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LA LETTERATURA ALLEGORICA E DIDATTICA

L'ALLEGORIA MEDIEVALE La distinzione moderna tra simbolo e allegoria Lo studio della letteratura allegorica medievale stato per molto tempo condizionato da definizioni arbitrarie dell'allegoria che risalgono al romanticismo e poco ha a che fare con la teoria medievale. La identificazione, esposta da Goethe, del simbolo con il poetico, e pi in particolare con la poesia romantica, conduce a una svalutazione dell'allegoria, vista come un procedimento freddo e astratto, estraneo alla creazione artistica (Hegel). Huzinga, grande studio dell'allegorismo medievale come Lewis o Auerbach, spiega: l'allegoria simbolismo proiettato verso l'immaginazione superficiale, l'espressione intenzionale, e con ci anche lo svuotamento del simbolo, la riduzione di un grido appassionato ad una frase grammaticalmente corretta. Per nel medioevo l'allegoria non s'identificava con la personificazione di idee astratte, ma essa non veniva nemmeno distinta dal concetto di simbolo. Allegoria la si pu definire come figura retorica che consiste nel far intendere qualcosa di diverso da ci che si dice. Il concetto di allegoria raccoglie in se ogni forma di simbolismo. Allegoria pagana e allegoria cristiana L'allegoria cristiana si definisce per opposizione ai principi e ai metodi dell'allegoria pagana. Il filone principale di questa tradizione allegorica costituito dall'interpretazione in chiave filosofica delle narrazioni mitologiche; il massimo esponente tardo antico di questa tradizione, Macrobio, scrive nei suoi Commentarii in somnium Scipionis che in alcune narrazioni favolose il soggetto si basa su un solido fondo di verit che si manifesta con trovare immaginose. La scienza delle cose sacre viene enunciata sotto il velo dell'allegoria. San Paolo nella Lettera ai Galati scrive che le due mogli di Abramo (una schiava e una donna libera) sono le due alleanze: Agar rappresenta la Gerusalemme attuale, che si trova in stato di schiavit; Sara la Gerusalemme celeste, la madre dei cristiani. Compiendo un ulteriore passo si arriva a stabilire che Agar, la Gerusalemme terrestre, la Sinagoga, la Legge data sul Sinai, il Vecchio Testamento; Sara, donna libera, Gerusalemme celeste, la Chiesa, il Nuovo Testamento. Come scrive Auerbach, questa interpretazione tipologica o figurale, implica una conoscenza del significato e dei risultati ultimi della storia umana. Per spiegare il significato di un solo fatto storico, l'interprete deve ricorrere alla proiezione verticale di questo fatto sul piano del disegno provvidenziale. Allegoria in factis e allegoria in verbis L'allegoria puramente ampiamente usata nella Bibbia (similitudini, immagini poetiche, parabole ecc.). Beda il Venerabile puntualizza che a volte l'allegoria a volte nei fatti, a volte nelle parole soltanto. A differenza dell'allegoria in factis, che fa di un evento la prefigurazione di un evento successivo, l'allegoria in verbis solo un'immagine, una metafora, una somiglianza fittizia. Nella tendenza cristiana tende a privilegiare il primo tipo di allegoria che culmina nel pensiero di San Tommaso: infima inter omnes doctrinas, egli definiva cos la poesia. Giovanni Scoto, esponente del neoplatonismo cristiano, rivaluta l'allegoria in verbis identificandola al symbolon dionisiano e ricollegandola alla concezione del cosmo come manifestazione di Dio nella quale le realt superiori si fanno conoscere a noi sotto forma di rivelazione simbolica. L'allegoria diventa il linguaggio proprio dello gnostico; mentre l'allegoria in factis corrisponde a un grado di conoscenza ancora parziale e indiretto. Scotto scrive: come l'arte poetica scrive una dottrina morale o fisica per mezzo di finzioni favolose e di similitudini allegoriche, cos la teologia adatta la Sacra Scrittura, per mezzo di immagini fittizie, alla perfetta conoscenza delle realt tangibili. Il libro della Natura San Paolo insegna: ci che Dio ha di invisibile si rende visibile all'intelletto attraverso le sue opere. Di qui la metafora corrente del libro della Natura, che divenne un vero e proprio topos a partire dal XII sec. Tutto il mondo sensibile come un libro scritto dalla mano di Dio, le singole creature sono come figure istituite dalla volont di Dio. Come un analfabeta quando vede un libro, ne scorge i segni, ma non ne capisce il testo, cos l'uomo animale che non capisce le cose divine e

vede soltanto l'aspetto esteriore, ma non capisce il reale significato. Colui che spirituale invece in grado di cogliere la sapienza del Creatore. Vi sono due grandi libri: quello della Scrittura e quello della Natura. San Bonaventura ricorda che dopo il peccato di Adamo, il libro della Natura si fatto quasi muto e indecifrabile per gli uomini, ai quali non manifesta pi in tutto il suo splendore l'onnipotenza di Dio; di qui la necessit di un secondo libro, quello della scrittura, che serve da commento del primo ormai offuscato, che ne deve rivelare i sensi occulti e metaforici restituendo la trasparenza. I MODELLI LATINI L'allegorismo tardoantico Negli scrittori cristiani emerge una viva attenzione nei confronti della vita morale, dell'interiorit umana, le cui oscure pulsioni necessitano di una rappresentazione concreta. Uno degli schemi fondamentali della letteratura allegorica medievale quello della psicomachia. La sua prima realizzazione letteraria un poema in esametri di Prudenzio, la Psychomachia del V secolo in cui vengono descritti combattimenti fra le virt e vizi e tutto si conclude con l'edificazione del simbolico tempio dell'anima. La tematica e lo stile del poema sono quelli dell'epica classica e non mancano scene di massacri e violenza. Vi un duplice livello interpretativo: psicologico e storico; a un primo livello si tratta del conflitto tra vizi e virt che si combatte dentro di noi, a un secondo livello di quello fra Cristo e Satana, ossia tra fede ed eresia. Di qualche decennio posteriore il De nuptiis Philologiae et Mercurii di Marziano Capella, di grande fortuna in tutto il Medioevo. un prosimetro in cui l'illustrazione delle sette arti liberali (grammatica, dialettica, retorico; geometria, aritmetica, astronomia e musica) inclusa in una cornice allegorica di ispirazione neoplatonica: le nozze celebrate nel Palazzo di Giove tra Mercurio e Philologia. Le nozze rappresentano in realt l'unione tra sapientia ed eloquentia. Tra i precursori dell'allegorismo medievale va annoverato anche lo scrittore cristiano Boezio, ministro del re Teodorico, e la sua Consolatio Philosophiae (prosimetro in cinque libri). Dopo aver scacciato le Muse che lo circondavano, Filosofia lo conforta affrontando i temi della Fortuna, presentata in forma personificata (II libro), del bene e del male (III e IV libro) e del rapporto fra libero arbitrio e prescienza divina (V libro). Lo scritto appare come un corso di metafisica platonica. I poemi allegorici latini del XII secolo Solo nel XII secolo la scrittura allegorica ricevette nuovo impulso da alcuni poeti-filosofi, come Bernardo Silvestre e Alano di Lilla. Rifacendosi anche sul piano formale a Marziano e Boezio, essi operano una sintesi fra allegorismo filosofico ed esegesi cristiana della Bibbia. Bernardo: l'allegoria una forma espressiva che in forma di narrazione storica, cela una verit diversa da quella che si comprende esteriormente. L'integumento una forma espressiva che racchiude una verit comprensibile. L'allegoria riguarda la pagina divina, l'integumento la filosofia. Dante formuler la differenza tra allegoria dei teologi e allegoria dei poeti. Opera di rilievo la Cosmographia di Bernardo Silvestre, il quale scrive anche Commento a Marziano Capella e una spiegazione allegorica dei primi sei libri dell'Eneide. La Cosmographia divisa in due libri: Megacosmus e Microcosmus. Quelle di Bernardo Silvestre sono delle semplici astrazioni filosofiche, le cui azioni illustrano le fasi del processo cosmogonico. Nei capitoli finali del Macrocosmus il discorso allegorico si vivacizza con la variopinta descrizione delle diverse specie animali, dei fiumi, dei boschi, delle erbe: un quadro paradisiaco che si ritrover anche in molte allegorie romanze. Importanti sono il De planctu Naturae e l'Anticlaudianus di Alano di Lilla. Il primo presenta finalit essenzialmente morali, si narra di come Natura si lamenti dei vizi umani; pi ricca e articolata risulta la struttura allegorica del secondo, ritratto polemico di un campione del male. Si descrive la creazione da parte di Natura di un uomo perfetto e divino in grado di rimediare alla depravazione del genere umano. Le forze infernali scatenano una psicomachia, uno scontro tra Vizi e Virt, con il quale si conclude il poema. Allegoria famosissima quella del carro costruito dalle sette arti liberali con il quale Prudenza guidata da Ragione, prima, e Teologia, poi, sale attraverso le

sfere celesti per chiedere l'aiuto di Dio. LA LETTERATURA DIDATTICA E ALLEGORICA IN FRANCESE Ditattica religiosa e profana Non tutta la letteratura didattica francese del Medioevo si riveste di forme allegoriche. A partire dalla met del XIII secolo incominciano a fiorire anche i manuali di dottrina religiosa, come La lumire as lais di Pierre de Peckham. Sul versante della didattica mondana presentano un notevole interesse le opere che trattano degli stati del mondo: i tre ordini o classi in cui si ripartiva la societ secondo uno scema corrente del pensiero politico medievale: quelli che pregano (oratores), quelli che combattono (bellatores), quelli che lavorano (laboratore). Ben presto queste opere assumono un carattere satirico e sempre pi cresce la distanza fra realt effettiva dai modelli. Vi un'abbondante produzione trattatistica, rivolta a particolari classi o categorie sociali, che intende fornire principi di comportamento e di morale. La trattatistica profana di maggiore interesse sicuramente quella che affronta la tematica amorosa. Essa si ispira principalmente ai due poemetti teorici di Ovidio (Ars amandi e Remedia amoris) e al maggior trattato medievale in materia, il De Amore di Andrea Cappellano. Le opere pi originali sono i trattati sull'amore dello scrittore e scienziato piccardo Richard de Fournival (1201 1260). Il Consaus d'amours descrive i vari tipi di amore e viene descritto in particolare quello terreno; il Commens d'amours un breve manuale di seduzione e conversazione galante. I Bestiari Nel campo della didattica scientifica spiccano i trattati dedicati alla descrizione degli animali, i bestiari. uno dei generi emblematici della letteratura medievale. La sua origine risale ad un opuscolo greco del II o III secolo, il Fisiologo. La conoscenza della natura nasce in funzione della Bibbia, come viene esposto nel vero e proprio programma di cultura cristiana che il Medioevo eredit dal De doctrina christiana di sant'Agostino. Il pi antico bestiario romanzo quello in versi del poeta anglonormanno Philippe de Thaon (1121). Importante il Bestiaire divin di Guillaume le Clerc che contiene numerosi spunti allegorici, notevolmente amplificati rispetto alla fonte (il Fisiologo). In prosa sono redatte le due versioni del Bestiaire di Pierre de Beauvais: la versione breve da 38 capitoli antecedente rispetto a quella lunga di 71, quest'ultima comprende anche descrizioni di mostri mitologici come Argo e le arpie. Da citare il brillante e raffinato Bestiaire d'amours composto nel 1250 da Richard de Fournival: le nature tradizionali sono sminuzzate e diluite in un discorso vero e autorevole che consiste in una supplica rivolta da un amante non corrisposto alla sua dama. Richard voleva conferire al ragionamento amoroso la solidit di un discorso vero e autorevole. Non si esclude una sottile intenzione parodistica nella proiezione della fenomenologia amorosa bestiale nei confronti dei solenni rituali della fin'amor. Siamo in un clima anticortese come quello che si respira nella seconda parte del Roman de la Rose. Il Roman de Renart Indipendente da quella dei bestiari la letteratura favolistica che ha come protagonisti gli animali e i cui modelli classici sono Esopo e Fedro. Ad essa appartengono gli Isopet (raccolte). Il capolavoro di questa narrativa il Roman de Renart, una collezione di racconti in versi (branches) originariamente indipendenti in cui sono narrate le avventure della volpe Renart e di altri animali come il lupo Isengrin, il leone Noble, il gatto Tibert ecc. Le storie sono unite mediante riferimenti intertestuali. Sotto certi aspetti le figure del Roman de Renart si avvicinano al modello della personificazione allegorica. La sua ispirazione di carattere realistico: esso ci offre una rappresentazione della societ e della psicologia umana priva di qualsiasi orpello idealistico. La maschera animale specchio degli impulsi pi radicali e inconfessabili che stanno alla base delle azioni umane: la fame, il sesso, la violenza. Emerge una satira nei confronti delle istituzioni religiose e sociali. Da notare la presenza di parodia di quei generi che avevano sublimato la realt effettiva come la canzone di gesta e il romanzo cortese. La poesia allegorica I primi esempi di poesia allegorica in francese risalgono alla fine del XII secolo. Le opere pi

antiche sono parafrasi e commento dei testi biblici, come l'Eructavit di Adam de Perseigne o il Cantique de Cantiques di Landri de Waben. Uno dei capolavori della poesia religiosa del Medioevo sono i Vers de la mort del monaco cistercense Hlinant de Froidmont del 1197: qui la Morte, per la prima volta personificata, si presenta in una vertiginosa sequenza di immagini come un potentissimo sovrano feudale, un cacciatore che tende trappole ovunque, una belva che affonda spietatamente le sue zanne nella carne delle vittime. La poesia allegorica si afferma nel XIII secolo con al fioritura di numerosi poemi allegorici e in breve tempo la secolarizzazione dei contenuti porter alla nascita dell'allegoria amorosa. Incominciano ad imporsi anche i nome di scrittori specializzati: Guiot de Provins autore di una Bible e di Armeure du chevalier, figura di rilievo il Recluso di Molliens che scrisse il Roman de Carit, un viaggio attraverso l'Europa alla ricerca della carit introvabile, e il Miserere, catalogo di precetti morali intrisi di allegorie simili a quelle del Roman de la Rose di Guillaume de Lorris. Gli scrittori pi importanti sono Raoul de Houdenc e Huon de Mery. Il primo autore di un romanzo cortese, Meraugis de Portlesguez e di due poemi allegorici, il Roman des ailes e il Songe d'enfer. Il primo descrive le due ali di Prodezza, quella della Liberalit e quella della Cortesia, con le quali il cavaliere pu elevarsi nel pregio. Pi importante per la storia dell'allegoria il Songe d'enfer, che inserisce una tematica satirica nella sua cornice; l'autore descrive un suo viaggio all'inferno, attraverser luoghi simbolici, incontra personificazioni di Vizi, arriva ad un orribile banchetto: il tavolo di pelle di usurai, nel men figurano grassi usurai, puttane, monaci, falsi avvocati... Tournoiement Antechrist l'unica opera pervenutaci di Huon de Mry, i temi dell'allegoria religiosa si saldano con quelli del romanzo arturiano e cortese. Il poema descrive una psicomachia tra l'esercito di Cristo e quello dell'Anticristo, ma vi include la biografia esemplare del narratore: la storia della sua conversione e del suo rito in convento. Huon si addentra nella foresta di Brocelandia per visitare la fontana descritta da Troyes scatenando orribili tempeste. Durante lo scontro tra i due schieramenti, Venere scaglia una freccia contro Verginit e colpisce l'occhio del narratore; si tratta di un'allegoria del proprio momentaneo cedimento alla tentazione amorosa. Il testo rappresenta una pietra miliare nell'evoluzione del poema allegorico, che si avvia sempre pi decisamente verso la rappresentazione di un'esemplare vicenda individuale. L'allegoria nel romanzo Il tema del Graal elaborato da Chrtien de Troyes ispira un ciclo di romanzi in prosa nei quali gli elementi cristiani tendono a farsi dominanti. La scrittura romanzesca del XIII secolo ispira a divenire come Vangelo della cavalleria. Il primo vero romanzo allegorico l'anonimo Perlesvaus, nel quale le avventure sono iscritte in un disegno teologico. Questo schema narrativo portato alla perfezione nel Lancelot in prosa e anche nella Queste del saint Graal: qui le avventure cavalleresche sono presentate come semplici semblances (apparenze) sotto le quali si nasconde una profonda senefiance. Il contenuto ideologico del romanzo intimamente legato alla stratificazione di un livello letterale (semblance) e di uno allegorico (senefiance) corrisponde nella Queste la distinzione fra cavalleria terrena e cavalleria celeste. L'allegoria stabilisce una corrispondenza fra passato biblico, presente dell'avventura romanzesca e futuro della visione del Graal. Il tempo duale della tipologia cristiana organizzato intorno alla contrapposizione tra Vecchio e Nuovo Testamento, diventa ternario: al tempo del Padre e a quello del Figlio succede il terzo di Galaad, immagine dello Spirito Santo e rappresentante della cavalleria celeste. IL ROMAN DE LA ROSE I due autori del Roman de la Rose Il Roman de la Rose pu essere considerato il capolavoro della letteratura allegorica francese del Medioevo. Sono compresi due poemi di autori diversi: il primo scritto intorno al 1230 da Guillaume de Lorris; il secondo composto fra il 1269 e il 1278 da Jean Chopinel de Meun ed la continuazione del primo poema. possibile che l'autore della prima parte sia un'invenzione di de Meun.

Il Roman de la Rose narra un sogno allegorico del narratore nel quale adombrata la storia del suo amore per una dama, simboleggiata dalla rosa. Il narratore si accorge di dieci ymages rappresentanti i vizi anticortesi (Odio, Fellonia, Cupidigia, Avarizia, Invidia, Tristezza, Vecchiezza, Ipocrisia, Povert). Una giovane Oziosa lo introduce nel giardino di Deduit (Piacere) dove incontra un gruppo di personificazioni danzanti che incarnano gli ideali della cortesia (Letizia, Cortesia, Amore, Dolce Sguardo, Bellezza, Ricchezza, Liberalit, Franchezza, Giovinezza). Il narratore giunge alla fontana in cui annegato Narciso e con l'aiuto di Amore riesce ad ottenere un bacio da Rosa, nonostante Ragione tenti di dissuaderlo. Gelosia lo punisce costruendo un castello in cui viene rinchiuso Bel Acueil (Bella Accoglienza). Nel mezzo dei lamenti si interrompe il primo poema. Jean de Meun riprende la narrazione esattamente a questo punto: facendo di Guillaume il protagonista non si identifica pi con il narratore. Con l'aiuto di Natura, l'esercito di Amore riesce ad espugnare il castello di Gelosia e il protagonista pu cogliere la Rosa tanto desiderata. La narrazione interrotta continuamente da lunghi discorsi dei personaggi sui temi pi svariati: filosofici e scientifici, controversie morali, polemiche su questioni di attualit; che fanno diventare il Roma de la Rose una summa delle conoscenze del tempo. Guillaume de Lorris Nel suo poema la scrittura allegorica celebra splendidamente le sue nozze con la tematica cortese. Il suo una proiezione figurativa e narrativa dei topoi della fin'amor. La cornice appare come un esordio tipico del canto amoroso. Tutta l'avventura onirica una raffigurazione allegorica dell'innamoramento. Da una parte troviamo personaggi che incarnano le condizioni e gli ideali della vita cortese, dall'altra troviamo quelli che rappresentano le reazioni e i conflitti psicologici della dama che non compare mai sulla scena se non sotto le maschere provvisorie dei suoi sentimenti. Appaiono, incrinando la coerenza del sistema allegorico, divinit classiche come Amore e Venere. Tutto il bagaglio metaforico della tradizione lirica si materializza di Guillaume de Lorris, in un processo di inclusione dell'immagine nell'immagine (il muro con le dieci ymages dei vizi anticortesi). La senefiance del sogno la reale esperienza amorosa del narratore, che in esso si presenta couvertement, nascosta sotto il velo della finzione. Fra il tempo dell'allegoria e quello della verit si stabilisce un rapporto figurale, di anticipazione o di profezia. Il romanzo si pone inoltre come insegnamento sull'amore, una ars amandi. L'episodio della fontana, collocato alla met del poema, ne costituisce il perno e lo specchio. proprio tramite la fontana che il narratore scorge per la prima volta la Rosa, di cui si invaghisce completamente. La favola di Narciso introduce la vera quete dell'Oggetto desiderato. La vicenda reale amorosa, di cui non ci detto nulla, si riflette nel sogno che si riflette a sua volta nella fontana di Narciso, come in un gioco di scatole cinesi. Narciso incarna una minaccia sia per lo scrittore che per l'amante: la fascinazione dell'apparenza troppo bella, il compiacimento dello sguardo; solo in questo senso il Roman di Guillaume de Lorris pu essere considerato come una liquidazione degli ideali cortesi. Jean de Muen La polemica anticortese diventa esplicita in Jean Muen. Il suo interesse non risiede nello sviluppo allegorico, ma nelle ampie digressioni dei protagonisti, nelle quali d prova del suo singolare talento poetico. Anche il suo Roman si presenta come un ars amandi. Non si fonda per sul modello ovidiano o cortese ma a quello enciclopedico duecentesco che aspira a fornire una somma di tutto lo scibile umano. La trattazione del tema amoroso si dilata ad inglobare vere e proprie esposizioni di cosmologia, astrologia, alchimia, filosofia... sono spesso utilizzati in chiave allegorica exempla classici, secondo il modello platonico della Scuola di Chartres. Ragione si richiama a tale modello usando il termine di integumentum. La figura di Ragione in de Lorris e in de Muen pu rivelare la diversa cultura dei due autori e il loro diverso atteggiamento per la materia amorosa. Nel primo Ragione tenta di dissuadere il protagonista dalla passione amorosa che soltanto follia e puerilit; in Jean de Muen rappresenta invece un'articolata esposizione dei principi filosofici cui egli si ispira. Essa finisce per assomigliare alla Filosofia Boeziana, incarnazione della sapienza antica. I discorsi di Natura e Genius si ispirano alla Scuola di Chartres. Il nuovo ideale di de Muen dipende strettamente dalla concezione di Natura come viquere (vicaria) di Dio. Nei discorsi di Amico e la Vecchia emerge una vena satirica: si intende di mettere a nudo tutta la falsit e ipocrisia dell'etica

cortese. Della fontana di Narciso viene accentuata la natura illusionistica mediante una sorta di riscrittura parodistica della descrizione di Guillaume; dall'altra la fontana della Vita che porta il frutto della salvezza e si contrappone allo sterile pino di Guillaume. L'allegoria dopo il Roman de la Rose Dalla met del XIII secolo dilaga la produzione allegorica in Francia, fra gli schemi pi frequenti si possono menzionare la descrizione di un oggetto, la parabola morale, la psicomachia, il viaggio nell'aldil... Il genere pi vitale quello dell'allegoria amorosa, dove ai personaggi e ai temi simbolici messi in auge dal Roman de la Rose se ne aggiungono altri come l'albero o la prigione. Frequenti sono le immagini animali, ad esempio nel Dit du cerf amoureux le fasi della conquista amorosa sono rappresentate da quelle di una caccia al cervo o anche nel Dit de la panthre d'amours di Nicole de Margival, una delle opere meglio riuscite, la dama simboleggiata da una bella pantera. LA LETTERATURA ALLEGORICA NELLE ALTRE AREE ROMANZE La Provenza Gi in Guglielmo IX compare la triade Amor, Joi e Joven, nella quale si compendiano i pi alti valori aristocratici e cortesi. Il trovatore che fece pi largo uso di personificazioni nelle sue liriche Marcabru; lo scontro tra Joven e le forze anticortesi tende ad assumere un carattere di psicomachia. Nella Canso de la Crozada l'anonimo autore tende a presentare la guerra fra meridionali e crociati come uno scontro tra Bene e Male, fra la Virt e il Vizio. Vi un esiguo numero di testi Occitanici definibili allegorici; fra questi spicca il Boeci, un sermone incentrato sulla figura della donzella, nella quale la personificazione boeziana della Filosofia si combina con quella biblica della Sapienza. La maggior parte delle composizioni allegoriche provenzali sono di tema amoroso. Il genere pi tipico della letteratura didattica provenzale senza dubbio quello dell'ensenhamen, nato nelle corti della Francia meridionale, il termine designa componimenti poetici nei quali vengono dettate le principali norme di comportamento della vita cortese. Alcuni si rivolgono ad una specifica categoria di persone, altri sono dedicati ai principi generali della morale cortese, che si tende a conciliare con quella cristiana. Vi sono anche ensengamens destinati ai poeti o ai giullari come il Razos de trobar di Raimon Vidal de Bezal, dove troviamo considerazioni sulle virt e doti necessarie per farsi apprezzare a corte. Importante il Breviari d'amors di Matfre Ermengau, una vasta enciclopedia teologica destinata ai laici e incentrata sul concetto di Amore. Vi nel Breviari l'arduo tentativo di integrare la concezione della fin'amor alla morale cristiana. L'area iberica Vi sono nella letteratura castigliana opere didattiche di notevole rilievo, come i Castigos e documentos di Sancho IV di Castiglia. Spicca la vasta attivit di traduzione, soprattutto da testi arabi, promossa da Alfonso el Sabio; compilazioni astronomiche e astologiche come i Libros de saber de astonomia, di scritti giuridici come Partidas; lo stesso Alfonso fu autore di un trattato sugli scacchi e altri giochi. Questa produzione di ordine essenzialmente linguistico e culturale: essa ha infatti costituito uno dei principali tramiti fra la scienza araba e quella europea. Il panorama castigliano dominato dalla grande figura di Ramon Liull, considerato il padre della letteratura del suo paese. Ci sono pervenute oltre duecento opere autentiche e coprono vari generi letterari, dalla lirica al romanzo e al trattato filosofico o religioso, ma in gran parte della sua produzione prevalgono gli intenti didattici. Il suo Arbre de Scincia espone i principi per i quali possibile una conversione razionale degli infedeli. I diversi aspetti del sapere sono organizzati mediante l'allegoria degli alberi: una astratta foresta nella quale crescono gli alberi corrispondenti ad ogni branca del sapere; ogni albero si divide in sette parti (radici, tronco, branche, rami, foglie, fiori e frutti). La sintesi pi compiuta del pensiero e degli ideali religiosi di Ramon Llull il Libre d'Evast e Blanquerna; l'autore intende fornire un'illustrazione dei cinque estamentes in cui si trovano gli uomini sulla terra: matrimonio, religione, prelatura, potere apostolico, vita eremitica. I protagonisti sono incarnazione esemplare della perfetta vita cristiana che offrono a Llull pretesto per ampi sviluppi didattici.