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VIZI SOCIALI ER S

Diretto da Antonio Bellicoso

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Quando il sesso diventa un'idea fissa


di Chino Pezzoli

La dipendenza sessuale o sexual addiction un disturbo psicologico e comportamentale nel quale la persona sperimenta una necessit patologica ossessiva di avere rapporti sessuali o comunque di pensare al sesso quindi una dipendenza dall'attivit sessuale (identica a quella che si pu avere per un qualsiasi tipo di droga) che, presto o tardi, in misura maggiore o minore, pu essere causa di malessere. Come definire il fenomeno. L'atto, quello sessuale, verrebbe utilizzato per gestire lo stress o i disturbi della personalit e dell'umore. Alcuni studiosi ritengono che la dipendenza sessuale sia, allo stato attuale, una forma di disturbo ossessivocompulsivo e si riferiscono ad essa come sexual compulsivity, ovvero compulsione sessuale. Altri ancora credono che la dipendenza sessuale sia un mito in s, un sotto prodotto di influenze pubblicitarie, di sexy shop e di cassette porno a disposizione. Tutto avrebbe origine dalleccessivo consumo dimmagini eccitanti, di provocazioni sessuali per via internet. Il soggetto affetto da dipendenza sessuale pu avere livelli pi alti, rispetto alla media della popolazione, disturbi della personalit e dell'umore quali ansia, depressione, aggressivit, ossessivit.

Le conseguenze. Tra le conseguenze di rilievo indotte dalla dipendenza sessuale possono essere citate: stress fisico, deterioramento delle relazioni sociali; diminuzione della memoria a breve termine e di sintesi; diminuzione delle abilit cognitive quali: intuito, astrazione, sintesi, creativit, concentrazione; stanchezza cronica; aumento dell'ansia, senso di frustrazione, apatia; svalutazione di s, tristezza, malinconia e depressione; irrequietezza; isolamento sociale; saturazione attrattiva e affettiva; ricerca con il proprio partner di modalit oscene nel rapporto sessuale.

Fenomeno complesso. La dipendenza patologica in taluni casi progressiva, aumentando di intensit col presentarsi concomitante di una forma di saturazione sessuale. Per poter soddisfare la propria pulsione pu verificarsi nel soggetto la ricerca sempre pi intensa di rapporti sessuali tendente alla perversione. Il soggetto portatore di un disturbo innanzi tutto una persona con una propria identit, orientamento, preferenze e conflittualit inerenti alla sessualit, elementi che si articolano con le strutture psicopatologiche dei disturbi mentali e si declinano in neosessualit, la cui complessit deve essere "interpretata" da Disturbi di personalit. Il sesso competenti. compulsivo quindi comporta un'attitudine dell'uomo o della donna a essere pronti, in qualsiasi luogo e con qualsiasi persona, a fare sesso, oppure a praticare atti di masturbazione (a volte anche Quando il sesso diventa compulsiva) esibizionismo e unidea fissa voyeurismo. Per chi soffre di questo Social network: niente disturbo, prima o poi, potrebbero Facebook agli arresti deteriorarsi i rapporti affettivi e domiciliari relazionali (anche gradualmente), Comunit, casa del dolore? compromettendo di conseguenza Tagli alla disabilit: soluzione altre attivit quotidiane e sociali. alla crisi del welfare? Geni In Giro

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Sommario

Quando il sesso...

Social network: niente Facebook agli arresti domiciliari di Mariantonia Vitulano

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Terapia da affrontare. Il disturbo, investendo naturalmente il campo psicologico, viene di norma affrontato con psicoterapia individuale o di gruppo, all'interno della quale viene applicato un metodo leggermente diverso da quello usato nell'astinenza (utilizzato ad es. nelle dipendenze da alcol e droghe), un procedimento che si prefigge l'obiettivo di spingere il soggetto a superare l'ossessiva percezione del bisogno e ritornare ad avere un sano rapporto con la sessualit. Nei

casi pi ostinati, accanto alla psicoterapia, possono essere impiegati farmaci di tipo ansiolitico e terapie farmacologiche in grado di attenuare la libido. Gruppi di sostegno. Molti membri effetti da dipendenza compulsiva sessuale dichiarano di aver ottenuto buoni risultati con il metodo dei gruppi di sostegno. Va segnalato che i soggetti vengono indirizzati al gruppo direttamente dai servizi sociali. In linea generale, le associazioni di aiuto usano il programma di recupero dei Dodici Passi (o Dodici Tradizioni ideati dagli Alcolisti Anonimi), successivamente riadattati e utilizzati anche da altri gruppi simili per bulimici, anoressici. Le esperienze che li accomuna consistono nel far acquisire maggiore forza per fronteggiare la situazione e consolidare la speranza di una soluzione da uno stato di malessere che fa della sessualit una patologica dipendenza.

Ormai non si riesce pi a fare a meno dei Social network, uno spazio virtuale che accompagna ogni passaggio della giornata e della vita dellindividuo. Un ambito che ci offre infinite opportunit di conoscenza, di scambio e di condivisione! Basti pensare che oggi sono on line oltre due miliardi di persone ed il numero sta aumentando rapidamente. Gli italiani sembrano essere i pi disponibili alla condivisione, visto che sono i primi utilizzatori al mondo dei Social Network: trascorrono su Facebook sei ore e 27 minuti al mese! Eppure i Social Network per quanto attiene Facebook, sono incompatibili in regime di Arresti Domiciliari! E quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, in una recente sentenza, perch in tal modo limputato viola il divieto di intrattenere rapporti con il mondo esterno, seppure attraverso uno spazio virtuale! Luso di internet resta comunque consentito , ma a solo scopo conoscitivo e di ricerca, senza per entrare in contatto con altre persone. Ci in ragione della Sicurezza, istanza sociale che non pu non considerare i rischi sottesi alle comunicazioni alternative, e prescindere dalla constatazione che gli amici della rete virtuale, possono essere anche delle persone socialmente pericolose!

Comunit, casa del dolore?


di Paolo Vito Topputi, Assistente Sociale senior

Qualcuno tempo fa ha affermato che la comunit la casa del dolore. Una casa nella quale persone, con problemi cos diversi eppure cos simili, si incontrano consapevoli che un cammino di guarigione con compagni di viaggio pu dare pi forza e coraggio La comunit il luogo in cui lutente si avviciner perch convinto di poter affidare il proprio problema in mano altrui, perch convinto di essere lammalato che leducatore ha il compito di guarire Col passare del tempo, per, egli si render conto di quanto sia importante farsi protagonista attivo del proprio processo di cambiamento. La comunit la casa nella quale allutente vengono date le linee guida per un processo di cambiamento interiore che pu realizzarsi solo se, la persona in primis, crede di poter cambiare ed ha fiducia nelle proprie potenzialit nascoste Fuori il tossicodipendente era abituato a manovrare e a manipolare laltro a seconda dei suoi bisogni. Entrato in comunit, per la prima volta, si render conto che c, qualcuno disposto ad aiutarlo e a dargli fiducia, qualcuno che ha creduto in lui, qualcuno che vorrebbe fargli riscoprire il gusto della vita. La comunit la casa delle frustrazioni. In essa viene insegnato ad affrontare il disagio senza dover ricorrere alluso di sostanze esterne. In questa casa il tossicodipendente osciller tra la

voglia di andar via, pur di non affrontare un percorso di crescita che gli costerebbe sofferenza e dolore, e la voglia di restarci per cercare di risolvere il proprio problema; Infatti il dramma p r i n c i p a l e p e r u n tossicodipendente, lungo il percorso terapeutico, quello di accettare lordine e la normalit dopo il caos; quello di accettare il fatto di aver dovuto dire addio ad un piacere che portava alla morte; quello di ritrovarsi continuamente a fare i conti con il dramma derivante dal passato, con lincertezza del presente e la paura del futuro. Il tossicodipendente in comunit imparer ad accettare e gestire le frustrazioni. Tramite orari scanditi imparer a ritrovare la dimensione del tempo; tramite gruppi di lavoro imparer a lavorare su se stesso, a conoscersi meglio e ad avere fiducia degli altri. Il tossicodipendente in comunit imparer a confrontarsi non solo con loperatore, che diventer inevitabilmente la sua figura guida; ma anche con i compagni di viaggio enelle loro storie trover ( o perlomeno cercher di trovare ) le risposte che facciano al caso suo. La sua guarigione avverr, solo se si aprir agli altri senza riserve, solo se porter fuori il suo disagio, solo se sar pronto a lavorare su tutti i punti fastidiosi che hanno caratterizzato il suo passato, solo se sar consapevole che per uscir fuori dalla tossicodipendenza necessario scoprir cosa c a monte della tossicodipendenza e ci richiede tempofaticadolore.

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Tagli alla disabilit: soluzione alla crisi del welfare?


di Pierangelo Cenci, Anna Vecchiarini, Claudia Di Giorgio

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Lattuale crisi finanziaria comporta un quadro di vistosi tagli ai fondi delle politiche sociali e al Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza da parte degli o r g a n i c e n t r a l i . Conseguentemente, le scelte delle Amministrazioni locali, avendo meno risorse, si orientano verso tagli orizzontali ai servizi sociali, ed in particolare, a quelli rivolti alle persone con disabilit. I finanziamenti per i servizi sociali hanno subito un taglio di oltre l87%: dai 2 miliardi e 527 milioni di Euro stanziati nel 2008, si passati ai 545 milioni di Euro per il 2011. Il Fondo per la Non Autosufficienza stato azzerato e sembra non essere previsto il suo ripristino per il 2012. Tutto ci, inevitabilmente, si ripercuote sulla vita delle persone con disabilit; questo deve suscitare una riflessione in coloro che, in quanto operatori sociali, si trovano a far fronte a richieste di bisogni sempre crescenti. Nellambito della disabilit, se si considerano solo i servizi di natura sociale, ad essere maggiormente colpiti dagli Enti Locali sono: lassistenza domiciliare, i percorsi per la vita indipendente, il sostegno scolastico ed i centri socioeducativi. Una riduzione di tali servizi, effettuata senza unappropriata valutazione delle esigenze delle persone, cela il rischio di molteplici conseguenze negative: il venir meno del principio di domiciliarit, con il pericolo di un ritorno al sistema dellistituzionalizzazione della persona con disabilit;

lannullamento della possibilit della persona di scegliere quali servizi adoperare per perseguire i propri obiettivi; laggravio di carico assistenziale per le famiglie (in particolare delle componenti femminili), che devono sopperire allassenza delle risorse e dei servizi e, quindi, ad un loro progressivo impoverimento. Tutto ci si traduce, nei fatti, nella progressiva restrizione della partecipazione della persona con disabilit ai contesti di vita. Se cambiamo prospettiva, le conseguenze dei tagli hanno risvolti anche nel nostro ambito professionale: alla riduzione dei servizi, in molti casi, corrisponde quella degli operatori; le assunzioni - laddove ve ne siano - sono indirizzate sempre pi verso forme flessibili di prestazioni occasionali: tempo determinato, co.co.co., contratti di somministrazione di manodopera e altre forme atipiche. Concludendo, con questa breve rassegna sui tagli al sistema si tentato di non limitarsi solo ad una critica generale alla riduzione dei servizi, ma si cercato di aprire una riflessione verso i non sempre chiari criteri con cui gli Enti locali procedono nelle scelte politiche per affrontare la crisi: spesso, infatti, lunico metodo adottato quello del taglio orizzontare, effettuato senza una valutazione appropriata di quei servizi che, nel percorso di vita di una persona, sono indispensabili per la sua inclusione e quelli che, al contrario, possono essere interrotti senza una grave conseguenza nella sua qualit della vita.

Geni In Giro
di Luigi Badolati

Su un'agenzia di ADNKronos del 14 dicembre scorso si pu leggere che stata formulata l'intenzione di riformare la definizione della nostra professione intellettuale. L'intervento lascia non poche perplessit, in quanto non si riesce a intendere in pieno l'attribuzione intellettuale da aggiungere alla figura del professionista, proprio perch vago il concetto di intellettuale. In altri termini cosa dovremmo intendere per intellettuale? Un filosofo o qualcuno che si aggiorni quotidianamente sugli eventi che riguardano la sua attivit? Qualcuno con una conveniente tessera di partito in tasca? O magari un poeta, uno scrittore, oppure un critico d'arte? Per lungo tempo in Italia si parlato di intellettuali, dando loro il monopolio della cultura ed - in un certo senso intravedendoli come ministri della verit e dispensatori di sapienza. Ma in realt ci che manca la dialettica, perch troppo spesso la societ si adagia su quanto stabilito da personaggi che occupano posizioni privilegiate, pi per situazioni fortuite o concorsi di coincidenza, che non per un reale impegno nella cultura contemporanea e non sar un male aggiungere che, non di rado, si avverte un sottile e forse non molto visibile accordo coi gruppi di potere.
In sostanza, quindi, il vero problema che gli intellettuali di oggi, ben lungi dall'intendere la fragilit umana e l'incertezza kirkeegardiana, troppo spesso pontificano sui concetti per sconfinare nell'autocompiacimento. Esile, poi, il

contatto con la realt sociale del nostro tempo, perch nulla


considerato e valutato per far si che il loro verbo sia divulgato e reso intellegibile a tutti.

Appare chiaro, quindi, il parallelo con certe accademie italiane del '700, talvolta a sfondo arcadico, che in realt sfociavano in un vago manierismo formale e poco sostanziale. Ed allora? E qui bisogna parlarsi molto chiaramente, nel senso che se non si render efficiente l'istruzione, a partire dalle scuole primarie alle secondarie e non si incomincer a porre mano ad una sostanziale riforma dell'Universit, continueremo a vivere in un mondo dove la societ disinteressata ai grandi temi del nostro tempo. A tale moltitudine si contrappone una minuscola minoranza, che non un'intellighenzia o un gruppo di menti superiori come ad es. lo erano le scuole filosofiche dell'Attica ma un gruppo di persone che sostanzialmente per meriti oscuri o tante volte per parentele o per fortunate combinazioni si trovano la possibilit di poter dire ci che pensano, molto spesso con v a g h e z z a o c o n autocompiacimento. Vi quindi una mancanza di comunicazione nel senso che le masse non ricevono nulla, non hanno alcun insegnamento, alcun chiarimento, nessun messaggio dagli intellettuali, mentre i cd. intellettuali si distaccano sempre di pi dalle persone comuni. Una situazione, quindi, tipica dell'incomunicabilit che potrebbe far pensare agli Indifferenti di Moravia e dire che sin dall'antichit la satira si avventata contro chi nella sua turris aeburnea si autocompiaceva, proclamando dogmi e stimando di raggiungere il sublime, contemplandosi negli specchi.

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In questo numero:

ociali On Lin M izi S e ag erv .S azine S.O.S

Don Chino Pezzoli "Sono un prete che vive da 30 anni con giovani drogati, confusi, violenti che portano nella loro D.ssa Mariantonia sacca il male. Li avvicino e Vitulano Funzionario aiuto a svuotarla" dell'esecuzione penale esterna di Palermo Dr. Paolo Vito Topputi Assistente Sociale senior, esperto dell'area delle tossicodipendenze, Collaboratore Specialista esterno di S.O.S.

Dott. Pierangelo Cenci Assistenti Sociali del C.P.A. Umbro, Collaboratori Specialisti esterni di S.O.S.

D.ssa Anna Vecchiarini Assistenti Sociali del C.P.A. Umbro, Collaboratori Specialisti esterni di S.O.S. D. ssa Claudia Di Giorgio Assistenti Sociali del C.P.A. Umbro, Collaboratori Specialisti esterni di S.O.S. Dott. Luigi Badolati" con dicitura "Freelance Worker, Collaboratore Specialista esterno di S.O.S.

Magazine S.O.S. Servizi Sociali On Line Volume 2 Numero 5

Direttore: Dott. Antonio Bellicoso Vice Direttore: D.ssa Marzia Trugli


In redazione:

Dott. Lucio Barone Dott.ssa Valeria Rosati

Il magazine sos nasce nel 2009 come spazio libero di discussione e informazione critica degli assistenti sociali. La rivista si propone di stimolare i colleghi alle sfide professionali che li attendono e ad informare quante pi persone possibili sui propri diritti e sui valori fondamentali del servizio sociale. Il testo deve essere in carattere times new roman 11 massimo 4000 battiture. Le note non devono essere inserite in automatico, ma digitate come carattere del testo (no apice). Evitare le virgolette semplici e i caratteri simbolo se si lavora su word. Eventuali tabelle devono essere inserite nel file di testo e limitarsi a contenere parole o cifre senza quindi grafici e simboli. Tutti gli amici di penna sono invitati a partecipare al giornale e a inviare il proprio articolo su

Progetto grafico: Dott. Luigi Badolati Chiuso il 20.06.2011 servizisocialionline@libero.it