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Bozza Ambrosio e Risi 31.1.

2012

Prima Persona - Gruppo di politica internazionale del 13.1.2012


1) Il tema Europa nellagenda politica nazionale Le recenti vicende interne e internazionali mostrano unEuropa ancora capace di esercitare pressione sui governi nazionali, unEuropa dotata ancora di un certo peso a livello internazionale. Purtroppo lEuropa non solo questo; essa per molti unentit ancora poco concreta, nebulosa, verso la quale si nota una crescente disaffezione popolare. Come si potrebbe avvicinare allora il popolo allEuropa? Sappiamo bene che la politica interna e la politica estera sono le due facce della stessa medaglia, due momenti di una medesima attivit, un vero e proprio binomio indissolubile. Se consideriamo il legame tra le due politiche, non possiamo fare altro che guardarle come un quadro dinsieme, in cui luna non pu esistere senza laltra. La direzione verso la quale dobbiamo dirigerci, e lo strumento per la formazione di un legame profondo tra il popolo e il resto del mondo che vogliamo qui proporre, quello di una maggiore presenza, pi viva e pi sentita, della politica europea nella politica italiana. La chiave giusta affinch la politca europea sia conosciuta dal popolo, e abbia la stessa importanza e lo stesso peso di quella interna, fare del tema Europa un punto centrale dellagenda politica nazionale. A cominciare dalle elezioni politiche nazionali del 2013. Se vogliamo che lEuropa non sia soltanto un coacervo di tecnocrati che discutono del nostro destino nei quartieri di Bruxelles, se vogliamo avere un contatto pi profondo con chi a volte sembra essere cos distante dalla nostra quotidianit, allora bisogna fare di pi: invitare i nostri partiti a misurarsi con aspetti di tipo internazionale ed europeo, dare slancio alla politica estera attraverso i loro programmi e permettere al cittadino italiano di entrare in contatto con lEuropa sentendosi a tutti gli effetti un cittadino europeo, consapevole dei diritti come dei doveri che scaturiscono da questa espressione. Lantica funzione dei partiti politici nazionali, quella di mediazione tra lo Stato e i cittadini, deve essere riconsiderata nella prospettiva pi ampia di contatto anche tra LEuropa e il cittadino. Che si parli di un vero e proprio cambiamento o solo di un nuovo approccio, la presenza forte di una politica europea nella politica interna, non pu essere apprezzata fino in fondo se non si mettono in luce le ragioni profonde che spingono verso essa, se non prendiamo innanzitutto coscienza di quelle che potrebbero essere le amare ripercussioni interne qualora si perdesse di vista la visione dinsieme. La pi importante sicuramente la debolezza della proiezione italiana allestero, che colpisce i soggetti istituzionali come Farnesina e lex ICE nonch la comunicazione (si veda il taglio di Rai International). 2) Europeismo come sinonimo di progressismo

Altro aspetto sul quale conveniamo la necessit di rilevare lequazione europeismo = progressismo, ambedue intesi nel senso di promozione di diritti civili e sociali. I nuovi traghettatori non riescono a portare lEuropa fuori da acque torbide e tempestose, le politiche europee perdono giorno dopo giorno il loro slancio a causa soprattutto dei faziosi interessi di parte e dellegoismo nazionale. Tutto questo ha come conseguenza quella di far avanzare la distanza tra noi e quei nobili ideali e valori sociali che negli anni Cinquanta ispirarono i Padri fondatori dellEuropa. E importante non solo procedere ad un maggior coinvolgimento del cittadino nella vita europea, ma anche accorciare questa vistosa distanza ripartendo e rivalutando le origini della storia dEuropa. Come disse Adenauer : Quando credono che tu sia alla fine, devi ricominciare dal principio. Bisogna ridare credibilit al progetto europeo e ai valori sui quali esso fondato: solidariet, libert ed unit. Bisogna recuperare gli antichi valori in chiave moderna sia sul piano delle relazioni fra gli stati membri sia su quello delle relazioni esterne UE. Il grande rapporto col Mediterraneo va riletto in questa luce. 3) Un multilateralismo non pi applicabile Ridare vita al progetto europeo significa anche riattivare lEuropa nella politica estera, campo in cui ha mostrato di avere sempre delle indubbie qualit ma di non aver ancora trovato la chiave giusta per sfruttarle al meglio. Importante partner e interlocutore nel bacino del Mediterraneo, lEuropa ha da sempre promosso la realizzazione di un forte multilateralismo che potesse sorvolare sulle divergenze, puntando piuttosto alle somiglianze e alla comunanza di interessi tra i diversi Paesi dellarea. Un obiettivo questultimo che sicuramente le fa onore e il cui raggiungimento potrebbe finalmente portare alla concretizzazione di quello spazio di sicurezza e libert tanto agognato nella zona mediorientale. Ma la piena realizzazione del multilateralismo, purtroppo, sembra esser diventata solo un sogno. Con il Processo di Barcellona prima e con la PEV dopo, nonch con la recente e non ancora conclusasi primavera araba, lEuropa ha preso sempre pi coscienza della mancanza di un interlocutore nel bacino del Mediteranneo. La conclusione che non solo non pi realizzabile, ma nemmeno pensabile un dialogo tra un organizzazione come lEuropa, dotata ormai anche di una impalcatura politica, e un insieme di Stati e Paesi la cui condivisione dello stesso mare e di qualche interesse economico non sufficiente a dar vita ad una organizzazione neppur lontanamente simile a quella europea. Sarebbe riduttivo trovare le ragioni di questa insufficiente comunicazione unicamente nellinterminabile confronto tra Israele e Palestina, dal momento che anche alcuni conflitti tra gli stessi Paesi arabi, come Marocco e Algeria, rendono vana la speranza di realizzare un forte regionalismo inteso come un unico blocco meridionale capace di interloquire con lEuropa. Si pu e si deve ipotizzare un cambiamento di rotta: un approccio diverso come potrebbe essere il multilateralismo softly hard che permetta la convivenza tra lUnione europea e i suoi vicini sulla base di una cooperazione volontaria, o un semplice bilateralismo che tenga conto delle differnze e particolarit di ogni Stato che coopera, si misura, si confronta e dialoga con lEuropa, e lo sviluppo di una cooperazione regionale Sud-Sud che possa rendere lintera zona del Mediterraneo, in un futuro pi o meno prossimo, un interlocutrice allaltezza dellEuropa. 4) Il rapporto Europa - Paesi del Nord Africa

Gli eventi che hanno preso vita in Tunisia nel dicembre del 2010 hanno fatto esplodere quel vulcano che nei decenni di autoritarismo politico, carente sviluppo economico e profondo disagio sociale era ancora dormiente. Il vento della globalizzazione e del cambiamento soffia ormai forte sul Nord Africa e su parte del Medio Oriente costringendo lEuropa a misurarsi con nuovi e alquanto rivoluzionari scenari. I membri dellUnione hanno condiviso la necessit di appoggiare questo cambiamento di grande spessore e di stimolare tutto ci che di positivo sarebbe scaturito dalla primavera araba. Ed proprio considerando la rivoluzione politica in atto in alcuni Paesi che lEuropa ha deciso di riformulare e ridare slancio alla politica euro-mediterranea nella speranza di raggiungere i seguenti obiettivi: institution building, legame di cooperazione con la popolazione e sviluppo economico sostenibile. Se prendiamo in considerazione lEgitto, paese completamente travolto dalle sommosse, vediamo come lEuropa ha ancora una volta la possibilit di svolgere un ruolo importante allinterno di un delicato scenario internazionale, attraverso il suo contributo a quella che sembra ormai essere la fine dello Stato di emergenza che caratterizza lex Paese di Mubarak dal 1981. E stato il Comandante del Consiglio Supremo delle forze armate egiziane, Marshal Tantawi, ad annunciare questa decisione. Se poi questo sar linizio di un processo di creazione di istituzioni democratiche, di rispetto dei diritti umani, di una onesta giustizia e della definitiva separazione della religione dalla politica, ancora tutto da vedere ma possiamo dire con certezza che lEuropa ha la possibilit di accompagnare lEgitto nella sua fase di transizione adottando una politica basata su un criterio di forte condizionalit e incentivazione per cui se pi far pi sar dato, secondo la formula inglese more for more. LEuropa, purtroppo, non si trova ad affrontare situazioni delicate solo in Egitto ma anche in altre zone dellAfrica settentrionale come in Tunisia, ma soprattutto in Algeria e Marocco dove se da una parte si impegna a sostenere i diritti del popolo Saharawi, con il fronte Polisario che continua a rivendicare il proprio diritto all'autodeterminazione, dallaltra continua a mantenere le sue necessarie relazioni economiche con il Marocco, il quale a sua volta ha proposto un piano per l'autonomia della propria provincia meridionale. LEuropa pu e deve trovare la chiave giusta per svolgere un ruolo esemplare in una zona che le sta a cuore, il Mediterraneo e, considerando la complessit delle situazioni che stanno emergendo nonch la chiusura geopolitica ed economica di determinate leadership africane, non pu fare altro che adottare una strategia basata su un maggior criterio di differenziazione tra partners, e preferire ancora una volta un reale bilateralismo alla chimera del multilateralismo. Il vecchio continente, inoltre, non pu permettersi di pensare al Nord Africa in chiave cinese gli affari prima di tutto , ma deve pensare a quelle che potrebbero essere le conseguenze di avere come vicini un insieme di paesi politicamente instabili, sullonda delle rivoluzioni e in una zona effervescente quale il bacino Mediterraneo. 5) Turchia: dentro o fuori dallEuropa? Ben 24 anni dopo la sua richiesta di entrare a far parte della Comunit Economica Europea, la Turchia non riesce ancora a realizzare il suo sogno europeo. Non siamo pi nel 1987 e gli scenari geopolitici sono

nettamente diversi ma la Turchia continua ad essere quel ponte tra lEuropa e LAsia, tra loccidentalismo e lislamismo, nonch a giocare un ruolo oggi pi che fondamentale sulla scena internazionale. I problemi che la Turchia deve affrontare per poter entrare nel mondo europeo sono come sempre di natura politica: Paese sviluppato dal punto di vista economico e con un PIL continuamente in rialzo non riesce ancora a rientrare in quelli che sono i criteri politici europei. Nonostante Ankara si sia gi dotata di istituzioni democratiche e abbia proceduto allabolizione della pena di morte, rimangono ancora grossi problemi considerati da alcuni Stati membri ( Francia e Germania) degli ostacoli insormontabili: libert di espressione, diritti delle donne, riconoscimento dei diritti umani, questione del genocidio degli armeni e occupazione della parte settentrionale dellisola di Cipro. Ma la tanto attesa adesione della Turchia in Europa sembra non essere pi una priorit. Sicuramente la Turchia ha un gran bisogno dEuropa soprattutto per laccesso ai mercati e agli scambi commerciali ma ci chiediamo se in questo particolare momento storico non sia principalmente lEuropa ad aver bisogno della Turchia. Come ha affermato il mInistro delle finanze Mehmet imek: La Turchia pu aiutare l'Europa a diventare un leader mondiale. Paese a medio reddito oggi, la Turchia potr diventare nel giro di pochi anni un Paese ricco e guardare da una posizione privilegiata lEuropa che ormai alle prese con una dura crisi ecnomica di cui non sembra conoscere via di uscita. E paradossale come mentre la Turchia sembra essere in grado di andare per la sua strada, lEuropa abbia bisogno oggi pi che mai di un forte alleato nel mondo arabo e di un modello di civilizzazione occidentale che sia da monito per gli Stati Mediorientali e per i Balcani. Lallontanamento della Turchia dallEuropa deve essere letto anche alla luce di alcuni importanti eventi internazionali come lassalto delle truppe israeliane nei confronti della nave turca Mavi Marmara, che se da un lato ha visto lEuropa criticare lazione di Israele senza intaccare le loro relazioni, dallaltro ha messo in discussione sempre di pi il tradizionale filo-occidentalismo kemalista della Turchia, la quale ha proceduto ad un riassestamento della sua politica estera allontanandosi in parte dalla schieramento occidentale e ritagliandosi una posizione pi autonoma nei rapporti con gli Stati islamici. Altro importante evento internazionale, che sembra essere in procinto di modificar ancora i rapporti UETurchia nella direzione di un maggior allontanamento, la presidenza di turno dellUE garantita alla Repubblica di Cipro nel secondo semestre 2012. La Turchia, che contrariamente alla comunit internazionale non riconosce la Repubblica di Cipro, ha infatti minacciato di sospendere i rapporti con lUE durante la presidenza di turno cipriota. Queste dichiarazioni e atteggimenti non fanno altro che alimentare i dubbi sulleffettivo rapporto Ue-Turchia: Ankara ad aver ancora bisogno di noi o siamo noi a rincorrerla? 6) Il processo di allargamento nei Balcani Il processo di allargamento dellUE entrato in una nuova fase che guarda in maniera preponderante verso i Balcani. Ma perch i Balcani risultano essere una zona cos ambita e di vitale interesse per il processo di allargamento dellUnione europea? Al di l di quelle che potrebbero essere le pi o meno cospicue relazioni economiche e commerciali tra lEuropa e questa regione, la stabilit dei Balcani essenziale per

la sicurezza europea: tali Paesi sono unarea di snodo per traffici illeciti quali quello delle armi, degli stupefacenti, del contrabbando di sigarette nonch della tratta degli essere umani. La prospettiva di adesione allUE, e tutto ci che essa comporta a livello di rifome democratiche, amministrative, giudiziarie ed economiche, importante per una stabilizzazione della regione e pi in generale per il futuro di tutta lUnione. Per quanto riguarda invece la rilevanza dellUnione europea per i Balcani, basti menzionare la loro politica estera interamente protesa al rafforzamento delle relazioni con lEuropa in vista di una futura adesione. Il Consiglio europeo di Salonicco del 2003 ha valutato tutti i Paesi dellarea come idonei a far parte dellUnione, anche se nel complesso lintegrazione sembra procedere con lentezza dovuta alla pi o meno conformit ai principi dellacquis communitario. Attualmente, le relazioni tra lUE e i Balcani si inseriscono allinterno del cosiddetto Processo di Stabilizzazione ed Associazione istituito nel lontano 1999. Le principali componenti del Processo sono quattro: accordi di stabilizzazione ed associazione, assistenza finanziaria, misure commerciali e incentivazione alla cooperazione regionale. Lex Repubblica iugoslava di Macedonia potrebbe essere la prossima candidata allUnione dopo la Croazia. In effetti, pur riconsocendo il clima di instabilit politica nel quale si trova a causa delle rivendicazioni autonomiste e nonostante anche la disputa diplomatica con la Grecia, la Commissione ha di recente raccomandato al Consiglio di aprire i negoziati daccesso. Gli altri Paesi purtroppo non godono della stessa posizione: sono interessati da grossi problemi a livello economico, corruzione, limitata tolleranza delle minoranze con successivi e inutili conflitti inter-etnici e poca tutela della libert dei media, sempre pi spesso sottoposti a rigidi controlli e censure. Possiamo concludere che se mai ci saranno dei benefici a cui andranno incontro tali Paesi, essi non saranno degli attraenti short terms benefits come risorse ecnonomiche e fondi immediati, ma si tratta piuttosto di benefici di tipo indiretto, supporto europeo alla stabilit politica e alla democrazia che attraverso un processo, seppur lungo ma importante, porter alla costituzione di istituzioni idonee allo sviluppo di tali regioni.

Conclusioni. PP dovrebbe preparare una strategia dattacco lungo due piste fondamentali: a) europeizzare i programmi dei partiti italiani in vista delle elezioni 2013 perch lEuropa non sia un tema residuale o peggio ostico, ma permei la vicenda politica nazionale in tutti i suoi aspetti; b) ricollocare lItalia nellalveo della grande tradizione mediterranea proponendo un approccio diverso al Mediterraneo meridionale affinch gli impulsi della Primavera araba siano valorizzati; c) rilanciare lidea di un Europeismo progressista e democratico sia nei rapporti interni fra gli stati membri ed i cittadini sia nei rapporti UE col resto del mondo. Queste le possibili parole dordine del nuovo europeismo: apertura, partecipazione, modello sociale, coesione, cooperazione.