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Simbolismo Decadente e Avanguardie

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Simbolismo decadente e Avanguardie (1889 – 1904) Simbolismo decadente: nato in Francia all’inizio degli anni 1880.

Verso libero Senso di corruzione e disfacimento Nobiltà spirituale dell’artista che si salva andando controcorrente 1889 -> Il piacere di D’annunzio 1904 -> Poemi Conviviali di Pascoli

Corazzini, Govoni, Palazzeschi, Gozzano  nuova poesia: 3 tendenze --> Crepuscolari, Futuristi e Vociani Esprimono bisogno di nuova figura del poeta, nuovi motivi. Si rifiuta la sacralità della poesia e al suo posto c’è l’ironia per il ruolo di protagonista del poeta, visto sia come vate o genio solitario, sia mediatore delle ideologie dominanti. Lo scrittore si sente ormai parte della massa piccolo-borghese nata dalla rivoluzione industriale. Espressionismo letterario (1903 – 1921): Verso libero Forme esasperate e violente Distruzione della sintassi dei futuristi Tema della città anonima e tentacolare Disfacimento del rapporto fra particolare e universale, per ingigantire ed isolare il particolare E’ la conseguenza letteraria della protesta sociale, rottura di forme e temi rappresentata da riviste fiorentine come “La Voce”, che espresse bene la ricerca di un nuovo ruolo sociale per gli intellettuali, la loro spinta all’affermazione come ceto sociale. Crepuscolari (1903 – 1911) Rappresentanti: Palazzeschi, Govoni, Corazzini, Gozzano. Poesia: nuovo paesaggio (sere domenicali in provincia, orti, ospedali, conventi) nuovi personaggi (monache, vecchie, mendicanti, vagabondi, saltimbanchi) nuovi oggetti (specchi, piccole cose abbandonate, vecchi mobili)  esprimono condizione di malinconia, di abbandono, di desolazione che accomuna il poeta con gli oggetti trascurati e lo eguaglia alla gente di tutti i giorni. Non ci sono più distinzione sociale e una sensibilità superiore, non viene più esaltato il particolare prezioso, ma quello minimo. Ma è un simbolismo in crisi: il simbolo smette di essere rivelazione di verità, la riflessione rompe il mondo raffinato di analogie e corrispondenze su cui era basato il simbolismo decadente di Pascoli e d’Annunzio. Futurismo (1909 – 1921) Il manifesto del Futurismo fu pubblicato da Marinetti sul “Figaro” il 20.02.1909. Marinetti aveva intuito che l’industrializzazione stava cambiando la qualità di vita e dell’arte, così questa industrializzazione andava esaltata e accelerata. Ciò significava accettare la mercificazione dei miti dell’industria: macchina, velocità, progresso, rifiuto del passato e spinta verso il futuro. L’impegno di creare un’arte omologa alla società industriale implica la necessità di combattere la tradizione, i musei, le concezioni umanistiche e classiche. Il pubblico, legato al passato, doveva essere shockato violentemente e costretto ad accettare la nuova tendenza. Verso libero Distruzione sintassi Parole in libertà Divenne anche un partito politico, il Partito Futurista, che proponeva un programma libertario (matrimoni facili, divorzi, abolizione dei manicomi e della polizia) e imperialista – nazionalista (necessità della guerra, riarmo, espansione coloniale) e di sostegno all’industria.

Vociani Poeti che collaborarono alla “ Voce”, periodico fiorentino: Sbarbaro, Rebora, Campana, Onofri (che collaborò all’ultima fase della rivista, ha caratteri diversi dagli altri poeti più impegnati nella società). Sono espressionisti, caratterizzati da verso e prosa poetica, dalla violenza e l’aggressività testuali, contraddetti fra esigenza di rottura e affermazione individuale e un’altra di solidarietà e ordine. Gli anni della “Ronda” (1920) La guerra mondiale costrinse gli scrittori a rivedere le loro idee. Dopo la guerra le avanguardie videro una ripresa nel periodo immediatamente successivo alla fine del conflitto, ma poi il fascismo rappresentò un generale ritorno all’ordine, sia in società che in letteratura. Ungaretti e Cardarelli sono entrambi vociani, partono da un’esperienza espressionistica che poi Ungaretti mitiga e Cardarelli rifiuta. Ungaretti torna alla tradizione classica di Petrarca e a quella moderna del simbolismo analogico, mentre Cardarelli torna al classicismo, programma che propone alla “Ronda”, rivista di cui fu condirettore. Il titolo è significativo perché rimanda al gergo militare da cui nasce la parola “avanguardia”, ma col significato opposto: l’avanguardia indica una pattuglia in avanscoperta, la ronda sta nelle retrovie e riconduce nei ranghi o nelle prigioni gli indisciplinati. La Ronda vede nel ritorno allo stile l’unica salvezza possibile e propone la restaurazione dei modelli e un nuovo classicismo. Dalla poesia pura all’ermetismo (1932 – 1942) Negli anni ’30 il regime fascista distingueva la “cultura-azione” (per le grandi masse) su cui esercitava un controllo assoluto e una rigida censura, dalla “cultura-laboratorio” (per un piccolo gruppo di intellettuali o una ristretta cerchia di pubblico) su cui era più tollerante e lasciava autonomia. Arte - propaganda per il fascismo e venire a contatto con il grande pubblico ↗ Letterato: ↘ Ritirarsi in un atteggiamento di distacco e di “purezza”(cioè senza impegno politico e sociale) scrivendo per un élite. Chi sceglieva questa seconda strada faceva poesia lirica, anche per l’influenza del fi losofo Benedetto Croce con la sua idea di un’arte come intuizione pura, si faceva poesia ridotta a metafore, senza logica o ragione. Manifesto ermetismo: Carlo Bo nel 1938 “Letteratura come vita” pubblicato sulla rivista “Il Frontespizio”. Qui la letteratura è riconosciuta come unica ragione di essere, dove c’è l’unica dignità possibile, contrapposta alla cronaca e alla politica, è una sorta di religione della poesia. E’ una poesia chiusa, difficile, aristocratica, siccome ogni singola parola deve tendere all’assoluto si cerca di renderla astratta, si eliminano gli articoli che potrebbero dare una determinazione e i nessi grammaticali per togliere la razionalità dalla poesia.

Gabriele d’Annunzio
Raffinatissimo cultore dell’estetismo (mette il culto dell’arte al centro della propria esistenza), è considerato uno dei più noti esponenti del decadentismo internazionale. Il suo panismo (tendenza a identificarsi con la natura) è un aspetto del simbolismo decadente che cerca segrete corrispondenze fra uomo e natura. Dopo aver pubblicato giovanissimo il primo libro di poesie (Primo vere) andò a vivere a Roma, dove sperimentò la raffinata vita mondana della capitale. Qui si avvicina al gusto dei decadenti francesi con le opere in versi Intermezzo (1884), una sorta di iniziazione alla lussuria e alla corruzione del bel mondo romano, L’Isotteo (1890), un rifacimento di stili e situazioni del ‘300/’400 per suggerire il fascino di una società edonistica, nobiliare e cortigiana, La Chimera (1890) repertorio di erotismo decadente. Nell’Isotteo si legge anche la poetica dell’autore, dove dice che il verso è tutto e la Bellezza è pura gioia. Il più famoso scritto è Il Piacere (1889), romanzo ambientato a Roma.Si trasferì poi a Napoli, dove dopo aver letto di Nietzsche scrive Il trionfo della morte (1894), dove il protagonista ha già alcuni aspetti del superuomo. D’Annunzio vive la filosofia di Nietzsche con ingenuità, come un’esaltazione della vita natural e e pagana da parte di un superuomo che si ritiene al di sopra del bene e del male. Laudi (Alcyone, Maia ed Elettra): miti pagani della natura e forza rigeneratrice della gioia di fondersi con la natura, ecco i motivi più fecondi di questi testi. Sono una celebrazione dionisiaca della vita, della natura e della storia gloriosa d’Italia, nonché del suo vate attuale, il superuomo appunto, che afferma se stesso anche nella tregua. Esalta ndo il suo modo di identificarsi con la natura. Notturno fu scritto nel 1916, quando D’Annunzio fu costretto ad un perio do di buio e di immobilità a causa di una ferita ad un occhio riportata in guerra: qui vengono rievocate alcune imprese di audacia e di morte dei primi mesi della guerra, espresse sensazioni e impressioni frammentarie basate sui ricordi. Alla fine della guerra D’Annunzio divenne il “vate”, cioè il poeta ufficiale d’Italia: le sue opere vennero pubblicate dal regime fascista. La sua vita che voleva essere “inimitabile” divenne anche una moda di massa piccoloborghese. Dichiarazione di poetica: “Le stirpi canore” Poesia capace di cogliere ed esprimere i suoni e i misteri della natura. La parola è legata alle origini del tutto e quindi è in grado di riprodurre l’essenza delle immagini. “Consolazione” (Poema paradisiaco): dedicata alla madre, nell’occasione del ritorno a casa del poeta-figlio. Ci sono molti segni di morte, ma il poeta, con molta volontà, confida di poter far rivivere il passato felice e consolare la madre grazie alla propria presenza rassicurante, tornando a fare gli stessi gesti del passato, come suonare il cembalo. La riscoperta dei valori familiari e domestici non esclude una retorica sentimentale, per far commuovere. “La sera fiesolana” (Alcyone): è cronologicamente la prima di Alcyone. Ambientata nella campagna di Fiesole, cittadina piccola su un colle di Firenze. E’ una sera di giugno, dopo la pioggia: il poeta con accanto la donna amata, contempla lo scendere della sera con i suoi profumi e rumori. Non descrive un paesaggio serale, ma esprime uno stato d’animo attraverso l’evocazione mu sicale delle sensazioni provocate dal paesaggio. La poesia è un continuo fluire di immagini che si creano l’una dall’altra con sfumature di suoni e colori dove av vengono frequenti scambi fra elementi naturali e umani: la presenza dell’uomo è ridotta a pura percezione naturale, mentre al contrario la sera viene umanizzata e assume le sembianze di una donna nella cui attesa si anima la natura. “Meriggio” (Alcyone): estate piena, il poeta si dissolve nell’universo e l’universo si dissolve in lui, in una metamorfosi che annulla confini umani e naturali in un’esperienza al di fuori del tempo. Il testo è divisibile in 2 parti: nelle prime 2 strofe c’è il paesaggio marino alla foce dell’Arno, nell’ora calda del meriggio; nelle ultime 2 vi è la trasfigurazione panica del poeta che si annulla nella natura, perdendo la propria identità umana per acquisirne una divina, assoluta e senza tempo. La perdita del nome (che indica l’identità individuale in società) è il clou dell’immersione del poeta nel meriggio estivo, che diventa l’unica realtà: spariscono l’io e ilo paesaggio, ridotto a entità indifferente del meriggio. “Le città terribili” (Maia): Maia è il primo libro delle Laudi, è una lode entusiastica e sensuale della vita eroicamente concepita: al superuomo, dotato di una sensibilità e di una vitalità intense, è affidato il messaggio di una vita nuova, legata alla comunione con la natura. Il poema si apre con la celebrazione dell’eroe greco Ulisse, corrispettivo del superuomo, e con l’annuncio della resurrezione del dio mitico Pan, simbolo di vita e di esistenza attiva, gioiosa e sensuale. Nel corso del poema vengono descritti 3 viaggi: uno nella Grecia antica, uno nella Cappella Sistina e uno nel deserto, dove il poeta ritrova se stesso, solo con gli elementi naturali. Le 2 strofe qui presenti sono la conclusione del primo viaggio: il poeta collega il canto di sterminio che proviene dai campi di battaglia greci a quello senza eroicità che viene dalle città terribili, le moderne città tentacolari la cui visione angosciante riporta alla squallida realtà quotidiana. La città è il luogo dove Pan è assente, dove invece abitano gli uomini qualunque che si affannano come bestie per la sopravvivenza. Il poetasuperuomo è lontano da loro e guarda con sdegno la realtà cittadina, anche se in essa è pur sempre in grado di cogliere l’attimo di gloria. “Qui giacciono i miei cani”: ultima poesia scritta da D’Annunzio. E’ un testo cupo, funereo, dove il nulla svela la sua tragicità. E’ una specie di epitaffio funebre per i cani morti e per il panismo simbolistico. Il poeta immagina che il gesto ripetitivo di rodere gli ossi fatto dai cani in vita venga ora continuato con ossessione nella morte. E’ una sorta di presagio, nella vita, della condizione mortuaria e una testimonianza della sua insensatezza nel tendere verso il nulla. Al gesto dei cani corrisponde quello dell’uomo di succhiarsi il dito nella culla, non c’è una condizione privilegiata per l’uomo nell’universo. Il panismo è qui rovesciato: all’affermazione del privilegio del poeta e del superuomo è sostituita quella della condizione del poeta comune a quella di tutti i viventi.

Giovanni Pascoli
Continuità e rottura, tradizione e innovazione ne fanno l’ultimo dei classici ed il primo dei moderni in Italia. Il linguaggio basso e popolaresco ha sempre qualcosa di raro e prezioso che sfiora l’estetismo. Il termine myricae, che è il titolo della sua prima opera, allude a una pianta umile e trascurata, ma nello stesso tempo è tratto da Virgilio ed è una parola latina, quindi dotta. Alto e basso, privilegio e umiltà sono mischiate. Fanciullino: da una parte è presente in ogni uomo, una figura umile e piccola, dall’altra solo il poeta conosce il privilegio di farlo rivivere e di farlo parlare dentro di sé, per cogliere così il significato “vero” di quelle piccole cose che l’adulto “normale” invece trascura. Tutta la poesia di Pascoli allude a una verità segreta che può essere scoperta solo dal poeta, motivo per cui i vociani e i crepuscolari si allontanano da Pascoli, che secondo loro era troppo legato al sublime dell’800. Rapsodismo: capacità di Pascoli di lavorare contemporaneamente a generi diversi. Il simbolismo di Myricae che collega il mondo della natura con le sensazioni soggettive del poeta è contemporaneo al romanzo lirico sul ciclo delle stagioni, Canti di Castelvecchio (1903), al ritmo dei Poemetti, alla rievocazione dotta dei miti classici della Grecia nei Poemi Conviviali e a Odi e inni (1906). Temi simbolici: nido e siepe, immagini di un mondo riparato e protetto dalla realtà esterna, è il motivo della famiglia, che Pascoli associa alla difesa del mondo campagnolo dall’industrializzazione. Motivi esistenziali e nevrotici: lutti familiari, come la morte del padre, distrussero l’unità della famiglia, tenta poi quindi di riunire il nucleo familiare con le sorelle. Motivi ideologici: difesa della piccola borghesia e delle sue origini contadine. I Poemetti invece sono innovativi per lo sperimentalismo linguistico e la narratività. Dichiarazione di poetica: “da Il fanciullino” Il poeta coincide con il fanciullino, cioè con quella parte infantile dell’uomo che negli adulti tende normalmente ad essere soffocata e che invece nei poeti trova libera espressione. Il fanciullino vede ciò che di solito passa inosservato, usando l’intuizione: trova concordanze segrete fra le cose stabilendo fra di esse legami inconsueti, guarda il mondo con stupore come se vedesse le cose per la prima volta. Non è quindi ordinario, grazie alla propria fantasia. La poesia è il luogo dove l’uomo dà voce al fanciullino che è in lui: nasce dalla coscienza comune dell’infanzia, non è razionale e ha per gli uomini un valore consolatorio che li spinge alla bontà e alla solidarietà. Ecco il valore dell’arte per Pascoli: consolatoria e utile per le riappacificazioni sociali. “Lavandare” (Myricae): fa parte della sezione “l’ultima passeggiata”, dove il poeta passeggia tra i campi in autunno, c’è una nebbia leggera e sente arrivare, da un canale, un canto triste e lento delle lavandaie che lavorano. Gli aspetti della vita contadina hanno connotazione soggettiva: il campo arato solo in parte dà un senso di incompletezza, l’aratro che giace dimenticato dà una sensazione di ab bandono espressa anche nel canto delle lavandaie. Così la solitudine malinconica dell’uomo e dell’autunno trovano i loro simboli nell’immagine dell’aratro e nel triste canto. “I gattici” (2° edizione di Myricae): poesia sulla morte, guardando il paesaggio d’autunno il poeta ricorda la primavera e sente con dolore che la stagione sta cambiando nell’inverno, nel periodo dei crisantemi e dei morti. Le illusioni della giovinezza sono passate come le gemme primaverili sono diventate foglie ingiallite trasportate dal vento. Il testo si apre con la congiunzione e che sembra alluder e ad un’attesa soddisfatta, ma la stessa congiunzione nell’ultima strofa è negativa, perché elenca e unisce particolari di morte e distruzione: così la poesia si chiude con un tono senza speranza. “X Agosto” (Myricae): il 10 agosto 1867 Ruggero Pascoli, padre del poeta, fu ucciso con una fucilata mentre tornava a casa in calesse. Per Pascoli rimase per sempre un episodio crudele e ingiustificato. Dopo 30 anni dall’episodio, scrive questa poesia dove rievoca la giornata con drammaticità. Pascoli collega la morte del padre a quella di una rondine uccisa senza motivo mentre torna al nido dove l’aspettano i rondinini, il cielo, nella sua infinita e serena distanza, assiste alle 2 morti con un piangere di stelle cadenti. L’uomo e la rondine sono simboli del dolore universale e dell’ingiustizia che regola la vita sulla Terra, la lontananza del cielo esprime la lontananza del bene e della giustizia dalla sofferenza umana. “ Il gelsomino notturno” (Canti di Castelvecchio): poesia scritta in onore delle nozze di Gabriele Briganti, amico del poeta. Vicino al racconto di piccoli eventi naturali che accadono di notte dalla sera all’alba, ci sono riferimenti delicati alla vicenda d’amore notturna dei due giovani sposi da cui nascerà un figlio a cui daranno anche il nome del poeta, come omaggio. “da Italy” (Primi Poemetti 1904): poemetto dedicato agli emigrati italiani. Parla di alcuni emigrati toscani che vengono da Cincinnati (negli USA) in visita al loro paese natale per poi ripartire. I personaggi sono ispirati a figure davvero esistite conosciute da Pascoli. E’ il momento della partenza: Ghita, Joe e Molly si stanno x imbarcare x tornare in America, la gente li saluta affettuosamente e li invita a salutare anche i parenti o gli altri amici emigrati. E’ un testo di notevole esempio dello sperimentalismo linguistico di Pascoli: il dialogo fra i paesani e gli emigrati si svolge mescolando 2 registri linguistici che conferiscono alla scena immediatezza realistica. Alexandros (Poemi Conviviali): protagonista è Alessandro Magno, la cui figura è rappresentata come le leggende medievali, dove Alessandro è un eroe avventuroso e avido di conoscere nuovi mondi; arrivato sulla riva dell’Oceano dopo aver conquistato l’India e non ave ndo più nulla da conquistare, si dispiace di non poter arrivare sull’unica terra che gli resta davanti: la luna. L’eroe sente l’impotenza dell’uomo davanti all’infinito e rimpiange il passato in cui potevo ancora sognare nuove conquiste. Concezione irrazionalistica della verità: la verità non è data dalla scienza, ma dal sogno, unico luogo dove è possibile cogliere la profondità del mistero della vita umana.

come una cantilena dei canti sacri. Toblack (L’Amaro Calice): in italiano Dobbiaco. al poeta non resta che adeguarsi alla logica del mercato vendendo la poesia come una merce qualsiasi. si ammalò di tubercolosi e morì a 21 anni. La malinconia e il vittimismo a volte sono insofferenti verso la propria condizione e verso al crisi della figura pubblica del poeta e il valore dell’arte. più un luogo di preparazione alla morte che di cura e molti elementi lo suggeriscono: le campane che suonano a lutto. è una piccola cittadina tirolese conosciuta come luogo di cura e di convalescenza per malati di tubercolosi. dove dice che i 2 poveri autori non hanno osato dichiarare il prezzo di questo libro perché proprio essendo inutile pensavano che nessuno volesse comprarlo. solo con gioie semplici. Corazzini. Per questo il poeta richiama l’attenzione della gente e la invita a comprare le proprie idee con i modi accattivanti di venditore ambulante. L’affermazione dell’inutilità della poesia è un modo di metterla in conflitto con la mercificazione. Toblack infatti è.Sergio Corazzini Poeta giovanissimo. visto le chiare idee di Corazzini qui espresse: il rifiuto di considerarsi poeta. Il “fanciullo che piange” di Corazzini riflette la condizione reale e negativa di un’adolescenza senza futuro. la poesia tende all’autenticità. scritta con l’amico Alberto Tarchiani. la sofferenza del poeta compare in tutta la sua materialità. Nei suoi versi ci sono gioie semplici e tristezze comuni. denuncia la condizione mercificata della poesia nella so cietà di massa. Corazzini si nega come poeta. le tante croci e corone di fiori che riempiono il cimitero immenso. Il bisogno di autenticità si esprime come esperienza reale del dolore. che dovrà rappresentare l’”inutilità” della poesia: la verità esistenziale del fanciullo destinato a morire può essere una verità che riguarda la funzione del poeta e della poesia nella società di massa. che in questi versi diventa il luogo di sofferenza per antonomasia. tisico e prossimo a morire. Guido Gozzano . in essi si ritrovano la fragilità particolare del poeta e nel contempo il suo sentirsi uomo fra gli uomini. agli occhi del poeta. la propria sofferenza vista come garanzia di autenticità contro il falso eroismo della società borghese. Le sue poesie mostrano una lucida consapevolezza della malattia e la condanna che pesa su un’adolescenza che non potrà mai diventare età adulta. Il tono della poesia è salmodiante. l’incapacità di vivere se non silenziosamente. ma la esibisce rendendola il nucleo della sua poesia. Senza una definita funzione sociale. Desolazione del povero poeta sentimentale (Piccolo libro inutile) : può essere considerata una vera dichiarazione di poetica. Dichiarazione di poetica: la vita breve di Corazzini non gli ha permesso di lasciare testimonianza delle sue idee riguardo la poesia. che comunque si ritrovano chiaramente nei suoi testi. sentendosi un uomo semplice e sofferente o meglio un bimbo ingenuo e indifeso che mostra agli altri il proprio dolore. l’amore x le cose comuni. che sta nella sofferenza. Corazzini non nasconde la sua debolezza. Corazzini è critico verso i modelli letterari tradizionali e ha fiducia nella ricerca di un modello nuovo. E’ consapevole che il poeta non ha senso se non ha funzione sociale. osserva la città in una solitudine che lo accomuna a quella di tanti altri giovani malati come lui: la condizione di isolamento tipica del poeta del ‘900 è qui separato ma non per privilegi. Una scritta sul retro di Piccolo libro inutile è molto interessante. bensì per conseguenze ineluttabili. il continuo passare di funerali. e oscilla fra il desiderio di sentirsi piccolo e la consapevolezza amara dell’avvicinarsi del proprio destino. Bando (Libro per la sera della domenica): tra le poesie di Corazzini è quella con idee più espressionistiche. La vita per lui è quella vera di un giovane malato che la malattia rende uguale a tanti altri. che cerca n ella regressione conforto per la sofferenza. Il tono umile implica una grande consapevolezza della condizione storica della poesia e rappresenta il tentativo di raggiungere una qualche autenticità.

Aldo Palazzeschi . ha valori ormai sorpassati e morti. giocare sapendo di farlo. Il poeta sente crescere dentro di sì una serenità e uno stupore che gli nasce dalla natura che vede strana attorno a lui. Compromesso: valori e vitalità del poeta possono essere espressi. descrivendo le reazioni di un uomo che precipita da 1200 metri a causa di un guasto nella mongolfiera. Semplice. ma poi ad un ulteriore cedimento del ghiaccio scappa a riva. ma un’amica che è con lui lo prende x il braccio e lo prega di rimanere ancora sulla pista e di sfidare co n lei per amore del pericolo il ghiaccio. vissuto come privilegio e onore da d’Annunzio. vorrebbe mettersi in salvo a sua volta. La coscienza è tolta alla vita e posta al suo esterno. la Signorina Felicita incarna l’ideale di vita elementare e sana. Alla fine anche la donna. lui invece è tutto prudente e risparmiatore di energie vitali.Gozzano e d’Annunzio si contrappongono: biograficamente. essa si offre come una possibile alternativa all’aridità sentimentale che Gozzano prova x la sua cultura e la malattia. alla vita inimitabile di d’Annunzio c’è quella breve di malato di Gozzano senza niente di straordinario. dettate dalla logica di autoconservazione. La poesia x Gozzano non è più in grado di dare nessun significato positivo né di dare prospettive future agli uomini. Da La signorina Felicita ovvero La Felicità (Nuova Antologia): poemetto più noto di Gozzano. L’assenza: la poesia prende spunto dall’assenza temporanea della donna amata e si abbandona con infantilità all’attesa del suo ritorno. Situazione contraddittoria: slancio e passioni che vorrebbero esprimersi. Invernale (I colloqui): poesia ambientata presso un laghetto ghiacciato di Torino. Gozzano sostituisce la vergogna di esserlo. Scrivere significa prendersi in giro da soli. Lo sdoppiamento fra istinto e intelligenza è la chiaroveggenza:un distacco che permette di vedere con chiarezza la situazione. Il piccolo ambiente di provincia è descritto con tenerezza e un senso di rimpianto. Sono 2 atteggiamenti diversi nei confronti della vita: lei incarna la dispersione gratuita di energie e l’amore del rischio come vita portata fino al limite dell’autodistruzione. Gozzano contrappone temi borghesi e intimi. fra contemplazione dell’intelligenza e partecipazione dell’istinto. Il poeta subito accetta. Dichiarazione di poetica: fa un esempio. 2 raccolte + importanti: La via del rifugio (1907) e I colloqui (1911). alla splendida libertà formale e alla ricchezza di temi di d’Annunzio. tuttavia Gozzano frena questi sentimenti con un’ironia che sottolinea il distacco fra il poeta e la realtà semplice a cui aspira. ma su un passato perduto o accettando l’ironia. decide di tornare a riva e esprime al poeta con una parola (vile) quel che pensa di lui. resa piacevole dalla presenza di oggetti che ricordano la donna. ma sono vissuti come l’illusione ancora possibile di un rapporto tra arte e vita senza mediazioni -> la scrittura diventa x Gozzano una forma di autocontrollo e autocensura. ingenua. Racconta l’idillio fra il poeta e una donna di provincia che vive con il padre in un’antica villa. lontana dagli intellettualismi e dall’arte a cui è legato il poeta. come attraversata dalla sua stessa serenità. cioè l’arte prende il posto della vita come sostituto insufficiente e misero. all’orgoglio di poeta. espressione di una divisione fra arte e vita. Il poeta sta pattinando pure. è una scena tragicomica: un gruppo di pattinatori fugge a riva dopo che il ghiaccio si è incrinato. Per Gozzano l’arte è una consolazione privata che ripaga il poeta delle sue frustrazioni sociali ed esistenziali e lo protegge dal mondo. dopo aver continuato a pattinare ancora un po’.

Palazzeschi si tuffa nella vita tentando di recuperare gli aspetti irrazionali e di gioco. lo deride e lo offende. Comare Coletta (Poesie): comare Coletta è una vecchia mendicante che un tempo ballava nei teatri. che prima acclamato come liberatore dalla società. La polemica di Palazzeschi però non è mai aggressiva: la sua forza sta nell’ingenuità. E’ un testo costruito su 2 diversi punti di vista: da una parte il pubblico. divertendosi per la rigidità dei movimenti della donna. dove emergono le tendenze crepuscolari e futuriste del poeta. Alla concezione futurista di guerra come pulizia del mondo. Dagli anni ’30 in poi la sua ricerca del piacere della trasgressione viene confinata nell’immaginazione. prima della guerra mondiale: a differenza degli altri futuristi che vedevano nella guerra uno sbocco pratico alla loro anarchia. Questa folla rappresenta l’ipocrisia e il conformismo della società borghese che da un lato si compiace dello spettacolo e dall’altro lo condanna come degradazione fisica e morale causata dal peccato commesso in gioventù. Una folla di curiosi le sta intorno e la incita a continuare le sue piroette. Il poeta sa che è s empre a contatto con una folla che lo giudica e lo teme. ormai simili a quelli di una marionetta più che di una ballerina. La rabbia che deforma la bocca di comare Coletta e la stessa che ha il poeta contro la società borghese. che la sua funzione sociale è annullata dalla svalutazione dell’arte che è ridotta a merce: così il conflitto fra poeta e pubblico è un tema frequente. Palazzeschi contrapponeva il principio di piacere e del riso. trasformando in risata e in capriola la propria crisi esistenziale.Inizia la sua attività letteraria come poeta. e che ora invece saltella goffamente. e pubblica 4 raccolte di versi pubblicate in Poesie (1930). che è consapevole di non avere + una funzione sociale e si rassegna a non poter comunicare con una società che non ha più bisogno di lui. il gioco e il divertimento e il loro potenziale trasgressivo. Il titolo mette a fuoco il problema della ricerca di un’identità. vestita di stracci. per chiedere l’elemosina. tenta una nuova definizione del poeta. un saltimbanco che si offre al pubblico. si abbandona a dei suoni senza significato e al piacere del rompere le regole del buon senso. Sui suoi versi regna un’atmosfera gioiosa e infantile. e Palazzeschi tenta di cr earsi un’identità contrapponendosi polemicamente al pubblico. a causa della guerra e del fascismo che avevano reso impossibile attuarla nella realtà. La collaborazione che iniziò con Marinetti finì dopo 5 anni. ma lo usa per mostrare la miseria. lo ammira e lo deride. La semplicità e l’ingenuità di Palazzeschi sono una volontaria regressione all’infanzia del poeta dove l’abolizione dell’io -adulto corrisponde al rifiuto della poesia seria ed ufficiale: solo attraverso questa regressione sembra possibile al poeta di toccare l’autenticità della vita. Dietro l’insensatezza dei suoni messi a c aso si cela la volontà di dissacrare il linguaggio ufficiale delle accademie e dei professori. Tendenze futuriste: nell’avanguardia Palazzeschi vide la possibilità di un rinnovamento generale della cultura e dei costumi. e così prende atto della crisi della poesia nella società di massa. Chi sono? (Poemi): manifesto della poetica di Palazzeschi. mettendo in discussione il ruolo del poeta e la sua identità. Tendenze crepuscolari: evidenti nel tono semplice e ingenuo del rifiuto del poeta-vate. riconosce in lei la sua stessa condizione. Prima della prima guerra mondiale riesce a rifiutare l’ideologia della guerra e avere un’utopia di una società che vince la sofferenza umana attraverso la gioia e la leggerezza. che è visto come un clown. dall’altra il poeta. Palazzeschi la vedeva come il trionfo brutale della realtà sul suo sogno d’avventura letterarie e umana. La funzione della poesia è quella quindi di affermare questa possibilità e promuoverla. Con la tecnica del “parlato” Palazzeschi prende il punto di vista della gente che infierisce contro la vecchia. la gente comune che offende il poeta e lo accusa di indecenza e stupidità. Afferma così il valore del divertimento e dell’arte come gioco e piacere infantili. La paura della vita adulta è basata sull’immaginario di favole e d’infanzia di Palazzeschi: ma la trasforma in slancio positi vo e vitale. con abiti luccicanti e vistosi. Palazzeschi sa che non è + possibile vedere nel poeta un portatore di verità e valori. La forza espressiva di questa poesia sta nello sdoppiamento dell’ottica del poeta: mentre si unisce al coro di disprezzo verso la vecchia. contro la rigidità repressiva della società borghese. ne viene poi condannato e scappa dal camino. Palazzeschi afferma la superiorità e la profondità del riso e dell’allegria sulla serietà. Filippo Tommaso Marinetti L’impegno teorico e organizzativo di Marinetti al futurismo fu costante. capace di far rivivere il ritmo imprevedibile della vita. Lasciatemi divertire (Canzonetta) (L’Incendiario): qui Palazzeschi lascia sfogo alla trasgressione futurista. urtando la suscettibilità conformista dei borghesi. Dimensione spettacolare: per i versi irrisori e il loro andamento narrativo. Dichiarazione di poetica: righe tratte da un “manifesto” pubblicato sulla rivista futurista “Lacerba” con il titolo di “Il controdolore”. . per esempio nel romanzo Il codice di Perelà (1911) il desiderio di infrangere le regole alla ricerca del piacere è rappresentato da un “ omino di fumo”. afferma il piacere puro. che si espone agli sberleffi del pubblico che lo osserva e lo giudica. Assumendo il punto di vista della gente il poeta non lo condivide.

. L’importanza di Marinetti come poeta è molto inferiore rispetto a quella di organizzatore di cultura e teorico. ma si notano anche tante metafore e sinestesie. Nuova funzione sociale dell’arte: rendere accettabile alle masse lo sfruttamento e l’alienazione inevitabili nella società delle macchine e dei consumi -> ideologia tradizionalista che spiega l’adesione al fascismo nonostante l’atteggiamento inizialmente rivoluzionario. La mercificazione dell’arte è vista come inizio di un rapporto nuovo fra artista e società: il valore estetico è sostituito dal valore economico di mercato. Il soggetto è ridotto a osservatore distaccato e al privilegio di scoprire analogie fra le cose -> conferma la tradizionale funzione lirica del soggetti nel simbolismo. Pianissimo (1914). che dimostrano la natura simbolistica di questo testo.La fine della tradizionale funzione dell’arte fu accolta con entusiasmo dai futuristi. tipiche della poesia marinettiana. non ha niente a che fare con il futurismo. il distacco di Sbarbaro è una condizione di scarsa vitalità. così. Ma si vuole affrontare in modo rivoluzionario un argomento strausato: il risultato è appariscente. 1Distruggere la sintassi 2Usare il verbo all’infinito 3Abolire l’aggettivo 4Ogni sostantivo deve avere il suo doppio 5Abolire la punteggiatura 6Distruggere la psicologia Sì. con la disposizione del testo e dei caratteri tipografici originali sulla pagina. e le prose poetiche di Trucioli (1920. anche x le poesie. abolizione di aggettivo. Gli aspetti della modernità sono accolti come segni positivi di progresso. punteggiatura e soggetto. né il futurismo ha prodotto poeti di rilievo. La materia è quasi sempre autobiografica. ricerca di espressività oggettiva (con il verbo all’infinito) e analogica (accoppiamento di 2 sostantivi x dare impressione di realtà). sì. che chiamano i musei “cimiteri” e proclamano la necessità di distruggere l’arte del passato. Distruzione della sintassi. l’aurora sul mare (Antologia di poeti futuristi): il tema è assolutamente tradizionale. avverbio. con vere e proprie quotazioni di borsa. Poesia: concepita in termini tecnici. Dichiarazione di poetica: “dal manifesto tecnico della letteratura futurista” (1912) Si esalta la velocità e l’aereo (la macchina-simbolo del futurismo). Camillo Sbarbaro La sua poesia è espressionista.

Per questo la “chiaroveggenza” (la consapevolezza) della propria condizione individuale è la denuncia sociale che rappresenta la verità sulla condizione umana nella società di massa. .chiuso nell’indifferenza x la vita simile a quella delle strade che attraversa. Unisce il tema sessuale al dolore x il timore della morte prossima del padre: la vita convive con il senso di colpa e con la sua espiazione anticipata. constatando con rassegnazione che non ci sono passioni e stimoli vitali. lo sdoppiamento dipende dall’impossibilità di avere un rapporto reale con le persone e con gli oggetti della civiltà moderna: ormai le cose sono in se stesse. il corpo e la vita del poeta sono solo “Necessità”. ma x riuscirci d eve guardarsi vivere dall’esterno. L’abbandono alla gioia di un attimo si vede nell’accordo fra il cuore del poeta e il passo della donna. In questa visuale. così trasformò il suo stile e i suoi temi. tipica di Baudelaire. La sua vita e la sua produzione sono spezzate in 2 dalla conversione religiosa. La dimensione esistenziale del poeta è quella dell’alienato. anima stanca di godere (Pianissimo): con tono basso. Se il desiderio sessuale equivale a una trasgressione della legge paterna. non riesce a preoccuparsi neanche all’ipotesi dell’imminente morte del padre. l’appagamento dei suoi desideri. i turbamenti e le ansie della giovinezza si placano in un rapporto sentimentale vissuto con la serenità di un’età avanzata. e rappresenta una pos sibilità di armonia fra soggetto e realtà. sottovoce. il poeta parla alla sua anima. pensando al peccato commesso:l’aver ceduto alla passione erotica gli sembra una trasgressione alla legge morale del padre . ridotta alla condizione di oggetto (reificata) e alienata. con andatura lenta e ritmata. Città: dimensione sociale dove si svolgono i rapporti umani e dove vive il poeta. che servì a dargli una risposta e un appagamento all’aspirazione all’assoluto che cercava. la sua realizzazione non può che essere senso di colpa e bisogno di espiazione. Lo sguardo garantisce un rapporto con la realtà e si sostituisce alle parole come strumento di conoscenza. non hanno un significato. l’indifferenza si interpreta come una repressione preventiva degli stimoli vitali x sfuggire al senso di colpa e come un segno di depressione. la realtà è un susseguirsi di cose che esistono di per sé. La freddezza della poesia di Sbarbaro si basa sull’autorepressione. rappresentata grottesca e allucinata. La figura del padre ha una funzione di interdizione a vivere. per le strade di solito attraversate dal poeta. A sbloccare x un attimo questa condizione è l’apparizione di un a donna che passa. Dichiarazione di poetica: il poeta parla dell’occasione in cui nacque “Taci. esistenza privata di anima ed energie vitali. L’aridità del soggetto è l’equivalente del “deserto” cittadino.” e quindi Pianissimo. Ora che sei venuta (Versi a Dina): l’intesa d’amore è finalmente raggiunta. e questa condizione provoca solo indifferenza. Clemente Rebora Tendenza espressionista dei poeti vociani. Al poeta resta la possibilità di tale condizione. eguagliati agli oggetti. non quella di vate.. La condizione del poeta è quella degradata dell’uomo di massa. Sbarbaro sta vagando per la città in stato di semincoscienza. anima stanca. molti testi rivelano un contrasto fra desiderio di amore e di vita autentica e consapevolezza che non si possono realizzare. incapace di stab ilire un contatto fra sé e il mondo. è l’incarnazione stessa de l desiderio e rappresenta un’occasione di vita e felicità: il poeta ne coglie la sensualità fin nei capelli o nella tesa del cappello. Esco dalla lussuria (Pianissimo): uscito da una casa di prostituzione. La donna. Taci. il mondo è un deserto dove al poeta non rimane che osservarsi senza compassione. La disperazione di Sbarbaro si trasforma in accettazione. un “sonnambulo”. quel che interessa al poeta è l’autocoscienza. L’inerzia vitale e lo sdoppiamento creano una difesa psicologica contro il desiderio: tema che ritorna spesso è quello della trasgressione morale e l’aridità che ne deriva è un modo x difendersi dal senso di colpa. diventare uno spettatore di sé -> tema sdoppiamento dell’io. Senza alcuna attrattiva. Il tono pacato evidenzia il raggiunto equilibrio esistenziale di Sbarbaro. il poeta riacquista il desiderio amoroso. come un oggetto fra altri oggetti. L’effetto sul poeta è di shock: improvvisamente sveglio e cosciente. il poeta cammina per le strade della città. Io che come un sonnambulo cammino (Pianissimo) : tematica della donna portatrice di salvezza e garante di un senso nel caos anonimo della città.Il soggetto lirico della poesia è un “fantoccio”.

città come luogo degradato e ostile. che altri non capirebbero o dal quale sarebbero solo turbati. che cercava una consolazione nel mito. Quest’ultimo è il caso di Rebora. Così il temporale non ha solo un significato negativo. che però è avvenuto molti anni dopo. in realtà sarà solo la vita che alla fine. ma coscienza del loro significato. per esempio. ma è una prova suprema a cui viene sottoposta l’esistenza: la civiltà non aiuta l’uomo a superarla. Il segreto se mai dovrà essere confidato una notte d’amore. dall’esterno. di Ungaretti. dall’altra si vede l’influenza di modelli come Carducci o Nietzsche. Il soldato che scampa dalla guerra deve tenere x sé il segreto atroce della sua esperienza. un’analogia con tutto quel che sta intorno) o espressionistico (quando il frammento serve x raccogliere l’energia espressiva sulla propri individualità ed eccezionalità). O carro vuoto sul binario morto (Frammenti lirici): la descrizione della storia di un vagone ferroviario rappresenta implicitamente la vita dell’uomo sulla terra. Dall’intensa nuvolaglia (Frammenti lirici) : descrizione di un temporale fatta con linguaggio violento caratteristico di Rebora. Rebora condivide il moralismo dei vociani: la città è il luogo privilegiato del rinnovamento perché sede della civiltà moderna. come se a parlare fosse lui stesso. ma dal cielo non viene nessuna risposta se non il bisogno e il desiderio stesso di tali valori che costano impegno e dolore all’uomo. assumendo il punto di vista del morto. La sua posizione è critica e svela i meschini interessi economici che si nascondono dietro agli interventisti. La prima opera di Rebora si chiama Frammenti lirici (1913).La violenza della forma di Rebora è quello che più colpisce nella sua lettura: il lessico è originale e selezionato in base alle durezze foniche. nel non aspettarsi nulla. Dichiarazione di poetica: “O poesia. che non implica un valore assoluto: la poesia è coinvolta nelle contraddizioni della storia. E’ una vera tendenza all’allegoria: gli oggetti del mondo non valgono + in se stessi. Dino Campana Nella sua poesia si nota da una parte un’immediatezza nel rapporto con la realtà e la sua rappresentazione. x aspirare all’assoluto e x la vocazione morale di sacrificio. che si sforza di dare ad ogni singolo testo un significato intellettuale attra verso la posizione di autore. nell’assolutezza del bisogno che è espresso. Semplicemente la conversione avrebbe rappresentato il bisogno di significato e valore che c’è in questa poesia. vista come un viag gio inesorabile e predestinato. La seconda opera importante di Rebora è Canti anonimi (1922). il suo aspetto confuso e contraddittorio. dove il tempo per i valori migliori dell’individuo è quasi nullo. per una redenzione etica. alla donna che si ama. Rebora rappresenta il caos dell’esistenza. forse. Voce di vedetta morta (Poesie varie): composta durante la 1° guerra mondiale. Si condanna la condizione artificiale in cui la civiltà pone l’uomo. Agli uomini servono valori solidi che diano un significato alla loro vita. come se questo potesse essere un risarcimento per le sofferenze provate. di rappresentazione e conoscenza. Atletismo agonistico: sfida solitaria x affrontare la realtà nello sforzo di darle un ordine e un significato. Dal “binario morto” della prenascita si passa all’esistenza. una coscienza negativa x lo più. Qui siamo nel 1922. permette di conoscerle e non di ricomporle in una superiore armonia. con la tensione di portare ordine e razionalità. Il soggettivismo esasperato contratta con il desiderio del poeta di sciogliere la propria individualità nella massa anonima e indistinta  x dare un significato alla propria tensione. nel lucido verso” La poesia è concepita da Rebora come forma di autenticità. La tensione però sta proprio nel non ricevere nessuna risposta. La descrizione serve come dimostrazione allegorica: si contrappongono gli effetti dell’uragano in campagna e in città. ammesso che una risposta sia possibile. La vio lenza che c’è in campagna si trasforma in un’angoscia dello scenario di città. Dall’immagine tesa (Canti Anonimi): spesso in questo testo si è voluta vedere la conversione di Rebora al cattolicesimo. La follia di Campana (a lungo chiuso in manicomio) è oggetto di 2 interpretazioni: autenticità vitale assoluta . ma piuttosto provoca una resa senza consapevolezza. potrà dare una risposta. solo nel suo bisogno di “fede”. La guerra non porta armonia fra uomo e vita. Temi: contrasto città/campagna. Frammentismo: può essere simbolista (quando nel frammento c’è l’universale. La tragica condizione della guerra in trincea è descritta assieme alla denuncia dell’inutile perdita che la guerra comporta. L’occasione è il corpo in putrefazione di un soldato. il poeta parla a se stesso e ai soldati ancora vi vi. ma deve essere il soggetto ad assegnare loro un valore. I suoi versi sono una denuncia diversa da quelli.

di armonia fra soggetto e leggi universali. Ha prevalso una funzione restauratrice. una concezione senza una funzione della v ita e della poesia. Qui ciò è impossibile per il carattere degli eventi circostanti. La poesia è. di armonia nel rapporto tra oggetto e soggetto. Campana sperimenta la necessità di rinunciare a qualsiasi ideologia di bellezza e di superiorità dell’arte per un realismo che si basa sulla realtà concreta dell’esperienza. Il soggetto appare come un vagabondo. Ma la condizione di emarginato e il senso di sradicamento distruggono la tanto desiderata armonia cosmica. momento misterioso di identificazione con la vita universale. Fra io e natura si apre un contrasto: alla bellezza della notte non corrisponde la pace del poeta. per Campana. Dichiarazione di poetica: “Fabbricare fabbricare fabbricare” Campana contrappone alla logica dell’efficienza costruttiva della società di massa. come l’accendersi di una lampada. Differenza e distanza fra natura e soggetto sono sottolineate dal punto di vista al di là di un vetro. un’occasione di rapporto tra le leggi della natura e la diversità personale del soggetto. Duplice ricerca: scandagliare senza prudenza l’abisso esistenziale rischiando l’insensatezza. e andò in America perché là era più facile trovare da vivere. essa è vista da Campana come una sconfitta e un fallimento  adesione simbolistico-decadente: attribuisce all’arte ancora una funzione di guida e di conoscenza. ma la sua reazione è diversa perché resiste a questa condizione tentando disperatamente di difendersi e negarla. La poesia è alta e sublime. La donna del dialogo è una prostituta. Canti Orfici (1914). . di ordine e tradizione. visto che deve vendere come lei una merce che non sarebbe vendibile. Degradazione della figura di poeta Irruzione del lessico crudo e plebeo Punto di vista alienato che non riesce a costruire rapporti basati sulla conoscenza della realtà esterna Insistenza su parole-chiave. cosa che la poesia simbolistica vede come un privilegio per accedere all’universo. Ma è anche momento di verità: fa vedere il volto reale dei rapporti umani. senza ruolo armonizzante. l’instabilità lo spingeva a cambiare continuamente. dominata da una carnalità inconsapevole ed estranea alle domande esistenziali del poeta.e adesione al modello di “poeta maledetto”: in realtà non si può scegliere una chiave di lettura unica. il tema sessuale è rappresentato sadicamente: la pulsione libidica è il canale per una ribellione e una reazione distruttive. unisce l’instabilità psichica del poeta con la tendenza al vagabondaggio della letteratura. come i vociani. così che il riconoscimento nella natura mostra la diversità del mare nei confronti dell’ideologia produttiva dominante e la contrapposizione tra individuo e società. Il modo in cui la letteratura è capace di mediare il rapporto profondo con la verità della vita e del mondo sta nella possibilità di stabilire riferimenti “aperti” e illimitati a vari campi di esperienza del soggetto. Fra la folla spiccano i volti tragici degli emarginati e quello del poeta stesso che si aggira portandosi addosso aggressività e un bisogno di tenerezza. Il tema della prostituzione è ricorrente da Baudelaire in poi. quindi di assoluta verità: questo è il senso dell’aggettivo “orfico” che è nel titolo della prima e unica raccolta pubblicata in vita dal poeta. e mirare alla costruzione di un’armonia fra l’ io e il mondo. Ogni incontro può suscitare commozione emotiva o psicologica oppure l’aggressività. Alla base della psicologia di Campana c’è un sentimento di esclusione. ma considerata nell’aspetto primordiale e animalesco. Il tema del viaggio è rilevante in Campana tanto da essere ossessivo. La poesia parla anche del problema dell’incomunicabilità fra uomo e donna. visto che entrambe le tendenze sono presenti nel poeta. A una troia dagli occhi ferrigni (Pubblicata post mortem): tema della femminilità. L’imitazione del mare è vista come un’opportunità di tale concezione. nasce da un bisogno di rapporto e di conoscenza e configura i modi perversi in cui tale bisogno si deve ridurre nella degradata società industriale di massa. Viaggio a Montevideo (Canti Orfici): racconta della traversata marina fatta davvero dal poeta per andare nel 1908 dalla Spagna all’America del Sud. era spinto da una specie di mania di vagabondaggio. La donna qui è occasione di un rapporto positivo con la natura e il paesaggio. un uomo sofferente tra la folla e nel momento in cui la poesia rappresenta questa realtà. ossessività Tema del viaggio: esprime una condizione privilegiata di esperienza. Donna genovese (pubblicata post mortem): rivela la ricerca di un rasserenamento e di un equilibrio. Nel suo disadattamento si esprime l’instabilità della condizione intellettuale del primo ‘900. Il confondersi delle forme aiuta il soggetto ad identificarsi nel paesaggio. che avverte il dolore della propria ansia nell’armonia apparente del cosmo. L’invetriata (Canti Orfici): la contemplazione della sera è esempio della tradizione lirica. il poeta si riconosce nella condizione della prostituta. Dalla dichiarazione di Campana rilasciata al suo medico curante mentre era in manicomio si legge che Campana viaggiava molto. ma anche situazione di sradicamento e alienazione come i temi espressionistici di vagabondaggio e sonnambulismo. simile a molti altri poeti. equivalente al mistero della vita. Giuseppe Ungaretti Ungaretti è importante anche per l’influenza che ha avuto sulla letteratura contemporanea e successiva.

dell’espressione poetica: un formale risarcimento e una possibilità di armonia superiore. Ecco il motivo della regressione che si nota nell’aspirare all’innocenza e alla purezza: il “porto sepolto” a cui allude il primo titolo di Ungaretti è il grembo materno dell’ innanzi-nascita. lo scrivere è visto come unico possibile valore vitale. che invece ha l’autore. Girovago (L’allegria): 2 temi cari a Ungaretti. grazie a cui l’uomo si sente parte dell’universo. Alla sera ripensa a quell’esperienza e si rende conto che l’acqua dell’Isonzo rievoca in se stessa quella di altri 3 fiumi: il Serchio. ormai rifiutata. di identità. una sensazione fisica legata alla mattina. che però coincide con l’annientamento dell’io e quindi con il dopo-morte. la parola ha un significato religioso. di percepire la propria esistenza come una parte del tutto Regressiva: permette di recuperare il proprio passato individuale. San Martino del Carso (L’allegria): dalla visione realistica di un paese distrutto dalla guerra il poeta passa alla riflessione sulla fine di persone che gli erano care. Per questo tornano in Ungaretti la tensione vitale e la forza del desiderio: anche se sentiti come un peccato. La violenza della guerra rafforza però anche il desiderio del poeta di raggiungere l’innocenza. Libertà analogica: sottolinea le associazioni più degli elementi realistici La letteratura prevale sulla vita. Ma al suicidio dell’arabo l’autore contrappone la sua vocazione di poeta. Il tema della ricerca dell’innocenza e della purezza è nella seconda parte. che comunicano con discrezione ed è rappresentato dall’erba. come se raccogliesse l’eredità di tutte le assenze. il tema della guerra è scritto dal punto di vista anonimo. il contrasto è implicito alla condizione disumana della guerra di trincea. che però non è stata interiorizzata a sufficienza. Mattina (L’allegria): la concentrazione di un significato coincide con il creare indefinitezza. una poesia sublime e preziosa. dove sono in gioco vita e morte. “Fa dolce e forse qui vicino passi” (Giorno x giorno – Il dolore): dedicata alla morte del figlio Antonietto di 9 anni. anche se i condizionali e gli interrogativi fanno intendere che il conflitto prosegua. che rispettino il sacrificio fatto da chi è morto. Da un lato c’è il solito corrispondersi fra paesaggio e interiorità. che rappresentano altri momenti della vita del poeta. E’ un’infinita grandezza che colpisce sotto forma di luce. dall’altro l’interiorità del poeta restituisce alla distruzione una disperata armonia. Il poeta immagina che la dolcezza che si sente nell’aria dipenda dalla presenza dello spirito del figlio. una scelta diversa. Natale (L’allegria): durante una licenza nelle festività di Natale il poeta si abbandona alla serenità protettiva della casa. senza lasciarsi sopraffare ancora da odio e interessi di parte. Il cuore del poeta è sia il cimitero che è testimonianza dei valori andati perduti. a essi è affidata la difesa della propria soggettività.Tendenza rivoluzionaria e tendenza tradizionalista convivono in Ungaretti l’una accanto all’altra. La partecipazione alla condizione comune del soldato consente una solida identificazione sociale. e la nuova nazione. Il porto sepolto (1916) -> Allegria di naufragi (1919) -> L’allegria (1931): la religione della parola incontra la biografia e il realismo che evitano il rischio di letterarietà. in un momento di riposo dalla guerra. Vincenzo Cardarelli . in cui si identifica il poeta. non eroico. Caino (Sentimento del tempo): la prima parte della poesia descrive la violenta vitalità di Caino. la mancanza di patria e la ricerca dell’innocenza. Alla violenza scomposta dei vivi si contrappone la lezione difficile da dire ma decisiva dei morti. il nomadismo. Una situazione pacifica durante una pausa della vita da soldato crea una serie di associazioni e desideri. Lo splendore del sole sorto da poco trasmette al poeta una sensazione di luminosità che provoca associazioni interiori. poesia regressiva. Si notano analogie fra la vita di Moammed e quella di Ungaretti: anche il poeta ha origini africane e ha adottato la Francia x un certo periodo come patria. Il poeta parla ai superstiti. dove la vita è letterariamente trasfigurata. Il porto sepolto. ha fatto il bagno nell’Isonzo. La disperazione di Moammed non trova l’ultimo appiglio. Così è rimasto sospeso fra la tradizione della sua origine. Dichiarazione di poetica: intervista di Ungaretti dove parla del suo primo libro. Vita di guerra nelle trincee: condizione estrema del soldato al fronte. la purezza. Ungaretti. ma non l’ha mai trovata realmente. Non gridate più (Il dolore): testo ispirato alla tragedia della 2° guerra mondiale. L’attaccamento alla vita affermato nella fine della poesia mostra l’assunzione nel sopravvissuto della vitalità del morto. per il suo potere espressivo e liberatore. l’aspirazione all’assoluto dell’arte di Ungaretti si vede nella materia reale che tratta. Sottolinea il desiderio del linguaggio di raggiungere un’espressività pura e una pertinenza assolute. L’immersione nell’acqua del fiume ha 2 conseguenze: - Purificatrice: permette al poeta di sentirsi in armonia con il mondo. in particolare il sentimento di vastità. Moammed Sceab ha cercato in Francia una nuova patria. sia il luogo più sconvolto dalla distruzione. che cerca di consolare il padre con parole di incoraggiamento e di speranza. Ma la ricerca dell’identità porta all’annullamento di sé: il tutto con cui l’io individuale coincide può anche essere la m orte. il riconoscimento in se stesso di un’identità collettiva. Veglia (L’allegria): il poeta resta a lungo vicino al cadavere di un compagno fino a quasi condividere con lui l’esperienza della morte. la storia della propria vita diventa recuperabile coem ricchezza presente. ai vivi invece corrisponde la violenza invadente della distruzione della morte. In memoria (L’allegria): il poeta racconta la storia di una crisi d’identità. anche senza un coinvolgimento esistenziale autentico. I fiumi (L’allegria): è una specie di autopresentazione del poeta in versi. come espressione della sorte umana e come occasione di fraternità. Sentimento del tempo (1933): ci si allontana dall’esperienza del vissuto e si cerca una poesia pura. L’”allegria” alla quale allude il titolo è appunto il ritrovo di momenti autentici nel creare un’armonia con la realtà circostante. Unanimismo: la religione della parola esprime un desiderio di significato. I morti hanno un messaggio autentico e vitale. l’origine. C’era una volta (L’allegria): tono di favola. I rischi della guerra possono anche avere un significato positivo se uniscono le diverse identità individuali davanti a valori assoluti. - Preziosismo aulico: cerca una raffinatezza come Petrarca. L’io individuale così sparisce immedesimandosi con il tutto. letteraria. il Nilo e la Senna. Il dolore (1947).

vuole riuscire a essere moderno senza tradire le caratteristiche dell’arte italiana. anche se ricerca anche una compostezza classica. All’autocontrollo corrisponde l’insicurezza psicologica e il conseguente bisogno di stabilità e certezza. ma ne fa parte. diviso fra passionalità avanguardistica e la costrizione alla regola della maturità. riaffermando il valore delle cose che finiscono. la conoscenza: si vede così che la si curezza e la stabilità sono in contraddizione con la vita e corrispondo alla morte e al nulla. soprattutto grazie alla sua collaborazione con la “Voce”. tipico della poesia moderna da Baudelaire in po i. La parte più interessante della poesia di Cardarelli è quando il bisogno di stabilità e di sicurezza è portato alle estreme conseguenze e l’incertezza della vita vissuta è sostituita dall’unico potere possibile. Esalta la maturità come calma e prudenza. l’adolescenza. l’equilibrio classi co è ricercato anche x queste ragioni. Nel privato di questo caso vive il dramma pubblico e storico dell’autore. Temi come lo sradicamento.Le Avanguardie si sentono molto in Cardarelli. Per questo i ricordi sono sia un modo sicuro di possedere il rapporto sia una dolorosa condanna per comprenderne la distanza ormai irrecuperabile. rinnegando di avervi partecipato. Si capisce così il passaggio dalla collaborazione della “Voce” alla direzione della “Ronda”. Il personaggio rivela un’alienazione che riguarda la condizione dell’uomo nella società di massa moderna. Dichiarazione di poetica: Articolo del 1° numero della “Ronda” Polemizza sulla giovinezza e rifiuta gli eccessi delle avanguardie. non un’imitazione. C’è il rimprovero per aver bruciato la vita nella passione. . Il poeta teme di riconoscersi in esso. Salvatore Quasimodo Poesia: momento di sintesi delle contraddizioni e punto di vista superiore e privilegiato. rivista volta a restaurare la funzione tradizionale dei letterati e degli artisti mettendo fine alla avanguardie. così questa poesia può essere anche letta come tentativo di esorcizzare questa identificazione. Incontro notturno (Prologhi): fa parte della produzione giovanile di Cardarelli. la perdita d’identità. La poesia di Cardarelli nasconde un contrasto fra pulsione trasgressiva e autocontrollo. Passato (Prologhi): la riflessione su un rapporto d’amore finito implica una presa di posizione sui temi dell’esistenza umana. la lezione dei classici è una lezione di stile dove l’arte non si misura con società e storia. La descrizione di un vagabondo è l’occasione per affrontare il tema dello “spiantato”. illuso di poter creare di nuovo un’identità per i letterati con il ritorno all’ordine e al “mestiere”:si spiega anche così l’adesione al fascismo. facendone ricordi. ma anche con la morte. Il cambiamento del clima culturale è accolto con soddisfaz ione da Cardarelli. ma non può essere nascosta la paura che la rinuncia dell’amore e dell a trasgressione allunghino la vita e il tempo. Il rimpianto per il rapporto finito e la convinzione che proprio l’eccesso di passionalità ha reso la vita più dolorosa e rapida convivono insieme. nell’illusione di garantire la difesa e il rilancio dello status di letterato. La progressiva vittoria dell’autocontrollo però non fa mai scomparire del tutto la trasgressione: l’esperienza giovanile resta sempre un punto di riferimento. La sua insicurezza si basa sia su ragioni personali che sulla crisi della funzione sociale degli intellettuali: nella compostezza classica si cerca di riaffermare il mestiere di letterato e quindi la sua identità e funzione.. ma facendone una cosa inanimata: il possesso dei ricordi coincide con la sicurezza. Il ritorno ai classici è un proseguire una strada. il viaggio.

come scenario esistenziale. Il testo si ispira al bombardamento di Milano nell’agosto del 1943. nera sugli aranci (Nuove poesie – Ed è subito sera): temi tipici della poesia di Quasimodo: la rievocazione nostalgica della Sicilia con gli adolescenti. Come ad ese mpio il paesaggio siciliano che ritorna continuamente nella produzione giovanile. come attestazione di libertà e verità. La descrizione esclude però i riferimenti alle cose: prevale l’astrazione e la mitizzazione. Il soggetto regredisce. Quasimodo difende con passione la svolta che la guerra ha dato alla sua poesia: sottolinea la necessità per i poeti di misurarsi con la storia e con la politica. Si coglie una nota di angoscia che il testo suggerisce. è in una dimensione assoluta. poi sulla distanza che separa i vivi fra loro stessi: sono uguali la malinconia e lo sconforto. l’insistenza su elementi del tempo e della natura. Viene riproposta una concezione tradizionale della poesia come valore supremo e incorrotto. ma resta lo sforzo di usare un linguaggio letterario e classico. secondo l’ermetismo. agosto 1943 (Giorno dopo giorno): l’esperienza della guerra suggerisce impegno nelle vicende storiche e sociali. La vocazione del poeta è contemplazione e descrizione. sulla politica e sulla scienza. La poesia deve distaccare dalla realtà. ingiusta e consumistica. incupendosi fino al ridere finale della gazza. Per questo nella poesia di Quasimodo è valorizzato l’aspetto musicale del linguaggio. Si sottrae a storia e società. Afferma la superiorità della poesia sulla filosofia. come in Pascoli. Riflette prima sulla distanza fra vivi e morti. Saba e la linea “Antinovecentista” . Dichiarazione di poetica: brano preso da un discorso fatto sulla poesia. così come verso la società del dopoguerra. per suggerire ed evocare stati d’animo e sentimenti.Dopo il 1943 passa a una poesia più ideologica e politica. visto come dimensione favolosa e irreale. non deve coinvolgere. Ride la gazza. riconoscendo il proprio destino in quello di lei. rifiuta artifici letterari per descrivere l’orrore della tragedia. si identifica con le cose e si nasconde in esse piuttosto che entrarci in conflitto. C’è possi bilità di identificazione con la morta. Milano. Davanti al simulacro d’Ilaria del Carretto (Ed è subito sera) : la solitudine esistenziale e la difficoltà di rapporto con gli altri spingono Quasimodo a un colloquio con la donna rappresentata in un antico monumento funebre. La posizione del poeta è critica verso la guerra. tradizionale.

Altri poeti di questa poesia sono Pavese. Le occasioni: vicine all’ermetismo perché in quel libro la poesia di Montale è chiusa in un linguaggio difficile e aristocratico. come la donna-angelo. Ossi di Seppia del 1925. Negli ultimi anni la poesia dialettale è rifiorita. Il suo primo libro. basandosi sulla cultura novecentesca. Trilussa a Roma. ha spinte del simbolismo. quindi si deduce che nel 1960 l’antinovecentismo fosse ben consapevole della sua esistenza. non comunicando più. pensando invece a una poesia filosofica che porta un messaggio etico. Firpo e Vivaldi in Liguria. Le occasioni del 1939. Quasi ogni regione ha avuto poeti dialettali: Buttita in Sicilia. Zanzotto sperimenta cercando di ricongiungere i dettagli con un significato universale. Scrive il Canzoniere. che rivela l’universale nel particolare. X Montale la vera poesia è quella del simbolismo. Giudici si è formato in un clima di reazione antinovecentista. spesso narrativa e lontana dall’assolutezza lirica. Caproni e Bertolucci non sono polemici e cercano una narrativa in versi. Noventa in Veneto. Saba è un poeta antisimbolista e aspira a una poesia classica e popolare al contempo. Tutto questo mostra l’artificio del recupero del dialetto in un’epoca dove la lingua dei mass media ha cancellato o sta cance llando le parlate locali. I poeti dialettali sono ormai una categoria separata. Ma anche qui Montale respinge l’idea della poesia pura. esprimono una ricerca di autenticità e d’identità perdute perché travolte dal processo di massificazione sociale. la poesia dialettale diventa una ricerca letteraria che si allontana dalla comunicazione ed esprime stati d’animo lirici o di protesta individuale. non si spera più nel futuro e si cerca identità nel passato. mentre lo stato nazionale italiano si consolida e rafforza la propria unità. I suoi successori si avvicinano anche alla prosa dopo aver mosso i primi passi nell’ermetismo. nelle proprie radici. A questo si aggiungono anche motivi politici ed etici. e neoclassiche del ritorno all’ordine. riconosciuta da critici e antologie. Umberto Saba . sembra ci sia un’ideologia di religione della cultura e della poesia che si oppongono all’ignoranza del fascismo e all’indecenza e alla grossolanità che dominavano in quei tempi. dell’avanguardia crepuscolare e vociana. Alla metafora e al simbolo Montale contrappone l’allegoria: esempio sono gli elementi danteschi. Montale e la crisi del simbolismo Montale non è mai stato un poeta ermetico anche se nel suo secondo libro. Saba era cosciente della sua estraneità al “novecentismo” e scrisse anche Storia e cronistoria del “Canzoniere” per rivendicare la propria originalità e la propria autonomia rispetto all’ermetismo e alla poesia pura. altre prosastica e diaristica. Penna. allegoriche o diaristiche e di p rosa. si affermano nelle loro particolarità. Nella Bufera e altro (1956) si vede il tema della morte della poesia. ci è stato vicino. lo sviluppo dell’industria e dell’amministrazione distrugge le singole si tuazioni locali che. Luzi scrive una poesia in cui il verso racconta e l’ambiente è quello della città. polemico sul realismo. il poeta deve cercare nuove vie. perché distrugge l’individualità e l’originalità. e viene chiamata antinovecentista da Pasolini.Lungo il 1900 si nota una poesia impressionistica. una sorta di romanzo psicologico in versi che presuppone la conoscenza della psicoanalisi. ma è una poesia che nella società di massa non è più possibile. Montale non è quindi il poeta simbolista. a volte popolaresca e realistica. La poesia è ormai mercificata e massificata. ma il poeta che documenta la crisi del simbolismo e cerca vie diverse. quando gli effetti dell’industrializzazione sono più evidenti: Sereni tende alla quotidianità espressiva e alla narratività. Questa poesia ha come base Saba. La poesia dialettale Nel ‘900.

sezione Nuovi versi a Lina) : la moglie lo abbandonò per un certo periodo perché si era innamorata di un altro. ridandogli la possibilità di partecipare alla vita sociale con tranquillità. essere come gli uomini di tutti i giorni. E’ il poeta che chiede al lettore di collaborare. la sua onestà al massimo esprime questo fallimento contraddittoriamente con la bellezza del canto. descrivere i valori di tutti. farsi capire da tutti. così che possa tornare in seguito intatto. Un pomeriggio d’estate sua moglie era uscita per andare in città. Ha un’idea di poesia come la scienza. Questa situazione contribuì al suo desiderio di essere conosciuto il più possibile dagli italiani. Questo testo descrive i due quando si riappacificano. ma basta a conservare nel cuore il desiderio dal quale nasce il piacere represso. alludendo alla concezione positiva degli istinti naturali che aveva Saba L’unicità della moglie fra le donne allude all’unicità della madre La poesia tende a tranquillizzare la moglie sulle proprie intenzioni: è frequente il tema del lamentarsi e del soffrire. La psicoanalisi qui è decisiva: la verità profonda è conoscibile nella pulsione dell’eros. E’ una poesia “religiosa”. non na scosti dalla civiltà. il suo senso di colpa nevrotico esalta l’unicità della moglie. Il Canzoniere può quindi essere letto come un romanzo psicologico: la sua trama è quella della vita di Saba stesso. tale paura la ha anche da adulto. accettato e compreso da tutti. Il poeta deve registrare fedelmente la realtà di tutti gli esseri. In questa onestà il poeta ritrova la sua identità e può soddisfare il suo bisogno di socialità. arrivando a preferire versi brutti ma veri che versi belli ma falsi. Ma non soddisfatto e preoccupato di interpretazioni non corrette Saba scrisse un’opera critica delle sue stesse poesia. il timore di far soffrire la madre è diventato in Saba adulto la paura di far soffrire la moglie. anche se Saba avrebbe voluto un finale con tutto se stesso. i suoi bisogni e le sue pulsioni intime. invece sua mogl ie c’era rimasta molto male. La scelta di una materia bassa fa vedere la volontà della poesia di esprimere “onestamente” la verità che sta alla base delle cose. scritta come qualcuno che reciterebbe una preghiera. facendo attenzione alla sincerità dei versi più che alla loro bellezza. a cui spetta esprimere onestamente la propria verità interiore. Dico al mio cuore. una storia senza conclusione. A mia moglie (Canzoniere): Saba stesso scrive di questo testo che appena letta la poesia provocò grandi risate. dove il poeta è il “ricercatore del vero”. Il poeta . più libera e istintiva. Questi impulsi rappresentano per Saba la vera condizione profonda degli esseri e si sente così vicino alla cose più grandi e profonde. testo inedito fino alla morte di Saba. Saba usò quindi la lingua letteraria degli autori che si studiano nelle scuole. Il Canzoniere è una delle opere più complesse del ‘900. di far soffrire cioè la madre. usando strumenti conoscitivi aggio rnati e capaci di capire la situazione sul piano filosofico e ideologico. pascoli e d’Annunzio. per sentirsi accettati dalla madre ma provando anche pulsioni profonde che la madre nega. guardandolo con occhi dolci e feroci. anche se si illude più volte di esserci riuscito. ma dopo 3 anni lo rivolle con sé. la guarigione psicologica. la madre lo affidò ad una balia. essere generosi e buoni. come un romanzo). Quando sua moglie tornò a casa dopo poche ore la poesia era finita. Solo dopo la prima guerra mondiale divenne parte dell’Italia. la lettura di una poesia implica la conoscenza delle altre o almeno la trama in cui è inserita. così Saba fu arretrato rispetto ai suoi contemporanei italiani. nel freudiano p rincipio di piacere. la psiche di Saba restò così segnata dalla felicità di vita con la balia e severità repressiva della madre. intanto che t’aspetto (2°parte di Trieste e una donna. capace di esprimere i valori di tutti nelle proprie opere. Per questo motivo Saba ha un rapporto complesso con l’Italia: culturalmente Trieste rimase estranea alle avanguardie italiane dell’epoca. rimanendo a Petrarca e Leopardi. Ma la guarigione non può esserci: la moglie-madre resta sempre lontana e imprendibile. La poesia deve esprimere questa pulsione. Dice che il poeta non è un superuomo privilegiato. Il fallimento sarebbe totale se non ci fosse un compromesso possibile: obbedire alla legge materna. purificato dalla verità che esse rappresentano. perché questi esseri sono più vicini ai valori autentici dell’esistenza. la funzione sociale della sua poesia è impossibile in una società lontana da quei valori elementari che Saba canta a tutti. che era la sua più bella poesia e che era per lei. con altre donne. Carducci. il suo sogno è avere la fiducia di tutti. Poesia: aiuta l’uomo a trovare la propria identità. la passione per il melodramma di allora rendeva più facile la comprensione di questo metodo. Ma non trova mai soddisfazione. non inventare miti (come faceva d’Annunzio). per c hiarirne i significati: Storia e cronistoria del Canzoniere (1948). contrapponendo bellezza e verità. sui gradini del solaio. ma un semplice tecnico della conoscenza. Il legame con la cultura austriaca e tedesca gli consentiva di conoscere in anticipo le opere di autori stranieri come Nietzsche o Freud: vantaggio sfruttato da Saba che li usò per affrontare il problema dell’uomo contemporaneo. Saba vuole sentirsi “uomo fra gli uomini”. simile solo alla femmine degli animali: garanzia di fedeltà x la gelosia di lei. Solo. coincidendo con essa. cercando cioè nel proprio io le verità nascoste e intime. La ribellione è invisibile. la poesia è uno strumento di conoscenza oltre la letteratura. vivendo la vita di tutti. ma poi tornò di nuovo da Saba. la città apparteneva ancora all’impero austro-ungarico. ma contemporaneamente disobbedire ad essa. l’amore del poeta non può darle la felicità che gli toglierebbe il senso di colpa. costruendo la sua opera con attenzione alla disposizione strutturale (il Canzoniere è fatto di 3 libri di 21 sezioni. abbandonata dal marito prima che nascesse il figlio. E’ un romanzo aperto. 3 elementi importanti: Similitudini con animali: esaltano la vitalità femminile della donna. la poesia non basta a riscattare le frustrazioni della vita. ma non riuscì mai a raggiungere l’unica soluzione possibile. Dichiarazione di poetica: breve scritto che Saba mandò alla “Voce” che si rifiutò di pubblicare. Il poeta si aspettava un ringraziamento o un elogio. Dimensione narrativa: visto che solo considerando la vita nella sua interezza e nella sua durata si può ricostruirne le coordinate psichiche e riscattarla nel conoscere i suoi meccanismi. voleva diventare una specie di poeta nazionale. Questo riscatto è affidato a uno strumento indiretto come la poesia. in particolare con la moglie Lina. La psicoanalisi fu per Saba fondamentale. L’angoscia di Saba è dovuta al timore di comportarsi come il padre. ma con un po’ di fatica Saba le spiegò che non voleva offenderla. Poeta: deve essere “onesto” e può esserlo realmente con il lettore solo cominciando da se stesso. Una cagna gli si avvicinò e gli posò il muso sulle ginocchia.Quando Saba nacque a Trieste nel 1883. x questo Saba diffiderà sempre della bellezza. Questa poesia esprime un lato della sua anima: il suo bisogno di fondere la sua vita a quelle delle creature più umili e oscure. il poeta attendeva il suo ritorno. ribellandosi senza effetto pratico. Città vecchia (Canzoniere): attraversando il quartiere più antico e malfamato di Trieste il poeta incontra personaggi popolari che hanno una vita diversa da quella borghese. l’”abisso” che sta nell’animo del poeta può ess ere solo nascosto. conoscenza che ritenne sempre superiore alle altre e di cui si fidò sempre. In loro si vede il manifestarsi degli impulsi autentici dell’uomo.

sottolineando la scelta di un lessico facile ma adatto a raccontare le verità profonde degli uomini. attraverso varie immagini apparentemente incoerenti. ma che non poteva fare quando era passato a vivere con la madre. come lo chiamava la balia. ma anche fra il poeta a 50anni e il bambino che è stato. secondo i meccanismi del sogno. in particolare quelle della psiche umana. Questo “confine” riduce il senso di colpa del poeta. a cui dichiara il proprio amore. ma si rifà a Saba e a una poesia realistica. al linguaggio egli chiede di esprimere con sincerità la realtà. Saba afferma i caratteri della sua poesia.aspetta Lina a un appuntamento. . Saba si sofferma sulla fede politica dei presenti e l’aspetto consolatorio del vino. Qui assistette a uno spettacolo teatrale organizzato dal Partito Comunista. Eroica (Il piccolo Berto): si parla ancora dell’infanzia del poeta. L’attaccamento di Saba alla balia fu tale da volerne prendere il cognome. dove grazie a ricordi o esperienze passati si possono capire reazioni e sentimenti inspiegabili altrimenti. sotto le armi. capisce che la sua psiche è divisa dalle raccomandazioni della madre di non essere come il padre. per la sua impote nza. ma il poeta si illude. una gratificazione interna a cui corrisponde una chiarezza della forma. e pensa che sarebbe meglio per lui dimenticarla e odiarla x il male che gli ha fatto. come se la colpa della crisi del rapporto fosse la sua. allievo di Freud. Amai (Mediterranee): una delle ultime raccolte di Saba. così come la fiducia ne ll’importanza dei valori espressi gli permette di contare sulla comprensione del lettore. Il collegamento a distanza è simile al processo psicoanalitico. È una specie di testamento poetico o una dichiarazione di poetica. ricorda Leopardi: anche qui la prima parte descrittiva della poesia è seguita da un finale filosofico ed esistenziale. Il procedimento consiste nel rimuovere il velo d’amnesia che copre gli avvenimenti dell’infanzia e trovare in essi la ragione dei problemi nella vita da adulto. La visione del passero spensierato e felice. convinto della forza della comunicazione. E’ la primavera di Saba. E’ un esempio di come è costruito il Canzoniere. x cui si sente a disagio e in colp a. Teatro degli Artigianelli (1944): raccolta 1944 che riferisce dell’occupazione nazista alla fine della guerra. sofferenza che unisce ed uguaglia gli uomini a sua volta. dato che il messaggio della madre colpevolizza qualsiasi forma di aggressività con il proprio vittimismo e la severità. Saba ora ricerca l’espressività della lingua e l’intensità delle parole. caratterizzata dalla gioia con la balia e dall’ansia quando la madre lo ha rivoluto con sé. si parla del tentativo di raggiungere un’identità integra. ogni elemento rimanda agli altri. entrambi rimandano alla sofferenza appena passata x la guerra. Per Saba il linguaggio non nasconde nessuna misteriosa verità simbolica. Il lettore del Canzoniere avverte a questo punto qualcosa di nuovo. Sandro Penna Penna esordisce negli anni dell’ermetismo. sentendosene colpevole: anche Lina ha sofferto e si lamenta. Secondo congedo (Preludio e Fughe): tema della scissione. per cui si commosse pensando all’esistenza di valori ed esperienze comuni in cui ci si riconosce e si trova un’identità. con cui Saba aveva iniziato una terapia. Ma c’è una definitiva consapevolezza di impotenza: il dolore profondo di ognuno è legato alla psiche. L’eroismo a cui allude il titolo sta nella capacità di conservare la vitalità delle pulsioni nonostante la repressione materna e le frustrazioni della vita. Saba vecchio ha meno cose da raccontare e più da cantare. l’impressione di essersi l iberato dalla madre. Qui la storia è raccontata considerando i giochi di guerra con i quali il piccolo Umberto si divertiva finché era dalla balia. 1La prima poesia introduce la riconquista della figura della balia e la dolcezza della vita che aveva con lei. Il piccolo Berto è una specie di amoroso colloquio fra il poeta e la sua balia. alla fine della poesia. Ma d’altra parte al piccolo Berto è consentito solo essere buono. che sono necessari a spiegarlo. ma gli dà una frustrazione nuova. Confine (Parole): Saba a volte ritrova nella moglie la stessa sofferenza e gli stessi lamenti della madre. Da Tre poesie alla mia balia (Il piccolo Berto): raccolta derivante dal nome del poeta. il suo unico privilegio è quello espressivo: ciò che conta è la realtà. La fiducia di esserci riuscita gli permette di dichiararsi soddisfatto del risultato della sua opera. Essa tendeva a reprimere ogni carattere di mascolinità del bambino per la brutta esperienza matrimoniale. costretto a lasciare la balia che amava come una madre. Saba passò questo periodo nascosto (era ebreo per cui in pericolo di vita) a Firenze. neppure amando. Alla severità materna Umberto reagisce nascondendo la propria privazione: è buono e affettuoso con la madre. Il suo scopo è quello di esprimere onestamente la verità profonda delle cose. ma legate da ragioni profonde 2La seconda poesia parla del bisogno del poeta di andare a trovare la balia dopo che il sogno gliel’ha ricordata 3La terza poesia racconta il momento della separazione: si conclude con un distacco dalla balia per tornare dalla moglie. anche se dentro di lui la rimprovera di impedirgli di giocare e di averlo tolto dalla balia. di non far cioè soffrire nessuna donna. Appunti (il piccolo Berto): un episodio suscita l’odio e l’invidia di Saba. Si passa. ma è vile perché anche se ha ragione si comporta come se fosse lui il colpevole. ma le va incontro e le mostra comprensione baciandola. La pulsione che sono i giochi di guerra può conservarsi nel cuore finché Saba avrà. la madre mesta e severa. Parole (Parole): prima poesia della raccolta Parole. Il poeta è privilegiato: è un testimone che capisce l’importanza storica degli avvenimenti. La raccolta è dedicata al psicanalista Weiss. così il poeta non può fare altro che consolarla con il proprio amore. ma questa volta la matura consapevolezza dà alla separazione un significato molto diverso. non ci riuscirà mai. Capisce che i suoi genitori sono contrapposti per carattere: il padre allegro e spensierato. l’impressione di aver conquistato il principio di piacere freudiano. E’ generoso con lei perché perdona e comprende. ed è impossibile dare aiuto dal l’esterno. indifferente ai problemi dell’uomo. Le ragioni del suo atteggiamento contraddittorio sono nel modo nevrotico di Saba di reagire alla sofferenza femminile in cui rivede quella della madre. Il fine è di recuperare l’equilibrio che nell’infanzia è stato spezzato dal brusco cambiamento del ritorno a casa con la madre naturale. Anche se Saba si riconosce da adulto nel padre. Mio padre è stato per me “l’assassino” (Autobiografia): Saba analizza il modo in cui si è liberato dai pregiudizi che la madre gli ha trasmesso sul padre che l’aveva abbandonata. In questa raccolta il poeta ricostruisce il momento della separazione dalla balia e il tentativo di ritrovare serenità andandola a trovare a casa. dopo una forte crisi depressiva.

cioè della natura. Si parla del motivo del rifiuto di storia e società che caratterizzano la sua poesia: cacciato di casa. La poesia è l'equivalente del desiderio e del principio di piacere. mostra come l'intolleranza della società colpisca il poeta. Questo però significa che nessuna confessione ha più valore: la forma artistica permette una superiore natura. Alla base di questo sta il dato autobiografico del poeta dell’ omosessualità. deriva dall'opera di Verdi “La Traviata” e in Italia tutti sanno che si riferisce all'amore. il poeta si riconosce in quella morale e non sa rinunciare all’idea di riuscire a farsi accettare. La poesia di Penna mostra una ricerca costante di grazia.Poesia: segnata dal sentimento dell’esclusione e della discriminazione sociale da un alto. “E' l'ora in cui si baciano i marmocchi” (Una strana gioia di vivere) : contrapposizione fra io e società. ma le rispetta perchè si confessa nella sublimazione della forma che neutralizza l'infrazione. Penna non rinuncia alla sua omosessualità. il poeta decide di amare solo il proprio dolore. Ma si può anche collegare “croce” con “disonore” pensando alla società. che sposta l'attenzione del lettore. ma nel rispetto dei valori e delle leggi della società. dall'altra rappresenta la legge e la realtà: nella poesia il poeta si confessa e quindi manifesta pubblicamente la sua “colpa”. Resta cmq il desiderio forte di venire accettato e di esser riammesso in società. La grandezza della poesia consiste nell’essere diversi e venire accettati socialmente. “Amore. ma il modo in cui questo avviene basta a rendere la colpa accettabile. si capisce perché Penna dia tanta importanza alla poesia. La semplice scena del poeta che guarda un ragazzo e lui che reagisce shockato tanto che il suo amico gli chiede se ha rubato qualcosa. Cesare Pavese Pavese scrive narrativa negli ultimi 10 anni della sua vita (1939-1950). ma al contempo annulla la confessione grazie alla forma. identificarsi con essa. Invece di rifiutarla. Che la poesia appartenga alla natura e al contempo alla realtà sociale non vuol dire che sia una soluzione al conflitto. in una società caratterizzata dalla repressiva morale piccolo-borghese. Si nota come abbia introiettato le leggi della morale sociale sulla sua omosessualità: le infrange perchè non rinuncia al suo desiderio. la si deduce dalle sue poesie. fra natura e società. ma anche il motivo per cui questo valore non basti per un equilibrio. e del desiderio di essere accettato e reintegrato dall’altro. Da una parte la poesia coincide con il principio freudiano del piacere. ma la sua stranezza (l'omosessualità) la rende colpevole davanti alla società. ma se invece ci si riconosce nella morale comun e e quindi anche nella condanna della propria diversità. Ma il limite è la perdita di un'identità e di un significato certi. La repressione sociale agisce anche nella poesia attraverso la forma. “Era fermo per me” (Poesie Inedite): la censura ha ritardato la pubblicazione di questi testi perchè è più esplicito il tema omosessuale. costringendolo a dissimulare e censurarsi. dove il piacere si incontra con la realtà senza rinunciare a esprimersi. ma aveva iniziato con la poesia nel 1936: Lavorare stanca. nel tentativo di farsi accettare o almeno tollerare. il rapporto con la società non può essere limitato a guardare da lontano. Si riferisce all'ambivalenza del sentimento amoroso di chi non è certo di essere riamato. E' vissuta come il modo in cui tale principio è accettato dalla società (grazie alla sublimazione della forma). tanto più il rispetto delle leggi formali compensa l’infrazione per renderla accettabile alla società. Spesso si riferisce a dei fanciulli nei suoi testi e si difende in nome del principio di piacere contro il principio di realtà e la morale. “Per averlo soltanto guardato” (Una strana gioia di vivere): la strana gioia di vivere è la forza del desiderio. Si descrive una situazione positiva a cui il poeta però è estraneo. mentre “lieto disonore” implica un amore moralmente condannato e rimanda all'omosessualità dell'autore. . Il risarcimento di Penna dà alla poesia una funzione unificatrice che mostra il positivo rapporto con la natura e esprime la sua ragione vitale. Dichiarazione di poetica: “Sempre fanciulli nelle mie poesie!” Con la sua vita schiva e appartata Penna non ha lasciato testimonianze dirette della sua poetica. è impossibile essere felici. amore” (Croce e delizia): ultima poesia della raccolta. e “amore” con “lieto” pensando al proprio sentimento. dato che il valore estetico neutralizza il contenuto e in nome dell'arte e della bellezza qualsiasi confessione è lecita. L'espressione croce e delizia significa sofferenza e piacere. L'aspetto letterario però è sempre curato e scavalca il contenuto narrativo. candore e leggerezza: quanto più il contenuto è scabroso. La “diversità” non ostacola la felicità se anche la propria morale è diversa. La poesia permette di confessare ciò che è socialmente inconfessabile. la soluzione può esserci solo nella realtà. Esclusione  autoesclusione Tema erotico: unico tema della poesia di Penna. Siccome è impossibile. piacere e senso di colpa. “Mi nasconda la notte e il dolce vento” (Poesie): prima raccolta di Penna. Il titolo allude a questo conflitto fra desiderio e repressione. e cerca di difendersi dall’intolleranza degli uomini chiudendosi in se stesso: al rifiuto sociale che lo colpisce risponde rifiutando la società.

1. Il senso di chiusura e soffocamento di molte poesia è da ricondurre alla cultura repressiva e senza speranza di cambiamento della civiltà contadina e all'oppressione del fascismo. che si adegui alla dimostrazione di un discorso e non solo alla musicalità Antenati (Lavorare stanca): l'attenzione passa dall'io del poeta alla situazione umana che lo circonda. il senso di immobilità: sempre dal punto di vista della cultura rappresentata. Il momento che precede l'alba spinge il personaggio della poesia. I tentativi di uscire da questa condizione sono fallimentari: la politica è un inutile gesto di ribellione.aderenza all'oggetto.desiderio di narrare in poesia senza accontentarsi della musicalità 3. rifiuta la musicalità e la retorica letteraria. ma il prezzo pagato è lo sradicamento.creazione di personaggi e situazioni e volontà di abolire l'”io” 4. attraverso la tradizione famigliare. e racconta la storia del suo rapporto con la terra di origine e la sua cultura. dove i fenomeni naturali che indicano il trascorrere del tempo (il sorgere del sole soprattutto) sono visti da un punto di vista senza speranza. In questo testo la figura di una donna è descritta attraverso analogie. Pavese non vuole uno sfogo lirico o soggettivo. Si salvano solo i personaggi che eccezionalmente riescono a evadere dai legami sociali o dalla cultura opprimente. senza astrazioni introspettive e soggettivismo tipici della lirica 2. cioè nel mito che concepisce queste condizioni umane e storiche come immutabili ed eterne. I personaggi e le situazioni di Lavorare stanca riflettono una condizione umana ben definita: i contadini e i gruppi poco inurbati. ma non esclude la storia. L'identità individuale avviene attraverso la scoperta di tale tradizione e l'identificazione con essa. anche per via della solitudine. l'amore è impossibile o inappagante senza poter dare una risposta al senso di solitudine o emarginazione. arrestato per ragioni politiche dai fascisti (steddazzu significa grossa stella in dialetto. Ha inventato un verso lungo narrativo che dà l'impressione di un tono epico e accentua l'anti liricità dei versi. oppure sensuale e violento. che mostrano l'estraniamento e la solitudine dell'uomo. Lo steddazzu ( Lavorare stanca 2° edizione): composta mentre Pavese era esiliato in Calabria. paragonandola a oggetti e immagini presi dall'esperienza e mostrati dal punto di vista del poeta. In questo testo parla un personaggio in prima persona.creazione di un verso lungo adatto a una poesia narrativa. che non è il poeta. La risposta si ferma sulla ripetitività della vita. Dichiarazione di poetica: breve scritto Il mestiere di poeta Scritto quando la ricerca di Pavese era ancora in svolgimento. e hanno un significato simbolico che ricorda i grandi dubbi esistenziali. nome di Venere). Giorgio Caproni Anche se nasce negli anni dell'ermetismo ne resta distante. più tradizionali. della quale egli cerca di ricostruire il punto di vista. Ma la poesia sottolinea anche la discriminazione della donna. finisce con impotenza e frustrazione. Personaggi: quelli che con difficoltà si inseriscono nella società (vecchi e ragazzi). “Hai viso di pietra scolpita” (La terra e la morte): raccolta delle ultime poesie di Pavese. Pavese scrisse anche in poesia La terra e la morte (1945) e Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (post mortem). Ricerca una base mitica nella cultura del popolo. A Pavese interesse il mito in cui vivono i suoi personaggi.E' un esempio di poesia narrativa e di poesia-racconto del tutto diversa dall'ermetismo che si stava affermando in quegli anni. Il rapporto con gli altri sembra ostile e incompreso. . a chiedersi il significato dell'esistenza.

il suo obbiettivo sarebbe di fondere poesia e arte per adattare i modi della poesia a quelli della vita. Creando una struttura di alta tensione narrativa. Il seme del piangere) : raccolta dedicata alla madre di Caproni. dando voce all'oggetto piuttosto che ai sentimenti del soggetto. di un giudice (Dio). è sottolineato il suo carattere semplice e pudico ma vitale e deciso. Dopo molti anni in un'intervista ha detto che tentare di far rivivere sua madre come ragazza gli parve un modo ingenuo di risarcimento contro le sofferenze e la morte. dove l'oggettività della vita prevale sulla tristezza del punto di vista del poeta (che sa che la madre è destinata a morire): al suo punto di vista è riservato il commiato. che gli permette di denunciare il vuoto dei valori e dei significati. da cui il poeta è lontano. e non solo perchè è affermata la superiorità della vita sull'arte. Caproni riduce all'essenziale gli avvenimenti.rapporto con poesia: cerca la verità problematica 2. restandone però cmq separato. Nei testi è evidente che il significato è comprensibile solo attraverso rimandi. sta la consapevolezza che la letteratura è una finzione. un inganno. ma la forza del poeta e il suo resistere all'alienazione della società contemporanea sta al suo atteggiamento disilluso. Il poeta sceglierebbe la vita. Dies Illa: quel giorno. senza speranza di premio o timore di punizione. liberata dal controllo divino. ma a cui Caproni si appiglia come estremo tentativo di identità e di senso. è proprio in quei rimandi. la narrazione riguarda il conoscere piuttosto che l’oggetto conosciuto. Si sente disperazione e sconforto. che presuppongono un rapporto con la realtà anche se non sembra. La poesia non deve fingere di non essere letteratura. Trattando problemi generali e teorici come fossero problemi particolari e pratici. può anche fare a meno della coscienza. ma sarà sempre una finzione: questo provoca dolore quando sembra una condanna o una privazione. Il problema è affrontato senza dare importanza all’aspetto pratico: il rischio di astrattezza che questo compor ta è evitato in 2 modi: 1. 2. Lo stoico: una persone forte e generosa d’animo se non c’è giudizio nell’aldilà il bene e il male delle azioni umane sono sotto il controllo della propria coscienza. Vuole creare una poesia basata sulla vita. essenziali. Alla base di questa idea. che tutti possano sentire propria: questo spiega il carattere semplice e popolare della forma di Caproni. ma incarnare una letteratura che possa essere di tutti. cercando la verità di essa. si considera la contrapposizione e la distanza fra vita e arte. L'unica possibilità per diminuire l'inganno è l'inganno stesso.La narrativa è per lui un modo di dar voce alle cose vive. Vocazione narrativa: lavora su 1. sta nel riconoscimento che però implica una sensazione di inferiorità e di sconfitta: al sudore in cui si mostra la carnalità delle fanciulle. Questo realismo esprime il bisogno di dominare la realtà dal punto di vista della letteratura. La poesia deve essere popolare (semplice e immediata) e fine (con eleganza e grazia). tale perdita è dovuta alla mancanza di un aldilà. La gente se l'additava (Versi livornesi. La madre è rappresentata nelle vesti di una giovane donna. Giovanni Giudici . anzi. ma non rassegnato. Ma può anche essere un inganno più vicino alla realtà. “Le giovinette così nude e umane” (Il passaggio di Enea): attraverso una scena sensuale. da cui il poeta non può uscire in nessun modo. Dichiarazione di poetica: intervista di Caproni Vuole adeguare la poesia alla vita. il poeta può opporre solo il nome di esso. La morte è sentita come definitiva perdita d’identità individuale. Dies illa – Lo stoico – Il perfido (Il franco cacciatore): in questo testo Caproni si concentra sul significato delle cose. senza paura di banalità. ma anche perchè questi versi sono pieni di vitalità biologica e animale delle fanciulle nude che vede il poeta: la poesia è dedicata a questa vitalità vista come valore superiore e autentico. Il testo è tutto basato su una nota negativa. accettando il ridicolo di questa condizione. Ma non si può fare. narrativa e senza astrazioni come la poesia ermetica. e il testo è basato su questo dramma. Bisogna fare poesia con le rovine della tradizione poetica. Questa poesia è un'occasione per il poeta di mettere la letteratura al servizio della vita. quindi un mezzo di conoscenza. Il perfido: l’azione umana.rapporto con pubblico: a cui si vuole dare un resoconto onesto e fedele della vita Fa vedere la finzione del genere lirico usando una forma semplice e appariscente. piuttosto che uscire dalla tradizione una volta sublime e ora grottesca: l'identità della poesia è in quelle rovine. Se la poesia può avere un merito. Senza esclamativi (Il muro della terra): senza rinunciare alla propria narratività. E' una ricostruzione naturale. E’ la conclusione più vera e praticata. ispirato da Saba e Pascoli. Ogni testo dà risposte o domande senza significato in se stesse.

il che consente una denuncia senza vittimismi o indulgenze della condizione alienata dell’uomo-massa dentro al meccanismo produttivo del neocapitalismo. Eugenio Montale .Il riferimento all’esperienza autobiografica è al centro della poesia di Giudici. ma non l’unico. Dichiarazione di poetica: intervista di Giudici Parla di 2 aspetti importanti della sua poesia: la tendenza alla poesia narrativa. della scrittura in questo rapporto. Lais (Salutz): libro scritto sulla base di una lettera in versi indirizzata da un trovatore al Marchese di Monferrato per ricordare i propri meriti: la morte ha poi trasformato al lettera in un testamento. considerata da un punto di vista critico e ironico. e sulla funzione della poesia. Il soggetto della poesia coincide con la persona biografica del poeta. seguire la via più difficile. ciò di cui si dirà. L’autobiografismo si esprime in forme narrative. e l’uso di materiali (quotidiani e biografici) tradizionalmente ritenuti non poetici. L’io diventa così un personaggio il più possibile autonomo dall’autore. senza privilegi: anche la vita del poeta è coinvolta nella società di massa. E’ un’occasione per interrogarsi sul rapporto fra l’esistenza del poeta e la durata della vita. a essere l’eredità lasciata agli altri. sarebbe possibile rifiutare questa vita. senza una vera comunicazione. Giudici rappresenta se stesso senza indulgenza. Anche i momenti di intimità famigliare sono segnati dalla ripetitività: la relazione di coppia è rappresentata squallidamente. L’io è dominato dal’ironia e da tutto ciò che è de sublimante e prosastico. La prospettiva è sempre il momento soggettivo e privato o addirittura psichico e emozionale. programmato secondo ritmi a cui non ci si può sottrarre: non è un tempo veramente libero. Il “tempo libero” appare determinato dall’esterno. Giudizi definisce “liberatoria” la sua poesia. Giudici denuncia questo modo di vivere. alludendo al suo bisogno di aver ben presente una norma per poterla trasgredire. La vita in versi (1965) si intitola la sua prima raccolta. ma al contempo è un io-massa senza privilegi o distinzioni: è un qualunque impiegato della Milano moderna industriale (dove vive Giudici). considerati come sul punto di lasciarli per sempre e destinati a sopravvivere al poeta. come i suoi oggetti: “erano suoi”. che pone in secondo piano la lirica. Tempo libero (La vita in versi): al centro dell’attenzione sta la realtà quotidiana dell’esistenza. che è il più facile. La scrittura è il gesto tranquillizzante che dà l’impressione di fermare le ansie del soggetto ed è ciò che conserverà il segno dell’identità del poeta. Nel testo ci si concentra sugli oggetti personali del poeta. Autobiologia (1969) la successiva.

dove l’unica possibilità sta nel coraggio di avere una soluzione etica nel deserto assoluto di valori. i residui e gli scarti del mare. Questa fine è vissuta come la fine della civiltà stessa. così come la fine della poesia simbolistica è vista come la fine della poesia. Montale visse questo fatto come una sconfitta. Poeta: non porta una verità superiore. creare una struttura fra particolare e universale. attraverso il suo manifestarsi a intervalli. escluso dall’insieme o collocato in esso a sproposito. I valori di Clizia si rivelano a questo punto inadeguati per la situazione storico e sociale. Eliot: la sua lettura aiuta Montale a fortificare la concezione dell’oggetto. Il tema di chiusura in una difesa da assediato concorda con l’idea letteraria degli anni ’30: l’opposizione alla dittatura. è possibile solo con il lavoro nell’isolamento della cittadella delle lettere (Firenze). Clizia si ritira in un sonno difensivo a cui vengono affidati i valori della civiltà minacciata. Rimane la tentazione di una regressione rasserenante nella natura e a volte la mancanza d’identità è vissuta come un’occasione positiva per riuscirci. Il mito di Clizia. non solo sua. la ricerca per il soggetto di un’identità basata sull’esperienza fisica. ma si riconosce in quei frammenti. Con la conclusione della Bufera la poesia simbolistica è definitivamente dichiarata finita. come il simbolismo. Ma ci si annullerebbe. per ricostruire la struttura intellettuale fatta dall’autore. E’ un procedimento allegorico e simbolico: l’investimento di senso avviene in base alla razionalità e fa comunicare 2 momenti specifici della realtà oggettiva invece che. Per Montale i segni della fine della civiltà basata sui valori tradizionali della borghesia sono l’alienazione e la reificazione (la trasformazione dell’uomo in cosa). si contrappone. Quel che conta è il recupero del memoriale. identificandosi nella loro mancanza di significato e con un bisogno di identità. perché ha incarnato al meglio il punto di vista e la condizione del nostro ceto intellettuale: prima il disagio del fascismo e la concezione aristocratica e difensiva di civiltà e cultura.E’ considerato il maggior poeta italiano del ‘900. concepita come rozza e ignorante. e Montale si congeda. La poesia di Montale alla fine è arrivata a livello biografico. è segnato dal tema principale della poesia simbolista: il rapporto con la natura. Le occasioni (1939): la città diventa importante con la sua angoscia della massificazione. e quindi cercò il modo di rivitalizzare questa tradizione. poi l’impegno nella ricostruzione del dopoguerra e la delusione e il distacco davanti al trionfo della società di massa. La natura e il paesaggio sono metafore di un conflitto irrisolvibile tra soggetto e realtà. che subito tenta di fondersi con Clizia poi la sostituisce: Volpe. La conclusione delle Occasioni parla dello scoppio imminente della guerra. rivendicando la coerenza delle proprie scelte ma l’impotenza e l’inutilità al contempo. Montale sperimentò la crisi simbolista della tradizione europea. al fine della guerra. La sua forza sta nella tensione costante fra privato e grandi avvenimenti storici: è capace di coinvolgere sia la biografia che la condizione dell’epoca. Montale incentra la sua ricerca sui valori elementari e profondi della vitalità biologica animale  nuova immagine femminile. Agisce nella quotidianità e nell’erotismo. La bufera e altro (1956) parla della condizione di questa catastrofe cosmica e di disperata difesa individuale. Per circa 10 anni non scrive più poesie. donna-angelo portatrice di significato e autenticità. il fascismo è l’inferno della nuova poesia di Montale. vitale e minaccioso al contempo. a contatto con il significato profondo dei fatti grazie all’aiuto di Clizia. tipiche della società di massa. La conclusione degli Ossi di seppia è doppia: si riafferma la speranza di superare prima o poi la crisi individuale e sociale e di riavere un rapporto felice con la realtà. si impone il frammento singolo. l’esaurimento della sua espressività. ma problematico o impossibile. e la consecutiva sconfitta e sofferenza. Il singolo oggetto è responsabile di rappresentare un certo significato o situazione. ad avere un nome. Il poeta deve testimoniare vigilando criticamente al di fuori e al di sopra della storia. La prima parte del 3° libro di Montale. Ossi di seppia (1928). Il suo primo libro. Scenari: interni protettivi e discreti contrapposti alla minaccia esterna delle città infernali. Al lettore si offre la “chiave” per interpretare il significato dei rimandi. alla mancanza di senso e all’inautenticità che caratterizzano la massa dell’Italia fascista. e si comprende la sconfitta. E’ il poeta della crisi e del disfacimento di tale tradizione. la resistenza partigiana contro l’occupazione tedesca e l’ottimismo generale negli anni della ricostruzione creano un clima di fiducia anche in Montale. il destino inevitabile di insensatezza che caratterizza l’esistenza umana. Gli “eroi” dell’inizio di Montale sono gli “ossi di seppia” del titolo. Lo sguardo di Montala guarda nelle crepe e vede ovunque segno di minaccia. La caduta del fascismo. ma di tutta una civiltà e una classe sociale. . radicata nei ricordi e collegata alla dimensione dei morti. le uniche dimensioni che danno ancora un senso alla vita. Domina la tensione nel definirsi in confronto al tutto. capendo solo poco a poco che era impossibile. Il pessimismo e la negatività di Montale si basano sulla sfiducia nella storia e nella sua evoluzione.

grazie a un contatto con un vegetale. così che al poeta non rimane che chiedere alla donna scomparsa il coraggio di affrontare dignitosamente l’inutile cammino che resta da percorrere. E’ un’alternativa psicologica: è la maturità che segue all’infanzia. dovuta al disagio esistenziale che dà un senso di distacco dalla realtà esterna. 2Parla delle Occasioni. il bene è la distanza e l’imperturbabilità. dichiara a lettere di fuoco. + musicale. verso l’annullamento. così da poter essere il punto di riferimento per l’omologazione di massa. la funzione della poesia. Il mare è visto come una minaccia per l’identità individuale. La sua pungente visione delle cose ridicolizza la tragedia di una sconfitta. E’ un’alternativa filosofica: da un lato la fiducia nel significato della realtà e quindi della propria esistenza in essa. squallida e alienata: una nonvita. Il male è la vita. della poesia come piccolo evento quotidiano. una sorta di provvisoria identità. E’ tipico di Montale combinare la filosofia essenziale all’esemplificazione elencando oggetti. il muro scalcinato. di difficile conquista di identità individuale (causa quindi di sofferenza e odio). dall’altra è una minaccia distruttiva. Dichiarazione di poetica: 3 brani 1Parla degli Ossi di seppia dove sottolinea le novità formali. . poemetto “Mediterraneo”): il tema del poemetto è il rapporto fra il poeta e il mare. rispetto a cui il poeta deve trovare una sua identità. indipendentemente dalla storia circostante. che è vista come luogo di sacrificio. E’ una poesia ispirata a una giovane morta. A Clizia e Volpe sostituisce la moglie morta. Testo costruito su opposizioni: da una parte la parola che squadra ogni lato. Le raccolte dopo Satura non cercano neanche più di rappresentare un carattere e rinunciano alla narratività. “Non chiederci la parola” (Ossi di seppia): la scelta/necessità di un linguaggio lontano dalla tradizione simbolistica. Sono 2 modi diversi di concepire la natura. chiamata Mosca affettuosamente per la reale somiglianza all’insetto. perché il mare mostra un doppio carattere: da una parte armonico. Ma è tutto apparente: il bene è così perché serve a rafforzare il pessimismo della prima quartina. il prato polveroso. ma l’incontro è annullato dalla morte probabilmente. Annetta. resta la dimensione del “diario”. La vita gli sembra ridotta a una dimensione vegetale. l’uomo sicuro di sé. inutile colloquio con morti e passato e come riutilizzazione insensata di frammenti del passato. ma senza la speranza di fare un gesto socialmente utile. usando ironia e sarcasmo. ed è l’unico valore sostenibile: il disincanto di chi non crede più in nulla se non nel proprio cinico distacco e ha alle spalle la vergogna colpevole di essersi illuso. Il camminare. il viaggio non hanno senso. con il suo bisogno di identità. illumina. dall’altro senso di una solitudine caotica e senza senso. rifiuta la tradizione della lingua poetica per una nuova. dall’altra l’animo informe. solo per mantenere la propria dignità individuale. facendo di una condizione individuale la condizione umana di un’intera generazione di poeti. la psicologia dell’uomo e la sua condizione. L’uomo e il poeta si riconoscono negli elementi marginale e negli scarti della natura. un discendere inesorabile verso il mare. “Spesso il male di vivere ho incontrato” (Ossi di seppia): contrappone il male al bene. senza bisogno di autonomia dei singoli testi) valorizzando al massimo il soggetto. il punto di vista critico-negativo consapevole dell’impotenza della poesia: tutti temi centrali della prima produzione di Montale. Resta solo la tristezza che può trasmettere un sentimento di vita e autenticità: è anche l’unico modo possibile per sperare in un vero incontro umano. “Giunge a volte. in cui sottolinea la sua distanza dall’ermetismo: voleva rappresentare il carattere romanzesco della sua poesia (cioè con una struttura interna. 3Rapporto con la storia: la sua poesia è legata alla situazione storica parallela. segno di una distinzione vista come inutile decoro. Ma è difficile. ritratta le proprie scelte passate con affettuoso scetticismo. sono un procedere senza speranza. ma è disarmonico con la realtà. perfetto e rispettoso delle leggi morali (degno di imitazione). La scelta coraggiosa anche se dolorosa della verità è ripresentata con forza. Il mare è visto come equivalente della realtà. Alla natura armoniosa si contrappone la città disarmonica. le sillabe secche e storte e il ramo. la formula che apre mondi. repente” ( Ossi di seppia. la sua vita spezzata rappresenta bene il tema della vita che resta senza realizzazione.Il ritorno avviene con Satura (1971) dove nei contenuti critica i miti della società di massa. Il “tu” a cui parla il poeta si riferisce al lettore e annuncia una delle caratteristiche della poesia di Montale: la prima persona plurale esprime generalità del punto di vista. circondato da un’umanità sofferente e schiva. Incontro (2° edizione di Ossi di seppia): durante il tramonto il poeta si aggira vicino al mare. Il rapporto con la donna è breve. la rappresentazione di natura e paesaggio aridi e squallidi. nemica di tutto quel che gli è contro e quindi della terra.

la civiltà nuova su cui aveva sperato era simile a quella del fascismo. visto come un personaggio infernale. Il riferimento ai doganieri allude al tema del limite e del confine che separa la vita vera dalla non-vita della massa e dalla morte. perfino quella piccola resistenza durante il regime è messa in dubbio dal trionfo della civiltà di massa. a cui Montale dà una funzione religiosa. parla dei preparativi militari da un punto di vista critico e tragico. ma viene meno il suo carattere umanamente disponibile: il privilegio che dà al poeta è solo un privilegio intellettuale. Si sottolineano il potere e la forza di Clizia. E . La casa dei doganieri è un’allegoria di salvaguardia e difesa dei valori della cultura e della autenticità rispetto all’aggressione del fascismo e della società di massa. Il trionfo del male e i presagi tragici della guerra imminente sembrano rendere inutile l’esistenza di Clizia e dei valori che rappresenta. e avviene sempre provvisoriamente. confusa fra gli automi (gli uomini-massa). Le speranze del poeta dopo la fine della guerra sono risultate infondate. La tempesta è quella del conflitto mondiale. Il messaggio della poesia è nel ritenere decisivo il confine tra vitavera e non-vita. La poesia non ha + funzione sociale. vista come un Inferno dantesco. Il testo rappresenta l’opposizione fra l’avvicinarsi della guerra con al sua irrazionalità devastante e la resistenza di un valore razionale nell’intesa fra Clizia e il poeta. L’altro capolavoro degli anni ’30 è la Cognizione del Dolore di Gadda. Il gallo cedrone (La bufera e altro): allegoria che parla del tema della sconfitta e della delusione storica. Nuove stanze (Occasioni): mancano pochi mesi allo scoppio della seconda guerra mondiale. rappresentano sia momenti positivi di intesa sia fallimenti nella loro ricerca.“Addii. “Mottetti”): il mottetto è una forma musicale di tema sacro ma spesso anche amoroso. L’intesa però è solo occasionale. L’arrivo a Firenze di Hitler. fischi nel buio” (Le Occasioni. In un interno borghese il poeta e Clizia giocano a scacchi mentre fuori dalla finestra ci sono movimenti di truppe. e la sua lotta x il bene. Ci sono i temi principali delle Occasioni: il riferimento alla “casa” richiama gli interni opposti agli esterni della storia. Al centro dell’attenzione c’è il bisogno del poeta di intesa e di significato. della possibilità di controllarli standone al di fuori: la condizione del poeta e di Clizia è sia quella dei privilegiati che quella degli assediati. Si pensa che il poeta e la donna abbiano vissuto assieme un momento di vita vera nella casa dei doganieri. che viene ferito da un colpo di fucile e muore. Ma cmq restano segni di una futura rivincita collettiva. Gli scacchi sono un’allegoria di interpretazione degli eventi storici. animale splendido e raro. con struttura polifonica. in opposto a quella ordinaria degli uomini. Con questo segno è chiaro che la festa è una macabra preparazione al sacrificio umano che sta x compiersi. Uno dei quali è la strana pioggia di farfalle bianche che cade su Firenze mentre Hitler visita la città: smaschera l’ipocrisia dei non-colpevoli. I Mottetti sono la ricerca dei segnali rivelatori di Clizia e il loro improvviso manifestarsi al poeta. che rende privilegiata la sua condizione rispetto agli altri uomini. che si rifugiarono nella “cittadella delle lettere”. il poeta si chiede se anche lei sente nel rumore del treno che parte il significato di morte che gli attribuisce lui stesso. con la manifestazione di Clizia nel tessuto della vita di massa. contrapponendo un’idea elevata ma appartata della cultura alla massa dell’ideologia fascista. Alla stazione un treno parte portando via la donna. di chi non sa il significato della propria complicità. Il poeta conta sulla presenza di Clizia. riaffermando la sua identità. Il poeta è una specie di Noè biblico che con l’arca salva dal diluvio la propria memoria personale minacciata dalla distruzione. è vissuto come una profanazione e una minaccia dei valori della civiltà. Montale si vede così come un gallo cedrone. se la donna che è morta o il poeta che è vivo. a cui allude la violenta rappresentazione della terra. la giovane morta che compare in altri testi. La casa dei doganieri (Occasioni): poesia dedicata ad Annetta. Valorizzazione degli interni: corrisponde alla condizione degli anni ’30 degli intellettuali antifascisti. Il poeta non sa più chi sia davvero rimasto fedele al ricordo. L’arca che il poeta contrappone al diluvio dell’umanità travolta dalla guerra è piena di valori nuovi: la memoria dell’infanzia e dei morti umili. L’intesa fra il poeta e la donna è la chiave di questo privilegio ed è un’opportunità eccezionale di vita vera. passato il quale i loro destini si sono separati: il poeta vive ancora mentre la donna è morta. La furia della guerra porta a 2 conseguenze: danneggia la compostezza del salice e lascia nell’orto un tesoro: la porta di accesso al regno dei morti e del passato. I Mottetti sono dedicati a Clizia. L’arca (La bufera e altro): il tema è la guerra. un romanzo basata sul desiderio disperato del protagonista di difendere la propria villa dall’irruzione della corrotta realtà esterna. come Dante. La tempesta è una minaccia x le memorie e l’identità individuale ma al tempo stesso è un’opportunità per rafforzarle e riscoprirle. La primavera hitleriana (La bufera e altro): per il tema (il nazismo rappresentato dalla visita di Hitler a Firenze) questa poesia si collega a Nuove Stanze. Il “mottetto” rappresentato è un caso dubbio dove la ricerca di contatto con Clizia non è premiata ma nemmeno delusa. Tale funzione consiste nella possibilità di Clizia di dare un significato e un valore alle cose.

e la visione di una casa dal treno. ma lo sviluppo del tema della vitalità segna la fine di Clizia (evocata qui con l’iride). anche se provvisorie. dove bisogna trarre delle conclusioni. senza altro scopo che essere bruciata e senza sapere nulla di se stessa. di essere vicino alla donna amata. “Spenta l'identità” (Quaderno di 4 anni): si parla del tema dell'identità. Il rovesciamento negativo delle speranze giovanili è attestato da giochi di parole: altre soluzioni mostrerebbero al fiducia ancora in qualche valore. che possano servire per il futuro. con i suoi fragili miti. L'alluvione che colpì Firenze con lo straripamento dell'Arno nel 1966 dà l'ispirazione a questa poesia. è coinvolto nella mancanza di significato e nella volgarità della storia. L'illusione del tempo è rappresentata con 2 immagini: lo scorrere dell'acqua del fiume. allegoria della ferocia del potere. “Si deve preferire” (Diario del '71 e del '72) : la volontà vorrebbe solo rimandare la distruzione inevitabile e quindi è incapace del bene dell'indifferenza. così il poeta lascia la sua testimonianza. ridotta allo stato di oggetto inanimato. Dai presagi di tortura e morte si passa all'illusione. quindi come un'apparenza. ma il risultato è identico. Testo politicizzato: si finge che a parlare sia un prigioniero politico. L'Arno a Rovezzano (Satura): il tema è il rifiuto della categoria tradizionale del tempo. Ma ci sono momenti e fatti che si differenziano dall'assenza di significato del tempo e dalla sua apparenza. . Costretto nella cella. L’identificazione in un animale rappre senta la conquista di un nuovo valore positivo a cui affidare il significato dell’esistenza. lo sconforto finale descrive la fine di ogni speranza sul senso della vita. Gli strumenti di cucina alludono a quelli di tortura. anche se illusoria. che sembra apparire e sparire come un lampo a causa della condizione del soggetto. ma x prendere atto della loro mancanza. Mario Luzi E’ il maggior poeta fiorentino ermetico. “L'alluvione ha sommerso il pack dei mobili” (Satura): la fine dell'illusione sul valore della civiltà e della storia portano Montale a rivedere ironicamente i propri miti passati. di fare a meno della consolazione del progresso.come l’uccello lascia le sue uova sotterrate.. La distruzione del fango sugli oggetti conservati dal poeta in cantina è l'allegoria della fine dei suoi miti personali e della crisi della sua identità: è stato aggredito dalla storia e non dal fango. in modo cinico e disincantato. che visto da un ponte è un movimento apparente (non cambia la durata del fiume).così come la pigna esiste svuotata dai pinoli. E' un'allegoria della condizione dell'intellettuale/poeta. Le ultime strofe spiegano come la condizione del prigioniero sia ormai delirante: la sofferenza fisica e quella mentale collaborano per creare allucinazioni. nonostante gli rivelino con chiarezza il proprio limite. E' convinto di poter affermare la sua identità con l'isolamento e la conservazione dei valori della civiltà e della poesia: la cantina è la cittadella delle lettere. Ma sono momenti che appartengono al passato. anche per eccezioni miracolose. Non x sostituirli con nuovi valori. in cui c'era un'illusione sul significato delle cose. inspiegabili eccezioni che non assicurano continuità della storia. La pigna e il fuoco rappresentano la prospettiva senza senso della condizione umana. Dopodiché Montale smette di scrivere poesia per 10 anni → sconfitta storica subita dalla civiltà in cui si riconosce: degradazione della vita sociale e politica e annullamento di qualsiasi funzione della poesia rendono impossibile lo scrivere ancora versi. Sogno: illusione di essere altrove che in cella. L'odore dei prigionieri cremati nei forni è sentito come odore di dolci. ma ella forse non ha mai saputo il suo significato demistificatorio. ma ne confermano l'assenza e l'impossibilità: la pausa provvisoria nella corrente del fiume e l'apparizione della casa sotto la protezione di un albero. perseguitato nei campi di sterminio staliniani. x cui ora la casa è in rovina. capacità di costruire con i particolari della propria condizione di prigioniero una felice serie di associazioni. capace di sopravvivere in condizioni incredibili portando intatta la propria pulsione esistenziale e amorosa. si sente unito a ogni manifestazione di libertà che vede (la tarma che vola. Il coraggio che gli trasmette la moglie è quello di capire l'assurdità della storia. ma ormai è esclusa qualsiasi possibile eccezione alla mancanza universale di identità e l'unica sorpresa possibile è di vedere la vita e l'identità coesistere l'una vicino all'altra. visto qui come una forza senza significato. Montale cerca di fondere Eros e principio morale: è un equilibrio raggiunto.). L’anguilla (la bufera e altro): la descrizione dell’anguilla risalta la vitalità profonda e invincibile dell’animale. dormendo. Il sogno del prigioniero (Bufera e altro): Montale sente di esser arrivato alla fine della sua ricerca. Questa invece si basa su un uso nichilistico della poesia.

La visione della realtà è sempre angosciante e cupa. servendosi degli uomini in modo provvidenziale. Luzi ha vissuto la sua fede come assoluta. Poeta: deve testimoniare. lo tiene distaccato. con quell’orgoglio di chi è certo che giustizia e bene trionferanno. e resta solo al domanda di quanto ciò potrà ancora durare. La testimonianza si basa sulla fiducia nel valore della poesia. di far finta di non aver sentito. che consentono di riconoscere un valore sia nella vita che nella morte: tutto è finalizzato al compimento della Rivelazione cristiana.La sua stabilità è basata sulla fede religiosa (quella cristiana). in armonia con la realtà. Tale segno di sofferenza gli ricorda tutte le forme di dolore di cui il mondo e la storia sono pieni. l’esperienza biografica descritta generalmente. così come si fa finta ogni giorno che il dolore esista intorno a noi. La concezione cristiana riconosce alla parola la mediazione fra Dio e uomo  testimonianza conoscitiva: nella poesia si può esprimere il significato della vita e del mondo. che cerca i segni della presenza di Dio. Il privilegio sta nello scrivere poesie e la fiducia nella scrittura presuppone la fiducia nelle cose e nel loro valore. contiene (deve contenere. di cui la poesia conosce la certezza di un senso profondo. La promessa di ritorno lasciata da Cristo prima di morire provoca la domanda del poeta: quanto dolore è necessario perché la promessa si avveri e quando avverrà? Tale domanda rivela i suoi problemi con la fede. Dichiarazione di poetica: E non vergognarsi Da una parte c’è il sentimento cristiano di fratellanza e coinvolgimento dell’uomo in tutte le altre forme di vita. in gradi di conoscere il mondo e di affermarne i valori. che partecipa alla sua bellezza e che incarica di esprimere i pr opri sentimenti. Linfe (Un brindisi): il titolo allude alla vitalità e al nutrimento che il poeta riceve dalla natura e dal lavoro. in una prospettiva che rimanda sempre all’assoluto della fede e al bisogno di verifica. La fiducia di Luzi sta nel valore di vita e storia. Poetica ermetica presente in alcuni elementi: il paesaggio non realistico. x fede) un significato anche se sfuggono alla comprensione umana. Realtà: anche se tragica. così che all’ansia di verità corrisponde l’appagam ento. di poterne conoscere i segni e il progresso. Ma la certezza che un senso e un progetto ci siano e si compiano. ma nel bisogno continuo di verifiche. “A che pagina della storia” (Al fuoco della controversia): raccolta in cui i temi religiosi sono confrontati con problemi civili. vuole trattare il problema individuale attraverso il desiderio del suo valore universale  fiducia nel valore superiore della poesia. E’ in crisi esistenziale. In un albergo. Ma questa consapevolezza non impedisce al poeta di addormentarsi. dall’altra c’è la fiducia nella presenza della poesia. Vittorio Sereni . anche se poi si realizzano in essa. Nell’imminenza dei quarant’anni: siccome è una tappa biografica (i 40 anni) il poeta sente il bisogno di un ripensamento generale della sua vita e di quello dell’esistenza in generale. è un poeta pessimista. Al bisogno di vedere manifestarsi Dio nella storia corrisponde la fiducia che tale manifestazione in realtà sia già presente. Questa fiducia nella storia non appaga mai il desiderio di vedere realizzato il progetto divino. che il poeta ha il privilegio di individuare e saper esprimere. registra la crisi dell’uomo e delle sue certezze. può essere voce di valori superiori alla storia. I 2 aspetti concordano nel lasciar parlare le cose e nella concezione del poeta come mediatore fra realtà e uomini. Al paesaggio corrisponde lo stato d’animo del poeta. non influenzata dal logorio dei tempi e dalle trasformazioni. il poeta sente provenire dalla camera vicina un suono di pianto. Ha bisogno di capire il senso del d olore e della morte e la risposta gli viene dalla propria fede. in Dio e nella Provvidenza. come succede spesso. ma descritto con caratteri indefiniti. “Il pianto sentito piangere” (Per il battesimo dei nostri frammenti): il confronto con il mondo è costante e la fede del poeta è sempre problematica.

l’esistenza. è una poesia inclusiva. Per questo Sereni ha sensi di colpa ma è anche rasserenato: i morti rappresentano la responsabilità dei valori borghesi del poeta nel fallimento di tanti destini. ma ricostruisce un contatto con i segni del paesaggio naturale. considerata un organismo vivente che si nutre di ideologie e sentimenti senza però imporre vincoli. La mancanza di decisione psicologica corrisponde a un’ideologia inadeguata agli avvenimenti pubblici. La sua lingua si libera di ermetismi e petrarchismi. vuole dare testimonianza dell’esistenza all’interno della poesia  uso di lingua vicina al parlato. dato da qualcuno al telefono con fastidiosa sicurezza. dove dice che di notte accade che il vento si risvegli come un bimbo. mentre gli danno la possibilità di riscattarsi. ostile a se stesso. Chiamata così perché esiste una poesia chiamata Paura prima dove c’è un killer che lo insegue in cui poi riconosce se stesso. Questa idea è alla base del distacco dai riferimenti materiali che caratterizza la poesia di Sereni. la natura che interagisce. In una lettera del ’61 dice che non ha una verità da trasmettere. ma dei conti da saldare con l’esperienza. Il soggetto di tutto questo è un debole. sempre ostaggio di qualcuno. ma la fedeltà alle proprie idee resta la cosa più importante. L’occasione della poesia è l’annuncio. Il soggetto non cerca una comunione con al natura. ma neanche questa resistenza è valore sufficiente perché subito si capisce che è morta. Questo evento di cronaca viene visto dal poeta come un atteggiamento di rimozione verso i morti. La narratività della poesia è basata sulla duplicità dei significati: alla distanza degli amici e alla solitudine del poeta si oppone il ricordo di una figura (forse una donna) capace di sopravvivere al tempo. sia un modello di stabilità definitiva che può incoraggiare. è un soggetto debole. dando voce a quel vuoto. indifeso. classi) e ciò che il soggetto perde. L’io passa dal raccontare la propria vicenda al vedere la vita come immobile ed esclusa dalla storia. I morti rappresentano sia la condizione – limite dell’esistenza umana e la conferma della sua fragilità. Dichiarazione di poetica: intervista Si sottolinea l’autonomia della poesia. La reazione di Sereni alla vita pubblica è sempre presente. Diario d’Algeria (1947): parla della reclusione di Sereni nei campi di concentramento dell’Africa del Nord da parte degli inglese. Paura seconda (Stella variabile): così sono chiamate le stelle la cui luminosità aumenta e diminuisce a seconda del periodo. La spiaggia (Gli strumenti umani): si parla del tema dei morti. impongono una presa di posizione. RILKE: poeta tedesco da cui Sereni cita il “risveglio del vento”. che accoglie tutto dentro di sé. Andrea Zanzotto . ma è anche un simbolo di condizione esistenziale precaria e incerta dell’io. non fa solo da sfondo alle azioni umane. dove c’è l’annuncio di un riscatto delle energie umane sprecate. Temi: dialogo con i morti. Perplessità esistenziale: condizione di crisi del soggetto attraverso cu si esprime lo scontro fra valori borghesi del poeta (riserbo e decoro) e la civiltà di massa. Gli strumenti umani (1965) e Stella variabile (1981) : inizia la grande poesia di Sereni.Il suo esordio è nel 1941 con Frontiera: si riferisce a quella che separa l’Italia fascista dall’Europa democratica. Si definisce il problema del soggetto privato di ogni specificazione. dandogli un senso. e impone al poeta di non essere prudente: richiamano l’attenzione su quanto è rimasto irrealizzato della vita. “Ecco le voci cadono e gli amici” (Frontiera): gli elementi del paesaggio e quelli delle relazioni sentimentali sono segnati da precarietà e doppiezza. dove per “morti” si intende i condannati storici al mutismo (popoli. che gli amici sono partiti dal luogo di vacanza definitivamente.

Il barone di Munchhausen è un personaggio letterario che si liberò dalla palude tirandosi per i capelli: paradosso che allude all’impossibilità del mondo di darsi da solo la salvezza e l’esistenza. Rispetto a Nino son morti tutti gli altri uomini. Ma sa che è impossibile. a vivere non è più lo stesso. visto che il suo essersi trasformato in nulla ha creato un’analogia con la condizione del poeta. Anche se la poesia è un mondo di segni e non di cose. e al poeta interessa recuperare proprio questo  residuo: giace sotto detriti di inautenticità  detriti: lingua attuale dei vivi. ma qui la crisi è particolarmente sentita. e l’unico riscatto possibile è la ricerca di un significato. Il mondo non può affermarsi come realtà senza la mediazione di un soggetto. come il contadino Nino: è tutto peggiorato a causa della speculazione economica causata dalle industrie e il paesaggio in cui Nino continua. Il desiderio che ciò avvenga testimonia la crisi del poeta. ma la sua poesia è espressionista. Questo sonetto è la Premessa. fino a farsi guidare da semplici suggestioni foniche. insensata. La morte di un amico è l’occasione per dichiarare ora possibile un rapporto vitale con lui. che vorrebbe conoscere una realtà materiale al di fuori di quella conosciuta. Zanzotto non ha mai creduto in un rapporto sereno tra lingua letteraria e paesaggio della sua poesia. balbettii e onomatopee: l’aspetto creativo e giocoso del linguaggio prevale su quello usurato e si manifesta più il principio del piacere che quello di realtà  maggiore espressività. allude alla possibilità che il mondo si manifesti anche senza la mediazione del poeta e del suo linguaggio. Oppure cerca una lingua iperletteraria. senza mediazioni. ma niente dà garanzia di recuperare davvero un senso autentico. ma tale invito è solo illusorio: l’esistenza delle co se non afferma da sola se stessa e ogni affermazione fatta dall’esterno si riferisce sempre prima d’altra cosa a se stessa. Lì infatti la civiltà e la natura si incontrano e la civiltà diventa natura: gli ossari sono l’immagine di questo fondersi. Al mondo (La Beltà): problema del rapporto con la realtà. Lo stato dell’amico si pone al di là di quanto il linguaggio possa m ai dire: questa è la condizione frequente dell’uomo moderno. Delio Tessa Tessa ha vissuto in maniera appartata. L’incontro che avviene nel bosco fra civiltà e natura deve essere rispettato dal poeta. Zanzotto invita il mondo a manifestarsi da solo. con modi di dire infantili. con funzione introduttiva. ma è un lavoro: il poeta è l’artigiano che lavora pazientem ente sul linguaggio. e Zanzotto ne è consapevole. Per Zanzotto è importante usare un linguaggio diverso. a cui il mistero delle cose non comunica nulla perché ne sono distanti: la sopravvivenza di Nino mostra in quale nulla l’uomo abbia ridotto se stesso. Nino negli anni Ottanta (Idioma): raccolta x lo + scritta in dialetto e dedicata ad umili figure del popolo ormai scomparse. Ciò che nel bosco è più profondo (l’humus) ha la possibilità di essere ancora una salvezza. Usa il dialetto in molti suoi testi. La struttura del sonetto esprime questo bisogno di ordine della lingua. dove è sempre presente la sua storia. Dichiarazione di poetica: intervista La lingua non è uno strumento da usare per esprimere significati. sa che è un tentativo eroico e ridicolo di uscire dalla palude dell’insensatezza e del nulla tirandosi da sé per i capelli . dell’imporsi delle leggi della natura sulla civiltà. in essa c’è la verità dell’esperienza del sogg etto. Ma l’orgoglio della poesia è anche la sua miseria: la salvezza può avvenire solo nel linguaggio infatti.La lingua per lui è inautentica e alienata. . dove il linguaggio è paragonato al bosco. La fiducia di Zanzotto nella poesia è basata su questa idea. come dei sopravvissuti. Galateo in bosco: raccolta più recente di Zanzotto. Ma la lingua è anche il deposito di usi e significati passati. e non crede nella possibilità di esprimere con il linguaggio qualcosa che dia la garanzia della propria esistenza  coscienza che il poeta ha a che fare con un mondo di segni che non sempre si rapporta con le cose. il privilegio che vede nella poesia è in questa potenzialità di differenza. usando forme arcaiche o letterarie e stravolgendo la consueta struttura del linguaggio. tranne che in modo illusorio. Nella lingua c’è l’immensità dell’esperienza umana. quindi è sempre una fiducia limitata e discussa. Figure non morte. La lingua corrisponde agli ossari. che dovrà umilmente capire i limiti della propria lingua rimanendo al loro interno. in essa c’è infatti un residuo vitale. Ma la sua capacità di aderire con armonia ad aspetti della realtà che a tutti gli altri sfuggono lo salva dalla morte e dall’angoscia. Sonetto dello schivarsi e dell’inchinarsi (Il galateo in bosco) : sezione della raccolta chiamata Ipersonetto. mentre quella dei morti può ancora avere un senso. Così siamo (IX Egloghe): l’adesione a un linguaggio letterario e a una dimensione naturale (il paesaggio) tipicamente arcadici sono messi in discussione dall’irrompere della tecnologia. visto che è confrontata con una materia caotica e incerta. vecchissimo. per colpa dell’usura dei mass media che rendono sempre minore il rapporto fra significante e significato. La condizione che il poeta prova è quella del nulla. ma lui si ostina a cercare un modo. cerca di trovare un senso nascosto nel linguaggio. ma irreali.

La realtà è degradata. Dichiarazione di poetica: “Dichiarazione” dell’unico libro pubblicato in vita. aderisce realisticamente alle situazioni. in sintonia con la natura pessimistica del poeta. La canzone è un po’ SU Olga e un po’ DI Olga. Esalta la fonetica come “suprema legge” della lingua. La società industriale e quella di massa sono giudicate con sarcasmo. alla mentalità e al linguaggio del popolo  iperrealismo: punto di vista soggettivo attraverso cui rappresenta gli oggetti della poesia. L’accostamento di particolari è importante per segnare la denuncia della realtà presentata. L’è el dì di Mort. Giacomo Noventa .E’ uno dei maggiori poeti del secolo. Olga è una tenutaria di case d’appartamento clandestine. davvero esistita e conosciuta dal poeta. come pronunciata da lei o assumendo il suo punto di vista. che rifiuta la consolazione del progresso. cioè l’uso del popolo che parla. Negli ultimi anni sta prendendo il suo posto nella poesia in dialetto. fondamentale per spiegare la sua scelta di usare il dialetto invece della lingua. la violenza del sarcasmo è sottolineata dal tono epico del testo. Il testo rappresenta da un’ottica degradata la modernizzazione fatta in Italia dal fascismo: Mussolini è la degna guida di un paese trasformato in “casino” (bordello). Da La poesia della Olga: canzone pubblicata nel 1947 a causa dei riferimenti politici al fascismo. e il fascismo è respinto da un punto di vista anarchico. Ha una grande narratività. i 3 puntini di sospensione sono spesso usati per riprodurre l’aspetto frammentario del parlato. alegher! Sottolinea la fedeltà alle origini vere del dialetto. ma la sua fortuna è stata ostacolata sia dal fascismo (a cui s i è opposto) sia dal suo strumento espressivo (il dialetto milanese) e dalla resistenza del pubblico di fronte alla sua lettura. Il dialetto è quello usato dal popolo.

Soldi. ipotizzando 2 modi diversi di reagire alla stessa situazione: quello del poeta ermetico e quello del poeta. Il tono sarcastico è dato dal coinvolgimento stesso del poeta nella situazione nazionale di mercificazione e stupidità. Questo per non usare l’italiano. il poeta è coinvolto dalla verità umana piuttosto che dal bisogno di esprimerla. che si sofferma sul problema dell’eterno e pretende di essere in contatto con le voci profonde della natura. Il poeta non nega la verità delle stelle. E’ un atto intellettuale di po litica culturale. sperando anche di rapportare i valori aristocratici degli intellettuali e i valori del popolo. Dialetto: non è un vero e proprio dialetto. Il dialetto è indice di una scelta “facile”.Impegnato in una battaglia culturale piuttosto che alla ricerca di una poetica. Albino Pierro Dopo aver pubblicato 7 raccolte in italiano Pierro scopre con La terra del ricordo (1960) la sua ispirazione alla poesia in dialetto. della coscienza o delle parole del mare. Dichiarazione di poetica: “Parchè scrivo in dialeto…?” Rivendica con ironia la propria scelta del dialetto: a suo tempo hanno scritto in dialetto anche i padri della letteratura italiana. la sua piccola mole di testi fu pubblicata molto tardi: questo e la polemica verso la tradizione culturale dominante spiegano il tardo riconoscimento della sua importanza artistica. ma ne ridimensiona l’importanza. La contraddizione è fra l’aspirazione alla poesia come rifugio e la consapevolezza dell’illusione di questo desiderio. di fondere cioè bellezza e verità. Noventa tratta il suo dialetto con la dignità di una lingua. e mostrare i propri limiti. La polemica è espressa con ironia. volendo seguire il loro esempio Noventa fa corrispondere il veneto al toscano. ma una sua lingua originale. che la poesia sta nella storia che ne evidenzia la contraddittorietà invece che una superiore armonia  restio a pubblicare i suoi testi e dar loro una forma scritta  impossibilità di unire la felicità individuale e l’impegno critico – polemico. la stessa poesia è diventata una merce. dimenticando con ipocrisia la verità della condizione umana. soldi… (Inno patriottico): esempio di poesia di polemica civile. Noventa critica la logica del profitto e le sue conseguenze di alienazione collettiva. Fusse un poeta…: polemica dell’autore verso la poesia ermetica e simbolista. Il poeta ermetico si soffermerebbe sull’aspetto sublime del rapporto fra soggetto e natura. su vari temi. Noventa sa che è impossibile. visto che era la lingua ufficiale della cultura dominante. di una fuga in un rifugio sicuro: nel dialetto la poesia può rinunci are al proprio splendore ingannevole più facilmente. creata dal veneziano e dall’italiano insieme . così che il semplice gesto d’amore conta di più. . da quello erotico – privato a quelli di polemica.

Schitte d’i cruce: rapporto fra passione e morte. Pierro sa che la poesia come funzione sacrale è ormai superata. ma probabilmente è tragica. dove la passione vitale e la coscienza di aver a che fare con la morte sono intrecciate. fino alla possibilità di accendere il fuoco della passione: ma questa possibilità non è colta dagli innamorati.Il suo dialetto non ha nessuna tradizione letteraria precedente. La condanna è dolce perché dal dolore della vita. Dichiarazione di poetica: Parla della propria scelta linguistica. I problemi tecnici sono stati molto importanti perché il dialetto tursitano non aveva precedenti letterari e così Pierro ha dovuto inventare il modo di scriverlo. solo di recente è stata iniziata a studiare. preoccupati di annullarsi in cenere e di impazzire. Il contrasto fra il dialetto e la fragilità esistenziale del poeta verso la storia caratterizzano lo stile di Pierro come espressionistico. il terremoto dell’espressione ha fatto emergere il teso ro di un significato ancora possibile. E’ il dialetto come lingua del passato (e dei morti) che unisce l’autenticità e la condanna del lutto. anche quando è poesia erotica. il dialetto è un’opportunità esistenziale. Ma la verità della poesia è garantita dal dialetto perché è una lingua morta. collegandola alla voglia di recuperare il passato. 2 innamorati passano dal silenzio misterioso alla scoperta della parola. La su verginità invita a scoprirne i significati autentici e non inquinati  l’uso di un linguaggio non corrotto è visto come opportunità di verità  poeta come sacerdote. ed è il dialetto di Tursi. Temi: privati. dove il poeta è nato e cresciuto. e il poeta è più un fantasma  insistenza sul tema della morte. che permette di raggiungere la serenità e il contatto. Ci sono evidenti tracce di latino. L’nnammuréte: storia d’amore metaforica. Sa di rappresentare un punto di vista antico e ha il desiderio di esprimere il senso del mondo contemporaneo. La scoperta della parola (del dialetto) è una specie di “seconda nascita”. un paese della Basilicata. Non si sa la loro fine. Franco Loi . ma non annulla la fragilità esistenziale o l’illus ione della verità poetica.

quajvun dumandarà: perché?”: l’impossibilità di dare una risposta alle domande sul significato della vita umana e del dolore creano l’allegoria di un’aquila che uccide per fame e non sa che cosa rispondere alla propria disperazione. ma che faccia anche da mediatore. Lo scenario naturale è quello del disastro ecologico. il dialetto usato dal popolo. “L’aqua del mar e tra i pèss mort’na piuma”: il testo denuncia i segni della distruzione e della catastrofe ecologica accompagnandoli da figure e gesti umani minimi. nato dall’incontro fra il proletariato locale e gli immigrati nella campagna lombarda. la sua posizione è a favore del proletariato urbano. è qui vista come un simbolo. La città di Milano è qui vista nel suo aspetto brutale e disumano: chi ha capito ha consapevolezza che lo splendore apparente delle luci e della ricchezza nasconde la tecnologia degradante e l’ostilità alienata della società di massa. come si è memorizzato nelle varie esperienze. che non si limita a un milanese letterario. Milan de la vergogna”: a proposito del dialetto Loi dice che il milanese è usato liberamente. che possa giustificare l’aggressività del suo istinto di sopravvivenza. “Sì. La natura che è al centro della tradizione lirica soprattutto simbolista. Temi: popolari. Il Neorealismo (1943 – 1955) . Dichiarazione di poetica: Loi difende la sua scelta linguistica. non per mostrare la loro armonia. Il rapporto fra civiltà e barbarie è denunciato con energia. ma a un milanese che corrisponde al parlato davvero usato nella Milano proletaria. la presenza umana è vista come corpi inanimati e voci disperate e impaurite. ha un punto di vista critico e schierato. un dì. ma per dimostrare la distanza incolmabile fra uomo e natura.Scrive in dialetto milanese. Ha scelto il dialetto per questo motivo. “Milan uspia. Rivendica la sua originalità inventiva. deve esprimere la verità oggettiva di una condizione storico – sociale e vigilare su di essa per non essere solo esercizio culturale. Poeta: testimone che deve prendere posizione.

I 2 poeti più rappresentativi del periodo sono D e Angelis e Conte che propongono un ritorno al soggettivismo lirico. questa nuova poetica favorì un abbassamento stilistico e un rinnovamento linguistico. Il neorealismo è sentito come provinciale e superato  nasce lo sperimentalismo. i contadini meridionali emigrano al Nord per diventare operai a Milano e Torino. Dopo la neoavanguardia (1975 – oggi) Periodo del “ritorno al privato”. denuncia sociale e politica. e su questo Pasolini scrisse Le ceneri di Gramsci (1957) e La religione del mio temo (1961). si basasse sulla prosa. Il suo programma lotta contro il neorealismo sentito come superato. Insieme a Sanguineti ci sono Porta. e contro il “novecentismo”. Nel 1956 era nata un’altra rivista. I risultati migliori ci furono al cinema piuttosto che in letteratura e in poesia. alla concezione orfica della poesia e al simbolismo. la caduta del fascismo. Nel 1957 c’è una polemica fra Pasolini che sosteneva la propria rivista e Sanguineti. era contro l’ermetismo. Temi: cronaca quotidiana. dove lo sperimentalismo è freddo.Quello di “Officina” dal 1955 al 1960 2. Lo Sperimentalismo (1956 – 1972) 1956: svolta nella società italiana. Balestrini e Pagliarani (collaboratore di Officina). che rifiuta l’impegno tematico di Officina perché pensa che la rottura con il mondo conservatore debba avvenire per prima cosa sul piano linguistico. una narrazione in versi che esprime il momento lirico e quello etico politico. perché appaiono insieme in un’antologia intitolata “La parola innamorata” che uscì nel 1978. la “guerra fredda” fra USA e URSS si attenua. In letteratura c’è disimpegno. La nuova poetica fu promossa da riviste come “La strada” che sostenevano il bisogno di una poesia impegnata anche politicamente. tipico dell’età del disincanto che segue la fine di grandi speranze di rinnovamento. Questi 5 poeti sono anche il nucleo del Gruppo 63. il simbolismo e il neorealismo. che vuole ristrutturare e organizzare la neoavanguardia. La poesia quindi perde la sua espressività per sottolineare l’ammasso di informazioni. vita delle masse popolari. la nascita della Repubblica democratica mettono fine al forzato distacco aristocratico degli intellettuali. oggetti del neocapitalismo  abbassamento linguistico e stilistico.Quello della neoavanguardia dal 1960 al 1970 La rivista Officina fu fondata a Bologna nel 1955 da Pasolini. Si propone il ritorno al poemetto. Nel 1989 viene fondato il Gruppo 93. rifiutando l’ermetismo. Sanguineti nel 1961 pubblica un’antologia che vuole essere di rottura e provocazione: I novissimi. rappresentasse situazioni collettive e stati d’animo popolari. Giuliani. un collaboratore privilegiato fu Franco Fortini. la tradizione lirica della po esia pura e dell’ermetismo. i nuovi poeti vengono chiamati “innamorati”.La seconda guerra mondiale. collaboratore del Verri. che parlasse di epica e cronaca. sono gli anni dell’”impegno”. diviso in 2 momenti: 1. Franco Fortini . si ha bisogno di un linguaggio nuovo. “Il Verri” di Anceschi: rivista aperta alla fenomenologia. lo stalinismo va in crisi. suoni. in Italia nasce il centro – sinistra. Leonetti e Roversi. la rivoluzione industriale trasforma l’Italia in un moderno paese industriale: l’agricoltura perde la sua centralità. la psicoanalisi e la cultura europea e americana. si sviluppa la televisione e nasce la scuola media dell’obbligo. proponendo il collage e il surrealismo. si diffondono le autostrade. Lo scrittore è costretto a confrontarsi con la realtà della vita.

La partecipazione politica di Fortini è rivolta verso la creazione di un linguaggio e di uno stile per la prosa saggistica che esprima un sapere non specialistico. le immagini barocche per mostrare l’impossibilità di armonia. rivista fondata a Milano da Vittorini. La poesia anche se in modo ambiguo. lenta ma costante. pe r quanto l’autore sappia che anche lui fa parte della classe dominante. Fortini è fra i poeti riuniti attorno a Noventa. Ma sono versi muti. consente ancora questa resistenza. in quinandola. si vede la presenza dell’ermetismo. Rivendica il punto di vista soggettivo che permette maggiori possibilità di conoscenza. Tuttavia l’ultima figura del libro rimane quella di una tenacia che sostiene il bisogno di verità. che vuole essere cronaca e registrazione di fatti. perché consente di vedere i rapporti fra vicende individuali e collettive. è ancora diverso: il rancore e lo scherno sembrano il solo modo di reagire alla negazione di futuro e di memoria storica. che non è possibile ottenere con una rappresentazione immediata della realtà. impedisce al lettore di aderire al testo e consente l’effetto di straniamento che vuole ottenere il poeta. Questa poesia afferma la possibilità di riconoscere la realtà violenta: anche se è un testo pessimistico. tenta di conservarsi. Lo scrosciare della pioggia cattura a tratti l’attenzione del personaggio assorto n el suo lavoro. in polemica contro l’ermetismo. Nel 1959 esce Poesia ed errore: l’errore del titolo sta sia nell’oggetto esterno della poesia che nella poesia stessa. Metrica e biografia (Poesia ed Errore): l’impresa è il tentativo di rapportare gli elementi individuali con quelli collettivi e storici. sono frequenti le rivisitazioni di miti classici. nonostante la debolezza di quest’arma. destinato a sua volta a morire perché contaminato dal veleno che aveva inquinato la sua vittima. dando una conoscenza globale dei fenomeni. Si ha la necessità di riconoscere e odiare i colpevoli. Fortini dichiara di aver scelto la lingua della più alta tradizione letteraria che.Fortini non è mai stato solo un poeta: ha scritto saggi e critiche. ogni cosa sembra normale e tranquilla. E’ una poesia disadorna. Metrica è quel che ordina le parole in struttura. chi soffre non ne ha consapevolezza ora. e la “rosa”. Pier Paolo Pasolini . E’ un’impresa a cui si sono opposti ostacoli: il personaggio poetico. ma anche quel che interpreta la biografia. ed è stato insegnante e professore universitario. ma anche come espressione delle classi dominanti. Nelle poesie di Questo muro (1972) torna ai temi delle prime raccolte. oltre a molte traduzioni. e di continuare a scrivere. non sono più compresi. Il suo ultimo libro di poesie finora pubblicato. è l’allegoria di come il male riempia la realtà. lontana dal reale. non ci si arrende al male. La sua prima raccolta di versi. La casa è l’allegoria del mondo presente. avrà corroso a tal punto il tetto che basterà il peso di una rondine per farlo crollare. I versi che il poeta sta traducendo parlano delle masse di uomini schiacciate dalla ruota della storia. dato che si può ancora demistificare e resistere grazie alla conoscenza. L’animale (Versi scelti): l’uccisione di una bestiola da parte di un animale. proprio perché sentita lontana. nonostante la tragicità della storia. ma anche il suo superamento. poesia con molte allegorie. La gronda: il poeta osserva dalla finestra il tetto di una vecchia casa su cui si vedono le tracce di numerose riparazioni e che tuttavia resiste ancora all’azione delle intemperie. Paesaggio con serpente (1984). che x quanto sia vecchio e marci o. che parla in prima persona. tanto impossibile da essere derisa. In Una volta per sempre (1963) vuole distaccarsi dalla riflessione sulle trasformazioni della realtà dopo lo sviluppo economico. simbolo di perfezione e armonia. Traducendo Brecht (Una volta per sempre): la situazione è quella di qualcuno che sta leggendo e traducendo mentre fuori c’è un temporale. Dichiarazione di poetica: Diario linguistico E’ una definizione della propria poetica da parte dell’autore. non volendo subire senza opporre resistenza il sistema capitalistico. suggerendogli una contrapposizione fra la vitale presenza dell’acqua fuori e l’aridità della pagina scritta all’interno. brutta. Il poeta immagina il momento in cui l’azione degli elementi naturali. recuperando una poesia complessa e piena di immagini. un giorno cambieranno le cose. E’ una complessa figura di intellettuale. nel timore che potesse diventare luogo di una linea politica diversa  opposizione di Fortini alla sinistra. ha concepito la propria vita come una lotta. simbolo di secchezza ma anche di resistenza. Compaiono l’”agro inverno”. che dovrà cessare le pubblicazioni nel 1947 quando il Partito Comunista che l’appoggiava smise di farlo. In Verifica di poteri (1965) rielabora la poesia come figura delle capacità degli uomini di determinare la propria esistenza. Foglio di via (1946). ma altre forze lavorano e tenaci come la pioggia. ma stavolta l’io guarda a se stesso con distacco e saggezza. Collabora con il “Politecnico”.

Il contrasto purezza/peccato ha anche un’origine privata del poeta. Si nota l’atmosfera e le figure umili tipiche di Pasolini. il secondo è un rifacimento del primo. conferma il destino di Pasolini: portare in scena nella vita pubblica la propria intimità. la sola possibilità non ancora omologata è il ritardo della dimensione pubblica nell’adeguarsi a quella privata. Rifiuta la sperimentazione solo interna alla ricerca letteraria. I valori della società arcaica sono stati sconvolti negli anni dell’industria.Tradizionale: si dedica alla letteratura con poesia. 2. Paolo Volponi . Qui il lavoro di un gruppo di operai e soprattutto il rumore di una vecchia scavatrice (che sembra manifestare una disperazione quasi umana) riassumono un simbolo di dolore per la trasformazione. con l’effetto dello scandalo e la neutralizzazione della spettacolarità. al cielo e alla luce corrisponde la sensualità del ragazzo. Nel 1970 Pasolini è l’intellettuale ufficiale dell’opposizione culturale. Dichiarazione di poetica: lo sperimentalismo di Pasolini è una tensione dello stile verso al conoscenza e il rapporto con il mondo. In Poesia e forma di rosa (1964) la poesia diventa confessione. come i primi film degli anni ’60: si valorizza la carica positiva nelle pulsioni vitali del popolo come alternativa alla spietata economia del capitalismo. L’usignolo della Chiesa Cattolica (1958). Nel rifacimento Pasolini si mette dalla parte del prete. Il pianto della scavatrice: poemetto che racconta di una sera estiva a Roma dove il poeta riflette sul proprio passato. in La meglio gioventù (1954). 2 fasi principali della storia di Pasolini: 1. assassinato a Roma. altre la commiserazione vittimistica e la trasgressione dei valori borghesi sono l’unica alternativa alle leggi del sistema. Racconta del suo ritorno a casa e della notte passata riflettendo ancora. legato al sottoproletariato. A volte la soggettività si propone come unico possibile valore positivo di vitalità. mentre al buio. Nel primo testo alla purezza. Il punto di vista ideologico permette di affrontare i grandi problemi della società contemporanea  non esclude i temi privati. vista la sua omosessualità  la sua condizione personale diventa un modo per sottolineare gli stravolgimenti e i conflitti della società di massa. vicino al fallimento storico delle rivendicazioni operaie. ambientati fra i giovani del sottoproletariato romano. intendendo difendere la possibilità di quel peccato/purezza che garantisce la sopravvivenza del sesso e le dà un senso. anzi. Da questa idea prendono spunto i 2 romanzi Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959). romanzo e critica. il cinema non è solo uno strumento alternativo alla letteratura. poi impegnato civilmente con Le ceneri di Gramsci (1957) e La religione del mio tempo (1961). nella fiducia che lo stile offre l’opportunità di avvicinarsi alla realtà e alla storia. criticando il sistema borghese e la rivoluzione antropologica fatta dal capitalismo (la trasformazione del popolo e della sua cultura in una massa di società dei consumi). cercando di vincere il pessimismo a cui vorrebbe abbandonarsi. fino all’alba e al riprendere della vita. A Rosari (La meglio gioventù): il primo testo fa parte della raccolta. Trasumar e organizzar (1971) presenta la condizione dell’uomo – massa facendola coincidere con l’esperienza vissuta dal poeta. coincide con il silenzio da tanto che ha rotto con la propria funzione e tradizione.Pasolini è conosciuto soprattutto per il cinema. ma anche un modo di criticarla e rifiutarla. rappresentato dal rumore che viene da un cantiere vicino. del ”miracolo economico”.Alternativa: la letteratura non è capace di rispondere ed esprimere i bisogni della società di massa. i risultati migliori derivano dall’incontro fra autoanalisi e analisi della società capitalistica. portatore di uno scandalo personale (l’omosessualit à) e anche la tragica morte. a cui dà una connotazione positiva soprattutto per la corporalità e la sensualità. la sua notorietà gli ha permesso di intervenire su questioni culturali e socio – politiche. Nelle opere più giovanili domina il tema dell’adolescenza divisa fra purezza innocente regressiva (civiltà contadina) e maturità peccaminosa (moderna civiltà industriale). All’inizio simbolista. anche se pensa che la letteratura sia privilegiata grazie allo stile. la poesia può solo tenere vivo questo scarto. alla terra e al peccato corrisponde la Chiesa.

ma si propone come soluzione a problemi che vanno al di là della tradizione letteraria. è sottolineata la distanza del taglio meditativo del testo rispetto all’abbandono lirico tipico dell’ermetismo. Dichiarazione di poetica: Lettera per Roversi. Il soggetto è in contatto con i segni del paesaggio. Il suo fine è quello di comunicare con il lettore attraverso la razionalità della struttura del testo. che distrugge le condizioni per avere un rapporto utile con il mondo e la solidità dell’io che tale rapporto dovrebbe creare. il poeta ha difficoltà a stabilire un contatto diretto con il paesaggio. Pasolini e Leonetti. La precisione del lessico e la sintassi spesso complessa con periodi lunghi danno l’idea di una poesia che non dimentica mai la sua specificità. cioè che non è solo una poesia soggettiva. La grande nostalgia è quella di esser consapevoli di vivere un rapporto con la realtà meno confidenziale e definito di quello della tradizione letteraria.Si divide fra poesia e narrativa. La conclusione è nella speranza di un recupero dell’e quilibrio spezzato. la conclusione mostra il desiderio di armonia del poeta. raccontando un fatto preciso. coinvolgendosi nel discorso sul mondo a cui tende la sua poesia. “Ideologizza” anche la sua vita privata. Ma ci sono dei distacchi dall’ermetismo: i particolari rendono il tono allucinato. Alla tendenza narrativa corrisponde la necessità di un pensiero. Nei testi lunghi si vede la caratteristica fondamentale dei testi di Volponi: l’unione di un impegno discorsivo e di concetto con l’urgenza di esprimere la posizione dell’io dentro tale impegno. ciò spiega l’attenzione alla scrittura nei romanzi e il taglio narrativo delle opere poetic he. Il poeta organizza gli elementi della sua esperienza in modo narrativo. come se la poesia abbia fatto qualche rito propiziatorio per scongiurare il trionfo della crisi. e la conoscenza avviene tramite mediazioni. che hanno un significato simbolico. Uno strale (Nel silenzio campale): il rapporto del soggetto con il paesaggio ha perso naturalezza. Lo scendere della notte è visto originalmente. Edoardo Cacciatore . A quest’ora (L’antica moneta): esempio dell’adesione iniziale del poeta all’ermetismo. non di coinvolgerlo sentimentalmente. redattori di “Officina” Afferma che la sua poesia appartiene solo a lui. ma allargata alla rete di conoscenze e rapporti dell’io. che vorrebbe riscattare il senso di insensatezza degli oggetti che lo circondano e delle sue sensazioni nella propria soggettività. L’equilibrio del soggetto si rompe a causa di una crisi d’angoscia violenta.

E’ una delle figure più originali del secondo dopoguerra. come oggetti dell’esperienza e della conoscenza a cui il pensiero dà un valore provvisorio. per cui l’incontro con l’oggetto provoca nel soggetto una reazione in cui non si distinguono sensazione e pensiero. estranee al mondo dell’esperienza. è rifiutata invece la poesia come illuminazione lirica da parte di una verità superiore estranea al pensiero del soggetto. ma per una condanna di chiusura: è rifiutata l’idea della poesia come ricomposizione universale della realtà per una concezione che v ede la poesia costretta nei limiti materiali di tutte le cose. la sua poesia riprende la tradizione filosofica più che letteraria. Dichiarazione di poetica: citazione dal libro di esordio di Cacciatore. Nel 1° testo il poeta afferma la materialità del pensiero: dall’esperienza nasce il pensiero. Si sottolinea il carattere razionale e conoscitivo della poesia. con la tendenza di essere una poesia di pensiero. visto che non c’è possibilità di mediazione. In questa prospettiva la bellezza è l’unione di particolari specifici nel soggetto. Da “Graduali”: il titolo si riferisce al progressivo prolungamento dei testi. Imita molto Dante. Linguaggio: oggetto dell’esperienza e strumento conoscitivo del soggetto  coincide con il pensiero nel tentativo di mettere in contatto soggetto e oggetto. Fulmineità del linguaggio (La puntura dell’assillo): rapporto fra pensiero e realtà. Il linguaggio non è visto con funzione sacrale. il pensiero è in costante tensione con la realtà materiale. la materialità del rapporto fra pensiero e mondo. Nel 2° testo si considera l’individualità come irripetibile condizione di provvisoria stabilità nell a realtà. considerandosi parte integrante della realtà e dell’esperienza. usa allegorie. L’identificazione intera (1951) e intervista E’ consapevole della natura artificiale dell’arte. Ma è anche la gradualità della conoscenza e del pensiero rappresentati nei testi. l’intesa con gli altri è raggiunta nonostante i limiti del linguaggio. i particolari sono considerati singolarmente. ma non permette di conoscere nessuna verità assoluta. mediati dal linguaggio. La sua scrittura cerca di esprimere la materialità del pensiero nel suo atteggiamento mobile. Amelia Rosselli . ma come strumento di comunicazione per esprimere il rapporto fra io e il mondo: porta all’estremo il pensiero del soggetto e gli consente di dare un ordine razionale alla realtà  fatto nella consapevolezza di assumersi la responsabilità di una scelta: conoscere e rappresentare la realtà è un modo per superare il suo aspetto inquietante. che tende a uscire da vita e realtà non per un privilegio. Poesia: basata sul ragionamento. tentativo infinito perché ogni risposta è sempre provvisoria in assenza di verità superiori. classica più che moderna. Temi: esperienza e conoscenza.

metri e forme. capace di esprimere l’”esperienza sonora logica associativa”. privato e sociale. Ha sempre voluto creare una lingua universale. e contro di esso si schierano le parole impotenti della poesia. Elio Pagliarani . “Propongo un incontro col teschio” (Documento): il tema della morte è introdotto con uno dei simboli più famosi. la sfida dell’amor proprio. Il tema è quello dello scontro fra la condizione esistenziale del soggetto e la superficialità dei comportamenti quotidiani degli uomini. La costruzione del testo avviene dall’interno. Il punto di vista è quello della malata. con una forza psichica che non si adatta a regole.La sua poesia è estranea alla tradizione italiana. come estremo tentativo di dominarlo e con disperata coscienza di non riuscirci. in una stanza segnata dall’angoscia e dal dubbio sull’esistenza. perché è un organismo autosufficiente e separato. per coinvolgere la sonorità del testo nel significato. ma questa sfida non risolve il mistero. Inghilterra. “Ténere crescite” (Serie ospedaliera): la raccolta parla dell’esperienza di una grave malattia e alle sofferenze legate ad essa e alle cure subite. Dichiarazione di poesia: scritto allegato al suo primo libro di versi. Lingua della poesia: lingua del privato e occasione di conoscenza. il teschio. il confronto fra quel minimo segno di vitalità e l’impossibilità di partecipare al dolore altrui. le lingue e le conoscenze di tutti i popoli antichi mescolate a quelli moderni. anche per via della formazione europea dell’autrice (ha vissuto in Francia. alienata e inautentica. Alla morte inspiegabile si oppone la vitalità biologica. ma li determina. rifiuta qualsiasi categoria tradizionale della poesia. Poesia: luogo di inconscio. Variazioni belliche (1964) Autoanalizza la sua poetica. da cui sono filtrati gli eventi esterni: le risa dalla strada. ma è anche una chiusura di comunicazione e di significati. e modi per mostrare l’inautenticità della vita collettiva e di molti gesti individuali. dove non ci sono confini fra interno ed esterno. ma anche lingua estranea del mondo. Secondo un’antica tradizione la malattia e la sofferenza sono occasioni privilegiate di conoscenza. La competenza musicale ha aiutato la poetessa nella sua convinzione di riconoscere nella fonica del testo la sua identità specifica. Stati Uniti e scrive molte poesie in inglese).

realisticamente. I versi sono frasi originali con piccole variazioni: il poeta seleziona le frasi e le colloca in modo personale. Ma al primo significato se ne aggiunge uno nuovo. l’ideologia dominante. capace di proporre nuovi significati positivi rispetto a quelli esistenti. negli anni del boom economico. la società contemporanea è rappresentata con linguaggi speciali. tornata a casa. Subito visino allo sperimentalismo di “Officina”. costretta a un rapido passaggio alla maturità adulta. E’ un momento di crisi per la ragazza. Pagliarani esalta questa potenzialità mettendo a contrasto le cose di oggi e le parole di ieri. Pagliarani negli anni ’60 si avvicina alla neoavanguardia. Da La ragazza Carla: il tema del poemetto è il primo contatto di una ragazza 17enne con il mondo del lavoro. accanto alla descrizione c’è il commento morale. anche se il poeta si sforza di scioglierlo nella descrizione stessa. ma cerca un senso che vuole comunque essere comunicativo. Qui si riproduce il momento della prima giornata lavorativa e il conseguente smarrimento di Carla alla sera. Edoardo Sanguineti . All’origina di questa sperimentazione sta la fiducia di un valore alternativo del linguaggio. noto frate fiorentino del XV secolo. L’io è un punto di vista critico. Da Epigrammi ferraresi: Pagliarani usa il testo delle Prediche di Girolamo Savonarola. il modo di essere di una società e di una civiltà. Il moralismo di Savonarola e la sua critica si rivelano attuali anche nella degenerazione della civiltà consumistica. Vuole associare alla negazione della realtà esistente l’affermazione di un possibile significato alternativo. in una Milano industriale. bruciato sul rogo per aver criticato violentemente la corruzione della vita politica e sociale. Difende la funzione sociale della letteratura. Dichiarazione di poetica: intervento di Pagliarani al convegno di Palermo del 1965 del Gruppo 63 Sostiene la necessità di creare nuovi significati. il tu/voi/loro è l’atteggiamento corrente. Pagliarani fonde nel poemetto molti punti di vista diversi (quello dei datori di lavoro. includendo anche i commenti. non limitandosi a distruggere quelli dominanti. il suo realismo non si limita mai alla riproduzione della realtà. determinato dalla selezione dei pezzi e dalla loro sistemazione. quello di Carla stessa e il suo commento di poeta) usando linguaggi diversi. spinto dall’idea che la borghesia sia intrecciata al linguaggio e che lì vada criticata  poca discorsività narrativa e molta attenzione sul significato del testo. E’ narrativo.La sua poesia ha un caratteristico atteggiamento critico verso la realtà che esclude la chiusura nell’interiorità del soggetto e la rappresentazione distaccata degli oggetti. dei familiari e dei vicini di casa di Carla. Ma l’autore non si limita a registrare la realtà. E’ più per un faccia a faccia fra l’io e il mondo  critica anche politica alla società capitalistica. nella sua denuncia e opposizione: attraverso al lingua “morta” di Savonarola.

Dichiarazione di poetica: Per una letteratura della crudeltà Al centro della sua attenzione c’è il rapporto fra ideologia e linguaggio: la consapevolezza che la lingua e la letteratura s ono un modo in cui si esprime l’ideologia gli permette di capire che il linguaggio e la tradizione dominanti sono il veicolo dell’ideologia dominante. Questa rivoluzione sul linguaggio si esprime con una feroce e violenta volontà di critica e demistificazione. svela l’orrore della civiltà capitalistica. si nota la volontà di trovare nuovi contenuti positivi: la scoperta di una verità e di un significato non del tutto compromessi  tema della corporalità. e l’ironia regala un senso di crisi. essendo dominata dalla logica del profitto e quindi segnata dalle guerre. in realtà una parodia. Alla sua base ci sono quelle strutture linguistiche e forme letterarie che gli altri autori usavano come semplici strumenti espressivi. E’ chiaro il motivo per cui il poeta ricorre alla forma della ballata. ma deve contestarli per prima cosa. e siccome il denaro non ha significati al di fuori di se stesso. ma vicini magari solo nella fonica. il suo esordio era particolarmente originale. che riteneva inutile una riflessione sulle forme della letteratura. della fisiologia e della materialità. Per questo la rivoluzione del poeta non può servirsi di tali strumenti come se fossero neutrali. Rispetto questo contesto culturale. “Questo è il gatto con gli stivali” (Purgatorio de l’inferno) : l’aspetto positivo è dato dalla struttura didascalica. Lo scrittore rivoluzionario deve sabo tare il meccanismo della letteratura. Ballata della guerra (Novissimum testamentum): la raccolta significa “Ultimissimo testamento”. L’efficacia della poesia sta nei molti riferimenti accumulati. tutte le cose sono in verità nulla.La sua poesia si caratterizza per sperimentalismo formale e impegno ideologico – politico. la critica della società è una critica di linguaggio e letteratura. l’impegno politico dei letterati era rivolto solo ai contenuti. ma contro di esse. Il linguaggio e la poesia denunciano se stessi come momento in autentico e insensato. lontani per ragioni storiche e culturali. e perciò denaro in altra forma. La crisi dei valori rispetto al capitalismo e la crisi dell’intellettuale impegnato sono per Sanguineti una crisi in assoluto della cultura e dei valori intellettuali. che rappresenta il momento di rapporto con il figlio e la sua educazione. la palud e dell’alienazione. anzi l’aspetto più importante è proprio il conflitto ch e segna il rapporto fra positività corporale e società. Tema che non vuole essere un’alternativa sufficiente all’alienazione. La lezione. Il suo realismo è nello stravolgimento della realtà attraverso lo sperimentalismo formale. Tema della corporalità presentato in una prospettiva fisiologica: la nascita di un figlio offre lo spunto per una riflessione sul rapporto fra aspettative prima della nascita e realtà dell’esperienza dopo la nascita. L’inganno in cui i letterati rischiano di cadere è quello di credere possibile una critica all’ideologia dominante usando lo stesso lin guaggio che ne è la principale espressione. Al poeta non resta che fare la rivoluzione sul piano delle parole e delle forme. hanno lo stesso significato. quando Sanguineti esordisce con Laborintus. Un altro tema è quello politico e impegnato. l’autorità del poeta e la sacralità della poesia sono rifiutate. cioè che sono merce. Alla base di questo atteggiamento stanno le idee del poeta: nel linguaggio vede un deposito privilegiato dell’ideologia. Il testo all’inizio mostra il legame fra la storia umana e il nulla. trasmette la notizia dell’annullamento dei significati e dei valori nella civiltà capitali stica. Nel 1956. La positività della realtà fisiologica si contrappone con la problematica realtà del mondo. L’atteggiamento di base del poeta è diverso da quello tradizionale: oscilla fra l’esibizione del “vissuto” autobiografico con i suoi aspetti quotidiani e l’impegno politico e ideologico. L’aspetto distruttivo invece è nella demistificazione della struttura dell’argomento: tutte le cose che il poeta mostra al figlio. Sanguineti si accanisce a dimostrarne la falsità: introduce nella poesia la consapevolezza che gli deriva dalla riflessione critica e teorica. e aderire alla prospettiva marxista della lotta di classe. dato che fra parole e cose c’è una relazione di dipendenza reciproca. con temi e ambientazioni popolari. . contro la loro logica insensata che nasconde il nulla. riproducendone con il linguaggio l’insensatezza e lo squallore. anche se diverse fra loro. la mancanza di questa possibilità provoca cinismo. Erotopaegna e Purgatorio de l’inferno. scrivere entro le sue regole. Notevole il passaggio dal tono ironico e malinconico all’irruenta affermazione di un invito: lottare contro le guerre. Non vede la funzione intellettuale al di fuori di un impegno diretto nella società. in modo che possa davvero attaccare il sistema in suo punto vitale. “In te dormiva come un fibroma asciutto” (Erotopaegna) : la raccolta significa “giochi d’amore”. Nelle successive raccolte.

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