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Annali dellUniversit degli Studi di Ferrara Museologia Scientifica e Naturalistica

ISSN 1824-2707 volume speciale (2007)

Il popolamento preistorico e protostorico del territorio di Bazzano (Bologna)


Sonia Ferrari
Museo Civico Archeologico A. Crespellani, via Contessa Matilde 2, Bazzano (Bo) soniaferrari78@libero.it

___________________________________________________________________________________ Abstract The paper presents the prehistoric and protohistoric findings in the Bazzano area (Samoggia Valley, Bologna). This area was populated almost continuously from Lower Palaeolithic to present day, due to its key position between the Appennines and the Po plain. [The prehistoric and protohistoric peopling in the territory of Bazzano (Bo).] Keywords: Bazzano (BO), Prehistory, Protohistory. ___________________________________________________________________________________ Il piccolo centro di Bazzano (13,97 kmq) situato sulle prime pendici collinari dellAppennino Bolognese, a 93 m s.l.m., ai confini col territorio modenese, ed attraversato dal torrente Samoggia. Le prime ricerche archeologiche in questo territorio risalgono agli anni 40 e 60 dellOttocento, quando furono scoperti due pozzi-deposito di et tardoantica. Questi rinvenimenti diedero un notevole impulso alle ricerche, tanto che nel 1873 larcheologo modenese Arsenio Crespellani promosse la costituzione di una Societ per scavi archeologici a scopo scientifico, la cui attivit si interruppe gi nel 1878, a causa di dissidi tra i soci e carenza di fondi (Di Pietro, 1986). Fortunatamente i materiali rinvenuti in quegli anni erano stati raccolti in un Museo degli scavi sociali, che fu donato alla municipalit, divenendo il nucleo originario del Museo Civico, attualmente ospitato nella quattrocentesca Rocca dei Bentivoglio. Si devono alliniziativa di Crespellani le principali scoperte archeologiche nel territorio bazzanese, tra cui la necropoli villanoviana presso il torrente Samoggia (1863-1880), i materiali dellet del ferro dal Foro Boario (1872), linsediamento dellet del bronzo presso la Rocca e lindustria litica dei poderi Bellaria e Livello Masini (1874). A questi rinvenimenti si aggiungevano le donazioni da parte di privati, che andavano ad arricchire le collezioni del Museo. Se lOttocento fu certamente un periodo doro per le ricerche nel territorio bazzanese, non si pu dire lo stesso per i decenni successivi, segnati da un generale disinteresse per le indagini archeologiche e per i materiali conservati nel Museo, tanto che alcuni importanti reperti andarono dispersi durante i numerosi trasferimenti della sede museale nel periodo tra le due guerre mondiali (Scarani, 1986). Lattivit di ricerca ripresa a partire dagli anni 50 e 60 del Novecento, con nuove indagini presso labitato dellet del bronzo e la redazione del repertorio delle scoperte (Scarani, 1963), che rappresenta ancora oggi un importante punto di riferimento per la ricostruzione dei vecchi rinvenimenti. Recentemente il Museo Civico A. Crespellani ha promosso una campagna di studi sul popolamento antico del territorio (Ravasio, 2002), curando in particolare la revisione delle vecchie collezioni alla luce dei nuovi dati scientifici (Burgio & Campagnari, c.d.s.), e ha dato impulso alle attivit didattiche rivolte alle scuole per favorire la conoscenza della storia locale (Burgio et alii, 2003). Poich manca a tuttoggi una carta archeologica del territorio comunale, questo lavoro vuole contribuire alla ricostruzione delloccupazione umana dal Paleolitico allet del ferro, precisando lubicazione topografica dei rinvenimenti per evidenziare le aree interessate dallantico popolamento (Fig. 1). La presenza umana a Bazzano in et preistorica testimoniata dalle industrie litiche rinvenute in superficie a partire dagli anni 70 dellOttocento nei poderi Bellaria e Livello Masini, situati circa 2 km a sud dellattuale centro abitato (Fig. 1, nn. 1-2).

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c.s.): non tuttavia possibile stabilire la natura della frequentazione umana per questepoca, peraltro ben documentata nel vicino territorio di Spilamberto (Mo). Durante il Bronzo medio si assiste ad una dislocazione dellinsediamento umano, che predilige ora, rispetto ai terrazzi circostanti, il pianoro situato sullaltura principale del territorio, ove, non a caso, sorgeranno poi il castello medievale e la rocca rinascimentale (Fig. 1, n. 3). La scelta cade dunque su un sito facilmente difendibile e dotato di un agevole accesso alle risorse naturali degli ambienti circostanti, ossia la collina e la pianura, nonch al vicino corso dacqua, il Samoggia, importante fonte di approvvigionamento idrico ma anche fondamentale via di comunicazione. Il sito, noto fin dal 1874, stato indagato solo parzialmente negli anni 1950 e 1951 attraverso sondaggi di limitata estensione, che hanno consentito di ricostruirne la stratigrafia. Sebbene la natura insediativa del sito sia testimoniata dai numerosi frammenti di vasellame e dai resti di animali allevati e cacciati (Bagolini et alii, 1986; Burgio & Campagnari, 2006), i saggi eseguiti non hanno restituito chiare tracce di strutture abitative. Lanalisi del vasellame rinvenuto consente di ipotizzare una occupazione del villaggio nel corso della media et del bronzo, con un abbandono alle soglie del Bronzo recente. Sulla base dei dati disponibili, le caratteristche dellinsediamento non si discostano da quelle dei coevi abitati daltura di tipo terramaricolo dellarea appenninica modenese, ubicati in genere su di un pianoro isolato allo scopo di controllare un ampio tratto della pianura sottostante (Morico, 2002). Per la prima et del ferro, la presenza umana nel territorio bazzanese testimoniata dalla necropoli scavata nella seconda met dellOttocento presso la sponda destra del torrente Samoggia, nella porzione orientale dellattuale centro abitato (Fig. 1, n. 4). Le indagini restituirono circa quaranta sepolture ad incinerazione (Crespellani, 1875; Scarani, 1963; Scarani, 1979; Capoferro Cencetti et alii, 1992), con strutture a fossa e a pozzetto, databili ad un periodo comprendente la seconda met dellVIII e il VII secolo a.C. Il pregio dei materiali rinvenuti, ora conservati in parte presso il Museo Civico A. Crespellani, in parte presso il Museo Civico di Modena, indica la presenza di una classe emergente, portatrice di beni di prestigio ed elementi ideologici riconducibili a quelli della coeva aristocrazia di Felsina (Trocchi, 2002). Le ricerche dei secoli scorsi non hanno permesso tuttavia di identificare lubicazione dellabitato coevo alla necropoli, che, sulla base di analogie con siti vicini, potrebbe essere situato sullopposta riva del torrente.

Fig. 1. Porzione del territorio di Bazzano interessata dai rinvenimenti archeologici citati nel testo (n. 1-6).

Alcuni materiali attualmente conservati al Museo Civico di Modena (collezione Malavolti) fanno risalire la frequentazione di questo sito al Paleolitico inferiore, mentre altri reperti, conservati in parte al Museo Civico Archeologico di Bologna, in parte in quello di Bazzano, ne testimoniano unulteriore frequentazione durante il Paleolitico superiore (Bagolini et alii, 1986; Ferrari & Mengoli, 2002). A questepoca risale probabilmente anche la famosa Venere di Savignano, statuetta steatopigia rinvenuta (purtroppo isolata e priva di contesto stratigrafico) nel 1925 in localit Pra Martin, in un podere confinante col territorio bazzanese. In seguito ad una revisione delle collezioni del Museo di Bazzano, sono stati recentemente identificati, tra i reperti litici provenienti dai poderi Bellaria e Livello Masini, alcuni manufatti databili al Mesolitico (Mengoli, c.s.), che documentano una frequentazione occasionale o stagionale dei terrazzi collinari da parte di gruppi di cacciatori-raccoglitori. Di una stabile occupazione del territorio si pu parlare solamente a partire dal Neolitico inferiore: la maggior parte dei reperti rinvenuti nei poderi sopra citati infatti attribuibile alla cultura di Fiorano (seconda met del VII millennio dal presente). La presenza di numerosi prodotti di scheggiatura e di utensili legati alle pratiche agricole lascia ipotizzare per questepoca un insediamento stabile, a carattere non stagionale, di cui non tuttavia possibile precisare lestensione e le caratteristiche per la mancanza di dati di scavo (Ferrari & Mengoli, 2002). Il medesimo sito ha restituito inoltre reperti litici databili alla prima et dei metalli (Mengoli,

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Rinvenimenti sporadici presso il podere Bucco (Fig. 1, n. 5) hanno restituito altri materiali di et villanoviana, tra cui uno o pi tintinnabuli di bronzo (Scarani, 1963), di cui non si conserva traccia nel locale museo. Allo stesso modo dispersi risultano il bronzetto (forse una presa antropomorfa di un recipiente) e altri materiali rinvenuti da Crespellani presso il Foro Boario (Fig. 1, n. 6), in una struttura inizialmente attribuita alla seconda et del ferro (Scarani, 1963; 1977), oggetto di una recente revisione, che propone invece una cronologia medievale (Labate, 2005). Alla seconda et del ferro risalgono invece alcuni frammenti fittili rinvenuti presso le Fornaci Minelli e una fibula di tipo celtico (La Tne 2) conservata presso il Museo A. Crespellani, di cui non si conosce la provenienza. Conclusioni Sebbene i dati in nostro possesso siano piuttosto frammentari e provengano per lo pi da ritrovamenti di superficie e da scavi ottocenteschi, possibile delineare alcuni aspetti del popolamento preistorico e protostorico del territorio bazzanese. Esso caratterizzato da una frequentazione umana pressoch ininterrotta dal Paleolitico inferiore fino allepoca attuale, condizione singolare rispetto agli altri centri della Valle del Samoggia, che hanno restituito testimonianze archeologiche pi discontinue. Il territorio bazzanese pare essere stato, fin dalla preistoria, particolarmente favorevole alloccupazione umana, talora stabile, talora stagionale, grazie alla sua collocazione lungo una delle principali direttrici viarie della regione, ossia quella pista pedeappenninica che percorre tutto il territorio regionale fino alla costa adriatica, importante via di comunicazione e direttrice di scambi fin dai tempi pi remoti (Ortalli, 1997). Se nel periodo neolitico la scelta di questo territorio pu essere stata dettata dalla presenza del fiume e di terrazzi collinari con terreni adatti alle coltivazioni, nella successiva et del bronzo gioc un ruolo fondamentale quellaltura facilmente difendibile su cui alcuni millenni pi tardi sorsero le fortificazioni dei signori feudali. Ad una nuova dislocazione dellinsediamento si assiste nellet del ferro, quando una comunit etrusca, insediatasi probabilmente nellarea pianeggiante sulle rive del fiume, non manc di sfruttare la posizione strategica del territorio per elevare il proprio livello sociale ed economico, che si esprime nel prestigio di alcuni corredi funerari. Concludendo, non rimane che auspicare una nuova stagione di ricerche sul campo, che permetterebbe di arricchire il quadro delle conoscenze non solo sulle epoche pre-protostoriche, ma su tutta la storia insediativa del territorio.

Elenco dei siti


1e 2. Poderi Bellaria (o BellAria) e Livello Masini Cartografia: CTR 1: 25.000 tavola 220 SO Situazione topografica: terrazzo collinare, altitudine 120 m s.l.m. Tipologia del sito: frequentazione / campo stagionale / insediamento stabile Cronologia: Paleolitico inferiore, Paleolitico superiore, Mesolitico, Neolitico inferiore, Eneolitico Interventi archeologici: Ricognizioni di superficie con raccolta di materiali (1874, 1879, 1890) Stato di conservazione e uso attuale: conservato parzialmente, terreno agricolo Reperti: industria litica rinvenuta in superficie Collocazione attuale dei reperti: Museo Civico A. Crespellani di Bazzano, Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena, Museo Civico Archeologico di Bologna Bibliografia: Scarani 1963, pp. 270-271; Bagolini et alii, 1986; Ferrari & Mengoli, 2002; Mengoli, c.s. 3. Area della Rocca e Orto Giusti Cartografia: CTR 1: 25.000 tavola 220 NO Situazione topografica: rilievo collinare, altitudine 115 m s.l.m. Tipologia del sito: insediamento Cronologia: Bronzo medio Interventi archeologici: rinvenimenti in occasione di lavori di ampliamento della Chiesa e della canonica e sondaggi nelle aree circostanti (1874, 1884, 1950-1951) Stato di conservazione e uso attuale: conservato parzialmente, parcheggio, terreno di pertinenza parrocchiale Reperti: vasellame ceramico, strumenti di bronzo e in corno di cervo, macina, peso da telaio e fusaiole, ossa animali Collocazione attuale dei reperti: Museo Civico A. Crespellani di Bazzano, Museo Civico Archeologico di Bologna, Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena, Soprinetendenza Archeologica dellEmiliaRomagna (Bologna). Bibliografia: Scarani 1963, pp. 381-382; Scarani 1983, p. 35; Morico, 2002. 4. Fornaci Minelli e Fondo Sirena Cartografia: CTR 1: 25.000 tavola 220 NO Situazione topografica: pianura, ambiente perifluviale, altitudine 89 m s.l.m. Tipologia del sito: necropoli con sepolture a fossa, a pozzetto e in dolio Cronologia: I et del ferro (Villanoviano II-IV) II et del ferro Interventi archeologici: rinvenimenti in occasione della costruzione di una fornace per mattoni e delle successive attivit estrattive (1863, 1866, 1876, 1880) Stato di conservazione e uso attuale: asportato parzialmente in seguito a scavo, terreno demaniale / terreno edificato o edificabile

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Reperti: corredi di oltre 36 sepolture, comprendenti vasellame di ceramica e di bronzo ed oggetti di bronzo (fibule, rasoi, spilloni, armille...) riferbili alla I et del ferro; frammenti fittili (tra cui uno con iscrizione) riferibili alla II et del ferro Collocazione attuale dei reperti: Museo Civico A. Crespellani di Bazzano, Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena Bibliografia: Crespellani, 1875; Scarani 1963, pp. 437438; Scarani 1979, pp. 37-39; Bagolini et alii, 1986; Capoferro Cencetti et alii 1992, pp. 91-200; Trocchi, 2002. 5. Podere Bucco Cartografia: CTR 1: 25.000 tavola 220 SO Situazione topografica: rilievo collinare, altitudine 109 m s.l.m. Tipologia del sito: frequentazione (?) Cronologia: I et del ferro Interventi archeologici: rinvenimenti occasionali Stato di conservazione e uso attuale: asportato, terreno edificato o edificabile Reperti: tintinnabuli di bronzo Collocazione attuale dei reperti: dispersi Bibliografia: Scarani 1963, p. 438.
Bibliografia Bagolini B., Giusberti G. & Scarani R. (1986): Profilo di Preistoria e Protostoria bazzanese. In: Santoro Bianchi S. (a cura di), La Rocca e il Museo Civico "A. Crespellani" di Bazzano, Imola, 51-72. Burgio R., Campagnari S. & Ferrari S. (2003): Larcheologia in Rocca: attivit e percorsi nelle aule didattiche del Museo Arsenio Crespellani di Bazzano. In: Limmaginazione un tappeto magico. Aule e laboratori didattici nei Musei Archeologici dellEmilia-Romagna: esperienze a confronto, Atti del Convegno, Monterenzio, 2001, Bologna. Burgio R. & Campagnari S. (2006): I luoghi e gli strumenti del lavoro agricolo attraverso le fonti archeologiche della Val Samoggia. In: Burgio R. & Cerami D. (a cura di), Civilt rurale e alimentazione in Val Samoggia, Atti del Convegno, Monteveglio, 2005, Bologna, 97-153. Burgio R. & Campagnari S. (a cura di) (c. s.): Catalogo del Museo Civico di Bazzano. Capoferro Cencetti A. M., Coralini A. & Di Pietro Xotta V. (1992): Catalogo dei disegni dellalbum Crespellani. In: Un secolo di archeologia: dallalbum allinformatica, Bologna. Crespellani A. (1875): Del sepolcreto e degli altri monumenti antichi scoperti presso Bazzano, Modena. Di Pietro V. (1986): La societ archeologica di Bazzano (18731878). In: Santoro Bianchi S. (a cura di), La Rocca e il Museo Civico "A. Crespellani" di Bazzano, Imola, 25-32. Ferrari A. & Mengoli D. (2002): I materiali del podere Bellaria (Bazzano). In: Ravasio T. (a cura di), Archeologia in Valle del Samoggia. Studi e ricerche sul popolamento antico, Atti del Convegno, Bazzano, 2001, Quaderni della Rocca, 9, Bologna, 7-17. Labate D. (2005): La ricerca archeologica e la tutela a Castelvetro (Mo) e Bazzano (Bo): due comuni a confronto. In: Archeologia medievale in Valle del Samoggia. Studi e

6. Foro Boario Cartografia: CTR 1: 25.000 tavola 220 NO Situazione topografica: area pedecollinare, altitudine 82 m s.l.m. Tipologia del sito: discarica di materiali Cronologia: II et del ferro (Bagolini et alii, 1986) o et medievale (Labate, 2005) Interventi archeologici: rinvenimento in occasione di uno sterro eseguito per la sistemazione dellarea di mercato (1872) Stato di conservazione e uso attuale: asportato, terreno edificato Reperti: statuetta di bronzo, oggetti di bronzo e ferro, frammenti di vasellame modellato al tornio, ossa animali Collocazione attuale dei reperti: in parte dispersi, in parte Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena Bibliografia: Crespellani, 1875; Scarani 1963, p. 539; Scarani 1976-77, p. 79.
Ringraziamenti Desidero ringraziare Rita Burgio e Sara Campagnari (Medea s.n.c., Museo Civico A. Crespellani di Bazzano) per avere incoraggiato con passione ogni attivit di ricerca sul territorio, ringrazio inoltre Davide Mengoli e Pierangelo Pancaldi (LARES Archeologia s.n.c.) per il supporto bibliografico a questo lavoro.

ricerche, Atti della giornata di studi, Bazzano, 2004, Quaderni della Rocca, 12, Bologna. Mengoli D. (c.s.): Lindustria litica dei poderi Bellaria e Livello di Bazzano. In: Burgio R. & Campagnari S. (a cura di), Catalogo del Museo Civico di Bazzano. Morico G. (2002): Il sito dell'et del bronzo sulla Rocca di Bazzano. In: Ravasio T. (a cura di), Archeologia in Valle del Samoggia. Studi e ricerche sul popolamento antico, Atti del Convegno, Bazzano, 2001, Quaderni della Rocca, 9, Bologna, 19-38. Ortalli J. (1997): Archeologia topografica: la ricostruzione dellambiente e dellinsediamento antico nellesperienza di Casalecchio di Reno, in Corso di Cultura sullArte Ravennate e Bizantina, XLIII: 565-606. Ravasio T. (2002) (a cura di): Archeologia in Valle del Samoggia. Studi e ricerche sul popolamento antico, Atti del Convegno, Bazzano, 2001, Quaderni della Rocca, 9, Bologna. Scarani R. (1963): Repertorio di scavi e scoperte dell'Emilia Romagna. In: Preistoria dell'Emilia e Romagna, II, Bologna. Scarani R. (1977): Etruschi in Va l di Samoggia. Samodia, 1: 6581. Scarani R. (1979): La prima et del ferro nei comprensori del torrente Samoggia. Samodia, 2: 11-43. Scarani R. (1983): Let del bronzo nei comprensori dei torrenti Lavino e Samoggia. Samodia, 3: 7-38. Scarani R. (1986): Storia e vicende del Museo Civico di Bazzano. In: Santoro Bianchi S. (a cura di), La Rocca e il Museo Civico "A. Crespellani" di Bazzano, Imola, 21-22. Trocchi T. (2002): La valle de l Samoggia nella prima et del ferro. In: Ravasio T. (a cura di), Archeologia in Valle del Samoggia. Studi e ricerche sul popolamento antico, Atti del Convegno, Bazzano, 2001, Quaderni della Rocca, 9, Bologna, 81-108.

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