per farmelo sapere. non vi resta dunque che di ascoltare il seguito. ma la cosa non finisce qui: giuro che quella frutta del diavolo non la mangerà più nessuno. è possibile. varrà il detto giustizia e bontà valgono mille monete d'oro: gli dirò di chiedere scusa. lo abbatté. I due giovani immortali si stavano cavando il gusto di maledire a sazietà i poveri pellegrini. "Amen" si disse Scimmiotto. uno dietro l'altro. si misero a contare i frutti che pendevano dall'albero. e si avviarono verso la sala grande ostentando un volto spensierato." "È stato quello che ride!" gridò Vento Puro." "Proprio così. Quando i tre discepoli giunsero nella sala grande. In ogni caso." "Rifondere il danno!" esclamò Chiaro di Luna. restan ghiacciati D'orrore Vento Puro e Chiar di luna. Ma." "Può darsi che non l'abbiate mangiata voi" concesse Vento Puro. Del resto. Sarà meglio negare. Perciò ritornarono nella sala grande. e non ci sarà altro da fare. che avevamo sbagliato il conto. "Noi parleremmo a vanvera. Rifecero il conto in senso orario e nell'altro senso. "È stato lui!" "Il vecchio Scimmiotto è nato allegro e ride sempre: non vorrai mica che mi metta a piangere perché tu non trovi la frutta." Infatti vi si precipitarono. giusto? Non può essere stata che quella banda di furfanti. non è del pranzo che vi volevo parlare. e presentiamo le nostre scuse. speriamo che ci vorrete . e basta" approvò Porcellino." "Hai ragione" rispose Chiaro di Luna. "Meglio allontanarsi. "Ma io l'avevo chiusa" si spaventò Vento Puro. Che senso ci sarebbe a negarlo a tutti i costi?" L'argomentazione del maestro parve a Scimmiotto molto sensata. Chiaro di Luna si sente la schiena spezzata. rami spezzati. per non allarmare prematuramente questi bonzi. e la prima cosa che vedono è il gigantesco groviglio delle radici rivolte al cielo. Il fatto è che i frutti erano caduti all'urto della sbarra di metallo. hai visto come incassano tutto questi bonzi? Gliene abbiamo dette di tutti i colori. sembravano neonati." "Mi sembra sensato. Ne abbiamo mangiato uno per uno. il grande santo frugò tra le fronde in cerca dei frutti." "Sei sordo?" gridò Vento Puro. a quell'altezza e in mezzo ai rami? Non li vorrei insultare a torto. ma confessare vuol dire ammettere che siamo arrivati a rubare per pura ghiottoneria. e se ne andò dritto filato all'albero di ginseng. ma non riuscivano a vedere più di ventidue frutti. contro loro quattro? È meglio l'astuzia. se no? hanno anche bisticciato ad alta voce sulla divisione del bottino. In questo tempio ci sono dei frutti particolari. Povera pianta! Sconvolta la chioma. "ma che lo abbiano fatto i vostri. e cade a terra." "Discepoli!" gridò Tripitaka. forse è meglio fare un'altra verifica. tanto rapidamente venivano eseguite. A Vento Puro non reggono più le gambe. "In partenza c'erano trenta frutti. Chi di voi ne ha rubati e mangiati?" "Io non voglio storie" farfugliò Porcellino. Il loro riso sarà cotto: aspettiamo che si siedano a tavola. Quando avranno le ciotole in mano. Non si deve accusare la gente a torto. che si chiamano ginseng e assomigliano a neonati. verifichiamo che siano chiuse tutte le altre porte del tempio e li mettiamo al sicuro. di topastro rubalardo. Sabbioso fu preso dal panico: "Dio che disastro! Devono avere scoperto tutto. come negarono il loro misfatto. il maestro ne fece staccare due. Teniamo tutto nascosto. balbettavano parole incoerenti e ripetevano: "E adesso che si fa? Come faremo? Il cinabro distrutto! La discendenza interrotta! Che dirà il maestro?" Chiaro di Luna fu il primo a riprendersi: "Conviene che ci sforziamo di controllarci. quando Vento Puro si sentì sfiorare da un dubbio: "Chiaro di Luna. perché noi ne abbiamo visti solo tre? Uno lo avevi fatto scomparire tu!" gridò quel cretino di Porcellino. "Che cos'è successo qui?" Attraversarono di corsa il giardino. avevano toccato il suolo e ne erano stati immediatamente assorbiti. Si inchinarono al monaco cinese e gli dissero: "Maestro. avremo almeno catturato i criminali: è l'unica cosa che possiamo fare per attenuare la nostra colpa. di tutto quello che gli venne in mente. perché non possano fuggire. Ricomponiamoci. CAPITOLO 25 IL GINSENG SRADICATO IN CUI L'IMMORTALE DEL PRIMORDIALE SOGGIOGATO CATTURA I PELLEGRINI. naso all'aria. sforzandosi di assumere un'aria disinvolta e un viso rasserenato. e trovarono la porta aperta. diciamo loro che non manca nulla. non c'è più. "La contabilità un po' la conosco" rispose Vento Puro. "È solo una storia di roba da mangiare." "Discepolo" intervenne Tripitaka "calma! Noi che abbiamo abbandonato le nostre famiglie non possiamo mentire. Strappata la radice Dell'immortalità. ma vi prego. E se dopo tutto non avessero rubato? Se avessimo contato male noi. che cosa vi salta in mente? Cercate di calmarvi. come barbari? Ma tu i frutti di ginseng li hai rubati! Non penserai mica di farci tacere!" "Che cosa sono. hai ragione. li costringerò a rifondere il danno.mai? Sarà meglio che diamo un'occhiata in giardino. ne hanno rubati!" protestò Vento Puro. Se discutiamo con lui negherà. così ne rimanevano ventotto. portiamo loro qualche piattino di contorno per prolungare il pasto e intanto ci prepariamo." Corsero dritti dal giardino alla sala grande. ma loro non fiatano." E bravo Scimmiotto! Si strappò un pelo dalla nuca. nessuna persona ordinaria avrebbe potuto accorgersi di queste operazioni. Lasciò questo sosia a sorbirsi pazientemente le ramanzine dei due pupattoli. in fin dei conti. dissero al maestro: "Il riso è quasi pronto. Il maestro ci vorrà interrogare. Rovesciato l'albero. non saprei. Credi che noi due potremmo farcela. con un solo botto tanto poderoso da rovesciare una montagna. Porcellino aveva origliato la conversazione dei giovanotti di là dalla parete e gli era venuta una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto. ritornò al punto di partenza e ricuperò il suo pelo. Questo vuol dire che ne mancano quattro. A questo punto attenderemo il ritorno del maestro: deciderà lui della loro sorte. "Venite qui subito! Tutti!" Udendo l'appello. Se fosse vero. perciò mi ha mandato a coglierne tre. foglie cadute. Due li abbiamo colti noi poco fa per il monaco cinese: dovrebbero restarne ventisei. e trovarono aperta anche la porta dell'orto. ma non trovò niente. Ritornano nel parco. facendo un gran baccano. Ciò che è mangiato. "Io non so niente e non ho visto niente. Occorre qualcosa?" "Discepoli. non sarebbero dei banditi!" "Emituofo! Se ne sono scomparsi quattro. Probabilmente non saprete." "E chi sarebbe stato. sarà effetto della sua bontà. Di certo sono stati loro: quello con la faccia pelosa e la voce da duca del tuono deve aver usato la magia per devastare il nostro tesoro. Invece non se ne vedono più di ventidue. no?" "Emituofo! Quella cosa orribile. A entrambi sembra di morire. È un vecchio amico del bonzo. che altro può essere?" "Sì. "Non penserete che sia roba che si possa trovare in vendita!" "Se il danno è irreparabile. sono d'accordo" approvò Vento Puro. smettete di parlare a vanvera. ti facevano impressione. E SCIMMIOTTO METTE SOTTOSOPRA IL TEMPIO DELLE CINQUE FATTORIE. I denti d'acciaio del grande santo stridevano di furore represso. e si decise a dire la verità: "In realtà non è stata colpa mia. gli si odono scrocchiare le ossa. Giacevano entrambi nella polvere. Incasso e non dico niente. finiremo per litigare e verremo alle mani. "Vediamo di ricapitolare. di frutti nemmeno l'ombra. "Te ne intendi di conti?" chiese Chiaro di Luna. Dove Scimmiotto distrusse il cinabro Vegetale. io a destra e tu a sinistra dell'ingresso. Lasciate che li interroghi. una bella litania di insulti piuttosto volgari. va bene! Gli lascio l'ultima parola. Si precipitarono nel posto del ginseng e. Tirò fuori la sua sbarra cerchiata d'oro e. dovete chiedere scusa.

"Ho sentito parlare del Sûrangama sûtra. "si serva il riso." Ma Vento Puro perse le staffe: "Maledette zucche pelate. "Questa scimmia sarà la mia morte!" gemette Tripitaka." "Ma hanno tirato tutti i catenacci" obiettò Sabbioso. Si ebbe un bel bussare. si tiene in mano questo mezzuccio per mettermi in difficoltà. "ci hanno chiuso dentro. chiamare. e quali forme schifose dovrete assumere?" A queste parole la ciotola di riso cadde di mano a Tripitaka e un grande peso gli gravò sul cuore. che mi ha indotto con l'inganno a posarlo sulla testa. non vi riducete in questo stato" replicò Scimmiotto asciugandogli la fronte sudata. è spaventoso!" A questo punto del racconto. e dentro si sentiva russare. fagiolini sottaceto. I due ragazzi procurarono molti piattini di verdure. Sabbioso diede un grande sbadiglio e si addormentò subito. uno a testa. Che qualcuno gli abbia giocato un brutto tiro? Portatemi subito dell'acqua!" Uno dei discepoli portò un bicchier d'acqua e lo porse al maestro. Piuttosto. incassare gli insulti che ti eri andato a cercare e chiuderla lì." "Queste sono porte da ridere. "Datemi il tempo di assicurarmi che i bambini facciano la nanna. quel bonzo orientale(4). del sutra di Guanyin. con un cavallo. Ma oggi. Intanto il grande immortale. come per un colpo di vento. appoggiando il capo su una roccia a mo' di guanciale. Così fece anche Porcellino." "Maestro. si devono essere alzati prestissimo e hanno già aperto la porta e spazzato l'entrata. uno dei suoi discepoli." "Maestro. Rifiutava assolutamente di mangiarli. era uscito con la sua scolaresca di giovani immortali dal paradiso Tusita. mentre Sabbioso disponeva tavola e seggiole. non ci trovarono nulla di pronto. navoni in feccia di vino. Scimmiotto raggiunse a gran passi Tripitaka e gli altri pellegrini. Questi recitò un incantesimo. "Che cosa fate.." Tutti i giovani immortali manifestavano il loro compiacimento. i due ragazzi si ritirarono precipitosamente. Noi abbiamo cercato di ricondurlo alla ragione. il vecchio Scimmiotto sa sempre cavarsela. Che bisogno c'era di abbattergli l'albero? In un caso del genere. ma allora non lo sai? Il cerchio d'oro che porto in capo" spiegò Scimmiotto "è un regalo della pusa Guanyin al nostro caro maestro. del sutra del Loto della Buona Legge. so" rispose Scimmiotto. devo passare la notte in bianco. del sutra del Pavone." "Si capisce. "Per colpa della tua ghiottoneria. "Il bonzo vi ha picchiato?" chiedevano i condiscepoli. per come li conosco.perdonare le parole grossolane e offensive che vi abbiamo rivolto poco fa. Ho già in mente come fare." "Fratellino." "Se le cose stanno così" concluse Tripitaka. e si lanciarono sulla strada maestra dell'Ovest. chiusero i battenti della porta principale e li sbarrarono con un grosso catenaccio di rame a due lucchetti. Senza che ce lo aspettassimo. fra quel fogliame folto a grande altezza. Presi dal panico. per offrirli al monaco cinese. io reciterei un certo sutra ben noto. e si affaccendarono a mescere." "So. invece. e del resto ha già provocato gravi danni in . è un immortale vagabondo dell'Unità suprema. rientrò nel tempio e si accostò alla cella in cui dormivano i due giovani taoisti. si saranno dimenticati di chiudere la porta al momento di coricarsi. terminata la riunione al palazzo dell'Imperatore di Giada. E così ci avete accusato ingiustamente: è una bella porcheria!" Scimmiotto. si versò in bocca un sorso e lo spruzzò sui loro visi. Il sutra di cui parlava il maestro è un incantesimo che stringe il cerchio. "Chi coltiva l'immortalità non commette certe bassezze. non c'è pericolo che tu non te la cavi" replicò Porcellino. "Ma non è il momento di prenderci in giro" brontolò Porcellino. Sono una banda di briganti. si sono presentati quattro bonzi. briganti di là. ci ha rubato altri quattro frutti. Il grande immortale si mise a ridere: "Benedetti ragazzi! Chi diviene immortale dovrebbe impegnare tanto il suo spirito da non pensare più a dormire. "Perché.. Poi recarono una teiera colma e due caraffe di vino. e staranno ancora dormendo della grossa. "Quei ragazzotti sono andati a nanna: lasciamoli dormire. I due volarono dritti in faccia ai dormienti e li punsero. "Avranno approfittato della nostra assenza per rubare qualcosa e scappare" suggerì qualche benevolo condiscepolo. potevi lasciarli sfogare. "Tu diventi un insettino e voli via da una fessura. cavolo rosso sotto senape. i catenacci caddero a terra e i battenti si spalancarono violentemente. Ma quando entrarono nella sala grande. riconobbero il maestro e la folla dei discepoli chini su di loro. che sapeva tutto." "Che cosa intendete dire?" si meravigliò Tripitaka. che non li avrebbero svegliati le trombe del giudizio. si stropicciarono il viso. a meno che sappiano come rendere la vita ai morti. I ragazzi tirarono i catenacci delle porte tutto intorno. Dopo tutto la frutta l'avevi rubata davvero. l'immortale esclamò: "Vedo con stupore che Vento Puro e Chiaro di Luna stanno scoprendo le gioie del lavoro. Noi. ma non cambiò nulla: il loro placido russare continuava imperturbato. né fuoco né incenso. Ma con i suoi occhi di volgare profano e il suo spirito limitato. "Non prendetevela troppo calda!" gridò Scimmiotto. che erano soli in casa. il grande immortale si dominò: "Basta. resteremo qui come fessi a prenderci tutte le colpe: noi dobbiamo pur preoccuparci!" "Non ce lo farà. liberandoli dall'influsso del demone del sonno. che gli farebbe cambiare idea. aveva attraversato il cielo di diaspro su nuvole di buon augurio e non aveva tardato a ritrovarsi al portale del Tempio delle Cinque Fattorie." Al reverendo non restò che scendere da cavallo e sedersi ai piedi di un pino in posizione di meditazione." I discepoli si recarono alla porta della loro cella: in effetti era chiusa a chiave. quante volte ancora dovrete spingere il carro delle reincarnazioni. lo scherzo di scappare da solo e di lasciarci qui" intervenne Tripitaka. di discuterne francamente. Voi non sapevate che questo Scimmiotto ha enormi poteri magici. Li palpò per scegliere i due più grassocci e li gettò con un buffetto attraverso un forellino della finestra. i due ragazzi scoppiarono in lacrime. legati alla cintura. Di solito fanno fatica a stirarsi nel letto quando il sole è già alto tre tese. Potete riposare un po' in questo bosco lungo la strada: quando vi sentirete ristorato. melanzane e zucchini in salsa di soia. si divertì a saltare di ramo in ramo fra gli alberi del bosco. inquieto ma a un tempo molto interessato. Come si fa a uscire?" "Non ti preoccupare. "Che bel lavoretto!" esclamò Porcellino. non ti assolverebbe nemmeno tuo nonno. Ora abbiamo verificato e constatiamo che i conti tornano" precisò Vento Puro. certi insetti del sonno che aveva vinto giocando a indovinala grillo con il re celeste Anima Lunga. Fece dietro front. abbiamo seguito scrupolosamente le vostre istruzioni: ci siamo accertati della loro identità e siamo andati a cogliere due frutti di ginseng... avete sradicato il nostro santuario. sono molto pericolosi!" "Cercate di calmarvi" disse sorridendo il grande immortale. "Sono ben strane le usanze del paese. Con una buona concentrazione. Sabbioso accanto al cavallo e Porcellino dietro con i bagagli. smettete di piangere. "Come squagliarsela da tutte queste porte sbarrate?" "Ti farò vedere un'altra delle mie abilità" replicò Scimmiotto impugnando la sua sbarra. radici di loto marinate. avete anche abbattuto l'albero. è il momento buono per filarcela" dichiarò Scimmiotto. Noi intanto ce ne andremo via di qua. maestro. Scimmiotto aveva altri modi di riposarsi: rimasto solo. giovanotti?" esclamò ridendo Porcellino. Se lo recita mi fa venire il mal di testa. se ci provasse. "In realtà i frutti non sono scomparsi. il loro sonno divenne tanto profondo. dove ha messo radici: adesso è impossibile toglierlo. il sutra Ben Noto non lo avevo mai sentito. da queste parti?" "Proprio così" rispose da fuori Chiaro di Luna. nessuna traccia di presenza umana. ripartiremo. lasciate stare. ma lui non ha voluto saperne. ben altro! Ha abbattuto il nostro albero di ginseng!" Anche di fronte a questa terribile rivelazione. scrollare. diciamo un mesetto di sogni d'oro. perciò li abbiamo mangiati noi. partiremo dopo pranzo. farei saltare le serrature della porta est del Cielo. non ho mai pensato di piantarvi in asso. il vostro amico. Le impresse il movimento che apre le serrature e la puntò verso la porta: con un fracasso di metallo spezzato." Porcellino andò a riempire le tazze." "Non me ne vogliate troppo." Scimmiotto invitò il maestro a uscire e a rimontare a cavallo. pasticcioni? Questi pivelli ci sono venuti a insultare a casaccio." "Maestro. alla porta orientale del Cielo. infine se ne andarono a cena e si misero a letto. perché credeva che fossero neonati. Ma noi che non ci sappiamo trasformare. "Raccontatemi per ordine che cosa è accaduto. che si affrettavano lungo la strada maestra. Trovando la porta spalancata e il suolo spazzato. Aprirono gli occhi. del sutra del Diamante. un certo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Maestro. Avevamo contato male noi. Ma quando i pellegrini ebbero le loro ciotole in mano. "Apriremo quando avrete vuotato i calici fino in fondo. deve aver usato di nascosto il procedimento di uscita dell'anima dal corpo e. "A quest'ora la musica è finita. balzarono su e si prosternarono ripetutamente dicendo: "Maestro. e non vi vergognate di parlare con quel tono? E voi vorreste raggiungere il Paradiso dell'Ovest e vedere in faccia il Buddha? Ma sapete. "Non devi attentare alla loro vita. ghiottoni svergognati! Non vi è bastato rubare i nostri frutti di immortalità. no. se ti citassero in giudizio. Ci si chiude a chiave per pranzare. non ha saputo riconoscere il nostro tesoro di immortalità. "Che assurdità!" li rimproverò l'immortale. senza avere idea di come stavano le cose. che sutra è?" domandò Porcellino. Vi garantisco che ce ne andremo tutti insieme." Intanto calò la notte. si arrovellava dentro di sé senza dir parola: "Perché parlano così? Perché mentono? I loro frutti glieli ho sistemati io una volta per tutte. poco dopo la vostra partenza. "No. gridare: quelli ronfavano come se niente fosse. fra cui il monaco cinese. Infine i giovani immortali forzarono la porta e li levarono dal letto." "Discepolo!" s'inquietò Tripitaka. Ma perché dovrebbero essere tanto stanchi? Non sono mai stati dei grandi lavoratori. Tripitaka se la prendeva con Scimmiotto: "Benedetto zuccone di una scimmia! Ci metti sempre nei guai. Non parliamo poi di Vento Puro e Chiaro di Luna. poi ritornarono davanti alla porta principale e vi restarono fino a sera a proferire vituperi: ladri di qua. "Nessun fabbro saprebbe far meglio. altrimenti aggraverai la tua posizione: ti renderai colpevole di omicidio a scopo di lucro. si alza la luna in ciel. Porcellino ne approfittò subito per assumere un tono di dignità offesa: "Avete visto. Portava con sé.

estrasse dalla manica i pellegrini. dopo tanti colpi. che furono legati ciascuno a una colonna. Poi siete fuggiti. E adesso come faremo?" "Non incominciate a far lagne." I discepoli corsero a prendere lo staffile di cuoio. l'immortale ricorse al trucco detto dell'universo nella manica: dal bordo della nuvola dove si teneva ritto tese controvento la manica della sua cappa. di camoscio o bufalo. Che cosa c'entra lui? Si deve incominciare da me. l'umile taoista che sono vi saluta. "Dobbiamo rimetterci in cammino. Quando si volse a guardare a est. Poi ritornarono dal maestro e camminarono tutta la notte. vide le proprie gambe lustre e scintillanti come specchi. Dunque il nostro prezioso albero è stato abbattuto." Il discepolo levò alto lo staffile per abbatterlo a tutta forza. "Porca miseria. ma non serviva a nulla: quel tessuto. l'albero l'ho abbattuto io. andiamocene!" Sabbioso. Che bravo Scimmiotto! Si rimpicciolì per liberarsi dai legami e sussurrò: "Maestro." Scimmiotto pensò: "Il nostro vecchio bonzo non sopporterà la fustigazione. Tripitaka non era riuscito a percorrere più di cento venti li. frustatela ancora. I suoi capelli Son legati in due crocchie ala-di-corvo. "Chi credi di imbrogliare? Sei stato proprio nel nostro tempio. op là! i quattro pellegrini e il cavallo vi furono aspirati e rinchiusi." ordinò il grande immortale. E il fustigatore gli inflisse altri trenta colpi. vi sbagliate: i frutti li ho rubati io e li ho mangiati io. "A che cosa ti servono?" si stupì Porcellino. "Dentro un sacco!" "Non è un sacco. Lui penserà di averci perduto per disattenzione. questi bonzi?" "Ma certo." "Quanti colpi?" chiese il fustigatore. se la prese con i suoi discepoli: "Queste disgrazie le avete provocate voi. "e a lamentarvi siete voi. si morse la punta della lingua. "Ci ha infilati nella sua manica." Apostrofato in questo modo. Non solo erano somiglianti. Che cosa aspetti a confessare? Dove credi di trovare un alibi? Vieni qui e rendimi il mio albero. questa notte stessa. Quando i pellegrini rimasero soli. Ecco com'era vestito: In testa una corona d'oro puro. che li legarono dove erano stati tenuti prigionieri. ma sapevano rispondere se li si chiamava per nome. ma inquadrato Da barba e favoriti. per mettere la più grande distanza possibile fra loro il Tempio delle Cinque Fattorie. Nel fronteggiar Scimmiotto. la quiete era calata sull'universo. maledetta scimmia!" replicò il grande immortale. Un incarnato Di donna reca in viso. gran stivali E cintura di seta. Quando scese la sera. Voialtri. mentre il grande immortale. Il grande immortale era intento a guardare verso ovest." Mentre parlottavano fra loro." "Questa maledetta scimmia ha stile. fingendosi sorpreso. toccherebbe a me. resisteva al rastrello più dell'acciaio." "Senza vantarmi. Berretto a nove Yang sopra la testa. sellarono il cavallo. Scimmiotto fu invaso dal furore: cavò la sbarra e. Mentre rubavamo i frutti. poi gli altri tre. il nostro maestro stava conversando con i vostri ragazzi nella sala di ricevimento: non sapeva nulla dei nostri intrighi. l'aprì dolcemente e. che fu legato a un pilastro della tettoia all'ingresso della sala grande. e io mi sono seduto per riposare un momento. prima che sia troppo tardi. Il grande immortale ritornò con la sua nuvola al tempio e ordinò ai discepoli di portare le corde. di subire il castigo per lui. Va sventolando attorno larghe maniche E leva canti alla luna crescente. eccolo là." "Da dove venite. "Tanti quanti i frutti dell'albero: trenta. Com'era conciato? Un abito di cenci e di rammendi. Avvolto in una cappa di piumino Di gru. e slegò uno dopo l'altro Tripitaka. come se fossero marionette: per primo il monaco cinese." "Allora non è grave: dò una rastrellata e faccio un buco" propose Porcellino. era passato mezzogiorno. Il grande santo recitò un incantesimo. "Mi servono e basta. per riprendere la somministrazione del supplizio la mattina dopo.Paradiso. Qui ci vuol altro che la tua abilità di scassinatore di catenacci. poi se ne andarono a cena e si ritirarono nelle loro celle per dormire." "Poiché venite dall'est. sareste per caso passato dalla nostra desolata montagna?" inquisì il grande immortale." "Fratello" obiettò Porcellino." "Basta rugare. Rivestirono le loro tuniche. seguiva i movimenti con attenzione per capire dove lo avrebbero colpito: vide che si mirava alle gambe. saliva su una nuvola di buon augurio e partiva all'inseguimento del monaco cinese. Il suo testardo discepolo si è scatenato sotto la sua responsabilità. Gli inseguitori tornarono indietro. no. che aveva la coda di paglia: "No. preoccupato dalla potenza dei mezzi di cui disponevano questi taoisti. I bagagli furono gettati a terra sotto il portico. intorno regnava da un pezzo il silenzio." I discepoli ubbidirono. allarmato. Il grande immortale scese allora dalla sua nuvola e con una scossa si trasformò in un viandante taoista della setta della Verità completamente sublimata. il grande immortale ordinò di rimettere a mollo lo staffile nell'acqua. così morbido a toccarlo. Scimmiotto lo inseguì con una nuvola. Calza ai piedi dei sandali a tre orecchie. e hai rovesciato l'albero di ginseng. "Maestro. Una volta in aria. "Basterà che ci lasciamo cadere da lì." "Questa maledetta scimmia è furba e incallita nel male. "questi bonzi sono gente che ha abbandonato la sua famiglia: non si possono usare armi bianche su di loro. Incomincia da lui. maestro. perché non aveva badato che la manica era scucita. dove siamo finiti?" esclamò Porcellino. voialtri" tagliò corto Scimmiotto." A queste parole intervenne precipitosamente Scimmiotto." Vento Puro e il compagno ritornarono a casa. A che serve? I colpi li hanno dati solo a me" ricordò Scimmiotto. Sapreste riconoscerli. la calò sulla testa del grande immortale. scemo" disse Scimmiotto. Si diresse verso l'albero e gridò al monaco cinese: "Reverendo." Tripitaka rese premurosamente il saluto: "Vi prego di perdonare la mia involontaria scortesia: non vi avevo visto. abbassando gli occhi. ma non trovava traccia dei pellegrini. l'immortale riprese il proprio aspetto. in compagnia di Vento Puro e Chiaro di Luna. gli altri due presero l'aspetto di Sabbioso e di Porcellino. Sotto gli sguardi attenti dei giovani immortali. Se muore. che ci vendicherà dei frutti del ginseng. Scimmiotto. tendendo il dito accusatore e mettendosi a ridere. non sarò forse io a portarne la responsabilità?" Perciò aprì bocca: "Maestro. "non ricominciare a fare il cacciapalle: queste corde di canapa bagnate. Agita in mano la coda di yak E tamburella sul pesce di legno. Scimmiotto pestava senza tanti riguardi con la sua sbarra. quando Scimmiotto parlò di nuovo: "Fate un altro sbaglio. senza perdere tempo a commentare. "Ritornate a casa e preparate delle corde. Somministrati i trenta colpi a intervalli stabiliti. e vacillava minacciando di . si rese conto di averli superati: pur camminando di buon passo fino alla sosta per il riposo. tutti quanti" assicurò Vento Puro. ma sono tutto indolenzito per via delle corde che mi legano. Tuttavia all'alba il reverendo si assopiva sul suo cavallo. ma almeno mostra qualche traccia di pietà filiale. I discepoli ubbidirono. suo discepolo anziano. siamo passati da un'altra strada." "Non mi hanno ancora picchiato. Frustatemi un'altra volta. Sbrigati." Il bestione non era furbo. "siamo tutti nella stessa situazione. mi fanno già abbastanza male. ma le conseguenze le pago io. Portate qui lo staffile a strisce di cuoio e dategli una bella correzione. Tripitaka. le trasformò in pezzi di ferro di forgia. "Qual'è la vostra preziosa montagna?" "La mia umile dimora è il Tempio delle Cinque Fattorie sul Monte della Longevità. a modo suo" esclamò ridendo il grande immortale. In un istante aveva già superato mille li. bianco splendente. sputò su ciascuno di loro una goccia di sangue e ordinò loro di trasformarsi: uno dei tronchi prese il suo aspetto. ai piedi di quell'albero sul bordo della strada: è lui!" annunciarono i ragazzi." In effetti il bestione si mise al lavoro. raccolsero i loro bagagli sotto il portico e guadagnarono l'uscita. Scimmiotto ne tolse i rami e fece portare i tronchi nella corte dai suoi condiscepoli. incominciamo da lui. uno dopo l'altro. "Discepoli" disse l'immortale. Se è questo che vuole. fratello maggiore. Provvedo io a catturarli. ma quella coda di yak con il manico di giada parava ogni colpo. un altro diventò un convincente Tripitaka. E anche se fosse colpevole di non averci educato con sufficiente fermezza. ma non sentiva nulla. che finora nessuno ha toccato. Un giovane immortale dei più robusti impugnò baldanzoso lo staffile e chiese: "Da chi incominciamo?" "Tripitaka è il più anziano di questa banda disonorata. con gli occhi pieni di lacrime. reverendo? Perché vi siete seduto sul bordo della strada?" "Il vostro umile servitore è stato inviato dai grandi Tang delle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. "Va bene. non sono certo queste corde di canapa bagnata a tripla torsione che mi fanno paura. Porcellino e Sabbioso. alla moda di Lü. Con una scossettina. ed era stata ben imbevuta d'acqua. ma era robusto. "Tagliami quattro salici giovani ai piedi della rupe e portali qui" ordinò Scimmiotto a Porcellino. Con pochi colpi ben assestati abbatté quattro salici e li riportò sotto braccio. diceva: "Ehi. "Allora venite con me. Questa appunto è la strada che seguiamo. ma di pelle di drago: quella che si chiama sette stelle. che si stanno asciugando e stringendo. non è armato D'altro che della sua coda di yak. Del resto. Dopo avere resistito in questo modo a due o tre assalti. anche un ormeggio di fibre di palma del diametro di una colonna mi farebbe sì e no il solletico." "Maestro" ricordò Sabbioso. che non era di vacca o montone. "Vedo" rispose il grande immortale. A questo punto il grande immortale ordinò: "Ora puniremo Tripitaka per il lassismo del suo insegnamento. Scimmiotto. che la schivò balzando da lato e subito si alzò in cielo su un alone di buon augurio. Pieno di cinghie." "Ti ho colto." Il fustigatore si apprestava di nuovo a colpire. aiuta anche noi!" "Piano! Parlate piano!" sibilò Scimmiotto. il cavallo lo legarono nella corte e gli portarono il fieno. preparate il necessario per il supplizio che gli infliggeremo quando saremo di ritorno.

Porcellino e Sabbioso agli alberi che stavano a destra e a sinistra dell'ingresso della sala grande. Porcellino. Lo friggeremo per vendicare il nostro albero di ginseng. Si diede una spinta per accostarsi al leone. Quelli che curavano il fuoco incominciarono a gridare: "Perde. ci ha fregato!" esclamò Porcellino. ma in quel momento mi scappavano sia il bisogno piccolo. È una pignatta su misura per il tuo appetito. e confesso che mi dà molto fastidio. metteremo a friggere Tripitaka. Nulla potrai ottener se non perseveri. e non fate obiezioni se uso un po' di sana violenza. che si trovava lontano sul bordo della strada maestra." A queste parole. ma questa volta hai passato il limite della ragione e hai tradito la tua coscienza. Certo che potrebbero risparmiare un bel po' di stoffa con le solite tuniche a campana. movimenti impercettibili Che le parano in qualunque direzione. La collera è cattiva consigliera." L'immortale ordinò: "Avvolgeteli nelle tele. "Maestro" protestò Porcellino.cadere. dopo la doppia correzione di ieri. Un uomo superiore mai non cerca La lite. stringere fra le dita il mercurio." Il fustigatore alzò il suo strumento e gridò: "È il tuo turno!" "E allora dacci dentro" rispose il salice. "la testa è meno importante di quel che sembra. ma dei tronchi di salice. Si slanciarono tutti insieme in aria. Se ne vada dove gli pare." Il calderone venne posato ai piedi della scala. quando fosse nell'olio bollente. ma inutilmente. "Come ti sei permesso di rompere il mio calderone?" "Non sei il primo a cui mi càpita di guastare i fornelli" replicò Scimmiotto ridendo. Vide i giovani immortali che annunciavano: "Maestro. Ne avremo di riso. mentre il vero Consapevole del Vuoto se ne volò su una nuvola e vi sedette a contemplare i taoisti. Sarà meglio metter fine all'esperimento. cadrà morto stecchito. Ma perché prenderti gioco di noi con questo infame trucco dei pezzi di legno? Questa non gliela perdono: dobbiamo riprenderli. e va bene. né come le cose andarono a finire. perde. Con Sabbioso accadde la stessa cosa. A gran botte. È piccoletta di statura. il grande immortale diede in una risata agghiacciante e si fece avanti per impadronirsi di Scimmiotto. ed ama il santo la virtù. Se prima possiamo mangiare abbastanza. "Guarda come sono gentili: ci vogliono confezionare vestiti con le maniche a sbuffo. maestro. afferrare l'ombra o ingabbiare il vento. dall'altra un leone di pietra. Perciò si guardò intorno. Fu una lotta violenta. che spruzzò olio bollente sulle facce dei giovanotti e le riempì di vesciche. "Che cosa ho fatto di male? Il tuo amabile invito a prendermi un bagnetto di olio bollente lo gradivo molto. "Mi vorranno interrogare" pensò Scimmiotto. come testimoniano i versi: Consapevole del Vuoto non capiva Il segreto del Signore Uguale al Mondo: Come egli resistesse a tre armi magiche." La caldaia incominciò a bollire. ma quando l'immortale spiegò di nuovo la sua manica. Il grande immortale del Primordiale Soggiogato afferrò la mano di Scimmiotto e gli disse: "Conosco le tue capacità e la tua reputazione. ordinando di portare lo staffile: "E oggi incominciamo da Tripitaka. va male!" "Che succede?" si allarmò Tripitaka. come si deve quando si va a farsi friggere: lascia il mio maestro e prendi me. e Scimmiotto. fu gettato per terra davanti all'immortale. I giovani taoisti si presero una bella paura. Sarà meglio che gli dia una mano. tanto varrebbe pretendere di trattenere la sabbia. Basta così. vide i bonzi che avanzavano sulla strada. Poi veniva Scimmiotto. ma i discepoli non rimasero ad aspettare che dicesse la sua opinione: Sabbioso tirò fuori la sua preziosa mazza. a quanto pare non stiamo battendo i bonzi. Mi dispiaceva sporcare un olio così fine." Detto fatto." Quattro ragazzi ci provarono. Se non sapete quali proposte ricevette. Maneggiate con potenza e con ferocia." E i discepoli ubbidirono." Scimmiotto ascoltò con piacere. ma perché mi spacchi la caldaia? Adesso lo metto io nelle peste. per lasciare un po' di sfogo. e quando sarà a bollore ci getterete il Novizio Scimmiotto. l'olio bolle. mollarono lo staffile e corsero ad annunciare: "Maestro. pensavo che oggi non mi avrebbero battuto. Se vinci la violenza con violenza. queste non sono condizioni straordinarie. e poi ripartiremo. Scimmiotto. osservando in direzione dell'Occidente. il taoista gli potesse giocare qualche brutto scherzo. salvo la testa. Opponendovi la sua coda di yak. ma quanto è pesante!" commentavano gli immortali. Tuttavia il grande santo si sentiva inquieto: temeva che. sentiva tutto e si diceva: "Il maestro non sarà all'altezza della situazione: come toccherà l'olio bollente. Scimmiotto se ne accorse e lo apostrofò: "Non siete proprio all'altezza. maledetto!" tuonò il grande immortale. si lanciò sulle nuvole e. non poterono farci nulla e vi furono aspirati a precipizio. per aria. alla seconda passata avremo bonzo fritto da mettere in tavola. Questa volta Tripitaka fu legato a una piccola sofora. CAPITOLO 26 AFFANNOSA RICERCA DI UN RIMEDIO IN CUI SCIMMIOTTO PERCORRE LE TRE ISOLE ALLA VANA RICERCA DI UN RIMEDIO. ai piedi della scala. altrimenti non ne usciremo mai. Ma allora il vero Scimmiotto. Ma ora portate qui un'altra caldaia: per vendicare l'albero di ginseng. il cavallo e i bagagli. e non accorgersene neppure. l'immortale fece portare della lacca con cui i pellegrini furono interamente spalmati. non mi sfuggirai. Scimmiotto continuava a scherzare: "Guardate che bel sudario ci regalano da vivi. Così passa buona parte del mattino: Quando mai riprenderan la loro strada? I tre condiscepoli attaccavano congiuntamente con energia. Poi vennero portate dieci pezze di grossa tela fabbricata in casa. con cavallo e bagagli. "Quando ho trasformato quei salici. "Com'è privo di riguardi! Scappa se vuoi. legato come un salame. "Porcellino!" disse ridendo Scimmiotto. "Ora riempite la caldaia d'olio. Anche se balzassi fino al Paradiso . "Maestro" disse Scimmiotto a Tripitaka "adesso per piacere mi lasciate riporre la parola bontà in attesa di tempi migliori. L'immortale ritornò al suo tempio. Un bel bagno caldo è quello che mi ci vuole per mettermi in forma. perde!" Il fondo della marmitta si era spezzato. legato come un salame. entrò nella corte e di nuovo li estrasse dalla manica. ebbe un fremito ed esclamò: "Ahi. Qualunque capriola tu faccia. "Guarda che roba. Non prendo un bagno da un bel po'. Per chi ha lasciato casa sua. e pensava: "È meglio di quanto temevo. Questa scimmia è inafferrabile. poteva anche finire lì. Finalmente in venti riuscirono a portarlo ansimanti fino al calderone e ce lo buttarono dentro: fece un grande schizzo. Il vostro vecchio Scimmiotto potrebbe saltare il sonno per mille notti di seguito." Mentre maestro e discepoli fanno una sosta. Schiacciate un pisolino al riparo dal vento." E recitò una formula che spezzava l'incantesimo." Tripitaka si mise a tremare come una foglia. ma senza risultato. ascoltate il seguito." A queste parole." Che bravo Scimmiotto! Scese giù e si presentò a mani giunte: "Non friggete il mio maestro! Ci vado io nella pentola dell'olio. che se incontrassimo qualcuno vi rendereste ridicolo. ho giusto la pelle arida che incomincia a irritarsi. Il leone prese l'aspetto di Scimmiotto." E quello rispondeva: "Sollevate Scimmiotto e gettatecelo dentro." A questo punto venne portato un gigantesco calderone. il grande immortale fece una risata cattiva: "Scimmiotto è pur sempre il Bel Re Scimmia! All'epoca dei gravi disordini che provocò in Cielo. Anche la tua violenza sarà vinta. Porcellino il rastrello e Scimmiotto la sbarra cerchiata d'oro. Dice un poema: Àrmati nella vita di pazienza. bello tranquillo e pulito. ma ancora non si riusciva a sollevarlo. Il fatto è che ci avevano buttato di peso il leone di pietra. Ne vennero otto di rinforzo. aveva vicino a sé. con il maestro. "Questa maledetta scimmia ama tanto la terra che non si riesce a staccarla dal suolo. ritorniamo al tempio: al sorgere del giorno il grande immortale fece colazione e salì alla sala di ricevimento." I giovani immortali si misero all'opera per rompere la tela laccata e tirarlo fuori. e alla terza bonzo carbonizzato. si diceva che non riuscivano a fermarlo nemmeno le reti celesti: ora non stento a crederlo. a pranzo!" "Tanto meglio. Perciò ho fatto i miei bisogni da un'altra parte e ora sono qui. "Ignobile scimmia!" gridò il grande immortale sconvolto dalla collera. non ci resterà poi la cera di fantasmi affamati. Potevi limitarti a scappare." "Te la farò vedere io. non credo che poi avresti più potuto usarlo per il fritto misto. E GUANYIN RIPORTA ALLA VITA CON LA RUGIADA L'ALBERO DI GINSENG. Ma in basso ci vuole un buco. si morse la punta della lingua e lo trasformò. Scendete giù. come la prima volta." Quando furono ben impacchettati. sopra una catasta di fascine che fecero un fuoco d'inferno. Ma ecco che ricominciano a frustare l'emanazione del mio corpo. poi altri quattro. Il grande immortale abbassò la sua nuvola su di loro e gridò: "Dove vai Scimmiotto? Rendimi l'albero di ginseng!" "Rieccolo. e tutto l'olio si sparse intorno. circondarono l'immortale e incominciarono a legnare senza troppi riguardi. sia quello grande. da una parte una meridiana.

"In quale posto le avete incontrate? Bisogna che ci diate informazioni esaurienti. molto contrariate." "Ho capito. Dopo tre giorni reciterà l'incantesimo della costrizione del cerchio. ma per aiutarti gli faremo visita e riferiremo i tuoi problemi al monaco cinese.] . Precisamente. cadute le foglie. fuggimmo di nuovo. "Chiediamogli dove conta di andare. dunque!" si spazientì il grande immortale." Il bravo re scimmia. Su alti trofei di nuvole si avanzano [. che storie hai raccontato all'immortale per indurlo a liberarci?" "Io non racconto mai storie. Rari profumi spiravan nel vento: Fra brandelli di brume colorate.. e giunse alla Grotta delle Nuvole Bianche. I due ragazzi non girarono l'offerta a noi discepoli. Noi siamo l'ultimo dei suoi pensieri. non conosce il valore delle cose! Sono frutti che dànno trecento sessant'anni di vita ad annusarli. Ma la legge del mio maestro è severa. se lo fosse. sradicata?" esclamarono spaventati i tre vegliardi. Non è roba che faccia tornare in vita le piante morte." "Quando pensi di ritornare?" "Mi basteranno tre giorni. signori." A una risposta così recisa. i nove luminari Si rifletton su tartarughe d'oro." Il grande immortale. non ci muoveremo di là. la contrada degli immortali. nella pianta organica dell'Unità suprema non esisti nemmeno. che sarò puntuale. Chiederò alla loro esperienza i metodi per ridare vita a ciò che è morto. usare l'acqua per rafforzare il fuoco. dopo una giornata di frustate. Attraversava lo spazio con la velocità del lampo o di una meteora. "Sta tranquillo che non lo lascerò morir di fame. dovrete fare i conti con me. Tu che non sei ancora entrato a far parte del vero corpo degli immortali. pensando che la buona medicina vien dal mare. Sono venuto da queste parti. come avrebbero dovuto. Le tre stelle salirono su di un'augusta luce e si diressero al Tempio delle Cinque Fattorie." Vedendolo. non vi sbarazzereste facilmente di me." "Benedetta scimmia. sempre che siate d'accordo. Le gare di magia qui non servono. Come puoi prendere alla leggera dei frutti così nutrienti? È una radice di efficacia senza pari al mondo. Un posto bellissimo. "L'altro giorno. dico sempre la verità. "Grande santo" aggiunse gentilmente la stella della Fortuna. È vero che una posizione in Cielo ce l'hai anche tu. basterebbe a riportarlo in vita un gran di miglio del nostro elisir. non può esistere. "Il maestro del Primordiale Soggiogato è il decano degli immortali terrestri. Vi sareste risparmiato tutti questi scontri. La ricetta che ti servirebbe sarebbe contraddittoria. le stelle respinsero la scacchiera e risposero al suo saluto: "Qual buon vento vi mena. Avemmo una discussione con qualche battuta antipatica da parte sua. Conta pure di disporre di tutti i giorni che servono: lui aspetterà che tu ritorni con il rimedio adatto." "Va bene. mantenere la concentrazione dello spirito. ma fummo riacciuffati come la volta precedente. ma ci conosce. Non ci vediamo da molto tempo. Alte torri di diaspro la cui ombra Rinfresca il cielo. ubbidisco. e io ho promesso di riportare in vita il suo albero. fu un vero spettacolo vedere l'immortale. la sua indulgenza è a tempo definito: mi ha dato tre giorni. Scimmiotto attraversò il paesaggio senza potersi saziare dello spettacolo. poi. Porcellino e Sabbioso. potrei cercare altrove." "I guai sono avvenuti mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie. uccello. con una capriola nelle nuvole. constatando che non c'era verso di tenermi fermo. ma non dimentichiamo che sei fuori ruolo. Il rango del grande immortale è superiore al nostro. in fondo siete un bell'avaro. che offrirono al nostro maestro frutti di ginseng. attraverserei come niente le trentasei sfere celesti. Dopo tutte queste peripezie. La notte successiva. mi legherò a te con gli otto saluti e diventerò tuo fratello giurato. "Non avrai per caso rubato i suoi frutti di ginseng per mangiarteli?" "E se fosse?" replicò Scimmiotto ridendo." "Che genere di noie?" volle sapere la stella della Fortuna. tanto per incominciare vi sfonderò tutte le pignatte di casa." "Si capisce. quando arrivammo al tempio. quando ritornerò. Altrimenti." "Non avrà il coraggio di abbandonarci" assicurò Tripitaka. Non gli deve mancare niente: tre tè e sei pasti al giorno.. con la scusa di andarsi a procurare chissà quali rimedi. le sopracciglia di Scimmiotto si aggrottarono e la sua fronte si increspò di mille rughe. ma preferirono mangiarsi tutto loro. Tre giorni e non di più. saresti capace di intrufolarti di nuovo in Paradiso.dell'Ovest ti seguirei. rami spezzati e radici per aria. Che ne dite?" "Se hai questo potere. il grande immortale non era in casa. fratelli maggiori. "non prendertela tanto. ma può darsi che se ne trovino altrove. La gente nella corte sentì gridare le gru nel vasto cielo: era l'annuncio che i tre vecchi del buon augurio si avvicinavano. grande santo?" "Vi sono venuto a trovare per distrarmi in vostra compagnia. semplicemente per la dieta che fa. Noialtri invece ci dobbiamo impegnare in continue fatiche: nutrire l'essenza seminale. "e che vi siete dedicato a proteggere il monaco cinese che va a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Potrei percorrere cieli e mari da un capo all'altro. senza il minimo rispetto." "Come sarebbe a dire. Le bellezze fatate qui si recano Per recare in offerta ai tre immortali Pesche d'eternità. e presto raggiunse le isole Penglai. Conto di recarmi nell'oceano orientale e di fare il giro delle tre isole e dei dieci scogli per visitare i più antichi santi e immortali. e di sicuro troverò qualcosa che si adatti a quest'albero. Come al solito fa il grand'uomo per abbagliare la gente. al quale la vita non si può rendere. avrai i tre giorni che chiedi. un albero morto. "Benedetta scimmia. sul Monte della Longevità. ma lungo la strada per l'Ovest ho avuto qualche noia. Isole dove convergono i flutti. "Quello lì usa il trucco del diavolo pentito. non è una cattiva idea" risero le tre divinità. Le cose stanno come dite. Si chiamano cinabro trasmutato vegetale. come testimoniano i versi: Sacro e vasto paese d'immortali. perché ci imprigionò tutti nella sua manica. Si vedevano Dardi di luce attraversar lo spazio. quarantasettemila anni a mangiarne uno. Salgon spire di brume colorate Nel cielo azzurro." "Che diavolerie vuoi che faccia?" intervenne Porcellino. Quindi dovrete passare i giorni per monti e per valli: come fate a trovare tempo per distrarvi?" "Vi dirò tutto." E gli gridò: "Consapevole del Vuoto. mescolare la tigre e il drago. Si provarono a rinchiuderci e noi fuggimmo. ma si concluse presto." "Ma ci abita il grande immortale del Primordiale Soggiogato!" esclamarono i tre vecchi. Ma usai i miei mezzi per fuggire e per rompere la pignatta." "Caro maestro. "Maestro" disse Sabbioso. vi prego di insegnarmele subito. l'immortale ha incominciato a prendermi sul serio e abbiamo combinato un affare: lui ha liberato i miei." "Non chiedo tanto. come puoi pretendere di prevalere su di lui? Se tu avessi ammazzato qualunque bestia. non sa proprio stare al suo posto!" esclamarono le tre divinità. saluterei il Buddha e continuerei a chiederti di rendermi l'albero di ginseng. Lasciate liberi i miei. davanti alla quale vide fra i pini tre vegliardi che giocavano a go. Sino ad allora." "Ho sentito dire che avete lasciato il taoismo per il buddismo" commentò la stella della Longevità. e vi garantisco che il vecchio Scimmiotto troverà il modo di rendere la vita al vostro albero. e al primo colpetto che diedi l'albero andò lungo disteso: scomparsi i frutti. esercitare il respiro. Il maestro e i condiscepoli vennero impacchettati e laccati come anitre da cucinare." "Be'." "Dove conti di trovare i mezzi per mantenere le tue promesse?" "Un vecchio detto dice che la buona medicina vien dal mare. come noi siamo i patriarchi di quelli celesti. Mi saltò la mosca al naso. Quando saranno trascorsi. Anch'io parto subito. insetto o rettile. Se conoscete ricette per riportare in vita gli alberi. Ma i frutti di ginseng nascono dalla radice del legno di immortalità. Quando la sua biancheria è sporca. Non voglio ritrovarlo pallido né smagrito. Aveva lasciato due ragazzetti. ci inseguì. Il nostro livello nel Tao è molto inferiore a quello del grande immortale: non è escluso che possieda una longevità uguale al Cielo." Si strinse alla vita il grembiule di pelle di tigre e prese congedo dal grande immortale dicendo: "State tranquillo." "Non crederai che ti possa perdonare!" "Se liberate il mio maestro. Scimmiotto si avvicinò e disse: "Vi saluto. messere. "mi chiedo che diavoleria conta di fare il nostro condiscepolo. tenere in scacco tre eccellenti armi magiche con un semplice scacciamosche. gli avversari erano la stella della Fortuna e quella della Ricchezza. vi restituirò l'albero vivo. Non volete altro che riavere vivo il vostro albero? Non è difficile. "Se non ti tenesse sotto controllo. mentre la stella della Longevità fungeva da spettatore. io reciterò il sutra che sai. se la batte e non lo vediamo più." "Non so come ringraziarvi" rispose Scimmiotto." "Comunque rassicùrati" aggiunse la stella della Longevità." E si congedò. gli sembravano dei neonati e perciò rifiutò di assaggiarli. "e non angosciarti. perché noi possiamo rispondere. perché è urgente liberare il monaco cinese dalle sofferenze che sta sopportando. ma lui non capì che cosa fossero. lasciò il Tempio delle Cinque Fattorie in direzione del grande oceano orientale. Per questo i due piccoli immortali ci coprirono di contumelie. mentre io fui senz'altro messo a friggere nell'olio. Allora rubai tre frutti e li divisi fraternamente con i miei compagni." "Ma parti. sicuro che in ogni modo non gli potevano sfuggire. fece liberare Tripitaka." "Non parliamo di efficacia della radice: l'ho appunto sradicata. ma quando il messere ritornò a casa e vide l'accaduto. "Dunque potreste senz'altro mettervi in cammino. con indosso una semplice veste di casa. se non sarai di ritorno. Sono venuto a trovarvi perché vorrei chiedervi un piccolo servizio. Mettiamola così: qui non abbiamo una soluzione. va lavata e inamidata. se me lo aveste detto prima. perché non reciti quell'incantesimo. Ma nel frattempo dovete provvedere al mio maestro. archi giganteschi Che si vedono splendere dal mare. cui seguì un parapiglia.

prese la parola la stella della Fortuna." "Per carità." Passando davanti alla cucina. Sandali da scalare picchi divini ai piedi Ed in capo un berretto da grande cerimonia. In rapporti amichevoli col Buddha. Le torri del palazzo montano fino al cielo. Sugo di giada cola nei ruscelli. Scimmiotto gli andò incontro timidamente: "Signore. sotto l'albero di perle. Come hai osato metterti in conflitto con lui? E il suo albero di ginseng dà una specie di elisir vegetale. "celebro la festa delle quattro stagioni. Non eravamo in grado di aiutarlo. tra fiori fragranti. Scimmiotto disse: "Sono venuto a chiedere un favore. 'porta fortuna!'. "Vieni a servire il tè. da un paravento di giada sbucò fuori un ragazzo. ma aveva perduto lo stato d'animo adatto a godere del paesaggio. ridevano e cantavano. vecchio furfante?" ribattè Dongfang Shuo avanzandosi per rendere il saluto. Le tastava le maniche. queste non vollero sedere finché non ebbero reso omaggio al grande immortale in qualità di fratello maggiore. "Porcellino. si impadronì di quattro mestoli e corse nella sala grande. con capelli candidi e splendenti disposti in crocchie a forma di cicogna. Qui la fenice si viene a posare." "Il Novizio Scimmiotto è dunque arrivato alle isole Penglai?" chiese il grande immortale. perché tu mi guardi male?" "Non ti guardo male" replicò Porcellino." Manqian era il nome in religione di Dongfang Shuo. Si avvicinò. dicendo: "Ci vergognamo di aver lasciato passare tanto tempo prima di ritornare a presentare i nostri rispetti e a contemplare il vostro volto venerato. "Pratico il detto: volgere il capo alla fortuna. sono venuto apposta alla vostra nobile residenza." "Misura le parole. mi congedo e vi saluto" concluse Scimmiotto.. levo le mani per onorarvi. finì per sollevarle la veste. se non vi sono venuto incontro." Risalì su una nuvola e si recò nell'isola di Yingzhou. come testimoniano i versi: . A un tratto udì gridi di gru nere e sentì alitare una brezza profumata: un essere divino doveva trovarsi nei dintorni. perché è il decano degli immortali terrestri." Tripitaka gridò a Porcellino di farsi da parte. Non si può curare un albero così. nove immortali dai volti fanciulleschi. In tre occasioni in cielo aveva di nascosto Rubato ed assaggiato delle pesche immortali. Danze di nere gru in cima alla montagna [. Si teneva lontano da vanità e menzogna." "E tu che ci vieni a fare. un giovane immortale corse trafelato ad annunciare: "Maestro. non c'è rimedio. Uscito dal suo guscio per ascendere al vero. Scimmiotto gridò: "Avete niente in contrario che mi venga a divertire con voi?" Tutti gli andarono incontro. A questo annuncio. viveva a piacer suo. E sfidi sempre le tempeste: non porti nemmeno il berretto in capo." Tripitaka gli ingiunse di andarsene e Porcellino si allontanò rivolgendo uno sguardo intenso alla stella della Fortuna. "Faccio le cose a ragion veduta. Siamo venuti qui innanzitutto per presentare i nostri rispetti. I frutti che maturano sugli alberi Mille anni di vita ti promettono. frugava nella sua cintura. Mentre passavamo dal Tempio delle Cinque Fattorie. Quando si sedettero per prendere il tè. "Proprio così" confermò la stella della Longevità. somaro!" "Se non faceste un mestiere servile." Mentre Porcellino faceva il buffone. bevevano.. partito su una nuvola dalle isole Penglai. Il ragazzo che allora sbucò dal paravento Altri non era che l'illustre Dongfang Shuo. Scimmiotto rise ed esclamò: "Sei qui.A questo spettacolo. portami rispetto!" "Io non sono un facchino.. "Ci è venuto a chiedere una ricetta per ridar vita al vostro albero di immortalità. Alto luogo d'incontro di immortali. senza riuscire a trattenere le risa. Scimmiotto. benedetti dal cielo e impregnati dalla terra. ma può curare solo gli esseri viventi. Quando Porcellino vide la stella della Longevità. mi guarderò bene dal recitare l'incantesimo" assicurò senza indugio Tripitaka. con il suo gran testone completamente calvo. l'afferrò per un braccio e disse ridendo: "Non hai perso nulla della tua ciccia. Mi son dovuto adattare a promettergli che avrei trovato un modo per ridare vita all'albero. A rigore qualcosa si potrebbe fare su vegetazione ordinaria. non oso trattenermi." "Di che cosa si tratta?" chiese il sovrano supremo. questa reagì: "Somaro! Che cosa ti ho fatto." "Di recente ho avuto l'incarico di proteggere il monaco cinese nel suo viaggio a ovest. non gli alberi. "Non ho perduto la dignità" rispose ridendo Porcellino. scoppiando a ridere: "Quanto ti dona! È il caso di dirlo: se gli aggiungi il berretto. Scie di brume felici ondeggianti nell'aria. Porcellino vide un ragazzo davanti a una credenza che stava cercando ciotole e dolci per servire il tè. Il sovrano supremo voleva trattenerlo per offrirgli una coppa di giada. Era un posto magnifico." Il sovrano supremo gli rese premurosamente il saluto: "Scusate. Dalle azzurre colline scorrono verdi acque [. il Tempio delle Cinque Fattorie è una grotta-cielo del continente dell'Ovest e i frutti di ginseng sono nati direttamente dalla radice meravigliosa da cui ha preso origine l'universo. che modi son questi?" gli gridò Tripitaka. furfantello! Ma nella casa del sovrano supremo non ci sono pesche da rubare. Riconoscendolo. che sono spiriti della terra e del legno. arriva la Ricchezza." "Se non c'è rimedio. "Qui non c'è da rubare nemmeno elisir. Il Maestro dell'Immortale Soggiogato che vive nel Tempio delle Cinque Fattorie si onora del sacro soprannome di Signore Uguale al Mondo. Giocavano a go o a scacchi. ma Scimmiotto rifiutò: "Vi ringrazio. "Questo bonzo fa sempre peggio. vecchio mio. È appunto per questo che vi sollecito.. "Mettetemi al corrente. semmai un mestiere servile lo fate voi. qui raccolse una pietra sonora e si mise a saltellare intorno percuotendola a tutto spiano con i mestoli. hai voluto proprio buttar giù la pianta! Non avrai mica pensato che lui potesse ingoiare un tal rospo senza reagire?" "In effetti ce l'eravamo svignata. 'procurami ricchezza!'. padiglioni di pietre preziose. ma quel Monte della Longevità è terra benedetta più antica del cielo. aveva raggiunto il monte Fangzhang. come testimoniano i versi: Illumina la bruma un albero di perle. Dopo che si furono accomodate. da lui abbattuto. è quello che si dice: sfruttare la fortuna sino in fondo. Com'era vestito? Avvolto in una tunica dai riflessi cangianti." La stella della Longevità si strappò il berretto e borbottò: "Stupido facchino. scese la scala incontro ai visitatori. come testimoniano i versi: Sulla montagna si alza un altro cielo. chiacchieravano.. fra gli immortali delle brume E nebbie occupa il posto più importante. Oggi siamo venuti dopo aver saputo che il grande santo Scimmiotto aveva disturbato il vostro ritiro. Con la vita serrata in cintura di seta." "Zitto. Entrate a prendere il tè nella mia umile dimora. Per questo siamo stati trattenuti. grande santo." "Benedetta scimmia! Provochi catastrofi da tutte le parti senza curarti delle conseguenze. Mentre conversavano Porcellino ritornò alla carica e si mise a molestare la stella della Fortuna chiedendole caramelle. Realizzati i suoi meriti. Quando il tè fu bevuto." Le mise in testa il proprio berretto da monaco e glielo calcò ben bene. ma non so se me lo farete.] A Yingzhou Scimmiotto vide. Non ti è bastato di rubarne. [. ma temiamo che non gli bastino i tre giorni concessi dal santo monaco sotto pena di recitare l'incantesimo della costrizione del cerchio. Manqian!" gli gridò il sovrano supremo. ai piedi delle rupi di cinabro.] Ai vegliardi che così si trastullavano. ma inoltre volevamo chiedere un rinvio per Scimmiotto. Scimmiotto vi discese. Erano davvero Nubi di buon augurio che irradiavano luce.. Dal momento che non saprei altrimenti come liberare il monaco cinese. ed è subito ripartito per continuare la ricerca. Godeva eterna vita rifuggendo ogni fama: Su di lui non aveva il tempo alcuna presa. I tre puri sentieri la percorrono Su alte terrazze. la gente non vi ordinerebbe continuamente 'reca longevità!'. Canti melodiosi di fenici variopinte." "Possiedo un grano di cinabro dell'Unità suprema nove volte trasmutato. ha perduto ogni dignità" s'indignò il grande immortale. Un bel posto anche quello. Penetrando il segreto dello sperma e del soffio. sperando che non rifiuterete di insegnarmi un modo per ridar vita all'albero." Prese per mano Scimmiotto e lo fece entrare nel suo sontuoso palazzo di immortale: piscine di diaspro. si rassettò e venne a salutare le tre stelle. ho perduto le staffe con i ragazzi del posto che mancavano di buone maniere e ho abbattuto l'albero del ginseng. È un pezzo che non ci vediamo. ma lui ci ha riacchiappato e ci ha messo nella sua manica come fazzoletti.] Porta il nome di sovrano supremo Dell'Est. ma ho troppa fretta. arrivano le tre stelle del mare!" Il grande immortale stava conversando con Tripitaka e i suoi discepoli.

Consapevole del Vuoto?" "Orso scarruffato!" tuonò Scimmiotto. secondo il dio del luogo. Ma infine le cose si sono aggiustate. Non seppe far altro che rispondere sorridendo: "Grande santo." Il grande immortale fece portare trenta tazze e quarantacinque coppe. torno subito" raccomandò Guanyin ai suoi." I nove vegliardi gli proposero una sosta per bere nettare di giada e mangiare radici di loto azzurro. E lui è il decano degli immortali terrestri. "e. Bisogna raccoglierla in un vaso di giada. spunteranno nuove foglie.Spezzata la radice dell'albero immortale. Scimmiotto le tese la mano sinistra. Scimmiotto li riconobbe e disse ridendo: "Cari vecchi condiscepoli. perciò lui trattiene il nostro maestro e ci impedisce di proseguire il viaggio. e se Scimmiotto vi ha offeso." "Se le cose stanno così" intervennero i tre vegliardi. come avevo detto. Scappammo di nuovo. Una volta facemmo una scommessa con Laozi. secondo ragione." "Su quel monte c'è il Tempio delle Cinque Fattorie. Esaurita l'acqua disponibile. a quanto si dice. poi le tre stelle. Dalla dolce Rugiada vien lavato da ogni polvere Il cuore e vien restituito a vita Immortale il santo albero. Dal prezioso boschetto avvolto nelle brume Uscirono ad accoglierlo i vegliardi immortali. il motivo è lo stesso che ha reso necessario usare per l'acqua un recipiente fatto di un materiale in cui non entrassero i cinque elementi" confermò Guanyin." "Perché non sei venuto subito da me. tutte le foglie erano appassite e cadute dai rami. "Un ricostituente che può curare una pianta ridotta in cenere. Quando giunsero nel parco. Porcellino e Sabbioso." "L'avete già messa alla prova?" "Si capisce." "Che maledetta scimmia. dicono gli antichi: il vero gentiluomo sa dimenticare i torti. senza nemmeno mettersi seduto. in certi casi limitati. non avrà certo difficoltà a rimetterne in sesto un'altra che è semplicemente sradicata. Il grande immortale intratteneva in conversazione i tre santi vegliardi." Il grande immortale si inchinò per ringraziare: "Come avrei osato scomodarvi per così piccola cosa?" "Il monaco cinese è mio discepolo. che aspergeva l'albero con il suo ramo di salice. sperando umilmente nella vostra infinita compassione. Guanyin fermò la sua nuvola e salutò per primo il grande immortale. Perché ritornarci sopra? La pusa mi manda a ricevervi. si gonfieranno nuovi germogli e avremo nuovi frutti. Consapevole del Vuoto" ordinò Guanyin. mi devo congedare. senza nozione del valore delle cose!" lo rimproverò Guanyin. con cui fu raccolta l'acqua pura che sgorgava sotto le radici. Guanyin inzuppò il ramo di salice nella rugiada del vaso e tracciò sul palmo della scimmia il segno della risurrezione. nel seguire il gran dio dentro il boschetto dei bambù porporini per presentare i suoi omaggi a Guanyin. tavolini e vassoi di cinabro." "Proprio così. Possono servire?" "L'importante è che siano oggetti di giada adatti a raccogliere l'acqua" rispose Guanyin. il suolo lo aveva assorbito." "Di corsa. se l'orso nero aveva conseguito il giusto frutto e acquisito il titolo di 'gran dio' come protettore del Potalaka. Conserva il suo profumo la foresta Di giovinezza. "Portate quello che avete. arrivati al tempio. "Quest'acqua non deve entrare in contatto con i cinque elementi. vi trovo bene. e prega la pusa di rimetterti in piedi quell'albero dei miei stivali. "Consapevole del Vuoto" chiese lei. non ti degni più di darmi del 'voi'?" In effetti. quando si vide Scimmiotto scendere da una nuvola gridando: "Arriva la pusa. "Ma l'altro giorno i frutti erano solo ventidue. "Su. Adesso è dimostrato che non mentivo. il grande immortale teneva loro . ma senza fortuna. Come hai potuto abbattere quella pianta?" "Il vostro umile discepolo non si rendeva conto della situazione" rispose Scimmiotto inchinandosi ancora. Dopo un giorno e una notte." E riprese a supplicarla. figúrati che in un certo senso. "In giada abbiamo solo tazze da tè e coppe da vino. per curare piante magiche. Porcellino e Sabbioso rizzarono l'albero e lo rincalzarono nel terreno. Il grande immortale si rasserenò completamente e fece portare il martelletto d'oro per cogliere dieci frutti." Il grande immortale fece preparare una tavola per l'incenso e fece spazzare la corte posteriore. Lui strappò un ramo del mio salice e lo calcinò nel forno del cinabro. che persi la pazienza e gli buttai giù l'albero. "Sul monte diseredato del vostro umile servitore non abbiamo vasi di giada" si scusò il Maestro del Primordiale Soggiogato. è compito mio risarcirvi. frustare e interrogare tutto il giorno. vivi con la pusa e ne prendi lezioni. Portava ventitré frutti. Scimmiotto tastò fra le radici. non tergiversiamo. Porcellino sentì parlare di questi frutti di ginseng e gli venne una gran voglia di assaggiare un cibo sconosciuto: perciò ne rubai tre e ce li dividemmo. Scimmiotto condusse a renderle omaggio Tripitaka. quel giorno. e ci avevano ricevuto due giovani immortali. che in realtà sapeva già tutto. finché sgorgò una sorgente di acqua pura. Come hai trovato il tempo di venire fin qui?" Scimmiotto spiegò che cosa cercava. "Il tempo rende giustizia" affermò Scimmiotto. "La rugiada del mio vaso immacolato è un prodotto di prima qualità. con i tre anziani a sinistra e Tripitaka a destra. Ho girato i mari per trovare un rimedio." "In tal caso. Cercava il grande santo un adatto rimedio. e i nove anziani ne furono molto impressionati: "Tu sei sempre esagerato! Quanti danni combini! Ci dispiace. I recipienti con l'acqua sorgiva venivano porti uno dopo l'altro a Guanyin. seguiti da Tripitaka e dai suoi discepoli. ma non sapremmo come aiutarti. intenta a predicare e commentare i sutra per le divinità guardiane del cielo. Moksa e le fanciulle-drago. grande immortale" gridò Scimmiotto. Guanyin sedette al posto d'onore. che tubava pian piano. nel continente dell'Ovest. che visse Accanto al Buddha prima di incarnarsi Nel corpo attuale per purificare L'onda dei desideri. un po' lo doveva anche a Scimmiotto. a questo punto non saresti altro che un fantasma sul Monte del Vento Nero. "a che punto è il monaco cinese?" "È sul Monte della Longevità. Perciò sono venuto a salutare voi. Hai incontrato il grande immortale Primordiale Soggiogato?" "Il fatto è che non lo conoscevo" confessò Scimmiotto prosternandosi fino a terra. "bando ai complimenti: preghiamo la pusa di venire in giardino a esaminare la situazione." "Se il grande santo fosse rimasto sulla buona strada e non avesse provocato disordini in Cielo. seguiti da Tripitaka. ma nelle tre isole e altrove nessun dio o immortale ha saputo aiutarmi. "Io ne avevo rubati tre. Come mai ora ce n'è uno di più?" chiesero meravigliati Vento Puro e Chiaro di Luna." "Tenete d'occhio il boschetto. Porcellino mi ha tanto rotto i corbelli sostenendo che me l'ero sbafato io. Ora che hai messo su casa sulla montagna santa. nel boschetto dei bambù porporini. Poi fu la volta degli immortali del tempio. I piccoli immortali disposero seggiole. venite ad accoglierla!" Le tre stelle e il Maestro del Primordiale Soggiogato si precipitarono fuori dalla sala. e vediamo se ha capacità sufficiente. piccoli taoisti. recitando un incantesimo. ho distrutto l'albero del ginseng. Il giorno dopo l'immortale ci catturò. portatemi un vaso di giada!" gridò Scimmiotto. seguita dai tre anziani. invitava infatti Guanyin e i tre vegliardi a ritornare nella sala grande per ricevere i suoi ringraziamenti e far festa con i frutti di ginseng. rizzare l'albero e annaffiarlo a partire dalla sommità: allora la scorza tornerà ad aderire ai rami e al tronco fino alle radici. Quando i ragazzi lo scoprirono fecero tante di quelle storie. "Porgimi la mano. perché mi aiutiate a salvare il monaco cinese e a permettergli di riprendere il viaggio a occidente. Lasciò poi Yingzhou in direzione del vasto oceano orientale e giunse in vista del monte Potalaka. poi invitò Guanyin a uscire per prima. Io me lo ripresi e lo misi nel vaso. starebbe bene quanto noi. S'insegna come le trasformazioni A migliaia provengono da un solo Articolo di fede: il giusto frutto Di quattro sante verità ti libera. che uscì dal boschetto e gridò: "Dove vai. io stessa dovrei quasi cedergli la precedenza. Abbassò la nube sulla sua cima e vide la pusa Guanyin. un altro era caduto a terra e. Come dicono i versi: Nell'isola regnante sopra il mare Pieno d'inesauribili tesori. "Prepara l'altare e l'incenso. ritornò verde e bello come prima. Poi gli disse di porre la mano sulle radici e di attendere che dal suolo sgorgasse acqua. Prese il suo vaso immacolato e il suo pappagallino bianco. La terza volta capii che non c'era altra via d'uscita e gli promisi di guarire la sua maledetta pianta. Lo dicono i versi: La veneranda immagine dorata Della Compassionevole. non ci volle molto perché l'albero riprendesse a verdeggiare." Scimmiotto si diede l'aria più decente e rispettosa che poté. ma riuscirono soltanto a fargli vuotare una coppa e assaggiare un pezzettino di radice. "Lui non era in casa. i frutti la dolcezza Ed i fiori risplendono scarlatti. invece di perder tempo nelle isole?" Il rimprovero diede a Scimmiotto un bel sollievo: "Meno male! Dunque a venir qui non ho perso tempo. La pusa si accorse dell'arrivo di Scimmiotto e gli mandò incontro il gran dio protettore della montagna. Scimmiotto. "Il suo albero del ginseng è una radice meravigliosa che risale alle origini del cielo e della terra." "È una fortuna!" esclamò Scimmiotto ridendo. dai discepoli e dalla folla degli immortali. hai scelto la parte giusta e ti stai recando nell'Ovest per prestare omaggio al Buddha. Quindi è tutto a posto. Quando si fu accomodata e furono scambiati nuovi saluti. "Come ti permetti di darmi del 'tu'? Se il vecchio Scimmiotto non ti avesse risparmiato. e partì seguita da Scimmiotto. ci chiuse nella manica e ci fece legare. ciascuno poté constatare che l'albero giaceva al suolo con le radici all'aria.

Scimmiotto ringraziò la pusa che se ne ritornò sul Potalaka. Non ci fu niente da fare. Tre vegliardi rivedon vecchi amici. Per calmare la vostra fame. aveva molto accresciuto la sua capacità di resistere alle prove che orchi e diavoli potevano infliggergli. maestro. "Quella montagna ha un aspetto pericoloso. non si poté trattenerlo. "restate qui con Sabbioso. Quando mai avrei mostrato il contrario?" "Ti pretendi devoto e diligente." Posò il rastrello. da vicino sicuro. A pancia vuota non si cammina. La sua carne è stata sapientemente coltivata attraverso dieci successive generazioni: basterà mangiarne un pezzetto per godere di longevità senza fine. ESASPERATO. creando Glauchi recessi. Il collo delicato sopra un tenero petto. Diresse a breve distanza il suo vento malefico e con una scossa si trasformò in una fanciulla in fiore. "non è un'idea furba. Pendono dagli alberi Ovunque liane fino all'erba folta E la luce intercettano." "Mi pare invece di essere diligente. con la sua sbarra appoggiata di traverso sulle spalle. "Maestro. e quando vide Tripitaka che si era seduto a terra per riposare si rallegrò: "Che bella fortuna. Io vado a fare un'ispezione. prima di giurare fraternità con Scimmiotto. ma vide che due guerrieri lo proteggevano a destra e a sinistra. gli rinvigoriva lo spirito e il corpo. e Tripitaka dichiarò: "Consapevole del Vuoto. ma Scimmiotto mise in mostra le sue abilità agitando il randello e diede un ruggito che mise in fuga tigri e leopardi. quando si trovarono davanti a un'alta montagna. van maturando del ginseng Frutti preziosi in novemila anni. "Porcellino. C'era di che spaventare il reverendo sul suo cavallo. e tu rifiuti di fare una piccola cosa per me. non si vedeva segno di presenza umana. Mentre il monaco riposa. Per quanto fossero decaduti. Maestro e discepoli si erano da poco rimessi in strada dopo gli addii. Il bravo re scimmia apriva la strada. precisò: "Non ho visto gente cui si possa chiedere del riso. osservando attentamente. anzi aveva dato disposizioni per festeggiarli cinque o sei giorni di seguito." "Trovare delle pesche da mangiare è già una bella fortuna. davanti al cavallo. e Sabbioso Generale delle Cortine Arrotolate. mentre lupi e serpenti si rintanavano impauriti. Finalmente è giunto il momento tanto atteso. Questa sensazione accresceva la sua determinazione nella ricerca delle scritture e alimentava l'ansia per i ritardi già subiti. mentre cerco un abitato in cui elemosinare cibo. Alla domanda di che cosa si trattasse. per chi ha abbandonato la sua famiglia" commentò rasserenato Tripitaka. Non c'è dove chiedere cibo. che meraviglia! Si parla da un pezzo di questo monaco cinese che deve cercare il Grande Veicolo. Regna in questi luoghi Dominati da mille picchi gelidi L'atmosfera di un mondo primordiale. facendosi solecchio con la mano. Però. Il Maestro del Primordiale Soggiogato fece servire vino e un pasto di magro. e che sarebbe poi la reincarnazione di Cicala d'Oro. ho fame.compagnia su di uno sgabello. notò sul versante esposto al sole una piccola area di puntini rosso vivo. Scimmiotto prese con sé la ciotola delle elemosine e si catapultò nel luogo della raccolta. Il decimo frutto venne diviso fra gli immortali del tempio. Dice il proverbio: non c'è monte senza fantasma." "Va bene. maestro. L'indomani all'alba Tripitaka e i suoi discepoli si prepararono a proseguire il loro viaggio. Il sudore sul suo viso È rugiada sopra un fiore. Tenendo nella mano sinistra un vaso di ceramica azzurra e in quella destra uno di porcellana verde-grigia. Sabbioso!" gridò Tripitaka. dove potevi muovere soltanto la lingua! Io ti ho salvato la vita e ti ho ricevuto fra i miei discepoli. Come rosa . dopo avere riaccompagnato i vecchi alle isole Penglai. ancor più ripida. fendendo le nubi spinta da un vento d'oltretomba. Nelle montagne di cui parliamo viveva una diavolessa. "quando penso che ti ho trovato incastrato dentro un cofano di pietra. si vedon serpeggiare Fragorosi torrenti nei burroni. camminò verso il monaco cinese come se percorresse la strada venendo da ovest. non si vede da nessuna parte traccia di abitato. Va a chiedere in elemosina del cibo di magro. Come si usa dire: da lontano oscuro. Restituì la rugiada foglie e frutti All'albero che già distrutto giacque." Scimmiotto balzò su una nuvola e osservò i dintorni. Dopo avere scalato un'alta rupe. in fin dei conti. ma sul pendio meridionale della montagna ci sono dei punti rossi: devono essere pesche selvatiche mature. Si avvicina una fanciulla: Dalle maniche leggere Dita spuntano di giada. Un pitone È lungo mille piedi e un gran serpente Si srotola per diecimila tese. e rifiuti di mendicare cibo per me. essi conservavano una traccia del loro prestigio di altri tempi e ciò induceva la diavolessa alla prudenza: "Sarà più sicuro giocare d'astuzia. E IL SANTO MONACO. ed è così ripida che forse il cavallo non riuscirà a scalarla. Calamita col suo incedere Ogni sguardo intorno a sé." "Benedetta scimmia" replicò Tripitaka di malumore. Ciascuno consumò un frutto. La voce è d'usignolo che canti nella pergola. dopo che si erano giurati fratellanza. Ma non sembra anche a voi che venga una persona nella nostra direzione?" "Maestro" rispose Porcellino. la diavolessa. A notte i quattro pellegrini poterono finalmente prendersi un riposo sereno. Portamento grazioso della persona snella Come un salice dove la rondine fa il nido. lepri e volpi Che dovunque s'aggirano." Ci sapeva fare. Ma Tripitaka era divenuto irrequieto: l'elisir vegetale che aveva mangiato gli dava una sensazione di rinnovamento dalla testa ai piedi. che il secondo non avrebbe voluto vederli andar via così presto. Oltre tutto il venerabile. dal volto di luna. che dapprima gli aveva ispirato orrore. non dite altro. cercando di darsi un contegno. È il caso di dirlo: la migliore amicizia incomincia da una lite." "Maestro" rispose Scimmiotto con un sorriso contrariato. non avrò mai la forza di raggiungere il Monastero del Colpo di Tuono. si trovarono di fronte un immenso panorama: Dal picco che sovrasta le alte creste A terrazze. Fra Scimmiotto e il Maestro del Primordiale Soggiogato. conosciamo il nostro mestiere" rispose Scimmiotto. né vetta senza maleficio. CAPITOLO 27 TRUCCHI DELLA SIGNORA DAL BIANCO SCHELETRO IN CUI LA DIAVOLESSA DAL BIANCO SCHELETRO INSIDIA PER TRE VOLTE TRIPITAKA. I pellegrini giunsero ai piedi di un'altra rupe. qualcosa ho trovato" dichiarò scendendo dalla nuvola. coglierò quelle. rosse le sue labbra. orde di lupi." La diavolessa voleva farsi avanti per impadronirsi di lui senza complimenti. SCACCIA IL BEL RE SCIMMIA. Rovi spinosi ingombrano i sentieri Spesso interrotti da folti di pini E da alti cedri. Le mandorle degli occhi come stelle fulgenti Sotto l'arco blu-notte dei fini sopraccigli. Sputa il pitone nebbie velenose Ed il serpente un gran vento maligno. la cui attenzione fu attratta dai movimenti di Scimmiotto. Ci troviamo fra le montagne. "Un momento fa Consapevole del Vuoto diceva che questi posti sono selvaggi e deserti. Porcellino era stato Ammiraglio dei Canneti Celesti. I tre discepoli e il grande immortale tennero loro compagnia. Cervi e cerbiatti in branchi. Le tigri solitarie. Per i monaci è un caso fortunato! Mangiare frutti di ginseng significa Gioventù senza fine e lunga vita. discepoli!" "State tranquillo. Non si finirebbe mai di descrivere com'era pura la linea dei suoi sopraccigli e com'erano vivi i suoi occhi. E la cipria sopra l'arco Di falena dei suoi occhi Come bruma sopra il salice. abbiamo fatto una lunga marcia. In quel tratto la strada dell'Ovest era proprio deserta. Dalla gonna pieghettata I piedini loto-d'oro. Smontate da cavallo e sedetevi tranquillo. In questo stato e fra queste montagne pestilenziali. Se poi. né in elemosina né pagando. Come dicono i versi: Nella grotta celeste degli antichi Tempi. Stiamo ben attenti. rapido come il lampo e lasciandosi dietro una scia di vapori. Non sei che un pigro. Tripitaka si lasciò convincere dall'esempio di Guanyin e dei tre vegliardi a mangiare quel tesoro di immortali. non sapete come si lasciarono il giorno dopo. Le famiglie dei daini e dei cinghiali. La ragazza aveva La pelle di albicocca sulla lieve ossatura. e sostò chiedendosi chi fossero quei grandi capi. È il caso di dirlo: un posto dove ci son più alberi che uomini. si era stabilita una tale corrente di simpatia. Venne a dare un'occhiata. Conosco il vostro carattere ombroso: per poco che vi contrari. bianchi i suoi denti. vi metterete a recitare quella roba. si rassettò e si diresse verso la ragazza. ascoltate il seguito. grazie all'elisir vegetale che aveva mangiato.

Perciò sarò felice di farvi questa umile offerta." "Non prendetevela con me. Poi ha avuto paura che. e fanno offerte generose ai monaci di passaggio. Noi abitiamo ai piedi del loro versante occidentale. Meno male che sono ritornato in tempo. Se un mostro mi vorrà lessare o cuocere al vapore." Tripitaka arrossì fino alla punta dei capelli. afferrò il randello e glielo avrebbe assestato sulla testa." "Mia cara donatrice. "come al solito non capite niente. Se ci dovessi riprovare. questa qui non è la brava persona che credete voi: è un fior di mostro. aveva motivi per non darla a Scimmiotto. o magari in belvedere adatto ad ammirare il panorama. Anzi merita solo eterna infamia!" Tripitaka era un santo monaco compassionevole. sostenere gli anziani e compatire i poveri. Teneva il broncio e brontolava dentro di sé: "Di tutti i bonzi della terra. "mio marito è andato con alcuni braccianti a zappare i campi in una valle lungo il fianco settentrionale della montagna. una parte la facevo essiccare al sole per metterla in dispensa. parli a vanvera. Ma non ricominciare a mancarmi di rispetto." Entusiasmato. Quando saprà che ho dato a voi il suo pranzo. aumentando la seduzione del suo aspetto per forzare il rifiuto di Tripitaka. appunto. la voleva spaventare. Come mai camminate sola sulla montagna senza alcuna protezione? Non è il comportamento che conviene a una donna perbene. Non sarai tu che potrai sottrarmi al limite destinato alla mia vita come a ogni altra. non solo non mi sgriderà. se Tripitaka spaventato non fosse corso ad arrestargli la mano: "Consapevole del Vuoto. che d'altronde. ma le trasformazioni più correnti erano in ubriaco o. e ha usato i suoi trucchi per far comparire delle bestie schifose al posto del cibo che dovevamo mangiare. Tripitaka balzò in piedi e le si rivolse giungendo le mani sul petto: "Da dove venite. piuttosto venite a vedere che cosa c'era nei vasi. ha la mano pesante. per cui posò la ciotola. ma vi hanno dato un marito. mascherare le lampade per proteggere le falene." "Maestro" replicò Scimmiotto ridendo. se le circostanze dovessero renderlo inevitabile." "Anche trenta. Qui c'è una persona che viaggia apposta per nutrire i poveri monaci. E ce ne andremo ciascuno per la sua strada. maestro. maestro. essere caritatevoli in ogni istante e in ogni pensiero. Il pasto è pronto e basta appena per tre. quando mi veniva voglia di mangiare carne umana(6): mi trasformavo in un pezzo d'oro o d'argento. se lo sapesse. si chiamano la Catena della Tigre Bianca. eccola qui. è proprio vero che il cielo sa ricompensare i suoi. dirà almeno chiaramente dove va.al mattino sotto i raggi dorati. Il reverendo tremava tutto e borbottava: "Che scimmia senza riguardi! Ignora i miei rimproveri e distrugge vite umane senza ragione." "Quale beneficio?" Il grande santo si inginocchiò e si prosternò dicendo: "Il vecchio Scimmiotto era stato schiacciato dal Buddha sotto il Monte delle Due Frontiere." "Maestro" insisté la giovane donna. Ma non mi sono ancora disobbligato del beneficio che vi devo. lasciando per terra come morto un finto corpo." Tripitaka. pazienza. finiva imprigionato nella grotta ed era nelle mie mani: di solito finiva nella pentola del lesso. Mi avrebbero trovato un buon partito lontano da casa. ve ne farebbe rimprovero." Tripitaka si avvicinò sulle gambe tremebonde. Prima che nascessi. temute persino dalle belve e dai serpenti. ma quando vi ho veduto ho pensato a quanto mio padre e mia madre amano le opere buone. quando Scimmiotto ricomparve con un balzo dal versante meridionale." Tripitaka non era convinto e continuava a rifiutare. perché possiate cavarvi la voglia. . Intanto. Chi era tanto stupido da venirmi dietro. Porcellino può abbattere qualche pianta e Sabbioso raccogliere l'erba per il materasso. Porcellino corse verso Tripitaka agitandosi come un epilettico: "Maestro. prendersi cura dell'integrità delle formiche quando scopano il pavimento. A vedere Scimmiotto che lo supplicava con tanto ardore. ma Porcellino era esasperato. Il reverendo era perplesso. maestro?" "Non sei più mio discepolo. Che meriti si possono acquistare nella ricerca delle scritture. voi recitaste il sutra della costrizione del cerchio. Ho avuto la fortuna di essere convertito da Guanyin e liberato da voi. che pure dava fiducia anche alle diavolesse. con il trucco della liberazione del cadavere. "Quelli che hanno abbandonato la propria famiglia si devono dedicare senza posa al bene altrui. senza chiedere il permesso a nessuno. c'erano cose che non poteva perdonare. Si avviarono. ne avevo anch'io di belle trovate." "La mia vita è nelle mani del Cielo. tu invece ti lasci dominare dalla violenza. cavalcando. se fossero qui. Se volete. sono sicura che. con la scusa di cercare pesche. "Non abbiamo incontrato nessuno da quando ci siamo messi in cammino. La diavolessa. "ma uno dei miei discepoli è andato a cogliere della frutta e ritornerà da un momento all'altro. e la colpa sarebbe del povero monaco che sono." Perse la pazienza e andò a grufolare in un vaso. Se però la carne era molta. vi sareste fatto prendere e sareste finito come dicevo. Alla vista della bella ragazza." "Se non mi tenete come discepolo. In realtà. in bella ragazza. "Maestro" ne dedusse Scimmiotto. È chiaro che vi piace. perciò hanno preferito scegliere un genero che si adattasse a entrare nella nostra casa e si impegnasse ad assisterli." Aiutò il monaco cinese a rimontare a cavallo e gli porse le pesche che aveva raccolto. Come peonia splendida che va aprendo i suoi petali. "Ferma! Se avete qualcosa da dire. se si ammazza un essere innocente del popolo di dio? Vattene!" "E dove volete che vada. rovesciandolo a terra. ma Porcellino. dovrebbe essere lui ad adempiere il vostro voto." "Testa di legno d'una scimmia! Hai perso anche il poco buon senso che avevi. pieno di rancori. non era priva di risorse: lo teneva d'occhio per valutare l'istante preciso in cui avrebbe colpito e a quel punto se la filò. con il sostegno di Sabbioso." "Va bene. Fece con la mano il segno adatto e recitò la formula della costrizione. se non avessero temuto di restare senza sostegno nella vecchiaia. Non stare a discutere e vattene. avevano pregato lungamente gli dèi di concedere loro dei figli. "La mia povera testa!" urlava Scimmiotto. mentre Tripitaka. altrimenti. il figlio non si allontanerà da casa. per castigarlo. Da dove uscirebbe un donatore?" "E invece. fece del suo meglio per aizzarlo: "Pensate.(5) Non solo i vostri genitori sono in vita. a mangiarne troppe. e tu la tratti da mostro. "ho capito. qui." Come la vide. maestro. I suoi occhi dalle pupille d'oro constatarono subito che sotto le mentite spoglie della bella donna si nascondeva un essere malefico. maestro. La diavolessa assunse un'aria ipocrita e un tono mielato: "Queste montagne. che sta cercando di perdervi. parlate!" "Non ho proprio niente da dire" rispose Tripitaka." Ma Tripitaka non credeva una parola e continuava a difendere la bella donatrice. in quello verde-grigio della farina di grano finissima. ripeterò l'incantesimo venti volte. Scimmiotto approfittò del suo imbarazzo per riprendere il randello e abbatterlo in testa al mostro. cara donatrice? Qual'è la vostra famiglia? Come mai avete fatto voto di nutrire i monaci?" Nemmeno il maestro era capace di scoprire con chi aveva a che fare. preferirebbero offrire il cibo ai monaci. non c'era nessun'altro a disposizione da mandare. e invece l'ha ammazzata al primo colpo. se vorrete." "Maestro" corresse il tiro la giovane donna con un largo sorriso. Non oso mangiare ciò che mi offrite. recando in mano la ciotola per le elemosine e le pesche che aveva raccolto. e i miei genitori sono troppo vecchi: ecco perché mi sono messa in cammino da sola." "Vi ringrazio" sospirò Tripitaka. non sai che cosa fai!" "Maestro. me ne andrò. Quello che sto portando è il loro pasto di mezzodì. ma lui tira in lungo: così ritornerà la scimmia e bisognerà dividere in quattro. La giovane donna gli lanciò l'amo rispondendo: "Reverendo. era una brava ragazza di campagna che si recava nei campi per portare la colazione ai suoi." "Non scherzare. cedette e disse: "Per questa volta ti perdono. come riserva per i tempi grami. Con tutti i lavori che si devono fare in questa stagione della sesta luna. questo è il peggior pappamolle. Non mi aspettavo di incontrarvi. Ma è un imbroglio. al posto del riso aromatizzato si vedeva un groviglio di grassi bruchi bianchi velenosi. fanno borbottare la pancia e procurano diarrea. caro maestro. oppure cotto al vapore. sta solo cercando di passarla liscia. se non la disdegnate. per quanto fosse la dolcezza in persona. balordo!" lo rimproverò Tripitaka che non poteva credergli. Se non avessi accettato di accompagnarvi al Paradiso dell'Ovest sarei stato manifestamente ingrato e Chi non è grato non è gentiluomo. "il gusto di fare elemosine dei miei genitori non è niente a paragone dell'amore del bene che anima mio marito: la sua vita è tutta consacrata a costruire ponti. però. Non è meglio così? Si vede che non valeva la pena di darsi tanto da fare per cercare quei sutra del cavolo. il bestione si lasciò andare a pensieri profani e ad approcci galanti: "Dove siete diretta. bella donatrice? Che cosa portate di bello nelle vostre manine?" Evidentemente non era capace di scoprire con chi aveva a che fare. ma mi amerà più di prima. Quand'ero mostro alla Grotta del Sipario Torrenziale. riparare strade. La nostra cara donatrice ci stava offrendo del cibo. nel vaso azzurro ho del riso aromatizzato. Sono diretta dove possa compiere il mio voto di nutrire monaci. I miei genitori sono dediti alla lettura dei sutra e alle opere buone. Io farò da carpentiere e vi costruirò un bel nido d'amore. perché vostro marito. e la farina finissima erano rospi e ranocchie che si misero a saltare intorno da tutte le parti. chissà dove sarà andata a perdere tempo quella scimmia. ma io mi guarderò dal colpire chiunque. perché mai trattarla da mostro? Il fratellino. temo che non arriverete mai alla fine del vostro cammino verso il Paradiso dell'Ovest. non è forse scritto nei santi libri? Finché i genitori sono in vita. stava per mettersi a tavola.

Non so che cosa sia accaduto. "Non spaventare il maestro con le tue scemenze. addosso una veste color ocra. sfuggito anche al secondo colpo di Scimmiotto. e l'avrei avuto in mio potere. come uno scettro. mi scappa. Sarà meglio che ci riprovi. Stamane l'ho mandata nei campi per portare la colazione ai lavoranti. Come la vide. Scimmiotto si precipitò verso di lui gridando: "Fermo. egli si regge Con la mano tremante sul bastone. vi prego. "che cosa aspetti a levarti dai piedi?" "Vedete" spiegò Scimmiotto. L'ha ammazzato d'impulso e poi ha avuto paura che recitaste l'incantesimo. La lingua sciolta non mi manca. La scena riempì di tale orrore il monaco cinese. Ma quel guastafeste mi ha rovinato l'operazione. Vattene!" "Mi ordinate di nuovo di andarmene e lo farò. Sabbioso forse se la caverà con i lavori forzati. "non rallegratevi tanto. Porcellino si allarmò ed esclamò: "Maestro. Non vi chiedo altro." "Maestro" fece notare Porcellino. Intanto la diavolessa. usciranno dal mio territorio. irritato dalle insinuazioni. Se adesso lascio perdere il bonzo. dava sempre retta a chi parlava per ultimo. "Ho sempre osservato il voto di povertà. avrebbe partorito una figlia a sessant'anni e più. che non era all'altezza di un avversario del calibro di Scimmiotto. Si appoggiava a una canna di bambù dall'estremità ricurva e veniva avanti pian piano. i miei rispetti! Dove siete diretto? Perché pregate durante il cammino?" Il mostro. Scimmiotto. se è questo che volete. è un bel guaio: adesso incontriamo la madre in cerca della figlia. terrorizzato. Quel vegliardo si trascina a stento. troverò pure l'argomento buono per togliermi dai guai. mi sarò data tanto da fare per nulla. Il bravo Scimmiotto avanzò a gran passi per esaminare meglio l'essere malefico: Ora si è trasformata in una vecchia: Coi capelli più bianchi della neve. Sgrana il rosario e borbotta i suoi sutra. un incantesimo che mi consenta di levarlo." Gli dèi acconsentirono: nessuno avrebbe osato disubbidirgli. Fammi vedere da vicino: scommetto che è un altro imbroglio". esclamò lietamente: "Amitâbha buddha! L'Ovest è una terra benedetta. a questo cretino!" esplose Scimmiotto. È chiaro che lui le sta cercando. perché possiate metterlo in testa a qualcun altro. le sto appunto cercando." "Consapevole del Vuoto" esclamò allarmato Tripitaka. a qualche distanza dai pellegrini.mangiava le pesche per quietare l'appetito. "cinquecento anni fa vivevo da gran signore." Che bravo mostro! Abbassò la sua nuvola sulla montagna. ma non l'abbiamo più rivista: temo che sia caduta sotto gli artigli di qualche tigre. Ve lo restituirò. piangendo a dirotto. un cappello sfondato. secondo te. che ho maritato con un genero disposto a vivere con noi. hanno sempre abitato da queste parti. quel re scimmia! Mi ha riconosciuta anche in quest'altro travestimento. alla vita una cintura di giada di Lantian. la colpì in testa. Dopo che il nirvana mi ha condotto fuori dal peccato e ho avuto la tonsura e ho imboccato la giusta via. "Consapevole del Vuoto" esclamò Tripitaka stupefatto. Il grande santo impugnò il suo randello. che non vedeva alternative. ma Porcellino ricominciò a insinuare: "Maestro. Ero qualcuno." Nascose il suo randello e si fece incontro all'essere malefico salutandolo: "Emerito mandarino. Porcellino sogghignava con aria maligna: "Ma che bravo Novizio! Tre morti ammazzati in mezza giornata. Ma c'è qualcosa che non va. Portavo in testa una corona d'oro. fuggendo in forma di spirito e abbandonando un altro falso cadavere sul ciglio della strada. Dove credi di arrivare?" "Ma era un mostro!" "Questa maledetta scimmia vede mostri dappertutto. Figuriamoci se penso ai bagagli!" "Visto che non sei avido né invidioso" replicò il monaco cinese. La testa di Scimmiotto prendeva la forma di una di quelle zucche allungate con una strozzatura in mezzo e lui. nella Grotta del Sipario Torrenziale del Monte di Fiori e Frutti: avevo sottomesso i diavoli di settantadue caverne e disponevo di un esercito di quarantasettemila mostri. prima di recitare il sutra venite a vedere di che cosa si tratta. se lo ammazzo. ma bada di non ricominciare. "Ma è la madre della donna che il nostro condiscepolo ha ammazzato!" "Non dir scemenze. non mi resterà altro da fare che raccogliere le loro spoglie e dar loro sepoltura. voi la pagherete con la pena capitale e il vecchio Porcellino sarà deportato per complicità. Il monaco cinese stava già allungando le mani verso il mio riso: sarebbe bastato che lo annusasse. "Ti perdono per la seconda volta. quando l'avrò ammazzato e il maestro reciterà l'incantesimo. maestro. per aver eseguito ordini. e poco è mancato che mi prendessi una bella legnata. Mia moglie era uscita per cercarla. Il destino mi ha dato una sola figlia." "In questo caso sarà meglio che non mi mandiate via. e ne uccidi un altro. "com'è possibile che sia appena morto e si presenti già ridotto in quel modo?" "Non era altro che un cadavere malefico. fratellino" sghignazzò Scimmiotto. Dopo tante esortazioni che ti ho fatto. è cattivo e ha la mano pesante. dir preghiere e recitare sutra. Torno giù e vedo se riesco a farli divertire in un altro modo." Un colpo di vento malefico la portò ad atterrare sul fianco della montagna. Perciò incominciò a recitare l'incantesimo. Quei bonzi camminano in fretta: gli restano da percorrere quaranta li e poi. e chiese la loro collaborazione: "È la terza volta che questa diavolessa viene a insidiare il mio maestro." "Triplo imbecille!" gli gridò Scimmiotto. Lo avvolge un manto in piumino di gru. questa vecchietta ne mostra ottanta passati. li seguiva da una nube e faceva le sue considerazioni: "Che occhio sicuro. ma non rinuncia a recitare i suoi sutra. Se cadiamo nelle sue mani. Quando Tripitaka lo vide. essere malefico!" Il mostro smascherato restò sbigottito. recitate. Se un altro diavolo se li becca (che gli vadano di traverso!) sarà una bella delusione per me. Essa reagì come la volta precedente. Non posso ritornare fra i miei in questo stato. perché persisti nella violenza? Avevi appena ucciso un essere del popolo di dio." Tripitaka era influenzabile. stiamo solo incontrando nuovi guai. Ma se mi scappa. che si era sottratta in tempo al colpo di Scimmiotto ed era fuggita su una nuvola." "State tranquillo" promise Scimmiotto. finirà per trovare il modo e l'occasione di rapire il maestro. Vi ha accompagnato per tanto tempo e non vuole ritornarsene a mani vuote. sei portato solo alla malvagità. perciò ha inventato questa messinscena." "Quale madre e quale figlia?" chiese Tripitaka. il maestro recita di nuovo quella cosa." Scimmiotto scoppiò a ridere: "E io sono il re dei conta frottole! Non penserai mica di darmela a bere. maestro. È più avvizzito di una foglia secca. "La ragazza dimostrava sì e no diciott'anni. "vuol dividere i bagagli. Se è quello che temo. Questa volta la voglio abbattere: voi dovete farmi da testimoni e badare a tagliarle la ritirata. inginocchiato sul ciglio della strada. Aspettatemi che vado a dare un'occhiata. reverendo. E il fratello maggiore troverà il modo di svignarsela e di lasciare noi a pagare per lui. La verità è che non hai alcuna inclinazione al bene. e questa volta il colpo cadde diritto e spezzò l'esistenza del mostro. non sono mai stato avido né invidioso. a fare elemosine ai monaci." "Che cosa non va?" "Maestro" intervenne Porcellino. accompagnandovi come discepolo. batteva i denti e tremava tutto senza riuscire a dire una parola. Avanza a passi lenti e zoppicanti. Da cui spuntano zigomi pungenti Mentre ne pende una bocca cascante." Mentre il monaco cinese si stava riprendendo e si apprestava a recitare l'incantesimo. Scimmiotto rifletteva: "Se non lo colpisco." Il bravo Scimmiotto borbottò un incantesimo per convocare il dio locale e lo spirito della montagna." Giaceva a terra un mucchio biancheggiante di ossa corrose dal tempo. ma nemmeno lei ha fatto ritorno. Mezzo cieco e sordastro. Dopo tutto ho vissuto con voi per un bel po'. che cadde da cavallo come un sacco e restò per terra a recitare venti volte di fila l'incantesimo della costrizione del cerchio. non lo so togliere. io ho consacrato la mia vita al bene. "e devo ammettere che non è una fama usurpata. e prese la forma di una vecchietta sull'ottantina. "la pusa mi ha insegnato solo come si stringe il cerchio. passata la montagna. aiutò il maestro a rimontare a cavallo e riprese il suo posto di battistrada. Tripitaka. digrignava i denti furiosa contro il suo assalitore: "Avevo già sentito parlare delle sue capacità straordinarie" pensava. ai piedi calzature da calpestare le nuvole e in mano la mia sbarra cerchiata d'oro. dove si trasformò in un venerabile vegliardo: Canuto più del dio della vecchiaia. non seppe che riprendere le invenzioni precedenti: "I miei avi. leggete la colonna di caratteri incisa sulle sue vertebre: si chiamava la Signora dal Bianco Scheletro. Ti conosco benissimo. E poi lo dice anche il proverbio che nemmeno la tigre più feroce mangia i suoi piccoli. se non volete più saperne di me." "Come sarebbe a dire?" "Il mio caro fratello e condiscepolo prima ha ammazzato la figlia e poi la moglie di quel vecchio. la mia testa è stata serrata in questo cerchio d'oro. che si aggirava sulla montagna per sviare i viandanti e derubarli della loro identità. Era meglio l'aspetto precedente! Scimmiotto la riconobbe subito e non si seppe trattenere: senza altre formalità processuali. povera bestia. . È magra rinsecchita ed il suo viso." "Gli spacco i denti. Intanto il mostro. Maestro. Mi conviene colpire. si rotolava per terra e urlava: "Basta! Basta! Non è leale!" "Un monaco che ha la fortuna di ricevere un buon ammaestramento non ricade nell'inferno." La spiegazione sembrava convincente. Quella che vedete è la sua vera forma. credo che dovreste farmi questo piccolo favore. e io dovrò faticare e spremermi le meningi per liberarlo." "Alzati!" ordinò Tripitaka. Dategli qualche vecchia tunica.

zuccone. A Sabbioso dà le ultime istruzioni E poi compie nell'aria un grande balzo Volando sopra i monti e sopra i mari. Ma se ti mettessi a roteare il tuo randello della malora in città. "Va via!" Di fronte all'ostinata cecità del reverendo." "Questa scimmia è anche un bello screanzato!" esclamò indignato Tripitaka. In un momento raggiunge la meta. e tieni gli occhi aperti." "Ma perché vi dànno la caccia?" "Sono gente malvagia. dove c'è tanta gente. Dai flutti salgon brume ad annebbiare il cielo: Rombando come tuono la marea va montando E sommerge le baie come un vasto uragano. li scorticano e disossano per cucinarli: chi finisce cotto in salsa d'aceto. che alla vista del vasto oceano orientale cadde in preda alla nostalgia. Non fidarti di Porcellino. ripensò al monaco cinese e versò qualche lacrima. Certo che me ne vado! Ma non avrete più nessuno a servirvi. vi ho seguito fin qui anche perché me lo aveva detto la pusa Guanyin. con reti o trappole. Rive disabitate. senza che nessuno alzasse un dito. nell'ardente speranza del vostro aiuto. lasciandola in quello stato. almeno sedetevi e ricevete i miei omaggi. esisti tu solo. non c'è più niente da dire. Beng e Ba si affrettarono a uscire e a . Balzò giù dalla sella." Piegò il foglio. giavellotti o randelli. e salutai in voi il mio maestro. Solo la vostra presenza ci ha incitato ad affrontare il pericolo di uscire allo scoperto. ricuperò i suoi peli e fece le sue raccomandazioni a Sabbioso: "Caro condiscepolo. da astori crudeli e cani feroci. guardando giù. mentre la collera incominciava a prendere in lui il posto dello sconforto. si mette in pentola il cane." "Chi è il vostro comandante?" domandò Scimmiotto. Chi è preso vivo. A questo punto potrebbe restare con voi solo un vile. il grande santo non poteva che partire davvero. e questo è troppo. Ho arruolato Porcellino. tu sei un bravo ragazzo. al Monte della Frontiera. Allora finirete per recitarlo. con frecce. Si parlava del grande santo. Ma udì un rumore di acque e. Avete pur visto che si trattava di una diavolessa. in modo che me ne possa andare più sereno. lo dice questa elegia in stile antico sul paesaggio desolato: Piango quando ci penso. Stormi d'oche selvatiche vanno solcando il cielo. tanto vale che rinunciate ad allontanarmi. "Dunque me ne vado. durante la guerra in cui Scimmiotto era stato catturato e condotto prigioniero nel mondo di Sopra. Visto che devo andarmene senza concludere il mio compito.. ho battuto diavoli e catturato esseri malefici. Non ci son barche in vista. Se deve succedere qualcosa del genere. ma non trovammo più una vegetazione che ci assicurasse di che vivere." "Quanti siete rimasti?" domandò Scimmiotto immerso nello sconforto. Per tenere in rispetto questi diavoli pelosi. vide che erano le onde dell'oceano orientale. perché rischierebbe la vita. "Non facevo questa strada da cinquecento anni" pensava." "Correte ad avvertirli che sono arrivato. Liu. Che cos'era accaduto? In effetti. preso in servizio Sabbioso. Chi pratica il male è come la mola. chi stufato con contorno di riso. Che sembran rotolare neve di mille anni Sotto un vento mugghiante di bufera invernale. Fermò la sua nuvola. dagli impicci provocati dalle tue malefatte? Vattene via!" "Maestro. Quelli che ammazzano. sostò a lungo prima di riprendere la corsa. foste accompagnato per un tratto da Liu Boqin. I quattro Scimmiotti (contando anche quello autentico) circondarono il maestro e gli resero omaggio da ogni parte. chi fritto nell'olio o infornato sotto sale. E oggi. Ma prima o poi vi troverete in difficoltà. vi toccherà di ascoltare il seguito. Per nutrirci ci accontentiamo dei radi ciuffi d'erba che ancora crescono qua e là. Sarebbe bastata una semplice capriola nelle nuvole per raggiungere subito il Monte di Fiori e Frutti. e anche alla distanza di centomila li mi sentirò scoppiare la testa. scrutò il suolo." Il monaco cinese gli voltava le spalle e brontolava: "Io sono una persona perbene. dalle spietate balestre. e insistete a scacciarmi. Se poi non sapete. Erlang e i suoi fratelli del Monte dei Susini avevano devastato tutta la zona. cavalcando gru o draghi. Io vi salvo dai pericoli e voi prestate fede alle calunnie e ai sarcasmi di quel cretino. Ma resta l'incantesimo della costrizione del cerchio. Batte nelle alte ondate il polso della terra." Questa insistenza portò Tripitaka all'esasperazione. Scimmiotto dovette ricorrere alla moltiplicazione della persona: strappò tre peli e li trasformò in altrettanti sosia. che gli corsero incontro e si prosternarono gridando: "Grande santo! Padre! Siete qui!" "Perché stavate nascosti? A prima vista sembrava che qui non abitasse più nessuno: come mai?" Le scimmie piansero: "Dal tempo in cui foste condotto prigioniero nel mondo di Sopra. Da allora ho penetrato antiche grotte. scoprirete che Porcellino e Sabbioso non sapranno liberarvi e penserete a me.. Raddoppia la mia pena Al veder devastato Il Monte del mio cuore." Se volle venirne a capo. Così sia: abbattuto l'uccello. Il povero Scimmiotto affogava in un mare di tristezza. una dopo l'altra. Chi si salvò si era calato nei pozzi. è sempre meglio non fare simili giuramenti" replicò Scimmiotto prendendo la lettera. può essere utile anche solo la mia fama. Son pochi i pescatori che navigan quelle acque. e che vide? La montagna era brulla e deserta. non voglio l'omaggio di un malvagio come te. "Si fa presto a dirlo. si getta l'arco." "Un bravo monaco non può nemmeno pronunciare il nome di un malvagio come te" intervenne Tripitaka. stemperò un po' d'inchiostro in acqua del ruscello e scrisse una formale lettera di licenziamento. metà dei rimasti è stata uccisa o catturata dai cacciatori in questi ultimi anni. che ogni giorno si consuma. non più di mille. scacciato dal monaco cinese. uscimmo all'aperto. ho faticato e penato. avete perduto il buon senso e mi licenziate. Che ne è stato degli altri?" "Dopo la vostra partenza. vi prego. mai più di tre volte. che io sia precipitato in fondo al diciottesimo inferno!" "Maestro. Chi ha lasciato la sua famiglia e pratica il bene è come la pianta nel giardino a primavera: ogni giorno cresce impercettibilmente. camminare a testa in giù. senza città o villaggi. alle prese con chissà quali diavoli. Scimmiotto si sentì ancor più depresso. Se mai ti richiamassi.] Furono i miei misfatti D'altri tempi a condurmi Al presente cordoglio. Dice l'adagio: in ogni cosa. noi siamo rimasti a far da selvaggina ai cacciatori. che tese a Scimmiotto dicendo: "Tieni. o ci ripariamo in piccole tane. Che io credevo immune Da qualunque sciagura [. Poi il grande santo balzò in piedi. accecato. non ci sono forse Consapevole delle Proprie Capacità e Consapevole della Purezza?" A sentir rammentare i suoi condiscepoli. per bere scendiamo a leccare qualche goccia d'acqua alla piccola sorgente in fondo alla gola. In questi luoghi deserti hai potuto uccidere tre persone. i vostri rimproveri non sono fondati. il pusa Erlang incendiò la montagna: la maggior parte di noi finì bruciata o massacrata mentre cercava di fuggire. da reti e giavellotti? Nessuno di noi osa giocare all'aperto." I piccoli mostri corsero nella grotta gridando: "Nostro padre il grande santo è ritornato!" A questa notizia. o nascosto sotto il ponte delle lastre di ferro. uccisa la lepre. deve imparare giochi da saltimbanco: far capriole. che cosa accadde al suo ritorno. Quando si spense il fuoco e si disperse il fumo. "Sono sempre i marescialli Ma e Liu e i generali Beng e Ba. TRIPITAKA SI IMBATTE IN UN DIAVOLO NELLA FORESTA DEL PINO NERO. Poi mi liberaste. chiese a Sabbioso carta e pennello. Metà dei sopravvissuti se n'è andata altrove in cerca di mezzi di sussistenza. Abbassò la sua nuvola. In un istante scompare ogni traccia. che è un calunniatore. io. "A sentire te. Viviamo in fondo alla grotta. Questo è il regno dei pesci. se lo mise nella manica e fece un ultimo tentativo per ammansire Tripitaka: "Maestro. "Fra grandi e piccoli. Se un mostro si impadronisse del maestro. rullare il tamburo e battere il gong per essere esibito nelle piazze. Scimmiotto si sentì molto depresso: "Che tristezza! Lasciata Chang'an. Come possiamo difenderci dai loro archi potenti. Ed ecco che dalle rocce sparse sul pendio sbucarono sette od otto scimmiette. vorrete chiamarmi.batteva la testa per terra e gridava: "Vi supplico! Vi supplico! Parliamone!" "Scimmia testarda." "Non lo reciterò più" promise Tripitaka. foreste calcinate. CAPITOLO 28 RITORNO A CASA I MOSTRI DEL MONTE DI FIORI E FRUTTI TENGONO CONSIGLIO. in fin dei conti. o rimpiattato in fondo alla gola. Ma. mi sono inoltrato in fitte foreste. non ne salivano vapori né si vedevano segni di vita: rupi diroccate. l'incantesimo. e la sua intenzione era di uccidervi. Non parliamone più. Sorvolano immortali. Infine Scimmiotto scavalcò l'oceano con un balzo e subito raggiunse il Monte di Fiori e Frutti. qui hai tutti i certificati che vuoi. Eccolo qua: Piangendo si prosterna e si congeda. Non voglio più saperne di te come discepolo. come pensi che potrei cavarmela. digli che il primo dei suoi discepoli è il vecchio Scimmiotto. Lo strido dei gabbiani risuona da lontano. tanto che il reverendo non lo poté ricusare." "Eravate quarantasettemila.

prosternarsi, e poi lo invitarono a entrare. Si sedette sul suo antico trono, con tutti i mostriciattoli che si affollavano intorno per rendergli omaggio e chiedevano: "Avevamo saputo che eravate stato liberato per proteggere un monaco cinese in cerca delle scritture nel Paradiso dell'Ovest. Come mai siete invece di ritorno sulla vostra montagna?" "Piccoli miei, dovete sapere che quel monaco non sa distinguere un saggio da un cretino. Per un po' di tempo non ho fatto altro che catturare diavoli ed esseri malefici. Qualche mostro mi è capitato di doverlo ammazzare, e allora lui mi ha rimproverato di essere un violento, di esser dedito al male; ha rifiutato di tenermi come discepolo e mi ha scacciato. Mi ha scritto persino una lettera di licenziamento, per documentare che non mi assumerà mai più." I mostri ridevano e applaudivano: "Che bella fortuna! Non avevate niente da guadagnare a fare il monaco. Restate con noi e aiutateci a ritornare ai bei tempi. Brindiamo col vino di palma per festeggiare il vostro ritorno!" "C'è tempo per i brindisi. Ditemi piuttosto: con quale frequenza vengono qui quei cacciatori?" "Grande santo" risposero Ma e Liu, "non si può dire con certezza, ma vengono molto spesso, quasi tutti i giorni." "Oggi li avete visti?" "No, ma potrebbero venire da un momento all'altro." "Allora, ragazzi" ordinò il grande santo, "andate tutti a raccogliere sassi e schegge di roccia, e fatene dei bei mucchi regolari disposti qua e là. Ci faccio conto!" Tutti si sparsero sulla montagna come uno sciame d'api, e presto i mucchi di pietre furono pronti. Allora Scimmiotto disse: "Ora nascondetevi nella grotta e lasciate fare a me." Il grande santo si arrampicò sulla cima della montagna e vide venir su per i suoi fianchi un migliaio di uomini a cavallo, accompagnati da cani e falconi, armati di lance e spade, con accompagnamento di gong e tamburi. In effetti era gente d'aspetto marziale e feroce: Hanno spalle coperte dalle pelli di volpe Ed il torso serrato in giubbe di broccato, Le faretre contengono frecce a dente di lupo, Appesi alla cintura recano lunghi archi. Uomini più crudeli delle tigri in agguato, Cavalli come draghi, grandi mute di cani; In gran numero recano, posati sulle braccia, Falconi incappucciati ed aquile feroci. Riposte nei panieri tengon armi da fuoco, Recano centinaia di panie e di forche, Molte trappole degne dei giudici infernali, Corde che legherebbero il re Yama in persona. Si spargon numerosi come stelle in un cielo Di sciagura, lanciando dei gridi di richiamo. Tutta questa gente che veniva a spadroneggiare sulla sua montagna fece digrignare i denti al grande santo. Fece un segno con la mano, recitò un incantesimo e soffiò verso sud ovest. Che tempesta si levò! Prima si alza la polvere, poi la terra, le rocce, Alberi sradicati, la foresta distrutta. Le onde del mare si alzano come grandi montagne, Sulle rive si infrangono e tutte le sommergono. Cade il buio, le piante più robuste ruggiscono Come tigri; nel bosco dei bambù mugghia il vento Come un drago. Dà voce il cielo alla sua collera E colpisce spietato uomini ed animali. I mucchi di pietre che erano stati predisposti furono trascinati dal vento a grande velocità e colpirono gli infelici cavalieri come un'artiglieria: Vedi esploder le teste dei nobili signori, I cavalli al galoppo lascian strisce di sangue [...] Dice il poema: Gli uomini ed i cavalli mai più faran ritorno: Si aggiran nei deserti, fantasmi senza nome. Ricordiamo gli eroi, saggi o folli che fossero, Già pieni di baldanza, poi esanimi nel sangue. Scimmiotto osservò la situazione e commentò ridendo: "Che fortuna! Quand'ero bonzo, il monaco cinese diceva sempre: 'Il bene non basta praticarlo mille giorni di fila, ma il male è di troppo anche se praticato una sola volta.' Vedo che aveva ragione. In sua compagnia ammazzai pochissimi mostri, ma fu di troppo la quantità di rimproveri che ricevetti. Ora che sono tornato a casa, ho regolato in una volta sola il conto con tutta questa gente, ma non mancherò di ripeterlo se qualcun altro ci riprova." Al richiamo del grande santo le scimmie, vedendo che la tempesta era passata, corsero fuori dalla caverna. "Scendete lungo il pendio a sud e andate a spogliare i corpi dei cacciatori; laverete dagli abiti ogni traccia di sangue e li userete per proteggervi dal freddo. I cadaveri gettateli nel lago, che è profondo diecimila tese. Quanto ai corpi dei cavalli, dovete portarli alla grotta e scorticarli: con le pelli faremo scarpe, la carne la affumicheremo per conservarla nella dispensa. Archi e frecce, lance e spade ci serviranno per riprendere gli esercizi militari. Raccogliete anche stendardi e bandiere e portatemeli qui." Le scimmie ubbidirono. Tutti gli stendardi furono accuratamente lavati e cuciti insieme a formare un'immensa bandiera di tutti i colori, su cui vennero scritti quattordici grandi caratteri: RIPRISTINO DELLA GROTTA DEL SIPARIO TORRENZIALE SUL MONTE DI FIORI E FRUTTI GRANDE SANTO UGUALE AL CIELO Si drizzò un palo all'ingresso della grotta per alzare la bandiera. Ogni giorno Scimmiotto riceveva diavoli e belve, si occupava di ricostituire le scorte di grano e di foraggio, e non faceva o diceva nulla che avesse a che vedere con monaci o religione. Il suo prestigio e le sue estese relazioni gli permisero di farsi regalare acqua dolce di immortalità, con cui lavò la montagna per farla ritornare verde. Davanti piantò salici e olmi, dietro pini e cedri. Peschi, peri, giuggioli, susini, c'era un po' di tutto. La vita riprese nella calma e nella serenità. Ma ritorniamo a Tripitaka, che era stato indotto da false insinuazioni a congedare la scimmia dello spirito e cavalcava aggrappato alla sella. I pellegrini camminavano verso l'Ovest, con Porcellino come battistrada e Sabbioso in coda a portare i bagagli. Dopo aver superato le creste della Tigre Bianca, scoprirono un pendio boscoso, ricoperto di rovi e liane, pini azzurri e verdi cipressi. "Discepoli" dichiarò Tripitaka, "il pendio è ripido e ci porta a una fitta foresta. Stiamo attenti che non ci siano belve o mostri." Il bestione consegnò a Sabbioso la briglia del cavallo e, aprendosi il cammino a colpi di rastrello, li condusse nel folto della pineta. Dopo un po' il reverendo arrestò il cavallo: "Porcellino, ho troppa fame dopo questa lunga giornata di viaggio. Non mi potresti trovare qualcosa da mangiare?" "Maestro, smontate, vi prego, e aspettate che mi metta in cerca." Tripitaka smontò, Sabbioso posò il carico e porse a Porcellino la ciotola delle elemosine. "Io vado" disse quest'ultimo. "Dove conti di dirigerti?" chiese Tripitaka. "State tranquillo! Bucherei il ghiaccio per cavarne fuoco, spremerei la neve per estrarne olio: qualcosa di commestibile lo troverò." Proseguì per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare traccia umana; erano posti più adatti a lupi e tigri. La marcia incominciava a costargli fatica, e Porcellino rifletteva: "Quando c'era Scimmiotto, il vecchio bonzo otteneva tutto quello che voleva. Adesso che tocca a me, è proprio vero: "Tu saprai quanto costan cibo e legna Quando avrai la tua casa. E capirai Quanto vale l'amore di tuo padre Solo quando a tuo figlio lo darai. "Non c'è proprio un buco in cui si possa mendicare un po' di cibo!" Porcellino continuò a camminare, finché si sentì assalire dal sonno e pensò: "Se adesso ritorno indietro e racconto che non ho trovato donatori, il vecchio bonzo non crederà che abbia fatto tutta questa strada. Converrà che lasci passare un paio d'ore prima di farmi rivedere. Basta! Tanto vale che schiacci un pisolino sull'erba." Il bestione posò il capo sull'erba e si addormentò. Nelle sue intenzioni doveva essere una piccola siesta; ma non si rendeva conto che, se ci si lascia andare dopo un lungo e penoso cammino, si cade in un sonno profondo. Mentre Porcellino dormiva, il reverendo si sentiva pieno di inquietudini, gli ardevano i padiglioni delle orecchie, gli bruciavano gli occhi. Si rivolse a Sabbioso dicendo: "Consapevole delle Proprie Capacità si è allontanato da un bel pezzo; perché non torna?" "Maestro, ormai dovreste conoscerlo. Per quante famiglie trovi disposte a fare elemosine, con lo stomaco che ha, a che cosa credete che pensi? Lo rivedremo quando

sarà riuscito a saziarsi." "Giusto; ma se resta in giro ad abbuffarsi, come faremo a ricuperarlo? Si sta facendo tardi, e questo non è un posto raccomandabile per passare la notte. Sarebbe meglio cercare un riparo." "Portate pazienza, maestro. Restatevene qui seduto, e io lo andrò a cercare." "Va bene. Trovare un riparo è più importante del pasto." E Sabbioso seguì le orme di Porcellino. Solo nel bosco, Tripitaka era tanto stanco e depresso che dovette raccogliere tutte le energie che gli restavano per alzarsi in piedi, ammucchiare ordinatamente i bagagli, legare il cavallo a un albero, togliersi il cappello di paglia, conficcare nel terreno la punta del suo bastone da pellegrino. Peraltro si sentiva inquieto, e finì per rassettarsi e addentrarsi a passi lenti fra gli alberi, nella speranza di distrarsi e distendersi. Contemplava la vegetazione selvatica, così fitta da soffocare i pigolii degli uccelli che, fra le alte chiome, rientravano al nido. Un passo dopo l'altro, pensava di andare incontro ai suoi discepoli; ma non si rese conto che la direzione era sbagliata. Numerosi sentieri attraversavano il sottobosco in tutte le direzioni; quello che prese non andava a ovest, direzione seguita da Porcellino e da Sabbioso, ma compiva un ampio giro e si volgeva a sud. A un certo punto si trovò fuori dalla foresta e, guardando lontano, vide qualcosa che scintillava vivamente sotto i raggi del sole al tramonto. Guardando meglio, riconobbe il tetto dorato di una pagoda. Pensò: "I miei discepoli non hanno proprio fortuna, se non hanno trovato questo bell'edificio. Quando lasciai le terre dell'Est, formulai il voto di bruciare incenso in tutti i templi che avessi incontrato, di pregare il Buddha davanti a tutte le immagini che mi si fossero presentate e di scopare il pavimento all'ingresso di tutte le pagode che si fossero trovate sulla mia strada. E questo che scintilla al sole, non è appunto uno di quei preziosi reliquiari dorati? Ai piedi della pagoda, ci sarà il monastero; e nel monastero i monaci. Andiamo a vedere. Tanto, al cavallo e ai bagagli non può accadere nulla, perché da queste parti non passa nessuno. Se il luogo è ospitale, potrei aspettare là i discepoli e trascorrervi poi la notte." Ahimè, la sfortuna tendeva un tranello a Tripitaka. Egli avanza a gran passi verso lo stupa [...](7), varca la soglia, solleva la stuoia di bambù picchiettato che protegge l'ingresso, entra, e che cosa credete che trovi coricato su un banco di pietra? Un mostro. Ecco il suo aspetto: La faccia color indaco, boccaccia Con bianche zanne, alle tempie matasse Di peli irsuti di color scarlatto. Sparsa in ciuffi violetti come cespi Di litchi la sua barba. Il naso a becco Separa un paio d'occhi sfavillanti Come la stella del mattino. I pugni Grandi come scodelle da elemosina. Gli strani piedi lividi assomigliano A terrose radici. È avviluppato In un mantello giallo. Stringe in mano La sciabola snudata, benché steso Riposi sulla pietra. Egli dà ordini A giovani schierati in battaglioni Come formiche, a vecchi numerosi Come uno sciame d'api. Lo salutano Come padre ed attendono i suoi ordini Tremando. Lui beve solitario Quando splende la luna(8), e spesso esercita Grandi poteri magici. Può fare Tutto il giro del mondo in un istante. I suoi boschi abitati dagli uccelli Racchiudon antri con draghi e serpenti. Nei suoi campi coltivan gli immortali La giada bianca. Alchimisti raffinano Cinabro d'oro nella sua fornace. Se non lo si può dire il re dei diavoli, Egli è certo fra i mostri un importante Yaksa a testa di toro. A quello spettacolo, il reverendo rinculò terrorizzato, con le ginocchia tremanti, fece dietro-front e fuggì. Ma il mostro, socchiudendo i diabolici occhi dalle pupille d'oro, gridò: "Piccoli, andate a vedere chi c'è alla porta!" Un mostriciattolo diede un'occhiata fuori dall'uscio, vide il monaco con la lucente testa pelata e corse ad annunciare: "Maestà, c'è qui fuori un bonzo con la faccia larga e la testa rotonda, con le orecchie che gli cadono sulle spalle. È di carne tenera, con la pelle sottile; è proprio un monaco bello e buono." A queste parole, il mostro fece una risata cavernosa: "Come dice il proverbio: la mosca che passeggia sulla testa del serpente, ha voglia di farsi mangiare. Piccoli, acchiappatelo e portatelo qui; avrete un bel premio." I mostriciattoli si lanciarono fuori tutti insieme, come uno sciame d'api. Tripitaka avrebbe voluto fuggire correndo come una freccia, ma aveva le gambe molli dalla paura. Per di più la strada di montagna era faticosa, la foresta cupa e il sole al tramonto. Non era in grado di sottrarsi agli inseguitori: i mostriciattoli lo afferrarono e se lo portarono via, corpo e beni. Era come Il drago nello stagno assalito dai granchi, La tigre allo scoperto braccata dai mastini. Di storie avventurose se ne contano tante: Ne avete mai sentita una simile a questa? I mostriciattoli ricondussero il reverendo alla loro porta, lo misero giù davanti alla stuoia di bambù e andarono ad annunciare tutti allegri: "Grande re, vi portiamo il bonzo." Il vecchio mostro lo sbirciò di nascosto e rifletté: "Che bell'uomo! Sarà di sicuro una persona importante. Tanto più autorevole deve essere la mia accoglienza." Si diede l'aria della volpe della favola, che si fingeva il re degli animali(9), rizzò al cielo tutti i pelacci scarlatti che gli crescevano in capo, strabuzzò gli occhi e tuonò: "Portatelo qui!" "Detto fatto" dissero i mostri, e spinsero Tripitaka dentro casa. È il caso di dirlo: se entri nel canile, devi abbassar la testa. Tripitaka salutò giungendo le mani. "Da dove vieni, bonzo?" chiese il mostro, "e dove saresti diretto? Dimmelo in poche parole, che si capisca bene." "Sono un monaco che viene dalla corte dei Tang e ha ricevuto la missione imperiale di andare al Paradiso dell'Ovest a cercare le scritture. Poiché passavo per la vostra nobile montagna, ho pensato di visitare il santo che dimora nello stupa. Mi dispiace di avere involontariamente disturbato vostra eminenza; spero che mi vorrete perdonare. Quando ritornerò con le scritture nelle terre dell'Est, il vostro eminente nome sarà consegnato ai posteri, perché lo ricordino perpetuamente per loro edificazione." A queste parole l'orco si fece una bella risata: "Lo dicevo io che dovevate essere una persona importante. E infatti siete esattamente il tipo di persona che mi piace mangiare a pranzo: non potevate venire più a proposito. Difficilmente avrei potuto prendervi, se non foste stato così gentile da venire spontaneamente a consegnarvi con le vostre gambe. Ciò dimostra che è proprio il vostro destino finire i vostri giorni dentro il mio stomaco. E il destino non si contrasta; io non vorrei mai farlo, lasciandovi andare, e voi non potreste neppure se voleste." E ordinò ai mostriciattoli: "Portatelo via e legatelo bene." Essi lo legarono ben stretto al palo del riposo dell'anima. Il vecchio mostro venne a vederlo, impugnando la sua sciabola, e gli chiese: "Bonzo, quanti siete? Non mi racconterai che stavi andando da solo al Paradiso dell'Ovest!" Alla vista della sciabola, Tripitaka rispose onestamente: "Grande re, ho due discepoli che erano andati a mendicare cibo; uno si chiama Porcellino e l'altro Sabbioso. Ho anche un cavallo bianco e dei bagagli, che sono rimasti nella foresta." "Che giornata fortunata! Due discepoli, tre con te, e quattro con il cavallo. C'è da fare una bella scorpacciata." "Li andiamo ad acchiappare?" chiesero i mostriciattoli. "È inutile darsi da fare. Anzi, chiudete la porta. Quando quei due ritorneranno con le elemosine, non troveranno il loro maestro e dovranno venire a cercarlo qui. Come dice il proverbio: l'affare sul tuo uscio è più comodo da concludere. Ce ne stiamo tranquilli a casa nostra e catturiamo tutti quanti." I mostriciattoli chiusero la porta. Ritorniamo a Sabbioso, che era partito alla ricerca di Porcellino. Camminò anche lui per una diecina di li, fino a uscire dalla foresta, senza trovare casa né villaggio. Osservava i dintorni da un'altura, quando udì una voce borbottare nell'erba; allontanò l'erba con il bastone, e scoprì quel bestione di Porcellino che parlava nel sonno. Gli diede un brusco risveglio, tirandolo per l'orecchio e gridando: "Scemo, ti avevano mandato a mendicare! Perché ti sei messo a dormire?" "Che ora è, fratellino?" borbottò Porcellino aprendo gli occhi. "Tirati su! Il maestro dice di lasciar perdere il cibo, se è difficile trovarne, ma di cercargli un alloggio per la notte." Ritornarono indietro; Porcellino, con la ciotola vuota in una mano e il rastrello nell'altra, aveva ancora l'aria imbambolata. Ma, ritornati al punto di partenza, non trovarono più il maestro. "È tutta colpa tua, bestione" brontolò Sabbioso, che ce l'aveva con lui. "Dovevi ritornare senza farti cercare. Il maestro lo avrà portato via qualche essere malefico." "Fratellino, non fantasticare" replicò Porcellino ridendo. "Un bosco così bello non può essere abitato dagli spiriti. Il maestro si sarà stufato di restarsene seduto e sarà andato a sgranchirsi le gambe. Guardiamoci intorno, e vedrai che lo troviamo." Raccattarono cappello e bastone, presero i bagagli, si tirarono dietro il cavallo e si misero in cerca di tracce. Per un po' vagarono incerti, ma finirono per trovare la pista buona e, dopo un po', giunsero dove si scorgeva ancora lo scintillio del tetto della pagoda, verso sud. Si vede che, per il monaco cinese, non era ancora giunta la sua ora. "Non disgrazie, ma fortuna!" gridò Porcellino. "Lo vedi quello stupa? Il maestro sarà andato là; chi oserebbe maltrattarlo, in un posto come quello? Gli avranno servito il suo bel pasto di magro e lo tratterranno come ospite. Sbrighiamoci ad andarci anche noi, prima che si mangi tutto." "Andiamo pure, ma non ci vedo chiaro" commentò Sabbioso. Marciarono a spron battuto fino alla porta. "To', l'uscio è chiuso!" Sopra la porta si vedeva una targa di giada bianca, che recava incisi sei grandi caratteri:

GROTTA DELLA LUNA MARINA, SUL MONTE DELLA TAZZA "Lo vedi, fratello, altro che monastero!" disse Sabbioso. "È un antro di mostri. Se il nostro maestro è lì dentro, andarlo a trovare non sarà tanto semplice." "Dài, fratellino, non ti spaventare. Lega il cavallo e bada ai bagagli, che io metto le cose in chiaro." Il bestione si fece avanti brandendo il suo rastrello e gridò: "Aprite! Aprite!" Il mostriciattolo portinaio aprì uno spiraglio, diede un'occhiata e corse a riferire: "Grande re, eccoli che arrivano!" "Chi arriva?" "Davanti alla grotta c'è un bonzo dal lungo grugno e dalle grandi orecchie, accompagnato da un altro con la faccia tetra. Vogliono entrare." "Sono Porcellino e Sabbioso che vengono a cercare il loro maestro" disse allegro il mostro. "Che bravi, ci hanno trovato in fretta! Ma se hanno la faccia patibolare, sarà meglio non prenderli alla leggera. Portatemi l'armatura." Una volta armato, uscì impugnando la sciabola. Porcellino e Sabbioso, davanti alla porta, ne videro uscire questo mostro dall'aspetto feroce. Come si presentava? Faccia blu e pelo rosso, inscatolato Nell'armatura d'oro, che è commessa Da cinghie ornate di conchiglie, in vita La cintura di seta. Ulula il vento Se sta sul monte; le onde si sollevano Se va sul mare. Le sue grandi mani Rudi e solcate da gran vene azzurre Stringon la scimitarra. Ed il suo nome, Famoso nei dintorni, è Veste Gialla. L'orco Veste Gialla chiese: "Da dove venite, bonzi che osate far baccano alla mia porta?" "Figliolo" rispose Porcellino, "ecco qui il tuo nonnetto, inviato dalla corte dei Tang al Paradiso dell'Ovest. Il mio maestro Tripitaka è fratello dell'imperatore. Se è in casa tua, fallo uscire prima che sia troppo tardi: mi risparmierai la fatica di farmi strada a colpi di rastrello." "Certo che abbiamo in casa un monaco cinese" rispose sorridendo il mostro, "e lo trattiamo con ogni gentilezza. Gli ho appunto fatto preparare delle polpette farcite di carne umana. Venite anche voi ad assaggiarle!" Quello scemo prese per buono l'invito e stava entrando davvero. Sabbioso dovette prenderlo per la tonaca e dirgli: "Non vedi, fratello, che ti prende in giro? E poi, da quando in qua ti sei rimesso a mangiare carne umana?" Finalmente il bestione capì, levò il rastrello e lo abbatté sul mostro; ma questo ebbe il tempo di schivare il colpo, e alzò la sua sciabola. Presto si misero a combattere a mezz'aria, usando i loro poteri magici. Sabbioso lasciò il cavallo e corse, con il suo bastone, in aiuto di Porcellino. Fu una bella mischia: La sciabola si oppone al bastone levato e para i colpi del rastrello abbassato. Forza e astuzia! Il rastrello a nove denti e il bastone per abbattere i diavoli minacciano da ogni parte, ma Veste Gialla non si spaventa. La sua sciabola d'acciaio brilla come argento, i suoi poteri magici sono grandi. Battendosi riempiono lo spazio di brume e nebbie, fendono rocce, abbattono rupi. L'orco combatte per la sua reputazione: come rinunciarvi? Gli avversari difendono il loro maestro: nulla può spaventarli. I tre ingaggiarono varie diecine di scontri senza decidere il combattimento e senza risolversi ad abbandonare il campo. Se non sapete come si conclusero le cose per Tripitaka, ascoltate il seguito. CAPITOLO 29 ALLA CORTE DEL RE DEGLI ELEFANTI SACRI IN CUI TRIPITAKA SUPERA LA PROVA E GIUNGE IN UN REAME E PORCELLINO, AFFIDATAGLI LA MISSIONE DI COMBATTERE, SCAPPA NEL BOSCO. Dice il poema: Le vane idee la forza non distrugge: Perché sempre cercar la verità? Ti basti coltivare la natura Di buddha. L'illusione fa tutt'uno Con l'illuminazione. La seconda Opera nell'istante, ma la prima Si estende per miriadi di eoni. Il sol pensiero di perfetta unione Sa cancellar peccati numerosi Come sabbia del Gange. Dopo trenta scontri con l'essere malefico, Porcellino e Sabbioso non riuscivano a spuntarla. In realtà nemmeno venti bonzi come loro avrebbero potuto uguagliare poteri e capacità di quel mostro. Se un certo equilibrio veniva mantenuto, era solo grazie al segreto aiuto di guardie della luce, vigili delle tenebre, rivelatori e protettori; e perché non era destino del monaco cinese di morire allora. Mentre i tre combattevano, Tripitaka nella grotta pensava ai suoi discepoli e si lamentava con le lacrime agli occhi: "Consapevole delle Proprie Capacità, qualche amico del bene ti avrà trattenuto chissà dove offrendoti cibo. E tu, Consapevole della Purezza, dove sarai? Avrai ritrovato il condiscepolo? E come saprete che l'orco mi ha catturato? Quando mi sarà dato di superare questa prova?" Mentre gemeva e si desolava, dall'interno della casa venne una giovane donna, che gli si avvicinò e chiese: "Da dove venite, reverendo? Perché vi hanno legato in questo modo?" Tripitaka, attraverso le lacrime che gli annebbiavano gli occhi, la guardò (dimostrava una trentina d'anni) e le rispose: "Cara donatrice, è una domanda inutile. Dal momento che devo morire per essere entrato in casa vostra, mangiatemi se volete, ma vi prego di non farmi interrogatori." "Io non sono un orco" replicò la donna. "La mia famiglia vive a trecento li da questo posto, nella capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Sono la terza figlia del re, e mi chiamo Invidiata dei Cento Fiori. Tredici anni fa, la notte del quindicesimo giorno dell'ottavo mese, mentre contemplavo la luna piena, l'orco mi rapì in un turbine di vento. Gli sono stata moglie per tredici anni e gli ho dato figli senza mai poter comunicare con i miei; ma non ho smesso di pensare a loro. Raccontatemi anche voi da dove venite e come siete stato catturato." "Il povero monaco che sono è stato inviato a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Passavo di qui e sono entrato per sbaglio. L'orco ha detto che contava di catturare anche i miei discepoli e di farci cucinare tutti insieme." "Rassicuratevi, reverendo" disse sorridendo la principessa. "Poiché siete un pellegrino in cerca delle scritture, vi salverò. Se mi promettete di portare un messaggio ai miei genitori, chiederò grazia per voi. Il Regno degli Elefanti Sacri è lungo la strada maestra verso l'Ovest." "Donatrice" rispose Tripitaka, "se salvate la mia povera vita, porterò il vostro messaggio." La principessa andò in camera sua, scrisse una lettera alla sua famiglia e la mise in una busta. Poi slegò il monaco cinese e gli consegnò la busta, che Tripitaka rispettosamente ricevette: "Vi ringrazio infinitamente di salvarmi la vita. Non mancherò di consegnare questa lettera al re; tuttavia, dopo tanti anni, i vostri genitori potrebbero non credere che sia autentica, e mi potrebbero accusare di menzogna." "State tranquillo, mio padre non ha avuto figli maschi, che possano porre dei problemi; ha avuto solo me e le mie due sorelle. Vedrete che si prenderanno cura di voi, come latore della lettera." Tripitaka si mise la busta nella manica e si avviò verso la porta, ma la principessa lo trattenne: "Non conviene che usciate dalla porta principale: lì c'è una calca di mostri grandi e piccoli, pronti ad aiutare il loro capo che combatte contro i vostri discepoli; e intanto gridano, sventolano bandiere, rullano tamburi e battono gong. Sono più pericolosi di mio marito: se vi vedono, non ci pensano due volte ad ammazzarvi. Uscite piuttosto dalla porta posteriore; intanto io parlerò a mio marito, per convincerlo a lasciar andare con voi anche i vostri discepoli." Tripitaka si prosternò fino a terra per salutare, uscì dalla porta posteriore e si nascose nel vicino boschetto. Intanto l'accorta principessa si faceva strada tra la folla eccitata dei mostriciattoli, finché giunse in vista dei combattenti che si scambiavano colpi sulle nuvole, e gridò più forte che poté: "Messer Veste Gialla!" Questi si allontanò subito dal combattimento, abbassò la sua nuvola accanto a lei e, senza abbandonare la sua sciabola d'acciaio, le prese la mano con galanteria: "Che cosa c'è, tesoro?" "Ho fatto un sogno, ho visto un dio con la corazza d'oro." "Che cosa voleva questo dio?" "Da piccola, quando vivevo al palazzo, avevo fatto voto che, quando avessi trovato un marito saggio e nobile, sarei andata in pellegrinaggio su qualche celebre monte, per pregare e fare elemosine ai monaci. Il nostro matrimonio è così felice che non posso pensare di allontanarmi da casa; ma ora il dio con la corazza d'oro è venuto a esigere il compimento del voto. Le sue grida mi

hanno svegliata, e mi sono resa conto che era stato un sogno. Mentre venivo a raccontarvelo, mi sono imbattuta in un monaco legato al palo. Se voi lo lasciaste andare per compiacermi, l'atto di misericordia potrebbe equivalere al compimento del voto. Ma non so se acconsentirete." "Certo, tesoro, non è una cosa importante. Di monaci come questo posso sempre trovarne altri, quando ne avrò voglia. Che se ne vada pure." "Può uscire dalla porta posteriore?" "Esca da dove gli pare." Poi rimontò per aria, sciabola in pugno, e gridò: "Porcellino, vattene con il tuo maestro! Sia chiaro che non mi fai paura; è mia moglie che mi chiede di lasciarvi andare. Cercate il maestro alla porta posteriore e andatevene per la vostra strada; ma non mi ricapitate fra i piedi, se tenete alla pelle." Porcellino e Sabbioso tirarono un respiro di sollievo, ripresero cavallo e bagagli e se la filarono svelti come se fossero inseguiti. Fecero il giro della Grotta della Luna Marina fino alla porta posteriore, e gridarono: "Maestro!" Tripitaka riconobbe le loro voci e rispose dal boschetto in cui si nascondeva. Sabbioso lo andò a cercare nel folto, lo prese per mano e lo aiutò a rimettersi in sella. Come a dire: Incontrò l'orco con la faccia scura, Ma la buona Invidiata lo protesse. Il pesce che si libera dall'amo Guizza lontano nell'acqua profonda. Uscirono dal boschetto e riguadagnarono la strada maestra, Porcellino in testa e Sabbioso in coda. Immaginate come si punzecchiavano e si rimproveravano a vicenda, mentre Tripitaka cercava di metter pace. Di tappa in tappa, camminando fino al calar del sole prima di cercare riparo per la notte e alzandosi al canto del gallo, percorsero in breve duecentonovanta li e si trovarono davanti a una città: la capitale del Regno degli Elefanti Sacri. Un bel posto, che non ci si stancherebbe di contemplare. [...] I tre pellegrini chiesero ospitalità nella locanda. Tripitaka si recò al palazzo reale e sollecitò un'udienza. Il preposto si presentò ai piedi dei gradini di giada bianca, per annunciare: "Maestà, c'è un monaco eminente della corte dei Tang che chiede udienza per consegnarvi un documento." Il re si compiacque di sentir parlare della grande corte dei Tang e di sentirsi sollecitare da un santo monaco di alto lignaggio. Tripitaka fu accompagnato ai piedi dei gradini dorati, ed eseguì alla perfezione e con la massima disinvoltura tutti i riti di un complesso cerimoniale. Gli ufficiali civili e militari schierati ai piedi del trono, ammirati, commentavano: "Solo una personalità di un paese di alta civiltà può comportarsi con tanta eleganza." "Quali affari vi conducono nel mio paese, reverendo?" chiese il re. "Sono un umile monaco della corte dei Tang, figlio del Buddha, e ho ricevuto dal Figlio del Cielo la missione di cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. Mi sono permesso di recare disturbo a vostra maestà, uscendo dal privato riserbo, solo perché era opportuno presentare le mie credenziali fin dal momento dell'arrivo nel vostro stimato paese." "Mostratemi il messaggio del Figlio del Cielo." Tripitaka lo presentò rispettosamente sulle mani tese e lo svolse sul tavolo di sua maestà. Il messaggio diceva: Passaporto rilasciato dal Figlio del Cielo, del grande impero dei Tang nel continente del Sud, per volontà del destino: Noi, alle cui deboli forze è pervenuto un immenso retaggio, serviamo gli dèi e governiamo il popolo con attenta sollecitudine, come se camminassimo sull'orlo di un precipizio, e come se ci muovessimo su una lastra di ghiaccio. Ci accadde di venir meno all'impegno di salvare il drago del fiume Jing e le nostre dieci anime scesero negli inferi; senza la protezione della nostra imperatrice madre, saremmo rimasti ospiti dell'instabilità. Ma per grazia del sovrano infernale, considerato che la durata assegnata alla nostra vita terrena non era esaurita, siamo stati restituiti al mondo dei vivi e abbiamo celebrato il ritorno con grandi cerimonie per la salvezza dei trapassati. La molto compassionevole pusa Guanyin ci accordò il favore di apparirci nel suo corpo d'oro, per indicare l'esistenza nell'Ovest delle scritture del Buddha, che hanno la proprietà di salvare i defunti e di liberare le anime in pena. La presente lettera conferisce al maestro della legge Tripitaka la missione di viaggiare quanto occorre, attraversando mille montagne, alla ricerca di quei sutra. Quando attraverserà i vostri paesi dell'Ovest, io vi chiedo di non ostacolare la sua vocazione al bene e di lasciarlo passare. Questo è il contenuto della presente lettera, che a questo fine vi verrà presentata. Nel tredicesimo anno dell'era della Contemplazione della Virtù dei grandi Tang, in un giorno fasto d'autunno. Il documento imperiale recava nove sacri sigilli. Dopo averlo letto, il re vi aggiunse quello del suo paese e lo rese a Tripitaka, che ringraziò e lo ripose: "L'umile monaco che sono avrebbe anche un'altra incombenza: la consegna a vostra maestà di una lettera familiare." "Di quale lettera si tratta?" chiese sorpreso il re. "Mi ha incaricato di consegnarvela la signora terza principessa, che ho casualmente incontrata. Essa venne a suo tempo rapita dal mostro Veste Gialla, della Grotta della Luna Marina sul Monte della Tazza." Al re vennero le lacrime agli occhi: "Sono tredici anni che non la vedo. Per questo caso, quanti ufficiali ho allontanato dai loro incarichi, civili e militari! Quanti servitori ed eunuchi sono stati fustigati a morte! Si supponeva che si fosse allontanata dal palazzo e si fosse smarrita. Innumerevoli case furono perquisite e frugate in città, senza alcun risultato. Come sapete che fu rapita da un mostro? Certo comprenderete come non possa vincere la commozione, a questa inattesa notizia." Tripitaka si tolse la lettera dalla manica e la presentò. Il re riconobbe la calligrafia dell'indirizzo e si emozionò tanto che non riusciva a strappare la busta. Dovette chiamare in aiuto un letterato dell'Accademia della Foresta dei Documenti, che si fece avanti, l'aprì e la lesse in tono solenne, davanti all'attento uditorio degli ufficiali, dietro i quali le dame di corte si pigiavano ad ascoltare: Vostra figlia Invidiata dei Cento Fiori, così poco filiale, si prosterna cento volte davanti al Palazzo del Drago e della Fenice per salutare vostra maestà, padre virtuoso; e davanti al Palazzo Riflesso di Sole per onorare la regina sua madre, le dame dei tre palazzi, i saggi ministri e gli ufficiali civili e militari della corte. La vostra goffa figlia ha nutrito gratitudine sin dalla nascita per le mille attenzioni godute, che vi sono costate tanta pena. Da parte mia non fui capace di compiacervi e di adempiere i miei doveri di pietà filiale. Il fatto accadde tredici anni fa, il quindicesimo giorno dell'ottavo mese; in una bella nottata, mio padre ebbe la bontà di far predisporre banchetti in ogni palazzo per godere la luce della luna e celebrare le festività del firmamento. Nel bel mezzo della festa venne un diavolo dagli occhi sfavillanti, con la faccia blu e i capelli verdi, che cavalcando un turbine di vento si impadronì di vostra figlia e la portò su una montagna deserta e selvaggia. Qui ho vissuto per tredici anni, partorendo a quel mostro due figli. Senza dubbio ciò è disdicevole per le relazioni sociali, per non parlare dell'oltraggio al buon costume; è senz'altro una situazione disonorevole e io non dovrei nemmeno parlarvene, ma non ho il coraggio di tacere tutto ciò sino alla morte. Mi arrovellavo nella solitudine, miei cari genitori, quando il santo monaco della corte dei Tang fu catturato anche lui dal mio re diavolo. Ho scritto questa lettera piangendo e avrò l'audacia di liberarlo perché ve la porti, come debole testimonianza del mio affetto. Spero che il re mio padre avrà pietà di me e manderà i suoi generali a catturare il mostro Veste Gialla e a liberarmi, per ricondurmi a corte. Vi sarei profondamente riconoscente. Scusate queste righe scribacchiate in fretta: vorrei tanto vedervi e parlarvi! La vostra figlia ribelle, Invidiata dei Cento Fiori, si prosterna ai vostri piedi. Quando l'accademico terminò la lettura, il re scoppiò in lacrime, le dame dei tre palazzi piangevano come fontane, gli ufficiali civili e militari erano rattristati. Tutti esprimevano pena e cordoglio. Infine il re si soffiò il naso e chiese ai suoi ufficiali: "Chi di voi ha il coraggio di levar truppe per catturare il mostro e liberare mia figlia?" La domanda, più volte ripetuta, non otteneva risposta. Tutti restavano muti, come se fossero soldatini di legno o mandarini di terracotta. Il re, molto contrariato, ricominciò a piangere. Allora gli ufficiali, in corpo e deputazione, s'inginocchiarono e gli fecero presente: "Vostra maestà si calmi. Non sapevamo più nulla della principessa da tredici anni, dal giorno della sua scomparsa. Ora il caso le ha fatto incontrare il santo monaco, al quale ha affidato la lettera; ma noi continuiamo a saperne ben poco. Del resto, noi siamo soltanto soldati e cavalieri di questo basso mondo, e le nostre competenze si limitano all'arte classica della guerra: spiegamenti di truppe, fortificazione di accampamenti, infine ciò che occorre per proteggere il paese da aggressioni. Un orco, invece, è una creatura che va e viene sulle nuvole; come fare a combatterlo per aria? Sappiamo però che il pellegrino è un santo monaco dell'Est; un bonzo così importante dovrà pur possedere l'arte di abbattere i diavoli. Non si dice che tigri e draghi si sottomettono a chi possiede il Tao, che dèi e diavoli devono fare i conti con il peso della Virtù? Dice il proverbio: a ciascuno il suo mestiere. Il piano migliore dovrebbe essere di chiedere al reverendo di sottomettere il mostro e di liberare la principessa." Il re si volse allora a Tripitaka: "Reverendo, se

la potenza della legge vi dà la capacità di catturare questo mostro, di liberare mia figlia e di ricondurmela qui, non avrete più bisogno di andare a salutare il Buddha nell'Ovest. Vi farete crescere i capelli e resterete a condividere con me il trono come fratello giurato. Ci godremo insieme onori e ricchezze, voi e io. Che ve ne pare?" Tripitaka rispose precipitosamente: "Per carità, l'umile monaco che sono ha solo una conoscenza approssimativa delle preghiere che si rivolgono al Buddha; non ho la minima idea di come si abbattano i diavoli." "Se fosse così, non avreste l'audacia di percorrere solo soletto la lunga strada verso il Paradiso dell'Ovest." Tripitaka non poté nascondere che due discepoli lo accompagnavano: "È vero, maestà, da solo non ci riuscirei mai. Ma ho due discepoli che sanno aprire passaggi nelle montagne e gettar ponti sulle acque. Sono loro che mi hanno protetto fin qui." "Non siete davvero un bonzo riguardoso" lo rimproverò il re. "Se avete dei discepoli, perché non me li avete presentati? Anche se non potrò far loro doni adeguati, avrò almeno la possibilità di invitarli a pranzo." "Il fatto è che i miei discepoli sono impresentabili a corte. Sono brutti e potrebbero risultare molto sgradevoli a vostra maestà." "Senti, senti!" disse ridendo il re. "Che buffi discorsi fa il nostro bonzo! Ma dopo tutto non credo che mi farebbero paura." "Non oso dir questo. Il mio primo discepolo si chiama Porcellino Consapevole delle Proprie Capacità, ovvero Otto Divieti. Ha lungo grugno, lunghe zanne, setole rade sulla nuca e le orecchie a ventola; è grande e grosso, quando si muove provoca un forte spostamento d'aria. Il secondo discepolo si chiama Sabbioso Consapevole della Purezza; è alto due tese, le spalle larghe tre cubiti, la faccia color indaco, una bocca molto larga che sembra una bacinella di sangue, gli occhi terribili, i denti come un rastrelliera di chiodi. Insomma, portare a corte gente simile vorrebbe dire assumersi una bella responsabilità." "Se sono come li descrivete, saranno piuttosto divertenti che spaventosi. Fateli venire!" Si mandò alla locanda la piastra d'oro per invitarli. Il bestione disse a Sabbioso: "Tu, fratellino, sostenevi che quella lettera fosse meglio non recapitarla. Ma ora puoi vederne i vantaggi: il re avrà dato ordine di ospitare adeguatamente il latore. Di certo avrà fatto preparare un banchetto come si deve; il nostro maestro, che a tavola non è mai all'altezza della situazione, si troverà in difficoltà a spazzolare tutto e ci avrà fatto invitare perché lo aiutiamo. Noi lo aiuteremo, e questo ci darà vigore domattina per la prossima tappa." "Vedremo" commentò laconicamente Sabbioso. Affidarono al locandiere bagagli e cavallo, e seguirono a corte il latore della piastra d'oro, portando con sé le proprie armi. Quando furono davanti ai gradini di giada bianca, fecero un semplice saluto e rimasero in piedi. Gli ufficiali civili e militari si spaventarono. Dicevano: "Passi la bruttezza, ma questi bonzi sono veri villani! Come si permettono di comparire davanti al re senza prosternarsi? Hanno fatto un saluto qualsiasi e se ne stanno lì ritti impalati. Da non credere!" "Signori, non spettegolate" fece Porcellino sentendo il mormorio. "Siamo fatti così. Non siamo molto belli, ma ci farete l'abitudine." Il re, che era già allarmato dall'orribile aspetto, all'udire questa dichiarazione si mise a tremare come una foglia e cadde giù dal trono reale; per fortuna gli ufficiali più vicini lo risollevarono subito. Tripitaka, sconvolto, si gettò a terra e si prosternò precipitosamente più volte: "Maestà, merito mille morti! L'avevo detto che i miei discepoli erano impresentabili e che temevo recassero offesa a vostra maestà. Ed ecco che vi hanno cagionato un brutto spavento." Pur continuando a tremare, il re tese la mano a Tripitaka per farlo rialzare: "Meno male, reverendo, che me lo avevate detto. Se non fossi stato messo sull'avviso, credo proprio che sarei morto di paura." Il re mise un po' di tempo a riprendersi, ma infine chiese: "Chi dei due reverendi è il miglior distruttore di mostri?" "Io me ne intendo" fece Porcellino senza riflettere. "Che titoli avete?" "Sono l'Ammiraglio dei Canneti Celesti. Sono stato bandito in questo mondo in seguito a un'infrazione, ma poi ho avuto la fortuna di convertirmi alla retta via e di farmi monaco. Da quando abbiamo lasciato le terre dell'Est, io mi sono dimostrato il più abile distruttore di diavoli." "Se siete un guerriero celeste esiliato sulla terra, sarete esperto anche di trasformazioni." "Non diciamo esperto, ma qualcosa so fare." "Provate. Mi piacerebbe vedere un saggio." "Assegnatemi il tema della trasformazione." "Per esempio, potreste diventare un gigante." Porcellino di trasformazioni ne conosceva parecchie, precisamente trentasei. Per far bella figura, fece il gesto adatto, recitò la formula e gridò: "Cresci!" Con una torsione della schiena si allungò a otto o nove tese di statura, raggiungendo le dimensioni di una di quelle divinità che aprono i cortei dei funerali. I funzionari tremavano, monarca e sudditi erano sbigottiti. Un ufficiale si azzardò a chiedere: "Reverendo, qual'è la statura massima che potete raggiungere?" Il bestione non poté trattenersi dal rispondere con le sue solite sciocchezze: "Dipende dalla direzione del vento. Questa è una statura che va bene con il vento che soffia dall'est o dall'ovest; ma se soffiasse da sud, correrei il rischio di bucare l'azzurro del cielo." "Basta così. Sarebbe meglio che ritornasse giù" disse il re allarmatissimo. Porcellino fece il gesto di accoccolarsi e riprese la sua solita statura. "E come siete armato, reverendo?" chiese ancora il re. "Il vecchio Porcellino usa un rastrello" rispose il bestione mostrandolo. "Ma è indecente!" esclamò il re con un risolino nervoso. "Non sarebbe dignitoso per la mia casa. Qui abbiamo di tutto: fruste, sbarre, azze e mazze, sciabole, lance, alabarde, asce da guerra, spade, picche, partigiane, falci da battaglia. Scegliete quello che vi conviene, ma che sia un'arma decorosa, non un arnese da giardinaggio." "Vostra maestà non se ne intende. Vi sembrerà un'arma volgare ma, a parte il fatto che l'ho sempre usata e ci sono abituato, con questo rastrello in pugno ho comandato ottantamila marinai sul Fiume Celeste, quand'ero ammiraglio. Del resto, anche nell'accompagnare il maestro, è con questo rastrello che ho distrutto covi di lupi e tigri, e ripulito antri di draghi e serpenti." Il discorso impressionò il re, che fece segno di avvicinarsi alla nona concubina e le disse all'orecchio: "Porta di quel vino mio personale per festeggiare il reverendo che va alla guerra; puoi portare una bottiglia intera." Riempì una coppa e la porse a Porcellino: "Reverendo, vi ringrazio fin d'ora della pena che vi darete. Quando avrete catturato l'orco e ricondotto mia figlia, vi darò mille pezzi d'oro e un banchetto coi fiocchi." Il bestione prese la coppa e sfoderò quel tanto di cortesia di cui era capace; fece una gran riverenza a Tripitaka e gli disse: "Maestro, dovreste essere voi il primo a bere questo vino, ma non oso disobbedire all'ordine del re; scusatemi se vi precedo, ma mi serve per mettermi su di giri e aumentare il mio coraggio nella cattura del mostro." Bevve d'un fiato, si impadronì della bottiglia e ne riempì nuovamente la coppa per porgerla a Tripitaka. "Sai che non bevo. Dàlla al tuo condiscepolo." Sabbioso si fece avanti per prendere la coppa. Porcellino produsse una nuvoletta ai suoi piedi e se ne servì per balzare in aria. "Il reverendo Porcellino sa cavalcare anche le nuvole!" esclamò il re. Scomparso il bestione, anche Sabbioso vuotò la coppa d'un fiato: "Maestro, quando combattemmo con Veste Gialla che vi aveva rapito, ci impegnammo tutti e due senza riuscire a concludere. Dubito che Porcellino possa farcela da solo." "Hai ragione, discepolo; sarà meglio che tu vada a dargli una mano." E Sabbioso montò a sua volta su una nuvola e partì. Il re, sconvolto, afferrò il monaco cinese per una mano e implorò: "Reverendo, per favore, non volerete via anche voi! Qualcuno dovrà pur restare a farmi compagnia." "Per carità, io non saprei alzarmi nemmeno di poco." I due rimasero nella sala a fare conversazione. Intanto Sabbioso aveva raggiunto Porcellino: "Aspetta, fratello, vengo anch'io!" "Che cosa vieni a fare, fratellino?" "Il maestro mi ha raccomandato di aiutarti." "Giusto, buona idea" concluse contento Porcellino. "In due, mettendocela tutta, ce la faremo. Non sarà niente di speciale, ma qui in paese ci può dare una certa reputazione." Eccoli: Escon dalla città sulle ali del vento, Passano le frontiere su luci colorate. Per ordine del re devono catturare Ad ogni costo l'orco dentro la sua caverna. Giunti all'ingresso della grotta scesero dalle nuvole e Porcellino menò un gran fendente, con il suo rastrello, alla porta di pietra che chiudeva l'entrata: vi fece un bel buco, delle dimensioni di un recipiente da uno staio. Il mostriciattolo di guardia in portineria diede un'occhiata e corse spaventato a riferire: "Gran re, si mette male. Il bonzo con il grugno e quello tetro sono ritornati, hanno battuto alla porta e l'hanno rotta." "Il loro maestro l'ho lasciato andare. Perché mai quei due rognosi mi vengono a sfondare la porta?" "Magari hanno dimenticato qualcosa e sono tornati a cercarla" suggerì il mostriciattolo. "Cretino!" insultò l'orco. "Ti pare che per questo si debba sfondare l'uscio? La ragione sarà un'altra." Si affrettò a indossare la corazza, impugnò la sciabola e uscì a indagare: "O bonzi, che cosa andate cercando? Il vostro maestro l'ho pur liberato." "Brutto mostro, ne hai combinate di tutti i colori!" rispose Porcellino. "E che cosa avrei combinato?" "Hai rapito la terza principessa del Regno degli Elefanti Sacri e l'hai costretta a divenire tua moglie. Te la tieni da tredici anni, ma adesso è tempo di restituirla: ti vengo ad arrestare per ordine del re. Il meglio che puoi fare è di legarti da solo, così non perdiamo tempo." L'orco vide rosso. Si alza in tutta la sua statura, digrigna i denti, rotea gli occhi e, alzata la sciabola, assesta un gran fendente in testa al nemico. Ma Porcellino schiva e allunga il rastrello; Sabbioso brandisce il bastone e si unisce alla mischia. Questo combattimento fu molto più duro del precedente. Si capisce che

L'ira vien scatenata dalle frasi offensive, Le intenzioni aggressive stimolano la collera. È una lunga battaglia fra i due monaci e l'orco: "Hai rapito una donna e meriti la morte." "Tu cosa ci rimetti, brutto rompicoglioni?" "Il tuo stupro è un oltraggio ad un intero regno." "Ma tu vieni da fuori, non sono fatti tuoi." In fondo si combattono solo per una lettera [...] Dopo otto o nove scontri, Porcellino si trovò in difficoltà: aveva il fiato grosso e non reggeva più gli attacchi. Perché resisteva meno dell'altra volta? mi chiederete. Perché gli dèi protettori si tenevano sempre vicini a Tripitaka, per assicurare la sua protezione; nel primo scontro si trovavano presso la grotta e davano una mano; ma questa volta erano lontani e si sorbivano le chiacchiere da salotto alla corte degli Elefanti Sacri. "Sabbioso" disse il bestione, "vado un momento a far pipì. Tu continua pure." Senza darsi altro pensiero del condiscepolo, corse a rotta di collo nel bosco e si rifugiò in un cespuglio spinoso, incurante delle spine che gli laceravano veste e pelle. Ne lasciò emergere solo un'orecchio, per ascoltare da lontano il rumore della battaglia. La fuga di Porcellino prese Sabbioso alla sprovvista; il mostro si precipitò su di lui, se ne impadronì e lo condusse prigioniero nella grotta con mani e piedi legati. Se poi non sapete se ne uscì vivo o morto, ascoltate il seguito. CAPITOLO 30 TALENTI E PRODEZZE DEL CAVALLO IN CUI IL DEMONE PERVERSO INFRANGE LA GIUSTA LEGGE, E IL CAVALLO DEL PENSIERO SI RICORDA DELLA SCIMMIA DELLO SPIRITO. Il mostro fece legare Sabbioso, ma non lo uccise, non lo percosse e nemmeno lo insultò. Sostò invece a riflettere: "Quel monaco cinese viene da un paese di grande civiltà e non ignora certo i riti e la giustizia. Dal momento che gli ho risparmiato la vita, perché lui dovrebbe mandare i suoi discepoli a cercare di catturarmi? Dev'essere stata mia moglie a mandare un messaggio al suo paese. Bisogna metter le cose in chiaro." Si diede un'aria feroce, e andò a cercare la principessa con le peggiori intenzioni. Quest'ultima, senza sospettare nulla, aveva appena terminato la sua toilette e se ne andava tranquillamente per casa, quando vide il mostro con la fronte aggrottata, che digrignava i denti e gettava sguardi furiosi. La principessa si sforzò di assumere un atteggiamento sereno e sorridente: "Signore, avete qualche noia?" "Donna vile, dal cuore di cagna!" tuonò lui. "Sei fredda come il ghiaccio. Quando ti ho portato qui, non avevi niente da ridire. Ti ho vestita di broccato, ornata d'oro, ti procuro quello che vuoi. Hai tutti i doni delle quattro stagioni e tutto il mio affetto. E tu non provi il minimo sentimento coniugale, pensi solo ai tuoi parenti." La principessa terrorizzata si gettò in ginocchio e gridò: "Marito mio, perché mi volete lasciare?" "Sono io che ti caccio o sei tu a volertene andare? Te lo chiedo. Perché il monaco cinese era stato liberato ancor prima che tu me lo chiedessi? La verità è che gli avevi affidato una lettera per i tuoi. Altrimenti, perché mai questi monaci sarebbero ritornati qui a sfondare la mia porta e a chiedere di lasciarti andare? Non mi dirai che non c'è sotto il tuo zampino!" "Signore, mi fate torto con le vostre accuse; io non ho inviato messaggi." "Non puoi negare; la persona che ho catturato è la prova di come stanno le cose." "E chi avete catturato?" "Sabbioso, il secondo discepolo di quel monaco." L'estremo pericolo può rendere intrepido chiunque. Negare tutto era l'unica risorsa che le rimanesse, perciò replicò: "Calmatevi. Andiamo insieme a interrogare quel monaco. Se parla di una lettera, uccidetemi; in caso contrario, perché dovreste commettere un'ingiustizia?" Il mostro alzò la sua manona blu, grande come un setaccio, afferrò la principessa per i bellissimi capelli, la trascinò davanti al palo dov'era legato Sabbioso e la gettò per terra. Poi, sciabola in pugno, prese a interrogare il prigioniero. "Bonzo!" tuonò. "Se avete avuto l'audacia di attaccarmi, è stato per ordine del re, al quale questa donna ha mandato un messaggio." Sabbioso, alla vista di quella grinta feroce e della sciabola levata sul capo della donna, pensava: "È vero che lei ha inviato la lettera, ma ha anche liberato il maestro. Sarebbe uno strano modo di ringraziarla dire la verità e provocare la sua morte. Basta. Non ho ancora avuto occasione di acquistare meriti: adesso correrò il rischio di finir male per dimostrarle la mia gratitudine." Perciò disse: "Non siate sconsiderato. La lettera che dite non esiste, e le circostanze in cui siamo stati mandati sono altre. Il nostro maestro, mentre era prigioniero nella grotta, aveva notato la principessa. Quando, nel paese degli Elefanti Sacri, si è recato a corte per presentare il suo passaporto, il sovrano ha chiesto se avesse notizie di lei: l'inchiesta sulla sua scomparsa non è mai stata abbandonata. Ci hanno mostrato ritratti e disegni, e la risposta del maestro è stata che l'aveva vista qui. Allora il re ci ha offerto del vino e ci ha incaricato di catturarvi e di ricondurla a palazzo. Questi sono i fatti. Se volete uccidere qualcuno, suppongo che tocchi a me, piuttosto che a una persona che non vi ha fatto niente; se colpiste lei, violereste i grandi princípi della ragione celeste." L'orco rinfoderò la sciabola e aiutò la principessa ad alzarsi: "Ti ho aggredita come un bruto e ti ho gravemente offesa. Perdonami." L'aiutò a riordinare i capelli e la riaccompagnò nelle stanze interne, sorreggendola teneramente e facendole mille carezze. Le chiese infine di sedersi al posto d'onore per ricevere le sue scuse. La principessa, che aveva il temperamento leggero di tutte le donne, a vederlo così riguardoso, ne approfittò subito con totale impudenza e gli domandò: "Signore, in nome del vostro affetto, vi posso chiedere di far legare meno stretto il monaco Sabbioso?" Il mostro ordinò senz'altro di slegarlo e di limitarsi a tenerlo sotto chiave. Sabbioso pensò: "Lo dicevano gli antichi: fare del bene agli altri è farlo anche a se stessi. Se non l'avessi aiutata, non mi troverei libero dalle corde." Il mostro fece preparare un banchetto per farsi perdonare la paura cagionata alla principessa. Mangiarono e bevvero in abbondanza, poi il marito si allontanò per indossare abiti da cerimonia e cingere una spada preziosa. Accarezzò la principessa e le disse: "Tesoro, resta qui e bevi finché ti fa piacere, bada alla casa e a far custodire il bonzo. Io voglio approfittare della presenza del monaco cinese per far visita ai miei suoceri." "Quali suoceri?" "I tuoi genitori, naturalmente. Sono pur sempre genero del re; perché non dovrei presentare i miei omaggi a mio suocero?" "Ma non potete andarci!" "E perché no?" "Il re mio padre non ha conquistato il regno in guerra, ma l'ha ereditato dai suoi avi. È salito al trono molto giovane e non è mai uscito di città; là non si sono mai veduti dei fusti gagliardi come siete voi. Se vi vede resterà terrorizzato, potrebbe venirgli un colpo. Questi convenevoli in famiglia potrebbero risultare pericolosi." "Non ci saranno pericoli. Prenderò l'aspetto di un giovanottello di buona famiglia vestito alla moda." "Vediamo che cosa sapete fare." Il bravo mostro, con una scossa, si trasformò in un bel giovanotto. Davvero: La statura rispettabile, Portamento assai elegante; Parla come un mandarino, Ma si vede che è sportivo. Del poeta Cao Zhi Egli ha la disinvoltura; Di Pan An, il rubacuori, Egli mostra la bellezza. I capelli son raccolti Nel berretto di velluto. Una tunica lo avvolge Di una garza verde giada Dalle maniche sboffanti. Gli stivali ricamati, La cintura colorata. Pien di fascino ed altero, È davvero convincente. La principessa gli girò intorno per esaminarlo accuratamente e lo trovò proprio di suo gusto. "Tesoro" disse ridendo il mostro, "pare che tu mi preferisca così!" "Devo ammettere che non siete niente male. Mio padre tiene molto ai legami familiari, vorrà trattenervi a pranzo. Mi raccomando di non bere tanto da perdere il controllo. Se venisse fuori qualcosa del vostro vero aspetto, se spuntassero gli zoccoli biforcuti da sotto il mantello, il successo che avrete andrebbe subito a gambe all'aria." "Si capisce, ci arrivo anche da solo. Starò attento." Viaggiando sulle nuvole raggiunse senza tardare il paese degli Elefanti Sacri e si presentò alla porta del palazzo. "Il terzo genero reale è venuto nella mia persona espressamente per render visita a sua maestà" annunciò al gran commissario del padiglione d'ingresso. "Vi prego di prendervi il disturbo di farglielo sapere." Il guardiano lo annunciò alla porta gialla e il preposto ai rapporti si presentò ai piedi dei gradini di giada: "Vostra maestà, il terzo genero reale è venuto a visitarvi e attende risposta alla porta del palazzo." Il re era ancora in conversazione con Tripitaka. Quando sentì parlare di un terzo genero reale, si rivolse ai suoi ufficiali: "Che storia è questa? Io ho solo due generi." "Se dice che è il terzo, sarà il mostro." "E sarebbe corretto convocarlo alla mia presenza?" "Maestà" intervenne spaventato Tripitaka, "i mostri hanno poteri soprannaturali, penetrano il passato e il futuro, cavalcano le nuvole. Temo che entrerà, se lo vuole, con o senza convocazione. Sarà prudente invitarlo, per evitare inutili discussioni e brutte figure." Il re concesse quindi l'udienza e il mostro fu introdotto ai piedi dei gradini dorati ed eseguì impeccabilmente tutto il balletto degli omaggi al sovrano. Era bello ed elegante, nessuno poteva credere che si trattasse di un orco. Agli occhi dei comuni mortali era proprio una persona come si deve. A vedere il suo aspetto dignitoso, il re pensò addirittura di poterlo utilizzare

"Ma tu. non ne poté più e sentì un bisogno incontenibile di mettersi a suo agio. non è difficile. che il mostro non conosceva. Una volta. Non vedo dov'è il maestro. recitò la formula e. Allora non immaginavo che. sempre dedito comunque a fuorviare e uccidere la gente. da che cosa riconosci in questo bonzo la tigre che aveva rapito la principessa mia figlia?" "Caro suocero. dove il cavallo bianco mangiava il suo fieno davanti alla greppia. Le feci domande sulla sua famiglia. avrò poi agio di liberare il maestro. Poi gridò: "Cambia!" e lo trasformò in una gigantesca tigre maculata." "A che distanza si trova questa montagna?" "Non è lontana: trecento li. per la mia attività. negli anni successivi. Perciò questi si mostrò molto interessato e commentò: "Che begli scherzetti sai fare!" "Se è per questo. e con questo proposito gli pose domande: "Dove risiede la tua famiglia. Dalle zampe si vedono spuntare Venti artigli taglienti e acuminati E la gran bocca lascia intravvedere Candide seghe di robusti denti. alternando bicchieri di vino e sorsate di sangue. Poi chiese: "Sai cantare?" "Me la cavo" disse il drago. Se riesco a sopraffarlo. versa pure. C'era un gran buio. danzare e scherzare con lui. per unirsi a te?" Il mostro presentò un'abile menzogna: "Caro suocero. pochi anni fa vennero da queste parti dei monaci in cerca di scritture. Ma il cavallo si slancia su nel cielo. perché non si continui a scambiare fischi per fiaschi. Non è certo difficile. Se la trattenni al villaggio. quando giunse alla conclusione: "Se non do una mano io. Scoccai una freccia e abbattei la belva. mordicchiando bocconcini di tenere carni di fanciulla come stuzzichini. quella stessa tigre si sarebbe dedicata all'ascesi e sarebbe riuscita a sublimarsi in mostro. davvero seducente. E ora che facciamo? Il condiscepolo anziano l'abbiamo mandato via. mentre cacciavo con i falconi accompagnato da qualche diecina dei miei servitori. di venire a corte per divertirsi un po' alle vostre spalle. si impadronì dei loro documenti. Fatemi avere mezzo bicchiere d'acqua pura. Saltò in piedi. si mise a riflettere: "So che il mio maestro è una normalissima brava persona. che era arrivato appena in tempo a salvarlo dall'aggressione del finto bonzo. si strappano le vesti: Che si salvi chi può. spaventati. circondato soltanto da queste bellezze. Infine si nascosero tremanti al riparo di un muretto in giardino." Stette a rimuginare fino alla seconda veglia. cui avevano tagliato le corna e levato le scaglie per punirlo di un'infrazione. e che alla fine era stato trasformato in cavallo per accompagnare Tripitaka. ma il giovane re drago del mare occidentale. vedere con chi ho a che fare. I lunghi baffi son fili d'acciaio. corsero da tutte le parti a cercare un angolo buio dove nascondersi." "Trecento li! E come ha potuto percorrere questa distanza. mio saggio genero. "Di ballare sei capace?" chiese ancora il mostro. non ci sono proprio altre risorse. di vedere chi veramente gli parlava ed era portato a prendere per oro colato tutte le sue menzogne. Il re e la corte videro con i loro occhi La bianca fronte e la testa rotonda. Corpo zebrato ed occhi lampeggianti. caro suocero. fissare il corpo. Si urtano. ciascuna pensa a sé. mentre riempiva la brocca. Cetre e liuti e calpestano i poveri strumenti Per fuggir da ogni parte. Ma senza testimoni né sensali. colpite dal terrore. nobile genero reale. con i suoi occhi mortali.' Mi convinse. tredici anni fa. il mostro entrò nella Sala della Pace d'Argento. Nel veder la gran belva maculata Tutti i presenti son terrorizzati. Sembrano le peonie squassate da un gran vento.come sostegno del trono. Il mostro restò nella sala e si rimise seduto al posto d'onore. Il genero la prese. che avevo solo ferita e catturata. che si dicevano provenienti dal paese dei grandi Tang. Per salvare la vita lascian cadere flauti. Salì nello spazio per osservare dall'alto la situazione. ma la principessa si oppose per il motivo espresso in questi versi: 'Ci siam sposati al cospetto del cielo. Come l'ha il toro bruno di palude. Si fece una bella sarabanda fino a sera e si finì per catturare la tigre viva e illesa. il vostro suddito viene dalla Grotta della Luna Marina. che scendeva dal pendio della montagna con una ragazza sul dorso." Il drago continuò a mescere nella stessa coppa: il vino saliva e prendeva la forma di una smilza pagoda di tredici piani. La sera. dopo che gli ufficiali si furono ritirati. sul Monte della Tazza." Che bravo principe drago! Si diede una scossa e si trasformò in fanciulla di corte. io vivo in montagna e. a est della città. L'orco si bevve la pagoda e masticò un boccone di cadavere. Come il re la vide. ma lei mi nascose di essere di sangue reale. Occupò il posto d'onore. si diede una scossa e riprese l'aspetto di drago. ma da lassù si vedeva la Sala della Pace d'Argento vivamente illuminata da otto candelabri. altro non era che una tigre feroce. Entrò di corsa e disse al mostro: "Non uccidetemi." Il drago prese la brocca e riempì una coppa superando l'orlo di mezzo pollice senza spandere vino. perché era pratico del metodo chiamato della costrizione dei liquidi. pieno di vino fino al colletto. Quando vide l'orco seduto a bere smodatamente e a mangiare carne umana. salvo i militari più coraggiosi che lanciarono sulla belva i loro uomini. senza che se ne spargesse una goccia. il giovane drago sorrise fra sé e pensò: "Alla fine non ha più retto: ha mostrato lo zoccolo biforcuto. Mentre lui si dava buon tempo alla sua maniera. Vedete come fecero: Le fanciulle di corte. Un filo rosso unì le nostre vite Da esistenze anteriori. il vostro umile suddito ha sempre amato cavalcare e tendere l'arco: vive da cacciatore. Con le orecchie appuntite essa ricorda Il gatto." "Fa vedere. fu solo perché mi disse di provenire da una famiglia qualsiasi. Tremano come ibischi sotto un gran temporale. sono venuta per servirvi da bere. esplose in una gran risata sgangherata e riprese il suo solito aspetto." Spezzò le redini e fuggì all'aperto. senza badare dove. Quando sentì la notizia. si alzò e fece i passi del trucco chiamato scurire gli occhi. con grande scricchiolar di mascelle. spruzzò un sorso d'acqua in direzione di Tripitaka. altro che pellegrino in cerca di scritture!" Il sovrano era una persona molto impressionabile. Il re diede ordine al servizio competente di preparare un grande banchetto per ringraziare il genero." Il re ordinò a un ufficiale di portare l'acqua. Non era capace. sentì le sue anime abbandonarlo." "Va bene. di figura snella ma di seno generoso. Ma danzare a mani vuote non vien bene. di Porcellino e di Sabbioso non si sa più nulla. incatenarla e metterla dentro una gabbia di ferro. Qualcuno finì per parlarne anche nella stalla della locanda. Vi pare che avrei potuto unirmi a lei. Poi aprì le manone grandi come setacci. A quanto ho sentito raccontare. corsero a nascondersi. in città si spargeva la notizia che il monaco cinese. Le altre diciassette bellezze. e gli cantò un'arietta. si può dire che di tigri mi nutro e di tigri mi vesto: vivo ogni giorno in mezzo a loro. si graffiano. come dicono i versi: Nel viaggio verso l'Ovest Tripitaka Ha incontrato un malefico tranello. Quel tizio che vedo seduto sul cuscino ricamato non è altri che la tigre che tredici anni fa rapì la principessa. in cui trovò diciotto belle ragazze scelte apposta per cantare. Ci sposammo per amore e abbiamo convissuto per tutti questi anni. per me. Ricorderete che quello non era un vero cavallo. me la portai a casa e la feci rinvenire facendole bere pozioni calde. Gli dèi incaricati della protezione di Tripitaka ebbero il loro da fare per impedire che venisse colpito. se avessi saputo che era la terza principessa di vostra maestà? Semmai mi sarei presentato a palazzo e avrei implorato una posizione che mi rendesse meno indegno di lei. Vicolo senza uscita: eccolo tigre. Fetidi miasmi emana dalla gola. ma la mole è gigantesca. mio caro genero? Quali origini ha? Quando hai sposato la mia principessa? Perché hai aspettato finora a render visita ai tuoi suoceri?" L'orco si prosternò e rispose: "Signore. potrei versarne ancora. sarà stato quel perfido mostro a farlo apparire come una tigre. Si può dire Che fu la tigre a farci da sensale. La tigre li uccise. ma in attesa di saperlo potrei andare a divertirmi un po' con quello lì. e io lasciai libera la tigre. folli di terrore. perché bevesse a suo agio e si divertisse. mia figlia. con la bocca. in realtà. Figuratevi se non ne approfittò! Verso la seconda veglia. Divorare la gente non lo porterà lontano. mi capitò di imbattermi in una feroce tigre maculata." Il mostro . Ma quel parapiglia nel cuore della notte era completamente silenzioso: nessuna osava aprir bocca per non turbare il sonno di sua maestà." "Non potremmo vederla anche a noi nella sua vera forma?" "Certo che potete. che scappò via a coda ritta e con gli artigli sfoderati. Subito dopo il matrimonio espressi l'intenzione di uccidere la tigre rapitrice. Ciò mi dovrebbe aiutare a chiarire come stanno le cose. "Più o meno. recando addosso la cicatrice della ferita infertale dalla mia freccia. acchiappò una ragazza che suonava il pi pa e le sgranocchiò la testa. prese il loro aspetto e pensò bene. Quanto alla ragazza. Gli ufficiali. cercando di colpirla con armi di ogni specie: ci sarebbe stato di che fare a pezzi tutti i monaci di un monastero. che fu chiusa a chiave in una stanza del palazzo.

" Subito le scimmie. dopo che aveva colpito la Dama dal Bianco Scheletro sui Monti della Tigre Bianca. All'orco piaceva molto. Il drago non fu abbastanza svelto da evitarlo e ne fu colpito alla gamba. Io mi metto i bagagli in spalla e me ne torno dal vecchio Gao. Devi andare a chiedere aiuto. si inchinò sulle zampe anteriori e gli disse: "Fratello maggiore. Ma a corte non lo trovai. L'uno sostiene la colonna di giada del cielo. che si prosterna in bello stile maialesco. Se per distrazione mi menasse. Fu il momento che il drago scelse per interrompere la coreografia e indirizzargli un fendente. Trovò solo il cavallo che dormiva nella stalla. a manca." "Fratellino. Lui era seduto su una grande rupe." Il drago non poté trattenere le lacrime e supplicò: "Condiscepolo. Non si può fare nulla Se ragione e giustizia sono dimenticate. in quel buio notturno! Il mostro del Monte della Tazza e il drago bandito dal mare occidentale: l'uno emana una luce più chiara del lampo. esordendo con un "Condiscepolo anziano!" che fece cadere a terra Porcellino per lo stupore. volteggia la spada preziosa. l'altro ricorda il gatto selvaggio che si avventa sul mondo sfoderando artigli d'acciaio. Quando lo vedi. Si tuffò a testa in giù e scomparve nei flutti. che non sareste risultati all'altezza e non ne sareste venuti a capo. Si svegliò a mezzanotte passata e gli ci volle tempo per rendersi conto di dove si trovava. non fate più conto su di me: non verrò nemmeno a dirvelo. non pensavo che il maestro mi avrebbe preso sul serio e lo avrebbe scacciato. Se non approfitto di questo sfascio per andarmene. si sedette come se niente fosse e riprese a bere. là in mezzo. Chi è venuto. Ma il mostro non perdeva mai i suoi riflessi: schivò e afferrò un candelabro di ferro forgiato. indietro. Lasciamo stare. Voi eravate scomparsi e io temevo per la vita del maestro: non mi restava che cercare di soccorrerlo. constatando che tutto restava tranquillo. "Da dove vieni." "Chi ci potrebbe aiutare?" "Vai senza perder tempo al Monte di Fiori e Frutti. Non si rendeva conto che. non sospettavate che il più forte fosse lui. ti prego. Io lo dicevo per ridere. e mille duecento scimmie schierate ai suoi piedi secondo il loro rango lo applaudivano e gridavano: "Viva il grande santo. Per me le notizie sui tormenti che subiva erano come pugnalate al cuore. che se non ti do retta faccio la figura non averne anch'io." "Vai." Il cavallo bianco si svegliò. Il maestro non c'era. nostro signore e padre!" "Che bella vita. guardava affascinato e il suo sguardo sembrò scivolare in una fissità cui il vino doveva contribuire. non avrai mica paura di me?" "Ma perché ti sei messo a parlare?" disse tremando Porcellino. ma lui riuscì a schivare il colpo e a vincermi con un candelabro. Si tenne nascosto fra l'erba. riconobbe Porcellino e incominciò a parlargli in linguaggio umano." "Sai che il maestro si trova in difficoltà?" "Non so niente. Sai. il pesante candelabro si muove senza sosta. Nel frattempo Porcellino non era uscito dal cespuglio in cui si era rifugiato dopo aver abbandonato Sabbioso e si era stravaccato a dormire. salverà il maestro e ci vendicherà. barbaro?" chiese severamente Scimmiotto. la vecchia donna gialla Tenuta in prigionia. Almeno avreste potuto correre a informare dell'accaduto. cercai di colpirlo. e quando vedrà la situazione in cui ci troviamo non si arrabbierà. con spada e candelabro. Il legno ed il metallo Restavano dispersi. ma era tutto bagnato e aveva sul garretto un'ecchimosi del diametro di un piattino. in quello stato lo hanno catturato. Il re scimmia ha il senso della giustizia e della bontà. circondarono Porcellino. che poteva pesare ottanta o novanta libbre. "Come sarà riuscita questa canaglia. Ma tiriamo avanti. Io e quella scimmia non siamo mai andati d'accordo. ti dico io che ritornerà!" Il bestione prese il suo rastrello. che si è fatto ricevere dal re come suo genero e ha trasformato il maestro in una tigre. Qui riprese l'aspetto di cavallo e si stese davanti alla greppia: la povera bestia era zuppa d'acqua e ferita a una zampa. Si guardò intorno e scoprì Scimmiotto che aveva radunato i suoi mostri in una valletta. Il diavolo che lo inseguiva lo perse di vista e se ne ritornò alla Sala della Pace d'Argento. Di certo gli piacerà misurarsi con un avversario di valore come il mostro. Ma non credo che lui veda la cosa in questo modo. perché lui tiri fuori quella sua sbarra maledettamente pesante. lui! Quando facevi lo sbruffone davanti al re. Per quanto tendesse l'orecchio Su tutta la montagna. Anche il drago riprese la sua forma. scivolò in mezzo alla folla delle scimmie e si prosternò con loro. Tu metti tanto cuore in queste cose. si aggiustò la tunica e balzò in aria dirigendosi verso est." Il bestione ritornò in città e si recò alla locanda. non gli devi dire che il maestro è nei guai. numerose come uno sciame d'api. avanti. che soddisfazione dev'essere" pensava Porcellino. Porcellino a testa . è stato il mostro. sotto la luna che brillava nel cielo silenzioso. A dritta. per quella volta che incitai il maestro a recitare l'incantesimo del cerchio. Non poté più sostenere la lotta e scagliò la spada contro la testa del suo avversario. Se il Novizio ritorna." "È andata proprio così?" si stupiva Porcellino. invece. ormai sono in ballo e devo ballare. balzò su una nuvola e se ne ritornò nella scuderia della locanda. Incede l'uno come un maestoso elefante dalle bianche zanne fra i minuscoli uomini." "Non sa niente. e sono sicuro che riuscirà a vincerlo e a liberare il maestro. si stropicciava a lungo gli occhi. uscirono combattendo dalla sala e continuarono lo scontro sulle nubi. Guarda che bei posti. ho capito. Ma se mi dice di no. posso sempre riprendere il mestiere di genero. chiedilo a qualcun altro. coperto di catene e chiuso a chiave in una stanza. Lui è più forte di noi. quando mi avranno dato gli opportuni rinforzi di truppe e di cavalleria. e tutte queste scimmie a servirlo. l'altro incornicia l'oceano di travi d'oro. a fare il monaco non mi ci terrebbe nessuno. l'altro emette un turbine di vento rosso cupo. balza e travolge il diavolo giallo. che patrimonio. quando il cavallo gli afferrò un lembo della tunica con i denti per trattenerlo. basta che arriviamo a scambiarci qualche parola vivace. lo spinsero avanti e lo inchiodarono al suolo. Era un momento in cui Cavallo del pensiero e scimmia dello spirito Erano separati. a fare una tal sudata e a procurarsi quella contusione? Si vede che un brigante ha portato via il maestro e ha colpito il cavallo. Andrò invece in città a vedere il maestro e a esporgli la situazione. non abbandonarti alla vigliaccheria. Dopo otto o nove scontri. non parlare di sfascio" rispose il drago. vidi invece il mostro in una sala e mi trasformai in dama di corte per avvicinarlo. Nello spazio deserto. quando mi parve il momento buono. "Credi che racconti storie?" "Adesso che cosa facciamo? Tu sei in grado di muoverti?" "E se lo fossi?" "Se puoi. Sabbioso lo soccorrerò domani. perché il vecchio diavolo era forte e vigoroso. Presto ebbe superato l'oceano orientale. Vola e danza il drago d'argento. Questa bugia lo indurrà a venire qui. Ecco da dove viene la contusione che mi vedi su una gamba. non poteva sperare di sfuggire nemmeno per un attimo all'acuto sguardo di Scimmiotto: "C'è un barbaro. trasformato in un elegante letterato. Danzai per lui la danza della spada e. Che battaglia. ma soltanto che pensa a lui. e chiedi a Scimmiotto di ritornare. e comunque escludo che lo si possa convincere a ritornare. che improvvisò una lunga danza della spada. "Per la miseria!" si spaventò Porcellino. come usano i maiali. ma dobbiamo salvare il maestro. con le sue dimensioni. Il giovane drago si tenne nascosto sott'acqua per un'ora buona. pur rimanendo chiusa qui dentro tutto il tempo. Chissà quanto ce l'ha con me. mentre. Il destino che proteggeva Tripitaka gli diede vento in poppa: allargava le orecchie come vele e acquistava velocità. con una sola mano non puoi applaudire. "Mi sa che c'è sotto qualche disgrazia. Si rialzò precipitosamente e voleva infilare l'uscio. non un gallo che canti. il giovane drago sentiva scemare la presa delle proprie mani e aveva tutti i muscoli indolenziti. dove credi che andrei a finire?" "Vedrai che non ti colpirà.aprì il suo mantello. Se avessi io qualcosa di simile. con la testa confusa. "Non c'è da meravigliarsi che si sia stufato di fare il bonzo e abbia preferito ritornare a casa. che cosa dovrei aspettare?" "Fratello maggiore. Rifletté un momento e aggiunse: "Da soli non ce la facciamo. Dalla posizione delle stelle capì che doveva essere la terza veglia. gli giunse un grande vocio." "Perché no? Sabbioso è prigioniero e io non sono in grado di battere quel mostro. dovresti ritornare al tuo oceano. non un cane che abbai. la sua nuvola perse l'assetto e lo rovesciò nell'acqua del fossato della città reale. Da dove salta fuori? Portatemelo qui. e al sorgere del sole abbassava già la sua nuvola alla ricerca della strada giusta sulla montagna." "Va be'." Il bestione aveva troppa paura per farsi avanti direttamente. Mentre camminava. strinse i denti per resistere al dolore che la gamba gli procurava. e pensò che sarebbe stato suo dovere aiutare Sabbioso: "Ma con un solo filo non fai una corda. e tu e Sabbioso pensavate di catturare il mostro e di guadagnarci un premio. in breve si addormentò profondamente. Mi dovetti nascondere nel fossato. sguainò la spada che portava alla cintura e la tese al drago. verrò con lui. ma questi l'afferrò al volo con destrezza e scagliò a sua volta il candelabro.

" "Fratello" rispose Porcellino prosternato. Sbrigati a parlare se non vuoi botte. per la coda. Non perdiamo altro tempo. gridavano: "Grande santo. "Siamo stati fratelli giurati per anni. Questo sarà l'antipasto. che avevi dieci risposte per ogni domanda che ti si faceva." "Sei un sacco di segatura." "Qui tutti sono scimmie. saggio condiscepolo. sento la gente che bisbiglia nel trentatreesimo cielo? E se tendo quello destro verso il basso. Porcellino si volse indietro." "La strada è lunga al ritorno quanto all'andata. Se poi non sapete che trattamento ebbe Porcellino e se riuscì a scamparla. per ogni singolo pelo. Non darti il disturbo." Ma Porcellino rifiutò: "Sei proprio gentile. "Prendete un bastone bello grosso e cominciate ad ammorbidirlo con venti colpi sulle chiappe. la vorrai pur dare un'occhiata al paesaggio. Scimmiotto. per riguardo al nostro maestro. Triplo legame formano i discepoli." A queste parole il bestione non osò replicare. Figùrati se mi sarei permesso di insultarti. ma soprattutto. Però non sono un barbaro. parla prima che sia troppo tardi. "perdonami. fratello? Possa mangiarmi la lingua! Dicevo semplicemente che avrei dovuto informare il maestro che tu non saresti venuto: questo è quanto. e io non vorrei far aspettare il maestro. fratello! Credo che sia la più bella montagna del mondo. perdonami per riguardo alla pusa Guanyin che risiede di là dal mare." Le scimmie mollarono la presa. salutiamoci qui. Troncate i sei destini menzogneri Ed al Colpo di Tuono giungerete. poi ti presenti all'appello quando e dove ti viene indicato. Camminarono tenendosi per mano fino in vetta alla montagna. Assaggerò volentieri questa frutta." Il bestione non osò rendersi sgradito con altri rifiuti e lo seguì nella passeggiata. non avevo fatto i conti con la tua perspicacia. e lo sommerse acchiappandolo per i capelli. Porcellino Otto Divieti. "E come sarebbe andata la cosa?" "Mentre si camminava. ma io sono preoccupato per il maestro che aspetta. Non mi punire e consentimi di alzarmi per parlare. da quello spione che sei. quale pericolo? Come ti ho detto. la Legge ritorna Alla sua fonte." "In questo posto benedetto dal Cielo. Il metallo ed il legno Formano giusto frutto uniti insieme A scimmia dello spirito. in una pineta. sento i re dell'inferno che fanno i conti con i loro assistenti? E te. pere profumate. ascoltate il seguito: ci troverete tutti i particolari. e il resto glielo darò io con la mia sbarra. anche solo per non deluderlo e per non rendere inutile tutto il cammino che ho fatto. e prese a inveire contro di lui: "Non sei cambiato. prese per mano Porcellino e gli disse: "Saggio fratello. Ma parla sul serio e dimmi tutto. il maestro è là che ci aspetta. Porcellino temeva ciò che nel frattempo poteva accadere a Tripitaka e continuava a insistere: "Fratello. tu sei diverso e sei più balordo degli altri. Presso l'ingresso della grotta il grande santo lo aspettava seduto su una roccia." "Ragazzi!" gridò Scimmiotto." "Quel porcellone di Otto Divieti!" esclamò Scimmiotto soffocando dalle risate. Ogni tappa ha la sua prova. battendo la fronte al suolo. ogni luogo il suo tranello. saggio condiscepolo." "A me piace seguire gli usi del paese. il maestro smontò da cavallo e mi chiese di andare in cerca di elemosine." "Ma allora perché sei qui?" "Il fatto è che il maestro pensa a te e mi ha mandato a cercarti. Se la tua intenzione è di fare atto di sottomissione. per le orecchie." "E dove vorresti scappare? Ti prenderei anche se ti lasciassi tre giorni di vantaggio. "Ho un bell'essere tornato a casa. che mi insultavi mentre camminavi qui vicino. mangiate qualcosa!" "Mio fratello Porcellino" rispondeva Scimmiotto ridendo "ha un tipo di appetito che non si sazia con la frutta. fratello." Mentre assaggiavano.. ci pensa sempre" si affrettò a ribadire Porcellino.] Porcellino non poteva saziarsi dello spettacolo che aveva davanti ed esclamava: "Che meraviglia. Poi gli darete altri venti colpi sulla schiena. che noi non valevamo niente in confronto. e scusa se è poco. "cercavo di ingannarti proprio perché tenevo tanto a farti venire con me. Essi salgono Verso la beatitudine a varcare La porta della non-dualità(10). In quello stato d'animo mi ha mandato apposta a cercarti. ero stanco e schiacciai un pisolino." "Non credo né che pensi a me né che mi cerchi. CAPITOLO 31 STORIA D'AMORE ASTRALE IN CUI PORCELLINO SI APPELLA AL SENSO DI GIUSTIZIA DEL RE SCIMMIA. "Sono proprio io. se mi farai andare di nuovo fuori dei gangheri. signore e padre. non sono soggetto né al cielo né alla terra: perché dovrei rinunciare alla mia libertà per fare il bonzo? Vacci tu. Comunque. non avrei dovuto sentirti?" "Ho capito. Allora il maestro incominciò a dire che tu eri diverso. le scimmie venivano a offrire grappoli d'uva violetti. il mio muso!" gridò Porcellino tirandosi su. "Eccolo. Come ti permetti di venirmi a rendere omaggio prima di essere stato accettato?" "Vergògnati!" grugnì Porcellino. sarà più facile che mi ascolti." "Penso che il nostro maestro sia un uomo buono e giusto." "Infatti ci si può campare. tutti si assomigliano e si sentono tutti fedeli sudditi del grande santo.china rispose: "Non oso accettare l'onore di essere interrogato." "Non ho offeso nessuno. altro che campare!" Chiacchierarono e risero a lungo scendendo dalla cima. buono soltanto da battere" si spazientì Scimmiotto. vedendolo partire. che rispondevi subito quando ti si chiamava. ma uno che conoscete bene." A questo discorso Scimmiotto saltò giù dalla rupe. il sole saliva in cielo. [. Dunque sei un mostro forestiero. non ci si può fidare di quel Porcellino: parla come un manovale e vi insulta a ogni passo. Inginocchiati sul bordo della strada." Scimmiotto si arrabbiò e urlò: "Portatemelo qui!" La massa delle scimmie si precipitò sul bestione per riportarlo indietro. non ho lettere e non sono stato licenziato. che eri più sveglio e più intelligente. Le scimmiette corsero a presentarsi a rapporto: "Grande santo. La montagna era bella. me la pagherai. il mio spirito continua a seguire il monaco passo per passo nella ricerca delle scritture. il maestro gridò: 'Discepoli!' Ma io non avevo sentito e Sabbioso faceva orecchie da mercante. Perché avrebbe cambiato idea? E del resto io non posso ritornare. senza pensare che Sabbioso sarebbe venuto a cercarmi e il maestro sarebbe rimasto solo. visto che vieni da tanto lontano. Dovremmo andare." "In questo caso non ti trattengo. tirati su. Camminai molto senza trovare nemmeno una capanna. mentre il monaco cinese è in pericolo?" "Ma no. tese il dito nella direzione da cui veniva e incominciò a vituperare Scimmiotto: "Scimmia del cazzo. sei il solito sacco di segatura! Non ti bastava andartene via tranquillamente. Da parte mia dovresti dire al monaco cinese di non perdere tempo a pensare a me. In effetti dopo tre o quattro li. per quanto grande sia il mio appetito. gli mise alle calcagna due agili scimmiette con l'incarico di ascoltare i suoi soliloqui. Quel giorno fece giuramento davanti al Cielo e scrisse la lettera di suo pugno. questa volta mi ammazza!" ripeteva Porcellino come se recitasse una litania. ma non ne vuol sapere. Sono i sutra la via di perfezione: L'anima originaria aggiunge il Buddha." E intanto pensava: "Se ammette di riconoscermi." "Ti racconterò tutto. dopo il ritorno di Scimmiotto era stata restaurata in breve tempo ed era tornata come nuova." "Vuoi farmi fesso? Sai che. e adesso pretendi di non avermi mai visto e mi tratti da barbaro. Lo sai che non ho più tempo per divertirmi. perché perdi tempo a prendermi in giro. Lungo la strada. "Che cosa fai?" "Guardo da che parte la strada è più larga e adatta a scappare. fratello. E allora resti dov'è!" Avanzò di qualche passo e riprese le sue invettive. lui preferisce fare il mostro che il bonzo! Che bel macaco! Avevo le migliori intenzioni di pregarlo di ritornare. tanto che finirono per strappargli la tunica. fratello. signore e padre. Le scimmie in massa si erano impadronite del bestione e lo spingevano e tiravano. sprofondando nella menzogna. qualcosa da rinfacciarti ce l'avrò. io resto dove sono. Ti prego. vieni almeno a fare un giro dalle nostre parti. Quando Fraternità si ricongiunge Alla Giustizia. è lui che mi ha scacciato." "Ma tu non vieni?" "E dove dovrei venire? Qui sono libero e sto bene. "Se insisti a non riconoscermi. se tendo l'orecchio sinistro verso l'alto." "Lasciamo perdere il maestro. ma sempre con la testa china e cercando di nascondere il grugno. Sai che non ama restare . Porcellino saltò su e incominciò a tendere il collo da tutte le parti. con un codazzo di scimmie. I diavoli ed i mostri della storia Con i cinque elementi corrispondono. Dopo la tua partenza riprendemmo il viaggio e. per timore di rimediarci un'applicazione del randello." "Perché non te ne vai in cerca di scritture con il monaco cinese? Scommetto che l'hai offeso e ti sei fatto licenziare anche tu. che bisogno avevi di insultarmi?" "E chi ti insultava." "Va bene." La menzione di Guanyin ebbe qualche effetto su Scimmiotto: "Se la metti così non ti picchierò." "Fratello" gridò sconvolto Porcellino. "È la fine. si è ricordato di te." "Ti prego di venirti a distrarre nella Grotta del Sipario Torrenziale. devi seguire le regole: prima consegni la tua carta d'identità e scrivi il nome nel registro." "Allora alza il muso e fatti vedere" rispose Scimmiotto ridendo. vieni con me a divertirti un po'. prendi qualcosa come aperitivo. fratellino." "Ma sei qui. E SCIMMIOTTO ABBATTE ALLA FINE IL MOSTRO GRAZIE ALLA SUA SAGGEZZA." "Ma è proprio vero che pensa a te. ai piedi della montagna. ti sarai trasformato in qualche insetto per spiarmi.. sugose nespole gialle e corbezzoli rossi. caro fratello. Te l'ha data la lettera di licenziamento? Fa un po' vedere. Non poté far altro che borbottare qualche parola d'addio e rimettersi in cammino.

Due per uno. "Grande santo. bestione. poi ritornerò qui a godermi con voi la verità della natura. dove il campo di battaglia è spazioso. direte che sono i figli di Veste Gialla e che li ho catturati io. Io aspetto qui. che mi ha informato che il maestro è nei pasticci: Veste Gialla lo ha trasformato in tigre. una specie di volano. figlioli! Io ho il compito di proteggere il monaco cinese. Non siate mai trascurati né approssimativi. fin dal momento che li hai arraffati. li afferrò per il ciuffo e. Non era rimasto che il cavallo bianco. erano cose che diceva questo Veste Gialla. il vecchio non sarebbe capace di sottomettere nemmeno una lucertola: perciò toccò a noi di ritornare sul posto a combattere. Bada che mio marito non è un tipo comune. Anche Porcellino abbassò la sua nuvola per salutarlo: "Bravo fratellino. Confortati dalla sicurezza che dava loro la presenza di Scimmiotto. "Ieri. ha detto che sei buono e giusto.seduto a lungo: si mise a passeggiare. il Novizio. Siamo i soldati di un esercito sconfitto. Al maestro piace la gente pulita. vi avevo detto e ripetuto di far sapere. Mi chiedevo come avrei potuto rendervi il favore. mentre vado a esplorare il terreno di combattimento. Scimmiotto si avvicinò alle loro spalle." Porcellino comprese che l'intenzione era buona. ritornammo indietro. Sono il primo discepolo del monaco cinese. "non aprite la mia prigione: quando ritornerà vostro marito se la prenderà con voi. dove Sabbioso è tenuto prigioniero. I bambini terrorizzati si misero a strillare e a piangere. Mi raccomando. che gli voglio dare una scarica di botte a modo mio. È comparso il vostro condiscepolo Scimmiotto: mi manda lui a liberarvi. non si inchinasse profondamente e non mi trattasse con il titolo di 'grande santo'. hai tenuto duro!" "Da dove vieni?" chiese Sabbioso inchinandosi. Ciascuno di voi prenda un bambino. a grattarsi le orecchie e a tormentarsi le guance: "Ma chi è questo stronzo." "Alzati." Il grande santo saltò giù dalla roccia su cui si era accoccolato e si precipitò nella grotta. il suo primo discepolo è il famoso Scimmiotto il Novizio. perché hai rapito i miei figli? Hanno un padre feroce: se gli succede qualcosa. comincia con il catturarlo e vendicarti. Gliela farò vedere io. Non è che mi ha abbia proprio scacciato: mi ha dato un periodo di licenza per venir qui a vedere come andavano le cose e per prendere un po' di riposo. Perché non mi hai dato retta?" Porcellino rifletté e si disse che da un uomo di guerra si ottiene di più con le provocazioni che con le preghiere. Bisogna proprio tirarlo fuori da questo pasticcio. Lo prese una gran gioia. Stavano completando la traversata dell'oceano orientale. senza perdersi a indagare se erano Pierino o Paolino. pochi scherzi! Giù le mani dal maestro! Bada che non ha solo noi come discepoli. tu faresti una brutta fine. che si impadronì di lui." "Che bestia sei! Quando vi lasciai." "Reverendo." "Come sarebbe a dire?" "Io gli avevo detto: 'Mostro." "Tu non capisci queste cose. ma scoprì il mostro che beveva tutto solo in una sala del palazzo. E adesso che cosa vuoi?" "Non ve la prendete con me" rispose sorridendo Scimmiotto. non dovevi proteggere il maestro? Perché stai qui a perder tempo. Se vi chiederanno di chi si tratta. "Vi porterete sopra la Sala delle Campanelle d'Oro e butterete giù i bambini sui gradini di giada bianca. fratello. sconvolta. Vieni a soccorrerci!" "Monta su. Credi che il mostro non se la prenderà con noi? A noi. senza testimoni." "Lo so. che ha immensi poteri e abbatte mostri come te con una mano sola. è un buon piano. rapita dal mostro. saggio condiscepolo. trovammo solo il cavallo e i bagagli: il maestro era scomparso. Verrò anch'io. Era invece la residenza del mostro Veste Gialla. con Sabbioso. due fanciulli giocavano a 'disputarsi il nido'." La principessa si precipitò all'interno. ai mostri che avessero aggredito il maestro. non lo vorrei stomacare. Quando. signore e padre!" gridava spaventata la folla delle scimmie. Non lo trovò da nessuna parte." Scimmiotto divenne furioso: si mise a saltellare intorno. e io ti rendo i bambini." Infatti erano i figli che la principessa aveva avuto dal mostro. È stato il drago a suggerirmi di venirti a cercare. che il vecchio Scimmiotto era il suo primo discepolo. bisogna consolarli e rassicurarli. Li hai spaventati. messo in fuga. Perciò rispose: "Magari non ti avessi dato retta! È stato proprio il tuo nome a scatenare quel mostro. che lo scorticherò vivo. mentre tu. E poi. ti tieni le mani pulite. Il mostro prese l'aspetto di un distinto letterato. per sostituire la sua tenuta da mostro con la tunica di broccato e il grembiule di pelle di tigre. fratello! Dio sa se c'era bisogno di te! Aiutaci!" "Benedetto Sabbioso! Quando il maestro recitava il suo incantesimo per stringermi la testa. Quando il mostro lo saprà. messi in allarme. per ogni evenienza. che non è da gentiluomo. in cielo e in terra. "Dove volete andare? Non fareste meglio a restare qui a darvi bel tempo ancora per qualche anno?" "Ma che cosa dite. Ma non avevamo fatto i conti con i grandi poteri del mostro: questa volta toccò a Sabbioso di restare prigioniero. Si mutò in fanciulla di corte e cercò di colpirlo durante una danza della spada. i due se ne andarono con i bambini. Dopo il bagno. sono ritornato in città durante la notte. Intanto. non credere di cavartela!" "E così tu non mi conosci. Ora ti prego di non dimenticare l'adagio: maestro per un giorno. non c'era dio che. Se invece è troppo magro. quando il Novizio disse: "Fermiamoci un momento. fai un buon affare. Mentre erano assorti nel gioco. È stato il cavallo bianco a consigliarmi di andare in cerca del nostro primo condiscepolo. lo taglierò a pezzetti per metterlo nella frittura mista'. urlava: "Ehi lassù. quando è avvenuto un fatto inatteso. In un prato. Tutti. come se sbocciasse la primavera." "Come lo provocheremo?" chiese Sabbioso." Le scimmie. Gettandoli sui gradini li ridurremo in poltiglia. "Era tempo di far conoscere i bambini ai loro nonni. mentre Scimmiotto scendeva dalla rupe e si avvicinava alla pagoda." "Non fare l'insolente. Se capitasse qui. Mi dovevi rendere i bambini in cambio del tuo condiscepolo: io ho fatto la mia parte. La principessa gli disse: "Sei un monaco senza scrupoli. ma tu no. Andiamo!" disse Sabbioso. non hai un'oncia di buona fede. Farai il bagno un'altra volta." "Fratello" fece Porcellino ridendo. combatterete ritirandovi in modo da portarlo qui. invece di marciare verso l'Occidente?" "Non frugare nella piaga. gridò ai mostriciattoli di farsi da parte e liberò Sabbioso con le sue mani. me ne ritornerò al mio paese. sorvegliate la proprietà e continuate a piantare gli alberi: bisogna aggiungere altri salici e pini. "la faccenda la conduci tu. andò a corte e trasformò il nostro maestro in una tigre. Si precipitò all'aperto scuotendosi il vestito per salutare Scimmiotto: "Cadi proprio dal cielo." "Principessa" ghignò Scimmiotto.' Ma lui diede in escandescenze: 'Credi di farmi paura con questo Scimmiotto dei miei stivali? Venga pure. Non riescono più nemmeno a piangere. Sarete vittima del suo furore. Lascialo andare. verrà qui di certo. Aspettate che abbia accompagnato quel monaco al suo destino e l'abbia riportato nell'Est. come sempre. un mostro così insolente non lo voglio mancare. "qual'è secondo voi il crimine più grande. ma fu invece colpito lui a una gamba da un grosso candelabro. il quale riprese il suo aspetto di drago e partì in cerca del maestro." "Non c'è tempo. per insultarmi così?" "Calma. Poi andrete nella città degli Elefanti Sacri a provocare il mostro per portarlo qui. se li portò via. vorrà farla pagare. padre per la vita. e Porcellino lo additò: "Quella è la casa di Veste Gialla. ma quando l'avrò catturato e fatto a pezzi. siete il mio benefattore. quei bambini. Il mio condiscepolo Sabbioso è chiuso nel tuo antro. si sentì il cuore pieno di rugiada." "Hai ragione. quando provocai quei disordini in Paradiso. gli strapperò la carne. E questo burino ha l'insolenza di prendermi alla leggera. accettarono i suoi comandi. Ma adesso c'è questa situazione d'emergenza. invece di restar lì come uno scemo a bocca aperta. Quando il re ricevette la lettera. "Principessa" diceva Sabbioso. gli romperò le ossa e gli mangerò il cuore. I mostriciattoli della grotta. e possono morire da un momento all'altro." "Che cosa sapete. Uno aveva una diecina d'anni e l'altro otto o nove. fratello. comunque. Io mi sono permesso di ripeterle solo per informarti. in breve ritornò all'aperto con il suo randello in mano. al vedermi." "E come vi incastro?" "Ai bambini dev'essere già scoppiata la milza dalla paura. risalirono sulla nuvola e ripresero il viaggio. Come sai. Non possiamo combatterlo in città: solleveremmo un polverone e la sconvolgeremmo tutta. uscì dalla foresta e vide una pagoda con il tetto dorato che prese per un monastero. Cinquecento anni fa. Mi è bastato ritornare pochi giorni fra le mie scimmie per riprendere odore di mostro. La principessa corse fuori dalla grotta e vide Scimmiotto in cima a una rupe che stringeva i due bambini per il ciuffo e minacciava di lasciarli cadere nel vuoto. per l'uomo nato fra cielo e terra?" "Lo so. chiese al maestro di catturare il mostro e di ricondurre la figlia. corsero dalla principessa ad annunciare: "Signora. il maestro aveva trovato una salvatrice: era la terza principessa del re del paese degli Elefanti Sacri. sanno che Scimmiotto è il suo discepolo. che avresti dimenticato i torti passati e saresti certo venuto a soccorrere il maestro. Devo scendere in mare a purificarmi. non ti conosco nemmeno. mezza parola avresti potuto dirla. ci è rimasta solo la vergogna." "Che cosa ci vai a fare? L'orco non sarà in casa. Presto giunsero in vista di un tetto dorato che rifletteva i raggi del sole. La madre. uno sconosciuto ha rapito i principini. donna volubile?" "Ho ricevuto la mia educazione a palazzo e ricordo la . Ho trovato il cavallo bianco. io fui vinto e scappai a nascondermi nell'erba." "Tu resta qui. mi avete salvato la vita aiutandomi a discolparmi di quella lettera." Scimmiotto lo interruppe: "Basta con le chiacchiere. cercando di trattenerlo. che liberò il maestro e gli affidò una lettera per i suoi genitori. calma. ma incastri noi. Scimmiotto Consapevole del Vuoto. fratello." Alleluia! Al nome di Scimmiotto parve a Sabbioso che ambrosia gli piovesse sulla testa. Poi farai come vorrai. Non è un modo di incastrarci?" "Se dovesse prendersela con voi." Che bravo re scimmia! Abbassò la nuvola luminosa e ne scese per esplorare i dintorni della grotta. Scimmiotto prese per mano Porcellino e montò su una nuvola. monaco." Sabbioso prese la rincorsa e balzò sulla rupe. Lo cercammo fino all'ingresso della grotta e combattemmo con il mostro. come se invece dell'annuncio di un arrivo lo avessero coperto di doni d'oro e di giada." "Giusto. dentro la grotta.

per riferirgli l'accaduto. confezionando frottole al riparo del velo di lacrime che gli bagnava gli occhi. non conoscevi il nome di tuo nonno. Ecco perché non mi restava che prolungare la mia fragile esistenza. Per ogni evenienza." E si mise a piangere come una fontana. puoi sempre offrire la tua testa: abbi la compiacenza di metterti in posa perché io ci batta sopra. In verità sono la peggiore peccatrice che ci sia fra cielo e terra. che è un uomo molto compassionevole. non permette che mi allontani. ma temevo che i miei genitori mi credessero colpevole di una fuga da casa e che la vicenda non venisse mai chiarita. e lo farò ruotare ben bene per vedere di che si tratta. E così. di pugno o bastone che sia. Tesoro.. non vi posso riportare a corte dal re vostro padre. Come avete potuto accoppiarvi con un mostro." Il mostro si mise a ridere: "Caro Scimmiotto. Il mostro alzò i pugni per colpirlo. perché altrimenti apparirei nella mia forma originale. voi ritornate a casa e non li vedo con voi: come volete che non mi senta disperata?" "Mi stai dicendo che quelli erano davvero i nostri figli? " esclamò il mostro." La falsa principessa lo afferrò e cominciò a stropicciarselo qua e là." "Sento molto la mancanza dei bambini. Scimmiotto. non mi tirate in qualche brutta storia. non vi disperate. Scimmiotto si rallegrò: "Che bell'oggetto! Chissà quanti esercizi di meditazione. Pietà pei genitori Che tanto hanno penato. Come puoi dar retta a quella bestia?" "Non stiamo a discutere. Io invece sono piccolo. Son qui io. Il mio maestro. ma siete stata sua moglie per tredici anni." "Proprio così: "Padre mio che m'avete generato. mi sorveglia continuamente. il re scimmia si trasformò con una scossa nella sua copia identica ed entrò nella grotta ad aspettare il mostro. "che cosa ti succede?" "Ma che tesoro. non sono riusciti a prevalere su mio marito." "Ma che uomo sei. spostano vento e non ripagano la stoffa che occorre per coprirli. Che cos'hai da dire a tua discolpa?" "E quando ti avrei insultato?" "Me l'ha detto Porcellino." "Per piacere. Son fuochi di paglia. potreste solo crearmi dei problemi. a diecine e centinaia? Avessi pur cento mani. La corte fu presa dal panico. ma tutto muscoli. Allora vi troverete un buon partito e potrete vegliare sui vostri genitori finché saranno in vita. E l'eminente legge del destino lo consegna ora nelle mani del vecchio Scimmiotto. perché le diciassette compagne della ragazza che egli aveva divorato si erano presentate al re. e tu hai ancora il coraggio di mostrarti in giro. il re confermò la consegna ai suoi ufficiali di tenere sotto sorveglianza la falsa tigre. E valga in luogo del tè. con le ossa a pezzi e il sangue che correva tutto intorno. non appena si era fatto giorno." "Tanto peggio!" esclamò il mostro. Scimmiotto se lo mise in bocca e lo inghiottì. e l'altro: l'ostilità fra padre e figlio dura solo una notte? Credevi che potessi restare con le mani in mano. ritornò subito alla sua montagna e corse verso la grotta per capire che cosa stava succedendo. si apprestò a farlo ruotare su se stesso. povero diavolo sfiancato e sbilenco come un granchio. la conversazione con lui posso riprenderla più tardi. "Rimandiamo di un momento le legnate: guarda pure a tuo agio. Ho un amuleto che devi strofinare dove ti duole." "Te lo raccomando. da qui non uscirai vivo. E voi madre che m'avete nutrito. Porcellino e Sabbioso. non sapeva dove nascondersi per la vergogna. Per sottrarre l'oggetto a ogni contesa. Porcellino mi ha detto che avete salvato la vita del nostro maestro e avete mandato una lettera ai vostri genitori: questo dimostra che non li avevate dimenticati. Sono il tuo nonnetto di cinquecento anni fa. Corre all'aperto. L'orco entrò nella grotta come una folata di vento.. non può essere. "Dice il proverbio: grande vescica non pesa niente. Allontanata la principessa. "Ha ucciso i miei figli buttandoli dall'alto: e adesso come rendergli la vita? La farò pagar cara a quel monaco. piccolo piombo pesa un accidente." L'orco prese per mano Scimmiotto e lo guidò in un angolo segreto in fondo alla grotta. ma lui diceva che doveva presentarli a corte." "Lo so." La principessa seguì il consiglio e si ritirò in luogo appartato. una specie di ciondolo di cinabro interno. quanti anni di prove. "che io e Sabbioso abbiamo portato qui. "lo dice anche il proverbio: marito senza moglie perde della sua casa la padrona.frase dei libri antichi: 'Tremila crimini meritano i cinque castighi. come potrete farcela?" "A quanto pare non avete occhio per queste cose" replicò Scimmiotto ridendo. ma nessuno è grave come la mancanza di pietà filiale'. comunque. e l'incontro con il grande santo era stato disposto appunto a questo fine. Intanto Porcellino e Sabbioso portarono i bambini nella città degli Elefanti Sacri e li lasciarono cadere sui gradini di giada bianca. reverendo: come potrei dimenticare i miei genitori? Il fatto è che il mostro mi ha rapito a tradimento." "Non ero con i due che conosci. ma Scimmiotto lo trattenne con una mano e fece con l'altra un movimento che gli restituì il suo vero aspetto: "Ohé mostro. Sarà meglio che prima ritorni a casa e chiarisca questa storia dei bambini. se il tuo programma era di fare a botte. senza parere. In fatto di astuzia e agilità non è facile farla a una scimmia. padre per la vita. pestò i piedi. quando sentì gridare il suo nome. Alla fine disse: "Le vostre parole sono giuste." "Ma mi ha portato qui di forza. che cos'è accaduto da renderti tanto disperata?" "Oh signore" rispose Scimmiotto. ma perché è qui Sabbioso? Lo avevo lasciato prigioniero a casa mia: come è scappato? Perché mia moglie avrebbe dovuto lasciarlo andare? E che cosa c'entrano i miei figli? Porcellino avrà architettato un trucco per provocarmi. proprio da fetente!" "Così non mi riconosci" disse il Novizio. Qui si levò di bocca un oggetto che aveva le dimensioni di un uovo di gallina. Lo sai che ho al mio servizio mostri grandi e piccoli." "Questi bambini sono i figli del mostro Veste Gialla" proclamò a gran voce Porcellino. mi hai anche insultato dietro le spalle. Il mostro si mise a riflettere: "Capisco Porcellino." "Credete davvero di potercela fare?" "Non avete idea di quanto possa pestare diavoli e mostri. ma il mostro stava all'erta e subito si slanciò per strapparglielo dalle mani. Si fece avanti per prenderla fra le braccia: "Tesoro mio. Il mostro strabuzzò gli occhi: non l'aveva mai vista così. appunto perché ho l'abitudine di picchiare sodo i mostri che incontro e ne avevo ammazzati un po' troppi." Il mostro se ne stava ancora nella Sala della Pace d'Argento a ronfare e smaltire tutto il vino che aveva bevuto. che pure sono degli omaccioni. "Certo che lo erano: li ha presi Porcellino. Chi sei? Da dove vieni? Dove hai imboscato mia moglie. mentre gli ufficiali annunciavano: "Disgrazia! Disgrazia! Due persone sono precipitate dal cielo. Il monaco ha solo due discepoli. dargli il vostro corpo senza pensare a vostro padre e a vostra madre? Se questo non è un crimine contro la pietà filiale." "Via." "Vi potete fidare. schizzò intorno tante lacrime peggio di un temporale. "Sono il primo discepolo del monaco cinese e mi chiamo Scimmiotto Consapevole del Vuoto. Avreste dovuto rincasare ieri sera! Stamane non eravate qui quando è venuto Porcellino e si è portato via Sabbioso e i nostri bambini. Se mi prendessi una rastrellata. quante sedute di unione di yin e yang sono occorsi per fabbricare questo ciondolo di cinabro interno." "Voi che siete un esperto." "Sciocchezze! Diecine e centinaia? Anche se fossero migliaia e centinaia di migliaia. non piangere più. ma non riesco a ricordare." "Ti ho visto." Il bravo mostro non stette nemmeno a congedarsi. come lo volete chiamare?" La principessa arrossì fino ai capelli. assalito da un'enorme collera. Poi. Era destino che il suo matrimonio avesse fine. un po' di contegno! Guardami bene: mi conosci?" "Tesoro" bisbigliò il mostro allocchito. quello là! Ha il grugno di maiale e la lingua di megera. si produsse in un grande numero di teatro: sbatté le lunghe ciglia. falsa principessa. Avrei voluto uccidermi. "Principessa. Se non gli puoi offrire vino né merenda. I vostri sentimenti verso di lui potrebbero giocarvi degli scherzi. non avresti dovuto entrare qui dentro. torcendosi per il furore che lo attanagliava. Di uno Scimmiotto non ho mai sentito parlare. ma ho bevuto troppo e non ho ancora smaltito il vino.(11) "Il poema spiega che la pietà filiale è la fonte della buona condotta. Mi accontenterò di farti presente che oggi ti sono venuto a trovare e tu non hai fatto buona accoglienza all'ospite venuto di lontano. si batté il petto e riempì la grotta di singhiozzi violenti e di tragiche lamentazioni. La sua partenza da insalutato ospite confermò la nuova opinione generale che il vero mostro fosse lui." "Tirati su. Non ho più visto nessuno. non te ne lascerei uno in . Vediamo l'amuleto. Tu sei un essere malefico piovuto da chissà dove per prendermi in giro. manchi di dignità! Il tuo maestro ti caccia via. non valgono la minestra che mangiano. con le ossa che vi sbucano sotto la pelle. guarda in su e vede Porcellino e Sabbioso che gridano da una nuvola. ho pianto tanto da averne male al cuore. brutto diavolo! Non sai nemmeno riconoscere tuo nonno?" "Eppure questa faccia l'ho già vista da qualche parte" sibilò l'orco. mi aveva rimandato a casa per questo motivo. La faccia gliela spaccherei volentieri. Ero lontana da loro e non avevo nessuno per inviare notizie. il vostro vecchio Scimmiotto vi garantisce che catturerà il mostro e vi riporterà a corte. prima di venire a rubare il mio amuleto con l'inganno? Che azione infame. Gli omaccioni valgono meno della figura che fanno. Se non lo abbatto. Come ti senti? Avrò cura di te. Io lo supplicavo. Che ne pensate?" "Ma voi cercate la morte! Ieri i vostri condiscepoli. come pensate di fare?" "Penso sia meglio che voi non mi stiate d'attorno. Ma stai attenta a non ruotarlo." Scimmiotto ghignò dentro di sé: "Il maledetto è abbastanza ingenuo da passare alle confessioni senza che occorra la tortura. E voi. e passerà. il fondamento del bene. D'altronde a corte gli altarini erano stati scoperti. signora. sposa senza lo sposo è un'infelicità che non perdona." "Brutto criticone! Non conosci il proverbio: maestro per un giorno. Io avrò bisogno di muovermi senza avere intorno troppi sentimenti: un colpo dev'essere un colpo. mentre te la prendevi con il mio maestro? E non è tutto. il mio prestigio ne risentirebbe. riducendoli in poltiglia.

Ma se fossi morto. mentre voi volevate darvi tutto al bene. tutte le truppe si armarono e corsero al posto di combattimento. sei proprio una disgrazia! Perché vieni a schernire la gente a casa sua?" Scimmiotto. "piantala di stuzzicarlo!" "Tu ficchi il grugno dappertutto. Non v'è sospiro o fiato che non sia predestinato: oggi l'impresa del grande santo Scimmiotto mi riconduce alla vostra presenza. sulla porta. ma per te. ti prego. quella scimmia" commentarono ridendo i precettori. "Il genero di vostra maestà" rispose Scimmiotto "è la costellazione Kui del mondo di Sopra. l'astro del lupo e del bosco. Così ho liberato la vostra benamata figlia. fra brume e nuvole. il grande santo raggiunse con una capriola la porta sud del Cielo. me ne ritorno a casa. come Zhang. il re propose: "Perché non andiamo a vedere il vostro Maestro?" I tre discepoli entrarono nella Sala del Tesoro. quando occorre cavarlo dai pasticci? Come avevo detto. Scimmiotto guardò intorno da tutte le parti. Mi desiderava. Scimmiotto deviò la lama con un impercettibile movimento. Nel Paese degli Elefanti Sacri ho combattuto con un mostro che aveva attaccato il mio maestro dopo aver sedotto una principessa. "È già mancato a quattro appelli ordinari. non dev'essere un mostro ordinario. I colleghi del suo dipartimento sono andati a ricuperarlo ed egli è stato esiliato nel Paradiso dei Beati. e subito si ritrovò in città. e li seguì nel mondo di Sopra. la rapii e la tenni nella mia residenza. Per eseguire l'ordine imperiale le ventisette costellazioni uscirono dal Cielo. come avete potuto ridurvi in questo brutto stato? Mi avete cacciato via perché mi comportavo male. che corrispondono a tredici anni sulla terra. l'esito era ancora incerto. sei un cattivo incassatore: una botta. Sarebbe questo il modo?" "Fratello" intervenne Porcellino. Essa pensò di prendere forma umana e scese per prima nel mondo di Sotto. ma per riguardo al Buddha. Ferocia con ferocia. Durante lo scontro è scomparso senza lasciar traccia. i cinque orienti. e voglio proprio vedere se conosci questo colpo. Là l'attacco è diretto a dominare. A vederlo con la sbarra in pugno le guardie furono prese dal panico: Pang. Sono stati i loro pensieri profani a farli cadere fra gli uomini." Il mostro gridò il segnale d'allarme." "Tredici giorni in cielo sono tredici anni sulla terra" ricordò l'Imperatore di Giada. Sono venuto appunto per verificare se qualche creatura del cielo ha abbandonato il suo posto." Il bravo re scimmia alzò la sbarra a due mani. La battaglia si spostò sulla montagna. "Come sa controllare gli attacchi del mio randello! Aspetta un po': ti servirò una finta. Osò sporgere la testa solo quando udì gli incantesimi dei colleghi. La verifica proseguì oltre il palazzo dell'Orsa maggiore: si contarono ventisette delle ventotto case. Egli si nascondeva in un torrente di montagna. Xu e Qiu gli chiesero subito: "A che cosa dobbiamo la visita del grande santo?" "Sapete che sono addetto alla protezione del monaco cinese. Segue la sbarra le tre strategie. che avvengono ogni tre giorni. Poveri piccoli mostri! Le loro testoline si spappolavano al primo tocco e gettavano una quantità di sangue. dove i quattro grandi precettori celesti Zhang. quante finte. dove i funzionari avevano fatto portare la gabbia di ferro e tolte le catene alla falsa tigre. Si ordinò di procedere all'appello delle varie categorie di divinità: i nove luminari. Si conforma la sciabola ai sei foderi. Perché?" chiese l'Imperatore di Giada. quando si udirono dall'alto le voci di Porcellino e di Sabbioso che gridavano: "Fratello." La principessa sentì per un istante il vento che le sibilava nelle orecchie. Ge." Scimmiotto gli tese le mani per aiutarlo a rialzarsi: "Se me lo chiedi così. cercò nei bagagli la ciotola d'oro delle elemosine." Dopo avere ringraziato Scimmiotto. è disceso sulla terra" concludeva il rapporto dei precettori. L'affatturato Tripitaka aveva qualche percezione di ciò che gli accadeva intorno. L'altro dimostra agilità felina. la riempì d'acqua e la portò a Scimmiotto. con riserva di reintegrarlo nelle sue funzioni se avesse servito con merito. salvalo. "Kui. Quante parate a protegger la testa! L'espressione dell'un cambia col vento. mentre la sbarra cerchiata d'oro scintillò moltiplicandosi per tre. gli dèi della via lattea. "Vostra maestà" rispose Kui prosternandosi. "Maestro" gli disse Scimmiotto ridendo. si prosternò ai piedi dei gradini del trono e riconobbe la sua colpa. Dopo una cinquantina di scontri. Anch'io. Questi recitò una formula e spruzzò l'acqua sul capo della belva: si ruppe . "il merito è tutto degli immensi poteri del reverendo Scimmiotto. ma Scimmiotto vedeva benissimo che era un uomo." "Fratello maggiore" supplicò Sabbioso inginocchiandosi. Come ha potuto scomparire così? Credo di capire: il mostro diceva di avermi già visto da qualche parte." Porcellino si precipitò alla locanda. che scomparve senza lasciar traccia. In breve non rimase che il vecchio mostro." Balzò su una nuvola per scrutare l'orizzonte. ed eseguì la figura detta rubar pesche sotto le foglie. Se non c'è niente. mentre Scimmiotto lo fronteggiava con la sua sbarra. compiaciuto di quella efficienza. è risultato che questo Kui era assente da tredici giorni. o qualche altra porcheria. "Se Veste Gialla è stato sconfitto e io salvata" disse la principessa a suo padre." L'Imperatore di Giada decretò che fosse privato della placca d'oro e lo bandì nel Paradiso dei Beati." I precettori si recarono subito a rapporto nella Sala delle Nubi Misteriose. impugnò a due mani il suo randello e gridò: "Trasformazione!" Gli crebbero subito tre teste e sei braccia. il randello Scaccia e disperde nubi colorate. che gli correva dietro coprendolo di insulti: "Scimmia maledetta. "Vedi il maledetto!" si diceva Scimmiotto con segreto piacere. Scimmiotto. I tre la condussero alla Sala delle Campanelle d'Oro. i quattro fiumi. ma non si vedevano movimenti in alcuna delle quattro direzioni. perciò dev'essere uno spirito celeste. Agli occhi di tutti conservava quell'aspetto. Le stava raccontando dell'avatara del mostro. astro del lupo e del bosco. "Noi gli abbiamo catturato il mostro e lui se la cava con una riverenza. Tao. Qui la difesa si dimostra forte. e vostra figlia è in realtà una fanciulla di giada del servizio dell'incenso. Nessuno avrebbe osato mancare all'appello. mi trasformai in mostro su una celebre montagna. Visto che sei il suo discepolo preferito. ora che l'ho fatto. dove salutò il re suo padre e la regina sua madre. Scimmiotto fu soddisfatto delle disposizioni adottate. ma uno spirito celeste. assestando una potente randellata sulla testa dell'orco. sei segretamente fuggito. né aprire gli occhi o la bocca. ma non poteva muoversi. non ti avremmo chiesto di venire da tanto lontano. L'altro non mostra mai emozione alcuna." "Mi sembra già una fortuna che esca di qui pacificamente. "Kui. "gli antichi dicevano: non per amor del monaco. veloce come una stella filante. In seguito al rapporto che ho presentato all'Imperatore di Giada. o un'aquila nel pollaio. o di aggravare la pena in caso contrario. Era una fanciulla di giada della Sala Piena di Profumi. gli fece segno con la mano: "Vediamocela fra noi. detto livellamento del grande mezzo." "In questo caso" disse Sabbioso. Scomparve e basta. "È sempre il solito rustico. L'astro tolse la placca d'oro dalla sua cintura." "Che specie di mostro era questo Veste Gialla?" chiese il re. "voi che eravate un bravo monaco. per non tradire l'impegno. ma io non osai contaminare il sacro territorio del palazzo celeste. Mancava solo la stella Kui. e non ci sei più. Riportiamo a corte la principessa con la magia della contrazione del terreno. dove siamo rimasti uniti per tredici anni. Il grande santo gli sbarrò la strada all'ingresso del Cielo e voleva colpirlo di nuovo. vuol dire che sei scappato. Quindi oggi è il tredicesimo giorno di assenza. Quanti attacchi fulminei. Dal momento che sei qui. La lama i nembi illumina. dissimulato fra i suoi vapori.piedi. Il mostro non capì la mossa: vide il vuoto nella difesa e si gettò avanti per colpire con la sciabola. avresti lasciato in terra del sangue. recitando gli opportuni incantesimi. Roteando braccia e sbarre si gettò sulla folla come una tigre in un gregge di montoni. invece di godere l'infinito spettacolo del mondo di Sopra. Il grande santo ritornò alla Grotta della Luna Marina a cercare la principessa. destinandolo come fuochista al servizio di Lao Zi. Contro il randello di ferro forgiato S'alza la spada di acciaio temprato. mi dovevo vendicare del mostro perché mi aveva insultato. "Eppure ai miei occhi non sfugge nulla. "Da quanto tempo manca? " chiese l'Imperatore di Giada. ma non trovò niente: "Ragazzo mio. Deng e Xin si scansarono precipitosamente addossandosi ai pilastri. nella figura detta osservare il cavallo dall'alto. i cinque picchi. Spalanca l'uno i suoi occhi di fuoco. ma le costellazioni riuscirono a trattenerlo e condussero il colpevole davanti all'Imperatore di Giada. Non ero venuto per loro. Liu. come potrei dire di no? Portatemi un po' d'acqua. mentre Scimmiotto andava e veniva senza ostacolo." Deciso a metter subito le cose in chiaro." Il mostro lo inseguì con la sciabola levata per fendergli la testa. Questa lotta Fino all'ultimo sangue fu ingaggiata. senza osare di contrastargli il passaggio. Ai magici poteri del gran santo Il mostro oppone forza non comune. dove avrà modo di riscattarsi. i dodici rami. Fece una gran riverenza e ringraziò le altre divinità della pena che si erano data. Se fossimo stati capaci di farlo da soli. e diede ordine al dipartimento competente di provvedere a ricondurre il latitante nel mondo di Sopra. I recinti della grotta furono subito ermeticamente chiusi e barricati. come se percorresse un posto deserto. Egli andò difilato alla Sala della Luce Penetrante. perché rompi sempre le scatole al vecchio Scimmiotto. e non è cosa da poco. lascia anche a noi qualche mostro da menare!" "Qui di mostri non ce ne sono più. "perdonate al vostro servitore questo crimine che merita la morte. "non ci sono ostacoli ad andarcene. Poi si unì alle sorelle e tutti i funzionari vennero a renderle omaggio. La principessa reale del Paese degli Elefanti Sacri non è una comune mortale. La loro unione era destinata dalle loro vite anteriori. Gou e Bi. senza combinare guai" replicò l'Imperatore di Giada.

Pago del suo destino. si erano fermati solo quanto era indispensabile per il cibo e per il sonno. lavare le orecchie dalla polvere." Il boscaiolo sogghignò beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia." A queste parole il boscaiolo scoppiò in una risata: "Sei un bel matto di bonzo!" "Dico sul serio. Visto che lo avete avvertito di presenze pericolose sulla montagna. Si vede Sullo scosceso fianco della rupe Camminare la tigre di montagna Agitando la coda. "Hai proprio perso la bussola. li consegno all'Imperatore di Giada. L'immagine dorata nel Paese Degli Avvoltoi. Che aspetto aveva? Un vecchio feltro azzurro sulla testa. da dove vieni?" Sabbioso gli raccontò i fatti per filo e per segno." "Sei matto e basta!" replicò il boscaiolo continuando a ridere. agitare le campanelle d'argento e stimolare il drago di giada. Tiene in mano un'ascia D'acciaio lustro e trasporta la legna Sul bilanciere." A queste parole sembrò a Tripitaka che le sue anime lasciassero il corpo. Il Reverendo riprese la sua forma. Ora ho passato fiumi senza nome. mi basterebbe che rinunciaste a recitare quella cosa che sapete. tutte le cose si svuoteranno: allora avrete tutto il riposo che vorrete." "Lasciamo perdere" replicò ridendo Scimmiotto. Ricordate il Sutra del Cuore. incanti e aspersioni di acqua . coltri di nebbia più fitte Della notte. la bianchezza di giada Della sua fronte nell'oscuro stupa. segnalerò nel mio rapporto al sovrano dei Tang che il più meritevole sei tu. Dopo avere approfittato della regia bontà. il tempo in cui Il salice risplende come seta Cangiante nella brezza. quando vide un boscaiolo ritto su una rupe." Il bravo Scimmiotto si arrampicò lesto sulla rupe e si rivolse al boscaiolo con uno stentoreo: "Fratello maggiore!" accompagnato da un breve saluto a mani giunte. quando incontrarono di nuovo una montagna sul loro cammino. non conoscerà la paura. che si nutrono dei viaggiatori come voi. maestro. devi essere un loro parente. Giù nel burrone serpeggia il torrente In fragorosi vortici. È giunta nella corte posteriore Una coppia di rondini.. Anche il maestro e i discepoli si godevano la primavera. Chi di voi ha il coraggio di andargli a chiedere informazioni più precise?" "Rassicuratevi." Tripitaka si dovette accontentare di dominare la propria inquietudine. Gridò a Tripitaka: "Ehi voi. Tripitaka manifestò infinita gratitudine: "Mio saggio discepolo. agl'inferi. Posata l'ascia esce fuori dal bosco E a lunghi passi sale sulla roccia. maestro" rispose Scimmiotto.. allentare le redini. CAPITOLO 32 SUL MONTE CIMA PIATTA SUL MONTE CIMA PIATTA IL PROTETTORE FORNISCE ALCUNE INFORMAZIONI. Fu così che Il sovrano ritrova sicurezza nel suo regno. Quelli dell'Ovest vanno consegnati al Buddha. Avevano superato tante tappe che. E ricordate anche questo: Libera il tuo cuore da ogni ostacolo! Senza ostacoli. Non datevi pensiero di qualche meschina tigre o lupo che possiamo incontrare. riconobbe Scimmiotto e gli afferrò le mani: "Consapevole del Vuoto. Da quanto tempo sono qui. Che montagna! I picchi aguzzi sulla lunga cresta. I draghi sono di competenza del sovrano degli oceani. Passando in giro le coppe ricolme. maestro e discepoli si congedarono per rimettersi in cammino verso l'Occidente. e se non un alleato. Io sono venuto ad avvertirvi del pericolo con le migliori intenzioni." "Maestro" replicò Scimmiotto. Mettiamo che io sappia dove si nascondono queste creature malefiche. Vede venire un monaco da oriente. che era molto scoscesa. questi diavoli e mostri? Son gente navigata o pivelli? Scusate il disturbo. Il boscaiolo Tagliava legna secca sul pendio. dovesse pure sprofondare il cielo. "Discepoli. perlomeno un amico. quelli del Sud alla Virtù del Fuoco. quelli dell'Est ai santi. aprì gli occhi. "Ecco un'alta montagna: corriamo il rischio di essere ostacolati da tigri e lupi. L'abito rozzo di bigello nero: Povera protezione contro il sole Ed il maltempo.l'incantesimo e l'effluvio della tigre si dissipò. Io conosco tutti e posso far spiccare un ordine di cattura urgente in qualsiasi momento. ma mi serve saperlo per farli arrestare dal dio della montagna e dalla divinità locale. Mi chiedo: quando mai Si giungerà alla fine del cammino?" Scimmiotto si mise a ridere: "Se aspirate al riposo." Anche il re rinnovò i suoi ringraziamenti ai pellegrini e offrì loro un grande banchetto vegetariano. Vive libero Ed è dalle Tre Stelle benedetto. "Aspettate che senta che cosa si può cavare da lui. un alleato." Il reverendo trattenne il cavallo tirando le redini e disse: "Mentre partivo da Chang'an pensavo Soltanto che avrei visto il Buddha in viso. non sono matto. ascoltate il seguito. Per lui primavera Dura per l'anno intero. [. fra sete e broccati. le diecimila cause cesseranno di agire. Quello là sul cavallo è il nostro maestro. una persona piuttosto paurosa. in casa sua Non entrano né gloria né vergogna. come penseresti di farli arrestare?" "A sentire le balle che racconti per spaventarci e per magnificarli. "chi ha lasciato la sua famiglia non deve parlare come chi vi è rimasto. Quando ritorneremo nell'Est. ma tu come puoi avere l'audacia di catturarle. non può divenire l'uomo degli uomini. fermatevi un momento! Devo avvertirvi di una cosa: su questa montagna si trova una banda di diavoli crudeli e di mostri feroci. Si fa musica Con corde e fiati. Intorno gli alberi Infoltiscono e allargano le chiome Schiudendo ovunque fiori profumati. lontano dalle illusioni e dai sogni che turbano. e dove le vorresti imprigionare?" "Se sono diavoli celesti. Era trascorso parecchio tempo da quando avevano salvato la principessa del Paese degli Elefanti Sacri e la folla dei cortigiani li aveva accompagnati per un tratto fuori della città. L'uomo domandò: "Reverendo. Questa volta speriamo di arrivare presto alla meta. Se in fin dei conti non sapete che altro gli capitò. ti devo tutto. i fantasmi del re Yama. perché vi teniate in guardia. e tu vuoi farmene una colpa. Chi non ha subito il dolore dei dolori. a elencarle tutte. finché vi accompagna il vecchio Scimmiotto voi siete al sicuro. se sono creature ctonie. che vi diede il bonzo del Nido dei Corvi. per qual motivo siete venuti da queste parti?" "Siamo inviati dalle terre dell'Est a cercare le scritture nel Paradiso dell'Ovest. il racconto non finirebbe mai. "Per convincermi del vostro amore e della vostra generosità. Tremava tanto da faticare a restare in sella. è una meta che non vi potrà sfuggire. né quando raggiunse il Paradiso dell'Ovest. reverendo che andate verso occidente.] Il reverendo tirava le redini per sostare a osservare la ripida salita. e il re li accompagnò per un bel pezzo con i suoi funzionari. E il monaco riprende il cammino del suo impegno. Chiamò in fretta i suoi discepoli: "Avete sentito quel boscaiolo? Annuncia diavoli crudeli e mostri feroci sulla montagna. Da allora maestro e discepolo camminavano insieme verso occidente. Non abbiate timore. se non un parente. sono venuto a chiedervi qualche notizia più precisa. Le feste Celebran la stagione. quelli del Nord a Zhenwu. Ogni categoria ha il suo territorio e il suo oriente. Il racconto ha riferito come fu che il monaco cinese riprese Scimmiotto al suo servizio. PRESSO LA CAVERNA DEI FIOR DI LOTO PORCELLINO SI TROVA ESPOSTO ALLA SFORTUNA. anche di notte. Montagne che nessuno aveva mai Scalato. Quando avrete adempiuto il vostro compito meritorio. Ma bisogna innanzitutto spazzar via le impurità dal cuore." "Se dici sul serio. Ritornava la primavera. attenzione!" disse Tripitaka. Maestro e discepoli iniziarono l'ascesa della montagna.

" "Aspetta. mentre ce ne stiamo appunto andando per la nostra strada?" "Non sono sciocchezze" replicò Porcellino." "Badare al maestro: se il maestro fa i suoi bisogni. che staranno a perdere tanto tempo? Appena catturato e legato. Se veniste da un'altra parte. Lo dicono anche i trattati di arte militare: non affrontare il nemico che abbia forze più numerose." L'astuto Scimmiotto si stropiccia gli occhi sino a farli lacrimare." "Fratello.beffardo: "Meschino! Girando per il mondo avrai avuto occasione di leggere qualche formuletta per trucchi di magia." "Questo è meglio di tutto" commentò Scimmiotto ridendo. uno solo non basta. bisogna che Porcellino mi dia retta in due cose: allora avremo una probabilità su tre di farcela. dove si nasconde Ad ogni sguardo. Il tuo vecchio Porcellino andrà a pattugliare. si può anche stargli alle costole e portarlo in groppa. sarai battuto. Se non mi dà retta." "Per badare al maestro. sarai battuto. Se non mi credete. dove finirò scannato e messo sotto sale a stagionare per l'anno nuovo. e per esempio vedere come se la cava Porcellino? Se vince uno scontro. il nostro informatore era il protettore del giorno. e d'altronde il maestro è parziale nei suoi confronti." "E tu come lo sai?" "Non è che lo sappia: vedo e valuto. non sentirò più niente. Ora l'hai indotto ad andare avanti con spregevoli astuzie. non riuscireste a far passare il monaco cinese senza provare qualche vertigine. se invece lo catturano. E intanto ridi di lui. Mentre ritornava verso i compagni rifletteva: "Se riferisco fedelmente al maestro le parole del protettore. "Come mai non vediamo più quel boscaiolo che ci ha avvertito?" si inquietò Tripitaka. "Chiedi disposizioni al tuo condiscepolo e ascoltalo attentamente. mi rovesceranno per terra e mi porteranno a casa loro. fiero e pieno di brio. invece di recitare questa farsa?" "Grande santo" rispose rispettosamente la divinità. non ce la facciamo ad andare avanti. Se unendo forze e menti riuscite ad aprire un passaggio e a farmi superare la montagna. una metamorfosi raffinata. A quanto pare abita da queste parti un paio di esseri malefici. "Non vedete con quale faccia ritorna Scimmiotto? È uno che non teme né ferro né fuoco. e ciascuno se ne va per la sua strada. "Non ci sarà proprio nessun inconveniente. toccherà a me di darmi da fare." "Tu credi. incanti e aspersioni di acqua benedetta. e i meriti li acquisterò io. abili parole e false espressioni(12). o che stia seduto andando in giro?" "Basterebbe che tu facessi bene una delle due cose. molla i bagagli. Ama il riposo In fondo ai boschi. qualunque altra cosa gli venga in mente di fare. Bisogna inventare qualcosa per stimolarlo. mendicare il cibo. "se è così difficile andare avanti. Se un mostro riesce a rapirlo. mentre si rimettevano in marcia. devo andare in giro. per pattugliare." "In che cosa consiste?" "Inoltrarsi per i sentieri e negli anfratti. quante sono. . ma quando alzò gli occhi verso il cielo. "Però non so in che cosa consista badare al maestro. Vedrete: Porcellino non andrà a esplorare la montagna. maestro. Anche se voi poteste disporre del pilastro di giada che sostiene il cielo o del ponte d'oro che scavalca gli oceani." "Discepolo!" ingiunse Tripitaka. che succede? Che cosa ti preoccupa? A vederti con quella faccia piangente. localizzare passaggi e grotte." Scimmiotto promise. sarai battuto. se dimagrisce. non ci sono dubbi su quanto sia pericolosa la montagna e temibili i mostri." "Come ho detto. Rimettiamoci in cammino." "Maestro. vi occorrerà tutta la vostra divina perspicacia: al minimo passo falso." "E che cos'hanno di tanto cattivo?" "Questa catena di montagne si estende per seicento li e si chiama Cima Piatta. "Vada per vigilare e sostenerlo. sarà ritornato nella foresta a tagliar legna" replicò Scimmiotto." Tripitaka calmò le sue apprensioni ma." "Si capisce che veniamo dalla Cina. Porcellino grida subito: "Sabbioso. Non è forse peggio della peste e del colera?" "E allora pattuglia la montagna. potrò sempre andare a liberarlo. devi pattugliare la montagna. credimi. Scimmiotto non poté trattenere un sogghigno." "Questo si può fare. e secondo me ci si diverte meno. Sul monte c'è una Grotta dei Fior di Loto e lì dentro stanno due capi diavoli con piani di battaglia e ritratti: hanno il nome e cognome di tutti voi. Sarà meglio che aspettiamo giorni migliori. Altro che Paradiso dell'Ovest!" Il reverendo sentiva questi discorsi dall'alto del suo cavallo: "Stupido! Perché dici queste sciocchezze. sa ha cattiva cera. si intrufola sotto terra. il boscaiolo scomparve. Ma se devo andare a mendicare nei villaggi. proteggerlo era l'unica cosa che gli stesse a cuore. e ritornerà a raccontarci frottole. purché non gli giochi brutti tiri." Caro grande santo! Aguzzò gli occhi di fuoco dalle pupille d'oro e percorse con lo sguardo il paesaggio fino alle cime più lontane. lasciate che lo vada a sorvegliare: se incontrasse guai lo potrò aiutare. a vedere che ne è stato di mia moglie. vigilare nei dintorni. bonzo. Sono qui io: non c'è da aver paura. "Vediamo fantasmi in pieno giorno. scoprì su una nuvola il protettore del giorno. chiediamo spiegazioni. la fornace farà di te un mazzo di chiodi. e comunque mi potrò assicurare della sincerità della sua devozione al Buddha. e precisamente dalla corte dei Tang. Che va sfiorando i giunchi più veloce Di una stella filante e ronza lieve. ma temo di restar solo e che le mie forze non bastino. Non converrebbe mettere in gioco anche gli altri." "Che differenza fa?" "Si vede proprio che non hai mai provato. Non mi immischiare. Una differenza c'è. Hai un bell'essere ferro. D'altronde la montagna è troppo alta. discepolo. "La nostra fortuna è in ribasso" commentò Porcellino." Scimmiotto mandò cordialmente al diavolo il protettore. Giunse in un attimo davanti al cavallo: "Maestro. devo mettermi seduto qui dov'è lui. solo gelosie." Ma ripensandoci concluse: "È un tal pigro! Non è facile smuoverlo. non li hai mai visti. Preferisci che vada in giro stando seduto. sano e dell'età giusta. non ne avremo nemmeno mezza e sarà meglio lasciar perdere. ma gente che viene dalla Cina. Se invece incominciano dai piedi. si allontanò sul pendio e con una scossa si trasformò in un insetto jiaoliao. Credete che oserebbe azzuffarsi con i mostri? Sarà andato a nascondersi per un po' da qualche parte. senza scoprire la minima traccia. mi fai paura. State attento. molto meno. io starò ancora a dimenarmi quando arriveranno alle ossa del bacino. sostenerlo. mi circonderanno impugnando forche e scope. Guardatelo: Ali leggere portano nel vento Quell'essere affilato come un ago. siete precisamente quelli che vogliono mangiare. otterremo il giusto frutto dei nostri sforzi. Se uno così piange e si spaventa. sale in cielo quando gli serve. devi badare al maestro." "No." E si rivolse a Scimmiotto: "Consapevole del Vuoto. e in quello stato va incontro al maestro. salvo un po' di afa da sopportare durante la cottura. È l'insetto più piccolo. si fa dei meriti." "Ma no. Ma ci sono anche Porcellino e Sabbioso: usali a tuo giudizio." "Lascia stare le gigionate! Questi mostri dispongono di cinque presìdi e di grandissimi poteri. ma fra voi non c'è amore né compassione. di qui non passa di sicuro. non è niente di grave. vi lascerebbero passare. si mise in spalla il rastrello e si avviò bravamente a esplorare. Se invece prima mi rosicchiano i piedi e poi mi masticano i polpacci. cercare informazioni sulle creature malefiche (chi sono. "Aspettate che do un'occhiata. Fai conto che finisca per terra sette od ottocento volte l'anno: che differenza vuoi che facciano tre o quattro volte di più?" Che bravo Scimmiotto! Non si spaventò affatto e piantò in asso il boscaiolo ritornando di corsa da Tripitaka." "Che bella coincidenza! Chissà come faranno. Mal che vada. "scusatemi se ho tardato a portarvi l'informazione. chi crederà che sono un santo monaco in cerca di scritture? Si dirà invece che ho l'aria di un bel porcello. ma la gente del posto ne ha una paura esagerata. perché dici queste parole scoraggianti?" "Io sono sempre pronto a fare meglio che posso. Non ce la faremo mai a proseguire. dividiamo tutta questa roba fra noi due!" "E perché dovremmo?" "Dividi! Tu torni a fare il mostro nel Fiume delle Sabbie Mobili e io me ne vado al villaggio del vecchio Gao. che cosa cavolo vuoi che faccia?" chiese effettivamente il bestione. ma conservò le sue parole scolpite nella mente. o pattugliare la montagna. troppo difficile!" esclamò sgomento Porcellino. la strada troppo ripida. Al vederlo. si fa il bagno nell'olio bollente. Dice che i mostri sono molto feroci e che è difficile passare. Il reverendo lo rimproverò: "Scimmia malvagia! Siete fratelli e condiscepoli. Spiegami di che si tratta." "Non sto perdendo tempo a burlarmi di lui: il senso del mio sogghigno è un altro." "Hai ragione. se vuol mangiare." "Fratello" replicò Porcellino. per guardarti le spalle o per secondarti. giusto per scacciare un fantasma o esorcizzare un diavolo qualsiasi." Il reverendo tremava dalla paura: "Ora che siamo a metà strada. sarà abbastanza divertente. È proprio vero che quei mostri hanno grandi poteri e praticano trasformazioni di ogni genere. Ma vedo che voi siete dotato di un'astuzia superiore. non sarà all'altezza della situazione e si metterà a piangere come una vite tagliata." "Come faranno che cosa?" "Se incominciano a mangiare dalla testa." "Quante vertigini potranno essere?" "Diciamo che per tre o quattro volte finirai per terra. Il cavallo bianco lo vendiamo per comprare una bella bara per il maestro. se vuole camminare. Camminava a gran passi. e non stanno nella pelle dalla voglia di mangiare il monaco cinese. magari." "Così va meglio" rispose Porcellino ritrovando il sorriso. in modo da conosce